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RIVISTA MILITARE 1882 TOMO IV

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RIVISTA MILITARE ITALIÀNA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, AR.TE E STORIA MILITAR.I

Serie III. - Anno XXVII Tomo IV.

ROMA, 1882 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITO RE Via Nazionale.


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ANIMINISTRAZIONE E CONTABILITÀ DEI CORPI

Proprietà letteraria.

Nella tornata parlamentare del 29 aprile ultimo, l'onorevole (lepulato Plebano credette opportuno di fare un'acre requisitoria contro l'amministrazione della guerra. Non è mio còmpito di qui esaminare e discutere gli appunti mossi, ma, se rileggendo sui resoconti parlamentari le parole dell'onorevole Plebano si possono notare qua e là delle asserzioni non completamente giustificate o delle deduzioni talvolta esagerate, delle dipinture faLte a colori troppo foschi, come spesso avviene nel calore delle oratorie discussioni, non si può a meno di convenire su certe conclusioni . Del resto l'oratore non fece che ripetere, specialmente ne.Ila parte conclusionale, quanto aveva già detto come relatore della commissione istituita sin dal -1880 dai ministri della guerra e delle finanze per indagare le cause che avevano prodotto lo sbilancio nel conto corrente tra l'amministrazione militare e il tesoro ('I). Cosìcchè le conclusioni non derivano solamente dalla sua particolare opinione, ma acquistano valore dai lunghi e ponderati studi fatti dalla commissione stessa.

(1) La par te conclusionale di questa relazione è stata ultimamente pubblicata dal periodico t ·Jtalia Miltta.re nei suoi n. 88, 89 e GO del col'rente anno.


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LA AMMIN!STRAZlONE

E CON TABIU'l' À DEI C01'Pl

In sostanza l'onorevole Plebano volle affermare che l'amministrazione militare manca di efficace controllo ed è così complicata da non dare sufficiente sicurezza del modo come è speso il danaro pubblico. E non è la prima volta che tanto in Parlamento quanto in pubblico si è mossa tale accusa; anzi è oramai generale opinione che tutto il sistema amministrativo militare è enormemente complicato , e che si deve attribuire a quest'unico per quanto grosso difetto, se difficile ed incerto riesce il controllo, so esige un personale contabile assai numeroso, se infine è tale che com'è non potrebbe regolarmente funzionare durante la guerra: Il sistema amministrativo contabile oggi in vigore è un vecchissimo edificio, che in altri tempi, chi lo sa? poteva essere adatto alle condizioni dell'esercito, del regime politico, delle idee che si avevano sulla pubblica amministrazione. Corroso dal tempo, l'edificio è stato man mano di qua puntellato, di là rimesso a nuovo, un pezzo abbaLtuto, un al1ro adattato ad uso diverso della sua primitiva destinazione; oggi si regge in piedi, questo è vero, e se vuolsi anche abbastanza solidamente, ma non vi è più verso di capirne, nonchè l'architettura, nemmanco la destinazione delle sue varie parti; è un labirinto tale che bisognano anni ed anni di continua pratica per trovarne l'uscita una volta che vi si cap ita dentro. Una pron abbastanza curi osa di questo fatto, fra lo mille che se ne potrebbero addurre, ce la fornisce il§ 48 della parte 2° (Disposizioni 31 ottobre 1871) del vigente regolamento di amministrazione e conl<'bilità dei corpi ( edizione 1 ° luglio 1875), in cui è detto che allorquando un ufficiale commissario (si badi che questa espressione è evidentemente posteriore alla legge sull'ordinamento dell'esercito del 1873), allorquando un ufficiale commissario interviene alle adunanze del consiglio d'amministrazione , vi prende posto a destra del presidente. Passi pure la scorrettezza disciplinare di far sedere un ufficiale commissario, che oggi può essere un sottotenente, a destra del presidente, che generalmente è un colonnello, ma solamente l'ammettere che un ufficiale commissario sieda in consiglio, dovrebbe almeno essere segno ch'egli vi abbia a esercitare un'autorità qualunque, quanto meno una qualche ingerenza o funzione; nel fatto però nè il regolamento stesso, nè alcun'altra disposizione,

non che ammellere un 'autorità o ingerenza del!' ufficiale commissario nelle decisioni del consiglio, non prevedono neppure la possibilità di tale intervento. Quantunque rimesso a nuoyo si scorge sempre un pezzo dell'antico edificio, rimasto là senza scopo e senza significato, dopo essere crollate le parli con le quali architelloni camenle formava sistema. . Nel regolamento per l'amministrazione e contabilità dei corpi dei 1822 questa stessa disposizione si trovava all'art. 18 in armonia con tutto il contesto del regolamento, per cui il commissario o sotto commissario di guerra incaricato della poli.zia amrninistrativa (art. 20) e della direzione economica (art. 2.24,) del corpo era invitato a inten cnire in consiglio come certificatore, come verificatore e come giudice; anzi come verificatore era esso stesso che convocava il consiglio, faceva iscrivere le proprie conclusioni sul registro delle deliberazioni, dichiarava a carico del consiglio lo partite inammissibili in contabilità per natura o per forma (art. 305, 307 e 313). Rimasta poi nei regolamenti del 11832 e ·1840, quando già non ave.a più il primiti,o significato, la stessa disposizione è oggi solamente una traccia per le ricerche archeologiche. Un'altra prova della vetustà dell'edificio la si trova nel continuo hnwo che rie.hiede per reg~ere in piedi. i\on vi è altro regolamento che come quello d'amministrazione subisca tanti e così conlinti.i ritocchi, e pure sembra che fra i regolamenti dovrebbe rimanere il più stabile; perchè infine cambiano le armi, i modi di combattere, l'organismo degli eserciti, ma i bisogni del soldato su per giù sono sempre gli stessi. ~ondimeno anche l'ultima edizione del Regolamento d'amministrazione e contabilità dei corpi ha in poch i anni ricevuto tali e tanto modificazioni che oramai non regge più neppure la numerazione delle pagine. Oggi, se non generale, è assai diffusa la convinzione che non torni conto a rimaneggiare ancora l'attuale sistema dei congegni amministrativi e contabili, ma essere assai più utile a edificarne uno nuovo dalle fondamenta. Credo quindi non essere inopportuno studiare l'impo1·tante argomento, anche solamente per accennare alle linee generali che sarebbero desiderabili per ottenere un mec'C.inismo semplice e facilmente adoperabile da ognuno. Correrò il ri schio d'essere accusalo d'eresia dagli ortodossi della

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LA AMMINI STRAZIONE

scienza amministrativa; tanto meglio; saranno date delle buone ragioni ed avrò avuto il merilo di averle promosse.

I. L'amministrazione militare comprende due distinte funi ioni : prescrivere il modo, il tempo e il luogo e la misura di provveclereai vari bisogni delle truppe; soddisfare a: questi , bisogni nel modo, tempo, luogo e misura prescritti. Queste due fuhzioni, che si designano coi nomi di direzione ed esec·uzione· amministral.ive, sono e· si mantengono sempre affatto distinte per indole e modo di svolgimento, come lo sono l'ordinare. e l'obbedire; ma per lo più non sidistinguono persone alle quali si possa con precisione di vocabolo, attribuire specialmente il nome di direttori e di esecutori, peroccbè fra la direr.ione prima e l'esecuzione ultima v'è una lunga gerarchia di autorità le quali a volta a volta eseguiscono secondo l'impulso, della direzione superiore, e dirigono la dipendente esecuzione. Succede come nel comando militare: fra il generale in capo e il so ldato havvi la gerarchia militare, i componenti della quale sono ad un tempo esecutori degli ordini del proprio comandante e comandanti dei propri subordinati. L'analogia fr~ il comando e l"amministrazione va anche più oltre. L'azione militare, svolgendosi con mezzi divers i, ciascuno dei quali, ha un modo proprio di comportarsi e perciò un proprio tecnicismo,. ha bisogno di comandi speciali i quali si svolgono nelle gerarchie tecniche delle varie armi; ogni arma quindi di pende da un comando speciale in quanto ha tratto al suo modo cli azione proprio ed indipendente dalle altre armi , e da un comando generale io quanto ha tratto al modo di comportarsi rispetto alle altre armi pel conseguimento dello scopo comune. Nello stesso modo l'efficacia amministrativa, dovendosi far sentire con mezz i appropriati alle varie specie di bisogni, ·ciascuna delle quali esige un modo proprio d'esser soddisfatta e perciò un proprio tecn,icismo, ha bisogno di direzioni speciali le quali si svolgono nelle gerarchie tecniche dei vari servizi;.

E CONTAB!Ll"fA. DEI CORPI

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ogni servizio quindi dipende da una direzione speciale in quanto ha Lratio ai prov vedimenti necessari alla specie di bisogni per cui è destinato, e dall'unico comando generale in quanto ha. traLLo alla sua attuazione, cioè al modo, alla misura, al tempo e al luogo di soddisfare ai bisogni stessi , in relazione alle operazioni militari ordinate da quello stesso comando generale, e al cui compimento i servizi amministrativi concorrono in modo efficacissimo ed indispensabile, ln tempo di gue!'l'a, dove lo scopo delle operazioni militari s'impone ad ogni altra considerazione, l'irnto rità del comando generale sull'aLLuazione dei servizi dev'e:,sere com1)leta, e non può tollerare ahri limili oltre quelli imposti dalla natura organica di ciascun servizio in parlicolare, nessuno potendo comandare ciò che di sua natura è impossibile; l'efficacia della gerarchia tecn ica deve tendere ad allargare questi limiti appunto sino al termine del possibile, tutto quanto è possibile non dovendo trovare ostacolo per essere attuato. In tempo di pace invece, imponendosi le esigenze economiche e fi- · nanziarie, l'autorità del co~ando generale può da queste essere ristretta sino al limite minimo consentilo dalla regolarità delle fun zioni organiche dell'esercito . La doppia funzione amministrativa, la direzione cioè e l'esecuzione, ne produce natu ralmente altre due: il rendiconto ed il conrrollo. Jn tutti i gradi intermedii della gerarchia, chi r iceve un ordine generalmente non deve esso stesso eseguirlo, !llfl in tutto o in parte farlo eseguire da altri che gerarchicamente gli dipendono; con ciò egli divi ene responsabile di due cose: ,J O che l'ordine superiore nell'essere ripartito fra i necessari esecutori riceva il completo suo com· pimento, non ne sia in nessun modo alterato lo spirito informatore, non abbia a dev iare dallo scopo cui è direLto; 2° che i mezzi impiegati siano opportuni nell'indole e proporziona ti nella misura allo scopo che si vuole conseguire. Evidentemente ciò è Yero tanto se si tra LLi del comando mili tare,. quanto se si tratti della direzione amministrativa, e come la responsabilità gerarchica militare si giustifica c-.ol rnpporto fatto dall'inferiore al superiore da cni dirett.ament:e dipende, CO'>Ì la responsabi-


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LA AM~l!NISTRAZ!Ol'iE

E CONTABI LITÀ DEI CORPI

lità gerarchica amministrativa si giustifica col rendiconto; come il · •rapporto comprende implicitamen te due parti, le quali traU.:mo l'una dell 'azione dispositiva o di preparazione, l'altra dell'azione esecutiya o di att.uazione, così anche il rendiconto si di vide in due parti analoghe, il rendiconto amministrati1>0 e il 1·e1idiconto contabile.

Tolti dunque alla vigilanza i signifi cati d'ingerenza indebita e di assistenza imposta, non le resta. che quello di diretto intervento del superiore nell'operato del proprio dipendente prima che quest'operato abbia un finale compimento; la forma che assume la vigilanza non può essere quindi che quella di revisione dei fatti compiuti e delle disposizioni prese sino al momento in cui si pronuncia, ossia la ispezione più o meno assidua da parte del superiore diretto. Carattere essenziale della ispezione che accompagna lo svolgimento di ogni fatto disciplinare o amministrativo, è quello di essere esercitata dal superiore diretto sull'operalo del proprio inferiore. Solamente chi ha dato un ordine può con efficacia vigil are che i fai Li dipendenti si svolgano secondo l'imposto indirizzo per raggiungere lo scopo desiderato; l'ingerenza di ogni altra persona non potrebbe essere che o inutile o perturbatrice. L'accertamento della verità dei fatti esposti in un rapporto o in rendiconto, costituisce il secondo elemento del controllo, che, trattandosi di fatti amministrativi, conserva più propriamente il nome di 1·evisione. Si estende così sulla parte dispositiva o direttiva, come sulla parte esecuti rn o contabile, anzi qualunque revisione di una sola di queste parti, di loro natura intimamente collegate e dipendenti; non P?trebbe essere che incompìeta. Ora, siccome la_ parte dispositiva è dipendente dagli ordin i ricevuti, dalle circostanze variabili che co·sti tuiscono l'ambiente nel quale il fatto amministrativo si svolere · delle .condizioni anch'esse variabili imposte dal bisocrno che il fa~t~ . ~ ammm1strativo è destinato a soddisfare; siccome l'unica autorità. c~ie può accertare la verità di questi ordini, di queste circostanze e -d1 queste condizioni non può essere che il superiore immediato, il quale ha promosso il fatto amministrativo e ne ha con la sua vicrilanza seguìlo l'andamento evolutivo ; così ne consegue che anche l'accertamento della verità dei dipenclenti fatti esecutivi contabili dev'essere praticato dalla stessa autorità per essere utile ed efficace. . Il gi~dizio, che costituisce il terzo elemento ciel controllo, segue immediatamente la revis ione, ne è necessario compimento e non può ess~r~ dato da altra a.utorità che non sia quella che ha eseguita la rev1s10ne, cioè dal superiore immediato. Esso deve esprimere nett~mente l'approvazione o la disapprovazione, intera o parziale, del1 operato dall'autorità dipendente.

Alla responsabilità gerarchica dell'inferiore fa risconLl'O nel superiore il diritto e il dovere del cont1·ollo. Ogni fatto derivante dagli ordini di un'autorità militare qual unque cade, per legge disciplinare, sotto la sanzione del giudizio del superi ore immediato: il regime disc.iplinare delle truppe, la di loro . educazione, istrnzione ed amministrazione, per dltissima importanza che hanno sull'organismo milita re, non possono sfuggi re a questa legge; anzi sono i principali oggetti per cui ogni superiore, nel dare impulso e direzione all'azione dei propri dipendenti, deve vigi larne l'operato, accertarne.la regolaritit, giudicarne l'opportun ità ne!Ja natura e nella misura dei mezzi jmpiegati. Il controllo clunque comprende le idee di vigilanza, cli accertam~nto o revisione, e di gùidizio . La vigilanza non può nè dev'essere la preveMiva conoscenza e approvazione da parte del superiore di ogni disposizione che l'inferiore ha in menLe di prcnclere nella sfera dell e sue proprie attribuzioni, perchè in tal caso si tradurrebbe in invasione di queste stesse attribuzioni, in assorb imento dell'autorità dell'inferiore, in annullamento della responsab ilità che a questi compete; sarebbe in una parola la distruzio·ne della gerarchia, la quale riposa appunto . sulla graduata ripartizione di facoltà e di responsabilità . La vigilanza non può neppure e:;sere l'assistenza continua e previdente da parte del superiore , perocchè questa, per quanto benevola esser possa, se è imposta, scema molto, quando non distrugge affatto, la responsabilità dell'infer iore; anzi produce un altro inconven iente derivante dall'incertezza dell'ingerenza del superiore, ed è che questi, se le cose procedono bene, vuole generalmente attribuir.sene gran parte del meritc,, se male può ri fiutarne la responsabi lità, la ,qual cosa produce scoramento e poco zelo nell'inferiore. In un solo . ~aso può l'assistenza essere utile, ed è quando essa è spontanea. mente invocata dall'inferiore.

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LA A'MMfNISTRAZlONE

L'approvazione di un rend iconto porla con sè la conseguenza di. esonerare l'inferiore che lo produce e nel limiLe dei fatt i accertati dalla revisione da ogni ulteriore responsabilità morale e materiale. Questa conseguenza, che può forse sembrare eccessiva, è invece logica e necessaria; è logica in quanto che è nella natura organica della gerarch ia; è necessaria in quanto che è il solo mezzo per essere sicuri di una vigilanza costante, di una revisione accurata, di un gi1.;dizio avveduto , in una parola , cli un controllo efficace.

n. Da quanto precede risulta che principalissimo carattere dell'amministrazione militare è che in tutto il suo procedimento si svolge secondo gerarchie di autoritit amministrati ve, le quali tutte ricevono vita ed impulso dal comando generale delle truppe, e tutte si ritrniscono nel cooperare allo scopo comune, che è il benessere delle truppe · stesse e il concorso a rendere possibili e fac ili le operazioni militari. Questo carattere dell'amministrazione mili tare è una logica con-. seguenza della na:tura organica dell'esercito . In esso tutt.o vi deve essere armonizzato in modo da mantenere piena ed intera l'autorità del comandante in capo, massimo il su o potere. Delle varie gerarchie alcune, quelle propriamente mi litari, sono i nervi senso rii e motori del vasto organismo, che dalla periferia riportano la conoscenza dei fatti esterni al centro cerebrale, e da questo portano la volontà e la fanno arrivare alla periferia con tutta la originale energia per mettere in moto e far agire l'immane corpo ; altre, quelle propriamen tc amministrative, sono le arterie e le vene le quali . sempre·, eccitate dalle innervazioni, portano dal centro rrntritivo gli elementi di vita e di forza alle membra, e da queste ritolgono gli elementi guasti o consunti. Sia pure che il .paragone possa parere ardito o artificioso, ad esso però non potrà niegarsi l'esattezza in ciò che· l'organizzàzione delle gerarchie è basata sulla. natura delle ramificazioni nervose e venose, così nella successiva diramazione dei rapporti fra. l'autorità centrale e l'ultima esecuzione , come nel succes-

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sivo accentramento dei rapporti fra l'est.rema esecuzione e la prima - direzione; egualmente non gli si potrà ne~are l'esattezza in ciò che precisa le reciproche relazioni fra le gerarch ie militari e quelle amrninistrative; i vasi sanglligni non possono funzionare se non sotto l' impulso dell'aLlività nervosa, i plessi nervosi non possono nè sentire né muovere se non sono irrorati dalla nutrizione sanguigna. Stabilito questo punto, che a me pare di capitale importanza, sarà. faci le di numerare e specificare le varie gerarchie amministrative. 13. principale e più completa gerarchia amministratiYa è costituita dalle stesse autori la mili tari che costituiscono la gerarchi a del comando Lattico e del governo delle truppe. Evidentemente questa, <:onoscendo meglio di ogni altra i bisogni delle truppe e meglio di ogni altra potendo giudicare del moclo di soddisfarli in relazione delle operazioni mii itari ehe essa stessa dirige, è la più adatta a tenere l'amministrazione. Senonchè vi sono alcuni bisogni delle truppe, i quali non possono essere soddisfatti direttamente dalla gerarchia del comando, o perchè richiedono il concorso di speciali persone tecniche, o perchè richiedono speciali mezzi i qua.li presso le truppe produrrebbero ingombro tale da limitarne la necessaria libertà d'azione. Per questi bisogni sono istituiti speciali servizi ehe hanno altr@ttante gerarchie tecni che destinate a farl i funzi onare. Però a determinare il numero e la specie delle gerarchie tecniche amministrative bisogna trovare il giusto equilibrio fra due ordini di considerazioni, di cui l'uno tende a diminuirle se non ad escluderle a/Tatto, l'altro tende invece a moltiplicarle. Il primo è che ogni nuova gerarchia produce di sua natura un nuovo attrito alla macchina militare, e sotto questo punto di vista non si dovrebbero sottrarre -alla diretta gestione amministrativa ed economica dello gerarchie proprie dei corpi cli truppa se non quei servizi pel cui regolare fun ziona. mento si richiedono mezzi meccanici o vasti stabilimenti cli cui i corpi difettano; l'altro è che fra i mezzi propri dei corpi non devono :aiutarsi quelli larghissimi di cui dispongono o potrebbero disporre m tempo di pace e in guarnigione, ma solamenle quelli ristrettissimi -~he in condizi_oni anche difficilissime cli guerra rimangono ancora .m loro potere : perocchè i servizi amministrativi non to llerano in-


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LA AMM!NIS'fRAZIONE

terruzioni , e basterebbe che i mezzi necessari per farli funzionare mancassero anche una sola volta per arrestare più o meno completamente il corso delle operazioni militari. Infatti nel tempo di pace, se si to}r,ono i servizi tendenti a produrre alcuni speciali ~ateriali, 0 come le armi, le munizioni, il carreggio, a tutti gli altri bisogni potrebbero i corpi provvedere direttamente; è solamen te in campagn_a che si troverebbero nell'impossibilità di farlo per gran parte d1essi. Nè d'altra parte è conveniente di stabilire modi diversi cl' aromi~ nistrazione adatti gli uni al tempo di pace, gli altri al tempo d1 auerra, perocchè ciò, oltrn a complicare enormemente il passaggio, ' : ià per altre ra"ion i nori. semplice, dal piede di pace a quello di ~nerra., farebbe : nche mancare in campagna X personali pratici e ;perimenta.ti per far funzionare i servizi solo_allora _istituiti; an_che a questo proposito è assolutamente necessano segwre 1~ massnna che, per quanto possibil.e, i servizi debbano sempre funz10nare secondo i modi propri del tempo cli guerra, anche quando, come generalmente avviene in pace, si possa disporre di modi più semplici e . . . più economici. Ciò posto, parmi potersi stabilire essere necessane le gerarchie tecniche corrispondenti ai seguenti servizi : 1° Servizio sanitario. - Ricovero, cura ed assistenza dei feriti e degli ammalati. 2° Servizio d'artiglieria. - Produzione e conservazione delle armi , delle munizioni, del carreggio, degli strumenti da zappatori, e di altri meccanismi. 3° Servizio del genio. - Edific i ad uso militare. - Caserme e casermaggio. - Piazze d'armi, poligoni, ecc. 4° Servizio cli commissariato. - Acquisto, preparazione e distribuzione del pane, dei viveri e dei foraggi. 5° Servizio veterinario. - Ricovero e cura dei quadrupedi ammalati. 6° Servizio delle rimonte. - Riproduzione, allevamento ed acquisto di cavalli. . 7° Servizio del vestiario ed equipaggiamento. - Manufaz1one e conservazione del vestiario, degli oggetti d' equipaggiamento e delle bardature.

E CONTABI LITÀ DEI CORPI

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g0 Servizio di stato maggiore ed istituto geografico. - Info1·mazioni, ricognizioni e prodnzioni cartografiche. 9° Servizio della giusti7,ia, militare. . . Su questa ripart'iz ione di servizi non è necessario fare ~p_eciah osservazioni, essendo quella da tutti ammessa. ed an:h~ o~g, m n ~ gore; sole variazion i da notarsi sono quelle .che s1 nfer1scono a1 servizi dei viveri , dei foraggi e del casermaggio. L'acquisto dei viveri fa tto direttamente dai corpi è ce~tame?t~ · più naturale. Il consumatore è sempre il più adatto a f~re gli ~cq_u1st~ delle cose che gli abb isognano, e d'allra parte l'acquisto cle1 v1ven non presenta alcuna specia le difficoltà . Ciò è vero però ~olo n.e~· tempo di pace e nelle guarn igioni, ed a questa stregua altn servlZI ancora potrebbero essere affidati ai corpi. Cosa. impedirebbe ai corpi di al!argare alquanto le infermerie che già hanno, e curare tutti i propri ammala ti? Cosa impedirebbe loro di acquistare le stoffe e costruire da se stessi il vesLiario, come già per molto tempo hanno fatto? Se questi servizi non si affidano ai corpi è solo perchè, appena costretti a muovere, essi non potrebbero più provvedervi, e perché d'altronde è necessario tenere pur sempre preparati i mezzi, per fa re funzio nare in campagna i servizi stessi. Per le stesse ragioni dunque il servizio della provvista e distribuzione dei viveri, va falla. anc.he in pace dal commissarialo . . Lo sLesso dicasi dell'acquisto e disLribuzione aei foragg i. Anzi a· questo proposito va fatta anche un'a!Lra osservazione riguardo al- · l'acquisto e distribuzione della paglia da lettiera pei cavall i. Questo servizio ha molta analogia con quello del casermaggio, perchè è una distribuzione che va fatta solamente quando i cavalli son9 nelle scuderie. Senonchè è da· osservare che la distribuzione della paglia da lettiera. per la sua frequenza produrrebbe un aggravio · sensib ile e un conteggio innaturale al servizio casermaggio; pare quindi che la pagfot da lettiera. dovesse essere compresa. nella razione foraggi di stazione. li casermaggio può essere amministrato in molti modi sui quali si ha libertà. di scelta., perchè questo servizio non funziona che nel tempo di pace. Uno di questi modi, che parmi conveniente ed, economico, è quello di dare in consegna gli efl'eLLi di casermaggio al', genio militare, il quale provvederebbe alla loro rinnovazione e con- .


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E r.ON'l'AB1L1TÀ DEI CORPI

servazione nei magazzini, mentre i corpi utenti provvederebbero alla loro manutenzione durante il tempo che sono in distribuzione. Qualchecasermiere e qnalche assistente del gen io in più, basteranno a tenere in ordine i magazzini di casermaggio , mentre l'amministrazione del servizio è semplicissima. Del resto, in qualunque altro modo si vogliano ripartire le varie gerarchie amm inistraliYe e .fissare le loro generiche funzi oni, il regolamento dovrebbe neuamente stabilire le facol tà, i doveri e la re.sponsabil ità di ogn i autorità ammin istrativa, allo stesso modo che il regolamento di disciplina stabilisce le facoltà, i doveri e la responsabi lità disciplinare di ogni autorità militare. I principii fondamentali di un regolamento d'amministraz ione parrni potersi così. formulare : 11° Rispettato sempre il principio gérarchico. Nessuna facoltà può essere propria ad un'autorità qualunque che non competa nello stesso tempo all'autorità gerarchica immediatamente superiore. Nessuna comnnanza di doveri fra due autori tà, dispensa quella inferiore di adempiere completamente ai proprii . L'inferiore che ha reso conLo del suo operato all'immediato superiore e ne ha ottenuto l'approvazione, non è più responsabile dei fatti in esso resoconLo esposti . 2° Equo rapporto fra facolfa e doveri . Nessuna faco ltà dev'essere appannaggio di una inoperosa autorità, ma concessa unicamente -eome necessario mezzo pel compimento dei doveri attribuili a ciascun grado; nessun dovere deve mai eccedere la somma delle proprie facol tà. 3° Completa responsnbilità nel limite delle facoltà e dei doveri . Ammessi questi principii, che a me paiono indiscutibili, se ne . possono dedurre molte necessarie conseguenze. Ne additerò una sola come assai importante . È chiaro che l'es istenza dei consigli d'amministrazione è incompatibile, così col principio della gradazione gerarchica, come con quello della completa responsabilità., la, quale per essere tale deve 11ecessariamente essere personale. Può sembrare assai grave soltanto enunoiare l'abolizione dei consigli d'amministrazione, tanto più ch'essi derivano da un'antica istituzione in vigore pressoché in tutti gli eserciLi; ma chiunque, senza preconcetta opinione, voglia vol~

gere Ja mente alla funzione di questo congegno, il qualeèdestinato unicamente ad accentrare eccessive facoltà in una autorità. impersonale piantata nel bel mezzo della gerarchia, non potrà sconvenire che esso disLurba il regolare andamento dell'amministrazione, senza presenLare alcuna sufficiente garanzia. Esso infatti limita l'autorità superiore, giacchè ogni autorità personale si sentirà sempre paralizzata di fronte alla decisione d'una autorità colletLiva; un generale di brigata si senLirà sempre estraneo all'amministrazione dei reggimenLi dipendenti finchè si trova a fronte, non due colonnelli, ma due consigli deliberanti con facoltà superiori alle proprie: per contro la responsabilità morale dei cons igli è limitatissima appunto perchè impersonale, e se il rifacimento del danno può materialmente ripartirsi fra i membri del consiglio con prestabilite proporzioni, questa stessa ripartizione sarà sempre ritenuta ingiusta ed arbitraria, porchè non fatta in ragione della indeterminabile responsab ili tà morale.

III.

Stabiliti i fondamenti sui quali deve, secondo me, poggiare l'amministrazione militare, passo senz'altro ad esaminare la forma che deve avere il rendiconto per essere facile ed intelligib ile. Osservo anzitutto che l'amminisLrazione trae i suoi mezzi materiali dal bilancio prMentivo della guena, e che il resoconto anuninisLrativo deve trovare il suo compimento finale nel bilancio consuntivo: l'uno è il punto di partenza, l'altro quello di arrivo, fra i quali si svolge il processo contabile militare che ne costitui5ce il necessario legame. La for:uia clella contab ili Là è quindi intimamente collegata a quella dei bilanci. I mezzi assegnati dal bilancio preventivo a ciascun servizio dell'esercito sono man mano e gerarchicamente ripartiti e tra~formati dal!' azione amministrativa sino a pervenire ali' ultima · 1mmediata applicazione; il rendiconto faccia la stessa strada in senso ANNO XXVII, VOI,. lV.

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inverso ed accenlrandos: man ma110 e riepilogandosi s~condo le stesse gerarch ie perrenga a c_ostituir_é il bilancio consuntivo. . Queslo concetto parrni cosi semplice e 1~atura~e da non pot~1 a meno di riuscire facile e intelligibile a tutL1; anzi se qualche difficoltà può ancora presentarsi, il rimedio per eliminarla non do:•remo cercarlo nella forma contabile, la quale per tal modo non vana, ma nella base amministrativa dei bilanci. . ... Supponiamo un bila_ncio P!'eve~tiv~ il qua~e, fra_ altri ~oss1b1h, presenti un certo numero d1 capitoli che nguarclino unicamente quella parte dell'amministrazione tenuta direLta~~nte dall a_ gcr~r; chia milital'e propriamente detta, quella parte c10e _che ?g~1 co1p~ può O deve ammini stt·are da se stess?, _ed altrl}lL.ant1 ca~1toli qL~ant1 sono i servizi amministrati da speciali gerarchie tecniche. S1 abbiano per esempio i seguenti ca~itoli: . . 1° Paghe ed assegnamenti personali fissi. 2° As~egnamonti eventuali. 3° Speso cli viaggi . 4° Manutenzioni e speso varie (l). 0 ° Servizio d'artigli eria. 6° Sel'Yizio del genio . 7° Servizio di commissariato. 8° Servizio veterinario. 9° Serrizio delle rimonte. ,10° Servizio vestiario ed equipaggiamento. 11 ° Servizio dello stato maggiore ed istituto geografico. ,1;:! 0 Servizio della giustizia mil itare. Da cosiffatta assegnazione clerivano due specie di c_o~tabil~l~ . L'una generale, comLrno a tutti i c~r~i d'. truppa e~ tutl'. 1 sernz'., e dove comprendere tullo quanto s1 nfer1~c:.e al s~cld1sfa~1mento .dillo clei biso1rni clel personale dell'esercito e all alluaz1one ultima O re · · • · t 1· del di ogni servizio; in essa quindi trovano nsconlro Lutl1 1 capi o 1 primi quattro capitoli possono m~ltipli~arsi, se (I l È superfluo av"erti r e che questi · arm ·i e coi. p 1· spec1a · 1·I com e O""' s1 pratica. Ciò t orni utile sm inuzzarli, per lo varie o-> • • _ però produrrebbe l'inconveniente di non poter abolire _complctamen~e le contabll1ta ~pe: ciali per gli aggregati d'altri corpi: mratti, trattandosi d,. aggr~gaz1on.1 pre.s so ~orp1 d1 armn divei·sa, sarobboro pur somprc necessarie, pcrchè r1 forcnt1s1 a diversi cap1toh do~

bilancio.

E COX1'\BJLIT\ DEI CORPI

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bilancio . J:altrn speciale a ciascun servizio, e contiene il conteggio dei mezzi impiegati pel funzionamento del servizio stesso; lo contabilità speciali sono quindi tante quanti sono i servizi , si riferiscono ad un so lo capitolo di bilancio, e possono essere rette da norme particolari ad ognuno secondo l'essenza e le esigenze del serrizio a cn i si riferi~cono . Si comprende facilmenlo come la contabilità. generale sia la più importante non solo, ma quella che richiede la massima chiarezza, semplicità e facil ità. di redazione. Cercherò di esaminarne una che possa riunire queste tre qualità. Elemento primo ecl essenziale della contabilili~ generale è il giornale di contabilitd tenuto da ogni compagnia o reparto analogo. CaraLlcre elci giornale, come l'indica il suo nome, clev' essol' quell o di poter ogni giorno esser chiuso e presentare l'esatta situazione contabile della compagnia. La chiusura è faco ltativa, generale o parziale, ad ogni i:;pezione supel'iore; è obbligatoria e generale ad ogni camb io del comandante della compagnia e ad ogni fine cli mese; alla chiusura mensile tien dietro l'impianto del nuovo giornale. Il giornale cli contabilità presenta i seguenti documenti : IO Il ruolo nominativ9 della compagnia. 2° La situazione amministratirn giornaliera della forza . 8° Tant i 1·endicont-i quanti sono i cap itoli del bilancio amministrati direllamente dal corpo e sui quali ha facoltà di chiedere abbonconti: con l'ipotesi fatta sarebbero quattro, riferiti ai primi quattro capitoli del bilancio. 4, 0 Tanti qiwdri di. riscontl'o, quanti sono i servizi eh.e hanno provveduto ai vari bi sogni clel corpo. Jl molo nominativo è impiantalo con la scorta del rnolino tascabile ora in uso nelle compagnie. Esso deve presentare i nomi cli tutti i componenti della compagnia, la loro posizione amministrativa al ·IO del mese e le successi ve variazioni subile. Essendo questo il documento più importante, perchè base di tl1lla la contabiliLà, va tenuto con la massima cura; epperò l'ufficiale che segue immediatamente il ca.pilano deve assicurarne la perfe tta tenuta firmando ogni giorno tulle le variazioni individuali avvenute nella compagnia, e ne risponde al capilano . La situazione giornaliera deve presentare la forza della compa-


LA .UIMINISTRAZIONE 20 gnia amministrativamente considerata. Infatti la po$izione di ogni individuo può esser considerala sotto vari aspetti : organicamente un individuo può essere e[ettivo o aggregato; tatticamente può esser presente od assente; amministrativamente può essere in sussistenza al corpo o non in sussistenza. Questo diverso modo di con. siderare la posizione degli individui è la ragione per cui tanto diffìci Imente coincidono sempre tra ìoro due s·itucizion·i dello stesso corpo e alla stessa data. Sarebbe facile redarre una situazione che presentasse numericamente la posizione degli individui considerala s~tto tutti e tre i citati aspetLi; ma l'importante è che ii giornale di contabilità presenti per ogni giorno la situ:;t.Zione amministrativa graduale e numerica. Il totale mensile indicherà le giornate di sussistenza amministrate nel mese dalla compagnia distinte per ogni grado . La situazione amministrativa non distinguendo gli effettivi dagli aggregati, va inteso che gli uni e gli altri sono allo stesso modo amministrati dalla compagnia, ciò ohe toglie la. principale cagione di continue relazioni contab ili fra diversi corpi (4 ). Il 1° rendiconto. - I1aghe e assegnamenti personali fissi - presenta in debito le somme riscosse con abbonconti dalla cassa del Jrn.1taglione o del reggimento, in Cl'edito le somme pagate per paga alla trùppa e stipendio agli ufficiali, per la cui dimostrazione la compagnia non ha bisogno di presentare altri fogli paga o fogli stipendio; il bilancio generalmente presenterà un debito pari a quel fondo che anche oggi è pur necessario affidare permanenlemenLe alle compagnie. In modo analogo sono redatti il. B0 e 3° rendiconto. - Assegnamenti eventuali, e spese di viaggio -· registrandovi giorno per giorno gli abbonconti ricevuti e le spese fatte a carico dei rispettivi cap itoli. Il 4° rendiconto. - Manutenz ioni e spese varie - rappresenta dettagliatamente gl'introiLi e le spese, divise per specie, fatte dalla compagnia secondo le facoltà concesse dal regolamento al capitano. Questo rendiconto può dare tutte le possibili spiegazioni sulla ragione ed importanza delle spese, ma, rimanendo tutto alla respon1

(J) Vedere la noLa precedente.

F,

CONTA13JUTÀ DEI CORPI

sabilitò. del capitano, in generale non ha bisogno dell'appoggio di altri documenti oltre la di lui firma: intendo, cioè, che sia smessa quella smaniosa esigenza che oggi prevale delle mille r icevute, riepiloghi e mandati di pagame.nto per l'acquisto di una scopa o di un vaso di terra per la manteca, i qual i documenti del resto non dicono null a più della firma del capitano, spesso difficilmente, o troppo facilmente procurabili, sempre d'ingombro e d'incaglio alla resa dei conti. I rimanenti quadri di riscontro, i quali si riferiscono ciascuno ad uno speciale servizio di cui il corpo non ha l'amministrazione diretta, rappresentano : il movimento degli individui curati nei divers i stabilimenti san itari; l' inventario dell'armamento, delle mun izion i, del carreggio, dogli strumenti da zappatore, ecc., ecc., esistenti presso la compagnia; i materiali consumati, ricev uti o versati; i locali occupati dalla compagnia e la situazione del casermaggio in consegna; l'epilogo delle razioni viveri, pane e foraggi ricevute mediante buoni dalle sezioni sussistenze; un piccolo rendiconto delle razioni pagate in denaro; la situazione dei viveri di riserva in consegna alla compagnia; l'epilogo degli oggetti di vestia:rio e d'equipaggiamento ricevuti dalla. compagnia. dai magazzini di vestiario e dai distretti; e così di . seguito. Come è evidente, la tenuta.di un cosifi'allo giornale di contabilità è chiara e semplice, non richiede un grande lavoro di redazion01 comprende tutta la contabilità generale propria della compagnia, nonchè gli elementi per la ricomposizione di tutti i capitoli del bilan~io consuntivo. l\ferita però essere spiegato nel suo meccanismo il conteggio del vestiario, poiché il conto massa ind ividuale oggi in uso, per la brevità delle ferme non presentando più alcun vantaggio, è generalmente condannato. Studiando il sistema del vestiario a durata, vi si riconoscono due gravi svantaggi in confron to col sistema della massa individuale, e bisogna assolutamente trovar modo di eliminarli, se vuolsi che il


LA AMilf!KISTRAZI ONE

sistema possa riuscire praticamente possibile. Il primo di tali svantaggi é che la fatalità del sistema delle durate fisse toglie ai comandanti di compagnia. quella discreta libertà di far distribui re oggetti nuovi agli individui che ne presentano maggior bisogno, la. quale è assai pregevole perché invoglia i capitani a interessars·i della tenuta del vestiario dei loro uomini, e a cercare di vederli ben vestiti pur mantenendo tutta la necessaria econonomia. L'altro svantaggio è che, se la tenuta dei conti individnali presenta un conteggio laborioso e complicalo, la con labilità del vestiario a durala fissa, quando dovesse seguire la storia di ogni singolo oggetto, si presenta sotto un aspetto ancora più diffici le e ben altrimen\i complicato. Chi ricorda l'amministrazione del vestiario pressd il già eserci to dell e Due Sicilie, dove appunto ogni oggetto di vestiario aveva una determinata durata, e di ogni singolo oggetto distribui to si teneva conteggio separato per valutarne la percorrenza del!a durata, sa che essa si dimostrava con tre conti diversi: uno annuale complessivo fra il magazzino del corpo e lo Stato da una parte, fra lo stesso magazzino e le compagnie dall'aìtra ; uno semestrale nominativo tenuto da ciascuna compagnia; uno di conto corrente rappresentato da un libro mastro per compagnia.e dai libretti personali del ves"tiario. Fra questi il conto semestrale ( chiamato appunto il semestrale ) era qualche cosa di enorme c0sì per complicazione come por materiale estensione. · Per evitare ambedue gli accennati inconvenienti non pare che vi sia altro mezzo che quello di con teggiare la competenza vestiario alht compagnia in complesso, e lasciare che il capitano, nel limite di tale competenza, amministri il vestiario come meglio crede agli individui della compagnia, e ne tenga conti particolari. Così fissata, per esempio, a 1080 giornate d'uso la durata del cappotto , per ogni 1080 giornate di sussistenza pagate agli uoi:p.ini della compagnia, questa ha diritto ad un cappotto, di cui il capitano dispone, secondo i bisogni individuali . H seguente schema d~t un esemp io del come potrebbe essere con~ teggiata dal giornale la competenza vestiario della compagnia:

E CONTABILITÀ DEI CORPT

Pantaloni Camicie a giornate a giornate d' uso ,1080 d'uso 720 d'uso 180 Cappotti

I a giornate

.

no giornate no giornate no giornate

- -- -

-

Credito risultante alla fin e del mese precedente

-

8

700

520 27

82

Giornate di sussistenza pagate nel nrnse .

3000

3000

- - -Totale

-

3700

8

Competenza

3 -

3000

352.0 27

3082

-- 460 ,J'.2.

640

,V~

22

--- - --- - - --

Prelerameuti nel mese Dal magrtz ....... con buono n° ,1 2

,10

Dal dist. di ...... con buono n° :t

40 IO

2

Risulta il credito alla fi ne del mese 1

---

-

-·

Totale

----

-

40

- --- 1\.60

2

6,iO

4

;,-

22

Questo sistema di conteggio porta alle seguenti necessarie conseguenze: 1° I distretti devono vestire gl' inscritti e i rich iamati ,daì congedo sempre con oggetti nuovi, la qual cosa del resto ha il vantaggio di togl iere ai distretti lét laboriosa contabili tà di oggetti di tante diverse classi d'uso; 2° I congeda.menti devono essere eITettuati ai corpi, ciò che


LA AMi\flNISTRAZIO?\E

E COKTAUILITÀ DEI CORPI

produce pure una econom ia tenendo i congedandi due o tre giorni di meno sotto le armi; 3° I congedandi conservano gli oggetLi di biancheria e le altre parti del vestiario necessarie a rimpatriare, come usas i attualmente; 4° Gli oggetti in uso lasciati dai congedati, co~e gli oggetti fuori d'uso, ad eccezione delle biancherie, degli individui sotto le armi, restano di proprietà della compagnia, che ne dispone tanto per distribuirli ad altri individui, quanto per le riparazioni; 5° La distrib uzione e la rinnovazione dei distintivi ai graduati, come pure la rinnovazione dei pi,)coli oggetti ,de i quali non conviene fissare la durala per non complicare eccéssivamente la contabilità, sono fatte dalla compagnia. La spesa risultante potrà essere, o conteggiata insieme e cumulativamente alle spese cli manutenzione del vestiario, oppure rivalutata mediante ritenuta sull a paga degli individui: queste ritenute sulla paga però s~rebbe bene evitarle, ma in ogni caso sostituirebbero, ed anche solamente in parte, le ritenute straordinarie che oggi si praticano sulla paga degli individui con un deb ito di massa eccedente le 50 lire. 6° La compagnia deve tenere un registro. per giustificare così l' imp iego fatto del vestiario prelevato, come le spese sostenute per manutenzione del vestiario in uso .

somme messe a carico del comandante della compagnia. Copia di quesla relazione viene trasmessa alla compagnia, la quale l'm1isce al giornale del mese successivo, sul quale, ai quadri rispettivi, fa le correzioni ordinale e diffalca le somme addebitale mediante special i note spiegative. Compiute quesle operazioni, la contab ili tà della compagnia per quel mese s'intende chiusa. La conlahililà del battagl ione è dimostrata mediante un giornale cli forma affatto simile a quello dell,i compagnia. Nel molo nominali vo è r egistralo il personale dello sLaLo maggi·ore del battaglione, se questo è organicamente costituito; il secondo quadro tappresenta la situazione del la forza compilata giorno per giorno su i rapportisituazioni che trasmeuono alla mattina le compagnie, e serve così dì riscontro alle situazioni delle compagnie stesse; in tutti gli altri quadri del giornale è rappresentata la contabili tà propria del battagl ione, socoudo le facoltà concesse dal regolamenlo nl comandante del battaglione, e alì a fìne di ogni mese vi sono segnate in epilogo le conispondenti contabil ità delle compagnie. Così la contabilità del batlaglione è LutLa dimostrata nell'unico giornale, o i giornali delle compagnie non ;•i stanno che come semplici documenti. A sua voi la il reggimento verifica e giudica le contabili là dei bat· taglioni, e ne comprende i risullati sul giornale proprio del reggimento . Queslo giornale è nella forma simile a quello delle compagnie, nella sostanza simile a quello dei ballaglion i, comprende cioè · il dettaglio della contabilità propria e il riepilogo di quella dei l.re battagli oni . Anche la materiale compi lazione del giornale contabile de~ reggimento non può essere assai più laboriosa che quella rich1esla dal giornale d'un battagli one: certamente la compilazione del rend iconto r iflettente le 1na.niitenzimii e spese varie a,vrà una maggiore estensione; tuttav ia, se le facoltà amministrative, invece di accentrarsi, come oggi, tutte nel comandante del reggimento, sa~·anno equamente ripartite fra questo, i comandanti di battaglione e 1 comandanti di compagnia , anr.he questa parte della contabi lità verrà a ripartirsi e a semplificarsi in conseguenza. Il comandante della brigata sta a capo delh gerarchia propria dell 'arma; esso è il vigilatore naturale dell 'andamento economico dei suoi reggimenti, ne verifica e ne gi udica per ullimo i risultati

IV. Al principio d'ogni mese la compagnia impianta il nuovo giornale di contabili tà, snl quale trasporta le rimanenze del giornale precedente, e li presenta tutti e d[te al comandante del battaglione. Questi verifica anzitutto che le rimanenze trasportate siano esatte, lo assicura con la propria firma, e restituisce il nuovo giornale alla compagnia; verifica quindi i giornali di contab ilità dc~l mese precedente delle quattro compagnie del battaglione. Terminata la verifica, compila per ciascun giornale una breve relazione sulla quale fa risultare le osservazioni fatte, le correzioni ordinate, le


26

LA

A)!MINISTRAZI0'NE

contabili, e li Lrasmette alla divisione accompagnati da una speciale relazione, ma risponde direttamente delle spese approvale od ordi nate di propria auto rilà. Il comando della divisione è il primo eomando generale dO\'e si riuniscono le contab ili tà delle varie 11rmi, corpi e servizi dipendenti e dove ha origine una conlabi lilà generale comp lessiva dell'esercito la qLiale, verificata, riepilogala e completala dal comando di corpo d'annata, è poi lrasmessa alla intendenza d'armata o al ministero. La contabilità di corpo d'annata comprende le contab ilità di tutti i corpi e servizi del corpo d'armala. È un rendiconto completo per quanto si riferisce alle paghe e assegnamenti personali fissi, agli assegnamenti eventuali, alle spese di viaggio 1e alle manutenzioni affidate ai corp i, e presenta inoltre il prodotto ottenuto da ciascun servizio : completato con le contabilità speciali dei servizi stessi, le quali pervengono all'intendenza d'armata o al ministero per organo delle rispettive gerarchie amministrative, diverrà un'aliqllot:a esatta del bilancio consuntivo della guerra . Questo sistema di rendiconto amministrativo contabile può parere a primo aspetto assai laborioso e da condannarsi come quello che implica la continua ingerenza dei comandanti distogl iendoli dalle loro più importanti funzioni. Anche ciò ammettendo, non deve dimenticarsi che un controllo rea le ed efficace non è già il formalismo che può darlo: la revisione accentrata in un unico ufficio non può essere che di mera forma, ripartita. in piccol i centri indipendenti dal comando sarebbe non autorevole e però inefftcace. Il dilemma è inevitabile: o controllo efficace e ingerenza dirella del comando, o comando estraneo ad ogni ingerenza amministrativa e contab ile, ma controllo non autoreYo!e o forma le, contabilit1t arcana di cui solamente gl' iniziati sono ammessi ai misteri . ~fa sarà poi tanto difficile questa continua vigilanza amm inistrativa del comando, tanto laboriosa questa sua ingerenza contabile? Rifacciamo un rapido esame. Abolite tutte le m.asse, le quali sembrano fatte a bella posta per far parere difficile e complicato ciò che di sua natura è semplice e fac ile; tolto di mezzo in conseguenza Lutte le finzioni legali di accrediti per assegni ordinari, eventuali e personali , e di addebiti per

E COi'iTABIU1'A DE! CORI'!

tutto quanto il corpo riceve in natura, come pane, galletta, carne in consena, foraggi, legna, casermaggio, vestiario, ecc. ecc .; semplificata l'amministrazione del vestiario e tolta quell'altra finzione contabile ch'è il conto massa individuale; separati i conti secondo la loro natura e in dipendenza del loro processo amministrativo e della loro origine nel bilancio della guerra; in una parola chiamando pane il pane e vino il vino, la contabilità dei corpi diverrà assai semplice e inleJ!igibile ad ognuno . La compagnia rende i suo i i;onti presso a poco come fa oggi; s~lo res ta abolil_n, la fa rraggine di carte contabili, fogli paghe, fogli st1 pend10, buoni nominativi , stati di riparazioni , i qual i documenti o~rni si fan~o a porn perdita di tempo poichè sono anche riportati nel ~IOI_'nale dr contabilità. La contabilità esterna della compagnia resta l1m'.lala _all~ tenuta del giornale, quella interna al!a tenuta di pochi 1;eg1sl r1 1nd1spensabili , come quello del vestiario e qualche altro aelle spese dt manutenzione affidate alla compagnia. C~mpito principale del battaglione è la verifica e il giudizio dei conti del le quallro compagnie dipendenti . Se la vigilanza del mac,giore sull'andamento amm inistrativo delle compagnie è stata c~stante, la revisione si riduce ad un semplice lavoro materiale che p~ò ess~1·e _e~eg_uito in una giomata dal personale proprio all'ufficio d1 magg1onta d1 battaglione. · · L'amministrazione di reggimento si riduce essenzialmente a curare il pi~ e~onomico e miglior impiego delle somme assegnate per ~an~tenz1ont e spese varie, giacché ogni altra è determinata datan ffe mvariabili . Nè ciò difficile deve r iuscire se le norme re(fola"' '.nenta~·i ?~r a~nmin_istrare tali somme, pur mantenendosi preci;e ed mflessib11I, siano mformate al princip io dell 'amministrazione da b~ion padre di faniiglia, accordando larghe faco ltà ai comandanti dt corpo ed imponendo loro una responsabilità reale e non di sola forma contabile : il controllo sia rivolto principalmente a (Yiudicare :e. l_e spe~e f~tte ~iano state utili, necessarie e risLrette nei c)giusti lillt> anz1che verificare solamente se il documento contabile messo a grnstificazione dell a spesa sia di giusto peso e delle dimensioni volute. Ridotta a questi termini, l'amministrazione reggimen tale può essere tenuta con limitati mezzi personali. L'ufficio di ma<rniorità Oc>


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LA AlllMlNISTRAZ!ONE

compili la situazione giornaliera clella forza, e la tenuta dei registri matricolari; un capitano, che può essere il comandante del deposito,· abbia l'incarico del mciteriale, tenga cioè l'inventario e il conteggio delle robe non in consegna ai battaglioni e alle compagnie, curi la manutenzione di tali materiali e specialmente le grosse riparazioni al vestiario e alla calzatura che può tornare conven iente di accentrare per tutte le compagnie; un ufficiale pagatore, che può essere il segretario do! colonnello, tenga il regisLro di cassa reggimentale, delle riscossioni e dei pagamenti fatti dalla cassa stessa. L'importante è che il reggimento non abbia alcun ufficiale del corpo contabile, e èiò per due importanti ragioni; prima perché è necessario che tutto quanto si ri ferisce all'amministrazione J conlabìlità propria · llel reggimento sia conosciuto e praticalo da tutti gli ufficiali del reggimento; secondo perchè il frammischiamento cli diverse gerarchie nel reggimento non è conveniente neppure sollo l'aspetto disciplinare. · Il comandante della brigala, naturale ispeLtore e vigilatore permanente dell'amministrazione dei reggimenti, comincerebbe a sentire il bisogno dell'aiuto di un ufficiale specialmente a ciò destinato, che potrebbe forse essere un capitano contabile. Infine i comandi cli divisione. e cli corpo d'armata avrebbero bisogno di speciali uffici cont~ibjli diretti da ufficiali superiori contabili . Interessa nondimeno stabilire che questi uffici contabili presso i comandi generali, come i capitani contabili presso i comandi di brigata, non hanno alcuna facoltà nè propria nè ·per delegazione: essi non devono essere che semplici coadiutori del comandante il quale solo avrebbe facoltà e responsabilità.

V.

Nella contabilità generale dei corpi si ha, come è statù detto, un riscontro completo dell'attuazione dei vari servizi, nonchè l'inventario dei materiali esistenti presso i corpi dell'esercito; manca però in essa la dimostrazione dell'impiego fatto delle somme assegnate

E CON'l':\BILITÀ. DEI

com•r

29

dal hilancio ai vari servizi., il processo amministrativo-contabile della trasformazione di tali somme nei mezzi da essi forniti alle truppe, nonchè l'inventario dei materiali in deposito e disponibili presso i servizi stessi . 'fuLto quesLo deve q11indi formare oggetto delle contabilità speciali. Ogni servizio ha bisogno di uno speciale regolamento pel suo interno funzionamento, perocchè ognuno di essi ha un'organizzazione adatta allr, sua speciale natura, nè per tutti eguale p11ò essere la forma del rendiconto e il processo amministrativo-conl,abile. Si possono nondimeno sLabilire alcun i criteri essenziali comuni almeno a!ili speciali regolamenti dei servizi logistico-amministrativi. Sii;come è stalo già ripetuto, ogn i ~ervizio presenta due specie di relazioni: le relazion i interne proprie del servizio, speciali al la sua natura e al suo modo di funzionare; le relazioni esterne, coi bisogni cioè delle !ruppe e con le esigenze delle operazioni militari. Le prime esistono nella gerarchia tecnica pl'eposta àl serv izio e da essa mantenute in nwdo cosla:1Lf1 e determinato, e si rif'eriscono ai proVYeclimenLi necessari nl regolare fonzionamenlo del servizio indipendenlemente dagli ordirti de.l comando tattico; le seconde esistono frn la geearchia tecnica e la gerarchia milila.ro propriamente detta, e si r iferiscono all'attuazione ult1rna del servizio stesso, cioè al modo, tempo, luogo e misurn, di soddisfare i bisogni delle truppe. A meglio chiarire questa doppia specie di relazioili sat'à. forse opponuno un esempio, e scelgo il procedimento amministrative> contabile del servizio di commissariato. Ammeuiamo che per ogni corpo d'armata si abbiano, in pace, una compagnia dì sussistenza ed una direzione di commissariato con dipendenza tecnica diretta dal ministero della guerra; in guerra si aggiunga una direzione di commissariato d'armata con dipendenza d~ll'intenclenza d'armata. Ammettiamo inoltre che la compagnia d1 sussistenza sia organizzata in maniera che all'atto della mobilitazione abbia. mezzo di fornire il persona.le e il materiale necessario all a costituzione degli stabilimenti di prima linea e concorrere alla formazione degli stabilimenti avanzati, del deposito centrale e degli slabilimenti occorrenti al servizio delle tappe; oltre a ciò deve fornire analoghi mezzi alla milizia mobile, e avere suf-


E CO:'\'l'ABILJ'L~ DEI COllPJ

30

LA AMMINISTR.lZIO~E

ficiente larghezza per lasciare sussistere il servizio territoriale affine di concorrere a formare gh stabilimenti di riserva (,1). Il servizio tecnico diretto e vigilato dal comandante della compagnia, è affidato a capi sezioni, i quali di13:1ostrano la . loro particolare gestione ciascuno mediante un rend1co11Lo speciale. Anche questo rendiconto può essere assai semplice, notando ad uso gior~ nale o libro mastro le entrate e le uscite separatamente per ogni specialità del servizio vettovagliamento (pane, carne fresca, derrate, viveri ordinari, viveri di riserva, foraggi); l'importante è che queste contabilità non abbiano a cambiar forma per essere applicate ai vari stabilimenti di campagna (panifici, parchi buoj, magazzini viveri, sezioni sussistenze ecc.). Ogni mese i rendicotiti special i delle sezioni, rivisti ecl approvati dal comandante della compagnia, sono trasmessi alla direzione di commissariato. (I) Oltre ag li stabilimenti di riserv,1, al servizio ùelle . tappe, al deposito cent.1·ale d'armata e agli stabilimenti della miliz1a mobile, a! quali SI potrà pr?vvedern CO)) operal borghesi e della m:lizia mobile e con uffici richiamati d.al serv1Z10 aus1ltal'lo, questa compagnfa, i n caso di mobilitazione deve fom1re 1 seguenti personah .

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sezione sussist en1.a per di visi~nc d i cava lleria.

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1 parco viveri di rise1·rn d i corpo d'arm ata

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3 sezion i sussistenze per divisioni di fanteria e truppe suppletive

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La direzione di commissarialo del corpo d'armata provvede al riapprovvigionamenL0 delle sezioni sc1ssisLenze. l?a pertanto gli acqu isLi, o direttament.e o per appalti, dei grani, dei buoi cla macello, delle altre derrate alimentari, dell'avena, del fi eno, della paglia occorrenti; vigila e si assicura che i generi introdotti nei magazzini delle sezion i sussistenze siano della qualità e nella qnanti là contrallata; risolve Je controversie fra i venditori o appaltatori e le sezion i. Il rendiconto della direzione di commissariato si riduce quindi ad una sempl ice esposizione dei fal li amministrativi compiuti, e ad un conto di cassa pei pagamenLi eseguili. Questo rendiconto, riepilogato con quelli delle sezion i sussistenze, è trasmesso al ministero dcllft guena o all'intendenza. La convenienza di fare acquisLi diretti o per imprese, di fare imprese per presidio, per corpo d'armata, o per più corpi d'armala è giudicata in tempo di pace dal ministero secondo Ja specie dei generi, la condizione dei mercati e le esigenze economiche; in tempo di guerra dall'intendenza secondo la possibilità d'adoperare l'uno o l'altro mezzo in relazione alle esigenze mi litari. Insomma fìnchè si traua della parte amministrativa interna il comando militare non vi ha alcuna inger~nza diretta. Dove invece il comando militare ha az io!ìe propria e diretta è nell'attuazione del servizio, nella sua fun7. ione rispetto alle truppe, per la quale le sezion i di sussislenza dipendono diretLamente dai comandanti di presidio o cli divisione; questi ne sono i naturali ispettori e ne vi. gilano il regolare funzionamento; essi soli risolvono le controversie che possono sorgere fra i corpi e le sezioni, allo stesso modo che i

2

'ls parco viveri di riserva per d ivisione d i cavalleria . ,I, magazzino a1'anza Lo viveri ordinari . 'h parco vive1·i d i riserva d'armata 1 sezione pan ificio avanzato

'ls 'ls l

Totale

2

'I, '/a ¾ G

2

~--:1~

168

317

In pace dunque questa compagnia dovrebbe avere la forza. d( circa 150 uo1~_ini di truppa, e potrebbe esser di visa in 4, sezioni d i Circa 38 uom1mmascuna, .POCO p1u del! ~ metà dei quali panaltieri: all'atto della mobilitazione i panatt1er1 s11·accoglterebbero tuttl

nella quarta sezione per formare la sezione panificio avanzato. Abili e pratici uflìciali, cioè tali da dover li avere nei quadri anc he in tempo di pace, bisognano alle sezioni sussistenze e a l pan ifici o, ossia 5 capitani e 16 s ubalterni: in conseguenza la compagnia sussistenze dovrebbe avere i l seguente quadro d'ufficiali : l capi ta no comandante, 4 tenenti anziani (o capitani i n 2°) capi sezio ne, 16 tenenti o sottotenenti (4 per sezione). Del resto è evidente che l'organizzazione d'una compagn::i sussistenze non può essere paragonata a quella di a ltra compagnia combattente, eJ anche i n tempo di P,~ce,_pel servizio delle sezioni nei pri ncipali p:esidii del corpo d'armata, bisogna I i ndicato n umero di ufficiali .


32

L.\ AM~flN[STRA 7.IONB

direttori di commissariato ri5olvono quelle fra le sezioni e gli appal tatori o venditori. Inoltre il comando militare riceve periodicamente la situazione <li tutri i generi in deposito nei rnri magazzini seconllo la loro speciale clesLinazione, perchè possa. esen:itarvi una costante vigilanza per assicurarsi della quantità, qualità e perfella' conservazione dei generi in deposito , e all'occorrenza dispone secondo il bisogno e ordina quelle modificazioni che ritenesse opporLune o necess,irie. In analoga maniera funzionerebbe ogni altro serYizio. E, per esempio, il servizio sanitario, in pace avrPbbe in ogni corpo d'armala una direzione- di sanità dipendente dal ministero per la parte ammin istrativa interna, dal comitato cli sanità militare per la parte se ienlilica, dal comandante del presidio i;er la parte esecnti va del servizio; in guerra aggiungerebbe la direzione di sanità d'armata, con dipendenza dall' intendenza. Una compagn ia <li sanità per direziono clonebbe aYero l'organizzazione e i mezzi personali o materiali necessari i per formare a ll'alto della mobilitazione gli stabi limenti sanitari propri del corpo d'armata e concorrere alla formazione di quelli del deposito cenLrale, avanzati, di lappa lu ngo la linea d'operazione, e di riserra all'interno del paese. Insomma ogni servizio, secondo la sua nalurn tecnica, polrebbe avere uno speciale modo di esistenza, senza però mai perdere di vista la scopo di sua istituzione, ch'è sempre quello di soddisfare ad un bisogno delle truppe in 9tierra.

E CO'.'iTAIJl/.I'l'.\ DEI COHPI

r ioè,_ sia dircLLamcnte allrihuita al relati rn capi tolo del bilancio pre,entn'O della guerra; la 1·ontabilitù nella sua forma abhia per iscopo la costituzione lei bilancio con:;untivo. }IonBNO maggiore di stato maggiore. f'rE~NAUO

ll sistema amminisLraLiro conLnbile che ho tentalo di esporre è certamente suscetLibile di essere meglio arclii letlalo e completalo nei suoi congegni . Quello che a me pare assai importante è che siano sempre tenuti presenti i seguenti criteri fondamentali: gerarch ie amm inistrative ind ipendenti nelle loro funzioni, dipendenli dall'unica autorità. militare pel' armonizzarsi nel loro fine; facoltà amministrative che si ripartiscono successiYamente dall'alto in basso d'ogni gerarchia, e resoconti che si accenLrano dal basso in alto secondo le stesse gerarchie; abolizione completa di tutte le fi nzioni contabili : ogni spesa, .\~NO XXVI J, VOt,

l V,

3


LO STUDIO DELLA FORTIFICAZIONE

LO

STUDIO DELLA FORTlFICAZION~~

Le por.he considerazioni, svolte nella prima parte di questo mio, scritto, intorno al metodo negli studi militari, mi conducevano ad affermare che, riassumendo: . . 1° L'arte militare, come ogni altro ramo dello sc1b1le, ammette na :filosofia che, per mezzo della ricerca diretta e della indagin.e ~bbiettiva, miri alla determinazione dei principii e delle leggi, donde soltanto possibili le norme e le regole per la concl'eta soluzione dei problemi reali. . . 2° L'insegnamento elementare ed 11 supe_nor~ po:ssono e .devono svolgersi informati ad uno stesso metodo; 1l ~m carattere scie~tifico-storico si pieghi, razionalmente e progressivamente, alle estgenze dei diversi gra~li ~ scopi_delle militari is:~t~zioni. . . . . 30 Così le isLruz1on1 teonche come le piat,che ese1c1 laztolll debbono, per ogni materia, simultaneamente procedere desunte dallo stesso ordine cli criteri, governate dalle stesse norme, svolte nella stessa reaWt di fatti concreti (con la misura però voluta dalla gradazione dello insegnamen to) ed, inoltre, affidate ad un solo docente titolare. 4o L'insegnamento dev'essern moderat~ in guisa che le no. · z1oni che, a mano a mano si vanno acquistando, .non· ..solo b dalibiano un contenute reale e siano fondate sopr~ p1:mc1p 11 en eterminati ma, nel contemporaneo sviluppo dei cnter1 e delle regole, facciano inoltre palese, tanto degli uni quanto delle altre, la. ra-

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gione intima ed il nesso razionale; onde, in ogni caso concreto, si possano sempre valutare le relazioni che corrono fra le parti ed il tutto, fra i mezz i e gli scop i, frn l'assoluto ed il relativo, fra. il desiderato e il possibile. 5° La cultura generale e la militare possono e devono procedere di accordo e completarsi a vicenda; vuoi che si tratti di studi militari di prepara.mento, vuoi di perfezionamento; ordinate però a seconda dell'intima natura delle conoscenze affini è nelle proporzioni volute dai singoli scopi, relativi a ciascun grado dell'istruzione. 6° Il metodo scienLifico-storico, applicabile· sempre tanto agli studi mili Lari elementarj quanto ai superiori, può trovare il suonaturale sviluppo nella l'eale indagine del come la ragione organicosociale si trasporti nel campo dell'azione militare; come cotesta azione, in conseguenza, si esplichi secondo i principii dell'organica, della logistica, della tattica; tre parti, tre modi, tre forme di azione collegate fra loro nella unità del concetto strategico, rispondente alla unità degli scopi. Venendo ora alla forti ficnzione, accennerò qui ad alcune quisLi on i che ne risgurtrdano i principii fondamentali e mi sembrano meritevoli di essere prese, ancora, jn considerazione. Non entrerò in particolari bastandomi di ricordare come anche la fortificazione debba informarsi agli stessi criteri che regolano lo sviluppo delle altre parti della scienza di guerra: essendoché i principii, le leggi, le norme che la risguardano, non possono essere desunti che da quel. !_'ordine stesso di fatti, di considerazioni, d'indagini che conducono a stabilire i principii, le leggi, le norme di tutto lo scibile mililare. Nel toccare quest'argomento mi permetterò soltanto di riassumere, in parte, ed in parte ch iarire alcuni punti delle mie lezioni.

I.

Giova, pria di tutto, osservare che, nel moderno risvegl io degli studi mili tari, la fortificazione non è stata mai trascurata; che anzi, e specialmente in quest'ultimo decennio, si sono traLtati e con ere-


DELL.\ FOE\TlF!CAZlO~R

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LO STUDIO

scente alacrità si vanno ancora trallando, tanto presso di noi che nll'estero, importanti argomenti militari dove essa fortificazione è con::idcrala qt1ando isolatamente, qt1ando nei suoi rapporti con gli altri principali rami dell'arte militare; ora rispetto all'in tero organamento difensivo degli Stati, ora a qualche speciale problema relativo alle grandi od alle piccole operazion i di guerra . Intorno ai quali recenti ed aLluali studi merita di esser notato come, a prima giunta, paia che si vadano ripetendo sempre le stesse questioni già !ante Yoltc discusse e si riproducano di continuo gli stessi problemi, le stesse diffico ltà, gli stesj dubbi, le stesse. obiez ioni di prima circa l'utilità, l'impor- . tanza, l'e(ficacia, le funzioni , i metodi ed i sistemi della fortificazione. Questo èun fatto, però, in ogni scienza ecI arte natural issimo e necessal'io: imperciocchè, in Lulle le sue sfere, h conoscenza è relativa, e nei problemi, quantunque abbiano ·un contenuto immanenLc, variano di frequen te le soluzioni a seconda dei tempi, pel diYerso valore che "anno, a mono a ma110, acquistando i dati ed i quesiti. Nel perenne lran~ito, in chesisrolge una qualunque umana attività, quelle soluzioni, ami, cosliLui scono le successive affermazioni del progresso: le quali, nel cozzo inevilabile delle opin ioni, sono accompagnate sempre dal riprodursi cli uno stesso ordine di dubb i e di peevenz ioni. Siffatto fenomeno, generale nel processo di tuue le conoscenze, è lan to più rilevante in fort.iGcazione in quanto che questa ha molteplici e strette attinenze, da un lato, con tutti i rami della scienza di guerra e, dall'altro, con le principali scienze ed alti risguardanti l'ingegneria. Trattando della fo rtificazione è naturale, quindi, che nell'epoca nostra si riproducano e si prendano di nuovo in disamina nlcuo e questioni che si possono compendiare nella consueta dimanda <( Come dev'essere attualmente considerata la fortificaz ione rispetto : 11° agli studi, sì elemen tari che superi ori: .2°al suo concorso nello svol ryimento delle operazioni militari? Sono due questioni, due argomenLi, che implicano la necessità di considerare, rispetto agli attuali mod i di guerra, quale funzione appartenga alla fortificaz ione, da quali criteri essa desuma e con quali norme applichi le sue teoriche ; le qual i cons iderazioni riguardano la speculazione e l'azione, la teorica e la pratica, l'astratto ed il concreto. Nel trattare siffatte quistioni, nel cercare le più convenien ti soluzioni a questi sempre rinascenti 1

<')

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quesiti, si sono di recente appalesate, non meno di prima, dispar<t~e dottrine e si sono formulale Leoriche diverse a seconda delle trad17,ionali tendenze delle varie scuole, come pure in relazione dell'indole stessa e delle peculiari condizioni mi litari delle principali nazioni. Il rinnovamento degli studi non si è ancora con tanta efficacia e così estesament.~ propagato nelle sfere dell'insegnamento, non ha influito. ancora tan to sulla puLblica opinione militare, dn impedire che si sperimentino tuttavia, rispetto alla fortifica~i?ne, alcuni fra quei pregiudizi che ho additato circa la cultura m1hlare in generale. E seguita quindi, quantunque in proporzioni molto minori cli prima, il dissidio fra coloro che pretendono la fortificazione doversi insegnare dommaticamente e pel' via di regole relative alla varietà dei cas i possibi li , e coloro i quali sostengono lo studio della for tificaz ione, smesso del mtto quel metodo , dover procedere, invece basato sullo scientifico e storico volto a stabilire, pria di tutto, principii e norme direttive. Se non che questa diversità, ne! le due principali categorie di opinioni, si è complicala per la natura stessa della fo rtificazione che, come testè ricordava, riunisce in sè i due elementi, miìitare e tecnico . I sosterùtori della seconda opinione, per esempio, non sono di accordo in quanto all'applicazione del metodo scientifico; alcuni propugnano che l'elemento mili tare prevalga al tecnico, altri invece vorrebbero che gli restasse subordinalo anzi v'ha chi ritiene non esse1:e necessario cli curare che il solo 'elemenLo tecnico; nè mancano coloro i quali vorrebbero che, nello inserrnamento della fortificazione, non solo venissero ancora n adoperati due metodi distinti, l' uno da seguirsi dagli uffiziali del genio, l'altro da quelli delle altre armi; ma che, per que:sta ultima classe di uffiziali, si distinguessero, vuoi in quanto ad indirizzo generale, vuoi in quanto a particolarità cli modi, le due maniere d'insegrntmen to; l'elementare cioè ed il superiore. La confusione e spesso <',rii errori ' nelln •prati ca dell o insegnamento, sono special> mente dipesi dall o aver v0luto ri.Lenere la fo rtificaz ione come .un ramo della in vcreo-neri a soltanto; dallo averne diretto lo studi o, quasi èl sempre aridamente, verso le speciali tà clelle costruzioni, trascurando l'elemento militare ; dallo avere, in conseguenza cli tale indi rizzo, colLivata questa parte dell'arte militare quasi in disparte dalle altre, in vece di desumerne i principi i, le norme ed i modi per le


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LO $Tl;DI0

cosLrnzioni, dall'intimo dei rapporti che,· nella realtà delle operazioni di guerra, devono correre fra essa fortificazione e gli altri elementi di azione. I problemi di forti ficazionc, insomma, sono stati ritenuti essenzialmente problemi tecnici, da trattarsi con i criteri della ingegneria e messi a disposizione dell'elemento dirigBnte mili tare. Con questo si è venuto a propagare l'opinione che lo studio della fortificazione debba essere inteso a preparare forme tipiche e regole per costruzi oni, applicabili a seconda dei casi che in guerra si possono presentare: donde, per conseguenza, lo strano abuso di questa frase applicazione della fortificazione ed il sign iu cato ristretto ed inesatto ad essa dato, come si trattasse di cosa preparata a pari.e e poi messa a posto, secondo le occorre11ze; senza riflettere che la ragione tecnica non può avere importanza, nè significato reale, se non in quan to inerente alla ragione rniljtare che assolutamente deve governare l'insieme ed i particolari, i sistemi e le maniere delle costruzioni. Nello studio della fortificazione cotesta diretta derivazione della ragione tecnica dalla militare veniva spesso e viene ancora, qualche volta, negletta e, prevalendo la prima alla seconda ragione_, si è ritenuta la fortificazione come la scienza degli uffizialidelgenioe dì essa solo quella parte si è reputata accessibile ed utile agli uffizialì delle altre armi la quale è relaLiva ai lavori da campo. Ed anche questa parte si aveva cura di presenta.re spogl ia di ogni elemento teorico militare; ridotta, per lo più, ad un elenco di definizioni, di regole, di figure convenzionali, di numeri ìnalteterabili: qualche volta, come lusso di scienza, aggiungendovi un poco di algebra e di clescriLtiva. In tal guisa, anche i più. diffusi trat.tati elementari (1i fortificazione, salvo rare eccezioni, poco o ni ente parlavano di operazioni rniliLari onde dedurne, con processo analiLico, le norme per fortificare; ed assumevano forma e significato di catechismi, o ricettari dove l'ordine per la esposizione delle materie riusciva convenzionale; non diretto a far comprendere, fin cla principio, gli stretti rapporLi che col'l'ono fra la fortificazione e le altre part.i della scienza di guerra; non svolto in guisa che, dai princip ii fondamentali di esse parti, risultassero quelI i della forti· ficazione e ne restassero informate la teorica simultaneamente e la pratica, indagate ed esposte nella realtà del la esperienza e della storia. Malgrado, insomma, i lodevoli sforzi di alcuni illu~t1·j inge-

DELLA FORTIFICAZIOSE

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;gneri mili tari, il melodosegnìto nello insegna~nen to, tanto elementare quanto superiore, così teorico che pratico, è stato, durante l'epoca moderna e nel principio dell'attuale, generalmente falsato rispetto all a fortificazione, più che per le altre parti dell'arte mili tare· ed il di fetto di metodo nel le scuole ha spesso , per conseguenza, prodotto poi una dannosa sconcordanza '.ra . i ~?di . pr:conc~tti di fortificare e le reali esigenze delle operaz1om militari; s1 che rn non pochi casi, o queste si trovarono vincolat_e a pr~sta~ i_lite ~n~~1iere di difesa, o le opere cli fortificazione riuscirono muttl 1; che I rngecrnere militare essendo, il più delle volte, molto ingegnere ma poco ~1ilitare, si manteneva con la mente chiuso in una cerchia d'idee non in consonanza sùfficienle con le reali e mutabili esigenze della guerra e con le svariate condizioni geografiche e topografir:lie dei siti. Ed in quella solitudine del proprio pensiero, armato d1 compasso, righe e squadrette, escogilava sulla tabu,l~ ra~a d~lla c_arta, con processo del Lutto subiettivo, teoriche arbitrane d1 fort1ficaz1one; donde quella congèrie cli maniere, di forme, di spedienti che, se da uu lato appalesavano la. feracità della immaginazione di quegli, ar~ chitett.i, manifestavano, dall'altro, e la poca conoscenza eh essi avevano delle cose militari ed il falso indirizzo dato nelle sèuole a][o studio della forLifLcazione. Nell'epoca attLrnle però, in forza del cammino fatto dalle idee i~,torno ai più confacenti metodi d'insegnamento e pel novello sviluppo preso dall'arte mili tare, si è iniziata e sempre più. si ~a dovunque attuando una seria trasformazione intorno al modo d1 trat,tarn la fort.ificazione; la quale, per conseguenza, seguendo la sua. -evoluzione nella duplice ragione, militare e tflcnica., vuoi rispetlo al -modo di studiarla., vuoi a quello di farla concorrere alle operazioni di guerra, si va sempre più piegando e presto certamente s'informerà del tutto ai criteri generali della scienza di guerra, il suo con.fonnando al presente indirizzo scientifico, che come ho più vol~e i·icordato, si compendia nella connessione delle teoriche e nella umiicazione dei principi i per gruppi di conoscenze affini. C?sì l'opinione di ridurre l'insegnamento della fortificaz ione ai soli regolamenti, alle sole istruzioni pratiche, va perdendo in guisa tale teri·eno, che la non è più seriamente sostenibile e non si vede ancora :propugnata che da quei pochi soltanto i quali mal sanno la lore>


LO STUDIO

mente piegare alle esigenze dell'insegnamento scientifico. Si va,. inoltre, smettendo l'abuso del metodo tecnico matematico; cotesto elemento essenzialissimo ritenendo, più opportunamente, come mezzo per concretare le idee derivate dalle speculazioni d'ordine anz.ituLto mil itare. Si propaga, per conseguenza, quel modo più largo, più consono ai buoni studi, più ferti le in utili risultamenti, secondo il quale si prende a base dello insegnamento e del concorso della fortificazione nell.e operazioni mili Lari l'j ntima sua relazione con gli altri principal i rami della scienza di guerra; si afferma dovunque il concetto e si consolida la convinzione che la questione del metodo nello insegnamento deJla·fortificaz ionc e qnell~ del concorso di essa nelle operazioni di guerra sono due questioni così l'una all'altra connesse, tanto l'una dipenden te dall'altra, da costituire due aspetti correlaLivi di una sola questione; i quali, quantunque possano venire e vengano per ragione di analisi separatamente traltali vogliono, essere però sempre, dopo le speciali inélagi ni, riuniti nella realtà sintetica dei loro intimi rapporti. Cotesta convinzione, entrata 01'!nar nella pratica delle militari investigaz.ioni, ha esercitato già e sempre meglio va esercitando una influenza tanto più benefica sullo sviluppo dell'arte militare in quanto che si è prodotta spontaneamente,. nel modo voluto dalla ragione stessa dell'attuale movimento intellettuale che porta a generalizzare le indagini, a connettere, secondo la loro natura, l' idea ed il fatto, la speculazione e la realtà. Siffatto concetto prendendo sempre più forma nella sfera dello insegnamento militare, men lre condurrà cerLamenLe al rapido perfezionarsi del1'elemento tecnico della fo rtificazione, contribuirà eziandio a distruggere gl i errori estrenli nei quali non poche volte sono inco rsi i militari; secondo l'uno dei quali le operazioni di guena si sono fa tte molto dipendere dai concetti e dai procedimenti della fortifiGazione· e, secondo l'altro, è stata fin negattt in esse l'utilità della fortificazione. A questo novello e razionale indirizzo negli studi della fo rtifìcazione hanno nell'epoca nostra con tribuito con l' insegnamento, fra i prim i, il Brialmont, il Wagner, il Briinn er, il Gi rard, all'estero -e, presso di noi, principalmente il colon. del Genio De BenedicLis; il quale ha, presso la Scuola di guerra, giLLat.o le basi di un razionale insegnamento della fo rlifica7.ione dettando lezioni nelle quali le _più accurate, complete ed anche minute incfogini tecniche, circa le-

DELL,1 FORTJflCAZIONB

costruzioni, sono sempre accompagnale da considerazioni milita!'i ed anzi ne derivano come necessarie conseguenze a seconda di problemi reali, vi s'innestano nei vari casi concreti come parti al Lutto. Metodo questo che, mentre offre all'uffiziale studioso il modo di riso lvere le qnistion i pratiche relati ve alle esigenze del servizio, ne abitua Ja mente a quel modo largo, analitico simultaneamente e sintetico, di considerare la scienza del fo rtificare senza del quale impossibile l'arte di piegare opportunamente le norme e le regole alla varielà dei casi. Il rinascimento degli studi po siti vi si è verificato nella fortiricazione quando, acquis tata impol'tanza suJliciente la quistione del terreno e dei faui reali, si è dato il necessario sviluppo allo insegnamento della geografia e della storia militare che prima o del tutto negletto, o non era condouo, presso le scuole, con forme e modi opportuni. La geogrann. e la storia mil itare non si consideravano come parti integranti del fondamento scientifico Iiegli studi di fortificaz ione, ma soltanto come accessorie; non dalla loro diretta inda-gine, di accordo con quella intorno ai modi di azione, si curava cli trarre criteri e norme, ma invece esse venivano adoperate quando .sembrava opportuno di citare laoghi e fatt i a comprovare l'utilità delle norme e delle rego le escogitate, per lo più, a priori . ·Pu1· troppo il concetto di derivare i principii fondamentali dell'arte mihtal'e dallo studio intorno alla realtà dei modi di guerra, è peneLrato tardi nelle scuole mil itari., in generale, tardissimo specialmente in quelle di fortificaz ione; nè vi si è potuto ancora del tutto propagare, dovendovi sempre lottare o con gl'i nveterat i pregiud izi dottrinari, o con le grettezze di una praLica grossolana, che vi avevano posto profonde radici; ai quali si deve l'abuso invalso delle slegate, arbitrarie e superfic.ial i citazioni storiche come esempi; abuso ·· funes to, perchè con esso facilmente si guastava il cri terio militare, piuttosto che illuminarlo e dirigerlo, e non è lo stesso anzi è l'opposto dello studio·storico della scienza di guerra. Cori ragione, quindi, trattando della critica nell a teorica della gueera, il Clausew itz fa osservare che« un fait histori qne qu'on n'effieure qu'en passarn, peut servire a défendre les opinions !es plus opposées. Trois ou qnatre exemples tirés des temps ou des pays les pl ns éloignés , des circonstances lcs ph;s hétérogènes, qu'on apporte et qu'on entasse labo.

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DELf,A FORTlFlCAZIONE

LO STUDIO

ri eusemen t, ne servent qu'it emharrasser età dérouter le jugement, sans avoir la moindre valeur comme preuve; car, quand on les examine au grand jour, on découvre que ce n'esL que du clinquant, et -que l'intention de l'auLeur n'était que de faire rnontre d'érudi tion ». E, dopo di aver notato che la citazione di un fa tto storico può soltanto servire come esplicazione od applicazione del pensiero e per constata!'e semplicemente un fatto od un eITetto, lo stesso autore àggiunge: « Mais Jorsqne l'exposition d'un fa it histo rique tend à ladémonstration de quelque verité générale, il faut que le fait soil développé d'une manière exacte et circonslanciée, dans tout ce qui a rapport à la proposi tion esprimée; il fauL qu'i l soit, en quelque sorte, reconstruit avec soin aux Jveux clu lecteur » ed ao·o ·iun <'ae ehe « il •v a O<? > -encore un autre inconvénient à cffieurer seulement !es événements historiques . Il consiste en ce qu'une parti e cles Lecteurs ne connaissent pas suffisamment ces évenements, ou ne les ont pas assez présents à la mémoire, pour conctwoir, lorsqu'ils sont rnentionnés , la pensée entière de l'auteur. Il _résulte de là que cenx-ci se trouvent dans !'al ternati ve, ou de se laisser imposer des opinions, ou de rester sans convinction » ('1). E se questo difetto delle agglomerate e superficiali citazioni è grande e pericoloso nei trattati, lo è immensamente più nelle lezioni orali dove, assolutamen te, gli allievi non hanno nè il tempo, nè il modo di convincersi: essi non possono che « iurare in verba. magistri »; il pessimo questo tra i mod i di stu,.dial'e, ancorchè si citino opinioni di grandi uomini , Bisogna, e chi lo nega? rispettare le autori tà scientifiche; ma meditarle sempre relativamente al tempo in cui si man ifestarono e, specialmenle, « il faut, come scriveva lo Chasseloup, se ganler, de la paresse, qui nous tait fla ichir sous l'autorité de ceux qui nous ont JJrécédé » essendo che l'autori1à non può valere se non per quanlo basata sulla raaione. Donde si può concludere che, coi:ne per ogni scienza, così petl'arte militare in generale e per la fo rtificazione, in particolare, lo studio .storico vuol essere progress ivo; il quale, meni.re considera ed espone -secondo la ragione del pernnne transit.o, l'evoluzione rectle della

(I) C,., usv. wn1. -

,~ib. 2. 0

De la guer·r e - T'u.bblicatio,i 11ostume traduite (le L'allemand ,·, 1• · ,

scienza, CJLlelle fasi specialmente ne esam ina in tutti i pa nicolari , nelle quali si trova l'affermazione di un carattere relativo ad un periodo singolare, o la ragione ed il modo di una importante trasformazione. Ed a qnesto proposito mi è grato di ripetere le lodi della nostra Scuola di guerra, dove lo studio sLorico dell'arte militare, assistito da ottimi studi di geografia militare, è appunto condotto secondo questo indirizzo , Perché lo studio dell a fortificazione proceda, dunque, ordinalo e nel senso stesso che ho ;i,ccennato per quello, in generale, dell'arLe militare e vi s' inne.5Li, tanto rispell.o all e teoriche investigazioni, · quanto alle pratiche esercitazioni, e gli elemenLi , tecn ico e militare, vi si completino a vicenda, mi pare che si potrebbe procedere nel modo seguencle: 11° Svolgere, nei preliminari, i princi pii fondamental i, i criteri di rettivi , le definizioni, desumendoli dai rapporLi che corrono fra lafortificazione e le altre parti essenziali della scienza di guerra, nella ragione concreta degli elemenli geografico e topografi co, come pure dei modi di azione; 2° Stud iare storicamente, con int.endimento scientifico , tanto tecnico che militare, le ragioni delle forme e dei modi adoperali dalla forLificazione, a seconda dei tempi , curando specialmente, com'è naturale, i modi e le fo l'me attuali; 3° Trattare del concorso dellaforLificazionenelle operazioni di guerra incominciando dall e organiche e, per le logist iche. arrivando alle tattiche. - Inerenti a questo procedimento sono, mi pare i seguent.i vantaggi, I preliminari aprono la strada alle speciali i11Yestigazioni . Lo studio procede sempre consono all'indirizzo cli sopra accennato, rispetto a tutta la scienza di guerra, e sempl'e nel concreto dei fatti reali; in che si scorge il rapporto fra i determinanti di natura militare e quelli d'indole soci~de e politica. Le succ~ssive trasformazioni delle dottrine, in fortificazione, si appalesano ,<lipendenti dalle relazioni fra alcune esigenze immanenti e molte contingenti e transitorie; donde la nozione dei principii assoluti e dei relativi e quella del percbè nella.variazione dei sistemi al variar delle armi, della formazione degli eserciti, del progresso del le indusLrie, del modo di combattere, dei mezzi oss idionali. Lo studio ,della guerra di fortezze, tanto importante e nel qua le la fortificazione trova il suo completamento, come l'arte tutta mili tare vi trovò l'origine ..del suo sviluppo, prende il suo post0 naturale dopo quell o, imme-


LO STUDIO

diatamcnle, degli argomenti logistici e tattici . Per qnesta ,ia si sono già messi non pochi docenti di fortificazione; mi basti citare il Wagner, in Prussia, il Girard ed il Woowmars, nel Belgio: io stesso l'ho, nei limi li delle mie conoscenze e del possibile, tentala: molti altri vi assentono e, se essa non è del tutto seguila nella pratica cli scuola, cio è dovnto al le difficollit che ancora v'incontrano la relatira trasformazione, che sarebbe necessaria, nella succes~ione delle materie e nello insieme dei progrnmmi. Cotesto metodo , ed in ciò consiste il principale suo pregio, si adalla lrrnto ai superiori quanlo agli studi elementari; in esso si po::sono fondere gli elementi scientifico e storico ed, ove anche lo in:-egnamento si volesse arrestare ai soli elementi, questi sarebbero dagli a!Jie\'i posseduti, nei preliminari, quali de,ono essere, razionali cioè e reali, teorici e pratici, att i a guidare con sicurezza nella so luzione dei ques iti che più possono, nella pratica della guerra, occorrere ad uffiziali di qualnnqne ai·ma. - Ciò posto, riassumiamo te considerazioni che, secondo questo metodo, riOottono ciascuna. delle del te parli.

li.

Perché i preliminari riescano il contenuto fondamentale di tullo l'insegnamento della fol'tifìcazione e, nell o slesso tempo, form ino da sè soli un corpo di dollrina al quale arrestandosi lo sludio::o possa pure trovars i in possesso di surncienLi e comp lete noz ioni elementari, bisogna priadi LuLto occuparsi dei criteri direuivi, dando loro tutto lo sviluppo che l'msegnamento richiede, senza peritarsi di esporre le stesse idee sotto diYersi aspetti, onde riescano meglio intese; chò « dans un ouvrnge didnctique» consigl ia il Jomini, ~~ on « ne saurait craindre de répéter des ma'times fondamentales, dont « l' enseignement es t le bu t principal qu' on se propose >l . Siffalli c1·iteri direttivi, nelle loro parti più essenziali, possono ridursi ai seguenti : Rilevanti fauori cli guerra sono le condizioni geogrnfìche e lopografiche di ~ilo, r ispel lo aali sco1)i dell'azione· donde il sicrni0 iicato reale delle posizioni militari. i cui caratteri locali, nei loro •

V

)

DELLA l'OIITIFIC.\ZIONE

rapporti con quegli scopi, riescono modi di azione, armi, che in maniera speciale rn:rnifestano la 101·0 potenza dando facolti1 alle truppe di difender:;i aggredendo e di aggredire difendendosi e facilitando 101·0 la progressira resistenza. Le po:;izioni militari, oppori 1mamenlc occupate ed energicamente tenute, permellono e tutelano il concenLramento della massima energia contro la parte vitale degli ordinamenti nemici, resa vulne1·abile dalle operazioni contro di essa ben dirette, men tre impediscono l'eincace sviluppo alle nemiche operazioni. Esse posizioni, rispello agli scopi dell'azione, hanno propri età simultaneamente assolule e relative che loro derivano dai carn.lteri planimetrici ed allimetrici del terreno considerati, intrinsecamente per ciascuna posizione. e nei rapporti che corrono fra dil'erse posizion i occupate per lo stesso scopo, sotto il lriplice aspello dell'azione esercitata col fuoco, col movimento, con rurlo; sia che si tral!i di grandi o di piccole operazioni di guerra, di principali o secondarie basi di opercizion e e linee difen:;ivc, ovYero del campo stesso di battaglia. Tutte le questioni mili!ari si risolvono in quella di sito , negletta la quale, sarebbe impossibile una scienza positiva di guerra . Essa ques!.i0ne si r iferisce a tulle le modalità della strategia, dal primo prepara mento all'ultimo allo di lilla guerra; chè tra quesLi due elementi natura del terreno, secondo la ragione stori ca, e svi luppo delle ope1·nzioni tulle di guerra, conouo 1ali e tanto intimi legami che solo nella e:;atla reciprocità delle loro funzi oni si può trovare il vantaggioso risul!amento di una guena: impcrciocchè, tanto nell'ordine speculativo o dei principii, qnanto nel campo della pratica, non sulla pre\alenza di un solo o di pochi ma bisogna poler faro assegnamento sulla. conness ione, sulla armonia, sulle ben stabilite scambievoli relazioni di tulli gli elementi e determinanLi dell'azione, diretti allo stesso scopo finale. Da ciò risul ta che il saper conoscere il valore difensivo ocl o!Tensivo delle posizioni mililari, in relazione delle operazioni che su di esso si deYono o possono svolgere, o che ad esse in qualche moclo si collegano, risgum·da, nella sfera delle singole allribuzioni, chiunque abbia a comandare soldati . Da questa conoscenza, a seconda dei mezz i disponibili, derivano i hcn ordinati provvedimenti per l'attacco e per la difesa e la prouabilità del succes~o.:te senza di essa, non potendosi accuratamente determinare, per ogni singolo caso,


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DELLA fOllTiflCAZ!ONE

LO STUDJO

i rapporti reali fra spazio, tempo e mezzi, non si saprebbe operare, ~tti,,amenle, si sbaglierebbe il punto decisivo, si lascerebbe sfuggire 11momento opportuno. Questi caratteri generali dell e posizioni militari, in relazione delle diverse operazion i di guerra, comportano varie distinzioni a seconda che le posizioni stesse scelte ed occupate con ragioni precipuamente geografiche a tutela di uno Stato e per assicurare l'organamento e l'andamento generale delle grandi operazioni, o con ragioni simultaneamente geografiche e topografiche a sostegno delle operazioni lungo ciascuna linea di operazione, ovvero con ragioni del tutto topografiche nel campo delle azioni immediate,. Da qu i la divisione delle posizioni in quelle d'importanza organica, logistica e tattica; il cui valore difens ivo intrinseco e naturale viene utilizzato ed, occorrendo, anche aumentato per mezzo della opportuna correzione deì terreno, per modo che CJllelle posizioni del tutLo risultino accomodate alle funz ioni ed al compito loro, rispetto alle operazioni sia difensive, sia offensive delle forze mobili. llalla nozione, quindi, della importanza de[ terreno, in relazion e di determinate operazioni militari, deriva qnella della sua correzione ed in qnesto concetto, largamente inte~o, risiede il uiù ampio significato della fortificazione~ la ragione essenziale d;lla sua f~nzione, in co_ncorso con gli alLri modi di guerra. In tal guisa conSlderandola, s1 scorge come la fonifi cazione non · s' impono·a con l'esigenza di prestabiliti modi difensivi, ma entri invece attiva~enle, come ·.fattore strategico, nella operosità <leali altri modi di "tie•· ò Da qm la necessità. di doverla studiare nei rapporti intimi che le sue collegano alle modalilit della strategia, cioè all'organica., alla logistica ed alla tatLica; come pure nella realtà dei cas i concreti nell'elemento cioè reale e slorieo, dove le investigazioni teorich~ e le pratiche applicazioni si fondono in una sola indagine, nell a quale l' elemento tecnico interviene per dar forma concreta alla idea militare direttiva. Nel mettersi per cotesto studio, essendo necessario che riescano ben determinate le definizioni, nelle quali tanta yarte si accoglie della scienza, l1isogna por mente come, per le qm accennate considerazioni, alla parola (01·t·ificazione appartengano due distinti significati: quello, cioè, di scienza del fortiGcare e quello di fatto, o risultamento, di essa scienza. Considerata t)

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1,1,(.t. .

come scienza, Ja fortificazione si può deun iee quel ramo deli' arte militare che ha per scopo di utilizzr1re ed accrescere il valore naturale difensivo delle posizioni militari, per mezzo della correzione del terreno, onde favorire l'azi one delle truppe ed accrescerne la forza in relazione a determinati scopi ol'ganici, logisti, o taUici. Considerata come fatto o risultamento della scienza del fortifi care, la for.tificaz ione si può dire l'insieme degli elementi, sì naturali cheartificiali, costituenti in complesso il valore difensivo delle posi-zioni mili tari, rispondente alla realtà degli scop i già determinati ed alle concrete contingenze dei casi di guerra. Essa quindi comporta, in questo senso, la distinzione, ancora, di fo rtificazione naturale ed artificiale; ma, nel senso 0ggettivo e complesso, le due categorie si fondo:10 nella parola fortificazione che significa, qnindi, iI terreno già, secondo quegli scopi, e scelto e corretto. Questa distinzione va, fin da. principio, avvertita nello insegna.- mento della fortificaz ione perché nella mente degl i allievi si formino, idee chiare fondamentali, senza le quali si potrebbe confondere la causa con l'effetto, l'idea modificatrice con la cosa mod ificata, l'arte con l'opera da essa prodotta. Nelle ora esposte definizioni, se mal non mi appongo, meglio che nelle monche od indeterminate, co1~unemente usate, si fa manifesta la funzione che spetta alla fortificaz ione; da. esse naturalmente cleri vanb quelle secondarie definizroni che questa funzione determinano nei rapporti che passanofra. la fortiucazione s.tessa e le pr.incipal i parti della scienza. cl i guena. ~Jueste parti essendo, infatti, l'organica, la logistica e la tattica, mi e sempre paruto opportuno che la fortificaz ione, intesa come scienza clel ~ortificare, vada.distinta. in fortificazione or,qanica, logistica e t~ttica, a. seconda degli scopi ai qua.li, con la correzione del terreno, s~ mira e dei quali sono conseguem:e i modi tecnici di essa correzione. .La_fortificav,ione organica, la ll)gistica e la lattica risguarda.no i principi i, i critel'i, le norme, le regole per la correzione del terreno sulle posizioni di nlore, rispettiva.mente organico, logistico, tattico . . E qui giova ricordare che negli scopi organici e logistici delle operazioni militari sono sempre inerenLi i tattici; che le posizioni d'imP?rta.nza organica, o logistica, possono trasformarsi del tutto in campo di azione immediata; che le basi di operazione sono implici tamente


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lince di dife:;a; che il concetto organico e logistico può, in un determinato momento delle opera7.ioni, dar luogo alla preYalenza del concetto tattico. Ne seg11 e che lanto la forlìficnzione organica, quanto la logistica, con tengono in se ~te:-se ine!'en te il concetto e I~ scopo tauico; concetto e scopo che, i111"ece prc, aie nella fortificazione tattica; e dico provale, perchè ad esso concrllo tatti co non si può dire mai a;;solu lamente estraneo, direttamente od indirettamente, nè l'organico, nè il lo,~istico. Da questo si argomenta quanto sia inesatto lanto il credere che le fo1·1ificnioni 110n possa no fl.Yere che lo scopo locale e lattico ,;oltanto. quanto il ...-oler sosliluire la denominatione di strategica a quella parie della fortificazione che ho detto organ ica; imperciocchè di qtrns la si fal ~crebbe il significa lo Lrasportando11e l'idea in una sfera diYersa di quella indicata dalla parola organica, e delle fortifìcazion i si scorgerebbero soltanto alcune funzion i che, quantunque r.ostanLi, non sono le sole che loro appartengono. L'insieme delle coslrnzioni giit eseguile pc,· fortificare una posi zione. il terreno cioè giil secondo determinati ~copi e modi concito. è l'opera di fortificazion e; cd è in q11 esto senso che rnol essere in1esa la fort ificazione nella sna trjplice divisione cli permnnrn!e, provvisoria e campale; divisione che mal si applicherebbe alla ~ci1•nza del fo rtifìcar e in qunnto che, senza annetterYi una idea traslala, non ~i comprenc'lerebbe una scienza permanente, provv isoria o campale; come sarebbe fol::;o il credere, ciò che akuni hanno mostralo di riten,?re, ch'io volessi so~Liluire alle parole permanente, prOV\ isoria e campale le altrn di orga nica, logist ica, lal.Lir,a, ciò che sarebbe siato non solo ozio~o ma erroneo . Impercioccbè, qnanlunque nell'alluare i suoi concell i la fortirìca7.ione organica adoperi principalmente le cosLrnz ion i (cioè le opereì permanenti, come la logi1;tica le provYisorie e la tattica le campali, pure questo, da un lato, non autorizza a confonrlcre l'idea direttiva col fatto materiale della :::.ua aJtuazione e, dnll'all.ro non impl ica che sempre le cose vada no in quel modo generico ; e,sendo che un concello di fort irìcazione organica può dornrsi attuare. qualche Yolta, per mezzo di opere cli natm·a provvisoria e possono, non di rado . darsi casi in cui la fortifi cazione logistica deliba valersi di opere campali. Ma, quantunque le opere, nel primo caso, non permanenti e, nel secondo, non

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DELLA FORTJFICAZIO:'iE

LO ~TUDlO

pl'Ovvisorio pure, in quanto alla loro disposizione generale, al valore della posizione occupala, alle forme, al conedo di particolari, doyranno rispondere, per quanto più sarà possibile, agli scopi, alle 1107,ioni, le· une della organica, le altre della for tificazione logistica. Ed in quanto alla fortificazione tallica, quantunque C!-sa troYi nelle opt're campali la sua pili diretta attuazione, pure i suoi scopi, ocr,otTendo, cerca di conseguire sel'Yendosi, come opera, di ogni maniera di ostacolo naturale od artificiale che il sito presenti ed adattandolo a seconda del tempo e dei mezzi disponibili, purcbè presenti le condizion i opportune; nella conoscenza cruindi e nella scelta delle quali, la fortificazione laltica, esercita i suoi criteri. L'esalto app1·ezzamenlo di questi cai·atteri della fortificazione, il cui fontlamento. è pria di Lutto riposto nella idea militare, deve razionalmente condurre alla disamina della teorica generalo del tracciato e del profilo ed alla nozione del come e perchè questi due elementi delle opere siano l'uno completamento dell'altro, non rndano determinali a prio1·i, ma debbano r ipetere nei singoli casi la loro ragione di essere, l'assetto, le forme, dalle condizioni di silo e dagli scopi della difesa in relazione di quelli dell'azione alla quale essa si riferisce; in altri tel'mini, dalle relazioni che, rispetto a 1111ell'azione, corrono fra il terreno occupalo sulla posizione, quello della posizione e quello intorno ad essa, nel l'aggio di attirità tanica, non solo, sì noi rnppo rti mediati ed immediati cou lo sviluppo di tutte le operazioni che, in qualche modo, si coll egano alla posizione fortificata. :Xel quale criterio si rnanife:;tano ed affermano le ~unzioni correlative di quei due elementi delle opero, dei quali l'uno, il l}l'ofilo, mi ra a presentare ostacoli all'azione offensiva si mediata che immediata del nemico, a cop1·ire i difensori, a dar modo alla ~ifosa di esercitare efficacemen le l'azione olTensiva; mentre l'alLro, 11 tracciato, mira ad obbli"are il nemico· a presentarsi male al comb . o au,mento . Tutti e due, per conseguenza, cotesti elementi, pro,rcdendo alle diverse mani ere di difesa, lontana cioè o ,•icina, come a quelle dell'azione fronteggiante e fiancheggiante, diurno alle opere quel ,alore falli co che Yien computato nella ragione diretta del numei·o degli aggressori, dei mezzi eh 'eglino vi derono adoperar·e contro, del tempo che vi devono imp iegare per espugnarle e nella 4NNO

xx,n,

VOL. H·.

4.


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DELLA t10RTIFICAZJONE

LO STUDIO

inversa del unmero dei difensori e dei mezz i che costoro devono-, impiegare per resp ingere il nem ico. Da, questri considerazione emerge che le fo rme delle opere svariatissime, perchè svariatissimi gli scop i reali dell'azione e le condizioni cli sito, si possono ridurre a gruppi tipici che non devono· essere mai presi come assoluti, nè studiati a priori, nè inculcati dommaticamente; ma ritenuti come riassunti cli soluzioni per casi simili, come esempi desunti da fatti concreti ed esposti secondo intendimenti possib ili e pratici. Allora soltanto si potrà comprendere il significato dei sistemi e delle maniere e la ragione delìe successive· loro trasformazioni e quanto sia stato falso il metodo, non poche vohe seguito, secondo il quale si è preteso d'iriiporre le forme delle opere al terreno, invece di farle derivare dalle condizioni del sito e dai bisogni dell'azione; si renderà sempre più chiaro il rapporto fra le costruzion i principali ele secondarie e come qoest.e mirino a completare il valore difensivo ed offensivo delle prime aumentando gli ostacoli, tutelando i difensori, ampliando la. sfera di attività dell'azione difensiva e dandole modo di prolungarsi in spazì protetti. Coteste nozioni, basate sulla ragione scientifica e storica, desunte da indagini progressive intorno a problemi real i, faranno acquistare agli nffiziali il vero senso pratico della fortificazione ed il criterio dal quale dedurranno che: La fortificazione concorre con gli altri rami dell'arte militare al conseguimento dello scopo finale delle opera. zioni, alla vittoria;perchè, indicando come vadano occupate emesse in isLato difensivo le posizioni secondo la loro importanza organica, logistica o tattica e dando, per conseguenza, faco ltà a pochi di resistere a molti, essa provvede perchè da un lato la truppa manovrante a quelle posizioni affidata eserciti la massima possibile azione contro l'inimico, dall'altro, che si arresli il movimento aaaressivo del le truppe avverse od almeno se ne diminuisca l'attivi là l'enerrria la rapidità: La fort ificazione dà il modo di preparare ed operare opportunamente l'elemento più val.ido, lo sviluppo ultimo cli ogni fazione, cioè l'attacco esercitato con forze prevalenti sul nemico quando e dove questi si presenti male al combattimento, o dopo cli averlo scosso nei suoi ordinamenti tattici; supremo elemento a determinare il quale tulti gli altri elementi convergono, stupendo dramma in cui. le forze morali compleLano le materiali e sono dall a bene intesa api:):>)

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plicazione di queste, alla lor volta, eccitate e 'sostenute; donde nei difensori, la confidenza nelle proprie forze, la costanza nel resistere e lo slancio nei controattacchi. La fortificazione non può creare posizioni mili tari; essa concorre nella loro scelta e le afforza seconclo determinati intendimenti vuoi nel preparamento, vuoi nello svolgimento delle operazioni di guerra: Nell'applicare i principii vuol essere, in for tificazione, cli guida il criterio che non il combattimento da prestabilite opere, ma queste devono dipendere clal valore intrinseco del terreno atto al combattimento e dal modo come l'azione si prepara, s'inizia, si svolge: I modi e le forme nelle opere vanno regolale a seconda delle relazioni che possono correre fra i fronti di auacco o quelli di difesa, delle condizioni di sito, dei mezzi e del tempo disponibili, dello armamento , della durata probabile della difesa, il.ella potenza di azione nemica; nulla, in ciò, cl' immutabile, nulla di assoluto; tutto è sub.ordinato al criterio direttivo, tutto si svolge nei limiti da esso tracciati in conformilà delle disposizioni, vuoi consigliate dalle vicende guer'.·esche del momento, vuoi relative ad un piano prestabilito di operazion i: Come i tipi comprendono soluzioni di casi simili e sostituiscono esempi, non regole, così le dimensioni ed i numeri hanno base nelle norme generali ed emergono, per ciascun caso speciale, dai rapporti che possono correre fra scopi e mezzi, fra il tutto e le parti: Il massimo efl'etto sarà sempre raggiunto da opere tecnicamente bene eseguite, sopra posizioni opportunamente scelte, secondo scopi ben definiti, nella ragione reale militare; opere tecnicamente perfette sopra posizioni mal scelte, od opere costrui te non in armonia degli scopi, dei mezzi e dei modi possibili e probabili dell'azione, non potranno nè presentare il necessario valore, nè sortire l'effetto desideralo; opere, nelle ragioni tecniche mediocremente costrulte, ma con assetto proporzionato agl i scopi e sopra convenienti posizioni, potranno riuscire s~ciente argomento di azione ed arma efficace: Ogni preoccupazione partigiana di sistemi dev'essere dagli studi sbandita; non da complicate 1~ostruzioni devono le opere ripetere il' loro valore, sì da un bene inteso assetto della magistrale sul terreno, da un'accurata direzione delle facce nonnalmenLe alle probabili direzioni dell'attacco , dall'armonia fra le parli ed il tutto, senza mira di semmeLria: Le norme, e le regole vanno studiale nei principii dai quali dipen-


LO STt:DlO

dono;« quant aux modificaLions qu'il faulleur faire subir dans l'application aux diverses localilés (così ilFalloL ai suoi allievi) ce n'est point dans les ouvrnges didactiques qne vous pourrez l'apprendre; car de mille exemples qu'ils vous fourniraient, d'un retrencbement judicieusement dìsposé, p!'obablement aucun ne se trouverait complétement applica.ble aux l)osiLion que le nature vous offrira, lorsque vous serez appelés à en fort ifier ou à en défendre. La lecture allentive et l'ét.ude consciencieuse des campagne des généraux célébres poul'l'ont seules vous fournir cles modèles; en cxaminant les lignes qu'ils ont fa.it élevcr, lcs positions qu'ils ont choisies, tachez de découvrir !es rnotifs qui leur onl fail préfér~r telle au Lelle disposition; méditez !es effets que !es rctrenche,ments onL produils au jour du comhat et cherchez de distinguer ce qui a été dù à la valeur inégale du soldaL, à l'ascendant des chefs, au moraL enfìn, des troupes, de ce qui provint dela valeur intrinsequedes défenses. » Ad ogn i piè sospinto, mettendoci per studi mil itari e, per conseguenza , anche occupandoci di fortificazione noi veggiamo riprodursi e crescere la nocessità di un'attenta disamina del tel'f'eno e dei faLti reali, della geografia cioè e della stol'ia miliLare e ci persuadiamo che pochi principii generali e chiari, non mollo regole, mollissimo studio del terreno e l'esperienza della storia aggiunta alla propria·, d_ai:anno cer_tamenLe ad un ufficiale incaricalo di fortificare una pos1z1one, o dt auaccarc una posizione fortificata, il modo di bene attendere al proprio dovere; dallo adempimento del quale pllò dipendere l'esito dei combattimenti, la sorte delle hattailie, la salvezza della patria.

III.

Studiando sto ri camente la fortificazione bisogna esaminare, con maggiore o minore copia di parLicolari considerazioni tecniche a seconda degli scopi dello insegnamento ma sempre con unif'ormiLà di metodo, com'essa è sorta, ha progredito, si è svolta a traverso i tempi; quale, in ciascuna principale epoca, il suo carattere distintivo;

DELLA FORTil'IC,\ZJO:-IE

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quali gli elementi Ìntegrant.i nei periodi di affermazione ed i disintegranti in quelli di transito. QuesLa disamina conduce a comprendere le ragioni dello stato in che la fortificazione si trova nell'epoca attuale e come, nel suo progresso non altrimenti che in quello generale dell'incivilimento , nulla di arbiteario, sì un atLuarsi perenne delle diverse culture, in fatto di scienze, arLi ed industrie, in conformiLà delle muta.bili esigenze della guerra. Al progredire di si[atta disamina, si scorgono, nella. sLoria delhi fonificazione, ora lunghi periodi di tentativi, ora splendide e rapide invenzioni ed innovazioni, quando un difficile propagarsi di utili cloLtrine, quando un celere attuarsi di novelli principi nell'ordine dei fatti, della esperienza. della pratica.; ma, in queste oscillazioni stesse, si fa palese -quel lavorìo latente ed incessante pel quale le idee si mutano, e come queste, poi, si estrinsecano nell'ordine reale dei fatti quando propizie le coridizioni dei tempi : donde, anche, la fama di quegl' illustri ingegneri militari che, pei primi , quelle idee compresero, formularono, propagarono. Si fa manifesto , inoltre, quanto complessa la quistione della forLìficazione, e come risguardi le condizioni di vitalità e l'indole delle nazioni , i loro precedenti storici, le tendenze, i_ sociali bi sogni ed i politici ; come la difesa sia nata dall'attacco, la resistenza dall'aggressione, ma i progressi di tutti questi modi·di aziqne abbiano. avuto, però, svilllppo correlativo non avveratosi mai per via soltanto dell'astratta investigazione ma del processo, pria di tutto, sperimentale nella. reallà della guerra. In siffatte indagini, spontane,t la divisione della fo rtificazione in antica, di transito, moderna ed attuale; cli cu i importa e basta di fissare i caratteri essenziali con misura proporzionata alla importanza che per noi hanno le diverse epoche. Basta, quindi, nello insegnamen to mettere in evidenza che la fortifi cazione antica (antichità e medio evo), da prima assunse maniere occasionali con scopi difens ivi locali cli natura permanente; le quali migliorarono al perlezionarsi delle armi , al più ordina to costituirsi delle società. L'arte antica si affermò con le alte e tur~ rite cinte delle grandi ci ttà; carattere distintivo la potenza dell'ostacolo, con tro il quale grancl e lo sviluppo delle macchine ossidionali. Fu quella, nel suo apogeo, fo rlificazione asiatica che, nei primi contatti fra le antiche civi!Là, si propngò e modificò in OccidenLe,


LO S'l'UDIO

lungo le coste del )lediterraneo, per opera dei Fenici dei Greci degli Estrusch i e fi nalmente dei Romani che, più degÌi altri, ali~ opere permanen ti e, specialmente, alle campali diedero grande inc'.·ement~, adoperando questeopportunamontenon solo per ossidioni, s1 per trmccrare accampamenti e munire posizioni difensive. l\el medio evo, transito fra_l'antica e Ja modema civillà due periodi principali. Il primo periodo, con la decadenza dell'arte mi iitare. sognò quel la della fori.i11cazione che, diretta a difesa ass~lt'. la .dei ccn~ri feudali, non doyette resistere che a nemici sproY\'1st1 cli macc~mo ossidionali: la potenza, quindi, sempre più nell'ostacolo a rmtuzzare attacchi di viva forza, nella inaccessibilità del sito, nella ritirala coperta. Il secondo periodo si s,,olge durante il g.rancle contallo fra l'Oriente e l'Occidente per mezzo delle crociate; s1p'.·olun~a ~uran_te_il decadimento del feudalismo; si completa con le nvoluz1om sociali e col sorgere dei comuni: donde l'inizio dei tempi modern i. In cruel periodo la scienza del fo rtificare rjsorta con. l'a_rte milil~re, ~~oper? di nuovo e meglio le forme an;iche, gli ant1ch1 processi ossid1onali, o presto sì arviò per novelli modi . In con~~lesso, n~ll'eP.~Ca an_Lica. lo basi donde il successivo sviluppo d~ll ingegneria milttare: m essa frequente l'equilibrio fra attacco e difesa, non rara la superiorit~ di quesLa sn quel la. L'invonzion'e della polvere da sparo ruppe quell'equi librio; donde novelle maniere e formechecostituirono, dopo due secoli di transito, l'arte moderna. _La fo 1_'Lificazione di trans ito (XY 0 o XVI 0 secolo) presenta i suoi primordi e la sua a/formazione. Nei primordi, determinati dai tentatiri perchè nel dominio della pratica acquistasse Yalore l'uso delle armi da fuoco, sì por l'attacco ch e per la difesa, la fortifi cazione trasformò, a mano a mano, le sue costruzioni. Le antiche forme lentamente ma progre:;sivamente, furono sostituite da quelle dettat; dalle nuove esigenze di guerra. Il cannone rialzò gli attacch i di virn forza; gli approcci protessero le batterie dell'attaccante; la difesa,. mirando a diminuire il bersaglio, accrescere la resistenza. vicina, agevolare l'azione offensiva lontana, abbassò le mura, migliorò i fossi, terrapienò le cinte. Quosla trasformazione, non attuabile n_ei castelli feudali, rialzò la poLenza delle città fo rtitìcate, agevolò 1~ p~te1:e che si accentrava e riuscì atta alle più complesse operaziom di guerra richiesto da quell'accentramento, che avvalorò

DELLA FOH1'IFICAZI01'E

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ia lolla dell'emancipazione sociale: fu siffatta trasformazione uno dei fatLori principali clol lento passaggio dalla civiltà medioevale alla mod erna. Col periodio di sua affermazione il transito si rnan ifesla nella fortificazione alemanna, italiana, olandese: Lremodi, treforme di progresso ell e, avendo cli comune i principi ed i criteri fondamental i, variavano a seconda dell e esigenze locali, dell'indole nazionale, delle Yicende guerresche di quell'epoca agitatissima, in cui l'umano incivili mento cercava i modi di sua trasformuz ione e, poi che li an:va trovati, li elabora,·aa Lravet'sod'inlernelottecd esterne, di ardite conquiste e di gloriose resistenze; fra le quali perdurarn la quistione orientalo, con le guerre fra turchi e cristiani . In queste innovazioni principale parte ebbe la scuola italiana che, propagatasi per tutta Europa, contribuì a gittare le fondamenta del successivo progresso dell'arte e fu l'opera più caratLeristica del XVI 0 secolo. Come delle permanenti, frallanto, così nell'epoca di transito si mutarono lo forme delle opere campali che, col prendere dell a fanter ia, trovarono opportunittl di applicazioni nella nuova tatlica. Il parapetto in terra, parte integrante delle permanenti, di,entò principale -modo di coprimenlo nelle campali. In tutta l'epoca di transito visibili le tracce delle antiche dollrine, degli antichi principi; chè le 1radizioni greco-romane esercitarnno sulla ingegneria militare la loro influenza. Lento, quindi , l'ab!Jandono delle ànliche consuetudini scientifiche; difficile il procedere delle nuove doltrine; tenace l'opposizione delle idee conservatrici . l\ella lolla si elaborarono le nuorn teoriche sorrelte dall a nocessilii, confermate dagli eventi, propagate da illustri scritlori. Cotesta epoca di transito dallo antico al moderno 11ella civiltà dei popoli. vnol essere med itata; come quel la in cui, nella continua lotta, si andavano profondamente mutando scienze, lettere, arti, costumi, istituzioni sociali, forme politiche o modi di guena: era lotta d'idee che, per mezzo della gnerra, doveva risolYersi in falli iniziatori di novello sriluppo nella vita intrinseca ed estrinseca delle naz ioni . La fortifi cazione moderna (XY1I 0 e XVIII 0 secolo) risguarda tre periodi nei quali essa si sviluppa essenzialmenlecon le scuole francese ed olandese: periodi che seguirono le fasi di espansione ed accentramenLo delle fo rze vive nazionali. Nei due pri mi periodi , fi no ai primordi della riroluzione sociale del 1789, carattere distinti,•().


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LO STUDIO

lo sviluppo progressivo del sistema bastionato, la prevalenza strategica della fortificazione, il perfezionamento dei metodi ossidionali: in generale nelle fortezze la tendenza alla resistenza per mezzo del I~ difesa assohlla; mn, nello stesso tempo, un maggioro e più razionale uso delle opere campali, come dimostrano la guerra dei trent'anni, quella di successione, l'allra dei sett'anni . Nel terzo periodo, specialmente per opera della scuola francese, s'inaugura quel rinnovamento che, completandosi poi per le guerre napoleoniche, informò i suoi ai nuovi modi di azione tendendo alla difesa attiva. Due indirizzi in questo mutamento: l'uno volto a modificare le forme del sistema bastionato; l'altro a sostituirvi quel~e dei sistemi tanagliato e poligonale: il primo mirando ad ampliare la sfera di resistenza per mezzo delle opere avanzate, il secondo ad a.ssicurare alla difesa la controffensiva, per mezzo delle staccate. Nelle sfere governative l'insegnamento francese si attenne tenacemente al primo metodo: i nuovi principi, negletti in I!'rancia ov'erano sorti, furono però sperimentali consoni alle nuove esigenze strategiche ed al progressivo perfezionarsi delle armi da gitto: affermatisi specialmente nella eccletica Germania, vi costitu irono presto quella che poi fu detta fortificazione neo-germanica. Le guerre napoleoniche quantunque dassero per tutta Enropa un valido impulso alla fortiGcazione t.att.ica, poco ne trasformarono però i principi; di che lo stesso Napoleone si mostra nelle sue Memorie dolente' e con. siglia di curare le opere campali, spesso indispensabili, quasi sempre utili se bene adoperate. La fol'tificazione attuale, completamento del transi lo iniziatosi uel periodo ultimo dell'epoca moderna, non si distingue per la creazione di un nuovo sistema; sì per l'accurato accordo con ali altri mezzi di guerra, per formebasate sul concetto della difes/attiva, per modi a.LLi a proteggere i difensori dall'azione delle potenti artigli erie dello attaccante ed assicurare contro di lui l"uso efficace cli altrettali armi da gitto. Nella formaz ione dell'ost:acolo, impiegasi il ferro e la terra nei siti esposti, la muratura ed il legno nei coperti. In generale si può asserire, che l'apparizione delle artialier(e ri~ate ed a retrocarica, le novelle maniere ossidionali, i p:i·fez10nat.1 mezzi logistici, la cresciuta forza numerica degli eserciti; l'uso delle ferrovie e dei vapori , il prevalere dell'azione attiva col

DELLA FORTH'ICAZ!O~E

mov imento in tutte le operazioni, hanno indotto nei modi di occupere a difesa le posizioni, e quindi nella fortificazione, vuoi per scopi organici, vuoi logistici o tattici, maggiori e molto piLl rapidi mutamenti nell'epoca attuale rispetto alla moderna, di quelli che occorsero rispetto a questa nelle maniere di quella di transito . Le cruene specialmente combatlute in Enropa, in questi ultim i trenta o anni, dimostrano questa rapida evoluzione in fort ificazione. Da . prima si pensò, segnatamente in Francia, alla possibilità di accomodare antichi sistemi alle nuove esigenze; ma presto prevalJe, dovunque, e si affermò anche in U'rancia dopo il ·1870, hi necessità di attenersi decisamente, in quanto a costruzioni, alle forme poiigonali ed, in quanto ad assetto difensivo delle posizioni di valore permanente, smesso il concetto delle numerose e piccole piazze forti , alle grandi fortezze, ai campi trincerati, alle zone fortificate. La fortificazione ttitLica, frattanto, dopo il breve regresso, subìto al cessare del periodo napoleonico, ha con le recenti guel're in Europa ecl in America, ripreso un grande sviluppo ed en tra in una nuova fase storica, mirando nella. conezione del terreno, tanto rispetto allo insieme quanto ai particolari, a sempre più diventare ecl a1·•1ornenLo clirettamente efficace delle operazioni Parte intecrrante o tattiche. Nell'attuale evoluzione della scienza del for tificare non si è però, del tutto superalo un periodo laborioso di tentativi: non da molto tempo è cessata. la lotta fra i partigiani del sistema bastio~ nato e quelli del poligonale; ancora, in alcuni fortificalori, la predilezione esagerata. delle opere murarie; ancora i sosten itori della difesa assoluta, contro i propugnatori clell,t offensiva. Sì che sotto molti aspetti la nostra può dirsi, per la fortificazione come per 1nolte altre branche dell'umana operosità, un epoca attivissima dì transito; anzi nn risoluLivo periodo di esso verso J'afTermazione di quei modi che gi1t si prevedono più accomodati alle novelle lotte che l'incivilimento dovrà sostenere, nelle prossime fasi clel suo sviluppo e nei novelli contatti inevitabili e necessari fra l'Occidente e l'Oriente. Trattando della ragione storica della fortificazione, deve lo insegnamento tanto elementare che superiore, nella conveniente misura, far argomento di speciali considerazioni l'epoca attuale e rispetto ad essa, come testè ho accennato, svolgere nella sfera di reali l')


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LO S1'UD10

problemi le quisLioni della fo rlÌllcazione organica, poi della logistica, finalmen te della lattica ; alle quali quistioni l'allievo si troverà preparato dalla serie delle considerazioni, dei principì, delle norme generali che, a mano a. mano, anà avuto occasione di ponderare e comprendere nel loro ·vero sign ificato esaminando le pari.i più importanti dello sv-iluppo storico della. fort ificazione.

IV.

Negli studi intorno al concorso della fortificazione nelle operazioni di guerra, capitale impo rtanza presentano i problemi di forti·ficazione organica; come quelli la cu i soluzione costituisce il fon damento per la soluzione degli altri relativi aìl a fortificazione logistica ed alla lattica. È nalurale, quindi, che non Yi siano forse qu.istioni mi litari state lanto discusse quanlo quella del come debba la fortificazione contribuire al preparamento per la difesa generale degli Stati: quist.ione che implica mollissimi e complicati quesili, pei quali -si sono proposle soluzion i disparatissime, non solo a seconda deì tempi, sì delle svariate dollrine e spesso , in ogni epoca, degli antagonismi di scuoln. deriv~li, in gran parte, cfallo aver volu to dai ri·sullali di recenti guerre dedurre, con precip itazione, precetti assoluti e stabi li norme. La parte di cotesta quistione che più delle altre si riproduce cli continuo, riflette la necessità e l'impiego dell e fortezze ed include, anch'essa, molti problemi correlativi importantissimi di ordine mili tare, tecnico, geografico, sociale, politico ed economico; può essere guardata so!to diversi aspeui, riflettenti uno od alcuni di quei problemi; ma, per essere ben compresa e pernhè i risultamenti ai quali nel trattarla si arriva riescano esalti, è necessario di ponderare simultaneamente e nei loro scambievoli rapporti tu lli gl i elemen ti che la costituiscono. Ed ancora quando si voglia consichirare un solo di essi elemen ti, non si deve perdere di vista nè le relazioni ch'esso ha con gli altri, nè la precipua parte che gli ·compete nel tullo . Ciò non essendosi sempre fatto , si è dallè scuole d'inge_qneria militare creduto di vedere nel problema della difesa

DELLA FORTIFIC.\.Z!OKE

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enerale degli Stati un problema soltanto di for tifìcazione; falsando !osì e il còmpito di questa e il significato dell'argomento geì:crale: L'intero scopo del problema circa la difesa degli Stati ha, 111_ tesi generale, due parti ; impedire l~inva~ione n~mic~, dar modo s.1~ur~ per invasione in territorio nemico; ciò che implica la necessita dr spiegare potenza di mezz i difensivo-offensivi alle fro ntiere ~ nello intei·no dello Stalo onde agevolare, secondo le occorrem:e, il concentramento e l'espansione delle fo rze militari. TutLi convengono sua]i scopi ; non tutti sui modi per raggiungerli; grandi special'lll.; nte, sempre, le dissensioni intorno ai rapporti fra impieg? del'.e truppe e posizioni fortificate. In ogni epoca, ad ogni mutare dt armi, di spedienti logistici, cli modi tatlici , di metodo ne~la ~o~dot.t~ ~lella guerra, si sono ripetute e si ripetono le stesse ob1ez1om, g1a .~a~t~ volt.e discusse su pei trattati di forlificazione, secondo le_quali s_1.e creduto di poter asserire che le fortezze sono poco o rnent~ utili'. perchè (sempre le ste~se ragioni) non resistono abbastanza a1 me~z1 di attacco, assorbono troppe forze mobili diminuendone l'esercito attivo, inceppano i movimenti strategici, eserc!Lan? s~es_so _funesta attrazione, costano troppo. A sostenere le qual i ob1ez1om si _s~no'. -spigolando nella storia militare, citati fatti di gue:T~ ed op1mom d'illustri capitani; ma, per contro, dai propugnaton d1opposte_sente_nze altri fatti ed altre opinioni si sono tratti dalla stessa s~o.na, a -comprovare, con non minore esagerazio.ne, l'assolu'.a. necessita delle fo rtezze e che il problema della difes~i degli Statl è un problema esclusivamente cli fortificazione. Gli studi, quincli, circa quest'argomento si sono mutati in polemiche, le quali non di rado hanno invaso le scuole, con grande detrimento dell'irnegnamento; nel quale le quistioni importanti non vanno, certamente, trascurate, ma vogliono essere tratLate razionalmente, non soGsticamente, non _co~1 l'intendimento preconcetto di affermare teoriche stab_iliLe a prr~n: imperciocchè la teorica, come osserva acutamente 11 Claus~"'.itz'. -deve essere uno studio non una dottrina. Nd ricordare le oprnwm disparate dei grandi uomin i non bisogna affrettarsi a_ricavarne, senz'altro deali aforismi· ma considerare com'esse abbiano potuto ·derivare ~pes:o da pecul/ari condizioni cli temp i, di u~mini , cli siti, cli eventi. In ogni epoca alcuni general i mol.to, altn ?anno fatt~ poco assegnamento sulle fortezze; e gl i stessi general i, 111 alcunt


DELU. FOll'l'IFJCAZ!Ol'i'.E

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LO STCOIO

period i, le hanno trascurate, in altri ime ce ne hanno tratto profi lto. Macchiavelli, riassumo alcuni ricordi storici, meditando sulle relazioni sperimentatesi nell'epoca romana, e specialmente, durante le guerre puniche, fra operazioni degli eserciti e posiz ioni fortificate, loda chi erige e chi non erige fortezze; non loda chi troppo vi si fida . Turenne volevrt poche fortezze; per lui, pria di tutto, esser padroni della compagna, dove i vi llaggi utilizzabili come piazze fo1ti. )J ontecuccoli invece, riteneva le for Lezze baluardi delle fron tiere, sicurezza per lo Stato, rifugio contro nemico prevalente. Malborough propugnava dr abbandonare gl i assedi e respingere il nemico con bauaglie. Non prediliggevano le fortezze nè il principe Eugenio, nè il marescia,llo di Saxe. La guena. d.i poslo diede prevalenza strategica alle fortezze; ma Vauban le adoperò con discern imento, secondo ragioni geografiche; mentre Louvois ne avrebbe volute infinite. Catinat, amante di opere campali, ne voleva poche permanen ti. L'arciduca Carlo accarezzava l'idea. di un centro uhimo dì resistenza. Federico II, nella 'guerra difensiva, non amava 'disseminare le truppe in molti siti for ti ficati. Napoleone, da principio trasandò lè fortezze che diceva impli citamente espugnate col vin cersi del!e battaglie; in seguito si pentì cli non averne fatto caso abbastanza. Durante e dopo il periodo napoleonico la quistione se grandi o piccole fo rtezze, se con o senza campo trincerato, si andò a mano a mano e dovunque agitando, iniziata specialmente in Francia · dai Montalembert, dai Chasseloup, dai Busmard, dagli Haxo e da molti altri valenti ingegneri militari; la. quale conteneva quella più generale se, per i centri ,strategici, convenisse meglio disporre la fortificazione a difesa assoluta od offensiva ed era inizio del mula_: mento che, in fat to di fo rlificazione, si va nell'epoca nostra effettuando accelerato dalla. straordinaria potenza delle artiglierie e dal lo estendersi delle reti ferrov iarie. Attualmente il problema si appalesa molto più compl.icalò e, nel mettere in equazione i tanti dati e quesiti ch'esso. contiene, vengono riprodotte, fra le altre, le domande se più occorrano fortezze, od eserciti; se convenga fortificare ciLtà, o for·mare grandi campi trincerati provvisori; come impedire che le guarnigioni dimi nuiscano la potenza dell'esercito atlivo. Intorno alle quali domande bisogna anzitutto avvertire che la quistione nè va posta così in termini vaghi, chè ormai sarebbe quasi oziosa, nè ·

essere risoluta genericamente ed in _modo un.i~ers_a1m'!n te ~do_ttabile. Tutto invece dipende dalle peculiari cond1ziorn del terntor10 da difendersi; dal modo, cioè, come rispetto alle ragioni geografiche, sociali, storiche e militari, può essere in ciascuno Stato condotta la guerra difensiva. ln Lesi generale si può soltanto dire eh~ quel~e città vanno fortificate le quali, trovandosi alla convergenza dei fiumi; sui grandi nodi sLmdal i, a cavaliere cli una_importarite linea d~ operazione o di rifornimento, hanno grande importanza strategica e, for t.ificaLe, mentre danno sicurezza agli ab itanti, al commercio, al 11overno offrono all'e~er-ciLo deposi lo per rifornimenti, appoggio, rifugio: che dopo tanti secoli cli sviluppo sociale, quasi impossibile più il trovare punti strategici senza ciUà; civiltà e ~uerra ~vend~ seguito Io stesso caminino ed affermalo le loro conqmste negli stessi pL~nti segnati, all'una ed all'allra, dalla natura: che le guarnigi~ni . non diminuiscono la potenza dell'esercito se questo bene orgarnzzato , se la sua è vita nazionale, se accura.lo il sistema di mobili tazione, se assicura.Li i rapporti organici e logistici fra truppe di prima e cli seconda linea., fra queste e le r iserve: che nè le armate da sole, senza le fortezze, nè queste da sole senza quelle potrebbero lwstare alla di fesa dello Stato; necessarie le une e le altre, non solo, ma indispensabile che i loro scamlJievoli ropporti riescano assicurati nella ragione delle singole funzioni e nella unità del metodo str'.1t~gico, a seconda delle condizioni geografiche, topografiche, so~iali, politiche , moral i ed intellettuali del paese. Bisogn0 persu~der~1 eh~ il fatto della difesa generale cli uno Stato è un tutto armomco, m CUI ogni parte deve fu~i ionare secondo la propria natura e gli speciali suoi còmp iLi; rim in relazione, però, dei còmpiti e della natura delle altre parti e del carattere, in genere, dell'insieme . Da. qui l'imme?s~ difficoltà del prob lema, alcuni dei cui dati , per quanta cura v1 s1 adoperi , non sono modificabi li da un giorno all'altro, nè da un anno all'altro; come quelli la cui natura è il risulLamento cli precedenLi stotici ed è conserva ta in quell e condizioni dalla tradizione e -dalla consuetudine; mentre altri dati esigono un lungo materiale preparamento e pre,;entano incessanti difficoltà tecniche. Sono queste ragioni che i poco studiosi di cose militari non comprendono; donde le avventate sentenze, le facili critiche, i falsi giudizi, gli estemporanei consi()'li le storte conclusioni. Prima, però, di parlarne bi-

'PUÒ

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LO STUDIO

DELLA l' ORTIFICAZIO!\E

sogna avvertire che il problema della difesa generale degli Stati non è nè determinato, nè assoluto, nè unilaterale, nè sempre lo stesso. Per molteplici ragioni e con diversa misura i dati variano, secondo i tempi, i modi secondo la prevalenza dei sistemi di guerra, questi secondo le fas i dell'incivilimento e questo secondo l'indole ed i precedenti storici delle nazioni . E di questo fatto bisoo-na te" · n0re conto trattando qualunque ramo dell'arte militare; altrimenti nè ~i fondano teoriche reali, nè si approda a risu!Lamenti concreti, ma, o si vaga nello indeterminato, o si oscilla fra gli spedienti più_ disparati. Per non rimontare troppo· nella storia, due periodi si presentano nell'epoca at.Luale, l'uno al principio di essa (perjodo napoleonico) l'altro al 1870-71 (guerra franco-germanica) dai quali si è creduto di poter argomentare poco vantaggiosamente delle fortezze. Te-· nendo però conto delle condizioni dei tempi, si riesce facilmente alla sentenza opposta. Nel periodo napo leonico, in falli, principale scopo, attuando principii di strategia attiva, l'arrivare presto a battaglie decisive: contro la quale energica maniera di guerreo-(fiare le fortezze non si trovarono adatte a prestar suss idio nè per fo rme, nè per modi, nè pel come si solevano difendere. Fu, quindi, possibile cli evitarne o mascherarne molte, alcune assediarne quando il loro possesso necessario ad affermare la fatta conquista e solo di qL1elle curare la pronta espugnazione le quali si trovavano minacciose sulla linea principale d'invasione. Questo fatto non dimostrò già l'inutilità delle piazze forti, ma la necessità di tr::..sfonnarle e distribuirle a seconda delle nuove esigenze di guerra: trasformazione che, dopo il 1Sii 5, fo dovunque curata, specialmente in Germania, ma sostenuta anche in Francia quando, agitandosi la quistione della difesa di Parigi, cli fron te ai propugnatori della sola cinta continua bastionata, sorsero i sostenitori c~i più razionali progetti; alcuni proponendo qualche forte staccato oltre la cinta continua; altri innanzi a questa un campo trincerato; vr fu chi osò pure proporre, a tutela della capitale, tre centri fortifica ti a tale distanza ed in tali posizioni da assicura.re una difesa alliva . Con che si preconizzavano. quei sistemi, quei metodi , ai quali in seguito illustri ingegneri mili lari e specialmente il lkialmont hanno dato tanto svil uppo e pratica. attuazion.e. E ·quantunque, dopo molto tentennare, i pregiudizi cli V

V

(')<)·

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scuola avessero fatto ado ttare una soluzione, pel grande problema. della difesa di Parigi, inferi ore allo scopo ed imperfetta, pure varicordato come non mancarono in Francia eletti ingegni e speri mentati guerrieri, i qLiali altamente contro di quella soluzione protestarono proclamando assolulamente la necessità. di attenersi, per )a difesa degli Stati, al sistema dei campi trincerati . T.l MarmonL fra gli altri nella sua opera intorno alìo sp irito delle istituzioni militari, non mai abbastanza lodata, così scriveva: « R.ien à mes yeux. n'a pks de valeur » e soggiungeva, rigua rdo alle fo rtificazioni di Parigi « Je regarde clone comme l'événement le plus utile à. la sùreté et 1t la défense de la France, la constructi on des forts détachés, dcnt le développement est tel, que l'ennemi ne peut se présenter en fo rce sur beaucoup de points à la fo is. Mais il ne fallait pas fort.ifier Paris par m~e encein te continue; car, à. mes yeux et aux yeux de tous !es hornnies insl.ruits eL d'expérience, celte ville n'est pas tlans les condil.ions à. pouvoir soutenir un siège; il suffisai t d'adopter un systèrne de défense tel qu'elle ne puisse elre jamais assiégée: et dans ce but,. le seul qui aurait du préoccnper, les forts suflìsaient, l'enceint.e continue est superflue; et, quoi qu'il puisse arriver, elle n'aurn jamais une u1 ile application )} . In quanto all a guerra del ·I870-7 1 tutti sanno che le for tezze fran cesi non risposero generalmente al loro còmpito per rn gioni moltep lici. In Francia, infaui allo scoppiare della guerra, non pochi i difel Li di organamento e di mobili tazione che produssero inçonvenienti gravi nel sistema difensivo : non essendo disponibile che l'armata. attiva, le numerose fo rtezr.e dovettero, per necessità, essere neglette; alle quali, inoltre, non si erano arrecate a tempo le trasform azioni volute dai nuovi modi e mezii di guerra; solo Pari gi e Lione for tificate, quantunque incompletamente, secondo le moderne idee, a campi trincerali; delle due import.a.nLi piazze di frontiera Metz e Strasburgo, la prima dopo molte incertezze si trovava appena in via di trasformazione, ed alla seconda non si era quasi punto pensato; come trascurate era~10 state le piazze di Belfort e Langres, sul cammino fra Basiloa e Pa-' rigi. In generale grandissimo l'abbandono in cui si erano lasciate. le fortezze; abbandono tanto più colpevole ed inconcepibile in: qua.nto che i difetti e Ja debolezza delle fro nliere nord-orientali della. Francia avrebbero dovuto consigliare la. più grande previggenza e. 1


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LO STUD10

. diliD'enza nel munire, su cli esse, .i principali obbiettivi a resisLenza, no; solo , sì a base per l'ofTensiva. Che po tevano fare in quelle condi,,ioni le mal munite forlezze1 che i loro comandanti? Pure alcune, malo-rado i loro difetti di costruzione, hanno eroicamente resistito vuoi per i pregi della posizione, vuoi per l'eroismo dei ~ifen~~ri e la valen tia dei comandanti: resteranno celebri nell a storta militare i nomi di Belfort e di Denfert come quelli Danzica e di Rap; nè poca l'ammirazione dovuta a Parigi: ma questi fa tti s.ingola1:i, per quanto splendidi , non distruggono le conseguenze deglt erron commessi. La trattazione del proble111a fondamentale della fortificazione ha stentato ad uscire dal convenzionale e solo nell'e'poca presente si può dire che siosi affermato, quantunque :101~ del tuuo an?~ra _pr~pagato nelle scuole, il principio che, nel Jorttficare le pos'. z'.orn b1~ soafla pria cli LuiLo stabilire quali debbano essere le concl1z1on1 dei fr;nt i immobili di difesa perchè, con la loro disposizione, tanto rispetto allo insieme che ai particolari, così i:isguaL"do al terreno ch_e ai probabi li fronti di aLLacco: possano esercitare non solo la resistenza sì, insieme ad essa, una funzione attiva nello sviluppo delle operazioni mili tari ed a seconda dei tanti bisogni e determ inanti dell'azione; fro i quali non ulLimo, ma non sempre abbastanza avvertito il carattere nazionale delle trnppe. La forLificazione, non si può n;gare, si è, per lungo tempo, con le rigide i_-egole. de~ sisten:i di scuola, tirannicamente imposta all'azione tattica dei d1fensor1 , donde il formalismo, spesso funesto, nelle guerre di fortezza. Mirando alla difesa assoluta e locale veniva, da principio, limitDta l'attiYilà e l'azione espansiva <fogli assediati e, per ultimo, non si lasciava loro che un ostacolo materiale dietro del quale essi resistevano, non poche volte, pro forma presaghi dell'inevitabile risultamento. Da qui il facile arrendersi delle piazze fort.i, app~na a.pert.a la breccia; di che tanto ebbe a dolersi Napoleone pel cui ordme il Carnot, onde porre un riparo a quegl'inconvenienti, s~risseil celeb1:e trauato della difesa delle piazze forti. Attualmente siamo convinti, e le recenti guerre banno dimostrato, che le fortifica~i~n.i, in genera le, e le fortezze in particolare devono essere in quei siti preparate ed in auisa tale costrulte da poter seconda re ed aJJorzare la potenza di azi;ne, le libere manovre delle forze mobil i; presentando, in ogni

Dl.:LLA FORTI FICAZIO~E

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caso, la sicurezza al centro e la potenza di azione alla periferia della posizione occupata_; Ìl~ guisa c~a riuscire, ri;?etto ~lle ?per_a.zi~ni d( iruerra non centri cl, atlrazrnne dove s 1mmobd1zz1 la .life:.a, s1 ~en tri 'cli attività donde irragi l'azione offensiva della difesa ad impedire il procedere delle nemiche aggressioni ed a cogliere, · rintuzzai.e queste, l'opportunità di celeramenle passare. del tutto, dalla di fensiva ali' offensiva . Considerando la fortificaz ione da questo pnnto di vista e preparnndo, secondo le direrse esigenze geograriche, centri simultan~amente cli resistenza e di auiv ità, megl io e piu di quanto si crede si econom izza per la forza numerica degli eserciti manovranti ed, assicurato un più diretto ed ageYole rapporto strategico fra quesLi e le zone fortifi ca le si evita, anche nelle e complicai ioni di ;(Uerra, la confusi0ne nelle Più o<rrancli aaitazioni V operazioni direlle ad eventuali concentramenti di truppe, od a repentini camb iamen ti nelle linee cli operaz ione. Kel più o meno direuo e scambievole rapporto, insomma, trn le operazioni delle forze mobili e le fu nzioni delle opere è riposto il segreto della maggiore o minore utilità del concorso della fol'L ificazione nell'ordinamento difensi,,o di uno Stato. E perchè questo concorso riesca il più efficace possibile è necessari o che direttamente corrisponda al metodo generale e più opportuno di difesa. Si è sempre discusso, e si discute ancora, se più convenga disporre ad energica potenza i confini od i cen tri interni strategici di uno Stato; se su quell i o su questi fare il principale assegnamento per respingere l' invasione; se opporre cioè lungo i primi la massima resistenza all'impeto nemico , ovv ero ivi trallenerlo quonto basti ad assicurare lo scb iernmento straLegico e poi, basandosi sull e difese interne, sopra[arlo allorchè, con le sue colonne divise, si avanzi nel territorio . Si è sostenuto inoltre che, pur opponendo una proHisoria resistenza ai confi ni e lungo le linee interne difensive, sarebbe più conveniente affidare precipuamente la difesa dello Slalo ad unn grande posizione trincerata, centrale, dove si troverebbero concentrate le principali risorse mi litari, raccolto e protetto l'esercito difensore, donde questo prenderebbe al momento opportuno lo slancio contro il nemico che, assottigliato dalle lunghe linee di operazione, obbligato a procedere lento e guardingo, nè potrebbe investire quel grande ridotto centrale nè, e,;

ANNO XXVI! ,

ror..

IV.

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LU nun10

probabilmente, resistere all'impeto di attacchi frontali e giranti eseguiti dallo esercito di[ensore a quella posizione appoggiato e prevalente per numero, per mezzi, per facil ità di movimenti. Anche questa radicale quistione però vuol essere trattala con calma e senza prevenzioni dottrinarie: anch'essa non può essere nè a priori , nè in modo assoluto decisa; chè, nell'epoca attuale, gli elementi di azione sono tanto potenti e si diversi da quell i di prima; le operazioni di guerm prendono presto ta le estensione, impegnano Lanl.a parte di territorio, si svolgono si rapidamente che, oro l'im asore ani vi a superare l'ostacolo della fron tiera, è molto probabile ch'ei si spinga con successo nel cuore dello Stato inva,;o, e vi si alTcrmi con fort i basi ev-entuali di operazione e, prima che la stanchezza lo vincu, vi minacci, con operazioni convergenti, il ridolto centrale o rompa con fortunati comballiwenti il legame logistico che a quel ridallo collega l'esercito difensore. Da qui, ed in tes; sempre generale, il prudente consiglio di non aLteuersi, per la difesa di uno Stato, ad un solo dei testè citati metodi esclusivamente, quantunque si possa trovare conveniente la preponderanza di alcuno di essi sugli altri. In ogni modo oct:<HTono potenti eserciti bene organizzati eù istruiti, un prcparamento tale del territorio per mezzo di ferrovie e sLrade ordinarie da assicurare la Iibertit dei movimen ti alle truppe combatten ti e, finalmente, fortificazioni cli varia natura ad utilizzare ed accrescere la potenza naturale degli ostacoli geogra· fici. In tal guisa l'azione difensiva ::; i potrebbe sviluppare tanto energica al confine, da tradursi, alla prima fovorerolo occasione, in com pleta offens iva, senza che su quell'aziono periferica restasse basata del tutto la sorto della guerra; cbè, in caso d'insuccesso, il ripiegamento si effettuerebbe ordinato sopra lince successi re di difesa ~ronteggianli i successivi attacchi nemici, doro preparati i ,·entri principali di resistenza che, logist.icamente collegati fra loro ed, essendovi, col ridotto ultimo, manterrebbero fra loro coordinali icorpi manovranti e permetterebbero non solo la difesa scalala e sempre più accentrata, ma offrirebbero la possibilità di riprendere, se wopizi gli eventi, un generale mo \'imento offensivo. Le modalitit nel l'applicazione di siffulli criteri dipenderanno sempre dalla conformazione geografica o dalle condizioni politiche dei cfaersi Stali. Quei criteri infatti noi li yediamo applicati in modi div-er:;i nel Belgio,

DE LLA FORTJFICAZIONE

67 in Olanda, in Francia, in Germania; nè si potrebbe, con \'antaggio, adoperare inaltorato per la difesa della nostra pt,tria uno dei modi preferiti da questa o quella nazione. Assodati i principii fondamentali e lo norme direttire, bisogna per:madorsi che ogni problema richiede una diversa maniera cli applicarli. Norma indispensabile, che la difesa generale di uno Stato, e quindi la parte che in esi:a cleve prendere la fortificazione, vuole essere basata sullo studio accurato dolle ragioni geografiche e dei possibili piani strategici: sistema difensivo che, per ogni caso concreto , da un lato tiene conlo dei pre\'edibili e probabili modi di aggressione nemica e dall'altro utilizza gli osl;icoli naturali per guisa che, mentre impediscano lo sviluppo di quell'aggressione, agernlino le libere operazioni non solo difensive ma conlro[ensivo dell'esercito nazionale. Tutte le tendenze presenti, pel concorso della forlificazione nella difesa O'enerale degli Stati, sono verso un sistema che tulle le condizioni,\nora esposte, concreti nel concelLo delle regioni fortificate; sistema, che'. propugnato già dal nostro generale Araldi ( 1), trae la sua conYemenza tanto dalla cresciuta potenza delle artiglierie da posizione quanto dalla più volte ripetuta necessità. di avere simultaneamente e la •resistenza contro numeroso esercito aO'aressore e la libertà dei l:)l:) monmenti controffensivi. Quelle regioni saranno atte acl essern fortificate le quali si trovano in posiziono strategica rentrale, rispeuo alle principali lineo di operazione, e direttamente collegate con la base dell e operazioni. La resistenza in ciascuna rerrione sare~be offerta dagli elemonti stessi geografici costituenti liiee fro ntali _difensive (monti, fiumi, laghi, ecc.) e completata da opere di fortJficazione a ca\'aliere delle principali comunicazioni e da un cam~o trincerato al centro logistico della regione, a tutela delle retro~·ie, ad assicurare i rifornimenti, a protezione del ripiegamento 1•e tr~1ppe, _a collegamento col centro cli potenza dell o Stato. _attuazione di questo concetto non è lo ingrandimento del campo trmcerato, come questo non lo fu dell'antica pia1.1.a forte; sì lo ass~tto a i-esistenza di una distesa di terreno i cui caratteri geografici rispetto all'intero Stato, ed i topografici rispetto a ciascun lato del

f?

(I. Vedi nivista Militare, febbraio 1876.


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LO STUDIO

perimetro, la facciano alla ad accogliere tale nerbo di truppe e sì liberamente manoYl'anti, da rendere impossibile l'investirla. difficile il penetrarvi, pericoloso lo aYl'enturarvisi a battaglie che potrebbel'o essere, JJiùche dall'aggressore, vin Le dal difensore padrone delle lince inleme, di ogni maniera di mezzi logistici, dei punii di resistenza perimetrali cd interni e degli sbocchi eccentrici f.worevoli per gli aggiramenti . Non mancano esempi di vaste posizio11i che, per i loro caratteri geografici e per le esistenti opere sono, intrinsecamente, e del Lutto t·iuscirebbcro regioni fortificate nel senso moderno della parola, ove se ne completasse1·0 le fortificazioni col doppio intendimento della locale resistenza e dçlle rngioni strategiche relative alla difesa tutta dello Stato. i\'on è forse, non può forse interamente diventare una regione fort ifìcau. il nostro quadrilatero Verona, Peschiera, )Jantova, Legnago'? ~on sono forse le fortezze ed i forti di sbarramento, che r isi vanno con lodevole ala· u i là trasfonn:rndo, il completamento del valo!' difensivo degli elementi geografici e topografici (monLi, fiumi, lugh i, palu<li) che cu · s!ituiscono quella rnsta posizione e, per la loro disposizione rispello alle linee possibili di operazione, le dùnno un rnlore grandemente strategico nella difesa dell'Italia continentale? Tutto induce quindi a ritenere che, ver la difesa deglì Stati, si farà d'ora innanzi grande assegnamento sullo sviluppo e l'applicazione, largamente intesa, di questo conceLLo delle regioni fortificate; il quale non implica già che tulio quello che attualmente esiste, in fatto di fortificazioni, sia da mutarsi ab imis fiindamentis, ma soltanto un l>ene inteso accordo fra le nuove opere da costruirsi e quelle esistenti ulili da trasformarsi; per modo che le une e le altre, per gruppi, completassero il valore difensivo delle regioni alle quali appa, terrebbero e queste, detenninnte secondo un accurato studio geogralìco-strategico dello intero Stato, in base alla idea concreta delle possibili guerre, alle probabili linee d'invasione, ai rapporti, per alcuni Stati, frala difesa terrestro e la marittima. In tal modo, senza sperperare la difesa e senza eccess ivamente accentrarla, si potranno preparare le frontiere come se non si volesse far altro che guerra oliensira, cd i centri interni di resistenza come se non si potesse fare altro che guerra difensi,·a: nel fatto si provvedE:rebbe alla possibilità di passare dall'uno all'altro modo di guerra, senza mettere a cimento la sicurezza

DELL.\ FOnT!l>JCAZIONF:

69 dello Stato; certamente con la prohabilitit di condurre a lungo e gloriosamente la resistenza. La soluzione del problema generale della fortificaz ione orrranica dev' esse,.'e completala con la più accurata preparazi~~le !~cale .clell~ , swgole posizioni, i_n relaziono dei più efficaci proced1 '. nen l1 pe1 _I a~ta_cco e per la difesa. In generale, e questo costitms~~ un prmc1p10 comune ad ogni maniera cli fortificazione, ogni pos1zrone vuol essere fortilìcata a seconda della sua intrinseca natura e delle relazion i che lrn o potrubbe averr, tanto con l'insi~me d~lla zona alla quale appartiene, quanto con le posizioni ad.1acent1, nella sfera di attiYità tattica che le competo. Questo implica la esatta conoscenza del suo valore difensivo ed offensivo, come pure dell'assoluto o relativo in corrispondenza delle funzioni che può esercitare sia rispetto allo insieme delle operazioni militari, su qucl)a zona, sia allo particolari azioni tatliche locali . In questa v_alutaz101~e, umto y er l'intera zona, quanto per ogni singola posiz1_one ~or11fic?1a_, b1~ogna distinguere, onde lrarne profitto, il campo difens ivo e I oJlensrvo e predispone in conseguenza la sicurez:r.a al centro e la potenza di azione peril'erica: In prima, se la posizione est~sa, sarà data da un posto opportunamente scello e fortificato a ~esistenza assoluta; la seconda da posti che, fortificati, costituiranno 1 subb iettivi pcrimetra li ;ognuno dei qual i, alla sua volta , dovrà P?s~odere, insieme alla linea frontale periferica, un contro speciale d, sicurezza interna. Cosi, per esempio, in terreno montuoso mentre le. pos,z1001 · · · d'1 sharramenlo, ben fortificate, . ' nel loro complesso ed m relazio_ne degli elementi geografici di cui fanno parte rappresentano il completamento ed il modo per la potenza pe;.iferica di ~ulta la z.ona montana, ognuna di esse posizioni dovr1t presentare 11 fort e dr sbarramento, propriamente eletto, al centro taLLico di si c.urezza, nel silo del campo difensivo più allo a resistenza, a cavaliere doli a J'mea et 1· r ·rt,rata · · ed avere, moltre, ad opportuna distanza da esso , pos 11· 1'orLr·111cat1· ·111 modo pernrnncnle, o preparati per esseri~, ~!l'occorrenza, in modo provvisorio, che costituiscano la linea t:r;_ferica di az ione donde dominare gli accessi alla posizione, sorg rni·c le mosse del nemico, agire da lon tano, conlro le costui colonne: battere il terreno farnreroleagli attacchi, coprire le truppe della drfe,a ap · ·r monment1 · · eccentnc1 · . controffensifi, ,. , , poggwrno


DELLA. FORTlrICAZIO'.'iF. LO STUDfO 70 proteggerne il ripiegamento ed i combattimenti locali e per· ulti1110 tutelarne la ritirala verso il centro di resistenza principale. Nelle quali disposizioni non difficile, in montagna, il piegar delleforme, sì del tràcciato che del profilo dello opere, per coprirsi, presentare poco borsagl io, agire da lontano e da vicino; chè, so ben studiate le condizioni topografiche del terreno, porranno quasi sempre i cigli militari, le spianate, i contropenclì offrire i vantaggi sopra. indicati. senza che faccia mestiel'i di elevare ancora ali issi me costruzioni murarie; le quali , utili per aumentare il rilievo della posizione, presentano lo svantaggio del vasto bersaglio, della linea di fuoco tormentata, degli angusti ricoYeri, degli insufficienti spazi liberi. In rnon · la"na biso< rna formare le opere intagliando, scolpendo, intemandosi , o l':) piuttosto che elevando costruzi oni appariscenti ed alte moli. La massa di resistenza, il rilievo ed il ciglio di fuoco sono il più delle volte offerti, se ben scelta la posizione, dal terreno stesso; il coprimento del le truppe deslin a.te alla difesa locale, cioè ricoveri, magazzini ecc. ecc ., può ricavarsi traendo profì Lto, .per lo relatiYe costruzioni, degli spazi che di rado mancano, ma che sempre si possono preparare, lungo il contropendìo e, finalmente, gli avvallamenti dietrostant.i presentano opportun ità per costruzioni mascherate ad uso delle riserve esterne. 11 volere ancora costru ire sullo posizioni in montagna, meno rare eccezioni , delle opere di forLificaiione secondo regole e fo rm e tipi che di batteri e casamatlate dagli alti rilievi o dalle grancli cannon iere, sarebbe un andare a ri Lroso dei tempi, un trascurare i principi più elemen tari di fortificazione e rinunziare, specialmente, al ,aloro difensivo cd offensi,o intrinseco che le pos izioni offrono al cosl.rnttore; sarebbe un intendere in modo lroppo scolasti co, convenz ionale ed abituale, la corrnzione del terreno . Tutto, ripeto, dipende dalla scelta giudiziosa delle posizioni alle ad essere fortificate o dal non volere imporre le fortifìcrizioni al terreno . Nelle zone montane, e questo rifletto qualunque maniera di fortificaziol16 e, con lo dovute modalilà, tutti gli scopi della difesa, bisogna provvedere con la più di ligente cura al collegamento della difesa alla (terreno montuoso) con la bas~a (valli longitudinali o trasversal i rispello alla linea di operazione). Per la prima fortifìcare posizion i dominan ti sui nodi delle comunicazioni, a traverso od innanzi agli aditi, gli altipiani, lo teste delle valli; per

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la seconda iortifìcare posizioni in pianura, ngli shocchi o nello interno delle valli. Così la trnppa potdt manoHare offensi,,amente e rornballere difensinmento; mantenere le proprie e minacciare le comun icazioni del nemico . Sulle alture il traccialo delle opere va reo-olato secondo le ondul azion i del terreno, procurando che In. m~gistrale si sril uppi seguendo l'andamento dell o curve ·~rizzon.tal_i: yariaodo il profìlo a seconda che il pendio del Yersante rnnanz1 prn 0 meno accessibile, più o meno soggetto al fuùco, ed il ret rostante alto a coprimento . Tanto i tracciali poi che i profili, la liuea frontale ed i sostegni, le parti destinate per la fucileria e quelle per l'artiglieria conformando a seconda dei rapporl! c~1e, topogra fìca~ mente, possono èorrore lra il front e generale cli difesa e quello d1 attacco e secondo che i I primo dehùa correre parallelo, normale od obbliquo rispetto alla direzione elci Lhalreg principale ..~el pr!m~ r.aso l'azione tattica si sviluppa nel senso della profondila; qumd1 Jc opere, secondo l'importanza ri.ssoluta e relal irn dei ~osli, si ~caO'lionano dalle sp ianale ai valloni. Nel secondo caso l'azione laLt1cn., ;ssendo identi che lo condizion i dei due fronti, risulta nel senso dello sviluppo; la linea di fens iva deYe quindi, potersi ra~orzar~ con.potenti sostecrn i d'ala, dove le più rohnste opere ad 1mped1re gh accerchiame~ li. Kel terzo caso l'aziono Lattica potendo essere, più o meno doYo come nel primo e dove come nel secondo caso, l'opportu~o assetto di tutta la linea difensirn dipenderà dal più conyenient.e accordo fra i mod i testè indica i.i; purchè ne risulti l'equilibrio delle forze o dello azion i. In quanto al defìlamento, che non può essere più affidato ai metodi seguiti al tempo delle artiglierie liscie, bisoona ricordarsi ch'esso pria di tutto de:,;'ossere procnrato per mez;o do! terreno sLesso . In posizione domin ala coprirsi disponendo opportunamente il tracciato ri spetto al le alture dominanti e nlendosi, con accorgimento, delle co,;truzioni secondarie . Sottrarre, perciò, possi\Jilmenl o, le facce dell e opere ai tiri d'infilnt~ '.pur m.an~ tenendole nei Iimiti d'inflessione, rispeLlo nIlo pro\Jabil I fron t.i d1 attacco voluti dalle condizioni del terreno pross imo alla posizione occupa;a; dare alle opere poca profondità, grande sYiluppo di linea frontale; pel resto saporsi val ere, come teslè bo indi cato, del contropendio stesso dell e posiz ioni. . . . . I criteri generali risguardanti la fortifìcaz1one delle pos1z1onL


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LO STUDIO

militari secondo i loro rapporti con le linee strategiche trovano una importantissima applicazione e copia grande di modalità nella difesa delle linee fluviali. Secondo la ragione organica, lungo i fiumi la difesa non può dirsi efficace senza fort i teste di ponte che assicllrino le operazioni offensive delle truppe . Le piazze forti che lasciassero al nernico libere le manovre sulla opposta riva, com'era il caso di Strasburgo nella guerra cleì ,J870-7'1, non potrebbero che imperfettamente provvedere alla tutela della linea difensiva uaturale; la cui difesa sarà assicurata quando alle disposizioni pe1· resistere · sulla riva amica si saranno aggiunte quelle per resistere ed ngire sulla nemica. Questo pel caso clel corso d'acqua normale alla linect di operazione; chè, pel caso del corso d'acqua parallelo a eletta linea, le dispos izioni devono essere atte a resistenza ed azione su tulle e due i fronti. Le teste di pon te, quindi, vuoi permanenti, vuoi provvisorie, siano esse preparate per sc0pi organ ici lungo le linee fl uviali di principale o di secondaria difesa, devono assumere forme emodi di campi trincerati; le cui zone difensive siano scelte sul tet·reno immediatamente a cavaliere del fi ume e quelle oflensive in-. nanzi: le une preparate a resistenza assolula per proteggere i mme· diatamenle i pon ti, assicurare occorrendo il movimento in ritirata · delle truppe, dominare col fuoco l'interno del campo trincernto , stesso; le altre fortificate in guisa da proteggere, con azione fron tale·, . le truppe raccoILe nel ompo trinceralo e dare, come li nea periferica di sostegno, faco ltà a queste di manovrare oiTensivamente. La dif~ Hcoltà maggiore, per le teste di ponte consiste perciò nella scelta e nello assetto a di[esa di quelle posizion i che devono cosLitllire il collegamento fra la difesa delle due rive e l'appoggio del perimetro esterno del. campo trincerato all a.riva del fi ume : difficoltà che cresce anche con lei necessi ti-\., il più delle volte, di accordare la di fesa alta con la bassa se accidentate mollo le rive del fiume e molto flessnoso il SllO corso; nel qual ultimo caso, quantunque si trattasse di , um tesla di ponte semplice, potrebbe occorrere di fortificare anche · una zona sulla sponda a.mica, secondo una linea fron tale esterna, onde parare agli aggiramenti stralegici. Ove si tratti di scopi logistici, od anche sempli ,:emente tattici, la difesa di un corso d'acqua può essere assoluta e relativa: nell'un caso e nell'altro favorevo le · J'anclamento del tratto di fiumP., da occuparsi come linea difensiva,

DE LLA FORTIFICAZIO:NE

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se convesso verso il nemico, senza che manchino opportune Iunate con la concavità allo esterno, per gitture ponti. Se la difesa è assoluta, ridotto il fiume a presentare il massimo ostacolo possib ile, deve la fort ificazione disporre le locali tà a resistenza in relazione della disposizione dif0nsi va delle troppe; delle quali parte sorveglieranno i movimenti del nemico, parte saranno dietro scaglionate e pronte a combattere, allre come riserve in silo ritirato e centrale. Il terreno, quindi , distinto in due zone; l'una esterna o fron Lale di sorveglianza; l'altra interna di combatLimento e sostegno . Lungo la prima, hi correzi one del terren o affidata ad opere campali del tolto occasionali ; lungo la fro nte clell aseconda, ad opere passeggiere sopra posizion i costituenti linea di sostegno per le operazioni offensive, o di coprimento per le difensive; al limite irilerno di essa zona, a qualche opera provvisoria sopra posizione centrale, possibilmente· a cayaJiere della prjncipale linea di ritirata, dominante il rovescio di Lutt,i la zona, capace di coprire la riserva generale. Potendo passare dalla difensi va all'o[ensiva, la prima zona si trasl'ormerehbe, rafforzando le opere ed intercalando batterie, in li nea dr resistenza a protezione della testa di ponte che sicostruirebbe onde · . attuare r,o testa trasformazione di azione logistica o Lattica. La difesa delle coste presenta un problema di sua natura diffkilissimo, per la i:t10Iteplicitù dei dati e dei qùesiti che può contenere; la cui soluzione richiede accordo completo fra operazioni per mare · e per terra; non può essere affallo risoluto dalla sola fortificazione, ma dal concorso di quesLa con la potenza del mviglio, con le ma.no,·rc delle trnppe, con l'imp iego delle più possf\nLi arLiglieri e. h't' diversa maniera di os tacoli in mare : il Lutto a seconda. delle condizioni e dei caratteri geografici e topografici delle coste stesse e delle · linee che le collega.no allo interno dello Stato, ai centri di resistenza ecl alle grandi basi di operazione. È nella soluzione di questo vitalissimo problema che il for tifìcatore s'ingannerebbe a partito se credesse di potersi affidare a norme soltan Lo cl' ingegneria, se non· tenes,;e presente nella loro importanza, nei loro valori, nelle loro mutue influenze, i moltep lici elementi cli po,;sibile azione. Scopr <l.el nemico sono: distruggere arsenali, occupare porti o rade, con·quistare siti da sbarco o per invadere il paese od, almeno, per occupare posizioni che impediscano il co l!eJamento dell e forze lerri- ·


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LO STUDTO

toriali della difesa, ovvero per ru.inare le comunicazioni litoranee o quelle fra il lito rale e lo interno dello Stato. La. difesa mira a tutelare quei siti contro gli attac.chi da mare non solo ma, trattandosi specialmente di posizione d'importanza organica, contro quelli anche da terra . In quest'ultimo caso le posizioni fortificate costituiscono piazze ma1·itti.me, pet; lo più a tutela dei grand i arsenali o porti principali . e àevono presentare verso mare ostacol i naturali ·ed artificiali che impediscano l'avvicinarsi delle navi nemiche, il bombardamento e, vP.rso terra, i colpi di mano o l' investimento per parte di truppe o sbarcate lungo la costa, o .provenienti dallo interno, dppo superata la resistenza della frontiera. Verso mare la pri ncipale/difesa dovrà essere offerta dalltt profonda insenatura del golfo, dàlla inacessibilitit delle laterali posizioni, dal loro dominio sul inare e sulle zone della costa donde possibili gli alta.echi da parte di truppe altrove sbarcate; le quali favorevo li condizioni di silo, che costituiscono il valore intrinseco della posi1.ione saranno, a seconda della natura dello insieme e di quella di ciascuna parte, avvalorate verso mare da opere di fortifi.cazione basse ed alte, da forti a mare, da dighe, da linee di torpedini e, verso tena, da fo rtificazioni costituen ti un campo trincerato. Per le batterie basse prevaleranno le casa.matte coraz1.ate, le cupole girevoli e costruz ioni, in generale, alte ad offrire ai cannoni di grandissima portata sicuro schermaglio e vasto campo di tiro; le batterie alte, destinale ad agire con tiri curvilinei, saranno a barbetta co11 la massa di resi stenza in Lena. Nell'un caso e nell'altro i ricoveri di riposo e di comba ttimento ed ogn i opera muraria diligentemente sottratte all'az ione delle arLigli erie nemiche. Ne,lle piazzo mariti.ime una delle più grandi dif(icoltà consiste nello accordo, non solo della difesa alta con la bassa, ma anche in quella del fron te di mare con l'altro di terra, segnatamente dove i due fronLi si conneuono. In ogn: modo anche qui e più forse che altrove ·1'assetto a difesa dev'essere largamente inteso: non li nee continue, non pieaa1~ento tormentato di fronti, non disposizioni flcl esclusiva difesa a:soluta; sì tale scelta di pos izioni e tale modo di fortifì carle che, mentre as3icuri la più energica resistenza al peri metro della zona difensiva. permetta che questo perimetro fu~zioni, verso terra, . da linea interna di sostegno alle operazioni attive che si svolge-

DELLA FORTIFICAZION!~

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rebbero in una zona anteposta; su lla quale, anticipatamente scelte, esattamente, ~llmeno designate e preparate, rispetto alle comunicazioni ed agli accessi, quelle posizioni più alte a servire, fortificate poi in modo provvisorio , come sostegni per le operazioni d.el tutto controffensive e lontane delle forze mobili. l\'Ia nessuno d1 questi lo scopo di una valida resislenza, o Provvedimenti l)Otrà ra..,aiuncrere nessuno potrà. assicurare i rapponti strategici fra la piazza marittima e lo interno dello Stato senza il concorso energico dell'azione della {lotta e senza lo accordo fra le possibili maniere cli questa azione, e quelle delle posizioni fortificate e delle forze mobili. Non si potrebbe, quindi , abbastanrn far eco alla proposta del maggiore Perruchetti cli manoVl'e fatte in comune dall'esercito e dall'armata onde stabilir;, con la pratir,a solu1.ione di problemi relativi alla difesa delle coste, un perfetto accordo di vedute fra gli ufficiaìi di terra e quelli di mare, notando « quanto sia necessario affratellare ne« gli studi e nelle opere esercito e marina e famigliarizzarli a. guei « compiti del la comune difesa, che devono essere comuna meta a << queste due fort i braccia nella nazione, fatte muovere con unità « di pensiero. » Tutte queste· consideraz ioni che, nell o insegnamento, vogliono essere ,,viluppate trattando quesiti concreti, faranno acquistare la convinzione che i problemi di fortificazione sono molto più complessi di quanto potrebbe a prima giunta sembrare; i quali nè si possono risolvere col ~olò tecnicismo dell'ingegneria, nè con regole prestabilite secondo casi determinati; ma col criterio e l'attitudine che derivano da studi fatti a laxga base nella scie1J7.a di guerra. Un'altro argomento cli grandissima importanza e sul quale è necessario di fissare bene l'attenzione nell'insegnamento, è quello dell'auacco e della difesa delle piazze forti . Anche qui nè il clommatismo, nè le aride regole, nè le norme indeterminate polranno approdare. Ma considerai,do la fortiucazione nei snoi completi . e molteplici rapporti con le altre parti dell'arte milit~re, n?n solo r ~ quanto alla idea direttiva, sì rispetto anche ad ogm particolare, s1 potrà comprendere l'attuale significato dalla guerra di fortezza e come, pure rimanenendo inalterati i procedimenti generali che la riflettono, debbono variare di molto i modi, le norme speciali, la sfera delle operazioni di attacco e di difesa e perchè essa, imp licando è)<')


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LO STUDIO

un esteso arricendarsi di problemi logistici e lallici, non debba pi(1 basarsi sopra procedimenti melodici, ma. sopn1. un bene inteso acco:~o fra resi,,tenze locali ed azioni a grande sviluppo delle forze mobili; nel quale prendano parte le più srnriate maniere <li correzione del terreno, tanto da parte dei difensori che degli attaccanti. Progredendo negli studi, diretti ad equiparare la difesa allo allacco, si è propagata la convinzione che, come la potenza di ques~~ è nel movimento, nel movimento bisogna cercare quell a della dtfesa; che, tanto per l'una che per l'altra maniera di movimento, non manchino opportuni perni di sriluppo in posizioni fortificate periferiche, rispeLLo ai centri principali di sicurezza o di 1resislenza· I~ q~ali, . ~Ila lor volta ed in un determinato periodo delle opera~ z1om ~ss 1_d1onali, possano servire come appoggio o sostegni di ala per nz1on1 scalate, secondo successivi punii di resistenza e Yerso il principale subbiettirn che, pel difensore potrà essere il centro fort ificato clel campo trincerato e, per l'attaccante, il settore fo rtem&11le munilo della zona d'investimento posto a carnliere della linea di riLirata . E, come pc1· movimcnlo, da parte dell'aggressore, non solo gli approcci direlli verso le posizioni fortificate del campo trincerato, ma s'inlendono le manovre specialmente ed i combattimenti acl avvalorare l'esito dei quali mirano o-li approcci· cosi da parte del difensore, s'intenderà per movimen~o, non solo ioma~ novre ed i combattimenti volti a contrattacchi ed a smantellare le· opcrn o_ssidio1~ali, maei controapprocci e l'imp iegodellefortilicazioni ~ampalt; specialmente di quelle che, opportunamente, hanno preso 1! nome di fortificazioni manovre. Non più dunque difesa passiva; non più agglomeraz ione di combatlenti ad,,perati a semplici sortite locali; non più quel metodo di resistenza pcl quale si verificava che buone !ruppe entrate come guarnigioni, in una piazza forte, per difenderla, cli\'Cntav~no col tempo, durante l'assedio, callive !ruppe perchè loro precluso lo slan~io, resa. impossib ile l'atLività, menomata l'energia mc,rale dal sentimento della inforioriLi1, la facoltà guerriera dal troppo assegnamento sulla resistenza materiale delle opere permanenti; mentre le !ruppe assedianti, ancol'chè poco solide, miglioravano a misura eh~ pro~rediva l',1s,,;etlio, perchè, libere nei loro movimenti, acqu1starnno a mano a mano, la coscienza della propria potenza, l'ar-

DELLA l'ORTIF!CAZ!ONE

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-dire guerriero, la disciplina, l'audacia. In generale i fortifìcatori del la yeccltia scuola, teneri troppo deile ragioni tecniche della ingegneria, e considernndo in modo timido, r istretto, limitato l'azione tauica della difesa, pensando mollo al fuoco e poch issimo al movimento, 11repuravano opere permanenti a difesa pressochè inerte; intorno all e quali, nello intendimento di rendere all o aLLaccante difficilissime le ossidioni, disponernno le cose in guisa che ne derivava al di fensore l'impossibili tà o la grande dil'ricolLà delle controffe.se. Molte fortezze, quantunque oggelto di minuziose cure tecniche, riuscirono insufficienti perchè, non preparate a dar modo al soldato di esplicarvi l'azione nella misura della sua euel'gia fisica e morate, ne paralizzarono le facoltà militari a Yantaggio di quelle dell'aggressore. La difesa assoluta, locale, passiYa, stata sempre peri Golosa, e spesso ineflìcace, sarebbe nelì'epoca attuale un errore grarissimo; contro di essa hanno sempre prolestato, con gli scl'illi ed i fatti, uomini di guerra eminenti; nè potrebbe nltualmente trovare seri propugnatori meno il caso di speciali contingenze di guerra o ~pecialissime condizioni di sito e di scopi . L'ost.:tcolo e la sua potenza ch1zione devono essere in relazione del sistema di cui fanno parte, rispello ad un determinato scopo strategico e nella ragione delle opera:zioni logistiche e tattiche che si possono S\'o lgere. l..e Lrnppe, in questo sistema, agiranno, quindi, ·alcune a difesl locale del centro di resistenza, altre lungo la sfera di potenza periferica o innanzi ad essa, altre finalmente lontano da essa, in una sfera ta ltica. indipendente ma, collegate ad essa periferia da comunicazioni proteLLe e naturali sostegni. Le forLezze per conseguemadevono in modo tale essere preparale da poter funzionare, in questo sistema, da centri simultaneamente e secondo le occorrenze di resistenza e di espansione. Non è ammissibile quindi più il ritenere che qttelle fo rtezze meglio, ed in ogni caso, possano rispondere all e e:.igenze della guerra, le quali ch iuse allo intorno da inaccessibili ostacoli naturali; chè la ::!.i fesa assoluta in esse aumentata, aumenterebbe per l'attacantela possi bilitàdi mascherarle o bloccarle, diminuirebbe od annullerebbe pel difensore la facoltà di coo perare allo svill1ppo delle operazioni attive . Xe si dere intendere nemmeno in modo assoluto che l'azione del la piazza si eslcnde soltanto quanto la gittata delle sue artiglierie, oltre la quale le opera-


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DELLA FORTl FICAZJONJ,;

LO STUDIO

zioni non risguardano più h fortezza ma le operazioni strategiche delle forze mobili . Si assegnerebbe, seguendo questa opinione troppo letteralmente nelle sue conseguenze, un còmpito molto limitato alla fortezza; la cui funzione si comprende come possa esercitarsi, nelle modalità tutte del concetto e dell'indirizzo strategico ove, invece, si consideri che le forze mobili non devono nella fo rteiza trovare sollanto un punto di locale difesa e che .i rapporti fra posizione fortifica ta, terreno inlorno, artiglierie, operazioni della guarnigione, azioni delle riserve esterne, devono completars i scambievolmente; l'umt essere funzione delle altre, nella unità dei fatti prevedibili che si possono svolgere nello scl1acchiere strategico al (fuale tutti quegli elementi appartengono. Se quel legame è rotto/ e si romperà di certo ove un elemento qualunque si limiti ad una sferaisolata di azione, mancherà il mezw più potente per raggiungere la vittoria, mancherà l'accordo fra le pat·ti ed il tutto. Se ben si ponderano le relazioni strategiche che le fortezze hanno con i modi tutti di svolgimento delle grandi operazioni di guerra, come le opere campali l'hanno con le operazioni tattiche, se si riflette alla grande influenza dei mezzi odierni di comunicazione a vantaggio dei rapidi spostamenti della forza, si argomenterà, che, tanto le fortezze quanto le opere stesse campali , esercitano la loro azione molto più lontana della po Lenza delle loro armi da gitto e come, a ben preparare tanto opere campali che fortezze, bisogna prendere le mosse dalle relazioni cl)' esse dovranno avere con le operazioi1i militari a seconda degli scopi e dei siti . In quanto, quindi, al la correzione del terreno onde assicurare la compleLa funzione strategica della piazza forte, tutte le opere vi concorrono; chè. oltre la cerchia dei forti e collegate ad essa, sorgeranno fo rl.ifìcaz ioni provvisorie e campali che, a seconda dello svolgersi dei combattimenti, come altrettante linee mob ili di resistenza, assicureranno il collegamento logistico e tattico fra le posizioni che a mano a mano si vanno occupando e quelle periferiche della piazza, fortificate già in modo permanente. Così, l'azione della fortezza eliettivamente si spingerà sempre più innanzi, con modi non premeditati ma corrispondenti ai reali e contigenti bisogni dell'azione e le forze mobili si sentiranno di continuo in relazione del centro di potenza e di sicurezza, saranno tanto libere nei loro movimenti che, ove fortunati i combattimenti

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e bene utilizzate le strade ordinarie e le ferrate, potranno dar la mano a quelle altre truppe che tentasséro l'espugnazione delle posizioni lontane di ci rconvallazione. Co testa azione fa riscontro a quella dell'aggressore che, avendo forze i:>uffìcien ti. se fiacche le controffese della piazza, potrà sempre, padrone delle ferrov ie, ra1lìLti:-e i combattimenti su dette posizioni cli circonvallaz ione. li Clausewitz, in un'epoea in cui non si erano ancora abbastanza propagale ed alierroate le idee moderne intorno alla necessità dei campi trincerali ed in cui le armi cla giuo non avevano la potenza attuale, traLtando l'argomento della difensiva ed in esso delle piazze fo rti, avvertiva già ( 18•18-'1830) che « L' e.ITet exercé par une place forte est évidemment composé de deux parties distinctes, qui sont l'action interne ou défensi ve, e l'action ex teme ou offensive . La première sert à protéger la place eL tout ce qu'elle contient; la seconde exerce nne certaine influence exterieure, c'est-à-dire sur la contrée située au delà de b. porlée dn canon de la place. Cette action externe consisLe en auaques cprn la ga.rnison diri ge con tre l'ennemi qui s'approche jusque à une certaine disLance de la piace. J)Jus la garnison est nombreuse, plus les détachements qu'elle enverra au dehors pour de telles expéditions seront forts; et plus il seront forts, plus ils pourront eu général s'élo igner de la piace. Il suiL de là que la zone d'action externe d'une grande piace est non seulement plus redourable à l'ennemi, mais aussi plus étenclue que celle des petites places . Mais l'act.ion exLeme d'une piace forte peut etre subdivisée elle-méme en deux éléments, l'un comprenant les entri;prises exterieures de la garnison, proprement dite, l' autre cons istant dans )es entreprises que peuvent fai re d'autres corps de troupes grancls ou petits, étrangers à la garnison, mais en communication avec elle >> . E poco dopo aggiunge: « Quand la piace est peti te, !es détachements qu'elle peut envoyer deviennet insignifiants, et leur cercle d'action est en général retreint aux villages les :nlus rapprochés . lVIais les corps de troupes qui n'appartiennent pas a la garnison, et qui par consèquent ne sont pas obligés de rentrer dans la place, sont beaucoup plus indépenclants; il peuvent clone, quand !es circonstances sont favorables, étendre considérablement la zone cl'action externe de la place » ( 1). Questa duplice funzione esterna ecl interna, di1

1

(lJ Opera e

traduzione citate .


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LO S'fu DIO

rella ed indireLla di una piazza forte, nell'epoca allnale, è del lutto manifesta e necessaria, aralo riguardo alla nstilà dei campi trincerati, alla forza num0ri ca dell e truppe che vi posgono prendere posizione difensiva od offensiva, al la poss ibili là dei loro liberi movimenti a grandi distanze; e cotesta duplice funzion0 diventa importantiss ima, essenziale, indispensab ile se le fortezze fanno parte di una regione fort i(ìca la o rappresentano il collegamento slralegico fra diYerse regioni fortificate di uno Stato. La potenza, dunque, dell'oslncolo è sempre in rngione diretta e composta dell'appoggio che, dumnLe l'azione può prestare alle truppe manovrnnti e di quello che ne ricere: in ciò il significato Yero del coprimcntp nel senso auivo della parola: con ciò la possibilità di obbl igare il nemi co a presentarsi male al combatlimenlo e di cogli ere le occas ioni più fa vore, oli per le controffese condollc con molle forze ed a foj)do; altrimenti Lutto si ridurrebbe a meschine e timide sorti le non buone che ad avvalorare negli assedianti la co5cienza clell a loro superiorità . In questo argomento, inoltro, della giusta misura ne i rapport i fra resistenza dell'ostacolo ecl azione offensiva; è impossibil0cli fissare nnlicipntamente regole stab ili; cM, in ques ta come in ogni altra combinnzione di gnerra, è necessario, fra le allre cose, tener calcolo dell'indole delle Lruppe e delle speciali condizioni in che si pogsono trovare ; rico rdando sempre che la naturn umana ha dei li miti di energia che non si possono impunemente superare e delle fus i di potenza delle quali bisogna saper trarre profillo. L'arte somma con· sisterà sempre, per chi comanda, nel sapere accordare elementi diversi nella uni tà degl i scopi, con modi ar.comodati agli eventi. t un calcolo cl.i probabilità, nel quale soccorrono quella che abbiamo detto filosofia della guen a, conoscenza molta dei principii, esatte noz ioni cli storia ed ab it udine del comando acquista i.a progressivamente nella soluzione rea le cli problemi concreli. Il problema della fortificazione e molto più. complesso e difficile di quanto comunemente si crede: il risolverlo, conlentandosi di provvedere alle condizioni tecniche locali risguardanti la resistenza del le masse e l'azione delle artiglierie, può condurre a degli errori, dai quali, per lo meno, la non piacevole necessilit di disfare, rotlifìcare, rnllopparo, qualche volta ricominciare Lullo da capo; quasi un lavoro di Sisifo. A mc pare che ormai abbiamo abbastanza progredito nel

DELLA FORT1FICAZl0:,( E

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campo della speculazione e dell e esperienze per poter propugnare nelle scuole liberamenle che IJ. soluzione clelle quistioni di forlifirnzione non sarà mai soddisfacente se si cerca 11ella ragione tecnica sollanto clello forme; senza prendere le mosse, pria di LuLLo, dallo insieme di quelle considerazioni che ri5guardano le ragioni tulle dell'azione e, per conseguenza, i rappol'li intimi che collegano, in modi diversi secondo la diversita dei casi concreli, la forLificaz ione alle altre parli della scienza di guerra. A questo cancello s'informano i più reputali scrillori moderni di cose militari. Duo la.ori specialmente di grandissima importanza s0no slali ùi recente e qua:;i contemporaneamente pul.Jblicati nella nostra Rivista militare; i quali, mentre dimostrano come base a buoni studi cii fortificazione debbano essere, pria cli tutto, quelli di geografia militare, segnano anche un progresso l'i:-pello al modo di considerare i problemi della fortificazione in relazione cli quelli complicatissimi e mullifonni della difesa generale degli Stati e, nello interesse santissimo della patria, comballono quei pregiudizi che ancora esistono, intorno a <Juesto capitale argomento . Cotesti la,•ori, mentre confermano semp re piu ai loro autori la fama meritata di dotti ufficiali, costituiscono un'opera allrcLlanto patriottica per quanto utile allo insegnamento e dovrebbero essere meditati seriamente dai cullo1·i delle mil itari discipline, non solo, ma presi come punti cli partenza per ulteriori indagini ed ut ili discussioni . Uno di quesl i lavori (G li osLacoli naturali e la fortificazione) è dovuto al n"'enerale ,\raldi ,· l'altra (Del metodo negli stnd i per la difesa dello Stato) al maggiore cli sLaLo maggiore Perrucchelli, pl'ofessore alla scuola cli gnern:1. Il generale Araldi tratta direltamonte il suo araornenlo ·dal punto di . vista della fortificazione, dopo di aver accennato, nella prefazione, cho le massime ed i principii da lui dimostrali sono, disgraziatamente, ancora in piena contraddizione con una parte dei criteri fondamentali, per Io piu, seguili nella scelta delle posizioni e nel modo d_i for tificarle e che la sua è i,ma nuova lotta contro pregiudizi e massune erronee prevalenli. Nel proemio, il chiarissimo aulore, esamina le quistioni fondamentali risguardanti tanto la difesa offensiva quanto la passiva e la necess ità attuale degl i ostacoli naturali utilizzabili a scopo di difesa, r iassunti in acquei, montuosi e d'insalubrità· dei quali partitamente trallando, nelle tre parli del suo libro, (rom ~

ANNO

xxv n ,

VOL . l V,

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LO STUDIO

modo di ricordare le teoriche tutte della fo rtificazione e dì esami.,,. nare, con accurata analisi, quali le modifiche che, senza più ten· tennare, si dovrebbero far loro subire; avulo riguardo alla potenza · delle attuali arLiglierie, come al modo di condurre e presentare le truppe al combattimento. Le sue dottrine, opportunamente volte a sviluppare meglio ed a completare quella da lni già propugnata fi~ dal ,t 873 intorno alle regioni fortificate, applica a diversi problemi relativi alla difesa della nostra penisola e, spe(;ialmente, di Roma: stabili sce criterii per la resistenza assoluta ove occorra, per l'azione· offensiva, quando necessaria, per la di fesa periferica e per la in-· terna dello Stato: scende ai parLicolari per la costruzjone e l'armamento a.elle opere e riesce a questa savia sentenza che« Le posizioni « militari non si possono tutte fortificare allo stesso modo e con un « unico concetlo generale direttivo: ma il modo di fortificarle varia « essenzialmente :;econdo le specialità di suolo, di clima, di ubica« zione e di alimentazione e rifornimento d'acque che ogni posizione · « presenta e sopratutto secondo l'ufficio che la posizione deve disirn· « pegnare nella difesa generale dello·Stato. Non esiste una formola « generica, la quale, come una panacea gene1'.al:, !)?ssa s~rv!r: in« distintamente ad ogni posizione fissando cle1 hm1t1 cabahst1c1 alle· « distanr.e delle opere, sia fra loro che dal nucleo interno, senza « tener conto della potenza e portata presente e futura- delle arti« alierie e che faccia astrazione completa dalla forma e natura del « terreno al di là di quei limi ti . Non esiste nè può esistere alcun « modello-tipo di piazza o campo trincerato applicabile ovunque, e « che riduca quasi ad una semplice materialità burocratica la com« pilazione di un progetto di difesa. Vi è una sola cosa che è comune « e generale per ogni caso. Un criterio giusto e complessivo della « posizione». Nel riassunto finale il generale Araldi> fra le altre · cose fa notare che « L'arte della fortificazione attraversa attua!« mente un periodo di transizione e trasformazione dipendente dai « progressi enormi che hanno gi~ fauo e stanno tutto'.'~ facendo le « armi da haetto e tutte le arti e scienze che hanno affinita con quella « della guerra )>. . Il maggiore Perrucchett.i tratta il suo argomento da un pun to d1 vista laraamente geografico-mii il.are. Pregio fondamentale del suo , lavoro st è quello di aver messo completamente in evidenza, l' ime)

DELLA FOUTIFJCAZIONE

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portanza degli studi reali di geografia militare e come ad essi s'innestino ed in gran parte ne dipendano quelli delle altre parti della scienza di guerra e ne siano anzi la fiintesi locale. Egli, con quella precisione che gli deriva dai-molti studi accuratamente fatti e dalla esperienza non breve dell o insegnamento, dimostra con pratiche e complete considerazioni circa la difesa della nostra Italia come, per arrivare alla conoscenza delle condizioni di offesa e di difesa del territorio di uno Stato conviene dare agli studi un fondamento concreto, supponendo quello Stato in guerra con uno degli Stati vicini; onde stabilire il valore militare dei singoli elementi geografici nelle diverse ipotesi di operazioni presumibili ed approdare alla conoscenza deJJe condizioni effettive di offesa e di difesa del territorio. In questo metodo, secondo il quale, tutti gli elementi e modi di azione s'individuano e prendono valore effettivo nella eITettiva reciprocità di reali rapporti, il Perrucchetti interpreta i principii dell'arLe del la guerra nella loro applicazione, studiando il terreno: esamina i concetti direttivi nella difesa territoriale ed il modo di loro attuazione rispetto all'azione militare nei terreni di montagna e di pianura: combatte pregiudizi e mal ferme teoriche: espone le norme per una dottrina seriamente pratica: si ferma sull'impiego della fortificazione nella permanente preparazione a difesa del territorio italiano e, dopo di aver discusso le più importanti quistioni pregiudiziali, questa difesa sviluppa esaminando i còmpiti della fortificazione alla nostra frontiera alpina, verso mare, nello interno dello Stato. Sempre, in tutto questo dotto lavoro, lo studio del terreno riesce in armonia con i principii fondamentali della guerra; questi si presentano, senza stento di sorta, nelle loro modalità e contingenze relative ai tempi: il concorso della fortificazione si appalesa dipendente dalle conclizioni reali del terreno, dai principii, dal tempo e ne rimane dimostrata la parte importante che oggidì possono avere le piazze forti, anche in faccia ai nuovi mezzi di attacco. Le quali considerazioni conducono il Perrucchetti alla meditata e patriottica conclusione 1:he « Da questo esame vedemmo fatta « sempre più salda in noi la fede nella attitudine dell'Italia a resi« stere contro qualsiasi minaccia cli Stato straniero ».


DELLA FORTIFICAZlONE

LO STCDIO

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V.

In quanto ai problemi di fort ificazionc logistica e taLLica, basta tidgiungcre che la logistica dirella a conserYare l'energia del1'esercilo lungo le zone di opera1.ione è completamento del l'organica, non nel senso di crnrituale preparamento, secondo scopi general i di azione, sì di precisalo pronedimento, secondo scopi particolari e consecuLiYi di azione, determinati dallo sviluppo delle operazioni; le quali tanto meglio raggiungeranno gli scopi strategici quanto più i mezzi ecl i modi logistici consentiranno alle truppe ordinato e sicuro il cliYidersi per marciare, il riunirsi pe1· combattere, Lulelato il riposo, facili i rifornimenti; onde ln somma della forza Yira si mantenga, quanto più è possibile, incolume dalla base delle o-perazioni aWobhiettiYo principale. A !alo intento pronedono, lungo le zone di operazione, le basi eventuali, le linee secondarie di resistenza, i posti di osservazione, lo posizioni occupate a tutela delle leste di lappa, dello retro, ie, degli accanLonamenti, dei cènlri di approvigionamento, delle linee di spo· stamcnto; posizioni al cui asselto difensivo, secondo i detti inlendimcn ti, prov-vedelafortificazione logistica con rriteri e norme direttive attuali a seconda del tempo limi lato, dei mezzi dii;ponibili, dello operazioni difensive od offensi re, della direzione nelle marce (a ranzando od in ritirata) dei siLi imprevisti, della natura dell e comunicazioni, (corsi d'acqua, strade ordinarie, ferrovie) . La correzione del terreno risguarderà di rado piccole, spes~o grand i posizioni , anche intere zone: principale modo, nei centri di resistenza, lo opore provvisorie: por completamento e collegamenti lo passeggiero e le occasionali; le prime in prnnsione del momento, le seconde nel momento in cui , pel contatto prossimo, imminente, o già avvenuto col nemico, al logistico subentra del lutto lo scopo lattico dell'aziono. Prevarrà sempre su quell e posizion i l'intendimento ed il camttere dei campi di battaglie difensirn, dei campi trincerati proHisori, fra i quali le grandi tesle di pon te, ad assicurare l'opportunità delle

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operazioni offensive, il moYimento generale in avanti o lo scalato l'ipiegarsi delle truppa sullo principali linee o posizioni difensive. Fra i più celebri camp i trincerati provvisori si possono ricordare, quelli <li Burgstal (guerra dei 30 anni); di BunselviLz (guerra dei sette anni) ; di Caldiero, 1805; di Torrcs redras (guerra in Ispagna dcl ,1812); quelli di Drosda, eFlori sdorf (guerra del ,J866); il recente cli Plewna (guerra turco-russa del 187t) . ...:... [n quanto alle opere provvisorie esse po,<;sono assumere valore assoluto o relativo; secondo che sono esse un perno od avvalorano un perno di resistenza; nel primo caso avranno del lutlo importanza logisLica, risultando dalla necessità di mellere in istalo difensi-ro posizioni di resistenza lungo lo l!nee di operazione; nel secondo anche, e specialmente, organica come quelle checosti luiscono il completamento di un campo trincerato permanente; nell'un caso e nell'altro i modi e le forme di loro coslrnzione devono ri~pondere agli scopi locali di poter resistere alle artiglierie di grosso calibro, di possedere la facoltà offcnsiya basata sull'impiego di altreltali artiglierie, di rendere inefficace l'attacco di viva forza, di possedere quanto occorre per consernre e tutelare, al coperto di ogni nemica azione e per molto tempo, i mezzi 'attivi della difesa o le munizioni. ~on mai abbastanza Iodate, come primi fra i tipi attuali di opere provvisorie, quelle di Ca-Bellina e cli CaVecchin, con le quali il Tunkler aITorzarn nel 1866 l'assello difensivo sul lato Nord-Est del campo trinceralo di Verona: opere ammirevol i come concetto e come esecuzione, nello insieme e nei particolari; le quali hanno, poscia, servito cli modello a LutLc le altre che si sono progettale o costrulle presso gli altri Stati, vuoi in modo provvisorio, come il ridotto sulla posizione cles Hautes-Bruyères presso Parigi nel ·I870; vuoi in modo permanente, come all'attuale campo trinceralo cli Metz; arrecandovi le modifiche richieste dal perfezi onamento in seguito verifica tosi nella potenza balistica delle artiglierie. Il .carauere distintivo della messa in istato difensivo derrli elc0 men~1 locali (corsi di acqua , viilaggi , piccole città, ecc. ecc.} per scopi logistici, consiste in ciò che, mentre la correzione del terreno presenta quanto è necessario per assicurare, occorrendo, la resisLenza locale e l'azione tattica dell e truppe, sia disposta nello stesso tempo , tanto rispetto allo intero andamento delle opere, quanto ai


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LO STUDIO

particolari di ciascuna di essa, a contenere, assicurare, tutelare i mezzi logistici ed i tattici prima, durante e dopo l'azione, per le ulteriori operazioni cli guerra. Al quale scopo '. devono concorrere gli studiati rapporti fra le posizioni scelLe e fortifìcate, le preparate ben sicure comunicazioni esterne, la forma del tracciato e del profilo delle opere, le costruzioni secondarie per gallerie, ricoveri, magazzini, ecc. ecc. e raccordo fra opere provvisorie, passeggfere, occasionali, concorrenti ad uno scopo comune. A questo armonico concorso delle parti col tutto, nel doppio intento ora indicato, mira la fortificaz ione logistica. . Le norme della fortificazione tattica tendono all ii GOrrezione del terreno in. modo da poter concorrere con esso diréttamente alla immediata applicazione della forza viva, allo svolgimento dell'energia combattente di fronte a nemico già imminente o presente; tanto sul campo di battaglia, quanto sopra posizioni già fortificate per scopi permanenti . La disposizione e la forma deJle opere deve risultare dall'applicazione dei principii fondamental i agli svariatissimi casi che possono presentare lo iniziarsi e lo gvolgersi dei combattimenti; esse si piegheranno non tanto alle esigenze delle formazioni, quanto a quelle delle evoluzioni talliche: altrimenti si le gherebbero troppo le truppe al terreno e si cadrebbe nell' errore dei modi prestabiliti di difesa, ai qualile evoluzioni 1aLtiche dovrebbero conformarsi. La parte occasionale od improvvisata della correzione del terreno, in che il significato delle fortificazioni rapide, può sempre risguardare o la costruzione occasionale di opere, o la riduzione di ostacoli , tanto naturali quanto artificiali, assunti come ppere; ovvero, più comunemente, l' uno e l'altro modo insieme combinati. Ogni disposizione dev'essere intesa a resistenza, pel nemico, inopinata e ad agevolare le manovre delle truppe; al che concorre non tanto la moltiplicilà quanto l'opportunità e rapiditit delle costruzioni, l'economia dei mezzi, l'armonia fra scopo locale _della difesa, azione delle truppe, proprietà tattiche del terreno, che deve poter essere simultaneamente schermaglio ecl arma, coprire cioè ed avvalorare gli aui offensivi; donde, se durante lo svolgersi del combattimento necessario, bisogna effettuare l'occupazi,one di una posizione con mezzi sufficienti, con energia ed, occupala, conservarla con ferma perseveranza onde mantenere i rapporti di com-

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:battimento, e difenderla strenuamente; chè il difendere debolmente od il tenere meno di quanto sarebbe necessario una posizione occupata, può essere cagione di maggior disastro che se la non si fosse nemmeno occupata. « Nel campo della tattica (cito a questo pro« posito, alcuni periodi del Tellenbach) vuolsi aver occhio allo « scopo ed ai mezzi. Se lo scopo rimane invariabilmente lo stesso, · « tuttavia variano i mezzi secondo i casi. Oggigiorno noi abbiamo a « fa re con l'accresciuta efficacia clel fuoco; e però, cercando di rag-<< giungere lo scopo del combatLimento, noi dobbiamo operare per « trarre il massimo utile dalla efficacia del nostro fuoco e scemare, « più che sia possibile, quella del fuoco nemico . Queste sono le « esigenze alle quali inevitabilmente noi dobbiamo ovunque sod« disfare; questa è l'avvertenza che sempre si dovrà avere nel fog« giare le nostre fo rmazioni e nel detel'minare il nostro modo di coi;n·« batLere. Lo svolgersi di un combaLLimento vuol essere in minor « misura abbandonato al caso e alla forza naturale delle cose, è a « permettersi meno àgli avvenimenti di formarsi e prepararsi per « loro stessi; ma invece si deve provocar!i e fare in modo che ab<< biano a seguire nel moclo più conforme al piano e giovevoli al « buon successo. PiLt rapido l'apprezzamento della situa7,ione, la « decisione più pronta, più veloce l'esecuzione. Non lasciar Lempo « al nemico per contrapporre nuove misure, al caso per combinare << avverse eventualità». E, trattando della importanza del terreno, , dice: « Esso può f,LVorire ovvero presentare difiìcol tlt nel disporre « e nel muovere le truppe, nell'abbracciarlo con lo sguardo e nel « dominarlo col fuoco . E quivi non solo sono a considerarsi la prot< prietà del terreno sopra del quale ci si trova, ma anche i vicen~< devoli rapporti che hannosi rispetto alle adiacenze che lo contor« nano » . Trattando poi delle posizioni offensive, conclude: « La -<< nosLra armatura oggigiorno è il terreno; esso deve servire a noi di « schermo ad agevolare la vittoria» (11) . Da qui si appalesa semprepiù l'importanza del concorso della fortificazione nei combattimenti; sì per espugnare che per mantenere le località sul campo di bat-

(1) LCl islitu~ione di una scuola del combattere in 01·ài11e sparso. - Traduzione, , di Buouss Cu1.,nRRDO .


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LO STUDIO

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taglia; sì per agire, che per coprirsi onde agire. E questo riesce · tanto più manifesto in quanto che, nell'epoca presente, con i moderni mezzi di azione, con la estensione che assumono le vai-ie fronti, l'obbiettivo latlico non è sempre prevedibile: può essere fatto palese dallo esplicarsi dei combattimenti nei tre consecutivi periodi di preparamenlo, di attacchi parziali. cli aUacco generale; periodi ai quali, con varietà di modi appropriati ad essi, prende parte la fortificazione; il cui concorso, inoltre, deve sul campo di batl.aglia essere informato al conceLlo che ogni singola unità tattica manovra e combatte, nella zona assegnatale, secondo lo indirizzo generale e lo scopo complessivo, con quella libertà di azione che la propria entità. comporta ed i bisogni del momento possono esig<ke e, quindi, provvede alla propria sicurezza e si aVYanLaggia del terreno, onde fare economia delle proprie forze pel momento decisivo, in c·iascuno dei tre periodi ora citati dell'azione. ln quesl'inlirno legame della. fortificazione con la taltica, sul campo di battaglia un esercito può trovare argomento grandissimo di successo « L'alleanza della forti- · « ficazione con la tauica, noLaYa il D-eker fin dal 1828, è necessaria · « nello stato attuale delle cose e lo diverrà di più ancora in ragione · « diretta del perfezionamento della tattica )) . Egl i, che non ·era punto contento del metodo seguìto, per lo più, ai suoi tempi, in fatto di fortificazioni campali, scrivendo del Rogniat, non esitava a proclamarlo benemerito della scienza di guerra; percbè aveva potentemente cooperato a rendere la fortificazione un elemento tattico, per mezzo della convenienza. nella scelta dei sili, della semplicità nei tracciati. della forma nei profili, della. celerità nelle costruzioni (1). Tutte qrteste considerazioni avvalorano non dover µiù il Lattico dipendere dal fortificatore; ma queste due individualità doversi completamente fondere in una sola; dover cioè il fortificatore essere tattico, non meno che il tatLit:o fortificatore. E questo non solo nell'ordine effettivo delle operazioni di guerra, ma in quelle anche, e forse precipuamente, dello insegnamento. Irnperciocchè se nelle scuole non andassero di accordo gli studi tattici e quelli di fortificaz ione, o se il professore di tattica non si brigasse · 1

{l) DnK11. -

La tattica delle t,-e armi.

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che formalmente dell'elemento fortificazione, senza entrare nello sp irito dei principii di questa parte dell'arte militare, per quanLo possono influire sugli .spedienti e sulle maniere delle operazioni tattiche, ed il professore di fortificazione per la determinazione delle dottrine risguardanti le fortificazioni campa.li , non prendesse le mosse sempre dalla ragione tattica., nè l'uno insegnamento nè l'altro sortirebbero l'effetto desiderato . I due docenti, quantunque liberi nello sviluppo deile materie loro affidate, devono camminare di conserva rispetto all'indirizzo generale, in che i principii dell a tattica e della fortificazione possono trovare la loro necessaria fu-· sione e, specialmente, nello insegnamenLo pratico non doHebbero mai procedere isolatamente, ciascuno per suo conto; ma riunire la loro opera nella Sl)luzione completa di uno stesso problema. concreto· e reale. Questo è émche necessario per i quesiti di logistica; ma per quei di tMtica e indispensabile. Nell'accurata e sinrnltanearisoluzione dei problemi di fortificazione per me.izo delle opere e per mezzo degli ostacoli naLuraJi, od artificiali, assunti come opere sulle posizioni opportunamente scelte, si può trovare, insomma, il completo concorso di essa fortificaz ione alle · operazioni di guerra risponden te a lutto il loro progressivo sv il u.ppo e completamento. In questo quesito complesso concorrono le ragioni delle forme per le opere, non meno che quelle delle formazion i tattiche del combattimento , delle manovre e delle operazioni logistiche; tanto il caralLere di estese regioni, quanto la natura topografica di ogni singola posizione, come quell a peculiare di ciascun ostaco lo; così la. valutaz ione della resistenza. e sLabil ifa assoluta come de!lti relativa dei mezzi adoperati per la offesa o per laclifesa.: elementi tutti che all orasorliranno effeLto completo quando, armonizzati fra loro, si troveranno subord inati ad un solo coneello direttivo. E questo concetto è impossib ile se roperazione militare, qualunque e~sa sia, non venga. preceduta ed accompagnata dall'accurato esame delle proprietà militari tanto del terreno su cui si opera, quanto di quello che potrebbe essere occupato dal nemico; onde distinguervi le parli a seconda delle proprietà loro offensive e difensive e sapersene valere nel preparamento e nello sviluppo delle operazioni . Senza di queste conoscenze si avranno conce~ti e si a.dopreranno speclienti slegati, dai quali nè unità di azione, nè po- ·


LO STUDIO

tenza di mezzi, nè utile correzione del terreno . Quel chiaro concetto, insieme alla esatLa nozione dei rapporti fra le parti ed il tutto, farà palese come non sia sempre necessario di preparare insormontabile ostacolo per lunga res istenza, ma quell'ostacolo soltanto ,;he .basti ad assicurare tale resistenza che, pel tempo necessario, arresti 'azione offensiva del nem ico, lo astringa a modificare, esposto al fuoco, leformazioni per l'attacco, agevo li le operazioni offensive della difeBa, ne avvalori con la difensiva l'impulso, protegga il ripiegarsi delle truppe combattenti, prepari e poscia avvalori il risolutivo trad.ursi della resistenza in azione aggressiva, dopo di aver occultato al nemico Je riserve destinate ad agire nel momento decisivo . .Nè bisogna dimenticare che il troppo è nocivo, qttanto il poco: l'arte consiste nel fare quanto conviene, quanto risponde allo scopo ·ed ai mezz i; imperciocchè le fo rze eccessive si paralizzano e le deficienti, per contra, vengono facilmente distrntte : non sproporzione ma i fra mezzi e scopi, non rìmedi mezzani, r1011 spessi mutamenti. Nello svoJgimen lo delle operazioni di guerra vuoi organiche, vuoi logistiche o tattiche, risguardino esse il periodo di preparamenlo o l'azione, i parziali combattimenti o la battaglia, la difesa o l'offesa, le opere permanenti o le campali, l'o1;dinamento difensivo di piccole o di vaste posizioni, ogni caso ha i suoi peculiari modi di sol azione; ma tutti i modi , relativi al lo stesso ordin& di operazioni, devono ,riuscire coordinati fra foro e governati da un so lo princip io direttivo, informati ad un solo concetto fondamentale in che solo possibile l'accordo fra terreno, azione delle forze mobili ed opere di fortificazior.e . Assicurato quesL'accordo po tra un esercìto manovrante raggiungere lo scopo delle sue operazioni; imperciocchè, sicuro della conveniente resistenza delle posizioni fortifkate, concentrerà .le proprie forze contro il nemico, agirà compatto nel mornenLo opportuno, non lemerit di essere girato, avrà libere le comunicazioni .e potrà. tentare, se occorre, con probabilità di riuscita le manovre involventi. Da queste consiclernzioni resta avvalorato il criterio, rispetto alla ..tattica, che sopra ogni estesa posizione occasionalmente occupata ,ovvero anticipatamente preparata a baLLao·lia, deve trovarsi il campo ..difensivo e l'o!Iensivo. In quello, irt0 di a difficoltà pel nemico , sa.ranno il centro di sicurezza a cavaliere della linea di ritirata e posti

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·atti a massima resistenza; nell'altro punti per progressiva resistenza ad agevolare il preparamento col fuoco, il movimento ordinato in avanti e l'azione decisivacon l'urto . Sull e zone le posizioni fortificate formano linee e queste, nell'epoca presente, per la estensione che possono prendere le front i di battagl ia o di resistenza e per la grande gittata delle artiglierie, non possono essere intese più, nel senso scolastico di una volta, come traccialo formale di opere con tinue o ad intervalli; ma in quella di libera ùsposizione che, mentre costituisca una linea frontale difensiva, consenta il movimento di grandi masse e lo protegga. Non possono quindi più ritenersi come tipiche, per quanto abbiano potuto essere utilissime, nè in linea .alla Rogniat, nè quella alla Laisnè, nè la più recente alla Pidoll; ma quella che presenti ad opportuna distanza (dai '1500 ai 2500 metri) gruppi di posti fortificati con fronte dai 300 ai 400 metri; negl'intervalli dei quali , in posizion e acconcia e ritirata, potenti batterie. Lungo la quale linea, nella formaz ione dei gruppi, concorrono lo assetto a difesa dell e locali Là, la. costruzione di opere campali, gli spalleggiamen ti per le riserve esterne, le batterie di sostegno; il tutto disposto a:battere il terreno innam,i, occupare fortemente i punti decisivi, agevolare lo sviluppo generale delle manovre.

VI. A riassumere e chiarire quanto fin qui mi sono permesso di esporre intorno alle pratiche esercitazioni della fortificazione, basteranno poche al tre considerazioni. Perchè lo insegnamento della fortificazione riesca fecondo di utili risultati è necessario, come più volte abbiamo ripetuto, che sia diretto bensì ad appurare sistemi, norme, regole, particolari di costruzione nelle loro ragioni tecnico·matematiche, ma pria di tutto è indispensabile, come fondamento a buoni studi di far comprendere ai giovç.ni uffiziali che la fortificazione nel suo vero e completo significato è stud io di posizioni, è scelta del terreno secondo un determinato scopo difensivo, è coef.ficieute strategico nella triplice modalità dell'organica, della logistica,


LO STUDIO 92 della talLica, è fattore nei combattimenti; che le regole, i tipi, i numeri, le forme, le dimensioni sono modi secondo i quali si esplica. la correzione del terreno , della quale, pria di tutto ed in tutti i casi, i criteri devono essere dettati dal concetlo diretlivo risguardante l'azione militare; il quale, basato su principi della fortificazione, comprende, nel concreto, le modal ità della loro applicazione, cioè la loro ragione pratica il cui principale valore consiste nella giusta valutazione del legame che unisce i vari elementi di guerra in una funzione comune. Io non saprei abbastanza ripetere la raccomandazione di uscire una volta per sempre dal metodo dommatico e scolastico, nello insegnamento sì teorico che pratico delliJ. fortificazione; di adoperare parcamente le astratte investigazioni; cli trattare sem-pre problemi reali in cui e dati equesiLi abbiano un valore concreto. Nè questa mia è una raccomandazione nuova; lo stesso hanno sempre propugnato, pel rinnovamento degli studi militari, i!lustri uomini di guerra; ma quanto cammino hanno fatto, finora, le loro, idee nelle scuole di fortificazione? E fra gli stessi propugnatori di quel concetto, veramente pratico, quanti hanno finora avuto, nelle s<mole, l'opportunità. di poterlo completamente attuare? L'indirizzo generale, spesso troppo forma le, degli studi militari, l'esigenze degli orari, dei programmi, degli esami, il fatto del contemporaneo svolgersi di altri studi di ordine diverso e non meno importanti, il poco tempo disponibile per le pratiche esercitazioni, hanno esercitato nelle scuole, specialmente elementari, tale tirannia sul metoclo cl'in-segnamento, hanno creato sempre tali ostacoli ad uno sviluppo di esso largamente pratico, da con trariare le migliori intenzioni, non solo dei docenti, sì e precipuamente dei clirellori e dei comandanti; senza contare la mal celata opposizione di coloro che degli studi pratici hanno avuto (e molti hanno ancora) una idea o confusa, o gretta, non meno che dei teorici e, frattanto, hanno potuto e possono esercitare nella loro sfera di azione una influenza tanto più nociva ai buoni studi, quanto meno palese; i q~ali credono di poter trattare i problemi reali , applicare cioè la teoria, col processo rer essi infallibile delle regole stereotipate, dei prontuari, quasi dei ricettari. Si è seguitato, quindi, ad abbondare, fra le nude pareti della scuola, in considerazioni astratte e, sulla nera lavagna, in casi ipotetici, in · problemi arbitrari; gli uni e gli altri slegati, non connessi;

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ad un concetto reale, non atti quindi a manifestare completamente ed in tutte le sue varietà, la concreta attuazione dei principi e dei .criteri. Da ciò , per conseguenza, la. pericolosa tendenza a stabilire regole fisse per determinati casi non realizzabi li quasi mai nei modi previsti, facendo su di esse un esageralo assegnamento, che non può non essere, in seguit.o, accompagnato da delusioni amare. Imperciocc,hè non su quelle regole in quel modo dedotte, ma l'assegnamento principale, per la pralica della fortificazione, bisogna farlo sulla esatta conoscenza dei principì e delle norme diretti ve desunti dallo studio di problemi concreti, nella realtà dei siti, secondo supposizioni rispondenti alla probabilita di casi effettivi ed assistito dalla conoscenza della storia militare e dalla progressiva abitudine al terreno . Con quel falso sistema di casi ipotetici ed arbitrari, è chiaro che, anche le poche esercitazioni pratiche alla quali si addiveniva, quasi sempre alla fine dell'anno scolastico, non potevano riuscire, limi Lati com'erano a problemi tecnici cli fortificazione, che monche, misere e specialmente, danno maggiore, convenzionali e convenzionai i tanto da falsare il più delle volte completamente l'indole, gli scopi, i modi dell'insegnamento pratico. Così, per esempio, cotesto insegnamento, si faceYa consistere esclusivamente nella esecuzione, in un sito qualunque, del trncciamento e del profilamento di un tratto di trinceramento; nella costmzione di fasc ine, gmti cci, gabion i, di un tratto di rivestimento . Si è creduto cli far pratica cli fortificazione impiegando , per un mese continuo, gli allievi aspiranti al grado di uffiziale a costruire, materialmente, nell'angolo di un poligono, un de1ite, o conducendoli nei fossi del le fortezze a fare trincee di battaglia e buche da bersaglieri e abbattute; dopo di che gli allievi r itornavano alle scuole, prendevano gli esami ed entravano nell' esercito, come uffiziali, convinti di aver studiato e cli conoscere la for tifica.zione. Si è così, alcune volte, condotta la pratica dell a fortificazione; senza comprendere che si confondeva il mezzo con lo scopo, il risultamento di una idea con la idea determinante, la parte col tutto; senza avvertire che, quantunque esercitatissimi in quelle costruzioni, non però potevano quei giovani dirsi conoscitori della fortificazione, ma solo della parte manuale e materiale delle forme; conoscenza completamente insufficente, da sola, a dettare modi per la correzione del


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LO STUDIO

del terreno in casi concreti. Non dico già che gli allievi uffiziafr non debbano avel'e conoscenza pratica dei procedimenti relativi alla effettiva costruzione delle opere, specialmente campali, ma dico e sostengo che non bisogna arrestarsi a quella conoscenza. ed a quell 'esercizioeprecipuamente non si devono acquistare lungi dalla realtà topografica e tattica. Per quanto semplici, per qua~to elementari, i problemi devono essere sempre concreti , possibili . Bisogna, cioè, costruire le opere od anche semplicemente tracciarle e profilarle, in un determinato terreno, anticipatamente ri conosciuto e speditivamente rilevato-, secondo ben definiti scopi tattici basati sopra ipotesi di azioni possibili, col corredo; di condiz ioni opportune intomo ai dati ed ai quesiti militari e tecnici, alla forza disponibile, ai mezzi, al tempo, ai materiali , alle armi. Allora, ma soltanto allora, potranno gli allievi comprendere il significato delle· costruzioni e come il valore di un'opera campale, specialmente se occasionale, non tanto dalla perfetta esecuzione delle sue forme tipiche regolamentari { che vogliono essere tenute in conto di esempi) ma precipuamente dipende dal dove, dal perchè, dat quando, dal come convenga iniziare, o siasi iniziata, o si vada già svolgendo l'azione tatti.ca; o.,servanclo se convenga mantenere la posizione a resistenza assoluta o relativa, ovvero con intendimen to di appoggiare manovre taLtiche; se l'occupazione risponde ad un periodo cli preparamento, o ad una fase di svolgjmento clell'azionegenerale; se si tratta di dovere preparare, protetti dal terreno, con l'azione lontana l'atto r isolutivo , ovvero prendere direttamenteparte a questo con la resistenza locale atta acl agevolare il concentramento dell'àzione aggressiva nel sito favorevole; se si tratta di secondare e proteggere il passaggio della fronte di attacco da zona a zona, o il camb iamento di direzione di essa fronte o finalrnenLe il ripiegare delle truppe, per posizioni scalate, verso una stabilita linea difensiva. Studiando queste ragioni nei casi reali, si viene a comprenderepraticamente quello che in teoria non si dovrebbe aver mancato di far notare; cioè che pochi metri più avanti o più indietro del sito c~nveniente, poco prima o dopo del momento opportuno, la trincea d1 battaglia, il piccolo trinceramento non hanno più valore, riescono ostacoli insufficenti, schermagli impotenti, elementi tattici

inefficaci; ma possono acquistare un valore grandissimo ed esercitare una fun zione taLlica importantissima e cooperare validamente · a raggiungere lo scopo dell'azione, se sorgono nel sito opportuno della posiz ione, al momen to necessario, se occupate a tempo, tenute quanto basti, abbanadonte qliando occorre e, specialmente, se opportunamente collegate all'inLero ordinamen to della linea di bat.,. taglia . Il Bouguslawski a proposito delle opere occasionali dice« La « forza difensiv~i cli una buca da bersaglieri di qualche lunghezza è « terrribile, purchè sia stata scavata in luogo adattato e secon do la « configurazione del terreno . Ma la scelta del si to per una buca da, « bersaglieri non è fac ile. Una differenza di 1O a 20 passi più in« nanzi o :più i.nclietro, può rendere quest'opera uti lissima oppure « affatto inutile » e soggiunge « ogni uffiziale di fanteria dev'essere « io grado di determinare con gran prontezza quei punti di un « breve tratto di terreno, che sono più adatti al loro collocamenLo « e che meglio corrispondono allo scopo » (4). Ora tutt.e queste ragioni non si potranno appieno comprendere, nè se ripetute le mille volte· astrattamente in scuola, nè per costruir che si faccia opere campali nei poligoni o nei fossi delle for tezze; non si acquisterà mai l'abitudine di correggere il terreno e nemmeno dì servirsi delle form e regolamentari di quelle costruzioni. Quando si mette · in dubbio l'utilità. e l'efficacia delle opere, campal i non si avverte che quello scetticismo deriva dal ricordo di casi in cui o s·i sono ritenute possibili le forme tipiche da applicarsi, senz' altro; a dati siti e scopi, o dallo aver voluto correggere il terreno con concetti a priori, o dal non aver studiata la fortitìcazione in relazione e dipendenza della tattica, anzi con ed inerentemente all a tatt.ica. Il Decri stoforis era bene ispirato quando, per studiare pratica:· mente la fortificazione, dopo di aver bene inteso il principio della guerra, consigliava di lasciare l'aula e, con zappa, badile, quattro picchetti e trenta metri cli corda prendére la campagna, dove il professore dovrebbe dire a.gli allievi «eccovi a comandare 100 uomini, ed eccovi assaliti da ,t 000 : approfittate del terreno e difendetevi ». !Ha anch'egli non è nel vero quando propone che si di-· 1

--- ( I) Deduzto11i tattiche de !!a guerrn 1870- 71 .


LO STUDIO

~tribuisca a(Tli allievi un pezzo di creta moli-e per modellare con essa delle o~ere: come sarebbe, secondo me, un. erro.re _l'abus~r~ della sabbia umida per modellarvi forme convenzionali d1 tracciati e di profili a scala ridotta; non minore errore ~uello di a~usare dei plastici ipoteLici, vuoi per stlic~iare gli eleme1:t1 geog~·afic1 del. terreno, vLlOi per riprodurli col disegno, o p~r nsolv.erv1 yroblemi tal~ t ici e di forti ficazione. Non nego che, rn alcum casi e per alcum speciali scopi dell'istruzione, cotesti oggetti possono ri uscir~ uLili'. ma sono convinto che l'eccessivo uso della crela, della sabbia, dei plastici, falsa il criterio , abitua ~ale. l'occhio, .al(ontana la menle dalla esatta percezione del reale: 1\ G1rard cons1glia1anche dt non abusare, per gli schizzi, della carta quadrettata, più dannosa, a lungo , che utile ai disegnatori. Meglio di tuUo servirsi sempr~ cl~lle carte topografiche, abituarsi bene a leggerle a r!cava1:ne sch1z~1, a quella scala che più risponda ai problemi che si vogl1_o!10 st~d1are, a confrontarle col terreno che rappresentano , a mettervi m evidenza, opportunamente toccandole con le matit~ colorate, gli ele1:1enti del terreno elle più importa di aver presenti per un dato sLud10. A cotesla abitudine cli servirsi delle car te topografiche accoppiare quella delle levate speditive ed a vista in terreno variato, avviandosi a questo con l'esercizio delle levate permezzo di appara~i to~og~·afici;. badando però che, qualunque istrumento si adoperi, sm disegni quelle particol arità clel terreno rilevato pri ncipalmente emergano: le quali possano interessare i problemi militari e segnatamente, net casi concreti , quei problemi pei quali è fatto il rilevamento. Nella scuola se!'virsi dell a lavagna durante lo sviluppo delle lezioni; ma, nella esposi:i;ione di fotti reali, nella soluzione di quesiti concreti, nei ricordi storici, nelle descrizioni di pos izioni fortificate , prefe(Tli schizzi o ' se occorra, i disegni completi litografati; dei quali , r ii·e • Ò . durante la lezione, ogni all ievo abbia innanzi un esemplare sul quale possa fare i segni e le annotazioni rispondenti alle consideraz'.oni che l'argomento può dettare. Ciò non togli e che sulla lavagna d1 s.c\101~ si possa preparar-e, a grandi linee, la rete generai~ delle pos1z1ont , che si co nsiderano e che si segnino, durante la lezione o la conferenza, quelle figure, quegli schizzi che posson.o meglio chiari1:e la quistione, il fau:o, il problema esaminato; ma 11 fonda mento sian.o sempre ie carte topografiche e gli schizzi li tografati. In quanto, poi , V

91 alle esercitazioni pratiche di fort.ificazione, perchè la soluzione di problemi reali possa dirsi completa, non solo devè r ispondere alla realtà clel sito, facendovi le minori restrittive supposizioni possibili, ma dev' essere condotta successivamente ed alternativamente sul terreno e sulla carta che lo rappresenta e progredendo pel' modo che, da prima, quei problemi si trattino i quali risguardano soltanl.o · lo studio delle proprietà intrinseche e dei caralleri assol uti e relativi delle posizioni, supponendo propizie le condizioni logistiche rispetto ad utensil i, munizioni, trasporli, stato mora.le delle truppe, relazioni con gli abitanU, stagione e clima, e poi si passi alla soluzione di quegli altri problemi che includano tutte quelle variazioni che più si credano utili nei del.li elementi. Nell'un caso e nell'altro abituandosi a risolvere, con varietà di quesiti, la ieguenti quislioni: ,1° Dal.i il terreno e gli scop i Lattici della difesa, determ inare la più opportuna co rrezione del terreno perché, col minimo possibi le di forze, si possa resislere al massimo possibile dell'azione nemica; 2° Dati il terreno, gli scopi lattici della difesa e la forza numerica delle trnppe disponibili, determinare la correzione del terreno per modo da poter resistere alla possib ile azione nemica. In tutti e due questi quesiti e nella varielà dei problemi, ai quali possono dar luogo, prendendo in disamina quando scopi di difesa assoluta, quando di difesa relativa, od offensiva. In ogni modo ricordarsi cheilrisolvere problemi di fortifi cazione sull a carta, senza riscontrare e rettificare le soluzioni sul terreno ch'essa rappresenta, è pressochè opera vana ed illusoria, spesso piena d'ingann i, certamente origine di concetti, criteri e deduzioni inesatLi: lo studio, insomma dev'essere nel concetto, nello insieme e nei particolari completamente reale. Allargando la cerchia delle esercitazioni , ed a misura che dagli elementari si passa agli studi superiori, i problemi di fortificazione non solo potranno riflettere la correzione del terreno secondo scop i complessi di logistica e di tattica ma, megl io, far direttamente parte di Pl'oblemi relativi ad operazioni militari che si suppongono svilupparsi per lunga zona di terri torio , clove grande varietà. di siti e di occ6rrenze h gistiche e tau.iche, in dipendenza di un quesito direttivo chial'amente formulalo; nello svolgimento del quale, onde agevolare quelle operazioni, si fa concorrere la fortificazione con tutti queglisvariatimodi che, gli speciali temi è l'andamento generale delle DELLA. FORTIFICAZIONE

ANNO XXVII VOL, IV .

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LO 'STUDIO .

DBLLA FORTIFICAZÌONE

òperazioni possono richiederè. Così gl i iiffici~li, nqn da ,rn p~·oblemi1:speciale, quariLunque reale, di fonificazion_e ma ~a u1~ que~1to co_m~ plesso in cui la fo rLificazione del _tutto s'mnestI righ ~ltn ~1o_di d1 azione araomenteranno la necessità delle diverse mamere e forme · dena··c~i·J':zi"one' del teneno .ed avranno ·occasione, ad ogni piè sospinto, di applicare principii è normè di1;ettive: C9testo_ ~,et?~o cli pratiche es~rcitazioni potr~b~e _trovare :ma de_lle_ sue p~u u.til1 ap~ pfféazidni se diretto a fam1gl1anzzar_e gli ufficiali con 1 p1 oblem1 1:iflèttenti la ouerra di fortezze, scegliendo opportunamente qualche èàmpo trinc:rato di cui, _cori a'lcune_ap~r?pria te ip?tèsi stra_te~i?l~~' sftilii1r~i,ebbe ·1a funzione; e nello studio dell atlac~o. e. del_Ja d1fes_a· del quale si poti·ebbe procedere C0J11e p~r la manovra COI~ I qnadn,_ dòpo '~\ ayerné {atto ·resperi1~en~o t?onco_ sull_a carta, lU scuola, _ COffie si fà peÌ· \a tattica nel gJUOCO dI guerra. : · · ' · . . : Questo riuscirebpe, per gli uffiziali, utile p1:eludio a ~ue'. real~ ed effettivi ·esercizi di aùacco e di difesa delle piazze forti dei quali ·rmai si sente o-eneralmente il bisogno; volti non so lo ad ammae~triun...eri-to .. nell~ c.9s~n1zion·e : cli approcci è con froappr·océi; . di ·~at~, tèi·i~ e di m.ihe; ma acl un c·ornpleto sviluppo di tutte le operaz1?n1 relative alla gueàa di fortezze, incominciando da quelle,_ special~mente ci.elio fovestim~nto 'd~]]a .cui_importunza è nece~sano che gh Ùffiziali non solò teoricàmei1te èd iii n1odo astratto·, ma pral ica-· niente;) persuadano e sappiano renderne persuasi i soldati; perchè le 'cosè tan to meglio' si:fà11110,·quanto più Si comp rend?DO e la/O-_ stanza nelle• adeinpiere a difficili doveri ·.è · tcUÙQ ,più energica, quanto più chiaramente pei·cepiti . gli scopi e· I' opportuni fa der mezzi' adòperati :' .. . . ' . , . . . . .. . . . . Uno ' di qu·esti sperimenti, con lodevole int:nd'.mento d1 prat~~a . istritzionè, è stato non è molto fatLo presso d1 1101 ad ·Alessandria'. diretto dal tenente generale Cosenz, 'allora comandante il I O corpo d1 ai~màta; :sp·erimento ri uséiLo mollo bene, con vantaggio del~'i~tru-_ zioné.degli uffiziali di ogni arnia. Su piu vasta scala si potrebheit1p'.3te~·e · iii posizioni più completamente forti ficaLe, come Verona e Spezia; in · qùest'ullima preseùtandosi l'opportunità di sperimentare; an_c?rchè con i soli quadri, i éomplicati problemi che include l'attacco '.3 la difesa di una vasta piazza marittima. In generale con le prat'.che · eserci tazioni, completamento cli studi teoi'ici anch'essi condotti so-:· 1

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pra problemi_1:eali, l'uffiziale.potrà acquistare la padronanza di se stesso, la sicurezza dei propri atti, la precisione nel dare od eseguire oi·d'i.i:l i, · 1a prontezza del criterio, il còraggio della propria responsabilità e l'ardire· intelligente della iniziativa a · qualunque grado egli appartenga. In tutt.i gli esperimenti non attenersi più al . metodo dommatico, la· cui insufficienza si rivela anche in ciò che seguendolo, si è insensibilmente tratti a far subire agli allievi la tortura delle interro·gazioni da catechismo ed a trasformare gli esami in uri esercizio di memoria. Si doniandava p. e. all'allievo, a brucia peio, senza preliminari, che cosa è questo, che cosa è quello, come si fa la tale come la tale altra .cosa, quale è la regola, quali-dimensioni dev'avere il tale oggetto, quanti casi si possono dare in una od in un'altra occorrenza. Ridotto così l'esame, vuoi verbale vuoi per isci·itto, ad una filza di domande, come il libro del perchè o la celebre chiave della scienza, è chiaro che gli sforzi del!' aUievo per rispondere sarebbero penos i, il giudizio dell'esaminatore poco esatto, il ristiltato spesso illusorio . Duné1ue, si può obiettare, non dovranno gli allievi essere obbligati a citàre i-egole, numeri, dimensioni, cnsi, categorie ? Si lo devono; ma. è mestieri che vi siano condotti da domande che li obblighino ad un ragionamento, in conseguenza del quale spontaneamente essi addivengano, a formula~e la regola, a cl.ire il numero, la dimensione, la categoria, i casi. E quindi necessario, pria di tutto, di abituarli a meditare, a ragionare, a pensare . con la propria testa, intorno agli argomenti che studiano; non a ripetere soltanto quello che è scriLto nel libro, o è stato detto dottrinalmente dal maestro. E ciò ancorché si tralli di studi elementari; purché gli argomenti siano progressi vi, collegati fra.loro, proporzionati al grado d'insegnamento . In quùnto poi agi} studi superiori, quel metodo dottrinario di esami sarebbe, ove lo si seguisse, per lo meno ridicolo. Agli allievi di un istituto superiore, che si suppone debbano essere già abituàti a ragionare è che.hanno superato il period0 degli elementi, le domande negh esami verbali o per iscritto dovrebbero assumere, mi pare, presso che questa forma; mi parli intorno a quest'argomento, in questi e questi limiti, secondo tale o tal altro punto di vista: mi ragioni intorno alle cause, allo sviluppo, alle conseguenze di tale o tal altro fatto: mi faccia un paralello fra quest'avvenimen to e quello, fra qltesto modo e l'altro, fra questi due

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periodi o questi due scrittori e ne ca·.ri quelle cleduzioni che crede: descriva il tale oggetto deducendone le ragioni delle formo e delle dimension i dagli scopi per cui è stato fatto. Dal modo como l'allievo svolgerà siffaLti quesiLi, molto meglio che da risposte calegoriche a dùmande categoriche, potranno i docenti, potranno gli esaminatori , formarsi un criterio esalto di quello ch'egli ha imparato, di quello che sa e di quello che, occorrendo, potrebbe fare. ?\è si dica che, con questo metodo, un allievo astulo, quantunque poc1) conoscitore della materia, potrebbe lroYare modo, negli esami, di andar divagando e non venir al positivo, al concreto; chè l'accorto esaminatore saprà sempre ricondurlo in carreggiata ed, in ogni modo, comprendere quale è il grado reale della istruzione di lui. ln qualunque caso le interrogazioni in scuola devono mirare a due scopi: a quello, cioè, di sperimentare se gli allievi studiano ed all'altro di trarre argo mento, sì dalle interrogazionichedallorisposte, per meglio chiarire, occorrendo, le idee, per pres11ntare sotto nuovi aspetti le quisLioni che apparisca di non essere state bene o completamente intese. Inesatto, quindi, il metodo delle interrogazioni per gruppi; chè, dalle avvertenze, allo quali le interrogazioni possono dar luogo, non pi1ò trarre profitto l'intero corso. Nello stesso modo, rispetto ai lavori, allo svilu ppo dei temi in iscritto, ai disegni o progetti, sarebbe quasi opera inutile, ove il docente si contentasse di postillarli con alcune brevi indicazioni al margine o intercalate (che spesso riescono sibilline) e poi all'ultimo, come giudizio finale, notando un beno, un mediocre, un male e un punto di merito. Crede il professore di aYere, 1n tal guisa, adempiuto al suo dovere? Crede che l'allievo rimarrii. soddisfatto, o che potrà progredire di un solo passo mercé di quell e laconiche sentenze? Magra consolazione e magrissimo aiuto negli studi, per un allievo volenteroso, un rigido numero che distingua il suo dai lavori dei co mpagni. Invece di dire soltanto bene o male il docente coscienzioso devedi ogni lavoro fare la critica, esaminandolo nello insieme e nei particolari, dichiarando il perchè dei pregi e dei clifelli, il come avrebbe dovuto meglio essere svolto: e ciò non in modo assoluto, rispetto alla propria maniera soltanto di yedere; ma, se il JaYoro lo merita, dal punto stesso di vista dal quale si è messo a trat-

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tarlo l'allievo. Poscia dei lavori più sali enti, la cui espos1z1one possa riuscire utile per lo insegnamento cli Lutti, doHebbe fare la critica in scuola e trarne mate1·ia, come lezione, a svolgimento completo della tesi. È metodo faticoso questo (e eh i lo nega?) spe · cialmente se numerose le cla$si; ma il professorato è una missione, non un mestiere e quol docente sarit degno di questo titolo il quale avrà la coscienza, la religione, l'entusiamo del proprio dovere . Il metodo di sopra raccomandato potrebbe anche trovare un utile completamento dando, di tempo in tempo, l'incarico ai più provelli fra gli allievi di svolgere, come conferenza, innanzi all'intero corso un qualche tema, in che si potessero riassumere od applicare le dottrine già esaminale in scuola. Dello studio fatto da uno, si vantaggerebbero tutti, sarel>be spronalo l'amor proprio e l'emulazione, gli uffiziali si abitue,rebbero a concretare e dar forma alle proprie idee, ad assumere, in certo modo, la responsabilità delle proprie opinioni, a parlare in pubblico: sarebbe un utile tirocinio per le conferenze alle quali, in seguito, potrebbero essere eh iamati, presso i corpi od i presidii, o per l'incarico di docenti presso collegi e scuole militari. Tratlandosi della soluzione di problemi reali sarebbe utilissimo l'ammettere ed anzi il provocare la discussione libera ma ordinata, diretta dal docente e da lui, poi, riassunta con la critica e del lavoro in questione e delle osservazioni che si fossero sapute fare da,gli allievi. Nulla cli più utile negli studi po.siti vi superiori ; essendo che non bisogna dimenticare che, specialmente nelle scuole superiori, il còmpito del docente non si deve soltanto limitare alla esposizione ed allo svolgimento delle teoriche; ma dove essere intaso a dirigere gli allievi negli studi. Nelle classi ognuno devo portare il risultamento delle proprio indagini, delle proprie meditazioni ed anche delle proprie opinioni, intorno agli argomenti che ~i trattano: e questo agevolerà i comuni studi e darà loro quella impronta, quell'avviamento e quel si;:;nificato che si addicono alle istituzioni superiori e concorrono allo sviluppo della scienza. L'insegnamento, in questo modo, non si limita soltanto alle lezioni che, due o tre volte la settimana, il docente fa dalla cattedra; m~ si_compl eta con quello scamb io con tinuo d'idee, fra lui e gli nlliov1, nel quale le lezioni trovano il loro più spontaneo e proficuo completamento. E queslo fortunatamente può essere fatto e si pra-


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tica presso le nostre scuole militari e, speciahnenle, presso quella di guerra; doye o lezioni e conferenze e disamina dei lavori e pratiche esercitazioni formano un sol tuUo, in che la mente e degli al. lievi e degl'insegnanti trova sempre novelle occasioni di progresso. Durnnte il periodo dei viaggi d'istruzione, dei qual i non si potrebbe abbastanza lodare l'importanza, quei vantaggi sono immensi e l'istruzione acquista il suo vero carattere di connessione e di u_nificazione delle conoscenze affini . In quelle escursioni, direi.le a svolgere problemi compless i di arte mili tare, insieme all'uffiziale superiore direttore e comandante, si trovano gli uffìziali ins.egnanti delle pri.ncipali materie militari; i q1Hili dislribuiti, con gli uffiziali allievi, in sezioni, li guidano nello ade~pimento dei loro · compiti, li accompagnano sempre, vivono ~ella loro vita; sì che. qua,nçlq .~i mçi,rcia,: quando si fa sosta; ·quànclo alla stazione si lavora pei diari, quando si fanno le conferenze, continue le occasioni d'interrogare, . cli esaminare, di discutere, di proporre e ri solvere svariati quesiti. Passando per siti dove già avvenuti falli cli guerra, si . espongono i ricordi slorici, si evocano uomini ed avvenimenti, si esamina, si studia: e l'immaginazione dei giornni , nobi lm ente scossa, si esalta; ed il cuore balle; e la scienza diventa arte; e le teorie acquistano vita vor,i; e, fra clocenti e discepol i, si sv iluppa· una corre1\te.cli aITet_ti e d'idee, d'onde quella forza morale che ha tanta parteuelleazioni di guerra e dalla quale deriva il sentimento altissimo ecl il giusto orgoglio dei doveri nobilmente comp iuti. Perchè, finalmente, nello insegnamento della fortifi cazione possano megl io ven ir mani festale e riassunte le relazioni di questa con le altre parti dell'arte mi litare in tulle le operazioni successivamente organiche, logistiche e tatti.che si può nell a scuola trattare il seguente problo1~1a. Esporre il modo come la fort ificazione concorre all e operazion i di un esercito manovrante offensivamente dalla base principale di operazione fino ad un obbiettivo strategi co posto in territorio nemico . Il quesito donehbe essere lratlato secondo una supposizione di guerra, ma rispetto ad un terrilorio effettivo ed all' epoca attuale ·in moM.çhe tutti i problemi secondari, dipende.nli dal principale, riuscissero determinati e concreti e si potessero, via via, esaminare le mani ere di funzionarn enlo delle opere rispelto ai criteri, a mano a mnno,. della fort ificazion e organica, della logisti ca e della lattica, ed all a

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connessione delle teori che e dei principi che governano le di,,er:;e azioni nell' unità degli scopi. Queslo ipotetico modo cli lratla1:e__ il detto quesito troverebbe poi facilmente il suo definitivo complelamento nella disamina, solto gli slessi riguardi ecl intendimenti, cli un reale fotto d1 storia militare, di una guena efl'etlivamente guerrearriàtà e·cl1e abbia avuto il suo totale sviluppo. Ognuno. Yede come, 00 negli studi superiori, questa di~ari:iina p~~terebbe _ad esercilare la critica militare.ed a ponderare le ragioni dell e modalità che nel fatto concreto presenLano i principi, le norme, le regole e qu.anto disparate le cagioni dei risu llamenti e come spesso remote le cause clagli effetti. Questo esercizio complementare in cui si affinerebbe il c1;ileri~ militare può clnre occasione a meglio comprendere in che sia riposla la filosofi a della fortificai ione, quali i suoi rapporti con quella della guiira e coriie neÌl'elemento scie~tifico storico deve trovarsi il modo diretto pel progresso reale tanto degli studi in generale·dell'arte militare quanto di quelli , in particolare, della forlificazione. L' inseanamenlo vuol essere diretto a convincere che lii forza, nell'epoca attuale, non può essere_ch~_bàsa_t:rsulla:scienz~:~d io l}Q.n s.aprèi .megi{o_mellere .tènnihe a questo mio scritto che _ricordando ai giovani miei commilitoni, eh.e amo sinceramente ecl a. molti dei quali mi legano carissime me_l!lor.io di' studi comun_i, le parÒle- con le .quàli·,· concludendo, chiude il suo . pr~gèvolis~i~ò lavoro l'autore deÌlo Sguardo.taitico retròspeìtivo àl ·I ~66. « Nelle gu<H:re:future l'essenziale, il decisivo sarà, non la materia bruta, ma l'intelliaenza e bisocrnerà che ne abb iano non solo i cap i, ... ma o o anche i soldati . Ogni. indi viduò.p~serà nella· bilancia ~ol_l'intefo'pe_so clel_le sue.quali tà personali . Il battagliare.- cli due eserciti non è che la .lot~a.di due nazioni, le qual i atloprano il loro miglior ,,ig?,re. al!a. difesa cli quanto hanno di piu . sacro. Finchè i pririéipi, che una nazione reppresenla, sono realmente· quelli in virtù dei quali l'umana civiltiL progredisce, il suo e5ercilo non può essere vinto». · • 1')

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.. . i'Òrino., ·20 seltemb ré 1882. •

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ENRICO CosENTl~O

1Jfaggiore del genio .

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LA MAR!~A DEL REGKO D'ITALIA ECC.

LA MARINA DEL REGNO D'ITALIA SOTTO NAPOLEONE I

Gli armamenli navali e le costruzioni del!' ar:;enale di Venezia, che la caduta Repubblica aveva lascialo nel più profondo abbandono, -ebbero durante il primo regno Italico un periodo di risorgimento tanto più notevole, in quanlo che rivolto a scopo secondario ma non privo d'imporlanza; più che a grandi obbiettivi di guerra, quei lav:ori furono direui a formare la forza necessaria per impedire il predominio inglese nell'Adriatico ed ass icurare il li-bero traffico fra l'Italia e le provincie Illiriche e Dalmate. Non era sollanto necessario avere un buon nerbo di bastimentì ma' altresì un punto meno eccentrico di Venezia dove ricoverarli~ Fu scollo Ancona e il Vicerè Eugenio Beauharnais, sullo scorciò del ,1.2,io, vi faceva una rapida escursione per visitare la città, il porto e gli stabilimenli marittimi e riferirne al1'Imperatore, che aveva per norma nessuna informazione essere così precisa co1he quella. inviata dopo una visita sopra luogo. Napoleone poneva la: più alta importama ad avere quella piazza in istalo di sfuggire a qualunque tentativo degli Inglesi, ma voleva farne altresì un porto di rifugio e un punto di partenza per i convogli da mandarsi a Corfù -ed a Ragusa. Gli Inglesi, ai quali il hloceo continentale recava un danno commerciale incalcolabile, tentavano tutti i mezzi per neutralizzare nelJ'Adriatic.o l'influenza francese e padroni del mare proteggevano un

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attivo contrabbando, specialmente sulle coste d'Illiria. Vi facevano frequenti sbarchi, assoldavano malconlenli, coscrilLi refrattari, disertori, banditi d'ogni maniera, e mantenevano viva l'agitazione e· le speranze reazionarie con corrispondenze segretamente inviate nell'inlerno del paese. Era pure loro di molto aiuto il desiderio universalmente sentito di caffè, zucchero, co toni stampati e tutti gli altri Qeneri coloniali e manifalturieri che non si vedevano più in com~ercio, ma erano sorgente del più attivo contrabbando. Avevano · stabilila nell'isola di Lissa la loro staz ione navale, il magazzino ge- · nerale delle merci proibi te dal decreto di Berlino, e delle prede che facevano nel mare Adriatico. Venne finalmen te deciso dall'Imperatore di distruggere quel covo di corsari, così pericoloso alla marina di cabotaggio, dando così occasione alla nuova marina del Regno, di fare le sue prime armi. Il Principe Eugen io stesso organizzò la spedizione composta cli alcune navi italiane e di due fregate francesi; e furono poste sotto gli ordini del capitano di vascello Dubourdieu, ufficiale di merito e · d'intrepidilà a tutta prova. La divisione navale era composta del le fregate francesi FaDorite (comandante De la Meillerie), Uran·ie (comandante ~1a.rgalle), la fregata Corona (comandante Pasqualigo), le corvette Bellona (comandante Duodo), e Carolina ( comandante Rodrigues), i brigantini , il!fercurio (comandante Paolucci) e Jena (comandante Buratowich), navi qnesle appartenenti alia marina del regno d'Ital ia.Verso la metà. d'ottobre '18'10, la squadrasalpavacla Malamocco per Ancona e da quest'ultimo porto il ·I 9 alla volta di Lissa, avendo a bordo un battaglione del 3° reggimento italiano di linea col luogotenente colonnello Giffienga, deslinato a comandare · le truppe di sbarco. Il 20 al 'mattino la flottio-lia navi o-ando in ordine di marcia su ' ' o ' due colonne con poco vento da ponente, avvisLò un brigantino da guerra nemico ma non fu possibile raggiungerlo, ouenendo però lo · scopo di scacciarlo a tram.ont.ana di Lissa: anche l'indomani se ne incontrò un altro, e gli fu data infruttuosamente cacciri, ma in modo · che non potesse dar nuova al punto minaccialo, della sorpresa che · gli sovra,,tava. La nolte appresso, all'atterraggio sull' isola, si ebbe notizia da un pescatore catturato, che le t1:e fregate inglesi erano in e)


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crociera e che nel porto San Gi.orgio Yi .erano dodici corsari e pii:t di sessanta bastimenti di comme1t io sotto la vigi'lanza. di due ufficiali con d\iecento soldati. Al ma!Lino segLten Le, la Fa·vorite, la. C,n:~na e la Bellona entrava.no con bnndier::i. inglese a riva nel porto, lasèiando il rimanente dell a.divis ione al largo .in cr9ciera. per impedire q::ialonqu~ sOl'presa del nemico. Appèi13' d}tlo fondo, , le n,avi di Dubourdieù inalberavano la bandiera imperiale e fu effet.tuatò lo sbarco delle truppe, mentrele imba rcazioni. amarinavaoo le prese: la guarnigione fec_e debole resistenza e si rifugiò in sili inaccessibili. nei.. 11to:PJÌ'. J:>er non ii1debolj.re.t.r.opj)ò gli· equ ipaggi della squadra,· furono di;·etLi per An cona soli di eci bastimenti p1:edati , e fu brucia Lo il resto e le mercanzie che si contenevano nei magazzini. dell'.isòla. Il rfsul latù LotaJ.e della spedizione fu di 42 navi bruciale delie· quali .33 cari che, 9 co1:sari ,dislrulli· con 6~ cannon i ed altre anni, H bastimenti restituiti al commercio ilal iano, ;J corsari e 7 navi carich e predate e condotte via, in Lutto 20 milioni cli 'élànil(hgli 'ingles_i:·1a divisione non subì perdila veruna, non essendo slala in q1iielala dalla crocìera ii1glese che si componeva di tre fregate, una corvetla e. due brigantini. . . :., Questo forlunalo colpo di mano non soddisfece interamente J'lm- . per~ro.i:e. -l)jsappr9yò che,si fos.se lasciala. s(uggire la guarnigione inglese, mentre avrebbe vol uto far sua·Lissa, onde togliere al nemico quell'importante punto strategico: criticò pure aèerbam~h.te le tante _navi da Le in preda alle Oamme col pretesto di non indebolire; . amarinandole, gli equipaggi_delllì squ!}.dra, · mentre si sapeva la divisione inglese lon.t:anit. e·.inconsapeyole dell'-avren uro.·Ora,.i.n ragione d!3llo ~çacco avuto, doversi atLendere in essa un ri sveglio di attivi tà,' e bisognava pensare alla difesa delle coste e dei mezzi di comunicazione colle Sette Isole. ,· :...L~ marina italica aveva a quest'ultimo sc.opo cinque.. parnnze, dette éOl'l'ièrè, cli 'JO 'q. .80. tonnellate; che anelavano a vela e remi e sopportavano abbastanza bene i fortunali dell'Adriatico . Vi era .pure un avviso stato costruito su disegni inviali espressamente da Bai ona a cura dell'Imperatore , ma per. il .qu(lle occon .e.va u_!1; ecruipaggio più nqm_eroso dell e coniere; si aggiunse uno dP-i corsari preda ti a °Lissa, ottimo veli ero, e ~i ebbero così oLLo nayi che erano . SL1fficienti pel sen izio da esse richiesto; per precauzione si posero in cantiere altre quattro corriere.

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A dife ndere per qualunque even tualità l'ancoraggio d' Anconà, base delle comuniMzioni marittime, si aJireLlò la costruzione della ~uova batteria. dal lato di mare; venne armata l'Aqiii la, vecchia corvetta veneta, con pezzi da 24 e imbozzata. in· prolungamento .della batteria della Lanterna, sulla quale si erano montati pezzi da 36. Per la difesa di Corfù, dove già esistevano le barchè canno·niere, l'Imperatore ordinò l'armamento di due brigantini a Venezia, più 3 mezze-galere e a_ltre .6 cannon iere; che .tol~e alla. divi~i.one ,4elle: èQste Da:lmaL'e. Nel dare queste disposizioni da Fontainebleaù il 4 novembre, con lettera diretta al Vicerè, Napoleone raccomandava caldamente di non per.dere un mjnuto nel pro.vvedere all'armamento di Corfù: hpi'esà di quell'.isola rovinerebbe pei· sempré il commercio .cli Venez ia e dell'Italia.: nuovamente do levasi di Dubourdieu che aveva abbandonata Lissa, mentre sarebbe con.venuto.' lasciarvi .'i 600 :uomini di truppe da sbarco e alcun i can. noni per difendere il porto; adesso era -imposs ibile rinnovare con buon esito il fortunato colpo di mano che ave:va .così:ben.e in!lugura~9 1(:) impr:ese della marina del regno . Chiedeva, per ultimo, precise informazi'on i sui bast~lil~nt(da,guerra ceduti dalla Russia. nel trattato idi Tilsitt, é se rasando ad uno di essi, il vascello ~~tengel, il primo ponte, si sarebbe ottenuta una buona. e poderosa fregata . . . . . · ·. ' ,, . , . ;:.. :·; ... ·' ..,.. .. ' ,. . . . •; Poco dopo, il ~ 8 nov:emb.re; ordinava. che i tre vascelli in costr:uzione nell'arsenaie di .Venezia per conto della l?rancia; fossero chiamati ilfonte·b-ello, ·!lfontenotle e Arcole·e faceva premura·pel varo·nel Yenturo marzo almeno , delle navi Rigeneratore e Mont Savnt Bernard, ital iano .il primo e francese il secondo, e giunti rispettiv.amente ai rn;,~ ·e 12/n clel l~vo1:o. Ritornando su.i hastim~n~i ru~st.e per informazioni ri cevuLe che non erano più atti al mare, 1·munz1ava a rasa.re lo Stengel ed ordinava cli mettere in cantiere due f_re~ale, una del modello Corona e l'altra per 42 caronacle e 14 piedi eh pe:;ca0ione. · · · · ·.: · ·· · .. · · ., Intanto la crociera inglese trovava a Grado l'opporLunità di una Tivinci-ta per lo scacco di Porto San Giorgio.: Il 2.8 n.ovembre a sera una divisione i~gÌese composta delle fregate Am.phion, C~1·be~·.1is ~ Acti'Ve avendo dato cacéia infruttuosamente a un convogli o diretto .da Trieste a Venezia con materiali da guerra per l'arsenale, e che


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si era rifugiato nel piccolo porto di Grado, decise d'impadronirsene a viva forza. Non potendo avvicinarsi per i bassi fondi al sorgitore, mise in mare tutte le imbarcazioni e furono dirette di notte tempo sulla spiaggia. Il convoglio si era ancorato nel fiume a monte della città della quale era giuocoforza impadronirs i e che era difesa da due antichi castell i, mezzi in rovina, con un fosso di circonvallazione che li riuniva; la guarnigione consisteva in 38 soldati dell'8 I• di linea. Sbarcati che furono i marinai inglesi, cominciarono un breve combattimento di moschetteria, dopo òi che, finsero ri tirarsi per incoraggiare i difensorì ad una sortita: valendosi della naturale confusione cli questa mossa, corsero loro addosso aWarma bianca; i Francesi si sbandarono e foron fatti tutti prigionieri; abbimdonando così ai vincitori la città e le 25 navi del convoglio. Bisognava però aspettare l'alta marea per farle passarè sulla barra del fiume e mentre prendevano le disposizioni necessarie per alleggerirli, furono assaliti di bel nuovo da un distaccamento del 5° reggimento, 22 uomini in tutto, che veniva in soccorso della piazza: ma la barca che li porlava, essendosi incagliata nei banchi del fiume a tiro di pistola degli inglesi, furono anch'essi falli prigionieri. Per a[rettare il ritorno a bordo, delle navi italiane 1,1 furono bruciate non essendo stato poss ibile di far loro passare la barra, 5 furono spedite a Lissa, e altre 14, sulle quali &i era ripart ito il carico delle prime,. dovettero più tardi anche esser bruciate, perchè ritàrclavano il cammino della Divisione. Il danno totale fatto al commercio italiano fu òi un milione di lire; ma il danno morale incalcolabil e, giacchè l'azione era successa a poche leghe da Venezia. Se ne commosse l'Imperat.òre e volendo aumentare le forze navali nell'Adriatico, diede subito ordini in conseguenza al Viceré per affrettare i lavori. Uno specchio fedele di questa at.tività ai primi del 18 11, lo abbiamo in un rapporto del generale Lauriston suo aiutante di campo, mandato sul luogo a raccogliere notizie precise, come era sistema di Napoleone quando voleYa sapere la verità senza passare per la trafila della burocrazia, non scevra mai di riguardi e pietose bugi e. per i manchevoli. Lauriston riferisce che vi erano in costruzione tre vascell i e due fregate, in riparazione altri due; era pronto uno scalo sul quale si 1

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doveva costruire il vascello Duquesne ed altri due scali erano in lavoro e sarebbero pronti per gennaio e febbraio. Si lavorava feb· brilmente alla costrnzione dei cammelli che dovevano servire a sollevare i vascelli e farli transitare, armati di tutto punto, pel canale sino al porto di Malamocco: erano giunti ai 16/u del lavoro e si sarebbei:o varati in aprile, in modo da appli:arli in maggio alla carena del Rivoli. Questi cammelli erano fatti sul modello cli quelli adoperati da(l'li Olandesi e non abbracciavano il vascello fino alla chiglia; ciò se;brava a Lauriston un grave di fotto , perchè i vascelli Olandesi non erano così sollevati fuorché interamente vuoti, mentre i vascelli di Venezia si sarebbero dovuti sollevare di 7 piedi e in pieno assetto ,di Cl'\lerra per non esporli inermi agli insulti ·degli inglesi nel porto indifeso di Malamocco: tutto il peso della zavorra avrebbe così gravitato sulJ a parte della carena non abbracciata dai cammelli, e questi invece di sostenere l'ossat.ura avrebbero esercitata una enorme pressione sui qu inti, che tenderebbe ad aprire il vascello. Di più, l'ingombro nelle batlerie per i gherlin i e gli altri accessori dei cammelli, rendevano illusorio il vantaggio di trasportarea Malamoccoun vascello pronto a combattere, e non si poteva così considerare realmente, se non che circa quaranta ore dopo tolti i cammelli. La miglior cosa era di scavare il fondo nel canale clo,•e si aveva un solo cavafango e intanto aITretlare la costruzione degli altri per averli in lavoro prima che i vascelli fossero varati . Nell'arsenale si annoveravano ·3500 operai, la manifattura. delle Yele adoperava 250 galeotti e 400 donne: Ma il punto néro della questione per l'Imperato~·e era la intoll~rabile permanenza. degli inglesi a Lissa.. Nel febbraio del 18·1·1 scn-veva nuovamente al Yicerè in proposito, esponendogli il sistema da tenersi per impadronirsene ; secondo il suo concetto vi erano due soli modi attuabi li per giungere a Lissa - o partire improvvisamente da Ancona con 800 uomini di sbarco, o da. Lesina Grande, -accordandosi p1•eviamente con Marmont, governatore della Dalmazia. Quest'ultimo tragitto essendo di sole quattro leghe, poteva essere fatto fac ilmente in una notLe, e il solo inconveniente da temersi era 1a difficoltà di nascondere agli Inglesi i preparativi inevitabili, mentre in Ancona ciò era possibil e. Stimava che una mezza compagnia di .artiglieria, una mezza compagnia di zappatori, con un buon capi-


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tan.o del genio, sei pezzi da 118 .in ferro coi loro affusLi e .200 colp.i> pe1 ho?ca da fuoco, due mortai con ,f 30 bombe a testa, un obice 2_pezzi .da campo e ·I500 zappe sa,:ebbero sufficienti per la spedi~ zione, ol!re.all~ truppe di linea. Si doveva.fai' venire in Ancona il' Dubo.urc~ieu, g1acchè vi erano io porto le fregate necessarie al trasporto di 800 uo~ini e delle ~un izioni, e si farebbero accompagnare da alc~me ?annomere o bastnne.nti leggieri, sbarcherebbero a Porto· San _Giorg:o o in altro puùto dell'isola; dopoclichè le freaate torne. rebbero iil Ancon·a, lasciando laggiù un briganf.ino e tr; 0 quattro· b~rche carin~n!ere..:Intanto i_l Duca d( Ragtisa farebbè. occt].pare da ~ ~ 400 uomm1 Le~ina.Gr~nde, _Per ingannare gli inglesi ed à~sicu1~1 e ~opo l~ comumcaz,om fra Lissa e il continente dalmato. II Priri~ipe,Eugerno non approvava tutte le idee dell'ImDeratore conside-" r~ndo ch~~il,poss_essò di Liss~ irn~licav.a necessa~iamen_te'.'l'occupàzion.e e dites~, non soltanto di Lesma Grande, nia anche di Lussino Meleda, Lesma, Curzola e Lagosta, tuui punti ché abbandonat/ avrebbero s~rvi to agli Inglesi per sostituire la base perduta. Ciò no; pe1:tan.to chiamava Dubourdieu in Ancona ed a lui affidava la fre~ata francese Favorita, la italiana Corona e la corvetta pure italia~a Bellona; la fregala. francese Uran,ie e la corvetta italiana Ca-· rolita d?ve~an_o 1:ima~dat·si a. ·~ e.nezia per urgenti i'iparnzioni : . : ~ erso I pt 1m1 cli aprile, la dms1one accresciula.daU e fregate francesi Danae e Flor~, -venut_e da C~rfù, salpava da Ancona per Lissa, ma quesl_a vol ta ~h Inglesi non s1 lasciavano sorprendere. L'ardito Dubourcl1e~, avvistata la c_rociera nemica, di forze quasi eguali alla sua,, c~e gI_i sba~·.rava_ la VI~, forzò di vele per raggiungerla;: senza a·ave1· ·r1gua1 do a1 bast1ment1 .che erano inferiori· · di .cainm·i·no ,· la sua . 1vis1o?e entrò così j.n c_ombattimento lina nave dopo l'altra, mentre 11 nem_1co_e~·a . tutto nun1Lo e poté sch iacciarle separatamente. Fin dal pn.nc1p10 Dubourdieu fu ucciso . La fregata che comandava la Favo1·ite, venne messa fuoJi di combattimento, ed un'altra, Ja Co1·onci'. che aveva a bordo 300 uomini del 3° di linea, clovè ammainar ~and~era dopo_accanita resistenza. La comandava il prode Pasqualigo, iI quale si arrese dopo aver perduto ,f 50 soldati e la metà del1' . L equ 1..pagg10.' a Fa,vorite anelò alla costa sulla spiaggia cli Lissa e fu mcend1ata. Le due fregate francesi e la Bellona, che per la · calma sopravvenuta avevano preso ben poca parte all'azione pote-· rono nella notte rifugiarsi a Ragusa . '

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. Questo insuccesso fo l' ultimo coinbattimenlo di squadre fra le duemarine che si contendevano l'_AMiritic.o, ·e non rirrìoss_e l'Jmpe1~atore · dallo spi.ngèi·e gli armamemi della sua marina d'Italia. Si era rasse.,~natò ad essere sempi·è battuto dagli Ingles i per mare, ma gl i bastava di stremarli fti1anziariamente col 1ispenclio di una enorme flotta in arrname:n tò continuo, e materialme1He. èò!la piccòligù'éi'ra alla spicciolata in mari ristret ti, come per esempio l' Adriatico, dove posseclèndo Lutte le coste, le sue navi trovavano ovunque rifugio· ed ai uto. · · , ,.,. . : .. ,., ·· In tuite le $ue lettere al Vicerè, pigi ia a cuore il progresso dei lavori e rammenta la necessi Là cli occupare Lissa . Nel giugno, a!Emdosapl.\tQ. (era un r~pporlo er:rnto) che l'isola anzi della ~r.a stata abbandonata: d~1gli Inglesi, ordin'ava:che iL genera]e .Beiltancl· vi :1111mdasse un buoh ·colonnello con 7 o 800 uomini e il necessai·io per foniGcarv isi. Le u!Lime rela:.::ioni dell'arsenale gli a.,,evano fallo sapere 1·,he per il maggio dovevano esser pronti al varo i vascelli Mònt Saint Bet;1iri,rd:e Jligcriei:ato1:e; '. pe1;..l'.agòsto la .fregata :P1·i/nci'jjessa di Bologna; che il Ri'Ooli, già uscito di darsena, era ai n/.,. e gli mancavano solt.anto gli alberi di gabbia che si aspettavano per fluitai iorie dalla Pia.ve. Ordinava c.onseguentemente che i vascelli ulti- · muti Rivoli, ìJ,[ònt Saint Bé1:1iarcl e Rig_enerato1·.~ aridasse_ro a Pola o in Ancona, e i tre sullo scalo, Castigli.oiie; Diiqile_snè e!_.,o:7ibardo si. t1.pprontassero per il ,18•12 . I lavori però anela vano a rilento erion a second.a. ;çlelle sue intenzioni . .Ce lo mostra un r,apporto del Vicerè in data del 24 lugl.io, che merita d'essere riportalo per intero : . « La più grande attività ha'regnato nell'arsenale di Venezia e « parti colarmente dal mese cli rriaggi·o., . epoca nella.qua.le si sono « co·Ms.ciùti..i fondi che -la :i\ia.està Vostra h·a accorda;to _alla. marina « francese: Giudic_anclo dall o stato attuale dei lavori, Vostra Maestà « avrà in mare prima·di gennaio prossimo i due vascelli francesi Ri« 'Oot-i e Mont Saint Berna1·d, il vascello italiano Rigeneratore, la« fregala francese Uranie e ·1a ..italiana P·1'incipessa di Bologna. « Convien e ora che il ministro della marina imperiale dia gli ordini « opportuni per l'~quipag.gio del ilfont Saint Be1·nard e propoi-rei « tllà l\faesfa Vostra che i 600 uomini che ci vogliono fossero in« viati da 'Genova e dalla Toscana, perchè l'equipaggio del Rivoli << è già composto d'Illirici che disertano facilmente ed anche più.,


LA llfARINA DEL REGNO D'ITALIA

SOTTO NAPOLEOKE 1

diserteranno toccando porti del loro paese. Rinnovo a questo pro<< posil.o la proposta di serYirmi dell'equipaggio francese dell' Urani e « per formare un buon nucleo agli equipaggi del Rfooli e del 1lfont « Sa;int Bemard. Si vareranno nella prossima settimana il vascello « francese Castiglione e quello ital iano lleale Italiano, ma malgrado « tutta l'attività che potrà adoprarsi nelle varie officine dell'arsenale, « questi vascelli non si po tranno completare prima del setLem bre << 181 2. I'er quell'epoca un altro vascéllo sarà varato e forse due, « perchè alla loro costruzione si adibiranno Lutti i mezzi disponibili. « Vostra Maestà si sorprende di non trovare i vascelli Montenotte, « Dnqiiesne e Lo1nbardo a più di 5/ 9~ cli avanzamento,: debbo farle « rispettosamente osservare che la costruzione di questi vascelli sa. « rebbe ben più inoltrata, se non si fosse concentralo il lavoro per « terminare prontamen te i cammelli, per riparare l' Ura1iie, e per << la P·rincipessa di Bologna che Vostra :VIaestà voleva avere ed avri « in mare quest'anno: ma a parlire da settembre gli operai saranno « tutti ripartiti sui vascelli anz ideui e pel 11° gennaio '18,f'.2 si avrà « un risultato più soddisf'acen te nel loro avanzamento. In questi <( giorni è stato faLLo uno scandaglio preciso per conoscere lo stato « del canale che conduce a ,ì\'Ja lamocco. Ne è risultato che pel 115 « agosto prossimo, cioè dopo i Jayori che sono stati apposi lamen Le « ordina ti, vi saranno da 17 a 18 piedi di profondi l.à al li vello meclio « dell e acque, eccetto in quattro punti, nei quali non avremo che « 116 piedi e 6 pollici , ma come gli spaz i poco.profondi sono anche « poco estesi, si potrà varcarli al momento preciso dell'alLa marea. « Il varo dei cammelli aYrà luogo ai primi di agosto e nel corso cli « quel mese ~e ne farà l'appl icazione al Ri·voli, cosicchè il ·I O set« tembre esso potrà anelare in rada dello Spignon . Al di fuo ri di · « quei 4 punLi meno profondi ehe ho menzionato, ve ne è un quinto « alla Rocchetta prima di giungere allo Spignon, sul quale non ci · « sono che ,13 piedi d'acqua all'alta. marea e nessun cavafango ha · « potuto far •presa per la durezza del fondo . Bisognerà dunque ser. << virsi di cammelli fino allo Spignon, almeno per tutto quest'anno; « nel venturo, si potrà cominciare lo scavo di un nuovo canale che « permetta di evitare il banco della Rocchetta ». Però l'[nghi!Lerra a misura che Napoleone aum€\nlava la sua marina adriaLica, corrispondentemente accresceva la sua squadra d'os-

· servazione in quel mare, in modo d'aver sempre forze preponderanti. Il comandante Pasqualigo, che si era tanto distinto colla fregata Corona nel cornbattimento di Lissa del 13 giugno da meritare, comunque prigioniero n. Malta, la promozione a cap itano di vascello, otLeneva di essere cambialo con altro ufficiale supe1·iol'e inglese e al suo giungere a Venezia riferiva di avere incontrata presso Corfù ima diYi~ione nemica di due vascelli da 74, una fregata da 44 , una corvetta cla32 e tre brigantini . Nell' Adriatico po i vi erano in crociera l'A ctive di 40 cannoni, l'Alceste di H e l' Acova di 32. li 23 agosto, per dare maggior impulso ai lavori, era nominato governatore di Venezia l'amm irnglio Villaret-.Toyeuse e il capitano di vascello Barré, destinato a comandare la divisione navale, veniva egli stesso ad assistere all'operazione delicata della. messa a posto dei cammelli sotto la carena del Ri,voli. Essa rius1;iva egregiamente, il vascello avendo a horclo cinque mesi di viveri e tre mesi d'acqua. L'i mperatore avrebbe voluto mandare in Ancona tre vascelli e due fregate ma il Mont Sai1tl Bernard e la P1·incipessa di. Bologna, non potendo esser pronti che in oLLohre, l' Uranie a mezzo settembre, il Rigeneratore a fine novembre, ordinava. far parti re il Rivoli colla Principe1;sa di Bologna e h corvetta Cwrolina, reduce da Ragusa, con istruzione di rifugiarsi a Pola o Trieste, in caso di tempo cattivo, o d'incontro cli forze nemiche ·superiori . Gl i altri tre vascelli sarebbero partiti isolatamente appena pronti , dimodochè era sperabile d'averli in Ancona ai primi del 118·12, e all'insaputa degli In glesi . Un rapporto del Vicerè in datadell'H otlo lm, dà altri schiarimenti sui lavori in corso. « Si sono spesi nei lavori del porto ,J500000 lire, delle quali « 500000 circa solo in quest'anno; si spenderanno anco ra per questi « ultimi tre mesi a tale oggetto, altre ,130000 lire; la nuova uscita « dell'arsenale è interamente compiuta, la macchina per alberare a « metà fa tta. Il uuovo canale co rrispondente all'uscita anzidetta è « terminato e quello che conduce a Malamocco, portato quasi dap« perlutto a ,J8 piedi di profondità; vi sono in al.tività permanente,: mente '13 cavafondi e HO bette pel trasporto del fango. Non si è « ancora nulla intrapreso per la gran diga di Malamocco, si è ap« pena incominciato a radunare i materiali. Il prezzo enorme deJJa

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ANNO 'XXVJI, \' OL IV,

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LA MAlUNA DEL

REGNO

D'/T.ILIA

SOTTO NAPOLEONE I

« pietra, sia d'Istria, che di Verona, ha fatto procrastinare il lavoro ,. « ma bentosto si riprenderà avendo Prony, che è a Venezia, assi« curato che facendo la prima sezione della diga nord di Malamocco, « si avrà il vantagva0 ·io d'elimillftre senza spese il. banco della Roc« chetta , che si trova precisamente al la fi ne del canale di ~ialamocco « prim a cli aiun ffere al soraitore dei vascelli ed ha 13 piedi di pro« fond ità all'alta marea. Il vantaggio finanziario e militare che ri- · « sulterà da questa prima sezione del gran progetto cli Malamocco è « tale, che converrà occuparsi quest'inverno prossimo di radunare « una S[Lfficien te quanli tà di mater iali e spendeni nel rn,t '.2 da 5 a « 600000 lire, vale a-dire la metà dell'estimativo . ~ iassumendo, i 1

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~ lavori del porto di Malamocco erano periziati da Pi'omy e Sganzin « 700000 lire, ma il prezzo della pietra e le difficoltà per procurar« sela, portano quella stima al doppio: non potendo sobbarcare a « tutta la spesa, si farà soltanto quella per l'eli minazione del banco « della Rocchetta, che è il lavoro più essenziale cd urgente, ed è « pure compreso fra quelli del progetto generale. « T lavori dell'arsenale proseguono colla più grande attività, vi « sono impiegati circa -i-000 operai. Rivoli è del tutto comp iuto, « il Mont Saint Berna1·cl è escito d'arsenale 1'8 ottobre e va ad ul<< timare il suo armamento nel canale di San Marco, ma non ha an« cora a bordo la metit dei marinari annunziati da Tolone, da Ge(( nova e dalla Toscana. Il Rigene;ratore si sta attuahnenle albe« rando, sarà in breve foderato e po trà sortire dalla darsena alla << nne di questo mese, od ai primi di novembre . La fregala italiana << Principessci cli Boloç11ia, si sta ora foderando in rame ed escirà « d'arsenc1,le alla fine del mese. Le artiglierie di questi bastimenti « sono pronte e gli equipaggi sono fatti : sono soltanto in ritardo le « sculture del Rigeneratore . « La costruz ione degli filtri vascelli in cantiere prosegue alacre« mente. Il vascello francese Castighone e quello italiano Reale « Jtaliano, si potranno varare in marzo prossimo, la fregataitaliana << Piave, in aprile. Se Vostra Maestà decreta fondi sufncienti sul bi« lancio della marina imperiale, si potranno varare alla fine del 118·12 · « il Dnquesne ed una fra le due fregate in costruzione per conto della « Francia. « Non mi resta che a riferire a Vostra Maestà sulle sue forze na~-

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« vali in Adriatico. Ho dato ordine al capitano di vascello Barré di « riunire al più presto allo Spignon i tre vascelli, appena pronti, « per farli passare al primo vento favorevo le in Ancona, ma mi ha \( fatte molte obbiezioni. Dice che gli equipaggi avranno bisogno dr « parecchi mesi d'istruzione in rada, prima di arrischiare una na« vigazione d'alto mare perchè sono composti, specialmente quello « del Mont Saint Be1·nard, di coscritti; vonebbe anzitutto visitare << personalmente Ancona, del cui porto ha cattiva opinione come « ancoraggio sicuro di vascelli; di più vorrebbe passare tutto l'in<< verno allo Spignon, valendosi per l'istruzione marinaresca degli « equipaggi, dei quattro brigantini che ho messo a sua disposizione. « Per mio con lo penso che gl i equipaggi si formano meglio con « due mesi a Pola o in Ancona, che con un anno nelle lagune e il « giorno che Vostra Maestà avrit tre vascelli e tre fregate in quel « porlo, sarà padrone del\' Adriatico e gli Inglesi incontreranno molta << difficoltà ad impedire le nostre comunicazioni con Corfù. Prego « la Maestà Vostra cli decidere sul da fa1;si ». A questa lettera rispondeva da Amsterdam l'Imperatore il 23 ottobre, ordin~ndo che i tre vascelli colla P,ri,nc1:pessa cl-i, Bologna, due brigantini e tutte le barche cannoniere anelassero ad ancorare a Malamocco e che, approfi ttando dell'Estate di San Martino, s'inviasse in Ancona o almeno a Pola il Rivoli, la P1'incipessa di Bologna e i due brigantini. Gli altri due vascelli salperebbero a quella volta uno dopo l'altro, a quell'intervallo di tempo che sarebbe streL. tamente necessario per disporre e per togli ere sotto la lor.o carena i cammelli atti a farli passare sui bassi fondi. Raccomandava però caldamente cl'assicurarsi prima della partenza, che nessun vascello inglese fosse nell'Adriatico e di mantenersene informati con esplorazioni continue a me1.zo d'anisi. sciabecchi, golette e con corrieri straordinari inviati da Trieste e d'Ancona. Il 23 dicembre domandava notizie dei suoi vascelli e se il movimento ordinato era stato fatto; il 26 dello stesso mese nuovamente chiedeva conto cli ciò; nella sua impazienza, non teneva a calcolo della mancata estate di San Martino e dei venti contrari che avevano imperversato tutto il dicembre; il 29 dicembre scriveva queste precise parole al Vicerè: « Ho a Venezia tre vascelli che non servono a nulla: percbè non


LA i\!.\!U:v. llRL T\EG'.'!O n'iTALL\

ECC .

« sono .invece a Malamocco pronti a scegliere il momento opportuno

per passare in Ancona? Obbligherebbero all ora gl' Inglesi a tener << tre vascell i in crociera davanLi a quel pori.o, oppnre saremmo pa,< droni dell'A.driatico. Voi non mi parìale più della marina, nondi« meno essa diventa importante più che mai ». Vinto da tani.e premure, lottando forse col malvolere occulto di co loro che dovevano coadiuvarlo, il Vicerè o!tcneva in febbraio di far partire il Rivoli; trascurava però (e ne ebbe in appresso ace1-lli rimprnvcri da .Napoleone) gli ordini ricevuti altra volta d'esserepersonalmenle presente alla pal'tenza da Malamocco, d'at.lendere il ritorno degli avvisi e dei corrieri che gli apprcndes~e,ro con certezza l'assenza della squadra inglese, e cli for scortare il hscello da una fregata. Volle sfortuna che sulla rotta del Bivoli si lrovassero un vascello e una fregata inglese e rnrrlgraclo le abili manovre e l'intrepidezza del comandante .Bal'ré, accadde quello che egli aveva preveduto: la perizia, lo spirito marinaresco, la discipl ina dell'equipaggio inglese diedegli vi ltoria sul Ri1Joli, armato da pochi mesi e da coscritti. Fu però una gloriosa disfatta che costò ben cara al vinciLore. Questo fatto d'arini fu l'ult imo comhaLLuto di qualche importanza della marina del Regno d'Italia. Gli avvenimenti ben più gravi sue- . cedentesi senza posa dal 118·1'.2 al 118 115, distrassero la mente del gran capitano da quella istituzione, che doveva collegarsi intimamente col suo sistema del blocco continentale, per esautorare l'Inghilterra e che perdeva interesse una. volta che gli toccava combauere colla .coalizione di tutta Eu1·opa. I lavori quasi cessarono; all'epoca del c·ongresso di Vienna, che consegnava all'Austria i relitti cli quella marina, trovavansi anuira sullo scafo i vascelli in costruzione nel 18·1;J Duqnesne, A.1·cole, 11Iontenotte, Lombardo. Degli I 1 vascelli, 7 fregate, 2 corvellc, ,J3 brigantini e molli altri bastimenti minori -che formavano la marina napoleonica, alcuni perirono incendiati, altri furono demoliti sugli scali. pochi ed a stento seguitarono a navigare e fol'marono il pri mo nucleo della mari na austriaca, giun ta. oggi a tanta potenza. <<

RASSEGNA TECNOLOGICA ..

I FUCILI A

..

L. C.

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SERBATOIO

Cenni storici sulle armi a serbatoio e sulle car~ucce m e talliclle - Fucile Spencer ed Henry - Ricerche fatte in America dopo la guel'ra d i Secessione fl no al cli d'oggi . - Conclusion i recenlissime in ravore del Lee - l'ucili K ropatchek , Hotchkiss, Hotchkiss-Russel, !{rag, Lee . Be1·toldo, Vitali . - Appunti tecn ici o tattic i.

L'idea di un arma da fuoco che potesse sparare successivamente diversi colpi, senza essere volla a volta ricaricata, mediante Lm congegno di rotaz ione, sembra sia venuta alla mente di coloro stessi che per i prim i maneggiarono armi da fuoco. Infatti nel seco lo XV, successivo a quello in cui, secondo la no ta e r-ontroversa tradizione, il monaco Schwart.z vide il pestello del suo mortaio lanciato in ari a dalla veemente esplosione delle materie che stava triturando, apparvero i primi fucili a rotazione di cui si con servano ancora.degli esemplari nei musei d'artiglieria. Anche le armi a serbatoio risalgorJO acl un'epoca non meno antica, e la loro gestazione attraversò quattro sta.dii sucr.essivi : ,1° quell o con cui si r;ercava di soprapporre diverse cariche l'una all'altra e spararle successivamente, a cominciare da quella anteriore; quello consistente nel mettere la polvere sciolta d c pallottole in due serbatoi distinti per formarne successivamente le cari che e spararle;

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RASSEGNA TECNOLOGICA

3° quello col quale si collocavano nel serbatoio cartucce già confezionaLe con involucro di carta; 4° finalmente quell o col quale si impiegavano cartucce metalliche già innescale. Fra i sistemi di facili a serbatoio, appartenenti alle due prime categorie e d'ingegnosa costruzione, se ne potrebbero annoverare moltissimi. Basti allo scopo nostro rammentarne il capostipite, presentato nel ,1848 dall'americano Cass, il quale era munito di una specie di cartucciera applicala al fusLo della cassa e conteneva, entro piccole tasche, le cartuccie già preparate. Nel mentre che con, un ingegnoso meccanismo veniva messo in azione il sistema di chiusura, le cartucce si presentavano ad una leva a gomito, dalla quale erano sollevate all'allezrn della canna e poscia venivano introdotLe nella camera, mentre un disco che girava pel movimento del cane, portava successivamente la cassula d'innesco sul luminello ogni volta che nel fucile veniva introdotta una nuova cartuccia. Nel 1855 altra patente di privativa veniva accordata ad un fucile a serbatoio, dove alla cartucciera suindicata era stato sosti tuito un canale praticato nella cassa, da cui, per 1ilezzo d'una molla a spirale e di un elevatore, le cartuccie venivano successivamente sollevate e spinte nella canna. L'azione d'un braccio di leva che serviva pure di guardamano, faceva abbassare il blocco di chiusura, mentre produceva l'elevazione della carluccia dal magazzino alla canna, e il luminello era innescato nel modo simile al precedente. Ma l'arma a serbatojo non poteva prendere il posto suo che coll'invenzione della cartuccia melallica, la quale risolveva ad un tempo i due problemi della chiusura ermetica e della durata dell e munizioni . Nel ·18'12 Pauly, ufficiale d'artiglieria francese, incoraggiato da Napoleone 1°, che sperava poter introdurre in servizio le armi a retrocarica, aveva preso la patente pet un fucile di questo sistema, la cui carica era, secondo ne lasciò scritlo Brillat-Savarin in un suo rapporto alla Société d'encoiwagement poiw L'indiist1·ie nat-ionale, «·renfermée dans une cartouche montée sur un culot de cuivre, « percé dans son centre et creusé de manière a recevoir une amorce « de composition muriatique, sur la quelle venait frapper un barreau

I FUCILI A. SERBATOIO

·« de fer mu par un grand ressort; l'f.tmorce frappée détonnait, l'étin-

·« celle qui en resultait entlammait la poudre et le coup partait avec

« une extréme rapidité. » La preziosa proprietà del fondello di rame immaginato dal Pauly, entro cui era. fissata la cartuccia di carta, sia per la poca accuratezza dell a sua costruzione, sia per la dife ttosa disposizione del meccanismo di chiusura, non fu saputa utilizzare se non che per collocarvi l'innesco fu lminante, per cui essa non giovò che all e piccole . armi adopera.te pel tiro da camera come le carabine Flobert e rimase per lungo tempo una invenzione inutile per le armi da guerra. Dal 1846 al ,t 856 altri perfez ionamenti vennero man mano intro:fo tti nella cartuccia a bossolo m~tall ico, e fra questi è da notarsi quello grandissimo del Lefaucheux, che pel primo inventò l'incudinetta, colla quale si assicurava l'accensione della cartuccia. Nel 1854 Smith e Wesson presentano infatti una cartuccia a bossolo di rame col fondello foggiato ad orlo, ad accensione centrale, priva però di incudinetta, e nel 1856 gli stess i industriali inventano un proietto con un vano posteriore per introdurvi la carica di polvere, ove è trattenuta da un bossolo di rame mun ito di un disco d'acc iaio per con tenere il fulminato, e nello stesso anno appare quindi la carLuccia Maynard pure a bossolo metallico, ad accensione centrale, con ·proi etto ocrivale solcato da due scanalature contenenti il lubrificao . . tore, e poco dopo, nel 4858, la cartuccia Morse con tut.l1 t van,taggi della precedente, aggiuntivi quelli di un'i ncud inetta a V. Finalmente, sopraggiunta la guerra cli Secessione ed affermata in questa i grandi vantaggi del fucile a retrocarica, la fabbricazione .dell a cartuccia, dal ,J 864 al 1872, riceve in America i maggwn .perfezionamenti, e le pazienti ed assidue ricerche fatte dagli inventori e da alcuni ufficiali, creano in quel paese una nuova e grandiosa industria, cui ricorrono ed attingono sul principio tutte ,le potenze d'Europa, fin chè qui pure sorgono vasti op ifici dove si fabbricano, col mezzo di coQgegn i automati ci ingegnosissimi, milioni di cartucce appena bastevoli ali' enoeme c:msumo annuale ed al l'approvvi gionamento di guerra degli eserci ti. . l..e ricerche però t! gli studi per raggiungere una maggiore per. faz ione in una parte co.si delicata. ed essenziale dell'arma da fuoco ,sono ben lungi dall'essere ultimate . Esse continuano, aneora og1

I)


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n.\SSEGKcl. TEC)IOLOG!CA

gidiss ime aLtivi e sono rivolte alla ricerca; della miglior natura del · metallo per le pallotLole e per il bossolo; della verniciatura interna di questo per assicnrarvi la conservazione della polvere; della forma del proietto e del modo di I ubri fica rì1J o ùi fasciarlo con carta, allo scopo di impedire l'impiombamento della canna; della relazione fra il peso della carica e quello del proietto; della forma cilindri cn, tronco-conica o a boUiglia da dare al bossolo, dell o spesso re delle· suo pareti, che influisce sulla maggiore o minore facilità d'estrazione e su quella del ricaricamento, della composizione dell'innesco e finalmente della disposizione e .forma dell 'incudinetta e del porta cassula; studi i quali non ebbero finora· un esito completamente soddisfacente. · OLtenuta la cartuccia metallica, nell'anno ·I860, Sponcer ed Henry, . a pochi mesid'intervallo, presentavano ciascuno un fuc ile a ripeti zione. Cl primo, conun serbatoio nel calcio contenente sette cartucce ed un sistema di chiusura a blocco, che si abbassava per l'azione· di una leva o guardam ano; il secondo, consistente in un serbatoio coll ocato nel fnsto capace cli ·14 cartucce, e con un meccanismo di chiusura e di elevazione a blocco , mollo ingegnoso, soggetto però, forse piùdol precedente, ai guasti e di più incomodo maneggio per· la lunghezza soverchia della leva operatrice. Qu esti due fucili furono assai vantaggiosamente adoperati nella guerra di Secessione, ed in ispecial modo lo Spencer fu alla cavai leria di una uti lità grandissima che mai si smentì por tutta la dLtrata di quella memorabile guerra. Entrambi t.engono ancora oggidì,. dopo tante invenzioni, un posto onorevole fra le armi a serha toio. Terminata la guena di Seccessione, i buoni risultati offerti da qne· st'arma eccitarono in America l'auività degli inrnntori i quali con gran lena si posero alla ri cerca di nuov i perfezionamenti, oltre quelli che l'esperienza aveva dimo"traLi vantaggiosi e di prati ca util ità . li fuèile Winchester, la cui origine risale al •1849, dopo essere · passato per successive e numerose trasformazioni, fra cni quella sop raccennatadell'Henry, rimase alla fin e l'unica arma a ripetizione in voga agli Stati Unili e prese appunt o il suo nome da quello del direttore del la Repeating Arms Company; la quale, acquistando le · patenti di privativa di Lutti gli altri invento ri, riserbò a sè sola il. diritto di fabbri ca re le armi di questo sistemn.

I l•'UCIL! .\ SEnDATOIO

1.21

Nel I 878, però una Comm issione nominala dal Diparlime?to de_lla auerra allo scopo di esaminare quale fosse il migliore fucile a llro ~elere per la cav:1lleria o le truppe cli marina, d_op~ di averne ~porimentato 20 sistemi diversi, concludeva per l'adozione del fu cil e a ripetizione Hotchkiss, il quale a,eva presentato su tulli gli altri le migliori garanzie di solidità , e di facilità cli :nan:ggi.o. Se~oncl~~, mentre l'eserciLO di terra sperimenLavtrnn m1gl1a10 d1 questi fncil1 , la marina da guerra, adoLLandone in massima l' introclnziono,_ procedeva acl altre esperienze con un altro modello detto R.emmgtonKeen, che nel frattempo era stalo presenLato, e il generale 1\Iiles proponeva d'altra parte al go\'erno il fuci le Lee, che egli ritene\'a superiore a tutti, per condurre a termine la campagna contro . gl'Indiani. Come si vede adunque, la scelta definitiva del sistema da adottare non era ancora, in America, nel 188 1 decisa; e una nuova Commissione nomi nata per venire ad una conclusione, rimandata forse a motivo cli in convenienti manifec,tat isi nelle tre ~inni accennate, dell'Hotchkiss, del Remington e del Lee, ha appena ora ultimati i suoi lavori. Qu esta Commissiono, in data o ,;ettembre ·I 882, ha. formulato il suo rapporto, dal quale risulta che fra i 40 model~ì cli fucili .a serbatoio, tanto fì sso che amovibile, che le era no stati presentati, solo · sono d&goi di essere pl'esi in considesazion e: · IO il foci le Lee; '2° il fuci le Chaffee-Lleece: 3° il fucil e Hoth kiss modificato, i quali« avendo superato tutte le prove, eseguite in modo uniforme « con tutti i sistemi, e possedendo in grado molto rìmarcheYole: « effìcacia, come arma a caricam ento succEissivo; considerevo le si<c cu1·ezza; faci lità cli caricamento; rapirlità di tiro; re~ istenza; peso « moderato e semplicità di costruzione, sono, nell'opinione della « Commissione, atti al militare servizio e raccomanclabili nell'or« dine stesso con cui furono nominati )). In considerazione poi della originalità di un nuovo sistema Spencer-Lee, che era fra qnelli presentali, e della maggior rapidità ed esattezza di tiro con questo ottenuta, la Commiss ione propone che ven gano messi in esperimento alcun i fucili di questo nuovo sistema con alcuno modiOcazioni proposte da i membri stessi della Commi ssione.


RASSEGè>!A TECKOLOGICA

In conclusione questo rapporto, ammette la superiorità del mec. canismo a cilindro scori'evole su qtiello a. blocco, contrariamente all'idea ammessa generalmente in America, e fra i sistemi di serbatojo sembra dar la preferenza a quelli amovibili, avendo posto in capo lista il fuci le Lee il quale appunto ha per caratteris1ica, come si vedrà, il serbatoio a cassetta. Il fucile Spencer--Lee, favorevo lmente nominato dalla Commissione e proposto per ttlLre prove, si distingue dagli altri essenz ialmente pel meccanismo di chiusura, il quale, non a cilind ro scorrevole nè a leva, è fatto funziona1:e coll a mano sinistra con un movi.mento alternato di avanti e indietro di una parte scorrevole che . apre e chiude la culatta e fa agire il meccanismo di ripetizione, mentre la mano destra tiene il fucile assicurato alla spalla nella po. sizione di pwnt, col dito appoggiato sul griIl etto per far partire il colpo, ognivolta l'arma è carica. li suo meccanismo di ripetizione è lo stesso del fuc ile Lee. Sembra che questo sistema abbia avuto un successo molto grande e ad ogni modo esso cos tituisce una novità sull e armi portai.ili, che le esperienze dimostreranno in seguito quanto possa essere proficua. Tutti i fucili a serbatoio attualmente in uso, ad eccezione del Winchester e del Krag, sono munii.i di otturatori scorrevoli e tutti, . salvo l'Hotchkiss e il Lee, hanno il serbatoio nel fusto. Affinchè la (isonomia particolare de i principali sistemi possa es: sere facilmente compresa daremo qui di seguito i caratteri principali che distinguono il Kropatchek, dall' Hotchkiss, dal Lee, dal Krag, dal Bertoldo e dal Vitali, che sembrano i migliori sotto l'aspetto della rob ustezza e semplicità deJle parti, nonchè pel regolare funzionamento, tralasciando di accennare per brevità a tutti quei serbatoi mobi li inven Lati allo scopo di provYedere di pochi colpi il fuci le nel momento del bisogno, transazione abbastanza felice fra il fucile a caricamento semplice e quello a ripetizione, e dei quali daremo un'idea colla descrizione del Lee. Pu.cile K1·opatchek. - ApparLiene alla categoria dei fucili ad -otturatore scorrevole, con appoggio laterale a spalletta; è munito di , serbatoio a tubo, fisso invariabil men te all'arma entro il fusto della , cassa e il suo congegno dì ripetizione può essere adattalo a qua-

I FUCILI A SERllA'l'OlO

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Iunque degli attuali meccanismi di chiusura, per cui esso venne ap plicato tanto al fucile Gras che al Mauser. Senza soffermarci a descrivere le parti comuni a queste armi, ci limiteremo soltanto a dare una idea degli organi di ripetizione caratteristici di questo sistema, i quali sono costituiti: dal tiibo se1·batoio, dallo spingitoio, dalla molla spirale, dal cucchiaio ele-1.Jatore e dal ritegno delle ca,,1·t-iicc1:e . Il tubo serbatoio è d'ottone e può contenere sette cartucce; in esso -scorre lo spingitoio , piccolo cilindretto di legno introdotto nella spirale e da questa costantemente spinto contro le cartucce, il quale serve a dirigerle verso l'orifizio della scatola di culaua. La molla spirale, cli filo sottile d'acciaio crudo, premendo da una parte sul tappo che ch iude anteriormente il serbatoio e dall'altra, sopra il collare dello spingitoio, obbliga la testa di questo a spingere 1e cartucce ed a dirigerle verso la :;ca.tola cli culatta,. Il cucchiaio od elevatore, imperniato ad una sua estremità nella scattola di culatta, serve, col suo movimento cli rotazione, a sollevare .coll'altra sua estremità la cartuccia che viene a collocarvisi sopra, -spinta.vi dalla molla spirale del serbatoio. Esso consta di varie parti che servono ad alcune necessarie funzioni del meccanismo e sono : il becco anteriore, volto in basso , per trattenere le cartucce nel serbatoio, quando il cucchiaio è sollevato; l'espiilso1·e e lo scontro di solle1,amento, sul quale ultimo viene ad urtare la testa mobile del1' otturatore quando, nell'aprir la culatta, si produce il sollevamento .del cucchiaio; il tallone su cui agisce la molla del cucchiaio fissata .con una vite alla scattola di culatta, e che serve a mantenere il cucchiaio nelle sue dne posizioni, di elevato ed abbassato, determinate da quelle ri spettive dei tallone e del becco della molla; la spranghetta di abbassamento , fissa lateralmente al cucchiaio, sulla testa della quale preme la guida del!' oUuratore quando, chiusa la culatta, si abbatte lateralmente il manubrio. Dovendo il fucile servire tanto a ripetizione, quanto a caricamento successiYo, il cucchiaio può funzionare nel modo su esposto, oppure, rimaner (isso nella ::iua posizione elevata, e servire in tal


,f:H

l FUC!Ll A. SERBATOIO

RASSEGNA TECNOLOCTCA

modo soltanto all' introduzione della cartuccia colla mano. Per farlo c~rrispondere ad entrambi quesli uffizi si ricorre aliti spranghetta d1 abbassamento, la quale può dispors i verticalmente, ed allora viene premuta dalla guida de( manubrio e produce l'abbassamen to del cucch iaio, facendo così funzionare il concrec,,no di r ipetizione· . b V ?ppure può vemr sottratta all'azione del manubrio, disponendola rn una posizione leggermente inclinata all'avanti, ed allora il serbatoio delle cartucce rimane chiuso e il cucchiaio ol'izzontale permette solo l'introduzione delle cartucce a mano. La scatola del cucchiaio chiude al disotto la scatola di culatta · ha anterior_mente u~a apertura circolare che combaci~ con quel!~ del serbatoio e al disotto una fessura entro cu i è imJJerniato il 1·itegno clelle ccwtiicce. Questo ritegno è formato da una leva sotto c~i è fissata una molla, e può ·girare intorno ad una vite-pernio d1Sposla parallelamente a quella del cucchiaio. L'estremità posteriore della molla si appoggia sul fondo della scatol~, quella anteriore è invece ripiegata ed avvolge il braccio antee1ore della leva, oltrepassandolo di poco più di un millimetro. Quand_o il cucchiaio è sollevato, la molla solleva il braccio po- . ster10re della leva, ed il ritegno occupa una posizione tale. che il becco anteriore della molla non sporge nell'interno del serbatoio e permette quindi alle cartucce di uscirne: ma quando il cucchiaio abbassandosi deprime il braccio posteriore della leva il becco della J~oll~ viene a sporgere nell'in terno del serbatoio ; ad impedire l uscita dell_e cartucce. Cosi avv iene che ogni qual volta si apre Ja culat:a, ed 11 cu~chiain si solleva, il becco del ritegno si abbassa e la pr'.ma_ cartuccia del serbatoio, passandovi sopra, viene ad appoggiarsi sul becco del cucch iaio ; ed in seguito, nel chiudere Ja culatta, il cucchiaio si ab bassa, la prima cartuccia, il cui fond ello h~ già superato il ritegno, si dispone sul cucch iaio, e la susseguente viene alìa sua volta ad urtare contro il ri tegno. Il caricamento del serbato io si fa introducendo le 7 cartucce, una ad _un~, dalla culatta, e spingendovele col dito pollice, disponendo ~urnd1 una otlava cartuccia sul cucchiaio e la nona nella canna. Se si v~ole al lora adoperare il meccanismo a r ipelizione, si dispone verticale la spranghe~la di abbassamento , e falto partire il colpo che sta nell a canna, s1 apre la culatta. In fin di corsa, espulso i. CO

bosso lo vuoto, la testa mobi le dell'oiluratore urta nello scontro di sollevamento del cucchiaio e rialza questo in modo, da presentare la cartuccia alla camera ; il becco di ritegno della carLuccia si abbassa, ed un altra cartuccia viene ad appoggiarsi sul becco del cucd1iaio. Nel chiudere la culatta, la cartuccia del cucchiaio è spin La. nella camera, e nell'abbattere il manubrio sulla spranghetta di abbassamento, il cucchiaio discende a ri cevere dal serbatoio la cartuccia lasciata libera dal ritegno. Volendo caricare volla a volta, non si ha che da sottrarre la spranghetta di abbassamento all'azione del manubrio, spingendola innanzi ed abbassarne così il boLtone. .Nelle esperienze esèguitesi dalla marina francese nel ,1878, con questo fucile, che poi fu adottato, s.i era osservato che durante il suo maneggio a ripetizione, poteva avvenire che due cartucce si presentassero simultaneamente sul cucchiaio elevatore ed .i nceppare così momentaneamente il funzionamento . Ad un tale inconveniente fu però ovviato mediante qualche modificazione introdotta nella forma del cucchiaio e nel congegno d'arresto delle cartucce. Ecco alcuni dati sul fucile Kropalcheck ado ttato dalla marina francese. mm. 12/~3,5 Lunghe1.za tot.aie del fucile 11'1 )) Calibro

'

/1,

N° delle r ighe

Passo .Peso col magazzino vuoto )) col magazzino pieno (9 cartucce) Lunghezza della ca.rtuccia Peso del bossolo innescato )) della pallottola )) del la carica )) totale della cartuccia )) d'un pacco di 6 cartucce Velocità iniziale

j

))

Kg . ))

550 4,300 4,891

mm 76 gi'. ))

'13,25 25

))

5,25

)~

43,5

» 270 ,00 m. 430

Fiicile liotchkiss. - Gli organi speciali del suo meccanismo di ripeLizione sono: il t1ibo serbatoio;


126

J FUCILI A SERBATOIO

RASSEGN.;. TECNOLOGICA

1o spingitoio ; la molla spirale;

il fermaglio del se1·batoio. Coi quali concorrono però anche, pel funzionamento del tiro aripetizione: lo scaf.to-g1·illetto e la s·ua molla. I~ tiibo serbatoio, di ottone, è capace di 5 cartucce; è chiuso posteriormente con un tappo a vite ed aperto all'estremità anteriore; esso porta una costola che con tiene una scanalatura entro cui scorre la gu~da dello spingitoio ed una apertura o spa~co all'estremità ~me'.·1ore, contro cui penetra il dente della molla di scapto che funge da ritegno delle cartucce, come vedremo più innanzi . ' · Lo spingitoio e la molla spirale sono ad un dipresso eguali a . ' quelle del fucile Kropatcheck. Il fermaglio del serbatoio, serve a chiuderne l'orilìzio affinché le cartucce non n~ ~scano, ed è composto da una spranghetta che spor~e sul lato ~m1stro della scatola di culatta, assicurata a questa mediante un albero che ha il suo giuoco in un tao-lio semicircolare pratica.Lo perpendicolarmente all'asse del foci le sul fondo della scatola stessa. · QuesL'al~ero porta verso il suo punto di mezzo una piccola paletta la qu~le spmgendo la spranghetta avanti, si nasconde in un intaglio apposito nel canale delle cartucce e lascia passare queste liberamente e si rialza invece chiudendo l'orifizio del serbatoio, ritraendo in~ dietro la spranghetta. Ad assicurare le due posizioni dell a spranghetta, questa ha sulla testa un piccolo dente che entra in due incastri corrispondenti della scatola di culatta e dai quali bisogna estrarlo allontanand~lo lateralmente dal fianco del fucile per potergli far prendere una, pmttosto che l'altra posizione. II serbatoio si carica aprendo la culatta, spingendo avanti la spranghetta per ribattere in basso la paletta che ne chiude l'orifizio· e introducendovi successivamente 5 cartucce col fondello all'indietro, le quali passano al di sopra del dente della molla di scatto ~nchè l'ultima viene ad appoggiarvi contro per mezzo dell'orlo; mtrodotta una 6° cartuccia nella canna, e chiusa questa con l'otturatore, il fucile è pront\l per Io sparo a ripeti1.ione. Premendo sul grilletto per fa r partire il ,J O colpo, si abbassa con-

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1

temporaneamente il dente della molla di scatto, che trattiene la ;J • cartuccia del serbatoio, e questa, spinta dalla molla, è caccia.La innanzi nel suo canale, finché, espluso il bossolo coll'aprirsi della culatta, essa è sp inta nella camera, ed è nel serbatoio sostituita dalla successiva la quale essa pure verrà ad arrestarsi contro il dente della molla di scatto, che dopo lo sparo avrà r ipreso il suo posto. Volendo eseguire il tiro a caricamento successivo si chiude l'orifiz io del serbatoio e si carica e spara volta a volta.

\

i

Fucile Hotchkiss-Bussell. - L'inconvenien te che si è rimproveralo al fucile Hotchkiss, quantunque il suo meccanismo sia più semplice e più robusto del Kropatcheck, è quello di contenere un numero minore di cartucce dell'altro, e tale inconveniente bastò a farne respingere l'adozione dalla marina francese. Il Sig. Andrew Russell ufficiale americano, volendo ovviare a questo dif.etto, immaginò una modificazione la quale. oltre all'aumentare il numero delle cartucce del serbatoio, vi aggiunge il. vantaggio di un rifornimento successivo quasi continuo, per mezzo di piccoli pacchi di cinque cartucce cadono , che si introducono super iormente in un'apertura del calcio comunicante col tubo serbatoio. Per questa maniera. speciale di r ifornire il serbatoio, il fucile Hotchkiss-Russell presenta, come vedremo, molta analogia col fucile Lee. Per introdurre nel fucile Hotchkiss la modificazione da Iui ideata, il sig. Russe!! ha dovuto spostare in basso il serbatoio, e praticare una larga aperlor.:t nel calcio per la quale si doveva introdurre il pacchetto di rifornimento; e così ha portato il numern delle cartucce a 10, delle quali, una nella camera, quattro nel tubo serbatoio, e cinque nel pacco di rifornimento. Per passare dal pacco nella camera del fucile, le cartucce cadono ad una ad una nel serbatoio per l'azione di una molla a spire, collocala nella parte superiore del pacco, e percorrono il tubo serbato io, spinte dalla molla spirale disposta in fondo a questo, vicino al calcio. to spingitoio, che nel fucile Hotchkiss arriva colla sua testa contro l'orifizio del canale delle cartucce nella scattala di culatta, nell'Hotchkiss-Russell non oltrepassa il pacco di rifornimento e, ri tratto in dietro nell'aprirsi della culatta, per mezzo di un tirante


HASSEGJ\A TEC:-iOLOGICA

I FUCIL\ A SERBATOIO

tollegato alla test11 mobile del!'olluratore, permetLe alla cartuccia del pacco di cadere nel serbatoio, 1ìnchè giunto in fine di corsa, e liberato, per mezzo di un risalto a scappamento, dalla testa dell'otturatore, viene spinto vivamente innanzi alla sua primitiva posizione dall'azione della molla spirale, obbligando così la cartuccia che si troya all'estremità anteriore del serbatoio, liberata essa pure dal dente cl' arresLo della molla dello scatto-grilletto, ad entrarn nella canna. Per impiegare questo fuc ile col caricamento successivo si rende inattiva la molla spirale del s~rbatoio con un arresto posto al dissolto del calcio, e così, le cartucce del serbatoio rimangono immobili al loro posto durant.e il funziona.mento del cilindro scorrevole. I dieci co lpi che contiene l'arma carica possono essere sparati tutti successiva.mente, e se fatti i primi cinque, si sostituisce un nuovo pacco a quello che si s;trà vuotato e si seguiti così facendo, di cinque in cinque colpi, si può prolungare il fuoco celere fino ai 30 e 40 spari, a seconda del numero di pacchi di rifornimento che si hanno souo mano. Questo van taggio è certamente molto sensibile, giacché avendo i pacchi di rifornimento carichi e convenientemente disposti a. facile porLata della mano in una cartucciera, si può eseguire un tiro .celerissimo tt sa] ve successive cli cinque colpi 1;a vvicina.tc una all'altra abbastanza, perché la velocità media dei tiri riesca di ben poco inferio re a quella del tiro a ripetizione dello stesso Hotchkiss, prolungando il Liro per 20, 30 e più colpi, come già si disse, secondo il numero dei pacch i di cui si dispone. Di fronte a questi vantaggi, sta però l'incom·eniente della spesa per la confezione dei pacchi, e la maggiore complicazione del sistema.

,serie difficoltà di caricamento, epperciò è inferiore a quelli precedentemente descritti. Il meccanismo di chiusura consta di un blocco mobile in torno ad · un asse perpendicolare a quello della canna e contenuto in una sca,tola di culatta; io esso si distingue: il cucchiaio, per ricevere le cartucce dal serbato io; il piano inclinato, per l'espulsione dei bossoli; il becco, che si oppone all'uscita delle cartucce dal serbatoio; il canale, pel percuotitoio e le orecchie, entro cui vengono a constraslare le zampe del cane . Il cane, mobile intorno ad un asse parallelo a quello del blocco, -agisce sul percussore per mezzo delle sue zampe; nell'armarlo, queste scorrono dapprima sulla superficie cilindrica del blocco, ,quindi, incontrato l'i ntaglio del percussore, trascinano questo indietro, finché aggrappate le orecchie del blocco, fanno rotare que1ila parte in basso e funzionare l'estrattore a forchetta appli cato sul fondo della canna; abbandonando quindi a se stesso il cane, questo, soll ecitato dal mollone, per mezzo delle sue zampe sospinge il blocco in alto nella posizione di caricamento fino ad incontrare un becco sporgente da11'estrattore.Nell'introdurre.col dito la cartuccia dentro la camera si ricaccia a posto l'estrattore ed il blocco, rimasto libero · e spinto dall'azione del mollone, riprende la sua posizione di chiusura, e l'arma si trova pronta per lo sparo. Quando si vuole caricare il serbatoio, non si ha che ad aprire l'orifizio del tubo abbassando una spranghella posta esternamente sul rianco destro della scatola di culaua, aprire la culatta e mantenerla in quella posizione premendo sulla cresta del cane, introdurre successivamente le 8 cartucce nel magazzino colla pallottola ,in avanti ed abbandonare la cresta del cane che rimonta alla posizione di caricamento. Per adoperare il fucile nel tiro a ripetizione, il serbato io essendo aperto, il blocco nella posizione di c,hiusura ed una cartuccia nella canna, si fa partire prima questo colpo, in seguito si preme sulla cresta del cane finchè il blocco sia. completamente abbassato, quindi si abbandona la cresta. Nella prima parte di questo movimento, le zampe del cane scorrono sulla superficie ciiindrica del blocco , traendo con sè il percussore, finchè entra nell'intaglio del blocco, agiscono

Pucile !(rag. - Come tipo dei fuci li a blocco basterà accennal'e a quello adouato da.Ila marina. norvegese, già sperimcnlaLo in Francia comparativamen·te ai due già descriui. Ifa il vantaggio sui fucili acl otturatore scorrevole, di essere molto più col'to e quindi più legg<-H·o f e di ofTri re maggiore solidità e migliori disposizioni nelle sue parti; · colle cartucce molto lunghe del Gras e del llauser prese,nta. però

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VO L. IV.


l l<'UCILI A SERBATOIO

R ..\.SSEGXA TECXOLOGI CA

sulle orecchie di questo, e ne determi1uino l'abbassamento. La parte,, anteriore del blocco, appoggiando dapprima sul braccio in l'erioredell'estraLLore, sforza il bossolo a staccarsi dalle pareti della camera, e lo espelle quindi vivamen te, nel mentre che il tallone dell'estrat-· tore, scorrendo sulla molla di questo, fa sporgere nel serbatoio i!? dente d'arresto delle cartucce, dopo che la prima di esse è venula a disporsi sul blocco. Abbandonando in seguito la cresta del cane, il blocco risale finchè viene ad urtare contro il dente dell'estrattore; al- · lora si spinge rapidamente la cartuccia nella canna, l'estrattore viene· a collocarsi nel suo alloggiamento ed il blocco può riprendere!a sua posizione di chiusura, mentre che il tall one dell'esirattore, pre·· mendo sulla molla, fa abbassare il dente d'arresto, las ci,i libera,;. Ja seconda cartuccia del serbatoio, che viene ad appoggiarsi col suo, fondello sul becco del blocco.

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e

Fucile Lee. - Ifa di comune coll'Hotchkiss-Ilussell il pacco di 1 r ifornimento, il quale anzi è nel Lee, l'unico organo di ripetizione, . salvo che questo, invece di venire applicato nel calcio, è, nel nnovo,, fucile, applicato, l'arma essendo orizzontale colla canna volta in. alto, al disotto della culatta, dinanzi al ponticello e Je cartucce pas- sano direttamente dal pacco alla camera senza percorrere, eome nel , Russell , il serbatoio. Il Lee possiede anche uno speciale otturatore a cilindro scorrevo;emolto semplice; ma il sistema a ripetizione può essere appl icalo a qualunque altro fuc ile, purchè abbia l'olturalore a cilindro scor- revole. Ecco, in qual modo le cartucce passano successivamente nellrv canna. Sul fondo del pacco sta adagiata e compressa un:t molla a, , quattro lamine sottili ed elastich e, larghe, quanto è largo il pacco, . la quale serve a spingere in alto le cn rtucce poste una sull'altra, in~, modo ell e quella superiore resta impegnata co l suo orlo sotto duo piccol i risalti delle pareti del pacco , e colla punta. entro un piccolo incavo emisferico della parete anteri ore. In trodotto il pacco nel suo alloggiamento per la finestra pralica!n , nella brnnca anteriore del guardamano, ed assicurato in esso me-dian te un piccolo dente che viene ad introdursi in Ùn incastro della: pDrete posteriore del pacco, l' ottur·1tore, nell'aprire la culatta, scorre·r

')

,13,r

sulla cartuccia superiore del pacco e la tira in dietro alquanto, liberandone la punta dall 'incavo, la quale si solleva all ora nel canale· dell'ottLlratore. La lesta dell'otturatore, venendo quindi ad appoggiarsi sul fondello della cartuccia, nel chiudere la culatta la fa penetrare nella camera della canna. I pregi di questo fucile sono considerevoli, e come si è detto,. sono stati or ora pienamente riconosciuti in America. Leggerezza,. ottimo equilibri o, solidità nel meccanismo di chiusura, semplicità: nel congegno di ripetizione, e grande celerità di tiro, che può man-· tenersi per 20 o 30 colpi: mai si deformano le cartucce, mai accadono spari fortuiti. Perciò esso può considerarsi come un tipo pratico poco costoso, malgrado che le esperienze eseguitesi da noi ,. con questo sistema applicato al nostro fucile, abbiano fatto emergere alcuni inconvenienti, quali sono: la necessità di dare al soldato una giberna speciale, per riporvi i pacchi di rifornimento; l'impossibilità di eseguire il tiro successivo col pacco carico; la possibilità che in caso di distacco di qualche fondello, il pacco sia proiettato, fuori dell'arma; la necessità di tenere la culatta ch iusa nell'introdurre il pacco; inconvenienti che, segnatamente l'ultimo, possono, menomare in certe circostanze alcuni dei pregi precedenti, e dar luogo a guasti tali da rendere l'arma inservib ile nel momento ap~ punto in cui occorre di averla pronta pel tiro celere.

Da noi sono in esperimento, presso alcuni reggimenti di fan-· te'ria, due sistemi di fucili a ripetizione, ottenuti entrambi colla tra-· sformanzione dell'attuale fucile Vetterli. Questi sistemi sono stati s.t~diati, uno dal capitano Bertoldo, autore di un altro fuci le a ripet1z10ne, descritto già in questa Ri'IJista, l'altro dal capitano Vitali.

~

I

Fucile Be1·toldo. - Senza accennare alle poche e leggiere modificazioni da introdursi nell'attuale fucile Vetterli, per applicarvi il co~gegno di ripetizione Bertoldo, diremo che le parti principali di. cui esso si compone, oltre del serbatoio e della spirale s0no: la leva · e la sottoleva. La leva, la quale serve, come il cucchiaio del Kropatchek a soli e-· vare la cartuccia, ma si muove .in senso inverso rispetto alla corsa dell'o tturatore, è un'asticciuola, di piccole di mensioni ' ch e focrc voiata


'1.32

RASSEGNA TECNOLOGICA

a becco nella parte anteriore, e sorretta da due orecchiette dentro fa spaccatura inferiore della culatta mobile, gira intorno ad essa per l'azione dello scorrimento dell'otturatòre innanzi e indietro, ora ab· bassandosi a rice~·ere la cartuccia che esce dal serbatoio, ora in vece innalzandosi a chiuderne l'orifizio per mettere la cartuccia in dire.zione della canna. Per compiere quest'uffizio, nonchè quello di espellere i bossoli 'V uoti, o la cartuccia ancora carica, nella faccia superiore della leva, ·sono praLic,1ti quattro 1·isr1,lti, due detti motori, i quali servono, 'incontrando opportunamente gll intagli dell'otturatore, a far pren.dere alla leva due posizioni distinte; gli altri due, ~etti espuls01·i perchè servono, l'anteriore a espellere il bossolo vuoto, il posteriore, la cartuccia non sparata o quella di esercitazione. La sottoleva è una souile lastra cli acciaio, elastica che da una parte è imperniata alla leva, dall'altra è ripiegata a gomito ed arresta le cartucce del serbatoio, non lasciandole uscire che una alla volta. Quando la culatta è chiusa e la leva rialzata, il becco della sottoleva rimane nascosto nel fondo della culatta, e la prima cartuccia del serbatoio può, passandovi sopra, venire ad appoggiare ,contro la Jeva, per disporsi sopra di essa, appena che, nell'aprirsi del!' otturatore, la leva stessa si abbassa. In questo movimento, il becco della sottoleva si rialza e viene acl ·arrestarsi contro il fo11clello della seconda cartuccia del serbatoio impedendogliene l'uscita. Qmmdo poi si chiude la culatta e la leva si rialza, il becco della sottoleva, obbligato da un traversino, si abbassa di nuovo, e lascia alla seconda cartuccia facolLà cli uscire un poco dal serbatoio e di appoggiarsi come la prima, al becco della leva. Il serbatoio è capace di 9 cartucce e con una decima cartuccia nella canna, il fuc:i le senza baionetta pesa kg. 4,530 cioè circa'/, kg. di più del Vetterli a caricamento semplice. Il fucile a ripetizione sistema Bertoldo, può anche servire a cari•camento successivo e ciò è ottenuto mediante la chiavetta, la quale quando è spinta a destra, arresta l' otluratore prima che venga ad agire sui risalti motori della leva, che perciò rimane sollevala anche :a c.ulatta aperta.

,133

I FUCILI A SERBATOIO

Fucile Vitali. - La sua caratteristica è la soppressione degli organi elevatori della cartuccia, epperciò una semplicità. maggiore nel meccanismo di ripetizione, che r iesce perciò meno delicato e meno soggetto a deterioramento. Questa semplicità viene però, sfortunatamente, in parte menomata dall'aggiunta dello spingitoi() muni to di spirale la cui presenza sul fondo dell a culatta e per essere esposto -all'infecciamento, potrebbe essere cag ione forse, in date circostanze di tiro molto prolungato, di qualche inconveniente nel meccanismo . In questo fucile l'elevazione della cartuccia. dal serbatoio all'entrata della canna si fo, in parte automaticamente per mezzo della forza cli espansione della molla spirale, la quale tostochè l'otturatore è tratto indietro, spinge per mezzo dello spingitoio, la prima cartuccia, e la fa salire sopra un piano inclinato della culatta, ed in parte dal movimento stesso dell'otturatore, che continuando a retrocedere, viene con una sua appendice a.cl urtare l'orlo della cartuccia, obbligando questa a girare intorno allo spigolo della cunetta,. ecl a sollevarne la punta, mentre la seconda cartuccia, spinta essa pure dalla forza della molla, si intromette fra la cunetta e la prima cartuccia, e dispone definitivamente questa in direzione della canna. 'L' otturatore, il cui peduncolo ha intanto nel suo movimento retrogrado scavalcato l'orlo della cartuccia, viene a disporsi dopo colla sua testa con tro il fondello della cartuccia stessa, e nel chiudere la culatta, la spinge nella canna. Gli esperimenti comparativi che stanno facendosi presso i corpi, diranno fra non molto quale di questi due sistemi sia il migliore. Dalle esperienze comparative fra i facili Hotchkiss, Kropatchek e K.rag eseguìtesi a Cherbourg negli anni 11877 e 1878, si deduce la seguente tabel la indicante il numero degli spari fatti da 1000 uomini nel tempo impiegato a vuotare il serbatoio, tanto col fucile a caricamento successivo, quanto impiegando il congegno cli ripetizione: 1

f

ì


•134-

I FC::CILI A SERDATO!O

RAS SEGNA TECNOLOGICA

ARMA

Tempo necessa rio a vuota re

il serbatoio in secondi

Numero delle cartucce t11·a te in q uesto tempo da 1000 uomini

I

· -I -i

tiro successivo tiro

3

DIFFERENZE

l'ipetizione

llotchkiss .... ...

·14,35

3Ò•1•1

6000

2989

Kropatchek .... .

,J 6,84-

3590

7000

34-1 O

Krag ............ .

31,711

6·190

9000:

Donde è agevole calcolare il tempo necessarioal soldato per sparare 100 cartucce, facendo uso dei due modi di sparo. Così ad esempio, coll'Hotchkiss, se un uomo solo spara con tiro successivo cartucce 3,0·1 in ,J4",35, per spararne '100 vi impiegherà '7',56", mentrechè col tiro a ripetizione invece gli occorreranno 7' e 22\ cioè, pressapoco, un tempo eguale. Parimenti col KropatcbekC,1) ·si impiegò rispettivamente 8',29" col tiro ordinario, e 9',7" col tiro a ripetizione, e col Krag, 8',32" e 9,D4" per cui si può concludere, che il tempo occorrente a consumare 100 cartucce è forse maggiore, impiegando il tiro a ripetizione, che impiegando il tiro successivo. Un altro appunto non piccolo che si può fare i:,1.ll'impiego del fu-cile a ripetizione, consiste in çiò, che la celerità del suo tiro limitata, come appare dallo specchio precedente a 211 secondi, e ad una differenz~1 in più di soli 3 spari, è aquislata·a prezzo della poca esattezza nel tiro poichè è evidenté che il peso maggiore del fucile che fa oscillare di più il braccio, lo spostamento del suo centro di gravità "in avanti, il rincul o gradatamente maggiore man mano che si vuota il serbatoio, e finalmente il gran fumo che numerose scariche suc,cessive producono lungo la linea delle truppe, sono tutte cause gra:vissime e che disturbano il puntamento.

.(lj ll ~ trop3tchok delle espcric111.c <li l; hel'li o:i rg a •el'a so le 6 carlut·cc, el s~rl>ato'o.

135

Passando ora alle considerazioni tauiche, vediamo quale ne può ,essere l'impiego così nell'atLacco come nella difesa dell e posizioni, ,:-che sono i casi in cui si compendiano tulle le azioni di g1ierra. Nella difesa di una posizione, la truppa armata con fucile a ri.petiz:ione, che volesse usarlo appena il nem ico fosse a 700 od 800 .metri, darebbe agio a questo, nell' int.ennittenza inevitabile che su;birebbe il fuoco per rifornire il serbatoio, di percorrere un tratto ,di teneno senza quasi venire offeso. Nè il tiro a ripetizione le riescirebbe più vantaggioso , per tutte le distanze maggiori di 200 ~.metri, poichè a qneste, il nemico tenendos i possibilmente sempre più coperto dalla vista, e presentando un bersaglio sempre più pic, colo, e sempre più mobil e, e la traiettoria essendo molto tesa e perciò sensibilissima agli errori di puntamento in elevazione, esige,rebbe per parte del difensore un puntamento più accurato, ciò che -è inconci liabile col tiro celere, motiYo per cui si può asseri re che il tiro a ripetizione avrebbe probabilmente lo stesso effetto, se non -minore, cli quello a tiro sncce:;sivo. Il solo instante in cui il tiro celere può essere superiore al tiro ·ordinario, ~ a partire da .200 melri. Ma anche qui si può obbieUare che se, obbedendo più alla viva tendenza di sparare rapidamente ,che alla disciplina del fuoco, il soldato avrà VllOt.ato troppo presto il ,suo serbatoio, ed il nem ico continuerà non pertanto il suo movimen to in avanti, quello si troverà in una posizione molto critica, .tanto se cercherà di ricaricare il serbatoio, quanto se vorrà fare uso ,-del caricamento successivo, poich è, nel primo · caso perderà un tempo prezioso, e nel secondo ne risentirà un'impressione sfavore'Vole, 1rovandosi n.elle mani nn'arma, dal.la. quale non può trarre il vantaggio che è abituato ad attribuirl e, e colla quale non è.riuscito ,ad arrestare il nemico. A conferma re poi i I valore molto rel::ttivo che ha il tiro alle distanze brevissime, contrariamente a quello che parrebbe doversi ,supporre, ci piace riportare quì una osservazione degna di molta ,riflessione, e che rileviamo dalle Note ml combattimento di Lowtcha del Capitano, ora colonnello, Kouropatkine, le quali Note tanti am·maestramenti pratici contengono, perchè scritte sotto la viva impres,-sione di avvenimenti accadu ti di fresca data. « A l'étonnement de tous (dice il Kouropat.kine) le feu des Turcs


•136

RASSEGNA TEG!\OLOG ICA.

« n'augmentait pas d'efficacité à mesure que l'on se rapprochai t « d'euxl » (Hwuernilitaire de l'etrange1· N. 385). E quest'altra scritta dopo la battaglia di Plewna (!'Vi N. 392). « C'est entre 2000 et 600 pas que l'ont fait Jes pertes les plus. « sensibles . A partir de cette dernière distance, la précision des. · « coups va en s'affaihlissant; !es hommes !es moins courageux « cessent de tirer, la plns parLdes autres pressent la clétente sans.. « se montrer en dehors de leurs cpaulements; !es balles volent en. « masse bien auclessus des 1étes de. J.'adversaire. ~ E nel nipporto ufficiale del gerier.ale Skobeleff al comandante in · capo dell'esercito dell'ovest, è falla pure l'identi ca oss~l'vazione con queste parol.e : « Le tir de l'adversaire, au fur età mesUre que nous . « approchions, clevenai t moins précis. » L'attacco cli una posizione non può divenire nè più semplice, nè· più decis ivo coll' impiego del fucile a ripetizione, poiclrè, senza par- · lare delle distanze comprese fra 700 e 200 metri, alle quali il ti ro a caricamento semplice è meglio aggiustato e più efficace che quell o, celere, anche nel momento dell'assalto, quest;ultirno non sarà guari; più vantaggioso. Se in tesi ,.~enerale il . fu oco è o~aj.:,iorno ciuello che-. , v l? O prepara la vittoria, è altresì vero che il fuoco solo non basta. per · conseguirla., e l'alloro è riserbato a.. quella truppa che, an imata da· maggiore valore o meglio sostenuta dalla sua artiglieria, si slancia . imperterrita sul nemico. Arrivala a 200 metri, non sarà dunque coll'arrestarsi ad esegu ire,. senza puntare, un tiro celere di scarso effetto, nel quale l'energia e· lo slancio può raffreddars i e volger·si for se in un sentimento opposto, che una tru.ppa lanciata all'attacco, indurrà il nemi co ad abbandonare· la sua posizione, ma bensì col precip itarsi su di lui, affrettando l'istante decisivo e togliendo se stessa dalla più critica posizione, nella .quale può soccombere colla stessa probabilità con cui può rimanere , vittoriosa. Tralasciando di parlare del pericolo cui può incorrere una truppa e del panico che può invaderla quando abbia consumato in un fuoco. celere inopportuno tutte le sue munizioni, valga ancora un'ult ima considerazione d'ordine generale per caratterizzare al giusto valore · il tiro del fur ile a r ipetizione. (I tempo che s'impiega nel combattimento f.·a due trnppe che si fronteggiano, è per la massima parte

137 .

J FUCILI A SERBATOIO

impiegato in marce, in contro-marce, in scontri successivi; e se pure · qualche volta il fuoco può durare, da certe posizioni ed in certe circostanze, tuLta un'intera giornata, è pur d'uopo ammettere che il momento risolutivo, non durerà che pochi istanti, e tutto al più 3 minuti. Ora, fra le migliori armi a ripetizione, come abbi amo più sopra visto, il numero dei colpi che si possono fare in 3 mi- · nuti, impiegando il tiro celere è di. 36, e di 33 impiegando il cari- · ca.mento successivo , numeri, i quali vengono poi ad eguagliarsi, se si prende ad esame il fuc ile inglese che fa 36 colpi in 3 minuti col caricamento semplice. A complemento della nostra rassegna tecnologica abbiano voluto · aggiungere queste poche osservazioni tattiche, sia perchè il problema è d_ovunque all'ordine clel giorno, sia per spiegare i motivi che · pongono tanti in pensiero, sia per aprire una discussione nelJ'im- · piego dell'arma nuova nel combattimento.

*


RIV ISTA E STERA

CAPtrow I. -

RIVISTA ESTERA

Questo regolamento in ,150 pagine contiene le varie disposizioni sulle -· 11iarcie, gli accampamenti e il servizio di sicnrezza e d'informa. zione in campagna. Facendo astrazione da alcune piccole mende, come eccessiva cura · di minuzie, scusabile forse coll'indole ed intelligenza del soldato russo; dislribuzioue non troppo ordinata della materia , ampiezza forse esagerata del raggio d'azione nel la direttiva del comando ed altre, il libro in discorso può considerarsi nel suo genere uno dei _più completi contenendo ad un tempo, e le particolarità per l'istruzione ciel soldato {do,eri delle vedette, dei piccoli posti, delle pattuglie, ecc.), e gli elementi per la condotta superiore delle truppe (riparto del comando, distribuzione delle truppe, profondità délle colonne, ecc-), Aftro suo pregio si è quello cli aver riunito e messo in visk'l le disposizioni contenute in vari rrgolamenti ( del 18<i6, del ,187·1, e dei Cosacchi) passate quasi in disuso, ormai le truppe prendendo norma o dalle pre. s~rizioni traclizionn Ii dei rispettivi comandanti superiori o da quelle parziali del pregevolissi mo Manuale per l'u(fìcfole rnsso, di aver dedicato un capitolo (prima non esistente) al servizio di distaccamelll.i di cavalleria in avanscoperta e date le norme e i modell i circa le , forme, disposizioni e dislocazioni delle trnppe. Pare \f..ile di riepilogarne qlli le disposizioni principali:

Marce.

Nelle marce in prossimità del nemico innanzi tutto è d'uopo socllilisfare alle condi.:zioni ta,tl'iche, quelle di comodi tà, essendo d'ordine :secondario. :Fra queste 11ltime è inclusa la t·e,qola1··ità- della marcia , compendiala come segue: distanza fra le compagnie 1 O passi (~ ); tra i battaglioni, squadroni, sotnie o batterie 50; tra i reggimenti ·100, e tra le .brigate '.2.00. Le unità maggiori alla divisione, formate su una sola ,-Colonna, possono marciare a scaglioni distanti fra di loro 1-3 verste (2). Le marce sogliono eseguirsi su una o più colonne, secondo le con. aizioni del terreno, momento e viabilità. La distanza fra le colonne D scaglioni di queste, sarà tale da permetter loro di riunirsi e schierarsi innanzi di arrivare a tiro dell 'artiglieria nemica: 3000 s<'-gene (3) . .Alla testa della colonna marcerà quella fra le armi, la quale, secondo Je condizioni cli sito, può agire più efficacemente. Nell'incolonnamento .si evitino ordini complicati e mescolamenti di unità tatt.iche, La fanteria marcii}. in colonne di squadre (otdiclenije) (l~) o di plotoni; la cavalleria per 3 o per 6; l'artiglieria per ·I o 2 pezzi . In vicinanza del nemico la forza dell' a-vanguardia oscilla tra 1/ 6 ,e ~/ ij. della forza totale (5) : (la compagnia p. e. destina 1 plotone, lo squadrone 1 plotone, il battaglione 1 compagnia, iJ reggimento ·1 ·battaglione, ecc.) ed ha sempre alquanta cavalleria. La distanza fra l'avanguardia ed il grosso è regolata a norma della forza, viabil ità, ecc. e principalmente del tem po che la colonna impiega a schierarsi:

RfGOLAMENTO RUSSO SOL SgRVIZ!O DI CAMPA~~A

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139

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1

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(1, Passo: m. 0,71 l2. (2l Ye,·sta: m. 1,067. (3) La s a gena essen<lo par i a m. 2, 13-J, l'estens ione di Clli sopra ~qu ivale a 6100 m,; -estensio ne invero esage,·a ta quando si paragona con quella accettata da noi per per mettere l o spiega me.nto, ma alquan to giustificata o,·e si tenga conto della rorteavan gua1·d1a delle •unità dell'e se1·c ito russo e dell'ampio raggio d'osservazione c he ess~ abbraccia no mercè ,l'abbonda nte im J)iego di cavallèria , a ll'arangua rdia (4) La comp«gnia di guerra i n Russia ~onta 2 16 uomini a rma li e9 disarma ti, inoltre l feldvebel, l oaptenannus e 18 sot~'ufficia li e si divirle in 4 plotoni di 4 squadre cia·scuno . l'>ei calco li peral tro di questo regolamen to, tenu to con to de lle oscillazi oni ine.,·ita bil i, la compaqnia è supposta di 9G file . Lo squadrone in pace e in guerra (128 uo.m ini) si diYirle in 4 p lo ton i d i 16 fi le, il plotone in otdielenije di S me. (5J Como negli eserciti -germanico e austdAco: prO$SO d i noi il limite massimo è -.di ' /, de ll a forzn to tale .


E.STER.-\

HO

RIVISTA

-scieri, sezione sanità e porta- feriti; b) carri cartucce ( 1) dei battaglioni ,di fantci"ia ( 1 per battaglione) e cacciatori ('.2. per battaglione) ; e) affusti di riserYa dell'artiglieria; d) even tualmente, carri utensili da -campo . Questo scaglione segue il rispl'tL.ivo reggimento, battaglione i5olato o batteria . 2° Sca:gltione, abbraccia il carreggio per la tappa: a) il resto . carri- cartucce (2); carri elci comando del reggimento; b) degli utensili, cucine da campagna (se vi sono); e) piattaforme farmaceuti, che (apotecnija platfornii), carri-cucina (quando esistono) ; d) carri di compagnia; e) carri-lngaglio ufficiali, quadrupedi da soma e carrette da vivandiere. Il secondo scaglione marcia tra il grosso e la retroguardia (o avanguardia), nell'ordine in cui si seguono le truppe della colonna, e da 2 verste a mezza giornata da questa. Non prevedendosi uno scontro o l'avanguardia trovandosi a grande distanza dal grosso (più di ,J/ 2 giornata), il carreggio del 2° scagl ione a~pa~'tencntc all'avanguardia segue immediatamente questa . In terrem difficili o prevedendosi combattimenti, il 2° scaglione (tranne i carricartuccie che seguono le truppe) si tengono almeno a ·1/ 2 giornata dal grosso . . 3° Scagl'ione, consta del carreggio che alle truppe non abbisogna troppo solleçitaniente e frequenterneùte: a) cassoni dell'intendenza; b) carri della chiesa (zerkov{ja (uri) ; e) carri col materiale dei lazzan1t1;; d) carri coi malati. Questo scagl ione marcia indipendentemente e dietro le truppe a 1/2 giornata o più. Oltre ai menzionati, esistono carreggi speciali costituiti dai parchi d'artiglieria, del genio, da ponte e dai lazzciretti divisionali, che marciano indipendentemente dalle truppe o secondo il bisogno sono agcriunti a qualche di$taccameuto e talvolta anche all'avanguardia. 0 I mezzi per diminuire la profondità dell'ordine di marcia sono: 1° allargare il fronte di marcia, o valendosi di più strade parallele, o allargando il fronte di ciascuna colonna; 2° far passare alla coda ~ella colonna i carri-cartnccie, il ~0 scaglione dei carri munizione e gh affusti di riserva; 30, terreno permettendolo, far marciare artiglieria e carreggio sulla strada, fanteria e cavalleria esternamente. Obblighi del comandante in capo dtM'ante la marc1:a. - Far ri1

Per nna di'\'isione e forza maggiore sino a ,f / 2 giornata di · marcia;per reggimento ,f-2. verste; pel battaglione ,1; 2. versta. Rispetto alle armi cbe entrano nella composizione dell'avanguardia, il terreno dà nonna; se frastagliato prevalgono la fanter ia e l'artiglieria montata , se sco perto la cavalleria e l'artiglieria a cavallo. L'avanguardia si divide in punta (golovoi otriad), testa (peredovoi otriad), grosso (avangard) (1 ) . La pnnta invia innanzi a sè pattuglie di fanteria (patrnlj) o di cavalleria (rasietclj), le prime a ·1/2 versta, le seconde da una a :3 verste: le quali tenendosi costantemente in vista, costituiscono gli anelli di una catena d'osservazione mobile che guarda il fron te e i fianchi. L'avanguard ia distacca inoltre drappelli fiancheggianti .bhe marciano · lateralmente ed all'altezza della testa, e, come la punta, spiccano innanzi delle pattuglie. Distaccamenti inferiori al reggimento non inviano innanzi truppe costituenti la testa, nè a lato hanno mestieri di distaccamenti fian cheggianti; le compagnie squadroni, ecc. si garantiscono . con semplici pattuglie. La testa dell'avanguardia può avere la forza da 11 · compagnia (f squadrone) a 2 battaglioni (4 squadroni), i distaccamenti fiancheggianti da 1 a 4 compagnie, da •I /'1, n 2 squadroni. ·Nelle mm;ce in ritirata l'avanguardia consta di piccoli nnclei cli truppa . La retrogiuird:ici nelle marce frontali si comporta come l'avanguardia in ritirata, ecc. La sua forza varia da ,1/ 4 a 1/ 3 <lei totale delle truppe, e dividesi in coda (scidnj ot1·ùid) e drappelli fiancheggianti; rip:;1rti tutti che ;;i garantiscono alle spalle mediante drappelli di coda (tiln-Ue otriadi), e questi a lor volta mediante pattuglie. All'avanguardia nelle marce di fronte e iu ritirata, ed alla retroguardia in quelle in riLirata, vengono assegnati zappatori cd in loro mancanza, clist.accamenti con utensili da trincea. Nello marce cvi fianco . s'impiegano una ( 1/ 3 del totale) o più wvangua1·die fiancheggùlnt'i, . in modo da coprire tuttù le parti della colonna . Ord:ine d·i ma1·cùi del cwrregg'io. - Ad evitare i ritardi cagionati nelJa marcia cl.il numeroso carreggio, lo si ripartisce in tre scaglioni. 1° Scagbione, comprende il carreggio indispcnsabilti alla truppa dnranLe la marcia cioè: a) carri d'ambulanza coi relativi medici, f'eld- ·

1

1

1

1

(I) Il battaglione fanteria in Rt1ssia ba 8 carri-cartucce, quello c_acc_iato:i 4.. (2). I carr i-cartucce ,•engono separa.ti dal resto del carreggio_ e rm111t1 1n c,~scnna, (l} Le denominazioni di punta, testa, grosso lo togliamo per ana logia dal ri ra rto a . tre gruppi clell'avanguHdia in uso presso gl i eserciti austriaco (vo,·patrulle, vo-,-1,.ab e · vorln,t-i·esel.,e) e francese (pointe, tète e g·ros d'avangai·de).

J

colonna in una sezione distinta che marcia vicin a alle truppe (rn testa agi, altn carn del 2° s·~aglione) .


H2

ESTERA

RIVISTA

conoscere le strade da percorrersi, provvedere guide alle varie colonne.. ecc. Il dispositivo di marcia da lui emanato deve essere chiaro, conciso e contenere: 1° Io scopo della marcia e cenni sulla propria si tuazione e del nemico; ~0 riparto delle truppe e assegnazione dei co-· mandanti delle colonne (l'ordine di marcia di queste verrà stabilito dai rispettivi comandanti); 3° norme generali di sicurezza; ,1,0 tempo per la partenza delle colonne e, in ogni colonna, dell'avanguardia, dei grosso e del carreggio; 1:1° tempo e luogo per gli alt; 6° disposizioni generali circa l'incolonnamento del carreggio; 7° luogo dove si trova j ] comandante. Trascriviamo qui per intero il modulo per le disposizioni di marcia ;

AVANGUARDIA

Maggior generale ............ .

1

... brigata cacciatori 4- batt. ... brig. de'. Ja ... divisione fanteria... 8 hatt. ... batter. della ... brig. d'art. mont. 2.i pez. . . . regg. Cosacchi del Don ............ , 6 sot. regg. Ussari ...... ,i. sq. ... batt. a caval lo.. . 6 p.

. . . . Corpo (Di staccamento) GROSSO

N ..

Co:unoo

,

CENNO DELLA S l'l'U.UIONE

MANDATO ED ESECUZIONE

I

7

01·e

pom.

1° Sitilazione del nemico. -

Pattuglie nemiche si avanzano sulla linea . . . . , villaggi, poderi .... Oggi il nemico fece una ricognizione con un reggimento cavalleria ed alquanta artiglieria nella direzione. . . . . Il distaccamento di ricognizione si ritirò. . . . . ~ 0 Sitiiazione dell.e nost1·e truppe in generale e di q1lelle 'Vicine ·in parti.colare. - Le nostre truppe occupano . Presso ..... vi sono truppe dbl . . . . Corpo d'armata. 1

Le truppe del corpo (distaccamento) ;;otto i miei ordini hanno l'incarico di avanzare domani . . . su . . . . A tnl fine:

2.) Il Grosso marcerà su 3 colonne

Tenente gene1·ale ............. . a) COLONNA

4881, liiglio 11

luogo, data

(I ) Qui, occorre ndo, venà fat ta menzi o1Je di tutti gl'incarich i speciali alli<lati a ll'avanguardia..

Totale ·12 batt. 2(1. p. mont. 4 sq. 6 sot.. 6 p. a cav.

DISPOSITIVO

per il

,1) L'avangua.rdia partirà alle ore ... aut. (pom.) per . .. . seguendo la strada . ... e toccando i punti . . . . , . (da specificarsi chiaramente). Gra.nd'alt a . . . . lìno alle . . . . aut. (pom ) ('I) .

.)

DI DESTRA

Maggior gene1·ale ............ . ... brig. della ... divisione fant.. . .. .. .. .. . 8 b. ... batt. del la ... brig. · d'art. montata ...... .. :24- p. . .. regg. Ulani......... i s.

a) Colonna destra partirà alle ore .. per . . . . seguendo la strada . . . e toccando i punti . . . . ( punti e tempo da specificarsi nettamente).

. Totale 8 b., i sq. 24- p. b) COLO NNA CENTRALE

'!tfoggior generale ............ . ... hrig. della ... divisione fanteria.. .... .. 8 h. ... batt. della ... brig . art. montata .......... 2.,1, p. . .. divisione fanteria .. ·16 b. colia rispettiva brigata d'artiglieria ........... 4-8 p. Totale ;H batt. e 7'.2. p. art. mont.

b) còlonna centrale, come sopra.


,,jH,

c)

R I VISTA

CO LONNA DI SINISTRA

c) colonna di sinistra,_ come sopra.

. Maggior generale..... ..... .. . . .. brig. della ... divi · sione fanteria........ 8 b. .. . batt. della ... lfrig. art. montata .......... 24 p. regg. Dragoni...... 4 s. ... batt. a cavallo...... 6 p. 1:otale 8 b. 4 sq. 24 p. mont. e 6 p. a cav. 3) Ca,Yeggio del 2° saaglìone dei diversi ripartì si riunisce alle ore .. . nel punto . . . . e segue la colonna centrale. A scorta del treno vengono destinate due comp. del .... ~-eggimento fanteria e 4/2 sotuia del .. .. reggimento Cosacchi. 4-) L'wvangiiardia provvederà i distaccamenti fiancheggianti sulle strade . . : . (le più prossime) . 5) (eventualmente). Prima della partenza sì preparerà il rancio; ogni uomo prenderà con sè . . . . dì carne cotta e biscotto per giorni . . i cavalli porteranno avena per ... giorni. 6) Io mi troverò . . (ali' avan.gt1arclia o alla testa del grosso).

IL

CO)!ANDA.""ITE DEL CORPO

o' A.R1fATA ....... .... ... .. ..

Il Capo di Stato maggiore ('I) ............ .. .

(ll Il dispositivo di cui sopra si presta ad alcu ne osservazion i: 1° mentre il corpo si • d ispone pel combattimento vengono specificati luogo e durata dei grand'alt delle singole · colonne o di più il luogo dove passar la notte ; 2° si vede un comple to sparpagliamento -della divisione di cavalleria e dissoluzione dei lagami tattici di due divisiord di fanteria • (1 brigata all'avanguardia, 1 alla colonna di destra, I a quella di s inistra e 3 brigate . alla colora -centrale); 3° omissione delle attribuzioni d i tre comandanti di d ivisio ne

H5

ESTERA

Queste disposizioni devono essere comunicate integralmente a tut.ti i comandanti di corpo (inclusi qnelli di reggimento), di colonne, d'avanguardia, ecc., i quali a lor volta dispongono per le rispettive lrnppe. Marciando in più colonne il comaudante in capo sorveglia inoltre che •quest.e si~no ad alt.ezza ed interviillo tali da non venire sopraffatte parzialmente; e regolarizza la marcia col calcolare di quando in ·quando, il tempo che ciascuna colonoa resterà in movimento, tenendo .in ciò conto delle strade, forza, ostacoli, ecc. A poter disporre delle proprie truppe in qualsiasi circostanza egli cerca di sapere dove cia.scuna parte della colonna si trova; a tal fine egli esige dai coman:danti dell'avanguardia e delle colonne, fra le altre inforrn,izioni anche ·quelle del loro avvicinarsi ai punti esistenti sulla linea di marcia, l'ar·rivo al grand'alt ed all'accampamento: e ciò tanto più frequentemente ·quanto maggiore è la probabilità di essere attaccati . Qui si fa cenno delle al1 re istrnzioni da compartirsi dal coman·dante in capo per evitare disordini passando in prossimità degli abitati, fontane o traversando delle strette. · Vengono quind i spiegati in 5,1 paragrafi i doveri dei comandanti ·d'avanguardia, retroguardia, della testa d'avanguardia, coda di retroguardia, della punta d'avanguardia, drappello di coda della retroguardia ·e delle pattuglie cli fanteria e cavalleria . Quelli relativi al comandante della retroguardia svolti con particolare precisione si possono così compendiare: 1° infaticabile vigil;:mza; ·2° mantenimento rigorosissimo dell'ordine (ritirata a scaglioni) e della disciplina; 3° rileva r lo spirito delle truppe (improvvisi e vigorosi ritorni offensivi); !1° impedire d' essere rigettato sul grosso (guastar · ,strade, romper ponti, ecc.). Nelle marce notturne: ~ 0 la forza della cavalleria ed artiglieria sia .limitata al puro necessario : le due armi seguano in coda alla colonna ·(i~ testa marciando in ritirata); 2° si lascino indicanti (maiaki) nei bivi per additare la via alle truppe; 3° gli ordini siano dati a voce bassa (mai con tamburi o trombe); ,i 0 negli alt la truppa conservi l'ordine di marcia, i soldati siedano o si corichino, armi e cavalli

·(2 di ranteria un o di cavalleria) privati delle rispettive forze; 4' comando della colonn a centrale affidato ad un brigadiere mentre es is te in essa un comandante di divisione; 5" in fine alcune inesattezze, come q ue lla d i assegnare 1/t sotn ia e 2 co mpagnie al ><Carreggio senza dedurle dalle forze inr.olonnate, e d i parlare nuovamente dell'avanguardia ..i.IN. 5. .A.NNO XXVII, VOL. IV.

.

10


ESTEl\A

lUVlST.~

Battaglione in colonna per compagnie o mezze compagnie; distanze cd uomini come sopra ('I) ; trombe e tamburi a 20 passi dietro la sezione di coda; gli ufficiali a 20 passi dietro, il comandante del battaglione e l'ufficiale snper·i.ore aggfanto (2) in mezzo ad bssi. Reggimento (3), coi 4 battaglioni su di una linea a 40 pas;,i d'intervallo, o su due linee cli due compagnie, ciascuna a distanza di 60 passi. A 40 passi dietro lo stato maggiore reggimentale; 20 passi dietro i non combattenti del reggimento; ~O pa'>Si dietro il carreggio; 20 passi diet.ro, i ca valli da tiro; immediatamente dietro il carreggio non comhattent.e,. ed ai lati il posto elci foraggi. Fronte ciel reggimento su una Jiuea 440• passi, su due 200; profonditit, su una linea 200 passi, sn due 360. Squadrone , ca valli al fì lare di 450 passi, una riga per part.e, att~ccati separatamente ai paletti, testa all'interno; finimenti è sellerie dietro ciascuna riga, dietro ancora gli nom ini della rispettiva riga. Profondità complessiva 18 passi, fronte 150. Reggimento in· colonna per squadroni; distanza fra i filari degli squadroni 25 passi; alle est.rernità di ciascuno squadrone il posto pei foraggi; esternamente e paralellamente alla fila dei foraggi che è dalla parte del l'allineamento (i·wonenie), le tende degli uffìci;i li ; esternamente e parallelamente a queste, il iìlare c;ivalli ufficiali; ed infine csterriamente ad entrambi i fianchi, i fuochi del bivacco ; avanti, al centro del fronte lo stendardo; le tende dello stato maggiore 20 passi dietro lo, squadrone cli coda; i non combattenti, il carreggio, il filare dei cavalli da tiro e non combaucnti del treno a 20 passi rispettivamente gli uni dietro gli altri. Batteria, in linea a intervalli serrati ('12 passi tra i pezzi); gli 8-

-:,empre alla mano, il roparto più vicino al nemico sia destinato come · der;iu1·nù; (prontissimo al combattimento). I l gra.nd'a./.t viene fotto a metà rnarci;:i, preferibilmente oltre la . prima met~ . Nei giorni cald i è d'uopo dividere la marcia in due destinando al riposo le ore meridiane. Nelle lunghe ferm ate (2- 4 ~re 0 più) trnppe e carri sgombrano la str<tda disponendosi lateralmente ad', essa, cli consueto in ordine di marcia . Nelle fermate non si rendono . onori, e all'avvicinarsi del superiore gl i uomini possono segu itare a sedere e fumare, ecc. Avvicinandosi la truppa al luogo del grcind'cilt e della tappa vengono spediti dalla fanteria i gialonieri (1), dalla cava lleria i souuffìciàli da lineci, dall'artiglieria i f'eim;erki comandati da ufficiali per occupare a tempo opportuno il posto di bivacco dei rispettivi riparti.

1

CAPITOLO

II.

~

Accampamenti.

La truppa in guerr::i biwccci o acqiwrt'ie1•a. I gr~ndi dist::iccamcnti si dispongono promiscuamente in nu modo o nell'altro . La fanteria sta nella parte più vicina al nemico, cavalleria ed artigl ieria dietro, . coperte da quella . Gli accarn pamenti saranno posti m terreno conveniente per l'igiene, comodi tit, ecc., sem pre dietro la posizione destinata al combattimento, per oon iniziare questo con una marcia in ritirata. Vie cli comun:cazione un:ronno la posi1,ione di cu i sopra coll'accampamento. Que~to potrit essere su una linea (maggiore comodi tà) o a scaglioni (maggiore sicure1,z::i); il bivacco a scaglioni pnò essere aperto (scfrolcoje) o serrato (ticsnoje); nel primo caso la distanza fra le linee ·100- 150 passi, carreggio e servizi amministrativi cliet.ro i rispettivi reparti; nel secondo, distanza fra Je linee 60 passi, carreggio e servizi tutti un iti diùtro l'ultima. Le formazioni normal i sono: Co111;pagnia, in linea o in colonna per mezze compagnie a '.20 pi1ssi · di distanza; gli uomini, con tende o senza, immediatamente dietro i fasci; ai fia nchi cleJJa compagnia i fuochi del bivacco.

(lJ Sp,c~; d i guidoni (e come quest i pron-eduti da una piccola bandel'uola inastatu su l. fucile) ma (;o n attribn1ioni a lquanto diverse.

:>

I ...

1

(IJ Nell'an tico regola mento il campo si for mavn dalla colonna su l ce ntro (doppia), i· fasci d'arm i erano disposti ai llancbi interni delle compagnie, cioè al cen tro delle duo colo on e; disposiziono rico nosciu tasi difettosa, massimo in caso d'allarme, e del resto ora . ~on più possibile, essendo stata abolita col nuovo regolamon to d'evoluzioni la colonna sul centl'o . · (2) L'ufficialo s uperiorn appena promosso, prima di passa re al coma ndo d'un reggi. mento o di un1 unità forma nte corro, fa una specie cli tiroc inio in qun liià d'ufficialo , superiore aggiun to (letteralmente utllciale superiore giovane - mlad-s cj Stab- uf{ìzer). (3) Ricordiaroo q ualche ùaLo di courron to: i n ualfa, i l reggimento di fauteria accam- pato in linea di battaglione in colonna per compagnia (tende per 6; intervallo fra i battaglion i 10 m.) occupa 353 m. di fronte e 195 m. in profondità; il bat taglione in linea di colonne di compagnie formato per ½ compagnie abbraccia 252 m. di fronte, 140 di profondilà. - In Austria, battaglione a massa m. 88,5 di fronte, 172 di profondità. - ·. Ge1·mania, battagl ione in colonna sul centro (armi fra le d ue compagnie di t esta), 158 m. di fron te, 216 d i profondità. - F,·ancia, battaglione in colo nna su~ cen,ro (doppia), armi> fra le due colon ne, fronte 105 m, profondi th 268 .


H8

ESTERA

RIVISTA

pezzi uniti agli a,,antreu1 1n for mazione di ritirata (profondità del pezzo ed avantreno 20 passi); dietro e su due linee i 12: carri-munizioni ed ,1 a/Tusto di riserva; 420 passi dietro i pezz i nell'artiglieria montata (HO in q-nella a cavallo) e perpendicolarmente al front,c, due file di paletti (a intervallo di 50 passi ed in mezzo i foraggi) della lunghezza di ,100 passi nelle batterie montate, di ,150 in quelle a cavallo; ai due lati dei filari, i cavalli: dietro i cavalli della fi la esterna le sellerie e finimenti, esternamente ancora i soldati . In coda le tende degli ufficiali; dietro (a 40 passi dal fianco dei filari) il comandante -ddla batteria, l'ufficiale anziano (starsci'i ofizer) e la cassa forte del Tcggimento; a 20 passi rispettivamente gli uni dietro gli altri: i non combattenti, i ca rri e cavalli da tiro, e i non combattpnti del treno. A 40 passi dalle truppe (preferibilmente in coda dell'accampamento) si stabiliscono le cucine; e •100 passi dietro o a fianco dell'accampa· mento le latrine. Nei campi di più anni riunite l'artiglieria rimane coi rispettivi riparti (battaglioni, scpiadroni, reggimènti, ecc.) avanti o dietro; in tal caso il parco sta innanzi al bivacco e l'intervallo fra i battaglioni, reggimenti e batterie non sarà minore di 4-0 passi. I parchi bivaccano nello stesso ordine delle batterie, calcolando che .30-l~O carri corrispondono ad una batteria; gli altri carreggi, su una o due linee a 30 passi più distanti, i cavalli avanti il carreggio, gli uomini avanti ai cavalli. - Per ogni carro vengono calcolati 6 passi di fronte e ,15 passi d'intervallo ogni 10-15 carri.

> CAPITOLO

III. -

Avamposti ('I), servizio d'esplorazione e d'informazione. ·1 ° SERVIZ IO D'A VAMPOSTL

Scopo di questo S<:;rvizio è garantire alle truppe riposo e sicurezza; i mezzi sono: a) tenerla informata; b) premunirla dagli att~cchi improvvisi. - Il mezzo a, fondato principalmente sulla rnobilità s'adatta ~lla cava lleria, l'altro esigendo stab'ilità confassi alla fanteria . - Un· tipo invariabi le e prestabilito di avamposti non è possibile; regola ge-· nerale: semplicità di for me, economia della forza. Stanziando in prossìmità del nemico (una giornata di marcia e meno) il servizio di si(m.rezza viene alfìdato di preferenza alla cavalleria; e quando s'impiegala fan teria, a questa è assegnata cavalleria nella misura di 1 o 2.' spezzati (otdielenie) con un sott'ufficiale. I rapporLi ordinari di comando e di fo rmazione delle truppe devono essere il meno possibile alterati. Le forze destinate agli avamposti sono subordinate acl un unico coma11dante: il qnale dispone inoltre di una scorta ( K onrooi) tratta dai reparti degli avamposti, e comanda ta da un ufficiale o sott' ufficiale. Ogni compagnia o s{Ina<lrone provvede al servizio d:i sirnrezza di staccando: 1° dei posti (vigilanza sul nemico e su quelli che traversano la linea dei posti) ; 2° Sasta'Vi (primo sostegno della linea dei posti); 3° gran giw·t1lia (glcwliu Karaul - riserva principale d'una data porzione ciel cordone). Posvi., di 4 nomini ('.2.) (nei punti più importanti 5- 8); un uomo sta in vedetta, gli altri ('I dei , quali fa da capo- posto, starsci) si appostano dietro a quello: se di fanteria, a ,10- 15 passi in terreno coperto, a 50 passi in terreno scoperto; se di cavalleria, '.20-30 passi neì primo caso, a 1iSO' nel secondo. In quest'ultimo caso un uomo armato resta fra la vedetta e il posto . I posLi cli rìconoscimento (sulle 1

1

Acquartieramenti.

Assegnata la zona da occuparsi, questa è ripartita fra le lrnppe se·Condo le esigenze di ciascun'arma . Il comandante in capo cura l'esat.to funzionamento delle comunicazioni (strade, pont.i, ecc.). Indipendentemente dagli uffici di posta e tdegrafo esistenti, occorrendo, si stabiliranno delle linee telegrafiche e poste rnil'itari. S'indicheranno i luoghi d'adi1;nata pa1·ziale (di compagnia, squadrone, batteria) di di.staccarnento o dfoisione pel caso d'allarme, come pure segnali (spari , fuochi, ordini telegrafici) . Seguono disposizioni pe.l caso di pericolo ·imminent.e.

1

1

(I ) li se ,·v i 7,i3 a·,l\'nmoosti vi• ne regola to pressapoco colle . stesso norme 0 <>:i r,,,,utc, ne l rcgoh1mento del 1S7l. l'u n ica ,·al'ii.lnte s ta nell'avere i11 Lr Ùdo t1n rom<• 1·11 11\,•11\o pC'rrnanente d i qnel sen •1zio lo pt" t. hlgl ic si sicu,·e,-zn (.'-tn?·rigrro·1 . {2) 1l raggrupoa men to ri i d 11 ()!)\inj è 1111:1 r,· rH1rJi 4" (''•r1 ,!,•1J'.· n ·i, a r. ir~w, •11 ('() ~ntnlt trn cm;o , d o") g.!i ~";>:e:w dl I av:u 111 ~· 11,.:n u1\·, 1,0 ui1 , l ~·111 ~1' . u , <•IH·l:ù 1:1d i 1\·1i.l•· 1·t··.

l

. ...


. l\l-VISTA

ESTERA

-vie principali) sono wrnanclati da un ufficiale o sott'uffic.iale; ad essi ·occorrendo viene adetto un soldato ovvero un indigeno che conosca l'idioma del sito. Non è possibile determinare il numero preciso dei posti che deve distaccare la compagnia (squadrone), occorrendo tal volti\ infittire o diradare il cordone di sicurezza : in genere la cornpaguia ,distacca da ,JO a ,15 posti, lo ~quadrone 8-·12; nè l'intervallo loro (cl i 'llOUe, ecc., minore, nei terreni scoperti maggiore), in media per la fan . teria 100-300 passi, per la cavalleria 300-500 e fino '/ , versta; quindi una compagnia con ,12 o più posti può avere una catena da ,1 a 3 verste, lo sqnaclrone di 5 verste. Sastavi (2 per compagnia o squadrone) situati sulle strade e bivi, a ·1/ 2 versta (fanteria) o ,1 versta (cavalleria) dai posti,I hanno la forza di 'i0-25 uomini nella fanteria, 8-'12 nella cavalleria, secondo la forza ,della compagnia, ecc. e l'importanza del tratto da osservare. Gr0;n Gua1·die (Glavnii, J(a,raiil) sono costituite dagli uomini che restano dai posti e sastavi, stanno presso le vie e nodi principnli a distanza di 1/ 2 versta (fant.), 1 versta (cavall.) dietro i sastavi: talvolta se ne fa a meno, quando per p. e. si abbia bi~ogno cli estendere ],i linea degl i avamposti o d'infittirla (terreni oscuri, ecc.) Allorchè le distanze fra i sastavi, gran guardie e i posti sono maggiori delle ac.çennat.e s'impiegano dei posti 'intermedi di 2- 6 uomini. La gran guardia usa pattuglie di ronda (2 uomini e ,1 ulliciale o sott'ufficiale), -di scoperta (piccole) è di 0ollegarnento fra le compagnie (squad.) laterali (medie pattuglie). Pel riconoscimento si usa: 1° la parola (parol), · nome cli città o luogo; '.:2:0 la contro parola (otsiv), nome di un santo; 3° il lascfo, passare ,(propt1,Sk), nome di oggetto militare o pensiero di natnra militare; le tre- voci innanzi dette cominciano co1la stessa iniziale - La parola è conosciuta da soli ufficial i, la. contro parola dai comandanti cli pat.tuglia e dei posti di riconoscimento, il pi·opu.~fo da tutti i.soldati della ,compagnia. , Il sito che deve occupare la compagnia ( i,quad.) in avamposti è inclicnto dal comandante degli avamposti o delle truppe da coprirsi, altrimenti esso va inteso a 2 verste (font.) o 4- verste (cavall.) dal corpo principale. Il comandante della compagnia (squad.), coperto da pat..,. tuglie che si anestano ad ·1j,i-'l/ 2 verste, ('I versta la ·cavali.) dal sito ,destina to pel cordone; pona tosi ·1 versta (2 verste la caYall.) innanzi . il corpo princ;ipale, lascia un plotone (g.ran gua rdia), e cogl i altt"i t1·e recatosi all'estremità della linea dei posti, comincia a collocare suc.cessiv1'11ente il 1°, 2° ecc. posto, e p0i quell i degli altri: plotiln i, as-

· segnando a:l ogni poslo il capo (sta1·scii) e destinando i 10- 2.0 uomini che r~st~no_di_ogni plotone a .formare i sastaiJi dei ris.pettivi plotoni; · quindi mvta il terzo plotone alla gran guardia, quando non occorra · rinforzitre con questo gl i altri due collocati, ovvero formare coll'intero plotone un altro sastav ('I). Il servizio d'avamposti vierie completato eventualmente: ,1o da' sa. sta1;i in_d,ipendenti, di cavalleria, quando lontani più di una marcia ,dal_nemico, non .si stabiliscano avamposti regolari di fante.ria o cavalleria, e quando vogliansi occupare punti d·osservazione molto innanzi al . fro~te o spostat! ai fi~uc hi della catena; 2° sastav,;, 1/;i, sostegno (fanteria o ca,:aller1a_ con artiglieria o senza) per sorvegl iare, e occorrendo trallenere nemico: _3° Posti intermedi di 2-6 uomini per il collegamento: 4° Secret'I, ('.2) appostamenti notturni, di · 3-5 uomini di. sposti a B- /2.00 passi avanti il cordone o in mezzo per garantire di llOtle le vedette da sorpre~e di uomini isolati O drappell i di partigiani; Gli uornm t non banno zamo, nè! oggetti di vestiario e d'armamouto · ?he possano svelare l'esistenza del drappello al nemico, e indossano solo 11 rn~1~t,el~o: 5° i·iser ve d'avarnposl!i, irnpiegate soltanto quando per le ·coud1z1om ~le_! lu~go sia necessario spingere i posti molto innanzi O~'ve1:o _avv'.cmarl1 mo!to alla t.rnppa che accampa ; giacchè nei casi or, cimai_·, lunzLOuano da n serva, o l'avanguardia, o il reparto di serviz,io ' (deg 1-u rnaia _cias_ij) della colonna . Nel primo caso (grande distanza , dal gr~sso), Ja rnerva_~onsta .di _sola cavalleria e di poca artiglieria, "nel secondo (grande v,cmanza) d1 tutte ~ tre le armi. La riserva bi·yacca come il grosso solo ,1/ 3- ·1/ 4 resta di servizio ( deg:iurnii).

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1

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2°

SERVIZIO o'ESPLOI\AZIONF. .

QuRnto più complete ed esatte sono le notizie del nemico e del ter-' re110, tanto maggiore è la sicnrezza della truppa nel marciare, ripos,ire

· e combattere, e la garanzia

OJ

pel felice esito delle operazioni -:-- Un

Il mod,> SojJra ind ir11 to di s tabili ,·e Sii a"t•mposti presa nta tre inco nvenienti: per. d_it~ rlt tempo; focil i tà pe l nemico <l i osser1'are c1 isposizioni e forza dello truppe di • s •:urezza; eccessiva fo ti~a pel comandante di c omp,,gnia ·(in l) ùssia come da noi i c ap itani · di r.,., ,.errn non ha nno c,-,va llo) . · {2) Prv, lo tto delh• esper ienze nelle guerre co ntro le orde asiatiche.


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ESTERA

RTVfSTA

regolare secv1z10 d'informazione vuole: cont.inuità nelle notizie; con- · corso di molt.i elementi d'informazione sparsi su ampia zona; inces- · sante contatto col nemico tosto siasi ottenuto dalle vedette; ricorso al combattimento nei casi estremi (il miglior comandante di pattuglia è· quello che procura le notizie più utili, e non colui il qua le fa prodigi di valore); segretezza, cioè nccortezza e destrezza nel disimpegnare il proprio compito; rigorosa verifica delle notizie da trasmettersi; opportunità nelle informazioni , pregio che in guerra si compendia , nella siibitamea trasmissione; invio d' informazioni nel tempo stabilito, an~he quando non si avverino cambiamenti dopo l'ultima notizia 1 trasmessa. Questo servizio viene fatto da pattuglie o &istaccamenvi indipen- · denti ( coperti a lor ·volta da pattuglie). quasi esclusivdmente di cavalleria, la fanteria non intervenendovi che nei casi eccezionali di mancanza di cavalleria,' di grande vicinanza del nemico ( oome negli as- · sedi, blocchi, ecc.), di operazioni notturne. Le pattuglie si dividono in 'Volanti (let'uctje ), di sicurezza (staro , ge'IJije) e di collegamento (dlia s'!lias,i); le ultime due specie di pat- · tuglie avendo scopo puramente difensivo, vengono impiegate soltanLO · nel servizio d'avamposti, perciò qui si parlerà solo della prima . Il compito principale delle pattuglti!?, volanti ( 1) si riassume: ,1° · nel raccogliere notizie sul nemico e sul paese; 2.0 impedire il nem:co , di fare altrettanto a nostro riguardo; 3° prendere messi e piccole pattuglie nemiche; ,1° inquietare i posti di sicurezza e le pattuglie dell'av- · versario. - Le pattuglie sono inviate a quaìsiasi distanza; hanno ta ! forza da uno spezzato (l)tdielenie) a una divisione (2 squadroni), secondo c:he esse devono agire a piccola distanza ovvero agire contro · forze prevalenti, portarsi a grandi distnnze e trasmettere notizie par-· ziali (c·iasl'ije). - Il comandnnte della pnttuglià fra gli altri doveri · ha qnello di stabi lire segni convenzionali (fischi, segni col copri- capo, ecc.); provvedersi di e.arte topografiche per sè e pei subordinati, di · libri da note (2) a margine bianco per i rapporti e la compilazione · , 1

(1) Corrispondono allf' pattuglie h1<lipenden ti (German ia), alle patt1igtie di ca.vallerle · (Francia) e pressapoco alle nostre pattugl·ie di scoperta. (~) li colon ,:ell o Su1tOM 1.1 ,ov nel suo < Ques tional'io di tattica~ '100-1 q1'esiti di tattica,. e t,·accia per la loro solu:to11e) rnçcomanda il così detto piccolo libro <li campao,ia (po-tevaia lu1isglta), il quale, egli dice, risultò per gl i uffic ia li di ta nta u~ lita nella cam pagna , 1877-78, e di co i dà il mo:lello, assa i semplice. .

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,, 51f.

del giornale; di un compasso, hinoccolo, orologio regolato con q ndlo ciel .comandante che distacca la pattuglia; studiare sulla carta e fissare · la via da seguirsi dalla pattuglia, evitando cioè strade frequentate, abitati e percorrendo preferibilmente valli, letti di torrenti, limiti di boschi, ecc. Nell'accampare è preferibile fermarsi lungi dall' abitato, evitando di soggiornare due volte nello stesso sito: frequenti sono gli esempi di' pattuglie sorprese nelle osterie, alberghi, ecc., rari iove:;e quelli di pattuglie fatte prigioniere in aperta campagna. L'ordine della marcia poi dipende dalla forza, terreno, ecc. tuttavia si abbia presente cht:il procedere su fronte troppo largo. coperto cioè da soverchio numero, di pattuglie di sicurezza o da pattuglie disseminate a grandi distanze, può svelare le mosse del distaccament_o. - Scontratasi col nemico, la pattuglia eviti di attaccarlo, a meno che ciò sia indispensabile per rag- · giungere l' intento prefisso; in ogni caso si agisca repentinamente, si attorni o si pigli qualche pattuglia o posto; non si insegua a fondo · ma s'inganni il nemico, lanciando sulle traccie di lui alcuni uomini, e col rimanente prendendo un'altra direzione. Simulare le proprie in- tenzioui, divulgando false notizie, procedendo a zig- zag o spicciolandosi in pattuglie in varie direzioni, e sollecitamente rannodandosi in un luogo previamente stabilito. Si cerchi notizie preferibilmente in prossimità dei grandi centri, alcune pattuglie osservando l'abitato e le principali strade, le _altre · fermando gli abitanti (specie possidenti, commercianti, cari·ettieri, ecc.) · o impadronendosi di luoghi favorevoli all'informa1.ione : poste, stazioni te'egrafiche e ferroviarie, comandi di polizia e municipalità. Segue un'accurata istruzione per le pattt\glie volanti destinate ad esplorare piccoli e grandi vill~ggi, alture lievi e montngnc , piccoli e ·· grandi boschi, folti o radi. Nel le strette , la pattuglia di testa passa al trotto, quelle _latei:ali procedono analogamente sulle strade att.igue cd .avvolgenti, e, oltrepassato l'ostacolo, si arrestano osservando innanzi; trcvato libero il passo · fanno segno al grosso della pattuglia cli avanzare, e restano in osservazione fin::hè questo (possibilmente al trotto) non sia sftlato interamente dal sito angusto. lTna pattuglia volante che abbia per mandato di att.accare posti o pattuglie effettua ciò, avvicinandosi da principio celatamente all'obbiettivo e quindi ad un tratto eseguendo un subitaneo assalto, parte in ordine chiuso, parte ::illa spicciolat<l, ov1,ero med iante alcune dimo.a. ·'


RIVISTA

· s~raz'.oni, dapprima d!straendo l'attenzione dei posti e quindi attaccando v,go1 osame~te. ~n tah emergenze è necessario: ,1° slabilire previamente un punto dt U111011e ; 2° prevenire coloro i quali devono attraversare i posti nemici,_ acciò possano meglio fissare quant-0 avviene al di là dei P?St~; . 3° dirigere c_olla massima sollccitndiue gl'individui fatti prigion,en III un lnogo 1I111~nzi stabi_Iito; 4° tenere a disposizione del coma;-1da~tt- dell_a ~att~gha una pwcola pa1:te di questa come riserva. _nt.orr~o 11 comandante della pattuglia volante ri ferisce subito al · super10re circa l'operato, ed ove 00corra una relazione in iscritto, questa <leve _conte~~re: ,1° esposizione della consegua avuta; 2° disposizione di ' mam~; 3_0 1tmerario deIJa marcia (tempo e luogo di partenza, strada, mi·.sure di sicurezza e provvedimenti importaiHi); 4<> disposizioni all'arrivo : sul lnogo presla_hilito ; 5° risultati ottenuti; 6° disposizioni!pel ritorno; 7° tempo del_ ritorno; 8° perdite ed azioni segnala te. Un forte chstac(,amento di cava lleria (t.alvolta provveduto d'artirrlieria ~ cavallo) può essere inviato innanzi : ,1° per rico;10scere ed oss:rvare III, genere durante un tempo più o meno lungo ; 2° con uno scopo det~rmmato e per un tempo fissato (ricognizione rinforzata). - Nel dis1.mpe~~ar? quest? .servizio il dist~ccamento invia nuclei di scoperta e d os,e11,az1one; c,oe un cordone d, paUilgZ.ie volanti di ,J-'.2 squadroni a s~steguo di 11u_es~e, dei_sastav'Ì, d!i 'n'.gi-lanza ( da ,1 plotone ad ,i' ~1p1ad1_oue), appogg:at1 da riserve (resto del la forza), scaglionate su due ·O pm lmee: le quali mediante patlnglie e distaccamenti di forza conYe~i~~Li_ ha~~o l'i~cari?o di ri.nforzare i reparti anteriori, r11ccogl iere le. 'a, ,e not,z:e, agire ai fìanclu ed alla 0oda dei posti nemici, · manovi·are controlf~ns111mnente e talvolta anche piomb,1re con tutte le fo rze unite · s ul nem:co per penetrare e spiare oltre la linea dei suoi posti (rùogn-izwne 1·mforzata) . P_el servizio di _scoperta bastano ordinariamente due pattu"'lie volanti ?go1 squadrone. Pe:r quello d'osser·vazione, fin0hè nou s.ia:i stabilito '.I conta Lto· ?ol nemico, uno sqiwdr?ne occuperà una zona di 5 verste 1~ larg~ ~ 1Jl lungo; un reggimento circa ,1O verste; una divisione su . pwde ,~·1~1lor~ato. (24. squadr~ni). ,rn verste_di fronte e 25 di profondità, ._su p,eJc no1ma.e ('18 squadro111) 30 verste di fronte 1"0 -20 ct·1 , _ fon d·11a: · st~bT . ·1 ' fllO _! 1tos1 : 0~uta_ u? r1uelle dista nze vrinno sempre più ridotte quanto p!U il nemico e v1c1110 . . . Ove poi il_dista0cament.o, oltre al còmpito di osservare e rieonoscere · abb!a pure quello d'impadronirsi d'un punto im'portan te, cl i distrng~ ,·,gere una strada Cenata, ecc ., fa mei;tieri che stabilisc::ì : ,Jo Ja scel ta

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d&l sito ove far punta; 2. 0 la scelta della direzione per avvicinarvisi; 3° l.:i disposizione dei distaccamenti speciali destinati ed eseguire dimostrazioni e cuoprire la marcia del grosso; 4° il sito di riunione pel distaccamento e le vie che questo deve seguire per raggiungerlo.

Relazioni .

Le relazio~i sono le basi su cui si fonda il comandante superiore ,per disporre. Un'importante not.izia reca miglior servizio che non un atto di personale valore. L'esattezza .nel rifel'ire è condizione essen·ziale; però le relazioni vorranno farsi in persona, le più importanti possibilment.e per iscritto ; saranno brevi e a modo di telegrammi ; quelle trasn;esse a voce saranno ripetute dall'inviato. La relazione sarà scritta a11 che io lapis, ma in modo intelligibile (particolarmente la firma), conterrà le indicazioni di tempo (minuto), luogo di partenza, velocità , d'andatura; ed il ricevente scriverà sulla busta l'o1;a in cui gli perYenne il dispaccio e le altre indicazioni visibili nell'annesso modello. Le relazioni d'importanza speciale vengono trasmesse in duplice copia e per vie diverse. - Trattandosi di grandi distanze e di corrispondenze prolungate per certo tempo, si accelereranno le comunicazioni valendosi cli ·urùi ·posta toldnte, costituita da drappelli di ·3-6 ca:valiel'i con. sott'uflì.ciale od appuntato ogni 3- o ve1'st,e. In ogni stazione si terrà un libro, ove, mediante l'indirizzo del piego, viene registrata l'ora ciel pas<;arrgio di questo per la stazione, il nome del messo che arriva e 0 di quello che pa rte. L'andatura colla quale viene spedito il dispaccio . è indicata sulla busta coi segni : . + , trotto e passo alternativamente (8 o 9 verste all'ora) ; + + (•I '.2- verste); + + (la maggiore velocità. "possibile).

+


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ESTERA

RIVISTA

FOR MA DELLA RELAZIONE DriLto

Rovescio

A chi ....... .... .

Achi.. ... .. .. .

= = - 1 .

188 .. addì .. . mese ..... ora ... 188 .. add'l .. . me.se ..... ora ... minuto .. . minuto .. . 1V0

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N· . . . luogo di spedizione. !

luogo di specli:iione.

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BUSTA N• ... mese

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Da dove Per clooe Spedito: ore

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La bust.a <Jeve es~ere ritornata c olla quì\tanza del rice ve11te e coll' indicaz1one dell·ora in cu i fu r ice'Vuta.

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CERROTI -

Pe far fronte alle spese necessarie alla spedizione di Tunisi, il governo 'francese richiese al parlamento una ·serie di crediti straordinari, che ammontarono nel 188,1 a H,35l ,98·1 franch i, di cui 39,039,705 fr. furono assegnati al ministero della guerra e 5,3 15,276 fr. al ministero della marina . ~nziamento degli ultimi crediti (legge 17 decembre ,1881) la camera, nelfotnieDJo di esercitare un accurato controllo, impose al ,governo l'obbligo di pr~ :ùtare, non più tardi del priino aprile 4882, una nota delle spese occasiou~ a.!la spedizione nel 188,1. Abbiamo sott'occhio i conti provvisori compiÌatt--lll_COnseguenza di tali pre.·scrizioni dai due ministeri della guerra e cleth-~ ina, e crediamo valga la pena di riepi logarne le cifre principali. Iinistero della guer-ra - Gli. effoLtivi reali del corpo di spedizione, ,qua · risultano dalle situazioni furono: da 5 aprile al •1° luglio 29,538 uomini 2,1,850 » 3·1,085 » ~ ç.,J_ ottobre- de~e~1bre . 50,036 » . . ---y-quadr'.1p_ed1 m media 8, .;..00-(c~valli e muh) cb.),l.) ~ Le sp~m1111sterè(fii'r ono le seguenti: . ~ Deposi to della guerra - Riproduzione cli carte, acquisto e trasporto di strumenti geodetici e topografici fr . !~3,000 . Comunicazioni telegrafiche fr. ,1,95,000 ; queste riflettono l'impian to del cavo sottomarino fra La Calle e Bìzerta, la costruzione della linea Susa-K)fuan, il collo~ cameuto di un secondo filo fra Tunisi t Ghardimaou, l'acquisto di 300 · chilometri di filo da campagna, iO telefoni, eliografi Manche, etc. Stipendi . - Per entrata in campagna, indennità di residenza, missioni speciali e soprassoldi si spesero i,196,976 fr. Vw er,i,. - Si consumarono 6,000,000 di franchi di derrate in più · delle competenze ordinarie, calcolate per le rispett:ive guarnigioni normali in ,1,,900,000 lire e si eccedette così il credito assegnato, sulla somma · di 5,390,00 0 lire, di oltre 600,000

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ESTERA

Hl VI STA

Foraggi . - Si consumarono in più delle competenze ordinarie· delle truppe (calcolate per le respettive guarnigioni del tempo di pace' in 2,3.2.2,~,l,8 lire), lire 9,12.,017, somma inferjore di 17,983 al credito straordinario concesso di 930,000 franchi. Osp edah. - ...G-1+-am n1ala ti ,.mi-rrero-ri:eovera-vi-f!a-J"l;e- sttl-l-i,~. ':Ptt1risic1, pai'te trasportrrt:i-1mttudtv!sìmre- di-Bos-tAfl.ti-aa e-;seHa regione... dek~Urpli- d'aTm aw-:Le giornate d'ospedale pe:· l'inLero ,f8S,1 raggiunsero la cifra di 350,30?, di cui 9229 giornate d'ufficiali e 3iU ,077 di truppa. . Per 11 materiale e medicinali si provvide con spedizioni abbon- ~ danti dalla Francia e con acquisti sul luogo: Le spese risultarono di 497,360, senza tener conto del valore delle spedizioni futte dall'interno, non ancora contabilizzate. Setr1Jizio d!i marcia. - Credil.o aperto 2.,5,1.0,000 fr . spesa ,2.,13,8Hdi franch i. . .4·rredamen!o. - Credito aperto ,J ,lS00,000 fr.; si pròvvicle quasi mt~ramente con ma teriale di riserva e il crecl ito rimas11 per ora disponibile. Trasporti e con1Jogl·i. -- Si spesero ,J1,590,000 franchi eccedendo · il credito nssegnato di oltre due milioni. È la spesa più forte e si comprende. Essa consta dei trasporti per ferrovia all'interno e in Algeria (,},098,000 franchi), dei trasporti ptlr mare fatti dalla marina da guerra (2.28,000 franchi) e dalla compagnia transatlantica· (2,942,000 franc hi) <1 dei trasporti in Tunisia (,1.,360, 000 fr.) R'imonte. - Anche qui hi spesa fu consiclerevolissima . Per or"anizzare le batterie ti~ montagna, le colonne munizioni, viveri, ec/ si dovette su larga se.ila ricorrere all'acquisto di muli che vennero comi~Oi prati nel!'inte1:no presso i div~rsi depos~ti cli rimonta e nel numero ,' complessivo di 5992, . e per l'importo cli 5,453,305 franchi. Si acqui~ starano ptire 253 muli e 3 iz cavalli in Tunisia, Questi animali sof'l. fersero enormemente nella spedizione, e le fatiche e il clima ne ri~ dus~er~ il nu~ero nel rappo~·to consid,erevol~ del 30 °/o dell'effettivo. ' "J T Genio. - L arma del gen10 ebbe a compiere numerosi e gravi la' vori. tecnici, i più importanti fra i quali sono: ferrovia Decauville da o a. S~sa a Kkruan (~88,?0 fr. ); ~tracie milik'l.riytTm Thebul-Taba7.1t ') ; -.JJL, ~ eL Arn- Drabbm -!I lum'f (~0,1,,iOO. lire); lavori d'accampaJtl.ento, baracche, V /\ n · i A ambulai~ze 756,600); messa in istato di difesa..tidt""'porti k ~ "°AJ>,eddi.cl (,t6,000 fr.) ; la spesa rimanente rifletteva acquisti di materiale, utensili e riparazioni diverse (450, 700 fr.).

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.frtiglieria. - Credito accordato : ,1. 70 ,000 fr . spesa-26 1,700, disponibile '208. 300. Fondo segreto . - Credito aperto e speso interamente '150,000 fr. Gùtstizùt miJitare. - Crndito aperto ·I 48,000 fr. Spese 'Ìl111tprev,iste. - 25,000,000 fr. crr~dito aperto ed interamente disponi bi le. Le spese del ministero delh guerra si saldavano in conclusione al ,J 0 ~U'1'14Ht-ttv,a,nzo- d(.§ ,:~o3 ,38Jl fr .; ma, come riferiva l'o nore- · vole minist.ro, la coutabilità- noifpotcnclc;si- cbi-uElenq:he al ·I O agosto e tutti i ma . i~ s e ndo perciò stati ancora rimborsat~·Fm-anzo ' , ~sai meno considerevole, e forse si ridurrà a zero. ,lii,niste-r·o della 11ia;r'~na. - La marina da guerra armò o prolungò 1\1t'marnento per la speclizioue delle seguenti navi; Algesi,ras ,.,,, Alma, Aspio, Chacal, Corréze, Corse, D1"yade, Entnprenante, Etenda1·d, Fanfcire., Glcicliateiir, Guerr,ière, Int1·epide, I<ergiielen,/ia Galisso,., nière, Leopard, Orne, Reqnin, Saone, Sarthe, Parn, Tqurville, T:·on:iblon, Vie~n~, J?n~e. con un effett(vo cor~léssivo c~i equipaggio di ,138,J uon11111; nnp1ego rnohre le navi Desatx, Ewropeen, 1-hrnndelle, Hyéne , Mareng o, Jlfylho, Oise, ,,.R~ùie- Blanche, Shamroclc , Swrvei/.lante, il cui armamento era compreso nel bilancio ordinario della mai;ina. Per le operazioni cli sbarco, pi utilizzò in larga rnisura il materiale di riserva consistente in cann6hiere, imbarcazioni a vela ed a vapore, zalleroni (chalancl), etc. si provvide pel rinnovamento di questo materiale colle ordinazioni eguenti: '.z Cannoni~re)(ion, Scorvione) 1 Scialuppa vapore 4 Canotti e vapore 6 Se:, 1ppe e canotti a Yeh 5 ttere da sbarco. L nllvi dello sta to trasportarono 55,556 pa.,;seggeri del corpi di edizione. --Le spe$e del mm1stero della marina furono .,.:i= le seguenti: Stip·endi ecl arredament'i, fr . 1,,157,2,15; 'Viveri fr. 686,[i.73; ospedcili fr. 12., 206. Approv1,;igionamenti., fr. 11,58·1,4:69, spese cli viaggio fr. 4,,1,006, spese diverse fr. t ,J,006, tratte da regolarizzare fr. 30,9:2.7. I crediti assegnati essendo di fr. 5,Srn,376, risul terebbe un avanzo · di fr. 1,805,977; ma di cinesti devono ritenersi impegnati per costru- ·

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RIVISTA ESTERA

zione di nuovo mat.eriale e spese di trasporto pel' ferrovia ·d11 rim borsare al ministero della guerra 1,4-90,700 fr,; per cui l'eccedente di -credito ~rtle-488:'2- risulta di soli franchi 315,272, In complesso la spedizione di Tunisi ba costato itt s0J.0 detrato' it,,,~ . !1#l' ·1.88·~, 5 mil'.oni al mese;' e l> a,/,6 ~ ~ ~ ' -~'~"rk,... •...-0 ~ ../40 p ' 1

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LI BR 1 E PERIODICI

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par

ETlENNE LAMY.

La RtMle des Denx J11ondes nella sua dispensa del •I 5 settembre pubblica un primo articolo del sig. Etienne Lamy, intitolato « Les Marines de guerre », meri tevole· d'attenzione per parte dei militari di terra e cli mare, come anche per parte degli uomini di governo. Constatato come per la marineria da guerra tutto sia in questi ultimi tempi radicalmente mutato, costruzione, equipnggiarnento, armament.o, navigazione, tattica e strategia, a tal segno che dell'antico tutto è scomparso e più non rimangono che gloriose tradizioni; e ammesso che allo stato attuale delle cose tutto è ancora incerto e tènteunante: lo scrittore si propone di dimostrare come il ricercare quali saranno ormai le guerre marittime e quali mezzi offriranno m::iggiori probabilità di efficacia, sia la via migliore per trovare una base alla composizione delle flotte, alla organizzazione dei porti, e per formare uno stabilimento navale atto a servire, non a passeggieri capricci, ma a bisogni durevoli e abbastanza solidamente concepito da poter sopravvivere anche a' progressi che avrà precorso. In balìa a ca pricci del mare e del cielo, la navigazione a vela non poteva prestarsi ad operazioni di guerra di precisata combinazione, determinate di luogo e di tempo. Ignorando il giorno in cui potrebbero prendere il largo, i paraggi dove sarebbero portate, il litora le · ove terminerebbero la loro campagna, le navi spiegavano le loro vele all'avventura; nis:;una era sicura del suo cammino; nissuna era padrona della sua velocità; onde la navigazione di conserva era difficilissima e arrischiate sempre le concentrazioni fra bastimenti salpati da punti diversi. Per tutto questo le operazioni che meno si tentavano ANNO X:X:VII, VOL. lV.

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LIBRI

erano quel le contro i] litorale. Il vero campo d'azione era allora l'alto · mare. Esso offriva la ricca preda del le navi del commercio: queste a motivo della tarda propagazione dd le notizie, caricavano nei porti · stranieri e ri prendevano il mare che crerlevano ancora sicuro, quando iuvcce da parecchio tempo la guerra era dichiarata e erano aperte le operazioni cli crociera e cli corsa . Questa preda era disputata tra le · potenze belligeranti. Pe1: liberare il mare dai corsari nemici , che facilmente si moltiplicavano a motivo della faci le trasformazione di una nave del com- . mercio in nave da corsa e perchè la spesa e il rischio offrivano la probabilità di un considerevole lucro, e per tenere aperti gli accessi dei porti , la ~otta rorma_ta_ i_ n !squadre si s~abiliva_nei pa~·aggi vicini alle coste; poi staccava d1V1s10111 per raccogliere nei luogln di traffico i legni del commercio, convogliarli e scortarli. Indi scontri di squadra contro squaclrà, di divisione contro rlivisione, e di flotta contro flo ua per con tendersi da potenza a potenza il dominio elci rnare. E siccome, a bordo delle navi da guerra d'allora tutto si faceva r,·, braccia d'uomo e si richiedeva così un numeroso equipaggio, i combattimenti naval i non di:;truggevano solamente il commercio ma << ]a, ricchezza più lunga a prodursi, quella che sosti tuisce tutte le altre e·· nissnn'altr;1 so~ti tuisce, gli uomini ». Impossibile corazzare le navi a vela senza immobilizzarle, e quinrli,, impossi!Jile per esse di lottare con vantaggio contro le batterie da cos.ta, alla cui muratura bastava dare un metro di grossezza e casa-matta r'l e, perchè fossero perfettMnente al sicuro contro alle ol'fese' dell'artiglieria di mare. E per assicurare un porto contro il bombardamento bastava che i suoi forti cli difesa fossero stabi liti ,180'0m avant.i,. ·1800m essendo la gittata massima del maggior calibro usato allora · ~ul mare. L'applicazione del vapore non solamente ha tolto l'incertezza del , rammino col rendere la nav,~ padrona della sua velocità e della sua direzione, ma ha lilrnrato l'architettura navale dalla tirannia delle !'orme, (;hc prima avevano campo e limite determinati e ristretti, ed ha reso possibile la corazzatura, causa finale della radicale rivoìuzione · avvenuta nel la marineria. In pochi anni l'opera di d1rn secoli è stata intierameutc distrntta. Progressi su progressi : cambiamenti sn cambia-menti con rapi,lift quasi vertiginosa : infini ta varietà nelle fo rme; l'unità delle armi distrntta come quella dei tipi; lo sperone, poi la-· torpedine dividono quell'importanza che un dì sola aveva il cannone;:: le ar1:;;lierie trasformate, diminuite di nnrnero ma accresciute smisu- -

E PERIODTCI

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ratamcnte di potenza per giustezza di tiro, lunghezza cli gittata e forza di penetrazione; lotta incessante e di fine im prevedibile fra la, corazza e il cannone; t.utte quasi le manovre di forza che esigevano un gran numero di marinai a bordo, non pi ù eseguite a braccia d'uomo ma con mezzi meccanici, coll'acqua o col vapore, e cosi diminuito di due terzi e anche di più l'equipaggio delle più potenti navi; la potenza della nave da guerra non si misura più coll'effe ttivo dei . suoi marinai e col numero dei suoi cannoni, ma per se stessa, per i suoi propri mt}zzi difensivi e offonsivi come macchina da guerra, come la forza di una flotta non si misura più col numero delle sue navi, ma col valore di esse; e le operazioni militari di mare hanno acquistato l'ugna! precisione che quelle di terra e anche precisione maggiore,. cfaochè, la marcia delle macchine essendo più regolare che quella degli uomini, torna in generale più facile alle squadre di fo rmarsi e· di operare in un punto dell' Oceano o del litorale che a truppe di· operare la loro congiunzione sopra un campo di battagl ia. Or questo rivolgimento non solo non è giunto al suo termine, ma neppure accenna di avvicinarvisi: idee succedono a idee, perfezionamenti a perfezionamenti; il tipo che sembra oggi il più soddi sfacente è domani so perchiato eia uu altro. L'architettura navale, abbandonate . <li recente le· nntiche orme, non ha per anc;o potuto tracciare nuove vie, e esaurisce il vigore dei suoi calcoli e la potenza dell' industria a prosegui re un sogno sempre confuso e sempre cambiante: studi, lavori e dispendì immensi, e risult.nmenti scaTsi e incerti. Non sarebbe meglio aspettare che altri abbia risoluto a sue spese il prohlema? Ma l'aspettazione implicherebbe in questo caso l'impotenza marittima; e fosse pur per breve tempo,· chi può assicurare che non scoppierà allorn per lo appunto la guerra? In questo stato di incertezza e di confusione vi ha per altro urr risultamento che appnrisce chiaro e definito, che cioè l' importanza relativa dei· differenti obbiettivi di guerra per la marineria si è rovesciata. « Mentre l'antica ma rill/1 - dice il signor Lamy - si arrischiava di rado nella guen a di costa, trovava un elemento durevole nella guerra di corsa e portava i suoi maggiori colpi nella guerra di squadre; l'attacco ciel litorale sarà d'ora in poi l'operazione capitale durante tutta la lotta, la caccia ai legni del commercio costituirà un'apertura importante delle ostilità, l'attncco delle navi da combattim"nto non riuscirà che un accidente nelle orerazioni, delle quali interromperà il corso " .


LI ll nl

La guerra rii squadre non può es:;ere l'ohhictti,·o prinripale delle fl ouc. Il suo scopo non polrcbbe più essere q ucllo di indC'bolir l'i nimico con pt'rdita d'uomini « Fin d'oggi le squndrc non conwno più che poche miglit1i:i di marinai, e le !Jaunglie le più nn:nn itamrnte cornbnttute sul ma re farebbero s·:onere meno sangue che sn terrn nno scontro di l,rigata. Rosln da clistrnggersi, come in pn ssato, lo strumen to dn comhauimento: ma il Yanlaggio è meno conside1·1•vole. Le attuali navi da guerra ormai più non ~erba.no per tuuo il tempo ehe galleggiano la loro efficacia milital'C: per quanto siano nuove, l'apparire di tipi più perfcui le minaccia di decadenza; al mome11to di una lolla, la maggior parte avranno perduto del loro Yulorc, lo più reqenti non saranno destinate a consenarlo. iVIcttei·o fuori di combattirhento ali strumenti già impornriti che costituiscono la più gran parte delle°squadre ò produrre 1rn male mediocre; appigliarsi ~i più fo,-midahi li del momento è anticipare rii poco la roYina, la quale qun11do pur siano risparmiati dalle guerre li aspetta in fondo agli arsenali. Finl'l11' lo sforzo verso il meglio noo si sarà. fermato, nissuua creazione essendo du rernle, nissuna perdita può cagionare una ferita dureYole all 'avvenire. Se si tratta del presente, l'unica risorsa di uu popolo sorpreso da attacchi per mare, può essere cpiella di distruggere le Jiotte av,,ersarie per salrare quanto minacciano. Sia pure. Ma una marina non ha per missione il l11~ciartii pt·eco.rrorc, nè per dovere l'aspettare; essa aspira all'off'cusiva, e se l'offensiva offre còmpiti migliori che le bauaglie navali, perchè ricercarle di preferenza? » Prudenza e logica consiglieranno di rivolgere le llottc allo scopo piiì importn11tc, e « lo scopo più importante sono lo offese nl commercio o al littornle del nemico ». La caccia alle navi del com mercio in alto mare non avrebbe più oggi gl i effetti d'una volta. Oggi gl i incidenti politici possono essere conosciuti per tutto il mondo al tempo stesso che scoppiano, i porti mercantil i sono cen tri attivissimi di informazioni, come lo borse: la guerra più improvvisa sorprenderà nissuno. Le navi che faranno il loro ,·arico all'estero, so minacciate da nna mnrina nemica, non prentlcranuo il niare, e se saranno per via, si fermerano in qualche pono uostro o amico. I legni a vola saranno quanto prima scomparsi intaramcute, almeno per la navignzione di luugo corso ; e i bastimenti n vapore compiono in un lllese i più lnnghi viaggi, oltrechè la maggior parte cli essi o per le convenienze del loro traffico o per far c11rbono toccano terra frequentemente, o ivi possono attingere notizie r r~')larsi.

E PE1U0D1Cl

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Anche a dispetto di nuove regole stabilito dal diritto internazionale, In corsa uou può più avere im portanza. Le navi a vela si trasformaYano facilmente in nn,•i da corsari : perchè il capitale cosi arrischiato non era considereYo le proporzionalmente nll'utilc sperabi le, e la preda non mancava anche molto tempo dopo scoppiata la guerra . Così. uon è pi(! per lo nari a ...-aporc che costano molto e che non furcbbcro a tempo ad armarsi, prima che dal mare siano scompar~i i bastimcuti cu i dare la caccia. La corsa potrà. essere ristabilita in diritto, mn non rinascere in follo, perchè noir l,ffrirù che spese certe, pericoli possibili , e ni,suna probabilità di guadagno. E così anche per le navi da gurrra: tosto che la bandiera mercantile del nemico sarà scompa1·sa dal mare, la flotta nulla più avri, da catturare; rna le resterà da rincb iu~crc fino alla fine della guerra, mecli,mtc crociere, le navi nemiche uei porti ove avranno troYnto rifugio, e da impefo·e che nissuna rnercanzin entri nei porti del nem ico: il qurde risnltJ1to si ottiene coll'ioYestimcnto delle coste, col blocco. Il tenitorio nemico offre alle noue operazioni svariate e util i, le quali porteranno all'avversario colpi gravissimi, e talvolta nuche do.. cisi,;i. Tuttavia, dice l'autore, non bisogn:i illudersi roll'idcn di poter oggigiorno sbarcare iuteri eserciti sul littorale nemico per qui nd i operare come sulla frontiera di terra. « ~ el 1870, quando ~coppiò la guerra , crasi disposto per triisportarc un corpo francese sulle coste dclln Pr[1ssia r grandi speranze si er:rno fondate su cli e~so . Supporre che forze ,·osi giuatc sopra una spiaggin cooperino alla grnnrlC' guerra è non averne un giusto criterio . ~fa i un(I notta ha pot11lo imharcare più di +0 ,000 uotnimi: questo numero ha potuto essere raggiunto dalla frnncia nella guerra cli Crimen, ma mercè uno sforzo spinto al l'estremo dall 'amor proprio 11azionalo. D'allora in [lOi l'artir1Jieri.1 ·1 o ' 1 • treno e i bagagli hanno preso tale s,·ilnppo che i più potenti mezzi d, trasporto basterebbero appena a un corpo di 30,000 uomini in pieno a:;sctto tli guetra. Simi le corpo, nl tempo in cni Tn renna si mantencvn sul Reno con 20,000 uomini o n quello in cui IJonapartc sccmdcva in Italia con 30,000 , costituiva un vero cscL"cito, cnpace di bastare n sè, di campeggiare e di vincere; pa ragonato agli cff<'ttivi che raggiungono gli eserciti d'oggidì, esso rappresrntn appena due divisioni . «. ~el ·187J rl presentimento confuso di quesL 'ì nsufficienia fece indngiare lo sbarco: si aspcuarn per tent:,rlo nnn ,;ittoria su terr:i; se era utile, occorreva ('seguirlo sub ito; ma l'a tto, slonciavn :JQ,000 Francesi contro Lntte le forze tedesche. Qu:.md':111che fo,:~cro ~t:Hc colle iu fian co 0 n rOH$CÌO, qu ·stc :ivrebbero potuto for fronte s(•nza ,·gurrnirsi,


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E PERIODICI

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ì'a:;sali tore, le spalle al mare, si sarebbe trovato in presenza a masse preponderanti, appoggiate a fortezze . Qua l ombra di speranza, che s!:oudando . questa 1?ass~ e puntando al Reno, arrivcrcbbe a prendcrn l 11111111cu Ira due fuoc hi? Non sarebbe invece esso stesso t.:igliato dal grosso, senza speranza di raggiungerlo, nè d'essere soccorso, senz'altrn .alternativa se non quella di offrire all'avversario una vittoria di più? Qualunque tentativo snl territorio di una poten te nazione incorrerebbe sim ile risultato. La stess.:i superiorità di tattica e di coraggio sarebbe so perchiata dal numero: ci vuol ben altra forza per ottenere una vittoria decisiva sui campi di battaglia. Un gran popolo non ha alt.re in vasi on i da temere che quelle per la sua frouticra terrestre. Da mare, crnest'iuvasionc è possibile in un caso solo, quando claHa costa vi ha u~a posizione così mal difesa che un corpo di sba rco possa impadrowrsene e così for te che questo vi si possa poi mantenere contro forzo numericamente preponderanti ". E il signor Lamy ha porfettameutc ragione: l'idea che si possa d' uu colpo sbarcare sopra la spiaggia nemica più di 30 o 40 mila uomini, è assurda: ed a convi ncersene basta il pe11sare al numero cli navi occorrente pel trasporto di tale forz.:i , dei vi,·ori e dei mezzi di scarico relativi. Com'è anche assurdo il credere che un cosifatto sha.rco possa effettuarsi improvvisamente e tranquillamente, per poco sia bene organizzato il servizio delle segnalazioni semaforiche e telegra~che, o vi sia modo di opporre qualche resistenza durante lo operaz10m dello sbarco. Danni al nemico non meno formidabili, concorso anche più efficace alle grandi operazioDi cli guerr~ . può recare una buona marineria operando contro le coste, allorchè queste siano, come è il caso dell'Italia, molto estese, .cosparse di porti e di città di primo ordine, la cui devastazione ferisca gravemente la vitalità della nazione e scorrano sulla spiaggia vie di comunicazioni la cui intercettazione possa nuocere considerevolmente all'armata e alle operazioni dell'esercito di terra. Abbiamo veduto poc'@zi come presto e impunemente la squadra inglese abbia rovinato Alessandria. « Anche senza truppe, scrive il signor Lamy, anche senza mezzi di stabi lirsi sulla costa, anche disponendo <li pochi marinai da gittarsi a terra, navi isolate possono potentemente in fl uire sull'esito di una campagna, se sanno raggiungere a tagliare le vie di coniunicazione. Le più perfette, le ferrovie, sono anche 16 più facil i ad essere messe fuori di servir.io. Basta un pacco di cartuccie per rov inare una rotaia . » I nterrotta la via al momento di. una importante concen trazione, i treni $i accalcano; scrmi piatta-0

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'forme i cavalli e il materiale non possono essere scaricati e lo. nrnrcia delle truppe è forzatamen te sospe5a : tutti i calcol i faUiscono; . occorrono più giorni per ristabilire la circolazione e l'ordine, senza parlar di ciò che pertluto, non si ritrova, l'opportunità. Pochi chi, lograrnmi cli dinamite fanno saltare un ponte o chiudono un tunnel: . e la distruzione di un'opera d'arte rencl,1 la via impraticabile per la · durata della guerra; o per lo mono pnò prendere tempo assai lungo all;:i riparazione e~ così cagionar imbarazzi serii e anche sconcerti irrimediabili. E qui l'autore esamina rapidamente la disposizione delle ferrovie · sui vari li torali . In Inghilterra o sulle coste del Nord sono così di. spo$te che faranno ostacolo a qualunque impresa dal mare. Per cont.ro sul Mediterraneo, le strade l'errate toccano la spiaggia; le loro linee · ind ifese orlano in pi ù siti le frontiere meridionnli della Francia . Ma la loro rottnra non cagionerebbe un male irrep.:irabi le, perchè vi souo indietro altre linee che potrebbero supplire. Per la Spagna il pericolo sarebbe maggiore. « Che dire poi dell'Italia? Due ferrovie scorrono sulle sue lunghe coste, senza abbandonare la spiaggia, r una · dalla frontiera al Tevere, l'altra da Ravenna a Otranto. Avvenga c.he al momento della guerra , alcune imbarcazioni gettiuo sopra pareuchi . pnnti della costa il piccolo numero d'uomini necessario per guastare le ferrovie, e tutta la difesa elci litora le sarà compromessa; particolarmente e s'è necessario condurre dal fondo dell'Italia tutte le forze sulle Alpi, il loro trasporto dovrà effettuarsi per intero sopra una sola linea Roma-Firenze-Bologna. Si possono calcolare c1ua li ri. tardi deriverrebbcro da simile accumulazione; quelle che non si saprebbero prevedere, sono le consr,guenze; e forse pochi oscuri marinai, su lle coste della Liguria o dell'Adriatico, avranno deciso mediante una , clistrnzione ignorata, il successo che clar'il, sotto il sole del campo , di hattagl ia, la gloria agli uomini di guerra e la superiorità a un popolo. Questa facoltà di fare con deboli mezzi molto male è uno •dei caratteri della guerra cli costa. Per attaccare il litorale non è ne. cessario prendervi piede. Dal largo potrà essere appiccato l'incendio sulla costa da una nave che l'oscurità della notte protegge o la distauza . rende quasi in visibile; la più debole nave è abbastanza forte per ispargere il terrore di plaga in plaga e imporre grosse somme di · danaro alle éittà .:i perle che vorranno essere ri sparmiate ». E questo bloccù sarà per l'avveni re uno dei mezzi più formidabil i di gtierra, perchè colpirà l'avv~rsario non solamente nella sua vitali tà fisica ma · ezia11clio e più ancorn nell a sua vitalità l'.:conomica.


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E PErtIOD!Cl

LIDI\!

Chiariti i com pit.i che dovranno avere ora innanzi le navi da guerra •. è da attendersi che in un secondo articolo, il signor Lamy esponga le sue idee circa ai modi di predisporre la marineria militare ai còmpiti medesimi: è questa la grande quistione, questo il problema capitale. Lo ripeti amo questo primo articolo merita seria considerazione: e · particolarmente da noi non va trascurat.o quanto egli dice circu la , guerra di cosLa.

Béfl,e:x:i.o ns sui• l,,, iliscipline ,i,nas l't11•1née ,,,,.ise. -

Par P.

DuRAND,

f1·,,n-

Ca.pitaine. -- Paris , Bauclo in, .

,J882. Il soggetto è dei più int.eressanti non solo per i lettori francesi, ma anche per coloro fra gli stranieri, che si oi;cupano di studi fil o~ofico- militari e considerano da un elevato punto di vista morale la costituzione degli eserciti. Il Durancl comincia col rittarrc 111 un breve capitolo il tipo ben noto del soldato francese; ribatte, citando Turenna e Montlnc, le asserzioni cli coloro d1e lo accusano di essere irrequieLo, indisi;iplinato ed indisciplinabile e passa quindi in un secondo capitolo ad analizzare i principali caratteri della disciplina militare, che a suo parere devono essere di indole attiva, passiva e commotiva. Ciò premesso, esamina gli elementi che costituiscono oggidì. l'ambiente di un eserci to, i rapporti fra l'esercito e lo Stato, le influ enze ])enefiche o ma lefiche delle presenti dottrine polit.iche e sociali sulla solidit;\ degli ordini militari e sullo spirito disciplinare dei soldt1ti. L'aspirazione al benessere e ai godimenti materiali, l'individualismo e · lo spirito cl'ernocratii;o che ad ogni ora più si accenLuano nelle rn.oderne società, sono abilm enLe poste a contrasto coa l'organizzazione necessariamente aristocratica e castale dell'eseri;ito, il quale ripete la sua ragione cli essere dalla esistenza cli un vivace sentimento naziona le, di fensivo non solo, ma ezianclio oITensivo e dalla coscienza nel lG nazione del proprio diritto. I due capitoli che tratt11110 dell'azione demoral izzante delle leghe della pace e delltJ società inter- . nazionali, sono particolarmente caldi cli patriottismo; ma non possiamo accettarne senza riserva tutte le conclusioni. Stabilita la necessità di una salda clisci11lina, in~licati i principii deJeter,; Ghe viziano J'al'rnosfcra SOGiale avviluppante gli eserGiti moderni, ,

Durand nei due ul~imi C(lpitoli t.ratta diffusamente dei mezzi per fort ificare la discipl,ina e per dare alle forze armate clel b nazione, quef saldi e tenaci vincoli morali, senza dei quali le vittorie sono. spesso effimere ed irreparabili sempre le swn-fitte. Una bene intesa educazione nazionale, basarla sul principio clie il cittadino deve sai;rifie11rsi per il proprio paese e un accurato reclutamento degli ufficial i: ecco, a p::-rere cl·ell',rntore, i fattori principali della disciplina militare. Il lavoro merita l'attenzione degli studiosi, malgrado vi sieno svolte, non sempre con $uffìciente ampiezza, opinioni assai discutibili, malgrado lo stile rettorico e le non poi;he lacune. Il ritratto che l'autore fa del soldato francese ha del convenzionale; non parla poi degli officiali, non doi contatti ordinari fra cittadini e militari, nè delle condizioni politiche e sociali dell'odierno esercito francese. Senzu scendere a personaliLà, senza narrare fatti speciali, sarebbe stato opportuno crerliamo, dopo aver fatto cenno della /;iberté d'ù,lli1.res del soldato, di dir qualche cosa anche della libettè. de pohtique che · si riscontr(l tuttora in quell'esercito e che è la naturale conseguenza, non solo del rapido succedersi di rivoluzioni, . che dal ,1789 in poi hanno agitato la Francia , ma eziandio dell'attua le regime, che nell'esercito non ha voluto imporsi con formole coe!'citive , ma ha confidato nella concili::izione di tutte le opinioni politiche, attorno, alla bandiera della nazione. Sugli inconvenienti ed i vantaggi di questo sisLema avrebbe potuto soffermarsi l'autore q1wnto e fors~ più che sulle leghe della pace e le società intèrnaziomtli, l_e quah fan no assai minor danno alla disciplina di certi p!'ogetti cli legge, qnali ad esempio quello testè presentato dal senatore maggior~ Lahordère, che arclitarnente propone di sopprimere in tempo d1 . pac~ l'ohbliao assolnto clell'obhidienza mi litare, lusingandosi in tal guisa cli rendei; impossibi·li i colpi ili StaLo ed i pronuncia menti.

J] )

Histo1•ique ,lefl ,.it,u1ues ,li,•ègées co1-ah·e les fo,·ts tl'Issy e ,ie f'tuuies , par le 2e corps de l' année de Ver-·

sailles en ·187-1 (Operations de !'arme du génie). Général DE RJVIÈRES, - l'ari&, Baudoin, ,1882.

•

Par le ·

La storia ,;fficialc della guerra frn b comune di Parigi e l'esercito- · <lell'asscmblea nazionah uon è nncora scritta, nè verun documento è ,


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HJVlSTA

-apparso sulla medesima, se si esclude il rapporto assai succinto del marescialJo Mac-Mahon al presidente della Repubblica. Non mancano le narrazioni particolari, ma scritte la maggior parte per scopi politici, raccontano gli avvenimenti militari in modo assolutamente sommario · e generico, senza cioè fornire rruei d,iti, circa i luoghi, le truppe in presenza e lo svolgimento delle operazioni, che sarebbero iudi:.pensabili per dare al lettore il mezzo di ben com prendere ed apprezzare le singole fasi di quella lugubre guerra civile. La spiegazione è faci le: da parte della comune, l'anarchia che non permise nessuna unità di concetto o di comando nel le operazioni difensive, . abbandonate alla iniziativa di generali improvvisati ; da parte del governo di Yersai;les l'ancora disordinata amministrazione, la, frettolosa ed incomposta formazione del nuovo esercito, la premura 'di troncare sul nascere quella tremenda insurrezione. La pubblicazione di un lavoro storico in argomento, · va pertanto raccolta con grati tudine dagli studiosi di storia militare, tanto più che il presente libro Q opera di uno fra i migliori generali del genio francese, del ben noto generale Rivières, che può dirsi uno dei principali organizzatori del vnsto sistema cli fortifi c:=tzioni erette in Francia ... dopo 1:=t guerra franco-tedesca. Il racconto si limita ad esporre i11 modo particolareggiato le operazioni d'anacco dei fort i di Issy e di Vanves e del po:;teriore tratto di cin ta fra la Senna e la porta di Vanves, esegui te dal 2° corpo dell'esercito di Versailles e <la una divisione del corpo di riserva sotto gli ordini del generale De Ci;scy, che aveva per comandante del genio lo stesso De Rivières. L'egregio autore, dopo avere succintament.e esposti i· motivi della . -guerra e la con1p9sizione dell'esercito regolare, indica la missione affidata al 2° corpo, , le forze di cui questo disponeva, i carn tteri del terreno . Poscia intraprende la narrazione propriamente detta dagli avven imenti, giornata per giornata, descrive i btvori eseguiti così dall'attaccan1e, come dal difenso re, enumera le hatt.erie, le trincee, gli approcci, ecc., narra i combauimenti, cui l'esecuzione cli tali lavori ha dato luogo, e i risultati via via ottenuti dall'attaccan te ncll'avvicinar:;i alla piazza . Coll'aiuto di una cari.a al 2000 0 del terreno ove si svolsero le operazioni clescri tte (annessa al libro), noi abbiamo letto con sommo interesse il racconto del De Ri vières; e questo inter%se era teuuto desto, non tauto dalla chiarezza e ::-obriet:t dell'esposi zione, quanto, e sopra tnHo, dalle pecnlia ri condizioni della difesri e dal razionale modo di , procedere clelrnttacco . ·

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E PERIODICI

Ed invero, il terreno circostante ai forti d' Issy o cl i Vanves è co~i fato di caseggiati, è cosparso di tanti e così grossi villaggi, che i procedimenti clas~ici della guerra d'assedio doveuero singolarmente modificarsi e cambiarsi spesso in accaniti combauimP.nti di localitit, i 11 costruzione O disvuzione di "barricate, in brillanti O sanguinose sorprese notturno. L'ubicniono dei f~rti sopra un gradino intermedio fr:i. il fondo della valle della Senna e l'ahipiano di Chatillon, Clamart, i\Jondon, permise all'au:i.ccante di costrurro batterie dominanti e assai in prossimità del le opere (la bat.Leria l\1ouliu Pione, u na delle prime batterie costrutto distava dal forte d'Issy di 4000"' circa). Gl i insorti infine mostravano cli essero tnalamonte organizzati, di non compren,{iere l'importanza della difesa esterna, di essere fatalmenle lega ti alle mura della splendida città, la quale non solo permel'en loro di fare man bassa su immense ricchezze, ma appariva oziandio come il più vasto e sicn;·o nascondiglio pc! giorno della catastrofe. R di questa· potenza :=tU.rattiva di Parigi si rese perfettiunente conto il generale De nivièros per fare prenh,rc il proprio piano, consistente noll'a,,vilnppare i forti con parallele, a fìn e di tagliare agli Ìl)SOrti la Yia della capitale. Appena infatti le comunicazioni con Parigi furono minacciate, le guarnigioni dei forti :;i ritirarono senza aspettare l'assalto . Così le operazioni d'assedio, iniziate il 25 apri le 187 1 coll'apertura del fuoco d'::trtiglieria, cletermiuavano l'abbandono del forte d'Issy il 9, quello del forte di Vanves il "4 del mese di maggio; o il 25 dello stesso mese tutta la riva siJ)Ìslra della Senna cadeva nelle rna11i <lolle truppe r~golari. Questi brillunti risultati, si debbono, corno dice l'autore, 11011 solo all'azione dol comando, ma anche ,d lo slancio doi soldati ed alla enér. gica unione delle truppe tecniche d'artiglieria e del genio. L'aziono combinata dello due armi è descritta con molta cura dal Dc-.RiYières, il quale dà l'ubicazione, armamento e bMsaglio delle singolo batterio, nonchè lo sviluppo delle tri ncee ed il modo con cui queste vennero eseguite o difese. Non potcnd0 fa re delle citazion i nei brevi limiti imposti ad una succin ta rassegna, basterà qui che accenn iamo, corno le trincee costrutto ebbero uno svi luppo complessivo di 23 km. , le balloric innalzate furono 60 e ,tirarono insieme 60000 colpi di cannone. 1


.. E PERJODlCI LlllRl

poi· el tenente geCORDOVA ('I).

Lt1 ewi,»edicion ii 11,eli,, en 1 S49

nerai D.

FERNANDO FER~ANDEZ DE

·• Melchiorre Delfico in un suo orig111a · · 1·1ssm10 · libro sostenne la tesi del la inutilità della storia . No~ c~_e scriviamo n~n siamo certamente del parere di quell'illustre . uomo, CIO n~lla meno c1 accade qualche volta di rivolgerci la domanda: a che la storta, se questa non dice la verità? . E que 5ta ,domanda ce la facemmo nel leggere un recentis~imo lav<1ro , di un vecchio ~o~dato, il Fernandcz de Cordova, giù comandante in capo della sped1z1one spagnuola a Roma nell'anno ,f 8,i,9 , Un uomo di ~uona ,'.°de potrebbe cr~dcre ad occhi chiusi qua nto il Cordova racconta; o stonco perde la pazienza e getta il libro . Sulla :ped'.zione spagnuola a Roma nel ,f 8,i,9 scrissero diversi e cioè· spagnuoli: Cic~ro pro domo sua, Estcbanes Calderon, Gomez Ortech~ e D., Iose Gntierez dc la Vega, il qual ultimo nelìa sua C1Mrn)i'ta: dr· crani.sta · generale spagnuolo scrisse e pubblicò " ' ., , · ' presso ,1·1 quartier il h _aJe~ .p01· Ital1,~ con _la expedicion espanola: francesi, il Balleydier, Jhsto1,1 e de la re,vol1ition de Rorne e l' Histoù·e des 1·e· ·,oz t, l l' · d' A . v 11 ions ee emp·i~e ,utriche dans 1848 et 1849: italiani, qnanli trattarono sulla sulla repubbl ic'.I ' sull'as<-edio d · uvoluz10ne, · ~ , sulla e1·r. 11esa di Roma e rn sp,ec,al modo sulla vita cli Giuseppe Garibaldi , fatta dagl i scrittori spa11m10li '· , ,, Astraz1on d. · "' ' è comune l'op 1111oue che la spe IZIOne Spagnuola venne, vide e ripartì. Il Balleydier potuto mantenere la promessa fatta al "orclova d'1 1 ,d. non a vendo• ·en re à ·votre belle t ·zz , ' · .., , e ,vai , ante .armée la j1istice qii' elle meritciit • ali divenne d amico, n~nuco ~ m, mille modi poi vituperato. o a Cl:ec_che ne sia, l fosti della famosa spedizione rimasero fi noscm11 e soltanto di tratto in tratto ricorre alla n1en,te d' Jn?ra sco. - d' · · · ' ' · 1 c u non è· P:t~o I ~em?ria ? s.1 t1:ovò sulla /acc'ia del liiogo, il aJorioso rnan~fest~ agh ab1tant1 d1 Frnmicino, mani festo che rimase" i1ell , d1 cln doveva , , l I . e man i app1?c1car o al e mura delle case, perchè in quel tempo . . , a Frnm1crno non v, erano ca·e · , a11,.rnfuort. di poche stam-ber!rl d '~ , ne· almanti, o 1e a pescatori e dell'uflìcio di dogana pontificio.

(l ) Nella Rivista Contempor anea, ~fadrid, .•n. •• V II e ArL Vll l, ISS I, ,!882.

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Ma al manifesto di Fiumicino non bisogna accordHe importanza. 13isogna invece ciarla alle parole, alle affermazioni dell'antico comandante della grande spedizione spagnuola in soccorso del pericolante tro~o pontificio, il quale oggi, benchè vecchio e reso tremante dagli anni e clagli acciacchi, troya an~ora la forza di rompere una lancia in favore di quella imptesa da lui ' comandata. Ci rius,ci,rebbe troppo grave qui il riassumere la estesa materia diluita in nientemeno che 16 dispense della Revista contempo1·0;nea ,di Madrid; ci limitiamo a ricordare le cose più salienti , Scopo della spedizione, egli seri ve, era quello, a seconda delle istru.zioni date dal Figucras in data del 11O maggio 184-9, di contri buire al ristabilimento iu Roma del Sommo Pontefice, nella pienezza della sua autorità. Perciò le truppe dovevano imbarcarsi al più presto sulle navi poste sotto gli ordini del brigadiere D. Josò Maria de Bastillo, si do- , vevano provvedere i ca val li ed i mu_li necessari all'artiglieria ed al ca1Te11gio nerr\i Stati Pontifìcii o nel rczno di Napoli, a cura del Com0 missario di guerra D. Francisco Borò. Il comandante Cordova aveva ordine cli intendersi dapprima cogli ambasciatori delle potenze amiche, e poi dirigersi a Gaeta per visitare Sua Santità e conferenziare sui punti gravi che potevano presentarsi; aveva libera la scelta del punto di sbarco sulla spiaggia del tenitorio da invadersi. Il Figuoras imponeva, severità, subordinazione e disciplina nello truppe; le operazioni da intraprendersi subordinate alla forza disponibile; pagare tutto e se111pre, in ogni luogo ed in qualunque circostanz\l; conservare la migl ior armonia coi comandanti di altre truppe, nel caso di incontri o di operazioni combinate, finalmente « de la intelligenc1:a del gen&ral y del valor de las tropas espera S. M. que el resultado de e.sta e,xpedim:on corir-esponda a/ c1·edito del ejercito, Il corpo di spedizione s'imbarcava il 19 maggio ·18,i,9 od era composto: Uom, 726 30 battaglione del regg, Granatieri, )) 912 del Re del regg, 30 » )) 834Regina Gohcrnatora dol regg, 10 » )) 134-8 Marciai San 2 bat.taglioni del regg, )) 665 ·1 battaglione Cacciatori del Chidana n. 7 )) 112 1 compagnia cli ingegneri )} 2,63 1a e 4,a batteria della 2,a hriga1a montata )) 43 .Sezione di cavalleria . Totale uomini ,i,903 ~

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173

1

V


LIBRI

Consumati alcuni giorni a Gaeta per fa re omaggio al Papa e mentra· le truppe napolitane combattevano irmtilmeutc e ben fiaccamente a Vellet.ri contro i pochi ma eroici manipoli guidati da Garibaldi , il comandante Cordova si decise a passare il Rubicone e cioè a muoversi verso il teatro della guerra : « El 1° de Junio se desped-ia el Rey Pernando de Pio IX embarcanclose para Napoles, y al seguiente d:ia .2, la cfroision espanola, compuesta solo de 4500 hombres y entregada à sos propr-ios 1·ecwrsos, salia de Gaeta parn itn1;adù- a qitel m.isma ter1·itorio, abandonado, dtias ante.s, po1· los 15000 soldados de Fe1·nando de Ndpoles. Da l 2 giugno al 6, corsero tr;ittative coi Francesi, comparvero manifesti, si rubò dai soldati e si represse dai superiori, .ma nulla di serio si concluse all'infuori della marcia su Velletri. Oudinot volle dare l'assalto definitivo ed ultimo di noma eia sè solo per vèndicare Jo smacco subito al 30 aprile e non volle saperne di Spagnuoli. Roma cadde il .3 e dunque l'nzione spagnuola fu nulla . Al G Hra a Velletri ove le relazioui di buona amicizia coi Fr~ncesi si tesero sempre più con qualche sconforto ciel Cordova, il quale a questo punto scrive: Afachas consideraC'iones se agolpah a mi plum.a que jostifica1·an mi condiicta en aqueltos d-ias (6 giugno), mas conviene expone,l'Los. en capitttlo ci parte. » E nel seguente capitolo il gran capitano spende a sua difesa molte pagine inutili, raccon tando superfluità ingenue e puerili, riportandO' un brano della prosu di Velletri del 17H tolto dal libro del suo amico carissimo iJ Gutiercz de la Vega e trascrivendo perfino la Cronologia de las epocas de la h-i.stor·ia de Vellet1··i dall'anno 13.7 di Homa fino 1

;il 181'9. 1

A quest'anno si trova stampato il seguente ricordo: Establecvmento· de la republica romana. El Rey de Napoles, Fernando II, 1narcha sobre Roma con 1tn ejército y tren de sitio. Acci6n de Velletr·i entre· fos del Rey de Napoles y Los repablicanos, mandados po1· Ga1'ibaldi. Fernando n se reti1·a à, sii reino. Entra en la ciuda.d itn cue1·1.10 de tropas espanolas, mandado por el Te11;iente general D. Fe1·nando · Fernandez cle Corclo·va. Vuel-ve Pi o IX é la plenitad de sus derechos. Yelletri. es 1·esidencia del cuwrtel gene1·al de los espanoles d!urante largo tiempo ». · Ma per quanto la C'iudad di Velletri sia quartier generale della spedizione spagnuola dnryinte largo fliempo, nulla si combina, nulla si opera di serio. Però il Cordova narra di avere in quella città dato una nuova or-

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E PERIOD ICI

gan1.zz,az1·one ,al ·suo esercito per inquadrare ahri 4-000 uom1111 allora al lora sbarcati in rinforzo e a completamento ciel corpo di spedizione · e cl averlo disposto nel seguente modo: ·I" DIVISIONE

(comandata ùal genera le Z.HALA) . . dat·' ·! n brigata coman , " dal colon ·. Yauch. _ tieri e un battaglione del Re. . . cl aIa dal 2.a brigata coman , colon · Snnti11"0. ' o Marcial.

Un battaglione di grana. . . Due battagl1on1 eh Sau

2.• DIVISIO:-;rE

(comandata dal generale LERSuNnr) Bri· o" (y~d · r·uron · ~ Un. battaglione . . , · della Regioa Gobernatora e un battaglione di Cacciatori d1 Clnclaua_. 2~ bri O'at;i - Colon. Gonza.Ies Lafont. -:- Un b~t'.agl'. one _di . Cacciao · d. d d-Rorlri(yo e un battaO'lione cli Caccia ton di Baza. tori I JU a v l;) 1· e I U · bat B11 ,·" ta d'avaocuardia - Brigaci. Murchese el araso a. - . 11 ' .' dil;) Cacciatori di_ Las . eataglione . • Navas e uno squa drone cli cavai-

. 1 • b.ngata -

e·

leria · d" L · . . - Colon · O'Donnel. I us1Brwata e1'1· ca vaIlena . .- Reggimento . . "'t 111· e uno squadrone (?) cli Cacciatori napolitai~1. . . ~ ~ F _ Una batteria di 8 pezzi ed una batterrn .. , Artiglieria - Co1on. ano. ' da montagna. . . ,· , • le Genio. - Una compagnia di ingegneri addetti a1 quai t1er geneia comandata dal colon. Talledo. Il Cordova non si perita dal soggiungere subito dopo , c_he seonoza la.. · tema di passare per pretenzioso, puo, ass1·curare che questi . .80 no- . ' . .osamen te contro mini, avrebbero combattuto vantagg1 . . un dopp10 numero d. cli soldati appartenen ti a cpialunque esercito che si fosse ~rovat_o J· fro nte nor: solo per ie condizioni proprie, per la ~erfetta l~stdruzl~onfe,_ le doti notevo ,· eg , uc1· -· . . per J' ,impareaoiahile disc1.p1·ma, ma an cl1e per fi ciali , dei q~1:li a titolo cli elogio ricorda i generali ~a,;la e 1;rs~n . t. e poi don Antonio Turoii, il Marchese di Carasola, il uca e l o1' .


06

L l llRl

.il Conte di Cambres Alto\ D. Enrico O'Donnel, D. Josè Santiago, D. Tomaso Cervino, D. Josè Riquelmo, D. Josè de Reina y Frias, D. Josè Gomez de Arteche, D. Mariano Socias, D. Manuel Fcrnandez S barra, D. i\'fanuel Salamanca y Negreto e così via. ~la così non fu . Malgrado tutta la buonn volontà di quei valorosi e le vnrie discussioni sostenute coll'Oudinot, col Nunzinnte, col Fi [nngieri per occupare una linea strntegica mie dn poter mostrare il valore <l i quelle truppe impaiienti di sentire l'odore della polvere e di scuotersi al tuonar del "Cannone, nulla si concluse. Finalmente al ,13 giugno l'org1mizzazione ern compiuta e il corpo di spedizione si mosse con tutte le regole _che ,insegna; l'arte della guerra. Un avanguardia, il generai Lersund1 al centro, lo Zavala alla retroguardia. Ciò che commuove in sommo grado si è il sapere che il Cordova e i suoi so ldati poterono visitare il sepolcro del cardinal Portocarrero, nppena giunti in Palestrina e che da Monte Fortino, le truppe dovendo abbandonare la strada carreuiera, furono costrette a p1;endere la montagna ove « comenMban las (a.tigas y dif!ìciddates. Al 4 vi . fu pernottamento a Castel :ì11adarna, dove la colonna, per confessione mgeuua del generale arrivò sfiaccata in causa della « n11est1·a

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larga marcha fatigosa, como ya he dicho, por el calor del dea y per la naturaleza del terreno ». E pensare che soldat.i che si stancavano per così poco erano incaricai.i di inseguire Gariba ldi. Lui, che volava! Sempre collo spettro cli Garibaldi davanti gli occhi; gli Spagnuoli, · t i_mor~si d'e~s~1~e _attaccati ad ogni momento, procedevano cauti, guardmgh1, lenti. E 11 Cordova che ce lo dice. Al ,16 la colonna si trovò, in qual stato puossi immaginare, ma al certo non migliore di quel lo dei poveri fuggiaschi da Roma, a Palombara, dove la fantasia dello scrittore pindareggia sulle elevatissime cime del monte Genaro che « solo lo 11uis cerrculo de los Pir·ineos ò de los Alpes puede dm· ima ideci del aspecto sa.lvaje de aquel /os sitios, cortados por p1'{itndos barrancos y ele'Vadisimas ve1·tientes )) . Finalmente da Palombara per Stazzano, Moricone, Civitella, Canemorto e Scandriglia la colonna penosamente camminando su quegli erti s1mtieri si trovò alln vista di Nerola, dove si scelse « el sitio :para establecer el campamento >> accampamento che venne disturbato da un uirnporale orribile.

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E .PERIODICI

A Nerola il Cordova ricevette notizie di Ga;·ibaldi, il qua le non doveva trovarsi gran fatto elisi.ante da lui. Ebbe ordine di tagliargli ]a strada ; da ciò la conseguente mossa su Tl icti « sobra 11.na hermosa carretera » Tante fatiche, tau ti disagi, tanti su<lpri merit.a vano un premio ed esso venne in forma di lettera o di dispaccio del Cardinal Antonelli, da Gaeta. Questo dispaccio diceva : Signor Generale! La dilììcile marcia di V. S. attraverso la Sabina fa molto onore alle truppe spagnuole quanto al generale che le comanda. Li boro il territorio di Napoli cla ogni pericolo cl'invusione nemicn HOu rimarrà altra risorsa ai ribelli che di cedere le armi, sottom~ttenclosi all'obbedienza di S. Sanlitit, ecc. In nome cli S. Santità e del suo Governo invio a V. E. le mie ca lorose manifestazioni di aggradimento per i servigi (( de las valientes tropas de sn mondado •. F. Antonelli, Al 18 l'avanguardia spagnuola en trava in Rieti e il ~,i, a Terni. Come si vede le marcie erano orevi ecl a lunghi riposi, ma pur sempre faticose secondo~,la Relazione. Intanto Garib;ldi che non stava colle mani alla cintola e che non badava alle strade pi ù o meno carrettére sfuggiva aliti ricerche degli inseguitori spagnuoli ed austriaci o scivolava loro dalle mani. l i Cordova si spinse da Terni à~;Spoleto e poi- si fermò . . · • Con la, salida de Gar,i,balcvi, egli scrive, quedaba terminada la giwr1·a en los Estaclos Puntificios . Cnmpiiò sa missioi~ ,n~i,litar la cbi1:Jisian espanola en aqiiel teatrù cle sus antù1uas ~Jlor-uis ? "· Questa è una domanda alla quale il Cordova nsponcle con u~ chiaro ener<l'icn « sì )) . Per noi è ben diffici!e il rispondere. Il Guerzom nel su o catil1aldi accenna a questa spedizione con due sole righe: " A Fiumicino s'ancorava Sancio Panza che annunziava Don Ch_t-:" sciolte, l'avanguardia della spedizione Spagnuola. " G_li altri ~to1:ic1 e scrittùri di memorie di quell'epoca memoranda non dicono d1 ptù. Dunque? Il dunque si ridnce a hen poca cosa. .. L' inutilità, l'inefficacia, la poca serietà della spedJZ1one spa~nuola del '18t9 è già stata segnata dalla Storia e le parol~ del vecchio Comandante di essa non basteranno a mutarne le pagme. Essa non consumò una cartuccia e [u, bisogna dirlo, di scomodo grave agli abitunti dei paesi pci quali passò. Ep pure il Cordova s'il1

A.NNO xxv11, VO f,. l v .

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LIRRI I<! PERIODICI

ludo. sulle accoglienze che gli ven ivano fa UP, lr luminarie, i banchetti, le fesLo, le poc,ie fatte e seri ttc in sno onore. Di questo poesie ne riporta parecchir, fra le quali degna di impc'ritura memoria è <ruel la che incomincia così; Mognan imo si gnor cho dalla Ispan a Nobil torr~ natia li mar varcando a noi vo11uto da i Di bontll, <.li valor, di cortesia Tanti su blim i esempi Di tua p1·ogenie i lumi nosi 1·oi Suli' Italo ,ontrado • .. .

J,;

basta!

Ne,,e 1'. liliti.frtscl, e Bliitte,•. -

2° trimesll'e l 882.

L'1·struzione dei _sotl'u(fìciali nel servizio di campagna. Le palafitte consulerate dal punlo di, vista 1nit,i·ta1·e. Il Belgio . -- Schizzo milita1·e. IloE!:'!IQ . - (C:ontinnazione). _ Nou vi ò alcuna rillà, la quale, come porto, fortezza e piazzn di commercio valga Anvers~. ?olo c?.staotinopoli, in mano di nua grande potenzn, sarebbe per I oriente c10 che è A1ll'ersa per l'occidente. La cittit ha 1 tO ~nila abitanti; rna 11el la cinta vi iJ spazio poi ilopp io. 11 suo commerc:ro ò u?11ale _a quello di Amburgo; per ricchezze è, dopo A m~tcrdam , _la pr'.ma ~iazza del norc! · La Schclda pernwtte l'ingresso ai più grand~ ?ast1mon t1;. noi porto si tro\'a quanto è necessario onde approv.,,g,onaro e nparal'<' un~ Ooua. AuYersa può essere il punto di raccolta delle fo rzt) del Helgro; sar·cbbc in ogni caso il baluardo ove cercherebbero rifugio il re, il goYerno, le camere, le ricchezze del paese. Questa pia1.za è circondata eia uua linea di forti che si stendono sulle due rive della Schelda. Il diametro della ccrcLia dei fort i è da 16 a ,17 chilometri . Ogni forte è una picco la fortezza. Altri forti 0 potenti batterio difendono la città dalla parte di mare. La Schelda ha, ~e!l'i 1~tcrno. dello linea dei forti , da 550 a 600 metri di larghezza. ~ond1Z1~n1 locali rendono assai difficile, ma non impossibile, la costrn· z1one d1 un pJnte. Dopo molte discussioni tal ponte era stato decretato, e la carta dello stato maggioro, impressa uol ,t 869, Jo segna

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come fatto; ma il ponte non esi.;le ancora ; più che le difficoltà tecniche, valse a impedirne la costruzione il timore d'inceppare il passaggio alle naYi . Sopra nmbe le rive, Anversa è circondata da innumerovoli corsi <l'acqua , fossi e canali che rendono estremamente difficile qualunque movimen to cli truppa . Considerata aslraltamente, Anversa è l'idealo di una fortezza. Ma la sua posizione rispetto al paese è .tale da giustificare le spese fatte per fortificarla? Si puù rispondere affermativamente. La ritirata su Anversa non è diffici le all'esercito belga verso qualunque parte della frontiera operi; senza errori non suppon ibili, non se ne lascierà taglinre; e, chiuso in Anversa (fin chè l'Iughilten a è alleata del Belgio) nulla il perduto. Egli è yero che ogni fortezza assediata fini sce per arrendersi, e che Yi è un tarlo che rode le guarnigioni ri.nchiuso. Ma per Anvcr~a il cas~ è specialissimo: le truppe rinchiuse ancbbero rico\•cri ampi e sicuri; il mare aperto (sempre nel c,1so di alleanza coll'I ughiltcrra) manterrebbe l'abbondauza; mentre l'assediante, impacciato in una rete di canali, aYl'ebbc difficili i movimenti e più ancora lo scavo delle trincee, pcrchè il secondo colpo di zappn , nei dintorni cl i AnYcrsa, è sempre dato nell'acqua . Considerazioni sul corpo degli 1.1f!ìciali p1·ussilini nel 1806 e 1807. Siill'im,piego dellci fanter-ia nella difesa delle (01·tezze modrwne. Da die,~i anni la fanteria ha acquistato la parte che le spella anche nella guerra da fortezie. Questo risnllato si deve ai nuovi metod i di costruzione delle piazze forti, e al pcrfezionam<'uto delle armi da fuoco Il comandante della fortrzza cl i Bolfort, nella campagua del ,1870-7 1, obbo la fo rtuna cli dare il primo esempio del come si debba adoperare la fanteria nella difesa delle fortezze, a\'lllO riguardo al lo stato attuale della tattica e della tecnica . Ormu i può ri tenersi cbo l'im piego della fanteria, davanti alle fortezze cd in campo aperto, poggia essenzialmente sugli stessi principi. Una volta le riprese offen sive non crauo possibili se non nella vicinanza immediata della piaz1.u; le sortite sboccavano a stento e si trovavano subito di fronte i cannoni dell'assediante. Ora, in grnia dei forti stacrati, possono lo masse di fanteria fa r impeto da questa o da quella parte, shocca ndo su fronte ostesn, pt·otetti dai cannoni dei fo rti e da lle batterie collocate fr::1 gli inten•alli. La lotta darnnti a una fortezza ò una lunga ballagl ia, con brevi ri posi, data su <li un terreno che la difesa ha scelto e preparato. Il cavaliere Giovanni T'alilmann e il suo tempo. STlCIILEn. Una conferenza sulla gucna di Borgogna. 1


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I~ PERIOD ICI

LIBRI

Vienna nel 1866 e Pa1·igi, ne/. ·1870. - L'esperienza delle gncrre Napolconic,he bas1a a dimostrare la necessità di fortificare \'icnna . Ogoi qual volta uno dei due eserciti austriaci, opcr:rnti per In ,alle del Danubio e per quel la del Po, vcnoe balluto da i Francesi, a11che l'allro doveuc retrocedere, per coprire la citt:\ imperiale aporia come un villaggio. ·Se Yienna fosse stata cint.a di fortificazioni, le campagne del 1805 e del •l 80!.l avreùb&ro fo rse preso un'altra piega, e ìn ogn i caso non sarebbero state chiuso colle disastrose paci di Presburgo e di Schonbrunn. Fin da quei tempi l'arciduca Carlo raccomaudarn di fortificar Vienna, e aveva fallo un relativo progPtto; molti altri se ne fecero nei tempi posteriori, ma 110n si couchiuse nulla. Eppure se uno qualsiasi di essi avesse avuto il suo compimontq, prima del 1866, quella memorabile campagna poteva avere un'altro esito . Anche battuta l'armata del nord si potnva continua re la guerra. Vienna fort ificata valeva 450 mila uomini , perchè lan ti sarebhe1·0 stati necessari per investirla; l'invasione avrebbe trornto un arg:ine, r intanto s:1rebbero giunti i rinforzi del sud . Non Yole.udo continnare la guerra, quest.a situazione avrebbe permesso cli ucgoziare la pace n <·ondizioni migliori. Ciò cl1e nlga la capilalc fortificala lo dimostrò Parigi nel 1870-7 1. Il vecchio Thiors, fra t:intj disinganni, ebbe nlmeno la consolazione di vedere le fortificazioni, da lui propugnalo, fermare un eserci to viltorioso di 250 mila uomini. Scuza le fortificazioni cli Parigi, probabilmente la guerra sarebbe finita n Sedan. ~è vale il clire che In resistenza ulteriore non mutò il resul lato, porchè nessuno può rn isueare gli efTelli, che ebbe sul pronlo risorgimenlo della Francia, qurlla rcsislenza che snlvò l'onore. E poi bisogna considerare che al tempo dell'assedio di Pnrigi l' intero esercito francese era prigioniero . Se Bazaino non fosso andato a mettersi in trappola, e Mac Mnhon a precipitarsi nell'abisso di Scdan, ma si fossero ritirali a tempo dietro la Loira, l'investimento di Pnrigi sarohbe stato cruasi impossibile. Napoleone I inaugurò il sistema di marcial'c sul le capi tali. Rgl i iudovinò l'importanza cbe hanno le capilali negli stati moderni. Qnest'importanza è d'allora in poi gran1lemcntc cresciuta . La costituzione dei moderni eserciti concorro ad amnentaro l' importnnzn sl.ratcgica delle capitali. Non si tratta più cli mercenari a cui le ricchezzr, i monumenti, il prestigio della capitale è indifferente. L'ingresso t1'ionfole del nemico nella capitalo di un paese è oggicli 1al fatto, che demoralizza in suprcm_o grado il pnese e l'esercito; meutrc In resistenza tiella ca1;·talo esalta il patriottismo e fa sorgere 11nove forze doYe si crede-

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vano LJLttc esaurite. Quando non si voglia fortificare la capital_e, l,i~ so"na avere il <'or.""oio di farne all'on·orrenza ciò che frccro 1 H11,;s1 , t> ' ' di Mosca nel 181 2.t><>È il solo mezzo di sfuggire ali ' av,~·1·,mento, eI1c è consf'guenza iuovitabilo ,lcl la capitalo in mnno al ucrn1co. N~n '.111~ lé capitali si tl'Orano rispruo al ]oro paese urli<' slc~se ~ond1z1oni ~1 1 Yienna O di Pnrigi, e nessuno farà appunt-0 al ~1elg1? di aYcr fo~·tJfìcato Anversa iuvecc di l3rrtssel les; ma lo condtZLOHI del la ma~s1ma ·te s·ono tali che se il lll'imo ohbieLLivo del nemico ~adt la d1su· upal ' ' ' . ]' I' zioue dell'esercito, il secont!o sarà sempre la presa della capitale.. ~i!_ 1 è per f\UCSto che molti Stati d'Europa fortifìcauo orn lo loro cap1tnli, e qnclli che nou hanno ancora co111 inciato uon tardera11 1ro forse a farlo. Snll'igùme delle 1·edute. . . . Snll'eseroiz io ,ryovernativo delle {MTOrM francesi, da_l punto di vista 1,l'ìlila1·e. - Da molto 1empo In stampa fnrncese si occupa <l 1 mettere in chiaro la situazione strategica della Fran<'ia. Per ciò che riguarda le fortifìcazioni oramai tulli sono d'accordo; i disse~si ~sistono ancora sull'ordinamento del1e ferrovie. Unn recente pubblicazione dice: « Se i Francesi non vogliano lasciare il loro paese esposto ad una rovina sicnra, devono imitare i Tedeschi, nel porfezionamonlo militnro del lo strnde farratc » Un giornale militare scrivo; • l'insufficcnza delle ser.ioui tecniche si most1·erù al primo saggio ili mol)i]itazione, che, come speriamo, non si farà mollo auenderc. Yolerc impr_o,:isa.rc a~ momo11to d'una dichiara1.ione di guerra, un personale feHovwno, 1 cu 1 supct·iori ed in l'c riori nou si sono mai visti, e spern_rc di fa r_lo f~1n-: zionarc imrnccliak'\mente davm1ti al nemico, ò una d1 qncllc 1llus1,1n1 che conducono <lirillo alle catastrofi •. Le trnppe ferrov iarie in Francia constano cli fi. corn pag11 ie cl_i 01ierai f'erro ~ie1·i; una per ciascun reggimento del genio. In tclllpo d1 gucrrn fauno parto degli operai fcrroYicri, tutti gli _indi,·iclui ~he_ h.a~uo srrvito por un anno in delle compng11ie, e poi venn_ero. 11?1nt1 l 1 coiJ~ gerlo illimitalo. Per tal modo si formano 4 l>attngl10n1 d1 11000 11 oni 1111 ciascuno. I quadri vengono in tempo cli pace militarmente e . _tecnira1~,cnte istrn iti presso la sc1wln del, genio in Varsni lles. Oltrcc10 lo sci so_cietil ferroviario cleYono, in tempo di guerra, formare o mettere _a d_t· sposizione del governo 6 se:sioni di operai ferrovieri cli •I 098. md1vitlui ciascuua. Contro qnos'ordinnmeDto si elev~no or:'. grandi_ ,reclami O si chiede adcliriLLura l'c~crcizio govcrnallvo. 11 luturo d1ra se i reclami erano giusti. l\la fin d'ora, è lecilo affermare che gl i orcli-


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LÌBIII È PERIODICI

namenti militari in Francia hanno vila cosi breve, che non si ha tempo cli sperimenl:H'ne il valore. Le di1nissioni de l m·inist1'0 della Gt1.erra in Francia. Coinun'icaz·ion·i siille armi da fuoco . Considerazfoni sugl'i ese1·c•1:zi dti ti1·o della fanter1:a . 1~ il rego lamento della fante,r ia ·in Ritssia all'altezza dei tempi? - Dopo ogni guerra un regolamento nuo1ro. I regolamenti militari sono monumenti storici delle esperienze fatte a proprie spese, in una data guerra. Ove si consideri il regolamento cl'esercizi per la fa nteria tedesca, si vede che ogni modificazione, è conseguenza diretta dell'esperienza fatta nella guerra contro la 11rancia. Lo stesso può dirsi del regolamento per la fanteria russa, andato in vigorc.rhel ,f 88·1. Esso poggia 3ulle esperienze dell'ultima guerra turco-russa, quindi è pienamente all'altezza dei tempi. Il soldato i n campagna davanti alla JJrop'l''Ì,età prù)ata.

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

JJOLT.ETTI NO OIJJl, IOGRAl' ICO

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La gue,•,•e ,t'ltttlie. Cum11ar1 11e ,le t86!). P ar ig i '1882, tipografia Plon e compagnia . - È una s toria ben ordinala e ben scri tta, ma i sentimenti dell'autore, partigia ni e osti li all'Halia, nuociono q uas i sempr e all'imparzialil.à dei giudizi e s pesso a ll'csaLtczza <lei racconto.

D' ALMAZAN.

eu f ace ,te la nuaaie. Pa1·igi 1882, libreria Dumaine, prezzo L. 2. - Si prendono ad esame le condizion i naturali della zona di frontiera tra la Russia e la Germania, e le fortificazioni che vi cosLruss cro l'una e l'altra potenza; si . disc utono gli e ffetti degli ostacoli naturali ed artificiali nelle diverse ipotesi di g uerr a offensiva e difen siva; s i conchiude che la m obilitazione e la radunala dei Russi sar ebbe inevitabilmente assai tardo, e che la P olonio. ostile, e popolala di tanti Tedeschi, sarebbe per loco un g rave imbarazzo.

1,• ,4 llema!1ue

1Vote11 .,.,,. la prtf.lique tlta li,• in,U,•ect ,le l'inf'ante,•ie. P a-

rigi ·1882, libreria Dumaine. PreLZo L. 1,'10. - L'opera s i divide in sci capitoli: 1' considerazioni pr eliminm·i; 2· soluz.ione teorica del problema; 3' soluzione pratica del problema generale; 4• tiro a visuale orizzon lale; 5° preparazione del Liro indiretto; 6° conclusione. llistoil•e mililtih•e co11tem1w,•ai1H'. Parig i 1882, tipografia Char pent.ier. -- L'opera è divisa iu duo volumi; in-8· di 500 pag . ciascuno. Nel '1° volume si Lra.tta della gu el'ra di Crimea (1854-56), della guerra d'Italia (1859), della guerra di secess ione americana ( 1861-'37) delle g uen e del 1866; n el 2° volume s i narra la campagna franco-germanica (18i0-71).

CAMONGE,

colonnello. ,4rte milit,u•e . - È un libro di prossima p ubblicazione in F irenze, tipografia s uccessori Le .Monnier, prezzo L. 2,50. L'autore si è propos Lo pe r iscopo di offrire agli studiosi cli arte militare un Lratlato breve, facil<~ e pur non ostante completo, in ogni s ua parte, da corrispondere non solo agli odierni pr ogrammi per gli esami di promozione da capitano a m aggiore, ma a qualsiasi prograrnrna di s tudio per ufficiali di fanteria e cavalleria e per le scuole m ilitari. Sarù un libro di circa 300 pagine, con figur e intercalate nel testo, e ti'atter à in distinti capitoli dell'organica, della strategia, della logis tica e della tattica, distinguendo quest'ultima in tattica formale, o r egolamen tar e, tattica applicata e grande tattica.

VALLE

La yuer,•e 1t'()1•i1mle en 1.817-78. Par un tactitien . Parig i, 1882, libreria Dumaine e Baudoin, prezzo L. 6 al fascicolo. È un opera molto estesa, in corso di pubblicazione, e con tiene uno studio strategico e tattico delle operazioni degli eserciti russo e turco, in E uropa e in Asia, duran te il 1877-78. Molli schizzi e carte sono uniti ai s ingoli fascicoli, dei quali venne testé in luce 1'8°.

D,!,• -4119,•iff' '""' ,Ue J/e1•1/iel,li9 ,wy f e•le,• PUit~e . (L'nltacco e la difesa delle p iazze for Li). Kus lrin 1882, tipografia dell'o.ulorc. - L a questione è trattata dal punto di visla dollc varie ar mi; l'opcnt s i divide in due par li: la primo è un sunto storico dei fatti più impor lonti avvenuti nella g-uer ra da. fo r tezza, coi relati vi confronti e applicazioni; la seconda tratta dell'a ttacco e della dil'c sa delle forlezzo, nello cc.ndoLla delle guerre moderne.

Rerrze:NSTEIN.

Dle Bepeti,•9eve /,,.e. (I fu cili a r ipetizione). Dormstadt e Lipsia 1882, tipogt'afla. Zernin. - 1~: la s toria dcli' invenzione e dei perfezionamen ti dei fucili a ripetizione, ·con indicazioni speciali sui loro e ffetti e su l modo d i s ervirsene, e no tizie s ui r isulta.Li degli esperimenti fatti presso diverse potenze. Sono intercalate ol testo molte tavole e figure,


llOLLETTlNO ll!DUOG llAl' ICO

Sc noLTEN . l/be,• tlie Gefee/1111 llusbiltl1111g ,leA• llnftu11e,·i~. (Sull'istruzione della fanterio. al combnllimcnlo). IJcrl ino, '1882, tipografia Bath, pi-czzo L. 2. - N ello. prima pai-tc dell'opera si descrivono i tratLi co.ratLoris Lici del moderno comba Ltirnento cli fanteria; nella s econda parte s i cerca qua le, in base ad essi, deb ba essere il metodo d'istruzione. L'autore insiste sul concetto che, nelle guerre futur e, non si potrà più calcolo.re s ulla superiorità delle armi, ma solo s u quella del valore e dell'istruzione. KRUMPHOLz. St11tisticlrn1·-.~anilasberiel,, tibet• ,Ue !!f.. li . llt•iegsuwriue fii>• ,las l,1/w 1~81. (Relazione statisLica sanitaria sull'i. r. marina da guerra per l'anno 1881). Vienna 1882, in commissione presso Wilhelm v. Braumpller. - È una pubblicazione fatta per conte, del Ministero della marina austro-ungarica.

IL RIALTO 1-\ .PPENNINO NOTE GEOLOGICHE

Ober sl Lieutenant. Zm· lleurtheilu119 ,let•Siebenj".l•t•lye IJ.i•iege. ( P el giudizio della guerra dei selle anni).

TAYSEN,

Bet·lino 1882, lipografìa MiLtler e figlio . Prezzo L. 5. - Sono conferem:e intorno allo g uerra indicala. nel titolo, od !ionno per oggetto speciale l"esame critico della recente opera che, su Federico II; scrisse Teodoro v. Bernhardi . Vanno uniti a l Lesto oLLo schizzi e due carte. SAUER Obersl. Beil••iiye s,i,. Tt1f..lili ,le,• 6i'estuuysla•iege.9. (Conferenze sulla guerra da f'o l'tezze)·. Berlino 1882, tipografia Wilhelmi. :_ Questo conferenze s ono tre; nella 1• si mette in r ilievo l'importanza che ha la rc~n teria nella moderna guena da fortezze; nella s econda si tratta specialmente ùell·a1·tiglieria; nello 3· l'autore espone il suo pens iero sul !'nodo d i rendere più brevi gli assedii. IUeiues 6,eln•bu<•I• tle1• Lau,lluu·te111,rojecti<>11 . (Piccolo li-

bl'O d'istruzione sulla proieziorie delle carte g eogpnficl1e). Cassel 1882, lipagrafia Kess let'. - Nell'introduzione si tratta delle scale in genere, dei punti e delle reti geodetiche, poi si passa alle varie s pecie cli proiezione, ortografica, orizzontale , equatoriale, polar e ecc. nonché ai div~rsi metodi di applicare.

Il Di rot.tore OR1::sTr. BARAT t ER!

- - -

'l'enentd Colo,m eu o n el Bet·s«gt1e1·l

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CAcu.o, gerente.

l.

li I.ratto deUa catena d.ell' Appennino, il quale co lla designa-zione di Appe;rnino centrale e meridionale percorre l'Itali a peninsulare, costituisce una zona montagnosa, dai geografi suddivisa in tre lo1w;tudinali catene: una formala dalla giogaia principale, la. quale d;l monte Falterona in Toscana termina al capo Sp:11tivento nella Calabria, ed alla quale è conservata la denominazione di Appennino: l'altra che dai monti littorali della Spezia fa capo alla regione Vesuviana coJla denominazione di Anti-appennino: la terza infine, intermedia a queste due, che dai monti di Pistoia va all'altipiano Irp ino, dove separa la l'egione Vesuviana dalla pianura delle Pualie. e , ed è distinta col nome di Sub-appennino . . La aiogaia dell'Appennino propriamente detto, all'origine del fiume Tro~lo, si divide in due rami i quali racchiudono l'altipiano dell'Abruzzo Aqui lano ricongiungendosi presso le sorgenti del Sangro nel piano dei Cinque-miglia. . La zona montuosa appennina va man man0 innalzandosi da nord fino a: questo gruppo. Quivi è il nodo centrale, la massa più elevata e maestosa di tulta Ja catena, compresovi il tratto del la catena continentale. Quivi si innalzano le cime più elevate: come dai monti della SiANNO :XXV0 1 "VOI.

lV,

13


186

JL RIALTO APPENNINO

bilia (sul livello del mare 2'26'1 metri) il Vettore, Pizzo di Sevo, (2433), monte Velino (248·7), monte Giano (2233), monte Corvo (2625), monte di Morrone("850), la Maiella.(2'793), monte Amaro, la :\Ieta (2~4,1', Pizzo Odeta (2032), il Lirente (2349), monte Termini Ilo (2~,15), snlle quali torreggia la mole del Gran Sasso d'Italia, di cui il culmine a monte Corno si lancia a .292·1metri . Di là, verso il sud, l'Appennino va discendendo fino a che alla punta dell'istmo Itali co si tuJfo. nel mare Jonio. Tali condizioni di natura creano a quella tegione un particolare interesse sotto il punto di vista geolog ico non solo in con fronto alle a.ltre parti del la r,atena appennina, ma altresì alla catena delle Alpi. 1 Che se in questa delle Alpi i nodi centrali, i_riali.i presentano più colossali i cm·atteri di ;:;tudio ai geologi , il rialto Appennino li offre tuttav ia in grado abbastanza imponente in regione di 'diversa natura per aver fondamento ad inferi rne, che dal suo esame si possanootlenere utili dati per la scienza. Già dai. primord ii cli questa, il rialto abruzzese avea destato l'interesse dei naturalisLi. Varrone lo chiamava l'ombelico d'Italia ' l'Elvezia delJ:Appenn ino. E questo giudizio della rassom igli anza con quella regione alpina: fn pronunziato, per certo, con molto fondamento. Cbe se presenta analogia per le condizioni corografiche come nodo elevato e centrale di ca.Lena, non presen ta meno analogia per le condizion i idrogrnfiche . Come dal rialto Elvetico hanno origine tre·de'maggiori fiumi d'Europa, i qua.li scendono in opposte direzioni, e formano le valli maggiori di questa, così dall"altipiano abrnzzese in modo consimileht1.nno origine e scendono i maggiori fiumi della penisola. Di là scendono: nell'Adriatico, la Pescara, il più gran fi ume dell 'Appennino; nel Tirreno il Lirio Garigliano al golfo di Gaeta; nello stesso mare, alla sp iaggia Romana, versa con quelle del Tevere le sue acque· il grosso influente il Velino. Il rialto Elvetico è ammirato per la imponenza dei suoi giogh i e· de'suoi ghiacciai, per la varietà del suo suolo ora r idente per ·vallate verdeggianti e per limpidi laghi, ora cupo per gole profonde f dirupate. 11 rial to Aquilano non offre minor varietà di nat1na: le scoscest=\ giogaie di alti mon ti e le orride bal¼e (talune delle quali come quel!

NOTE GEOLOG ICHE

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della Meta, sopra Alfedena, dànno ancora oggidì ricetto ali 'orso) presentano differenti scene che si ripetono non solo nelle valli lussureggianti e fertili di cereali non prive di piccoli laghi, fra cui primeggerebbe in considerovole estensione il lago di Fucino, se l'industria dell'uomo non avesse preferito sacrificare il bello all'utile co l prosciugarlo, ma allresì nel le deliziose rive del!' Adriatico, nelle ubertose colline che le fiancheggim10 coperte di alberi fruttiferi, di viti, di oliveti, e di ogni prodotto dei climi più dolci, mentre coi prodotti del suo seno il mare arricchisce le svariate specie di alimento che il suolo nutre. La cresta del rialto Appennino presenta in planimetria la forma di un ellisse, il cui asse maggiore è in direzione sud- est. L'asse maggiore misura in lunghezza ,125 chi lometri circa da monte Rota sopra Montereale, a nord, fino a Roccaraso, al sud. L'asse minore 55 chilometri tra le montagne di Val-min iera ad ovest e monte S. Vito ad est. La conca del ria.Ho è nel senso del maggior diametro traversai.a da unrt zona montagnosa, di cui fa parte il Sirente (2349}, monte Argatone (21151), monte della Magnola (2233), la qual zonala biparte in due 'bacini: il bacino Aquilano, ed il bacino del lago Fu-· cino o di Celano. Le giogaie che costituiscono l'orlo della conca hanno le loro. massime depressioni ai quattro vertici dell'ellisse. Il tratto che cinge il quadrante a nord è costituito dalla catena del Gran Sasso d'Italia, e dalle sue diramaz ioni, e sorgono in quello di monte Rota (,1536), monte Giano (,1826), Pizzo di Sevo (2,f.32), monte Velino (2478), monte Corno (29~:H ), monte S. Vito ('1900). Il quadrante est è cinto dalla catena del Morrone nella quale stanno monte Rotondo ('1732), La Mucchia (1980), e dalle pendici meridionali della :Maiella, sulle quali si ergono monte Amaro (2793), monte Porrara (2·136). Il quadrante sud dalla catena della Meta (2241 ), monte Pietroso (,1880), pizzo Odeta (2032), monte Breccioso ('1982). Il quadrante ovest dalla catena della Romanella (~ 750), di Va!miniera di ciii fanno parte monte Orunzo (,1456), monte, Midia(i\738), monte Val de Varri (437'1) , monte Nurietta (11888), rnonle Terminillo (2.2.,15). La catena traversale interna è formata dalle montagne della Du-


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,.

. IL 111,\LTO APP.b:XX L1'0

chessa, clel Sirentc, e le principali punte sono: monte Calvo (1900), monle della Magnola ('.2233), il Sirenle (23H)). mon te Argatone {'.2 15 !). Fra questi quattro LratLi della ccrchi n le depressioni sono le seguenti : Al vertice nord-ovesL tra monte Calvo e monte Cl'espioln, nelln quale, a Rocca di Cono (98,i.), passa la strada '.la Aquila alla :rola d'Antrodoco; insellalu ra che ne h tt pure altra in prossimitù., a pal'i quola di liYello sollo Amall'ice, presso le sorgcnri dell'Aterno, nella quale transita la strada da Aquila ad Amatrice . Queste insollatu rr. separano le acque ùcll'Aterno da quelle del Yelino e del Tronto. La depre% ione nord-e:'\ t con tiene la gola di Popoli (250) nella quale scorre ]'.\.terno con direzione nord-est; ivi il fiume la:;cia il suo nomo per assumern quello di Pescara, bagna la valle di Cli ieLi , r. sbocca nel!' Adriatico: in questa gola passa la stradn da!i'Arl riatico ad Aquila. La depressione al vcr'lice sud-est si trova al piano de' Cinque-mi~lia presso Roccaraso ( 1226), e div ide le acque del Gizio, influentr del Sagittario che va nell'Alerno, dalle so1,;en 1i del Sangro: quivi passa la si rada da Popoli per Sulmona a Castel di Sangro, ed lsernin a sud, mentre dall'istesso piano al tra stl'ada si dipart e, che percone le cosi e fiancheggianti la sinistra del Sangro con direzione a levante, e va al liltorale Adriatico. La depressione sud-ovest sta presso Scurcola (700), a h1·e,·e distanza dal l'em issario del lago l?ucino, o separa la conca del lago dall e acque del Liri: per qnella pa:;sa la strada, che percorrendo l'asse minore dell'ell isse, da .Popoli va nel Avezzano snlla riva no,·d del lago, e di là scende neUa val del Liri per Civitella-Roveto a Sora. La conca del riallo sla tra due bassi fondi: l' nn o nel hacino orientale a Sulmona o meglio a Pratola (.293), nella parte sud del medesimo: l'altro nel bacino occidentale, al centro, cioè al lago Fucino (660). La superficie del rial to, comprese le pendici fino ali' Adriatico, .è circa la terza parte della Svizzera. I corsi d'acqua più importanti che lo percorrono sono i seguenti: Nel bacino orientale: la Pescara: scalu risce da limpide fo nti del Jnonte Cir itel la (1550) , sulle pend ici delle coste di Arin110 nel nord 1

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NOTE GEOLOGICHE

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tlel bacino, dalle quali scaturiscono eziand io il Tronto e i pr imi affluenti del Yelino; nasce col classico nome di A.terno; scorre dappl'ima in alveo angn:;to e tortuoso fo rmanclo una cascata e bagnando Aquila: ingrossato dalle acque di uumerosi torrenti minori cambia. ad un tratto la sua direzione primiLiva di sud-esL ad angolo retto sotlo il monte Urano. cd ingrossato clalle acque della valle di Sulmo na si ingol fa nella gola di Popoli rumoreggiando per sboccare nell'amena valle Teatina, ove il suo nome uno dal tempo de'Longobardi fu mutato in t{uollo di Pescara: ingrossato ancora da molti tri butari , si versa nell'Adriatico presso l,L cillù dello stesso suo nome (un di fortezza) dopo un corso di 130 chi lometri . ~elle piene si gonlìa di gran massa d'acqua e procluce larghi allagamenti. È uno dei fiumi piu freddi e di corso più rapido e lortuoso del!' llalia. Il SagiLtario nasce nelle pendi ci di Monl agna G·rande ('21 5 11), nella parte sud del bacino, le quali sovrastano al lago di Scanno: passa a Sulmona, dove riceve il Gizio che nasce dal piano dei Cinqne-miglin (1290), e con corso dirello da sud a nord confluisce nell'A.temo presso 'Popoli. Immellono noi fiumi or nominali molli torrenti di minor importanza, ch e non è qu i il caso di descrivere. Nel bacino occidentale non più un gran corso d'acqua, ma un gran lago, il Fncino r iceve i molti affin enti della gran cerchia di montagne che lo ci rconda. È Hoto che il lngo Fucino prima clell'èra volgare era un vastissimo lago , il cui li vello andava soggetto a rapidi e forti innalzamenti sia per l'al imento delle sorgenti sue proprie, sia per quello che gl i viene da i torrenLi allluenti, e cagionava danni immensi nelle pianure circostanti abitato dai Mar,-i , producendo la rovina di intere citlìt come fu di Valeria, Penne, Archippe. L'innalzamento del pelo d'acqua del Fucino raggiunse pers ino Hl,50 metri nel 18H. sul livello ordinario. Coll'emissario Claudio :;i pose nell"~poca antica r iparo a tanta rovina, emissar io che abbandonalo ed olturntosi, fu in tempi recenti rimesso in atti,•ilà con maggiore ampiezza di luce, e pendenza.


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TL HIALTO AP.PENXlXO

II.

Dato così un rapido sguardo alle condizioni di natura corografiche e idrografiche del rialto Appennino, esaminiamolo sotto l'aspetto geologico, e colla scorla dei principi che la scienza già seppe scoJJrire, vediamo di rintracciare il modo col quale si palesino in questa regJone coll'analizzare le impronte lasdatevi dai cat1clismi primevi. E ormai ammesso che l' Appetrnino emerse dalle acque nel periodo dell'eocene (epoca terziaria) prececlendo l'emersione delle Alpi . Difatti si è riconosciuto che la sLruttura dell'App~nnino ha per base il calcare nummalitico, e se in alcune parti, come nella Toscana, consta pur di scisti, di graniti, gneis, ed altre roccie cristalline, nel rilievo principale, dove è più semplice la struttura geologica, è composlo quasi esclusivamente di calcare nummalitico, come lo sono specialmente le isole Tremiti, le q'uali sono una dipendenza del!' Appennino centrale. E poichè i sollevamenLi più recenti mettono a nudo gli strati di più antica formazione, le Alpi che palesano la struttura granitica, debbono essersi formate in epoca posteriore all'Appennino, ultime poi le Alpi centrali. · · Le enormi pressioni del gaz della massa incandescente racchiusa nel globo terresLre, fratturandone la crosta, spinsero i massicci frantumati a forma di spesse lastre in guisa che inclinandosi con movimento a modo di bilanciere restarono disposti l'uno contro l'altro inclinati a contrasto lungo lo spigo lo in basso, mentre lo spigolo in alto formò il culmine d'una linea montana. Lungo lo spigolo in basso o !.ra due massicci inclinati tra loro a convalle, si formò dunque una spaccatura di sezione sinclinale, cioè aperta ed allargantesi verso il centro della terra, nella quale aperlura ingolfandosi l'impulsione interna dei gaz e trovando debole resistenza lungo la linea del contrasto dei due massi tormentata e frantumata dal contrasto stesso, eruppe talvolta in forma di vulcani. Nel punto centrale della forza d'impulsione, essendo più forte la

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KO'l'E GEOLOGlCHE

·spinta: quivi ebbe prima sfogo e poi si allargò l'apertura, ossia lo ;gbocco del vulcano: epperciò, nonostante che la pal'te debol e della crosta terrestre potesse essere tracciata da una linea, la bocca che si aprirono i vulcani riuscì ellittica. Noi vediamo difatti la zona vulcanica del!' Italia tracciata appunto .alle falde dell'Appennino dai crateri di Bolsena, cli Bracciano,. di Vico, della regione Laziale, e da quella dei Campi Flegrei, dai colli di Roma di origine vulcanica, e la vediamo pure ai piè delle Alpi .nei colli di eruzione sottomarina Euganei e Berici. Venne pur espressa la supposizione che la conca Aquilana fosse -il cratere d'un vulcano di smisurata potenza. Stando ai principi i sovra enunciati sulla form:azione dei vulcan i, la supposizione non è giustificata in modo assolt!Lo; la natura mineralogica della cintura della conca, la sua forma costituita da molte giogaie, combattono una tale ipotesi: tutta.via non è pur anco da escludersi che nella conca stessa abb iano avuto es istenza vulcan i. Troviamo difatt i che il piano d'Aquila (7<iH) giace sotto al la quota più ,eminente del G. Sasso d'Italia (292 1); che il bassofondo di Sulmona. (Prato la 293) giace sotto la cima del .~fonone ( 1850), che il bassofondo del Lago Fucino (660) sia sotto la cima del LirenLe (2349). Queste forti differenze di livello, !e più fort i cli tuttct la conca, cli1101.anoche inquelle ba$Se Jocalità(in origine benpi:ì basse che oggidì. i11 cui sono ricoperte da considerevoli strali sedimentari.i ed ali nvionali) giacciono i punti più deboli della crosta terrestre nel la. formazione dell' Appennino, ed è quind i possib ile che anche ìn queste fa lde si verificasse un dì quanto accnclcle alle fa lde degli al tri tratti dell'Appennino nella zona vulcan ica che ho già accennata, e che questa regione sia stata centro di vulcani . Che vulcaniche, e perforate da sotterranei, anditi e caverne siono in molte località le viscere dell 'alto Appennino, è dimostrato, ollrechè dai terremoti quivi abbastanza frequenti, anche dal fau.o che oggidì l'idraulica avrebbe provato doversi le forti it1onclazioni cui va spesso soggetta la regione Romana non solo agli esterni aumenti delle acque, che vi scorrono, ma altresì alle fi ltrazioni di quelle che dai monti dominanti scendono nel sottosuolo cli esso . Aggiungasi ancora che al lago Fucino non si conosce emissario 1

1


·192

NOTE GEOLOGIC HE

lf, JUAL'tù APPENNJ':'i:0

naturale; negli antichi tempi era opin ione scaricarsi esso in un,~ voragine nel suo interno; e pi·esso Luco, dove le acque si vedevan0, vorticose, vorrebbesi che esistesse il suo sbocco principale perchè ponendo l'orecchio sul suolo si udiva quivi il fragor delle acque perdentisi in sotterranee voragini. E non altrimenti è opinione che l'Aterno ·cont~nga nel suo letto nascoste bocche che s'a.ddendrano sotterra, pel fatto che i cadaveri· di quadrupedi che si annegarono nel fiume non vennero più ritrovati, Il Di.zionario di J}!ine?·alogia, ecc., dell'ingegnere M. Landrin (an. 1852), menziona che nell'Abruzzo un vulcano estinto riprese la sua a.ttività nel •1702; poi si sfasciò, e non diede p.iù,segni . Non mi fu dato ancora di constatare ove sfogasse. ' Non essendo pertanto cla rigetlarsill'ipotesi che vulcani erompessero una voi la in questa conca, submarini od emergenti subaerei, poicbè nel suo basso fondo stava il mare, è possibi le ancora spiegare come non resti oggidì traccia dei loro con i di eruzione, né si vedano vuoti di crateri, considerando che nelléi successiva epoca glaciale, i gh iacciai, qui· ben più ingenti che nelle ~llre regioni dell'Appennino, avrebbero demoliti questi orli prominenti, mE;nt.re il cratere sarebbe stato colmato~ sarebbe stato app ianato il suolo dai cletri li prodotti dal ghiaccio e dai success ivi sedimenti alluvionali. La con fìgorazione.craterica si nota ancora nella cerchia cli alture che circonda il lago cli Rascino, o conca di Pischignola, ad ovest di Aquila. · 1

I

e,

III. Coll'Appennino eocenico emergeva dalmare l'ossatura dell'attuale Ital ia, della quale i flutti dell'Oceano ffagell avano procellosi le erte e scoscese falde. Incrostazioni marine, che si notano nelle pendici della Maiella, ed abbondanti conchiglie marine, che si trovano negli strati di sabbia quarzosa e maurosa costi tuenti la sommità di alcune colline formate da massi crollali dalla :,1aiella, conco rrono ad attestare il fallo.

I

Emerse le Alpi, l'Appennino ad esse collegato cessò di essere isolato nelle acque, e l' ltalia diventò penisola. L'emer$ione di colossali catene successa in quell'epoca cl i sollevamento avea prodotto un raffreddamento nei climi, e rese più frequenti e dirotte le pioggie: ma (fatto di più gravi conseguenze) queste catene a.vendo sposlaté immense mnsse d'oceano rovesciandole sui continenti più bassi come la Sicilia ed i grandi deserti di Africa, avevano scemala grandemente l'evaporazione del mare sicchè ne avvennero terribili innondazioni. Le corrosioni, lé alluvioni formarono un sedimento che si deposi tò ai piedi delle catene montagnose e rocciose nel mare che le lambiva: ciottoli , e conglomerati prodotti dall e si.esse cause, si depositarono in questi sedimenti argillosi, e vi si frammisero in islrati. Nel lungo ciclo cli quell e circostanze climateriche crebbe il freddo per guisa che si formarono in quei peri odi di procelle, umidi, e piovosi, anche immensi ghiacciai, e si produsse un periodo glaciale. Da quei periodi clel miocene e del successivo pliocene, trae nome il terreno mio-pliocenico o neogenico ciii devesi la costituzione del Sub-appennino. I colli Sub-appennini constano di due zone: l'inferiore composta di argille marnose calcari a½zun ognole: la snperiore di sabbie in massima giallastre, talvoltaraggruppate ftconglomeratiin cui'si notano elementi grossi . Questi banchi di ciottoli e sabbia d'origine torrenziale, o ceppo pliocenico, si trovano nel Sub-appennino meno frequenti che in Piemonte ed in Lombardia, dove sono unili con ossami cli mastodonti , elefanti, rinoceronti, ippopotami . Nella valle del Chi etino le sabb ie gialle coprono l'argill a azzùrra senza. che vi si noli guari sLrati ficazioni di ciottoli. La fauna Sub-appenn ina è una fauna marina: contiene però dei resti di piante e di animali, la maggior parte di specie viventi. Le osservazioni falt.e fino al dì d'oggi condussero a co1~chiudere che H terreno del periodo gla~iale·, che abbonda a piè delle Alpi, non ha quasi traccia al piè dell'Appennino. Tuttavia si è in questo speciale argomento che io ravviserei dimostrars i di particolare interesse geologico il terreno dell'Abruzzo:


... NOTE GEOLOGICHE

IL l\lAJ.:ro A PPEN!'\ JNO

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osservazione diretta, spiegct come, nonostante la ecceden te ablazione , annuale del ghiaccio in confronto all ct neve che vi ca.de sopra, il ghiacciaio si mantenga, perchè deriva dall'alto, dalle regioni delle nevi perpetue, le quali abbenchè non si sciolgano nella quantità in cui si fo rmano annualmente, come si è detto, si è però appunto per tal fatto delJa. loro conversione parziale in ghiaccio, che non aumentano in volume. il ghiacciaio come una massa di lava discende lentamente a sev conda della massa., dell'inclinaiione, degli attriti dei fianchi contro le pareli rocciose, e dei ghiacciai confluenti; liscia., ;;tria., arroLondisce la sup~rficie dei massi, che gli formano letto, stritolandone le asperità, che converte in ciottoli e sabbie, che col l'argilla, e coll'acqua di scolo del ghiacciaio vengono spinti al suo piede, e quivi formano un rialzo di ciottoli conglomerati con marne ed argille prendendo considerevoli proporzioni. QuesLi rialzi, o morene, sono i monumenti che il ghiacciaio lascia a traccia del limiLe del suo cammino , del suo lembo inferiore: ed i successivi limiti a cui si ritirò dal basso nelle varie epoche, sono attesta.Li dalle successive colline moreniche. Ed i ghiacciai del rialto appennino, che pur dovettero essere cosi colossali, non avranno lasci1iio traccia della loro esistenza? Se noi richiamiamo col pens iero il rialto appennino, qua.le l'ho descritto colle sue cime che lo cingono, e cogli insellamenti, cbe intaccano la cintura, e ci figuriamo quelle coperte di nevi perpetue e di ingenti ghiacciai, e questi in movimento t~i discesa, noi veniamo alla. conseguenza, che mentre i ghiacciai dei versanti esterni della conca scendevano al mare, quelli dell'interno confluivano nei bas. sifondi di essa, dove agglomerandosi deversavano per le parti più basse dell'orlo, cioè per le depress ioni. Di questi, il più considerevole si era. cena.mente il ghiacciaio che sboccando per la. depressione più bassa, cioè per quella che sovrasta. a Popoli, scendeva nell'Adriatico , poiché per quella po tea sboccare quanto ghiaccio era impedito dall e maggiori al tezze delle altre gole. . E q'ui dobbiamo ferma rci sulla configurazione di questa depressione . Al di d'oggi noi vediamo che la gola di Popol i è una larga spacca-

nel quale si possono rintracciare i caratteri che mancano al piede dell e parLi meno elevate dell'Appennino, colle varianti che le sue . condizioni naturali debbono di necessità apporLare di confr(Jnto a quelli che si notarono finora nella catena Alpina, e nel terreno sottoslan Le. Se nel periodo glaciale enormi ghiacciai coprivano la catena alpina, non po tea essere altrimenti del rial Lo della ca.Lena appennina, poiché la differenza di clima non vi dovea essere sensibile, come non lo è quasi nell'epoca odierna , nella quale vediamo talvolta fino ad es t.ate innolLrata le nevi sulle· cime del Gran Sasso e della Ma.iella, all 'alteiza istessa a cui le vediamo nelle Alpi. , La. considerevole estensione del rialto appennino dovea esser quindi base ad un'enorme massa di ghiaccio che copriva le cime, e scendeva. nella vasta conca: ed una massa simil e non poteva non fa r sentire la sua influenza sul terreno, nel modo sLe$so, che nei terreni delle Alpi. Regna perpetuo il gelo sulle elevate cime delle giogaie ad altezza che varia secondo il clima e la latitudi ne. N1~ve eterna le ammanta sopra quel limite, ed in ogni stagione invernale si accresce, perchè non vale il raggio estivo ed il calor della terra su cui riposa a squagl iarne tanta quantità quanLa se ne sovrappone. Sotto la neve, la quale non lascia a nudo che gli erti picchi, e le pareti dei burroni, si forma il ghiaccio, che recenti studi confermerebbero sia grado minore di soliditiL dell'acqua eh.e non la neve, la quale sarebbe il gra.qo massimo: e diffatti il tipo della so lidità è il cristallo. e noi conosciamo che cristallina è il più spesso la neve. Il lembo inferiore del ghiaccio scende molto più basso suUa. montagna che non il lembo dell a neve, o del nevischio che le st,i ai piedi, dove è do I.ce il pendìo. La sua linea superiore si scopre piu alta nell'est1ite fino alla linea delle nevi perpetue, oltre la, qual e la neve sta sempre: questa linea è all'altezza di 2700 metri sulle Alpi. Il ghiacciaio è lo scaricatore delle nev i che lo alimentano : è continuamente madefatto, e l'acqua che·si aduna nel suo fondo, sbocca nel basso talora. come un torrente. L'imponente fenomeno .del movimento di discesa, che an ima il ghiacciaio, stato sospettato cla un montanaro, e confermato dalla

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tura cli ·1000 metri di larghezza media all'ol'ifìz io snperiore, la quale pas,;a fra le pendici di Coll e S. Angelo (700) e Schiena d'Asino( I000). La sua lungh ezza di 6 chilomeLri. No i no11 possiamo credere che tale fenditura esistesse nell'epoca di sollevamento delle montarrne o ' poic.hè un cataclisma, una convulsione che avesse originato una tal fend itura, avrebbe fatto sentire la sua azione allo montagne od ai terroni vicini, laddove non se ne vede traccia, o la superficie che fian cheggia gli 0rli del precipi,.io è li scia e arrotondata e continua. Siamo quindi indotti ad ammettere che la depressione all'epoca glaciale fosse formata dai decli vi dei due colli più sopra nominati, i quali si congiungevano sopra all'attuale crepaccio. Se noi ricostituiamo le curve d'unione delle due pendici, e ricomplet.iarno così la insellatura, troviamo che la '}nota più bassa dovea essere 400 m. circa. A spiegar poi la formazione di quesla spaccatura anticlinale parmi possa valere la cons iderazione che l'ingente ghiacciaio, inlluonte nella parte orientale del rialto, formava un ammasso nella medesima, di cui la parte che sottoslnva ai 400 metri dovea fare enorme pressione contro lo pareti dell'orlo dove affini vano e l'impulsione e il movimento della discesa . Quivi la parete enormemente lol'monlata da questa spinta, disgregata dalle acque di scolo del gh iacciaio, e dal freddo di questo, limata dai massi che il ghiacciaio traeva. soco, cominciò a frantumarsi nel punto più basso dell'orlo superiore; vi si formò un'intaccatura, che allargata dalle stesse cause, le qual i continuarono, fu r idotta alle attuali proporzioni dalle successive alluvioni posteriori al periodo glaciale, dal le frane che si succedeLL01·0 in quelle pareti sconquassate da tante scosse. Che se pet' la spaccatura. fosse passata In parte bassa dol rrhi acciaio, le pareti ne sarebbero state compresse, e le vedressi:o lisciate. In consimili fend~Lure vediamo spesso scorrere i torrenti delle Alpi nelle va lli in cui es isteva.no ghiacciai . Questo guasto nella montagna tornò però tutto a vantaggio dell'uomo_; e~ i ~ oman i che non trascuravano di aprire quante più comumcaz1 om e strade potessero tornar utili all e relazioni militari e commerciali, non mancarono di va lersene per farvi transitar&

N01'E GEOLOG!Cllf;

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la strada Salara; che oggidì ancora forma la comunicazione ordinaria dall'Adriatico all'int erno del rial lo, ed alle dipe'n<lenti diramazioni. L'ingeute ghiacciaio della conca deversava pertanto per la depressione, che son-asta a Popoli, nell'Adriatico pliocenico, mentre altri ghiacciai dell'acquapendente esterno della catena, che si protendeva ai fianchi della gola, scendevano direllamenle nello stesso mare. Sui declivi di terreno subapponnino, che listavano il piede della catena, si depose il terreno glaciale, e si formarono le morene. Lungo la catena longitudinale dei detti fianchi le morene serpeggianti a seconòa delle prominenze delle pendici sul mare non poterono formare consistenti depositi, sia per la mole non considerevole del ghiacciaio, sia por la dìspersione che ne facevano i gh iacciai galleggianti, e le procelle marine, luttocbè sotto acl una certa profondità possa essere che si mantenga sempre tranquillo il mare . J\ia davanti allo shocco di Popoli, dove il ghiacciaio sortiva per una insellatura da una larga. valle interna, il fatto doveYa procedere ultrimc,;:ti. Quivi il ghiacciaio sboccando cloYea presentare di fronte un lembo a cerchio spingendo innanzi a sè grossa massa di materialo morenico. QuiYi il cono di deiezione delle alluYioni torrenziali che precedettero il gh iacciaio, dovea, come snccessP; nelle regioni alpine, essere tagliato alla sommiti1 del ghiacoiaio scendente. e sostituito dall a morena. Quivi l'estensione di terreno mio-pliocenico, che lo grandi alluvioni della conca del rialto aveano trascinato o steso al piede, maggiore che nelle altre parti dovea permettere a successive morene di formarsi secondo le ~uccessive fasi di scesa del ghiacciaio . Quivi infine una traccia di anfìteatro morenico dovea pur potersi fo rmare. Cessò il periodo glaciale nel quale il terreno si era steso sul subappennino : ma non cessarono le alluvioni ed un periodo diluviale venne a coprir di nuovi sedimenti il terreno glaciale. Mercè il sollevamento post-glaciale, eITetto di oscillazione della ci-osta terrestre, l'llalia venne a. conqu istare sull'Adriatico e sul mediterraneo il terreno, che è Iimitato dai lidi attuai i: e vennero a


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IL RIALTO APPENNINO

scoprirsi le coll ine subappennine, ed amostrarsi ricoperte del terreno glaciale e delle posteriori alluvioni, le quali ne aveano aumentati gli strati, e le aveano arrotondate. Per questa modificazione nelle strutture continentali, variarono pure le condizioni climateriche; diminuirono le pioggie, e le alluvioni, i climi man mano si ridussero a quelli d'oggidì, le grandi fiumane si res trinsero fino alla attuali dimensioni, e la terra {·ivestì le bellezze che tuttodì è dato a noi di contemplare so tto la volta maravigliosa di un cielo limpido e r ipieno di luce. E poichè per tali provvidenziali ammirabili mutamenti ci è dato di poter vedere le traccie del periodo glaciale nel terreno , esam iniamo quali condizioni ci offra il terreno del piede del\·ialto. Allorchè l' A.terno è sboccato dalla gola nella valle di Chieti, r iceve sulla destra il torrente Orte, che nasce nella catena del Morrone a Guado S. Leonardo (colle della Macch ia ·! 285) . La sua valle nel!' eporn glacin le clovea fo rmar letlo nd un gh iaccia io che confluiva nel principale di val Aterno. La confluenza di questi due ghiacciai dovea aver per effetto di fondere ins ieme le morene, che ciascheduno si spingeva davanti, e di costituire queste in senso sensibilmente frontale alle sue direzioni di confluenza; mentre per altra parte il ghiacciaio principale avendo possa molto superiore, non lasciava distruggere del tutto la morena che spingeva davanti a sé a cerchio, e questa dovea pur sempre sussistere anche p iù voluminosa. Tale configuraz ione di terreno noi troviamo precisamente allo sbocco della gola di Popoli. La collina Le Vic.ende (2o9) sulia sinistra del Pescara, che Castiglione di Casa uria (300) domina, presenta la direzione normale ai·' due sbocchi, mentre la collina di Tocco di Casauria (356) a destra del Pescara presenta l'andamento circolare davanli alla gola; qùesta collina costituirebbe una morena la cui estremità sud si insinua, (} si fa mediana nel letto del ghiacciaio dell'Orte, il quale non valeva. .,. certo a distruggerla. Davanti a queste col line altra cerchia ~aggiore vediamo concentrica nelle colline Le Piane (850), M. Piano (64·4), Piano S. Maria o della Difec,a (200), che vanno scendendo a destra del Pescara, per un irsi alla semi cercbia della sinistra del fiume formata da Coste

NOTE GEOLOGICHE

rotonde (260), Coste della Plaia (363), Cugnoli (33 11) colle Mandrone, Colle di Mannola (566) pel qL1ale si attacca all a catena del rialto. E consimi le tracciato circolare no i rileviamo per conseguenza nei corsi d' acqna determinati da queste coli ine che immettono nel Pescara, quali il Torrente dell'Arolla davanti a Tocco, il Fosso della Rota davanti alla collina Le Vicende; il Fosso S. ta Maria a destra, il Cigno a sinistra davanti alle co lline della cerch ia antistan te alla prima. Le oolline che fan corona a queste cerchie moreniche vanno poi successivamenle perdendo tale andamento. e vanno pronunziandosi nel cen tro , maggiormente verso il mare, mentre le colline laterali vanno scendendo con andamento diretto dall a catena a.Il' Adriatico, come diffatl i do ·:eva loro essere traccialo dalla direzione delle pendici della r,alena che si tuffavano diretlamente nel mare pliocenico. E tal fatto noi vediamo nella valle del!' Alenlo, alla s·inistra de1' quale sorge Chieti , del Foro, del Cera':lo, dell'Aventino ( che mette nel Sangro), i quali vanno nel!' Adriat ico tra le pendici che scendon o· dalla M::.::iJJa. Analogamente succede a sinistra del Pescara per la valle del Fino, del Yornano, e corsi minori . Cessando il periodo alluvionale ed emergendo queste colline, i terren i che le coprivano nelle punte dei pend ii , le quali entravano in mare, scoscesero, e per tale causa oggidì le vediamo eleva1'si sul · mitre talvolta erte e r ipide. Si sarà posto mente nel la descrizione dell'anfi teatro delle colline moreniche, che le lor qnot.e dim inuiscono man mano che scendono al Pescara dalla catena del r ialto alla quale si appoggiano . Questo fatto non si veriftca così spiccatamente in altri maggiori anfiteatri. Ma nel caso nostro è da considerare, che la grnn fiumana del 1' Aterno, la quale succedeva al ghiacciaio, sgorgava da una gola angusta, e per conseguenza la massa d'acqua dovea avere una grande altezza sul mezzo, sboccar con veemenza e quasi in cascata dall'orlo della gola nella sottostante valle. Tale suo impeto dovea certamente smuovere con forza le cime dell e morene, disgregando le e smuzzandole con tan ta maggior ro-


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vina quanto più si trovassero davanti alla parte centrale dello sbocco, dove maggiore era la massa d'acqua inompenle. Nelìe vali i di sbocco più largo , a fondo continuo, che fan capo a tfUei maggiori anfiteatri le acque torrenziali , espandendosi non pòtovano cagionare una demolizione così pronunziata nella parte cen trale delle morene fronta li. E qui saremmo venuti all'argomento di altra fase geologica; ai terrazzi . Veri terrazzi a gradini piani continui nel caso nostro non possono offrirsi, perchè il corso vertiginoso , rapido che dovea aver il fiume, il quale s'immetteva poi nell'Adriatico a breve dis,tanza · dalla sua cascata nella valle del Pescara, non permetteva tranquilla formazione di pian i: tuttavia non fan difetto le traccie di questo fatto geologico, effetto delte successive diminuzioni delle alluv-ioni . Noi scorgiamo clilfatti piani spiccatissirni gl'adinati verso il letto del fì t1rne nelle coli ine che fan corona allo sbocco del!' Aterno, e li scorgiamo nelle colline, che già ho nominrtlo; a destra del fiume, M. Piano (650), Tocco di Casa.uria (336) , Pia no S. 1a Maria (200), veri pianori quasi oriziontali: meno spiccatamente ci appariscono sulla sin istra del fiume; pur tullavia le colline da quella parte sono a lunga cresta quasi orizzontale come Le Coste della PIaia (363), Coste rotonde (260) e Le Vicende (259), ed accennano a simile configurazione . Se questi piani fossero incl inati verso l'alveo,· potrebbero essere attribuiti alle corrosi oni delle acque della fiumana, le quali si scavavano il leLl.o; ma essendo piani orizzontali, a livelli abbassantisi, mi pare che vi si possa ragionatamen te ravvisare l'applicazione del fenomeno che apparisce meglio nei grand i fium i della vall e del Po, ma che nel caso nostro non può ,,erificarsi che nelle spianate intervallate, che ho citato, per le circostanze speciali del fiume, che le . formava.

NOTE GEOLOGICHE

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IV.

Sebbene la valle del Pescara nel Chietino non misuri grande lunghezza, abbiamo visto come per effello del rialto Appennino vi si mostrino impronte di configurazione di terreno glaciale, le quali non si vedono per avventura in altre valli di .estensione maggiore : nè il livello di questi terreni è di molto differente da quello delle colline d'Ivrea; del Benaco, del lago di Como, d'Iseo. Ho fatto rilevare come la differenza essenziale di questo rialto nello studio geologico in confronto alle regi,mi Alpine sia che qui esso forma una conca elevata; da cui i ghiacciai e le acque sboccavano da Lm'altezza di circa 400 metri, e non da una vallata aperta. Da questa èircostanza mi pare che si possa trar partito per qualche ricerca interessante la scienza geologica . Chi(imo a considerare il modo, col quale si effettuava il movimento del ghiacciaio che sboccava nella vall e sottostante, ed il modo con cui doveva procedere sotto tale sua traslazione, la traslazione dei ciottoli morenici, e la formazione del terreno glaciale . La parte del ghiaccio che stava nell'interno della cerchia del rialto al disotto del livello più basso dell'orifiz io di sbocco avea portato i detriti morenici sotto quel livello, onde essi non trovansi a far parte delle morene antistanti a Popol i. Questa parte di ghiacciaio col piano superiore a livello della quota più bassa del!' orifizio fu fermata delle pareti della conca, e rimase stazionaria. Ma continuando a scendere il ·ghiaccio dai monti, per la sua natura pastosa che contro gli ostacoli si plasma come una lava, continuò·a scorrere sulla superficie superiore della parte stazionaria, e quanto ghiaccio sorpassava quella superficie sboccava dalla gola e traeva con sè i detriti morenici che scendeva no pertanto con esso lungo i suoi fianchi e sul piano del ghiacciaio stazionario: e questi detriti poterono scendere pertanto col ghiacciaio nella valle ora del Pescara e formare i loro depositi. Questo fatto trae con sè tre conseguenze: A NNO XXVII , 1' 0L .

IV.


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IL RIALTO APPEN)IINO

NOTE GEOLOGICHE

La prima, che il fondo interno del bacino andò riempiendosi dei: detriti morenici che la parte di ghiacciaio rimasta poi stazionaria trasse con sè; La seconda che la massa mot'enica nella valle Chietina non potè· essere così voluminosa come sarebbe risultata, se avesse avuto lo sbocco di una valle aperta a piano continuato; La tel'Za che quanto più il vuoto interno era profondo tanta maggior quantità di ghiacciaio e di morena venne da esso assorbito, cosi altrettanto minore risultò quella che formò le colline moreniche. Ora qual era la profon~ità del bacino sotto il livello della quota più bassa dell'orifizio J t Se nell'epoca glaciale il mare si addentrava nel rialto, come negli attuali fiords dei mari nordici, e come le traccie dei prodotti marini nelle morene potrebbero addimostrare, la quantità èli detrito ingoiato dal baratro dovea essere di gran lunga più considerevole, che se il fondo della conca fosse stato formalo da terreni delle alluvioni preglaciali, e quindi molto meno · basso, ed anche emergente sul livello di allora del mare. Se pertanto le ricerche della scienza potessero giungere a valutare . il materiale morenico prodotto dal ghiacciaio del rialto, che scendeva nella valle del Pescara, e fatta misura di quello che se ne trova nelle morene di questa vaile, tenendo conto dell a dispersione da esse sofferta per le cagion i torreniiali, si deducesse la quantità che era stato in origine devet'sata dal ghiacciaio nellà valle, si potrebbe venire ad un giudizio; e secondo che questa quantità risulti molto o _poco considerevole di fronte 'alla quanti là totale che dovea aver prodotto il ghiacciaio, si potrebbe concludere se vi fosse nella conca: all'epoca glaciale un baratro marino, come un fiord, oppure una · conca di terreno nella quale fosse sceso a prendere piede il ghiacciaio. Il problema pare davvero arduo: ma quante volte in fa tto di . scienza il mistero dell'oggi non fu svelato la dimane? E la soluzione del problema potrebbe avere conseguenza più importante di quello che apparisca a prima vista: poichè questo ghiac.ciaio essendo contemporaneo .a quelli delle Alpi, se ne · avrebbe un dato che contribuire4be a gettar luce sulla questione: se i ghi acciai1 si _formarono nell'ultima parte del periodo pliocenico, o posterior-

mente, fuori del mare: questione an_cora non ben definita perchè le traccie marine che si osservano nelle morene non valsero ancora a far tacere il dubbio che, nasce dal sapersi che nell'epoca pliocenica il mare era abitato da una fauna somigliante piuttosto a quella dei climi caldi e temperati, che a quella dei climi freddi e glaciali. I dati per tentare la soluzione del problema che ho enunciato dobbiamo naturalmente cercare negli elementi che ci somministrano le regioni Alpine. Quivi abbiamo anfiteatri morenici davq,nti a valli aperte. TaJune di queste al loro capo di valle si a.prono nel piano con grandi laghi, profondi sotto il livello del mare di centinaia di metri, come il lago Verbano profondo 800 metri di cui 600 sotto il livello marino, il lago di Como,il cu1 fondo è a 400 metri sotto il detto livello, il Benaco 200 metri ecc, Altre presentano al loro capo cli valle · nel piano un terreno continuo, o con piccoli laghetti, come quella della Dora Baltea presso Ivrea,' quella della Dora Riparia presso Avigl iana. Le morene che fanno cerchia allo sbocco cli queste ultime valli contengono Lutto il materiale spinto giù dal ghiacciaio . Ricostituendo i ghiacciai, facendo confronti, a seconda della loro massa, della qualità del letto su cui si muovevano, della pendenza ed altri elementi che vi abbiano influenza, dovrebbesi poter venire a concretare più o meno approssimativamente la relazione che deve passare tra un dato volume cli ghiacciaio in date condizioni e la massa di morena che potea produrre nella durata del periodo glaciale alpino ed appennino. Nei casi in cui alla apertura della valle nel piano si trovi un gran lago si offrono due .ipotesi: o quivi era un fiord pliocenico) che fo otturato dalle morene successive alla bocca, e si cambiò in lago ; o il ghiacciaio scavò col suo enorme peso e movimento il terreno alluvionale e fo rmò il lago. In ambedue le ipotesi la massa della morena ha base nel fondo del lago, poichè quivi cominciò ad essere spinta, e formò l'otturamento continuando la spinta dal ghiacciaio, nel caso che fosse fi,ord; e fu spinto successivamente dal ghiacciaio amisurache questo approfondava lo scavo, s~ il ghiacciaio si moveva su terreno asciutto. Per cui anche queste val1i possono offrire dati


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per misurare la morena prodotta da l gh iacciaio, calcolandola dal fondo del lago alle sommità emergenti che la circondano. Lo sbocco d$31 r ialto appennino prcscn la un caso misto , cioè l'apertura della valle, essendo sbarrata da una pa.rete montagnosa la sua superficie non è continua; pur non vi sono laghi . Si è da tale circostanza della chiusura della valle con parete che si ,eleva sulla superlì.cie del bacino e sulla valle sotloslante che nasce ,tppunLo l'essenziale conseguenza per noi che permeLterebbe una ri~posta al problema nel modo che ho indicato. ~el rialto Appennino nel caso che il ghiacciaio avesse base sopra terreno ali 11vionale a~ciutto non poteva scavarlo, e formar poi lago, poichè essendo influente da vari punti, che concorrevano nella spinta al fondo contro una parete montana, era da questa arrestato net movimento: doveva quindi il ghiaccio compriniersi contro la parete incrollabile ed immobile della gola, <:,ome già ho accennato, quando anche sì fosse tro,,ato su terreno mobile, innalzarsi, ed i I suo materiale morenico scender con lui nella valle sottostante. Nel caso invece che fosse un fìord, questo era sbarrato alla gola, e non aperto come nelle r~gioni alpine, il che faceva che gl'n.n pari.e del materiale morenico trascinato dalle. prime discese del ghiacciaio spariva nell'ab isso, e restava segregato da quello che forma le attuali colline moreniche . Se colla scorta dei dati a ricavarsi dalle ri cerche sulla produzione di materiale morenico di un data ghiacciaio si v,ènisse a concludere che la massa morenica che si trova nella valle del Pescara è in proporzione molto inferiore a quella totale che dovrebbe aver prodotto il ghiacciaio che vi ebbe sbocco , bisognerebbe che il ghiacciaio scendesse in mare, in fiord chiuso, anzichè coprire un terreno alluvionale asciutto . Da una val11tazione fatta con l~rgo sguardo di confronto colle condizioni de' ghiacciai e delle morene alpine, ·si sarebbe indotti a pronunziare che, la morena di Popoli , pur tenendo conto di 9gni causa che a,bbia influito a sua dispersione, appare troppo esigua massa di fron te ~I.la potenza che si può présumere che avesse l'esteso ghiacciaio del rialto appenn·inico, e si sarebbe indoLtì nell'avviso che questo si tuffasse in un fio1·d, marino. Poste così in riliev,0 le impronte !asciate dal periodo glaciale nel

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terreno dell'Abruzzo, e le conseguenze eh e se ne possono trarre circa all'intercalarsi di tal periodo fra gli altri, non ci resta che a dare uno sguardo alle successive formazioni. La configurazione generalmente ondulata del terreno collinoso a larghi pendii, a lunghe <~reste della valle ChieLina, e delle valli vicine rivela che <lessa fo regolata dall'azione delle acque, e delle alluvioni, ht quale arrotondò i terreni sedimentari che coprirono i conglomerati alluvionali e morenici. , Una particolarità, che merita spiegazione, si nota però nell e pendici dell'altopiano di Tocco di Casauria, le quali si presentano piuttosto verticali. Ma la sp iegazione sta in ciò, che quelle pendici sono formate da travertino, cioè da,tufo dopositato a strati dall'acqua di sorgenti incrostanti sul pendìo delle argille mioceniche della collina, il quale tufo giungendo a contatto colle correnti d'acqua che lo rodevano al piede non poteva sostenersi e risultò verticale. E superiormente a quell'altipiano stanpo di[atLi ancor oggidì sorgenti di petrolio, e vi ~i Lrova il bitume. I terreni dilttviali più recenti sono pure composti di sabbie gialle e di argille fr iabili calcari; talune frane, anche di considerevole altezza, che si vedono nei fianchi delle colline, mettono a nudo tali sLrntture. Rarissimi, non che i scisti, i ciottoli, il che conferma l'esiguità dell'ossatura morenica in .questi terreni. E la scarsi tà di'parti rocciose, e di ciottoli si vede confermata nella costruzione delle case, siano palazzi, siano tuguri i, edifizi pubblici, bastioni, formati tutti con materiale laterizio, e così fin dalle antiche età, come si vede nei resti di monumenti dell'epoca romana. I ciottoli sono in genere di struMura arenaria (grès) ,t base calcare, o di quarzo, prodotto nettuniano del soggiorno delle acque del mare, invol Lati in scorza di creta (carbonato di calce terroso) dal loro rotolarsi sul suolo calcare, quali si trovano i ·nodo li o geodi nei Le1Teni cretacei. Chi dalla valle del Pescara passa a quella vicina del Tardino, e percorre le colline che circondano Teramo (265) non può a meno di notare la diITerenza che apparisce nel suolo di questa valle, la quale è cospersa cli ciottoli, talor anco di grosse dimensioni, persino nei terren i che cl~ gran tempo si coltivano. Questo fatto concorre a confermare la teor.ia da me presentala: poichè i ciottoli


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201 -·cui metropoli Apr·utùwi diè nome all'Abruzzo, i Marruccini, i Ye·stini, i Peligni , i l'lfarsi, che contesero già strenuamente ài Romani l'annessione loro all'antica repubblica con lunghe guer~-e ed accanite. Nei campi Palentini ottomila Romani dell'esercito guidato dal console Rutilio nella guerra Marsica o socia.le furono uccisi, ed i loro corpi colle armature furono tdtvolti dalle onde dell'Imele. « Chi è da tanto da trionfare de' l\farsi, o senza de' l\Iarsi? » dicevano i Romani. Il rialto Appennino, dominando sulle pendici, c:he vanno ai due mari, estende la sua azione militare dal passo centrale della penisola alle strad~ li ttorali, per cui questa regione è anche illustrata da importanti fatti militari. Per essa Annibale passò nella sua invasione venendo da Foroli ed Ami terno (Amatrice) ad Alba Fucense. · A Tagliacozzo Corradina di Svevia, battuto da Carlo d'Angiò, perdè il reame di Napoli. La città d'Aquila fu più volte segno a loti.e sanguinose. Nel 1428 fu assediata da Braccio di Montone, e. nel recarsi da Napoli a soccorrerla, Atlendolo Sforza rimase preda delle onde del Pescara che ei tentava guadare. Fu presa dai Francesi nel 1798, dagli Austriaci nel 1815. Non meno interessante si appalesa questa regione sotto l'aspetto· _geologico: <lessa merita l'attenzione anche degli eruditi corne con. ,queste brevi note ho cercato di mostrare. NOTE GEOLOGICHE

IL RIALTO APPENNrnO

della valle Tardino e dell'influente Vezzola furono prodotto dei · ghiacciai del Monte Corno, e Pizzo di Sevo, i quali scendeva.no nel1' Adriatico pliocenico, e non potendo in questo stabilir morene di forza sufficiente da resistere ai ghiacci galleggianti ed alle scosse . dei flutti, cospersero tutto il terreno che sta al piede della catena, il · quale emer<;e poi dall'Oceano. Pa.rmi quindi, che il fatto che i ciottoli della Conca Aquilana, prodotto di ghiacciaio di mole immensamente maggiore, sia.no andati in massima parte sepolti nell'abisso marino nell'interno della Conca, spieghi razionalmente la differenza che si nota nelle due · valli così vicine. · ,1 A-cagione delle qualità che ho accennate il terreno della Val di Chieti va conquistando sul mare, ed il porto di Pescara, già fiorente un di in cui la città era fortezza, ora è interrato, cosicchè si tratta di scavar nuovamente un porto-canale, mentre il lido s'addentra nel mare con pendenza così lieve che questo non ha profondità di 1 O metri se non a doe chilometri circa dalla costa. Nell'interno del rialto le creste più elevate che si vedono rocciose ed a picco, rivelano le sedi antiche delle nevi, e i dossi arrotondati che ne scendono, la sede del ghiaccio: mentre nella. bassa parte del bàcino occidentale, coperta dal terreno sedimentale, le acque ~ella parte del ghiacciaio la quale non p~tè deversare, si fuse nel Lago Fucino, che continuò ad essere alimentata dai torrenti delle circondanti catene, e nel bacino orientale l'acqua del ba:sso fondo in egual modo formatasi, polè aver sfogo dalla spaccatura di Popoli.

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Agosto , 1882.

E. ÙLJVERO Maggiore Generale. Sotto molti punti di vista la regione deli' Abruzzo presenta particolare interesse fra le regioni dell'Italia. Le sue condizioni di giacitura., di suolo, di clima la fanno ricca di tutti i prodotti che le più fertili terre di clima mite possono dare: le viscere del suo suolo racchiudono ambra, asfalto, petrolio, lignite, acque bituminose, sulfuree, gessi, marmi. Popolata nella proporzione press'a poco delia Svizzera, colla quale ha analogia, i suoi abitanti sono stirpe di forti, quali i Petruzi, la


SULL'AZIONE DEJ,LA CAVALLERIA CARICANTE IN DISCESA

SULL'AZIONE DELLA CAVALLERIA CARICANTE IN DIS CES A (Co nfer enza)

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1•epa-a•t11 ,ii c1n.•,1iile1•ìa ct.11t1•ic,11nte i11i tlàscetu, au terreno i.11icli111nto ,.,11,- p1•011tu•::tiaaae tlel 10° g11•t:atlo,

ossi,e petatle,~::ta tiel :I'# e 63 11er ¼, 'lt.egrit,agli tltt:l · quad·rr@ B ,, 11ng . :l.f/J9 tlell'Iat,•ttill;ione 11er la #Hanov,•ta sullta ca,•ll,111 e,uat,•@ c,n,,dle1ria clie ,,scenda.

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Pensai di svolgere la proposizione ora accennata; ed oggi che, compi lo il mio studio, ho l'onore di discutere l'argomento alla presenza de' miei superiori e colleghi, vengo ad invocarne la indulgenza colle parole di Ovidio: « Da veniam scriplis, quorum non gloria nohis ca.usa, sed utili tas officiumque fuit »:"

La quistione non è senza interesse per noi uflìcia.li di cavalleria, e può tornare utile anche agli ufficiali delle altre anni il conoscere a quale partito sia da attribuirsi il vantaggio, nel caso che due reparti di cavalleria siano chiamati ad agire l'uno contro l'altro su terren o in declivio. Il gtado di inclinazione, preso per base, è il 110° determinato dall'Istruzione vigente per la manovra su lla carta, che limita a piccoli reparti la possibilità di caricare dal basso in alto per brevi tratti; però che dell'accessibilità al 5°, oss ia 8,74per°lo, non è quistione, essendo questo pendio detto praticabile in tutti i sensi, .anche in ·ordine chiuso, alla cavalleria.

A questo roio studio m'indussi per dovere di r(sol:ere la qu~stione provocata dal comandan te della cavallerrn llllpegnala in 1m'azione sn terreno inclinato all'8° grado, a.vendo egli im'ocato il diritto, concessogl i dal quadro B, di considerare inferiore l'azione del reparto opposto q.i cavalleria moventegli contro dall'alto in basso volendolo ritenere in condizione di mobilità inferiore al partito ascendente, per il principio clai taLLici stab ilito che: ùi discesa la cavaUer·ia non ha buon _qiuoco. La precisa lettera dei dati . dal quadro 6 portati pel grado ,10° di inclinazione, dovette dal direttore e dal giudice essere interpretata ·a favore del comandante, che ne invocava l'applicazione pet· il grado 8°, in analogia del principio stab ilito pel 'i0° grado . TuLtavia .io non era ben persuaso che la pronunciata decistone non potesse impugnarsi con argomentazioni della statica animale, e con prove di fatto desunte dalla storia. << L'h istoire est aux nations ce que l'expérience personnelle e:-;Laux indiviclus. » Con questo convincimento raccolsi il mio pensiero, e con diligenza frugai dentro la mia memoria per vedere se vi trovava impressione di regola teorica, o di caso pratico teno o udito, alla vertente questione conforme. Per fare una rassegna ordinata delle mie reminiscenze riandai tutto il Tomo 3° del Regolamento cl'esercizii e di evoluzioni 118n e nulla vi rinvenni che àccennasse al nostro quesito . Ricorsi al Tomo 2° e d'ocrni utile cognizione del ca.vallo trovai amp io corredo. o di istruzione, ma non una parola che al caso convenisse. Compul~at allora il 2° e il 3°volume del Regolamento sperimentato nel ·1870 ed in essi altro non mi venne fat!o di trovare (vedi pag. ,160) che la seguente avvertenza: « Lo scende1·e al basso, quando ptLre i l pendio sia alto e 1·ipido, specialmente se ·i l terreno è cedevole, presenta minore d1:ffìcoltà che il salfre » senza determinare a quali andature. Ebbi dopo ciò ricorso al 2° volume del regolamento •I 861 e nulla vi rilevai di quello che io era voglioso di raccogliere. Sfogliai inol Lre l'antico regolamento del ,1833 e al titolo: «Carriera» lessi quest'istruzione: « La carriera è un galoppo allungato quanto le forze del ca.vallo ooJi permettono·1 a questo fine si dovrà scegliere uno spazio' libero , in cui il soldato possa dirigere in linea re!.ta e sopra un dn to punto il ca.vall o». Di esercizii in terreni .incl inati non è fotta menzione. V

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Alquanto conLrnriato, ma non scoraggito, presi allora a compul. sare tutti i trattati d'ippologia; lessi molte monografie sulla staLica animale eruditissime di vari autori, e riuscii a saperne poco meno di prima. Consultai l'Istruzione speciale messa in pratica l'anno ·1868, col titolo di« Appendice alrisLruzione individuale a cavallo» raccomandata dal Ministero dell a guerra con sua circolare N. 15 e in essa . di molti esercizi pratici utilissimi è parola, ma non vi è cenno di . quello che è pure indispensabile alla cavalleria di esperimentare, , cioè la sua mobilità su terreni in pendenza. Ricorriamo ai maestri della tattica, diss'io: da questi impareremo . certamente quale sia l'accessihilitit dei terreni in declive per l'utile impiego della cavalleria. Per quanto diligentemente io abbia rovistato tutti i libri di tattiche discipline antiche e moderne, altro non L1'0Yai che: « impraticabili pella cavalleria sono i terreni montuosi» senza che neppure un maestro siasi dala la briga di discutere i . gradi del declive costituenti la scala p1:ogressiva della crescente difficoltà fino all'impossibilità; come in modo preciso, ma troppo as. soluto, la determina al 10°,grado l'autore del quadro B, più volte mentovato. Nello squarcio di manuale di tattica applicata, redatto secondo i programmi del generai Peuker, trovo (a pag. 4'I dell'edizione 1875) .parere che si accorda coll'assoluta sentenza portata dal quadro B. Le pendenze dal 3° al 5° grado, vuole il generale Peuker, militarmente considerate come terreno piano: ritiene che sino al 5° grado . così il salire come il discendere sia ugualmente agevole alla truppa: però dice: « La cavalleria carica con difficoltà in discesa ». Dal 5° al '10° grado, oss ia dali;-8,74 al 17, 63 per cento, dice: « La cava!·« leria non può per nessun verso caricare; ma può ancora salire al ·« galoppo raccorciato. Dal 10° grado al 20° per ·1a cavalleria cessa . « ogni possibilitit cli movimento ordinato; e soltanto singoli cava. « !ieri potranno con speciale attenzione avanzare». Come si vede a conforto della mia personale convinzione non potei produrre nemmeno un appoggio dei maestri d~lla Lattica, tutti essendomi esplicitamente contrari o silenziosi sulla quistione. I maestri di equitazione non potei invocare in mio sussidio: chè, o .taciti, o di·parere esplicitamente contrari, tutti conosco. Nell' « Abrègè de l'art de monte1· à cheval » del signor De Sol-

'leysel, che data dal xrv secolo, molte buone cognizioni sopo raccolte circa l'impieg"o del cavallo militare alle varie andature; e non una parola. della_ marcia in discesa. Nel_« No111Vea1i pa1·fait ma1·é,chal » par 1\1' Fr. A. De GarsaulL, scudiero del re Luigi xrv0 (portante la data: Paris 1741) trovasi diffusamente trattata ogni cosa, che all'uso del cavallo da sella si riferisca. E al capitolo xxv0 De l'écùye·r": vi è detto: ~< montez les montagnes au pas ou au trot; et « les descendez le plus doucement que vous pourrez. Et si vous « descenclez au galop, soutenez bien de la rnain et des jarrAts, de « peur de fai re une chuLe clangeureuse ». Bauchet, nell'aureo suo · trattato d'equitazione, non ha un articolo che dell'arte di spingere il cavallo in discesa discorra. Compuls<J.i Lutti gli annali di veterinaria, · nei quali trovai molti -autori che dottamente scrissero delle qualità e condizioni del cavallo da sella militare; e non uno dei tanti che siasi occupato della quistione. II signor Mignon, capo di servizio d'anatomia alla scuola d' Alfort, scrisse nel 1845 sulla meccanica animale applicata al cavali o. Il suo studio ebbe l'onore di essere tradotto e stampato negli An11ali ÌII 0 e IV 0 , 1841, 1842, di veterinaria, pubblicali souo ·gli au- . spici del governo subalpino. Questo interessantissimo lavoro io Jessi , ansioso di trovare un cenno sulla dinamica della macchina cavallina nel moto su piani inclinati: alla perfezione della dottissima ,relazione del signor 1\'lignon manca appunto ciò che noi desideriamo. La meccanica dividesi in dinamira; cioè quella scienza che studia il movimento e ne indica con precisione le leggi: ed in statica, la ,quale determina le condizioni di equilibrio, e le fa conoscere. Non vi ha punto della meccanica animale che abbia dato luogo :ad un numero più grande di esperimenti e di studi i, e sul quale -siano sorte controversie maggiori, che la quistion.e delle andature ,del cavallo. Per un gran numero d'uomini speciali il soggetto è d'una importanza capitale; ed io sono fra questi. Ma la complessità sua ~strema ha provocato interminabili discussioni . - Se i.o volessi accingermi ocrai a scrivere un trattato sulle andature del cavallo, 00 . avrei a discutere le opinioni diverse emesse da un numero grandissimo cli autori. L'ultimo lavoro che io conosca, forb itissimo e 0

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(Piacentino) eletto 1:l Ga•nberello, edito nel 1567, lessi: Il Capitano che va a far la guerra nei paesi altrtbi deve esse1re istr,utto del moclo di com.battere dì, quel paese. Montecuccoli nel suo trauato di art.e mi litare non crede di raccomandare mai abbastanza questo dovere. Ugo Foscolo, nei commenti, vi aggiunge la sua voce per inculcare il precetto. Nelle Jlfémoires militaires snr le G,recs et les Roniains pa1· Charles G1.àshardt (11758) si riscontra ad ogni pagina quanto questo dovere fosse inculcato dai Capi, e da quei popoli belli geri praticato. fo Afì!itia Romana di Polibio, di Tito Livio e • di Dionigi di Alicarnasso, da Francesco Patricci dichiarata e con tavole portanti va1-ie figure illustrata (Ferrara iJ 083), presenta fino all'evidenza la dimostrazione che lo studio del terreno e della mobil ità delle truppe e1-;1 una pratica d'ogni militare, che aspirasse .a sostenere bene il comando in guerra. « La legge che governa il masso che dal vertice di lunga erta « montana si stacchi precipitando a valle, non è al proposito no« sLro da aversi per norma » mi osservò talnno, benchè nel suo trattato di fisica il Ganot citi l'esempio pratico tlella carica di cavalleria,, colle seguenti parole : Nelle cariche di quest'a1·rna, )il rnassimo eflètto è dal lato della maggior quantità di rnoto. Da qiiesto lato il peso dei cavalli, della bardati,,ra, degli uo,nini e delle armi , ha il siio effetto 'U,tile, qualora venga anim,ato cla -ima velocità · più o meno grande; poichè, se la velocità fosse nulla, sarebbe piire niilta la qua1ttità di moto. Ond'io risposi: siccome ritengo che un gruppo di cavalieri che discendono, anche a semplice trotto, possono durare più a lungo la marcia e avere una, velocità. almeno pari a quella del galoppo raccorciato (che solo è possibile, secondo il Peuker, ad un reparto ,che dal basso gli mnova contro) così io penso che, dati e non negabili gli eJfotti dell e due fo rze cospiranti al medesimo intento, cioè di potenza d'urto, non si possa disconoscere che io sia nel vero ·teorico quando sostengo· doversi concedere vantaggio alla massa che discende, su quella che arrampica; acconsentita anche per entrambe la stessa velocitii iniziale (1 ).

ricco di notizie, è il libro intitolato: La machi-ne animale cle la locomotion terrestre et aii?'ienne, par I. I. Marcy professore al collegio di Francia, edito a Parigi l'anno 1873. È una meraviglia il vedere oali apparecchi ideati e messi in pratica per la .notazione delle . andature naturali, o di ambio; scucite o basse; lenti o raccorciate, sciolte, svelte e celeri; per le notazioni sinfoniche; per I.' esplora:. 0 zione della pressione dello zoccolo sul terreno; per segnalare gli appoo ·ai e le alzate del piede del cavallo; e quelli, di differenti. spevn cie, esploratori delle reazioni del garrese e della groppa, e registratori delle andature: e non una parola, che al nostro quesito risponda. Nell'opera: Traite des ?'èsista;nces du cheval del tenei;i.te colonnello Gerhart, autore di molti altri lavori sull'equitazione militare, non trovai nulla che rifletta le cariche in terreni inclinati: che anzi , mentre nulla ommette di quanto può concernere l'istrnzione clel cavallo da.guerra, limitasi, per ciò che a noi interessa, a dar-e norme per salire e discendere pendenze rapide; le qual i sono presso a poco identiche a quelle dal nostro Regolamento previste. Dovrebbe premere agli ufficiali di cavalleria che la qnestione sollevata sia posta in sodo, e si addivenga a. concretare un vero, che ·come principio lattico indichi loro i vantaggi che, nelle evenienze della gueÙa, potrebbero lrarne. Interessa ai giudici, i quali vigilano gli eserci7.ii di manovre sulla carta, per la parte che è loro propria nelle decisioni sull'apprezzamento degli accidenti del terreno; quanto premer deve ai direttori a fine di appoggiare la propria decisione possibilmente su esperienze dedotte dalla pratica, poichè le elucubrazioni della scienza. non ci soccorrono, nè io ho autorità per far accettare i miei criteri. Dissi che interessar deve ugualmente tutti gl i ufficiali la soluzione del quesito , su cui richiamo la discussione; e lo ripeto sull'autorità di Paolo MaLLia. Doria. il quale fin dal ,J 7° secolo faceva dire al suo Capitano fi losofo: Il Capita-no deve saper bene ed ordinatamente far marciare i soldati in ogni tempo e luogo (1). Il Capitano deve saper 1isare a tempo e l1wgo la celerità (2). Nel magnifico volu'me di Imprese e strategemnii et errori niilitar·i di Bernardino Roccci

(t) Di fat to: Si calcola a 2000 km . la quanti tà di moto d'ua cavallo lanciato a t utta ·corsa; q uindl il peso della prima riga di· uno squadron e, aumentato dall a sua velocità

(l) Vdi 1mg. 205. Rdizi.one di NJpo li 17311. . (2). Vedi pag . 224.

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SULL'AZIONE DELLA CAVALC,ElUA 2H Per velocilà, mateinaticamente parlando, noi intendiamo lo spazio percorso diviso pel tempo impiegato . L'aggettivo ù1,i,ziale- pongo a determinare il risultato della velocità di cui è suscetLibile un corpo, impressagli da una forza impellente adeguata. « Con tuLta la reverenza che è da professarsi alla scienza, osser« vavami uno degli uditori miei, io che nelle quistioni non ancora « sancite dalla pratica esperienza, sono come S. Tommaso, vorrei « sul fatto concreto dedurre la mia convinzione da fatti speri« mentali ll. Ed io gli risposi: « Nè S. Tommaso fu per il suo ri« serbo sdegnato; che anzi venne amorevolmente ammesso alla « constatazione mediante il latta )>. Ma l'esperimento· noi non potemmo fare gratuitamente in anima vili; ricorriamo alla storia. Velocità è forza dissero gli antichi; e questa piombando irrefrenata eserci la necessariamente la sua po tenza, giusta le leggi che Newton ci spiegò. Onde i grandi capitani cercarono sviluppare nella cavalleria la massima velocità. Lasciando nel riposo di loro gloria millenare i cavalieri degli antichi Tessali, i cui centauri s'elevarono all'idea di mito, e quelli, non meno meravigliosi dei Parti, senza fare rinvivere nella nostra memoria le gloriose tradizioni dei cavalieri capitanati da G. Cassio·, levati dagli armigeri abitanti del Sile e del Tagliamento, è d'uopc; tuttavia che io affermi sulla storia che quei robu~ti, svelti, coraggiosi cavalieri non avrebbero potuto destare di sè tanta fama, se veramente non erano tali da far meravigliare i popoli. E tali diventare non poterono senza. una buona scuola teorica-pratica, quale è necessaria, come lo dimostra G. Cesare colle seguenti parole: « I Germani non usavano ca.valli forastieri, dei quali erano aman-

« ti'ssimi i Galli (che ad assa·i prezzo se li procuravano), ma « quelli del paese piccoli, deformi, con l'esercizio quotidiano adcle« stravano alle piLì grandi fatiche. Soventi nelle equestri pugne · « sa!Lano giù dai cavalli per combattere a piedi, e gli avvezzano a « star fermi nel luogo, ove lascianli, onde poterli all'uopo rimon:. « tare>>- De Bello Gallico, Liber IV- 2a0 • E altrove descrivendo la sorpresa che la . sua cavalleria. aveva paLito sulla Ìlfosa, dice: « Piombarono come folmine in 800 su cinque mila cavalli dei « nostri; i quali si riordinarono presto bensì; ma i barberi saltati « a terra, giusta il loro costume, parecchi dei nostri abbatterono, « uccisi loro sotto i cavalli: fugarono gli altri, e fino alla fronte del« l'esercito sbigottiti resp insero» ( 1). Nel librò V,§ 33, De Bello · Gallico, Cesare dice: « Nelle battaglie l'agilità dei cavalli, la fer« mezza dei soldati germani è ammirevole I ll. E al libro I, § 53, narra il passo del Sihori effettuato a rn1oto clai fanti germani arma.ti alla leggera e cla una parte della loro cavalleria all'incontro dei Lusitani; dei quali nel libro 'I :48, De Bello Oivili, dice che montavano sugli otri « nè mai senza qi1.esti anelavano alla guerra )>. Ei non locla quest'arte, forse per quello stesso sentimento che faceva ai Germani riguardare per cosa ingloriosa ed effeminata l'aver delle selle; perciò, sebbene in picciol numero, non temevano la caval leria nemica, se questa adoperava la sell a. Nella scena P del suo Bwrd,ito, J{lopstock fa dire a Horst: « Cinqne cavalieri gallop« pano su per la valle. Gli effeminati ... I col cuscino sul cavallo ... 111 )>. . Narra Tacito che i Germani avevano cavalleria sì bene isl.ruita che passavano il Reno a cavallo armati in ordinanza (2). Nel libro VI scrive: « La forza loro principalé è a piedi; però cotnbat« tono mescolati, con atta proporzione, cavalli e fanti velocissimi, << scelti di tuua la gioven tù, 'messi innanzi alla battaglia, cento per · « cantone ». Florio, libro IV, 2, dice: « Le coorti teutoniche (le 6 coorti .di « ausiliarii giusta. Plutarco) assalirono i cavalieri di Pompeo così 1

che potrebbe anche essere accresciuta coll'alleggerire il pos0 del carico e della bardatura . compl~ta una massa elle può e deve tutto rovesciare. L'eCfetto precipuo ct·un peso si misura da ciò che in matematica si chiama forza viva, espçessa da M. v•, ove M ind ica il peso e V la velocità. Cioò che questo ecretto è proporzionale al peso e al quadrato di velocità. Cosi se si raddoppia i l poso senza cambiare la velocità, se ne duplica l'effetto. Se si raddoppia la velocità senza cambiare il peso, codest'effétto quadruplica. Se poi si cambiano ambedue, riducendo il peso della metà e raddoppiando la vel ocità, se no sarà anche raddoppiato l'effe t to. Da ciò se ne deduce il vantaggio che può ricavarsi da un aumento di velocità.

(I} De Bello Gallico, Lib, IV, Vers. XII. (2) Storie, IV, 12, 68 e .v, 14, 15.

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CAR1CAN1'E IN DISCESA

« rapidamente e con tanta forza, che parve fossero qLielle cavalieri,. « e questi pedoni 11 « Tanto può, dice Cesare, il giornaliero esercizio dei GermarLi, « che sogliono in pendìo ripidissimo reggere i cavalli d·i carriera ·« e tosto fermarli e voltarli, e scorrere come necessità li consiglia; « e quindi raLlissimi ritirarsi in gruppo ~- Laonde i Romani da << co l<al foa,Yia di pu(fna ~oomentati furono da Cesare tosto sovve;,,o ?l . 'O « nuti ». E li sonenne in buon punto col dare alla sua cavalleria cruelle stesse manovre dei .Germani; per il che, quando ebbe a combattere i Numidi altreltanlo terribili dei Parti (i quali non erano mai più funesti che quando davansi alla fuga) pel gran possesso che avevano dei loro cavalli, quella tatlica più nbn riuscì per essi nuovissima. Tn Africa imparò Cesare la tallicn. dei fanti mirabilmente veloci, elle manovrnvano fra la cavalleria, ed insieme e a paro di qiiesta a,:cor-revano alla 1·itirnta: e aggiunge alla descrizione che ne fa: « ciò spesso iterando ed inseguendo i Romani quando partivano» ( l ). E qni Cesare imparò ezianclio a combattere e a valersi dei terribili « elefanti, vedi § 70, ammaestrando le legioni contro questi mostri; « i quali aveva faLLo trasportare in Italia, affinchè i soldati suoi ne « conoscessero la fonna e le1 forze ed in qual punto potessero facil« mente ferirl i col dardo ; perchè, essendo gli elefanti bardati e ar« mati di tutto punto, occorrevtt sapere da qual lato il coi'po rima.« nesse nudo d'armature, pee ivi scagliare lefreccie ». Ciò fece egli anco ra. perchè i cavalli si assuefacessero al puzzo ed ai barriti e la .loro figura non paventassero in guerra (2) . Oltre a quesle cose ebbe Cesare ad imparare dai Britanni come questi spingessero i cavalli al mare (3). i Le nostre navi, egli dice,· « non potendo approdare a. terra, costringevansi i nostri a saltare « sulle acque, combattendo in luoghi ignoli, con le mani ìmpac~< ciate, i Brilanni; i quali contro i Cesariani i loro cavalli al mare « assuefatti spingevano, saettando ».

Ritornando ali' Afrjca, dei Numidi sentiamo che dice Cesare (:1}: Le frotte di cavalieri Numidi correvano avanti, a destra e a . sinistra, di su, di giù pei colli; ed accer·chiavano col loro nwnero le soldatesche d,i Cesare; e di q1la e di là venivano quindi a riiini?'si in ordinanza per dar loro dentrù. E soggiunge: Contro tale razza di nem.ici prese Cesal'e acl ammaestrare le sue truppe come schermitore fa élei glacliatori novelli. Insegnat,a loro di qilale vasso si avessero a rit-irare dal 11,e,nico; come u6lt,i, verso qiMllo e ,i,n quale piccola distanza dovessero tenergli fronte, ora corre1ido innanzi, ora r itirandosi; perché la sua cavalleria rifuggiva dall'entrare in battagli a co i Num icli. Si è nell'Anabasi di Senofonte, che mo lti dati in appoggio della mia convinzione potrei raccogliere oncl'esporli a.· medi tazione dei sosten itori del contrario parere. Dirò di alcuni che la. mia memoria, • spigolando qua e co là nel vaslo campo, r itiene più nitidamente. Gi1J11it·i 1'. Greci, nella ritirata ùi l'rape:mnte, città greca popolosa stil Ponto E1isino, quiv,i pel corso di 30 giorn,i attesero a far bottino s1bl territo1·io clei Cohhi , e a far sacrifici e a celebrare giiwchi gin·ncistici sul 1nonte, ove eransi attendati. Scello all a direzione dei giuochi fu un cert.o Draconzio, sparlano: il quale indicò ai Trapezuntini il luogo dove egli aveva apparecchialo la corsa, di.cendo: q1iesto colle è acconcissim,o a corrervi da qualunque parte l'1ioin voglia (2) . Ma, come potranno correi:e, gl i fu ·osservato, in te1Teno così disugnale e folto cli pia7ite? E Dra.conz io r ispose: così chi cade · ne proverà più dolore. Bisognava che, correndo giù pel declive fino ~.I mare, quivi dessero volta per sal ire di nuovo l'altura. Molti di fatlo discernro a preci pizio; ma nel sal ire per la malagevolezza ecl ertezzadel sito, dice Senofonte , i cavalli appena anda1)ano a passo; ,onde nacq1ie grande schiamazzo e 1·idere ed esortarsi f1·a loro. Questo annedoto ci fa pensare che La.l genere cli corsa, fosse nelle abitudini dei cavalieri greci; i qL1ali in sim il i esercizi dovettero essere fatti esperti da buoni, progressiYi ammaestramenti teo:ri,:o-pratici . Le risa e gli schiamazzi all egri fanno prova che, av- ·

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(I) Vedasi

§

59 della Guerra d'.4frica

(2) V. § 73. l~) Vedi De lJello Gallico, Lib . l V, § 34.

(l J Vedi §§ 90 e 71. s0 a l Lib. IV.

{?) \'edi Cap.

ANNO XXV!l, VOL. IV.

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SULL'AZIONE D:O:LLA C.\VA LLEIIIA

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non desidereranno di meglio che di mostra1·si valenti. Se no, tale istruzione il nemico loro darà qualche giorno duramente. Il comandante dovrà sopratiitto mostrarsi destro negli esercizi dell' eq1iita:;ione, come: salta1· fossi senza perde1·e l'eqiiilibrio, superare mol'icciuolicheseparano i camP'i, djscender a galoppo le colline ... , ecc. Coloro ·i quali senza esercizio, nè abitudine acquistata vorranno misurarsi con cavalieri pratici e destri e cavalli allenati ad ogni maniera di- guerra, sembreranno veramente fanci1llli a petto d'uonvini: conciossiachè gente abituata a saltar fossi, supera1· d'ogni maniera ostacoli, salire e discendere a galoppo, sono a qiielli che noh hanno l'abitudine di t1itti q11;esti esercizi ciò che gli uccelli dell'aria sono di confronto agli animali che si muovono sopra la terra. Lo stesso autore nel suo discorso sull'equitazione, il quale merita di essere studiato anche ai dì nostri, dice: Perchè il cavallo dovrà , secondo la natura del terreno, galoppare ora in salita, 01· in discesa, ecl ora obliquando; ed in certi luoghi superare uno spazio, in altri slanciarsi ftwri d'ima bassiwa, o di una cinta, o anche salta1· dall'alto in basso; questi esercizi sono necessa1·i per l'1iomo come pel cavallo, a:ffinchè agiscano col pien,o . acco1·do dei loro mezzi e si aiutino a vicenda nei pericol·i. Di più dovrà i l cavallo lanciato a tiitta carriera saper arresta1·si ìri, b,·eve, e far volonterosamente da tale andatura la mezza volta (,1). Ora questi precetti cli un tempo lontano da noi di oltre 230() anni, sono compendiati nella Cjrcolare N. 45 del 211 luglio 11868, dettata dal generale Bertolè-Viale, allora ministro della guerra. flerchè l'arma. (vi è detto) di cavalleria non 1·imanga soperchiata dtillè altre a1·mi in qnella via di pro.gresso tattico in ciii tutte camminano rnpidamente per i perfe:;ionamenti nelle armi a fuoco e per la maggior mobilità che acqwistano, è da tutti 1·iconosciuta la necessità cli fare che la cavalleria accresca la sua celerità di'

vezzi i Greci a vedere tali esercizi, non si commovevano allo spct-·tacolo della rovinosa corsa dei commi litoni, avvegnachè li conoscessero destri siffauamente da menomame i pericoli e loro conseguenze. L'esortarsi fra essi fa ritenere come, esperti nel l'arte di tali manovre, conoscessero le cause che avevano influito sulla non riuscita. della prova, e si ammonissero a meglio condursi un'altra volta; cosa che include conoscenza dell'arte. La cinica.risposta di Draconzio agli ammirati Trapezuntini non lascia dubbio che la ·corsa avvenisse con , cavalli montai.i; e se qualcuno sospettasse che questa fosse di ba?'beri, a convincersi del contrario, legga il Capo YII della Spedi::ione di Ciro. Nel discorso sulle qualità e sui doveri del com~ndante della ca'-· valleria dice: P1·ima condizio~e dell'essere della ca11alleria sono i buoni cavalli: sono assoliitamente da 1· i.formarsi i cavalli indocili, i quali non sono profiltevoli cheal nemico; e t1ittii 1·estii che s'inalberano sotto il cavaliere, o danno calci; perocchè· niente sia di questa specie di cavali i più dannoso alìa guerra. Ed agoiuncre: ogni altro animale di servizio, ogni servo che non obbulisce~ a n1illa giova; ma il cavallo di gnerra disobbediente non è soltanto inutile, ma esso c·i tradisce spesso e ci abbandona al nemico. Yenenclo a parlare delle qualità che aver 'deve un perfeuo cavaliore, dice: J cavalli essendo ciò che devono essere, è d'uopo esercitare gli 1wmini ad essere saldi qualwnque sia il . terreno, piano,: 1mito o montuoso; imperocchè la guerra si fa in tutti i l1ioghi e vn , tutte le nature di paese. ' Socrate parlando ad un giovane comandante della cavalleria ate-n iese, gli fece questa domanda: O dimmi: quando si dovrà combat- · tere farai tu venire il nemico su di imo strato sabbi.oso di te,·reno, wn·ito come q1iello dei vost1·i ippodromi, o piuttosto no11, sarà egli meglio scegliere per esercizio un terreno simile a quelli, . sui quali il combattimento succede ? Senofonte, al suo amico comandante la cavalleriaaten iese, dà il · {:Onsiglio di preparare esercizi nuovi per le solennità patrie, nelle · quali il Senalo assisteva alle festive mostre della truppa; cioè grandi parate come si praticano ai dì nostri; e dice: Io i,enso che sarebbe· 1~tile di_ far vedere che i tuoi cavalieri. disposti m di ·u n fronte convemente, possono galoppare io discesa. Se essi si sono addestrati :

(I) Nel capitolo suppletorio _aux remarquu 1111· ,la cavahrie, Il ar le général de W unu, amico ed emulo dì seydlitt, al ca po che tratu ùegli esercizi delle truppe a cavallo, trovo detto: • outre plus s·exerciter~nt à posser !es plus ,s:rosses rlviéres à la , oagé, tous b. chera'I et armés: et s'èmb lablemen t , à monter le~ plus rapiàos mon-

' tagnes qui soient, et à Ics dèscendre en courant • .

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suu:A7.lONE DE f, LA CAVALLERIA

ma1iovra, s'abiliti o meglio sq tbadroneggia re nell'ordine aperto, anche in terreni i più accidentati, e prenda la nwyqior pratica ne! se'r·vizio di esplora.zione, nel qiwte essa piiò 1·endere i più preziosi serui: i alle altre anni . Q11esto è il suo còmpito; còmpito non meno rilevante o glorioso di quell o del passato, che ha si sp lendide tradizioni, q1iando però ,i si auenda con modi e con mezzi appropriati, con alacrità e roJontà; dirò anzi con quella passione eli o fu sempre il 'movente, la caruLLerist ica della ca~·alleria. E quali siano questi mezzi è ancora Senofonte che cc li suggeri;;co, adatli oggigiorno quanto il dì che li pl'escrisse tanti sec~ li fa . Venendo egli ,a padare ,\I suo amico di questi pratici insegnamenti , dice: Per abituare il cavallo alle discese bisogna cond1irlo le prime volte su di im declive dolce ep1·oqrcssivamente esercitato; e quanclo si sarrì abituato egli correi·à più volontieri in discesa, che non in salila. [ n questa istruzione pratica, come in tutte quelle con~imi li d'o rdine ginnas ti co, lutto cli pende dalla confidenza tl'a l'uomo cd il caYallo e dall'abitudine che cosi l'uno come l'altro debbono prendere no~li esercizi. Seda princip io si pretendesse fa.r subito le cose più difficili, non seguendo la razionale progre:;sione, non solo si riuscirebbe a risultamenti negati,·i, ma si roYinerobbero uomini o carnlli; e non sarebbe possibile incolparne altro che la mala applicazione della regola. Qualcuno mi fece avvertire, quando nÌi provai di mostrare la . struttura meccanica del corpo del cavallo siccome non opponenlesi alla buona riuscita dell'esercizio, che le spalle dell'animale ne riporterebbero gravi lesioni. Al che mi affrettai di rispondere col le parole stesse cl i Senofonte: A Lwni temenclo per le spalle clei loro cavalli non osano spingerli nelle cliscese . Siena sii questo pericolo sen.za inqiiietitcline: i Persi e gli Od'l'isii, che /anno corse cli sco1nmessa su declivi ripidissim,i, non siorpiano i loro cavalli più che non facciano i Greci. Ai cavalieri scende poi a dare il precetto cli portare il capo indietro, perchè sia impedito di cadere. Nelle chiose al tr3.Ltato d'equitazione di Senofonte lessi ciò che · Chardin (parlando dei Giorgianiì dice in merito della loro destrezza nel cavalcare: essi vanno a galoppo anche n,elle cliscese, senza timore che i loro cavalli cadano.

CAUlCAN'J' l!: I)ì DI SC ESA.

Durante il medio-eYO la grande velocità della cavalleria antica si ridus.se a cariche di trotto . Federi co il Grande vide risorgere i cavalieri Macedon i, gli Afri, i German i, solto il magico scudiscio di Seydlitz. La procella equestre della hibbia rombò cli nuovo sui campi di batlaglia, terr ibile ai medotici e flemm atici dragoni. Al re, che gli domandava ragione dei frequenti casi di disgrazie, Seydlitz rispondeva: Sen::(l, ,qam be rotte non potrei assiwrare a V. .tf. ima cavalleria qiiale si con:oiene. Intanto vennero i )lurat, i Kleher, i Kellerman a dimostrare che il serrreto dei risultati sicuri della cavalleria stava nella o . rap idi tà delle mosse, nell'urlo delle masse coll'audacità delle manovre. Napoleone ammirato esclamò: Non ho mai v-isto ,lforat alta testa della wvalleria senzct rlrnirnentare Ercole alla distruzione dei centa1iri. Non ho mai visto Kleber a ccwallo senza pensare cigli eroi cli Omero. La errando mobi lità e l'impiego dei cavalieri di Senofonte, di Alessa~1Clro, di Cesare, cli Federi co, cli Napoleone I , richiamò a nuova vita la Prussia, che creò generali ;;simo della sua nrtiglieria un generale di cavalleria, per imprimerlo un grado di arditezza, che le conferisca superiorità cli potenza. Rivivono nei nostri cavalleggieri-moschettieri gli antichi dragoni di feli ce niemori a. E non sarà egli possibil e di ollenere che i lancieri si addestri no a caricare su terreni inclinali? )la all'uopo bisogna manovrare cioè con quell'ampiezza di latitudine e di mezzi esperimentali, che sono concessi all'artiglieria ecl alla fanteria. sorelle d'amore dell'arma nostra. L'artiglieria consuma ingen1/somme in esperienze quotidiane; la fanteria costruisce bersagli meccanici mo bi li , s'aclclestra come meglio può al tiro I.. E noi eseguiamo qualche carica a fondo nel corso dell'anno sul la piana superficie della piazza d'arme, trepidanti di fronte al quadro statistico e parallelo delle perdite di cavalli , che annualmen~e si fa, come a termometro al quale la nO$lra buona volontà deve uniformarsi. O perchè non confessarlo? Ai tempi di Seiclli lz sappiamo come le raccolte si facevano; e noi in terreno un po' sdrucciolevole dobbiamo badare a che non ci inco lga la disgrazia che un cavallo scivolando si ouasli i delicati integumenti dei ginocchi lii Una soverchia dose di economia ne coagula il sangue, . . ! Ch iamati all'at-


SULL'AZIONE DELLA CAVALLERIA

CARICANTE IN DISCESA

tenzione da una voce straniera, volemmo azzardarci, nel 1868 di fare pure noi qualcosa di ardito. Ma cademmo nella compro~ek tente esageraz_ione, propria di tuui coloro che r ipetono, non pensano; che copiano, non creano . .. . · Nella imitazione vuolsi diligenza, meglio che non ne ponesse Perseo, figlio di .Fil ippo i.I Macedone, quando volle menare la sua .,. c~val!eria_ contro. i Romani, i quali disponevano di grande quantità di elefanti, levati parte dalle Indie, parte dalla Libia e dalla Soria. Perchè i suoì cavalli a.Ila vista di quegli animali ed al loro terribile barrire non ispaventassero, feceli a tempo avvezzati, portandoli contro elefanLi di legno, simili ai vivi di figura e tli colore; i quali nascondevano nell'interno un tubatore, che mandava fuori per la bocca del mostro un suono ortibile e acuto. Per tal modo i cavalli dei Macedoni, n?n . temendo la vista nè i barriti degli elefanti, poterono essere spmt1 contro le schiere romane. Ma una cosa tuttavia Perseo non aveva osservata; e bastò perchè tornassegli funesta tutta l'opera sua di astuzia e di prudenza.. E questa è il puzzo orrendo tanto nauseoso all'olfato 'del cavallo, a cui egli non aveva . pensato .... ! li Un opinante sostenne con dotti argomenti che la struttura del cavallo non è adatta alla corsa in discesa. Al medesimo osservai che il cavallo è per naLura montanaro· e ch_e ~utti i cavalli saliti in maggior pi·egio sono appunto quelli c;·escmt1 ed allevati in paese monLuoso. Osservia\no la triano-olatura della costruzione ·meccan'ica del cavallo, e la vedremo non diversificare gran fatto da quella di altri quadrupedi, da.Ha natura destinati ad abitaré i monti. · Alla mancanza di autori, che abbiano trattato della stalica animale per piano inclinato, mi proverò di supplire nel miglior modo -che per me è possibile, esponendo i movimenti che il cavallo deve eseguire negli atti di salita e di discesa' tenendo calcolo della dina. mica animale, t)ioè della forza impiegata dal sisLema muscolare, e degli an~oli formati dai raggi ossei componenti le esLremità . . Quando il cavallo eseguisce la carica in salita, il sistema muscolare delle estremità superiori si trova attivato di forza, dovendo trasportare in avanti il centro di gravità ed alzarlo di una data ·lJUflntilà. 1

L'estremilà posteriore, che trovasi avanti dell'altra, piega di più ;Je sue articolazioni ; mentre l'altra. fa più grandé sforzo per stac,. carsi dal suolo ·e spingere il c,.>rpo . I muscoli crurali ed il bifemoro-calcaneo , formanti la coscia e , gamba, sono quell i che si trovano maggiormente in azione, e che ·per mezzo della corda d'Achille distendono il garetto, dando così la . spinta in avanti ·al corpo. I muscoli ileo-spinali e dorsali si mettono in contrazione per dare · co:npaltezza alle vertebre fo rmanti la spina dorsale. Con tale atto le estremità anteriori sono spinte unitamente ·.al tronco e alla testa, che ne sono inclinati in avanti ed in basso, , onde facilitare il trasporto del centro cli gravità ed avere più 1libera la respirazione, mettendo il condotto areo nasotracheale ,q~asi in li nea retta, eliminando l'angolo formato dalla gola colla ttesta. I muscoli dell'addome, nonchè i flessori della testa e del collo, prenclonp punto fisso sul torace; che, reso immob ile, sospende momeotaneamente l'atto della respirazione, causando 'la lena affan :nata, che il cavallo fa sentire quando si trova in salila. L'andatura più fac ile sa1;ebbe il galoppo , siccome quella che ìpermette l'azione simul tanea· delle estremità superiori di tra:sportar:e il centt:o di gra.vilà e spingere la_ massa del corpo in . arnnti. Sono queste leggi meccaniche intuite, se non tutte sp iegate, che · fanno·desiderare il cavallo dal dorso breve, dalle anche aperte, dalla , coscia robusta e dai garretti so lidi. Accennate così le leggi meccaniche applicate in salila, vediamo ,ora la statica e la dinamica del cavallo nella corsa in discesa. Il •camminare del cavallo in discesa differisce dalla sua azione ascendente per una circostanza, che sembra debba togl iere gran parte · della fatica che sopporta, non richiedendosi lavoro per so ll evare il peso del corpo. Difatti il grado di fatica, che consegue l'uno e iì'altro esercizio , è molto differente. Ciò nullameno non è da credere ...che la fatica nel discendere sia nulla, sebbene agisca nel senso . stesso della gravi tà, a -vece di avere questa forza per antagonista. Il corpo abbandonato ·all'azione del peso, pren.derebbe un movi:mento accelerato uniformemente, e veri·ebbe ad urtare con dannosa


SULL'AZIONE DELLA CAVALLERIA

CAHJCAN'l'E IN DISCESA

violenza contro il suolo. Per ciò scongiurare è necessario che il cavallo , ad ogni passo che fa in discesa, mantenga le condizioni der movimen to uniforme, mentre la gravità tende ad imprimere il movimento accelerai.o. L'azione muscolare delle estremità anteriori, specialmente dei , muscoli estensc,ri, deve essere energica e robusta per sostenere il corpo e resistere all'impulsione del movi mento del peso ed alla spinta di progressione: nello stesso tempo deve trasportare, per guanto è permesso dalgrado della discesa, il centro di gravità ail'indietro . Per ciò eseguire la Lesta ed il collo sono portati in alto e verso il. tronco; i muscoli dorsali e soLto-scapolari uni tamente acrii . r sternalt, mao tengono fissa la spalhi al tronco, mettendola in linea quas i perpendicolare; l'angolo scapolo-omerale si fa molto aperto; dimodochè le estremità anteriori son po rtai.e in avanti , direi quasi appun tellate, per resistere alla gravità del peso. In tale concfo.:ione gli èstensori devono maggiormente funzionare. Anche in questa andatura in discesa, il tronco deve essere compatto e ten uto saldo per mezzo dei muscoli dorsali ed ileo sp inali: i · muscoli formanti la groppa mantengono la tensione della colonna vertebrale per mezzo del loro peso econtrazione:l'angolo fo rmato dalla tibia-femo'.'e, forman ti la regione della grassella, si chiude in senso , opposto a quello delle estremità anteriori, abbassando alquanto il · tronco verso terra: le pareli infer iori delle estremità sono portate verso il centro di graviLtl per sostenere faci lmente il peso del corpo; e i muscoli femore-calca.nei danno la 'spinta per la progressione. L'andatura ·più resistente e facile in caso di discesa, sembra quella del trotto. Ora debbo aggiungere due parole per ragionare sull 'equi librio del co rpo animale in questa andatm11 in disceso:. Esso corpo è spinto piuttosto in alto dalle estremità anteriori, per l'apertu.ra nell'angolo scapolo-omerale e linea perpendicolare·· della spalla, mentre le estremilit superiori si acc~rciano per la · chiusura dell'angolo femoro -tibiale, e perchè porLate più sotto i1· tronco verso il centro di gravità . Ne consegue che il tronco si tro-verebbe in linea quasi orizzontale tenendo calcolo del breve :spazio., .occupato dalla base di sostegno, ossia del parallelogrammo. Se bene si con~ideri quanto mi provai di rappresentare sui mo-·· ~

-vimenti statici e dinamici del cavallo nell'azilllle di discesa, tanto a troLt.o che a galoppo, si è portati a notare un fatto, che milita, oso dire vittoriosamente, a sostegno della mia tesi; e questo fal:to è ~heil peso del corpo gravitante sulle est:remità superi ori, premendo queste maggiormente sul terreno , maggiore ali.rito producono equale freno alla locomozione esse funzionano. Dopo ciò, di l}.n'allra obb iezione debbo discorrere, cioè che ir caYallo non si faccia a.ltret.tanto animoso nello scendere, quanto · nel salire. Mi fu faci le tacitare i dub itosi chiamandoli ad osservare come la: retrosia del cavallo si pales i sempre per tutto ciò che gli riesce nuovo: e ne add1:1ss i le prove nel passo degli ostacoli davanti ai quali il cavallo s'impressiona maggio rmente, se artificiale che non se na turale, però sempre indeciso e non si fa con fìdente se non in secruito di luno-a paziente scuola e pratica di esercizi progressi.vi ~ e) ' dai più facili e lievi ai più paurosi e faticosi. Ricordai la vertiginosa veldciLà in discesa delle così dette celerifere, velocifere, corriere, eèc., che trasportavano i vi~ggiat.ori· al vallico del Cenisio nei tempi in cui la macchina Watt e il congegno Fell non le avevano sostituite. . Dimostrai come quella velocità e resistenr.a fossero il risultato dell'allenamento di quei cavalli opportunamente e convenien temente addestrati. Ricordai la discesa di Posilipo, che frequen Lemente coil'intero , reggimento di 6 squadroni percorrevamo a veloce andatura, senza: che inconveniente di sorta avven isse mai; ammettendo, come ammet.to tultora, che con cavalli non allenati opportunamente e convenientemente quel medesimo fatto, che allora era riguardalo come ordinario, in oggi senza prev ia preparazione considererei non solo, · come azzardoso, ma condannevole; certo come io sono , per lunghe· esperienze fatté coi miei propri cavalli, che non solo non riuscirebbe quell,a corsa ordinata, ma si convertirebbe in ·un · pericolo. Produssi la mia testimonianza del fallo di due squadrnn i di lancieri, che nel ,J 868 ebbi l'onore di comandare in Sicilia; i quali- erano si.ffattamente addestrati e allenati alle discese lunghe e ri- , pide a Lrotto su terreno duro, e talvolla sassoso, prestando ser··


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SULL'AZIOXE DELLA C.HALLERIA

C.\R!CA:STE 1::-i DISCESA

vizio di scorLa all e corriere postali per strade a l'ivolt.i inegttali, senza danno alla conservazione del prez ioso animale, quantunque i cavalli fossero lulti ferrati dei quallro piedi. Citai anc1)ra l'esempio dei tre squadroni, che la sera della battaglia di CasteHìdardo ebbi, come aiutante maall'iore a auidare · vO ' ~ dalla sommità del monte di Recanati fin o alla spiaggia, scendendo -per un declire di strada tortuosa ed irregolare fino all'incontro rlella grande rotabile, per tagl iare la ritirata alle truppe del Lamo. ricière. Fn un percorso di parecchi chilometri fatto a troLto o aga..Io1)po. Ora sono in grado di aggiungere ai tanti esempi anche il se guente: Sul finire di agosto dell',rnno 1857, da Mondovì d'Africa, paese fabbricalo sui ruderi cli un antico villaggio moresco, due squadroni, di sprti's uno e cli gendarmi mori l'altro, comandati dal colonnello Allegro, eransi posti in marcia per Guelma, ch iamali in soc· · corso per sedare un tumulto. l'er arrivare più presto a compiere la -sua mission e, il colonnello abbandonò la strada e prese a traverso una collina tulla coperta cli quercie sugheri; arrivalo al punto da cui si dominaGuelma, comandò la carica senza tanti preamboli. I due squa-dron i scesero come valanga in modo (mi riferìva un ex-ufficiale di cavalleria testimone oculare) da fare frem ere. Compagno dell'ex-uffi ciale di cavalleria italiano era il colonnelloPaskewiccleoli usserj della o · Guardia imperiale russa, figlio del maresciallo che soLLomise il Caucaso, Alla vista di quella corsa, che esso colonnello paragonò alla ca5Cata delle Marmore, voltosi al capitano esclamò tra il commosso ed ammirato:« il faut aroir une aveogle confience clans lesjarrets · de son che val »: no tisi che disse: garretti, e non spalle! ... .Il generale ,Tomini lasciò scritto: Non sempre l'iwto è più efficace in proporzione della semplice velocità che lo produce; ma gli, abbi. sogna ancora la compattezza, che è data dall'ordvne. Ora io dico; il trollo potrebbe bastare a chi scende per declivi - di grado dal 10° gi ù giù fino al 5°, per controbilanciare con vantaggio il galoppo, che non può essere che raccorciato, di chi ascende. Le carich e a trollo dei tempi delle prime armi di Federico lI sarebbero ancora in questo caso di utile impiego . Se è vero ciò che la storia ha regi strato, di squadroni lanciati . alla carica che, giunti a 50 metri del fronte avversario volsero bri-

glia indietro, la possibilità di ciò commettere sarà maggiore per chi sale che non per chi scende. Fin qui io dissi per dimostrare a quali criteri io ispiri la mia <Credenza, essere cioè il cavallo suscellibile cli addestrai·si a tutte le .andature in terreni inclinati. Ora vengo a discorrere cli quu le fon.damento facciano i moderni tattici sulla possibilità di Yalersi delr impiego della carnlleria in terreno non piano. TuLLi i nostri Regolamenti tattici , niuno ecceLtuato, così come Jl.ulti i giovani e vecchi maestri della tattica, concordano nel ripetere una sola sentenza; ed è ql'lesta: li terreno che più si. adatta alla cavalleria è la pianura rasa d'ostacoli: impraticnbili per lei si fanno i te1'reni niontuosi, i paludosi, o 'rotti da frequenti sbalxi -o fossi insuperabili alla cavalleria per reparti agenti in massa, .quando i pendii mperano il 10° grado di inclinazione. Invano si cercherebbe una parola di più sulla difficollà, eccettuatane l'Istruzione pel' la manp~rra sulla carlu, di cui conosciamo l'espresso dettato dal quadro B copialo dal Peulker. Il generale Jomini parlando di declivi per caso di cavalleria, osserva soltanto essere il vantaggio per questa quando viene dall'alto contro fanteria al basso, p.erchè il fuciliere suole tirare troppo alto. Ciò avvertendo, e sapendo noi che, in tulli i tempi, condizione ;pl'incipale della salvezza d'una cavalleria, negli attacchi contro fant eria, è la sorpresa per mezzo della velocità: e cli questa il Jomini non avendo fatta menzi0ne, potrebbe nascere dubbio se egli considerasse come menomala. la mobilil.à della cavalleria pel fatto della ,discesa; perchè, se questo egli avesse ri~enuto ne· suoi convincimenti, profondo analizzatore clell e cose cli guerra quale egli è, avrebbe posta la risultante lentezza come controbilancio al vantaggio della cavalleria scendente sui tiri irregolari della fanteria appostata in basso. La cavalleria cli Murat non si arreslò da vani i alle·erte dell e colline, ·Je quali come ori oiastra cortina nascondevanle la ritirata di Barclay i:, o de Tollv su Witespk; chè anzi inseguendo ed evitando gli Ulani su e giù p;r i declivi, supera.ndo erte, burroncelli, boschi e d'ogni IT)._aniera ostacoli, sbaragliò (dice lo storico) i Cosacchi; e ciò con una velocil.à e ordine senza esempio.

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CAI\ lCANTE IX DISCESA

SULL' A7.I0NE DELLA CAVALLERTA.

Egli è che la cavalleria di 1VIurat aveva allenamento e pratica:_' qualità che, unite all'alto spirito di corpo, la rendevano per finolemeraria, come quel giorno che fu visto il 16° cacciatori sulla Duaa muovere in 600 contro ,f O mila. Il servizio della cavalleria, che ormai credesi più particolarmente· suo proprio, _è quello di avanscoperta a grandi distanze sul fronte o sui fianchi degli eserciti; ed è logico supporre che questi esercì ti non marcieranno sempre sulle estese steppe della Tebaide nel deserto di Sahara. Marciando al nemico per rintracciarlo, è supponibil e, che lo trovi; trovandolo, che lo incontri; incontrandolo, eh~ lo urLi. Dapoichè la sua missione deve essere quella d'i squarciare i v_el_i, c_he .le ~ascond~no le ~o~se del nemi co, per ric~prirne le pos1z1on1, 1~tull'~e le mtenz1on1, l'azione sua do1;rà essere energica, oltre che mte1!1gente. Le posizioni propriamenLe dette non si trovano in pianurà, e sarà facile argomentare che la cavalleria dovrà p~rcorrere colli, monti, strette, piani ... Per monti, per strette, per· piani, l'urto sarà inevitabile, se si fa. la guerra. Di qui sca turisce la necessità di un pratico ammaestramento per dare alla ca.valleria mobilità in terreni inclinati . Di più coa!i attuali eserciti, e cogli attuali terreni, un corpo che si ritiri in disordine· se1~bra attratto da una forza magnetica irresistibile a. portarsi sullestrade; e su quelle appunto che conosce per averle percorse nel movimento offensivo . . Chi ha visto la ritirata di Novara, di Custoza, di Solferino, cono~ sce per esperienza, questa verità. Nessuno pone in dubbio che la sola cavalleria possa essere la raccoglitrice dei frutti della vittoria, mediante lo inseguimento. Nell'inseguire avverrà che incontri salite e discese, nelle quali per regola tattica sa d'inciamparsi nella cavalleria avversaria la quale protegge le proprie colonne in ritirata. Avrà clunqne biso~no di conoscere e di aver fede ne' vantaggi .che può ottenere urta~do, nello scendere piutlosto che nel salire, o viceversa. ?t~dine, semplicità, rapidità di manovre, sicurezza. nei principir tatt1c1, ·ofori , tanto . ' f fedeltà ed arditezza nell'esecuzioni, quanto mao 00 pm attori non dubbi della preponderanza della cavalleria. sulle-, masse oppositrici.

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22.9

Su pee le strade non puossi manovrare che per spezzati di quat,tro, o tutto al più di sei, a conven iente distanza fra loro, perchè non avvenga la con fusione negli spezzati seguenti, quando quell i 'in 1.esla, cozzando, siano arre,lati nell'impeto della corsa. A sancire un'esperienza, che tutti 01·mai posseggono, non manca che la regolamentare paro la. - Puossi rimanere attoniti alla notizia che Lassall e non esitasse ad attaccare con pochi èavalieri una for tezza e vi riuscisse, emulando ·la cavalleria di Cesare (n ella guerra civile) ('I), la quale per angusto senl.iero sal iva sui ba$Lioni della città, dentro cui erasi fortificato Pompeo; e che un nerbo di cavaJ.:. leria ard ita. spingesse la temerilit fino a dare l'assalto ad una flotta, caricando per attorniarla sul ghiaccio; ma non essere sorpresi come un cap itano di gran cuore, italiano, caricasse al ~facerone trionfalmente per piccoli spezza.ti, dell'alto in basso. Chi conosce il luogo non può avere dubb.io essere la pendenza del ten;eno, su cui il capitano Mantiglio aggiunse tanta glori~ alla cavalleria italiana, di poco inferiore al 110° grado . Esempi storici d'una cavalleria cbe caricò in declivi più o meno ripidi , con e[etto vantaggioso su cavalleria che muove dal basso in alto, a pari forza, o contro superiori là di numero, potrei citarne non pochi ancora. - Date e concesse le condizion i di maestria; nel mano,,rare, di allenamento, di resistenza, di spirito e cli opportunità; quegli esempi, io credo rermamente che si potrnnno sempre riprodurre. Intesi l'opini one di alcuni convinti del contrario; cioè che i cavalli sposlano il loro equilibrio lutto in avanti, nell e discese: onde il can llo da sella trovandosi eccessivamente sopracaricato sulle spalle, non potrà a differenza del cavallo da traino, muovere a celere andatura. Ed io replicai: ciò non disconosc·o, chè anzi lo metto per primo nella somma delle d'if'ficoltà che la mia tesi presenta. Ma come il conducente colla propria maestria sa dare l'appoggio che si conviene ai cavalli da tiro, il cavaliere col soccorso dell a scienza e col :Progressivo esercizio pratico, acquisterà l'arte di equilibrarsi col suo

(l) Vedi Libro lll 0

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69.


SULL'AZIONE DELLA CAVAJ'.LER!A ECC.

cavallo per modo che ne agevoli la mobilità, e trovi egli stesso quello sta lo che gli per·metta di adoperare le proprie armi ad offendere e a difendersi. Pel' tuttt i mo'Livi esposti e per la virtù dei fatti provati che produssi, io porto convinzione che le pendenze nella graduale loro praticabilità stabilita dal quadro B dell'Istruzione di manovra sulla carta, sono dà riguardarsi con vantaggio per il partito di cavalleria che discende.

Colonnello

I DEPOSITI D'ALLEVAMENTO

DELÙ. \

In conformità alla legge 29 giugno 188~ sul riordinamento .del · 1

'

Regio Esercito e dei s~rvizi dipendenti dall'amministrazione della guerra, dovranno istituirsi altri due depositi di allévamento caval li la cui sede sarebbe giù stabilita, cioè, uno nel circondario di Mirandola in provincia di Modena, e l'altro in quello di Militello in provincia di Catania. Avremo quindi cinque depositi di puledri,_ con una determinata zona d'incetta per ciascun stabilimento e con, metodi d'allevamento Ct•rrispondenti a quelli genera lmente in uso nelle zone medesime. L'attuale deposito di Grosseto acquisterà, come ora, i suoi puledri nell'agro romano, nelle paludi pontine e nella maremma Toscana, con tinuando pure il sistema d'allevamento brado ·che si pratica int tutte le dette regioni. La zona d'incetta pel deposito di Persano si estenderà a tutte le nostre provincie meridionali ed all' isola di Sardegna, e l'allevamento sarù promiscuo, brado o semi brado, secondochè i puledri sa- · ranno stati in precedenza sottoposti all' uno od altro dei detti sistemi. t'attuale· deposito di Palmanova prenclèrà ·i suoi puledri nelle proviRcie del Veneto , in q1.1ella di Mantova ed in tutta la regionecompresa fra le Alpi e la riva sinisbra del Po, continuando l'allevamento, stallino che generalmente si usa in dette zone, e che pe!." le condizioni IocaJ:i vi si può, assai meglio d'ogni altro, conveni en- · temente praticare. ·


I 1)11:J'OSfTI o'Ar,LE\'AMlsN'l'O

Tl nuovo deposito di lliranclola avrà. per zona d'azione le regioni comprese fra l'Appennino e la riva destra del Po, le March e, l'Umbria e la Toscana meno la Maremma e le condizioni locali di queslo deposito sarnnno favo revoliss imo all'ailevaùiento sem il.Jrado, che ò prevalente noi la maggior parle delle suddette regioni. Tl nuovo deposito di l\lilitello finalmente, farà esclusivamente le sue rimonte in Sicilia, praticando l'alleYamenlo <;emibrado, usalo oggidì in quasi tutta l'Isola. La creazione di due nuovi depositi d'al levamento puledri per l'E:,ercilo e l'assegnazione fatta a tutti gli ora detti stabili menti cli una determinala zona d' incolta, tendono evidentemente a far si che tulle le prov incie del regno vengano annualmente esplorate da apposite commissioni di rimonta, onde assicurare agii allevatori lo !-mercio dei loro prodotti e si può fonda tamente presagire che siffalle disposizi on i co ntrilrniranno efficacemenle ad aumen Lare ccl anche migliorare l'ippocollnra nazionale; ci riserviamo esaminare in seguilo se elesse saranno suffic ienLi per farci raggiungere lo scopo cui unanimenle aspiriamo, quello cioè di poler rimontare interainenle la nostra cavalleria con buoni cavalli indigeni; ed intanto rliremo come la scella delle località per l'impianlo dei nuo,i depositi cli ~lirandola e Mil iLcllo sia stato invero felic iss ima so llo ogn i rapporto . Nel circondario di ~Jirandola, prosperarono per lunghi anni munerose e rinomate razze equine, specialmonLe nella vasla tenula cli Portovecchio in cui verrà appunto impiantato il nuoYO'deposilo. Il duca Alessandro II Pico, cho tenne il governo della. Mirandola dal -I6-1-8 al •I69 1, vi allevava la celebre 1·azza denominata Corsi'.e,·a, i cu i puledri so leva mnndare annualmen te alla gran fiera di S. Luca in Rovigo dor'erano ricercatissim i e si vendevano ad un prezzo moll o elevato. Il duca Aless:rnclro face\'a pure allcvar13 nel Mirnndole,;e altre due pregiatissime razze di carall i nomate Villane e Gianette, ed avendo egli inviato all'Imperatore alcùni prodotti delle medesime e della. Corsiera di Portovecchio, fnrono di st1ipore a· Cesare e a t1~tta la Germanùi per meravigliosa belle::rza, co me riferisce il Papotli negli annali della 3Iirandola ( Tomo III , pag. 37). Questa tenui.a ò om di prop ri età del demanio , e hl sua estension e è di circa 670 ettari di buoni terreni, dei quali 270 arativi e -~00

I OEPOSJT[

o' ,\[,LEV..\.}m:no

233

-pascolivi; la sun nhicar.ione è qua.'> i intermedia f1·a le provincie di .Ferrara o Bologna, Parma, Pi acenza e la Toscana, e per conseguenza il nuovo deposito diverrà un centro d'allevamento per tutta la produzione eqnina di elette provincie e di quella di Modena. La località scelta nel circondario di :Militello è pure cli pertinenza ernriale; la superficie non ne è mollo eslcsa, ma presenta il nolevole ·yantaggio di aYere a brevissimadisLanza i vasti ed ottimi pascoli piani e montan i di Sco rdia e din torni. Qnosta tenuta denominala Ambelia è anche situata in un centro d'alleYamenlo equino che annualmente si concentra nelle grand i fiere di Lentini, Leonforte, Castrogiovanni e Caltanisetta, dorn, nella. decorsa primavera, il ministero della guerra potè far eseguire una ragguardevole incetta di buoni puledri per l'Eserc ito, che ora si allernno a Persa no . Il nuovo deposito quindi Ticaverà induhhiamcn le, del la rimarchevole produzione equina. siciliana, un numeroso contingente di eccellcnli çanlli . Rapido, vispo, sobrio, vigòroso e di solido piede, il cavallo sicili ano sarà nn prezioso elemento per la nostra cavalleria leggiera. Vedinmo ora se con cinque depositi ci sarà. possibile incettare in paese ccl allevare quel numero di puledri che ci occorre per far fronte interamente, senza cioè ricorrere all'es tero, alla rimonta della. ·nostra cavalleria. Dobbiamo anzitutlo premettere, in base a dati slatistici, la cui attendib ili tà è pienamente nccertata, cho presentemente la produzione equina dell'Italia. non dà meno di 45000 puledri all'anno. 01·a, quand'anche si volesse valutarne lo perdile e gli scarti all'enormo sottrazione dell'80 p. ¼ ci resterebbero sempre 9000 l1noni pu ledri fra cui le commi'>Sioni militari potrebbero scegliere i 3600 ~ll' incirça. necessari per sosLiLuiro nei depositi i cavalli fatti che essi manderebbero annualmente ai corpi e per sopperire all e -perdite che avven~ono nei puledri durante l'allevamonto . Per mao-oiormenlo avvalorare '-l(Tnesla nostra asserzione, che cioè abbiamo oooidi in (tali a. i mezzi di r imontare completamente la. no. stra cavalleri a. con cavalli indigen i, citeremo i seguenti recentissimi fatti: Nelle incette effettuate durante la primavera. ed al principio dell'estate del corrente anno nelle provincie romane e nelle meridional i, lo rispetlive commissioni di rimonta dovettero r innnciare ~Iè)r)

~~

ANNO XXVII, TOL. lV,

16


J Df~l'OS l'l'I D'ALLEVAMENTO 1

l'acqui sto di oltre 400 puledri perfettamente ~td aLLi al mili tare ser-· vizio, sebbene il ministero della guerra avesse aumentato di ben, .200 puledri la consueta annua rimonta. In Sicilia po i la Commissione dichiarò che invece di ,J 50 puledri, acquistati in soli ,J 5 giorni,. ne av·rebbe di leggieri potuto incettare 600 nell e sole grandi fiere equine di Leon(orte, Lentini, Cq,ltanissetta e Castrogiovanni; anche la commissione che percorse la Sardegna nelle stesse epoche, dovette rinunciare àll'acquisto di un buon numero di ottimi puledri . E tutto ciò è accaduto per la semplice ragione che non abbiamo, un num ero sufficienbe di depositi d'allevamento per racco<1fiere· tutti i puled!'i atti al servizio dell'Esercito, che la nostra ind~slria. equina produce oggidì. · I Ne crediamo che colla decretata istituzione di altri due nuovi depositi questo gravissimo inconveniente possa essere completamente el iminato e ci proveremo a dimostrarlo. Giusta il nuovo organico, la nostra cavalleria deve a~ere 19 740 ' cavalli, compresi i 600 delJa scuo la normale. Calcolando le perdite. annuali al 12 p °/o in media (compresi gli eventuali passaaai all'artiglieria di cavalli che vengono- riconosciuti più atti al ti;; che alla sella) si ha una diminuzione toLale di 2368 cavalli all'anno. Detraendo ancora i cavalli d'agevolezza che si distribuiscono aa]i, b ufficiali e che vengono scelti fra i cavalli di truppa, ossia annualmente N. 500 cavalli in media, si ha un tolale di N. 2868 cavalli di truppa che debbonsi provvedere ogni anno per mantenere a numero il suddetto organico. Vediamo ora quanti pu ledri si potranno ricoverare ed allevare nei cinque depositi cl'allevamenlo. Al deposi to di r;rosseLo, tenuto conto delle condizioni dei terreni, dei fabbricati, e specialmente del sistema d'all evamento brado, si allevano annualmente puledri . . N. 1800·Al deposito di Persano, tostochè saranno ultimati i vasti diboscamenti in corso, se ne potranno tenere » ,J 500 · Al deposito di Palmanova . )) 600 Al deposito di Mirandola )) 800 Al deposito di Militello » 800 Tolale puledri nei 5 Depositi

N.

5500,.

l DEPOSITI D ALLEVAUENTO

~35

Qui giova osservare che nei deposi ti di Palmanova, Mirandola e Militello destinati all'allevamento stallino e semibrado, il numero dei puledri non potrebbe essere superiore a quello suindicato, sia per le maggiori cure e sorveglianza che richiedono i suddetti sistemi d'allevamento, sia, e più specialmente, per evitare i gravi danni cui s'andrebbero incontro in caso di malattie epidemiche, che una soverchia agglomerazione di puledri potrebbe anche cagionare. Sarebbero adunque 5500 puledri all'incirca che il min istero della guerra potrebbe far allevare nei nostri cinque depositi. Ritenendo ora che le incette si facciano, per regola, in autunno., le commissioni di rimonta acquisterebbero generalmente i puledri d~ll'el.à di circa 30 mesi, salvo poche eccezioni per quelli di maggiore età non incettati in precedenza, e la permanenza dei puledri sarebbe in massima di 2 anni presso i depositi di Palmanova, !Uilitello e Mirandola e di 27 a 30 mpsi presso i depositi di Grosseto e Persano i quali, praticando l'allevamento brado, devono sottoporre i loro puledri a!l'ammansamento prima d'inviarli ai corpi; ammansamento che per ragione di clima non può farsi n_ell'estate e che principia. quindi nel 2° autunno successivo all'arrivo dei puled1 i ai predetti depositi. Dal suesposto emerge quindi che i reggimenti di cavalleria riceverebbero dai depositi d'allevamento semibradi e stallini i puledri all'età di 4 anni e 11/2, e dai depositi bradi, meta all'età di 4 anni e 9 mesi e metà a 5 anni circa; od in altr1 termini dai depositi cli Mirandola, Palmanova e Militello uscirebbe annualmente la metà dei puledri (già ammansati durante l'alleva.mento) e dai depositi di Grosseto e Persano pure la metà ne. uscirebbe nel periodo di 15 o 18 mesi. In base a questo computo , il nu-inero dei cavalli che i depositi d'allevamento darebbero ai corpi dovrebbe essere: di 900 per Grassetto nel periodo di 15 a ·18 mesi di 750 per Persano ». » di 300 per Palmanova ogni anno di 400 per Mirandola » di 400 per :Militello » 2750 in totale.


237

I DEPOSITI D' ALLEYAllENTO

'236

I DEPOSITI

o' ALl. lil"A)fE'.'sTO

Ma da questa cifra occorre diffalcare le perdite che avvengono chm1.nte l'allevamento per mol'te, rif'orma, passaggi all 'artiglieria ed altre causo, perdile che calcolale al 1Op. ¼ sulla forza complessiva dei cinque depositi, porterebbe una diminuzione di 550 puledri . Occorre altresì tenei· conto dell a circostanza che i depos iti di Grosseto e Persano dovendo attendere all'ammansamento dei loro puled~i pr:ima d'i~viarli ai corpi, opcrnzionequesta che si pratica per la metci de, puledri alla volta (all'etit di 4 ann i e ,f/2 in due successivi periodi di 3 mesi ciascuno) ne consegue che, i re()'O'imenti di cavalleria invece di l'icevere i cavalli dai sud detti deposi~ nell 'autunno di ogni anno, come succede per gli altri; li ricevono una metà 3 mesi dopo e l'altra metà dopo sei mesi circa. _Facendo qui ndi le debi te pt·oporzioni e tenendo conto dell e perdite durante l'allevamento, i cinque depositi fornirebbero realmente ai corpi anzidetti il seguente numero di cavalli nello spazio di 12 mesi: deposito di Grosseto . » , cli Perso.no . » di Palmanova )) di Mirandola )) di lVlil itollo . Totale cavalli

~.

iS40

» 450 > 270 » 360 » 360 N. 1980

Con um cli[erenza in meno di 888 sul nnmero cho ci occorre annualmente per mantenere l'organico della nostra cavalleria e che dovremo necessariamente incollare quasi tutti all'estero, criacchè l'clsporienza ci ha put· troppo inconLestabi lmcntc dimostrato in Italia si trovano ben pochi carnlli dai i> agli 8 anni atti al militare serv izio, perchè sciupati dal precoce lavoro cni, da puledri, vengono inconsiderevolmonle sottoposti. Che si possono incettare in Italia qnel tanto di puledri che ci occorrono per supplire alla suindicata doriciernrn , l'abbiamo in precedenza dimostrato; vediamo or?, quanti altri nuovi depositi sarebbero necessari per mettersi in graclo di allevarli ed in quali regioni sareb be più opportuno stabilire i depositi stess i. Portando a 7 il numero dei depositi d'allevamenlo creandone cioè altri due, con una forza complessiva di "800 puÌedri, si po-

\110

trebbe indubbiamente far fronte alla rimonta della nostra cavalleria con cavalli nati ed allevati in paese e quindi acclimatati e meno soggetti perciò a malattie, di quelli di estera provenienza, i quali, come risulta da accurate statistiche, hanno una durata in servizio minore di quasi 2 anni in confronto dei nostri cavall i indigeni. Circa la scelta della località per quesLi due nuovi depositi, non si dovrebbe badare tanto a stabilirli in contrade dove il suolo fosse ferace ed urbetoso , quanto alla convenienza di collocarli nei centri delle zone d'incetta, sia per evitare costosi trasporti sia perché l' esperienza c'insegna che i puledri si sviluppano assai meglio restando fino ad allevamento compiuto , nella regione in cui nacquero. Ma noi forLunatamonte abbiamo disponibili località tali da oITrirci il duplice vantaggio cioè: Lerreno adattissimo all'allevamento e nel centro cli buone zone equine. ]on havvi regione in Ilalin che meglio dell'Agro Romano si presti all'allevamento del cavallo, e vi esistono poi alcune Yaslissime lonute che presentano all'uopo vanLaggi e comodi tà. veramente eccezionali. La ten uta di Boccea, per esempio, è una di quelle che riteniamo principalmente adatta. Situala. a breve distanza. da Roma lungo la strada consorziale di Boccea che, all'acquedotto Paolo si stacca dalla via Aurelia, quesLa tenuta ha una superficie cli ettari 1'.29,t , di cui 400 cil'ca di tena di riporto ferti lissima. e gli alLri di t.erreni vulcanici. È esposta a·mezzogiorno ed ha quell'ondulazione di piccole colline e valli tani.o profittevoli allo svilitppo dei giovani animali che si allevano nell'Agro Romano. Il clima vi è assai mite e. mai i geli danneggiano la produzione erbosa; l'acqua potabile vi è abbondanti ssima, limpida e fresca e ben distribuita nei diversi punti di beveraggio; il suolo è asciutto tanto nei pian i come nei piccoli colli; i pascoli sono ricchi di saporose e sceltissime erbe e presentemente vi trovano sufficiente alimentazione tullo l'ann o 350 capì vaccini, 250 capi equini e ben 4000 pecore, lasciando ancora 200 ettari di terreno per grano e biada. La tenuta è poi chiusa e divisa in serrate con staccionate in legname di castagna. Vi sono inoltre numerosi caseggiati ad uso di abitazione, di stalle, magazzini. Gna ragguarcle.:ole alberatura a filari , cinge le .pendenze delle colline, 1


2.38

•

I DEPOSITI o' A[,LEYAMENTO

onde non solo se ne ricava combustibile e legname da lavoro, ma serve anche di riparo ai• quadrupedi nei giorni di cattivo tempo. Col suo suolo ascinLto, ondulato, fornito di buone acque, coi suoi terreni vulcanici, l'Agro Romano è adattissimo all'allevamento equino; ìJ puledro, senza bisogno d'alti-o nutrimento, ha coll'erbn. sapida. tntto ciò che gli è necessario per vivere in buona salute, assicurare il suo sviluppo e fare bu·ona riuscita; ed è a queste ottime condizioni locali che devesi, in gran parte almeno, attribuire l'attitudine invero rimarchevole del cavallo romano al mili tare servizio. L'Agro Romano sarebbe dunque'indicatissimo per l'impianlo di un deposito d'allevamento di 8 a 900 puledri, il qual~ concorrerebbe con quello di Grosseto, ad incetta1;e ed allevai·e per l'esercito i migliori prodotti bradi del Lazio e delle Maremme, qove l'industria equina è già abbastanza sviluppata per fornire annualmente ai depositi stessi non meno di 2000 buoni puledri. Un'altra regione che pur si presterebbevantc,.ggiosamenteall'impianto di un deposito d'allevamento sarebbe la Sardegna, e preci,:.amenle una località nei pressi del comune di Sanlo Lussurgiu in provin cia di Cagliari. Situata quasi nel centro dell'isola ed in vicinanza dei circondari di Ozieri e Bosa ovetrovansi distinti ed appassionati allevatori, questa località è di pertinenza dell'ora eletto comune, il cui municipio cede1;ebbe gratt1itmuente un vasto e solido fabbricato in muratura (con lre ettari di terreni adiacenti) càpace di c.ontenere circa 250 puledri e con una spesa relativamente lieve, amplia.bile secondo i bisogni. Dalla ottima ed abbondante sorgente di Sa Pedra Lada, potrebbesi avere tutta l'acqua necessaria pei beverao-o-i e, Ot> negli eccellenti e vicini pascoli, 5 ed anche 600 ·puledri troverebbero una sufficien te alimentazione dma.nte quasi Lutto l'anno, con la spesa invero tenuissima di 35 a 40 lire per capo in media. Sebbene inferiore alla sua antica fama, la produzione equina della Sardegna è oggidì ancora rappresentata da oltre 64000 capi, fra cui, con indiscutibile vantaggio delle rimonte per l'esercito, si potrebbe incettare un buon numero di puledri di quelle eccellenti razze che fecero cosi buona prova nel!' antica cavalleria piemontese, ma che P.rive ora d'incoraggiamento, potrebbero più che decadere scomparire. E sarebbe grave ei'rore il trascurare la razza equina sarda i cui

l DE POSITI o'AJ,LE\'AMENTO

239

,pregi, anche nel suo presente avvilimento, spiccano prez10s1ss1mI ;pel servizio militare, e sopmtutLo di cavalleria. leggiera. Con sette depositi dunque potrebbesi in pochi anni conseguire gli stessi incalcolabi li vantaggi che la Prussia ha saputo ottenere con i suoi quindici depositi di allevamento dai quali riceve annualmente i 6000 cavali i occorrenti alle rimonte della sua eccellente caval:leria. E l'industria equina, che nell'Italia nostra ebbe un dì meritata .rinomanza, acquisterebbe quello sviluppo e miglioramento cui ·I'imp,areggiabile suo, clima e l'ubertosità delle sue terre, tanto favorevolmente si prestano. E ciò avverrà tanto più sollecitamente ,quanto più efficaci saranno i provvedimenti che il ministero d'agricoltura, industria e commercio ba già con lodevolissima dili.genza elaborali e che sottopordi quanto prima all'approvazione del Parlamento, in base ai voti espressi dal congresso ippico che qui ,brevemente riepiloghiamo: Aumentare il numero degli stalloni erariali , portandolj a '1000 in un settennio. Aumentare il numero dei depositi di allevamento, portandoli a 7 · .di cui cinque nel continente ed uno iu eiascuna delle isole cli Sicilia e Sardegna. Disporre che i redditi dei deposit.i siano esclusivamente impiegati pei depositi medesimi, affittando a lal uopo al ministero della guerra ·le tenute demaniali dove trovansi stabilite. Esonerare le cavalle fattrici coperte da stalloni governativi o da · privati approvati, da ogni prestazione o requisizione militare. Premiare gli slàlloni privati che da fl.pposite commissioni fossero ·ritenuti atti al servizio di monta, le cavalle fattrici seguite da, lat.tonzo o coperte; i puledri interi e le puledre; i gruppi di cavalli ,d'una stessa razza e finalmente dar premi d'onore agli allevatori -che avranno dimostrato di aver intt:odotto nelle mandrie loro cavalline i migliori sistemi d'allevamento; ed a coloro che per mezzo ,di conferenze, scritti od altro avessero contribuito alla diffusione ,delle conoscenze relative ai migliori sistemi di allevamento del ca·vallo, facendo perciò speciale assegnamento sui veterinari . Concedere sussidi alle società delle corse ed àltri corp i morali ,~oll'in lendimento che i sussidi siano più specialmente destinati pe1·


2.4-0

I DEPOSITI D'ALLEV•.U!ENTO

le prove di ,resistenza tra cavalli indigeni cioè per corse al trotto, ed al galoppo con ostacoli. Creare un consiglio cui sia affidata la direzione tecnica del servizio ippico e la sorveglianza dei deposi Li cavalli stalloni. Stabilire 4 categorie di_stalloni sotto il rapporto della tassa di; monta. Disporre onde ogni provincia del regno abbia almeno una stazione· di stalloni governativi. Promuovere finalmente l'istituzione delle condoue veterinarie cdi consorzi ippici regionali ed invitarli, con le provincie ed i co-muni, a concorrere pel migl ioramento cd incremento. ippico. L'attuazione di questi provvedimenti, che ci auguri~rno sollecita,, varrà, non ne dubitiamo, ad accrescere e specialmente migliorare la nostra produzione equina, la. quale, se oggi nel suo complesso presenta una massa cli animali di st!·uttura alquanto difettosa e di forn~e ineguali e disparate, ha però mantenuto il germe di quali tà prez1os~ eh~ la rendono suscettibile·di modificarsi abbastanza presto ed. assai felicemente sulla base del principio del rnicrlioramento della . 1 o specie; e 'esperienza frequentemente ci dimostra che al minimo, contatto_di que!lo che diciamo SANGUE si ottengono fin dalla prima generazione dei prodotLi mollo migliorati. Abbiamo tratteggiato a grandi linee le premesse considerazioni ll~n p~rmet.tendo~i l'indole di questo breve studio di entrare in più. mmut1 part1colan; e ce ne duole perchè avremmo desiderato di prevenire le eventuali obbiezioni. Ora fa d' uopo rompere una lancia in favore dei depositi di allevamento, la cui istiLuzione, se fortuna1.amen1.e conta validi e convinti-. propugnatori, ha. pure oppositori rispettabilissimi. Coi_depositi di allevamento, dicono questi, lo Stato fa agli alle~. vatori una concorrenza dannosa ai loro iriteressi. L'obbiezione che, i.q t.esi generale, sarebbe gi ustissima, non regge al caso concreto. · Infatti, ad eccezione della Puglia, dell'Agro Romano e d~lla ~faremma Toscana, dove la proprietà trovasi ancora concentrala in, poche mani e quindi, man lenendovi le condizioni favorevoli· alla pastorizia, e possibile l'allevamento di grandi mandrie cli cavalli, la no~tra ~rocluzione equina si fa quasi intera.mente dai piccoli proprietari.

I DEPOSITl n'ALLEVA~rnNTO

Ora l'esperienzahairrefragabilmenle dimostrato che costoro. nonsono in grado, dopo aver utilizzato le loro cavalle per la produzione, di attendere ancora, senza grave scapilo dei loro interessi, all'allevamento dei puledri fino all'età di cinque anni in cui potrebbero essere venduti per uso dell'Esercito e ne consegue che i detti proprietari si disfanno dei loro prodotti al più presto pos~ibile ed. µn rilevante numero di essi viene annualmente esportato m Francia e nella Svizzera, mentre gli altri che rimangono in paese, sono poi, fin dall'età cli~ anni, sottoposti, senza alcun riguardo, a faticosi lavori per modo che, fatti adulti, li troviamo completamente sciupati· e perciò inetli al servizio mil itare. ·. . . l;iova ancora osservare che molti dei nostri piccoli propnetan non attendono con uno scopo industriale alla produzione equina, ma solo per soddisfare ai bisogni locali, acloprando cioè il cava~lo invece del bue, come si pratica nella maggior parte della Lombardia, . o qual. mezzo di locomozione per uso proprio; ma se quesLi _propl'ielari fossero certi di smerciare i loro puled1:i ad un ~rezzo r~~u~ . neratore ecl in quell'età in cui il loro mantennnento diventa prn dr spendioso e richiede altresì una condizione essenziali:;sima.eh~ non si addice alle piccole proprietà, cioè mciggior spazio ben possiamo affermare che essi non esiLerebbero a dare alla produzione equina un indirizzo industriale, come lo danno a quello delle altre specie di _; bestiame ' aumentandone cioè il numero e migliorandone eziandio . . la . qualità, giaccbè la prima condizione perchè un'industria quals1~s1 st · eserciti e si sviluppi, sopratullo quanto rich iecle, come la produzione, cavallina, intraprese a lunga scadenza, si è che essa sia quasi certa , che i suoi prodotti troveranno uno smercio sicuro e regolare. E per raggiungere questo scopo non si ha altro mezzo più efficace dell'i- · stituzione d'un sufficenle numero di depositi d'allevamento che permetta al ministero della guerra d'incettare in paese il numero dei puledri occorrP,nte per provvedere intiera.mente ai bisogni dell'Eser- · cito· ed identico parere espressero quasi unanimi tutte le deputa- zio~i provinciali del regno nel rassegnare al ministero cl'agricol~· tura industria e commercio i risultati del censimento generale degli .. ' effeLLuatosi nell'anno ,J876. equini . . Ed in ciò pienamente conveniva eziandio la comm1ss1one che,... sotto la presidenza del marchese Lazzaro Negrolto Cambiaso, com- ··


C DEl'OSITT

~'AJ,LEVAMENTO

pilò la 1:elaziono intorno ai lavori del congresso ippico precedentoment~ ~·c?rdato, e nella qnale sono pure enumerati i vantaggi che i depos 1l1 d allevamento recherebbero agli interessi economici del pae,se, esone1:andoci dal grave _tributo· che paghiamo all'estero. , l\Ia anche •n rap~orto alle rimonte pel' l'Esercito, i depositi d'allevamento (purchè m numero sufficente da poter far fronte interarn.ente allo stesse) ci ?arcbb_ero vantaggi rilernutissimi che qui app1 esso brevemente nassum1amo: . 1°. Si avre~hero cavalli nati ed allevati nel paese e quindi acchm~lat1 ed a~sa1 meno soggetli perciò agli incomodi e malattie di quelli provenien ti dall'estero . . 2° ?on un_ l!en inteso allevamento, durante il quale i puledri dei nosln depos1t1 sarebbero convenientemente alimentati con biada e dove avrebhero sufJi cente spazio per la ginnastica funzionante (cose ques~e eh~ i piccoli proprietari non possono fare) si avrebher~o ~a~alh sani, _ben svi_lL'.ppa'.i e resistenti alle fatiche, e quindi di m~"'~101 e durata 111 serv1z10 d1 quelli che si acquistano al l'estero dai cinque agli ollo anni. 3° Quando fina lmente la nostra cavalleria fosse rimontata int~ramen I e con cavalli provenienti dai depositi d'allevamento cioè ~· uno stesso _sang~~ e tipo, s~arirebbero nei nostri corpi di truppa <1_ c~vallo le d1 spar1la ~ 1ella resistenza alle andature, colpa le diversissime_ razze, provenienze, costituzioni e temperamenti. ~ ?e\ grandi ed incontrastabili vantaggi che l'istituz ione dei depositi d alleva m,ento ~uò recare agli interessi dei piccoli proprietari, allo Slato e all Esercito, era pur conscia la commissione francese · des Haras, _Ia qua!e _in una sua relazione su lle condizioni ipp iche della Francia,, cosi s1 esprime: « Le se~l e~couragement qne la commission verrait à ajouter à ,< ceux qui ex1stent, serait de donner une grande oxtension aux « achats d~s ponlai_ns; _aucun ne serait plus puissant ni plus capable « de farnr1ser parL1cul1èrement l'education des éspèces propres aux « remontes de la· cavalerie et d'assurer en m~me temps la bonne « qual ité de ces romontes. ~< ~ne_ des plus grandes difficultés qu'éprouve en France la mul« t1~1Ic.at1o_n des ressources en chevaux propres aux remontes mili- « l,11res, g1L dans l'impossibilité ou se lrouvent la plus part des pro-.

I DEPOSITI D'ALLEVAMENTO

« prietaires et cultivateurs d'élever convenablement les poulains « d' espèces propres à cette déstination ». Persino l'Austria-Ungheria che, come giustamente osserva il maggioro veterinario cav. Bertacèhi in un suo recente lavoro sui depositi d'allevamento, può vantarsi di avere nello Stato buoni ed abbondanti cavalli per l' esercito proprio e per gli altri, ha voluto testè esperimentare l'istituzione dei depositi, creandone tre ed i risultati ,che già se ne ottennero furono assai soddisfacenti, come rilevasi dalla seguente nota avuta dal barone Gelsen, maggiore di stato maggfore nell'armata austriaca, che presenziò le ultime nostre grandi manovre: « Depuis trois années on a acheté dos chevaux de deux « à trois ans en Pologne et en Hongrie. Les premiers fruits de ces << dépOts entrérent daos l'armée il y a peu de mois; et celle ci était « très contente des nouveaux chenux. Snrtout pour !es ch evaux « des officiers et des sous-officiers la nouvelle insli tution a fourni des « résullats très remarquables ». Veniamo ora ad un'a ltra obbiezione, a quella della spesa. . In un nostro lavoro d'occasione di cui, laRivista Militare ha fatto cenno nel suo fascicolo del Luglio 1881 ( 1) avevamo indicato con qualche particolare il costo di manutenzione per l'anno 1880 dei puledri dei tre depositi d'allevamento attuali, e prendendone per base la risultanza, avevamo eziandio calcolato il costo medio di un cavallo provenienLe dai depositi sLe:;si, posto al reggimento. Ora abbiamo voluto riandare tutta la gestione amministrativa dei depositi di Grosseto e Persano per un iutiero novennio e ne abbiamo ricavati, colla più scrupolosa esattezza, i dati che qui in appresso esponiamo e coi quali stabiliremo poi il costo reale dei cavalli. 1

(I) I depositi di allevamento cavalli in Italia, -

Roma 1881, tip. Bolla.


I DEPOSITI n'ALLEVAi\H;N Tù I DEPOSITI n' ALLEVAMENTO

Dimostrazione N. 2 . Dimostrazione N. 1

Costo medio del cavallo d'allevame n t o in ·. b ll d' .proveniente clai denositi :r .ase .a a spesa acqu~sto ed agli assegni corrisposti ai depositi stessi per la lora gestrnne durante il novennio 1873-81.

Indicazione d~i

Annotazioni

deposi~i

Cavalli di pT'onto se1·vizio dall'età di 5 ad 8 anni acquistati nel novennio 1873-81.

· Anni in cui furono eseguite le rimonte 1873 ,181ti: 1875 1876 4877 1878 1879 1880 1881

Totale Grosseto .

84.23

f 42

75Sl 2:'>10127 7115053800 00

997 04

Persano .

3638

36,1

3274 15311'75 0012182800 00

1134 88

To tale c.oroplessivo

12061

1206 10855 4041302 71 7236600 00

I03S 95 media pei duedepositi

N. B. La differenza i n più che si r iscontra tra il costo del puledro allevato a p 1• ~ano : q~ello di Gr.osseto deriva_d~lla dispari tà in cui trovansi le rispet tive tenutee i~ iappo1 to al la .quantità dei pascoli d1 cui ognun a dispone. A Persauo infatti nel noven:~~4 v 1 erano 1800 ettari di t erreni boschivi sopra una superficie totale di ettari , · 10va puro tener_ con to _d ella circostanza che al deposito di Persano occorre un numeroso personale d1 guardie campestri per la sorveglianza della tenuta 0 q uindi. un aumento _d, spese assai rilevante in confron to a q uello di Gl'osseto dove noil e · , Ststono boschi.

~~73:.1

Numero dei éavalli acquistati

----- - - - --Cost.o medio

1780 899 ·12.93 1"'19 455,1 185 389 32.0!~ 2763

8-H 94-5 875 930 922 985 958 977 887

,16·183

925

,}Ù

89 45 ~-\

72 21 71 58 89

37

Nel calcolare il costo dei cavalli provenienti dai suddetti depositi ,d'allevamento, non venne co1npreso il frnlto del valore delle tenute, .come pure non si è fatto caso dei proven ti evenluali versati all'erario dai depositi nel novennio 1873-8 11, che vanno naturalmente in diminuzione del frutto medesimo. Ci occorre altresì notare che le somine annualmente spese dai .depositi, e che abbiamo nella loro integrità comprese nella dimostrazione N° 4, non furono tutte impiegate pel mantenimento dei puledri e per le paghe al personale, ma che una parte di esse venne adoperata per costruire scuclerie, pell'acqu~sto e manutenzione cli macchine agricole, atlrezzi rurali, carri da trasporto per l'a.ziench, allri veicol i, mob ili,' oggetti eh bardatura ecc., ecc .. che oggidì esistono presso i depositi stessi ed appartengono quindi al palrimonio dello Stato, come vi appartengono le mandrie vaccine che pure furono acquistate e sono mantenute cogli assegni annuali cli amministrazione descritti nella dimostrazione medesima. Devesi pure tenere a calcolo che presso i depositi anzidetti esistono complessivamente N° '159 Lra cavalli e muli di servizio pel personale e da tiro, i quali sono alimentati cogli assegni sovra.indicati, ecl il cui valore va computato tutto a vantaggio del patrimonio cleUo Stato. Riep il ogheremo nel seguente prospetto tutte le partite dianzi enunciate e ne ricaveremo poi il costo reale dei cavalli che nel novennio ,1873-8,1 uscirono dai depositi di Grosseto e Persa.no .


\

Dimostrazione N. 3 Si <liminuiscono

....

Costo modio Si aumenta 11 costo me- L' importo 11 valore de- ll valore do\- Il ,•alore di Il valore di Somma to- Resta il co,ii un ca vallo l'importo del dio di un ca- dello somme gli oggetti osi- le mandrie n. 159 cavalli e n. 2ò vastissi- tale da dim i- sto reale del · proveo i e n t e frutto delle te- vallo ascende state versate stenti presso i vaccino che muli da sella mi capannoni nuirsi sul co- cavallo provedai depositi nu to dei de- con questo au- ali' erario dai 2 depositi cioè contano oggi pel personale scuderie esi- sto di n. 10855 niente dai do , d'allevamento posi ti calco- mento a lire due depositi macchino a- fra i duo de- o da tiro pel stenti presso i cavalli che u- posi ti di Grosdi Grosseto o lando il 5 o,Q complessi v a- gl'icole, attl'ez- positi n. 427 servizio delle due depositi e scirono dai de- soto e Persano Persano come pe1· quello dJ mento a titolo zi rurali, carri, capi di bestia- tenute i quali che furono co- positi nel no- pel novennio da dimostra- Grosseto del di proventi O· bardature ecc., me e cho ap· esistono 1wes- struiticogli as- ve nnio 1873-81 1878·81. zione n. 1 valore di un ventuali du- i quali appar· partengono al so i due depo- segni an nuali miliono ed il rante il no- teogono al pa- pat r imo ni o siti e che pure descritti colla 4 °r0 quello di vennio 1878-81 trimonio dello dello Stato. fanno parte del dimostraz-ione Persano (pere ch o devono Stato, ed il patrim oni o n. 1 tenuto chò in grnn dedursi dal cui quantitacl e 11 o Stato conto dello parte boschifru tto che ri- tivo o valoro calcolato otni stato d'uso in vo) sul va Iore caverebbe l'e· furono accercapo del va o- cui trovansi di d1 3 milioni rario dalle to- tati al primo re medio di presente attribuito le, nuto lugli o 1882 in L. 400 t, deducendone base al loro però L 50,000 stato d'uso '1 annuo pei 515 presente ettari dei migliori terreni già dissodaùe cbe sono adì' bili all'uso di . oligono per 11'al'tiglieri~ in modo stabile e permanente 1038,95

e.o ....-+ CN

1089000,00

1139,30

291896,21

1081!)5,00

140~95,00

G3600,00

239000,00

842986,00

10Gl,G5

N. n. Giova nota1·e che in questo prospetto non si è tenuto calcolo di mol ti miglioramenti fotti alle teuute dei d,epositi nel novennio colle somme spese per l'amministrazione (dimostrazione n. 1,1, como costruzione di ponti in muratura, strade, fossi di scolo, vasche di boyeraggi, di pa1:aciutati ecc. come neppure di val'le derr3te che esistono in magazzino.

J


I OF.POSITI o'Al,LE\"A~IENTO

Da codeste. dimostrazioni e prospetti desunti con la più scrupolosa esatl.ezza da documenti ufficiali, risulterebbe che confrontando le spese por ca,alli di pronto servizio acquistati dal commercio nel novennio 4873-8·1, il costo degli allernti nello stesso periodo di tempo dai depositi, fu superiore di lire ,f 36, 33 per capo. Ma questa di[erenza. di costo in favore del cavallo di pronto servizio è più apparente che reale. Dalle stalisl.iche annualmente pubblicale dal ministei-o della guerra, emerge che la durata media in servizio del cavall o di truppa è di anni 9 in cifra rotonda. Ora l'esperienza ci ha dimostrato, come già notamn1'), che la durata in sen•izio del cavallo proveniente dai depositi cl'ullevamento, cioè nato ed allevato in Italia e quindi acclimatalo, è maggiore di 2 anni all'incirca di quella dei cavalli comperati dai iS a 8 anni e provenienti quasi tulli dall'estero. Vediamo le conseguenze finanziarie di questo fatto. Calcolando, come si disse, di Oanni la durata media del cavallo di truppa, quell o di pronto sei·vizio, il cui coslo ascende a L. 9~5.37, presenta per ogni anno di servizio prestato, una spesa di L. 102,8·1; ora il caYallo proYeniente dai depositi d'alìevamento, il cui costo ascende a L. •106 11,65, prnstando in pari condizioni di età. con il suddetto, un servizio rnnggiore di 2 ann i, la spesa per ogni anno di servizio prestato è di sole lire 96,48 e si ha quindi sul costo suo un beneficio nello dì L. 56, 97. Havvì poi un'altra cil'costauza per noi importantissima e che dobbiamo accennare anche per conforto di quanto esponemmo nel succitato lavoro d'occasione, per climoslrare che se, come da taluno ne venne espresso il dubbio, i nostri calcoli d'allora erano discutibili, abbiamo nel farli coi:iunesso una sv ista a lutlo svantaggio dei depositi . Abbiamo infatti dimenticalo di tener conto che su un' incetta p. e. di 4000 cavalli cli pronto servizio, se ne banno, nella miglior ipotesi : 400 d'anni 5 che presteranno in media 9 anni di servizio utile. . 300 » 6 che ne presteranno solo 8. 200 » 7 che ne presteranno solo 7. 100 » 8 che ne presteranno solo 6. Sommando questi anni di servizio, se ne hanno in total e 8000 .. Ma con un uguale numero dì cavalli provenienti dai depositi


I DEPOSI-TI

o' ALLEVA)fENTO

1

Costo medio del cavallo di pronto servizio durante il novennio 1873-8·1 . Costo del cavallo proveniente da i ·depositi di allevamento . L. ·I06·1,65 Deducendone per la maggior durata in servizio e pel vantaggio dell'elà sui cavall i anzidetti che si acquistano . dal commercio dai 5 agli 8 ann i . L. 1o6,97 Restano.

L.

904-,68

Aaoiunoendovi le spese di ferrovia 00 D pel trasporto dei cavalli dal deposito ai reggimenti in ragione di li re 30 in media per capo L.

30,00

Il costo reale del cavallo dei depo. siti ascende a . L.

934-,68

Differenza in più rispéUo al cavallo .di pronto servizio

2.49

I DEPOS ITI D'ALLE\"AMEXTO

d'allevamento, che arrivano ai corpi a cinque ann i e che vi prestano ,quindi 9 anni iutieri di serv izio, si hanno 1000 annuali tà in più ,che rappresentano la rispettabile somma di oltre -100,000 , ossia .una minore spesa reale di lire 1100 almeno per ciascun cavallo dei depos iti. Riepilogando abbiamo:

L. 925,37

934,68

L.

9,31

Ma questa lieve di/Ierenza cli costo in favore del cavallo di pronto serviz io deve l'itenersi ampiamente compensata ove si consideri che abbiamo tralascialo di sottrarre dal prezzo del cavallo dei deposi1 i non poche opere sommariamente indicate in calce alla dimostrazione · N. 3, cioè costruzione di p.on ti in muratura, di strade, di abbeveratoi, di paracintati ed altre migliorìe effettuate duranle il novennio nelle tenute, colle somme as$egnate per l'amministrazione dei depositi, somme che abbiamo inlieramente calcolate a carico del cavallo dei depositi, come emerge dal prospetto N. ·1. Nella seduta della camera dei deputali 11° dicembre 118811, discutendosi inLorno ai deposit i cli allevamento, i'onorevole Morana osser-

,,vava come nel computo del costo dei cavalli dei depos iLi per l'aùno 1880 avevamo sottratto la spesa di l'errovi,t pel trasporto dei quadrnpedi ai reggimenti; e gli pareva eziandio non esRLla la diminuzione falla nel computo stesso di lire 50,000 sul frutto del valore della tenuta di Persa.no per quella parte di ess(t cl1e trovasi adibita eventua lmente all'uso di Po ligono e dalla quale il deposito largamente usufruiva. Le spese di ferro1•ia pel trasporto dei cavall i dai depositi ai reggimenli furono in vero sottratte, ma ciò perchè vi figurassero sol·Lanto le somme assegnate per la gestione interna dei depositi, giacchè poi in calce al prospello medesimo ed appunto là dove presentammo il coslo reale del cavallo, abbiamo ripoétate e computale queste spese ·in n1giono di lire 30 per capo come parimenti la computiamo in ugua le misura in questo lavoro . Circa ai terreni del poligono d'aniglieri,1, pei quali abb iamo dedotto (ed anche ora deduciamo) lire 50000 dal frullo della tenuta di Persano) ci sia lecito ossen:are come i .detti terreni non sono evenlualmente adibiti all'u:-;o in qt1eslione, ma bensì in modo stabi le e permanente, avencloYi l'artiglieriit fatto costruire, caserme, magazzini, ci:steme, polveriere, strade, bersagl i ed altre opere, talchè i terreni stess i non possono essere dal deposito colli vati nè a biada nè a fieno . Nella stessa tornala l'egregio deputato Nicola l~arina, che è tanto competente nelle materie ippiche, esponeva alla camera alcune con. siderazioni sui nostri depositi d'allevamento cavalli, e ragionando delle operazion i di diboscamento in quello di Persano , domandarn se ancora vi esisteva quo! legnarne che nel 18G6, quando si mise in vendita la tenuta, veniva valutalo per un milione e trecento mila lil'e, proponendo, nell'aJiermativa, che si vendesse onde diminuire il valore del fondo e conseguentemente anche il costo dei cavalli. Che esistesse nella tenuta di Persano, all' epoca della sna cessi-0ne al ministero dell a guerra, una quantità. di legnarne corrispondente al valore poc'anti indicato, non vi può essere dL1tbbio, ove si consideri che a quell'epoca, sopra una estensione to tale di ellari 31554-,40 , di terren i, 27 16,40 erano completamente bosch ivi e che ne reslavano quindi soli 838 da pascolo coi quali non si era mai, in passato, 1

1

ANNO XXVII VOt.. I V,

17


' 250

1

l DEl'OSl1'1 D ALL EV.\~lE~'l'O

potuto mantenere più di 400 carnll i all'anno, e ancora col sussidio di pasco Ii monluosi nella stagione e.sLi va. · Mail taglio dei boschi rendeva indispensab ile un'altra operazione costosissima, cioè il dissodamen to del suolo, valo a dire I' estil'par.ione delle ceppaie e delle radici in modo da evitare la possibilità. di qualdelle piani e estirpate e la l'iduzione dei terreni aL siasi O'n C J'ffiOO'liare o ptLnto di essere profondamente solcati dall'aralro. Nè possiamo c.tmmetLere che si sareb bero trovati com pratori i, quali sborsando un milione e trecento mila lire pel legname,. aYessero ancora volulo addossnrsi l'enorme spesa dc.I dissodamento; o ne sia provrt che nei diboscamenti ora in corso la valutar.ione ciel legnai;ne fatta dal Geni o mili tare restò cli be11 poco superiore alle spese di aissoclamento, come emerge dall'annesso prospetto n. 4, . E bensì vero che per i diboscamenti gia. in parte ofTettuati od in corso, l'e)'a rio non ricavòche circa settantasetlo mila lire; ma il valore <lolla tenuta cli Persano resterà considerevolmente aumenlalo , o ciò senza pnn l.o accrescere il coslo dei cavall i giacchè, colla maggiore estensione di pascoli di cui dispordt in breve, Yi si potrà quasi duplicare il nurnel'o attuale dei quadrnpedi. Non faremo a.Itri confronli arimelici nè ulteriori considerazioni per avvalorare mnggiormente ancora il p remcsw nostro asserto, che cioè non si può fondatamente addurre contro l'istituzione dei depositi cl'all ovameulo cavalli, una ragione fì namiaria. Ci si potrebbe obhieltaro che presso i depositi di Grosselo e Persano si pratica l'allevamento brado assni meno cosloso del semibraclo o stallino. ill a.giova. anz.it.utlo notare che presso i depositi di Grosseto e Persano i cavalli , prima cli essere inviati ai corpi, yengono tulli solloposti ad un nmmansamenlo e preparali all'al imentar.ione a secco, r iceYendo, durante tre mesi, la razi.one di foraggio e biada stabilila pei re,rnimenti cli cavall eria. E siccome dai terreni coltivab il i 00 annessi ai depositi non è possibile trarre all'uopo tulio l'occorrente, fa mestieri acquistare dal commercio buona pfll'te dei gener i di nutrimento, suppergiù un terzo del bisognevole, e mollo più quando -vi è scarsità di raccolti, sopperendo alla relativa. spesa. cogli assegni annuali fi oouranti nella. dimostrazione N. 1 sotto il titolo cl i spese · d 'amministrazione .

I DEPOSITI D' ALLEV Alil.G.XTO

2.51

È d'uopo tuttavia notar come il sistema d'allevamento bl'ado riesca più economico dello stallino o semibrado; sebbene rileviamo .che il costo dei cavalli all evaLi nell'una o nell'altra guisa allo stringere dei conti non potrà eccedere le lire I000 in media per capo, calcolando ben inteso lo minori perdite noi puledri che si verificano con quest'ulLimo sistema d'alleYamento, come giustamente asserirn S. E. il generale Fen:ero nella suddetta Lornata della Camera. Il deposilo di Palmanova, che non ha ancora tre anni di vita, costò invero assai più cluranlc l'anno 4880; ma. le ragioni appariscono evidenti. Considerazioni d'ordine economico consigliarono cl'istiLuire questo nuovo deposito nella citLà di I1almanova, in cui esistono molti e vasti fabbricati governaLiYi facilmente riducibili ad uso di scuderie, magazzin i, ecc. e cho per la pel'dnta. importanza della fortezza, erano pressochè disoccupati e di nessuna utilità al militare servizio; però limitata assai era la zona di terreni che si potè subito adibire all'uso clel deposit~', il quale clorelle perciò acquistare dal commercio quasi tulti i generi occorren Li all'alimenlazione clei puledri: cioè fieno, biada. e paglia. Però il ministero della guerra, preoccupandosi giusta.mente di migliorarne le condizi on i economiche, domandò ed ottenne da quello del tesoro la cessione di tre boschi demaniali esistenti nel circonclal'io, una parte clei quali è già stata diboscala e dissodala. ed anche messa a. disposizione dello stabilimento, mentre l'altra lo sarà entro il ,J883. La. superficie di questi terreni · è di 300 ettari all'incirca. ed è fuor di dubbio che dalla loro coltivazione, il deposito po trà ricavare una ragguarclevolissima quantità dei generi che gli occorrono per l'alimenlazione dei puledri e cbo conseguentemente il costo della· loro manutenzione resterà notevolmen te scemato. ~fa non solo delle condizioni economiche clel deposito c1 i Palmanova si preoccupò il ministero clella guerra, quello dei depositi di Persano e Grosseto furono anche oggetto di ~peciali studi e di efficaci provvedimenti. Per l'applicazione ai terreni di una. conveni ente rolazionC' agra· ria che valga alla loro buona conservazione ecl anch e ad au mentarne i redditi, il ministero della guerra provvvederà con specin!c partila cl i bilancio onde i deposiLi possano attendere all a col Livaiio11c


2.53

I DE1'0 S!Tl D'ALLEYAMENTO T DEPOS11'1

o' ALLE\'A~!Ei'i'l'O

del frnmento ed all'occorrenza anche a quella di altri generi estranei all'alimentazione de i puledri. Per aumentare i pascoli estivi, di cui si difetta specialmente al deposito di Persano, venne decretato ed è già allo studio la costruzione di un canale diversivo dal Sèle che permetterà l' irrigazione di alcune parti basse della tenuta. Al deposito di Grosseto venne già effettuata la sistemazione di un buon numero di fossi di scolo, che si prosegu irà nel venturo anno donde poter ricavare dai prati da falcio una maggiore quantità ed anche una migliore qualità di foraggi . Vennero decretati, e sono già in corso di esecuzione, diboscamenti su grande scalanellatenu.ta di Persano, dove si pofràquindi in breve, senza aumentare le spese di amministrazione, allevare come già notammo un numero assai maggiore di puledri. E crediamo opportuno esporre nel seguente prospetto, l'entità di questi diboscamenti non chè il provento che ne r icavò l'erario. Dimostrazione N. 4.

Indica zione de i parchi di!Joscati e dissodati

·-

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Spesa eom p I essi va per il completo fa t i.a eta! genio militare dissoda mento del s uolo V,, l 11 tazi on e de l legnnme

.

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.~

Spinet.to, Cicarella Campo Zappalo, Poligono, Menanova

830

Secondo il regolamento posto in vigore col iJ luglio dello scorso anno i direttori dei depositi, nelle cui mani era concentralo tutto l'andamento agricolo ed amministrali vo, ne dividono ora la. responsabilità con un consiglio d'amministrazione di cui fa parte il personale delle direzioni degli stabilimenti. Furono introdotte nella gestione dei depositi norme amministrative di controllo intese specialmente ad assicurarne la perfetta regolarità pella sorveglianza, pella custodia, pell'al imenta1.ione, per tutto ciò insomma che ha tratto al buon allevamento dei puledri ed al loro ammansamento. Vennero fatte prescizioni e stab ilite norme tendenti a diminuire, per quanto possibile, le perdite dei puledri. In una parola si è cercato col nuovo regolamento di emendare gl'inconvenienti e di clare a tulli i rami inerenti al servizio dei depositi quello indirizzo che l'esperienn aveva dimostrato più confacente allo scopo della loro istituzione, e, come crediamo éWerlo sufficientemente provato in precedenza, la parte economica non venne punto trascurata. Colle notizie di fatto che abbiamo qui sopra esposie; coi dati statistici che pure abbiamo inseriti in questo studio ed in base infine alle conclus ioni della commissione nominata per il nuovo ordinamento ippico, conclusioni che pure tronms i per sommi capi dianzi r.iassunte, possi::imo fonclamente asserire : 1° Che l'industria equina. nazionale produce oggidì un numero sufficiente di cavall i per bastare intieramente alle rimonte della no· stra cavalleria, e che il nodo della quesLione è totalmente riposto nel mezzo di farli entrare nelle file dell'esercito; 2° Che portando a 7 il numero dei nostri depositi d'allevamento si potrebbe raccogl iere tutti i puledri all'uop,o occorrenti; 3° Che l'istituzione dei depositi di allevamento, anziché pregiudicare gl'interessi degli allevatori, li favorisce, incoraggiandoli colla certezza dell o smercio, ad aumentare e migliorare i loro prodotti; 4° Che il costo dei cavall i proven ienti .dai depositi cl'allevamento bradi è già quasi pareggiato con quello dei cavalli che si acqui stano dai cinque agli otto anni; 5° Che coll'istituzione qei depositi di allevamento in numero sufficiente da supplire compl etamente alle nostre rimonte militari, ci esimeremo da quel gravoso tributo che l'importazione dei ca.valli O

678200 00 602000 00 76200 00

Jonta boschiva

Compiuti questi diboscamenti ed in pari tempo il dissodamento del suolo, il deposito di Persano. avrà 2772 ettari di terreni da pascolo ed arativi, restandone sol i 782 ancora boschivi, oltre alla zona di 200 metri in larghezza nei parchi che costeggiano i fiumi Sele e Calore, la quale, giusta la legge fores tale, deve rimanere intieramente boschiva.


I DEP0S1Tl o'ALLEVA)fF.l\TO

c'impone, CJ che una nazione non può subire senza grave jaLLura della sua forza e senza pericolo; 6° Finalmente che la no$l'l'a cavalleria montala interamente con cavalli indigen i, cioè di sangueetipo pressochè uguali, avvantacmierà indubbiamente non solo in rapporto all'estetica, ma anche ri~~ardo all'uniformità delleanclalure, fallore questo essenzialissimo I') • della potenzialilà cli quell'arma. A fronte di tali o tanti vantaggi, nutriamo fiducia che l'isLiluzione di altri du<' depositi d'alle,·amento, la quale non richiederebbe una sposa d' impianto molte rilevante (600 a 700 mila Lire) verri.t fnvorevolmenlo accolla, e che mercè l'efficace e reciproco concorso del dicastero della guerra e di quello dell'agricoltura,, industria e commercio nel tradurre in allo i voti espressi del !-Ulloclalo congresso ippico , la nostra industria equina prenderà in breYe uno sviluppo tale da metterci in grado di avere en tro i nostri confini tuLLi i cavalli che ci occorrono per pron·edere al servizio dell'esercito così in tempo di pace come in tempo di gnena. E su questo valido concorso dei prefati ministeri ci è lecito di largamente contare dacchè vediamo come quello dell'agricolt~ra, industria e commercio abbia già elaborato un regolamento pcl riordinamento del servizio ippico che verrà quanto prima !>Otloposto all'approvazione del Parlamento, provvedendo intanto, con lodevole sollecitudine, all'acquisto di un certo numero di buoni riproduttori de!IH migl iori razze estere. Dal canto suo , il min istero della guerra ha già provvisto per l'effettuazione di una gran parte dell~ propos.t~ del più volte !orlalo congresso ippico, creando due nuovi depos1t'. d'a llevamento; abbassando sino a due anni i limiti d'età dei puledn da acquistarsi e proporzionatamente anche i limi Li della. loro statura; disponendo, nel modo che abbiamo dinnzi indicato, por una conveniente rotazione agraria nella coltivazione dei terreni, eperaumentare il reddito dei medesimi . Furono presLabiliLe zone bene determinate per ciascun deposito nelle quali le singole commissioni mili Lari e!Iettueranno periodicamente l'incetta dei puledri, ed a far parte di dette commission i sono già stati ch iamali i direttori dei depositi-stalloni o chi per essi, poichè questi uffìziali oltre a c~no scere perfeLlamonLe le località e le relative qual ità e numero dei cavalli, sono meglio di chichessia in grado d'indicare la discendenza. dei cavalli nati nel territorio di loro giurisdizione.

')"t· ..,;:>,)

i OEPOSfTI D'AJ,J,lt VAMENTO

Infine, per fare in modo che i privali non abbiano_la pr~ro~~tiv~ di fiorare la produzione equina, lasciando alle comrn1ss1om mil1~an i rifiuti, e per rendere anche più rimuneratore il prezzo d'acquisto dei puledri, venne stabilita una med ia d'incetta assai più elev~ta per la compra dei puledri distinti e di comprovata buona ~eneologia, come pul'e poi cavalli di 5 a 8 anni che per avvenlura s1 potess~ro trovare in paese ancora atti al militrLre seL"vizio n, quell'età, cioè non sdupati da precoci e soverchi lavori. Qui poniamo fine a questo breve sLudio uel quale avrebbe forse trovatÒ adeguato posto una qualche paL"ola circa il miglioramento della nostr; produzione equina; ma non abbiamo la volontà e tanto meno la compolenza cli entrare in questo vasLo campo in ct1i pul' troppo, oià regna una deplore,•ole confusione. C'iucl~niamo al sapere di non pochi uomini eminenti che ci fu- , rono 1ar,1hi di assennati e pratici suggel'imenLi a tale scopo; ma ogni discussio':10 diventa impossibile quando vediamo sedicenti ippofili atteggiarsi da maestri e dirci , p. e., che il ministero della guen:a dovrebbe farsi produttore, creando ed alle,•ando una razza propna da cui poi, quello di agricoltura , industria e commercio, dovrebbe tassatiYamente incettare gli stalloni erariali; oppure, parlando delle rimonte per l'csercilo, vi domandano con una clisimoltura degna di miglior causa, perchè non si comprano in Ungheria i puledri pei nostri depositi d'allevamento1 Tali ed al Lre consimili proposte .ma~cano . di serietà e forse di qualche cosa d'altro che non occorre md1care. Per noi la questione vitale, per ora, sta nell'uscire dalle condidizioni in cui ci troviamo rispetto alle rimonte per l'esercito, 1st1tuendo sollecitamente un numero sufficiente di depositi d'alleva- · mento per raccogliervi tutti i puledri indigeni che ci occorrono ~ che la nostra industria equina già abbondantemente produce; noi insomma non siamo per il : producete che compreremo, come taluno vorebbe dicesse il Governo, ma per il: cornprate che prodil!l'remo , ed anche miglioreremo, come gi ustamenle dicono gli allevatori. Roma, oLtobre 188'2 . 1

C. Doux.


'.RASSEGNA TECKOI.OGICA -

Tiescirono 1nai a. prendere su questi il sopravvento. Solo nel lonl.ano Oriente, dove tardnrono invece ad essere introdol.l i i progressi delle moderne artiglierie, esse ebbero vita fino a questi ulLimi tempi, e infatti in Co rea. nel 187 1 furono dai Russi rinvenuti ::ilcuni can noni a. canna mol Lipla, i quali erano collocati in batteria per la difesa cl~ un forte. Malgrado ciò l'idea. di costrurre un'arma a più colpi, rimase sempre viva, e si ha cogn izione di una palente di pri va.lirn rilasciala nel 47,18 all'amer icano Puckle, per un cannone ad una sola, canna, incavalcato sopra un treppiede, il quale, per mezzo di un cilindro a 6 camere fatto ruotare con un manubrio intorno ad un asse centrale, poteva fornire, in qualunque direzione, un tiro non interrotto di sei colpi, la quale invenzione segna il vero punto cli partenza, d'onde so rsero le moderne mil.ragliere. Circa un secolo dopo una nuovR milragliera a 1 1 canne fu pro posta pGre da un Americano nell a guerra cont.ro_gl'I~gles! ~18 12~: e di poi, la guerra di Secess ionq, che tanLo suscitò I nllm ta de.gl ~n- · ,,entori. ben 25 modell i diversi di queste arm i vennero sotLopost,1al giudizio delle autorità militari degli Stati_-~n iti, t'.·e dei qual'. _ebber_oJ'onore di essere tralti in campo, fra cui, 11 Gatli ng, che p1u tardi, come tutt.ora, sostenne bnorevulmenle il posLo conquislnlo . Riserbandoc-i a parlare più ampiamente in seguilo della mitra- · gliera Gat.ling accenneremo ai tra~l.i princ_ipali del le ,~llre due mi -tragliere adoperate nella guerra d1 Secessione. Onn d_1 queste constava di 25 canne, lunghe 60 cenLimel ri, disposte or1zzontalmentesopra un piano e tenute ass ieme da un telaio é_li ferro , assicm:ato sopra un leggero afiuslo da campagna . Sopra il t~la10 e posteriormente al la camera, una verga scotrevole maneggiata da, due lc:ve, chiuden l'orifizio delle culatte dietro alle cartucce, meni.re, inferiormente al telaio , un meccanismo a leva faceva partire i colpi contemporaneamente ad una dispersione in senso laterale che alla: disLanza di 000 m. saliva. a 1100 m. circa.. Il servizio di questa bocca da fuoco si faceva con 3 uomini , ed es,:a poteva lanciare 7 salve di 1175 proietti in un minuto . Esper imen to concluden te se ne fec~ all'assedio del for te Wagner ( ·l'.il lug. e 7 setl.. 11863), durante 11 quale. me,;se in balleria davanti :llla ~-, pn ralella, ~inque milragli~re· di questo modello servirono a r1caccinre parecchie volle le sortiLe 1

HASSEGNA TECNOLOGICA

-~-LE

~TTR.AGLIER.B

21:\7'

LE MITRAGLTERE

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Le m_itraglie re e i cannoni- rel'olv~rs deì secoli passati - Le mi tragliere dopo l'invQn- · z,one delle ca rtucce metallic he - Le m ìtraglirre Gatling, Garclner, Norrlenfel<lt Rotchkìss - Espe rie nze esegui te co n mitragliere cli grosso e di piccolo calibro i~ Francia, lnghiltorrn, Svizzera, Russia , Olanda, D"animarca e eia no i - Consìclcrn zioni ta ttich e. - P r oposta d i impiegarle nella difesa contro g li sbarch i.

L'idea di avere in una sola arma collegate insieme parecchie· canne, colle quali potel'e eseguire, successivamente o a salve, molli colpi, fu sempre favorita dai cultori e dai fabb ricatori delle armi da fuoco, come lo dimostrano gii esemplari .di queste armi che ancora. si rinvengono oggidì nei nostri musei, la cui fabbricazione risale al xiv secolo. Per citarne due, fra le molte menzionate dal Quarenghi ·nello sua Tecno -Cronografia delle arrni da fuoco italiane, accen- neremo alta bombarda a sette canne adoperata nel ,J404- nell 'assedio di ·r adova per la ~ifesa di un ponte, la quale traeva 21 piet1·e per volta, e traevct cl?. lunghe.ua oltre misura; ed alle bombardelle , usate all a battagliadel le Brentelle, avvem1ta il 25 giugno 11386 tra messer Antonio della Scala e messer Francesco Novell o di Carrara, . le quali av<·.vano la forma di organi. Queste armi, che, per l'infonzia in cui si trovava l'arte meccanica . . ' erano sempre nesci te di cosLruzione difettosa , non avevano mai pot.ul.o essere spara.I.e con molla celerità, per cui, perfezionato il modo , di caricamento dei cannoni e, aumentata la loro moJ1il i!à, esse non i

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R.\SSEGXA. TECNOLOGIC.\

degli assediali .. ~~nchè 1_nun ite d'un meccanismo di gran lunga più complicato _e pm 1mped eLto di quello delle attuali , pure esse venno1:o men7:10nnL~ farnrevolmenle nella relazione di quell'assedio e '.'1_co~osc'.utc_d1 effello superiore al tiro degli obici e quindi di un utd1ss1mo 1mp1ego nei forti . L'altra mitragliera adoperata nella campagna del ,1864 a,•eva una sola canna sormontata da una larga tramoggia, nella quale si mettevano _le _cart_ncc~ sciolte, ed il congegno di chiusura, disposta la car~ucc1a m d1rez1one della canna, aveva per còmp ilo d'inLrodurvela e cl, spa rarla. Essa però fece cattiva prova durante la guerra e fu dopo abbandonata. . .\Ialgrado i vantaggi rimase sempre e fino alla invenzione della -~n rtuccia metallica, l'inconveniente della sfuggita dei gaz ; per cui 1u solo ne) •186!5 in cui si polè avere la prima mitrHgliera capace di e~serc car,c~La e sparata automaticamente con organi atti all'estrazr~ne semplice e fac ile dei bossoli vuoti o d,i_on'otturnzione perfelta; e 111 cui fu così riso lto il secolare problema . Da allora com inciano le gal'e compal'atiYe, e una serie non inlerrotla di nuovi progelli con meccanismi di,ersi, più o meno felici, Tengono successivamente al la luce. Noi ·1866 agli Sta ti-Uniti gi istit~i~con? esperienze comparntive fra la mitragljera. Gatling o l'ob ice d1 24 I I bbre all o scopo di paragonarne l'effeuo nella di r~sa dei foss i e i risultati sono Lai mente farorernl i alla prima, che subito sono fab~ bricaLe centocinqua nta milrngliere del calibro di mm . 25, e cin. quanta di mm. 12,5. · . Sol? alcuni anni più tard i le potenze militari europee riconoscono 11 men_to dell'~rma ~uova, e la Francia per la prima comincia a pl'enderla 10 cons1dernz1one all 'epoca dell 'Esposizione di Parigi . Assoggetta n numernso esperienze un esemplare presentato dall'inYenlOl'e e poco dopo imprende a l\Iendon la fabbricazione di centonovanU:. mitr_agliere di un tipo dilferenle dalla Gatl ing, che servirono più t~r.d1 . nella ?ue1Ta contro i Prussiani. Nel 1869 quindi l'Inghillerra si la 111nanz1 con due nuovi tipi, la Agar e la Claxlon, e la Hussia o_rdina _in Americo.22 Galling, mentre la Prussia, dopo alcune prove rifiuta r1 suo parere farorevole così ,l queste come alle Mon[i any ,<l'un sistema simile a quelle Francesi. n ·' L::i guerra fr:111 co-pru ss in na dimostra intanto che la mitragli era è

LE ~ITRAG l, IERE

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un'arma di pratico servizio, di un effetto sicul'O e ~ icidi_ali ssimo; ed a Saarbruck, a S.' l)rivat, a Beaugency e nell e vie d1 l3eaume le Roland essa decima le file Prussiane. L'Ingh ilterra, la Turchia e la Spagna adotta!)O allora. la Gatling, l'Austria la l\lontigny e_la ~far ina degli Stati-Uniti, dopo numerose prove che avevano commciato nel •1863, accetla definitivamente la Gatling. l\el .187':l In mitragliera Palmcranlz. modificala in seguilo_ da Nordenfeldt per adattarla a lanciare un proietto d'acciaio di _calibro maggiore ed efficace contro le torpediniere, viene pre_sentata m Svezia; nel 1874 appare il cannone a rotazione Hotchk1ss e_d~ questo punto si costruiscono milragl-iere di due specie'. quella _d1 ~1ccolo _e quella di grosso cali bro; la prima per adattarvi le ordmane mumzioni dei [ncil i ed essere adoperata contro le truppe all'apel'LO, e la seconda per la difesa dei fossi e con tro le torpediniere. Nel 187~ finalmente Gardner presenta agli Stati-Uniti un nuoYo modello d1 mitragliera che nelle proye dimostra van taggios? disposizion i _e pochi,;simi clifotl i, eli mirnHi in seguito dai signon Pratt e Wlntney; o ·nel ·1879 il cannone Hotchki~s, migliorato e perfezionato dal suo inventore Yiene definitivamente adottato dalle marine francese, "ermanic; e de<rl i Stati-Uniti , mentre quella dell'Inghilterra adotta ~ b . • . dapprim a la. NorclenfeldLe, in segu ito ad estese ed 1mportant1ss1me esperienze comparative nel ,J881, anche la Gnrdner. , . La mitragliera va ogni giorno acquistando favore, per I efficacia o la ra.pidità grandissima del suo fuoco non iscompa?nala da q~ell~ sempli cità e l'Olrn~tezr.a di meccanismo che è_il preg10 ~e~cs~ano d1 0 ani arma da <ruerra, onde ci sembra giunto 11 tempo dr n chramare s~ di essa l'at~nzione coll'esaminare i caratteri distintivi dei vari lipi, e studiarne l'impiego tattico, tanto più poi ~he essendo_l'i~piego del fuc ile a ripelizione d'un uLile proble~at1co, epp~rc1ò . mcerta la sua adozione, l'ammissione nell'esercito della mrlraghera ri solverebbe definitivamente il problema propostosi da entrambe queste armi. . . I diversi tipi di mitragliere posson o essere raggruppati m tre cate<rorie distinte, secondo il modo con cui il loro tiro si effettua, cioè~secondo che esso è: continuo, ad intervalli, ad intervalli ed a saliJe. Alla prima categoria appartengono le mitragli ere Gardner e Ga-


I 260

n.\~:,F.GN.\ TECS OLOGICA

tling, nelle quali il meccanismo cli caricamento e di scaLto agi sce mediante una manovel la, la prima facendo fuoco con due o piti. canne fisse, la seconda con un grnppo cli canne ruotanti intorno ad un asse. Nella seconda categoria deve essere classificalo il cannone Rotchkiss il quale pure agisce con un sistema di canne ruotanti attomo ad un osse comune. Al ter:i;o gruppo appartengono quelle mitragliere che agiscono per mezzo di una leva. come ad esempio la Nordenfeldt, le cui canne sono disposte in un piano. Consta di ·10 canne di fucil e rao-rrrupv~ pale intorno ad un asfìe centrale, sul quale ruotando, esse vengono caricale, sparate, men ire che i bossoli sono estrn.Lli .ed espuls i. Ogni canna è sparala una sol volta durante un'intera rivoluzione del si~tema; onrlc qunnto maggiore sn ri la Yelocità del movimeHto rolnlorio C' maggioro sarà il nume!'O dei co lpi che ogni ca~rna può fal'e in un determinalo tempo. Il sHrizio ne è abba~tanza :;emplice; un uomo riempio, di mono in mano che si vuota , un tamhurro o tramoggia disposta verticalmenle sulla parte posLeriore della canna, collocandoYi dentro una cassetLapiena. di cartucce in sostituziune della cassetta vuotata, senza interrompere il movimento cli rotazione del sist{'ma. Tutte le canne sono :interiormente e posteriormente avvitate sopra due dischi saldati sull'asse ed entrambi coll egati da un telaio di ferro. L'asse ollrepa.-:sa così la parte anteriore come la posteriore delle canne, e verso la culatta termina in un rocchetto tronco-conico cui vi ene comun icato 1:1n movimento continuo cli rotazi one da una vite perpetua maneggiata da una manovella. Tutto il congegno è riparato da un coperchio a vite foggiati) n. guisa di culatta. Immediatamente dietro al disco posteriore è disposto un cilindro guida cart1icce di ghisa, in cui sono praticate ·IO scanalature longitudinali in corrispondenza di ciascnna canna, entro le q11:1Ji ven•~ono a cadere sue. ~ cess1vamente le cartucce dal serbatoio, nel mentre gli è comunicato il movimento di rotazione intermittente necessario olio sparo delle cartucce. PosteriormenLc al guida-cartucce, e coll egato all'albero centrale. ham·i ancora due altri cilindri cli diametro diYerso , . . . n_nn1~r per le loro ba~ i, nei rprnli sono praticati 10 cann li Jnngitu.d1nal1 c-l1 e contengono i congel!ni di chiusura delle canne. Ogni llfitragliera Oatling. -

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l.8

M1'1'11AGL1Bl1R

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congegno di cbiusura è costituito da un otturato1:e che sping~ la cartLLccia nella canna, In'. chiude e resi:;le alla reauoue della canea, ed entro il quale. sollecitato da una molla spirnle, scorre un percuotitore destinato a produrre l'accensione dell'innesco. All'otturaratore ò un ito un estratLore il cui dente, srnvalcando l'orlo della cartuccia mentre questn. è introdotta nella canna, nel ritrarsi indietro estrne cd espelle il bos:;olo vuoto. Il guida-cartucce è ripara~o supe· rionnente da un copercl1io semi-cilindrico, con una superftc1e piana per appoggiarvi il serhatoio, sulla c1ualc è p~·atic~La una linestr_a d1e dà passoggio alle cartucce, volta a volta. che 1_1 gu1da-c~1:tucce v1 pre~ senta una delle sue scanalature. Il serbatoio è un cilrndro cavo cl, lamiera di riso in caselle longitudinali per mezzo di diaframmi, entro legnali le cartucce sono disposte una sopra l'altra, parallelamente al fondo clel tamburro. n congegno col quale si otlicne successivamente e in modo continuo il carica1ncnto e lo sparo di ogui canna, è fondalo sopra una inrre<Ynosa quanto semplice disposizione di alcune scanalatul'e e o . ' . piani elicoidali contenuti in un tubo d1 bronzo lisso concent1:1ca~ mente nel ci li11tlro di cul;1tta, contro i qual i vengono ad u.ppogg1a1·s1 succc:;;;i.amente nel moYimenLo di rotazione i nascili degli otturatori in modo cho, a un dato momento, rimangono liberi, volta a volta, i denti dei percuotiLoi sp inti dalla forza della molla e)

spir,.le. La mitragli era GltLl i11g è incavalcala sopra_ un aJTus_to sul quale essa può assumere le elevazioni necessarie al Liro, clescnvendo ane!1e in senso orizzontale un seltore più o meno esteso per otlenere la disseminazione tlei proietti sopra una ccrla estensione di lenen?. A tal fine l'asse della Yile perpetua che sene a far rotare le canne e pro\vist~, dalla parte sporgente opposta a quella del manubrio, di una vile a cloppio sviamento entro cui penoll'it una forco la snodattt che fa ùe,,iare la culatta della mitragliera in doppio sen;;o per un tratto che si ptlò !'ego lare a piacimento mecli_anto un ~ollare. . li meccani:;mo è, come scorgesi, molto ingegnoso e semphc? allo stesso tempo, avuto riguardo alla m?IL_ipliciLii_dei mo,ime~t1; _1~1~ esso esige cl'allra parte una somma fi_n1lezz~ cli la~o1:o e un abili la non comune per riparare i gua:;ti acc1clen1ah che Y I s1 posso~o pro~ durre; inoltre il Lamburro alimentatore è troppo esposto a1 colpi


2.62.

RASSEGJ\A TF:Cl\01.0GJCA

LE MI'l'RAGLlERE

nemici, epperciò continuamente in pericolo di venire danneggiato. Da recenti notizie attinte dall'A.nny and Ncivy Jonrnal, sembra che l'inventore abbia ora modificata la posizione del serbatoio in modo da eliminarne gli inconvenienti e nell o stesso tempo abbia aumentata la celerilà di Liro fino a raggiungere ·I ,000 colpi al minuto.

L'affusto ha la forma di quello per cannoni da campagna, e pe1· impedirne il rinc.ulo, che d'altra parte nun è guarì sensib il e, la coda è munita al dissotto di due specie di vomen che s'·infiggono nel terreno nell'alto dello sparo. Il peso della mitragliera e del suo affusto è di circa kg. 200; per cui può essere trainata facilmente, per brevi tratti, dai serventi stessi od essere anche trasportala, scomposl.à, a dorso di mulo. Il meccanismo di caricamen to, di sparo e di e,;trazione dei bosso li è messo in azione, come si disse, da una manovella posta di rianco che porta un albero perpendicolare all'asse della rnil ragliera . Su questo albero sono fissati tre dis<~hi riuniti, verso la periferia e sopra uno stesso diametro, da due calastrelli od eccentri ci, terminanti esternamente ed internamen le da supertìcie cilindriche. Questi ec- · cen tri ci nel movimento di rotazione impresso daffal bero motore trascinano· seco, con molo alterno rettilineo, due porta-otturatori che contengono i congegni di ch(usuni, di percossa e di scatto, identici a quelli di tutti i fuci li ad otturatore seorrevole. Quando un otturatore va innanzi, spinge nella rispettiva canna la cartuccia cadnta dalla valvola distributrice nel suo e.anale, e , mentre esso giunge in (in di corso, la valvola distributrice si sposta e fa cadere una seconda cartuccia davc1nt.i all'al tro otturatore, che in questo tempo è stato Lrallo indietro . Contemporaneamente, meclinnte opportuno giuoco di parti, il congegno cli percossa del primo otturatore si arma ed , a breve distanza, scatta, mentre con. tin uaodo a gi rare la manovella, l'eccentrico trae indietro l'olturatore, estrae ed espelle il bossolo. Nel compiersi tali funzioni, sempre per l'azione degli eccentrici, si compiono altresì quelle del secondo otturatore colla stessa vicenda, talchè per ogni giro di manovella si ottenerono due spari ed una celeri th di tiro di 400 colpi al minuto. La tramoggia alimentatrice o guida delle cartucce è una semplice piastra, sopra una faccia della quale sono pratica le due scauellature iongitudinali parnlelle con sezione }L T per le qual i passa liberamente il fondello delle carLncce. All'estremità superiore essa è · munita di un bocchino per agevo lare l'jntroduzione delle cartucce, ed al piede, di un gancio a molla che serve a tenerla unila alla mitragliera con un fermaglio per impedire l'uscita delle cartucce quando si vuol toglierla dalla mitragliera..

Jlfitraglie1·a Gardne·1·. - Ideata nel 11875, fu verso la fine del 1876,

assoggettata negli Stati-Uniti, da parte della l\Iarina da guerra. ad esperimenti che posero in luce lo buone e solide sue quali là. Alcuni leggeri inconvenienti manifesta Lisi, specialmonte nell'estrazione dei bossoli, furono in seguito eliminati dai signori PratL e Wh.:tney che ne acquistarono dall'inventore la proprietà; ed ora, dopo le favMovolissi me prove di confronto subite in Inghilterra, è considerata pel suo costo, per la sua robustezza e semplici tà, non che per le buone condizioni del suo tiro, il miglior tipo fra le mitragliere di piccolo cal ibro esistenti . · Essa consta di un involucro cilindrico di bronzo, che le dà l'aspello di un cannone da campagna, nel quale sono racchiuse le due canne in modo che l'aria introducendosi per due aperture altra verso all'involucro, circola sempre intorno aile canne, raffreddandole continuamente dorante un tiro prolungato. La mitragliera termina postol'iormente con una culatta prismaLica nella q·miie è allogato il meccanismo messo in aziono da una manovella applicata alla sua faccia desLra, rifornito continuamente dalle cartucce che scendono. da una tramoggia o guida ritta sopi-a la mitragliera. II corpo di questa, invece cli essere sospeso per mezzo di due orecchioni, gira intorno ad una cerniera sopra. un braccio che ~orge da un basamento circolare, il quale è poggialo su una piaLtaforma pure circolare nssa alla testata dell'affusto. Per ottenere un movimento laterale atto a dare una conveniente dispersione dei tiri, la mitragliera è girevole attorno ad un maschio centrale e, tanto il movimento in elevazione, quanto quello laterale per la dispersione, si ouiene per mezzo di un braccio :fissato a snodo sul basamento della mitragliera entro il quale scorre, nei movimenti di elevazione, un manicotto o doccia fissa al bottone cli culatta.

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LE illlTllAG UE RB

l\ASSEG.'i ..\. tECXOLOG !CA

Per caricare la tramoggia si fa uso degli stessi pace bi che servono tt Lrasportare le ca1tucce, con~istent.i in tayo!eue reuanriolal'i di 0 legno muuit.e di una fil;i. di 20 alveoli dove si introducono le cartucce .coi fonde lli spor~~nti all'i nfuori per una lunghezza di poco ·su peno re ~Ila profondiLa della scanalatura della tramoggia. Dispo.nendo .verticalmente il pacco al disopra di una di quesLe scanalr,ture, si possono per tal modo infilare in essa tutte le cartucce con.temporaneamente. Affinchè poi nei trasporti le cartucce non escano dagli alveoli delle LavoletLe, queste sono provvedute di un coperchio d1 latta scorrevo!e. Pel servizio occorrono. 3 uomini , due dei quali att~ndono a,I canca 1~1ento del l.a lramoggia, stando ~ul fianco destro, ed il terzo Ja agire d meccarnsmo e pun ta. Oltre di questo modello han vi altre due mitragliere Gardner; una ad ~nasola cam.1 ~, che coll ocata sopra un Lrepp icde potrebl,e dirsi un lu.cde da pos1z1one, ed un'altra a cinque cann e disposte sopra un sol.pian.o, portala da un affusto simile a quello del primo Lipo. · La m1Lraghera Gard.ner ad una sola canna differisce dalla precedente non s.olo per Ja !orma esterna , ma anche in qualche parte do! i>"uo meccanismo; pesa col suo trepp iede soli 38 kg., e può quindi essere trasportata dai due uomin i necessari pel' il suo servizio. In mo1~tag~ia es;:;a _può venire someggiata mediante un basto speciale, c~ll aggiunta d1 i!OOO cartucce, senm oltrepassare il peso di ·120 k1log. _Pel trasporto Sll strade ordina!'ie, il Ga rdnei· propone per quesLa m1tragl1era. un carro leggero a J. ruole, simile a[ nostro can o da ba.tteria, con cinque sostegni a maschio sui quali s'impianterebbero ~l!.rellanLe_mitragliere, due per fianco ed uno alla testala posteriore; 1 -~ropptedt sarebbero co llocati nell'interno del carro il quale con fo,000 cartucce avrebbe un peso complessirn non ecceden te i 1,200 ki Jog. Il Gardner ritenendo inoltre che le mitragliere sarebbero alle batterie da campagna assai più utili ché non i moscheui dei set;venti e qualcl1e :oll.as_upplirehbero alla mancanza della. scorLa, pl'Opone che sul colano d1 crnscuno degli aYanlreni dei pezz i, sia adattato un pilastrino per infilarvi una mit1·a gliera e disposto un cofanetto capace di I00 cartucce, aumentando cosi .il peso tqlale de[ pezzo di soli 120 kg.

La celerità di tiro con questo tipo di mitragliera toccò i .2 115 colpi al minnto e il riscaldamento della canna, raggiunti i 350°, non andò mai oltre questo limite, con un tiro comunque prolnngato. Il terzo tipo di mitragliera Gardner consta, come si è detto, di cinque canne disposte orizzontalmente sopra un solo piano. I congegni di chiusnr:a e di scaho sono aperti, ohiusi ed armati dall'azione dei cl.ischi e degli eccentrici sopra accennati, messi in movimento da un manubrio collocato sulla destra della mitragliera. Il tiro, per l'azione der congegni, può essere fatto simultaneamente dalle & canne, oppure, cambiando alcune parli del meccanismo, essere eseguito successivamente da una. canna alla volta. Questo terzo tipo di mitragliera fu costrutto dal Gardner per soddisfare al desiderio di alcuni membri della Commissione inglese che ne doveva sperimentare diversi sistemi; però l'inventore preferisce a ques.ta la mitragliera a due canne siccome quella che meglio si .pre~ta al tiro fatto in qualunque condizione e sotto qualunque angolo.

!tfitmgliera Nordenfeldt. - Le mitragliere fin ora descritte appartengono alla categoria dei piccoli calibri e sono destinate al tiro contro le truppe. Ma i battelli porta torpedini indussero a munire le ·navi di artiglierie leggiere e di mitragliere di grosso calibro per controbattere le loro offese; d'onde l'idea del cannone-revolver Hotchkiss. e della mitragliera Nordenfeldt. Numerose esperienze di confronto consigliarono la Francia, la Russia e lu Germania a preferire il cannone Hotchkiss e l'Inghnterra la Nordenfeldt. La mitragliera Nordenfeld~ deriva. dalla mitragliera Palmcrantz. Essa consta: di 4 canne fis~ate sopra un piano orizzontale; di un telaio d'acciaio che fa corpo cogli orecchioni; di un meccanismo consistente in una serie di /4. otturatori muniti ogmmo del percussore, dell'estrattore, del cane e della molla spirale, racchiusi entro . una scatola la quale non può prendere che un movimento rettilineo alternato nella direzione dell'asse delle canne; di un trasportatore che può ricevere un movimento alternato rettilineo in direzion e perpendi6olare all'asse delle canne, disposto anteriormente agli otturatori e fornito di una piastra a quattro incavi per ricevere le cartucce, i cui assi si possono trovare, o sul prolungamento di quel li delle canne o al disotto dello scompartimento corrispondente del ANN& XX:VJJ, TOL. l T.

1S


2.66

RASSl::G~A. TEG:-!OLOGICA LE Ml'l'lh\GLIEUE

serbaLoio; .e finahnen le di un congegno di scallo che può ricevere esso pure un movimento trasversale. Per mezzo di una leva po~ta sulla destra della mitragliera, cui si imprime un moto alternato rotatorio in un piano orizzonlale, la scatola che racchiude gli oLturatori assume un movimento longitudinale mollo esteso ed il trasportatore col meccanismo di scatto, dei piccoli movimenti trasversali. Così, supposLo che sia pa.rtita una prima salve, se si ritira indietro la leva, gli otluratori rimasti dapprima immobili, si riLraggono essi pure, trascinando seco, per mezzo degli estrattori, i bossoli vuoti che cadono a terra passando al disopra dBgli incavi del trasportatore; questo si sposta allora verso destra ed i suoi incavi venendo a porsi sotto gli scompartimenti del magazzino ricevono ognuno una cartuccia. Arrivati gl i otturatori al termine della corsa, se si spinge avanti la leva. i cani con questo movimento si armano, per mezzo degli arresti che li trattengono, comprimendo le molle spirali; gli otturatori spingono nelle canne le cartucce poste negli incavi del trasportatore, che un nuovo mov,imento laterale a desLra ha collocati in direzione delle canne, e la mitracrliera è in questo modo carica e pronta per lo sparo. Seguitando O . a spingere la leva fino al termine della sua corsa, il congegno di scatto si sposta lateralmente, gli arresti dei cani vengono a trovarsi dirimpetto ai relativi spacchi, e spinti dalla molla spingono a loro volta successivamente i percussori sulle cassnle delle cartucce che partono una dopo !'altra. Le cartucce sono disposte in un magazzino che si àdatta sopra la mitragliera e d'onde esse sce1ìdono negli incavi del trasportatore. Quando si vuol fare un fuoco molto continuato si adopera un magazzino ausi liario che s'innesta sul primo e che si sostituisce man mano che è vuoto , in modo che quello inferiore sia sen:i.pre pieno. Questa mitragliera può adoperarsi tanto sopra un affusto a ruote quanto sopra un sostegno; quella del calibro di mm. 25 ha quattro canne e serve alla marina contro le torpediniere; quella invece di mm . 1,t ,5 spara le munizioni del fucile cli fanteria, consLa di 5, o di ~ O canne ed è impiega la nel tiro co'ntro truppe. Dj fronte agli effetti prodotti dal cannone Hotchkiss , la mitragliera Nordenfeldt assunse essa pure, limitando ad una il numero del le sue canne, dei calibri sempre maggiori, fino a raggiungere

2.67

,1.1uello dì mm. 63,3 col quale si lanciano proietti pesanti kg. 3,6:z4. , con una celerità di tiro di ,f O a ,15 colpi al minuto, previo un puntamento sufficiente. Il congegno di chiusura e d~ scatto di queste mitragliere fu però sostanzialmente modificato dal Nordenfeldt e sostituito da un congegno unico a blocco, che scorre in senso verticale nella culatta del p·ezzo. Cannone Hotchkiss . - Si compone di cinque tubi p~talel li montati intorno ad un asse centrale, per mezzo di due dischi, come nella :mitragliera Gatling e sostenuti da un telaio di ghisa ad orecchioni. Il taglio vivo posteriore dei tubi, nel moto rotatorio, si presenta :successivamente alla base anteriore di un cilindro che contiene un unico meccan ismo di ca ricamento, d'innesco e d'estrazione, il quale serve per lutti e cinque i tubi. Questi non ruotano in modo continuq . come nella mitragliera Gatling, ma ognuno fa un quinto di giro alla volta, prende il posto del tubo precedenLe, si arresta per essere caricato e sparato, e quindi lascia il posto al successivo. Un gi,:o com. pleto del manubrio col quale si produce la rotazione delle canne, . carica un tubo e ne spara un secondo, mentre l'estrattore funziona sopra un terzo. Il can none HoLchkiss, è dunque suscettibi le di una celerilà di 'tiro minore delle mitragliere dei vari sistemi descritti; esso ha però su queste dei pregi particolari, quali: l'efficacia dei proietti e la 1·0lrnstezza delle parti. Questi pregi sono ·sL::tli ancora aumentati dall' Hotcbkiss con un nuovo cannone che non ha più il ci iin. dro a rnlazione e che ciò nonostante offre una considerevole celerità di tiro . Esso fu adottato agli Stati Uniti d'America come -cannone da montagna.

Dal la esposizione falla dei vari tipi di mitragliere si desume: ,J° Che esse si classificano essenzialmente in due cateaorie ben O ,distinte, vale a dire in mitragliere-fucili ed in mitl'agliere-cannon i suscettib ili enLrambi di impiego speciale. · 2° Che i congegni Gatling e Gardner possono perfettamente adattarsi ad eseguire un fuoco continuo di Juci leria, ma difficilmente si presterebbero forse al tiro di proietti più pesanti simili a

/ I


268

26!)

IL\!'SEGX.\ TECXOJ.OGIC.\

quelli dell'artiglieria, stante le mo lteplici e delica te parti del loro., meccani..mo. 3° Che il cannone Hotchkiss invece, coll'applicare l'idea della Gatling modificandone il meccanismo nel senso di far rolare le canne in torno ad un cilindro o blocco di culatta contenente un solo meccanismo di caricamento e di sparo, per la .solidità e lo scarso numero delle sue parti, riesce a sparare proi etti di un caliuro considerevole fino alla distanza di 3000 a 3500 metri: che però la sua celeri tà di tiro è molto inferiore a quella dalle altre milragliere, e quindi meno allo a lanciare le palloLtole da fucile. ,t° Che con nuovi congegn i studiati ed applicali dal Nordenfeldt e dall'Uotchkiss, sem bra prossima la soluzione del problema del cannone da campagna a tiro · celere.

mm.

mm.

mm.

25,5

16,5

867

824.

,l,00

0,378

0,169

0, 039

59

•166

23,i

23,315

28,127

9,22,\

4.130

3808

2730

·Particolari del:e mitragliere di

Peso dell'a[ust-0 e della boe-ca da fuoco Kg. Peso del la cul'luccia

"

· Celerità del tiro in un minuto . Peso dellP munizioni rtmsumate in un miuuto. Kg . -Gl'ltala massima.

· Esaminiamo ora brevemente alcuni dei risullaYi ottenutisi nelle · esperienze fatte eseguire da alcune potenze sulle mitragli ere di piccolo e grosso calibro . La marin a francese fin dal •I 872 procedeva aGù.vres ad una serie . di tiri con tre mitragliere Galling, e l'artiglieria di terra nel 1873 a Boui·ges eseguiYa. pure delle esperienze comparative co n diversi tipi della medeiima bocca da fuoco. Nelle esperienze di Gàvres s'impiegarono tre miLragliere del calibro di mm. 2:5,o, 16,o, 11 , le quali lanciavano: con cariche di gr . 3·1,Ti; 19,37; 5,-16, pallottole del peso rispellivo di gr. 2:56,8/5; 97,i:>2; 24,2 acl una di stanza massima tli ,WOO, 3800, 2700 metri. Le qiialitcì balistiche, l'e ffetto utile cd il 1-endimento di queste lre mitragliere furono sensibilmente mollo diverse le une dalle altre. Designando per efl'etto iitile il numero dei proietti che in un minuto può colpire a 1800 m. un bersaglio di 2 1O m. di larghezza. per ·I ,80 di altezza, rappresentante u11 battaglione disteso, e per rendimento il rapporto fra l'efTelto utile al peso in kg. delle munizioni consumale, affine cli tener calcolo di quost'ulLimo fattore assai importante, si anà dallo specchio seguente un'idea press'a poco esaua del valol'e medio di ciascuno di quei calibri .

l

. m.

Per ¼ Ropra un battaglione ~piegalo a 1800 m. . . . . . . . .

32,46

Numero dei punti colpi ti in un miuuto (effetto utile). . .

•18,94-

12,28

·1·1,96

. Rapporto dell'effetto utile al peso di munizioni (rendimento). . . . . .

0,845

0,4.37

,, ,296

Dalle cifre contennte in quesLò specchio si deduce che se la mitragliera di grosso calibro ha un effello utile superiore di •l / 3 a quello delle altre, ·11a d'altra parto l'inconveniente del gran peso e del volume e del peso delle sue munizioni, e che la mitragliera di piccnlo calibro , oltre di arere una sufficiente Q"iuslezza di tiro ha un grande rendimento per chilogramm i e per ~ninuto. ' Una Commissione inglese fece a Shoehuriness nel!' agosto e settembre ·1870 una serie di ricerche assai curiose sugli effetti comparati,,i delle mitragliere Gatling, il cannone rigato da 9 libbre a. retrocari ca (Liro a shrapnel) ed i fucili Snider e Martini-Henry, ed , i risultali confermarono non solo qt1elli ollenuti a Gan-es, ma diedero a\tresì elementi preziosi di confronto sugli efTelli delle mitt·agliere . dei fucili e dei cannoni, giacchè dimostrarono che sopra una truppa.


270

RASSEGNA 'l'ECNOLOG!CA

LE: MITRAGLIERE

in linea e fino alla distanza di ;(100 metri, la mitragliera Gatl'ing di ; mm. •I 0,6 ha un vantagg·io sens ibilissimo sulle altre armi provale , comparativamente, come effetto utile e come rendimento; ed inoltre che aumentando la distanza questo vantaggio pa~sa dapprima alle mitragliere di calibro maggiore e infìne al cannone. Le conclusioni di quel rapporto fecero osservare che la mitragliera di piccolo calibro può contribuire con efficacia alla difesa dei , villaggi, delle opere provvisorie di fortificazione, delle caponiere, delle breccie, dalle teste di ponte, delìe trincee e di t.utte quelle · opere di campagna nelle quali !:>i dispone di uno spazio molto ristretto, facendo nel lo stesso tempo :Spiccare il carattere distintivo di quest'arma da quello del cannone da campagna, giaéchè lo scopo . di questo è di· battere truppe coperte a distanze considerevoli, . mentre il tiro di quella è molto efficace contro truppe scoperte ed · a distanze inferiori a 11200 m. La Commiss ione perciò proponeva · l'introduzione nel servizio di campagna delle mitragliere Gatling . del calibro eguale a quello del fuci le, montale sopra affusti a ruote, t rainate da 2 cavalli e munite di scudi difensivi a prova di tiro d~ ruci!eria. Le conclusioni della Commissione non furono accettate; lo studio · sulle mitragliere fu però continuato in Inghilterra, come al!rove. e dopo molte esperienze venne finalmente colà adottata pel servizio . della marina la mitragliera Nordenfeldt del calibro .di un pollice. · Nel •I 880 poi altre esperienze assai estese si in trapresero con mitragliere di calibro eguale a. quell o del fucile Martini-Henry e furono provate contemporaneamente la Gardner a due e a cinque · canne, la GaLli ng a -IO cannB, la Nordenfeldt a cinque canne e la , PraLt-Whitney, all o.scopo di vedere quale avesse maggiore celerità di tiro, migliore giustezza, maggiore facilità di maneggio e fosse · contemporaneamente più robusta ed atta al servizio presso le truppe. I migl iori risuHati si ebbero colla Gardner a due canne e questa,; fn proposta ed accettata. Le esperienze svizzere con una mitragliera di piccolo cal ibro inven tata dal colonnello Albertini, di una costruz ione che ricorda la Nordenfeldt, fatte nel ,( 879 allo scopo di constatare · gli effetti di quest'arma nel raggio del tiro utile della fanteria, . che è quello di t?OO melri, meri tano pure menzione. La mi- .

tragliera senza avantreno, manovrata da d~e soli uomini in terreno rotto e trainata anche per I.ratti di 200 metri, forni una celerità di tiro di 600 colpi al min uto anche verificando il puntamento due volte al minuto. Lo specchio seguente permette il paragone di essa con alcune altre mitragliere e dà il per cento dei colpi sopra un bersaglio largo il2 metri e alto m. 11,80 come pure il tempo impiegato per sparare ,f 00 colpi, t

Per ccnlo dei punti colpiti

o.·~ 0. ~o -o .....

aJle distanze di m.

.~88 o:.E..,,,, ·;;o.~e.=

SISTEMA

('3Q~

Q)

-

I

~00 1700 1 800 1 900 1.1000 ·12,00

Albertini .

39

48

I

....o- "'

"a.

3,1

2,4,

,13

·H

rn

23

2·1

12

3

-11

Palmcrantz.

35

2fJ.

Montigny.

3,1

2.1

33

211

\ 11!}

,io

2.0

Gntling.

2.,i.

23

2.3

2,2.

,12.

2.

50

I

Parimente, da un confronto fallo fra l'efficacia del tiru della mitragliera Albertini e quella dell'attuale artiglieria da campo tedesca a èl iverse distanze, il vantaggio ridondò enorme per la mitragliera, ciò che dimostra vieppiù l'ulililà che dal ,;uo impiego se ne avrebbe nelle guerre campali. . . Anche presso di noi furono eseguite nel 1875 espenenze comparative su larga scala con mitragliere Gatling di piccolo e medio calibro, con ; ilragliere Montigny-Sigl, con mitragliere. Palmcrantz, con fucili ;\1° 11870 e col cannone da campagna da cm. 7B R (Ret). Senza riferire minutamente i risultati di quelle esperienze che avevano per scopo , oltre di confrontare fra loro la bontà dei vari meccanismi, altresì quello di istituire un confronto fra gli effetti 1


273

RASSEGNA 'rEC~OLOGICA

LE MHl'RAGLlERE

del tiro di fucileria, quello del cannone da campo e quello delle mitragliere, possiamo ?.sserire che l'impressione fu favorevole all'utilità delle mitragliere, nella guerra di campagna, per la difesa delle posizioni, per aumentare la potenza del fuoco nelle opere di fortificazione improvvisata, senza obbligare a maggior sviluppo di massa coprente e in modo speciale poi per la difesa delle strette, nella guerra d'assedio, per la difesa dei fossi e nefle sortite. Sorsero, è vero, dubbi sulla bontà del meccanismo; ma i miglioramenti successivi furono tali che al dì d'oggi quei dubbi dovrebbero essere dissipati . In quanto alle mitragliere di grosso calibro, le -~sperienze col cannone-revolver Hotchkiss, esegui te dalla mat·ina francese fin dal ,t 873 avevano dimostrato che con un cannone del calibro cli 37 mm. si poteva produrre a distanze molto superiori al limite del tiro efficace di fanteria, efi'etti più considerevoli di quelli prodotti dalle migliori mitragliere di piccolo calibro; lasciando però intravedere alcuni gravi difetti, quali erano p. e. la necessità d'interrompere il fuoco per eseguire il puntamento, e il peso soverchio dell'arnia. Nel 1876 furono riprese a Gavres queste stesse esperienze ·con un caunone-:revolver alquanto migliorato ed alleggerito, in modo -che la sua mobilità era completa, o che, mun ito d'una specie di calcio e cli un'impugnatura poteva, per mezzo di una di sposizione conveniente della manovella e dell'apparecchio di pun teria, essere manovrato. puntato e sparato dal medesimo individuo. Tali esperienze furono continuate a bordo della squadra per constatare quale fosse il migliore impiego tattico da ricavarne; e al termine di esse il cannone fu definitivamente adottato ed ammessa pul' anche l'opportunità di un proietto esplodente munito di spoletta a percussione, capace ad un tempo di forare le murate delle torpediniere e di esplodere nell'interno di esse producendo un numero di scheggie atte ognuna a mettere fuori combanimento un uomo. I risulLati delle esperienze istituite a tale scopo, dimostrarono: 4• che una granata di gr. 42 1 di ghisa ordinaria munita di -spoletLa a percussione attraversa le lamiere d'acciaio di ·6 mm. di grossezza di cui sono avviluppate le torpediniere, nel tiro normale fino a 2000 metri, e fra 0° e 30° d'inclinazione fino a 1500;

2° che la stessa granata. e quella pesante gr. 4,58· sono impotenti a forare nella maggioranza dei casi, anche alla distanza di 400 metri, le pareti elevate delle navi corazzate ed i fianchi degli incrociatori che generalmente sono protetti da lamiere grosse 115 mm.; per cui è a de.-;iderare ~n calibro superiore; 3° che la granata da 37 mm. pesante 42 1 gr. potrebbe essere impiegata efficacemen te alla distanza ordinaria di combattimento contro murate di legno grosse all' incirca 15 cm. ma che a 1000 metri , con un tiro inclinato di 20° essa sarebbe inoffensiva contro murale grosse 30 cm. e che per arrestare a ,J 5 metri dalla bocca del cannone la granata di gr. 4:ilil tirata normalmente, occorrerebbe una grossezza di circa 65 cm. di legno; 4° che pel servizi o di bordo, stante la fa'cil ità di direzione e di sparo per mezzo di un uomo solo mentre un secondo la rifornisce di munizioni, essa è in grado di eseguire un fuo co rapido ed effì ,cace sull e torpediniere a partire da 2000 metri contro il personale e contrn le macch ine; 5° che un'arma di questa natura maritala sopra un affusto potrebbe essere adatta anche nella guerra campale, non solo contro fanteria, ma altresì contro l'artigli eria; 6° finalmente che se coll'introduzione di quest'arma si era fatto un pa~so innanzi, così rispetto all'offensiva come alla difensiva, non bisognava ritene1·si soddisfatti m.a si doveva cercare di accrescerne la poter1,za. Dopo La.li risultati anche l'artiglieria di terra adottò il cannone Hotc.l1kiss per il fiancheggiamento dei fossi nelle opere di fortificazione. Nel settembre del ,J 879, esperiment i comparativi fatti dalla Rus·ia fra la mitragliera Norde11feldt e il can none-revolver Hotchkiss, a prima superiore in celerità di tiro, il secondo in giustezza di tiro d in solidità di meccanismo (onde ebbe la palma), ed anche tiri di otte eseguiti colla luce elettrica in Danimarca, diedero eguali risulmenti. La Commissione esperimentalrice concluse che: il cannone ·a più maneggevole della mitragliera ed aveva maggiore giustezza tiro, che l'effetto dei suoi proietti esplodenti era molto s11periore . uel li lanciali dalle mitragliere, il meccanismo più solido e sicuro · tallazione a bordo più facil e, van taggi tutti che ammettevano

~72

1

1

1

1


27,),

RASSEGU',\ 'l'ECXOLOGICA

LE MI TRAGLIERE

· anche un leggero aumento di calibro, per cui concluse favorevol-· mente per l'adozione di quest'ultimo. Anche in Olanda furono eseguite esperienze di tiro col cannone Hotchkiss ed i risultati non ne furono meno brillanti ' aiacchè in v quanto a giustezza, si ebbero a 1400 metri delle deviazioni medie in altezza cli m. 0,69 ed in direzione di rn. 0,90; in quanto ad efficacia, la penetrazione delle granate susseguita da scopp io· fu, alla stessa' distanza, di 8 mm. di piastra, e le schegge lanciate furon o 19, pesanti ognuna. 23 gr.; e il tiro contro torpediniere, fu talmente efficace, da far concludere la Commissione col dire, essere più che temerario l'attacco di esse contro navi che fossero armate di tali bocche <la fuoco . ' Lf:' esperi enze della marina italiana nel •1880 ebbero egualmente per iscopo di vedere quali delle due armi in discorso offrisse maggiore penetrazione nelle lamiere metalliche, maggiore velocità in\ ziale del proieuo, rnaaaiore rapidità di· Liro e di rnaneO' aio ed i riuc-, Ot> sulta li furono che il pro iellu Ho lchk iss dava effetti di penetrazione maggiori della palla lanciata dalla Nordenfeldt, e che questa offriva maggiori velocità iniziali e maggiore celerità di tiro, ma minoreesaltezza e, in un tiro prolungato, maggiore probabilità di guastarsi. Sole le esperienze comparative :inglesi, iniziate nel mese di marzo. del 1_880 per provare al tiro queste due armi, tanto contro bersagli . fermi, quanto contro torpediniere Thornycroft in marcia, vennero invece a conclusioni dh erse e constatarono che la mitragliera Nord_enfeldt, oltre ad essere dotata di una celerità di tiro molto supe riore, possedeva aneota maggiore precisione di tiro quando non s doveva mutare bersaglio ad ogn i salve, la quale precisione dimi nuiva però quando si mutava frequentemente la posizione di quellq; che se gli effetti di penetrazione della palla Nordenfeldt furono inferiori a quelli _dellayalla Hotchkiss, ftirono però .superiori a quelti della granata . Nel tiro da mare poi, contro bersaglio f:sso rapprJsentnnle una torpediniera '.l'hornycroft, le due bocche da ruoto c?lloca~e sop'.·a un_ battello che fi lava nodi 8 1/ , , di edero i segue~ti r1sul1a11: la m1 tragl1era Nordenfelclt riescì superiore ri ll'Hotch kiss in celerità e precisione, il suo meccanismo dimostrandosi sol ido e senza alcun inceppamento o guasto, mentre nel cimnone-revolver, a motivo f'o,·se del la polvere troppo viva, si mnu ifestarono dell e avarie1

1

275

che obbli rrarono a interrompere il Liro. L'Inghilterra. allo scopo di avere un ~ umero cli proietti maggiore, lanciati in breve spazio di tempo, adottava quindi la Nordenfeldt di centimetr i 2,5 di calibro col proietto pesante 225 grammi. . . Ciònonpenanto nel ,1881 le esperienze comparntnre fra la m1tr~nO'] iera ed il cannone continuarono in Ingh ilterra con tre cannon ,-. revolvers Hotchkiss , del cal ibro di 37, 47 e 53 fnm. e due cannoni del nuovo modello Nordenfeldt da mm. 37 e da mm. 47. Que~te esperienze furono divise in 3 serie: nella prima, il Liro si eseguì normalmente alla superficie dei bersagli; nella second~ con un anaolo cli obliqu ità di 60°, e nella terza con un angolo d1 Mi 0 • I bers:oli erano costituiti da lastre d'acciaio di varie grossezze, . da. D murate dette a sandwich e da murate di legno rappresentanti r fianchi di alcune navi da guerra. Nel tiro comparativo dei cannoni dello stesso calibro, quello Nordenfeldt forò a 274- metri di distanza una lastra di ferro grossa mm. 5·1 e un bersa!Zlio a sand\\'ich la cui lastra anteriore era grossa '16 e la posteriore '25 mm ., mentre il cannone Ho_t~hl~is_s . i~vece non potè oltrepassare nè l'una nè J'alLro; le veloc1ta m,ziah essendo rispettivamente di 530 e 427 metri. Quanto a rap idità di tiro, l'Hotchkiss fece26 colpi e'/, al min_uto e il Nordenfeldt '.29 senza puntare, e puntando sopra bersagli che· mutavano posizi one ad ogni colpo, il Nordenfeldt dava 16 colpi al minuto co l 71.S 0 / 0 di punti colpiti e l'Hotchkiss solo ,1:z ('I). Messi quindi in confronto il cannone Nordenfeldt da 37 m~1. e il cannone Hotchkiss da 47, la loro potenza perforante fu nconosciuta eguale benchè nessuno dei due ri escisse a forare le piastre composite Cam,mel di 38 mm. In quanto a rapidità di tiro riuscì superiore il cannone Hotchkiss al cannone Nordenfeldt avendo · quello fa tto 4.3 e questo soli 29 colpi al minuto. . Il confronto finalmente fra il cannone Norclenfeldt d1 47 e.cl il cannone Hotchkiss di 53 mm., non po lè essere fatto che sotto l'aspetto della forza di penetrazione, giacchè non erano ancora a (I/ r e esper;ewte fra ncesi d~t,r.o per la ra pidità di tiro ri el ca.nnone f!otch kis~: 40 senza punta re e so puntando. Prohabi l men:e i l cannone prova (o \Il l ngln ltnra, aveva .•

un nnmero mi nore di canr a.


276

RASSEGNA TECKOLOGICA

LB Ml' l'RAGLlE:l{E

quell 'epoca ultimati gli affus 1,i relativi; però il Nordenfeldt riusci a trapassare tanto una piastra Withworth grossa 43 mm., quanto una piastra Landore grossa [>'I, le_quali avevano resistilo al proietto dell'Hotch kiss. A dare un confronto fra i diversi elementi di queste nuove armi, diamo qui sotto riuniti in un quadro i dati principali di quelle mitragliere che furo no già sperimentate o che sono sul punto di esserlo. Fa d'uopo però osservare che, per giudicare una buona mitragliera o cannone a sparo celere, devesi tenere conto, oltre delle altre proprietà, della celeri tà di tiro previo puntamento e non della sola ceJerità del meccanismo; e siccome su quella influisce essenzial mente il modo con cui il tiro si eseguisce, il quale è continu;to nella Gatling e nella Gardner, successivo nell'Hotchkiss oppure successivo ed a salve nella Nordenfeldt, cosi questi diversi sistemi dovranno naturalmente anche influire sul loro valore. Nel confronto poi fra gli effetti delle mitragliere con più canne da fucile e quell i prodotti dalle mitragliere di grosso calibro ad una sola canna, devesi badare ad un'altra circostanza, ed è che se fa celerità di tiro, cioè il numero dei proietLi lanciati nell'uni tà di tempo, fra queste due specie sembra apparentemente molto diversa (la Gardner a·due canne puntando, fa 400 colpi al minuto, il can,none Hotcbkiss soli 40), in realtà tenendo conto delle 115 scheggie prodotte in media dallo scoppio della granata Hotchkiss di 37 mm. di ca.libro, si vede che il numero -dei colpi che possono ferire mor. talmente un uomo ascende nell'Hot-::.hkiss a 40 X 115 oss ia 600. Quindi è che sotto questo rapporto si può dire che le mitragliere di grosso calibro sono più efficaci anche come celerità di tiro, oltre di esserlo sotto quello della gittata molto maggiore cui possono portare .ques ti effetti. Non però tutte le opinioni sono unanimi a questo i·iguardo, poichè molli sostengono che essendo il pro ietto del fucile sufficiente a mettere fuori combattimento un uomo a 2,000 e più metri e non essendo le mitragliere di grosso calibro atte a distruggere come il cannone gli ostacoli naturali ed artificiali dietro Chli possono ripararsi le truppe, non sia vantaggioso l'aumentare la complicazione che il · cali bro maggiore arreca all'arma sia dal lato dei meccanismi e con-

aer,ni che fanno funzionare l' arma, sia da quello del peso e delle dimensioni delle murnz10111 . . . . , . Considerando dunque il modo cli agire ed il tern_b1le fuo_c? quc1s1 sempre aggiustato che possono produrre le _mitragllere-fucih ~opr~ truppe~ tanto in colonne che spie~aL~, massime se a cavallo, si ~uo avere la persuasione che esse cost1tmscono ~~ v~ro e_ p~tente _mezzo di offesa contro gli assalti, e un efficace aus1hano_ ~1 d1f~sa la dove · fosse defil:ienza di uomini o di spaz io, o poca solidità di trupp_e. Se si guarda poi d'altra parte ai perfezionamenti i_n~r.odoU1 ogrriaiorno nelle mitra,1liere di gran calibro, alla semphc1ta e r~bu~ ;t:zza de] loro meCC~lllÌSffiO, alla grande efficacia dei lor o _P~OJelll scoppianti che raggiunge già quella degli atLuali c_annom ~1 ~1ccolo cali bro si deve altresì ammettere che queste ultime cos_t1tms~ono un'arm~ di pratico servizio ben alLrimenti efficace d~lle _m1traghere-fucili e che, a giudicarla cla.i tiri cli esperienze,_ Ja~cia di gr~n lunga, dietro di sè gli attuali cannoni da campagna d1 piccolo caltbro.

t)

\

e)

•

•

'


LE Ml1'RAG L,IERE

:278

I\ASS IWNA 1'ECNOLOGIGA

Specchio delle mitragliere in serv,·z,·o ed ·,n es'.)erimento.

PESO SP IW!B DEI.LA M 11'HAG Ll EHA

mm.

m mm. f I

j

l'Gatling . . . . .

j Gardner e,

I' Gl (;)

1 1701 2301

a una canna

·c.. Gardner a 2 canne .

5,5 4-00 42.z

3,1

5,5

3·1

5,5 35ol411 I

,,

4 11

31

5,53004171 »

1 5 11

»

225

ft.,1 8014-50 25

4,125

))

556

225 301533 50

»

875

279 16 480 l,7

1 37

»

1,8·12

7.li.4

95

4 7,6

))

2,265

837 16 ,533 1108

1 G0,8

»

2,718 1,209 '16 56i 42 1

1 57,0

))

3, 62/i.11,.\-84 151564 1521

1 63,5

1371 125

·:,:, Pratt e Wbitney a 4 ~an:

118

1

I

Nordenfeld t dn. cm. 2.5. ))

"

I

111

)\

2 11

510:4461 '

5

1

65 1 50

,125

dn. cm. 3,2.

'i»

31

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: /Garduer a 5 canne

5 canne

I

5,5215:

I

i \Nordenfcldt a

l

~34 4SOI » 1O10, 6

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»

38-1>'1

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«

I 1

))

t

»

da cm . 4,7.

))

da cm. 5.

))

da cm. 5,7 .

450 1

228

1

12401 25il

da cm . 6,3. 1 355

<1)

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da cm. 3,7 .

Hotchkiss da c_m. 3, 7 della manna francese ))

210

da cm . 3,7 da campagna

I

fi.55

80 40 402

»

5 37

525

H2 40 4-50

»

5 37

»

da cm. 4,7

600

1,100

220

))

d.1 cm . 5,3

,1,100

4,800

360

(' ) Col su'\ trepp; ecle.

I 16 56,i

547 » 450

279

Ci rimane per ultimo da esaminare quali regole si possano trarre per l'impiego razionale delle mitragli ere nella guerra campale e quali sieno le circostanze in cui esse sarebbero decisamente utili . Cominciamo dall'ammettere che fino a quando non sia risollo pienamente il problema del cannone a tiro rapido. di calibro pressochè eguale al c:rnnone più piccolo dell'artigliel'ia da campagna, (nel qual caso esso lo sostituirebbe}, l'introduzione tanto della mitragli era-fuci le quanto della mitragliera-cannone, non dovrebbe fare diminuire di un sol pezzo l'artiglieria delle attuali Divisioni. Il modo di trasportare questa nuova arma e quello di costituirla in unità distinte da quelle della fanlaria e dell'artiglieria, sarebbero quindi i primi problemi da risolvere. Non pare che fino ad ora siasi trovato un affusto acconcio al servizi0, e le ultime esperienze inglesi a questo riguardo non sono ancora perfettamente note per poter trarre cla esse qualche ammaestramento. Fino ad ora si usò trasportarla sopra un affusto di forma simile a quello dei cannoni, trainato, seconclo il peso, da 2 o da 4 cavalli ; solo il Gardner, vorrel)be renderlo più semplice e meno pesan~e con tre altri modi alti a condurre in campo la sua mitragliera acl una canna. Egli propone il trasporto a dorso di mulo o di cavallo nelle spedizioni lontane cli colonne volanti di cavall eria o di fanteria specialmente nella guerra di montagna, caricando sopra un solo qu·.tdrupeclc la mitragliera, il suo sostegno e ·J 000 cartucce, il che costituirebbe un sistema completo ed efficace, poicliè non richiederebbe . spreco di forza motrice nè occuperebbe soverch io spazio od impiegherebbe un numero di uomini esuberante. Per un grosso corpo di fanteria, il Gardner propone poi un carro a molte, capace di trasportare 5 mitragliere e 10000 cartucce, il quale servirebbe anche di affusto per lo sparo. Uno di questi carri costituirebbe per un battaglione un aumento di forza considerevole che potrebbe, vista la. sua leggerezza, seguire le truppe in ogni terreno. Alle batterie il Gardner Yorrebhe finalmente assegnare alcune di queste mitragliere collocandole sulle pedane degli avantreni per accrescerne la difesa e la sicurezza qualora avvenisse, il che non è raro, che si Lronssero senza scorta. L'impiego della mitragliera collocata sul dorso di un cavallo, o, meglio ancora sopra un a!Tusto, nelle operazioni di arnnst:operta


:l80

28I

11.\SSEdX.\ TECNO LOG IC.\

LE MITRAGLIERE

della cavalleria, merita considerazione poichò in tal modo si potrebbe vantaggiosamente sostituire l'artiglieria a cavallo, di cui abbiamo tanta scarsità e che costa tanto, e contemporaneamente si sfuggirebbe forse anche all a necessità di fare app iedare i cavalieri por comba ttere in cacciatori. L'idea di riparti a cavallo di fanteria per mandarla a sostenere le operazioni della cavalleria, troverebbe coll'impiego delle mitragliere una ben piiLpratica e meno difficile soluzione. In quanto alla costituzione di essa in unità distinte, non monta dimostrarne la necess ità, giacchè è evidente il bisogno di provvederla di un personale di uomini e di quadri speciali. Solo diremo che, il 101·0 riparto alle Divisioni potrebbe essere fatto 'in base di una grande disseminazione, giacché vuolsi por mente che, il principio del concentramento del fuoco, prescritto per l'artiglieria, qu i dovrebbe essero invece, a motivo clell'effetlo che si vuol produrre assolutamente rovesciato. In quanto all'impiego tattico, nel le marce questa nuova arma dovrebbe avere il suo posto col grosso, sieno quelle, ofTensive, di fianco, o in ritirata, poichè l'intervento attivo di quest'arma non precederà che di poco l'azione della fanteria, epperciò lanto nel cominciare un combattimento, quanlo nel proteggere una ritirala , l'azione principale sarà sempre riserbata ancora all'artiglieria. Nel l'attacco di una posizione, se si considera che essa quasi sempre consiste in diversi periodi di m;_iggiore o minore durala a seconda della resistenza offerta dal difensore, durante i quali l'attaccante impadron itosi ed occupato un certo tratto di terreno, deve premunirsi ogni volila da un contrauacco del difensore, l'uso delle· mitragliere potrà ritenersi prezioso, come quello che moltiplica la forza del le frazion i cli fanteria ancora lroppo scarse per resistere al ritorno offensivo dell'avversario. Che se poi il terreno sul quale manovra l'attaccante fosse rotto o coperto, oppure i distaccamenti fossero mandati ad operare sul fianco nemico, all ora l'azione delle mitragliere per preparare l'attacco riescirebbe decisamente favorevole, poichè nel primo :aso esse sarebbero coperte col terreno stesso dalla vista e dai danni che alle distanze inferiori a 600 metri potrebbero subire; e nel secondo servirebbero a moltiplicare laforia degli attacchi parziali.

Sarà però la difesa che potrà ritrane da quest'arma incalcolabili vantaggi, poichè, sia che essa Yenga collocata presso il corpo di · trnppe principale, là dove si dominano le stl'ade d'accesso, sia che venga mandata a prevenire i movimenti aggiranti del nemico, po'trà in ogni modo da 800 metri, coprire il nemico di proietti e il più delle volte arrestarlo, oppure, se questo riescirà col concorso di nuove truppe l'resche ad avanzare, sostituire efrtcacemente il tiro a. mitraglia e quello a shrapnel dell'artiglieria, che a questo punlo potrebbe già essere affievolito . Aggiungasi poi che se le truppe de · stinate alla difesa di unn posizione molto estesa, fossero deficienti, troverebbero nello batterie di mitragliere opportunamente collocate un mezzo di rinforzare le loro riserve, senza indebolil'e le proprie forzo con uno spiegamento troppo amp io; ed essendo il tiro della mitragliera efficacissimo, in paragone cli quello di ogni altra arma, quando il bersaglio cangia sovente di posizione, tale vantaggio sarà principalmente utile alla difesa dovendo questa dirigere il suo fuoco conlro un nemico con tinuamente in movimento. Kei combattimenti di località determinata, come sono quelli che hanno luogo intorno ai villaggi, nei bosch i, nei passaggi di strelli e sopratutto poi nella difesa di trinceramenti, si farà palese nel modo più splendido l'azione delle mitragliere; e in quest'ultimo caso, mentre l'azione dell'artiglieria da campo potrebbe svolgersi -al1' esterno dirigendo il suo fuoco contro i fianchi del nemico con maggiore efficacia e miMre pericolo per se stessa, le mitragliere collocate in batteria sulle piazzuolo nell'istante in cui le colonne d'auacco avanzn.ndosi vengono a mascherare la loro artiglieria, farebbero subire al nemico perdite sanguinosissime. Quantunque nella guerra del 1870 le mitragliere francesi fossero lungi dal presentare tutti i perfez ionamenti che oggidì vi furono introdotti, pure, come si è già dotto, corrisposero in parecchie circostanze al loro scopo: e ne fanno fede i seguenti brani della relazione prussiana sulla battaglia di Mars-la-Tour, la quale ad un certo punto dice: « Nel percorrere il fianco denudato della coli ina cho scende clap« prima dolcemente verso la sopra nominata valletta posta di fronte ·(< alla posizione dei Francesi, le truppe furono accolte da un miei, e< dialissimo fuoco di moschetteria e di mitragliere. Avanzatasi la .

.\NNO xxv11, VOL. lv.

I~


nASSEGNA TEC'.'iOLOG ICA

« seconda linea a riempire i vuoti della pl'ima, enLmmhe procedet<'

Lero a sbalzi di 100 a ·I50 passi, e tulli i cinque battaglioni si,·

« trovavano già a una trentina di passi dalla linea francese, quando· c1

una salve micidialissima li obbligò a, ritirarsi nella valletta sotto- ·

« stante e un fuoco continuato di mitragliere, fatto dalla sommità, « accrebbe talmente le perdite che quei battaglioni furono quasi

« distrutti. Uscita la cavalleria per pro Leggerne, co n un contro-at- tacco i pochi resti, venne accolta essa pure da una scarica di · « mitragliere da mandare a vuoto anche questo secondo attacco ». T 5 battaglion i della 38· brigata che era entrata in azione con 95 ufficiali ·e 4546 uomini, ebbero una perdita di 72 ufficiali e · 2542 uomini rrn uccisi, reriti, e prigionieri, la proporzione fra i morti. ed i feriti essendo di 3 a ,S. I Allorché si vuole che J'artigl ieria vada in tutta fretta ad occupare una data posizione del campo di battaglia, ed i casi ne sono. assai frequent i ora che si vuole colla celerità portare colpi inaspet--· tati e terribi Ii, è necessario di fornirla cli una scorta a cavallo. Quale scorta migliore le si può dare di qualche mitragliera? Colla cavall eria le mitragliere devono essere preparale al com-baltimento orTensivo, e potrebbero servire ad attirare il fuo co dell'arliglieria avversaria mentre quella amica sla preparando col suo fuoco il punto di attacco alla brigata o alla divisione di cavalleria.ch e impaziente lo attende . Assa i difficili e molteplici sono i còmpiti dell'artiglieria a cavallo; nel momento dell'allacco essa deve rivolgere il tiro sull'artigliera. del nemico, o sulle truppe che attaccassero di fianco o sulle riserve,.. e in seguito tentare in ogni modo di arreslare la foga del nemicor imbaldanzitosi da un primo successo . In tutti questi eventi e in . quegli altri che per brevità si tralascia di accennare, non v' hai dubbio che le mitragliere potrebbero al tiro a mitraglia dei cannoni sostituire più efficacemente le bene aggiustate e rapide loro sca-riche. Qualche volta, la forza delle circostanze imperiosamente , comanda di rompere a qualunque costo la linea nem ica e la manovra che si impiega ordinariamente è quella di far caricare con- centricamente sul punto stabilito la. cavalleria, seguìta dalla propria. artiglieria, la quale tosto smaschera.La si spiega e fa fuoco per dare agio alla fanteria che segue di entrare nella breccia che avrà aperta:. <<

LE MITR,\GUERE

283 col fuo co e con l'urto. È evidente che se la mitragliera concorresse coll'artiglieria in questa operazione, il lavoro sarebbe tanto più pronto e sicuro . Alle battagli o di Wi:irth, nell'azione offensiva 'presa alternativamenle dai due partiti per tutta la giornata, la mitragliera produsse degli effetti grandissimi e più ne avrebbe cagionati se non fosse stata collocata di fi anco alle batterie di cannoni che avevano attirato il · fuoco dei 250 pezzi germanici . Uno degli appunti che si fanno alle mitragliere è, che, paragonandole al cannone, si dice che l'effetto da esse prodotto si limita alla gittata dei fucili e quindi che non può avere su c1uello un vantaggio ben sicuro. Si osservi cho sopra un campo di battaglia e specialmente sui nostri, il campo di tiro è quasi sempre mo! to limitato; epperci ò, più che alla gillata, deve badarsi all'ampiezza della zona su ·cui i due partiti manovrano, per cui in molti casi la gran gillala del cannone sarà inutile, !il dove appunto la P1 itragliera potrit invece sviluppare tutta la sua efficacia. .É appunto alla condizione falla ai moderni combattimenti, i quali esigono che le truppe rimangano il più poss ibile coperte al tiro dell'artiglieria, che la mitragliera, adoperata nel momento in cui il nemico deve uscire dai suoi ripari, acquisterà grande importanza ed ani:t largo impiego non paragonabile certamente nè al Liro a mitraglia o a shrapnel dei cannoni, nè a quello della fanteria, giacchè il suo fuoco sarà calmo e sicuro., malgrado il fumo delle scariche e l'ecc!ta~ent? _della lotta, tanto più poi se sarà r iparata da piccoli scudi d, acciaro, o colle ruote intonate, o dietro a spalleaofamenti improrvisat.i con sacchi da terra o fascine, come fecero i R~ssi nella campagna transcaspiana . Uno dei metod i per coprire cli proietti una zona occupata dal nemico, di cui non si conosce esattamente la distanza, è quello dell'impiego contemporaneo.di 2 o 3 alzi. Colla mitragliera, cambiando opportunamente il punta.monto in elevazione, si potrà. col tiro a sah e raggiungere con prestezza lo scopo e, trovala la distanza, avereancora un altro mezzo sicuro dì colpire tutta l'ampiezza del bersaglio, facendo uso del congegno automatico di dispersione lateralr ,. mezzo che non ha nè la fanteria nè l'artiglieria.


I

RASSEG~A. TECNOLOGICA

QuantuJ').que nella ritirata e negli inseguimenti il còmpito principale spetti all'artiglieria, pure anche in simili circostanze si trarrà dalle mitragliere grandi vantaggi; così una retroguardia potrà arrestare l'irruente nemico centuplicando le sue forze e mascherando le proprie truppe con un fuoco ben nutrito e continuo, e u~a batteria di mitragliere lanciata con un distaccamento di cavalleria sulle orme d'un nemico fuggente, potrà con lungo giro venirne ad intercettare la ritirai.a e a p9rlo in rotta. . . Abbiamo già accennato nel corso di questo studio ad alcuni fatti di gi,ierra in cui le mitragliere furono impiegate; aggiungeremo ancora alcune notizie circa l'uso che ne fecero gl'Inglesi in Egitto ed i risultati che ne otte1inero. Nel bombardamento di Alessandria le mitragliere Nordenfelch da cm . 2,5 di cui erano armai.e le navi, fecero fuoco da distanze cui non potevano giungere le G.alling ed i fucili Martin i ed il loro tiro énfluì non poco a far tacere quello dei forti, imboccando le cannoniere, uccidendo i serventi e danneggiando iI materiale. Il distaccamento di marinai sceso a terra per impadronirsi élei fort.i abbandonati clngli Egiziani lrovò infatti una quantità di pall e d'acciaio Nordenfeldt enlro le casamatte ed alcune anche nell'anima di qualche cannone che ne era rimasto grandemente danneggiato . Si deve poi alle mitragli':lre principalmente se le poche truppe inglesi sbarcate, dopo il bombardamento, poterono contenere le truppe egiziane accampate a breve distanza dalla città. Da questi risultati è facile arguire che le mitragliere, o cannonirevolver cli grosso calibro, per la giustezza del loro tiro e la potenza élei loro proieLti, possono essere impiegati anche contro ostacoli maleri,1li e paragonarsi nei loro effetti al cannone da campagna cli piccolo calibro. E siccome il loro tiro è efficace fino alla distanza di 3500 m., il loro proietto, clopo avere oltrepassato piastre di 6 ed 8 mm. cli grossezza può rompersi in circa 119 schegge o produrre, battendo in terra, una fumata abbastanza visibile da indicare la posizione del suo punto di caduta, il meccanismo ne è sempl ice, roh11sto e facile ad adoperarsi, così. è da supporre che quest'arma sarà io avvenire un terribile competitore del cannone attuale da campo poichè lo obbligherà a cominciare il fuoco a distanze superiori ai 3000 metri, e nella .Jotta alle distanze minori lo vincerà col tiro celere.

l ,,

LE MITRAGLIERE

Chiuderemo finalmente questa Rassegna col sottoporre all'allenzione clel lettore una applicazione particolare che noi potremmo ri~ trarre dalle mitragliere pe1; la difesa delle nostre coste contro operazioni di sbarco. Si è detto, ripetuto e continuamente si deplora che l'estensione delle nostre coste presenta un lato assai debole del nostro sistema difensivo, nè si è potuto fin qui trovare un mezzo efficace per diminuirne la pericolosa importanza, sia perchè occorrerebbero · fortificazioni in troppo gran numero, di una spesa incompatibile colle nostre risorse, sia anche perchè non si potrebbero immobilizzare truppe di prima linea_ a guar~ia delle nostre coste mentre l'esercito è impegnato o a difendere 11 paese dalle frontiere terrestri o tenta un offensiva sul territorio del nemico. Lo stabilire dal tempo di pace dei deposi ti cli mitra.gliere cli pic,~olo e di grosso calibro in vicinanza dei punti più favorevoli dove il nemico può effettuare uno sbarco offrirebbe invece un mezzo potentissimo alle truppe territoriali di opporsi a una simile operazione, giacchè l'azione efficace di quelle armi, unitamente a quella di qualche cannone, qualora giungessero in tempo opportuno, non può essere in tali circostanze da nessuno" posta in dubbio, nè si può disconoscere la facilità con cui esse potrebbero venir condotte sul sito nell'istante voluto, stante la grande loro m9bilità e la facilità. del loro servizio, per cui è da credere che esse compenserebbero e la deficienza di truppe di fanteria e quella eziandio dell'artiglieria . da campagna appena bastevole pei bisogni dell'esercito di prima linea. È da far voti quindi che come si è già anni addietro rivolta l'atlenzione a queste armi, se ne solleciti, ora che tanti progressi esse hanno fatto, anche la definitiva adozione, tanto nelle operazioni degli esercì li campali, che ·pel fiancheggiamento dei fossi nella guerra d'assedio.

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l

285


I

l

RlVI.S1'A ESTEI\A

2.81

: solito, 3 sottufficiali anziani e 6 giovani soltufficiali o Gefreite. Onde il plotone reclute, che d'ordinario annovera da i5 o -i8 uomini, viene , distribuito sopra tre righe a rango di statura come $egue:

,

:J: o I o

RIVISTA ESTERA o

o

ufficiale alle reclute; sottufficiale più anziano; due sottufficiali meno anziani o Gefr eite, dei quali ciascuno addestra metil della riga: il sottufficiale più anziano sorveglia.

o

Secondn riga

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'

L'ISTRUZIONE DELLA FANTERIA IN BAVIERA

. L'ann? ~_i ist.ruzione inco mincia coll'arri vare delle reclute, per solito fra il o, e ~I 10 novembre, ed ò diviso nei seguenti periodi: 1° Dall. arr'.vo. delle reclute agli esercizi di compagnia (dai primi di novembre ai prtmi di febbrnio) . 2.: Scuola d! compa~nia (dai primi di febb raio ai primi di aprile). 3 Scuola .di bauaghone (da aprile a maggio) . 0 ~ D~I fi~ir~ d.ella sc~ola di battaglione agli esercizi di reggimento (dai pnmi di maggio a mezzo agosto) . 5° Manovre autunnali (da mez1.o aaosto a tutto settembre) 6° ~ al ~on.ge~amento all'anivo delle reclute (dalla fine di. settembre ai pnmi d1 novembre). del reaeimen to prima' dell'~nno di' eSerCI·1aZJOlle · d3 Il comandante , , , Ou " ai b~ttagli?m un programma di istruzione (A llc"ato 1) che a larahi 0 tratti la disegna. " ' I .co.mandaoti di. battaglione sovra esso compi lano altro proaramma somigliante, cbe viene distribuito al le compagnie. Da canto sio il co~andante !.a, co~p~guia forma p~l so(o primo periodo il suo programma, che presc1ne ~ett1manalmentP. I ordine di addestramento delle reclute (Al legato 2). · .Nel pri.mo ~er'.odo le. reclute ricevono istruzione affatt-0 separata dai soldati auziam. Ogni compagnia all'uopo destina un ufficiale, e di

come sopra.

I

o

o Terza riga O Trascorse le tre prime settimane, il sottufficiale più anziano assume in ciascuna riga l'addestramento, mentre gli altri graduati lo coadiu·vano continuando ad addestrare soldati giunti in rit;irdo, rimasti ammalati o poco destri. Il cornandO:nte di compagnia, cui è lasciata la maggiore autonomia, invia giornalmente prima delle 10 del mata ino, un rapportino sull'impiego della giornata (Beschiif'tigungs Anzeige) al comandante di battaglione (Allogato 3). Il qua le dei quattro rapportini ne forma uno (Allegato i) e lo indirizza prima di mezzo. giorno, al com::mdante di reggi mento. Se il comandante di compagnia per qnidsi,roglia motivo, por esempio se il tempo ha mutato, vuole introdurre una variazione, ne dà no1izia nel pomeriggio ovvero all'indomani ai comandanti di reggimento e di battaglione. La specie di istruzione, la durata, la tenuta, tutto è a disposizione del comandante cli coni pagnia. Nel rapportino dice · soltanto ciò che fa e il luogo dove va affinchè i suoi superiori possano, ove ne abbiano voglia, andare a vede.re. Codesta grande autonomia eccita lo zelo e la gara più vivace nei comandanti di compagnia ed è sorgente dei migliori risultati per l'istruzione della truppa. Il rapport.ino si invia durante tutto l'anno. Ecco alcuni esempi del lavoro delle e-0mpagnic nei diversi periodi:

1°

PERIODO

Giovan1: soldati (reclute): ,.,i"

Comp. 7-8. Addestramento fatto dai sottufficiali . 8-11. Scuola del soldato (Detail Exergfren) alternata colla ginnastica e colle marcie nel e-0rtile.


2.88

RIVISTA

1° Comp.

,u

ESTERA

,f/2. Rancio.

1- 2. . Pulizia e cucitura. (Le reclute sono ammaestrate dal ! · sarto nel cu~i1:e ~ tenere in ordine i pano i). 2-2 ·1/ 2. .Eserc1z1 d1 puntamento.

I

•I

(Le reclute sì esercitano coi soldati anziani) . 1 • Comp. 7- 8. fatruzione orale fatta da un ufficiale.

8 ·1/•1. Partenza per le esercitazioni di compagnia sul prato

S0ldat1: anziani . 8-9 . Istruzione orale fatta da un ufficiale.

9-1 O. Scuola del soldato ) .

.

J m caserma·

2-2 •I/2. Esercizi di puntamento. 2 1/ 2-3 ·1/2 . Scherma colla baionetta. 3 1/ 2-i 1/ 2. Istruzione orale fatta da un ufficiale. 4 1/ 2-5. Esercizi dei mal destri e negligenti in caserma , (esercizi di punizione).

G1:ovani soldati. 2• Comp. i 1/ 2-9 . .Scuola del soldato alternata colla ginna.;;tica, ecc. 9-1 O. Istruzione orale fatta dal!' ufficiale destinato alle , reclute, 40- ·H. Scuola del soldato. 11 1/2 . Rancio. 1-2 Pulizia. 2-2 1/2. Esercizi di puntamento e di tiro. 2 •I/2- 4 1/2. Scuola del soldato, come il mattino. 5- 6 Istruzione orale far.ta da un sottufficiale. Soldati. anziani. 7 1/ 2-8 . Esercizi dei mal destri e negiio-enti. 8 1( 4- , Partenza pel tiro al bersaglio. (La°compagnia rientra-, cire;a le 1 1/ 2). 2. Rancio. 4- 5. Istruzione orale fatta da un ufficiale.

PERIODO.

Scuola di compagnia.

2 •1/ 2-5. Scuola del soldato come il mattino. 5- 6. Istruzione orale fatta dall'ufficiale destinato alle re- . clute.

10-1 ·1. Ginnastica 1-2. ' P ulizia.

2°

•

presso Schwabing. (La eompngnia è di ritorno verso le 11). 111 /2. Rancio . 1-2. Pn·lizia . 2- 2 1/2.. Chiamata in tenuta cli esercitazione (rivista µassala da un ufficiale corrispondente nlla nostra visita di pulizia). 2 1/2.- 3. Esercizi di puntamento e di tiro. 3- ~. Ginnasticii . i-5. Esercizi di raccolta nel cortile della caserma. Con e senza armi, gli uomini sparsi ovvero riunit.i, sono chiamati a rac- · colta neJJe diverse formaz ioni, ovvero da unii formazione ad un'a ltrn. 2• Comp. 7. Partenza per l'&sercitazione cli compagnia sulla gran piazza d'arm i presso Oberwiesenfcld. (La compagnia ritorna verso le 10 ·1/2) . H 1/ 2.. Rnncìo. 1. Cbiamntn cogli stivali. (Ciascun uomo è passato in rivista con un paio di stivali alla mano ed un paio calzati • . Giornalmente si cambia oggetto). 1 ,1;2..:.2 1/ 2. Pulizia. 2 1/2.- 3 1/2.. Istruzione orale. 3 ,J /2- 5. Ginnastica e scherma di baionetta. 5- 5 ·1/ 2. Esercitazione dei mal destri e negligenti . 1

I

1

~:l

3°

PERIODO .

7 •1/2. Pnrtenza per gli esercizi di battagl ione al campo di:, Comp. l'l'h rte (•10 1/ 2. Ritorno). 4-• Ne) pomeriggio occupazioni analoghe alle ·sopraindicate.

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4- 0

P E RIODO,

1• Comp. 6. Partenza per le esercitazioni nel $ervizio di campagna,·, presso Bl utemburg.


) · 2;90

HJVlSTA

ESTERA

1• Comp. 2. . Rivista delle armi.

2. 1/ 2- 3. Esercizi di puntamento e di tiro. 3-4-. Scuola del soldato. 4-5. Ginnastica e scherma. 5- 6. Istruzione orale. :2• Comp. 6. Partenza per l'addes~ramento nello scavare fosse da cacci11tori all'angolo nord della piazza d'armi. 1- 2. Pulizia. 2 ·1/2- 3. Esercizi di puntamento e di tiro. / nel cortile 3-4-. Esercizi di raccolta. della 4--5. Ginnastica e scherma. caserma. 5- 6. Istruzione orale. ' .. 3• Comp . 8-9. Nuoto. - Andando e tornando dalla scuola di nuoto, scuola pratica delle distanze. 1. Partenza pel tiro al bersaglio.

6°

PERIODO .

Dalla metà di settembre al principio di novembre vengono esercitati uel tiro · a segno i men destri e vengono preparati ed ammaestrati .i sottufficiali destinati alle reclute .dal rispettivo loro ufficiale. In questo periodo viene pure fatto .il tiro di istruzione, nel quale ~i ,cerca di rappresentare nella maniera più evidente alla t.ruppa l'efficacia .del colpo partito dall'arma.

j

Programma di istruzione per l'anno 1881-82.

1° 5°

PERIODO.

Per le esercitazioni autunnali sono chiama li dal congedo da ·12 a ,15 riservisti per compagnia. Le esercitazioni :mtunnali di quest'anno nella Baviera si svolsero come segue : a) 3 giorni, scuola del soldato· ( Dètai l Exei·zi1'en). b) 2 ~ esercizi di compagnia. c) 2 » » di battaglione. d) 5 » » di reggimento. e) 5 » » di ])riga ta. Per le esercitazioni di brigata quasi tutti i reggimenti di fanteria lasciano le loro gua rnigioni e vanno in terreno adatto. f). 3-4di . . giorni, esercitazioni di distaccamento. Q,ani o re,,rrimento ee fanteria, cm sono assegnati uno squadrone ed una batteria, manovra contro un altro pure similmente rinforzato. Il comandante di bri,,ata dirige queste esercitazioni dando l'idea generale e speciale ad a~1bo ·i partiti. L'esercitazione finisce quando gli aggrada e !:'i chiude colla critica..

g) 3- 1 giorni, manovre campali di brigate contrapposte con intervento di cavalleria e artiglieria. Dirige il comandante la divisione. h) 4-2 giorni; manovre dell'intera divisione contro nemico se. gnato; ovvero grandi manovre (che durano anche 2 o 3 giorni) di di. visioni contrapposte ed infine manovra dell'intero corpo contro nemico segnato.

PER IODO.

(Dal principio di novembre al principio di febbraio).

Ufficiali. Conferenze scientifiche militari ai tenenti e sottotenenti fatte da un :ufficiale superiore. · EsM·citrizione nell'emanare ordini per gli ufficiali superiori sotto la direzione del comandante il reggimento. · Esercitazioni simili pei capitani e tenenti sotto la direzione dei comandanti dei battaglioni. . Temi di tattica, storia militare ecc., pei tenenti e sottotenenti. Gioco di guerra per gli ufficiali superiori, sotto la direzione del ,comandante il reggimento. Gioco di guerra pei capitani ed ufficiali subalterni, sotto la direzione dei comanqanti i battaglioni. Temi tatti ci per gli ufficiali subalterni. Sottufficiali. Esercitazioni come istruttori nell'addestramento del soldaio. SenYizio da ca;mpagna, come capi pattuglia, capi gruppo, e i più

· ·. :anziani, come capi .guardie di campo. Tiro e scuola delle distanze. - Mira e puntamento , stima delle distanze applicata al servizio di ?ampa~~a. ~1odo_di ~mmaestra~: praticamente i soldati nelle passeggiate ffilhtan a grnd1care le dbtanze . .Istr~izione orale fatta dai comandanti di compagnia nelle diverse


I

i93

ESTER.\.

RJYI STA

funzioni come sottufficiali nel servizio di guarnigione, nel servizio interno, in caserma, in campagna; lettura di carte, disegno di un semplice schizzo. Ist-ruzione per parte degli armajuoli nella composizione, scomposizione (' pu li tura del fucile. Istruzione da parte dell' ufficiale pi:igntore nelln tl'\nuta dei registri. Ginnastica. Esercitazioni pratiche nell'interno delle compagnie per classi, secondo il grado dell'abilità, sotto la direzione di un ufficiale. Addestramento degli istruttori. Scherma -sotto la direzione di un ufficiale. Preparazione degli istruttori. Soldat,i anziani. Scuolli del soldato: esercizi di raccolta e di comando; addestramento dei migliori a coudurre piccoli gruppi . Se1'1,izio di campagna in cacciatori; aYamposti e pattuglie. Sicurezza nel le marcie 1;1 morlo di insegnare il servizio cli avamposti alle reclute. Ammae~tramento dei migliori al servizio di capo pattuglia. Tù·o e cl!istcmze: esercizi di puntamento nelle diverse posizioni. Stima delle distanze nelle esercitazioni di compagna. Istruzione orale sul sen·izio cli campagna e ripetizione di quanto. si è appreso. Ginnastica. Scherma.

G'iovani soldati (reclute). Scuola del soldato in riga e di plotone. Esercizi cli raccolta; scuola dì cacciatori formale. Ispezione alln fin e del periodo da parte del comandante il reggimento. (A questa ispezione sono per solito presenti i comandanti di brigata, di divisione e cli corpo d'esercito). Servizio di cClhnpagna. Passeggiate mili tari . Servizio formale di avamposti e di sicurezza . Tiro e distanze. Puntamento. Tiro ridotto. Stima delle distanze neJJe passeggiate militari. Istruzione orale. Condizioni militari in generale: doveri. Artico!~ di guerra. Igiene. Cura delle robe ù dell'arm3mento. Competenze. Cognizioni dell'arma. Ricompense e pene. Sorv:zio di guarnigione. Ginnastica . Sche1·ma.

1

A L L E GAT O 2 ° Programma

del la X compagnia per l'istruzione delle reclute. ,1•

SF.TTIMANA

·,,,i )farcia libera ·ì\lovimonti del corpo; serrare; passo retr~-

EJser ~1 ... : • • . R ~oita in riga . ~Jarcia individuale e mov1grado m duo tempi. a ·

menti di capo .

· · d li be moYiGinnastica. ~1ovimonti delle spalle, m0Ym1cnt1 e " gam •

ti delle braccio, moYimcnti della testa. . me;aliito a capo scoperto. Saluto colla man? destra . a capo dcope~?~ . ·one necrli {U'licoli di guerra. Doveri generali del sol at?· l Ist1 uzt o p .. . cl cor[)O Conservaz10ne o sciplina ed ordine nello caserme. u1ma eI . nettezza degli oggetti di corredo. 2a SETTL\L\'.'IA . "ola senza oiberna coll'arma di esercitazione Tenuta· Horretto o sc1au ' ~ .. 11 ") .. - - : . - e sono date sollanto per l'eserc1z10 co e a1·m1 . (Le anm di e~erci~~z1on . dare indietro morimenti individuali Esercizi. Yolgors1, serrai e, au , a comando. . c1· " 11it" ~farcia d~ fronte con guida a de· Al/:i.meamenh . Contatto 1 t:>or 1· . _ . . . · . . . , , a Ma1·cia m<lmduale. Racco1ta m riga a stra O a sm1stra senz ann, · • ' . c1· ' . ·,1 are 1"er uno con m0Yiment1 i capo. destra o s1111~ ra. sr.l 11 , -· • • . . . . liberi) come nella prima settimana. ~!nnasti_ca d~ea::~~.1 z1Movimcnti elementari con ambe le mani e con =aneggw · · amhe le braccia . . ' Onori. Rilletizione del saluto.. S_alnlo_mam~nc1?· t o. No mi dei su1)criori . Di. . R1'p"t1'z1·oue deI err1a msca:ua o , v . Ist?''U Z'WIW stinzionc dei gradi. }lodo di preseuuirs1. Tenuta. ALLEGATO 3° x. Reggimento fanteria

y. Battaglione 1a Compagnia.

Impiego della g'iornata .

111 agosto 1882. Sera 3.,. S(juola del soldato. 4,.5. Ginnastica. 5-6. Istruzione.

I\

ngosto Manino G. Partenza della compogi~ia per la grande piazza d'arm1. ,i 5

ì'i. N. Capit. comancl . la comp.


RJVfS'l'A

ESTERA

295,

ALLEGAT O 4 •

x:. Battaglione.

LA SPEDIZIONE INGLESE IN EGITTO ORDINE D' ADDESTflAME)ITO

Soldati anziani

Compag.,

24 novembre 4882.

Coscritti -

4 / 3-,i . Scuola del soldato

4-5. Ginnastica

~

-

3

d"1

d" guar 18

4

Compag., 25

novembre 1882. -

1 / 8-9. Istruzione orale. 9-1 O. Scherma.

3

di guardia

S era.

12~-51/2-3. P untament-01 . Scuola_del soldato: · Caserma.

o-6. Ist.ruz1onc orale. 3-5. Scuola del soldato / 5-6 11/2. Istruz . ornle. · Caserma . 2 .f/ 2-3 4/2. Istruz. orale 3 ,f/2-5 1/2. Se. del sold . · Caser. 2 Y2-3. Puutamouto. ~-o. Seno!~ del soldato. 0- 6· Istruzione orale.

1-

Mattina . /7 12 8 Istruzione orale 11 - 1.·l/2. 8 '/iH Scuola del soldato." 8-9. Scuola del solda to. 9- 10 · Istruzio.ue orale. •I 0-1 4 · Scuola del soldato. 7-8. Istruzione orale. 8•9 •f/2. Scuola del soldato. 9 '1/ 2-,10. Puntamento 8- '1O. Scuola del soldato. 1 0-,11 · Istruzione orafe. N. N. Maggiore comand. di battag.

Ella ò stata una strana guerra cotesta guerreggiata novellamente dagli Inglesi pcl co1111uisto dell'Egitto! Ifa. affermato, a volta a volta,. l'efficacia della difensiva strategica e tauica, e, per converso, della offem,iva, e stra tegica e tnttica; di primo acd1ito agli Egiziani è venuto fatto, con Je loro arti di difesa, di mandare a rnolo, o,e meno gli Inglesi se l'nt1endcvano, i conati loro; e poscia, di hotto, tutta quella resistenza si è sfasciata, e gli Inglesi ne sono riuscit.i vincitori , quando manco se l'a$pCtlavauo. E così una guerra, preconizzata aYere a durare, ora quindici giorni, ora lut1ghissimo tempo, ha avuto term ine, noi fo tti, in assai breve !:isso. E studiamo innanzi il terreno, que:;ta valle del Nilo, originata dal tro var~i lo spartiacque africano, nclln parte settentrionale della penisola, così accosto alla sponda orien tale, e dall'essere così poco declive essn penisola in verso l'Oceano Atlnntico: e però un gran fiume para llelo ai monti e grandi deserti a ponen te della valle. L'Egitto, accludendovi anche la Nubia, il S11dan, il Darfur, e gli altri paesi acquistati, misura un' estensione di 2,2o·I,000 chilometri qu11drat.i, popo 1:iti da 17,tOO,OOO abit.rnti; b molto più grande in latitudine che in longitudine, ed ò percorso, lunghesso in lato maggioro, dal Nilo, che scorrendo da mezzogiorno a settentrione, sbocca nel Mediterraneo . I l fiume ò fianchegginto, ad occidente, dai monti libici e, ad oriente, dai monti arabici (spartiacque africano); ma sono, e gli uni e gli altri, monti cell i poco elevati (dai 500 ai 600 metri), che non hanno can,llere di vere montagne. In Egitto, fuo ri del Nilo, è la morte; ad occidente della vallnta, il deserto di Libia, ad oriente, fra il fiume cd iJ Mar Rosso, altra sterile contrada . Ed il Nilo è tanto più vita all'Egitto , che in una regione ove non cade pure una goccia di piovn, con le sue nnuuali inondazioni, rentle foracissima la sua vnllata. Dopo d'aver bagnalo Cairo (città di 350,000 abitanti), capitale del vicerenme, il fiume si parte in due braccia, iu quello di Rosetta ed in quello di Damietta, di cui l'insieme costi tuisce il Delta, e che, . prima di gettarsi nel Mediterraneo, formano di molte . lagune sulla costa. Poichè l'acqua è la vita e il moto in quella contrada di de--


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serti, .con l'opportunità di due mari tanto propincrui, e delle braccia del ~do'. e delle lagune sulla spiaggia, si comprenderà di leggieri, che .s1. s1~ cercato, con ogni p0S$a, di congiungere, a mezzo di canali , le c1tta _d, . ma~e e quelle sul Nilo, e che, nel basso Egitto, anzichè strade s1 ritrovmo canali. · Sulla lingua di terra, che separa la più occidentale delle Ja"une il lago Mareotide, dal Mediterraneo, siede Alessandria, stanz~ deÌ commercio fra l'Oriente e l'Occidente, che s'avvanta"oia adesso sopra modo pel taglio dell' istmo di Suez. l'.lb A dì 19 m_aggio ·1198 un gi.ova~e fata le, onde gli odierni posteri abbattono e rilevano la statua JD piazza Yendome, traeva e con ess,ol~~ quara?ta~il.a s?!da~i, da .Tolone alla misteriosa i~presa ,Jel1E0 1tto, po1che, e, gw più anni , aveva scritto essere là che voleva colpirsi l'Inghil terra. Campato, per' quella fortuna che arride ai giovani eroi, dalle · tremende ricerche di ~elson, cd accozzate alla squadra dell'ammiraglio Brueys, quelle partite da Genova, da Civitavecchia e da Ajaccio Bonuparte s'impadronì dell'isola di Malta, defra udandone l'Ordi'ue dei Cavalieri. Poscia, improvviso, mosse ad Alessandria, che fece sua di colta co'primi quattromila fanti sbarcati . Padrone d'una base marittima' cl~'egli. afforzò egregiamente, s'avvisò cavar suo prò del braccio cleÌ ~110 d1 Roseua, per la conquista del paese; e però statuì che l'eser~1to avrebbe raggiunt~ quel fiume, e poscia rimontato inlìno al Cairo; in quello che un nav1gl 10 lo avrebbe sovvenuto, navigando, cli conserva, . per ent.ro i.I braccio del Nilo. Egli è però, innanzi tratto, da av:1:,rt1re che_il giovane generale aveva da provvedere contro caval~~na, e che 1 Mammalucch_i d_i Mura~-bey costituivano la possa mage10re della terra; e che qurndt non vera da parare a c,rande resistenza di posizioni, che è fa_tta abilità alla sola fan teria edi attuare. Per raggiungere il Nilo da Alassandria, gl i eserciti repubblicani non mosse~o lungo la sponda del Mediterraneo, forse per la tema dell'armata. mglese, ma bensì pel deserto, per Damanhur e Er Rahmaniyeh; e poi eh~ allora non era ancora aperto il canale Mahmudiyeh, che adesso gmnge Alessandria e il Nilo, ebbero a soffrire di molto in quel_ primo tirocinio africano, che durò quattro giorni. Ad Er Rahma~1y~h la flottiglia, che risaliva il fi ume, si congiunse all'esercito, · ced •msieme trassero al Cairo. La marcia degli invnsori non fu di s~verchio contrast:,ita dagli Egiziani, nè avreb.be potuto, pel loro manco · di fan teria; solo a Chébreiss, Murad-bey volle provarsi a trattenere,

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con la piena de'suoi cavalieri, e sorretto da una flottiglia sul Nilo, la irruzione francese . E Bonaparte, ch'era il grandissimo fra i capitani di guerra, alla !uria della cavalleria dei Mammalucchi oppose i fuochi de suoi quadrati, e le cinque divisioni s'ordinarono in cinque enormi quadrati: e così vinse. E così vinse alle Piramidi, appo Cairo; e Cairo fu suo. In progresso di tempo ha aleggiàto sulla terra dei Faraoni uno spirito vivificatore ; un palpito di vita nova, in quel contatto assiduo con la èiviltà occidentale, ha battuto nel core degli Egiziani: ai Beys ingordi e sanguinari hanno tenuto dopo Vicerè, quali Mehemed-Alì. Ismail pascià, che ·hanno in.teso l'avvenire che spetta a quella terra, confine fra l'Europa, l'Africa e l'Asia, e che hanno cooperato ad opere immortali . Attualmente il canale Mahmudiyeh congiunge Ale_ssandria con El Atfeh, sul basso Nilo di Rosetta ; l'alto Nilo è unito al canale Mahmudiyeh, a mezzo del canale Khatatebeh, che scorre per quasi tutto il suo percorso dapprec,so al fiume: e però è concesso venirne navigando da Alessandria al Cairo, imboccando il basso o l'alto Nilo di Rosetta. Opera immortale, e che renderà imperituro il nome di.Lesseps, il canale di Suez, che mette in comunicazione il Mediterraneo col Mar , Rosso, l'Europa con le Indie, procede quasi rettilineo da settentrione a mezzogiorno, da porto Said, sul Mediterraneo, a Suez, sul Mar Rosso. A metà circa del canale è sorta una città nuova Ismailia, sul lago Timsah . Strategicamente è da notare che Suez è anche più a mezzogiorno del Cairo, e che quindi rin attacco pel canale prende a rovescio tutto J'apprestarnent1J di difesa contro un attacco proveniente dal Mediterraneo Da Suez muove il canale d'Acqua fresca ( o d'Ismail) che si dirige da prima verso settentrione e quindi, tocca Ismailia, piega a ponente fin oltre Tell el Kebir; poi si volge al sud-ovest, bagna Belbeis, Es Siriacus e giunge al Cairo. Un canale congiunge Ez Zagazig, sul Baar Muezz, ch'è un braccio del Nilo di Damietta, col canale d'Ismail. Vn altro canale navigabile, partendo poco a valle del Cairo, si unisce al canale fra Ez Zagazig e quello d'Acqua fresca. Però è dato da Suez, o da Ismailia, salirne al Cairo, rimontando il canale d'Ismail, o passando da questo in quello che va a Ez Zagazig, e quindi o navigare pel canale cennato, o pel Nilo di Damietta . Studiamo adesso le ferrovie, che·comeche non siano tanto necessarie quanto i canali d'acqua, sono però d'efficacissimo aiuto . Ne parte una da Alessandria, che costeggia da prima il canale Mahmudiyeh, se ne A NN O XXV ll, V OL, JV.

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stacca a Darnanh ur, e giunta a Tell e\ Barud, si parte in due: un ramo, fia,Q.cheggiando il canale di Khatatebeh, che arich' esso scorre propinquo al Nilo di Rost-tla, giung() al Cairo e proc()de oltre : l'altro ramo, proveniente da Alessandria, dopo Tel1 el Barud, traversa il Nilo di Rosetta e va a Tantah, donde corre a Benha el Asi, sul Nilo di Damietta, e lo traversa e giunge così al Cairo. Corre da Tantah una ferrovia a Shibin el Kum su di un braccio del Nilo di Damietta . Da Suez parte una ferrovia che costeggia da prima il canale d'Acqua fresca, e che quindi va iuo ad Ismailia, e poi ad Ez Zagazig; da Ez Zagazig partono tre rami : l'uno diretto a Benha el Asi sul Nilo di Damietta, donde come si è visto, è dato agio andarne ad Alessandria, o al Cairo : il secondo trae pure al Cairo, incontrando a Kalyub la ferrovia Benha el Asl- Cairò; il terzo ramo, éhe parte da Ez Zagazig, giunto ad Abu Kebir, si parte in due; !\mo va Es Sali hiyeh, l'altro va ad El Ma nsura sul Ni lo di Damietta . , Da Darnietta parte una ferrovia, lungo la sponda sinistra del Nilo omonimo; giunta a Talka si è a breve distanza da El Mansura, e però con breve marcia si potrebbe andarne al Cairo, o a Isrnailia e Suez. Procedendo oltre Talka, giunta a Meballet Ruh, la ferrovia si divide in tre; un ramo va a Desuk, sul basso Nilo di Rosetta ; l'altro va a Tantah, donde può andarsi ad Alessandria, o al Cairo; il terzo ramo ricade a Zifteb, sull'al to Nilo di Damietta . Finalmente una ferrovia littoranca giunge Alessandria e Rosetta. Ora, tenuto conto della esistenza di tante lagune lungo la costa del :Mediterraneo, che limitano d'assai le linee d'operazione, vedremo quali possano essere queste, avendo fisso nella mente la necessit.à d' un corso d'acqua e l'utilità d'una ferrovia . Da Alessandria, o da Rosetta, può la linea d'operazione procedere fra il lago Marcotidc ed il Jago Edru, seguendo il canale Mahmudiyeh, e poscia, o anelarne ad El Atfeh sul basso Nilo di Rosetta, o sull' alto, seguendo il canale Khatatabeh. La ferrovia, provenientè da Alessandria, fino a Damanhur costeggia il primo canale, e da Damanhur a Teli el Barud si scosta dal secondo; ma da questa città in poi, e fino al suo confluente nel Nilo di Damietta, e con lo stesso braccio di fi ume influo al Cairo, vi resta alla costa. Passando fra il lago Edrn ed il lago Burlus la linea d'opcrazioné, che parte da Rosetta o da Alessandria, rimonta il braccio di Nilo, incontra i due canali navigabili che provengono da Alessandria, e va al Cairo. Da Desuk sulla destra del Nilo di Rosetta, parte la ferrovia Mehallet Ruh-Tantah-Benha cl Asl (sul Nilo di Damietta)

, Cairo, ma che s'allont:rna subito da l fiu me. Torna più acconcia la ferrovia già nominata, proveniente da Alessandria, che s'accompagna all'alto Nilo di Rosetta; e però seguendo questa linea d'operazione da prima s'è scemi di ferrovia, e poi se ne ba il vantaggio. La ferrovia fra Tel1 el Barud e Tantah può servire di spostamento verso il Nilo di Darnietta, tanto se si procede fi no a Ilenha el Asi, come se si va a Shibin el Kum: però quest'ultimo ramo resta abbastanza vicino al Nilo cli Rosetta. Ove l'invasione passasse fra il lago Burlus ed il lago Menzaleh provenirebbe da Damietta e seguirebbe il braccio di Ni lo omonimo. La ferrovia parcendo da Damietta l'accompagnerebbe lungo la sponda sinistra del fiume dapprima, e poi, toccata Mehallet el Kebir-Tantah se ne scosterebbe; se ne riaccosterebbe a Benha el Asl dove passe.. rebbe sulla riva destra del Nilo di Damietla, e poi l'accompagnerebbe, non molto discosta, fi no al Cairo . Il ramo staccato, che da Zifteh, sul Nilo di Damiett.a, va a Mehallet Rnh, potrebbe essere adoperato a .procacciare adunate sul braccio di Nilo. SuJl.f' sponda destra del basso Ni lo di Damietta si troverebbe h1 ferrovia El Mansura- Abu KebirEz Zagazig-Benha el A.si, che ~'allontanerebbe subito dal fiume, e non potrebbe sovvenire la linea d'o perazione che nel suo estremo tratto. Finalmente procedendo clii Ismailia, o da Suez, o da porto Said, è dato seguire il canale di Ismail fino al Cairo ; se se ne ha talento'Si può dal canale d'Acqua fresca passare in quello che va ad Ez Zagazig, e poi, o pel canale di Abu el Menaggi, o pel Nilo di Damietta, andarne al Cairo . La ferrovia Suez-Ismailia-Ez Zagazìg accompagna le tre linee d'operazione e oltrepassa la prima e la seconda ; la Ez Zagazig-KalyubCairo va presso ad ambo le prime due. Se torna da Ez Zagazig, rimontare il Baar Muezz, per venirne al Nilo cli Damietta, la ferrovia Ez Zagazig-Benha cl Asi vi muove alla costa. E però l'attacco da Ismailia è quello meglio forni to di fer rovie. Dunque in tutto si hanno da considerare tre attacchi frontali ed uno d'aggirata: ,1° quello proveniente da Alessandria, e che riesce nel Nilo di ·· Rosetta. 2° quello pel Nilo di Rosetta . · 3° quello pel Nilo di Damietta. ,i 0 quello proveniente da Ismailia, e che torna nel Nilo di Da\mietta. Discorremo sottilmente di questi quattro attacchi, per fa rne emer_gere i conseguenti vantaggi ed inconvenienti.

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1° L'attacco prtivenieute da Ales$andria ha una stupenda base · d'operazione marittima; e poichè è migliore accorgimento trarre prò il più lungamente del Nilo stesso, torna più opportuno seguire il canale Mahmudiyeh, che non il cauale Khatatebeh; la ferrovia accom- . pagna fino a Damanhur quel canale. Rende necessario il conquisto di Rosetta, perchè sarebbe poco avvisato rimontare il Nilo, senza innanzi assicurarsi di quel punto, d'onde un nemico·ardito potrebbe , minacciare il fìanco ed il tergo. 2° L'attacco pel Xilo di Rosetta da prima è manco di ferrovia; da Kafr ez Zayat al Cairo può avvantaggiarsi di quella AlessandriaCairo; o quindi piuttosto povero di ferrov ia. Ove Alessandria è in mano amica, non v'ha pericolo di sorta sulla sua sponda sinistra; quando no, v'è, e di molto. Sulla destra lo ferrovie Cairo-TantahDesuk, Cairo-Tantah- Kufr ez Zaiyat possono addurre grandi fo lte di nemici contro il suo fian co sinistro. · 3° L'attacco pel ~ilo di Damietta è provveduto meolio di ferro. Q o vie. nella Damietta-Scmmenud l'accompagna per lungo tratto; o da Bcnha el Asi in fino al Cniro ve n'è altra. La ferrovin Cairo-Tanlah-Mehnllet el Kebir può c11gionare minacce sul suo fianco destro, molto più che il rnmo Mehallet Ruh-Desuk dà facoltà a spostar truppa dal .hasso Nilo di Rosetta; e sul suo lìanr;o sinistro può tornar dannosa la ferrovia Cairo-Benba cl Asl- Ez Zagazig- El i\Iansura. -i 0 L'attacco provenien te da Ismailia abbiumo veduto essere quello più ricco di ferrovie; però ha due rilevanti svnntaggi: ha d'uopo che ·si na,•igbi Junghesso il c~rnale di Suez, sia che si provenga da Porto Said, sia che eia Suez, e non sarebbe guari difficile apprestarvi torped ini, o altre maniere di distruzioui; e l'altro è che, poi che questo attacco risponde nel :\'ilo di Damietta, non sarebbe prudente lasciare · nello mani al nemico lo sbocco del fium e nel Mediterraneo, e che però occorrerebbe insignorirsi di Damietta. In quanto alla via da seguire per andarne da Ismailia al Cairo, giacchè avvalersi prima del Nilo torna opportuno, è meglio partito pa~sare dal canale d'Ismail in quello che va ad Ez Zagazig e proseguire fino al Daar Muozz. Disaminando le ferrovi e che, da Porto Said (punto di partenza più probabile che Suez) al Cairo, minacciano di fianco questa linea d'operazione ci sarà dato scorgere che, quella Cairo- Ez Zagazig-Es Salihiych minaccia il canale di Suez; quella di Ez Zagazig-Ismailia Io -sbarco; quello El l\fansura-Abu Kebir, Desuk-Tantah-Denha el Asl il fianco destro; la Cairo-Kalyub-Ez Zagazig il sinistro.

Se si ordinano queste diverse linee d'attacco in ord ine decrescente di lunghezza, ponendo che quella d'Alessandria segua il canale Mah, mudiyeh, e ('he quella d'Ismailia provenga da Porto Said, e che passi per Ez Zagazig, si ha : ·I O ·da Alessandria. ~ 0 da Ismailia (compreso il tratto di canale di Suez, chè senza, , .è la più cortn e di molto). 3° da Damietta. 0 ~ da Rosetta. Ora se si considera che l'importanza del porto cl' Alessn.ndria è capitn le, e parve tale anche a Bonaparte, t.utto che in qnoi giorni non . ci si potessero tenere grossi legni da guerr11, onde la flotta francese fu distrutta da Nelson ad Abukir, o non esistesse ancora il canale Mahmndiyeh, nò fossern ferrovia; se, da altrn parte, ò dato passare incolumi pel c.111ale di Suez, si tien conto che la linea Ismailia- Cairo è la più breve, la meglio fornita di ferro,•ia, e, sopratullo, che piglia a rovescio tutto quell'apprestamento di difesa contro attacco mediterraneo, si ammetterà di leggieri che due sono le lince d'operazione possibili: 1" quella d'Alessandria, generai mente parlando; ~ .. quella d'Ismail ia, la quale· torna migliore, ove il canale reuda invulnerabili. Che cosa adunque avrà da fare il difensore? 1° Nel caso in che il canale di Suez possa essere approntato a difesa, apparecchiarvi torpedini fisse o mobi li, batterie suibili e guardia alforzata a Porlo Said, occupare Dnmietta e Rosetta, il perchè si vengono a sbarrare le due linee del Nilo, parare alla irruzione da Alessandria. Prima si cercherà di deviare il c:rnale i\1ahudiyeh, e poi di stabilirsi in una buona posizione, ove far colta di tutto l'esercito. Fra il lago Mareotido cd il lago Edru v'è un terzo lago, quello . d'Abukir, e quindi la strada proveniente da Alessandria è stretta a passare su di una lingua esi lissima di terra fra il lago l\Iareotide ed il lago d'Ahukir; torna però opportunissimo mcuersiad oste, dove la · strada d'Alessandria sbocca da quella serrn . Col centro a Kaffr er Dauar, sull11 ferrovia Alessandria-Cairo, s'ha la destra poggiata al lago Edru, la sinistra al lngo Mareotide, di petto il lago d'Abukir: ed :il oemico nou vien fatto d'affacciarsi eh,~, o tra il lago Mareotide e il Jngo d'Ahukir, o fra questo A quello d'Edrn ; in ogni c11so innanzi della fronte della posizione. Rosetta assicura dalle aggirate sulla

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doslra, il deserto da quello sulla sinistra; la distanza fra i duo laghi d'appoggio non è soverchia : dunque quella posizione è, per tutti i riOessi, convenientissima a torre. Battuti si retrocede al Nilo di Roseua; come il nemico entri in esso, dalla foce del fiume un nnvi"lio può venire adopera to alla bisogna di minacciarlo. Adesso v'hanno ferrovie di molte, che non erauo ai tempi di Murad-Bey, che sovvengono il difensor~, fornito di prode fanteria, e di fermo, può farsi pagar caro al nemico l'avanzarsi lungo il Nilo. 2° Poniamo il caso che l'invasore abbia abilità <li muovere inc_olume, pel ca_aale di Suez, e studiamo la difesa al dirimpetto alla lmea d operaz10ne da Ismailia. È d'uopo afforzarsi ad Alessandria, a Rosetta, a Damietta; deviare il canale cl' Acqua fresca. ~e! ~upposito nuo_vo non vi è più, come n_olJ'a ltro, qnclla posizione val1d1ss1ma da sceg~1ere, e cbc alla bella prima s'intende, poichè da qu~sta banda non v1 sono quelle lagune, che limitano lo linee d'operazione; puro, aveHdo presen te nella mente la necossitit, in cui si trova _l'assalitore di seguire il canale d'Ismai l, che per giunta è fianch?ggiato d~lla fcrro,·ia, è dato vedere che canale e ferrovia passano, pn ma d'arrivare ad Ez Zagazig, in mezzo a due serie di colline, onde ne torna, pel. ~i'.ensore, appoggio alle ali, fiancheggiamento innanzi al fronte e d1V1s10ne della fol'za nemica. E fra tutte le posizioni la più acconcia pare quella di cui il centro è a Teli el Kebir, poichè, scelta più innanzi: a n amses, per esempio, s'ha tutta quella serrata dietro le spalle; e da Tel1 e! Kebir si inibisce ancora all'a.ssalilore di volgere con un corpo lungo il canale d'Acqua fresca per Belbeis sul Cairo. Però va inteso che la posizione· vuol ess~re occupata convenientemente, senza allargarsi di-troppo, avvalendosi ciel versante delle due col iin c che si ha dinanzi al fronte. Rotti ~ Teli cl Ke~ir è da to ritrarsi ad Ez Zagazig, centro di molte· . ferrovie. Se al nemico venisse fatto d'entrare nel Nilo di Damietta sarebbe opportunissimo, rimonlandolo da quel porto, moles.!f.lrgli ; fi anco e tergo . L'H giuguo 1882 scoppiarono i brutti fatti d'Alessandria. Uomini, che volevano un ma le di morte agli Europei, concitati a sdeono a vedere le squadre loro entro il porto, li assalirono di tra tto e ;e menarono strage. L'lnghilterra, onde l'Egitto è la vita, ferm ò ristabilirvi l'ordine da sola. Richiese la consegna dei forti di Alessandria; vi fo un giorno sta-

tuito, e trascorso, l'ammiraglio Seyrnour bombardò quella bellissima e richissima città . Il bombardamento ebbe cominciamento il giorno 11 luglio al le 7 del mattino, e durò quasi fino alla sera. L' Alexandra, il .Sultan, ed il Superb, avanguardia dell'armata inglese, aprirono il fuoco contro i forti egiziani, e questi , come che armati di vecchie bocche da fuoco ad avancarica, risposero; ma i proietti non arrivavano Gno alle navi. E poichè la resistenza di quei forti, fatti alla spiccia con sabbia e terra, si prolungava, tutta la Ootta inglese (quattordici navi) ormeggiò in rada d'Alesandria, sulla linea della vanguardia. I forLi ne furono molto danneggiati, specialmente 1 forte Pharo; i forti l\fassa, El Kanat e l'Ada saltarono per aria . opo mezzodì le corazzate bombardarono il forte Napoleone, dominte la città; poscia tutti i forti verso il mare furono ridotti al siI zio: quindi il Monarch e la Penelope distrussero quelli ncll'interne> cl porto: e finalmente più batterie inglesi roYinarono il forte ì\lex. 1 conclusioùc il bombardamento d' Alesandria ebbe dimostrato : 1° che gli Egiziani si battono bene pcrchè, ad onta d' un cluelle> tan ineguale, durarono nei forti t~nto che questi non erano distrutti dall granate nemiche ; 0 che se Araby pascia voleva aver ragione degli Inglesi era dent terra, e lontani dal mare che doveva tirarli; là dove aveva il des to ccl il solo dalla sua. Il g mo appresso gl'lnglesi, in numero cli circa tremila, sbarcarono, occupa no Alessandria e vi si afforzarono. Ond'essi si trovavano con base d orazione ad Alessandria, eh' è, come si è visto, il meglio partito, opo quello d'agire per Ismailia, se il canale di Suez rende impune traversata. Quell he avrebbe dovuto fa re Araby pascià si comprende di leggieri; oc pare Rosetta e Damietta (e lo fece), 11pprontare a difesa la eccellente osizione di Kaffr or Dauar (e anche questo fece) e rendere im p sibile agl'Ioglesi il passaggio pel canale di Suez, a mezzodi torpedi e batterie stabi lite sulla costa, e ciò non fece, e gliene incolse male ssai, percbè le cose non vanno fatte a mezzo. Del rest egli tolse e s'afforzò appunto nella posizione di Kaffr er Dauar, ed da far le meraviglia come tutto l'esercito, l' intiera nazione parte iassero scopertamente per lui . E qui ci ma in acconcio parlare dell'eserci to egiziano. L'esercito, rganato all'europea, comprendeva truppe regolari ed irregolari. Og egiziano dall'età di quindici anni poteva essere chiamat-0

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al servizio militare, salvo gli abitant.i del Cairo ed' Alessandria esenti da quell'obbligo. Era ancora permessa la surrogazione per danaro; per l'incorporamento ed il licenziamento degli uomini vigeva l'uso arbitrario dell'autorità. ' L'esercito regohre si componeva di 18 reggimenti di fanteria a /i. battaglioni, ciascuno di otto compagnie; 2 di questi reggimenti erano formati esci usi va mente di negri. La cavalleria comprendeva 8 reggimenti a 5 cinque squadroni; l'artiglI~ria, 4 reggimenti da campagna a 6 batterie di 6 pezzi, e tre reggimenti da fortezza. Vi era inoltre un battaglione di pionieri reclutato con uomini to!Li dai reggimenti di fanteria. La fanteria era armata cli fucili Remington, l'artiglieria aveva can1 noni Krupp d'acciaio a retrocarica da cent. 7. . Ciascun reggimento di cavaJleria comprendeva tre squadroni di lan cièri e due di dragoni. Non vi era treno organato; diversi corpi di tr~ppa erano forn· i di vetture trainate da muli . Le truppe irregolari erano la massima parte composte di Bed Nel caso di guerra avrebbero costoro dovuto formare un corp circa 42 mila uomini; ma ciò dipendeva dal talento ùei loro Schei Il totale di guerra elevavasi a circa 53 mila fanti, 2500 cav ieri, H/i. cannoni; ai qaali si avrebbero dovuto aggiungere 20 mila rregolari, Ja maggior parte a cavallo. 1 Esercito ben costituito e bene armato, che aveva sufficient fanteria, e però non sarepbero state altro ripetute le sterminate _ vane eariche alla Murad Bey, ma sarebbe stato fatto afforzarsi a b 1ne posizioni, ed un avveduto capitano avrebbe potuto, mercè sua, metter.e a mal partito gli stranieri, con gli argomenti poderosissimi .del a tattica. difensivo-offensiva. Uno dei primi atti d'Araby si fu di deviare il canale Mah udiyeh, con che ottenne due scopi; fece mancar d'acqua la città d' Al ssandria, e tolse questa maniera· di vita e di moto al loro avanzare Pare ch'egli · in quei primi giorni d'apprestamento di Kaff er Dall,lr, occupasse con 30000 uomini la sua posizione, con .10000 vigilasse il canale di Suez, e ,f 5000 Ii tenesse in riservo al Cairo. Se a esse dov.uto provvedere contro nemico più forte in truppe da sbarco eh - l'Inghiltera non sia, tale operare sarebbe stato uno sbaglio. Perchè tenere una cotale riserva tanto lungi dalla posizione di Kaffr er D nar, contro cui ·doveva affaticarsi l'irruzione inglese? Ma se si tiene nto che l'Inghilterra., ricca di navi ha difetto di soldati, e che le ccorreva uu

ESTERA

305

.certo lasso a far colta d'uomini, e di quella incertezza che l'attacco poteva anche venire pel canale, è da encomiare tale divisamento : molto più che le ferrovie Cairo-Alessandria, Cairo-Ismailia avrebbero addc,tt-0 quella riserva sul posto più acconcio. Gl'Inglesi intanto occuparono Er Ramleh, punto di mare al nordest di Alessandria, il che allargava la loro base d'operazione fino al . lago d' Abukir; non senza coutrasto dalla banda degli Egiziani, che più fiate s'adoperarono a ritorglielo loro. . A dì 2 agosto gl'Inglesi occuparono fortemen te il canale di Suez, a Porto Said, ad Isrnailia, a Suez; e a ciò si disse essere cagione l'agevolarne il passaggio alle truppe provenienti dalle Indie. Ora qui bisogna intendersi, che se era mente del generalissimo Sir Garnet Wolseley d'accomunare qucsli soldati a gli altri, che venivano accogliendosi in Alessandria dalla Gran Brettagna e dalle isole di Malta e di Cipro, per procedere di consenra, st-a bene; ma se, come da alcuni fu sti: mato, molinò nel capo al generale il disegno di menare due attacchi contemporanei, l'uno da Alessandria e l'altro da Ismailia, sarebbe stato errore grande, perchè ad Araby, ,ch'era nel mezzo, avrebbe potuto riescire di battere le forze nemiche partite. Il 5 agosto i diecimila d'Alessandria, comandati dal genPrale A,lison, fermarono attaccare di fronte la posizione di Kaffr er Dauar e l'impresa tornò loro meno, com'è confermato da questo di~paccio di fonte inglese : « Alessandria, 6 agosto. , « L'attacco delle truppe inglesi, presso Ramleh, cominciò alle ore « 4 lungo la ferrovia. Il nemico costretto ad abbandonare le su~ « posizioni d'avamposti e ad impiegare tutte le sue forze disponibili -«- dinanzi Kaffr Dauar, cioè quattro battaglioni di fanteria , e quattro « squadroni di cavalleri;t, e parecchi cannoni. Questi vennero ridotti , <C al silenzio. I marinari, comandati da Alison, respinsero quindi il « nemico sulla seconda linea, presso Kaffr Dauar. Le truppe inglesi, e sebbene abbiano subite alcune perdite, si condussero con sangue « freddo, malgrado il vivo fuoco degli Egiziani. « Lo scopo della dimostrazione era di costringere il nèmico a sma« scherare le truppe ed i cannoni che possedeva dinanzi alla sua po.(( sizione centrale. - Questo scopo essendo raggiùnto, gl'Inglesi si « ritirarono verso sera senza essere inquietati . Le perdite del nemico « sono ignote. Molti fàiti e prigionieri restarono in potere degl'In.(< glesi ».

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306

IUVI ST.-\

I~ quanto ~ll'e~sere quella una dimostrazione, ne sono piene le stone _per tutti gli attacchi falliti; ma resta vero che quei dieci~ila Inglesi, che allora erano accolti in Alessandria, non solo non avrebbe~o potuto vo~ire_ a capo della resistenza d'Araby, nella sua posizione ultima e form1dab1le, ma erano essi stessi come assediati dent.ro la città ~ dentro Ramleh, perchè la striscia di terra tra il Jaao d'Abukir ed il mare, e ~ui_serve a rid?tto Abukir, era iu mano"' agli Egiziani; e tutta l_a striscia stretta fra 11 lago d'Abukir ed il lago Mareotide lo ora· del pan. . !ntanto. Araby faceva semp~e megl io_ apprestare saldamente la posizione ~1 petto ad Alessandria, e specialmente in quei punti ove si era acld1mostrata manco valida nel combattimento del 5; e·,uellò slesso stante, appnr.ato dello sbarco di 3500 Inglesi a Suez e che potev:a essere un _Pmuo accenno a mosse da Ismailia, fece venire buona parte ~!el la sna riserva a Ez Zagazig, e iniziare apparecchi:nnenti di difosa m~or~o ,a Tali e! Kebir, e fece deviare il canale d'Ismail, onde a Suez .· diletto l acqua . Avamposti staccati occupavano le ~·ive meridionali del lago Menzaleh e Melrnllet Nefìsckeh. ,11 gio~·no '15 a~osto sbarcò ad Alessandria sir Garnet Wolsr.ley; trovò gl In~lesi sorpresi per la 1~otta del 5; forse imaginò d'impadronirsi di Abuk1r, per avanzare fra 11 lago omonimo ed il lago Edru, certo fece correre la voce q~es.ta esser~ .su~ m,eute per farla bevere agli Egiziani, ~ontemplò le fort1ssnne p0$1z1om d Arahy, e intendendo che non era 1m~lres~ l~ sua coi . pochi In~lesi che aveva dopo d'insignorirsene, si delibero dt attenersi alla grande aggirota, e pur lasciando 5000 .uomini dent:o Ale~sandria , trarre pel canale ad Ismailia. Ed il suo fu un saggio avviso e ne va lodato al tamente. _11 cor~o di spedizione inglese che in quel torno s'era andato accogliendo m Egitto sommava a circa 35 mila uomini , con 5 mila di ri-· serva scagl ionati a Malta e a Cipro . · Il corpo ~r~ cli.viso in due divisioni; la prima sotto gli ordini del generale Wilhs, si componeva d' una brigata Guardia, cli tre ha tt:a1rlioni, granatieri, dei fucilier~ scozzesi e coldstreams della Guardia a ;Ùmi,· comandat~ c~al. duca di Co1111aught; e della seconda brigàta di quatt.ro, battag!1on1 d1 lmea, retta da l generale Gra bam. La seconda divisione, . sotto il _comando del generale Hamley, era partita in due brigate, ciascuna cli qualtr_o b~ttaglioni ; la prima, comandata dal generale Wood, era composta di Higlanders, la seconda avea a duce il aenerale Alison. Og~una di queste division i era spalleggiata da alc:ni squadroni di. ussari, da un battaglione di cacciatori, da due batterie d'artiglieria lll-

307

ESTERA

-piedi, da due compagnie del genio, e eia una squadra di pontieri. Si era costituita una divisione di cav.illeria cli quattro reggimenti, sotto. gli ordini del generale Lowe, che aveva ai suoi ordini tre batterie a cavallo. Il contingen le d'artiglieria, che accompagnava la spedizione,. era rilevante; ,t 7 batterie in tutto, e due parchi d'assedio. Il corpo proveniente dalle Indie, e sbarcato a Suez, somm.iva a diecimila uomini; era comandato dal generale ì\facpherson, ·e si componeva di cinque reggim enti cli cavalleria del Bengala, con alcuno reparto di cipais e cli goorkas. Il giorno ,, 9 agosto il generale Wolseley dava atto al suo nuovo . disegno; mosse da Alessandria , con la flotta e le navi di trasporto, . cariche di truppa, come n'andasse a bombarda re Abukir, e la dimane, aJle 7, i marinai ed i soldati sbarcarono a Porto Said, disarmando il presidio egiziano di soli 200 uomini. Venti navi-trasporto inglesi entrarono nel canale, protette da !) corazzate e da 5 avvisi. li contrammiraglio Eclwards occupò, nella notte dal 19 al 20, El Kant.ara, e Fitroy occupò Ismailia . E adesso che abbiamo fornito il racconto sommario deJla prima parte · della campagna inglese in Egitto, ci sia dato far ri levare l' importanza altissima che la difensiva strategica e la tattica difens ivo-offensiva hanno . dimostrat(, di petto ad Alessandria; ci sia dato far notBre che quella posizione validissima cli Ka[r er D:nwr ha stretto gl'lnglesi a cambiar · linea d"operazione; ci sia concesso far riflettere a quale mal punto li. avrebbe ridotti se, com'era suo avvisato dovere di guerra , avesse Araby resa impossibile la traversata pel canale di Suez. Come avrebbero procacciato? Avrebbero tentato perdurm-e nella loro linea d' opernzione; ma, e quan to sangue non sarebbe costato? Solo avrebbero potuto girare la posizione, conquistando Rosetta, ina se i cannoni Krupp, onde· gli Egiziani avevano muni to Abukir, che anche conquiso non era una minaccia, li avessero messi a Rosetta, l'impresa non sarebbe stata facile. Ove . ad Araby venne veduta Alessandria ridotta con pochi difensori, attaccò il giorno 19 le trincee inglesi di Rarnleh , e si stabilì , dopo sbaragliata la brigata Wood, sulle alture di Lidi , Cahir, Mellaha e Zaterlich, dove eresse un trincerarùent,o e donde cannoneggiò, a sua '!)osta, le trincee nemiche, fino al 22. Sinceratosi poi che lo sforzo inglese era andato a parare ad Ismailia, lasciati un diecimila uomini a fronteggiare Alessandria, avrebbe dovuto · dare la posta a tutto .l'esercito a Teli el Kehìr; le ferrov ie gli erano · opportunissime per qnesto spostamento di difesa . E così pare che volesse fare; pochi giorni dopo l'abile mossa del." 1


308

nIYISL\

309 ,

EST.BRA

generale Wol$eley, Araby poteva già accogliere ~5000 uomini atlorno n Tel1 el Kebi l' , 4000 a destra del canale d'Acqua fresca, e 4000 ad -Es Salibiyeh, ultima stazione del braccio che tende ad El Kantara. Il 22 agosto ,,'cr11 hadalucco a Shalu f, dieci chilometri a sèueutrione di Suez, tra Higlanders e Beduini. Ed Araby si sentiva già tanto rinfrancato attorno a Tel1 cl Kebir, che, in luogo di starsene pu re sulla schietta difensiva, passò all'offensiva più decisa. ' Il generale Wolseley telegrafava: « Gli Egiziani attaccarono il 28 agosto gli Inglesi u Cassasin con « otto battaglioni e '12. cunnoni. Gl'Iogl.isi avevano mezzo battaglione, . « un distaccamento di cavalleria e cinque cannoni . } « La fanteria attaccò il nemico di fronte. La cayalJeria inglese non « ha potuto impadronirsi dei ca nnoni. Il ncm.ico abbandonò soltanto ·« le munizioni . « Gl'Inglesi ebboro un chirurgo, sei aniglieri ed un sergente uccisi, « cinque ufficiali e 56 soldati feriti. Araby pascià assisteva all'azione» . Gl'Iuglcsi s'erano avanzati fino alla chiusa cli Cassasin , cruando Araby, alla testa di 13,000 uomini, con 42. pezzi d'artiglieria, mosse loro incontro. Gl'Inglesi, a eletta della Pall Mail Gazette del 4o, occupavano Cassasin con 5000 soldati muniti di cinque cannoni, sotto il comando elci generale Graham. La rnperiorità numerica e d'artiglieria degli attaccanti fu subito e tanto P-ffìcace, che fa fanteria inglese si · sarebbe trovata a miserrimo parbito, se la cavai leria, con una carica di fianco, faua a proposito, non l'avesse sovvenuta. « Fortunutamente, " continua la guzzetta • « tutto finì ]iene ccl 11 « movimento offensivo di Araby fallì. Ma se i nostri cavalli non ·« fossero riusciti ad apri rsi una via attraverso la sabbia, ovver~ « se i soldati d'Arnby avessero mostrato un po' più di slancio, al « principio, ovvero un po'. maggiore ostinatezza alla fine della bat-· « . tnglia, le nostre perdit,~ sarebbero stat.e beu più considerevoli di « quanto si era previsto. Nulla sa rebbe ·più funesto quanto apprezzare « al disotto del suo valore la resistenza che dovremo vincere, ed il «·fotto elle Ara by, il quale secondo gli ultimi dispacci non do,•eva' « nemmeno essere in grado di resisterci prima che fossimo nrrivati « a Zagazig, potè prendere l'offensiva a Cassasin, è una proYa che « il generale Wolseley sta per commettere questo errore ». 11 fatto è che lo sbaragl io toccato dagli Inglesi fu sì decisiYo che . essi l'ebbero di bazza a non pi·ogredire per, allora, a far colta d'uo.mini dopo la linea cli Cassasin , ad organare e trasportare truppe

dalla Gran Brettagna, e che il generale Wolseley, dato di volta, s . ridusse ad Ismailia. E quì ci sia. dato disaminare l'atto .be!lico . operato_ ~a A~·aby_il giorno 28 agosto. Ammettiamo che quei ntorrn . ~ffensm tornino, :e non altro, per sollevare il morale, e quello egiziano dovette essere soprammodo soddisfatto per la riuscitn ~nale; ma se lo_ ~apeva pur bene che gl'Inglcsi si sarebbero alfo rzat1 ~ella lo~·o pos1z10~e, e che si sarebbero batto ti egregiamente, perchè mvece cl addurre ·1. 30?0 .uo_mini non condusse i 30000 che aveva a Tel1 el Kebir ? Ne c1 si n- · prenda di caldeggiare ['offensiva pura; pl'l"chè nello cose è _d'uopo andare a fon do per lo scopo che si vuole ottenere. A'.·aby voleva vmcere: noi teniamo che avrebbe fatto meglio a rimanersi clall_a st~a controffensiva; ma, una fiat.:1 che era venuto in quella ~etcrD_1maz1one, a\'e:a da attuarla con tutto lo sforzo possibi le, e cosi vcmrne a capo più agevolmente. . . . Il viorno 9 settembre nuovo assalto, anco respmto, degli eg17.1am conti-i Cassasiu; e saltiamo di piè pari tutto quello che spetta alle truppe poste al dirimpetto ad'Al~ssandria,_ o_nde diremo solrJ che, '.1uel giorno· stesso, venne fatto a rnol_ti arabi rntrodurs1 nel forte Mex, donde furono cacciati a mezzo d1 pugna manesca, Secondo informazioni del .Daily News verso il 6 settembre la par. . tizione dell'oste egiziana sarebbe stata la seg11entc : A KttU'r- Dauar, 5000 uomini cli fanter i~, 452 cavalieri, 21 can- noni Krupp e ·10,000 beduini, sotto il comando di Toulha; . ·. A Marlut, 3200 fanti, 30 cavalli, 18 cannom e 6000 bedum1, A Rosetta, 21~00 fon ti ; · • . Ad Abukir, 4-800 fanti, 12 cannoni Krupp, uno sqnadrone d1 cavalleria e ·1500 beduini; A Damietta, 5000 uomini di tru ppa negra e -1'.2. cannoni Krupp; A Teli el Kebir, ~ 9,200 fanti, 900 cavalieri, 40 cannoni Krupp e 8000 beduini, comandati da Ilachid pascià; . . . A Sal ihiyeh, 5000 fanti, 12 cannoni .Krupp, 8000 bedmn1. Se quanto ci vien raccontato è conforme al ve~o, sarebbe stata una colpa gravissima clel capo egiziano a non contmnar.e a far massa d'armati attorno a Teli el Kebir: s'intende fra Kraf!r er Dauar ed Abukir un diecimila uomini, a speculare quell'altra 'li~ea_d'opera- · ·one che da uu 'istante all'altro poteva ridiventare prmc1pale, per zi 11' te·nt~zione del porto d'Alessandria, in mano a gl'Inglesi tanto que a " . . . d' D . t s'intendono le truard1e d1 bOOO 1 stanza a am,e ta, f orti· per mar·e , , 1:>. • • , • d· f· : e di 24-00 a Rosetta, ma tutto 11 restante voleva t1ova1s1 1 accia , ,

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310

R IVISTA

alla nuova line~ d'invasione inglese, poi che egli era da capirsi che, ,~na volta ~l~e 11 generale Wolseley ,weva tolta come base d'operazione Ismmha, non poteva procedere che per Ismailia- Cairo. E tale s~a~l io ~rave con_1messo da Araby è confermato dal dispaccio del generalissimo mglese, m data 13 settembre, in cui fa sommare a malapena a 26,000 uomini le forze dll lui vinte a Teli el K,•bir · forze ch'egli era piuttosto corrivo ad esagerare . Ma dove dia i~in~ erano dunqu_e . tutle le altre forze egiziane? Oh percbè non attorno .a qu~lla po~~7:.rone, per fo~'n e ~agare_ caro il conquisto a gl'Inglesi, co11 I effìc:ic1:,~1 mo modo cl1fens1vo-ollensivo '? Riportiamo il dispaccio del generale Wolseley: « Isnrnilia, ,13 settembre. · « Il campo di Cassasin è st.ato levato ieri sera, e l'eser~ito ha sere-« nato sulla collina dinanzi dal campo, fino all'una e mezzo del mat« tino.

ESTERA

.f

« Ci sinmo avanzati allora sulla posizione fortificata di Tel1 el Kebir, « ~ccupa'.a da A1:a!~Y, che ave:a co~ essolui 20000 uomini cli truppe (< iegolan, onde .2.oOO caval1 en, e 6000 Beduini, con 70 carrnoni. «. Le truype sotto i miei ordini comprendevano circa 11000 uomini « d1 fonteria e 2000 cavalieri, con 60 cannoni. «. L~ posizione di !ell . el Kebir era troppo forte, perchè un attacco (( d1 g10rno potes~e rmscrre, senza espormi a subire gravi perdite. « Ho dunque risoluto d'attaccare prima dell'alba; e però ho fatto « v~l1care durante la ~o_tte la distanza di sei miglia, che separava il {< mio campo dalla pos1Z1one nemica. « La CaYalleria e due batterie a cavallo marciavano alla ~ia dc1 , <( str~; e:se avevano ricevuto l'ordine d'operare, appena fa tta l'alba <( un aggll'ata contro le posizioni del nemico. ' . «.~ sinistra della c~va1J~r!11 $Ì trovava la seconda brigata della prima · (< dlVls_io_ne, sotLo gli o'.·d10 1 del generale Graham, appoggiata dalla <( Guai cha reale, sotto Il comando ciel dnca di Connauot. « Più a_ s_inistra ancora marciavano sette batterie d'arti~lieria, aventi · « 42. pezzi m luiea, e sorrette da una brigata. · « La sec_ oncla cli:isi_one veniva dopo, preceduta dalla brigata scozzese: <( IJ cont1?gen te md1ano s'avanzava a mezzogiorno del canale d'Jsmail, • <( con la Jrngata navale scaglionata sulla ferrovia. (( Grande un'emulazione regnava fra le truppe. ((. Come fu dato l'ordine d'attacco, tutti i soldati si slanciarono rab« b10sai~e~te su_! nemico, di cui occupammo , in breve lasso, le for« t1ficaz1om ed il campo . ·

f

3H

« Non so ancora quanti cannoni sono stati presi; ma il numero ne è considerevole; più convogli sono stati catturati, come pure grande << quantità di v.iveri e di mun izioni. . <( Il nemico si sbandava a migliaia, gettando le ar01 1, ove fu rag·« giunto dalla nostra cavalleria, che gli fece subire gravi ~erdite. (( Il generale Willis è leggermente ferito, il colonnello R1chardson « ha ricevuta una fer ita grave, « La condotta delle nostre truppe è stata ammirabile. (( La nost.ra cav~lleria trae adesso su Bilbeis, il c:ontingente indiano -« per Zagazig. (< La brigata scozzese lo segui rà questa sera . <( Araby è riuscito a svigna rsela a cavallo, nella direzione di Za,(< gazig. « Si assicura che Raschid Pascià sia stato ferito. <( Il canale d' Ismail è tagliato in diversi punti, ma la ferrovia è <( intatta ». Non è dato a noi ricercare tutte le cause della rotta di Teli el Kebir dalla banda egiziana; quello che però vi si può affermare come effi.cientissima fu la poca forza adunata in questa posizione, che pure era l'ottima a sbarrare l'irruzione stran iera, ed era stata con tant,1 cura afforzata; forse la troppo estensione sua, poichè pare che da Tel1 el Kehir sul la destra si protraesse fino ad El Karaim ; certo la mala guardia fatta, e la confusione d'una difesa notturna. Quello è sicuro che dall'attenta lettura del di spaccio si scorge di primo acchito, come si sia vinto di sorpresa; e di fatt.i si peritavano gl'Inglesi attaccare la form idabile, posizione alla luce piena del giorno, e s'avvantaggiarono della mala guardia dalla parte degli Egiziani. E poi, a nostro avviso, teniamo che, di .tutti i popoli, quelli meno acconci al modo di guerra tattico difensivo-offensivo, siano gli orientali. Saldi .dietro un riparo, nella difensiva r,chietta eccellono; in cotesta guerra, per le fortunate vicende dell'inizio, in cui avevano più fiate })attuti ol'Inglesi il loro morale s'era andato man mano elevando , tanto da ç) ' . assalire a Cassasin due volte; ma altro è difendersi solamente, altro assalire concitati , ed altro, ed è il più difficile, quel coraggio freddo ,di colui che aspetta a prorompere che il nemico abbia egli stesso assalito. Qui ci occorre vera tenacia di core; e se 26000 Inglesi , di quelli di Waterloo, si fossero ritrovati dopo le trincee di Teli el Kehir, non sarebbero stati tredicimila soldati che ne avrebbero potuto aver ragione. Questa battaglia fu un vero subisso. Il giorno ~ 4 settembre il generale Lowet occupò, dopo una marcia in ferrovia, il Cairo; Araby ,e Toulba si arresero, senza condizioni . ,«


RIVISTA 3 1:2 E coc;ì molto provvidamente il generalissimo inglese avacciò la fine d'ogni resistenza ; ed i soldati egiziani, ch'erano ribelli, a rifascio deposero le armi. E tutto il paese, poichè lo sforzo era stato di tutti, per un lasso, che solo Dio sa quanto avrà a durare, è tornato nella quiete. So dunque ponderiamo tutti i casi cli questa guerra anglo-egiziana ci è dato vedere che la prima parte, cioè la difesa attorno a Kaffr er Dauar è alTermazione della strategia difensiva e della tattica difensivo-olTensiva; e se consideriamo la seconda parte, cioè quella che riesce alla battaglia di Teli el Kebir, ritor~a ad una seconda affermazione, perchè gl' Inglesi non si attentando d'attaccare la posizione egiziana di giorno hanno statuito assalirla di notte; e però hanno essi stessi riconosciuta l'efficacia di quel modo di guerra. E se alla mala guardia, alla confusione de.Ila pugna nouurna dalla parte assalita, avessei·o avuto luogo l'arte e la calma d'un esercito europeo, che vigili attorno a sò, Tel1 el Kebir non sarebbe stata prosa così facilmente nè di giorno, e molto mono di notte. Ci allieta quindi il pensiero che, anche questa guerra, sia venuta a confermare elio, chi sta a difosn del proprio paese, ha le milio p1·0babilità di vincere, avvalendosi della strategia difensiva e della tattica difensivo-offensiva.

ALFREDO DuRELLI .

Capitano d'artiglieria.

V .A.R.I ET A LE POPOLAZION I DEL GLOBO

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,

La popolazione della terra tocca la cifra di circa 1434 milioni di abitanti. PARTI DEL MO:'<DO ICb ilometri quad.,1liriam. quad .1

Europa Asia . Africa . America Australia . Regioni polari Totale.

9730576 U-580850 29823253 381J.73138 8952855 .H.78200 136038872

I

91306 4-45808 298233 38,1.73•1 89529 U.782 1360389

Abitanti

327143400 79559•1000 205823260 100 1- 15400 lt-232000 82500 1 1

4,\.33887500

l

per Cb il. quad.

I 13!~18 7 2,6 0,5

-

40,5

(I) Bso11 e W,ossa Dit Dew61kerung der Brde. Pubblicazione annessa ai Mitlheilungen di Petormaon, ouobro 1882.

313

ESTERA STAT I E TERRlTORl

Chil. quad.

Europa centrale Impero tedesco. Oderhaffe . . . Helgoland . . . Austria-Ungheria . Liechtenstein . . Svizzera senza il lago di Ginevra . . . . . Lago di Ginevra . . . Paesi Dassi . . . . . Luxemhurg . . . . Europa occidentale . Belgio. . Francia . Monaco . Inghilterra Far-Oèr. . . . . . Europa settentrionale ed orienfale . . . . . Danimarca . . Svezia Norvegia: : : : : : Russia senza Nowaja Scmlia . . . . . Maro c'l'Azof. . . . . Finlandia Europa meridionale . . Spagna (senza le Canarie) Andorra. . . . . . Gibilterra Portogallo Azzore . I talia . San )!arino Malta . Rumania. Serbia Moatenegro . Turchia . . Bulgaria . . . . Bosnia, Erzegovina, Novibazar . . . Grecia

12466 29

Europa . ANNO XXVII, VOL. lV.

5405 118 34-46 0,6 621H 68 '11>7 4·12 13 539 33000 2587

874333

29(~55 528572 22 3H91J'I ,1333

Abitanti

lporquad. Chil.

90231304

45234.-061 (188©)

61 5,1

28-i6 I02 ( 1880)

69

4060580 880) 209570 11880)

1123 8•1

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78 122671

f

5536654 879~ 3732 111186 11881 7049 11878 35246562 ( 11881~ 1,1'.220 (•I880

38302 450574 325423

1969039 ( 1880) 4565668 ( 1880~ ,1913500 ('I880

49242.•I11 37496 373604:

8•15981>69 (•1879)

500443 i52 5 8911,\.3 2388 288540 86 323 129947 48582 9030 201 340 63972 6·1065 M688

84

·1913 (1871 ~ 378Ci9954 ~4880 912,i- 1880

6 14961 O 92074797

1460004

73

1

2028021 (1879)

67314642

16333293 6000 1801 4 4160315 259800 28452639 1srn 1154198 5376000 17002 1t 236000 5305500 1998983

( 1877) (•I 878~ f1878 1878) (1881l 1871t 1879

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(11880)

(1881)

1326450 ~1879) 1979423 ,1879-81 )

. 9730576 327743414

89

188 71 1i 2 8

15

51 10 6 16 5

46

33 43

4-6 109 99 91 41 35 26 26

31 22 3,1

-34 21


STATI E TERRITORI

Chil quad.

l

l

per Chil. quad.

Abitanti

l 0,3

Siberia ( $euza la nuova _ Siberia) . 12469524 3911200 (1878-'79) I Asia centrale . 39 l 5127 8519000 5036000 ( 1878-79) Russia centrale 30,1'7760 Larro d' A'ral. . . . 66998 203000 Te1ritori Transcaspici. 327068, 7 rnoooo Turcomauia . 206500 700000 ( 1873) Chi va. 57800 2,130000 Buc;hara . 239000 Mar Caspio senza le isole /139,l:'1 ~ Asia occidentale . . · . 7577206 38·129%0 ·1 Caucasia. 472666 5546554 (1873 ..80) Turchia Asiatica 1889000 16132900 Samos . . 468 38274 (188,1) Cipro . . . . 960,1 1859·16 ( 188 1) Arabia indi pendente 2507390 3700000 Aden 20 22.707 (1872) Persia 1648 195 76oa 600 Afghanistan. 721664 4000000 Kafìristan . 51687 500000 Beludschistan . 276M 5 .J 35().000 China e Giapponé. . 1217509041 1-1270,000 China propria . . 4024690 %0000000 -China annessa . '7531014 2 1 180000 Corea. 236784 8500000 Hongkong 83 ,155730 ( 188·1 ) Macao '12 '77230 (1871) Impero giapponese. . . 382U.7 363572 12 (188 1) tndia al di qua dal Gange 3833842 255613200 . India in o-lese . . . • 3525097 248833564 ( 1881) Stati detfrm~la.ia . . • 234000 3300000 . Possedimen~i francesi . 509 276649 (18'79) i.d. portoghesi. 3355 l1M198'7 (1877) Cey1ou . . 63976 2606930 ( 1878) IsÒle Keelin,g 22 400 ( 11853) Maleelive. 6'773 ·150000 Isole Tschagos, . . . ·11 O . 689 ( 187•1) ·Jndia al di là dal Gange 216743-5 37960660 Barma inglese . . . 2293M 3707646 ('188·1) Manipur . . . . . , 19675 126000 Popofazioni ad oriente ed 200000 65500 a mezzodì -di Assam 4000000 457000 Barrn·a 5150000 726850 Siam. !,!'05ÒÒ . 2~ 000000 · Annàth 1

1

1

1

2 1, 7

2

Ha 9

5 12 9

1 1

. _Chi l. q~.ad . , _

82. 1!9 1,5 5

5,5 .9.,6 1;3 . 1

34 81 3 36

15970•13 890000 300000

37/J.2

390000

104

Isole dell'India orientale 2003208 35187000 1 tr.500 Andamani 6497 Nikobar. . . 072 5500 28867000 Isole di Sonda e Molucché 1698757 Isole Filippine . 6300000 2961$2

18

. 44580850 795591000

Australia . . . . . 769 5726 Continente e piccole isole 7627832 Tasmania . . . . . 67894 Nuova Zelanda ed isolotti circostanti . 272989 807956 Nuova Guinea Isole oceaniche 176 184 Melanesia 1.\,5855 Polinesia. .. 9791 Isole Sandwich . 17008 Micronesia · . 3530

2308900

Australia e Polinesia

8952855

42'32000

Africa settentrionale. . . 880 9 520

14629800

1

1

1

2193200 (1881) 115705 (1881)

534578 (1881) 500000 S88500

6i111~00 ' 1211500 51985 (,1878)' 91600

1

1

1

1

1

1

95

67 "'11 ,J4.

125

q.,1

18

22 6

17 16 6 3 9

8

-48

per Cbil. q uad.

Abitanti

594-56 838611 8,1500

Asia .

1

1

STATI E TERRITORI

-Conchinchina francese ·Cambodja . . . . . Ma lacca indipendente . . Singapore e colonie inglesi dello stretto . . . .

l ().6

1

315

ESl'EHA

BIVJS'1'1\

3H

Presidi ( Marocco . l 8112332 Algeria 667065 Tunisi . . . . . 1163l 8 Tripol i col Fessan e Barca 1033349 Sahara . . . . . . 6180426

'Nord-Est dell'Africa 5131153 Egitto ( serr~a la penisola di Sinai e Midfan) . . 935275 Pa~si. c\tcostànti all'Egitto 1965561 Ab1ss'ln1a. . . . • , 333279 Tert.dei Galla e dei Sòmàli 1897038 :Sudan centrale (senza il tlat For) . .. . . . 171498'4 Sudan oo'cidèntale- e .Guinéa Sttperiore. . . 1993046

12·1'79 l 6140000 y 2867626 ( 1877) 2,100000 ,10·10000 2500000

3491-7500 558377 /f (1877) 10833700 3000000 15o00000

'

27 11

4

2 3

17 21

-

18

0,3

0,3 · 1,7

2 0,6 5

4 12 3 26

-----0,5

1,6 8

'1 16 1 0,4

7 6

5,!S 9 8

31800000

18,5

43600000

22


I\IVISTA

316 STATI E TERRITORI

Chi!. quad.

Abitanti

l

. 3972880 47000000 Regioni equatoriali 27000000 225ft.980 al nord . . . 11,17900 20000000 al sud. 7575728 28973360 Africa meridionale Possedimenti portoghesi 9000000 809iWO sulla costa occident. 99,1,150 1000000 id. id. sullacosta orient. ,1000000 3(1..i-947 Impero l\1uata Jamwò. 300000 12940 Costa d1 Loango . . 1 ,2,i.94 (k000000 3, Impero di Kasongo . . 900000 268377 id. Marutse-Mambunda ,1200000 34ft.083 Territorio Matebele ,150000 !f0036 Territorio Zulu e Tonga 40000 ,14035 Paese di Swasi. Altri territori ìncli pen8706350 33382!~9 denti . ,107~39 433518 ( 1880) Stato di Oranjè 8~ 5000 c,1879) 285363 Transwaal 17284, 92 (1875-80) 677218 Possedimenti inglesi . 4902600 . 625942 Isole africane 3500000 59 1964 Madagascar . ,1402600 33978 Altre isole . Africa senza Sinai e Mi 29823253 205823260 dian 1

1

America settentrionale . 19929060 8301503 Canadà 1 10670 Nuova Fundland 235 S. Pietro e Miquelon 50 Isole Bermude. . . 238971 Laghi del Canadà . 9331360 Stati Uniti . . . ,1945471 Messico 800 Revillagigedo . . America centrale. . . 547308 Repub. deJl'America cen4-45900 trale . . . . . 19585 Honduras britannica . 8·1823 Panama . . . 2444,78 Indie occidentali . . América meridionale. . 17752292 8337218 Brasile . . ~,.6,1977 Guyana . -1137645 Venezuela 'H.8850 Colombia ( senza Panama) 1

317

ESTERA per Chi!. quad.

64524709

432,rnrn 16,137!~ 522,i 13956

(1881) (18H) (1879) ( 1879)

,12 4 H

,1

3 2.3 112 3,4 3,4 3,8 3

2. •1,2 3'

2.,5 8

6'

4-4

7 3 0,5 4 ,5

-,

5,4 5

5

6 2642290 (1874-8,1) 1 247·1O (1871) 3 226000 ( 4870) 4617 450 (18'1·1 ·8·1) 19 1,6 2.8380:2.50 •1,3 411082.91 (1872) 0,8 347600 e,, 879) 2 2015245 (,1881) , ,j,. 27HOOO (~870)

Chi!. quad.

,· Equatore. . . Isole Galapag<,s Perù 'Territorio contrastato nell'interno Bolivia Chilì A rgentina con Patagonia uragnay Paraguay . . I sole Falkland .

Abitanti

6432.95 7643 44 ,19941

1 446033 ( 1878) 60 3050000 (1376)

187600 1297255 537,187 2.835969 ·186920 2.38290 ,12532.

2325000 21~20500 2.400000 438245 293844143,1

1

Regioni polari settentrionali . . . . . . 3817200 ,1301080 A merica artica . 2,169750 Groenlandia I rl~nda e Jon iia1•en : : 105'198 s p1tzberg . . . . . . 70068 T erra di Francesco i Ginseppe . . . 49065 N·owaya Semlja ed isole 9 1814 adiacenti · . . I solè della Nuova Sib.eri; 25585 T erra di Wrangel . . .. . fi.680 Regioni polari meridionati . . . . . 66'!000 al sud dell'America 138000 al sud dell'Australia 523000

Regioni polari .

I

1

4478200

l

per Chi!. quad

1,8

1

-

2.,5

-

-

. 38473138 I 00415400

America

0

1

50H2066 (1880) %77279 (1880)

2893000

12 12

STATI E TERRITORI

82500

? 10000 72438

-

-

-

82500

r1878) 11878)

1,8

e,,.880)

2

(,1876~ ('1879

1 ,2.

4,o 0,8

-

0,1 -

~


LIBRI E PERIODICI

sforzi di quei gene1 osi che scrissero, predicarono, insegnarono che v'era una patria da redimere : che dimostri le difficoltà superate: ohe insegni insomma ad amare, a sostenere, a dìfondere con ogni sforzo l'edificio costrntto . Per ciò fare non è sufficiente l'opera di un privato, per quanto volenteroso, sagace e pieno di risorse: occorre assolutamente ìl concorso d'una forza superiore, quello ad esempio del Governo, perchè un tale monumento possa aver vita. Con un solido appoggio si pot.rebbe fare cosa grandiosa, una storia çolossalo, solenne, nelle cui pagine si perpetuerebbe il più grande avvenimento che possa contare il mondo, Napoleone III, pel suo avo Napoleone I., ordinando la ricerca in ·tutti gli archivil d'Europa dì quan te lette11e, ordini. proclami ecc,, portavano la firma del grande conquistatore e pubblicando quei documenti in numerosi volumi, ha eretto un ricordo imperituro dell'energica e straordinaria, per non dire fenomenale, attività e sapienza di quell'uomo. Perchè non si dovrebbe fare altrettanto per conto del Risorgimento italiano, ripubblicando quegli scritti, quei documenti oggimai diventati rari, ohe concorsero a ridestare il sentimento nazionale? Perchè non si dovrebbero illustrare, nel modo più ampio e artistico, gli episodii gloriosissimi delle nostre battaglie? Perchè insomma non dovrebbonsi avere 50, 100 od anco 200 volumi che trattino esclusivamente del periodo di tempo tr.ascorso da S. Salvario e Rieti nel 18:2:1, a Porta J>ia nel 4870? Per oggi bisogna accontentarsi del poco, fidenti nell'avvenire ; questo poco però è troppo poco, e le nostre storie del Risorgimento, di qualche · valore, si possono contare sulle dita. Fra queste io colloco la storia del tenente colonnello Carlo Mariani, la quale supera al certo in bontà le già comparse. I due primi volumi usciti in luce stanno garanti del rimanente dell'op&ra. Il Mariani dopo aver pagato il suo debito in campo contro i nemici d'Italia, lo vuole soddisfatto anche quaie soldato dalla penna. Egli afferma cli narrare con amore, con coscienza, con verità. Infatti amore grande, coscienza pura e verità rifulgono nelle pagine sue. Ad una prima lettura ne sono rimasto soddisfatto : occor-. rerebbe uno studio più profondo per rilevarne i difetti, giacchè ·difatti ve ne saranno, non essendovi cosa umana senza pecca . Ad ogni modo la storia del M.ariani mi sembra molto ben riuscita; da essa traspare l'osservatore attento, il critico modesto, il colto stu1

LIBRI E PERIO :DICI'

I

~e gue1•1•e dell'in,Hpende11~a ,i laljana ,a a,l :t S4S

al 18'19. - Storia politioa e militare. CARLO Torino, Roux e Favale, 11882, 1° e 2° voi.

MAIUANL -

Il risorgimento italiano conta due periodi distinti. Il primo f11 quello della preparazione, periodo doloroso, commovente, ecatombe di anime forti, di generose vittime dell'amor di patria : il secondo è queJlo delle guerre, romanamente eroico, SÌ!l nel)e ;;confitte, come nelle vittorie. Oggi, compiuta l'opera, tocca alla storia la nobile missione di ricordare gli eventi di questi due periodi, di tesserne le varie fasi, di I raccontarne le gesta. A mio avviso però, iJ periodo storico, che così si potrebbe chiamare il presente, non è ancora salito all'altezza dei primi due. Abbiamo delle storie del Risorgimento, e parecchie, ma sono tutte lavorate sopra uno scarso e ristretto materiale, materiale troppo noto e le troppe volte ripetuto. I soliti autori, i soliti libri fanno le spese del la storia, ed agli scrittori non è riservato altro compito che quello d'una più o meno bene intesa traccia del lavoro., Per una vera e buona storia del Risorgimento occorre ben altro : occorre di erigere un monumento storico-letterario degno della grande opera compiuta : un monumento che comprenda nei suoi più minuti particolari il lento, difficile, intricato, pericoloso lavoro delle setteche minacciose e continuamente minacciate minarono i troni dei despoti governanti dell'Italia nostra ridotta in pillole; che racconti gli


3'.20

E PELUOD!Cl

LIBRI

dioso e il soldato coraggioso e intemerato, che non transige con nessuno, quando è il caso di dire le cose come veramente stanno. Però non posso a meno di fare qualche osservazione o riflessione sulla lingua dall'autore usata. Mi sembra ch'egli siasi troppo preoccupato del pur'ismo, che abbia consultato e studiato oltre il bisogno il Dizionarìo militare del Grassi, dizionario che se nel 1816 .fu opera stupenda, oggi non la ·è più. E non v'è cl:ie dire. Il Mariani scrive - il comandante degli ingegneri militari .,..-· invece di comandante del Genio militare, come se si vivesse ancora nel secolo XVIII quando in Piemonte si creava il corpo degli ingegneri mil itari. Chiama l'Appiani - il Provveditore generale 1ell'esercito invece di Intendente militare, come si diceva nel 1848, si disse nel 1859 e si dice ancora nel 188'.2, di chi è incaricato di quella grande e importante missione qnal è quella di dar da mangiare al soldato in campagna. Non è certamente questo un grave errore, ma mi pare sarebbe stat.o molto meglio ablmndonare il p1irismo, l'ormai vieto classicismo del Grassi e le regole t.recentiste del famoso vocabolario della Crusca, ed usare il linguaggio e la terminologia del t-empo di cui si scrive e non di altri tempi. Di questo passo l'autore scrive - organare - e chiama - guastatori - gli zappatori del genio. Dice - Compagnia del traino per treno d'armata; dà il nome di - fanti d'ordinanza - ai reggimenti di linea; chiama - fanti della marineria di guerra - il bat- · taglione Real Navi; e tutto ciò come si vivesse, si parlasse e si seri. I vesse ai tempi di Guido Cavalcanti o di Dino Compagni. Ognuno sa che Vittorio Emanuele nella campagna del 18i8 fu il comandante valoroso, prode, energico, sempre vittorioso della )amosa Divisione di Riserva. Ebbene ! Il Mariani in omaggio ·al Grassi ed al purismo della lingua la chiama Di1,visione di riscossa. Forse l'autore si atteggia :1 riformatore della lingua militare e non gliene posso fare appunto ; però osservo che la riforma della lingua va fatta nelle leggi, nei regolamenti, nei proclami, nègìi ordini del giorno, nei processi, nei verbali , nelle relazioni, nei rapporti, non mai nel la storia. Lo storico non deve fare il fi lologo nel senso almeno che intende l'egregio Mariani. Vi è chi pensa al miglioramento della lingua militare e come è noto sono già scomparsi dai nostri regolamenti l' assento, il pre'oosto, il fog lio di prestito. Si persuada però chiunque,

che non sì giungerà mai ad adottare certi termini troppo classici come ad esempio quello di Bt,i:gidino per coccarda proposto da quella buon anima del Mariano d' Ayala:

C.

()UARENGHL

La squ11d1•a pe1•,,u1ne11te dellt,11 ,na,•i,ia Boniana Sto,•i11 dal 1 G9a al 1011,11, BER'fO -

Roma, Tip. Voghera -

GuGLII!HIOTTI

padre

AL-

1882 IV.

Questa squadra permanente era così composta : Prefetto e legalo, il card. Antonmaria Sauli di Genova; Luogt• gen , Orazio Lercari di Genova; Ajut•• gen 1•, Fabio Santo.croce di Roma.

~AVI. La Capit.ana : S. Bonaventura, da Roma, - cap0 • Lorenzo Castellani cli Roma. La Padrona: S. Francesco, da Civitavecchia, - cap0 • Fulvio Pasio di Bologna . Le Sensili : S. Ferma, da Civitavecchia, - cap0 • Alessandro Pierbenedetti cli Camerino . Id. S. Barbara, da privati, - cap0 • Gabrielle Simonetti di Jesi. Id. S. Giorgio, da privati, - cap 0 • Giampaolo Orsini di Roma . Id. La Felice, dal Granduca, - cap0 • Giulio Laudino di. Bologna. Id. La Pisana, dal Granduca, - cap0 • Muzio Frangipani di Roma . Id. Santa Maria, da Genova, - cap0 • Pietro Baglioni di Perugia. Id. Santa Lucia, da Genova, - cap0 • Virginio Spoletini da Ternì. Id. San Gennaro, da Napoli, -- ca p0 • Tarquinio dell'Orso cli Ravenna. Pagatore, il cap0 • Vincenzo Stella, di Civitavecchia. Provveditore, il cap0 • Giammaria Schiaffino, di Genova. Munizioniere, il cap0 • Paolo Magalotti, di Firenze


·, LIBRl 322 Medico, il dott. Nicola Ghiberti, Lorenese. Idrografo, Bartolomeo Crescenzio, di Roma . Nobile di poppa, il cav. Pantero Pantera di Como. Marinari, ottanta per ciascuno Soldati, cento per ciascuno Rematori, duecento venticinque Totale

E PERIODICI

« segno alla squadra di rendere il bordo ,,erso Marsiglia. Virò la

N. 800 » ·1000 » 2250

N. i050

l,a Capitana veniva costrutta e varata a Roma nel luogo ancor oggi detto La Marmo rata sotto l'Aventino, iI mattino del 2 aprile '1588. Ad uno squillo di tromba successe rapida la mossa. « Se non che, ~ nel traversare l'argine estremo, forse per avvallamentp del terreno , alluvionale, piega alquanto di banda destra, correndo di prua : e " Ja sublimità istessa della poppa inclinata con tutt.a la forza del « proprio peso e della velocità acquisita incontra e percuote 1in un<1 trave « imbandierata sul lido, cd entra sparmacchiata nel fiume. Abbattuto « di là il trave; infranti di qua i bandini, scossa ìa spalliera, rotto , il coronamento, recise le garitte. Cinque rnortì, sette feriti, molti « contusi, tutti spaventati . » A questo fatto il papa Sisto infuriò e si rinchiuse indispettito pertre giorni nelle sue stanze. Scagliolla il cap~ Lorenzo Castellani e tentò condurla al m:ire; ma siccome era nave troppo grande pel Tevere, incagliò· nuovamente nel tragitto e non fu più. atta a servizio. Fu l'ul tima galera costrutta a Roma. Da qui la decadenza della marina pontificia. Però la squadra permanente allestita a dovere nel ~ 590 incominciò i viaggi durati fino al 4605, sotto la condotta dei capitani Pucci, Magalotti, Delfini, Malaspina. Andò e ritornò per Avignone, per Messina, per Reggio, combattendo i pirati, incrociando nelle acque del mar di Gre.cia, facendo prede e prigionieri, accompagnando e scortando la Regina dì Francia , ovunque cliportandosi bene e meri tando elogi per prudenti corn,igli, per energica azione, per valente condotta. Ciò nullameno un11 volta incorre sciagura. La squadra trovavasi nei pressi di Marsiglia per sbarcare uomini e denaro, sotto la condotta del c.: npitano Pucci . Tutto andava bene, quando ad un tratto si voltò il vento da greco- Jeva~lte, ingrossando il man\ in modo da non poter più prodeggiare. Una nave corse pericolo e vale la pena di far conoscere come e con quali. parole il Guglie]rnot.ti descrive il fatto: « Posta dunque la prepotente contrarietà del vento e del « mare, e l'im1til prova della nla e del remo al pileggio, il Pucci dette .

« « " « •

Capitana agevolmente, che si trovava so pravvento e più larga a mare: virarono nelle stesse acque mano mano le altre galere che la segnivano. Ma la Pisana, ultima sottO'Vento e più presso alla terra, non potev~ ormai più Yolgere nè in poppa,nè in prora, senza accostarsi ,più presto agli scogli, do.ve il •flutto la traeva . Tutti, da « pres.so e da lungi, Y.edevano la distretta : e.niuno _poteva s.occorrere. « Chiunq11e 113 si fosse accostato avrebbe perduto se stesso, senza « giovare altrui. In quella, sorge la confusione, · cade la disciplina e « già taluno accenna di gettarsi al nuoto nel mare quantunque eia« scun ·veda difficilissima la prova ·fra le rnpi flage llate dai marosi. « Se nou che con rapide parole e pochi cenni al tri propone l'estremo « rimedio: virare sulle àncore, e poggiare al trinchetto. Il veterano « comandante .Muzio Frangipani rimette l'ordine. Rif>quittisce iI fi« schietto del comito: e la nota voce, alta A vibrata, proclama i co« mandi preventivi: Silenzio! Tutti pron li a virare in prua! Pronti , due ferri a dar fondo! Pronti a far vela di trinchetto! Timoniere, « orza alla liauda ! Spallier di sinistra, passavoga ! Spallier di man;( dritta, sciascorre ! ». In breve la nave fu salva e trionfalmente poggiando, uscita dal pericolo, filava raggiungendo le compagne. Nell'anno 1614- la squadra permanente si trovò composta sotto gli ordini del generale Francesco Centurioni, genovese, della Capitana, Federico Glislieri, romano ; Padrona, Camilla Nardi, romano; Santa Lucia, Francescantonio Graziani, perugino; San Pietro, Marcello Capece, napolitano ed era di stazione a Civitavecchia. Si era all'epoca della trasformazione; la marineria militare passava man mano dal remo alla vela: questa trasformazione ci viene presentata sul G·uglielmotti in tutti i suoi più. minuti particolari; diversità cli costruzioni, diversità di assenti, diYersi tà di amministrazione, di governo, di comando, di manovre. · Interessante è il document-0. <e Capitoli dell'assento, 5 ottobre 1619, pel 1° novembre ,1620 t.ra la Reva . Camera Aposta. ed il signo,r Alessandro Pallavicin i per mantenere a sessennio le cinque galere pontificie con sessantatrè mila scudi l'anno, firmati in Roma, il ti. ottobre '16·19. » Da questi si rilevano molte notizie, t.ra le quali scegl iamo quelle delle paghe:


E PEHIOD ICI

LIBRI

Al signor generale scudi 300 al mese e più dieci piazze morte .a srncli 4 l'una e più dieci razioni il giorno a scudi 2 }·una e più · scudi 60 per le biancherie e scudi 38, 43 per li ministri, che in un anno sono in tutto scudi ,\.,1.66, fa-3 cc cioè circa 23 mila fran. ehi della nostra moneta . » Gli altri ufficiali e soldati e marinai come del seguente specchietto:

.

I mens1.le morte

Pag1 Piaz"

scudi

Luogotenente Provvedi tore

1

I

Bian- 1'otale i cherie scudi Razion ecc. annui 1 6_ 696

-;-1_4___ I 4 33

.

))

4

5'1

735

.Sotto provveditore .

•1" :)

3

»

))

252.

-Pagatore.

42

2

3

))

3•12

Auditore .

12

))

3

))

216

Medico

·12

))

3

))

216

Capitano di galera.

•15

2

4

38

Munizioniero

6

,i-

2

))

468

A un nobil di poppa.

4

»

2

))

96

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Al Comito di galera

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-Al Piloto reale.

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168

Al Cappellano

6

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Al Cap0 • di gala. priva.

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Al Padrone della Capitana

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-Al Padrone di galera privata

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96

Al Comito reale

navi, che o morivano combattendo o si ritraevano sfiniti e . impotenti . a reggere il peso di loro responsabilità . Cosi nell'anno 4624 ci si pr~senta un nuovo quadro della squadra, c-osì composta; sotto gli ordini del generale Battista Naro, gentiluomo romano, già comandante di quelle galere e compagno d'arme di Enrico il grande nelle guerre di Francia : Capitana, comandante Alessandro da Filicaja, antenato del senatore Vincenzo, autore del nohilissim o sonetto « Italia, Italia, o tu. cui diè la sorte. » Padrona, Camillo Nardi; Santa Lucia, Alessandro del Benino; San Bastiano, Giulio Cesare Grillo; San Pietro, Benedetto Sacchetti. Non intendiamo di rifare la storia della marina pontificia e perciò · facciamo pumo; ma ci sentiamo in dovere di far conoscere questo lavoro pregevole sotto ogni riguardo sia storie.o, sia letterario. Per la storia l'autore si mostra coscienzioso, imparziale, vero, senza pre·concetti o partiti; racconta e quel che. è più dimostra e prova. Letterariamente i libri del Guglielmotti dovrebbero essere non solo stuc).iati, ma dati a studiare ai nostri marinai .

411O

Stu:die uber Taktik de,· E'eldtn•tillerie (Studi sul~a,.

'

Le fatiche, gli strapazzi d'una lotta continua contro i Turchi, ed cor.sari, producevano un frequente cambiamento nei capitani delle

tattica dell'artiglieria da campo) di A. lino 11882.

VON Scr:Ì:&LL,

-

Ber-

Prima dell'anno 1877 il sig. A von Schell, attuale colonnello co- • mandante il 27° reggimento d'artiglieria (Nassau), pubblicava in trl') fascicoli uno studio,sulla tattica dell'artiglieria campale, così nei combattimenti di divisione, come nei combattimenti di uno o più corpi d'armata; · studio di cui esiste una diligente versione italiana, ricca di note e commenti, per opera del capitano Ugo Pedrazzoli. Ora ne ha pubblicato una nuova edizione a ciò indotto dalla circostanza, che quando apparve · la prima non esisteva peranco il regolamento d'esercizio per l'arriglieria. I principi fondamentali su cui si basava in allora, non subiscono alcuna sostanziale modificazione. Tntta via lo Schell fu tratt0 a ritoccare·


3'.26

32.7

LIBRI

E PERIODICI

l'opera sua, sia pei: darrle maggiore unità;Gòor.clinandone eiincorpoi:andoM le sparse membr.a, sia per migliotarme ed, amplia,nne alcune pirnti, sia, iufìne 1rnr far.vii luog.o ad1 alouni es'etrtpi tratti dalla storia· militare: In ques~a· secoucla• édiziorte fnr ommessa' Vappendice"« iS'!Jruzioneisul tiro >1 pcr.chè: gJ'im.portanti· p11ogressh1ompiutisi1 nel frattempo a"Vuebbevo menato troppo al di là dai confini di un sernplicelstudio,tattfoo i hu.ugo oltre, misura, e fors'anche• privo cl:interesse, nius-ci>rebbe rana-' lizzare parte a parte le clrue edizioni p1w farne risaJ.ta,re le cliffer.euze. Sembra tuttavia degno di nota un punto dell'introdu~ione do,'e' dice: • certamente un' arma i cui successi t<1ttici nelle· es'ercitazioni non:t saltano mai bene all'occhio, corre peri0olo di soapitare nell'apprezzamento generale e cli vedersi sempre più abbandonata a se stessa'. Nei; lunghi periodi cli pace le impressioni guerresclre, pet' quainr01 bril-· lauti siano, inrpalhdiscono e l'interessed:estato.dall'antiolforia rrel 4187'0~7·1 si fa ogni giorno più fiacco, Su~0ede come,se·gli inseg:11~1merrti d:ellro 0:crer:ra1 fossero nima~l;ii senza traccia. per: colouo i quali con parzial,i in~ntlirrrentil · s! ai:r~battauo affine1di sconfessare il• fatte i1m@gabil·e, che• l'àrtìglieriat SJa diventata qua·lctre c0sa di di.verso di una voha e clw perciò voolia, essere diversamente im1piegata..11 posto Gbe la n'oslira ar:tigl ieri a, s•Ì' è g:a-• dagnato in allora, saprà conservarselo, e a questo proposito il miglior· fucile di fanteria nulla potrà cambiare ».

IsTRUZIONI INVERNALI (dall'Sbre al 1° aprile).

1

a) LetLura di piani e carte. b) Soluzione verbale di quesiti tattici sulla carta per gli 11fficiali individùalniente. e) Sòlutione di quesiti lattici per gruppi. d) Conferenze ('ooienija besieda) . e) GitioM di guerta,. !STRUZIONl ESTIVE .

/) Orientamento su l terreno mediante carte topografiche. g) Soluzione di quesiti tattici in campagna per gli ufficiàlì in-

dividualmente. h Soluzione degli stessi ques1t1 per gruppi. i). Particolarità della fortificazione e dei trinceramenti. Vengono accennate in seguito le norme per !'istruzioni dei due periodi, cui fanno seguito i capi: Note ed ispezioni, e tre alle_qati. ,1llegato 1° « Indicazione di nwrna per il dvrettore relatiDa1mente ai temi tattici, e modalità, di questi secondo l' ar-ina alla qiiale apparte,ngono gli iifficiali » abbraccia: a difesa e ritirata; b combattimento offensivo; e accampamento; d marcie. Allegato 2° Cenni pratici per l'indirizzo delle istruzioni . Allegato 3° Giornale delle istruzioni per gli ufficiali, dal quale togliamo questi due esempi; Reggirnento 1° Battaglione

.PrdJ~lt~inst:r'••k·if#d'titt san-itit-i s'o/ì~e,..~oni (Progetto·

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i,s,t·1'Wtio·1t~

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l' t.tmmaesWaiMnto degli ufficia'li')'.

·

Tale progetto attualmente trovasi in esame presso il comitato supegior:e in-ear.teato dl3Wistn tviMc, edJ educa-zìon'e dèlle' truppe.I pTirrci1pi gen~ra.lli: .ol'l'e'l d'èvt>no gi1M.rate gli1tffllditlt , insegiùatttti ei dY-• ctmti n.e•l!i a1Jiiplmzil@1t~· d~H~ l'l.brm·et· is<W:uttivè' s6t101 spie"'ate' iQ' 18' attieoLi,. ((lit li'rrrici'a~ adi esrp"Or.F~ S'ortl'MQ<Jlialfiijn.'tel· la dis~tìoùziUne\ F'ti"' golaIDentate· d~IJo, sé-ri.VUf.\. l'irrdMe dell~ istrutioùìc pé:if ' gli tt.filbiai11 va:r.ia seeoifd~· cli'e' qil'estfi, a-bbiano luogo n'elle'caJtiè'ra.re' o all'aip'erto, sì h'artrio quihd1 istru'Zi0ni invepuaTi ed estive @1i argomenti da sv<5lgetsi nei d,ue .periodi véntorfo qui app:rés'So.indicati ; 1

1

PERIODO INVERNALE

1881-1882.

Osservazione. - Analogamente a. questo viene compilato il giornale delle istruzioni estive. Dia.rio

1• Compa.gnla

Ottobre 8

10

Soluzione verbale di tetni tat'tici individuali per gli ufficiali delle compagnie 1a e 2 4 • Distnbuzioue di temi in iscritto - termine 1O ottobre. Soluzione di temi individuali per gli ufficiali della 3• e i" Mtnpa:gn:ia. Distribuzione ad essi di temi in iscritto. Relazione . del tenente X . Soluzione verbale di temi per gruppi (tutti gli u!Jiciali). Giuoco di guerra.


32.8

I

LinlU

Novembre Esame dei temi scritti degli ufficiali della 4a e 2.a comp. Esame id. td. id. 3a e ,j,a id. . Conferenza sul combattimento a fuoc-o tenuta dal capitano X di s·ato maggiore. Soluzione verbale cli temi individuali per gli ufficiali della ~ a e 2.• compagnia. Soluzione verbale di 'temi ìndividuali per gli ufficiali della 3• e 4• compagnia. Conferenza tenuta dal capitano X del genio sui vari generi di fortificazione campale. Per il diario si lasciano al principio ,del giornale tante pagini quante ne possono occorrere.

Osservazione. -

Capita.no (Tenente o Sottotenente) X.

Ottobre! 8

2.2.

2.9

lNDICAZIONJ

ANNOTAZIONI

I

Tema verbale per la difesa di un villaggio Soddisfacente. (ritirata protetta). Distaccai:nento: 4 battaglione, 2 pezzi e 4 sotnia . Temi per gruppo dati al capo-gruppo (star- Disposizione delle · scii); difesa di una posizione coi voluti truppe regolare, . lavori di fortificazione. Distaccamento : fortificazione non ~ reggimento fan teria, 4 pezzi e 2. squatroppo adatta ai droni. sito. Nel giuoco di guerra comandò il partito Frazionò le forze nord-ovest (condotta dell' azione possisenza bisogno. bile, tema N. 00).

I

Osse1'vazione. -

foglio.

Per ogni ufficiale del riparto viene lasciato un

329

· B l?ElUOD [CC

.Jt>u1·1ial tles scienf:!es 'lnilitai,·es . -

e settembre. -

Fascicolo di agosto

Parigi, Dumaine, 1882.

Tcitticadelle 'i-n{or·mazioni. (Continuazione). Generale LEWAL. - Egli svolge le varie opinioni sul collocamento degli avamposti, analizzando le condizioni in cui giova che si trovino le vedette, per essere nascoste, al riparo dalle sorprese e in grado di vrgilare. Prescrive che siano appostate in luoghi piuttosto elevati anzichè in basso, ma dietro ostacoli naturali o improvvisati. Crede miglior metodo per diramarle la contemporanea partenza di tutti i piccoli gruppi nelle diverse direzioni. I posti dovrebbero essere da 4- a ~ 2. cava'lieri, nè soggetti alla necessità cli comunicare fra loro, ma bensì a quella di ben corr ispondere con la gran-guardia. Considera_ q~esta com_e_ ce~tro dire~ sistenza e d'informazione, dove la cavalleria e molto pm utile a p1edt dieLro trinceramenti. Stabilisce che la truppa eseguente il servizio di sicurezza in marcia debba continuarlo in stazione, ed esamina il servizio fisso aO'li avamposti di cavalleria. Le vedette dovrebbero essere cambiate ogii ora, e il più. che possibile risparmiati gli uomini ed i cavalli, non esagerate le precauzioni all'alba, non precipit.azione a montare a cavallo ad ogni menomo segnale. Limita poi il servizio mobile alle ronde, alle pattuglie di vigilanza, di collegamento e d'imboscata, e vuole che il meccanismo dell'esplorazione irregolare in marcia e nel "ombattimeuto si adotti in .stazione. Svolge le norme secondo le quali debbono agire i vari elementi degli avamposti di ·cavalle~ia caso di ·attacco, ripiegando sulla posizione fortificata del posto prmctpale. Passando all'analisi dell'esplorazione della fanteria sola, nota come quest'arma, bastante sempre a :se stessa, sia indispensabile nei ter:eni difficili e rotti, nell'inverno sulle vie ghiacciate, dove nulla puo la cavalleria. Vuole però la costituzione di gruppi franchi con personale ~celto e· atto a meglio resistere alle fatiche, ma facente parte delle unità orO'aniche e pronto ad uscire dalle righe in caso di bisogno. Una :sCft~dra franca per compagnia è la base cli questo _si_stcma . Un batt.al'r]iooe avrebbe quattro squadre franche e potrebbe v1gtlare altretdirezioni. Ciò non toglie il servizio regolare in marcia di avanguMdia, fiancheggiatori e retroguardia e quello degli ava~ po_sti in •stazione. Le regole sono simili alle altre date per la cavalleria ferma, ,volendo l'autort) una disposizione avviluppante o periferica per guardarsi da ogni lato. Egli studia il metodo con cui debbono procedei:e

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ANNO X X Vlt , \'OJ.. lV .

22


LIBIU 330 i gruppi franchi e ne deduce, che essi possono allontanarsi dalla eolonna di circa 72 chilometri e ritornarvi in meno di tre giorni. Nella loro azione offensiva e difensiva sono da considerarsi come nuclei ai quali giova coordinare gli sforzi degli abitanti e dei partigiani. Dimostra la loro utilità' per contrastare l'esplorazione nemica e per raccogliere informazion i. I quadri e l'aDanzamento. (Continuazione) . G. L. M.-Visiesaminano le varie attribuzioni dei sottufficiali dal punlo cli vista del servizio e dell1istruzione elemént.are che debbono impartire al soldato, rilevando come una ,parte di essi meglio risponda allo scopo di questa, educandoli in modeste condizioni, in modo che prendano interesse ad un insegnamento in cui si richieda che diano esempi, più di ·abilità manuale e pratica che teorica. Ma si riconosce la necessità di un'altra categoria di sottufficiali capaci d'insegnare i principii del tiro, le re~ gole del servizio in campagna. la maniera di esplorare in gucna, d1· orientarsi, trincerarsi rapidamente, adoperare ostacoli . Per ottenere questi due tipi di graduati dimostrasi come non bisogna loro concedere, secondo l'uso at.tuale, prima il grado e poscia ricorrere alle promesse di premi ed onorificenze per trattenrdi, ma agire diversamente. Quelli per i quali basta un'istruzione geoera le molto elementare debbono essere scelti dal capitano ·nelle 1ìle del contingente, dopo cli averben conosciuta la loro ·vocazione, att.itudine e volontà a riman.icre in servizio; gli altri · è necessario reclutarli iu Muole speciali aperte a. giovani sprovvisti di mezzi per istrnirsi, e nelle qual i riceverebbero un' istmzione non esclusivamente )nilitare, impegnandosi in contra-· cambio a servire per sci anni nell'esercito permanente . .Durante questo tempo nei corpi si avrebbe agio di prepararli al ,grado di sottufficiale, nel quale potrebbero essere utilizzati per ire o quauro ann1. Questo metodo incontrerebbe una pronta applicazione iustituendo nei licei e nei collegi dei posti gratuiti destinati a giovani riconosciuti alti e ·volonterosi ad assumere quell' impegno. Si sostiene pure che il capitano dovrebbe non solo formarsi esso i sottufficiali, ma avere la facoltà dei riassoldamenti limitandoli ad un anno cli minima durata. L'istriizione militare nella scuola. A. GEnvArs. - DinJostra la necessità di modificare J'ordinilmcnto dell'esercito dal pun to di vista polit.ico, sociale ed economico . Propone un nuovo sistema éol c1uale Ja. vita militare in .Franoia dovrebb~} essere divisa in tre periodi: istruzione· nella ·scuola; servizio attivo; riserva. Nel primo periodo, che comincierebbe a 8 anni· e terminerebbe all'età della leva, s'insegnerebbe ginnastica, scuola del soldato, tiro, scuola di sezione, scherma, cd in,

E l'ERIOOICJ

ultimo_ topogr~fia, amministrazione, arte militare. I licei dovrebbero av<>re 1struttor: e ma_teriale_necessario. Per il tiro bisognerebbe creare almeno ~n po ligono m og1u sottoprefettura . Le spese ·sarebbero sosten_ute !n pa~te ~al governo ed in parte dai comuni. Comparate al ·hlJanc10 _ord111ar10 della guerra ed alla proposta del servizio ridotto a ~lu~ anm, deducesi un serio vantaggio in favore del nuovo sistema md,cato.

Difesa Jell' !t~lici contro_ ii:n'in'1Jasione francese. - Apprezzamenti del tutt:o speciosi e soggettm sulle male intese aspirazioni del nostro paese ~ sul!~ tendenze del sistema difensivo italiano, rivelano nell'intr~~uz1_one d1 questo lavoro i dubbi dello scrittore. L'analisi delle forze militari dcH'Italia ~ fatta senza alcun cenno del loro progressivo sviluppo e dei recenti perfezionamenti arrecatevi. Della nòstra forza si enumerano semplicemente le navi, senza alcuna considerazione sulla lo:i:o varia e rispettabile potenza . È riportata Ja divisione. militare del paese, _facendola seguire da quella del territorio sotto il punto di ~isla delle merve e da un cenno sulle ferrov ie, la mobi.l itazione e la formazione dell'esercito, per trarne la conseguenza che sei corpi d'ar• mata saranno concentrati nella vaJJe del Po, tre nell'Italia centrale ed ~no in Sicilia. Secondo questa ipotesi e l'avviso dall'autore la si~ ~uaz10ne non sarebbe troppo brillante. Ma riguardo alle nostre brave truppe . alpi_ne egli ne invidia l'iustituzione e la raccomanda ai suoi connaz1ona!t. . Tratta quindi deJJa difesa geùerale dell'Italia, dei sistemi per linee l~ternc_e _d~ll'offeosiva nella zona alpina, fondaudo su questa Je .cons1deraz10n1 mtorno alle difficoltà che incout.rerebhe un'invasione fran·cese, _per_ la qualo propone 9 corpi d'esercito, o 1O, aflìuchè abbia una ·supenonta numerica. Esamina le grandi linee che auravorsano la frontiera e le vallate ·formanti zone di m~novra per la difesa, e propone in ba&e a questo. esame_ 11 segu~nte riparto delle forze francesi d'operazione: .Vallata cl Aost.a - parte del ,t !~ 0 corpo (provvisoriamente) . Vallata dc.Ila Dora Riparia e del Chisone ,110, ,120, ,t3°, ,ao. Vallata della Stura ,17°. Colle di Tenda, ,15° e 48°. Strada della Cornice, ,16°. Corpo di sbarco, ,J 9° e marina . Al principio della campagna i corpi pitì vicini al teatro della lotta sono il H 0 , il 15°, il 13° ed il 160. Ammette che la mobilitazione sia terminata in 7 giorni e che il


333 :33'~

u rmr

concentramento possa cominciare subito dopo. Studia l'attacco e la difesa dei di versi scacchieri, constatando il vantaggio per le truppe italiane d'iniziare le operazioni ai colli delle Alpi in posizione dominante. Concl ude che por la vallatn rl' Aosta le truppe. francesi non, potrebbero sperare di ottenere alcun risultato serio, e~sendo la via sbarrata dal forte di Bard. Basta inr iarvi un dist-accamento pet' impedire un colpo di mano degli Alpini nella Tarautasia. L' attacco a fondo dovrebbe esser fatto. per ,·ia del le .\l pe Cozie, perchè, secondo l'autore, riuscirà assolutamente sta ote l'immensa superiorità delle forzo francesi. 1'1a non fa questione di prendere Es.illes, Feuestrelle, i forti del l\ioute Ccui sio dopo lnnghi assedi, bensì di colpir presto e fo rtemente, prima che un potente alleato dcll' Italia non minacci le rive della 1\iosella. Crede però che questo risultato nou si possa conseguire nelle condizioni attuali. Vuole che l'esercito francese sia all'AssicLla il primo giomo della guerra, e per raggiungere questo scopo stima indispensabile fo r cli Briançon una grande piazza offensiva, per mantenervi una poderosa guarnigione sul piede di guerra, pronta sin dal tempo cli pace a passare la frontiera e impadronirsi doll'Assietta e dcli' Albergiano. Raccomanda di terniinare la ferrovia da Gap a Briançon, di riunire con altra linea qucsLa piazza a Grenoble, di opporre ai nostri Alpini cacciatori cli montagna, montati, orga nizzati cd esercitati come quell i. Combattimento di pa1·bif}iani. C usTAVO DEsvozIERS. - ll una rassegna storica delle piccole operazioni della guerra .a cominciare dal 1r secolo sino ai nostri giorni. Ma il racconto è interpolato d'osscrvazioni fatte per rilevare la strategia tradizionale di partigiani, lo loro astuzie tattiche,. un tempo assai semplici e puerili, che talvolta adoperate potrebbero puro dar buoni risultati. Vi si dimostra la grande abilità cli queste truppe irregolari nelle esplorazioni, imboscate, sorprese, scalatl:l di fo rtini . Son puro citate le memorie di i\fontluc, il modello doi capi cli partigiani, memorie che l'autore raccomanda agli uomini d'armo. Quindi si accenna all'ordinamento dell'esercito francese sotto Luigi XIII, alla formazione dei primi reggimenti di fanteria e di cavalleria, ricordando i servizi che i partigiani resero nelle campagne delle Al pi, del ducato di Parma, dell'Alsazia, dove Jean .de Wort11 si fece quel la terribile riputazione pur troppo meritata. Con vari esempi si dimostra l'attività e "l'intelligenza cou cui si faceva la piccola guerra -0al 16-10 o.I 164.3. Alcune osservazioni sulle leggi militari ùi progetto . - Vi si de-

plora che si cerchi cli oscurare il tipo dell'an tico sottufficiale, confondendolo col , ccchio ti po ciel soldato di mestiere, o si sostiene la necessità cli procnrarc un aumento nel numero dei ri:issoldamenti . La nuova logge sul reclutamen'lo crea a questo riguardo, e per la bontù dei- quadri inferiori rtell'escrcito, nuove diflìcoltà. Per ovviani si propone di ristabi lire l'csonerazione dal servizio subot'dioatn ai hisogni militari e non con diritto assoluto . Le truppe d'Africa in segu ito a ciò dovrebbero essere composte cl i riassolclati per la maggior parte affine cli dar loro tutta la solidità possibile. Altre osservazioni si fan no sulle formaz ioni cli nuovi corpi per l'Algeria. Studi recenti .<mila cartuccia a inrolu.cro metallico . )I. A - Si studia il modo di Jabbrict1zione della polvere, il limite tlcllo tolleranze, l'altcrnionc della cartuccia per effetto di umidità, quando questa eccede, poichè si ritiene che lo polveri non debbano o,scre troppo secche. Si annlizza la forma e la materia che dcvonsi u~arc per i proiettili, le mod ifi cazioni della polvere regolamentare, la specie dell'innesco. In fine dell'articolo si tronrno parecchi dati sulle cartucce motallicho usate negli eserciti Sll'l\t1ieri. ~

Le S11ect11tete1· uait it,ii,·e. -

tembre. -

Fascicoli di agosto e set-

Parigi 1188l{.

La spedizi one francese 'in Twiisia. - È un lavoro che prometto nuove idee, e nel qua le il diritto clell'occupa1.ione di quel pac5e è rit.c nuto assai coutestabi le e l'utilitil dell 'imprnsa problematica, visto il turholenlo fanatismo arabo, non domato neppure in Algeria dopo cinquantadue anni dulia conqnista frnncese. Presenta nna sorunrnria descrizione della Tunisia e brcri cenni storici cri etnografi ci sulla popolazione. Intorno all'e~crcito tunisino notasi che la parte regolare, asccnclenle durante la guerra di Crimea elci 185.i a .iO, 000 uomini, nel 118811 non flrriv:wa a ·1ii,000 uomini sul la carta; dr.i quali 800 fantaccini. 300 artiglieri, e I00 uomini di guarnigione al Bardo, fo rmnno tutte le forze della Roggenz:i, essendo gli altri soldati in congedo illimitato. La fanteria è male armata cli fu ci li a pC'rcussione il soldo quasi nullo, le fortifìca1.ioni cadenti , i c:innoni cli piccolo calibro caricantesi dalla bocca . La forza pi ù seria consiste nelle truppe


LIBRI

E PEHIOTHCI

irregolari di fanteria e cavalleria. La fonte ria conta 7,000 uom1m di Zuansas, cioè 3000 tunisini e !}000 algerini, disertori ecc. 6,000 Konlouylis, resto degli antichi giannizzeri; -iOOQ, Zaptiés o genrlarmi di Tunisi. - La cavalleria, ripartita nelle trihù, varia da 15 a 20 mila uomini. È giudicato un futile pretesto la repressi0nc dei Krumiri, e la causa della spedizione si lascin intravedere negl'intrighi d'interessi materiali, che fecero ambire in Francia il protettorato, compiutosi con la forza alla prima occasione offerta da quella irrequieta tribù. Si passa quindi alla narrazione dei folti militari cominciando dagli armamenti preparati in Francia, e descrivendo il paese, l'indole, gli usi e il modo di combattere dei Krumiri; saldi dietro un muro, un'ondulazione di terreno, in un fosso, e destri nelle sorprese e nelle imboscate da mettere il disordine in una colonna di alcune migliaia di uomini. I primi ten tativi del corpo di spedizione francese ebbero per obbiettivo di circondare l'avversario, iniziando le mosse oppoggiando fortemente l'ala destra alle città del Kcf. Il combattimento di Jedj-Kaalà aprì ai Francesi il colle omonimo e permise loro di occupare posizioni dominanti, donde potevasi scorgere fino all'isola Tabarca , ove la nottiglia era impegna ta in un fuoco ·d'artiglieria. I com--baLLimenti di Bacbir e di Fedj-Mcridj giovano per avvicinarsi ai Krumiri in modo da mantenere con loro il cosi detto contatto per eseguire il concentramento a Ben Mater le cui praterie erano state in precedenza iuvase dai Goums, sorta d'irrcgolari, conoscitori del paese, ouime guide ed avanguardie dei Francesi. ~Ia le brigate di operazione si trovavano talvolta in una critica situazione col nemico dietro l'ala destra. Ord!inamento dell'esercito ed in particola1·e dell'(trtiglieria e del genio (Fine) A. RATEAu. - L'autore biasima che con lo nuove leggi siansi ·violate le più. savie questioni baciando troppo alle particolarità di ciascun'arma, anzichè alle intime relazioni e dipendenze che hanno fra loro le diverse armi. ì\Ientrc riconosce con~iderevole l'aumento dell'artiglieri:.'l, portata a ,rn reggimenti, compresi i poulonieri, disapptova che questi siano lasciati uniti a quella e non già al genio, come da molto tempo abbiamo fatto in Italia, e che all'artiglieria siansi dato le officino di costl'uzione del treno degli equipaggi a Vcrnon e q uelle deo-li v utensili del servizio del genio che ernno a Metz. Osserva . che i quattro i·eggimenti, oltre al battaglione ferrovieri, possono ~or~11·e ~u bauaglione per corpo d'esercito. Giudica sfovorevolmente le_r1formc rntrodotte nel corpo clcll'intentlenza lii creazione del corpo d1 con trollo, e la delegazione del potere diretto ai comandanti di corpo d'esercito

sull'audamento dei lavori speciali dell'aniglieria e del genio, sulle oHìcine e i magazzini dell'iuteude01.a . A suo avviso qucsli laYori non riguardano soltanto il corpo d'esercito, che in tempo di guerra si può immediatamen te al lontanare, ma la difesa di tutto il paese; e dovrebbero perciò restare sotto l'alta direzioue del mini:;tro; tranne i soli m:igazzini di corpo c1·esercito, che dovrebbero essere a disposizione del comandante di esso. Propone di creare nn comandnnte ed uno stato maggiore territoriale permanente per assicurare il servizio in caso di mobilitazione e di allontanamento del comancl:inte il corpo d'esercito. Yuole che il controllo, tranne le veri ficazione d,ille casse, sia 1~sercitnto dai capi d,i rcui dei corpi controllati. Afferma la grnnclo utiliti1 di rare esegu ire in ogni reggimento i lavori ordin:ll'i di fortificazione passeggicra e di zapp.i, e perciò propugna la cre.1zione di nna compagnia di z:ipp(ltori per reggimento di fanteria, sop pri mendo i. quaurn rcggime11ti cli zapp:itori minntori asseguati al corpo del genio. Nei :J8 reggimenti a·nrtiglieria \'Orrcbbc Yeder soppres~c le 57 batterie a piedi, e riordiuatc sotto il nome di ;irtiglieria rla fortezza per la difesa delle piazze e delle coste. Prnpoue di passare al genio i due reggimenti cli pontouirri, di lasciare clic l'intc9den1.a non abbia più il controllo generale•, ma nllhin <rnello della propria amminist.razionc e la custodia e conservazione del t.crrcno mi litare; che il gonio conservi sol tanto corpi tecnici, come minatori, pontonicri, ferrovieri, telegrafisti e aerostieri. Gli ingegueri militari dovrelihero essere formati nella scuola politecnica ed iJl di!Terenle scuola d'applicazione e costituircbhcro iJl ogni regione di comando uno stato maggioré speciale dipendente dal servizio territoriale, saho gli ufficiali addetti :il corpo mobilizzato . La scuola d·artialicria e suoi annessi e le direzioni por il materiale e l'armament; della piazzo forti dipenderebbero dall'esercito torritorialc; lo stato maggiore del corpo d'armata i11Yece, dal comandante di questo. Yita del generale llfrague1'itte. (Fine). Geucrale Pu1LÈDERT. 1 massacri d1: Djedclah. (Fine) . A. Bui;;z. - Vi si ri leva la poca solerzia. dell'inviato Narni k pascià nel ricercare gl i autori dei massacri dei consoli di Francia cd Inghilterra e nell'adottare misure punitiYC. Cause che, unite alle preesistenti, diedero luogo alle iutimazioni sommarie del capitano Pullcn co111andan tn il Cyclopos, ed al hombardamento che questi iniziò due giorni dopo sopra la cillà di Dieddah, e sulle na,i ancorate nel porto, distruggendolo o colandole a fondo. Si giudica rruesto atto di rigore meno necessario quando fu compiuto, che se fosse stato csegni to il giorno stesso in cu i i battelli del Cyclopos Jurono ricevuti nel porto a colpi di fucile. Segue quiudi l'espo:;iziono

335


336

. F. PERIODIC I

L illJU

dei risnltati di una inchiesta internazionale, e del componimento delle qu estioni d'indennità . Le agitaziowi in Algeria. (Continuaziouo). K1v,1 . -Vi si rl1•scri ve nna escursione dal l<heider ii GéryYillc. Sidì Khclifat, i cui abitanti furono internnti nel Tel1, è completamento clistrnlla . Il deserto si avanza intorno a qucll:i località e lo sabbie dello Sciott Clwrf!ni cop1·ir:rnno fm poco gli avanzi di qualche vigneto, che getta ancora tralci tra lo rovine di quellP. mura. i\ttravers:in<lo una estesa solitudine s' incontrano i pozzi di Bcdrns scavati intorno a questo poggio. Vi si scopròno nello vicinaiizc verdi zone coperte cli piante graminacee, di ginestre, cli artemisia odoratissima, poi si ricado in un;1 laguna dello Sciott per giungere a Kadra, a mezza strnd(I fra Sfissifa e Beu-Atab, nitro pu nto cl i tappa. Da a Kadra a Géryvillc si si segue una Yia praticabile per qtrnlunqne YCttura. Un forte che si eleva sulla ri'Va clell'Ovecl Cherrafu è incnssn to e dominato dalle :liture, non atto alla difesa. - Geryvi llc si nasconde dietro ai suoi 'giardini . - Al nord ,·i sbocca la strada di Frendah, all'est quella cli Siueu, all'o,·cst quella cli Sa.id.i, al sud la via di Rassoul, Bregina, Aìn-lm-Derg:i, Med1eria, Figuig. Questo circolo mili taro comprcudc ·I 9 tribù, amministrate da un ufficio nrabo sotto gli ordini di un comandante francese. Di 0,160 abitanti la cittù non no conta più che 5760. La col01rna cli staziono in Géryville è composta cli rlue battaglioni, nno squadrone di spha1·s, una sezione d'artiglieria, uu con,oglio di 500 camel li e ·t20 muli. Uu11a comp11gnia montala dev'essere costitnit:i, e Ja si vorrebbe scel ta, compost~ di volontari frnnccsi, forn ita cli cnvalli e non muli, arrnatn di carnhina e non del lungo fucile cli fanteria . È da maravigli(lrsi che non siavi un ramo di ferrovia da l Kheiclcr a Geryville, mentre le spese dei C'onvog]i son() immense, e la costruzione dcli:>. strada ferrnla non costerebbe più di 4,800,000 lire. Nota$Ì che la maggiora nza dei contingenti nemici ni Francc:;i è comrosta di Marocchini, ni q1ial i si sono congiunti molti ol.erocliLi iudiviclui. Condotti da Bn-Amama e dai marabutti dagli Uledd-Sidi-Chcil hanno le onsi del rlescrto o il )1m·occo per ri fugio. Si vettovagliano presso le tribù rntrocch inc, possono agitare il mezzogiorno cd obbligare i Frnncesi a lascinre forze relntivamentc considcrcYoli. alla frontiera per proteggere la colonia. T /cuori d1· studio. A. G. - Da dicci anni in Francia si è elevala la coltura delle scienze militari. Agli sforzi intellettuali degli ufficia li si <'~ cerca to cli dare un indirizzo e di aiutarli a c:vilnpparsi . Ma nll 'nntore spiace elle vi sin tuttora 11110 spiril o militnrc, il quale !-i crPrlc incompatibile con lo studio, e rita i Yalorosi capi dPJle guerre

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napoleoniche per dimostrare assurda l'idc(I, essi non sapere che correre al cannone, e dimostra la loro superiorilii in fatto cl' istruzione relativa a quei tempi. Egli deplora che nelle liste dell'av(lnza mcnto a· scella nou figurino i uomi di <·olorn che son segnalati nel Journal militaire o{ficiel per merito di pregevoli scritti. Vero è che non bisogna scoraggiare quel li che hnuno pr:ttica del ~crvizio 11 della t:itLica insieme a doti di carattere, sPnza averi> In facilità di scrivere; ma non vuole nemmeno che siano scoraggia ti gli ufficiali l'l,e a queste qu.ilità accoppiano pure quella di una più la1·ga coltura. Propugna una libertà uon limitata nella trnttazione di argomenti di scibi le militare, affinchè le speci(llità si rilevino, e lo sYolgimenlo delle idee cli venti più utile di rruello del semplice prog1·amma ministeiin lc. Dimostra in(i 1e che i lavori cli studio potrebbero essere tm::i controprova degli esa i orali, r dovrebbero servire comi' mirnra clell' in trlligenza Pd istr 1,ione dogl i ufficial i non che cl i ti tolo per l'nvonzamento, specie ai gr.-i superiori. C techismo miti.tare ad uso degh stabilimettti d'istruzione pubbliic DEvJGNY.- In forma didattica e ~picga tivn cerca cl' infondo,·e Jn cono ·coza dei doveri e delle virtù militari facendo risallare lo st1·ctto legn r , che lo nnisce alle virtù cittad int'. Che cosa è la patria, romP debb, esistere questa idea al di sopra del cosmopolitismo, che tonde · a di~·uggerln; quali i doveri delle nazioni; per1;hè la pnce è l'idPale, e la g erra è la conseguenza della umana natura; l'esercito; il suo modo cli ree utarsi; I' import:rnzn del la sua organizzar.io1rn; iI coman do, le sue e dizioni, In gerarchia, la subordinazione, la disciplina militnre, il suo rincipio fondamentale; l'obbedienza generale e mil itare; i ml'zzi per 1li ·iplinare; le ricompense ehi punir.i oni; fo rnrnuo gli argomenti· di qui a prima parte. Sei lici note sulla Spagna e sull'esercito spagnuolo nel 1881, (Conti azione). A. Dc S~HIGNA)I. - Nella casermn 111 guorclia cl i polizin si omponc in media da 25 a 33 soldati comandati da due nfficinli, i cruali nno è capitano e porta il nome di posto di previsione. Il capi no cl i guardia prnsiedo a tutti gli e~erl' izi e riunisce gli attributi di utante maggior,~ di settimana e di capitano di distribuzione. Le cas me sono per I,) maggior parte dei com'en ti, ma boa tPnnte e como:. Il vestiario del soldato somiglia molto a quello rlell'esr1'ci to fran cr~ ma più fine rii P-legantc. Il <'appotto costa 28 frnuchi, le scarpe stano 7 fran chi e si us;ino soltanto iu tempo di pace, e sono sostitui1all'entrare in campagnn da sandali di corda. Lo zaino non· è lo ste in tutti i reggimenti. cd in ta luni è di tela. l capitani rin- -


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P. l'ElUODIC f

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niti in consiglio sotto la' presidenza elci colonnello, del tenente colonnello e del marrgiore rela tore' decidono della com11ra delle forniture necessarie t, , a tutti i loro so ldati, eccetw il pane, il Msermaggio, i foraggi, il fuoco e l'illuminazione. Stabilita la fornitura, un uffìciale è subito incaricato di trattarla, o gli si aggiungono due capitani per" regolare tutto coi, fornitori, tra i qnali questo sistema crea una grande concorrenza , cl'onde il miglior vestiario delle truppe spagnuole. A questa rapida rassegna l'autore fa seguire alcune noti7,ie sulle scuole reggimentali e degli ufficiali, su lle ricompense che questi hanno per i loro laYori, le biblio1cche e I;~ prove della progredita cultura.

. 01•1•<1n tle11• ,J.lil-ittta• Wissensclu:t~licli.en l'ei•ein ( "

Voi. XXIV, fasc icoli 4°, 5°, 6° e 7°.

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La spediz'ione dei Fmnccsi in T,11;nisia nel l881. . Relazione tra le operazioni cli gue1·ra e il 'vettovaglùmnentoaelle wuppe. BILLIMEK. - Si prendono ad esame le cam pague del 848 e 1859 in Italia, facendo risaltare l'influenza che ebhe, sulle operzioni militari, la necessità di assicurare il servizio delle sussistenze. Osservazioni ed espe;r'ienze ('atte daille i . r . t1·iivpe diira te lai camvagna della Bosnia ed Erzego'IYina. S1>ALENY . - L'util à del telegrafo ottico n~lla gu.crra di montagna è da tutti riconosciu ; ma esso diviene una vera necessità, quando le montagne in cui, opera sono aspre, incolte, prive di strade e rot.te da precipizi; quan tutta l'attività delle sezioni telegrafiche da campag-na viene assorbit dallo impianto e dall'esercizio delle lince tra l'esercito operante e . base d'opernzione; quando si combatte in mezzo a popolazioni nemici , dove le lince telegrafiche, per poco che la vigilanza cessi, vengon subito spe7H.ate. In queste condizioni si fec~e la campagna della Bosn e dell'Erzegovina ed il telegrafo ottico rese servizi, ohe con· ncss altro mezzo si sarebbero potuti ottenere. Lettere sulla g1ierra orùntale (,f877-78). Il passaggio del . nubio. - La costru1.ione del ponte presso Braila cominciò il 2.,1 g· gno. Il giorno appresso era compita. Ad un'ora del mattino due h. ta~lio.ui della ,1sa divisione, traspoutati precedentemente sull'alira spoll( s1 trovavano in combattimento con 600 bazi- bozuk; alle sei i Tur i erano . già 2500; ma a quell 'ora si trovava già sulla destra del D, 1bio la 1

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mtiera brirrata Schulow. Alle H i Turchi batterono in ritirata. Il 23 ·giugno co:iinciò sul ponte il passaggio, che durò vari giorni . Ogni militare deve riconoscere che, fra le operazioni dei Russi, questa è forse Ja più bella, e può essere recata por esempio. Essi vennero favoriti dal te~po e dalla negligenza del nemico, ma non può negarsi che~ tutto era stato ben calcolato e previsto, e che il. passaggio si eseguì nel massimo ordine. Alla buona riuscita dell'opera~ione giovò pure assais-. simo la bravura delle truppe, che prime furono trasportate sull'altra sponda del fiume. . La nuova legge d'arnrninistrazìone dell'ese1·cito francese. - Questa legge, tanto necessaria e tanto sospirata, stette anni ed_ anni allo stato di progetto, e forse vi starebbe ancora senza le espenen_ze ~e!la spe':" dizione tunisiua. Con questa legge, l' ult.ima d<~lle veccl11e 11st1tuz10nt dell'esercito francese verme abolita; deH'ordinamento di Gouvion de Saint-Cy r non rimane più nulla. L'intendenza militare fra~cese ha cessato di essere quel corpo affat.to indipendente che teneva m mano l'amministrazione, il controllo e s'imponeva perfino al comando; ora il suo personale non è più, come si diceva, coordinato al comando, ma ad esso subordinato. Il campop·iù cruento d'Eii1·opa . SoNKLAR maggioregcnerale.- Questo campo è la valle del Po, grande giardino inaftìato di sangue. Conta quasi tremila anni di storia di battaglie. Prima dei Romani, gl'invasori d'.oltre Alpe vi si stahitirono combattendo; i Romani vi estesero il ~oro_ domi~io a forza di sanrruinose batt.arrlie. Qui scese Annibale !)he nnse m pencolo . ·1· l'esistenza cl-i Roma; qui0 si combattè gran parte delle guerre cm 1 degli ultimi anni della repubblica e del periodo dell'impero romano; qui si versarono i Harbari che distrussero . l'impero, e~ ebher~ luogo · battairlie sanrruinosissime di Barbari contro 1 Romam e d1 Barbari nuovi contr~ i irià ~tabiliti ; qui cala.rouo i Franchi che distrussero il regno -lonoohardo; qui si svolse specialmente la lotta delle città italiane contr~ l'i;pero, e del le città e dei principati itali~1li _tra_ loro; qui )i~ t~mp~ più moderni si decisero le contese delle prmc1pah potenz.e d Eu1 opa, Austria, Francia a Spagna si davano convegno nel,l_a :alle del ~o. L'ultimo sangue ivi sparso fu quello pro' e contro l mchpendcnza italiana. Il numero nene azioni che la storia regist!'a su quest~ te~tr~ di O'uerra (compresi gli assedi, ma non compresi qnei piccoli_fatti d1 arn~i, in cui i sol.dati di ventura si picchiav~no ~enza fam. m~le~ ascendono a 580 fra cui 205 ba1taglie campal1. D1 queste az10111 d1 guerra , 371 ebbero luogo sulla sinistra,_ 2.'.I 4 _sulla destra del ~o. Pa1·allelo tr·a i diversi siste1wi d'art1glier1a da 1;a1npa9na in uso presso le grandi potenze d'Eu1·opa. è)


LIBRI

Il Pr,ifncipe Eugenfo di Sa1Jo'ici e ril Duca ilfa1'lliorough. Parallelo. (Continuazione) . Sg1tardo alle prùicipali innovazi.on-i avvenute 1iltwnamente nell' ordina,mento delle {01·:;e m,ifita1•i in Europa. - La Francia ave.a nel 1872, 1\.80 battaglioni, 378 ·sqnadroni, 329 bauerie; in totale 878· mila fanti, 56 mila cavalieri, •1970 pezzi. Nel rns2 può mettere in campo 982 battaglioni, 620 squadroni, 650 baucrie; in totale, 960 mila fucili, 96 mila sciabole, 3000 pe1.1.i. Così nello spa1.io cli 10 anni la sua fail'eria aumentò di 90 mila nomini, la cnvalleria di 38 mila, !'artigl ieria di 930 pezzi . La _Ge:mania aveva nel 1872, 910 battaglioni, 593 squadroni, i25 batterie; m totale, 960 miln font i, 96 mi la cnvalicri, 2~50 pezzi . Nel 1882 la Germania si trova aYere organizznti ·1I 93 ba11aglio11i , 577 squadroni, /~73 batterie, con no milione di fucili, 96 mila :;l·iabolc, 28:~o pezzi. -

La H.ussia aveva nel •187/r., cioè all'epoca clcll'introdu1.ioue dell'obbligo gene~ale al serYizio militarr, 1270 bauaglioni, 3.tO squadroni, 380 batterie, con un milionE\ e 360 mila fanti, •162 mila cavalicl'i, 2830_ pezzi. Ne_l .' 882 essa ha organizzati 1580 battaglioni, ,f 200 squa-. dl"om (compt·esi I Cosacchi) o t>'i (i lrnttorio; iu totale u11 milione e mezzo di fucili, •180 mila sciabole, 3800 pez1.i. nel moderno attrtcco con la fanteria.. Osse1·Mzioni meteorologiche ed idrometriche in Bosnia. - Subito

dopo l'?ccupa_zione della Bosnia e dell'Erzegovina si cercò di stabilire, su va~, punti ~el territorio tazioni metereologicl1e ed idrometriche a som_1gl~a~z11_d1 quelle già csisteu ti nelle altre pal'ti dell'impero; ma sul prmc, pio s, potè fare 11sseg11amento soltanto sul persoualc militare, e questo per ln sua mobilità f\ per la rlefìcenza d'istrumenli adatti non ~?tOY~ ndempie!·e a rrue~to ~~rvi~io c:on sufficieute esnttezza. Solo dopo l un pianto degli ospedali mtl1tnn e delle direzioni del !)'enio cioè sul lo . [1 v scorcio I e ,f 879, comincinrono 11 funzionare eegolarroente anche ]~ st:izioni per le osservazioni meteorologiche cd idrometriche. 1

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J11h1•biicl,e1• /'iir 1.l,i,e tlet.dsclie A1•1nee unti 11.la,•i,ne

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3° Trimestre 1882.

Ln 1·itfrata dei Dieòniila - ERF.l.lNG - È rimasta.a buon dritto famosa . Un reparto clella fona di ·un odierna tlivisione, privo cl i c:walleria e cli truppe tecniche, mal vestito e senza mezzi di trasporto, si tron

E l'ERIODICi

improvvisamente senza condottieri ( uccisigli a tradimento) iu mezzo ad un paese nemico. Si elegge subito nuovi comandanti (fra i quali un semplice volontario, Senofonte) si sottomette loro senza contrasto e per centinaia di miglia, attraverso a paesi sconosciuti, a popoli nemici, per aspre montagne, per deserti senz'orma, si ritira ordinato e compatto, fincbò s'avvie11e in una popolazione consanguinea che lo protegge ed aiuta, o, con perdite relativamente lievi, raggiunge quindi la ·patria. Del pari ammirabile è l'intelligenza dei capi e la disciplina della truppa. Questa ritirala offre non s~lo una prova della superiorità dei Greci sui loro contemporanei, ma pure un grand'esempio del valore, che ebbe, in ogni tempo, l'elemento morale nelle operazioni militari. 1l passaggio del Damtbio eseguito dai Russi nell'estate del. 1S77

(continuazione). Le (orze inglesi nelle lnd1:e. Loro sviluppo storico e loro attuale -ordinamento. - Furono dapprima on.li nate e amminislrate dalla Com-

pagnia del le Indie, poi dal governo inglese. Subirono in vari . tempi modificazi_oni e riforme; l'ultima è attualmenle in via d'e;ccuz1nne, e non ò certo se verrà compiuta. Il progetto di riordinamento venne approvato nel ,188•1 o doveva andare in vigore col 1° gennaio 1882, ma all'atto pratico s' incontrarono difficoltà inaspettato. Secondo tale progeuo si dovrebbe dividere il potere civile dal milita.re e spartire l'esercito in ,1, corpi d'armata, corrispondenti ciascuno ad una circoscrizione terriLOriale; i quadri, l'amministrazione e i reo-olamonti sono imitazioni tedesche. La forza, che dovrebbe esser pro:ia in ogni tempo ad entrare in campagna, consiste in 80 mila uomini così ripartiti ; Fanteria, 18 battaglioni inglesi, ,1,Q battaglioni indigeni. Cavalleria, 5 reggimenti inglesi, 46 reggimenti indigen i. Artigliet·ia, 4,8 batterie (da campagna, a cavallo, da montagna, da fortezza) in tutlo 258 pezzi. Genio, 2,1 compagnie e un parco. Si è chiesto più volte se le truppe indigene potrebbero essere impitJgaie contro truppe e~ropee. In una guerra offensiva non a~eb~ero <:erto un grande valore, ma si l'avrebbero in una guerra difensiva. La caval leria indigena ha sempre fatto il suo dovere, e la fanteria protetta da ostacoli, ben pascinta e ben armata, non mancherà d'opporre una certa resistenza . Il giorno della prova non è forse lontano. La Russia, lentamente si avanza; la Persia può già considerarsi come una sua provincia vassalla. Le teste delle strade russe si avvicinano


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E PEHIOOICI Lllllll

la guerra d'insurrezione della Germania nel 18·18, le cotrispoudenze mi~ Jitari sono aYidamente ricorcate, e dopo il 184-8, collo svolgimento della coscianza popolare, si sviluppa la stampa periodica e le corrispondenze militari p!'endono nuove forme.e nuova imporlttnzo . I primi esempi li diedero i corrispondenti inglesi, nella guerra di Crimea. Le loro relazioni Yive, colorite, sufficientemente esatte, erano lette dovunque con grande interesse. Il quale naturalmente crcbl~e, quando nelle campagne ,f 859 e del 1866, il teatro della guel'!'a si trovò trasportato nel mezzo dell'Europa incivilita; durante la c~mpagna del ·1870-7~ una vera turba cli giornalisti seguì gli eserciti in campagna e l'arte dei corrispondenti parve trovare il suo colmo. Le notizie del campo souo un bisogno dei nostri tempi, che ha la sua ragione nel carattere d,•gli eserciti e delle guerre moderne. Oggidì le nazioni sanno che combattono per sò, col fiore dei loro figli . Ma queste corrispondenze tanto bramate sono sempre innocue dal punto di vista militare? Se Federico II e Napaleone I 0 non lo permeuevano, se non passate al vaglio di una severa censura, che cosa dovr,~rnmo far noi? Allora una notizia giungeva sempre arretrata cquauclo a'vveuimenti posteriori avevano già moùificato la situazione. Oggi col telegrafo, la notizia è come il tuono che segue il fulmine, e vi sono dei giornali che ricevono le loro communicazioni anche prima dei go,•erni. Non è chi non vogga quanto ciò possa essere nocivo alla ~ondotta della guerra . La campagna del -1870-71 porge a questo riguardo degli insegnamenti preziosi. Il piano franc.ese cli tagliare le comuuicazioni all 'esercito che assediava Parigi era beu concepi to; mn perchè ne fosse almeno po:;sibile la riu~cita, era necessaria la massìma segretezza; invece la stampa lo ·c1icdc in pasrolo al pubblico come -una bel la speranza. Non ci voleva tanto perchè i Tcdesd1i prendessero le loro misuro, Un altro esemp io: la relazione ufficiale afferma che le prime notizie. della mossa dei Francesi dal Campo di Chàlons, lo stato maggiore tedesco l'ebbe dai giornali. . Nè soltanto le notizie cli grandi proggetti, ma :rnche talune che a1 profani sembrano di nessun valore, possono, coordinate con altro, avere la loro importanza. La citata relazione narrn, che l'ufficinle tedesco incaricato cli compiInre l'ordine cli battaglia dell'esercito francese'. -sulle notizie dei "iornali (i qual i auuunziavano nomi di comandan ti e pas aggi di rep~rti per questa o per quella stazione) _,•i riu:;_cì cos~ bene, che quando il vero ordine di battaglia fu conoscwto, s1 trovo quasi identico a quello sup posto. . Uu altro esempio di corrispondenze militari egualmente nocive cc lo 1

ad Hcrat. ~ecoudo il calcolo. del generale Annenkov., la Russia potr.ebbe lì~ .d or~ co~ce~trare m un mese 100 mila uomini nell' Afgam~tan. E 1.nut1lc . dirvi che troverebbe alleati . . Da Herat in cinque 0 sci tappe s1 raggmnge !'ludo. Quivi forse una sola batla"iia deciderà dell'impero. Vincendo gli Inglesi, sarebbero i Russi cost;etti ad una r!tirata disastrosa è forse completamente distrutti; vincendo i Russi s1 solleverebbero i principi indigeni e acclamerebbero subito i nuovi padroui. Lettere di iin tenente amtriaco nel 1759. La S'Dizze;,·a e lei sua netbtralitd in una giierra tra la Francia e la Germawia. - Si parla da molto tempo di una eventuale vioJ~ione del territorio svizzero. Che sia possibile nessuno lo nega, ma SI può sostenere che è affatto improbabile. Io primo luogo attentare alla neutralità della Svizzera, vuol dire andare incontro alla resistenza di questo paese, ossia mettere le sue forze dal Iato dell'avversario. In sec~ndo luogo chi può avere interesse a scegliere questa via? Nel caso di guerra tra la Germania e In Francia, l'obbiettivo dei Tedeschi (dopo la distruzi?ne dell'esercito nemico) sarà :sempre Parigi. E, per ~~dare_ a Par1g1, la strada ~ella Svizzera non è la più breve, ne la pm facile. Se fu scelta dagli alleati nel 18H, si fu nell'interesse dell'Austria, che era la potenza dirigente; se fu scelta dai Francesi durante le guerre napoleoniche, si fu perchè il loro obbiettivo non era flerlino ma Vienna. Dovrebbero i Francesi passflre per la Svizzera onde invadere Ja Germa~ia meridionale, _che ( si diceva una volta) è il pnuto più vulnerabile. ~~Ila_Germama? Quando si consideri che questa pretesa vulnerab1lità SI fonda tutta sulla speranza di staccare la Germania del sud da quella rlel nord, si comprenderà che dopo il 4870 non è più il Ca$O di tirarla in campo. Dunque finchè la guerra si ristringe alla Fra!1cia e alla Germania pos_souo gli Svizzeri dor~ire sonni tranc1ui1Ji, ma noo sarebbe pi~ cosi se I_e quattro grandi p~tenze, con cui la Svizzera confina, prendessero m un modo o noll altro parte alla "nerra. · Sul 'Vestiario e art'edamento dell'esercito~ Sullo sviluppo e l'impoi·tanza delle cor1·ispondenze dai teat?·i di guerra. - I corrispondenti militari presso ali eserciti in campafTna da~ano dnl presente s~colo; prima se ne ha qual~he esempio, ma di :essuna importanza. Federico II faceva scrivere o scriveva eali stesso la corrispondenza del campo . Sotto Napoloonc 1° il 0aiornalism~o fu definito l'artedi dare ad intendere al popolo ciò che piace al governo. Ma già durante 1

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L I IIRL

. pongono le critiche esagerale degli atti di questo o di quel comandante de.I funzionamento di questo o di quel servizio. Tali critiche son~ assolutamente intempestive, o lette cli ritorno negli accampamemi hanno un'inOuenza deleteria sul morale della truppa . E ciò $enza contnre l'effetto che simili corrispondenze possono avere in paese e quindi di rimbalzo sull' esercito. Qna l è il rimedio a tuttociò? Intercettare ogni corrispondenza <lai campo? Ove lal rimedio nou fosse impossibile, sarebbe pocroforc del male. I corrisponde1,ti militari sono ormai un elemento e~~ cui la condoua della guerra deve contare. Bisogna trovar modo di conci liare l~tti_gli int~ressi, contentare il pubblico e non compromettere lo op~n1z_1on1. . Il primo mezzo sono i dispacci ufficiali pronti e precisi; è 1uuttle clire che essi devono avere almeno un fondo ' di verità; la bugia non dorn mai partire dall'alto; l'annunzio di successi immagiDari (di cui ci porgono tan ti csompi i dispacci frauc13s i) non ra"• I ~ gmnge o scopo, e non salva neppure la dignità ciel comando. Nè il semplic~ dispaccio, _nè il rapporto ufficialo è sufficiente ad appngare la cu1_·1os1t~1 del pubbl ico; bisogna fornire ni corrispondenti rnaleria per r1<>mpire le loro colonne. A questo riguardo conviene clistin"uu~·e fra corrispondenti e corrispoudenti; quelli dei grandi "iornal i, °sono per lo più persone abili , pruden ti amiche del l'esercito p~·esso cui vennero accreditate. A costoro si può far sapere tuttociò cbe non è dauuo il conoscere; quando ossi abbiano da l comando stesso Je loro comunicazioni, e queste siano tali da non compromettere nè Ja oonclotta della guerra'. nè fa~_a del corrispondente, si terranno paghi e potram~10 riuscire p1~ ~L1h che nocivi. A quella turba poi di corrispondenti. n_on conoscmt1, non accreditati che si auaccano ai panni delle truppe m campagna, oon bisogna usare cerimonie; via, via assolutamente dal campo. I Russi nella campagna elci 1877-78, non fecero distinzione, e trattarono i corrispondenti con poco riguardo; questi ern pierouo il mondo delJe loro querele, e furono non ultima causa della poca simpatia che accompagnò i Russi in quella guerra. Gli inglesi c~ercita~o una censura severissima sulle corrispondenze che p:ir~ono da~ te~tr1 delle loro guerre lontane; eppure non fanno ,lant? stnllare; ciò dipende dal tatto delle autorità e dei giornalisti in_gles1, o dal fatto che i dispacci ufficiali sono fondati sulla verità. ·

E PET\JODICI

che nel 18° secolo era quasi esclusivamente affare di gabinetto e questione di dennro, mutò natUl'a sotto Napoleone ,1°, giacchè egli, per genio proprio e per la condizione dei tempi, agì stùle passioni popolari, sollevando per tal modo fo rze quasi sconosciute. Le quali nelle sue mani furono il più potente strumento di gncrra onde la storia avesse ancora offerto l'esempio. Raccogliere il più. possibile cli fo rze, eccitarlo al massimo grado, gettarle compaue contro il centro di gravità dello forze nemiche, o sgominate queste, occupare la capitale nemica , è il sistema inaugurato da Napoleone o perfeziona to dai Prussiani nello ulti me gnerre. L'obbligo generale al servizio militare e le cause delle guerre moderne sono oggidì garanzia dell'interesse sommo, che le nazioni iutiero prendono alle loro guerre. Gli eserciti crebbero a cifre non mai vedute; dichi·arata la guerra , una nazione vi si gotta a corpo perso con tutte le sue forzo matClriali e morali ; perciò le guerr'), nou possono più durare a lungo, e una condotta risoluta o vigorosa è oggi piucchè mai condizione essenziale dell a vittoria. Studio sugh antichi regolamenti.

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Alberto di Wallenstein. La cavaller-ia nell'idtimci seuirnana d'agos to 1870. Sullo soif1lppo del 'attuale condotta d<Jlla g1te1'ra . -

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO D EG EN.

Dati li.1•t1ul, e11 l , aus uu,l ,lie Haser111e tlt>1• IEul,tcnfl .

(L'ospedale e la caserma del futuro). Monaco, libreria Lindauer, prezzo L. 20. Si discutono le condizioni a cui dovono rispondere, dal punto di vis ta sauilario, gli ospedali e le caserme. Busslaml, La.ml uml Leule. (La Russia, paese o popolazione) . Lipsia ·1882, lipografla Gressner e Schramm, prezzo L. 1,30 al fas cicolo. È un opera in corso di pubblicazione, illustrata d1

molto incisioni, e reda tta da vari scriLtori r ussi e tedeschi. Das ,leutsc l, e /llilitiir-Eraatztvf'Se H. (Le riser ve dell'esercito tedesco) Berl ino 1882, tipografia Pfeffer. È una dettagliala ésposiziono dell'altuale ordinamento dei complementi e delle riserve del suddetto esercito.

B R ANDT .

La guerra

ÀNNO X X VII , YO L, I V,

2S


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BOLLETTINO

Die lllann•zucl1t iu il,rer lledeuttmg /tlr Staat, Voli, uud llettr. (La disciplina, nella sua importanza per lo

HON!G.

stato, il popolo e l'esercito). Berlino 1882, tipografia Wilhelmi prezzo L. 6,80. - L'autore, noto pubblicista di cose militari, tratta con molta efficacia, e con stile sciolto e gradevole dell'importanza della disciplina, nel suo più ampio significato.

BIBLIOGRAFICO

GASTINEAU. 1J6auuel des travau~ de · campagne. Parigi, libreria Baudoin, prezzo L. 1,25. Si tratta degli strumenti da zappatori, del modo di portarli, dei lavori di fortificazione passeggiera e di altri, che occorrono spesso alle truppe in campagna.

Carte e Piani. BERNARD. Traile de tactique. Voi. 4• Parigi 1882, libreria Baudoin, prezzo lfre 8 al volume. È un opera in corso di pubblicazione. Le quistioni di tattica sono trattate sulla base della storia militare. 11 quarto volume testè pubblicato prende ad esame le c~mpagne del 1813-14. BORNEQUE. Ex,,men ,tu 11ystenie de fot•ti/lctitfon dans les priuciptdes puissancea d•JEm•o11e. Parigi 1882, libreria Baudoin, prezzo L. 3,80. È un voi. in 12° corredato di molte figure. Bét1uH1è de principales ex11erie11ces de tir coutre lea cuirassea. Parigi 1882, libreria Dumaine prezzo L. 7. È un

volume in 8° corredato di figure; si dànno notizie delle esperienze di tiro contro le corrazze, eseguite in questi ultimi anni, presso le principali potenze d'Europa. MoUILLARo: Les régime11ts aous Louis X.li'. Parigi 1882 libreria Baudoin, un volume in foglio . Prezzo L. 100. È un'edizione di lusso, illus trata da molte figure. Tratta dalla c0stituzione, della forza, delle divise, dall'amministrazione e dal co· mando cli tutti corpi a servizio della Francia, durante la guerra di successione e quella dei sette anni. Nrox. Géografie militaire, Tomo I' . Parigi ·J882, libreria Baùdoin, prezzo L. 2,50 al volume. È un opera in corso di pubblicazione; il tomo V, ultimo uscito, tratta dell'Asia minore, dell'Egitto della Tripolitania e della Tunisia. DE PoYEN. Du rote de l'arlillerie navale de1mis la crealion de la mariHe cuiraa•ee. Parigi 1882, libreria Baudoin, prezzo L. 7,50. Si esamina. la parte che ebbe l'artiglieria navale nella guerra di Crimea, in quella della seccessione americana, in quella d'Italia (1866), in quella tra il Perù e il Chili, ed in altre; quindi se ne desume quale dovrà. essere la missione e la tattica di detta artiglieria nelle guerre future.

Piano di Ambm•go e ,lintorni. Pubblicato dalla deputazione dei fabbricati. Scala 1: 4000. Amburgo 1882, libreria Ebenda, prezzo. L. 3.50.

Tavolette dello Stato Pruuiano. Scala 1: 25,000 N. <lai 668

al 670, dal 754 al 756, dall'848 al 850 e dal 945 al 947. Berlino 1882 libreria Schropp prezzo L. 1,30 al foglie,. S'l'ElNUAUSEN. Carta del Tirolo e del f/<>rall,erg. Scala 1: 432,000. Nuova edizione, Vienna 1882, t ipografia Artaria, prezzo L. 4,50. VAGNER. Carlti genert1le della llt>t.>mia. 9 fogli, scala 1: 220,000. Praga ·1882, libreria Kytka, prezzo dei 9 fogli L. 1'1. Carte dell'ammiragtiato te,lesco; Pubblicate per cura dell'uf-

fizio idrografico, foglio N . 70, Berlino 1R82, libreria Reinee prezzo L. 1,10. Carla dell'impe,•o tecle11co, sezio11e Prussia. Scala 1: 100,000 N. 82, 110, 178, 181, 213. Berlino 1882, libreria Schropp, prezzo

L. 1,70 al foglio. RBEINl·JAR Carla tlell' America ,lei nord. Scala 1: 5,300,000, 4 fogli. Wiesbaden, 1882 tipografia Bergmann, prezzo L. '14. MESHEK. Carlt• della Ca,•iu~ia me,U0 e occidentale e della Carniola nordica. Scala 1: 150,000, 2 fogli Vienna 1882, libreria Artaria, prezzo dei due fogli L. 3,50. Ctirta •peciale della monarcl•ia Austro-lhagarica. Pubbli-

cata dall'i. r. istituto geografico, 2• pubblicazione. Scala 1: 75,000 N. 4 VI Rossabach, 4 IX Saa.z, 4 XI Melnik, IS VI Asch, 5 VII Eger, 7 VIII Bischoflinitz, 8 VIII Taus, 16 XIII Biskfeld, 19 XIII Marburg, 20 XIV Pittau, 22 XIV Agram, 22


ff>

3,i8

BOLLETTINO lllBLIOGRAFlCO

XV Dubrava, .23 X Sessan~. Vienna -1882.Vennero in tutto pubblicali finora 41 O fogli dei 5t5 onde si compone la carta, prezzo L. 1,25 al foglio. Nuova cart,, topograflca del Ducato di Baden. Pubblicata dall'uffizio topografico badese, 10' pubblicazione. N. 97 Ending, 106 Eichstetten, rn7 Valdkirche, 1'l 7 Freiburg, 118 Hollsteig, 153 Schopfheim. P rezzo d'ogni foglio L. 4.

SULLO SPIRITO NIILITARE

Carte-nuinovredi Li,az, l,n,sbrucl,, Gratz e f/illael, . Pub-

blicata dall' i. r . istituto geografico, prezzo delle due prime L. 2, delle due ultime L. 2,50. Il Della del !filo e il canale di Suez. Scala 1: 800,000, Vienna 1882, tipografia Holzel, prezzo L. 1.

I.

I.

Carla delle •tra,le militari della Ruuia. Di questa carta

pubblicata dallo stato maggiore russo fino al 1867, si fa ogni anno una nuova edizione, colle relative aggiunte.

Il D i r e ttore . ORESTE BARATJERI Tenente Colonnello nei Bersaglie,.i.

DEMARCHI CARLO,

r,erente.

Nel corso della mia vita militai:e mi è accaduto molte volte sentir dire, parlando fra compagni d'armi, che il tal fatto, il tal ordine e perfino la tale parola avesse offeso lo spirito niilitai·e. E benchè questa specie di giudizi uscissero dàlla bocca di ufficiali più maLuri per età e tempo di servizio, di quelli che furono involti nelle trasformazioni del nostro esercito, pure non sempre e in tutto erano concordi. Talchè un giorno venne in cui domandai a me stèsso che cosa fosse veramente questo spirito militare; e per determinare maggiormente la domanda e rendere utile la risposta, misi la questione in questi termini: come si deve intendere nella. nostra civiltà lo spirito militare. E come avviene in tali casi, riandai colla mente alle letture fatte, e se non mi ricordai di aver visto una propria definizion e che mi contentasse, pure mi parve vera la distinzione fra spirito guerresco e spirito militare. Vera, non perchè si possa desiderare che esistano separati, ma vera come la distinzione, nelle cose morali, fra contennto è contenente. - Infatti lo spirito guerresco si produce nella guerra: quello militare si forma e assoda in tempo di pace col tranquillo e inesorabile impero di nostra legge speciale, cioè colla disciplina. L'istruzione ha pllre efficacia sull'animo nostro, ma è azione indiretta; laddove .1a di<.ciplina investe e soggioga tutLe le facoltà morali . Sono questi. ANNO Jl:X Vll, VOL . I V.

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SULLO SPIRlTO MIT,IT ,\RR

SULLO Sl'JRJTO. MJLl'fARE

due, a me pare, i fattori dello spirito mili tare; lo spirito guerresco e la disciplina. Se un esercito posto in tempo di guerra. co_nlrniu1ta inclefinitivamente, potesse sempre e in tulle le sue parLt mantenere la disciplina, l'ordine e la regolarila del tempo di pace, esso formerebbe in sè e manterrebbe lo spi rito mili Lare. ~ li lettore non ha bisogno ch 'io gli ricordi quello che la sLoria ci mostra, e ce lo mostra perchè è un effetto della naLura dell'uomo, cioè che lo stato di guerracontinuata tende poco a poco a render l'uomo selvaggio: nè per contro gli ridica, che J~ lunghe paci posso~o addormentare un popolo; ma torniamo subito alla nostra questione la quale si potrebbe risolvere, dicendo, lo spiri~o. miilitare essere quello gue1·l'esco disciplinato. In tal modo lo spll'lto. g~erresco è come l'essenza di quello militare: esso ne è 111 forza rntn~a ~·, ~er 1 dirlo con frase più universale, il principio vivifìcanle; 1a d1sc1plma non auutisce nè attenua, ma piega e conforma quella forza e la riduce in limiti nei quali, impedendogli di produrre il male, le mantiene la costante elasticità e la perenne facoltà cli ~rodL1rre. 'tutto il bene; limiti nei quali a~pnnto prende il nome cli spmto .militare . Ma ficchiamo lo sguardo per entro a quelle parole, sp iriLo guerresco . · V'è qui un viluppo di idee e di sentimenti non f~cile ~ sviscerare. Si. sono sovrapposti nella storia e lo strato supenore s1 radica, s·e posso cosi dire, negli antecedenti, crescen~~ però esso in ùn mezzo nuovo cli cui sente Lutto l'influsso . Lo sp into guerresco appare talora al tuo pensiero nei temp i e nei P?~oli presso c~i 1~ "Lato normale era la I)ouerra ( 1); tal'a!Lra lo vedi m aspetlo ptù d1• ::, utilità che clj bellezza, in forti e severe virtù citLadine; si veste poi di forme belle e si associa taluno dei più nobili sentimenti dell'uomo, come l'amore alla gloria, la difesa dei debol i, la clemenza ai vinti è forma il sentimento eroico . Fino a che nutrito delle grandi idee dei nuovi tempi ti riappare al pensiero con le vestigie dj Lulla la sua storia, ma corrello e raddrizzato da un alto sentimento di giustizia;

,così conciliammo la forza con la civillà dicendo, quella difendere il diritto . ]fale si farebbe ora se nel valutare lo spirito guerresco, noi volessimo scinderlo dalla sua stoi:ia: male se volessimo dargli solamente il significato di cosa selvaggia, o di utile o di bella. LO"parole di guerriero, di eroe, salvatedal ridicolo, suonano ancora nelle nostre poesie giovanili, come un qualche cosa che accenni a for1.a generosa, bella: è una specie di· ideale che non bisogna guastare. -certo sovraneggia nei nostri precelli il sentimento del do~'ere, il quale aso;qluto e severo, deve sostenere tutto l'uomo nella vita del so ldato . !~fa è una forza tutta individuale, che rampolla e si consuma tulta in lui stesso, come lui solo sostiene. Sembraessa frenare e acchetare qualunque esuberanza dell'animo a da sola esser sufficiente tanto all'azione ordinata e tranquilla, quanto al silenzioso sacrifizio. Ma a volere che una potenza collettiva regga rla tremenda .compagine dell'esercito e al momento venuto la spinga contro la bufera della guerra, vi è bisogno di un sentimento universale e direi storico, di un sentimento che lasci il varco, in quei solenni momenti, ai!' entus iasmo, v'è bisogno· dello spirito guerresco; il quale poi ricircolm1do nelle vene dell a nazione, ne depuri il sangue e ne invigorisca i nervi e le polpe. Or da lntte queste cons iden1zioÌ1 i mi pare di poter concludere, che un esfwcito tanto più accogli erà in sè la purezza dello spirito militare, quando in guerra mantenga inalterati i principali elementi del tempo di pace, come l'ordine, la regolarilà, la disciplina: e in pace, tenda a non mortificare i principali elementi morali del tempo di guerra, come ilsentimento eroico, l'amore alla gloria e simili. Questo criterio servirà di guida al mio ragionamento: e perchè il tema è vasto assai per le mie forze, io lo limiterò a considerare l'esercito in tempo di pace. Desidero che il lettore sapp ia che fuggirò qualunque erudizi one, se pur ne avessi., e fonderò il mio ragionamento sulla mia riflessione e osservazione; e non sulle· osservazioni di un arino o due, ma di molti, quanto ne possono dare 20 anni e più di servizio, la maggior parte dei quali passati nel reggimento. Io considererò l' eser·Cito nostro, essenzialmente come isti tuzione nazionale, e non toc•cherò i fol li ::.e non in q1rnnl~ hanno at ti.nenza alle ilìeceai senlimenti;

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(l ì : Quando non sono alla guerra, attendono qualche poco alla caccia: . ma il p iù .., del tempo s i sta nno a mangiare e a poltrire ; lasciando la casa e fac~lt~ d i governare « alle donne, ai vecch i, ai pitì .deholi, essi fortissim i battaglieri (forttss1mus q uisque ·« ac bellicosissimus). Mar avig\iosa contrarie tà di natura, tanto amare l'oi10 e odiare : , i.~ quiete i me desimi uomi ni • . T,c1To. Ge,'ma,nia., XV.

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SULLO SPlHJTO :\fl Ll'rAHE

SuLLO SPl!WfO Mll,l'r..1.1\E

valulando colesli prodotli delle facoltà umane, come tante po lenze· che preparano, maturano quelle azioni degli uomini cbe non ono mosse dall 'istinto . Or no1ì voglio davvero dare una definizione cli ciò che intendo per idea e sentimento, a spiegare le quali parole è forse manchevole il linguaggio umano; ma per intendersi si può dire che idea è quello che vede la mente, sentimento è ciò che sen te il cuore. V'è po~ una dinamica intima, segreta fra idea e sentimento, talchè questo può elevarsi e assottigli ars i in una idea, quella scendere e genenerare un sentimento e viceversa, secondo che nella nosLra vi La interiore è svegliato e sorto l'uno o l'altro. Esse hanno non solo una. potenza determinante le azioni talora più inaspellale, ma una influenza di trasf'ormazione sull'an imo dell'individuo e sulla massa sociale, come presso a poco i costanti fenom eni meteorologici, o come Je chiamano iorze endogene ed esogene, sulla superfice della terra.

Così l'istruzione data in modo astratto e teorico, l'educazione va facendosi pedagogica, la disciplina si raddolcisce con scopi umanitari, sociali: l'impiego del soldato, dell'ufficiale in cose che non sono preLLamente mi litari, maggiormente esteso. Certo non sta in noi il dar vita ad un tratto alla fonte di quel -sentimento gµerresco, chè anzi come cittadini, non dobbiamo i!l genere desiderare, come uomin i aborrire dall a guerra: ma sta in noi il tener lontano ogn i e qualunque cosa possa in qualche modo mortificare lo spirito militare, sia accrescendo il numero e l'imporlanza degli elementi propri del tempo di pace, sia attenuando anclie l'idea dello spirito guerresco. Che l' istruzione del soldato debba essere esalta, minuta va bene; nm perchè rivolgere a 1ui, per esempio, domande siffatte. Ditemi : in quante parli si divide la scuola di puntamento? oppure: di quante specie sono le pattuglie nella scuola di aramposti, considerate per la,qua.nti Là. cli so ldati o per lo scopo loro? A me pare che, in queste cose, dovrebbe esser sufficiente che il soldato misuri bene le distanze, spari bene: doHebbe bastare che eseguisse bene qualimque servizio di guerra eh' egli può esser chiamalo a fare. Io non impugno qui ciò che dice il nof;tro regolamento di discip lina a p. I4. e padando dell'educazione del soldato .... « essendochè meglio si adempie ciò cli cui si conosce la ragione»; ma altro e capire la ragione di un proprio atto, altro e impara.me la teoria. La spiegazione che precede appena l'atto, che si svolge contemporaneamente ad esso o che succeda immediatamente, oltrecbè proficua io la credo necetsaria; ma la teori a asi.ratta la credo dannosa: dannosa perchè od annoia e svoglia il soldato e stanc~t l'istruttore, oppure molto faci (mente fa sì che l'uno e l'altro si acchetino e si com p iacciano in quella. metLendo in seconda linea la pratica. Le menti imprnparate come quelle dei ragazzi, o rozze come quelle dei ·soldati, altissime ad imparare le cose artisticamente, rifuggono dalla teoria, anche quando è una astrazione della pratica che già fecero. Eppo i, che questo modo d'istruzione fosse come un complemento -occasionale e direi fortuito d'insegnamento, che si facesse per oc, cupare le ore di pioggia, meno male; ma spesso ho visto giudicare del la istruzione di un soldato, di un plotone, di una compagnia di ,un reggimento dal modo con cui i soldati rispondevano a quelle

[ I..

j-

Prima d'inoltrarmi nel discorso e considerare l'esercito in pace· nella nostra ci,·iltb, bisognerebbe che il lellore fosse persuaso dei rapporti che esistono fra civiltà e guerra; cioè cbe nella regola questi tormini si el idono e che la guerra non solo è l'eccez ione che confernrn, ma. eziandio salva la vigoria della regola; voglio dire la civil tà stessa; lo che appunto spiega l'apparente contraddizione del famoso dello latino e le celebri parole, che si fa la guerra per conqu istare la pace. Accettiamo dunqu e su bito quello che generai men le si dice, clie Je guerre saranno rade, brcYi ma lremende, lungh e le paci. È in que,;Le lunghe paci che lo spirito militare rn po,co a poco auenuandosi, perchè vien meno e si essiCCéL la fonte della sua essenza, della sua forrn. la guerra. Allora LUlta quell'azione educativa, . istrolliva, disciplinare che, come dicemmo, dovrebbe piegare quella forza, mancandole questa, si ripiega. sopm a se si.essa come in, aspello formale, oppure svia dal proprio scopo, che è il formare il soldato per lr, guerra.


r 35,i.

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SULLO SPIRITO MILITARE

domande. f: si noti poi che il soldato il meglio disposto cla, natura, per an imo e per corpo alla pratica, riesce spesso manchevole nella, teoria. La chiara. e bella. spiegazione di un ufficiale, megl io sarà ripetuta in i_laliano p. e. da un soldato toscano che da un sardo; ma affè I nessuno vorriL dirmi che dopo 6 mes i di sen izio, ci sia distanza di merito militare fra quei due. Già, in altri fascicoli di questa Rivista, parlai a lnngo sulla educazione mil itare. Or rni si conceda qui di confermare ciò che anch' io credo, esser cioè .l'esercito uno dei più poLenti fattori dell'educàzione· nazionale; ma a condizione che l'educazione militare sia in tutto e per tutto quale deve essere, considerata cioè come prepar~trice inflessibile alle tremende prove della guerra, alle dure necessità della· nostra disciplina. Talché, più sarà sinceramente e prettamente militare e più sarà educativa. Lo chè risponde a questo: 'tanto meno si penserà ad educare direttamente, tanto più si educherà (11); eccel · lenti i quadri, chiara e giusta la legge, trattamento sempre severo, anche duro; tutto questo senza che la morale presa astrattamente, didatticamente sia mischiata all'educazione militare. Facendo,,i entrar questo elemento, la m0rale, ci si ingolfa in un mare di dubbi,. di interpretazioni diverse. Sapp iamo noi in quanti modi si può intendere la morale'? Non è raro il veder di quei libretti che parlano della morale al soldato, scorrere con grande indifferenza della morale di Confucio a quella di Cristo o dei moderni filosofi. Ma odo taluno dirmi che il soldato si prepara all a guerra non solo colla disciplina e colla istruzione, ma eziandio coll'educarlo ai fort i sentimenti d'amor patri o, agli entusiasmi guerresch i; e perciò ci vuole un po' di storia., di geografia, di doveri cittadineschi, cose tulle raccolte in quei libretti, col titolo di morale guerresca. To non negherò di botto l'efficacia di cotesta educazione. Ma il lettore vonà concedermi ch'essa é più intellettuale che morale; e quel lavorio che si va facendo nella mente del soldato , a voler che si trasformi in nn affetto operante, bisogna trovare un punto ove far cons istere· (1) Vedi specialrnento sopra a questo soggetto, uu mio scritto nella Mv ista Militare, Luglio 1875. l.'Itaha Mititcwe sc;riveva allora duo lunghi articoli e fo1J dandosi , sopra a q uello c ll°io avevo detto, proponeva c he fosse tolto l'esame riel leggere e scrivere pei soldati, come condizione pel con gedarnento, e messo invece un esa me d'istruzione m i~i Lare, appu nto perchè l'esercito è la scuola d i guerra de lla nazione.

SULLO SPJRI1'0 MIU'l'ARE

riassumere quelle notizie, lochè sarebbe la storia mi\it.ai:e, l_e glor_i~ secolari dell 'esercito. Così si fa in Francia e in P_russ1a: 10 cui 1 nomi, le date, i fatti sparsi nella storia popolare e, dJrò cosi, _l~gg_endaria vengono a colorirsi raccontali al so ldato di ~na l~ce p1~ viva, di un significato tutto militare, e in tal modo svegliano 11 sent1monto guerresco. . . . i\'Ia dove a me pare stia uno dei danm magg1on pel soldat~ e pe1 graduato, si è nel servizio territoriale. lt un lamento veccl110 ~h_e sempre si rinnova: e sol}tmente ch i ha avuto per tempo nonbre,·e 1l comando diretto ecl immediato dei soldati, può .:nisurare tuttal'est~~sione e intensità di quei dann i, i quali si fanno sentire sulle quallt~, le virtù l'istrnziono élel soldato. È l'oecupazione la più oziosa, m cui la c~ntraddizione fra la, serietà dell'apparato e l'inerzirt dell'azione si fa maggiormente sentire. . . Quell'ozio forzato per intiere giornate, quella v1g1lanza sonnolenta., qneil'az ione negativa, mentre suscitano nel soldato ur~ sentimento come di nausea, ·gli dànno un fare dinoccolato , cosi contrario al contegno mi li tare.

,e

7

III.

Io sto in forse se l'addolcimento avvenuto nella parte p~niti~a deUa disciplina, abbia portato quei frutti che ne aspettava 11_le~islatore, ne so quale altro effetto potesse desiderarne che un ~mghor funzionamento della discipl ina stessa; oppure che esso le_g1slalor.e fosse mosso da un ideale umanitario, che aborre dell'uomo ll1 ceppi, o volesse correr dietro al raddolcimento in genere della legge penale civile, lo che starebbe in contraddizione col noto detto, che a · tanta libertà e dolcezza di vivere civil e deve corrispondere ta~~o rigore in quella mililare, come a tesoro maggiore sì mette socialmente maggiore presidio. ., . Certo il raccorciamento del servizio doveva rendere pm facile I~ disciplina; ma si va opponen~o . a questo _da u~a par.te la ~a~eri_a prima, che a poco a poco slmgliata dell a hberta ne viene prn md i-


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SULLO SPIRITO MILITARB

sciplinabile; dall'altra• il lavoro più condensato che il soldato va facendo quasi in due anni, che lo sottopone ad un attrito maggiore delle sue forze morali e fisiche-, come sarebbero i molti servizi, e campi di manovre, dove appunto si fa sentire di più la mitezza ,della disciplina. L'argomento maggiore della più facile disciplina nel servizio di ferma breve, si trovava· appunto nel suo confronto con quella di tunga durata, nella quale si era osservato il soldato esser sorretto e tenuto come all'erta uei primi due anui, da una specie di sacro te1·1·01·e, per tuLlo insieme l'apparato dell'organismo militare; sfumato il quale terrore, il soldato diveniva poi mestierante. i\fo rendendosi universale il servizio e tanto popolare l'esercito, quel sacro terrore e quella soggezione dura poco più dei primi mesi, e nelI soldato di due anni già si vedono spuntare i germi di quel mestierante. Alle quali ·ragioni nessuno credo vorrebbe opporre che .la mitezza della disciplina è compensata dalla perfezione di quelli che la sorreggono e l'amministrano, quando invece i quadri dei sott'uf- . ficiali una volta colla disciplina forte erano più forti, ora con questa più dolce sono deboli e deficienti in istruzione, parlo della militare, e abbisognanti per i primi di una disciplina severa , sia per'la t)aiovane età , sia perché in parte non piccola, non oserei dire grande, non rappresentano nel loro reclutamento l'elemento più vergine o più serio della società. Non basta, perchè anr.he qui il tempo nostro fa sentire il suo influsso: il quale tempo considerando l'individuo tuLto fi;n,e dello Stato, quasi punto mez.zo ad esso lo circonda di diriUi e garanzie, che, 1;ome ognuno sa, giungono talora ad eludere la giustizia punitiva. li quale influsso, se male non veggo, è penetrato pure da noi, lalchè più che una volta, il codice penale militare trova difficoltà .alla sua applicazione. · Lo che essendo vero mosLrerebbe qui, come in altre cose, un ravvicinamento dei criterii di governo militare a quelli del civile; il che non mi pare vada bene. Perchè, accordi pure il militare ogni . facilitazione al civile e per la lunghezza della ferma, e per le esenzioni totali o parziali, ma lasci intatta la schiettezza e la vigoria della tegge e del costume militare; chè anzi minore è il tempo che il -cittadino serve nel militare, maggiormente forte deve esserne l'imv ·essione.

SU LLO SPHll 1'0 MlLl'l'A RE

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E se non vado errato quella maggiore garanzia dei diritti indivi,duali, quel considerare l'i ndividuo tutto come fin~ al go\'erno,. ha fomentato un costume nell 'esercito, il quale consiste n~l da.~·e soverchia responsabilità al superiore per una mancanza.di un ~mgolo soldato. Laddove a me pare che se è lamento co~une·_l esser 1m'.al~o . ormai troppo nel popolo nostro il sentimento e risen tnnent~ _dei di: ritti , poco quello dei doveri, non sarebbe male se nel militare s1 ,tendesse a coreggere simile difetto. . Tutte queste ragioni a me non paiono intieramente storte, _m~ portano forse ad una evidenza troppo ideale, la q:1~le ~er c?n:e~-tir~1 ,Jil · I·eale , bisocrnerebbe riscontrarla nella plurahla dei. faLt1 01 drnaL1. o . . . . ] . Al quale proposito, e siccome siamo m tempi di_ stat1st1c 1e, .1~ no.n so come non sia venuto in mente a nessuno, d, fare e pub?h~ate .statistiche sulle mancanze e punizioni nell'esercito, fatte con 1 _gwr~ nalieri. Certo, sarebbe difficile il valutare il signifìc~to dei_ fatti ·nell 'intenzione deoli individui, nel mezzo nel quale s1 compiono, ma non sarebbe i;possibile. Se ne rileverebbero cose di ~on po~a iimportanza e per l'educazione m!litare e per ~uella ~az'.on~le m genere. Osservazioni non poche s1 poLrebbero fare sui criten punitivi differenti nei diversi reggimenti , e all'uopo mettere una certa conformità di peso e di giudizio; lo che dovrebbe avere poco a poco .non lieve importanza sull'educazione del popolo. . Non di rado si vede chi dà maggior valore ad una mancanza di ·carattere tutto morale, come per esempio la menzogna, anche senza le conseguenze dei. danni, e chi invece dà pe~~ m~g_giore a quell_e. · mancanze che rompono l'ordine e la. regolan ta rrul1tare, come il .ritardare alla ritiraLa, il cattivo contegno in riga e simili.

IV. Quf\l criterio a cui accennai dapprincipio circa lo. spiril~ _mi litare ,e la sua essenza il sentimento guerresco, ha relaz101rn p1u stretta che non paia c~1la ferma breve. Percbè se tutti i cittadini sono -.chiamati sotto le armi solarnente per imparare a fare la guerra o


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SULLO SP!RITO i\II LITARE

SULLO SPllHTO M!LTT.~RE

per farla, e ci stanno solamente il tempo necessario per questo scopo, è ch iaro che il servizio generale e obbligatorio, insieme alla ferma breve, creano una atmosfera molto più omogenea all o spirito guerresco che non il servizio ristretto e la ferma lunga; e si noti, e si aggiunga, Io spiri to guerresco depurato da ogni infezione, perchè congiunto all'amor di patria, La causa del la ferma breve vinta dalla legge, la legge stessa adoperò perehè ogni parte del mi litare consuonasse a quel nuovo indi·· rizzo, a quella nuova impronta, che doveva avere il militare. Raccorciò per esempio la istruzione, adoperò per sempli ficare la contabilità, e, quasi vo lesse chiamare il soldato uomo di-guerra solamente, alleggerì il suo bagaglio di Lutto quello che poteva usurpare il peso delle cose necessarie alla guerra stessa. Pareva si vo lesse di re: badate, il soldato è fatto solamente per la guerra: 1tutto quello · che una volta lo abbelliva, e a voi, quadri, piaceva, tutto quello che era come artistico, tuLto quello nel quale vi compiacevate, non c'è più: quindi , per esempio, l'ordine rimane necessarissimo, ma tanto quanto basta al funzionamento sollecito ed esatto delle cose; la pu- . lizia molta per l'igiene, nel resto tanto quanto basta perché la l'oba si consumi si, ma non si sprechi : la lucentezza dei bottoni, del fucile non c'è più: un bottone non deve mancare, questo è ordine, meno importante se sia diritto o storto. Prima cosa resta l'istruzione: lì tutte le cure, tutto il tempo. Se tutto quello che distruggeva la legge, era per creare uno stato di cose coerente al servizio breve, se il servizio breve, non ha altra ragione che il formare il soldato per la guerra, si può ripetere che quell a legge con tutte le sue conseguem,e, creano l'atmosfera più omogenea allo spirito guerresco . Tutto questo doveva dare una, impron ta nuova e un nuovo costume alla vita del nostro esercito; se per lo innanzi un comandante vedendo un proprio soldato, sua prima osservazione era lo stato dell'uniforme, e la prima domanda: avete un'altra uniforme'! siete · in debito o in credito di massa?, ora in vece la sua prima questione poteva di veni re sulla isJruzione e specialment;e sulla istrnzione per · la guerra. E rimontando la scala gerarchica, il primo criterio per rimpl'ove1:are o lodare un capo immediato e responsabile dei suoi

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soldati, dòveva essere, non se la sua frazione di truppa era ben pulita, non se il debito cli massa era superiore al credito. ma una . osservazione e un esame pratico sull' istruzione.

V,

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Nonostante tutti i cambiamenti portati in questi ultimi anni nel · militare in genere, è rimasta sempre ferma la massima: chi comanda amministra. Sarebbe cosa mol to in teressante il rintracciare · la prima radice di quesLa massima, e la si Lrovereb be forse nel sorgere degli eserciti stanziali e con uno dei primi ordinatori amministrativi, il Louvois. ·Ma io ho detto di voler fuggire qualunque· ricerca erudìLa e di non ragionqre che colle norme. della mia esperienza e della mia rifless ione. A parer mio questa massima non deve essere il frutto di un ariflessione, che scorgendo analogia fra l'aziono del comandare e dell'amministrare le abbia cosLretle nello stesso punto footale, ma deve · essere il resnltato cli una esperienza, la quale mostrando come chi comanda deve pure disporre dei·mezzi per l'esecuzione, ha troncato netto qualunque ragionamento. La massima è dunque empirica, non solo, ma alu·es:l perentoria, assoluta. Perchè anch e qui sarebbe· da vedersi se l'osservazione si è fermata a considerare, se per avventura vi fosse antitesi, o somiglianza o identità nelle qualità mentali e morali di chi comanda e amministra al tempo stesso . Pertanto sen~brami si possa notare che l'arte e la maestria del comando consis1e nel governo delle forze morali : invece che l'arte · e la maestri·a dell'amministrare sta nel provvedere alle cose materiali. Oggetto dell'una è l'imponderab ile, è l'invisibi le, lo spirito umano: dell'a] Lra il visibile e palpabile, la cosa; per il che mi pare sia lecito dedurne la differenza delle qualità morali e mentali che si clebbono esercitar·e e nel comando e nell'ammi nistrzione. La nostra massima potrebbe adunque portare a questi risultati pratici: consi_derato da una parte che il governo delle forze morali . è sommamente difficile e tormentoso, nè vi dà tregua alla mente, .


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SU LLO Sl'!B ITO MILITARE

SULLO SP!IIITO MILJTAHl,

e ~li effetti immediati sono invisibi li quasi sempre, talc.hèl'opera di · eh I governa può paragonarsi in parte :t quella dell'educatore il quale,

sostenuto $Olamenle dalla sua fede, sa che il bene ch'ei fa si distribuisee nelle generazioni fulure; e consideralo dall'allra, che l'amruinistra~ione del.le cose vi dà un moto tranquillo alla mente e vi appaga e acquieta l'ammo nell'ordine materiale e nei risultati immediati e visibil i, sarebbe cosa naturale, dico, che costringendo nella stessa persona responsab ile, coma,ndo e amministrazione, costei esercitasse con maggior studio e compiacenza le proprie facoltà morali e · mentali nell'amministrazione, anzichè nel governo delle forze mo, rali. Nè basta. Pari alla difficoltà maggiore del governo delle forze morali è il • controll o o meglio esame di esso ; e perciò il controll o in O'e nere fermarsi più fa cilmente e con insistenza e precisione allb c~se amminislralive che non a quelle di governo; e rimanendone soddisfauo · e appagato, e identificando poi il comando con l'amministrazione, inverLire i termini e sentenziare: è amministralo bene, dunque è ben comandato. Nè il tempo nostro parmi contrastare nella pratica il ragiona; mento che ho fatto ide,1lmente. Perchè, mentre da un lato rifurr. giamo dall'infastidirci delle cose dello spirito, dall'altro l'indole lei go\'erno costituzionale insieme all' ingente spesa che porta seco il mi litare, fanno sì che lo Stato ci èhiegga strelto conto dell e somme , e materie affidate; quindi il massimo con trollo e i l massimo inte. resse di esse. Questo risultato ultimo che cade e si appoggia tutto nella persona di chi comanda, quanlo sia in an titesi col sentimento O'uer, resco non è chi noi vegga . E prendiamo per esempio i due ~radi ·della nostra gerarchia, di colonnello e capitano, sui quali pare che ., in grande parte poggi l'esercito, consideralo come istituzion e na..: zionale. Quando Lutto vi attrae ad occuparvi specialmente dell'amministrazione, tutto vi spinge, fino l' interesse individuale che può · ven ir compromesso non solo per il giudizio sulla vostra abil ilà nel comando, ma l' interesse slesso del portamonete, è naturalechecotesti nomini esauriscano le pro'prie facoltà mentali e mora!i nel. l'amministrazione.

VI.

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La disciplina, l'istruzione, l'amministrazione. sono le. tre s.fere · nelle qnali si devono esercitare le faco liit morali , mentah e fisiche degli ufficiali nel reggimento. Io te'?o assai .che.eh i non h~t tenuto assai lungamente uno dei due gradi a cui dianzi accennava, pos.sa giungere per via di ragionamenti a formarsi' idea chiara delle d1f.:. · ficoltà del governo di uomini colla. disciplina. Ch i nella propria vita militare occupò quelle posizioni nelle quali i soldati si considerano come masse per la guerra, è indo t~o a giudicare della discip lina di un reggimento, di una compagrna· specialmente dall'apparenza; come raccontano che un~ volia nn alto personaggio militare vedendo sfilare bene un reggimento, se ne rallegrasse col comandante dicendo: « Si vede bene che 11 suo rearrirnento è ben discip l.i nato )>. t>Se disciplinare vuol dire piegare poco a poco le volontà e indirizzare gli animi di cento, di mill e persone ad un sol punto, i l bene· del sm·vizio, si pens i alla difficoltà somma di quest'azione, cli questo lavoro assiduo, minuto, persistente, tanto diverso da quel!~ sforzo subitaneo di un uomo per cui si accendono ad un tratto gli · animi dei combattenti e i soldati corrono tutli a<l un assalto. Spet.:. tacolo ammirando, ma che ce lo può dare, tanto un reggimento bene discipl iualo, quanto male disciplinato; ce lo può dar~ ta.nto. un popolo civile, serio , virtuoso quanto una razza selvaggia; una razza di coi si possR osservare, con un moclerno scrittore:<< tanto sono veloci nell'obbedire, quanto in Gngardi nell'eseguire )> • Somma difficoltà per un colonnello il quale deve governare gli animi cli 50 e più ufficiali, e per questa via tenere in pugno il dominio di tutto il reggimento. - E tanta maggiore difficollà. quando ognun di cote$li ufficiali abbia faco!tà proprie di mente ed'. c,uore, sia insomma un uomo nel senso preno della parola, lo che e appunto cla desiderarsi. 11 lettoresi sarà ~ccorto ch'io sono sceso col pensiero nella vita-


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SULLO SPIRITO MILITARE

SULLO SPIRITO Ml Ll1'ARE

intima dell'esercito la quale si svolge lenta, cheta, ma continua e inesorabile nel reggimento. , È antico detto nostro che il reggimento è una famiglia; ed io aggiungo ch'esso è rispetto all'esercito quello che è appunto la famiglia nella socielit. Quando in un popolo la vita della famiglia è nutrita di buoni sentimenti, ordinala, tranquilla, la società è felice, i l popolo è virtuoso. Ma quando nella famigli a germogl iano o covano . sordi malumori, quando non vi é un capo che sappia padroneggiare lui ti con l'autorità morale, allora la famigl ia si scompone spiritualmente, il popolo decade. Questi mali si possono produrre in un reggimento tanto più grandi quanto maggiori sono i componenti, quanto maggiormente è speciale la nostra legge. La vita del reggimento si svolgo e lramanda ·nella parte pennanentc di esso, cioè noi quadri. 11 governo dogli uomin1ì nei quadri deve essere una delie cose più difficili a cui uno possa esser chiamato. A prima giunta sembra che la forza della disciplina punitiva, renda più facile cotesto còmp ito; ma non di rado allenta e . talora spezza la molla della buona volontà, anz ichè rinvigorirla. Un rimprovero, una punizione non pienamente giustificala sono tanto più nocivi nei quadri, in quanto non potendo suscitare il risentimento esterno, svegliano la rivolta interiore, compressa dalla discipli na e trattenuta dall'interesse; in questo modo quella molla si corrode. Noi dovremmo ritenere per fermo che l'ufficiale imprende la carriera mi lilare mosso da un affet10 in egual misura che da un interesse. Se questa non è la nostra. fede, qual mai dignità resla al nostro stato militare? Quale dignità resterebbe a noi, parte veramente permanente dell'esercito, rispetto al soldato? Questa, non deve aver il valore di una presunzione legale, ma la forza di una fede viva; essa deve rimanere incr0llab ile davanti a qualunque cosa accada intorno di noi, qualunque cosa dico, che accenni al prevalere dell'interesse sull'affeLto. Cotesta fede deve informane di se stessa tutte le relazioni fra superiori e sottoposti; essa tiene. alta la coscienza di tutti ed alimenta quell'alto sentimento che . si chiama rispetto di se stesso. Cotesti due legami, di affollo e di interesse, devono 1rnrnentarsi .in egual misura nel corso della caniera militare; e se il primo ,

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l'affetto, non giunge mai a superare il secondo, non ne sia almeno mai sopraffatto ·o cancelJato. li mantenere sempre elastica la molla della buomt volontà, il far sì che l'interesse non giunga a trattenere da sè solo l' u.omo nel grado e nel servizio, è in gran parte opera del comandante. Il quale perviene a questo con un misto di moderazione e di energia difficile ad ottenersi-. È tutta una potenza morale la quale, male si contro lla, si giudica, si misura. Il risullato stesso non vi suggerisce un dato certo. Perchè quando ispezionando un reparto di truppa si resta appagati dell'ordine, della pulizia e anche dell'istruzione, resla ancora una domanda da farsi: con quale consumo di forze morali si è potuto ottenere questo risultato? E qui bisognerebbe discendere nelle anime di t.nt.ti gli uomini nei quadri e leggervi dentro, e in quel mondo dì idee edi sentim enti si Lrovcrebbero i criteri pel nostro giudizio. Questo mondo è celato al superiore, perchè la disciplina impedisce a 1ui di scuoprirlo, agli altri di mostrarlo, Vi è bisogno di una forza di induzione quasi scientifi ca, la quale afferra una serie di cause da un effetto spesso appena apparente. Il lettore potrelibe qui notare quanta differenza io fatcia fra il governo degli ufficiaii e qnello della truppa; chè mentre per questa ho parlato di trattamento disciplinare severo e talora duro,. ho accennato al raddolcimento della disciplina, per l'ufficiale invece dico del male che può recare un rimprovero o una punizione . non giustificata intieramente, dico che bisogna fare molto assegnamento sulla ragione persuasa, ed altre simili cose osservo. Uno spi'rito democratico puro, puro dico di matura riflessione sulla storia dell'umanità P. dello studio dell'uomo, po.trebbe esser colpito da quella differenza nei criteri di governo per uomini sottoposti alla stessa legge; se pure non pensi a certi disinganni che in questo secolo, in questo tempo e nello stesso nostro paese, altri spiri ti come il suo ebbero a subire. Pure cediamo per un momento al sentimento cli costui: dimentichiamo per un momento, che la sola e radicale di[erenza che ,esiste fra uomo ed uomo nella società, sta in quello che si dice, I' e-ducazione; trascuriamo qualunqu_e clirilto individuale aequi sito e tornando al nostro tema importante, consideriamo il governo delle


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SULLO SPIRITO MILITARE

SULLO SPIRITO M ll,ITA flE

forze morali solamente nella sua ragione flnale, il bene dell'esercito: e domandiamo. Perrhè l'unione di quelle forze dia una somma totale, è egli savio adottare i medesimi criteri cli governo per le forze ineducate che per quelle educate? È ogli savio adottare i medesimi criteri verso una serie cl' individui, che stanno al servizio transitoriamente, davanti a quelle persone che hanno eletto la vita mi li tare per loro vita? È egli savio . non fare differenza fra individui destinati a obnedil'e, davanti a persone che sono destinate al comando progressivo? E po i, è vero, tutti i citlaclini accorrono volentero~i alla difesa del paese; è umi tensione cli l'orze vigo rosa si e pure momentanoii; ma coloro che debbono cospirare con Lutto se stessi ed in tutta la loro vita alla saldezza cli questo gran presidio dell'onore e dell' indipendenza della patria, debbono altresì mantenere una buona volonlh innlterata in qnell'inticn1. vita, la quale per r.imanere tale ha bisogno cli un governo, di una cura talla speciale. , Pe1: il che 1~olte ,oli~ mi è venuto da pensare, che rispetlo al- · l ufficiale, _al ?1 sopra d1 qualunque punizione o rimprovero, è l'amara convJilzione acquistata sopra cli lni, che quella buona volontà è spezzala; e allora meglio sarebbe davvero che l' ufffoial e fosse sotlratto addirittura dall'esercito . Del. resto in lutto questo io intendo di parlare dell' ufficiale oramai formato come tale, dopo due o tre anni di servizio. D'altra p~rte ~~ l'uso f1:eque_nte della pun izione, può rendere sgradita la vita militare ali ufficiale, sarebbe allora al reggimento in cui min?re d?:rebbe essere quell'uso , perchè è app unto quella la vera :.1ta m_1l_11.a'.·e. ~ mo pare che_ uno dei dal.i per giudicare dello spi. Iilo mil itai e di un_a epoca, d1 un esercito, sia quello che contiene la pref~renza degli ufficiali per la vita al 1·eggimento. 'fuuo quello che auira, o al~eno non allontana gli ufficiali dal reg"imento a me 0 pare cosa preziosa.

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VII.

Il generale .'Iezzacapo nel suo opuscolo Armi e politica, là dorn accenna allo stipendio degli ufficiali, dice: « Vivono di sacrifizi, « sono eroi ..... Ma ricordiamoci che la loro virtù è affidata a degli << sforzi continui di lolla per onorevolmente vivere, e che quando « questo stadio di loti.a e di sforzi si prolunga troppo, finisce per con« sumare qualunque piu forte organizza;,;iono ». Certo essa è cosa importantissima, e cotesta parte materiale ha nna influenza davvero non piccola sul morale dell 'ufriciale. )la dove credo quel morale trovi i germi e l'alimento del suo pro~perare e all'opposto le cause maggiori del proprio deperimento, sia nella vita intima militare. Quando sento in un l'cggimenlo un hravo e anziano ufficiale, ancor vigoroso cli corpo, dire ch'egli è stanco del servizio, io vorrei ritrovare nell'anima sua il cumolo delle cause che condussero costui, già tutto pieno cli buona volontà, a quella stanchezza psicologica. E se ne potrebbero trovare talora in un esagerato ed eccessivo soggettirismo, passatemi la parola, di colui che comanda; JJel quale soggettivi5mo si crea la legge nella legge, la regola nella regola; cli guisa che si moltiplicnno, si spezzellano gl i ordini ed ogni giomo porta seco la propria novità; e l'uomo deYe rinunr.iare, e ciò che fu detto sua seconda natura, all'abitudine, dico all'abitudine di fare le cose in un da,lo modo regolamentare. E perciò cento spostilmenti, e cause cl i mancnme, cli punizioni. Se ne potrebbero trovare nel non aver saputo, chi comanda, commisurare sempre l'esecuzione di nn dato ordine alla natura dell'uomo, delle cose; la quale commi'surazione .fa sì che un superiore prima di dare quell'ordine ifomandi a se stesso: tenuto conto della natura dell'uomo, delle circostanze di luogo, di tempo e di persona, è egli possibile l'intiera cd efficace esecuzione dell'ordine? Se ne potrebbero tl'Ovarc nella Lrn~cnranza dell' elemento morale; per il quale chi comanda sempre CMÌ interroga se stesso: questo ANNO XXVJT, VOL JV.


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SULLO SPIRITO MTUTARE

mio atto, o parola, o contegno, quesi.'ordine che do e che.rignarda persona o cosa, quale impressione farà nell'an imo di tuLti? Questa disposiiione generale, quale impressione farà nell'animo di ognunoJ Questa persona o cosa che io tollero, quesLo modo che uso nel reprimere, quale effetto morale produrrà nel corpo? Perchè, io lo r idico, noi dovremmo considerare coLe::;lo morale di una unità di -truppa, come un elemento a sè a cui bisogna avere una cura speciale. Elemento mobilissimo, simpatico in tutte le sue parti, che scomposto r isulta del pensiero e del senLimento di ognuno, ricomposto e ,toccato in un punto risponde talora lonLano di tempo, di persona, di cosa; che può ad un tratto accendersi in tempo di gnel'J'a, con una parola, un comando, una novella, ma che in telupo di paye -è il prodotto di uno studio assiduo, il quale notatelo bene, maggiormente vi guida a non offenderlo che ad alimentarlo1; perchè con l'offenderlo si distrugge, col rispettarlo si alimen w. Io ben so che il nostro mestiere è vita di abnegazione, che il superiore comanda e il sottoposto obbedisce; ma il secolo nostro col risvegl iare la ragione ne faceva il punto culminante dell'anima· nostra; talchè ove si conquisti e si per,rnada, cli là si perviene a padroneggiare tutto l'uomo e ad imperare sulla sua volontà. Questo voleva significare un granò.' uomo, l:estè morto, che invecchiato nell'azione pubblica, dotto, sapiente giudicava dalla cima della sua vita il proprio secolo dicendo, il temponostrn esse·reprofondamente 1·agionevole. Perch è, sempre restando fermo il detto tradizionale che il miglior giudice del superiore è il sotloposto, l'apertura cli mente del nostro tempo e lo spirito critico fanno sì, che finamente s'intraveda dove · l'uomo si vale del comando e dell'autorità, dove si prevale del grado; fanno sì che eziandio gli ordini giornalieri e spiccioli si ragionino e si giudichino, e da ta le giudizio dipenda non l'obbedienza, effetto della disciplina, ma la bontà dell 'esecuzione. Certo, cotesta ragione persuasa mitiga molto l'acerbità e l'ama.rezza della disciplina e per tal via sembra togliere alcunché a quella virtù di sacrifizio e cli abnegaòone propria del nostro mestiere; ma ne resla tuttavia grandissima parte, perchè la vita nostra ha dei momenti sì in pace che in guerra, che niente varrebbe a comi)e.nsare: e nei quali si deve fuggire qualunque esame della ragione {' ; ;,i·coglierc t utta la virtù nostra pel" uno sforzo.

SULLO SPCHITO MILITARE

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E perchè ho parlato del governo degli ufficiali, del consumo che si può fare delle loro forze morali e fisiche , voglio aggiungere al cuna cosa, tanto a me pare questo tema interessante. Ho conosciuto una volta un co lonnello, or 110n è più nell'esercito, la cui massima era nel comandare gli ufficiali : risparmiare gli ufficiali nel .se·r1Ji.zio . Diceva costui : « Dove basta wn ufficiale, non mettetene « diie; dove due, non mettetene tre; i l {01·0 numero sia sempre « proporzionato alla spec·ie d'istriizione e sopral·utto al nwmero di « iiomini: il soverchio ùnpaccia, o rneqlio s'.impaccia in se stesso . « Talchè quando l'iifficiale è ùi q1wriiere o all'esercitazione ab<< bia un còmpito a sè definito, cleterrninato, colla 1·esponsabilità. « attine1ite . » Costui, sembrami, aveva non una rnamille ragioni , e me lo ha mostrato l'esperienza mia non breve davvero in tale materie. Ora colla ferma breve, ora C'he l'esercito si c,hiama. scuola di guerra della nazione, pa,rm i appunto -che i soldati dovrebbero quasi· . in cessa n 1·emen te· passare da una. istruzione ali' al tra, sempre sotto capi, sotto istruttori freschi di forze mornli e fisiche. Questo a me pare imporl.antisgimo. Poichè pari allo sforzo che deve fare il "tranquillo cittadino e il quieto campagnolo per vivere sottoposti all'asprezza eccezionale di nostra legge, è l'impero sempre presente a se si.esso, sempre attivo che deve esercitare l'ufficiale, tutte le volte che sta davanti al soldato; e perciò egli ba bisogno dell'esercizio completo e simultaneo cli tu tte le sue facoltà morali e ,fisiche. E se poi il leuore vuole aguzzare un po' il suo ingegno, egli vedrà in questo lavoro intermittente e alternato dell'ufficiale, lavoro tanto diverso da quello metodico clell 'impiegato e dal travaglioso dell 'uomo cli" affari, qualche attinenza co l sentimento guer•resco, e colle parole di Tacito e cu i accennai dapprin cipio. E un'altra cosa vo' dire, che tocca sì dappresso gli ufficiali, ed è ,sul li mite della responsabilità. Fino a qual punto un superiore immediato può essere ti3nuto responsabile della condotta, della pulizia, clell' ordine cle'suoi sottoposti, considerati singolarmente1 Tema . spinoso è questo e che vorrebbe forse una trattazione a parte. Pertanto pa.rmi si possa dire: 11° çhe considerata la difficoltà del _governo degli uomini, tanto più un dato disordine sarà esteso e 1:ripetuto io maggior num ero cli sottoposti, tanlo maggiorrnen te snrà


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SULLO SPUUTO llllLI TARR

alL.resì gi~sto l'imp.ularne il -;uperiore immediato; 2° Che parlando dò1 soldati, la bre'VtLà del'la ferma induce a scusarli per Ja manc,anza d_i nbil ità e di s~pere che una volta derinva loro dalla ltJnga riperizw·~e, e a co11s1~le1·'.1di, sto per clit-c, come tant·i pupilli inesperti i cui falh sono addeb1tal1 al superiore più immediato; la quale cosa non f~co~1d~ c.erto. una delle parli più helle dei tempi nostri, la responsabl11ta c1oc dei propri alti, fomite grandissimo alla formazione del carutlere. 3° Clte.qucll'irnpronisoc inaspcLtalu colpire un capo per un manca.men.to d1 uno de'suoi singoli souoposli, è allo più a mellere umt specle dt spavento della responsab ili tà, a dare una condotta i~~ert~ al comando, anziché a secondare il t.ram1uillo e sicuro eserw.,to dr .ess~. Talc~Jè più ci si afli cla alla furb eria e ai ripieghi , che al! a~pl1caz1011e gmsla della regola e dei pri11cipii; più al saper:;i cor11·.1re a tempo, che n soddisfare la prop ri a co~cienza; con quanto .scapito del carati.ere o;rnu1t vede; e come tulio quei;lo non fomenti l'amore alla carriera e un nobile desiderio di comando orrnun o ' o cap .tsce.

Vll l .

·-+.or mi convi~ne pregare il lettore perch'ei torni col pensiero alle µ: ·1me ?arale .d'. fjll 0SLO scritto. lo vi diceva eli o f'esseuza dello spi1·1to militare e rl :-cnlrmento guerresco, dice,a che questo :;i pro~uco nelln guerra e che la disciplina noi tempo di paco deve dal'e forma permanente ed ordinata e quel sentimento sì da farne nascere lu_sp_irilo rnilitarn . E soggi1111gevo: die 1111 e$ercilo tanto più accogl1era 1n sè la purezza dello sp ii·ito mili!are, qunndo in iruetTa mantenga inalterati i princip_ali ~le:nenli del tempo di pac~, e in pace tenda a non mortrficarc I pnncipal i elementi morali del tempo di guerra . Se tutto questo è ve1·u, ne polreLhe scaturire una lecriuima coti:;eg.uenza; ed è, che considerato il tempo di pace come° una prepar~z1one ~Ila guerra, nel ~olleplice, vario, diverso lavoro di questa preparazrone, quella specie e qualità di esso che Ira maggiori punti

SULLO $PIR1TO mLITARE

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cli analogia e so miglianza morale e arti stica. col lavoro cli guerra, contiene in se stesso, se non i germi dello spiri to militare, almeno 'la virtù fecondatrice e conservatrice di esso . Così le grandi manovre coi disagi e le fatiche, così i camp i così gli esercizi militari, cosi l'azione dell'istruire il soldato, co:;ì il comando diretto di solda Li, così il maneggio degli nomini colla disciplina mi litare. Se qu esto é altresì ,,ero, sarà vero pLtre che llltla quella specie di lavoro di preparazione il quale oou metterli in azione le stesse fo coltà. morfi li, intellell11al i e (ì?iche che mette in opera quello sopra enunciato, sarà in antitesi con esso e non avrà, nè i germi dello spirito milita.re, nè la virtù conservatrice di esso . Io aveva bisogno di questo ragiona.menLo perché non sembl'asse nn paradosso l'a.lTermare, che nn militare il quii.lepassa un anno del suo sen izio nell'azion e sch iotla della vitn nostra , si senlirà. rnag~!'iormente ripieno di spirito militare, di quello che l'avesse passato lontano elfi quella. vita. E per cli ri ttn conseguenza ne verrebbe che tu lio ciò che tende ad esaltare, sia nell' io temo dcli' eserci!o, sia davanti alla. società l'uno o l'altro di questi dne 01ilit,1t·i, tende al Lresi a fecondare o a. morti ficare lo spirito militare. E qui non vorrei però essere frainteso e si credesse ch'io accenni ad un nascente contraslo nell'esercito fra la penna. e la spada, fra ,la scienza e la. pralica e simili cose: perchè ogni tempo ba le propri e esigenze: e l'arte di 1governo si.a in ciò parm i, che soddisfacendo . via via a quei bisogni, non si comprometLano i primi principi e perpetui di quell'arte stessa; uno dei quali prin cipì é appunto tutto ciò che riguarda la. formazione e consel'vazione dello spirilo militare. Ceri o, come al tempo nosll'O si accorda grandn onore e pregio alla scienza, e perchè l'arte militare è divenuta scienza , così la stima, nel militare per tutto quello che ha attinenza al sapere in genere, posto per fondamento che l'1wmo tanto può 911,a.nto sa . Quindi maggior fede e maggiore ammi razione per qnelle qna li lit che dà il sapere, in confronto di qu elle che si acquis1ano con u1;1 esercizio lungo, onesto e laborioso, di quelle che dà spontanenmente madre natura. La quale fede è eziandio fomentalo da una fra le necessità dei moderni eserciti, che per la gran mole e per la. molteplicità ,degli uffici da ut)a parte,, e cla.Ll'altra per il molo che vi melle la 1


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SULLO S.PIR I'l'O )!ILl'l'ARE

SU LLO SPIRITO M1Ll1'AHE

v_ita .moderna, come cambiano di teorie, di pratiche e di cri teri per . grnd,~are cose ad uom_ini , .così hanno adottato un modo spiccio, se . non _sicuro per assegnare i gradi diversi, i diversi uffici, l'esame. ,o'. _tutte le quali cose, .in_ 1~ezzo a molt i altri, ne reco un esempio, vo dn e ~el modo con cui s1 lormano i caporali e graduati in genere. ~~!~vasi una volta, qwm~lo· '.I servi~io era di lunga ferma, scegl iere · 1 è>t~duaU nella Compagrna Ira quei soldati i quali si distinguevano da~h ~It1:i, per co.nte.gno, aspetto fisico e quel complesso di qualità P_~~ CUI, una nun10ne quantunque di persone raccolte per una· ai1-0ne ,:vigorosa, sorge un uomo che prende il comando e impone. Mloccb1at~ cotesto ~oldato, si considerava quindi di'e sapesse le&gere e scn vere _quel tanto che ci vuole e poi si foceva caporale e :u su sergente. 1 Quell'impronta di autorità che nell'ufficiale è data dall'educazione · superwre :mentale e civile, si chiedeva alla. natura pei aradtrnti di truppa: era. una autorevolezza naturale. Ora invece O a~cora borghe~e, o appena coscritLo si sceglie per un esame colui che meo lib · s~ di scu?la elementare, si istruisce poi a parte niili ta.rmenle, /diviene ~osi gradu~to. :alchè, per esempio, un sem inarista che sa bene dr lett~re s1 trova dopo cinque o sei mesi coi galloni da caporale_e dev,e impone ai soldati con quel grado, in cu i facendo difetto , o.gru de~o1_-o speciale, rnarwi pure la. soggezione che mette nell'inferw.re un VIV~l:e ~~} ~up~r!ore da lui appartato; deve imporre dico, nei momenti I p ,u d1.ffic1!J, nel servizio minuto ·i ii cui manca qualunque apparato nel comando. ~ v'~ ~n altro f~tto che. avviene_ spesso nelle compagnie; pel . quale si , ede un gwv.ane sergente, m due o tre anni di grad sa -e , ,· · . o, pas .:. ctv~n~, a1 serge~t1 i?olto ?iù _anzian i di lui per anni di servi~~o, d1 .,allone, d1 ~ta, e d1vemre furiere, cioè il primo sott'ufficiale della compaanrn E ciuesto I}ei- la, so la ragione, . .· • , v . • c11e que1 g1?vane_ sergente_e pi~ svelto nello scrivere e fare di conto , Intanto anziani, uomini che covli d'1 e(·.a' . e a·I sergl1 . . altri sergenti · o anni· . V JZJ o, accumularono viaoria di carattet·e e alJ1·1 ·1 · • . e ne1· . . . ." · 1a ne 11··1ss1'Ulre governare I soldati, nman ,rono sempr·e sei··aenl.1 f'mo a l congec1a- · mento, che e quanto dire ,che per avanzare .di grado, bisogna che escano dalla pr~tta ~ schietta. vita mi li ta.re, cioè dall' istruire ed' educare i soldau, est avvicinano alla vita dell'ufficio, come la fo- ·

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reria e la maggioriLà del fori ere maggiore. Or perchè non si potrebbe creare nella. categoria pura. dei sergenti di compagnia una graduazione maggiore, che mostri appunto il ~regio in eh~ teniamo il loro servizio'/ Qual male ci sarebbe se il primo sottufficiale della compagn ia riuscisse ad essere uno di quelli d' istruzione e di go~ verno ~ i\'la. anche qui si sente sia pure di r imbalzo, l'influenza dt quella massima, ch i comanda, arnmirristra. · i\la io odo già il leLLore rispondermi con un: << sape:pamcelo : e « non hai tLl detto che molte di queste cose non .avven ivano colla « ferma lunga? E non si è ripetL1to le molte volte che uno cleì danni « della ferma breve è il deficiente reclutamento dei quadri cli « Lruppa? » Ed io davvero non lo nego; ma parmi ci siamo getta.ti con franchezza soverchia in queste conseguenze della ferma breve, senza adottare tutti quei temperamenti che valgono ad attenuare il danno delle cose. E per votare il sacco in questo punto del mio discorso, dirò che quell'agire franco da riguardi a temperamenti trova il suo raffront:° in uno fra gli effetti della nostra rivolm:ione politica del nostro n ~ sorgimento nazionale. Il quale per tutte quelle c,rnse che accennai altrove e per l'urgente bisogno di creare in tutte le sue parti l'ente Stato all'altezza dell'importanza politica, ci mise addosso la voglia, l'ardore del far presto e moli.o, piuttosto che bene. La quale cosa. poteva aver un influsso, dal grande al piccolo , nel nostro esercito. Narrnva.mi or sono molti anni un testimone oculare, che avendo un superiore chiesto ad un capitano la proposta per tre caporali nella sua compagn ia, e questi avendo risposto non trovarne clegno fra i suoi che uno, quel superiore lo minacciasse perfino di punizione se non avesse presentato la completa triplice proposta. Eun altro fatto, di cui foi testimone io stesso, avvenuto pure alcuni anni fa, quando vedevo accelerare in moclo straordi nario_ il tiro al !)ersaglio, nonostante il luogo disadatto e il tempo ostile: e~~ ch1 _ne faceva le meravigl ie, si rispondeva autorevolmente, esservi orchne assoluto che tutte le lezioni di tiro fossero termina.te per un dato giorno . Ma perchè vado io a cerc,are lontani esempi, quando si vede l'i struzione dei coscri tti essere spesso accelerata e costretta. m modo che costoro possano presentai-si lutti armati e addestrati per


SULLO SPIRITO MILITARE

• un dèfilè? E qual male ci sarebbe, ho domandato sovente a me stesso, che costoro venisseq) ancor disarmati e defilassero come possono , magari per colonna di fi le? Che la mo:slra e il defilè fossero il risultato esatto del punto a cui è giunLa l'istruzione, dello stato reale delle cose? Di questi fatt i, di questo costume io non so se le cause che acc~nna! sia~o le vere o se allré ragioni esistano: ragioni che possono bilanciare Il danno che ne viene. Il quale davvero io non · me la sento di _calcolare e nella disciplina, e nell'istruzioÌ1e, e nel carattere nazionale. Ci si avvezza ad abbornccia,re, in cui il sapere e il 1Joler fare vengono sciupati: ci si avvezza a contentare la. coscienza ?o lla quan_lilà, trasc~rand.~ la qualità: si giustifica quel rimprovero fatto a noi razze laLme, clt curare l'apparenza delle cose e non Ja sostanza. _E poi, quella massima di fare tulto e prestQ, può essere, nonchè uLil~, ~e~essaria !n tempo di guerra; ma nei periodi di pace deve sost1tmrs1, non dico il far molto o poco, ma il far bene. Percbè la costruzione delle forze militari della Nazione, constando dì morale e_materiale organ ismo, è il risultato di una sovrapposizione lenta d1 lavoro, che garantisce per la solidità deli'edificio. Lenta ho delto e gua'.·di_o?~; perchè mentre si eleva e organizza la parle ma.teriaie, non _si v1z1 1! moral_e, locchè ~arebbe un togliere a quell'edificio Ja .coesione delle parti e la consIStenza dell'insieme.

IX. Or i~ ~oglio i~ tllt_imo raccogliere il mio ragionamento, che ho dovuto d1V1clere via via sopra al'gornenti diversi procurando di mantenere l' unità del pensiero. Il cruale vorrei concretare dicendo che lo spirito militare si alimenta idealment!;l nella somma e sol~nne ca~pone per cui è istitu itol'eserci to, cioè<< per· fare la g'ue1'1'a ovun« que. venga dal sovr·ano ordinato, e difendere sino alt'.estremo ,~ l'onore e l'in,.lipendenza della patria (il } » e ha le sue radici e si

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( JJ fiegolame.nto d i disc iplina .

SULLO SPlJ\T'fO )HLl'fARE

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tempra nella legge nos\.ra speciale, nelle regole, nel costume nostro , nella nostra intiera educazione mil itare . È in quella somma cagione che l'eserciLO ritrova il sentiment(,) guerresco, il sen timento eroico , i pensieri di gloria, elementi questi tuLLi dello spirito mil itare. _ Ognuno però vede quanta superiorità in questo pot.essero a~ere sui moderni eset'cìti, i passati: pe1;chè mentre da una parte il carattere loro li rendeva maggiormente atti a produrre in se stessi quello spirito mil,itare, dall 'altra.la loro pìccolezzaera, se posso dircos1, recì~ pienl,e più picMlo e chiuso per contenerlo. Col servizio generale obbligatorio e colla mole degl i eserciti modemi1 è stato come una dispersione e nn dilagamenlo dell o spiri to militare, che perdeva della sua forza e del suo particolare colore\ mentre il concetto che ci con. duceva a ordinare tutte le forze clifensi ve del la nazione, creava con1e tante aggregazioni all'esercito di enti e persone; i quali senzn avere .il severo costume mili ta.11e, se ne clànno il nome e arieggiano il fare . . Le quali c.ose sono, è vero, conseguenze che derivano dal carattere della società moderna.~a noi potremmo pure aLtenuare queste conseguenze, sia col mantenere sempre più puro lo spirito militare in petto del vero esercito, sia coll'impedire qualunque non neces saria aggregazione a questo . l?ertaoto ogn uno. sente e capisce, che lo spirito militare è come prezioso tesoro, che si conserva geloso e si fomenta- nell e anime di .cotoro r,he dedica rono la propria vita alla parte eroica (Ìello stato mi litare e pe{1ciò educarono fin da giov-ani la mente e il cuore e il c0rpo a quell a generazione di idee, di sentimenti , cli costumi, di abitudini propri della nostra vita; lo spirito militare è come una propri età nostra di cui siamo gelosi e alteri. E perchè ogni proprietà deve averlo, esso ha un segno ; talchè se noi ci sentiamo fieri ve·dendo per avventura l'uni forme mi.l it.are risplendere sopra ~n ufficiale, un militare dell e truppe combattenti; se la nostra ragione si persmide vedendola indossare da un ordine di cittadini che pur rappresentano la difesa fino all 'estremo dell'onore e dell'indipendenza dell a patria, la difesa dico in facc ia al nemi co coll'arma in pugno, ci sentiamo pP,rò punti nel sentimento e percossi nella ragione quando si vede, per esempio, pendere la sciabola al fianco di persone che come noi non educarono la mente, il cuore, il corpo a


SULLO SPIRITO MlLlTAUE

quella somma cagione dell'esercito, come noi non rappresentano la parte eroica della guerra; la sciabo la dico da ufficiale che dovrebbe significare il reale comando di soldati , o la possibil ità. di averlo da un momento all'altro. Avviene allora una disgiunzione fra il segno e la cosa rappre-sentata, tra la forma e la sostanza, talchè il sentimento guerresco, eroico, il sentimento del bello si confondono coll'utile; e mentre in noi sminuisce colla fierezza della forma e del segno, anche l'alta coscienza _della sostanza, quel segno e quella forma perdono ogni efficacia educaLiva sul cittadino, sul popo lo nostro.

IL FUCILE I)ELLA F AN.T ERIA · JN UN PR0SSH10 AVVENJRE

X. Ma al momento di posare la penna una specie di scoramento sopraggiunge all'anima mia. E mi ricordo le volte che nel succeders·i di non pochi anni io ho parlato or all'uno or all'altro di queste cose; e se spesso mi son visto ascollato con at~enzione e interesse, talora una esclamazione di << Poesie! Poesie! » mi ha gelnto la parola in bocca. Ed è questa una amarezza che ti lascia spesso nel cuore il trattare di cose d'ordine morale; perchè male si trasfondono in altri le nostre convinzi oni , e si vorrebbe che le potenze morali si potessero fissare in valori matematici, e lè questioni dimostrare con matematica evidenza. Voglia il lettore pertanto r icordare queste parole di un celebre, libro e valgano esse a fermare la sua mente sulle cose da me elette, si che in se stesso le ripensi. « L'existence d'une armée est une « chose si étonnante, si artificielle, qn ·on ne néo-Jjr,erait sans peè) « ril tout ce qui contribuee à clonner à ses moeurs des hahitudes·. < cl'ordre et de soumission . » I')

RAFPAELLO BtAN'CIARDI

Capi tcino 1° 1·egg .' 0 bersaglieri .

Perchè un'arma abbia a prendere il poslo cli quelle che, adottate · dagli esercii.i europei dopo il 11866, contano al massimo un quindici anni di vita, bisogna che prese.()ti in confronto ad esse vantaggi cli· non dubbia importanza e tali ~a largamen te compensare la lunga serie di inconvenienti che un cangio cl?armamento trae seco . II paese che si decide ad un tal passo dev'essere sicuro di a vere nella nuova arma un polente elemento di vittoria in prossimi eventi·· di guefra. Ma accertalane l'opportunità non attenda per decidersi,. che qualche altro esercito ne dia primo l'esempio. Così facendo SÌ" rinuncia di proposito alla maggior parte dell'utile che dall'innova-· zione potrebbe trarsi. -Noi vorremmo ha,pdili i progressi che si effettuano solo nell'intento di porsi in par'i condizioni di chi si ha a combattere. Com•ieff" precedere gli altri, è questo l'importante, non anelare a rimorchio. E non possiamo neppure approvare le successive riduzioni o·, trasformazion i che alcuni , per un malin teso spirito di economia, amano veder introdotte nelle 'armi esistenti affine di raggiungere· con minor spesa, essi dicono, se non tutti una par te almeno dei· vantaggi che si hanno in 1nira. Queslo sistema, appunto perchè appartiene alla ~lasse degli esped ien ti, dei mezzi termini , non soddisfa all a condizione che abbiamo per la prima enunciato, di avere cioè nella nuova arma decisi vanlaggi sulla vecchia . D'altra parte,


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J';'( UN PROS$1 MO A HEI\IR&

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IL l'UCILE Ofo:LLA FANTERIA

esso ò dispendioso più che non appaia, in causa della sempre grande quantità. di armi e di parti d'armi. che non ponno, per l'uso gii1 fotLo, · subire una lrnsì'orroazione. Di due specie sono i progressi da realizzarsi nelle anni porlali li, . gli uni relativi alle condizioni di servizio prntico, gli altri alle. condizioni del Liro. Questi so no i più .importa nti ed i soli .che nello staio attuale delle cose possono rendere conveniente l'adozione di una nuova arma. È noto com e l'app licazione della rigatura, la riduzione del calibro e per 1111.imo il caricam ento. dalln culatta siano stat i i tre elementi . d) notevole miglioramento nell'efficacia del· tiro; de' q'uali il primo influì specialmente sulla precisione, il secondo sulla radenza e sul l:1 estensione delle gittaLP, il terzo sulla celeriti1. Ad aumentare viemaggiorm ente la presLezza del Liro furono ideate le a1:mi a ripP.lizionc v1'r;;o le quali tendono ora le ricerche dei tecnici. Alcuni modelli di tali armi sono già oggetto di sperienze su vasta scala e in Jtalia e altrove. Sembra a noi tuttavia che essi non cor. rispondano a,lle generali esigem1e, e ne snrebbe un segno l'esitanza manifestatasi alla loro definitiva adozione. Invero, per chi ben consideri, lieve sarebbe il guadagno che . collo attuate dispos i,zion i ne verrebbe aJJa. ripetizione dHl, biro. Non a. to rlo dice il Fambri « il fo cile a ripetizione non sarebbe esso meno ripetitore che non sia un fucile ordinario ma in buone mani? Io credo che fra. due egua lmente buoni so ldati, quello che ha il fu cile ordinario se lo scarica e ricarica brnvamentc undici volte prim a che quello ch e l'ha a ripetizione di dieci colpi, li faccia e se .lo ricarichi una >> ('I). A:ggiungi che poca o nessuna preoccupazione si presero gli in novatori a riguardo delle altre proprietà dell'arma. Ond'è che poste le progetta le nuove armi di fronte alle aLLuali, esse non dimostrano punto quella ~uperiorìt à. che sarebbe necessaria por togliere ogni dubbio int orno alla convenienza della loro adozione. Eppure noi cred,iamo esserv i modo di migliora11e l'nrma -in guisa (I) .4rmi p•irtatill; Lo,·o fabbrica zione ed uso. Leuern dell'ing. Paulo Fambri al , pror. Fr,111ccsco llrioschi

che codesto clnbbio abbia assolutamente a svan ire e si faccia ad evidenza palese l'opportunità di una radicale innovazione. Esporre i criteri dai qual i converrebbe partire per 1:aggiungere ]'intento è quanto ci siam proposti di fare in questo scntto. . Un tiro di maggior radenza e giustezza, specialmente alle ordinarie distanze di combattimento, una ripel izione non limitata ad uno sca rso numero di colpi, finiti i quali il soldato Lt·o,,asi in peggiori c0ndizitJni di prima, llèl che può eslendcrsi a quel qualsivoglia numero cli curlucce che porta seco il soldato, ed anche a tutte se occo1Te, furon o i due punti sui quali abbiamo portata la nostra attenzione . ..\.Itri Ye ne sarebbero, che, se di minore importanza, pur riescono nel Jorn insie111e di infiLLenza non lieve sulle proprietà dell'arma; ma su di ess i non v'ha seria contestazione, ond'è che abbiarn creduto non do, ercene in questo scritto preoccupare.

8t1ulio dell'arma sotto i l rignal'clo del lÌl'O . - La prima questione che ci siam posti si fu di r odere fino a qual segno possa esser . spinta la potenza balistica del fn cil e Errore iu cui si intoppa di freq ue11ti è precisamente quello d1 richiedere dal fucile molto più di quanto osso può dare senza far nascere inconvenienti i quali la. vincono d'assai sul maggior utile cui si aspira. . . . . La (eauerozza che dee possedere il fucil o perchè l'lesca di lacile 0 traspurt~ e maneggevole, la leggerezza delle munizioni µerchè il soldato non :>Ì atTatichi a po rtarle St\CO e ne possa ,were tu1 gran numero, una rinculala poco violenta che non '> ia di danno al tiralore anche in un lun<IO e rapido serr11ilo di colpi, sono lo .condizioni e o . . che debbono servire a fissare il grado di potenza da r1cercars1 tn un fucile. . t.;n giornale militare (I) e:5primevn, anni sono, sul fucil e _del~a fanteria inrrlese, che è pur quello di wa.ggior potenza fra gli eststel'lti, un ~iutliiio cho ci viero a proposito di qui riferire. « ~on

'1) oesle..rt ichische-U11 garisohe ,nllitll1·is~he Blittte•: - 1875 licolo_totitolato: La que1t1011 • dell'arti91ie1·1a tn Inghilterra.

0

ll Band . in un ar -


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IL FUCILE DELLA FANTERIA

IN UX PROSS IMO AVVENIR E

si può negare, diceva, che l'Inghilterra la quale da anni sperimentava un modello di fuci le e spendeva somme spaventevoli per procurarsi le migliori armi a retrocarica, non ne possegga attualmente . alcuna di servibile. TI fucile Hem:y-Martini, il quale veramente sorpassa tutti gli altri sistemi conosciuti per qualità balisLiche, è . soggel.lo ad un rinculo' talmenLe _insopportabile che si trovò necessario di recedere dalla carica e dal pesante proietto introdotto; in conseguenza di elle la questione delle anni portatili si trova rimessa nuovamente in campo. « La colpa di ciò è dov:uta manifestamente al considerare- i progeui proposti da un sol punto di vista ed al trascurare alcuni fattori tattici ed alcune condizioni di maneggio la cui inGuenza nella scelta di un'arma è da calcolarsi tanto quanto l'effetto balistico ». I

Non ha molto più di una trenri na d'anni che i fucil i in uso presso gl i eserciti europei pesavano tutti un quattro chilogramniie mezzo, circa ci.nque con la baionetta., che sempre si teneva in canna alla ,presenza del nPmico . Oggidì i più di poco superano i quattro· chilogrammi e ve ne ·11a qualcuno cbe neppure li ruggiunge. Fu questo all eggerimento una concessione fatta al principio della mobilità, ma. non opportuna. . Le migliorale quali tà balistiche impedirono, a tutta prima, di vederlo . Era naturale che, mentre realizzavasi un progresso così i rande quale era quello derivalo dalla applicazione della rio-aLura e dalla r iduzior~e del' calihro, non si ponesse troppo mente danno · che la diminuzione nel peso del fucile potea trar seco. Un fa tto analogo avveniva conlemporanemente a fr,uardo delle . artiglierie campali. Si credette per un ceri.o lasso di tempo di p_ot~r fare con cannoni e affusti alleggeriti trainati a. due sole pa.r,glie; ma poco alla volta il materiale leggiero· anelò cedendo posto . ~d uno più pesante dal traino a tre pariglie, com'era da prima. Per vero doveasi andare a ril ento nel toccare al peso che l'esperienza di un secolo fra i più ballaglieri a.vea indicato conveniente per l'arm:·i de[ fantaccino sotto .l'aspetto della facilità di trasporto e . della.manegevolezza . · Se per soddisfare all e esigenze della moderna tattica era neces-

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,saria una diminuzione nel carico del soldato. essa dovea effettuarsi non nel fucile ma negli oggetti di affardellamento e di accampamento; chè havvi modo di supplire a questi, non alla minor potenza che può derivare all'arma in causa del suo minor peso . . . Nella oenerale tendenza all'alleggerimento dell'arma , s1 serbo fedel e ·all~antica reo-ola la fanteria prussiana. Il fucile e la carabina di sistema i\iauser ~esano Rll'incirca quanto le vecchie armi, ossia quattro chilogrammi e mezzo senza baionetta. Ed è convinzione nostra cbe ad un tal peso debba attenersi chi nel progettare una nuova arma, abbia in mira di raggiungere con essa la massima potenza offensiva. ln streua dipendenza del peso dell'arma è il peso del proietto, imperocchè più cresce questo e P,iù si fa grande, a .paril~ d'alLr~ .circostanze, la velocità. della rinculata . Codesta veloc1Là nei vecchi fucili a cann~i liscia s'era mantenµta prossima ai 3 metri ; ed ora. credi umo abbia ad essere sensibilmente diminuita in vista. della celerità. con cui nelle armi a retrocarica e più ancora nell e armi a ripetizione si succedono gli spari, la ripetuta e frequente · reazio1~e de'quali deve certo tormentare assai più il soldato che colle ~ecch1e armi a lento caricamento, e sminuire in lui quella calma che e tanto necessaria al l'a.ggiustatezza del tiro. .. . Un fucile che, so tto il riguardo della rinculata, trovasi m ottnne .condizioni, poichè riesce soppor tabilì:,sima anche d~ :ira_to1:i novizi è l'attuale nostro del M0 ,! 870. Per esso la'veloc1La d1 nnculo è di 2m,H,; reputiamo, per conseguenza., opportu'.10 di ass um~re un i.al numero come termine al quale attenersi per ti nuovo fucile. 1

Nel prodotto della velocità di rinculo per il peso dell'.arrn~ s~ ~a la misura dell'azione della carica. all'indietro; e, per il prmc1p10 dell'invariab ilità di posizione del centro, di gravità, un e~ual pro~ .dotto debbono dare· la velocità impressa al proieLto ed ti peso d1 questo. Ci imbattiamo ora nella questione stata lungamente contro1rersa e relativa al peso di piombo da lanciarsi nel fucile; qu_estione. che in causa della for ma oblunga del proietto non può cons1derars1 separatamente da quel la del calibrn.


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IL FUC ILE DE:LLA FA '('fBRl.-1.

. In armi a ca.nna liscia non si polevano avere i volali effetti di Li ro, an~he. a d1slanz~ relativamente piccole, senza adoperate pall~ttol~ cl, d~11metr~ p,uu~sto .grande. Il calibro dei fuci li era poco :'.:co~o c~a, il8 ~111\1~etn o 11 .Loccava; e la palloltola, del peso di .... o a ... ~ i:,ramlllJ, veniva lanciata con la carica del Lerzo del peso del proietto . ,. Qu.ando, i~ segu_ito .all'adov.ione del lo armi rigate, in troducevasi I 1m~1ego .dei. pro1ell1 oblunghi non si pensò, a lutla pl'ima, di ca~g,are . il diametrn delle canne affine di potersi servire ùel maler,~~e es ,~lente, e for::;e anche per quella fo r,m d' inerzia che ci rende restn dal] arrecare innovazion i in quanto si ha l'abitudine di fare da lungo tempo . :'fe ri sultò per i nuovi proietti non lie, e au· mento ?i peso nono~ta~te .la troppo breve loro lunghezza, ragione p.er cui s, dovette cl1minu 1re la cari ca affine di non inconere in un r'.nc~lo che.alfatica~se di troppo il soldato. Il tiro di quesle armi r1~sc1, grazre alla ngatnra, superiore a cr.uello delle li:scie, ma a mi . gliorarlo dovea cerb~ment~ valel'e una diminuzione nel calibro, la q~rnle p~rmottendo d, ~are_il proiello più leggiero, ma .in pari Lempo d, maggior lunghezza 111 r1g11anlo al diametro, desse modo di aumentarne la velocittt in iziale e le restauti. Qu~sto nuovo mezzo di perfezionamento, del quale poteansi con t11lla sicurezza preve?ere .i vantaggi, non era applicato in modo aenei.·al~ che all'apparizione del le armi a ,·otrncariea, coll'adozi oni <li cal1b.r1 compre~i fra i 10 ed i 12 millimetri e di proietti pesanti dai 20 a, 30 grammi. Questa diversità nei calibri prnviene in parte dalla diversitit dec,!i apprezzamenti, ma vi contribuisce la diffico ltà somma di riuscir: a lJuella ~ombinaz iooe ~i peso di cal'ica, di peso di pallollola e di diametro rn ~~~sta c~1e ~"~ h~ ~iù conven iente sotto ogni rigna.rdo. Am~eS'> 1 1 proiell 1 ~, m,h per forma, supponuasi di conoscere quale_s,a p~r essi il miglior rapporto fra In. lungl:ezza ed il diamel~~; rnnar:·a allora ~a ~l~t~rminarsi calibro e carica, che val qua nto drie cal1b10 e velocità rn1Z1ale del proietto. Questi due elementi sono in ragione inYersa l'uno dell'altro do~ ~endo il prodotto del peso del pro ietto pe1· la sua velocità eguagliare I.altro prodotto del peso del fucile per la velocilà di rinculo. A calibri maggiori corrisponderanno adunque vel,)cità minori. SLa però

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UN PROSS IMO AVVEN lf\F.

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in vantaggio dei proiet.ti di maggior calibro il maggior peso di piombo per unità di sezione, o, come suol dirsi, la maggior densità de lla sezione, e quindi una maggior vigoria nel vincere In resistenza dell'aifa; onde aniene che, se minore riesce per essi la velociLà rice,•uta, la perdono anche meno prestamente. Souo il riguardo della gittata o della radenza del Lil'O alle grandi -distanze le arm i del calibro superiore debbono aclunque sopravanzare le altre; e in questi giorni che l'opinione generale ama vedere spinto a distanze prim a non pensale il tiro del la fanteria, si sarebbe condotti a dare ad esse la p1;eferenza. Senonché, per quanto buona possa parere l'idea di utilizzare in un qualche modo la lunga giLLata degli attuali fucili, non deve la medesima essere spinta al segno di sacri Gcare pr.l tiro alle maggiori distanze quello alle più .Piccole.

Giova non dimenticare che l'artiglieria entra anch'essa in un -coll a fanteria nella cornp,tgine dell'esercito e che speli.a al cannone il còmpito del combauimenLo da lon,ano, còmpi lo cui soddisfa certo assai meglio del fucile. È un volere andare incontro a quell'elemen tare principio che dee J'eggere l'azione risultante dalla combinazione di più azioni parziali, il b.a ciare che una di esse esca fuori clai limi ti in cui dee stare rinch iusa . Il f'ucile, arma dell'iudividuo, dee specialmente valere pei tiri individuali; e gli studi da f'arsi intorno ad esso vanno pertanto indirizzali ad aumentare per quanto è possibile l'efficacia di questi tiri coll'accrescerne la radenza e la precisione. E, per concretare il pensier nostro; ad un fucile che aumentasse di un duecento o trecento metri la massima distanza di tiro, portandola, ad esemp io, da 1300 a ·1800 metri , ma che lasciasse incerto e complicato per varietà d'alzi e di nonne di puntam ento il tiro alle miuori distanze, che son pur quelle alle quali la fanter ia deve far di preferenza sentire la sua azione nei momenti che pre. cedono l'urto delle masse, non sa.rebbe egli cla preferirsi quello che desse al soldato sicurezza di colpire l'avversario con un'unica linea di mira fino ad una distanza di 500 a 600 metri, mentre per ora mon la si ha che a distanza metà cli questa ? Ebbene, afri ne di raggiungere tale inten to conviene r icorrere ai ANNO

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· IL PUC!l.E DF:LLA FANTERIA

p1:oietti del minor calibro, come quelli che per la loro leggerezza,. possono ricevere una maggiore velocità in iziale. Alla dimin uzio ne del calibr9 vi ha necessariamenl.e un limi I.e che non è concesso oltr~passare se non vuolsi che ii proie~to, divenuto troppo leggi ero, abb ia a dare troppo scarsa gittata, troppo poca radenza anche alle minori distanze, non sufficiente penetrazione nel bersag!io. Il calibro di 110 mil limetri , auzi cli mi li. ,f0,4, minimo delle armi. oggidì in uso, era stato inizialmente adottato in Isvizzera per la ca- · rabina da cacciatori, con un proietto pesante da i 116ai iJ7 grammi. A,ll'epoca dell' introd11zione del caricamento dalla. culatta esso venne colà esteso a tutte le armi, portando però il peso della pallotto la ai. 20 grammi. Qtiesto aumento di peso, senza nuocere oTan fa tto alla velocit~ iniziale, poichè, coll'allungare la durai.a dell'azione della. carica, diede modo a questa di produrre maggior e1Ietto, riusci favorevole non poco alla radenza ed alla estens ione del ti,o in cansa dell'aver resa maggiore la densità di sezione del pro ietto. Ma un'e-· guale o superiore densità di sezione avrebbe potuta esser raggiunta con un p_eso di proietto inferiore ai 20 grammi, pùrchè si fosse v1emagg1ormente diminuito il calibro dell 'arma. Contro un'ulte1·iore dim inuzione del cal ibro s'erano falle allra volta va lere delle obb iezion i; estranee però alle proprietà del Liro, quali: la difficoltà che si sarebbe incontrata nel· caricamento del-· l'a rma, non nncora a retrocarica.; la faci lità a pi_egars i ed a rompersi delle Iuryghe cartucce di picco lo diametro, che erano allora ad involucro di cnl'la e non a bossolo metal lico; la minor resistenw, che, ad egual peso di metall o, hanno canne di piccolo in confro nto n quelle di grosso cali!iro. - La. retrocarica ed i recenti progressi nella preparazione degli acciai da canne hanno tolto a codeste obbi ezioni tuU,t la loro importanza. Ammessa. perLanLo l'utili tà di fare ancora un passo nell a diminuzione del ca.li bro, ci sembra che potrebbe il medesimo esser fìssato in mill imetri 9 e mezzo, ed a "8 grammi il peso della pa llottola, raggiu~gendo così_ una densità di sezione di qualche cosa più di 26 gran1tl11, a vece cb 23 , 04 che è al.lualmente. Con uria pallotLola di tal peso, e con un fuè ile cli 4 chiJoo-rammi O · e m:-zzo, supposto che il proietto riceva la velocità inizial e di 530

li\ Ui'i PROSSIMO AVVENinE

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metri cui crediamo opportuno e possibile asp irare. la velociLà cli rinculo risulterebbe di metri .2, 1.2, ossia quanto all'incirca abbiano poc'anzi stabilito come convenien te nello scopo di guarentire appieno la proprietà di un comodo servizio dell'arma. Dobbiamo ora chiarire se havvi realmente la possibilità di raggiungere coll'arma in progetto la velocità di 530 metri diarizi stabilita. Condizione sine qna non è la sostituzione della polvere oggi in servizio con un'altra cnpace di somministrare maggior potenza balistica. Si fabbricano in Inghilterra dalla casa Cunis et Harvey, in Germania dai polverifici di Hamm e di Rottweil delle polveri da fucileria che spet'imentate nell'attuale nostro fucile vi diurno velocità iniziali di 460 a ,~10 metri, mentrechè è fra i 430 ed i 440 metri che, oscillano le velocità corrisponclent.i alle attuali poh'eri da fucil~ria dei polverifici dj Fossano e di Scafati. In un fucile di sistema Mauser perfezionalo, del calibro cli mi ll imel.ri '10,,15 1 che recenti notizie vogli ono sia sl.a.to adottato dall'esercito serbo, si sarebbe riusciti ad imprimere ad una pallottola di 22 grammi cli peso la veloci là di 5'1.2 metri con carica di gr. 4, 8 (1). Nel fucil e Jarman che l'esercito svedese sta sperimentando, ed i cui elementi balistici poco di[eriscono dai precedenti, la velocità .iniziale raggiun·ta con carica di grammi 4,5 sarebbe di circa 470 metri (2). Con po lveri quali le adopera.te in queste due armi e nelle succitate esperienze del fucile Mod. ,1870, la veloci là di 530 metri sarebbe ragginnta con una carica di 5 grammi. Ci si a1Ierma essere già. stati intrapresi presso il polverificio cli Fossano gli studi per riuscire ad una specie di polvere pari in potenza alle ricordate testè. È da augurarsi che essi conducano presto al risultato che se ne desidera. Grande e pronto effetto da piccola massa è quanto dee procucurarsi cli avere dalle polveri destinate alle armi portatili; qL1indi (I) Allgemeine Milita;·-zeitung - 2N, 95 - 1882. (9) Revue a·a,·tilLerie - Ma rs - 1882: i n un articol0 trado t to da l tedesc o.


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lf, JtUC ILE DELLA J?ANTl::R IA

som ma vivacit à di combust ione; la qna le, più che da ogni allra ' cosa, dipende dal dosamenlo e dall'intimità ed omogeneità del miscugli o degli ingredienti . Esperimenti stati eseguiti dall'artigliori a francese ('I) indicano come dosamenlo più conveniente sollo l'aspetto del la rapidità di combnstioné, quello di circa 60 parli di nitro, 1O di carbone ed 8 ·cli zoll'o; dosamento che, espresso in centesimi, risulta cli 77 di nitro, 13 di carbo ne e ,1O di zolfo. E questo app ll nto sarebbe, per quanto ci viene assicurato , il dosamenlo delle polveri di Curtis el Harvey, deli"e polveri di Rottwei l e di Hamm , certo le più potenti frn le conosciuLe. ' Tutte le determinazion i calorimetriche fin qui eseguile, vanno d'accordo nell 'attribuire alle polYeri mollo r icche di nitro e relativamente povere di carbone, come sono ad esempio le polveri da caccia, un calore di combustione no tevol mento superiore all e altro (2) . Ed è noto che a maggior calore corrisponde maggior laYoro, ossia maggior potenza balistica. Nè in canne. d'aeciaio ha,ivi da temere per tale ecc.esso di calore. Non diremo, cosa che ci occorse di sentir affe rmare, cho colle polveri ricche di nitro riesce minoro il quantitativo dei residui solidi della combustione, poichè è precisamente in causa della notevol e proporzi one di quei composti i qnali, col loro raffreddarsi passano, aMo stato solido, che trovasi innalzata la temperatura cli combuslione. ·senoriehè quando viva è la combustione, grande il calore ~d il proietto, per la sua leggerezza, sfugge presLo all'azione della carica , ri mane iin gran pat>lo evitalo iI depos itarsi dei prodolli sol-idi della comlrnstione sull e pareti dell'ninima. Ed è in questo senso che dee spiegarsi l'influenza dell 'eccesso di nitro ·sulla osservala diminuzione delle feccie (3). 1

1

UN l'ROS

mo

A \" VENIRE

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L'intimi tà e la omogen eilit del miscuglio dei lre ingredienti dipendono in pnrticolar modo dal procedimento cli fabbricazione. Se il metoclo delle bolli e slrettoio, che ora si segue nei nostri polverifici, è adatto ad assicurare l'omogeneilà, non lo è punto per ciò ch e si riferisce all'intimità. L'azione delle piccolepailette di bronzo nelle botli rolanti non è sufficiente a spingere la triluraziono e la mescolanza al punlo in cui le portano macine pesanti cinque e più tonnellate. La trituraz ione colle botti conviene considerarla come preparatoria a quella da eseguirsi colle macine; e la gallella ricavala dalle macine, dopo ridoua in grnni, è bene venga sottomessa all'azione dello strelloio affine di aYerla in strati di !stiacciata cli uniforme densità coi quali procedere poi alla granitura definitiva. Per ciò che si riferisce ai caratteri fisici repu li amo conveniente daro ai granell i grossezza piuttosto ragguardevole affinchè rimanga assicurata fin cla principio l'infiammazione di tulla la carica, e, r iuscendo in pari lempo ridotta la superficie accesa noi primi islanli, risulti meno ampio lo sviluppo di gaz cd in conseguenza meno elevala la loro pressione. La convenienza di sp ingere l'uguagliamento a quel più allo grado che è concesso da una fabbr- icazione non troppo lenta e costosa, emerge essa pure dalla condizione di avere grande regolarità di azione nelle cariche. Una ragguardevole densità nei grani, nel menL1·0 si oppone essa pure ad un troppo repenlino svolgersi dei gaz. mie a rendere più regolare la combustione della carica. Per ultimo un ben condotto lisciamenlo che indurisca i granelli in superfi cie, vale a preservar la polvere dai guasti cu i va incontro nei lrasposti e dalle allerazioni che può subire nei bossoli dell e car'lucce. Converrà tullaYia guardarsi dall'eccedere sia nella den-

(I) V. !"articolo: Fo1·za e potenra della polvere da (uoco , nel Giornale d'artiglieria

e ge,.io, 1880. (2) llicort! iamo cho la proporziono in cui si trova il nitro fra @li ini;rodienti ò la càusa di maggior e i nflu enza sulla q uaul ità di calore svolto. Le po lveri che contengono più nitro .sono anc he le pièt cuiue, q ue lle c ioè per !e quali il calore di combustione è maggioro. Ef.· fotto contrario ese rci ta no g li aumen ti nella proponione del carbo ne . V. Fo,·x a e pol enta detla po lvet·e, pag• . 166. Nel Capo Il dello s tesso scritto trovansi racc~lti i r isul~ati delle mìsur,, caiorime1rìche. 13) i, cosa d im ostrata in modo non dubbio dnlla giorna li era esperienza cho il depo ·

s ito di reccie sulle paro ti dei r ecipienti in cui I> pol"ere csplod11 è t3nto mag~iore quant.o meuo elevata riesce la temperatura, sin per minor calore i ngenerato sia per lo meggiorl perd1t" che 111 esso a,·vengono . . . . . . . . . . . . . . . . . . L'aumeuto d i temperatura cho s i accompagna coll a magg,or rnpidità d i ,,ombus tione <lolle cariche dee dat· luogo anch'esso 3 minor imbrattamento. V. Fo1·:a t poteMa della polvere da fuoco. pag 169.


Jf,, l'UCJLE DELLA FANTERIA

sità che nel lisciamento perchè non abbia a soffrirne la velocità. dell'infiammazione. , Riassumendo quanto fin qui abbiamo esposto in riauardo aoli el_ementi di maggior influenza sulle qualità del tir; possia~o du·~ _che per l'arma da des~i~arsi a pi-endere il posto degli attuali fuc1h dovrebbe essere sLab1hto: un calibro di soli millimetri 9,5 una pa(l~tt?la del peso dì grammi 18 - una carica del peso di gl'~mmi 0 fatta co~ polv~'.·e p_ìù potente di quella ora in uso - per ultnno, un peso d arma i:11 chi!. 4,5 non compresavi la baionetta. Riteniamo che queste condizioni varrebbero ad assicurare: una ~el?cità inizia~e di 5~0 metri pel proietto, un rinculQ sopportabiI1ss1mo a~1che _1~ _un _tiro molto celere e continuato, in pari tempo la necessaria facilita di trasporto e di maneggio dell'arma. Coi~ Ja predetta velocità di 530 metri, la quale è di 100 metri supenore a q~ell_a che oggidì si raggiunge col fucile Mod. ,J870, si può esser certi eh avere contro fanteria una zona interamente battuta ?no al di là d~i" 500 metri. Si potrà quindi regolare la gra-. duaz1one dell'alzo lI1 modo che l'impiego della prima linea di mira (al~o ~bbaLtu~o) venga es~eso a ~uesta distanza; con quale vantaggio è facile 1mmagmare da chi pensi che, in presenza di nemico a difreddo di stanza minore di questa, il soldato non ha più il sanaue 0 servirsi a dovere dell'alzo, ma tira orizzontalmente innànzi a sè nella direzione del'avversario. . Anche al di là dei 500 metri il tiro avrà maggior radenza. che noi~ ora, perc~è maggiore essendo, benchè di poco, la densità di ~e:"?ne del proietto, questo conserverà meglio la velocità statagli rn1zialmente impressa. I risultati che ora si otLengono alla distanza di ,1iSOO metri la ~assima della graduazione dell'alzo, si avrebbero certo a dist;nze di 100 o di 200 metri superiori; ond'è che potrebbe;;, da chi Io credesse convtnìente, estendere d'altrettanto la graduazione del'l'alzo. . I vantagg_i di una tale soluzione sono, come chiaramente ri levasi, di notev1>le nnportanza, ed è bene porli in parag,me di quelli che trarrebbe seco la contraria soluzione da altri preconizzata, la quale vorrebbe un proietto di peso assai maggiore, cui pertanto non si pntrel:>be imprimere che una veloci t.à relativamente piccola. 1

1

IN UN PROSS1MO AVVENIRE

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Il capiLano belga Guillamot consiglia, ad esemp io, l'adozione di ·un'arma del calibro di millimetri ,t O,il lanciante una pal loltola di 30 grammi, con velocità di circa 430 metri (il). Con tale fucile si avrebbe ;probabilmente, nel tiro individuale, una precis ione d'alquanto maggiore, dovuta alla minor sensibilità del proieLto più pesante alle ,cause di deviaz ione; ma, per contro, una radenza non molto diversa ,da quella del fucile ora in servizio, il quale fornisce uno spazio bat,tuto iniziale inferiore cli circa 200 meLri aq~iello che darebbe l'arma .da noi proposta. Maggior precisione ed in una maggior raden1.a avrebbe il tiro alle gnrncli disLanze; ma nè l' una nè l'altra di tal i due proprietà giungerebt.bero al segno di costituire un vantaggio realmente pratico. Ed invero, .-quando dal tiro individuale si passa al tiro in massa, eseguito cfa nn numero grande di armi alla volta su bersagli molto estesi, la rosa ,generaÌe dei punti colpi Li è formata dal compeneLrarsi delle rose .delle singole armi, e non è sempre la rosa più densa al centro, corrispondente al fucile più preciso; quella che dà i migliori risultati. Un certo sparpagliamento nei colpi può riuscirn conveniente per ,battere in modo uniforme il bersagli o in tutta la sua estensione, precisamente come lo è nel fascio delle traiettorie percorse dalle . ,pallel.te della scatola cli mitraglia e dello shrapnel. Ci rca all'aumento della radenza si dimentica troppo facilmente ,che una tale proprietà. può riuscire per se stessa giovevole solo allora che permette al tiratore di colpire nn bersaglio di cui non è ben co. nosciula la distanza. A raggiungere tale intento dovrebbe la radenza ,essere in relazione con i probabi li errori nella stima delle distanze. Ma questo non è certo il caso del tiro alle grandi t1islanze per le quali lo spazio battuto, anche nelle armi a ti1'.o più radente, rimane infe,riore di molto ad 1!/ 100 della distanza. D'altronde, cosa che a tutta prima pa.rrà strana, noi crediamo 'Yantaggiosa nel tiro a grandi distanze un'arnpie1.za pi~tLosto ra~- · guardevole negli angoli di caduta; imperocchè con essa n esce possibi le ballere truppe situate dietro ostacoli, condizione questa nella ,quale cercheranno di mettersi il più delle volte. 1

(l) Le fusil rationnel. -

Revue mil-itatre belge. Tom e VI 18Sl , c l To,ne I ISB2.


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IL FUC ILE DELLA FANTERIA

Non è, infine, da negarsi che coll'a.t;ma a proietto più pesante si: potrà estendere il tiro a distanze maggiori; per esempio, fino ai •! 900 o 2000 metri, con un vantaggio di un 200 o 300 metri sull'arm~ a proiello piu leggel'o da noi propugnala. Ma, già ebb irno occasione di dirlo, non è nostra opinione che la fanter ia abbia a sp ingere il sHo Li ro a tali ~sagerate distanze , ri cavandone in generale un ben scarso efi'etLo in confronto a quell o che può produrre il cannone. .Meglio assai per essa è di riservare le sue cartucce pel combattimento, da vicino, che di poco precede il momento dell'attacco. ' ~dunque i pretesi vantaggi dell'arma a pro ietto pesante non sono realmente tali, poichè .di poco o nessui1 utile inprnLica. Al contrario, alla proprietà caratteristica ed incoùtrastabile dell'arma. a proietto leggi ero, al tre se ne accompagnano che, se di minore importanza, pure sooo tali da meri tare d'essere qui rico rdate. Vo;liamo alludere : 1° al minor peso del le cartucce, onde ne rimane facilitato il trasporto in campagna; 2° al poter adoperare nei moscheui delle truppe speciali là stessa cartuccia pel fucile, senza cadere perciò in un rinculo non soppnrtabile; condizione questa che semplifica di molto il servizio del rifornimento delle munizioni in campagna (,1); 3° all'economia non dispregevole nella consumaz ione del metallo da proi!')lto; la quale permette ~i assegnarn colla si.essa spesa, all'istruzione annua del S()ldato un maggior numero di colpi. L'actozione delle armi a retrocarica già qvea fauo apprezzare Ja conyenienza di un considerevole aumentCl nella dotazione di guerra i:µ cartucc~ per ciascun fucile. Ora devesi tener conto eziandi o della i;naggior estensione data al tiro, e, per le armi avvenire, anche del la ripetizione. Sol.lo questo punto di vista la cartucc.ia· Ptsante 32 grammi (9 del bossolo innescato, 5 della carica e "8 q!3lla paHottola) del fucile da noi proposto, di quanto non riesce più opportui:ia della cartuccia del fucile Guillamot, la qi~le peserà 47

(I) È noto come por lut1e e tre Je nos tre armi Mod. 18iO: fucile moscheuo d'artiglieria, che .r~re hanno i zappatori e trnmbettieri d1 fan teria, e mo~chetto di cavalleria serva un'unica cartuccw; cosa che non s i vel'ifica p,·esso gli eserciti dove si volle avere · una pa llouola più 1,95an1e.

IN UN f'ROSSD!O AVVE~ lR E

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grammi almeno (grammi 1111,i:> il bossolo, 5,:'.i la carica, 30 la pallottola)? Nel peso di 3 chilogramJ!ri, m~1ssimo oggidì ammesso P,er il tot11.le delle munizioni ,da farsi trasportare dal soldatq , sono còmprese · 94 cartucce leggere e solo 64 pesanti. Là cl ifferenza çli 30 _cartucce è, non lo si negherà, rilevante. E ad essa dev.esi aggiungere quella che si verifica nel numero delle cartuc,ce trainate al seguito del- · ' l'esercito nei parch i di munizione. Al)~ proprietà. di una grande radenza, che, .come abbiam detto, risulterà dall'aumento della velocità iniziale del proieuo e .dal non aver diminuito in questo, anzi aumentato di qualche poco, la densità della sezione, bisogna accompagnare quella di una notevole · precisione del tiro. Sotto ad un tal riguardo sarà di vantaggio la accresciuta regolarità di azione delle polveri di nuova fabbricazione, ma convirrà eziandio ricorrere ad altri mezzi che sono: . la sostituzione al piombo semplice del piombo indurito con · stagno o meglio con antimoqio, nella fabbricazione delle pallott,!le; l'eileguire il serramento del bossolo sulla· pallottola in guisa che quest'abbia a ·provare s~mpre la stessa res istenza ad uscirne; . il provvedere la pallottola di un adatto mezzo di lubrificazion\l q~lla. canna; il rendere la ·canna meno sogge.tta· a cedere agli sforzi che · tendo1~0 ad infletterla, col tenerne piu grosse le pareti; e non ~a, µ.er ultimo, dimenticata la condizione di regolare la·. . forma e la disposizi.one delle par.ti costituenti r arm_a, in mod~ che questa riesca stmmetrica attorno al piano verticale passante per l'assf:. Studio dell'arma sotto il riguardo della ripetizion~. - È generalmente ammessa la convenienza di distrib.uire alle 1.\uppe un'arma per la quale riesca maggiore che negli attuali fucili. a caricamento successivo la celerità del tiro, affine di avvalersi. cli una tale pro- · prietà nel periodo decisivo della lotta. Ed è a tale intento che si imaginarono i fu ciii con serbatoio di cartucce e meccanismo di caricamento automatico., i quali sono ora, . con ~~gione, ritenuti come le armi di un prossimo avvenire.


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IL FUCILE DBLLA FANTERIA

. C.iononpe~·ta~lo conviene confessare che nel continuo e rapido a.v~·1cendars1. de1 perfezwnamenti al. materiale di guerra degli eserc1t1. la qnest,one delle arm i a ripetizione procede con straordinaria l~ntezza, .malgra~o ~ molti. sistemi presentati e le numerose espe· rienze sui medesnm esegmte. · Già adoperale le armi a magazzino, un vent'anni or sono nella guerra di seccessione agli St~ti Unili cl' America, vi furono dopo ·ab~a~donat~, per non essere nprese in considerazione che in questi ul1.1m1 temp ,; quando, dopo aver sottomesso ad esame una trentina .·di sistemi differenti, decidevasi un limitato armamento con fuci li Hotc~~iss ~er i ma~'inai d~lla floua e per la cavaller')a. Qu , m Europa I esernpw dato nel ,1867 dalla Svizzera che di. stribuiva armi a ripetizione del sistema Yet.terlì a. tutte le su; truppe, non era pun.to seguito.· Solo si videro qua e là adottate armi a ripetizione per gendarmi e per marina i. . È voce. che la Svez ia abbia deciso di rinnovare l'armamento della · sua fan te1-ia con fucile a magazzino del sistema ,farman; ma non · se ne è finora iniziala la fabb ricazione. · ta esilanza a decidersi per l'arma a ripetizione voolio;1o taluni . attribuirla a considerazioni economiche; ma se queste ;ossono con, correre a. produ1:la, non. sono per cerlo le sole nè le più importanti. . ~a ra~101~e ~1 maggior momento sla nel troppo scarso numero · dei colpi cl, cui consta la rip.e'tizione delle armi state finora presoltanto·, n1a . sentate.. t questa una nostra opin ione e non d'OO'O'i <'>O la troviamo espressa così chiaramente dal ,,enerale Tsch ebitcheff dell'artiglieria russa in un suo recente scri7to sul tfro celere che non possiamo astenerci dal riferire qui le sue parole. ' . «Tutti i sistemi d'armi a serbatoio, egli dice, vuotano il serbatoio m .30.secoridi.mi.rando, 9d in ,t7senza mirare. Nelle esperienze eseguite. m ~ra?c,a s1p.rovò cl:e vu.otali i serbatoi èpiù convénùnte pro· . s~git.1re 1~ t11'.·o con i mezzi orcbnari anzichè sospendedo per 1·iem-

p.1.rli; qu111d1. 11/2 minu~o al più da che si apriva il fuoéo a ripeLiz10ne, le armi a magazzmo da se stesse si convertono in armi ordina:ie ad una ~ari~~· Ora in 1/2 minuto si fanno almeno 50 passi, · e se 11 (uoco a r1pet1z1one viene aperto a 800 passi, i magazzini sa1:anno vu~tnti e~ i t~·~t?.1:i si possono considerare disarma ti, quando :.1avversano snra ·a 150 passi da loro. 1

11\' UN PHOS$ 1MO AYVENll\t,;

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« Esistesse almeno la possib ilità di vede~e l'altaccanle moralmente scosso per le perdite S'Jfferte all e maggior i distanze! Per contro .egli non appena avvedutosi.che si tratta di fn oco a ripetizione, cioè di fuo co che una volta incominciato non può essere interrouo fìno a magazzino vuoto, e sopratutto di fuoco avente la durata massima di. 1/ 2 minulo, si coricherà per questo tempo a terra, la minima copertura a quella clistanza essendo bastevole. « Ch e cosa avviene dopo quel momento? L'attaccante si senrirà. rincorato, tanLo perchè il difensore col suo fuoco a ripetizione cessato fa vedere che è scosso moralmente, quanto perchè quel fuoco non può cagionare all'aUaccante un danno 1·eale. Il difensore per contro si sentirà. invilito tanto perchè calcolava ann ientare l'avversario con una·massa di piombo, men tre lo ,1ede avan.zare, quanto perchè .scorgendo vuotati i serbato i del fucile si reputa quasi di- · sarmalo ». E poco dopo soggiunge: « Il fu cile a ripetizione, dicono i suoi partigiani, lancia in un tempo d:rto una quantità di proietti doppia -di quella delle· armi oridinarie. Si, ma ciò avviene per il brevissimo tempo .elle il magazzino rimase pieno, cioè non più di 30 secondi, e un'azione efficace di fuoco, limitata a pochi secondi non è supponi bi le; e quando per divenir tale occorrono alcuni minuti, il fucile .a ripetizione perde ogni importanza ......... ... . « È bene dunque stabilire non trai.tarsi qui deil'enorrne vanlaggio delle ari11 i a retrocari ca su quelle ad avancarica, rappresentala da una velocità cli tiro doppia durante l'intero combattimento e ·quindi da perdile costantemente doppie infl itte all 'avversario» (if). Noi dividiamo interamente questo giudizio che dà ilTschebi tcheff della indecisione negli uni e della riluttanza negli altri all'adozione delle armi a serbatoio (2). ( 1) Rivista MiWa,·e Italiana - settembre 1882, c ho lo toglie da ll ' I11ualido Ruuo dell'a prile 1882. (2) La cornmissio11 e d'ufficiali scandinavi incaricata degli s tud i re la ti vi all'adozione <li un nuo~o fucile, commi ssione che si sarebbe ora decisa in ra,·ore <lei ru~ile 3 s~rbatoio ·di sistema Jarman, s'era in un suo primo rapporto dic hiara ta contraria all'a rma a l'i·P8tizione. B ci piace rifvrir qu i le ragion i, qu a li risu ltano dal n , ppo rto stesso. < Le Com ité a discut6 onsoi t.e l'ado ption d ' uue nouvell e orm e à magasin ou à 1·é,péti l.iou . • Les rus ils <lo ce genre ac tttol lemenL e n sen·ico sollt, relativement aux armos SB


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lL FUCILE DELLA FAN'l'E HI A

Se vuolsi far cessare questo stato di cose, è necessario . r iusciread un'arma la quale possa con tinuare il Liro -celere o ripetitore per la durala di um, tempo qiialsiasi. Tre sono le vie che si presemano a chi voglia tentare la soluzione dj tale problema : o munire l'ayma di un serbatoio e.ap~ce di un molto maggior numero di cartucce degli a~tuali ; . ~ · o trovare modo di ricaricare in tempo brevissimo il serbqtoio; o ricorrere ad un serba toio spe.ciaie, amovibile, che possa, in un attimo essere a<latlato all'arma· ed all:reuanto sollecitamente· cambialo con un nuovo tosto che siansi consumaté le cartucce in e$SOcontenute. Il primo di questi mez~i abbiamo tentato anni spn.,o (11), e, malgrado l'idea abbastanza felice che avea·presieduto .alle disposizioni :prese per la ripetizione, ci siam dovuti convincere essere il medesimo poco pratico per un'arma da guerra, non potersi d'altra part.e raggiungere quel numero di colpi, che sarebbe. necessario. Ancor minore probabilità di riuscita presenta il secondo, e non è il caso di occuparsene. ~fa rimane il te1:zo; e ad esso debbono rivolgersi i costruttori. E nolo come tutti i vari sistemi d'armi a serbatoio, s,ui quali ebbe a fermarsi l'attenzione degli uomini di guerrtt, possono essere· suddivisi in due classi, secqndo che il serbatoio· è fisso all'arma oppure amovibile . . JI serbatoio fisso lo può essere o lungo la canna (sollo o lateral-

c hn rgeant a chaq ue cpup, d' une consti·uction délica te e t deroandent dans Jour muiiement un t el soin qu'ils ne rempliss~nt pas les coud itions de soli dité et. durée requ ises il un e. arm e de guerre; ils son t d'ailteurs 1rop lourds e, d' uù prix é lavé. . « An po, nt de vue tac tique, ces fusils soot s upérie urs aux fusils à un ,eul coup, mais P,3S de beaucoup, car il fa ut bien r ema rqu cr q,1e 1,1 ca,;touchg est longue et q ue I& magasin n'en peu t pas contenir un grand no mbre. · " Dès lors le Comité se déclare co11t1·e l'adoption d'u ne arme à magasin. « Si l 'on trouvait un rus il à répéliti on co.n tena,nt un gra ncl' nomhre d ll cartouch es et ayant. de proprié tés ba listiques t r$1, -a va n tagc uscs il ser.. it plus µa rfa it que le fusi l à un coup, mais comma une telle a rme n:a pa, encore é t6 1rouvée, le Com ité ne peut adopter le sys è me à r é pétition . • IÌt~tte cl'a,·tiller ie. Mar5, 1879. ( I) Nel 1879. - I:esemp!are dell'ar ma allora costrutta può Yedersi nel R. Museo· d'ai:tiglieria

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lN UN PROSSIMO A VVEN II\E

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ment~ ad essa), 0 lungo il calcio, o fra canna e calcio. E può anche .questa terza dispos izione trovarsi comb inata con una delle prime. È quanto osserva vasi ·nel modello d'arma altra volta da noi studiato'. A parte la clifftcoltit di pervenire ad un numero sufficìe~te grande ,di colpi. hanno le armi ser batoio fisso i gravi difetti: di complicare l'arma, di renderla troppo pesante,. di spostare generalmente · il centro di gravità dalla posizione che è r iconosciuta la più adatta . . per un comodo impiego dell'arma . fra le al tre, sotto quest'ultimo rapporto, è la disposizione Peaaiore eo .. del serbatoio lungo la canna, per .etl'etto della quale il centro di g~·avità r iesce trasportato troppo innanzi, e l'arma all a posizione di pront strappiomba ed affa,tica oltremodo il soldato, massime quando, ,oltre al serbatoio carico cli cartucce, vi ha la baionetta innastata. Nei serbatoi a.venti posizione lungo la canna. od il calcio, e sono i preferiti per la: semplicità ·stessa della disposizione, le car.tucce, ·messe l'una dietro l'altra e sospinte verso l'uscita del serba'"' toio da una mo lla spirale, vanno soggette agli urti.che si producono .ogni volta che unà ne esce dal serbato io, e nel suo posto, lasQiato !,ibero, viené d'un tratto a cacciarsi, sotto l'azione. della. mol la, l' ultima delle cartucce restanti. Effetto di quest'urto è lo appiattirsi della punta della pallottola, èd anche, tal'ora, urìo scorrimento di ,questa nel bossolo,' ed il conseguente schi acciarsi della polvere con danno evidente della potenza . ~alistica, ma più ancora della regolari Hl d'azione. Infine a due condizioni di non lieve importanza mancanò per lo più i sistemi d'anni a serbato io fisso, e sono: il non prestarsi al tiro con cartucce d~ salve, e l' incertezza in cui lasciano chi le adopera ciréa il r1umero d<~ll e cartucce che Lrovansì ad un dato momento ,conLennte nel magazzino. A tutti questi inconvenienti rimedia compl etamente o quasi il serbatoio amovibile. Ed; in, vei:o, l'arma priva, del serbatoio fisso ma mun ita soltanto del congegno destinato ad utitizzare il serbatoio mobile, ri~sce per natura, più semplice più robusta·e più leggiera. Non è difficile soddisfarf;l alla condizione di far ca.dere il punto d'applicazione del serbatoio in corrispondenza dell'otdinar ia posizione del centro di gravità; come neppure di costrurre il serbatoio·

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Il\ IJ~ li, FUCILE UELT.A l'A~TEHIA

in modo che le carlucce non abbiano a subire deformazione alcuna,che vi si possano collocare indiJTerentemeute carLucce a pallollola o cartucce da salve, infine che sia fattibile l'iconoscere dall'esterno il numero delle cartucce che r imangono entro di esso. Secondo le nostre idee, il serbatoio mobile dovrebbe, almeno in, parte, sosti Lui fe l'attuale pacchetto cli cartucce. Un certo numero di questi serbatoi verrebbero distribuiti a ciascun soldato che, caricatili di cal'lucce, li porterebbe in apposita. giberna o tasca clivel'sa da qnell a dell e cartucce sciolte; essi costituirebbero la sua riserva di combattimento. Il r icaricamento dei serbatoi, quantunque operazione da farsi in momenti dj calma, dovrebbe ciò nondimeno esser facile e spedita. Nè dovrebbe esser tolta la possibililà di celeremente ,·uolare nelle giberne da cartucce sciolte quelle conlenute nei serbaloi. Applicato il sel'baloio all'arma allorchè prevedesi possa csse!'eda un momento all'altr') il caso di adoperarlo, lasua presenza non dovrebbe impedire di far fuoco a ca rica menlo successivo. In al Ire pa-· role al comando cli ciclattnte ,; serbatoi clo, rebbe poler segn ire, a tempo opportuno, qnello di aprite i serbatoi. E. com inciato il foo co a ripetizione, dovrebbe potersi quando che fos,;e cessare dal medesimo col comando cli serrate i serbatoi:, per r iprendere il Lir·o a carica.mento successirn. La sostilnzione di un serbatoio vuoto con un allro carico clnrante il tiro a ripetizione, sostiluzione da farsi dal solcfa.to a ,Tolonlit, non dovrebbe richiedere tempo superiore a quel lo che occorre per scaricar e caricnre l'orma nel coricamenlo non automatico . Ed è nclln. rapidità di queslo ricambio che dovrebbe, come gia abbiamo detto, consistere la dote precipua doll'anna da fabhricarsi in confronto al le esisLenLi. li serbaloio, messo a sito sui fuci le, è fo1·se soverchio il dirlo, non dovrebbe essere di impaccio ai movimenti del maneggio, nè al la speditezza del caricamento successivo, nè al puntamento. nè al porto dell'arma; e non dovrebbe neanche spostare il centro di gravità dell'arma dal piano di simmelria della medesima. É in questo modo che noi vorremmo veder risolta la questione dell'arma a ripetizione; e non ci si vorrà negare che ~e si riuscisse a soddisfare Lulte le su espresse condiz ioni, l'arma acquisterebbe pre-

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PI\OSSDIO AVV.R)(IH F. .

aio tale da far cessare le prevenzioni che or si hanno contro di e,~sa. " "N'on Lntle però, chè rimarrebbero o~p~s!tori cqloro che nell impiego dell'arma a ripetizione veggono lac1hlato lo spreco delle munizioni. Ma com' ebb~ a mutar opinione chi temeva la troppo grande celerità 'c1e1 tiro nelle armi a retrocarica, così lasceremmo al tempo la cura di convertire al nuovo credo chi or si oppone per lo slesso motivo alJ.e armi a ripetizione. Torino, otlobre 11882 . ANTONIO

CLAVARINO

Capitano d'artiglie1·ia.


011,r.r.'rsTRUZIONE SUL TIRO

DÈLL' 1S.TRUZIONE SUL TIRO

Presento qui alcune osservazioni sul!' insegnamento del . tiro al ' ber3aglio che credo non superOue anche dopo la pubblicazione . dell'attuale istru7,ione reg-0 lamentare, tanto più che essa è ancora provvisoria e ancora si atlende la definitiva, nella qua.le ci sarà · -luogo a nuovi miglioramenti. Primo elemento per uri .buon risultato di tiro è l'arma buona e -la fiduc ia che il tiratore vi r ipone. Da ciò non vo' prendere le mosse per discutere l'arme atLuale eccellente; ma per insistere su un~ . idea accettata anzi per la prima volta nella attuale istruzione e per manifestare il desiderio che trovi nella nuova una più concludente applicaz ione: vogl io dire la prova del fiicile. · L:attua le istruzion e ammette che nel caso in cui nelle lezioni del tiro preparatorio sorgano dubbi sulla bontà d'un dato fuci le, lo si provi facendo tirare con esso alcuni colpi da qualche buon tiratore . in posizione comoda, anzi appoggialo al tavolino . Sgraziatamente il tempo. per le lezioni è breve e i termini fissal i, le altre istruzioni, gli accidenti meteorologici cospirano a renderlo . angusto : così la prova si limita a casi molto rari ed è fatta imperfettamente, anche perchè per quanto sia abile il tiratore, anche appoggiato al tavolino, non offre sufficiente garanzi a, non è sicuro di ripetere esattamente lo slesso colpo. Assai meglio parmi . sarebbe se si concedesse la pron del cavalletto . Comprendo che il buòn nso di esso r ichiede ufficiali, se non special i, almeno ben , istruiti nella partita. Nla ora dopo la istituzione anche della scuola .

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speciale pel tiro questo personale non manca: ci vorrebbe è vero un certo numero di cavallelli per reggimento per sopperire ai bisogni anche dei distaccamenti, ma si può trovare un modello abbastanza semplice ed economico. Potrebbero forse nascere inconvenienti dal controllo che i corpi implicitamente verrebbero a fare così alle direzioni d'artiglieria; il controllo però è sempre meglio in genere sia eseguito dalla parte interessata che qui è il corpo che deve impiegare quelle armi; potrebbe essere forse anche troppo interessata; ma, via, non credo possano r idondarne inconvenienti superiori ai vantaggi che se ne ricaverebbero assicurando il soldato della .buona costruzione delle armi e delle munizioni affidategli . Delle varie abilità che deve acquistare un soldato per divenir buon tiratore, quelle che inlluiscono sul risuitato delle lezioni nel tiro al bersaglio non sono che queste due: puntar bene e sparare senza scuotere l'arma; le altre rigu~irdano il tiro di combattimento. Per punlar bene occorre conoscere bene la Iinea di mira, avere buona vista ed esercizio. Si insegna al soldato a conoscere la linea di mira al cavalletto facendolo puntare contro bersaglietti il cui centro è costituito da un elisco nero . Nel puntare, il mirino si presenta al tiratore come un ostacolo nero : nero su nero si distingue male, deve ricorrere a qualche pu:1lo lucente del mirino che può non essere la sommità dello stesso: meglio sarebbe se il centro fosse • costiLuiLo da un disco bianco: forse anche meglio se si prendesse per punto di mira un piccolo foro praticato in mezzo a un diaframma opaco (cartone, latta o legno) applicato ad una finestra come vi cli proposto sulla Vaenniy' Sbornik (Rivista milita1·e nissa}. Quel punto lucente rivela al puntatore più facilmente il momento in cui la sommità del mirino viene a coprirlo in parte. L'altra condizione per tirar bene è quella della biiona vista: tutte le istruzioni e tutte le eserci Lazioni non potranno fare un buon tiratore di un soldato che abbia la vista difettosa all'occhio destro; e di questi ce ne sono più cli quello che non si pensi. Oggi più che per lo passato, se si riflette che aumentata la portata delle armi attuali e quindi la distanza media alla quale si effettua il combattimento della fucileria e l'impiego degli ordini sparsi, .tante viste mediocri, abbastanza buone una volta ora divengono insufficienti. A.NNO X.XVII

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DELL'ISTRUZIOKE Sl.iL TIRO

Nell e medie che si calcolano sui punLi fatti per dedurre l'abilità relaLivn dei vari riparti per eccitare l'emulazione, il numero dei tiratori essendo piccolo, per poco che ve ne siano di cattiva ,,ista, tre O quattro sul L0lale basteranno per fnrr isult~r~ p~g?io~e c~i tt~tte la mi,rl iore compagnia di un reggimento. Questi 10d1v1du1 d1 ,•1sla insufficiente dovrebbero essere impiegati in altri servizi che non sia il tiro: se ali è solo l'occhio destro che vede male, possono ancora servir; utilmente nella cavalleria e nell 'arLi glieria, ma col fuci le no. Non è però cosj facile discern'ere quali abbiano vista insufliciente , specialmente in questo caso; un occhio supplisce all'. aJt.ro, il soldato non bachi. se della sLrn. buona vista deve essere obbligato al suo occhio destro o al sin istro e molto meno ci badano gli altri: e pnò passare così per un soldato di buona vista tale che non può '.1tilmente se'.·virsi del fucile. Bisogna dunque ricorrere a un proprio esame, <lll'elto con regole prudenti. Fra i vari difetti dell a vi:t~ c'è ~nch_e il. daltonismo ossia insensibilità ad rilcuoi od a tnLL1 1 co lor,, drfeLLo eh~ ·i crecle,,a molto raro una volta, ma che parecchi scontri ferroviari ;ivelarono più frequente che non si creda, nel persona le di servizio parecchi erano dn.l ton isti senza sap~rlo. Ora si sottopone quel personale a un accurato esame preventivo. Ebbene il daltonismo non è nemmeno indifferente nel caso clel puntatore. I piccoli oggetti alle di~tanzo notevoli non si ri_velan~ pel loro ombreggiamento e lumegg1mnento trai~ne nel caso d1 punti brillanti: si rivelano in genere pel colore diverso dal fondo sul quale campeggiano. Gli è anzi in_ omaggio a tale ver_ità che si ~ura negli ::i.biti dei mililu~i, nei colon fìn dell~ tende, d1 adottare l.rnte simili a quelle del terreno o delle boscagl ie, o _alm~no .non appa~ riscenti; fatto verificalo dal Darwin auche negh an1mal1, parecchi dei quali sono proietti dagli attacchi dei loro ne:11.ici_ c?n questo mezzo unicamente. Egli è adunque importante d1 rstiLmre questo esam e della vista o sugli inscl'illi per decidere sul loro assegno alle di verse armi, ovvero ai corpi. Anche un capilano si tro~·~rà. b_en~ eseguendo un tale esame; se riuscirà cosi a liber~rsi clegh mcl1vrdu1 di. catLiva visla rnò.star sicu ro di una bLwna medw. generale. ~on ~ nemmeno senza interesse l'esame dopo il tiro; può succeder_e ~1 trovare delle anomalie che fanno pensare, come per esempio 11 caso c1i cauivi tiratori con vista eccellente e viceversa.

DEL!,'1:;TnuZIONE SU L TIRO

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Quan tunque però la scrupolosit~t di questo esame nel caso nostro non occorra sia troppo spinta, pur luttavia noo è cosi facile come alla prima potrebbe sembrare. Ho fatto delle prove mettendo a discreta distanza dei cartelloni con lel.l.eee del!' alfabeto, facendo avanzare gl'individui verso cli essi e notando per ciascuno la distanza in cui distingueva la lettera. Naturalmente gli analfabeti parevano ciechi, ma anche in quelli che sapevano leggere la maggiore abilità veniva in aiuto alla vista. L'intelligenza, l' ab itudine a distinguere certi oggetti sopperiscono molto alla vista: cosl un marinaio distingue una vela dove invano la cerca l'occhio acuto di un cacciatore che alla sua volta vedrà il lepre <love non lo· vedrà il marinaio. Ho sostituito cifre numeriche alle lettere, ho sosti tuito quadrati, stelle, fiori, circol i alle cifre con migliori risultati, ma non ancora soddisfacenti: l'intelligenza sempre ::;occorreva la vista~ ho capito quanta giustezza c'è nella metafora che fa chiamare veg_qenti i saggi e vede·1·e l'intendere. Ho collocato su cartoncini <li colore scuro dischetti bianchi, come per esempio ostie con risultato migliore. Le ostie erano in numero yario da 6 a 7 e disposte irregolarmente, il so ldato doveva dirne il numero . Usando ostie co lorate di versamente si può accertare anche il dalton ismo. Il miglio!' risultalo però lò ottenni facendo guardare la. mano collocala io attitudini diverse su l petto di un individuo . In lutti questi esperimenti faceva avanzare l'esaminanda coll' occhio sinistro chiuso da una distanza superiore alla visivilà maggiore, facendolo camminare verso l'oggetto . Quando gli pareva di discernere l'oggetto s'arrestava e dichiarava la lettera, la cifra, la forma che vedeva: se errava lo facevo avaniare ancora finchè indovinasse, quando indovinava lo trattenevo e facevo mutare il segno per acce1'la1·mi se era stato in- . dovinato a caso o veramente distinLamente percepito e notavo in questo caso la distanza in meLri o in passi dall'oggetto segnal a preventicvamente sul Lerreno. In Russia l'esame della vista si fa innanzi al consiglio di leva pe1~ designare quelli da assegnare ai corpi di cacciatori; ma non potei conoscere con quale criterio l'esame si eseguisca. Credo però che pel caso nostro anche il sis 1.ema della mano sul petto può essere sufficiente, il petto coperto dal cappotto; meglio sarebbe se fosse ~loffa di color più chiaro, cioè cli un grado di lucentezza simile pres-


DELL'ISTRUZIONE SUL TIRO

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DET.!.'TS1'RUZ!ON1t SliL 'l'IRO

s'a poco a quella della mano: co:sì si potrebbe anc110 rivelare il daltonismo in molli casi: più precisamente volendo definirlo converrebbe ricorrere a fon di di colori vari. E conviene anche ripetere l'esperimento in giorni diversi e con un grado cli luce possibilmente costante, perché negl'inclividui la vista non è in tutti i giol'ni uguale nè è uguale con tutte le luci . Nel puntamento la vista può però anch' essere aiutata mediante un opportuno collocamento delle mire: alzo e m.irino . Quando l'occh io deve discernere oggetti collocati a varie distanze, per ottenere in ogni caso la nitidezza della immagine sulla retina, ~odiftca.le lontananze da questa del cristalli no e le du·ve clell e varie superGcie diafane mediante sforzi che si chiamano ~ddattamenli . Addattato l'occh io su un oggetto a una determmata distanza, vede quello distintamente, ma male discerne gli altri più vicini o più lontani . Così noi se ci poniamo davanti a una finestra con griglia, se guardiamo la griglia non scorgiamo gli oggetti esterni e se guardiamo gli oggetti esterni non distinguiamo la griglia. Naturalmente che i vari arldattamenti differiscono fra loro press'a JJoco come i quadrati delle distanze, così che a distanza d'un chilometro si disÙnguono ugualmen te bene due oggetti di cui l'uno sia a n0i più vicino o più lontano anche di 400 metri, mentre invece guardando un 0 vv Metto a dieci centimetri dall'occhio, male si distinguerebbe . contemporaneamente un altro oggetto posto a un metro più lontano. Da tutto ciò voglio inferire che più le mirè sara1:rno vicine fra loro e lontane dall'occhio più facile sarà l'all inearle col punto di mira·' ossia che dato il caso r:he si abbia a pensare a un alzo nuovo. converrebbe a mio avviso accostarlo al mirino; ci sarebbe anche 11 vantaggio di farlo più piccolo. . . Oltl'e alla bu.ona vista ed al collocamento oppor tuno delle mire crio va di certo anche l'esercizio, perchè l'allineamento dei tre ptlnti ;eo·ua con sollecitudine; t~·attandosi del fucile l'esercizio rinforzR o . r anche i muscoli relativi alla posizione del puntamento, orza necessaria per ottenere la fermezza. Aquesto scopo in Russia si_ e_sertano i soldati a sostenere il fucile con una mano sola nella pos1zwne di punt , ora colla mano destra ora colla sinistra sola: è una ginnastica applicata, che si potrebbe addotta.re . Distinto bene l'oggetto, bene allineate le mirefe trattenuto fermo · .

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il fucile, r imane di sparare $enza muovere l'arma. Le cause dell a scossa sono la durezza del meccanismo di scatto, l'inabilità nell'eseguire il movimento, l'apprensione per la rinscit_a del colpo, pel timore del rinculo, pel timore dello scoppio. Perchè lo sparo segua dunque senza scosse è necessario che l'arma per le sue meccaniche proporzioni e per la buona costruzione presenti uno scatto relativamente dolce e un rinculo tollerabile; ma poi vuolsi che il soldato sappia prendere una buona posizi one tenendo ben fermo i.I fucile alla spalla, sappia scattar !'arme dolcemente e sia abbastanza esercitato per vincere i timori e le apprensioni. Alcuni autori dànno importanza all'angolo che fa la canna coll'impugnatura, al quale attribu iscono la virtù di decomporre la spint~ del rinculo facendone sopportare solo una componente alla spalla mentre l'altra tenderebbe a far rotare il fucile intorno alla stessa alzando la bocca. Ma convien notare che vantaggio e difetto cessano quando lo scatto sia esegu ito conven ien temente: annullandosi la rotazione, la spinta del rinculo si trasmette integra alla spalla. Non è dunque che istruzione ed esercizi o che ci vuole. A questo proposito noterei che cinque colpi per lezione sono alquanto pochi; mi pare che gioverebbero di più dieci spari di seguito che non divisi in due giorni, facendo cinque spari per volta. Qui non credo superfluo di notare che la dìfficollà di puntar bene e di e.seguire lo sparo senza alterare il puntamento non cresce col crescere dell e cl istanze: il puntamento è sempre di retto su un punto, su un obbiettivo ristretto; il restringersi di questo per le distanze agevola piuttosto il puntamento che non ne aumenti la difficoltà; la scossa che si imprime all'arma non aumenta coll'aumentare delle distanze l'ancrolo di questi errori rimane costante e c1nindi non l'errore del tiratore cresce colla distanza, ma semplicemente la deviazione procloLta dall'errore. Anzi questa deviazione ossia distanza del punto colpito, dal punto che si voleva colpire, per uno stesso errore di angolo prodotto da difettoso pun tamento o da agitazione nello sparo, alle grandi distanze diminuisce, come si deduce dalla tabella dei dati di tiro corrispondente alle diverse distanze che ci dice che dodici minuti primi bastano per portare il punto in bianco da 100 a 200 metri mentre per trasportarlo di al t.rettanto alla distanza di "500 metri ce ne vogliono cinquanta. '

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DELL'ISTRUZIONE SUL Trno

DÉLL' ISTRUZIONE SUL TIRO

Da questa osservaziòne voglio inferire che il buon tiratore si può formare alle piccole distanze; conseguita la voluta abilità, se Io si proverft alle grandi distanze, le diffico!Là non saranno cresciute, gli errori si conserveranno proporzionali alle distanze stesse presentando atzi una qualche diminuzione non per maggiore abilità acquistata, ma per la maggiore incurvatura della traieLtoria. Ma c'è anche un'altra ragione assai più rilevante che consiglierebbe di formare il tiratore alle piccole distanze, e questa si è la possibilità di conoscere l'errore commesso e quindi di correggersi. Le deviazioni crescono in proporzione delle distanze, ma non possono in ugual proporzione crescere i bersagli, e molti' colpi fall iti vanno fuori del bersaglio stesso o dànno dei risultati zero non solo per le medie, ma andie per l'istruzione non potendosi conoscere neanche la direzione presa da quei colpi e non potendo quindi il tiratore regolarsi. correggersi. Cinque colpi per lezione sono pochi, e se tre o quattro ne vanno foorì del bersaglio il profitto per l' istruzione ·sarà zero . Non si può imparare se non si conoscono gli errori che si commeLtono. Bisognerebbe adunque o istruire il tiratore sopra un bersaglio a piccola distanza, o crescere la dimensione dei bersagli in proporzione delle distanze e non procedere ad una lezione di maggiore distanza se il tiratore non ba acquistato alla d.i:stanza minore tal grado di abili tà da assicurarci che nessuno dei suoi colpi non uscirà dal bersaglio. In pedagogia per vero si abusa nell'estendere la massima di non procedere nelle materie se l'allievo non ha perfettamente imparato le precedenLi lezioni. In molte materie il collegamento tra le lezioni non è tani.o assol uto, ma qui nel caso del tiro al bersaglio la decisione panni perentoria: chi non fa due punti almeno ad ogni colpo a una data distanza non conviene farlo tirare ad una distanza maggiore; i colpi che escono dal bersaglio sono zeri anche per l' istruzione. Il secondo mezzo, di ingrandire cioè i bersagli in rapporto colle distanze non è attuabile; ma il primo cioè di forma1:e i tiratori alle distanze piccole è conciliabile col terzo, di non progredire cioè a distanze maggiori fìnchè non si abbia acqui· stata sufficiente abilità. alle minori. Per vero questo principio è già in parte accettato nell'attuale reg?lamento . Il tiro preparatorio consta dì 1O colpi a distanza di

100 metri e di 5 a 150, il tiro. ordinario consta dì ,f 4 leiioni cli èinque colpi ciascuna, quattro delle quali a 150 metri, illtre quattro a 200, poi due a .250 e solamente Lt·e lezioni tra 350 e 575, sicchè si può dire che il più delle lezioni sono eseguite a distanze tra 1150 e 250 metri; ma pur tullavia conviene r iconoscere che anche a quelle distanze il numero degli zeri non è indifferente e che pur tuttavia non dà luogo ad alcuna decis ione circa al progresso dell'istruzione. l\fa c'è di più: abbiamo dei ber$agli impiccoliti come il bersaglio N. 3 che rappresenta il soldato in piedi , il N. 4 che rappresenta il soldato in ginocchio e il N. 5 che rappresenta un soldato corjcato veduto di fronte, un quadratello cli 0,50 di lato; questi bersagli r istretti che non clànno·modo di accertare la direzione presa da molti colpi pur discreti e quindi a.I tiratore di correggersi, sono usati in cinque lezioni sopra le dieci del tiro ordinario, che sono tea i ,150 ed i .250 metri, e scemano il vantaggio che la piccola distam:a offrirebbe all'istruzione. Ci si potrebbe rimediare ihquaclrando quei bersagli in telai maggiori che permettano di verificaré l'entità degli errori commessi. Vorrei dunque conchìudere su questo punto col raccomandare distanze piccole, bersagli grandi. I tiri alie maggiori distanze parmi siano a considerarsi come complemènto della istnfaione cli tiratori già fatti e come un mezzo per far loro conoscere i pregi dell'arma; ma la scuola del tiratore, il ben puntare e lo sparare senza muovere· !'arma parmi si debba fare su bersaoli ~randi a distanze piccole e con un maggior numero di 0 colpi per ogni lezione. Un'altra cosa pure· sembrami indispensabile alla buona riuscita della scuola cli tiro al bersaglio e questa è la comodità. Certamente è bene che il soldato si avvezzi ai disagi, si avvezzi a tirare anche in condizioni non troppo favorevol i; ma consideriamo che benché .all'occorrenza noi pure sapremmo scrivere un biglietto sotto la 'pio6'oia al lume d'un zolfanel'lo, su un pezzo di carta bagnata, con i?" ' un cavallo inquieto fra le gambe, se la scuola cli scri ttura ce la avessero fatta in tali condizioni a quest'ora saremmo poco avanzati. Ora avendo preventivamente concluso a prò delle piccole di~tanze ,e cli un numero maggiore di colpì per lezione, ammesso qu<rsto principio non sarebbe più tanto diffici le trovare nelle vicinanze dai quar tieri uno spazio adatto a costruirvi '.dei locali per la scuola di

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:OELL' ISTRUZIONE SUL TIRO

tiro in condizioni migliori di quello che non sieno le spiaggie del mare o i greti d'un fiume, dove la protratta insolazione e la luce abbagliante nuociono alla vista, alla calma. Un'altra condizione pure sembrami sia indispensabile al profitto dellft istruzione, sempre partendo dai su esposti principi i, cioè di una progressione nelle lezioni proporzionale all'aumento delle difficoltà; - e questa sarebbe che le prime lezioni fossero tutte eseguite all'appoggio come la posizione la più comoda e nella quale è più facile far buoni tiri e progredire poi success ivamente per le altre posizioni fino a quella di braccio sciolto. Così si aYrebbe una vera progressione normale dal facile al difficile, e non aumentando le difficoltà del tiratore inesperto con posizioni incomode, si manterebbe la rpsa degli errori in un campo ristretto ossia nel campo del bersaglio, condizione indispensab il e per la. co11rezione senza della quale non v'ha profitto. Il tiro ridotto, che è un tiro preliminare appunto a distanza piccola, eseguito jn condizionì comode nell'interno dej quartieri , viene in gran parte a soddisfare alle sopranotate es igenze (meno che a quelJ'a di concedere un maggior numero di colpi per lezione); ma è a notarsi che non basta clasofo a· costi tui re quella scuola del tiratore a cui si accennava e che pure dovrà eseguirsi al bersaglio con cartucce vere e che per questa quindi rimangono ancora inalterate le esposte considerazioni e proposte. - In riassunto esse sono: Avvicinare l'alzo al mirino; Concedere ai corpi l'uso del cavalletto pèr sperimentare fucili; Esaminare la vista agli inscritti davanti i consigli di leva e ai corpi, tenerne nota per assegnarli a convenienti servizi e per far confronti coi risultati del tiro; Nella scuola di puntamento usare bersaglietli col centro bianco su nero, o mégl io picco li fori su diaframmi opachi applicati alle finestre. Esercitare il soldato a reggere il fucile alla posizione cli punt con un sol braccio; Nelle esercì L.azioni del tiro ridotto e del tiro a bersaglio concedere un maggior numero di colpi .per lezione a ciascun individuo; Al tiro al bersaglio prima di ammettere il soldato a tiri a di-

DELT.'JSTRUZlONE SUL TIRO

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stanze notevoli o su piccoli bersagli istruirlo co~ un~ serie di le~ zioni a distanza breve, su bersaglio grande cosi da. permettere. d, verificare gli errori di ogni colpo ed in tal modo cli corre.ggers1. Pure in queste prime lezioni seguire una progre~~1o~e r~~ golare dalle posizi oni più facili (appoggio) a quelle prn d1fficili (braccio sciolto}; . . . , . In massima non ammettere a. lezioni di maggior d1fficolta 1 tiratori che non abbiano fatto almeno due punti a ogni colpo,. che offrano così garanzia cli non far poi colpi fuo ri del bersaglio mutili per il profitto; . . . . . Disporre i bersagli, per quell.e pnm~ le~1on1 specialmente, in località comode, riparate, vicine a1 quartieri . AIRAGHI CESARE

Maggior·e nel .28° ·re,qg . fcint.


STUDIO ANALITICO E GRAl"fCO ECC.

STUDIO ANALITICO E GRAFICO DEI MOVIMENTI MILITARI

(Con cinque tavole)

Incaricato per parecchi anni di un corso di Esercizi di matematica al .2° anno della Scuola.di Guerra, istituito coll'intendimento di rendere agevole agli ufficiali allievi l'impiego dei mezzi che le matematiche elementari forniscono alla soluzione derrJi svariatic.;s~1~i p~oblemi, che possono pl'esentarsi sia per le esig;nze del serv1z10 sia per quelle dei diversi rami di studi militari, mi parvero, fra le altre questioni, di capitale importanza quelle relative ai movimenti delle truppe. Avevo quindi dedicata una parte del corso allo ~tudio analiti?o e g1·afico dei movimenti m,ilitari, nella quale, applicando ad ogni questione il metodo ordinario di speculazione anali tico, _os;,ia ~ritmetico ed algebrico, ed il metodo grafico, · ho cel'cato d.1 far r1~altare la superiorità di quest'ultimo tanto per la speditezza _con cu_1 ess_o fa raggiungere il risultato, quanto perchè esso pone 111nanz1 agli occhi il complesso delle operazioni ed ancora ~~rei)~ in esso_ ~~ u_na. suf~ciente ~pprossimazione si accoppiano mmon probab1hta d1 erron e maggwre facilità di esserne avvertiti o di rintracciarli . In quell'epoca non conoscevasi generalmente che un lavoro di tal genere ed era un grafico di .marcia proposto dal colonnello

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Lewall in una sua conferenza(~). Mi parve che assai più largo partito si potesse trarre dal mezzo grafico ~ella soluzion~ di problemi relativi al movimento e.mi proposi di darne la teona fondata sui principii più elementari d1 geometria analitica, ::.he, anche per altre utili applicazioni, avevo svolti in una parte precedente del corso. · Quell'inseo-nàrnento venne in seguito soppresso. Convinto della 0 utilità che il mezzo grafico può avere nello studio dei movimen_ti militari mi sono deciso a rendere di pubblica ragione quelle nue lezioni, spinto anche a ciò fare dal consiglio di _coll~gh_i, dal favore graqdissirno co~ cui 1~ v~di ~empre a_ccolte_ dag! 1_ alhev1, che se r~e valsero in studi ulter1on cl arte e di storia mJl1tare, e dal sapete che tale mezzo viene impiegato per risolvere speciali problemi alla stessa Scuola di Guerra. Mi decisi a questa pubblicità, non ostante non· mi sia io-noto che altri lavori sullo stesso argomento, del Lewal e di altri autori, uscirono in seguito a quello dianzi accennato, perchè, per quanto io sappia, nessuno ha finora ~rattato il medesimo in modo didattico, passando cioè dal semplice al complesso per via scientifica, progressivamente ed accennando alle molte applicazioni, che se ne possono fare. . . . Credo però necessario avvertire come non m1 _sia sfug?tto che molte applicazioni da. me presentate come esempi, e spec1al~ente quelle che si riferiscono a minute operazioni logistiche o tattiche,_ non siano dì pratica attuazione, giacchè sul ~en~n~ _1~an~ano_ quasi sempre per esse i mezzi ed il tempo . T11ttav1a_l ut1l1ta d1 tah p~oblemi appare evidente quando si pensi ch'essi preparano _al . faci le maneggio del mezzo grafico , per servirsene a risol_ven:e altn d1 ~1iago-iore importanza e pei quali tale mezzo è appl1cab1le con _sJCura ~onvenienza anche nella realtà degli atti mi lit9-ri, e che essi possono ' o-iovare nelle esercì tazioni, nelle manovre coi quadri o sulla carla ~ nello studio delle campagne. In ogni modo poi, quando formi no 0 0'o-eLto di frequenti esercizi, .abituano la mente al la facile e pronta ;:rcezione dei rapporti esistenti fra 1~ varie ~u~ntità che si contempla.no nei moyimenti e preparano cosi alla fftc1le, pronta e

(1) Pubblicata nella

nevue

m ilit.aire, anno 1869.


~'l'UDtO ANAT.l'l'ICO E r:at.H' ICO +08 più approssimativa soluzione mentale dei problemi, che ad ogni momento si dovrebbero risolvere nella pratica del servizio e che spesso si risolvono troppo grossolanamente, o non si risolvono, abbandonando al caso le consegneme di premesse disposizioni o di ordini impartiti, le quali non si sono ben accertate calcolandole. Un mezzo speditivo di calcolo forse si appl icherà in mo lte cir,:ostanze, nelle quali non se ne intraprenderebbe altro richiedente più tempo e lavoro, e si sfuggiranno così taluni inconvenienti. nei quali si potrebbe forse incorrere. Questo lavoro non è che il sunto delle lezioni e qui ndi è risLretto al Lrallamento di alcune quistioni, a modo di esempi, fondale su dati piuttosto ipotetici che concreti, collo scopo di rénclerne chiara. l'esposizione, non ostante la brevilil del tempo concessa al loro sviluppo. Esso può servire di acconcia preparazione allo studio del Lewal, il quale tratta in uo suo libro (1) problemi complessi relativi al movimento di masse considerevoli e basandosi su formazioni di marcia ben determinale in tu Lli i particolari. ?foto ancora che le operazioni grafiche sono rese più speditivé dall'impiego di carta già divisa in riquadri di 11••,. e di 1 mm. Un taccuino di tale carta, una squadretta ed un lapis sono gli unici mezzi necessari per risolvere con tal metodo molli piccoli problemi che possono presentarsi anche durante le marcie, e ciò con facili Là tanto maggiore quanto più grande sarà la pratica, che si sarà acquistata del mezzo grafico. L'utilità reale del mezzo grafico non potrà essere nè accertata nè negata se non quando lo si sarà largamente impiegato nelle esercitazioni. :Mi lusingo quindi di far opera giovevole cercando di divulgarlo e desidero che qnesti cenni teorici ed elementari invitino altri ad illustrarli con pratiche applicazioni. Non p-0trei meglio conchiuclere queste avvertenze preliminari che riportando le parole stesse, colle quali il generale Lewal termina, nel suo libro sulle marcie, l'esposizione dell' impiego del graficìsmo. « De quelqne còté qu'on l'envisage, le graphique ne prèsen le que

(I ) l.uwu, . .!ltudes de gue1·re. -Tactfqt1ede marcii" -É tude 1.XVJll e LXIX (pag. &;G

e seg.) -

Paris 1870.

409

DEI MQY!l!F.NT! MILITARI

« des avant.iges . TI ~st prompL, comm~de, . facile à é tabli1:- So~ 1

« emploi est très-rrat1que avec un peu d hab1tude. li s applique a « une petite unité comme à une grai~de, il. u~e .colonne comme a « plusieurs, on pcut s'y borner aux l1gnes princ1pales comme de« sccndi·e anx plus minirnes particularités. Il est appelé à rendre « !es plus utiles services. On peut méme direqu~ s~ns son secours, « !es marches ne sauraient. s'efTectuer avec la rap1d1Lé ou la regola« riLé désirable. On conçoit clone combien il est important d'en vul« o-ariser l'omploi. {I fanl familiariser tous les officiers avec ce pro« ~edé duranL la paix ponr qu'ils s'en servent sans diffìcullé, sans « 0o-6ne en temps de 0crucrre; c'èst un étude analogue à. celle de la · L beau « topographie oit de la leclure des carles, mais qui· présene · « conp moins de diffìcnlté ».

[.

\

Rappreseotaziooe analitica e grafica del movimento di un i~dividuo sopra 110a strada. Jl:quazionedcl ::::oto e sua equivalente 1·appreseou11.1one grafi~a-:-: Problemi - Rappresentaiioo~ del moto uniforme di una colonna o dt p1u co1011110 ch e s1 seguono su una siessa strada.

1. [I moto di un punto o di un corpo è perfettamente noto quan~o si conosca la forma della linea da essi descritta, ossia la traiettona, e la legge del molo su di essa, ossia la relazione fra gli spazi per~ corsi in determinati tempi e qllesti tempi. ln conseguenza anch~ rl moto di una persona, che può considerarsi come un punto mobile, è completamente determinato, quando si conosca la sl_rada, che essa colla quale si muoYe sulla medesima. Percorre t e la Jecrc,e 00 'f Nel caso presente la traieLLoria è l'asse della stra,da, la. cui orma può essere nok'l per mezzo di una ca~·ta top~grafì ca. . . Una colonna di truppft può cons1derars1 come _Cor.mata d1 tanti punti, che si muovono colla stessa legg~ o con leggi diverse . Trattandosi cli movimenti di truppa, la legge del moto, ossia della marcia sulla strada, non è costante per Lulta la durata di un movimento, ma si può sempre ripartire tutta la marcia in intervalli


J ~.,, o .

Sl'UDfO .Hl:AL['l'lCO E GR,U'JCO

di tempo o_di spazio, in ognuno dei quali tal legge sia costante O si possa considerare come Lale . In ognuno di questi intervalli il movimento è unifor~~ e si compie, od almeno si dovrebbe compiere, con una delle veloc1ta, co!Je quali si definiscono le andature elementari cioè il passo e la corsa per la fanteria, il passo il trotto ed il galopp; per le truppe a cavallo. · . Questi mov~menti uniformi possono essere rappresentati anali~rcai:nent~ medrante una equazione fra gli spazi percorsi ed i tempi 1mp1egat1 a perconerli , graficamente per mezzo cli rette riferite a cl~e ~issi peiyendic?Jari, uno dei quali, detto asse de,i, tempi, sia diviso rn p~rt1 u~ual1 rappresentanti unità di tempo, e11· 41tro, detto asse de,ql~ sp~iz·i , lo _sia in parti rappresentanti unità di spazio. Seuna marcia s1 ~ompie con una sola andatura, è rapwesentata da u~a sola equazione o da :1na sola retta. Un tempo di riposo è rapp1 es~nt~to da un tr~tt~ dr reLta parallelo all'asse dei tempi. Se una marcrn. m intervalli di moto e di riposo , e quell'1 cl·1 mo to · I · e scomposta 1 ma l.l'I r 1 andature diverse, essa si rappresenta analiticamente con· u~nte equazi~ni quanti sono gli intervalli a cui corrisponde una spec~ale legge d1 mot? e graficamente con una spezzata rettilinea, di cui ciascun lato corrisponde ad un periodo di molo ad una data andatura, oppure ad uno di riposo. Pe1: la 1·appresenLazione grafica del moto di un punto od individuo s1 s~gner~nno (fig. 11) su un foglio d.i carta due rette, OT ed OS, perpendrcolan fra di loro; una di esse, supposta orizzontale, sarit, · per es:, l'asse dei Lempi, l'altra, che si considera come verticale que_Il() de?Ii spazi ·. Il lor~ punto d'incontro O dicesi t'or1:gvne degli assi .. Sull asse dei _tempi, a partire dall'origine, si segnino tanti punti u?ualmente ?'stanti fra di loro, e le distanze rispettive rappresentmo ore, mrnuti o giornate, secondo il genere di moto che form~ oggett~ di ~tudio . Analogamente, sull'asse degli spazi, si segnmo punti a distanze uguali rappresentanti chilometri O metri od un numero determinato di tali unità di misura lineare O multipli decimali di esse. Il mot~ del punto, od individuo, o mobile sarà perfettamente noto qu~ndo s1 conosca _la sua posizione in un'istante qualsiasi e ciò può fac1l~ente ottenersi co~ una linea rappresentante la legge de! moto. Infatti, supposto che sia OM questa linea, basLerit prendere sull'asse

4H

DEI MOVIMENTI :MH,ITAR!

,

dei tempi la distanza Ot, corrispondente al tempo t trascorso dall'istan·te in cui si cominciano a contare i Lempi fino a quello considerato, ed innalzare per il punto t la perpendicolare ~d OT fìno al suo incon~ro in A colla OM. La llunghezza t A, proiettala sull'asse degli spazi in Os, misura Io spazio percorso nel tempo t, ossia la distanza che, nell'istante prefisso, corre fra il mobile ed il punto O, da cui si misurano le distanze. 2. Cominr,iando a considerare un molo costantement.e un iforme, suppongasi che, nell'istante in cui si cominciano a contare i tempi , il mobile sia ad una distanza So dall'origine degli spazi, ossia dal punto della strada dal quale si misurano le distanze, e che esso si muova, allontanandosi · d~t quest'nlLimo, con una data velocità 'V. La dist.anza S dall'origine dopo un tempo t è data dalla equazione (,1)

8

=

So

+ ·vt .

Questa equazione è rappresentata graficamente da una retta, detta il luogo geometrico della eqita.zione, la quale ha di particolare che, preso un punto qualunque SLl e.ssa, la distanza di questo dall'asse OS, espressa in unità di tempo, e quella dall'asse OT, in uni tàdispazio, sosLituile nella (,1) in luogo di t e di S, la trasformano in una identità. Per tracciare tale reua basterà segnare due dei suoi pun~i. Preso arbitrari amen te un val oré di t, si calcola colla ('1) iI valore di S, e si . rappresenta il punto corrispondente portando da O ve.rso T la distanza, che misura il tempo t, ed innalzando a lla estremitll di essa una perpendicolare la cui lnnghezza sia misurata da S. Nello sLe:;so modo si segni un secondo punto e si congiunga col primo. Così, per es:, se fosse S0

= 3 ehm. =

3000 m. ,

e

v

=

107 m.

al minuto primo, l'equazione (1 ) diventerebbe S

=

3000

+ '107 t,

nella quale tva espresso in primi ed Sin metri. Nella retta AB {fig. 2), ·che la rappresenta, si ha per t = Oil punto A, per cui S= S0

= 3000 m. =

3 ehm.


STUDIO ANALITICO E GIIA l'ICO

= 30' il punto B, per-il quale S = 3000 + ,t 07 X 30 = 6iM Om =

DEI MOVIM ENTI MILf'l'ARl

e per t

ehm. 6,2 circa.

Nel presente studio si segneranno sull 'asse degli spazi lunghezze rappresentanti chilometri, e su quello dei temp i lunghezze rappresentanti ore, controsegnate con numeri romani, divise in parti rappresentanti uno o più minuti primi, segnati con numeri comuni. Adottando, per brevità, le denominazioni usate dai matematici, chiameremo ascissa la distanza di un punto dall'asse supposto verticale, ossia da quello degli spazi, ed ordinata la distanza dall'asse orizzontale o dei tempi, e quindi si ch iameranno puie asse delle orclinate ed asse elette ascisse gli assi degli spazi e dei tempi ., L'ascissa e l'ordinata di un punl.o ne sono le coordinate. . I 3. Perchè un moto un iforme sia determinalo è necessario di conoscere almeno la posizione di un punto occupato dal mobile in un determinalo istante, la. direzione del moto e la velocità del medesimo, ossia lo spazio percorso dal medesimo in una uni tà di tempo. Se un moto uniforme è rappresentato da una equazione, la velocità è data dal coefficiente di t, se da una retta, essa si trova ricercando la differenza fra le ordinate di due punti le cui ascisse differiscano fra di loro cli una unità di tempo ('''). Da lla velocità dipende adunqne la inclinazione sugli assi della retta rappresentante il moto uniforme. Nei movimenti mili tari le velocità sono le andature, per ·cui in uno stesso disegno, od in diversi, ma in cui le scale dei tempi sieno uguali , e quell i degl i spazi pure, i tratti di rette corrispondenti ad intervalli di moto ad una delle andature sono tnUi ugualmente incli nati sugli assi . Lo stesso avviene per due disegn i a scale diverse ma nei quali il rapporto fra le lunghezze adottate per rappresentare una stessa unità di tempo sia uguale al rapporto fra quelle che rappresentano sui due disegni una stessa unità di distam:a.

Tracciata su un disegno una retta la cui pendenza sull'asse dei tempi corrisponda ad una determinata andatura, tutti i tratti di rette rappresentanti periodi di marcia fatti con quella stessa andatura saranno ad essa paralleli e quindi faci li a tracciarsi. È utile perciò, quando si abbia a rappresentare nn movimento di legge complessa e variabile od i movimenti di più punLi , di tracciare preventivamente in un angolo qualsiasi del foglio, su cui si opera, le rette rappresentatrici delle varie andature, delle qual i si avrà da · tener conto in quel caso particolare. Per tal modo tutte le diverse costruz ioni grafiche s.i ridurranno a condurre parallele agli assi od alle rette delle andature, e basterà a tal fine l'uso della squadretta da disegno. Nel presente studio le varie applicazioni saranno fatte prendendo a base le seguenti andature espresse in metri. '

('J La veloci tà dol mo to uniforme, rappresen tato da una retta , non è Jltro c he la BC questa s i ricava da l t riangolo ABC ed è uguale a -

AC

dal!~ equazione ( !) .

= S-S _I 0 = · v, come si

deduce

\

Passo

3:,

ARM!

;:;"'

.;

'O

Bersaglie ri .

l~(/

Cava lleria

105 63001

-I

Artig lieria

7200

105

6~01

Trotto

s

3

e

s .;

:::;

·a "'

go 5-100

F anteria di li nea

Corsa

I /:

·a"'

153 9\BO

Ga loppo

;:; al

-

-

-

-

-

- -

188

-

miou to

I .;

ISO JOSOO

- -

OSSERVAZIONI

~

~

_I -

ll~O , -

225

saloppo riunito

-

300

di mano vra

-

"

475

"

allu ngato

165 9900

262

Volendosi rappresentare una determinàta andatura, p. e. il passo ordinario della fanteria, si supporrà che si misurino le distanze dal punto occupato dal mobile nell'istante in cui si cominciano a contare i tempi . L'equazione del moto è allora S

tangente trigonomet,-ica dell' angolo che questa forma coil'asso deì tempi. Infa tti (6g. 2)

4-13

=

90 t

oppure

S

= 5400

t

secondo che t è espresso in minuti od in ore, essendo S in metri. La retta che la rappresenta, che diremo linea del passo orclinario, passerà per l'origine e per un altro punto le cui coordinate soddisfino alla equazione che si è scelta. Così nella fig. 3• la retta ANNO XXVII, VOL. I V.

28


STUDIO ANALITICO E GJ\AFICO

DEI MOVIMENTI MlLlTARl

ON, passante per l'origine e per il punto P, le cui coordinate sono ·1 ora e 5400 m., rappresenta il passo ordinar io della fanteria, e quella O M, passante per l'origine e per il punto R di ascissa 50' e di ordinata 153 X 50 = 7650 rn., ne rappresenta la corsa. Dalla figura si rileva facilmente che in 1°,40' la fanteria perco!'rerebbe all'incirca 9 chm ..al passo, ed in 1 ora ehm. 9,2 alla corsa,· se potesse sostenerla per Lutto quel tempo. .. · . · I diversi problemi, che si possono proporre sul moto umlorme d1 . un individuo, si trattano analiticamente, risolvt=mdo l'equazione (·1) rispetto ad una delle quattro quantità eh' essa contiene, e graficamente conducendo rette per determinati punti o cor't date pendenze 0 cercandone le intersezioni e le coordinate di queste. La soluzione analitica può fornire il valore della incognita con ~uua_l'approssimazione che si desidera; quella grafica la darit tanto maggiore quanto più grande sarà la scala adottata e J' accuratezza della esecu~ione, ma sempre però suHìciente, avendo riguardo alla natura dei pro~ blemi che si hanno a risolvere. I seguenti problemi serviranno a meglio far intendere il modo di procedere, tanto analitico quanto grafico, per risolverli. ·

Soliizìone g1·afica (fig. 4). - Si prenda, per comodi Là, 1'origine dei tempi alle ore 5, e si segnino sull'asse corrispondente successivamente le ore a partire dalle '5 . .Poi si segnino il punto N, avente per ascissa 30' e per ordinata ehm. 4, ed il punto M di coordinate ore 3 e ehm. 15 e si congiungano fra di loro tali punti. Si avrà così la retta rappresentante il movimento. Da essa si vede che alle ore V. il mobile era a ehm. 11,8 m. dall'origine delle distanze ed alle VI a ehm. 6,.2 e che quindi la sua velocità fu di 6,2 -1,8 = 4,4. ehm. all'ora.

4. PROBLEMA 1. - Una persona si t1·ova alle ore 5,30' ant. al ehm. 4° ed alle are 8 ant . ai ehm. 15° dall'origine delle distanze; si domanda la ·veloc·ità della 11ia1·cia, supponendo che questa sia stata continua ed 1J111,iforme? Soluzione analitica. Il tempo impiegato a passare dal ehm. 4° al ,t 5° fu di 1

8°-5°,30'

=

2°,30'

=

150',

1

e la distanza percorsa fu di ehm. H. La velocità è perciò data da 1;1000 = 73 33 150 '

metri al primo, oppure da H 2,5 =4,4

ehm. all'ora.

415

1

5. PROBLEMA 2. - Un indi-viduo a ea·vallo passa alle 6 ant., al t•rotto, pe1· wn punto di una strada, posto a ehm. 4,5 da un altro, che si prende per 01·igine delle distanze, allontanandosi da questo: sì domwnda l'ora in cii,i trovavasi al 1° ehm. e quella in cibi si troverà all' 11°, supponendo . che contin-wi se1np1·e &olla stessa andatura. Soluzione analitica. - La velocità. è di m. ,J88 al primo, quindi per percorrere l'intervallò fra ehm. '1 e 4-,5, quell'individuo ha .

.

3500

impiegato ,188

= 18,6

. . . mrnut,, ed a percorrere l'mtervallo fra

· · hera· 6500= <>11·, ·.>l 6 mmut1. · · s·, trovava adunehm. 4 ,<>.. ec1 ·11, 1mpieg 188 que al ehm. 1° alle 5°, 4 11',4 e si troverà all'"'1° alle 6° 34',6. SolÙzione grafica (fig. 5). - Se sul disegno si traccia la OB 1 linea dell'andatura al trotto, non si ha che da condurre per il punto A, le cui coordinate sono 6° e ehm. 4,5, la parallela ad O.B per avere la retta AC rappresentante cercata del movimento. Per comodità si è sùpposta l'origine dei tempi alle ore 5, per cui l'ascissa di A è l'ora. Dalla figura si scorge che all'ordinata ehm. ,1 corrisponde all'incirca 5°,42' ed a quella ,1,1 ehm. l'ascissa 6°,35'. 1

6. Una colonna di truppa.in marcia su una strada può intendersi come una retta mobile lungo la sua direzione in modo che due qualunque dei suoi punti di stino sempre di una stessa quantità fra di loro. Stabilita. la legge del movimento di un punto della colonna, per es. della testa o del la coda, sarà facile trovare la posizione di.


STUO{O ANALITICO 10: GRAFICO

DEI MOVIMENTI MILITA'RI

un altro punto in un istante qualsiasi del movimento. Basterà perciò trovare in quell'istante la posizione del punto, di cui è nota la leaae del moto, e quindi portare, avanti o dietro all a medesima, la ' ~"' distanza che, all'origine·clel movimento, separava questo punto da quello di cui si vuole la posizione atLuale. Analiticamente il moto della colonna è determinato dalla equazione o dalle equaiioni del moto di uno de'suoi punti; graficamente lo è dalla rappresentazione grafica del moto di questo. Tuttavia è sempre utile di rappresentare le linee di marcia di pareccbi punti di una colonna, che si possono dire caratteristici, come ad es. della tesla o della coda di ciascun rin rto cli una stessa arma o di armi differenti . Per ciascheduno di tali punti si Lraccierà la rispettiva linea di marc·ia, retta o spezzata rettilinea, secondo ehe il moto ne è continuo ed uniforme, oppure cornpos'to d'intervalli di moto e di riposo o di moti ad andature diverse. Questa avvertenza è particolarmente utile quando i vari pun,i di una colonna non si muovono . colla stessa legge, nel qual caso la distanza rispettiva di essi non è più costante, ma variabile. Se due punti presi su una colonna si muovono colla stessa legge. la distanza di essi è costante , ed i· tratti di parallele all'asse degli spazi, irltercel.tati dalle linee di marcia di qnei due punti, sono sempre della stessa. 1un ghezza. Le due spezzate hanno la stessa forma e solo sono spostate nel senso parallelo all'asse degli spazi . Se invece le due linee di marcia. rappresentano leggi di moto diverse, i tratti di parallele all'asse degli spazi , intercettati da essi, variano, e la loro lungher.za corrisponde in un dato istante alla distanza che separa i due punti. Tut.ta la superficie compresa fra le linee di marcia della testa e della eoda di un riparto o di una colonna comprende le linee di marcia dei punti intetmedi e può dirsi zona di -marcia del riparto o della colonna. Le zone di marcia di riparli divisi da intervalli comprendono fra di loro zone d'intervallo. Può riuscire utile alla cbiarez;a di un d.isegno il ricoprire con tinte di colori diversi le zone di marcia di riparti diversi e special. . mente quelle corrispondenti ad armi diverse. Chiamasi grafico di marcia l'insieme delle linee rappresentanti i: movimenti dei di:versi punti di una colonna.

Nella fig. 6 si è per l'appunto rappresentato una· porzione di grafico di marcia di una colonna della seguente formazione: ,, o

_20

30 40

m.

profondità Riparto )) Intervallo }) Riparto )) Riparto )) Intervallo )) Riparto Totale

))

)) }) )) ))

500 1000 ·1500 4500 1000 500

1

m. 6000

profondità

Si è supposto che la testa fosse al ·I 0° ehm . dall'origine delle distanze, quando si inizia il movimento, e che nel tempo considerato il moto sia per tutta la colonna al passo ordinario della fanteria. Si sono segnate grosse le li4ee di marcia delle teste dei vari riparti, sottili quelle delle code e si sono tratteggiate le zone di marcia dei quattro riparti . Dal grafico di marcia si rileva che dopo 1°,20' le teste dei vari riparti si trovano rispettivamente a ehm. 1

·17,3 - 1!.:>,8 -

-14,3 e 112

dall'origine degli spazi, e che esse passano al ehm . '14° rispettiva.mente a 0°,43' -

4° -

,J°,'16' e 11°,44'

dopo l'istante in cui si iniziò il movimento. 7, Se il moto di un individuo o di colonna avvenisse in modo ch'essi si avvicinassero all'origine delle distanze, le rispettive linee di marcia, partendo da un punto posto sull ' asse degli spazi alla massima distanza da quello dei tempi, si avvicinerebbe sempre più a quest'ultimo col creseere del tempo . Per tracciare la retta rappresentante una determinata andatura basterà segnare sull'asse dei tempi un pun to, la cui distanza dall'origine corrisponda ad un certo tempo, per es: 11 ora, e su quello degli spazi, a partire


DR[ MOVIMEN1'1 °MILITA!U

STUDIO ANALITICO E Gl\AFl CO

dall'origine, un altro, la cui distanza da questa rappre$enti lo spazio percorso in tal tempo, ed unire quindi fra di loro quei due punti. Per comodità e chiarezza, specialmente nei disegni grandi, può convenire di segnare i numeri relativi a"li spazì sui due maroini O . 9 laterali del foglio, in modo che si corrispondano, e quelli relativi ai tempi sui due margini inferiore e superiore. Talvolta può riuscire comodo, per certi problemi; di prendere l'origine in alto, in modo che i numeri rappresentanti le distanze da essa sul!' asse degli spazi vadano crescendo dall' alto verso il basso.

II. Mov1men.t.i in cui s i alte r na110 tempi di marcia con altri di riposo, oppure tempi ad andature diverse: ve locità media. - Data la distanza totale da percorrersi 10 un ~ato tempo, determinare le lunghezze in durata ed in spazio degli ioterval11 d1 riposo e d1 marcia o <li andature diverse. - Regolare la ma1·cia di più coloone che si muovono sulla stessa strada con andature diverse.

8. Le marcie effettive degli individui o delle colonne di truppa si compongono d'intervalli di marcia ad una od a diverse andature e di altri di riposo, per cui le rispettive linee di marcia sono spezzate rettili_nee. La forma di queste dipende da considerazioni militari l:attiche o logistiche, ed i grafici di marcia·forniscono un modo agevole di stabilirle, soddisfacendo alle parLicolari condizioni in cui si presenLa ciascun problema da risolvere. Si tratteranno alcuni esempi. a) Rappresentare la linea di marcia della testa di 1.ma colon;na di fanteria che si muova colla segi~ente legge:

Ore O minuti 25 al passo ordinario »

O

))

2

» o » 2 ))

15

id.

id.

id.

20'

id.

» 2

leria, supponendo che in essa si alter1iino 1 O' di passo con 1O' di trotto, e trovare la velocità _media dopo. un determinato tempo. .Si traccino (Gg. 8) le due rette OP ed OQ rappresentanti le an-

dature al passo ed al trotto, e si supponga che la marcia venga iniziata al passo. Basterà condurre parallele all'asse OS per punti distanti 1O' sul l'asse dei tempi, e fra esse segnare i tratti Om, m 1·i , 1ip . .. . alternativamente parallel i ad OP ed OQ . La velocità media corrispondenLe ai primi 50'. per es:, si ha conducèndo la OR e · leggendo J' ordinata del punLo A di essa che ha per ascissa 1 ora; si trova essere di m. 8300 circa. Le velocità medie trovate in tempi sempre maggiori sono compr?se fra le due del passo (6300) e del trotto ( 11280) e tendono verso un Iimite che non è altro che la media 1

. 6300-+ 11·1280 9 ,.,

fra esse ossia

=. 8'"'i90.

Nelle applicazioni successive riterremo che la andatura celere della cavalleria corrisponda a 9 ehm. all'ora ('''-).

id.

3

Totale della 1narcia Ore 1O

media si ri leva dal disegno leggendo l'ordinata corrispondente all'ascissa 1 ora, oppure quella cdrrispondente all'ascissa 1O ore, che si dovrà dividere per 1O. e) Rappresentare la linea dell'andat1.i m celere della caval-

1

di riposo.

id.

Si tracci dapprima (fig. 7) la linea OP dell'andatura al passo ordinario e si porti da O verso T in Oa la lunghezza corrispondente a 25'. Dal punto a condotta la verticale fino aU' incontro di OP in A, si ha in OA il primo lato della linea di marcia cercata. Si porti poi ab = 15' e si innalzi da b la verticale fino ad incontrare in Bl'orizzontale condotta per A; il Lralto AB è il secondo lato della linea di marcia e rappresenta il primo tempo di riposo. Per B si conduca la parallela ad OP fino in C dove incontra la verticale condotta per c, essendo bc = 2°; BCèun altro lato dellaspezzatache si vuol tracciare. In modo·analogo si traccia tutta in OABCDEFM. h) Quale è la velocità media della marcia precedente? La durata totale dei riposi è 3° ,35' e quindi quella del moto effettivo di 6°,25' a cui corrispondono m. 34650. La velocità media . d" 34650 sare bbe perciò 1 -:io- = 3465 m. all'ora. Ora questa velocità

id.

id.

(') Essa corrisponde a 27' di passo e 89 di trotto in un'ora, ossia 9 di passo ed 11 di trotto, ed è la veloc ità media d i tale andatura dopo tempi multipli di 20'


STUDIO .ANALITICO E GHAFICO

DRI MOVIMENT I MfU1'ABl

9. PROBLEMA 3. - Una colonna difante1·ia deve ese,quire una marcia di 30 Chm. 'Ìn 8 ore; si domanda quanto 'tempo possa rz'.posare, supponendo che negli intervalli di moto l'andatura sia il passo ordinar io. S0l1u·ione anali tica. - In un'ora la colonna percorre 5toO m., quindi, se marciq.5se continuamente, percorrerebbe tutti i 30 ehm. . 30000 . · m MOO = 5°,33'. Ha adunque 2°,27' _disponibi li per i riposi. Se

Soluzione grafica ;fig . 408 ) . - Si traccino le due, retle OP ed Ot'delle andature al passo ed al trotto, ed il punto d'arrivo M avente per ascissa .2°,30' e per ordinata 20 ehm . La velocità media è quella che corrisponde alla retta OM intermedia fra la OP e la Ot; dunque si potrà i'ipartire la marcia fra il passo e il trotto. Per fare il riparto si tracci per ~1 la MN parallela ad Ot, oppure la MQ parallela ad OP , secondo che si suppone di cominciare la marcia coll'andatura al trotto o con quella al passo. Le proiezioni di N, o di Q, sugli assi del tempo e degli spazi. dividono il tempo totale e lo spazio totale nel modo oercato. Se :Si vo lesse intercalare un riposo, per es: di '15', nell~t marcia., basterebbe segnare il punto M' a sinistra di M di 15'. e fare per il punto M' la stessa costruzione grafi ca che si è indicata prima per quello M.

il quoziente ottenuto fosse maggiore ·ai 8 ore la marcia non sarebbe · possibile. Soluzi one gmfica. - (Fig. 9). Si tracci la OP, 1,i~ea dell' andatura al passo, fino all'orizzontale condotta per il 30° ehm ., e sia M il punto d'arrivo, che ba per coordinate 8 ore e 30 ehm. La distanza PM rappresenta la durata del riposo. Esso p'otrebbe essere ripartito come appare dalla linea di marcia effettiva ABCDE'FM.

Un drappello d:i, fanteria ri ceve l' ord,,ine rlì reca,rsi ad -lin pwnto distante 5 ehm. in 45'; si vu,ol sape1·e q1iali andatiwe pot1·à adùttal'e e conie clov,·à ripartire 1'.l tempo e lo spazio totale fra cli esse. Solti.zione' analitica. - La velocità media della marcia dovrebbe 5 0 essere di = ,J H m., la quale è superiore a quella del passo. 11.

1 1

40 . PnOBLE~rA i . - Un distaccam,ento di cavaller-ia rice-ve l' ordine di 1'eca1·si ad un punto clistante 20 ehm,., da quello che occupa, i·n 2° ,30'; q1.iali andat1ire potrà adottare e c~m,e pot1·à ripartire la marcia fra esse ? Soluzione analitica. - La velocità media della marcia è dn La 20000

da 2 , - = 8000 m., la quale è intermedia fra. quelle del passo e 5 del trotto . Indicando con t et' i tempi di passo e di trotto, si hanno fra quèste due incognite le relazioni (1)

t+t'=2°,30'=150

e ;J05t-f- 188t'=20000 1

(2)

dalle qual i si deduce t

=

98',8

e

t'

= 51',2

A questi tempi corrispondono gli spazi '10374 e 9626 m. da percorrersi al passo ed al lrotto. .Se si volesse nella marcia interca lare un riposo, per es. di ,J5', bisognerebbe sostituire 4 35' a "50 nella ('1). Si 'troverebbe allora t = 64-',8

e

t' = 70',2.

PRODLEMA

5. -

zi

Dovrà adunque correre per un certo tempo. Indicando con t questo tempo, si avr~ la relazion e · 153

1

t

+ 90_(,H> -

t)

=

5000,

dalla quale si deduce t = 15'. Il passo corrisponderà a 30'. Soliizione grafica. - Essa è identica a quella del problema precedente ed appare evidenle dalla figura 1111, nell a quale OP ed OC rappresentano le andature al passo ed alla corsa. 12. PROBLEMA 6. - Unacòlonna formata da un riparto di fanteria, in testa, e da un altro di cavalleria si deve muovere su una strada, in modo che, camminando o_g111i arma al proprio passo, la testa clel 2° rip0;rto non si avuicini mai a meno cli 500 m . e no1i si allontani mai piùdi 2000-ni. dalla coda di quello che lo precede. S'U!pponendo che il moto della f(J;nteria sia contin,1w, si domanda l'ordine di ma1·cia clella cavalleria:


STUDIO ANALITICO E GRAFICO

Soluzione g'l"afica (fig. 112). -

Si prenda per origine delle distanze il punto occupato dalla testa del .2° riparto, quando la coda del preceàente è a 2000 m. di distanza. Si conducano OF ed OC linee delle andature al passo della fanteria e della cavalleria e per 'il punto 1,5 ehm. la parallela BA ad OF, la quale rappresenta il moto del punto ideale che non deve essere oltrepassato . La linea di marcia cercata sarà la. spezzata formala di tralLi paralleli .ad OC e di orizzontali, alternati fra dì loro, i cui vertici 'si trovano alternativamente sulla OF e sulla BA. OD e DE rappresentano il primo un tratto di marcia, corrispondente a 1°,36', ed il secondo un riposo dì 46' circa. 1

13. PROBLEMA 7. - Una colo nna di car,r i, profonda ehm. 6, marcia colla 'velocità di ehm. 3,5 all'orn. Di fianco lad .essa cammi na ima scorta di fante1·,ia, la cui profondità è d1: 1n. 1500, la qitale ha ordine di .non oltrep'assare niai colla sua testa quella del ca1-reggio e di non lasciare che la coda di qnest'ultim,o passi oltre alla propria. Supponendo che al principio della ma,rcia le due code siano in uno stesso 1n11nto della st1·ada, si domanda l'ordine di m arcia della scorta, la quale debba alternare ternpi di andatura al passo con altri di, n:poso. Solitzi one grafica (fig. 113). -- Si traccino le rette OC ed O F rappresentanti la linea di marcia della coda del ca1:reggio e l'andatura al passo, e pel punto ehm . 6 si conduca la 6 A parallela ad OC e rappresentante la linea di marcia della testa della colonna di carri. IÌ primo tratto della linea di marcia della testa della scorta sarà paral lelo ad OF e si estende dal punto 11,5 dell'asse degli spazi fino riJ punto R sulla 6A; il secondo tratto sarà orizzontale ed esteso fino al punto Q, la cu i distanza dalla OC, misurata nel senso parallelo all'asse verticale, è di ehm. 1,5. La durata del moto è di 2° 18' e quella del · riposo di ,f °, 18' e questi intervalli si alternano fra di loro in seguito. 1

1

-14. PROBLEMA 8. - Una colonna di fanteria compie una maràa nella quale dopo 30' di marcia, 12' di 1·iposo, ed jo .d i marcia, alterna 18' diriposo con 1°,30' di passo . Essa è preceduta da 1.i1i'avangua~·di a di cavalleria che, all' ori,qin~ della ma1·cia, si trova colla

O.El MOVUfENTl MILITARI

423

sua coda a I 000 m. di distanza dalla fanteria ed ha ordine di procedere innanzi alter1iando tempi di andatura accelerata con altri di 'l"iposo, per modo che la dista1nza indicata 'tla1·i fm i limiti di I e di 3 ehm. Qv,ale sarà l'ordine di marcia della cavalleria? Sol1izione grafica (fig. H.) . - Si prenda per origine delle distanze

il punto in cui, al principio della marcia, trovasi la testa della colonna di fanteria; si segnino le rette O F ed OC, rappresentanti il passo di questa e l'andatura accelerata dell'avanguardia, e si tracci la linea di marcia OM della tesla della fanteria nel modo stabilito , Per il punto 1 ehm. si conduca la parallela-ad OC fino in A, distante nel senso verticale ·di 3 ehm. dalla spezzata 01\1, poi il tratto orizzontale AB, essendo B distante nello stesso senso dalla OM di ehm. 11 e così di seguito. Si otterrà così la spezzata 1 AB ... ... N come linea dì marcia dell'avanguardia.

I

III. Problemi riguardanti la posizione relativa, dopo un tempo determinato, di due individui o colonne, che si muovono su lla stessa strada, partttndo dallo stesso punto o da punti diversi, nello stesso istan te od i o istanti diversi, e moventisi nello stesso senso od in 11enso contrario.

,15. Tutti i problemi, che si riferiscono alla posizione relativa di due mobili, possono essere trattati analiticamente o graficamente. Nel procedimento analitico la soluzione si prefigge lo scopo di trovare il valore delle incognite comuni alle equazioni del moto dei due mobili, oppure legate fra loro da una relazione o condizione ' stabilita nell'enunciato del problema. In quello ,grafico si ha in mira di determinare punti appartenenti alle due linee di marcia od aventi fra di loro nna determinata ·posizione relativa. Quest'ultimo riesce più semplice del primo quando le due linee di marcia siano spezzate e quindi rappresentate ognuna da più di una equazione. La questione verrà trattata per mezzo di alcuni problemi.

16. PROBLEMA 9. - U1i;pedone, al passo ordi,n ario, ed 1in ca'tlaliere, al t1·otto, partono nello stesso istante da un punto di una


STUDIO ANAL ITICO E GRAFI CO

DEI MOVIMEN'.TI M! LIT.!R I

strada e nella stessa direzione. Si doma?Ìda: 1° a che distanza si troveranno dopo 1", 1O'; 2° dopo qual tempo si t1·overanno ad wna distanza reciproca di ehm. 4; 3° dopo qual tempo essi passera1mo al 12° ehm . dall'origine. Solitzione analitica. - Ch iamando v e v' le velocità del pedone e del cavaliere, le equazioni del moto tispettive sono:

sentano i tempi dopo cui il pedone ed il cavaliere arrivano a quella distanza.

t'll

e

S =vt

S'

=

v't

(2)

Dopo ,f °, 1O' si troveranno alla distanza reciproca data da: S' -S = (v' -

v) t

= (,188 -

90)70 = 6860 m.

Il tempo dopo cui si trove1·anno a distanza di .{. l'allro è dato dalla equazione

S' -

S

= (v' -

ct',m. l'uno dal-

v )t = 4000

n . PROBLEMA 10. - Da iMi punto

di u.na strada è pa?·tito alle

5 ant. un pedo,ne al passo, ed 1° 30' dopo, dallo stesso ?unto e nella

stessa direzione, wncavalie,re altrotto. Si domanda: 1°'111i?~alpwnto della strada e dopo quanto tempo il cavaliere raggiivnger~ il pedone; ,20 dopo quanto tempo il primo oltrepasserà di 2 ehm. il secondo; . . 3° a che ora i due inabili, arriveranno al :20° ehm. Soluzione atialitica. - Quando i due mobili_ s'incontreranno avranno percorso lo stesso. spaz io, ma il p~do:~ 1~ un .te~po l ~d il cavaliere in un tempo minore del pnmo d11 ,30 . S1 t\Vra perciò l'uguaglianza. 90 t = 188 (t -

dalla quale si ricava t

=

4000 1188 - 90

I

= 40 ' 8

dalla qual e si ricava 90 X 188 1

t

Il pedone passerù al 12° ehm. dopo 1

12000 90 = 133 '= 2° ' 13'

12000

~

=

6L' 'l'

=

1· u

,

'l'

.

circa.

Soltizi01ie ,qrafica (fig. 15•). - Si conducano per l'origine le due retle OP ed Ot del passo del pedone e del trotto. Per iJ punto 1°, 1O' si tracci la parallela all'asse degli spazi, il tratto di essa AB , intercettato dalle OP ed Oc, misura la- di stanza fra i due mobili. Per il punto 4. chm. ,si segni la parallela ad OP 0no all'incontro C colla Ot; l'ascissa del punlo C risponde alla 2" domanda. Condotta poi per il ehm. •12° la pnrnllela all'asse dei tempi, essa interc<'tla le relteOP ed Ot nei punti E ed F. le cui ascisse rappre-

172,7

= 188 -90

= 2°, 53' circa.

Lo spazio percorso saréÌ

1

ed il cavaliere dopo

90 )

90 X 1172,7

=

15543 m.

Nell'istante in cui il cavaliere avrà oltrep~ssato il_ pedone di 2 ehm. lo spazio percorso dal primo supererà I altro d1 2 ehm., per cui si avrà

+ 2000 =

90 t

·188 (t- 90).

da cui si deduce

+ 2000 = .193 1 =

_ 90.'188 188 -

t-

1

1

90

'

Lo spazio percorso dal pedone sarà di ,193, 1 X 90 = 17379 m. 1

3°, 13' circa.


4.26

STUDIO A;,.ALITICO E CHAFICO

Il pedone ed il cavaliere aniveranno al 20 ehm . rispettivamente

alle ore ' 5

+ 9020000 X 60

80 42, • ·

e

5

+

·J

O

30'

+ 188X '.i?OOOQ_ _ 8° •16' 60 .

Soli1,zione grafica (fig. ·I6). - Per l'origine si conducano le linee OF ed OC delle andature al passo ed al trotto, e per il punto a, posto ad ore 6, 30' sull'asse dei tempi, si tracci la parallela ad OC. Questa incontra la OF nel punto B le cui proiezioni sugli assi danno rispeuivamente l'istante ed il punto d'incontro. .Per il puntc1 2 ehm. tracciata la parallela ad OF fino ad incontrare in G la a A, si ha nell'ascissa e nell'ordinata di questo punto la risposta alla 2a domanda. Condotta poi per il 20° ehm. la paralella all'asse dei tempi, le ascisse dei punti D ed E, in cui essa incontra le linee di marcia dei due mobil i, rappresentano i tempi richiesti dalla 3• domanda . ·18. PnOBLEMA 1·I . 1

Un, ped<me pa1·te al passo da itm pwnto po,to a 5 ehm . dall'origine delle distanze e nello stesso istante pa:rte da q·uesta 1m cavaliere al trotto. Si domanda: 1° dopo quanto ' tempo il cavaliere 1·aggi111nge il pedone, ed vn qiwl pwnto della strada; .2° dop(l· quanto tempo il cavaliere si t1·ove1·tì a .2 ehm. dal pedone che lo p1·ecede . Soluzione analitica. Nell'istante dell'incontro il cavaliere avrà percorso 5 ehm. di più del pedone e nello stesso tempo t, per cui si ha •I 88 t

= 90 t + 5000,

dalla quale si ricava

La distanza dall'origine del punto d'incontro è

DEI MOV IMENTI l llLITARI

avrà percorso lo spazio di quest.'ulLimo aumentato di 5 ehm. e diminuito di 2, per cui si ha la relazione

+ 90 t -

188 t

=

i5000

t

=

3000 188-90

2000

e quindi

= 30'.6. '

li cavaliere si troverà a distanza dall 'origine uguale a 188 X 30',6=5763 m .

1

od il pedone avrà percol'SO lo spazio

:j,;;3 -

;;ooo

+ 2000 = '2ì53 m.

Soltwone grafica (fig. 117)·. Si tracci per il punto O la linea OC del trotlo e pel' quello 5 ehm . la 5 B del passo. Il punto A d'incontro di esse ha per ascissa ed ordinata iI Lt1mpo e la distanza percorsa dopo cui il cavaliere rnggiunge il pedone. Per il punto 3 ehm . si tracci la parall ela a 5 B fino all'incontro della OC in B.. L'ascissa del punto H. fornisce la risposta alla 2• richiesta. Le ordinale di R e di Q danno la distanza dall'origine del caval iere e del pedone in quell'istante.

rn. P11.onLEMA '12 , -

Diie pattuglie, twiadi fanteria al passo e l'altra cli cavalleria al trotto, partono nello st.esso istante, la p1·i1nadall' origi-ne e la seconda clal20° ehm. dfrigendosi l'una verso ~'alt1·a. Si ctomanda: 1° dopo q1.ianio tempo s'incont1·e1·a;nn,o ed m qual punto della strada; 2° ·dove e qua1ido si troveranno a 3 ch1n. di distanza reci71roca. Soluzione analitica. La somma degli spazi percorsi dei due mobili, fi no all' istante in cui s' incontrano, è uguale alla distanza totale che li separava all'origine del moto. I ndicando con t il tempo dopo cui succede l'incontro si ha la relazione

188 X 5'I _;_ 9588 m .

Quando il cavaliere si troverà a 2 ehm. indietro al pedone, esso

4.%7

90 t

e quindi

-l·- 188 1

t

=

~0000


4-!8

DE! MOVIMENTI MILITARI

STUDIO ANA LlTJ CO E GRAF!CO

20000

t

= 9-0+ 188 = 1

7'1'· 9 ·

epperò

La distanza dall'origine del punto d'incontro è 90 X 7',9 = 647 m.

V=

90 X 11000 8000-900

=

139 • 4-

ID.

1

I due mobili si troveranno a distanza reciproca di 3 ehm . quando la somma degli spazi da essi percorsi sarà di 17 ehm.; quindi si ha •17000 •I88

t-

90

+

I

= 61 ' 1

1,.

li pedone si troverà a

La colonna mista dovrà adunque a.lternare il passo col trotto . Sol1.1,zione grafica (fig. 19). - Si conduca la retta 20 P dell'andatura al passo e si segni su essa il punto M che ha per ordinata 12 ehm.; quindi sulla orizzontale condotta per il punto 11 ehm. si segni il punto B, la cui ascissa è uguale a quella di M diminuita di 10' . La retta OB rappresenta. l'andatura media della colonna, la cui velocità è data dall'ordinata dal punto C, di cui l'ascissa è 1 ora'.

90 X 61, 11 = 5499 m.

dall'origine. Soluzfone grafica (fig. ,J8). - Dal l'origine si conduca la linea OP . dell'~ndatura al passo, e dal punto 20 ehm. quella 20 t del trotto, ma diretta verso l'asse dei tempi. Le coordinate Oa ed Ob del punto A, d_ove esses'incontrano, rispondono alla ,Ja domanda. Condotta poi per il punto 3 ehm. la parallela ad OP fino in C, dove interseca la 20_ t_., l'asciss~ ? e.di quest' ultimo punto rappresenta il tempo dopo c~1 1 due mob1lt $ 1 trovano a d)stanza reciproca di 3 ehm.; e le ordinate On ed Od dei punti C e D le distanze dall'origine del cavaliere e del pedone. 20. PROB LEMA •13. -Due colonne, l'·ivnadifanteriae l'alt?·a mista di cavalleria e ~i artiglieria, partono colle loro teste conternpora- . neamente la prima dal 20° ehm. e la seconda dall'origine, marc1;andosi incontro. La /anteria marcia al passo.co-ntin1.1,amente e la colonna mista vorrebbe 91:1.1,ngere in 1.1,na posizione, posta all' 11° ehm. I Ominiiti innan.zi che la testa della fanteria gi1.1,nga al / ,2°. Si domanda l_av~loci tà media con c1.1,i dovrà muo·versi la colonna mista. . Sol1.1,zione analitica·. La colonna mista deve percorrere ,1,1 ehm. m un lempo di 1O' minore di quello che impi ega la fanteria a percorrerne 8 andando al passo. Quindi indicando con v la velocità cercata si ha la relazione

1·1000 -- = ·V

8000

90-

1

A .2 ehm,. dietro ad wna colonna di {<1/Yl,teria, pro/onda 4 ehm. e chem,arcia al passo, sta un drappello di ca·vatleria, d·i piccola p1·o{ondità, il quale, raggi'l.l,'ll,ta al t-rotto la coda della colonna, contimia colla stessa andatura fino ad oltrepassa1·ne la testa. Si domanda: 1° l'istante in cui i l clrappello rag-. gi'l.mge la coda e quello in cwi arri1>a ltlla testa; .2° qiian,to te1npo do~rebbe · d11,rare il ·riposo della ,lante?·ia, se q'l.iesta dovesse /er ma:rsi mentre il drappello percorre lo spazio da essa occupato . Soluzione analitù;a. Mentre la coda della colonna percorre lo spazio dopo cu i è raggiunta dal drappello, questo percorre lo stesso spazio aumentato di .2 ehm . Indicando adunque con t il tempo dopo · cui la coda è raggiunta, si ha: 21.

PROBLEMA

14° -

188 ( = 90 t

+ 2000

e quindi

t

=

2000 188-90

1

=

I

20 , 4

Collo stesso ragionamento si trova che il drappe)lo arriverebbe alla testa della colonna in moto dopo un tempo di 6000 8- 90

O ANNO XXVII, \'OL. (V.

I

= 61 ,.2.


430

STUDCO ANALITICO E GRAF ICO

DEI MOVIMENTI :\1'.ILITAH!

Il riposo della colonna di fanteria dovrebbe durare tutto il, tempo che impiega il drappello a percorrere 4 ehm., ossia

e trovasi perciò a 4530,5 dall'origine delle distanze, ossia dal punto che occupava in principio la testa della fanteria. Dopo altri 5' essa si troverà a 105X5 = 525 m. più innanzi, ossia a m. 5055,5 dall'origine. In tutto questo tempo la colonna di fanteria si sarà avanzata di

4000 = 21' 3 188

'

Soluzione grafica (fig . 20). - Si prenda roriginedOV(-1, è il drappello al principio del movimento e si segni la colonna dal 2° al 66 ehm. Si conducano le due reue OP ed O t del passo e del Lrotto . e per i punti 2 e 6 ehm. le parallele .2 A e 6 B alla O P. Le ascisse dei punti Ce D dove esse inèon trano la Ot, rispondono alla prima domanda. Conqotta per il punto E, avent\3 la stessa ascissa di quello C e posto sulla 6 B, la parallela all'asse dei tempi fino all'incontro·in F colla O t, la lunghezza El? misura la durata del riposo. i

22. PROBJ,EMA ·15. - Una colonna di fmiteria ha innanzi a sè wn' aM,ngua1·dia d·i cavalle1·ia che camm,ìna al p1'0prio passo. In wn istante ·in cui qiiesta è distante .2 ehm. dalla testa della fanteria, pa1·te da qiiesta un corrie1·e al t?'otto, il qi1;ale, raggiunta l'ava1igiiardia, si aocorrvpagna con essa per 5' e quindi ritorna al trotto. Si do-manda la distanza dal punto in cui il co1·riere abbandonò la colornna, di quello in cwi esso torna ad incontrarla, e la clurata di tutto questo movimento del 001·riere. S0li1;zione analitica. - Converrà cercare prima la du1Jala totale del movimento, la quale si compone di tre parli; cioè del-tempo impiegato dal corriere a raggiungere l'avanguardia, dei 5' per cui l'accompagna e di quello per il ritorno. Nella prima parte del movimento il corriere percorre lo spaz io dell'avanguardia alimentato di 2 ehm. Si ha perciò

,188 t = ,t 05 t

+ 2000

e quindi i

=

2000 ·188-1105

24'' '1.

In questo tempo l'avanguardia ha percorso 105 X 21-,1

=

2530,5 m.

90 (24-,·1

4-31

+ 5) = 26 19 m., 1

e la sua distanzc.1 dal corriere sarà di 5055,5 -26,f9 =2436,5. Rappresentando ora con t' il tempo impiegato dal corriere a rientrare nella colonna, si avrà la relazione 188 f

+ 90 t' = 2436,5 ,

dalla quale si deduce , .2436,5 8' t = 188+ 90 = ' 8 · La durata totale del movimento sarà adunque 24',1

+ 5' + 8', 8 = 37',9

ed in tal tempo la colonna si sarà avanzata di 90 X 37,9 = 34H m.

Soluzione grafica (fig. 21 ). - Si prenda per origine il punto in cui trovasi la testa della colonna nell'istante in cui parte il corriere, e si conducano per essa le rette O P, O C ed O t delle andature al passo della fanteria e della cavalleria e del trotto. Per il punto 2 ehm. si tracci la parallela 2 D ad O C. L'ascissa del punto A, in cui essa incontra la Ot rappresenta la prima parte del tempo cercato. Si segni sulla 2D il punto B, la cui ascissa supera quella di A di 5', e per esso si tracci B b linea del trotto. Essa incontra la O P in E e l'ascissa di questo punto rappresenta la durata totale del movimento del corriere. La proiezione di E sull 'asse O S dà la posizione in cui avviene il ricongiungimento del corriere colla colonna.


DJ::l MOVIMEl<Tl MlLl'f.AlU

STL1DJO ANM, fTICO I:: UHAl'ICO

23. PROBLEMA ,J 6. - La testa di ima colonna di fanteria in ma1·cia al passo è segmta a .2 ehm . di d'istanza da una sezione di artiglieria. Il comandante della colorvna m,ista dà l'ordine a questa di portarsi ad occupan 11,na posizione vosta a 10 ehm. dalla testa della colonna, 1O min1.iti prima che qi1,esta 'Vi a1·1·ù1i. Si domanda: 1° in qual punto lasezione d'a1·tiglieria, che ·va all'andatwra della fanteria, dovrcì mettersi al trotto per r,iungere alla posizione; .2° quale andatum dowebbe adotta1·e l'artiglieria, se l'o1·dine gli ve-. nisse ma1ulato dalla testa di colonna per mezzo di wn corriere al galoppo allimgato, q11,ando detta testa non fosse più che a 4 ehm. dalla posizione. Soluzione analitica. - Il tempo impiegato dalla fanteria per perconere i 1O ehm., che la separano dalla posizio~e, è di

·IJOOO 90

= 11 ·1' 1 '

12000 101 1 = 118,7 m.

' Indicando r,on t il tempo dopo cui deve porsi al trotto, si avrà:

+ 165 (101,1 -

t)

=

12000

e quindi

t - 165 X 101,1-12000 -

·165 - 90

,

.

= 71 •4 .

Colla 2 .. ipotesi, mentre la lesta della colonna trovasi a 4 ehm. dalla posiziuoo, l'artigli eria ne è ancora distante 6 ehm. Essa rice ferà l'avviso dopo un tempo t dato dalla relazione 90 t

+ 4-75 t = 2000

ossia 2000 I t = 565" =3 ,5.

90 X 3,5

=

315 m.

e si troverà a 5685 m. dal 42° ehm., mentre la testa della fanteria ne sarà a 3685 m. di distanza. Questa impieghereùbe pel' percorrerla 3685 _ 40' 9 90 '

.. e quindi l'artiglieria non avrà più per portarsi a posto che 30' ,9 e dovrà muoversi colla velocità data dal quoziente 5685

309

'

· e quindi l'artiglieria dovrà percorrere 12 ehm. in 101',1 , ossia colla velocità media di

90 t

ed in quest-0 tempo si sarà avanzata di

=

,J 84m.

ossia un po' superiore a quella del trotto. Soluzione grafica (fìg. 22). - Si prenda l'origine nel punto dove trovasi l'artiglieria all'origine del movimento e si tt·accino le rette OD ed Ot del passo della fanteria e del trotto dell'artiglieria. Per il punto 2 si conduca .2 F, linea di marcia della testa di colonna, parallela ad OB , fino al punto F Rl 12° ehm . Il punto A, posto a sinistra di F di una lunghezza FA corrispondente a ·1 O', è il punto d'arrivo della artiglieria. Per esso si conduca la parallela alla O t; essa incontra in C la O Be le coordinate di tal punto danno il tempo e la posizione st11la strada in cui l'artigli eria deve iniziare il movimento al trotto. Il punlo M, avente per ordinata 8 ehm. e _posto sulla 2 F, rappresenta il punto di partenza del corriere. Condotta per esso la MN colla inclinazione che corrisponde all'andatura del galoppo ali unga lo, si scorge che i I coniere inconl.rn l'artiglieria in G. La retta GA rappresenta la marcia all'andatma media ch'essa dovrà adottare, la quale è di poco più inclinata sull'asse dei tempi di quella corrispondente all'andatura al trotto.

\


STUDIO ANALITICO E GRAFICO

IV. Seabilir: graficamente !·ordi~e di marcia di una colonna che si vuole formare dagli. accampamenll. Modo di rappresentare e tener conto degli allungamenti che possono su~cedere nelle colonne al principio e durante le marcia. Conoscendo la formazwne di una colonna ed il modo di esecuzione di una data manovra determinare graficamente la durata di quest.a. ·

DEI l\lOVIMENTI MILITARI

vra'WnO trovarsi nel medesimo le teste dei stwcessfoi ripa1·ti, 8'Upponendo che l' a.ndatu1·a sia il passo della fanteria. Soluzione analtica. - La testa della cavalleria dovrà trovarsi al posto dopo sfilata la fanteria, cioè 2000 90

PnollLmIA 1'"'1. - s·i tnw z1,orma1·e una colonna mista composta di 111n riparto di fanteria profondo ehm. .2, di un secondo di cavalleria di_ 1200 m. , e di un ultimo d' artiglieria profondo m. 800. Si domanda in qu,a.li istanti, dopo q'itello in cui s'fr11i.zia il.movimento della testa d·i colonna da 1i,n pimto della strada, do91

• ,-10.

= 29.'... ,;;, G)

dall'origine del movimento, la tesla dell'altigUeria dopo 2000

24. Volendosi formare una colonna su una strada1 con truppe accamp~te attorno ad essa si può procedere in uno di questi modi. O s1 suppone la colonna formata e ferma sulla strada e si diriae ci_as~hed~n riparto nel punto che deve occupare, in 1modo che turti v1 s1 trovmo nell'istante in cui si vt10Ie iniziare il movimento di quella. O si suppone la colonna formata ed in movimento e si fa in modo che 1~ teste dei_ vari riparti si presentino alla strada, pronte ad entrare m questa m quell'istante in cui passa innanzi a loro il punto della colonna fitti~ia, che corrisponde precisamente a quello che dev~ essere dall ~ medesime occupato. Questo secondo procedimento è specialmente utile quando gli accampamenti si estendono lungo una strada per un gran tratto, e le truppe non sono nel!' ordine in cui dev?n~ trovarsi nella colonna, giacchè con esso si può stabilire per og~1 riparto, come punto d'incanala.mento, iJ più prossimo o di facile accesso dall'accampamento. Le c~s_truzio_ni gr~fi_c?e permettono di stabilire con molta prontez~.a gh '.stanti prec!~1 m cui le teste dei riparti devono· presentarsi ~I 11spett1vo punto d mcanalamento sulla strada, e di evitare così 1 _perditempi ed i movimenti oziosi che spesso avvengono in simili circostanze. Si tratterà la questione con alcuni esempi.

435

+ 1200 = 35' 5 90 ' .

Soluzione grafica (Fig. 23). - Il modo più conveniente è quello di supporre la colonna formata colla testa all'origine degli spazi ed in moto. Si segni la OF linea di marcia al passo della testa e da un punto F qualsiasi di essa, condotta la parallela all'asse degli spazi vi si portino, a partire da F le di,stanze F C, FA ed FI della testa della colonna da quelle dei vari i'iparti e dalla coda di tutta la colonna. Per i punti C, A ed I si conducano le parallele alla OF; esse inter:;echeranno l'asse dei tempi in punti che rappresentano gli istanti domandati; l'ultimo darà quello in cui tutta la colonna sarà compiuta. 26. PRf\BLEMA 18. - Una tr·uppa è accampata ùi 'Oicinan.za ad . una strada per modo che alla anteria ed al cwrreggio conviene sbocc(J;re su essai.n ·un pwnto, alla cavalleria:a 3 ehm,. più innanzi, rispetto alla direzione della marcia, ad alla artiglieria a 5 ehm,. Si vogliono conoscere, gli ista,;iti in cui le teste dei vari riparti devono trouars·i (J;Ì rispettivi pu1iti di sbocco sulla st,rada, supponendo che l'andatiira sia. i l passo e la colon,na formata col seguente ordine:

r


· I

4:36

Punta di caual/,e,·ia Intervallo A.·van.gua1·d1'.a / Fanteria Cwvalle1·ia \ Artiglie1·ia · In! er·MllÒ Fanteria ]?itervallo Ca·valleria Grosso A1·t,i,glier·ia fot&rMllo Carreggio Totale

{~31

DEI l\lOVnrnNTI l\llLITA RI

STl:JDJO ANAl,JTICO E GRAFICO

profondità m. ))

)}

»

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1

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mo 100(}

500 500 100 1000 .2000 ~000 1000 500 1000 2000 10700

Si darà solo la soluzione grafica, che in questo caso riesce molto più spedita di quella analitica (fig. 24). Anche in questo problema converrà supporre la colonna formala colla testa all' origine delle distanze, punto più indietro di sbocco, ed in moto al passo ordinario . Si segni la linea di marcia al passo della test.a di colonna fino ad un punto C la cui ordinata sia maggiore della profondità totale della colonna, ed a partire da esso, sopra una parallela all'asse degli spazi, si segnino i punti caratteristici della co!onna, cioè teste dei riparti e code di quelli seguiti df!. un intervallo. Da ogni testa di riparto si tracci la parallela ad OC e si arresti alla orizzontale condotta pel punto di shocco corrispondente a quel riparto. Le ascisse di questi punti d'incontro danno il tempo, dopo l'istante in cui si suppone iniziato il movimento, in cui le teste dei ripai'ti devono trovarsi pronte per entrare nella strada. Nella figura si sono traueggiate, per maggior chiarezza, con tratti diversamente inclinati le zone di marcia dei riparti delle armi diverse e del carreggio. · Da essa appare come i diversi riparti debbono entrare nella strada per formare la colonna, dopo trascorsi i seguenti tempi, dall'istante in cui si suppone che la testa della colona passi per l' origine delle distanze.

\ Pwita di ,aual/,e,ia . Fante1·ia Avanguardia Cava ll M'ta . . A?-ci'.glieria (}rosso

l

Panteria Cavalleria Arti,qlieria Carreggio

ore »

o

))

minuti 33 )) 12 » 50 »

'18 36

))

1

))

42

l)

2 1

))

))

1

))

))

))

»

14 38

La colonna è formata dopo ~0 ,20', e l'ultimo riparto, che entra. in essa, è l'artiglieria del grosso. Le linee di marcia dei vari riparti generalmente non saranno relle continue, dovendosi per ciascun di essi regola.re i riposi e le andature; ma la soluzione non presenta dif'ficollà alcuna quando, alla.OC ed alle parallele ad essa, si sosti tuisca.no le spezzate che corrispondono alle linee di marcia che si vuole adottare per la testa della colonna e per quelle dei vari riparti. 27. Gli allungamenti delle colonne, dei quali è più interessante di occuparsi, sono quelli che avvengono durant~ le rnarcie e che derivano dai cambiamenti di formazione richiesti dal passaggio di una .stretta o dalla presenza di un ostacolo. I~ utile di rappresentare il modo con cui si producono per dedurne quello di regola.rii . Gli allungamenti possono effettuarsi in duemodi. L'unoèirregolare e si compie naturalmente, perchè, mentre le ·prime truppe attra. versano l'ostacolo e continuano colla andatura ordinaria, le successive sono costrette a rallentare od anche a fermarsi, per rimettersi in moto coll'andatura normale, di mano in mano che altrepassano l'ostacolo. Spesso poi, oltrepassato l'ostacolo, per riprendere la formazione primitiva, le truppe lontane dalla testa sono cosi.rette a mettersi di corsa. Si genera confusione ed indecisione nella andatura, che stanca più dalla marcia, e ciò tanto più quanto più grande è la profondità della colonna. Col secondo modo si attenuano gli in con venienti accennati. Esso consiste nel suddividere la colonna in riparti di limitata protondità ed ordinando per ognuno di essi in modo opportuno i tempi di marcia e di riposo, come dai seguenti esempi.


438

28. PROBLEMA 19. - Una colonna di fa;nteria profonda 4 ehm. parte dal riposo. Sapendos·i che essa quando è in marcia occupa wno spa.zio di 5 ehm. si domanda di quanto tempo la coda pa1·tirà dopo la testa. Solii.zione analitica. - La coda partirà dopo che la testa avrà percorso 1 ehm., ossia, se l'andatura è il passo ordinario, dopo 1000 I , .

go= ' '1

Cll'Ca..

Soluzione grafica (fig. 25") . - Si tracci per il punto· .4 ehm. la linea .rn di marcia al passo, e per il punto 5 la orizzontale 5D, fino ad incontrare la 4B. L'ascissa OA del punto DJ rappresenta il tempo cercato e la AC, parallel a a 4B, la linea di marcia della coda. 20. - Una colonna profonda chrn. 3, gùmta colla testa al ehm. 5° dall'o1·igine, vi incontra nn ostacolo, di insignificante lunghezza, che la obbliga ad allu1igarsi fino al doppio. La colonna è divisa in 3 ,-,i,parti di iiguale lunghe.zza e si ·vuole stabilire pe1· 091n11rw i 1·iposi p'rima e dopo la 1narcia. Soluzione analitica . ....:_ È evidente che il riposo totale· della coda corrisponde al tempo necessario per percor,rere 3 ehm ., e quindi, . 'l passo, a 3000 se l'andaturae1 ~ = 33' ,3 . Q . uesto riposo va. ripar29.

nEI MOVl MEN1'1 M!Ll1'A'E\l

STUDIO ANALITICO E GRAFICO

PROBLEMA

tito prima e dopo il passaggio dell'ostacolo. Il primo riparto lo compierà. tutto dopo, il secondo per un terzo prima e per due terzi dopo, e l'ultimo per due terzi prima e per uno d·opo. In ciaschedun riparto il movimento potrà. essere compiuto nel modo prescritto dai regolamenti tattici, prendendo distanze dalla coda prima dell'oslacolo e serrando sulla testa dopo di esso . I tempi di attesa, ridotti a pochi minu ti, saranno meno noiosi e faticosi che se non si dividesse il movimento per riparto . Solu.zione grafica (fig. 26). - Si prenda per origine la coda della colonna quando la tesla è a 2 ehm. dall'ostacolo, e per la tesla, ossia per il punto 3 ehm ., si conduca la linea cli marcia al passo fino in M al ehm. 8, dove essa potrà arrestarsi per attendere che la colonna riprenda la profondità primitiva. Per il punto 2 ehm. si tracci la parall ela a 3A, fino ad E, corrispondente all'istante in cui la testa del primo r ipa1'Lo incontra l'ostacolo, e per E si tracci la EF

orizzontale, essendo BF, ossia 2 ehm., la profondità raggiunta dal primo riparto. La testa dell'ultimo riparto arrestatasi in G, quando la testa della colonna incontra l'ostacolo, riposa fino in H, dove ha acquistato la distanza di 4 ehm. da quest'ultima. La coda di esso, ossia di tutta la colonna, si metterà in moto in I, quando la sua distanza dalla testa è di 6 ehm., emarcierà fino in L, dove avrà. ripresa la distanza di 3 ehm ., e potrà continuare la marcia, se non si vuole concedere r iposo a tutta la colonna ritornala alla formazione pri mitiva. Intanto le teste dei primi due riparti avranno goduto dei riposi rappresentati dalle lunghezze MN e PQ, e quella del terzo si sarà arrestato per il tempo RS . 30. PROBLEMA 21. -- Una colonna in marcia profonda ehm. 8, giiir1;ta al ehm. 9° dall'origine, trova ur1;a stretta lU?iga chrn . .2, che l'obbliga ad allungare di rnetcì la su.a profondità. La colonna è di1>isa i1i quattro riparti uguali e si vogliono stabilire i riposi prima e dopo il passaggio dell'ostacolo per ognur1;0 di essi. Soluzione analitica. - Giunta la testa all'ostacolo, cioè al ehm. 9, essa dovrà continuare la marcia fino ad averlo oltrepassato di 8 ehm. ossia fi'no al 19. La coda di tutta la. colonna dovrà fermarsi per tutto il tempo che la testa impiega a percorrere 4 ehm., os~ia 4~~0

=

44',

,i..

I tempi di riposo saranno rispettivamente di 1 ,1 ',1 -- 22',2e33',3

per i tre ultimi riparti, ma le ri spettive code non si muoveranno definitivamente che dopo 22',2-33',3 e 44',L

.Analo<1amente la testa di tutta la colonna, oltrepassato di 8 ehm. " . . . l'ostacolo potrà fermarsi per 44' ,&,, e quelle dei riparti successlVl 33',3 - 22',2 ed 11',1.

Soluzione grafica (fi g. 27). - Supposta la colonna colla ~oda aH'orioine e la testa all'8° ehm. si tracci per questo punto la !urna di ma~cia al passo fin o ad s al 19° ehm., cioè all'8 dopo l'ostacolo.


HO

STUDIO ANALITICO E GRAFICO

DEI MOVIMENTI llll LITAl\l

La testa del .2° riparto dopo aver seguito il primo fino in a, in cui la colonna entra nella stretta, si ferma per tutto il tempo ab, nel quale il riparto precedente acquista la profondità di 3 ehm., poi riprende la marcia, arrestandosi in a' dove ha. ripreso la. sua di stanza normale. Analog,imente si fa per le teste del 3° e dal 4° ri parLo. La coda di tuttala colonna riposatasi, come tutto il 4° riparto, per il tempo m,n, non si metterà in moto però che dopo il tempo rp, e marcierà fino .in q dove sarò. giunta ad 8 ehm. dalla testa di tuua la colonna. Questa avrà riposalo per tutto il tempo st, e le teste dei riparti successivi per i temp i a' b'cd' ed m' 11,' •

Le costruzioni grafiche danno modo di risolvere speditamente le questioni di tal genere, che talvolta presentan? nella _soluziona analitica qnalche complicazione. Con esse devesi determmare per ciaschednn riparto il punto d'arrivo, acl una distanza che è not~, con un'andaturn ocl ordine di marcia prestabilito, oppure deterrrunare queste ultime quantità prestabilendosi il punto d'ar~ivo . _F~a le proiezioni sull'asse dei tempi delle linee di marcia dei van nparti, quella che si estende di più, misllra la durata totale del movimenLo . La questione verrà solo studiata, nelle sue applicazioni , cot seguenti semplici esempi .

3 1. Dovendosi ricercare il tempo necessario ad ~na truppa per 1

compiere un determinai.o movimento o manovra, devesi in generale prima di tutto indagare, se tuLla la truppa è di una stessa arma, qua le è la parle di essa che ha da percorrere la massima diatanza. Se il movimento deve compiersi colta massima celerità, si dovrà ordinare a tal parte di muoversi con quella maggi ore velocità, che è compatib ile coll'arma a cui appartiene e colla durata totale del movimento. In ogni modo, fissata la legge del suo movimento, tutte le altre parli dovranno adaLta.rvisi ed il ·tempo ch 'essa impiega a compierlo è la durata cercata. Se poi la truppa si compone di riparti di armi diverse i quali debbano percorrere spazi nguali, il tempo della manovra dipenderà da quello occorente all'arma la cui andatura è più lenta. E finalmente, se in quest'ultimo caso le qistanze sono disuguali, la questione diviene più complessa. Si potr1t stabilire per ciaSyuna arma l'andatura. media più conveniente a seconda dello stato e deJla lunghezza della strada che ha da percorrere e quindi cercare quale è il riparto che impiegherà il maggior tempo; questo misurerà la durala del movimento. :Volendo rendere minima questa durata si supporranno tutte le andature medie di quel valore massimo compatibile con ciascuna arma, e si ricercherà il tempo necessario a ciascun riparto per il suo movimento ; il massimo di essi sarà la durata totale della manovra e la minima possibile. Su esso potranno regolarsi, moderandoli , i movimenti dogli altri riparti . · Naturalmente nello stab il ire le andature di massima celerità bisognerà tener conto di tutte le circostanze ché possono influire su di esse.

32. PnoBLEMA 22. - U'Yl,a colonna di fanteria profonda 6 ehm., giwnta all' 8° ehm,. dall'origine, de'Ve spiegarsi in battaglia no1·malmente alla strada, colla sinistra appoggiata alla, stessa ed oc1yupando un fronte di 4 ehm,. Si domancla il tempo occorrente.p&r la man,o-v·ra dall'istante in cui la testa gùmge a 2 ehm. dalla lin-ea di spiegamento: 1° n,el caso in cibi essa si co1npia co11, un cambiamento ~i d·i nzione a destra; .2° n,el caso in ct~i sia fatta rnedilmte un'obliqu'a destra. Soluziane anabitica. - Colla prima maniera di manovra la testa della colonna deve percorrere 6 ehm. e la coda 8.; dunque il tempo occorrente, se tutto il m?vimento si fa al passo, è di

8~~0=88',9. Volendo minima durata si potrebbefareinmodoche

la coda alterni col passo qualche tempo cli corsa; così, per es., alternando 1O' di passo con 5' di corsa, si avrebbe una velocità media data da 90X ·1 0f1153X5 = 1 ,J,I m. '15

e quindi una durata totale della manovra di 8000 ,1,1,1

= 72'J.

La testa, movendosi al passo, non impiegherehbe che 66', 7.


H-2

STUDIO AN ALITICO E GnAFICO

DEI MOVlMENTf MILITARI

Quando invece la manovra si compiesse con un'obliqu'a destra, la testa non avrebbe che da percorrere 2 ehm., e.la coda la stessa distanza aumentata della lunghezza della ipotenusa d'un triangolo rettangolo che ha per cateti 4 e 6 ehm ., ossia in tutto ,

passo, la durata totale del movimento, come risulta da questo specchio

2000

+

2

V4000 +0000

2

= 9211

1°

m.

1 La durata totaledellamanovrasarebbeadunqued1. 92,f .

= 102',3.

90 e si potrebbe ridurla a circa 83' col!' andatura celere mista di 1 1·1 m. al minuto. Soluzione gmfica (Gg. 28). - Si supponga la c6ionna fra l'origine ed il 6° ehm., e la posizione all'8°, e si tracci la OR linea dell'andatura al passo. La testa, nel primo modo di manovra, deve percorrere 6 ehm., come se dovesse dal 6° recarsi al ,f2°; condotta perciò pel punto 6 ehm. la parallela 6Y ad OR e pel punto 12 ehm. la orizzontale •12 A, questa. dà il tempo occorrente alla testa per il suo movill\ento. La coda deve percorrerne 8, quindi dal punto , 8 ehm. con~olla la orizzontale 8B, fino all'incontro di OR., la Jun8 B, maggiore di ·12 A, rappresenta. la durata LOtale del movimento la quale potrà essere abbreviata adottando un' andatura celer; mista. Per studiare il secondo modo di manovra si conduca la retta 8 Q, perpendicolare ad OS e lunga 4 ehm., alla scala delle distanze, e si tracci la obliqua 2Q. Fatto centro nel punto 2·con raggio 2Q, si tagli l'asse degli spazi in 1·; Or rappresenta la distanza da percorrersi dalla coda, e, per trovare il tempo occorrente, non si avrà che da misurare la lunghezza dell'orizzontale rD, alla scala dei tempi . 1

Spazio da percorrere

colla 1a manovra

I

colla 2a manovra

RIPARTO

.2•

RTPARTO

Testa

Coda

Testa

Coda

4,000

5000

6500

7500

2000

5606

1500

Srn6

dipende dalla coda di tutta la colonna ed è di

7500 90

=

83' 3 '

1

33. .PROBLEMA .23. - La stessa colonna, di cui al problema pr~cedente, de'Ve spiegarsi in d1ie linee, normali alla st1·ada ed appoggiate ad essa colla sinistra; l'estensione del fronte dev'essere di clbm . .2, la pi·ima linea all'8° ehm; e la seconda a 500 m. piùindietro . Si domanda la d'U'l'ata totale de!lamanowa compiidanell'uno o nell'altro dei modi accennati p11,re nel problema precedente, e dallo stesso istante. 8ol1t,,[ione analitica. - Supposto che l'andatura sia quella del

quando la manovra si comp\a nel 1° modo, e cli 8•106 =90' 90 '

. quando nel secondo, in cui le code dei due riparti debbono percorrere cia,scuno la distanza obliqua di

V 3000 + 2000 1

2

= 3606 m.

Solu,zione grafica (fig. 29}. -Si c0Ilod1i la colonna dall'origine al 6° ehm . e le due linee di battaglia al ehm. 8 ed a quello 7,5, indi· cale colle rette 8 te 7,5U corrispondenti a .2 ehm. ciascuna. Si traccino la OZ, linea di niarcia al passo della coda del 2° riparto, la 3Y della testa di esso e della coda del primo, e la 6X della testa del primo riparto. . . . . . . Supponendo la manovra faua. nel primo mod~ 1 tempi 1mpiegat1 dalla testa e da.Ha coda del primo e del secondo nparto sono rappresentati rispettivamente dalle Junghe1.ze

:JO M- 8N-9,5De7,5F. (~) (') Il punto N dimenticato s ulla figura è quell o d'inco ntro della 3Y colla orizzontale· ùell'S0 ehm.


..

STUDI(> Al'/ALITICO E GllAFICO DEI

Quando poi la rnanoVt'a fosse fatta nell'altra maniera si procederebbe così. Falt~ centro prima nel punto 5 ehm. con raggio 5 t O poi nel 4,5 con ragg10 4,5U. , si tagli l'asse degli spazi nei punti h ed -m. l quattro tempi sopra indicati sono allora misurati dalle lunghezze 8V -

hH - 7,51 ed mE,

~4-. P~OBLEM~ 24. - Una colonna niista, profonda 6 ehm. di mi. 4 di fantena, m,. 500 di artiglieria e ni. 1500 di cavalleria.

de'oe occupare 1.ina posizfone VXYZ (fig. 30), posta a 5 ehm. dalld siui testa, con molta celerità e n-el modo seguente: la fa'.iteri~ gi1mta all' I 1° chni. (5 dalla sua testa), volge a destra e si sch1e1·a in battaglia sntla linea XY colla sinistm alla st,·acla e su wn fronte cli 3 ehm,. ; l'artigli'eria dei.;e giun,qere in Z, colla sua coda, IO' innanz·i che la tesia della fa.nterict arrivi: in X e percorrend-0 prima la strada c01n1me fino al ehm. 9°, e poi 1.vn'altra laterale a destra lwnga 4 ehm.; la cavalleria dene trova?"Si colla coda in V nell'istante stesso in cui la coda della fanteria gù.1,11ge in X e percorrendo la strada com~ne fino al 7° e poi wi' altra laterale lwnga I ,J ehm. 8·1, domanda la cele1·ttà media di ciascu;na colonna e la dwata totale della manovra. Sofo.zione analitica. - La lesta della fanteria, camminando al 5 Pas·so, 1·mp1·eg I1e1·ebb e ooo = ou per giungere in X e 89' per giun-

90

V(!/

•

•

gere in Y; la coda di essa giungerebbe in X dopo 9~~0 = 100'. L'artiglieria avrebbe da percorrere H ,5 ehm., colla sua coda, 11 0 in 46' o quindi donebbe muoversi colla veloci li\ di ' = 239 m. ,

f~

intermedia fra il trotto ed il galoppo. ~a cavalleria deve percorrere, colla sua coda, 18 ehm. in 100', ossia colla velocità di ·I80 m. al minulo, di poco minore dell'andatura al trotto. Dunque tanto l'artiglie1·ia quanto la cavalleria non

H5

MILITAHI

potrebbero eseguire il movimento, ma per quest' ultima un piccolo aumento cli tempo può rendere possibile il suo còmpito. Volendo che la manovra sia celere si :;upponga che l'artiglieria possa percorrere ehm. ,11,5 colla velocità media di ehm. 8 all'ora, e si prenda questa come punto di partenza del calcolo . Essa . . h . 1 I 500 1mpieg era = I ,z6, ,2· per porlar-:;1. colla coda in Z. Quindi 8000 la fanteria avr~ 96' per giungere col la sua Lesta in X e si dovrà va . • . à me d'1a e1·1 5000 = o,., muovere coli a ceIenl m. circa al minuto. O

e quest'ultima dà la durata totale della manovra.

~iovnIEt.'11

,...

00

Giunta in X potrà portarsi in Y al passo ed intanto la coda si por. -iOOO . terà aI punto X percorren do 4 ehm. m =44',4- circa. Ques-

90

+

st'ullima impiegherà dunque in tutto 96,2 44,4 = 14 J' circa, e questo sarà il tempo totale concesso alla cavalleria per portarsi in V, e la dumta Lot:rl e dellamanona. L,t velociti1 medi,t del mo. de lia cava Il ena . sara. d.1 18000 v1mento . - = ,f 98 ~ m., ossia inter-

14 1

media fra iI passo ed il trotto e piullosto comoda. . ' Soluzione grafica (fig. 3 1). - Segn ali lungo l'asse degli spazi la colonna colla coda all'origine e coll a lesta al 6°clnn., le t.estedei due ultimi riparti, gli sbocchi delle strade al 7° ed al 9° ehm ., il punto X all'H 0 , Y al ·14°, Z al 13° e Val 48°, è facile risolvere la prima parte del problema e trovare che bisogna prendere por base il movimento dell'artiglieria, adottando per questa la massima celerità con cui può percorrere la sua distanza di ehm. 11 ,5 . Sarà utile prepararsi in un angolo del disegno le linee dell'andatura al passo delle tre armi ed al trotto di quelle a cavallo. Si stabilisca per l'artiglieria l'andatura media di 8 ehm . all'ora ti sì segni la retta RA, che la rappresenta a partire dal punto 1,5, dove trovasi la coda di tal riparto, fino all'orizzontale condotta pel pùnto Z. Sulla orizzontale condotta per X si segni il punto B, la cui ascissa superi di I 0' quella di A; la retta PB rappresenta la marcia con andatura media da seguirsi dalla testa della fanteria per giungere al punto X. Oa questo punto essa si reca a quello Y. al passo ed il tratto corrispondente della sua linea di marcia è B C. La coda si 1

ANNO XXVH, VOL

IV.

30


446

H7

STUDIO ANALITICO E GHAl'lCO

DEl )!OVlMEN'l'l MILJTARI

sarà mossa second<, l'andatura media da Q in B', poi al passo da B' in D, s·uJl'orizzontale passante per X. Sull'orizzontale condotta per V si segni il punti E, la cui ascissa sia uguale a quella del punto D; la linea di marcia, con velocità media, della coda della cavalleria non è altro che O E. Nella figura si sono ripartite le marcie con velocit1i media in intervalli di passo e di riposo per la fanteria, di passo e di trotto per le altre armi. Così, essendo utile che la fanteria sgombri quanto . più presto è possibile gli sbocchi delle strade laterali, si è divisa la marcia PB in un primo tratto PF al passo ed in un secondo FB di riposo. L' artiglieria non può attendere che ilo sbocço della strada per Z sia libero, però può, appena fermata la fanteria, sfilare alla sua destra accelerando l' andatura. Ora il ,tratto Hl, che rappresenta la marcia della testa dell'artiglieria pe11giungere in Z forma un angolo coll'asse dei tempi un po' maggiore di quello della linea del trotto della stessa arma. Non parendo possibile che si possa sostenere per 6 ehm. un'andatura così celere, sarà necessario che questo riparto cominci prima il trotto e intercali un intervttllo di passo, come, per es:, nel modo rappresentato dalla spezzata Qmnpl. La cavalleria, appena giunta colla eoda, all'imbocco della strada per V, prende un'andatura celere, seguendo, per es:, l'ordine di marcia rappresentato dalla spezzata RILM N. Per maggiore chiarezza si sono tratteggiate ·le zone di marcia dei tre riparti dando diversa direzione alle parallele dei singoli tratteggi di ogni zona.

distante 1 ehm. e la cavalleria 1 o· niinitti prirna che quest'ultima ·vi arr,ivi. Supponendo che il cor1·iere si arresti per .2' col comandante del 2° 1·iparto, si domanda: 1° quando e dove esso incontrerà i comandanti dei due riparti; .2° q1iando e dove q1Msti dovranno iniziare il l()ll'Ornovimento al t;rotto. I temp·i si contino dall'ista;nte in cui parte il corriere dalla testa. Soluzione analitica. - Il corriere e la testa del 2• riparto si trovano al principio del movimento alla distanza di 3 ehm.; indicando perciò con t il tempo dopo cui si incontrano, si ha la relazione

35.

PROBLEMA

2iS. - Una colonna mista, prnfonda chrn. 8, com-

posta di fantetia pe1· 3 ehm,., di a1·tiglieria pe1· 1, ·ai cavalleria per .2 e di caffeggio pe1· altri 2, de'Ve reca1·si ad occ·upa-re 'Una posizione posta a 7 ehm. innanzi alla s'u,a testa. i1fe1itre la colonna si rnette irn rnarcia al passo, il cornandante di essa., che t;rovasi alla testa, spedisce im cor1·iere al galoppo di rnarnovm ai comcvndanti l'artiglieria e la cavalleria, che si trovano alla testa dei loro 1·1> pa1·ti, coll'ordine eh'essi si po1·tino in detta posizione, in modo che l'artiglie1·ia vi giwnga quçr,ndo la testa di colonna ne è ancora

300 t

+ 90 t = 3000

e quindi t

=

3000=..,r 1 7 390 '

•

Il riparto d'artiglieria, che trovava.si a 10 ehm. dalla posizione, si trovei à nell'istante in cui ha ricevuto l'ordine a 10000 - 9' ,7 X 90

=

9127 m.

La tesla di colonna giungerà ad 1 ehm . di distanza dalla posizione dopo 6000 = 66r 'i 90 ''

dal principio del movimento, quindi la testa del 2° riparto ha 66,7- 9,7=57'

di tempo per percorrere lo spazio di 9127 m. Dovrebbe pereiò muoversi colla velocità media di ' 9127 57

= 160 m.

un po' minore di quella del trotlo.


ST[DIO ,\..'\.\LITICO E GRAFICO

In modo annlogo si Lrnllcrù la r1t1<~slione per il riparlo di r:avalleria. Indicando con l il lempo dop,i cui il corriere e la lesta di questo si inconl raoo, e notando che il primo si muoveper2 minuti di meno che la seconda, si ha la relazione 300 (t - ~)

.i_

90 t

=

4000 ,

epperò t= 4000 =11' 9 390 ' .

ln questo tempo il 3° riparto si sar.ì avanzato' di 90 X 1•1,9

=

DF,J MOVIMENTI .\UUTARI

alle precedenli. Nel punto E d'intersezione di 5B èon 8z si ha l' incontro del corriere colla Lesta del 2° riparto. Il corriere si arresta per il tratto EF e poi riprende la sua andatura ed incontrerà in G la testa del 3° l"iparto. La 8A incontra la orizzontale del H-0 ehm. in H , e quella del 15° in M. Si segni su quest'ultima il punto I, avente la stessa ascissa di H, e si unisca col punto fin cui la testa del 2° riparto ha ricevuto l'ordine; la relta /1 rappresenta la linea di marcia che dovrebbe es:;ere seguil a rlall'artiglieria. Si segni poi il punto L, posto a sinistra di M di 10', e lo si congiunga con G, si ha in GL la linea di marcia che dovrebbe seguire la cavalleria.

1071111.

e si troverà alla distanza di 11000 -

1071

=

10929 m.

dalla posizione. La te:;ta della colonna giunge alla posizione in ,

7000

90

=

7'"'' 8 I' .

La cavalleria dovrà giungervi, dall'isLante ir. cui ha ricevuto l'ordine, in 77',8-10 -11,9=55',9.

Dovrebbeadunquo muoversi colla velocità media di 10929 "'' = 196 m., ;J~, 9

ossia ad andatura un po' superiore a quella del trotto. Essa quindi difficilmente poLrebbe ese~uire l'ordine i-icevuto. Soluzione grafica(fig. 32). - Si collochi l'or:igine delle distanze alla coda della colonna e quindi a ehm. 11> dalla posizione. Si traccino per i punti 8, 5 e 4chm.le lineedell'anclaturaalpasso 8A,5B, e 4C, e per quello 8 quella del galoppo allungato 8z, in senso inverso

V. Marcia d; più colonne su strade diversi'. Or,iine grafico di marcia comple•sivo. Es~mpi 01 movimenti di colonne su strade d1verse rappresen tati con un qua1.lr'o g, afl ~o.

36. Nei mov imenti degli eserciti occorre frequentemente che c·olonne diverse si muovano su strade o parallele, o convergenti, o divergenti e che le lorn marcie debbano essere conrdinale ad-un determ inlo concetto lallico o ~lralegicu. La rappresentazione grafica agevola lo studio del coordinamento di tali moriment i, se da eseguirsi o l"apprezzamento di essi, se giit eseguiti. Su una carta topografì'ca riuscirebbe più diffi cile il seguire col pensiero o con segni i vari movimenti in tullo il loro sviluppo. Il modo piu onio, che si prcsenla, è quello di designare tnnti grafici di marcia quante :;ono le colonne, preferibilmente cogli assi all e stesse :;;cale. Per ::igevolare l'esame comparalo dei diversi grafici il Lewal propose di collornrli tnlti l'nno di fianco all 'altro ~u un medesimo foglio in modo ch1:: gli assi dei tempi si trovino su una stess~ retta. Parm.i migl iore ancora il sislema di adoperare un solo sistema di assi e di segnare in fuori dell 'asse degl i spazi e parallelamente al me<l1>simo gli itinerari seguiti dalle varie colonne. Si avrà forse un accumulamento di linee, che potrebbe arrecare con-


STUDIO ANAL lTlCO E GRAFICO

DE ( ~{()VlMENTl MILITAR!

fusione, ma, quando si abbia· ravvertenza di segnare le linee di marcia di colonne corrispondenti a strade diverse con colori differenti, ben distinti, e quando si sia acquistata una discreta pratica di questo mezzo di rappresentazione, quel po' d'imbarazzo sarà largamente ricompensato ditlla faci lità con cui si potranno risolvere vari problemi. Cosi, per es:, tracciando una parallela all'asse degli spazi, corrispondente ad un dato istante, sarà facilissimo di. rilevare le posizioni dei punti caratteristici di ognuna delle diverse colonne; e sarà pur facile combinarne le linee di marcia in modo da soddisfare a determinate condizioni di tempo o di,spazio. Ebbi occasione di vedere un quadro grafico rappresentante le rnarcie di concentramento dell'esercito germanico sulla frontiera francese, neHaguerra 11870-7,1, nel qualeerano.seguil.i i movimenti di tutti i corpi, fatto appunto in tal modo. Se esso a prima vista poteva parere un po' imbarazzante, dopo un attento esame si presentava chiarissimo e serviva mirabilmente a dare un'idea precisa di quel complicato movimento In qnel quadro l'asse dei tempi era graduato a giornate. Si cercherà di rendere evidente il procedimento da seguirsi, e la sua utilità, mediante alcuni esempi .

lori corrispondènti a quelli degli itinerari. Nella figura si sono se~ gnati con linee della stossa forma. Volendosi .conoscere dove sr trovino le colonne dopo 3 ore di marcia, si conduca la parallela all'asse degli spazi per le ore 3. Da essa si ri leva che le tre colonne si trovano rispettivamente a. ehm. · ·

4-50

37. Tre colonne I, II e III si dirigono dai punti A, B e C ai punti A', B' e cr seguendo ognuna una propria strada. Le distanze da perconersi sono rispettivamente di 115, 20 e 25 ehm. e, per semplicità, si suppone che le marcie vengano compiute con moto continuo , cioè senza riposi. Condotti i due assi OT ed OS (fig. 33) si segnino a sinistra dell'asse degli spazi i tre itinerari con tre colori diversi. Nella figura vennero rappresentati colle tre rette I, II e III, di cui la prima continua, la seconda a tratti, la terza a tratti e punti alternati. Si intende così che l'asse degli spazi ne rappresenti tre l'uno a.Il' altro sovrapposti . Le origini delle distanze coincidono nel punto O, che viene a rappresentare i punti A, B e C nei quali si suppone siano le teste delle tre colonne al principio del movimento. Quelli A', B' e C' si troveranno rispettivamente . al 15°, al 20° ed al .25° ehm. . Ciò fatto, si segnino le Jinee di marcia delle tre colonne neJ·modo che si sarà stab ilito e siano rispettivamente Oa, Ob ed Oc, coi co-

12,2 -

16,5 e 119,2

1

dai relativi punti di partenza. Per mezzo degli itinerari sarà facileseanarne la posizione sulla carta topografica. Si può facilmente coordinare i mov imenti delle varie c?lonne. Così, per es:, supponendo che la. II sia di fanteria e la lII d1 cavalleria, si voglia che ncll'istitnte in cui qnella arriva al 15° ehm. questa ginnga a.I 24°. Basterà segnare il punto D sulla line~ O b ed al 15° ehm . e quell o E sulla Rtessa vel'Licale ed al 24° . poi condurre per E la parallela alla. Ot, linea del trotto dell a cavalleria, fino al~ l'incon tro della Oc in H. La colonna Hl dovrà adnnqne andare d1 passo per 1° 32r e di trotto per 2° 40 -1 °, 32' = 1°, 13'. e potrit regolare in conseguenza gli intervalli di passo e di trotto. 1

1

38. PROBLEMA 26. - T·re colo?Wie, pa1·tendo dai punti A, Be C, devono conce1itrarsi verso un punto D (fig. 34} distante da quelli di 30 35 e 20 ehm., e giimgere contemporaneame~te ai p·ivn,ti distanti 5 ehm. da D. Le volonne A e C sono d1, fanteria e qt1,e.lla B di cauallerici. Il com,anda11,te g~neral~, ,che sta alla testa della colonna A, alle 5 ant., istante in cui ,a mette in ma'ii·cia, invia corrieri alle colonne late1·ali, mandando loro l'ordùne di marcia di qi1,ella cen,t,i·ale e la prescrizione di tro·varsi nei pmiti stabili.ti colle proprie teste di, colonna con~emporanemnen,te a qtiella del ~e1.t1·0. I~ tempo necess~r:1° 1e·1:ch: a1·~ _ 1·ivi ·i l cO?'l'ie1·e e le t11·uppe si prepa-r-ino pe1: la ma1 eia e di 1 30 pe1· la colonna C e di 2° per q1bella B. Quali saranno le andatu1·e di queste colonne ? . . .. Solu,zione analit,ica. Coll'ordine di marcia stabilito per la colonna del centrò questa arrivi a 5 ehm . dal punto D alle 12° i5. La colonna C avrà perciò 5°' 35' !per percorrere ,15 ehm . e quella


I DE f MOVIME:èil'fl )[l LIT.AlU

ST UDIO ANAUTICO E GElAl~JCO

B ne avrà 5°,5' per 30 ehm.; la prìma dovrà muov·e1'.si colla celerità media di 15000 · - - .-,..o- = 44,8 m ... 33

e la seconda con quella dì 30000 305

=

98, 3 m.

8ol1.izione grafica (fig .. 35). Stabilitì i due assi, sì seknìno laleral. mente all'asse degli spazi i tre ìtinerari in modo che abbiano comune il punLo d'arrivo al 30 ehm., partendo rispettivamente dlii ehm. ·15°, dal 5° e dall'origine. Sìa la spezzata 5 M la linea di marcia stabilita per la colonna centrale. Per la colonna di destra si segni il punto N avente per coordinate ~0 30' e Hi ehm.; la retta NM rappresenterà la linea di marcia ad andatura media continua, che potrà adottare, e quella spezzata, segnata a pnnti , potrà essere la effettiva. Per la colonna di sinistra si segni il punto P di ascissa 2° e dì ordinata nulla; la retta P ~'l rappresenterà la linea di marcia con andatura media eh ·essa dovrà seguire. Essa venne sostituita colla spezzata, segnata a tratti, nella quale è interposto un riposo di 1°,45 fra due intervalli di moto ad andatura mista, in ragione di 9 ehm. ali' ora. Come si scorge dal quadro i r iposì si corrispondono all'incirca nel tempo in cui hanno luogo; ciò può essere acconcio quando, per passare alle posizioni definì tive, le truppe dovessero occupare una linea di altre posizioni, che sarebbero rispett ivamente per le colonne A, B e C a 5, 1 Oe 6 ehm. da quelle. L'ordine grafico rappresentato dalla fig. 35, spedito alle colonne · laterali, sarebbe sufficiente per indicare a queste il loro còmpito e per far sì che, in un istante qualunque, una qualsiasi delle tre colonne conosca perfettamente le posizioni che dovrebbero avere le

leria a Rivoli. Qiiando la testa del la pr,ima si rnuove dal suo carn;po, i l comandante in,via un corrie1·e alla seconda, coniwvi· candole i l proprio 01·rline di marcia ed 01·di1i<J/ndole di trovarsi colla coda a Torino {ùi im determinato punto) nell'istante stesso . in cui giunge in questa città la testa della colonna proveniente da Settinw. La distanza, del campo della fanteria e di q1i.ello della cavalleria dal pimto indicato sono 1·ispetti'vamente di 14 e di 12 ehm. e qtiella che dev'essere percorsa dal corriere di 15. La profondi tà della colonm,a di Rivoli e di 1 ehm. ed il cor1·iere ha ordine di muo·oersi quanto più gli sarà possibile al trotto. Si domanda q1.iale andatura do·v1·à adottare la colonna di ca1,aller ia, supponendo ch'essa non, possa mettersi ùi moto che 30' dopo ricevuto l'ordine. Soluz·ione analitica . Dtill'ordine di marcia. della fanteria si rileva che la testa di essa arri V,t al punto di concentrameulo 3o' 16' dopo iniziato il movimento. Il corriere percorre la strada al trotto, ma intercalando ·IO' di passo, ed impiegando quindi il tempo dato dalla e4.uazione. 1

'188 (t -

·10)

+ 90 X 10 =15000 1

ossiat =1°, 25. Lacavalleria non avrà più che

1

~~

.

39. PROBLEMA 27. - ,Dite colonne sono accampate nelle vicinanze di Toi-ino, una di {ante1·ia a Settimo e l'altm di caval-

3°, 16 -1°, 25' -

30'

=

81'

per percorrere i 13 ehm. , che la testa avrà fatti quando la coda sarà al 12°. Dovrà adunque muoversi colla velocità. media di 13000

-- = 91

. ,160 m. circa;

ossia potrà al ternare il passo col trotto. Soluzione grafica (fi g. 36). Si segnino a sinistra del!' asse degli spazi gli itinerari segui ti dalle due colonne e dal coniere, prendendo per origine i loro punti di partenza, e si tracci la linea cli marcìa OA della colonna di fan teria nel modo stabi lito, e quella OB del corriere, nella quale è intercalalo un tratto di passo pel' 1O' fra due di trotto. Si segnino poi il punto C sull'asse dei tempi, con ascissa superiore di 30' a quella di B ed il punto D~ avente per


DEI MOVJME N'l'l MILITARI

STUDIO ANALITICO E GHAFH:O ,

coordinate l'ascissa del punto A ed il 13° ehm. La rella CD rappresenta la linea di marcia con andatura media delta cavalleria, e la spezzata CEFD indica il riparto del tempo in passo e trotto.

VI.

Orari grafici per i moviment i f~rroviari.

J

40. La rappresentazione grafica dei movimenti, che si presenta come novità per quelli militari, venne da molto tempo adotlata dalle società ferroviarie per rappresentare il movimento giormliero dei treni o convogli . L'orario grafico si estende ad una linea intera od a porzione di essa e rappresenta le linee di marcia dei convogli per mezzo di spezzate rettilinee riferite a due assi, l' uno per i tempi e l'altro per gli spazi, di cui i tratti paralleli all'asse dei tempi cor rispondono alle fermate, e quelli inclinati alle traslaz ioni. Questi orari grafici riescono di grandissima utilità nel combinare gli orari giornalieri, specia.l mente nelle linee a semplice binario in cui l'incontro fra i treni diretti in senso opposto deve avvenire in qualche stazione. Sono poi util issimi nello studio dei movimenti ferroviari militari, sia che per essi i treni vengano intercalati fra quelli del servizio ordinario, sia che quest'ultimo venga completamente sospeso. Negli orari per il servizio giornaliero l'asse dei tempi si estende alle· 24 ore della giornata ed ordinariamente è diviso in ore ed in minuti . La divisione, e relativa numerazione, èfalta tanto sul margine inferiore quanto sul superiore del fog lio, e le divisioni corrispondenti sono unite da rette parallele fra di loro, molto visib ili per le ore, un po' n'leno per ogni intervallo di 40' e sottili per ogni minuto. Lungo i margin i laterali stanno le divisioni in ehm. e le annotazioni delle stazioni, scritte con caratteri più o meno grandi o sentiti a seconda della loro classe r ispettiva. Gli assi degli spazi, posti alle due estremità e tracciati con linee di grossezza pari a quella delle reLLè che passano per le division i in ore, sono rinforzati molto visi-

bilmente in corrispondenza ai tratti di ferrovia a doppio binario. In fuori delle indicazioni delle stazioni sono disegna.ti, tanto da una parte quanto dall'altra, i profili longitudinali della via, colle altezze a scala più grande delle lunghezze, e colla indicazione scritta della pendenza dei diversi tronchi. Altri dati sono indicati in corrispondenza all e stazioni , come ad es: lo sviluppo di binari di scambi!', di piani o banchine per il caricamento, i siti ove sono i serbatoi d'acqua ed i magazzini di combustibile, o le rimesse delle macchine col numero di esse, o dei carrozzoni, ecc . Insomma tutti quei dati c.he possono essere utili nell'ordinare un servizio. Le linee di marcia dei treni si segnano con colori o con forme convenzionali diverse, secondo che essi sono diretti, omnibus, mi..'. sti, merci, ordinari. faco ltativi, straordinari. Avendosi un orario di tal genere è facile studiarvi il modo di intercalare altri treni, fra quelli già stabiliti , e di fissarne convenientemente le traslazioni e le fermate . Se un orario grafico viene disegnato per studiare un dato movimento mili tare, l'asse dei tempi può estendersi a tutta la durata del movimento; se però quasta fosse di più giorni potrebbero le linee di marcia corrispondenti a giornate diverse essere tracciate a. colori diversi e corrispondere ad un asse dei tempi limitato in lunghezza ad una sola giornata. Per questi lavori riesce utile assai la carta continua (a rotoli) mili imeti·ata. Benchè dalle società fenoviar ie si usi un quadro grafico per ciascuna linea> credo che in un movimento militare , che si svolgesse in più linee, che s'intersechino o coucol'!'ano, potrebbe tornare utile un metodo di rappresentazione analogo a quello più innanzi indicato per le marcie di colonne su strade diverse . Così una linea di diramazione da una stazione potrebbe avere la sua origine delle distanze in questa e le linee di marcia corrispondenti sovrapposte alle altre della linea principale, ma con colori diversi. In realtà il moto di un treno fra dueferrn.ate successive non è uniforme· esso è accelerato in principio del movimento, poi uniforme per 11 ;1 tratto più o meno lungo, ed in ulti mo ritardato. Quind~ l_a linea cli marcia fra due fermale successive dovrebbe essere m1st1 linea con forma analoga R quella rappresentata dalla fig. 37. In


DE I MOYI ò!EN:T l

,\.56

STUDIO ANAUTlCO E GlUFICO

pratica si segna invece la retla che unisce le estremità di tale linea e ohe rappresenta un'andatura media. Per dare un'idea della forma degli orari grafici per le ferrovie si è r iportato nella fìg. 38 un tratto di quello del la linea TorinoPinerolo, segnandovi un treno di andata AB ed uno di ritorno CD. Collo scopo poi di dimostrare l'utilità. di essi nello studio dei movimenti militari si svolge la seguente semplicissima applicazione.

U . PROBLEllA 28. --- Si viwl trasportare, colla massima cele1·ità, fanteria da Torino a Rivoli pe1· me.po della ferrovia econornica che congiunge tali città. Ammessi alcivni dati sul materiale disponibile, su,l tempo occorrente per l'imbarco e snlla sna dislocazione nell'istante ·in cui la triippa si presenta per essere caricata, si vuole sape,re la diirata totale del movimento, sup · ponendolo lirnitato agli uomini. Lungo i margini laterali della fig. 39 sono indicate le distanze chilometriche e le stazi,mi intermedie, tutte munite· di binari di scambio, essendo tulla la linea a sempl ice Linario. Si suppone che la linea possieda 3 locoTI?-otiveed i carrozzoni necessari per formare 3 convogli di .20 vetture e quindi di 480 uomin i caduno, essendo di 24 la capacità di ognuna. Due locomotive sono a Torino e la terza viene richiamata per telegrafo da Riyoli insieme con tutto il mater iale ivi disponibile. Il primo convoglio (I) parte .s.d 4 ora e continua, colla velocità media di 20 ehm. all'ora, senza fermate fino a Rivoli attraversando la sLazione del Baraccone, dove già si troverà. fermo quello cli ritorno (II). Se è di 20' il tempo occorrente per allestire il 2° convoglio di pa.rl.enza (III) e per caricarlo, questo partirà alle ;f O,20' e dovrà ane3tarsi 6' a Po.z.zo di st,;-ada per attendere il primo di ritorno (II), il quale giunge a Torino ad •1°.48' e può ripartirne al .2°,8'. Intanto giunto il con voglio I a Rivoli al[',J ,35' può ripartire alle 2°,.2' appena è libera la strada per l'arrivo del convogl io III, che a sua volta ritorna a Torino partendo alle 2°,.22'. Il convoglio I giunto a Torino alle .2°,38', non può ripartirne che alle 3°, 4' , appena giunto qwllo III. Quest'ultimo riparte alJe ~! 0 ,241 coll'ultimo riparto d'uomini . Il movimento è compiu to dopo 3 ore precise, cioè alle 4. Esso adunque richiederebbe più tempo che se si facesse a piedi wn reggimento d-i

/

M!LlT.\R I

457

da Torino a Rivoli, ma in ogni modo le truppe arriverebbero riposate ed inoltre, dopo 4 ora appena dall'origine del movimento, un terzo circa della forza già s-arebbe colà, ci.ò che ia circostanze :ipeciali potrebbe presentare il suo lato utile.

CONCLUSIONE.

Queste nozioni elementari limitate assai dalla brevità del tempQ, eh e per il loro svolgimento era concesso dall'orario della Scuola, non servono che a dare un saggio della moltiplicità. delle utili applicazioni che si possono fare delle costruzioni grafiche allo studio dei movimenti mililari. I problemi più semplici proposti per il movimento di individui isolati risolti in gran numero e variandone i dati, costituirebbero un utili5simo esercizio per abituare la mente ad afferrare le relazioni di spazio, di tempo e di velocità e renderla atta a calcoli mentali approssimativi. Quelli più complessi relati vi a movimenti di colonne, specialmente se in strade diverse possono essere di effettiva pratica utilità negli studi di quelle mosse che richiedono preparazione lunga ed esecuzione puntuale. Gli ·ordini grafici potrebbero in molti casi essere sostituiti affatto a quelli scritti od almeno a quella parte di essi che riguarda solo traslazioni, e spesso essi stessi, conedati da qualche nolazione in margine, potrebbero bastare da soli. Hanno il vantaggio _d! farrisultare la posizione delle varie parti delle colonne ad ogm istante, senza che occorra di procedere per via di induzioni, tanto più che, quando i movimenti fossero concertati preventivamente in tlllti i loro particolari, meno facilmente avverrebbero 'i n essi delle irreo-olarità, che rendono molto problematiche le supposizioni che altri l", • • potesse fare sulla probabile posizione cli una truppa m un istante determinato. Parmi perciò che sarebbe lavoro proficuo quello di chi si assumesse di trattare qualche problema, con dati ed ipotesi quali pos- , sono presentarsi nella pratica, di alla o di minuta logistica, in modo


J 458

STUD10 ANALl1'1CO E GRAl~ICO ECC .

completo, e sono persuaso che esso servirebbe a confermare il vantaggioso _impiego del mezzo grafico, sul quale potrebbe essere che'. stando m campo ~roppo teorico, e lusingato forse da quella seduz1?n~, che spesso_ viene _esercitata da argomenti de'quali si ebbe per mc1dente occas10ne d1 occuparsi, senza sviscerarli completamente, mi illudessi. C.

LE PJtNSIONI CJVILl E MILlTAlll

CAV.EGU.\

Capitano del Genio .

.,

APROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI UGGE cii

l\ell'estate scorsa [ui tratto ad occuparmi brevemente della questione delle pensioni (2), ma l' importanza e la vastità dell'argomento richiedeva ben più lungo ed approfondito esame di quanto · allora io avessi. tempo o foss i al caso di fare . 11 presente modesto studio è nato dal des iderio di colmare alcune delle molle lacune dell'altro; ma non so 1-0 sarò ri1LsciLo a far megl io. Anch'esso necessariam ente è slato fatto senza continuità di lavoro, ed esce molto affreUalameote, io càusa della ina,;pettala prontezza ·coll a quale la Camern dei Deputati ha intrapresa negli uffici la discn~sione del nuovo disegno di legge. E:;so comprenderà un accenno succinto ad alcune ques/ioni generali che all e pens ioni si l:ollegano, ed alle le,qgi esistenti, tanto alle nostre come alle principal i estere; e ciò per avere una norma ed una guida nell'esaminare poi il nuovo progetto di legge, e nel pl'oporre quell e ,modificazioni che son o, a mia op inione, indispensabili per assicurare il buon funzionamento dell'alllminislrazione e, jn ispecial modo, delle istituzioni mili tari del paese, senza o/Tesa (I) Disegno di legge sullo pensioni degli impiegati civi li o militari e ~ulla costituzione della cassa pension i presentato dal ministro dolle fina nze interim del tesoro (MAGu•x1) di concerto col ministro della guerra (FsnnE•o) o col minis tro della marina (AcroN) nella torr,ata del ~;; gennaio 1882. (2) Italia Militare, fii. 99-100-103-HO.


460

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGE:TTO DI LEGGE:

LE PENS IONI CIVJLJ E MILITARI

della giustizia e senza comprometLere il conseguimonto dell'alto i>Copo che si è proposto il · MinisLro delle Gnanze, quello cioè di togliere, per quanto possibile, dal bilancio dello stato le oscillaz ioni .e le incertezze che il servizio delle pensioni annualmente vi produce.

I. Questioni generali.

CoNvENIÉNZA DELLE PEN SIONI. - Lo Stato, a son1io-lianza di molte • ' . ' . Q -ammm1straz10m private, potrebbe retribuire chi lo serve soltanto con una provvigione immediata, lo stipendio, tralasciando di statuirne un'altra lontana, la pensione. Esso lascerebbe così I~ cura ai suoi impiegati di provvedere direttamente, come fa mol ta parte degli uomini, ad assicurarsi l'avvenir-e con opportuni risparmi. In tal caso però, bisognerebbe che gli assegnamenti che lo Stato offre, presentassero un margine pel risparmio; e questo margine dovrebbe esse~e.con_side~evole, per potei· essere apprezzato dalla maggior parte degl1 1mp1egaL1 e non soltanto da chi ha la facoltà di tesaurizzare anche i cen tesimi . Da ciò la necessità di considerevoli aumenti sugli stipendi, epperciò maggiore spesa da parte dello Stato. Ma, indipenden temente dalla considerqzione di spesa, forti ragioni di convenienza inducono lo Stato ad adottare il sistema della doppia retribuzione, l'una immediata e l'altra posticipata. Le pension i infatti presentano per lui i seguenti vantaggi: 1 1° Vincolano al suo servizio l'impiegato. -:-- Il sistema di retribuzione col so lo <;tipend io farebbe perdere assai faci lmente allo Sk'ttO i più ab ili ed attivi impiegati, produrrebbe frequenti e dannosi cambiamenti di personale, ,e toglierebbe alla disciplina gerarchica la forza, che le viene dal non potere l'inferio re lasciare il servizio senza far sac,;ificio di vantaggi già virtualmente acquistati; 2" Rendono meno odiosi e meno inumani i congedamenti di personale. - Quando il buon andamento del servizio richiede i! ritiro di un ·impiegato divenuto per infermità o per vecchiaia ina<

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bil e, fisicamente o intellettualmente,· a continuare a servire con utilità, chi ha la responsabilità dell'amministrazione può licenziarlo senza rimorsi e senza scrupoli, se sa. che non vien messo in mezzo alla. strada, ma che gli è accordata 11na pensione in relazione ai principali bisogni del vivere. E d'altra parte , ch i è colpito non può trovare inumano un provvedimento che, se pure non gli mantiene l'assegno che aveva jn servizio, non fa che diminuirlo in ragione del valore che può ancora avere il tempo ed il lavoro, ch'egli acquista la piena libertà di usufruire; 3° Costituiscono un modo effi cace di tutelare il prestigio del Governo. - Qrtesto infatti scapi terebbe grandemente presso le popolazioni , se chi ha consacrata la maggior parte della vita in servizio dello Stato fosse abbandonato senza aiùto nella sua vecchiaia. Un aumento anche for te degli stipendi, non raggiungerebbe lo stesso scopo ; vi sarebbero sempre coloro che non hanno la previdenza di pensare ai loro ultimi anni, e su costoro la miseria e tutte le viltà che l'accompagnano , attirerebbero lo sprezzo della gente, con scapiLo della stima e del rispeLto pel Governo, indiretta,nente responsabile di taleI condizione. Questa considerazione è la sola . che gius_tifichi la pensione alla famiglia dell'impiegato morto per cause estranee al servizio . Lo spirito dei tempi nostri richiederebbe infaLLi, che alla propria fami glia· ognuno provveda esclusivamente da sé, garantendole coi propri sacrifizi l'esistenza an che dopo la sua morte: ma nell'interesse della sua rep.utazione, lo Stato, oltre a stabilire alcune provvide agevolezze per l'educazione dei figli, concorre quasi dovunque anche a <:ostituire una tenue pensione all a famiglia di. chi lo ha servito. Dalle sue3poste considerazioni ri sulta 1nanifesta la conveni enza di dividere in due parti la retribnzione degli impiegati e dei militari, dandone immediatamente una, lo stipendio , e ritenendo l'altra per non darla che a servizio cessato e quando siano state adempiute certe condizioni prestabilite. La seconda retribuzione può essere per coniodo dello Stato , assi·curata con versamen ti immediati ad una Cassa speciale, che si incarichi a suo tempo di eseguirne il pagamento secondo una deter1r1,in ata ta1·iff'a; ed a tali versamenti può essere fatto concorrere .l'impiegato con ritenuta sullo stipendio. La mancanza delle r itenute A NNO XX\r1( 1 VOL . IV.

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46'.z

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LE P!,l\SJON J CIVILI E MILITARI

non toglie però alla pensione il carauere di prop,,.ietà legittima dell'impiegato, perchè questo le Yiene dall'essere essa una ricompensa patt1iita di serv-izi resi; né la loro esistenza ( quando le ritenute non superino il concorso dello Stato nei versamenti alla Cassa) può obbligare a regolare la pensione in base ad un conto individ1iale, come non la scioglie dal vincolo di prestabilite condizioni di serv1z10. La sola distinzione vera e fondamentale delle pensioni riflette la loro ragione di essere, il diritto che le genera. - Oltre le pensioni di cui si è sopra, discors'o e che rappresentano per l'impiegato 'Ulna retribuzione dilazionata di servizi prestati, ve ne sono altre che rappresentano wn 1·isarcime·nto di danni ricevuti. Il mantenimento delle prilne è questione di convenienza per lo Stato, il pag1tmento delle seconde è questione di obbligo. Le pensioni 'd i retribiizione sono pagate coi fondi formati dai versamenti dello St.aLo e dalle ritenute sugli stipendi, e devono essere proporzionate all'importanza ed alla durata dei servizi che il pensionando ha prestati. - Le pension·i di risarcimento devano essere pagate per intero dallo Stato, ed essere proporzionate ai danni che il pensionando ha risentito in causa del servizio. Le une sono completamente indipendenti dalle altre e, se si stabi lisce una cassa speciale per eseguire la capitalizzazione dei versamep.ti ann ui ed il pagamento delle pensioni, si devono nettamente separare i fond i destinati al servizio delle du~ specie di pension i; versando esclusivamente a beneficio del fondo per quelle di retribuzione tutte le ritenute sugli, stipendi, e facendo ridondare ad esclusivo benefizio di quesla caLegoria i vantaggi che conseguono per 1 sopravviventi dall'associazione tontinaria fra gli impiegati. Rappresentano una retribuzione dilazionata: a} Le pensioni di r itiro dal servizio per anzian ità; b)Lepensioni di ritiro dal servizio per inabili,tàa continuarlo; e) Le pensioni alle famiglie degli impiegati morti per cause estranee al servizio. Rappresentano un. risarcì men Lo di danni: d) Le pension i alle famig lie dei militari od impiegati morti sul campo od in causa del servizi o; DISTINZIONE DELLE PENSIONI, -

A PROPOS ITO ,DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

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e)Le pensioni per inrnl idilà causata da t servizio; /), Quegli aumenti di pensione che devono accordarsi ai militari in compenso dei rischi e disagi del le campagne di guerra, ed in compenso del logoramen to della vita caus,ito, anche in tempo di pace, dalle fatiche e dai disagi inerenti all'intenso servizio di adde stramento, che è reso necessario dalle odierne esigenze della guerra.

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Tenuto conto degli anmenti di cui al capoverso./), le pensioni milita.ri risullnno un misto di pensioni di retribuzione e di pensioni di risarcimento, ed in questo consiste il solo motivo di distinzione dallr, pensioni civ1:li. L'aliquota di risarcimento può restare distinta cla quella di retribuzione, ed all ora può esservi una legge unica per tutti, militari ed impiegati civili, la quale stabilisca a p~irt e, per le campagne di guerra e per quello speciale servizio del tempo di pace che più logora la salute e la vita, un soprappiù di pensione proporzionale al logoramento causato, vale adire proporzionale al numero delle campagne ed alla durata di. tale speciale servizio. Se invece si vuol fondere l'aliquota di risarcimento con quella di retribuzione, è necessario fa r due leggi, separare, cioè, completamente le pension i militari da quelle civili, stabilendo le prime più elevate delle seconde, in ragion e delta minore resistenza al servizio che lo stato militare consente, ed in ragione dell e infermità e del)' accorciamento di vita che dal prolungato servizio militare risultano. - Sembra però più wnforme a ~iustizia ed anche più conveniente, perchè non creii nessuna apparenza di privilegio, il determinare in egual misura per tuLti le pensioni di retribuzione, stabilendo poi un aumento di risarcimento per quel Lempo soltanto che durò il servizio logoratore, ed a coloro soltanto che ne sosten-· nero le fatiche e ne patirono i disagi. EFFETTI ORGANICI DELLE PENSIONI, Le disposizioni regolanti le pensioni hanno una grande influenza sul funzionamento di ogni corpo dello Stato, poichè da espe, ben più che dalla morte, dipende il rinnovamento del personale e il ringiovinimento dei funzionari. Esse quindi conferiscono all'amministrazione vitalità e attività; se buone; vi a.pportano invece perturbazioni forti, se non rispondenti


A PROPOSITO DEL XUOVO PROGETTO DI LEGGE

U: l'l:;i\SIONl CIYILI E MI UTA RI

ai bisogni reali degli individui e delle i:;Lituz ioui. --· Una buona legge sulle pension i è valrnla regolalrice l'uscita dal servi~io: essa dc1'e affretlarla nei momeuti di ristagno della carriera, allìnchè col progresso di chi resta si risLabilisca la regolarità. normale. Se le veusioni nou sono troppo al disotto dei bisogn i della vita, questo fa tto an-iene naturalmenle. Il ristagno della carriera genera infatti sconfo rto nell'avvenire della profess ione i11 lrap l'esa e provoca il desiderio di lasciarla in eh iunl(tte può fa rlo: le pensioni devono dare questa facoltà a chi .può desiderarla con ulilità dell'intero corpo cui appartiene, e devono dare ai governanti il potere morale, oltre al legale, di mandare in ri tiro chi, non ,tvendo più la completa atti tu. dine al serv izio, conserrasse il desiderio di restare. Quando però la legge che regola le pensioni è viziosa. o per troppi limi Li rest.riLlivi al ritiro dal servizio, o per soverchia scars ità delle tariffe di pensione, allora, invece di un co1TCLtiYo alle anormalità di carriera media, diviene una causa che le produce; invece di essere cagione di rego larità, lo è di gravi pertu rbaz ioni, perchè conlruria l'uscita clel servizio di chi pur non ha più desiderio di seguitarlo, e così lega all'amministrazione degli sLanchi, dei malcontenti, degli ~poslati col solo risultato di danneggiare il buon funzionamento delle i:;tituzioni o cli creare altri sfiduciati, altri malcontenti, altri sposlali. Una prova delle verità di Lntt.o ciò, si può trovare nelle condizioni anormali del corpo degli ufficiali dell'esercito dalla cosLituziooe del regno fino ad oggi . Le molte eliminazioni 1·ese nece;;sari e, prima del 1l 8G6 dalla troppa eterogenei tiL degli elementi ch e lo costituirono; dal 1867 al ·187? dal loro so\'erchio numero ( che da 1oti00 al IO gennaio 4867 doveva· ridursi a 10600 al ,1° gennaio· 4873); e fi nalmente in questi ultimi a11ui tlalla grande lJU<tnlità di ufficiali, non più alli a continuare nell'odierno faticosissimo ::;er,izio atti\'o; queste molte eliminazioni doreLLero esserefatte a sbalzi, con mezzi straordiuari e quasi violenti, tnrbando gravemente l'equilibri o interno dell'esercito, mentre anebbero dornto trovare nella legge sulle pensioni un modo efficace di effettuarsi opportuna.· mente, gradatamenle, senza che il loro ritardo apportasse incagli e malcontento, e senza che la loro effettuazione arre,:asse subitanei -scompigli . - Le leggi straordinarie, come quella del 187 1e del1 88iJ 1

arrivano sempre troppo tardi, quando il male grandeggia, quando il malessere morale ha giù guasti elementi che poleV'ano restar sani: esse riescono odiose, perché almeno apparentemente, ledono dei diritti acquisiti e , dovendo essere applicate affrettatamente, tisent ono gli inconvenienti di giudizi basa ti su criteri disparati e momentanei. Esse inoltre lasciano di etro loro il germe di mali futuri, perchè alle abbondanti eliminazioni devono tener dietro am-· missioni straordinariamen te grandi e composte di elementi poco scelti , due cose che alla lor volta saranno fonte di al tre perturbazi oni considerevoli. Una legge sulle pensioni mi litari, più r~spondento ai ver i bisogni dell' esel'cito e degli individui, avrebbe rispa rmiate tutte le le<'Joj eccezi onali e le eliminazioni saltuarie, come le ha risparmiate i:,in Austria. Anche là dopo il 1866 e il ·1870 sono state necessarie eliminazioni grandissime, radicali : ma. le saggie disposizioni regolanti . il collocamento a riposo degli ufficiali hanno permesso di farle gradatamente e largamente, senza molto danno degl i interessi materiali di alcuno , con profi tto dell'esercito e senza ricorrere a nessuna legge eccezionale . .......: In Italia pure vi è una legge delle pensioni che, contro la volontà del legislatore, è risultata saviamente Jarcra e capa.ce di promuoYere in gran pal'te le necessarie elimi ,iaziont'dal servizio, ed è _la legge su lle pensioni per gli impiegali r,i\ril i. Rigidamente a1Jplrctlia essa sarebbe stata nna del le più restriLLive cd avrebbe giù dovu to essere rifalla. da molto tempo ; ma la mancanz,L di rigo roso prescriz ioni intorno al modo di co nstatare l'inab ilità a conLinuare il servizio, l' ha resa una delle più larghe e, srcondo i modern i apprcuamenti dell 'inleresse dello slato, u11a delle più provvide per l'amministrazione non meno che per gli indiviclu i. Si deYe a tale legge, sebbene rico11osciuta difetlosa in alcun i pun ti, se nell e ammini strazioni civil i non si è r'i:;enLito niente di sim ile al malessere dei quadri dell'esercito, nien te di simile acl un vero pericolo di arresto di vitalità, di impossibilità ad un ulteriore reao0 lare funz ionamento. 1

ELEME1w1 DELLE PENSJONI. - Una legge sulle pension i deve net- ) lamento precisare: 1. T casi e l'epoca di diritto a pensione;


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LE PENSIONI CI \'ILI E MILITARl

2. L'entità della pensione. Esaminiamo separalamenle questi due elementi. . 1: C_as~ ed~poca di _diritto a pensione. - Se si traua di pens1on1_di r1sa1·c1mento, 1 casi di pensione comprendono tutti coloro che, lll causa del sen izio, banno patito dei danni; e li devono evid~nlemente comprendel'e a[J'infuori di qualunque considerazione d1 durata del servizio. L'enLiti1 della pensione deve ossere rarrrrua0 .. del danno risentilo . 1') . aIl' ent1ta gl1ata Se si tratta invece <li pensioni di retribuzione, la questione è molto meno determinata.: i casi di pensione e l'entità di questa devono essere stabil iti in modo, da assicurare il regolare fupzionamento dell'arn~in_istr~zione e da far conseguire allo Stato quei vantaggi che ùall 1st.1tuz10ne dell e pensioni si ripromette. - Ab biamo vislo che la pensione è propl'ietà dell'impiegato, percbè costit uita da una part~ ~ell~ retribuzio11e assegnala al suo servizio. Il porre delle c?n d1z_1on 1 al suo conseguimento, è lo si.osso adunque che porre dei v'.nc_oli ~ ~uella ~ro_prietà; il che può parere contrario ai principi d1 g,1.us11~1a. Se ~1 riflette però che tali vincoli corrispondono a patti dall_rn1p1egato liberamente ,accettati entrando al servizio, sparisce ogni apparenza di violazione di pl'opri etil, o risulta manifesto il di-. rilto da parte dello Stato di stabilire, come più " li conviene tulle le condizioni di conseguimento della pensionet ciò che no~ può fare, è di estenderc forzatamenLe una n uova lecrrre ad impie,rati . . . . bo o entrali m serv1Z10 quando ne vigern un'allra. ~elio esaminare quali debbano essere le condizioni che conferiscono _diriuo di pensione ag li impiegati, si deve adunque piutire esci 11s1vamentedalleconsiderazion i di convenienza dolio Stato, dando la prevalenza alle ragioni di proprietà soltanto là dove cessa questa con venionza. . Un primo pallo che viene imposto pel conseguimento della penst0ne ò quello di una certa durala cli servizio: chi volontariamente lo ahuandonaprimadi un'epoca slabilitarin11nciaalla sua proprietà. Lo Stato tende ad assicursi così l'opera deoli impierrati nerrli anni di n o " maggior aLtività fisica e intell ettnale, ed a LraLlenel'e presso di sè quel li elemenl i che per essere o più attivi o più in lelligenti degli altri, sarehhero di preferenza rirercati dalle amministrazioni pri-

A PROPOSITO DEL )!UOVO PROGETTO DI LEGGE

val e e soci:tli . - Quale dove essere la durala minima di servizio da imporre? Le vecchie leggi la pre!ìcrivevano assai lunga : da noi le leggi vigenti es igono per gl'impiegali civi li ( fortunatamente per lo Stato la prescriz ione è illnsoria) 40 an ni di ~orvizio, e per gli nfficiali {cli sgraziata mente per l'e~ercito la prescrizione è e/Tetliva ed assoluta) 30 anni. Dei limiti tanto elevati rendono in gran parte ill usorie le pensioni , perché molti sono quell i che muoiono prima cli arrivarci e poca è la vita che ancor resta a ch i vi giunge. Quando uno entra in ser- "vizio dai 20 ai 23 anni d'etù, e consultando una tavola di morlalità vede che la sun vita probabile e poco più di 4'1 nnno, che valore può avere per lui la ponsione, ~e non la polr~t conseguire che dopo 40 anni di senizio? - Ma soprallulto, che interesse ha lo Staio ad ' obb ligare degli individu i in età avanzatu, stanchi ed esausti di forze e di mente a rcslare in servizio? L'a tti, iti1 uiuana, mussi ma durante la virilità, declina rapidamente coll'appru~simarsi dei ;;o anni di età: quando adunqlle lo Stato si assicuri l'opera dei snoi impiegati fino ai h.iH,O ann i all 'incirca di età, può r itenere: di :-frullare la parte maggiore e migliore della loro ·produzione, e dopo cessa per lui ogni conreni enZll di .rit egno forzato. Si può qui11di ragionevolmente asserire che, osci llando fra i 20 e i 25 anni l'c1;'1 media doll'enlrata in servizio, la durala più conveniente di :-erv izio da impo1:re pel con:;egn imento della pensione è quella <li 25 anni . Le ragioni di convenienza per lo Sta to a lrallenere in servizio per un lungo tempo i suoi impiegati, uon :nrnsislono evidentemente più riguardo a. ch i sia cliven nto inabil e a st'lrvil'C util mente. In qnesto · caso adunque uon vi è ragione per non da.t'gli ciò che gli apparLicne : anzi, essendo interesse dello Stato ch'egli sia eliminato al più presto, anzi chè conlral'iare, si de,·e aiutal'e la sna andata in pensione. Pertanto q11ando \' irnpiegulo sia divenuto inabi le, fisicamen te o intellettualmente, a i;onlinuare il servizio, dere polcl'c conseguire pensi.,ne anc he prima cli averrnggiunto il limite minimo imposto a chi si vuol riLirare li beramente: anche in questo caso però è conveniente una limitazione, è conveniente cioè, di abbassare il limile di :-;ervizio, ma non cli togliel'lo. I primi anni di :;erviz;io inf'a.Lli, sono da. considerarsi come un periodo di preparazione doll'impiegato, durante il qualo lo stipendio è

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LE PENSIONI •CIVILI ls :\IIUT,~lU

compenso superiore alla sua prestazione; è quindi giusto ch e lo Stato non istabi lisca per chi non può rimanere al suo sel'vizio che soli· 4 o 5 anni, nessuna retribu.zione in più dello stipendio stesso. In questo primo periodo si effeltuano tutte le eliminazioni prove11 ienti da cattiva scelta, e si può quindi ritenere che per circa altrettanto almeno, saranno ben pochi i casi di eliminar.i(,ne per inabilità sia fisica, che intellectuale. Pertanto, nello scopo di non stabilire contabilitii di lunga durata per piccole somme, può convenire allo Stato; senza perciò ledere sensibilmente alcun diritto, di stab ilire che nessuna pensione, sia accordata per una durata di servizio minore dei 10 anni . È questo il limite stabilito anche dalle leggi qi pensione austriaca e germanica, ciò che dimostra che esso non è pura.mente casuale. Riassumendo si può adunque concludere, essere cdnveniente che il diritto a pensione sia stabilito: a) Dopo 1O anni di servizio, in caso di inabilità. a, :::ontinuarlo; b) Dopo 25 ann i di ~ervizio nel caso di ritiro volontario. 1

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Vi sono ollre l'inab ilità, due altre cause di eliminazione dal servizio che non conviene dimenticare, e sono il licenziamento per gravi mancanze contro la disciplina, e l'espulsione per mancanze contro l'onestà. o, per alcune categorie di per-sone, anche semplicemen te contro l'onore . Allorchè trattasi di mancanze conlro la discip lina, .la perdita dell'impiego è punizione sufficiente, senza. che debba esacerbarsi con la perdita della pensione: questo caso può qufodi farsi rientrare· nel la categoria d~lle inabilità. a co ntinuare il servizio. TuLL'al più converrà. far subire una diminuzione all'entità della pensione, ma il diritto al sno consegu1mento è incontestabile. Quando. invece si tratta di mancanze che ledono il carattere cli onest'uomo, o in alcuni casi anche semplicemente quello del gentiluomo, la perdi ta del diritto a pensione deve essere conseguenza del danno arrecato al prestigio di tutto il corpo, al quale apparteneva chi ha commessa tanto grave mancanza. On assegno temporaneo' dovrebbe solo accompagnare l'immediato licenziamento{lal servizio in questo caso .

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.i.. PROPOSITO DE L Nli OVO PMGETTO

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LEGGE

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Abbiamo classificate fra le pensioni di retri buzione anche quelle· alle famiglie degli impiegati morti per cause estranee al servizio; pensioni le quali trovano la loro ragi one nella pura convenienza che ha lo Stato, per la tutela del suo decol'o, di non l1bbando nare senza soccorso la mogli e e i figli di chi lo ha servito. Effettivamente però queste pensioni non rappresentano ima1·etr1,/mzione, ma semplicemente iin ~itssidio, cbè non vi sarehbe ragione alcuna per dare un doppio compenso ad uno, per il solo fa tto di essere ammoglialo. TuLte le leggi accordano assegn i modesti pei· queste pensioni, stabilendo che la fam iglia possa. subentral'e al marito o 111 padre. per una parte dei òi'r iLt.i da. loro acqn isiti; ma se questi diritti non es i~tono, allora nulht accordano . ln q110sto modo viene.a mancare in un grandissimo numero di ca;:;i lo scopo di tali pension i: se in fatt i, qne:;Le rappresentano un sussidio di convenienza da parte dell o Stato, non vi è motivo di non darle anche quando gl' irnpiegn 1i capi-fam igl ia non avrebbero ancora diritto a pensione per loro conto . Quando .si esaminano le legislazioni vigenti su quest'argomento non si può a meno di concludere che mancano tuLl.n di base: non son fondate nella giustizia, perché questa non ammelte un compenso maggiore ad una categoria di impiegati per fa tti estranei al servizio; non sono digriì tose per l' impiegato, perchè appunto il loro carattere è di pnro sussidio; e non sono neanche conformi al vero interesse della famigl ia, perchè questa si vede tolta 1n vera propr ietà del suo. capo, it capitale di pens ione accum ulato con ali quote di retribuzione · del suo servizio, in cambio del meschino assegno che, e non sempre, le è accordato. Come è noto, le diverse leggi obbligano il capo-famiglia a rormare un'associazione con tutti gli altr i impiegati, alla condizione ghe la proprietà di chi muore vada a beneficio dei sopravviventi. Non semlm;, però giusto che la proprietà del padre, quando egli muore, vada ,t beneficio d'altri che dei figli; lo Stato non deve obbligare il capofamiglia a giiwcare (che la tontina non costituisce in delìnitivaaltro che un giuoco) ciò che egli ha accumulato col suo lavoro. È vero che, se egli non muore, l'assegno che gli speli.a come pensione o meglio il capitale di pensione, non sarà così elevato come se fosse rimasto nell'associazione tontinaria; ma è anche vero che, se muore, questo capi tale non va a vantaggio di estranei , ma a. benefizio escln-


LE PENSIONI CIVI LI E M!LIT"AI\l 470 sivo dei suoi figli; i quali pertanto, se si concede il ritiro dalla tontina ai capi di famiglia, potranno avere meno di quello che il sistema attuale accorda, quando il padre è vivente, ma assai più quando. egli è morto. Questa è vera assicurazione a beneficio della famiglia e questo è il provvedimento, che una legge civile, logica e morale deve statuire. - Il padre di fam iglia dovrebbe però essere obbligato ad as,;oggettars·i a speciali ritenute suppletorie sullo stipendio, onde aumentare il fondo di pensione di tanto almeno, quant'è la diminm:ione che gli r isulta, nel caso di vita, per eITetl.o della sua esclusione dalla tontina.

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• e di:::poEntid della pe·n.sione. - AltreLLant:1 influenza dell sizioni regolanti il diritlo a pensione, hanno sull'usci la dal servizio 1-1uell e determinan li l' entità delle pensioni. Si comprende infatti che il di ri tto sarebbe in isorio . se accompagnato da un assegno non rispondente ai bisogn i delta vita, e che la :;overchia srnr~itit della pensione rispetto ngli as,-egni durante il servizio può essere da sola un fortissimi) ostacolo alle eliminar,ioni, che è interesse dell'nmministrazione si eITeLtu ino seou difficoll.ù. Lo Stato deve ga,·antirsi che gli elementi buon i reslino al suo . servir,in, quanto a lui può conven i,,e che vi stiano: ma deve desi dera.re, cl1e li elementi non sani o stan,_:hi se ne vadano, e deve a tal fine da r loro i mezzi per potersene an dare. La prima questione che si presenta. a. proposit o del valore delle pens ioni, è di sapere a. che cosa debba tale valore essere ragguagliat.o. Tutte le leggi di tiitl'iipae.si hanno fvnora raggiiagliata la pen.sione al lo .stipendio fina,le, od al la media degli ,,,tipendi degli ultimi anni di servizio. ltinfattisolamente inrapport.o agli assegna menti che percepisce, che l'impiegato misura ed apprezz~.la pensione che gli spetterebbe; qualunque altra base potrebbe turba.re, ma non impedire questo apprezzamen to di paragone, chi quale soltanto dipenderà in ogni tempo la deci:;ione del! ' imp iegato. - D'altra parte per essere conispondenLe ai bisogni, della vita, la pensione deve .offrire modo di mantenère nn <lecoro in relazione alla posizione già occupata in serv izio dello Stato, ed anche per questo motivo adunque è razionale che sia rnmm isurnta allo stipendio ultimo. -Nè <lirersamente ~i pnò concludere, pensando che la pensione è ri'~

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A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

,compensa cli servigi resi: quale migliore misura di ques ti servigi potremo ave.re, in via generale, che non sia la cat"ica finale dell'im piegato, e quindi il suo ultimo stipendio? Si polrebbe osservare che, se la pensione è una reLribuzion-e dilazionata che si forma col cumulo di tante quo te annual i, non vi dovrebbe essere altra legge che ne regoli l'entità, all'infuori di quella che naLuralmente è deterrninaLa dal capitale accumulatosi, e dal numero di anni durante i quali questo capitale deve essere ammortizzato. Se questo criterio puramente coni.abile soddisfacesse allo scopo delle pensioni e convenisse allo Stato, nulla vi sarebbe a ridire. :\fa non bisogna dimenticare che il valore del le pensioni ha. una influenza grandissima sugli effetti organici ch'esse possono produrre, e di questi sopratutto lo Sta.lo si deve preoccupare, e deYe perciò ad.ollare qnel l' andamento che megl io risponda agli eITeui salutari che ha interesse di produrre. Una, delle cose che più importano nel · regolare funzionamento t>. d'amministrazione è I' elimina.z.ione degli inabili , la quale deve perciò es;;ere favor ita in modo speciale. La legge contabile di for- , ma,,ione della pens ione non permetterebbe di dare a ch i ha pochi ann i di servizio. che degl i assegni eslremamente meschini; e ciò penhè il cap itale di pens ione, che si forma col cumulo di annualità e di in teressi composti, non ingrossa. che dopo molti anni : con tal legge, come si potrebbe a.dunque pretendere che gli elementi poco buoni chiedano di andarsene? Ben lungi dal far ciò essi si na. sconderebbero, e quando si volessero colpire, $i difenderebbero 1 accanitamente con raccomandaz ioni e protezioni , contro le quali un ministro non avrebbe dife,-a, perché, come agli altri, anche a lui ripu anereb he di mettere in mezzo alla slrada un uomo, che non ha colp; morali; e così gli elementi malsani l'i marrebbero a. far da inciampo ai buon'i ed a diminuire, col loro valore negativo , il valore \,\/ di tntla · 1rn'isLi tuzione. - I paesi che si sono giustamente preoccupati dell' eliminazione sollecita òegli inab ili, hanno saggiamen te assegnato una pensione di un valore relativament.e più gi'ande a chi ha pochi anni di servizio: ~osi in Germania, ove la pensione cresce in ragione di ·1/ 60 di tutte le competenze di attività per ogni armo di servizio, a chi ne ha soltanto '10 dànno 1»/ 60; in Austl'ia, ove la pensione varia in ra:1ione di 1/ 1~0 dello stipendio fìnale per 1


LE J>EXSIO'.'x l CIYl Ll E J\!ILITARI

33 Q . . a eh.1· ne lrn so . Itanto ,10 d'anno '13, anno d.I serv1z10, -:W. uelli . St.ati hanno adunque fatto tutto al contrari o, di quanto la legge contabile di formazione della pensione richi ederebbe si facesse Altra e.osa, che ha pure una grandissima influenza sul regolare funzionamento delle isti tuzion i , è l'eliminazione degli elementi vecchi: lo Stato deve pertanto procurare cbe ad essa non sia post.o ostacolo di sorta. Secondo la legge contabile di formazione, la pensione si man tiene assai bassa per moHissimi anni , ma cresce poi· in poch i allri tanto rapidamente, da renderli i soli veramente importan ti per l'impiegalo . Egli aclunque, comunque stanco ~el servizio, procurerebbe di restare ad ogni modo , finchè fos sero scorsi quei tali anni così prez iosi per lui ; e così diverrebbe per questa parte il lusoria la faco llà del Governo di collocare a riposo d'auiorilà, perchè i ministri troverebbero res istenze grandissime all'el iminaz ione dei ·vecchi impiegati e vi cederebbero tan to più faci lmente, in quanto. che essi stessi proverebbero ripùgnanza a non usare riguardo a vecchi padri di famiglia, 1·eclamanti, dopo un lungo servizio poco fruttuoso, di restare per quei pochi altri anni ancora, una meno . che sol i possono apportare a loro ed alle loro fami,.rlie o avara ricompensa. Per tal maniera sarebbe impedità in fine di carriera l'uscila opportuna chi servizio dei vece.bi e stanchi elemenl~, come prima l'eliminazione degli inabili : sarebbe pertanto c.omplet.amente fal lito lo scopo delle pensioni e tutli gli ortanismi dello Stato ne risentireb bero grave danno. Come si vede sarebbe tut.!'altro che conveniente per lo Stato lo adollare, per idea preconcetta, unrt legge di variazione delle pen.sioni sì poco rispondente agli alti interé:ss i dell'amministrazione . D'altra parLe coloro che per sostenere una Lai norma si fanno forti dell'argomento che la pensione, e:;sendo una retribuzione, deve seguire la legge bancaria cli accrescimen to dei capitali, diment.icano che essa non è una 1·et1-·ib·1izione immediata, che debba perciò, fruttando, variare, in diversa ragione di anno in anno; ma è_unrt relribu.Z'ione dila.-0ionata e finale, non vincolata ad al tra legge, elle cli essere quella che fu pattuito dovesse essere. E nel palluida. lo Stato, completame11Le Ji oero , non deve avere altro di mira che .di raggiungere iJ meglio possibi le lo scopo suo , che deve

A. PROPOSITO DEI, NUOVO PROGETTO Dl LEGGE

essere l' eliminazione dal serv izio di tutti coloro che, giovani o \ vecchi souu inabili a contim1arlo. Ciò 'non impedisce, come già fu eletto, che p~r regolari'.a ~i bilanci il Governo stabiliséa per costituire ed altmenlare il fondo delle' pensioni, un assegno annuo (ìsso raggu~gliato agli .sti~endi. Così facendo il governo segue U Llél saggia massima finan:r1 ar1a; 1rnt l' or•~ano che incassa tali assegni annui e li amministra, ~lev~ f~re .cht :onvertitore: incassare cioè, assegni individ1.iali e d1str1bu1re pensioni rnedie; ricevere per ~i~scun i1~dividuo. dell.e som~ne an ~ n uali, che accavallandosi cogli mteres~1 , f?r~m~ 11 ~ap1~a~e ~1 pensione, e cumulare senza disti1~zio.ne .' ~a~itah d,. tu.ttt. gli md,.vidui di una stessa classe per d1stnbmrl 1 m pens10n t secondo la . .. .. ·tariffa prestaLilita. La conoscenza di questa tariffa, della legge d1 mortahta, e d~ ,uella di uscila dal se1·vizio che la statistica fornisce, dà 1:10~0 dt ;tabilire quale sarà l'attivo ecl il passivo clella cassa pe?s10111 p~r ogni classe cli impiegati, cioè p~r ogni gruppo en~ra~o. in .sem~io in uno stesso anno . Gli intro1t1 della ·Cassa, cost1tu111 dai ver.,,amenti dello Stato e dell'impiegato. e le uscite determ inate dalla legge di pensione adottala, devono esser~ recipro~a~nente ~'egola~e in modo che l'attivo della cassa uguagli o supen 11 passtvo . Ci~ riviene a dire, che una volta stabilita la legge di pensione non st è più liberi nella fissazione del concorso annuo da dars.i alla cassa; e che viceversa, stabilita la -;omrna a.nnua che lo Stato vuole ero~ garn. in pensioni, \'enti là di queste rimane determinata.' Ma. uno de1 due elementi è di libera scelta, e, quando lo spettro del disavanzo finanz iario non bussa più alla port,1, è Jogi~o di sc.egli er~ h leg~~ di pens ione che più è confacente al buon ~nel.amento dei pubb lici servizi , suLordinanclovi la spesii annua da farsi. Abbiamo constatala la comrenienza che l'entità della pen5ione s~a 1-.. ragguagliata allo stipendio finale, e ~he il_ s~10 rm.d~me~Lo, ossia la ·variazione del suo valore secondo gl1 anni d1 serv1z10, sia t~le da non determinare un troppo scarso assegno a chi deve,,.rer. ricono- , sciuta inabili tà, lasciare il servizio non molto dopo l m1z10 della . . .· a e un trOJ)po rapido accrescimento di pensione verso la \ . · · · bT · -cau1er , fme; poiché altrimenti si impedisce l'eliminazione degli 1na 1 1 e s1 1


474

LE PENSIONI GIVl/.1 E MTU'l'AH!

ritar~la soverchiamente l'usciLa de'v.ecchi . ll modo pi~ sempl ice di sodd isfare a quelle due condizioni è di far V(lriare la pensione linearmente secondo gli anni d.i servizio , di stabilire cioè che ooni . . n anno apporti una stessa ali quota di pensione . Questa all ora risulta strettamente proporzionale alla durata del serviz io. Per ~ooo_s~ere complet_amente qua1e convenga che sia in ogni tempo I ent1ta della pensione, resta ora da esaminare:· · . :1 °. ~e il massimo della pensione debba raggiungern lo stipendio d1 att1v1ta; 2° Dopo quanti anni di servizio convenga accordare il massimo del la pensione; · , I

.. , 3° ~~al'è l'assegn_o min.imo da accordarsi ai r iformat i per inab1ht~ '. c1oe quale pens10ne si dovrà corrispondere dopo '10 anni di serv1z10. Sul primo quesito si può osservare -. che quasi nessuno conresla più convenienza che il pensionando, ritirandosi dopo un lungo serv1z10, possa conservare lo stipendio intero. Se r~osi non fosse vi sareb_be in '.11?1ti, e dei più vecchi, un grave ritegno ad atibandonare il. serv. 1 z10, con danno della carriera decrli altri ed anche delle . . . e 1stituz1oni, perchè (salvo i casi di alta direzione e comando) quando l'uomo ha oltrepassata l'età di 60 o di 6.5 anni, non é pili. atto ad un pro(ìcuo lavo ro. . Sul secondo la risposta delle diver;:e legislazioni non è concorde: la legge mil itare francese concede il massimo dopo 50 anni di servizio, l' italiana e l'austriaca dopo 40; la germanica sta in questo ~oment_o ~~ssando dal limite di ,50 anni a quello di 40, che può r!ten~rs1 gia a~o~Lato . - Ritardare jl massimo della pensione al di la dei 40 anni d1 . servizio significa praticamente non concederlo. Sono già pochi che possono conseguirlo dopo '40 : di coloro che cominciano il s_ervi.zio a 20 anni di età, a 60 anni nO'Il ne sussiste più, come ancora impiegati o come pensionati, che la terza parte soltanto.' su ,1~o. rest~no 33: di questi poi una minima parte sono ancora m _serv1~1_0, c_1oè conseguono il massimo della pensione: gli aitri s_ono g1a _usc1t1 p1:1ma. dei 60 anni. Quando la proporzione di_chi può raggiungere 11 massimo é già sì piccola (meno di 5 su ,J 00 impiegati presi all'in izio della carriera) non vi è davvero raaione di a(lonLanare ancor più il conseguimento di un premio, if qual: d'altra parLe non può essere goduto che per uno scarso numero di anni.

!a.

I

A PROP0Sl1'0 DEL NUOVO PROQE'l'TO DI LEGGE

47l>

Finalmente riguardo al terzo quesito, considerando quanLo grande sia r inl~resse dello StaLo che l'impiegalo non più abile possa essere facilmente eliminato, e considerando la tenui là. cl~gli stipendi, che ·dopo 10 o poco più anni di servizio possono esse)·e raggiunli dall a. medi a deirli impie<rati non si può a meno di concludere essere eone) n ' veniente che la pen,-ione minima sia, rapporLo allo stipendi o, quanto più alta è poss iuile. Ho già detto che e:-sa é sL.1 ta, fonando l'an1 damen1 0 normale della legge cli pensionf', stabilita a / 3 dello stipendio in Au:;tria-Ungheria, e che è di'/. degli assegnamenti, cioè più di 1/ 2 dello stipendio, in Germania. - Il rapporto cli 'i$dello stipendio sembra dover essere il minimo ammissibile. Le pensioni di inabilitit hanno la maggiore importanza nell'esercito, in cui le cause cli deterioramento della salute sono molte e dove, per contro, il servizio esige tale resistenza ed energia fìsica, che fa~ ilmente possono venire a mancare. Or bene nell'esercito, dopo 1O anni di servizio, chi provi ene dalle scuole sarà. teneme, e chi dai :;oLtoufficiali sarà sottotenente; vale a di're che gl i stipendi potranno essere, dopo ,1 O anni di servizio, di 2200 o di '1800 lire, epperciò, colla norma del quarto, al riformato per inabilità a seguitare il servizio, spetteranno o 550 , o 450 lire all'anno di pen,-ione . Si potrebbe stabilire cli meno o/ - In Austria hanno fatto più ancora d1e fissare ad '/ 3 dello stipendio la pen.:;ione minima; hanno stabililo cbe essa 1-Jer oli u!Iìcia.li non possa mai essere in i"erio1·e a 750 lire. C;,nvenut.o che la pensione debba variare linearmente in proporzione degli anni di servizio e fìssati gl i estremi dopo 4,0 e dopi} 10 anni, non si possono seg11ire che due leggi, c:ioè: a) A:-segnare all e pensioni di inab ili tà. la stessa rngione di aumento che a quelle di anz ianiLà. ed allora bisognn i< labilire che Ja pensione cresca di 1vn quarantesimo dello stipend,io per og~t anno di set'vizio. I~ quesLa la legge più sempli ce che possa adol.l.ars1: è la legge del!' AusLria-Un 6heria. . . . b) Far crescere le pensioni per inabilità m ragione minore Ghe quelle per anziani Là, stabilendo p. e.: che le prime partendo 0 dal 215 p. ¼ dello stipendio dopo 10 anni, crescano del .2 p. /o all'anno fino a 25 anni di servizio; e che le seconde parLendo dal 55 p. °lo dello stipendio dopo 25 anni di servizio crescano del 3 p. ¼ per ogni anno in più fino ai 40. Questa seconda legge è meno-


476

A PROPOSITO DEL NUOVO PHOGET'l'O Dl LEGGE

sempli ce de ll'al tra, ma riesce assai meno gravosa per lo Stato; poiché tutte le pensioni a parità di anni di servizio riescono alquanto più basse, che se si comp utassero per quarantesimi dello stipendio . La .differenza massima fra i due andamenti corrisponde a 25 anni di servizio, ed è del 7,5 p. ¼ dello stipendio; a 35 anni non è più che .del 2,5 p. ¾.

s iva di tali valori ·dà il va\ore totale di tulle le annualità, che può ricavarsi in generale per un numero 1i d'anni dalla formola 10

aliquo ta dello stipendio finale, potrebbe osservarsi che per tal modo si ricompensa ugualmente il servizio durante i primi anni di carriera, quando lo stipendio, eppertanto anche il fOlltributo to.tale per la pensione, sono generalmente bassi, e quello verso la fine dell a ca,rriera, quando il contl'ibuto di pensione è molto più al to. Ciò è vero, ed è ra:c:ionale sia così; perchè i piccoli ·contributi -dei primi ann i, cumulandosi coi Jorn interessi e cogli interessi degli interessi, versi.• la fine della carriera sono cre~ciuti in modo da poter uguagliare gli ultim i. La pensione proporzionale all o stipendio finale tiene adunque opportuno con to anche dell'accrescimento bancario del capitale di pensione; ma lo fa in modo ;r1eclio e non individuale, togliendo così tutti gl i inconvenienti che d~ll'esclusivo metodo comab ile risulterebbero. FoRMAZlONE DEL FONDO PER LE PENSIONI DI RETRIBUZIONE. -

(,1,05)" O 05 '

ann i . e che è: dopo dieci )) )) quindici . )} )) ven ti » venlicinque )) )) )) trenta }> )) Lren lacinque )) )) quaranta

A proposito dell'assegnare ad ogni anno di servizio una stessa

/

477

LE PENSIONI CIVIL I E MILITARI

,1

L. 125,78 ))

2HS,79

» 330,66 477,27 664- .39 » 903,20 1 >> 1208,00 >>

))

Co~t si formerebbe, per ogni 11O lire di versamento annuo alla t:assa, il capitale da distri buirsi poi in pensioni, se ogni individuo provvedesse da solo a se stesso . .Ma in tutti gli Stati invece, il capi- ;..,. tale di pensione relativo ad ogni' imp iegato superstite e rimanente in servizi o si accres.ce di una pan e del cap itale accumulato da chi i muore, o da çh i abbandona il servizio prima di aver diritto a pen- 1 sione. Rendiamoci conto dell'entità cli ques to aumento per gli uffi~ cial i dell'esercito. Il computo delle eliminazioni dal servizio dovute alla morte· si può basare sulla. tavola H.'" (Heatthy .lives males) di 26 compagnie di assicurazione inglesi, la quale corrisponde ai risultati che (in-dipendentemente dai casi qi morte per cagione del servizio) forn iscono le statistiche degli ufficiali dell'esercito. Il computo delle eliminazioni per dimissioni volon tarie e per cancellazione dai ruoli, le due cause che non apportano aggravio di pensioni, si possono ricavare dalle statistiche annuali pubblica.te clall' Annua1·io niilitare . Si ricava da queste che annualmente nei gi·adi subalterni vi è in media. il 9,2 p. 00/ 00 di dimissionari, vi è il 2,4 p. 00/oo nei capi tani ed il 2 p. 0 0 / 00 nei maggiori e tenenti colonnelli : di cancellati dai ruoli vi è in media. !'il p. 0 0 {oo nei subalterni soltanto. Re,rolandosi sulla permanenza. media in ciascun grado e com·putanilo delle dimissioni tanto più numerose quanto più la classe degli ufficia.li è giovane (fino però ai 25 anni di servizio, dopo i .quali suppongo cominci il diritto a pensione} possiamo assumere

Per

!a ch iara ·intelligenza di tutto quanto si riattacca al la entità delle

pensioni ed a tutte le questioni fi nanz iarie ad esse inerenti giova fars i un'idea del come si form i, ,n base ai vHrsamenti relativi a .ciascun individuo, il capitale di pens ione. L'impiegato, o lo Stato, versa ann ualmente all a Cassa pensioni (se non esiste in modo distinto lo Stato stesso la rappresenta) tina somma proporzionale al suo stipendio, e ù1l i versamenti si capitalizzano all' interesse composto e si cumulano gli uni agli altri di anno in anno. Per fissare le idee, consideri amo il versamento di 1O lirn al la fine di ogni .anno, e supponiamo l'interesse al 5 per cento. Alla fine di ,1Oanni ogni versamento avrà acquistato un valore tanto più grande, quanto più. lontano da tal limite è stato fauo ; così il primo avrà acJiuistato il valore di lire 15,o'I, il 2° di H,77, e così di seguito .fino al decimo, che ha il valore nudo di 1 Olire . La somma comples1

ANNO XXY Jl. YOJ.. . l \'.

(.


479

LE PENSIONI CIVH,T E MfLIT,IRT

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

-molto all'ingrpsso i seguenti coefficienti di eliminazione indipendente dalla morte : ,12 p • " 0/ 00 pei primi ,1O anni di servizio . )) )) 6 dai 1111 ai •15 )) )} 2,5 )) dai 16 ai 20 )} , )) )) )) dai '.i:M ai 25 A questi, nell'ipotesi che il servizio cominci a 20 anni, bisogna aggiungere i seguenti coefficienti di mortalità:

Così in questo caso, essendo 0,05 per lira il tasso di interesse, ed essendo il tasso di el iminazione O, 01863 per i primi 10 anni e rispettivamente per ogni successivo quinquennio 0,0142 - 0,~22'. - 0,01'193 - 0,0'1407 - 0,01807 - 0,0248 1; il capitale dei superstiti si formerebbe, dentro ciascun periodo, come se si computasse l'interesse del 7 °lo per i primi 1O anni e successivamente per ciascun quinquennio quello del 6,5 p. ¼, del 6,3p,. ¼, del 6,20 p. %, del 6,5, ¼ del 6,93 p. °lo e 7,67 ¼. Avremo perciò i seguenti valori finali delle annualità di ,JO lire versate dentro ciasm1,n periodo: . . IO (1,07)~ 1 . . .d Ne1 pruni uequmquenm:' = '144,686 lire 0 07 ' e così analogamente:

478

pei primi 110 dai H ai 15 dai 16 ai 20 dai 21 ai 25 dai 26 ai 30 dai 3·1 ai 35 dai 36 ai 40

» »

» »

nel » » » » »

L'effeuo di una eliminazione costante per una serie di anni, come la supponiamo qui, è, che il capitale dei superstiti in servizio aumenta in una ragione di poco superiore a quella corrispondente alla somma del tasso di interesse e del tasso di eliminazione (•I).

fra

t)

(l -

t)»

n- 1 rl + rJ +

(1 _ t)' n- 2 (-l - t )-;, ('. +r) + .

(1 -

t )n

·(l=-i)•

ossi":

+ (~)n-2 t l - t (1l +- r)n-1

+

. + I:

cui s i pilò dare lij fora)(t: (

r + t + rt )n-1 +-1---1 -.- -

l

+

r + t + - +-i-=-,,-

{I

rt)n-

2

+.

.. + 1

Quest'e&pressione <lim<lstra che, se le quan ti tà rt e t• sono trascurabili .per la loro piccolezza•, il capitalo si accumula in ragione corrispondente alla somma del tas~o _d, interesse con que llo tli eliminazione: se noo ~i vogliono t1·ascurare quelle quant1t11, 11 loro effet Lo è di au me ntare di poco la ragione t1i u~a tale somma. ·

3° quinquennio 40 » )) 50 60 » 70 »

so

))

(6,5 p.¼). (6,3 p.¼) . (6,20 p. °/o). (6,5 p. o/o). (6,93 p. ¼). (7,67 p. ¼) .

56,939 lire 56,701 » 56,610 )} 56,939 » 57,4,31 » 58,285 ))

1..

Il capitale esistente alla fine di cia.?cun periodo, riportato alla finedel periodo che segue coll'interesse corrente in questo e unito al valore d~i versamenti fa tti dentro di questo, dà il capitale forma tosi.al la fine di tal periodo successivo. Si ha così: . .c4-/~ r - ··-~ ; &' Dopo ,10 anni L. '144 . 69 115 )) » » 255. 17 )) 403. 03 » 20 » ~ » 60·1. 03 25 )) )) )) 880. 39 30 )) )) » •1288. 20 » 35 ,, 19~2. 37 )) 40 I)

(IJ se L sono i vi,•enti in servizio al principio di un anno, e se tè il coefficiente costante d i eliminn1oue all'il n r\o, i s uperstiti in s<Jr, i zio, c ioè q uelli c he e.ffeLtueranno 0 il versamen to dell'nnnualità che suppongo d i 1 lira. sar.rnno: L (I - t ) a lla fine del I anno, L (I - t }' allA fi ne ùol 2°, ed in generale L (I - t)» dopo n anni . . se ogni versamento a nnuo d.,ve spartirsi fra qhi sopravv1,·e dopo n a nni, cioè L (I - t)n persone, s i avrà il va lore del c 3pita le cnrrispond ent~ a c iascun supers trtP , dalla so mma (essendo ,. il tasso di interesse):

.Q...::__

0

1/

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1

6,63 p. 00/oo 8,20 J >) 9,62 » 10,93 >> H,07 >> 18,07 >> 24,81 »

anni di servizio » » » » >) » » »

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I quali valori, paragonati con quelli che si ottengono in base ai soli versa.menti di ciascuno, senza cumularvi i lasciti dei morti e dei dimissionari, dimostrano che l'effetto della associazione tonti-

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1~80

A PROPOS ITO DEL NUOVO PIIOOETTO DI LEGGE

L!s I'E:NSIONI ,:1v1u E mLl'fAlll

concorso più grande da parte dello Stato. Se consideriamo l'accrescimen lo del capitale di pensione dopo 30 ano i, vediamo 'che a 100 unità dovute al valore nudo dell e annualità versate, se ne aggiungono 32,51 di parte tonlinaria: d'altra parte, se le ritenute sugli stipendi sono ragguagliale alla metà del concorso dello Stato, 67 di quell e 'IOO unil.à saranno form ale da. questo concorso . e 33 da lle ritenute. Questeultimeadunque non influiscono dopo 30 anni di servizio che per circa\\ sul valo re della pensione, e dopo più di 30 anni vi influiscono ancor meno. Non vi è adun<Jue ragione di preoccuparsi troppo dell'apparenza di diritto che la I.oro esistenza con rerisce ad un andamento, piutt.osto che ad un altro, della pensione in funz ione/ degli anni di servizio. io Stato forma con oneri propri, e la cassa con propri guadagni, la pensione quasi all' in fuori di ciò che dà l'impiegalo: esso può adunque senza scrupoli scegliere quell'andamento, che meglio risponde c1I buon funzionamen to dell 'ammin istrazione . La sola preoccupazione coni.abile cho <leve avere, é che la somma dei capitali di pensione formatisi complessivamente per ciascuna cla5se di impiegati, ba, ti al pagu mento della sornma delle pensioni, ,:he possono essere conferite ai medesimi. Per ottenere ciò, giova ripeterlo. non ·è affatto necessario regolare ogni pensione indi,idualmente sul capitale corrispondente ai fondi che lo Stato ha per ogni impiegato versato; e, non essendo necessar io, non deve fa rsi, perchè come abbiam o visto più addi etro. ne consegui rebbe nn andamento vizioso della pensione, contrariante quell i effetti , che é invece sno precipuo scopo di produrre.

naria è di aumentare il capitale ciei super.,Liti 11clle seguenti proporzioni: Dopo 10 anni ))

15

»

20

))

))

25

))

30 3'' » o >) 40

))

))

15. Oi-p. ¼ 18. 25 » r;>Q 19 » -"-' · 2G. 03 » 32. tH )) 42. 62 » 59 . 13 .,,

))

))

))

Cambiando la base di eliminazione e della rn ort~li tà muta evidentemente il capital e formatosi in ogni epoca: così p. e: in base alla tavola di eliminazione comp lessiva clei pensionati dello Staio, che la commissione compilatrice del nuovo progetto per le pensioni, senza che se ne scorga la ragione, ha adottata nnche come tavola di eliminazione del servizio, il va lore del cap itale di pensione pi·odotta dal .ersamento .annuo di 10 lire a cominciare dall'età di 20 .anni, ò: Dopo 10 anni » 20 )) )) 30 )) )) 40 . ))

L. » )) ))

15.J. 07

43i5. 98 1038. 79 2434 . 60

Cosicchè l' effetto dell'associazione tontinaria, secondo i calcoli della commissione predetta, sarebbe tale che dopo 40 anni aumenter ebbe il valorE'I nudo dell'annoalilà. (ch e abbiamo visto èdi •1208.00 lire) di più del f 00 p. °lol Assai diffici lmente invece tale aumento potrà mai raggiungere il 50 p. ¼ per lutt'altri che per gli ufficial i dell'esercito, fra i quali sono più frequ enti che lh gli impiegali i casi di volontaria dimissione dal grado. /

L'esame dei rapporLi percentuali di aumento del capilale di pen sioneper effetto dei lasciti dei morti, o degli usciti altrimenti dal sel'vizio senza cliriLto a pensione, dà una chiara idea della parie che · effettivamente spetta nella formazione della pensione alla ritenuta sullo stipendio, quando come da noi, essa sia mantenuta a lato di un

48·1

Il modo accenn'ttto di formazione del capita.le di pensione in conseguenza dei versamenti annuali e dell'effetto tontinario, riguarda il fon(lo per le pension i di re1rihnzi Jr1 e, esclose quelle per le famiglie. Con tal fondo non deve essere confoso quello per pension i di ri sarcimento, il cui onere spella interamente allo Stato, esser!do esse per l'impiegato conseguenza ~i danni risentiti e non di ~ervizi prestati . Per tale categoria di pensioni. lo Slato deve versare nnnualmente nlla cassa l'occorrente secondo i bisogn i che si mani~e:ilano; e se vuole ridurle per quanto è possibile ad un onere 1

'


LE PENSIONl ClV!Ll E MlLlTAlU

costante, almeno quelle che non dipendono da faui straordinari, come ad esempio da una campagna di guerra, ha nelle statistiche il mezzo di misurarne l'entità: ma in ogni modo deve mantenere interamente distinto tale fondo da quello per le pensioni di retribuzione; altrimenti toglierebbe con una mano parte di ciò che darebbe coll'altra. Riguardo alle pensioni per le famiglie, che sono da assicurarsi con fondi separati da quelli per le pensioni ordinarie, non sembra giusto altro metodo di formazione del capitale all 'infuori della nuda capitalizzazione all'interesse composto dei versamenti che la cassa riceve; il capitale finale deve sempre riguardarsi come proprietà intangibile della famiglia. Il meLOdo tontinario non è qui applicabile; anzi, come già fu detto in altra parLE\ sarebbe da studiarsi se non sia conveniente di lasciare al padre di famiglia la facoltà di togliersi dalla tontina anche per la sua pensione ordinaria, chiedendo che i versamenti folli a suo profitto gli siano computati in conto corrente, e passino alla famig lia in caso che egli muoia. Ciò costituirebbe una specie di assicurazione sulla vita a profitto della famiglia; assicurazione che l'impiegato creerebbe, non con appositi versamenti straordinari, ma soltanto col rinunciare alla parte di b~nefizi che in caso di lunga vita, ridonderebbero a lui per la morte degli, altri.

II . Leggi esistenti.

Prima di passare ad esaminare le. disposizioni della nuòva proposta di legge sulle pensioni, gioverà, mediante un rapido esame delle leggi attuali, constatare lo stato di cose presente, e ve.dere a quali bisogni conv iene ora più specialmente provvedere; e, mediante un accenno alle condizi oni più essenziali delle leggi di alcuni Stati esteri, farci un'idea sommaria del concetto, che Ii ha inspirati nello stabilire il principale rego latore dell'organismo dei pubblici servizi e delle istituzioni militari.

A PROPOS ITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

483

a) Legge .f 4 aprile 1864 per gli irnpiegati civili {1). Con questa legge si uniformò in tutlo il Regno la legislazione delle pensioni, lasciando però faco ltà ai vecch i impiegati di optare all'atto del collocamento a ,riposo per l'an tica legge del rispettivo Stato o per la nuova . Tutte le disposizioni di questa si risentono della preoccupazione del Governo e dei legislatori, per lo stato anormale della pubblica finanza; le restrizioni che tale preoccupazione fece imporre al dirit.lo a pensione, riuscirono praticamente innocue, ma non può dirsi all.ret.tanto delle limitaz ioni poste all'entitil della pensione, nelle quali risiedono effettivamente i soli inconveni enti di questa legge. Ad onta di q110sti incon venienti però, essa è riuscita all'atto pratioo abbastanza liberale, ed è stata sufficiente a determina.re la maggior parte delle eliminazi01ù necessarie al buon andamen to dell'amministrazione . Ec.co in snccinto le dispos izioni più essenziali regolanti il diritto alla pensione . < Hà.nno diritto di essere collocati a riposo e di conseguire pensione: a) Gli impiega.ti che hanno compiti 40 anni di servizio, ovvero 65 di et~ con 25 di servizio; b) Quelli che dopo .'25 anni d·~servizio siano divenuti per infermi tà inabili a conti·nuarlo od a riassurnerlo. e) Quelli che dopo 25 anni di servizio fossero dispensali (revocati) dall' impiego e quell i che dopo il tempo medesimo fossero collocati ·in disponibil ità per soppressione o riforma di uffici. << Ha diritto di essere collocato a. riposo con ' indennità di una somma fissa per uoa. sola voita: . a ) L'impiegato che ha servito per un periodo di tempo minore d~ anni 25 e maggiore di -10, ed è divenuto inabiÌe a continuare od a

(lJ La discussione d, questa leggo ru, a nome del Governo, sostenuta d avanti t i ParJame nto dal comm . Agostino Magli ani in qualità di Commissario regio.


LE PRNSIONI CIVILI E MILl'l'ARI

riassumere il servizio per fatti diversi dalle ferite o dalle infermità contratte a cagione del servizio stesso; b) L'impiegato che, avendo servito meno di 25 ann i ma più di 40, fosse dispensalo (revocato) dall 'impiego, ovvero fosse posto in disponibilità per soppressione o per riforma degli uffizi. « Il Governo può collocare d'u fficio a riposo un impiegato, che vi abbia diritto, ancorchè non ne faccia domanda. Il provvedimento col quale sono collocali d'ufficio a r iposo impiega ti nominati con decreto reale dovrà essere preceduLo da deliberazione del Consiglio dei ministri ». · · Secondo il testo della legge, adunque, il diritto a P,ensione non è assoluto che dopo 40 ann i di servizio, o a 65 ann i di ~tà con 25 anni di servizio: chi, essendo ancora in istato da poter servire, si ritira prima di aver raggiunti tali limi ti non ha alcun diritto . Siccome però la legge ha omesso di precisare come debba essere constatata la infermità, che rende inabile a continuare il serv izio, così si è introdotta nell'uso corrente una mitignzione grandissima alla soverchia severità dell'allinea a). Una semplice dichiarazìone medica (di qualunque eserciti legalmente la medicina) basta infatti per~hè l'impiegato possa ritirarsi a tenore dell'allinea b) dopo soli 25 ann i di servizio con diritto a pensione; e lo stesso documento, tanto facilmente otlenibile, basta pel conseguimento dell'indennità per una s·oJ volta,. Praticamente vi è adwique per gli impiegati ci1)·i li, diritto a pensione dopo 25 a'l'.l,ni di serviz.iò e diritto ad 1.in'inden1,ii tà dopo 1O e fino ai 25 anr1;i dì servi.zio, senza efficaci condizioni restrittime. Se il limite di 25 anni per il conseguimento incondizionato della pensione risponde ad un . ben inLeso in teresse dello StnLo, non cosi può dirsi del la incondizionaLa concessione dell'indennità, la quale viene a costituire un vero premio al.l 1Mcita dal se1·vi.zio; tanto. più che non altera in niente il computo della durata di questo in. caso di riammissione e di ulteriore liquidazione della pensione. 1

Le disposizioni ché regolano l'enti tà della pensione sono le seguenti : <e La pensione a cui ha diritto l'impiegato collocato a riposo. sarà liquidata sulla media degli stipendi ad esso ret.ri bui ti durante l'ultimo· triennio di servizio effettivo; non computate le indenni tà concesse

A Pl\OPOSITO DEL NUOVO PROGRTTO DI LEGGE

per alloggio, assegnamenti locali, spese d'ufficio, di rappresentanza e simili. Quando la med ia degli stipendi non superi le lire 4000 , sarà accresciuta di nn quinto, se l'impiegato non abbia ricevula negli ult.imi dodici anni di servizio alcun aumento di stipendio, o lo abbia ricevuto tale che non importi l'accrescimento di un quinto sulla med ia. « Quando ia media non supera lire 2000. la pensione sarà uguale a un quarantesimo di essa per ciascun anno di servizio. « Se La 1nedia supera quella somma, la pensione sarà. e,qiiale a. im qiiarantesimo sopra le pri.me 2000 lire, e a wn sessantesimo sopra oqni rùnane,nte somma. Le pens ioni non potranno eccedere i qiia,tt1·0 qui,1iti della media triennale. nè le lire 8000. Sa lvo questa ultima limitazione l'impie gal.o che abbia compiuto 40 ann[ di servizio ha sempre diritto ai

!

della media. « L'indennità di una somma lissa per una sola volta,, corrisponde a tanti dodicesimi." dell'ultimo .stipendio, q1ia1iti sono gli'. anni di ser·vi.zio sulle pri1ne 2000 lire, ed a. 1,anti clfoiottesimi s1illa ri manente somma. In sostanza la pensione varia linearmente con gli anni di servizio , 4 dai 2o anni in su, ed ha due limiti superiori , uno i -.. - dell o slit>

pendioodellamedi11, seqnestonon fo costante negli ultimi tre anni; l'a ltro nel rna:,:imum di 8000 l!re. Il conseguimento di un.a pensione pari allo stipendio inLero è intercleuo, e questo costituisce uno dei principali difetti del la legge, perchè impedisce in molti casi l'eliminazione di impiegati già. vecchi e sLanch i, pei quali la diminuzione di un quinto delle entrate in un·età in cui nul l'a!Lro possono più sostituirvi, costi t11isce nn grave impedimento .ad abbandonare il servizio. - L'ali quota di pensione dovuLa ad ogni anno di servizio· in proporzione dello stipendio non è costante; ma varia fra i limiti di un quarantesimo e di un sessantesi.mo a seconda dell'elevatezza dello stipendio. Iri pratica si può ritenere compresa fra il 2,5 p. °/o e 1'4 ,8 p . 0 / 0 dello stipend io o media di stipendi, corrispondendo l'aliquota percentuale p iù bassa agli stipendi più alti. È diffici'le accordare questa differenza coll'altra inversa, che seguono le ritenute sullo stipendio; queste infatti, secondo la legge 48 dicembre 1864,


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INDENNITA

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dopo un servizio di anni:

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10

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15

20

Lire

Lire

percentuale dello stipendio ed assoluta dopo per. un servizio di anni: ogm ..,, - . - anno -- -24 25 30 35 40 . di Lire servizi·o I ¾ Lire °lo Lire ¼ Lire ¼ Lire

l

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,12000 9000

-

-

-

-

-

I

-

216,67

-

166,67

,I-5, 1 54 17

I

fH,2 6500

1

l.1-G,3 4·167

55,5 5000

63.,2. 7533 I 66 7 8000

I

I

64,7 5883 . 80

1200

7000

-

-

8888,89 10666,68 133,33

47,6 3333 57,1 4000

66, 7 4667

5200

--

-

6888,89

8266,67 103,33

49 7 2583

59 ,6 3100

69,5 36 16 .• 80

4160 ,

4400

-

4500,00

6000,00

7200,00

5,1 ,1 2250

61,4 2700

74,6 3HSO

80

3520

76,6 2450

80

2560

90,00

I

I

1

I

80

1

0600

3200

2338,33

3500,00

Ji.666,67

5600,00 70,00

lH,7 1750 65,6 2100

2200

1777,78

2666,67

4266,67

53,33

60,6 1333

72,7 1600

80

1760

80

1760

1800 1500,00

2250,00

3555 56 ' 3000,00

3600 t 00

45,00

62,5 1125

75

80

1440

80

·1440

1

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I

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1350

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!86

LE PENSIONI CIVILI E MILITARI

dal .2,4, p. °/o dello stipendio di 2000 lire, salivano fino al 7,4 p. ¼ di quello di 12000; e secondo la legge attualmente vigente, da ,] ,6 p . 0 / 0 su lire 2000, salgono al 4-,76 p. °lo su li re 11.2000; in -entrambi i casi la ragione delle ritenute si triplica, mentre la rag ione della pensione diminu isce di un terzo. D'altra parte, mal si potrebbe pre~jsare qual valore abbia nel concetto del legislatore la pensione come rimunerazione dei servizi resi dall 'impiegato; poichè si scorge essere essi tanto meno ricompensali, quanto _più sono stati elevali. Probabilmente lo Stato avrebbe voluto estendere a tutti, come l'e.quità richiedeva, la misura di un quarantesimo dello stipendio per ogni anno di servizio; ma stretto dal le esigenze, in allora supreme, della finanza, fece per ogni anno di servizio una ritenzione a pro.

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fitto dell'erario d1 _ 40 60

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HlO dell a parte superante le 2000

'l ire; ossia la ritenzione to tale di. -¼ di Lai parte in corrispondenza di un servizio di 30 anni, e cli ·~ dopo un servizio di t,.O. I l massimo del la pensione, pari ai

!

dello stipendio.si raggiunge

dagli impiegati dopo una durata cli servizio assai diversa a secondi~ dell'i1nportanza dello stipendio stesso. Cosi, chi ha fino a .2000 lire consegue il massimo della pensione dopo soli 32 anni di servizio, dopo 36 ann i chi ha 3000 lire, dopo 40 chi ne ha 5000. Al di là. di questo stipendio il massimo si raggiunge a 40 anni per speciale determinazione della legge, la quale così ammette un salto di continuiLà fra i 39 ed i 40 anni. Lo specchietto seguente indica il valoredell'i1idennità fissa edella pensione per diversi anni di servizi!), in relazione a sLipendi uguali a quelli degli ufficiali dell'esercito:


i88

LF. PENSIONI Cl\'IU E ~HL!TARI

Intorno alle pensioni di risarcimento la legge ~lq. apri le 1864 contiene soltanto le disposizioni seguen ti: « L'impiegato che per ferite riportate o per infermità contratte a cagione dell'esercizio delle· sne funzion i, fu reso jnabile a prestare ulteriormente servizio, ha diritt o di essere coll ocato a riposo e di conseguire pensione qualunque sia l'età sua e J·a durata dei suoi servizi . La sua pensione non potrà essere minore del terzo dell'ultimo stipendi o, se la durata dei servizi è minore di 20 anni, e della metà se supera i 20 ann i. « Qualora però tal i infermità avessero prodotto ceciti.t, amputazione o perdita assoluta dell'uso delle mani o dei piedip l'impiegnto avrà diritto ai ~/ 6 della media dello &Lipendio ». Sarebbe difficile immaginare qualche cosa di più meschino, anzi di più derisorio. ·11terzo dello stipendio, in base alla nor·ma stabilita pel computo della pensione, si ragg iunge dalla massima parte degli impiegati fra i ,J 3 ed i ,f 6 anni di servizio, e la metà st.i1iendio si raggiunge fra i 20 ed i 25; pertan to all'impiegato che in causa del servizio ha perdula la salute e che si è vista troncala la carr iera, lo Stato, dopo nna durala di servizio fra "3 o 116 anni ed i 20, oppure al di là. dei20ai25, n0ndàniente di più di ciò che speLlaa tutti gli altri!E così pure all'impiegato che avesse, p. es . uno stipendio di 3000 lire, e divenisse cieco dopo 36 anni di servizio in causa del servizio stesso , lo Stato non accorda altro che quello c.he già è sua incontestab ile proprietà I

b) Leggi 2i qi,1.igno 18tJO e·7 febbrnio 1865 siille pettsioni pei milita1·i dell'ese1·cito (if} La legge 27 giugno ,J850, che ancor oggi regolai! diritto a pensione, è calcata sulla falsari ga di analoga legge francese dell'1 1I apri le 4 83·1; il che spiega in gran parte la sua poca rispondenza ai bisogni reali, cui dovrebbe provvedere. La legge del 1865 non vi ha apportate altre modificazioni sosLanziali all' infuori di un ulteriore in-

/l i Sosta nzi almente ug u~li s ono le leggi 20 giugno 1850 e 26 m3rzo JS65 per J·a,·ma t.l .

A PRO POSITO DEL

~uovo

PROGE'l'TO DI LEGGE

489

giustilìcala limitazione del diritto a pensione, collo stabilire la condizione di certi limiti minimi cli età per ogni grado, e di un aumento di tariffadelle pensioni; il quale aumento, dopo la votazione della legge per gli impiegati civili non potevasi più ulteriormente ritardare, ma fu ben lungi dall'essere equamente stabilito. Le preoccupazioni per le condizioni della pubblica finanza, che già. avevano infirmata la bontà della legge '14 aprile 11864, fecero doppiamente sentire la lorò azione Pe1turbatrice sullalemre del 7 febbraio 1865 , con grandissimo danno del l'eserci to intero, più ancora che degli individui cui tal legge fu applicala o deve applicarsi. Le disposizioni principali che attualmente regolano il diritto a pensione cd il compnto del servizio sono le seguenti: « Hanno diritto ad essere collocati a riposo , o (come dìcesi con poco propria e moHo ironica parola) alla giubilazione per anzia.ni tà di servizio: << Gli ufficiali 0aenerali rrli ufficiali superiori ed i capitani dopo , 30 anni di servizio . « Gli ufficiali subalterni e lutLi gli uomini di trnppa dopo 25 anni di servizio. cc I militari non potranno far valere tale diritto se, ollre ad avere prestati gli anni di servizio pel loro grado richiesti, non avranno compiuta l'età: l generali d'esercito ed i tenenti generali di 60 anni 55 )) I maggiori generali 52 Gli ufficiali superio, i . 50 )) I capitani . 48 )) Gli ufficiali subalterni. 45 » t militari di trnppa « IÌ aoverno ha facoltà di collocare a riposo un militare senza h . tener con Lo deali indicati limiti di età:· il militare però a m tal . caso il diritto dì conoscerne i motivi. « Il teuen te promosso capitano dopo 25 anni di servizio conserva il diritto alla pensione di tenente, finchè non abbia l'anzianità richiesta per quella di capitano ( 1). 1

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(I) Se esclu diamo il costa n te conce tto fì sc~le di dare meno che si può, ed · anche nlente, ove sial'i appena un pretesto c ui appoggiarsi, non si scorge perché eguale diritto

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LE PENSIONI Cl VIL! f, .\ll LITAlll

« L'esercizio del diritto dei mili tari ai collocamento a riposo è sospeso all'aprirsi di una guerra sino al suo termine. « Nell'assegnamento della pensione si ha per norma il grado effettivo di cui il militare è rivestito. Se però il mili tare domanda di essere giubi lato per anzianità di servizio pri ma di avare esercitate per due anni le funzioni del proprio grado, ha solo diritto alla pensione del grado ri spettivamente inferiore. (< I marescialli d'alloggio dei RR. Carabinieri , che contino sei anni di servizio nel loro grado e 20 anni di permanenza nella loro arma, hanno diritto alla pensione cli sottenente. Ai @U'escialli d'alloggio, brigadieri e carabinieri dei RR. Carabinieri, ,1serviz io effettivo da essi prestalo in dette armi e qualità sarà aument.ato di un quinto nel determ inare la somma da assegnarsi a titolo di pensione. - Ai tenenti dei RR. Carabinieri, dell'artiglieria e del genio, che contino due anni di servizio nel loro grado e 20 ·anni di permanenza in una o più di dette armi, è accordato l'aumento del quin to alla pensione loro spettante, quand'anche in comp lesso venisse questa a superare il massimo stab ilito per tale grado. Agii ufficiali medici ~ono computati per la pensione cinque anni in più della durata di servizio effeLtivo, per tener conto del pe riodo di studi universitari (legge 9 ottobre ,J873). « Gli anni di campagna sono computati in aggiunta alla durata del servizio necessario per avere diri tto alla pensione. « ll tempo passato in aspettativa per motivi di famig lia non è computato nel servii io utile per la pensione. Il tempo trascorso in aspettati va per infermità non provenienti dal servizio, o per sospens ione dall "impiego è computato per metà {legge 25 maggio 1832). Tali sono in sostanza le disposizioni che regolano le pensioni di anzianità. Loro carattere in,tenzionale è di accordare il diritto a pen::.ione assai più presto che agli imp iegati civili, dopo :25 o 30 anni, invece che dopo 40; e ciò perchè io ogni tempo la vita mil itare non sia stato dato a tutti i gradi superiori al tenente per · gli an ni compresi fra 25 e 30 d i serviz io. Si com pre nde benissimo che un maggiore p.e., non chiederebbe il riposo pe solo fat.to di aver diritto all a pensione da tenente; se lo ch iede sarebbe indizio che straordinari motivi lo inducano e lasciare il servizio, ed in questo caso la esigua pensione de l tenente, noo sarebbe certame rJte un troppo alto compenso ~e! considerevole servi1.io pres tato .

A PROl'OS!TO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGGE

,1.9,r

(sebbene fosse per lo addietro ben lontana dall'esigere le intense· fatiche ed i disagi, che, anche nelle condiz ioni ord inarie, r ichiede ai nostri giorn i) fu sempre riconosciuta più logoratrice dell e forze e della salute che non la vita dell'impiegato. Praticam ente però , il limite min imo di servizio essendo, come abbiamo deUo, per gli impiegati di 25 anni , il limite di 30 anni di servizio imposto ai militari stabilisce una maggiore ingiustificabile restrizione in loro danno. Nè è so ltanto pel confronto con quanto è permesso agli impiegati civili , che tal limite appare soverch iamente alto; ma lo è in modo, assoluto. La vit,L militare infatti è talmente logoraLrice del fisico e spesso anche del mo1:ale, in causa delle continue fatiche e dei grandi sacrifici che impone, da poter cagionare, anche nei gradi superiori, la stanchezza del servizio assai prima che siano scorgi 30 ann i; e la stanchezza nell'esercito significa inabilità. Dimostrerò in seguito colla prova delle statistiche ciò che ogni giorno possiamo constatare de· 'l:!i s tb, quan La sia rapida èioè, anzi precipitosa l 'eliminazione dall' esercito degli ufficiali fra i -1:5 ed i 35 anni di eLà, ad on ta di tanti limiti restrittivi e ad onta della grande esiguità di pensione. Ciò prova che, quando si avvicinano i 30 anni, la resistenza al servizio attivoviene a mancare. È allora infatti che si palesano le infermità e gli acciacchi contratti colla lunga permanenza nei gradi inferiori, è al lora che l'organismo scon ta gli strapazzi delle mar ce e dei campi, sconta la balda e necessaria trascuranza di ogni cura, il disprezzo per le privazioni d' ogni genere ; allora l'uomo f~cenclo il bilancio fra l'atLivo e il passivo della propria salute e della propria forza , si spaventa del poco che ancora gliene resta e sente di non poterne dare di più. Questa condizione si appalesa in alcnn i più presto , in altri più tardi, sopratutlo in relazione alla permanenza fatta nei gradi inferiori: ma molti sono, ,;pecialmen te nelle arm i di linea, le più tarde in carriera , quell i che si sentono stanchi prima dei 50 anni di età, v,ile a dire, che prima dei trenta anni cli servizio si seu1000, impropri ad adempiere co n zelo ed energia come per lo passato aì doveri del proprio grado . - Costringere un ufficiale a restare in servizio in tale condizione è non solo poco umano verso di lui. ma, quel che è peggio, è dannoso per l'esercito. Si dovrebbe pertanto abbassare a 25 anni, per tutti indistintamente, il limite minimo di servizio pel conseguimento incondi_zionato della pensione. 1


49.z

LJ,; PENSION I CIVIU

E ) 111,ITARI

La imposizione deilimiti di età fatta colla legge del 1865, è la meno giustificabile, la più assurda di tulle le disposizioni che possono riscontrarsi in una legge di pensione. Disposizione ingiusta perché crea in una slessa caLegoria di ufficiali delle differnnze di diritto non fondate sul sen·izio: illogica, perchè contraria allo scopo fondamentale delle pensioni , la facil e eliminazione degli inabili e dei vecchi . La condizione dei limi ti di eLà fu esclusivamente dellata dalle cure per la pericolante finanza, e, come lutto ciò che non deriva la sua ragione dalle condizioni e dai bisogni del l'organ ismo cui deve applicarsi, è risultata più dannosa all'istituzione, che non agli interessati . .-\. questi infuui, fu più che sufficiente impedimento a lasciare il servizio la tenuità della pensione cu i avrebbero avuto diritto; ma quanto tale disposizione fosse poco razionale rispeuo all'esercito, lo hanno mostralo le leggi eccezionali, fallo nel ,J871 e nel '188 1, per eliminare in via straordinaria un grandiss imo numero di ufficiali, non più utLi al l'inLenso servizio od ierno. - DiYerse volte dopo l'adozione della legge del 1865, si sono veduti proporre dei limiti di età; ma con iscopo ben diverso, perché, invece che ad impedire, tendevano a rendere obb ligatoria l'uscita dal servizio; e quell e proposte dicono abbastanzà quanto sia st.ala poco logica la limilazione imposta al diritto a pensione dalla legge in discorso . .Fra le riportale disposizioni, che regolano il computo del servizio ntile ·per la pensione, è notevole quella che aumenta di 1/5 lale servizio per gli uomini di truppa dei carabinieri reali: essa cosliLuisce un ~iusLO compenso alla viLa piena di pericoli e di disagi, inerenLe al loro servizio. Tale disposizione di r·isarciruenlo è degna di nota, ed è qualche cosa di consimile che, prima o poi, sarit necessario stabilire a favore di chi permane mollone! seryizio logo ratore dei corpi di truppa. Il modo di computare le campagne, pareggiandole ad un anno di senizio in più di quello effellivo, è quello stesso che è esteso a tutti gli eserciti. Non è però giustifìcal.o e deve considerarsi come frutto del solito ~pi rito di ingrato fisca lismo, il non Lor:erconto delle campagne di guerra pel co nseguimento del diritto a pensione. Un ufficiale superiore p. e. con 27 anni cli. servizio e tre campagne'. non ha dir iLLo a pensione: egli <leve aspellare di avere 30 annr effetti vi di un assegno corrispondente . serv izio ed allora conseaue o 1

1

A l'HOPOS1TO DEL NUOVO PROGETTO D LEGGE

il:93

a 33 ann i: il mininmni della pensione egli lo salta, ma non può .conseguirlo ! Dei casi di inabilità a continuare il servrzrn, le leggi del 1850 e del 1865 non contemplano che quelli do'l'uti al set'vizio stesso: le 1·ifo1·me per infonJ1ità non pro\'enienti dal sonizio sono oggell o della legge 25 maggio ·I 85.2. Ecco' un succinto quali sono le disposizioni principali su quesl'argomonLo: . . . « Le ferite l'icevu le in guerl'n od m serviz10 comandato, e le infermità provenienti in modo ben accertato da fatiche, eventi o • pericoli del serYizio, danno diriuo immediato alla giubi lazione, ogni quall'olta esse abbiano cagionala la ceciL~, l'an~pu tazi_o~e o _la per~ dita assoluta dell'uso d'uno o più membn, od mfermrta eqmvalentr a tali perdite. · « Lo fe rile od infermilà meno gravi, accertate come è stato dello sopra, dànno diritlo alla p~nsione, solo. quando il n:1!1itare_ ~ per esse divenuto inabile a contmuare od a nassumere p,u tarch 11 servizio. « La cecità, l'amputazione, o la perdita assoluta dell'uso delle man i o dei piedi, ovvero di due di questi membri, dànno diritto, senza siguardo alla durala dei servizi presta Li , agli ufrlcial i a( m.aximnm della pensione ordinaria aumentato della metà, ed m solt'ufficiali e soldati al maximum stesso aumentato dei suoi due terzi. In questo solo caso la pension e può superare lo stipendio di attiYilà . « L'amputazione o la perdita assoluta di una ~nano ~ di un piede e le infermità dichiarate per decreto reale equivalentr a tale perdila dillrno, senza riguardo alla durata dei servizi prestati, agli ufficiali il diritto al massimo della pensione, ed ai sollo ufficiali e saldali il diri tto al massimo aumentato di un Lerzo. « Le feri te e le inferm ità meno gravi dànno diritto al minimu.m della pensione, se il militare non vi ha ancora diritto per anzianità di servizio. « In caso di infermità non provenienti dal senizio, o meglio , non potute accertare come tali, l'ufficiale ha diritto _a pensi o~e Yila(i~ia, il suo servizio eguaglia o supera la durata dr 20 ann r; ha dmtto

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LE PENSI0}<[ C!VlLI E ~IILl'!'AlU

a nension~ temp,oraneéJ-, p~r un numero. d'anni pari .alla metà di. quelli di servizio, se tale durata non raggrnnge 20 anni, ma super~ ali otto. L'entità della pensione vitalizia o temporanea, è raggua~liata nei due casi a tant~ venticinquesimi o trent.e~imi, se.condo il ;rado, del minimum_ della pensione ordinaria, quanti spno.gli anni di servizio prestati. « L'ufficiale rivocato dall'impiego ha diritto ad un assegno, tem-: poraneo o vitalizio1 eguale ai tre quarti dell'assegno di 1:iforma. L'ufficiale rimosso dal grado ha lo stesso assegno di quello n vocato. « Alla ve.dova (od ai figli fino all'età maggiore., quando essa manchi) del militare morto in battaglia o in servizio comandato, o in seguito. a·ierite ivi riportate, ovvero per accidenti di guerra, o in seguito a malattie contagiose od endemiche alla cui influenp siasi dovuto assoggettare in conseguenza del suo servizio, spetta una pe1~sione annua pari alla metà del riiaximum fissato pel grado del manto. « Nel caso di morte indipendente del servizio alla vedova spetta la terza pane della pensione di cui godeva, o a cui aveva diritto il marito ». Intorno alle disposizioni ri~guardanti le infermità provenienti dal servizio è da osservarsi che le parole servizio comnndato e la pre' , scrizione che la causa dell'infermità sia, non solo accertata, ma be.n accertata, hanno creato tali limitazioni e tale severità di giurisprudenza, da rendere ben rara l'applicaziòne di quest.a. p.a1:t~ della legge. I casi di infermità che sono manifestamente attribu1b1h al servizio , ma che non vengono considera~e com.e tali, sono numerosissimi: non vi è militare che non possa indicarne diversi. Anche per i militari devesi rilevare l'ingiustizia di non accor~are alcun risarcimento a chi diviene, in, causa del servizio, inabile a continuarlo, quando egli abbia già diritto a pensione per anzianit~. Ad uno che ha data la propria salute e che si vede, contro sua volonta, troncata la carriera, dire so!Lantp «pigliat~vi ciò che è vostro e andatevene », è troppo poco onesto l . Ma l'inconveniente oraanico più grande viene dall'irisuffic1enz~ delle disposizioni sulle p:nsioni di riforma, ossia di inabilit~. L~ facoltà di eliminazione, che la legge accorda ai capi dell'eser~ito, e completamente nulla pei casi di incapacità intellettuale, è quasi nulla

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGGE

4,95

per quelli di non attitudine fisica: essa si inspira soltanto alla diffi. denza assoluta verso tutti. - La mancanza di_ pensione vitalizia prima dei 20· anni di servizio è un grandissimo impedimento alle utili eliminazioni, sia volontarie che forzate, con grave danno dell'esercito: fra i grandi Stati, la Francia e l'-Italia, che da lei ba copiato, sono le sole che si siano legate le mani contro ogni epurazione di'un personale, che ha tanto bisogno di essere forte e vigoroso. Così però non si evita il fatto delle numerose eliminazioni: esse sono necessarie negli eserciti; sòltanto si ritlrdano, accumulando sempre pjù gli inabili, fino a che divenendo insostenibile il male interno, si compiono tutte ad un tratto col mezzo di leggi speciali. Si fa così a scosse e necessariamente poco bene, ciò che dovrebbe farsi meglio e per gradi. ,, Certamente è necessario premunirsi contro il pericolo, che la pensione di riforma possa divenire un premio all'uscita: degli ufficiali dal senizio· ma ciò è assai 'facile nell'esercito. Le commissioni reggimentali per 'gli specchi caratteristici ed i generali comandanti, assistiti ove occorra dal severo parere mèdico, sono tali magistrature di cui il legislatore può e deve fidarsi con sicurezza. 1

1

Passiamo ora ad esaminare qual sia l'entità della pensione, che la legge del 1865 accorda agli ufficiali. Il suo valore fu determinato eolla norma antecedentementevotata er P O')i impie()'ati civili, ma fu poco benevolo il ragguaglio fattone ai diver:i stipèndi di allora:efu peggioratala progressione della pensione in anni di serviiio. Infatti, gli stipendi militari erano funzione <leali ~ . . differenti per arma e per classe in uno stesso grado, e le pens1on~ furono quasi sempre regolatf sullo stipendio minore .. C~sì p ..e: v~ erano sottotenenti con 1600 ed altri con 1800 lire d1 st1pend10: s1 computò solo il primo, coll'aggravante che quel massimo, che al• l'impiegato civile vien concesso dopo soli 32 anni di servizio (essendo 32/40 = 4/5), non si accordò che dopo 40 anni all'ufficiale. Vi erano tenenti con 1800, con .2000 e con 2300 lire di stipendio: la pensione fu stabilita in base allo stipendio di ~ 800. lire~ rit.ar~ dando anche qui il massimo dai 3.2 fino ai 40 anm. Pe1 cap1tam s1 tenne calcolo dello stipendio di 2800 lire, mentre molti avevano 3100 e 3400 e pagavano le corrispondenti ritenute: per loro il mas-


_;,. PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGGE

496

,1,91

LE l'J.~NS!ONI CIVIU E MILITARI

simo fu ritardato dai 35 ai 40 anni di servizio. Pei colonnelli fu computato lo stipendio cli 6600 lire, assegnando loro a 40 anni di servizio 5000 lire, invece di 4/ o X 6600=5280; e cosi pure ai maggiori generali con 9000 lire di stipendio si assegnò il massimo di 6000, invece di quello di 7200, che spetterebbe loro se fossero impiegati civili. Il ritardo del maximum della pensione clai 3.2 ai 40 anni pei suballerni, dai 35 ai 40 poi capitani, dai 38 ai h,O peì maggiori, costituisce una vera mistificazione per chi ha esposto la propria vita sui campi di battaglia. - Che valore hanno più le campagne per gli ufficiali"? A parità di anni di servizio e cli stipendio (lo stipendio del 1864, che ora le cose stanno relati \'amen te molto peggio) ci vogliono otto campagne per un subalterno o cinque per un capitano, affine di meritare lo stesso massimo di pensione che prende senz'allro un impiegato civile! Questi sono i principali difetti d'origine coi quali è nata la tariJTa attuale dello pensioni militari, clifetli cho sono stati ancor più aggravati della stazionarietà di tale tariffa. Essa infalli non è stabilita proporzionalmente allo stipendio, come quella degli impiegati ci• vili; ma è data, ad uso francese, da una tabella che rimane la stessa anche quando gli stipendi cambiano; dal ·che segue che, dopo un certo tempo non risponde più nè ai bisogni dei pensionandi, nè alle intenzioni del legislatore.· Questo stato di cose si è prodotto per le pensioni militari fin dal '1873,' quando furono aumentati gli stipendi medi di ogni grado, e si è aggravalo maggiormente dopo il recente più sensibile aumento, il quale, se non ha equiparato le condizioni economiche degli ufficiali a quelle degli impiegati di pari rarngo, lo ha però messe un po' meglio in relazione coll'attuale valore del denaro e coi bisogni del vivere. Ecco la tabella delle pensioni per gli ufficiali annessa alla legge 7 febbraio 1860:

GRADO

Tenente generale . ·

6500

150

8000

:Maggiore generale .

5000

6!SOO

Colonnello .

3800

mo mo

5000

Tenente colonnello

3000

100

\\000

Maggiore.

2500

70

3200

Capitano.

1900

35

2250

Tenente .

1112ts

25

1500

Sot1otenente.

1000

20

rnoo

Dodici anni cli serviz.io effettivo nello stesso grado dànno diritto (a somiglianza del disposto per gli impiegati civili} all'aumento di un quinto della pensione. Basta confrontare l'aumento indicato nella tabella per ogni anno di servizio con l'aliquota annua di pensione che, in relazione agli attuali stipendi, spetterebbe agli ufficiali in base alla legge per gli impiegati civili, per convi1cersi dell'enorme differenza esistente fra le pensioni civili, e quelle militari. Nel seguente specchio è indicata più dettagliatamente la progressione di queste ultime. Le pensioni indicate per 20 anni di servizio e per 25 (escluse in questo caso quelle degli ufficiali subalterni ), sono pensioni di riforma (art. 37 della legge 21:> maggio ·I852), e di servizio ausiliario (art. 7, § 1° della legge f 7 ottobre 1884}: 1


.

.

.. I/ .,... '

Pensiono ~per °lo dello stipendio ed assoluto) opo un ,servizio di anni:

....o "O

GRADO

1:--

'

'

....

~

<l.)

-

....

~

Cl)

ao ¼

Lire

I

.

.

25

¼

,,,,.....,.....

. .s Li.re

...

.

-

I Lire

-

••

~&

30

¼

i

.¼

40

Lire

"'

Tenente generale . . . Maggior generale. . Colonnello . . . . . . Tenente colonnello . . . Maggiore . . . . . . Capitano con 2 sessenni . Capitano con ~ sessen·nio . Capitano . . . . . . Tenente con 2 sessenni. . Tenente con 1 sessennio . Tenente . . . . Sottotenente con 1 sessennio Sottotenente . . . . .

. 12000 . 9000 . 7000 . 5200 ·4400 . '88 iO . 3020 3200 . 2640 . 2420 . 2200 . 4980 . 1800 1

'

36 37 36,2 38, i 37,9 39 6 36 ' 39,6 i1 37,2 41 40,,i 1

44,4 ,

4333 3333 2533 2000 1667 1520 1267 1267 1080 900 900 800 800

45,1 46,3

5117 B4,2 6000 4167 55,o 5000 45,2 3167 B4,3 3800 48,1 2.500 B7,7 3000 47,3 2083 56,8 t 2000 49,5 1900 59,4 1280 45 1083 5! 1900 , 1 583 49,5 59,4 1900 51,1 1350 56,8 1500 46,5 H25 M,7 1250 51,1 1125 06,8 1~50 50,5 1000 5tS,tS ,, HOO 55,5 1000 61,1 HOO 1

1

1

j' Lire

o;. ~

60J 63,9 62,9 67,3 64,8 64,9 ~9 64,9 62,5 56,8 62,5 60 6 ' 66,7

:7250 07.50 4400 3500 2850 2490 2075 2075 1600 1375 1375 4200 1~00

66,7 72,2 71,4 76,9 1

721

' 70,3 63,9 70,3 68,2

62

68,2 60,6 (~,~

8000 6000 5000 4000 3200 2700 2250 2250 ,1800 1500 1500 1300 1300 1


A PROPOSI'l'O DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

,i99

L'esame delle quote percentuali mostra a prima visla la saltuar ietà della hasc della pensione: esse sono talmente disarmonich e da fal:la parere arbitraria. Lo specchio mostra inoltre che, mentre la legge 24 aprile ,f 864- prescrive che dopo 40 anni di servizio il pensionando riceva i quattro quinti, cioè 1'80 per cento dello stipendio, le pen sioni militari non toccano mai un tal limite, ed alcune virimangono al disotlo quasi del 20 per conto I! · Esso 'no n clànno mai modo, per quante caropagn·e un ufficiale possa avere, di raggiungere la pensiono che, come impiegato civile, spetterebbe al suo stipendio; e questa circostanza è la loro più assoluta con'danna. Poichò quancl' anche le 'pensioni 'militari uguagliassero quello civili, non potrebbero in mòlti casi reputarsi nè sufficienti, nè giuste, senza trascurare la diversità di vita inerente alle due carriei'e, senza di'sconoscere il grande logoramento di fo'fae che produce l'intenso odierno servizio militare, le numèrose infermità e la vecch iaia precoce che da esso conseguono. La legge ,17 ottobre 18811, che ha istituita la poiizione di servizio ausiliario per coloro che hanno le condizioni necessarie ad essere collocati a riposo, o che, .pur non avendo le, hanno però raggiunto certi limiti di età, coll'unire alla pensione una piccola indennità annua ( 1), ha certamente migliorata la condizione di uscita dal servizio, ma non la condizione di riposo. Non si può infatti chiamare riposo la posizione cui è congiunta la condizione di essere costa11,temente a disposizione del 'Governo, condizione elle impedisce al.-l'Jlrìcia1e di 'trovare quàlungue altra occupazione permanente, e che lo obbliga, dopo lunghi e faticosi servizi, ad una nuova servitù nel. l'inazione. 'l'eseréito attende ansiosàmenle una nuova legge fatta con equità e con giustizia. Sarà fatta,,.con equità, se non si creeranno irrazio1

(l) L'indennità di servizio ausiliario non 'sémpre è sufficiente ad equiparàre l'as• 'se·gno doll'b rtlclale alla pensione dell'inlpìcg':ito civilo còn pnri servfaio e siipendlo. Consideriamo p. o: un capita~o c?n un sessennio, i! cui ~tipendio è di,35_20 l~re _all'anno: dopo 35 anni di servizio, com o impiegato percepirebbe una pensione di 2630. 67lire; come capita110 ne irercepisce una di 2075'Jire, le quali unile alle 600 di indennità di 8ervizio ai;siliarlo, rapno 2575 lire s_olta~.t?, 1 ossia ~~no ,della pensi,one, civile. Rimane ino,l tre a suo danno l'altra di trerenza, che la pensione civile lo rendcrobbe libero, mentre l'in• -denniià lii servizio ausiliario lò obbliga ad essero costantethonte a dispòsizione del Governo.


500

.

LE PENSIONI CIVILI E MILITARI

nali dispari là in danno di chi ha esposto la propria vita in ogni cimento pel bene del suo paese; sarà fa tta con giustizia, se chi si è , logorata la salnle ed accorciata la vita per necessità di servizio si vedrà modestamente risarcito, almeno in modo che, se non potrà dire di non avere nulla perduto, possa pensare di non essere stato . completamente disconosciuto. Questa legge sal'ebbe desiderabile fosse la medesima che dovrà essere applicata agli ufficiali o nuovi, o da venire, Ma se lo schema a. tal uopo presentato alla Camera non potesse essere modificato in modo da rendere possibile l'unione del passato col presente e coll'avvenire, una solenne promessa del ministro della guerra aarantisce . l'esercito, che sarà convenientemente provveduto con !pp;sita legge alla vecchiaia degli ufficiali ora esistenti·' la maaaior parte dei quali . è)è) ha combattute le guerre della Indipendenza ed ha pag~to di persona in ogni occasione, senz'altra rimunerazione che una carriera len- tissima ed inceppata, piena di disagi, di privazioni, di stenti.

e) Leggi fl'ancesi .

-. Le pensioni civili sono re~olate dalla leaae 9 ?)aiu 0ono ,1853 1· la · quale soppresse le molte' « Caisses de 1·etra'Ìtes » allora esistenti per le diverse categorie di funzionari. Lo Stato, che spendeva annual- · mente una forte somma (circa 115 milioni di lire) in sovyen~ioni a tali casse, assorbì i fondi da loro posseduti ed inserisse al debito pubblico le pensioni esistenti o in corso di liquidazione a carico delle · singole casse, assumendo d'aliora in poi egli stesso il servizio delle pensi?ni civili, come sempre aveva avuto quello delle pensioni militari. E degno di menzione che in Lale occasione, fra il Governo e la Commissione del corpo legislativo che riferì sul proaetto Ji ]erme si . V (")t"? ' manifestò un disaccordo cotnpleto intorno al fondamento che alla leaae· òo doveva darsi. La commissione di cui era relatore il signor Gouin, · chiedeva che, invece di porre a carico dello Stato le pensio1l'i, se ne affidasse il servizio ad una Cassa da alimentarsi con fondi spe.ciali forniti dalle ritenute sùgli stipendi e da un costante concorso , V

CHC,

A. PROPOSITO DEL N.UOVO PROGET;ro DI LEGGE

501'

governa.Livo. La cassa doveva costituire tontina fra tutti i funzionari, e ricorrere, nel caso di soverchie domande di pensione, all'imposizione cli ritenute supplementari . Esclusa quest'ultima circostanza, il Gonin chiedeva adunque nel 11853 ciò che istituirebbe il recente progetto ministeriale italiano; con una differenza però nel modo di valutare la pensione, che la commissione francese proporzionava alla durala clel servizio ecl alla media degli stipendi durante gli ul timi· ,1Oanni cli servizio, invece cli darle la base esclusivamente contabile del progetto itali ano. - Il Gouin è stato anche relatore al Senato francese, nel ,1879, di un nuovo progetto sulle pensioni, informalo al concetto del conto corrente; progetto che però non fu e si ignor~i se sarà, discusso dalla Ca.mera. Per quanto i Francesi siano portati a sposaré dei principi a priori ed a basare su quelli le leggi, è diffici!e credere, ché seguendo il Gònin, vogl iano disinteressare lo Stato (m vantaggio e per convenienza del quale sono principalmente stahilit~ le pensi orli e le loro modalità} da sì importante servizio, lasciandogli solo il carico di versare alla cassa una parte supplementare alla retribuzione deWimpiegato. Comunque facciano però , l'esame clel passato dimostra che non è in Francia che deve ricercarsi la completa razionalità t'lelle disposizioni sulle pensioni dello Stato. Secondo la succitata legge clel 1853 tutl i gli impiegati indistintamente hanno diritto a pensione e sopportano, senza poterle in nessun caso reclamare, le seguenti ritenute: ,1° Una ritenuta del 5 p. °/o. sugli stipendi fissi od eventuali, sugli aggi e su qualunque emolumento personale; 2° Una ritenuta di un dodicesimo delle stesse retrilrnzioni nel caso di prima nomina o di reintegrazione, e di un do.dicesimo di ogni successivo aumento; 3° Le ritenute stabilite nei. casi cli licenze od altre assenze, o per misura disciplinare. Il diritto a conseguire. pensione è di:erso a seconda che l'impie~ gato ha appartenuto o no alla parte attiva. Questa comprende e.eri~ impieghi e gradi dalla legge specificati (ufficiali , truppa e marrna1 ·' ispet.tori controllori e commessi alle contride lle (')auardie doaanali V :buzioni indirette e ai tabacchi; guardie forestali; cofrieri e postini di campagna). Il diritto alla pensione di riposo si acquista per anzianità a sessanta anni di età con 30 anni cli servizio compiuti. Bastano 55 anni cli età e 25 anni di servizio per i funzionari che-· hanno appartenuto per 15 anni alla parte attiva. L'imp iegato che


502.

A PROPOSITO DEL NUOVO l'ROGETTO DI LEGGE

LE l'E)IS!ON! CIVILI E MI LITARI

sia riconosciuto·non più atto a continuaré'le sue fanzioni, può'essere ·dispensalo dalla éondizione di età. Eccezionalmente possono èònsegufre ·pensione, senza condizìone nè di 'c:ità, nè di servizio, coloro éhe sòno 1lesi inabili a'éontin.'uarlo '.f.fr infe1:m~tà o f_e1:ite ripo'rtate P,e~· _sah~àr~ I~ vì~à a qualcun~, o.~~l' éhfendere l eserc1z10 delle propne funz1011 1, òd m qualunque modo 'risultante da 'fatti grav i causàti dal servizio: la pensione cònispohae 'ih questo caso a meLà slipenclio, purché non superi mai i'lìin'ili sr h..biliti come massimi, Hanno pure .diritto pensione, nella mistda 'cJie ldro 'spet.tb., coloro che, avendo 50 an'ni hi'et/t e 20 di ser'vfzio , 'se'appartengdi10 all~1 parte sedentaria, o ¼,5 di eLà e ,J~ di servizio, . ·se àpparlengono alla parte attiva, non possono più continuare il .servizio per'infe1w1tà contratte néll'esercizio delle loro funziÒni ; o per soppressione d'impiego. ·_ Una legge del 3 aprile i,J812 co·1icede un'indennità temporanea a coloro, che,'essendo in queste è6ndizioni, non hanno diritto a pensione; il aifoto a tale · indennità si acquista dopo 1Oanni di servizio, 'éd'in certi casi an,che dòpo'5 anili soltanto. 'La pensione'si basa sulla media 'degli stipendi ed. emolt1menti d'ogni natura soggetti a foenuta, petcepiti au·rable i sei ultinii'~nni ài servizio. La ·pensione è ragguagliata ad um, ·séssantesimo della :·me~i~ ~egii s.tipendi per oqn·i a7:no di se!·vi~i~. Per?, ~enti,ci\i~ue anm d1 serv1z10 nella parte attiva dànno dmtto alle meta della . meaia stessa, ed all'aumento di un cinquantesimo perogni anno di . servizio in'più dei veriLicinque. 1 nessun caso la 'pensione può eccedere i 3/,i- 'ifeIfa media 'sennale degli stipendi, riè sorpassare ce'rti m'assimi fissi, i'éiìiHli ( esci uderiao il p'e'rsonale di d1pl0Ìnazia e 'di magistralù'i·à) 'ril:Iucoho ·;1 limif.e superiore 'a 2/3, a 1/2 ed an'd ne a meno'deila'm'eài'a ste'ssa. , 'la 'veaova 'ha diritto ·a ·pe1ìsfoh'e (1 /3 cli quella di' cui godèva:o 'che 'spettava àl marì'to) ·se il matrimonio 'è 'anterlo1le·cli (6 àhni all'a . èessazione ael servizio dilinarito . Ùigli perélpisèòno 'fino all'età 1n'aggioi·e 'tale pensione {n éaso che màr1èhi loro !a'ma'clre. . Tàli sono I in' sucéinto le àisposizioni' élie' regolano le pe~sio'ni ci' vili: m.'olti"di fetti possono 'esser ']oro imputati, ,ma q1.i'éffo '_di 'esserà • ti • J . soverchiamente larghe, no di certo!

Le

·1apriie

pensioni militai·i s·o-no regolate dalia Tegge 1 1831, modificata quanto alle tariffe della legge .22 giugno 1878. In tutto dò èlie riguarda le modalità delta pensione e il diritto a conse.:. guirla, là legge francese coincide sostanzialmente colla nostra, che ne è la copia, Ne di[erisce però nel concedere il minimwrn della pensione agli ufficialisubalterni solamente dopo 30 anni di servizio e nell'assegnai;e il m.axiriium dopo 50 anni di servizio, inv·ece che dopo 40. , . . Tutti gli ufficjali sono soggetti ad ·unariteniltasugli stipendi, sebbene non sia imposta dalla legge sulle pensioni: fu messa nel ,1841 a P,rofitto della dotazione degli invalidi; poi, soppressa questa nel {832, lo Stato seguitò ad incas-?,arné il provento, come fosse 1ink tassa senza desLinazione speciale ('1 ). Comunque sia però la ritenuta sugli stip endi militari esiste in Francia come in Italia, sebbene abbia una diversa origine. La tariffa delle pensioni di ritiro è data dalla tabella seguente:

a

1

'

1

In

'ses-

1

I

I'

J

503

~-

't

'

(l) « La, pe9sion da retraite est p~ur l'arméo un droi.t_ absolu et pe dép~?.d ~as, j)Omme pour Ics services civils, d'une retenue plus ou moms forte exercéo pendant un temps déterminé sur la solde. c·est là un principe qua nous retrouvons 6tabli dans presque toutes !es armées européonnes: en Itali e cependant, la loi du 27 juin 1850 contient l'obligation d'un versomont dont le quantum sara déterminé par une loi ultérieure. , ,. «, Bn Angl~t erre, a~ors que, dppu\s 1809, les1trt iteme~ts dé,p~ss,a9t l0?, l~vres s.terlings 0 èont soumis à une retenue de 5 p. ro, la loi exclut formellement de cette retooue !es 'traitement militai res. . , J • < • • . , ': ~ .• , « .'81) Russ,i e, le verser,nent à la paisse de~ ~~tr~i t~s est ~ans ~9utr: ob)~gaf0;1~~' 1 rriais il donne droH à une pension completemen~ !ndependen~e de la 1pens1on acJor.? ée par l'État, 'soumise a d'aut.res , règles, et n' implique en aucune façon la correlat1on 1 ., 0 , .,,, 'l' entra Il" retenue et le dr,oit à pQnsio,11,. .~., , 1 ~ France, ce p~incipe à toujours été admis, et il a été en particulior afflrmé d'.une maniere positive Jors de la discussion de ·1a loi 22 juin 1878; on. peut p_ar sui~e se.de• .mandar ce que· si,goifìe 111 rete12».(1 exiifcé~ depuis .70 ans ,sur 1, 1spld,e ~e~ o,Wc1ers 1> , 1 c: P. D1sLÌm• - Les pensions milllaire, en France et a I élranger •.

En


LE I>ENSIONI CIVILI E MILI'l'ARI A. PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

GRADO

Generale di divisione .

7000

175

di brigata " C.o)onnello

6000

~ 00

4500

75'

Tenente colonnello.

3700

65

5000

Maggiore.

3000

50

4000

Capitano .

2300

50

3300

Tenente .

,1700

40

2500

Sottotenente .

rnoo

,iO

2300

~0500 8000 ·

I

6000

·.n min!~".11' ?o~risponde al 70 p. O/ O dello stipendio di fanteria pe1 gradi mfenon, al 60 p. O[O per gli ufficiali superiori, ed al 5~ ~ 35 p. 010 per i generali. Per i gradi inferiori la pensione mmnna sarebbe adunque abbastanza considerevole; ma è eccessi-va~e.nte troppo alto il limite di servizio dopo il quale può conseguirsi. La poca razionalità di un tal limite risulta anche magrriormente pel fatto, che dai 52 ai 53 anni di età ali ufficiali infe~iori" debbono tutti indistintamente abbandonare il s~rvizio. Così in un gran numero di casi la legge impedisce fino a 50 anni cli età il ritiro dal servizio , mentre lo ordina 2 o 3 anni più tardi. . Il maximu~ corrisponde allo stipendio intero nei gradi inferiori, e decres?e ~~1 _gradatamente avvicinandosi a metà stipendio pel generale d1 dtv1s1one. Nessuno però può conseguirlo, a meno .di aver·

505

·fatto un gran numero di campagne, in causa dei limiti di età, dopo i quali diviene obbligatorio il ritiro dal servizio attivo (11). L'aumento annuo è talmente basso, che può difficilmente invitare alcuno a restare in servizio per la speranza di conseguire una più alta pensione. Questa circostanza favorirebbe l'eliminazione di tutti quelli che pìù si sentono stanchi, se la differenza fra gli assegni di attività e la pensione non fosse soverchiamente grande, specialmente pei gradi più elevati. Questa differenza spiega la grande ripugnanza che nell'esercito francese vi è ad abbandonare il servizio: spiega perchè il Ministro della guerra (Istruzione 19 gennaio 1876) raccomandi, in modo speciale, agli ispettori generali di rendersi conto dello stato abituale di salute di quelli ufficiali, che avendo 30 anni di servizio, siano trovati ammalati, e di proporre il colloc(l.mento ariposo di Lutti quelli, che non siano più atti a continuare il servizio attivo; spiega infine perchè nell'esercito francese siano mantenuti dei limi ti di età per l'uscita forzata dal servizio: essi sono l'unico mezzo (finchè non si istituiscano più facili e più larghe pensioni) di impedire il soverchio invecchiamento dei quadri. Nel solo éaso che si pongano a ra.ffronto con le pensioni civili, le pensioni militari francesi possono apparire provvide e generose; ma esaminate in relazione ai bisogni cui devono soddisfare, bisogni organici più che individuali, non si può a meno di trovarle poco rispondenti alle esigenze dei moderni eserciti.

d) Leggi Aust1·0-Ungariche. Le pensioni per gli impiegati civili sono principalmente rego1ate dall'ordinanza del 2&. marzo 1781 e dal decreto del 9 decembre 1866, le più interessanti disposizioni dei quali sono le seguenti:

Tali limiti sono: Pel generale di diYi sione 65 anni " Generale di brigata . 62 » » Colonnello . . . 60 ,. > T. Colonnello • . . 58 » ,. Maggiore . . . . . 56 > ~ Capitano . . . . . . 53 ,. ,. Tenente e sottotenen te 52 " Jl servizio può cominciare a ll'età di 16 anni com piuti.

(1)


506

LE PENSIONI CIVILI E ~trL!TARI

Nessun impiegato può pretendere pensione se di sua volontà Jascia il servizio, quando ancora è in caso di seguitarlo, e ciò qualunque sia la sua età e la durata del servizio prestato. Ma all'infuori di q\1esto ca~,o, l'amministrazione dello Stato provvede al sostentamento dei suoi impiegati per tutta la vita. L'impiegato divenuto per infermità inabile al servizio, vien collocato a riposo, temporaneamente se si crede che l'infermità P.ossa cessare, definitivamente nel caso contrario. · Gli impiegati definitivamente pensionati, che riacquistassero l'altitudine al servizio, sono tenuti, occorrendo, a prestare servizio in qualsiasi dicastero ed in qualsiasi contrada dell'impeto. L'impiegato collocato a riposo dopo 1O anni di servizio efl'ettivo, ha diritto a pensione vitalizia; prima dei 1Oanni ali si accorda una gratificazione eguale ad un'annata o tutt'al più a/un'annata e mezza di stipendio per una volta tanto. . L'entità della pensione è graduata secondo la durata del servizio nel seguente modo: da 10 anni compiti a 1o .. ... '/3 dello stipendio di attività da 15 » » a 20 .. ... 3/ 8 » » da 20 » :i> a 25 ..... 4/ 8 » » da 25 » » a 30 ..... 6/ 8 » » da 20 » » a 35 ..... 6/ 8 » » da 35 » » a 40 ..... 7/ 8 » » Dopo 40 anni di servizio la pensione è eguale all'intero stipendio di attività. Le pensioni militari sono regolateconleggedel 27 decembre 1875. Tre specie di trattamento fuori servizio sono oggetto di questa, e sono: la pensione temporanea o vitalizia., il supplemento per feri te, e l'ammissione nelle case di invalidi.-Le disposizioni della legge sono qualche poco differenti, secondochè si tratta di ufficiali o di uomini di truppa : qui farò cenno soltanto delle prime. È accordata pensione vitalizia: 1. Dopo un servizio di 11O anni almeno, quando l'ufficiale

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

507

debba ritirarsi in causa di constataLa1 incanaci tà a con ti nuare il 11 F servizio; 2. Dopo io anni di servizio; 3. A 60 anni di età. Questi due ullimi limiti conferiscono un di ritto, ma n,on obbligan,o a lasciare il ser\'izio. lmportantissime pei loro effetti organici sono le pensioni perinvali di~~. Questa è conslal~ta.da U\'(a speç,iale col)l,m.issione ($uperarbitrir-ungs Commission) convocala dal ministro della g1.1ie~-ra, dietro domanda dell'interessato o dei suoi superiori. La composizione della commissione varia, secondochè si tratta di esaminare un generale od uT,l. ufficiale di altro gro,do. Nel prill,J.o c.aso·. si raduna a Vienna ed è presieduta dai ministro della guerra o da un suo delegato; nel secondo si raduna alla sede dei gran comandi territoriali, è presieduta dal comandante generale o da un suo delegato, e ne sono membri il capo della sezione mi litare, il capo del senizio di sanità ed il capo dell'intendenza milita.re del gran comando. La commissione decide se l'ufficiale esaminato è allo al servizio; o non atto momentaneamente, epperciò da rinviarsi in attesa di altra constatazione; o non allo al servizio dell e truppe, ma capace di un servizio sedentario; o infine se completamente inabile al servizio. li ministro della guerra, presa visiono dei documenti inviatigli dalla commissione, decide sulla posizione da darsi all'ufficia le. - Come si vedo, questo sistema o[regaranz ia di un giudizio completo sotto tutti i rapporti, e non sollanto dallato puramente sanitario. Il ministro della guerra, per regolare le eliminazioni a seconda dei bisogni dell'esercito, non ba che da raccomandare alle commissioni di essere più o meno severe nei loro giudizi. - È con questo mezzo che ha potuto l'Austria-Ungheria fare una larga epurazione dei quadri dell'isercito, senza scosse, senza sollevare risentimenti e senza all.irarsi l'odiosità di provvedimenti eccezionali. Quando l'incapacità a continuare il servizio proviene da ferite ricevute in combattimento, o da infermità causale dall'esercizio delle proprie funzioni la pensione è vitalizia anche se non sono compiuti 1 O anni di servizio . Ma in qualunque alt.ro caso, se non è raggiunto quel limite, essa è temporanea e dura per tanti anni, quanti sono i bienni di sen~zio, computandosi per intero il biennio appena comincialo.


:508

La pensione, tanto vitalizia che temporanea, accordala a chi ha meno di 1 O anni di servizio, è quella che corrisponderebbe ai 1 O anni. L'entità della pensione è sempre ragguagliata all'ultimo stipendio di attività e proporzionata alla dttrata del servizio. Essa varia in modo che da 113 dello stipendio dopo 1 O anni di servizio, diviene 318, ossia 115[40 dello stipendio stesso dopo ,J 5 anni (aumenta adunque in questo periodo di •I [1 20 dello stipendio per anno). Dai 15 anni in su fino ai 40 la pensione corrisponde a tanti quarantesimi dello stipendio, quanti sono gli anni di servizio (al .2,5 p. 0(0 per anno); dimodochè d9po 40 anni di sei-vizio viene assegnato come pensione l'intero. stipendio. Il minimiim assoluto d'ogni pensione per gli ufficiali1 è fissato a 300 fiorini (750 lire). Dallo specchio seguente può rilevarsi l'entità assoluta della pensione dopo '10, 25 e 40 anni di servizio. La tenuità degli stipendi rende alquanto basse le pensioni pei gradi inferiori; ma quest'inconveniente, che non dipende dalla legge sulle pensioni, sparirà da sè stesso appena le condizioni delle finanze permetteranno cli migliorare gli stipendi.

509

A PllOPOSITO DEL KUOVO PROGETTO 01 LEGGE

LE PENSIONI CIVILI E MILITARI

Pensio.ne dop? anni d1 servmo

GRADO

-

--

A

10

25

40

Lire

Lire

Lire

-

--

-

Mares.ciallo

-

-

26250

Generale d'a1·tiglieria o cli cavalleria

-

-

2·1000

Tenente maresciallo

-

--

·15750

. Maggior gene raie

-

6562

10~00

., Colonnello

-

4688

7500

-

3280

5250

-

2625

4200

-

2062

3300

Capitano di ·1" classe

1000

1875

3000

Capitano_di 2a classe

750

1

1!}05

225 o

750

1125

•180 o

750

937

Tenente colon nello. 'Maggiore . Capitano di 1a c1a$Se con soprassoldo d'età (1).

· Tenente . Sottotenente

I

150 o

1

Il supplemento per ferite è indipendente dal grado delf'uffìciale e dal tempo di servizio, e va1j a secondo la gravi là del danno dall 'ufficiale risentilo . L'ufficiale oonp iù atto al servizio, in seguito a feri te ricevute in . combatlimenlo o a gravi infermità occasionale dal servizio stesso,

(IJ Un determioato numero di capitan i, giudicati non a tt i al sel',izio attivo nel . grado su periore, ricevono un soprassoldo d'età, in attesa che arri,! il loro turno di proimozione in \;n se rvizio sndentario. ANNO XXVJJ , YOL. JV.


lHO

u; PENS IONI CIVILI E "1!Ll'J'..\Rl

ba diritto di ricevere, oltre alla sua pensione, un'indennità annua . di .200 fiorin i (500 li re). La perdita di una mano, o d'un piede, o dell'uso loro, le lesion i aravi alla testa, al petto, al bacino, complicate da disordini orga;ici permanenti, dànno diritto alla indennità annua di 400 fiorini (•I 000 lire) in più della pensione; purchè però l'incapacità al servizio che ne deriva, si manifesti entro cinque anni dall'epoca della ferita riportata. . · La perdita cli due membri e la cecità totale o quasi totale, danno diritto ad un'indennità annua cli 900 fiorini (2250 li re) in più della pensione. Il supplemento per ferite, contrariamente alla pensione, non può mai essere :;eq[Lesl.rato. , . Le campagne di guerra contano, in qualunque caso, un anno dr· servizio in più; cosi p. e: il limite cli 40 anni cli servizio dopo il quale l'ufficiale si può ritirare senza doverne giustificare il motivo, si considera raggiunto tanto da chi ha 40 anni di senizio effettivo, quanto èla chi ba 30 ann i di serv izio e 5 campagne: in luLLi due i casi l'ufficia le è libero cli riti rarsi, ed ha stipendio intero vita durante. Gli ufficiali, fino al grado di capi tano inclusivo, che siano veTamente inval idi e come tali abb iano definitivamente abbandonato il senizio; possono ottenere l'ammissione in una casa d'Invalidi. I posti disponibi li sono 200 (,J·I 11 a Vienna e Neulerchenfeld, 42 a Praga, 3·1a Tirnau, 16 aLernberg) . In tale condizione l'ufficiale percepisce uno stipendio pari a 91•1O cli qL1ello di altivitò, e di più percepisce il supp lemen to per for ite, se vi ha diritto; non volendo riman ervi, l'ufficiale riprende la sua pensione. Alla fam iglia clell'ufGciale morto, sia clmante il serv1z10, sia in ritiro la legge non concede che tre mesi di pensi,me. Se però l'ufficiale è mort0 r;ul campo, o in seguito a fer ite od a fatiche di guerra, la vedova (legge ~6 gennaio 1177,i) riceve una pensione, che da 630 fiorini (•I 575 lire) per un generale, scende a 'il'! O fiorini (525 lire) per un ufficiale subalterno. Per qllesta parte la legge è completamente·da rifare.: non è in falli ammissibile che

A PROPOSITO DEL

Nuovo

PROGETTO DI LEGGE

5H

si possa mandare a farsi uccidere un uomo, non provvedendo che tanto meschinamente al sostentamento della sua famiglia. Tali sono in succinto le norme che regolano le pensioni civili e militari in Austria-Ungheria, nello Stato che è un modello di forte organizzazione amministrativa e militare. Si può cerLamente osservare che le leggi per gli impiegati civili non rispondono alle idee moderne su quest'argomento: ma le norme consuetudinarie temperano in pratica il rigorismo della legge. In Austria come in Italia, tutte le pensioni figurano accordate per sopravvenuta inabilità a continuare il servizio: colla differenza che Ht posrnno cominciare dopo iJO anni di servizio, e da noi non prima cli .25. Anche per i militari può dirsi che i limiti di 40 anni di servizio, o di 60 anni/ di età per conseguire incondizionatamente pensione, sono troppo elevati: il vincolo che lega gli ufficiali di terra e di mare al lo Stato è troppo pesante, troppo lungo; ma la più gran parte di essi approfitta delle larghe disposizioni sul riLiro per inabilità a continuare il servizio, e restano cosi grandemente diminuiti gli inconvenienti di tali limiti, per ciò che riguarda gli individui. Lo Stato poi non ne risente alcun danno, perchè dispone di tulti i mezzi necessari all'eliminazione di chi per qualunque ragione, giovane o _vecchio, non può più servire utilmente, e può adoperarli senza scrupolo, avendo largamente tutelati gli interessi del pensionando, specialmente se ufficiale superiore.

e) Leggi gmnaniche.

La legge germanica del .25 agosto 1871 sulle pensioni militari e quella prussiana del 27 marzo 11872 per gli impiegali civili, estesa poi agli impiegati dell'Impero, hanno la stessa base. Uguali, tolti i casi di risarcimento per fatti cli guerra, sono in entrambe ìe disposizioni che regolano il diritto e l'entità proporzionale della pensione; la quale viene ragguagliata alle competenze di attività (stipendio e indennità varie) . La soladifferenzaa favore dei militari sta in ciò, che più considerevoli sono le indennità che entrano in


512

LE PENSIONI

CIVILI E MILITARI

computo pel calcolo della pensione, e che il diritto incondizionato a conseguirla è accordalo ai militari a 60, invece che a 61> anni di età come agli impiegati. La pensione si graduava in modo, che dopo 11O anni di servizio ,corrispondesse a 20180, ossia ad 1 ]4, delle competenze di attività, e ehe aumentasse di 1(80 cli tali competenze per ogni anno in più, fino a raggiungere, dopo 50 anni cli servizio, il massimo di 60(80, -0ssia 314 delle competenze stesse. Questa rngione di aumento fil trovata insufficiente: dopo un lungo period9 di servizio la pensione era ancora mollo scarsa rispetto agli assegni di atLivitl1, dimodochò gli impiegati, potendo' resistere al servizio, sfuggivano in ogni modo il collocamento a riposo. La concessione del massimo della pensione soltanto dopo BO anni di servizio, era irrisoria; perchè pochissimi potevano conseguirlo, e :anche questi in epoca già vicina alla morte; era poi dannosa per Io Stato, perché rnantene:va nell'amministrazione individui di troppa avanzata età. Il ministero prussiano pertanto propose in principio del corrente anno 1882, e la Camera dei Signori ed il Landlag approvarono, che p,er gli impiegati civili il valore della pensione, invece che nella ragione di 1/80 per anno, dovesse variare in quella di!! / 60; di maniera che essa cominciando da 1o{60, ossia 114 delle competenze di atti\•ilà dopo 1 O anni, aumentasse fino a raggiungere dopo 40 anni di servizio 4oI60, ossia i 314 stabiliti come massimo conseguibile. Al tempo stesso però, onde non aggravare di troppo le finanze, fu proposto che il còmputo del servizio utile per la pensione non possa cominciare prima del 21 ° anno di età compiuto. In seguito all'approvazione di questa modificazione alla legge per .gli impiegati prussiani, il Cancelliere dall'Impero presentò il 3 novembre 1882 al Ilundesrath tedesco, la proposta di introdurre una modificazione eguale nella legge sulle pensioni per gli uO'iciali dell'esercito e de,lla marina germauic:;i,, da guerra; ed è certo che sarà prossimamente approvala ( 1). 1

(1) Il progetto di legge approvato dQI Dundesroth, è pas sato al Reiohstag che lo ha discusso in prima lettura il di 7 dicembre. Il giorno 6 novembre '"eni"a presentata a l Dundesr.a th la proposta di estendere la nuoYa legge prussiana agli impiegati civili dell'Impero; proposta ohe pur essa e già passa ta al Reichstag. Nell a discllss iono della

A PROllOSITO DEL NUOVO PROGETTO

DI LEGGE

. Ecc~ ~n ~iassunto quali sono per l'Impero germanico le prinr.ipali d1spos1z10n1 della legge sulle pensioni mililari, comprendendovi l'accennala modificazione: <~ Ogni .uffici~le, o medico militare con grado d'ufficiale, che percepisca st1pencho e che dopo ,1O anni almeno di servizio militare attivo debba abbandonarlo, perchè divenuto inabile a continuare nel medesimo, ha diritto a pensione vitalizia. - Se l'inabilità al servizio proviene da ferite o da lesioni , (2) dovute, senza propria colpa, al servizio stesso, il dirillo a pensione è riconosciuto anche prima dei 1O anni. Spetta alle supreme autorità militari amministrative del contingente ( vale a dire: ai ministri della guerra dei singoli Stati) il giudicare, quando sia il caso di infermità contratto in servizio. << All'ufficialo, o medico militare, che, prima dei ,f O anni, diviene inabile al servizio per qualche eventualità non contemplata dalla legge, potrà accordarsi, in caso di indigenza, una pensione temporanea od anche vitalizia. · « Il diritto a conseguire pensione è assoluto dopo 60 anni di età. .Prima di questa età gli ufficiali, o i medici militari, che voaliono far valere i loro diritti alla pensione sono obbligati a dimos~rare con documenti laloro inabilità al servizio. Pe?· questo è particolarmente necessa1·ia unà dichiarazione del loro super·iore immediato colla quale egli asserisca, per debito di coscienza, diritenere l'ufficia'le, od t'l medico militare, inabile a continuwre il servizio militare attivo. Le supreme autorità militari amministrative del conLinO'ente 0 determineranno, se, in generale o per singoli casi, si debbano proclurre anehe al tri documen ti. « La pensione viene calcolala in base agli anni di servizio ed alle

legge per i militol'i in seno agli urnc1, ru messa innanzi l'idea di dorle effetto retro~tu,•o, almeno per quei pensiona ti che presero parte alle ultime guerre. Il hHni!tro della guer~a pr~ssiano, generale v. KaC1eke, appoggiando tale proposta, conchiuse che, se la cons1doroz1one del la troppa spesa i mpedisse di adottarla, egli ritenoYa necessario un considerevole aumento del fondo per sussidi da distribuirsi ai pensionati più bisognosi. (2) Per lesioni dcwute al aer1Jtzio si intendono: a) Le_lesioni es~ern? riportate a causa del servizio in guerra o in tempo di pace; b) Gli sconcerti d1 salute provenientì da specialità dol ser vizio mili ~are come pure da malattie epidemiche od endemiche regnanti in luoghi destinali per st;nza di servizio, o I~ malattie di occh i contagiose.


5H,

LE PENSIONI Cl\'IL[ E ~([LIT.-\RI

competenze suscettibili di essere prese in considerazioni per la pensione, purchè siano state percepite in grado effetLivo almeno per un'anno. La promozione in soprannumero e fa temporanea occupazione di una carica dotata di maggiore stipendio non dànno diritto a pensione più grande. « Nel compuLo del servizio non si tiene conto di quello prestalo prima del 18° anno di età; riguardo però al servizio prestato guerra durante presso truppe mobilitate, non vi è restrizione di età ». Per ogni campagna· cui l'ufficiale o medico militare abbia preso parte, sarà aggiunto un anno alla durala effettiva del suo servizio. « L'imporlo della pensione nel caso di congedo dal servizio dopo compiuto il 10° anno ma non ancora l'H °, è di 15JGO delle competenze, e cresce d'anno in anno di 4J60 di esse, senza poterne mai ~uperare i 45160. Nel caso sia dovuta pensione prima di 1Oanni di servizio, il suo ammontare sarà di '15{60 delle competenze. « Per competenze suscettibili di essere prese in considerazione pel calcolo della pensione, si intendono: a) Lo stipendio assegnato a ciascun grado, prendendo per base quell i della fanteria in caso di stipendio minore; b) L'indennità media di posto e di grado rispettivo (servis); e) L'indennità competente di servizio per gli ufficiali dal comandante di brigata in su; d) Il compenso per l'attendente per gli ufficiali dal capitano di 1a classe in giù; e) Un competente assegno per il tenente e sottotenente, a titolo di indennità pel loro diritto di prendere parte alla mensa comune degli ufficiali; /) Una somma competente per il capitano di 3' classe, il tenente ed il sottotenente, a titolo di inclennità pel loro diritto di essere ammessi verso tenue compenso al trattamento di ospedale. « Se le competenze totali superano i 4-000 talleri (115, 000 lire), sarà tenuto conto soltanto di metà della somma in più. <e Ogni ufficiale, o medico militare, che può con documenti dimostrare di essere, per conseguenze di guerra divenuto i ri valido ed inabile al servizio militare, riceve un supplemento alla pen~ione, che

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO 1)1 LEGGE

515

da talleri 250 (937,5 lire) per clii ha pensione uguale o inferiore a 550 talleri (2062,f:> lire), varia gradatamente in modo determinalo, fino ad essere di ·100 talleri (3ì5 lire) all'anno per chi ha pensione uguale o superiore ai 900 talleri (3375 lire). « Ogni uffi ciale, o medico mil itare, che con documenti può dimostrare di aver subìta mutilazione, o cli aver perduta la Yisla in servizio militare, sia di pace, che di guerra, o di aYer solTerLi grandi sconcerti corporali insanabili, riceverà oltre alla pensione e, se ne è il caso, oltre all'aumen to di pensione di cui sopra, un nuovo aumento di 200 talleri (750 lire): a) Per ogni singola perdita di mano, piede, od occhio. La perdila della visla da un occhio è pareggiata. alla perdita dell'occhio · stesso; b) Per la perdita della. favella; e) Per le infermità che impediscono l'uso di un membro; d) Per constatato bisogno di straordinaria assistenza. nel caso di grav i inrermità. « Gli aumenti pei casi qui contemplati non possono però superare i 400 talleri, altro che nel caso, in cui l'inabilità al servizio sia · derivata da ferite o da lesioni esterne. (< I supplementi per ferite possono essere accordati anche nel caso che l'assegno totale venga a superare l'ammontare delle competenze totali di attività . Essi però non possono essere concessi, che quando il collocamento a. riposo avvenga prima che siano trascorsi 5 anni dal trallato di pace, se si tratta di ferite riporlate in guerra; e dall'epoca in cui fu contratta l'infermità, se questa haavuto originein tempo di pace. La constatazione del diritto ai supplementi per ferite spella alle supreme autorità militari amministrative del contingente». In caso di morte dell'ufficiale, sia durante il servizio, che dopo il ritiro, la sua famiglia non jla diritto a pensione, alt.roche nei due casi seguenti : a) Se la morte avvenne sul campo, o durante la guerra , od an. che dopo, ma in conseguenza di riportate ferite; b) Se la morte avvenne in conseguenza di malattia, o di lesioni ..contratte guerra durante, ma prima che sia trascorso un anno dal : trattato di pace. < In questi due casi la vedova, per tutto il tempo della vedovanza


Pensione percentuale dello stipendio ed assoluta dopo anni di servizio:

·o

"d

-------~----------

o (l.)

c..

GRADO

10

I ____

Lire Secondo tenente. . . . . . . Primo tenente . . . . . . 11 Capitano di 2 classe . . . . . » di 1a classe . . . . . . Ufficiale superiore comand. di battaglione . » » » di reggimento . Colonnello cornand~nte di brigata . . . Maggior generale senza indennità di carica. » » comandante di brigata . Tenente genefale senza indennità di carica. Maggior generale comand. di divisione . Tenente generale » » . · Generale ispet. degli Istituti di educaz. mil. Capo di Stato maggiore dell'esercito · Generale ispettore ~' artiglieria . . . . Capo del corpo del gemo. . . . .

°lo

1125

2432

1350 2700

2658

1 1

1

ii-500 6530 C,1)

1

9750 (2) 9750 il 12.50 il 1250

4488

6288 81H2 1

1il 655 13455

1

1

13830

1

1

1

1

40

25

1

1

1

1

1

1

162 147,6 121, 7 104,9 93,7 89,7 il 03,5

1824 1993 3366 4716 6122 8742 10092 92,2. 10372 99,7 H:2'17 82,4 12355 106 43059 96,4 il (1./1-65 99, 9 14992

1

15000

23138 (3)

-

11 9,

Comandante generale . . . . . . . 45000

27 i88 (3)

-

1

i I

1

1

1

1 1

15000

1

1

1

14955 164 74 ~3) 174-12t}) 19286 (3) 19988 (3)

,15000 41250 ,J 5000

Lire

j

__:_

608 108 54 12 16 49,2 664 98,4 1329 41,6 14 22 83, 1 22114 35 1572 69,9 3144 62,5 /~081 59,8 5828 6728 69 61 5 6915 ' 7478 66,5 54,9 82.37 77,4 8706 64,3 9643 1

¼

°lo \ Lire

Lire

1

1

47804

137,4 2.0616

(1) Supposto col grado di maggiore: potrebbo avero grado superiore. - {2) Supposto col grado di colonnello: potrebbe essere ancqe tenente cr: çolonn.~llo - (3); La parte di competenze suporanto le 1500 ridotta della !IlOt~. · · :i .., . o maggiore. . . . lire è. ::ìtata ... \


. LE PENSIONI Cl\'lLl E MILITARI

ed anche per un anno dopo contratto un nuovo matrimonio riceve · un assegno annuo di: talleri 500 (,1875 lire) se il marito era generale; talleri 400 ( 1500 lire) se il marito era ufficiale superiore; talleri 300 ( 1'125 Ji.re) se il marito era capi tano o ufficiale subalterno. « Ciascun figlio riceve fino al 17° anno di età compiuto un as- · segno annuo di talleri 50, se la madre vive; di talleri 75, se egli è, o se diviene orfano. « Ricevono pure un sussidio di talleri oO ciascuno, per tutto il tempo che dura il bisogno, il padre e la madre del defunto, oppure · il nonpo e la nonna, qualora egli ne fosse l'unico sostegno» . 1

1

1

Per completare l'idea dell'entità delle pensioni as~egnate agli ufficiali dell'esercito tedesco, ho indicate nello specchietto seguente, . per gli ufficiali d'ogni grado, lo stipendio nudo dell'arma di fanteria, le competenze in base alle quali si liquida la pensione, ed il valore · cli questa, percentuale dello stipendio ed assoluta, dopo un servizio . di 10, di 25 e di 40 anni .


.1H8

A PHOPOSITO DEL NUO VO PROGETTO DI LEGGE

LE PEXSIO~ T CfV lLI B MILlTAlU

Non vi è bisogno di insistere per far rilevare la generosi tà delle ;pensioni mi litari in Germania; nessun ahro Stato ha tarifie tanto elevate. Avviene là il fallo inverso che in Austria, dove un'alta tariffa proporzionale dà Iuogo, pei gradi inferiori, a pensioni di scarso ·valore assoluto; in Germania invece, da una tariffa proporzional e 1 assai più bassa (poichè è in ragione di '/60 , invece che di /.10) na·scono pensioni di assai alto valore assoluto. Ciò proviene dalla norma giustissima e che merita di essere in ispecial modo segnalata, di ragguagliare cioè la pensione alle intere competenze di attività e non ad una parte soltanto, quale è nel maggior numero dei ..casi lo stipendio. , Le disposizioni tedesche sul ritiro del servizio per inabilità e sul ·risarcimento per ferite od infermità dovute al servizio, tengono per razionalità il primo posto fra quelle di tntLi gli altri Stati; e soltanto .quelle analoghe della legge austro -ungarica possono stare loro a ,lato.

armi, reclutate dall'accademia militare di Woolwich, non era ammesso per l'avanzamento altro titolo che il merito . Il signor Edward Cardwell, in quel tempo ministro della guerra, nell'attuare quella prima riforma negli ordinamenti militari inglesi, {)revide che, se per essa venivano da un lato maggiormente assicurate le condizioni di capacità nei quadri degli ufficiali, dall'altro però si cagionava un sensibile rallentamento nell'avanzamento, e i quadri stessi si sarebbero soverchiamente invecchiati; poichè ben pochi ufficiali volontariamente si sarebbero quindi innanzi ritirati dal servizio, dopo che era loro inibito di cedere ad· alto prezzo il posto ch'essi occupavano nella gerarchia, e atteso che il ri tiro non significava per essi altro che la rinunzia a lauti stipendi per una scarsa pensiune. Secondo il preesistente sistema, il valore attribuito a ciascun grado,chevariavadacorpo a corpo, era assai elevato. Nella fanteria di linea il prezzo cli un posto da sottotenente ammontava a circa 11 mila lire, quell o dì tenente colonnello a 11 O mi la. Nelle guardie 1 a nella cavalleria tali prezzi erano ancora più elevati. Lo sc0po cui mirava un simile sistema era quello'. di precludere la carriera militare a chi non fosse gentlerna%. I posti da sottotenente erano così elevofoti a ricchi gentlernan, che generalmente avevano compiuto i loro iìtudi a Oxford od a Cambridge, e l'ulteriore avanzamento si faceva per Corpo. Ogni vacanza era devoluta all'ufficiale più anziano del grado immediatamente inferiore, purchè potesse pagare la differenza del prezzo fra il suo grado e quello cui aspirava. L'ayanza.mento era rapido, poichè molti ufficiali abbandonavano volontaria•mente il servizio; e, quando taluno era di ostacolo all'avanzamento, ,gli ufficiali interessati pagavano la sua uscita. Ciò avveniva di so'Yente coi tenenti colonnelli comandanti di reggimento; gli ufficiali del reggimento si tassavano J)el' grado e offrivano la somma ricavata al loro comandante, il quale, sotto la doppia pressione materiale e morale, cbiecleva il ritiro, ricavando pel posto cb'ei cedeva una ·somma, che raramente era inferiore a 150 mila lire. . Il ministro Cardwel si rese conto degli effetti che stava per produrre il nuovo sistema, il quale rovesciava completamente le basi del.) 'antico; e cercò di completare l'opera sua, con un metodo di avan,zamento inspirato alle idee predominanti negli eserciti del continente 1

f) Begia patente inglese sid ritiro degli ufficiali

dell'esercito br·ita,,ninico. L'importanza, che il Governo britannico dà al ringiovanimento --continuo dei quadri dell'esercito, ci è dimostrata dalle disposizioni ..emanate colla regia patente 13 agosto 1877, sulla nomina, avanzamento e ritiro degli ufficiali d'arma combattente C,1), colle quali vien :sanzionalo il principio del ritiro forzoso degli ufficiali che hanno .nggiunto un dato limite cli età, o di anni di servizio. L'accennata regi ét patente, promulgata da S. M. la regina, previa ~approvazione clel Parlamento, fu la conseguenza necessaria della .regia patente 20 luglio 1871, che aboliva la venalitit dei gradi militari nella fanteria e nella cavalleria dell'esercito regolare; poichè ·,nell'artialieria e nel c,enio non vigeva quel sistema, ed in queste v . ~

(I) Nell'esercito bri tannico sono detti urflciali combattenti, quelli della fanteria, , cavalleria, artiglieria e genio; e non combatte11t1, gli ufficiali medici, del .reoo, delle . trnppo di sanità e doi servizi nri.

•\

I'

1


520

5~,f

LE PENSIONI CIVILI E ,llLI'rAR!

A PROP0Sl1'0 DEL NUOYO PROGETTO DI LEGGE

}fa l'esito non corrispose aUe sue speranze, e quando egli lasciò if

Generali che al 1° ottobre 1877 avranno raggiunto l'età di 70 ,,anni; Colonnelli di nomina anteriore al 1 ° ottobre 1877, che avranno raggiunto l'età di 63 anni; Tenenti colonnell i di nomina anteriore al 1° ottobre 1877, che :avranno raggiunto l'età di 60 anni; Maggiori di nomina anteriore al 1° ottobre 1877; che avranno ·raggiunto l'età. di 58 anni. Ufficiali in~eri ori di nomina anteriore al 11° ottobre 1877, che ..avranno raggiunto l'elà di 55 anni. d) Pensioni ed indennità di ritiro:

potere col ministero Gladstone, il suo successore, sijl;nor Gath~rne Hardy, riconobbe la necessità di st\1~iare nuovamente !a questione e di portarla innanzi al parlamento. C1~ av~ennenel lugl~o del .'t 877. Dopo lunghe discussioni sul'la opportunità d1 accettare o d1 respmgere· il principio del ritiro forzoso, il progetto di l~gg~ fu appro:ato, nonostante che recasse al bilancio delle pens1om un considerevole , aaaravio di spesa (circa lire italiane 8,600,000). ~Le più notevoli di5posizioni del decreto del '13 agosto 1877, at- · tinenti al ritiro degli ufficiali, possono così riassumersi: a) Ritiro volontario. - Qualsiasi ufficiale può essere c?l!ocato in ritiro dietro sua domanda, con diritto agli assegnamenti m ap~· presso descritti, dopo dodici anni di servizio attivo. . 1 Tali ufficiali saranno però soggetti in caso di guerra naz10nale ad essere richiamati in servizio, sia nell'esercito regolare, sia nelle forze ausiliarie (milizia, yeomanry e volontari), se Tenenti e capitani Maggiori o tenenti colonnelli Ufficiali generali .

~

.

sino all'età di 45 anni. )) » 55 )) )) » 70 ~

b) Collocamento a mezza paga (fuori organico) per ~nzia'»:it~· di serviz·io - Saranno collocati a mezza paga i seguenti uffic'lah di fanteria e cavalleria: Tenenti e capitani con sette anni di grado, che abbiano com-piuto: 23 anni 22 21 20

di servizio il 3,1 dicembre 4878 11879 » » » » ,1880 » dopo il 1 gennaio 188-1;

Maaaiori dopo ventisette anni di setvizio e sette di grado; Te::nti ~olonnelli, dopo cinque anni di grado in attività di servizio . Analoghe disposizioni regolano il collocamento à mezza paga degli uffi'ciali d'artiglieri·a e del genio . .. .. e) Ritiro forzoso per avanzata età. - Sono collocati ·m ri(1ro· con gli ac;segnamenti in appresso descritti :

1

Indennità Anni di servizio per una sol volta

12

'.Tenenti, capitani e maggiori » » »

»

:,.

})

15 18· Anni di servitlo

'Tenenti e capitani Maggiori e tenenti colonn, ))

»

.

,Colonnelli con brevetto: faiuteria e cavalle~·ia artiglieria e genio . Ufficiali generali ,, e colonnelli d;artiglieria e genio

20 23 27

40

1200 steri. (30000 lire) 1600 » (410000 )) ) 2000 » (50000 » ) Pensiono annua

200 st. (5000 lire) ( 1) 250 )} (6250 » ) (1) 300 ))· (7500 )) ) (1) 1

420-,, 450 »

(101500

600 »

(15000 » )

:r, )

(11250 )) )

La reale patente provvede con disposizioni analoghe agli uffi,ciali, tuttora numerosissimi, ohe entrarono al servizio prima che fosse abolita la venalità dei gradi ; i diritti di qu,esti ufficiali furono per quanto possibile rispettati . (1) i noltre la mezza paga se ottennero il loro grado per merito di guerra.


A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGGE

LE PENSIONI CI VILI E MlLl'l'ARl

III.

menti annui alla cassa (ragguagliati alle ritenute, nou reali ma medie) e sulle probabilità di vita del pensionando, cioè sulla sua età., Il min istro delle finanze riassunte in forma di legge le conclusioni della commissione, ne presentava lo schema alla Camera de{ deputati il 25 marzo 1882 . Non essendo stato discusso in causa della chiusura della XIV legislazione, fu di nuovo presentato nella seduta del. 26 novembre. · Giova rap idamente riassumere le disposizioni pricipali del progetto chiarendo la ragione di alcune. « La cassa delle pensioni civili e militari, creata colla legge 7' aprile '188 1, è costituita in corpo morale con facoltà di acqurstare e· possedere. Il suo patdmon io è costituito: a) Dalla rendita di lire 27,,153,240 suJ Gran Libro con decorrenza dal ,1 gennaio ,1882, assegnata dalla legge 7 aprile '1881; b) Dalle ritenute sugli stipendi e sulle pensioni degli impiegati; e) Del concorso dello Stato; a; Del fondo generale di riserva e da qualsiasi altro provento. « Le pensioni al pagamento delle quali deve provvedere la cassa sono di tre categorie: A) Pensioni da inscriversi a favore dei militari e degli impiegati en trati in servizio dopo l'attuazione della nuova legge; ed a queste provvede coll e ritenute sugli stipendi e col concorso dello Stato e, per chi non è soggetto a ritenute, col fondo di riserva e col con- · corso dello Stato; . B) Pensioni, inscritte nel 188 1 e dal 1 gennaio 1882 in poi, a favore dei mi li tari e degli impiegati civili esistenti in servizio prima dell'attuazione della nuo.-a. legge; ed a queste provvede co ll e ritenute sugli stipendi e sulle pensioni, e col concorso dello Stato, osoltanto con questo e colle ritenute sulle pensioni, quando non vi siano ritenute sugli stipendi; ' C) Pensioni già liquidate al 1° gennaio ,1881; ed a queste sarà provveduto colla rendita assegnata sul gran libro del debito pubblico e coi capiLai i ricavali dalla graduale alienazione dei ti Loli della rendi la stessa. Tutte le altre disposioni del progetto si riferiscono alle pensi~ni della categoria A, restando in vigore per quelle deUa categoria B tutte le leggi esistenti, a meno di opzione da parte degli impiegali per la nuova legge, sott.o le condizioni che saranno poi specifi1

Il nuovo progetto di leg·ge sulle pensioni.

. L'art. 1·I della legge 7 aprile 188:J , che istituiva la cassa delle pensioni cil)ili e m,ilitari a ca-rico dello Stato, imponeva al Governo il seguente obbligo; ' « Entro il corrente anno sarà presentato al Parlamento un di« segno di legge intorno alla riforma del sistema \'igente sulle· « pensioni, alla misura delle ritenute sugli stipendi e sulle pen« sioni degli impiegati, e alla quota di concorso a carico del bi« lancio dello Stato per la dotazione defini~iva e permanente della ,« cassa inslituita colla presente legge ». ;Per cli:impegm~rs~ne, il ministro delle finanze nominò poco dopo un apposita comm1ss1one per lo studio del richiesto diseano di Ieaae· C,I;)' alla quale però, è degno d'essere notato, non appartenne nessun delegato del ministero della guerra (·I) nè della marina. Eppure non è ignorato da alcuno quanta speciale importanza organica abbiano per l'esercito e per l'armata le disposizioni, che regolano le pensioni di ritiro dal servizio; e come, tanto per numero di pensionati, che per ammontare c0mplessivo degli assegni, le pensioni militari siano finanziariamente di pari importanza delle civili. La commissione, scartata ogni modificazione del sistema attuale di pensioni, si accinse ad una riforma radicale; e, dopo aver tentato il sistema dei conti correnti individuali, si arrestò al sistema d_i cumulazione tontinaria del .capitale, e ad un sistema di liquidaz10ne delle pensioni dettato da considerazioni puramente contabili; basò cioè la pensione sul capitale accumulato in seguito ai versa1

1

~

(l) La commissione era composta di diversi sonatori e deputati, e fra questi ultimi era anche l'allora colonnello commissario cav. Sani, stato scelto dal min istro delle finanze in riguardo dei suoi meriti peuonali, ma non delegato dal ministro della guerra a rappresentare gli alti interessi mili lari.

1

1

1


~524

LE PENS IONI CIVILI E MILITARI

cate. Il progeuo separa perfettamente i fondi per la costit~zione d'. pensioni alle famiglie degli impiegati, da quelli per pens10ne agli impiegati stessi; del che mi varrò per non considerare qui che le pensioni per gli impiegati. Le ritenute sugli stipendi come già, le antiche stabilite colla legge 1864, e le attuali regolate dalla legge 7 luglio 1876, sono commi.surate, qualunque sia la posizione dell'ufficiale od impiegato, allo .stipendio effettivamente ri scosso, e variano scalarmente per ogni,1000 lire dello stipendio stesso . Riferendole allo stipendio complessivo, il valore percentuale delle ritenute risulta dal seguente ~pecchietto: R'1tenut a per

Stipendio

()

-

Lire

proposta

7 luglio 1876

18 dicembre 1864

·1000

1,5

,1;2

2

2000

Q·

,.

1,6

2 ,4

3000

2,5

2,06

2,9

4000

3

2, 55

3,.&.

5000

3,5

3,0.&.

3,9

6000

4

3,53

,i,4

7000

4,~

3,83

4.,9

8000

4,93

4,15

5,4.

9000

5,33

4,35

5,9

5,,·70

4,52·

6,4

6,0 ,i

4,66

6,9

6,37

4,76

'.1,,i

10000

I,

1•1000 12000 I

Durante il primo anno di servizio le ritenutesaran~o doppie delle . -ordinarie. È falta facoltà all'impiegato di so ttoporsi a maggiori ritenute volontarie sullo stipendio, che la cassa ammi nistra e restituisce so tto , forma di aumento della pensione normale. Le ritenute sulle pensioni sono stabilite nel la l'agione dell'4 p. ¼ . dalle rno,1alle 2000 lire; del 2~/o dalle 200 ·1 alle 3000; e del 3°/o su ogni somma ecceden te le 3000 lite. Le somme inferiori a 1000 • lire sono esenLi da ril~nuta. 1

Il concorso annuo dello Stato all e pension i dei mil itari e degli , impiegati, retribuiti con stipendi od aggi soggeui a ritenuta, con· · sterà:

complessivaI ' / secondo la legge 0

. 525

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

·1° Di una somma eguale al doppio dello ammontare di tutte le ritenute sugli stipendi e sulle pensioni (compresa la r ilenata straordinaria durante il primo anno di serv izio); 2° Di una somma eguale al terzo degli stipendi inferiori a 7000 lire, assegnati ai mili tari ed agli impiegati civili entrati in servizio nel corso dell'anno, e degli aggi che loro potranno spettare. Lo Stato corrisponderà ino ltre ogni anno una somma eguale al • capitale necessario al pagamento delle pensioni, che saranno assegnale ad indi vidui non sogg~tti a ritenuta. Il diritto a pensione secondo il nuovo progetto è assolu to dopo 20 anni di servizio , e può anche essere au torizzato dopo 15 . dietro · domanda dell'impiegato o del mi li tare. Il Governo, oltre al reciproco diritto di collocare a riposo dopo .20 anni di servizio, si riserva quello di dispensare in qualunque tempo dal servizio (si deve intendere revocare dall'·inipiego) , sa lvo l'osservanza delle leggi sullo stato degli ufficiali e degli impiegati; la qual disposizione, nna vol ta che esistesse una legge sull o stato , degli impiègati, come ne esiste una su quello degl i ufficiali, è qui per lo meno superflu a. Il triplo delle ritenute obbligatorie su tutti gli stipendi (due parli . a carico dello Stato ed una dell'impiegato), indi stintamente computate, può essere ragguagliato rnediamente all'8 p. ¼ di ciascuno • stipendio inferiore alle 7000 lire : le maggiori r itenute ed il rn ag1

AN NO AX\'fJ , '"'Ot

lV ,

3:;


526

LE PENSIONI CIVILI E MILITAlU

gior concorso dello Stato durante il ,1° anno di ser~izio, ~ lo st~·aor~ · dinario contributo dello Stato (pari al terzo del primo st1pend10 dr ogni impiegato) cumulati e suddivisi fra i superstiti al . momento della liquidazione della pensione, è stato calc:ola lo fo rmmo un capitale corrispondente a quello, che sarebbe for~alo dal ver:amento di un'annualità pari al 4 percento sullo stipendio. Pertanto 11nuovo diseano di leaae stab ilisce, che la liquidazione normale dell a pen· ·sione si facc ia dalla cassa in base al capitale, che ~i sarebbe formato se i versamenti effeuivi fossero stati pari ad un'annu:clità del 12 p. 0 / 0 sul primo stipendio, e dell'8 p. °/o su ogni aumento successivo. Queste annualità, o cont:rib1~ti alla cassa , sono rispettivamente r idotte al 1O e al 6 p. ¼, nei casi di impiegati che a.bbiano almeno 15 anni, ma non ancora 20 di servizio, e che' ouengano l'autorizzazione di essere collocali a riposo; e nel caso di impiegati che per determinate· cause vengano revocati dall'impiego, quando abbiano più di 20 anni di servizio: sono ridotte all'8 ~ al 4 P· ~/o~ nel ca,50 di impiegati revocati con più di 4O e meno d1 20 anm d1 servizio. ln oani caso però quando lo stipendio supera le 7000 lire, per la parte e~cedente questa somma si computano le sole ritenute obbliaatorie ' le quali ra,wiunaono o superano sempre 1'8 p. 0 /0- • I 6 n u., ,-, (È qui da osservarsi che quando la cassa compu~ soltan~o 1. . , soltanto il 4 p. °lo, si appropria una parte delle ,1Lenute mdm0 duali suali aumenti superanti le lire 5000, o .le lire 3000). Ac,ii i~piecrati licenziati prima dei .,JOanni e dopo 5 di servizio, si resti~uiscono le ritenute fa tte al loro stipendio e gli interessi di esse. "

/

<')<')

LErnnn~,a.'ifarelativetanLo al primo ~tipendi?,~~e duraq1i~mto l'ir&· tera servizio, quanto ad ognuno cle1 success1v1 aumenti , che han.no tùtti clivrate difl'erenti e sempre più piccole, cumulate coi loro interessi composti, formano all'epoca della liquidazione della pensione un capitale tanto più grande, quanto maggiore è !'entilà e il numero delie diverse quote annuali ; e quel capitale deve a smi volta es~ere estinto in tante raLe annuali da darsi all'ex impiegato finchè v1v~. Determinato perciò in base agli anni di servizio ed ,~i di.vers_i sti~. pendi, il capitale accumulato alla cassa a favore dell 1mp1egato, si

A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

computa in base alle probabilità di vita, qual valore ha, al momento dell'andata in pensione, l'annualità vitalizia di una lira pagabile all'impiegato stesso; il capitale accumulato, diviso pel valore del vitalizio di una lira, indica quante lire, cioè qual pensione, si può dare all'impiegato. Le probabilità di vita, epperciò il valore attuale del vitalizio, sono differenti a seconda delretà al momento dell'andata in pensione: ecco il motivo pel quale nella determinazione della pensione, secondo il nuovo progetto, entra l'età dell'impiegato. Il risultato della divisione del capitale accumulato durante un . determinato servizio, in base ad un versamento annuo fisso, p. e: di '10 lire, per il valore del vitalizio all'età dell'andata in pensione, può essere anticipaLamente calcolato per ogni caso, e consegnato in apposite tavole. Annesso al progetto vi è appunto una tavola, latavola A, che conLiene i coefficienti di pensione vitali.z1:a, necessari per un più sollecito computo della pensione che può spettare. Questi coef(ìcienti dànno il valore della pensione. che, all'interesse del 5 per cento, corrisponderebbe ad uno stipendio od aumento di 1000 lire, e ad un contributo dell'1 per cento; ciò che equivale a ,dire, che dànno l'aliquota d'i pensione che corrisponde ad un'annualità di 10 lire. Gli esempi, che verranno portati in seguito, chiariranno il modo di computo della pensione, la quale risulta sempre diversa, anche a parità di durata del servizio e di grado finale, da un indi- J viduo all'altro, secondo le vicende della carriera. '11' Il nuovo progetto contiene poi una serie di disposizioni speciali, e di disposizioni tmnsitorie, delle quaH ci occuperemo in seguito. Fra le disposizioni speciali ha però grande importanza, e deve essere subito segnalata, quella dell'art. 36. secondo la quale, per gli effetti della pensione, quando si passi a stipendio soggetto a ritenuta da una posizione con stipendio senza ritenute, « il primo stipendio « soggetto a ritenuta, sarà considerato come goduto fin dall'entrata in servizio ». Questa disposizione, risguarda in modo particolare gli ufficiali provenienti dalla truppa, e gli impiegati che hanno prestato servizio militare. Avendo ora riassunto e in parte chiarita la parte più sostanziale del puovo progetto, possiamo addentrarci nel suo esame, il quale rivela a mio giudizio diversi difetti, alcuni dei quali assai gravi.


A PROP-OSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE

"5'.2.8

LE PENSIONI CIVILI E MILITAlU

Volendoli fin d'ora accennare, mi· pare poterli compendiare nei seguenti: 1° Il modo adottato per la liquidazione della pensione fa dipendere il valore di questa quasi totalmente dal primo stipendio percepito dall'impiegato, stipendio che non ha relazione coi servizi che egli ha potuto prestare in seguito allo Stato; e rende il valore della pensione indipendente dagli stipendi finali, che sono i più adatti a dar la vera misura dell'entità dei servizi prestati dal pensionando; 2° Da tal modo di liquidazione consegue una legge di variazione della pensione in funzione degli anni di servizio, la quale contraria la eliminazione degli inabili e ritarda quella dei vecchi, con grave danno dell'amministrazione. Questa legge di vari~zione è in particolar modo disadatta a soddisfare gli speciali bisogni delle istituzioni militari; 3° Lo stesso metodo di liquidazione, unitamente al diritto assoluto del Governo di collocare a riposo dopo 20 anni di servizio gli impiegati dello Stato (diritto di cui potrà valersi senza incontrare, come ora, ostacolo di bilanci) costituisce una grave minaccia all'indipendenza di carattere degli impiegati, completamente esposti all'arbitrio ministeriale, quando ancora la pensione che può loro spettare è del tutto insufficiente ai bisogni della vita; costituisce inoltre un pericolo politico, pel rilevante numero di funzionari che potranno essere congedati dal servizio ad ogni. cambiamento di parti Lo al Governo; 4° Il sistema adottato rompe bruscamente la continuità fra il passato e l'avvenire; separa i vecchi dai nuovi impiegati, senza offrire un modo equo e pratico cli passaggio da un sistema all'altro. 5° I calcoli della legge ed i coefficienti di pensione non si basano sopra giusti apprezzamenti e sopra dati di attendibile esattezza; possono anzi gli uni e gli altri fondatamente ritenersi errati. Pertanto o la cassa non potrà dare agli impiegati le pensioni, che in , progetto ora si promettono, o se le darà, cadrà necessariamente e molto prestamente in deficit. Il nuovo progetto ha inoltre il grave difetto, di non tenere alcun conto delle essenziali differenze di servizio e di vita fra lo stato

529

militare e quello dell'impiegato civile, e di mancare perciò di quei temperamenti che dovrebbero risarcire l'ufficiale per la poca perduranza che può avere nel servizio, e pel logoram~nto della salute e l'accorciamento della vita, che gli strapazzi ed i disagi della vita militare producono.

(Continua) Ing. L. CONTI- VECCHI Capitano di Stato maggiore.

•


lll V!STA ESTERA

RIVISTA ESTERA

IL SISTEMA AMMINISTRATIVO DI GUARNIGIONE IN GERMANIA

Nell'organismo amministrativo militare della Germania v'ha un congegno speciale cui è commesso di provvedere ai bisogni delle truppe nelle guarnigioni, congegno, che, per semplicità, per precisione, per l'unità d'indirizzo, per il reale benessere di cui è fecondo, merita di essere conosciuto. Sotto la denominazione bisogni di giiarwigione si . comprende quaI,1t~ può avere attinenza all'alloggio, letto, bucato, riscaldamento, all'illuminazione, ciò che da noi dà luogo a vari servizi indipendenti uno dall'altro. - Le caserme infatti ed altri edifizi militari sono amministrati dall'arma del genio; agli effetti di casermaggio, a quelli letterecci, al bucato dei medesimi ed alla paglia provvede un'impresa che emana dall'intendenza; .al riscaldamento, all'illuminazione, al bucato del corredo della truppa, agli attrezzi di pulizia sopperiscono i corpi colle rispettive masse generali uomini. Questo intendere per differenti vie, con agenti e mezzi differenti , ad unica meta, quest'autonomia fra i vari rami d'uno stesso servizio, se non è sempre fonte di malintesi, di attriti e ta lvolta di malversazioni, è per · lo meno causa di lungaggini, di complicazioni amministrative, le quali non sono le p;ù acconcie per soddisfare alle molteplici esigenze militari, che il più delle volte rivestono per giunta un carattere d'imprescindibile urgenza. Il sistema germanico pertanto, che classifica tutte codeste attribuzioni in una sola categoria e le subordina ad una speciale ,nHorità, si palesa più di ogni altro razionale e consono . ai principii del vero b_enessere del soldato.

531

L'autorità in cui s'impernia un servizio di proporzioni così vaste prende nome di amministrazione cli guarnigione (Ga,rnison-Ve1·w<iltung) subordinata all'intendenza del corpo d'armata: È suo cùrnpito la conservazione, la pulizia in tema e l' impiego regolamentare cli tutti gli edifizi militari della guarnigione; di flrovvedere le truppe d'alloggio, letti, illuminazione, fuoco, e del combustibile necessario per i forni. Egli è soltanto col passare in rassegna i numerosi stabilimenti e locali militari arnmi,uistrati dall'istituzione cli cui ci oceupiamo che ci riuscirà ad acquistare dell a sua importanza una di.stinta conoscenza. Caserme, scuderie, fucine, corpi di guardia, prigioni, case d'arresto, -depositi cli materiali della landwher, laboratori, magazzini cli vestiario, . alloggi di sèrvizio assegnati a taluni ufficiali ed impiegati militari, . casine d'ufficiali , cavallerizze, piazze d'armi, chiese di guamigione e cimiteri, formano la vasta zona in cui si aggirano le sue complesse funzioni. Così fatta istituzione che per i quindici corpi d'armala e per la guardia, non con:ipresa la Baviera, grava sulle finanze dello Stato con una spesa · su per giù di oltre 'I 7 milioni di lire, ripartila fra il trattamento del personale, la conservazione degli edifizi e le spese di amministrazione, le grosse , riparazioni e le costruzioni nuove, fra la mannurnzione del terreno d'esercizi e le spese cli manovre, richiama a buon diritto sopra di sè l'attenzione degli studiosi. I mililari dell'esercito 11ttivo che pÙ i loro servizi acquistarono il diritto ad un impiego, possono aspirare a formar parte elci personale dell'11mministrazione di guarnigione. I candidati dopo un esperimento cli sei mesi vengono sottoposti ad un esame che adclimostra la loro attitudine professionale e li classifica nel quadro di merito. La nomina definitiva è poi preceduta da un tirocinio più o meno lnngo in una amministrazione di guarnigione, o in una commi ssione di ospedale. È questa la via tracciata per il reclutamento normale che si applica ai gradi inferiori; per qùelli elevati poi v'ha un reclntainento . speciale, in v.irtù del quale alcuni ufficiali e contabili, forse resisi inetti per salute o per all.ro motivo al servizio militare, possono diventare impiegati nell'amministrazione di guarnigione. I diettori, gli ispettori superiori, gli ispettori di amministrazione, quelli delle caserme, ne costituiscono la gerarchia discedentale, e tutto · il personale viene classificato nella categoria degli impiegati civili dell'amministrazione militare. Per tutt.o l'eserci to tedesco, esclusa la Baviera, la cifra cli questo .. personale si limita a 386 impiegati, i quali però dispongono di agenti


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inferiori denominati sorveglianti o guàrdiani di caserme e di prigioni, . scelti fra i mezzi invalidi , od invalidi, considerati come servitori a . sala rio mensile. Eglino possono essere licenziati solo con un preavviso cli sei ~ettimane. Lo stipendio degli impiegàti è graduato: per i direttori, fra le 3750 e le 4500 lire: per gl'ispettori superiori, fra le 3000 e le 3750; per gl'ispettori, fra le 2437,50 ele 3000; per gl'ispettori di caserma, fra le · 4968, 75 e le 2,i.31,50 lire. · L'uniforme è simile a queJJa degli impiegati civili dell'amministrazione militare. L'unica differenza consiste nel colore deJJe spalline, che è · turchino chiaro per queJJi di cui qui ci occupiamo . Due, una o nessuna rosetta sul corpo delle spalline sono i distintivi dei gradi in questa speciale gerarchia. Gl'impiegati dell'amministrazione di guarn igione devono prestare una cauzione proporzionata allo stipendio. Ove questo raggiunga od ecceda · le 3375 lire, la cauzione è cli ·1 ·1,250 lire; di due annate di stipendio, se questo è inferiore alle 3375 lire, e di una ;sola annata per gli ispettori del le caserme. Lo stipendio viene corrisposto mensil mente ed anticipato: la pensione è regolata sulle condizioni di quella degli impiegati civili: all'atto della nomina, come tutti gli impiegati dello Stato, prestano giuramento: dipendono direttam ente dall'intendenza del corpo d'armala, ed in caso di guerra o di assedio sono altresì soggetti ai · comandi di presidio. Il personale d'impiegati da noi descritto, per l'esiguità dei suoi quadri, non può funz ionare che nelle grandi piazze e fortezze, ed in ciasquna esso costituisce un'amministrazione di guarnigione così detta reale. Nelle piccole località e nei semplici distaccamenti, il còmpito dell'istituzione è affidato alla municipalità, che, a mezzo di suoi membri delegati, esercita il servizio gratuitamente e senza alcuna indennità per le spese d'ufficio, sotto la denominazione di amministrazione di guarnigione mttnicipale, la quale, malgrado come la reale abbia per autorità snprema il ministero della guerra, e per autorità diretta l'inteudeuza del corpo d'armata a cui debbonsi indirizzare i ricorsi, tuttavia può anche rivolgersi ai rispettivi agenti. Tranne il caso di guerra o di assèdio, nè l'uua nè l'altra di tali amministrazioni sono direttamente subordinate al comando locale, ma · per esse sta però l'obbligo di accogliere le richieste delle autorità militari a seconda dei regolamenti generali, e delle istruzioni partico- · Jari dei toro superiori.

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Nel caso cli dubbio, provocano una soluzione dall' intendenza: rifiutano per iscritto le domande delle truppe a cui non possono far ragione in linea di regolamento: a queste poi è fatt.a facol tà di deferire la questione din:inzi all'intendenza , mettendo il rifiuto scritto a sostegno dei loro reclami. Il comandante locale interviene per tutto ciò che concerne la capacità e il modo di utilizzare gli edifizi ; ha per missione di far prevalere l'interesse militare che vi ha attinenza e vigila alla conservazione di tutti gli stabilimenti militari della sua circoscrizione. Il comandante di un corpo intero di truppa o di una frazione che si amministra separatamente, domanda direttamente al l'amministrazione di guarnigione gl i alloggi necessari; per un pic: olo distaccamento invece la richiesta vien fatta per mezzo del capo della guarnigione. La consegna delle caserme e del materiale viene eseguita in presenza del capo della truppa o di un suo delegato e del Kasernenvorsteher ('1 ),; dei corpi di guardia e delle prigioni si fa al maggiore di piazza. E vietato, senza autorizzazione ministeriale, qualunque cambiamento nei' locali, come pure di farne qualsiasi impiego arbitrario, e perchè intorno a ciò non abbia luogo alcun dnbbio, le autoritit possiedono non solo gli stati descrittivi dei locali e gli inventari, ma inoltre i piani particolareggiati, e tutti questi documenti sono tenuti costantemente al corrente. E quasi che cotali mezzi fossero ancora insufficienti per impedire gli abusi, la responsabilità del capo delle truppe e del Kasernenroorsteher viene più direttamente impegnata dall'obbligo di spedire· ogni mese uno stato di occupazione dei locali, firmato da essi ed appoggiato ad una situazione dell'effettivo particolareggiato per grado. In massima , una caserma deve essere occupata da un corpo o frazione costi tuita, come un ballaglione di fanteria, o un reggimento cli cavalleria; le compagnie o squadroni debbono rimanere distintamente · separati. La riconsegna per parte delle truppe ha luogo con le medesime

(I ) Superiore di caserma. È un umciale scelto, per esperienza, frn le truppe accaserma te: egli deve abitare in caserma, distribuire per m.e·a o dei furieri quanto •'a mministrazione è incaricata di sommini~ trare alle compagnie, agli ufficiali, ecc.; osserva che cia5.>uu occ upante abbia i locali cbo gli sono dovuti, il in fin o i n ogni questione J'interroed iario fra le tru ppe e l'am minist,·azione ili guarnigione. Il ruriere è scelto dal capitano senza riguardo d'anzianità fra gl i Unter Offi&iere del la sua compagnia ed è · incarica to di tutti i particola ri degli alloggi. S'indirizza anche all'ispettore delle caserme o al Ka,sernenvorsteher, rifere ndo, bene Inteso, i c~si importa nti al comandante · di com pagnia.


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formal ità accennnto per il ricevimento . Se per qunlche motivo le truppe primn della loro partenza Lrascurano di scegliere dal loro seno i commissari incaricati della consegna, il comandante del la guarnigione, in seguilo n domanda dell'amministrazione di guarnigione, designa i commissari miliiari . O,•e in città non sia rimasta alcuna rappresenlanza militare, l'amministrazione di guarn igione richiede l'autorilù civile locale di nominare club mandatari per tutelare gl'interessi del corpo di truppa .e difendere i suoi diritti durante l'operazione della ripresa degli alloggiamenti . Il corpo cli truppa per sua parte è obbligalo ar! accettnre gli nòdebiti fotti gli dai commissari o mandata ri, o cli assumere a suo carico la spesa risullant~ da tal genere di operazione. I.'amministrazione cli guarnigione provvede le trnppc degli attrezzi necessari per la pulizia, sostituendoli quando occorra, e lo truppe poi curano la couserYazione e la nettezza interna delle camere, scale, Yestibol i, magazzini, ecc. I pavimenti sono lavati almeno una volta l'anno, i corpi di guardia cd i loro lelli eia campo si ripuliscono completamente al principio cd al fine dell'inverno. Lo degradazioni volontnrie dogli utensili non solo sono punite in via disciplinare, ma, o,·e l'autore sia fornito di mezzi, è obbligalo a sosti tuire l'oggetto od a pagarlo. Colai mozzo è appl icabi le tanto ai deterioramenti o rollure del materia le di caserma, quanlo ai furti -che potessero verificarsi . Che ~e questi vengono a scoprirsi soltanto all'atto della riconsegna e s'ignora a chi debbasene attribuire la responsabilità, essa pesa sul capo di corpo che ha firmato i documenti di ricevuta . La spazzatura dei camini, delle corti, il rimuo,ere le immondizie, il nettare le prigioni mili tari , l'i mbianc;,re i muri interni, rinsan icare e disinfettare le scuderie, sono ailrcttante attribuzioni che vengono disimpegnate dall'amministrazione cli guarnigione, la quale si occupa inoltre di tutte le riparazioni degli cd ifizii . Con i propri fondi essa sopperisce dirottamente a quelle riparazioni . che si riferiscono a semplice manutenzione, e laddove queste por 1n loro impol'lanza richiedano lavori e somme più considerevoli, ne rende mani festa la necessità nll'epoca dell'ispezione annuale, o l'intendenza del corpo d'armata decide in primo grado nei limiti dei crediti assegnati a questa destin11zione. Per le nnove costruzioni poi, l'amministrazione di guarnigione di ven ta l'organo del ministero della guerra per trasmettergl i il progetto dell'architetto incaricato del lavoro;

anzitutto però essa verifica il conto preventivo, consulta le parti interessate, truppe o stabilimenti, o richiede l'approvazione del comandante generale. Il ministero dà il progetto ad esaminal'e alla direzione delle costruzioni che risiede presso il ministero di commercio e lavori pubblici, e quando sia adottato ed i lavori autorizzati , l' intendenza ne sorveglia l'esecuzione e ne paga le speso. I consiglieri di costruzione o gl'ispettori di fortezza li controllano poi dal Jato tecnico. Affinchè l'amministrazione militare pos5a partire da criteri certi onde approvare le spese di manutenzione, devesi ad essa spedire alcuni stati indicanti il prezzo corrente e l'imporlo delle spese di costruzione di ciascun edifi zio militare. Siffau.i stati vengono tenuti al la giornata per mezzo d'informazioni annua li intorno alle modificazioni sopraggiunte d'un mrno all'altro, e cosi può determinarsi la somma ,necessaria al fondo di manutem ione delle costruzioni, cd annual mente per alimentare t~l fondo può accordarsi un tanto per cento delle spese fotte per questo titolo, cosi: Per la manutenzione delle caserme la parte è calcolata in ragione <li ,1 per 0/0: Per gli ospedali 3/ 4 per O/o; Per le scuderie 1 1/4 per O/o; 'Per olloggi di servizio, cavallerizze, o magozzi.o.i e laborntori 3/ 4 per 0/0; Per corpi di guardia e prigioni 1 per 0/0; In ordine agli alloggi di servizio, resta ferma la massima che l'urficiale o l'impiegato u·scendo devo lascia re i locali iu buono stato e suscettibili di essere immediatamente obitati dal suo successore: le mobilie somministrate dallo Stato, rruando sieno dichiarate fuori di servizio, per il Junogo uso, vengono sosti_tui te a cura dello Stato stesso. Da qnanto sinora venimmo esponendo si possiedono ornrni bastevoli dati di fallo per concludere che la gestione materiale, affidata ad ogni amministrazione di guarnigioue, riveste un carattere complesso ed importante, che dà luogo a spese numerose e qualche volta elevai.e, c•che quindi per far loro fronte si rende manifesta la necessità cli una cassa . Questa, ove l'amministrazione sia reale, è costituita: 1. Da un fondo cli movimento, la cui cifra dipende dall'importanza del servizio;


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2. Da certi incassi accessori ed eveotuali, quali sono i dopos1t di cauziono degli imprenditori o fornitori, il prodotto della vendita di materiali fuori di servizio, ecc. Le regole adottate per l'amministrazione militare presiedono altrasì alla gestione amministrativa di questa cassa, così là dovo esistono due o più impiegati, il capo di servizio viene considerato come gerente principale, o l'impiegato che segue in gr:ido od anziani tà adempie alle funz ioni di controllore. Ognuno di essi possiede una chiave della cassa: tuLte le operazioni mater:ali sono eseguite di comune accordo ed i documenti contabili firmati da entrambi, ed eglino sono in solido responsabili senza pregiudizio di quella speciale responsabilità inerente allo loro rispettive funzioni. La verifica della cassa rea to che trovasi ove ha sede l'intendenza, sì compie da un impiegato d' intendenza, altrimenti dai comandi local i designati dal comandante del corpo d'armata dietro richiesta dell'intendenza. Dalla natura stessa delle obbligazioni dell'amministrazione reale emana per essa l'obbligo di render conto dei denari e delle materie,. ed a tal uopo essa tiene abitualmente registri che possono dividersi in tre gruppi principali, i giornali, cioè, i grandi libri, ed i libri ausiliari. Quelli sono tenuti dal capo di servizio, questi dal controllore, e tutti gli altri dall'impiegato incaricato del servizio al quale è addetto. Non cosi avviene per le amministrazioni di guarnigione municipali, le quali, non essendo soggette a cauzioni, nò potendosi costringere i magistrati municipali a fornirne, non ricevono anticipazioni dallo Stato. La cassa comunale provvedo coi propri fondi alle spese del servizio, s:ilvo però il caso di ricevere acconti qnaudo si rendano insufficienti le proprie risorse. Si limita ad esibire conti trimestrali di lavori, la cui spesa verifica e giustifica l'Intendem:a. I conti annuali dell'amministrazione di guarnigione reale vengono verifi cati in primo grado dall'intendenza del corpo d'armata, quindi trasmessi da essa alla Camera superiore dei conti, la quale verifica in secondo grado e rilascia la quietanza. I conti invece trimestrali dell'amministrazione di guarnigiontl municipale sono trasmessi alle casse principali di reggenza incaricate del rimborso, le quali alla lor volta li inoltrano alla cassa militare generale per essere sottoposti, insieme al suo conto annuale, all'esame·

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del ministro della guerra, donde passano alla camera superiore dei conti. Come ogni alLro servizio dipendcnLo dall'amm inistrazione militare, anche I' amministrazione di guarnigione è soggetta ad un' ispezione annuale che, possibilmente, ha luogo al principio dell'anno a cura del con~igliere o dell'assessore dell'intendenza da cui dipende l'omministrazione di guarnigione. Nella rivista degli edifizi è accompagnato dall'architetto. Tutti i particolari cd i risultati dell'operazione sono registrati in un processo verbale cli cui non sì comunica al ministero che gli estratti dei punti più ìmporLanti. Gli oggettivi culminanti pertanto delle atLribuzioni affidate all'amministrazione di guarnigione si riscontrano, come ognuno vede, nel provvedere all'acquartieramento delle truppe, alla consegna ed alla ripresa dei locali e del materiale. Il T<asernenvorstehei· (superiore di caserma), coadiuvato dai furieri nei ricevimenti e nelle distribuzioni, è in Lutto quesLo servizio il rappresentante naturale degli interessi della truppa. Compiuta la consegna, il più anziano o più elevato in grado di ogni camerata risponde dirottamente al capitano del materiale assegn;1.to alla compagnia od alla camerata. In massima e soldati ed ufficiali, sino al grado di capitano inclusivo, debbono essere alloggiati in cnserma: fanno però eccezione 2,~ sott'ufnciali e soldati ammogliati per ogni battaglione di fanteri a o reggimento di cavalleria, e 6 per ogni batteria d'artiglieria, ai quali è fotta facoltà (o talvolta obbligo, non essendo ammesse nei quartieri più dì tre fami glie per ciascuna compagnia) di abitare in città conservnrnlo l'indennità d'alloggio. Gli ufficiali vengono altresì naturalmente a trovarsi in cosiffatte condizioni ogni qualvolta le caserme non offrono locali che si prestino per il loro alloggio, come pure la qualità cli ammogliati li dispensa completamente dall'abitazione di servizio. Riserbandoci di discorrere in se~uito dell'indennità in contanti fissata per alloggio, arrestiamoci per po~o su lle competenze in natura cui ciascun grado ba diritto. Due Clljlere, un gabinetto, una camera per il domestico ed una cucina formano ln competenza del capitano; una camera ed un gabinetto quella del tenente. Ai sergenti maggiori spetta uno camera, tutti gli altri sott' ufficiali, non escluso il porta spada, possono esser riuniti due a due. L'ispettore ed il guardiano di caserma, l'uno ha diritto a due camere, due ga-


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binetti ed una cucina, l'altro ad una camera, un gabinetto ed un. foco lare , .r m.aga~ziui reggimentali non solo si compongono dei locali, ma eziand10 d1 tutte. quelle opere molteplici e varie destinate a tenere in ses~o e ben c.onservato il materiale. Ove i locali si prevede abl)iano a nmanere disoccupati olt.re le quattro settimane, l'amministrazione di guarnigione ne riceve la consegna in attesa di ulteriore occupazione. Per ciò che concerne gli alloggi di servizio, .altri sono ammobialiati r iscaldati ed illuminati, altri sono privi di mobili, e secondo casi, comportano o. meno la competenza legna e d'illuminazione. Apparteng?no alla pr~ma cate~oria quelli assogna~i al ministro dèlla guerra,. a1 comandanti generali, ecc. , alla seconda quelli dei direttori ed ispettori dell'amministrazione di guarnigione, dogl'ispettori e contnbili dei depositi di rimonta, dei sorveglianti i condannati ai lavori forzati quelli inoltre del capo di stato maggiore generale dell'armata, del governatore di Berlino e di Casse], nonchè dei comandanti di parecchie altre città. ~ebbene non si~ un diritto riconosciuto ed invariabile, possono pero, quando le c1rcostanzo lo consentano, partecipare al beneficio dell'alloggio di servizio anche i comandanti di divisione, ol'intendenti militari con i loro giovani d'ufficio, gli ufficiali del 0aeni~ addetti ai direttori delle costruzioni, ecc. · La consegna dell'alloggio di servizio viene eseguita da un commissario per mezzo di uno stato descrittivo dei locali ed effetti firmato da1l'occupaute, ed in modo analogo si procede per la ricons;"na. Presentonclosi il caso di ripar~zioni che il commissario POf in gr.ado di decidere se debbano imputarsi allo Stato o all'utente cali provoca l'intervento di un impiegato delle costruzioni al qua,J{spe~a la decisione. In Prussia è d\ritto costituito dello Stato di usufruire temporaneamente o permanentemente della proprietà privata, mediante .indennità proporzionata a~ danni .causat~ ed al valore del. fondo occupato, onde provvedere agli alloggrnmentt delle truppe accantonate od in guarnigione. Dal capo .dello s.tato emana un decreto di espropriazione ogni qualvolta, trattandosi di creare campi di manovra' o di tiro, o di au~ en.1are. gli esistenti, il proprietario del terreno a tal uopo necessario · S1 nfiut1 ad una cessione amichevole. Per tal modo, sebbene sia espressa la riserva di limitare i danni ai guasti inevitabili, si rendono,

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tuttavia possibili anche nei terreni colt.ivat.i lo grandi manovre cli ])rigata, di divisione e di corpo d'&rmata. Nell'acquisto o locazione dei terreni di esercizi si parte dal concetto · che per un battaglione di fanteria occorrono da 400 a 500 passi: di · spazio, 800 in lunghezza su 350 di larghezza ; per uno squadrone di cavalleria, e per mm batteria a cavallo, 500 di lunghezza so 300 di larghezza. Al le truppe che ugufruiscono del terreno di esercizi e di tiro corre l'obbligo della rnnnu tenziono gratuita; nondimeno l'amministrazione · di guarnigione è tenuta a fornire od a paga re l' importo degli utensili necessari ai lavori di sterro, ed . ove questi sinno importanti, alle truppe per esoguid i può essere corrisposta un'indennità in danaro. Non sono però i soli attn~zzi per lo sterro che l'amministrazione di guarnigione deve procurare ai militari accasermati: dove inoltre · mettere a loro disposizione i mobil i e gli uteu.si li a cui hanno diritto; deve farli riparare, o sostituirli quando resi inservibili, vale :i dire deve acquistarli, distribuirli e conservarli. Gli acquisri hanno luogo per cura dell'intendenza del corpo d'armata in seguito ad aggiudicazione al pubblico incanto o per contratto privato. Tutti gli oggetti sono ricevuti dal Kasernenroorsteher e dall'ispettorn di caserma , non però quelli in tela o in lana, poi cui ricevimen/,o si convoca una commissione com posta di un ufficiale superiore o capitano, del capo e di un altro impiegato, competente nella materia, doll'amrninist.razione di guarnigione che su cli sè assume il carico di · tali effetti. Tosto ricevuti, vengono questi controdistinti con le lettere K U (Koenigliches-Utensil, materiale reale) e colla dat.a del ricr.vimento: la data della distribuzione si :iggiunge al momento che si mettono in servizio. Queste due indicazioni d'ordinario si osservano sotto 1H forma segueute : 1 K U 1840

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Per maggior precauzione, ed anche per facilitare Je verifiche, gli ;isciugaman i e le lenzuola possono contrasegnarsi col numero della


5H :. settimana dal 1° aprile al 30 settembre, le' leuzuola si cambiano ogni mese in estate cd ogui sei settimane durante il rimanente dell 'anno. La biancheria di bucato, prima <li essere messa in distribuzione, è custod ita sotto chiave dall'ispettore di caserma: quella poi individuale viene lavata dagli uomini stessi o fatta lavare a loro spese. A Berlino la lavatura per J'intiera guarnigione si pratica da una : grnnde lavanderia centrale costituita nel 4869, la quale produrrà natun,lmente la so ppressione delle lavanderie cli caserma . Non sarà inutile di conoscere il meccanismo di questo grande sta. .bilimento: esso si compone di due parti principal i: del lavatoio e di un'ala destinata al l'alloggio degli impiegati ed alla custodia della biancheria lavata. Sopra il lavatoio v'hanno spaziosissime sale riscaldate con caloriferi e destinate nella stagione invernale all'asciugamento delle biancherie; in estate quest'operazione si compie sott.o tettoie. L'arrivo delle acque e lo scolo di quelle sudice è regolato con tutta · ta precisione cli un servizio perfetto: la lavatura, si fa a vapore; dopo lescivata, la biancherill è sottoposta all'azione di un torchio idraulico, quindi portata ad asciugare, o· in un locale annesso di disinfezione se occorresse tale operazione preliminare. Il servizio cli riscaldamento e di illuminazione nelle piazze impor, ··tanti viene eseguito dirett.amente dall'amministrazione di guarnigione: nelle altre l'intendenza può servirsi del sistema delle imprese. Gli acquisti vengono deliberati ad incauti valevoli per un anno; la , qualità dei combustibili presentati dall'offerente è sottoposta al l'esame di una co mmissione simile a quella che -riceve gli oggetti di casermaggio e letterecci. Ma per evitare conflitti giudiziari e lungaggini che potrebbero ridondare a danno del servizio, l'appaltatore, non assoggettandosi alla decisione di questa commissione, a termini del nuovo contratto sarebbe tenuto a so ttoporsi in ul tima istanza al giudizio di , una seconda commissione di tre periti borghesi designati dall'autorità municipale. I giorni e le ore delle distribuzioni sono regolati d'accordo tra l'amministrazione di guarnigione e le autorità interessate; così per le truppe . si va intesi col Kasernenvorstehe1·; per i corpi di guardia, col mag. giore cli pinza; per gli alloggi di servizio, con gli ufficiali od impiegati che J~ccupano. Gli ufficiali accasermati sono liberi di percepire la competenza legna o in razioni giornaliere o per tutto un mese iu una volta, o, se la preferiscono, in una indennità calcolata sul prezzo ,.,.cle,J mercato. La razione cli legna è composta. di poco più cli ,16 pezzi, ESTERA

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compagnia, <lolla c11mera o del letto cui sono assegnati. Da ultimo, le coperte da campo, distribuite per .le grandi manovre, devono altresì portare l'impronta del C'asermaggio del corpo a cui sono affidate. Un deposito denominato Utensiliendepot accoglie tutti gli effetti e utensili sostit~iti, dei quali, parte vengono riparati per essere rirnessr fo servizio, parte, quelli di ciò insuscettibili, in seguito a decisione dell'intendenza, sono riformati e venduti o adoperati per le riparazioni: il prodotto di tali vendite costituisce uno dei proventi della cassa dell'nmministrazione di guarnigione. Nelle atLfibuzioni della medesima non entra in massima la proVi'isla degli utensili di scuderia che i corpi .a cavallo sono tenuti a procurarsi col mezzo degli incassi provenienti dalla vendita dei loro concimi. Ma.ove cosilTatt.a operazi6ne riuscisse ··diffici le ai corpi, all'amministrazione di guarnigione corre il debito d'interessarsene coll'incassare i prodotti menzionati, e col provvedere i ·Corpi degli utensili di scuderia necessari . Come il servizio di alloggiamento, cosi forma parte delle attribu.zioni dell'amministrazione cli guarnigione la provvista dei letti. I letti in fer ro o tut.to il materiale leuereccio vengono acquistati dall'intendenza del corpo d'armata secondo i/ procedimento dianzi indicato e ripartiti nelle guarnigioni del proprio corpo sotto la sorveglianza e la gestione dell'amministrazione di guarnigione. A questa pertanto spetta di far praticare il bucato e le riparazioni alle lenzuola ed agli asciugamai;ii, il far confeziouare. è ribattere ~ materassi ed i traversini, e finalmente far riempire i materassi ed i pa,;liaricci. Tut.tavia in quest'ultima operazione è coadiuvata dalle stesse truppe alle quali ri mette la materia che preferiscono, paglia o fieno, ed esse poi pensano a riempire gli involucri di tela. Ogni uomo ha diritto, in un biennio, alla competenza massima di ~2 chilogrammi di fieno e di ,i.2 di paglia all'anno. Il letto si compone .di un traversino, di un pagliericcio e materasso, di un paio di lenzuola, di una coperta di lana in estate e due in inverno, e cticl.ue sopracoperte in tela a quadri bianchi e turchini. I soli sott'ufficiali ha uno il tra versino e materasso di cri ne; i sergenti maggiori ed i porta-spada, oltre il materasso, ricevono anche il pagl iericcio . Una volta le lettiere di legno erano munite di un cassettino ove il soldato riponeva i suoi oggetti, ora invece che sono di ferro , alla testa di ogni letto v'ha per tale uso un armadio in legno con chiave. Tutte le camere sono provviste di lavabo con brocche e c:itini per .ogni serie cli 1O uomini, dei quali ciascuno riceve un asciugatoio pe1· 1

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dei cruali no costitu iscono uno stero; trattandosi di legna forte, la razione viene dimiuuita di un terzo. La razione giornaliera del carbone di terra si calcola a 3 chilogrammi e 100 grammi. Dal 1° al 3•1 ottobre e da l 1° al 23 11prile ad ogni i\. ed 8 uomini si corrisponde una razione per riscaldare le camere; in novembre e marzo due razioui per lo stesso numero d'indiYidui, e 3 in decembre, gennaio e febbraio. La competenza è fissata ad una razione e 1/ 4 per ogni 9 a 1O uomini, per 1·1 a '12 una razione e mozza e così cli seguito aumentando i/4 di razione per ogni due uom ini. sale di refezione di una o due compagn ie ricevono la competenza assegnata alle camere di .I, a 8 uomini. Alle i;ucine di una compagnia si asscgmrno 9 l'ilzioni e i/se 1,i. a quelle cli due compagnie. Trattandosi <li un nuovo sistema di riscaldamento o di cucina, gli esperimenti diretti a fissare la quantitù della razione si praticano dall'impiegato delle costruzioni col concorso del corpo di truppa interessato, e il proce;;so verbale dei risullati ottenuti si trasmette dalJ'inteud0nza al Ministero, il quale fissa deliuitivamente la uuova razione. In ordine all'illuminazìooe, tranne gli ufficiali, tutti i militari accasermati yi hanno diritto; alcuni sott'urtìciali alloggiati con la truppa e inca ricati a speciali scritture sono provvisti dì un lunie separato o l11mpada. In massima, l'illuminazioue si fa ad olio od n candele, ma si adotta anche il gaz quando l'uso è meno, o tu tL'al più ugualmente costoso degli altri generi indicati. ,\ll'amministrazione cli guarn igione incombe l'obbl igo d'illuminare nou solo le camere, ma altresi i corrido i, i vestiboli, le cucino, i corpi di guardia e le latrinè; la competc.11za delle razioni è mensile secondo la natura del localo da illuminare. Scoodenclo. ai più minuti particolari di servizio di questa ingegnosa e provvidenziale ammin istrazione, troviamo nelle sue attribuzioni la provvista degli oggetti di cancelleria, rigistri, carta, penne da scrìYere, ai corpi di guardia; troviamo la sornmìnìstrauza di scope n;na misura di duo al mese per ogni corvo cli guardia, di 1/3 per camera da ,1 a 10 uoin ìni, 2. da ,1,1 a 2.0, 3 da 2,1 a 30 o così via via aumentando una scopa per ogni aumento dì 40 uom ini; i per una sala di refezione da ,t a due compagnie o squadrone, cd altrettante per una cucina. Da ultimo, il materiale cli pulizia comprende ancora la sabbia e gli stro fin acci che si dislrihuiscono a tempo determinato. L'amministrazione dì guarnigione, considerata nel suo insieme, può riguarda!'si siccome un economato incaricato Ji soddisfare a tutti i bisogni dc!J e 1

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truppe; nondimeno per sem plificare la gestione cd interessare mag"iormcnte e dircltamcnte i capi al servizio, ed i comandanti delle medo~ime al benessere dei loro uomini, l'amminìstrazioue militare fa facoltà ai ''~mandanti dì reggimento o di battaglioni autonomi di amministrare dire.uamente il servizio di accasermamcnt.o ed ogni altro che vi si rannodi, ovvero soltanto una parte di questi servizi. . In tal~ ipotesi questi ufficiali si governano come l'amministrazione cl'. guarmgi~uo col concorso di una commissiono speciale, composta tlt nu cap1touo , un tenente ed un pagatore , conservaiido però sempre .personnlmentc la responsabi lità della direzione, la quale sopratut~o. è !mpcgnata a c~1c il servizio proceda secondo le forme e prescr1z1ou1 regolamentari o che le economie non abbiano a ridoudare a danno del soldato. Ove intendano rinunciare alla gestione diretta, P?tranno farlo a loro t..'llento co.n?erla~dosi coll'intendenza del corpo d :irmata por la consegna del serYizw ali amministrazione dì !marnirrione. O Senza. l':idesione o l'nutorizzazione del comandante ge~eralc niun c?r!)~ d1 1.ru1~pa può assumere questa gestione dircttn: i gencrnli di dmsrone e eh hr1ga1a hanno il diritto di esercitarvi la loro sorveglianza, ma non possono interdirla anche se uocin al servizio; rivolgon~ per~ I~ loro osserv::izioni e proposte al comandante generale. Le riscoss1on1 e le. spese tle)l'amministrazione diretta vengono eseguite da una cassa dl corpo d1 truppa in seguito ad autorizzazione . della commissione speciale. L'introito principale deriva dall'indennità di nlloggio e dagli sconti cnlcolatì e stnbiliti anno per anno dall'inteu~euza,. '.n l~ase a?li stati d'inY~ntario e alla durata degli oggetti. . I rescr1z1ou1 preCISe re.golano l'impic.go delle economie, dal le quali ~'. yosso~o puro trarre, ID ·una determmata misur:i, gratificazioni mcns1h per 11 pagntore e i sou'ufficiali impiegati nell'amministrazione diretta. Ciò che è severamen te proibito si è l'uso delle economie per le sposo di vestinrio o dì armamento. .•~nche ~er la gestione .d_ir:et~a come p~r }'.amministrazione di guarmg1one, v ha. una conta.bil1ta ID contanti e m natura di cui però si rende conto fil modo diverso da quolla. La com~issione d'ispezione. ord.inaria o u~a commissione speciale, ~.mposta u? comandante di brigata o di fortezza, di un delegato cl mtenùenza dt corpo d'.1rmata e di un impiegato di costruzioni, verifica annualmente le sue scritture e le sue operazioni . L'amministrazione militare è decentralizzata così in tanti corpi d'armatn; il comandante ordina e sorveglia, l'intendenza eseguisce O fa

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'ES'fEnA RIVISTA

eseguire valendosi del pcrsònale di cui dispone e delle risorse che offre la sua circoscrizione o che trova in quella vicina. Non v'ha più, o almeno è molto allontanato il pericolo degli incanti genernli a profitto di qualche capita lista o industriale privilegiato, delle imprese colossali di cui il centro è d'ordinario nella capitale, che senza recar vnntaggio al servizio, paralizzano l'attività commerciale industriale delle proviucie. Al contrario quando è l'intendenza che organizza il servizio colle risorse del proprio territorio, essa diviene rosponsabile cicli' opera sua, esercita un'azione dire.ti.a sugli inlraprcnditori ed è in grado di procurare all'armata, nelle condizioni le piu economiche, il benessere a cui ha diritto. All'istituzione dcll'àmministrazione cli guarn igione si rannodano le disposizioni di legge che determinano gli obblighi militari imposti agli abitanti così in tempo di pace, come in quello di guerra, nonchè le prescrizioni regolament.ari attinenti all' inclcnuìtil di alloggio. L'esame di così fatte leggi e regolamenti si raccomanda troppo essenzi:ilmentc, por l'u tilità di mndere completo il concetto del presente ~tudio, perchè possiamo disrcnsarci dall'offrirlo ai nostri lettori. In massim:i, nel tempo di pace, il carico di alloggi militari non può essere imposto ai privati che col corrispettivo di una indennità stabilita; è per altro in faco ltà delle :mtorit/\ federali d'i rnpiegaro ad uso delle truppe tutti gli edifizi suscettibili di essere utilizzati, purchè non s'invadano gli alloggi personali ed i locali di lavorio del proprietario. Vauno esenti cln tale imposizione le abitazioni dei membri della famiglia reale regnante, quelle degli ambasciatori, e alcuni pubblici edifici, le università, h: case di nuova fabbrica per ;i due anni che seguono la data della loro costruzione, ecc. In ogni locnlità il capo del comune fissa le risorse in alloggi, o in oga_i distretto t.ale compito è affidato ad una commissione composta di un consigliere regionale (prefetto o sono-prefetto) e di due membri del consiglio del distretto. Nel le guarnigioni ove si difetta di caserme, negli accan.1Qnamenti, in marcia, gli uomini ed i cavalli di truppa possono essere :illoggiati, mediante indennità, presso gli abitanti . Per gli ufficiali ed impiegati militari, si applica la stessa regola, tranne nello guarnigioni, sieno o no provviste di caserme, e negli accantonamenti della durata maggiore di sei mesi. Nella g~iarnigione l'alloggio è somministrato in seguito a requisizione del comandante superiore di essa, in tutti gli altri casi dietro presentazione del foglio di via e del biglietto d'alloggio. I recalcitranti .alla legge dovono esservi costretti dall'amministrazione municipale, la

quale a loro spese può sommm1strare un altro alloggio, e l'imposizione o l'ammenda che deriva da tal fatto viene percepita come tassa comuMle. Nelle sodi di guarnigione le questioni e le querelo relative agli alloggi si giudicano dall'ufficiale più anziano o dal più elevato in grado; in marcia, in accantonamento o in distaccamento, dal comandan te della truppa, o clall'unìciale incaricato degli alloggi. Ove la querela sia sporta dall':ilbcrgatore il quale non si appaghi della decisione, la causa è deferita all'autorità amministrativa superiore, in presenza del capo della truppa: le querele poi degli abitanti, iuolLrnte con dilazione di quattro settimane, diventano inattendibili. L'indennità dovuta per l'alloggio si paga al capo del comune il quale la ripartisco tra coloro che vi hanno diritto. Nelle guarnigioni la truppa compila mensilmente una situazione degli alloggi e dei locali occupati e paga essa stessa la somma che deve in ragione di tale occupazione. Per contro in marcia ed in accantonamento trasmette i certificati degli alloggi in b:ise ai quali trimcstralment.o le municipalità stabiliscono i loro conti, che per il pagamento inoltrano all'intendenza della loro circoscrizione; purnondimeno, verificandosi la partenza della truppa lo stesso giorno dell'arrivo, non è dovuta alcun:i indennità agli abitanti. È indicato per legge il numero delle camere e la specie degli utensili che compete a ciascan grado di ufficiale; della truppa i soli sergenti maggiori e porta-spada hanno diritto ognuno ad una camera; i sottufficiali vengono riuniti duo a due, od i semplici soldati, in mancanza di letti, devono contentnrsi di paglia che si rinnova ogni otto giorni. Nella stagione invernale corre l'obbligo ngli abitanti di provvedere al riscaldamento delle cnmere ccl in tutt{! le stagioni di fornire l'illumin~zione cd il fuoco per la cottura degli alimenti e gli utensili di · cucina, ili tavola e di lavanderia. Il proprietario della scuderia occupnta dai cavalli ha diritto al coucime in compenso dell'illuminazione di questi loculi e degli arnesi <l i pulizia che egli somministr:i. La icgge vieta da ultimo allo municipalità di alloggiare la truppa ·noi quartieri della cittù malsani, nelle case in costruzione o nei sottosuoij umidi. La legge del 4873 relativa alle imposizioni militari in ·tempo di guerra acquista carattere esecutorio dal giorno in cui è stata indotta la mobilitazione generalo o parziale dell'armata fino n quello in cui le truppe rientrano nel loro stato normale. Ecco i traili principali della legge: l'alloggio in tempo di guerra .


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in marcia o in. accantonamento è somministrato dagli abitanti a titolo gratuito; ogni altra somministrazione viene indennizzata, così le guide, le staffette, gli uomini impiegati alla costruzione delle strade, delle ferrovie, dei ponti, delle fortificazioni, alle chiuse dei fiumi e dei porti e al servizio dei battelli e del le chiatte, la fornitura della paglia per l'accampamento e quella da bruciare nei campi e nei bivacchi sono pagati a seconda dei prezzi dei vari mercati. · Le somministrazioni di cavalli di ricambio e di pariglia sono pagaté a giornate conforme i prezzi stabiliti dalla circoscrizione di somrnini~tranza; così si paga una mezza giornata alle vetture requisite per tal lasso di tempo o per meno, finalmente è concessa un'ind!3nnità per il tragitto fatto tra il comune e il lqogo di radnnnta e viceversa, quando questi due luoghi distano più di un miglio (7 ch il. 532m)J'uno dal l'altro . Nell'interno poi se le vetture vengono trattenute oltre le 48 ore lungi dal domicilio dei loro proprietari, i condutto\·i e gli ani- · mali hanno diritto all'alloggio ed ai viveri gratuiti sulla s.trada loro assegnata per l'andata ed il ritorno : che se il servizio devesi prolungare al di là delle 48 ore od anche indefinitivamente su di un territorio che non è que\Jo della patria, tutto il materiale, animali, vetiure cd arnesi prima della partenza viene stimato da periti e qualunque perdita o degradazione derivante dal servizio viene indennizzata . Allorchè non v'ha altro mezzo per la sussistenza della forza armata che i magazzini militari, cp1csti possono essere costituiti e mantenuti col soccorso delle consegne regionali o di imposizioni. A t-iile effetto il territorio viene diviso in circoscrizioni di prestazione a seconda delle risorse che offre, avvicinandosi per quanto è possibile all'organizzazione in distretti: ciascuna circoscrizione non è tassata che nei limiti di quanto può dare in natura. Il prezzo degli animali da macello è determinato dai periti; quello di tutte le altre derrate si ricava dalla media del costo del decennio precedente, fatta astrazione dai due anni che presentarono il costo più elevatQ__J).....più basso. I proprietari dei cavalli atti al servizio di guerra sono obbligati di cederli a pagamento pel suo valore fissato , conforme al costo del tempo di pace, da due periti scelti dalla stessa circoscrizione; non sono dispensati da tale prestazione che i membri della famiglia regnante di Alemagna, gli ambasciatori delle potenze estere ed il loro personale, gli impiegati dell'Impero e dello Stato, i medici ed i veterinari per il loro cavallo di servizio ed i mast.ri di posta.

Le compagnie ferroviarie da ultimo sono obbligate di mantenere · senza indennità un materialt mobile sempre prouto ;,d ogni trasporto militare, di effettuare altresì mediante pagamento tutti questi trasporti e di fornire il personale ed il materiale necessario per la riparazione . e l'esercizio delle linee. Nel teatro della guerra e nei snoi dintorni , il servizio ferroviario ordinario è organizzato, sospeso o riattivato, secondo gli ordini dell'amorità militare. I guasti arrecati alle campagne nell'e grandi manovre autunnali vengono indennizzati in seguito a perizia di una commissione mista, composta di un ufficiale, un impiegato d'intendenza e due periti: tutte le differenze, fìnchè è possibile, sono regolate sednt.i stante e le somme . dovute, immediatamente pagate. I vantaggi di queste disposizioni legali in virtù delle quali tutte ]~ amministrazioni del paese, sì civili che militari, concorrono alla . creazione dei mezzi di sussistenza ed al mantenimento generale dell'esercito, sono per se stessi troppo evidenti per aver d'uopo di speciali consideraiio11i. Cosiffatto precauzioni, non v'ha dubbio, c;he con . gli effettivi degli eserciti relativamente modesti d'una volta non si rav'viseranno indispensabi li , ma oggidì i term ini del problema sono profondamente modificati e con i loro colossali armmnenti in ogni paese si dovrà giungere all'adozione di sistemi che obblighino tutti i cittadini, le autorità municipali ed alcune categorie d'impiegati civili a prestare il loro concorso all'amministrazione mili tare. Non si può ragionevolmente continuare ad esigere che le t isorsc immense occorrenti a centinaia di migliaia di uomini sieno date in fon,zione unicamente d·a qualche impiegato militare che non possiede autori t.à di sorta sulle popoJai;ioni e che non puù ricorrere che all'avidità del commercio. Per completare l'attuale studio non resta più che a discorrere dell'indennità accordata in Germania per l'alloggio, le scuderie, gli uffici, i laborntori ed altri locali nece~sari agli ufficia li e1 alle truppe che si comprende sotto la denominazione di Servis. L'indennità personale di alloggio (Personale-Servis) é un assegno in denaro fatto agli ufficiali ed impiegati militari per alloggiarsi a proprie spese colle loro ordinanze: tale indennità è pagata all'albergatore quando l'al, loogio 9.) somministra in natura. <>])essa ha per iscopo non solo di pagare l'affitto dell'àbit,izione . personale, ma altresì dei mohili, come pure il riscaldamento dei lo" cali e l'illuminazione. Nel determinare la somma annua si calcola ~/ 3 -per l'alJoogio ed ~ '/6 pel riman0nte; la qual somma però è variab'ile. ' (, t)


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a seconda delle posizioni in cui può trovarsi l'ufficiale o l'impiegato,, militare, vale a dire in guarnigione, in accantonamento o in marcia; · è variabile inoltre a seconda della ch,sc cui appartiene la guarnigione. Ad eccezione della c.iuù di Ilerlino, per la quale vige una tariffa .: speciale, tutte le altre città del territorio tedesco sono, conforme la loro importanza, ripartite in cinque classi, denominate 8er-vis-Klas,en; : ogni altra località non descritta nello stato del Servis-J([assen s'intende · ascritta alla quinta classe. L'anzidetto stato si rivede ogni quinquennio,. Un capitano che riceve 1;2·15 lir_c annue a Berlino; non ne ha che · 877,50 in una guarnigione di prima classe e 562,50 in un accanto- . namento della stessa classe. Ha 530 lire in una guarni~ione di quarta , e quinta classe e 267 in un accantonamento della stessa classe. L'indennità di alloggio non è corrisposta in dodicesimi eguali, ma nei sei mesi di gennaio, . febbraio, marzo, ottobre, no~embre e dicembre, detti mesi d'inverno, essa è tenuta più elevata che nei mesi ., di estate; per esempio, la quota mensile d'inverno per un capitano cli guarnigione a Berlino è di lire 84, circa, e quella di estate della , metù. Gli ufficiali alloggiati in caserma ricevono ogni mese, senza distinzione di classe della guarnigione, un assegno per. le minute spose del loro alloggio . Tale assegno è di 89,32 lire all'anno per il grado di . ·Capitano e di 56,25 lire per quello di tenente, Gli , ufficiali ed · impiegati militari, i quali occupano alloggi cli servizio, hanno ragione . al terzo d'indennità personale della loro guarnigionè, di cui un qu.-irto . si paga loro durante i mesi di t3state, e gli alt.ri tre quaiti nella sta,- . gione d'inverno. Ove poi l'alloggio sia ammobiglia to, la parte corri'sposta si riduce al sesto dell'indennità annua, nella cui ipotesi esso , è destinato a pagare i mezzi di riscaldamento e d'illuminazione. Finalmente se questi mezzi sono sommin istrati in natura , egli non ha diritto ad alcun assegno in denaro. , Allo scoppiar cli una guerra, ogni mi litare che alloggia a proprie · spese, è obbligato di entrare in campagna, nè s'intende vincolato dai suoi contratti che fino alla fine del trimestre in cui si mette in movimeuto; ed a tale scopo gli viene assegnata una indennità di alloggio per lo stesso spazio di tem po, ma c~e non gli viene pagata se JJOa a trimestre compiuto. Oltre il Pe1·sonale- Servis, l'assegno designato sotto la denomina. .zione generica cli Seri;is, com prende pure:

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4° Il Servis de1· T·m ppen, che serve a pagare non solo l'alloggio, ma eziandio i mezzi di riscaldamento e d'illuminazione per la truppa;· 2° Le Stall-Servis, ossia l'indennità di alloggio delle scuderie; 30 Finalmente i Servis per gli uffici, i corpi di guardia ed i locali di punizione. I corpi di truppa che praticano le Selbswirthscha{tung ricevono: A Berlino metù della tariffa per indennità alloggio calcolata sul numero reale di uflìciali, di uomini e di donne di truppa alloggiati in caserma; Nelle guarnigioni di · prima, seconda e terza classe i 2/3 della tariffa d' indennità alloggio come si è detto dianzi; Nelle guarnigioni final mente di quarta e quinta classe i 5/6 della tariffa. Tale assegno non soffre interrnzione durante il tempo che le truppe· sono alle grandi manovre. L'indennità personale si paga agli ufficiali ed impiegati militari mensilmente ed anticipatamente: per quelli che formano parte di corpi cli truppa, da i corpi sispettivi, per gl i altri, dall'amministrazione della guarnigione. Le tmppe però che si amministrano direttamente, percepiscono questo assegno a periodi scaduti: così egualmente vengono pagali i comuni dai corpi di truppa che l'hanno occupati, colla differenza che C{uesti non hanno diritto ad indennità che al cominciare del quarto giorno non avendo ragione ad alcun compenso per una fer- · mata di tre giorni o meno. Nel caso di malattia, gli ufficiali e gli impiegati alloggiati a proprie spese, o che occupano alloggi di servizio, sieno o no ricoverati in un ospedale, continuano a percepire l'indennità totale o parziale per tutta la durata della malattia. Coloro che dimorano in caserma, cessano di godere dell'indennità personale collo spirare del. mese in cui entranoall'ospedale. Gli ufficiali e gli impiegati militari alloggiati a loro spese o che occupano alloggi di servizio, i quali ottengono congedi, conservano l'indennità totale o parziale per quattro , mesi , compreso quello della variazione; quelli accac:;ermati non sono pagati che alla fine del mesedella loro partenza. Al termine di ogni mese i corpi di truppa e le ammin~trazioni cli guarnigione present.ano all'intendenza il conto dei pagamenti eseguiti a titolo d'indenn ità cli alloggio; quebta, dopo le verifiche, ordina il pagamento totale delle somme cli cui la spesa è regolarmen te giustificata. Nei bilanci dell'Impero germanico la spesa per r;rinennità di alloggio,

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-è rappresentata annualmente dalla cospicua somma di circa una ven-

tina di milioni di lire italiane. E in Italia quando si arriverà ad instituire un servizio di guarni_gione come quello descritto? Quanto starebbe meglio l'esercito e quanto ,minor denaro spenderebbe lo Stato! T.

LIBRI E PERIODICI

MARIO'l'TI.

'/ Général d'Etat-major. - St-Petersbourg, 1882 - Commenti di S ~ILKE.

,,,1§-.perfieie ~le l'.Eu,•01-;e . •T. STRELBITZKY. -

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li generale Strelbitzky è noto già per i seguenti lavori: 1° carta spe, ciale della Russia d'Europa in 15;2 fogli, alla scala di •I O verste per police; 2° possedimenti della Turchia in Europa dal 1700 al 1879; .3° territori acquistati dalla Russia sotto l'impero di Alessandro II; 4° carta e descrizione delle miniere di carbon fossile nel territorio del Don; 5° carta per il riparto delle terre dei contadini. Attualmente egli, per incarico avuto dal congresso statistico internazionale di Berna, dava alle stampe in lingua francese l'opera sopra accennata, ripartendola nei capitoli seguenti: ·1° (pag. •1-99) superficie d'Europa per regioni, colle divisioni amministrative; 2° (pag 102-•108) superficie d'Europa in generale e dei singoli Stati; 3° (pag. 1'13-·125) superficie dei bacini fluviali del continente europeo; 4:° (pag. 12.9-155) superficie delle isole d'Europa ; 5 (pag. 159-206) superficie dei laghi d'Europa; 6 (209-2•19) superficie dei mari d'Europa - All'opera vanno unite tre tab,elle : Tabella .4, superficie in verste quadrate del trapezi ·dello sferoide terrestre, limitati dall'equatore, d11i meridi'ani ad intervallo di 1°-di longitudine e dài paralleli (ogni 10'), dal 30° al1'80° di latitudine; B ; superficie degli stessi trapezi ogni grado di latitudine; C superficie del cont\J}ente europeo secondo le tre diverse raccolte : di Klark, 8 179 582, o verste quadrate di Bessel, 8 176 784-, 2; Walbek, 8 175 999: ragguagliando le cui cifre estreme si ha nei risultati la differenza massima di 3 582, 1 verste quad., esprimenti 1/:2300 della · superficie sopra detta dell'Europa continentale. Il commentatore del-


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l'opora « Superficie de l'Europe » fa osservare un'inesatt~zza nei calcol del sig. Strelbitzky, facile peraltro a correggersi. L'autore nel proemio, porge i seguenti dati: 1 versta quad. O, 02066143 miglia quad. = 1, 1380 2055 chi I. quad.; d'altra parto dall'opera del professor Klark « Comparisons o the standards of Jength » ( pag. 280) si ha: Yard 3 fut russi O, 9H39 I 8 metri, onde : 1 sagena = 2,13358089 metri , 1 metro = 0,46869556 sagene, ,t vorsta ·1,0667904-5 chi lom., finalmente 1 verst. qua d. = 1, 1380,\.,t 7 chilom. quad. Di modochè il coefficente del sig. Strelbitzky risulta minore di 1/50000 del vero, e perciò pQr condurre i suoi dati nume'rici della« Superficio de l'Europa » alla giusk'I espressione è sufficiente aggiungere a ciascuno di essi 1/50000 del loro valore. A porgere poi una liev({ idea dell'enorme lavoro condotto a termine del sig. Strelbitzky, il sig. Rilke ricorda come l'autore sopra nominato dovesse misurare circa 1000 suddivisioni amministrative, ,t 860 isole, 2740 laghi, indipendentemente dai vari bacini fluviali e dal calcolo delle superficie delle zone.

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In E'1•a,1 1l,,•eicli 1s110--:1 . E1·mnwwngen eines Preiissischen Cavallerie 0/ficiers. - (Il 1870-71 in Francia. Ricordi df, wn iilficiale di cavalleria pr·ussiana). - Darmstadt e Lipsia, Zernin, 188,2.

In poche parole, che servono di prefaziono all'opuscolo, l'antore esprime cbiaramente il suo intendimento; egli non si è punto prefisso di descrivere la grande guerra del 1870-71, ma soltanto di sottrarre rilJ'obJìo alcune azioni personali che possono interessare i suoi parenti ed amici . Infatti chi prendesse a leggero questo libriccino nell'intento di trovarvi notizie sopra qualche azione o almeno qualche particolare rifletten te taluna delle numeroso e importanti operazioni eseguite dalla cavalleria tedesca ri marrebbe compiutamente deluso. Il libro è, si può dire, un semplice diarìo, nel quale un capitano comandante di squadrone rendo conto giornalmente di quanto gli succede,

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cioè delle marcie, dogli accantonamenti, della minuta vita di campagna; o siccome il reggimento non preso parto ad alcuna battagl ia nè ad alcun notevole combattimento, sebbene entrato in Francia verso la fine di agosto, sìasi ·rovato sotto Toni, Metz e Parigi, e abbia fatto quasi tutta la campagna sulla Loira, cosi quelle pagine sarebbero proprio prive d'interesso se abbastanza di sovente non vi si trovasse qualche considerazione che lascia chiaramente trapelare il carattere milit.are e l'eccellente animo di chi le ha scriuo. Valgano in proposito le due seguenti citazioni: « In generale i boschi erano rosi mal sicuri dn contadini armati, i quali vi si mettevano in agguato contro piccoli drappelli o contro soldati isolati, per sparar loro addosso. Le misure più rìgorose furon o prese contro coloro che vennero col ti in flagranti coll'armi alla mano; però non ho mai potuto comprendere che spesso S'i qualifìcrissero codesti indi'Vidui sù;conie 'O olgari assass·in,ì,, m entre essi non- (ace,'Oano altro che quello ch'era stato fatto dai nostri contadini nelle guer1'e cli liberazione cd era considerato come eroi.s-rno ».

Parlando poi del continuo callivo tempo che perdurò per quasi tutto il mese di dicembre, l'autore scrive: « In questi giorni sì ebbe una chiara prova che soltanto la vecchia disciplina prussiano fa compiere al soldato il proprio dovere. Tutte quelle sciocche frasi di 'Oittoria del maestro potranno essere buone per coloro che vogliono lasciarsi ingannare dal1e parole. Non l'ele'Vata 'istruzione del nost1·0 esercito , ma la suborcltinazione agli ordini e il profondo sentimento di ogni indfoiduo che devesi soltanto obbed:ire e non rngìonare hanno 'Vinto i. nostri nemùJi» .

Ravvi pure qualche interessante considerazione sull'impiego della cavalleria: « La cavalleria che avanza e retrocede ccleremente presenta un bersaglio assai meno comodo delle masse di fanteria avanzanti lentamente. Quando la cavalleria si è portata molto innanzi per riconoscere località e boschi, se è accolta dal fuoco nemico, deve ritornare indietro per riferire, imperocchè non è sua missione, ma bensì della fanteria, quella di impadronirsi per assalto dei villaggi e dei boschi. Se i nostri generali avessero impiegato la cavalleria così insensa,amentc come racco_nta il ~enente colo~n~ll~ Boni~ dei Francesi, noi avremmo, come quelli, raggmnto meschm1 r1sulLat1, e saremmo stati decimati. Le nostre perdite sono sempre minori di quelle della fanteria, poichè oggidì di rado si ha occasione di impiegare masse di cavalleria; ma 0, 10 si presenti il momento opportuno, i dragoni


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della guardia o il 7°. corazzieri hanno provato che anche la cavalleria pesante sa sagrificarsi. » · E più avanti: « Le così dette pattuglie-ufficiali di cavalleria sono di grande uLililh; epperò, siccome nella pluralità dei casi l'ordine prescrive di portarsi avanti sino a che si riceva fuoco , ed anche allora di esplorare possibilmente la forza del nemico, così si converrà di leggeri che il còmpito dell'ufficiale colla sua pattuglia non è de' più faci li ».

· aali ~chiamazzatori, esclamò: Ah vous a•ilmez la rntisiqiie; alle qua,Ji p~role _quella turba si tacque _sub!to e . ri1~ase_poi stup_ita quan~o il principe volgendosi ad uno dei gndaton gh chiese del fuoco pe1 accendere lo zigaro . ~rupre;de facilmente l'importanza che _l',anonirno. au_tore_ ( uffi-:ciale tedesco) annetta a quella grande solenmta che co1ono gh sforzi e le dure fatiche della lunga e sangu inosa campagna franco- germ~nica: epperò le poche pagiue da lui scritte al riguardo, con uno stile assai spigliato, sono molto interes~auti. ·

'I n,•ei Tt•ge in Pn1•is. 1

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•.nter~. 18'11 . A••s dena

c. •·· P. u. G. 11.l'it eine,• l'itliog,•uplti,•ten Ski~~e. - T1·e giomi in Pal·is clal 1° al 3 mm·zo 1871. Dal cliwrio di C. v. G.) - Darmstadt, Zernin,. 1882: Tageb1ecl1, des

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Tre volte in questo secolo entrarono in Parigi gli eserciti tedeschi:· La prima volta il 2·1 marzo 18 1,i, la seconda il 7 luglio ,j 8·15 e la terza finalmente il •IO marzo •I 87'1 . Nei preliminari di pace del ~6 febbraio venne convenuto fra il governo francese e quello imperiale tedesco che il ,JO marzo le truppe tedesche avrebbero occupato pùte della citt.à, e precisamente quella che sulla spònda destra della Senna si estende dal bosco di Boulogne sino alla piazza della Concordia e comprende tutto il circondario di Passy e parte dei circondari dell'Eliseo e di Batignolles. L'opuscoletto, che prendiamo in esame, in 27 pagine rende minuto conto delle disposizioni prese per l'ingresso delle truppe (30,000 uomini) nella capitale francese, del loro soggiorno nella medesima dal 1° al 3 marzo, nonchè delle due grandi parate ch'ebbero luogo il 1° e 3 marzo al campo di Longchamp e della ritirata. colle fiaccole effettuatasi la sera del 2. Lo scrittore accenna pure a parecchi episodi, fra i quali al seguente:· Il principe di Bismark recossi il 1 ° marzo a cavallo sino all'A1·co del trionfo, indi si volse indietro per ritornarsene a Versailles, essendo stato informato che l'imperatore crasi già diretto a queJJa volta. Riconosciuto dal popolo nell'attraversare il bosco di Boulogne, si co. minciò a gridare ed a Gschiarlo. Allora il principe, avvicinatosi 1

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Toienni Sbor~11u... -

Primo trimestre.

SuvoRow nell'Astrakan, nel Kilban e Krcmencing 1780-1787, di A. PETllUSCIEVSKI. Da Plevna a Zargrad (La brigata cosacchi del Caucaso nella campagna •1877- 78). - I. 'l'UTOUII.N'. . . L'anno d'istntzione nel 1·1•ggùnento di fante1"1,a . - I. KosTJENi,:o. L'autore, dimostrata la necessità, ora più che altre volte sentita, di un adeauato met.odo d'istruzione, in conseguenza dello sviluppo e numero dell~ materie d'inseanamento e del tempo relat.ivamente breve per impartirle, preso per ter~nine di confronto uno dei reggim~nti di fa~teria, il quale, per ragioni di forza e d'acquartiera~1ento: dice poter_s1 considerare in una condizione media rispetto agli altn, espone 11 quatl;o che sembrandoci prestar:;i ad uti li confronti, qui riepiloghiamo. Il re;<>imcn to ha la forza di ,1588 combattenti (563 nuovi soldati, 4-25 soldati con un anno di servizio, 3,l,3 con 2 anni, 2.88 con 3 anm e 29 con un servizio maggiore), deducendo i giovani soldati, gli indisponibili della giornata (100 uomini ordinariame~t~, 800 quando il reggimento fornisce le guardie), restano 200 ~om_im, ~I _m~xnnum, disponibili per le ist.ruzioni: i quali per ragiom d1 ~erv1Z10 e ventu~a se, dnn'l)lte il periodo di esercizi dei giovani soldatl, possono . vemrriuniti ed cscrcit.ati dai rispettivi capitani una trentina di volte. II riparto delle istruzioni pei soldati anziani durante il pe.1·•iodo· invernale appare dalla seguente tabella:

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.

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556

ore

LlDRI

I

I mariedì ] mercoled_ì I giovedì I venerdì I sabato

lunedi

c-1

an ti m. Ginnastica leme ntare o 8 '/,-9 agli ordigni. Ricomp e ns e d i servizio e ·/HO compet.en z e dei soldati.

10-11

idem

ide m

Ricompenso! d1 servJZJO e compete n 2 d e i sol(lat1.

Lettura,

e/ escrittura, aritme tica

Ese rcizi mi li - Ese rcizi milita ri (stroie- tari

voie obrasovanite)

Esercizi militari

I

idem

idem

Lettura, Lettura. Lettura, s,:rittura sc rittura scritt ura e aritme tica e adtme tica e aritme tica

Esercizi militari .

Esercizi militari

Esercizi pre pa ratori di E sercizi 11-12 Liro e tiro preparatori con palle da e t iro ecc . esercitazione

3. 4

Servizio di piazza e di sic urezza

Esercizi militari

I

'

p omer. Pr~g hiore, giuramento, baodiere. no· mi_ e grad\ 2 a dei supe r1or1

id em

Pteghi ere, giuramento, b andiere, nomi e gradi dei s uperio ri

I

Servizio di piazza e d i sicurezza

Eserc izi pre paratori o ta·o ecc.

Esercizi prepara tori e tiro ecc.

Esercizi preplratori o tir o ecc.

Disciplina militare

l\icompense di se rvizio e co mpe tenze

Disciplina mili tare

Servizio di p i~zza e di s1curezia

Servizio interno

Servizio interno

,,,,ehe può eseguire il reggimento non superano le 12.. Lo spazio oc:corrente. al reggimento per: esercitarsi al bersaglio ( 2 bersagli per compagnia, ossia un rialzo per 32. bersagli), alla scuola delle cli. stanze, agli esercizi cli evoluzioni, ai lavori di zap~atori ( da praticarsi .ju prossimità del tir0 del bersaglio e nel tempo libero da questo eser.cizio) può calcolarsi a 350-375 desiatine (·1). La progressione degli . esercizi deve essere regolata in modo che le manovre a partito contrapposto siano precedule da queJle con nemico segnato con haude.ruole a più colori, ed ambedue siano completate da esercitazioni con artiglieria e cavalleria. Le 45 esercitazioni (in media) che può eseguire il reggimento durante il ·periodo estivo (1° maggio-1° agosto) vongono regolate come· segue:

I

Se h erma e ponta contro il manichino

-

I

-

Durante questo periodo gl~ _an~ia~i, oltre alle i~tru~io~ arclie e lavori, eseguiscono due eserc1z1 d1 tiro a 200 passi d1 chstanza. Il ·1 ° maggio poi il comandante del reggimento esamina i graduati dei rnparti d'istruzione del reggimento, come pure i giovani soldati; gli assegnati alle sartorie e laboratori rientrano alle proprie compagnie, e -così chiudesi il corso delle istruzioni invernali. Il pe1·iodo estivo comincia ordinariamente il 1° giugno, viene iniziato con esercizi nelle vicinanze delle guarnigioni e completato nei campi , a norma del seguente riparto: Esercitazioni di compagnia 6 . settimane, di battaglione 4- settimane, cli reggimento :a settimane; quindi, fino al termine del campo, e~ercitazioni combinate delle varie .armi, manovre, parate e riviste. Tenuto conto dei giorni festivi, delle guardie (per battaglione) e calcolando su due istruzioni al giorno, ogni battaglione potrà eseguire ,1,6-50 istruzioni, le quali, detr:iendo 3 __giorni per la preparazione del c:impo, si riducono a 36-!~0. Quelle

557

E l'ERIODJC!

Esercitazioni Esercitazioni di compagni3 di ba ttaglione (6 settimane) (4 setti mane)

Esercitazioni di con:ipagnia . . id. 1d. con nem,. segnato con banderiiole. Esercitazioni di compagnia con nemico contrapposto . . . ·Esercitazioni colla compagnia al completo di guerra . . .Esercitazioni di battaglione. id id. con ne·m1:co segnato . . . . Esercitazioni di battaglione con 1,emico contrapposto . .Scuola delle distanze con ufficiali e sott'ufficiali. 'Esercitazioni col battaglione al completo di guerra '·Esercitazioni di reggimento. id. id. con nemico segnato Servizio di sicurezza. id. id. con nemico contrapposto ·.Servizio di sicurezza con nerni· co contrapposto (di notte)· .Lavori di trinceramento · Ginnastica di campagna .

Esercitazioni di reggi men to (2 settimane)

(1 O) (4) I,

(7)

(1) ( 4)

(3)

(2.)

2

(-1) (2)

3

2.

(2) (2)

(2)

2

(2.)

1-2__-__

Totale

1

(~)

__ _ 1

25

2

(2)

-_ _ _ _ _-__ 1

13

'"'

(l ) La desiatina egùale a etta ri 1,002. ANNO XX\'JI, t·Q t,. J\• .

37 .


5!:i8

LIIJRI

Il programma delle istruzioni reggimentali giova a sviluppare le . conoscenze tattiche nell'intero personale del reggimento. E siccome poi la pratica senza teoria è << corpo senza anima » il Ministero si studiò di anmentarn e ravvivare le cognizioni acquistate dagli ufficiali negli istituti mili1ari prescrivendo nei reggimenli istruzioni obbligatorie su temi tattici, comprendenti tattica, topografia e fortificazione, da s,•olgersi sulla carta o sul terreno; avviandosi. così alla concreta applicazione del noto aforisma di Suvorow « ka.sgdi ooi,n dolsgen snatj stoi manevr • (ogni militare deve conoscere la sua manona, cioè quanto gli spetta in guerra relativamente al proprio grado). Il vecchio cavalie1·e. - Breve articolo sopra alcune questioni interno dell'arma cli cavalleria. , il combattimento a piedi della ca·lialleria. - I OsAnovsK1 - È una ri sposta al l'opuscolo « Le combat à p·ied de la ca·valerie » col quale ultimo s'inlendo rilevare la ninna importanza di quel genere di combattimento, fondandosi principalmente sul rovescio subito presso Scellalah ('19_ maggio 188 1) dal distaccamento del colonnello lnnocenti dopo il· vigoroso e repentino attacco , di Bu-Ameua. Il Sig. Osarovski cerca invece la ragione di quello scacco, non già nell'uso del fuoco da parte della cavalleria, bensì nel cattivo suo impiego, conchiuclendo il fotto di Scellalah n~n nuocer punto all'impol'lauza del fuoco della caval leria, ma porgere soltanto abbondante argomento di critica rispetto la condotta del combaltimento in genere ed all'impiego della cavalleria in ispecie. \ Importanza della (ort'ificazione nelle opernzioni di giterra.) L. IlA1KOF. - Un lungo proemio, convalidato da fatti storici, pro,•a come la queslione della fortificazione sia strettamente collegata allo sviluppo crescente delle armi a fuoco, al punto che l'ultima guerra ( 1877-18) può dirsi guerra delle trincee. L'autore, qui udi, slucliando ed analizzando le tre opere, Stiutien a1,f dem Kriegsschauplat~e des Ritssisch - Turkischen .Kriéges 1877-1878 ,di O. Ott, - Znrick ·1879); Emploi des retranchements de campagne sw· le champe de bataille et leur influence sur la tactique, d' après les me-mo-ires du major Fraser du corps des ingéniw.rs (tnglais (par J. Bornecque, cap. Paris 188 1), e in fino R6le de la fo1·ti fication dans la dernière gu,erre d'Orient (par J. Bornecque, Paris ·1884), si propone di dar luce alla questione attingendo i dati da quegli episodi di guerra dove maggiormente si fece manifesta l'azione dell'arte ingegneresca sulle operazioni dell'eser-· cito, va le a dire: passaggio del Danubio, transito dei Dalcani, investimenti di Plevna, Rustsciuk e dei campi trincerati di Adrianopoli e · .di Ciasaldsi. 1

1

E PEH IODICI

559

Il pane del soldato. - L. IYAXOF. - È un articolo dedicato a constata re il modo imperfetto col quale si procede dal capetanarmus della compagnia, e dalla commissione d'intendenza nel verifica.e la farina destinata alla confezione del pane: al quale uopo in Russia, viste le condizioni speciali di dislocazione, ogni compagnia, squadrone o batteria provvede da sè, mediante uomini e forni propri. Osservazioni sulle contabUità mivita1·i. - N. VtKTOrtoF. L'autore propone di passare all'amministrazione del reggimento il fondo dell'Artielnii (specie di fondo mensa) delle compagnie, convertendolo così in un fondo generale, nell'inlouto d'abolire 17 regisiri dello compagnie e di liberare in tal guisa i capitani dalle noie di una contabilità, il cui movimento mensile non eccede i 20 rubli . Sguardo alle istit'!~ioni giitdisia1·ie milita;ri degli stati esteri. A. MuscN tKOF. - E un esame por così dire storico-giuridico dell'azione penale presso ·f O Stati . Promesso che nel ciclo storico la procedura comune assumeva successivamente la forma di accusa, ingnisitorria e 11vista, e che por l'azione di quella anche il processo mililitare veniva informandosi ai tre tipi anzidetti, l'autore ripartisce i codici militari delJo varie nazioni d'Europa in tre gruppi: assegnando al primo (di accusa) la sola procedura inglese, al secondo (?'nquisitorio) quella prussiana, austriaca e vurtemberghese, al terzo infinela francese, l'italiana, la bavarese, la svizzera, la belga e la russa. Lo scritto tratta dei seguenti argomenti che formano l'oa~etto d'altrettaoti capi: ~ 0 organi del potere giudiziario militare; 2° ;;dinamento, delle istruttorio di giustizia militare; 3° organi di giu!'-tizia nell'amministrazione militare. Quanto al « Codice penale per l'esercito del reano d'Italia » l'autore asserisce differire da quello del •1857 inquanto ~he si emancipa affatto della legislazione pubblica, benchè si appoaai saldatamonte ai suoi principi a somiglianza del russo (1242 a;ticoli), quan~unque da questo differisca in volume contando solo 287 articoli. L<t Sa div,isione granatieri nella guerra ru,sso-t1irca 1877-78. . Alessio Er-inolow nel Caucaso. Riepilogo stor·ico dell' am1ninistra:;ionemilitarein tempo di guerra. - l<N. M. K. - Dopo aver dato un cenno storico dei regolamenti sull'amministrazione del 184 2 (solo pel tempo di paco), del 1846 (pel tempo di pace e di guerra) od averne passato in rassegna le imperfezioni, ·l'autore s'arresta a quello del 1868 per dimostrare come esso, coll'ampliare maggiormente le facol tà doll'intendonte e degli altri capi dei servizi amministrativi, liberasse il comandante in capo da.Ile preoccupazioni d'ordine secondario. Ma non è scevro da difetti e-

..


561 ricoverati m stalle anguste e senza finestre, umide, prive d'aria e gran parte della giornata anche di luce (il soldato <lave chiudere la porta ·a chiave per recarsi parecchie volte al giorno alle istrnzioni, due a mangiare, quattro volte al sito del foraggio) un grosso numero dei cavalli diviene cieco o di vista deteriorata in modo da renderlo inetto al servizio . Quei cavalli poi che per necessità devono essere ricoverati nelle stalle dei majali e delle pecore, costretti a vivere in un eterno fango miasmatico, facilmente contraggono il ciamorro cronico e, peggio ancora, il morbo. Le perdite dei cavalli iu simili condizioni ragguagl iano il triplo di quelle dei cavalli stabiliti nello scuderie delle caserme. Che dire dell'istruzione, disciplina e tenuta? Tale stato di cose danneggia altresì l'economia essendo mestieri procedere a contraili parziali, anzi individuali. L'autore chiude l'articolo proponendo che ad esempio delln Germania e dell'Austria vengano in Russia costrnite caserme anche di piccola molo (ricorclisi che in Germania ve ne sono per dei semplici plotoni), dimostrando cc,me il danaro a tale uopo speso ben presto verrebbe compensato dalle conseguenti economie. Sguardo statistico-'lnilìlare al principato di Bulgaria. - p, PL&vE. - Scritto d'indole scientifica , desunto da documenti del ministero dell'interno e da H, opero e pubblicazioni cl i autorità non dubbia, cd elaborato col sussidio di carte reputatissime, quali quelle del Kioperth, Hartmann, Kanitz, dello stato maggio.re austriaco al 300,000, ecc. . Il, servizio di campagna secondo il nuovo 1·egolamento. - A. P. - E un lungo scritto dedicato più che altro a far spiccare i meriti del regolamento, a chiosaruc e schiarirne i vari passi, valendosi di esempi tratti dagli eserciti esteri e di molte sentenze. Conferenza sulla cavalleria. - SunoTrN. 0 • ~ l e condizioni dell'attuale modo di combattere escludono quasi mteramente dal campo di batt:iglia l'impiego di masse cli cavalleria: soltanto piccoli 11uclci di quell 'arma, giovandosi della istantaneità e sorpresa, saranno in condizione di dar prova della loro importanza tattica, peraltro sempre secondaria e temporanea. 2° Le condizioni della guerra attuale creano tale una situazione, nella quale la cavalleria deve menar giuoco grandioso e ricco di risultali ed innalznrsi di preferenza alla categoria di arma strategica. 3° l e principali forme sotto le qual i si manifesta l'attività strategica della cavalleria sono: a) operazioni intese a distornare l'adunata (mobilitazione) delle forze e dei mezzi e l'avviamento d'entrambi ai punti di confine; b) :iervizio per assicurare le operazioni e lo stato dell'esercito operante e dei suoi stabilimenti (servizio d'informazion" E PERIODICI

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LIBRI

massimamente da Jacuue, come ebbea da vverarsi dopo lo esperieuzc della guerra 1871-78. Onde, a correggere principalmente quel carattere d' indeterminatezza che domina rn~l complesso delle disposizioni regolamentari, l'autore propone alcune aggiunte e varianti, in modo che l'amministrazione dell'esercito di campagna risulti raggruppata come segue: Organi pr~ncipal·i. - 1° Stato maggiore e servizi di campagna, 2" d'intendenza, 3° d'artiglieria, ,~ 0 del genio, 5° delle comunicazioni, 6° del comandante le truppe alla coda dell'esercito, 1• di sanità (quest'ultimi due aggiunti per proposta dell'autore). Or9ani secondari. a) - Dipendente dal eapo di stato maggiore dell'esercito: •I ò Tesoreria cli campagna, 2.0 controllo di 'campagna, 3° direttore spirituale in capo . - b) Dipendenti dal comandante delle comunicazioni dell'esercito: 1° comandi di tappa, 2° delle strade, 3° delle poste, 4- 0 dei telegrafi, 5° dei trasporti. ' Ci1·ca il progetto di una ist·ruzione per l'ammaestramento degl·i tt{ficiali. - S. MoNARSTIRKI. - Secondo l'autore il progetto di cui è parola, fissando il programma ed i mezzi d'esercizio, limita troppo l'iniziativa intellettuale del doèonte,. Acq-uartiermnento della ca"Valler-ia. - A. Se ... - È un articolo di critica scritto con assennatezza, cognizione di causa e vivacità di forma. Per esso si ha una pitLura interessante della vita poco l~singhiera dalla cavalleria russa : la quale deve in gcnerr. soggiornare nei casolari delle campagne; solo il comnndo del reggimento ed uno 7 uadrone ( che a turno presta il servizio di guarnigione) potendo risiedere nel capo luogo del distretto, lungi 2.0-30 chi!. dagli altri tre ~quadroni . In molti villaggi, per effetto della miseria locale, le case essendo di due o tre camere, riesce talvolta impossibile trovare un vano per stabilirvi il comando dello ~quadrone, e così armi e ~rredo restano in balia del soldato ; gli uomini di uno stesso plotone sono a 2 o 3 verste dal comando dello squadrone e sparpagliati 1 chilometro o 2 gli uni dagli altri. Il foraggio (assegnato per quindicine), mancando ambienti per conservarlo, deve essere depositato a 2 o 3 verste dal plotone. La condizione igienica è deplorevole: gli uomini, ricoverati in tuguri privi d'ogni conforto e della necessaria cubatura d'aria, in mezzo al fango di un prolungato inverno, vanno soggetti a malattie, specialmente oftalmich'e, in modo che i 6 anni di servizio, per ragione di congedi di convalescenza (il cui bisogno si rendr, sensibila fin dal primo anno di servizio) è gran ventura se vengano percorsi interamente daJJa 1/2 o 2/3 del personale. L'igiene dei cavalli non è in condizioni migliori;


562

LlRRI

e di sicurezza) ; c) operazioni contro le comunicazioni del nemico; d) operazioni eseguite nell'intento d'impedire al nemico il compimento de' suoi piani (molestare le truppe che marciano, manovrano; occupano una data posizione o riposano; e) operazioni dell'indole di quelle dell'avanguardia e retroguardia o d'inseguimento (disperdere i fuggiaschi, intercettare le vie di ritirata e via dicendo);{) operazioni (i nquietanti) di carattere strategico e tattico sul campo di battaglia e nel momento dell'azione (piombare ai fianchi, alla coda e sulle riserve del nemico). Questé varie opornzioni vogliono che la cavalleria sia: 1° condotta da comandanti energici e conoscitori della macchina militare, fin nei suoi minuti particolari; 2° ordinata in grandi unità di gran forza; 3° armata, istruita e condotta in modo ch'essa, anche nqn poLendo sperare d'essere sostenuta per ragioni di distanza, si trovi sempre in grado d'impegnare un combattimento isolato coi distaccamenti nemici éostituiti delle tre armi e di manovrare; 4° atta a far punte rapide e lontane e a sopport.,re virilmente le fortunose vicende dei servizi ad essa affidali in marcia o in combattimento; 5° abi]H nel manovrare complicato dei distaccamenti ( manovrare strategico), dei riparti appiedati e a cavallo (manovrare tattico nello scontro col nemico), abile nei servizi di operazione, informazione e in genere di sicurezza. Sull' ordinamento delle tappe in tempo di guerra. - Kr<. M. K . - L'autore rileva alcuni di feui del regolamento d'amministrazione in campagna provenienti in gran parte dall'indeterminatezza delle disposizioni relati ve ai comandanti di tappa , alla fissazione dei siti ~ tappa, ecc. e propone in conseguenza che vengano emanate le seguenti istruzioni : Le tabelle nor·m ali di for mazidne dei comandi di tappa in guerra; Il regolamento pei comandanti di co·rpo d'armata in armonia con quello dei comandanti di tappa; Il regolamento nell'amministrazione civile nel territorio nemico occupato pel diritto di guerra, con l'esatta delimitazione dei doveri degli impiegati militari e civili; Il piano per costituire e mobilitare le amministrazioni di tappa in caso di guerra. A giustificare l'ultima istituzione l'autore s'apprende agli esempi del regolamento prussiano sulle tappe (Instruction /Jet;re ffend das Etappen und E1·senbahn-1Vesen, ecc., Berlìn 4872), il quale prescrive che ogni comando di corpo d'armata in caso di mobilitazione debba form are tre comandi di tappa, preparando a tal uopo il necessario personale; ed

E PERIODIC[

563

. agli esempi del regolamento francese (Régleme~t généml dtt 1 lui~let J874 powr les trnnsports militafres p~r che·1~in de {~1· et Insfru.c tion provisoire du .2.2 aout 1878 poni· le ~ennce des et~pes), 11qua~e rngmnge di comandanti di corpo d'armata d1 presentare lll tempo d1 pace . du~ volte all'anno al ministero della guerra l'elenco degli individui destmat, . alla form azione di due comandi di tappa per ciascun corpo d'armata. Cir ca l'insegnamento delle lingue straniere. - N. F ENY. - L'arti· colo mira a ravvivare e rendere sempre più pratiche e durature le cognizioui sulle lingue estero (francese_e ted~sca) ~cquistate. ne?li istituti militari, dotando le biblioteche dei regg1ment1, bnttaglion1, squadroni e sin delle compagnie di libri e giornali adatti. · Rivista militare estera. - Gli eser citi europei durante l'anno /881. - Importanza degli avvenimenti di guerra nel~ 88·~ ed oporos!tà militare dei maggiori st.1ti d'Europa: Germania, Austria-Ungheria, Francia, Italia e in Inghilterra.

2° Trimestre . Jstrn ~:-ione ai gio vani soldati per detwminare con gius(~zza i-l punto di 1nira. F. BAmsc~1Ko:. - ~ ~·auto~·e prop.one che gh esercizi di puntamento e tiro, fatti d:11 g1ovan1 soldall nelle camerate, siano accompagnnti da interrogazioni semplici cd alle a chiarire i principi esposti nel regolamento. , T'ipi di /orti~ccizione permanente. A. P Ltu ZINS.Kt. - - L autor~ studia la questiono enunciata dal colonnello del genio R. Krasovskt nel « Giornale del Genio » anno 4884 n. ~2. sotto il titolo, tipo mzionale per le fortezze permanenti; a tal fine, tratteggiato brevemente il conceuo, passa a ricercare il valore del tipo progettato sotto l'aspetto tattico e ne espone i pregi e i difetti. Osserr,azioni snila procediwa penale militare. 0 "' - Il codice di procedura penale militare, modificato nel ·1.8~7, acc?r.dava il _d_iritto di giudicatura ai tribunali di reggim~nto e d'. c1~·coscriz1one m1ht-are. Trascorsi ~ 4, anni dal tempo della riforma s1 rilevarono non poche imperfezioni nel funzionamento dei tribunali di. re?gime~to'. ~ gran~e lentezza nel!a decisione delle cause da parte dei tribunali d, c1rcoscr1; .zione atteso le grandi distanze dal luogo del reato. ·Jf;todo per l'ùtruttor·e di cavaller·ia nel serviz1·0 di campagna.


LIBRI

E

K. ARGAMAK01''. -- ~fano mano che si accrescevano e si ampliavano1, le missioni affidate alla cavalleria, veniva complicandosi la sua istru- zione, uel tempo stesso che abbreviandosi la durata del servizio militare il tempo veniva scemando. Da questi due fatti pièt che mai di- mostrasi necessario un razionale metodo d'insegnamento, i cui priricipi l'autore identifica in un corso di tre parti : 1° (corso preparatorio}., esercjzi individuali cli campagna ; 2° esercizi per le pattuglie; 3° eser--·cizi di plotone. Osservaziowi sul progetto d'istruzione per le esercitazion:i estive.· della cwoalleria. A. TEnEHov. - Il progetto venne stampato nel Yojenni Sbornik cli ottobre nel ,t 88·1. Si prende argomento eia quello ..

studio e dalla condizione attuale 1ella cavalleria rispetto alla sua istruzione e preparazione di campagna, per svolgere e commentare in 13.. capi le disposizioni del testo. C14·ca il servi.zio sanùario di carnJJagna. Dott. F. PERELMANN . - - · Uno dei più importanti quesiti sanitari sul campo di battaglia consiste nel prestar i primi soccorsi ai malati e feriti, ,i il più sollecita- · mente trasportare negli stabilimenti di sanità quelli fra i medesimi che · ab.bisognano di una lunga cura . L'autore trova che i mezzi cli cui di- · spone altualmente l'amministrazione sanitaria non sono atti a raggicmgere il primo e, molto meno, il secondo intento . A facilitare quindi (particolarmente) lo sgombro dei feriti dal campo di battaglia, egli propone vengano in tempo cli guerra format i dei parchi sanil(WÌ 1Jo- · lanti di corpo d'arm~ta, simili a q.uel li. d'~rtiglieria, ?o.stitni~i da carr~ carrette, barelle, basti, ecc., da r1 part1rs1 dall'ammm1stn1Z1one sam~ \ tHria di corpo d'armata a norma del numero dei reggimenti, brigate d'artiglieria ecc, in sezioni comandate da medici che seguano i rispettivi corpi, e dipendano dai comandanti e medici di reggimento,. brigata, ecc. · 1

La giwrr<i delle fortezze e prepara.z·ione di qv,este a difesa. A. -- Le opinioni circa il modo di impadronirsi di una · fortezza sono scisse : mentre alcuni affermano che l'attacco di viva . forza ;,ia il mezzo ·più acconcio, altri vogliono che di fronte alle fortezze d'oggigiorno non debbasi ricorrere a quest'espediente se non,. quando l'artiglie1;ia . coi suoi fuochi ne abbia preparato l'esito: 0ssia in genere quando le opere della fortezza siano disposte non conPL1UTZINSK1.

-venientemente o male armate, i fossi risiiltino debolmente ~ancheg- · giati, senza ri.-oe.stimenti in pietra o assai bassi, qunndo la guarni,gionc sia debole e indisciplinata, e quando il cornandcmte non sia . .abbastanza energico. L'autore esamina le due opinioni, premettendo;

PERIODICl

561'>·

eome in ogni tempo le fortezze venissero erette in guisa da. costringere l'assediante ad un graduale inve$timento, e come non~ltlleno la storia mostri dei casi, e non pochi, nei qua li per effetto d1 qualche oircostanza, o di qualche errore del difensore, le fortezze soggiacquero all'attacco di viva forza. Spese ed acconti per gli: ufficiati. P. K. -- L'autore, do~o averparlato dei bisogni sempre maggiori della vita _in gen~re .ed 1~ particolare di quella degli ufficiali, propone alcum esped1ent1 atti a regolare le spese e gli acconti d'ogni ufficiale. . . . . Il reggimento di Baski1·i,. A. KvrLKA. -- S1 fanno risaltare I preg1 del reggimento Baskiri,. formato solo dal i!878, e destinato ad essere soppresso· quanto prima. Cenno siiUa 'Vita milita1·e del distacca·,nento di Akal-Tekkè. K .. ·GHEJ$ . .

Alciine pwrole circa la semplificMione della contabilità, militare. -

BASJLIEV.

German'ia. - Carattere generale della cronaca germanica. - Preparazione del corpo di ufficiali. - Istituzione della carica di general Qua?·tiermeister in tempo di pace. - Completamento dell'esercito e deficenza di sott'ufficiali ed uflìciali. - Rimontar equina e valore dei cavalli prussia~i. -:- ~hi~~ak: degli in~ivi.du~ ùi riserva e della Jandwehr per le 1struz10m militari . - Eserc1taz10m esthre della primavera per l'esercito permanente. - Esercizi per gliuomipi· della riserva di complemento. - Fortificazioni cli Kustrin. - Difesa delle coste del Baltico e inizio dei lavori nella fortezza di Kiel da parte di terra. - Difesa littoranea del mare del Nord e' questione circa l'annessione dell'isola d'Hilgoland. Ri,v ista estera. -


BOLLETT!;)IO Ìl lBUOGRAFICO · T1-IURNHj;:IM.

1882, libreria Braumi.iller. Colla biografia del nominato maresciallo (che visse dal 1638· al 1701) si dànno cenni sulle guerre dell'Austria contro la Turchia e specialmente sull'assedio di Vienna, durante il quale egli comandava le forze austriache.

BO Ll.: ETTI N10 BI B'LIOGRAFICO

J3eLLENTANI VINCENZO. Ordine, lavoro e risparmio. Milano, tipografia Vallardi, prezzo L. 2. E un pregevole scritto sulle attuali condizioni economiche, politiche e militari dell'Italia, colla proposta di un completo sistema di riforme. Meta del prezzo di vendita è assegnato in parli eguali ai danneggiati dalle inondazioni, e agli ossari di Solferino e S. :tvfartino. Ci torneremo sopra. ·

BERNArs. Scl,iksale des tl,rossl,erzogtl,ums Franhfurt und seiner Truppe. (Destino del granducato di Francoforte e delle sue truppe) Berlino, 1882, librer ia Mittler e figlio. prezzo L. 13,50. É una memoria storica, riferentesi all'epoca della occupazione francese. L'au!ore si é proposto di mostrare quanto infelice fosse la sorte deÌJe popolazioni e delle tru ppe tedesche sotto la dominazione straniera.

:lR.OEDLICII; Oberst lieuhenant. Das Leben ,tes generais Hi,monym11s Roedlich . (La vita del generale Gerolamo Hoedti,ch). Berlino, 1882,_ tipografia MitLler e figlio, prezzo L., 5. Co.lla biografia del nominato generale (che visse dal n67 al 1833) si danno nozioni su)l'ordinamento dell'antico eserciLo prrn,siano, e si mostra il progressivo sviluppo delle forze clella P.russia e della Germania. ·.BAUMGARTEN-CRusrns.

A ,u• der -zeil der Armee Beorga11isalion. (Dall'epoca del

r i01:dinamento dell'esercito) Berlino, 1882, libr ePia Miitler e figlio, prezzo L . 1,20. Si tratta delle riforme introdotte nell'esercito prussiano durante il regno del re Guglielmo. BLUME, Oberst. Die Stra,tegie (La strategia) Berlino 11182, libreria Mittler e figlio , prezzo L. 6,75. È nno studio di strateg:ìa, basato specialmente sulla storia delle campagne del 1866 e 18:'0-71.

IIIJriss ,Ler siichsi'scl•en: Gescl,icl•le.

(Sommario di s toria sa%one) Zittau, 1882-. In questo sommario . si ha' speciale riguardo alla storia dei singoli reggimenti e reparti di truppa sassoni. È un libro scritto pel\ le scuole mi-:lilari. ~

-Eintheilung u,ad Standqutirtier des ,leui.cl•en• ReicluHeerea ( Ripartizione e dislocazione dell'esercito tedesco) Berlino, 1882, libreria Balh, prezzo L . '.l,35. È una rmbblica-

::S,Ct;iWARZ. Die Schtv.~i~er. -Reg!me1_1ler in · frar.u;òsischen

zione periodiaa annuale;-oltre le indicazioni r is~uarèlanti i corpi d'armata, divisioni, brigate, reggimenti, comandi d'artiglieria, del genio e simili, contiene un'appendice, in cui é segnato il nome, l'equipaggio e l'attuale destinazione dei s ingoli bastime1:1Ji da guerra.

Dieuslen und. das Scluveizer G,wde-Beu.imenl am 10 llugust I 79~. (I reggimenti svizzeri al servizio d.ella Francia

. e il reggimento della guardia il 10 agosto 1792) Basilea, 1882, libreria Detloff.. Sono due confer enze sulla s toria dei nominati reggimenti, dal 1480, (epoca in cui co minciarono in Francia gli assoldamenti di svizzeri) fino all'eccidio del reggimento della guardia, nella difesa del palazzo reale, il 10 agosto 1792. Einflu1111 des Cl, riste11tl,um auf lirieg and liriegsfiihrung. (Influenza del cristianesimo sulla guerra e la

:rF1NGAn o .

condotta della guer ra) Heidelberg, 1882, libr eria Winter. L'autore dice che gli eserciti moderni essendo nazionali, sono a nche cristiani; non si combatte più per istinto selvaggio, per s ete di preda e neanche di gloria, ma per tuttociò che vi è di più nobile e che l'uomo ha di più caro; nè per questo la br avura della razza umana è in ribasso; ma il nemico caduto .ha cessato di essere nemico .

561

lì'eld111ar11cludlBu,lig_erv. Slarl•eniberg. Vienna,

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FIRC!-IS, Tt1t1.'Chenl.alender fiir da"S lleer . (Calendario tascabile per l'esercito) Berlino, 1882, tipografia Bath, prezzo L. 5. È una pubblicazione periodica annuale; venne testè in luce la puntata del 1883; tr atta in distinti capitoli del reclutamento dei congedi, stipendi, pensioni, obblighi generali, gBrar chia, servizio inter no, ser vizio di piazza, sussistenze, vestiario, traspor.ti, poste, telegrafi, ecc., ecc. Oberst. C/nlerweitmflg firr da• Ferhallen. des liafa,iteri.ie,, im GefecM. (Is truzione per la condotta della

'BdGUSLAVISKI,


568

BOLLETTINO DIDLIOGRAFlCO

fanteria in combattimento) Berlino, 1882, libreria MiLtler e· figlio, prezzo L. 0,50. Con semplicità e chiarezza di forma l'autore espone un metodo di ammaestramento tattico, che· dice aver sperimentato con vantaggio nel suo battaglione.

EODENSTED. Jiom A tlanli11cl,e,a zum Slillen-Oceau. ( Dall' Atlantico al mare Pacifico) . Lipsia, 1882, libreria· Brockhaus. È la narrazione di un viaggio attraverso l'America settentrionale, colla descrizione della principali località, popolazioni, usi e costumi.

BRANDT, Oberst. Aus den• Lebeu des Generai.i Henricla Brandi (Dalla vita del generale Enrico Br-andt) parte 3~· Berlino, 1882, libreria Mittler e figlio prezzo L. 8. Di questa biografia vennero in luce due parti, negli anni precedenti; la terza, testè pubblicata, ha relazione cogli avvenimenti che ebbero luogo in Germania nel 1848.

'TREUTLER. J/'un/zen Jahre in Si.id-.4merica an de,a V/erta de• •tillen Oceans. (Quindici anni in America, sulle rive del mare Pacifico). Lipsia, 1882 tipografia Weltpost. È la descrizione delle principali localita e popolazioni delle coste del Pacifico nell' Amel'ica meridionale .

. CouR131ERE, Hauptmann. Die Grmadzuge der deutsclaen militiir Jlerrvallmig . (I fondamenti dell'amministrai ione militare te1esca)· Berlino, 1882, libreria Mittler e figlio, pre_zzoL. H. E un'opera piuttosto estesa e tratta di tutti i ·rami dell'amminis trazione militare: sussistenze, armamento, ,vestiario, trasporti, servizio sanitario, casermaggio, rimonte, ecc.

.SLUIDA. IJie Li.inder Oeslerreicl,-Vngarns ira JJ'ort uncl B'ild. ( I paesi dell'Austria-Ungheria descritti ed illustr ati). Vienna, ~882, tipografia Graeser, vol. XI, prezzo L. 3,60 al volume. E un'opera illustrata in corso di pubblicazione, che si vende anche a volumi separati. L'ultimo volume testè pubblicato tratta della Carniola e della Dalmazia. .

MEINERT .li'liege,ule Jlolks-uud Arbeilerlmclaeu. (Cucine pòr~ tatili per il popolo e gli operai) Berlir10, 1882, libreria Mittler e figlio prezzo L. 0,75. L'autore, già noto per varie opere

J,'1ATTENHEIMER, Hauptman. Die Riicl,ladtmg11- Gervehre. (I fucili a retrocaric~). Darmstandt e Lipsia, 1882, tipografia Zernin, prezzo _L. 20. E la storia dell'origine e dei perfezionamenti dei fucili a retrocarica; 122 incisioni colorite sono intercalate al Lesto.

sull'alimentazione, tratta in quest'opuscolo delle cucine portatili, quali potrebbero anche servire per la truppa nei campi e nelle caserme. --.... PAULtCKY, Oberstarzt. Veber congenilale /flissbildungeri. \ (Sulle difformità congenite). Si tratta dei difetti o!'ganici che · piu frequen temente s'incontrano negl'iscritti di leva, in relazione colla capacita al servizio militare.

HEKSCH. llluslrirler l?iilarer durch die tm9aPi11cen Oslcarpatl,ett, Gtdizien, Buclwrvina und Bumanien. (Guida illustrata attraverso i Carpa:li ungheresi orientali, la Galizia, la Bucovina e la Rumenia). Vie_nna, Peste Lipsia, 1882, tipografia Hartleben, prezzo L. 5,40. E la piu recente e completa guida attraverso le accennate regioni; contiene 6 carte e 50 fi 0O"ure intercalate al testo.

.Zur Oritmli,•tmg iibet• die Organistilion und Ausbil,lmag der franzosiscl,en Armee. (Per orientarsi sull'ordinamento ed istruzione del!' esercito francese). Berlino, 1882, libreria,

MiUler e figlio, prezzo L. 2,50. Si danno in un breve opuscolo le più importanti nozioni sull'esercito francese: forza, ordina- · mento, dislocazione, armamento, uniformi, metodo d'istruzione ser vizio di campagna, ecc., ecc. PoscmNGER. Preussen in BmÌdestafl . (La Prussia nella dieta· federale) . 'Lipsia, 1882 tipografia Hirzel. È una pubblicazione di documenti diplomalici, tratti dagli arc'.llivi di StaLo della, Prussia e riferentisi al la~so di tempo dal 1815-1859.

569

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ERCHERT. Der Vrspru11g der li.luaken . (L'origine dei Cosacchi). Berlino, 1882, tipografia DUmmler, prezzo L. 0,50. È una Memoria storica in cui si mostra che i Cosacchi e Ù loro a ttuale ordinamento hanno or igine dai Tartari e dalle loro instituzioni. MAURER. Enlscheidungs7§cl•lachten der Jleltsgeschicl,te. · (Le battaglie decisi ve della stori~ del mondo) Lipsia, 1882, tipografia ·weber, prezzo L. 9,50. E la descrizione di 22 baLtaO'lie decisive, a cominciare da quella di Platea (479 avanti Cri;to)


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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO fino a quella di Sedan nel 1870. Si potrebbe contrastare che · le descritte sieno le s ole decisive, e che sieno tutte fra le principali.

l11st-ructio11 (tir Offìcie-r-lJiirscl,en. (Is tr uzione per gli attendenti degli uffiziali). Darmstadt e Lipsia 1882, tipografia Zernin, prezzo L. O, 75. Tratta dei doveri degli attendenti nei quartieri, nei campi, nella casa e scuderia del loro ufficiale.

SO!HIARIO DELLE MATERIE

contenute nelle dispense di ottobre, novembre, dicembre 1882~ RIVNAC. Reisel,audbucl, /iii• da.<1 '-011ig1•eicl• B0/1men. (Libro manuale di viaggio per il regno di Boemia). Pr~ga, 1882, tipografia Rivnac, prezzo L. 13,50. È un itinerar io illu~trato dei:, luoghi percorsi dalle ferrovie in Boemia; al volmne di testo è unito un. piccolo atlante. CINDRE E MANCY. Dictionai-re des communes. Parigi, 1882, tipografia Garnier. È un volume di formato tascabile contenente l'elenco dei comuni della Francia, dell'Algeria e delle altre colonie fran·c esi, con tutte le indicazioni che sogliono porsi in simili dizionari. JuNG-lieutenant colone!. Lucien Beua11a-rte et ses memoi-res, Parigi, 1882, tipografia Charpentier, prezzo L . 17. Tali memorie sono tratte da documenti che si tr ovano negli archivi, e da. lettere particolari. F ormano due volumi in 8°. · D1cK DE LoNLAY. En Tm1isie. Souvenirs de sepl moi11 de · ca,,-1pag•1e. Parigi, 1882, tipografia Dentu, pr ezzo L. 3,50. Sono scene e aneddoti de1la spedizione francese in Tunisia. Varie figure e schizzi si trovano intercalati al testo .

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ORESTE BARATI.ERI Tenente Colonnello net BersagUert.

DEMARCH1 CARLO, gerente.

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LA AMMINISTRAZIONE E CONTABILITÀ DEI CORPI. - Gennaro Moreno, maggiore di stato maggiore . . . . • Pag. 5, _ Lo STUDIO DELLA FORTIFICAZIONE. - lt t·oscntin o, maggiore del genio . . , . . . . . . . . . . . . . . » 34- LA MARINA DEL REGNO D'ITALIA SOTTO NAPOLEONE I. ·- L. Conti-'7eccbi . . . . . . . . . . . . . . » 104RASSEGNA TECNOLOGICA: l FUCILI A SERBATOIO . . . . . » 117 REGOLAMENTO RUSSO SUL SERVIZIO DI CAMPAGNA . - 0. Cerrotl » 138 SPESE P.ER LA SPEDIZIONE DI TUNISI NEL 1881 . - -!Ili. . . . » 157 /t. f'.' _ lL RIALTO APPENNINO. - NOTE GEOLOGICHE. - ·IK Olivero, maggiore gener ale . . . . . . . . . ,, 185, _ SULL'AZIONE DELLA CAVALLER IA CARICANTE IN DISCESA. - CONFERENZA. - Colonnello Oelù . . » 208 l DEPOSITI D'ALLEVAMENTO. - (;. Houx . . . ,, 231 RASSEGNA TECNOLOGICA: LE MITRAGLIERE . • . • » 25(} - . ~ L'ISTRUZIONE DELLA FANTERIA IN BAVIERA . . . , . . . » 286 .1f', ' ' LA SPEDIZIONE INGLESE JN EGITTO. - ,I . rDurelli, capitano f. .t: d'arLiglieria . . . . . . . . . . . . . . . . . » ·295- : , LE POPOLAZIONI DEL GLOBO . . . . . . . . . . . . > 312 /2f'. f: SULLA SPIRITO MILITARE. - HnO'aello Hian('iardi, capitano 1 • bersaglieri . . . . . . . . . . . . . . . . . » 349~ IL FUCILE DELLA FANTERIA IN UN PROSSIMO AVVENTRE. - ;t :-,Clavarino, capitano d'artiglieria . . . . . • . . . » 375 DELL'ISTRUZIONE SUL TIRO. ...:...,,lir'aghi Ce&are, maggiore nel 28· reggimento fanteria . . . " 396STUDIO ANALITICO E GRAFICO DEl MOVIMENTI MILITAR! (con 5 tavole). - , e·. ·caveglla, capitano del genio . . . . » 406 LE PENSio'NI CIVILI E MILITARI A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE. - I,. Conti-Vecchi, ca.pilano di stato maggiore . . . . . . . . . . . . . . . . » 459' _ lL SISTEMA AMMINISTRATIVO DI GUARNIGIONE IN GERMANIA. <? /(} 'I' . .Parlotti . " 53(); /r . 1": -

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'Le guerre dell'iodipendenze. italiana dal 1848 al 1870. - Storia politica m ilitare. - CARLO MARIANI . . . . . . Pag. 319 La squadra permanènte della marina romana. - Storia jdal . 1593 al 1644. - GUGLIBLMOTTI padre ALB"ERTO » 321

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Les marines de guerre. - ETIENNE LAMY . • . . . Pag. Reflexions sur la discipline dans l'armèe françaif>e. - P. DURANO . . . . . . . . . . . . . . . » Historique des atlaques dirigees contre les forts d'Issy e de Vanves. - DE R1v1ÈRES . . . . . . . . . . . » Journal des sciences militairès . » » ·Le Spectateur militaire . . . . . . . . Superficie de l'Europe. - J. STRELBITZKY »

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Tedeschi. Neue Militarische Blatler. . . . . . . . . Pag. ·,studie iiber Taktik der Feldartillerie (Studi sulla tattica del,. 1'arLiglieria da campo). - A. voN ScHELL . . Organ der militar Wissenschaftlichen Vereine. • . Jahrbiicher ftir die Deutsche Armée und Marine ~ In Frankreich 1870-71 . . . . . . » ,Drei Tage in Paris ibi, 3 marz 1871 . ;,

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