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RIVISTA MILITARE 1882 TOMO III

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RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI

.. Serie III. -

Anno

xxvrr

Tomo III.

ROMA, 1882 VOGHERA CARLO, T1POGRAFO-ED1'l'0RE Via Nazionale.


DEL

METODO NEGLI STUDI MILITARI

('l )

II.

l'roprietà letteraria.

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La seconda delle corre nti formatesi nnlla diversità dei cri teri sorti circa la questione delle instit:uzioni militari è costituita, anche essa, da diverse opinioni; le qua'.li concordano nella necessità di un fondamento scientifico a tuLtr gli studi militari, anche a quelli elementari o di preparamento, ma dissentono fra loro in quanto al modo di dar forma a questo concetto nella pratica dell'insegnamento. Alcuni vorrebbero che il metodo variasse a seconda dei periodi dell'istruzione; non solo t;i spetto ad estensione ed intensità ma, anche, in corrispondenza dei gradi militari, presi come limiti della carriera, ai quali i giovani ufficiali aspirano o potrebbero aspirare; come pure· in ragione del le armi, alle quali essi aspirano. Altri, preoccupandosi delle esigenze del servizio, della necessità di avere buoni ufficiali~ della mo le delle conoscenze ad essi utili e necessarie e del poco tempò dispon ibile pel prepar-amento, propendono chi per gli studi tecnici o professionali, escludendo tutti gli altri; chi per quelli di sola coltura militare, lasciando da parte la generale; chi, invece, riducendo al minimo i professionali ed eliminando interamente quelli di cultura militare, propugna il predominio degli studi di cultura generale; anzi v'ha di quelli che a cotesti studi danno tanta impor tanza, annettono tanto valore da pretendere che in (issi so ltanto consista l'istruzione elementare e di (1) Con tinuazione, v. Rivista Mi/.ttm·e fase. cli Giugno 1882.


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DEL METODO

NEGLI •STUDI MILITARI

preparamento dei giovani uffiziali, la parte militare limitando al semplice studio dei regolamenti. Restando nel campo delle discussioni generali, ognuna di coteste opinioni, isolatamente co1isideraLa, presenta copia non poca di ragioni valide, ma quando Lenta di decidere rispetto all'indirizzo da d.irsi all'insegnamento, nei diversi isti tuti militari, in relazione dei principali periodi dell'istruzione e, specialmente, circa i rapporti fra teorica e praticà , allora essa opinione si appalesa insufficiente a r isolvere l' arduo e complesso problema. Essa piuttosto r ivela come sia, ormai, necessario che si addivenga ad una fusione, ad un contemperamento di queste diverse maniere di considerare la questione dell'inseo·namento mi. i, li tare e si stabilisca un metodo razionale, unico, compless ivo, di cui siano modalità, fra loro bene ordinate, i diversi insegnamenti impartiti presso gl'istituti militari, come pure quelli relativi ai diversi e primi gradi della gerarchia militare. Ciò naturalmen te conduce alla necessi Là di una generale revisione dei programmi tutti; tanto 'degl i studi presso i diversi istituti militari, quanto degli esa1~i ~el passaggio da istituto ad .istituto, come pure per le pr~moz10111 d~ grado a grado; in guisa che tutti i programmi riuscissero in fo rmati ad un conceLto uni co direUivo, subordinati acl una norma generale, r ispondenti ad una idea•uni(ì.catrice. In tal modo, s~ 1~al non mi appongo, si potrebbero sfuggire le\·ontinue ripetiz1on1 delle stesse teoriche, sempre riprese ab initiJ il mutamento dei metodi da pel'iodo a periodo nell'insegnamentd e da scuola a scuola, le sproporz ioni nello svi I uppo delle materie, il troppo agglomeramento cli alcune in un solo insegnamento, la eccessiva e non giustificata divisione di altre in disparati insegnamenti. Si gitterebbero, in tal guisa, le basi della tanto desiderata unificazio~1e clei diversi rami della militare istruzione, così teorica come pratica, tanto generale che speciale, pl'oceclen Li Lutti, per logica e naturale p_rogressi?ne,_da periodo a periodo, da fase a fase; in ciascun periodo ed m ciascuna fase rispondendo ad un determinato ordine delle funz ioni che gli u f.fìz iali sono chiamati a compiere nel servizio ordinario. Del problema, frattanto, relativo all'ordinamento· deoli istituii i, mi litari si sono occupati, in questi ultimi tempi, diversi robusti ingegni, anche presso di noi, ed in questa Rivista sono stati pubbli-

reali pregevolissimi lavori di dotti uffìziali; lavori fra i quali va, prima di ogni altro, ricordato quello in cui il colonnello Sismondo tratla la questione degl i uffiziali e dei sottuffiziali in Italia esaminando, -con accurata analisi e con larga sintesi, una copia grandissima di fatti, meltendo in evidenza ·i rapporti estrinseci ed intrinseci, · me,diati ed immediati che corrono fra una quantità di dati e di que.siti relativi alla educazione ed alla istrnzionc intell ettuale e morale degli uffiziali e ponderando il diffìcilissimo argomento special .mente rispetto alle nostre istituzioni mili Lari, ai bisogni urgenti del'l'esercito ed alle condizioni in cui si trovano i diversi elementi che concorrono, o potrebbero concorrere, a formare i quadri della nostra milizia. Il Sismondo, nel dotto suo scriLto, investiga quale ,dovrebbe essere la cultura dell'uffiziale considera to simultaneamente come militare, come cittadino, come gentiluomo, ed a seconda delle funzioni correlative che, rispetto a questi suoi caratteri, è chiamato ad eserci tare nella civile convivenza, in generale, e particolarmente poi come individuo dep utalo ad istruire il soldato e condurlo alla guerra: e ne deduce j[ concetto, il tipo dell'uffiziale modello; de.ll'uffiziale, cioè, non utop isticamente ideato, ma tale definito quale dovrebbe essere, quale speriamo che sia, o· che del tutto diventi. Ed il Sismondo con solidi ragionamenti pieni di sentimento patrio, pieni di affetto per l'esercito, mette in evidenza le :Seguenti proposizioni: « 1° Che l'educazione del soldato riposa in« terarnente sull'auitudine degli uffiziale ad educare, .2° Che questa ·« alti tudine risulta dall'essere gli uffiziali profondamente compresi <e dei sentimen ti che devono i-nspirare al soldato; dall'essere gli « uffiziali profondi conoscitori dell'uomo, delle sue facoltà e dell'arte « di svilupparle e di indirizzarle nello scopo prefisso all'esercito. ·<e 3° Che pertanto l'uffiziale non solo deve essere educato çl quella -« eleYatezza di sentire, che in esso si rich iede come a perfetto sol<c dato, ma ancora in telleLLualmente nutrito di quelli studi letterari -« e filosofi ci che s:viluppano nell'uomo l'-aLbi ~udine ad apprendere << ed esercitare l'arte dell'educare e del governare altri uom ini. -<< 4° Che il mandato, di cui è investito l'uffiziale, quando conduce « il soldato in guerra, mentre da una parte ne meue alla prova ·« l'altew;a e la .fermezza del carattere, dall;a[tra richiede in esso la «< conoscenza delf'arte o -scienza della gueri:k~, J.a quale ha fonda1

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NEGLI STUDI MILITA LU

DEL ~fETODO

« mento ed affinità in tutti i rami dello scibile umano . 1)° Che, « quindi, le facoltà intellettuali di chi aspira al grado di uffiziale « devono essere esercitate, svi luppale ed arricchite per modo da « produrre in esso l'attitudine ad approfondirsi non solo nelle « scienz~ !!Siche e mal.ematiche ma anche, e forse in maggior mi« sura, m quelle mol'ali e soc iali » ( 1) . Alle idee del Sismondo, 1

pure ammirandole, alcun i hannno fatto l'osservaz ione di contenere ~n errore per la troppo elevata anzi, secondo essi, inarrivabile idealità del tipo di uffiziale da lui vaohecraialo • è> nt> . . Ed io ' invece , vorrei che di errori come questo del Sismondo se ne commettessero sp_es~o e che tutti così altamente e rettamente comprendessero la m1ss1one dell'uffiziale; specialmente in un eserci to come il nostro la cui attuale e futu ra missione dev'essere, pria di tutto, assicurat~ dalle più grandi vil'tù militari ecittadine. No_n all_o_ntanandos i dal quesito generale della istruzione prepc1.ratona mil itare, ma limitando però il ra.ggio delle loro considera_zio~1i,.al'.ri valenti scrittori si sono contentati di far no lare, per glt utfiz1al ,, la necessità dello studio dellaleLLeratura, prima di tutto e natnr~l~nente, patria; corne quella che, rivela,t.rice del pensiero e dell ? _spmt? naz.1 onale, animaLrice della fantasia, insp iratrice di nobili sent1ment,, può validamente concorrere a formare la men te ed il cuore dei giovani urfizial i che, per essn, ~ 1eglio arrivano a _co~npr~nd.ere ed a ~enlir~ l'.:tltez:'a, la dign itù ,_ l'Jmportanza della 10 1_0 m1ss10ne . E fra glI st.renuI propugnatori d1 questo concetto, qm corre subito la mente al cap itano Fogliani, il quale nel suo d?t_Lo lavoro << Milizia e letteratura>> (2) dellato con quella soda ernd1Z1one e con quell~1 eleganza di stil e che tul.li in lui mnmiriamo, prova l'assunto propostosi che, come egl i stesso dice « trn la mi« lizia. e. !a let'.er~tura sono, chi ben vi pon mente, maggiori rap« porti d1 som1gl1 anz.l e di affinità che a prima fron le non pafa. « che la loro unione, di cui non solo in Lutto il passato , ma anche· « nel presente, si hanno nobiliss imi esempi, ha una ragione più « profonda che non sia il semplice gusto e il diletto - che dallo « studio e dal cul to dell'una arte se ne avvantaggia fortémente lo, (l) V. Rivist a Militare, gennij iO Ii,78, giugn o, l uglio, settembre e dicembre l8ì7. (2) Vedi Rivista .IJ1!1tm·e, maggio e g iugno JSH.

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« studi o e la pratica dell 'altra - infine, che se v'è una classe di « uomini cui al dì d'oggi incomba in modo specialissimo il cul lo « delle lettere, questa è la classe dei mil itari >> . A diffondere san i criteri nell 'esercito, intorno agli stucli ed allo insegnamento delle mili tari discipline, come pure norme direttive scientiuche e, nell o stesso tempo, pratiche, vol~e a scopi real i, hRnno contribuito finorn e contribuiscono gli scritti e gli ammaestramenti del generale Còrsi; il quah.i con quella sicurezza che gli deriva dalla sua dottrina, tlalla lunnga esperienza dello insegnamento e dalla svariatissima prn tica di Lutti i rami e gradi del ser.:vizio militare, tratta dell 'educazione intell eltua le dell'uffiziale e dello studio dell'a rte militare in relaz.ione dei cors i seguiti presso i divers i nostri isti tuti mili tari , si domanda« nelle odieme condi« zioni dell 'arte mili tare quali sono gli estremi dello studio di tale · « arte , ossia quale estensione e compren,;ione ha egli ques to studio, « quale ne sarà lo svo lgimento più proficuo » e dice che « prati« camen le considerato, lo studio dell 'arte militare consiste, come « ragion vuole, di tante partite o gradi eh~ fanno scala l'uno al« l'altro e sono spiccalamenLe divisati dc1 i programmi di studio « delle scuole mil itari, dalla minima alla mass ima>> . Il generale Còrsi, qu indi, dopo di aver· .proclamalo che tutta la vita della milizia è scuola, prende in disamina i partfoolari cli cijlscùna parte clell'insegnamenlo grad ualo nelle ragion i tan to teoriche quanto pratiche dell'a rte della guerra e, di mostrata [;1 necessità del completo eollegarnen to di esse pal'li, conclude dicendo che« si giunge « cosi al sommo grado della preparnzi me alla guerra , la prepara« zione men tale ». Ma, ritornando alla secondR. corrente di opin ioni, della quale ci stavamo testè occupando, non tulLi guardano la quistione della istruzione mi1iLare sotto un aspetto CO$Ì largo e complesso; mo Ili, in vece, la considerano secondo un trnppo spec:iale e limitato concetto e quindi la fa lsano, pur c1·edendo di r iuscire completi, nè mancando di dirsi llartigiani del metodo scien tifico . Tutti i propugnato ri cli quelle opinioni, che ho citato e che Cormano la eletta. seconda co rrente, tra- · scura.no cli prendere le mosse da una idea dominante capace di abbracciare tutte le contingenze cl i un fatto, per sua nat ura, complesso, tulle le variabilità dei rapporti fra fu nzioni che simultanea- ·


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DEL METODO

mente agiscono, sono di ordine materiale, inlellelluale, morale, tecnico e si trovano per modo fra loro collegate che, ove un solo di quegli ordini venga trascumto o non si considel'i in rnlaziono con gli allri, la soluzione del problema risguardante l'istruzione e l'educazione degli nffìziali r iesce monca e sbagliata. - L'uffiziale, infaui è un elemento di un corpo sociale, l'esercìlo, che mentre, da un lato, ha un proprio modo di essere, è retto da particolari leggi · ed esercita una pecu liare sua funzil)ne r ispetto agli scopi special i per cui è istituito, dall'alLro lalo forma patte integrante dell'intero organesimo sociale dalle leggi fondamental i del quale traacrono . l ~ ragione ec al_le quali mettono capo la vita individuale, le speciali Jogg1, le pan1colar1 funz ioni e l'azione di esso corpo, l'esel'cito, al quale l'uflìziale appartiene. Ogni metodo, qllindi, didattico, che · tendesse a svi!uppare esciusi vamente l'istruzione e la educazione tecnica mili lare del l'uffiziale, trnscurando quellRrelalirn ai rapporti della milizia con l' intero organamento sociale, sarebbe un metodo sl1agliato; in quanto che non potrebbe r iuscire che ad un ordine, rn gran parte, empirico, formale, esclus ivamenlo tecnico, al quale ~11ancl1erebbe la vi ta, lo sp irito, l'anima ,:he de.Yono venirgli dalle alee,_dalle noz_ion i, dai pri ncipi i, dai sentimeni i r isguardanli la v1La intera naz ionale e sociale, cioè dall a cuHuragenerale nelle sue principali manifestazioni . .Ma sbagliato e falso ~rebbe del pari -~u?l 1~1etodo che, viceversa , .nell'isLrnzione e nel la educazione delI ulfiziale rlasse esagerato val.ore ed eccessiva esle 1sione alla cultura generale, alle nozioni relat.i ve alla vi ta nazionale e sociale trascurando quelle più special i del la. cultura mil itai-e, la scienza di guerra, il tecnicismo profess ionale; in quanto che si verrebbe con -esso _m~todo ,a fal~are lo scopo immediato e relativo alle speciali funz10n1 del! uffiz1ale nell'organamento dell'esercito, con la Jusinaa elle il difetto di coltura metodica militare, la mancanza di solide ,c_ono~cenze jntorno all'arte militare potessero ven iresuppli tedall'atL1Ludme, d~lla pratica del servizio giornaliero ed, i.n caso di guerra, dallo entusiasmo, dal sentimento, dal buon senso, e dalla ment.ale dis~osizione dovuta agli studi di cultura. generale. Cotesta lusinga -den va dallo avere assunti come ordinari e normali alcuni casi stra. o'.·d_in~ri eà eccezionali; dal non aver considerato che molti splen:d1d1 risultamenti, otten uti da persone non preparate alla guerra o

!\EGLI S1't:D1 MJLITARl

non fornite di speciale cultura mili tare, furono dovuti sì, non lo si neaa, all'eroismo, al buon senso, alla facile percezione ma, in grandi;sima parte, anche, allo sviluppo generale degli eventi politici e social i, alla natura stessa del moto storico, alle condiz ioni dei tempi; alle ragioni stesse, cioè, alle quali si devono, ~pesso ed in non · piccola misura, atlribuire, per lo contrario, quegl' insuccessi, r1uei disas tri, nel le operazioo i cli guerra che, a prima giun ta e superfi cialmente giudicandoli, sembranrJ del tutto clovu li alfa ignoronza, alla inesperienza od ai difetlo di scienza militare di clii comandarn od eseguiva ordini superiori . Nè con questo intendo di menomare il merito dei primi o di far plauso ai secondi; ma solo di r:cordare come nel 0aiudicare i• falli di auena e nel trarne criteri dirnttivi, sia indispensab ile cli tener presente l'elemento storico, tanto sociale quanto politico, che ha potuto entrare come non ultimo determinante di quei folti. La necessità, inoltre, di una sol ida istruzione e di un serio praparamento militare appo gli uffiz iali risulta mflnifesta 011e si cons iderino i mutati tempi, l'attuale modo di far la guerra, la responsabilità cresciuta, la ;niiiativa ammessa, in re~ !azione dei gra.di, la rapidità con cui s'iniziano, si svolgono, si compiono gli avvenimenti mi litari. La ragione e la cagione del risul tamento ffnale cli una guena non vanno cercate soltanto nell'esito clelle battaglie sì, precip uamente, nei fatLi relativi al periodo di prepararnento sociale e po litico, individuale . e collettiv~, n:ateriale e morale che precede le guerre e può assicurare la vittoria. Ora, più che prima , in quelle solenni crisi della vit.a delle nazioni, che sono le guerre, non la fo rtuna sola. bisogna ritenere cagione cli vittorie e disfalle, di tri onfi e disastri, ma principalmente il precedente indirizzo dato agli ordinamenti mi litari, vuoi cons iderati nel loro insieme e nei rapporti con le istituzioni nazioMli, vuoi nei più piccoli parti colari tecnici; nel momento dell'az ione tutto deve potersi trovare prescritto, Lntto determinato, tutto possibilmente prevedu~o ed in ogni nffiziale assicurato, condizione prin~ a di ogn i dovere, il sapere. E cotesta condi1.ione del sapere, se 111 ogni umana operazione che miri a risultàmento utile, n?n vuol es~ere tra.scL1rata, nella guerra assume del tutto carattere d1 legge: imperocchè nella guerra, duran te l'azione, tulto dipende dalla rapi.dità ed esattezza con che i pens ieri sono concepiti e tradotti in fallo; !

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KEG JJ ST T.: DI MILl1'.\RI

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DE[, METODO

nulla clovrebhe restare nello indeterminato, nulla in balia del caso; il tentennare può riuscire funesto, e chi non sa tentenna perchè· non vede, o tarda a vedere, o vode male: ed i momenti, frauanto, possono assumere immon~o valore. I l sapere può rendere meno sanguinose lo battaglie, più splendidi i trionfi, meno esiziali le perdite; mentre l'ignoranza può rendere infrnttuoso il coraggio, inutil e il valore, vana l'abnegazione o condurre a disastri non meritati ed irreparabili. A questo proposito, colorn che non credono indispensabile per le cose di guerra un severo preparamento scientifico, sogliono ancora obb iellare: e le st1bi tanee ispirazion i~ ed il repente brillare del genio innanzi al pericolo? e lo intuito? Ai quali 110 creduto di potei· sempre r ispondere, e 1·i;;pondo ancora, che· coteste obiezioni ri,,elaoo poca ,,otonlit di studiare; che in tulle le operazioni dirette a scop i reali ed util i, e segnatamente in quelle· della guerra, non bisogna mai fare assegnamento sul rarissimo o sullo incerto se vogliamo risparmiarci atroci disingann i; che l'umana, intelligenza non crea, ma scopre sol tanto rapporti ; che l'intuito, nel suo vero signifìcato, è lafacol!à di rapi<.ln mente percep ire le relazioni fra le cose e !'idee; che il genio, nelle cose di guerra completamente obbicttivo, è la facoltà. di celeramenlc scorgere i più opportuni modi di tratlnne in fallo i concelti snrli dall a chiara percei ione delle cose e dei rapporti edisapere indirizzare quei JÙodi, con sieurcaa di propositi, verso nno scopo ben determinato;\ che, fìnaltnen le, intuito, genio, ispirazione, sarebbero parole vuote di senso o,·e non implicassero una esatta notizia dell e cose, l'attitudine e l'esercizio del medi tare, una sostenuta atle:nione, il sapere. La sola pratica, nemmeno quella della guerra, può bastare a formare un buon uffizial e se non preceduta, accompagnala, sostenuta da solide conoscenze, nella misura del necessari o: imperciocchè la pratica sola non può dettare tanti modi cli soluzione, por quanti sono in guerra i casi ed i problemi che si possono presentare e l'uffìzi ale durante la guerra avrà bensì l'occasione di svolgere il proprio Lc'llento, attuare le proprie conoscenze, completare la precedente istruzione; ma, se al momento opportuno, egli si troverà di non possedere le ne- · cessarie nozioni, queste, per fe rmo, non gli verranno di rnpent.e e per un miracolo d'intuizione: ò mollo proba.bile, invece, che il loro difetto gli conturbi la mente, lo confonda ed egli, fra le appa--

r enze di casi imprcvccluli ocl inopinati. quantunque coraggioso e valo l'oso, si perda . . Dal confronto cli tulle le finora ricordale opini oni e proposte mtorno ai metodi per l'ist.rnzioni degli uffi ciali, come pure da lle accennate con:;itleraiion i, a me pare che meglio emerga come sia necessaria, anr.i indispensal, ile, per riso I vere cotesto problema, la giusta misura, il prncleolc contemporamento degli opposti, la cura dei contaLti int.irn i o real i clelle iclee co rrelative, lo sceverare le superflue dall e cose necessario ma dclìncndo e de_terminantlo .lle1:e in che queste consistano, il saper co nnettere razionalmente 111s1eme principii e norme, leggi e regole, teor ica e p~·atica, in og~i grado dello insegnamento; non cioè con lega.mc estri nseco, materiale, apparente ma, invece, :secondo l' intima loro _essenza, dirotta. cli pendenza. naturale derivazione ed a seconda cli un concelto Uillco, dominai; le, il quale nell 'ord ine reale dello insegnam ento militare jnformi la ·meute diri gen te come, nelle openizioni di guerra, deH' informare il co mando . A qu esta misura, a questo contemperamento panui non abbiano posto ben meni.e co loro che, messi pe~· la v_ia ~lell'esclusi1'?, :Dghegaiano la prevalenza assolula, o quasi, chi cli questa, chi d1 quella ~ r1·a Je cliyerse branche dell'istrnzione e, men tre ne c1·1mos1rano co n grande copia di argomenti, l'impor tanza, riescono realmente p~. eh issi mo esaHi; in quanto che trascurano il valo re delle allre parli, 110n rrtrnrda.no alle ~s igenze dello insieme, non comprendono il necessa~·i o collognmento dello discipline affìn i, si lasciano trascinare da 1111 facile process:;o cli eliminazione, non credono necessaria che la scienza ch'essi pr0diligono, perdono la. misura ed approdano a criteri e sentenze assolute, le mi.Ile miglia lontano clalla realtit delle cose. In tull e le quistioni, inrnco, e segnatamente in quelleche rìguarclano l'azione, il fa tto, la realtà, nulla v'l1a cli nssoluto, tutto è relati rn; di tnlto esiste la misura che, per ciascuna funzione, deriva. dai rapporti che questa ha con le altro e con l'insieme nella ~ossi bilità determinata dalle contingenze del tempo (elemento stonco) e del sito (elemento localo) r ispetto alle diverse società., civilt.à, Stati, nazionalità, governi ed instiLuzioni . - ~ò mancano i sostenitori delle più di screpanti opinioni di afforza,rle con la citazione di sentenze_e scruarci d'illustri scrittori antichi e moderni: ma qui cade io acconcio


.J.i.

DEL METODO

l'osservare che, quando si vogliono farn delle citaz.ioni a convalidare qualche asserto, bisogna andare molto gLrnrdinghi; altrimenti, anche noi volendo, si può incorrere nel difetto di coloro che a schiarimento di una opinione sostenuta quando anche con un sofisma, ,?rehdo~o da ~pere rjputate, qua una frase, Ji' un periodo, dove l 1ntes1.az1one dt un capitolo e questi frammen [i col lecrano e dispongono a forma di mosaico; senza accorgers i, gli onest[ o iidando, quei che non lo sono, che i lettori nonsi accorgano come quelle frasi, quei periodi, quelle sentenze, quei motti, non hanno il più, delle volte, un valore assoluto, ma sì quello 1:elativo all'argomento trattando il rruale vennero formulati; quel valore, cioè, che loro deriva dalla idea complessa di quel ragionamento, del· quale l'idea speciale eh' essi rappresentano forma parte essenziale. Tolti dal loro posto, se non ben scelti, se non tolti nella loro iiitegrità, o se non uniti ad un rapido cenno della idea fondamentale a cui .appartengono, non solo quegli squarci non rappresentano più l'idea delloro autore, ma possono servire a corrobornre una. id ea del tutto diversa. A furia di citazioni, I.oli.e dal più mora.le dei libri, si potrebbe redigere un li bro immorale e viceversa, e potremmo far dire a sommi scritLori quello ch'e~si non hanno avuto rnai in animo di voler dire . Così, ad esempio, per restare nel nostro argomento, la. fra$e una ~osa pe1' 'VOl~ci e bene che forma il titolo d~rn divisione del IV capitolo del Bam (,1) e le parole« in quasi tutti i rami di s~udio vi sono dei grad i di acquisizione e ciascuno di guesti suffi- ~ c1ente per un dato scopo » ivi dette trattando della SJ)iecrazione dei . . . ' ' . o tenntm, citate cosi, senz altro, potrebbero essere, come sono state, fraintese.ed assunte anche a convalidare l'opinione chegli studi nellapreparaz1one debbono procedere, per qualità. e quantità, a. seconda delle posizioni che l'uffiziale può prendere nell;i sna carriera, limitando le div~1:se cog!1izioni per gradi e per categorie, molte omettendo, ~ltre nducendo al minimo, il resto presentando, per conseguenza., m modo slegato senza principii fondamentali, senza criterio di unificazione, riuscendo alla conseguenza che ogni ramo dello studio possa sussistere da sè solo senza. necessità di nozioni affini. In vece

(l ) La,

scienza del!'.;duca ,Jone.

SEGL! ~TUD T llTLlT.\Rf

non è questo il pensiero del Bain; il quale mentre propugna la nccessi tit d i limiti razionali nello insegnamento di una. data materia, a seconda degli scopi, espone in quel capitolo come vada intesa la massima che ne forma il tito lo e nota che sarebbe falso il prenderla nel senso di circoscrivere l'intell igenza e l'operosità menta le ad un solo ordine di considereiioni, ma bisogna interpretarla quantunque sempre nei limiti relativi agli scopi, nel sen~o di claroca rn po alla men te cli a[errarn con ordine i rapporti fra varie cose affini, dalla notizia dei quali derint la possi hili li:t della comple!a conoscenza. della cosa. che si vuol .approfon dire . Perchè si possa coglier · bene il pensiero del Ba in, non basta, dunque, ricordare soltanto il titolo di quel capito lo e le 1estè citale parole, ma bisogna o tutto r iassumere il ragionamento del Bain, od almeno trascrivere quel periodo di cui quelle parole fanno parte e nel quale esse assumono il giusto loro sign ificato: eccolo. « Nellaeclucaz.ione scientifica bene « intesa , i primi princip ii e gli esempi fondamenta li con pa.rtico« lari scelti in ogni grande scienza, sono la. vera base dello stud io « profondo e completo di ogni singola scienza. Ciò non si direbbe « evidente nella ma.tema.t.ica, prima fra le scienze fondamentali, ma << si applica '[)erò a tutte le a Itre scienze. Non si può essere buon « ch imico se non si poss iede, da nn lato un buon sapere di fisica « basata sulla matematica e {!all'altro qualche cogniz ione di fisio(( logia. La piena conoscenza di un soggetto qualunque implica la. « wnoscenza di ogni caso che lo concerne e che possa gettar la << luce su di essa, quantunque per altro non sia necessario di essere « cosi padroni di questi ausili ari come del soggetto in cui concor« rono ». E questa. idet1 il Bain ht completa, alla fine del capitolo stesso, citando le seguenti parole del Dav ison : « Un individuo al(< levato a pensare ad ùn soggetto, o per un solo soggetto, non « sarà mai buon giudice in questo preciso soggetto, mentre che <, l'ingrandimento della sua cerchia. gli conferisce maggior sa.pere . « e facoltà in ragione rapida.mente crescente. Ciò succede delle idee « non quali unità solitarie, ma. raggruppate e combinate; e così « fanno tutLe le cose che rientrano nella vera provincia di una stessa « facoltà mentale, intrecciandosi e sostenendosi l'un l'altra. Il giu- · « dizio sussiste nutrito, per così dire, dalla comparazione e dalla « distinzione ». Mi pare dunque che le idee del Ba.in invece di av-·


NEGLI STU»r )1\LlTAlH

DF,L METODO

valorare le opinioni degl i eccessivi elimina tori e Jimitalori degli st.ud i, le combattano e le relLifit:hino. Non di rado sono, poi, cor-,i ed hanno acquistato credito non poch i errori o, per lo meno giudizi inesrttti, solo perchè ayyaJo rati s?fìst.icamen.te da sentenze antiche o modeme. Così , per esemp10, trauando dell'istruzione, si e deuo e si suol e ripetere che «pluri bus invenLi:;minor es t adsingula sensum»; e,su questa sentenza basandos i, alcuni vi dicono che val meglio imparare poche cose e bene, anzi una cosa benissimo, che molte e male, o mediocremente; e si persuadono cbe, per imparare bene una cosa, basti e sia indispensabile di chiudersi nella più limitata sfera delle idee immediatamente inerent.i a quelht cosa ed ;vi analizzarla, sv iscerarla (è i_l l~ro Lermine predil ello) e, per conseguenza, approdano al_la conv_mz1one che, volendo saper molto, si fi nisce col saper niente : ~1?percjoccbè, vi_ r ipetono (è un'altra sen tenza, fa vorita) quanto pm si guadagna rn estensione, tanto meno in inrensità; qua~to _Più in superficie, tanto meno in profondità . ~ell e quali op11110111, se v'ha del vero, v'ha e molto di falso e questo deriYa dal non voler considerare la. quistione dell'insegnamento nel suo complesso, dal non aver ben determinato cosa vuolsi intendere per conoscer bene una cosa, dallo aver preso nel senso letterale quelle sentenze_ che, se pur si vogliono r itenere come aforismi, vanno pet'ò sempl'e mterpetrate a seconda del metodo che attualmente domina nell e investigazioni scien tifiche; metodo basai.o sul concetto di connessione ed unificazione e seguen do il quale· tanto più si oro()'red_isce in. ogn i scienza, quan to più, trattandola, si guadagna i~ es~ens10ne; cioè, quanto più essa si coltiva nelle sue relazion i in time ed immediate con le scienze affini; perchè megl io, in tal modo~ si vengono, a mano a. mano, scol'gendo nuovi elementi, nuovi a~petli, nuove.relazioni, nuove leggi, donde la percezione clel la. legge tondamentale che governa tutte le modalità di quella scienza; e si cogl ie'. al_la fine, il principio, la ragione del luLLo, nel la quale sono le rag10rn delle va.rie manifestazioni del fatto o dei fatt.i che formano l'obbietto di quella scienza . Le cose, dunque sarebbero mal not~, la scienza che se ne occupa mal compresa, h~ pratica che ne deriva mal condotta, non si potrebbero reuifìcare le idee preconcette, non le false supposizioni, non le ipotes i arbitrarie, ove le

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investigazioni fossero fatte mantenendosi nel concetlo limitato espresso in quelle senteze. Non meno infausto errore sarebbe però il voler dare alla. connessione dell e scienze affini un tl'oppo largo significato e riferirla ad una troppo vasta zona nel campo sconfinato dello s;~ibile. La cnra., certamente difficile, dovrà essere quella .cli contenere quel concetto nella ragione dell e nozioni affin i, per gruppi cli materie strettamen te correlative; nei limiti, cioè, del ra._ zionalmente necessario, ma non mai però al disoLto di questi li. miti. Si comprende infatti come, per studiare bene i fenomeni e le leggi del calorico, non sia necessario di conoscere fi lologia comparala., per esempio, o numismatica; ma. è chiaro altresì ,come 11011 s: possa fa r senza della conoscem:a delle altre parti della fisica, o delle più impo1'Li nozioni intorno alle ,tl tre scienze naturali, o delle matematiche elemen(ari. Si comprende come, per studiare la geograua militare, non sia necessaria la conoscenza del calcolo sub li me e tanto meno , per esempio, del dir it to canon ico; ma non si ccmprendereb be qL1el!o stu.dio senza la esatta nozione delle più importanti parli dell'arte militare alle qnali si con nette e delle quali, anz i, è la sintesi Jocale, come non si comprederebbe senza il sussidio delle principali conos1~enze intorno alla storia generale, alle scienze naturali , alle social i, alle matematiche. Com prendo che, per studiare razionalmente la storia dell'umano incivili- . mento, non faccia assoluta mente bisogno di conoscere., per esempio, la teoria delle macchine o quella dei minimi quadrati, ma farebbe ridere chi dicesse non indispensabile lo stud io della geog1·afia, non necessari gli elemen t.i della lel.Leratn ra generale, del la fi losofia, delle scienze sociali; come fa rebbe ridere clii affermasse che coteste scienze o le mili tari si pos~a no studiare bene soma fondamento di conoscenze storiche . '.lfol!i parla110 di "pecialitil.; ma bisogna notare che se uno dei, cosi dett.i, special isti non curasse cli studiare e co ltivare la sua specialità in base alle conoscen1.e dell' ins ieme scienLi fico a. cui es!:ia appartiene, non potrebbe r iuscire che uu gretto empirico, se non del lntlo un ciarlatano . Il riclrirre al semplice lo sluclio delle materie vuol dunque essere fatto con grande accuratezza, come con grande ponderazione adoperalo il metodo della eliminazione; alt.r imenti l'escludere al.enne malet'ie invece di riuscire utile alie non eliminate, invece di ANNO XX.Vll, VOI.. 111


DEL METODO

permettere un maggiore sviluppo- di queste, potrebbe riuscire loro dannoso ed ànzi impedirne la completa percezione ed intelligenza. Se, supponiamo, le scienze ci, b, e, d per la loro stessa natura, o per lo scopo dei nostri studi, formano un gruppo, non è vero che noi eliminando, per esemp io, le b, cl pe.rchè apparentemente meno iinporta.nli, avremo meglio provveduto al completo e più profondo studio delle a, e, più direttamente r ispondenti al nostro scopo; che anzi togliendo le prime, mo llo probabilmente, avremo tolto il modo a ben comprendere le seconde; perchè avremo forse tolto ciò che di queste costituisce la forvrn, il legame Intente, o il mezzo per la loro sitntesi obb iettiva, ovvero la possibilità per la subietliva: credendo cli far bene e di ridurre al semplice, avremo fatto mollo male e complicate maggiormente le cose. Quando, per conseguenza, in fatto d' insegnamento, si vuol ri dune, si riduca; ma, rispetto alla quan tità delle materie, non scendendo aldisotto del numero volut0 dal loro nesso scientifico, in ognuna cli esse, poi, secondo le esigenze di cotesto nesso, limitando le nozioni al l)iù importante tanto rispetto alla teoria che alla pratica e specialmenl.e curando che dallo studio di quelle materie, per quanto elementare, possa direttamente, spontaneamente, emergere la ragione di ciascuna come pnre quelh delle loro relazioni e la conoscenza di tutte proceda a seconda, del principio loro coll ettivo. In tal guisa saril possibile dr ruT1vare a quelle ristrette nozioni pregne di sapere che il Romagnosi considerava come l' ultimo processo del perfezionamento scientifico (,f) . Tenendo, nell'insegnam ento militare questo sistema non si potrebbe dire che studiando simultaneamente, per esempio, geo grafia militare, fort ificazione, logistica e sLoria militare si studiano quattro mater ie cli verse; ma, in vece, apparirebbe chiaro che si studiano quattro modalità cli una scienza sola, tanto fra loro connesse che, aJ,Jzi, il simultaneo loro studio conferisce al piu giusto appprezzamenlo cli ciascuna) ne rende più facile e più spedila la percez ione; spec.iulmente perchè ognuna cli esse trae vantaggio d.ar crit.eri che si svolgono nelle altre. Percltè questo van taggio non riesca, però, il luso rio è necessario che lo svolgimento delle materie, nella loro connessione, proceda in modo rispondente al grad0, (lì lloMAGxosr. -

Del l'indole e dei {atto,·i de!ì'fncivilimen!o.

NBGLl STUDI .\JfUT.\RI

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d'insegnam ento che si vuole impartire ed allo scopo cui, con esso, si mira e tutLi i crite1-ì si fondano in un criterio· solo direttivo che renda possibile e facile il passaggio a studi anche più eleva ti e più estesi. ~è questo sistema, accuratamente segui to , conferjrebbe poco a dissipare con i suoi prati ci risulta.menti quell e, spesso, esagerale apprensioni cli coloro che credono dover r iuscire pee lo meno inutile lo studio cli alcune brnnche dell'ar te mii.ilare alle scuole preparatorie; perchè, essendo gli ali ievi privi affal.Lo di cognizioui militari a.I cl i là dell e impressioni cli qualche parata o( al più, del maneggio dell'arma e della scuola di plotone imparati nei collegi, non possono afTerrare le ragion i delle teoriche riflettenti le operazioni mil itari . Potrebbe l'iuscire utile, non nego, che, prima di entrare nell,1 scuola o nell'accademia mi Iitare quei gio vani facessero un ti rocin io pratico di cose mili tari; ma non credo se ne trarTebbe un grande vantaggio, nè che ht sua mancanza ingeneri quel nocumento che si teme: basta tener conto della es igua parte ch e, in fatto di esercita~ioni militari, potrebbero prendere ~111ei novizi in un tirocinio che non potrebbe non essere cli brevedurata, risguarderehbe soltanto superficiali, frammen tarie e materiali operazioni e non darebbe, per conseguenza, modo a conoscenze sufficienti ad agevola.re, quanto si spera, le cliflìcottà. inerenti agli studi professionali. Dopo quel breve tirocinio gli allievi non si troverebbero che pochissimo avanzali, rispetto ai loro compagni che non lo <Wessero fat to. A me pare che tutti gli scopi desiderati potrebbero raggiungers i ove, negli studi professional i, muovessero cli pari passo e sempre con ginsta misura la teoria e la, prat ica affidate ad uno stesso insegnante ed, anzi, che la prima in grnn parte si svolgesse traendo argomento dalla realtà. di problemi cleterrnirnu i .e gl i allievi, al progredire degli st.odi, eserru o issero conelaLive esercitazion i militari ed, inol.tre, di tempo in tempo, aiìsistessero alle manoHe della. guarnigione e vi prendessero parte assumendovi, a. seconda del corso a cui appartengono, le funz ioni relative ai diversi gradi del comando, fino a quello di cap itano . E queste esercitazioni, come pme gli stt1d i teorici, troverebbero utile completamento nei viaggi d'istruzione già introdotti presso tutti gl'istituti militari, a fi ne d'anno; viaggi nei quali gli scopi sia.no


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DEL METOD6 'NEGLI S,T UDI :lll LITAUl

però cosi ben definiti ed i temi, a seconda dei sili, con Lale prnvvi genza determinali, che gli alliev i J)Ossano. ad o(}'n i p iè sospinto ' . V sollo la direzione e lit responsab ilil/1. degl i uffìziali insegnanti, risolvere qnesili riguardanti non solo e separatamen te le siugole materie studiale durante l'ann o ma pure, ed oserei dire precipuamente, le loro pratiche relazioni, che meglio ri escono evidenti sr, considerate nella varietà dei siti e dei casi, sernndo scopi compless i. Una posiiione, i nfalli , non clev' essere cons iderala a secondo di aspeui separati o di speciali problemi di topogra fia militare, cli Latlica, di fortificazione, di aniglieria ma, invece, vuol esse;'e studiata rispetto al concorso simulLanco di tutte queste parti clell'mte mil itare e seco ndo un problema.so lo ben clefìnito; alla riso luzione del q,ualedeb bano concon ere tutti quegli elementi cli azione, come an iene nella realtà della. guen a. Ed a. qnesli esercizi è tanto piu nece;;sa.rio di ab ituare pel' lempo gl i al liev i i11 quan tochè, nell 'epoca nlLuale, un uffìziale qualu nque, nella sfera anche delle sue attribuzion i, può trnvarsi nel caso e nella necessità. cli personifìcare in sè stesso simultaneamente il topografo, il tal.fico , il fort i(ìcat.orn e l'an igliere vuoi nello intento di scegliere, occupare, attaccare o difende re posizioni milita ri. vuoi, ed avYiene spesso, in quello di riferire intorno alla, possiJ) il itò. o conven ienza di alcune operazioni taLLiche, od a.Ila misura con che possono o devono concorrervi i diversi. elementi e fatto ri dell'azione. E, ripNo, cote;;to lJl'occ,ì,W di studi, simultaneamente ed indissolubilmente teorici e pnirici, può essere seguilo taaLo presso le scuole elemen lari e di preparnmenLo, lp.ian lo pre:;so quelle snperiori e di perfezionamen to, purcliè e nelle une e nelle altre gli studi siano informati allo :;[esso criterio direttivo, i metodi uni fica.t i, in quanto a princip ii, in un metodo so!o, i prob lemi proporzionali al grndo di coltura ed agli scop i e, ,;pecialmenle, si cfo tempo al tempo, non si acceleri oltre il poss ibile, percl1ò qnocl cito crescit celen·ùne marcescit e gli allievi potrebbero trovarsi nelle non invidia.b ili èondizioni del!e oche di Strasb urgo . l\on mi pare dunque impossibile, coni e alcuni. hanno creduto, di meuersi e progredi re negli stud i m.ilitari senza di aver pratica di cose mil i.tari ~ualo1:a _l 'insegnamento proceda ordina.lo, progressivo, graduale, le ,~ee v, s1 svolgano per via d'inclagini le nozioni teoriche vi si acquistmo sempre accompagnate con le pratiche e completate, per anà· Ì'

logia, con la notiz ia anche di quelle cose che direttamente ed immediatamente non si ha il modo di verificare servendosi, per ciò, di carte, di fiaure, di modell'i, di plastici, cli descrizioni e di monografie. In gen;a.le la diffico ltà cli mettersi e di progreclire negli studi di cose non ancora note o poco conosciule, viene non solo diminuita, ma del tutto rimossa. dal metodo con (',Ui le si fanno studiar-e; dal modo, cioè, come sj presenta.no alla osservaiione, all a meditazione, alla indagine le une dopo le altre a seconda. della loro genesi e diretta derivazione; dalla chiarezza con che si espongono i caratteri salien li cli ciascuna ed i più importanti rapporti di essi caratteri, nello intend imento di farne cogliere il nesso dal qua.le si possa desumere la legge che li governa. Che l'istruzione ed il tirocinio possano camminare di pa.ri passo ed anzi quella. debba precedere questa viene giornalmente dimostrato dall'inviamento seguito per tutte le profession i: non si procede, fo rse, così per l'ingegneria, la medicina ) la. leaale e via dicendo? ,Come pure, c111ello che si pratica in ' t) Lutti gli studi professionali cli preparamento èlimostrn poco ponderata l'opinione che gli allievi delle scuole militari solo quelle nozioni debba.no acquistare le quali sieno riconoscinLe stretta.mente necessarie al disimpegno delle funzioni relative ai primi gradi della gerarchia mi li tare, il resto lasciando a.Ila. individua.le operosità ed alla. esperienza del sen izio: fanno fo rse così gl'ingegneri, i medi ci, gli aHocati, ecc .. eccj parrni' di no . Un allievo ingegnere, invece, prendi amo acl esempio l'ingegneria, che non ha mai osservato 111acch ine, nè preso parle a lavo ri cli sorta, studia matema.t.iche applicate, mecca.nica, macch ine, costruzion i di ogni maniera, le nozioni téoriche avvalora.odo con la notizia dell' osserrnzione o della esperienza altrui e si fo rma così, un'corpo cli dottrine che gli spianeranno la via alla pratica del la ingegneria ed al pro(ìcno esercizio della professione. Di rado gli avvetTtt, ;n cotesto esercizio, cli tnlte mettere in pratica le cose imparate, cli tutte dirigere le costrnzioni che av1'à studiate e forse nemmeno di prendervi parte, di tutte vedere ed elfeltivamente esaminare le gra.ncliose opere cli cui avrà calcolato teoricamenle i modi, I insieme, le parti. Ma quelle teoriche ' qneol costrui ion i, per ben compren- · n i studi in torno a <arandiose :.. dere le quali, nel loro insieme e nei loro particolari, avrà dovu to applicare le più sva.riate modal ità della scienza clegl' ingegneri, gli


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DEL METODO

NEGU $l'(;D! MILITARI

s~rvira~no, 1~er fermo, come fondamento sicuro a qualunque marner~ di pra~ica c?e gli occonerà di fare. Forte di questi studi, nei qnal1JRsua rntelhgenza si sarà svil uppata, quando l'all ievo incregnere si a.tr~cce:·à alla ~-ealtà della espel'ienza profcssionrde propi~a, le cos~~li rrnsc1ran no lacd1 ; saprà, senza tentennare, come vadano trat.tat. 1 problemi che può essen\ chiamato a risolvere e se 1)nre 1~011.~vrà mai l'occasione o la t'ortuna di dirigere grandio se oiere, s,:p1a p~rò comprenderle vuoi nella loro importanza, vuoi nelle ddfi~o (t~ che presentano, come pure rispetto ai metodi ed ai modi per llllzi~rle e cundurle a termine e potrà quindi, con sicurezza P1:endern pari.e nella misora dell e funzioni affidategli, non solo, _passare, anche, ove occorra, :il disimpegno di funz ion i mag"iot 1· ~arebbe, dunque, nel preparamento della professione. dell'ingegnel'la, un errore di metodo iJ voler limitare le crrnoscenze a quanto_ può soltan_to occorrere, pel disimpegno dei propri obbli<>h i ad u? ingegnere di ?rado inferiore: il resto, i maggiori studi , le ;iù ampie conoscenze rimandando ad altra epoca quando, cresciuto in grad? ed_in esperi enza, queli'ingegnere ne sentirà il bisogno . E potr~ e~l1, allora, _completar~ la sua istruzione fondamenta le? e gli 0 ohl~l1oh1 del pr~pr~o s_tato gli,e_ne las.ceranno il tempo':) e le gior~1al~~re occu~nz,om gliene oftnranno 1] modo e la possibil ità? e non e P1~1 P'.·.obab d_e eh~ rruel povero giovine ingegnere, avanzando negli ~n'.11., s 1'.1~bet1s:'1 ,1.n t~na s~era r.istretta d'idee e di occupazioni, in cu, 1 pa_i t, col:m s 1ng1ga.11 L1scono, le regole diventano tiran ne il moi~do _rntelleLLuale si. restringe in limili insormontabi li ed ~cri i resti, v1La.. sua ·0 · l' . . naturale dura nte, nelle umil i e meschine . co11 a··IZ!Olli e1. un pr~nc1p1ante o si perfezion i materialm en1e in una sotl.obranca del mest1er_e dell a quale, forse, non arriverà nemmeno a compren~fore _tuLlo 11 valore, l'imporlanza ed il porlato, perchè a lni 0 1 ~no_~1, o mal noli, i pl'incipi i fondamentali della scienza delle costruzio'.u:? Ora, se questo è vero per l' ingegnere, co me lo è pel medico per _J av.~'o.ca~o ecc . -_ecc: p~r~~è non lo sa.l'il per l'nftìziale? perché c~u~"ta 1.1~rosia per 1 })l'J11c1p11, per le teoriche, per l'elemen to scien Li_fico mili tare e per le generali tà negli studi professionali militari ~i"p:eparamento? Non nego, e sarebbe erro re il negare, elle nello ll1:,e.,nam~nto elementare e di preparamento non conviene abusare del le teon che e delle generalitli; ma dall'abuso all'uso ci corre. I 1

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principii teorico-pratici desunti da studi a. larga base voglion? essere il fondamento ad ogni solido edifizio d'intellettuale educazione; il quale, così fondalo, potrit progredire senza tema. che si_lesioni, o che tentenni, o che debba essere lascialo a metà. Nello rnsegnamento aiuar bene pria. di Lutto, le fondamenta.: e, per me, le fondament~ non sono cosLiluiLe so ltanlo da regole, da numeri, da casi pratici ma, essenzialmen te, dalla conoscenza. del metodo nelle indagini, dai principii , da.Ile leggi, dalle idee generali direuamente desunte dallo studio delle cose reali considerate parLiLamente, nei rapporti, nello insieme: le rego le ed i numeri, così procedendo , vengono ~pont.anei, vengono chiari, possono essere'. anzi, non imposti agli alli evi ma da essi stessi form ulale e fissali. A ragione, quindi, come norma pei buoni studi, viene propucrnato il criterio di sLa.bilire bene, e pria di tuLto, i principii; chè i ;articolari ad essi, poi e senza stento, verranno ad unil'si. Non bisogna inoltre diffida.re della gioventLL , purchè la si sappia. guidare; non bisogna. restringere l'orizzonte intellettuale in un perioclo di studi ed in una. etit in cui la men le è più vivace, l'intelligenza più elastica, Ja fantasia pronta, il cuore vergine. Esponete la scienza in 1uoclo che i ocriovan i se ne innamorino:' dimo$Ll'atevi voi stess i di essa sineeramente innamora.ti, e voi vedrete miracoli . Volete fo rse, credete possibile provYedere a.cl una. educazione intellettuale e morale largamente e sanamente intesa, quando JamenLe si sarà insugherita vuoi per l'età, vuoi per la troppo pro tratta .ripetizione di pratiche esteriori che, alla lunga, fan perdere l'abitudine delle idee generali9 L'insegnamento \ ilementare e di preparamenLo , a punto per questo suo carattere, clei'essere affidato a professori veramente dotti, sperimentati, volenterosi; che il loro mandato assumano come la più grande delle missioni e ],l cui voce abb ia l'autorità che deriva dal grado, dalla riputazione acquistata, dai servizi resi. Nelle loro mani il metodo scientiuco-slorico darà subito utili ssimi r isulta.menti; i quali difficilmente possono spera!'si se l'insegnamento affidalo, meno ca.si eccezionali , a giovani od inesperti professori che, quantunque pieni di buona volontà, dovranno per lo me~o, col loro tirocinio, fare e:rperientiam, i1i corpore ·vili. A questa eletta schiera di giovan i docenti gia. da prima. affidato l'incarico di aggiunti o supplenti ai professori t itolari ; sotlo la. loro direzione facciano il tiro-


DF.f, ~lETOOO

cinio dell'insegnamento ed, ha tempo opportuno, li sostituiscano., Così il metodo non soffr irà detrimenti; anzi si andrà, a mano a mano, perfezionando e nelle scuole se no manterrit, ognora ringiovanila, l'utile tradizione . Il metodo scientificamente prntico, applicalo con accorgimento e co~ zelo negli studi anche elementari, dimostrerà ad evidenza che le regole non desunte da principi i sono, regolo aride, vuole, difficili ad impararsi, non facili ad applicarsi, faci li ssime a dimenticarsi; mentre assumeranno il loro vero siani. o ficato, avranno vita, saranno fertili di uLili e s"variaLe applicazioni, non vorranno mai dimenticale se dedotte, con severità di metodo, da. principi i fondati sulla razionale indagine delle cose reali. ì\Ii pcrmello d'insistere su questa opinione perchè ne sono pl'ofondamente convinto, so no felice che mo lli lo siano, amerei che tutti lo fossero e credo che si tratti di una quistiono urgente, so vogliamo gittar le basi di una soda educazione intellelluale nella generazione che cresce cd alla quale saranno af'ftclati i destini futur i della nostra patria. Questa mia convinzione o le ragioni di sopra addouc circa la nccessilil e possibi lilh di un intimo contemperamento dei sistemi d'insegnamento in un so lo, non Ol i perm eite por conseg11 enza di associarmi affatto a co loro, apparLonen li a Ila categoria degl i eli minatori, i quali nel periodo di preparamrnto pres:-o le scuole militari , darebbero assolu1ame111.c il predominio agli studi di cnllura generale ed abol irebbero, del Lu Lto, ·q11clli di coltura militare, riducendoli ai soli e nudi regolamenti; a q11 esta op inione dicendosi attralli dal· considerare la rnriabililà dello fonti che giuano giovani nella scuola militare, dal bisogno sempre crescente di ufficial i, dal le aumentate esigenze del sapere tecnico e, insieme, di coltnra generalo a dal tempo , che si va sempre più restringendo, disponibile per la preparazione: quei limiti minimi assegnano agli studi profe-;sionali in considerazi one che, l'allievo , pel fatto di uscire da.I la scuola, e preparato solamen Le fino al grado di cap itano. E cotesta opinione io la veggo sostenuta anche da rngguardernli persone; ma, nondimeno, non posso in modo alcuno persuadermi come, ri segando nelle scuole di preparamento gli studi di coltura militare, lrmitanclo Lutto alla co- . noscenza dei regolamen ti, ed abbondando in coltura generale si possano a,•ere, come si afferma, buoni ufficiali bene el(uilibrati, capaci

NEGJ,1 STUDI MILITARI

di acquistare poi la coltura mi li tare in mezzo all'esperienza del mestiere ed alle impressioni del servizio giornaliero con l'opera della istruzione personale, che a me pare non sia possibile, salvo raro eccezioni, o non possa r iusc ire seria nelle agitate occupazioni del servizio, se non quando si siano gittate, con calma, in un surficicnte periodo cli preparamento, le basi necessarie per progred ire, Le scuole professionali, che durino però quanto occorre, addestrano, danno l'indirizzo scienti fìco-pratico, pt·cparano un ambiente intcllelluale, foggiano, per via cli abitud ini mentali che si contraggono, un sicuro avviamento, seguendo il quale si è poi nella sicurezza di poter progredire: in questo vantaggio e riposl,:da loro ?r!nci?ale ragione. Mi pare poi una esagerazione il credere che l'1st1tuz1one presso la scuo la militare e l'accademia militare di cattedre_ d'a~-te militare, faccia « sì che ogni insegnante si schiuda un proprio oriz« zonte, i li miLi del quale si allargano e per l'amore all'insegna« mento e pel metodo stori co oggi in vigore», Una esagerazione maggiore, po i, il dire che lo studio di coltura mi litare possa co~durre l'allievo a considerare, nel proprio giudizio e nella propria allività, qual parte affatto secondaria lo studio e la pratica. dei regolamenLi; che rarissimi potranno essere quegli alli o,,i ai quali, nel corso intero della loro vita militare, potrà riuscire utile quella cultura, mentre da essi i colonnelli altro non esigeranno so non la perfetta conoscenza dei regolamenti. Pria di Lutto osservo che gli inconvenienti addotti sono del modo come \si applica il metodo scientifico-storico, non del metodo stesso e facil mente evitabili . Chi vi dice, infatt.i, che ogni professore debba. a suo tal ento allargare l'orizzonte del proprio insegnamento, oll l"Ci limiti necessari? Se avrete ben delermin,tta la misul'a dei singol i insegnamenti secondo le relazioni logiche ed i rapporti che devono corroro tra le parti e il tutto, se avrete fissato programmi razionali ed assegnato un numero strettamente necessario di lezioni per svolgerli, se avrete affidato l' insegnamento a persone meritevoli', se sapretè sorvegliare l'istruzione per modo cho i singoli insegnamenti com·ergano, come raggi, ad un centro ove si fondano completandosi a vicenda, se in~omrna saprete mantenere la cl isciplin:i iDtelletLuale dello intero insegnamento, siate pure persuasi che, anche presso le scuole elementari, eviterete l'afia ·tellamento ed otterrete una istruzione uni- ·


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DEL .\!ETODO

forme nella sua varietà, ordinata nel suo svil uppo, reale nelle sue teo riche, scientifica nella sua prat ica, elevata nella sua sempliciti1, elementare cioè e, nello stesso tempo , profonda. E che la profoditÌI de.i concetti si possa bell amcnt.eassociare alla chiarciza e sempliciti1 della esposizione e la scit)nza insegnarsi senza tradiria o falsarla è sta lo ,·ed è cl i continuo dimostrato dalle opere di quei Yalenli professo ri i quaIi hanno avulo ed hanno Yeramen Le a cuore l'istruzione della gioventù. l i Tyndall in sei lezioni fatte in nanzi ad 1111 giovan o udito rio, nel 11867 ha trattato l'argomento del caldo e del fredd o e, quantunque con ronaa semplicissima ed accessibile a quelle giornni intelligenze, ha pa rlato il linguaggio della scienza alluale, nulla falsa ndo , nullaornollendo ed ha, cosi, efficacemente contribui lo a rendere popo lare una gr,rnde somma d'id ee nuoYe, sane e feconde ed a far cumprcnclere, nella loro integrità, le moderne teorie a gioYin cLti e gioYinelle ; ai quali per lo più le ,·erità scientifiche sono presentale o monche, o secondo vieti metodi, o fram mentarie, pcrchè da moli.i è ritenuto che a quella eLà non si rifletLe, certe cose non si possono comprendere. lo inYece penso che, per non incolpar se stessi di poca at tidu dine, alcuni maestri incolpano gli scolari di poca in telligenza. E qnesto metodo clel Tyndall lo vanno seguendo molti dotti profes sori teneri, non cli far sfoggio della propria dot~rina cd erudizione, ma cli ri uscire vcrnmente utili agli allier i ; nè si trascura, fo rtunatamente, da non pochi diligenti uffiziali preposti allo insegnam ento . delle cose militari presso·gl'isLiLu ti di prcpa ramenl o, collegi, scuola militare, accademia militare. E qui mi goùe l'animo cl i poter esprimere la mia ammirazione per l'opera recente del capilano )lazzi lelli; il quale in un Yolumetto ha rinni lo la prima parte delle sue lezi oni cli arte mili tare date alla nostra accaclem ia mii ilare ; opera nella qnnle .- si traila di strategia, di organica e di logistica da un punlo di , ista seriament e scientifi co, ma con tale metodo , con tale fo rma, secondo tale 1·ispo11denza, sohrielit cd iinnonia di criterii teorici e pratici da potere quell'insegnamento riuscire chiaro ai giovani allievi i quali, come premette lo stesso :\Jazzitelli « hanno il cuore cli soldato, nul la « più che il cuore ; sì che ogni cosa riguardante l'arte della guerra « è per essi nuovo)> . Il libro del Mazzit elli è la più concludente . risposta che si poteva dare a coloro che vorrebbero escludere clal_!'insegnamento elementare ogni studio cl i cultura mil itare. Su quel

NEGLI S TUDI )Ul, ITARI

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dibro si può scrivere, senza Lema di cr"t·are, il motto che spesso LroYiamo imi libri antich i di scienza : Tndocti clisccmt ament meminisse periti . Lungi dunque dal riuscire cli detrimento allo studio dei re<roli11nent.i io credo che la cultura mili lal'e lo prepari, lo. agevol i, lo n . completi : impcrciocchè i regolamentisa l'an no Lan10 megl10 compresi , imparati, appl icati. quan to più direttamente connessi con lo stud io fondamentale, quantunque elel).)entare, della scienza. di guerra: e qLLell'uffizialc saprit meglio applicare i regolamenti, il quale li a.vrit, imparali a seconda delle l'agioni scien1i fichedi cu i essi sono l'ultima e concreta espressione : egli saprà. all 'occorrenza, trontre spcdienti per la sol uzione di prohl ern i non preved uti dai regolamenti stes.,i . « Tant i! est Hai, diceva il Fallot ai s11.0 i allievi, qn' il n' y a pa:; de « positi on si dimcile, de cil'constance:; si 6pioeuses, qu'un homme dc « coeur et de lète ne pui~se s'en tirer avec honneur, lorsqu' il Yeut « paycr de sa personne et qu' il sail uliliser ses connai ssances Y> . Un'istruzi one mili tare scieoliflca ben condotta non solo non fa rà di -sprezzare i regolamenti ed i più minuzios i particolari del servizio, ma in\'ece li farà amare, perchè li farit comprendere in tulla la loro im portanza; non solo non farà scioccamente insuperbire di sè l'uffiz iale colto, ma invece gli cl ad1, la coscienza del poco che sa in confronto di quello che doffebbe sapere, o che.gli resta a conoscere e lo conforterà a maggiori stndi , e lo renderà. modesto, laborioso, devoto ai superiori , allento, conoscitore insomma dei suoi doveri : l'isLruzione non dù cattivi c!Tct.ti che qu[tnclo è mal condotta\< Yous << avez été poussés assez haut sur la rouLe de la science (è ancora. il « Fallot che parla ai suoi all ieYi) pour vous aperceYoir que la car-« rière de l'étude e$t inri nie, que-l'hor·izon recule et s'ùlend it mesure « qu' on av,tnce. Marcbez-y donc d'un pas ferme et persévé ran t, « afi n cl'aller aussi loin que Yos fa culLés Yous le pcrmetLenL, surs « d'arnnce qu c tou t ce que yous saurez sera toujours tres-peu de « chose en comparaison de ce qui vo us reste ò. apprcndre » e fini sce dicendo « bienlO Lla carrière vo us sera ouverle, fou rnissez-la aYec <e honneur: nos veux Yous y suivront. Allez, moutrer par YOtre « conduile excmplaire, votre ardeur et. votre inlelligence dans l'ac-<< compli ssement de vos cle\'oirs, la o,;pc,ntanéité dc Yotre obéissunce (\ et l'équité dc votre cornrnendemenl , quel sont les fru iLs dc$ ci,-<< scignements que vous a\'ez reçus ; alor~, quelle que soit la ré-


'.'ìEGLI STLiI>T Ml LlTAIU DEL )fETODO 28 « ussile que la Providence réserve à vos éfforts, vous emporterez « cette récompense qui dédommage de hien des oubl is et de bien

des injuslices, l'estime de vos chefs et l'amitié de vos camarades, et la tranquillité d'une bonne conscience ('I)>> . )I i pare inollre, che si denigrino i colon ne ili quando si a~serisce eh' essi altro non pretendono dagli uffìziali arrivati ai loro reggimenti che la conoscenza dei regolamenti : mi giova credere, invece, che non vi si~t colonnello il. quale non ami, inolLre, nei suoi uffizial i una ben intesa,culturn mi-· litare e non sin. tenero della loro istruz ione, non ht promuov~. non la incoraggi , non ne tragga proGtto pel migliore andamento del ser-· vizio e per preparare, in tempo di pace, il reggimento alle esigenze· della guerra. Veggo anzi con infinito pin.cere come e dai comandanti dei reggimenti e dai generali tutti si curino , si promuovano, si diri gano e conferenze e esercitazioni e studi, oltre la cerchia dei regolamenti , ed anzi a megli o render questi noti n,el loro sign iGcalointimo e nelltt immensa. varielà delle possibil i appl icazioni. Io, dunque, non saprei in alcun modo dar ragione a coloro che· dallo insegnamento elementare, per formare l'uffiziale, vorrebbero el iminare del LuLlo gli studi di coltura militare e dare il predominio a quelli cli cultura generale: io non eliminerei nè gli un i, nè gli altri; perchè ritengo che debbano e possano andare insiemo. purchè limiwLi al necessario ed accordati bene fra loro nella uni là dello scopo; ma sostengo che, ove assolutamen le. fossi chiamato ad optare fra i· due, io elim inerei piuttosto quelli di cullura generale; per la sempli cissima ragione che negli studi di cultura militare, se cond?tti bene e stabilili su larga base, possono essere incliretlamente, e son.O,. inclusi e trattali almeno i.n parte quell i di coltura generale; menlre che in questi nè sono, nè possono e:ssere svolti i professional i militari. Per conclorre un plotone, dicono alcun i, non è necessari o di sapere cosa abbia fa,Llo Federico Secondo, Guslavo Adolfo o NapoJeone; ed io potrei obbiettare, a che può servire, per condurre il plotone, il sapere come si è svolta la civil tà dei popoli, quali sono· le teorie cosmologiche, quale è il concetto della Divina Commedia e qua li sono i pregi dei più rino mati prosatori italian i? La verità sLa in ciò, che non è dal punlo di visLR del saper condnrre iI plotone· <<

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.che vuolsi soltanto considerare l'i struzione intellettuale e morale; scienlifìca e letteraria clell'ullìziale, ma invece bisogna prendere le mosse da un concello molto più ~levato e complesso. Non sarò it• .cerlo quegli ell e di1'il la bestemmia di non essere necessaria all' uffiz iale la cullura letteraria, ma, poslo con le spalle al muro, dirò che gli ri uscirà sempre più ulil e la militare (geografia mil itare, tattica, ·storia mili tare ecc.); in quanto che, studiando su buoni autori di cose mili tari, polrà colt-i vare anche la lingua e lo stile, potrà acquistare qualche conoscenza letteraria, nienlre, trascurando la. cultura militare per la letteraria, cla questa non gl i verranno le nozioni tecniche, sc ien tifiche, p 1·ofessionali, necessarie, di arte militare. Per riusci re ad un risultamenlo mi le e razionalm ente pratico, anc!Je in questa di(flcilc per quanLo impo rtante qui stioue dello insegna mento mil itare, non bisogna es5ere esdusivi, non eccessivi, non gL1i dnticla idee precon.:.ette; l.Ji sogna ricordarsi ad ogni piè sospinto, che iI ginsto ,è nel mezzo; che, come gli antich i delLnrono « est modus in reb us, sunt certi denique rìne.; , quos ulLra citroque nescit consistere rectum )> ; e si aniverà volentieri alla conclusione, nella quale si potranno armonizzare e fondere tutte le opinioni, che, serbando la dovuta misura, propo rzionando i mezzi agli scopi, progredendo ordinatamente, si può e si deve, anche per gli studi elementari, seguire il metodo scientifi co storico ; nel quale le due culture, la mil itare e la generale, entrambe indispensabi li ali' uffiziale, si fondano e scambicvol mente si completino. Non bisogna esagerare; in questo preceLLo sta il segreto della riuscita, del successo . Ecl esagerano mi pare tl~tti coloro che propugnano quei metod i. esclusivi che ho finora r icordali; come pure quei che credono , come pare che creda il Binncardi in un suo , per altro, pregerolc scriLlo (-1) che « da noi, in JLali a con umi « coscienza recentissi mtt di naz ione, senza un cumulo cli memorie, « di glorie militari, senza una aristocraz ia militare ered ita.ria, « senza tutto quello che sostiene al cl i f110ri e alimenta nello « inlcrno noslro la virtù militare, bi;;ogna che l'uf(iziale tragga « tutta la sua. potenza morale, della sua vil:,t inte1·iore >> . Esagerano; perchè in Italia, nè lo spi1·ito militare, .o.è la coscienza pub( I) V . Itivista Milttm·e ~gosto 188!.

(I;

Luro11~LAnn F AI.Lor -

Cours rì' art militaire .


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;(EGl,I :;.T(Dl llll.lT.\l<T

DEL )!ETODO

blica nazionale, nò il sentimen10 di corpo, nè le virtt'1 pubbliche e privale sono in così deplorevole condizione e l' uffìzia le, nel curare la potenza morale della sua vita interiorE', non ha penuria di nobili esempi, di grandi ricordi, nè pochi ammaestramenti può ri: trarre dalla cultul'a militare e dal la geuel'ole, ove si facc ia ad interrogare con an imo aliettuoso la storia di ques ta sua madre, l'I tal ia. ~Ii pare alquanto anche esagerato l'asserire che « avemmo pure « una generazione di ufficiali che cresciuti in mezzo alle ansie della. <J: nostra. rivoluz ione si educarono ai più alLi e vivi senLimen ti patrii: (< ma quelli che or vengono su, ignorano tullo cruesto e il solo « interesse sembra ch iamarli alla vit,1 militare». Si esagera: ed io, che non son più gioYine, leggendo quelle parole mi sento spinto a protestnl'e in norn e della nostra aLtuale gioventù mililflre, di questa nuova generazione che, non meno di quella surta uellc agitazioni delle nostre rivoluzioni, sente nobilmente cli sè, disprezza i materiali interessi, lia la religione dell'onore, ama la patria ed, o,,e occorres.sc, saprebbe emulare le più belle virLù civi li e militari della generaz ione che l'ha preceduta ed adempiere sLreuuamenteal proprio do,·ere. 1'ello stesso modo esagera, Lanlo chi chiama di ornamento le nozioni di scienza militare, quanto chi quelle di scienza sociale; come esager~ quel pedagogo che, dimentico dei moltep lici studi e delle svariale esercitazioni, ai qual i si deYono dedicare, pretenderebbe che gl i all ievi ufficiali stassero da mane a sera col dizionario della crasca per le mani e di altro non si occupassero che di·pesare le parol e secondo le regole clell a più pura proprietà; ecl. anzi, si rnantenes:;ero lontani dallo slud io della lingua francese, per tema che avessero poi ad infrancesare le fra si italiane; come esagera e chi ripete che lo studio della matematica è LntLo e chi, non sapendo di matema tiche, dice che se ne può fare senza e che il loro vantaggio è piu conrnnzionale che reale. Dalle considerazioni finora esposte, finalmente, io sono indotto a ritenere che tutte le opinion i intorno allo inviamenlo dell'isl.rnzìone militare, per formare buoni uffìziali , si possono accordare ed i diversi vantaggi ottenere tutli pella misura '. dello scopo comune, informando l'insegnamento al metodo scientifico storico raz ioHalrnente applicato nell a indivisiu il e unione della teori a e della pratica. In siffallo pl'ocesso possono trovare facile e naturale

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svol,,imento Lulte le necessarie rnodalitiL dell' istruzione, tanlo elemen~are quanLo superiore, vuoi di preparamenlo, vuoi di perfe- · zionamento, cosi la cultura militare che la generale, la matematica, le scienze sociali, la leLLeratura, i regolamenti; purchè non si al_Leri l'armonia. dei rappo l'ti (rn le parli ed il tntto, tL seconda. degli scopi; e il Lullo venga regolato da nn concello direUivo un ico , veramente sintetico, chiaramente fol'mulato, fermamente mantenuto. Questo metodo, per lo studio delle operazioni militari, si può Lraclurre nell a. normfi seguente : alla quale, nella misura delle mie cleuoli forze e nel la sfera dell'insegnamento statomi affidalo mi sono con rnnla"'rio finora tenuto : cioè seguire, a passo a passo, on le più importanti e successiYe trasformazioni e modalità di un concetto che, in origine, è 01'ganico sociale; poscia, enlrnndo nel dominio delle scienze di guerra. ed informandosi ai principii generali della strale!!,ia, diYenta da. prima organico militare, indi si rnnta in concetto logisti co e, finalmente si esplica siccome concetto taUico; con In. quale ullima fo rma esso governa l'applicazi one della energia sul campo dell'azione immediata ed è, in tesi generale, alluazione, e nello stesso tempo, ripro,·a di tulio il precedente svolgimento del le operazi on i logistiche etl organiche. L'azione tatlica, info.tli, tanto sarà più efficace quanto più opporL11no sarà slato l'indirizzo strategico, accurato il precedente processo logistico e, per conseguenza, quanto più conveniente l'organamenlo della potenza dell'esercito; organamen lo che, alla sua. volta, l.anto potril essere più risponden Le agli scop i definitivi della. guerra, quanto più concorde alle condizioni soci ali della nazione e quanto più queste progredite; cioè quanto maggiore la fo rza viva intellettuale, morale e mal.eriale cli essa . Così riesce chiaro che la gucna, lotta di fatto ch'estrinseca e completa quella dell'iclee, è tutela d'interessi, affermazione cli dil'ilti, an-iamenlo alla soluzione di problemi sociali, modo cli progresso; che gli eserciti quali le nazioni; che la villoria dove maaaiore la risullan le di LutLe le fo rze nazionali , dove maggiore l'armonia dei diritti, dei poteri e delle funzioni sociali e, nel campo dell'azione, dove meglio connesse le teoriche ed unificati i principii dell'organica, della logistica, della taLLica; doYe con più diligenza in tempo di p11ce si è provveduto a sapere come si deve fare la guena. c)<')


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DEL METODO NEGLI S1'lJDI mLITAIH

. A schiarìmento ed attuazione dei criteri che mi sono permesso d1 !ormulare in questo mio scritlo, mi propongo di trattare, in seguito, fargo mento più speciale dello studio e dell'applicazione . della fortificazione.

ENR ICO C0SEN1'1N0

IN UNGFIERIA

ilfaggiore ciel Genio.

NOT E IPPICHE

(I)

XXII. Esposizioni di cavalli . - Si fanno esposizioni ippiche regiunali in ben quarantotto luoghi . Per simili concorsi, lo Stato dà lire cinquantamila. Con questo sistema, ogni anno, vengono presentati al Giiwy circa2500 ca.pi equini, in LotaliLh appartenenti ai piccoli allevatori. In queste occasioni, per opera dei membri delle commissioni ippiche regionali, si fanno conferenze di ippolecnia popolare, si clisti·ibuiscono opuscoli , tendenti a rendere l'allevamento dei cavall i facile e razionale. A coteste esposizioni il governo fa acquista•:e stalloni di un anno, al prezzo med io di lire 500 e li introduce nella manckia di Mezohegycs. Giunti questi stalloni all'età di quattro anni, lo Sta to li vende al la privata piccola industria equina, a prezzi moderati ed a pagament i rateali. Quanti imitabil i esempi! Come traspare in tutte queste disposizioni la intelligente cura e il vivo interesse dello Stato al progresso ippico e particolarmente all'allevamento sparso , diffuso, eseguito dai piccoli proprietari I Imperocché è a sapersi, che fondamento (l) Continuazione, v. Rìvista Mi!ttai·e fase. di giugno l~S2. ANNO XXVI!, VOL . \ Jl .

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lN UNGHERIA

della ungherese industria equina, non sono già le molte mandriEl' p~dron~li, spett~nti ai ricchi Magnali. Base dell'allevamento ippico è, rnvece, 11 sempre crescente numero di cavalli mio-liorati ed allevati nelle stalle degli agricoltori, dei contadini, i q;ali adibiscono ai lavori campestr i le loro cavalle fattrici. Molto razionalmente, gli sforzi dell'alta amministrazione ippica ungherese, non si prefiggono il solo compito della distinzione della produzione, ma tendono invece, arditamente, alla sua estenzione numerica. Questo risultato è soltanto conseguibile per mezzo dell'allevamento diffuso, suddiviso fra i piccoli ed innumerevoli allevatori. E Ja riuscita è assicurata, poichè l'impresa non richiede l' impiego di fo rli capitali ed è pressochè totalmente fondata sul lavoro e sulla ·produttività del terreno . Riuscirà, ripeto, perchè r isponde ad una imperiosa e favorevole condizione, che è quella della richiesta pressante e del facile e sicuro smercio per i servizi dell'armala austro-un o-ari ca e di pressochè tutte le cavallerie europee. L'allevamento ip1~r.o non accentrato, ma diffuso e, starei per dire casalvnqo oLterrit in Un' ' ' gl~e.ri~ sempre maggiori risultati, perchè in esso ha larga parte la ut1hss1ma legge economica della divisione del lavoro . Agli errori di ippotecnia, di cui non è immune la o-rande massa degli allevatori ungheresi, riparerà l'istruzione zoo te~nica, che il Ministro di agricoltura ungarico si sforza di di f ondere con oo-ni mezzo ed in ogni sua fo rma. Condizione essenziale di riuscita ;er l'allevamento ippico è dovunque e costan temente la seguente. Fa d'uopo che il cavallo sia in realtà uno dei principali ao-enti motori agricoli : perché in una regione possa fiorire la ·ind:stria ippica è indispensabile la possibilità d'impiegare, su vas ta scala,· i; cavalli nei lavori campestri. Di tali fortunate condizioni abbonda !'Ungh~ri a ol~re a o?ni credere; perciò colà esiste una rigogliosa industria equma ed 11 progresso ippico ha ass icurato un brillante· e ri~rnneratore avvenire . Vagheggia.re la moltiplicazione della specie equm~ ed a~Lenderne il . progressivo miglioramento per alt.re vie, è sospirare, mvanamente, dietro una ch imera. - Avviso ao-li allucinati ippofili d'Italia.! . . . l'l

N0TE I PPICHE

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xxr tr.

·,

P1iszta. - Allorchè il valore del suolo era imio-n ificante ' nulli. ~ mezzi ~i comunicazione e quasi impossibile la mano d'opera, per cogliere un reddito purchessia da enormi zone di fertili terreni .sorse la p1Mzta, ossia mandria selvaggia, libera, alla maniera eh~ noi in Italia chiamiamo bracla. La puszta somministrò a poeti ed a pittor i argomenti a stupende creazioni. Ogni pusztà ha la sua luno-a tradizione di amori , di brigan ti , d'incendi, di caccie, di morie d-i cavalli, e, nori difficile a credersi, di paurose appnrizioni. Oggi il valore accresciuto dei terreni e le grnndi imposte che sopra. vi gravitano, vanno lentamente facendo sparire le pnszte. Fra qualche anno, i caratteristici capannoni, gli abbeveratoi col vicino mazzacavallo, i paglia.i fatti e collocati per modo da rammentare una: piccola borgata, i li beri galoppi a stormo, le lotte fra gli stalloni per il possesso delle femmine, non li potremo altrimenti vedere che nelle r iproduzioni oleografiche, onde sono fin d'ora ab~elliti i saloLti degl'innumerevoli ippofili Magiari. E, come vedesi, il solito cammino della industria rurale; lento sì, ma fatale, irresistibile. Ai pascoli naturali delle 11uszte, vanno sostituendosi i prati artificiali ed i campi per la coltivazione dei cereali. È in una parola il graduale passaggio della agricoltura estensi'rn alla intensi va; fatto economico di capitale importanza e che potrà, in un avvenire, forse non molto remoto, fare dell'Ungheria il paese più ricco d'Europa.

XXIV. . Cavalli cli trnppa. - Ebbi occasione di assistere ad un ispez10ne alle truppe passata sulla piaz.7.a d'armi di Buda da S. A. R. Imperiale l'Arciduca Alberto; vidi inoltre due grandi parate militari,


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NOTE IPPICHE

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IN UNGHERIA

J rari contadini che camminano sullo stradone, o che trovansi nei

per ricorrenze fest ive nazionali . Le evoluzioni, com'ènaturalepoco o punto mi interessa.vano; quello che mi premeva di vedere era lo stato, la condizione dei cavalli di truppa. La cavalleria, a giudicarla così. da lecita e debita distanza, mi parve montata su ca valli di belle forme ed in bnone condizioni. I cavalli di artiglieria sono lonLanissimi dal possedere la tarchia.tura, che si richiede nelle batterie ital iane. Negli attacchi si cura la uniformiLà di pelame nei cavalli. Comprendo perfeLLamente come ciò non abb ia seria importanza, e so benissimo, elle le pariglie non vanno faLte a rigore di manLello, ma bensì a seconda delle forme possedute dai cavalli, ed, essenzialmente, dei loro mezzi meccimici; ma è indubitato, chelo sfilare al trotto di venti o trenta mezze batterie, attaccate alla. maniera soprarammentata, presen La all 'occhio dell'osservatore un assai gradevole spettacolo. Rinrn si entusiasta dei plotoni a cavallo delle batt.erie montale, réitende batterie. Anche qui i cavalli erano raggruppati a manipoli di cavalli grigi, sauri, hai. Mi fecero l'effetto di veri plotoni di cavalleria leggera . i\'Ia basta su ques to Lema, poichè non vorrei dire di più, nè di mono di quanto realmente costituisce la verità. Non è campo mio cotesto, epperciò ben volentieri, faccio ritorno alle note ippiche, puramente ippiche. ·

campi, a non grande distanza, salutano con rispetto. Anche una famiglia di zingari, attendati all'ombra dei pioppi, guarda e sa-Iuta. I laboriosi contadini e i pigri zingari, riconoscono che la carozza ed il vestito del cocchiere appartengono agli Zichy di Lang, epperciò non ci sono avari delle loro dimostrazioni di alto rispetto: Ed eccoci al ca.stello-podere di uno della nobilissima stirpe deglt Zichy. Attigue al castello sono fabbricate buone scuderie; si estendo~o viali per trottarvi i cavalli; nè vi manca uno eccellente ma.n~gg10 scoperto. Visitiamo anzitutto i cavalli vnt1·odotti per la vendita e non possiamo a meno di rimanerne ammirali. Ma pur troppo ~on incontriamo i tipi che si cercano e fa d'uopo di smettere sollec1Lamente il carattere cli acquisitori di cavalli, per assumere quello di appassionati visitatori cli una importante mandria equina privata. Visitammo sul prato le cavalle-madri di pieno sangue. Esse sono realmente splendide. L'uniformità, cli taglia, di forme, tli mantello, è, in questo gruppo di fattr ici, degno di ammirazione. I puledri entrano cli buon mattino nel prato. Ali' ora in cui noi li vediamo - 9 ant. - essi sono raggrupati all'ombra di un alta siepe di ontani e non curano menomamente le buone ed abbondanti erbe del pascolo; poichè in iscuderia essi hanno di già mangiato, prima. della uscita, della buona biada; e perchè sanno che stassera troveranno nelle apposite concoline un'altra razione di · avena. Poveri puledri bradi, plebe equina, che per isfamarvi dovete percorrere, passo a passo, i vostri magri e aclnsti pascoli I Ma si rìtorni lestamente al gruppo cli puledri di pieno sangue. Per iscuoterli da quella loro pacata quiete , e vederli fare qualche allegra. corvetta in mezzo al pascolo ' ri corriamo a naesti e suoni indescrivibili. A malincuore, scrollando le testoline, cogli orecchi abbassati indietro, guardandoci con occhi pieni di sdegno, finalmente si decidono ad attravesare di~gonalmente il prato. E q~ti, anzichè la mia penna., ci vorrebbe 11 pennello di qualche sommo pittore di cavalli . Tutti indistintamente questi puledri cli pieno sangue, hanno statura precocemenLe vantaggiosa e sono dotati di caraLLere buono, quasi direi, affabile; tanto si lasciano avvicinare e visitare a, tutto nostro a.g io. E ciò fa onore a chi dirige la mandria, poichè è prova sperimentale della bontà del metodo cli alleva.mento .

·,

xxv. A Lrng ci si m-ri,'tt da Sthulweissenhurg con una trollata in carrc,zza di. due ore. L'ampio stradale che percorriamo, è null'a!Lro, che una lunga sLl'icia. di polvere, dell 'altezza di un decimetro, che s·i distende dall'Alba Magiara, al castel! o degli Zichy. Questa. pretesa strada è fiancheggiata, a sbalzi, da acacie e da pioppi di lussureggiante vegetazione. Le erbacce degli orl i .s~radali, hanno qui una insolita vigoria. A destra ed a sinistra distenclonsi prati, pascoli , campi sterminati. Ad ogni momento incontriamo stormi di cavalli, di buoi, di maiali, di pecore, di oche. 1lfandria ippica pri'IJata. -

..


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IN 1,;'.S'DIIER!A

Ho no~ato che i pascoli delle cavalle e dei puledri di pieno- sangue, ~nz1chè essere recinti di steccati in legname, romanescamente, staccionate a due e tre filagne, alla mandria di Lan<> sono circondati da .fili di ferro. Non mi pare buon sistema. La ~~accionata costituisce un ostacolo visibile anche a distanza; i fili di ferro invece non si vedono che da vicino, e non mi pare improbabile, che nelle fre~uenti corse all'impazzata dei giovani puledri, a qualcuno non abbia a toccare qualche guaio. Dai prati ci recammo ad una scuderia a box, dove sono ricoverati gli stalloni di già. adibiti alla monta e quell i che, fra un anno e fra due, dovranno fecondare le cavalle fattrici della mandria. Tutto è lodevole. ~ra i puled1:i dei box, notammo un sauro, pieno-sangue, di tre anm, che possiede ossatura e membratura atletiche. Ecco uno stallone, che vorrei acquistato per un Deposi to di monta italiano. La gen~a1ogia lo dichiara di pieno-sangue; la sola ispezione invece, Io ascnverebbe alla classe dei Roadste1· . . La visita ai registri di fondazione della mandria fu quella, che, ma~pettatam~nLe, doveva determinare in noi un senso misto di gioia e d1 dolore ad un tempo . Giudichi il lettore se non ne avenmo buon motil'o . Io non farò a!Lro che i-iassumere una pao·ina del vecchio libro manoscri uo. n Risulta da questo , che l'attuale rnzza ippica dei Lanaer-Zichv venne fondata nel 11790 . Base di cotesta mandria furono :,walli di sangue Romano e Napolitano. Ecco i nomi delle cavalle-madri . V~lorosa, Aurora, Biondina, Superba, Sincera, Atbina, Sposa, 1Jfir~bella, Dfedusa, Stellata. Ed ecco i nomi degli stalloni. Bri'.llantino, ilforo, Alleg1·0, Amoroso . . Al leggere questi nom i italiani manoscritti in capo a quel li bro d1 razza, è impossibile non sentirsi traspo rtato a malinconiche ri fl ess io~i. Ma io mi asterrò dallo scriverle, memore che troppo si è, fra.~01, a~usato delle sterili invocazioni al nostro glorioso passato. Imitiamo I nostri antenati; superiamoli se è possibile ... e torn iamo in carreggiata.' . M~n~elli p_redomi nanti nei cavalli i laliaui importati a Lang erano 11 g~·1.g10 ed 11. morello. Questa prenlenza di colore era, pochi anni addietro, nei cavalli Romani e Napolitani ancora un fatto eviden-

) 39 'L issimo. Il baio ora va, presso di noi, rapidamente pigliando il sopravento e ciò in obbedienza alla ridriesta, la quale, oggi più per ragioni di moda, che per altro, dò, la preferenza al baio ed al saiiro. Il registro della razza di Lang era tenuto con esattezza, come si può arguire dalle annotazioni fatte ad ogni singolo capo equino. Si tiene conto delle cavalle rimaste infecondale e di quelle che abortivano. Nei primi anni dello impianto della mandria, i prodotii sono indeclinabi lmente venduti al prezzo di circa lire 400 per capo. Più tardi soltanto, l'anno tazione dice: Teniito per razza. Passano cinque, otto anni, senza che cotesta dicitiira si ripeta. Era selezione, in and in, nella sua più pura espress ione. Uno studio più approfondito su quel registro darebbe, a parere mio, materia a non inutili disquisizioni ippotecniche e se ne potrebbero dedurre opportunissimi insegnamenti per gli allevatori. . Imporlanti song le annotazioni concernenti l'età raggiunta dai capostipiti della mandria. Parecchi morirono in età di 28 e di 30 anni . . . . . ritornamm(• a Sthulweissenburg; indi a Pest per ripren,lervi il lavoro di rimon ta. Lt memoria della mandria di Lang, non sarà cosi fac ilmente cancellata dalla mente dei visitatori . NOTE IPPlCHE

.)

XXVI.

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..l.

Kincsem. - Kincseni I Tesoro mio I È questo il nome di una celeberrima cMalla da corsa, posseduta dal barone BlascowiLz. Efiglia di Cambuscan, rinomato stallone di prima classe nell~i R. mandria di Kisbèr. Per oltre cinquanta volte consecutive, non battuta mai, trionfò su tutti i campi di corse europei. Il suo nome è in Ungheria universalmente noto. Ebbe l'onore di fotografie, di oleografie, di opuscoli illustrativi; àiede il suo nome a foggie di vestire ed a cappelli per le signore ; perfino una varietà di champagne ungherese, decorò la etichetta ·della bottiglia col ritratto e col nome della incvincibile cavalla . Attualmente, giovane ancora, è scomparsa dall'ippodromi. Se ne


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rN UNGHERIA

parla però dovunque ed ardentemente si desidera di rivederla a seguitare .il corso dei suoi lucrosi trionfi. La raaione del!' allontanan mento dal mondo ippico di questa temuta cavalla, alla quale erano oramai vietati dai programmi di corsa i principali ippodromi di Europa, è la seguente. La Kincsem mi fu detto, è zoppa, è dilombata I Venne coperta e fecondata da Buccancer. Se la virtus pat1·iun non falla gravemente a se stessa, il prodotto che nascerà da così eletto. c~nnubio, fra tre o. quattro anni, farà risuonare di applausi i campi d1 corsa del vecch10 e nuovo mondo. Dico pensatamenle de1 niiovo mondo, poichè, dopo i recenti trionfi di froqiwis e di Waii~all, è impossib ile che i corridori della vecchia Europa, non vadano m America a cercarvi splendide rivincite.

XXVII.

Stalloni governativi. - Complessivamente, i sette Depo.siti di stalloni erariali contano da "750 a i!SOO, capi. La loro porzione maggiore proviene dalle mandrie dello Stato. Il prezzo della monta è da due, a dieci, lire, per gli stalloni ordinari. Per quelli di grande distin7.ione è di lire quindici . Per gli eccezionali, come Buccaneer e Cambuscan, è di lire mille. Si noleggiano stalloni ai proprietari di raiza, al prezzo di 400 o 1000 lire per capo e per stagione di monta. Il numero delle cavalle· coperte, non deve eccedere il quaranta. Gli allevatori tolgono a nolo, alle suddette condizioni, da 80 a 400 stalloni all'anno . La stagione cli monta dura da marzo a giugno. In quest'epoca, glr stalloni dei sette Depositi, vengono ripartiti in 600 stazioni di monta. Cuoprono cavalle quattro volte la settimana gli stalloni in età di 5 in 6 anni. Montano tutti i giorni quelli che hanno oltrepassato il sesto anno . Vengono salite dagli stalloni erariali da 55 mila a 63n~ila cavalle all'anno. Ogni stallone ne cuopre da 30 o 35 per sta:g1one. La fecondaz ione, in media ordinaria, raggiunge il 65 per cento. ·

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~ OTE IPPICHE

Gli stalloni oggi esistenti nei Depositi, sommano a ,1780 e possono · classificarsi nella maniera seguente: 75 di puro sangue inglese; ,i,5 » arabo; 550 di mezzo sangue inglese; 4-50 » arabo; 220 >> normanni; 230 >> Lippizani; 50 » Nozfolk. Il rimanente è di sangue ungereso. Gli stalloni atitorizzati sono in proporzione troppo esile di fronte · al grande numero di cavalle annualmente coperte. Esi~tono per · contro molti, troppi, stalloni liberi, privi di ogni garanzia e valore ippotecnico. Questi stalloni costituiscono una vera e potente causa perturbatrice del progresso ippico; è a loro cui vanno addebitati certi prodotti completamente sbagliati , che pure non mancano in Ungheria. Si sta preparando una legge restritti va, allo scopo di ridurre al minirnwn possibile, questa sorta di accoppiamen ti operati contro ogni razionale principio di vera ippocultura. Il progresso clell'in~ · dustria equina è evidente laddove agiscono soltanto riprodotLon · maschi erariali od atitorizzati.

XXVIII . Csikòs. - Il suo posto più appropriato è il dorso nudo di un ca- · vallo; la p1tszta è la sua regione predi letta. In città il valentuomo · ci viene di rado e malvolentieri, po ichè il camminare a piedi e fra case alLe e allineate, è per lui cosa umiliante e difficile, Il Csikòs è di tagli a aitante, slanciata; di forme asciutte; ha lo sguardo sicuro, con(iclente ; è bruno di pelle, porta lungh~ baffi, che· bcia ed a•.tortiglia ad ogni momento colle tre prime clita della mano; ha i capell i lunghi, a zazzera; baffi e capelli sono neri, ma per la loro perenne esposizione alle influenze decoloranti della luce e della .


'42.

lì'i Uì'iGT·!El\lA

-polvere, conviene loro aggiungere quella qualificazione, che in linguaggio ippologico, si esprime colle parole: focato, bruciato. Il vestito del Csikòs è della più originale eleganza. Cappello a falda rivolta in su, basso, piccolo, da potere appena cuoprire il . sommo cocuzzolo. Camicia · di tela bianca, a maniche larghissime, foggiate a campana. Un giusta- cuore di panno azzurro, nrricchito di più fi le di boLtoni metallici, r ilucenti. Il calzone, di tela bianca, non giunge che a poche dita trasverse sotto i ginocchi; è larghissimo, fa innumerevol i pieghe. Calza alti stivaloni, armati di due sonori speroni, a formidabi li rosette. Cinge la vita con una sciarpa a colori vivaci; da questa, al fianco destro, pendono la borsq di pelle per tabacco e per la classica pipa. Il complemento di questo simpatico costitme è una gi::icchetla di panno azzurrognolo, alLillata, corta, ornala ·da più file di bottoni fitt i, splendenti e da gh irigori di cordoncino. Il Cs ikòs non veste la giacchetta che di raro; la po1·ta volentieri sulla spalla sinistra, con elegante noncuranza, a mò di spencer; ma più volentieri però, alla buona stagione, egli ne fa a meno. :Porta in mano una frusta a manico breve e rigido. Cavalca ordi· 1Jariamente a pelo; quakherara volta, amò di sella, usa una coperta ripiegata od una pelliccia di pecora. Una vera sella, co rredata di · staffe, rappresenta per il Cs ikòs una Yiziosa maniera, propria di . gente negativa al cavallo. Il Csikòs trinca volentieri vino e acquavite; balla con ardore il nazionale Gsarclas, facendo risuonare in cadenza gli speroni . Canta vecch i inni di guerra, storie di turchi, prodezze di cavalli, amori di belle donne, con arie stranamente lamentose . Molto facilmente il Csikòs si commuove e si entusiasma; allora emette strilli selvaggi, batte palma a palma, straluna gli occhi e tormenta incessantemente il proprio cappello, imprimendogli le più · strambe inclinazioni e posizioni sul capo. Curvato sul suo cavallo, lanciato alla carriera, il Csikòs è decisamente bello. Ruota a mulinello il frustone, mezzo di incitamento per il cavallo ed arma di otiesa assai potente in sua mano. Alle corse fodette dalla società ippica di Pest, non manca mai ht gara fra una . decina di questi simpatici ca vallari, ed il popolo che vi si rispecchia --per entro, è loro prodigo di calorosi applaus i. Per accalapp iare cavalli il Csikòs impiega una corda a nodo scor-

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NOTE IPPICHE

· In Unr1heria a questo violento mezzo di coercizione non si so10. . . . ta a!la' bisoana ,.1 or1·e che oper rara eccezione. La corda nnpiega .~ ~ro ssa il doppio di quella usata dai nostri Biitte,r,i ~i Maremma l è meno lunO'a. Il Csikòs non la rotea in alto, sovra 1! suo capo, Be . corne pra, in al.tesa dell'iso lante opportuno per islanciare 1·1 1acc10 tica, con arande bravura il Buttero. Egli invece getta la c?rda preparata ad a~sa davanti al cavallo, dal basso obliquamente 111 alto, da sinistra a destra. . . . Sicuro che non mi fa velo al giudizio la cieca prelerenza ad una ,naniera patria, non esito a ritenere il metodo maremmano , cli accalappiare cavall i, superiore di gran lunga, a quell_o ungherese. Io credo che alla vista di un valente Buttero, eh~ lil un. pol;reroso rùnessino, frammezzo ad uno stormo di rel11tla.nt1 pu!edn capa proprio quel!' uno che gli si è ordinato di accalapp1~~·e,. _10 ere~~~ ripeto, che il Csikòs non si potrebbe trallene~·e dal du gli . - Ba1 a tom, add ide a Keset. - Amico mio, dammi la tua mano. è)

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XXIX. Licitazioni, di cavalli. - Gli stabi limenti ippici. gov~rnativi .:.i , 10 , in ~ettembre. al b1~ogno, ventiono ognt• ,tnr ., - i prodotti. eccedenti . · · a· . . ·nadat•1· a funaere da riproduttori net sette depos1l1I . t . . oppure I e ' • monta. Il metodo tenuto per operare tali vendite .e quello che e 11~. e. - I cornanclanli manclrefi:,,mas1. - i·ici·irtzion ., · . ed i direLton . delle . ._ . . · d s·t'lre· l a1orna.l1 annunsano il prezio per ognt capo eqmno a e 1 , , n . _. -ziano il giorno e I,orn; un cal.a1ogo s tamp alo è posto . a cl1spos1z1one .. . dei concorrenti, ai quali si faci lita l'accesso agl i sLab1hment1 co1 mezzo cl i speciali treni diretti, da Vienna e da PeSL ' · · Alla licitazione cli Mezohegy~s .e di· Ba.bo!~;'. s· · M · . l'I-~per,·atore n fa acquistare ca.valli aui al sen,1z10 per. uf~c1,tl1.' ed usa farne do o ai rear1imenti di cavallena quali cavalli eh cartca . . 0 <> . . . . . d" . 1.ottenere la. stI prmcJpah proprietari 1mane oe pi.·1v·ate · , per . . . multanea e :;oJlecita vendita della loro produzwne _eqt~ma d_i cli. · .stinzione, ricorrono essi pure al sistema deIl e r1c 1'taz1on1. Ebbt oce)

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IN UNGHE RIA

casione di assisLere a qualcuna di cosiffatte vendite, ed ho potuto convincermi, che i compratori del paese hanno per lo più conceUi direttivi totalmente opposti ai nostri. Vidi ripetutamente, non tenute in conto certe imperfezioni, che, in Italia, renderebbero per lo meno, difficile il commercio dei cavalli , che ne fossero gravati . Piccole idrartrosi, esostosi agli stinchi, leggeri arpeggi, arcatureabbasta.nza accentuate, esilità di stinchi, Licchio orsino, per essi non costituiscono ragione di esclusione. E ben può darsi che cosi ope!'ando essi abbiano pienamen te ragione. Noi badiamo assai meno di loro al sang1te ed invece teniamo assai più a qne} q·uid, che in gergo ippico, chiamasi stoffa e che indica solidità" durabilità e qui bisogna agiungere, commerciabilità. E ben può darsi, anzi ne sono convinto, che agendo in tal maniera, noi non abbiama torto . -

xxx. Kisbér. - Il colonnello comandante della celebre mamlria erariah~di Kisbér, ha.pari la cortesia all'alta sua intelligenza delle cose ippiche. Ci affidò al capitano IL affinchè ci guidasse nella nostra visita a questo meraviglioso vivaio di cavalli di pieno -sangueinglese. Gli stallon i di puro sangue sono sette. Il posto di Cambuscan è vuoto. Egli è ammalato, e perciò ricoverato in una speciale e lontana locaiità. Al vecchio procreatore di tanti celebri fioo li si dovettero, poco tempo fa, svellere due denti. Egli è ancora, a quanto ne riferisce la nostra gentile guida, tuttora atto alla monta e si nutre la speranza cli poterlo ancora uti lizzare per qualche anno . Anche il box di Ostreger è vuoto . Pochi giorni fa, egli morì improvvisamente. Il racconto dell'inaspettata fine del bellissimo stallone è tale da fare inevitabi lmen te venire alla menbe questa idea: - È un suicidio! - Ma cotest.o è pensiero di uomo fantasioso e, va cacciato via, come io, in questo momento, respingo da me una molesta zanzara. Noi benchè taluni naturalisti abbiano ammesso·

NOTE !PPICIIE

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possibile il vero e proprio suicidio ~a parte di a~cuni animal i, il rinunziare violentemente e volonlanamente alla v1t.a, è finora esclusiva proprietà del così detto re degli animali. Spalancata la porta di un ul timo box, il capitano K. che per ogni stallone precedentemente visi tato, . ave_va ,qualch_e par~la d~ dirci sulla rispetti va genealogia, sulle v1LLor1e consegmte, sui figh oenerati e meritamente celebri, atteggiò il volto ad una espres.:ione di alla soddisfazione, non pronunziò che le parole segL1enti: _ Buccaneer l - Tanto nom.i%·il . . . ed in silenzio auese che noi dessimo princip io a domande ed ossenazioni sul simpatico argomento. - Io che mi picco di non avere ancora completamente smarrito il mio latino, non potei trattenermi dallo esclamare : Qiw,itum. irnitatus ab iUo! - Ed è proprio così! Nove anni fa , quando io lo vidi per la ·prima volta, Buccaneer ,era un porlen to per armoniri di fo rme, per robusta coslruzione, per palese vigoria. 0 1·a, eccolo insellalo, arremb_at~, col v~n.lre cadente, con una gamba. fasciata . . . . insomma, 1rnconosc1bile. Ma tuuavia gran parte dell'antico focco traspare da_llo sguardo . suo vivace; quell'aguzzare delle orecchie, quel suo mcresp~r~ delle labhra, sono ancora tali e quali io li vidi altra Yolta. Oggi il vantato stallone, in prezzo del quale dieci ahni fa, venne offerlo . un milione di lire, ha venticinque anni. Conserva lodevole appetito; mancria avena acciaccala; è tultora atto alla monta. I figli cli Buccancer porlano una grande luce sul fenomeno bio. too-ico del!' atavismo . Egli, il celebre stallone, non appartenne, perso~almente, all'esiguo grupppo dei cavalli cla corsa, che lasciaro~o nell e memorie dea!' ippodromi fama incancellabile. Venne aqm ?> • 1 stato in Inghilterra, per conto dell'Ungheria, a p_rezzo ass~1e evato e ciò in base alla fam iglia da cui discendeva ed 111 memona, essenzialmente, èli un suo avo, cli maolello sauro, salito in grandissima fama quale corridore. E fu singolare ventura per la mand ria di Kisbeer, poichè da oltre un decennio i figli cli Buccaneer fanno alto r isuonare il nome ungherese sovra lutti i campi di corsa europei . FaLto notevolissimo è il seguente. I migliori corridori nati da Buccaneer, sono per l'appunto quelli di mantello sauro . Che è mai tutto ciò se non vero ecl evidente atavismo? Si dice, che l'ala'Vismo è più faci le a verificarsi nelle intime attitudini, che non nelle


IN UNGB EIHA

es teriori appa~·enze, Ed è vero. Ma nella presente fattispecie si ha ~n esempio d: eredità atavica di doppio ordine. Cioè , Buccaueer m taluni suoi figli imprime non solamente l'attitudine dell'avo all~ corsa, _m_a ben anche loro ne trasmette il pelame sauro. Ouale evidenza! E mnegabile che i figli di Buccaneer non constano~ sollant~ di el~~en_ti paterni e materni; in essi vive ed opera, nella maniera pm evidente, l'elemento atavico . Usci_ti. dalle ·sc'.1d~rie degl i stalloni cl i puro-sangue, visi tammo splen~1dt pro_dotti d1 puro e di mezw sangue destinati alle corse ed alla nproduz1one. I~ un maneggi_o, cosL_ituito da _quattro alte siepi natural i, passegg1~vano a!cuni cavalli, montati da ragazzi, di dieci anni circa. Qu~:t1 .cavall i saranno venduti in settembre, . mediante licitazione. (.;1 s1 presentarono due stalloni di mezzo sanaue nati· ad 1111 • < 1-, , < < pai:to: ~ss1 s?n? id.~n tic i per forme , per mantello per segni carafLenst1c_1. ~a~1gl'.a pm perfetta non è possibile combinare. Questi due ~tal_lom _m, ncl11am.ano alla mente un curioso fenomeno, sul quale 1 b1olog1 non hanno mancato di portare la loro attenzione ed è il seguente. I ge_melli ordinariamente appartengono a sesso diverso; ma quando s~n~ d1 :es~o uguale, comunementesono maschi ambedue.Gli allevatori d1 p1~c1orn. hanno constatalo, che quando dalle due uova di colomha non 1sgusc1ano un maschio ed una femmina, ordinariamente nascono due colombi . Dopo .questa breve iis< :ita Lioloo-ica sealll·t·Hl.IDO · · · . o < 0 ad esammare 1 due stallom m argomento . Messi. al . trotto contemporaneamente nel cortile ed a mano di palafremer1, uno ha elasticità, grazia, slancio; l'altro è floscio tardo goffo. Come spiegare una simile dissomigl ianza di attitudini ? Noi~ sono ~u~sle ~u~ordinate all~ condizion~ di f~r~na, di età, di sangue ? .~ pe~che qL1~v1 ~ f?rme, e'..a, sangue 1dentic1 , non corrispondono 1dent1che att11.udm1? Eccez10ne alla reo-ola . ·. o , mi si rispoiicle ,· t1' a· tt asi· d1 una deroga ad una legge naturale. Meglio sarebbe però francamente c?nf~ss~re, che nel grande fotto biologico della tl'asmissione delle aLt1tudm1 nella prole, per parte dei procreatori, vi hanno tut· tora delle astruse incognite. Qu)nd~ passammo a vedere le cavalle lattanti. Eccola questa vera casta 1pp1ca, nelle cui arterie circola il sangue piwissimo celeste, di

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NOTE IPPICHE

dieci generazioni di Lrionfatori da ippoclrnmo l Ascoltiamo delle genealogie che risalgono a Dadey- Arabian, aGodolphin, a Wellesley. Arabian . Ma si lasci la quislione gentilizia e passiamo a vedere it trattamento che riceve colà ogni singola cavalla-madre di pien0 . . sangue. Una scuderia capace, nelle circostanze ordinarie, di ricoverare quattro cavall i, è destinata ad una cavalla ed a,l suo puledro lattante. Non esiste mangiatoia nè rastelli era: II fieno viene somm inistrato in un angolo sulla lettiera, e la biada in un'apposita concolina cli ferro. II pavimento della scuderia è ricoperto da una_ ricca e pulita lettiera di pagl ia di frumento . Il tetto della stalletta. risulta composto di un alto strato di cannuccie palustri . Davanti all'uscita della scuderia si apre un cortiletto, cintato con stecca[o di sol ido legno ed a pavimento di sabbia. Dal cortiletto si accede ad un vero prato, ombreggiato ai margini dalle piarile secolari del parco e chi uso da siepi, staccionate e fossi. l i suolo di questo prato è ricoperto di ottime erbe; è variarne~Le ondulato, epperciò favor1>volmente adaHato alla ginnastica del puledro . La più gran parte deìla giornata la cavalla-madre la passa al prato, unitamente al suo puledro . Rientr.a in iscuderia per mangiarv i la distribuzione di fieno di avena e per passarvi la notte. . · . e quando ripenso a Kisbéer e rivedo colla mente Je sue grandi riccheue ippiche ·provo un sentimento di intima e dolce soddisfazione, misto però ad un bricciolo - perchè non lodirò? - di invidia. Innocentiss ime gelosie ipp iche, di cui i lettori non mi vorranno, certamente, fare carico di sorta.

XXXI. Piera ippica. - Nessuna traccia delle nostre splendide feste rei igiose e che, nelle città dell'It.aliameridionalespecialmente, riboccanodi tanta amabile pagan ilit. Qui le fiere non sono la amplificaziope di antiche sagre, ma sono semplicemente grandi ritrovi di veEditori e di compratori di cavalli . Perciò non si dice come da no i - Fiera


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lì'i UKCHERIA

del Santo- J?ie1·a della ilfaclonna - ma si dice puramente Pferde_markte. - La premiuem~a del cavallo nel sentimento Ungherese è tale, che da esso esclusivamente, piglia nome la fiera, benchè vi $Ì trovino migliaia di buoi, di pecore, di maiali e benchè vi abbondino , con notevole esuberanza, merci di ogni genere e specie. Siepi, steccali, corde sostenute da pali, sègnano fino dalla vigilia i posti che, al domani, sfiranno ingombrati da stormi di cavalli e di altri animali clomeslici . La cillà intiera divenuta una vasta lo.canda. Chiedete a quah!nque porta e non vi si niegherà un lettuccio ... . purchè ricompensiate, con una dozzina cli fiorini, il disturbo che arrecate, per una notte, al quieto p1'oprietario. Le tetLoie, i portici e le stalle, fino dalla viailia . o ' accolr,ono i cavalli dei negozianti più rinomati e degli agenti delle case patrizie. Durante la notte giunge la folla dei cavalli comun i, dei buoi, dei bufali, delle pecore, dei maiali, ed accampano su quelle zone di terreno che loro furono preventivamenle fissate dalle autorità locali. L'arrivo notturno degli anirn ali alla fiera è cosa fantastica. I gruppi di cavalli sono condotti da uno o da due Csik6» che volteoaiano ' bt> ' · caracollano incessantemente, per tenere nello sto rmo la voluta compattezza. La campagna risuona di lontani nitriti e di luno·hi nma"' è) giti, provenienti da tutte le direzion i. Ab bandano i veicoli di ocrni forma, trascinati da tre, daqual.lro cavalli. A1 di dietro della gior parte delle carrette, sono legati altri quaLLro o cinque cavalli. Echeggiano voci di comando, fischi, scoppietti i di fr uste, interiezioni di ogni sorta, con prevalenza delle seguenti. - flé f che suona: dat~m,i passo I - Yéh I che è voce d'incitamento ai cavalli . - Man mano che si avanza il giorno, il frastuono aumenta. In lontananza veggonsi cavalli galoppare a stormo verso la città. Fa d'uopo affrettare, poichè gli affari si trattano e si compiono di l:lnon mattin o. Sulla piazza del mercato, i gruppi un po' considerevoli di oani . l e . smgo o allevatore equino, sono fittamente agglomera.Li fra loro, disposti in difesa, vale a dire, colle groppe in fuori . Hanno tutti aspetto selvatico; le chiome anuffate; le code a crini lungh i ed intricati; il pelame brnciato, dilavato . Quel loro contegno sospettoso, po-

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NOTE IPPICHE

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trebbe ad uno non pratico sembrare ind izio di minaccia e di pericolo; in realtà però, essi sono motto tranquilli, hanno indole ino[fens iva e si possono perciò, tranne rare eccezioni, a.vvicinare senza· alcun pericolo. I buoi, dalle lunghissime corna. sono tutti estremamente magri; nelle loro svariate atti tudin"i dimostrano quieti, starei per dire, 1·assegnati. Se si obbligano a muoversi, per una cau:;a qualunque, da un posto ad un altro, ciò eseguiscono con passo affrettato. Sembra.no di natura diversa del. nostro grave e tardo hue, solenne come wn -momento. Ecco dei bufali . Hanno aspetto sonnacchioso, ceffo orrido, ricoperti di fango essicato; mogi ed immol ,ili tanto da parere impa gliat'i . In mezzo a cotesto polverone, come non pensare, povere bestie, ai morbidi pan tani, ai verdi canneti che circondano il I>laLten See I L'esame un po' diligente dei CéLValli che si vogliono acquistare è sulla fiera pressochè impossibile. A.cl ogni momento, un cavallo che trotta a mano, una. pariglia provata alla rumorosa carretta, un cavallo che scappa in libertà, distraggono l'attenzione intersecano la visuale, mettono in pericolo. La conclusione cli un contratto è resa inviolabile da una sonora battuta di palma a pc1lma fra i contraenti. Nè manca talvolta la .nota comica . Ecco un venditore che non vuole stendere la ·mano al compratore,. perricevere la rituale spalmata. Egli affonda i pugni . serrati nelle tasche del giubbetto, stringe i gomi.ti alle costole, si divincola e giura che a n,~ssun patto, egli scambierà. la spalmata. I sensali, chiassosi, insistenti - identici daper Lutto I - lo pregano gli mostrano la capal'ra e strillano: lei mano I fnori la mano I E l'aitro tiene dLtro, po iché sa, che se il venditore giunge ad effettuare la baiLula di palma, il contratto è indissolubilmente conchiuso. La battllta di mano ha vRlore benchè involontariamente ricevuta; epperciò si giunge talvolta ad usare la forza per chiudere un contratto. Un segno di trasmissione di proprietà di un cavallo è lo scorciamento dei crini della coda. Battuta la ma.no, data la caparra, si -~strae il coltello, foggiato a falcetto, e si taglia la coda al cavallo. I negozianti in grande comperano cavalli a intieri gruppi per

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.AN NO XXVII, V OI... ll!.

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IN UNGHEUIA

volta, senza quasi visitarli . ì\fa furono già esaminati da abi li ~·1~edia.tori r eppercrò quella loro noncurante disinvoltura è: per lo. pi~, m~nte altro che una studiata posa. Comperano cavali, a mampol1, poiché l'allevatore rifiuta sempre cli lasciarne cernere uno o due capi. Questo sistema non è già una strana pretesa per parte del venditore; è una necessità. sulle fiere ungheresi, dove fa d'uopo spicciarsi sollecitamente e dove il cavallo è considerato quale m,erce, che si conta a pezzi, e che ha., fior ino più, fiorino meno, un valore pressoché uguale e costante. Queste man iera di vendita, che mett~ a clur~ prova il compratore limitato, cui non .oc~orrono eh: poc(11 e scelti capi equini, favo risce invece le operaziom del ne~oz1~nte. m gr~n~e. Questi esamina, a fiera terminata, i cavalli acqmstat1 e li suddmcle in vari e classi. Combina pariglie; dichiara cavalli di lusso, quelli di maggior distinzione; altri destina alle commissioni di rimonta; questi altri ancora entreranno nelle scuderie degl' OmnibiLS o delle tranvie; ai contadini venderà per pochi fiori ni, li per lì, questi scarti. I gruppi di puledri al disotto dei tre anni, più che al cavallaro'. ubbidiscono al tintinnio della campanella, che dondo la al collo d1 una vecchia cavalla. Nel trambusto della fìera non sono impossibili gli amori ... cavn.11 ini . Vidi parecch ie volte uno stallone cuoprire una cavalla in piena piazza. Non potrei dire se con assentimento o non dei rispettivi proprietari, ma certo non osservai di::-cussioni o cruestioni. Anz i, una volta ebb i occasione di mettermi cli allegro umore e fu questa . Lo stallone ritto sui piedi posteriori, copriva una cavalla e fnnaeva del suo meglio. Benché non avesse bisogno di alcuno n . . aiuto nel compimento della elevatissima sua funzione, due robusti Csikòs, puntarono ognuno una spalla contro le ossa delle natiche dello stallone per sostenerlo e facilitargl i il salto. Ma bravi giovanotti I per cerli stalloni, non tutta la carità è cli biada. Verso l'una dopo mezzodì si noLa una completa cessazione degli affari; è l'ora del pranzo. Gironzano per la fiera vend itori di commestib ili e chi non può avere posto a tavola, sisiecleallameglio e si ristora con alimenti e con un po' di riposo. Non mancano i così detti spassi, divertimenti popolari. Bersagli con ai·mi ad aria compressa; giostre giranti; altalene; sahimbnnchi;

.NOTE lPPlCHE

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spacciatori di r imedii; serragli di belve; zingari del più puro sangue, che dicono l'avvenire. La sera è resa animatn. da canzoni, da ba lli , da allegre bevute. L'ungherese cionca abbondantemente, è comunissima I'ubbriacatnra, che fortunatamente appartiene al genere chiassoso, allegro, danzante.

XXXII.

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Cavalli in vagone - La radunala dei cavalli ad una stazione ferroviaria, per essere i vi caricati nei ·vagoni, è cosa che merita di essere notata. Il mercante in grande fa convergere in un punto i cavalli che ha comprato sulla fiera e quelli acquistati da due o tre propri etari delle vicine mandrie privale. A questi si aggiungono quelli altri, qua e là raggranellati dagl i agenti mediatori e compratori ad un tempo. Tutto questo concentramento, eseguito con personale relativamente assai esiguo, viene effettuato con militare esattezza. I vagoni preventivamente ordinati sono là che attendono la ·nierce. Ricorro di nuovo a questa paroln., poichè essa è decisamente la più appropriala per esprimere la condizione in cui si trovano i cavalli in questo loro primo passaggio, dalle mani dei singoli proprietari, a quelle del grande Pferdehtindler. Come si introducono i cavalli nei carrii Vi si insaccano a sp intoni . Nove e fin undici cavali i vengono stipati in un vagone . I poveri animali , senza cavezza, perfettamente sciolti si sitnano per diri tto, per traverso, acapocoda. Sulle prime echeggiano alti stridi , si scambiano morsi alla faccia ed al collo. Ma prontamente avviene la calma, prodotta dal grave affanno e direi dalla comprensione della comune misera condizione. Durante il tragitto, come mangiano, come bevono? Null'altro che qualche raro boccone di fieno e qualche leggero sorso d'acqua, nelle lunghe fermate in sta,zione, disperalamente disputati. Se si domanda al negoziante il percbè di questa dura maniera di trattare i cavalli, la risposta che se ne ottiene è indubbiamente la seguente. - Noi riempiamo i vagoni a questo modo, perché così


· NOTE IPPICHE

lN UKGHER!A

più sorprendere sul binario. Che è mai tutto ciò se non un nuovo istinto acquisito, od almeno, il perfezionamento di questa importante facoltà posseduta dai cavalli'? Avevano ragione gli antichi metafisici che paragona vano ·l'istinto all'abitudine.

i cavalli sono impossibilitati a scambiarsi pedate. Essi , è vero,

debbono per venti, per trenta ore, soffrire fame, sete e gra11dissimo disagio; ma ciò non ha mai serie e pericolose conseguenze. Nessun cavallo morì' mai in 'Vagone per fame o per sete. Bensì molti se ne dovetttiro uccidere per frattura alle ossa delle estremità, riportate viaggiando ta1·ghi nei carri per bestiame. Il sistema da tenersi, checchè se ne dica o pensi, è adunque necessariamente il presente, il quale importa - minore numero di carri occupati limitatissimo bisogno di palafrenieri di scorta - certezza di evitare pei·icolose pedate. Si osserva nei cavalli ungheresi una sempre m<1ggiore confidenza ad essere trasporta.Li in vagone . Non sono molti anni ancora, che essi difenclevansi rabbiosamente contro chi volesse introdurli nei carri ferrov iari . Oggi la grandissima loro maggioranza, pei· non dire la loro totalià assoluta, entni senza reluttanza o reazione cli sorta nei 'Oagoni. Questo fatto merita forse di venire interpretato quale un perfezionamento del naturale istinto dei cavall i? A mc pare che sì, nè mi riesce impossibile darmi ragione sufficiente del come e del perchè vada man ifestandosi questo interessante fenomeno. E mi vi provo. Nei cavalli è innegabile unR tal quale dose di giudizio e di ragione. La pralica loro insegna, che il lascia.rsi chiudere nei carri ferroviarì è c:osa senza danno, senza pericolo. Nella loro piccola mente vir.ne di conseguenza a svilupparsi una nuova conosce1iza, la quale a sua volla determina una nuova ab,itnclùie. È ammesso in zoologia, che le abit11,dini, solidamente acquisite, durano quanto Ja vita e sono trasmissibili , per eredilà, nell a prole. La sempre crescente confidenza dei cavalli coi ·vago1ii è pertanto un fatto spiegabilissimo. Che realmente i cavalli LLttLi posseggano oramai una istintiva cd abbastanza esatta conoscenza della ·ferrovia e dei convogli che la . percorrono , lo si può, d'altra. parte, argomenLare da quanto segue. Ben ci ricorda, che nei primi tempi in cui la vaporiera ebbe ad attraversare le nostre maremme, popolate di cavalli bradi, taluni di ·questi siano stati stritolali dal sopravvenuto convoglio . Di siffatti -casi, pieni di spavento e di pericolo per i viaggiatori, oggidì, non se ne danno più. I cavalli dei pascoli di Maremma non si lasciano

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XXXIII.

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Esportazione di ca'Oalli. - Il movimento di esportazione ippictt dall'Ungheria, va, di giorno in giorno, facendosi più energ ico. Tranne la Russia, ben si può dire che tutta l' Enropa è per diverse ragioni ed in varie proporzioni, tributaria dell' industria equina Magiara. Difatti fra le nazioni che importano cavall i ungheresi trovansi annoverate Germania., Italia., Francia, 1nghillerra, Olanda, Grecia, Rumenia, Serbia., Turchia. A buon diritto adunque si vantano i Magiari dei due fatti seguenti. Di. avere, cioè, dato a tutti gli eserciti europei il tipo di cavallerià leggera. L'ussaro è difatti la incarnazione vera e viva del magiarismo . In secondo luogo, essi sono giustamente orgogliosi del largo tributo loro pagato dall'estero . per la esporta:tione di cavalli per servizio militare . La quale ora tocca i trenta mila capi equini all'anno e potrà, fra non molto, raggiungere la cifra di cinquanta o sessanta mila. Nè ciò sembrerà cosa difficile, e molto meno impossibile, a chi sa.ppia, che giusta recenti censimenti , la popolazione equina dell' Unghel'ia è di 2,,150,000 capi e che le cavalle adibite alla riproduzione sono ben trecento mila. La sempre più pressante richiesta cli cavalli dall'estero, dovrebbe costituire una favorevole condizione 11! progresso ippico. Infatti, l'ippocoltura diventando industria rimunlilratrice, dovrebbe insegnare all'allevatore metodi ippotecnici semprepiù perfezionati. Il tornaconto dovrebbe consigliare la somministrazione di una lauta alimentazione ai puledri; una più diligente scelta nei riproduttori; ed un meno precoce e duro impiego al lavoro degli allie'Oi di tre anni. Ma così non accade in realtà. Il fatto materiale, pratico, è in opposizione a quello, che, teoricamente, avrebbesi diritto cli atten-


NOTE IPPICHE

I!\ UNGHERIA

dere. La necessità di amministrare ai puledri della biada, quale agente-di bellezza e di robustezza, è tutt'altro che compresa e giustamente apprezzata dai piccoli proprietari. In quanto alla scelta appropriata dai riproduttori, ecco quello che avviene ora in Un gh~ri~ e su. scala troppo vasta. Come, in tempo di incendio, ogni rec~p1ente ~ atto a po_rtare acqua, così ora in Ungheria, ogni cavalla è nte~uta idonea a diventare fattrice. Riguardo al lavoro precoce che dire? È questti la vera maledizione della produzione ippica ungherese comune, diffusa. Se l'oculata direzione superiore delle cose equine di Ungheria non giunge sollecitamente a porre una diga a siffatto pervertimento ippotecnico, si può foJ1datamente prevedere una non lontana epoca di regresso industriale equino.

XXXIV. Presentatore. - L'arte del Presentatore di cavalli a mano. è difficile. Se si tratta di scuderie appartenenti a piccoli negozian,ti, egli ha la preventiva conoscenza dei cavalli, i quali ricordano perfettamente le ricevute lezioni di convenevole pre:.entazione e di . corretto contegno; allora tutto procede bene e senza grave difficoltà. Ma il pre.5entatore dei grandi provveditori di cavalli, nelle scuderie dei quali entrano ed escono, con continua e rapida vicenda cavalli a centinaia al giorno; dove questi si soffermano appena tanto tempo quanto basti a ferrarli ed a rimetterli dai disagi patiti in viaggio, hçi, un ·còmp ito assai più difficile. Egli anzitutto ·deve possedere polmone allenato e gambe sciolte a tuLta prova. Nè ciò basta. Egli deve, di primo colpo, indovinare la maniera conveniente di condurre il cavallo che presenta. Quasi non vede l'animale che gli trotta accanto, la sua mano però lo sente e gli suggerisce il modo più adatto a fare sì, che il cavallo faccia bella mostra di sè. Irriflessivamente, per istinto, il presentatore sente che ·fai cavallo abb isogna di un leggero appoggio del pugno destro alla barbozza e che tal'altro, invece, deve trottare a tutta corda di cavezza.

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'Tal volta gli si grida: - ancora l a·vanti I .- Ed e!li vi è gi~ tra i piedi col cavallo. E non è punto sordo 1l val_ent uon~o; egli ,però ha prontamente compreso, che il cavallo, m movnnen_t~, mette in mala evidenza le sne troppo limitate facoltà locomotr1c1. Da fermo ,invece, esso si presenta egregiamente; ha buoni appiombi; ,é nello di gambe; è complessivamente simpatico; epperciò verrà .accettato. Altravolta gridate al presentatore: - Bastai 1"itornal Eali non ode; seguita a trottare per lungo e per largo, tenendo in m:rno l'estrema punta della corda della cavezza. Egli sa che con·duce un brillante trottatore, che marcia sbuffando superbamente, colla testa al ,,ento e la. coda inarcata. La presentazione del cavallo in moto è terminata; incominci a ora il momento più difficile, che è quello di bene collocare in stazione il cavalJo. Rapidamente e senza sforzo a.pparente bisogna dare al cavallo la più corretta posizione, metterlo in appiombo e mantenervelo per qualche tempo. Il presentatore, per poco che stenti a ciò ottenere, è saettato da sguardi feroci, nè gli si ~conomizzano, a bassa voce, i tito li punto onorifici. Egli non ode. E sordo anche quando gli capita qualche rara parola di approvazione. li presentatore dimostra un vivissimo interesse ali' accettazione del cavallo che presenta. Non solamente lo dimostra, ma realmente fo possiede. Egli è retribuito per i cavalli accettati; per quelli rifiutati deve sottostare acl una multa.

xxxv. Comm:issioni di 1·irnonta. - Esistono in Austria-Ungheria com.mission i permanenti di rimonta. Ripetutamente le abbiamo vedute in azione. Talvolta ci visitammo i rispettivi acquisti e, naturalissimamente, ci' ricambiammo auguri i e complimenti. Le dette commis-sioni si portano sulle fiere ed ivi acquistano, quanti più possono, ,cavalli aventi le attitudini richieste per farne ctwalli di truppa. Si presentano tal volta alla Commi~sione cavalli di notevole distinzione, ~pperciò di prezzo superiore a quello fissato dal ministero per le lrimonte ordinarie. Si acqui stano allora quali ca·valti di carica.

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NOTE IPPICHE

IN UNGHERIA

le. grandi manovre cli cavalleria. Questo sauro, che qui vedete, è dello Stato, ed io l'.ho in consegna, quale ·m io cavallo di truppa. Dite voi, se esso non è il megl io tenuto di quanti potete vedere qui attorno . Ha faticato con me tutta questa primavera nei lavori cUcampagna. Esso, per ora, come vedete, trotta incerto ed impacciato. Fu il tiro al carro ecl all'aratro, che me lo ha eone.iato in siffatta maniera. Il troppo fieno me gli pose addosso quel po' cli ventre che-veclet.e. Ma ben presto io l'avrò ridotto quale Io desidero . Dopododomani lo monterò. Buona biada, trottate e galoppa.te, di giorno in giorno, più accentuate, e vi assiclU-O io, che codesta pancia se ne .. andrà, che il fiato verrà, e che al rnggimento faremo buona figura. Non bo io detto la verità, edés ba1·àto1n? - E ciò eletto, con forti spalmale sul dorso, accarezzava. il cavallo, che colle sue ,_1ltim~ · parole aveva chiamato - mio caro amico. Il cavallo con certi suoi dimenamenti di test.a, pareva dicesse - sì, ci faremo onore. In- quel momento mi parve di udire il verso Carducciano:

Alle fiere ed alle esposizioni ippiche, le commissioni permanenti; di rimonta. operano acquisti siffat:tamente esigui, che sono, più che· altro, da considerarsi quali incoraggiamenti e soddisfazioni agli allevatori. Le vere e proprie operazioni di rimonta le effettuano presso, i grandi fornitori di cavalli. Soltanto. coll'intervento di cotesti monopolizzatori è, in Ungheria, possibile incettare rapidamente ed economicamente cavall i a centinaia,amigliaia, e ciò per le ragioni,. che ho antecedentemente esposto ai miei letLori. Funzionano inoltre in Austria-Uni?heria Commissioni rea_c,imen., 1'0 tali di rimonta. Queste commissioni operano soltanto in via eccezionale, e, se ben ricordo., sono solamente i reggimenti di caval'leria stanziati in Galizia e nella Bucovina, che sono autorizzati aricorrere a tale maniera di rimonta. Questo sistema. di permanente· rimonta, operala in ragione delle perdite che, man mano, avvengono nel reggimento, è senza àubbio altamente commendevo le. Non è qui tempo di enumerare tutte le ragioni che vsalidamente ]o. suffragano, ma non mi so trattenere dallo esprimere il voto di vederlo adottato presso di noi, e non già in via puramente ecceziona.le e transitoria ma bensì quale misura generale e permante.

« Aranti, avanti o sauro des trier mio forte amico » .

Ch'io sappia, è solo in Ungheria. dove possono verificarsi simil i" scene. La instituzione cli reggimenti di cava.Jleria, composti cli soldati sparsi, disseminali, ognuno alla propria casa, ognuno aventepresso cli sè un cavallo cli squadrone, è senza dubbio cosa ammirevole, JM solo possibile a idearsi e ad attuarsi in un paese quale si' è l'Ungheria, dove ogni contadino è un abile ed intrepido soldatoa cavallo. Informazioni avute, mollo tempo dopo, per mezzo di testimoni oculari e per via di relar.ioni comparse sopra periodici politici ~ militari, tutte indistintamente suonarono lode alla bravura degli · ussari Honvécls. Allora mi riso venni delle parole che il Csikòs rivolgeva al suo amico saiwo . Cavaliere e cavallo hanno mantenuta la·· promessa.

XXXVI.

Édes Baràtomf - In prossimità di un caral.lerislico gruppo dr casupole, dalle mura bianche, basse. col tetto di cannuccie palustri, mollo inclina.Lo, un Csi kòs faceva trottare in circolo, alla corda, un cavallo sauro. Questo, a giudicarlo dalle forme generali, avrebbe· dovuto possedere notevoli mezzi meccanici, ma, in realtà, camminav.à senza brio, senza scioltezza. Il Csikòs,. dalla maniera con cui teneva in mano la estremità della corda del cavezzone e dal modo. col quale servivasi della frusta, denolava, di essere ben iniziato nella difficile arte di far trottare un cavall'o alla corda. Da noi interrogalo il Csikòs, dopo cli avere chiamato a sè,. ar centro il cavallo, ci rispose presso a poco neì' termini seguenti. - Sono Honvécl a cavallo. Fra 20 giorni- sarò al reggimento pe1-

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XXXVIII.

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Cori'llperate giovane. - I puledri cli tre anni di età vengono~ordinariamente sottoposti al lavoro, affinchè, dicono gli ungheresi,.


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IN UNGH ERIA

imparino per Lemp.o a guadagnarsi il pane. Ma non sempre si ha nella. fatica loro imposta una giusta misL1ra; anzi, lroppo frequentemente le andature peccano di eccessiva celerità. Inevitabile conseguenza del la,,o,·o precoce ed esagerato è la rovina di non pochi cavalli a cinque ed a sei anni . Ciò fa pena; ciò non dovrebbe avvenire in un paese dove l'industria equina costituisce un così ragguardevole cespite di entrata nella economia rurale. Eppure avviene! Alla co rrezione di:questo gra,e errore ippotecnica contribuin1nno con pari efucacia e la istruzione degli alleva.lori e la seiezione operala dagli esportatori. In considerazione di queslo stato di cose, che per ora, come dissi, è abbastanza diffuso, una delle più utili indicazioni da a versi di mira dai compratori - specialme~te esteri e mil i1taei - è quella di attenersi, con una tal quale prevalenza, ai -cavalli di quattro anni. Co.5i appunto operano le commissioni di rimonta austro-uno·ari. o ·che. I cavalli, in guesla condizione, sono netti, cioè immuni da imperfez ioni alle <>.;tremità, ed inoltre possono più facilmente adatta rsi ;i,lle es igenze clel servizio mil itare. Nè i dieci o dodici mesi che -0c,correrano a fare sì che le rimonte di quattro anni, diventino buoni ca;valli di truppa, saranno sciupati. In questo lasso di t.empo è senza dubbio permesso un lavoro di primo ecl utilissimo addesLramento. Comperare cavalli ungheresi prevalentemente di sei e sette anni, coll'intento dcli 'immediato servizio, è un operazione di illusoria convenienza e credo di poter ciò dimostrare. Lo adattamento dei caval li ungheresi - di qualsiasi età - alle ·Con1izioni igieniche del paese nostro, avviene, è verC>, abbastanza facilmente . .È però innegabile che è necessario un certo pm·iodo di t(}-mpo per accquisire e consolidare la piena loro accl imazione. Ciò nella ipotesi più favorevole, dato cioè il caso, che le nuove rimonte 1;1011 abbiano bisogno dei sussidi dell'arte veterinaria. Ma la più grande parte delle medesime non tarda a passare dallo squadro°'e cui furono poc'anzi assegnate, all'infermeria, per leggère ma infinite manifestazioni morbose. Ed ecco dell'alt1·0 tempo impieaaLo non . o m servizio. Fu d'uopo quindi mettere in buono stato di nutrizione cotesti nuovi cavalli , affinché possano con profitto intraprendere il corso di addestramento. Per quanto sollecitamente si riesca ad ot_tenere la voluta buona condizione è pur sempt'e indispensabile lo

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NOTE IPPICHE

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impiego di un ce1·to tenipo, più o meno considerevole. Ed alla fine, Bcco giunto il vern tempo per ammaestrare, con tutta probabilità di buona riuscita, i nuovi cavalli. Questo periodo di istruzione quanto tempo durerà~ Or dunque! . . . . se anche per cavalli di cinque e sei anni fatti occorre tanto tenipo per averli in rango , veri ed utili cavalli di truppa, in veri tà, è preferibile il metodo tenuto dagli ufficiali di rimonta austro-ungarici, i qual i, ripeto, acquistano cavalli di quatlro anni, con grande prevalenza di numero sulla totalità delle rimonte incettate. Costo minore, integrità delle gambe e maggiore probabilità. di riuscita, sono condizioni che compensano ad usura il tempo ~peso nello aLtenderli. Colla intenr.ione di acquistare cavalli di immediato se1·vizio, si corre, in realtà, il pericolo d'incettare rimonte di qualità appena tollerabili e non ali.e, per maniera alcuna ad intraprendere immediatamente il servizio. Un vecchio proverbio italiano suona così: - chi non sa comperare compri giovane. - Trallandosi di acquistare in Ungheria cavall i per l'esercito nostro, credo fermamente; che il citato probatwn-1Je·l'lnim, meriti la più ampia accettazione. Comperiamo, senza timore di mala riuscita, cavalli di quattro anni, ben presi; nè ci metta in apprensione la loro soverch ia gioventù. È questa una imperfezione della quale i cavalli, assai sicuramente e moli.o rapidamente si correggono.

XXXIX.

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Mascalcia. - Quando avverrà. in l!.alia la generale soppFessione delle sue troppe scuole veterinarie e si adotterà il concetto di impiantarne due sole, ma complete, grandiose, ottime, proporrò che venga copiato il sistema edilizio tenuto nella fabbricazione del nuovo istituto veterinario di Pest. oggi pressochè ultimato. Non farò per ora, alcun tentativo di descrizione dell'importante opera. Quando verrà quel giorno, sospirato da quanti hanno fede nella u,tilità. dei veri e buoni studì veterinari, ce ne faremo spedire la pianta.


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IN UNGHERIA

Dissi che: Je costruzioni sono quasi ultimate e da ciò il lettore ha: di già compreso, che non parlerò di lezioni, di musei, di laboratori, di infermerie. In pieno ordine ed in attiva funzione null'altro havvi che la officina dei maniscalchi. Accolli dal professore di mascalcia con, squisita gentilezza, visitammo la enorme collezione de i ferri ordinari, correttivi e chirurgici. Ve ne sono di cosi diffic ile e complicata fattura, da farli sembrare piuttosto ordegni fatti da un indusLre meccanico, anzichè da un maniscalco . Primo a deridere siffatte abberra.zioni era costantemente il nostrn cortese professore. Il quale di li a non molto ci introdusse alle fucine e ci precedette assumendo l'aspetto di chi è soddisfatto ed è ben sicuro del fatto sno. L'officina, ampia, largamente rischiarata, ha tre fucine sulla li- . nea mediana più lunga. I mantici sono collocati in alto, sotto la volta, per evitare dannosi ingombri ; il carbone arde scoppiettando in tre fornelli. Le incudini risuonano sotto i co lpi iterati dei martell i; insomma, fer1let opus. I lavoranti sono allievi maniscalchi militari, che ricevono l'istruzione da un capo maniscalco. Succede una brevissima internzzione del lavoro; una vera pausa in segno di rispeuo ai visitanti. Ci si fa esaminare il ferro di prescrizione per la cavalleria austroungarica. Esso è null'altro che il ferro ideato dall'inglese Osmer, al quale, dapprima in Germania ed ora in Austria-Ungheria, si è apportato una leggera, ma utilissima modificazione . Di caratteristico questo ferro presenta alla sua faccia superiore una superficie risultante dal coordinamento di due piani; uno orizzontale ed uno inclinato . Il piano orizzontale, cui si d(i l nome di sedile, . occupa la metà esterna della binda del ferro ; è attraversato dai fori destinati a dare passaggio ai gambi dei chiodi; ed è sovra di esso dove troverà il suo appoggio l'orlo plantare della parete, allorchè il piede sarà ferrato. - Il piano inclinato, chiamato con parola tecnica u,gnatum, rende impossibili le compressioni sul margine convesso della suola; agevola al soldato la esatta pulizia dei piedi del proprio cavallo, permette di toglierne i corpi estranei , che cosi comunemente si intrometl.ono fra ferro e suola, '- Tale piano inclinato non occ11pa tutta Ja metà interna della faccia superiore del ferro, ma termina verso

NOTE i PP!CHE

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!a estremità dei 1·a1ni.. Deriva da questa disposizione, che il sedile si stende piano e liscio sovra tutto il tallone del ferro, ed offre per tale maniera, un largo, levigato e comodo appoggio ai calcagni del piede. La utile modificazione arrecata al ferro Osmer, cui ho teslè ac·Cennato, è la segnente. Il ferro inglese alla Osmer ha la sua faccia inferiore perfettamente piana, di guisa che, posato so~rn un~ superficie orir.zontale, quella combacerebbe con. questa in o~m suo punto . Il ferro foggiato alla scuola di mascalcia, di Pest invee~, co llocato sopra un piano orizzontale, lo tocca clapertulto, tranne 1~ punta, dove notasi una leggera curvatura in su, pari ai due terzi .circa dell a grosezza del ferro. Questa piccola piegatura della punta del ferro fa sì, che in tale regione, sulla facci}t inferiore del medesimo, si presenLi una lieve gobba, alla quale gli ttnLicbi scrittori il,aliani di mascalcia diedero il nome cli pancetta. Nessun dubbio che una tale convessità. alla pun1a del forra sia. pratica buona e da accetLarsi. E-;sa è indicata ni.e~1Le. ~e~10 che da quella infall ibil e maestra che è la natura. Osserv1s1 cl1tatt1 lo zoccolo ,di un caval lo che non sia stato mai ferrato; evidentemente la sua pwnta è alcun po' raccorciata; durante la stazione sopra un piano .orizzontale esso non lo tocca esattamente. Ravvi cli più. Se si applica all'unghia cli un cavallo un ferro sprovvisto di pancett~, dopo un certo tempo scorgesi alla. sua punta una leggera convessità, che prima non esisteva; la pancetta si è fatta da sè stessa. Ho detto ?r ora che questa è null'altro che una indicazione naturale. Quale utile influenza può essa dunque esercì tare sulla economia fisica. del . ca~ vallo? J>er essa il piede diven ta più corto in punta e ne e qurnd1 aoevolata l'alzata. 0 Non havvi oh biezione po:;sibile sulla piena bontà del ferro Osmer foooiato colla pan;etta. R poichè non si può fare a meno cli ferrare i i:valli, in attesa di meglio, adottiamo intanlo questo sistema cli Jerralura, che nella mascalcia segna un notevole progresso e che, mi giova il ripeterlo, fa riconosciuto ed accettato per le cavallerie deoJi eserciti cli Germania e di Austria- Ungheria. e . Assistemmo alla fabbricazione di due ferri, e fu quest.o, senamente parlando, un interessante spettacolo. Celerità, sveltezza e ,sicurezza uguali, sono tutt'altro che comuni. Ho sempre ritenuto


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che la confezione del ferro Osmer richiedesse assai maggiore impiego di tempo e non fo$Se cosj facile operazione. Abbiamo chiesto ed ottemlto, ad memoriam, quei due ferri che vedemmo fucinare sotto i nostr-i occh i. E ci procurammo il bouone di acciaio , nel di cui incavc, si comprime a colpi di martello, il ferro da cavallo, onde praticare sulla sua faccia superiore la voluta ugnatiira alla Osmec.. Mi duole immensamente di non trovarmi, qui, in condizione di potere istruire qualche maniscalco militare in siffatta maniera di fel'ratma. So che alla scuola di mascalcia militare istituita in Pinerolo, il professore capitano Berto accorda la debita importanza al ferro Osmer. Egli, molto lodevolmente, cerca di applicare al ferro italiano il principio di Osmer, che in ultima analisi si riduce al seguente precetto. - L'orlo inferiore della parete, i talloni e le volte debbono posare sopra una superficie piana, perfettamente liscia ed orizzontale. - Con leggerissimo sforzo e senza aumento di costo, ben potremmo adatta:re al fer1·0 italiano il sedile e l'ugnatura alla Osmu. Basterebbe aggiungere agli istrumenti ed arnesi da maniscalco, il bottone incavato, simile a quello usato alla mascalcia di Pest. È da Pinerolo che si ha diritto di attendere che una sì utile innovazione diventi di uso generale e di prescrizione regolamentare nella ferratura di cavalli di truppa .

XL. Chiiiswra. - Ho nel taccuino di rimonta p;recchi altri appuntì di indole così esclusivamente zootecnica o veterinaria, ila non poter tro,•are posto nella presente pubblicazione. Perciò pongo termine al mio lavoro In Ungheria, attendendo tempo e luogo opportuni, per poter seguitare a dare alle mie annotazioni ippiche l'occorrnnte ulteriore sviluppo. Nei capitoli dell'altuale lavoro, il lettore ha senza dubbio dovuto notare, come in essi sia promiscuamente impiegalo il noi e l'io. Pl'ego affinchè il noi, malgrado la sua aria altezzosa, venga va-

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NOTE IPPICHE

IN UNG HERIA I

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lutato per quello che è realmente. Esso null'altro significa, che nella raccolta delle note, fui aiutato con efucacia e consigliato con intelligenza grandissima, dal signor tenenle colonnello Cesare Cavalca e del signor capitano Sapelli Enrico, presidente il primo e membro il secondo della commissione di rimonta, della quale ebbi l'onore di fa.r parte. Io qui li prego di benevolmente acceLlare questi miei dovuti ringraziamenti. Ben facilmente avrei pututo far scomparire il noi; ma così operando sarei stato ingiusto e non veritiero. Unicuiqiie stwm! E così pure, a riguardo dell:t condizione di tempo e di luogo, nelle presenti note, manca la unità voluta dai maestri nell'arte di bello scrivere. Apparisce evidente, che parecchie furono scritte di primo tratto, là in Ungheria, e che altre invece, r icevettero il loro . necessario sviluppo qui, all o scritto io di ufficio. Anche a questa menda avrei, senza difficoltà, potuto riparare, ma taluna delle note allora avrebbe perduto quel po' di efficacia, che a mio giudizio, le deriva dalla prima impressione e dalla locale ispirnzione. Chiudo il presente lavoro inviando co rdialissimi saluti ed augurt alla simpatica Te1·1·a generatrù;e di cavalli e di ussa1·i. Da quel paese, io non bo rneco portato che lodevoli ricordanze. G. B. CAVIGLIA Capitano vete,1·inario.


L.\ BATTAGL I.\ DJ::L TICI.\O

LA BATTAGLIA DEL TIC[NO

Nel percorl'ere il campo di Somma, chi si faccia a confrontare le indica7-ioni che ricere dagli abìtanli con quelle registrate nella nota ·-carta topografica all'·I 1'20,000, non potrà a meno di constatare le più sensibili di1Terenzo, che spesse voli.e conducono ad attribuire alle denominazioni di quella carta un significato puramente convenzionale stabilito fra militari. senza punto tener conto delle tradizioni del paese . Sì direbbe che iI topografo, messosi in mozzo a quello inestricabili brughiero, visitati i colli , i corsi d'acqua, le alture, ne abbia disegnate le dimensioni , i contorni, e, quasichè si tratlasse di una terra inesplorata, abbia loro apposto nomi creati dalla sua fantasia. Si direbbe altresì che l' artista, isolatosi dal mondo sensibile passato e presente, non siasi accorto ch'egli calcava una terra. ov'ernn si succedute innumerevoli generazioni, lasciunclosi reciprocamente il retaggio dell e loro memorie, ed ove ne viYCYa una, la quale areva raccolta l'eredità per tramandarl a accresciuta all'altra destinata a sostitu irla nella vita. Ognuno comprende come ìl buon sen;;o, la coscienza umana, la civiltà e lo slcsso ìntcresse degli studi mi litari, che si sussidiano a vicenda, proLe.sLino contro questo dar di frego alla storia che l'umanità affida meglio all'eternità della materia, che alle pagine più o meno caduche degli seri Ltorì. Senza diffondermi in ulteriori considerazioni , esprimo il voto · che l'istituto topografico voglia dar opera ad eliminare dalla carta del campo dì Somma l'imaginario che vi hanno sparso o i fini o le

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-condizioni poli Liche di altri Governi o anche l'ignornllza, per sostituirYi la Yel'ilit, ed io mi afTrotto cli entrare nell 'argomento del presente laroro. Studiando or sono nlcuni anni snl luogo le famoso JJOsizioni com~ pre5e Lra Sesto Calende, <-~olasccca, Sesona e Vergiate. che tanto validamente contrastano il passag6 io e le operazioni offensi rn sulla r iva sini stra del Ticino, interrogai lutti i celi di pel'.sone circa le denominazion i di quei dinlorni e ad unanimità mi fecero ritenere .arbitrari e e da tutti sconnscinlo le indicazioni. della caria, di .Jlonte Bertone, Ro vine e simili. òli vennel'o inYece assegnate quell e di Jfont'i di Sesona, Comeliane, 1'ol'razzo di Sesona, ecc., aggìu-ngendo che qui pose campo il console P. Cornel io Scipione prima di :lihrar con Annibale la lrnLtaglia clel Ticin o. Cosiffa.Ua Lrndizione che mi si offriva. per la prima. , olla da gente irliola dinan:t.i a quel Tol'ra;;.::o di Sesona, i cui ruderi allesl,l\'ano .una costrnzionc mil iLare auti chissima , mi giu nse co me una spec ie di rivelozione che mi colpì vivamente. Sin dnl IC'mpo de' miei sludi f('io.ani li leggendo Polibio e Tito LiYìo, i quali fra gli stori ci anti chi desci-issero più minutamente ques to grande a.ven imcnlo della seconda. guerra punica, mi era ri uscilo impossibile formarmi un c1·iterio esalto della località presso il Ticino, ove Sc ipione poness<' il campo, orn gellnsse il poule per tragillare il fiume, cd in qual pi anura Yeuisse qn i11di a baltnglia con Annibale. Anzi, i11oltra10111i nelle indagini , mi era convin to che se i dne sto1·ici, i loro espositori e gli eruditi erano concordi nel determinare le cause della gucl'rn, nel pl'Cà,are le varie for7:<' e la marcia dell'eroe carlaginc:;e attraverso lo spagne, i Pirenei. la Gnlli a, le Alpi per il piccolo S. Bernardo e le regioni Circompadane, noncltè le mosse cli Scipione, che, lasciato Ann ibale nl Rodano, !:-alpant da Marsiglia e slia.r·rnlo a Pisa si r infor1.arn e conen ad oppori> i ai suoi progressi dalla parte delle Al pi, i punti· im-ece dianzi accennati erano rimasti dei più contro rer$i. Una versione pi(Lcom1mement.e conosei nlu ed accc.'llalo. indicava Paria per la locali tit della hauaglin del Ticino. mnlgrado le narrazioni del li bro HJ"di Pol il,io e del XXI di Ti L•1 Li Yio non ne facessero partico lare meni ione e malgrado Hel paesello di Somma esistesse un'antica tradizione che facernderirnreil nome di Somma dasumANNo XXVll, VOL. !Il.


LA UATTAG J,IA DE(. TICINO

LA DATTAGLJ.\ DEL TICINO 66 ma clades, gt'ande strage, che Annibale avera inflilto ai Romani in quelle vicinanze. Cosiffatte reminiscenze storiche vagavano nella mia mente e l'impazienza cli conciliarle con le recenti informazioni vivamente mi pu ngeva, quando in un paesuccio della .brughi~ra,'. dest i~ato pe~ accantonamento delle truppe all'epoca de, campi d 1struz1one, m1 occorse di potere esaminare una ca,·l.a topogranca in cni e1'a descritto il corso del Ticino da Sesto Calende al Porto clella Torre, noncbè tutto il 1erreno cl ella riva sinistra compreso tra Sesto, Oriano, Veraiato e Somma. Della rivrt sinistra era indicato il so lo Castelletto ed 3 . il'castello Visconti, mentre dalla sponda opposta era Ctes1gnato con somma acnratczza il territorio racchiuso in quella ::pecie di trianaolo che ha per base una retLaipo tetica la.qurtle partendo dal Ticino ~a a toccare la strada del Sempione passando per i due punti Galasecca-Sesona, e per Yet-tice Seslo Calende. ~ei pressi cli Sesona ccl a hrevc distanza dal ! iciuo , _si distende per circa un miglio quadrato ~n piano _a. brngh,_era recrnto .a 1~ord est e a sud da due colline che 1 contadini ùenom,nano .lfonti d1 Sesona e che, serpeggiando di là, l'attraversano assumando fo rma d' un alto e grosso bastione: questa brnghiera. e queste colline ~ono da tempo immemorabile chiamate Coni~lia11e. Il Tor~·azzo ~1 Sesonci s'erge sulla cima di una di qu este collrn:tte. Qu~dl'l lntera e. la forma della torre; la coslrnz.ione a grossi sassi naLurali e calce viva senza alcuna traccia cli mattoni. I secoli passando ne diroccarono ormai più della rneti1, ma la sofolità dei mmi è tale che non si 1·iescc a snrnovere qualche macign~ se non a replicati colpi ~i ~11arlello. Verso le differenti clire1.ioni si osservano in essa tre orclm1 d, vedette e due fin estrell e, l'una rivolta a nord-ovest, l'altra a Sltd-est. Di lit si dominano lo conLigtie coll inelle e la circostanL? piann_r~: LuU<'. con.co1:re ad inclicarc questo monumento un'opera cl al'te m1l1tare cl1 anL1ch1tà remot issima. A sud-ovesl, Lra qnesLo punto e l'abbandonata strada postale Somma-Sesto Calende, con leggera elevaz.ionesorge dal piano un ten:en~ coltiYalo ; le collinet!e che lo proteggono dall'est, senza imped1rgh )a vi sta dei colli e di gran tratlo di pianura, lo rendono una località delle piLL sicure. Tale coltivato ed annesse collinette ~i conobbcr? sotto la de,1ominazione: la Comelia. Or ecco come s1 presenta 11

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teneno ad ove:;t : sub ito al di qua dell'antica strada postale il così detto Galliasco, monlicello a cono, rivestilo cli pini con repiano ombroso alla sommità; a.i piedi, verso nord-ovest, il J1fonsorino, hmghiera prolungantesi ad ovest con lingua di terra vegetale, al disotto della quale una piccola pianura sp inge i Sltoi lembi sino al Ticino . Al nord del Monsorino i contadini chiamar.o ilfolvai una brughieretla, alla quale ben s'acconcierebbe questo nome di Mala. .. valle, anche se non fosse derivalo da q1ialche sciagurato accidente, dal rovinoso avvallamen to che ivi cagionano di con tinuo i corsi d'acqua e le pioggie. Lit dove l'abbandonata postale di Sesto volge a destra , sul versante ori entale del GnJliasco , diramasi una via deserta, detta valle Cigcme, la quale, sboccando al Passo-alto, Pnsualdo, scende al fium e, cinta all'ovest dal Galliasco, dal i\Ionsorino e dalla 1\Ialava lle, ed all'est dalla Cornel.ia, e dalle Cornelia.ne: in essa ai piè del monte della Fo1'ca, denominazione assunta più lardi per essersi ivi giustiziati alcuni masnadieri che assaltavano i passanti per la costa dei 01·1.i ppetli, noLansi ancora qnae là enormi macigni della stessa durezza, quali tà e forma di quelli del 1'or1'a.zz'o di Sesona . Le condizioni e le vestigia di selciato che ancora presenta questa strada l'indicano chiaramente per nn'anticastrada militare. Chi per essa giunto al nume ne rimonti la corrente sino all'altezza del castello Visconti, scorgerà nelle sponde e nel letto del fiume allri enormi macigni di torre rovinata. dall 'alto cli quella sponda, ove un luogo irto di bronchi e cli spini conserva col nome di Torraccia, i ruderi di un monumento simile a quello cli Sesona. Traversando il fiume tra qu este rovine, che chiamansi volgarmente i nvuracci, ed il cas i.elio dei Visconti si poLrttnno ancora scorgere nel fondo confitti grosissimi pali, i qual i rivelano le traccie d'una grandiosa costruzione di ponte in legno di cui presso qualche pescatore v'hainolLre la tradizione ch'esistesse ab ant,iqi~o prima della venuta del Redentore. Colla scorta di questa carta, che una bt1ona ventura mi aveva, recato nelle mani , io avevo percorso palmo palmo quel terreno, inter1·ogando uomini, e sassi, con un'insistenza che pareva a me stesso petulanza: più le mie osservazi0ni venivansi accumulando, .

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LA n.\'l'T.\(; Ll .\

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IIATT.\ GLI.\ J)U TICISO

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di queste arche lapidee, di fi gura quad rilatera, csngona , od ollogona e di varia profondi là e larghezza. ~essun criteri o arlislico sembra guidasse la costruzion e di tombe si falle , dappoichè alcune stavano connesse col con traslo li-a di loro delle clivel'sc lap idi, all re presentavano scheggie che serv ivano a riempi re i vuoti lascinl i negli angoli clall 'i rrt:go lari1à delle pietre, altr·e aYcrano il fondo cioltolalo, altre liscio, altre i11Yecc fondo e pareli ciottolati, altre il coperchio nel una sola !npide, altre ::i due, una accanto al l'altra, OV\'Cl'O una sopra l'altra, altre senza coperchio, altre senza pareti col solo fond o, ed all re in(ine nemmeno con questo. Tutte queste tomhe era no inten a1e a varia pl'ofondilit: quelle che scmbrnvrin o più distin te si rinvenn ero sui punti più u il minan ti, sulle velle delle Corneliane, e d'ordinari o isolale; nel pendio e nella pianura se ne trorarnno disposte in linea relta a distanza l'una clell 'altrn di 40 o 50 centimetri: più riuni te ed in maggior numero si scoprirono presso le vesLigia delle tend e. ~on ripeterò la descrizione fa llami delle urne cinerai·ie, dei vasi vinari e lacrimatori che si rinvennero nelle arche, come passerò sopra alle qualità svariale, alla fo rma, alla disposizione nelle tombe i usi di colali vasi: tu tto ciò condurrebbe la mia discussione e arri o . nel campo dell 'archeol ogia che a me basta cli rasentare soltanto m ciò che è strellamente necessario alla chiarezza della mia tesi. Egli è cerio che volendosi auenere nel una successione logica nn po' se· vera delle idee, l'nrgomento esigerebbe una digressione sui funerali degli antichi, ma ad altri il lusso delrernclizionc, io possibilmente von ei conservnre a l presente lavoro il carallcrc cli uno scriuo puramente mili tare, quindi dtt bando ln Lti i fronzol i che non menano diritto allo scopo . Se non che mi si consenta di accennare a due circostanze principali , le qual i potrebbero venirmi in ncconcio piL1 tardi, che, cioè, i vasi eran tntLi etruschi, poco importa se di terra nera o rossa, se incisi, se pitturati , e che in genernlc non presentavano iscri zion i, 1ranne rarissimi casi in cui le lettere appartenerano anch'esse al l'alfabeto etrusco . L'altra circostanza si riferi:;cc agli oggeui che misti alle ceneri si rin ven11ero nelle urne: da sì falla osservazio_ne saril più facile cledun e la specinlil:ì degli uomin i di cui es~i oggett i erano i residui .

più il dubbio di Ll'ovarmi nel campo cli Scipio ne si nvvicin,rnt alln certezza . c·he cos,\ non avrei da Lo in quei di per riconsultare Poli bio e Ti to Livio ! mi parera che rilegge1Ùlo in qnesl ì lnoghi le loro narrn ìonì, specialmente quelle cli Polibio piì1 esatto d'ogni al!rn. perchè egli fu intimo dell a fam iglia degli fk ipiou i, perchù ave, :1 vi:;itali Lutl i questi leatri delle guerre ro1Uane, perchè infine era doln lo d'e minente intelletto mil itare, mi pureva . dico, che ogni oswl'i tit si :m rchbe rl ilognata . A fn ria cl i frngarc e cli disClllcru con Lul1i di trad i~ion i, cli Corncli e, di Corn elinne, cli ruderi, di cos1ruzio11i, la fortuna volle arridere alla mia impazientr curi osilil offrendom i la conoscenza di un prete erndi to , il finale si occnparndi ~ludi sloi-ici .con amo rn e co11 opr.rnsilit in defessa. Rilrrrrremmo insieme i pa::;si di Polibio e di Tito l.i ,· io ri:;erva11. do~i a no più tardi i rnmmenti, ;n1anto ,-'intraprese un'csrurs1one aIl e Corneliane, al Gnll iasco e nl ~lonsori110. <J 11i r i noln mmo nelle loenl itil mrgl io ada1l e vn1·ie li nce di grossi ciottoli snlda1nc11Lc i1iterr,1ti che desc rirerano la maggior parie una fi gura ci r..:olare e qualculla quadilatera . entrambe però con un'apertura d'un ingre::so ordinario . La mia gnicla mi r.-· osse rrn rc che quc' macigni tlovel',1110 aver forma lo un tempo l'orl o cli un basamento di tende mil itari. Si sa che le tende degli ant ichi sorgc,·ano per mezzo di an!enne confille nel suolo, !iopra clel lr qn,ili strnderan~i le prl li o le tele: -as::;ienrnvansi le a11te11ne a Ieri-a o per mezzo di cun ei di legno o cl i rrross i C' ioll oli. Ora , 1rn q11cs1e pict.rc lrovavnsenc qua l1;tma inrnv:i ta, ~ppnre se ne ,edc, ano lrc ra n icina!e _in 1~iorlo da lasc ia ,_·e i~ mrzzo lo :spazio per il cakio tli nna pertica . .'iè s1potrebbe nltl'lbu1re altro siani(ìcalo all'es istenza di qne::;ti enormi 111a:-si in lnl online dispo::;ti i,tluoghi così dese1·1i ed inc:o lli. Sia pnl'O d 1c il 1e1To110 cli n~1urn ghiaiosa farnrisca la formazione di così falle pil'!rr. ma la d1spo;,iono tli cui si :;co rgono anLichis:s ime Lr.11·1·ic, con qual altro nso, tranne qtiello accennalo, si potreb be spil'gn1·r, ? In 1ullP le loca li lil tlescriL1e, <' SJicc ialmenle in quc lln J_Jat·lc delle Co,·111>liane che prende nonw tli r;1ws1i, si scoprirnno tutlodì. sino a non molti anni ind ietro, tomhe, urne, patere, mi-i e dis tint i, i militari. Si con lano n (·en Li11aia di sim ili sco pr rtc . Una pielrn che c:o:::titnira il fondo, q11al1ro, s.ei l'll anchr otto che form:il'a110 i lati, un·i o dai' il co1Jl'rrhio e tulle rozze ed i11fo1·mi, era lullo l'in"icme

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LA BATTAGL IA DEL TICINO

LA llATTAGUA DEL TICINO

Non può cader dubbio che la necrapoli scoperta in questa località raccbiuçlesse gli avanzi di gente d'armi, imperocchè, tra le ossa e le ceneri, nella maggior parte delle urne si rinvennero fibide m,ilital'i destinate a fermar la clamide sulle spalle, e fibbie per cinger la spada e arrnille per riunire la parte anteriore colla posteriore della lorica non che per appendere la spada al fianco, e gli <tnelli fissi all a lorica per i quali aveva passaggio l'armilla e anche quelle lungh issime· cate1ielle all e quali si attribuisce l'uso di tener sospese le spade dei· caval ieri, ed altre che si donavano ai cavalieri distinti per valore, e i campcmelli o pendagli per adornare le bar-· daLure dei cavalli, e i globeLti di terra cotta che, messi sul la punla della lànc ia, vuols i si usassero nelle marcie e negli esercizi per non offendere colla punta nuda dell'asta o il proprio cavallo, o i compagni, o i cavall i vici ni ; e g:i a1ielli appartenenti ai fo rnirnenli della cavalleria e pezzi di sproni e orli di foderi cli spada, una grossa e- lunga lancia, e parli cl'allre lance, e pili, fr ecce barbate, e pezzi di ferro, e frammenti di saetta confitta in uu osso e con quello ossidata, ed un osso fo rato da una punta, ciò che induce a crederè che questi fossero i ferri rimasti nel corpo dei guerrieri uccisi e che, abbrucia tisi i cadaveri, raccolti anch'essi insieme colle ossa. e con altri distinti vi degli estinti, venissero rinchi usi nelle urne come funesti istrnmenti cagione della !Mo morte. Ove si voglia seguire .il procedimento da me e dal buon preLe tenuto nella ri cerca dei punti controversi, sarebbe qui il caso di riprendere in mano le storie cli Polibio e di -Tito Li vio e commentare i libri ed i capi precedentemente indicati: il letLore che ne abbia vagli ez.za potrà farlo largamente, a noi la ristrettezza dello spazio qui non ce lo consente. Anzitutto i due storici sono d'accordo nell'ammettere il pas$aggio del Po eseguito da Scipione, la di lui marcia al Ticino, il campo postovi e l'aninga fatta ai soldati prima della battaglia. Polibio auribnisce a Corneli o, dopo vri]i('.ato il Po, l'i ntenzione di proceder oltre e passare anche il Ticino. Cosiffatta circostanza esclude l'ipotesi, sostenuta da molti, che il pon te sul Ticino fosse stato costruito nelle vicinanze di Pavi a, dappoichè se il console avesse formato il disegno di trasferirsi nel terri-

torio al disopra del confluente del Ticino, non gli era forse più agevole cli rimonta re la sponda destra del Po che era. in suo potere, e quindi con un sol ponte su questo fiume raggiungere il suo obbi ettivo? Ammesso il passaggio del Po molto a valle del confluente e fa. intenzione in Cornelio di inoltrarsi nel paese e quindi di gittare un ponte sul Ticino, è d'uopo convenir.e che egli rimontandone la riva sinistra. abbi a traversato il t~~rritorio Insubre e siasi avanzato all'insù del fiume, così per ragioni politiche che vedremo in seguito, eome per la speranza di trovare verso la sorgente un passaggio più comodo. . Continuando nella lettura di Pol ibio si apprende che i Romani, geLLato il ponte lo traversarono e per un intero giorno e parte di un altro marciarono, lungo il fiume dalla parte verso le Alpi, contro i Cartaginesi , i quali marci:trono in senso opposto, cosicché questi avevano all a loro destra i Romani, alla loro sinistra la corrrente. Coteste marce in senso opposto lungo le sponde del Ticino, sarebbero esse mai state possibili se Sc,ipione non avesse valicato il fiume assa i verso l'origine, come sarebbe nelle vicinanze di Golasecca o di Sesto Calende? - Perduta la battaglia, i Ro,nani si diedero alla fuga verso il loro campo, ed Annibale, aspetlato indarno i legionari a. riappicare la zuffa, !3d accortosi che si erano allontanati, l' inseguì sino al JYr'incipio del fiwrne e sino al ponte. Il principio del fiume è appun to al disotto di Sesto, è presso Passo-al to ove cominciasi infatti anche volgarmente a. denominar fiwne o Ticino , mentre a Sesto si chiama ancora lago. In Polibio è al tresì eletto che Anni baie, inseguendo i llomani, trovato il ponte rotto e disperando ormai di poteri i raggiungere cla quella parte, ritornò sui suoi passi lungo il Ticino e si affrettò alcuni giorni per arri1 are al I)o onde continuare per dì là le sue imprese. Il fatto cli questa marcia di più giorn i è un'altra prova che il pon te romano doveva essere stato giLLato presso lo sbocco del fiume dal lago maggiore, dappoichè da CastelletLo al Po la distanza che intercede è poco più cli 60 chilometri , che si percorrono in circa tre tappe. Le induzioni che precedono trovano la loro conferma nel testo <li Livilà dove dice: o compiuto il ponte, l'esercito t·omano fu t'ra1

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l..A BATT.\GLL\ DEL TICIKO

gittalo nel ter1'itorio degl'fll.subri,· il che vuol dire che innanzi al passaggio l'esercii o non si lrovava sn quel lerritorio, ma in un altro li presso; ciò che con tutto fondamento condul'rebbe aLl asserire cll'esso stesse a campo in quel degli Orobi, che avevano stanza a Vergiate e nei dintorni di Sesona e C', olasecca da dove, percorrendo· meno di 11O eh ilometri, si entnwa fra gl'lnsuhri, i quali occupavano Castellel.to e lutto il territorio novarese. - Tito Livio so).'giunge che Scipione mosse ad incontrare Annibale sino alle radiri delle Alpi. Cotale denominazioni di radici, delle Alpi conviene a capell o ai monti di Oleggio Castello e di Arona, ecc., i quali anch'essi sorgono ad una decina di chilometri da lle alture di Vergiate e di Oriano, che fiancheggiano le Corneliane. Da quanto si venne sinora discorrendo, senza tema di andar· molto lu11gi dal vero, l' itinernrio segui lo da Scipione che si presenta più naturale potrebbe tracciarsi co,:;i: passaggio del Po a Piacenza (V . Polib io, lii,. III, cap. 6G e Tito Li vio, XXI , 4,7); S. Colombano-Lodi-.\lclegnano-:IJilano-Gallarnte-Somma e di qui all'accampamento presso il Ticino , tra (.:alasecca e Vergiate, nella brughiera le cui condizioni tc,pogralìcltc meglio si pl'eslavano all'uopo, lasciando quindi ad essa, la denominazione di · Corneliane, Cornelia i:astra, campo di Cornelio Scipione. D'altronde, qual altro plausibile significato si potrebbe assegnare ad una tale denominazione, attribui la a questa loca.liti~ cosi deserta. ed· incoltn, se non di uno· straordinario avvenimento, specialmen te mi li tare, ivi occorso, tanlo più che il passaggio di molti secoli nc,n riusci a cancellare quella. denominazione? Per riepilogare pertanto os;a;errnrò: ·I O La dcnomi nazione di Co rnelinJ1e· co ir:cide coll a iopografia del luogo, vicinanza, cioè, al Ticino e ;;pecia lmente a qnel punto ove sono in dicale le vestigie del ponte, posizione mililare la più: adalla ad alloggiamenti, giacc.hè per l'ampiezza occorrente ad un. rampo romano, per le dife:;e naturnli esisteuli , per il terreno che· non esigeva mol ti lavo ri, non lasciava gran che a desic:erare; .2° I ciottoli e la loro disposizione fanno ancol' fede oggidì del-· l'uso a cui serv ivano pet· ~samento delle tencle; 3° Le numerose tombe scoperle, le :mni ed ins~gne mili tari ed anche 1·o mane, rin\'enule, sono tali 1estimonianze che non ammettono discussioni;

LA BA'rTAG LI A DE L TICl);O

.i," La denominazione di Cornelia corrisponde a quella di Com eli.ci ientoria (pretor io), posizione centrale e sicura di quella localilà da cui domina,·asi lutto l'accampamento; ij0 Il ton:azzo di Sesona, che sorge in una collinetta clelie Corneliane, per ch i n'esamini la costruzione non può rimaner dubbio che sia uno di quei fortini onde i Romani nssic!ll'arnno i pnnti più imporlanti dei loro :tcc.ampamenti, ponendov i sco lle e presidii e · munendole tah olla di bali:;tc, di catapulte e di altre macchine da guerra. Escludendo l'accan1parnento di Scip ione, in qnella loca lilit qual e altro scopo potrebbe mai giustincare la presenza di qnei rnonumenti militari evidentemente di costruzione romana'> Tntto pertanto induce a ritenern che qneslo f1t l'accampamen to di Pn blio Cornelio Scipi1Jne presso il Ticino, do,·c egli arringò le ~ue truppe, dove ebbero sepoltum i soldati estinti tra:>portalevi dal. <:nmpo cli haltaglin, o quivi morti per ferite. Anche il nome di Gallicis,;o dato al monte, di cu i è cenno cli sopra, ha un significato, che visibil menle si r iferisce a questo arvenimenfo . Si vedriL in seguito che l'interpretazione di tal nome si ha, in qallic~ corpi, o gallfohe tombe, percioi.:chè quella loca lità, che ftt prima la stazione de' Galli militanti con Scipione, ;a;en·ì poscia per sepolcro di co loro che pel'i rono comba.ttendo. TI nome altresì di .\Jonsorino ove esistono i ciottoloni, hasamenLi delle tende, po trebbe sp iegarsi per Jlors 01·ini, dal nome cli qualche capitano de' Galli ivi attendrito e ell e si chi amasse 0 1'ino, de,,i nenza di nome proprio comune pres:;o i Galli. Ma gli oppositori soggiu11gono: ad Annibale elle marciava da Torino per il VercellH5e al Ticino, non ;a;i correv,t più presto incontro passando qnesto tium e o nei cli1uomi di Pnvia, o di Vigernno o di Buffalora, piuttosto che rimon lnl'e la co rrenle sino all'origi ne, sin verso Sesto Calende'? .\la esaminando auentamente i due storici menzionati (Po liti. lib. 111, cap . GO; Li vio li b. XXI, ca.p. 30) si apprende che la marcia di Scipione per que.:,Li paesi aveva uno scopo eminentemente poli tico, imperocchè i Gall i, mal domali e mal sofferenti il giogo de' Romani, inclinavano giiL alla parie di Annibale, passando quindi l'esel'cilo con~olare in mezzo a loro non s,>lo li teneva in soggezione, ma li obbligava :lllre,;i a segu ire le sue bandiere. Arl'oge che Annibale dalla valle cli Aosta , se non fosse, 1

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I LA BATTAGLIA DEL TICIKO

stata la diversione deli'assedio di Torino, avrebbe marciato dritto al Ticino; or.a quella valle sta proprio in linea retta rimpetto alle adiacenze di Golasecca, e Scip ione correndo lit, seguiva una via che lo conduceva direttamente al nemico. Le ragioni infine della faci lità per la gittata del ponte possono avere esercitata la loro buona parte d'influenza nel determinare l'itinerario più innanz i da noi indicato: ed jn vero le fac ili sponde e la minore rapidità della conente e qualche gLrndo che il lì urne o[re tra Golasecca e Sesto, si ricerrherebbero indarno in tutto il resto del suo corso. La larga e spaziosa ma abbandonata vià cui at:cemrnmmo, tra il ·,Galliasco e le Corneliane e che sbocca al Ticino là dove appunto notansi le vestigie del ponte, indicherebbe eziandio che per di là , si fosse avviato. il console col suo esercito. Es,m iniamo ora le questioni del ponte. I due storici sono concordi nell'ammell.ere che Scipione mandasse i pontonie1·i a gettare il ponte sul Ticino intanto che egli, racco lte le milizie nel campo, le arringan1.. La prossimità pertanto ·.dell'accampamento e del ponte resterebbe chiarita da quest'ult.ima circostanza. Livio poi, pìù espli ci tame1He di Polibio, nota che per assicurare il ponte ·vi si sovrapponesse iin fortino: ora è un fallo che allo sbocco delle Corneliane al fiume esistono i ruderi del ponte .,e del fort ino sovrapposto. Chi dalla sinistra voglia guadagnare l' a!Lra sponda della corrente, incontrerà enormi macigni rovinati dall'al1 0; dapprincip io il !Atto del fi ume sarà profondissimo, ma avanzandosi verso il mezzo, ove -l'acqua sensibilmente decresce e talvolta, all'epoca della siccità, si asciuga a segnp da formare un'isolel ta, incominciano a spuntarn i pali · con una superficie vari.a, ma solamente per modo indurita, da offrire l' idea di una pietrificazione. I pescatori e i barcaiuoli chiamano quei pali le colonnette, senza poi ridire della tradizione in essi · esistente che ivi fosse un ponte prima dell a venula del Redentore. Vani riuscirono i molti sror1.i fall i per estirpare qualcuno di quei pali, tanto sono essi profondamen te conficcati; si è potuto osservare per altro che sono di rovere e che mentre la parte spor. ,gente dal letto è tulta corrosa, quella nascosta nel suolo è conserw ata sino al punto da presentare qua e làil natio colore e la corteceia.

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Si ha notizia che molti anni addietro, verso il principio del secolo presente, venne dai pescatori eslrallo uno di questi pali, il quale si trovò munito al calcio di una grossa punta di ferro terminante ad imbuto con quattro code. Ove dalle vestiii:ia che ancora r iman 0()'ono vogliasi arc 0romentare la foggia prirn it.il'a di queslo ponte, deesi inferire ch'essa fosse d'u na singolare semplicità, da.ppoi chè non traw1si che di tante li nee parallele di pal i disposte nella corrente, e di un impalcato a, quelle soprapposto. J pali estremi delle linee 50110 isolati, gli altri ravv ieinati a due a due: in una parnla, t.utlo rivela l' infanzia in cui doveva trovars i l'arte all'epoca della costruzione, infanzia che ha ri scontro colla coltura. dell'epoca di Scip ione (anni 535 di Roma, :iM 8 avanti a\l"era volgare). A parte tutte le circostanze descritte sinora, le quali mili tano a favore della costruzione del pont.e iµ questa loca li tà, basterà e3aminare attentamente i due storici per convincersene. Secondo Po li bio, Annibale insegui Scipion e sino al ponte, ove, a·vendo troi;ate staccate moltissime delle iavole, ecc., dunq ne da quella parle il ponte era di palafitte e tavole. Livio poi dice che lo :-tesso Annibale non potì:, 7Jassare ,m l ponte perchè l' estreniità. erano state dis/ittte andandone tntte le zatte in babìa clella corrente, Dunque dalla ri va sinistra il pon te ern in zatte. Le due diverse circostanze dianzi accenna Le dagli storici coincidono colla natura del fiume e coi residui esistenti. La profondità dell'alveo della sponda . sinistra non perrneueva vi si potessero conficcare i pali , che non troppo fac il mente si sarebbero rinvenuti della vo luta lunghezza, era naturale quindi si ricurresse all'espediente delle zat.te, com'era. del pari natura le che là dove la corrnnte diventava più placida e meno profonda si adottasse il sistema più fac ile delle palafitte con tavo le. 1 res idui pertanto del ponte che noi e, aminiamo sul Ticino non possono essere che gli avanzi del ponte costrutto da Scipione, sia perchè qui lui.ti i dati colli mano colla narrazione degli storici, sia perchè queste costruzioni eviclenlemente non potevimo servire che al passaggio temporaneo cli un esercito, il che le antiche. memorie non registrano che siasi nitre vol te verificato, e da ultimo perchè trovasi vicino alle Corneliane che ci rammentano l'nnenimento di P. Cornelio. V

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LA BATTAG LfA DEL T! Cl!'\O

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I.A BATTAGLIA DEL T!Cl~O

Veniamo ora a.l fortino che i Romani per a.ssiwra.re ,it ponte oi soi;mpposero . A chi pas i sulla rirn dei<lrn del fiume, precisanwnLe di11anzi a tjueslo pon te si olTrono all a visLa Je f'onclamenta di enormi muraglie, di co:struzione identica a quella del torazzo cli Se!-ona, le quali immediatamente richiamano all 'idea un'antica te,;La di ponte. Sovrapposto poi al ponte sull'al ta sponda sorge l'antichissimo castello dei Visconti d' Aragona, il quale domina troppo in linea l'ella iÌ so t.loposto ponte per non ingenerai·e il dubbio che il fortino de' Romani non possa in tempi remoti aver servito di base a questa cosLruzione. Contiguo adesso trovasi l'antico borgo di Cnstellello, il quale con molta probabi lità può aver preso il nome da qualche castell o famo,;o (castellwn dei latini e castel lett.o in italiano) esislil.o nelle vicinanze. Quale castello si prestereb be meglio a questa etimologia che il fortino di Scipione, il quale d'altronde non doveva e:,ssere tanto piccolo ~e a detto degli Morici fu affidalo a GOO soldati per la difesa? V'ha di più: sulla sponda sinisLra, e sempre dinanzi al po11te in discorso, osservan si enol'mi macigni, parte rovinati nel fiume e parte giacenti ,;ulla riva; su ll'allo poi della sponda che sovra:-ta al ponte esistono gli avanzi di una torraccia diroccata . la quale presenta gli slessi caraLLcri di quella di Scsona e dei 1·uderi della strada militare di cui si é pal'laLo. Anche il terreno per la sua forma a cono assomiglia a quel di Sesona. Con tulto fondam ento si può congellurare che anche que~to fosse un fort in o erello da Scipione per guarentir:; i sulla r iva sinistra dai mal fid i Gall i, i quali, tagliandogl i il ponte quando ei l'iwesse t.ragillalo, potevano preclude1·gli ogni vi.a di riLirala. Nè tale ipotesi si opponealla.nanazione degli storici che allestano colla parola castell1im le fortifi cazioni del pon te, dappoichè qll el vocabolo latinamen t.e oltre il sign irt calo. singolare, ne ha uno generico per denotare castelli. Lo.onde i dati esistenti, il ragionamento e la testimonianza degli antichi sc:;riLLori ci cond_ucono acl ammettere la, costruzion e romana cli nna dopp ia tesla d, ponte ~ui Ticino dinanzi al Caslelletlo . . L'esercito roma110 \'al ica to il Ticino, sorge spontaneo il quisito diretto a constatnre la sua marcia ulteriore, wlle a dire l'itinerario dal medesimo seguilo . Ln n::irrniionc di Polib io non accenna esplicitamente ai pnnti

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L.\ R.\TT.\!.LI.\ llf:L TIC!SO

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chi.' nel :;uo cammino a, rehbe toccal i, ma ciò dal contesto delle sue pal'ole può ch iaramente 1·i lcvarsi . Jnraui, egli dice cli e il di appresso alt' arringa i rlue an-crsari at'an;;arons; t,mgo il finme daUn parte uusn le Alpi, 11 rendo i no mcmi all<t si,nistrn ed i Ca1·tagi111'.<;Ì alt<i rlPsira lo rorrenfr df'l fiume. Pnò eg-li mai reYocarsi i11 élnhb io che qni tr,llla!ii della sponda des11·a del Ticino , la quare t! appunto rc l'so le .\lpi r rhe la m,irria a neni, a :ml territorio norarese che giare su qnel la sponda? Bastcr:\ spit'!!,'lìl'l' appena mia ca ria per convinccr:,ene, e lllJi non ci renneremo a <limo:-:1r,1rlo. Livio po i ò più e:-pii cito dice ndo: compilblO il ponte, il rnmano esel'cito tragittato nel lPITÌtM·i,> dl'qli f11s11bl'i, Pt'C. Chiarito già che Scipione ~i Lrol'n~sc sul la :; ini!il1·n del rin me . nn1111·almcn1r. deYesi nrgomenin1·e che if traqitto lo l'Ond11ce~s0 ,;ulla clc.,lra restando però a tlimoslrarsi : f. Se Ca,,tellclto n0l ,\m are~e, t1 ianzi n 1·u i fbsa1nmo il pa:;saJgio dei Romani, fosse lerritorio insnhre: IL Se il luogo donclc yeni rn immerlialamcntc Scipione avant ìl passag-gio non appartenesse ngli Tnsuht·i . ln torno al prim o quesito è opinione una nime di lutti i geogra!ì e di tu.lti gl i Cl't1di1i clrn l'fnsuli ria 1·omprcnde::;:,;e l11tlo il piano nornrese sino a \"et'celli. I.o stesso Li, io seguendo Pol ihio noia la da i\nnicircostanza cho i Ta111"ini al rnomenlo di essern aa,.,.rediti 01'> halr erano in guerra con gli Insubri, i qnali , non constandoci spedizioni lontane de i Ta11rini , è da l'itencrsi che fo:,;,;cro lol'O confìn :1111.i. .:';è insnhro :,; i clirù il pac~r tl'ondc il rnndottiem romano proYenin1, rnentn•, in loie ipote:\i, Lrovando\' isi gii1, ~nrebhc st aio un t:ou11·osenso l'asserire che vi passò; Lullo al più :;i potrà richiedere il 11ome d0g!i auilanti dei tlintorni delle Col'neliane, fìnilimi tlcali o lnsu!wi, i qua li uon erfl no che gl i Orol,i (epos, monte, ~te~, rita, rifa montana) che popola,-ano i coll i _Sl'ltPntr·inna li della ,·,11npaf'.l1H mih11H·se. Il fallo poi di questo passaggio snl tcrrito1·io insubre ha un ralo1·e specia le p,•r rl1 iari1·c c.hc il fiume :-ia slato pa~sato mo llo a monte w 1·:,0 l'origine, dappo irl,è se 4•iò ro~se ,1nen11to più a ,,itle, non era il ra~o di acrennnre alla di,·ersilii di popolaiione delle due spond0, es:,;enclochè entra mue appartene, ano agli Insn hl'i abilanti Ira l'.\d<la e il Ticino inoltrati anchf:.' al di lit di que,;lo fiume. 0


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LA BATTAGL IA DEL TJ CJNO

U . BATTAGLIA DEL TICINO

Accertati questi dati, mettendoci sulle traccie lasciate da Polib io, non sarà malagevole conghietturare con molta approssinrn.7.ione al vero l'itinerario seguito dai due eserciti avversari, per stabilire da ultimo il luogo ove avvenne la batLaglia. Lo storico greco pertanto dopo avere indicata la marcia. dei due partiti lungo la destra del Ticino, eseguita il dl appresso dell'orazione dei condottiel'i ai soldati, soggiunge che il secondo giorno, avvisa.ti questi dai pastori di esser giunli l' uno in vicinanza dell'altro, sostarono e posero campo: all'indomani entrambi con tutta la cavalleria, e Scipione eziandio con i lat~ciator! di frrnter ia, si avanzarono per la pianwa, procurando I uno d1 scopn re le forze dell'altro: venuti in pr,ossimità e mirnnclo il polverio sollevato, si ,tttelarono a battaolia. Abbiamo a.dunque una marcia intera falla il primo oiorno una fermata il secondo , ed un paio di miglia percorse nel terz~ per venire alle mani . Seguendo prima . Scipione, si è in grado d'inferire che eol i il . . v prnno giorno compiendo una tappa ordinaria romana, che era, come assicu;a Vegezio, di 20 miglia, abb ia camm inato per quattro miglia dal campo delle Corneliane al passaggio del ponte in faccia a.Castelleuo, e per alt.re ,J6 lungo la sponda destra del nume, dopo di che sias, trovato presso il villaggio di Camaro . .È precisamente tale la distanza che separa Castelletto da questo punto seguendo le tort(t0Sità del fiu me e passando per quelle località propri e si no ab antiquo per il passaggio di un esercito. A Camato perLanto con tutta probabilità accamparono i Romani e si fermal'ono il secondo giorno: nel terzo, che fu quello della battaalia essendosi Scip ione [wanzato per un paio di miglitt dovè trovarsi r~ell~ bella pianw·a di Galliate tre ~ovara e il Ticino e precisamente· colà dovette succedere lo scontro. RiYolgiamoci ora ad Annibale ed applichiamo 31Ja sua marcia in senso inverso il nostro ragionamento. Dopo Galliate, scendendo per due miglia il corso del Ticino, s'incontra Romantino, il quale sarà stato il luogo cli fermata dei CartaQ:inesi nel secondo t>o·iorno·' di ~ là percorrendo una tappa ordinaria, che per quell'esercito così pesante di elefanti e d'impedimenta da condursi attraverso regioni boscose, paludose e sconosciute come erano quelle della riva destra del Ticino, non eccedeva mai le 12 miglia, si deve necessaria-

mente pervenire là dove Annibale campeggiava prima. di muovere verso questo fiume. Misurando inlanto le 12 migl ia accennate si giunge nei dintorni di Vigevano in pross imi là di, Cassuol veccl1io . ove si può riLenere fosse il campo cartaginese, sia perchè le memorie registrnno che colà esistessero un dì lavori di cr,strametazione che le tradizioni asserivano praticati da Annibale, sia perché lo stesso Polib io fa trasferire Annibale in quelle vicinam;e durante la marcia di Scip ione rial Po al Ticino, facendo lo quivi dimornre per tutta la durata del soggiorno de' Romani nell e Cor neliane, ed in ultimo al loro avanzarsi facendolo di quivi muovere contro di loro. Per ri assumere questo itinerario si dirà che Annibale da Cassuol vecchio· rimontando il Tici110, dopo la marcia di un giorno doveva trovarsi a Romantino; qui vi fa tto sosta il secondo giorno, nel ter;,o, percorse due miglia, doveva incontrarsi con Scipione nella pian m·a di Galliate, che lo ripetiamo ancorn, tutte le circostanze conconono ad indicare per il luogo ove avvenne la battaglia del Ticino . Conciossiaccbè noi sapp iamo che il tealro cli questo comballimento fu un'ampia e comoda pianura (carnpos patentes) ove ad Annibale non riuscì difficile spiegare in una sola linea tutta la sua numerosa cavalleria con i Numidi alle ali pel' comp iere sin d'allora una di quelle mosse avvo lgenti, che hanno destato a' giorn i nostri tanta mernvigli,,, quasi fossero novi tò. Ci è noto altresì che il terreno ove si affrontarono i due eserciti era. di natur·a polveroso, c.ircostanze tur.te che a niun'altrn pianura lungo il Ticino possono convenire Lra11ne a · quella di Galliate. Arroge che i due storici sono d'accordo nel rif'erire che Scipione sconlìtto potè que.1giorno stesso r ipassare il Ticino e ricoverarsi nel campo delle Corneliane. Ciò vuol dire che la distanza di qLiesto al luogo del combattimento non poteva eccedere di mo lto quella di una marcia ordinaria, sopratutto se si tiene conto della stagione che correva. verso h fìne di novembre, la quale per la brevità delle giornate non poteva consentire molte ore di cammino. U1i'ultima osset'vazione: Lra Annibale che vo lte le spalle a Vigevano e Cassuolo, costegiando il Ticino, si avanzava per Cerano, 'l'recate e Romantino e Scipione che, lasciate le Corneli ane lungo lo stesso fiume s'inoltra.va per borgo Ticino, Marano, Oleggio, Branzago e Camaro, il punto d' incontro doveva essere necessariamente Gall iate.

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L:\ lJATTi\GLTA DEL TI CINO

Giunli sul campo di bai.taglia, nasce spontanea la cu riosità diconoscere il numern dei comballen~i che si urtarono in questo sanguin(iso fauo d'armi, onde misur·are appro,simativamente le perdiie e l'imporlanza della giornaLa . Per i militari si fa senli re ino ltre la necessità di rintracciare le disposizion i lallicl1e dei dne avvol'sari e renders i co ni o dei fat.tori che avranno influiio sulla villoria dell' uno e salla sconfì t.la dell 'altro . .[ nostri due slorici .sono guicle sicure anche per cosi folte ricerche. T>olib io, clieè il più esalto, stab ilisce a 20,000 i fonti e a 6,000 i Ca\"al ieri rimast.i ad Annibale dopo il passaggio delle Alp i: a questa hau.agl ia, come è stato già. accennato e si ridirà in segoito . solo gli ull.imi par1ecipnrono nel numero di 4,200 cli caYn lleri ,1 pesante e 11,800 di cavall eggeri. Dell'esercito di Scipione non ,1ssegna cifre precise, ma queste possono dedur,:; i rial conteL:;o della nanazione. Egli narra infa tti come il cousole P. Co rn elio, lasciale al fra lello Gneo le legion i per fare la guena in Spagna, eon pochi navigò a Pisa e come in Etrnria si mettesse a capo degli eserciti dei Prclol'i che gnerreggiavnno con tro i J~oi. Di ta li eserciti , sempre seconrlo Poliùio, completo ern quello di Manlio e l'altro cli At.!ilio non era che un supplemento, cleslinato a rafforzare le truppe di Scipione. Premelliarno elle un esercito consolare constava di due legioni romane e dne di alleati - Ital iani dipendenti dai romani - e 1alv0Ha si accresce,•a di au;;ili ari. f;O ldati lii m11,i ,)ni estere combattent i com0 trnppe leige re. · ( nmneri dei ca,•,llie1·i di una legione di ;illenti era cl'ordinario doppio di quello di una romann, pe! l'eslo uon y'ern diffe renza Ottale fosse l'organamento. l'armamento e il modo di combattere delle legioni, potr:1 npprenrlersi in ogni ll'allu!o cli Latt.ica, noi quindi ci dispens iamo da una tal digres:=;ione, la rpial troppo lungi ne trarrehbe dei limiti che ci siamo impost i. Ecco pertanlo il calcolo delle forze clie i duo is!orici, e più e~plicitament e Lirio, fanno degli e~erc.il i con5eg1wti dai pretori a Sc ipione .

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LA RA1'TAGLJA DEL TICINO

)

Eseì'cito di 1lfonlio. .!z:>,

legion i -

Pedoni roman i . CRvalieri romani Pedoni alleati Cavalieri alleati .

8,400

~o

No » 600

» H,000 )) 11000

Totale

N°

22,!iOO N° 11600

Bse1·cito cl1: Attilio. Pedoni romani Pedoni alleali Cava li eri roman i . Cavalieri all eali .

N° 4,200 )) /4.,500

» >>

To tale N° 8,700

r

300 500

N° 800

+

Sommando queste cifre si avrebbe un compl esso cli22,.i-OO 8700 pedoni= 31, 1100; cli 1,600 800 cavalli = 2,405: a.questa.cifra dovranno aggiungersi almeno 3000 pedoni e 400 cavali eri ricondotti .da.ila. G·allia, giacchè tal numero era necessario pel presidio delle navi e per la scorLa del console, e si otten anno queste alt.re cifre: 34, 1100 pecloni con 2800 cavalli. Se si comprendono poi gli ausiliari galli i quali in questa circostanza non saranno sta.Li meno di 3000 fant i e di 300 cavalieri, l'esercito romano avrebbe dovuto -ascendere a 37, 'IOO de' primi e a 3, 1100 de' secondi. Senonchè da siffatte cifre vogliono essere sottraUi dall'esercito cli Manlio 1600 fanti· e 1100 cavalli caduti interpolatamente nel.le insidie dei Ga lli . Poi se d,t quell'esercito si deducono ancora altri 1500 degli uni e 200 degli altri per i presidi del ponte del Po e del Tici no e del campo dell e Comeliane, nonché 2000 di quelli e 300 di quest i assenti per varie cause dal campo di battaglia, noi ,tvremmo la forzà rea!e cli Scipione agli accampamenti di Comaro in 32,000 fonti e in 2,800 cavalli. Sappiamo già che Scipione in quella giornata, oltre tulla la sua cavalleria, impiegò i lanci al.ori , cioè i veliti, le cui proporzioni cli 11,200 · essendo fisse ,e conosciute nell'organ ismo dell a legione e sapendo già che il con-

+

ANNO X J.:Vlt VOI,. Il!.

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LA BATTAGLIA DEL TICINO

LA J3ATTAGL IA DEL 'l'JCINO

sole non aveva seco che tre legioni, noi ricaveremo il quadro delJe.. tr uppe che furono messe di contro ai Cartaginesi, vale a dire 7200 -veliti, 2800 cavalieri romani ed alleali e 300 cavalleggieri ausiliari. galli . Dalrronde, non meno di questa fo rza era necessaria pet contrapporsi con speranza di buon successo alla cavalleria cartaginese ed uguagliarne la fronte, nonchè per supplire allo svantaggio numerico di cavalli in cui si trovavano i Romani rispetto al nemico. Vediamo ora le disposizioni tattiche prese dai due avversari sul campo di battaglia. Livio e Polihio dicono chiaramente che Scipione si sch ierò in due line: i veli ti e i cavalleggeri galli in prima, e i cavalieri romani e alleati in seconda, nella posizione di riserva . I sei mila cavalli cli Annibale furono invece schierati sudi una sola linea con al centro la cavalleria pesante e alle ali i cavalleggeri numidi sporgenti ad arco dalle ali romane pron ti ad avvilupparle. Data la profondità di Lali ordini tattici da combattimento che assumevano le turme ed i manipoli, si può determinare l'estensione e la profondità della fronte ocupala dai due partiti e rendersi conto perchè linea romana fosse meno estesa della ' punica; ma lasciamo che ciascuno faccia con più agio di noi questi calvoli che, per quanto faci li , altrettanto ci dilungherebbero dal nostro scopo. Cosi schierati i due eserciti si affrontarono . I lanciatori cli Scipione, non per anco scaricati i primi colpi , atterriti dall'impeto dei nemici che lor piombavano addosso, e paurosi di essere calpestati dall'imminente cavalleria, fuggendo si ritirarono per gli intervalli della seconda linea al di dietro delle turme dei loro ca:valieri. Questi, divennti prima linea, ·,;uben trarono coraggiosamente nella mischia e resero per lungo tempo indecisa la vittoria insieme ai pedoni che lor combattevano a lato. Mo lti cavalieri ino ltre nel feàor della pugna, per venire più liberamen te ai ferri , combattevano appiedaLi, quando i Numidi comparvero caricando da tergo, e piombando furiosamente sopra ai lanciatori ritiratisi dietro ai cavalieri. Battuti e dispersi i lanciatori, anche i cavalieri, sebbene strenuamente si sostenessero non ostante gravissime perdite, dopo aver coperto il terreno di cadaveri nemici, accortisi della carica. dei Numidi alle spalle, ripiegaronsi e si volsero in fuga . Intanto anche il console èferito: fo quello il momento cli: si salvi chi 1niò! specialmente i lanciatori fuggono a precipizio. Alcuni cavalieri, fa-·

cenclo massa intorno al console ferito , lo proteggo1to e ordinatamente ritirandosi lo riconducono al campo. · Sbaragliata la cavalleria e le truppe leggere, il resto delle legioni romane, che rimaste al campo di Camaro non avevano partecipato alla pugna, ripassarono in fretta il ponte sul Ticino e si ridussero al sicuro nel campo for tificato delle Corneliane. Colà. venne trasportato Se:tpione ferito ed insieme ad esso molti altri fer iti , specialmente quelli, per natali o per grado nella gerarchia mili tare distinti, che poterono salvarsi per opera di quei coraggiosi soldati che nell'esercito romano adempivano all'ufficio presso a poco delle ambulanze moderne. Vi era allora una speciale ricompensa per ogni ferito che veni.va sottratto dalle peripez ie del combattimento, e si avevano selle a doppie staffe ed apposite carrette per meglio adagiarvi i sofferenti. Ove si consideri la natura delle armi antiche, le quali assai meno delle attuali erano causa di morte repenti na, si dovrà conghietturare che assai considerevole sarà stato il numero di questi feriti trasportati alle Corneliane, molti dei quali saranno anehe giunti estinti, o semivivi, o in stato gravissimo che naturalmente nella succesiva ritirata vi saranno stati lasciati, giacchè quelli sanabi li seguirono il console a Piacenza ove si sa ch'egli attese a curarli insieme a se stesso. Alle Corneliane i feriti gravi probabilmente avranno rioccupato il posio in cui prima sorgeva la loro tenda. L'eserci to romano, tenendo conto della distanza percorsa si sarà . ridotto in quell'accampamento sul far della notte di quell'infausta giornata e Scipi.one, lasciati 600 uomini al di là del fiume (ripa destra) per proteggere la ritirata, e fatto tagliare il ponte, quella notte stessa, credendosi inseguito dal nemico, si affrettò di marciare al Po per riguadagnare Piacenza sua base d'operazione. Annibale come si è detto, aspettò alcun tempo la riscossa dei legionari, ma quando si accorse che il nemico si era allontanato, tentò di raggiungerlo spingendosi sino al po1ite che trovò rotto ecl in cui stavano ancora i 600 uomini di presidio i quali fece prigionieri. Colà appreso che i Romani si erano ormai allontanati di molto, 11011 si clié a riattare il ponte per traggiuarlo, ma, ritornato sui suoi passi lungo la, destra del Ticino, corse ancor egli al Po e giuntovi sì die' a cercare un passaggio. Quest'ultimo episodio della battaglia, sebbene sì chiaro, nondi-

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LA JU'l'TAGLIA DEL '.flC l.'lO

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LA BATTAGLIA DEL 'tlC!NO

« Anni baie per primo se non il Ticino?) quivi avendo trovate stac« cate moltissime tavole, e quelli che custod ivano il ponte lasciati «tuttora.nei dintorn i del fiume, di questi si fece padrone essendo « quasi 600 di numero.; quindi sentendo che gli altri (Romani) lo << avevano giit di molto precedu lo, rivoltandosi di nuovo a,ll' indietro, « lungo il fiume foce la marcia in senso opposlo (cioè tenendo un « cammino contrario a quello tenuto nell'inseguire Scipione, mentre << allora r imontava la corrente del fiume ed ora la scendeva), pro« curando di pervenire acl un luogo del Po opportuno per gellarvi « un ponte>). Dopo due giorni di marcia trova il guado opportuno e passale tutte le truppe lungo il fiume, avanzossi, facendo la marcia in senso contrario alla precedente, poichè marc ia. a seconda della conente, affrettandosi d'incontrarsi coi nemici. Publio avendo valicato il Po ed essendosi accampato nei dintorni di Piacenza ecc. Annibale poi, in due giorni di marcia dal passaggio del lì urne pervenuto pre,;so i nemici , ecc . Per non aver lenuto conto di queste due diverse descrizioni, l'ultima delle q[Lali si r iferisce alla-marcia lungo il Po ed al passaggio del medesino, e l'altra a qnella retrograda lungo il Ticino, i traduttori ed i commentatori di Polibio fecero sorgere qui una confusion e inestricab ile d'idee, mentre trattavasi di una cosa più ch iara della lnce. Può egli mai c:oncepirsi l'assurdo che ne deriverebbe se, amalgamandosi le due descrizioni, si riferissero ad uno stesso fiume, facendo fare ad Anniba le pel' passare il Po quelle marcio e contromarcie cli cui si ragiona1 Ora a Tito Livio : (( Arrivaron·o a Piacenza. « (i Romani) pl'ima che Ann ibale pun to sapesse che eglino si « fossero dipartiti dal Ti.cino; fece però prigionieri alqumlt.i di « quelli ferma ti ~ulla sponda di qua, lenti nello scioglier le zatte: « ma non poté passare sul ponte, poichè le estremi Là erano state ~< disfatte, andandone tutte le zattere in bali[l della corrente ». Il ponte di cui è qui parola è quello su l Ticino; non già quello sul Po come vogliono taluni, giacchè altrimenti per prendere i prigionieri, che pretendono fosse il presidio della Lesta di ponte sul Po, Annibale avrebbe dovuto traversare il Ticino, essend.o . quel pont.e al disotto del c9nfluente di questo (i urne, e d'allea .parte non r.isulta ch'egl i abbia mai Lraversa t.o altro fiume che il Po

n:i.eno ha dato luogo alle più disparale ver:;ioni tra gli eruditi. Leagiamo ! due pass! di :Polibio e di Livio che ad 0$SO si riferiscono e p~lremo lugare og111 nostro club bio. Polibio: « Publio pertanto a'Ì'endo « mosso il campo, si avanzò per le pianure verso il ponte clel Po af~ << fretta.ndos i di prevenire nel Lragiuare le truppe; poichè vede1;do i « luoghi esser piani, i nemi(~i superiori in caralleria e se stes'ìo ag« graralo dall[l for ila giudicò di dover collocàre in sicuro le fo rze~>. Livio: .« ~)uestR fo la prima battaglia con Annibale, nella quale di « leggwri apparve che il Cartaginese era superiore in cavalleria e << che perciò le aperte pianure, quali si lro\'ano Wt il Po e le Al~ i, « non erano opportune ai Romani per guerreggia.re. Pertanto nella « wossima notte avendo ordinato ai soldati di nicco(1Jiere con sil enzio « le bagaglie, :>i mosse il campo dDl Ticino, e si 1;.wciò in frelta al « Po, affinchè non essendo per anco disciolto il ponte di z:tl.l.e fab« bricato sul fiume, senza scompigli o e senza essere dal nemico in« s~gui lo, potessero tragittare le truppe>>. R certo che Scipione aveva costrutto un ponte sul Po. probabilmente verso Piacenza, ed un altro su.I Ticino; abbiamo c;onslaLaLo allresì che la bauaglia venne data al di là di quest'u lLimo (iume sulla sponda novarese . Ora Scipione per ripassi.ire il Po doveva. necessari~mente ripassare il Ticino, e dal terr itorio nova rese occupato ~a Annib~le tr~sferirsi in quello milanese donde poi a Piacenza. E questo ti ragionamento che sorge spon taneo dalla frase <leali stori.~i cast~·a ab Ticino mota: avendo ·mosso il campo . Polibio poi pm espltcrtamente soggiunge : si avanzò per lii JJia1i1wa verso i,l ponte del Po : la strada pertanto seguita nell a marcia, avanti da noi g(à indicata, dal Po al Ticino, siccome quella che corre sempre in pianura, non può essre che quella tenuta anche nella: ritirata. ~fa segui tiamo la letturù degli storici ed osse1Tiamo che cosa ci narrano di Annibale. Poli bio: « D'a.lt.ra parte Ann ibale fino ad un « certo tempo sospettò che i Romani fossero per cimentarsi colle « loro truppe pedestri (egli era dunque r imasto sul campo di baL« taglia) : gl'i nseguì fino al pri ncipio del fiume ed al ponte su di esso: -<< {qual: p.u~ essere ~~est.o principio del (iwne e questo poni.e se « no~ l. or1gme del' T1c1110 a Castelletto ed il ponle costruttovi da « Scipione? Che se poi l'espressione greca voglia tradursi p1·imo « fium,e, data la battagl ia nel novarese, qual fiume poteva trovare

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LA BATTAGLIA DEL TICINO

LA OATTAGLIA DBL T!CU'{O

al d:i sopra del confluente del Ticino. Che se il ponte in questione fosse quello sul Po, qual fede potrebbe più aggiustarsi a Pol ibio ove dice ·che Annibale fatti i 600 Romani prigionieri al ponte, apprese che gli altri eransi già allontanati, mentre questi avendo il campo a Piacenza ed Annibale trovandosi al ponte sul Po ch'era Ii presso, il fatto della grande distanza cui accenna la frase d' assa·i allontanai-i, non poteva più esistere? E il testo .di Livio qual senso potrebbe più avere? Se avesse un fondamento l'opinione di coloro i quali vogliono che Annibale passato il Ticino inseguisse Scipione sino al ponte sul Po ove fece i 600 prigionieri, naturalmente egli sarebbe rimasto padrone di tutto quel paese al di qua del Po, ossia del territorio Cremonese, il quale invece fu sempre occupato dai Romani per testimon ianza di Polibio e di Tito Livio, anche dopo la battaglia della Trebbia. Dopo quanto precede, sarà facile rendersi conto della necropoli scoperta nelle Comeliane. Un numero considerevole di feriti saranno stati trasportati dal campo di bauaglia in quella località e probabilmente ciascuno avrà rioccupato l'antico auendamento: anche a molti estinti sarà. toccato egual sorte, segnatamente se questi emergevano sulla comune dei combattenti, dappoichè grande sventura era cons iderata a que' tempi il rimanere privo di tomba ed esposto alla voracità delle fiere. L'ordine di partir :fretto losamente dal campo la noLte stessa avrà fatto sì che ciascuno pensasse a mettere in salvo se stesso e quei feriti che offrivano speranza. di guarigione e che non esigeva.no molte cure ad essere trasportati . I due storici notano appunto la circostanza che Scipione trasportò a Piacenza i feriti sanabili . I morti pertanto e i moribondi rimasero abbandonati alla pietà de' Galli circonvicini, i quali e per sentimento religioso, e per carità di patria verso i propri concittadini caduti comb:ittendo coi Romani, e per tema che così grnnde numero di cadaveri rendesse !'.aria infetta, naturnlmente si saranno dato premura di provvedere alla sepoltura secondo la religione di quei tempi. Composte sui roghi le salme dei gnenieri, adome di tutte le !ore insegne, vi avranno appiccato il fuoco, e raccolte le ceneri, le ossa e i distintivi sopravvanzat.i, avranno tutto insieme deposto nella tomba. Difatti nella necropoli delle Corneliane, le tombe scoperte erano

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,di costruzione gallica, mentre contenevano armi e distintivi romani, òò che non poteva avvenire che in questa circostanza in cui i 1norti, per la fretta della ritirata lasciati insepolti, erano Romani, laddove i seppellitori furono Galli. Tranne le sigle etrusche incise ·sull'orlo de'vasi lagrimatori, nelle tombe non si rinvennero iscri·zioni, nè monete e ciò si spiega per l'immane ed urgente lavoro -de' Galli nel dar sepollura a tanta gente di nazione, lingua e co stumi diversi. Reca poi grande maraviglia come essi siano riusciti a trovare tante .urne e tanti vasi per raccogliere le ceneri: la penuria però e le ·ristrettezze si rilevano dall'impiego fatto d'ogni genere di vasi e -dell'avere utilizzato per coperchi di alcune urne dei frammenti di Yasi infranti. Parecchie tombe furono rinvenute colle pareti cli ciottoli col solo coperch io o anche senza di questlf, ciò che indica •chiaramente ch'erano esaurite le lapidi e che i morti distinti, per i quali naturalmente si saranno costrutte le migliori tombe, non tfurono pochi. Si trovarono inoltre mucchi di pietre sovrapposti a mucchi di ,ceneri, ciò che non po teva indicare se non gli avanzi di molti soldati -,gregari senza onori sepolti. Mo lte urne scoperte nelle Cornelia.ne .probabilmente dovevano racchiudere le ceneri di qualche ufficiale o caYaliere romano, tra quali taluno che avesse, in fra i popoli -circonvicini accorsi ai funerali , qualche amico o congiunto che gli .avesse offe1'Lo anche il tributo di lagrime. Difalli, soltanto in poche ,urne si vedono j vasi lagrimatori e in pochissime altre qualche ,parola etrusca incisa dagli amici all'atto della tumulazione. Le tombe poi scoperte sul Galliasco, in confronto di quelle delle Corneliane, presentavano le particolarità spiccatissime della maggior precisione del lavoro, ddla presenza costante del vaso lacrimatorio .e della singolare sceltezza artis tica di quelli vinari. Combinando -queste circostanze coll'etimologia del nome Galliasco, che significa ·Galliche iwne o Gallici corpi, si dovrebbe argomentare che i Galli :ausiliari de' Romani alla battaglia del Ticino ebbero quivi dai popoli circonvicini, loro compatriotti e quindi bene affetti, una sepoltura distinta per :ocalità, per migliore costruzione, per migliori vasi e 1)er lagrime, e chequindi, seguendo l'nso de'tempi, sia stata imposta ,-alla località la denominazione analoga, come alle Corneliane, al

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L.\ B.\TT.\GLIA DEL

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grande avvenimento, la quale a traverso dei secoli pervenne sino· a noi. Riassumendo pertanto tutto quello ch'èsponemmo sinora, si è· in grado di conch iuclere che tan te tombe ed urne antichissime, contenenti armi ed altre insegne romane e galliche, scoperte alle Corneliane, che accenmino al campo cli P. Cornelio Scipione, e al Oaltiasco, che ricorda i cli lui ausiliari Galli, comb:nati coi ruderi del ponte sul Ticino e del fortino che lo protegg,.wa, non che colla pianura; opportuna per tina hattaglia di cavalleria. che· giace proprio là. dove sarebbe indicato dal calcolo delle marcie, e cotte descrizioni di Polibio e di Livio, le qnali confermano la giustezza delle congetture, rendono manifesto che siffatti monumenti si r iferiscono alla battaglia lraAnnihale eScipioneavvenutapresso il Ticino . Senza inoltrarci ancora in clisquisiziçmi archeologiche, giunti a questo punto noi poRs iamo met.ter fine al nostro lavoro colla speranza di aver dimostrato con argomenti abbastanza dccettabili che la locali tà dell'accampamento di Scipione presso il Ticino , il punto ove abbia giUaLo il ponte e valimi.o il liume e la pianura ove siasi data la bauaglia che da quel fiume prese nome, nnn possono costi tui r più que' passi così controvers i dell.i storia antica, intorn o a cui nomini erudi ti ~i stil larono senza costrutto il cervello.

Capitano T.

RASSEGNA TECNOLOGICA

LJELETTR!ClTÀ E LE SUE APPLICAZION[ M!LlTARI

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Sorgen t i d'elettrici tà - Pile e 1Mcchine elcttl'icbe - Trasn1issior,o delJ;i rorza - U1,ità di misura - Telegra fia militare elc lll'ica ed ott icJ - Telegra tì a mlii tare agli S(ati Uniti d'Amerièa"- 1-:spel'ien ze Italiane, frances i, austl'i aclle e della Casa Siemens Eliografi - Luce elet trica ; lampade ad a,·co voltaico o ad i11 ca1Hlescenza - Proiettore M:111 gin - Telelogo - Telefoni - ~l icrofono - Cronogra fi - Ferro" ie elettriche - Tele metri elett rici - To ,·J)edini elettriche.

Seicento ann i avanti Cristo era già noLa la proprietà dell'am,bra di attirare, ::.trofinal.a, i corpi molto leggicri; ed alcnni scrittori romani ci racr:on tano di apparenze luminose che avevflno lascialo nell'animo dei credul i delle indefinite sensazioni. Però di tali fenomeni, nessun fi losofo arava cercato di scoprire la causa prima del seco lo XVT.1, al la qual eporn, i la vn ri di Otto di Guericke · e di Gilberl, susseguiti dalle r icerche di Welher, di Drifay, di Baze e di Franklin, segn;i.rono i primi tenta tivi fol li per squarciare il velo ch e r icop1·iva le sorg(~nli di quelle rnau ifestazioni. Fu però so lo in seguito alla scoperta. della pila, che le appl icazioni clell'eleltricità, eccezione fatta dei parafulmini, si re~ero evidemi , e furono le interessanti, non meno che ;1,ccanile discuss'ioni, sorle fra Volta e Galvan i, che segnarono i primi albori delta scienza elettrica . Da cruell'epoca, il coordinamento dei fatti , di lunga mano · osservati, le lunghe e pazienti r icerch e e le più recenti scoperte, condussero alle infinite applicazioni cli quella scienia a lutti i rami


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RASSEGìXA TECNOLOGICA

dell' industria ed alle conquiste che oggidì giit s'intravedono e che occupano si può dire il pensiero della presente generazione. L'arte militare, non ultima a trar partito di questo meraviglioso .a.gente della natura, lo applicò alla telegrafia, che guida e coordina l'azione degli eserciti in campagna; alla illuminazione delle posi.zioni e dei lavori nemici, nelle guerre d'assedio e nelle operazioni di sbarco; a quintuplicare la potenza dei telegrafi ottici; a dirigere i movimenti delle torpedini e a produrne l'accensione; e finalmente, senza parlare degli altri, ad attivare quei strnmenti balistici, -coi quali si ottiene la misura di quantità determi nate, variab ili in funzione di tempi brevissimi, inferiori a 11{50000 di minuto secondo. Di fronte a questo patrimonio già così ricco cli util i applicazioni, -ed in vista di quelle che può riserbarci l'avvenire, man mano che i progressi della sciema elettrica andranno crescendo, è dovere di ogni ufficiale di non trascurarne lo studio, e di seguirne invece, .con occhio vigile ed attento, il rapido svolgimento. E siccome lo studio profondo cli questa scienza, per essere completo, esigerebbe un tempo ed una applicazione, impossibile a combinarsi coll'adempimento di altri doveri, così si è creduto util cosa, per gran parte almeno degli ufficiali, di accennare brevemente in questo scritto alle nozioni fondamentali indispen sabili a darsi ragione degl i elTelti prodotti dall'elettrico, di esporre in modo ·succinto le principali applicaz ioni di questo agente all'arte militare, mettendone in rilievo l'importanza; e di accennare finalmente a qualcuna di quelle introdotte nel campo industriale . Il fluido elettrico, de(inito per i suoi effetti , anzichè per la sua natura, che sfugge, nelle moltiplici sue manifestazioni, ai nostri sensi troppo materiali per comprenderla, non è che il prodotto di una modificazione dello stato fisico o chimico dei corpi. Nel torcere un filo, nel far vibrare una lamina, nello strqfinare insieme due .corpi, nello sprigionare un getto di vapore acqueo, nell'ebullizione di un l'iquido, in 11.ltti quei fatti insomma dove si manifesta uno squilibrio della materia, uno sviluppo di calorico e di luce, si manife.stano pure i fenomeni dell'elettricità. Tre epoche distin te caratterizzano la storia di questi fenomeni: ,quella dell'antichità, già accennata; quella della pila, che comprende

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L'ELETTlUClTA E LE SUE APL'LlCAZIONI M!Ll'l'AlU

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le scoperte di Galvani e di Volta con tutte le loro conseguenze; e quella finalmente dell'elettro-magnetismo che, incominciata colle esperienze di ffirsted, diede poscia le più splendide applicazioni. L'elettricità può ottenersi in due stati diversi. O essa sì sviluppa alla superficie dei corpi ed, accumulandovisi, produce una tensione così forte da dar luogo ad una scintilla, o ad un fiocco luminoso, come è il caso dell'elettricità. ottenuta collo strofinio, ccl allora prende il nome di elettricità statica; oppure, prodottasi con reazioni chimiche od induzioni magnetiche, perco!'l'e a gui::;a di correnti i lì li metallici, ed all ora dicesi elettricità ilinam,ica. La prima, come si è ,,isto, era conosciuta fin nell'epoca più remota a noi, ed un esempio grandioso l'abb iamo nella natura, quando le enormi quantilà di fluido elettrico sviluppatesi dalla superficie della terra ed accumulatesi nell'atmosfera, per uno stato partir,olare di questa, acquistano una grande tensione e producono i fulmini. L'altra ebbe origine da una singolare scoperta, fatta in occasione di una celebre ed a t.utti nota discussione sorta tra Galvani e Volta, a proposito delle contrazioni, osservate casualmente dal primo, sui muscoli lombari ed ascellari cli una rana, messi in contatto da un filo metallico. La pila di Volta sopravvisse gloriosamente a quella discussione e fu il punto di partenza di una infinità di app licazioni alle arti ed alle industrie, poichè cli tappa in lappa riuscì ad àssumere la forma dei più perfezionati generatori di elettricità che hanno per principio l'azione di un acido sullo zinco. Durante questa azione, le mollecole dello zinco, disgregate le une dalle altre, si muovono, si urtano, strappando i legami che le uniscono fra loro, e sviluppano un lavoro mollecolare tanto intenso, da produrre una quantità equivalente di·fluiclo elettrico. Questo, raccolto ai due poli opposti e condotto poscia attraverso ad un filo a circuito, può percorrere delle distanze grandissime, tanto maggiori, quanto è maggiore l'energia della sorgente e minore la resistenza del conduttore . Fra le cause che possono produrre il movimento continuo del fluido elettrico, oltre all e reazioni chimiche fra i corpi. havvene un'altra meritevole di attenzione, e questa causa è l'attitudine dei -corpi metallici alla propagazione del calorico , intorno alla quale l'avvenire ci riserba forse altre sorprese. Dalla comune origine


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H.\SSEGNA TEC:'\OLOr. IC.\

di questo imponderabile coll'ololll'ico, i fisici furono inrlolli a studiare fin da principio la correlazione che poten esistere fra questi duo agenti; e Seebcck riesci a dimostrarla con un esperimento semplicissimo, elevando a temperature diffel'enti le oslremiL.\ cli due meLal!i saldali insieme e formanti un circuito chiuso. altrin crso al quale egli cmervò svilupparsi In. corrente. Ma i mez'l.i per produrre in gran copia e con puc,t spesa l'elettriciL,\, scopo di ogni speculazione industriale, non potevano trovar,.;i, nè nella pila ch imi ca di Volla, nè in quella termo-elcllnca di Seebeck, per il costo tl'oppo elevato delle materie aclopel'ate, nonchè per l'insufficienza. dell a quantità di olettrico svo lta; e nna serie discoperte clo...-eva ancora farsi, prima che le applicazioni industriai i potessero urenclere il 10 1·0 slancio. ffi rst~d, fisico danese, nel luglio del ·1820 osservava che la vicinanza di una calamita e di un circui to olcllrico produceva un,t deYiazione nell'agocalam itato, da l qual fatto, l'analogiu fra ilnuigne!ismo e l'eleLtrico restava dimoslmta; Am père, pochi giorni dopo, riconosceva le reciproche azioni di due conenli fra di loro, e ,,1abiliva la teoria del magnetismo, meni re ,\i-ago, il 2o seltemhre, inventava l'oleLLro-calarnitn. Era pero riserbalo al lraraclay, fisico inglese, lu gloria della scoperta più importanle, quella clcll'ind11,,.;ione, colla quale una calamila può generare la co rrente elettrica in nn circuito metrillico. A questa scoperta, infatti, si devono i progressi immensi fatti dall'clclll'icilà in questi ultimi tempi, mercè i quali, poterono essere costrutti quegli stupendi genemtori , delti mar,chine ma,qneto-elettriclrn, colle qual i si avviò la so luzione del prob lema lanto cliffì cile del la produzione a buon mercato del flui do elettri co . .llacchine magneto-elettriche. - Allorchè si avvitinn tlll fil o conduttore acl una calami ta, si manifest a i,;tantaneamcn!e in tJucllo una col'rente elettrica indotte,, e quando il filo se ne allontana, un'altra, ma in senso inverso, se ne produce; che se poi, per mezzo di un'azione meccanica a moto rapido ed altel'nato, si fa avvicinare ed allontanare al ternativamente il fil o dalla calamita, ne nasce nel primo una successione di correnti eleuriche indotle. So si imagina quindi un rocchetto, avvolto di un lu11 ghis~irno filo, le 1:ui spire sieuo isolate !'ra loro per mozzo cli un involucro coibente. C' se si

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imarrina qne:-;IO roccheUo girare rapidamente inlorno ai poli di una cala7nila, in modo che le spire del filo se . n_e '.1llonl~nino,ed ~r.riciuino r,on Yf\cc alterna e con 1noto rap1cl1,s1rno, s1 dara origllle ad 1111 numero grandissimo cli ,:orrnnti , di rolle ora in un sen:-o cd ora nel sen,-o opposto: che se, con nn artificio meccanico ingegnosissim o (den,, nC'I li ngunggio degli rleltricisl i r·o11w11itatore), si raccolgono insirmo tulle le correnti generalo per_ ri_volgerle in. uno stcs5o senso, si verrà ad ollencro un nus,;o non interrotto o cosi abhonclante di elc11tri cilf1 cln poter e!'.:-rre utilizzalo a qualunque scopo industriale. È questo il pl'incipio set'ondo il quale sono coslrttlle !e cosi d~Lle macchine niar1neto-elettriche, le lJuali . si clislinguono 111 rnacch me a co rrenti GOntinne ed in macchin e a con·enti allerna,te, secondo che tulle le si ngole ed infinite correnti sono avviale in un senso ·solo, oppure, raccolte separatamente, yengono avriatc ciascuna nel propri o. . . <:li studi o crl i esperimenti mollo interessanLi e numel'OSl fatti per poter trar pa1;ito di que~ta nuora sorgente d~ll'elellrico condussero a stabilire le proposizioni generali seguenti: ,JO Per clrire origine ad una corrente, per mezzo di una caltt· mila, nel fil o conclullore di un roccheuo, è ncces,:;ario che Yi sia movimen10 relalÌ\'O fra la cn lamita ed il rocchetto; 2° L'avvicinare una calamita ad un rocchello o viceYersa un rocchelto ad nna calamita, produce una corrente inversa a quella, che produce l'allontanamento di questi clue elementi; . 3° Le conenti incloLte sono tanto p iù energiche, quanto più enerll'ica è l'azione della calamita; l:) • • I 4° Più è rapido il mo, imcn10 o più energica. sara a correnle indotto; (:; 0 Più sono numerose le spire del rocchetto e più intensa sarà la corrente totale indolla nel rocchetto dal movimento della ca lt1 rn iLè\. 1lfacch:ine dinamo -eletttiche.'-- Volendo aumentare l' energia della eorrente bisogna r n quindi, in r irtù special mente delle proprie~à N. 3 e 4, o aumentare la forza della calamita e qui nel i le sue d1~ mensioni, opp nre la velocità di rotazion e di uno dei. due eleme~1t1 intorno all'altro; ma siccome nessuno di questi mezzi poteva spm0

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\l'l'LICA7.JO:'\I ~!TLJT.\Jll


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L'ELETTJUOITA E LE

HASSEG-'<'A TECNOLOGICA

gersi al di lit di un certo ljmite, per non aumentare soverchiamente il peso della macchina ed il riscaldamento deJJe sue parti, dovuto allà eccessiva velocità dei rocchetti, coc;:i l'ene1·gia della corrente totale non poteva raggiungere quel limite richiesto dai bisogni che andavano ognora crescendo. E benchè si fossero fatti dei prooressi raggna~·de.voli aclot~a~do delle più o meno ingegnose disposi;ioni, le quali diedero ongme a diverse macchine magneto-elett.riche che, dal nome dei loro inventori, furono delle del Pixii, del Clarke, del Saxton e segnatamente a quella del Noller:, conosciu ta anche col nome dell'Allicmce, pure la vera soluzione del problema non si ebbe, se non quando si potè utilizzare la proprietà scoperta dal!' Arago , fondamento di tutta la telegrafia elettrica, èhe cioè un pezzo di ferro si calamita quando è avvolto senza contatto da una corrente. Uti lizzando questa scoperta, alla calamita permanente della macchina magneto-elett.rica si sostituì un'elettra- calamita e cosi si accrebbe di 25 volte il potere dell'induttore e veunero alla luce le macchfne clinamo-elett?.,iche di Wilde e di Ladd, nelle quali, con una. piccola macchina magneto-eleurica a calamite d'acciaio, si forrnva la corrente necessarin ad eccitare il magnete induttore di una grande e potentissima macchina. Nè qui si arrestarono i perfezionamemi, chè poco dopo, una scoperta fatta contemporaneamente dalJ' Hjorth, dal Val'ley, cl.li Siemens e dal Wheatstone, permise di sopprimere la macchina ausiliaria e di produrre il magnetismo nell' indu ttore per mezzo del medesimo aeneratore. Questi fìsic i avevano osservato infatti che il ferro dolce~ possedeva, allo stato naturale, una leggera forza magnetica, sufficiente a gene_rare nei rocchetti una piccola corrente d'induzione, la quale, nel movi mento rotatol"io di essi intorno alla calamita, eccitava. il magnetismo cli questa a tal punto da reagire a sua volta sui rocchetti inducendov i delle correnti di intensità molto maggiore. In quest~ modo, senza l'aiuto di nessuna macchina ausiliaria, ma soltanto con i! semplice movimento rotatorio dei rocchetti, si potè eccitare il magnetismo delle calamite centrali al massimo grado possibile ed avere cosi, con poca spesa, una sorgente abbondantissima <li fluido elettrico. Un assai importante perfezionamento.venne, per ultimo, introdotto

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APPLICAZI ON I :MILITARI

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nelle macch ine dinamo-elettriche dall'italiano Pacinott.i, il cui nome,. rimasto fino a questi ultimi tempi quasi oscuro, fu, all'epoca dell'Esposizione d'elettricità fattas i a Parigi lo scorso anno, collocato a. quel giusto posto che si meri tava. Il perfezionamento imagi nato dal Pacinotti, applicalo dal Gramme nella costruzione della macchina dinamo-elettrica che porta. il suo nome, fr uttò a questi onori e vantaggi, unchè in quel!' occasione fu rivendicata al suo vero autore la scoperta fa ua. Questa, in principio, consisteva nel dare al rocchetto indotto la forma cli anello invece che quella di cilindro, disposizione, che aumentò in larga misura l'energia magnetica e quindi la potenza della macchina, la quale, assunte dimensioni molto più. piccole, poté essere applicata con maggior facilità ed economia alleindustrie, e divenne di uso comune. . Alle macchine dinamo -elettriche costi-a tte in questi ultimi tempi furono date forme e disposizioni svariatissime, benchè fondate tutte sul medesimo principio economico, che è quello della trasformazione delle l'orze, siano esse prodol.lc da una macchina. a vapore, da una caduta d'acqua, dal vento ecc., in energia elettrica; il che corrisponde app un to ai bisogni di quelle industrie cui occorre una sotgente abbondante, economica e costante di elet-· tricità. Sarebbe inutile l'arrestarsi soverchiamente it climostrùe i vantaggi arrecati dalle macchine dinamo-elettriche nelle applicazioni industriai.i dell'elettricità. Basti l'accennare che per avere una luce equivalente a 270 becchi Carcel, occorre colla macch ina il consumo di un solo cavallo vapore di forza, mentre che colla pila, sarebbero necessari 300 elementi Bunsen; e, per avere un'idea anche più chiara dell'economia risultante, osservare che un motore a ga1. di 4 cavalli, può al imentare coll'elettricità una lampada con;ispondente a 300 becchi Carcel, consumando 4 m. c. di gaz, il quale abbruciato direttamente, produrrebbe una luce della potenza di soli 40 becchi. Nello stesso modo che il lavoro meccanico può essere converti Lo" in flu ido elettrico, questo, a sua volta, può venire impiegato a generare la forza, Lrasmettendola, quel che è maggiormen[e vantaggioso,. a distanze grandissime. È questa una delle proprietà principali,., dell'elettri cità, la quale, in un avvenire, non bn tano, sarà uti·


J RASSEGNA TBC)IOJ,OG lCA

lizzata in applicazioni utilissime come venne gia rn parte dimostrato all'esposizione di Vienna del 11873, nella quale si osservava una macchina elet.trica che trnsrnelteva la sua energia, per mezzo di un filo metallico lungo un chilometro, ad un'allra macchina ·idenl.ica , dove, convertita in movimento, serviva per far agire una pompa centrifuga . L'immensa prospeUiva di utili applicazioni che una. tale proprietit dell'el ettrico offriva, eia però troppo seducente perchè vi si prestasse da principio intera fede, e scarse erano ancora le nozioni che si avevano intorno a questo agente, per poterne lrar parti to in cosi larga misuni. Qual cosa si poteva infalli imaginare di più meraviglioso, che il raccogliere dovunque le forze perdute della Natura, quelle dei torrenti, del vento, delle marce, e di trnsmetlerle, alLraver::io ad un fi lo tenuissimo, come un telegramma, nelle offi.cine di una grande ciii.il'? L'Hospitalier aveva bensì cercalo, in una sua conferenza letta nel 11879 a Parigi, cli far brilltu·e alle menti la poss ibilità di distribuire l'elettrici tà a domicilio per impiegarla come forza; ma una tale idea, considerala allora come un'utopia, fu accolta con freddezza ed incredulità, mentre ora, a soli pochi mesi di distanza, la vediamo già sul punto di essere messa in pratica e la sua soluzione, non solo considerala possibi le, ma fo rmulata in progetli concreti. Per comprendere in qual modo sias i potuto giungere tanto presto a questa soluzione, converrà rammentare alcune proprietà che hanno le corrent i eleLLriclie, per le quali si è giunti a stabi lire le loro unità cli misura, base principa le di qualunque applicazione industriale, senza cli che sarebbe impossibile concepire economicamente una grande fabbricaz ione e una regolare distribuzione di questo agen te. Le uni tà del nostro sistema decimale, il centi 'netiro, il gramma, i,l m.iniito secondo, che i fis ici hanno chiamato assolute, ma che effettivamente sono concrete e relative, furono prese dallft · Natura. Così il metro, rappresenta la 40 milionesima parle del meridiano terres tre; il gramma, contiene implicitamente la misura della gravitazione terrestre, ed il secondo, non è che 1'86,400esima parte del giomo sidereo. Anche le unità elelt.riche sono state ricondotte ad esprimere

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I.'ELE'fTR!ClTÀ E LE $UE APPLICAZIONI MlLf'l'AI\I

tlelle lunghezze, dei pesi e dei tempi, per mezzo del sistema metrico decimale, ed ecco in qual ·modo. Una corrente elett rica è caratte1·izzata da tre quantità diYerse, le qual i corrispondono perfettamente alle stesse quantità che servono a regolare la condoltura delle acque uei lubi , e sono: ,JO La /'orza elettro-mot1·ice della corrente, 111 quale consiste in quella pressione che si svil uppa nel filo conclulLore, in virtù della quale si :;tahilisce il flusso del fluido eletll'ico svi luppalo da l generatore; 2° L'intensità della corrente, la quale corrisponde alla quantità di fluido che sco rre nell'L1nitiL di tempo; 3° La resistenza od attrito, opposto dal filo conduLtoreal passaggio della corrente e dipendente dalla sez ione e dalla lunghezza del medesi mo. Per la misura cli queste lre quantità furono adottai. e dai Gsici le seguenti unità . di misura, cui si diedero i nomi dei scienziati -che maggiormente con trib L1irono, colle loro· scoperte, a far progredire la sc ienza elettrica: 1° Un elemento della pila f>anie ll fu preso per unità di misura della forza elettro-motr ice, e a questa unità fo dato i l nome di Volt, dal nome clell'invcn lore della pi la; 2° Una colonna di mercurio di un metro cli allezza e di un millimetro quadrato di sezione, servì ad esprimere l'un ità cli misurn della resis tenza offerta dai fìli condutto ri e ad essa fu dato il nome di Ohm, dal nome del fisico ell e primo aveYa dimostrato essere l'intensità della corrente, circo lante nel filo di un circuito eletlrico, variab ile a seconda della natura e delle dimension i geometriche del fi lo stesso; 3° Lti corrente svil uppata d,t un elemento Daniell nell'uni tà cli tempo, attraYerso un filo rappresentante l'unità di resistenza, servì a rappresentare l' unità di misura dell'int.ensiti:t dell a corrente e le .fu dalo il nome di Ampère. Altre unita cli misura furono stabilite, corl'isponclenti ad allre proprietà caratteristiche dell 'elettrico, ma basti di ayere accennato .alle tre principali , i cui campioni saranno fra breve stabili ti da apposita Commiss ione, perché il lettorn si faccia un' idea del modo col quale un agente come l'elettrico, che sfu gge a qualunque senso, 1

.ANNO XXVII,

vor.. Iu.

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RASSEGNA TECNOLOGI CA

r,'E LE TTLUGl'l'.~ E LE SUls AJ>PLI C:AZIONJ MI LITAl\1

possa venir adoperalo nello sLesso modo del gaz e dell'acqua, nella pratica della viLa ed essere così destinato a rendere segnalali servigi.

cora alla cattiva volontà ed alla forza d'inerzia che si opponevano all'introduzione della telegrafia, come 'si erano opposte a quella delle armi a retrocarica , delle ferrovie, delle cartucce metalliche, ecc. Le linee telegrafiche mili tari che concorrono allo svolgersi di una operazione cli guerra, dovendo essere stabilite in vista del loro scopo speciale, converrit di studiame l'applicazione alle varie zone nelle quali quell'operazione si effeLLua, le quali possono essere tre: . ,1° Quella in cui sono distese le linee di comunicazione dello stato maggiore genera.le coll'interno del paese; 2° Quella destinala a far comunicare il gran quartiere generale coi quartieri generali dei corpi d'esercito, e di questi coi comandi di divisione; 3° Quella che comprende le comunicaz ion i fra divisione e divisione e cli questa cogli estremi avamposti, le quali ultime, dovendo essere spi egate e mantenute durante il combattimento, sono soggetLe ai rapidi movimenti che, lo svolgersi di questo, produce nelle truppe. Ne viene per conseguenza che, siccome usano di fare gli Inglesi, la telegrafia mi litare può essere divisa in tre categorie: permanente, semi-pernumente, volante. La prima ha per iscopo la continuazione della rete commerciale del paese nel quale si opera, ovvero la sistemazione di una rete analoga , qualora non ve ne sia alcuna e la ricostruzione di quella parte che fosse stata distrutta; la seconda ha per missione di mantenere le comun icazioni della precedente coi quartieri genera li che sono in marcia; la terza, col sussidio delle segnalazioni ottiche, areostaLich e e telefoniche, di far comunicare fra loro tutte le diverse frazioni in cui si suddivide la divisione. Pet· corrispondere a questi diversi bisogni, il materiale telegrafico militare, venne diviso in pesante e leggero e fnrono date alle truppe speciali istruzioni Lali, che è possibile oggigiorno, ment.re i vari corpi d'armata. eseguiscono le loro operazioni, di avvolgerl i e di attraversarli, con un'ampia rete cli fili, in modo da renderne i movimenti tattici e strategici perfeUamen~e in relazione col piano prestabilito e colle mutabili peripezie del combatLimento . Non è qui il luogo di descrivere, nè l'organizzazione delle truppe,. nè i parLicolari del materiale telegrafico adottato dalJe diverse potenze, potendosi queste nozioni trova1:si estesamente riferì te in trattati speciali per chi voìesse fare di esse ampia conoscenza .

Accennate cosi brevemente le nozioni principali e pratiche della scienza elettrica, potremo ora dare un rapido sguardo alle applicazioni che si fecero cli questa negli ultimi tempi, delle quali l'Esposizione cli Parigi nell 'autunno scorso diede una splendida ed inlerressantissima mostra, arrestandoci particolarmente a quelle che hanno una scopo mili tai·e o che a scopi militari potrebbero nell'avvenire essere rivolt.e, quali sono: i telegl'a/i,, i telefoni, i motorielettri, la liwe elettl'ica., e gli appa,·ecchi elettro-balistièi. Telegrafi. - Dell~ tre scoperte cli cui si valse l'arte mili Lai-e. e che hanno profondamente modificato il modo di guel'!'eggiare, le ferrovie, le armi a retrocarica, la telegrafia, quest' ultima, benché abbia reso già da tempo degli impo1;tanti servizi, non èarrivataancora al grado di sviluppo raggiun Lo dalle due prime. La scienza elettrici è però salita oggidì a tale altezza e sono Laute le scoperte che si vanno facendo per suo mezzo, che le difficoltà, conLro di cui mtarono coloro che primi vollero estendere alle operazioni di guerra l'impiego dell'elettrico come mezzo di comunicazione, vanno scomparendo, ed elecito sperare che, per l'avven ire, cli esse non sarà più tenuto alcun conto. Ln prime esperienze per applicare la telegraQa elettrica al servizio degli eserciti in campagna. furono faLte in Isvizzera nel ,J85J e dop0 di allora noi la vediamo introdoLLa, e rendere anche dei segnalati servigi , in tutte le guerre. In Crimea, nel Marocco, in Italia, nello Schleswig, in Boemia, e specialmen te in America, l' impi ego del telegrafo prese. hencbè lentamente, uno sviluppo man mano crescente, finn a ri conoscere la necessità di avere delle· truppe speciali ed un materiale apposito per servirsene. L'organizzazione di queste truppe speci.ali e la costruzione del materiale telegrafico militare non cominciò però ad avere nei vari eserciti un largo sviluppo, se non dopo la guerra del 1870-7 1, a motivo in parte delle incomplete e poco diffuse nofo:ie sulla telegrafia in genere, in parte all'impiego poco proficuo d ie se ne enl saputo trarre nelle campagne d'Europa suindicate, ed in parte an-1

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RA~,IWN'A TECN'OLOG!CA

Sarà però utile, come esempio, di accennare al modo con cui e stabilito il servizio del maleriale telegrafìco negli Stati (jniti, siccome riucllo che, pur fo11dandosi all' incirca sugli slcssi principii adotlati pel materiale delle potenze europee, ha però su questo il ,·antaggio di una maggiore sempliciti1, unita ad una grande robustezza. Le vetture pel trasporto del materiale pesante e dei lelegra(i:ili del .'ìignal Office. sono coslrnlle iu modo da setTire cziandio di stazione t.elegraGca e sono di tre specie, da pile, da flilo e da aste, a seconda che trasportano l'uno o l'a ltro di questi materiali. Hanno la forma di un lungo carro eia balleria a qun11ro ruote, con leggera copertura sostenuta da co lonnine, e si possono ch iudere comp l0lamon1e lutto intorno svolgendo dello tende di stoffa impermeabile. abi1ualmonlo tenuto arrotolate. L'interno ù spazioso e senza oggolli che lo ingornhrino soverch iamen le; gli apparecch i sono molli semplici, giacchè la ricezione dei telegrammi si fa a suono, siccome è di regola nnche nella. Lel egrnGa p1·ivaLa, e quando ess i non sono in az ione, rengono co llocati e11lro uorsc di cuoio e posLi sotto alle taYolc. appoggiate ai liauchi del carro. li materiale occorrente a montar le pi le è allogai.o nel sedile dol cond utt.ore e le pile, rinchiuse entro scatole conLeuenti ognuna. sei clemen1i, s0no collocate onlro scaffalelli sollo allo laYOle. La pila impiegnla agli Stati l.initi pel servizio di campagna, confez ionata in gui;;a dR potere facilmen te soppol'tare i sus;;ulti del trasporlo, consiste in un recipiente di legno impregnalo di paralina , diriso in rari scompartimenti, sul fondo di ognuno dei quali . vi è uno strato di :;olfaLo cli rnme con una la · mina di rame nel mezzo; una spugna imberuta di solfato di zinco è posta superiormente e sn di essa è appoggialtt una lamin,t di zinco, tenutavi fis~a dal coperchio stesso de l recipiente. li filo irnpiegè\to per formare le linee è di l'erro, privo di rivestimento e del diametro di soli due rnillimelri. E:;so uon è avvo lLo sui rocchelli, 111a semplicemente in mala~sa e per svolgerlo, ri ene disposto sopra un tamhuno lisso nella parte po$leriorc della r ellura. La vetLurn per le asl o è un sernplice i;a rro scoperto, senz(I, molle; ne contieno ziSO, lunghe i> metri, prov-vedute degli strumenti i,;olatori suflicienti per una linea di 16 chilometri. Questa vellura pesa, cal'ica, ·I500 chilogrammi e può essere trninata da 6 muli, menlre le altre rellm·o sono trainato a due caralli e tutte poi possono percorrere le strade praticabili dall'artiglieria.

r,'Et.ETTRl ClTÀ E LE St.:R APPLIC.\ZION-1 Mll,l'l'Alll

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Un treno completo si compone di una vettura da pile, di quattro vet.Luro da filo e di quattro vetture da aste, ed ecco corno precede il collocamento delle linee. Disposta la veLLura da pile al quartier generale, quattro linee possono essere distese, a. partire da questa, in direzioni diverse, avviando sopra ognuna una vettura da fil o, destinata a servire di seconda slazione con una vettura da aste. Si possono così avere quattro punti diversi, distanti 16 chilometri dal quartier generale, messi in comun icazione con questo; ~ho se mvece si , ogliono avere due sole lince, oppur~ una sola, ay:ia~do opportunamente i cani, si potrà cfoporre d1 una comnmcaz1one a due punti di stanti !12 km. o ad nn solo discosto 64, dal quarlier generale. Il personale acldelto ad ogni linea è composto di ~n dirf>ttore, di 4 ufficiali e di 36 uomini, epperciò ogni treno, con il com:rndante, comprende in tulio 165 individui. Venendo ora a parlare del materiale volante, osserve remo che non ne è ancora cla tutli riconosciuta la pratica applicazione, per la difficoltà che s'incontra nello stendere il fi lo sopra nn terreno bat1u1 0 dai proietti e torrnenLato dal paf:saggio, ~o,:enLi r~piclo e confuso delle truppe. Essendosi però in questi ult1m1 tempi perfezionai.i gli apparecchi trasmotLitori, e sperirne~tato con successo l'uso dei tel efoni, ed avendo allresì gli Inglesi nella guerra dell'Afganistan ricono,;ciuto a loro spese l'utilità di qu_eslo materiale'. le diffi coltà preesistenli perdettero molta della loro importanza e SL cercò di rendere possibili le comunicazion i anche colle es1reme linee d'avamposti. · .. . Il materiale te}earafico volante è perciò ancora allo F.tud10 nei o . . . diversi eserciti; esso è riserbato, qualora venga 1mp1egato con intelligenza e con coraggio, a dare dei risultati imporlantis~imi, por cui non sarit fuor di luogo il farne conoscere qualche parLJcolare. I primi esempi dell'impiego d'una linea volante, munita di un apparecchio portatile, si sono avuti nella gnerra ~'Am~rica . Durante un combattimento d'avamposti, avvenuto nel d;part,men to del Potomac, un telegrafista, con un piccolo apparecch!o )forse a_su~no, aveva oltrepassala la linea estrema degli avampostJ e, postosi die tro ad un albero di fronte ad un'ala del nemico, aveva potuto ossen-are per cinque ore cont inue i movimenti del nemico ed informarne il

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c_om _ a_n-da_n_t_e_del suo partito .


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BASSEGNA 'TEC NOLOGICA

In un'altra occasione, dmante la battaglia di Frederiksburg, combattutasi il 113 dicembre 1863, dalla linea telegrafica che univa il centro all'ala sinistra dell'esercito, si era di::-lesa al seauito di ' o una colonna in marcia, una linea volante la quale aveva tenuta in costante relazione quella co lonna con lutte le parti dell'esercito, compreso il quartier generale, benchè i suoi telegra fisti si trovas· sero esposti al fuoco nemico. L'apparecchio trasmettito re constava di un piccolo rocchetto, il cui vano interno era occupato, per metà da un'elettro-calamita, e per l'altra met~ da una massct metallica tenuta a distanza da quella per mezzo di una mol la spirale. Quando la co!'l'ente attraversava il filo, la massa metallica, ali irata dalla calamita, veniva a colpi da e produceva. un piccolo suono, col quale è facile capire come si potesse riprodurre, con uno o dne co lpi success iYi a corta distanza, i segni b1:evi e lunghi dell'alfabeto Morse . In Austria il telegrafo portatileconsistedid1.teappa11ecch i a suono e di un rocchello di filo con una piccola piln, disposti questi ultimi sopra un sostegno da trasportarsi sul dorso, menire il fi lo si svolge dal rocchetto. Le altre parli deslinat.e alla trasmissione ed alla ricezione dei telegrammi (elettro-calamita, manipolatore, commutatore ecc.) sono riuniLe sopra una taYoleUa di 9 per 11O centimetri. In Francia è in uso un sistema analogo (telegrafo Trouvé), diverso dal precedente solo per una migliore dispos izione data alle parti dell'apparecchio a suono, le quali sono racchiuse in una sca· toletta cilindrica di metallo a gui5a di grosso orologio . Il meccanismo si compone, come in tutti i telegrafi a suono, di un elettrocalamita la cui armatura viene, per mezzo di un appendice, a battere sopra un bottone fisso sul fondo della scato la e produce dei piccoli suoni, percettibili anche senza applicarvi r,ont.ro l'orecchio; e del manipolatore, col quale si produce o si interrompe il passaggio della corrente, consisten te in un bottone sporgente dal fianco della scatola. Ecco come tutto il sistema funziona: Un ufficiale t.elegrafisla, collocalo alla gran guardia, porta ad armacollo la pi ln entro ona borsa, mentre un soldato, munito dello zaino porta-rocchetto e dell'apparecchio a suono, si allonLana lasciando svolgere dietro di sè sul terreno il filo, potendo comunicare all'occorrenza coli' ufficiale senza interrompere la marcia. Nello

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L ELETTlUC!TÀ E LE SUE APl'LlCAZlONl MILITAIU

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svolgere il filo, il soldato segue i sentieri inaccessib il i alle vetture e dovendo attraversa.re qualche strada, sceglie un punto di questa dove sieno piantati degli alberi che gli permettano di collocare il iìlo ad un altezza conveniente, perchè non venga danneggiato dal passaggio delle truppe. Ogni rocchetto contiene un chi!ometro di 'filo, e impiegando vari soldati, si può ottenere una linea di qualunque 1unghezza. Il tenente badese Ackerrnan ha costrntto esso pure, pel servizio dell'artiglieria, un piccolo telegrafo portatile, cui ha dato il nome di telelogo, e consistente in due apparecchi a suono a forma di campanelli elettrici, attivati da una pila galvan ica e rinchiusi in una scatoletLa di legno di '11 cm. di lato ed alta 20, sulla faccia anteriore della quale è post.o un bottone di cc,nt.atto che serve da nianipolatore. , Il principio sul quale sono fondati gli apparecchi a suono è, come vedesi, il medesimo per tutti, ed i segni per comunicare consistono in un colpo secco di suoneria od in una rapida successione di due o tre co lpi, i quali corrispondono alla breye ed alla lunga ,dell'alfabeto Morse. La. casa Siemens e Halske, dietro le indicazioni del capitano prussiano Bucholtz, ha costrutto essa pure un telegrafo d'avamposti, a.I quale è applicato un apparecchio scrivente, contenuto in una cassetta di •14 X 13 X 15 centimetri e le cui parti sono disposte molto opportunamente ed occupan-o un volume piccolissimo. La particolarità di questo congegno è di poter trasmettere un telegramma scritto, anche quando al posto ricevente non siavi nessuno presente, poichè col segnaled'avvertimenLo, fatto dalla.stazione ·di partenza, si metl:e in movimento il meccanismo d'orologeria che svolge la striscia di carta alla stazione .d'arrivo, e così l' incaricalo, benchè assente durante la trasmissione del dispaccio, può al suo ritorno trovarlo scritto, come se fosse stato presente a riceverlo. Queslo telegrafo, che ha sugli altri il vantaggio di lasciar traccia. degli ordini o comunicazioni, ha però d'altra parte il difetto di essere più complicalo, di più diHìcilè impiego e più soggetto ad esse+e deteriorato. la Spagna, l'Inghilterra e l'Italia hanno anch'esse tentato in wari modi di organizzare un parco le•rnero di teleYrafia militare nv o · , 1

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R,\SSEG:'IA J'EC:N'OLOG-ICA

ed in questi tentativi si sono dovllti prendere in considerazione i progressi fatti dalla scienza elettrica non solo, ma valersi anche di, altri mezzi, quali sono ad esempio le segnalazioni ott.iche, per stabilire delle relazion i non interrotte fra le divers,2, fraz ioni dei corpi. comballenti, anche a traver.,o ai rapidi e frequ enti passaggi di, truppe durnnte l'azione, e nei teneni pl'Ofondamenle accidentati delle zone montagnose, In Italia fu sperimentato nelle grandi rnanovre autunnali un sistema di telegrafo volante che ha dato dei buon i risultati ed al quale · furono fatti molli elogi, Ad un appar ecchio . scrivente Morse, fu, aggiunto un telefono speciale che invece di comun icai-e la parola, trasmetteva dei suoni lunghi e brevi e cùsì rimediava in parte al-l'inconveniente che, come vedremo, ~i r improvera ai telefoni di riescire pressochè inefficaci in un arnbienLe dove si producono dei rumori frequent i che impedi scono la, percezione dei deboli suoni, li telefono , con que3ta disposizione, po tendosi anche impiegare su~; campo di ballaglia, sarà ev identemente di utili~simo sussiòio al te~ legrafo, Un altro sistema per stabi lire linee volan ti telegrMìche fu spe'" rimentato in Francia al campo di Bourge3, ·facendo trasportare dR, un uomo a cavallo (telegrafista) un rocehello con tenente due chilometri di filo ed un apparecchio telefonico , Con parecchi uominicosì montati si poté distendere in poco tempo delle linee lunghe pa- recchi ch ilometri e così raggiungeI'e, una grande celerità che è una , delle condizioni essenziali per questo genere di operazioni, Telegra,jia ottica. - Prima di dar tei:mine a questa parte cosi• importante della telegrafia militare·, non· sarà inutile l'accennar~ ancora ai servigi che può rendere sul campo di battagli a l'impiego della telegrafia ollica, staia tanto opportunatamen t.e e Yan- · taggiosamente adoperala dagli inglesi nell'Afganistan ed al Capo,.. dai Russi nella campngna contro i 'fekké e dall'Austria nella Bosnia·. e nella Erzegovina, Qualche cenno a questo proposito non sarà , stimato fuor di luogo, tan to più ora ehe la luce elettrica può arrecare a questo ramo della telegrafi-a mili·ta1•e cosi grande aiuto , so-· stituendosi ai raggi solari quando questi sieno accidentalmente· imercettati dalla nebbia o dalle nubi, e specia·lmen te poi nelle ope- sazioni notturne,

L'ELETTIUCIT.\ E LK SUE A.PPLIC.\ZJO).f 111LIT.\lli

I mé1,odi imp iegati . per la trasmissione dei segna li sono mo llo-· numerosi mutando il loro valore all'infinito a seconda delle circostanze nelle quali essi vengono impiegati, Non parleremo di quelli più semplici determinati medianLe la combinazione di banderuole o; di fanali a colori. nè dei razz i a segnale o a percussione e solo accenneremo ngli strumenti ottici dei quali , nella cn mpagna dell'Afganislan. gl'Inglesi ebbero varie occ,tsion i di sperimentare la grande utilitò, e di acquistare su l loro impiego un'esperienza con.siderevole, Chi vorrà. rendersi co nto esat.to dei mezz i da ess·i impiegali potrà leggere con mo lto profitto l'interessan te ~Iernoria:dell'ingegnere Lake al la so1:ielà. degli ingegneri telegrafìsti di Londra,. dove sono esposti i pi ù minuti particolari dell e operazioni telegrafiche condolle a termine in quella campagnn , Durante di essa l'eliografo venne sovente in ai uto al telegrafo, quando il nemico ne· interceua-va o danneggiava i fì li , il che arrivava frequentemente~ e ad onta dei 676 chilometri di linee, stabiliti oltre I.1 fron tiera indiana, fu l' uso degli el iografì e delle handerno le che permise-di comunicare fra loro alle co lonne d1e marciavano atlrarerso ad' un paese rollo da mille acciden ti e infestalo da tanti nemici, grazie · ~ppunto al carallere predominante di questo gene1·e di telegrafia,_ ~le è quello di sopprimere il me.zzo col quale è trasmesso il d-iS)accio e tolta così la possibi l·itil di essere distrut.to, nonchè alln. Ie~_erezza_del materiale e_quindi alla rnpidi1i1 dei moviment i che-ci~ esso ;;1 possono eseguire, turan te la campagna dei Zoulus, principi ala in gennaio del •I8,9 gli l nglisi ebbero a pentirsi di aYer trascurato l'uso del!e segnalazioni· ott.ich' e le colonne volanti che, spinte attraverso al paese nem ico, si tro7 arono isolate e separale dalla stazione telegrafica più 11icina· di olt1l 100 miglia, ebbero a patire per quella mancanzn, perdite· sanguinosissime, ralchè fu allesti to in tut ta frella e spedito dall'Inghilte1\-a un parco volante di telegralìa ottica, trasporla Lo da 250 muli , il\ 1wlle giunse in buon punto penendere all e truppe dei ser- · vigi Yeramente segnalati . . L'eliografo impiegato in quella campagna consisteva in specchi· di divers~ dimensioni, a seconda. delle distam.e a cui si Yolen ope-l'are, il quale riflette.a con lampi brevi o lunghi i raggi solari, producenòo così dei segnali che, coll'alfabeto Morse, si traduceva,,


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RASSEGNA TEC:-iOLOGICA

in un dispaccio di qualunque estensione. A 54 km. bastava uno specchio di 76 mm. di diamet,ro; n 1 1,J km·. ne occorreva uno di 127 mm. ed alle distanze comprese fra "60 e 240 km. il diametro dello specchio doveva essere almeno di m. 1,50 . Uno degli esempii più luminosi che dimostrano il vantaggio di queste s~g~alazioni' si ebbe, durante quella campagna, in un ep isoclio smgolarissnno , toccato ad una colonna di spedizione di ,f 300 uo·mini , spintasi nel paese dei Zoulus, fino al piccolo forte di Ekowe. Avventurata oltre i 4-0 km. da lla sua base di operazione, che era al forte Tenedo::;, quella co lonna si trovò d'un tratto circondala da uno stuolo di !?0,000 ind igeni , che ogni dì ingro:5sando, le inte rcetlarono ben presto ogn i comunicazione e la strinsero in un cerchio di ferro riducendola a contare i giorni e le ore in cui , per mancanza di vettovagli~, avrebbe do~uto soccombere sotto i colpi della più selvaggia barbarie. Da Lre mesi dura va quel blocco, e le più crudeli ansietà ed i tormenti della fame erano giun ti quas i all'estremo lim ite, quando per r1vventura, una delle tante segnalaz ioni ottiche che si facevano in tnlle le direzion i per vedere di attirare l'attenzione di qualche ,altra colonna arn ica e chiederne l'aiu to , so rtì l'es ito ansiosamente atLeso e, t._rova!o un corrispondente, potè essere comunicato a questi lo stato miserrrmo delle cose e com.binarsi una. hrillan le operazione mercé la quale, l'int.era colonna riuscì a rompere il cerchio che l'a,volgeva e riacquistare la sospirata libertà. / . ~nra~l e :a s~e~izi~_ne n~lla regione Tr~ns~aspiana , i Russi rdf o - essi ?,ute, e_pet lct p~ma ,o lla, uso degli elr ografi che avevanog1à sperrrnenlat1 nel 1817. JVIercè tre apparecchi di dimension, diverse, essi poterono comunicare fin o alla distanza di 50 yestre, (krn. 53,350) e sorvegliare, durante la notte, le adiacenze dei campi, facendo uso di lampade a trementina , colle quali riuscirono -sempre a sventare le sorprese notturne. Nelle grandi manovre austrinche del ,J 874, era stat.o per )11 prima voita. i~~pieg~to un ?orpo, specia_le di segnalatori il qual/ per i buoni 11sultat1 che diede, tu poscia mantenuto ed ora fa p;1rtedella for~az ione di guerra dell'esercito . Ogni grande reparto fii truppa · destrnato ad operare separatamente, conduce seco seanulatori a piedi ed a cavallo , i prim i per la corrispondenza fra i borpi d'ar, mata e le divisioni, i secondi per collegare co l grosso le avan1 1

L'ELETTRICITÀ E LE SUE AP PUCAZ iONl )fi LiTART '

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(1uardie, le ret.roguardia, i distaccamenti in ricognizione . I generali in capo, i comandanti della cavalleria, i c~pi di servizio dell'~rti(11ieria debbono essere sempre accompagnati da un drappello dr se; nalatori a cavallo, composto di _due ufficiai'. , 8 so ttuffìcial i, 112 soldati e 8 muli pel trasporto degli apparecch1. Nella campagna di Bosnia, questo corpo rese importantissimi servigi, permettendo a distaccamenti di truppa, lontani fino a 2.0 ch ilometri dal grosso, di dare informaz ioni sulla forza, sulla posizione e sopra i movimenti del nemico, imp iegandovi un tempo brevissimo. Finalmente gli Spagnuoli nella campagna del Marocco e durante l' insurrezione Carl ista, si servirono anche largamen t.e della telegrafia ottica, e così, dopo il blocco di Bilbao, essendo impossibile di prolungare le linee elettriche in un terreno nel quale i Carli st.i le avrebbero facilmente interrotte, furono impiegate esclusivamen1 e le se-. gnalazioni ottiche e fu formato un corpo speciale di segnalatori, il quale rese impo rlanti servigi. Luce elettrica. - Come abb iamo precedentemente accennato, felettrici!à ha fornito alla telegrafia ottica il suo polente aiuto, so·stituenclo la luce dell'arco voltaico a quella solare, ed estendendo l'applicazione delle proie1.ioni luminose pei segnali, alla illuminazione propriamente detta nelle operazioni militari nouurne, -q uali sono gli sbarchi di truppe, l'at.ta cco di trinceramenti, i tiri ili demolizione ecc . Prima di esporre qtleste nuove applicazioni dell'elettrico , s~irà utile di chiarire con brav i cenni i modi coi quali si giunse alla produzione della luce elettrica, la quale in un tempo non lontano, verrà -senza dubbio applicata. in vece del gaz, all 'illuminazione delle -città ed agli usi domestici . Gli apparecchi destinati a trasformare in luce l'energia elettrica si dividono in due grandi classi, secondo che essi sono fondati sull'impiego della luce ad arco voltaico o su. quella ad incandescenza. L'arco ·voltaico devesi ad un'esperienza di Sfr H_. Davy, il quale -aveva osservato che, facendo pa:;sare la corrente eleLLrica attraverso alle punte di due bastoncini di carbone messe di fronte, se ne svol(J'eva, dapprima un intensi ssimo calore e quindi la luce, esperien;a rimasta lungamente senza pratica applicazione, per la diffi-


L t:LETTIHC:l'fi E u; ,tfE .\l'PLIC.\Z!O:SI JllLlT.\l\l

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RA~SEG~.\ TECXOLOGICA

coltù grandissima di dover mantenere le .punle de·1 due car hon1. ~ .• ac1 una d1slan .za .sempre eauale . ,, , vinta solo ·,u l1ue·1· s I u11·1m1. anni. I metoch tenlal1, e che s'impiegarono per mantenere automat.i~ camen.te 1~ ~lue ?unte ad_ ~na distanza coslanle, furono diversi,. benche appogg1 a11 allo ·stesso . , · qu,1s1 Lutti . . · principio. .E'ss1. consiste' ano. Il~ ~ ass1mn, in . ~n movimento di orologeria che tendeva a _melte1 e r due carb~nr m conlatto, mentre l'azione in1ormi llente c~t una eletlro-ca_lam1 ta, lo cui spire erano allrnversale dalla cor1enLe, tendeva invece ad allontanarle. L'operazione si svolgeva nel seguente modo: quando i carboni erano a distanza convenien te In c~n enle avendo _l'i ntensilit norma le, l'elelfro-calamita attirava ~na. p'.ccola yaleua d, ferro dolce, che imped iva al rotismo dell'oro loo-io d, .f~mz,onare; ma ~e. la distanza fra i due carboni aumentava ,o la coJJ : ~le, perd_eva d, Jorza e I' eleltro-calami la, non avendo più la enei b . ·orn ·i suffi . · ciente . per mantenere a sito la· palell" • ,,, l·1·c·· , s 1c1va .m 1·,, e1.~a i _ 1.o'.1sn_10, ,1 ~uale produceva l'avv icinamento dei cal'lioni fin o a l iat~1v.ue I enet·gia della conentc, e quindi un'altra volta l' inlerruzione del movimento . ' ~~en~re alcuni elett~·icisti si affatica.vano a combinare qn esti meccani sn~,, nes~uno dei c!uali poteva però risolvere perfettamente bene 1.1. _q1~esL1one, una inattesa e semplicissima soluzione vem1e ad estendei e_il campo. fi~o allora molto lim italo dell e app licazion i dell a luceelellnca. Un 0 ff , aveva osservato · ulfìc1ale rnsso ' ilsianor ·" ·lablock < cI1e, me.l.tene. l o i cu 1 e cn . . rbon i a. fianco uno dell'"IL1 " ·0, invece ch e sulla stessa ,rez1one, cd ,solandoli convenienlemei1te con un" d 'b · "sos Lanza co, ~nt,e, arnn_chè la_ corrente eleurica non potesse trasmettersi da uno per Je loro eslr em ·, ta' ' 1,,d i.CO YO1ta,co . SI. prod ,ili altro, luorche . 1:cc:va me~es,mamenl.e frn i dne carboni, cogli st.essi fenom eni di Qn~sta scoperln ebbe per risul talo la soppressione .deaJi np re:'chi reg.~la.tor! , e~perciò la luce elellrica poi.è subilo ;ssei'.e ~a= phcata ali illummaz1one delle vie, dei teatri dei m· o . • . . dp . laboralorii. ' aoazzrnr , e1

li melodo della. luce eletll'ica el etto adincandescenza r ipo 'a . una pr p · l· · , s sopi a • o . rie:i p~rlt?o 1are della corrente. Se altra.verso ad un fil o c~nc~uttot ~' ti cu'. diametro cam bi , in un dato punto, bruscamente d cl 1mens1one, sr fa passare una corrente elettrica, si produce tosto

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,i n quel punto un calore intens,i:;:;imo, che può giungere Hno u '100_0°, e qu indi una luce viYis:;ima. E nolo u LuLLi l'e:;perimonLo che :;1 fa

nei laborntori di ano,·entare 1111 rilo e:;ilis:;imo di platino mercè l'c1iione clella corrente, ma non ,-ar~t for:;e egualmente noto a lulli .quello eseguilo d,d Siemen,; all'Esposizione c1'eletl ricitit cli Pari gi nel J881, esperì menlo che potrebbe for:;e segnare il punto di partenza di un completo rivol)-(imenlo nella molallLtrgia . ()uel celebre (ìsico, d,ivanli ad alcuni membri del (~iuri, proclusso i11 un crogiuolo la fo nùiLa di due e.hilograrnmi cli acciaio in I:.> minuti, impiegandovi la corrente, fornita da una macchina dinamo-elettrica . Accennalo al principio, e senza desc l'i vere luLte le lu11ghis3it11e prnve falle, clire1110 solo che fu l'americano Edi,;on che, pel primo, lo applicò alla produr.ione della IL1ce clell rica ad incande:scenza, costrnendo la sua [a1\losa lampada, w lla quale LanLo si è gitt eletto e scritto. Questa lampada consi:;Le in un ~ollilissimo filo cli carbone, ripiegato a ferro cli caYallo, introdotto in un globo cli Yelro, chiuso ermeLicarnente, e nel qmtle siasi fallo prececlonLe111ente il vuoto. 11 filo di ca rbo ne, rt.llraverso cui pas~a la. corrente condollavi da due fili metallici saldati nlle. estremità cli quello, è grosso come un capello, ma pel modo e pel legno imp iegato nel farlo, è dolaLo di una grnndissim.a Lenncità, vi brn come urnt molla d'accaio e resi:;te arroventandosi , al pass,1ggio delle più forti conenti. Infinite e coslosis:;itne furono le prove [alle da Edison prima di giungern ad ottenere questo filo cli carbone dotalo cli Lai i proprietit, e si può dire che su di esso si conçentrarono tutti gli sforzi del celebre elettricista. Ora ia lampada Edison ba ottenuto un successo cli prati r:a applicazione e l'ra gli altri e:;empii cileremo quello di due macchine dinamo-eleltriche state collocnte i11 un punto di Holborn Yiaduct, a Londra, le quali somministrano, per mezzo élì (ili co nclultori raccolti in couclotLi sotterranei, l'energia eleltrica per clar vita a. :2360 lnmpade acl incanclescenza, di:;posle in parte lungo la ,ia, ed in parle nei magazzini e nelle abita1,ioni pri,·ate, in tntLe le for me e disposizioni che n1eglio si adaLLano o.gli usi sociali, preslandosi, mediante la semplice .azione cli un piccolo mannbl'io, a passare per tt1lte le gradazioni ,,olnle ù'intensiLit, appunto come s;i usa fare pel gaz .

E sernbrn che i particolnri cli questo modo cl'illuminazi one sieno


HO

HASSEGNA TEG.'\OLOGlCA

perfettamente riescjti, giacchè si pen~a di illuminare colla lampada Ed ison la ci LLà di New-Yorck e si sta a Ltuando il progetlo del collocamento delle macchine e dei fi li occonenti. Fra i due sisterni di luce elettrica, che abbiamo brevemente accennati, sì è stabili to fin da principio una fiera concorrenza , la quale dura t~ncora, sem:a che accenni decisamente a volgersi in favore di uno prnttosto che dell'altro. I fabbricanl i di lampade elettrjche ad arco volLaico (J ablochoff, \Yi lde, Ja1i1in e molti altri) e quelli ad incan~e~cenza (Edison, Maxim, Swau ecc.) continuano a perfezionarle ogn i gwrno con nuove modificazioni, talchè non andrà molto che il pul~bl'.co potrà giudicare a quali dei due appartengano i vantaggi maggion , che sono quelli dell 'economia e deJla facil it'à d'jmpie,:r0 _ Quello che si può dire di certo si è, eh e, resti la vittoria ad t~no piuttosto che all'altro sistema, la luce. elettrica è destinata aa'entrare fra breve neg_li usi della vila ordinaria con grandissimo vantaggio per l'economia, la comodità e la sicurezza degli incendi. Anche l'appl icazione della luce elettrica agli usi militari fu di buon ora apprezzata dagli uffìcialj studiosi; e già fin dal 1854-, epoca nella. quale n?n anc?ra sj possedevano i mezzi che si hanno oggidì per metteda m pratica, vediamo la flotla francese servirsene nella campagna del Baltico per lanciare un fascio luminoso eleurico sui punti d'auacco, mediante un rifletto re paraboli co. iVIa l'imp iego della luce elettrica nelle operaz ioni campal i non poteva avere una buona riuscita. finchè non si fosse trovato un crenerntore di facile trasporto da sosritu irsi all'uso incomodo , pericol;so e poco_ efficace delle pile, e fu perciò solo dopo la scoperta delle macc~me magneto-elel.triche, sostitu ite in seguito da quelle dinamoelettr1che, che fu possibile di estendere l'uso del la luce elettrica alle operazioni mi litari. Nel 1859 il pro fessore belga Nollet aveva dato pel pri mo l'idea della macchina magneto-elet.trica, chiamata in seguito impropria1~e11te _dell>4 lliance, stata imp iegata subilo sulle nav i da guerra e per l'1 llun: 11'.az1one di alcuni far i. Essa però era ancora troppo pesante, perche 1I suo trasporto fosse abbastanza facile e, benchè l'Austria, all'Esposizione di Parigi del 1867, avesse già mostralo i frutti di alcnn_i _studi in tesi ad applicare la luce elettrica alle operazioni degli eserc1t1 c,ombat.tenti, pure fu solo dopo la guerra del 11870, 1

L'E LETTR/GIT/\ E LE ;;UE APJ>LJCAZJONJ MILITARI

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•1H

quando si costrusse la macch ina dinamo -elettrica, impropriamente delta di Gramme, e dovuta alla scoperta dell'italiano Paccinolti, che le appl icazioni militari si succedei.I.ero con rap idi tà e con vantaggio per l'arte della guerra. Più polenli e meno pesanti di quella dell'Alliani;e, la macd1ina Gramme e quella dì Siemens producono delle sorgenti elett riche talmente energiche da renderle proficue negli usi guerreschi . Infatti l'Esposizione di Vienna del 11873 ci presenta già dei riflettori potentissimi che agiscono mercè l'elettricità fornita da una macchina Siemens e, subito dopo, l'uso di ess i si estendeall'illumiuazione dei far i, alla marina mer.cantile ed a quella da guerra. Costrutto poi nell'anno ,f 877 il pro ietto re Mangi n, l'applicazione della luce elettrica a scopi militari ottiene una sanzione nella guerra russo-turca del ,1878, ed alla Mostra di elett ricità tt Parigi, essa è perfettamente definita in una locomobile che, potendosi traslocare da un punto ad un altro in una piazza for tifica ta, serve ad aHivare il proiettore Mangin, fino a 7 chilometri di distanza. Questo apparecchio, conosciuto co l nome del colonnello francese che ne fu l'inventore, ha il van taggio sui rifleuori parabolici e sferici, di lanciare un fasc io luminoso cilindrico cl i una potenza venti volte maggiore, vantaggio ottenuto mercè una disposizione particolare delle superfic ie dello specchio e che lo rende particolarmente adatto alle segnalazioni telegrafiche, nonché all'illuminazione del terreno. Nel primo caso , disposta la sorgente Jumino:-a nel foco dell o specchio, il fasc io proiettai.o assume una forma cilindrica, epperciò la sua azione può essere spin ta ,t distanze grandissime, stante la concentrazione maggiore della luce ; nel secondo, allontanandosi la fiamma elettrica dal foco, mediante l'azione di una vite, il fascio da ciìindrico diventa conico e la super!icie del terreno sulla quale esso si proietta aumenta man mano che cresce la distanza; e così, se lo spostamento è di soli 4 centimetri, la larghezza della zona risch iarata ad un chilometro di distanza sale da ·15 a •1115 metri, ed a 4 chilometri , a 460 . Pei diversi usi della guerra, sono stati costrutti dalla casa Sautter e Le Monnier cli Parigi, tre tipi di apparecchi per la produzione e la proiezione della luce elettrica, diversi fra di loro per le dimensioni e per la disposizione delle parti onde render Ii adatti all a guerra nrnril linrn, a quell a d'assed io ed a quella di campagna.


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i\AS:5EGKA TECNOLOGICA.

Il tipo più grande si compone di unR locomobile, deslinata a ~rodu!'l'e la forza per attivare una macchina dinamo-elettrica Gramme, collocata sopra un piccolo carro e del riflettore Mangin di 90 centimeLri di diametro, trasportat.o esso pure da apposito veicolo; la sua potenza è tale, che a 7 chilometri il terreno può essere perfel,lamente illuminato ed a [S distinguersi ogni parlicolare di costruzione. Il co:sto di questo primo tipo è cli L. 30,000 ed il governo francese fin dalla metil del ,J 88 ·1 ne fece l'acquisto di 40 esemplari, dei quali, ,io furono coll ocati su alcuni punti delle coste e 30 nelle piazze foniGc<1\o. Il secondo modello, consta esso pure delle tre parti indicate, che per le loro dimensioni e peso minore po;:;sono esser colloca le sopra un solo veicolo; il proiettore lia il diametro di GO centimetri, il suo potere può estender:;i a so li 5 chilometri di distanza ed all'occorrenza può togliet·si dal cat't'O comune e trn~portarsi n braccia in quel punto d'onde meglio si po~sa scoprire le opere del nemico. Dodici esemplari di que:;to '.2° tipo sono già in servizio nell'eser·cito fran cese. · Fi nalmente per i forti di :;lrnrramento e per le operaz ion i mobi li di campagna. del (• ,. ne è stato costrutto un terzo modello, più le,rnero Vè> preceden le, e.on un prn iettore di 1-0 centimetri cli diametro, tra·sponabile da so li due uomini a qualunque distanza; di una potenza che gi unge ai 3 chi lometri . TI proiettore Mangin oltre di essere sta to impiegalo recentemente nelle operazion i cli sbarco all' isola di Tabarca, eseguite dalla fregata francese laSurveillarite, nonchè durante tutLa la spedizione francese a Tunisi, ebbe pure un utile impiego nell a guerra Turco-Russa, in cui servì ad illuminare lo vici nanze del porto cli Odessa fino alla distanztt di 5 ch ilometri e mise al sicuro quella città da un'operazione che avrebbero potuto eseguire contro di essH, nol.telempo, le corazzate turche. Prima di abbandonare l'argomento della telegrafia ottica, accennernmo ancora ad un al tro istrumento imaginalo dal c8pitano francese GRumet. e da questi presentalo ali' Accademia delle Scienze col nome di 1'elelogo, jl quale, per la sua est rema semplici ti.I, può c!ssere adoperalo da chiunque non abb ia arnto su di esso che una preliminare istruzione. Esso· si compone:

r.'ELETT!HCITÀ

i,; I,F,

sue .\ Pl'LIC.AZIO"l M!LLTARl

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,1° di un album telegrafico, ossia libro dei segnali, fo1:mato da na quarantina di fogl i neri sui quali sono applicate da una parte 11 e dall'allra le 25 lellere dell'alfaheto, i 11O numeri e qualche segno .convenzionale, inlagliati Lutti su carta argentala; 2° di un canocchiale, fissalo al sostegno che porla l'album. La trasmissione del telegramma consiste nel Car apparire successivamente le lellere che lo compongono , le qua li riflettendo vivamente i raggi solari, sono visibi li a grandissi ma clislanza coll'aiuto di un cannocch iale, per cui in poco pitl di un minuto, facendo uso di qualche segno convenzionale, un dispaccio di 20 parofe può essere trasmes<,;o e ricevuto. L'imp iego di questo strumento, a segnali, più co modo, più sicuro e più pron to degli altri, potrebbe venire utilmente adoperato nelle piazze per corimnicare co i forti staccati e per a:;sicurare alle truppe combattenti, innanzi o lateralmenLe a questi, un leg:une efficaciss imo; per mantenere le comunicazioni degli avamposti coi comandi di divisione, ed in molte altre · circostanze; e non v'ha dubbio che, nelle man i di un corpo spec.iale di segnalatori, quale esiste giit perfettamente organizzato in America ed in Austria, esso potrebbe recare all'esercito in alcune circostanze dei vanlaggi grandissimi . Di tutti gli apparecchi e sistemi di telegrafia volanLe fin qu i accennati e di quell i fondati sull' uso del lelefono, cli cui parleremo or ora, sarebbe difficile di dare un giudizio comparativo; ciò che è certo però si è che tutti questi sistemi tendono evidentemen te ad uno scopo e corrispondono alla. necessità, universalmente riconosciuta, di possedere un mezzo faci le e speditivo per poter comunicare anche su l campo di ballaglia fra i diversi punti di esso, e trasmettere o ricevel'e ordini ed avvisi. Ad ogn i modo, dopo l'introduzione del telefono e soprntullo dopo i perfezionamenti ttpporlativi in questi ultimi tempi, e per l' uso grandissimo che se ne fa nella Yila privata, si può presumere che i telegrafi portatili di qualun.que specie, saranno vantaggiosamente sosti Lui ti da quell o. Telefoni. - Una delle più meravigliose invenzioni moderne, ammirevole per la sua estrema semplicità, per la finezza e perfezioue delle sensazioni, per comodità. d'impiego, per facili là cli maneggio è .certamente il telefono . Tre sono gl'inventori che se ne disputano la scoperta: Elisah, ANNO XXVI), VOL. Il!

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RASSJ::G:'<A TECNO LOGlCA

L'J::LJ,:T'l'l\ICl'l'À E LE SU E AJ'l'LlCAZJO)<l ~llLl'rA RI

Gra} e Graham Beli , che ne presero brevelli agli Stati Unili il 14febbraio ·I 876, ed Edison le cui patenti portano la data del ·I4, gennaio dello stesso anno. Il principio della trasmissione del suono attraverso un filo non cm però nuovo; ognuno avrìt infatli veduto eseguire da i giocolieri un'esperienza che è la riproduzione esatta di quella del telefono, consisten te nel prendere un filo di cotone o di set.a e nell'aggiungervi alle estremità due pi ccoli imbuti di carta, in modo che parlando in uno cli essi, il suono della voce e la parola arrivi a quello del\'esfremilit opposta, anch e se distante 100 metri dal primo. In qual modo si spiega un tale fenomeno? Nella manie:-a più semplice; la voce fa viLrare la membrana dell'imbuto trasmettitore e le viLrazioni per mezzo del filo condullore, anivano alla membrana dell'imbuto riceLLore che riproduce la voce e la pa1·ola com unicala dall'altro. ~el telefono le vibrazion i, che, Lrasmessedal.semp lice fi lo di cotone, non potrebbero attraversare una distanza molto grande, sono invece inviate per mezzo cli ulla conente eletl1·ica ed allora esse possono riprodursi a distanze ragguardevoli e in un tempo bl'eYissirno. Xel lelefono ordinario, all'imbuto di carta si sostituisce una membrana sollil issima di acciaio, dietro a cui, ed a breve distanza, si colloca una pieco la elct lro-calamiLa. Parlando allora contro la. membrana, lJUesta si mette in Yibrazione e coll'avvicinar~i ed allontanarsi dall a calamita, eccita e deprime alternativamente sua calamitazione, il che, come abbiamo giit osservato quando parlammo delle macchine dinamo-elt:tLriche, produce delle correnti indoli.e nel filo del rocchetto . Queste, per mezzo di un filo conduttore, possono e~sere lanciate fino al telefono ri cettore costrullo analogamente al primo, aumentando o deprimendo la calamitazione del pezzo cl'acciajo in esso contenuto, il quale allirerà perciò più o meno energicamente la rnem l.Jrana metalli ca, e riprodurrà in essa le identiche vibrazioni prodoLtc in quella del primo telefono, e quindi le parole pronunziate colltro di 0%0 . Dopo il ,1876, il telefono di Graham Beli ha dato origine a molti altri telefoni modificati per accrescerne la sensibilità. Cosi dapprima $Ì posero, dietro alla membrana, due rocchel.li, invece di un solo, infi lati nelle lm1ccia. di una calamita a ferro di cavallo; quincli Ader 1

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· aguiunse un anello di ferro posto sopra la membrana ed alla base è> • 'J [ l "Sa dell'imboccatura dell' imbuto e final men te Ed1son creò I e esle:, a· h {uno a pila, col quale si potè 1rasmettere la, oce alla istanza anc e di f25 chilometri. . . Ma un Lipo di telefono trasmelliLorc ancora supen~r~ a quello d, Edison fu il microfono, scoperto dall'eminente elellnc1sta Hughes nel ,J817. E,,so consisto in una piccola bacchetta cli carbone la quale si muove yerticalmente, a dolce sfregamento, entro due ca, ità praticate in clue pezzi di carbone falli a gui sa di sostegni. La conente, passando dal piede inferiore, attraverso alla bacc~1eua di carbone, nel sostegno superiore, si trasmette al filo. del~a..lmea, per cni quando vengano a pronunziarsi delle paro\~ m v1c11~anrn dei carboni, la voce facendoli vibrare e quindi, mod1fi.cando 1 loro contatti co i sosterrni, rn variare pure l'in tensità dell a conente, cd alla stazione d'ai~·ivo, un telefono ricettore ne tradisce le più piccole variazioni e riproduce distintamente i suoni arlicolat.i. Dal ·1877, i microfoni si sono sostituiti al trasmettitore d'Edison e i recenti perfezionamenti introdottivi ancora da.ll'Ader, ne ~ecero sempre più estendere l'uso nella pratica. . . Tosto i:he le prime esperienze col telefono furono conoscmt:, si pensò di poter utilizzare questo facile e sempliciss~mo me~zo d~ c~municazione, che non rich iede nè pile, nè manipolato1·1, ne ncellori e neanche un personale istrniLo appositamente, nelle operazioni della guerra tanto cli campagna che d'assedio, ma, come accade cli tulle le novità, al primo entu,-iasmo succedetle, stanle alcun~ difficolttt d'applicazione, dapprima ueéiute insuperabili , un po' d, indifferenza e lo sviluppo cui sembr:\\ a dapprima accennare questo nuovo istrumento-, non fn ancora per gli usi militari così esteso come quello che ebbe negli u~i della vila sociale. . . . I principali inconvenienti segnalati nelle esperienze prelrn11na~·1 fatte per introdurlo nel servizio telegrafico militare , erano s~ati: I• di non poter attirare l'attenzione del posto col quale s1 'oleva comunicarn, con un segnale al>hastanza sensibile; . 2° cli esigere una assoluta quiete nelle vicinanze della stazione ticevente per poter sentire la debole voce resa dall'istrumento; 3° la difficoltà di mantenere le comunicazioni sul terreno stesso del combattimento, pel passaggio frequente delle vetture e dei cavalli che rompono o deteriorano il filo conduttore; VI


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l\AS:\BG ìSA TECNO WGICA.

L'ELETTnICIT.~ E l,E SUE APP l,ICAi'.JOXI MILITAR I

4° fi nalmente, la nessuna l.raccia lasciata degli ordini dati . Si capisce facilmente quanto i primi due inconvenienti fossero gravi per l'uso che si roleva far-e del telefono in guerra, doYe soventi il rumore assordante dei colpi di cannon e e degli innumerevoli fuoc.hi cli fuc ilerici rende impo$~ib ile la real izzazione della seco nda delle condizioni accennale. I perfezionament.i però non tardarono ad essere da ogni parte introcloHi, e mentre si giunse n fornire il telefono cli un segnale a fischietto, mediante il quale si può richiamare l'nLLenzionc del posto, col quale si Yuole comunicare, si aumentò pure, come ,ihbiamo già a'ccennato, la sens ibi li tà dell'is-trurnento parlante. Abbiamo già Yeduto, discorrendo della telegrafo militare, cli quanta importanza sia lo stabilire del le rapide e mutabi li comun icazioni fra le frazioni combattent i cli un esercito in camJ.Jaona ·' ao-. D ~ giungeremo ancora che nellaguerrn cl'nssedio, dnra1tte il duello che si stabilisce fra le artiglierie avversarie, un posto d'osservazi one collocato in vicinanza del bersnglio che trasmel Lesse alla batteria, colpo per colpo, i risultati del tiro, renderebbe la correzione di questo facile e sicura. Ma per tali operazioni, l'impiego delle segna lazioni ottiche ed anche l'uso dei lelegrafì l)Ortatil i, presenterebbe delle difficoltà. quasi .insormon tab ili , talché moll i le riten oerono ancora d'im. possibile e/Iett.uazione, mentre coll'introduz ione del telefono perfeziona l.o rno ltissime difficoltà sarebbero vinte e lo scopo più facilmente raggiunto. L'esperienze che furono folle da noi durante le gramli manone autunnali sul telef'ono, aggiunto, come sussidiario, al telegrafo portaLile da campngna, ci allìdano che si riescirà a sostitui rlo a poco a poco al secondo, quando l'uso di esso, reso più generale, ne farà. apprezzare sempre più il va lore. Rimane ora a ,·edere qua li sono le prin1;ipali appl icazioni che se ne son fatte per gl i usi sociali. In America si contano giù più di :85 città che lo util i:t.zano nelle comunicazioni quotidiane, e gl i abbona.Li salgono a parecchie migliaia; in Francia, in InghiIl.erra, in Belgio, in Germania ed anche in Itali a, le reti telefonich e hanno incominciato ad estendel'si. Pr1rigi sola ne conta già più di '1800 ~hilometri, con ui1 numero di abbonali che, in diciotto mesi, salì da 4,oO a ,J8lSO, con 42 ufTi.ci specinl i.

Per gli avvisatori d'incendi, per le chiamate della forza pubb lica, nei casi d'accidenLi, di :unmutinamento, .di assassini, di furti, ecc. l'istallazione dei telefoni nelle granùi città ha offerto già un largo campo, alla speculazione non solo, ma alla sicurezza e rapidità dei servizi di sorveglianza. :Non è il luogo qui di descrivere minutamente i particolari di queste appl icazioni, oramai note a tutti, ma solo cli accennarne la moltiplicità., onde far toccar con mano quanto sia necessario il tener dietro ad esse, per quei vantaggi che gli ufficiali studiosi possono ri trarne per l'utile dell'esercito. Cronografi. - Una delle applicazion i più utili dell'elettrici tà. all'arte militare e la. non meno sorprenclenl.e. ò stata quella degli istrumen li per la misura degl i effetti bal istici, quali sono: la velocità. iniziale, e restante; la pl'essione intern.:i; la veloc ità. cli r inculo dell'arma ecc. Il carattere comune di tuui questi fenomeni essendo hl quasi istantaneità., la misura delle loro durate sarebbe stata impossibile senza l'aiuto dell'el ettrico; mentre invece con questo agente, si è rinsciti a sopprimere l' inerzia degli organi e si stab ili esa.LLamente la misura di intervalli di tempo così corti, che l'immaginazione può appena concepirli. In alcuni di questi apparecchi imaginati dal sig. ~farce! Desprez e dal colonnello Sèbert dell'artiglieria di Marina francese, per avere un contatore delictttissim(I, si è utilizzata la rimnrchevole proprieli\ che ha il diapason di dare delle oscil lazioni rapidissime, isoc rone, come quelle dei pendol i; e lo studio dei movimenti velocissimi, qual è quello di un proietto nell'an ima, potè quindi esser fatto col semplice esame di un diagramma traccialo auLomaLicamente sopra una superficie piana. Fu allora che la bal istica, intorno alla quale si aggirano le soluzioni di problemi che intenessano altamente la metallurgia, la fabbricazione delle polveri, ed in genere tutto ciò che si riferisce alla scienza dell'anigliere, potè fare i progressi che la condussero al la splendida altezza cui oggidì si troYa . Troppo lungo sarebbe riferire qui gli studi interessanti fatti, e descrivere gli strumenti imaginati per risolvere i molteplici quesiti balistici; accenneremo solo, per darne un'idea, al cronografo a cadiiLa ed a diapason , col quale si misura il tempo impiegato da un proietto a percorrere un dato spazio .

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RASSEGNA TEC~OLOGICA

L'eu:TTIUCl'l' ,\. E LE SUE APPL ICAZI0)11 M[Ll'l'AlU

Questo apparecchio consiste primieramente in due bersagli reticolati metallici, att.ra,·ersati ognuno da una corrente eletlrica, i quali limitano lo spazio percorso dal proietto, del quale si vuol misurare la velociti1. Quando il filo del primo bersaglio si rompe, pel passaggìo di ccueslo proietto, s'intercetla la corrente che l'attraversa, e contemporaneamente cessa l'azione magnetica di una calamita che era atlirnta, mediante un rocchetto, da quella c0rrente. Una massa melall ica, sostenuta da quella calamita, cade allora, abbandonata al proprio peso, sLrisciando entro due gu ide verticali, e l'istante in cui ,;i produce la sua caduta, segna esattamente quello in cui il pro ieLlo entra nel tratto del suo percorso di cui si Ynol misurare la durata. ~~ e,·idente ora che se si potesse pure segnare sulle guide, lungo le quali sco rre la massa cadente l'istanle iu cui il pro ictlo esce da quel tratto di Lraielloria, cioè quando il proiello attraYersa il :;econdo bersaglio, si aYrehbe facilmente il tempo t impiegalo a percorrere . quel tragitto in funzione· dello ~pazio s,

sarà dato dal diagramma stesso segnato sulla superficie della guida, osservando il numero delle Yolle che l:1 sinusoide, descritta dal 'Primo diapason , ha in un tempo determinato, intersecato il ~uo ass~ e deducendone la durata di una oscillazione. Così ad esempio, se SL -contano 1000 intersezioni della sinusoide col suo asse nella durata di •; 10 di secondo, vuol dire che ogni mezza vibrazione corrisponderà a

per mezzo della nota formola s

=

·I 1 0- gt , donde t

_ ,I_

10000

g

0000

;,

1

n

delle due sinusoidi. comprende tre mezze vibrazioni, il tempo impiegato dal grave ad arrivare all'origine della seconda, cioè il tempo impiegalo dal proietto a pel'correre lo spaziv fra i due bersagli, sarà 3 d' di. ·l 1 secondo.

= V% .::.. . .

Ecco in qual modo l'impiego del diapason giovò a determinare questo ;;pazio. La massa cadente porta con sè un diapason che comincia a , ibrare nell'allo in cui la massa si stacca dalla calamita e porla sopra uno dei suoi bracci una punta che scorre do lcemente sulla superficie della guida, ricoperta di nero di fumo, su cui lascia perciò impressa, quando il diapason è in mo vimento, una siuusoide. I punti d'incontro di qucsla curva col suo a'>Se, essendo il movimento del grave, accelerato, segneranno tanti traLLi proporzi onali ai quadrali dei tempi, cioè ai numeri 1, ,'i., 9, 16, 25 ecc., ... il cli e dà la legge del movimento; ma quel che più importa, se la rottura della corrente del secondo bersaglio mette in azione un secondo diapason, disposto esso pure sulla massa cadente, la sua punta che an'à fino allora tracciata sulla guida una linea reUa, comincerà, nell'istante della rollura della corrente, a tracciare una sinusoide e segneri1 perciò l'islanle esatto in cui il proietto avrà colpilo il srcondo bersaglio. offrendo cosìmezzo di misurare lo spazio perco,·so dal ware nello ste,;::;o Lempo impiegalo dal proiello a percorrere la distanza dei due bersagli. Il tempo poi impiegato dal grave ad arriYareal punto in cui il secondo diapason si mette in Yibrazione,

di secondo e se la lun 11hezza ùello spazio fra le origini

Il tenente colonnello Le Boulengé dell'artiglieria Belga, oltre altri .apparecchi fondati lutti sull'elettricità, ha. egli pure imaginato un c1·onografo che misura automaticamente la velocita dei proietti, adoperato già da mollo tempo, perla sua estrema semplicità, in tutti i poligoni a·arliglieria. Esso non è munito del diapason, ma è fondato sul lo stesso principio del cronografo descritto precedentemente, e la determinazione dello spazio percorso dal grave cadente (che ·qui ha la forma di unà lunga asta), fra l'interruzione delle due correnti dei bersagli reticolati, è fatta cla uno scatto a molla, il qua!e per mezzo di un coltello, lascia un'impronta sull'as)a cadente nell'1slante in cui il proietlo interrompe la seconda corrente. Conosciuto

·10 spazio, colla formola t ·

V"is , g

vien dedollo il tempo, e

,quindi I.t volocilà nel tralto compreso fra i due bersagli . Non abbiamo inteso, con questi brevi cenni , di daro una descrizione decrli strnmenti hai ist.ici su accennati, giacchè, per ciò o fare convenientemente, rimarrebbe a parlare di molli allri particolari loro di costruzione, del modo di registrarli, delle pro,·e preli,minari da farsi per dare un giusto Yalore alle loro ·segnalazion i; ma solo abbiamo vo luto accennare al principio su cui è ha.sala la .loro r.oslruzione affinchè si comprenda in qual maniera si possano ron essi de termin a.re le leggi di movimenti rapidissimi e segnare gl'istanli fugaci in cui si producono certi fenomeni che hanno 1uogo nello sparo di un'arma.


mo

RASSEG:S•.\ TEC.XOLOG ICA

Locomozione eletirica. - Un'altra delle applicazi oni dell'elettri co,. destinata ad un grande avvenire, è certamente quel la della locomozione, la quale, risol ta già praticamente nella wslruzione di alcune linee di breve percorso, andrà sempre più genernlizzandosì. man mano che si perfezioneranno ie macchine elettrich e desti nate a fornire economicamen te questo agente. Il principio della trazione coll'elettrico è semplicissimo; si immagini una. macch ina dinamo-elet trica , fissa ad una stazione di partenza, la quale produca, per meu o di un motore qualunque, l'elettricità, e che questa venga condotLa, per· mezzo delle guide metalliche, ad attivare una seconda macchina dinamo- elettri ca posta nel rimorchiatore, e saritfacile concepire, come il movimen to rotatorio, comunicato a questa seconda macchina venga trasmesso alle· ruote e quindi a tul.lo il treno. I primi tentativi fatti, essendo ri esci ti bene, la Casa Siemens non esi Lò a costrnrre subilo una vera ferrovia elellrica trn Berlino e Lichlenfelde, sede della scuola: militare dei cadetti. Que:;ta ferrov ia miwra circa3chilometri di lunghezza e su di e::;sa circolano giornalmente 36 treni; lo scostamento delle rotaie è di un metro, la velocità è di 20 ch ilometri all'ora e l'energia elettrica vi è somministrata da una macchina dinamo-elellri ca fissa. Sono evidenti i vanLaggi che le ferrovi e efettriche pos$ono presentare sulle ordinarie a vapore, fra i qual i accenneremo solo alla soppressione della caldaia e quindi di un peso morto_consiclerevole, alle minori cure di conservazione e di manulenzione che esit)oono ' alle opportunità loro nelle vie cli una città, ed è a credere quindi che esse sono suscettibili di una larga appl icazione. Telemetri eletthci . - Termineremo finalmente questi brevi ed incompleti cenni sulle meravigliose applicazioni del!' elettrico, delle quali non abbiamo menzionato che una parte, co l riferire quella che se ne fece ai telemetri da costa ed alle torpedini automobili. Il telemetro elettl'ico eta costa serve a determinare sopra una carta la posizione esatta di una nave nemica, rispetto a quella dii varie batterie della costa, allo scopo di offrire a quesle il mezzo di poter tirare su di essa simultaneamente ed aumentare così la probabilità di colpirla. A tale scopo, due osserva tori collocati in due stazioni distanti fra loro di parecchie centinaia di metri, dirigono.

L'ELETTl\!ClTÀ E LE

sui:;

APPLlC,\ZIONI MILITARI

·12·1

l'asse di ùn canocchia.le sopra Un punto determinato del basLimento. Ad una cli queste stazioni, sul piano sopra cui gira, impernialo, il can~ nocchiale, gira contemporaneamente un regolo che, per mezzo dr una trasmissione elettrica, si muove pa.rallelamenLe all'asse del can- · nocchiale d~ll'altra slazione e segna perciò colla sua direzione un punto d'incontrn coù quella del ca.nnocchial~ disposto . sulla medesima tavola. Questo punto d'incontro insieme a1 due perm del c.annocchiale e del reoolo, determinano un tri angolo simile a .quello com·. D . vreso fra il punlo in cui si trova il basLi mento e le due slaz1onr, per cui se l'asta portante il cannocch iale è graduata nel rapporto della b~se che unisce i perni delle due asl.e, si potrà. dedurre, coll a semplice · lettura, la distanz;a <lei bastimento alla stazione e quesl<'l cfotanza essere telecrrafala immediatamente alle altre batterie. Torpedi~ielettriche. - In quanto alle torpedini, esse ~ono fo rnite tutte di un congegno d'accensione elettrico, da potersi _adope~·arn · tanto a. bordo che a terra e qualche volta anche l'accen srone viene · prodotta aulomaticamente d~dl' urlo stesso della nave colla torpedine. Dove poi l'applicazione del!' elettrico riuscì veramente sorprend.e~le, fu in quella categoria particolare di torpedini delle aiitom.ob1li ed aiitomatiche. Esse hanno la forma di un grosso cilindro di lamiera di ferro o di acciaio, terminante con due parti accuminate e sono dirette e manovrate dalla riva mediani.e una corrente elettrica che percorre un conduttore isolato ad anima multipla, svolgentesi da un 1wchetto collocato sulla torpPdine stessa. Nel modello imaginato dal colonnello Lay un conoeo·no interno elettro-magnetico fa agire le val' o o d. vole di un motore ad acido carbonico liquefatto e permelle I manovraresi a la barra di un timone.sia unpropulsoreadelica. ord inario. La torpedine essenclo quasi interamente immersa, la si può distinouere da riva impiantandovi due aste verticali che possono portare, di giorno, due banderuole e di notte dne fan ali visibili solo dalla parte di terra. Per determinare l'istante preciso in cui si tleve comunicare il . fuoco alla materia. esplodente, racchiusa nella parte ant~ri_or~ dell~ torpedine, il filo che la dirige si unisce :1 due cannoc~h1alr ?rsposl1 in due stazioni fra. loro distanti cli alcune centinai:1 di meln, come nel telemetro elettrico, e il circuito non si chiude, e quindi non ha luogo l'accensione, se non quando la lorpecline viene a passare peL


•f 2.~

RASSEGNA 'rECXOLOGfCA ECC.

punto d'incontro delle visuali condolte dai due cannocchiali sul bastimento, ossia quando questo si trova al disopra. della torpedine. Se si vuole invece produrre automal icamente l'accensione, si munisce la torpedine di un piccvlo congegno fo rmato da un'asta isolata che, nel momento in cui la nave vi passa ~opra, viene messa in con tatto con una lastra metallica disposta all'ingiro in .-modo da chiudere il circuito e quindi determinare l'accensione della ·-materia esplosiva . È difficile prevedere dove si arresteranno le numerose applica,zioni dell'elettrico alla scienza mi litare; giacchè tante e si varie ftiTono, in questi ul timi dieci ann i, quelle che si estesero all'industria, .€ tanto e si rapido è il progresso della tecnologia moderna, che stoltezza sarebbe il voler mettervi un limite . L'esposizione fatta, benchè -non ne comprenda che le principali, dimostrerà a sufucienza l'importanza di quelle che ottennero la sanz ione d()l[a pratica, e la necessità di proseguire gli studi affinché da altre se ne possono ottenere vantaggi maggiori .

BIBLIOGRAFIA RET,ATIVA ;\L

GE NERALE GIUSEPPE GARIBALDI

-~-

, l studio del posto che spetta a Garibaldi nell~ ~~ria Ad agevo lare o . . l le prmc1pali .. . : p"r "'' V"nlura SUJ)erfluo ,1 ncorc are , militare non sara "' "' " · ·· d 1 · do · pubblicazioni che lo riguardano ~irettamente, d1v1den o e secon i più import11nti periodi delle sue imprese.

Ual aS01 al

1848.

. . d.• G.wseppe ,. Garibaldi. . - Scritte ltfomor·ie a·utobwgrafiche . di ·suo a· 1 ucrno venivano consegnate dapprima ad Elpis Me!ena <' qmn P " D . . di esse s1 basarono 1 e al romanziere Ales:::anclro umc1s, e su . . . . . , "e clie vennero pubblicate n1 quasi tutti , paesi . 1 b numerose 1ogrn, d Il · · · del mondo . Trattano della nasci ta e giovin~zza _e . . e e _1mp1~:;e .. . d' America . e fi1no al ritorno del Gan bald1 m haha pe1 la rmhtan , guerra del 184-8. . st. occupano .in modo speciale i seguenti Delle imprese a Montevideo libri: 'b Id · la leg1·one itaaG DE LAUG I ER (E) • - Docn·mehti. intorno · . a.Jr i• a30i e . . . hana a Montevi,deo . - Firenze, 1846 · 1 " 0 · lll- · D u MAS (Alex..) . - Montevideo, ou wne no1.weIl . e 1.'ro·ie. - Paris , 184-6, 1 voi. in-8°.


tz5

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Non :i $Ono_ pnb~lica~i~ni . speciali; ma Ja storia delle operazioni dei 'olo~tari gariba)d~n1 s1 può desumere dallo storie degli avv,min~enu guerreschi 111 Lombardia, e dnlle memorie autobioorafiche 0 d1 cu i sopra .

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Storiu della 1·i·Doluzione di Roma e della restauraz ione del Firenze I868-69 voi. 3 in 8. Tratta in modo ampio o parLicolarir.za lo dell':izionc di Garibaldi nella difesa conlro i France,i , amin irnndone, bencbè di partilo contrario, il cornggio e l'ahiliti1.

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DEL VEccmo

H OFF:>TETTER A

( '\fan •. o · e. ). · _

Ga1··b · Rom. Tagebiich i ald' • in

<Wi<

18 19 . (Ganbald1 m Roma. Giornale delle cose d'Italia) ,t 851, voi. ·I, in-So. ' ·-

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Ca-

TORRE

ftahen Z .. ,· h

,u n e ,

\"i .è una 2a edizione, Zurich, ~860, ed una versiolle italiana pubblica ta . nella colleziono dei Docume11t·1 iie)Jo G . S, d'I 1· T . " ueria anta orrno, 185,t , 1 voi. in-So. tn 1a. -

IS~9 .

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. ,


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,126

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GOETHE

To-

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MEsSISE

DELYMi

DwwT (Theoclore). -

Garibaldi the soid'icr, the sai/01·, p<lll'iot and

hcro. W1·itten /Jy ll'ilnself'. IV'i.lh Sketches o( lì'is Conipanions in rinns. - (Garibaldi il :;oldato, il marinaio, il patriota e l'eroe. Vita raccontata da lui stesso con notizie <le'suoi compagni d'arme). - ~ew York, 181S9, ~ YOL in-8°. Gal'i/Jaldi's Denf,;u-iirdiykeiten ,wch Hancfrsclvi(tlichen .l1if:sei chnungen classel/Jcn nnrl nach aiithcnt1·schen Quellen bea1·beitel und llerausgegeben. - (I.\Iemorie di Garibaldi secondo le sue note manoscritte e fonti autentiche). - Hambnrg, ·I 861, 2 voi. in-8°. Elpis )lelena è lo pm1donimo di lladamii. Schwartz, donna di lettere . Questo libro ven11e scritto dall'autrice in lingna tedesca nell'intento di far conoscere in Austria, nel suo vero essere, l'nomo che uel ·I859 aveva incusso tanto terrore alle truppe del generai Urban. Che queste }Icmorie poi siano veramente basate sopra <1uellc autografe di Garibaldi è provato da una lettera del generale stesso nella quale è detto: « I m.anosc1·,itt•i dct me 1'ime.~g'i ad Elpis Melena .sono sc1·itti cli rnio pugno. « Bologna, 26 gettemb1·e 1859. « G-iuseppe Gal'ibaldi, >>.

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ABBA


·128

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BÈDOLL IBUE

BEAIJMOc,T-\' ASSY.

-

Gar·ibnldi

rt

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i1n

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Non crediamo di aggiungere la lista delle pubblicazioni che ora· vanno rapidamen te succedendosi in occasione della morte di Gariba ldi, . sia perchè sarebbe difficile indicM·le tutte, sia pe!'chè i lettori possono averne conoscenza dalle pubblicazioni period iche, sia in1ìne perchè delle princi pali e più notevol i fra esse intendiamo discorrere con c11lma . serena nella parte bibliografi ca . C. QuARENG fll.

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WARTENSLEllEN

)


Lll.lR I E PBlUOD lCl

LIBRI E PERIO DICI

Ln societ,ì J'enetti 11e,· iui:,n ·ese e c,1sb·u~io,ai pub-· blicl,e, 'IB 'U -IBB1. -

Bassano, Tipo-l itograGa lloberti ,

·1882. .:'{ou si potrebbe meglio definire la Società Veneta di costruzioni che per un insiem{;l poderoso di uomini tecnici tra' quali souo note illustrazi_o~i il_ Fam:bri'. il Gabelli,_il To_ffani. il Vanzetti, al servizio cli un gruppo d1 forti cap1tahst1. Il bacrno d1 Veuezia , costmito col sistema delle gettate e perfettamente riuscito non osiant.e le gravi diflìcoltà della esecuzione; il palazzo del Ministero delle finanze, condott.o a fine in ~ mpo relativamente breve quantunque così approfondito nella fonda. z10ne da potersi quasi dire che dei palazzi se ne son dovuti far due uno s?tto,. nn~ sopra; il n_uovo l?orto di Genova; ora l'acquedotto cli Napoli e via d1cenclo, sono 1 lavori di questa società che tnt.ti conoscono . Quello che, se noto, non lo era abbastanza a tutti, si era che questa societb, ed in particolare il suo presidente comm. Breda, cosi chiaro per fa ma d'ingegnere, fossero gente da fare dei libri, come il n_rngnifico volume che ci sta sottocchio nel qua le spiccauo tre pregi smgolari, l'artistico, lo scientifico ed il letterario. Fanno fede del primo le numerose e belle incisioni dovute all'abile matik'l dell'ia.o-e,,.nere 0 ~onterumici; il tecnico è attestato in tutte le pagine; i partic~lari ed 1 ca lcoli abbondano lucidi e precisi: il giovane studioso è in "rado di orientarsi immediatamente. Tra' calcoli meritano di essere n~tati: la. descrizione dei processi di gettata pel bacino di carenaggio, quello dei casseri e della posta in opera dei tubi sotto-lagunari per !'acque-

139

1

dotto di Venezia, i calcoli sul congegno di sterzamento dei carrozzoni americani del treno ospedale ccl i procc5si di gettata al porto di Genova. A proposito delle gettate nel porto di Genova, c'è una breve citazione da fare, la quale serve a porre in luce un processo di gettata completamente nuovo per l'Ita lia . Eccone un ceuno : « Nei ponti d'imbarco sono stabilite apposite grn a vapore che prendono dai carri i massi dai •100 chilogrammi alle 1'.2 tonnellate, li depongono in uppositi galleggia1Hi che i francesi dicono chalands e che si potrebbero, con nome Ycramente desunto dalla natura e dall'uso loro, chiamare scafi-bilancieri. Sono vecchi b:istimemi ro!"i cui venne levata l'opera morta e sostituita 1a coperta ordinaria con una nuov;1, assai robustamente conuess,, e· s<'steuuta da un triplice ordine di puntelli capace di metterla in grado , di resistere al peso di un carico che varia, secondo la portata del galleggiante, da ,11>0 a 300 tonnellate. Il loro c:irico -richiede uu:i cert-0 diligenza ed accortezza . Ilisogu,1 infatti disporre i massi per modo da favorirne il simulk'lneo rovesciamento in mare mediante lo spostamento laterale del ga lleggiante. Per ottenere questo risultato si procede nel modo s~guente: durnnte l'operazioM del caricamento si collocano lungo uno dei bordi quattro o ci uqué massi dei più pesanti. Quando il galleggiante è a posto ed ormeggiato sul luogo preciso del versamento, quattro o ci nque marinai, mediaut~ lc~·e di ferro , spingono codesti pietroni _fino · al limite estremo tan to éhe si trovino proprio in quella condizione di equil ibrio instabile che costituisce lo stato più prossimo alla caduta. Ad un conyenuto segnale essi vengono qui nd i sen1.a nessunissima difficolù contemporaneamente travolti in mare dagli stessi operai. Spa· rito così tutto il peso da una parte, lo scafo si sbilancia bmscmneuie dall'allra e la subita inclinazione determina la c:iduta di tuuo il carro in mare. Affinchè però questa succeda perfettamente, è necessaria una abile preparazione. Il principio è semplice, l':ipplicnzione però vuole .degli avvedimen ti parecchi, i quali rendono il dislivello durevole quel tanto che occorre affinché tutta la grande massa in1.erna del carico venga scossa e pigli l':1ire prima che sieno discese le pietre dispo· ste al lembo estremo del bordo da cui deve avvenire il rovesciamento. Se queste invece cadessero innanzi che il nucleo interno fosse deposto, tutto il movimento, l'equilibrio verrebbe troppo presto rimesso e la massima parte del materiale resterebbe in coperta , Per evitare un simile incompleto successo, le pietre appoggiate sul bordo vi sono collocate più stabilmente, mentre le interne poggiano sopra rulli di legno


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dw 11e favor iscono il movimento. }]eclia nte r1uesto ·~emp lice espe· cliente si ottiene che, quando gli operni versano in mare i i o 5 grnncli. massi dalla loro parte e il bilanciere s'i nclina, le pietre collocate con rnnggiore stabilità lungo la oppo:;ta, rest.ando per nn certo trnlto di tempo ferme, man tengono tanto la inclinazione che quelle del centro si mettono iu movimento sui ru lli e precipitandosi sopra di esse le travolgono seco. Tale sistema semplice e speditis::;imo non ha mai dato luogo a disgrazie nè tnmpoco ad inconve11 ien ti in tutù que$ti anni di lavoro. Leueraria1nente, sono notevoli le prime pagine intomo al mi nistero delle finanze dove si discorre di Roma antica, le prime intorno a Ge· nova ed al suo porto e la prefazione. Il lreno-ospeda.le, con carrozze atte in lwipo di pace al servizù> ordinarfo dei 'ìJiaggiator,i per tren-i d:i breve perco1Tenza., e già esposto a Mil,rno ove si ebbe la medaglia d'oro, merita cli venire descritto colle parole stesse della rei.azione. cc I l treno da noi proposto venne studilito in base al tipo delle vetture, al peso, alla capacità loro, ed alla potenza delle locomotive a sei o ad ollo ruote uccoppiate, quali vengono ordinariamente impiegate per i treni- merci . Esso riunisce alcuni vantnggi che crediamo debito farrilevar,1. Primieramente può scindersi in due parti, ciascuna del le quali basta n se stessa nvenclo la propria cucina , la propria farmacia e gli alloggi pel personale di ::;crvizio, per le Dame dei Comita ti di Soccorso, per le Suore di Carità eri i magazzini per deposito di biancheria, oggetti cli medicazione, ecc. « Li vettura del comandante ·~n prùm.a. segue una p11rte del treno e quella de"I comandante in seconda l'alt.rt1 . Nelle forti salite e qualora una soln locomotiva fosse troppo debole in rapporto al peso dell'intero treno sarà utile spezzarlo in clne e portarlo all11 stazione elevata in due vinggi. Le vetture per i medici con farmacia e cucina e quella per le Dame e per le Suore coi magazzini trovansi nel mezzo cli ciascun:i delle due sezioni , rendendo iu tal modo più faci li e pro11ti i soccorsi e meDo incomodo il passaggio attraverso le sale degl i ammalati per recar:;i alle carrozze estreme .

"Le differenti vetture, che en trano nella composizione da noi proposta, sono : ,1° Ca.r r'i per il carbone. Sono ciel ti po ordinario in servizio sulle nO$tre ferrovie; ~° Ca1Ti per ·il t1·asporto di: 'ìJestiti ed arredi. Sono carri da merci coperti, i qua li internamente vennero dii-posti a scansie in

i,:

PEHJOl>ICl

modo che ,,i ,1ubiauo tante di,•i:;ioni quante sono le barelle di un mezzo treno. . Por i Yesti"ti di ogui fe rito od alll malato è essegnato u110 spazi~ cli O.oox o.:fo x 0.20, così che :id o{mi barella corrisponde nuo d1 {JUC~ti sp,\7.Ì nel can o- merci. Ogni carrozza poi per amrmdati o feriti , può disporre iu questo carro di uno spazio di_,1. ~'.0x0.40~0.AO per zaini, armi, ccc. \'i stHlO inoltre N. 2 armadi cln ust a cluave, N. 2 taYol ini e N. 2 bacinelle con tenenti :;ost::rnzc disi nfettanti. Alle fìn c:;trc sono .1pp licate delle gelosie in l<'guo per lasciar libera la tircola1,~011e dell'aria <' ga 1'antiro nello stesso tom po l' interno dalla pioggia. . Per faci li t:ire il sal ire o lo :;cendern, :;otto la porla fu :1pplic11to un predell ino e lateral inoulc nna maniglia; :io Ragagl-icri. Sono del tipo di quelli che abbiamo i1_1 :;cn1zio,_ scnz;i alcu na modifìc,1zione, o di:;posiziunc interna. In essi t.r0Yans1 i va t'i :i ttrczzi nec1~:;sari per rimettere in via i Ycicoli che a,·cssero dll s,·iare e per ripa rare le ordina rie avarie. Sono pnre forniti di nu assortimento cli oggetti JH3cessari per i più frequenti ric:imbi: N. li, boccole, X. ·z molle, ccc ., ed i letti Mccssari pcl pct'sonale del servizio fe n o,·iario; 4° Ga1Toz:te ve·I' f'eriti collocuti sOJ)rn /;are/.lc. Sono quelle di terza çlr1S$e e costruite ;\i riguardi di qne:'.lO servizio, e op pol'tunamente niòdi fi cate. Levati tutti i sedi li, si ridus~c lv spazio iuterno ad nnn su la di 52.78x2.8,S>< '2.>15, ossia m.'8L50 cli volnmc e m." 36.!~ o di snperfì eil' iII terrrn. . In qnc~ta furono collocate: N. ~ 8 b:ire~le con1!)letamcn te allestt te, disposto in dne piani; 1 tavolino; 1 seclta specia le; •1 poltrona; _1 stufa con : ; istem11 ventilatore; :;enizio dn tavola pCt' 18 ammalati; arredi ccl attrezzi pcl ,;enizio dei feriti; npparccchio rii medicuzione e iiTigazione; oggetti da mcclieniione o di~infczione; tavolette mobili; secchie inodorn, ecc. Dinnnzi allo pol'te ,,en nern po:;tc delle tonde per 11~oderare l'ccccssiv~ venti!azione e riparare meglio lo spa1.io in terno. i\ 1 <[11:1 ttro angoli Vt souo dc!!li :irm:,di ;;ca ff;ili per contenere tutti i Ynl'i oggetti in rcntaria ti , fra i q1~ali non furono cli mentie:iti i libri di lottnra, i :.:i/,(ari, qualche giuoco, ecc . . . Le vat'iazioni che ubbiarno crnduto opportuno eh potct' fnrc m ri:ncsla vettura, 110.lln parte che rilletle il servizio dei feriti, in paragone di quanto fin orn si fece in altri p:ic~i, sono le ~1'gur.nti : 1

1


LIBRI

a) Sospensione delle barelle.

Fino ad ora i vari studi per sospendere le barelle si fecero sopra materia!e ferroviar io esistente. Convenne quindi adottare dei mezzi che fossero in relazioue coHa forma e struttLl!'a dei veicoli, Così nel treno del Wlirtemberg ne veniva fatta la sospensione mecliaute anse di grossa cinghia, come è chiarameute descritto nella citata Relazione del Bellina. Sistema buonissimo, e forse a giudizio del Bellina, che foce il viaggio da Stuttgart a Dannemarie sopra una bare!Ja, il migliore degli ttsat.i finora . Ha l'inconveniente però che obbliga a perdita di spazio, dovendo disporre le barelle una cli seguito all'altra sen za poterne alternare la braccia . · Nel treno prussiano, forma lo con vagoni di quarta classe, le hareJle sono sospese, mediante anelli ela$tici, a dei 1·itti che si trovano distanti fra di loro metri ~. 1O. In tal modo le braccia si possono a!ternare: si può levarne una senza toccare le alt.re e la sospensione è solida e sicura. Il Peltzer inclina a creder, che questo sistema sia da preferire al wttrtemberghese. In altri treni poggiavano sopra molle a balestra, come nel bavarese, od erano sospese a molle a spirale, come in quello di Amburgo. Nel treno austriaco della Bosnia la sospensione era fotta col mezzo di t·itti fissati a I pavimento, sui qual i si erano collegate delle traver:;e oriz.zontali per reggerne le estremitit. Essendo, . nel caso at.tuale, scopo del cost.ruttc>re di adattare la vettura per il servizio dei feriti, si dovette studiare quale ne fosse il mezio migliore e subordinare a questo la costruzione del veicolo . Ogni barella deve essere isolat.a quanto possibile dalle pareti e dal pavimento, perchè restino ammorzati gli scuotimenti inevitabili nella corsa del treno, e sorretta in modo da pot.er essere levata iuclipendenternente dalle altre, e permettere che venga foci lmente ca ricata e scaricata così che il ferito, che giace sopra di essa, non abbia punto a soffrire. Per ottemperare a queste esigenze si aclot.tò una mensola in legno con saetta cli forro solidamente avvitata ad uno dei montanti c.entinati della vettura. La_s11a .parte superiore venne abbondantemente rivestita di crini, per cui l'estrcmita cli ciascuna barella riposano come sopra due soffici cuscini . .Fra la mensola e la parete della vettura venne posto uno strato di feltro. Le harelle inferiori hanno uguale sistema cli sospensione, soltanto in luogo di mensole vi sono dei piccoli cavalletti col dosso di legno. imbottito. Le esperienze fatte nelle corse di prova su lle linee consor,ziali assicurano la riuscitJ. · del sistema.

E l?P.RIODICl

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b) Portabagagli. I portabagagli sono co:;tm1t1 intera mente con rew met.aJJica, :-;ono attaccati alle mensole iu modo cl1e possouo li berarsi allo <":stremo più lontano dalla parele e rotare · al.torno ::i l bastone a quella aderen te, prendendo la posizione verticale. Si ha così il vautaggio che ;;i possouo al)bassare quelli che sarebbero d'incomodo ai feriti nei lori rooYimenti e quelli dinanzi alle fines t.re, preservando i vetri chi eventuali rotture i;he sarebbero assai daunose, specialmente 11ella stagione invernale. Il rimanente rlei portabagagli può essere mantenuto uella sua posizione e servire a 1·iporvi gli oggetti per il servizio dei feriti. e) Ventilatori automatici. I trr, lucernari . che sono Jtel cielo della vetturn hanno lo scopo principale cli favorire la venti lazione. Tutti i finestrini ne sono <:11iusi con telai a vetri aventi le cerniere fissate al lato inferiore e "l'apertura limitata perchè il chiuderli torni agevole. In alcuni di esoi agiscono rlei ventilatori di un sistema che, :;e non è intera111ente Hnovo, si può chiamar ude uella su::i applicazio11e ai. veicoli ferrovia ri. Consiste in una specie cli imbuto che maschera tutta la luce del finestrino. · Se la sua bocca ò rivolta nella direzione rlel treno, esso convoglia l'aria esterna verso l'interno, e viceversa; se in direzione opposta, esso fuuziona da aspiratore. Siccome in ogni lucernario i ventilatori messi ai finestrini dei due lati hanno le aperture in scuso contrario, così ~arà facile tanto l'inuoclnzione di nuova aria, qnauto l'aspirazione e l'espu lsione dell'aria viziata. d.) Caricamento dei t'eriti. · La qualità più importante e caraucristica di queste vetturer- d1e, senza hisogno di sganciarle e di allontanarle, permettono il caricamento e ~caricamento delle barelle. Infatti uno rlei più seri inconveuieuti del sistema prussiano a wiirtemberghese si è il dover tagliare i tren i, disgiungendo le varie vcuure ogni qualvolta devesi prendere o lasciare un ferito. Succede assai spesso che il movimento del treno riesca insopportabile, specialmente per le lesioni al cervello od altre. In tal caso lo stesso regolamento sanitario prussiano prescrive che ·il ferito debba essere lasciato nella prossima ~i.azione. B facile concepire come q.uesta manovra implichi una perdita cli tempo, che può essere assai dannosa a tutti gli altri, irnperocchè in vicinanza rlel teatro rlclla gnerra, rlove il servizio deJJe ferrovie viene sempre fatto in circostanza anormali , la perdita di una sola me1.z'.ora può cagionare ri'arcli di ore prima di arrivn rc a destinazione.


LIBRI

Il sist.enrn adottato si fu di praticare la comunicazione fra due vetta re consecutive per tutta la larghezza dei terrazzini, e di tenere Ja sporgenza dei respingenti tale che le pareti dei due veicoli consecutivi siano fra loro di:;tanti in modo da permettere che uua. barella -in troclottn per una sca Iott:t possa girnrsi sulla piattaforma ed imboccare la [)O l'la della vettura . Così fra due carrozze consecu·ive si trova piattaforma larga 2.1 O più 2.30, la qua le è tutta coperta e -chmsa ton tende, 111 modo da fo rmare una rnrnera riparata dalle ù 1temperic. e) Illuminazione. . L'illuminazione è fatta col 111ezzo di candele steariche in modo però drvcrso <fa f[Ue llo usato uni le carrozze 11l l'americarrn . L'altezza dei lu:ernari permette di nppendere al cielo delle lampade eutro le c1uali vi e una gro~~n candela eo11tcu11 tn in un bos:solo di meta llo con una molla a :;pirn le, come uclleord in11rie carrozze di città . Questa candela si trova -innesli1la 1wl mezzo cl i una coppa di vetro, la qua Ie alla sna volta è fissata ad un riverbero orizzontale con fumaiolo nel ceut.ro. Con '.fue~ta disposizione si pnù aprire le lampadeclall'interno e provvedere 111 modo lactle ad una conti1111a i'lluminazione, senza bisoo-no di 0 ~pec.ial i accenditori e puli1ori . Le pr·oye fatte sul la potenza della luce del 11os1ro sistema, in confronto degli ordinnri, rlierlcro ri:-nl ta ti as,ai sorldisfacen t.i () n i:;c,lldamento. · . Xou pote11clo apprnlit.tare del risca ldamento a vapore e dovendolo fare 111 morlo. indipendente dal la locomotiva, venne posta in queste carrozze nnn :;tnla a dopp ia parete di speciale costruzione, mcrcè la quale l'aria g1ra11do pel :;uo iutcrno viene riscaldata, mentre il calore irradiato dalla parete esterna è ridotto al minimo. !·io Carrozze d·i servizio. T11tte le altre carrozze di ~ervizio. seguare nel q1rnrlro cli J'o rrnn ione del treno, so110 canozze miste di 1 ;, e 21\ classe . CM·rozze U e 2fi. . Entrmdo rl.-i uuo dei terraiz ini, si trova a sini:;tra la rit.ii'/1ta con cesso inodoro, a chiusurn idraulica, lavandino cd orimuoio. Proseguendo nel conidoio, il compartimento di ,, a classe attio-uo fu adattato per alloggio cli due med ici, SMtituendo :ii sedili due JetZ e 1irovvedenclo l'interno del hi,ognevole. Lo spazio sotto i letti formn 11n r·a:sr.ttone per clepMito cl i oggetti di vestiario od altro . JI campnnello ad a1·1a compressa è messo in com un ieazione con le tarrozze rleo-Ji Mn0 ·malat i rlei dur ri parti del mezzo-treno. . Il srg-11e11tr. compartimen to cli ,1a classe contiene due tavole con la parte

una

E PEnlODJCI

sottost:rntc rli,;posta a scansia, una farmacia, ccc., un letto per il formaci,ta. Dei due compartimenti di 2°classe quello che dà sul terrazzino opposto, spogliato di tutti i sedili, è trasformato in refettorio per il personale superiore . In esso trovansi otto sedili a cerniera, due tavole, una credeuza ed aItro. L'altro unito allo spazio del bagagliaio, essendo statn levata la parete divisoria, forma un solo ambiente. Trovasi in esso una tavola con :;opra tutta una b:itteria ila cucina; un reci piente per acqua della capacità di 8/i,O Jit.ri; una tarnla; clne lavandini con sopra i relativi scolatoi; una credenza nella qual<' sono collocati piatti, posate, scodelle per il basso personale; una grnndecnciua, un rceipinntc per ,JOO litri d'acqua cnlcla; un.i cassa per il carbone. CMTo::.ze ,f6 e '11. I duo co111 pnrti111enti di ~· cla~sc in ciascuua di esse servono: il primo per il comandante dr.l tren o ed il secondo per due mRdici .,ssistenti. Por gli nlloggi del personale inferiore si pron·ede, chiudeuclo IH porte centrnli, che si t~·o-i'ano nelle pa reti dhisorie, ed aprendo quello lat-0ra li, clte sono ~tate co~trni1e espressamente con tale intendimento. Si hanuo così gli spazi per colloC'11re in ciascheduna carrozza 11° 18 barelle dispO$tC iu duo piani. Carro;;;ze 11O e 23, In eiascuua di que:;te i due gcompartimcuti cli -1• classe servono : l'uno per le Dame del comitato di Soccorso, l'altro per le Suore di Cnritit. I Jocnli ad uso di nrngazzini si hanuo mantenendo 111 disposizione nclottnta per il clorm itoio che è destinato al personale inferiore, ch iudendo le porte centrali, aprendo le laterali e continuando poi con nna parete il corridoio del la prima classe fino alla testa clclb ,-econda , doni si ri:svolta iu modo anàlogo a quello della parte oppow,. Si hanno così tre stanze nelle quali si potrà colloca rr. tnl!o il necessario di provviste alimentari, cli biancheria, di cuscini, eec., nonchii il grosso degli oggNti 'cli medicazione o cli farm!lcia. La societi1 ha presentato all'esposizioue un carro da merci, una carozza cli terza classe ed nna mista di prima, seconda e bagagliaio, trasformate per il servi7,io rld treno-o$pednle. Himauo ancora da e~amiunre quale sia il personale necessario al :servizio cli simile treno, fl Yedere se re11lrnoule tutti i posti disponibili ,iano suffìcienti . Ci siamo consultati sn qnr~to argomento cou un distinto uflìciale superiori' d0l corpo sn nitario, il cprnle ci gnidù i11 :llcune disposizioni L

A~~O X.XVI1, ''O!;. 111.

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H7 No 20

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con saggio consiglio; e crediamo che si possa riknrre, l'organico segnen te:

cO!lH'

massima,

a) Per5ona1,, rnperiore: Medico comandante il treno » >> in II Medici » assistenti Farmacisti Dame del comit:110 cli soccorso e Suore di Carità Totale

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/J) Personale inferiore:

Sergenti. Caporali. Soldati aiutanti » infermieri (2 per ogni vettura-ma lati) Atte1Jdenti Cucinieri

fofen11icri di gnilrdia nclll' ('arrozze Capor,lli cli gu11nlia Soldati. » Barelle per il pcrsonalè inferiore

...

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9

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Totale

No 60

Il personale ferroviario prende po:;to nei bagagliai di testa e di coda .

Quando il tn,sporto dei malati viene fatto a pi0cole distanze, il treno si riduce al la metà e si :;opprime il carro del carbone ». Questo tipo di Treno-Ospedale venne preso in considerazione dal Ministero della ·guerra, da quello dei Lavori pubblici, dall'Ordine di Ma lta, dal l'Associazione della Croce Rossa, i quali tutti insieme, mediante i loro commissari, lo sott<1po~ero ad esperimenti sia a fer mo, sia in movimento . I primi furon o eseguiti nella stazione di Roma e consistettero nel carico e scnrico cli barelle con malati . di ma teriali d'ogni :;pecie; col secondo si trattava cli constatare in nna corsa di prova come il treno si comporti nelle differenti velocità, nel superare le forti pendenze e nel percorrere le curve a piccolo raggio . A tal fine fu fauo un viaggio di ando.ta e ritorno da Roma a Spoleto con vdoci tù di 30, 85, 4-0, .i,5 e oO chi lomet.ri all'ora. Tornando alh1 monografia della Società Veneta, diremo che di questa pubblicazione alla 'luale il (}iurì tecnico di Milano decretò la meda~ glia d'oro, l'illustre Cremona pronunziò nn giudizio che con f{lW.ttro parole perfettamente la car::itterizza: le parole sono: farebbe onore all'Ingh:ilterra. Difatti l'edizione co~ta la cospicua :;omn1a di circa trentamila lire!

No 7

Riassumendo abbiamo: ·

A..fo11•isuii uiilit,u·i per L. Fr::'lCATt Contro-Am,nfrciqlio.

Personale rnperiore di a~sistenza X 20 persone; » inferiore » >J » 62 » » al servìzio del treno » 7 » 0

Abbiamo già visto clie il personale superiore trova posto nei dodici compartimenti di primct classe delle carrozze di servizio. Il per,sonale inferiore, nei viaggi a vnoto, prende posto nel le barelle ste~se destinate ai feriti, e, quando il treno gi trova in azione, viene· disposto come segne: ·

Roma, Forzani e comp. Tipografi del Senato, ·188.2. Dalle moltep lici letture e clalfo personale esperienza, il contro-ammiraglio Fincat.i ha messo insieme una ricca collezione di massime ed esempi, che, esposta· ed ordinata brevemente, con varietà e con forma piacevole nel libro di cui abbiamo premesso il ti tolo, costituisce nna specie di codice cli arte e cli storia militare. Un codice però nè arcigno, nè pesante, anzi, piuttosto che codice, potrebbe più esattamente definirsi: parole famigliari che il valentuomo indirizza a' suoi


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J,; f'J>JIIUO!(;f

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compagni d'armi. Ti precetto ge ncr.1lmcn[o t' e:;IH'C,:-0 da utl gn1 11de uomo di guena cli ogoi c·tà, ed. il precotto è confermato eia uno o più esempi storici cli avvenimenti guerreschi terrestri e ma rittimi. I sommi principì della ,;cienza e dell'arte militare come sono comnni a tntte le forze combattcnLi qualmirrue sia la maniera onde souo ordinate, il loro armamento od il t•Jatro delle loro operazioil i, co-:;i l'o bbietto clrl libro :;i estende ;1 lla mari tw ed nll 'c~ercito, :;cb lJc11e pi ù :-pccialmente quella riguardi. L'autore e~pùne da se ste:;so i propri intendimenti, e le sue parole, che preferiamo di citare, ci di:::pcm;ano dal cli iari re Yiernaggiormcntc il concetto di questa intcressaut<' pubbl icazione. « Queste nrnsci 1nc o <{UC$ti esempi che•, per sccniarr a me le rli ffi colt-\ " al lei toro la noia, vado clcLtando a rn is11 ra che mi :,;i presentano alla reminiscenza o alln IPttnra, ccl esponendo a modo di conYcrsaziouc, formano uJJa :;pccie di codice militar-e generale, tllli't giurisprudenza, un correrlo di scn lcnzc nllc a guidare l'opinione I' i ,!indizi negl i eventi mil itari ai c1uali possiatllo trov:irci cli fronte ». Del resto l' idea del libro ~i acquist,1 :;uhiLu aprnuclo lo a raso e leggcudoue tlll t1'atto quabia5i, come' ora fiit:cia ino noi . L'autore svolge la teoria deilr li1rne cli 01H-lraziorw, rlei punii :;1rn1egici, ridir lino': \ basi, mo:,;~c cd operazioni 5trntegicho e ~eutcuzia: « La :;celta gi uclizio:;a delle lince e dei puuti strntegici è; la salvezza dcìlc arlllalc nei rol'C:St'i ed il pegno più sicuro di grandi ri:,n]!a mcnLi nei. pro:;peri :;ucce:,;:,;i ». Tale :,;cntcn za viene immc:diatamcutc coufenu:itn col se1rnentc richiamo cli :<IMi!\ e rii gf'ogrnfia 111ilit,'rc : « Li:;~a, nella can;pagn,1 navale' del ,IS!iG, era tutt'altro che un puute str,1tegieo per noi, e pr'r ciò fTC1Clla :;pedizionc fn trn'imprc:-a <la nvwmtu rieri . Cornnnta cl.i $ll Ccc,;so BOH ininacciaYa l'a rmata ncrn ic(l e lasciava la 1JOsLr:1 bnsc, Ancona , e$po~ta ad un bonih:u-clamcnto uande la cui sola niiu11ccia avrebbr potuto portare le conseguenze più J'mu•:-L<'. Con un avvcr;:ario più · intrn preudente, o meno raci le .id oppag,11'si d<'l :snc·ec;;so otteuuto, forsl· nitn:/n delle nostrr' 11.ivi avr<' bllf' pili hagn:ito IP :'!IC' ancorr f'.ntto gli spa lti cli Ancona. Gli enn1'i commc:;si in quella ca mpagna, :::ia rispetto alln scelta della !inen _cli operazione, sia ri:;pcuo alle mosse cd operazioni :;trntegich<' 1J~cgmLtJ, tra Jc quali l:1 divi,-iollc delle forze con obbiclt.ivi dirrcrcnti e l'allungamento ecccssi1·n della linra d'opcrazio110 per una parte di tr1 li fo rze, ,onn posti nel YagJio elci princ ip ì, r.saminn ti e discussi con discernimen to. L'es perienza, l'ingegno r la com petenza che ha 11cqu islato l'èim mirngl io Finenti nelle co,c di guérrn , <:ipeciahncntc mari ttime, conferi scouo ai precetti ed agli <'srrn pi rp1oll'11utorit~ chr. "-i ricllicdc perchè un li bro rio,-r:i proficuo.

L'autorn, lungi dal dicltian.1r::i'i nann tore, si palesa fedele alla tradizione e non dc! Lutto svincolato tlai IHgam i tlel passalo, po ichè r[uesto per esso, come per ogni pen~u torc, non è che lil spiegazione, la r:i gione cli CS$erc del presentl'l . Dell'e~atta cognizione, egli tlicc, degli errori in cui caddero i grandi uom ini di guerra; da quella delle loro vittorie; del giudizioso confronto delle circostanze che promossero e accompagn(lrono e q11 estc e r1uell i: dnllo studio del le conseguenze che ne sc:atnrirono, e mt'rcè la prcscute applicazione dei m10vi mezzi, recati d:-i l progrc<lirn para lello di tutte le arti, me:•rcè Je muta te cond izioni poterono i snccess,>ri rncra vigliare i loro contemporanei collo splendore e colla rapidi th delle opere da essi compintc e Jascinr credere ai semplici che unn nuova arte avessnn, inventa ta di pianta, come Gio ve aveva tratto d,tl $UO cervello Minerva arlulta ed armat(l . Senza rnolti pl icà'i.ae citazioni rins:;um iamo il nostro giudizio dicentlo che il libro del l'ammiraglio Fi ncati, il quale co11stn di !'.ole 153 pagine cli piccolo fornwto, ha :;apu lo cvitnrc la musoneria, il peso, la noia di un trattato e del dogmatismo esponendo pure i precetti essenziali dell'arte, coordinandoli cd illnstrancloli come avrebbe potuto richiedere un ,lavoro didattico, ma ebbe l'accorgimento di essere breve, faci le ed alla buona, onde la lct.Lura riesce dilettevole e profìcua. Una sola cosa avremmo dcsiclernto: uu indice sommario, i ; rruale offrisse il modo di riscontrare prontamente un dato argomento senza sfogliare tutt-o il libro; l'autore invece non ha pensato a porre indice di sorta. Questo appunto, il quale :;i riferisce soltanto ad una mann11l ità , non :iltcra punto il pregio e l'ntilit.1 del lavoro . 1

Sinossi <li ,u•te 1nUit,11•e, ti,•o tielle ,,,.,,,,i tlti r,~oco, tt>11og1·,,fi,i e f 01•ti/ict1:::ione, ,·etltttle sulle 1101•1:11e tlei .1.n·og1•t1.1 1uni ,11iniste'1•i,ili 11e1· tJli es,uni - tli tlV(Ul::;(UHCH,lt/J ,tei CtiJ>iltuti e te,,e .. ti ,u ,.,,,,_ 'te,•i,e per T. ZuccHELLI, capitano del 49° hatlaglione M." Mo-

bile, an tico allievo della. R. accademia mi lilare. - Parte 2•, 3" e /4.·. - Bologna, tipografia mili tare, 1882. - Prezzo del volume L . 3. Con qnest,o volume, di oltre 300 pagine, 11 capitano Zucchelli ha posto ftne al lavoro clte si era n:;sunlo, quello cioè di svolgere i pro-


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grammi_ stabili~i per g!i e~ami di Rrauzamcnto ùei eapitani e dei tenenti di fauteri a. In cpieste nltime tre pani, elle ri feriscousi all'arte 1~ilitare, al tir? del le armi d:i fnoco, alla topografia cd alla fo rtificaz~o~e,_ d c?mpilatore ha contimrnto il ,;i~tema adMtato, di redige,re, ci~e, 1 cors'. <l_ms_e/!name~to delle accennate materie, C'he gj imparti,wono nei nostri 1st1tnti md1t111·1. Per lai modo le 110:fon·i S'td tiro sono la recinzione del eor:;o inedi to dw 1lal capitai10 CJicruLini è professato nella scuola d'applicar,ione d'artiglieria e genio; r1uclle ;rti topografia sono redattc ·:su l cor~o del colonnello Bellent,rn i alla scuola milita re di fanteria e cava llerin; ,ruellc di fo1·tificazione sul corso inedit~ ulla ~cuoia d_i guerrn del colounello De Benediclis. Il 1;ompilatore poi sotto torma d1 appenJ1ce aggiunge d.m~ redazioni proprie, uua relat.i va alle nozioni el_erne11 tari cli l'ortilirnzione permanente, l'aHru è un ~npplemen lo nl l appeud1cP ckJIn parte prima e trau:i lmwemcnte dei combattimeu1i c-ongidern1i c·ome pil:cole battaglie isolate, o come parti di un'nnic;i bal laf!"lia. f:orn plela l'opera u11 atlantinn di 8 tavole illustrative. Quanto al si~tema di rip1'nrlnrre i cor:::i profos:sa ti uei uostri istituti militari, non ~i ·può ehe appl'ovarc, inquantochè per tal modo, volendo !Jrofì uare <l_ellc: S·inossi del capitauo Zncc;helli, si ha la garanzia che gli argom.e11 t1 ~ouo s1'ol 1.i con c.:onqwtenza ricouosC'iuta ed acccuaia. S~ .può muovere ~_olt~ 11 to_ l'appunto al compilatore cli essersi troppo d1fluso nelle reclauo111, di avere allargato lo svolgimento <lei proo-rammi oltre_ <r~ei limiti che l'e:;perienza di pa recch i anu i e le disposizioni vigi;;nt1 d11n~st.ran~ no;'. esser:;i ol1repa~sati, uè · rio versi mai oltrepassare dagli esammaton . Se il libro del capitano Zncchelli deve senircesdusivamcr~te per gli e~a n1i, quel di più e.ho contiene di nozioni, non giova, nnz1 nuoce allo s ·opo, poidiè obblig11 I'e~arn inando ad un consumo di tempo che pili ntilmentl' polrC'bhe impicgnre a scolpir"i nella mente c~ò c;he _gli sarà ~rnza cluhbio rir hi<isto. Lo svolgimento di progra mmi eh esnm1, a parer nostro, rlonehbe essere una sintesi brevissima di nozioni che !'esaminando ha dovuto impararr• con gli studi e con le · letture di lunghi au ui, ~inte~i di aiuto alla memoria e all' intelletto per r~tenere, ~rdioare e classil!carc le idee, uon gi;'.t trattate clic insegni d1 sana piant,1 la ,wien rn. Le appondiri nou rlicono 1:ose nuove e, per vero clire, avrebbero potuto es~ere .111d1·1,s~e 11 11:i redazione rli libri '1ll torevoli e noti . 1

PECUOD1Cl

Stiiclio architettonico-militare Torino,' tip. Bona, '1882 .

'Il Ctislello ~li B1·01io, -

di

RAFFAELE CADORNA. -

Nell'anuo ·1876 il barone Bettino Ricasoli era venni.o nella deter·minnzione di fa rri:;taurarn l'antico Castello di Brolio dandogli l'i mpronta 111edio-evale. Incaricava dell'esecuzione dei lavori l'architetto Marchetti e pregava il genera le Cadorna, di consiglim'lo nei particolari di .fortificazione. · Il generale visitava il castello, rimaneva impressionato alJ:l vista dei cinque salienti che ne formavano. il sistema di difesa e gli sorgern il dubbio che fossero le prime applicazioni del sistema bastionato. A proYarlo cercò documenti; ma gli archi vi elci castello erano· slat.i distrulli, nè le ricerc.hc negli archivi di Siena e cli Firenze avevano rischiaruto la questione. Allora si pose a stud iare le rovine, e dall'attento esame cli esse dovette convincct'::i che i ciiH[llC salienti in origine non rra no se non ,torri quadrangolari o penta~on:il i, ridotte in seguito, secondo le esigenze della 1li fesa. · In nna lm1ga letter11 del ·15 :.i pri lc •1876, spiega al Hicasol i il risultato delle suò osservazioni, e conclude che volendo ·restaurare il ca·Slcllo bi:;ogna attenersi al l'arclr1itettura cli un epoca cli transizione, non .già nelle anticlie origini della c0strnzione, bensì nelle modificazioni .posteriormente -introdotte, non trovando anche disdicevole di accomunarr, i merli della cinta murale, colle cannoniere della cinta bastio.i1a ta . Que:;ta lellera è un vero piccolo trattato di fortificazione, t~ numerose e molto argu te sono le osservazioni che in essa si contengono. Però, uou essendo ri uscito a trovare la prim.a appl icazione del sisterrrn bastionato alla cinta ili Brolio, il generale crede di averb scoperta .nella cittadella di Pisa cioè La Niiovct, opera del Sangallo, nella quale v'è un bnstione superstite e sul quale propone di collocare una lapide -coll'iscrizione: pri1no balwwdo e1·etto d' ita/licina ·in·venzione. La sun proposta è basata sulla credenza che l'invenzione del bastione ,sia ria attribuirsi al :Fnrnccsco cli Giorgio ì.Vlartini da Siena, perchè primo lo disegnava nell'anno ,)500 in quel suo 1'1'attato d'architettiira ,che veniva pubblicalo e tanto vnlentemente illustrato dal Cav. Promis; deducendo l:l conseguenzaza naturale che il primo bastione costrutto sia ,eviden temente quello di Pisa che porta la data del 1509.


LIB HI

Hi3

E PERJ0D1Cf

l\fa ciò non è. L'origine del bastione ri~alc a molti anni prima; cd ecco come. Nel H,M nn Demetrio Vivaldi, console dei Genovesi nella Tau- ride, chiedeva alla rcpn blica uomini ca paci di ridurre le fo rti ficazi oni di Calfa ·alla nuova maniera , d1c è rprnnto dire (l /.{a /Jri stionata , per poter resistere al fuoco delle bombarde. Nel codice m1t,0gra f( del Taccola, cioè cli )'lariano di Giacn,110 Sa- . nese, cavaliere eh Santiago soprannominato l'Archimede, esist1·nte nelln Marciana di Venezia , ed anteriore al ·1{58 , si trova desianata la cinta bastionata al la moderna, coi baluardi pentagonali. È que~a uua recen te scoperta di quel valente scrittore di cose militari e di marina che è il padre Gngliclrnotti; e chiunque pnò pcrsuaclf\rseuc lflggendo Jc pagiite che su questo argomento il Guglielmotti stesso consacra nel ~no bellissimo libro « Storia delle J'o niOc.:izioni della spiaggia romana, ,1880,. pag. ~-t ». L'applicazione del bastione sul teneiw sarebbe avvenuta in grande· scala, qualora fosse vissuto 11ualcbe anno di più il papa Calisto III, il quale nell'anno ,1i iS 8 era venuto nel divisamento di bastion:1re tntt<> intiero il recinto di Roma. Lo pro va una medaglia cli bronzo che noi abbiamo veduto e che d'altronde si trova delincat:i nelle opere numismatiche del Bonanni, del Ciacconius e del ì\folinct; nella quale cnmpeggiano le grandi linee della nuova maniera. )fa se per la morte del papa Calisto III nnn si poterono ,were i ba-stioni di Roma, si ebbe invece uello stesso anno 1fi58 quello di Astura, Il pentagono di Astura i~ il primo elemento del baluartlo perfet.to, perchè . sebbene torre pentagonale, essa sola, come osserva il Guglielrnotti , può eliminare gli angoli morti, acconciarsi al fi ancheggiamento, ricevere la , difesa dei fuochi radenti e incrociati ,)cl eludere i colpi peqrnndicolari del nemico. · E. se uon soddisfa c1uesto tipo, ne esiste un altro più chiaro, più perfetto, più convincente. Vogliamo alludere a quello costruito nel U.83 da Giuliano Sangallo ad Ostia, che è ri t,muto il vero primo modello di bastione costrutto. Da questo, gli esempi si rnoitipl ic;a uo ed oltre ai bastioni disegnati dal l\fartini nel 1500 e quello di Pisa del 1509 ed altri ancora in varie città d'Italia, vengono i bastioni a fianchi dupli car.i inventati da Antonio Sangallo, primarnentc applicati sul terreno a Civitavecchia nel '115'1 5 e poi a, Roma nel 1537 e non nel ·153-i come gli storici e Da]i arche)oai . . o J'omau1 si ostmano a sostenere. Nel 1525 quel Pierfra1~cesco da Viterbo, che soltanto da pochi anni.

si sa essere stato della famiglia dei Fiorenzuoli, disegnava e co,-trniva le fortificazioni della nuova maniera a Piacenza e nel ·l 527 termina va a Verona quel bastione della Maddalena, pel quale il ~iaffei menò tanto rumore, facendone ingiustamen t.e inventore il Sanmicheli . Noi concordiamo col generale Cadorna nel riGutare l'esistenza di bastioni nel Castello cli Lucera, sognato dall'egregio Angelucci, castello che fu eretto nientemeno che nell'anno 1223 . In quell'epoca non era ammissibile la trasformazione delle opere di difesa, pecchè le artiglierie non erano ancora cornpnrsc; oppure, ammesso che esse in qualche tena italiana tuonassero, non avevano acqui$t.ato tanto impero da permettere una rivoluzione cotanto radicale nell 'a rte del fortifì care. Non stiamo però con lui riguardo alla la pide proposta, perchè sarnbl>c affatto fuor diluogo . Ma quì facciamo punto, perchè l'argomento ci t.ra,;port<'rebb1: al cli là dello spazio consentito da una semplice rnssegna. Ritornando alla pubblicazione sul Castello cl i Brolio, os-,erviamo che per l'opera concorde dell'architetto e <lei consigl iere la ricostruzione riuscì amm ira bile, fedele nella verità storica, degna dei due valentuomini che ne curarono con amore e con intelligenza i pa n icolari, come si può rilevare rlal disegno della tav. I V. 1

1

L'11bbece1l,irio tlel t1·o•nbettie1•e pei co,•11i tli r11nte1•i11, 1,e1·111igl-ie1·• i, co11i1u1.gni e ,il11ine, tlist,·etU e sl11bilin1e11ti 11'1.ili.t.,o•i

per

GIOVANNI

Pro Ross1. -

Pisa, Tipogrn(ia Nistri , ·18812. Prezzo L. ·1,3f.S. Sinorn l' ist.rnzione dei trombettieri nei corpi di truppa procede senza metodo di sorta. A furia d'insistere, da un iscritto -di leva anche rozzo si riesce ad ottenere qualche nota musicale; cli e egli poi giunga ad avere non diciamo il senso, ma soltanto l'idea ciel tempo, del suono, di una frase ritmica qualsiasi , non si osa nemmeno sperare. Qualcuno potrà aver pensato che anche l'istruzione dei trombettieri, perchè fosse efficace, cm mestieri sottoporla a regole costanti e da ognuno conosciute, che tali reuo le si dovessero adattare all'intelligenza di un sol<lato di leva ed allo sc~po al quale l'istruzione stessa doveva servire, avrà pensato che in una questione come quella, di natura essenzialmente artistica, l'arte avrebbe dovuto pure entrare in qualche maniera , ma,


L!BIU

egli è certo che questo concetto non venue siuo ad oggi formulato in modo chiaro, preciso e pratico. Il tenente Rossi si presenta ora a colmare la piccola lacuna coli uu rattatello elementarissimo di cni abbiamo premesso il titolo. Egli è d'avviso che l'istnnione dei trombet.tic1·i « dev'es~ere dappri ma pensata-prepci1·ata nei snoi mezzi., di guisa che possa pre~entarsi a chi impara nella forma più sernpl-ice e più .~·icii1·a. » Coll'ord!ne, col la prog-re8sione, e sopratutto colla disciplina, cp-li si propone eh conseguire lo scopo : ha ideato uu metodo cpianto minuto altrettanto semplice e razionale, procurando di fare impressione sui :seu:,;i . con segni visibili e col ricordo di suoni com uni nella ,·itn, come i .canti del gallo, della quaglia, del grillo e via dicendo. Cou i segui ·visibili e coll'assoc iazione delle idee rclati'vc fi i diJrereuti cnnti de".gti nnim8 li, evidentemente si deve riuscire a for penetrare il rnnso tlel . suono e dell:, sun scomposizione anche nelle nnime meno temperate all'armon ia. .\Toi siamo persunsi che l'attuazione del!' Abbeceda1·io clef. . t1·ombett-iere non incontrerit ,;cri ostacoli nella pra lica essendo semplice e faci le; uon siamo in grndci di asserire con altt'ettan ta persuasione se, attualo in tutli i suoi parLieolari, saril di tuLla l'effìcaci1, desidera bile, rn:i si può sentenziaro a pr/01•,i che ancli e in questo ram() d'in. segnamcnto, il po~sedere un metodo sarà semprù più utile (;lrn non averne alcuno.

1t'e·H e Sttulie 'iibe,·

rre,·w,~11,,lug ,le,• A1·ti.lle1•ie in

Nuo11i st-iidi sulL'frnpie,qo dell' artiglieria nel combattimento offensivo preparato (11). - Conferenza d~l lenenLe c:olonnello Hoffhauer, ter1Ula !',1 1 febbrai o "882 nel circo lo mil itare di Posen. - Berlin , Wi lhelm i, 1882, prezzo L. 11,60 tle1· ge:,,lttnten 1J. ·11 g1•iff,9·Scl,lt1cli t . -

1

L'autore ha per iscopo di completare il suo libro suita tattitn del· rartigl ieria da campo, coll'aggiu 11ta delle idee più sagtienti nuo,·amente apparse intorno a siffatto tema . Egli non ha la pretesa di presentare (l) Seco~do piano 1>reconcetto .

E PEH10D1Cl

•qualche cosa di compl_eto e ~efinito, m~ solt~nto di concorrere iu piccola misura alla sotuz10M d1 una questione importante. J,o scri tto è diviso in sette cap itol i: ro kvvù1miento ciel comba,tt·imento. -- Circa al modo di avviare il combattimento e di obbl igare il nemico a sco prire la propria posizione, di che non esiste più presso nessuno diver$ilà di vedute. Come mezzo -più adatto a raggiungere qu esto sco po accenna au'av~nz~rs_i c1_ei ripa.rti di fanteria <hill'avnngu!lrdia, sotto Ja protez10ne dell artigl!ena , razionalmente rinforzata e disposta a scaglioni sui fianchi, sicchè le batterie l)iù vicine possano, occorrendo, procedere col la fanteria stessa sotto la protezione di quelle più staccate . Lo spingere innanzi precipitatamente deboli avanguard ie, o im~se troppo grosse di artigl ieria, a distanze decisive, po_rta sec~ uno_ scrnpio di rom, , eh.e mette il comandante nell'alternativa, o dt sacri ficare i riparti avanzati, o il proprio piano. fo rp1cst'ultimo caso al combattimento prepaù1to (geplwnten) subentra il co mbattimento improvvisato, c<iu tu tti i suoi inconvenienti. Ho Conibcitti.?nento princ'iziale ddl'ci1·t·i9lie.ria.. - V'è ugungli auza di idee sulle rerrole da adottarsi 1Jer abbattere l'artiglieria; ma non è possibile calcolare !a durata di tale combattimento. Contrario al sistema nsato dai Russi cli i111 pngna da gradatamente, conchiucle dicendo : essere meglio sopraffare l'artiglieria nemica troppo presto, impedendone. roi con fuo co lento il ritorno, fìno proprio nll' i:;tante dell'assalto, anz1chè dover calcolare troppo tardi sugli effetti di uu fuoco accel<~rato. III 0 Occ-upazione del terreno cinti,s!ante alla 1Josizione p1·incipale del nenvi.co. - È generalmeu te riconosciuta la necessità di proteggere 1'artirrlieria contro il fuoco di fante ri a e contro r•.(.tacchi irn provvisi, spingencl~ innanzi, durante il combattimento, dei reparti di fanteria. I Fnrncesi vanno tant'oltro in cruest:o, che non portano l'artigliùria .nella 2• posizione, se non quando la fanteria è a (l,00 , o 500 metri dal nemico. Questa occupazione, cominciata coll'avviarsi del combattimento e c?nLinuata duran te il dnello d'a rtiglieria, deve Hssere comprnta prima che le colonne muovano all'attac~o deci~i vo. Il da raccomandarsi che 1 distaccameu ti di fanteria si stabiliscano in tale prossimità del fronte nemico, che i suoi t.iragliatori possano mantenere un continunto combattimento a 5, o 600 metri co lla prima linea avversaria. Secondo l'au tore i vantaggi che dc~rivano da questa disposizione sono: l'occupaz1one in tempo utile dei punti che più tard i potrebbero ·arrestare l'attacco dccisiYo; la possibilità di portar innanzi opportunamente l'artiglieria che deve accompagnare l'a ttacco principale; e)

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156

J,; PEl\ lODI CI

LIIU\l

la rnag5ior probabilità di ottenere ,;imultaucit:i di atta,·co in tutto il fronte; la fac ilità di trattenere il nemico sul froute ste!;::;o ; liberti1 pel tomantlant.e <li lìssarn più tardi il punto dcli'attac.:('Q principale. Parlando quindi delle nonne che devono segu ire i distaccameuti ar-· va nzati, raccomanda che siano di:;posti in modo, che al momento dell'attacco si trovino possibilmente inquadrati organicament.e. . I V0 Assa~to - Se il nemico è circn ito basterà l'2riiglirria per rlec,dere della grornata; come A Seclau . Per appoggiare l'assalto, l'artiglieria, può tenere dttc modi : 1° tirare al di:;opra della fan teria d.-illa posizione prirnitiv:, o da posizione poco più avanzata; 2° 11vvanzare co lla fanter ia per proteggerla. L'autore è contrario al primo si:;tema perchè, oltre al fo tto, che mentre· sfilano le colonne d'attacco attraverso alla linea dell'artigl ieria, questa resta mascherata per I o minuti circa, mil itano: 1° co n"iclerazioni di 01:dine morale,. non .solo rispetto alla propria fanteria, ma anche rispet.t.o al i,~ stessa a1:t1glier1a ed al nemico, 2° la superiorità degli effetti matenalr alle piccole distanze; 3° l'incremento d'influenz11 che possono avere le condizioni di luce e di atmosfera stando lontano; .~o l;1 difficoltà <li sospendere il fn oco, o di cambiare bersaglio in armonia coi movimenti della fan teria, la qua le tra volta tra nuvo li di fumo e di polvere a. mala pena si potrà discernere; 5° la probabilità che l'assalto si faccia esitante, vedendo le proprie gran,1 te battere davanti di sè; f O fina~m.ente .Ja ?irc:ostanza che l'artiglierin non ~i trovi sotto mano pei success1v1 pon od, ~e! combattimento. Solo quando il r il ievo <lei terreno si presenti favorevo le, a1nmeLto la possi bili,tà dell'a pplicazione di tale principio. . Passa quindi ad esporre coma si debba procedere Hd C(lSO in cui 1! terreno non permetta di tirare sopra le truppe, per portar innanzi l'artiglieria e lìno a qunli distanze questa possa -,pingersi. Esamiua quando e co'.ne debba pas,,are dalla seconda aella terza posizione e dopo aver· cons1derat.o quanto si pra tica presso vari eserciti, conclude che in mass~ma l'avvanzare dell'nrtiglieria deve cominciare tosto che dessa è raggrnnta dalla testa del primo reparto delle colonne d'a ttacco. A suo parere s?ltanto. le batterie cooperanti ad LIII attacco di fianco , le qnali non siano direttamente protette da distaccamenti di fanteria, sono costrettead avanzare più tardi. Nel trattare la questione del posto, che de,·e occupare relativ"mente· 1

1

H:i7

al frontL' d'altac.co, offre due scliizzi r!1pp1'escntanti un attacco avviluppante e uu attacco fron tnle pl'r pal'tc cli dne corpi 1l'ar111ata. Le posizioni $3rebbero: ·1° Sul l'ronto ste!;SO ; a) fra lr divnt'se brigate di fa nteria ; b)al perno del proprio 11ltarco di fi anco; 2° Sull'a l,1 esterua dcl i',ll.tacco ani luppantc; :3° Serratn contro l'a la interna dell 'attacco principale clell;:i fanteria s~ an iln ppantP: o ~n ambo i Int i nell 'nttacco fron tal e. f:iascnn o rii c1ue,.ti ca~i ,nralora con e~empi tratti dall e ultinrn. gucrr1'. Aggiunge però clw non occorre il di re che nou sempre tn tte le batterie potr:rnno, o dovranno prendere Je or:i dette posizioni , e quindi trova ,·onvrniente C'las~ifirarle a sccoucfa <lelln loro importn nza , prc,;cindendo dal trrrc110 . In prima li nea pone: quclfe su ambo i la ti del l'attacco frontale; - all'ala internn e al perno cl,·1 fìauco ncll'attncco avviluppante. fo ~cconda linen: r1 uelle sul lìn nco esterno dell'nl11 an ilnppan rc. [11 terza linen : quelle frapposte :1lle brigate. Rac.,·oma nda che pr ima si spingano inn2nzi le grandi nrns:;e rl'artiglieria, ch0dernno trovnr,-i ,ml l'ala interna ncll'attncco avYolgente e ,-nlle <!ne al i ncll'nttacco frontale; e di ce che in quo.;t.o momento la detta arma dern ricorda,·~i, che dipendentemente (la !l'at.tncco !lclla fanteria, non ha rampo ad essere tl'O ppo esifW lttc nella ~cel ta della posiiione. In ogni moria lo s!arr poco più innanzi, o poco più inrlictro 11011 importa: ciò che non è pcrmr.sso ,i i1 l'nscirn lnteralmen to cl al l' inrp1nd·ratura che le fu n~satn . . r 0 t' Y l 0 l nlP'J'rnzionc o rep1ti.s'ione dell'otlacco. Coronamento P fo.segui meu !o . A ffLLCSto proposi to dichiara non e,c;serc n snn cognizionp eh!· sin no state emesse nuow\ id ee. YU 0 Tra sn1i~sion1i r/?· orr1'ini sollo 1'/. punto eh vista de ll'alta d·irezione dl' lle truppe. - Qni , dice, non <' qnestione che cli mettere in chiaen, se i piani IH'CYCn li varncnte rli~cu,;si, possano senza gravi cliflìcoltù ''%ere opplicati anche rigllardo all'im partimento degli ordini e qual i rli<-posizioni debba cfare il com:rnclanre in capo perchl• r i$pondano ad un opportn no impiego dell'artiglieria. Una Yoltn ben <'hinrito il pun to f-ll (·.ni dl'bba r iYolgCr$i l'a ltncco priucipalr, il dct.to c·o1nandan1e :;aril iu Ca$O di poter disporre dell'artiglie1'ia lii'] corpo di r isen·n, o :i lmeno clell'nrt.iglicria cli corpo, per farla conco rrr re con rruclla giù impegnala . A questo pmlto, se Yi è tm grnera!D d'artiglierin, viene affida ta r1 lni lr1 condottn dell'arma , e a lui re$tano solt~·posti anclw i comandanti delle brigate di\•i::ion::ili.


158

E f'B J\IOOI CI

LHlRI

Que~to generale deve rss1~rc e~attarnente crlotto dei progetti fatti, dello scopo mirato e della direiione versa cui deve volgere le masse.

des scie-a,ce s u1iUtt1ires. e maggio - Parigi - Dumaine, 1882.

Jou1•n11l

Fascicolo di aprile

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Tattica delle in(M·maz iorvi. (Continuazione). - Geuerale LE\VAt. . Le scorrerie sono regolari ed irregolari, e la loro condotta 110n differisce da quella dei gruppi franchi 11cloperati pel servizio lii esplorazione, t.ranne la difficol tà maggiore di prepararle ed eseguirle. Per riuscirvi è indispensabile nna perfettn couoscenza di tutte le $t.rade e delle risorse del paese, oltre al dover regolare avanti la maniera di · agire sia per riconoscere, sia per rapire o distruggere, e per premunirsi contro le forze avversarie. ta scorreria talvolta è una manovra abile, tale altra unà operazio11e di viYa fo r7.a, 1111 co lpo cli audacia, una cswrsione piena di peripezie. Compiuta la mis~ione 11011 bisogna nrni tornare per In stessa via . Non occorrono grandi masse di eavalleria per l'azione irregolarr . !.'autore :1nalim1 tuite le particolarif t relativa alla marcia , al riposo degli nomini e elci cavalli, al loro mant,mimcnto, al bivacco. Nota che Ja scorreria non cerca il cornhattimento, nw vi è costretta molte Yoltc per aprirsi una via, sforr.are una stretta, resping0rc la guarnigione di un piccolo centro, di uua stazione, fug;:Hc Ja scorta di un con voglio. Dura nte le opere di distruzione importa a proteggere i lavoratori, e ncHa ritirala contenere ch i insegue. Prescrive per ta li operazioni la cavalleria ben montata con alcuni cannoni e qualche volta rlclla fanter ia montata, e spiega i metodi da usarsi nell'au.acco, che deve s1rn1prn cs~cr doppio e avvolgen te, nel soprcndere il nemico, tanto ::;e <' vigilante, quanto se non si gua rda bene . A sostegno cli tutte cruestP, sue teorie cita esempi tratti clalln guerra d'Americ:1, e le bril lanti corse cli l\forgan, .Forrcst, e Stuart. Passa quindi a svolgere i modi di opposizione alle scorrerie, cioè come si debbano proteggere le colonne sul fronte, sui fianch i e in coda , utilizzando oltre ai regolari drappelli di sicurezza, le truppe di riserva o cli seconda linea per guardare sbocchi, posti di tappa, ponti, villaggi ed altre locali tà, e far si che tutte le for:rn dell'esercito attivo 1

1

siano di:;pou ibi li. Traua dell'esplorazione durante i I combattimento . Ammett.•: che :;i mod ifichi, nrn nwle cl1 e funz ioni a1H;ltc durante l'assall.O, per impedire le sorprnsc cd agevolare la chi,1rezza e precisione degti Ol'd ini n dei movimenti tattici . A suo avvi$O il sopprimere gli esploratori per a vern più l'orza nel morni,.nto clell'azioue è un errorr•. Allorchè gli avversa ri si avvicim1110, vuole che le punte Jcggiere si milntengano, fìncl1 è lo possono, :;ul fronte, osservando t.utto, e lasciando il nem ico incerto sul la direzione e la forza degli squadroni , mr.ntre i grupp i irregolari fanno dimostrar.ioni sul fianco -di esso. Quando la colonna tntta deve agire un ul'ftciale gii1designato ùovrit di rigere gli ,~sploratori e i gruppi, che debbono continuare a prendere informazioni su l nem ieo principa lmente, e sulle truppe am iche, per sapere indicare la loro posizione cd offrir mezzo a collegarsi ed operare di concerto . Ln nnal lcria, a misura che l'artiglieria e la fan teria si avanzano sulla li1wa, ,-maschera il loro froutc, e si porta nrl esplorare al trove. Uno qiwrta 1iw.~sima di Ncipoleone. (Fine). - A. G. Esamina le ragioui che indussero Bazaine a ri tirarsi :-i Met.z, invece di marciare :mila .M:osa per ri unir,i 111 cnorc della Franci:i . I l timor-e di essere prcvcnnto in questa marcia, la mancanza di munizioui, il pericolo che correva :Metz di cadere iu 1na110 del nem ico, fnrono le cause ap r)a1·enti; 111a la vc1·:1 r,1gione fu l' idea troppo favorevole, che il generale fra11c csù cra:-;i f'ormata cli quel cnmpo trinccrat.o, come perno strat.ep-ico, e c1ni11cli l'iguor11nza del grave. errore in cui si avvols.-,, segu~ndo le c~ngernte teorie di qnci giorni sul ln fortifì ca7,ione. Si dimostra In difficoltà di abb<111donarn la piazza il giorno ,18 agosto due giorni dopo la hattaglin, dopo la perdita della st.racla di Mars-fa -Tour, mentre JJOD cm così un giorno prima e come bisognava tcuwrc ogni viii per non cl1iurlersi nel campo trincerato di 1fet.z, dove Bazainc solo da un esercito di soccorso poteva sperare la salvezza del le sue truppe. Non meno grnvc enorc li considerato il concentramento a Parigi di tutte le forze che in Frnnci11 erano in via d'organizzazione. Si combatte l'idea drn l'esercito di Chùlons dopo il disastro dovesse ritirarsi sulla capitale per difenderla, ritenendo miglior partito, anzichè marciare sulle Argo11ne, quello cli ritirarsi nella regiouc di Parigi per ritardare l'investimento, ma non per restarvi, e tanto meno per la$ciarsi chiudere nella città. Funesta è pure gindicatn la decisione d'immobilizzare l'esercito dopo la battaglia cli Conlmicrs, prendendo per appoggio h posizione cl'Orlean,, e coprendolo di trinceramen ti. Anche Plewna è portata come esempio clcll'ifiuenza funes ta dei campi trincrrati. L'antorr det.c'rmin11 l' importanza del la fortificazione in ge-


IGO

1.IBRI

F. l'f:IIIODICl

neralc. Non nega l'uLi lità cltille piazze fo1·ti, come punto d"appoggio per !'rscrcito, ma pas$eggieri, anche 11uall(lu vi :;ia info rioriti1 rispetto al nemico . l~:;~c po,sonn giovare per sfuggire all'ius1'guimento e riordinar,-i, ma non per rimuncni. I l loro 111'1i cio è tutl\1 pa$sivo, quello degli eserciti iu,ece e\ di manovrare, di ttgire con r:ipiditù. La sorti• cli r1ue,.;to 110n devr quindi lcgar~i ,dl' i111111obilitit di quelle , pcrr.hè rrua1Hlo si son perdute delle piazzo forti, e si ha nucora un cs1m;ito _disponibile, vi è speranza, uou CO!-i allorchè questo uou può più tenere li, ca111p<1gna. [nlinc niolo poche posizioni forti fi cati e tali che farilitino i 1uovirnc11 ti delle truppe, imbarazznndoqnulli dell'avversario. le:;ioni da 1·icai:ars i eia/la campayiw · di T?m·isfo . (Finr). Ci. L . .\I. \"i stabilisce il principio die, pus~edendo ch•lle colonie lontane in mezzo popolazioni turbolenti, bi sogna :lllzitu!Lo m:rntenre in cp1elle regioni 11111nrrosc 1rnpp11, cd nvernc ,:;empre pronte• ri llrC'. in r isc'!'vc pei cnsi straorclinari . ~ otasi che le l'orz(' della difc~a della rnlonia sono ctcmg-rnec e t!iprndeuti da clnc miuisteri . r , uol$i la nenzione cli truppe co loniali rlistinte anche nel r11<:l11tame11 to rlcll"c::;erc ito, po::;tn sotto la dirc1.ion e <lei minist!'ro della gm•era e nou fl l'll11 m:11'Ìlla. Si propugna il sistema rc~ionale, wmc il più Mlllttn alla ;:('cita delle reclute cd all'iute!'l!:;~c dei corpi. Però pr r lr trup pe coloniali il recluta111cnto donchlic esser fat lo sopra Lutto il c·o11Li11gento, per a\'er uo111iui più robusti e rnsistenti ,dle fatic!J,,. li loro ,C'rYizio ~,m•hh<· il doppio della dura ta di quello ordiuario, e riù nllo scopo di formart• soldati pro,·cui e abi tuati al cliirn1 del le colo11ic•. Per co111pe11snzi o11e rimarrrlihcro libori dopo ~Pi :inn i, ~e ~i limi1a a lrc ann i la p1!rrnanc11za normale alle arn1i, uou tl o,·pncloci P~St'l'e ris 'I'\ a nel I' c:-i'rcilH coloui,tle, rioi• nessuna di ffercnrn tra la forza di pn<'c e qnrlla rii g'lh'JTa. Ri ::;plltto al pri11cipio clcll'ohbligo g1•ner11 le elci servizio mi li tnrc ,i suggei·i,;('f' iI. r ias,;old11me11Lo volont:irio. Così ~i rrrde di 1·ri lare l' iueonren ientc• cli averr solclati troppo giorani e mnucanti d'i,trnzionc noi corpi destinll! i a combattere in Africa . U11:1 pnrto di queste l'nl'zc do vrebbe restaro in Francia prontn ari ogni r,'fmienza. Iafiuo si rnccornauda l'nccrcscimento rlclla c-ani lleria, prenùoutlo come nucleo i carciatori d'.\fricn, l' l:1 formazione di batll•ric da montagna tu nto uti li pei loro Pll'l'tti :i luuglw rli,tauzo e· perl 'iull uenza rn oralr sugli arabi. Dimostransi pttrL' la ncc:e:,;:,;if1 di am111•11 tare la forza della legiom• ~lrnniPrn f' ch'lle truppe iodigrne, almc110 fino a pan'g~i:ir1' qnrlla dei frnnrcsi di guarnigion e in A lgirri. L'istn1::ion!' pel' il soldato di {antei-ia di 1'011 1Jo.çso1r. - È un an:il i~i drll'opera t,,d1'5C'a trailolto in fra11c,•,c da Rrrnarcl.

Conferenzr sul se·1·r i:;io ciel/e tappe. - ( <:outiuuazioue) P. QnC':-ta ;;econda parlo ;;i occupa dei trasporti ordinari e strategici, rifert•ndo le disposizioni clic li regoht no in Francia, e stu1lianrlo le funzioni dei \'ari ;;ervizi di mobilit,,zio110, cli ali mr)lJtar.ione e tlcllc ambulanze. I quadri e l'aran:;amento . - G . L. )I. L'autore criticn il sistema di aver YOtMo la leg-w:: cli rPclutalll1'11to prima rii c1uella dei quadri. Din_10strn la _IH'l'L':;::;i~\ d_i l''.1r concorchìrc la scala gurarchicn co 11 la c·ompo-· s1z10 111• dei rpwclri . 131ns111w la ma11 i<·ra di far di pendere la snbord inozioue talrnl ta dalla tliffereuza di grado, tale altr,ì dulia clilforcnza clclia e-lasse, co111e anione pci ca pitau i di pri 111a e di seconda cla;;se, dei cruali ultimi aln111i in cava lleria ::0110 più a11 1.ian i dei cap itani di prima cl:1,:;sc', ciò che produce in111nglianza, ronfusi our . \'11oletl1P Yi sia nu primo tenente colllnudaute la prima sezione della compagnia, il qnalc possa sosti tnirr il c·11 pita110, ccl 1111 te1wuto colo1111nllo co111a11da11tc 1111 balt,1 glione e,01na 111lan lr in secondo del rcµ)? imento; p(lrclii· cosi tutti gli ufrì~i,,l i avrcl1bcro comauclo din'lto sul le trn ppe, e potrebbero 6crcitarsi. Insi~tc su que:;to p1·i11ripio, rhP per noi I t;d i:in i fn sc·mprc messo in pratiea, e ,;osticue clic sia creato iu Fr:rnci;i, il grDcl., di comand:rnte di c:or po d'annata, nou rispondendovi quc-llo di 111(1 rl'~<·iallo. Combatle pen·iò le• rPstriziou i della legge, IP qunli limitano ad 1111 tempo determinato le fuuzioui dr] ge11cra l1· cli divi, i,inc 11 el comn 11dn del co rpo rl'armat,,, dimostrando come c1uesto :;ia un m, ·nn• cfol pu1110 di vista mil itar!', pcrche gcacra clifPtto di ,-rra gcr.1rthia, e dal puuto di Yi;;ta politico , t·s~endo il ministro della gtwrra scmprn prcm1111ito rnrso qualsinsi au1ori ti1 militnre. /,o Gcwmonia ,in /ri ccia alla /lussia. - Vi si accc1rna 110 le di vr1·gL·11zc sorte l'ra i go1'erni cli quri due paesi nel I R80 p nella ipotesi ehe ~i pos:o:a no rinnoran•, 5i pre1tcl!' nd l':-llminare la :-ittwzioue cli cinse.una di cpwllr· pote1tw, ponendo " profittù le eognizion i gcogrnficl1c, et11ografì('hP stali,;ticl1 1•, eli c po;sono fornire elementi ad uu f!iusto gi11di1.io comparatiro. Clima . ostnl"ol i naturali, ,;tori.1, indn::tritt, ro111mcrcio, fiu:rnz e, JHIYigaziono, sono Ol-(f!Ctli di cli sommario studio. Sulle ri$en ·e militnri della Gcl'llrnnia 11otasi, c:hc ~oprn uun popolt1zio11e di -i3 milioni cli abitanti, m l $ervizio obblig:itorio d;1 lì a ,\.2 111111i :;i leni un contingente :in nuo di ao mila gio,au i, cJ sopra 6 111ilio11i d'uomin i, lcg:Hi nl SL'l'l'Ìziu rnilita n•, hisogn:i contnrc 2 milioni r 1uczzzo d'uomini, dei qnali l'istrnzione è terrninnta. L'i',ercito Lecle:,:co con ta I 9 corpi d'arma In e mezzo, 111<•ntrc la Francia ne ha l 9: hn !):l reggi menti di caYalleria, c.ioè •I t~ più dell't',crcito fraue ese. L'artiglieria grrmanica cì ,opra un piPdc formidabile, la mobilitazione è giunta 111 mns~imo grado di perfezione, la rrte fem)Viaria ..\t-NO XX VII, VOI.. i ll

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Il


Lilli\(

dispo::;ta in modo da poter co,npierc_ sia coutro . l_a Frnucia, si.a _c,outro,, la Russia il concentramento strategico cou la p1u grande rap1d1ta. I.e· fortezze dei Tedeschi sono st~tu ricostruite o rinforzate dopo l'ultima guerra; la loro !lotta è sufficiente per la sicnr~ZZi.l (~~Ile coste. !n comple:,so il loro esercito in f[Uesto mo i11ento e la p111 ~ormiclabde macchiua da guerra del mondo, e lo scr1 llore crede che 11 governo tedesco desideri l'occasione per utilizzarla. Quanto alla Russia notasi, che il servizio milirnre .1pplicahile ai giova ni dai 20 ai 1~0 anni sopra un~ popolazione di c_irca ~·I mil!oni di abitauti · offre una forza 11 umeric.1 c•norme. Ma l esercito .au~vo'. senza o('irreoolari, conta 192 reggimenti di fanteria, :38 battaglioni di cacciat~ri, reggimenti di cavalleria, :~ 18. batt(':rie d'artiglieria a, 8 pezzi ognuu.o; ~011 I~ t.ruppe i rrn?olar~ J'elfott1vo. dl_ gu?rr.a, t.r~.nne \e-, sercito terri tona lc e compo:;to eh ·1630 h11Ltagl1ou1 d, l.1nte1111, 7"'& squadron i, :~ 0 3 baLlerie a 8 pezzi; cioè 4,/~ mila urfi~ia li, 2 milioni e ~ 93 mila uomini, 290 mila cavalli e, 3000 e-annoni. La flotta russa nel mar .Baltico i• superiore a quella tedesca. Le forze della Rn~sia sono immensc ma non al li vello di quelle d'ella Germania . .Ln sua infcriol'i tà ris~euo a questa consiste nell'ordiuanwuto, nell'amministrazione, nell'istruzione, nelle prov\"Ìste, nel difclloso stato dell<' for-· tezzc, nella dirfì colti1 della rnobili1azio1w. . Cons·icleraz·ion•i, mi {@ch·i d'i, /èmte•ria nell'attacco e ne/lei cl·,[esa; delle altii1·e. Ch. LE Jornon1,:. - Vi si l'anno vari ca lcoli_deJle traiettorie e tabelle cli tiro per studiare la migliore efficacia di qursto, deducendo varie conclusioni ta ttiche dalle matematiche di mostrazioni: cioè che per la difesa delle altnre bisogna rinunziare all'us? della c~·estit mil itare come linea difensiva principale, e quando non s1 possa larne a 111rno costruire degli spalleggiamenti per coprire i so ·tegni. :\"ormalmente "iova Ji~porre la linea principale di resistenza a 800 o I 000 rnelri cl~lla cresta, so l'altura termina con 11ltipiauo; piìt indietro se la pendenza del vcr,;aute dal la pa rte del nemico è super!o~·c a •I O cer~ tirnetr~· per metro. Se la ~ommità dell'altura non è un alt1p1ano, la l11~ea ~1 difc~i, principale dev'essere collocata sul Yersante dal la~ ~lel u.em.1~0, m una trincea, ma molto al di sotto clell:i cresta, · afOnche I pro1ctt1li n~n· passino su di essa, In questo caso i soslegni e Je. rise~vc saranno ~~vicinali dietro spalleggiamento. Quando l'altura termma con un r1~1e\·o, si potrà stabilire la linea di resistenza principale alla cresta , rne?es1ma; i sosteooi dietro il versante opposto. Se una truppa non e vista eia] neniic~1 null:i impedisce di fo rnrnrle in massa, anzichò iu linea, percliè · si nann 0 minori perdite. Allorchè infine la distanza dell'avversario è ben,

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E PERIODIC I

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determinata , riesce vantaggioso il forzare l'alzo di 50 metri cirl'a per batter<' meno terreno avanti la catena e più indietro. Dal punto di vista dell'attacco delle alture rilevasi, che se l'avversario ha slabi lito la principale linea di difesa nlla cresi.a militare, bisogna fer· morsi a circ.i 100 volte la radice quadrata della differenza di livello, più ,100 metri per eseguire dei fuochi nuL1·iti contro la cresta; e spingere le prime schiere cbe si avanzano a slanci di circa t 25 metri . ~ell'attacco di un altipiano clifeso a 800 o mil le metri dalla cresta è indisperi~11bile di munirsi di molti sacchi cli terra, per organizzare subito degli spalleggiamenti, aflinchè l'artiglieria possa collocarsi al limite dell'altipiano appena la cresta è couqui:;tata. Allorchè la difesa ;;i fa sul ver~ante è inntile tirare sulla cresi.a nella speranza di colpire i sostegni, che ~ono trincerati, a 11,cno di dali certi. Tutto l'obbiettivo rlev'essere rruello Ji sloggiarn l'artiglieria del difensore per avere a che fore ron la sola fanteria. Gli u[(u;iali di l"isen,a di cirtiglieria. - A. ~I. ~OU1$Ì che cs:,i sono d'ineguale valore, che molte e varie qualità si richiedono nell'uffici ale d'artiglieria, le qua li 11011 si possono farnascere nel brerc periodo di un mese cl'istrnzione per anno . Si propone cli scegliere gl'indi\ idui più adatti pe1· questo servizio, di :;cmplificare il metodo d'istruirli, facendo sì che si sviluppino le attitmli11i speciali cli ciascuno, e s' insegn i quanto è 1rncessa rio in guerra, senza perdit:1 di tempo per infondere la pratica del mestiere di pace, il quale s'acquista ~olo con la Junga abitudine. Si può ottenere mercè la conservazione e la guida degli ufficiali regolari, che anche quell i di riserva impariuo quanto si riferisce all' impiego della batteri:i in c:irnpagua . 1

L e Spectnte.,,,·,,11ilitail-e. - Fascicoli di aprile e maggio. -

Parigi , 1882. 1

Educazione mllitare nazionale. - Per avere dei buoni so!dat.i io tre anni di servizio è d' uopo preparare i giovani dai J:j ai 20 anni ad un indirizzo morale e fisico corrispondente r11l una istruzione militare elementare. Si deplora l'assenza di ginnasi comunali, cli tiri a segno, di scuole di ginnastica. Sì raccomanda di fare eseguire ]'esercitazioni di marce


E Ll8H(

ai nuo\·i contigcnti, e quindi determinat'e con apposi te norme l'.cstensionr .di esse, il loro 111.unero, la du rata progressiva per unauuo. Si \'òrrebbero i tiri a· segno sottoposti al la direzione di un ufficiale in ritiro, istruttore ccl ammini:stratore nel tempo stesso, o I' obbligo nei gio,·an i di freq uentarli . Si propone cli dir idere in ogni corp1 i tiratori in due categorie, quella degl i uom ini cap11ci di colpire a di:stanze mi nori di 500 metri, e l'altrn (lei tira tori :;ce!Li per le grandi clista uzc. Questi ultimi doneh!1cro essere conservati nella proporzione del 1O per 100 iu ogni co 111 pagn i;i rned ian te riassolclamcnto con prern io. Ct'cdesi che giovcreblioro assai in gncna contro l'artiglieria, la caYal leria e nella dife>'a rlelle posizioni . Per ottenere ciò si arriva a proporre la creazione di caporali e sergenti cli tiro, e l'ispezione improvvisa ai reggillleuti, condnecncloli alle pro,·e di tiro, per giudicare degli e!l'ct.ti delle. marce, rlc·I modo co nH' csgi -si forma no e rlei rimltati nel her~aglio . l'ita del geiterale !l[aynerille (coutiuuazionc) Gcucraic Plvilebe1·t. Sempl-ici note sulla SJJagna. e sul/'eser<:ilo spagnuolo nel 18.8'1 continnazionc) A. De Sèriynan . - Al 11° luglio 188 1 uclla Peni~o la tt·ovavansi ado1tati i cannoni rignti da 2~- e di H.i centimetri, i ennnoni r:iga ti di bronzo di "4, 10, \'l, e 8 cou ti111ct.ri, i canuoui rigati di accia io da 15, 9 è 8 centimetri , oltre a dnc pezzi da 8 in bronzo, l' uno in metallo orcliuari o, .l'altro i1 1 bronzo com pee:;so. Il sistema cli chin$ura i' a cuneo o a viti'. L'anima del PL'ZZO da 2,1- ha 5!-i righe. L'obice in bromo da 2 1 (·cntirneli-i lia l'anima rinforza ta da un tubo di acciaif> con ,10 ri::lie progressi ve alla culaw1 e ;15 solamente alla bocca, con nn passo d'elica di ~111 , 350 . JI sistema di chiusura co n~iste in una vite co11 otturatore in acciaio; fa portata è di 5400 metri . I l cannone di ferro eh, ·15 cent. presenta la pa rticolari tit di una culatla for tificata eia sette fa sce di acciaio. L'a ni ma ha 86 ri rd1e. Al tiro di prçwn :;i recoro 652 colpi con lo stesso pezzo, . senza che"questo so ffrisse. La portala è di 5000 met t'i. Il cannoue di accia io da 115 comperato all'ol'fìcina Krnpp per il treno cl'llsscclio, hn 1.1 culatta fascia tn, 36 rigl1 e ed il cuneo di chiusura cilimlrico. Il cannoue di .:icciaio da H, adottato ('Ome pezzo da po::;i;:ionc, doveva ::;os1.i111ire il p1·cccrlentc. Porta 2r~ righe, cd il nwoo in ncc:inio cil indroprismatico . La sua massima p-illata è di [S!i-00 metri . J.I canno110 da 9 in bt'onzo com presso i:· pure mt pezzo da po::sizione. La chi,;sura i~ un .c.uneo prismat.icn con :-111ello otturat.o ro in r:-1rr1e. I l <.:annone di bronzo co1111iresso da 8 centi metri i~ un pezzo da. campagna, ,, conta 2r, riglw, e.on sistemn cli chin::;u1'a n c-trnoo prismatico, 1

PEHIODICI

anello d'otturaiione e ott.tnatorc in rame. Il caunone di acc1a10 da 8 forma l'artiglieria da campagna dell'esercito ~pngntwlo . L'esterno del pezzo contiene la culaua pris1mticn reuangolare o la Yolata troncoconica. L'anima porta 1'2 righe progressive e la chiurnra è n cuneo tr(lpezoidale. La gittata è di 4-000 metri, e nelle prove si fecero con ]o stesso pezzo ,14-1 2 colpi senzn akun deterioramento . I l numero dei przzi lisci -è considerevole, ma dal punto di vi;;ta militare essi non hanno molto va lore. It-irwrn1"io da Ge,ryid,lle a Figwig (conti mmione) Léou Perrot. Contiene la descrizione del paese e alcuni cinti :;tati:;t~ci e politici . Notasi che l::i guerrn ti.i conquista tolse agli Arabi ogni fiducia nei vincitori, i 1ruali non seppero 11lO$lra rsi loro allr,ati. Su lla dom inazione francese oss!'l'Vasi che l'a llontanameuto dal Teli , la ma ncanza di punti stratHgici e ricoveri fort ificati per a:;sicnruré l'<1Cl[ll<1, non permettono por ora l'occupazione cli quel la oasi. Quamlo i dominat.ori potessero gi ungere a Figu ig, dimostrasi clie sarrebbe necessario farne la testa delle comunicazioni commerciali e la stazio ne cl i una l'errovia. Si pro pone qnindi di prender colà posizione, parali;:znre le manovre della fam igl ia cli Si-Hamza e del le tribù, imporre una contribuzione di guerra, ed un tributo annuale, applicare dopo r1ueste misure largarnente il diritto comnm:, estendere il con1111ercio, creare nuove truppe di negri, goneralménte osti li ai mori, farsi nl leati , concedenclo privilegi, limitando la conquista. · Le considerazioni mi litari su Figuig inducono a ritenere l'acile l'investimento per la cavalleria; stan te la confìgurazioue delle mon tagne disposte ad emiciclo. L'allinenmento dei villaggi sul fronte nord permei.te di porre in bàtteria appcnn presa po;,.izione, cd in pochi momenti di fuoco fa r venire a pa tti. Le mu ra sono in terra sor montato da to1Ti stabili te da 200 a 250 metri . Un gran cnmpo si vorrebbe opporre ver,,o il fronte nord -ovest nello vicinanze cl'EI-Ondagher t.csta delle acque potabili dell:-1 contrada; un altro campo verso il fronte sud-ovest ver:;o Z:uwga, e la caval!eria a sud- est verso ]a Riviera Tarla. Credesi occorranno tre colonne di circa '.2000 uom1n I ognuna di truppe regolari . Dalle strade che ria Geryville pn~sano per Noama e vanno n Figuig, si preferisce quella pèrcorsn dal colonnello Colomb nel ·1866, cioè da Naama a M.egroum, Taoussara, d Ffaoud el Gara ri viera Oulakah, Souf-el-Kcsser, Cheggnet-el-Seltoni, riviera el-Ardja. Si raccomanda la for mazione di una li nea di pozzi artesiani ben w stoditi, senza la qu11le la conquista francese non potrà procedere avanti . 1


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L!Bl\l

.i/cune riflessioni sui fuochi di guerra di .)f BAz1:,,. - È una critica dell"opuscolo che ha questo titolo. le agitazioni in !tlgeria. - Una escursione nel Toll e in territorio militare sono gli argomenti di questo uuovo articolo. Yi si diurno ragguagli intorno agli uffici arabi degli affari indigeni, alla loro costituzione e missione amministrntiva, politi ca e militare, biasimando che si siano sostituiti con amministratori civili ed uffici piu costosi e meno influenti Si critica il metodo dello imposte e la maniera di ricompensare i gowns senza ·olclo e senza \·i,·eri, mentre souo una forza ausìliaria utilissima, come si vede in molti combattimonti. Si propone di riformare e migliorare le squadre di conducenti dei camelli e del bestiame, si descrivono le formazioni tlci cou\'ogli o delle colonne ed infine si narrano i particolari clell'assa:;sinio del tenente Woinbrcnner e di una caccia co l youm. la scuola dalla brmd-iera P. V. - Nei reggimenti si doHcbbe generalizzare r inseguamento primario, cioi• cakolo, lettura, scrittura, nozioni di storin geografia e cosmografia popolari, per comhallcre la superstizione e gli errori che dominano nelle campagne francesi. L'autore vuole pure l'insegnalllento superiore non per bauaglione, ma unico per reggimento, consistente nelle matematiche, geografia storia criticr1, topografia, li nguC\ viventi, ecc: Passa a trattare clell'educaziouc, tanto più a suo avri~o nccessariain Francia quanto minore, è il sentimento inna to del la subordiunzione, e rp1anto più alla conoscenza del diriuo bisogna contrapporre quella dei dornri, sui quali è fondlllo il rispetto militare cont.rario allo spirito d'egualia nza, cui tendr, lo sviluppo della vita civile. Sulla disciplina, principale fattore dell'educazione milit"3re, ricorda l'antic11 severità, e la confronta co l c:irattere più mite ed umano della cli ~cipli1ia dei giorni llO$tri, la quale tende ad ottenere la più perfetta obbedienza unita all'i ntell igcmza. Raccomandasi la massimn pubbliciti1 alle cause delle punizioni , le qu:i li dcblwno essere ben ponderate e giustu, ma in esorabili, o sopratullo insiste sulla moralitù dell'esempio. Combatte il vizio delle bevande alcoolic!J c, e l'abuso del tabacco mediante le repressioni discipl inali e la sorveglianza, e fa vedere i granrli vant3ggi che si p()SSNto · ricavare dalla ginnastica . Infine tratta dell' igiene e del modo rii co nsf.1 rvarla che de\'' es,ere cono~ciuto dn ogni soldato, medi<1nte raci li spiegazioni fuue dai medici n11litari. Il sisle,na. deg li a,i;a1nposti nei principali eserciti. - È un sunto del la voro faUv :m · qu1~lo argonwuto da l colonnello inglese A. Hale.

E PRRIODICI

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<0,·gan ,ie,• 11t1ilita1·- T,f!'i.ss1, nsclu1ftliclie11- rre,•ei,ae-

volum e XXI V, fascicoli •i °, 2° e 3°. S< uardo refl·ospettivo alla i;ita militare in Aw:tria nel 1881. D~ir·ilorni oflens'i ri nel/a. difesa delle posizioni. - _Questi ritorni offensivi, che si raccomandano tan to, riescono molto di _rad~, anche nelle manone, specialmente quando si f.inn o _cou co_rp1 d1 truppa uperiori al reooimeuto . Una cliYisioDe, in ordme chrnso, che rnol• S 00 . fare una ripresa ofTensiv:i, :i libisogna di un'ora al_mei~o por sp1e~ars1? -0 il suo comand:i nte può fo1· conto che per tutto il giorno non I avra più sotto n1ano. Qunnte cose possono succedere in un'ora, ~e. una "l'an parte della forza è distratta dal luogo e dallo scopo principale -del comballimen to, che è la difcsn della posizione I A che giove1'ebbo la stessa riuscita dell'offensin in una <lata direzionr, se frallanto la .chiave della posizione andasse perd nta ? . . . Le riprese offeDsi,·e sono proprie dei corpi eh carnlle_ria cho_pr~teggono le ritirate. Questi, se _il _t~rrello è favo.rev~le, m, ~och~_m1.nuLi si ::.piegano, anaccano e si r1 piegano. Tra I or~rne (' I e_::i ecnz1o~e .non vi è qua~i inlerv:illo; ma ù ben altro cprnnrlo si ~ratta di fa'.1teria . Il tempo perduto nel preparare il movimento, parnlma_ tutto 1l_Yau.taggio che pnò ricavarsene. Le mano~·re s~tl ca~npo _d'. bauagh~ st: furono sempre inopportune, lo sono piu eh~ ru:11 ogg1~1, davanl1 a1 ..fucili a retl'ocarica. Dunque le riprese 01Ten s1ve, nella difc~a delle po.sizioni .uon souo ammessibili, se non nella forza di un reggim ento ~l più, e 'quando il temmo si presti. Le riserve in _gen?rale, sarà meg!10 impi ega rle a rinforzare le linee cli fu oco. Solo. 1~ circostanze spec1~'lissime, quando la trupp~ che di fcnde nna po$iz1one no~ tro,~a S~)az10 sufficiente pe.r spiegar 1•isi, sn rit utile fare, anche con grossi corpi , d1ver.sioni o riprese offensi\·e. Operazioni ecl c.~pe1·ienze /'att e clalle 'i . ,r . trnppe, durante la c~mvayna, della Bosnia e deU' E-rzeyovina SPALEXL -:- _La pop?laz1onc ,maomett:\lla prepoudcrante per :mimo, ricch~z7:e e po~1z1~11? soc1~le, era deci~amentc nemica degli ,\ ustriaci; la cristi:111:i si dl\'lde,a !Il due parti : gli ortodossi, desiderosi di u11 unione ?oil_a Serb!a. ~ c~I Mo~tenegro, erano nemici quasi quanto i maomet1an1; 1 ~attol1c1 _m, ecc consideravano rrli Austriaci come liberatori; ma, pochi , poven e d~ppoco'. .erano amici pressochè inutili. I corpi degli insorti (com posti quasL


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LIBRI

esclusivmncntc di maomew ni) ... . . . ·... :; improvvisavano La "". 1 . semp lll'l:<:-:irna. I i1obili e i ricchi . I ·1 . , o-•arc i 1a <'ra . , :;cconc o I or,ido che te paese, vcn rvano riconosci uti per ca i. Essi .. " _11ernno 111 respons11bilitil e tencva110 bene ·1 I p ,icccttavnrro ardr1.arnentc la . ' . , oro pos10 r 'arm ame 1110 d 1· . era sv:1r1atissimo · ma in "eneral" · " • cg I mso1·1i . ' " ' ' avevano buone arm · ( f . rctron1r1ca, una pistola e un coltello) ' .' li n ucr 1e a di sicurezza non era ordinato nrn e e s~pevn no ma11eggrarle. I1 •ervizio ,. . ' , •, onre rn lu ltc le "llcrre in. , . gI rnsortr erano sempre informali ._·11111. d Il o , :;u1 rf'z ronah, • "::. e e mos"" del ne · ·., m,c·r., perchè tuu, i maomettani facevano da c· plo t ,· l · . . . · s ra 011 e< a spre r, 0 <li ruorilagua, sapevano O<>l'iusorti cJ,,-11~ l'o · . . . '. me tntt1 r popoli ' " > s11 1 .,uc Il e accidt:nlalii-"t del ;1 "rovars, rn ~c 1 ., • " • · ""' rcvo1mente 1c11eno, " , ' "l'ano molto rn ··b·1· 1· uanco, prrchè 11011 ave,,ario .· • ~ "1 1 1 ag I attacrhi di ' ' 'r;;rn ,, . l1'me1·n l l' , . 1· . . cow portfl$se il danno e si mo-i , ,. . , . .'i?. :n trg rer ra prù che noi cil<•_ria. Occn1lando le po ·izi·o" .' :i, ,1 '.1 0 'f,ttas1 rud1/l~ren 1i al fuo co dell.1 fum, P11'nu}n1JJ" .· . procedl'ndo ,ali' on·r nsiva · Si~. ,wanwvnno . e 1111 1.,s·te•.n:;1one so,·erchia m ' avvoJrrere colle ·11' . . .· . . _,~tena ,on de e tentavano di r, co mrn c1av;1no il luoco al la c1 ··1 .. 1· . laccnrno grande consumo di ·.. . . b .:mz,1 t , 2000 pas;;i, e . muniZiOnr; ernno carichi cr . cn n, n,1 a1·evano perfino ., 00 Il . ' ' cartnccie, al. - . coragg10 derrli insorti .· . islantc; d11lle casr e dai lnorrh. 1· ·t'f' . ., . n . non sr smenti nn ' r, 1 OJ i rcatr non ~i fosciaro . . ·. : se non di 1·iva forza . Gru 1,1li di ou0 11. . no tn/lJ ca<·crare · e< eC1 nom1111 col c-oltell Il s, gettnvano addosso a pio ton. ., .. l l . . o a a mano, . , ù1 ~o eatt; $Ontrnelle 110 ·t t . Il . dopo aver trrato il coliio cl'·· 11 , . s .a e su a rnrr, . ,1 a1mr, contrnnavano Il S[la , truppa che s, avanzaya fìnd1èco1p·1· ,rare co11tro la 1 .d .· , d . '. . · . .a terra·' nell e i.·1trrn1c ~, ,e e,ano :;pe:,~cJ uom 1ur n cavò llo e,,, ,a evnno ' ' " S«1C:CilJ·,;r rh1 " l'l!j) >' J • J' avanzar;i nlla çor;;a verso la trup la clrc i ~ . . , è:>_ I' .e e, uggenti, di 100 pnssi e far fuoco fìncl, - I . ' . nseo '.li.va, ~-ra111ars1 alla <lislanza . . . . ic iennano urc,~,. GI rnsorti f pngwmer,; per ofi Austri-ici d.; . non ncr•vano ti . ' ' ,S1)C1'S I, VO 1en dire 111 01·1· · notevo Je la cura che <>l'iusort' ' 't,; era 111 vece r1 . . . . o · i poneva no nrl [)Orla r~i . · er,1.1 e possibilmente · apprC's~o I loro . "~nclie ,· morti.. Il pr·incipe Eugenio e 1·/. duca rii Ma1'/bo1· 1

•

t')

Progetto

•

I . . . ong. 1 a c1eazwne ili un nuovo t.1 . ·1· Il .0 • d 1 eno mi 1tare tolontaho

J?C ,

K nATSCH Mtm _

( , po e treno au lriaco, dopo il I869 . . . . .. su bt ma""JOn ca r11lir·"1neut·1 , e quello che 00 • " e non pare che I · · D <lclla Bosn in cd Erzc"ov in ·i il " . ·,· l . J.1':itr. . urantela c.Hnpngna , . •, ,et v1z10 ee1 trasporti l:is ·, ·o Si(1crare, uon solo in causa dellr r·. . I , . •. ero mo1to a ded(ill'iusuffìcicn te numer,J di truppcconc ,z,on,, ocali,,_dell~ ~carso matl'l'inle e V' , nrn:rnc1eperl rnab1 hl11d . l . .' . ' cico nc ucen t1. . enml'.l nel treno molti soldat' r , ' li .,· , simi cl . . . r e r cn , a eua, mcd 1ocr1 cavalieri e con n1.:ent1. n,sogna mutar sistema d. I ' pe~tntti riconosciuto che il solcfoto del t, , r ree utament~. ?rmni è da e simili ha bisoono I' C , eno, se tolto cl:i carrctt1en, vetturini , • o r' una errn:i molto minore dei soldati delle altr;.

E PlmlODI GI

armi. La clas$e nominau1 ò molla Humero$a; ma c~~a si può af(giung(•re anche quella dei grossi fittaioli di campagna e dei proprietari di terre, che colti vano essi ste,sì i loro poderi . Queste pc1'$0lle sa11110 tutte guìdare un cavallo attaccato a una veuura, e in poch i n1 e,-i cli fcrnrn, possono diventare buoni :;oldat.i del treno ..\la il ,autaggio della ferma più brc, e lo paghino nè pi ù nè meno di qua uto fon11 0 i rolo11tarì di u11 auno, o il compen~o stabilito, sia l'obbligo di presenlar~i a,lognì chia1n,1ta con un carro (di cui si possono fhsare le dimrnsioni " lr formr) n11:1rcato ad uno o dne caval li . Lettere sulla guerra cl'Orienfr del lf>77-78. Un viaggio cl'istrn;;ione in Tw·c:l1ia . .\)JERLIX<,. - Xel s\'nlimcnto do! loro va loro guerriero, uella fcrnrn 1wr,nwsione di cssei'C trn3 razza

superiore, i Turch i disprez,,ano quelle nhitud ini clic solo oggidì po:\sono formare la ricchrzza e fa forza delle nazioni, rioè il la\Oro e il 1·i~parmio, Nel carntterc dei Tnrchi $Ì osscrvn no gra ndi con tr:1cld izion i: sono generosi cd avidi iu pari tempo d1•lla roba altrui; ,ono Jmni cppu1·p prepotenti e crutleli; pieni cli buon ~u;;to amanii della mag11ifìce11za, e uonrlirucno pìgri e :;n dici. ln Turch ia manca il çiUad iuo 1· uon v,• J1'è neppure il gPrrne ; ecco pcrchè ogn·i progres$o riesce impossibile. Yi è uu autocrata, e dopo lui: preti, gurrrieri 1· ~Cliia,i . Chi ,iaggia al giorno d'oggi nella Turchia eu1·01wn non puù ,ot.trar,: i alla convinziouc che in uu giorno, non molto Jo11ta110, gl i Osmani la,:ciera nno l'Europa. Fin d'ora vi è nu movimento d'emigrazio,w pronunriatis,:imo Dalle provin cie che la Turchia hn perdu to, i Turchi se ll<' ,,an no. Si vede la popolazione d'inticri ,·illaggi, colle ~ue tende e i s11 oi lappel i, cammirrnre verso Oriente, quasi in cerca della tl'rra pro111P,~a . Tutti fanno una tappa in CoslOn tinopo li, poi molti passnno nr•ll'A:;ia mi nore. Povera gen te! Trovano i paesi ria cui w11uero i loro pncl ri, ma non trovano più quello che essi lasci,1rono. LP moschl'c sono in rorina, i pozzi sono asciutti. Con lntto cii, l'ul t.imn ça l,bt1·o r,: (lcll 'irn p,:ro ttn·c.o nou al'vcrrà senzn sanguinosi com h.iu.imcnLi, e ,enza l\'sln·111a rovina delle popolazioni. Sono troppo gul'rriPre, per 11M11ra, e troppo i.:011vinte, per ignoranrn, che il Sultano i: il re rlei re, che Co:.;tantinopoli è la citti1 :;aera e che l'impero turco ì• il più po1en1c del mondo. Chi racrnglieril il retaggio degli Osmani '? r R.us:;i prPlt'IHIPnti ;ntil'lti o qnalchn aspi rante nuovo? Gli sl::t \·i meri1lion11l i r:ip prc,5en tati ,fai Rulgari e dai Serbi, o il piccolo :-lato crNlo clrl no1nc e rl<'l le 1raclirl izioni dell'antica Grec ia? Xoi rrrrliamo 1'111• fa pr,.~1·111r ~rn,,razion!' non vecJr;\ il problema risolto . L'allaeto alla baionella . Dn.,1.11 1F.WiC7.. - È la con futazi o1w dì nno


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E PERCODICl

Ll lll\l

scritto in cui Yicn detto che il regolamen to · austriaco, trattando dell'attacco alla baionetta, manca di chiarezza. l.'irnpot·tan:a de.Ila /:inea della Drina. - La Dalmazia era una p~'ovincia pnssiva; non è lontano il tempo in cui sarà fra le provincie più proclutl ive dell'impero. Dopo I' ocrupazione della Bosnia e dell'Erzegovinn il movimento commerciale nei porti dalmatini è straordinariamcme c·,·cscinto . La Dalmazia, l'Erzegoviua e la Bosnia formano economicamen Lc corpo solo; uon v'è prosperità per esse se non vi,,ono in pace' solto lo steS$0 governo . Dal lato mil itare questa regione forma pure uu sol lutto, e costituisce per l'Austria un polente baluardo sul suo confì uc· oricnLalc. Di questo baluardo il lato litoraoeo è protetto dal la Hotta, dalle numerose fortifì c:1zioni e dal!' asprezza naturale. Da ll'al Lra pnne la linea della Drina offre nn eccellente base strategica Yer6o la Turchia, e compleLa ,,uella verso In Serbia. . Deliberazioni del comitato f1·ancese cN cm;al/eria a. Tours. - t ·un e:,tratto della pubb!icazione intitolata: Proces verba,u i des Sl:ances tenues à Tour.~ sous la pn.~ìdence de !11. le général de d-i:oisfon Gall-iff'et. Conco1·so delle t1·uppe d'occupazione e dell'amminist1·a:t'ione -niì-litare allo wiluppo materia le e cùvi/e della Rosnia e dell'Erzego1Jina. - Nelle comlizioni politiche e $OCiali in cui trovavansi le popòlazioni della Ho:;u ia e del l'Erzegovina, prima dell'occupaziontl e subito dopo di es:'11 ((I mi,sionc di ric.oudurvi l'ordine e la sicurezza non poteva spettare $e non all'i1mministrazione militare. Questa non solo attese al cornpimen_ro di tale missione, in mezzo a difficoltà d'ogni specie, ma per ragg;ungcrc il suo scopo eseguì lavori e fondò istituzioni, ·che saranno il germr del progresso e della fu tura prosperità di quei paesi. Seguono notizie sulla costru1,ìone di ponti, di strade e di linee telegrafì chc, sull'irnpi:mto del servizio posta le e del servizio sanitario, sul ri levumento flf'I terreno e sulla fondazione di scuole.

Ne«H' u ,.i.lit ,'i,•iscl,e Blùtte,·. - · 11° trimeste 11882 .

La ~iccola guerra. e ima odierna 'importanza. - Il modo di pre·paru·s1 al la guerra dipende, in gran parie, dalla risposta a questa domanda : « contro quale nemico dovremo combattere e qual i sono ·Ì mezzi più pronti e sicuri per schiacciarlo".> » Che noi tedeschi o

presto o tardi avremo un nuovo urto colla Francia, lo sappiamo dal ~ 871. Oramai è per noi un articolo di fede la sentenza del nostro grande stratega, che cioè gl i acqui~ti fatti in pocl1i me::;i, dobbiamo essere pronti a dife nderl i per cinrruant'anni. E pronti ci teniamo . E il genere cli guerra più sicuro contro quest'e,;entuale nemico, l'abbiamo speri mentato . Ma da qualche tempo minaccia un perico lo nuovo. Dopo la guerra russo- turca, l'autica amicizia tra la Germania e la Russia si Yiene raffreddando; oggi è mn lumore concentrato, domani può essere inimicizia èl perta. Ma da solo nessuno ha il coraggio di atl.accarci; onde se avremo g~erra, l'avremo da dn~ lati. Ora non è possibi le procedere da lle due parti collo :;tesso metodo . Non so lo 11uincl1erehbero le forze ma vi si opporrebbero le condizioni naturali. Dunque da un lato 1·orfeusiva, e cl all'ahro la difensiva; da un lnto la grande e cfa ll'nltro la piccola guerra . Il tenente colonnello Bogusla woki in uua recente, interessantissima pubblicazione dice: l'importanza che hanno per gli eserci ti moderni le commuuicazioni ferroviarie e telegrafìcbe, e la facilità di distruggerle, daranno probabilmente alla picco la guerra un nuovo impulso, e nr~ rénderanno più sensibili gli eITetti; la neccssilit di proteggere i confini, durante il grande lavoro della mobilitazione e della radunata, fornirà un 'altra occasiono alle operazioni della piccola guerra, e le colossali fortificazioni, onde adesso è cinta la zona di frontiera di tutti gli sta Li, imporranno nlla grande guerra , del le pause, duraute le quali la piccola guena divamperà iu lutto il suo vigore. » I mmaginiamo che mentre il grosso dell'esercito tedesco è sulla front.ier;i o sul Lerritorio francese, un'arma 1a russa invarla le. provin·Cie della Prussia orientale e della Posnania; quale sarà da qur,sto lato ·il miglior genere di guerra? I grandi corsi d'acq1w, le vaste paludi, le folte fo reste, presentano un teatro nttissimo alln piccola guerra. B questa, datr) il caso, faremo e continueremo difensivamenu, ~oll'armata di riserva, fìnchè il grosso dell'esercito di .1a linea vincitore ad occidente, possa staccare · un buon nucleo cli fo rze per la guerra sulla frontiera orientale. f!ùerche sul/.'ùnpo1·tanza della ca·t>aller·ia nelle y11en'e moderne. E una critica della recente pubbl icazione, di pari ti tolo, fi rmata R. V., in. cui si era preteso di stabi lire che la cavalleria ha cessato ,di esserr~ un'arma . L'autore della criLica conchiude con questa sen(<


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tcnza di Federico II: <( nnn buona cavalleria vi rende padroni della, campagn:1 >). {l Belgio: sch·iz;;o ,nibitare. Ifo:-11G. - « I B1 ~l!!i :;ono per ia massima· parte terfes.chi c;he parlano francese. I giorna li si scrivono in francese, gl' impiegati i giuristi e gli ufficiali devono ,,ervirsi di questa lingu:1 . \l a si ha un bel comandare soldati i·1 frnn cese, quei contadini, (namm inghi cli stirpe) si muovono goffamente alla tedesca » . Da l tempo in (;ni si rese indipend ente, il Belgio ebbe due nemici: la Francia e l' Olanda. Questa ora ha messo il cnore in pace, ma pr.r· la Francia l'annessione ciel Belgio è un assioma, corne la rivend icai ione dell'A lsazia e della Lorena. Certo che la lingua è un gran legame nella vi!a dei popoli; fa le1.t.era tura è la co\'da più sensibi le ciel· scntirncnt.o na7,iona le; ma comi; i tede:,chi clell'Anstria e quelli dell a Sv.iz7,era ll(m sentono 11essuna smania di gettarsi nelle braccia dei loro· fratelli germanici, così non la sentono i Belgi rispetto ai Francesi. Qua ndo la Francia s' imponeva all'Europa , il peric,)lo di' un unione· rw1· amore o per forza, pendeva come la spada di Damocle, sull'esistenza del Belgio; ma cp1esto perico lo oggiciì è sva nito. Potenza magica delle vittorie! Dopo Sedan , pedino i Belgi hanno cessalo cli ammi n1t·e tntt.ociò che viene dalla Francia. Si leggono ancora le gazzeu.c di Parigi, si pasce la curiosi tà nei fatti scandalosi di cui que5ta capitale abbonda e di cni Brnxelles non difetta; ma si è grnt.i di cuore· alla German ia di aver assicurato l'esistenza <lei paese. Frammenti staccat·i da,/./a storia della guerra c;,m.er'icana del I 86465. RECHTOLO . - Si racconta lo sbarco di ll'Tac-Clcllan unila Virginia e n si descrive la batta7lia rl i Serven rines. (}i.onann-i Waldma,n e ·il suo tenipo.-Si narra no alcun i episodi della guerra di Borgona. Ancora del/a, sceltlt dei congcdand·i anticipCLfamente. - La scelta dei soldati da mandarsi in congedo an ticip8to non è co,a da prendersi leggermente. t una disposizione che ha inOuenza non solo su! la· vita dei si11goli individui,. ma anche sn!la concfoionc deile lnro famiglie. Coloro a cui inco mbe ([ue:;t;; sct>lt.u, e $Opratutto i com,111danti di compagnia; le cui iul'onnazion• hanno un' innuenza decisiva, devono usare la Jllassima occulatewi e l'imparzialità più. rigorosa . Le disposizioni mi nisterial i, a questo rignardo dicono : • Il favore del congedo anticipato deve essere concesso so lo a quei soldati, che hanno fatto no tevoli progressi nell'istruzione e che si distinguono per bnona co ndotta. Dopo ciò bisogna anche tener calcolo del lo stato delle famigl ie, ed inviure preferibil mente quelli, la cui presenza in famiglia è più urgeiitemente richiesta ». ·

E 1'1!:1\lO l> lCI

··" E' il ;:;unto Lii L'arte della guwra a/l'esposi.:ione cli eleUrtrttu,. un art.i,·olo dello Specta le.w · inilitain itlwne ossena :ioni sii/la d·i~posizi01ìe d.cyli aca mposti . - Secondo le norme regolamentari e secondo r1uan1.o s'nsa gcneralnH'IL.te.nelle gL:Uncl, .manovre, gli avamposti si colloc:1110 cotne ;:;e da un.a pos1Z1onc ~1 !t'onteg-gias~e tla lu ugo tempo il ne1ni co. ! n guerra, dopo tm a. marcia, .\\vicue rai\irncute dic gli a\'.ìmposti s1 !)O:':,Ono db pùn'c m tal n'.~do . Prim a s.i fll'Csenta la dornancla: 1lol''i) il g-ro~:;o. rlclle t.n1p.1~e? . \ 1.ene appre:,:oO l'altra: ;;i procede oll'ensirnu1 ente,. o ,;1 ~ sulla 1lden~1Ya ?. E nel primo (' ;\SO in qual direzione s'intende dt ,pmgcrs1? Sono tnllC costanze che, :rnche sullo sLesso terreno, fa nno variare I.\ fon:a e 1~ ù1spo~iiione rlegli avn rn posti. Lo sropo di cr1wst i ii di m;~ic1n,1rc 11 1_:1po$O del gt·os,o, e elargii tem1)0 cl i propa ra:·s~nl con~bn~t.11~1~nto . Qne.,t~ scopri rleYn a,·er:'i ~cmpre prosc'nte percl11· e' 1nY,H tnh1lr, il rnorlo 1lt raoo·iuu"erlo clipenile dalla si tnnzioue. ov " · l·,r,:mc1a, · yenerci1c.r'll'1·1 ·e,.La clùnissione clel JYf'i.n·ist'/'O dr/la yne1Ta rn È un O:,trauo cln g-iornillt fra11 tc:;i. Ecco la conrl u, io1H' : « I ~ol?al.i. fran ~ c:esi a Tuni~i sono troppo giovani. T inchì.\ DOIL w ngauo t·1m!)H1zzatt con al t,·i i:iiLt a11ziani , l'errorP pl' l' trii il ' Minist.ro ha dornto nt11-;~rs1, resla . La rreazione di nu l'::erTilo coloniale, pel' la reggenza, 11011 e· la cosa più (';icile: rieliieile 1u1 rrnmonto cl i :J;> o 4-0 in i.Iioni, snI . hilan<·io orLÙirnrio. Finc l1i) 1pw~l-i non si cou,cn tnuo e l'c~crc1 lo colon,alo uon sia fa tto, ·I.\ ~ituazioue in Africa rim:ru(· la ~1ess11 ». . . . Della ·riprodti;:;·ione delle. wrte. - Si rn 1w cenno d ei ,M·1 weto<lt di riproduzioue delle ,a1te (iuci~ioac in n:11ue, 111 aceia10, z111cografin, Jitoornfia, autocrralia, e.:c.) ~pic~antlo in che com;1, ta ciascun metodo , e) o . . r . . irulicanilouc ]a data cl'iu,·enziouc (' i s1H'tcss1n per ez,on~incut.t . . · Questioni nrgenli nelle {or111 azfon,i ,·e,qolamentari.-:- E l'esn u1c ? it.ico di nna pubblicazione di pnri l.itoln, nella rprnlP "' cl1~t.1Lt.ono Il' Jormazioni tattiche in uso nell'e~et'c.ito terlesco. Delle 8 oslanze m oderne espfo;;ùe. - Si t.n1lta dei priuci pali preparati esplMivi, d<'I loro 1t,;o e' rlcl modo òi ,1dopc-,rarl i onde eYit.are disgt'azie. Un gùirl'iz'io f'rai1cese stitla caoallel'ill iede,w . - 11 co lounello Hu manu, nelle eoulen'nzc ù1 cava llerin ,.,te1111te a Tuors, clopo aYef' fatto alcune critiche al modo cl i inanovrarc 1lella raYalleria tocle$ca sog1riunse: « La cavalleriu le-1!:'srn ha pL'ece1lt1to tut.te lr• ,mc_rirnli sulla ~'i8 del le riforme, ed Jia in qtlC'S lH parerchi 8DHÌ di Yallt..\g(!iO; menti'C d'altr~ parte ha semp!'e migJior:itO il SUO J)ùi'~OU;ìJP e il SUO Hl;ì(_erirdc. Essa risponde all a primr1 condizione di 11nr1 buona rnYnller·1;1: 11:-i c:1-

cir-


LIBRl E l'E f\lODICI

valli e cavalieri eccellen ti. Sopratutto conviene notare cbe vi sono in tutte le gua rnigioni maneggi coperti e piazze d'armi per l'istruzione e le manovre della cavalleria. Da l ,t870 in poi si spe,ero grandi somme per l'al levamento dei c:1vall i specialmente da selJa; quel li cli lusso e da tiro sono poco curati . I cavalli della truppa banno mollo $angue quindi velocità e resistenza» . / Cont1·ibnto alla storia militare. - Si passa in rassegna un'operadel dottore Rocholl, intorno alle guerre tra Ja Francia e alcuni principi germanici, nel secolo decimo settimo. Ivi si prova con documenti dell'epoca, che gl i Alsiiziani riguardavano i Francesi come nemici e i solcfoti dell'elou.orc~ Federico Guglielmodi Brandeburgo, come liberatori, e che l'Alsazia passò alb ra sotto la Francia malg1;ado la resistenza delle popolazioni . Le opernz·ioni cl'i, Napoleone clal16 al24 avrile. ·1809. HuTrEn. Giammai l'influenza del comando supremo apparve gr,rnd·e come in queste operazioni; giammai si vide meglio come talvolta gl i avvenimenti dipendono da un nomo :;olo, e quanto valga la previdenza, il colpo d'occh io, l'attività . . Da tali operazioni risulta che, por Napoleone, il concetto tattico e strntegicq forma va un sol tutto, o sia ch'egli, nello schieriimento strategico dell'esercito, volesse procurar,,i le migliori condizioni per la cont!oua di una battaglia, o sia c!t'egli , nella condotta stessa di una biittaglia, cercasse il mezzo cli usufruire strategicamente il successo. Se e quanto·v'i sùida corregge-re nell'istruzione dell'<w1,maestrnmento tatt-ico. - I l regoiamento d'esercizi è da molti anJ"\i rimasto lo stesso; invece l'istruzione sul tiro e quella per l'ammaestramento tal.tico vennero sostanzialmen te muta te. Però non èancora possibile fermarsi . L'istruzione per l'am maestramento tatti_co, messa a confronto col regolamento cl'esercizi, è un ca polavoro, un libro modello, ma ciò non esclude la necessità cli ritoccarlo. , La ?'ete fen'O~'iaria tedesca e fnincese e loro capac'ità .strcitegica. E l'estlme critico di uuo studio pubblicato con questo titoli) dal Joiwnal des sc'iences ·milùafres Com,unicazion'i ·intorno a.l/e armi da fuoco, HENTCu . - Si dànno nozioni sulla spoletta a percussione Gobei, sulla spoletta Schmidt, sul fucile a ripetizione Mauser, sullii nuova canna da fucil e Mauser, sul proiettile Rivo snl sistema del fucil e Fi:ichert e sul sistema del fucile. Dreyse.

BO LLETTINO BIBLIOGRAFICO

0

LE

Cottsiderntious s10• /es ff!uX 1l'iuf,111te,·ie, tip•· 11Uqués "· l'llllaqne et II l,ì tléfence ,les hauletu•. Parigi '1882, librerin Baudoin, prezzo lire 2. L'autore dist.ingue tre

J o1N1>Rt:.

specie di tit·i: orizzontale, da alLo in basso, e da basso in alto; ne descrive e ne confronta gli effetti In un appendice si cliscutc il Yalorc militare delle a lture, s i lrnlla dell'alzo cla impiegare secondo la diffcrcnzn di liYrllo f"rn il tirnt.nr0 e il bPrsaglio, ecr. ecc. RovEL . .U,1111cel tlt!S <1/umills ,le fer ,,. l'1ua!1e des officie1•,,;.

Parigi 1882, libreria Baudoin, prezzo lire 2,50. L'opera si divide in quaU.ro parti, che porLano i seguenti titoli: 1~ considerazioni generali suWuffìzio e l'influenzn delle ferrovie; 2• studio tecnico clelle ferrovie; uno sguar,lo alla rete francese; 3° impiego delle fenovie pei trasporli militari; 1! strategia e tattica llclle ferrovie; protezione, difeso, tlistrnzione. Hauptmann. Zwei B1•i!1<ule11 . (Due brigate). Berlino ·t882, tipografia Zukhardt.. Analizzando le operazioni di due brigate (28' e 38·) nelle campagne del 1866 e 1870-71, si dimostra: 1° clte il perfezionamento delle armi da fuoco hn non solo mutata la tattica, ma limitata l'azione del cornanclo nei combattimen ti; 2° che se un esercito non vuole rinunziare alla vittoria, deve Ja sua lattica divcn tare psicologica. V n1·ic fig-ur<'e carte sono intercalate al testo.

OENIG FHJTZ,

v. Grnsc, Oberst. 1•,·oviso,•iclle llefeslig11119eu. uu,l Festm1gs-Eiaeuba/1 neu .(Fortificazioni provvisorie e ferrovie

OTTO

eia fortezze) Berlino 1882. T ipografia Zukhardt. Si sviluppano i seguenti principii: '1 ° nelle guerre fu ture, più che nelle passale si farà uso di g1•andi fortificazioni provvisorie; 2° queste necessiteranno la costruzione di fe rrovie provvisorie da foc-

tezza; 3• la costruzione e la difesa di crueste i"ortificazio11i e ferrovie spetta alla landwcr e alla landsturm; 4' gli ingi·gneri militari debbono famigliarizzarsi colla costruzione delle ferro,·ie provvisorie, e gl'ingegneri fer1'oviari conoscere i principii


BOLLETTl'.\O BIBLIOGHAF!CO

ùolla for tificazione; 5° si debbono fare , al eletto scopo , e!'.<orcizi pratici, in comune, clagli uffieiali del gonio o dag·li impiegati ferroviari. l 1e1•t•flllt111ga-8eyle111e111 /tir ,lit- .~cl,weize,•iscl,e .4r111ee.

(Regolamento d'amministrazione per l'e,;orcito Svizzero) Berna '188t Prezzo L. 'I ,50. È un uuovo rep:olnment.o andato in vi-

SERVIZIO STRATEGICO DELLA. CAVALLERIA

go,·e. il ·P ~onnaio corren te anno . ·,IJes iusfiltdions militai,•es ,Je '" F1•1111ce, 1,a,• un o/ficiel'

NELLE ULTIME GUERRE

Parigi 1882. Prezzo L. 7. È un esame critico <l~lle i;:t.itnzioni mil itari france"i. r1é11érfll.

D(e lì11i/01•m,•11 ,ter Deutscl1e11-.t81•mee. (Le uniformi dello esercil0 tedc:=;co). Lip,=;ia '1882. Prezzo · L. 0,50. Si clescriYono

e ,=;i mo:=;t.ra110, in figure colorite, lo vario uniformi RI Lnnlmente in u:=;o, nell e rliver~e armi dell 'impero tedr:=;co. Frm,kreicl. uutl IJ,mt,scl(,11,t. (Francin e Germania) Annovet' ·188'2. Prezzo L. ·J,50. ,~~ un parall elo tra qu este due na-· zioni, fatto elfi vari punti cl i Yisla e SfJ('cialmento clfll pnnto di vistn strfl l. ep:ico .

PICA .

Gesc/1icl,te ,le,• li.. I, . ltriega-.Jla,•i11e (Sluria clell'I. H. :Marina cla Guet'ra) '1 Volume Vienna '1882, prezzo (per abbonamento) lire 7,50, dai li brai lire '12,50. È un opera in t;Orso cli

pubblicazione, redatta dalla sezione di ma1foa, presso l'archi,io del minist.ero clcllR guerra. Il primo volnme testè pubblicato, tratLa della marina au,-tt'iaca anteccd('.)nlemenle allfl cr,-~ione di VrneziR rill'Au,-[.rin; (rial H\00 nl 1707) . S<111ilt1.<1-Geschfol1te tuul tillflistil, tl,~,· occtrpt1tio1t llo.rnie11s trnrl 1-lercegovi,u?, 1878. (Storia e statis tica sani 1at'iadc ll'occnp11zionedella Bosnin ed Er7.egovina; '1878) . Vienna l882 , prezzo lire i:t È 11n'opern t·eda lLa su documenti ufficiali.

NIYHOACZ .

Zn·1M P.R~1 A"' .llus ,te111 8,•ie Iwe<il, sei l<'rie,Jricl,s ,tes Grt>.,seu.

(Dal Gar teg-gio di Federico il Grauclc), Berlino 1882, prezw lire 2,40 . .È una memoria storica, in cui si espone e discute il pian0 della campagna dèl 1757, e l'esecuzione cli esso, fino n.lla conp:innzione degl i eserciti pru$sian i davanti a Prflga. Il D'ireLLO('O ÙRP.ST P. 8ARATIERl Ten,mt ~ Colon.nel/o nei Bersagll~;·i. DE~1ARCHI CARLO,

gerente.

La guerra di secessione d'America, mise in luce l'importam;a -del servizio strategico della cavalleria. Fin allora nelle guerre non €ra stata se non l'arma dei grandi effetti morali, quella che decideva le battaglie, l'arma tattica per eccellenza. Come tale e per ef.fetto dell'impulso che le avevano dato Gustavo Adolfo, Carlo XII, e il gran Federico, aveva potuto operare gesta splendidissime delle quali oggi ancora risuona l'eco . - Napoleone, servendosene come di un uragano che Lutto rovescia sul suo passeggio, va debitore alla cavalleria, cli molti suoi sucessi; Marengo, Austerlitz, Jena, Eylau, Esslinsg, la Moscova, sono monumenti che, eternando la memoria di quel sommo, lo attestano Lanciata da capi illustri quali Murat, Lasalle, Kellerman, tipi di bravura la più cavalleresca, essa piomba sul nemico, si confìgge siccome cuneo ne' suoi quadrati, schianta e disperde ogni resistenza, facendo echeggiare giulivo il grido della vitLoria. Ma al genio di Napoleone ciò non basta. Il .suo occhio d'aquila intravvède come da quest'arma si possano trarre servizi non meno utili nè meno brillanti anche fuori del campo di battagl ia. E nelle sue più belle campagne, quale ad esempio quella del 11806 in Pruss ia, la vediamo precedere e cuoprire la marcia delle colonne, eseguire scorrerie lunghe ed ardite sui fianchi ed -alle spalle del nemico, impadronirsi de'suoi magazzini, sorprendere ~ittà e fortez,ze: compiere in una parola sul teatro strategico, sebbene in scala minore, quei fatli che oggi formano la parte più im.lNNo XXVII, VOL .

In.

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SERVIZIO STR.\TEGICO DELL.\ C.-1.YALLERI..\

porlanLe della :rna nuova missione e che cosLiLuiscono il co sì deuo. servizi o strategico della ccivcillerici . Senonchè, caduto quel gigante, non si seppe trarre profillo dagli esempi che a questo riguardo ci aYC\ a lasciato; e l'azione di quest'arma. si vide di 11.uovo ristrelta fra i confini esclusiv:unenle tallici. Toccava agli Americani di richiamare l'attenzione clel mondo militaresull'importanza del serrizio strategico. Di fallo li vediamo nella guerra di secessione (,186 1-63) impiegare la loro cavalleria -- per la più parte improvvisala e qmtsi pilL fanteria monlala che vera cavalleria - in modo del lutto nuovo o pienamente consono al carattere di quella lotta, alla natura. di quei terreni e alla qualità delle reti stradali che li sokono. Grossi riparli cli cacciatori a ca.vallo, munili di arma a Liro rapido e a lungtt gittata e sostenuti da artialieria, corrono in ogni senso il teatro cli guerra, arrivano inosser;ati sulle linee d'operazione e sulle basi dell'avversario, clistrngr,ono ferrovie e teleat'a!i, minano ponti e gallerie, inccndianò . o magazzini, disperdono co lonne d'approvvigionamenLo, sorprendono ciltit popoloso e si impadroniscono cli punti importanti dello scacchiere stralegico. Oggi .ancora risuonano famose le lunghe ed ardite scorrerie (1·aids) condolle da Stuard, da Morgan, da Scheridan; quelle di Rosser in direzione di ~ow-Creek e Beverly e quelle di Wilson davanti a l\Iontgomery e l\Iacon; e gli effetti che apportarono nell'anclam_ento delle operazioni e nell'economia generale della situazione fllrono Lal i da far epoca nella sloria di quella guerra. Impiego siffallo della ~avalleria, il quale di sicuro non potrebbe 1rovare identica applicazione sui teaLl'i cli guerra europei, aprì un nuovo e vasw orizzonte all'azione ecl nttiv ità tli ques.t'arma. Ben pres to anche in Eurnpa s' int.ravide come nelle guerre odierne per la sua mobiliti1, per In. celerità delle sue mosse essa potesse renire ulilizzata n~ll o esplorazioni a grande distanza e su larga fronte, non solo, ,ma .anco~in;, .e sopratutto, .per attutire o menomaro i poLenti effetti dell,.applic;azione delle.ferrovie -e dei telegràfi alle operazioni militari e specialmente ai mezzi di rifornimento delle grosse masse che costitui~cono gli, eserciti moderni. - D.iciamo sopratA.ittQ, poichè alla stessa guisa ·che dayanti , il nuovi e, fonnicfo.bili strumen~i cli attn.cco sor$oro e coranature e lo1Ti girevoli ·e ~

~ELl,E ULTDIE GUERRE

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ricove1·i blindali e trincee da baLLaglia e proOl i modificali, così, sembraci, che per gli effetti clell'impiogo della rnporiera e della pila nelle auerre debbano ,enir controbilanciali da un nuo"Vo elemento. E cruesto elemento sia la cavalleria lo accennarono i fatti della guerra. americana, lo dimostral'ono le campagne di Franci~ e di Turchia e lo faranno risplendere di fulgida luce lo lotte avvemre .

eh;

I primi albori del servizio strategico della cavall eria su! tealri ~li rruena d'Europa li vedemmo spuntare nella campagna d1 Boemia (1866) in ispecie clopo la giornat.a di Kon iggrH.lz e diventar pieno meriagio in quelle franco-tedesca e turco-russa. N~ ,t 866 i Prnssiani non avevano che pochi corpi di cavalleria. destinati ad essere esclusi va.mente impiegati nel servizio strategico . Alla I" armata fu assegnato un corpo di risona di due di\'isi~n i (.i I squadroni o 5 batterie); l'armata ·dell'Elba e la 2• ebbero ciascuna una divisione di 24· squadroni e clue bnLtcrie a cavallo. Durante il lavoro di radunata delle truppe Sltll'Elba e la 4.• bri gata cavalleria (1° ulani o i:>0 ussari) mantenne il collegamento fra l'al'mata dell'Elba. e ia ·I•; riconobbe celeramenLe lutto il paese attorno a Baulzen sino ali.~frontiera di Boemia ed arrivò qunsi alle porle di Dresda. percorrendo in quattro giorni circa 370 chilometri. La stessa cosa è a dirsi della cavalleria della 2a armata che prese parlo attivissima a ttllle le operar.ioni anteriori al concentramento cli questa in Slesia o poscia riconobbe le sLrette di Trautenau, di Braunan e di Nachocl per le quali doveva passare l'armala. Ma cla questo momento tutta la carnllcria designala pel seryizio slra.Legico fu mossa in riserva o fa.LLa costantemenLo marciare alla coda delle colonne. I comandanti delle annate volevano aspettare per spingerla innanzi al fron te dell'esercito cli avere passato non· solo le monlagne ma anche la regione coperta e frastagliata che si stencle fra l'alta Elba e l'lser. fo realLa fu solo dopo la battaglia di Koniggriitz, avvenuta oLto giorni dopo il passaggio della fronti era., che vedemmo la cavalleria portarsi annti, cuoprire cl'una corlina di pattugli.f la. fronte d!operazione dell'esercito -..~Ltorioso e correre alla ri corca del contatto col nemico in ritirata da una parte su Ohntilz, dall'altra su Briinn e Vienna.


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NELLE ULTIME GUERRE

SERVIZIO STRATEGICO DELLA CAVALLERIA

~fa ben altri fueono i servigi che la cavalleria tedesca preslò come arma strategica nella successiva campagna (11870-711). Le idee a queslo riguardo erano meg-lio concretate. Nei quattro anni corsi dal 1866 al 11870, mentre da non pochi si andava gridando e si tentava di dimostrare che davanti alle nuove armi e al nuovo modo cli combattei:e la cavalleria era diventata pressochè inutile, i Prussiani, comprendehclo come l' impiego più utile e più fecondo di buoni risultati cli quest'arma oramai fosse mestieri cercarlo a preferenza che sul campo di battaglia su quello strategico, avevano con una giudiziosa istruzione apparecchiata la loro ad eseguire a grande distanze quelle esplorazioni e quelle sconerie che furono uno dei principali fattori delle vittorie riportate. A.nzichè corpi di cavalleria, i c1uali s'era vislo non rispondere pienamente ad un buon senrizio strategico, furono create divisioni indipendenli e messe a disposizione dei soli comandanti le tre armale (dapprincipio d11e per ogni armata) . I reggimenti designati a formare queste di visioni compierono la loro mobilitazione melodicamente; furono trasportati al luogo di radunala unitamente ai corpi d'armata di cui facevano parte in tempo di pace e non si unirono in divisioni se non sul teatro d'operazioni. Anche le divisioni di cavalleria permanenti, quali quella della guardia e del XII 0 corpo (sassone), giunsero alla frontiera assieme ai rispetti vi corpi. Lo scaricamento dell e masse di cavalleria non fu eseguito nei pressi della Saar nè sulla linea Landau-Germersheim, in avanti dei grossi delle armate come da mo lti si presupponeva, ma al Reno e precisamente nei punti di Bingen, -Kreuznach, .)VIagonza, Mannheim ecc.; e ciò per non essere disturbati nel , lavoro cli sbarco e concentramen to delle armate da successi parziali riportati dal nemico già riunito in gran parle alla frontiera. In tal modo si dovette rinunciare a far compiere dalla cavalleria una. larga esplorazione sul territorio dell'avversario; esplorazione caratterizzata da quelle ardite scorrerie le quali intese ad assumere notizie del nemico e -dei suoi progetti, a turb_are le sue operazioni di radunata o di schieramento, sono di tanla~utiU-ta per l'esercizio del co~ando supremo e così fecol'lde di e[etti,:1:nòi'ali all'inizio cli una campagna. Nove giorµi dopo la drchiarazione di guerra, mentre i Francesi avevano alla.frontiera tre corpi d'armata e tre divisioni di cavalleria, 1

la linea della Saar ed i confini del Palatinato erano sorvegl iati soltanto da 3 reggimenti cavalleria e 3 brigate di fanteria; e non fo che al 3 agosto ( 16 giorni dopo emanato l'ordinedellamobilitazione) che le due divisioni cavalleria, destinate a proteggere lo spiegamento della .2a annata sulla Saar, avanzarono e vennero a contatto col nemico. Da questo giorno però (5° e _6° divisione) intrapresero quello splendido servizio d'esplorazione strategica che rese famosa la cavallerìa tedesca. Le due divisioni della terza armata (4• e 12°) non entrarono in scenasenondopolavittoria Worth. L'avanzatadiquesL'armata dall a linea Landau-Gerrnersheim alla Lauter e su Worth fu esplorata e protQtla dalla cavalleria.dei corpi d'armala. Talchè è soltanto dopo la giornata del 6 agosLo, contr{)distinta colle battaglie di Spicberen e di Worth, che vediamo le divisioni di cavalleria precedere la 2• e 3a armata e stendere innanzi ad esse quella specie cl-i gran velo chele nascose al nemico, a squarciare od arrestare il quale non valsero nè i deboli sforz i dei Francesi nè le imm ense foreste, nè le montagne, nè le larghe fiumane, nè le città popolose e fortificate di quel teatro cl' operazione. L'esercito francese, costr.etto dall'esito delle battaglie del 6 agosto a ripiegare da un lato su Sarreburgo, dall'altro suMetz, si vide ben presto raggiunto e tormentato senza tregua .da quella cavalleria che tutto vedeva. Nella loro corsa avanli al fronte delle armale non un cascinale, non una strada, non un sentiero sfugge alle esplorazioni delle pattuglie tedesche. )fostrandosi e scomparendo improvvisamente si rendono invulnerabili ; inquietando continuamente il nemico quando riposa, quando auencle al rancio, quando abbevera i cavalli , impadronendosi de'suoi bagagli, spargendo ovunque confusione e spavento finiscono col fargli quel male che non gl i avevano fatto i combattimenti. Dietro ad esse, in distanza e quasi all'insaputa dei Francesi, le armate tedesche avanzarono seguendo due linee d'operazione dirette a Metz l'una, a Nancy e Chalons l'altra e le quali, risullanclo interne rispetto quelle del nemico, le rese pari a cuneo che andò sempre più penetrando fra il gruppo formalo dal 1°, 5° e ·7° corpo francese e il rimanente dell'esercito. Il 1Oagosto le punte delle divisioni cavalleria della 2· armata le troviamo che ha.nno già oltrepassato Foulign_y, Falquemont, Landroff, Baronville e il 12 che raggiungono, unitamente a quella della 1

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smwrzro STUATliG ICO

OEl,L.\ CAVALLERIA

3

Ia armata ( J 3 e 3 divisione) l'itnasti si no a qllesto giorno in seconda lin.ea, Poix, Puclie (strada cli SL. Avold), Laquencxy, .T Ul'J, J\1ngny sur S011le, Pont à )fousson, Dieulard, Frouard (I). Lelo1·0 infol'mazioni segnalm1do al quartier generale principale corno j Fl'ancesi (esercito di Bazaine) anzichè arrestarsi clietl'o la :Xied andassero concentrandosi su ,1ctz o come il paese a monte di quella fortezza fosse inlieramente sgombro siuo alla i\Josella, di cui eran rimasti perfino sguerniti i passi principali, indussero il genetal :\foltke ad iniziare qno11a gl'an manona avvolgen10, intesa a gitlare i francesi al nord d~lla piLt clirnlla comunicaziono con Parigi e a racchiuderli possibilmente nel campo di Metz. Ma per attuarla faceva mestieri n-uardare rigorosamente gli sbocch i della piazza forte; cuoprire lo ~'>piegamento delle dne armate sulla destra del fiume; impadronirsi il più p1·osto possibil e de' passi di questo ; intercellare la ferrovia eh o corro sulla riya sinislra e per la quale l'esercito nemico potern riceYere ancora. rinforzi considol'evol i e cercare di ani1 are improvvisi sulle st1·ade )Ietz-Yel'dun . Tullo qucs(o Javol'o fu affidalo alÌa ca.,allcria. L'ordine infatli emanalo dal gran qunl'lier generale in Herny la sera del ·I 3 accentu:rnclo siffatta manovra prescr{ve nppunlo alla cnvalleria « di arnnzare quanto più lontano sia possibile e inquietare la « ritirata del nemico se r1uesto r ipiegasse per la slrntla Metz-Ver« dun (2) ». E il ma!lino del ·I 4, la 5a diYisionee quella della guardia passano la Mosella, celeramente si irradiano sul paese fra i\Iosell a e ~Tosa,· distruggono la ferrovia. Toul-){elz e si colle"ano in direzione di Nancy colla cavalleria della 3• al'mata (11:" divis~ne) la quale, superali i Vosgi, crasi approsgimata all'alta Mosella dopo cli aver accerchiato la piccola fortezza di )farsa! e sol'prese Luneville e Nancy. Cos icchè il ·Ii5, allorquando la .z" armata. iniziava il passaggio della ~fosella al sud di Metz per raccogliern mediante una vigorosa ofTons,rn contro lo strade di Metz a Yordun i fr utti della villoria ri portal a jl •J 4 a Borny dal I , VU efrazioni del lX corpo, troviamo sulla linea )falroy-St. Barbe-)larsilly-~Iagny sur Seille-Ptl\ieuxSu:1.emon t-Vignuell e SL• .Michi el- Commercy-Menil In. Tour un a 1

· (l) Per migliore in toll igenza dollc ,n osso della cavalleria veggonsi le corte o hli sch izzi annessi alla ni:lazionc dello Stato )faggioro prussiano. " (2) Ordine del generai Moltke, oro tl pom. del 13 agosto:

:NF. LL E ULTIME CrERRE

spessa cortina di pattuglie cli carnlleria che anrolge gli sboc<:hi clelln. pi:12za francese, cnopre il passnggio e lo spiegamento dei corpi d'armata sulla sinislra del fiume e tiene nella più grande incertezza l'in imico . Compongono questo gran velo proLellore della ·I a e 2• armala tedesca le di Yision i Groben (3"'), Hartmann (1°), duca di :.\Iecklenbui'g (6a), Rheinhaben (:>~), Gollz (divisione della gua1\1ia), e lo sostengono in seconda linea da una parte il I, YII e IX corpo, dall'altra il III, X e corpo della guardia. Il rnaUi1i0 clel 16 mentre la di,·isione dollaguarclia s'impaclronira. dei passi della Mosa da Commerc~- a Dieu o si avvirinan, a. Toul, e la cantllcria della :1• armata da un lato inadianclosi nella regione di Mon tigny cuopriva il fianco sinistro dell 'arma.La e dall'altro si stendeva sulla linea Vaucouleurs-~eufchàteau, la 3" lfr,isione dagli accampamenti di Suzemont iniziò una. ricognizione offens iva. Yer:,;o ; campi franco~i che sin dalla sera innanz i eransi Yisti in clirez.ione cli Rézo1l\ ille. Tnle ricogn izione inhreye tempo degenerò in ardente o sangu inosa lolla che si svo lse so di un aperto e vasto altipiano ad ovest di quel Yillaggio e nella quale si impegnarono a poco a poco la 5a e O(l divisione cavalleria, il HT o X corpo . In questa giornata di )Jars la Tour-Rézonville, che alcuni chiamaron o giornata d'onore della cavalleha, vedemmo le divisioni cavalleria comportarsi non men· bene di quello 1~he si erano comportate sul campo strategico. )lercè gli sforzi energici, mercé le cari che impetuose e brilla nti delle briga:te Bredow, Barby, Hauch .... i Tedeschi poterono supplire alla loro inferiori là numer ica, dar tempo ai rinforzi <li arrivare sul luogo della pugna, iar tesla a.Ile so,erch ianti forze francesi O· corpi d'armata e quello della. guardia imperiale) e mantenersi sino a sera sul terreno del combauimento . L'indomani ( 17 agosto) la cayalleria, continuando nel suo la, oro cli esplorazione e di scoperLa, vifed che le masse nomi che in \'ece cli tentare nuovamente di aprirsi la slracla verso ovest. come temevasi al gran quarti er generale, andavano r itirandosi per Vemeville e Gravelolte sul vasto alLipiano di Roncourt-Amanvill ers-Point de Jour. Il fitto velo di pattuglie da essa disteso davanti la fronte nemica cuoprì il concentramento cli setto corpi d'armata. e 3 divisioni cavalleria che anelò. compiendo-i sulla linea Ars-HannoYille e per-


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SERVIZIO STRATEGil:O DELLA CAVALLEIUA

mise ai T.edes.chi di prepararsi alla gran battaglia del 18. La quale-,. f~ gran v1tlona che corroborando e sviluppando la buona riuscita: d1 quella del 16 suggellò taLticarnente la manovra strateo-icainizi ata il 14 a Borny. Ne risultò che il principale esercito fran~ese si vide· racchiuso in un cerchi_o di ferro che ei non doveva più rompere se non col cedere le armi. A conseguire tanto risultato Ja cavalleria vi av~va conco~so potentemente come arma da battagli,, , ma in modo emmente poi come arma strategica, sia per aver velati i movimenti del propri? :~ercit?. e così impedito ai Francesi di approfittare dellostato d1 cns1 m cui esso si trovò dal ,f 5 al 17 agosto e deo-li errori che pur furon commessi il 16; sia per avere co' suoi av:isi tolte quelle dubbiezze sugli intendimenti del nemico che in quei aiorni 0 conturbarono il supremo comando. Lasciato a guardia di .l\fetz il principe Federico Carlo con la ,, a. armata, quattro corpi della 2• e una divisione cli riserva il rimanente dell'esercito tedesco si avviò il 23 agosto su Cha,lons ove- ' Mac-~fahon andava formando una nuova armata. La guardia, il II e XII corpo e le due di visioni di cavalleria 5° e 6" costituirono una 4,\ armata tedesca (armata della Mosa) la quale soLlo il com~ndo del 'p rincipe reale di Sassonia si incamminò secondo la direttrice Verdun-Saint Menehould-Cl1alons. La 3a armata doveva procedere secondo quella Commercy-Yitry-Chalons e in modo da mantenersi una marcia avanti la 4a, « Affìnchè se l'avversario vo« lesse resistere si potesse sempre attaccarlo cli fro nte e sull a destra « e giLtarlo al nord di Parigi {") ». .La r~valler.ia, s:mpre c~sì attiva, così vigile, così intelligente, sispmse innanzi a ncercare 11 contatto col nemico. Il 23 stesso le sue punt~ raggiungono la linea Esnes-Senoncourt-Souilly-1\fondrecourtNeuville-Rosnes-Sermaize-Perthes· e due squadroni del 5° drag?ni (4~ divisione), mandati in preceden::::a a Vitry, arrivano nei dmtorm orientali di Chalons e riferiscono che tutti i villa o-ai sono, abbandonati dai Francesi. In pari Lempo una pattuglia p~~etrata nella valle della Marna rapporl.a che anche la città era stata abban-· donata e che il campo cli Mourmelon (Chalons) deve essere occupato da guardie mobili. 1

(1) Ordine del genera i )lc,ltke, 21 agosto, ore Il ant. d u Po nt

à Mousson.

NELLE UL1'IME GUERRE

185

Simili notizie, confermate l'indomani da nuovi avvisi della cavalleria, dimostrarono esatta l'ipotesi fattasi al gran quartier generale che cioè Mac-1\'Iahon avesse eseguito uno di quei movimenti a doppio scopo che lo poneva in grado si(t cli ripiegare su Parigi, come egli propendeva, sia di marciare verso Bazaine, come volevasi a Parigi. Tuuavia il generai Mol~ke non riso lvè che di accelerare la marcia, accennando alla 3" armata la necessi tà di spingere il più avanti possibile la cavall eria e far sempre più chiarire da essa il vero stato delle cose e alla 4a, l' utililà cli rompere in vari punti la ferrovia che da Rheims per Longuyon mette a Diedenhofen. E di faLLo il 25, mentre cfa una parte il ,17° usseri della 5a d:visione si recava celeremente per Duna !VIouzay (circa 65 1:hilom.) e nella noi.Le brucia.va il ponte di legno della fe rrovia presso Lnmouilly, fra Sedane ~Iontmedy, e che le punte della 5a e 5a divisione si spingevano cli 1~ clell' Aisne; dall'altra la 4a divisione raggiungeva Chalons, dopo cli aver costretto alla resa la piccolafortezzadi Vitry, ecolla sua estrema. avanauardia St. Leonarda pochi chi lometri da Rheims. Le inforo ' . mazioni da essa forn iLe in questa gi.ornata, un giornale pangmo, ed un dispaccio di Parigi ricevuto per la via di Londra concordando nelfar ritenere come non improbabi le che il marescia llo Mac-Mahon, cedendo alla ragione poli Lica, avesse risoluto cli tentare di soccorrere Bazaine, nell a noi.Le fu1·ono preparate le disposizioni per fareseguire all a 4• armala e ai due corp i bavaresi un mov imento di conversione verso nord e portarli sulla li nea Verdun-Varennes « $C « gli avvisi della cavalleria. lanciaLa su Vouziers e Buzancy confer.,.· « massero la marcia del nemico alla volta di Mctz (11) ». Ouesti avvisi non si fecero auenclere . .Ben presto le antenne dell'es~rcito ,teclesco dovevano toccare l'inimico . Una pattuglia della -12a divisione dire Lia su Bantheville incontrò presso Flevi Ile sulla strada Varennes-Grand Pré uno squadrone francese; altre pattuglie della 0• divisione avanzatesi da Senne verso Grand Pré furono accolte a fuci late e videro in vicinanza di quel paese truppe d'ogni arma. Più tardi il 11° squadrone del 115° ulani esplorando il terreno fra Dun e Buzancy s'imbatLè in due battaglioni francesi; ~ il ten~nte V. Werthen della 6" divisione, sp intosi con una patr.ugl,a-ufficiale(li Ordine del generale Mo ltkc , 25 agosto, ore Il pom., da Dar le Due.


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SERVlZlO STRATEGICO >DELLA CAVALLEIUA

vel'so 1/@miiai;s., potè·scoprhre dalle 1 alutire a: 1•nord di S'avlo'nir le pos.izion i dei Francesi. e. riferiite «·che !gli ~b itant,i 1assicurava~iò\s«·.~ervi ·c?là M.ac~~Iahon c?nrl .IO, OOO·uomini (,1) »:'No'n v'eraéft'iìnd1i· p1u·dubL10 : l'armata nemwa, operava pel' congiungersi con Bhzaine: 1 Chi guardasse uno schizzo,,in cui si,eno segna.te lo,posizìoni occu1 1• pale b •se11a deH?6 dai corpi Ledescliii e daill6Jdivisioni ·di caval•let·ia' i'rr esploruzione·,strategi•tta, osserverebbe sulla ,f.inea ,Dun-S·ehuc..JJ\'fon.1 tho is~Somme Py-Monrmelon-Arç.y · $Ul' AnHe ·una oatena cli' pattu-. g)i.e dii c~valllernia laqua.le svolgendosi in;sen'l icìrcolo ctlopre per 'tilHt d1<stesa d1 ben ·150 ch ilometfi i sparsi ooi;pi.· Da essa, 's(Js'tènul'(l fn • s·ec'onda., linea d:lii ·gl'Ossi.della fil•, divisione cavalleria a Ba11thevil11d; ' dellatS" a :\fontclt~uLin, lìella 6~ a/fahme, della .t"a Ch·alons, della2a a Aulnay, ~1edreb be ·sptinfare drappelli incm·icn Li da un !alo di rompere l~ fel'ro".'ie della Senna a Payns e della iWarna a Epel'nay; dall'alt1·o eh scopi:ire e tener, d'occhio le pnsizioni fraùces i in dire-zione' 'di• Rheims, di Yottziers, Buzancy è 13eaumont. E questa g-ran catena , che ,si•stese così ,celel'amen te e·con un raggio d'es1Slora;,ione sì con-· s.iderevole e che ,coi suo i avvisi rese possibile trovare l'incogn itadel!é mo_sse_e dei divisamenti del nemico, nei punti' in cui lambì le p 0 ~, siz1om da qtiesto occupate, vi. suscitò allarmi e commozioni. 'ranto che il maresciallo i\fac-Mahon, credep_dosi seriamente attaccato, avanzò con tutte le-sue fo rze str Vouziers e Buzancy e non se rie ri~J tt·asse se non quando il mattino dopo si conYinse di avere di fronte soltanto cavaJ.leria. Di qui però perdita di tempo prezioso, marcie ~ c?ntromarcie i:>e_ r str~de fang0se e stemprate dalla pioggia, confusione e demoralizzazione frn: quelle sue truppe. La perdi La di quei tempo sopratutto fu. fatalé ai Francesi. I successivi avvisi della cavalleria infomrnnclo di ciò il genera! Mo!Lke e· di più avvertendolo che essi proèede·.,-ano su Stenay per le strade di BuzancY e di.Beau.mont. e che per .anco non erano giunti alla Mosa di cui "eran,gii.t occupati da truppe tedesche i ponLi di Stenay eJDun, lo -indu;sero a smettere l'idea dappri ma C•)ilcepi ta di una adunata di 6 corpi e la guardia a Dam·,,illers (destra della iVIosa) affine cli frappo rsi fra l\fac-Mahon .e Metz. Deliberò in vece far convergere r is6lutamente 1

(I) Quest'an iso pal'lì da Tahure , dove trovavas i i l grosso della e• d;ris ione ca r a lleria, .=alle 7 pom . òol :'G e g iunse a l gra n quart ier gonera le a ile 5 a 11t, del 2i ,

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>iELLE ULTIME GUERRE

verso nord anche la 3• armata e attaccare con forze sovercbianti i Francesi sulla sinistra della Mosa, L'ordine della se1~a del 27, che icretò rruesLo concetto, segnò ]a 1·ovina cloll'armata dt Mac-Mahon. coi ·1 · · tr1'bolanLa cavalleria, manLenendosiaLtaccataai pannt· de11··1mm1e.o, dolo senza posa, arreslandolonellesuem:ircie, gli preparò l'amplesso di Sedan. E qLLest'arnplesso di morte ebbe lnogo il 1°set,tembre. Le armate tedesche avanzando e combattendo runa (la ,V1) iralaMosa e la l,ron l.1er,.o belaa n', l'altn ' < (la 3a), fra crnel fiume e il Bae verso la strada r · Doncherv-Secbn e coll'ala sinistra anche cli là della Mosa fra'. r1gne au"< Boi~~ Fleigneus, ftn ironoperdarsi la mano ad Illy e per~]:~ ndere l'armaLtt francese nello spazio triangolarn compreso fra la Gn onne, la Mosa e Floing, che le fu tomba. Nelle successive vicende della campagna gran parle_ clel!c divisioni di cavalle!'ia. tedesca furono impiegate sia a cuopnre 11 terg~ delle lnip}Je cbo iiwestivano Parigi, sia aé( operare sul f1·on~e e su~ fianch i delle grosso uniti~ ~nYiate più Lan~1 contro le ar~1ale 1t:ances~ che erano andate improvvtsandos1 e c!ìe uwano tentai 0110 d1 spez zare il cerchio di ferro che stringeva la capita le. . . .. . Splendidi inrnl'o e possiamo dire· anche ecccz1onal1 lurono 1 servizi di natura strategica prestati dalla caYaHena tedesca (,t_): t· ~-11 · del aran cruarLiere' <>enerale « la cavallena · I l'tpetU ',] Ol'(Ll l v e : . , · b , " _ . ,·, j , • _ avanti 0 il più 111ngi posstblle »; r cons1?erevo_li 11:,t1 l~lt ot tenuti soYen li volle da, semplici l)[LLLuglte; 1l senl1rnenLo di superiorità. che ben presto s'infiltrò fra qudl_a Lrnppa; lo s1~a~,e~1to .ch~ovunqne cagionava l'apparizione ai~ch.e di_qualche caval1e10 1s~lat~~ tutlo ·contribuì a rendere oltre ogni cl1re rntrnprendente qu-ell,L ,ca 0 a messe cl al· o sì Y&lleria e a farle cogliere su l eampo sIra teg,c_ · , l"- ro• · , lori. Tnt.lavia non crediamo di andar{ erraL1 afferman.do ch_e cos~ 0 &rancl i e così effìcaci risultali non .. l db be po tuto ragg1un<>e1 e s~ _1 Francesi [Wessero utiliz?.ala. la 101o meno inopportun_amente e p1~ secondo lo spirito di quella nuova. missione che l'ocl1erno moclo cli far la guerrn ha imposto a quest'arma. . Mal organizzata per un pronlo passaggl'O da~ piede di pace a. 0

· · ll· R la~ione della guerra disse: « è sui chiari (li \l grande st~to maggiore prnsSiano ne ,a . e ' il comando supremo fondò le sue e s icuri an•isi dell a numerosa cavalleria tedesca e 110 deli be1'3zioni decisive» - Pun tata 9", pag. llG5.


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SERVIZIO STRATEGICO DELLA CAVA LLERIA

quello di guerra; male equipaggiata; ripartila nell'esercito in modo da trovarsi per così dire saldata alla fanteria e priva affatto cl' o~ni libertà d'az!one; .per nulla apparecchiata mercè di una saggia <>ed opportuna 1strnz1one al nuovo compito che oaai Je si addice in . 05 ?ue1.·ra; clel tutto sprovvista di ·carte del paese e per soprassello mal impiegala, la cavalleria francese non prestò alcun serviaio strategico. La sua azione fu esclusivamente limitata al campo battaglia. . Per la qual cosa poco prudente ci sembrerebbe il voler desumere a.ai sol! fatt i della guerra franco-tedesca un giudizio assoluto sui r,sult~tt che _la cavalleria può raggiungere nel servì zio strategico . Solo puoss~ asserire che i servizi da essa prestati ebbero il potere oltreché d1 operare ùna completa t1;asformazione nelle idee circa la sua importanza, di indurre tut.ti gli eserciti europei a portar miatioramenti e innovaz ioni nel suo ordinamento ed educazione. °Così vedemmo dopo il ,J 870 Austria, Russia, Francia e Ital ia, sebb.ene q~iesta in proporzione molto e forse troppo modesta, non risparmrare a_lcun sacr.ifizio p6cuniari0 nè alcuna cura per dhre a~I? truppe d1 cavalleria qnell'effeLLivo numerico , quella solichta, quella mobilità e quell'istruzione che oo-a j mostransi indispensabili se realmente vuolsi che esse rendan~\mcaci servizi in guerra.

di

Ne)la campagna di Turch ia ( 1877-78) anche la cavalleria russa forte di 11,, divisioni e 11·I reggimenti non riuni ti in divisioni fu fa~ vorita da circo:tanzc che le permisero di prestare grandi ser~'igi sul campo strategico. Essa pure, al pari della tedesca nel ·1870 -7'1 ebb~ il sommo v~n taggio di trovarsi a fronte di una cavalleria pe;, ogni rispetto a Je1 inferiore. ~Io_lt~plici e svariale furono le missioni che ebbe a disimpegnare. All m1z10 delle operazioni (fine d'aprile) ht cavalleria. dell'ala sinis~ra ~lell'eserciLo venne incaricata di cuoprire e proteggere in chrez,one della Dobruscia e verso le foci del Danubio il concen tramento de! Russi sul Pruth e quindi il passaggio di questo fiume per entrare 111 Rumania. Si fu in quest'occasione che vedemmo u~. 1:aggimento c?sacchi ~~ggiungere a marcia forzata. e impadro~ns~ del ponte_d1 Barhosu sul Seret, presso Galalz , su cui passava. 1 umca ferrovia rumana e che. facilmente poteva essere distrutto 1

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~ELLE ULTlillE GUERRE

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dai monitors e dalle cannoniere turche disposte a gua'.·dia d~l. basso Danubio tla Widdino al mare. Questo ponte v~nnc dat R~ss'. u~medialamente coperto con una ridotta armata dr gr_ossa artrghen.a, ~a quale respinse a cannonate le navi turche che poi tentarono d1 av vicinarsi per rovinarlo. . . La marcia dell'esercito russo aura verso la Ruman'.~~ e 1~ gra~ conversione li. sinistra da esso eseguita per concentrarsi e scl~1~r~rs~ di fronte al Danubio, fra l'Alula e G-alatz, fo coperta d~lle dms1?nL cavalleria, all e quali venne altresì affidato di sorvegliarne le rive sino al lliorno in cui se ne intraprese il passaggio. È no~ che i Russi in esecuzione del loro disegno di guerra, che era di avanzare il più rapidamente possibile per Sisto_va e Timova su Adrianopoli affine di giungere sulla linea d'operaz10ne .centrale delle forze turche in tempo e!n posizione da batterle partitamente e quindi marciare su Coslantinopoli, ohbieltivo ultimo _del.la guerra, scelsero come punto di passaggio per la massa pnnc1pale dell'esercito Zimnilza che sorge cli faccia a Sistova. . . Per dislrarre l'attenzione dei Turchi dét tale punto s'. ese?nirono opportune diversioni, di cui la pri!1cipale, quella che nvesl.i cara.ttere strategico, fu operala. dal XIV corpo che entrò nel(a Dobrusc1a passando il Danubio a Match in (116 gitLgno), ne scacciò le scarse trnppe sin dietro al va.Ho di Traiano e attrasse verso e.st gran parte delle forze nemiche. . n passaggio del fi ume da parte della massa dell' es:rc'.Lo .russo fo iniziato il 21 giugno. Grosse avanguardie eh ca.vallena si sprnsero sulliLo a est verso Bieta, a. sud verso Gorni Sluclen, a ovest verso Nicopoh allo scopo di proteggere lo ~hocco .e lo spiega1~ent? de'.le truppe che nei giorni 28 , 29 e 30 misero p'. ede sul!~ r~va, destra. Appena il grosso delle forze ebbe passato 1l.Danub1?, 1~ gt an~L~ca Nicolò risolse di avunzare direttamente sul prnno obbiettivo, F1hppopoli. Per assicurare e coprire la sua m~rcia inn~nzi nel cuore della Bulgaria spinse tre divisioni cavaa~na dal_l a lm~~ d~lla hn'Lra verso il quadrilatero bulgaro (fortezze drRustcmk-81 h_stria ·Varna~ Schiumla) ove sapeva trovarsi l'armala di Ab.dul Kenm, . forte d~ circa ,]00,000 nomini, e div ise le sue truppe 111 tre nuclei che SL spiegano a ventaglio fra il Vid e la J~ntra._Il primo nuc}eo (~II e Xlll corpo) fn diretto a est verso B1ela; 11 secondo (IX coi po)


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SEUVIZIO STRA'.fEG \CO DELLA CA YALLEU!A

s'avviò ad ovesL su Bulo-arii1Ì' il terzo 1l'\'IIT cor·'1:,0) s1.•. . . . . : , o. .' ::,pmse verso 1 Balcarn. Prevederono 11 prm1orrru -po Ja ,10a d.1 · · · · 0 1 v1s1one cavallena, ·1 • l · . .. J ' -~ ~e~~nc_o ,1 co~acch1 dt Scobeleff. Dà vanti al Lerzo correva un'avani è>uaidia ::;tiat~g1ca eh;,. composta in gran parte di cavalleria e condoua da Gnor ko, da fll'no,,a doveva spinaersi su Grah .. ,· . scere · . · , .., b. . . o e ova, nconoi pas::i1 p1aG1ca. ili dei Balcani, impadronirsene e puntare co1_le s1~e esplorazwm nella valle della Tundscia. Partllo da Tirn?va il.2.2 luglio, Guorko s'avvicina celeramentealle mo~JLagne e ne ri~on?sce i passaggi. T1:ovato che quello di Sci ka è difeso dai Turchi, s1 getta su l'altro più orientale di H . b p dopo. , . · d. . . e am ogaz-e un,\ ma1C1a i due gtorm, compiuta fra enormi diflìc lC . traversò 1 pit . :il · . . 1 o a e at . l se'. )rosi sentieri, sbocca sul versante sud dei Balcam nel la va lle della Tundscia, alle S})alle di Scipka . La, sua ca,·a . . II .· · · er1a .qmv1 rompe ferrovie e telegrafi, sostiene parecchi corr1batt1· . d ~n cl osi. e caricando . menti . e .ap . pie anche col1e baionette sloaa·e -. caccrnton turchi dagli abitati e dai boschi . Il ,17 entra in Ka,~~t/ 1 dopo di aver battuti ofatti prigionieri tre battaglioni con m·ti!;ieri:, e senz~ porre frattempo e alla testa della sola cavalleria si ~pincr~ verno il c~lle e s'impossessa del villaggio . di Scipka 'che st/ a quattro ch1lomeLri a sud d,el colle stesso. ' . L'inc~omani (18) tenta cli impadronirsi anche del colle ati d i Tnrch1 da sud; non riuscitovi lo rilenta il ,19 1\r I l 0a._.coan r_o ' · · i, e qua 10rno il suo' auacco venendo assecondato da assalti eseguiti dao tru e del! VIII _corpo cont1~0 lo sbocco nord, il colle è conquistato. I~~i con audacia senza pari .e sparo a o·endo ovunq lie st npore e sgomento, si 1 sua cava!Jena verso sud· distruao-e i·n p1·u· p t · J f oeUa cola. ' oo · · un 1 a erro· d· F" · via i. ihpp~poli (,1) e si avanza per la va.rie della iVfari tza su Adrianopoh ~Ila _ncerca clel nemico che egli crede poco numeroso ~h quella le trupp"'v a·1G· uò r1co avevano , ..d1rez10ne . In meno di ,1o aiorni o -pe1co1:,o, combattendo e atLraversanclo luo;:rhi asprissimi . , c1 1· ~00 chilometri · . I-1 passo°pm ., m1por . tante ' pm della . . .ed aperto aIl' eserc1to sua prmci1~ale !rnea d'operazione su Costantinopoli. · · A In ,.ciue~L archta sco1:reri.a, che .ci ricorda quelle eseguite dacrli .mei,1carn, la cavalleria v1 ebbe la parte principale. Oltre, iÌ seni z10 cl avanscoperta che eseauì = ma.estrevol1·11ente , sovente combatté

- -·-·(I)

Tanto verso Jeni Sagra che verso Atlrianof)oli.

49•1

i);ELU: ULTDlE Gl:F!RRB

appiedata, ,manovrò il1 cacciatori come vera fanteria; cli cui prese la formazione.su tre .linee, e prolesse 'da sola ·le proprie batterie·. Ad arrestare la corsa di GLtorko so11sero ben presLo faHi irnprev~sti, J)lì, un Jato Sule:yman pascià dal :Montenegro, ove avev,\ prostra~e le forze.degli insorLi, sbarcav.~ colle sue truppe il -19 ad Eno,; presso le foci deliri Ma.rit.za., e raggiunLo c@ I mezzo d·olla ferrol'ia Adl'ianopoli, di qLli muoveva per attaccare i Russi;,dall'altroOsman P.ascià., proveniente da Wicldino, appare i1nprovviso a Plewna sHl fianco destro della,lunga Linea d'operazione .rnssa e a poohe giornate di marcia dai ponti di SisLova. L'unica brigata di c0sacchì i'nCj:lricata éli guardare il fianco clestn:) del IX corpo che agiva contro Nicopoli non ayendo spinto le sue esplorazioni abbasta nza hrngi, i f.l us_si si videro soi·prcsi sul basso Vid dall'armata di .. Osman e fu giuoco forza sospendere le altre operaz ioni e rivolgere tutti gl i sforzi contro riewna, dove _come per incanto anclarnno sorgendo trinceramenti e opere cainpali e per una esLensioHe tale che di primo ac· chilo fu impossibile ail' esercito alleato iùveslirla complelament.e. Il quartiere generale volendo il più sollecitamente possibile allonta- · nare quelht grave minaccia dal fianco destro dell'ese~'cito, decise éli rendersi padrone éli viva forza di quella importantissimi~ posizione. Tre volte (,1 a, 2a e 3a baLLaglia di Plewna, 20 e 30 lug-lìo e 1,( settembre) se ne Lentò l'at.lacco rivolgendo gli sforzi principali contro le opere situate sulila 'riva destra del Vide tutfe tre le volte la difesa, riscaldata dal genio, dall'energia e dall'eroismo del· generale . \/ turco, 1o respinse. A questi toutativi la cavalleria: russa vi-prese parte come · arma tattica e nella terza battaglia, che chlrò sei giorni, anche come armo. strategicl1i. Le divisioni Lasch-Kaeew e Leonteew (60 squadroni circa.) vennero spiegate di là del riumesulle strade di Sofia perchè, puntanclo su Dolnje Dubniak, avessero ~-!agli are ,Jn ritirata ai TL1rchi q@ndo l'assalto condotto sulla riva destra avesse avuto buon ~sito . Senonchè l\\Uacco preparato dal fuoco di 200 cannoni che seguì senza trcgulì- dal 7 al ·1Oe~ eseguitosi l' -11 seUembr~, essendo stato ovnnqne respinto 1 la loro azione non ebbe alcun eO:ettò. Gli insuccessi ripor tati avendo ormai dimostrato come P lewna non si potesse prendere clivi va fo rza, i Russi dovetlero rassegnarsi all'operazione più lenta di un assedio regolare non appena fossero arri1

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:SF.nnz,o

:-IE LLE ULTnt E GUE RRE

STH.\ TEG ICO DEl,f, A CA YALLERIA

vati i grandi rinforzi chiama li dalla metropoli o da tutte le parti del'l'impero. Intanto diedero sub ito mano a fortificare le loro pùsizioni sulla destra del Vide ai lavori d'approccio. Una massa di caralleria doveva , occupando la zona di terreno prospicente i fro nti non investiti, sorvegliare da quella parte il campo trincerato nem ico e im~edi~·e che : i giungessero i-ifornimenti. Al dire però di tutti gli scnttor1 che si occuparono di quella guerra, i !SO squadroni O i 30 pezzi incaticati di ciò, per difetto di buona direzione, non furono all'al_tezza della loro missione e non ottennero quei risultamenti cho Ji comando supremo erasi ripromesso. Ver~o la metà di ottobre giunsero ai Russi gli a!lesi rinforzi che portarono l'effell ivo dell'annata d'Europa a mezzo mil ione d'uomi,fr a HiO mi la qu ella d'inveslimen lo di l'lewna. Mercé questi rinforzi e_P~r elTeLtode!l'avanzatadei Ramani su lla strada di Rahowa fu posslb1!~ accerchiare intieramenle Osman pascià nella sua posizione fo1:t1fi ca1~. Colle truppe della guardia e co i corp i di cavallol'ia (,f ,1 hn gaLe) si formò una massa che, sotto il comando del rrenerale Guorko ebhe incarico cli scacciare il nemico dal tratto di st~ada Radomirce~ Plew~a (s~rada di Sofia), stabilirvisi e guarenti re le spa lle delle truppe assed1ant1, avanzando il più poss ibile nella direzione di Sofia, ove· l\~elt ~met-Alì stav~ organizzando le fol'ze della Macedonia pel' vomre in soccorso d1 Osman-pascià. Coi sanr,uinosi combattimen ti di Gorni Dubbniak_(~4 ollob.re) ed! Telisth (25) Guod<.0 compie brillantemen te la missione alfidaLaglt e la assicurn col marciare conLro M~l10met·f~li, che é giunlo ad Orkani 6, e col costringel'lo a ritirarsi su,_ Balcani (Arab-Konak). Padrone di 01'kanié, spinge la sua cavallena verso Widdino e sino al Timok al confine della Serbia. , ~ad~ta il 26 nov~mbre P!ewna, i Russi poterono riprendere l ol1ens1va, passare 1 Balcani e portare l'azione finale nel versanl~ m~ridion~le e di là su la_ capitalo nemica. Sebbene il passaggio d1 quell aspra catena lo mtraprendcssero nel cuore di ri"ido . o mverno , per strade oltremodo malagevoli, tuttavia non esitarono a~ impegnarvi la lorn cavalleria; e vedemmo la più gran parte dt essa superare con sforzi inauditi alture coperte di nevi e di rrhiacci . l o ' m_trapren_c ~re sub ito di là dai monti il servizio d'avanscoperta, tagliare la l'lt1rata alle truppe, turche che non era stato possib il e circon· -dare nelle strello; cuoprir lo sbocco delle varie colonne dell'esercito

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"Jlei versanti sud a Kostendil , a Teke, a Kasalinch, a Slivno su di un fronte di 400 ch ilometri; correre sullo traccie delta sola armata che ancora tenesse la campagna, staccarla da sua naturale linea d'ope,razione e spin_gersi su Costantinopoli. In questa clrcostanza Guo rko si mostrò degno del nome che ormai erasi guadagnato. Mosse da Orkanié il 24 dicembre per passare il Bai ca no cl' Etropol al colle d' Arab- Konak. Trovatolo fortemente tenuto dai Turchi ed essendo pressochè impossibile espugnarlo attaccandolo di fronte, cercò aggirarlo da est e da ovest, e con operazioni difficilissime, aprendosi il passo non di rado col_ piccone e colla dinamite e sopratuttl) spiegando un vigore ferreo, gmnse_colla sua cavalleria il 2 gennaio 1878 a Sofia dove si impossessò dt ben forn iti magazzini . Da qui, divisa la sua Lruppa in trecolom:ie, ~etta l'una per la Yalle della Tunclscia sul rorescio del colle d1 Sc1~ka .da cui deve sboccare l'VTII corpo; qt1ella di destra su Kostend1l e .Salonicchi lun o-o la valle della Stul'lna; ed egl i colla centrale e :Preceduto da t:ttta la sua cavalleria avanza su l~ili ppopoli. Il Hi ·auacca questa città e l'occupa dopo aspro combattim~nlo colla guarnigione che respinge su Tchirpan. La sua cavallena corre su Costantinopoli , ohbiellivo finale della guerra. . . Nel la Dobruscia, fratlanto il XIV corpo eras1 at tenuto ad una costante azione difensiva, tutto il peso della campagna su questa par~e ,di teatro di guena fu sopportato dalla cavalleria. Cosacchi, _drag_oni , ,usseri, sostenuti dall a loro artiglieria a cavali?, clal :~ll o_cl1 Traian~ avevano corso l'intera regione sino a Dazardsch1k o S1l1stnaecl erans1 impadrnniti di ricco bollino. Solo si potrebbe rimproverare ~~~ella cavalleria di non aver saputo impedire la ritirata della d1v1s1one turca dal campo fortificato di Bazarclsc.hik all~rchè su~ finire dell a campagna anche il XIV prese l'offensiva e s1 apprl)s,;1mò ad esso per impossessarsene. . . .. La cavalleria turca in quesl.a campagna non presto alcun se1 v1z1~ ·strategico, e la sua azione fu puramente tattic~. Ne con_soguì che 1 comandanti delle varie armate non furono mai mformat1 dell e operazioni dei Russi o lo furono assai malamente. La sorpresa ~ l' oc~ cupazione di Tirnova operata da Guorko ; il_ d~ppio p.assagg 10_del Balcani· l'investimento e la resa dell'armata cli Sc1pka; I acceuaz10ne ' .A.NNO XXV II, VOI.. Il i,

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49,i-

SEIIVJZIO STRATEGICO DELLA CAVA LLERJA ECC .

da parte di Sulyman pascià del combattimenLo di Filippopoli ne· furono prove eloquenti. Lo sguardo sintetico che in I.al modo ab biamo dato alla parte· presa ~alla cavalleria quale arma strategica nelle ultime campagne mette rn luce l'inOuenza che ora piLt che mai codesto servizio esercita sulle operazioni e sulla condotta della guerre . Il supremo bisogno d'essere costantemente informati dclle posiziont delle mosse e degli intendimenti del nemico e d'impedi re che a sua volta riesca a scoprire i nostri; lanecessità di eseguire sul teatro della guerra scorrerie veloci e larghi movimenti aggiranti verso le linee d'operazione e i centri di risorse dell 'avversario e di parare da lungi e in tempo a quelle che egli tentasse a nostro danno, ci si mostranopiùimperiosi oggi che le guerre si son fatte brevi , grosse o decisi ve e nelle quali per le grandi masse che si mettono in gi uoco è indispensabil cosa predisporre l'atto tattico con convenienti di sposizioni logistiche. Mal informalo il comando supremo, non potrà nè dirigere oppo1:tunamente nè dominare gli avvenimenti: subirà suo malgrado l' influenza del nemico e si voclrit attirato a combattimen ti e a battaglie· in quelle condizioni di terreno, cli tempo, di conven ienza· che l'avversario gli determinerà. Di qui la somma responsabilità che nelle guerre od ierne pesa sulla cavall eria ch iamata a disimpegnare il servizio strategico : di qui la gran eopia cli gloria che le spett.a in caso di buon risultamenlo. OLINTO Lucu Capitano di cavalleria.

DEL FUOCO ACOELE.RATO ALLE GRANDI DISTANZE

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Due argomentazioni formano oggetto cli questo studio. Addurre delle ragioni per le quali si ritiene possibile cli comandare, dominare, ed eseguire con bastevole precisione il fuoco accelerato alle grand i distanze. Dimostrare che questa ricerca è una illazione della utilità, e per certi casi della necessità cli adoperare tale fuoco, per ottenere i risultati cui mirano le nnove teorich e sul tiro.

I. § 4. Il fuoco accelerato piiò essere 1111i fuoco a comando . Il solo titolo sembra un paradosso, e lo è difatto considerando il fuoco accelerato quale un fuoco individ1,ale e disordinato. Non è da fermare l'atLenzione suila parola i?idivid1,ale perchè evidentemente oani fuoco è tale, rispetto alla personale esecuzione, e non lo è più nella sua manifestazione colleuiva; in altri ter~ni il f~oc~ a_ccelerato sebbene eseguito come il fuoco a comando da ciascun mdmduo indipendentemente considerato, è ritenuto come un fuoco collettivo, a massa, egualmente al fuoco a pause, il quale differisce dal fuoco (I) una \"Olta por tuue giova ricordare i bellisaim1 la\"ori del maggioro Moreno, capitano Viglezzi, copitano Garelli, nei quali occorse spigolare.


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ALLE GRANDI DtS'fANZE

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DEL F'UOCO ACCELEl\ATO

l'individuale a volonlà . . unicamente Ilerchè nel co 1n,,1ndo 0• espresso alz~ ~~ ~sars1 ed, 11 nume1:o. di_ cartucce da consumarsi, come per co~Lia110 1.1 fuoco _a ~alve d1fiensce dal fuoco a comando di una volta per chè puo eseguirsi per squadre e squadriglie in catena. Del resto la teoria sul Liro acr,enna a tre modalitit del fuoco in massa, e tra queste vi è compreso il fuoco accelerato il quale aiusla lepa~e d~I n. ,J6 pag. •146, è identico al fuoco a volonLà'a~celeraLo presmL~o ~al regolamento d'esercizi per l'ordine ch iuso. È a'.nmesso qumth che tale fuoco sia colletti·vo ma a volontà. Ora è d uopo vedere se questo fuoco a volontà può essere anche ivn., fnoco a comando. È noto che usando una formazione compatta non si ottiene mai un puntamento esatto, ed è da tutti acceuato che la minor inesatte~~a .è data .dal fnoeo .a salve, sebbene con questo si vadi incontro ali :nconvemente che il soldato non è libero di sparare quando ha pe1 feu~ent,e punl_a~o, cloven~o a_ttendere il comando. \\'.la dato pure ohe la somma de_g li mconven ienlt del fooco accelerato produca un pu~tamento assai meno esatto., •nou apparisce la necessità di prosc1:1rnrlo a~l~ .grandi _d_i.stanze ,giacchè lo si può disciplinare e climi . nmrne cosr 1 probabili effeui dannosi. I! f~oco éL ~au~e-è un fuoco cli ripiego; è un fuoco a volontà cli ogm sm~olo mclmcluo per tre colpi; ma è eseguito a comando, d_m.iq~e, e ~n f~oco a volo~ità a comando. Ma se ciò fu pratico ntrov~t~, .s1 pu~ anche r_ag~on evolmente ritenere che tale rip iego può u~a1s1 per e>, 8 colpi eh fuoco accelerato. qualora _una prescri,.ione regolamentare stabilisca ciò il fuoco aca~leuato,s1 convertirebbe in .un fuoc.o a comando r, d · · l' · , cioè in 'un - 1tMJCO osctp ·inato, gia~c!1è~sarebbe eseguito in linea da interi reparti ohe non .p0ssono .sfuggire dalla mano dei ca.pi ed avrebbe principio con ~n .co~1.and0Jper cessare dopo un determinato n umero,di spari come e·s~~bilito .pel iìuoco a pause. ca~a 1L_owe ~li Berlino ~on una modificazione.semplicissima ha :r,a,,f~~aito 11, Uu~1le -~fa1~s~rn,n un'arma a ripetizione che permette e:eouue1,J.2 colp1t'.l/'.IV1l1·ati\w1, ,2.{f•secO?idi quando si 1>uol .ti1·an ,mpidame~te:. Con questo mezzo si è sicuri che ogni soldato non consuma prn d1 1il cartucce. Se così è, come si presenta, tale fuoco a.vrebbe il v,antaggio su

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quello a sal~'e di lasciar libera la volontà del soldato per 5-8 colpi, e non avr~bbe l'inconveniente del tstutbo reciproco prodotto dai disordinati movimenti dei tiratori, se lo si eseguisce in linea a file 1·ade, formazione que:;ta già stabilita dalla nostra teoria d'esercizii' per i sostegni, e preconizzata quale forÌnazione dei reparti lontani dal\R catena. Concludendo, se il fuoco acceleralo si userà come sopra è delto, oltre ad es~ere un fiwco ,i,n massa, può richlrsi ad un fiioco a co · mando riguardo un dato numero cli colp i conservando la soa origine di fiwco a volo1itcì nella sua individuale esplicazione. § 2. Può esse1·e disciplinato. - · Vediamo ora se è possibile do-minare colla autori.Là del comando la truppa che eseguisce il fuoco accelerato a grandi distanze. Se i capi hanno u'na influenza morale· sulla truppa, come devono averla, è certo che tale influenza sarà maggiore quanto più è lontano il pericolo, cioè la calma sarà mantenuta più ·a 1000-11600 111 di quello possa essefo a 200-700 . Se lai truppa non conserva la calma alle grandi distanze, si può ritenere che la disciplina e la saldezza sieno tanto allentate da non poter più fare assegnamento neppure sul fuoco a salve per riguardo agli efietti che deve produrre. Infatti se il per cento dei tiri utili ottenuti cla un abile LiraLOre contro un bersaglio collocalo a 200m cli distauza, 1 si riduce in guerra solamente alla media di 4 / 2 per 1100 (Tabella C manovra sulla carta e tiro ,J874 § 17, parteIII)nonammettendo la calma alle grandi distanze, qtrnle sarà il per cento di guerra, mentre . i risultati esperimentali al poligono clànno dai 1O ai 25 colpi utili sopra 300 sparati per un bersaglio cli una compagnia in linea a;. distanza ignota fra ,J 450m/iJ'ì40m, cioè solo dal 3 all'8 per cento? Sia pure questione di zona tormentata da' colpi e uon cli bersaglio colpito, tuttavia è d'uopo convenire che saranno molti e molti i colpi inutili con qualsias i fuoco quando manchi la necessarire calma. È d'uopo quindi ammettere che le influenze perturbatrici del fuoco sul campo di battaglia sono assai meno sensibili alle grandi distanze. E se ciò è ammesso pel fuoco a-pause, non vi è motivo di esclu-· derlo pel fuoco accelerato comandato come l'citttwle /1boco a pa'IJ,se; perchè se la truppa è disciplinata, e deve essere tale, obbedisce tànt@' al comando quanto all'ordine prestabi li to di non sp·a1·are :@iù di 5 1

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od 8 cartucce. È invece alle piccole distanze che la calma e l'ord: ne sono difficili; quando i tiratori nemici si sono avvicinati, le diverse fraz ioni , cli truppa si serrano, si fram!nisch iano, ed i comandi e le pause in specie del fuo co divengono illusorie, perchè se il tiro cessa in una squadriglia ricomincia in un'altra e si propaga quasi per impulso istintivo, e lo strepi to turba permanentem~te l'ordine dei capi. E puossN\sserire che anche il fuoco a salve, nel caso manchi la " quell a efficacia . calma, non darà di tiro che occorre perchè non vi sia un esuberante spreco di munizioni in cònfronto ai risultamenti che si vogliono raggiungere, perchè se da un lato il fuoco accelerato presenta un puntamento poco esatto per la rapidità di tiro e perchè poco si scorge il bersaglio, dall'altro canto il fuoco a salve pure non presenta un puntamento perfetto perché ogni singolo individuo non è libero nel mirarE:> nè è libero di sparare quando crede d'avere imbroccato il bersaglio. E se vuolsi tener conto delle inesattezze del puntamento per avere un fascio meno compatto, cioè una rosa orizzontale più profonda, ciò vale per ambedue i fuochi . Ammessa la calma non può darsi gran peso all'impressione morale del Liro accelerato, giacchè quando per prescrizione regolamentare, sia a comando come i I fuoco a pause oon lo si può chia mare disordinato, frenetico, deprimente. Nè si può menar per buona la ragione del frastuono che impedisce di dare i comandi riguardanti gli alzi, giacchè usato peruna brevissima unità di tempo, non occorre cambiare l'alzo, avvegnachè con tale fuoco si tende sopra tutto a colpi re rapidamente un dato bersaglio prim,t che sfugga agli effetti improvvisi ed efficaci . § 3. Aiò essere 1itile sebbene si sco1·ga imperfettame11,te il bersaglio. - Occorre a tal punto esaminare se l'inconveniente del fnmo che impedisce dopo tre spari· di scorgere il bersaglio e quindi di puntare perfettamente, sia molto grave. Alle grandi distanze, con i criteri i della nostra teoria, qualunque capo ord ina l'impiego cli tre alzi per ottenere una discorda.n za studiata nel tiro, ossia varie linee di mira ne'diversi gruppi di tirai.ori. Ora se il fuoco in massa trova la sua efficacia nelle varie individualità d'ogni arma, se attualmente invece di affidarlo a tiratori abilissimi, ad armi tutte precise, a munizioni tutte perfeue, si vuole

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ALLE GRANDI D[STANZE

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,anzi utilizzare tutto ciò che prima veniva lasciato in disparte ; se, ·infine , oggi giorno piuttosto che co~tenere entro ristretti limiti le tolleranze di costruzione, i difetti prSvenienti dall"uso, si vuole anzi .approfittare di tutto per ottenere un fascio composto molto profondo, perchè non si potrebbe utilizzare anche questo inconveniente di .non poter puntare con precisione pel fumo? Non appare problema difficile questo di esplicare anche detta ,causa deviatrice nel senso longi tndinale del tiro, per farla addivenire un coefficiente cli efficacia, trovando un mezzo di ridurla in termini ristretti; il che è certo di uti li tà. giacché con puntamento normale la rosa orizzontale alle grandi distanze diminuisce appunto più di tutto perchè la dispersione dei colpi dovuta agli errori di puntamento, è meno profonda . A dire le cose come sono, qual valore vogliamo dare al punlamento alle grandi distanze se quasi ogni fantaccino è obbligato tenere il calcio clel fucile sotto l'ascella per trovare la vis uale? Quando si .è visto il bersaglio per tre colpi consecutivi, non sembra fuor di :luogo ammettere che se ne possono fare altri due o tre vedendolo ·incompletamente. Tanto più che tale fuoco si può eseguire i,n ginocch io o sedu~i e la line.a di terra stessa addita al tiratore la inclinazione primi ti va dell'arma. Con i tiri ficcanti non si vede il bersaglio; e colle bocche a fuoco si punta nel falso scopo con alzo e scostamenti fìuizii. È ragionevole quindi si possa ideare qualche cosa di consimile anche pel tiro in massa con fuoco accelerato di .s.oli 5-8 colpi, specie se ogni compagnia o battaglione sarà fornito cli un telemetro o consimile istrumento già in uso presso altre potenze. Come con la modificazione al Mauser si è sicuri che ogni soldato non consuma piLL di 12 cartucce, così si può preconizzare un altro ritrovato o ripiego col quale riesca facile conservare un sufficiente puntamento non vedendo più il bersaglio dopo tre ,colpi. Analizziamo gli elementi che concorrono a produrre la dispersione longitudinale dei colpi e prendiamo ad esame le rose orizzontali relati ve alle distanze cli 400m e ,J 500m. Un primo elemento lo si ha dalla differenza di tiro tra un'arma e l'.altra giudicata dalle rose verticali . -. Con un focile di media giu.stezza cli tiro la profondità dell a rosa orizzontale dei colpi si man-


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tiene quasi costante dai 400m ai '1400m e per queste distanze è di' 50m e 611m (Tabella na) per la qual cosa questo element.o aumenta, sebbene di poco col crescere delle distanze. Un secondo elemento Io si ha dalla diversa individualità delle· armi impiegate. In s·eguito ad esperienze è risultato che·armi diverse p11-~e allo stesso modo presentano una differenza: d!aJtezza . nei centri dell-e rose di tiro di 1m 33 a 400m e di 6m a ,1500m . A tali differenze in altezza corrispondono in gi ttala rispe~tivamente 55m e 30m, cioè questo elemento diminuisce col crescere delle distanze. Un terzo elemento lo si ha finalmente dalla diversa abilità dei . tiratori. GIi errori che si possono commeUere nel dirigere la linea di mira e nel far scattare l'arma, hà.nno maggior infl uenza allepic-· cole che alle grandi distanze . Si ammette generalmente l'errore · medio di 8'; supposto esista proporzionalità tra gli angoli di mira e le gittate corrispondenti, se l'angolo di mira a 400m è di 0° 52'' 36" e quello di :soom è di 11O 1111I ,18" C01!a proporzione: ,1° 11I' 118" - 0° 52' 36": 0° 81 : : ,1oom: si ottiene x = 43nv .. rioè commettendo un errore di 81 nel pontare contro bersagli situati' tra. 4-00'" si ha una differenza in gittata di 43 00 ; mentre per ,1500m la differenza e di ·I6m . ·Se si ammette quindi un ernre di 8' in piùr ed8' in meno, la differenza è rispet.Livarnente di 86'° e 32 111 • Ciò ne· fa sicuri che anche gli errori abituali di tiro hanno sulla disper-· sione dei proietti minore influenza alle grandi distanze. Pe1' quello che riflette questo studio tali cl eduzioni teoriche dimo-· strano che gli errori di puntamento concorrono più cli ogni altro , elemento ad impoverire la rosa orizon tale. Ma questi errori sono poco profondi alle grandi distam:e perchè l'angolo di caduta è più, ampio, non arreca quindi gran danno al tiro una minor esattezza di puntamento. D'altra parte se entro certi limiti è nècessaria una rosa 0.rizzonlale profonda, se questa diminuisce alle grandi distanze· più di tutl(, perchè diminuisce lo spazio entro il quale sono compresi gli errori di puntamento , potrebbesi aumentarla utilizzando questi errori . Se l'errore è di 116' an1.ichèdi 8', si ha nel caso sopraesposto 64,m di differenza invece di 32m alla dislama di 11500m, presso . a poco quanto si ha col fucile Wernolcl , col quale per un enore di .20' nell'angolo di proiezione dai ,1800 ai 2200 passi la gittata varia· da 68 a 57 passi . Secondo gli studi del genernle russo Tschebicbem 1

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dai 2000 a 3000 passi la gittata varia cli 1100 passi-per una difTe- · renza nell'angolo •I O 19'. Il lavoro del colonnello Hersert in ~rto qual modo conforterebbe · a- tener calcolo di tale coefficiente. Infatti egli dimostra che, supposto alle distanze I200m 460000 vi sia un errore di puntamento di una doppia altezza d'uomo, il terreno battuto e pericolosp dei colpi mancati al bersaglio, e tut~avia profondo da ·100 a ,150 metri. È · questo un compenso anche agli errori commessi nell'apprezzamento delle distanze, errori che secondo detto generale si possono ritenere di '/ 10 della distanza, mentre secondo i I maggiore Metzier raggiungono '/6 • Nè si perde teoricamen te in densità, ad eguale nnità di tempo, perchè lanto vale porre 200 proiettili in uno spazio cli 32"', quanto 400 in uno spazio di 64rn . Che tale coefficiente abbia . un valore assoluto è sanzionato dalla opinione di varii autori i qua.li . hanno espresso il concetto vi sia minor intensità nella zona battula adoperando due alzi, di quello che tirando lo stesso numero di proiet[i con un'alzo solo. Per cui preferiscono, anzichè coatare su due · alzi, far calcolo sulla dispersione meno forte ma sufficiente prodotta clalle inesattezze e dalla commozione dei tiratori . E la distribuzione dei colpi nella zona può essere regolata in guisa da ottenere una giusta uniformità con una studiata discordanza di puntamento. Ciò sembra si possa raggiungere perchè nelle esperienze falle a Stienfelcl nel ,J87_9 si è ve:-ificato che col fuoco a volontà la profondità degli aggruppamenti e dei nocciuoli è più considerevole che nol siR col fnoco a salve, col quale invece si ottennero parecch i aggruppamenti secondari che formavano per la loro riunione un nocciuolo principale contenente più di 2/ 3 dei colpi, circondato da una piccola quantità di impronte sparpagliate e disperse a :varie, distanze . È certo un errore il fare assegnamento assol uto sulla teoria del numero delle palle che hanno colpi to un bersaglio . In Prussia a 600"' di distanza di 2 100 co lpi, quelli utili furono 1•15; ma gli · uomini posti fuor i co mbattimento di una compagnia in linea coricata furo no soltanto 6 1; e per una . compagnia in: colonna coricata questi termini si mutarono rispettivamente in 409 e 75 per 2400 colpi . Ciò è evidente. Se dividiamo un bersaglio in parti cli 60 cenLimetri rappresentanti la media larghezza cli un uomo, i dieci colpi · util i compresi in una di queste parti non :-tvranno rea1mente posto , 1

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DEL

Fuoco

fuori combauimemo clte un solo uomo. Ma con un tiro rapido lo -sparpagliamento dei proietti è maggiore, non fosse per altro per il meno esaLto puntamento, quindi se con un fuoco a salve non si può -dire che una consumazione di cartucce doppia, tripla, dia effetti doppi, tripli, lo si può sino ad un cer'lo punto affermare col fuoco accelerato s~ abi Lua 1~1 truppa a. ripartir]o su tutta la fronte del bersa a\io invece cli'èànc,entrarlo. Ciò è mo lto desiderab ile perchè le esperie~ze fatte a Spandau e gli studi del capitano bavarese Mieg provano che il raggruppamento maggiore cli proietti succede a.I centro mentre le ,estremità sono quasi intatte. In ogni modo comunque si voglia. considerare tale problema, è certo questo che il tiro cli ,r;ne1-ra alle grandi dis tanze reca un aumento poco sensibile, circa la dispersione longitudinale, al ti:to di esatiexza nel poli,r;ono, e quindi vi può essere una buona. tolleranza nell'esattezza di puntare. § 4 . Col fuoco accelerato il 1·ifornùnento è €,qnalmente pos..sibile. - Ristrelli nei veri loro limiti gli inconvenienti pei quali è r itenuto necessario diffondere la convinzione della minor opportunità del fuoco accelerato, emerge per corollario la possibilità di eseguire tale fuoco alle grandi distanze . Vi è però la. considerazione del -gran consumo di niuuizioni. Infatti ogni soldato potrebbe in ,J O' consumare 50-80 cartucce, cioè rimanere con sole 38-8. Ma alle grandi distanze sarà difficile ideare .una situazione cli guerra che imponga tale consumo in così breve tempo . La possibi lità dei fuochi a grandi distanze è sottoposta alla condizio?e che la truppa che li eseguisce non sia molestata dal fuooo più preciso e sicuro a breve distanza di altra ·truppa nemica. Ciò ammesso i fuochi a grande distanza trovano il loro speciale impiego .alla fine del periodo iniziale dell'azione lattica e per le condizioni di fatto dell' armame1ito nost1·0 a distanza non rna,r;giore di 1600m. Consideriamo solo il partito della clifesa perché quello dell'attacco .ragionevolmente si servirà dei fuochi a grandi distanze al l'unico scopo · di controbattere quelli della difesa. Tanto più che secondo il generale Lewal 300 uomini che attaccano, lanciano meno proiettili, nel medesimo lasso cli tempo, che 100 uomini in posizione, ed i tiri . . di questi sono il doppio più efficaci ad egual numèro di colpi . 1

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ALLE GRANDI DIS1:ANZE

ACCELERATO

Nel periodo iniziale la fanteria della difesa. non può mutare il -suo atteggiamento difensivo, così con i fuochi a grandi distanze, dopo battuta l'artiglieria dell'~ttacco, ~e~er fort~nata co~bin~zione si è inoltrata nell a zona eh 11600 metri , ha 1l compito cl i concorrere a mo lestare la fanteria attaccante e costringerla allo spiegamento prematiwo . Nelle esperienze sui fuochi di guerra eseguite in Francia. si è stabilito il princip io che allorquando una formazione subisce al Poligono il 11O per cento di perdite conviene modificarla, quindi secondo la commissione che presiedeva le esperienze, a "500 metri la formazione in colonna deve essere rimpiazzata dalla formaz ione in linea, ·e questa a 1200 metri dalla formaz ione in ordine sparso: e l'attacco non può cominciare il fuo co prima di 900 metri dal fronte nern ic0. Nella zona di 1600 metri non possono forn ire bersaglio che i battaglioni di prima linea, giacchè quelli di seconda saranno nel periodo iniziale normalmente fuo ri di questa. zona. Tali bersagli saranno interi battaglioni fra 11600-Li,OO metri, compagn ie dai HOO ai ,12oom plotoni dai ,1200 a 800"', Lutti in formazione più rada q1ianto più si avvicinano. Ora questi bersagli su terreno piano e sgombro possono percorrere alla corsa in 11O' ! 530"'. Per quanto vogliasi ridurre questo termine per concedere molto alla inclinazione del suolo, ed agli ostacoli (non ripari) di un terreno accidentato e rollo, ma non coperto, è certo che i bersagli potranno a ttraversare un tratto di 3oom in l' tioè sfuggire dalla zona tormentata dai fuochi prima che ogni sol dato della difesa possa consumare al massimo 32 cartucce. Ma suppon iamo il caso più syantaggioso, quello cioè in cui ogni soldato consumi 50-80 cartucce in ,1O' essendo in posizione di difesa, e vediamo se il rifornimento è possibile. Sebbene oggidì succeda minor spreco cli munizioni relativamente alle perditeinflilte, è certo che l'incremento recato dall e nuove teoriche al raggio d'azione clei fuochi, include un incremento assoluto al consumo clelle munizioni. Nella campagna 1877-78 col futile K.rinka coll'alzo graduato sino ad 800 passi il 11qm 0 cacciatori all'attacco cli Scipka arrivò a sparare 1122 colpi per foci le. Molto probabilmente in questo computo sono comprese anche le cartucce rimaste nelle giberne dei caduti. Comunque sia, è riconosciuto il bisogno di un approvigionamento di 250 cartucce per ciascun fucile. 1

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DEL FUOCO ACCELEI\A1'0

Al, LE GRANDI DISTANZE

Dal quadro che segue si scorge che presso noi ogni soldato ha un, numero mao-c,iore di cartucce e nel totale, e con sè,· di quello ne ab-· 00 biano i soldati degli altri eserciti europej.

Vediamo invece se sia possibile, senza aumentare gli impedimenti si.abiliti dall'attuale mobi litazione, compiere in tempo il rifornimento di 50 cartucce tra il nostro parco divisionale ecl i riparti spiegati in prima linea . Prendiamo irt\esame il caso più svantaggioso in cui può trovarsi una truppa, quando cioè dalla marcia è .costretta prendere con premura forma7.ione di combattimento.Nel caso sia la divisione in marcia sopra una sola sLrada, il parco divisionale si trova dall'estrema punta dell'avanguardia lont11no 7000 01-8000 01 • Al primo avviso dei grossi reparti di cavall eria in avanscoperta dell'avanzare del nemico, il parco per effetto del chiudersi delle distanze si troverà lontano solamente 4000m. Ammettesi ciò perchè l'attacco ~ubitaneo sulla testa deli'avanguardia non può essere che il risultato di un errore, o di una negligenza nel servizio cli esplora:zione. Tutta l'avanguardia è profonda ,1560'", per cni deve impiegare 50' per portarsi in linea ; ossia quando tutta l'avanguardia si è schierata per passare dall'ordine di marcia a quello cli combattimento e si è spiegata per procedere all'atto del ravvicinamento dei reparti sul fronte, in circostanze normali il parco avrà guadagnati sulla strada i 4000m. Infatti calcolando per tulle le armi una velodtà egual0 a rnoom percors i in 20', e supposto il teneno in condizioni normali, l'ultimo reparto della avanguardia deve impiegare: ,18' per riunirsi percorrendo 11560m sulla strada; 20' allo schi eramento sul terreno per acquistare la voluta profondi Là di 1 1150m e la voluta fronte di 600m; e 12' per lasciar tempo ai riparli più avanti cli acquistare per lo spiegamento in prima linea la profondità cli altri H oom, cioè in tutto 50'. In tale lasso cli tempo il secondo scaglione della divisione avrà il suo ultimo reparto al punto ove si trovava il grosso dell'estrema avanguardia, av!'à cioè percorso 3945m e la testa del parco che segue la sezione sanità si troverà lontano circa 200m da questo punto. Sarà cioè 2650m dalla catena, 2500'" dai .,;ostegni dei tre primi battaglioni d'ogni reggimento in uno spie · .gamento per ala, ed a 2300m dai tre secondi battaglioni, reparti che costituiscono la prima linea. Secondo Verdy du Vernois quando lo spiegamento debba farsi all'a!Lezza della punta d'avanguardia l'ultima sezione della divisione dovrebbe percorrere 8000 111 e tulla la divisione pot.rebbe essere riunita in 1105'. In conclusione prima che tutta l'avanguardia spieghi il suo fuoco

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Noi ci an iciniamo cioè più di tulti all'ideale di 250 colpi per combattenti, e si può forse affermare che ci avviciniamo di mollo a tale· quanti tà se dagli organici di guerra si diminuis.cono gli assenti e quelli presenti e non combattenti . È vero però che presso di noi sono in seconda linea ·100 cartucce· perchè non abbiamo carri . di battaglione o cli c.ompagnia per tra· sportarle al segnito dei reggimenti . Non è il caso qui di parlare, nè delle proposte alle ad :rnrnentare· l'attuale nostro munizionamento, come ad eseiup;o quella di dare al soldato altre 56 cartucce che pesano Km . 0,960, cioè quanto la vanghetta Linneman, arma (come ben dice il maggiore Moreno} che fo pensare alléÙitirata prima che all'aggress ione; e tanto meno cli esaminare i var'i sistemi proposti o già accettati per assicurareil fornimento, come ad esempio in Russia ove è slato stabilito di trasportare 50 car tucce per soldato con bestiame da soma al seguito. d~l reggimento.


206

~07 che l'allacco in questo fraUempo possa arrivare a 60001 e tanto meno oltrepassarli spingendosi sempre più avanti prima di aYer scossa la difesa con un fuoco ben _nutrito e preciso.~n ogni modo è intanto trascorso lale an lasso d1 tempo, 28'-30', nel quale le riserve della ~ri?1a linea posson~ en1_rare efficacemente in azione e cooperare md irettamente al rifornimento fino a che gi ungano le munir. ioni del parco .

DEL FUOCO ACCELERA'l'O

il parco sarà colla riserva in media distante 2/>00in cioè 30' dai reparti che potrebbero consumare 70-80 cartucce in •I O'. Se da noi si praticherà come è stabilito nel nuo,•o regolamento di esercizi austriaco •I 880, che ogni compagnia lasci un drappello cli uomini provvistj di un sacco per rifornirsi di cartucce e portarle aHe truppe combattenti, pare che in queste condizion i il rifornimento possa essere assicurato . E tale sarà ancora. più, se una quarta parte dei 18 cani del parco divisionale sarà incolonnata assieme alle batterie del grosso per rifornire piLL prestamente di •120,000 eartucce 2400 fanlacini. Il riforn imento sarà inoltre maggiormente assicurato con i fuochi accelerati, perchè se questi fra •I 300-·l 600 sono stati esegui ti oppor'lunamentc, il par'lito attaccante dovrà sostare cli certo per la loro rapida efficacia, o percliè scosso o perchè costreLLo a prendere una forma più rada, o finalmente per trovare un riparo ulile. Questa sosta che sarà inevitabile col fuoco accelerato, arreca due beneficii alla difesa: quello di guadagnar tempo e utilizzarlo pel rifornimento colle !ruppe cli seconda linea, e l'alLro del minoreconsumo di mtrnizioni. Tutlavia ritengasi per ipotesi , che il rifornimenLo non si possa effettuare per uno di que' tanti casi imprevedibili che succedono in guerra, ed inoltre ammeuasi la circostanza più sfavorevole, quella cioò in cui la difesa non ,I.vendo comunque scoperto lo spiegamento dei grossi bersagli abbia imprudentemente usa.Lo un fuoco accelerato contro la catena ed i sosLegn i dell'allacco a I ooom. Suppongasi ancora che il risultato di questo fuo co sia stato lanto minimo da indurre l'avversario ad avanzare sino ai 900-6QQin, d'onde appostato aprire un intenso fuoco per poi pronunciare energicamente l'atto riso lutivo . Tutto ciò può necessariamente succedere alle prime scariche di fuoco accelerato colle qual i la difesa volle imporsi all'atlacco. Dai primi colpi della difesa occorrerà presumibilmente6' al partito attaccante per risolvere, ordinare, e porre in atto il movimento, cd è verosimile che la difesa sospenda il fuoco acc·elerato ~, dopo che si accorge del movimento risolutivo dell'attacco. In questa supposizione il fuoco accelerato non può durare più di 6'-8' ciò che vuol dire ell e avendo sparati eia tS-8 colpi ogni ·I', rimarranno ancora ad ogni soldato da 35 a 50 cartucce colle quali può mantenere un nutrito fuoco a salve di 20'. È molto problematico

Ar,u; GUANOI DISTANZE

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§ 5. Rapidità dei vari fiwchi. - Rimane ora a dimoslrarel'utilitcì e per certi casi la necessità del fuoco accelerato cli o-8 colpi alle grandi disLanze in alcwne sitiuizioni di gum·a.

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In generale l~ armi a 1·etrocarica celeremente si caricano, puntano e sparano m un Lempo che può ritenersi rnriare fra i it;?" ed i 4,U por modo che ogni 11' si hanno nel primo caso 5 colpi e nel sec?ndo 14._ Con _i fucili Na_qant e Krag si giunse sino a 39 colpi per ~erchè Il c~1:1ca~en~o cd il tiro esigono soltanto tre tempi. La 10cl1cata celenta d1 caricamento e puntamento diminuisce nei fuo chi a_ volontà sino a due co lpi per minuto primo, e nei fuochi a pause . s1 possono fare3 colpi in 36"; ma per più di tre, siccome vi è una interruzione almeno di 30" allo scopo cli far sgombrare la fronte dal fumo, retti~care gli ~lzi, impartire ordini, mantenere la discipli na del fuoco ennnovare1l comando, la rapidità scema tanto che si hanno 6 colpi ogni 1 '. 42". Nei fuochi a comando antichi, ora a salve la celeri tà si può al massimo ritenere di 3-4 colpi per ogni 1', calc~lando il tempo voluto per la carica, sparo e puntamento di ogni colpo, e quello necessario per camb iare l'alzo e per dal'e il comando che precede ogni sparo. Ciò ammesso (e può ritenersi il giusto col nostro fucile, più__ del g~nerale russo Tchebichev che calcola occorra un minuto per cambiare l'alzo) la celerit/t è per i vari fuo chi quale deducesi nella segu~n~e tabella, i di cui termini non potranno comunque ravvicinarsi d1 lauto, rispetto al tempo necessario per eseguire i fuochi a_ 1

!

1


salve o a pause, (regolati come è stab ilito dalla teoria e come si può) da far conseguire ti-8 co lpi per minuto primo, mentre ciò necessita oUcnere quando il bersaglio marcia. -

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Fuoco a volontà

Fuoco accelerato

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1

proielli sparati in un daLo tempo: infaui sbagliando la distanza, se acl ogni colpo ogni arma o/Tre una tra iettoria difTerente, nel maggior numero di spari si avrà maggior probabilil.à di colp il'e un dato bersaglio. '\ Nelle esperienze esegu ite in Austria nel 1877 ove si tirarono 674,000 colpi, è risultai.o che il per cen Lo dei colpi utili è sempre più grande a qualunque distanza col fuoco acceleralo . E ciò appare ancora più quando si consideri che se il bersaglio è in linea , i risnll:imenli sono assai picco] i. ~ei tiri di combatlimento eseguili in Francia nel 1879 a distanza ignota dai 900m ai ,1.wom è risultalo sopra 1807 colpi sparnLi o5 util i cioè il 3 °10 • Il maggiore Paquiè Yalu_terebbe le perdite della linea del 9 °10 a 1ooom e del 4 °10 a 1600m. Se poi il bersaglio si trova in colonna è d'uopo gettare un gran numero di proiel.tili allo scopo cli co lpire le sezioni retrostanti. Ciò appar chiaro quando si rifletta che i colpi utili del tiro al poligono debbono ridnrsi nel tiro di guerra perchè noi primo caso i proieLtili attraversano pnrecchie Jinee di bersagli, mentre nel secondo non saranno mai posti fuor cli combnltimenlo con un proieLLile più di due uomini l'uno dietro l'altro. Questo sarà sempre vero sebbene per altre ragioni le esperienze falle in Austria col fucile TI'emeld, ed a Spanclau col Jlauser abbiano persuaso che il tiro <li guena alle grnnc1i distanze contro truppe ammassale in colonna avrà minore riduzione sul tiro al poligono di quello alle piccole. § 6. Colp i iitili secondo la qualità dei fuochi. - Lo scopo a cui si mirrt in guen a non è sollanto quello di m.eltere fuo ri combattimento il maggior numero di uomini (ciò che ottiensi con armi che possiedon o le lre qualiLà: giustezza cl i tiro, radenza e penetrazione) , ma in oltre di mett erne fuor i di combat timento il maggior numero possibile nel più brere tempo possibile per so, erchiare in un brevissi1:no momen to la massa. Ecco quindi la necessità del maggior numero di colpi nel minor tempo possibile, cioè della rapidità cli tiro come quarta qualità. Vediamo quali sono i risultati delle celerità cli tiro calcolando . prima i colpi utili cli un bersaglio verticale, poi il per cento dei colpi che sol cano una zona orizzontalo. Rappresentando con Cil numero dei spari fatt.i con un'arma nel 1

2

4

209

ALLE GRAND I DJSTA)(ZE

DEL FUOCO ACCELEllATO

'.z08

L'efficacia dei fuochi a grancli distanze è in sostanza fondata sul principio che ogni arma ha una propria giustezza di tiro. Ma in questo caso è utile tener conto anche della celerità di Liro perchè vi sarà maggior efficacia di tiro quanto è più grande il numero dei (1) S econdo è s tabilito a pagina 112 istruzione plotone. (2) Se•:or,èlo è s tabilito a pagina 119 is trnzione plotone. (9) Secondo l a , ~ o 16~ le1.ioue sul tiro 1874; seco ndo la 14.. lezione sul tiro i880 sarebbe dl 7,500 colpi per l'. (J) Cherub ini od esperienze Cotte coo i fucili Albini , Comblein, Gras, Mauser, Berdan , Wernd t. - Col fuc i lo Krin ka da 10 a 21 colpi c on l'arnrn alla spalla e mi ra ndo. (5) Esperi enze fatte in Svizze ra nel 1874 dànno 5 colpi per minuto con q uesto fu oco o col Vett.erli, m;i si ò più nel vero calcolando la rapidìtà di 4 colpi per 11 percbè si è

'

obbligati csmbiar l'alzo. .A.NN(I XXVJ J, VOI,. Jll

14


210

DEL FrOCO

ACCELEllATO

temp(> T, come è noto la formola l ~ T ('I) esprime la rnpidità di tiro quindi per-I OOcolpi sparali con un';i.rma in I ft.' Si ha:/~ ~ 4- = 7,H. 2 frazione a tre decimali per applic,tre il risultalo troni.Lo per un so l uomo in un minuto primo aù un reparto di I 00 uomin i che limno per I 0' (7, I Vi! X 100u = 7 I t2}. Combinando la giustezza ope1'meglio dire la probabil ità. di colpire e la celerità di ti ro per l'arma che si considera, si ottiene l'efficacia di til'o. Se B rnppresenla il nnmero dei proiettili mess i dentro un dato Ler:sagl io ad un distanza da la la giustezza di . e. espressa, come s1. sa, da: I 00CX B ( 2) . p er cu1 . se col I.etterl'i tiro a ·1ooom di distanza, co nlro un bersaglio a'llo ,J m 80 si ottiene un per cento= 28, la celerità per la (,1) essendo di 7,H-2, l'efficacia di Liro è '.:?81 100 X 7, 14-z = 1,9f19 . Que:-La frnziouecome l'altra relatirn alla rapidilil di tiro riferi ta ad un fuoco fallo da I00 uomini in ;I O' cfa: ( 1,999 X ·I000 = 1900) cioè ,J900 è il quanti lativo dei proi etti che hanno colpi to il bersaglio sopra 714-'2 colp i sparati. In condizioni identiche con un tiro a salve di /4.. colpi per I' si ha con 4000 colp i sparati 11 20 utili. In co rtclusione in un minuto primo si 01.tengono col fuoco accelerato di 7, '142 .colpi por ,J', 100 colJJÌ ntili sopra 714 sparati, inrece cui fuo co a sahe di /1, colp i per -I' si hanno 112 ntili so7,,.a 400 sparati . Lo esperienze fatLe in S1'izzera confermano che nella stessa unità di tempo il fuoco accelerato dà maggior numero di colpi uti li del fuoco a salre. Cento uomini hanno sparati a 200 ·400m colpi 900 in ·I' e quelli utili furono 261, mentre col fuoco a i>alve sopra500 colpi in o" quel li uLili furo110 2,15. Però la celeri Lit in questo esperienze è slata portata a \) , 90 colpi per ·I' inr ece d'essere di 7, 14, crlerilà quest'ultima più utile alle grandi di stanze; e per opposlO col fu1)CO a salve non si perdette tempo pel cambio dell'alzo, essendo la distanza nota, ciò che si è obbliga li fare in guena. § 7. Riclu;:ione dei colpi utili per un errore di 50m nella distanza. - Per un errore di 50m in piu od in meno nell'apprezzare la distanza reale di 800 00 la probabilità di colpire ascendeva. coll'antico fuoco dall' 83 °10 al -4 °(0. Vediamo cosa realmente 1

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111

Al,LE ',R.-\:-( 0 1 DIST.\ ~ZE

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·.c;uccede ora. Dalla tabella doll a teoria snl tiro si ricava che su 900 colpi sparal i co n alzi -I k00-1 i:>00-1 600 ~i hanno in una zona lunaa 500 111 circa ,00 colpi che la solcano, ,"'&ioè circa il 7'i 0 loa . . Coerncenteeffimero pen arie ragioni. Un bersaglio 111 movimento an.elle nelle condizioni più ftworevo li poi Li rato re che lo vuole col pirn, non riceverà. mai tale somma di proielli non fo sse altro perchè mentre il bersaglio è in un punto, nello stesso istante molti proielli cadono più lontani o piLt vicini. Dalla eletta Labell a si ricava che se il bersaglio si trova a ;J400m .e cammina sino a 11300mYerso il tiratore che spara con i eletti alzi non rice,e sui 900 colpi sparati che I i3 cioè solo il 19 °10 circa . Ma se il bersnolio può pBÌ'corrcre questi ,1oom in 30"pcr portarsi contro D . un ripai·o, qnesli colpi uLil i si riducono in più r istretta propon.1ùne. Con il fuo co a salve una compagnia di 2oq uomini non può ma i sparare in 30" più di due colpi e mezzo per soldato, cioè in totale 450 colpi che in IJroporzione do\'rebbero dare 86,5 colpi utili. ~la il bersaglio fugge dal punto più Lormeulato e passa in un altro prima che il secondo colpo lo raggi unga, puos5i qu indi ridurre di \ il per cento sopra indicato, ridurlo cioè da 19 a ·13. Queste conclusioni possono essere più incisi ve. Se il bersaglio si trova a 1650m cioè !)Om più lontano dall a massima linea di mira usata e si arnnza, crso i 1600'" soltanto 78 colpi sopra 900 sparati lo possono colpire, cioè 8 °10 • È giuocoforza però ridurre anche CfLleS to valore, perch é 50"' si possono percorrere in .115" ed in quesLu tempo col fuoco a sah'o non si può fare che un sol colpo per soldato cioè 200 colpi . Per quanto si voglia essere largh i in questa riduzione è necessario discendere più basso del 4 °lo termine ultimo dell'an Lico fuoco . § 8 . Col fuo co a salve il bersaglio fugg e dalla zona battuta prima di essere efficacemente colpito. - l risultali che si ollen· n,rono coll'i rnr)iecro t o di due o tre linee di miJ'a sono nella ragione cli, reLta del 111unero dei colpi sparati, fnfaLti con ,100 colpi la zona efficacemente baLlula da 1O colpi alla distanza di 1200,n si resLringe a i om (tabella 5°) mentre occorrono zone ballute officacomonte pro fonde almeno i Ioom affinchè impi egando due lince di mira contro .lo stesso bersagli o le rispettive zone arrivi no a congiungersi. E qui giova di re incidentalmente che è superfluo lo aver calcolato 1

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213

DE L FUOCO ACCELEIU TO

ALLE GR ANDI DISTANZE

nella tabella 5n i colpi uli Ii o!Lre i I00 0°1, specie se si l!en conto . delle mol1er li ci riduz ioni che subiscono i 1·isu!La1i ottenuti al poligono. Ln t.abel la cbe è a pagina. 13\1 della teuri a. ne assicura - che occo rrono !iOO col pi tl'I 600m per ottenere una zona eflicemente battuta . profond a ·l oomcontro fanteria in piedi, mentre se in ginocchio ne occorrnno ·I000. Ora è evidente che adoperando il fuoco a salve per /4.00 co lpi sparali da ,JOO uomin i occorre almeno ·I', cioè tan to . tempo quanto basta perchè il bersaglio avanzando o retrocedendo di rnomsi trovi fu ori della zona efficacemente battuta prima che siano comp iuti i quallro spari per individuo. È vero che l'intensilit maggiore del Cuoco nell a stGssa quantità di tempo si può olleuere anzichè accelerand?lo adoperando invece maggiori repar ti, 200 uomini invece di ,J 00. La teoria ha previsto ciò prescrivendo che si imp ieghi almeno la forz a equivalente ad una compagnia per concentrare sul bersaglio in movimento una grande massa ili proietti in breviss imo tempo. I l rimedio. senza togli ere l' inconveniente del gran consumo di munizioni , raggiunge solo in parLe lo scopo, giacchè 200 uomini imp iegano da 2.i-" con il fuoco a. salve ed in questo tempo il bersaglio })ercol'l'e alla corsa 90'" men tre usando il fuoco acceleralo i111piegherebbe1'0 soltan to 9" nel qual Lempo il bersaglio non può allontanarsi più di 2orn. Per ottenere al bersagli o cento colpi ntili che in guerra si tradurranno al massimo a 1O, occorrono al la distanza di ,J6oom ,J538 colpi cioè occo rre cbe 200 uomini eseguiscano circa 8 salve in un tempo variabile dai 2' ai 3' non usando un fuoco accelerato. Ma il reparto improvvisamente colpilo a tale distanza non potendo far di meglio prenderà posizione in qualche modo dietro un r iparo per contro battere con il fuoco la difesa ed infl iggerle, dopo che il fumo gli avrà additala. la fronte ed il suono la distanza, maggiori perdite con un fuoco più celere . Infa tti a tale distanza, il parLito attaccante cbo sarit almeno\ battaglione di 400 uomini, con un fuoco celere di i:>-8 colpi per ·I' può gettare un fascio di 3200 co lpi sopra quella compagnia cbe non può eseguirne ch e 800 nello stesso tempo col fuoco a salve. Se l'attacco non eseguirà il fuoco a tale distanza , ciò che è più assennato, resta però sempre il fa Llo di ottocento cal'tucce bruciate presso che imll ilmente dalla difesa.

Il capitano Garelli in un esempio che adduce· nel suo pregevo43 '. lavoro dice a pagina 63 che occorre alla distanza di 900"' sparare '} -carLucce in 11' 30". QL1esla rapidi Là difficilmente si può raggiungere col fuoco a sah'e perchè se il bersaglio non trova ripari avanzerà o . retrocederà alla corsa percorrendo al minimo 1oom in 1l' ed in questo . caso è d'uopo cambiar l'alzo, cioè perdere Lanto tempo quanto basta per non potere eseguire 7 colpi in 90'' . Se poi il bersaglio tl"ova nel raggio cli 100"' una piegatura di terreno che lo ctìopra, lo che non , è diffi cile, puossi r itenere perduta l'occasione dell'impiego del fuoco a grandi di stanze. · Vi è di più. Se la rosa orizzon tale a 11600m riceve 26 colpi al centro, e 1O all e es tremità su 400 co lpi spara ti in_ un dato tempo , . sparandone 800 nello stesso tem po si otterranno più colpi utili r ispeLti,,amenLe di 5::1 e 20 perchè nel tempo più breve il bersaglio si è scostato meno dal punto miro.I.o . Supponiamo che il bersaglio · in movimento al momen to che è col pito si trnvi al centro della. zona e ricern 26 colpi, al secondo momento ne riceva 24 , al terzo 22, al quarto ':?O. Se si sparano /4.00 colpi nella metà tempo i termini dei · colpi utili sa.ranno ri$pettivamente 26, 2o, 24, 23, perchè il bersaglio si allonwna della metà di spazio, lo che vuol dire che per 800 colpi,invece di 52, 48, 44, !O ne riceverà 52, 50, 48, 4-6 cioè ,16 . di più, lo che non è certo da disprezzar,,i ove si ponga meni.e che il fuoco alle distanze di ,J ~-00-11600"' dà al massimo ìl () 0 10 di colpi util i. Valga per ultimo un esempio. Suppongasi una compagnia di 200 uom ini in posizione, che debba · colpire un'altra compagnia di 200 uomini in linea a d istanza ignota . dai 1111oom ai ~ 300'". Si ordina un fu oco accelerato cli 5 col pi con tre · alzi 1100, 11200, 11300. I l bersaglio si trovaa 1l 1120rn ed alla corsa si porta dietro un riparo 50 111 più avanti, cioè a. 4070"' impiegando 15' per giungervi . Da.Ila tabella 7a si ricavano "95 colpi utili sopra 300 sparati, quindi per 11000 se ne ha 650 . Se invece del fuoco accele· rato si fosse usato il fuoco a salve s'avrebbe potuto fare un colpo solo in 11511 , in tutto 200 colpi per ottenere proporzionatamente ,130 utili. Riducendo i termini 650 e 130 al loro valore di guerra, si ha ' 65 e 113; cioè col fuoco accelerato, concedendo molto agli errori di pun tamento e facendo nna larga riduzione ai valori della detta tabella, si inlliggono ancorn perdile enormi, mentre co ll'altro fuoco .) e perdite sarebbero in feriori al 7 °10 •

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1

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DEL Fl:OCO

ALl,E GRANDI D1STA1'ZE

ACCELEIUTO

215

impiegarlo all e grandi. Devonsi qn indi es~minare per I~ difen.siva i yantaggi e gli svantaggi di questo fuoco ,n c_onfronto dt qnc~lt del fooco acceleralo per poter concludere se rng1onevolrnenle s1 può escludere quest'ultimo alle grandi distanze. . . . I° Col fnoco a salve non si consumano tante m1im.:;1ont qiiante col f1t0co accelerato. . I~ stata dimostrata la necess ità di consumare pareccl11e cartucce in hre\·e tempo perchè il ber::aglio non fugga dalla zona tormentata . quindi non si deve temere il con~umo ma. desiderarlo, _1~nt~ p_it~ in difens iva nella quale si possono accumulare molte mun1z1on1 v1c1110 alla li nea. Per In ste:;sa ragione non regge il principio che è meglio con,;crrnre le mun izioni pel fuoco·accelerato alle breYi distanze, alle qual i la. differenza degli effetti è enorme, a .woml'cffoLLo è quallro Yolle più che a ,oom cd otto volle più che a ·1000"'. Se il fuoco alle 11randi distanze si de\'e e,;plicare in certe circostanze di guerra è giL~ocoforzn usarlo in moclo che produca. effetti sufficienti, allrimenti vale meglio abbandonarlo. Per truppe di$cipli na.te lo sciupio cli munizioni non è amm issihilc alle grandi di,;tanzc. Del reste, un sempl ice meccanismo che conlcnga 6-8 cartucce, può da solo e,·itnrn il consumo , terminali quest i colpi il soldato per fo rza è ohhligalo di smettere il fuoco. . . 2° Col fuoco a salve gli 1iomi.ni sono più soggetti alla d1sciplin(t, sono più nelle mani de'i, capi . Può ottenersi lo stesso col fu oco accelerato alle grandi distanze purchè sia eseguilo per compagn ie su due righe a fìle interYallnte cli un passo, con i plotoni distnnti lrn. loro di 20 passi perchè l'attenzione di un reparto non .sia cl istra lla dai comandi che si danno a quell i vicin i. 3° Col ftioco a salve si possono°?noclificare qli al=i in ragione degli effett-i e rettificare così gh errori commessi nell'a.pp1·ez.:amento delle distan::e. Gli effelli si possono apprezzare soltanto dai movimenti in blocco clel nemir,o, m~ col fuoco accelernto gli eITelli materi ali e morali sono più 11randi perchè nella stessa unità di tempo si sparano il 0 doppio di colpi, chmqn c com iene più quef;L\iltim o !uoco. D'nltra parte non occo rre cambiar l'alzo nella difensiva sia perchè gl i errori nell'apprezzamento delle distanze devono essere minimi . sia

§ 9. Concl1isione. - Toue le potenze europee hanno acceL-talo il tiro alle grandi distanze graduando l'alzo, la Germania col fu- cile Mauser a 1600m, la Francia col Gras sino a 1800'\ l'Auslria., col fuci le Werndì sino !l.'I 575m, la Russ ia col Berdan sino a •1800"' ,. . il Belgio coli' Albini sino a 2,ioom, l'Italia col Yetterl i sino a I 600m ,. l'Inghilterra col ~Iartini Henry sino a -1800'\ la Turchia col Wi tworth sino a 2000m . Questo tiro operando olTens iYamente si può usare o per ali irare le · forze del nemico sopra un punto lontano da quello che si ha l'inlenzione di avvicinare; o per battere il terreno entro il qnale si muovono le riserve della difesa ed i reparti che si lt"O\'ano nell'angoli) , morto del fuoco della catena. l\Ia il suo impiego presenla dirfìcoltà . quali quell e di apprezzare le dislanze, di cogli ere i I nern ico trinceralo, di sostituire le munizioni durante il combattimento. t considerato inYece più facile l'impiego nella difensiva perchè è possibile stabi lire le munizioni vicino alle linee, e riesce fallib ile la mi sura preventiva della distanza dei prin cipa li oggelli del Ierre no sul fronte · e sul fìanco della linea di fuoco; ed è ritenuto più utik perchèsi può· col medesimo obbligare l'arLiglieri aa tenersi più lontana; costringerele riserve dell a catena avversaria a sp iegarsi prematuramente o te- · nersi lontan e I i:>00 01 tlalla difesa. ciò che ritarda la loro entrata in , azione al momento decisivo; prendere di Ganco un all.acco frontale; colpire i reparti scomparsi dietro una pi cgn tura. di terreno; cagio-nare una ri tirala disordinata dopo un allacco fallito; b:ittere l':w- · , ersario costrello ad avanzare in formazione profonda. per causa dell'accesso della posizione. ~ ammesso dai tattici moderni che il fuoco a salve alle p:ccole· dislnnze è di difficile esecuzione perchè esige molta calma e intrepidezza, ord in.e e silemio, cose impossibili nel fervore del combai.ti- · meni.o. Lo Scherff lo crede ineseguibil e, il Boguslawsk i dichiara.; che fu impossibile in tutta la campagna 1870, infruttuoso anche nella difensiva.. Il co lonn ello Lobel dice che il tiro di scuola eseguito nel 1879 ha provato che il fuoco a volontà ben diretto ha, dato migliori risultati a tulle le distanze, in confronto del fuoco a salve, eziand io qnando il fum.o alquanto si accwmila davanti il 1 f1·onte. Rigettalo il fuoco a salve alle piccole dista nze si trorò di necessità. 1

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211

DEL FUOCO ACCELERA'ro

ALLE GRANDI DISTM(Z E

perchè in ,1' col fuoco accelerato si comp iono 6-8 colpi, ed il bersaglio è sempre nella zona efficace. Si po trebbe invece dimostrare che il cambiar alzo è cli grave danno: perché vi è una perdita di tempo almeno di 30'', nei quali il bersaglio percone gom; perchè la commozione può far commettere sbagli nell o stabilirlo; perché può indl;[rre in mnggior errore· nell'apprezzamento della distanza, cioè aumentarlo da 1/ 10 ad 'lo, Onde se la distanza reale è di 11500.. il bersaglio può trovarsi più avan li di 250111 gom = 31.-0 111 net momento appunto che si è dimin uita la linea di mira di ,1oo•n, mentre senza mutare l'alzo f:i poteva sbagliare la distanza di soli 1150m alla seconda salve. 4- 0 I capi possono C11r1·estare il /noco a salve sùnitiltaneamente e regola1·-ne l'intensità. Tu tti sappiamo cl1e il fuo co a comando non può durare a lungo altrimenti degenera in un fuoco a volon tà. 1t in questo caso più difficile arrestare questo, che non sia il fuoco accelerato col quale il soldato può essere ob bligalo di cessare il fuoco per mancanza cli cartucce nel magazzino. Ilelativamente all 'intensità, se non abb isogna un fuoco celere ogni capo riparLo ordina quello a salve. 5° Il fwno col f'uoco a salve si eleva ad oqni sparo. È vero che col fuoco accelerato vi è questo inconveniente che impedisce cli ben mirare in circostanze atmosferiche sfavorevoli. i\fa nella difensiva si po trà eliminare l'inconven iente con dei ripieghi pel puntamento, tanto più, come si è visto, che ad eguali difetti nel puntare e nello scattare corrispondono alle grandi distanze spostamenti longitudinali assai minori che alle dista6ze brevi . Aggiungasi che il ber~aglio se.mpre a contorni vaghi, a colori che si confondono con quelli del terreno e delle co lture, anche in condizioni favorE:voli di luce, non darà mai una visuale esatta a chi punta col fucile sotto l'ascella. A 1600 una truppa non si distingue nè per formazione nè per armi, si può so lo giudicare se è a cavallo o no, e ciò dal polverio sulle strade, o clall11 rapidità delle mosse sul terreno. A 11200m si pos~ono scorgere le formazioni in massa e non confonderle con quell e rade; e solamente a 11000'0 si vedono in condizioni buone di luce e cli prospetti va i movimenti dei reparti , ed a soom que lli dell'uomo. Valutati tutli questi inconvenienti e vanLaggi rimane realmente lo

svantaggio della minore celerità di tiro del fuoco a salve, anche pei·chè non tulti gli uomini caricano l'arma nel lo stesso tempo, e si devono attendere. Invece la. precisione è presumibilmente eguale per i due fuoch; perchè se coll'accelerato si punta poco esattamente per la celerità, e si mi ra poco pel forno, per opposto col fuoco a salve il tiratore non è libero di scattare l'arma ed aggiustare il ~uo colpo, quando ha ben puntato perché deve attendere ;1 comando ed è legato nel maneggio unifo rme dell'arma . Per te quali cose si può, riassumendo, affermare che il fuo co accelerato alle grandi distanze è come il fuoco_ a salve sempre possibile ed utile, qualche volta necessa.ri o. Nella campagna 11870 si riscontra un bell'esempio di fuoco acceleralo al le grandi e piccole distanze con effetti ottimi in tutte e due le condizioni . La /i• bri gata delle Guardi e prussiane spiegata in due li nee con catena di tiratori si avanza da s~ Ai! verso l'altura a sud di S'. Privnt. È accolta a. 11500m da una grandine cli proietti lanciati a. fuoco · rapido. Il reggimento Imperatore·Francesco N° 2 si slancia avanti a sbalzi, in breve tempo perde tutti gli ufficiali; i gloriosi avanzi appoggiano a sinistra verso la strada maestra, e quivi cla un fosso pet;Linacement.e continuano il fuoco. Intanto anche il reggimento Regina N° 4 è spinto all' attacco·; quattordici compagnie sono in aMntiAinea comprese la 9a e 112• del!' altro reggimento . - Le dieci dell'ala sinistra e del centro guadagnano terreno , ma il fuoco in massa rapidissimo sfracella quelle compagnie, cadono molti uffi.e,iali, e l'ittacco frontale rimane a1Tenato . Sortì invece buon esito fauacco '.WYiluppante operato dalla parte meridionale dell'altura -dalle 4 compagnie dell'ala destra, ed i Francesi si ritirano a Jerusalem e da colà rinforzati tentano un contrattacco. Era necessario conservarn quella posizione gLLaclagnata con 1.an to sangue, minacciata .anche da rinforzi della divisione Cissey. Il capitano Voge! v. Falckestein fa eseguire un fuo co accelerato a circa t:iOOm da tre compagnie del reggimento Regina ed una del reggimento A.lessandro, raccolte a gruppi . Trattiene così il contrattacco e dà tempo aìle compagnie del centro e dell'ala sinistrn, raffo rzate con alLre di riserva, cli rinnovare lo sforzo sul fronte e tutti cosi costringono l'avversario aritirarsi.

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DEL FUOCO ACCELERATO ECC .

I Francesi consumarono tutte le munizioni, o più esattamente non provvidero al rifornimento nella ·difensiva perchè non avevano idee precise sul fuoco accelerato. I Tedeschi non credevano agli effetti potenti del fuoco all e grandi distanze, e si spinsero imprudentemente in terreno scoperto con formazione compatta ,io uomini per metroJineare. II bravo capitano Voge! precon iz'<ò di fallo gli effetl i e l'impi ego del Cuoco accelerato a qualunque distanza prima scherrnen. dosi opportunamente poi usandolo ancora più opportunamente. Se invece del Drey$e avesse avuto il Mauser, i Francesi non avrebbero mai tentato un contrattacco. Del resto un comandante di reparto avrà sempre la tentazione di usare il fuo co accelerato per lanciare a sorpresa, nel più hreve tempo possibi le, un fascio grande di proielLi I i, perchè Yadino a cadere sopra una data zona di terreno . In questo tratto una truppa non potrà permanere senza subire perdi te sensibili, così si ottiene un grande effetto morale e materiale e si rnggiunge lo scopo di rallentare la man:ia dell'avversario e costri~gerlo ad un p'.·ematuro spiegamento. Data quindi la possibilità di dominare il fuoco accelerato alle grandi distanze, ammesso il principio che l'errore di puntamento poco influisca sulla gittata al le grandi distanze, provata la possibi lità del rifornimento, dimostrata infine l'utilità di codesto fuoco alle di stanze,.'! OO(H 600 metri contro bersagli, battaglioni e compagnie in movimento, pare non si possa disconoscerne il bisogno. Che tale fuoco siti condotto giudiziosamente dai capi, che delle regole precise ne frenino l'uso, che alcune norme ne esplichino l'impiego, precisandone l'uti.Iità secondo i casi, tutto ciò è non solo opportuno, è necessario. Ma se a questo non si vuol venire è d'uopo concludere che, non possedendo un'arma ad anima elicoidale, éon tiro molto radente, i fuochi a grande distanza nella maggior parte dei casi sono poco giustificati, perchè non si può consumare in un tempo brevissimo molte cartucce. BOUT\ELLY GIUSEPPE

L'ASSEDIO DI GENOVA DEL '.l 800 c,i )

I. Ragione del presente lavoro: g li storici dell'assedio di Genova.

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Quale util e possa tt·arsi dallo s tudi o del le guerre an ted ol'i al l' e poca pre s ente - La leggenda e la storia delle goe,·re deìla Hivolozione e dell' Im pero - Fon ti fra ncesi: Th iebau lt, ~oult , Koch, Thiers, ecc. - Jom ini - Fonti a1,stl'iac he: Crossarci, Mrax - Indole del presente lavoro.

Ho seritto il presente lavoro coìla persuasione ferm issima di far cosa non al tullo inutile, li rapido e continuo mutare cli uom ini, di idee, di istituzioni, di armi, non può rendere totalmente infecondolo studio dei fatti militari anteriori alla nostra el.à. Vogl1ono :1ell a storia considerarsi due elementi, variabile l'uno inde(in itamente, costante l'altro: variano le armi , variano le isliluzioni militari, le· forme tattiche e il meccanismo degli. al.ti di combattimento; ma. l'uomo e il terreno permangono nei loro caratteri fondamentali. Lemu- . tazioni avvenute nei mezzi cli attacco e cli difesa delle piazze non debbono pertanto distoglierci dallo studio cli fai.li importanti come l'as--· sedio cli Genova del ,1800: due dal i essenziali del prob lema clell'alta,:co e della difesa sussislono sempre, il terreno e l'uomo: dallo studio,. di quan to si fece nel ·1800 saremo indotLi a studiare il problema in ·

Capitano 4.2° /ante1·ici. (I ) Pel' l'intoll ige nza delle operazioni ,·egf asi la c arta d<clg li Stati Sard i a lla seda 1 rli - - , e i fogli ,6, 6S, 6ì, 6f,, i I, 75 r.ella ca, ta degli S ta ti Sarè. i di terra fe rma a :JaJ 250000 . I d' } sca.a i 50COO


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L' ASSED!O DI GENù YA DEL

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relaz ione colle od ierne condizioni dell'arte della guerra, e a vedere · se e con quali temperamenti sia ancora effettuabile oggidì sullo stesso terreno il sistema di difesa seguito da .Massena. Aggiungasi poi che, l'uomo con le sue pass ioni, le sue virlù, i suoi vizi è., come ho eletto, uno degli elemen ti costanti della storia. La tradizione e l'esempio sono forze mi steriose e possenti che muovono le genera. zioni altra verso la distesa dei temp i: i I r icordo dell 'assedio del 1800 non sarà senza frutto sull 'animo di tutli, cittadini e so ldati, autorità civili e militari; l' indomab ile energia di Massena agiterà io spirito di chi avrll nelle mani le sorti delle nostre for tezze. Ma l'assedio di G-enova, mi si ob bietterà, è stato_ c1escriu.o dagli uom ini i;lessi ch e v'ebbero parte principalissima: chi non ha letto il Giornale di Thiebault, le Jiemorie di Massena e di Soult, o al.meno le spl endide pagin e di Thiers? A ch e paifare di fa tti che sono già da lungo tempo conosciuti , e che ognuno può leggere descritti coi par ticolari più minuti? Ri spondo che ogni genernzione deve esaminare i fatti con criteri propri, né può accontentarsi dell it eredi là lasciatale dagli seri Ltori che la precedellero: lo studio clei fa tti ,non avvivato dal sentimento delle condizioni presenti è infecondo •e dannoso. ~fa Lrntlandosi di fotti relativi all'epoca della rivoluzione e dell'impero napoleonico, è d' uopo fare un'altra considerazione importante. La. storia di quell'epoca risente il più delle volle delle passioni e dei pregiudizi dei tempi: gli avvenimenti sono spesso , adulterati, false le conclusioni, i giudizi fondali troppo spesso su elementi puramente soggettivi . Lo scrittore non è l'uomo che impassibi le si libra al di sopra degli avvenimenti, e li narra e li giudica con criteri aITallo impersonali: è per lo più l'uomo che si-è aggirato nel mezzo delle mol titudini combattenti, che ha partec ipato alle loro fati che, ai loro entusiasmi, ai loro scoramenti, e trasfonde · · COSÌ nello scritto le idee, le impressioni, e i pregiudizi della propria età. E allora l'elemento leggendario va di conserva con l'elemento storico; Io abbellisce, lo trasforma e qualch e volta lo soffo ca; e dall'accoppiamento mostruoso nasce una storia che potrà accontentare quel popolo in mezzo al quale la leggenda si è formata, non già gli spiriti severi e imparziali che cercano la snla e nuda •verità.. Era i nevi tabi le la reazione contro siffatto modo di concepire

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Ja storia: già da parecchi anni è in cominciato il lavoro di epura- · iione dei folt i militari accaduti nel periodo della ri voluzione e dell'impero: la leggenda ha trovato i suoi demolito ri implacab ili in Carnillo Rousset, nel Charras , oello J ung e in altri valenti. Ma il lavoro non è ancora compiuto: l'assedio di Genova del ,J 800 non è · ancora stato sLttdi ato, ch' io mi sappia, colla scorta di una critica serena, ca lma, alieua da qualsiasi prevenzione di persona, da qualsiasi pregiud izio di nazional ità. Molti documenti che si riferi scono a tale assedio giacciono anco r?. inesplorati negli arei, ivi: le puùblicazioni fino rn uscite abbo ndano cli errori , di contraddizioni, di puerili tà : un at.Lento studio comparato delle medesime m'ha convinto della necessità di sollomet.Lere a nuoYo esame almeno i fotti più importanti di quel memo rab ile assedio.

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li barone Thiebault, uffic iale superiore del genio acldet.lo al quartier generale di Massena, pubb li cò il Gio1·nale dell'assedio. Il lettore non s'aspetti una raccolta cli app unti scritti giorno per giorno solLo l'impressione immediata dei fatt i: l'auLore stesso glielo dice ponendo in fronte aìl'ed izione del •I 84.7: ouwage refait en,son entie1·. (I giornale pertanto non è più lavoro spontaneo, ma riflesso: l'autore ha avuto il tempo di togliere, aggiungere, modi ficare, temperare come meglio gli piaceva. Ora questo r ifa.cimenLo sarebbe suffic ientemente giu:;tificato, quando si fosse arricchi to il giornale di tut.Li i dati necessari per apprezzare ret.Lamente i fatti. Ma cosi non è: mancano pur sempre noli,1 ie esalle e sincere intorno agli inten~i e ai mezz i dell'attaccan te: mancano indicazioni su parecch i punti importantissimi che l'autore po teva certamente · chiarire. Invano cerchiamo, in mezzo all a verbosa esposizione di Thiebault, t1na notizia completa e precisa intorno allo stato delle fo rtificaz ioni e all'armamento della piazza: invano desideriamo qualche ragguaglio intorno al munizionamento, intorno alla organ iizaz ione dei trasporti: affermazion i vaghe e gra tuite usurpano troppo spesso il posto delle inesorabili cifre; le cifre stesse paiono r ibell arsi agli ·intenti dell'autore, mostrandosi sp11sso incomplete, qualche volta contradclittorie. Ma v'ha cli più: una preoccupazione affannosa, un rancore mal dissimulato pesa cli continuo sull'animo di Thiebault. Egli crede che non sia stata resa la. debita giustizia agli eroici di-


L'ASSEDIO DI GE'.\ 0\'.\ DEL

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fenso ri di Genora, e che i vincitori di Marengo abbiano dimen Licalo .come il loro sbocco nella valle del Po si era effettualo median te il sacri(kio dell'armata d'Italia . Reclama pertanto altamente l::t parte di gloria che spetta a Massena e a· suoi soldati; ma nel proseguire tal e inten to trascende spesso, esagera l' importanza dei fall i, e tace sulle circostanze che polrnbbero metterli sotto la vera loro luce: superlaLi ,,o nelle lod i, indulgente nelle censure, egl i appare il panegiris La piulLostochè lo storico della difesa: il suo giornal e, anche dopo rimaneggiato, è l'apologia eh glori lhazione di Massena cli fronte agli atlaccli i di Napoleone e alle usurpazioni di Soult. Imperocchè Napo·leone dettò nelle SL1e memorie alcune osservazioni intorno alle operazioni di Massena nel 1800: esse non sono materiale storico propriamente dello, nè·recano nuova luce nell'oscuro laberinto dei fa Lti· ' ma sono una nota crudelmen te disco t'de nel coro delle lodi prodigate .alla preveggenza e alla intuizione stra tegica cli Massena. A tali censure -risponde indirettamente anche Soult, che col ti tolo di luogotenenle ,generale ebbe il comando. delle truppe assediate, e dettò un o-i ornale ,dell'assedio e una serie di osservazioni sulla narrazione cli Thiebault. Ma anche Soult ha la stessa preoccnpazione di Thiebault, anch'egli domanda giustizia pei difensori di Genova: non si contenta però di ri vendicarè la gloria comune; nella sna narrazione concisa, poco l'ici;a cli notiz ie particolareggiale, scorgesi una tendenza spiccala ad ,attribuire a se stesso gran parle della gloria cl1 e spetta di diriLlo :t Massena come comandante supremo . Così è, il comandan te so ttordine, dopo aver con intelligenza ed energia esemplari esegu ili gli ordini del .proprio ca1)0, lo trascina quasi alla òcro(Tna l') , lo presenta come un pupi llo che non sa dare un passo senza il suggerimento · del tutore . So ul t non è conten to di essere stato il braccio della ,difesa, vuol esserne anche lrt men le; la sLOria imparziale, affrettiamoci a dirlo, non può accogliere questa pretesa. 1

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TesLi mone dei faLti ma non attore, il Petracch i, rifugiato cisalpino a Genova durante l'assedio , pubbUcò un diario degli avvenimenti del!' inverno e della primavera del 1800. t lavoro di non _grande importanza militare, prezioso però perchè contiene alcun i particolari omessi da Tbieba Ltl Le da Soult, e perchè ci rivela le im~ pre~_,ioni che i fatt i di quell'epoca destarono nell'animo della ciltadi1

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nanra genovese . Le condiiioni moral i delle trnppe assedia.Lo sono Jescritle nei SowJenirs militai,l'es d'im jeirne abbé, pubb licati re,centeroente dal barone D'.Erno uf. Alunno ecclesiastico durantel'epoc[l del terrore, l'autore di questi ricordi , per soltrar se e la propria famiglia alle persecuzioni de giacob ini, andò soldato :ml Reno, e nel ,J 800 in qual ità cli caporale nella ,106" mezza brigala. di linea prese parte alla difesa di Genova fino al combaltimento del 2 maggio sulle allure della Coronata. Il libro non aggiunge molto ai materiali storici che già si possedevano; abbonda cli inesattezze e di errori spe.cialmente cronologici; ma,· come il diario del Petracchi che descrive lo stato morale della popolazione, il libro dell'abate Cognet è irnporlante perchè ci presenta ul) quadro vivo e sincero delle condizioni delle trnppe . Valore storico di gran lunga maggiore hanno le 1lfonorie di !lfassena reclatte dal generale l(och. L'autore non appartenne . al novero dei difensori di Genova, ma compilò le memorie colla scorta degli scritti lasciat i cla Massena e dei documenti raccolti presso il Dép6tde la guerre e il Dépòt cles fo1·t-ifications . Non troviamo nelle memo rie di Koch l'impeto e la passione di Thiebaul t, il procedere rapido e incisi YO cli So ul t: ma v.'ha più sicura e più larga notizia de'fatti , maggiore serenità e ponderatezza di git1dizii; l'esposizione cammina misurata e tranquilla, e sebbene scarsegg i qualche voll<t il senso critico e sia.no spesso errati e contorti i nomi. delle località, il libro .del generale Koc.h può annoverarsi fra i migliori lavori che intorno all'assedio di Genova possiede la letteraLura fra ncese . Non parlerò di Thiers perchè i suo i intenti e il suo modo di considerare gli avvenimenti mi litari sono abbastanza noli . Le poche e splendide pagine ch'egli consacra all'assedio di Genova, non possono acceLtarsi come una espos izione compiuta di quell'importante ep isodio della campagna del 11800. ~fa il clifetLo principale così di Thiers, come di Koch, di Soult e di Th iebaull, consiste, a mio giudizio, in una tendenza spiccatissima ad esagerare la parte che speLla alla difesa; le ·operazioni del!' asse dian Le sono appena accennate, ed esposte qualche volta in modo da dare ·il maggior risalto al valore de' Francesi; gli Austriaci sono condannali a rappresenlare la parte di quei personaggi delle commedie, i quali non hanno altro ufficio che di dar occasione ai primi attori di fa r poinpa della loro valentia.


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Non vuo l con rondei·si cogli scri ttori sonamentovali il generale Jornin i. Nè francese, nè austriaco, l'amore della Storia c·r iticli delle 911,erre della Riooliizione, sa elevarsi al disopra dei pregiudizi di nazionalità, non d'altro curandosi che di esaminare i fatti nei loro rapporti coi pl'incipii fondamentali deJl'arte delht guerra . Ma l'indole speciale e gli intenti dell'opera. l'obbliga.vano ad essere conciso nella narraiione. Jomini spazia qua.si cli continuo nel le regioni della sintesi, e par quasi disdegni di scendere e aggirarsi fra le minutaglie dell'anali si: egli coglie le circostanze più spiccate e caratteristiche dei fatti, ma non vuole stancare il lettore col racconto di tutti i particolari più minuti; se ne vale bensì per giungere colla loro scorta ad una nozione complessiva di essi fatti, ma il lavoro d'analisi rimane nascosto, l'autore l'ha. fatto per conto proprio, e dove non ha potuto compiel'!o, ha suppli.Lo con la meravigliosa sua intuizione storica.

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Fra le poche opere di fonte austriaca che mi venne fatto cli consul~ tare, quella del capita,no Mrax intorno alla campagna ~lel 180_0 ~n,l parve la più merit~vo_le ~i .enco1~io. Scr'.tta ~on ,quella_ 1mpa~·~1ahl~ e quella sere.nità d1 gmdlZl che invano s1 desidera n~gl1 a~to11 fran cesi, essa, sebbene in qualche punto troppo concisa, c1 pr_esenta quasi tutti i dati che si richiedono per !a esatlaconoscenzae~lretto apprezzamento dei fatti: quantunque d1 ~at~ non re~e.nt_e •. po1chè _fu pubblicata fino dal 18'22 nella Oeste1·re1chisc~e militarische _z~itschrift, essa risponde sufficien temente alle esigenze ~ella 0~1erna critica storico-mili lare. Ho approfittato largamente cli qu~st opera nel trattare tuttociò che riguarda le operazioni degli assedia,~tl: u~ attento studio delle località che furono teatro degli avvernment1 ~'ha posto in grado cli verificare viemeglio la varia P:~11sibiliti1 delle affermazioni dei diversi autori . Frutto cli una cnt,ca comparnta delle fonti storiche, sussidiata da quell a conoscenza del terreno che per me si poteva maggiore, il presente l~v?ro non_ sarà, io spero, totalmente inutile a chi des ideri una esposizione chiara e concisa dei principali fatti dell'assedio di Genova del 11800.

Le opere di cui abbiamo parlato finora non possono fornire lui.ti gli elementi necessari per procedere ad una esposizione completa dei fatti dell'assedi<J di Genova; trattano con ispeciale largher.za tnttociò che concerne la difesa, sono troppo parche in Lorno allaparteche spella all'a.llacco: esse non ci dicono con precisione la forza, la composizione, la dislocazione clell'nrmata assediante nei momenti principali dell 'assedio; non ci dicono con precisione le forze imp iegatenei vari comba ttimenti, gli ordini, le istruzioni date . Da ciò la, necessiLà di ricorrere in larga misura alle fonti austriache. Ma per quan to diligenti, le ricerche su tale proposito non furono sempre nè to lalmente fort unate. Le Memorie cli Crossard, emigralo francese che come ufficiale di stalo maggiore pn:isso la Divisione Hobenzollern prese parte all'assedio di Genova , non sono troppo ricche di no Liiie; l'autore non si occupa. per lo più se non degli avvenimenti cui portecipò immediatamente; quando e' é di mezzo lasua persona, èprc,li sso e non omette i particolari più minuti; i fatti a cui non prese parte li tace o li accenna appena di volo. Aggiungasi poi una messe non indifferente di errori cronologici, errori Lopografici, errori storici. Il libro è compilato non già su appunti presi giorno per giorno, sibbene colla sempl ice scorta di dati conservali dalla memoria dell'autore; ~ la memoria di Crossard, è forza confessarlo, non è troppo felice.

Il. Prodromi dell'assedio. Situazione politica: Napoleone Primo Console: riforme - _La Francia. di fro~te. alla coalizione _ Apparecchi di guerra: forze : loro d1slocaz1one sul fin1ro dell mv er_no del 1800 _ Piano di campagna di Napoleone per ia primavera del 1800: compito assegnato a Massena. condizioni dell'armata d'Italia: provvedimenti di Massena: la suasistenza dell'armata non è assicurata : limiti della responsabili tà cli Massena. Concetti di Massena intorno all'iudil'izzo delle operazioni - Disl?cazione dell'ari:nata nella Liguria occ identale - Vizi_di tale dislocazio,ne: _assenza eh un concetto direttivo - Tstruzio ni di :Massena a, comandanti sott ordme. Forza, ripartizione o dislocazione dell'nrrn ata austriaca in Italia - Piano d'operazion i di Melas - Considerazion i.

L'assedio cli Genova del 1800 è uno degli episodi important~ della lotta che la Francia rivoluzionaria combatteva da ott_o ~nn~ contro le vecchie monarchie d'Europa: esso collega due penod1 di ANNO XX:Vll , 'VOL. 111.

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storia politica e militare; é l'ultimo corollario degli insuccessi tocr,ati alla Francia nel •1799; è il preludio delle vittorie che le arrideranno nella primavera del 1800 in Germania e in Italia. Costrette all'inazione dalla stanchezza e dall'i!'lverno le armata francesi di Svizzera e di Germania eransi sul finire del 11799 ridotte a custodire di fronte agli Austriaci la linea dell'alto e medio Reno: irt Italia i !a~eri. a~~n~i delt'annatR di Champio~rnct s'erano dopo la sconfitta d1 Nov1 rtlug1at1 sulle Alpi e su i mont.1 liguri-occidentali: il ·1o di dicembre avveniva l'ultimo combattimento fra i o-enerali Sàint-Cyr e Klenau, e tosto Fi·ancesi ed Austriaci prend~vano i quartieri d'inverno. :Ma l'anno ,J 800 incominciava soi10 nuovi auspicii: due fatti si erano prodotti, tali da mutare profondamente la situazione . .Paolo I imperatore di Russia sì ritraeva dalla coalizione: restavan così contro la Francia sole Inghi lterra e Austria con alcuni minori Stati di Germania. Cerio anche così scemala di forze la co~lfaione ~v1•ehbe ~nito co l domare la Francia, se l'opera di dis~ soluZl'one. s?crnle _non fosse stata risolutamente arrestata da Napoleone. Il D1retlor1o non poteva rappresentare l'ultima e compiuta soluzione della crisi ond'era travagliata la nazione; non poteva essere che un momen to di t.ransi1.ione fra l'anarchia e la diltatura: inetto a domare i nemici esterni e a consolidare all'interno il nuovo stato di cose, dovevct cadere e cadde sotto il colpo di Stato dei 18 bnunaio: Napoleone assunse, col titolo di Prim~ Console la dittatura: la rivoluzione aveva finalmente trovato il suo legisl;tore e la sua spada. Consolidare e disciplinare la rivoluzione all'interno, propagarl a all'estero, tale era la missione storica di Napoleone. All a Francia dilaniata dalle fazioni egli impose la pace: fece deportare rrli ultimi · incorreggibili derrli aostacrcr I. . corifei dell 'anarchia, abolì la leo-ae no a nn 1' c 11us~ la li sta degli emigrati: la sua mano di ferro ravvicinò oppressi ed oppressori, spogliati e spogli atori; monarchici, convenzional i e giacobini si trovarono uniti nella devozione al Primo Console. ~a F~'ancia_aveva bisogno d'ordine e di tranquillità, e Napoleone fin, dai p~·1mord1 del Consolato aveva fatto proposte di pace così a1l ~uE.tl,1~ come al~'Ingl\'ilterra: ma le condizioni poste dai gabinetti cl, V1erina e d1 Londra erano wsì e'Sorbitan'Li che l'oro-ocrlio' n'à'ziona.le de' Fran.cesi ne fu profondamente irritat~, e verine;o ~'e-

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spinte. All'appello di Napoleone la Francia r ispose rievocando le memorie gloriose del '1793; era la prima volta che le energie suscitate dalla rivoluzione apparivano disciplinate e governate da una mentè vastissima e da una volontà indomabile. Al caos amminislrativo e finanziario era subentralo 1, ordine; Napoleone trovava mil ioni per rafforzare le veechie armate e crearne di nuove; applicava per la prima .volta la legge sulla coscrizione, e centomila reclute accorrevano sotto le bandiere; sottoponeva a nuovo esame i congedati e i riformati degli ultimi otto anni, e ben trenlamila uomini, già induriti alle fatiche della guena, rientravano nelle file dell'esercito: anco i veterani e i pensionati rispondevano volomerosi alla chiamata del Primo Console. Il periodo della preparazione comprende i mesi di dicembre 11799 e gennàio, febbra io e marzo del 11800: ommettiamo di descrivere anche per sommi capi tutto il lavorio compiuto sia dai coalizzati, sia da Napoleone ; ci basti in dicarne i risu!Lati principali. Verso h1 One di marzo del 11800 la coàlizione disponeva delle forze seguenti: a) 1130000 uomini sotto gli ordini del maresciallo Kray raccolti nella Svevia e nel rientrante formato dà! Reno fra Basilea e Strasburgo, ad. eccezione di ;3'.SOOO lasciati a guardia delle piazze fo rti dell'alto Danubio: b) rnoooo sotto gli ordini del maresciallo ::\1elas in Italia, sparsi nelle guarnigioi;1i del Piemonte, della Lombardia e della Toscana; o) 20000 Inglesi raccolti a Mahon. Erauo in tutto 270000 uomini: le flotte inglesi padrone assolute . dei mari potevano, ove ne fosse il caso, concorrere lungo le coste italiane alle operazioni degli eserciti. A.Ile forze sovra enumerate la Francia opponeva: 11 °) 130000 uomini formanti l'armata del Reno sotto gli ordini del generale Moreau, concentrati sulla sinistra di deLto fiume di fronte all'armata di Kray; · 2°) 40000 in Liguria e sull e Alpi, costituenti l'armata d'Italia sott1) gli ordini del generale Massena; 3°) 60000 fon!,lanti l'armata cli riserva sotto gli ordini del generale Berthier, la quale si andava raccogliendo lungo le rive nordoccidentali del lago di Ginevra. · 1

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L'ASSEDIO DJ GEMVA DEL .J 800

Le al'mate francesi del Reno e di riserva erano fornite di quanto poteva occorrere per intraprendere operazioni di guerra: l'armata, d'Italia per contro non si era ancora riavuta dallo slato di dissoluzione a cui l'avevan r idotta le sconfitte dell'anno precedente. Le .armate austriache mancavano di nulla; l'oro dell'Inghilterra aveva posto l'Austria in grado di sopperire largamente ai bisogni delle sue armate. Ino rgoglite dal le viLtor ie del ·I 799 esse aspeLLavano fidenti il momento per domare l' u.ltima resistenza dell,t Francia, che i gabinetti di Vienna e di Londra s'ostinavano sempre a credere dissanguata. dalla gnerra jnterna ed estema, senza eserciti e senza finanze . [ I piano di campagna. dettato cla Napoleone sul principio eh marzo divide le operazioni in due mo men ti, e sono: 1°) Dii'ensiva nella Liguria e sulle Alpi, e offensiva nefla valle dell'Alto Danubio finchè l'armata di Kray sia ricacciat~ oltre la piazza di Ulm. 3°) Passaggio delle Alpi per parte dell'armata di riserva e offens iva concorde di essa armata e di quella di Ligtuia contro l'ar..mata di l\Jelas ('1). Questo piano che fu comunicai.o a Massena con letLera del 5 marzo, gli prescriveva troppo chiaramente di attenersi sul principio delle operazioni ad un sistema cli difesa tale da attrarre sopra cli sè l'aitem:ione e le forze di Melas, finchè l'annata di riserva avesse yal icate le Alpi. Eppure gli apologisti cli Massena, per alleviare la di lui responsab il ità nell'opera di preparazione, affermano con Thiebault che istruzioni non vennero date, o vennero troppo tardi quando non c'era più tempo a provvedere. Il generale Koch, autore non sospelLo, afferma come i Consoli nel prescrivere a Massena di recarsi sulla fine del 1799 ad assumere il comando dell'armata d'Italia, gli ordinaroi1o altresì di mantenersi pacfrone di Genova, e quando fosse costreLto a sgombrarne, approvvigionare Savona, metterla in assetto di difesa, e prendere una linea tale che gli pennettesse di attaccare a sua volta, e cogliere l'avversario in, qualche falsa mossa (2). - Vero è che Massena afferrò il concett.Qs

229

.. cui s'informava tale ordine, e, ch icsLo un abbocca.men to col Primo Console, gli dichiarò che non intendeva ass umere il comando di un'armatacondannata a r imanere sulla difensiva. E Napoleone rispondeva non esse1·e intenzione del gove1·1io 1·icliwre l'armata cl'Italia alla difensiva, sperare per contro che guidala cla il1assena si manter1·ebbe degna dell'a1itica ripiitazione (•I). Ma questa risposta, abbastanza vaga e degna più d'un diplomatico che d'un militare, ,non escludeva tuttavia in modo assoluto l' eventualità di un primo periodo cli operazioni puramente difensive. L' indeterminatezza della risposta dimostra tutt'al più che Napoleone sulla. fine di di cembre non aveva ancora dato una forma concreta e definitiva ai suoi concetti inLorno all'i11dirizzo delle prossime operazioni , e che, .pur studiandosi di accontentare Massena, non voleva con premature dichiarazioni pregiudicare l'avvenire. La responsab ililà cli Massena pertanto nell'opera di preparazione suss isLe intera: anche attenendosi all a vaga rir,:posta di Napoleone, egli doven mettersi .poss ibilmente in grado di combattere sia offensivamen Le, sia diJensivamenLe. Certo le diffìcoÌLà erano grandissime: giammai truppe si trovarono in così tristi condizioni come l'arm ata d'llalia . Le sconfitte dell'anno precedente avevano generato la disorganizzazione e l'indisciplina più sfrenala: compagnie, battaglioni abbandonavano a massa i posti loro affidati e se ne tornavano in Francia: infierivano .le malattie, mancavano viveri, ,,estimenta, armi, . munizioni, e l'amministrazione disorganizzata, ;;enza fondi e senza one5 tà, era .ineua a provvedere. }fassena ebbe, prima di lasciar Parigi, rip etute assicurazioni dai Com:o li che gli sarebbero dati mezzi sutricien ti per riparare a tanti mali e r irneltere in buon asseuo l'armata. Ma i mezzi giungevano in iscarsa mi$ura., e Massena torn ava ad insistere da Genova: fra lui e Napoleone era uno scambio continuo di l'ichieste e di promesse: ma intanto i rinforzi d'uomini non veni vano, il denaro era semp re scarso, le provvigioni gi un,gevano in quantità troppo piccola. Mercé l'energia del carattere e .una lunga serie di provvedimenti, che meriterebbero uno studio

1

1

(I) correspondlince de .Vapoléon. - Tom . VI. - 5 mars. ('li Kocu - Mémoires de Ml1ssé11a. - Toro. fl , pag. IO.

(I) Kocn Op. ci t. Voi. lT. r ,,g. I 1. 12.

~

,

l


L'ASSEDIO DI GEKOVA DEL

'.230

f,'ASSEOIO 01 GE:NOVA DEL

! 800

dei fond i fu per tempo anticipata alla compagnìa assuntrice Antonini e Diez . Ma questa compagnia mancò a' propri obblighi: formata da ingordi e disonesti speculatori, approfittò della debolezza deoli ufficiali governativi, forse ne ebbe a:lcuni a complici, promise e ;on mantenne, prese danari e non mandò viveri. Il Ministero non vegliò quanto doveva alla esecuzione dei patti; m~ la ~ompa~nia aveva Ja sua sede a Marsiglia, e nella piazza commerciale di Mars1gl1a doveva fare le orandi incette per l'armata d'Italia. Ora :Massena, prevedendo forse <>come i provvedimenti e la sorveglianza del Ministero potessero non riuscir sempre efficaci, chiese ed ottenne dal Primo Console poteri straorllina1·i per tutto ciò che concm·ne l' cim,m,inistrazione, le finanze e lo, gile?TCt non solo 1iella Ligiwia, ma alt1·esì nei dipartimenti vicini all'armata ( 1). La sua responsabilità cresce così in raoione dei poteri che gli sono conferili: come e quando si valse di q;esli poteri? - Per quanto Thicbault e Koch si affannino ad arruffare la matassa, il fatto che emerge chiaro ed incontestabile è il seguente: un'anrnita di circa. 4:0000 uomini con larga dislocazione per tutta la Liguria occidentale, avente a propria disposizione la dupl ice linea di rifornimento, terrestre e ma.rittima, vive fino al ,J3 marzo a carico della Repubbl ica Ligure (2); il comando d'armata non ha potuto in principio d'aprile raccogliere che nove giorni di viveri. È forza confessare che la popolazione genovese fu più previdente e più savia ammi nistratrice che non il comando di armata: se questo potè protrarre cotanto la sua resistenza alle forze preponderanti di Melas, n'è debitore alle riserve di viveri nascosti presso i privati cittadini, riserve che, messe poi a disposizione del comitato delle sussistenze, servirono al sostentamento della truppa noi: meno che della popolazione. Di fronte alla inazione della compagnia assuntrice dell'impresa viveri, Massena tempestò il Mi,nistero, e il Primo Consol.e con una furia. di ri1~0stranze: il Ministero, ricordandosi fo rse dei pieni poteri accordati a Massena ' laroheooiava in proteste e promesse, e mandava quanto pob 00 . teva · ma le armate non vivono nè di rimostranze nè di promesse: il 10:·o tutore naturale è il comandanLe supremo; se manca o riesce insufricente l'azione del Ministero, egli deve sostituire o aggiun-

accurato, i\fassena potè richiamare le truppe all'osservanza della disciplina, vestirle, equipaggiarle. Sotto la sua mano diferro l'ar mata si era trasforma.La:. i danari, i viveri e i rinforzi d'uomini erano in cammino sulla fine di marzo: due milion i di lire erano già a Nizza, un grosso convogli o di legumi e di grano veleggiava alla volta cli Genova. Ma. il giorno 5 di aprile Melas incomincia gli a.LI.a.echi su tutto .il fronte da (~enova a Savona, la flotta inglese inizia la crociera lungo tutto il littorale ligure, e i soccorsi aspettati non possono più perven ire all'arma.La. La paventata difensiva diventa per Massena una neces::;ità ineluttabile, e per sostenerla egli non lrn nè viveri, nè fo rtilìcazioni in buon assetto cli difesa.

1

A chi la responsabi li tà di tale situazione? Già accennai come a discolpa di Massena non possa addursi la mancanza di istruzioni: egli sapeva che per i primi giorni d'aprile doveva essere pronto ad iniziare le operazioni , e ciò doveva bastare. Ma 1'hiebault e Kocl1, per iscagionarlo della mancanza di provvigion i, traggono in campo la noncuranza del Ministro della guerra, e specialm ente la malà volonlà di Napoleone, al quale non esitano ad aLl.ribuire l'ignobile intenzione di po!'l'e Massena in condizioni tali da non poterne uscire con onore. LasLoria non può nè accettare questo processo di intenzion i, nè accogliere ciecamente le affermazioni di Napoleone, ilquale nelle sue Memorie scriveva che l' am:rnvnistrazione dell' armatci d'Italici e1·a stata riorgan,izzata, pagati gli a1·1·etrati del soldo, citla trnppa, l' abbonda-nza siibentrata alla carestia, i po1·ti di iJfa1·siglia, di 1'olone, di Antibo riboccanti di ncwi adoperate n,ell'approvigionamento dell'armata (11). - Tutta la questione si riduce ai seguenti punti : 1") diede o non l'arnministrnzione della guerra le disposizioni e i fondi occorrenti per il vettovagliamento dell'armata?- 2°) Vegliò essa alla piena esecuzione di tal i disposizioni? - Mancando l' opera efficace del Minislro, doveva forse ì\fassena e poteva provvedere di propria iniziativa, ~ sostituirsi al Minislro? - Il Min istro della guerra stipulò per tempo i cont.ratli per la forni tura dei generi occorrenti per la sussistenza dell'armata: Th iebault e Koch lo ammettono, ed ammettono pure che una,parte· 1

(I) Mé,r«,i,·es de Napoléon -

Ton, L p~g. rn:i, 200. -

1800

1

(Edizio ne 1823).

j I

(I) Tn rse,0 1:r - Voi. I, pag. 51. (,) Gauett.a Natfonale T.ìgtwe. -

1800, 1'2 rnarzo.


L ' ASSEDIO DI GENOVA DEI.. ,J800

gere la propria. i\fassena lo comprese ma non tenne buona Yia: cominciò a valersi èlei pieni poteri nella Liguria, e qui la sua azione fu terribilmeme energica, ma anche inopportuna perché consumò troppo presto quelle poche risorse che dovevan toccarsi le ultime . I dipartimenti prossimi all'armata furono per lungo tempo lasciati da parte: fu solo nel principio di marzo che inv iò a ~farsiglia un suo mandatario, il capo squadrone Franceschi, a vedere che cosa facesse la compagnia Antonini, e gli diede faco lla cli rescinder contratti e stipularne di nuovi, prendere ovunque li tro vasse i fondi ~ecessari. - Era troppo tardi. Massena subiva le conseguenze del sistema così largamente praticato dagli eserciti repubblicani circa le requisizioni nell a zona d'operazione: la Li guria aveva dato all'armata tuUociò che poteva: govemo e comuni avevano venclLlto il proprio patrimonio, e i beni cc,nfiscati ai nobili, ed avevan contratLo grossi debiti coi particolari per soddi sfare alle rich ieste delle truppe frances i: ora non potevan più andare ollre; le ultime risorse stavano per esll,urirsi, e solo allora Massena si ricordò che i suoi pieni poteri si estendevano anche ai dipartimenti vicini . ~fa troppo tardi: la flotta inglese e i bauaglioni di Melas sbarravano la via ai convogli cli viveri. Nè furono più felici le disposizioni date da Massena circa la dis!oca~ione delle truppe. Berthier, Ministro della guerra, scrivevagli il giorno 4, marzo: i l mio 1,oto più ai·dem,te si è ohe voi siate prontamente in rniswra di inizia1·e le operazioni e prevenire il vostro avve1·sario. Il generale Koch, dopo aver detto come Je istruzioni del I'rimo Console preserivessero a Massena di ragunare il_grosso deH'armala attorno a Genova, non lasciando che piccoli d1staccamenl1sulle Alp i, al colle di Tenda, a Ormea, a Vent·imiglia e a Savona, soggiunge che furono dai comando d'armata im:- · partiL! gli or~ini perché 2000 uomini dell'ala di sinistra passassero a rafforzare 11 centro dell'annata, e il grosso di questa, forte di .20 000, uomini si raccogliesse fra Savona e Voltri. Tali ordini , dati, a quanto pare, verso la metà di marzo, ebbero un principio di esecuzione: ma il movimento d'adunata fu, a deua del generale Koch, sospeso, perchè si giudicò non possibile far vivere 20 000 uomini atto rno a Genova: ragione cli valore assai dubbio, giacché i viveri

L'ASSEDIO DI GENOVA NEL

1800

:il33

che già si trovavano scaglionati o dovevano giungere lu~go la strada della Cornice, e che serviron posf;ia per le truppe disposte nei larcrhi loro accantonamenti, pntevano essere man mano trasportati sui luocrhi di adunala. La ragione principale clel contrordine deve trovar:i piuttosto nella convinzione di Massena (convinzione in lui persistente ad onta cli indizi e di informazioni atti più che mai a scuoterla) che le operazioni non potessero da p:.trte dell'avversario incominciare prima del ,, 5 aprile, e si po Lesse quindi lasciare senza pericolo le truppe nei loro larghi accantonamenti. Che Massena si lasciassE< cogliere alla sprovvisLa, è confessato , sebbene celatamente, anche da Thiebault; ma questi non parla in modo alcuno di disposizioni intese a dare alle truppe una dislocazione più raccolta, e si con tenta di dire che l'armata era lasciata dis~eminata su una linea di ottanta chilometri di sv iluppo, per custodvre ·i valichi principali e mantenere le com111nicazioni, colla Francia. Infatti la dislocazione dell'armata ·d'Italia sul principio d' aprile risponde al concetto ora accennato: essa è contenuta nella seguente tabella desunta dal Giornale dell' assedio di Thiebault.


23/~

or GENO VA

,: ASSEDIO

DEL

1800

L·A~SEDIO DI GE~ O\" ,\ DEI, ( 800

Ordine di battaglia e dislocazione dell'armata d'Italia il 4 aprile 1800. Comandante supremo Massena -

I

~CO !V HPOI S I I ONI

BRIGATE

I

Oall' esame di questa tabella emerge come la dislocazione delle truppe abb ia per iscopo di provvedere alla custodia clei seguenti

Quartier Generale Genova.

MEZZE BRTGATE

FORZA

passi : a) Strada littoranea di lernnte: occupazione cli Recco. b) Passi che dalla valle di Fontana.bona aclducono in valle di Bisagno: c,ccupazione di }I. Corclano e S. Oberto. e) Passo della Scoffera: occupazione di Scoffera e Torriglia. d) Passo doi Giovi e adiacenti: occupazione di Ronco, Busalla, Savignone, Casella , Borgo de'Fornnri, Croco Fiaschi. e) Passo dellà Bocch ctLa: occupazione di Gavi, Carrosio, Vol-

DISLOCA ZIO NE

11--t'- - , - - r - - i - - - ~ ~ - - I I I o 2:: ~1gfi~c~ 1

Miollis

I I

Aln Destra

( Soull)

I I

Gazan

I

?1~t:

600 S . Obe.rto e Recco 800 Torriglia Scoffera 1,100 ~I. Cordaoo l ,iOO Albaro o Nervi 1,300 Cas_olla, llusalla, Sa-

;

Gr::. P;emont. r,a leg<>cra 2a di finea l" comp. artig. 7S" cli lin ea

I

ri serva

Pouge•.

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500 _ 1, ~ v 00 1,700

Jcg~era

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\ 10a d1 linea 346 ,. / 20° legffern s;• dr men \ 1• leggera 99a. di li n~o 33" 39• ,,• 11• >

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)J04a ~:

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t\ Le surrc (di composiz. ignota) .

Garnier

TeÌi~nooc Voltaggio, Carrosio Borgo Fornari, Ronco Bocchetta Cam pofrctldo, Maso ne, Rossigliooo. M. Calvo, Marcarolo. S . Qui rico S tella La1·agnola, Monlonou.e Mad cli Savona ,·a,fo e Catl1bona Sampierclarc na Sestri Pon. Corni-

90 000 1,500

Tota le dell'al,, destra

Cen tro {Suchet)

90 500 1,600 40 1,300 -

3a leggera Buget 62~ di linea Gardanne ) 63 ,. ~

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Clausel

li 1 Il

\

Poinsol Spital

\ Riserva dell'ala

Darrwud Potitot

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Ma rbot

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~;., I ,i;,,.

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1,400 1,1~2 M. S. Giacomo, Me853 logno e Settepani 4GO

oo,

1,352

I

4S7 Finale- Melogno ·122 454 620 213 In mnrc1a er rag1.050 g iungere f.armota 3,000 Colle di Tenda

!

.

235

taggio, Bocchetta. /) Passo del Turchino : occupazione cli Masone, Campofreddo,

,;

Rossiglione, ~fonte Calvo. I passi a,b,c, enrno custoditi dalla I• cli visiono: i passi d,e,f, dalla 2". L' occu1)azione dell e Cabane di Marcarolo aveva per iscopo di collegare le trnppe a guardia del passo del Turchino con quelle della Bocchetta: queste erano collegate colle truppe a guardia del passo de'Giovi medianle l' occupazione di Telio: il clisLaccamcnto di Savignone e Casella collegava le truppe dei Giovi con quelle della Scoffera: finalmente queste si collegavanc, colle truppe a guardia della strada litlo l'anea mediante l'occupazione cli S. Obel'tO edi M. Corda no. - Fra la sinistra della 2• e la destra. della 3• divisione, correva un lungo tra.Ilo sguarnito c~a l\1. Calvo alla Stella att1·a.versato dai passi di Pian di Faialo e }ia\anotte. La, 3" di visione, cu i era specialmente affidata la difesa del Colle di Cadibona, era ripartila fra Stella, Santuario della. Madonna, MontenoLte, Lavagnola, Ca.di bona e Vado: per M. San Giacomo essa si collegava col corpo clel generale Suchet, che si stendeva dal monte ora detto al colle di Tenda.

T,itale del Centro J 12,408 Totale generale delle roru io Liguria ~7 ,~"o """

~· B. Vala destra non aveva cava lleria. Non s1 conosce la forza dell'artigli eria· d rante l'assedio, la difesa d i Geno"a ,lispon~v: truppe attivo .

U.

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. ;;°ast:euera d~ Masseoa consta che, ducannoni da campo che seguivano le

. L a present~ tabella non comprende la guarnigione di . . ~· corpr, fra_c u, la legione cisa lpina di cir ca 800 uomini Geno_v ~, composto d1 frazioni , t , c he s1 segna lò 11 30 aprile alI attacco de, Due Fratelli e il '> maagio , ~ " a 11 o tacco della Coronata.

~apoleone o Jomini a(lditarono i vi1.i di tale dislocazione(!), vizi che si possono riassumere colla formula seguonte: chi vuol tutto coprire, si fa clehole dapperlnlto. La sovraesposta dislocazione sarebbe stata appena giustificabile durante la l'orzata sospensione delle ostilità, allorquando potevasi senza poricolo grnve adouare un si-

----

(1) .llé molre• de Sapoléon.

Tom. li -

r é11olu tio11 . Tom. I.

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Jo»ll'II : Hi sloire eritique du g11erru de la


r,'A~S 1,DIO DI GE'.'\OV.\ DEL

~36

r,' ASSEDLO DI GENOVA DEL

4800

stema di larghi accantonamenti per provvedere ì)iù facilmente ai servizi ammini strativi . Ma i segni precursori di imm inenti o:slililà non mancarono a Massena: perchè mai eg li pers isteva nel proposito di tener le sue truppe cotanto disseminate? Credern egli veramente che le operazioni non avessero a com inciare da parlo degv Austriaci tanto presto , oHero sperava di poter resistere anche cosi frazionato agli attacchi dell'anersario? - L'idea attribuitagli da Koch , di concentrare atLorno a Genova il grosso delle forze, è lasciala da parte appena n'è incominciala l'alluazione. 1 baLLaglio'n\ di Melas stanno per irrompere contro il debole fro nte de' Francesi, e Mnssena non ha ancora concretato e comunica to ai co mandanti sottordine il proprio disegno di operazioni . li giorno ·IO di aprile egli scriveva al generale Suchet: « l'armala è troppo debole per custo« dire tuLti i passi per i quali il nem ico può giungere al mare: non· « siano essi pertanto guardati che da semplici posti: serrate levo-« stre divisioni, e disponetele in gui sa ch e possano riunirsi nel mi- · « 11or tempo possib ile. Ve lo ripeto, non ' a~·ete che un solo mezzo " per resistere, e consiste nel far massa e manouare )> . Al generale Soult scriveva lo stesso giorno: « disponete affinch è le vostre di vi« sioni possano nel termine di otto ore ri un irsi a massa ..... .. state « a guardia delle strade che mettono a GcnoYa; i din torni della « piazza offrono posizioni ragguardevoli; prescrivo che siano r icono· « sciutc » . Codeste istruzioni non mirano assolutamente ad accorciare il fronte di sch ieramento, ma solo a raccogliere le divisioni in masse separate: Massena raccoman da di far massa e manovrare, ma non aggiunge una parola sull'indole, sullo scopo, sui modi della rnanoHa. La raccomandazi one fa lla a Soull, di cuslodire le· sLrade adducenti a Genova sul froute Recco -Caclibona, è in contrndclizivne coll'altra, di disporre le truppe in modo che possano nello spazio di otto ore serrare su una qualunque delle tre di vision i. Per ottempe·rare all'ordine cli )lassena, Sou!L prescriYe che le cli ,·isioni non lascino in prima linea che piccoli posti, e il resto sia tenuto i,n riserva pronto ad accorrere ovunque sia necessario: ma in tal guisa siamo sempre lontani della possibilità di far massa nel termine indicato colle tre division i: la loro uni one richiede non già otto ore, ma quaranLoLto almeno . r pericoli che pre::-enta la dislocazione dC'lle truppe francesi ap-

180 0

2:37

paiono tanto più gravi e urgenti quando si r_i (lella _alla supcr,i_ori~it numerica delle forze austriache, alla loro d1slocaz1one, e all tnd1rizzo che Mela-; intende dare alle operazioni. - Cl com~r.1da.n:e del· l'armala austriaca d'Italia aseva compresa l'opportun1ta_ cl, irrompere nella Liguria prima che soli? l';ne~g(co im1~ulso clt ,)lassen~ l'armala francese potesse r iaversi de Ln::-t1 e/TcLL1 del l_e ~ 1 ecedenL1 sconfitte. S1abilì pertanto di incominciare le opera~1~111 verso_ l~ mela. di feh l11'aio : giit erano a tal uopo foi:mall i. ~naga~z,111 · · , 11·I 6000 n1t1li i)er 11 serv1z1 0. de Lrad1· approv,g,onamento, tacco t • . . .. ~porti, effettuata la radunata delle t1:nppe, .1~1par_L1t1 gli or~tn1 perchè su sei colonne esse valicassero I mo~t1 _l,gu_r,, e _coi~ceilalo . .mg le·c deL viver, coIl' amm1.rag110 :, Keith il trasporto , . da L1vo1 . . no alla costa [i"ure, non appena essa fosse in potere degli Austr1ac1. )~~ la neve ca~luta in larga cop ia il cli ·I 3 febbraio distolse Mela::; dall impresa: egli ebbe f~rti dubbi snlla praticabilit~\ delle stracl~ _aLLraverso l'Appennino, e sulla possibili tà. che, a causa cl_ellacau~va sta~ gione, i convogli di viveri giungessero a tempo tla_ Livorno ai luoghi destinati ( J). - Aspettò fino alla seconda meti1 d1 marz~; e allora diede nnoYe disposizion i per l'esecuzione del p1:oge~lo: ti 24 trasferì iI quartier generale da Torino ad ,\ lessa~clna: il z7 l'armata occupava in tre masse distinte i seguenti punt:: . Ala des tra. (Elssn ilz) - Brrt, colle t.esle d. avanguardia a Ceva, )1illesimo, Cairo. . Ala sinistra - fra Bormida e Scrivia presso Pozzolo Form1garo colla testa tl'avangurirclia. a Serravalle. Corpo del generale Ott - sullasin!stra ~lella Magra fra Aulla e Sarzana, colla lesta d'avanguard ia a Ch1avan. . . N r1 I · · · · di marzo i tre col'pi se·n·ano sulle r1 speLt.1ve eg u Limi giorni • d. l · indicata teste d'avanguardia: il '.2 aprile l'armala ha la ,s ocaz1one dall a seguente tabella. i l) ~ton -

D~•· Fe!d~ug in 1talie1>. ISOO.

I 1

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238

1800

DI GESO\".-\. DEI.

L' A SSED IO DI GE~O\' A DEL

Ordine di battaglia e dislocazione dell'armata austriaca il 2 aprile ComandanLe supremo Melas - QuarLier Generale in Acqui.

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i) 8000 della S n 11 a sinistra Sturla fra 1

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Chiavari e il condell'En-

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N. B. La divisione. ?l.ssntz ha. lasciat~ la risei-va d'artiglieria a Chera.sco e Bra: le dms10n1 Morzm, Pa!Jy e Hoheuzollern ad Alessandrta, Tortona o Valenza. Lo divisio~i Mo~~i~. e Patry l~anno ciascu~a 6 co~pagnie di pionieri. I~ mag~z.zmo p11.nc1pale dell ~la destra si trasfemce a CeYa: quello dell ala sm1stra è m Alessandria. Il COl'.P~ ~i Ott è approvvigionato pe1: mare dal magazzino di Livorno. La d1v1s1011e Vogelsaug e la brigata Gottesheim sono sotto gli ordini del generale Ott. ·

l •

•I 800

239

La dislocazione rispondo al seguente concetlo direttivo delle operazioni : « puntare col grosso contro il centro dell'armata francese e separa1·lo dalla destra: avvihbppare questa, rinserrarla entro la piazza di Genoi,a e costri1igerla a capitolare: 'Volgersi vont?·o il centro e 1·icacciarto sul Varo » . Le varie masse così dell'altaccante, come del difensore, non possono, a cagione della mancanza di linee di spostamento nella zona delle prime operazioni, prestarsi vicendevole e immediato appoggio: ma la superiorità. numerica delle singole masse austriache è Lalo, che la loro separazione non presenta alcun graYe pericolo. Infatti sul fronte Recco - Mon le Cordano - Torri glia sono 13000 uomini di Ott contro 4200 francesi di Miollis: lungo il fronte Giovi - BoccheLta Turchino i ·I 0000 di Hohenzollern stanno contro 4920 di Gazan: sul fronte Cadibona - ~lonte San Giacomo - Settepani i 33000 delle divisioni Elssn itz, :\'forzin e Palfy contro gli 8 106 di ~Iarbot e di S11chet. Procedendo col grosso delle forze per la linea Cadib'ona-Savona, .:\'lclas trovasi in misura di operare con forze preponderanti sia contro Messena, sia contro Suchet :;onza che abbia a temere de' fian chi e deJ tel'go : spostando le divisioni ì\Iorzin e Palfy (23000 uomini) verso est, ogli pone 4,8000 uomini di fronte ai 17000 di .:\'l assena, e può tenere a bada i 10000 di Suchet con i 10000 di Elssnitz: portando invece le dette divisioni verso ovest può attaccare i ·l 0000 di Suchet con 33000 uomini , e tratLenere i 117000 di Massena coi 25000 di Ott e cli Hohenzollern. 1


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L' ASSEDIO Dl G.ENOV.\ DEL

L'ASSEDJO Dl GJ:;:S:Ol' A DEL

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·1a bri!,"(ata Lat.Lermann occuperà Fenon ia ~ giorno iS, invierit il 6 batLagli one a Pian del il'felo per collegarsi colla brigata Saint Julien; il grosso ,Qlgerà su Altare e altaccherit la desLra delle posi,z ioni de' Francesi. Il rimanente del grosso dell'al'!nata raggiungerà Carcare il giorno o, e il 6 avanzerà. su Altare e Cadibona, e si spingerit, se possibile, fine a M Ci uto : a protezione del fianco destro , tre battaglioni del grosso occuperanno Rocca del Baraccone. II giorno 1 la brigata Saint: Julien attaccherà M. Negino: il rimanente del grosso marcerà su M. Ciuto. ·a) Divisione Elssnitz . - Marcerà il 5 su Carcare, il 6 su 'Mallare : nella marcia da Ceva a Carcare distaccherà la brigata Ulm -su Millesimo, Ronch i e Murialdo . Il giorno 7, di conserva coi tre ·battag-lioni staccati dal gròsso al Baraccone, atlaccherà le posizioni ,di S. Giacomo fra Bricco Praboa e M. Alto. Qualora gli atlaccl1i cli Caclibona e cli S. Giacomo abbiano esito ·felice, la brigata Ulm si dil'igerit su ìl'l . Settepani. e) Dioisione Hohen,zollern. - Dovrà nei giorni i'S, 6, 7 contentarsi di semplici dimostrazioni, procurando di indurre l'avversario a credere che l'obbiettivo principale e im mediaLo delle operazioni sia la conquista di Genova. La cavalleria batterà la pianura fra Orba e Scrivia; tre battaglioni occuperanno Ovada; gli altri cinque sar,rnno ripartiti fra Novi , Capriata, Serravalle e ì\fornese. Se il nemico avanzerà offensivamente per Campofreddo, Hohenzollern raccoglierà la fanteria in Ovada, e coprirà conlacavalleria la sLrada di Alessandria: ove il nemico non avanzi, dovrà., appen,i il grosso si sia impadronito di Montenotte, marciare risolutamente su Genova, e allaccarn le posizioni esterne della piazza di conserva -col eo rpo di òu e gli insort.i delle Valli di Polcevera, Bisagno e I1'ontanab uona so tto gli ordin i del generale Assereto. Solo nel caso · che il nemico continu i·ad occupare con grosse forze la DoccheLLa, e non accenni a sgomberarla, Hohcnzollern dovrà. conlinuare le dimostra;r,ioni dei primi giorni. cl) Corpo del generale Ott. - Marcerà il giorno 6 con la si· nistra {Go Ltesheim) fino alla St.urla; con la desLra si dirigerà per la valle di Fontanabuona sull'alto Bisagno: non insisterà negli alla.echi .se avrà di fronte forze superiori; mà se il nemico cedesse, inseguirà !U n

UI. Le operazioni dal principio delle ostilità al completo investimento della piazza. Disposizioni di Melas per i giorni 5, 6, 7 ,ipr:le - Operazioni del 5 aprile: dimostra- ti zioni contro la d estra dell'armata francese - Attacco di Cadibona e Montenotte li' 16 aprile): separazione della destra dal centro dell'Rrmata francese - Dislocazione della sera del 6 aprile: risoluzioni di 1lelas e di Massena - Attacco di Monte Fa$Ce - Situazione di Massena la sera ciel 7: risolve di marciare contro Melas Disposizioni d i Melas per i giorni S e 9 - Operazion i dal 10 al 18: Massena è ricaccin to su Ge nova. Condizioni della piazza di Genova: concetti di Massena in torno alle sue funzioni strateg icha - Fortificazion i - Istruzioni date da Massena a Miollis per la difesa della. piazza - Jovestimento della piazza dai lati ool'd ed est - Dislocaz,one delle truirpe fraucosi lasciate a difesa di Geno va la sera del giorno 9 - Dislocai.ione degli Austriaci - Considerazioni - Avve"r1imenti dal 9 al 20 aprile - Nuove considerazioni.

Le operazioni si possono dividere in due periodi: il primo com.- . prende le manovre di Melas per isfondare il centro dell'armata francese e ricacciarne la destra sotto le mura di Genova, e le operazioni di ,rassena per impedire l'investimento della piazza e ristabilire il collegamento della destra col centro dell'armata: il secondo comprende le operazioni degli Austriaci dirette a stringere vieppiù la cerchia d'investimento, e le contro manovre di Massena per impedire l'effettuazione di questo disegno. Prima di movere da Acqui, Melas impartisce gli ordini per le operazioni dei giorni {~, 5, 6, 7 a,prile, l'armata deve iniziare gli attacchi il giorno 5 formata in quattro masse distinte: à ciascuna di esse è assegnato il compilo seguente. a) Grosso dell' a1·mata sotto gli ord1:ti;i immediati di ilfelas. - La brigata Saint Julien si recherà iH- aprile a Mioglia ed invierà il reggimento Wukassovich a G-iusvallo; il 6 marcerà su Montenotte Superiore e Inferiore e spiccher~t un piccolo distaccamento a Sassello a protezione del proprio fianco sinistro. Padrona di Montenotte, la detta brigata invierà grosse pattuglie fino a M. Negino, e sorveglierà tutti i passi che adducono al mare.

ANNO XXVII VOL. 11!.

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L'ASSEDIO DT GENOVA. DU

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L'.\SSP.OIO DI GF::'iO \'.\ DF. r.

senza posa , e pròcurerit di dar la mano il giorno 7 a Hohenzollern verso la Bocc heLla. ~el caso poi clte l'aLlacco del grosso co ntro le posiz ioni di Cacl,dibona-.\1 onlenolle allrngga )lassena con parte delle sue forze rorso Savona, Hohenzo llern e Ott dovranno tentare un allacco di viva ~orza ~01~1ro Genova, e inviare .2000 uomini alle spalle di Masse;rn, 1 qual, cl, conscrra col grosso dovranno manovrare collo intento di sbarrare a Massona stesso la. strnda di ({onova. Finalmente nella ipotesi, poco probabile in vero, che Suchei tentasse con parte delle proprie forze di penetrare jn Piemonte e min~cciare il tergo dell'armala operante in Liguria, Melas dii"ponèvache ti general e Gorupp con 5 battaglioni e 16 squadroni occupnsse. il. 4 aprile_ B~rd!netto, e nei giom i ti, 6, 7 procurasse con ripelut.é d1mos1razwn1 d1 tenere a bada le truppe di Suchet ( 1) . Nel mallino del ti april e accadono scontri poco ril evanti fra I& avanguardie cli Gottesheim, Yogclsang, Hohenzollern e le truppe avanza te dell'ala destra fl'ancese. Gottesh eim avanza da Chiavari s11Rccco, e·ne caccia 1'8• leggera: questa nel pomeriggio·è ricondolla all'assalt o dal generale Tlal'naud e l'espinge gli Au striaci su Ruta . Un. distaccamento della divisioneHoh enzollern attacca il posto di Ronco: cacciati.ne i difensori, prosegue su Borgo dc'Fornari, ed e respinto. Altro d1 sta.ccamento della stessa di visione s'i mpadl'onisce di M. Calvo a ovest di Campofreddo. Sul fronte ~fontenoUe-Cadibona non si. eseguiscono che piccole ricognizioni da paltugliespiccale dalle avangnarcli e cli Melas. Non sappiamo se i\lassena aves::;e notizia cli tulli quest i tentativi la stessa sera del 5. Essi non sono per se cl i gra,,e importanza, se si eccettua l'occupazione cli M. Calvo, che coslituisce una.prima interro· z!on_e della linea di collegamento frn la 2° e 3a divisione. Comunque s1as1 Masscna non se ne dit pensiero : non ha ancora dat i sufficienti per riso lvere su qual pun to convenga dirigere la conLroffesa, e attende che la situazione si faccia più chiara. Egli non dà perciò alcuna disposiz ione per il giorno seguente: se non che, r iconoscendo.,. (I) MRu. Op. cH.

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tutta la gravità del le confo.ioni della 3• divisione, la. quale, oltre che divisa dalle altre due, è, a cagione della malattia cli Marbot, senza titolare, invia a Savona il generalo Si.:iult co n incarico di assumere da quella parte la direzione delle operazioni (,1}. Il cli 6 aprile gli Austriaci avanzano su tait.o il fron te da Recco a Cadibona . Goltesheirn procede su due colonne; quella. di sinistra percorre la strada littoranea, e sloggia dopo vivo comballimento i Francesi da Uecco e da Nervi : quell a cli destra percorre la cresta dei monti che chiudono a sud la vall e di Fontanabuona, e, preceduta da numerosi stormi di insorti, caccia dopo viva e ostinata difesa gli avversari da ~f. Curclano, e poscia cla U. Fasce, ove giunge e si stabilisce la sera. l a division e Vogel sang risa lo la della vall e di Fontanabona, ad eccezione di due reggimenti, che, passati ne'dì precedenti a Ottone in valle di Trebbia (2), mal'cia.no ora. su Torrigl ia e Scoffera, ne cacciano le truppe del generale Pelitot, e le r ibuttano sull'Olmo, ove sono )'accol te dalla 73• di linea in viata cla ~Iassena a loro so-

(I) Esistono gra"i discrepanze fra Tbiehnult e Koch circa le operazioni del 5 aprile.

11 s1icondo de'de tti outori non parla degli attacchi tentati do gl i A.ust,·iaci in qu esto

giorno su !lecco, Ronco e Rossiglione, e indica invece come accaduta in esso giorno l'occupazione di M. Corciano. M. Fasce, Torriglia, o Scolfera, che, secondo Thiebault, accadde il di seguente. No i ci atteniamo alla narrazione di Thiebanlt, perchè su ffragata clall'antorit!, di Jomin1 e di Mrax e concorde con la Ganetta .Nazionale Ligu re del 1800, la cu i narrazione dee co,siderdrsi come documento utocia le. Gi ova poi notare che il generalo Koch dimoslra scarsa conoscoll?a di tuttociò che si riferisce agli Austriaci, od altera sposso e contorco i nomi delle località : basti qui ricordare como una stess11 e,olonn a <lolla divisione Vogelsan g avrebbe, secondo il Koch, al taccato nello s tesso giorno le posizioni di M. Cordano, M, Fasce, Snl'lgnone o Dusalla, e come del villaggi o dl Borgo do' Fornari, egli faccia due villaggi distinti, Borgo o Fornari. La sosti tuzione di Parisono ad Apparizione nel denominare il Yillaggio per il quale passa la slrada che dalla Stui·la sale >) )I. Vasco, ò pecca comune cos\ a Thiebau\L, Ko~h; Jomi ni, come a Mrax. Anche nello memol'ie di Crofsa rd o nei Souvcni-rs niilita, res d'mi ;,une Abbé s'incontrano gravi e frequenti errori cronologici e topografici. (2) Mancano ragguag li precisi intorno alla marcia della colonna che att.icca Torriglia o la Sco!Tcra. Mrax si co ntenta di dire cho i colonnell i Lezseni o Candiani eraosi il giorno 6 imp ad1·011Hi di Torriqlla, del.la Sco(l'e,·a e della posi: l o11e di M. Capcna,·do senza punto iodi~re la provenienza di questa colonna. Ma Jom ini nella Tabella di dislocazione del 2 aprilo ind ica come dislocata a Ottono in ,·al di Trebbia una parte del corpo di Ott. Noi nccottiamo tale indica zione sia perchò non contraddetta in modo assoluto da Mrax, sia pcrchèspiega meglio d'ogni altra la condotto delle t.ru ppe di Peti tot lo quali sì ritirarono comba ttendo prima da Torriglia sulla Scoffera, poi dallo Scolfera sull'Olmo, o non accolorarono la marcia so non quando Yidoro che l'occupazione di M, Fasco da parte dogli Austriaci poteva compromettere I& loro ritirata su Ge no,a. Quando e por quale strada i detti reggi men ti passassero nell a va.Ile della Trubb ia, non è detto dagli storici.


L'ASSEDIO Dl GENOl'A DE[.

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stegno. 1 detti reggill'l.enLi raggiungono nella sem M. Capena rdo: i l rc:;to delfa divisione ,,alica il passo di S. OberLo, e scende nella sera a Mecco ir1 valle di Bisagno. · Hohenzo llem aveva il giorno 5 portato il suo quartier generale a Morn ese : il 6 la sua divisione avo nw su . tre colonne : quella di sinistra , dlie battaglioni della brigata FrimonL, caccia i Francesi da Bo1·go de'Fornari, Savignone e Casella, e si arresta din anz i a Busalla ove ·Gazan ha raccolto ilgros:;o della'.2° divisione: quel la del cen tro, gli altri Ire battaglioni della brigata. Frimont, muove da Mornese, sorprende un conv?gl io di viveri di retto a Gavi , e obbligai posti dli .Castagnola, Ca1Tos10 e Voltaggio a ripiegare sull c1 Bocchetta.: la colonna di desti-a, tre battaglioni della. brigata Rousseau, si reca da Tagl iolo su Rossiglione Inferiore, ne caccin i Francesi, e poco prima <li mezzogiorno si dirige in gran parlo su lle Ca bàne di Marcarol-0, che, debolmente difese, cadono nelle sue man i. ,Ielas al.lacca il fronLe ~Iontenotte -Cadibona su tre colonne. Men Lre la brigata Saint J ulien marcia da Miorrli a su )Iontenotte la 1)1·1·,rat·'· ò ' ' Lattermann da Ferronia, la divi sione Palfy da Carcare si dirigono su Altare, e respingono i deboli avamposti francesi; indi muovono all'assalto di Cadi bona , e se ne impadroniscono: i Francesi abbando~ na~o. nelle ma~i degl i avversari quaLLro cannoni e trecento prigionieri, e Sl'"l'ltirà.no 's'U '1 . Ciuto . Da Cadibona Lattermann e Palfy prose,rL1ono su M. 'C iuto : Lattennann allacca di fianco, l3ussy ,di fronte con la sua. brigata : menLre i Francesi si riLirano, sopravviene Soult e tenta di trascinarli a un conlrassallo, ma invano: minacciati sul fianco e a tergo da una parte della brigata Sain t Julien accorsa da l\I. Necri no , essi s1 ritraggono vi vamcnte incalzati su Savona, e vi giungono sul far della sera. La divisione Elssnitz si trasferisce in questo giorno da. Carcare a 1\lallare : l.a. brigata. Ul m si concentra ai Ronch i e a ~1uria!do . Una fregala inglese si presenta verso le 2 pomeridiane dinanzi al porto di Genova, e 1)ombarda la città. è)

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Brigala Sai nt. Julien ~I. Negino e Stella » Ulm Murialdo e Ronchi Divisione Elssn it.z .\lallare Lo scopo dell'operazione è consegu ito : Soult sgombra Savona durante la notte e si dirige su Varazze, ove giunge il matLino del 7 (1) . La separazione del la destra dal cen tro dell'armata. francese è ornai un fauo compiuto : non resta a Melas che effeuuare la seconda parte del progetto, sch iacciare colla preponderanza delle sue fo rze le dne parli disgiunte : egli risolve di rivolgersi ver:;o nord-estericacciare la desLra. francese en tro la. piaaa di Genova . Non sappi amo se Massena ricevesse duranLe h giornata notizie della 3° divisione : certo è però che se notizie furono mandale da Gardanne e da Soult, e-;se non po tevano perven ire n Genova prima della sern . Quel non lrovars i poi traccia di ordin i o disposizioni da lui manda li alla 3• divisione, induce a credere ch'egli fosse totalmente all'oscuro su quanto era accaduto attorno a Savona : l'ordine spedito al genera le G(lzan alle 1O pomel'idiane di mantenersi collegato con la 3a divis ione mediante l'occupazione cli llarcarolo e Rossiglfone, indica. piuttosto come Massena fosse a quell'ora ben lontano dal sospe ttare la catasLrofe cui soggiacque la div isione Gardanne. Degli avveniment i dell a giorna ta egli conosce l'occt1pazione di )I. Fasce e i tentativi ·contro i passi dei Giovi, della Bocchetta e del Turchino difesi dalla 2" divb io11e : il problema delht situazione si presenta pertanto nei seguenti termini : conviene meglio cacciare il nemico da i\'I. Fasce , ovvero accorrere con la riserrn a sostegno della 'll" divisione? Portando le forze di cu i può dispo rre,.__a rincalzo della '.2· divisione, che è la più minacciata, egli conseguè l'importante risu!Lalo di rendere vieppiù saldo il collegamento fra essa e la 38, quando questa si mantenga. Lntlora nelle posizioni del. 5 april e; e qualora sia stata ·cos tretta ad abbandonarle, ·1a riservasal'l't sempre 1

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Le truppe sollo gli ordini immediati di Melas occupano nella .notte dal 6 al 7 le seguenti località : Divisione Palfy dintorni di Savona » Morzin )) )) :) I

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(1) Tnu n,uu scril'O elle i tre battagl ioni posti a diresa di ) I. l'\cgin o, vi res tarono tu tta la notte ùel O al 7, e non g iu nsei·o a Va razze c he b sera d el 7 rlo1io essersi apert a con le baioneue la stra,ta a t raverso le tru ppe d i Sa in t J uli en. T utti gli s torici, K.och, Jom in i , Mrax, s ono concordi r,el l'a mmeu crc che la bri ga ta ~a in tJ u lien e1·a paùron:\ di M. Negino nelle ore pomeri,fone de l ~iorno 6. nè pari.m o <lei fot to accen nato da Thiebanlt, il q nale, gio<·a ricordarlo, ra c,:oglie troppo facilm on te Lu ttociò che può ;; quakhe modo c on tribuir<) a ll.1 gloritìcazio :ie dei difensori d i Ge110l'\l.


L'ASSEDIO DI GENOVA DEL L' ASSEDfO DI GE:SOVA DEL

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uLilissima da quella parte per soslenere le truppe in riLirata, o tentare anco un atto vigoroso di conlroffesa con lro il nemico non ancora rinfrancato delle faLiche e delle perdi te del dì precedente. Vero è che il possesso di JJ. Fasce dà faco ltà all'avversario di tentare, durante l'assenza della riserva, un attacco di viva forza della piazza, o di coprire lo sbarco di grossa artiglieria della flolta inglese e il trasporlo dell'artigl ieria stessa fino a Nervi : ma l'attacco di viva forza è di difficile riuscitii finchè i iorli esterni sono in mano de'Francesi, ed altrettanto difficile è la riuscita di un colpo cli mano contro essi forti lo sbarco poi e il trasporto clell'utiglieria fino a Nervi è operaz ione che rjchiede parecchi giorni. Massena adunque può allontanarsi colla riserva per qualche giorno senza grave pericolo : ma egli risolve prima di tuLlo di attaccare senza ritardo M. Fasce. La ragion~ di tale risoluzione ,;noi cercarsi nel fa tto che Massena ignora fino alla nolle del 6 la situazione della sua ala sinistra, e nella speranza che la 2a e la 3a divisione possano conservare ancora per qualche . giorno le loro posizi oni. Non furono senza i nn uenza sulle risoIuzioni di Massena anche consideraz ioni d'ordine morale, e sovra lutto la opportunità di ri levare gli animi degli amici, e tenero in rispetLo i' nemici nPlla città con una vittoria conseguita sotto i loro occhi. I France5i assalgono M. Fasce su quattro colonne sostenute da una riserva all 'ala destra. La colonna di destra, 7/~a, 1106.. di linea sollo gli ord ini di Darnaud, si dirige da Quinto su M. Moro: quella di sinistra, due battaglioni della 25• leggera sotto il comando di Mioll is, marcia da S. Mar tino d' Albaro sull 'Apparizione. : quella del centro, granatieri della 55• e della 73· agli ordini del capo squadrone Burthe, marcia fra le due precedenti. La riserva, composta della 73· di linea e di un battaglione della 25• di linea, segué la colonna di destra . La quarta colonna formata dalla 8", 24-• e 9'2a di linea sotto il comand:o di Pelitot, risale val di Bisagno, ed ha. il mandato di' aggirare ~I. Fasce da nord. Verso le quattro antimeridiane le. colonne Miol!is, Burtb e, e Darn and incomincirmo a salire le pend ici di M. Fosce : a questa islessa ora anche una parte delle truppe di Gotteshe:rn metteansi in moto . Giunte la sera p recedente su M. Fa;;te dopo aver ma rciato e combattuto tutto.il giorno, queste truppe si accingono òra ad occupare in modo stabile e regolare la posizione. Un baHaglione è già , ceso fin0 all'Apparizione per at-

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,trarre verso est l'attenzione e le forze di ~lHssena, ed. agevol_are_co~ì ·.alle truppe di Hohenzollern l' attacco . della Bocchetta e dei . G1ov1. Non appena sono in visLQ le colonne assalitrici, il colonnello D' Aspi:~ :avvia un battaglione a. mezzo la pendice per sostener quello ~~1 e sceso ali' Apparizi one, e due compagnie su M. Moro; assegna agli 111-sorti Ja cima di M. Fasce, co lloca il resto delle truppe a nord del colmicrnolo del monte su quella slreua schiena che procede verso M. B:cco : il generale Go tlheseim- si rimane a Nervi con die?i ,compagnie. La colonna Uioll is giunge all'Apparizione e ne caccia ,clopo breve combattimento gli Austriaci ; la colonna Dar~au_d .re-spinge Je due compagnie di M. Moro : precedute_da stormi cli l1ra·tori le colonne Miollis, .Burthe e Darnaud ragglllngono dopo due ,ere di cammino la cima di M. Fasce. Il duplice attacco di fronte e ,di fianco , e forse più ancora la. minaccia di aggiramento per parte della co lonna PeLitot, tronca ogni re:.islcnza.: primi gli insorti , poscia ,j due bat1aolioni di prima Iinea si di:tnno alla fuga, e nella loro corsa ·si'renata tr;~cinano le truppe fresche della riserva senza che riesca . al colonnello cl' Aspre cli arrestarle e far fronte all'avversa rio incal·zant.e. Gli Austriaci si raccolgono a Ponte Cicagna; Miollis marcia . su M. Becco , Darna11d prosegue su Panesi, S. Oberto e Scoffera, ,Petito t occupa M. Capenardo. Gli Austriaci han perduto 300 nomini :fr,a morti .e ferit i, e HOO prigionieri; i Francesi 800 fra morti e ffe i-it.i. Nello stesso aiorno accadono i seguenti fatti: ·OLt marcia ~u M Creto : Hohenzollern fa nuove dimostrazioni ·'Verso i tiiovi e la Bocchetta. La di visione GazR!l conserva le posi:zioni clel giorno precedente. . .. Le divisioni Palfy e Morzin restano presso Savona: la d1v1s1one ~Gardanne rimane a Va.razze. ElssniLz occupa dopo breve combattimento M. S. Giacomo, e avvia su Vado la brigata. Sticker: Ulm s'impadronisce di M. Setteprmi . Le truppe cli Suchet si ritirano su Borghetto ('i). La vittoria di M. Fasce non rende gran che migliore la situazione de'Francesi; snssiste sempre -per essi il pericolo di restar chiusi nella (I) L'o~cupai iona di S. Giacomo e M. Sel.lepani sarebbe ,1n0nu td, secondo Thiebault ,,e Koch , il giorno 6 april e: noi e; a t teni amo alla narrazion e ··lt ~fr:ix.

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piazza di Genova, e si fa ani i più grave in ragione del tempo che · si lascia a i\1elas per eJretLua.re le mosse disegnate. Nel giorno 7 ~1assena. riceve ragguagli precisi sulla sil.uaiione · creata da.gli avvenimenLi del dì precedente: non v'ha ormai più.i dubbio per lui, la separazione della destra dal centro dell'armata è un fauo compiuto : al suo spirito, così rifuggente dall'idea di dover· sostenere un assedio, siaffaccia finalm ente'. il sospeUù che l'avversario, voglia tentare fli ricacciar luLta la destra francese sollo le mura cli 1 Genova, circuirla, costringerla a consumare rapidamente le poche· provvigioni e capitolare. Risolve allora di mover tosto da Genova, g ralforz.are con le forze disponibili la 3a divis ione. e con una viao-· rosa conLrolfesri ristabilire il proprio collegamento col centro dell'armala: sono desLinaLl a I.aie operazione la 2" e 3° div isione e la· riserva: nella notte del 7 a\1'8 sono dal.e le disposizioni necessarie·_ perchè la 3" divisione ripieghi su Cogoleto, la 2" e la.riserva si raccolgano tosto a Voltri. Al generale Millios col resto, delle truppe, circa 6000 nomini , è afridata la difesa di Genova durante la tempo-· ranea assenza di :\Iassena. MenLre da. par Le de'Francesi si allende alla esecuzione del le disposizioni ora accennai.e, si compiono dagli Austriaci le seguen Li mosse . Le truppe di GoLLesheim si raccolgono e si riord inano a Nervi e a , Ponle Cicagna. OLL si r itira da M. Creto su Barbagelata ('(). · Hobenzollern occupa prima di mezzogiorno le Cabane di l\larca-rolo col grosso dell a sua divisione, e si dispone a rintuzzare un at- · tacro ch'egli giudica probabile da parle delle t.rupp~ di Gazan che. erano a Campofreddo e Masone il dì prima: ma vedendo la ino-4· 'perosità dell'avversario (era in ritirata su Voltri giuslagli ordini di . Massena) , risolve d'attaccare di. sorpresa i trinceramenti della Boe- . cheti.a. Lascia il maggiore Reichl ing con '1000 uomini e due cannoni. alle Cabane di Marcarolo coll'ordine di resistere fino cigli estremi $e, a.u.accato : egli con cinque battaglioni si avvia sul far della sera Vallecalda (2), e a mezzanotte giunge a un chi lometro circa dall a, .llocchet.ta. '

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(1) È una locttlità presso Mon tobbio, non ind icat a nella carrn alla scala di _ l_

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50000'

(2) Tr.ovansi nei c!intorni, di Genova parecchie locah tà designate co I nome di Yallccolda :.: qu i iotendesi quel case.ggiatq. c he iocontresi a nord-eH di M. Orclelan o.

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Informato dalle pattuglie come i Francesi riposassero tranquilli nei loro trinceramenti, avvia trebattaglìoni verso Campornarone per impedire all'avversario la ritirata; con gl i altri due inornpe un'ora prima di giorno sulle mal guardate riclotle. Dopo lungo e aspro comhattimenlo il passo della Bocchetta cade in potere degli _a.ssalitori. Le divisioni Morzin e Pa!fy occupano il fronte MontenoLte~~lonte,· Negino-Albisola. La di visione Elssnitz resta sulle posizioni di San Giacomo e Vado; la brigata Ulm a ~I. Seuepan i. Le operazioni Lentate da Mas,ena per risLab itire il collegamen to col centro dell'armata, comprendono un periodo di dieci giorni. Per · non alterare soverchi amen I.e l'economia. del presente lavoro, ci con- · tentiamo di riassumerle colla maggiore brevità e chiarezza possib ile, . rifuetlendone ad al Lro lavoro la esposizione cri tica e particolareggiala . . Procediamo per giornale. ,9 aprile. - Melas risolve di avanznre su trn colonne dalle posizioi1i di MonlenotLe-M. Negino-Albisola alle posizioni di Sassello-VeireraM. Ermetta-Varazze; la colonna cli sinistra è forma. La dalla brigala · Sain t Julien, quella del centro dalle brigale BellegardeeBrentano, quella di destra dalle brigate Bussy, Latteemann e Sticker. Le bri- · gate del centro edell'alasinistra iniziano la marcia su l far della sera. Soult muove da VolLri di buon mattino con la 2" divisione , di- r igendosi su Sassello per la strada di Campofreddo-A.cquabona- Martina-S. Pietro d'Olba : incontra presso Acquasanta pal'Le del distacc.amento Reichling(div isioneHohenzo llern); lo auacca, lo respinge, e prosegue su Campofreddo ove pernotta. Massena con la 3" divi- · sione si reca a Varazze. . 1O aprile. - Saint J ul ien prosegue la marcia, e giunto poco di- · stante da Sassello, avvia parte della bri gala su questo vi llaggio; un reggimento si reca per errore direttamente a Veirera. Soull giunge-intani.o poco dopo mezzodì a Palio, attacca Saint Juli en presso Sassello, è lo ricaccia su Sa.nta G·iust ina; il colonnell o Brixen rimane col suo reggi mento a Veii·era. -Bellegarde e BrenLano raggiungonoSanta Giustina. Melas intanlo giunto con la colonna di cle,,Lra a Cella, incontrasull e alture di Caslagnabona parte della 3° divisione che marcia su-


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·Stella: J'a.ttacca, la respi nge da Varazze, fa c0st1'inge a ritirarsi : Mas:;ena ~1 arresta nella sera a Cogoleto. '.' ·I aprile. - Soult assale a Yeirera e M. Ermetta il colonnello .Bnxen : accorrono a sostenerlo ·1)1··1rna' S••· J u1·ien, poi. Brentano. e B · ell~garcle. Mentre fe rve ancora indeciso il cornbauimento So lt è ragg, u~1to dalla colonna Fressinet mandata a di lui rinforzo' da ~fas' ~e?a, 11_~uale dop~ la sconfi tta di Varazze ba stabililo cli far m1:1ssa 5 ~ 1 1~o 11 t1 ~mendosi a S()u]I. Gli Austriaci sono ricacciati su San ta GLUsL,na: ~ Frances i si riordinano su M. Grosso, occupando M. Ermetta cogli avamposti. Massena con l'ala sini stra r ipiega su Arenzano : Melas avanza su Cogoleto. . 12 aprile. - Nella notte dall',1,J al Hl Brentano e Belle()'arde 1~ar·•·ci ano su ~1. Ennetta, Sticker occupa M. CaYalli. Soult ~v~nza alla ..sua volta per completare il successo del r1iorno precedente · Ja colonna .di .cleslrn respinge e Bn1'ent1no su , " BelleD'arde v < • "'·'nla ::'lc, e G·.IUS l.sua .ma : quell'.t d1 s'.rn strn, r ibuuata d,t St.icker, si ritira su M. ('rrosso ove 'la ·se~a e ra??1 1.mta da ll'altra co lonna. SainLJul ien restatutlo il giorno .:a Santa G,ustwa. Melas procede Sll Arenzano : Massena si ritira su Yoltri ,J 3 a~rile. -)I elas ha stabili lo di retrocedere sulla linea A.Ibisola N~g,no, e__ri'.1fo~:zare la sua sinislr~ col la brigala Bussy . Bussy e Lauermann . 'de, S· , . J l' 11p1egano su . Albisola·' St,cker, Brentano , Be11 ega1 · a'. nt u 1en su M. Negmo , non lasciando che deboli relroD'uardie a 0 Bricco Galera, Santa Giustina, e Stella. 11assena, avuta notizia delle mosse degli Austriaci, avanza nuo·v~menLe _su Vt~r~zz~. Sonlt fa riposare le truppe, contentandosi di piccole ncogniz10111. ,14- aprile. - Si compie il concentramento delle briO'ale Sticker .·~1~~tano, ~e'.legar~~ e :Bu~sy a M. Neg(no. ~Jelas av,1a nel pome~ 1 10...,.10 la b1Jg,1ta S,unl J ulien a le )logli e : Lattermann 0O'iunD'e ad 0 Albisola. Soult, conosciuta la ritirala degli Austriaci, avanza co l «rosso d.ell~ f~'.'ze su le ~fogli e: giung~ Y~rso sera in vicinanza del!; posiz1on1 .gia occupate dagli Austnac,, e risolve di rimettere l'attacco · •a lla dimane. Massena 1l'iunge a Celle. ,J 5 aprile. - ~lelas riprencfe l'otiensiva e avanza s~1 tre colonne:

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1) ASSEDIO DI CEKOVA DEt 1800

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Bussy marcia lungo la cresta da Montenotlé a M. Loclerino: Brenta.no per Ellera e la valle della. Sansobia su Stella : Sticker e Bellegarde per Ellera-M. Poggio-M. Ciri sti Stella. Lattermann resta pres5o Albisola. , Sonlt at.lacca su quattro colonne le posizioni delle Moglie, Passo del Giovo, e- Bricco Loclerino: è respinto e si ritira a Sassello. ùlassena avanza da Celle per tentare un colpo cli mano sopra Sfwona : incontra Latterrnann presso Albisola, ed è respinto su Varazze . 16 aprile. - Bussy e Saint .Tulien marciano su Sassello : Brentano, Sticker f) Bellegarde su M. Errnella: Latlerman9 su Cogoleto. Quattro baUaglioni di Hohenzollern giungono a M. del Dente . Soult abbandona Sassello e ripiega su M. Grosso e Ciarnpanio. Massena retrocede su Voltri . '17 aprile. - Soult inizia alle 3 del mal.l ino la ritirala per M. Guresio e Lerca su Arenzano e Vo]Lri: Massena si reca a Genova, e lascia le truppe clell'ala sinistra. a V oltri per proteggere lo sgombro dei mag,izzini . Bellegarde marcia su l\l. Grosso e Ciampanio: Brentano, Stièker, Saint Julien e Bussy restano nelle posizioni de! dì precedente: Lal.termann marcia su Arenzano . 18 apri le. - Massena e Soull. sono a Genova. Resta.no a difesa <li Voltri: la l:iza, 63•, 92" che occupano Bricco Uccelli eCrevari: la 3"', 73•, ,106" alle Cabane di S. Giovanni Battista : la 3° e 23" leggera a Madonna dell'Acquasanta. Melas risolve di impadronirsi di Voltri. Lall.ermann procede per 1a strada littoranea: Bellegarcle e Brentano per M. Cavalli-DesertoCerborasca e Lerca: Bussy scende da Pian di Faiallo: Hohenzol½ern (qua ttro battaglioni) da M. del Dente : altro distaccamento del corpo di Ott scende da Masone. Dopo aspro combatlimento i Francesi si ritirano incalzati da Lattermann e Bellegarde che marciano per la strada della Corni<.e, e molestati sul fianco dai ha.Ltaglioni cli Hohenzollern che per Passo della Creusa e M. Scaggia si dirige su Se"$tl'Ì; raggiungono sul far della sera le alture cli )l. Croce e M. Guano . Il dì seguente (·19) ~l elas s'arrestfl col gro;;so fra Voltri e SestrìJ>onente : i Francesi si ritirano frn .dal mattino sulla sinistra dell,t Polcevera.

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L'ASSED IO DI GENOVA DEL

L' AS$EDJO DI GEL'iO\'A DEL

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forte Quezzi fu r ifahbricato per intero . L'as~edio del nulla aveva fin allorn insegnato a.i Francesi, i qua il repota_van? pi~ co.nforme al loi"o genio e alle loro tradizioni un'ardita. offens~va 111 Pie: monte· solo dinanzi all'imminente pericolo essi s1 studiera~no dt afforz;re con opere di carattere provvisorio i pun~i deboh d~lla piazza. Nessuna indicaziune ci venne '.it~to .di trovar~ 1~t~.rn~ all ,a r: ma mento del fronte di terra. In cond1z1orn forse m1glio11 t1 ovarns1 il fronte a mare Dalla parte di levante, cioè dalla pun'.a del Molo vecchio a S. Nazzario e Celso esso presentava 115 batterie. _ ,13 Batteria della punta del Molo vecchio con 113 cannoni. .2• id. N. 1 cli Sc1nta Margherita, in forma di mezzo baluardo, con tre cannoni nel fianco sud-ovest per difendere l'imboccatura del porto, e un cannone nel fronte verso sud. 3• id. N. 2 Santa Margheri ta, ad angolo saliente acuto con cinque cannoni. . id. N . 3 Santa Margherila ad angolo sahente molto otLuso distante 67 metri dall a precedente, con cinque cani'1oni destinati a difendere la bocca del porto incrociando i tiri con queìli delle batterie a fio r d'acqua della Lanterna e dei due moli. 5a id. Scuola dei bombardieri, fra la precedente di Santa Margherita e la Cava con quattro cannoni. 6· id. della Cava con cinque cannoni. 7• del baluardo cli S. G·iacomo, alta dieci metri sul Iivello id. del mare, con cinque cannoni. ìd. a fior d'acqua a forma trapezoide con dodici cannon'i. 8" 9• id· Senarega., alt.a dieci metri SLtl livello del mare, con cinque cannoni. .. ,1o· . id. Rondello di Portigli olo con un mortaio . 11']• icl. baluardo clel Postigl ione con quattro cannom. 112• 1d. punta di Carignano o SLrega, con cinque cannoni. ,, 30 id. Foce co11 cinque cannoni. , .. . 14• Lavagna, distante dalla precedente poco pm d1 un id. chilometro e annata di otto cannoni. 1J ;s• id . S. Nazzario e Celso, alta venti metri sul livello del mare e armata di quatLro cannoni.

Prima di lasciar Genova e tentare la marcia su Savona e Montenotle, aveva ~fassena, nelle istruzioni trasmesse per iscritto a 11iollis, fo rmulati nettamente i suoi concetti intorno al sistema di difesa che· giudicava più conforme alle esigenze della situazione e alle condizioni della piazza. Non gli sfuggirono gli uffici importanti ch'essa \ doveva esercitare nel corso delle operazioni sì difensive come offensive: « è Genova, scriveva al generale Soul t, il solo punto della riviera, del qual e deve il nemico prucurare d'impadronirsi: solo a Genova ei può trovare risorse: senza iI possesso di Genova ogn i altro punto gli torna di nessuna utilità ». Intorno poi al valore delle fortificazioni così si esprimeva nei cenn i topografici premessi alle istruzioni a Miollis: « le accidentalità topografiche sn cui sorgono le fortifi cazion i sono sta te ott imamente scelte ; i fì anchi e le baUerie abbondano , e rivelauq una conoscenza esatta del terreno che circonda la piazza : i rampari hanno larghezza prodigiosa (sic); lo che li rende capaci di qualunque opera possa contrihuire alla difesa: possono slarvi trecento bocche da fuoc o,. laddoYe appena pochi punti esLerni sono atti allo impianto di batterie d'attacco: Genova raccoglie in sommo grado lutti i vantaggi offensivi e difensivi che può presimtare una piazza» (;I). Fu certamen te quest'alta opinione delle condizioni della piazza, non meno che la. scarsezza di danaro, che distolsero Massena dall' intraprendere duran te l'inverno i lavori opportuni per accrescern il valore difensivo delle fortificazioni : fra tanti decreti che dettò il govemo ligure nel primo. trimestre del 11800, ve n'ha un solo che assegna quattromila lire per opere di fortificazione (2). Thiebault e Koch, i glorificatori di Massenaa qualunque costo, affermano quasi con un sentimento di compiacenza che le fortificazioni della piazza trovavansi nell.ost.esso stato in cu i furono lasciate dopo l'assedio del "747. Fra le opere di difesa della piazza di Genova non esistevano nel 1800 i forti di Porta nuova della Lanterna, Crocetta, Begato, Puino,. due Fratelli, Monte Ra!.ti, Torre Quezzi, S. Martino, S. Giuliano~ · costrutti dal 118·18 al 11839: i forti Belvedere, Tanaglia, Speron.e,. Castellaccio ebbero la presente sistemazione solo dopo il 118115; il. /1) ,Yolice s1<r la liè{eiise d e

Gè1tes appròiwée pa,· le gé,,é.,a l Massé11a.

(~) Ga i.retici :Ya :ù>»ale Lioure .

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li front.e a mare dallti pa1'Le di ponente comprendeva la batteria del Molo nuovo lungo allora 74.4 metri, e la batteria a fior d'acqua della Lanterna, delle quali s'ignora l'armamento (·l). Intorno allo st.ato delle fortificazioni gli storici dell'assedio di Genova sono concordi: esse erano in molti punti guaste, quasi. cadenti, con armamento scarso, fac ili a cadere nelle mani di un avversario intraprendente ed audace. Questa condizione di cose, esagerata in parte per dare maggior risalto al valore dei difensori, era il frutto della imprevidenza e della. scarsezza di danaro: Mas1! sena però non pareva darsene troppo pensiero: le opere di forti'/ ficazione erano per lui punti d'appoggio per una difesa manovrata e attiva, piuLtostochè elementi di difesa puramente passiva. Meri- / tano cli essere testualmente riprodotte le istruzioni che su tal proposito egl i impartiva a Miollis il 9 aprile. prima cli partire per Varazze. Dopo alcuni cenni descrittivi della piazza e de' suoi dintorni, Massena proseguiva in questi termini. « I modi di difesa debbono variare secondo la forza delle truppe disponibili, la natura. delle posizioni rispettivamente occupate dagli avversari, e secondo le probabilità di soccorsi più o meno pross imi. Nella presente congiuntura le trnppe impiegale a coprire la. piazza ricevono un aumenLo di forza dall'effetto morale clell a vi ltoria del 7 corrente: si può dunque, rinché dura questo effelto morale, tralasciare di adoprar parte delle forze per tenere in rispetto la città e la campagna: converrà meglio impiegarle qua,,i LutLe nelle operazioni opportune per tener il nemico lontano dal corpo della piazza. « Le cil'costa.nze in cui ba. luogo l'attacco delle posizioni ,del nemico per parte del grosso della no,;trn arma.La, e il prossimo ritorno di questa indicano quale abbia ad essere la natura della resistenza

(I) Nel priucipio dell'assedio venne p,-oposta la costruzione delle quattro batterie seguenti: a) Alla estremità del bosco di Villa Dor ia- Giustinia ni per sei cannoni; b) Alla gola della batteria d i Lavagna per olto ca nnoni; e) Alle spalle delle batterie Strega e Port igliolo per quattro mo1·ta i e sedici can noni; à) Nel seno d i mare di Santa Mar gherita (ora sparito) per quattordioi cannoni a fior d'acqua. S'ignol' a se la costruzione di tali ope,-e sia stata effe ttuata . I ragguagli sovrarHeriti intorno alle for ti ficazi oni del fro nte a mare sono desunti da una memoria inedita de tenente Quarenghi sulla storia àelle (orti(lca.tiont di Genova.

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L'ASSEDIO

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GENOVA DEL

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che deve opporre in questo momento la p iazza di Genova. Essa non è una piazza assecli'ata abbandonata a se stessa, e da difenders~, senza speranza di soccorso: è la desl.ra dell'annata, prolella da bno1'.1 trinceramenti, che conservando lutto senza punto comprometters, ,.. dàagio alla sinistra e al centro di muoversi e sp iegare _con ~iena sicurezza tutla l'energia cl.i un' impresa risoluLiva. I l tennme cli otto,a dieci aiorni che, poco più, poco meno, è LulLo il necessario per si!faua ~perazione, è morto minore di quello che costiLuisce il limiLeminimo della resistenza che può opporre la piazza, anco nel c,asg, che l'avversari'o sia in grado di intraprendere le operazioni d'assedio. Quanto dovrà. aumentare la durata presunta della difesa, daccbè non si ha a fronte che una piccola parte dell'armat,i austriaca, e questa è sprovYista di meu i d'assedio, e quando voglia Lra'.Te certo · numero di cannoni dalla flotta inglese, non può fa rlo se non m Lemp0 · troppo lungo e con gravi diffit:ol tà ! Qneste riflessioni, atte ad inspirare la magg·ior fiduc ia. alle truppe cbe avranno a difender Genova ,. debbono altresì dettare le norme che converrà seguire in lutto ciò che concerne la difesa. << La naLnra stessa del terreno divide la difesa. in due parti distinte · e separa.te dal corso del Bisagno. La. sinistra si stende dal forte dello Sperone fino alle ultime falde del contraffo1:1e dei Due 11rat~lli ,.. che s.i protende fino a Teglia verso la l)olcevera: e coperta dalla. c_nn~ isolala su cui sorge il forte del Diao;i.ante. Qualora la qm1.11l1ta di truppe disponibili non pennella di prolungare la sinistrn !tno a T~glia, si potr~t portarsi sul contrafforte retr.ostante: ha mmor.e .sviluppo , è di accesso più difficile, fc1 sempre sistema con la pos1Z1one dei Due Fra.Lelli, e la rende più raccolta. « Il forLe Diamante vuol esser difeso con energ ia: ha d'uopo perh1.nlo d'nn presidio ben addestralo, cl'nn buon comandante, di viYeri e munizioni tenuti costa.nLemente in quanLità suaìciente per. · cinque giorni. <<Il for Le Sperone, che é la chiave della piazza da questo lato, cleve in tutti i casi, e specialmente in quello di un momentane9 abbandono, della posizione dei DL 1e Fratell i, coprirsi con un corpo di truppe che possa con facilita e sotto la protezione del forte difendere quellalunga e strelta cresta. . .. . . « Se il nemico oaiun°erà dinanzi alle ultime nostre pos1Z10111, sara., o


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d'uopo ch iudere e murare la maggior parte delle po r'le della citta, lasciandone np crle il lll inor numero po~siùile; custodirle cou fo rze sufficienti e con tutte le precauzioni (la poterna dello Sperone è in cattivo ~lato, mal difesa e foc:ilo e forzarsi); mellere alla difesa dei mmpari, sovrntullo nei punti più accessibili, i soldati meglio addestrati , e serbare le altre truppe per le mano'rre o per le so,;ite. « Qualora il nemico riuscisse n frapporsi fra il Dia mante e lo Sperone, sal'ebbe d'uopo ricacciarlo, e ristaùil ire a qualunque costo le · comun ica zion i Lrn i due fo rti . « La dest1·a della posizione di Genora è costituita dalle alture di M. Ralli, sul cui prolungamento ergesi il fo l'te Richelieu, Da Monte Ralli si spiccan cinque contrafforti. Il primo di essi a partire da dello forte si protende, parallelamente alla Sturla, fino al mare. Se il fo rte _fosse ~rmaLo cli bocch e a fuoco cli maggior ca libro, 11011 po11:ebb~ rl nemico occupare il contrafforte prima cli essersi impadronito d1esso fo rte . Imporla dunque migliornrne senza ritardo l'armamento, mellerri una guarnigione bttonà, ben comandala, e appr~vv igionarlo di munizioni da fuoco e da bocca per parecchi g1om1. « II secondo contrafforte è quello su cui sorie il forte d1 Santa · Tecla, che, sebb'onc non ultimalo, può in pochissimo tempo meLtersi al sicuro da attacchi di Yiva forza, e può esercii.are azione efficace su tutte le parti della posizione di Sturla e A.lba.ro. Es~o for te ba tte tullo il rovescio del conlra[orte di )Iadonna del )fonte, e assicura le comunicazioni della piazza col forte Richelieu . <1 Terzo è il coiurnfforte di Mado nna elci Monte. Finchè San ta Tecla e il forte Quezzi saranno nelle nostre mani, non potrà il nemico stabil ir-,i su Madon na del ~lo nte, donde, non giova dissimularlo, potrebbe recarn grnre disturùo all;1 città. Finchè resistono i forLi ora deLLi eili non polri1, se no n con dillicollà grandissima, collocare artiglieria a )fudonna del Monte. « Il quarto contraffo1'le è quello di Quczz i, ore è incominciata la cosLruzion c di un fo rte, che tornerebbe uti lissim o; esso bauerebhe l'altro versante di 3Jadonna del )fonte e ne impedirebbe l'occupazione. Se fosse possib ile, in grazia de' lavo ri incomi nciati assicu rare l'occupazione per parte nostra di questo conlraffo/ te si stab ili rebbe, per il villaggio de' Molini e il contrafforte che vi m~tte

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capo, la comunicazione fra la dri!la e la sinistra della pos1z1one. « Da ul ti mo il quinto conlrafforte (non comprendiamo in esso la grande alt ura che si stacca dalla massa principale ed b contornala dal Bisagno) è quello che ,;i diparte da .\I. Ratti e scende a Serra .di Bavari: è lo spart iacque fra la Stud a. e alcuni aftlitenLi del Bi sagno. È d'uopo osservarn .che non ostante l'occupazione di ~lontc Fasce da una pan e, e di M. Capenardo dall'altra, il nemico può per Serra di Barari marciare su 1Ionte Ralli, dominare tutti i contrafforti che se ne stai.:cano, e diriger5i su Genova: ciò pos to, ò fac ile lJrevenire le sorprese e gli sforzi che il nemico potrebbe fare per tagliare da GenoYa il corpo cho occupasse Monte Ratti. « Riassnmenclo quanLo si è dello ci rea i modi cli difendere Genova, si può seguire questi principi: impedire che il nemico tagli fuori corpi o fraz ioni destinate a clif,enclere i posti avanza ti ; non permettere che i fo rti nxanzali siano tagliali dal corpo della piazza; ristabil ire le comunicazi0ni fra la piazza e i forti semprechè esse siano sta te inL01To tte : stnre guardinghi contro le sorprese cui può dare occasione e consiglio un grande srilupp11 di fortificazioni cosi da mare, come da terra; e finalmente impedire, o almeno ritardare quanto sarà possibile lo sbarro di grossa arriglieria per parte degl i Inglesi. Tutte queste precauzion i possono protrarre la resistenza di Genova olt.ro il termine. della operazione che sta per eseguirsi ( I) ». La co ndo tta di Miollis durnnle il peri odo dello operazioni di )I. Ermella è pienamente conforme allo spirito delle istruzioni im partitegli da Massena. i\'.ei giorni 8 e 9 aprile raccoglie le truppe allorno a Genova: esse occupano la sera del Oil fronte Sampierdarena - Rivarolo Superiore - Diamautc - llonte Ratti -- Sturla: solo akun i dei distaccament.i pi ù avanzati sono ancora in marcia. per raggiungere il grosso. Le truppe ~o no ripartite nel modo seguente: 5a Jemr1)ra 8" /'2 600 Yalle della Polcerera: Sampierdarena, Belre0• c1· i· ( dere, 'l'annal .:.. 1 111ea) .., ie, Ri varolo.

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Posizi one dei Due Fratell i: la 4.,1°forn isce 1800 il pres idio al fo ne Diamante.

Legione Polacca Jd. Cisalpina .24• di linea \ (2000 s~lla d.e~tra della Stnrla con ~residio ai fort i. 73, id. ,.,,.a . l ( R1cheli eu, Santa Tecla e Qne.::zr. ,~, 10 . ) Le truppe austriache destinate all'investimento di Genova si ; avvicinano alla piazza mano mano che ripiegano i Francesi: esse · hanno, a incominciare dal 9., IR dislocazione seguente: Brigata Gottesheim: 7000 uomini - Monte Fasce e Nervi cogJi-, avamposti alla Sturla; Divisione Vogelsang: 8000 uomini - Scoffera f! .:if. Creto cogli, avamposti a Torrazza e .Molassano . / Divisione Hohenzollern (brigata Frimont) 5000 uomini: - .Manisseno , con avamposti a Teglia. Aggiungendo a queste truppe circa .2000 insorti delle valli di· Polcevera, Bisagno, e Fontanabona , si ha un to tale di .22000 uomini· che fron teggiano i 64-00 di l\'J iollis. La piazzR di Genova è bloc-èata dal lato di mare, è investita da est e da nord, e non può comunicare con le truppe mobi li di Massena se non per la strada dcll(t· Cornice. No tisi ora come una brigata della divisione Hobènzollenv· è già. a contaLlo con le truppe frances i sta.nziate a Ri varn lo e Sampierdarena: un'altra brigata (Rousseau) è padrona. di tutta la cresta dalla Bocchetta a l\'J . Penello, e può senza grave difficollit scendereverso il littorale, molestare il fianco di Massena, o anco inlerporsi fra le lruppe mobili di lui e la piazza, e serral'e il cerchio di investimen to. ·La superiorità numerica. delle forze è tale dal lato degli · A't1striaci, che essi possono allresì, rafforzando convenien lemente la brigata Gonesheim, tentare contro le scarse truppe di ~liol!is l'all.acco dello alture d' Al baro, e appena conquist.at.ele, cotlocani le batterie di bombardamento, servendosi all'uopo dell e artiglierie sb·arcale dalla flotta inglese. Quanto può resistere la piazza? Se ammettiamo come plausibili i calcoli . di Thiebault, essa: non può resistere più di otto giorni: l'altaccanle può in due giorni impadronirsi del mùnte dei Due Fratelli, del forte di Qnezzì, e delle alture di Albaro; gli baslanodue giorni per istabilirvi le batterie; dopo altrL

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due giorni la breccia. può essere aperta a nord e ad est della piazza: la difesa della breccia non può durare oltre quarantol.L'ore (1). Comunque siasi però, la condizione di ì\tiollis non cess.a cli essere estremamente grave e pericolosa, solo che all'avversano non manchi l'attività. e l'energia. Le istrnzioni del comando supremo indicavano troppo chiaramente la via che conveniva seguire: Hohenzollern e Ott non potevano fin dal giorno 9 non conoscere la marcia di ì\tassena contro )1elas, e in questo cuso non avevano che ad eseguir l'ordine ad essi dalo cli tentar un auacco di viva forza su Genova; e opporsi con parte delle forze al ritorno di Massena. Non sappiamo per quali ragioni non si fece ciò che era prescritto ~a o~·dini formali, e consigliato dalla situazione: il Mrax che poteva .md1carcele, sorvola sugli avvenimenti accadnli attorno a Genova dal.9 al 20 aprile. I fatti di cui abbiamo notizia sono ben poco importanti. Una scorreria è eseguita da poche truppe della divisione Hoh enzollern :fino a Rivarolo il dì 16 aprile: un tentativo è fatto il 17 per occupare alcuni punti in Valle di Polcevera, ed è mandato a vuolo dal fuoco del Diamante e della Tenaglia (2) . Nello stesso giorno alcune truppe della divisione Vogelsang movono da Torazza e tentano di sorprendere il Diamante, ma sono ricacciate e inseguite fino a .M . Croce. Questo procedere lento erignardoso degli Austriaci è esso il prodotto della sconfitta di Gottesheim o dell'audace operosità di Miollis? Ciò che specialmente preoccupa l'animo del comandante le truppe rimaste a Genova si è l'idea che Ott sposti parte delle sue forze da est verso ovest, allo scopo di rafforzare Hohenzollern e metterlo così in !'>orado di sbarrare a Massena la. via del ritorno: mediante continue ricoonizioni eoli si studia di procacciarsi notizia. delle •mosse e 1» dell'avversario, e appena conosciute tali mosse, procura d1 arrei;tarlo con vigorosi atti di conlrofiesa. Tale è il combattimento del ,t 4 aprile. Mentre le truppe di Gott.esheim si dispongono ad avanzare dalla Starla sulle alture di Albaro , Dama.ud passa di buon mattino 1

1

(l) Ta1tnAULT. Op. cit. Voi. I - pag. 20-1 - Non tutti accetteranno 1 ·c.alcoli e le co~clusiÒni di Thiebault. Come condurre lo grosse ar ligberie sul Monte dei Due Fratelli? B lo sbarco delle artiglierie, e il trasporlo di esse sulle alture cl' Al baro come può efrett•larsi in due giorni 1... (2) Gaz.:ett.a Naz io11ale Ligure 1800.


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L'ASSEOlO Ul GE"OVA DEL

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la St url a su. dtie colonne, trattiene gli Austriaci fino a lll'ezzogiorno; quindi si ritrae sull a destra del torrente e si arresta, e con u.n energico contrassalto obbl iga il' nemico incalzante a 1·ilornare ai propri accampamenti . Nessuno dei due obbiettivi incticati dal comando supremo a Ott e Hohenzollern fu conseguito. Non vogliamo discuterese, mancando ir parco d'assedio, poteva il possesso dei Due Fratelli e delle altme di Al baro essere prontamente seguito dalla resa della piazza. Ceno è però, che, considerala attentamente la situazione delle due parti , I:acquisto delle posizioni soHaindicate non presentava difficoltà in supernbili, è quando pure non avesse prodotto immed,iatamente la caduta <llella piazza, e3so era pur sempre fecondo di risultali importanti, fra cui non ultimo quello di togliere alle truppe assed iate i principali punti d'appoggio per le operazioni di controffesa. Nè meno/ importante pe' suoi effetti sarebbe stata un'operazione ,·erso ovest con obbiettivo le alture della Coronata: gli Austriaci potevano occupare la posizione, sia scendendo di notte li,mgo la déstra della Polcevera .e quindi volgendo per la strada di l3orzoli, sia scavillcando il contralTorte di M. Togli'olo e scendendo su Sestri: la flotta inglese poteva conconere all occupazione cli quel punto imporlan!e meLtendo a terra artiglieria e truppe da sbarco, rnuniiioni e viveri: due o tre giorni potevan bastare per rendere fortissima la posizio·ne mediante lavori di fortificazione campale. Ma per compiere siffatte operazioni era d'uopo che Olt e Hohenzollern;seguissero il precetto di Massena a' suo i luogotenenti di far massa e manovrare, ed effettuassero perciò gli op·portuni spostamenti di truppe dall'una all'altra delle due valli cli Polcevera e Bisagno. Accadde invece che le brigate di Hohenzollern, di Vogelsang e cli Gottesheim furono considerate come corpi autonomi, separati da ostacoli che non si potevano senza cì:iffìcolt.à e pericolo grave $uperare: si stabi lì cl1e ciascuno do,,esse pen;;are e 'bastare a sè, ma in tal guisa tutti furono conda.nnaiti all'impotenza. Quanto al concorso della flotta, dobb iamo confessare che ci parve :molto limitato e poco efficace durante il tempo dell'assedio: essa si contentò di catturare le navi cariche di grano che dirigeva.usi stt Genova, o di lanciare qualche migliaio di pro iettili senza cagionare notevo li danni alla città: ma nessun atto audace fu da essa tentato: nessun uomo e nessun cannone fo messo

L'ASSEDIO DI GENOV,\ DEL

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1800

a terra per concorrere alle operazioni cl'a.,;sedio. In tal guisa la scarsa energ ifi dell'esercito e della flotLa lasciò schiusa a ~fassena la strada di G·enova, e gl i diè agio di protrarre per altri quaranta giorni la gloriosa sua resistenza.

SEVERINO ZANJ,:LLI

Jfoggio·re

nel 31

1·egg. fanteria .

)

I ,


ALCUKE IDEE ECC .

ALCUNE IDEE

CIRLA L'IMPIEG~ DEGLI Uf flLIALI DI STATO MAGGI OR~

\ Nelle recenti discussioni che ebbero luogo in Parlamento intorno alle nuove leggi militari , la voce degli uomini più autorevoli ha posto ognora più in evidenza la necessità di attuare tutti i provyedi · menti atti a far sì che l'esercito, quando chiamato a difendere colla _ forza quei pi·incipii che il diritto non avesse bastato a covrire, si trovi ognora in grado di rispondere alla fiducia di cui il paese gli fu sempre largo. · Ed infatti, a tale scopo si videro proposte ed approYate con consolante sollecitudine tutte quelle misure che, compatibilmente colle condizioni finanziarie. si giudicavano come le più urgenti e le più efficaci onde l'esercito fosse sempre sufficientemente preparato alla guerra, ed il passaggio dagli ordini forzatamente ristretti del tem.po di pace, a quelli necessariamente larghissimi del tempo di guerra, fosse meno sentito. Ma se le ferrovie d'interesse militare: gli approvvigion amenti in artiglierie, a.nni portatili, ed altri oggetti di mobilitazione: l'ordinamento difensivo delle frontiere terrestri e marittime, e tulLi gli altri proYYedimenti di cui il I)rirlamento ebbe ad occuparsi, valgono a rendere assai più solido il nostro stRt•) militare, bavvi però un altro fattore a cui forse si potrebbe dare maggiore sviluppo senza andar incontro ad eccessive difficoltà. Intendo parlare dell'elemento iiomo, \ e specialmente clel1'1ifficiale, nel senso di prepararlo all e varie si-

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( luazioni in cui ver{·à a trovarsi in guerra, in modo che al momento opportuno, ~appia poi prendere le occorrenti determinazioni èon \.quella prontezza e con quella giustezza di vedute, che furnno -ognora causa precipua del successo . In questi ultimi anni, mo llo si è faLLo, e con vantaggio, onde le armi principali dell'esercito potessero conseguire tutto il perfezio.uamento nella lor-o istruzi one e nella loro educazione, a cui le ne·cesst t.à finanziarie e la brevità della ferma permetlevmw di giun '~re. E così si videro, e la fanteriti anzitutto, e le armi a caYallo, ,far rapidi progl'essi nella loro istruz ione tattica; e se ancora rimane a fare, nulla fa disperare ç·he col progresso del tempo si possa giungere a quel grado di perfelti bil ità, che è compatibile coll'umana natura. Ma oltre le armi testè menzionate, vi hanno altri l}Orpi che, ,quanLunq11e ristretti di numero, pure hanno grandissima impor>tanza; quindi la necessiLà che anche per essi il lavorio di prepara:zione alla guerra riceva il maggior sviluppo, se pur si vuole che, a tempo debito, ess i possano esplicare la. loro azione coll'attivitit e col sano apprezzamento delle siLuaz ioni, senza di cui tale azione, .anzichè utile, può diventare dannosa. l<'rn questi io mi limiterò a parlare brevemente del corpo di stato .maggiore, il quale, riassumendo in sè una quantità. di servizii di ( inalura abbastanza disparata, richi ede in chi è chiamato a farne parte ~·nna soda istruzione non solo, ma ben anche, e forse più specialmente, l o,uua. pratica che non si acquista che colle frequenti occasioni da cui . \ ricavare i necessari ammaeslrament.i, senza che gl i inevitabi li errori ,possano condurre. a conseguenze disastrose. Chiunque abbia [atto un po' di servizio di stato maggiore presso ile truppe mobi lizzate, sa come ad ogni momento si presentino dif\ .ficoltà riflettenti l'alloggiamento, i campi , il vettovagliamento. la \ i marcia e le operazioni tattiche della truppa, difficoltà la cui pronta e ,razionale soluzione è spesso aflìdata al solo criterio di un ufficiale di .stato maggiore, pel quale l'iniziativa individuale si esplicherà tani.o pàù intensamente e tanto più utilmente, quanto maggiore è la pratica che esso possiede, e conseguentemente, quanto maggiore la .:fìducia che egli ha in sè medesimo . Ora l'impiego che si fa attualmente degli ufficiali del corpo di


ALCU),IE IDEE

stato maggiore, specialmente nei gradi meno elevati, non sembrami il più indicato per sviluppare in essi tuLte le cognizioni, tutte le ,qualità necessarie a ben coadiuvar.e i comandanti di un ordine elevato nell'esercizio delle loro funzioni in tempo di guerra. - E cercherò brevemente di dimostrarlo. Y Degli uffìciali del corpo di stato maggiore, quelli addetti al mini-stero, al comando del corpo, aJl'jstil.ulo geografico, cd a quelli di istruzione militare, ciascuno per la propria parte, rende certò utilissimi servizi all'esercito, sia nello studio cli quist.ioni rilletlenti il nostro ordinamento e la difesa dello Stato, sia nel mantenere il mondo militare al corrente di qumllo si pratica presso i principali eserciti esteri, sia nella compi lazione delle cm'le che debbono ·poi; servire di guida nel la condotta delle operazioni sul terreno. Ma per far questo, essi debbono passarelungotempo lontani dalle truppe, e trascorrere gli a.nn i del la maggiore attività fis ica ed intel\ 1 Jettuale, senza a verpotuto acquistare la pratica necessaria a hen disim-· pegnare il servizio pratico di stato maggiore . In tal modo giungono.. pure al momento, o quasi, di assumere il comando di nn reparto,. non troppo al corren le cli quanto ha tratto col maneggio di questo re-· parto e coll'impiego combinato delle varie armi snl terreno. Gli altri ufficiali cli stato maggiore addetti ai comandi di truppa, solto questo punto di vista t.rovansi in migliori condizioni, giacchè vivendo quotidianamente; se non in mezzo all e truppe, per lo meno in loro continuo contatto, possono assistere a.I le loro istruzioni , st.u-· diarne i bisogni , infine immedesimars i colla loro vita. Ma anche non, u~nenclo calcolo che le quotidiane operazioni burocl'aliche dell'ufficio,. tolgono necessariamente a questi ufficiali gran parte del tempo chP essi potrebbero dedicare a studfrdi ordine elevalo, anche per quanto · riflettei! contatto co ll e I.ruppe, parmi non si faccia abbastanza. Infatti, se si eccetlua qualche manovra di presidio ad armi combinate, e qualche visita ai campi cli brigata, se questi ufficiali, nel frallempo, non hanno la fortuna di essere comanda ti al quartiere generale di un Corpo di manovra, trascorrono il loro tempo di servizio cosi detto alle truppe, che di qnest.e truppe non avranno vistoche le esercitnzioni regolamentari di piazza d'armi e le piccole esercitazioni LaLLiche nei dintorni del presidio, e cìò ancora quando le· mansioni d'uffi cio permettono loro di ass istervi.

CIRCA L'IMI'IEGO DEGLI llFFICIALl DI STATO MAGGIORE

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Di que;to io sono ben 'lungi di voler addossare la responsabilità aali uffìciali generali che reggono eletti comand i, che ritengo tutti a~irnati delle migliori intenzioni di procurare ai lorn nrfìcia li ogni possibi le occasione pet' istruirsi, nell'interesse di loro stessi e dell'esercito. La ·colpa è tutta del sistema, delle consuetudini, delle · quali nessuno è chiamato a rispondere, ma che, pur troppo, si impongono producendo p~rniciosi eITetti . Ogni anno, in ogni di\' isione hanno luogo uno o più campi di brigata di fanteria, ai quali, nell'ultimo periodo, intervengono anche reparti di armi a cavallo per dar luogo alle esel'citazioni tattiche di 3° grado . In questo seconclo periodo trovano così svolgimento, . sebbene in non grande scala, molteplici prob lemi di ordine tattico e logistico, dai quali si può sempre trarre qLialche utile insegnamento. Or bene. di questi ·insegnamenLi, gli uffì_ci[l.)i di stato maggiore sono fra quei pochi che punto proGLtano, non poten10 essere comandati ai campi cli brigata. Se inYece nel secondo periodo di ogni campo, oltre aJl'a.iutante· di brigata, venisse · pure comandato un ufficiale di stato maggiore, vi sarebbero dai 30 ai 40 ufficiali ogni anno che avrebbero fatto almeno una quindicina di giorni cli una scuola assai istrnl.l.iva, invece di rimanere perpetua.mente in ufficio, in un'epoca po i nella. quale buona pal'le delle · truppe dipendenti trovasi a,ppunlo concen trala ai cnmpi, qu indi meno necessaria anche la loro presenza. ùell'ufficio stesso . Vi hanno comandi territoriali, speci::i.lmen tefra quelli della fron tiera terrestre, nel cui territorio, in caso di operazioni mili tari in quella data.zona, possono aver luo~o il co ncentramento ed i primi atti delle truppe dipendenti, non solo, ma ben anche di parte di quelle · richiamate dagli altri comandi. Sembrerebbe quindi utilissimo che gli ufficiali di stato maggiore, che saran no poi chiamati a c,,adiu- , vare i generai-i nella direzione delle opernzioni in quei dati scacchieri, potessero fin chil tempo di pace visitare almeno i punti militarmen te più importanti di que~to territorio, per acquistarne una. conoscenza abba:--tanza particolareggiata, e così po i facilmen te orien- ·· tarvis i in qualunque circostanza. Oi.:a, se qualcuno degli ufficiali di stato maggiore potè fors~ un'idea abbastanza chiara e completa del territorio dipenden te dal' rispellivo comando , ciò è derivato da qnalche speciale incarico,.,


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CIR CA L1 D{P1EGO DEGLI UfFIC{ALl Dr STATO MAGGIORE

ALCUNE IDE E

:ayut.o, ma non da un sistema per il quale tutti quest.i ufficiali, nel tempo che ri'.nangono addetti ad un comando, debbano npplicarsi a questi stucl11 sul terreno. Ed io credo che ciò sia male. e che il . J'imed iarvi sarebbe fac ile, non potendo ciò costitu ire neppure una ,fo nte di spesn sensibi le. Ogni _anno le compagnie cost.ituenti i singoli battaglioni alpini, al termme delle· escursioni estive ·si ri uniscono per eseguire aleune ·eserc itazioni di combattimen to a compagnie contrapposte, e talvolta .anche a battaglion i contrapposti, in questo caso portando a con tatto i battagli?n i finitimi. Tali esercitazioni, sia per il loro s1Jeciale ca-raUere, sia perchè ordinariamente 8i svolgono sui trau.i militarmente ~iù_importanti delle va lli alpine, sono sempre sorgenti ' di utili ss~m1 ammaestramen ti per coloro che vi prendono parte oche vi assistono; e_lo sa rebbero ancora maggiormente, se alle truppe alpi ne s1 ac_copp1asser~ sempre quei reparti di artiglieria da montagna, che rn guerra si dovranno po i necessariamente frazionare nelle vallate più in~porlanti. Orbene, quando si ri un iscono gross i reparti di ~rupp~ alp ine per esegu ire simili e.3e1'citazioni, parm i sarebbeutil e 11 cl est 111~re ~rn ufficiale di stato maggiore a presenz iarle. ond e questi potesse lar51 un'esatta idea del combattimento in terreno monluoso ed ab it uare l'occh io a questo difficile terreno, di cui gran parte deÌ nostro pae5e è essenzialmen te costitu ito, e del quale le carLe non danno mai che un'idea molto imperfetta. E quell o che ~issi _finora per gli uf'(ìciali di stato maggiore, valga ·a_lt.r~s1 pe_r -~uell I tuU1 delle al tre armi, ciascuno dei quali, dagli speciali servizu sop ra enunciati, non potrebbe che ricavare utili insegnamenti per I_a parte che lo ri_g uarda. E ciò venne largamente pro·vato , qt1ando s1 poterono combmare manovre coi quadri appunto su queste zone di terreno militarmente importanti, vedendo l'interesse col _quale _gli uftìciali tutti si occupavano di studiare nel luogo la. soluzione d1 quesiti, aventi intima analogia con quanto effettivamente potrebbe avvenire in guerra. Nè io dubito punto che la convenienza ·di tali proposte non siasi già. ripetutamente affacc iata alla mente de()'li t'.fficial i ge,~eral i che reggono i comandi di truppa ; ma circa Jalol'o p,;_ t1ca attuaz ione, almeno ~ r quanto mi consla, poco credo si.asi fati.o ; e ciò, o perchè essi non si ritengono autorizzati a dare ·di_s.posir.ion i in propos ito, o perch è temono che le spese relative (sieno

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;pur lievi\ non abbiano ad urtare nel solito scoglio dell'ufficio d_i revisione. Se invece dal superiore dicastero venissero emanate disposizioni che ordinassero, od almeno autorizzassero, le missioni di cui . sopra, i comandanti dei corpi d'armala e delle divisioni. non dubito che sarebbero ben lieti di approfittarne a vantaggio dei loro ufficial i, ed implicitamente di lulto l' esercito.

Passiamo ora ad un altro fatto. Nel mondo mi litare sì sa che da ,qualche anno, presso di noi, gl i studii intorno alla difesa dello Stato, sia mediante le forze aU.ive della. nazione, sia mediante l'impiego preventi vameo Le studiato dei mezzi di locomozione già esistenti e .di quelli da attivar;:;i all'occorrenza, sia infine mediante opere di fort ifi calione, hanno preso un notevole svilL1ppo . Tuttavia, notizie esatte intorno a tullo ciò nel complesso degli ufficiali non se ne hanno; e può già chianrn.rsi fo rtunato quegli che sia ben al corrente cli quanto venne fatto nel territorio del comando nel quale trovasi stanziato. E fino ad un certo punto sta bene così, poichè sarebbe troppo vantaggioso per le potenze limitrofe, se il governo , rendendo di ragione pubblica i suoi provvedimenti, ven isse di propria mano a forni r loro quelle notizie, che invece esse sono costrette a procacciarsi con altri mezzi , e che non sempre giungono loro esatte e complete. Ma dal · non meuere in piazza da.li di tanta importanza, al tenerne completamente all'oscu ro anche molti ufficiali cui fo rse un giorno essi possono r iuscire utilissimi, corre un sensibile divario, che sarebbe bene far scompari re. V'ha egli un mezzo per giungere a ciò, senza pregiudizio di quel riserbo che deve essere man tenuto in tali pratiche? Io credo di sì. A me parrebbe utile che ogni anno, in quell' epoca che si ere- . / desse più conveniente, un certo numero di ufficiali, in parte di~ tatQ m3ggi~1~e1 .!.!L.P~'t~el~ ~t:!!..''.lrm_iJ si riunisse sotto la d.irezioue cl~ nn ufficiale di grado elevato , per imprendere un'escursione su d1 . un dato settore della frontiera od anche dell'interno, allo scopo di ,,edere tutto quanlo venne ivi studialo e preparato r~ll'inLeresse

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ALCU::,tE IDEE

CTBCA r; IMPIBG O DEGLI t;Fl'lCL\.LI 01 STATO MAGGTORE

della difesa, e cliscutere tutti i problemi d'ordine s~rategico.' t~tti~o / e loaistico o , che si po l.rebhero presentare nel caso eh operaz1on1 militari svolaentisi in quel dato scacclliere. . · Non sa;ebbe questa una manovra coi quadri fatta in base ad un prestabil_ito concello: '.1~n ~na campagn~: logisl.i~R dell a scuola di f guerra, fatta con prec1p1taz1one e so l.lo! mc~ho c~1 l'.~.esam.e finale e· clecisivo; sarebbe semplicemente un piccolo viagg10 cl istruzione sotto. la direzione di una spicca,l.a indivicluali tà mi ~e, che farebbe parte ai proprii dip.end~nti del frutto di lunghi ~tud.i!, e che .si es~guir:bbe·r colla calma d1 ch t non avrebbe a vedere rn c10 una b1 la11c1a p1onta a pesare il proprio valore, ma solo una propizia occnsione per aumentarlo sensibilmente. lo vorrei che tutti gli ufficiali chiamati a prender parte a tali escursioni, ne fossero prevenuti alquan to prima, e.che in pari tempo fosse loro indicat~t la zona di terreno sulla quale l'escursione stessa dovrebbe aver lu0go. In tal modo, essi avrebbero agio, di prepararvisi, consultando le pubblicazioni che di essa si occupano, studiandone la conformazione sulle carte, consultando lefonli storicbecirca le precedenti operazioni militari che vi si svolsero; essi giungerebbero così sul terreno già forniti cli un complesso di cognizioni intorno . alla zona da visitare, ciò che renderebbe assai più fac ile il compito· del direttore, ed ùssai maggiori r isultati dell'escursione. Il programma di questa potrebbe cons istere: 1° Nel visi Lare ie posizioni fortificate, riconoscendone lo scopo, il modo con cui questo si è conseguito, le relazioni fra le opere ed il terreno circostante, il modo cli organizzare la difesa mobi le intorno· ad esse, calcolandone infine la resistenza probab il e. ;2° Nel percor rere le principali linee d'operazione che si svol<'ODO attr:i.verso la zona, e~ iò specialmente se in terreno monfuoso, osservandone la natura, gli ostacoli e le posizioni esistenti a , cavallo di esse, valutandone la. potenzialità, e riconoscendo le rela-· zioni colle linee vic iniori; 3° Nel visitare le grandi pos izioni militari che, per la loro conformazione, o per la. loro ubicazione r ispetto alle principali linee d'operazione o di di fesa, si possono ritenere come obbiettivi obbhgati, come qnell e sull e qual i, co n l11tta probabi lità, avrebbero luogo· i più irnpol'l:rn ti fa Ui lall ici della campagna.

Dopo le e,,cursioni, o durante le ste~se, si dovrebher? tenere fr~~ <ruenticonferenze, nellequali il direttore, o chi ave~s~g1àfau.o stud1'. intorno alle qu istioni in esame, potrebbe esporre 11 fru llo d1qu,est1 studii, lasciando libero càmpo alla discussione, a fine di rendel' ohiaro quanto non lo fosse abbasLanza o di modificare i giudizii prima formulal i, quando ciò fosse dimostrato raz ionale e necessario. Io cl'edo che in questo modo, in pochi giorni, limitandosi alle cose più importanti, sonolando rap idamente a quelle di minor valore, si potrebbeot.tenere che gli uffìciali lutt i si formassero un'idea abbastanza completa della zona visitala, ne conoscessero il reale valore, ed una ,·olta chiamati ad operare su di essa, in qualunque cir,costanza non avesse a mancar loro quel cosi detto 01·ientamento ehe permette di ragionare con calma e di decidere con prontezza e con giusto criterio, anche nelle critiche situazioni. · A queste mie proposte, co1wengo che obbiez ioni se ne possono fare, e molte. Si può dire in primo lLLOgo: perchè queste escursioni ahbiano a conseguirn trn pi eno effetto, converrebbe che, almeno la maar,ior I)arle d1-icrli ufficia.li cui spetli un imJ)Ortant.e mandato nelle bb varie fasi di una campagna, potessero visitare tutte le zone più no~ tevoli del territorio dello Stato; e di questo in parte ne co1wengo . Ma perché le esigenze di servizio e J'esiguilà dei nostri mezzi finanzia.rii non ci consentono cli fare tutto quan Lo si vorrebbe, dovremo forse tralasciare anche r1uel poco che si può, quando dimostrato .clie sia \'eramente utile"? E dato che ogn i anno si fa,cciano una o due cli tali escursion.i, non si potrebbe nel giro cli pochi anni giungere appunto a soddisfo.cente risullato'/ Altra obbiezione è quella della spesa; ma di questa confesso francamente che non mi sento troppo preoccupato : e ciò, non per la poelica consuetudine di eliminare ogni questione finanziari a quando Yi sia di mezzo un vero e reale nnLaggio per l'esercito, ma perchè da alcuni calcoli fa tti all'ingtosso, mi sono con vinto come, adoLLanclo qualche temperamento, si giunga a ridurre la spesa necessaria ad un minirnwn, pel qua:le credo fermamente si potrebbe troYare sufficiente margine nell'attuale bilancio della guerra. All'uopo, io vorrei anzitutto eliminare da queste escurs ioni lutti i cavalli, e con essi tuUo quell'imbarazzo cli attendenti , cli foraggi e

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Al.CUNE I DEE ECC .

.di hagagli, che un po' a dispetto dei regolamenti, nascono come funghi , ogniquah·olta si debbono muovere ufAciali mon tali. Lo ~viluppo preso recen temente dalle ferrovie, dai lramvia e da · altri mezzi di locomozione, perm ette orniai cli trasferirsi comodamente in quasi tutti i punti toccati dalle linee rotabili principali coD una li eve spesa, e con una celerità ben maggiore cli quanto non lo consenla il cavallo. Ove questi mezzi mancano, cioè sulle strade cli montagna, anche il carnllo generalmente riesce di poca utilità, giacchè le forti inclinazioni, e spesso anche la natura dell e strade, fan no preferire la mni·cia a piedi a quell a a cavallo, che affatica maggiormente e animale e cavaliere. Dunque per ferrovia o per tramvia finchè si può , e quindi a piedi, lasciando naturalmente al direttore larga facoltft di provvedere al trasporto per ,·eLLura o con altri mezzi, di parte o di tuLLi gli ufficiali , quando lo creda conveniente. Il bagaglio lo vorrei ristretto al minimo, o questo lQ si può ollenere facilmente, giacchè il nostro uffkiale, solto questo rapporto è già troppo ben abituato dalle prescrizioni regolamentari a limitare i prop ri bisogni allo stretto necessario. E non si dubiti che gli ufficiali chiamati ahbiano a lamentarsi, se durante tali escursioni dovranno sopportare qualche non lieYe fatica, o sacrirtcare i propri comodi; si provi solo ad invitare gli uffìciali stessi a fare volontaria domanda d'intervento, ed io sono P.iù che certo che la. sola difficoltà consisleril nel dover ridurre le domande al numero cli rp1elli che effettivamente vi possono prender parte. Nel nostro esercito fo t'tunatamente, la volontà cli istruirsi non fa r clifetto. Si spianino dunque le vie per giungere a questo risultalo, e gli ufuciali cl' ogni arma ~acco rreranno numerosi e col fe rmo de- , siderio di mettere a contt·i buzione Lolle le proprie facoltà fisi che e morali onde porsi in grado, nel giorno del cimento, di rendere al Re ed alla patria i migliori serviz i. Luglio 1882. G. YENI~l Capitano d,i, stato maggiore.

MARlS IMP~RIUM

OBTJNl~NDUM

A PPENDI CE

Alla sc ienza sono dan nosi soltanto i fatti falsi men tre anche tu false tcoi·io fanno poco m3le, dacchè ognuno prova un salutare· piacere a combatterle, e, quando ciò a vvicnc, si chiude un a via ~ ll'<l'rore i, nellostesso tempo se ne apre spesso un'al tra a lla

\'Crità.

)

Dnw1,.

Pos.;o tn-ero erra to ocl esageralo nelle mio induzioni ma non ho mancato di. esam inare coscienzio~amenle l'odierno stato di fatto deìfecose nnv~lt e delle questioni relati ve ai mca .i d'offesa e di dil'o$a. Con b~·ev1 parole, con qualche specchio e con taluni diseo-ni cercherò or~ ~li ac~en~are quali siano stati gl i elementi spel'im~ntali delle m. 1e 1nduz10~1, affìn.chè alLri possa foncluLamente ap1·ire mi'atim 1;,a alla ventà se gli parrà che la mia men i all'errore. 17osll'o. - li cozzo cli una robusla prua, anche a moderala reloCLtil, anche se non normale, squarcia il (ìanco rli qualsiasi co-razzata. . Lo sperono dell' fron Diike (,·edi figura) con soli 3600 dinamodi cl~ ener~ia aJTond~ il Vco~gi,arcl. Abbiamo però esemp i deplorevoli di d~nn, alle navi urtanti quando la prora non era opportunamente pr~disposta . .\.nche il più piccolo avviso dove oggidì essere pronto a~I ~i·lo, che è certam ente il più eventnale, ma l'es,,enzialmento de· ci.sz~o fra gli alluali mezzi di oJTesa. Qualsias i nave, grande, media o piccma, deve perciò avere oggidì fa prua disposta o rinforzata ir..


M ,\RI.S . l .\!PlmI U.\!

. OBTl ~ll:ISf>UM

modo da non paralizzare l'ardire del comandante, quando ropporLunilà clell'ulti.ina 1·atio si presentertt. . Sil1il'i . - Non v'è altro schermo contro i si luri, :;e non quello di lim ilare, mercè paratie stagne, lo spazio che sarit invaso dal l'acqua e di tener carbone nei co mpartimenti laterali , perchèsetal i compartimenti ro~sero vuoti, , 'è oggi chi si ima che un siluro ne sfonderebbe la seconda parete anche se fosse 5 o 6 metri dista nte da l hnrdo esterno . Pei bastimenti all'itncora si ptiò sperare alquanto nelle reti di difesa, ma per quelli in molo la sola difesa possibi le è l'evitare i siluri rnanonando, e l'adoperarsi a silnral'e o ad altrimenti disabilitare l' assalitore. I siluri d'oggi non sono piu quelli dello Shah . ~l igliaia di tiri folti da navi e da torpediniere in moto contro bersagli in moto hanno fatto crescere immensamente la fede nella probabilità di colpire con qneste armi, oggidì mollo perfez ionate. Cannonate. - L'affondare una nave a colpi di cannone è una cosa immensamente meno {acile di quel che s'immagini dai non marin i. A11che prima dell'adozione di corazze, cli ponti Ol'izzontali al disotto del galleggiamento, cli cellule D di srompal'timenti, di difese cli carbone e cl i sughero, i cnsi di navi affondate a cannonate si contarnno sulle clita. ln una murnla di emplice lamiera una cnnnonata. fa un buco di poch i decimetri quadrati, il quale, se dietro v'è sughero, od altrn ann loga materia, si ri chiude quasi completamente. Inoltre, e questo è il più, il buco ~ari1 quasi sempre al disopra del livello dell 'acqua e non berrà che nelle rollate o negli sbandamenti . Qual è la quantità. d'acqua che può entrnre da un tal foro in confron to di quella che eu lr&l"!'el' gli 800 o 900 dccimetl'i qnadrati d squarcio nella carena prodouo da un siluro? Una ca nnonnta pre.<:,;o il galleggiamento potrebbe far danni grar i se colpi:;se la macchina, le cald,li e, ecc., ma se queste ~aran protelle da un poat.e ol'izzontalc, il quale sia sufficiente schermo cont ro lo scoppio e le schegge di grosse granale (ed a ciò basi.ano poch i centi metri di ferro) , nes::;un danno serio san\ arrecato alla nave. Quel che v'è davvero da Lemere dalle can nonate si è lo scoppio delle granale nelle batterie, si è la valanga di fe rro e di rollami che nna grossa. cannonata trasci1Hi seco dopo a,'t:Jr traversata una insuflìciente corazza, si è la demolì-

MAH!$ • IMl'r,:RlliM . OBTl~ ENDUM

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zione di Lutto ciò che sporge fuori acqua d'una nave, si è (sopra tntto nelle antiche corazzate con anguste batterie zoppe di cannoni e di uomini) lo sterminio dell a gente. Il frutlo più opportuno dei recentissimi progressi dell'artiglieria navale si è quello, a mio credere, d'aver Lrovato modo di ridurre a due o Lre uomini l'armamenLo necessario ad ogni pezzo, proteggendoli anche dalle schegge e dalle mitragliere, mercè scudi di acciaio, e disponendo i pezzi all'ape1'lo distanti l'uno dall'altro. In lai modo, se non si verifica quella disgraziata alea (la quale ha forse, poniamo, una, due, tre probabilita sopra mille) che la cannonaL;t colpisca la vosLru, garitta, sieLe salvo. Cannoni contro coraz: e. - Tre anni fa si reputa.a che per forare 55 centimetri di ferro bastasse certamente u·n cannone di una cinquantina di tonnellate. Poi vennero le corazze d'aèciaio od a facc ia d'acciaio (compoimd) che rompevano i proieltili, e si ammise, eome regola provvisoria, che le nuove corazze avevano guadagnalo almeno il 20 per cento in resistenza . Oggi in seguito a qualche esperimento (falto però in proporzioni esigue) guadagna terreno l'opinione che usando proietti I i ben adatti (con la punta durissima e col corpo molto tenace) e Lenendo il debito conlo anche del lavoro totale d'nl'lO, si riesciri1 a forare le massime corazzature d'acciai-O o compoimcl con cannoni di peso relatirnmente moderato ( I). Sulle grandi navi .mi sembra l.ultavia logi.;,o il mantenere i ma$simi

{ll ~ ulla ,·'ha di p,ù control'erso oggidì ,lella questione della perforazione delle coro zie. Secondo le formo le urlìciali inglesi, francesi e tedesche, le rerforaz ioni ml ferro don'ebbero éssere in ge ne r.110 mollo maggiori cli Quell e che l'isu l torio dalla nos tra cosl detta formola de l :-tuggiano, la qua le però ropprcseuta megl io i risulta ti ottenu ti con grossi proiettili di ghisa contro cornze d i 55 centimetri, nel caso di rnlocilà di circa 4 50 metri. Pe,· dore un esem pio dello disparità, dirò che gl'inglesi attribuiscono al loro nuovo connone di ,JS tonnellate una potenza su ffic iente a sfondare o. mille me tri c irca 5 ! centimetri (!; corazia di ferro. mentre, secondo la nostra formolo, non dovrebbe forarne cbo •IO o 50. Circa le corazze compou11ct e d'acciaio Schocidcr le incertezze sono anche maggior i. Tut ti uggicli concorda no però noi reputare erronea la rego ln del quinto di vantaggio e del quarto noi ti ri obliqu i. A giudicarne dall e scarse perforazioni receutemenle ottenute n Gànes, a Shoeburyness e a Portsmooth si cloHebbe ammettere che lo corazze compo,rnd e d i acciaio Schneidcr riescono impenetrabili a cannoni che sfonderebbero quasi i l doppio d i corazzo di ferro 1 ~econdo lo formolo fra ncesi ed inglesi). Difatti, scm1,re cbo le corazze erano solidamente incorniciate, si può rlil·e che vero. pe11etro..:io,1e uel corpo del proiettile non ,·e ne sia stata ... In tal caso, siccome a bordo lo c orazzo son o senipro meglio incorniciate cd appoggiate che non ai balipedi , e sic· corno i tiri normali ~ono rari fra navi, si dovrebbe indul'll O che 40 cen timetri di cora zzo. conipound equi\·algono non pii, a so o 55, ma almeno a 70 od SO centimetri di antiche AN NO XX.VII, VOL, IÌJ,

18


~!ARI~ . DIPERlUM . OUTl )(l:: :s;Ol')l

)f..\RIS . D!PERIU )I . OBTlè\E?>:DU )l

canuoni, perchè in certo moclo la ragione di essere di tali navi sla quasi esclusivamen te nella polema delle artiglierie, perchè oggidì sono svanili i dubbi che si aveano due anni fa su lla sicurezza delle grandissime artiglierie e perchè infìne si risparmierebbe relat·ivaniente poco rid11cenclo il peso dell'armamento di un Dnilio e si perderebbe il vantaggio dei grandi e!letti di sfondmnento e di sconquasso contro le murate fortemente corazzate. Alle piccole navi, le cui armi princ'ipali sono i siluri ed il rostro, converranno megli o, invece, cannoni mod,mùi, caricahili a mano ed a Liro celere. Dalle figure qui annesse si vede quanta parte delle odierne cosidclette navi corazzate 1·esterà, in ogni caso, esposta al Liro a granata. Corazze inclinate ecl orizzontali. - Recenti esperi enze han fatto scemare notevolmente le speranze che si aYcano di veder rimbalzare i grossi proieLLili su ll e corazze a do1·so di tartw·uga del Polyphemns e simili. Si è visto che olLrepassanclo i ·IO o ·12 gradi di angolo d'incidenza il tiro comincia a divenir ficcante cd a far breccia se il ponte corazzalo non ha all'inci rca il quarto dello spessore che occorrerebbe nel tiro normale, ciuè spessori enormi, inammissibili. È vero però che uno strato di carbone son-apposto al ponte può neutralizzare gli offetLi cli perforazion e e di concussione, il che costituisce un gran vantaggio per le naYi difese come l'Itctlia ed i nostri incrociatori. lnutile aggiun gere che però in tutti i cas i i pon ti delle corazzale, anche delle maggiori, rimangono seriamente· esposti ai tiri ficcanti. Difese con ca1·bone, s1ighero, ecc. - Il cn l'11one, specialmente se

27~

inframezzato da diaframmi di lamiera è una eccellente difesa contro ~Tossi proieLLili e contro gra~ate. ~al.uno stima che~ metri ~i carbone equivalgano a circa 25 cent1mcll·1 d1 ferro; ad ogni modo 11 carbon~ sfuso è un potente de1Jiatore dei proiettili, che vi si ritrovano quas i sempre inwa·vei·sati. Il carbone infine col suo frantumar~i neutralizza gli effetti di scoppio delle granate, o non è acceso dai gas della polvere. Il sughero in murala, ecl anche megli o altre materie fibro s~, valoono a limitare le vie d'acqua, richiudendosi dopo il passaggw o dei proietti. . Schegge cli granate. - Le schegge dell e grosse gran Le producono, come ho eletto , lo stel'minio nelle b[l tteri e affollate, ma difftcilmente riescono a forare lamiere cli un pollice o più di ferro . .lfimiglie1'e e cannoncini a tiro celere. -- Un cannoncino Ho~chkiss meuc in un minuto più di 80 granate i~ un piccolo bersaglio a mille metri di distanza. [ nuovi cànnoni a Liro celere che si stanno studiando, cli cal ibro poco in feriori agli nLLnalidi campagna, avran~o un tiro molto meno celere, ma, se riesciranno alla prova, parecchie granate al minuto le scagli eranno. Ecco nuovi nemi~i che. è!aranno forse cla pensare più dei cannoni cli I 00 tonnellate, l quali m pratica non faranno mai piLL di un colpo ad ogni diecina di minuti. Conclizioni att1wli delle nostre forze 1iavali. - Facendo astrazione da tutto il naviglio non destinato direttamente ad opcra~ioni oITensive (antichi vascelli , fregate e corvette o sloops, cannomcre, avvisi trasporti, ecc., ecc., dei quali la Francia e l'.Inghill.erra sovrabbondano), ceco clue specchi dai quali si desume fino a qual punto r,i troviamo allu-almente sprovvisti di navi (11) .

corazze di ferr o ... V'è però un ma. Negl i esperimenti cui alludo evidentemente i proiettili a doperati erano troppo fragili o de forma bili e si ò sompl'() tirato c on lo antiche velocità d i 400 a 450 metri a l secondo. Che av,•errà tiraudo buon i proiettili d'accia io con 550 o GOO metri di veloci là? Qualche es perimen to 1·econtemente fo tto con piccoli c a libri tenderc hbe a pro ..are, come bo accenna to, c he forso si tornerà su lle antir:he cun·e. Se ciò a\'venissP, dan·ero che si do,·rcbbe dire add io alle corazze, perchò secondo le antiche cw·ve frances i ed i ngl es i 'il ca nnono da 100 tonnollato dell ' Italia so rebbo capace d i sfonflare 05 centimetri c irca di corazza (75 Se<:ondo la ro,·molA del l\Iu ggia no) tid i ca nnoni dei minusc oli inorocia tori 50 cen timetri c i rca ( 10 secondo lo Cormo lo del Mugg iano). Giunto o q uesto punto pr~ il lettore d i guardare nelle tavolo annesse se vi è grande differenza nclle probabilità d i a ffondamento o di inabilitaiione fra l o n avi con corazze vertica li e quelle c he ne son prive, di osse1·vare quale piccola parte di ogn i na\'e ci siamo ridotti a cora zzare, s penden do 12 o 15 mi!ioni ~i più per nn\'8 o di dirmi innno, dopo c iò, se egl i non s ta co n sir W . A1·mst1·0 11g o con gli ammiragli Touchard e Aube, per lo scoraz1.ament.o dello navi!

{l) Ho dis,i nto con un µunto in terroga tivo le nal'l delle c1uali n on si può con sicu rczia prevedere l'epoca d'a rmame nto.

l \


MAH I S . IMPER! Uill • 0BTINENDU ~I

MARIS . B!PERIU)l . Oll'l'll'iEND.UM

Paragone delle forze navali dell'Italia con quelle dell'Inghilterra e della Francia nel 1883

Paragone delle forze navali dell'Italia con quelle della Francia e dell'Inghilterra nel 1883.

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SPECCHO

INGHTLTERRA

GRUPPO I. -

I. -

.I

S Pt:CCHlO

Naviglio èora~zcdo. . FRANCIA

Velocità

l'tALTA

massima fo mg. di eiaim.rn tipo

CM·azz ate ,-·ecentisstme a to1·1·i con cannoni di 38 a 100 tonn.

InOexible (ll600 tonn .), Dread · 'I Dupe rré (10500 toon. ), Deva stanonght (10800), oe,•a station (9800), tion (9500), Hedo utable (8900), Te r Maj estic (0300), Colossus (\ì300j, rible .(7200), Fulm io ant (5-700, Ton Th unde rer (9300), Neptune (9200), oe r r e (5700), Temp e t&(5700), Ba ud itl Ajax (S500l,Agamenn on (8500), Con - (1 1400P Formidable (11 400P Fouqueror (6200J, Collrngwod (9~00)?ldroyan t (9700/ ? Ca'iman (~200) 1 1nEdirnburg (9200)l domptable (7200)? R e qurn 17200)? Torpedo-arie te : Po l yph e m u s F u ri ~ux (5i 00) i Veugeur {5700)1 (2700).

GRUPPO

Duilio (11600 tonn.) Dao_dolo (llGOO) . Jta h a (14600J1

,,

Cora,nattJ àt ttp o meno recente e meno potentemente a, m ate m a che hanno tuttcwia note·vole im portan $'ci militare. Monarch (S400 t.J, Alexandra F 1·i edlànd ($700 tonn ) Riche lieu Affon d atore [4100 t.) GRU PPO II. -

GRUPPO III. -

» Da

Da

)

Coi·azzate an tiquate

Agincourt (I0700toou .), Mi notau r Suffren (7500 tono .), Océa n (i300), Amedeo (6100 t ), Pa{10700), Nortbumbe rland . ( 10500), Marnngo (7300), F ian dre (5600J, Ga u - Iest ro (6100/ , Ancona A chili es (9600), Wa r r ior (9· 00), lo ise (5600). Guyen ne {5600), Magn a - (4200),Maria P ia(4200), Black P ri nce (9'200ì, Hector (6700/. n irue (5600), P r ovence (5600J, Re van- Caste1fidardo {4200J, Valiant (6700), ltesistance (6100), c:he (5600), Savo ie {5600), Surve il· s. Mart in o (4200), Ter· Defence {6100),Lo1·d W arde n (7900), lan le (5600), Val eur euse {5600), Hé - 1•ibile {2700),Form ida· Repulse (6200), Viper (l 300), Wix en roYne 15GOOJ, Alma (9600), Armide bile (2700) Va rese (1300). (3GOOJ, Atalan te (3600), Be lliq ueuse {2000), (3600),Je a nne d' A l'C (3600),Mo ntca.hn (3GOO). Re ioe Bi anch e (3600). Té 11s (3600); Arrogante (1400) , Embusc ade (14.00), Impl acab le (1400). lmprenable (1300), Opiniàt r e (1100), R efug(1300J.

lnCl'ociatori. ITALIA

FRANC IA

I. - Jncrociato,.t dt tipo recente, a comp a,·ttmenti stagni , con le macchine, le cald-aie, ecc. p,.. otette e con itn sufllciente ai·mcimento.

Mercury (3SOO). Iris (8800). Amph ion {3800) , Ar e t husa (3800) , Leander (3800), Plla e con (3800). 16 a J7 lmperie t\Se (7500) 1 Warspite (7500) 1 16. 5, . . Shah {7500), I ncons tant (7400) 15. 5 .. Raleigh (6200). l4 1/ 1 a J5 Boadicea (5700), Bacchaute (5300) , E uria lus (5300) . Ro ve r (5000), Volage (3l00) act1ve (3100), 12 a 14 m. Calli ope (2SOO t .J , Cleopatra (2400), Carysfort (2400) , Chamcirca p ion (2400) , Com us (2400) r:ura çoa (2400), Consta nce (2,100), Cor delia (~400),Canada (24.00), Calvpso (2400), Amethyst (l90Ò) Briton (1900). Bianche (1800), Diamond ( 1600), Dauae {1800J, Drui d (1900), Eclipse (1800;, Dido (1800), E me rald (HJOO), Encou n te r {!000), Gat'llet ( H OO), Opal (1900J, Ruby _1900), saphir (1900) , S1l'1 uS (18DO,, Spartau (1800', 'f e nedos (1800ì, Thet1s (1900), Toum1al ioe (190ul , •r ourquoise (1900). He roi ae {1400). Hvacin t (1400), Rapid ( 1401J),Ro ya tist {l400 ). GRUPPO IL -

!I

T ourv1ll e (5400) Oubo u t·dien (3300n Capita in Lu cas (9~00). Dugue sne (5400). Are thus e (330011 lphigé n ie (3300) l Na1de (3300) l

N B . Si è ome ssa la Roma perchè si r e puta che sar à prossimafi!eote condannata. E p r oba b i le c h e fra bre v e il Palest1·0 e l' Amedeo si troveranno n e llo stesso c aso.

I.

f

F laYiO Gioia (2600).

Duguay-Tro ui r, (3200 L.), Vi lla1·s r2soo1 . Forfai L (2~00) , Magon (2300) , Ro· land (2300), Laperou se (2200), D' Estaing (Z~OO) Monge (2~00), Nie lly p ~OO), Champlai n : !t OOJ,Dupetit Tlto uars {1900), Fabert (]HOOJ, La Clocheterie (1000) . Segne lay (1900. Ri gau l t de Genou, lly (1 600), Ecla ireu r (llOO) .

Incrociatori di lir>O recente eà av·visi capaci del sei•,vizto da in crociatori.

Da 12 a 15 m. J tmo (2300) t J, Pea rl (2·200). Sané (1900 t J, Duple ix Rattlesnak e (2400), Scylli1 (1100), Cb aleau R e na ud (2200J, Tha lia (2200), Wo I v e- (1700) , Desaix (1600), Jnferne~ (1900). Decrès rene (2400). (1600). Beauterops-Be a u prés · (1200), Duchaffaut IJ200J, Hamelin { 1200), Volta (1200), Des1rées (1200) . Bou rnyne (1 200), F orbiu (l200J, Hugòll(l200). L im1e r (l'X>O) , L11101s, ()200), Day ot (1200), Sego nd O:ÌOO), Tal1sma n (1200), Vaudre uil (1200).

....... .N/J. Salvo tre di q ueste navi, ch e NB. Si o mettono il sozre,·ino hanno lo scafo d i leg no ; l e a !t r e ·0700), la Cou,·on ne i 5700), e l a s i tro vano in buono stato d i c on- Glo h·e (5c00), perc h è d e bbono serva 1.ione. Se mbr a c he s i voglia - quanto prim a essere radi a te. no utilizzare come t rasport i le pili grandi.

J!\GH!l,TER.RA

Mg. 18. 9.. -. 18. 6 .. » 17 a 18

»

°(9500), ·r e merai re {8600), sultan f8iOOJ, Trident (8200), Colbert (8200) , (9300) Her~ules (8700), Bell e~ophoo Duguesclin (5800). Ba v ard (GSOO), (7600) Swiflsur e (6700) Tr1umph Turen ne (5SOO), Vauban (5800), (6700), Au dacious WJOO},lnv i n cibile Trio mpb ant e (11200), V ic torieus e (6100), Iran Duke (6100 , Pe ne lop e (4. IOOi, La Ga li ssoni ère (4 100) Bé liet· (44l)O), Superb (SìOOJ, Shao no u (5;iOOJ (36CO), Jlnu le d ogue (3600). 'T·1g r e Ne lson {7500), Northam pto n (7500), 13600), Cei-be r e (3700) , Taure a u Belleisle (4800), Orion /J800), Clat ton {3100). 5000), Hotspur (4100), Rupel't (5&00', P ri nce Alb~rt (3900), Cyclops (3500), Gorgo n (3500), Hecate (3500), Hydra {3500/, Scorpion (2800), Wive r n (2800), Abvssi n i a (2900), Magda la (3500), Cer·btòrus (3500) .

I

II.

Colombo {2600) , Staffet ta (1 500) , 1, ap ido (1400), Barbarigo (700) , Coloona (700),


MARIS • U!PERIU:U • OBTINENDU~I i1s Che cosa stiamo appa1·ecchiando. - Oltre l'Italia ed il Lepanto, le quali senza dubbio :;aranno le navi più potenti del mondo per artiglierie e per velocità, e che il lettore cerlameme conosce, stiamo costruendo due piccole cannoniere, due incrociatori - tipo Flavio Gioia - e tre grandi corazzate: Riiggiero cli Laiwi<i, F1·ancesco 1}lorosvnì ed Andrea d'Oria. Stiamo inollre proYYedendoci con sufficien te alacrità di barche torpediniere, e sembrasia imminente la messa in cantiere di uno o due inc1·ùciatori lanc·ia.silwl'i. Queste navi varranno ad aumentare potentemente le nostre forze sul mare. )fa quando? Purtroppo siamo in rilardo. Allorquando fra4 8 o 20 mesi lanoslra llalia ed il nostro Vespucci prenderanno il mare ed allorquando Yerso il1885, avremo approntato il Lepa~to e, verso il ,J 887, le tre nuov.e ,:orazzale: quante navi / avranno aggiunte alle loro armate la Francia e l'Inghilterra I ,Esse che si sono poste sul piede di produrre quasi tre gr~ndi corazzate · all'anno oltre un valore di 20 o 25 milioni di altre navi I È inutileI a me sembra proprio che nella ,qrnnde guer1·a con corazzate saremo schiacciati dai milioni delle grandi potenze navali, specialmente se non ci provvediamo di materiale atto alla giie1·1·illa che giovi a distrarre e dividere le forze nemiche I Dagli specchi che ho esposti si vede a colpo d'occhio che appunto di questo materiale da [j'Ue-rrillci abbiamo maggior difetto. Proseguiamo adunque alacremente, senza perclereun'ora, le nostre grandi costruzioni, ma provvediamoci d'i11rgenza di torpeclo-arieti, di piccoli incrociatori, di lanciasiluri, di torpediniere. Con 6 o '7 coraztorpedo-arieti potremo tenere in iscacco almeno una parte delle 88 . zate del 2° o 3° gruppo dello specchio da me compilato. Awnento che occo1Terebbealnost?·o bila1icio. -Per dare un'idea del modo in cui solo mi sembra possibile il metterci rapidamente nel rapporto 11 a 3 o forse 4 a 8-1 12 con la potenza navale della Francia ho fatto il seguente confronto:

2,19

)!ARlS . DCPER!U)f . OBTINENDli~l

01\0AN!CO

FORZE

che la mar iua francese si propone di c<>mpletar_e nel co r rente quinquennio

che potremmo contrapporre

I corazzat() di squadra . . .11 ,. di sta1.ione. . . 27

(

7

VALORE

SFEòA

totale approssim. che rimane a fare

.

:;rand1 corazza te più "eloci e possibilmente p iù po· tenti. 141 milioni SO milioni almeno

I IO fra torpedo - a12 ~uardacoste... .' . . . . . 10 uicrociatori di l" classe 16 id. di 2" id. 16 esploratori . . . . . . . . .

. . . • 16 a vv1s1_e ,cann?~1e1 e . , . W ~r.and1 ~1.aspo1tl: · . ·. · · 11,: 56 11 asp~1 t.1 e nav i mwo <60 torpediniere , . · · · , · ·

rieti ed incrociatori di l" cl.

•IO milioni 32 mllìonì

IO fra lanciasi luri ed incrociatori di 2n cl.

~O milioni 20 milioni

I Il r e$ to del

I

drniel'e.

80 milioni IO milioo1

materiale che abbiamo più qualche agg iunla o u·asfo r· mazioue in t rasporti e :;o torpe-

l

•rotali. . . 237 milioni 112 milioni ci rca

lLaspesa mecliadafarsiannnalmenleper nuovecpslruzioni sarebbe così nel presente qu·in([ne1mio di circa 28 milioni 112. Noi, secondo il piamo ,organica, ned0~remmo spendere, se non etTO, •17 o .f8 (temuto anche conto doi res1dui et cretera\, ma già ne spendiamo di ;più, perchè il Parlamento ha accordalo un supplemento al ministro -della marina. Bisognerebbe portare questo supplemento annuale ::a 10 milioni circa. Non mi sembra questa una. domanda infondata perchè il valore metli'o di ogni nave cli ,J • classe è cresciuto di oltre .5 milioni d[t quel che preveòeva il JJianw organico: il che ptoduce ·un disavanzo di 36 mili oni circa. Venticinque altri milioni di disavanzo son poi certamente rappresenta.Li dall'anticipata scomparsa dai quadri delle quattro noslre maggiori corazzale di legno ... Non rimarremmo adunque nello spirito del piano organico portando a 28 milioni ,112 la nostra spesa annuale ordinaria e straordinaria. per la ri,prod1izione clel na;vilio? ... Ne spendevamo molto di più prima del 1866. Ad ogni modo è bene si sappia che l'teth,,de 1

1

1

b i l,ua.cao non ·t uistte u f,i1•ei ultiuun•e in ebu;,aie a n n i le u11sb•e g,•,uuli eo,•a::::tnte.

PAOLO CoTTRAU,

I ~;

I


RI VISTA E STERA

RIVISTA ESTERA

PIAZZE. FORTI E FERROVIE FRA IL RODANO E LE ALPV

con e, ove lo reputasse conveniente all'industria privata per l'esercizio arzialc o totale delJe linee riscattate; il che appariva necessario per p, -ecchie 1ince eccentriche, le quali non avrebbero potuto essere inglob te colle altre, senza turbare l'omogeneità e la compattezza del m vo grt1ppo . A t e espedien te si appigliò pertanto il governo, man mano che le linee cattate in costrozione venivano ultimate, di guisa che la rete di pr rietù dello Stato comprende ora una serie cli fcnovie, delle quali rte è esercitata direttament.e da personale governativo, parte · è csèr tala in regìa sotto la di rezione delle autorità dipartimentali, parte fine è appaltata con con tratti a breve scadenza alle grandi compa ie. La situazione della rete dello Stato al ,1~ aprile •I 882, quale può d mcrsi dal Journal Officiel (,1) e dal Livret-Chaix è la seguente:

II. In e. 'cizio

Ferrovie.

1

I princi p_ii essenziali cui era informato il proget.to di fogge Freycinet,. che st.abiliva la rete complementare ferroviaria del territorio francese· sono ben noti . Premeva al governo e alle camere, non solo di dare al sistema ferroviario lo sviluppo richiesto dal naturale aumento det commercio interno e dagli scambi internaziona li, ma .aJtresì di orga-· nizzare tale sistema potentemente, per renderlo adatto ai grandi concentramenti e spostamenti di truppe. Pert.anto, per un mirabile accordo d'interessi politici, industriali, militari ed :iggiungasi pure eleuorali e malgrado Ìa grossa questione finanziaria che racch iudeva tale progetto, questo venne approvato quasi senza discussione e divenne legge colla data del 17 luglio 1879 .. Se però colla nuova legge si provvedeva largamente all'incremento cd assetto della rete francese, nulla risolvevasi circa l'important.e questione dell'eserc;izio, sollevata alle camere fino dal 1876, quando numerose compagnie second~ entrarono in crisi e si dichiararono incapaci di completare la rete loro concessa dallo Stato; e solo risolta in via provvisoria colla legge del maggio •I 878, allorchè vennero riscattate le reti di tali compagnie e costituita una rete dello Stato. La legge del •1879 infa tti non faceva menzione veruna dell'esercizio ferrovia rio e <1uella del 1818 dichiarava, che coJJa costituzio nedella rete dello Sta to ed in attesa di una legge definitiva fissante le, ba;i generali del regime ferroviario, il governo era autorizzato a ri1

1

A1m?inistrazione dello Stato Regia . . , . . . . Appaltate alle compagnie . Sotto <-equestro .

Chi!. 2750 151

»

1

»

983

))

•15

Chil, 3902 In

C

ruzioue

l

Linee riscattate non concesse e linee ddla nuova rete complementare , ChiL 3058 Totale Chi!. 6960

Qua o alla costrnzione delle nuove linee, la legge del 187\:l era esplici affid andola in terament.e al governo, il quale assumeva per propri conto l'esecuzione dei lavori, creando nn bilancio speciale n1 ministe dei lavori pubbl ici, col titolo di bihmcio su risorse straordinari In elusione le leggi del maggio <1878 e 19, sebbene intendessero di lasc ·e impregiudicata la questione dell'esercizio, colla creazione della r - dello Stato , e coll'obbligare questo a costruire direttamente a propr spese la nuova rete complementare, modificavano profondamente regime ferroviario esistente e costituivano un primo passo-, verso il t le riscatto delle linee francesi e verso l'esercizio governativo, Ed inv , se altre misure legislative 11011 verranno prese al riguardo, come pot lo Stato provvedere altrimenti elio col risca tto, all 'esercizio di una re che va annualmente accrescendosi di circa ·I 000 ChiI. cli 1

(I) Ved i

nwl O(fìciet 3 juin ISS:?.


2.82

HIVIST.\

og,,l ,.,

ferrovie ('I) sparse su tut.to ti territorio o attraversanti in le reti delle compagnie csistenn? Come potrà, senza enormi spese, sopportare la concorrenza d (Juestc stesse compagnie potentemente organizzate, compa tte, e paclro o delle proprie tariffe? E i risultati di questa lot.ta fra lo Sta!ù onni tonte e l'industria privata, non saranno forse la crisi delle compagn stesse ed una st:rie di fallimenti che arre.cheranno nl servizio pubhl o danni considerevoli e alla situazione finanziaria colpi grav issimi? Su cruesta questione del riscauo totale pertanto, comincia no ali animi ad appassionarsi e la polemica si mantenne vivissima I puÌ;blico per mezzo di nrticoli di giornal i ed opuscoli numerosi ·mi. Qui non sarà inutile riportare, succintamente almeno, i incipali argomenti portati dalle due parti nella discussione . Gli avversari del riscatto sostengono anzitutto che si ffat.ta o .razione . aumenterebbe enormemente il debito del lo Stato, aggiungon che le tariffe in mano al governo, pur sopprimendo la concorrenz esporrebbero questo ai reclnmi continu i dei contribuenti e I' b!i ohe" rebbero così a successivi . e disastrosi abbassamenti di 'tariffo ao-itano ~ lo spettro del monopolto o dei pericoli poli tici che deriverei ero allo Stato da una amministrazione di 200,000 impiegai.i. Dal punto di vista mili tare il riscatto, soggiungono infine fautori del regim e attuale delle grandi compngnie, sarebbe inutile, e fo anche dannoso; inutile perchò il patriottismo e l'energia tecnica doli ornpagnie furono già dimostrati nell'ultima guerra, ed esse in segu hanno dato prove luminose cli deferenza alle autorità militari, nel] com pilazione dei nuovi regolamenti sui trasporti di guerra; danno perchè la organizzazione nttualc completamente conosciuta clao-li 1pieo-ati civili e mili tari interessati, dovrebbe ri far5i esponendo l; f ovie°ad una crisi, che scoppiando nnil guerra potrebbe avere conseg \nze funestr.. · . ! fautori del riscatto,/ per contro, affermano la necessità esso per l'irrego larità delle vigenti tariffe, per la forte spesa annuale ~rivante dalle garanzie di iuteress<~ per assicurare l'esercizio d rete in caso cli guerra in modo migliore ancora dell'attuale, r rime~ · dia re infine alle presenti condizioni sfavorevolissime dell rete dello Stato, che fornisce utili sbocchi e raccordamenti a elle delle grnncli compagnie, senza verun proprio beneficio, m, ad intero OJ_ Vedi il proget to di legge presentato alle camere dal ministro V oy, per J'ar· , provaz1one della couvenzione colla compagnia d 'Orleans, seduta 22 ma o 1882.

ESTKl\A

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profitto delle medesime, le quali col mezzo delle tariffe e degli orari, obbligano la maggior pgrte del traffico commerciale a svolgersi sulle proprie· linee. Con uu'annuità in bilancio cli 30 a 35 milioni, lo Stato potrebbe, a parere cli essi, compire il tota le riscatto delle ferrovie francesi. Queste correnti opposte di ideo hanno dato luogo a diversi progetti ancora pencleuti dinanzi al parlamento. Alcuni di questi propongono recisamente il riscatto totale, la soppressione dello compagnie, la divi:;ione delle fen ovic costruite e da costruirsi, in tanti gruppi da esercitarsi direttamente dallo Stato o da appaltarsi a compagn ie concessionarie inclust.riali ed a breve scadenza. Altri, meno radicali, non si oppongono al mantenimento delle auuali grandi compagnie, ma vogliono che le ferrovie da costruirsi o quelle riscauatc non vadano ad ingrossare le reti di dette società, ma sieno raccolte in gruppi regionali di 250 a 500 chilometri da esercitarsi dalla industria privata sotto il controllo dello Stato, ecc. Intanto che le discussioni fervevano senza concludere a vcrun componimento definitivo, la situazione andava aggravandosi: lo Stato impegnato in spese enormi cli lavori pubblici (chè il programma Freycinet. comprendeva non solo le ferrovie ma i cauali, i porti e le strade nazionali per una somma complessiva di circa 7 miliardi) vedeva compromessa la stabilità del bilancio, mentre d'altra parte le grandi compagnie, sent.t:mdo sospesa sulla loro testa un'arme pronta a colpirle a mort.e, senza più poter calcolare sull'avven ire, riducevano al minimo i lavori di complemento delle loro linee, l'ingrandimento dell e stazioni, l'acquisto del materiale e va dicendo : incominciava insomma ({Uel periodo di vita ngitata ed incerta, che precede sempre tutti i cambiamenti radicali delle grosse amministrazioni . A questa deplorevo le situazione rollo assolutamente portare rimedio l'ultimo ministem Freycinet, il quale posto fra un bilancio male equilibrato ed un'impresa di lavori pubblici onerosissima e gigantesca, piutt.osto che rallentare lo sviluppo dei lavori, non esitò a chiamare in sussidio dello Stato la industria privata e a rinunziare a tutte quelle operazioni finanziarie, che come il risc1ttto 1 i prestiti· ecc., avrebbero recato senza alcuna utilità immediata, un aggravio considerevole· alle finanze della nazione. Esso pertanto si manifes tò recisamente avversario al riscatto , dichiarò anzi di volere addivenire ad un com poni mento colle grnnd i compagnie, per affidar loro la costruzione di una parte delle nuove linee, che, secondo la legge del 1879, avrebbero dovuto essere costrutto


Hl VISTA

dallo Stato, e per ottenere da tali compagnie un rapido rimborso delle ~omme anticipate a tit?lo di garanzia d'int.ere~se, onde far fronte alle spese del bilancio st.raorclinario. All'atto in cui scriviamo, le proposte del governo contenute in un progetto cli legge relat.ivo a una convenzione colla compagnia di Orléans, progeuo che sarà poi seguito da altri di analoghe convenzioni colle diverse grandi compagnie, sarebbero le seguenti : ·1° Assicurare per altri · 45 anni l'esercizio delle singole reti al le compagnie rimandando al 4899 ogni decisione relativa al riscatto . 2° Affidare alle compagnie la costruzione di una parte delle liuee complementari. 3<> Addivenire ad uno scambio di linee fra lo Stato e le arancli compagnie affine di dare alla rete dello Stato la necessaria comp;U,ezza e solidità. 4° Rimaneggiare le tariffe dei trasporti abbassando i prezzi e uniformandole su tutte le linee del territorio. Q·neste savie proposte non sappiamo qual sorte avranno presso le camere, ma comnnque esse vengano accolte, certo è che parlamento e governo sono finora rimasti concordi nel volere proseguire alacremente i lavori su tutto il terri torio e nel mantenere e migliora re la rete dello Stato. ' L'attuazione quindi del programma fe rroviario Freycinet, malgrado la crisi attuale, non è per nulla compromessa e la completa costruzione delle linee complementari, può ritenersi assicurata uei limiti cli tempo fissati dalla legge del ,1879. Circa la rapidità cli esecuzione di tali lavori gioverà ricordare al' lettore come nel '1879 i servizi del ministero dei lavori pubblici venissero apposit.amente riorganizzati aumentandone enormemente il personale tecnico; nel 1880 poi dett.o ministero diramò particolari istruzioni ai propri dipendenti dei dipartimenti, onde nella compilazione dei pro~etti s_i. adopera1 er? metodi speditivi e si risparmiassero tutte quelle iormahta, che non fossero strettamente indispensabili per ottenere le opportune disposizioni legislative. lav?ri fèrroviari, insomma, sotto l' impulso del signor Freyciuet e dei suoi successori , assunsero in Francia quel movimento accelerato e quasi fe bbrile, che venne dato dal ministero della guerra ai lavo·rì di fortificazione, cosicchè come più sopra indicammo, non meno di 1000 chi!. al.l'anno di nuove ferrovie verranno aperte dallo Stato al 1iubhlico servizio dal 1882 in poi. Sulla importanza di questa cifra ogui commento e, pare superfluo. 1

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ESTE RA

,1° Desc,1·izione

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clella rete in eserciz·i.o, ;in cost'l'uzione e com1Jlem.entare. (Yed i schiz~oJ

o

La region~ che forma oggetto del presente stu dio, trasse specia li vantaggi dalla legge Freycinet e dai criteri che prevalsero nella compilazione ed approvazione cli essa. Ed inYero ì limitati prodotti del territorio, la relativa scarsezza dei t.raffk i, cu i esnberantemente bastavano gli attuaii mezzi cl i trasporto, la poca p:nte presa dalle quiel,e popolazioni alpine alle grandi qnistioni politiche e commerciali, che agi tavano P,d agitano tuttora la Francia, non avrebbero certo fiwòrevolmente influito sulla approva1,io1~e cli molte fra le linee ferroviarie proposte, se prepotenti interessi rni lit:ni non si fossero fatti n lere in appoggio delle medesi me. Ora pertunto la zon.a-frontiera del sud-est della Francia, compresa fra la valla ta Roclano-Saona e le Alr.i e cost.it.uita da Lione o i dipartimenti dell'Ain, Isère, Savoja, Alta Savoja, Alte Alpi, Drome, Basse Alpi, Valchiusa, Bocche dei Rodano, Va io, Alpi marittime, nonchè piccola porziope dei dipartimenti cli riva destrn, Rhtìne, Gard, ed Ardèche, con una superficie complessiva cli 60, 000 krn. q. e~. milioni circa d'abitanti, possiede una rete ferrov iaria dello.sviluppo seguente: Linee in esercizio . chilom. 271~8 in costruzione » li 77 » allo studio (da ulti marsi entro il ,1890) 903 Rimandando alle carte speciali per le linee esisteuti, ci limiteremo qui a dare notizie delle principali ferrovie in costruzione, di quelle approvate dalla legge 13 luglio ,J 879 e dei più importanti progetti ancora allo studio. 1

Liuee in cosh•uzione (J ).

Gap-IJ,riançon, di una lunghezza totule dì 83 km. si svolge per la valle della Durance : ha un sol bi nario, ma le opere d'arte saranno

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(1) Ved i Journa! Offìcie! 3 juin. Situ ~ziou~ delle ferroYi é ~Ila fine del l ' stre 1882.

[.rim é-


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RI VIST A

ESTE BA

preparate per due; inoltre sarà costrui to il doppio binario fra G-ap e Chor"es t, , Embrun e l'Aro-rmtière o St. Blaise e Briançon . In costruzione . su 70 km. a partire da G-ap: la linea deve essere ultimata entro il 1884. Crest- Apres. Di una lunghezza totale di 97 km. si svolge per la va lle della Dròme e passa per il colle di Gabre nel versante della Durance: avrà numerose opere d'arte. I lavori vennero iniziati nel ,J88·1 presso Die. Queste due linee collegheranno Briançon direttamente col Rodano a Livron e porteranno la testa di linea dì questa radiale, attualmente a Gap, distante ti tappe dal Monginevra e 4 da ll'Argentcra, a Briançon a mezza tappa dal ~Ionginevra, a Montdauphin a 2 tappe dall'Argent.era e a Chorges a 3 tappe clall'Argentera. Tutte le teste di linea ora delle benchè vicine alla frontiera, saranno efficacemente protet.te dalle nuove fortificazion i di Briançon, Moutdauphin, Tournonx. ,'ilbertvillc- Mo·utiers. È una dell e linee risca ttate: i lavori nbbandonati non pare s1eno ancora sta ti ripresi. È . ad un sol .binario cd ha uno svi luppo di 28 km. Prolungherà l'a uua le ferrovia di Val di Isère portandone la testa di linea da Alhertville, che dista tappe 4 dal piccolo S. Bernardo, a Moutiers che ne dista solo 3 tappe. , 1'honon-St. Gin9olph ( I). Ad un sol .binario e della lunghezza di 27 km. è intera mente in costruzione e sarà ultim:.ita entro il 188~. Al più tardi poi entro il 1885 questa ferrovia si raccorderà con quella ciel Sempione presso il ponte de la :,forge. La testa di linea di Thonon dista di 4 tappe cfol gran S. Bernardo e di 7 tappe dalla frontiera italiana al Sempione : portando lo sbocco a St. Gingolph si guadaanerehbe una tappa tanto per l'uno che per l'altro valico, in caso ~oi cli alleanza colla Svizzera o di violazione del la sua n~utralità, le stazion i di sbarco potrebbero essere avanzate fino a Mart1gny e fino a Brieg ad una tappa cljlla nostra frontiera. Belley-St. AndJré le (/az. Di una lunghez~a c)i 3 1 1~m. e con t~n ponte sul Rodano a snd di Culoz. Ad nn sol binario cd mteramente m costruzione, sarà ultimata nel 11883. Costituirà un secondo collegamento attraverso il Rodano fra le ferrovie Lione-Ginevra e Lione- Chambéry. St ..'1nd1·é-Le Gaz-Chambfry. Ad un sol binario e della lunghezza di 4-·I km. interamente in costruzione sarit ultimata nel 1883. Orange- Alais. Ha uno sviluppo di 6:Z km. ed è in costruzione su

tutto il percorso. Collegherà attraverso il Rodano le ferrov ie che ne percorrono le due rive e rettificheTà l'attuale sinuoso tracciato dell'ar- · teria ferroviaria che parte da Bordeaux e si dirig~ al "Rodano. Annecy- Annemasse. Ha uno svil uppo di ti:3 km., è ad un sol bi nario ed ha numerose opere ét'arte : passa dalla Yalle del Fier in quella dell'Arve tocc,mdo La Roche, sarà ultimata ent.ro il 11882. A1·les-La To1i1· St. Lowis. Ad un sol binario dolla lunghezza di :39 chilometri in costru1.ione su uno sviluppo di :il~ km. La Mine de Vciiix-H·ej11s . Lunga O km. ad un sol binario e in co$lruzione sopra 9 km.

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(I) Aperta recentemente al pubhlico da Thonon ad Evian.

La Cluse -Arnberieua;. È l'ultimo tronco dolla nuova linea strategica Vojancourt-St. Hi ppolite-Pon tarlier-Champagnole La Cluse- Amberieux , che sarà la terza e pi~L avanzata linea ferroviaria cli collegamento fra Belfort e Lione. Questo tronco avrà una lunghezza cli circa ,iO km. Lei Roche-St . Gervais-Chnmounù,;. Questa linea scenderà dalla Roche per la valle del Borne fino ali' Arve e seguirà poi quest'ulti ma val lata fino a Charnounix: sarà ad un sol binario e avrà numerose opere d'ar te: il suo svi luppo approssima tivo sarà di 60 km. Eseguendosi ìl tunnel proaettato sotto il ì\fonte Bianco ne costi tuirà l' accesso dalla parte fr~ncese. Attualmente da Chamounix, oltre la stracla discendente l'Arve, pa rte solo la mulattiera che pel colle della Balme scende pèl Trien t in Svizzera presso Martigny : più indietro poi da St. G-ervais si distacca la mulattiera ciel colle dn Bonhomme, che mette in comunicazione le valli dell'A rve e clell'Isèrc. Finchè il tunnel del Monte Bianco non sia un fotto compiuto, l' importanza della ferrovia dell'Arve, dal punto di vista di un conflitto franco-italiano, non ci pare .molto notevole. .-llbe1·tv,ille-;lnnecy. Per Ugine e Faverges e la riva occiden tale del lago d'Annecy, servirà a collegare la piazza cli Albertville con Bourg per Col!onaes-Nantua. Avrà uno sviluppo di circa 50 km. Dig~e-Dragtiigncin (Cla viers) . Avrà uno svil uppo cli 123 chi lometri, travorserb in tunnel i contrafforti che separano le valli della Blèone dell'Asse del Verdon clell'Artubv toccando Barrème, Castellane, La Palud-C~mps e Drag~1ignan . Av1:à numerose opere d'arte, fo rti pendenze ed 1111 sol binario. 1

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I\I VISTA

ESTE l\A

Scwines-Barce/./o nette. Quest.a linea con uno sviluppo cli circa /15 chilometri rimonterà, partendo dalla stazi.)ne di St. i\iid 1el Le P runières sulle Durance, la valle dell'Ubaye li no a Barcelloneue, avrà numerose opere d'arte curve ristret.te e for ti rampe. Digne- Ubaye. Avrà all'incirca la lunghezza di 60 km. e toccherà successivamente Javie, Verdaches, Seyne St.. Vincent, Ubaye. La linea verrà cosu·utta ad un sol bi nario con pendenze fino al 30 °0 [ 0 0 , vi saranno numerose opere d'arte fra cui prin cipali il tu nnel del Labourct interposto fra le vall i clell' Arigéol e del Bès. Quc;;te tre ultime linee ser viran no a collegare le piazze cl i Tournoux e cli St. Vincent con la ferrovia cli Yal Durance e la littoranea ToloneNizza. Inoltre esse mettéranno in comunicazione direttamente col Rodano e colla riviera la strada dell' Argentera e la stazione testa cli linea da Digne, ove trovasi attualmente a 5 tappe dal Colle, snrà portata a Bar·CClonette a una tappa soln dalla fron tiera e protetta all' innanzi dalla piazza di Tournoux. 1 Drag1tignan-Mfrabeaii. - Avrà uno sviluppo di 86 chilometri e c.ongiungerà per Barjols e il colle de Rognettes, Draguignan con la grande linea di spostamento Grenoble-Marsiglia-Tolone. Drngwignan-Cagnes . -- Fornrnrà il naturale prolnogamento della precedente e raggiungerà alla stazione Cagnes-Vence la litoranea a ,J 3 chilometri da Nizza. Avrit uno svi lup po di 96 km. e tocvherà successi,'.amente Figanières, Calfo s, Ca:llan, M:ontauroux, Peyremiade Grasse Cagnes Avrà numerosi viadou.i e tunnel, pendenze non ol tre il 115 °0 [ 00 , cu(ve da 300 a 500 metri. È stato studialo il prolungamento diretto fi no a Nizza. Niz:rn-Cuneo . - Risalirà la valle del Paglione, passerà per il colle Braus a Sospello in val cli Bevera e quindi per il colle cli Brois entrerit in valle di Roja j la rimonterà fin o :illa frontiera oltre Fontan, ove avverrà prohabilmenre il raccordo colla nostra linea Cuneo- Venti miglia. La linea france3e avrà uno svilup po cli circa 53 chilometri. Queste tre ultime linee costituiranno nel loro comp lesso un'al tra -importante radiale del basso Rodano alla nostra frontiera , linea che ha un solo trauo di 13 chi lometri (a doppio binnrio) di comune col la litoranea , unica radiale attualmente esistente. · La testa cli linea oggidì a Nizza per le tru ppe dirette al Tenda e distante 3 tappe cfa lla frontiern, potrà essere portata a Sospello ad una, tappa sola dal confine, e sat'it validnmente proteUa dal le nuo ve forti lìzioni cli Sospello e del colle di Bro is.

Le linee Vid<lonne alla · linea Carnoules- Aix (7 km.), Salons- la ' Calade (32. km.) , Sorgur,s- S.t Suturnin (,\. km .), Volx-S.t MameA~t, Forcalquier (53 km.) , Orange-L'Isle (38 km.) e traYersatu del Il:)dauo ad Avignone miglioreran no grandemente i rapporti fra le grandi arterie Lione-1\fn r:iigl ia e Grenoble-1\ia rsiglia. Finalmente le li nee Nizza-Pnget-Theniers (f.iG k •n .) , Orange-Va ison (28 km .), Pien elatte-Nyons (11'1 km.) e S. Georges-La i'.'Inre (34 km.) hanno solo importanza commerciale loca le e non presentano alcun interesse militare notevol e. Nella situazione genernle delle l'en ovie francesi alla fine del 1° trime,tre 1882. (·I) cl i ne:;guna delle linee sovra menzionate erano ancora incominciati i lavori eccettuato quella S. Georges-J.a Mure in costruzione sopra •I km . I relativi progetti pertanto erano al prin. cipio di quest'anno, o ancora in comp ilazione presso il ministero dei lav ori pubblici , .o allo studio nelle apposite com missioni pa rlamenta ri. In questi , come risulta dai documenti pubblicati vi sono quelli concernenti le .linee l a lloche-Cha nionix, Digne-Draguignun, Vo lx-Apt, Nyons-Valreas, Draguignan-Cagnes AlhertviJle-Annecy. Del resto come risul ta dai giornali loMli i lavori gouo spinti con alacrità e gli studi particolareggiati sul si to sono ovunque iniziati.

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2° -

Linee ùi progetto e lm{'cwi alpini .

Oltre le linee comprese nella legge Freycinet, nitre ne esistono an•cora allo stato di progetto e riflettenti loca lità della regione RodanoAlpina . Citiamo dappri ma Ginevra- Bossey, Ginevra- Anncmasse, S.t G-ingolph- IlouYeret tronchi di rnccordameoto fra la rete svizzera e quella della Sn voia già pres~n tati alla Camera per la op portun.:i :i pprovazione; vi :;ono pure le linee Grenoble-Lautaret-Briançon, Sa lins cl'HyèresFrejus, CnstellnM- Puget-Theniers Voiron-S. Bero11 e mol te altre di una esecuzione più o meno problematica e lontana. Finalmente sono pure in progetto nuovi passaggi alpini al Sem pione, al Monte Bianco, al Piccolo S. Bernardo, all 'Eéhelle e al Monginevra: di questi crediamo valga la pena dare meuo concisamente qualche notizia. (I ) Ve~ i Jo11rnal Officiet 3 jui n 1882. .lN NO XXVII,

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RIVISTA

ESTER A

Diciamo anzit.utto dei pn 1111 tre, che mirano ad un unico scopo e· si clisputcrno la pl'Cforenza, nello intendi mento di creare una nn ova e· grande linea in ternazionale riYale al Gottardo. Prinrn a11co1·a che veni~sero inizia li i lavori elci Gottard o, cominciò in Fr:incia ad esaminar::;i la quist.ione cli nn valico sotto alpino, che· potcs,e in migliori condizioni del Cenisio lottare conn·o la nuova forrovin ita lo-germanica; mano mano po i che i lavori di questa procecleLtero, le preoccupazioni francesi aumenturono ed andarono mani; :;tandosi e prendendo forme concrete co n proposte di vnrio genere di sena lori e deputati e con numerose pu bbli cnzion i. ~el 1874 la commissione per le ferrovie dell'assem blea naziounle rilì utò unn rlomanda di sovvenzione per i I traforo del Sern pione e indicò al governo come più ad atto quello del Mon le Bianco: nel •1875 una commissione di ispcllori generali presentò uno studio comp;:irntivo de i rruattrn valichi: Cenisio, Gottardo, Sempione e Monte Bianco e si dich iarò favo revole a quest'ulti mo; ta le parere fu poi confermato dal Consiglio superiore dei hivori pubblici.. 1 Ripresisi su vasta scala gl i stncli ferroviari nel 1878 altri elemen ti vennero portati alla discussione ed il Piccolo S. Bernardo si presentò anch'esso fra i vnlichi c0ncorrenti. · Gli sforzi fatti dai partigiani clfll Sempione nel •1880 per fa r votare al la camera una sovvenzione di 50 milion i per tale impresa , riusciscirono, come è noto, infruttuosi, le commissioni parlament,1ri si limi- · tarono molto rngioncvolmente ad invi tare il governo a fare degli studi comparativi e completi e la cosa trovasi ora a questo punto. (,)ni cercheremo di istituire un raffronto fra i diversi va lichi alpini valendoci dei progeu.i più autorevoli e dettagliati che sono quello Vauthier-Lom mel pel Semp ione, quello Sta mm pel Monte Biancc e quello indica to nell'opuscolo del sig. Carquet pel Piccolo S. Bemardo e considereremo la quistione così da l fato tecnico come do.I commerciale e militare. I tracciati esposti nei progetti ora detti sono i seguenti : Pel Sempione. - Il tunnel mctternbbe in comunicazione le vall i del Rodano (Saltina) con quella della Toce (Diverin) fra Brieg e Domodossola. Pel Alonte Bianco . - Il tunnel metterebbe in comunicazione l'al ta· v<1 llc dell'Arve con quella della Dora Bll lt.e11 fra Chamoun ix e DolloneCourmajcnr. Pel Piccolo S. Benwrdo. - Il tunnel metterebbe in co municazione la valle cl ell'Isè/'e con rrnelln della Dora B11lt0;:i fra Séez H la Tnillc,

Quali sarebbero le difficoltà tecniche cui s'andrebbe incon tro nella esecuzione di tali lavori? Ciò non è punto agevole a stabilirsi. La quistione tecnica dipende evidentemente dalle condizioni locali e cioè dalle dimensioni e d11Ila natura geologica deJJe montagne da perforarsi e dai caratteri topografi ci delle valli da mettersi in comunicazione. Questi clementi servono a determ inare con una certa approssimazione la possibili tà , ]11 durata ed il costo del lavoro; ma diciamo con una certa approssimazione, perchè in queste imprese gigantesche, molte pur troppo sono le incognite non valutabili a priori e alle obbiezioni sulla probabilità della vcnti l::izione della galleria, sulla temperatura massima interna sulla perforabilitit più o meno celere cleile rocce, che ponno incon trarsi, ccc., non sempre può darsi 111111 adeguatn e preventiva risposta. Comunque sia, lo stato attuale cli progre.:;so dell'arte dell'ingegnere costruttore non · permette cli porre in dubbio la possibili tà di esecuzione cli vemna delle gallerie so pra enumerate: resta pinttosto a vedere con quanto sacrificio di tempo e di danaro potrà ciò farsi e qna li risulteranno le condizioni di esercizio del le ferrovie passanti per nuovi valichi . A questo riguardo valgano le cifre seguenti :

1

1

Sempione Lunghezza

Metri

Costo.

Lire

Durata

Anni

Pendenze degli accessi

•18,507

P. S. Bernardo M. Bianco 2.0, 000

14, 700

90,000,000 , 111 ,000, 000

i'> 7,000,000

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1

23

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25

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8

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17

0

Dall'esame delle suddette cifre la superiorità del Monte Bianco sui valichi rivali appare considerevol issima : anche ammettendo che ottimismo vi sia nel progetto St.amm (meno ottimista ancora di quello Chabloz che ha menalo tanto rumore in Francia) crediamo si possa senza timore affermare che dal punto di vista tecnico il Piccolo San Bernardo sia nssolutamente da porsi all'ultimo posto e che il Monte Bianco sia sensibilmente più vantaggioso del Sempione ( 1). 1

(1) Un recente progetto d i m assima del c~v. Muzzy, i ngegnere capo del genio civile prepos to alla dir ezione dei lavori della fe1Tovia Ivrea-Aosta, darebbe pel tunnel del Monte Bi anco le seguenti cifre :


RIVISTA 292 La riui:;tiono commerciale si basa anzitutto !iuilc distanze dei punti che preme collegare con mezzi rapidi di comunicnzione, onde deiermiiw t·e rrn essi una corrente rimuneratrice cl i traffico . ì\ia la valutazione delle distanze è cosa mol to elastica, irn perocchr,, come è noto, per far confronto fra due linee ferroviarie a curve e pondenze divcr;;e, occorre ridnrre le lunghezze reali all'or izzonte ed in li nen retta, ciò che si fa appun to mediaute apposite form ale dette dell'aumento virtuale, formule non solo appros~imal~ve, n:a Yaria~ili da antoro _ad autore, cosic?lf non riesce d1ffic1le st1racclllare le CJfre a vamaggt0 d, un valico plll t· tostocbè cli un altro. Noi pertanto ci limiteremo ed esporre in· hwgo cli numc.ri, delle considerazioni di massima. E\'iclentem<)ute, per gli scambi locnlizzati fra Francia ed Italia l'apertura del Go ltarclo non recheri1 danni sensibili al Frejus, poichè so lo il tratto di terri torio francese a nord-est della linea Mihmo-Parigi potrà pei propri scambi coll'Ita lia dar la preferenza al transi lo pel Gouardo : se poi potrà essere sentito il bisogno cli un nuovo valico a norrl dal Ceu isio, questo dovrà essere cli preferenza il Monte Bianco, perchè più lontano da l Cenisio stesso del Piccolo S. Bernardo e percbè non costringerebbe, come il Sempione, a travcrsacc il ten itorio dì uua terza potenza con serii pericoli poi com mercio in caso di guerra, qll istioni cl i tariffe , ecc. Qualora poi trnttisi di una arteria internazionale fra l'Inghiilerra e l'Orien te per i porti del nord dell a Francia, Belgio ed Olanda e il nostro porto di Brindisi, la quistione diviene più com pless(I , poiehè per la Francia il pericolo non è solo cl i vedere sosti tuite il Gottardo al Conisio, ma puranco di vedere abbandona ti~dal movi mento internazionale i porti di Calais e di Dunqnerryne a vantag·gio di qucl! i belgi e olandesi. Questa può dirsi una delle pi ù grosse preoccupazioni degli economisti francesi e il governo a scongiurare in parte la minaccia, ha già stanziato considerevoli somme per l'a mpliamento dei porti ciel nord; ·ma .ciò non basta e sarà pur necessario aprire una nuova

t un gbeua d el la ·galleri a km . l S, 500, pendenza degli accessi 12,5 °0 100 cifre· che s i a ccos ta no ssnsib iltnente a qu~l!e de l prog6Lto Cbabloz e confcl'01àno le nostre concl usioni . Quanto al tunne l de l P. S . Bernardo gioverà aggiungere che nel 1880, il ministro de i la vori pubblici fra ncese ebbe a dichiararlo un a impresa es tre mamente costos a e male in armonia c oll a r e te complementa re. Una co mmissione pa rlam entare apposi ta me nte nomin a ta p or lo stucho doi rnl ichi ~! pini si pronunciò ne l luglio 1881 anersa al P. S. Bernardo pe r l'eccessn a lu nghezza del tunnel, la concorrenza al Cenisio e~c . (relatore nrossarcl).

ESTERA

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linea in migliori condizioni di quel la del Moncenisio, se si vorrà mantenere su territorio fra ncese bnona pnrte del traffico internazionale fra l'Inghillerra e l' Oriente. Così posto il problema, è chiaro che il tra foro del Sempione sarebbe preferi bile al Monte Bianco ed al Piccolo S. Bernardo, tuttavia fra i~ Sempione ed il Monte Bianco le diversit~ di distanza dai porti del nord della Francia non sono molto seusibili ed è per lo meno da discutersi, se convenga a questa cli dar la preferenza ad una linea che traversa un territorio estero, auzichè ad una linea di poco più lunga, ma tutta nel proprio territorio e su cui sarebbe possibile riacquistare, mediani.e orari e tariffe, ciò che si perderebbe nel percorso in confronto del la linea rivale I criterii commerciali pertanto , pure escludendo, corno i tecnici, il Piccolo S. Bernardo, non servono a nostro pa rere a determinare la decisiva superiori ti\ del Monte Bianco sul Sempione e viceversa. Ben altrimenti si conclude esaminando la rp1istione dal punto di vis!n militare. Infatti tanto il traforo del Piccolo S.Bernardo che quello del ~fonte Bianco faciliternbbero ai Francesi l'inva:Jic,no per la strada di val d'Aosta e renderebbero celere, abbondante e sicuro il rifornimento della col01rna invadenle, qualora al difensore non fosse riuscito di arrecare alla galleria cousiderevolissimi guasti: ciò che i .Francesi potrebbero teutare d'impedire, con uu rapido colpo di mano sulla imboccatura italiana del tunnel, seguendo la via principale o quella del Col de la Seigne. Dal punto di vista dell'offensiva nostra, i vantaggi cli una galleria sott'Alpina sarebbero all'incirca eguali ai precedenti, col la differenza però, che uu colpo di mano noi non lo potremmo tentare che all'imbocco del tunnel del Piccolo S. Bernardo, mentre che se il tunnel passasse sotto il Monte Dianco, ci maneherebbero le vie per rapidamente eseguire siffatti: operazione. Il tunnel del Sempione poi, fra It.alia e Svizzera, non potrebbeevidentemente essere di molta utilità militare alla Francia senza l'alleanza della repubblica elvetica ed anche con questa alleanza, i vantaggi che potrebbero ricavarsi da ta le galleria non sarebbero molto considerevoli. Giacchè a meno di fa rci assolutamente prendere alla sprovvista , credia mo sarebbe agevole cosa per noi l'im padronirci con un celere attacco dell'imboccatura settentrionale del tunnel e acquistare così il tem po di danneggiare in gnisa la galleria da renderla inutilizzabile per l'intera cam pagua.


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l\IV!STA

ESTERA

Lo stesso dicasi per una nostra offensiva contro la Francia annuent8 e no la Svizzera. In questa seconda ipotesi non è difficile ammettere che la Svizzera minacciata da 3 parti (imperocchè certo dovrebbe essere l'Italia alleata colla Germania, per intraprendere l'invasione per il Rodano svizzero) p~rderebbe rrualche giorno in esitazioni, ciò che basterebbe probabilmente a noi, per assicurarci il possesso dello sbocco ferroviario nella valle dell 'Alto Rodano. Con questo, sarebbero molto agovolate le nostre ulteriori operazioni' contro la linea del Rodano francese; ma crediamo assolutamente esagerati, e forse ad arte, i timori sollevati da alcuni scrittori militari francesi circa la portata di questa strada del Sempione ('1 ). Imperocchè le for tificazion i del Giura meridionale e clella Savoia e le ferrovie che dalla :Francia convero-ono ven,o iÌ cuneo svizzero ci . 0 ass1cur~no, che la Francia lrn tutto preparato per una celere irruzione nel bacino del Lemano, onde eseguire in buone condizioni sLrateaiche la manovra centrale, fra la nostra colonna discesa dal Semp:~ie e 1 · quella tedesca proveniente dal Reno. Comunque sia e per IJUanto ipotetica appaia ora una alleanza italogermanica basala sopra un concetto aggressivo contro la Francia, è certo però che tale ipotesi servì, come dimostrammo, di punto di partenza ai riorganizzatori del sistema fortificato fra ncese e sarebbe st1:ano assai che più non avesse la prevalenza, trattandosi di determinare la costruzione di una nuova ferrovia internazionale. Il Sempione dunque che non minaccia pi ù come una volta ;e linee di ritirat::i dei difensori dell'Alpi o~cidentali, che esporrebbe la col~nna ctie seg?isse tale linea ad un lungo e pericoloso isolamento prima d1 congmngers1 alle altre masse sboccate dai valichi a sud- ovest di esso, nè darebbe sicurezza di poterla rifornire con una arteria ferroviaria la quale verrebbe certamente interrotta nel grande tunnel, che infine esporrebbe alla violazione della neutralità elvetica, non offre vantaggi alla offensiva francese tali da compensare o-Ii che derive. v svantao-o-i 00 rebbero alla Francia, qualora essa fosse astreua alla difensiva e minacciata da una coalizione i·alo-gerrnanica. La via del Sempione in c~nclus1one sarebbe dal punto di vista degli interessi rnilit<1ri fra nc;esi pmtlosto da distruggersi totalmente, anzichè da mioliorarsi con un valico 0 sott' Alpino sboccante nella v11 lle del Toce.

le ragioni militari pertanto, tendono assolutamente ad escludere iI ·Sempione, e fra i due valichi rimanenti, quello probabilmente preferito sarà il Moute Bianco, perchè egualmente utile del Piccolo S. Bernardo nella offensiva, sarebbe nelb difensiva meno dannoso di questo, sboccando verso Francia in una valle sprovvista nella sua parte nlta di buone rotabili e non collegata colla grande linea della Tar:mtasia se non dalla st.rada Snllanches-Albert.ville, sbarmta dalle potenti fort ificazioni di questa ultima località . Accenneremo appena di volo che i fautori del Piccolo S. f3ernardo accusano il Monte Bianco <li sboccare in una zona neutralizzata e di non essere quindi difendibile, nè util izzabile in caso di guerra. Che va lore abbia quella povera neutralità è ben noto ai nostri lettori : fu parzialmente violata nel 1859 e lo sarà ancor:1 in a,·venire presentandosene alla Francia la necessità militare: è anzi a prevedersi che si costruiranno frn breve lavori di fortificazione anche in quella regione, come è chiaramente accennat.o nel Jo11rnal de.s Sciences Jlli.lita;i1·es del ,1880 in quell'anonimo scritto, punto beuevolo a nostro riguaL1o, e che ha per tit.olo: La pretesa neiitrali:td del 'Alta sa,wia. Dobbiamo ora dire dei valichi a sud del Ceuisio. Anzitutto ricordiamo che il go Yerno fra nce$e fi no dal ·1874 conceJendo la costruzione del la linea Gap-Briançon alla compagnia P. L. M.., concesse pure il prolungmnento di questa linea fi no alla front.iera, qua·ora il governo italiano ne assicurasse il raccordamen to col la stradn ferrata · del Cenisio. Gli studi presso di noi furono tosto intrapresi, per iniziativa della , città di Torino , la quale vivamente domandava di essere collegata per ·mezzo di una via celere colla ci ttà di Marsiglia. Da questi studi ri·sultò che la galleria del l'Ecbelle sarebbe lunga ,~ km. circa, quella •del Monginevra sarebbe invece della lunghezza di 8 km. od esigerebbe inoltre la diramazione Onlx.- Cosana . La cosà rimase allo stai.o di desiderio per alcuni anni, finchè ·nel ·1879 , all'epoça della distussione ferroviaria alla nostra camera dei deputati, vennero presentali emendamenti onde impegnare il governo a:l inscrivere iu 1" categoria il tunnel dell 'Echelle o quello del .Monginevra. Queste domande furono respinte; ma non perciò cessa,rorono le sollecitazioni tanto più incoraggiate cl::il fatto che il governo francese fece nel 1880-8·1 eseguire degli studi pel prolungamento della ferrovia di Briançon fino a La Vachette e Plampinet ni piedi de ,colli del Monginevra e· clell'Echclle. Dopochè vennero approvate le ferrovie Cuneo-Yentimiglia e Nizza-

(lJ Bu lleti n de la llètlnfon des O{(ìcit?"s. ll iccmbre lf 81 e /levue ni i!itcii,·e Suisse gen-

na io V ' 2


296

RIVISTA

Sospello-Fontan e se ne è assicurata la costruzione da i due governi · entro il ·1890, non pare più così sentita la necessità cli un nuovo , valico ferroviaI1io aipino a sud del Cenisio; un attento esame della carta e una esatta misura delle distanze dimostrano all'evidenza che da l punto di vista commerciale, 111 ferrovia Cuneo- Nizza-Marsiglia favoris:e al rettanto bene e forse meglio della Barclonecchia- Briançon-Marsiglia gli inlc- · ressi dell'Alta Italia e de;Ja Francia Meridionale. Ciò M resto fu riconosciuto dagli stessi fautori dei valichi dcll'Echelle e del ~.longincvra, nelle . discussioni parlamentari. Ma dal punto di vista militare, se la ferrovia del Tenda ripartisce sensibilmente i vantaggi fra le due nazioni (con qualche prevalenza forse per noi), una galleria al!'Echelle o al 11:Ionginevra sarebbe di gravissimo danno per la nosl.ril difesa . Ed invero, fu già notata da altri la poca difendibilità dello shocco orienta le del Frejus, la facilità che hanno i Francesi dalla vicina Brian- . çon e pei ,numerosi va lichi che immettono nella conca di Bardonecchia di tentare, con grande probabilità di successo, un colpo di mano su tale sbocco, arrestando i lavori di distruzione cI{e si potrebbero intraprendere nella galleria e che sono lunghi , complicati e di esito . problematico, almeno per accertare una interruzione del transito per qualche mese; di quanto pertanto non si aggraverebbe la nostra situa...: zione se avessimo da difendere un altro traforo a Bardonecchia stessa , o a Cesana'? Non sarà mai ri petuto abbastanza c'.e l'invasione d'Italia attraverso le · Alpi è problema sopratutt.o logistico e che logistiche sono le più grosse difficoltà eia superarsi dall'inimico; vorremo noi attenuargli tali diffi coltà offrendogli campo di assicurare celeremente e mediante le feri·ovie il rifornimento deJJe proprie colonne, accorciando così singolarmente gli scagl ioni carreggio destinati a tale speciale servizio e che potranno . prendere come punti di partenza Bardonecchia o Bardonecchia e Cesana f\ seguire sempre una via in discesa, anzichè partire dal versante francese con minore carico e superare faticosnmente i colli di frontiera? Non è forse evidente per tutti che quanto maggiormente si diminuisce il carreggio ad una colonna, tnnto merw. questa è vulnerabile e la si rende spedita nei suoi movimenti e si affretta quella . crisi che il difensore ha ogni interesse cli ritardare, per poter procedere con ponderatezza insieme ed energia alla manovra per linee in. terne, la manovra obbligata dell'ultimo periodo della nostra difes:i alpina? Certo, la Francia, che è assai di noi più ricca, può permettersi it

E5TEUA

l

lusso di una ferrovia unicamente militare, tanto più quando questa sbarrata a Briancon in modo formidabile e quindi di nessun pericolo nella difensiva, può arrecarle enormi vantaggi nell'offensiva; gli. studi · anzi fatti itlt'imamente pel prol1tngamento della li.nea di GapBriançon .fino a la Vachette e a Plampùiet, ci dimostrano r.lviaro.mente, che questa binea lti si viiole ad ogni costo dal governo francese e si cerca qnind·i, acce/.erandone i lavori, di presentare a noi il fatto compfato per detenninare l'Ital-ia a.d ùitrnprendere il f!raforo · dd Ginerra o dell'Echelle . A questo proposito gioverà ricordare, come nel nostro parlamento venisse da taluno accennato che il governo francese non avrebbe concesso il raccorciamento delle due linee Cuneo-Ventimiglia e Nizza- So- · spello-frontiern presso Fontan, se non a concfoione cli ottenere quello della ferrovia di Tiriancon con la linea del Cenisio, mediante nn tunnel all'Echellc o al ?lfonginevra. A nostro parere, il contratto sarebbe a totale vantaggio della f.\aneia, !-pecic dal lato militare, imperocchè a noi, padroni della testata di val di · Roja, basterà a suffìcenza, così nell'offensiva come nella difl:lnsiva, la linea Cuneo-Tenda ; il prolungamento ferroviario Tenda- Sospello-Nizza, c,he i Francesi avrebbero tutto l'agio di rneltere fuori servizio, non ci gioverebbe proprio a nulla: per contro un tunnel sotto l'Echelle o il Monginevra potrebbe all'offensiva francese arrecare, . come sopra ab- · biamo accennato, incakolabi li vantaggi. Pertanto, nell'interesse s1ipremo della cbi(eòa del nostro paese, fac-ciam,o ·voti che le gallerie de/.l'Echelle o del Mongi.nei1·a non vengano cost1·nite, almeno fìnchè da parte nostra, non sicinsi erette i1n · rAc,ì;nanzli cil trntto da f1·ont.for·a presso cni esse sùoccherel1bero, delle robuste f'or·tifì.cazi,oni permanenti, citte a controbila:nciare l'infbttenta del 'l'Jicino campo tr'incerato di Rriançon. Da quanto siamo andaLi mano mano esponendo si pnò pertanto venire · a questa importante conclusione: La rete ferror·iaria Rodano-Alp'i,n a colla costrttzione delle linee conteniplaù nella legge 17 luglio ,J8ì0 verrà 11vigl iorata in giiisa,.. che tutte le grandi strade r,,a il nodano, la· p-ia,niwa Padana · e la Ligttria saranno dotate , entro il 1890, dii mia propriaferro,via e le stazi.oni teste di li nea, vali.dc(lmente protette da solidùsime; for/.i fi cazioni, si troi;eranno tutte (ilfonti,ers eccettuata) a una tappa. · o meno dalla nostra front,iera. 0


298

ESTERA

RIV ISTA

299

a doppio binario, rimanendo pure margine per qualche t.reno in più onde far fronte ad impreviste necessità. Circa il numero dei treni necessari al trasporto delle grandi unità :Si calcola in Francia occorrano eia 85 a 95 treni per corpo d'annata cioè in media 90 treni per corpo d'armata. Il movimento di concentramento poi, come si calcola in Francia potrà iniziarsi al mattino del 5° giorno di mobilit.azione. A queste cifre normali noi ci atterremo nei nostri computi ('1 ). Dal punto di vista militare la rete Rodano-Alpina può suddividersi in tre distinti grnppi. 1° Linee longitudinali parallele alla nostra frontiera o linee di manovra . II 0 Linee normali alla rneJesima e linea di conc.entramento. III0 Linee obblique di raccordamento e tronchi secondari. ·Ci occuperemo solo dei primi due gruppi, gli unici importanti. Il primo gruppo comprende: ,1° La linea ciel Rodano coi suoi tre binari, due sulla siuistrn e una sulla destrn del fiu me: questa linea parte da Ma con e Bourg e scende fino a Nimes ed Arles. 2° Ln linea Collonges-Grenoble- Marsiglia-Tolone ad un sol binario . L'esecuzione della rete in costruzione od in progetto non aumenterà il uumero di queste grandi arterie di spostamento; ma la produttività della seconda di esse verrà grandemente accresciuta e potrà considerarsi a doppio binario fra Grenoble e Collongcs (tratti Grenoble-Chambéry-Annecy-Annemasse-Collongcs, e Grenoble- Saint André-Virieux-Collouges) e fra Apros les Veyues e Tolone Uratti Tolone Saint Aubau-Aprcs e Apres-Savines-Draguignan-Tolone). La p1·odttittività log'i,sticci qiiindi della linea di spostamento de /, Rodano sm·r1 di ci'rca 113 di corpo d'armata ogni 24 ore e quella .della linea Collonges-Tolone di 1[6 cli corpo d'a1·mata . Veniamo ora al secondo gruppo, cioè alle linee di concentramento. Queste linee, le quali dall'interno del territorio tendono alla frontiera ,segnando le direttrici ciel movimento di radunata dei corpi mobilizzati, sono tutte vincolate ai passaggi ferroviari posti sul Rodano . Senza qui estenderci nell'esame della rete ad ovest e nord del Rodano , esame ·che uscirebbe fuori dai limiti imposti a qnesto breve studio, basterà che 'ìndichiamo t.ali passaggi, per determinare in ogni caso il numero mas,simo delle radiali utilizzabili. -0

3° Proclutti1:ita logisMca della rete (errov·icwia Rodano-Alpina.

Ci rimane infine ad esam inare la produttività del la rete fra ncese per l'esecuzione dei grandi trasporti mili~ari. Premetteremo a tale valutazione i seguenti da ti relativi t1ll'organìzzazione dei trasporti militari sulle ferrovie francesi. Le ferrovie sono divise in sezioni o tronchi di marcia, a ciascuno dei quali sono assegnate permanentemente un certo numero di locomotive di forza proporzionata alle condizioni tecniche della trazione .. Le velocità dei treni militari variano da 30 a 20 chi lometri e la velocità media, compresi gli alt, è di 25 ch ilometri. Il numero dei treni che possono e,sere lanciati in uno stesso senso e nelle 24 ore, fu stabilito dal regolamento del ·1869 cli 18 treni sulle linee ad un binario e di '.z,~ per rruelle a 2 binnri; n~l ,1870 per al. cune linee si oltrepassarono pure tali cifre. Dopo la guerra poi il servizio militare ferroviario fu oggetto cl i accuratissimi studi e venne completamente riorganizzato co l regolamento del ·187fi.. Senza addentrarci nell'esame di truesto regolamento, notiarno che il personale direttivo dei trnsporti militari è attualmente . composto di uffi ciali, cli funzionari civili e cli im piegati delle società ferroviarie ripartiti in cli verse commissioni: il personale esecutivo consta di un battaglione ferrovieri del genio con un effettivo cli guerra di 24 ufficiali 1200 soldati fe rrovieri, 200 zappatori conducenti 328 cavalli e 72 carri; e di 9 sezioni tr,cn iche operai ferrovier i, costi tui te con personale delle socit'là ferroviarie cd org:rnizzate militarmente. Queste sezioni hanno un effettivo di guerra totale di 10800 uomini che sommato con quello del battaglione ferrovieri dà complessivamente la rispctt.abilc cifra di 12000 ferrovieri mi litari, o militar izzat,i ! Inoltre lavori considerevoli di completamento vennero fa tti su pa·recchie linee per agevolare il carico, lo scarico e il transito dei treni, si compilano poi annualmente minuti piani di movimento, per assicurare il celere e regolare funzionamento della rete ferroviaria in caso di gue;Ta. In queste condizioni non è a dubitare che le cifre fissate dal regolamento del ·1869 possano essere raggiunte e gli autori frances i, che si occuparono dell'argomento, ritengono come normale e regolare una produttività cli 15 o 30 treni ogni 24 ore sulle linee a semplice 1

'

\

(Il Abbi amo desunte queste cifre d8 i nu merosi Jrticoli pubblicat i sul Jow·nal des .8ciences mi r,taires nell'ult1mo triennio e rela livi a stu cli di mobil it ni one e concen1ramento. Yedl specialmen te gl i ar tìco li: Les ,·éseriux des chemi,is e/e (e,· (rancais et all emamd 188 1. - Confére,ices sur le servlce des étapes 1882.


300

RI VI STA

ESTEI\A.

I passaggi sul Rodano possono così raggruppavsi: Ponte sulla linea Bellegarde- Collonges )) )) Culoz-Chambéry )) Amberieux- Montalieu » )) )) Lione- Amberieux )) Lione- Grenoble )) )) )) Givors- Chasse )) )) S. Rambert-Annouay )) )) Le Pouzin- Livron ) )) )) Nimes-Tarascon Lu nel- Ari es » )) )) )) Virieux- S. André le Gaz )) Alais-Orango )) )) Avignou- \!imes »

RADIALI

))

))

I

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))

J)

esisten ti

Bourg- Nautua Thonon-EY ian .

))

I

Aix-Annecy .!P. S. Bernardo :2.a Lione- A.mberieux- Culoz l\1ont1rn;llianAlbertvi lle . . P . S. Bernardo!

))

))

i

))

))

j in costruzione

G ti

Liono-Grenoble- Montmellian- .\foclane . \Moncenisio

I app . collalegge'1879.

Pertanto, come agevolmente potrà rilevare il lettore dalla ispezione di una carta delle ferrovie francesi; non meno cvi 8 gra;nd,,i radi.ali con 1O binari •mettono capo att'lw lmente dai ca11i,liwg hi d·i corpo d' a1·mata del nord e dell' 01Jest ai ponti ferro·i,iari del Rodmio: col compimen to poi della r etf. in costruzione e· complementa:r.e, s•i potranno fare affiuù·e ai detti pass·i , non meno c];i 10 qrand:i linee irnclipendenti con 12 b'i.na1·i. ' Circa le radiali ·partenti dal Rodano e dirette al111 nostra frontiera; notiamo anzitutto che la rete ora in esercizio cc ne presenta non meno, di sei, come può scorgersi dalla seguente tabella:

I

(G. S, Bernardo 4'!Sempione 1

S. Ramhert- Grcnohle-Apres- Gap

. . r . I Sisteron N1mes-A.v1gnon- ertu1s ( Digne . '}

l

! .

\Monginevra ·i Argentera I .\Monginevra .!Argentera

I

Aix [Nizza . )Tenda Lunel-Arles--.. .' 1·Hl Carnoulcs lleol one . (C·o1·11·1ce t>Iars13

6 5 2

I 1'uue queste linee sono ad un sol binario e bcnchè la 2• e la 3• si -confondano pel breve tratto Montmellian-S. Pierre d'Albigny (2,i Km .) e la 3a e la ,p abbiano il tratto comune a doppio binario Moirans- Grenoble (19 Km .), tuttavia per la presen:rn di tronchi ausil iari di collegamento. e di scarico, è a ritenersi che possano funzionare come radiali :indipendenti . Deve poi notarsi che la 6a linea possiede doppio binario in gran parte .del suo percorso e si può quindi a Rognac o a Aix dirigere una parte dei treui su Marsiglia e Tolone per concentrarvi truppe da sbarco. Si aggiunga pure che in questi porti potrebbe essere diretto per via di mare il XIX corpo, il quale tlistando 2 giorni da essi potrebbe trovnrsi a Marsiglia o a Tolone per il 9° o ,10° giorno cli mobilitazione. Fatta astrazione della •I a radiale che. costringerebbe a violare la neu..tralit!i svizzera, si vede che la complessiva portata dalle 5 ferrovie indicate raggiunge i '/ , di corpo d'armata ogni 24 ore. Passiamo alla rete in costruzione. Questa a Ja·vori ultimati disporrà .delle seguenti radiali:


30'2

303

ESTERA

RIVISTA

Veniamo inlìne alla rr.tc complementare. Questa a lavori compiuti darà le seguen ti radiali: RADIALI

Bourg-S. Gingolph . Bour" 0

I Annemasse- Annecy (

Culoz- Annecy . .

Linea d'invasione

RADIALI

IJG. S.

Bernardo 3 · /Sempione 6 I

· jP. S. Bernardo 5

·,

,1a

Lione-S . André - Montmellian - Alhertville-Moutiers . P . S. Bernardo 3

40

S. Rambert-Grenoble- Moclane .

I Valence-Grenoble / G l Briançon. Crest- Apres \ ap Chorges . Ì Sistcron . 6A Nimes Avignon , Digne .

5a

. Moncenisio

1

.[~fonginevra . Argentera I , -1~fonginevra Argentera

•I

Nizza . Arles .) Mentone.

.)Tenda • 1 Cornice

i

Anncmasse-Chamounix .

I

-~ · G. S. Bemarclo 3 Sempione 6 . Monte Bianco

Lione ì Tlourgj Virieux- Aix-Annecy-Moutiers . P . S. Bernardo 3 3a Lionc- S. André-Mollane

3

. ~ioncenisio 1

,\.•

S. Rambert-Grenohle-Gap-Briançon .

. ~fonginevra

6

5•

Livron- Apres- Digne-Barcellonette. .

. Argen tera

6·

Orange-Cavailkn-Apt-Mirabea11-Draguigna11-Sospello . . . , . . . . Tenda

5

I

7a

Bourg

Collongcs-S. Gingolph .

2 ·1

i Di queste 7 radiali, solo la prima costringerebbe alla violazione del territorio elvetico per proseguire in Italia pel G. S. Bernardo od il Sempione; le altre ad un sol binario possono ritenerr.i. indipendenti, benchè la 3a e la i " abbiano fra loro il tronco comune MontmellianS. Pierre rl'A lbigny (2a. Km.) : e ciò per le ragioni già sopra indicate. La 7• radiale, come fu detto innanzi, potrà. anche servire al concentramento di truppe eia sbarco a Marsiglia e Tolone. Come si vede, col compimento della rete in costruzione si ra""iun·t . . ' l:>l:> geranno <ue spec1al1 vantaggi: •I O _ r avvicinare le teste di linea alla frontiera guadagnando 3 tappe al Mongmevra ed una al l)iccolo S. Bernardo e Ar11entera · o ' 2~ si ~ iglior~ranno le condizioni delle radiali nei loro reciproci contatti e si acqu isteranno 7 linee di concentramento, le quali, come le precedenti, troveranno sicuro prolungamento oltre Rodano verso l'interno della Francia. Lei proditttiioi,tà, logist·icci qnind:i, della rete (er1·oviaria sarà portata da 516 -ci 716 cvi corvo cl'ar-mata ogn,i, 24 ore.

7• Avignon-Cavaillon-Aix-Mentone 8·

. Cornice

Montpellier- Arles-Marsiglia-Tolone

Le prime 7 linee sono ad un sol binario, l'Sa ne ha 2: esse possono considerarsi come indipendenti, ta li essendo realmente le 1 2 3 4 8 e non avendo la 6" e 7° che i due piccoli t.ronchi comuni' L' ÌsÌ~-Cavaillon (9 Km.) e Nizza- Cagnes (•li! Krn . a doppio bimrio). Le radiali quindi diverranno 8 e di queste, se il trafo ro del Monte Bianco si eseguirà, potranno utilizzarsene 7 pel concentramento <11la r1:ontier~, unn per il concentramento di truppa da sbarco nei porti c\1 jfars·,glw e Tolone. .La p1·odntl'ivilà logùt·i w rlellCL 1·ete rngginnge1·à qiànd:i nel 1890 yl i 8t6 c/;i corpo d'armata nelle 24 ore. Le cifre che siamo andati fin qui esponendo, ci sembra che caratterizzino su ffi cientemente il valore strategico rlella rete ferroviaria fra il Rodano e le Alpi, senza che occon a qui addivenire ad un minuto studio del prol.wbile conceutrnmento dell'eserci to fran cese sulla nostra 1

:cl


304-

frontiera . Lasciamo per1a1n tale cura al lettore, paghi d"avere ac·CCnnato i vantaggi considerevoli che la zona Iloclano- Alpina olTrirebbe ad una energica offensiva del la Francia contro l'Italia. Quali difese potremo noi opporre a tali attacchi? Non è compito del presente scritto rispondere .diffusamente a siffatta domanrla , tuttavia a modo di conclusione crediamo necessario svolgere qui le seguenti considerazioni: Il tratto di frontiera a nord del Monginevra, colle fortificazioni di Exi lles, Ceni:;io e Bard e le teste cli linea ferroviaria Bardonecchia, ,Susa, Ivrea e fra alcuni anni Aosta; e quel lo a sud e sud-est deJI' Argentera coi forti di Tenda, ~ava, Carcare e le teste di linea ferroviaria Cuneo, Ceva, Carcare, Ventimiglia e fra alcuni anni Tenda, sono in condizioni tali da fa re supporre che sarit possibile a noi cli accorrere iu tempo alla difesa dei rispettivi valichi, purché bene inteso buon nerbo di truppe àlpine siano gettate senza ritardo nelle alte Ylllli , per opporsi ad eventuali colpi di mano di corpi speciali nemici. Ma il tratto fra il Monginevra e l' Argent.era è in ,condizioni uirulto d iverse da i precedenti, comprendendo esso, oltre i due colli principali e.be possono dare passaggio a i corpi d'armata comples:;ivamenle, al tri o valichi seconclarì che immettono nelle valli iutermedie fra Ciiisone e Stura e sono capaci di permettere il transito di '.2. o 3 division i da montagna (20 o 30,000 uomini) . E si noti poi come circostanza aggravante, che presso questa enorme porta naturale, sta dal lato di Fraucia la comodu, ampia e sicura piazza d'armc dell'Alta Durauce- Ubaye;, coi solidi sbarramenti di Briançou M:. Dauphin, Tournoux, S. Vincent, ove mettcrnn capo nel ~ 884 una e nel 1890 due ferrovie indipendenti, che permetteranno di sbarcare le truppe a poche ore dalla frontiera: da pa rte nostra invece non abbiamo che le opere di Fenestrelle e cli Vinadio poste aIle lontani ::i 1i del fronte, sm1za vernn col lcg11 menLo fra loro e non uni te alla piunurn Pad11na med ian te ferrovie . Co:;ì stando le cose, chi non vede come sia urgente di colmar0 con acconce fortificazioni 'lnesta grossa lacuna, irrompendo dalla quale sarebbe agevole al nemico sfondare il debole centro de!Ia nostra linea ,difensiva nlpina e prenderne a roYescio le :il i? Chi non vede, ::igginngiamo, clic l'urgenza di innalzare 1rn0Yi ha1uard i sulle Alpi non è per nulla minore (li qnclla di costrnire nuove ,batterie a mare e meucrn in ca11 tiere alt.re navi da battaglia'? Ci pcrmeu.iamo cli insistere su crnesto punto, perchè pare si tenda -dn 'lnalche. tempo, al meno nel campo della discussione, ad esagerare

305

ESTRIU

nl\'l::,L\.

· i pericoli che possono minacciarci dt1l mare, come una volta $i esa-

' gerava110 quelli, che potevano esserci minncjati dn llc Alpi . Bisogna proprio che ci persuadiamo, clie uulla è meno utile nello st;dio della geograna stratcgiea del procedere per afor:~.rni; quel lo per . esempio ehc le Alv1,_si difendono dal ma.re e l'altro chùle coste si d'i(en. dono dalle 'l)e,/le alpine, sono frasi rettoriche bèllc e buone che possono condurre, cd hanno condotto difatti , ad apprezzamenti errati circa la modalità della uostra difesa territoriale . Anche in arte militnre, pur troppo, uon esistono le panacee, e gl i . effetti sono semprn proporzionat.i alle cause che li procluC'ono. Le più solide fortificazioni alpine non sarebbero certamente sn lficonti a prc. servare le no:;tre numcro;:;c e ricche città CO$ticre dal bombardamento, il nostro com mercio marittimo dalla rovina, ma la più poderosa delle flotte potrebbe forse impedire che torrenti d'armati si rovesci:is~ero , dnl le rnuc alpine uclla pianura del Po? N11zionc continentale pel vasto territorio compreso fra l'Appenn ino . toscano e le Alpi, nazione marittima lkf il territorio peninsulare e le isole, sar:t questo dupl ice carattere, che fu una delle principali tau$c dell,i nostra ::intica grandezza, caus11 di debolezza o di impotenza clel, l'ILalia moderna? Mol to avremmo nucora da dire in proposito se altri ed ultimo il Perruccheui in questa stessa lli'oistci (·1) non nvesscro, cou competenza · di gran lunga super:ore alla nostra, trattato sotto ogni aspetto "i fl'attn importante quistione. Un'ultima avvcrleuzn però ci 1weme di dare ::il no%ro houevolo lenore, ed è qu esta, che le deduzioni, csclusi rnrnen te basate su dati e verità geografiche o materiali t.endono solt.11n to a caratterizzare l'ambieulc, ove le opcr:izioni militari clovrebhero svolger::i: uno studio spassion.ìto e minuto rlelle forze YiYc dei due paesi , modi1icherebbe senza dub bio più favorevolrneutc per noi tali conclusioni, imperocchè non rn:inca ndo oggi al l'Ita lia uè la Yolontà , nè i mezzi per tenere alta la proprin ba ndiera e strenuamente difendere i pro prt confini, le diffico l1it del pr0sonte non ci sconfortnno ccl abhian10 fede :saldissimn in un grande e glorio:so a\'\'cnire. Qni pertanto po11innn termine n qneslo brnYC ed incompleto studi.o

{l) v,id i llivista Jfilital'e del lS$ 1. Del meiodo negli srndi ver l<i difesa te1Tito1·iale, Il Pcrrncchetli, profondo conoscitore dcl!,1 geog,·alìa mili t,ue del nostro paese, è forse l'autor; il più eclettico fra qua nli banno sc ritto sulla difesa d'I t alia e calda r.10nle racco.manctia:no la leuura dei suoi lavori, a cb i vuo le farsi un' idel chi , ra e senzapreconceltL · di q uesta vitale cd important issima quist ione. A NNO XXVlt,

,,or. n ,.

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RIVISTA

d.el.lo sc::i:; ·hiere Rodano- Alpino, studio che spel'iamo abbia messo in . n ltevo. la cura acloperat.a e i te-sori a !aro-a . . somma . ,., mano [)rofusi clat· . nostri v1wH oltre Frej us, · per forti/kare formidabi Imente, tanto dal punto di visto difens ivo che cla qne!lo offensivo, la zona fron tiera verso di noi . Lo sviluppo datò a · lavori siffatti , mostra lm~inosamente che iu Franc.ia,. malgra~lo le ('reqnenti cri2.i pa rlameurari, le agitazioni politiche e S~Cra!t e le VlOlentl }o'.te del. pa rtiti , nè il governo, llÙ i rappresentl'llltl del .popolo ha_nno ~1amma1 perduto di vista gl'interessi supremi della n,azt0ne, o d1meuttcato .le dure lezioni del passato . Se pertanto . non pno dtrs1 che la Francia ahhia coi suoi nuovi ordinamenti militari organizzata la vit.tor:a e preparata una splendicfa r{vinc(ta, certo essa ha allontanato il pericolo cl.cl ripetersi di catastrofi come quelle che trassero alla rovina il 2° impero Napoleonico. · . Qncs~o risultato: tenuto con to dello stato, cli prostrazione in cui s1 trov~ 1a Francia d~po l'invasione germanica e del piccolo nnrncro . cli_ anni trascorsi da tali momorabiJ.i avvenimenti, dimostra che al disotto di quello stra to instabile di uomini o di coso, che tant.o . colpisce ch i studia . superficia lmente la nazione fraucese, vi è un popolo seno, l~voratore, v1~oroso e potentemente armato, pronto a far fro nte . a qualsiasi eventualità . Casa le,

·I O

lnglio ,J 882. P.

MIRANOOLl

Capitano del Genio.

GLI UFFICIALI D[ PROVVIGIONAUlmTO lN FRANCIA:

Nelle guerre modorue, col nu mero stermina to di co mbattenti , fa mestiere trarre ogni profitto dai mezzi locali per somministra re loro il vi tto. Donde il bisogno che ogni corpo di truppa abbia un ordi nato e celere rnorlo di raccogliere e distribuire le provvisioni.

307 All' uopo , in Frnncia si è costituito recentissimamente l'impiego d'uffi ciale di provvigionamou to presso i corpi di tru ppa e presso i quartieri generali. Secondo lo disposizioni relative, ciascun reggimento deve averne uno, col grado di tenente, designa to dal comandante del corpo già dal tempo di pace , il quale è esclusivamente incarica to di provvedere· ai vitto , al suo traino e alla sua distribuzione così nelle grandi manovro come in guerra. Pei ri parti cl i secondaria importanza e pei distaccamen ti è stabilito che il comandan te cli essi eserciti codeste funzioni ; tuttavia ha faco lt.à di incaricarne un ufficiale o un sott'ufficialc. Nei tempi ordinari gli ufficiali cli provvigionamen to attendono al comando o servizio di compagnia, e so!.fo la dipendenza dell'ufficia le del vestiario, hanno incarico : della sorvegl ianza, custodia, rinnovaziouc dei vivr.wi cli prima linea (viveri del sacco e viveri del treno reggimentale) . della soneglianza e elci mantenimento delle vetture reggimentt>li e delle bardature. In tempo di guerra sono sostituit.i nel comando di truppa da ufficiali della riserva ed assumono le seguenti attribuzioni : comando del treno 1:eggimentalo e mantenimento ciel materiale; presa in carico delle derrate; custodia e conservazione clolle medesimo; distribuzione giornaliera dei viveri e foraggi ; riforn imento del trono reggimentale, sia per mezzo dei convogli amministrativi, sia per mezzo di compre e requisizioni . Così in guerra come all'epoca delle manovre gli ufficiali cli provvigionamento, meno quelli dei quartieri generali , fanno servizio a cavallo. Per agevolare il servizio e. quel che più monta, per interessarvi maggiormente i corpi di truppa, è prescritto non solo che gli uflì·ciali cli provvigionarnento abbiano la gestione dei materiali e dello derrate per con to e come agenti dei consigli d'amministrazione rispettivi, ma eziandio che i comandanti di corpo li sorveglino o dirigano in quel modo e in quella misura che non porti inciampo alla direziono collettiva affida ta ai fuuziouari di intendenza. Gli ufficiali cli provvigionamento dei quartieri generali sono scelti dagli intendenti, sino dal tempo di pace, fra i contabili della a1111ninistrazione, o vengono assegnati ai quartieri generali di armat~, corpo d'armata, divisione e brigata di cavalleria, e alle ambulanze. Hanno attribuzioni simili a quelle dei loro omonimi presso i corpi di' fronte ai comandi cui sono addetti e provvedono al vettovagliamento degti isolati. ESTERA


ESTERA

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volont.:ll'ie - a richi_csta delle autorità locali - e pugate subito dagli ufficiali di provvigionarnento , qnanclo non sieno ancora regol<11'izzate con In omissione delle prescritte ricevute, e con la condizione che l' orcline rii requisizione vengn restituito. Osserveremo in ul ti mo che nell'esercito_ austro-ungarico trovasi istiw ito da vari anni l'impiego di ufficinlr- di provvigionamento dei quartieri generali e dei corpi, il cui ser vizio è in tempo di guerra, simile a quello ora creato in Francia. Ne differisce sol tanto in tempo di pace pcrchè l'ufficiale ·conserva sempre cd e:;ercita :;tabihnente le sue at.tri buzioni di ufficia le ai vi veri. ~ell'csel'cito pru<;siano v'è rrualche cosa di analogo nel servizio dì campagna del pagatore di Jrnttaglionc. Però esso non ha grado di ufficiale, ed essendo prirna di Lutto l'agen te cont-Obi lc del ba ttagl ione, il servizio elci viveri non è la sna attribuzione pr·in('. ipale o per megl io dire unica.

RIV!:5TA

Gli nffba li cl i provvigionamento dell'una e dell'a ltra specie hnnno in consegna le derrate per con lo del lo Stato e di pendono, per la gestione, dai rispettivi stabilimenti di sussistenza . E<;si devono agire in prLnti determ ina ti e distinti così per non intralciarsi come per ripartire con tutta la possibi le equità i cari chi da imporre alle popolazioni. Al l'uopo, i generali coman danti di corpo d'armata, di divisiooc e di brigata mentre assegnano alle i.ruppe i posti cl, accantonamento ovvero cli bivacco devono determinar0. le zone da· usufruire pei viveri. In ma5sima la zona di azione è li mi ta w dagl i acca ntonamenti stcs:;i, se questi sono abbastanza estesi . Se al contrario o sono ristretti o non pre5enlù no risorse, la zona di azione può esten~crsi dietro le linee, sui fianch i e anche innvnzi alla fronte delle posizioni. L'intendf\llza dirige il servizio tanto per ciò che si riferisce ai riforn imenti dei treni reggi mentali per mezzo dei convogli am miuistrntivi, quanlo per regolare le compre e le requisizioni i11 ciascuna zona . All'uopo i sottointeudenti conrnnicano clireltamente. agli uffi ciali di provvigionamento gli ordini: stabil iscono i I com pito di' ciascuno; da)rno le informazioni raccolLe circo la regione, i snoi prodotti cd i prezzi. I sottointendenti devouo recarsi soprn tot.ti i punti nei qua li ngiscono gli uffi ciali, prendere cognizione dell e operazioni, coneggerle, se occon e, e riso lvere le el'en tuali difficolLà. Come cupi re,,ponsabili del servizio delle sn:;;sistcnze in campagna la loro azione deve essere continua. In mas,ima l'ufficiale di provvigionameuto paga lè derrate colle anLicipazioni giornaliere che gl i vengono somminist.rute claJla ca$sa del corpo . Sono specialmeuLc notevoli alcune norme, che sem brano dettate coll'intendimen to di e~cl ndcl'c le requisir,ioni di derrate o di lirnita!'ne l' im piego, al possibile , sostituendole col metodo delle compre a contu nti pure in territorio nern ico . Citiamo un articolo del testo : « Questo mezzo cioè le requisizioni - produce gener::drncute « l'effetto cli fa re spari1·c le derrate, obbliga a ricerclt e con perdita « di tempo, dà risultati o incompleti o incerti. È perciò preferib ile « piigal'e a contanti , anche in paese nemico, le forui lurc, salrn a « levare contribuzioni di denaro, so·la imposta che può ripartirsi con « equità e che le popolazioni sopportano con minor dispiac;erc >> . Non è escluso del reslo che le rer1uisizioni fatte sul territorio n0mico vengano pagate più tardi. Ed è pure ammesso ch e le requisizioni sieno cam biate in vendite

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LIBRI E PERIOD ICC

3·1·f

· .colpi di mano che nwttòno la preoccupazione, la incertezza nel nemico, e ne difficultaoo couscgucntcmente le mosse . E più sotto soggiunge: « Ora, nel cerchio delle alpi friu lane e specialmente a est ed a sud-0st di Tarvis, laddove si avvicinano le lince di operazione at1striache, della Drava e rlella Sava (Carinzia e Carniola) si apre larghissimo , campo di azione per un'energica difens iva-offensiva. )) A sostegno di . cosi fatti concetti ricorda qualche calzante episodio rlel le campagne , del 18 13 e del ·1866. Secondo l'autore, la difesa del Fr iuli si può e vi è grande ut.ilit\ . che sia organ izzata tcrritorialmcutc, vale a dire che gli abitant.i stes:ii -clil'1:ridano il loro territorio; ed a ciò potrebbe soddisfare la milizia · territoriale, la forza della qua le era nel di,;tretto t1i Udine al ·1° gennaio ultimo di 175i.H uomini. Con le risor:;e del recluta mento di milizia territori.aie nei distretti amministrativi di Cividale, S. Pietro al Natisonc; Gcmona, Tat'cen to, Spilimbergo, l\:foniago, S. Daniele; Tolmezzo, Arn pez1,o, ìlfoggio, Pordenone ·1/ 3 del conti ngerite, Sacile 2/ 3 . del c·ontiugcntc, si hanno 9697 uomini, che si potrebbero mobilitare per la difesa moniana in 9 battaglioni di fanteria, in una batteria da · montagna a 6 pezzi, in una eo rnpagoia del genio: dopo ciò resterebbero , ancora 77't.2. nom ini da utilizzar6i per coordinare la difesa montana . con quella di pianura, per destinarsi ai presidi, ai serviii d'ordine pubblico, all<1 scorte verso l' interno del regno o via dicendo. Le ristrettezze dello spnzio .non ci consentono d'intrattenerci più a , lungo intorno a questa interessante conferenza, della quale si può rias. sumere il giudizio, che, cioè, essa non solo offre com plessivamcnte uno stndio sel'io, ma quel ch'è più, generalizzandosi quanto propone pel Friuli, fa sorgere il problema dell'assetto militarc territoriale , rlel le zone cli frontien1. Il generale Pianell ha indirizzato al cl'Agostini una lettera assai lu-. , singlm•ra, dandogli lo !o del lavoro compiuto ed iucoragginndolo ad . approfondire sempre più i suoi stwli sulla difesa d31 Friuli.

L I 8 RJ E P E R I O O I C I

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Dellti 1u,ssibilitii etl utilitie ,,,.,,.,,, 1·esiste11~a in

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tema sviluppalo nella conferenza degli ufficiali del Presidio di Udine, tenuta il 25 marzo 1188:2, da ERNESTO o'AGoSTINr, tenente nella milizia territoriale. Udine, Tipografia Gio. Batt. DoretLi e soci, 11882. - Edizione fuori di commercio. .1<'1•i,di, -

Ai lettori della Rivistci non è ignoto il nome cli Ernesto D'Agostùii, percioccbè essa abbia più volte avuto occasione di occuparsi dei suoi scritti. I l D'Agostini, comecchè non sia mai stato militare di carriera, sebbene sia indirizzato ad altri studi professio11ali, tuttavia · si occupa con vera passione di discipline e di argomenti cli guerra. Nel 4880 diè alla luce una pregevole monografia intorno alle campagne guerreggiate nel Friuli dal '1797 al 1866; indi a breve tempo i germi di quella monografia si svilnppa rono, si completarono e ne uscirono due bei volumi dal titolo Rùord·i, 11vilitari del Friidi. Ora egli tiene ragionamento di questa importantissima regione che costituisce la nostra frontiern orientale, ne esamina attentamen te la struttura fisica, le condizioni statist.iche e militari di ogni specie, dividendo il suo scacchiere in parte montana ed in pianilra, en~mera tutti i valichi, descrive tutte le strade e tutti i sentieri con tutti i raccorclamenti che offrono fra di loro . Domandandosi dove sarebbe possibile iniziare e sostenere in Friuli una difensiva- offensiva emcace, risponde : « Indubbiamente l'intera zona montana dal Monte Croce a Staresella, quando tutti i sentieri, le valli colle loro posizioni dominanti, sieno divenute un'abitudine delle truppe chiamate ad operare, si presta, tanto a impedire lo sconfinamento nemico, come a sconfinare per compiere taluno cli quei 1

. L11enun·ie tlel 36° ,·eu.giuiento r,nite1•it1 per il capitano

G.

PANAZZA. -

Brescia, stab. tip. lit. F. Apo llonio, ·1882.

Nel lasciare la fam iglia del reggimento per ritirarsi nella quiete della · posizione di servizio ausiliario, il capitano Panazza, che da lunghi .inni

[


E PER IOOfCI

LIDRI

apparteneva al 36° fanteria, ebbe il lodevole pensiero di scrrverc di ; esso i ricordi . Questo libriccino, dettuto con cuore di soldato e di patriotta, èuna specie di testamento militare, rnercè il qirnle l'autore leo·a ai suoi fra-. telli d'armi un prezioso retaggio, destinato a tenerne ::ilto il morale, ed _eccitarne l'emulazione, a far divampare, coll'amor di patria e della bandiera, l'ardore della gloria, destinato in una par,ìla a perpecuare nel reggimento le virtù militari più gagl imle ed effLaci. Quali sono. gli intendimenti del libro e che cosa esso sia, è chiaramente spiegato dall'autore stesso, il cruale dice assai acconcia men Le: <e ho pensato . di trascrivere in poche pagine le memorie da me raccolte intor110 al reggi.mento, e far così conoscere al soldato, che, sebbene il 360 $ia giovine nella vita dell'esercito italiano, ha una bandie;·a che prese . parte ad azioni valorose, ed annovera fasti, lut.Li e oÙ'ioie deÙ'ni d'es- . o sere conosciuti dal bnon soldato perchè li onori, ue continui la tradizione ed accresca ognor più quel patrimonio di gloria che forma lo . splendore del Trono e la grandezza della patri:1 ,> . 1 Dalrorigine e formazione del reggimento, il capitnno Pnuazza ne . segue amorosamente i passi raccontando come si costitu isse nella fortezza di Belvedere in Firenze, come primo d' ogn i alt.e-a provincia, fosse mandato di guarnigione a Torino ed iniziasse quella conent.e. d'Italiani da sud a nord e viceversa, che dovev11 essere il principale . fatto re clell'unit:1 della patria; quanto liete fossero le accoglienze che i soldati toscani si ebbero dai fratelli sub,ilpiui, come bri llassero nella. rivista e parata per la commemorazione deÙo Statuto; con quale gioia; salutassero l'arrivo dei comm ilitoni lombardi che l'Austria restituiv:1 .. e chiude questo primo pr~riodo con le seguenti parole: cc Non son~ . giorni di battaglia questi che ho ricordati, ma per il soldato custodedel Trono e delle patrie leggi, sono giorni che può annoverare fra i più lieti: essi somigliano a quei di felici della giovinezza, che per · quanto allontanati dagli anni , si affacciano talvolta alla mente quasi a sollievo dei disinganni che il te01p9 vi in fi'iigge ». Si accompagna quindi il reggimento alla guerra nelle )forche e, nell'Umbria, si assiste a' suoi lavori d'assedio sotto Anconn, alle sue opernzioni sotto Messina, per le qunli la sua bandiera fu rimeritata della menzione onorevole al valore militare, si prende parte alla formazione del 3° battaglione che il Pannzza descrive ritessendo la storia , degli elementi del vecchio e$ercito sardo che ven ivano a costituirlo, ed alla distribuzione delle nuove bandiere, resa solenne da un ordine . del giorno del Gran Re Vittorio Emanuele, che rimarrà 1mpericuro . ..

3·13

Nè l'autore lascin passare l'occasione di riprodurre altri documenti importanti di simile natura, i quali anche solo dopo quattro lnstl'i . rendono tanto sublimi c1uegli anni e quegli avveniment.i che si chiameranno i tempi eroici del risorgimento nazionale. Dalla campagna del ·I860-6·1 si en tra in qnella terribile lotta contro il brigantaggio a cui il 36° reggimento pigliò larga e sanguinosa parte; della quale rimarrà pietoso ed eroico monumento l'eccidio del capitanoRota e del fiero manipolo de' suoi dipendenti. · A Custoza il 36° reggimento appnrteneva alla cliYisione Govone, i fortunosi episodi della quale, in quella memoranda giornatn, sono troppo noti perchè, a cngione dell'esiguità dello spazio consentitoci, si possano qui rimemorare. L'ultima parola del cnpii:rno Pan.izza è rivo.ltn ai soldati della 7a com- . pagnia, che ha comandatì:I per ·I 5 a1rni , ed è parola calda, affettuosa, elevato . - Il libretto si chi ude coll'elenco nominativo degli ufficialr cl10 hanno fatto parte del reggimento dalla sua fondazione sino ad ' oggi. .Altri reggimenti possiedono, in quanto li i'iguarda, analoghe pubblicazioni, che noi stimiamo utilissime al morale del soldato, e perciòfacciamo voti che tutti i reggimenti dell'esercit0, o cl'nutorità o per · privata iniziativa, abbiano ad nrricchirsene.

G,u·U>tdtli, 180~-I.Sa9, con ,toc,u•i enti e,Hti e,l i11e- . ,liti, 1>it&u.te e rttcsi.- .nUi, Gt:ERZON I Gtt.:SEL'PE. - Firenze,, '1883, •1° voi.

Fra le molte pubblicazioni su l generale Gatibaldi comparse dopo ):, sua morte, questa del Guerzon i è senza co ntrasto la migl iore. E ,,i.: sono parccch;e ragioni per dichiararla tale. La prima e la più importante è quelh che se il li bro df:I Guerzon i per una combinazione comp111've pochi giorn i dopo la morte del generale, coinYoha nel turbine delle vite e delle commemorazioni che pio" vero Lla ogni parte d'Itrilia, non è cln riteuersi qua le lavoro d'oc-.. casìone, ma prodotto d'uno studio lungo, accurato, a~siduo; di ricerche-· minute, difficili, fat.icose . 1


3 I;;

E PJ::ll!OOlC!

31,1-

LI BHI

Lo altre ragioni stanno nel pochissimo uso fatto dall'autore dei libri altrui; noll'a,or saputo raccogliere e far tesoro di memorie manoscritte cli amici o cli commilitoni fìno ad oggi prcssochè ignote; di ..aYrr rilevato errori non pochi cliYenta 1i per tradizione quasi verità, di aver sbandito certo fole e schiariti molti punti cieli' interessantis.simn vita, che erano oscuri o falsati. Descritti gli anni giovanili, l'autore presenta l'eroe esule dall'Italia. rammingo in Francia, nellu Turchia o fino al punto che, por uu sue. cedersi di uvveninwnti strani, lo si trova i11 America, generale ed ammiraglio: amm iraglio di microscopiche flotte collo quali sconquassa vere flotte nemiche e generale di microscopici e;crciti coi quali si cimon r.n e vi 11co truppe venti vol te più ngguerrite e fo rti di num nro. Eppure fn a quelln scuola di un genere affatto nuorn; do,c mancavasi di tutto, cli uomini, di cannoni, di denaro, di mezzi cli trasporto, cli navi e perfino di viveri, che si formò il nostro eroe. Dal nulla, ·puossi dire, creava e con poco e con pochi nomini seppe sempre vinerro contro fo rze sempre superiori, impiegando lo ine;;auribili risorse del suo ingegno alfolto speciale. ~clla lonlana Am nrica, dal •1837 nl ·18.i-6 quando l'Italia gemorn · sotto il più efferato dispotismo e che non era altro se non clic una espressione r;eogra{ìcci, Garibaldi, c.; irconda to da una piccola legione cli italinni, dimo, trava al mondo intiero che la sun patria non era la terra dei morti e che gli iti liaai ~apovano combaucre. Sorvoli:imo sui fatti o su llo impre~c :ille 1ruali il Guerzoni dedica splendide pagine, specialmente per qunnto rigunrcla la difesa di Roma , impresn che rasenta l' incrcclibilo e della quale gli storici futuri stenteranno ad ammetti3re nlcuni fritti veri; o neppure vogliarno csa111inaro · se in questa vita di Garibaldi furono giustamùnte fotografati i tratti principali, il carattere reale dell'uomo, i pregi de' suoi sistemi di guerr:1, le sue virtù, i suoi di fet.ti, In sua gloria. Ciò fa remo ad opera lìnit:i . ·Per ora dobbiamo constatare che la vita di Garibaldi non è ancora . stata scritta e non lo sarà per molti anni ancora. Al pari cli altre vite · di uomini illustri contl,1-:!poranoi e fra questo quella del re Yittorio Emanuele, non si può esigere di più. In oggi bisogna accontentarsi -·di relazioni pitì o mcuo ben fa lte, senza quel la severitil di giudizii · che sola potrà essere data da chi studierà i fatti e le persone lontano d.!gli avvenimenti e senza il ritegno di toccare tasti che possano an,·.cora manda re dei dolorosi lamenti.

·COHlJ.lelttltO ,li G e og1•t1fit1 Ul11st,•11to tllli

r11tti i>ii~

,u1-po1•t,uati tli sto,·i,.- p11t,•i·a •110,1e ,•n", compilato, ccc.

da G rOVA.NNl )IAHCHESE tenente nel 48 reggimento fanteria. Genova, 1882. - Tip. Sordo-1\l uti . - Prezzo L.1.20 . 1

Questo compendio s·iudirizza allo scuole degli aspiranti sergenti, allo scuoio superiori dei sott'u ffi ciali del r. esercito cd agli esami di ammissione all'arrnolamento dei Yolontari d'un anno . Al la,·oro di Geografia, il sig. )farcbose ha rav\'isato opportuno d'innestare anche un po' d'istori.i , illustrando i nomi dei luoghi con brevi cenni dri fatti storici più importanti che a quelli si riferi:;<:ono, ed ha ozinndio aggiunto a corredo il sunto ciel nuoYo ord inamento dell'o~orcito ed alcuni esempi d'itinerari. Merita encomio l'interesse onde lo scrittore è :mimato a pro dell'istruzione de'sott' ufficiali; :illa quale, come chiaramen te appare dn questo e eia precoclouti lavori, egli deve twer dedicato non lievi, li(\ brevi fatiche: l' elenco de' libri, di cui dichiara di essersi giovato, ne fa ampia testimonianza. . La tenacità nei propositi e l'inl'aticabilitil nel proseguirli, che sonù due doti che distinguono il tenente }larchese, siamo certi non tarderanno a farlo ri uscire 110Jl' interossantc scopo cli scrivere pregevoli libri didattici, cd intanto uoi per i tentalivi fatLi con gli antecedenti e con quest'ultimo laYoro, si:1mo lieti d'incoraggiarlo noll'impres:i .

Lt1 Cl1.11ust1H1·e ntifittei., •e ,,,.,. le •nttJt.11• S, .4., Salqtdn, avec le co11corc,•s , ,,o,u• 111 ptu•ti.e lecn.iqHe~

des fròres G tACOM ET StEFA7'0 T tRONE À T t;IUN, avec une préface du colonel-divi sionnaire LECOMTE et vingt fìgures in tercalées dans le tex.Le . - 1'aris, Dumain Edi Leur , 1882. 1

li problema dell a calzatura mili tare in ogni tempo J'u ogg1'LIO cli seria aL'enzione e di non lievi preoccupazioni per tutti gli ordinatori


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LIBRI

e condouieri di eserciti. Gli stuJi (;J gli c•spcrirncnt1 s1 sono succctlilti· senza. trrgua_ <:l pur no11 di meno il numero delle escoriazioni ni piedi per difetto d1 ea lzatiirn non è punto diminuito . li problema uou è an-· cora risoluto in .:ilc uo esercito: il 11rnggiorn Salqui 11 lo prc11do a studiare dal punto di Yis1a scientifico e pratico. l i colonnello Lecomte giudica ch'egli l'abbia inta,·olato e ri~< lto in una ma11icra concludente e riassume da ultimo il sno giudizio, intorno al libro che esaminiamo, colt Je seguenti parole: « questo lavoro ·ratta dell' importante sogge1.t.o· della calzatura militare così seriamente e così completamenle, come non fu mai r,1J·o sino ad ora». li sistema proposto dall'au1ore, lo stivaletto, cioè; a rnautice qnalc calzatn l'a di marcia e la scarpa napoletana qunlc calza1nra di ricambio e di riposo, secondo il colonnello sYizzcro sotlrli sfa pienamente all·ardua bisogn:i . Il nrnggiorc Sa lquin si propone dimos·rnre colla sua monografia: 1°_ che la prc•sente forma di rnlzulura di lutti !!li c~c1Titi è difettosa, po1chè non è quella del piede (' consegue da ciò elle il piede im·cce d'imporre esso la formn :dia calzatura, d:i c1uesta I.i subisce; 20 che quel sist.ema c!i_calzatui_·a , pe'.· f:i nteria spccioJmento, secondo il qua le la scarpa s1abil1ta al piede s1 lega alla gamba, non hn nncora ricevuto, lull~ ~uelle m_igliorìe ~i cui è ~uscettibile; 3° che tutLi i campioni posti 1n espenmento smo ad oggi uon han110 consentii.o rii risolvere I~ c1_uesti_onc, quale -~ia ~a migliore_ calzatura di m~rcin per tru ppe a p1ed1. Dimostrato c10, s1 rende cndent:e la necess11-\ di riformare ia: presente calzatura e di so:;tituirln con altra 1·a.:ionale, vale n d·readauandosi alla conformnzione del p:ede. Lo scrittore s_tudia dapprima quale in genere sia lo scopo della calzau:ra e_qua!c i~Oucnza eserciti su di essa la moda; pone in seguito sotl ocduo sc1ent1fìcamen1e e materia lmente, con figure intercala te nel t~sto'. _la st_ruttura del piede, ~Ila quale dimostra quanlo siano preg1ud~z1~voh le sca~p~ ~onfez10~1a~e alla moda. Continuando espone quali siano le cond1z1on1 essenzwli cui deve soddisfare la calzatura militare _razionale. Pri ncipalissima di così fatte condizioni è 1ruella· che d dito .grosso consc!'v1 costantemente nella scarpa la sua posizione no1:malc. L_au tore descrive a parto a parte il suo stivaletto, il quale eg)1 ~ .corr:rnt~ che . adempia alle coudizioni richieste; s'interna qu indi nei piu mmut1 particolari dell:i conftzione, espone Lu tti rr]' inconvenie~~i _e l'inu~il_iLà. delle uose, d_iscorrc della biancheria, delh"l polilezza, dcli 1p:1ene dc p1ed1, del mantc111rncnto e cieli.i consen·nzione della cnlzatm·n , conrludeuclo chu si debba ~Mtituire in t.uui gli escrniti In cal-zMurn razionai/\ n cp1ella di moda.

E PF;l\lOPIC I

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B e q is l 1•tttt1l<! tle!J• qeoq1•t1j1l1iscl1 - Blfllisti scl# e 11 rlb tl,eiteinq ,te1J g,•,,ssen t..:e,.,e1•11Tsltibes. -

Registro

della sezione Lopograli co·slatistica del grande stato maggiore. -

1.2" anno. Berlin0 1882, J\littl er e Fi;.!lio.

Poi contenuto il 'I 2° Yol urnc del Jlt'yistrcmde somiglia in tulio ai precedenti; conticmc, in un YO]umc di 61, 7 pagine, più di diecimila citazioni, Holiiic, lilnl i cli libri , nomi di ca rte, :-unti di articoli cec ., ccc. riguanlam· la geografia, car1owafìa e slatislica dell'Europa e delle ,.,ue colon ie. La primn lli\'i:-io11e del libro, intitolata genern/ità,, coin pl'en de i 1i1,oli delle pubbl icazioni usciLCl in luce nel 4880 e 81. sulla gcogralia, geologia, mclcorologia, slalistica, commercio, naYigazione, diritto co~tituzionalc, diritto inleruazionale, circlinamcnti militari , pesi, mi:rn rc, monete etc. e,c; porge sunti di notizir sui priucipali viaggi ai poli , in A~in o io Africa; accenna ni ris11 l1nti dell'uhimo congn·~~o gcogr11lico, teuulo in Yrnezia; fa conosce-re i la,·ori e le pubblira1.io11i 1wriodichc clrlle socirti1 geogra fi rhc, astronomiche, etnografiche an tropologie.be, t'i.:.c., ccc . 111 srronda di\'isionc trnlla specialmcotc dell'Eu ropa, e le succr~sirc sono dedira·c cia:,;cnna ad uno degli Stati in cui l"Europa è di, i$a, colle ri,;pc1tive colonie. Por ogn i S1ato, la mntrl'ia è riparlita sollo i seguenti titoli: rilcl'amento del len cno, paese e popolnzionn, co,-1i1u zio,1r, finanze. i:;truziou(', coudizioni :<ani1ari1•. agrirollu rn, proùu1.ioni miuern rie, industria, comml'rcio, e~1·n·ito, fortificazioni, fl'rrovìe. t<'lcgrafi , ccc. e·c . Quanti cambiamenti, progressi o r('grcssi rl,hrro lnogo clurantr il ·1881, in uno di quc:-ti nimi cù in altri affini, elle per hrcvit1 ,;i tralasciano, quante h'ggi e 1\'frola menti si appror11rono, r1uanti progetti venuern prc~entali, quantl' pubblicazioni Yidero la ln cc, lulto lrol'a nel ll1•yi$l)'((nde la sua ,·itazioJe. )krit:wo attenzione sp1•cialc le notizie che ,;i danno intorno al rilevanwulo del 1orrono e alle fcrrnvio clei vari Stuti. Vi ;-i LroYa cpwntll può occorrere di rieercarc intorno a l:i,·ori geografi ci, misure di gradi. li\'ellamcnti compiti o incominciati durante l'anno; ,i si trornno lnlli i ragguagli sulle ferrov ie 1111ovamentu aperte, sn cp1elle in costruzion,}, snlle co11res~e o prngett:ite, e sullo sdluppo, la capacil:1 e il traffico cli q1wll<> i,l esercizio . Allo ~tesso modo che le ferrovie, sono trallati


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E PER IOJJ IC I

f.10111

i cana.li_ e le _Jin~e !elegrafìche. Gtilissimc pt'r noi militari sono lure· le not1z1e e c1t:1z10m che si riferi ·cono -11• 01·d· . l .. Il . . . . . ~ ,u rnamento dc"'lr cserctt1 0 a le· Jtuove Jort, fì cnz10m e v111 dice, 1 do Ottos· t . tt· · l · · · · ' <l . . · . " 1 u ·1 1 t at, stattstrc, sohoto tr .· :i documc11 tr ufficiali, cioè dnllo pubbl icoz·1on1' de' ... . .' . . ,· . · .,, 1 Vil tH mrn,stcn e stnlr magg,01 I delle dll'(•rse nazioni. non ·o d'il °'il(• . l' Il•, Regùtrande , , racconta, nnn descrivo ('' meno on,·o1« 0 e 121 , c,w, accenna dt volo O[Jorc f' a tti ,·ift·o , ·z·e · E' 110 , 1. , - , 1n·orrctt1 • una . . . • , , v , mn~ ,e~~ me~aurr_L!lo di d_ati, _un repertorio in cu i il geografo, ~ to .o"'r:lfo, lo ~tat1:,ta, il rnrlrtnrc, 11 nagaintorc• f'alpin,·sto 1·1 pl b'·I" p O ' h. . . ' .... • ' - "• 1 u 1c1sta trovano c ,nro ed ordurn to l'rndi(o di quanto nell'anno si è fnu 1· . "' stampa lo . . o, e bC0 nnto, ' '. p1ogellato e scoperto, ne, camp i vastissimi della georr. f' della . t.it1st1c:1. orn ia e U

V

J,ilu·esfle1•icl1.te iit1e ,• ,i.e Tie,,,,,1,, 1e···· · · ge,1. ,e111., • ...... 1 Fo,•ftwlu•itte i ,u ,11ilittt1i·wese111. _ ( [) I . · · . . . . \e azrom an-

nualt nelle cose m11a11 ·1 ·t ··) VlfI su, c,1mh,amenLi e .sui pro11ressi o · anno, . 188 ·1_- _Puhb l,cale per cura di H. vo~ LonELL, colonnello a d1spos1z1one. - Berlino, tipografia )li ttler e figlio.

annuale, che si pubblica' cl'"' otto ,.,"rin i· ·111 Ber1-mo . Questa ·fì rassegna · ~1ust1 rea ampia monte, coll'e~attezw delle sue relazion i e 1•· .. . , ht.à dc' suoi giudizi, il favo1·e che fino dal p1·,·11c1·111·0 I" . tmpaizrnh . · • 1.. rocontrato o c_c."'' ogn, . an~o _at'.men tando, sia in Germania che all'estero . Co111p1lat.a s~, dati u/Jì c,.il ,, o nttinti alle mirrl iori fonti . da r cchtto 11.· , 0 profe;;~ione e . c1· r · . . ' ' , pc1 . . . pc1 slu IO, ,:1m1g1rari co l loro argomento e dirella da un pubhltctsta, che non 11mmette nelle pt1rrinc di essa 01·Ltcl'· · fi .·, 1· 1 ,· . o , i:> ,u snper1~rn , ec . a~~as~1oua t1 , questa rassegna è diventata quasi un lihro di te_to,_ poi_ chi vogl ia conoscere le mu1azioni ucll'ordinamcnto dei vari ?sercttI, ti progresso d~Jlc discipline militari e· le operazioni di ouerra 111 un dato anno. o •,

.· L'~o volume ~egli fa!wesberichte, come i suo i preccdcuti , si di, iùc _m tre parti ., La. pr,ma contiene le relazioni sui mutamenti che . cbbe10 luogn uell ordrnamento dei principali eserciti d'Europa d'A 513 e ,d'. ··\merica' · .L·a Germanrn · npro la fila e seguono oli a Itri Stati • in OJ clr~c nl'.ahet,co. Queste rolnzioni si ri:innodano stre~amente a quellè degh anni .inteccdcoti, di cui sono la continuazione e si riferiscono

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tutte al 188 1, tranne quella che riguard a la Ge,·mania . Per quest' impero non era stata in~erta, nel rnlumr precedente, la consueta reln1.ione, forse in vi sta dello importan ti mutazioni che si stn \'ano conpiendo i11 quell'esercito, e prrciò la relazione nttuale ab braccia i I biennio 1880- 188 1. Per uM circo;;t:111za affatto casuale, manca negli .Jahre.sbel'ichte di quest'anno la relazione riguardante I' es<·rcito anstro- 1111gnrico; l'ufliciale inca l'icato di tale lnvol'O, chiamato in c:i mpagua co11 tro gl'inso rti della Cl'ivoscin, uon ha potuto compilarlo in tempo. le notizie raccolte iu questa prirnn parte del libro, rigu,1rdano il reclutamento, l'ordi namento, In disci plina, l'isLrur.ionc, l'a ,nministr::r.zioue, f'nrmamento e il vest iario dei diwrsi e~erciti, e sono amp lissime; anzi lo rclnzioni sugli e,crciti della Il11s~ia e dell'Inghilterra (stante i radicali ca mbiamenti da essi subiti) più clte nn:i niccoltn cli fatti e di notizie, offrono 1111 quadro nuovo dc-ll'ordinamcnto militare di quei paesi. RimarcheYole per chiarezza cd esnuezza è la relazione che riguarda l'eserci to italiano, e contiene dei giudizi per noi abhastaoza lusinghieri: « .Il complesso dell e manovre ha dimostrato i grand i pro« gressi fatti dall'esercii-O italinno; gli ufficiali stranieri che seguirono le (< rnano\'!'e rimnrcarono specialmente la scioltezrn, l'intelligenza e la si« curezza Jella fuuter ia, e se pure si l' ide cho le nltrc arm i non sono « sufficicntomenlc preparate, :i l compito che loro spelta in guerrn, fu << però riconosciuto che la fonterin ha raggiunto un così nito grado << d'ìstrnr.ione tattica, eia uon temere il con fronto colle migl iori fanterie « d'Europa ...... L'eserci to italiano, rnllo forze stabilite dall'ord ina'< mento del 1873, è in grado d'entrare quandnncho sin in cam" pagua. » La seconda pRrtc degli Jcih1·esherichte tratta dei principali rami del la scienza mil itare, indicando il loro sviluppo durante l'nnno '188 1, le quc8tioni agitate in proposito, i pronedimcnti adottati presso nlcuno dei · principali PSerciti, le pubblicazioni piCL iuteressn11ti e Yia dicendo . In tal modo viene osamin11ta la tatt.ica delle tre arn1 i e _11uella della guerra da fortezze. Le deduzioni si fondano, sempre che è possibile, sui fatti d'anni che ebbero lnogo durnnte l'anno ,188·1, e sui risultati delle graudi m.inovrc, presso i diversi eserciti. Segue un'ampia relazione sull'artr. fortificatoria, nel biennio 1880-81, divisa in due parti: 1• fortificazioni nella preparazione alla guerra (Sistemi clifensiY i degl i Sta ti) ; ;2• fortificazioni nella condolta della gLtetTa (Opcrecampoli). Nell a prima pa rte vi è un interessante capitolo dedicato alle fortificazioni della Frnncia, ed 11u


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LID!ll

al~1·0 ali;'. lctternt_n n'. tlelrane fortifìcatoria . Nella seconda pane si esa11~rn~110 1 r1:mlltll'..d1 alcuni eserciti pr.11ici, si 1ra11a del ~l'rrizio dèi pion icn , r rc., ccc. \ 1c11e aPP l'esso utrn rrln;1,ionn rn l mnteria le cl 'artigl ioriri. d,1 can_1pngna ~ ?a fortezz,1 pres~o i dirersi Stati, rnllt• armi portatili e re.lati~rc _m un1z1011 i. A proposito dell'nnigl ic!'ia da cnrnpagrrn tro,·iamo: << L ar!11d1er1a da cmnpagua italiana !111 chiuso nel modo più soddisfaccut: 1 st'.01 lunghi tentativi per migliorM'O il canuone cli bronzo da 7 ~cntimètn adotta~ fin o dal ·I 87.~. » A proposito della nostra artiglieria da fortezza e da manna troria 1110: << L'ar tiglierin itnl iann si troya frattauto ucl ln s_tcssa sirnazione de ll'inglese, cioè con cannoni ad ,wancarica e can~o~11 a re~rocarica, e ciù ([uantunque i Ynntaggi tli questi nhillli sieno 1 stati, m Jtalra, mollo prima ricono~cinti. » La terz,1 parte dr,] libro contiene una cronaca abbasta11Za estesa delle operazio11i di guerra che ebbero luogo nel 188 J. nnrra la fì11e d el ln guerra do! Ch ili contro il Perù e la flolir ia; l:i guerra degli Inglesi nel Trnnsvaa l; la spedizione dei n11ssi contro i Tekk<' . P er maf!gior intell igenza, il racconto di qur.st'ultima . si fa precedere cl11 qu_ello delln $pedi1.ione antecedente, fatta nel ,J879. Si uarran o ...! Il ult1m_~ le O['.Cr~zio_ni dei fr:inccsi contro gli insorti dell'Algeria e l~ sp~cl11.1onc <l1 1 u1us1_- .11 racconto cl, qnestn $pedizione è q1rnleosa d1 1~m che ~ma s~r'.1plice cronaca , pcrchè contiene qua e lit degli app1ezzn111 eot1 stom;1 allb11staoza acccu tuati: << La missione dei Francesi in .\frica, della qur,le rssi !'lessi si diedero carico lìno dal 1830 noi'. vcu_ne anrnra ricono,ciuta dalln popolazione incliiYeun e non J~ sara • ,· r·. · d' 111:11 · . ».. .. . . . •. I Frauce~i . riuscirono inrero cou o,~1·anl 1·I :.:lCJJHZi 1 u~mrn 1, mo'.'t' rn co111lin tt1rneuto, di malattie e di fa ticn, e con rileY111~t1 sornme d1 denaro, ad estendere iu Tuni sia il loro dominio nordafr_1c:rno; ma al tre spc8c c(l altro sangue sa ranno ncccssnri por consolidarlo. Frall anto onde mantenere solo lo stato quo 1tn grosso corvo . francese rleve 1·estare ne/fn rer;gen;;a . • · ?.''.u~e ~.u~st~ p:irte_ un cenno necrologie,> per ciascuno (lei più · co~p1cu1 ulhc1al1 .. n~orll nel ·I88·1. J; I1alia figura in questo tristi' eleuco co! uomo cli ~11HJL1e g.;neral i: )lilon, Nuuziaut·', Gariu (li Coccon~to, P1ola-Cnsell1 e Carc:1idio. l relatil'i 1:en ni oecrolo.,ici i conero 1~111 dnll'Jtalia Jfilitare. In Due dell'opera si truva 1111 ele~co crùnolog:co, 11_el qua lo :;ono notati, giorno per giorno, i foll i m;l itari più rimar.c,101:o_li d1 carat.t3re sin storico, ~i<i stati, tico, e un indice alfobeticoan~l 1t1t'O di tullf' le materie contenu te nel libro. 1

si

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E PERIODICI

Jalu•b iicl1e1• /'i.ii• tlie De,dsclie A1•1uee 11.111.tl 11ltu•ine.

.2° Lrimeslre ·I 882. Sbarco dei Russ·i e deg&i Ingles•i in Olanda nel l779. - B oN IG. (Continuazione) . Consi.dernziom: sti lle over(tzioni, d·i Nlt])Oleone e degli alleciti nel 1813, - (Con riounziooe) . Trntti Cltratteristici nella, condotta delle g11e1-re dei temvi antichi. e moderni. - OEnTZEX. - (Condu ·ione) . - Se ci facciamo a <·011siclerarc, nel loro complrJsso, le guerre più famo,c dei tempi antichi e moderni, tro,·iarno heusì delle grandi differE!uze, rn:i pu r auco delle grandi analogie, e dei tratti r11' rfot1ameutc egn:il i, che formano come il sottostrato, l'os~a tura di tnlte le gnen c. Le tliffereuze hanno la loro causa nei cresciuti bisogni degli uomini, nelle mutate costituzioni degli Stati e della sociclà , 111'1 prof!resso delle 11 1-ti e delle scienze•. I tratti egual i hanno la loro c:iusa in ciò che co:.-titu isce il fondo della natura umana. Noo mutarono fin ora e 11011 muteranno mai. Il difficile pre~agirc qual i progressi si faranno ancorn nclfa preparazione e nella eondotta delle guerre, qual i perl'czionament.i nel le armi, quali mutazioni delle forme tattiche; ma questo pos:;iamo dire di :;icuro clic sempre, io avven ire come per lo passato, i primi fattori clella viuorin sar:rnno : le personalità del comandante e la bran1ra della truppa. .\on y'ha ist.rnzione, non sLudio, non esam i, non esercizi, 11011 manovre, non :irmamenti, non preparazione di qualsia:;i specie, che yaJga quanto la co11scrvazione e l'educazione clell' idcn e del sentimento guerriero. Ciò sia detto così per In truppa, come pei condottieri, Il morale decide. Ne abbiamo la prova iu ogni pngina della storia. D:irio non valeva Alessandro, nè l'esercito persia no il macedone. Aunibale fu invincibile fìucliè ebbe un esercito cleg110 di lui, fu vinto q naHdo al brnvo condottiero cartaginese mancò l'esercito, e il bravo esercito romano trovò un condottiero , L'impeto dei Germani antichi ruppe contro alla capacità dei comandanti e :illa discipli11a delle legioni romane, come l'impeto dei Turchi trovò nn :irginc insuperabile nell'esercito austriaco , quando la personalit'1 del principe Eugenio Ya)se a dare a quest'esercito la superiot·i t\ morale, che fino allora arcvano avuto i Turchi . A che se non alla bravura degli eserci'i e nlla personalità, dei condottieri si devono .iscrivere i ruiraceili di FeJcrico [I e di :\apolcone I:' Kè fa -

..\NS O XXVll, VOI., lii.

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E l'ERIODICI

LIBRC

bisogno ùi rivangare la storia ; le guerre che abbiamo vedute coi nostri occhi presentano lo stesso carattere . Nel 1866 si disse che i Prussiani avevano vinto pei fuci li ad ago ; or bene nel 1870- 7 1 il fucile francese era superiore al tedesco, ma i Tedeschi avevano per sè la superiorità morale della truppa ed un comandante. I risultati sono noti e forniranno ptlr lunghi anni argomento di studio. I carnpi c/:istrnz:i one ,i,n Russia nell'estate del i 88,J. D nYGALSK1. (Continuazione). - .Le opernzioni della fanteria erano conformi allo scopo . I lavori di fortilìcazione passeggiera erano lodevoli per Ja scelta delle località e per l'esecuzione. Nella direzione del fu oco, nei modi rd attacco e di difesa, era visibi le il progresso fatto dagli ufficiali e dalle truppe . Non dobbiamo tacere che, secondo alcuni ufficiali russi, il nuovo regolamento tattico segna un passo indietro; perchè l'antico ( dicono essi) lasciava maggior -campo ali ' iniziativa. L'isLruzione degli ufficiali nel servizio di campagna lascia poco o nulla a clesidera1:e. Nella cavalleria o per meglio dire nel modo di adoperarla, vi sono mancanze che saltano agl i occh i. I comandanti cli drappe'llo non sanno s taccarsi dalla fanteria. Un drnppello cli cavalleria, potendo passare un fiume su di un ponte che era a poca distanza, perdette 16 ore per costruirsi una chiatta. Il servizio di esplorazione era così mal fatto che i due partiti si marciavano incontro e venivano all'urto cas ualmente e senza volerlo . L'artiglieria si mostrò bene istruita sotto tutti i rapponi, sceglieva bene le posizioni , attaccava e si ritirava a tempo ; negli ultimi momenti dell'attacco faceva fuoco sulle riserve nemiche, al disopra della testa delle proprie trn ppe. · Un'aperta parolcL al sign01· cl-i, Briinne1;. -.- È una critica della pubbiicazioue del nominato autore intitolata: Sind dù, Festungen e1·stnmbar? Sono ·1e for tezze prendibili d'assalto? La battaglia di Taschlcessen. - Brano di storia dell' ultima campagna russo-turca . Storia della fèmte1·ia di Schill, clcilla sua formaz:ione nel 1806, fino allei si1a tras{orrnazfone in nn 1·egg0mento {antM·ia clel corpo, nel 1808. Lo stato attnale delle fortificazioni in Francia. OnEMAm. - In Francia valse in ogni tempo il principio cli sbarrare quasi ermeticamente i confini , col maggior numero di fortiucazioni possibile. Così si fece ai tempi di Yauban, così si ripete al giorno d'oggi. Che l'accennato principio abbia sempre avuto la sua stretta applicazione sui confini nord-orientali della Francia, anzichè sugli altri, è una conse· guenza diretta delle condizioni naturali e della situazione politica . Sotto 1

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il secondo impero francese ('26 giugno 1866) veniva fnon un decreto che togli eva a varie piazze il carauere cli fortezza ed altre ribassava di classe; ma sempre molt,e ue restavano, e non /1 certo per mancanza di fortezze che i Tedeschi trovarono aperta la stracl11 di Parigi. Egli è vero d1e una buona parte di tali fortezze non rispondeva più alle esigenze del la guerra moderna, e r1uesto venne tosto dai Francesi riconosciuto, i qnali vi rimediarono costruendone delle altre, ma restando sempre fedeli al loro principio, henchè altri pnesi, e la Germania specialmen te, seguissero nonne diverse; anzi ·dopo la perdi ta cli Strasburgo e di l\ietz e delle linee del Reno e dei Vosgi, i Francesi diedero al loro sistema nn maggiore sviluppo, ed alle idee moderne in fatto cli foi·tifica;1,ione resero omaggio soltanto in <;iò che cinsero, di forti staccati, le principali delle fortezze nuove e alcune delle antiche. Le fortificazioni della Francia nel loro complesso hanno per scopo: 1° d'impedire un'invasione, specialmente dal lato clella Germania; z0 cli coprire da un bombardamento Parigi, e renderne impossibile l'investimento. Il futuro mostr-eril se lo scopo (u raggiunto. Inta nto non possiamo negare la nostra ammirazione alle grandi opere che i Francesi hanno eretto per ia difesa del loro paese, e dobbiamo farne oggetto elci nostri studi. (Segue la classificazione e la descrizione delle singole fortezze). Siil vitto deita t1·uppci. Sulla {errnt,ira ed equipaggfomento dei ccwcill'i. HEursc11. Siil vest·icwio ed eqitipaggiamento della vrupva. Secondo centenm·io dell' eserC'i,lo bcwa,rese. - Il ~9 giugno p. s. i quauro più anlicl1i reggimenti dell 'esercito bavarese, cioè il 2'> ed il ,100 fo ntcri:i il ,t 0 ed il'.2°cavalleggieri, festeggiarono ilsecondo cen tenario della ioro formazione. A cÌ1~csta fes ta ~)~'ese parte tutto l'esercito perch/1 appunto dal 20 giugno ~ 682 daLa l'esercito permanente in Baviera, cosicchè il giubilP,o dei sudcletfrquau.ro reggimouti coincide con ltuello dell'intero esercito. 1

St:ll·el'fletu•'s

Oste1•1•eicT,isclte 11.liliti,frisclte Zeit-

scru•ift, ,1° Lrimestre 1188:2 .

Sii/le condizion·~ necessarie per lei g'~1i,tu direzione del fiwco della fanteria,, 21·


LIBRI

la Cartog1·afìa , VoLKMER MAJOR. - Si passano in rassegna le principali, fra le carte geografiche e topografiche, esposte nel seuemhre scorso in Venezia, quando ivi si tenne il congresso internazionale geografico, si notano i recenti progressi della cartografìa, e si espone lo stato attuale di quest'arte; si tratta specialmente delle carte redatte dalle sezioni topografiche degl i stati maggiori di Francia, Italia, Germania, Austria, Russia ed Inghilterra. L'autore cade in un errore materiale quando dice che la presidenza del congresso geografico fu te. nuta dal prinm;pe Teano duca d:i, Geno'V<i. QuesLi sono i nomi di rlt1e persone. Presidente del congresso fu il duca di Genova, e il principe di Teano presidente della Società Geografi ca, ne fece le veci rn sua assenza. Sul plotone zappatori di O(tValleria. Dati sull' m·ganizzazione deU' esercito francese. Un rapido sgua1·do alla condotta della g1t&rra nei pciesi di montagna, con 1··igiwrdo speciale alla Dalmiazia. - Le piccole operazioni di guerra nella Dalmazia e nella Bosnia hanno dimostrato, che, per quel terreno e per quella specie di guerra , il soldato è troppo carico . Bisogna stabilire ltrngo le coste della Dalmazia delle piccole piazze di deposito, ove la truppa possa rifornirsi cli viveri e di vestiario e non portare appresso che il puro necessario. Anche gli zaini dovrebbero essere lasciati alle piazze di deposito. La maggior parte degli strumenti da zappatori sono inutili in quei deserti di pietra ; quindi si possono lasciare al deposito, sarebbero ben più utili ( e se ne ebbe a sperimentare tante volle la mancanza) dei lunghi pezzi di fune, per calare giù dalle rupi, nomini e materiale, onde evitare giri lunghi e pericolosi. I magazzini viveri delle piazze cli deposito dovrebbero essere sempre provvisti di legumi, o almeno di quelle benedette patate la cui mancanza mette di malumore, ed è causa cli malattia, alla nostra truppa. Dette piazze cli deposito debbono naturalmente es5ere fortificate e difese; ma se si sceglieranno punti adatti, non sarà difficile, dal mare stesso, difenderle ed approvigionarle. Le operazioni del gent';mle Gitrko clopo la presa del passo di Schipkci e i l combattimento presso Eski e Teni-Sagra. Regolcimenti ed istriizfon:i, pe1· l'arrvmaestramento della tr1ippa e degli iifficiali. (Continuazione) . - Si passano in rassHgua i regola-menti militari austriaci, dalla fine della campagna del 11805 lìno alla guerra del 1866 . Il diritto penale nell'antichità, e ne-i, te1npi moclerr1;i, DANGELMAIER. - I Romani furono maestri nell'arte della guerra e nella scienza del

E PERIODICI

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diritto. Anche oggidì i nostri codici in genere poggiano sul fonda mento del diriuo romano; per ciò poi che spetta al diritto penale militare, può quasi dirsi che le nostre leggi sono la riproduzione delle leggi romane. Esse distinguevano i delitti militari, cioè quelli che solo un militare può commettere, da quelli in cui tanLo un militare quanto un borghese può incorrere. I primi erano di quattro specie ( contro la fedeltà, la subordinazione, la vigilanza, il valore), e ven ivano riguardati conie un'infrazione del giuramento, che le legioni prestavano nel modo stesso che si usa presso i nostri reggimenti; un ufficiale leggeva la formula, e Lutti rispondevano con una parola d'assentimento . Fra i delitti non militari alcuni erano puniti, secondo il codice penale comune, al tri con pena maggiore; fra questi era il furto, nei campi e nelle caserme. Eguali disposizioni si trovano nelle uostre leggi. Le punizioni presso i Romani erano: la morte, la fustigazione, la sospensione del soldo, i lavori di punizione, il trasferimento in un corpo meno stimato, la degradazione, l'ignominiosa cacciata tlall'esercito. Quasi tutte queste punizioni sono aucora in vigore negli eserci Li odierni . È noLevole che i Romani non avevano, tra le pnnizioni militari, la prigionia. Le sentenze di morte contro militari er:mo eseguite da militari, con armi militari; uso anche qu1::sto trasmesso fino a noi. Vediamo come i Romani giudicavano della gravità dei delitti militari : quell i contro la subordinazione erano c1nasi sempre puniti di morte. Più indulgenza relativamente s'usava coi disertori (forse perchè rarissimi), si punivano di morte soltimto i recidivi e i disertori in faccia al nemico . Il diritto romano come il nostr•o faceva distinzione tra il disertoro e l'assente senza licenza. I Romani punivano severa~ mente coloro che si mutilavano per sottrarsi al servizio militare; nei tempi più bell i cli Roma non vi sono disposizioni a questo riguardo, forse perchè) tal delitto era qnasi sconosciuto; ma sotto l'imperatore Valentiniano (anno 367 dell'era moderna) troviamo che i militari che si mutilavano, erano condannati a morte. Seguendo lo stesso ordine d'idee, i Romani consideravano come delitto pei militari il suicidio, montre non er:i considerato tale per i semplici cittadini. Il tentativo di suicidio veniva punito coll'ignominiosa cacciata dall' esercito, e se detto tentativo avea luogo per disgusto del servizio militare, era pu~ nito co\Ja morte. Le leggi moderne puniscono il delitto di fmuti lazioM volontaria co'lla prigionia, più o meno gravemente secondo i tempi o le circostanze,


E PERtODICi

LlRR{

326

Pienamente d'accordo colle leggi romane antiche sono nostri còdici penali mi litari, per ciò che riguarda i delitti di vil tà . Egu::ili presso i Romani come presso di noi sono i diritti dei comandanti di una truppa in campo davanti al nemico, o di una fortezza assediat::i . In una sola cosa le leggi militari antich,e differiscono essenzialmente dalle moderne, cd è che ora i semplici cittadini di due Stati in guerra non si considerano nemici tra loro, e la propriet.à privata dei nemici si rispetta, sempre che il bene dell'esercito lo consenta; presso i Romani invece era assioma, che niente è tun to proprio come ciò che si toglie al nemico; e se qunlche volta veniva proibito il s::iccheggio, era per viste disciplinari, non per sentimento di giustizia. Salvo questa differenza, il diritto milit.are dei popoli 11).0derni poggia interamente sul diritto romano; e questo c9nsenso di tanti popoli e di tanti secoli, prova che poggia sopra un buon fondamento. La I.andstur-m, rwnenci nel 1848-49. L'Iinvero degli Osmani dopo 'il congresso di Berbimo. -

Lestipula1.ioni del congresso di Berlino, ebbero, per ciò ehe riguarda la Turchia, il loro compimento. Ma chi può dire che la questione orientale sia finita, o almeno assopila per un lungo numero d'anni?! Maomettani pagarono le spese di ch i fece la guerra e di chi stette coll'arma al piede; ma -il loro eccitamento è cresciuto in proporzione del danno e dei torti. Un altro atto del dramma si avvicinn . :Il: dovere di ogni Stato, cui la sorte delJ'impcrn turco interessa da vicino, studiarne l'nttuale situazione e seguirne con attenzione le fasi. La Turchia nel 1877 aveva fra l'Europa, l'Asia e l'Africa 24-,'.2.2.8, 000 abitanti. Per il congresso di Berlino cedette ~'.2 1 mila abitanti all:.1 Rumen ia, 367 mila alla Serbia, 106 mila al Montenegro, 1 milione e ,158 mila all'Austria , 1 milione e 859 mila alla Bulgaria, 75·1 mila alla provincia autonoma della Romelia Mientale e 350 mila alla Grecia. In totale nella sola Eu ropa la Tnn:hia cedette fi. milioni e 8"2 mila abitanti (fra cui un milione e mezzo di maomettani) sparsi sopra ull territorio di 19,1,,618 kilometri quadrnti. In Asia la Turchia cedeue all'Iughilterra H:iO mila abitanti, alla Russia 600 mila ; in totale 750 mila abitanti (fra cui ,iH mila maomettani) su di un territorio di 36,"9·1 kilometri quadrati. Dedotte le perdit.e restano nll' impero turco "8 milioni e 665 mila abitanti, fra i quali non più cli 1l~ milioni e mezzo cli maomettani. Quest-a popolazione è sparsa in Europa, in Asia ed in Africa su 3,'.208, 789 kilometri quadrati e si compone di tante nazionalità, che è difficile distinguerle e quasi enumerarle. In Europa, le nazionalità principali, fra la popolazione cristiana, sono 1

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la greca, la bulgara, la serba e la rumena. Tutte queste hanno il loro centro d'attrazione fuori dello Stato. Finora non vennero gravate del servizio mi litare e non è probabile che lo venguno in app1·csso, perchè Serbi, Greci, Bulgari e Rumeni non saranno mai cittarlini della Turchia . Fra i Turchi stessi puro sangue, vi sono popolazioni, p. e. quella di Costantinopoli, esenti dal servizio militare. Dove si prenderanno dunque gli uomini, per formare le divisioni e i corpi cl' .1rmat;1 che figmano nei quadri del nuovo ordinamento ? Gli Arabi in Asia e in Africa sono attaccati n Costantinopoli solo pel vincolo religioso. Il Califfo può farl i insorgere contro un nemico che abbiano in casa; ma come levare fra · essi un 'esercito? Le forze rnesse in piedi, durante l'ultima guerra contro la Russia, segnano il mnssimo cli ciò che la Turchia può dare. Ma se pure trovasse gli uomini, dove piglierebbe i denari? I merc:i Li d'Europa le sono chiusi, alln Turchia non si presta più che sovra pegno; e ormai non sa più che impegnare . La debolezza cli qùest'impero è irl'imecliahile, come la sua decadenza è irresistibile; solo il contrasto degli interessi alLrui ne ritarda la caduta; solo il valore guer·riero del popolo la renderà onorata. lVIerituno di essere ci tate queste parole d'un giornalista turco : « l'ignoranza è la causa prima d'ogni « nostro danno; essa è tale da farci vedere il colmo della gloria e « della felicità sull'orlo dell'abisso . Ad· essa si aggiunge la caccia agli « impiegh.i, la conuzione degli impiegati, la paua spensieratezza , l'aY» versione al commercio, l'orrore del lavoro, il disprezzo di ogni aspi« razione, che non miri direttamente al bilancio dello Stato. Da oltre <e due secol.i ogni nostro regresso è stnto caratterizzato da tutti d'iguo<c ranza incredibi le. Abbiamo avuti negozinnti che spedi rono carichi cli « caffè a Mokn; plenipotenziari che confonclevnno Je decine di mi« gliaia coi milioni; recentemente un c::ipo di gabinetto cercava i « confini della Bo8nia nei registri delle ipoteche, e un gener::ile vo« levn marciare su Creta :.1 tappe forzute. Tutte le parti dell'igno« rante le abbiamo rappresentate sulla scena del mondo, « Ci è ancora possibile al giorno d'oggi di riformarci e metterci « su di un'alt.r:.1 via? E difficile dirlo; ma è certo che a qoesta pos« sibilità è suborclinatn l'altra rli vedere nel futu1'0 un r::iggio di « speran1.a ». L'attacco alla bajonetta. Stucltio regolamentare.


BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

PomoT Colone!. Devoii•s t1ioraux du soldtil, JJ1•ece11tes et exemptes. Parigi "1882, libreria Baudoin successore Dumaine, prezzo L. 1. - Si Leatta in sei capitoli: 1'' dei doveri del soldato 2° del patriottismo; 3° della disciplina; fi.•. dell'onore; 5° dell'abnegazione; 6° del coraggio. Numer osi racconti di atti di coraggio, d'umanità e cli devozione militare rendono più aggraclevole la lettura del libro .

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

;llanuel ,tecotuuii.uattce.~ ,nilitlfires pt•aliqtces . Parigi J882,

DELAPERRIEHRE Sous-intendant.

1'1anuel ,le lé!Jisfotiou el tl.'mlministt•at-ions militaii•es. Parigi '1882, libreria Baudoin successore Dumaine, prezzo L. 13.20. - È un sunto delle lezioni

libreria Ba udo in s uccessore Dumaine, prezzo L. 6. - È un volume piuttosto grande in cui sono raccolte nozioni cli topografia, di fortificazione, d'amministrazione, e d'igiene; si tratla sommariamente delle ricognizioni del terreno e delle piccoleoperazioni, s'indicano norme generali per la condotta della truppa in marcia, negli accampamenti e nel combattimento . Molte figure sono in~ tercalate al testo.

di legislazione e d'amministrazione, sviluppate dall'autore agli allievi della scuola di guerra in Francia. Luzr;;ux Colone!. Coufé1•ences régimeultii,·es sut• la tacUque. Parigi 1882, libreria Baucloin successore Dumaine, prezzo lire 2,75. - Sono 11 conferenze in cui si traUa del combattimento della fanteria, 1nell'offensiva e nella difensivo.; in avanguardia e in retroguardia, in piani aperti, in colline, in boschi, in villagg ecc. ecc. Due conferenze sono dedicate all'azione combinata della fanter ia colle altre armi, ed una tratta degli ammaestramenti che possono r icavarsi dall'ultima guerra russo-turca.

DE C1vRY. Les armées improvisées. Parigi ·1882, libreria Baucloin successore Dumaine, prezzo L. 3. -È un cenno storico eun commento di molt.i eserciti irregolari. Fra i vari capitoli ~rovìamo i seguenti: i volontari francesi del '1792, i volontari tedeschi del 1813, i volontari spagnuoli, i garibaldini in Francia, le guardie nazionali) le guardie mobili, i franchi tiratori, gli zuavi del papa, ecc. ecc.

E. V1NCENT Capitaine. Du se,•vice ,i tt•t)is ma.<J, son applictit-ion !Jénértde, se.<J co11.<Jéque11cea et ses 11vmt/t1.ges. Parigi-J882, li breria Baudoin successore Dumaine, prezzo L. 1. - È una discussione della questione enunciata nel Lilolo. L'autore è part igiano della ferma di tre anni, per tutto il contigente, senza distinzione di categorie. A.

TmvAL Capitaine. 1 11,usages ,le cout•11 tl'eau ,Jnus les 01Je,•arations mililai,•es. Parigi 1882, librer ia Baudoin s uccessore Dùmaine, prezzo L.16,50 - È un grosso volume in 8· con unito atlante. L'opera si divide in tre parti; la 1• è uno sguardo retrospettivo ai passaggi di corsi d'acqua effettuat.i dagli eserciti, ne'tempi antichi medioevali e moderni, fino al 1815; la seconda è un cenno storico dei consimili passaggi eJ'fe~tuati dal 1815 al 1881; la terza è un saggio didattico s ui passaggi dei corsi d'acqua nelle operazioni militari.

GANEVAL. L'Eyy11te, note.<J ,l'un t•esi,le11t f,• ,utcais. Parigi 1882, libreria Baudoin s uccessore Dumaine) prezzo L. 1. L'Egitto è considerato in sè, ne' suoi rapporti coll'Europa e coll'impepo ottomano; i vari capitoli sono intitolali : l'amminis trazione, l'esercito, gli abitanti, gli europei in Egitto il paese il canale cli Sul~z. ' '

La taclique ile l'ittfa.n terie ,n, trit>le poit1t ,le vue, des for111atio,as de combal, tle la con,luile tles feux et ,les fortifications ,lu camp de bataille. Pari_gi 1882, libreria

toMYAR. L'état et le cl,embt tle fe,•. Parigi 1882, libreria Baudoin successore Dumaine, prezzo L. 1,G5. - Si discute la questione: lo Si,ato deve comperare e costrurre ferrovie d'interesse puramen te militare i L'opera contiene i seguen ti capitoli: 1° utilità delle ferrov ie nelle guerre moderne; 2° rete strategica; 3° materiale militare delle ferrovie; 4• personale militare del le ferrovie; 5° considerazioni generali.

Baudoin successore Dumaine, prezzo L. 1. -- E un opuscolo in tre capitoli, che corrispondono alle indicazioni del titolo, e un quarto in cui si riassume il contenuto dell'opera. La fronlière françt1i11e du nord et l'in11allion allemautle. Parigi 1882,libreriaBaudoin successore Dumaine, prezzo L. 3,50.

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3:Z9


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BOLLETTINO

Si peerneLte che essendo ornai sicura la Francia da una improvvisa invas ione cli Tedeschi dalla frontiera nord orientale, deve considerare la possibilità che le nuove e le antiche fo r tificazioni vengano girate. Si prende quindi ad esame la zona che d iventerebbe .teatro delle operazioni nel caso di violazione della neutralità belga, é vi s i trovano tante difficolLù da conch iudere che in caso di g uerra la Germania non avrebbe interesse a scegliere quella strada.

I

BIBLIOGRAFICO

dimostrare gli aUacchi di cavalleria su gr ande s cala, si possono, anche oggicl1, impiegare come m ezzo per decidere le battaglie. Schlacl,ten - Ct.iVtille,•ie be,li'wfeu ""'

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eiue,• f

(Avremo bisog no in avvenire di batto.glie di cavallerian 01denbnrg 188:2, prezzo lire 3,50. - Alla domanda compresa nel titolo, l'autore r isponde afferma tivamente; passa in rassegna le cause della pretesa decadenza della cavalleria, e fa proposte per rialzare il prestigio di quest'arma e per bene impiegarla sul campo di battaglia.

Général. Le.,; 9ue1•res s,ms Louis XV. Parigi'1882, librer·ia Baudoin s uccessor e Dumaine, prezzo L. 13,20. - È un volume di 653 pagine in 8°. Tratta specialmente della guerra per la successione della Polonia; cinque capitoli sono d,edicati alle campagne che, durante tal guerra, ebbero luogo in Italia.

PAJOL

tl er l<'elsspre11911119en , ,nit f,•ei m•f iiege11,len Spre11f1iaitm,gen (M~todo di far saltar e le r upi sott'acqua, con cariche libere). Vienna 1882, prezzo lir(? 2. - Si

LAUER . ,f.letl,ode

spiega u n nuovo metodo di spezzare le ru pi sott'acqua, m ediante cat'iche di soslnme esplosive, semplicemente posate e assicurate sulla rupe; metodo che venne fèlicemenLe sperimentato per ap profondire, in certi punti, il letto del Danubio .

(.,'oufe,•ences su,• le service des éta.p es 1,ar le couunaudant

P . .. Parigi 1882, libreria Baudoin, prezzo lire 2,50. - L'opera si divide in due parti; la 1• tratta del servizio ferroviario, cioè del materiale, dei traspor ti, della compos izione e attribuzioni del le commissioni di lappa; la 2· tratta dell0- mobilitazione, del s ervizio di tappa, delle sussistenze, dogli ospedali, ambulanze, ecc.

PlflOGo,v. Dtis liriefJS -.4!itiuilt'ìls-JFesen truf ,lem Hrieys•clem,11ltr.l~e in llulyorien. (Ordinamento del serv izio sanitario sul teatro di guerra in Bulgaria, '1877-78), Lipsia 1882, prezzo lire 25,50. - È u na traduzione dal russo. Si espone in qual modo era ordinato e comP, funzionò il ser vi:lio sanitario, alle spallo delle armate belligeranti, durante l'ultima guerra russci-turca; s i mostra di quanto aiuto furono, in questa bisogna, le associazioni e lo offerte volontario dei privati.

CONS. La 1n•ovinee 1•omai11e· de ia Dalmntie. Parigi 1882, libreria Baudoin, pr ezzo lire 12. - È la descrizione e la storia della Dalmazia sotto i Romani. R"111wr1 su,• les ové1•ations miiiltii,•es en Tiinisie, pt1r le généNd li'm•yemol de B0.,1q 11eua., •d. Parigi '1882, librer ia Challamel ainé, prezzo '. L. 3,50. - É un opuscolo di 70

Aus BFillaelm v. '§.'egeltlwO'• ll'achlau. (Dalle opere postume

pagine. Tratta delle operazioni da aprile a luglio 1881.

di Guglielmo v. TegeUhoff) . Vienna '1882. tipografia Gerold e figlio prezzo L. 10. - È la pubblicazione del carteggio dell'ammiraglio Tegelt.110ff. I libro si di vide in q11attro parti; 1' cenni biografici; 2° corrispondenza pr ivata; 3'relazioni sulla Grecia; 4' relazioni s ul Messico. Qnesle ultime si riferiscono al tempo dell'imperatore lVIassimiliano.

He:1NZE. IP/wrdmul Reite1•. (Uomo e cavallo), Lipsia '1882, prezzo lire 11,00. - Si dànno normo per apprendere l'arte del cavalcar e, fondato sulla natura dell'uomo e del cavallo. Numerose [avole e figure sone intercalate al testo. /lcljutmateu-Dienst. (Servizio degli aiutanti) Berlino 1882, prezzo

lire '1,50. -. Si dànno norme, fondate sulla pra tica o sull'esperienza, pel disimpegno dei sorvizii d'aiutante maggiore di battaglione e cli reggimento e per quelli di aiutante cli brig ata. De,· Reilertmgrilf in yrossen Style. (L'attacco di cavaller ia

s u grande scala). Vienna '1882, prezzo lire 2. L'autore vuole

)

Lose lflliille1• 11uN ,lena Gel,eiu• - /11•cl1ive ,ler russi•cl1e11 Reyie1•m1g. (Fogli staccati dell'archivio segre to del governo russo) Lipsia 1882, tipogeafia Duncker e Hurnblot, prezzo L. 4. Sono Documenti per la s tor ia dell'amminis trazione militare in Russia. I capitoli hanno per titolo: 'l' rapporti dei controllori all'imperatore; 2• malversazioni dell'intendenza; 3° rapporto del


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BOLLETTINO BIBLIO GRAFICO

controllore dell'impero sull'amministrazione militare durante l'ultima guer ra; 4hl' gra1iduca CostanLino e il ministero della marina; 5' le ferrovie. Euglllnd's uaval ,u,d ,uilittri•y ,vealmess. (Debolezza militar e e mariUima dell'Inghilterra). Londra '1882, prezzo lire 9,50. - Si prendono ad esame le forze di terra e di mare dell'Inghilterra, mettendole a confronto con i servizi permanenti a cui devono soddisfo.t'e Si dimostra l'insufficienza di queste forze, in date eventualita, e i pericoli che ques te eventualità si verilìchino .

vVALTER.

[. Il Direttore OREST E BARATlERI

Tenente Colonnello nei Bersaglieri.

DEMARCHI C.~Rl.O,

_gerente.


sr·un1

FERROVIARIO-MILITARI

Soprastrnttnra delle f'erro1Jie . (continuazione) (1)

b) Sostegni.

J sostegni sono la parte della sop1:astrutLura che più d'ogni altra è sl.a,La finora ri tenuta fac ilmente variabile, e neanche adesso può dirsi definitivamente stabilita . Sebbene, infatti, la pratica abbia da lungo tempo sancito come il migl ior sistema quello delle traYerse in legname, la scarsità ognor crescen te di questo obbliga a darsi pensiero di sostituirlo col ferro, la cui produzione diviene invece sempre più facil e; e il cambiamento del materiale rimette in questione anche la forma dei sostegni. Dopo aver dato un rapido sguardo .agli armamenti con dadi in pietra e con longarine in legname, esamineremo con maggiore diffusione il sistema normale a traverse di legno, accennando per ultimo ai principali tipi di armamenti metallici, stati finora proposti.

Dadi in 7,ietra. - Le prime ferrov ie dell'Inghilterra e del continente (2) furono armate con dadi in pietra; i quali non manife(I) v. niv;,ia Jli l i tar e, rase, ùi aprile. (2) ln Ital ìa i dadi in pietra so no stati manten uti, nel tronco Napoli-Capua l'I sulla linea Avellinese, nno quasi ai nostri giorr,i; gli ultimi furono tolti l'anno scorso. ANNO XXV!l, VOL . II !.


FERROV!ARJO-.\ULITARI

STUDI

starono seri i inconvenienti, fintanto che la velocità di corsa dei treni fu tenuta piccola, com'era nei p!'imordi delle ferrovie. Ma grado a grado che le crescenti esigenze del commercio resero necessaria l'adozione di considerevoli velocità, i dadi in pietra dovettero essere abbandonati, poichè rendevano Lutta la via troppo inelastica, sconnessa e malsicura. Si cessò primieramenle dall'imp iegarli nelle nuove costruzioni, e furono in seguito sostituiti da armamenti in legno nella maggior parte delle vecchie linee che li possedevano. Negli ultimi 20 anni l'alto prezzo del legname ha fauo riprendeee in considerazione anche i dadi in pietra. L'impulso alla loro riabilitazione è stato dato dalla Baviera, che non li aveva mai totalmente abbandonali: la seguirono il Wurttemberg e il Baden, dimodochè verso il ,J 870 oltre 400 chilometri di linee principali si trovarano armate con dadi cli pietra. Il favore riacquistato da 1uesto genere di sostegni, favore parziale provocato da circostanze locali, si può spiegare in gran parte, rit1ettendo che i perfezionarrlenti grandissimi arrecali all'armamenLo ferroviario rendono men9 sensibili gli inco11venienli altra volta osservati. L'impiego della rotaia Vignoles, la quale poggia su tutla l'eslensione del dado, limitandone i possibili movimenti, e l'uso di una buona compressatura a giunzione sospesa sono i due principali miglioramenti, che hanno permesso di ritornare ai dadi in pietra; la cui grande durala li rende convenienti dal lato della spesa e la cui grande massa può favorire la stabilità dell'intiero armamento di altrettanto , quanto l'indipendenza dei sostegni di una fila di rotaie da quelli dell'altra, può comprornett.erla. Queste considerazion i possono in alcune cìrcostanze, quando p. e: si disponga di buona pietra sul luogo, dare il sopravvento alla convenienza dei dadi; i quali d'altra parte, purchè abbiano considerevoli dimensioni , e non si usino che do1•e la piattaforma stradale è formata da terreno solido, come a livel lo del suolo e in trincea) e si escludano perciò dai tratti in arg ine, sembra si accordino abba, stanza bene anche con considerevoli velocità di corsa. Bisogna avere molta cura del mantenimento della -via, finLa11tochè i dadi non si siano bene assettati, dopo di che la loro posizion e diviene solida e difficilmente mutabi le. Le dimensioni più usuali dei dadi sono: ceJ}t. 50-70 per i lati del quadrato costituente JB faccie superiore e inferiore e cent. 25 -4-0, per l'altezza o spes-

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sore verticale: con queste dimensioni ciascun dado acquista un peso da 200 a 500 kg., ed è per se stesso capace di ammorzare in gran parte le scosse prodotte dai treni, il che spiega la sua stabilità. , I dadi devono essere di pietra dura, come granito, marmo, dolomite, arenaria compalla, ecc . altrimenti non resistono alle influenze del clima, alle scosse dei treni ed all'azione delle zeppe in legno, che vengono confitte a forza entro appositi buchi praticati in essi, per far da guaina ai chiodi coi quali si fissa la rotaia (I). Le zoppe di quercia omogenea e sana, sono imbevute di catrame, i buchi dei dadi, ben ripuliti a ser,co, sono riempiti a metà di catrame e con questo, dopo confitti i chiodi, si spalma pure la parte scoperta delle zeppe di legno, affinché non possa penetrare acqua nella chiodatura e sia cosi impedito, nelle epoche di gelo, lo scop'pio del dado. - Il numero delle caviglie è di due per dado: in quelli di controgiunto però se ne mettono anche qualLro. Fra la rotaia e il dado, entro apposi la scannellatura profonda circa 1 cent. vien posta una striscia di legno dello spessore di due centimetri, la quale rende più elastica la via, meno rumoroso il transito e toglie nella ripartizione clell e pressioni gli inconvenienti delle asperità, che può avere la superficie superiore del dado: alcuni però contestano il vantaggio di tale frapposizione e preferiscono l'appoggio diretto. l dadi rispetto alle rotaie possono essere collocati ortogonalmente o diagonalmente: il secondo modo sembra preferibile, perché dà maggiore appoggio longitudinale alla rotaia, maggiore resistenza. contro il rovesciamento all'infuori, maggior facilità di rincalzo della massicciata; senza perciò favorire lo scorrimenLo laterale, poiché a quello si oppone la maggiore superficie premente contro il rinfianco della massicciata e la grande massa del dado stesso. Si usa anche una disposizione mista come la indica la fig. 16.

Fig. 16.

(I) Nelle ferrovie del Wurtteroberg im·ece di tale sis tema, elle è l'antico e il più ditruso. è stata adottata )•unione con chiavarde attraversanti l'inte,·o dado (Coocnr. I. Notes) .


336

S1'UDl

La clistan'.la di un dado dall'altro nella posa sotto le rotaie dipende . sopratnUo dalle loro dimensioni: quando essi abbiano all'incirca cen t. 60 c'.i l'.tto ~ c~nt. 30 di altezza, il Winkler consiglia, per le lerrov I e pnnc1pal1, eh collocarli al la dist«nza di m. ,1 da mezzo a mezzo se disposti ortogonalmen te alla via, e alla distanza di m. :J, 15 s; disposti diagonalmente; nel primo caso usando la giunzione sospesa, la ch,tanza fra i dadi di controgiunlo può essere di m. 0,85 da mezzo il mezzo, e nel secondo può essere di m. 11. Per le ferrovie secondarie, sulle quali i dadi possono usarsi piiL opportunamente che sulle linee principali, tali distanie possono essere aumentate portando la lunghezza delle campate intermedie anche a m. 1.25 . . La massa considerevole dei dad i (un pajo dei quali pesa da 7 ad 8 volte di più. d'una traversa in legname) oppone ordinariamente sufficiente r.esistenza allo spostamento laterale, epperciò non vi è bisogno, nella maggior parte dei casi, di speciali 1disposizioni per manten_er~ i_a larghez~a normale della via. Nelle curve però la spinta m fuori dlVlene considerevole ed e necessario coJleaare le due ro0 l~ie del binario, sia adoperando una traversa in legno presso igìunti, sia unendo con tiranti in ferro le due fi le di rotaie: ciò che può farsi agevolmen te, sostituendo un tirante a due controstanti chiavarde di compressatura. ·~ Trauandosi dì un sistema che ha ripreso piede sopratutto in Germania, sarà utile riferire le seguenti norme delle Convenzioni tecniche dell'Unione ferroviaria tedesca:. « I sostegni in ~ietra, quando si presumono rispondenti al peso del ~iateriale mobJ!e e alla velocità di corsa da usarsi, possono mettersi, nelle nuove costruzioni, solamente dove la massicciata poggia sul terreno naturale. Sugli ar5ini potranno essere posti soltanto dopo che si sian bene consol.idati . « N_elle curve cli raggio inferiore a m. 800, usando dadi in pietra, le rotaie devono essere collegate presso i giunti e nel mezzo, in modo ,da impedire completamente le alterazion i della larghezza della via. Nelle curve di gran raggio e negli all ineamenti questi collegamenti possono omettersi, quando però i dadi abbiano sufficiente peso, mantengano l' inclinazione della rotaia e siano dal lato esterno fortemente rincalzati di ghiaia ». 1

FERHOV!ARIO- MILLT .\ BI

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Longarine ùi legno . - L'idea principale che spinse ad adotta1:e le longarine su molte ferrovie, prima in America, poi in Germania ed in Inghilterra, fu quelìa di dare alla rotaia un a.ppoggio continuo ch e la rinforzasse e che, ponendo tutti i punti della via in eguali condizioni di elasticifa, impedisse le rotture di rotaia, o, queste avvenendo, togliesse il pericolo che possono avere su appoggi discontinui. Apparve in seguito un altro vantaggio, quello dell'impiego di un minor volume di legname, ma questo non fo cercato, specialmente in America ove il legname era ed è abbondan~issirno, e d'altra parte tale vantaggio, dal lato della spesa, è assai contesLc1bile . Colle longarine fu usata talvolta la rotaia piatta, la. maggior estensionfl l'ebbe quel la a ponte, solo raramente si imp iegò la rotaia Vignoles, e mai quell e a cuscinetti, po icbè la loro unione alle longarine non avrebbe avuto scopo, rendendo i cuscinetti forzatamen te discontinuo l'appoggio dell a Totai a. . Al vantaggio della continuità l'uso manifestò che andavano uniti diversi sensibili incC>nvenienLi . AnzituLLo le longarine dovevano essere diritte, regolari ed esenti da spaccature specia.lmente verso le estremità, ove doveva farsi la giunzione; e questa regolarità di forma, essenziale per loro, mentre non lo e per le traverse (che possono essere fatte speditamente con legnarne grezzo grossolanamente squadrato), reclamava un grado cli precisione cli lavoro poco in armonia colle necessità pratiche delle cosm1zioni ferroviarie; e più cli quanto poteva ri sparmiarsi per la minor quantità, era necessari<• spendere per la miglior qualità del legname, e per la maggior mano d'opera che le longarine esigevano in confronto delle traverse. Inoltre dopo un certo tempo da che erano in opera, le lunghe travi squadratesi contorcevano e cosi rendevano ineguale l'appoggio delle rotaie e allentavano o rompevano la chiodatura . lo scolo delle acque piovane era reso difficile, trovando ostacolo nei travi longiLudinali e nel terreno compreso sottò di loro; il che produceva alterazioni nella piaLLaforma stradale ed era causa di rapido deterioramento del legname. -Ma il vizio capitale delle longarine, quello che, come dice il Couche, ha finito per iscoraggiare la maggior parte dei loro sostenitori , è la loro instabilità. Prive della forte massa dei dadi in pietra, la loro tendenza al rovesciamento e allo spostamento laterale non può es-


· ,l38

STUDI

FEI\I\O\'lARI0-)111,ITARI

s~re c_omhattutache dal frequente collegamento delled ue file di ciascun binario, collegamento difficilmente efficace, anche usando de. e . che 'lolg_ono alla via il carattere della semplicità e della faci\: 1 mantenimento.

z;~

colla del mantenimento, la compli cazione dell'armamento e la sua poca stabilità sono le ragioni per le quali queslo :0istema è stato quasi dovunque abbantlonatn.

Questi incomrenienLi condussero tutte le ferrovie che le arnvano adottate .(escluse alcune ferrovie inglesi) ad alibandonare il sistema a longa1·mc_. La necessaria resistenza elaslica. e la sicurezza contro 1 ~ roLt_ure, .tnv~ce ~i produrle co_ll'artificio di dare un appoggio con~mu~ alle ~ ot~1e, s, sono cercate ll1 una razionale forma di queste ed m du~ens,om maggiori dello stretto necessario; cd é soltanto d?ve I aumen_to della resistenza·propria della rotaia non era o possib_ile o conY~niento, come p. e. nelle ferrovie a cavalli. chele lon11a1:m:.son~ i~1maste: Nell~ Lramvie_ e~se ~dempiono ad uno scopo n"on 1 1 agn ung1bde al_tnmenl1, quello c100, d1 rinforzare la rotaia incavala a!la quale ~on si può dare che una assai limitata resistenza alla fles~ swne vertic_ale. Le speciali condizioni di costruzione e di o~ercizio delle ferrovie a cavalli tolgono d'altra parte alle Jonaar,·ne l')al·, mcon· ~en1en L1 ~~e han'.10 sulle ferrovie esercitate con motori pesanti e con velocita considerevoli. . I modi_ adoperati sulle ferro,•ie pl'incipal i per col!oo·are le due file di longarine e mantenere inalterata la larghezza dei°hinario consr~levano _n~ll'us? ?gni dllo o tre metri, e Laivolta anche ogni 1~.1,5. di ro~usl!_!iranti rn ferro _o, più spesso, di traYerso in legno: la 1~1 o umone collo longan~rn, era fatta mediante viti, o caviglie, 0 fer1_1 ad ~ngolo. Le traverse m legno erano, o sottopo:;te allo longarm~ (il qual modo, che fu il più diffuso, em quello chealterava ma?g,ormente l'u.niformit_à di condizioni della via, la quale era effe~tivar~ente Lrasfo1·mata Ili una vin a tra verse, portanti una rotaia ~ista_di ferro e legno); o frapposte a:le due file di lonrrarinr d'ogni hmano, come ~sò l'iug: Brunei sulla (~reat Western llw; 0 sovrapposte a mezzo mcastro, come si praticò in molte ferrovie americane ed anche nella Jinea del Semering. In questi due ultimi modi la traver~a aYeva poca in/luenza nelle condizioni di resistenza delle longarm_e; e1_·asoltan10 un mezzo per mantenere inallerata la lar~ltezza ~el bn_rnl'w, ma era un rnezzo costoso e complicato, che rendeva illu~oria, l'economia. di legname allrihuita da molti al sistema a longarine. -Tult'insieme, la considerevole spesa.di impianto, I.a diffi-

t raverse. - L'armamento con tr;werse in legno fu una felice sostituzione al primitivo armamento a dadi in pietra, col quale ha. comune il carattere di clare al le rotaie 1111 appoggio discontinuo, che rende in queste necessaria, nna più /!rande resistenza propria agli sforzi di /los.sione. Finora è il sistema più diffuso, e si può dire praticamente perfetto, perchè dà a tullo l'armamento una considerevo le superficie d'appoggio sulla massicciaLa, ma ntiene saldamente inallerate la larghezza del binal'io e l'inclinazione interna delle rotaie, permelteil facile ~colo delle acque piovane e rende agevole il rincalzo della ghiaia sotto ai ~ostegni. Contro questi decisivi vantaggi sta il considerevole aggravio dispesa che ri chiede, per la frequente l'innovaz ione resa necessaria tlalla facile al ternione e ctal deperimento del legname. Questo inconveniente, sensib ile in special modo sulle linee di poco traffico (perché le tra,el'se ,i deperiscono con pari rapidità cho su quelle a grande mo,,imenlo ), spinge da molto tempo gli uomini tecn ici alla ricerca cli un armamento metallico, che tecnicamente e finanziariamente, possa con vantaggio sosliluire le tra verse in legno. Tal problema però, che dal lato finanziat'io non ha rìnora avuto che soluzioni di dubbia wnTenienza, non sembra ad alcuni che potrà mai averne dal lato tecnico di quelle, che rispondano ai bisogni delle linee di primaria importanza. Più, infaLti, si molti pi icano i polenti motori e si aumenta la volocirit di corsa dei treni, e più il legname pare debba formal'e la hase dell'armamenlo ferroviario; perchè esso solo adempie alle condizioni di nessibilità e di considerevole massa e ,-olume, necessarie, colle grandi ,•elocità, per la do lcezzn di transito e la preservazione del maieriale mobile da una troppo rapida distruzione. Le traverse possono variare di forma e di dimen:;iuni, e differire per la qualità del legname. Le fo rme generalmente usate sono quelle a sezione rettangolare, semiesagonale o quasi trapezia, e semicircolare. La ;e;ezione Lriangolare. sperimentata a. diverse riprese, è stata completamente abbandonala , perché tenàeva a penetrare come un cuneo nella mas-

•

•

l')


STUDI

sicciata e ruotava facilmente attorno allo spigolo inferiore, con danno della stabi! ità. Le altre forme, che vengono sempre impiegate colla b~semaggioreal basso, si equivalgono press'a poco . Le traversesemirotonde devono essere più alte ed avere maggior volume delle travers~ 1.·ettangolari: esse non si usano genetalmenle che dopo imbevute eh qualche sostanza an tisettica che ne preservi la parte esterna dal troppo rapido deterioramento. In Italia si usano quasi esclusivamente traverse di querci.=t non preparate, le quali dovendo essere spogliate dell'alburno, sono semi squadrate, epperciò la forma· rotonda è rara da noi. Le dimensioni delle traverse dipendono dn. diverse esio enze. La loro. larghezza ~u~e1:iore determina l'estensione deJl'appo;gio della r?laia. e quella mferiore produce, ass ieme alla lunghezza, l'area di npart1z10ne della pressione dei treni sulla massicciata/: giova adunque ch·e la larghezza sia considerevole. - La loro lunghezza deve essere notevolmente più grande dell a larghezza de[l binario perch è Je parli sporgenti fuor i dell e due file di rotaie hanno una' o-rande i~lluenza sulla resistenza verticale della Lraversa, diffondon; maggiormente la pressione dei treni, ed aumentano la stabilità dell'intero armamento. - L'a!Lezza infìne deve regolarsi in modo che la traversa non risulti troppo fragile, che la chiodatura abbia sufficiente presa, e che il perimetro della sezione non sia troppo grande in c01ifronto dell'area., essendo il deterioramento del legname tan to più. grande, e~~erc1~ la dur~ta della traversa tanto più piccola, quanto maggiore e .11 perimetro rispetto all'area della sezione trasversale. L'insieme delle dimensioni inoltre deve esser tale che la traversa risulti di considerevole massa, condizione necessaria per la sua stabilità e per la buona conservazione della via. Finché infatti si tratta di distrib~ire ia pressione che il carico dei treni produce, è questione soltanto di superficie d'appoggio e di resis tenza verticale del la traversa; ma quando si tratta di ammorzare gli urti che si manifestano al passaagio d~i.tre~i (urli tanto più intensi e più frequemi quanto maggiorè è Ja veloc1 ta d.1 corsa) allora intervengono o la massa propria dei sosteani, o le ?iv.erse azioni di·resistenza alloro movimento, che oppon: la massicciata: Q~rnnlo più grande è Ja massa, tanto meno queste azioni· s~no post.e in gmoco ~ meno sconvolta è la via; di qui la convenienza· d1 dare ai sostegni un considerevole peso che ne diminuisw la mo-

FERROVIAR!0- ;11L ITAl\l

bililà. Le dimensioni delle traverse però sono ancora oggi sul la maggior parte delle linee quelle che erano trenta .anni or ~0110, a? onta delle condizioni ben differenti di relocità e d, peso dei motori; ma il continuo aumento di prezzo del legname ha impedito di aumentare corrispondentemenLe il volume loro. . . Le dimension i più usate nei singoli paesi possono riassume'.·s, come segue, indicando prima la lungheua, poi la larghez1.a media, poi lo spessore: In Germania [2,40- 2,60) In Francia ('2 ,50-2,75) In Inohilterra ln Italia

X (0,'19 - 0,27) X (0 ,,13-0,18) X (0,20 - 0,26) X (0,"3.-:- 0,,16) 2,74: X 0,26 X 0, ·13 2,60 X 0,'.22 X O, 13

Una causa di aumento delle dimensioni delle traverse, specialmente dell'altezza, può essere la qualità poco resistente o pocò dura- · tura del legname impiega,to; un'altra-riferen tesi alla larghezza'. pu~ essei·e la posizione ·della travers,isottoil giunto, ne.I caso de.li~ gmnz101~e appoggiata. E infatti, sulla traversa di giunto ogn iestremita.della r~ta1a porta, alternatamentesnlle due mezze larghezze, lastessa press10ne che in quelle intermedie si distribuisce su tutta la larghezza della t1:aversa; cli qui la convenienza d'aumentare l'estensione dell'appoggi~, convenienza resa più manifesta ,mche dagli sbattimenti della rotaia e dall'opportunitit cli un maggior numero di chiodi per la sua fissazione. I maagiori sbattimenti al giunto tendono anche a scalzare la tra,versa. più ~li quanto aVYenga verso il mezzo d'.ogni vergata,. d~ ciò pure la conven ienza di darle più largo appoggio sulla mass1~ciata. Colla giunzione sospesa nessuna speciale avvertenza è da aversi nella scelta delle traverse di controgiunto, se non quella,· comune anche alle traverse intermedie nelle curve di piccolo raggio, che la faccia superiore sia larga tanto da capire la piaslrina di appoggio, cioè almeno ,j 8-20 cent. Le dimensioni state riferite risguardano le traverse delle linee principali: per le ferrovie secondarie diminnenclo la :eloci~à d.i corsa e il peso dei motori. si po treb bero diminuire le dtmenswm delle traverse, però conviene limitare Je riduzioni alla so la lunghezza per non diminuire troppo la durata delle traverse coll'indebolirne la sezione trasversale. La Commissione del 1879 per lo studio dei ti pi 1


economici, ha stabilito che la lunghezza delle traverse possa ridursi a m. 2,4,0 pel ·1° 1ipo economico m. 2,30 pel 2° e 3° tipo . Le qualità del legname, provenienti in primo luogo dall'essenza cui appart iene e secondariamente dal terreno e dalla posizione in cui è cresc:iu ro, hanno considerevole intluenza sulla sua resistenza e più ancora sulla sua durata . Le essenze principalmente impiegate sono: la. quercia {l'overe), di uso quasi e:;clusiYo in Italia e molto esteso in Francia, nel Belgio e nella Germania. del sud; il pino, usato in Inghilterra e nella Germania del nord; il larice, il faggio, l'abete, ecc. La quercia si impiega general nienle allo statò naturale. cioè senz'alcuna preparazione che ne prolunghi la durata già considerevo le di Ha 16 anni, e ciò perchè, le soluzioni saline o gli olii creosolati non penetrando che molto difficilmente nel suo legno duro, la preparazione riesce incompleta, la durata non può quind i essere prolungata che relativamente poco e il nalore attuale, risultante dal più lungo uso, compensa appena della maggiore spesa per la preparazione. Le traverse di qnercia non preparnte sono squadrate per ispogliarle dell'alburno, parle più eslerna facilmente putrescenle: quando in,,ece si vogl iono imbevere con qualche preservalivo antisetti co, l'alburno, essendo la parle che più facilmente resta impregnala., vien lasciato, ed allora si dà alle traverse la forma semirolonda. - Anche il larice rosso può utilmente impiegarsi senza preparazione; ma tulle le altre essenze durano assai poco se non vengono presen'ate dalla putrefazione, causa principale del loro rapido deperimento. Le traverse infau i non sono come le rotaie, le quali (condizione assai favo revole ed inaspeltala) sono strumenti di lavoro il cui de- . perimento dipende soltanto dai ser,izi che rendono: per le traverse l'azione dei tren i enl.ra pure in parte notevole nella loro distruzione, ma più di tulto ,i hanno influenza le azioni dell'um idità e dell'aria, che alimentano i fermenti e l) roclucono la putrefazione del legname (1). (I) li movi111cn to Mi' treni ~embrn essern In causa che preserva i l legna01c dellt iraYerse dolln l'Oroci tà degli insetti. tanto funesta in altre circosta nze.

34.3

FERRO\"JARIO- )IILITARI

STL"OI

La prel)arazione delle uaverse noll'intent~ cli pr?_lunga:~e la d~si fa t1eneralmente coll'impregna.rie, sia coli 1mme1s1one, s1~ 1a a, i, • a· lf' L 1· 1e o d1 coll'iniezione forzata, cli una soluztone i so a o e i_ ran '_ cloruro di zinco, o meglio ancora di creosoto o olw creo:,otato, proYeniente dalla distillazione del catrame del gas. Recen temen~~ in Francia si è cominciato ad usare, specialment~ pe'.' travers~ t . e d.I farr1:rt0,' . ancl1c l'e·~·1 ccamento e la carbon1zzaz10no esterna, quercia :,., . · , cl l' L d tl~o ,,etlo di fiamma a gas o di aria ad alt1ssin1a tempe: pto o. a a n . . · b , orrm ratura; il costo di questa preparazione n:;ulta assai asso per è) traversa {115 cent. circa) . La durata media delle traYersè (la quale per ~n~ stessa. esseuz~ può cambiare dai prodoLti cli un terreno .8. ~uelh d1 un a_lt1? ed che da un grado ad un altro di permeab1hta de_ll~ mass1c~1ata e i_ rosciu(J'amento della via) è stata valutata dagli mgegnen tedeschi P ri cr e ' I)· nella riunione d1• Dresda del 186u:J. come se"'u \ · Quercia naturale ,14--16 anni, preparata '.20-'.31, >> tz-ti, 7_8 » Pino silvestre>) 4.--5 >, » 9- 1O Abete » 2 112-3 >> )) 9-1o Faggio >> . t

a:.

1

Quanto al larice l'esperienza falta sul_le ferrov ie aus~ri~che _gli asa·1 9- ,tO unm senza prepaiaz1one. nella serrna una (·1ural a med·a lc . . B:viera fu trovato che tale durata e1 a di 10-15 anni per il leg~ame t cli 6-8 per quello proven iente proveniente dalle montagne, e so ltan o dalle basso vallate. .. . . ,1 li rapido deterioramento delle traverse di fagg'.o no~ im~re,,nat~ proviene dalle frequenti fenditure, che l'alternativa d1 umido e d1 secco produce in esso. . . . • d DaJle indicazioni forn ite nella r1u111one th M~naco ~~l .' 868, a più ~i· 30 amministrazioni fenoviarie, intorno a1 cam~1 d1 tra.v~rs~ dovuti e[ettuare dall'epoca della posa fino a. ~uella d1 ,13 anni_ d~ giacenza, è risultato che. in media, si ebbero i percento seguenlt di traverse fuori d'uso (ì) :

(I ) ,·. w \Lngçr., llandlmeh I. ·a~. ('liv. w.r.ocr.c. J1andb11ch I. 183.


3:\..1.

STUDI

Dopo 5 au11i ))

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FEHROYIA lll0-1!1LITAnI

Quercia/ s,ti,estrc · Pino

Abete

Faggio

nat. J 1rnpr. nat . J im pr.

nat. j impr.

nat. J 1mpr.

4,5 0,2 '13, 6 ,1,614,8,8 :28,3 '100 4-,3 10,6 0,8 37,3 3,2 93,4 48,7

31,·1 3,5 67,6 ·11 ,61 34,9 .f.2, 1 ,100 4'1 ,8,

- ,,

-

10,8

-

-

11,5

-

---

25,-

1:

La distanza cl.elle traverse una dall'altra dipende dalla ;obustezz.a della rotaJa e dall'entità e velocità dei carichi che possono gravitare su essa. Dipende ancora in piccola misura dalla lunghezza delle rot~je, pel fatto che in ogni vergata non può esservi che u n numero mter o di sosteg ni. L'equazione fondamentale di resistenza

= RI

n~lla q~ale il termine M = 0;189 Pl, è funzioue della distanza l fra 1 g as s i delle traver se, da modo di trovare per ogni Lipo .d i rotaia (I) CoccuE, I :?OG.

rirsi alla rota ia nuova, ma ad uno stato di con;;iclerevolr logoramento. Applicando il calcolo alla rotaia in acciaio tipo A. I. e R. e supponendo un logç>rarnenlo di 5 mm., (corrispondente su penden1.e miti al passaggio di 250 mila L1•eni all'incirca) si dovrà assumere: l 922,7; u 6cm, 43; R = 1000k~; P 7000kg, Questi Yalori sos lituiLi 1101l'equazione di resistenza danno:

=

=

=

0,189 X 7000 X l X 6,43

= 1000 X H:22,7

od a nche:

Si ~uò prolungare l'uso dello vecchie traverse, sia cambiando s~m~l,cementc posto alle inLaccaLure d'appoo-ofo delle ro taie sia nmp,e?an.dole nei binari secondari delle stazi;~i. Generalmen~e alteraz,om, che determinano il collocamento fuori d'uso delle tr·av~~se, n?n. ~i estendono a tutta la loro lunghezza, ma sono molto pm sens,~di ;ille estremità e nella parlo sotto le rotaie che non nel me~~?· Di ~nesta circostanza si è tentato trarre partito por Ja ricomP?stzione vdt nuove t~'nverse, mediante collegamento, a intervall o di ~O .o :>? cent., di due parti mediane di vecchie traverse con fem, prnu1 rnchioclati sulle facce laterali (11). Il cos·to d' una traversa . cosi composta l'ISulta però assai considereYole (L · 3 , 70) , Ili;.\ SI,· h j · anno e ement1 per apprezzare la sua durata e il suo valore prati ce> come sostegno.

Mu

ia distanza rna;;sima dei so;;tegni compatibile coi limiti di resistenza della rotaia stessa. Gli e lementi J ed u non deYono rife -

8506.89 l

= 922700; dalla quale: l = 108 cenL.

La massima distanza fra le tra.ver se compatibile con un logor amento di 5 mm. della rotaia sarebbe adunque di m . 1,08. Se la lunghezza della rotaia è di 9 m., e si adotta la giunzione sospeso, che come abbiamo visto piu nddietro, richiede m . 0,61 per la campata di giunto (cioè m. 0,(106 di sporgenza elTeUh·a delle rotaie o 0,004 di inter vallo modio fra le estremita), il minimo numero di campate inter medie in base all'allontairnmento rli m. 1,08 9 - 0,606 _ . ·1 . f ra Ie traverse, potre bbe essere 8 ossia 8; e 1 mit,OS

= ,, ,

nimo numero di traverse potrebbe essere perciò di 9, disposte come è qui indicato: :303 11049 11.049 I 'lOi-9 11049 i 104-fl 11049 I '.1049 110/49 I :303 S e non che, non tutte le Direzioni tecniche ferroY iarie ammettono un'uniro r me g1·andezza in tutte le campate intermedie: nlcune raccorciano alquanto le campate più prossime a quelle di giunto e questa norma è seguila s u tulle le ferrovie italiane. Cosi p e. le ferrovie romane nelle linee secondarie, sulle quali bastnno 9 traverse per vergata di 9 metri, seguono la disposizione seguente: 303 1957 t 1080 I '10 O f 1080 I '1080 11080

I toso I 957 I 30:1

r aggiungono cioè, la distanza massima di m . 1,08 nelle campale più. centrali, per ottenere la riduzione a m . 0,957 nello campate adiacenti a quelle di giunto. Questa norma (che s ulle altre altre ferroYie italiane è ancor più sentitamente applicata che non sulle


346

STUDI

FEHHOVJARTO - ~!ILJTAlU

ferrovie roma ne, ed il cui effetLo è un aggravio della condizione della rotaia in tutte le campate centrali per alleviarla nelle due estreme di ogni vergata) consegue dalla trascuranza della quasi conLinuità creata nei giunti dalle compresse, e dall'idea .di eguagliare le condizioni cli resistenza del la rotaia e di pressione dei sostegni, nel caso che le traverse cedessero alternatamente in modo da fare cli due campate una sola. Si cerca cioè, di produn·e, in un caso certamente probabile ma non normale, un'eguaglianza di condizioni che un grado di entità od una distribuzione dei èedimenti, diversi da quelli supposti bastano acl alterare. Ad ogni modo i rapporti di grandezza usualmenLe adottati per le campate centrali e quelle presso i giun ti, sono esagerali, perché ricavati in un'ipotesi (quella del doppio incastro agli estremi) troppo favorevole alle campate centrali; mentre è soverchiamente svantaggiosa a quelle presso agli estremi (che ammesso il cedimento di una tra versa di controgiunto, diventano campate cli giunto) la trascuranza dell'azione delle compresse. Per queste ragi9ni molte ferl'Ovie tedesche non fanno dis tinzione alcuna fra le campate intermedie cli ogni vergata, e disLribuiscono le traverse in modo perfettamente uniforme. La pressione che i singoli sostegni trasversali risentono al passaggio dei treni e che devono ripartire sulla massicciata, è indipendente dal loro numero per vergata: aumentando questo, diminuisce la durata della pressione, ma nun la sua massima entità, che si produce quando un paio cli ruote sovrasta alla traver sa. La compr imibilità della massicciata sotto al carico e la rigidità della rotaia farebbero, anche in questo caso, concorrere i sostegni piu vicini nel reggere il carico, se questo fosse solo; ma quando, com'avviene in pratica, molt.i carichi si succedono a breve intervallo, gli appoggi divengono momentaneamente incompressibili, e la pressione che ogn i traversa risente, raggiunge il doppio della fo rza cli ta glio operante su ciascuna rotaia, e può quindi avere per massimo valore 2 X 1,-154 P, indipendentemente dallo scartamento fra le traverse. Non é a.dunque per meglio r ipartire le pressioni che si può essere indotti ad aumentare il numero di traverse per vergata: su ciò hanno maggiore influenza le loro dimensioni che non il loro numero; ma è principalmente per meglio garantire la resistenza della rotaia nel caso che si impieghino grandi velocità dì corsa dei treni, poiché queste la sottopongono a forti urti ed aumentano grandemente il valore del momento .flettente.

Quando la velocità di corso è di 70 Km. all'ora, abbiamo visto che il momentoflettente può aumentare a parità di carichi, fino a di · ventare: M' = 1,33 M='l,33 x O,.L89 P l =0,252 Pl.

Ritenere per sì grande vclociLà il carico P = 7000 Kg. sarebbe eccessivo: 6;)00 Kg. può considerarsi come un massimo suffìciente. Assumendo questo valore e mantenendo inalLerati quelli di R, di u e di I del calcolo precedente, l'equazione fondamentale di resistenza diviene, pel caso d'impiego di grandi velocità: 0,252X 6500X l X 6,4·3 = '1000 X 922,7

ossia: 10532,34 l

= 922700; dalla quale l = 87,6 cen t.

La distanza massima da mezzo e mezzo delle traverse, usandosi la rotaia in acciaio tipo A. I. e H., può variare a.dunque fino a un massiroo di 1"',08, o cli soli 0"',88 a seconda dell'importanza della linea. Sulle fen'OY te di montagna non si usano grandi velocità, ma si da alle traverse lo stesso avvicinamento che sulle linee a movimento celere, per aumen.tare la stabilità della via, e per diminuire le oscillazioni delle rotaie, le quali rendono meno efficace l'azione dei freni. Le disposizioni normali clelle traver,,e in ogni vergata di roLaia, sono stabilite in modo permanente dalle direz.ionì tecniche di ciascuna releferroviaria, tanto per le linee pr incipali , che per quelle secondarie. Unitamente acl esse vengono pure fissati i maggior i afforzamenti della rotaia sui sostegni, tendenti ad iinpedire, specialmente nei tratti in curva, lo ~corrimento laterale della rotaia, e che consistono, com'è già stato detto, in piastrine d'appoggio che rendono sol idal i i chiodi interni cogli esterni . In queste ullime disposizioni, r isguardanti principalmente il numero e la pos izione delle piastrine, vi è poca uniformi tà fra lediverse reti: cosa che proviene in parte da condizioni diverse r ispetto ai motori ed alle velocità impiegate, e in parte dal completo emp irismo che regola ' simile màleria .


Le Ferrovie dell' A. l. dividono, come fanno pure le F. B.., le linee in due categorie: linee principali o cli primaria importanza, che sono quelle percorseda i I.ren i direui, e linee secondarie o di importanza ordinaria, le altre. Sulle linee di pr1:1na1·ia im.porta%za e su qiulle a pendenza superiore a.l 13 p. 0 100, le ferrov ie dell'A. l. impiegano H traverse per ogn i vergato di 9rn e sul.le linee d'importanza ordina?'ia ne impiegano sol tanto ,JO. La fig. ,J 7 mosl.ra nei due casi la disposilinee cli pr imaria 1mpor tania

mostra per le due categorie di linee la disposizione delle traverse e delle piastre cl' appoggio nei tratti ùirettifilo oin cM·va di raggio da 1ooom ·i;n sii. Nelle cwrve di ,1·aggio fra 1 ooom e 500 incl. la disposizione delle piastrine nella fila interna resta la stessa che nei rettifi li , e nella fila esterna ogni traversa (escluse quelle di conlragiunto che portano sempre piasl rine a tre fo ri) vien mun ita di piastrine a due for i. Nelle cnrve cli raggio inferiore a 500m ogni traversci è mimita di piast1·ine a clne fori per la fila interna e a tl'e fori per la fila estei·,na. Le Fenovic Meridionali non fanno distinzione fra linee a movimento celere e quelle a movimento ordinario , e su tutte impiegano ,13 traverse per ogni Yerga.ln di El metri. Oll re le traYe1·se di controaiunto. muniscono di piaslt·ine a due fori la traversa di mezzo d'o:ni ve;·aa.La nei tratt i in rettifilo e tre Lr-averse intermedie nei a v traui in curva, senza distinzione cli raggio. Lo schizzo seguente mostra la disposizione normnle dell e traverse in ogni vergata. 305 1,45 i 990 I 990 I 990 I 990 1990 f 990 I 090 I 900 I990 f 990 i 71t5 I 305

li nee cl i importauza ord inaria llig. 17 -

p

F. A. I.

p

X

noi rettifili

zione normale delle lraverse e dell e pias{,re d'appoggio per i t1·atti ùi, rettifilo o in wrva cli 1·aggio superiore a 650 m. Nei tratti in

ctw·va di raggio pa1·i od inferiore a650'", ogni traversa è munitci di piastre d'appoggio , tanto nella fila esterna che nell'inte1'na. Le Ferrovie Romane collocano ,io Lraverse per vergata di 9m sulle linee principali e soltanto 9 traverse sulle linee secondarie. La fia. n 18 li nee pri ncipali

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nelle curvo

Analoahe a quelle surriferite sono le disposizioni di traverse e. di piastre d'apporrnio che si riscontrano presso tutte e tre le reti Ot> ' italiane, per le antiche rotaie di 6 m. a. profilo normale, ancora in uso; solo che la loro minor lunghezza è cagione o di maggior lunghezza delle campate intermedie, o di impiego di più gran numero di traverse per km. di binario . I due schizzi seguenti indicano, a. mo' d'esempio, la distribuzione clelle traverse seguita sulle Ferrovie Romane per rotaie di 6 metri, nelle linee pri ncipali ed in quelle secondarie. ~

303

I 8'17 I 940 I 940 I 940 I 940 I 80 I 303

303

I 1002 I ,j,j 30 I 1,, 30 I ,J.1 30 I , 002 I 30'.1

S0s.teg1ii 1netallici . - È già stato dello che la poca dltrata del legname, ad onla dì costose preparazioni tendenti a conservarlo, e la seù1pre crescente scarsità sua, tanto per efieLto della distruzione ANNO XXVII VOL.

rn .

23


350

STVOI FEHHOVBl\lO-)llLITARI

dei vecchi boschi, quanto dello straordinario consumo , che il mantenimento delle ferrovie esistenti e la costruzione delle nuove richiedono, mantengono viv'o il bisogno della sostituzione di sostegni in ferro od in ghisa alle traverse di legno . Fin dal ·I 844 tale bisogno fu senti t.o sulle ferrovie del Belgio, ove fu nominata, senza alcun risultato pnilico, una commissione per lo studio di un acconcio sistema di sostegn i metallici; d'a llora .in poi il problema si è fatto sempre più insistente, ma non si può ancora asserire che abbia trovato una soluzione rispondente alle condizioni dell'armamento delle ferro vie cli di principale importanza. I diversi sistemi proposli finora si possono classific~re in quattro categorie, come segue: ,1a S0steg1ii isolciti in ghisci, collegati trasversalmente al binario da tiranli in ferro: corrispondono nei loro princi1pali caratteri all'armamento con dadi in pietra, e possono, con leggiere modificazioni, porta.re tanto la. rotaia a doppio fungo, che quella Vignoles. 11 più antico esemp io di questo sistema rimonta al ·1846, nel quale anno furono provati su alcune linee francesi i cnscinetti He1i1·y , a larga base piatta e quadrata di circa 4.0 cent. di lato. Furono su-· bito abbandonati per la loro instabili tà. . Nel 1847 fu rono esperimen tali per lii prima volta in Inghilten a i sostegni Greave, consistenti in campane di ghisa, aventi forma di calotte sferiche, sormontate dal cuscinetto (Fig. iJ9). Una robusta sbarra di ferro collega. le campane di una fila con quelle contrastanti dell'altra: , la sbarra è dritta, e il canale, dentro --> al quale passa attraverso alle campane, ha una direzione inclinala rispetto alla 1 F,g. 9 - camp~ne Grea"e base di queste, cosicchè esse sono obblisc~,a di 1,20 I · gate a mantenere costantemente . a posizion e necessaria per dare la ,•olula indi nazione alla rDtaia . Le ordinarie dimensioni di questi sostegni sono: diametro della basem. 0,55, altezza della calotta m. O, ,J9, spessore deile pareli 13 millimetri; il loro peso è di 36 kg. Presso al cuscinetto sono lasciati due fori di m. 0,06 di diametro, che servono a gettar dentro alla campana la ghiaj,1 eh e la deve riempire; dopo di che vengono fortemen te tural i con tnppi in legno per' impedire l'entrata dell'acqua. Quesle

35'1

campane richiedono una massicciata speciale di ~hiaia molto fin~ o di sabbia, altrimenti il loro appoggio non è stabile: se la massicciata è argillosa esse arruginiscono e dopo facilmente si spezzano. Finchè la velocità di corsa è piccola, questi sostegni possono servire utilmente; ma la base di ripartizione delle pressioni, la loro massa e la spinta della massicciata che possono ricevere, sono tu~te troppo piccole, ·perchè l'armamento della via 5i mantenga stab ile sulle linee di qualche importanza. . ... Le campane Greave furono perciò presto abbandonate in Inghiltena ed il loro uso si estese invece considerevolmente fuori d'Eu;,opa e più precisamente in Egitto (ove Il, .s tephens~n l~ impiegò fino dal 18iH) in Algeria nel ,J85.2, in Indi~ (ferrov~e eh Madras, di Calcutta e del Punjah) nel 'i 86.2, e più tardi nel Brasile: anche at.tualmente grandi estensioni di linee sono armate in quei paesi con campa11e Greave. . . . Come un mi11lioramento delle campane Greave furono presenta Li circa .20 anni o; sono, i sostegni Griffin, consistenti in campane di ghisa obhlunghe ed ondulate, di maggior peso e di maggiore superficie d'appoggio che non le calotte sferiche. Esse hanno la lunghez1.a ·media di 0"', 70, la larghezza di om ,4-0 e l'altezza di om, ,J 9. La loro principale applicazione l'hanno trovata sulle ferrovie del!' Argentina e dell'Uruguay. 2a Tmverse vn fer1·0. Esse furono sperimentate verso il ·1860 in Belgio, poco più tardi in Francia e in PorLogallo e eecentemente anche in Germania. · Le loro forme possono essere diverse: le caratteristiche pr~ncipal! sono la sezione trasversale ed il modo di fissazione della rotaia su dt loro. L'incl inazione della rotaia verso l'interno del binario si può pro- · durre sia col piegare la traversa, sia col frapporre ad es5a e alla rotaia una piastrina metallica di acconcia forma. Ri 11uardo alla sezione trasversale, le principa]i forme di traversa sono ;ue!Je a semplice e a doppio T, (~uest'ultime da impie~ars~ diritte o sdraiate e quelle ad U rovesciato, oppure trapezo1dah di svariate forme. La forma a doppio T sdraiato, sistema Cosyns (Fig. 20) portante due dadi in Jeano sui quali, come su traversa in legno, poggiano le rotaie; laform; a semplice T determina.ta da una tavola piana di .2~-~5 1


~·tmnov !A RJO-.\[TL[T.\RI STl'Df

cent. di larghezza munita inferiormente di una nerratura centrale· _ ~ , e la for!?a a doppio 'I' dirillo (_Fig. 21\ proposta daÌ ~~ ~ prof. "rnckler, hanno tutte 11 vantaggio della fa~~ ~/ ci_lità di luminag7!0 .. ma liann_o il grave inconYe9/0,,;,,.:,),, \ niente che la rnass rccmta non s1può condensare fa·~·~: i! · i cedimenti delle tJ=-t:::rrf r1·1men te sotto <1·1 loro, e perciò Fig. 20 lra,,crse sono freq uenti. Dal lalo dell'economia di Traverse Cosyns iµateriale il Sistema \rinkler è migliore clcrr(i altri Scala di t ,Hl due, ed è anc·I1e que lio el1e nceve . 'ma,ra1orr . e sprnta . no faterale della massicciata. Le forme trapczie o simili JFig. 21), o/Trono una slabililà assai maggiore delle precedenti cd hanno in generale dato huoni risultati

Fi(!. 21 - Scala di 1,10

sulle ferro, io francesi della I>. L. )l., del l\'ord e del!' Esl ove fn- . r·on_o vantaggiosamente esperimentate dal 1864 in poi. Il lot'o peso rana_ (p_er Je ~ra,•erse non di giunto) dai 39 ai 45 l\g. compresi i mezzi dt fissazione delln, ro taia, la loro lunghezza è di 2m,3o-:zm 4.0 ed il loro costo si aggira dai 9 ai 10,5 fr. li Cou,che(I, 2z7)cosi ;ias~ sume il suo giudizio su esse: .· « Les Lravers~s méta!li~ues s~n Laussi stab lcs_que Jes autres: l'espé11cnce du chemtn de I Esl, fa1te sur des pomts où la vitesse est ~rande e~ In, circL1lation Lrès-activc, esLconcluante à ceLégard. Il faut, il est vra1, un ballast approprié; il doit étre formé d'un "l'avier contenanLun peu d'argile qui lui donne du tiant. Le bour1~v,e fait avec la pioche ord inaire, forme bient6t alors un noynu qui /emplit le ·creux de la traverse, rcçoi t et transmel la pression, fai Lcorps avec le métal, et suppléc ainsi au dcfauL dc masso dc la traverse. La défìance qu'inspire au prnmier abord la légéreLé de ces supports ne ~ar~ìt ~onc pas_fo ndée avec un ballast convenable. Mais peuL-etre J_0~1ect10n subs1ste+elle avec tonte sa gravité si on n'a à sa dispos1LJon que de la pien e cassée.

« L' éxpérience pamìt indit1ucr aussi, que !es supports métallique:; enfouis tlans le ballast ne sonl atteinls que forL légèremenL par l'oxidali 0n. lls participenL clone, malgré !es conditions pllts défavorables encore clans lesquellcs il:; semhlent placés, à I'immunilé dontjouissent les rails, et qui est <IL1e nux _v ihrations p1·odnites par le passage des trains . L'importance de ce fait est capitale: si la rouille atlaquait, mème lenLement, Ics supports el. les pièccs qui rixenl le rail, le tout ne tardernit pas à òt1·e hors de service à cause de la faible èpaisseur du métal. >) Per fissare le rotaie sulle traverso si possono impiegare delle chiavarde, facendo in modo che il dado a chiocciola, o um piastrella sotto:$tante, comprima direllamente il piede della rotaia, come vedesi nella fig. 20, oppure che comprima un pezw Lntermediario, il quale alla sna volta preme la rotaia, come vedesi nelle fìg. 23 e 27. Da un lato della rotaia (l'esterno ordinariamente), si può anche stabilmente inchiodare una striscia cli ln,miera foggiata ad orlo di ritegno, impiegando poi all'interno un pezzo prigioniero tenuto a posto con chianrda come nella -fìg. 23, oppure con una chiavetta penetrante a cuneo fra esso e l'odo del foro fallo nella traversa (se apposito ca-

Fig.

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- Scn!a l ,5

Fig. 23 - Scala 1,5

nalc della piastrina d'appoggio clii sostegno e guida alla chiavetta come nella Fig. 23), o penetrante fra due acconci prigionieri, se la piastrina d'appoggio manca, come avviene quando l'i nclinazione interna della rotaia si produce col piegare la traversa. Inrnce dell'orlo di lamiera stabile, si può impiegai·e un ritegno a contn.1sto, comu


STUDI

FERROl'IA HI0 - )11 LITA R(

mostra la fig. 23 , il quale non può più muoYere quando la rotaia

gare stabilmente la base d'appoggio su lla massicci.ala, si potrebbero vantaggiosamente convertire in traverse di sterm111ata. du rata le r~taie fuori d'uso, che ora si vendono come ferro vecchio. In Anstna si è cercato ottenere ciò avvolgendo le vecchie rotai e Vignoles, nella parte sottostante alle guide del binario, in una sp~ci~ di ~asseltone, lingo om ,38 e lungo 0"',50, formalo da due pezzi d1 lamiera piegati a doppio angolo; alla base inferiore vien fermato il piede della rotaia-traversa, mentre sulla parte superi ore si fissa la rotaia del binario. O con questo metodo, forma mista di sostegni isolati e di traverse, o con altro più acconcio, non sembra dubbio che l'avrenire riserbi un grande sviluppo all'impiego clelle vecchie roLaie come trarerse.

è a posto .

Le chiavelte ùevouo essere spesso battute, specialmente dopo il rincalzo dell e traverse; i dadi del] e chiavarde devono pure frequentemente rise!'l'arsi, a meno che con 0-pposito fermaglio non si fissi il dado al sottostante prigioniero. - Le ferrovie francesi del Nord hanno adottato, dopo div erse esperienze il sistema a chiavarda e prigioniero della fìg:22, ma applicato da ambo i lati della rotaia. I mezzi di fissazion e sono così tutti amovibi li e, cogli stessi intagli nelle traverse, si ba modo di spostare da un lato o dall'altro la rotaia, pur di variare oppo rtunamente le dimensioni dei due prig ionieri; il che ageYola la posa nelle curve, ove il binario deve allargarsi, liberando dalla preoccupazione di variare diversamen le la distanza fra gl'intagli a; alcune traverse. Gli intagli sono rettangolari, larghi quanto il diametro della t hiavarda e assai più lungh i: quesla ha la testa appiattita da due parti, e può così per un senso penetrare ncll'inta~lio, dopo di che le si d1t un quarto di giro e la si fa contrastare colla traversa. Le traverse metall icb c, molto più facilmente di quelle in legno , possono scorrere entro la massicciata e spostare il binario verso un laLo della via: nei punti ove la tendenza aJlo sposLamento latemle è più forte, si può combaLLerla inchiodando all'estremità cli alclÌne traverse una lamiera verticale. Un sistema di traverse che togli e efficacemente ogni possibilità. di spostamento laterale, e che perciò può essere utile sulle ferrovi e a curve di piccolo raggio, è il sislema Lazar (Fig. 24). che nel Manuale

F1;;. 2"l - Tra,ersc Lazar - Scala 1,20

ferrovia ri o del ,·on Waldcgg, è segnalato per e.silere stato favorevolmente spenmentato dal l'eggimento ferrovieri prnssiano. Se si r iuscisse a trornre un modo semplice ed efficace per allar-

3• 1/otaie da posarsi direttamente sulla massicciatci. L'idea singolare di fondere in un sol pezzo la rotaia e la longarina~ dovul~ all'ing. inglese W. Barlow, che Gno dal '181~9, propose una fonna d1 rotaie (Fi g. 25) con hase surfìcientemente ~a1:ga, z8.-33 .cm,- , e :on tale.rigidezza, da far senza di sostegni speciali. Le glllnz1on1, allorzate da una sola stecca lunga 60-70 cm ., (della forma stessa della rotaia, al cui interno si appl icnva inchiodandovela) erano facili e solidissime: la rotaia, quasi intiernmente sepolta Fig. 25 - notaia Dartow - scala dì i, 10 nella massicciata, non risenti ra clie in piccola misura l' inll uenza delle variazi.01:i .di tempera.tura; il solido sostegno longitudinale che la ghiaJa forma.va con~ ·densanctosi all'interno dalle 1·otaie, impediva gli sp0stament1 lateral'. cli essa, dimoclocb.è baslarano alcun i ferri a T, generalmente posti presso te giunzioni, ossia a 6-6 m. di distanza. dall'altro, per collegare trasversalmente le due file di rotair e mante.nere la largliez~a normale del binario e l'inclinazione della rolaia. - Queste circostanze, che creavano una gi·ande sempliciLà di co.strnzion ~ e facilità di manteni men lo della via, in11uirono sulla rapida ddTus1one del sistema Ilarlow , che fu applicato dapprima in [ngh il terra (ove si ebbero da 1'200 a 1300 Km. di lin ee armate con rotaie Barlow), poi


356

fRRH.Ovg 1uO-MI Li'l'ARI

STUDI

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dellalineaKempen-Kaldenkirchen fu ridotta a 235 mm. (·I ) e nel 11868· la compagnia della ferrovia Colonia-Minden ne fece t1_na la1:ga ap~ plicazione, riducendo l'altezza a soli 21 Omm. e sempltfi~ando tuLt.r i dettagl i in modo, che il costo d'impianto del nuovo sisìema nsultò pari a. 0,75 del costo dell'annamento ordinario con traverse· in leano. Le giunzioni erano fatte con robuste compresse a due or clini di fori e la larghezza normale del binario, come pure l'inclinazione interna della rotaia erano pr.idotte e mantenni.e col m~zz0< di verahe in ferro del dia1rn~tro di 26 mm . munite presso le estremità cli due dadi a chiocciola sel'ranti la ro taia. La distanza fra le verghe trasvimali variava, dalle più ristrette cune ai reuifì li , fra. m. 0,50 arn. ,1,60: esse erano alternatamente disposte in due ordini uno verso la testa, l'altro presso al piede della ro taia. li sistema Hartwicb fu accolto fin dal suo apparire con grande · favore e fu esperimentato fra il 11867 e il "870, non solo sulle_ferrovie Renane (ove fu esteso .J. ,100 km . di linee) e Slllia Koln-Mmden, ma ancora sulle ferrovie della Sassonia, del Wiil'ternberg, della Slesia e della Moravia. Ma i r isultati dell'esperienza non gli furono fav orevoli . Il aiud izio degli ingegneri tede;;chi sulla suaconveniema fu esitante nella riunione di Hambnrg ('I 87·1), e nella riunione di Dusselclorf (,I 874,) fu decisamente contrario . La massima parte dell'armamento già fatto, fu dovunque sosti Lui Lo con altri sistemi. Poiché fu aeneralmente riconosciuto che sulla via Hartwich il transito troppo duro riusciva ingrato ai viaggiatori e dannoso al materiale m~hile, le spese cli mantenimento erano assai grandi , e le rotaie, come già que!le Barlow, avevano una cortissima durala per ht rapida sfocrliazione causata dallfl poca elasticità del sistema.

sulle ferrov ie francesi del MidÌ,, ed in ultimo sulla ferroviameridionale di Buenos-Ayres. Ma (abbandono di questo sistema dopo qualche tempo fu generale, ed una sola ragione lo motivò, la poca durata delle rotaie. Esse si schiacciavano e si fendevano alla sommità, quasi risiedesse nella loro forma un principio invincibile di distruzione. Il Coitche attribuisce la cauiva riuscita di quelle rotaie alla difficoltà di fabbricazione, poichè la loro forma, per necessità cli laminaggio, escludeva l'impiego clel ferro duro, il solo conveniente per. rotaie. Il sistema però presen\a Lali vantaggi di economia, di semplicità e di solidità da meritare che, con rotaie in acciaio, se ne· esperì menti l'efficacia per ferrov ie ordinarie a piccola. veloci lit di, treni e per ferrovie speditive mili tari. L'idea di W. Barlow fo r ipresa nel 1865 dall' ing . tedesco Hart. wich che propose ed applicò sulle ferrovie renane un sistema d'armamento con rotaie Vignoles, di tale alLezzi1 da po tere, in causa della grandissima loro rigidità, distribuire Ja pressione dei treni nel senso delh loro lunghezza senza bisogno di una larga base· propr:a, o di sostegni nel senso trasversale della via . Il sistema di posa e di collegamento tra,wersale delle ro taie Hartw ich apparisce clall.:i fig. 26 . Nella prima esperienza l'alte·tza della rotaia era di 288 mm., ma. 1

1')

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4- Longarine metalliche. A.gli incon venien ti principali delle longarine in legno possono sfuggirn quelle in ferro, poichè non si contorc:ono sotto l'azione del secco e dell'umido e possono for temente fissar:;i su lla, massicciata, in modo da dare la nece,;saria slab ilitit al binario. Il primo sistema proposto fu qLrnllo dell'inglese Jlfo. Donnel['; 0

Fig. 2G -

Sistema Bartwic h

fu trovata eccessiva e dann osa in causa della durezza di transito che la sua soYerch ia. rigidezza causava: nel 11867 nell'armamento

(l) c~n :~le a:.e::,a ·,,., rc ·a:D a,·eve : 9 r.~ir. e:· :..:ghezza alla testa, 12.J mm. a! pieJe · li mm . di spcssol'e al gambo e pesava ìi.g. 4:;,11 al me t,.o cor,·e!lte

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FERROVIARIO-MILIT,\Ri

STUDI

,gala in modo da dare alla longarina, e per conseguenza anche alla rotaia, la voluta inclinazione inti>rna. A manLenere inalterata la lar,ghezz,i normale del bina.rio concorrono efficacemente la presa propria della longarina nella massicciata, le traverse di giunto ed .anche, in ogni vergata di 9 m., due tondin i in ferro del diametro mm. 25 ,4 abbraccianti con doppio dado a vile le conlrostanti rotaie. Il sistema Hilf è stato premiato dall'Unione ferroviaria. tedesca, e segnalato dagli ingegneri tedeschi nella riunione del 1874 in Dusselclorf, come quello che di tutti i sistemi d'armamento metallici presenta i maggiori vantaggi. Più di 11000 km. di binario sono attualmente armati con tale sistema in Germania, e socldifacente espeTienza ne è stata fatta anche dalle ferrovie dello Stato nel Belgio. Molti altri sistemi di rotaie e di longarine composte di vari pezzi sono stati proposti in Germania ed in America, nell'intento di ren,dere, quanto più era possibile, piccola la quantità di materiale da mettersi fuori çl'uso in seguito al logoramento della. testa della rotaia; ma la loro compl icazione non li ha mai fatti apparire convenienti e tanto meno può renderli accetli ora, che l'uso generale dell'accia.io fuso nella fabbricazione dell e ro taie ha grandemente diminuito l'inco1wen iente, cui tendevano riparare.

esperimen tato del 18 03 al ·I860, con diverse successive modifica..: zion! sull.e ferrov ie Exeter-Bristol, e di BredporL Dopo l'ultima mod1ficaz10ne la longarina, sulla quale veniva fissata con chiavarde J~ ~·ot~ia a ponte, si ~omponeva di una lastra piatta della larghezza d1 30~ n:m . port'.mte m basso, lungo il suo asse, una grossa nervatura d160 mm. d1sporgenza: essa pesava 30 Kg. al metrn corrente. Questa longarina non e?be buon successo; oltre ad essere troppo ~eb?le nel senso verllcale, essa avea poca presa nella mass1cc1ata, che non poteva. condensarsi e formar nocciolo sotLo di essa . . Un secondo siste1~a fu proposto da ll'ing. tedesco Hilf e fu esperimentato per la pnma vo lta sulle ferrovie del Nassat~ nel ,J867· e questo sistema, in seguito ai buoni risultati otlenuli su quelle fer;·ov'ie, s'estese negli ultimi tempi a molte al lt'e reti tedesche, incontrando fi.nora cos tante favore. La longarina Hilf (fig. 27) presenta una sez10ne trapezoidale con nervatura centrale; è larga 300 mm . alta 60, ha lo spessore di 8 mm. e pesa Kg. ~9,37 al metro torrente. Su di 1

1

La questione degli armamenti metallici può ritenersi dal ]alo .tecnico risoluta abbastanza soddisfacentemente, almeno per le lin ee di non primaria importanza: non così dal lato finanzi ario. A carico loro è l'inconveniente abbas tanza grave di esigere una massicciata speciale di ghiaia fina, con esclusione assolula (almeno nello strato immediatamente sottostante ai sostegni) della pietra spaccata. Le traverse in forro, cui si accenna voler dare la preferenza in Francia, richied ono finora maggiore spesa complessiva cli quelle in legno. Le lorigarine Hi lf, prescelte in Germa.nia, richiedono (tenendo conto del minor peso delle rotaie) una spesa d'impianto pari a quella dell'armamento usuale con traverse in .legno; pare che il mantenimento della via sia fa cile, ma finora non si hanno che induz ioni, sebbene sembrino molto favo revoli, sulla durata comp lessiva dell'armamento. - La colll'enienza dei sistemi metallici va però aumentando giornalmente (ed 'essi finiranno per imporsi, ecceltualo forse sulle linee a movimento celerissimo) anche nei paesi che, come il nostro, non se ne sono finora dati pensiero.

Pig. 27 - S istem a llil f - ~cala di 1,5

essa vien fissata con bo lloni comprimenti acconci ferri ad anO'olo la rotaia Vignoles, il cui pew (in vista dell 'appo•wio contin:o) è>O r,'dotto a so ]'1 l,g. 25 ,8 al metro corrente. fa lunghezza delle rotaie è di m. 9, quel la delle lonaarine di m. 8,96: I.e gi'.mzioni delle rotaie sono afforzate con com;resse nel mod.o ordmano, la. giunzione delle longarine non si fa, ma, in cornspondenza del giunto dell e rota ie, si fi :5sano Je loro estremilà 1~ediante bolloni e ferri d'angolo , sopra una traversa avente la se~ z1one stessa. della longarina. Qnes ta traversa, lunga m. 2,60, è pie-

è

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:3HO

STUDT

FE HROYIARlO- :llll.!TARl

l :;istemi met:i.llici sono poi i soli che convengano per la costituzione di parchi per ferrovieri militari, da servire per il pronto riattamento di ferrovi e guastate, o per l'immediato impianto di qualche breve tronco nuovo, quando sia o impossibile o non conveniente il disarmare un'altra. ferrovia vicina, per servirsi del materiale da essa ricavato.

·il peso dei treni, e i suoi cedimenti disorganizzerebbero lul.la lit soprastrnttura. Bisogna quindi che la massicciata sia di natura_ tale da non Lratteneee le acque, che prima attraverso ad essa, eppoi sopra il pìand sL1\1dale (4) devono trovare pronto~ facile scol~verso i lati della via. La permeabili tà della masstcciata ha moltre ,una barande importanza per la éonservazione del iegname,, , ed è questa la principale ragione che ha spinto ?ra_n nu~ero d1 . amministrazioni ferroviarie a cambiare la mass1c.ctata di molte hnee, sostituendo, con grave dispendio, la ghiaia cli fiume o la ghiaia di cava vagliata, cioè de punita. di terra, al rniscugl io terroso slat~ impiegato da principio. Le minori cure di mantenimen to, e la ,~aggLOre d~ ~ rata delle traverse, compensano largamente Ja spesa considerevole clt tale sostituzione. Terzo còmpilo clella massicciata ò quello di concorrere a man · ,tenere colla sua spinta ed eventualmente colla intera sua massa la stabilità dei sostegni, impedendo loro di spostarsi sia longitudinalmente, sia lateralmente alla via.. All a distribuzione delle prèssioni od al pronto scolo delle acque provvede principalmente la farte sottostante fti sostegni; al manle.nimento della stabilità delht via, ed alla conservazione del legname delle traverse concorre anche la parte soprasta.nte e laterale ai so- . stegni. Il materiale della massicciata può constare di ghiaia di torrenle, o di ghiaia di cava. tolta da.i banchi di fo rmazione alluvionale, o (eccezione fatLa quando si usano armamenti meLallici) di pietrisco ossia pietra spaccata e sminuzzata artificialmente. Si può pure in~piegare la scorie spugnosalasciatadallacombustione del carbon fosstl e (machefèr), o la scorie colante dagli alti-forni (laitie1·), granulata coll'azione dell'acqua, od altri avanzi di industrie; in I talia, però non si adopera che ghiaia o pietrisco. La qualità della pietra da cui l'una e l'altro provengono, deve essere tale da non scomporsi per l'azione dell'acqua, del sole, del

c) ~{assicciata.

La massicciata è la parte fondamentale di tut.ta la soprastrntlura, il letto su cui riposa ogni organo della vi,t. -- Ess~t ademp ie a parecchi uffici di indole diversa, ma tutti assai importanti. Il principale è la distribuzione delle pressioni sopra una superficie marrgiore di quella, mediante la quale le riceve essa stessa. Così l e· rotaie, che sopportano il carico del materiale mob ile concentrato nei punti d'appoggio delle ruote, lo estendono a tutta la loro base d'appoggio sui sostegni, i quali lo diffondono sulla massicciata, che lo allarga ancora sulla piattaforma : ed è per tal modo che il suolo natllrale, ed anche la terra riportata degli argini, possono sopportare il grande e concentra.Lo peso dei treni ferroviari. La massicciata inoltre, formata di elementi incoerenti, ma capaci di aderire fortemente gli uni agli al tri so tto fo rte carico, ha la singolare proprietà di non far gravare ltt pressione che riceve, se non sulle parti della superficie sottostante che possono sopportarla: al disopra delle parti che cedono, essa si clispone a focNia di volta ri<>h portando i carichi lateralmente. Di più, colla sua massa considerevole e per la indipendenza degli elementi che la compongono, la massicciata spegne gli urti e le scosse cagionate dal moto clei treni,. il che le dà. un carattere di quasi elasticità, assai favoreYole al mantenimento della via ecl alla conservazione del materiale mobile; questa qualità è quella che rende utile il suo impiego sui manufatti in muratura e sui· tratti di piattaforma in roccia scoperta. Altro officio della massicciata di importanza grandissima è quello· di assicurare lo scolo delle acque piovane; se queste imbevessero· il suolo della strada, non sarebbe più possibile cheessttsopportasse·

(1) La piattaforma strad,lle, appunto per d,,re sol leci to sfogo alle acqlle piovane, non si fa piana, ma le si dà una doppia pendenza di circa il S 010 dal me_zzo ~·erso l'es terno. Quando la massicciata è incassata fra banchine iu terra o fra mul'lcc1uoli, lo s•:olo delle acque si assicura median te ca•ialetti trasversali, ch e di tratto in tr:,tto ro mpono le banchine rì versandosi nelle cunette laterali.

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FEJIROVI AHIO-MIUTAR I

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STUDI

gelo o delle scosse dei treni; e gli elementi della mass1cc1ata, oltre a permeLLere il facile passaggio dell'acqmt piovana, devono lasciarsi facilmente condensare col piccone sotto alle traverse, e possedere una certamobil itàrelativa, favorevoleallo smorzamento degli urti calla dolcezza cli transito. Queste ultime condizioni escludono l'uso di grossi ciottoli e rendono preferibile la ghiaia al pietris,;o: ma non sempre specialmente nelle linee di montagna e presso corLe spiagge marine è possibile ,tvere buona ghiaia a non alto prezzo, epperc:iò l'uso della · pietra spaccata è una :necessità. Disponendo di pietrame grossolanamente spaccato si può usarlo come primo strato della massicciata. La ghiaia di fiume generalmente è preferi bile a quella di cava, perchè più pura: piuuostochè impiegare ghiaia terrosa od argillosa, è preferib il e purificarla vagliandola. La sab bia fina è da, escludersi, perchè il vento la solleva con fasliclio dei viaggiatori e danno del meccanismo delle macchine, e le forti piogge la esportano scalzando i sos tegni: essa però è il solo baltast possibilo in corte regioni equatoriali soggetLo a forti piogge torrenziali; in tal caso si tiene a posto mediante muricciuoli. Per la distribl1zione delle pressi on i, lospessore di massicciata che ha importanza è quello compreso fra la base inferiore delle traversine e la piattaforma stradale. Taio spessore dipende dalla quali th del materiale che si impiega, dalla resistenza del suolo sottostante, dalla estensione della base dei sostegni e (a parità di altre circostanze) può varia.re a seconda dei carichi e della velociLà dei Lreni. In pratica si hanno misure svariatissime, da 60 cent. a 11O cent; i più forti spessori si riscontrano sulle ferrovie inglesi, i minori su quelle amet'icane. Sulle ferrovie italiane lo spessore in discol'so è di .25-30 cm. sulle linee principali, ed è stato ridotto a 15 centimetri per tutti i tipi economici . In German ia è prescritto sia almeno di 20 centimetri sulle ferrovie principali, e può ridursi a 15 e perfino a ·1O, secondo la categoria, nello ferrovie secondarie. Nella disposizione della massicciata si possono seguire due diversi sistemi : si può collocare cioè, la massicciata liberamente sopra la piattaforma, oppure incas5arla fra muricciuoli a secco, o a malta, od anche fra arginelli o bancll inè iu terra. Il sistema eletto inglese, della massicciata libera è ora generalmente riconosciuto per il migliore: la massicciata incassata fra muricciuoli (sistema francese) conviene

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quando si voglia risparmiare ghiaia e quanclJ si voglia '.cslringore il piano stradale, corno nelle trincee in roccia per esempio. La massiccial,t fra banchine in terra (sistema tedesco) è generalmente da scartarsi, perchè l'acqua non può scolare bene (ad onta che sia regola di fare ogni tanto dei canali trasversali comunicanti colle cunette laterali) e la terra, mescO'landosi colla ghiaia, finisce por renderla poco permeabile. . . . Alcuno ferrovie italiane fu rono costrut.te con mass1cc1ala Incassa la fra banchine in terra . ma ora è generale il sistema della massicciata libera. Anche usando questa, alcuni propongono di rin forzarla, nelle cnrve di piccolo niggio, dal lato esterno della curva con un arainello in terra: ma generalme11te può bastare l'aumentare il rinfian:o di rrhiaia. il quale, fra la rotaia esterna e il pi ede della scarpa 1el masJcciato deve in tali casi misurare al m~no '.' "' './:$~-·1, 70. - Adottando la massicciata libera, la larghezza Ira t c1glt superiori di essa deve dipendere principalmente dalla velocit,ì. di corsa dei treni, poichè quanto più grande è la velocillt più forti e più frequenti sono gli urti laterali del materiale ~-o bile _contro le roLaie, e la tendenza a spostare le tl'averse verso 1lrnnch1 della strada. Aquesto spostamento si oppone l'atLrito dello tra\'erse co~Lro. la massicciata e la massa di questa al cli là delle testale loro: il rrnfìanco del massicciato do\'rit perciò essere tanto più grande, quanto maggiore può essere la tendenza delle trarnrse allo spostamento laterale. Nella profilr1tura superiore della massicciata si _sono per molto tempo se<ruili duo metodi opposti, aren ti entrambi lo scopo di meglio prov,~edere al la conservazione delle t_rnverse. ~el primo le traverse rimangono scoperte per accelerare d loro asc1u~amento dopo la piO""ia, mentre nel secondo le traverse sono ricopert e di ghiaia mantenerle, por quanto è. possibile, sempre nelle medesime condizioni igrometriche. Cons1derantlo però c~1e que~ st'n\tima condizione è la più essenziale por la. conservazione dei legnami e che l'asciugarsi delle trayerse dipende piullosto_dalla qualità del massicciato, che da!lo scoprimen~o ~ella !oro faccia superiore, si dà ora la preferenza al metodo cli ncopr1~·e le. t.ravorse 110n uno strato di ghiaia, tanto più che questa d1spos1z1ono ha ancl10 ii vantaggio di dnre magg iore stabi lità al bina ri o.

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;355

n:RRO\'IARIO-MII.IT.-\RI

STUDl

La fig. 28 moslra la disposizione e le dimensioni della ma:;sicciata :;ulle ferrovie romane, e può ritenersi come tipo normale Posa del lri soprnstrntcio-a - Disposi.:ioni speciali.

Fig. '.?S -

Profilo normale Jella massicciata nflle l'. R.

per le fe rro vie principali. fn lluelle di minore importanza può essere clim inui Lo, lanlo lo spessore di ghiaia al di so llo delle traverse, che l'estensione del rinfianco; e ciò tanto più quanto più piccoli sono il peso dei mo tori e la velocità di corsa. Per i tre tipi economici ho già dello che lo spessore al disotto delle traverse è stato ridotto per tutti a 15 cent., al quale spessore corrisponde un'altezza totale di massicciata di circa 40 cent.; la larghezza fra i cigli superiori è stata proposta cli m. 3 pel ,1° lipo economico e di m. 2,60 pel 2° e pel 3°. Gli Americani seguono nel la cli,;pos i1.io11e della massicciata reaole difTerenLi dalle nostre: essi la profilano in modo da po tere impie;are anche materiali non permeabili. assicurando lo scolo delleacquecol ilare una forte inclinazione verso l'esterno alla superficie superiore, che dispongono ad arco pronunziatissimo e rasentante le testate delle traverse. Per tal modo, oltre a liberarsi dall'esigenza di un materiale speciale per la massicciata, ottengono una considerevo le rido· zione del volume di questa, e possono inoltre diminuire anche considerevolm en te la larghezza del piano stradale . Tale disposizione si raccomanda per le ferrovie secondario: il materiale che più conviene è la ghiaia argilIosa ed i miscugli di ciotloli e sabbia con argilla. - Quando dispongono di maleriale ad elementi interamente disgregati, anche gl i Ameri cani adottano il nostro profilo di massic• ciata seppell endo le traverse ( 1). 1

{l) V. w,1.o gGr.. llanrlbuch. I.

pag. 35~.

Prima della posa dell'armamento sono necessari alcuni lavori preparati:ri, che, più specialmente, consistono nel l'oppo rtuna distri buzione del materiale d'armamento in diversi punti lungo la via; negli adauamenti complementari cli questo materiale per meglio appropriarlo all 'ufficio che deve adempire; e nella rinnovazione della misura e del picchellamenLo dell'asse strMlalo. Durante la costruzione del corpo stradale devono impiantarsi 1ungo Ja fotm a ferrovia dei depositi di 11rn 1oriale d'armamento (rotaie, loro accesso ri e traverse), da servire per un tratto di via più o meno lungo, secondo la distanza dagli altri depositi. TI uulllero dei depositi determina il numero dei punti dai quali la posa dell'armamento può essere in iziala in modo indipendente: esso è adunque funzione sopratutto della soll ecitudine con cui si vuol aprire la nuova linea, dopo il compimento delle principali opere stradali , e clipe11llerà pure cl,ll numero e dall a relativa pos izione dei grandi lavori, tunnel, ponti, grandi trincee, Yiadolli ecc. che si presume saranno compiuti per ultimi e :;enza dei quali non possa eseguirsi alcun trasporto lungo la via. - La. posizione dei depositi dipende poi dal luogo cli provenienza delle tnwerse e delle rotaie, dalla Yicinanza di Yie rotabili alla nuova ferTo,ia, e dalla possibilità di allacciarla ad esse, con opere provvisorie, senza grande spesa. Quando la nuova terrovia sia in prosecuzione di ali.re esistenti, per le quali debba giungere il materiale d'armamento 1almeno le ro~aie e gl i altri ferrament i) non sarà che in casi affatto speciali , che gi costituiranno con esso ·diversi depositi: ordinari amente, a scanso di rilevanti spese per tra~porti accessori, si regolerà l'andamento dei lavori in modo da poter fa re la posa della soprastruttura per tralli successivi, cominciando dal punto cli conLaLLo colle ferrovie esistenti. Gli adattamenti complementari da darsi al materiale d'armamento, usando rotaie in acciaio, risguardano sopratutto i sostegni, e consistono nell'esecuzione degli intagli alle traverse, per dare la giusta ANNO XXVII , V OI- . 111.

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366

367

STUDI

l'ERROVIARIO- J!ILITARl

posizione ed incli nazione al le rotaie, e dei fori in cui devono essere conficcar.i gli arpioni; oppure netroramento dei dadi in pietra e successiva. collocazione delle zeppe in legno incatramato per la fi ssazione dei chiodi ecc. ' Usando rolaie in ferro bisogna inoltre piegare con apposite nrncch ine (o più semplicemente mediante caduta (,J) da opportuna altezza, sn due tra.verse distanti m. 0,50 meno della lunghezza della rotaia) quelle rotaie che devono collocarsi nelle curve di picco lo niggio; può anche occorrere di. eseguire nel piede dell e rotaie le tacche d'arresto dello scorrimento longitudinale. Con rotaie d'acciaio nessuna delle due operazioni vien fatta. Gli intagli nelle traverse possono essere già fatti all'alto della consegna della forni tura, o fars i ai depositi mediante pialle a macchina, o farsi con mezzi usuali a mano . L'uso della macchina, quando si tratta di un gran numero di traverse, è più economico e dà sempre un lavoro più preciso; ma ordinariamente si fa il lavoro a mano. Appositi calibri in ferro danno le precise distanze, dimensioni ed inclinazione degli intagli; posato il calibro sull a faccia superiore della traversa, l'operajo segna i limiti degli intagli, avendo cura che risultino a egual distanza dal le estremi là: sulle traccie segnate, opera . col.la sega, togliendo quindi il ripieno con l'ascia o con lo scalpello, e rit.occando il fondo fino a che le facce del calibro combinino esattamente cogli intagli. Le dimensioni di questi sono differenti a seconda che devono ricevere direttamenle le rotaie, o che devono portare le piastre d'appoggio. Oltre gli intagli bisogna pure eseguire nella traversa i fori, net

qua li devono infiggersi i chiodi per fìssarc la rotaia: la posizione precisa e la direzione di tali fori, in modo che riescano norma li al fondo dell' intaglio (ossia inclinati di ,J120 alla verticale) vengono dete11ninale pure con apposito calibro. J fori sono di diametro alquanlo minore del lo spessore degli arpioni.

(1 ) La fre ccia di curvatura di una rotaia, lunga L metri, d ,1 po1·si in curva d i R metri diraggio,è datadall'espressi one f=;;\. P er ro taie di m. 6, p. e. e per raggiodim 300

=

si ha f = 2: 0 0,015. - L'altezza di cadu ta dipend e dalh1 lunghezza della rotaia, da l s uo profilo trasversale~ dalla natura de l ferro e da lla sol idità dei puoti d'appoggio; e può dete rm inarsi facilmente per esperie nza . Essa è sempre assai limitata. La cun·at111·a voluta s i ottiene generalme nte con una sola caduta, o tutt'al più,· me dia n te u na secontla da minore altezza, si a um e nta o si di mi nuisce la p1·ima saeLta ottenuta . Per ro t3ie Vignoles lunghe 6"', a profilo A. T. e R. p. e., dalla a ltezza di m. 0,50 si ott iene con ona pri ma c aduta 2 mm. rii freccia e con una sec onda c aduta altri 2 mm .; e dall'altezza di un metro si ottiene col la 1>rim a c adu ta 14 mm . e colla sce.onda altri o ecc. (V. Tstru::ione del 1871 s1tl i·lo1·àitiamento della via nelle F . R.)

Ultimato il corpo stradale, per dare alle squadre d'operai, che devono procedere alla posa dell'armamento, una guida esatta sulla posizion e, lunghezza e livello dell'asse della via, ed evitare così ogni ince1'tezza nell'esecuzione dei lavori, si rifà la misurn e la livellazione dell'asse stradale; fissando la precisa p,)sizione di questo con picchetti d'asse, solidamente infitti nel. terreno , alla distanza di 1100 metri uno dall'altro negli allineamenti, e di !jO e perfino cli soli 25 m. nelle curve, secondo il loro raggio. I capisaldi che hanno servito pel tracciamento della strada e per l'esecuzione dei lavori in lerra, possono servire ad agevolare questo imporlante lavoro. I picchetti ven-gono Lagliati regolarmente e nettamente all'altezza precisa che devono avere le te~te delle rotaie; nelle curve le teste dei picchetti indicano il livello della rotaia esterna, che, come vedremo, è più alla dell' interna: il livello della rotaia interna può indicarsi con un intaccatura. più in basso. Su ogni picchetto vien segnato con un taglio di seaa il livello cui deve arrivare lo strato di massicciata sottostante 0 alle traverse: un ch iodetto infi.Lto sulla t.esta del picchetto segna la posizione precisa dell'asse stradale, e un numero scritto su una delle sue facce laterali indica la sua precisa di stanza dall'origine della nuova via. Con altri piccheui, differenti dai precedenti, vengon? indicati tutti i punti in cui la strada passa. dall'allineamento alla curv~1e viceversa, e quelli in cui cambia di livelletta. Dopo il picchettamento dell'asse della via, il quale fornisce ogni indicazione relativa all' eiiaLta posizione della soprastr uttura, può. cominciare la manovra per la posa,; il cui ordine è qualche poco diverso nel caso che il materiale della massicciata sia sopra luogo, da quello in cui debba esservi portato da lontano . Se la O'b iaia o il pietrisco, di cui deve constare la massicciata, è sul 0 d . posto, o vi può essere portato da vicino (come avviene quan o sl toglie da cave o da fiumi prossimi alla ferrovia, o si prepara spac-


FE.HROVJARI0- 111'1ITAR1

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STUD1

cando il pietrame ricavato dalle trincee, ecc.), allora si distende lo strato sottostante alle traverse, e queste vi si collocano sopra distrihuendole in ogni vergala secondo le prescrizioni normali; suUe traverse si pongono .poi le rotaie, che vengono allineate, compressate e inchiodate, mantenendo a regolare distanza una fila dall'altra con apposi ti calibri, poggianti sulle loro teste. - La distribuzione delle traverse in ogni vergata si regola mediante catene o funicelle, che con maglie speciali o con nodi indicano la posizione dell'asse d'ogni traversa. Nel collocare a, posto le roLaie si frappongono alle loro testate piastrine in acciaio. deLe!'minanti l'intervallo da lasciarsi in corrispondenza della temperatura al momento della posa. Le traverse, "l e rotaie e gli accessori vengono portati dal cmHiere di deposito al luogo cli posa, a spalla, con carrelli a mano. o su vagoni, a seconda che si tratta di piccole distanze (30-40 m.) o di distanze fino a 11000- 11200 m. oppure di distanze ancor più grandi . J cafrelli ed i trasporti a spalla sono sempre mezzi sussidiari dei trasporli su vagone. Se invece il materiale della massicciata deve essere trasportato da lnl)gi, l'economia dei trasporti richiede all'uopo l'uso della stessa ferrovia da costruirsi, l,1 quale perciò viene annata provvisoriamen.Le senza massicciata. Quest'armamento vien fa tto fissando le rotaie alle sole lraverse di controgiunto, e compressandole senza serrare i dadi delle ch iavarde: man mano che arriva un treno di ballast, esso viene arrestato sul primo tronco di via provvisoria, edi vagoni vengono staccati e distanziali in modo da potere senz'ingombro d.istendere tutto il volume cli ghiaia da ognun d'essi contenuto. Appena scaricati i vagoni e ripartilo il. treno, le traverse sono rialza te col mezzo di leve· e la ghiaia vien distesa sotto cli esse. È preferibil e il sistema di distribuire la ghiaia per strali successivi cli 11Oa 15 cen t. di altezza, ed è bene che sulla via provvisoria non passi mai più di un treno, avanti che sia fatto un primo rialzamento delle traverse. Quando la testa delle rotaie ha raggiunto il suo livello definitivo, le compresse sono serrate ,:ompletamente, il binario viene calibrato, le rotaie sono stabilmente fissate alle traverse intermedie. La ghiaia, o il pietrisco, deve esser ben condensata sotto alle traverse, ecceltochè però ·nella parte centrale, o,'e potrebbero rompersi, se per effetto della pressione dei treni la pia ttaforma

369

cedesse sotto le rotaie. Per qualche tempo (anche prescindendo darrli abbassamenti spesso assai persistenti per l' assettamento delle terre negli argini) dei cedimenti parziali se ne producono parecchi, e conviene rimediatvi con un rincalzo costante e accurato. Lo strato di massicciata di ricoprimento viene disteso per ultimo. - Se la ferro via è a doppio binario l' armamento provvisorio ,:.i fa sopra un so Io binario. Nel picchetLamento definitivo dell'asse della via e ne!la po~a ~ell'armamenlo , bisogna tener conlo di alcune disposizioni spec1al1 , l_ e quali hanno per iscopo di rendere più sicuro, o~ an~he semplicemente più dolce, il transito .dei treni noi seguenti casi: ,f O Nel passaggio da una penclenza ad nn'altra. 2° Nel passaggio attraverso alle curve . 3·0 Nell'entrata ed uscita dalle curve. Esamineremo partitamen te questi tre casi. 1° Racconto delle livellette. - Allorqnanclo da una pendenza si passa ad un'altra iu senso inverso, è .giàstatoclelto in prin:ip.ioc1i questo studio essere buona regola il frapporre al(e du~co.ntr~ne livellette un teatto orizzontale, il quale per le fer rovie prmc1pa1L deve essere almeno cli m. ,f 00, e per le ferrovie secondarie potrh ridursi a lunghezza minore, ma non converrà mai sopprimere. Non può dunque avvenire di passare da una ad altra contraria pendenza; ma mollo frequentemente invece, si incontrano due livellette a pendenza . nello stesso senso, ma cli differente valore, ed aUora, tanto nel passao-crio cla una pendenza mite ad una più forte, quanto _nel caso inve;:0 è conveniente togliere il brusco transito da una livelletta all"altra, r~ccorclandole con un arco circolare. Trascurando di far ciò, i lunghi veicoli a sei ruote, potrebbero nei cambiamenti cli pendenza, non poggiare più che su quattro solamente, il. che. soprntutt?, co~prometterebhe gravemente la ripartizione del ca.neo fra gli ass1 delle locomotive; ed inoltre, per i subitanei cambiamenti di velocità che avverrebbero nella testa dei treni rispetto alla coda, potrebbero rompersi gli apparecch i cli attacco dei veicoli o le m~lle dei respintori, ed essere così eventualmen te compromessa la sicurezza, come


370

STt:DI

F8RRO\'I AlllO - MJLIT.\lU

lo è la dolcezza del transito. - 11 raccordo si fa con un arco e·._ l d" . Il co ar_e I raggio non mai minore di m. 2000, e che ordinariamente con:iene tene.re di 3000-9000 metri; l'arco di raccordo si estende meta su una ln-ell~Ua e metà sull'altra, poi- una lunghezza variabile a sewnda del raggro adoltato o della relativa differenza di pendenza delle due livellette. . Siano <la raccord.a_ro la livellutta AB di pendenza p , e , uella ne 1 d1 pendenza P,, med1anLe un ar co circolare di raggio R'esti•ndeuLcsi

In pratica all"arco 'T, T. vif'n sostitui to un poligono l'Cgola1·c, i cLù !ali hanno la lunghezza Jellc rotaie; ed è importante che J"inclinazionc reciproca di due successive rotaie non sia tanto t'orlo da mantenere, per le locomotive, l'inconvenicnl<' di un imperfetto appogg io presso i vertici del poli~ono, f' la conseguente alterazione della dis lribuzione del corico sui diversi assi. Una differenza di· 2 a 3 millimetri nel livello delle ruole s i può per ò ammellerc :senza grave inconveniente, e qnestn, SL' lo scart"unento degli assi estremi fosse J i G me tri (l unghezza d 1e può rig 11ardarsi conie un massimo assoluto) conisponJere bbe atl una differenza di pendenza da ·1 a l :! •;••, e se lo scartamento fos,-e di 4'" (cl1e può ritener:;i come massimo per le ferrovie secondnl'ic) corl'is pondcrebbc ad una dillel'enza di pendenza tlal 2 al 3 •;..,. Si potrà perciò dare alle successiYe r otaie u1t"inclino.zione r eciproca fino al 2 ·;., sulle ferrnvi o principa li e fino al 3•; •• s u quelle secon<lnrie. - Applicando i n base a questi Yalori della differenza p, - p., la formola (a) alla 1·icerca del raggie R cll'll'arco circolare tangente n. due succe;::sivP rotaie, s i trova che il liu1ile minimo della lung-hezza cl i R, pel' ferrovie pl'incipali può e;::sere: -

fj•U

-

R - U,00:2 !'Jg. 29

per una lunghezza L fra i 1mnti di tan on-enza T , e T •· l VR l ori· eleIl e pen~enze P, e /J2 sono fraziolli !'<emprc assai piccole, <limodoche corr1_s1~onc_lono ad archi di cui si possono eguagliare senza errore sens1b1!e Ii seno e la tangente: si può inoltre, senza sensibile error~, ~·itenere la lunghezza dei t1·aLti i n pendenza pari alla loro pro1ez10110 orizzontale. Dalla fig ura si ricava:

L

= T. H,

- T, H,

= H sen 'l : -

R sen

ix 1

che, per 11uanto é stato ~opra ossrrvato, si può ttnche scrivere:

L

= n tang "'' -

R tango "'•

ossia:

L

= R (p,-p,)

(a)

:m

/, -

m

~

•

1-000 , opput e.

H

= o.i~:! = 3000"

secondo che la lung hezza delle rotaie ò tli 9m, oppure di o'". P et· ferr ovie seconda.rie si troYano nei duo casi i limiti Ji :3000 00 e di 2000"'. Il valor e praticamente massimo di R corrisponde nll tuùnclinazionr r eciproca delle rotaie dcll'l °/.,, ecl ò p ertf\fito ùi nooo• pc1· r otaia di 9"', e di 6000 per rotaie di 6m. Assunto il v.1lo1·e di R, la ror mola(a) dà la lunghezza L del raccorcio, il q uale, nel picchettamento ùel l'o.s1:;e stra.tlAle, dovrù essc t'H s egnalo m età da. una parte e metà dall'altra ciel punto di cambiamento cli })Cnclenza. IVI a ol tre alla lungh ezza del raccordo inte1•essù conoscer·e i rialzamenti di livello BB, , bb, ecc. da darsi all'asse stradale. A lai uopo, consideranclo l'arco T, T 0 come un arco parabolico, e rammenLando la pr oprietà caratteris tica della parabola di segare pe,.

metà la reita, c!te dal punto d_i mezzo cli una corda va al punto di incontro delle tan{fenti conclotle agli estremi rii tale corda, ,, .facile scor gere che la lun ghezza BB, è uguale alla saeLtn clell'arc0


372

FEHROVIAHIO-ml,ITAIH

S'l'UDJ

T, T,, che bb, é uguale alla saetta dell'arco T, B, ecc. Essendo L la lunghezza della corda dell'arco; sarà pertanto: BB - ~ ' -

8 R -

L - 8-

1. . (i)' ~L' ,p, - ~,),eòb,= SR= J2 R

Si ha cosi una nor ma assai sempl ice per conoscere il rialzamento di qualsivoglia punto al disopra delle primitive livellette. Se, per esempio, si volesse raccordare un traUo orizzontale con la pendenza del 25 °/•• (p, = > o, p, 0,0~5), assumendo R 4500"',

=

=

si trova: L = 4500 X 0,025 ~ 112m ) 5·' e BB t

=

'lJZm,S >,e;-- Om , 3:e;.1 8 xO }O'-u 1~

•

Ii1 questo caso però, di una tanta differenza di livello dovrebbe es. sere tenuto conto anche nel la costruzione del corpo s tradale. Le formole trovate si applicano tanto al caso contemplato del' passaggio da una pendenza mite ad una forte, quanto o quello inverso . Quando si vogliano applicare al raccordo di due contropendenze, si deve tener conto del segno contra1·io delJ.e penden ze p, e p,, per la qual cosa la formola. (a) diviene: L = R (p, p,)~

+

2° Modificazioni al bina1·io nelle curve . -- Le principali sono due: l'allargamento del binario mediante spostamento della rotaia interna, e la Sua inclinaz ione verso il centl'Odella curva' èlrrene1·al.e mente mediante rialzamento della rotaia esterna. Allargamento del bina1·io. - I veicoli ferroviari non si inscrivono streHamen te nel binario, ma fra gli orli dei lol'o cerchioni e i lembi interni della rotaia, rimane un certo intervallo, che vien detto ginoco della via. Sulla entità di un tale intervallo non tutLi si accordano. « Si fa valere a sostegno dei giuochi 1·istretti, che il movimento di ondu lazione trasversale dei veicoli, riesce più limitalo in seguito all'azione esercitata dal la rotaia sull'orlo delle ruo:e, !nentre si invocano a favo re dei giuoch i maggiori le seguenti ragioni: « ·1 ° Che è piuuosto nell a stab ili là della via per diminuire le oscillazioni verticali, anzichè nella ristrettezza del giuoco per limitare le ondu lazioni lrtisversaJi, che ii devono cercare le condizioni, essenziali ad un regolare e comodo transito dei veicoli . « 2° Che in ogn i modo le oscillazioni tl'asversali , po Lendosi fare

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in limiti più ampi, senza che gli orli delle ruote vengano ad urtare la roLaia, ne risu lta per i veicoli un movimento più regolat'e e comodo . « 3° InOne, che gli _orli si contiervano meglio e che il logoramento del cerch ione si fa sopra una maggiore larghezza del cono di ruotamento e quindi con maggiore regolarità, e che questa migliore· conservazione del pronto trasversalwè precisamente la condizione più importante pel regolare e comodo movimento del veicolo (,I ) ». Per quesLe ragioni la Comm issione del 1187•1 per l' unificazione· delle dimensioni della via e del materiale mobile che interessano il servizio cumulativo, diede la preferenza ad un giuoco, che è dei Più larghi fra Lutti quelli ammessi sulle reti europee. Essa adottò la larghezza di via di m. •I ,445, dopo aver fissato in m. •I ,36'3 la distanza normale fra le facce interno dei cerchioni del le ruote, e per· Lai modo, fra i piani inl ern i delle ruote e i lembi interni delle rotaie, risulta una dilrerenza di m. 0,083, che, diminu ita dello spessore dei due orli clei cerchioni, ciascuno cl i mm. 30, dà la misura del giuoco totale dell a via, pari a millimetri 83-60 = 23. Quando i cerchioni e le rotaie sono nuoYi ed i veicoli occupano la posizione centrale del binario ((ìg. 30), questi hanno una libertà di spostamento di mm. 1•I ,o per parte: col logoramento della rotaia e più ancora con quello dei cerd1ioni (tolleralo fino ad una diminuzione di 5 mm. nello spessore dell'orlo), lale libertà di spostamento viene ad aumentarsi consiclerevolm!mte. Ciò per i tratti rettilinei. ~'folle curve è uso quasi generale di aumenlare la larghezza normale , del binario tanto più, quanto più piccolo ne è il raggio, e di creare " per Lai moclo un giuoco della via assa i più grande che in linea reLLa. E· vero che la li bertà di spostamento laterale entro le rotaie va diminuendo in currncol diminuire del raggio, finchè a un certo limite l'inserzione degli orl i dei cerchioni nelle rotaie diventa forzata e·ogni movimento è reso impossibile; ma in pratica tale limite rimane assai lontano, o sempre piccola è la diminuzione di giuoco dovuta alla curva; non è dunque per compensare una tale diminuzione che si allarga il binario . (IJ G. u. llo»oAIJI ing. capo de! servitio manienimenw e sor"eglianza nelle ferro•ie romane. Jst>·u:iont rebtive alla u11i/ìca.r!one delle dimensioni clelta vta e al suo riol'di-

namento. !Sii .


· 314

una parte del rimedio a tale diminuzione risi ede nelle modificazioni che possono apportarsi allo stesso materiale mobile, e che ordinariamente consistono nella riduzione di 5 mm. dello spessore degli orli dei cerchioni delle locomoti ve, ed in un giuoco di spostamento trasversale alla via. eguale pure a 5 mm. dell'asse centra.le dei vagoni . Con consimili provvedimenti i veicoli, cogli scartamenti ordinariamente usati , possono circolare senza bisogno di nessun allargamento, anche nelle cnrve di piccoliss imo raggio . Per le considerazioni ora. e,:poste ed in vista del pericolo che può risultare da una soverchia obbliquità del piano delle ruote colle rotaie, obbliqui Là favor ita dai troppo grandi giuochi, l'opinione di molti ingegneri è favorevo le ad una riduzione degli ordinari allargamenti in cnrva, e su alcune reti si è gik apporta.La una più grande limitazione a tali allargamenti . La Commissione del 187•1 fissò per le ferrovie italiane il limite massimo dell'allargamento a mm . 20; così, quando una ruota è a -contatto colla rotaia, il punto di mezzo della testa dell'altra rotaia si-sposta da P verso N (Fig. 30) di mm. ilil ,5+20=3 1,5, se i cerchioni sono nuovi, e di mm. 0 + 11,5 +20=36,5 -se i cerchioni sono al limite del loro logoramento:_ il punto di mezzo della rotaia viene a disLa.re perciò da N di mm. 7 nel 11• caso , e di soli mm. '2 nel secondo. Nelle curve degli scambi non si fa alcun allargamento di binario . Fig. 30 Dimensioni dei cerch ion i delle ruote Gli :;Lessi allarga.menti che e loro posizione media rispetto alle rotaie. si danno alla via, vengono pure dati alla distanza fra rotaia e contro rotaia nei passaggi a livello in curva. Le ferrovie romane e le meridionali hanno ridotto a soli mm . 15 l'all argamento massimo in curva; sulle F. A. I. è mantenuto il limite di 20 mm. Le larghezze del binario stabilite sull e F . .R. in relazione ai raggi delIe enne sono 1e seguenti :

Il motivo di questa disposizione deve unicamente ri cercarsi nell'idea di diminuire le resistenze al transito dei veicoli , ao-ero la.ndo i diversi movimenti di questi. Non tutti però consen to~o egualmente s_u questa base dell'allargamento e sulla sua misub; p. e. in curve di m. 3.00"' di raggio, vi sono alcune reti cheallaro·ano il bi- · nario di 5M mm ., altre di -soli 5rnm., edaltredi nien tea1Iatt.o {1). Su molte ferrovie, quelle itAliane co mprese, l'allaroamen t<J del binario si determina collo scopo di permettere alle ru~le une, spostamento verso l'esterno della curva, suffi ciente perchè, in caus:ì della conicità, aumenti il raggio di ruotamento dell a rnotaesterna, e dim. inuisr)a quello della interna, di tanto da rendere tali raaui ri. on spel.l,vamen te proporzionali ai raggi di cu1·vatura delle due file di ro. . . tate su cu, poggia.no; e ciò nell'intento che le ruote di una medesima sala possano girare senza striscim·e, alla stessa guisa che farebhe un cono aven te il vertice nel centro della curva. Il conseguimento di un tale intento togli erebbe infatti ogni speciale diffico ltà al transito nelle curve; ma l'a.llargamen l.o del binario non può farlo rao-o-iun r,ere. . ·01 trechè infatli, laconèlizione del cono rotante non pt;òess:re reahzz_aLa ~er l'_ im~oss il.Jili!à di far disporre radialmente al la curva gli assi_ dei :e,col_i , che sono fra. loro paralleli , è pure da notars i che il desidera.Lo spostamento verso l'esterno avviene d'ordinario per una, parte soltan to degli assi, quelli anteriori, mentre i posteriori d'ogn i veicolo rimangono più verso l'interno della curva (v . Fig. 3), e ciò tanto più quanto è più moderata la velocitit cli c~rsa. ~d _ino ltre, ammessa l'esattezza dei computi fatti in base alle d11nens1orn ed alla forma dei cerchioni nuovi delle ruote il loro valore viene ad essere grandemente alterato dalla presenza di cerchioni logorati, che sono i più in ogni treno. Di qui l;incertetza di nna. ta.i base per il calcolo dell'all arga.mento della via. . \ .. Un.motivo di allargamento più determinato si può ricava1~ dal 1'uso di veicoli a tre assi, locomotive e vagon i, perle cui ruote intermedie il giuoco ancora res tante a quelle estreme vien riclou.o, dal la pane interna, di una quantità eguale al la frecci a di curvatura corrispondente allo scartamento di assi del vei colo. Però in questo caso

.

(_I) V. la relati va Dota di di,·erse Ferrovie, ri µo rtata a pag. a;o dell'Handtmch

spec1!lle Elsedahn-Tcchnik. Voi. r.

375

FEHI\OY!AI\IO-M!LITA Hl

STUD I

1

1

1

1

(u,·

l


S'fUD I

376

. FERI\OVlAl\IO-MlLIT.UU

Curve di raggio inferioi-e a m. 459 - larghezza m. 1. ,i,60 » » da 459 a 539 » m. 11 . 455 » » da 539 à 655 >) m . 1. 450 l> » da 650 alla Retta » 111. 11. 445 L'allargamenlo del binario si fa sempre mediante spostamento della rotaia interna: ]'-esterna viene mantenuta a distanza normale· dall'asse della via. Si raccorda la larghezza normale della via con quella corrispondente alla curva, facendo un allargamento graduale su una distanza circa ,1000 volte più lunga dell'allargamento totale dato al binario: in pratica la lunghezza di una o due rotaie basta . all'uopo . Il raccordo deve essere interamente compreso entro la curva. 1

371

che è la formola che dà l'allargamento cercato. Il valoee di r è d'ordinario pari a m. 0,50; pertanto:

1

La ricerca dell'allargamento da darsi al binario, nell'intento di evitare lo strisciamento delle ruote che cagiona il disuguale sviluppo delle due file di rotaie, è assai facile. Senza allargamento, alcuno, la larghezza del binario, da asse ad asse di rotaia, è di m.1,445 0,060 m. 1,505 e il giuoco della via è di m. 0,023. Dando un allargamento a ana via, il giuoco totale diventerà: ò= a 0,023; ed ogni cerchione, dalla posizione media indicata .

+ +

·15,05 0'>3 a= ~ - O,~. Ricerchiamo ora qual sia il valore della diminuzione di giuoco ,della via, che è dovuta alle curve_ . . Sia LL, L,L, (fig. 3'1) un binario rettilineo sul quale giace m posizione normale, un veicolo a scartamento cl'assi lungo d :. in O 023 . tale posizione alle ruote rimane da ambo i lati un giuoco BD 2 ·

='

Se invece il veicolo riposa sul binario NN, N1 N, in curva di ragg io R '· il bo·iuoco che rimane alle ruote da ambo i lati si riduce alla 0~ , la quale va misurata in quel punto del binario, lunghezza CD

=

in cui l'orlo dei cerchioni è più vicino alla rotaia e in cui la- toc-cherebbe se il p:iuoco si annullasse. È facile vedere che tale punto

=

nella fig. 30, potrà spostarsi di

¾da una parte e dall'altra. Essendo . ~

0,05 la conicità delle ruote, l'aumento del raggio di appoggio pel'

una ruota e la diminuzione per l'altra, prodotte da tale spostamento saranno 0,05

f ; epperciò,

dicendo r il raggio medio·

delle ruote . ed R quello dell'asse s tradale della curva, per la r ea-lizzazione della condizione del cono rotante dovrà essere: ·

r

+

ò

ò

0,05 2 : r - 0,05 2

=R+

1,505

~

:

R -

1,505 \

- 2-

\

,

Trascurando per semplicità il termine a, che è senza influenza. sensibile sul ris1.1.ltato finale, e riducendo, si ha: 2 r: 0,05 ò

= 2 R : 1,505, od anche 0,05 ò R = '1,505 r

dalla quale, essendo ò

a

+

0,023

=a+

1 r = 30 ~

0,023, si ricava: _

e finalmente: a - ·

Fig. 31

.g iace per ogni ruota sulla linea 00, ad una di.stanza MO dalla verticale passante per l'asse; la quale distanza, in~ican~o co_n m la sporgenza dell'orlo MM1 dei cerchioni, può esprimersi cosi: MO = 1·\2r+m) m ed approssimativamente: MO= Y2 1·m.

30,1 X r _ R.

o,09~ 3

Dalla figura si ricava: BC

= AC

-

AB.


378

FEl\1\0V IAR IO- ~ll LITA l\l

STUDI

raggio di 100m). Ciò spiega perché alcune ferrovie non diano in: curva nessun allargamento, e giustifica la tendenza odierna degli ingeg1w ri a mantenere in più ristretti limiti di quanto si é fatto .finora, l'alla rg8mento del binario nelle curve. Rammentando che l'angolo massimo di in'cidenza del piano delle ruote colle rotaie (in proporzione del quale aumentano le probabi lità di scavalcamento delle rotaie stesse) cresce col crescere del giuoco della via (v. F i g. 4), si deve amr:nettere che non è scevro d'inconvenienti l'aumentare di troppo quest'ultimo. L'obbliquità delle ruote è misurala dall'espressione già altre volte trovala.

AC è la saetta determinata da una cor<la lunga d + 2 ~'Ir"m. AB è la $aetta determinata dalla corda lunga d. Perciò: BC

=

(d

+ 2 v'2P,n/

_ _!!!_ _ 2 r m

8R

8R -

+d

V2 r m

~R

La diminuzione totale ciel giuoco per effetto c.lella curva è adunque-: 9

-

BC _

-

2r m

+ cl R

VT"rm

ed il giuoco totale che ancora rimane sarà: 11

=

0,, 023 _ 2

1•

m +

'

d VZrni

tang 'P

R

Quando questo giuoco è sparito totalmente, allora l'inserzione del veicolo nel binario è forzata: ma ciò non avviene che quando ò' o, cioè per:

_ 2 r m + d v'2r,n O, 023 Rli;;;ite Il valore massi.mo dello scartamento rigido d, non tenendo conto di alcune lunghe vetture a tre 1Jssi, può assumersi di m. 4,25. La sporgenza m dell'orlo del cerchione che ha influenza in~uesti computi, è quella misurata al disotto del punto Q (Fig. 30) al cui livello avviene il contaLto dell'orlo stesso cùlla rotaia. Il suo valore, per cerchioni nuovi, è all'incirca m = 0,02, e per cerchioni molto logorati, può assumersi m = 0,026. Ritenendo quest'ultimo valore e f'acendo r om ,50 risulta: V2 r m

= 0,161;

d V2 r m

epperciò: . ò'

= 0,023- 0,R11

ed

d

+ 22 V2 R

1'

m

+ dò

Sopraelevazione della rotaia estema. - Sulle antiche ferrov ie le due rotaie del binario venivano disposte a pari livello in curva come negli allineamenti; ma dal momento che si adoltarono le grandi velocità di corsa, si dovetLe rialzare la rotaia esterna del binario in curva per controbilanciare, con l'inclinare i veicoli verso l'interno, la spin ta all'infuori che si manifestava per lo sviluppo della forza centrifuga. Questa forza è tanto più grande, quanto più piccolo è il raggio della curva, e cresce colla velocità di corsa in propo1·zione dei quadra Li di questa. Indicando Gon P il peso dei veicoli, con g il valore della gravità, con 'V la veloci tà di corsa espressa inm. al ·I " e conR il raggio della cm:v:c, il valore della forza centrifuga è espresso da

=

r m = 0,026;

=

ove il valore di ò è dato dalla somma del giuoco ò' ora trovato, coll'allargamento a del binario e col doppio della diminuzione di spessore dell'orlo dei cerchioni per effello del logoramento. Quando i cerchioni siano assai logorati, (cioè quando appunto diventa possibile un più stretto contatto dell'odo con la rotaia e può prodursi la cosid1,tta azione delle cesoje), l'obliquità in discorso risulta per effetto di ò assai considerevole, e può bastare una piccola defqrrnazione dell'orlo od una asperità nella rotaia per determinare lo scavalcamento di questa e lo sviamento del veicolo.

=

2

379

= O684

'\

R= 31". limite

I quali risultati dimostrano che non è mai il caso di preoccuparsi della possibilità cli inserzione dei cerchioni fra le rotaie, finché si impiegano veicoli a scartamento ordinario, anche con raggi piccolissimi, e che la diminuzione del giuoco della via che si produce per effetto delle curve è sempre assai piccola (0"',007 per

p 1J2 C= - Xg R

r


-380

38·1

STt:Dl

f' EHROVlARlO- MlLITAIU

Questa fo rza, se le due rotaie sono allo stesso li vello, spinge i veicoli verso l'esterno clellR curva, facendo premere fortemente l'orlo delle ruote contro la rotaia esterna , aggravando per tal modo la resistenza del lreno e compromettendone la sicurezza. Affinché ciò non avvenga, bisogna inclinare il binario di un angolo °' tale, che la risultante R del peso P del veicolo e della fo rza centrifuga C (tutte applicate nel cenlro di gravità O), riesca perpendicolare al piano del binario stesso. Coi,ì vengono ad essere ristab ilite le stesse condizioni che si hanno negli all ineamenti, ove il peso P opera normalmente al biFig. s2 nario . Dicendo b la larghezza AB da asse ad asse delle rotaie, per produrre la cercata inclinazione, si dovrà rialzare la rotaia esterna B di una quantità h = b tanga; e siccome è

degg consiglia di tenerlo invece di 18 centimetri; e i1J America vi sono ferrovie che lo spingono fino a 25 cent. (1 ): Per contro non mancano esempi di limitazioni a 1O centimetri, specialmente su di verse ferrov ie tedesche. - Anche sulla formola fondamentale della sopraelevazione, che ha una base teorica tanto stabile, si è manifestato disaccordo, ed alcune ferrovie han dichiarato che l'esperienza dimostrava l' insufficienza dei suoi risultati e l'hanno sostituita . I con altre empiriche (2). 1

(I) Coucn• I. 213. (2) Le ferrovie francesi della P. L. M. fin dal 187,1, dichiararano che « la nccesòitè du devers ne doit pas proveni r se ulemom de la force centrifuge -., ma che u n eccesso di sopraelevaz ione è necessario per ri porta re verso l'interno della c urq i veicoli, che, i11d1penden temoote dal la forza ce.ntrifuga, per la rigidità del loro telaio, tendono a pre mere e sca,·alcare la rotaia esterna. - Questo scopo è p,·ecisamente contrario a quello che abbiamo visto assumere da molti come base del calcolo dell'allargamento del binario. Le ferrO \'ie (>. L . M. però non fanno all' uopo nessun ca lcolo, esse non hJnno c he un~~largamento unico di 10 mm. dal raggio di 400 m. a totti quelli inferiori. - Le formole em pil'iche adottate su quella rete per la sopraelevazione della rotaia esterna sono Je seguenti :

IL,= h,

=

2} per li nce a grandi

60 per hnee . 'if" a gra u,:1·1 r;,gg1· e trelll· ceIen·

n, = ~ R

.cosi:

h,

.

b V~

l•=v g R.'

La sopraelevazione della rotaia esterna da ammettersi, in relazione ai raggi delle curYe, su ciascuna linea vien Ìì~ata in -pratica in base alla massima velocità di corsa dei treni che -vi transitano. Anzi nella valutazione di tal velocità. deves i anche tener conto dei possibili aumenti alla velocità normale, per ri.cuperare tempo, quando i tren i sono in ri tardo. Vi è però un massimo rialzamento, che la sicurezza contro il rovesciamento all'interno consiglia di non sorpassare, qualunque sia il raggio della curva e la velocità èii corsa. Sulle ferrovie italiane tale massimo è stabilito di ,f ,S. centimetri; il Manuale del v. Wal-

raggi percorse da treni coleriss,mi

per linee a raggi medl e treni a mediocre velocità

= ..'.R!Q_ per linee a piccoli ragg i e

treni a piccola velocità

Como si scorge, bu n, euto piil grande alla sopraelevaziono teorica, è duto nelle due ultime categori e di linee. Contra ria mente alla man ifesta tendenza clt molte ferrovie ad accrescere il rialzo teorico della rotaia esterna , il rela tore della Commissione de l 1877 per run ifo1·mità della soprastrnttura raccomanda« di non eccedere nella scelta del valo1·e della velocità da introdurre , nella formola e fare in mo do elle la sopraelevazione risulti piuttosto al disotto di q uella « indicata dalla teoria, e ciò per~hè questa non t ie ne conto dell a conicità delle ruote, « che già concorre allo stesso e!l'etto ,. - Affìnchè la ~onicità potesse ave re rea lmente un· influenza bisognerebbe cbe i cerc hioni fossero tu tti nuovi, il che nel complesso del trono non è mai; e quando anche fosse, siccome la formola (dovuta al W inklcr) per calcola re l a sopraelevazione tenendo conto della conicità, è h=

·+ (v' - r) g

.

il suo efl'etto sarebbe di diminuire il l'!alzo della qua ntità

br

R

o 76 = 1,s2 xo,5o R = it'-

Vale a dire che anche per piccoli raggi, la conici tà 11011 av1·ebbe inO ue nza che sui millimetri, menr.ro ~na d iminuzione, a nche piccola, nel valore della velocità ha i nvece sempre una influenza mol to sensibile . .l't!NO XXVII, TOL. 111,


382

383

STUDI

FERROVIAIUO-M!Ll'l'ART

L'osservata insuffic ienza, può in qualche caso spiegarsi colrimpiego di velocità più l'orli di quelle per le quali la sopraelevazione era calcolata: oppure co l riabbassamento dell a rotaia esterna, in seguito alla pressione dei treni e acl un imperfetLo rincalzo, od anche in seguito al cedimento del corpo slradale negli argin i, b'V~ . Se nella fo rmola h= g R' faCCJamo:g = 9,8 1l, b= 1I ,52(pel'lener

I:ò. pratica allo scopo di rendere più semplici gli strumenti destinati a rego lare l'alzamento della rotaia esterna, la sopraelevazione rispetto a qllella interna si stabilisce di centimetro in centimetro. Nelle stazioni nelle quali tutti i treni si fermano o rallentano, si dà una sopraelevazione metà di quella che si darebbe lungo la via .

conto dell'allargamento in curva, che del resto è senza sensibile infl uenza sui risultati) , e sostituiamo per v i valori corrispondenLi alle velociLà seguenti: velocità cl i 70 Km. al l'ora - v1 = il9,4·44 )) 50 )) )) -v, = 113,889 1> 30 » » - v.= 8,333 si ottengono rispettivamente le tre seguenti espressioni più semplici: h = 58~ . h I

R ,

2

=

29, fl . I _ H.

,

i3 -

i O. 8 R .

La prima di esse, serve in Italia e su diverse reti estere pel calcolo delle sopraelevazione dell a rotaia esterna nelle cur ve sulle linee cli primaria importanza, escluse quelle di montagna; colla seconda si calcolano le sopraelevazioni nelle linee di importanza ordinaria, nelle quali iI movimento più celere è quello dei treni oninibus, ed anche nelle linee percorse da treni diretti, ma a pendenze super iori nI ~ 5 p. 10· Colla terza si possano calcolare i rialzamenti delle rotaie esterne per ferrovie militari. Ecco per alcuni raggi i valori di h espressi in centimetri nei tre· casi suaccennati: 0

, V = 70 km

R = 75m R= •100 R . mo R= 200 H = 300 h, = 14 hl = ij4. R = 400 R = 500 hl = ·1•1,7 Il= 7DO hl = 7,8 R= ,1000 h, = 5,9

V = !SO km

V=

io km

-,-I

h,. = •11 •10,8

1i; = h.=-= ,14,

h: = ,,o h. = 'j ,iS. h: = 6 hi h~

= =

,f

3

h3 h3 h3

h8 h3

=

= = = =

h3 = . h3 =

7,.2 5,4, 3,6 2,7 .2, !

L'uso più generale è di produrre \'jnclinazione del binario mediante rialzamento della rotaia esterna, mantenendo l'interna al livello stabilito in progetto per la linea del fert·o. Un tale sistema però, ha l'inconveniente di obbligare il centro cli grav ità dei veicoli ad elevarsi, entrando in curva, di una quantità

! ; e di esigere perciò ""

uno sforzo in più di quello già necessario per vincere la resistenza della via e delle salite. Il prof. Winkler fu primo che consigliò di evitare un tale inconveniente (che su linee d·i montagna può essere molto rilevante) creando l'inclinazione del binario metà per abbassamento della rotaia interna e metà per rialzamento della esterna: in tal modo non vi è spostamento del centro di gravità dei veicoli. Questo modo ha avuta una larga appl icazione sulla recente ferrovia del Gottardo. Comunque si produca l'inclinazione verso il centro della curva, essa deve essere completa su tutta l'estensione di Cfllesta; le modifi cazioni necessarie pel raccordo della sopraelevazione coll'andamento normale dell a rotaia, si devono estendere adunque interamente sui tratti rettilinei , che precedono la curva . Questo raccordo si fa generalmente col disporre la rotaia esterna in rampa possibihnente assai dolce: :5 millimetri di sopraelevazione per metro di lunghezza, ossia 4,, 5 cenLimetri per ogni rotaia di 9 metri, sono da ritenere come massimo rialzamento graduale da darsi. È un sensibile vantaggio della ripartizione del dislivello metà per roLaia, quello di ridurre a metà la lunghezza dei raccordi sui tratti rettilinei, i quali sono spesso assai corti.

1

1,4 1,0

1

1

Un'altra modificazione, assai meno sensibile di quelle accennate, si appor ta all'armamento ordinario nelle curve, mediante l'impiego


STUDI

FEI\ROV IA RIO··MI LITARI

di alcune rotaie più. corte nella fila interna del binario, per tener conto del mrnore sviluppo dì que~ta, rispetto alla fila esterna. Le traverse sottoposte ad una rotaia più corla vengono fatte convergere dall'esterno aJl'jntem.o in modo da ripartire sulle diver=-e camr,at~ ,intermedie la differenza di lunghezza. Le rotaie più cor1e, com e g1a stato deuo, hanno rispettivamente la lunahezza di 0m 96 sin,94, (5,95 e8,9.i5sulle F. A. I.) e H •n, 94, sc~ondochè le,ro~ taJenormali sono lunghe 6m, 9'", o,ppt1re 12m. Le direzioni lecniche d_i og~ì. rete stabiliscono speciali norme intorno al numero ed alla r1part1z1one delle rotaie corte nelle curve. Le ferro vie dell' A. I. e le Meridionali indicano, per ogni raggio, il rapporto fra il nu1~1ero ~1 rotaie corte da impiegarsi e quello delle rota ie normali; le l•e1Tov:e Ro1~1ane prescrivono, a somiglianza di alcu ne reti estere, che « rn pratlca, si dovrà aclopernrc una ro t.aia corta ogni qua lvolt~ la squadra, applicata in cotT,ispondenza all'estremità della rotaia esterna, mani f~sti in quella interna un avanzo maggiore di m. 0,03 per rotme d1 9m, e cli 0 ,02 per quelle cli 6 metri ». 01

3° Addolcim,e,nto ctell'en,tmta in cuna . - A.llorchè un treno passa dal rettilineo alla curva, si manifes ta brnscamente la forza centrifuga, che tutti i viaggiatori risentono sotto forma di sbattimento all'infuori, come la ris.ente tutto il materiale mobile, pel quale è causa c~1 scosse v10lent1. Un effetto opposto, ma u.gualmente mo 1.esto, avviene all'usci ta dalla curva. - La sopraelevazione della rotaia e~terna correggerebbe questi effetti della forza centrifuga, se comin ciasse ad avere aiione contemporaneamente al manifestarsi cli questa;. 1:1a, per la necessità del raccordo, l'effetto della sopraelevazione a~tJCJpa .sulla manifestaiione della forz a centrifuga. Così/ il viaggiatore n sent~ la tendenza a cadere verso l' interno della cur,,v'a quando nessun'altra .forza co~1trobilancia tale tendenza, e appena egli si è accomodato ad essa, l'lSente bruscamente l'entrata in curva, appunto come se. nessun c~r'.'etti vo fosse stato appor Lato alla forza centrifuga.. Per togliere questi mconvenienli, si deve evitare di passare direttamente dalla retta alla curva di piccolo ra.'-'gio e viceversa· ma fra l' una ~ I' al ~ra devesi· ·mterporre una, curva, ~il cui' raggio da una ' grandezza mfin tta nel punto a contatto col la retta discenda '-'radatamente a1la grandezzà 1l del raggio della curva circolare. Colia inter-

r

385

posizione cli una curva siffatta, l'inclinazione del binario verso l'interno si risente contemporaneamente ad una l'or:ta. centri fuga adeguata a tale inclinazione; epperciò l'entrata in curva rimane geancle111:ente raddolcita. Simili linee sono chiamate ciirve di ?'accordo dei traLti rettilinei con le curve: il raccordo però non è fatto nel senso geometrico (cilè quesLo esiste già) , ma è riferito al movimento, e perciò a scanso di confusione possono dirsi meglio cu1·ve o linee di 1·addolciinento dell'entrata in curva. Un vtmtaggio secondario , ma non senza importanz[], cli queste linee è quello di ridurre di metà il tratto di binario rettilin eo , sul quale (prima del punto di tangenza della curva circolare) si ripartisce la sopraelevazione della roLa.ia esLemti; e ciò perchè esse si estendono soltanto per una metà lunghezza sul rettifilo, sviluppandosi per l'altra metà SLll binario in curva.. Il raddolcimento dell'entrata in cm·va non può farsi in pratica che, o spostando di qualche poco l'asse del binario rettilineo verso l' esterno (rispetto alla curva), o spostando l'asse della curva circolare verso l' interno. Quando si possa, questo secondo modo è preferibile, perchè permette, sulla piattafornia. già costruita, un maggior rinfianco di massicciata dal lato esterno della curva. Chiamando p il raggio variabile della curva di raddolcimento e ponendo l'origine delle coordinate nell'origine di essa, è fac.ile v~dere che, dicend o L la sua ascissa estrema (pr-aticamente uguale alla lunghezza del raccor do) le condizioni cui essa deve soddisfare sono compreso nell'equazione a)

Infatti perx :;:: o,sihap = oo; e per x=L, si ha: p=R. L'es pressione del raggio di curvatura p, in funzione da1Je coor. t · dma e e:

li + (dl/)2){

p

.

= !

d'cl ,ì] JJ

\ -

• ·1 va1ore <.1e 11a tan; ma, siccome 1

dx' gente dd Y è sempre assai piccolo, si può trascur are la x

. conda potenza, ed allora si ha:

!',U A

se-


386

Tntegrando due volte e determinando le costanti in base al fatto che]-per

a;

= o, - è Y --

· · o, d-y dx -- o, s1.· ricava I•equaztone fina le della

mita della curva di raddolcimento, che la tangente in quel punto coincidano coll'ordinata e colla tangente alla curva circolare. Si può anzi dimostrare che generalmente esse non coincideranno. Indicando con l la distanza O T (fìg. 33) dell'qrigirie delle coordinate dal punto di tangenza, l'equazione della circonferenza TM, riferita al punto O è :

curva:

(.:c-l)'

x'

bì

!I= 6 RL

I.a quale mostra che la Jir ea di raddolcimento dell'entrala in curva e una parabola cubica.

.

~)[.

=

,dalla quale per x

tangente

cl;

+ (y -

R)'

= R';

L s i ricavano i seguenti valori:

=

ordinata estrema Y . ( d1 )

B

X X

;j81

FERHOVI ARlO-mLJTARI

STUDI

L

R-

VR' -

e)

(L - l)'

- l = RL -y = _!::-_i_ VR'-(L - l )'

d)

d)

Dall'equaz ione (b) della cueva di raddolcimento si ricava invece:

N,

..

=

L' 6 R

e)

=

2R

L

f)

ordinata estt•ema Y, e

dy )

tangen te ( dx '

.

I

L

~+r, ...i" ::

:

I

.,

1·

I

L:t : : ; : ···aa-·- ->'<,1\ r- -- -'f-. ..i ......... -p P,

)j, , ::.' :

i!,,, ,

I quali valori, diversi da quelli e) e d) dimostl'ano che, a meno di speciali valori di L e di l, l'estremità della curva di raddolcimento non coincide colla curva circolare, nè per la stessa as,~issa è eguale l'inclinazione delle t angenti. Queste condizioni non sarebbero soddisfatte che per i valori di L e di l rilevati eguagliando le espressioni e) ed e), a quell ) d) ed f ). Risolvendo le due equazioni che ne risultano, si trovano valori i quali, in causa della loro soverchia grandezza, non possono praticamente trovare applicazione. In pratica si assume ordinariamente l

:,, : ,,

.. 11 ,, ., ,,

L

F ig. 3:3

-~r . Deve notarsi che la determinazione delle costanti é stata fatLa in modo da non poter garantire che, tanto l'ordinata dell'estre-

=

~

,·cioè la lunghezza ·

del raddolcimento si estende metà da un lato e meta dall'altro del punto di tangenza T. Per tal modo, tenendo fer mo il tratto rettilineo, risulta la curva OM, (fig. 33), e tenendo ferma la curva· circolare, risulta la MO, identica alla precedente. Le ordinate estreme, N, M, e NM, risultano nei due casi identiche, ed eguali a Y,

=

L' 6R

= 34

U

X

4

8R = T . T

p


388

STUDI

389

FERROVIA n IO- MILITARI

L'<,rd inata estrema deJla linea di raddolcimento risulta adunque eguale ai

!

della freccia corrispondente alla corda L; e da ciò

+

=

=

consegue (essendo T, P T, T T Pj che lo spostamento TT. n da darsi atrasse ciel binario rettilineo allorché si mantiene f~rma Ja cuna, è uguale alfa terzu parte della freccia TP, ed alla rruarla parte dell'ordinala estrena-t Y, ,

TT,

=n=

L' -.·J S"' _ -/,~ I\ l

L'

6R

g)

ed

r.c

é l'angolo ch'cssa ra col raggio al pun Lo di tangenza T

é l'angolo al centro corrispondente alla lunghezza ; dC>lrad-

dolcimento, si ha che lv spostamento da da1·si ad ogni punto delBB, s; il cui valore si può dedurre l'arco circolare·é: QM, dalla considerazione dei due triangoli, in cui il prolungamento del raggio in M, divide il triangolo MM, Q. Tale valore e:

=

=

L' COi" a :2/4. R . cos(

f=-)

Siccome il valore dell'angolo

et.

= i{

risulta sempre assai pic-

colo, l'espressione trovata dimostra che lo spostamento della curYa lungo la bisettrice clovra essere tanto più grande, quanto maggiore è l'ampiezza o della curva. L'accennato modo di calcolo e di tracciamento della curva di raddolcimento si basa tutto su diverse concessioni in fatto di esattezza le q uali possono però senz'inconvenienti ammettersi in pratica.' Così, per citare un esempio, nel punto M le tangenti alle due curve a contatto non hanno la stessa inclinazione, ma l'angolo che fanno è talmente piccolo da res tare inferiore a quello che risulta nell'un ione cli una rotaia coll'altra. Finora nulla è stijto detto intorno alla lunghezza L, che è>; resta tn un elemento di libera i"Celta in tutte le surriferite espl'ess ioni. Essa deve delerminari"i in base alla sopraelevazione h da

che si vuole dare

fi

al ra~cordo di tale sopraelevazione. Abbiamo trovato h

= (!bo'R os-

.

sia indicando con a una costante per una data vdoc1tà., /t

= Ra.. Se

vogliamo che lu pendenza del rnccordo ~ia egualB a p, la lunghezza

= -ph =

a . nella quale espressione · con -R p verra sceo·liere p in modo che L risulti un mulliplo della lunghezza defle rotaie. La lungheua totale L della curva di rad~olcimento adottando come valore massimo della pendenza P 11 5 p . •r0 0 , ;isulta in pratica sempre p iccola, poten~o. limi~rs i per r~taie d i 9"' a 36 metri al massimo. Il valore m1~1mo d1 L semb1a non debb~ scendere in pratica a meno di due lunghezze di rotaie. Deve notars i che, avendosi per ogni punto della curva di radL dovrà essere T,

Quando invece si mantiene fermo l'asse del rettifilo, e si sposta la curva circolare, lo spostamento deve fnrsi parallelamente alla bisettrice dell'angolo al centro dell'intera curva. Se la bisettrice è BC e sP ;

darsi alla rotaia esterna, ed alla pendenza

dolcimento' i-'

=

RL ed h X

= ~, risulta: h = p

RaL · x

che dimostr~ che il profilo longitndinalc del raccordo sulla rotaia esterna é rettilineo (I).

fng . L.

CONTI-YECCIH.

(1) una strana asserzione ~i le.,ge nello Relazione \.!e lla Co~1missiono del. 1877. per l'uniformilìt della soprastru ttu,·o: nell'allegato F, cito tra tta appn nto dello Clii ve d1 ,addolcimento, il relatore iog, Biglia, riconfermando qnonto avea già detto nel testo della bv• - « La r1p,1rlala · • Relazio11e, dica a propos ito dell'equazione /1 yiì· equazione e· qu olla

=

« dì un'i perbole. nnziono.l mente quindi la 1·icercata cul'va che, pal'tondo da .un raggi~ in· ~ finito arrh·a ad un raggio finito qualunque, dovtcbbe svilupparsi .nel ,111ano vert,cal~

• secolldo u,fipe,·bole. ,. _ L'equoz1o!le in discorso rappresenta infalt1 n.n iperbole, so s~ costrui sce rirerendoln ad h ed R, ma il raggio R non ò e non può mai essern una clello cool'dinato lungo il binario. Sostitue ndo invece R col s uo valore rn funzione della vera coordinata a; l'equazione della sopraelevazione rappresenta. per 11ecessa.rla consegi,en~a delle' condi: ioni ricerca~ per la cui•va di raddolcl111e11to, una retta. Tutto l'a!legato F del resto rigurgita d·crrori, che non ranno certamente onore a quella pubbllcaziono mi nistel'i alo.


L'ASSEIl IO DI GENOVA DEI,

1

IV. Le operazioni dal 20 aprile alla capitolazione. 'Ritorno di Massena a Genova: _provvedimenti relativi alle fort"lìc · · N 1 OZIOOI · UOVO prog.'3 tt. O (I"I Offi.ens1va: sua inattuabil ità - Provvedimenti riguardanti ìl governo della ci ttà, la gu.1rdia nazionale, la sussiste nza delle truppe e d 11 I · d. · · . . . ~ a popo azione. - Con1210111 morah della c1tta - Pr111cipio fondamentale d ella ct·i · . 1 esa _ p ronti d1· difesa. ripartizione delle truppe.

· Ri soluzioni di Melas por l'esecuzione della seconda parte del piano d" , st·t · d. 1 operaz1om - Co• 1 azione e. 131ocaz1011e del Corpo assediante - Concetti intorno all'andam 1 delle operaz1om d'assedio. en o Combattimenti. del 23 ap1·ile : Samincrda rono , l'Appariziooo - Disi>osizioni di Soult dopo 11 combattimento di Samp1erdareoa - Fatt i d'armi dol 24 al :1S uprile. Partenzad ·di Mclas · ·da Sestri Ponente: istruzioni al generale Ott ,.~o mand ante 1e :ruppe a~se ianu - Combattim.ento .del ao aprilo - l O momento, offensi,·a degli Austriaci: ~ muomonto, r on_t1·01Te?s1va d1 Masscna - Combatt.ìmento del la Coronata il 2 di mag.,10, - Aneo1menn dal 3 al 10 maggio - Progetto di Masseoa per ur,a energica olTensl\ a - Attacco d1 )I. Fasce (I I maggio) - Attacco di M. Creto (13 maggio). · Ultimi giorni dell 'assed io: fa t ti d'nrmi, condizioni del pro5 idio e della popol · d. Genova·- Convenzion e del 4 gìu'gno. azione 1

M~ssena era partito_da Genova all e due pomeridiane del 9 aprile; vi torno la notte del giorno 11·I, e ne ripartì la notte seouente. Che cosa _facesse, quali ordini impartisse in quelle ventiqua~tro ore non sappiamo: certo è però che se ordini vennero dati, non furono tali

. (li

Per l'intelligenza delle operazioni veggasi la carta degli Stui Sardi alla scala

250000' e

39~

da modificare sensibi lmente la situazione. La sera del 17 era nuovamente a Genova, ed era il mattino seguente raggiunto da Soull, il quale, non si sa il motivo, nveYa lasciato a Voltri le truppe nel momento in cui stavano per ingaggiare nuo,o comballimento: il giorno 19, scemale di numero e d'ardire, lr1. 2• e lrt 3• Divisione r ienLravano in Sampicrdarena e riparavano sotto i cannoni della piazza. Accompagnato da Soult, da Lamarti!lière comandante dell' arLiglieria., e dèl. Marés comandante del genio, Massena recasi il giorno 20 a visiLare i forti e la cinta, e prescrivo (per la prima volta) che siano eseguiti i lavori indispensabili ai forti Tanaglia e Speron e e alla cinta, introduce alcune modificazioni nel la disposizione delle bocche da· fuoco, e stabilisce le norme generali da seguirs i nella di fesa dell a piazza (11). Lo sLesso giorno invita i cii.ladini che banno depositi di biscotto a consegnarlo agli agenti dell'amministrazione, perchè lo spediscano tosto ai forti esterni che mancano assolutamente di viveri di riserva (2). Qu esti pronedimenti presi così tardivamente giovano a dimostrare come stenti a penetrar nell'animo di .Massena la eventuale necessilit di sostenere un assedio. Anche quando quesla necessità si presenta severa e inesorabi le come il cles!ino, l'anima sua indomabile si ribella al pensiero di doYersi chiudere entro la cinta di una piazza per es,;ere poi costretto dalla fame a capi~olare. Un concetto arditissimo gli balena nella mente, formar con le truppe meno scosse un corpo di spedizione, uscire con esso non lasciando a. Genova che la forza strettamente necessaria. per far difesa passiva, rompere la cerchia d'investimento, con ere :sugli i-\ ustriaci che fronteggiano Such eL, batterl i, dar la mano a Sucbet, tornare amendue a Genova e costringere Melas a togli ere l'assedio. Ma la fredda reallà !ronca presto le ali all'audace disegno: i dubbi si affollano; che av verrà della piazza durante l'assenza del grosso delle truppe? Dato pure che venga fauo di rompere la linea di investi monto, dove inconLreremo Suchet'? E se quesli fosse già stato costretto a ritirarsi dietro il Varo? ... Il dubbio si conYerLe bentoslo in certezza. TI giorno 2 1 aprile gl i giunge notizia che Suchet è in ritirata su l

L'ASSEDIO OI GENOVA DEL 1800 C4)

<h

·1800

i fogli 76, 68, 67, 66, 71, 75 dellu ,carta uegli S ta ti Sardi di terra forma al la

scala d i 5o,~o·

(I) Tu l t B>CLT, Voi. I , oag. 1ro. )

(2)

Ga:.:etta Na:ionale, •rri le 1800


3.9'.2

L'MSEDIO DI GENOVA DEL

1800

Varo: allora gli è forza chinare il capo dinanzi alla ferrea necessità, e disporsi a sostener quell'assedio a cui non aveva ancor seriamente pensato, e per cui non aveva ancor preso alcun provvedimento dì qualche importanza. L'energia di ~Iassena è da questo momento pari alle terri bili esigenze della situazione: egli comprende che la missione dell 'armata d'Italia non è ancora compiuta, e che, pu!'e -chiusa fra le mum clii Genova, può concorrere efficacemente all'attuazione dei disegni del Primo Console, attraendo a sè il maggior numero possibile cli truppe austriache, e facilitando in tal guis,1 lo sbocco dell'armata di riserva nel la valle del Po. Yia per conseguir tale scopo, richiedesi che tutte le truppe possano adoprarsi nella difesa esterna della piazza, e sia per lungo tempo assicurata la loro sussistenia . .Massena raccoglie nelle sue mani il potere civile e militare; obbliga il governo ligure a dimettersi , e nomina in sua vece una commissione di Lremembri, una specie di comitato di sa.lui.e pubblica, che risiede presso il Quartier generale, e dipende diretLamente dal comandante dell'atma la. Affi nchè tutte le trnppe permanenti possano adoprarsi nella. difesa esterna, riorganizza la guardia nazionale, cost.iLuisce due legioni coi rifugiati italiani e polacchi, affida alh guardia nazionale la sicurezza interna della piazza e !a difesa della cinta, assegna a ciascun riparLo la sua piazza d'allarme, e il ·posLo da difendersi in caso d'attacco. Per assicurare i! più lungamente possib ile la sussistenza della truppa e della popolazione, fa requisire dalla Commissione di governo tutte le denate alimentari che trovansi presso i negozianti, sollecita l'invio di granagl ie dalla Corsica, da Marsiglia e da Nizza., fa eseguire il censimento dei cavalli esistenti nella città, e prescrive sieno tenuti a disposizione del governo, sequestra tutti i valori esistenti nelle casse pubbliche, e stabilisce le norme opportune affinché una scrupolosa regolarità e la massima parsimonia presieda.no alle distribuzioni. I molini di Voltri, che macinavano grandissima parte del grano consumato dalla città di Genova, sono già nelle mani del nem ico; quelli di Rivarolo e Sampierdarena possono cadervi da un giorno all'altro; Massena prescrive che siano rimessi in assetto i mo lini a mano a cui si ricorse durante l'assedio

;,'ASSEDIO DI GEMVA DEL

•1800

393

del ·1747, e ne siano fabbricali altri cui la form motrice sia comunicata dai cavalli (11). L'efficar,ia dei provvedimenti accennati dipende soYJ'aLuUo da.Ile condi7,ioni dello spirito pubblico: ma in esse Massena, più che ostatolo, trova aiuto. Le diverse classi sociali hanno idee, simpMie'. aspirazioni opposte; il patriziato co' suoi clienti, devo~o _sempre a, vecchi ordini politici, considera la rivo luzione e il dom11110 fra~cese come trn male gravissimo, e n'affretta co' suoi voti e con segreti maneggi la. Gne: !a borghesia invece trova nelle _massime _proclamate da. essa rivo luzione il principio clella sua premmenza sociale, e vede nelle armate francesi la. più valida guarentigia dei diritti novellamente acquistali: la plebe è malcria neutra, che guidata dagli interessi del momento, regola i propri affetti a seconda. della fortuna, pronta sempre a inneggiare al vincitore e maledire al vinto . Qu~sla eondizione di cose non può ispira.re gravi timori a Massena: egli sa che. in tma città, dedita come Genova al commercio, la potenza !';Ocia!e risiede in grandissima parte presso la borghesia, la. qua le esercita l'ufficio di classe dirigente, s'.impon e a! patriziato, e trascina !e plebi. Se la popolazione genovese si serbò in generale rassegnata. e franquilla nel mezzo cli prolungate e terribili privazion!, ci? ~e.ves1specialmente alle classi medie, le quali furono esempio d, vmle rassegnazione, e assecondarono il più delle volte con zelo la volontà di Massena. Le affermazioni di Thieba.ult intorno al contegno fiacco e al malvolere della ;uarclia nazionale, specialmente negli ultimi rriorni dell'assedio, ;eccano di esagerazione; potranno contribuire !11a glorificazione cli ~lassena, ma sono un oltraggio alla veri!~: esse sono contraddette dalla Ga.z.zetta Na.zionale, .dal Petracch1 e dal Massucco testimoni <lei fatti (2).

(l) Thiebault 8 Koch attribuiscono a Marés tutto il mcrir.o dei mohui a ca ,:alli: consta per contro c he l'idea e la costruzione di tal i molìo i è dovuta . al Comm1ssar10 dt guerra An nibale Beccaria, fratello del celehre Cesare, _e professore ~, meccamca ~resso

la Scuola del genio. - v. TuRorrr, Stoi·ia delle a,·mi ,talitrne dal 1,96 al 1814, Vol. I, pag, 4~1. • , , . , I • , , (2) 11 Massucco tradusse il Giornale det! as3ed10 d1 _Thtebau,t, e lo coi redo dt a lcune note a llo scopo di rettificaro parecchi punti della narrazione.


1

L'ASSEDIO DI GENOVA DEL

1800

L ASSEDJO DI GENOVA DEL

394-,

Il sistema cli clil'esa adottato da Massena può esprimersi colla formola seguente: approfittare della propria posizione centrale per piombare con la massa delle forze or sull'uno or sull'altro dei corpi assedianti, obbliga.ti dalle condizioni del terreno a starsi divisi, e incapaci per difetto di facil i comunicazion i di prestarsi vicendevolmente soccorso immediato: i forti staccati e la cinta devono bensì. mettersi nella migliore condizione cli difesa, ma più che a sostenere difesa passiva, essi debbono servire quali punti d'appoggio alla difesa auiva. · Il fronte di difesa è diviso iri tre scompartimenti : oltre le truppe assegnate a ciascuno scompartimento, v'ha una riserva generale ·stabilita a Genova. In conseguenza degli ordini dati da Ma·ssena il giorno 20 aprile, le truppe ricevono il 2 1 la dislocazione seguente.

Divisione

I Brigata Sticker

Schellenberg

Bussy

I

Divisione \ 21• di lilleo . 62,a

Miollis

I ::: v r.,

G()

a

73·

))

»

Division~ ·106·

))

s·

))

25·

))

Scompartimento nord: presidio ai foni Diamante, Spe_rone e Tanaglia: occupar.ione permanente della posizionedei Due Fratelli.

\ l 2500 \

Scompartimento ovest: occu· pazione di Sampierdarena, Rivarolo Inferiore e alture di Belvedere.

I

'.2• di linea

Il

i 3000

3· leggera

3•

Weber

))

l

2500

Genova.

N. B. La presente dislocazione subisce nei dettagli quakhe modificazione nel corso dell'assedio .

Forza

I

r [

.

5 battaglioni 3 squadroni 6600 nomini

I

Dislocazione

Uatteria s. Andrea Coron'ata - M. Cmo: avarnr,osti lungo la dest.ra e ella Polcevera.

I

I1:3

Edder

battaglioni \7800 uomini

Rous$eau

I

Vogclsang

Frimont di linea

97·

Riserva

Scompartimento est: dalla foce della Sturia a Gavetto presso Staglieno: fornisce il presidio ai trinceramenti provvisori di M. Ratti, ai forti Richelieu, Santa Tecla e Quezzì.

Hohenzollern

I I I

Gazan

,i,000

))

395

Ricacciato Massena sn Genova, Melas risolve di lasciar Ott con 30000 uomini ad assediare la piazza e di accorrere colle rimanenti truppe a rincalzo di ·Elssnitz rimasto solo di fronte a Suchet. Avvia quindi tosto ' la brigata Saint. J ulien su Savona , ie briaate Belleaai·de \') 0 ' Brentano e Lattermann su M. S. Giacomo e Settepani. Le forze assedianti sono dopo il ::H apri le ripartite nel modo secruente luno-o. 0 la linea d'investimento. 1')

1

3a e 8• leggern

1800

t

bau,gJi.n"i b270 uomm1

S. Biagio ì\famsseno: avamposti a Rivarolo.

Murl~ -

Sardorella Torazza - Molassana: II Torrente avamposti a Brasile, -

Transacco, S. Gottardo.

Il

L

Gottesheim 8 batt.1 Ocomp. Struppa _:. :M.. Fasce -7000uomìni Quinto a mare: avam!iosti 3 Olmo e Bavari e . ungo la sinistra della Stur!a.

Alle forze sovraindicate è d'uopo aggiungere circa 3000 insorti delle valli di Polcevera, Bisagno e Fontanabona comandati dal ge · nerale As:;ereto, e qualche centinaio di Piemontesi, che ThiehaulL e lHrax indicano come truppe regl\lari asso ldate dal re di Sardegna, ed altri r.ome bande di contadini del ~ionferrato accorsi per sete di .


396

l)AS~ED IO 01 GENOVA D1"f,

,f800

rapina al seguito del le truppe austriache (I): questi insorti fa ce\ ano parte dell a Di visione Hohenzoll ern. La fo rza della truppa di Ott si ma~tenne press~chè costante durante tutto il tempo dell'assedio, a cag1?ne dell'arrivo di pa'.·ecchi battaglioni dalla Toscana, i quali s~rv1rono a .colmare t vuoti prodotti dai combaLt imenti. I magazzini d1 vett?vagli.am~nto furono stabiliti a Yoltri, Voltaggio e :kapallo. . Abb1~mo 1nd1~at? I.e dispos izion i di Melas intorno al nuovo peno~o d1 _operaz10n1 che sta per incominciare. Quanto a Genorn, egh non rntende assolutamente clic si proceda ad un assedio re11o lare, al quale uopo gli manca tutlo il parco d'assedio eh' è rim;sto in Alessandria, e i cavalli occorrenti per trainarlo : vuole iuYece che la. piazza sia strettamente investita, in hauisa da costrinaere la , . D guarn1g10ne ad arrendersi appena consumate le ultime razioni di viveri. Ciò cho più gli dà pensiero, si è la eYenlual ità che J'assedi~lo tenti di rompere la linea di inrnstimento verso o,·est per assalire a te.rgo le truppe di Elssnitz o ricongiungersi con Suchet; 0 che questi, ra fforzato da nuove troppe, possa accorrere a libemre Massena: colloca pel'tanro uoa buona metà delle forze as:5edinnti lungo. la. Polcevera: il ~uarLier generale dP.I comandante il corpo di assedio e posto :l Sest1·1 Ponente. - La linea d'investimento ha uno s:7iluppo di ~ire~ cihqu.a.nta ch ilometri: i trn nuclei principali delle !orze assecl1an11 sono fra loro divisi da. ostacoli ta li1 clie lenu~~ conto ~lella difricoltà delle comunicazioni, non posso no, s~ assali ti rcpen lmamer~lc, pre_starsi a vicenda appoggio direlto : essi prrò s~no tal,!llentc fo1'l1, specialmente vorso nord e verso ovest, che, med,anlo opportuni '.avori. di afforznmento clo!Je posizioni occupate, possono non solo 1mped1r~ qualunque comun icazione della piazza col terreno esLorno, ma rmtuzzare al tresi qualunque attacco da parte degli assediati . E a tali lavori lo truppe, sussidiate dai- nilligiani di Polcevera e Bisagno, attendono fin dai primi o-i orni: trince1·amentidi vario genero si elevano a Q11ar to, ali' Appari:ione, a monte Fasce, a;u. Greto, a Torazza, alla Coronata.- Jlentre però rinunziano

. O) Il

governo piemontese tentò ben;l, dopo la restnurazioue dell'anno precedente,

d i r1o~g~ n1zzare qun lche corpo di truppa regoluro: ma di tali corpi es istevano appona i

quadri ; _lo r_oclute se ne lornavano tosto alle loro case perché non pagato o lasciate senza Vl\'OrJ. -

V. N1co_"10B 81,Nco1, Storia dtlla l}fonarchia di Savoia, Voi. II.

L' -ASSEDIO 0 1 GE~O YA DEL

39i

·1800

alle operazioni di un assedio regolare, gli Auslriaci non inLmHlono di es.el udere ogni tonlativo che possa affrettare la caduta. della piazza . Melas prescrive che si proceda a. ripeluli a1Luccl1i a!.1 0 scopo di logorare le forze della guarnigione, e agevolare così un assalto di sorp1·esa o di ,viva l'orza conlro la. cinta; volge inolli:e Yi vi~sime istanze all'ammiraglio Keith affinchè con frequenti bombardame11ti ecciLi la popolar1. ione ad insorgere. Tali atlaccb i poi debbono es~cro generali; si dcc premore con tntle le fo rze da. tulli i lati contemporaneamente, in gu isa da. obbligar gli assediati a divider~i per tener lesta dapportuLto; un cerchio di [uoco deve stendersi da l.C t'ra. e da mare tolto intorno alla. piazza. Avvisaglie di poca importanza. accadono quasi tutti i giorni l'ra gli a.\•ampo~ delle due parli. ~on è il caso di occupa rcene: ci contenteremo cli riassumere quo' soli falli che segnano i momenti principali clell 'asscdio. Le truppe assedianti hanno da poco occupalo lo posizioni loro assegna~. quando da alcuni indizi od informazioni raccolti il 2.2 aprile, Melas 1.1·ae argomcnlo per credere cli e l\Jassena vogljt il cli seguente tentare una. grossa sortita. verso owst. Ordin:fpertanlo fin dalla sera dol 23 che, appena il nemico lenti di passar la Polcevera per aLlaccare le alture della Coronala, la sinistra della di\'isione Schellenberg scenda dai colli di Fegino o !-i goLli risolu tamente contro il finnco do!-tro dell'assalitore: l;~ divisione Vogelsang secondi e appoggi da Jinrla e da i\fanisseno il momovjmento di Schellenberg; Hohenzo llern e Assereto facc iano energiche dimostrazioni contro il Diamante e i Due Fratelli, e Gotlesheim contro. le alture d' Alharo . Alle 3 antimeridiane del 23 tutte le truppe sono pronte; ma le pattuglio di ri cognizione riferiscono che non v'ha indizio cli movimenti da parte cle' Francesi. Melas allora risolve di attaccar Sampierdarena. Il reggimento Nadasdy (3 battaglioni) scende dalla Coronala, passa la Polcevera fra Rivarolo e Sampiedarena, si dirige su rruosta città., piomba improvviso sul 2° battaglione della 3" leggera e su allri due della 254, li caccia disordinati sulle alture cli Promontorio, e, taglialo fuo1·i un altro battaglione della 2oa ch'era tra il ponte di Corn igli ano e, il mare, si spinge fino a Porta Lanterna, ove la guardia ha appena il tempo di alzare il ponte levatoio. Ma in questo momento il generale Cassagne scende con la riserva dalle alture cli Belvedere, e cadendo ANNO XXVIJ, VOL , l ll,

26


398

L'ASSEDIO DI GEl'\OVA DEL

1800

alla sua volta sugli AusLriaci non ancora r iordinati, li obbliga aripassar sulla sinistra della Polcevel'a dopo aver lasciato nelle sue mani circa 400 prigionieri. Mentre gl i Austriaci sono ricacciati da Sampierclarena, Yogelsang occupa senza grave clifficolli1 Rivarolo Inferiore e il convento della Misericordia; Hohenzollern eseguisce le dimostrazioni prescritt.egli contro il Diamante e i Due • Fratelli. Lungo la Sturla .,J iollis ha prevenuto Gottesheim; collo scopo di eseguire U1Ht. ricognizione offensiva su M. Fasce, egl i passa il torrente su due ~olonne: una si dirjge sul!' Appal'izione, l'altra su Castagna: la prima sloggia gli Auslriaci dall'Apparizione, e n' è tosto ricacciata dalle prime riserve invi ate da Gottesheim; torna di nuovo all'assal i.o, e se ne impadronisce un'altra volla. L'altra colonna assale frattanto il posto di Castagna difeso da una compagnia, e già sta per cacciarne il difensore, quando sopraggiungono tre compagnie e l'obb ligano a desjstcre. Poco dopo giunge ali' Apparizione l' intero reggimento K1ebek, e anche l'a ltrn colonna è ricacc iMa sulla Sturla. Hohenzo llern e Go ttesheim rientrano ai loro accampamenti alle 7 pomeridiane (I ). , L'att;icco repentino di Sampierclarena poteva produrre effetti gravissimi se non fosse acco rso prontamente Cassagne con la riserva: è una severa lezione per gli assediati . Soult modifica la dislocazione delle trnppe dal lato OYest della piazza, e detta alcune llorme circa il servizio di sicurezza . 'La ·I06· cli iinea dal monte de1 Due Fratell i si reca presso porta Granarolo, donde accorrerà si a sostegno della 97a che resta ai Due Fratelli, sì al fo rte Tanaglia a soccorso del la brigata Cassagne. Le truppe che trovansi a Sarnpierda rena, se costrette a ritirarsi, clouanno r iparare sotto)1a protezione del forte Tanaglia: devono sbarrarsi le strade a ovest del sobborgo, eccello quella che per il ponte sulla Polceveraconduce a Cornigliano: numerose pattuglie di ricognizione devono inviarsi ogni m~Ltina su Lutto il fronte. Dal 24 DI 28 aprile accadono i seguenti falli: il primo battaglione della 78a cli linea s'i mpadronisce di viva forza della posizione di Thfonleratti: un battagli one cli Hohenzollem sussidiato da Lande di

è

(1) Koc.h non fn menzione de l comha tlimcnto dell' Apparizioae e di Castagna: esso narrato cui pm·Licolari più minuti da Thiet)ault e da Mrax.

L'ASSEDIO DI GENOVA DEL 1800

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insorti tenta, ma senza frutto, un attacco di sorpresa contro i Due Fratelli. Mentre la flotta ingl ese bombarda la città, ì\lelas, per mezzo di un parlamentario, spedisce a Massena l'intimazione di arrendersi: avutone un altero rifiuto, affida a Olt il comando delle truppe assedianti, e il 27 parte alla vol ta di Savona per assumere la direzione delle operazioni contro SucheL Le istruzioni da lui lasciate al generale Ott si riducono ai seguenti capi principali: ! 0) L'assediante dovrà star vigile e forte specialmente sulla propria destra: laJiuscita d'un attacco nemico contro la destra potrebbe compromettere le sorti della campagna; 2°) Il centro e la sinistra (divis ione Hohenzollern e brigata Gottsheirn) non hanno a temere attacchi cli molta grav iUi: se assaliti, dovranno operare con energica controffesa: se avranno a fron te forze superiori , ritirarsi lentamente; 3~) Il corpo d' assedio non dovr1t. rimanersi inoperoso: proCllrerà di lo()'orare le forze dell'avversiu·io con frequenti attacchi; 4.0) t~uopo occupare quanto più presto è possibile le n.11ure d'Albaro e di Madonna del Monte, e interrompere le comunicazioni fra il Diamante e lo Speronrmediante l'occupazione dei Due Fratell i; 5°) Qualora occorrailo cann9ni di grosso calibro, il comandante delle truppe assedianti ne farà richiesta all'ammiraglio Kei th; . 6°) Il gènerale Ott ha pieni poteri per sottòscri vere la capito lazione ( 1). Gli ord ini di Melas sono tosto eseguiti: Ott risolve di procedere il dì 30 aprile all'attacco dellealturedi AlbaroeMadonnadel Monte: dispone quanto segue: ,! 0 ) La divisione Schellenberg e una brigata della divisione Yorrelsano· faranno energiche dimostrazioni contro il lato ovest della pia:za: l'~ltra. brigata, 4, battaglioni, occuperà la sera del 29 il contrafforte di M. Rosso con la destra alla Misericordia, la. sinisLra al villaggio di Begato, e si regolerà in modo da indurre il nemico a credere che l'altacco principale sia diretto contro il tratto di cinta compreso fra la Tanaglia e lo Sperone; 1

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DI GF.)<'OV.\ l)F)f, ~ 800

2°) Il gener~lc Assereto marcerà il 30 di buon mattino colle

truppe irregolari da Torazza sul Diamante e sui f>uo Fratelli: concorrerà a tale attac.;o anche la trnppa della diYisione Vogelsang che pernotta a 'M. Rosso; 3°) La divisione Hohenzollern scenderà nella val le del Disagno: occuperà dapprima M. Cimon, S. Eusebio e ~I. Rnlti: indi con In. sinistra e col centro marcerlt su Monte Quezzi e su Madonna ~el ~Ionte: la destra appoggerà tale movimento procedendo lungo 11 B,sagno; 4°) La brigata Gotlesheim si dirigerà dall'Apparizione su S. ~fartino e S. Francesco cl' Al baro: i forti egli nitri tl'inceramen ti elevati sulla sinistra del Bisagno non do'Vranno ancstaro o ritardare la sua. marcia: quando non venga fatto di impadronirsene immediatamente, si lascerà. truppa sufficiente per mascherarli e si procederà. oltre risolutamente. Nelle ore pomeridiane del 29 un battaglione dolla divisione Scliellenberg scend~ dalla Cor.onata a Comigliano, e si dispone lungo la Polcovera fra il ponte e 11 mare: la rìserva della divisione si reca da. Sestri alla, Coronata. I quattro battaglioni della divisione Vor,el· o sa~g occupano i\l. .~ o~so sul far della sera: altre quallro compagme della stessa d1V1s1one occupano Villa Spinola sulla Polcevera. La brigata Rousseau si reca da S. Olcese a ~I. Creto: essa e Je };rigate Frimont e Gottesheim ricevono ordine di tenet' tutta Ja notte i f~och i acc~si ~ei _bivacc.hi, mettersi in marcia assai presto per poter gmngoro a1 pnm1 albori a contatto col nemico: Frimont occuperà S. Eusebio, ~1. Ratti e i Camaldoli, indi p rose"uirà sul monte di ~ne~zi e su Madonna del Monte: Rousseau lasc~rà mezza brigata m riserva a Torazza, col resto occuperà M. Cimea .e apporr"erà il movimento di Frimont. no Gli spostamenti di troppe eseguiti da Schellenbcrg e da Vogelsang 1n sera dol 29 non .c;ono sfuggiti alla sorveglianza de' Frances_i: il forte Tanaglia ha cannoneggiato a !ungo.i battaglioni di Villa ~prnola e .nr. Ross0. All'attacco cosi apertamente preparato contro ti fro1~to oYest della piazza, ~fassena risolve di rispondere con un energico .contrattacco: la set·a stessa egli prescrire che qnaLtro mezze brigate sostenute da altre due di riserva passino il mauino per tempo la Polceyera fra Sampierdarena e Rivarolo; s'impadroni-

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scano delle alture della Coronata, e si spingano fino a Seslri. Le truppe devol;l.O es::;01·e pronte a marchi.re aHe 2 antimeridiane: l\liolli-; farà semplici dimostrazioni verso est (,I) . I Francesi, non sappiamo per quali motivi, J10n erallo pronti all'ora indicala: l'iniziaLi ,·a reslr1pertnn to agli A.ust1·iaci. Alle 3, 30 antimeridiane le arliglierie della Coronata apron<• il fuoco contro Jeallurn eh Belvedere e Croc\eLla; la flotta, avvicinatasi al ~Iolo Nuovo, lancia le sue bordale cont1·0 Genorn e Sumpi erclareua . Dopo un'ora circa la brigala Bussy scende dalle alture, e passa la Polcevern a nord di Sampierdarena: una parte di essa volge a destra verso il sobborgo direso dalla 23• leggera, il resto a sini-slra rerso Rirnrolo luferiore guardato dalla 5" leggera: il co1uJ)t1 Lti mento si trascina fiacco per lunga pezza; solo rnrso le 9 antimeridiane gli Austriaci souo padron i di Sa.mpicrclareua e cli lli.,arolo , e iYi s'arrestano (3) . - Nel frallempo le trnppe il'l'egolari di A.ssereto avvi luppano il Diamante; i quattro battaglioni cli Palfy, raccoltisi presso il rillaggio cli Ilegato, salgono su per !'erta pendice elci Due l?rnL :elli, ne scacciano la ina di linea, incli muovono contro lo Sperone, ma sono tosto a!'l'estaLi dall'aniglie~·ia del fo rte e dal fuoco della 21:• di linea . L'allacco conlro ìl fronte est della piazza com incia alle 4 antimeridiane. Una fregata, quattro cannoniere e scLte lnnce si ac.c.ostano a Sturla e a S. Giuliano, e battono di fianco e di rorescio le posizioni ocutpatc dell'ala destra cli Niiollis. Intanto le YUJ'ie colonne lllLlOVono nella direzione a c.iascuna assegnala: FrimonL s'impaclronisce alle 6 di Monte Ralli: incli spiccato un distacca.mento sni Camalùo!i per mascherare il forto llichelieu, si av,·ia per l\Ioule (I) KGch non ra menzione di que,t.o progcllo di sortita; ma T hichau lt ne presenta una prova irl'Cfragabile nelle 1struzioai date da Mas,eua a Soult la sera del 29, nelle quali s ono d11sigua\e le m,nze h" i~a te ch o dovra 11no prende,· parte all 'a tLacco, o l'ora in cui avranno a mettersi i11 mur,:ia. !\on è poi fuor i d1 luogo notare come, stando :a quan to scrice Thiebault. la risoluzione nùn swebhe stata consigliata dai movintcnt.ì eseguiti .110! pomeriggio del 29 d;illi.1 division i Sc hell e 11 berg e Vogelsaog. A noi paro il contra rio: do po av u ta nu~izia do, prcpara tll'i u· ,,ttacco fa tt i dagli Austl'iac i eva troppo natui·11lo che l.lassena rafforzasse la su..i de$ lra. per maudaro a vuoto il ten L:l tirn: quanto al mol'im~nto s11ll:l Coronata e Seslri. esso era pienamente conforme all'indole di Massena e al couoctto e:he s i ern formato d~ll\1ssedio cli Genorn. (21 Lo ind icazioni rela ti vo alle ore in c ui hnnno luogo i princ i)lali opisod i del com• ,battim ento sono desunte dJlla Gauetta ,Ya:ionale Li911re.


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Quez,d, e alle 9 è padrone del forte che sorge sovresso il monle. · Rousseau seconda e appoggia il movimento di Frimont con alcune compagnie avviate da M. Cimea nella valle di Bisagno. Verso la stessa ora GoLtesheim, che ha passato la Sturla alle (5, giunge col grosso della brigata all e prime case di S. Francesco e di S. l\Iartino d'Albaro. Poco dopo le 9 sopravv iene una pioggia dirottissima: il combattimento cessa su tullo il fronte. Dopo i primi colpi di cannone sparati dulle ballerie della Coronala Massena è accorso a Porta Lanterna: appena s'avvede non trattarsi da quel laJo se non di semplici dimostrazioni, si reca a Porta Romana, e vi giunge appunto verso le nove, quando le trupp e di Miollis scorate e rotte si ritraevano dal le alture di Albaro e di Quezzi; poco dopo apprende come il monte de i Due Fratelli è pure esso caduto in potere degli assali tori ('I). Risolve allora di procedere ad energica controffesa verso nord e verso est: prescrive a Soult di recarsi tosto allo Sperone con la 73", la ! 06" e tin battaglione della 2a di linea, indi sboccarne e r icucciar gli Austriaci dalla posizione dei Due Fratelli: richiama a Porta Romana h~ 2a e la aa di linen, r iordina e rinfranca con dis tribuziooi di vino, e con energiche parole le truppe di Miollis, e assume egli stesso la direzione del combattimento da questo la to. È circa mezzogiorno quando i Francesi iniziano il movimento controffensivo. Primo Darnaud con la. 24n e Ja 62" di linea rafforzala da un battaglione della 2° muove conLro la sinistra della brigata Gollesheirn già stabili ta.sì sulle alture di S. Francesco d'Abaro, e l'obbliga a rip iegare sul la Sturla: il centro e !a destra della stessa brigata minacciate così di aggiramento, abbandonano 1

(1) L1 condotta di Massena nel mattin o del 30 non è ben c hiarita dagli storici . Thiebault e Koch affermano c he, appena gi unto a Porta Lanterna, oss ia verso Je quattro antimernlia ne, compres~ che il pericolo più grave era verso est, e si avviò tosto verso P orta nomana. Ma come mai, chiediamo no i, vi g iunse solo verso le novel Si rcrmò per qualche ora nel suo palazzo di piazza San Domenico? Perché, redendo c he il vero attacco era da ltn-an te, non avviò tosto pa rte della riserva a soccorso di Miollis? - Noi incli ni.Jmo a credere che Massena non afferrasse tanto prnsto il pensiero dell"anersario, o che recatosi a Porta Lan terna, vi si trattenesse più di q uanto è indic,,to da Thiebaul t e d.J J,och, aspet tando che !a si tuazione si focesso più cbiara.

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Martino cl' Albarc · e raggiungono pure la Sturla: quindi l' intera brigata, vivamente inseguita da Darnaud fino ali' Apparizione, si ritira su M. Fasce. Tostochè Gottesheirn ha ripnssat.o la Sturla, e la brigata Frimont è senza appoggio alla propria sinistra, Massena ordi~a. si p1:oceda all'attacco delle alture cli Quezzi . Verso le tee pomendrnne 11 colonnello Mouton sale su per il dorso del monte con due baLlè~glioni della 3• di linea; il generale Hector Legros minaccia gli Austriaci da tergo avanzando per il contrafforte di Madonna del Monte (•1). Manca però l'accordo nei movimenti delle due colonne: Moulon lanc·ia i suoi bal.l.aglìoni all'assallo prima che la co lonna Legros sia · in grado di far sentire la sua azione, e i due battagl ioni sono respinti con gravi perdite, il colonnello. Mouton ~ ferito ~ravemenle: - Ma il possesso di ~1. Quezzi è per 1 Francesi troppo nnportanl.e: Massena dispone che si tenti un nuovo au.acco . Sono ~re colonne ch_e verso le quattro e mezza movono cli conserva contro .il .fo\'Le Quez:z1: Poinsot coi due baLLaglioni già menzionati della 3a cli linea cammma luno-o il dorso del monte: sulla destra s'avanza Miollis con un battaglione della 2• cli linea, sulla sinistra Thiebault con quattro con:del 3° battaolione della 2a di linea: altre quattro• compag1ue paonie o l? . della stessa mezza brigata sono tenute in riserva. Fr1mont res1sl~ ostinatamente; ma quando fa avanzar la propria riserva per opporst alla mossa avvolgen t.e cli Thiehanll, Massena lancia alla sua volta le quattro compagnie comnnclnte da Anélrieux 11 rin forzo d~ll~ colonna di sinistra. L'attacco energicamente condotto contro il frnnco destro obblio-a Frìmon t a ritirarsi: egli abbandona il forte di Quezzi, e pe; Torre di Raui, S. Eusebio e Olmo si diri?e su Monte Crei.o (2). La colonna Legros giunge intanto su M: ~{aL~1; _n' ~ccupa i trinceramenti e raccoglie circa qnattrocento pr1 g1on1er1 : 11 presidio del forteRichelieu eseguisce una sortita e ricaccia sulla SI.urla (I) Koch scrive ·che i battaglion i della za di linea erano comanr'.ati ,~a.Poinsot: è. .~~~­ rore: tutti gli scr ittori, con a capo Thicban lt, sono concord1 n~ II a~se, 11 è . che Po,1. non assunso il comando di de tti battaglion i s,, non dopo c hi 1urono res pinti da Mon~e di Qu ezzi , o il colonnello Mouton ru forito. . . , (2) Gli storici, non escluso il Mrax, non <lànno a lcun ra ggu~gl ,o 111,orno nll~ _operazioni di quella parte della brigata Rousseau che, doveva appogi;1are lo mos,o di I•n m_ont. Pare che la sua azione si sia limitata a raccogliere i fuggia schi e pro teggere la r, t1rat~. 0

della brigata ora detta .

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IJ .\$SED10 DI G.E;-(0 \'A, OT:,L

un distaccamento ùella brigala. GoLLesheim ch'era ri masto presso il forle. Nel momenlo in cui l'esito dell'atlacco del forte Quezzi è assicurnto, Soult, che dallo Sperone osserva l'andamento del comballimenlo sulla. sinistrn. del Bisagno, ordina di movere ali' aLlacco dei D_ue Fratelli ('I). Gl, altaccanli sono formati su tl'e colonne; quella di '.les_Lm composta della 97a di linea sollo ali ordini del oenerale S1!1t.al; quella di sinistra costituita da alcun~ compao-nie JO uo0 mim) della 7~· di linea, e quella del centro formata dalla I06a e da un ùallagl10ne della 3° di linea sollo gl i ordini diretti di So ul tla 2-i." resta in riserva presso lo Sperone. ì'llentre Soull allacca di ~ronle e minaccia il fianco, la guarnigione del Diamante esce dal foi-t? e minaccia a tergo gli Austriaci; i quali assaliti da tutti i lati 51 gill.ano a precipizio giù per il vallone di BerraLo, Jasciaudo in mano de61i assali tori buon numeeo di prigionie!'i e .2 cannoni che avevano co_n grnn~e fat ica trasci nati lass ù fi n dal mattino (:2). Le pertl1te degli Austriaci ascendono a 208 morti 774. fe1·iti ·I P~'ig_ionieri: quelle dei Prancesi a 80 morti, .1,3 Ì ferì Li e pl'l;.pon1er1 . . L'nuacco Lenlato dagli Austriaci contro il h1lo ol'i entalc della piazza parrna llassena quasi un indizio di imminenLe abbandono del. '. ',~;;:secl ioc'.a ?al'Ledi i\I.elas; eg~i dubiLava che iIgeneralissimo ausrriaco, <li .u ta n~(JZ!à della discesa dt Napoleone in Piemonte, avesse ' oluto prnna ~ accorrere conLro i I Pri mo Console, tcnlal'e d' i111padronirsi tlel!a piazza mediante un. attacco di viYa forza. Pare,,agli quindi oppor.Luno ac~erLare anz,tullo la veri tà della cosa, e p1·ocurarc di tan er il ma~g1or tempo possibile l'aHersario aLLorno a Genova. A tal uopo egli risolve di fare una nuo·rn sortita verso ponente criudicando tlte l'operare in questa direzione possa aprirgli il va:·c~ per

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ricongiun~cni, oon S-ncheli, o almeno fa i' rndere in sue mani il materiale e le provYigioni che gli asscdiauLi hanno accumulalo alla Cor0nat.i e a SesLri. L'aLLacco dell a Coronata è fissato per il giorno 2 maggio. Miollis dc.ve trallenere con energiche dimostrazion i il nemico verso levante: la 97" e la i>i:>" d,i Linea devono scendere dai Due Fratelli e minacciar Teglia e Rivarolo Superiore; e ment1·e la 3f di J,i uen, la 2• leggera, e dodici compagnie di granati eri sLaccale dalle altre mezze brigale terranno a bada da Sarnpierdarcna la destra e il ccn Lro dellil posizione, iI generale Gazan con la i.$ e Jn. 25n leggera e la ·I06· di linea donà, procedendo per il Boschetto, attaccarne l'a sinistra e minacciarne il Lergo . La colonna Gazan sbocca da Rivarolo Inferiore alle quattro ani imerid iane, e s'avanza per iscagl ion i dalla.destra con la o" leggera in lt'sla: questa mezza brigata sale senza graYi dirficollà su per le pendici del BoscbeUo; giunge fiuo alla. batteria au striaca del Parafliso annata con lre cannoni, e disperde un battaglione del reggimeHlo Nadasdy. ~la sopraggiungono tosto le prime riserve ad arrestar<' gl i assal itori ; e una balleria della div isione Vogelsa ng, spiegata,;i a ovest di Rivarolo Superiore, apre vi,issimo fuo co con tro le pendici no1·cl-oriental i della Coronala . l i generale Gazan e l'ai utante gencrnle Fanltrnzi sono ferit i; battuta di fron te e cli fìa1~co, la 25" leggera ridiscende a. precipizio dall'a!Lura elci Paradiso, e travolge nella fuga la 5• leggera e la I06" di linea. che già salivan su per l'erLa. Tn questo momento sboccano da Rivarolo. Superiore alcuni squadroni di usseri, e minacciano di render più disordinala e più i~eno::;a la ritirala: ma Soult fa spiega1•0 fra la sbocco nonl cl i Rivarolo Inferiore e la Polcevera due ballag!ioni della 2• di liu ca , e invia un alLro bat.Lagli one a sostegno delle truppe che scendono a precipizio giù dalla altura del Paradiso . I Francesi non ins<'guiti si ri ti rano sulla sinistra clolla Polcevern e vi rnstano fino· a serc!J. Le 101 0 perdite ascendono a 43 morti, 23?. feriti, H,.1, prigionieri: qu.elle degli AusLriaci sono di 100 fra morti e feriti. li combattimento del 30 aprile è per il generale Ott una prova u·o~)j)O furto. delle difficolUt che ioconlra l'a.ttacco dell e p@si~ioni esterne della piazza: qttello clcl2 maggio mostra alla sua volta quanto malahevole sia ai Francesi l'ompere la. cerch ia di investimento verso ovest. A.lleudere dalla fame piullostochè da auaccb i ripet uti la resa 0

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,1J (IJ. Thi~ts s c,·i ve che l'or~inc di procedere al l'atLacco dei Due Fru telli fu sped ito da " .ass~na ~ Soult UOJJO res1'.1nto Frimont dal forle cli Qu~zzi. Ciò non può essere: alle

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e crr,que. porneral ra ue I I• rances i era no padroni del fono: alla stessa ora Soult ordin(lva d r n,c,,·,we all',rttacco dei Duo Fi·atoll i. (2) Il barone C o l tt .b · d· I' . . r ssan a ri uisce a mancanza di direzione la sears3 rcsislenz.1 opposta t "& 't Au, n:1c!.su 1_ Due Frotolli. Egli infatti racconta che rl conte Polfv comlf'l'l<l ,, nte i q•ual 1•0 l>aLLUgl1on1 !lol la di"is·o . >dronitosi dell·a' posiz·onc ss 1 ne \' oge1·,ang. appena 11np n 3'1rlò r-csso 1·1 · · r · • . principe lohen7.ollern a riscuoterne le lodi no più si lasciò ,•edere tutta 1., g10,·11<1 ta. - C11oss, no: Hemo11·e,, Toro. li. '

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della piazza, I.aie è la risoluzione presa dal comandante le truppe assedianti dopo il fatto d'armi della Coronata. Egli ordina pertanto a Gottesheim di cedere quando sia attaccai.o ' da forr.e ril evanti: l'assediato non potrà allonlanarsi di mo lLo da Ge- · nova, e le sue sortite verso leyaote non potranno, anche se eseguite con bnon es ito, migliorare gran fatto le sue condizioni. Ciò che è più importante per gli assedian ti si è il possesso delle alture della Coronata; fin eh~ dura tale possesso non v'hn speranza di salvezza per i Francesi. Le i:struzioni di Melas rimangono per tal modo ineseguite: gli assed ianti rafforzano con nuovi trinceramenti le posi'l.ion i della Coro · nata, di M. Creto e di i\1. Fasce; distruggono gli acquedou.i che alimentano i molini di Rivarolo e di Sturla; ma rinunziano ad ogni iniziativa di attacco: solo la floLla inglese, rinforzata da. parecchie navi napoletane, lancia quasi tutti i giorni qualclrn bordata contro la cillà. e i sobborghi. Anche gli assediati intendono a.migliorare e com1piere le opere di difesa: appartiene a questo periodo dell'assedio la costruzione dei trinceramenti dei Dne Fratelli, e il compimento dei lavori del Forte Quezzi interrotti dai combattimenti clel 30 aprile e del 2 maggi.o. Massena però non cl ere nè può starsi inoperoso: finchè i difensori hanno forze, egli intende di adoperarle e tenerle vive mediante nuovi combattimenti . Voci Uranc e contradcliuorie vanno intan to di ffondendosi per entro alla cillà: ciascuno, cittadino o soldato, interpreta i poclii e vaghi indizi che vengono da fuol'i a seconda delle pl'Oprie speranze . e de' propri timori. Ma mentre la fame e le ma lattie fanno presentire ogni dì piì1 vicina la catastrofe, un raggio di speranza pare bn1 lenì ancora agli animi degli assediati. Perchè cotesta inazione da parte degli Austririci? Non è essa indizio sicuro che il nemico ha 1 assottigliato la. linea di investimento per accorrere contro Napoleone 1 che giit deve aver passato le Alpi? . . . Urge quindi accertarsi della verità della cosa, e vedel'e cl i rompere quel cerchio entro cui l'armata d'Italia consuma rapidamente ciò che le resta di energia. Nè basta a scuotere questa credenza In notizia della sconfitta · toccata da Suchet sul Varo. Ott annunzia a Massena che il dì 11·I D"..aggio festeggerà con salve d'artiglieria su Lutto il fron Le d'investimento la vittoria di Melas: i\1assena risponde all'annunzio di Ottc6n_un nuovo

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attacco. Egli risolve di impadronirsi da prima di M. Fasce, e poi di M. Creto: padrone di )I. Fasce_, pot.rtt fare una scorreria fino a Rapallo e metter le mani sui magazzini degli Austriaci; il possesso di ;rM. Creto gli darà facolfa di piombare ora in Val di Polcevera , ora in Val di Bisagno, e gli gioverà, se non a sbloccare la piazza, almeno acl allontanare r assediante quan to basti per inLrodurvi nuove provvigion i. a,{ 1 '!h L'al.lltcco di M. Fasce è fissato pel rnallino del giorno ·I11 maggio: lVfossena prescrive che median te en ergiche dimostraz ioni tengasi a. bada Hohenzollern su i\'I. Creto e si attacch i M. Fasce con duplice movimento, cli fronte e da I ergo . Le I ruppe cli Gottesheim. occupano col grosso la cima. clel monte, colla riserva M. Corclano; gli avamposti si stendono da Quarto per la Castagna e l'Apparizione fino a Bavari; bande cl'i nsor ti, sostenute da r1ualche riparto di truppa regolare, accampano sulle due rive del Bisngno, e collegano la brigala Gott.esheim con le lrnppe della divisione Hohenzoll ern stabil ite su M. Creto. Il mandato di tr~ ltenere queste truppe è affidalo alla 92° e 9'7" di li neri, 2000 uom ini in tu I to, sollo gli ordini di Hector Legros: Miollis con la 8" leggera., e la 52•, 74a, 78a cli li nea, circa 2000 uomin i, deve all::iccare la posizione di fronte, marciando per l' Appn ri zione; SoulLe.on la 23" leggera e In 2\ 3·, 24" di lioea deve at.tnccarla di fianco e a tergo, rimontando la va lle del Bisagno fino a Ca vassoio, indi volgendo lungo la destra del lorrenle Len tro su M. Becco: la •106" di linea rimarrà in ris<::rn sugli spalli cli Porta Romana . Sou lt si metLe in marcia un'ora p1·ima cl i giorno: Miolli s move da S. Francesco cl'Albaro e da. M. Raui alle qun.tlro antimeridiane: all rt · stessaoraHector Legros inizittle climostrazioni contro Hohenzollern . Miolli s avanza su lre colonne: quella di destra, 8" leggera agii ordini di Vuillermont, procede lungo la stra.da litt.oranea su Qua rlo e Nervi; quella clel cen tro, 72" e 74n di linea sollo gli ordini di Reil!e, ~ si dirige sull'Apparizione; quella di sinistrn, 78A di line,i comandala da Gau thier. nrnrcia da M. Ratti su Bavari. Gauthier respinge gli Austriaci da Bavari, ed occupa il vi llaggio ; ma la colonna.del cenlro, giunla presso l'Apparizione, è r icacciata a.Ila rinfusa su lla Sturla; quella di destra si arresta da prima, poi si ri tira anch' es:;a : Ciaccamente inseguile le dne colonne retrocedono fino a Porla Romana. Dall'allo di M. Fasce scopresi intanto la mossa di Sou lt. Giunto


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a Cavassolo, e,cacciatene alcune hancle di insorti, egLi vi ha l.tscialo lllla mew1 brig~a a guardia clel suo tergo conlro un e,,entuale attacco proveniente '<l,a M. Greto o dalla Scoffera, e col resLo delle sue truppe s'è av,viato pe)· Viganego e Te1Tuzzo su M. Becco. GoLLe:;heim in via 01·clinc alla riserv~b di accorrer tosto da )I . Corda.no;. egli pure, lasciate poche truppe cti fronte a Miollis, 'mòve a quella vo lta da M. Fasce col grosso della brigata. Lariserva. cli Gotteslieirn e l'avanguardia di Soult giungono quasi contemporaneamente su M. Becco; ma la tenace resistenza opposta daUa 24• di lineR dà tempo alla2tsn leggera cli guadagnare la cim:1, e allora Da.rnaud move all'assal'to e ricacc ia l'av,rersario su M. Cordano . - La vi~toria però non è a:ncorn as:;icurata. Giunge poco dopo iJ grosso di Gouesheim da ~i . Fasce; e acceirna, con parte delle forze, a diri gersi su Cavassol0, contro la Iinca di ri tirata dei Francesi; ma 1llora giunge ancheSou ltcon la 3" di line:t, e con un assalto impetuoso sloggia gli Austriaci da M. Becco, li ricaccia a rifascio su Sori, e prncede risoluto su M. :Fasce. B.aggiut1ta quesLa posizione, vi trattiene due baLlag:lioni per raccogli.ere e custochre i prigionieri, avvi:1 la 2i:>a leggera su Nervi, e la 24" sul· l'Apparizione. · Mn.s;;eoa è rima:.Lo fino alle tre pomei,idiane senza no tizie della colonna cli Sou1t, qLtando uno clei suoi aiutanti di campo gli annu.lilcia che sul rovescio cli M. Fasce ferve il cornbatLimento. E allora egli }?rescrive che le truppe di Dliol li s avanzino di bel nuov0; avv~a Mioìlis cohl la colonna Grllltbier da Davari su Cavassolo, Vuil'leànont con 1'8" leggera su Nervi, ed egli stesso con la 3\leggern. e la 106· di linea si dirige sull 'Appmrizione: nwso le cincrue porue6cltane le tre colonne sono in com.Lrnkaz ione col,le truppe di Soult. Le pen'Lite degli A_uslria.ci ammonlano a 11.820 UODi\1ini, cli. oui ,J 73 rnoFti, sis feriti e 11136.,J prigionieri: quelle dei Francesi noni oLtfe· pas.sano i_ .20.0 uomi.lili. Il p6mo obbiettivo è mggiunto: co.nviene, ora appi·o,fìttar pron-tamente de-Ila sconfitta d'i Gottesbei~n, e, prima che l'avversario possa r.ia,versi e, loniare alla ris.cossa,.impadron ir$i di !VI. CreLo. !fa mentre la penur i·a di viveri si: fa. di giorno in gi,@1'lo più grave e minacciosa, giunge- notizia a ~lassena che grossa, q.uanti tà di gra:no cìesti,aalo al1e truppe austriache è sLata da pochi gio1·m sbarcata a lila,pallo. Egli ris0l ved i acco rrere tosto colà,.e far trasportare a G·enowa guelle prov-

L' ASSEDfO DI GENOVA DÈL

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viaion i' ohe i':>ali peTmeuteranno di nrot,rarre di qualche seuimana la n r resiste11zn.. ·Gfa sono sta'te date nel mattino del giorno ,12 maggio le opportune ,disposizion i, e alcune di esse si stanno eseguendo uolle ore p0111etidiane dello siess0 g·ion10; quando da alcuni indizi di mosse nemiche a norèl di ~1. Fasce, e,da une scontro sostenuto da Darnaud contro twnp1Je {lei la brigata Gouesheim presso Sori, iIgenerale Sonit trae argomento a sospetu.1r.e che gl i Austriaci aJb biano penetrato il disegno di Massena, e si dispongano ad impedirne l'effettuazione. Egli ne dà avviso a.Mass-ena, soggiu11·gendo che la marcia su lì.a palio è 0mai ineffettuabile, e che è d'uopo prima d'ogni altra cosa sloggiare il nemfoo da ?iL Creto. E Massena, sobbone non favorevole al proposto auacco di l\J. Creto, sospende l' esecuzione degli ordini dati per la spedizione cli Rapallo; chiama la. sera a consiglio i generali Soult, Gazan e Miollis, e solo dopo che tutti e lre hauno espresso parere favorevole ad un pronto attacco di ~I. Creto, acconsente, e incarica. Soult di assumere la direzione dcll'attacco,.o impartire le con'Venienti disposizioni . .L'attacco deve, giusta gli ordini cleua.t.i da Soult, eseguirsi da due colonne; la. prima, composta della 33 leggera e della 2a, 3\ 24a, 39a di linea sotto il comando dello stesso Soult, risalirà la. valle do! Bisagno fino oltre l'Olmo, indi si dirigerà su ~I. Creto; la seconda, composta della 92a e 9ìa di linea sotto gli ordini di Gazan moverà dal monte dei Due Fratel li , e per Torazza. marcerà. su ~I. Creto. « Orrai scriveva.SoultaGazan il matno verso le cincrue anlimeridi.ane, . tino del q3, partirò con quattro mezze brigate per recarmi su ~1. Crelo, ove allaccherò il nemico sul fianco e alle spalle, e Io costringerò ad abbandonare le posizioni e i trinceramenti che occupa da quella parte. Mentre io eseguirò cruesta mossa, e appena mi vedrete impegnato, o il mio fuoco v'indicherà che sono alle prese col nemico, voi l'attaccbereLe vigorosamen.te dinanzi al Diamante, e pi·ocurerete di ricacciarlo e cagionargli le maggiori perdile possibili. Noi procureremo di darci la mano sulle alture di 1\11. -Creto e verso i trinceramen{i del nemico: procurate che ciò si faccia prontamente )> . Non era sfuggila al genemle OtL l'importanza della vittoria riportata dai Francesi a M. Fasce, e il vantaggio cl1e potevano trarne: prescrisse quindi tosto a Ilolienzollern div igilare attentamente Sltlle mosse dell'avversario: qualora questi tenti di avanzare per la ri-


.\.IO

L' AS$EOl0 DI GE"'O\'A DE L

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L'ASSEDIO DI GE)IO\' A DKL

viera di Levante u inseguire GoLtesh.eim, Hohenzollern dovrà marciare l'isolutamente Sll S. Martino d'Albaro: se poi volaerà i suo i attacchi conlro le posizioni di .\1. Creto, resisterà a oltran~a. In con~eguonza di tal i ordini Hohonzollern fa avanzare fin dal giorno ,12 d grosso della brigata Rousseau da S. Olcese su M. Creto, e onli~a a Fri mont di accorrere dalla Sco/Tera I ungo il Bisagno tostochè il nemico accenni a muorere all'allacco: egli stesso si reca la sera del ·l'.ì a ~I. Creto. . Sot_tlL move dagli spalti di Porta Romana all e 01.Loantimeridiane (1) : n caccia te alcune bande d'insorti, giunge Yerso lo undici a Olmo. La 21-• cli linea è lasciata presso Yilla Doria a proteziqne del fianco e del ~ergo :_l'av'.rnguardia, 3° leggera e G~" di li nea agli ordini di ~au1lt1er, _si ~vv1a tosto su por la pendice di M. Crei.o; la seguo a distanza d1 circa mezz'ora il g1·osso sotto gli ordin i di Poinsot. Re- · spinti gl i avamrosti di Hohenzollern, l'arauguardia raggiunge verso uu'o:·n pomeri~lia11a il ciglio doll' altip iano, assalta lh. prima li11ea degli a\·versari, o la cosLringo a rifugial'si nei tr·incel'amenti . - Nel frall empo Gazan ,.l\ anza dal Diamante, occupa dopo brere combattimento 11. Bastia e si dirigo su Torazza . On l'urioso temporale interrompe da ogni parte il com battimento. Cessata la pioggia, Poin;;oL ha raggiunlo l'avanguardia, e questa rnoYe allora all'assalto contro la prima linea de' ll'inceramenti; ma cuHLrassaltata da ll a riserra, è, dopo fiera lotta cor·po a corpo, nella quale _Gaut~ier cado gravomoJHe fefoo, costretta a ripiegare. Soprafl rene intan to Soul t con la 2• e la 3& di li nea : la cima di Monte Creto,_ le ridotte con le artiglierie, le baracche, le pro.vigioni cadono 111 p~Ler_e ~egli assalitori . La ~-i1to1·ia ral'eomai sicura, quando tre bat.tagl10m d1 truppa frescu. movono all a riscossa: in vano Soult toi~ta tener testa con l'estrema riserva composta di poche compagme: egl i cade ferito e prigioniero, le sue truppe scendono a rifasc io nella vallo dol Bisagno . Ugual sorte tocca intan to a!Ja colonna del generalo Gazan. Padrone di M. Bastia, egli marci ara col grosso lun,!('o il dorso del monto

(! )

Non ci venne fatto cli sapere fa vera cagio~e c!ol rit1r,lo di

t1·0 ore

avvonuto

n~lla POl'lcnza della colo rna So ult; il faltll dere proliobilmo ·: e a ttl'ibui rsi allo stato d1 domorJlizzazione delle lru;>pe, e alle dif1ìcoltà di roHo;·aglia meolo.

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sovra Torazza: altri due distaccamen Li procedevano l' uno verso Caegn, l'altro verso Pino co ntro i fi anchi della posizione. I primi trin ceramenti erano conqui::;tali e poi perduti due volte, e durava sernpré incerto il combattimento quanclosopravvenirn il temporale. - · 'l'l'ascorsa circa mezz'orn, Gnzan rimeL~e in molo le truppe: la pioggia, il vento, il ton eno sdrucciolevole rendono diffi cile la marcia; la tenace resistenza degli Austriaci ha scosso e prostrati gli animi: Gazan cade malconcio da ca,,allo ed è costretto ad allonLanar:;i, i Francesi retrocedono scor:lli: invano Roill e aiulanto genernlc cerca di ricondurre i fuggenti all'assalLo : disordinati, essi si rifugiano so1to la protezione del Diamante. )f entre ferv eva il comball imento a M. Creto, Frimont avanza va dalla Scoffern. lungo il Bi 3agno: ma arrestalo clall,9, iW' e dalla ·I 06a di linea !1.Yviala d,i )Iassena u.ll'Olmo, non potè recar grave molestia alle truppe che scompigliato e abbattuto si ri trac,•ano su Genora, ove giunsero sul far della sera. I Francesi per1ottero circa ,1000 uomini, 6:?5 gli Austriaci ( 1). Il combauimenlo cli .\f. Creto è l'ulti mo atto importante cli difesa attira compiuto dalla guarnigione cli Genova. Dopo il I 4 maggio incomincia un periodo di difesa assolutamente passiva, simi le a len ta ed atroce agonia. Costretto dalla esigu ità c1·esccnle dell e fo rze (le truppe valido erano ridolle a 4300 uomini), o dalla- necessità cli far fronte ai malumori o agli ammut inamenti della popolaiione, ~lasscna rinunzia alla diresa dell e posiziùni estern e della piazza, e il giorno ·I 9, lasciato un piccolo presidio nei fort i Santa Tecla, Hicholiou, Quezzi e Dia.mante, richiama la maggior parte delle truppe a Genora: non re5Lano fuori della cinta che una mezza brigata sugl i spalti cli Port,L llomana con piccoli avamposti sull.i Sturla, un' altra sugli spalti dei basti0n i Concezione e Porta Murata con arnmposli alla Polcevera, e un'altra finalmente sul monte dei Due Fratelli; grossi nuclei di Lro battagl ioni ciascuno, con crualche cannon e, sono stab ilili perm.:u1ontemente nelle piazze cli S. Domenico, Fonlane llorose, e Acquaverde. Le trnppo assedianti si stanno in(\ ) Thiebault e Koch descri vono come eccellen ti le coudizion i morali de i Francesi; la fu ga disordina ta dolla colon11a Mioll is il giorno Il prova i l cc utrnrio. Pct,·acc hi afferm a che gli animi d~'sohla ti erano mollo d ~pressi, e che negli assalti veunc meno l'usala enersia.


q.i,('2

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L ASSED10 DI GE:-iOYA D'EL

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L' ASSEIHO Dl GF.:>O\" A DEL

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tanto in'operose aspcllando d,tlla fame, dalle malnllie, dall'esaurimento di ogni forza la reddizìonc della piazza. È un processo di dissoluzione generale elle r.api(lamente si svolge noli' interno della città: gli assedianti lo sanno, ma per islimolarlo e ilccelerar-lo non ricorrono più. ad attacchi di viva forza, ma si contentano di mnovero gl i a11ìm i degli assediati, e provocarn ribellio11imedianlo i segm:Jti maneggi e l'opera devilsLaLrice delln. floLta. 'Il generale Assereto tenta por mezzo di messi o di fogli na~cosamente inll'Otlotti, di aizzare la plebe contro i Francesi: la floua anglo-napoletan;i bombarda la cittit dalla mezzanotte all'alba dol 17 maggio: Jahomharda nuornmente il 20, il 22, il 30, 31, ma sempre con poco frullo. Cre~ce intanto la miseria e con essa le malattie: il malcontento si diffoncl~ dalla ~op~la~io~e e n~Jle truppe . La speranza n0n ,è anco r però fuggila dagli a111m1. E orna.i certo che Napoleone è sceso in Tr.1lia o marcia a grandi giornale su Genova: ancora qualche giorno, e avran termine gli in onal'rabili patimenti. s·ode l'Umore qnasi di cannone dalla parte della BocchcLLa e dei Giovi, e Massena accorre tosto allo Sperone: ma non è il cannone liberatore del Primo Console, è H tuono che 6Croscia su qtrei monli. li cannone rumoreggia verso Savona, e 1\Ia.ssenu accorre alla Lan torna; ma non è l'armata ~i t·iserva che scende dal colle di Cadi bona, è unn naTe inglese che insegue a cannonate i picco Ii bastimenti che tentano forzare il blocco. ~li ,~sscclianli, si va cla Lutti ripetendo, abbandonano le loro posi~10~1 attorno a Genova per corl'ere contro .'.'iapoleone; già hanno rnvrato su Alessandria le impedimenla e le artiglier·ie; non restano attorno alla ciL.Lit .che J>iccol i distaocamenLi per covrire la rr1arcia.: e.llass~~~ avvia 1! giorno .28 su M:. Fasce buona parte delle truppe d1spomb1h; ma lassù esse trovano ancora labrioata Gollesheim ·1 altri battt:gl ioni di ,Hohenzallern scendono per la v~Ile elci Bisagno eminacciano la loro ritirala. La. ricognizione di M. Fasce dà l'ultimo crollo agli spiriti; essa tronca ogni speranza. Mentre stanchi e abbattn.bi .i ,P_ra,~cosi abbnnclonano ~f. lrasce tli fronte agli irrompenti battngllorn cli Gottesheim, un motto esce irresistibile dalle labbra cli quel pugno di gloriosi supe!'stili di tante battaglie; c'est asse:. È la pm1ola della situazione, è I'espressiono cli una necessità ÌB()sorabile. Il dì quattro di giugno è consumata l'ultima oncia di pane, e solo allora, là nella piccola cappella a mezzo iJ ponte di Cornigliano,

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:r.fossena sottoscrive la convenzi one per lo sgomb ro dell a piazza. i\Ia anche vinto egli ha adempito al proprio mandalo: la resistenza di Genova ha agevolato lo sbocco dell'armala di riservn, che vin · citrica fra di eci giorn i a M:1rengo, scb inclerit nuovamente le porle di Genova alle armi francesi.

V. Riassunto e conclusione. Carattere speciale d~ll'assedio di Genova: contradJiziono fra gli aprare,cc hi e i risuftamooti della di f~ijll. - Cause d i tale fenomeno : conùi·1.ioni della piazza e oppol'tuno sistema di difosa seguito da Masseoa. - Tradizion i croate dall'a ssedio del 1717. Carattere sp~ialo delle truppe francesi. - l'l'incipio fonJamentulc dellacontrofftsa . - Condotta ù cg li as,edianti. - Contegno della poplllaziono, - Jndi.-iduali tà di Massona. •

L'asseclio di ('renova incomincia sen za comenienle prepnrazione da pane dei difensori : l'armata francese si lascia cogli ere ancora dispersa ne' suoi larghi accantonamenti, ed è ricacciala su Genova, ove scarseggiano i vireri e le fortificaz ioni sono in cattivo stato. Ness11n provvedimento è stato preso cluran10 l'inl'erno per migli orare le condizioni difensive della piazza; e le disposizioni date da ~l assena per assicurare la sussistenza del presidio e della popolazione non sono state nè pronte nè sufficienti. L'assedio pertanto incomincia pei difensori con auspici uou favo i·evoli; le loro condiz ioni sono !ali da far presentire assa i brcre la durala della resistenza di fronte ai mezzi vari e potenti che l'aLlaccanLepuò sp icgnre così cla terra come da mare. Eppure la piazza resiste per qua si sessanta giorni, e solo la fame costringe il difensore a scendere a palli. Ora qual è il segreto cli questa lunga resistenza? Quali le cause di questa apparente cooll'addizionc fra i me;:zi adoperali e riwllamen li conseguiti? Abbiamo detto contraddizione apparente, perch è nella storia come nella natura non esiste rnra contraddizione; ogni fenomeno ha la sua ragione d'essere, cd è prodotto dall'azione di molteplici e clisparatR energie cospiranti verso un comun e obbiel til'o, e tendenti per lorn ANNO XXVII,

,•oL,

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L'ASSE'OIO DI GENO VA DE L

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natura a neu~ralizzal'e l'azione delle energie contrarie. Dì fronte aHa mancanza cli preparazione stamm altre cause che detienninano la hmga res i·stenza della. piazza: ricorcliamo le brevemente. ·1'0 Massena ebbe 'giusta idea delle concli ziionì reali deJfo piazza, e seppe coo rdinare con esse il sistema di è!'il'esa. La piazza <l'i Genova presentava esternamente poch issimi tratti di,J erreno, fo rse uno solo verso est, nei qua li il nemico poi.esse imp rendere lavo ri regolari d'assedio; indi la massima fo ndamentale seguita da i\'Iassena : « garantire dagli attacdii di sorprnstt il perimetro della piazza , e, mediante una energica difesa attiva, tener l'assed iante lontano da quei pt1nti, da cui potrà bornhar<lare la ciHà. e far hreccia nella cinta» . 2° Questo sistema di difesa è consigliato non s~lo dalla topo.grafia, ma. anche dalla storia. Nel '1747 l'arn:n~:ta auslJ·o-sarda cò·niandatil cla. Schulenbom;g in-iziò l' investimento occu:rnmdo da. prima ~ol grosso T.orazia, M. Crei.o, e il monte del Dimna,n.te; quindi stese la destra verso Rìvarofo Snperiore, lil Coronata e Cornigliano, e più ta rdi ·prolungò la sinistra da .Torazza per Serra cli Ba.vari, M. Ratti, Camaldoli e Quezzi fino a. S. Martino d' Alharo e all il foce della Stur)a. I dffensol'i, sebbe1~e scarsi dì forze, non si coot:entarono di difencl.ere la cint~1.; rn.a. a,dottarono come linea di di!fesa il fronte 'SampierdarenaHel•v,edere_;Crocetta-D ue Fratelli-Madonna del Monte-S. Francesco d' Albaro; elevarono su tutti i punt'i ora accem1ati trinceramen ti prov:.. ,isori, e si studiarono, con a·t1acchi giornali eri eS'eguì'ti dil bande di con·ta.dini armati, di logorare le fo rze cl.elf'as'Sal itò1'e e tenerlo lontrmo dal corpo della piazzil. Nei tre mesi c'he durò l'assedio r.on ve.nne fatto agli Austl'C,-Sardi di porre in balleria contro la piazza la grossa a,rtiglie'ria ; dredero princip io a:Ue strade pe1~trainarfa al Diamante; e non ebbero coraggio·di concl.urle a termine; imbarcarono cann-0nii e 1nortai a Sestri P'(mente, e tentaJ'071'0, so1:to la. protezione dellil flotta ing1ese, -di metterl i a terrc1. presso la foce aeTJa Sturla; ma le lance ar'mat-e genovesi inipe(liron·o lo sbarco. Fu i~ sistema di difesa aL'tiv-o energicamente seguito, fu la pertinacia spiegata nel conservare akuni punti esterni , che salvarono-Genova110l 1?!J,'7; fu l'opportun1tà. dai fatt i dimostrata di estendere il rnggio di cfifesc1 esterna, , che·c'Onsigliò cii costruire, dopol'assedio, i forti 'Diamantè, 1liobeTieu, San ta Tecla e 0uezzi. Quesiti 'ricordi non potevano non eserditare un notevole inOusso su1 sisooma di t'fifesa del 1800; ìJ princip-io fon1

L'.lSSEFllO DI GENOVA D'F,L

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{lamentale permane immnlaÌo; mutano, e solo in parte, i modi di applicc1.1,Jo. 3° Il sistema, di diif'esa consigliato dalla top.ograrìa e dalla storia ,è a.ltresì quello che meglio si atta.gl ia ali.e cond·izfon i mora.li delle trnppe. Ii carattere pred.ominante d,ella tattica fr:m~ese nel periodo della ri,•oluzione e deU'impe:i:o .consiste nella tendenza s.picc<1tissima e costante alla offensiva: anche· obbligale dalla situazione alla diiensi va, le truppe francesi procedono per lo più o.ffens iVilmente. Ora l' offonsìvad,iveni il tanto pi ù opportuna a. cagioneélel!e condizioni morali aene lmppe, provate duramente e scosse da.Ile scon(ilte dell'ann') precedente; se volevasi ottenere qual.che efl:etto utile conveniYa muori leva.re 00-li an imi òon atti diaudacia . Aggiungasi che verle ' noita.rle t> ) ·COSÌ fu.tto mo,ck, cli procedere er.a conforme al genio di Masseria e alle sue abitudini .costanti, e a splendidi esem1)i recentis.;imi : emtroppo fresco ihicordo delrassedio di Ancona, ove, non ostante i;[ pessimo ·stato della.piazza., la div isioneMonnier, forte di,men che 3QOO nomini, resislè per hen tPe mesi a 20000 assedianti mercè un sistema di difesa attiva. segujto con criterio e pertinacia. 4° Gli atti di con tro/fesa si svolgono da parte dei Francesi in modo quasi sempre consentaneo alte c.ondizfoni del terreno e al prin,cif}io fo ndamentale del combattimento di montagna. Massenae Soult non omisero, fin.chè poterono, di combinare l'attuco f.ronlale coll'attrucc.o contro il fianco o il tergo deH'avver;;ario; tale combinazione si riscontra. negli attacc]1i di M. Fasce del 7 apri leedell'H maggio, e in cruelli di S. Martino d' Al baro, del Monte di Quezzi, e dei Dne FrateUi del 30 aprile; il combaLlirn.enLo dell,t Coronala del 2 maggio si ri.solve in un semplice alt.a.eco frontale, e segmi una sconfitta per i Frane.e.si; a.Ila sLessa. categoria appartiene il combattimento di M. Crete del. if 3 maggio , giacchè h colonna Gazan arreslala. dai trinceramenti di Torazza, non p.oteva agire in tempo utile si1l fianco delle truppe che di fendevano M. Crete . Giova altresì notare come sussisla il più delle volte accordo perfetto nelle mosse delle \'arie colonne, e in.Limo legame fra le varie pari.i di una stessa colonna; stormi di carciaLori precedono .le colorn),e di battaglione, attaccano gli avamposti, ricacciano i tiratori nemici ; ma non appena.giungono a contatto col grosso, e a buona porLa{a.dalla posizione, s'arrestano e sono tos.to ragg.iunli dalle masse di baLta.glione; l'assalto ha luogo


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L'ASSEDIO DI GENOVA DEL

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immediatamente, e per poco che l'esit·o appaia incerto, accorre tosto la riserva, la quale tenuta sempre a giusta distanza, serve più che\ a coprire la ritirala, ad assicurare i risultati dell'assalto (1). 5° Assai diversa è la condotta degli assedianti; invano cerchiam<) in essi l'operosità. e l'energia necessaria per impadronirsi in breve tempo della. piazza. Dal giorno 8 al giomo 20 di aprile essi banno attorno a Genova forze quasi quadruple di quelle lasciate a Miollis, e si rimangono pressochè inoperosi, non fanno nulla che giovi in qualche modo ad accelerare la resa della pinzza. Giunge Melns con altre truppe, e prescrive di imprimere maggiore attività alle operazioni, e allora avviene il combattimento del 30 aprile. Gli oQbieltivi dell'attacco sono ben scelti, ma le disposizioni presentano il fianco alla critica. Truppe maggiori del bisogno sono lasciate nell;1, valle di Polcevera per eseguire sempl ici dimostrazioni; l'attacco principale è affidato alla sola divisione Hohenzollern rafforzata dagli insorti e da quattro battaglioni cli Vogelsang; e questa divisione deve combattere su un fron le che da Becrato n , pei Due Fratelli, S. Eusebio, Monte Ratti si stende sino alla foce della Sturla. Il comando cli queste truppe spetta di pien dirillo a Hohenzollern; ma egli non si trova sul punto più importante, là dove combatte la brigata Frimont, e, se dobbiamo credere a Crossard, se ne sta tutto il dì a Tora;1,za. Una parte della brigata Rousseau è lasciata in i'iserva a Torazza, quando il suo intervento sarebbe tornalo utilissimo per assicurare il possesso dei Due Fratell i: l'altra parte lasciata il mattino a M. Cimea non può concorrere a consolidare l'occupazione del Monte di Quezii. Anche Gottesheirn lascia una forte riserva sulla sinistra della Sturla, e questa non può venire a tempo impiegata. a rinLuzzare l'attacco di fianco che lo costringe ad abbandonare S. Martino cl'Albaro. :f: questo fatto della soverchia distanza fra la pri ma linea e le riserve, che ci sp iega come gli Austriaci fossero spesso sconfi lti ad onta della notevole superiorità delle loro forze. -Abbiamo già {lì Merita di essere ri~ordata la poca parie avu ta dall'arligli~ria 11 <,i \'Jri combaLlimemi.: i Frances_t non ave van? che sei cann oni da campo, nè sopÌ\i~mo se Q in quali occos1on1 il _abbiano adoperati: gli Au~triaci guernirono colla loi'O ,,r tiglierii),.i tr incera~1 en t1ele,·a t, su, var, punti: ma essa non ebbe sranrle innuenza sull'esito dei com bo uimcnti: 1130 april e due cannoni furono con grand issima fatica portati sul monto clei Due Fratelli e cadtlel'O in pote re dei Francesi.

L'ASSEDIO DI GB:-;ovA DEL

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notalo la profonda contraddizi'one fra 1~ istruzioni di Melas e l'operato di Ott dopo il combattimento del 30 aprile, nè sappiamo trovarne una ragione plausibile, giacchè non ci sembra tale quella addotta da Mrax, il qnale afferma che il comRndante delle tl'uppe assedianti s'indusse a rin~nciare ad ulteriol'i attacchi perchè era sicuro di conseguire ugualmente l'intento senza spRrgere il sangue de' suoi soldnti . Il generale Ott si rimane inoperoso dinanzi a Genova aspettando dall a fame ciò che non credeva poter ottenere con la forza; e vi rimase anche quando, dopo la discesa di Napoleonein Piemonte, Mclas gli prescriveva di levar l'assedio e marciare I.osto su AlessRndria. Diveniva padrone della piazza, ma troppo tardi; Genova preparava la catastrofe di Marengo . 6° La difesa cli Genova, fo notevolmente agevolata dal co·nt.egno dellrL popolazione. Thiebault, il quale non ommette mai occasione cli lanciare qualche freccia avvelenata contro i Genovesi, è c;ostretto dalla evidenza dei fatti (L eh iuclere la narraz ione dell'assedio colle parole seguenti. « Non si ripeterà. nrni troppo, gli abitanti di. U·enova diedero in questa occasione un esempio memorabile cli rassegnazione, e pagarono ad usurn il debito contratto sollo il signor di Bo ufflers (,I°). Chi pot1·il mai immaginare come una popolazione numerosa, costrett.a a vivere él'erbe, di radici, e d'animali immondi o mor·ti di malattie, rn iel.Lltaogni dì più dalla morte, abbia potuto perdurare così a Iungo in uno stato cotanto miserando, piuttostochè levarsi contro una truppa debole per numer·o e più per condizioni fisiche? E tuLtociò c1uando da ogni lalo la si eccitam a profittare dello sfinimento de' soldati per por1·e ter,nine, dicevasi, alle sofferenze nniversali ; quanclo p ur trn' Francesi v' era chi spingeva ìa scelleratezza e la, Yillà fino a provocare lo sterminio delle Lruppe, e a dipingere coi colori più odiosi l'eroico contegno del comandante supremo; quando un'arma.La deua · liberntrice era alle porte della ciLLà, e grossi convogli di provvigioni non aspeuavano che un semplice cenno per entrare nel porto; quando il 11ost,ro sterminio do.veva essere immecliaLarnente seguìto dall 'abbondanza >> . lì tempo non aveva ancorn cancellato dagli animi (l) li duca cli lloufners coooanclava le truppe francesi durante la di fesa di Genova del 17{7: mori di vaiuolo al termine deH·assodio.


L'ASSEDJO DI GEXOVA. DEL

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i ricnrdi degli anni ,J746, e 4747 : un odio profondo contro gli Austriaci covava nel petlo dei Genovesi: la simpatia verso i Francesi

era generata non solo dalla memo ria degli aiuti che Genova 11'ebbe nella guerra 4747, ma alLresì dalle rifo rme politiche e social i pro-: m0s.,,e ed ·effettuate dal dominio francese. Ma tutlociò non hasta a. spiegare il con legno della popo lazione dorante l'assedio: è d'uopo tener conto dell'innusso poten Le che su di essa esercitò l'esempio e specialmente il -cara.klere di Massena. 7° .Uas,,ena era fig lio della natura, nota un argulo scl'ittore francese (,1 ); non sapeva nulla, neanche l'ortografia, ma aveva. un'anima ferma, edera inaccessibile all o scoraggiamènLo. L'aVYersi t.il., non che esti nguere, parea raddoppiasse l'aLLivili:t di qt1ell' an inrn. energica. ~a.Lo poverissimo, appro(ìLl.ava fac ilmente del grado e dell'ufficio suo per procaccinrsi ricchezze e agi : ma ciò non avvenne a Genova, ove, se dobb iamo crndere a Thielrnult, ipotecò tulto il suo avere per provvedere alla sussistenia dell'arnrnl.a . Arern 8empre qualche amica, ed era per lo più la donna più bella del luogo in cui comandava: l'ebbe anche a Genova, bellissima e collissinia, e gli Austriaci tentarono, ma indarno, di adoperarla come ]nediatrice per comperare da Masscna la redclizione della piazza. llobusto, instancabile, ardito , senza a!terigia, energicamente famig liare coi soldati e coi cittadini, sapeva imporre a tuui il rispetto e 1·a~ more. Certo l'opera sua nel periodo della preparazione non va esente da gravi censure; ma le sue doti eminenti di · soldato e· di generale splendono di luce vivissima non appena il cannone di Melas incomincia ;i, tuonare sull'Appennino . Da quel momento non pi.t't inerzia, non più, esitanze, non più temporeggiamenti, 11011 più. mezze misure. Alla sua mente quasi rozza, non addestrala ai sottili ragionamenti, non affi nata dal.la coltura, hnlena un co~ceuo semplice e chiai·o, e{l egl i lo afferra e lo sviluppa fino alle uìLi.me conseguenze: questo oonocuo di venta quasi anima (lella sua anim,1, e p_er. tra~lmfo in_ a~to egli non c:u~a ostacoli, non ascol~suggeriment, , è 111access1bile alle bland1Z1e, è sordo all e preglùere, a( gemili, alle impre1razioni, alle minacce. Massena è, come osservò Na-

(1) DE StaNouu: Yie de Kapoléo11.

1,' ASSEDIO DI GE'.'lOYA. DEL

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poleone, unq di quell i uomini che hanno bisogno di sil.uazioni gravi e quasi disperale per isprigionare i lampi del loro ingegno· e l'enero-ia del loro caraLtere indomabile. V' ha una cosa che ,mpressiona fort emente l'animo di chi esamina le condizion i di Genova duranLe i giorn i Jun,gh i e tremendi deH' assed io: è la severa figura di ~Iasse11a che impone la propria volontà ad un'armata e ad una popolazione affamale e sfin ile, e, senza lasciarsi scuolere da grida , da ammutinamenti, da riYo lte, protrae la resisLenza fino all'estremo limite del pos;;ibilc. e padroneggia fino all ' ullirn o momento la situazione. Il ricordo di quest'anima.ferrea, che serena ecl impassibile doma le forze più riottose della natura umana, non snrit, speriamo, giudicalo inopportuno od in.utile. I~ invalsa oggidì una certa nin.niera di giuthcaro i· personaggi storici , che, se rog!iamo esser logici, ci co ndurrà a negare ogn i energia ed ogni responsa bili!Lt individuale . La. teorica dell 'eredità e dell'amhienle, considerali qna~i determinanti degli alLi uinani, è, non 10 negh i'amo, mollo comod:a; ma .non è vera i'. n Lutto, nè pùò dar ragione <fi L1:1 Lli i fe<nomenr storici . tusc:iamola agli avvocaiti per invocare le ci rc!0'S lanze auenuanti a pro dei ladri e degli assassil'li: essa si auaglia )'lcrfcltarnente ad una società scetLica e sfi'brala; ma, applicala riprosamen~e alla vita mii il.are, ci· cond'Urrebb.ea me~tere allo ste3;;o livello morate gli e1•oi e i pusiHan imi . La vera grandezza morolc si mi~ surn dalla· somma d:i ·en:e1·gìa indivi éìual'e e dagli ostacoli snpcr:iti: incJii fn iamoci a l\fassena che, a marcfo dispeHo clell'ambien!E:, ti on1 in sè tL1 tta l'enel'gia che gli è d'uopo pel' adernpie·re fino all' c:;lremo a' stl'l'}Ì é~òveri di solda:to e di generale. ~

SEVE'R'JN'O ZA~ELLl

1llag[Jiore nel 31° regg·imento fànlerici -


STUDI SULLA CAVALlERIA

qual poco valore possano avere le no~tre parole: valgano in com· pen~o il buon volere e la grande passione che po rtiamo all',rnna.

STUD[ SULLA ·cAVALLERIA

ORDINAMENTO DELLA CAVALLERIA

I~ mestieri risalire ai primi lempi che seguirono la campagna

franco-germanica deJ ·1870-7·1, per trovare un anno come questo nel quale siasi tanto scritto, sulla cavalleria , su per i giornali mililari e non mi li tari, sulle riviste e in opuscoli separati . All ora però la mente e l'attenzione dei più erano semp licemente rivolte al servizio di sicurezza e di esplorazione dis impegnato dalla cavalleria tedesca in quella memorabile guerra, nel lodevole intento di dedurne util i ammaestramen ti per l'avven ire. Oggidì invece tutto ciò cli e riguarda l'arma di cavalleria, ordinamento,. armamento, regola.menti, metodo d'istruzione, tu lto è soggetto di discussione. Che piuJ un recente opuscolo di un anonimo autore tedesco, proclama pers ino l'inutilità della cavalleria. In I talia, per dire il vero, è soltanto in questi ultimi mesi che la stampa mili tare si occupa con sufficiente cura delle questioni co-ncernenli la cavalleria, e a giusla ragione, inqu.anlocbè era noto si dovevano riso Ivern gli importanti quesiti del suo armamento e della Hut organizzazione. / . Lasciando da parte l'argomento dell'armamento; cla,-noi giit {ratta lo pochi mesi or sono nelle colonne !-'[ella Ri'IJista e sul quale del resto il ministero ha già profferito l'ultima sua parola, ci prefiggiamo di studiare l'importanza della cavalleria in Italia, iI suo ordinamento, l'istruzione che le dovrebbe essere impartita. Sappi~imo benissimo

I. Al giorno d'oggi in cui da taluni si propugna una riduzione sopra vasla scala dell'arma di cavalleria, e mentre in I Lalia vnolsi per contro a.umentarne la quantità, non ci pare inopportuno esaminare l' importanza della cavalleria nel nostro paese, tanto più che gli oppositori della mecle:;ima, per combatterla, adducono sempre l'argomento òel la speciale con ug1~razione dei nostri terreni, la quale non permetterebbe, a loro avvi:;o, alcun uti le impiego di co test'arma . Noi c'inganneremo forse, ma siamo cli op inione che hi cavalleria può rendere anche in Italia grandi nu1laggi, e .ch e abb isogniamo di molti reggimenti a cavall o, imperocchè sia.mo convinti che un terreno coperto, frastagliato, intersecalo da canali e da fossi, ma hcco di vie di comunicazione quale è il nostro, richiede numerosa cavalleria, onde poter pretendere da essa, siti in grado di coprire le nostre truppe e fornire in pari tempo informazioni sui movimenti dell'avversario . E qui intendiamoci bene: per noi l'ufficio principale della cavalleria nelle guerre future è il servizio di anmscoperLa, servizio che, a nostro avviso, ha oggidì maggiore importanza di quella che avesse nel passai.o, a cagione delle moli colossali degli odierni eserciti. Sul campo di battaglia la sua. azione sarà pnr sempre efficace, potrà anche decidere dell'esi to della giornata, quando abbia a comandanti degli abili capi, i quali sappiano cogliern il momento opportuno per l'attacco; ma questi saranno sempre casi eccezionali . Nel servizio di espl orazione e di sicurez,,a dovrà invece essere occupala e giorno e noLLe, dal primo momento clelf 'i oiziarsi della guerra, sino a quello del la battaglia, per riprencledo immediatamente tostochè la battaglia abbia termine. L'avanscoperta insomma saril nell'avveni re la capi~ tale missione della cavalleria, ma perchè possa riusci re di reale vani.aggio non bisogna dimen ticare che soltanto grosse masse di


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STUDI SU LL.\ CA VA.L LEJ?.JA

STUDI Sl: LLA. C.,\Y.Hi.EnIA

cavalleria sono in grado di compiere siffauo s~rvizio, Le qua li,(grosse, masse) per gimlta è d'uopo sienii ben corna.melate, e abli> iano, gtit in pace acqui stato molta pratica in cotes ta specia lità di servizio. Gli oppositori della ,:avalleria debbono dire apertamenle ch'essi non r iconoscono la necessità di questa lontana esplorazione, che vi r inunciano compiulamente e che preferiscono condune la rruer'l'R alla r:iecn, press'a poco come per il passalo ; ~ome a mo' d'es~muio nella campagna del 1859, nella quale il :23 giugno le due arm;le auslriache, fo rbii dì, circa 200,000 uomini, poLerono varcare i1t Mir1ci0 senza che l'esercito all.eaLo, ac-can,i,pa.to a pachi chilometri di elislamtt e fra una popo lazione anùca, aresse il menomo se11torede1l"esegnito pa,5saggi@ . Tt1ttavia qu.esla aln1reno sareb be una ragione sebbene troppo fa~ cilmenLe oppugnabile; ma il rnale ~ che mentre si es ige datb cavalleria che compia q11esl0 serv izio, non Je si vogLl:0010 accordal'e' i meni per di•simpegnado. È quesito questo che ci importa tra.tlnre a. fondo, tanl(i} più ehe la soliizione di esso fortllra per no i il capo-saldo cui inLenéhamo :ippoggiarci per studiare cli poi l'ordinamento e l'istrl:lzionc clidta c,tvaHeria.

posti . Si cap isce facilmente d ie l'uliTiòale di cavall eria, il cruale ha pure una nozione esattissima del suo comp ito, termina col no,n saper più raccapezzarvicisL È adunque necèssario che cessi questa confusione di idee, e si comprencla essere assurdo parlare di avanscoperta quando non s i ha disponibile che poca forza di cavalleria; è d'uopo si generalizzi l'i dea che l'avanscoperta è quel servizio conseculirvo di parecchi giorn i, ruel quale sono impiegate divisioni inliere, eccezionalmente delle brigale, sulla fronte e sni fianch i dell'esercito, e per quanto è possibi le, a grande distanza dalle Lesi.e di colonna delle proprie truppe, e che l'esp lornzione clella qunle hnnno bisogno piccoli reparti di trnppa, sia in marcia, sia prima del combattimento e durante il medesimo, nulla ba a che fare coll'avanscoperta.. Chiarilo questo punto, che chiameremo prelirn ina.re, e ammes~a, siccome indiscuLil.iiJe, l'utilitù anzi la necessiL1tdel l'avanscopertn (in effetti dél tuLli ammessa) veniamo all'essenzia le della no~tra te~i. Date dne zone di terreno, la prima intieramente piana, sellza. alcun osLacolo di rilievo e sulla quale l'occhio spttzitt lihero per molti chilo,metri, e la seconda coperta da (ìuissima. Yegc!.azione, da numeros i oslacoli e. che non pennette normalmente un. ca.mpo di vista superiore ai 2,00- 300 metri, noi domandiamo : qt1ale di queste due zone esige un maggior numero di cavalieri per essere risch iara ta? Evidentemente la seconda : ciò che vuol dire che in I talia, appunto per la configuraz ione speciale del suo terreno . si richiede per l'esplorazione maggior numero di cavalleria, clie su i teatri di guerra dell'Europfi settentriona le. Soprà cruesti ulLimi bn:Mnrnno per l'esplorazione poche punte, ben montale e guida le da intelligenti ufficiali esou.' ufficiali , e ocr.orreranno invece grossi corpi n::nnlenuti riuniti per opporsi all'avanzare della cavalleria nemica; nella noslT,t valle d~l Po invece (che è il noslro teatro di guerra più probab ile e al quale uno r iferiscesi sempre quando si parla dell'impiego della cavalleria) sarà. mesLìeri fa r perco-rrere ogni strada imporlnn~e da, una colonna di sufficiente forza , perchè possa in qualsiasi evenienza ($Ìa per l'esplorazione sia nel caso di combattimento) hastnre a se stessa, perchè nella pluralità dei casi non è possibile di fare assegnan1en to nè su un pronto e veloce sposLamen Lo laterale di masse di cavaHel'ia, nè sopra una rapida ri unione deUe varie w lonne .

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Sono ormai più che dieci anni che è terminata la gucna francogermar. ica e su per giù sono dieci ann i che i11 Lulli gli cserciLi et1ropei venne adolLaLo, regolamentarmente, l'impiego delta caYnlle~iél in avanscoperta. La: nostra c,waiteria fa anzi la prima ch'ebbe al riguardo a.pposi,to regolarnento, con norme forse troppo partr~ola.reggiaLe Si. ùlovrebbe pertrnto ritenern che nell 'esercito si dovesse avere il cont\:.el.t.o il più esatlo intorno a:II'mranscoperta, ma nel fo llo le cose n011 sono co&ì. . .ihanscoperta per la ph:wati hà è :;j,nomimo di ri,cog.nizione, e co&l si prodtrce una grancle cm, ru,-;iQne di idee, che finisce col far sentnr·e un deplorev()llecòn traccoloo· sull'impilego dell'arma si.essa. Nè cretlasi che e.sageria:mo . Qm1u'te rolte abbiamo preso ~rte ad eserertaz.ioni taLlicbe colle 'tre anni, o ~ tto ordin:i del gi,orno relati vi ad esse, quasi sempre abbiam0 mhto pmr~ I.are o letlo di, avanscoperta da esegnirs.i da mezzo sqmldir!'l'J:le,. cfa un p,l otone, e pe.rfin,o da JDOCh i cavalieri, line:ntre tratta.vasi delre sol ile pi ccole òco,gni,zioni precedenti lo scon Lro dei d,ue partiti op-


STUDI SULLA CAVALLER lA

STUDI SU LLA CAV ALLEl\IA

E qui· torna acconcio accennare all'erronea opinione di coloro, i quali credono potersi con pochi cavalieri so rvegliare vasto spazio di terreno . Fortunalamente le idee al riguardo si sono di molto modificate in quesli ultimi anni; purtuttavia havvi ancora chi sostiene doversi con una divisione di cavalleria cuopri re da trenla a quaranta chilometri. Ciò è un erròre grave, e che giova combattere ora che si è in tempo, imperocchè l'auuazione pratictt di tali idee al momento del bisogno, porterebbe indub biamente a fun1~sti risultati: per coprir troppo si terminerebbe col coprir niente, e i nostri squadroni, dessero pure quanta prova si vuole di sagacia e di valore, sarebbero battuti e respinti alla spicciolat::i, senza · conseguire alcuno scopo. In Germania, in Austria, e ultimamente a 'quanto pare anclie in Francia, si ammette che l'estensione massima della fronte · a sorvegliarsi da una divisione di cavall.eria (24 squadroni) sia cli 2024 chilometri; in Ita lia certamente sarebbe pericoloso oltrepassare tale estensione. Da ciò si può facilmente dedurre che secondo il nostro avviso una sola divisione di cavalleria per armala è a/Ta tto insufGciente: epperò ;;iccotne è perfettamente inutile cli sognare lit creaz ione di numeros i reggimenti, ma è miglior consiglio mantenerci nel campo pratico accontentandosi di quanto si può avere, così vedremo in segu ilo come, sino ad un certo punto, sia possibile di compensare la scarsezza di cavalleria con un conveniente riparto della medesima fra le grandi unità Lattiche e con un i nt.el!igente impiego . , Ciò che per ora ci preme di ritenere defìnito e dimostrato è il principio: che in Italia JJe?' il servizio di esplornzionesi 1·ichiede wna maqg ior q1iantità d·i cavq.lleria cli qiteUo che ~egli alt1·i paesi dell' l?iiropa settentrionale, impiegata, non a piccò~ reparti, ma a massa. Entusiasti dell' imp iego dei grossi corpi di canlleria fa llo da Napoleone l, dagli Americani nella loro guerra di secess ione e dai Tedeschi nell'ullima guena contro la Francia, noi da. parecch i anni sosteniamo che co testo impiego è possibile anche nei nostri terreni, ma dovemmo convincerci che la cavalleria in Italia, ,se vuo le utilmente esplicare la SLlfl azione, è mestieri adotti una taltica assai spigl iata che le permetta di vincere fac ilmente le diff~coltà del terreno; epperò non ebbirno mai alcuna oecasione i)e.r dubitare menomamente della nece.ssitit ed util ità del s110 servizio, tn! Lavolla la si sappia impiegare conven ientemente.

La massima fondamentale che regge l'impiego dell 'arma. di non sparpagliarla in piccoli reparti e di farla agire in grossi corpi (che per l'Ilali a saranno relati vari:i.ente gr~~s i) conse1:va pur. sempre, anche per no i, l'intiero suo valo!'e, e perciò combatliam.ov,va~en:e l'idea, purlroppo da molti accarezzata, che la form::iz1one d1 . bngate ed; divisioni indipendenti sia inutil~ e dannosa ali' Italia, .e che vorrebbero fra7ionare tutta. la cavalleria, assegnandola alle di visioni di fanteria . Un solo esempio stor:co basterà a. dimostrnre nel modo il più luminoso quali u~ili risultai.i si possano rit.ranedallacavalleria an~he in Italia, purchè la si sappia impiegare conv~nie~te1~1enle e . riunita in grossi corpi, quello cioè della. baltngl1 a d1 Custoza (11 24 · giugno ,1866), nella. quale la cavalleria austriaca. ebbe una parte delle più brillanti. . . . Non è qui il caso di narrare minutamente le gesta comp iute d::i1 cavalierf austriaci in · quella memorabile giornata, poichè sono troppo note; non sarà per contro inutile esaminare l'inOu~nza che esse ebbero sull'andamento e sull'esito finale della battagl ia. Chi vorrà negare che gli alla.echi della cavalleria austriaca .ese"UiLi nel mall.ino innanzi a Yillafranca, se non ful'ono coronati da ~n felice successo taltico, esercitarono per allro una capi tale inflnenz::i sulle ulteriori operazioni delle nostre trnppe? Chi vo rrà ne(Jaré che le numerose !ruppe iLaliane radunate intorno a Villafrnnc.a r:i·ono immob ili zzale pr.r tutto il giorno dalle eariche fotle il mattino dagli ussari e dagli ulani del colonnello Puli? Per noi sta di fatto che senza l'ardito impiego del la cavall eri,t austriaca. la baLlaglia di Cusloza avrebbe avuto un .andam~nt~ affatto differente da queilo che ebbe realmen te, e men tre nternamo che l' esercito ausLriaco deve essere ben riconoscente a 1uei bravi cavalieri per Ja, loro azione co t::into valorosa, per nostra p~rte non trovir:.mo parole sufficienti a curatterizzare l'intelligente rn1piego fatto dagli Austriaci dell'arma cli cavalleria nella detta giornala . . . . Se quanto fece la c:m1.lleria auslriaca può ~er_vire di nobile esempio, è però fuori di dubbio ehe un esame dt ~1ò che .av~'e b?e potuto fare la cavalleria italiana.. non può a meno di esserci cli utile arn maesLramen to.

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4~1

ST,UDf STILLA .C~ ~'ALLEfUA

'srum' S'IJ'tLA m\ V'.ALLE'RU\

AnzituLto se la di~isioue di cavalleria di Jjnea sp inta innanzi il · giorno 23 fo10 a llo.se.gaferro, avesse inJ.raprn.so un efOcfte& senizi.o di avans-coperta, la li>a.ttaglia di Custoza non sarnl1be avvenuta per sorpres.a; l'avanzar.e del nemico sarebbe stalo segnahtto per tempo, ed è .affauo inutile rilevare quale grande influenza c.iò av:r.ebbe avmto sulla giornata del 2.f. giugno.. Ma se un largo campo d'azi.1rne era aperto alfa nostra canlleria durante tutto il 23 giugno, un campo ancora p iù. vm,to erale aperto durante tutta la battaglfa di Custoza: Non sarà tanto :fa.cile che nell'avv,enire si presenti alla cavalleria italia11a un' occas,i(me così propizia cli agire, quale le s.i offrì il 24 giugno 1866. Astra,encLo éfo..l fatLo .che la divisione di ca.v.alle1·ia cli linea avrebbe pHLu to accorrere 1-t rintuzzare gli attacchi austriaci diretti contro la divisione del Principe Umberto, non è men vero che durante tuu-o il gi-0rno sarebbe stato opportuno e promettente grande r.isullan1ento l'avanzare contro Somrnacampa.ina dellà numerosa c.avalleria r iunita. .sulla. nostra e.strema ala dBsLra. Verso le qu-attrn pomeridiane, nel momento n.el .quale gl,i Austriaci p1ro1Hn1ziarono il form idabile e de.Gnitiv(I) attacco contro Custoza., gli ltalia.ui avevano preso Vi llafranca, e quindi in una posjzione assai favorevole dal.la quale spmlla:vano quasi già l' ala sinistra austriaca, selle reggimenti d.i cavalleria e tlue divisioni intatte di fanoor:ia. Una marcia avanti ardiLa di codesta mass.a di cavalleria, sosteimta, anche a grande di~Lanza, .da conveniente nerbo di trnppe di fanteria, avrebbe, a nostro avviso, non solo aiTe$tat.o l'attacco nemico ma. deciso assai prohabilme11te dell'esito alella gfomata in nostro fa,,ore. La ca-vaHerja austriaca :im·ebhe indtUN)i,a;mcni,e foont~aiato la nostra., ma il successo, non po.Leva es:sere dubbio, poi.chè ai.evamo in n,os{m favore 1.m maggio.r numero di squadroni con cavalli non ancora stancfai. mentre q.UJe!li del nemico erano oltremodo estenuati dagli attacchi eseguiti poche ore prima. Lu battaglia cli Custoza quindi merita, secondo il nostro p.::i,rere , cli essere seriameJ1te studiata da coloro che voglio.no impugnare !'u.tiilit-à della .canlleria in I talia. Essa e.i moBtra che abb iam1' perduta qt1ella giorn,lta, in gr.an parte, per l"intelligenLe jrupiego che gli Austriaci sep1)ero fare della. loro cavaìleria, e ci mostra aitresì

~he assai pTobab i[ment>e neri sa·remmo rimasti vincitori seaYessim@ 'St1-puto •i'mptiegaire aibilm-ea.be ì 'l'lmnerosi reggimenti a cavano che pure avevamo a disposizi-oM. a s·~essa. 1)•a.itt'.tglia iI lt1.s:tra nel modo p·ià completo rl p1111cip io da ~ ,01 s?p~a e1vut1l'cralo .relattva_mente aTla necessi tà clei grossi corpi i m elfo~H .la_-caval_teirm ausLr1a•ca a:gisce riunita a massa e riporti sqDllie:r,1.d.. ,1d1 r1suJ.ttrl 1, meutre noi, che pure enrvamo in i'.)rrrndo di en• :trnre ,110. aZ'1one con moW 'l'eggimenti fornianti un gro3so cor11o, '~'V~n,clo preferito d''imp iega.re squadroni o d'ivfa ioni (due squadroni) 1so1ate, non conseguimmo che momentanei successi. E ~Itri gi0rn n·o:tate dm il terreno sul quale caricarono gii squadrom de'I c,o1orrneHo P'Etl z era compfotan:1enle alberato e ìnLerse <:at0 dra fossi, ciò che non impedì loro punto di aLt.aci:are a fondo, , Gi:1.0chè ~iamo entnvti nel wmpo delle suppos·izioni, e cioè abb1am(!l·acc.e11naoo wlfimpieg-0 cl1e avrebbesi pot.Qto fare della nostra ca-Yalleria nena giornata del .24 giugno :1866, ci si permetta altro sguardo re-t:rospeitivo alla camp,1gna del •1859. Al!'i~foori del combattimenlo di Montebello, nel quale gli squadron i dt Novara e di Monferrato si d1stimero nel modo il più brillan'le, si può· cliTe che l"azione della cavall eria fu nulla durante tuuà la e1(¼tnl_')'agrra , N@n serviz10 di esplorazione, cliel qnaie sembra non si avesse la pi1il lrmt~na id~R; ne-ssuna azione grande sui campi d'i' ba.Ltaglia; nessL'l.tfl msegunmmto. A 'SoHerin-o le due divisi@i di cavalleria francese Desvaux e Partouneaux disimpegnarono a dovere l'incarico aYnto, ma incorobenzate di un senizio non ada tto all'indole dell'arma, cioè di mantenere il collegamento fra il corpo d'armala del maresciallo Mac-ì\'Jahon e quell o del generale Niel, e di difende re l'estesa zona di pianura che intercedeva fra quei due corp i, nulla poterono compiere nè di brillMte nè di decisivo. Se invece quelle due divisioni, alle quali avrebbe anche potuto un·irsi la c1walleria deìla Guardia, formando così una massa imponente di cavall'i, fos~ero slale collocate sulT'ala. destra, non J1avvi clubl)ìo che n:vrebbm·o reso ben maggiore ser vizio. Ivi il terreno era assai propizio per attacchi di· cavaileria., e llll generale di cavalleria posto a·lla testa d'i numeTosi squadroni, in

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STUDI SU LLA CAVALLERIA

parte caricando, in parle minacciando con continue e ardite dimostrazioni, avrebbe tenuto alto il prestigio dell'arma e cooperato bri llantemente alla decisione della vittoria. Le sera poi le truppe austriache, affrante dalla lunga lolla sostenuta, si ri tirarono nel massimo disordine : chi può neg-are che un audace inseguimento intrapreso da tutte le di visioni <lella c~~va\leria francese e dalla divisione di ca.va lleria di linea piemontese accomp,wnate dalle loro artiglierie a cavallo, avrebbe avuti spl endi dissimi risultati, e avrebbe eserci tato una grande influenza sul restante della campagna? Per noi è fuori dubbio che nelle condizioni nelle quali le truppe austriache efTetlnarono la loro ritirala, im:rnmerevoli 'soldati ·;,arebbero rimasti prigionieri, e grande quantità di armi, di cannon i, di cavalli e cli carri sarebbe stato facile preda degli squadroni inseguenti, i quali, nel giorno 25 , invece di trovarsi sulla sponda del Mincio, si sareb bero trovati intorno a Verona e ,sulle rive dell'Adi ge, avendo recato all'esercito austriaco un colpo quasi irreparabile. Si grida contro la cavalleria , e la si dichiara inutile perchè nelle ultime guerre combattute in Italia fece nulla o quasi nulla; ma che colpa ne ha la cavall eria se non fu imp iegata o fu impiegata male? L'esemp io da noi sopra citato di quanto seppe fare la cavalleria. austriaca a Custoza, e le considerazioni intorno a ciò che avrebbero potuto fare i numerosi squadroni il.aliani, ci sembra dimostrino in maniera indiscutibile che anche sui nostri lerreni si può efficacemente impiegare l'arma di cavalleria. <')

•

42.9

STUDI StJtLA CAYALLERIA

V

I II. L'ordinamento della cavalleria deve essere lale da permettere, che i recrcrimenti siano così formati da IJOter attendere in rnoélo efficace o~

alla loro istruzione e passare prontamente dal piede di ..Pace a quello di guerra. Riguardo a quest'u!Li mo punt.o, ·siccome ass~i diffici lmente si avrebbero dal commercio o per mezzo della reqm-

sizione cavalli addestrati al servjzio mili tare, e occo rrerebue parecchio tempo per richiamare sollo le armi gli uomini che si trovano in congedo, men tre è necessario che i reggimenti si trasferiscano immediatamente al conGne o sul sito dell'adunata dell 'esercito, cosi ne consegue che i corpi a cavallo dehbano in pace avere un numero di uomini e di cavalli maggiore di quello da portare in guerra . Questo princi pio, teoricamente, è 'lramai ammesso da tutti gli eserciti, se non che, per le esigenze finanziarie elle su per giù si impongono a tutte le potenze, nelIn pralica applicazione non è dappertutto osservato scrupolosamente. L'unico esercito anzi che vi si attiene compiutamen te é il germanico. In effetti il reggimento cli cavalleria tedesco è cosi composto : In pace

Ufficiali . 25 Medici .. 2-5 Veterinari 5 Pagatore . 1 1 Armaiolo. 1 Sellaio. . 1 Truppa . . 139:z Cavalli da sella . 729 » da tiro . 1

In guerra

23 3 3 ,1

602 com battenti 693 18

Il totale però degli individui di truppa è realmente di 653, nel quale sono compresi 37 soldati del treno, attendenti presso gl i ufficiali. Giova ancora notare che nei 692 caval li da sell a sono compresi quelli degli ufficial i. Per ottenere questo van taggioso risultamento la Germania ha adottato la formazione dei reggimenti di cayaJl eria a cinque squadroni , da mobilitnrsi su quauro. Lo squadrone, che al momento della mobilitazione riceve l'ordine di sciogliersi, fornisce i suoi migliori soldati e i SLloi buoni cavalli agli altri quattro squadroni , e riceve da questi gli inscritti che non hanno ancora compiuta la loro ANNO XXVIJ, VOJ... 111.

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STUDI SULLA CAVALLERIA.

STL:Dl SULLA CAVALLEIUA

istrnzione, i cavalli giovan i non intieramente addestrali e quegli animali non in grado di soppo rtare le fati che della guerra. È impossibile immaginare un ordinamento più razionale e rispondente allo scopo di assicurare l'immediato passaggio dal piede di pace a quello di guerra. IlispeLLo poi all'istruzione la si può compiere a tulto agio, perchè le reclu te, chiamale sotto le armi al principio di novembre, vengono incorporalo fra gli anzian i al principio del periodo estivo, di guisachè fo sriuadroue è al co,n1?leto al mo menLo di in iziare le istruzioni di piazza d'armi e di campagna. Tutti gli altri eserciti invero, e specie il francese, il quale ba la propria ca valleriao rganizzata pre::;s'a poco·come la teclosca, hanno procura Lo di scostarsi il meno fosse poss ibi le dal principio sovraeSJ?OSLo: epperò si sono limitali a stabilire per la cavalleria un piede di pace di poco inferiore a quello cli guerra. La conseguenza ne è questa: che il so lo esercito tedesco ha la certezza di mobilitare immediato.mento i propri reggimenti di cavalleria (1) senza chiamare i riserYisLi e senza comperare o requisire cavalli eccello i pochi da Liro, mentre gl i altri eserciti, volendo portar subilo la propria cavalleria sul Lenlro cli guerra, dovranno acconLentarsi dapprincipio di squadroni piccoli di una forza inferiore a quella cli pace, e che soltanto dopo parecchio tempo raggiungeranno il piede di guerra, alÌorchè avranno ricevuto dai depositi i necessari complementi in uomini e cavalli. L'Austria-Ungheria, che pure ha introdotto parecchie modificazioni nell'ordinamento della propria cavalleria nell'aprile dello scorso an no, non ha credulo opportuno di ovviare a tale grave inconven,ienie, che proviene non Lanto datla composizi one del r~ggimento, formato in. pace su 6 squadrnni da portarsi Lutti in campo, quanto dall'aver:e stabililo la slessa forza in cavalli sul piede di pace e di guerra. Cotesla formazione era s~ata· soggoli.o di critica cli 4.uanti si erano occupati del! argomento, purtullavi.a venne mantenutainteg1:almen te,

menL1:e a voce unanime era raccomandata la foll'mazione del reg.gimcnto su cinq,ue. squadrnm i, a simigl iauza della tedesca, Il rcggimenl.o di cavallcl'ia ausll'iaca consla, in pace di~ 4 stato maggiore cli. reggimen.to, 2 stati, maggiori. cli divisione,, 6 sqna.drnni da cllimpo e ,f quadro di deposilo, ,con. uoo.. forza totale di 42 u ffi.rti.ali, 103 I indiv.idni di truppa dei qua;l,i 9H comba.Uen.ti, 96 1 cava.lii, compl'esi quel!~ degli ufficiali, Il reggimento invece sul piede di guerra è comp,os.Lo di: 1 sl.ato maggJ:oi:e. cli reg.2imen.Lo, .2 stati maggjori di division.er 11 :plotone zappatori, 6 squadroni da campo , 1 sguacl~ne di con1plemen.lo·. 1 squadrone di deposito, 2 ploloni. guide,. ,cr,n una forza totale cli : 57 ufficiali ~ 1502 individui di truppa. (13H combattenti), 1493 cavalli. Notiamo però· che iL piede di price degli: squadroni <la cam-po non di!Terisce sensibi lmente da quello cli gueura: la. fo1::i:a uomin~ rimnoo la stessa in 171, qu.ella clei ca.valli di, truppa aumcnLai di, uno da 1.49 a.150 , perchè anche il fut:iere di a,mm~nislrazione (cn..e. in pace. è smonlat©) L'Lceve un.cavallo~ acl.onJ.a. di C]lteSLo, siccome debbons~ for.nfre i cavalli at plolo.Jn.e zappalol'i e ai d11e, plotoni g,uide,. o debbonsi far passare al cleposilo i cavalli giovani non sufficientemente aclcleslra.li ed i vecchi, cosi è ovvio che il piede di guer.ra non potrà m.ai essere ra1gg,iunto. E questo riconosce lt1 stessa: islruzion-e mi.nislerialet riguardante la mobilitazione dei reggimenti di cavalleria, poichè in essa è saYiamenle di:;poslo che gli squadroni partenti debbano lascia,r indietro gli uomini non compiutamente istrui ti ed i cavalli non alti al servizio di guerra, e che gli squadroni cli deposito 1i completi'no i'n seguito

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,.. (1) Ammosso, ben s'lntonde, che la guerra non scoppii nell'illverno, per.chò. altrim entl i soldati dell' ultima classo non sarebbero in grado di entrare· in campagna. Tutti gH

esercHi del resto trO\'ansi in analoghe condizioni.

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STUDI SULTA CABALLERIA

di uom ini e cavalli, quando sieno in grado di avviar loro uomm1 perfettamen te istruiti e cavall i addestrati e in. buono stato di forza. Di qui ne consegue che la cavalleria austriaca non potrà en Lrare subito in campagna colla forza stabilita per il piede di guerra (1) . Abbi amo minutamente accennalo all'ordinamento della cavall eria austriaca, e agli inconvenien ti che da esso gliene derivano , imperocchè la nostra c~walleria è press'a poco organizzata come l'austriaca. Tuttavia le condizioni della nosLra cavalleria non sono iden Liche ma bensì migliori, sollo taluni rapporti, di quelle della cavalleria austriaca; ciononostante richiederebbero si ado Ltasse altro ordinamento il quale non solo assicurassB la mobilitaziopc ma permettesse d'istruire lo squadrone, senza ricorrere ad espediènLi che sono sempre dannosi, e secondo la progressione stabili ta dai regolamenti. Come è noto, il nostro reggimento si compone in pace di uno stato maggiore, di un deposito (quadro di squadrone), e di sei squadroni aLlivi, precisamente come l'au;;triaco. Sino a due anni or sono crli squadron i attivi avevano sul piede di pace 120 e.avalli, e dovevano l'.> . mob ilitarsi sopra un'eguale forza cli quadrupedi da sella e fornirne inoltre ollo per :formare i ploton i di guide; ·a'onde lacomeguenza che, detratte le ultime rimonte ecl i cavall i non atti alla campagna, i nostri squadroni sarebbero entrati in guerra, al 1naxim,im1:, con 80 e.avall i. Oggidì mercè la presa determinazione di portare gli squadroni in pace a "42 cavalli, mentre fo mantenuto il piede di guerra a 120 cavalli, e di destinare i reflli carabinier.i al servizio delle guide, ci troviamo rispetto alla mobilitaz ione, per quanto ha tratto ai cavalli, in ottime condizioni; ma s'illudono grandemente coloro i quali ritengono possibile di formare anche noi uno squadrone campale di 1150 cavall i. Bisognerebbe allora avere lo squadrone in pace con 215- 220 uomini e almen o 180-185 cava lli , poichè è indiscutibile che per quanta cura si pongo. nell' istrnirf i soldati, nel ma~tenere a numer~ l' ~[et._Livo dei ~uadn'.pedi e llflla sce~ta delle nmonte, purLutLav1a v1 sara sempre m og111 squadrone un ce1 to numero di uomini e di cavalli, i quali, sia per deficienza cli isl:!,·u-

(I) Per maggiori notizie sull'ordinamento della ca ralleria austl'iaca Yedasi l'articolo nella C,·ouaca estera della puntata di lugl io ISSI della Rivista mlita,re.

433 zione o di acldestrnmento, sia perchè amma lati o troppo logori, non sono in grado di entrare in campagna. Guardiamoci pertanto dal recar modificazioni all'effettivo-cavalli stabilito per il piede di guerra, ed oppon iamoci vivamente alla corren te di idee, che ora tenta fars i strada, e che propugna lo squadro ne fo rte di ;l 50 cavai!i, in pace ed in guerra. Al postutto, ove per avventura si o.donasse siffatta prescrizione, all'atto pratico essa resterebbe lettera morta, perchè se l'AustriaUngheria, la Germania e la Russia, ne' quali paesi la produzione ecpi na è ricchissima, non giudicano di poter fare as,;egnamento sopra cavall i di pronto servi1,io, da comperarsi o requisire allo scoppiare del la guerra, sa,rebbe una vera illusione il ripromettersi di far ciò io Ilalia, menfre per la povertà delle nostre risorse caYalline siamo costrelli a ricorrere alf estero per completare le rimonte annuali delle quali abbi.sogniamo. Lasciando aclunque le cose come sono, possiamo avere la certezza che per la parte che riflette i cavalli, la mobilitnione della nostra cavalleria si compierà colla ma$Sirna prontezza e rego larità, tanto più orn elle venne approvata la proposta ministerial e cl i afGdare il servizio delle guide ai carabinieri; ed è so tto questo aspello che il nostro ordinamento è migliore del l'austriaco . Sgraziatamente l'ordinamenLo austriaco è di gran lunga superiore al noslro per quanto riguarda l'istrn1.ione del reggimento, e la mob ilitazione della truppa. Ed eccoci a dimostrarlo. Col nostro sistema di chiamare sotto le armi gli iscritti nel mese di gennaio, ne viene che la loro istruzione è compiuta soltanto nel mese di agoslo . Di qui la conseguenza che lo squadrone dur::mle l'epoca dell'anno più importante, cioè durante la maggior parte del periodo eslivo, non è mai al completo per le varie istruzioni alle quali deve aLtendere, e ch'esso monta a cavallo, non formalo su quauro plotoni come doYrebbe essere, ma bensì composto da tre distinti reparti, cioè cli cavalli giovan i, di reclute e di soldati anziani, i qual i costituiscono all'incirca due plotoni. E questo è lo slal.o attuale, con squadroni di circa HO cavalli, e con cinque class i cli soldati sol.Lo le armi, stato che diverrà peggiore, allorchè la truppa di cavalleria non ri marrà sotto le anni che quattro anni, perchè ciò aumenterà il contingente annuo degli inscritLi. STUD I SULL.\. G.\ VALLE RIA


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STl.iDl SULLA C.-\ \'ALLERI.\

STUDI SliLLA CA\'.\ LLEI\I A

)fa queste condizi oni non so lo inlluiscono sull' isl.r uzione, ma hanno ancora una massima influenza sulla mobilitazione. In effetti lo squadrone -italiano, scoppi pure la guerra in prìmaYera o sul principio delt'esLaLo, non può far conLo alcuno sullo reclute ; epperò a stento può ora, di:;ponendo di cinque classi, mobil ilare la fo1'za- uomini stabilila per il piede di guerra, ma non lo poLràassolulamenLe qllando si 'riduca l'effettivo uomini dello squadrone, e sia applicata la riéluz10no cMla ferma a quattro anni. A questi inconvenienti si ovvierebbe compiutamente, quando si cl1iamassero alle armi gli inscriLLi alla fine di ottobre. Allora col 4° maggio passerei>bero a far servizio insieme agli anzian i, o lo squadl'one si troverebbe al completo ed in otLime condizioni p_er auenclere alle i,ue istrnzioni e per mo1Ji!ilarsi. ìlfa questo è possibile? Pel momento ci pare di no, quindi è nfostieri trovare altri temperamenti, imperocchè è di urgente 11ecoss itil che tale sLaLo di cose abbia a eossare al più presLo. Procuriamo di approfondire questo importante soggetto. Il reggimento a sei squadroni presenla dei vantaggi noleroli come vedremo in seguito, ma è innegabile cli'esso sia pesante per manovra e per amministrazione . Richi ede inoltre 'la. ripal'tizione in duo mezzi-reggiment i, co' relalivi comandanti e sta li maggiori , ciò che imporla una sposa inutile ed impedisce la diretta relazio1rn fra i1 colonnello ed i capitan i, come sarebl)e indispensab ile. D'altra. parte, oltre agli inconven ienti per l'isLrnz'ione e per il passaggio dal piede di pace a quello di guerra sopra ricordali, e speciali alla nostra cavalleria , avvene altro assai grave o d'indole generale. Il r-egg1mento rt sei. squa.droni è {;Ostretl.o, all'atto di parfrre per la campagna, di foi-mm·e d'i sana piant a lo sqnadrone di depos,ilo (che ha soltanto un quadro incompleto), senza parlare dello squadrone di complemento . Ora, o lo fa con hnoni quadri, quali sono richiesti d.aH'import.anza capitale e·he assume cotesto squadrotl-0 in sif-auo momento, -e si priva di eecellent:i elementi che stirohhero utilissimi in campagna, o dest.im.1. al deposito quadri scadenti, eiì allorn non lo mette in condizione di disirrrpegnare i1 suo hnporto.ntis.simo ufficio. Senza t·ener eont-o deHe ingenti pe,·dito che 'S i possono subire nelle battaglie, è mesti~ri non dimenL1care che specialmente nei

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primi giorni di guerra la. cava'llcria, sia. per le gravi fatiche che necessariamente le vengono imposte, sia per le fìaccatnre, por lo zoppie, ccc., perde un numero rilevante di animali, ontl'è che :;entesi subilo il bisogno di ricevere dal deposito de' rinforzi in cavalli. l\fa è egli possibile che desso p~·ovveda a tempo a cotesLi bisogni, se lo si è lasciato con quadri scaden ti ? Tutti questi inconvenienti sono indubbiamente gravi: epperò si converrà di leggieri che quando si ananno i mezzi per aclotlare altro ordinamento , è d'uopo scegliornc uno che li ri muova eo mpiul.a.mente. L'ordinamento del rcggimenlo tedesco è, per così dire, il tipo da tutti desiderato e calclament.e raccomanda to: purtuttavia :;ino a cho non ci sa rà. dato, come pre$SO gl'i allri pr incipali eserciti europei, di chiamare gli inscritti o sulla fin o del mese di ollobre o ai primi di novembre, tale ordinamento non è adalto alle noslrc speciali condizioni, ne ovvierebbe acl alcnno dei difoLLi sopra lanicnlati. No i invoco vorremmo il reggimento formalo sopm quall1·0 squadroni atthi e uno squadrone deposilo. Gli squadroni a!liri sarebbero composti con soldati tralli escll1sirnmente dallo ul1ime tre classi (i) e avrebbero un effetLivo di HW cavalli da sell a e 2 da tiro; lo sqoadrone deposito constorebhe di 13H cavalli egli sa rebbe affidata l'istrozione delle reclute. Esso servirebbe inollrc, nel caso di mobil itazione, a completare di cavalli gli sq,iadroni alti,·i, riliTand-o da qoesLi ì cavalli giovani che non haono ultimnto l'adclestramen Lo e quelli non atli a.Ila campagna . Le recluto rimancbbero al deposito circa un anno, sino cioè al congedamento delia. classe anz iana, ma dopo sei mesi, ultimata la loro istmzione quali reclute, cesserebbero cli essere c:onsiilerate lali, e lo squadrone deposito attenderebbe alle sue istruzioni coìl10 uno squadrone atlivo, colla differenza che non dovendo prender parte nè ai campi di bl'igata nèal legrancli manovre, avrebbe tntto l'agio di eseguire le varie istruzioni compl'csa la. scuola di srr1w.drone e di campagna; di guisa che quando le reclute fare!Jli cro defi1

(!) Noi qu i calcoliamo la durata della (erma per la cavalleria già rldolta a qtwltl·o

anni.


STUDI SU LLA CAVA LLEnl.\.

STU DI SULL.\ CAVAT.LE111 .l

niLi\'o passaggio agli squadroni atLivi sarebbero realmente soldati fatti . Qnesto ordin amento del reggimento rimuoverebbe comp iutamente tutti gl i inconvenienli da noi sopra notati, e risponderebbe sollo ogn i aspetto a tutti i bisogni, a tutte le esigenze dell'arma. In cfictli gli squadroni altivi, formati Lutto l'anno coll a forza mobilitabile, potrebbero, senza ricorrere ad espedienti, attuare tulle lo istru1.ioni, ossenrando la prescriua progressione, ciò che al giorno d'oggi, come sopra aubiamo dimoslrato, è impossibile; e non si sarebbe piu obbligati di andare ai campi di brigata e alle grnndi manovre senza neppure avel' fatta la scuola di squadrone o di reggimento, oppure avendole f'alle in frelta ecl in furia iu pochi giorni, tanto per dire di averle fatte. Nrl caso poi scoppiasse la guerra, gli squadroni atlivi sarebbero in c,;adizione di parLire ad un cenno, per così dire, telegrafico . Questo ordinamento presenta ancora i seguenti rilevanti vantai.rgi : IO Lo reclute riceverebbero un'istruzione assai piu perfezionata ed uniforme cli quella. che ricevono al presente; 3,.. Si avrebbe· il mezzo di ridurre la ferma della cavall eria senza il menomo danno clcll'arma, avvantaggiandone anzi in mani e1 a sensibile le nLtuali condizion i, specie per quanlo ha Lrallo all'i$ll'Uziono; 3° Si axrehhero i mezzi di formare i caporali, ciò che è una delle grandi diffico ltà che presenta la ridnzione della ferma . Nel fallo . ultimata l'i::lruzione <li sei mesi da impartirsi allo reclute, si scegli erebbero fra Asse i migliori soldati, e se no formerebbe il plotone allievi , precisamente come adesso, il qua le funzionerebbe dal mese di agosto sino al congodamento della classe anziana, alla. quai epoca gli allievi mel'itevoli snrebbero promossi caporali. Ecco lo specch io del reggimento che noi propon iamo':

REGGIMENTO DI CAVALLERlA (stato maggiore, 4 squadroni attivi, 1 squadrone deposifol. t:OM!Nl

CA\'.\LLI

CARRI

STATO )L\.GGIOH.E del reggimento

Comandante del reggim. (colounello o tenente colonn.) Comandante in 2° (lenente CO··· lounello o 111agg10r<') . . . Relatore ( maggiore) Cnpitano aiut. rn.:igg. in ·1o Tenente » » lii 20 Capitano medico . Capitano o teneute Yeterinario. Tenenti o sottoton . veterinari. Teuente medico Capitauo conlabile . Tencuti e sottotcn . contabili Furiere maggiore ' Sott'uflkiali tli maggiorità Furiere di contabilità Sott'nfficiale zappatore . Sergenti di contahiJitit . Caporali mnggiori Caporale trombettiere. Caporali di contabilità . C11porali di maggiorità . ALtcndcnti Vivandiere. Soldati cond11centi . Totale dello stato maggiore

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STUD I SU LLA CAVALLElìIA

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li reggi mento pertanto risulterebbe dell a seguente forza: <.) <d ._

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Come il lettore avrù rilevato abb iamo irurodotto rprecchie novità anche nella composizione dei sin•roli s•YmH lro1fr, e precin '1 samenLe : · a) nei cavalli da sella di truppa abbiamo compreso un caval lo per ciascun urnciale inJeriorn, dimi nuendo d'altrettanto il numero dei cava lli di proprietà degli ufficiali . Abbiamo cioè ca lcolato· im ccii;allo di carica per gl i ufficiali subalten ii e pei capitani, seguendo il si:itema austriaco , nel (Illale appnnto i predeLLi ufficia li sono forniLi dal lo %uo di un caval lo di sel'vizio compreso nell'effettivo dei cavalli di tmppa dello scruadrone li quesito del cavallo di servizi o per gli uf'ficiali cl elle arm i a ca vallo lo si agita da lungo tempo : non sarebbe il caso di principinrne la soluzione, a favore degli ufficiali inferio ri di cava lleria, i quali , più di tutti, risentono J' ingente peso cli provvedersi a proprie spese de' caviill i che loro occonono per il serYizio? b) Abb iamo di mo llo diminuito il numero dei trombettieri, assegnanilo acl ogni sqnadrone sollanto un trombettiere ed un allievo trombettiere , nell'intento di riclllrre quanto è possi bile le speciali tit, le qual i ridondano sempre a danno della totalità . Lo squadrone ilaliano è il solo che ha Lanla ricchezza in trombettieri; lo squadrone austriaco ne ha uno , il tedesco ne ha tre. Nel fauo\ruegli che ha bisogno del trombettiere è solamente il capitano, epperciò quando (Juesto servizio sia ass icurato, e lo è indubb iamen te con un tron;..bettiere effetJivo e un alliern, si ba quanto basta. Conseguentemente,in giusta proporzione col nnmero totale dei trombettieri, abbiamo assegnalo all o stato maggiore un caporale lrombetttere, in luogo èlell'atluale sergente;

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e) Abbiamo aggillnto all'effettivo dello squadrone un fu riere di contabilitù, smontato in tempo di pace. A nostro avviso questa misura soddisferebbe ad un sentito bisogno . Oggidì il furi ere o attende con cura, come è SllO dovere, ai lavori con tab ili e deve forzatam,ent~ trascurare il serviz io. presso lo squadrone, o fa bene quest ultnno, ed allora non ha 11 tempo maLeriale da consacrare alla contabilità: Di qui ne Yiene elle il comandante lo squadrone, specrn.ln~en Le interessato a che proceda in modo rego lare l'amministrazione, ,è costretto a scegliere fra. i due mali, ed esentare il foriere dalla maggior parte del serviz io che dovrebbe prestare presso squa_d~one. In marcia poi,, in dislaccamenlo e in guerra, è quasi 1mposs1bde che un fur iere disimpegni, a tempo, tutle le sue molte1)lici mansioni: epperò riteniamo la nostra proposta pratic~t e razionale. Due sole obb iezion i si possono, a nostro avviso, muovere alla formazion e del reggimento che noi proponiamo, e cioè che l'arma di cavalleria irnportereblJe una spesa assa i maggiore dell'attuale, e che lo squadrone campale a '1.20 cavalli sarebbe troppo piccolo. Rispetto allo squadrone di guerra di soli ,I20 cavalli, osserveremo che non solo sarebbe inutile di voler-ne portare la forza a ,JoO cavall i, irr.tperoc_chè, co_me sopra abbiamo già detto, all'atto pratico, p~~· quanl1 sforzi fc~cess1mo, no'.1 ci riescire~be di portare in campo pm che it:20 cavali, , ma che sur nostri terreni è assai più adatto lo squadrone piccolo . Esso è più maneggevole, è più nella mono del suo. coma_nd_ante, e per_ciò si prest:t nel modo più acconcio a quella tau1cn spigliata ed ardita che abb iam detto dover caratterizzare le manovre di cavalleria su i nost.ri terreni. . È ve'.·o che presso i principali esetci Li europei, lo squ"'drone sul piede _di gu~rra dovrebbe constare di 1150 cavalli montali, ma giova non d1ment1care che realmente per la maggior parle di essi sarà gran che se entreranno in campagna con 120 buoni cavalli. Non ci deve pertanLo spaventare l'idea dello squadrone piccolo, perchè inclubb,amenLe esso è più maneggevole e perchè è pur certo che saranno ben poch i gli squadroni nemici che realmente avranno una forza-cavall i maggiore dei nostri. L'essenziale è che il deposiLo sia post~ in grado di rimpiazzare sollecitamente le perdite degli squadront e la nostra for mazione del reggimento provvede assai bene anche a questo bisogno.

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STUDI SU LLA. CA.VALLEU!A.

Rio-tiardo alla spesa riconosciamo ch:'essa sarebbe ingente, non tanto per le ml:ldificazioni che porterebbe in sè stessa la nuova formazione del reggime1Ho, quanto per la necessità. di creare un grande numero cli nuovi reggimenti. Infatti noi assegniamo ogg,idì una divisione di 4·reggimen.Li formati sopra 6 sctuadi:on.i, ad ogni arma.Lar cioè 24 squadroni ; ma saremmo costretti di, assegna,rvi due divisioni quando i nostri reggimenti di cavaJ.leria.fossero composti soltanto da 4uattro squad1·0,ni, percb.è è eYidente che se 24 squadroni sono Ulli'l forza ben scarsa pel' un'armata, "6 squadroni sarebbero affatto insufficienti. Lo s~esso dicasi per il corpo d'armala: con Ull reggimento di 6sq,uadl'oni !lion si può dire ch'esso sia riccamente clotra.to d~ cavalleria, e però ne ha a sufficienza. Un reggime11to di quattro sq,uadroni non basterebbe più, e occorrerebbe che ogni corvo d'armata ne avesse d.ue. Certamente sarebbe una gran bella cosa che le nos~re grandi unità potessero ricevere cotest~1dotazione di. cavalleria,. e noi.11e desidere,. remmo an11,he una ma.gg~ore, ma riflettendo cbe allora dovremmo avere al 1nininium 48 reggimenti, uno si convince di legg,ierr che è affatto inuLile pensare pel momento a così. grande aumento del· l'arma. Sino a che pertMil.to le migliorate condizioni finanziarie ci permetteranno di creare q~el numero di reggimenti di cavaUeria che ~ necessario, noi sosterremo sempre, c0me abbiamo sostenuto sino ad ora, che 1'Y/J01nentaneame-nte la formazione d.el reggimento. pi.ù conveniente per noi è l:attuale,. ad. on:ta degli. inconvenienti che le son.o inerenti. Avendo reggimen.ti piccoli (fl. ,i, sq.1J1.àdron,i) è mesti.eri averne un grande nu111e1;0~ per conlro regg:im..en,tì forti. di. 6 squad.roni equivalgono, ciaseuno., a due reggimenti piccoli. È q;aesto l'incon.testab-i'Ie. vantuggJ.o che presen)ta l'attuale nostra. formazione del reggimento, che s:impose all' A4stria-Ung.heria e s'fo1porrà all'Italia per molti e molli ann.i anc('JÌ'a. È vero, è inwntrastabila. che gli interessi dell'arma esigerebbero reo-oillil.enti a i5 od a 4 srruadro11i ,. ma questi. vogliouo essere i:,,:, . ':I, subordiuati a qaelli g,enerali. dell'esercito, i cpia1li richiedono che. esso sia iornilo del rnao-o-ior nunie,:o Vnossibile di squadroni. O~ I l')

443 Ora 1:-t formazione dei reggimenti a 4 squadroni od importerebbe una riduzione del numero tlegli &cpia.d1:oni quanto si creassero tanti reggimenti quanti ne possediamo al presente, Q una. modificazione nel vigente riparLo deUa cavalleria fra le grandi uni tà,. ove si mantenesse il numero attuale <ili squadroni. Ma una riduzione nel nume1·0 degli squadroni è impossibile perchè ne abbiam0 già troppo pochi, e qualsiasi cambiamento Sii volesse introduere nell'a,ssegnazione della cavalleria. alle arma.te·e. a:i co1:pi d'armata, non recherebbe che sva.Btaggi .. Accootentia.irnici adunq:Lrn pel mornenlo deheggimento a, 6 squadroni, ri volgendo le nostre Cllre a rimuovere. gli. inconvenienti soprn segnalati . A quest'11opo c~ limitiamo ad osservare che 1' effettivo per Lo squadrone stabilito dai nuovi quadri in U2 cavalli e 165 uomin i di truppa ci sembra troppo esiguo in soldati , e che un aumento di e5si gioverebbe sensibilmente a dimìnuire gli inconvenienti riguardanti sia l'istruzione, sia la mobilitazione. Fratt:rnto non possiamo a meno di esprimere il vivissimo desiderio che presto sorga il giorno in cui si possa pensare a dare alla cavalleria un ordinamento conveniente sotto tutti gli a.spelli, peemettendo in pari tempo dii dare. all.'arma. quell'at1men.to eme le compete. Prima di chiudere quesL'importan.Le argomento. suH'ordinamento1 del reggimento,, ci siano lecite p.oehe pa1·ole.sugli ufficiati cii complemento, sopra i 4uali, col nuovo 0rdina:m.enlo dellr'eserci,to testè aJi)prQ.vato, vuolsi fare un assegnamento assai magg,i.ore che pet" il passalo. Sarebbe negare fa luce del sole il nler c.onti:astare la grande utililit che si potrebbe ritrarre, ·nel caso di g.uerrn, da un eletto corpo di ufficiali di. complemento. Non dubi,tiamo·menomamente che le maggiori cure che si è intenzionati di arrecare neLla loro istruzione e segnatamente nella educazione militare~ ne miglioreranno di molto le loro concli'zioni; tuttavia ogn i calcolo sugli ufficiali di complemento di cavalleria sarebbe compiutamente illusorio, sino a che non sia risolto il quesito di mantenerii esercitati. nel cavalcare. L'ufficiafie ri.chiamato sotto le armi at momento di entrare in gampagna, che non. monti a cava.Ho da pa.STUD.I SULLA CAVALLE!\lA


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STUDI SULLA CAVALLERIA

STUDI SULLA C..\.V.-\.LLlm[A

recch i anni, non solo :p.on sarà di alcuna uti jità, ma sarà agli squadroni di serio imbarazzo. E se fosse alLrimenti sarebbe illogico il pretendere dagli ufficiali in continuo servizio quanto gi t1stamente si es ige al ri guardo . L'unica soluzione del quesito, radicale è vero, ma che, come suol dirsi, taglierebbe la testa al toro, sarebbe quella di prescrivere che possano essere u(ficiali di complemento nell'arma di cavalleria soltanto coloro i quali comprovino di possedere alle proprie case cavalli da sella. Ben s'intende che si farebbe eccezione per gli ufficiali dimissionari e pei sottufficiali, i quali hanno servilo per molti anni, e non è a dubitarsi ,elle in breve tempo ripiglieranno l'esercizio del ciwalcal'e. · Comunque sia, è quesito che importa risolvere, adottando sia questa sia altra soluzione ritenuta migliore .

È fuori dubbio çhe per deterniinare tale ri.parto bisogna tener conto: a) della fo rza di cavalleria disponibile; b) dei bisogni di cavalleria delle singole grandi unità; e) del principio tattico di mantener riunita. quanto è possibile la cavalleria per impiegarla a massa. Esaminiamo i primi due fattori, tralasciando di parlare rlel terzo perchè ci sembra averne già detto ad esuberanza nelle prime pagine laddove parlammo dell'impiego della. cavalleria. Ad 0:). In genera.le in quasi tutti i principali eserciti europei si'lamenta 'la deficienza. di cavalleria. Così troviamo che in Francia. ed in Austria si domanda un aumento della cavalleria, e che in Russia si attende con grande cnra a migliorare l'ordinamento dell'innumerevole cavalleria irregolare, onde assicurarne in hreve tempo la mobi li tazione e un proficuo impiego in guerra. Ciò che dim ostra che sia per riguardi finanziari, sia per quella. opposizione sistematica che da molti anni e in tutti i paesi si fa alla cavalleria, sia per poche risorse cavalline, la forza di essa prnsso la maggioT parte degli eserciti non è in giusta proporzione colle altre armi. Dimostra. ancora che in generale nello stabilire la forza cli quell'arma si tiene troppo pocò conto della quan tità di cavalleria di cui dispongono gli altri Stati co' quali è più probaNle si abbia a lottare, e della configurazione topografica dei probab ili teatri di guerra: ciò che a nostro avv iso è grave errore. Del resto è innegabile che questo ragiona.mento vale per la maggior parte degli eserciti europei, i quali però sono lutti abbastanza riccamente dotati di cavalleria; e vale poi a cento doppi per il nostro, che scarseggia di cavalleria in modo sensibile, a eagione del le esigenze finanziarie e aena mancanza nel paese di materiaìe equino adatto al servizio da sella. Il riparto pertanto della cavalleria fra le grandi unità acquista in Italia. una particolare importanza. L'i.deale sarebbe di potere assegnare alle armate, ai corpi d'armata e alle divisioni di fanteria tanti squadroni quanti sono realmente necessari , ma invece è mestieri fare i èonti col numero di squadroni disponibile. Tuttavia. anche il determinare in modo assoluto la quantità di caval ieri Mcessaria ad ogni grande unità è cosa, se pure è possibile,

III. Passiamo ora al punto capiLale dell'ordinamento della cavall eria, al numero cioè dei reggimenti, al loro raggruppamento e al loro riparto presso le grandi unità dell'esercito. Napoleone ha lasciato scritto che un esercito italiano di 4-00 mila uomini, ri chiede 30,000 cavali eri ('1), nè crediamo che cotesta cifra sia esagerata: però stimiamo migli or consiglio mantenerci nel campo pratico e stabilire non il numero dei reggimenti che sarebbe utile di avere, ma quello del quale non si può fare a meno. Questo numero non può essere dedotto che dall'esame del riparto della cavalleria fra le grana i unità clell'ese1~to, riparlo ch_e .a nostro parere deve accosLarsi all'aLtnale, come quello che sodd1sia in modo assai limitalo, è vero, ma pur bastante, ai ÌJisogni cli codeste unità. (1) L"ltal ie par sa population et ses l'ichesscs pcut en lreten ir qua tre cent mi lle -hommes de toutes armes. La guen·e d' Jtalie exige moins de c.ava lerie qu e colle ct·Allemagne; trente milio chevaux lui seraient suffìsants. N.u~t.ÉON. Des~ription dc Vltalie.

ANNO XXVJI, 'l'"OL . III.

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S1'UDl SULLA CAV .\LLE RIA

STUDI SULLA CAVALLERIA

esLremamente dimcile, e perciò noi lasciamo intieramente da banda quc:,;ta spinosa que:;Lione, sulla quale si hanno tanLi pareri di versi rrua.nti sono gli scr.~Ltori che ne hanno trattato . A noi la ci sembra, più che altro, una questione cli apprezzamento personale, e tale poi la è indubbiamente in Italia, dove havvi chi pretenderebbe avere tanLa ca rnlleria quanta ne possiedono la (}ennania e la Francia e sonvi taluni per contro che vorrebbero una riduzione dell'attuale. TutLavia anche questi apprezzamenti indivi,lua.li hanno un li mite insuperabile: così, a, mo' d'esempio, per qnanto uno possa essere opposiLorn del la cavalleria, cadrebbe nell'a:;snrdo ove volesse impugnare la necessità di avere d,elie divisioni di cavalleria per rischiarare le arrnate . A nostro avviso perLanto noi clovremmo essere paghi di mantenere l'atwale riparto fissato dall' Jstruzione sulla formaz ione delJ'e~crcito in guerra, cioè cli assegnare una divisione di cavaHeria ad ogni armala e nn reggimento di cavalleria per ogni corpo d'armala. A b). Ma una divisione di cavalleria è de;;sa sufficiente al seryi;-:io cli una, arma ta? un solo reggimenLo può egli bastare ad un co rpo d'armala? Al pri mo quesito rispondiamo prontamente 110, ,11 secondo si. A cl imosll'are il noslro primo asserto non ci occorre di molto , né è necessario, come usasi generalmente di fare, ci estendiamo nel prendere in cons ideraz ione la fronte e la profondità delle armate tan Lo in stazione quanto in marcia. Basla, rico rdiamo ciò che abbi;1 mo elci.Lo prima, che cioè non ammeUiarno che una divisione di cava lleria di 24 squadroni sia in grado di coprire e rischiarare efficacemente una fr onte maggio1·e di 20 chilometri. Ora egli è evidente che, eccetto fors e alla vigilia di una battaglia, poichè allora si farà ogni sforzo per concentrare al massimo le truppe, i lre o. quattro corpi d'armata che normalmente costi tuiscono u1ùu:grnta, occupano una fron te assai maggiorn cli. una Yerllina. di chilomet~ . Ma il leLtore dirà : com'è clie avete assegnata all'annata una sola divisione e in seguito volete dimostra1·e che una divisione !}On basta all'uopo~ Ravvi conLraddizione indubbiamente; eppure non è che una contraddizione apparenLe . Certam ente, se la cavalleria addcua al corpo cl'armata cleve riinanere costantemente legata ad esso, e intendiamo che la solu divi-

sione di cavalleria debba disimpegnare il servizio di esplorazione occorrente all'armata, abbisognerà assegnare a quest' ultima altri squadroni, ma ben diversamente comprendiamo no i l'impieào della 0 cavalleria. . Quattro differ~~ti periodi ,,oglionsi distinguere in una campagna, nguardo al servizio den·arma a cavallo: il prirno periodo: dalla dichiarazione delle ostilità all'inizio delle g1·andi operazioni; il secondo: il periodo delle grandi operazion i che hanno luogo fra una battaglia e l'altra e per preparare la stessa; il. tel'zo: il periodo che segLrn immediatamente alla battaalia, 0 sia dessa vinta o perduta; il qiiarto : quello della sosLa nelle operazion i, inevitab ile in una lunga campagna. Nel primo periodc,, assai importante per l'influenza èhe può eserciLare su tutto il 1)orso della campagna, l'esercito auende a mobiliLarsi ed a radunarsi, e Lulla la cavalleria , ne avessimo anche '100 reggimenti, dovrebbe colla rn:assima. celeri tà e dopo 48 ore dalla dichiarazione di g,oerra, essere portata alla fron Liera minacciata. Non sara~no mai tropp i gli squadioni in questo capitale momento per coprire l'intiera distesa del confine esposto, per eseguii·é ardite punte sul territorio nemico, per rintuzzare la cavalleria nemica che, secondo ogni probabilità, manovrerà con eguali intenclimenLi. Tutta la cavall eria pertanto deve concorrere a questo servizi o, e perciò nel noc,tro caso $i avrebbero a disposizione ·I 3z squadroni , agenti tutLi per un solo scopo, e che dovrebbero es,,ere ri[rniti in tre o al più quattro grosse masse. Ora non havvi dubbio che coLcsto numero di squadroni è più che sufficiente ove sia bene impiegato, la,nto più che ·nulla impedisce di scagl ionare dietro la cavalleria reparti di fanteria di com•eniente forza, i quali senza menomamente inLralciarne la mobilità, le saranno in molti casi di valido sostegno e le serviranno di utile punto di appoggio. Veniamo al secondo periodo. Compiuta la radunata s'inizieranno senza indugio le operazioni logi stiche in tl'acci.1 del nemico per venire a i iomata campale. In questi giorni ogni grande uni tà avrit

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STUDI SUL!,i,. CAVALLERIA

STUDI SULLA CAVALLElUA

bisogll'O della propria cavalleria, ed è fuor di dubbio che la nostra scarsezza di cavalleria si farà di molto sentire. È però a notarsi che sino allora abbiamo avuto tutta la nostra cavalleria avanti, onde è a presumersi eh' essa avrà già avuto mezzo di attingere importanti notizie sulla forza e sui movimenti dell'avversario. D'a1lra parte non è probabile che l'esercito iutiero marci sopra una sola fronte, che in tal caso assumerebbe un'estensione immensa di auisachè· ' b sarà ottimo consiglio trattenere sulla linea più avanzata la divisione· di cavalleria dell'armata ohe marcia in seconda linea, lasciando che detta armata provveda alla limi Lata esplorazione, della quale abbisogna, mediante la cavalleria addetta ai corpi d'armata. . È ovvio che questi spostamenti dei reggimenti di cavaÌleria non sono vantaggiosi, cbè anzi costitu iscono degli inconvenienti di qualche entità, ma è pur chiaro che 132 squadrnni, senza .adottare opportuni espedienti, non sono sufficienti ad nn esercito di 400,000- · uomini. Il terzo periodo abbraccia l'inseguimento dopo un favorevole successo della lotta irnpegrnitasi, ovvero il coprimento della ritirata in seguito ad una battaglia perduta; ed anche qui sarebbe assurdo fare distinzione fra cavalleria di armata e di corpo d'armata O di divisione. Tutti gli squadroni che si hanno sotto mano (c1irei quasi anche senza. ricev?re o~·dini, ma dietro l'iniziativa dei propri capi), debbono spmgers1 arditamente a-vanti nel caso d' inseo·uimento, e ove trat~isi di ritirata delle nostre truppe, rimanere s~I posto del cornbattnnento per opporsi ai cavalieri nemici, e ritardarne l'avanzata ad ogni costo ed a prezzo di qualsiasi sacrifizio. Sappiamo benissimo che i soliti detrattori della cavalleria proclamano che è fin ita l'èra degli inseguimenti di cavalleria, ma sìffatt~ opinione non regge al più piccolo esame. Sopra truppe dìsorgamzzate, con moral~ depresso. e affranl.~ dalla fatica, 1-a---Q_avalleria conserva e conservera sempre 11 suo antico p1·estigio; e siccome in tali condizioni si è semp~·e trovata e si troverà sempre anche per l'avvenire la maggior parte di truppe che abbiano pugnato tutto il giorno e sieno costrette, la. sera, di ritirarsi, così un'azione viao,. o rosa della cavalleria che a-vvolga d'ogni parte le colonne retrocedenti, e le attacchi a fondo, otterrà sempre grandi successi, qualunque sieno le àrmi in uso. Lo stesso _soldato valorosissimo che

-combatté eroicamen te l'intier.:t giornata, non può sottrarsi all'a.zione demoralizzatrice che esercitano una disfatta e la conseguente ritirata , e non può a meno di divenire facile preda del :primo ca-valiere che audace gli si getti sopm. Credes i forse che nelle future guerre s'abbiano a rinnovare le catastrofi ·ai Metz e di Sédan? È vero che quonto è accaduto una volta può succedere una seeonda., ma non è nè probabile nè faci le; l' inseguimento invece i11 Lrapreso da numerosa cavalleria appoggiata dall'artiglieria, darà semp re splendidi risultati e contribuirà nel modo più erncace all'annientamento delle for;i;e nem ich e. E di qui pe1'l.an10 che pel part.ito batLuto emerge l'assoluta necessi tà di con trapporre la propria cavalleria a quella avversaria, e la comen ienza di impiegure in questo importante còmpi lo la maggior forza poss ib ile; e per ciò. come abbiamo deuo per gli inseguimenti, co;:;i vonernmo che andie nel coprire le ritirale concorressero tuUi gli squadroni disponib ili. Nelle temporanee sospension i delle operazioni milita.ri, sospens ioni ~he si verificano in tntte le campagne quas i per tacito accordo cli enlrarnbi i par lil_i, è di capila.le importanza di conservare il ,contatto col nemico e di accordare riposo alle truppe, specie ulla fan teria. Il servizio di sicurezza compeLe pertan to esciusivamente alla cavalleria, e l'unico mezzo tanto per copri re effi cacemen te le trnppe, .q uanto per non addossare alla cavalleria improbe fatiche, è quell o di impiegarvi tuUa la cavalleri a, come nel primo periodo della campagria, spingendoht avan ti a conveniente di stanza e sopra l.el'l'eno adatto . Da quanto siam venuti esponendo sin qui, si rileva che il riparto del lu cavalleria presso le g1·,111di uniLà clovrebb~, a noc,t:o avvi.so , ,e:3senzialmenLe essere fatto in base al concetto d, un raz1om\le impiego dell'arma nel corso d~ll.l cam~agna, e in.ro1:~u,to al principio che so ltanto masse di cavalleria sono 1n grado d1 d1s11npegnareadovere il loro ufficio, piutlostochè sulla considerazione degli eventuali bisorrn i delle singole uni là. i:v iclenlemente l'i mpiego della cava!leriu, ben concepito e ben .attuato, dovrà in pari tempo· soddisfare a cotesti bisogni; epperò taluno di essi ri marrà indubbiamenlc sacrificai. o, mentre invece sa-


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ranno soddisfatti i bisogn! generali dell'esercito. Felici le potenze c~1~ han_no t~nla _cavalleria da av~rne a suffìcienza per tutti i servizi; no~ pero_se m modo permanente volessimo assegnarne all earmate, ai corpi d'armata e alle diYisioni di f'anteria termin eremmo coll'essern(deficierHi su tutti i punti. · . Il_ r:i~ar~o quind i della maggio !' parle del la cavalleria, l'iunita 1~ d1V1s1o~r , presso le ~rmate, e di un reggimento per corpo di ain:iata, nsponde _co_mp1_utamente al concet to da no i sovra esposto ; e s1~come questo e tl nparto auua lmenle prescritlo per la f'o rmaz10'.1e del noo:;tro esercìlo in guc::rra, così facciamo caldi voti per,che esso non venga menomamente modifìcato . E ~ero eh~ le ?_Ì visioni di fanteria rimangono seuz; cavalle ria propria, ma m c10 non solo non vedinrno un inconvcn ienle ma riscontriamo anzi un nolevole vanlnggio. Per noi gli squadroni distaccati presso le divisioni di fanter ia sono tanti squadroni perduti, poicliè per l'esiguità della loro forza non sono (n grndo di reca,·e grande giovamen to al la divisione presso la qu~le s1 trovano, e percl1è sparpagli ali di qua e di là non possono rntrnprendere alcuna notevole impresa. D'altra parte non vediamo quc1l bisogno di cavallerin, abbia una divis i~ne di fante ria, la quale mnrci e combatta inquad1·,LLa nel propr~o corpo_ d_',~rm~ta ..Napol_eone I di solito non assegnava cavallena alle d1v1s1om d, lantena, tranne il caso . ben s' inLcnclc in cui .operassero isolate, e cli leggeri si ammetterà. cbe Napofeon: se ne rnLenlleva alquanto cli oni inainento dell'esercito; e reccnte m:nLe il pod1issin:o, si~ nel!~ ri~ognizioni, sia sui campi di battaglia, comp iuto da, regg1me11L1 di cavall eria adcleLti alle dil' ision i tedesche di fanteria ne.Ifa campngna del ,1870-7 1, non compro vò in alcun modo la necessita dell a cavalleria divisionale. . Questi. ese?1p_i dànno un valore inco ntrastabile afTi.l'-J:i_ostra opirnon_e, nel~ w~1rm,u'.o talun i fatt.i eccezionali, posti sempre i1jnanzi cl?gli opposi!on clell'nnpiego a massa della cavalleria, nei qua.Ii un ~ICc_ol~ manipolo di ~avalieri riporlò rilevanti successi . Sappiarn,o benrssnno anche noi, come del reslo è noto a Lutti, che un solo squadron_e od anche una minor fo rza, agendo di sorpresa e cogliendo il vero momento opportuno per l'allacco come avvenne e , , a usloza nel ,1866 allo squadrone del capitano Bechtoldsheim, pttò

STli Dl SULLA CAVALLERIA

conseguire brillanti risultati; ma questi r isultali sono momentanei, e tran ne cas i assolutamente eccezionali, non hanno alcuna inn uenm decisiva sull'andamen to della batta.gli a. Lasciamo pertanto che la div isione di fanteria rimang:1 $enzn ca valleria, ciò che non può essere di alcun nocumento, e accon•entiamoci di a,,ere una fo rte diYisione a quattro reggiment i per ogni armata ed un reggimento (sei squacl roni)percorpo <l'armn lfl; ll'oncle cleclucesi che pcl nostro esercito di ,1a linea composto di ·12 corpi d'armata ripartili in 3 armate, rich ieclerebuonsi 24· reggirncnt i di cavalleria. Queslo però è il inin·imum del fa bisogno, e siccome sinmo nl di sotto anche di esso , irnperocchè in luogo di 24, non arremu che 22 reggimenti, così esprimiamo il desiderio che in tempo non lroppo remoto le migliorate condizioni finanziarie permettano di prorrn dere a questa deficienza. Notiamo ancora che frattanto élo ve udosi procurare cli compensare l'i nferiorità numerica della nostra c,,,a lleria coU:a buona qualità delln medesima, sarà mestieri 1·i rnl {ero particolar cura alla rimonta cavall i, come del resto si pratic,1 n:;sai lodevolmente in quesLi ultimi anni, sia per avere un ecceì!en te materiale-cavalli, sia per manten erne al completo l'effellivo. Tuttavia, si avessero anche 2fr.. reggimenti, l' eserciLo di ~" linea rimarrebbe senza un solo sqru.'ldrone . Ci si permettano al rigua rdo qualche considerazione e proposta. Ri leviamo anzilntt.o che l'improvvisare in Lempo cli guerra corpi di cavalleria è còrnpito 1rto di difficol tà, LanLo piò in Italia do r~i l'alle--rnrnento cavalli no lascia e lascierà ancora. per molto tem po a desiderare. Nessun esercit,) infatti fa assegnamento sopra caval leria dà crearsi lì per lì all'atto della mobililazione, ben sapendosi che se anche la requisizione o la compera fornissero subito il quantita tivo di cavalli necessario, si richiederebbe pur sempre un certo lasso di tempo rer il loro addesLramenlo, e per prepararli a. sopportare lo fatiche della guena. Fosse anche possi bi.le (ciò che del resto ::arà mai) di fo rmare i nuovi squadroni con t arnll i già sulficientemen \.e addestrali alla sella e allenali, occorrerebbero ngualrnenLe non pochi giorni per farne dei cavalli mililari. Per avere quindi prontamente dispon ibile la carnlleria da ,1sse gnarsi all'esercito cli 2.a linea, è fuori clnhbio e~servi un solo mezzo :


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STUDI SULLA CAVVL'IELUA

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quello cli averla giit formala in tempo cli pace. Ma siccome pel momento questo è impossibile, e tanto meno si potrebbe pensare a destinarYi taluni de' reggimenti dell'esercito permanente, poichè si terminerebbe coll'avere ambedue gli, eserciti di 1• e 2• linea quasi senza cavalleria stante la sua pochezza, così ci pare, miglior c0nsiglio esaminare la questione e vedere se per avvenLura non vi fosse qualche temperamento opportuno da adottare. Al1biaruo già deuo che l'improvvisare corpi di cavalleria è assai difficile; non abbiamo detto però sia impossib ile. InfaUi nel ,1866 si forma.rono i sesti squadroni, i quali erano stati sciolti per portare gli altri cinque squadron i sul piede di guerra; si formarono gli sqtrndroni depo5ito, e si crearono ancora alcuni reggimenti temporanei. I se.,t i squadroni ragginnsero i propri reggimenti cinquanta o sessan!a giorni dopo l'inizio della campagna, i depositi furono quasi subito in grado dr spedire ai rispettivi corpi i rinforzi cli' uomini e carn11 i de' quali ebbero bisogno, e i reggimenti temp9ranei erano completamente formali e pronti ad entrare in campagna, allorchè eLbcro termine le ostili tà. Questo esemp io ci affida che alla fin fine non sarà impossibite creare il numero di squadron i assolutamente indispensab ile alla milizia mobile, e secondo ogni presunzione, tale bisogna dovrebbe ri tbci re di più facile atl11azione che nel 1866, alla qual epoca era vi nu ll a di prnvenlivamente-disposto per la requisizione dei cavalli, mentre oggidì ci troviamo a questo riguardo in condizioni ben different i. A;;-.:;oclato pel"lanto che in un certo lasso di tempo è possibi le creare cotesti sqtmdt·o11i, rirnanea cleterminare un altro· !alo della questione di cap i!aie importanza, e cioè se tale creazione ·potrà essere eO:eLtuala. ;o . . in tempo opportuno, iinperocchè non solo abbiam015f.~oo-no l Cl 1mpronisare della cavalleria, ma ci occorre di averla formata: il più presi.o po-ssi·bile. Lo scopo che vuolsi raggiungere present.a enorm.i diffico!Lil a superar:;i, nè sn.rà dato cli vincerle, ove non si studino in pace tutti i parLi1colari delle operazioni che-al riguardo si dovranno com::pjere, e si nclottino opportune preventive dispo~izioni. Noi . Yonemmo che ad ogni divisione di milizia rn.ohile fossero assegoa tt 3 squadroni al coqiando cli un uflici:ale superiore, digui.

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sachè forman dosi i corpi d'annata si r iunirelJLero in un reggimento i 3 squadroni dell'e due divisioni, e si avrebbe formata la cavalleria di corpo d'armala, analogamente a quanto è prescriLto per l'eserci to di 1• linea. Conseguentemente per le ·I Odivisioni di milizia mobile si dovrebbero creare 30 squadroni ; ma oltreciò ci importa non dimenticare che debbonsi pure creare altri 44 squadroni, cioè 22 di deposito e 23 di complemento presso i reggimenti mobilizzati; onde in tulto sono nientemeno che 74 squadroni a formars i, oltre cioè alla me!à di quanti ne possediamo in pace. Esaminiamo i vari lati del difficile ques ito. Materiale cavalli. - Non occupandoci menomamente della fot·· mazione degli squadroni di deposito e di complemento dell'esercito permanente, ma restringendoci a quella dei 30 squadroni occorrenti alla milizia mobile, troviamo che abbi,ognano circa 4000 cavalli , numero ingentissimo riferendoci alle magre risorse equine del paese. A nostrn avviso, sarebbe indispensabi le avere una nota esatta, <la compil arsi in seguito a visita falla da ufficiali intelligenti del· t'arma., e da verificarsi ogni anno, di tutti i cavalli adatl i al servizio da sella e immediatamente requisibili per la cavalleria della milizia mobile. Così pure dovrebbe già essere prestabili ta la località ove ri unire cotesti quadntpecl i. Queste località saranno le stesse già. fissate per la formaz ione degli squadroni. È inutile dire che r iteninmo non vantaggioso l'invio dei c1uadrupedi requisiti ai distretti; poichè così agenclo si pert:lerebbe un tempo prezioso. Sarà pertnnlo necessario stab ilire a p1:iori, tulle le disposizioni relative ali' in vjo dei cavalli, e dei soldati ai quali debbono essere consegnali, nonchè delle commission i che li debbono visitare e decidere sull'assegnazione o no ~ tali squadron~. Crediamo infine che gio verebbe molto acl una sollecita crea:zjone <l i detti squadroni una prescrizione regolamentare colla quale si stabilisse che i cavalli della scuola di Pinerolo, quelli giovani dei depositi cli aL!evamento che banno raggiunto i cinque anni o sono prossimi a raggiungerli, e finalmente quanti cavalli si possono trarre dai reali carabinieri, concorressero tulli alla formazione degli squadroni clella m ilizi~1 mobile. Se non erriamo l'aclozi,one di queste misure e prescrizioni gio-


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verebbe cli molto a facilitare la pronta requisizione dei quaclrnpedi necessari, e d'a.ltra part.e ci offrirebbe il mezzo cli sapere nel modo più posi tivo se si possa fare sicuro assegnamento o no su lla form:tzione di cotesti squadron i; che se invece fosse dimostrato essere impos:,ibile che la rer1nisizione ci fornisca il numero di 'cavalli da sella occorrenti, non ci culleremmo in un'illusione irrealizzabile, e aclolteremrno altri mezzi. Ufficiali e trnppa. - Rispetto agli uffìciali ed ai graduati di truppa (almeno pei fo rieri ed i sergenti) è inuti le illudersi; bisogna averli già disponibili in pace. I reggimenti attivi si troveranno già in condizion i difucili per forn ire cli ufficiali e so ttnfficiaJi gli squadroni di deposi to e di complemen Lo, nè saranno in grado di ·somministrare alcun altro ufficiale . Sugii ufficiali di complemento ci pare non si possa far calcolo, imperocchè per attendere a! la formaz ione di nuovi sqtrn.clroni abb isognano ul'riciali ab ilissimi, pratici cli tutti i dettagli del mestiere, energici, cli conosciuta attivi tà e che si abbi~no subito sotto mano. La maggior pm'le degli uffì.ciali di complemento non possiedono certamente quesLe qualità, e quell i anche che le possiedono hanno bisogno cli mettersi nuovamente al corrente del servizio, nè sarebbe razionale addossare loro uno dei còmp ili più improbi e difficili. Pertan to se si ha in mente di creare al momen to del bisogno fa cavalleria della milizia mobile, sa rà giuocoforza avere già in pace format i i quadri, sopra un piede limitato, dei ~ingoli squadroni. Relativamente alla truppa llt si Lrarrit dalle classi in congedo illimilato, ma probabi lmente sarit mestieri ritoccare le disposizioni vigenti. Noi temiamo che la [orza delle classi di cavalteria in co~rlo illimitato , asl.razion fai.la dell e due più' anziane, che all'ateo della mollili tazione debbono far passaggio al treno cli ,trliglieria, sitt sufnciente a fo rn ire tutti gli uomini dc· quali si ha bisogno. NonalJù iamo sottomano documen ti ufficiali per constatare se il nostro tirn.ore sia fondato o no; ma propendiamo nel ritenere di avere piùttosto ~agione che torlo , tanto più. che non devesi restringere il calcolo degli uomini a quel!o stretta menle necessario alla fo rmazione degli squadroni, ma vi si deYe includere anche quello indispensabile. a rimpiazzare le perdi te della guerra.. Così stando le cose, [.nlle le classi

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cli cavalleria dovranno al loro richiamo ritornare in cavalleria e conseguentemente sarà giuoco forza ado ttare al tro e:;pedienle per fornire di conducen ti il treno. Non sappiamo se sia un qnesito cli intricai.a. soluzione: in .ogi~i modo ab biamo ,,oluto accennare a questo particolare, perche dimostra quanto sia necessario di prendere in tempo le opporlune disposizioni. S'intende poi da sè che se gi i1 in tempo di pace dev'essere tutto preparato cli quanto ha tratto ai cav,illi, agUufficial_i e alla truppa, parimenti dev'essere giit predisµo:;Lo· tutto ciò.che riguarda la bardatura, l'armamento, gli oggcUi di vestiario, ecc. . .. In complesso, secondo il nostro concetto, si dovrebbe avere g1a preparato in pace un n wli no completo cli fo rmazione degli squadroni della milizia mobile; ruolino poi da mantenersi costantemente al correnle, rettificandolo ogni inverno . Sapp iamo ben issimo che non è cosa nè facile nè como~a, m~ d'altra pn rLe siamo profondamente convinti che senza l'adozione dt · queste o consim il i misure sarebbe materialmente. impossibile creare in breve tempo sq uadroni di cav:1lleria, men tre siamo di avviso che con siffatle misure preveulive quaranta giorni ali' incirca saranno sofficienti a darci srrL1ad ron i pronti cli tnllo punto ac1 en trare in campagna: risullato che nelle nostre cond izioni ci sa rebbe cl';ncalcolabile vantaggio . A dimostrare in(ìne quasi maLemaLicamen Le il lempo occorrente all a fo rma"ione di cote::;ti squadroni, vorremmo che anche presso di noi si (acesse l'esperimento comp iutosi due anni or sono in Austria. È noto che il reggimento aust1·iaco cli cavall eria, allo scoppiat· della "UetTa, deve formare cli sa.n(t pianta., olLre al deposito. uno squacl;one di compleinen lo. Desiderando a1'ere dat i sieuri sul set·vizio a riproinettcr:si da questi sqnacl roni di complemento, nella primavera del 1880 vennero l'iuni[.i al campo di _Druel~ tanti. cavall i gio1;ani e tan ti uom ini quan ti erano necessari al la Jormaz10ne cli uno squadrone, e ne venne affidato il comando a.cl uno de' tenenli più anziani . In capo a quaranla giorni lo stesso Imperatore si recò a. Bruck ad ispezionare il nuovo squadrone, il quale manovrò innanzi a lui siccome uno squadrone di vecchia formazione. L'im-

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peratore rimase oltremodo sodclisfatlo dello splendido risul tato ottenuto e ricompensò li sul posLo il bravo ufficiale, conferendogli il grado di capitano . È una consimile esperienza che dovrebbe farsi anche in Italia, e siamo cerLi che si oLLerrebbero risultati non differenti da quelli avulisi in AnsLria . Non occorre nemmeno porre in rilievo quali grandi vantaggi ritrarremmo dall'acceuazioné delle nostre proposte, quando in modo positivo fosse constatato che nel paese. vi sono cavalli da sella snffic ienli alla formaz ione cli 30 squadroni di milizia mobile, e che la loro formazione può essere compiuta in tempo utile. 1

Sul campo di battaglia poi, qnm1do concc,rrano ad un grande attacco parecchie divisioni, è pari men Li indispensab il e si avi un sol capo che ne diriga l'azione. Non sarà mai la semplice carica, sia. pure eseguita col massimo valorn, che deciderà della viltoria e darà brillanti risultati, ma bensì il manonare concorde de' vari reparli e l'impiego a tempo opporluno delle risene. Valga l'esempio della cavalleria francese nel grande attacco compiuto la sera del 15 agoslo (battaglia di Vionvil le) sull'estrema ala destra. Ciascun reggimento, che vi prese parte, si vuò clire caricasse per proprio conto, e ne nacque tal confusione che un reggimento francese caricò e sciabolò altro reggimento francese e che il segnale di raccolta fallo suonare per un sol corpo fu scambiato per il segnale cli ritirala per lutti. E questa ritirata venne subilo eseguita, diguisàchè il nemico in disord ine quanto i Francesi, ebbe agio di raccogliersi sul posto del combattimento ed ebbe ragione di proclamarsi vincitore anche in questa singolar lotta fra le due cavallerie. Non vogliamo dire con questo che se la cavalleria francese fosse stata posta sotto gli ordini di un sol capo sarebbe rimasta vincitrice, ma tenendo conto della superioriLà l)umerica di lei e d&llo slancio e arditezza dimostrati in ogn i attacco non è esagerato il dire che meglio guidato aveva grandi probabili là di successo in suo favore. Appoggiato alle ragioni sopra menzionate il colonnello tedesco Brix, fra altr·i, sostiene la convenienza di creare pressolea.rmate corpi di cavalleria di due divisioni a quattro reggimenti (32 squaclroni) con quattro batterie a cavallo, e noi crediamo ch'egli abbia ìntieramente ragione. . Tultavia, nel nostro caso concreto, in ç;onsiderazione cle!la reale difficoltà che oppone la configurazione dei nostri terreni alle manovre di grandi masse di cavalleria, non sapremmo consigliare la formazione di corpi di cavalleria. D'altra parte abbiamo troppo poca cavalleria, e per fo rmare in maniera stabile un corpo di due divisioni, sarebbegiuocoforza togliere la propria divisione ad una delle armate: ciò che è impossibile di fare. Sopra però abbiamo veduto, parlando dell'impiego dei vari reparti di cavalleria addetti alle grandi unilà, che di sovente si troverà sulla linea più avanzata un grande numero di reggimenti, assai superiore a quello stab ilito dalla formazione di guerra dell'eserciLo, e perfino tutti i reggimenti .

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Passiamo ora a dire alcune parole sulla creazione di gro')si corpi cli cavall eria composti da più divisioni, creaz ione patrocinala in questi ul timi tempi da qualche tattico tedesco . t ev idente che sarebbe di mol to vantaggio il riunire so LLo una unica direzione le diverse truppe di cav1d leria che iunanzi alla · fronte delle singole armate aLtendono al servizio di esplorazione. Nel fallo le var ie divisioni dipendono dal comandante dell'armata, ma questi esercì La soltanto, per così dire, un comando nominale, e non è in grado di fornire ai singoli comandanti di divisione che norme direuive. Effettivamente durante quasi tutta la campagna i comanclan ti di di visione sono compiulamente abbandona Li a loro stessi e devono ognora agire di propria iniziativa; nè potrebbe essere differentemente, imperocchè debbono far fronte ad una si tuazione che cambia ogni momento e non hanno nè il tempo nè i mezzi per comunicarn al loro capo le varie fasi delle proprie operazioni e attenderne ordini in pf'Oposito. /' Quanlo invece sarebbe dilierente la cosa se vi fosse a non grande distmna un superio\e, il quale fosse manLenuto al corrente delle notizie tutti~ raccolte d;rlle varie divisioni . Egli troverebbesi così in condizione di controllare i differenti rapporti , di rendersi un conto più esatto dell a siLuazione, e fin almente, ciò che è di capitale ~mporLanza, di coordinare l'insieme delle operazioni delle singole divisioni ad uno scopo unico, impedendo per tal guisa un'azione slegata delle medesime, tanto dannosa ma inevitabile agendo con difTerenle sistema. ·


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In tali casi non solo riLeniamo vantaggioso di pone la, direzione della cavalleria. nelle mani di un sol capo, ma lo stimiamo indispensab ile; epperò siamo cli avviso che la proposta da noi foLLa, anni sono, a questo riguardo, si,i assai convenienLe, quel[a oioè di formare un'avanguardia generale clell'eserciLo, composta da tutta la cavalleria disponibile per il servizio dell'esplorazione, da una cerla forza di fanteria (una divisione di fanter ia, a mo' d'esempio, o meglio ancora parecchi ballaglioni di bersaglieri e di alpini) e posta sotto il comando di uno de' generali più obili, più intell igenti e assai pratico delle manovre di cavall eria Queste di~isioni cl~ c~valleria _lanciate innanzi ~ gra:n1e ~istanza si vollero chiamare rnd1pendenL1, ma tale denommaz1one e a/Tatto imprnpria. Non v' ha dubbio che nel disimpegno del proprio mandato esse hanno bisogno di grande li berlà, ma i loro movimenti devono pur sempre essere regolali in base a quelli dell'armata cui sono addetti. Le divisioni di ca1•alleria non agiscono isolatamente: hanno una missione parLicolare da compiere per loro conlo, ma nello stesso tempo devono costantemente man Lenersi in relazione col restante dell'esercito, e il fa Lto che le divisioni di cavalleria, assai lontane dalle Leste di colonna delle proprie truppe, sono forzatamen te costrette ad agire nella maggior parte dei casi di propria iniliaLiva, costiLuisce un serio inconvenient.e, cagionalo dalla lontananza .del loro capo diretto, il comandante dell'armat.a. Che cosa vediamo nella camp,1gna del 11870? Le divjsion i sono dipendenti soltanto dal comandante dell'armata, sino a che trovansi assai distanti dalle trnppe dell'armata, ma loslochè uno de' corpi d'armata le raggiunge, esse vengono momentaneamente addette a co testo corpo d'armata, procurandosi così di stringere sempre più l'accordo fra le operazioni dell a cavalleria e i movimenti delle colonne cli fanteria. Napoleone I usava invece di formare la così deltc~ 1·iserva di cavalle1·ia, della quale facevan parte parecchie divisioni di corazzieri, di dragoni e cli cavalleggieri, e poca truppa cli fanteria, e di soli to ne ebbe il comando il focoso Murat, il quale, checchè vogliasi dire in contrario, rappresenterà sempre il tipo più spiccato del generale di avanguard ia. Cotesta riserva precedeva l'esercito, fungendo da avanguardia generale e disimpegna.ndo precisamente il s~r-

vizio che ora vuolsi affidare alle divisioni di cavalleria in.dipendenti. È una consimile formazione che noi vorremmo fosse adottata chiamandola però avanguardia dell'esercito o dell 'armata, secondochè se ne voglia. istituire una so la per tutte le armate, od una per ciascuM delle arr,,~ale. In questo caso, quando le di visioni di differen ti armate sieno riunite, il comandante più anziano di avanguardia ne assume il comando. L'a1.rn-l'ecrazione poi in modo permanente di poca fanLeria alle 0 ' truppe di cavalleria, sarà ad esse cli grande vantaggio, servendo loro di saldo punto di appoggio, quando non si pretenda, ben s'intende, che la fante ria segua da. vicino le mosse della cavalleria, nè che i movimen ti di questa. sieno regolati su quelli della fan lel'ia. La cavalleria deve conservare inLiera la sua mobi lità che ne è la principale e importante caratteristica: la fanteria la segue come può ocCLlpando forti pos izioni, onde raccogliere in caso cli bisogno gli squadroni avanzati, e che pel momento fossero obbligati a rili1·.1rsi. . Frattanto la formazione stabile di due comandi di divisione e cli quattro batterie a cavallo, tesi.è approvata, ci farà fare un notevole passo avanti nel l'ordinamento della cavalleria, e non dubitiamo che presto si addiverrà pure alla formazione della terza divisione della quale abbiamo bisogno in guerra. ~

n'AnnA Capitano di ca1Jalle,ria.

MARZIAI,E B rANCHJ

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I. !

È convinzione generale che cogli attuali fucili e coll'impiego dei

tiri della fanteria a grandi distanze occorra provvedere al pronto riforn imento di cartucce alle truppe combattenti e ciò sul campo stesso dell'azione. Francia, Austria, Germania, per non dire d'altri, a raggiungere un tale scopo pongono a rincalzo immediato della dotazione recata dal soldato il munizionamento contenuto nei carri-cartucce di battaglione o di compagnia. La necessità di un tale scaglione di primo rifornimento, int~r.posto fra i combattenti e il parco divisionale, ·è quasi unanimamento ammessa altresì pel nostro esercito. Senonchè chi scrive crede poter affermare, che, date le condizioni di terreno dei nostri più probabili teatri d'operazioni e tenuto conto della scarsità delle nostre risorse in quadrupedi di alta taglia, anzichè ricorrere allo impiego di carri da battaglione o di compagnia quali sono in uso presso gli eserciti esteri, assai più ci convenga l'affidare ai quadrupedi da soma il trasporto del munizionamento al seguito immediato delle truppe. E per tale someggio si proporrebbe di utilizzare i muli di piccola taglia, cioè di me:tri ·1,40 o meno, ed anche i somari delle taglie medie (1 ). (1) Si ha esempio dell'impiego degli ~si ni per servi zio militare nelle Sezioni da s~gnali in guerra presso l'esercito austro-ungarico.

Tutti conoscono quei modesti qtiadrupedi a cui alludo, così comuni in Italia, sobri, mansueti, ubbidienti, freddamente corn ggiosi, di nota rusticità, di prover biale pazienza, dotati di zoccoli piccoli e duri, di gambe nervose e secche, di cno io tenace e resistente alle fiaccature. Questi animal i sopportano senza soffrirne prolungale fatiche, strapazzi, stenti e i·igori di stagiono, e così sono capaci di sostenere con forte carico lunghi percorsi, ripetuti per più giorni di seguito camminando pur sempre con tale andatura, sia in vie pessime, sia su buone strade, da tener piede alla marcia di qualunque fanter ia. Non ultimi pregi sono e la loro abbondanza in paese, onde rie.'-cono facili le rifondile dei medesimi, e il modico loro . prezzo dacchè in media gli osini di comune al tezza con 200 lire, e i muli di bassa taglia con 45.0 lire si comprano in commercio . Ciascun somaro o mulo potrebbe portare cinque degli attuali pacchi di cartucce, ossi~i chilog. 77,500 (ogni pacco di 4-00 cartucce pesando chilog. '15,500), e così assegnando otto quadrupedi a ciascun battaglione di linea questo verrebbe ad avere al seguito sedicimila cartucce. Ai bersaglieri, per ragioni di cui diremo in appresso, si assegnerebbero invece ventimila cartucce per battaglione portate da 11O somieri. Il basto co&idetto alla genovese, una specie di bardella, relativamente leggero ed elastico, usitatissimo appunto in Liguri a., suscettibile di essere perfezionato ed ancora alleggerito, sarebbe sotto ogni aspetto pienamen te adatto ai quadrupedi cartuccieri, e presenterebbe il vantaggio altresì di permettere il caricamento in traverso, ·conche si evita l'inconveniente inerente al caricamento laterale, del traboccamento del ba!;LO quando si diminu isce il peso dall'un dei suoi lati. I pacchi-cartucce, avvolti dapprima ne!Ja tela olona, troverebbero conveniente assetto in due valigie allungate di cuoio, disposte fra loro parallelamente e secondo la curva del basLo, foggiate nel- l'interno a scompartimenti capaci ciascuno di un pacco cartucce. Una delle valigie conterrebbe tre pacchi l'altra due pacchi, uno per ciascuno degli scompartimenti cli tesla, mentre nel compartimento di mezzo starebbe la biada o la crusca, ed anche le gallette-foraggio che i progressi più recenti dell'inclust.ria sono perfettamente in grado di fornire in copia, e con Ctli si può assicurare sotto poco volume il .ANNO X:X:Vll,

vor.. 111,

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sostentamento di tali equini per più giorni , non contando che i medesimi tt'ovano ovunque erbaggi appropriati alla loro na.tura ove la razione normale venisse a scarseggiare. Po tendosi ridurre il peso del basto colle annesse valigie a non supe rare i 20-25 chilog. , tenuto conto d'ogni altro capo di bardatura , accessori non portati dal conducente, fo raggio, oggetti di caricamento even tuale, ecc., il peso complessivo che verrebbe a gravitarti sul corpo del quadrupede cartucciere raggiungerebbe a stento i ,120 - 125 cb ilog., un peso cioè pur sempre alquanto inferiore a qllello del solo carico in denate, legnami, laterizi, carbone, ecc. che comunemente someggiano consimili animali nei nostri terreni montuosi in qualunque stagione, per vie erte e pessime 'nelle quali qual unque altra bestia da soma oltre al dover camminare lentissimamente, si troverebbe, specialmente nell'inverno, in coptinuo perico lo di sdrucciolare e cadere rovinosamente. Ciò si può agevolmente constala.re ad ogni tratto ii1 moltiss'ime regioni d'Italia, come ad esempio in questi monti del Genovesato così poco benigni e cotanto poveri, nonchè di rotabili , di comode mu lattiere. Ed anzi, dappoichè la vanghetta Linnemann ha acquistato, a Cfllanto pare, molta probabilità di venir adottata. anche presso cli noi, chi scrive è convinto (o quanto meno si rimette all'esperimento) che si potreb be senza inconveniente aggiungere al carico di ciascun cartucciere un cerlo numero di gravine, siano dell'attuale modello (ci oè del peso di cbilog. 3,'12 ciascuna) , siano di quelle da 2 chilog., someggiando così tra le file stesse delle truppe un valido rinforzo alle vanghette per sopperire alla minor loro attitudine ai lavori in terreni resistenti. Ogni somiere potrebbe ricevere sei gravine di mQldello, senza guaina, oppure dieci di quelle da 2 chilog., con che il suindicato peso complessivo di cui è gravato il cartucciere si accrescerebbe di' 20 chilog., senza. però superare per certo in niun caso i ,145 chilog. Con tale mezzo ogni battaglione, oltre alle 112 gravine dei suoi zappatori ed alle vanghette dei soldati, potrebbe contare ·in modo sicuro su 48 gravine da chilog. 3, 12 o sopra 80 da2 chilog. ciascuna. I piccoli muli e così pure i somari sono assai meno restii dei muli grossi, o quanto meno si vincono facilmente e, quand'anche

ferrati, le loro offese col treno posteriore sono poco temibili. Attaccati poi per fila a due a due col più mansueto in t~sta, un solo mu~ laniere può condurre una coppia in qualunque circostanza . e cos~ anche quando occorresse portarsi e tenersi a contatto. degli .stessi combattenti nella zona del fuoco. Sarebbe però convemente d, munire il conclucente di una frusta a manico robusto con pungiglione e darr,li , inYece del fucile, una pistola a rivoltella. · I~ campagna l'alloggiamento di questi qnadrupedi non presenta difficoltit cli sorta clacchè per la loro rusticità. si adattano in qualunque ricovero, sotto le tettoie, aH'aria aperta stessa se~za so!Jrirne. Due anelli cl'accampamenlo per l'intera squadra reggunenlale, ocl al più uno per ciascuna squadriglia di balt.aglione, bastano per man.tenerli riuniti e tranquilli nei campi e nei bivacchi. Non è indispensabile la ferratura di cotali equini o quanto meno molti possono essere tenuti sferrati o da tutti quattro i pie.di o da uno dei due treni. Anche là ove questi animali lavorano diuturnamente e in terreni aspri, rocciosi, gelati, si suole lasciarli in tutto 0 in parte senza ferri ai piedi. Ciò stan t~ il servizi~ ~~lla ferratura potrà disimpegnarsi con facilità presso il parco d~v1s1o?ale, e p~r sopperire alle contingenze urgenti durante la. m.arcia od ~I combattimen to basterà che il conducente del mulo d1 riserva o 11 graduato capo della squadra reggimentale abbia qualche nozione di masca.lcia e sia munito di una ferriera da maniscalco mod. 1'877, con doLazione di ch iodi, da parlarsi a Lracolla, e che infine ogni quadrupede rechi con sè due paia dì fer ri adattati ai propri piedi. Le cu're veterinarie sarebbero clel pari prestate ai somieri presso il parco divisionale. Si provvederebb~ soltanto ~he i conducent_i fossero muniti di cuscinetti da ferite e di un apposito pacchetto cl, medicazione quadrupedi. Anche le riparazioni alle bardature si ese(\'uirebbero al parco ; i conducenti avrebbero però sempre seco una ;ufficiente dotazione cli spago, cli pezzi di cuoio e di redine, di bullett.è, agh i cla basto, fibbie, ecc., ollre ad alcuni semplici stru:inenti come coltello, lesine, martelletto, ecc. I somieri dei battaglioni coi relativi conducenti riuni Li sotto gli ordini cli nn graduato cosLitltiscono la squadra reggimentale . Questa, nei recwimen ti cli linea , viene cosi a comporsi cl i un capo-squadra , 13 co~ducenti e .25 somieri; cioè .24 dei battaglion i ed uno di ri~

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serva. Nei reggimenti bersaglieri la riunione di tutta la squadra, compresovi il quadrupede di riserva, avrebbe un capo-squadra, 116 conducenti e 31 somieri. In via normale però, nelle marce, nei combattimenti ed in altre operazioni di guerra sarà più conveniente di assegnare a ciascun battaglione la propria squadriglia di 8 o 11O quadrupedi coi rispettivi quattro o cinque conducenti, dei quali uno può essere appuntato. La squadriglia così composta, ed ordinata su due righe, si colloca in coda al proprio battaglione nella colonna cli marcia e lo segue, salvo ordini in contrario, qualora debbasi staccare dalla medesima per azioni speciali. Nel combattimento, posta sotto la mano del maggiore, trova suo luogo naturale dietro ed in vicinanza delle compagnie del grosso. Quivi la squadriglia rifornisce le compagnie in ordine sparso che siasi riuscito a richiamare indietro Q le truppe del battaglione venute 'a trovarsi pel procedere del comb')ttimento in seconda linea, oppure al momento d'impegnare il combattimento distribuisce le sue munizioni ai soldati ove si creda conveniente di aumentare la dotazione che questi già recano seco. Non resta però escluso il caso che taluni dei somieri possano essere portati a tergo e tenersi ad immediata vicinanza dei reparti in catena o che riunita l'intei·a squadra reggimentale, venga tutta insieme diretta sul punto del fronte ove abbisogni un grosso e repen· tino rinforzo di munizioni . In ogni caso è a ritenersi che si avrà sempre modo in qualunque terreno di tanto accostare i muli ai reparti varii da potere con tutta facilità, con poco numero d'uomini e con celerità, distribuire le munizioni alle truppe. Questa operaz ione sarebbe per certo anche più facilitata se i pacchetti anziché in pacchi di cinquanta, come attualmente si pratica, fossero aggruppati in pacchi di sessanta.due o in mezzi pacchi di trentadue pacchetti ciascuno. In ta l caso ogni valigia conterrebbe quattro pacchi oppure otto mezzi pacchi. Jloggiando Je valigie per modo da potersi estrarre da ciascuno dei loro capi un pacco o due mezzi pacchi sarebbe agevole allo stesso conducente il passare prestamente a ciascun capo squadra il pacco o i due mez1.i pacchi ora detti, corrispondenti appunto al numero di cartucce spettante a ciascuna squadra. Talvolta potrà accadere, come nella difesa di fortificazioni

SUL CAMPO DI BATTAGLIA

passaggiere, di' località munite, di combattimento a fermo d'intere linee coprenti larghi spiegamenti, che vi sia modo di avvicinare ,qualche sezione di parco e scaricandola costituire d~i depositi di 1!1unizioni a portata delle truppe e riserbare la dotazione someggiata per le mosse e i momenti decisivi; oppure potrannosi invece scaricare i muli e mandarli al parco a rifornirsi quando il terreno non permetta al carreggio di accostar~ le truppe impegnate nel combattimento. Una riserva cli quadrupedi, circa 1J8, deve naturalmenLe asse· gnarsi al parco di divisione, e un'ultima ri.serva vorrà al~re:ì ~sser ,data al parco di corpo d'armrrta per il reggLinento bersaglieri e 1 due parchi delle divisioni. La mansuetudine di coLali animali e la loro attitudine a sostenere ogni maniera strapazzi dispensa dall'avel'! i assegna ti ai r~ggimenti durante il tempo di pace per avvezzarli al fuoco e alle fatiche della guerra; la loro facile conclotta non esige neppure un'apposita istru.zione dei mulattieri che possono scegliersi fra i molti di tale professione che vengono al!e anni; solo avrebbesi a provvedere in precedenza. ai klsti ed alle tasche o valigie da munizioni. Epperò sarebbe .sufficiente di ascriverne in tempo dì pace qualche coppia ad alcuni tra i rerrcrimenti di fanteria e bersaglieri per gli esperimenti dei quadrnpedi;tessi e delle bardature negli svaria.Li terreni dei diversi presi dii, e nelle molteplici esercitazioni sia in guarnigione, sia ai campi, sia alle grandi manovre. Il continaente occorrente a fornire dei necessari quadrupedi carn . .. tuccieri ciascun reggimento, può esser dato dalla requ1s1z1one qua.drupedi con t11tta faci lità, stante il gran numero di questi animali in condizi oni sufficientemente buone pel servizio cui sarebbero chiamati che si riscontrano in moltissime parti d'Italia, e che attualmente non senrono se non ad anmentare la rilevante quota di quadrupedi inutilizzati pel servi zio militare, mentre è già così scarsa la produ:zione equiI~a nel nostro paese. Riuniti ~i distreLti princi~al'. d! mobililazione (buona parte dei quali trovasi appunto 111 reg1on1 ncch~ <li tali equini di bassa taglia) ed all'occo~renza anche press~ le sed~ <lei recraimenti di arti~lierfa, vengono m un col carregg10 e coi ,quadr;;edi da tiro cor~~egnati ai reggimenti di fanteria e bersaglieri muniti dei voluti basti e valigie cla cartucce. 1


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LE CARTUCCE

L'addaHamento dei basti ai quadrupedi requisiti non è difficoltà grave vista la resistenza degli animali alla fiaccatura, il limitato volume e la buona distribuzione del carico onde sono assai ridotte le .oscillazioni del medesimo, e la notevole elasticità dei proposti basti alla genovese. Computando i quadrupedi da forn irsi dalla requisizi one all'atto della mobilitazione si avrebbe: 2772 per i 108 reggimenti fanteria e bersaglieri dell'esercito . 320 260 1390 HO 120

permanente; per 24 parchi di divisione; per riserva di 12 parch i di corpo d'armata; per tutti i reggimenti di fanteria della milizia mobile; per 12 parchi di divisione di milizia mobile · per riserve di sei corpi d'armata di mili; ia ~oliile. ) 1

5000 circ;:i in totale, ossia 3300 per la 1l" linea e ,, 650 per laseconda .

Si può ritenere per certo che questo contingente non è per nulla sproporzion~~o _alle risorse del paese in tal genere di quadrupedi, e che la requ1s1Z1one del con tingente medesimo non pregiudica quella dei quadrupedi da tiro, nè scema la possibilità di mobilizzare grossi reparti di truppa con fort i co lonne cli someggio, nè paralizza in modo sm~sibile i trasporti occorrenti al commercio durante la guerra. 1,: infatti risulta to dall e vjsite operatesi neg,li anni ,f 878 e ,1879 che mentre esistevano nel regno, non comprese le razze, tenute · reali e dei reali principi, amministrazione milit.are e quadrupedi appartenenti a sudditi esteri, N° 9'24-, 692 equini, furono riconosci~ti atti al servizio mi litare so lo 95,202 cavalli, 32,289 muli cioè il 13,8 11 p. 0 1~ del totale. Il contingente dei cartuccieri sarebbe all'infuo ri dei 32289 muli serbati_alla requisizione, daccl1è per essere di taglia inferiore aq1Jella presm lta come limite minimo i quadrupedi che qui si proponaono non contaronsi fra i mult da assegnarsi al servizio militare ~elle : visite anzi accennate. I 5000 somieri poi occon enti al someggio delle ·munizioni rappresentano una lieve diminuzione ai 797 ,000 equ ini che resterebbero pur sempre al commercio nel caso poco probabile che la requi-

St:T CA~!PO DI BATTAGLIA

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sizione generale si portasse su Lutti gli anzidetti 9:S, '20.z cavalli e 32,289 muli stati giudicati come aLLi al servizio militare.

II. La prima ed in apparenza la pilt se1fa obb iezione che si affaccia spontanea alla mente e che ci occorre di controbattere a sostegno delle nostre proposte si è la seguente: « Col sistema del someggio « si trasporta al seguito immediato della truppa una quantità mi« nore di cartucce che non coi carri o colle carrette da battagl ione. « Non potendosi senza inconvenienti troppo sensibili acérescc:-c :li « di là di certi e ristretti limiti il numero dei som ieri più addietro <<'stabilito per ciascun baLtagli one, potremmo per avventura ritro« varci cli fronte un avversario molto a noi superiore in polenzn di « fuoco. Ciò stanle, malgrado i vantnggi cbe può presentare il so« meggio in confronto allo impiego dei carri, quest'ultimo sarà pre« feribi le per poco che il terreno vi si presenti favorevo le n. Procuriamo cli ridurre alle giuste proporzioni la gravità di una thle obbiezione e vediamo se non vi sia modo di riparare a quanto in essa vi è di vero. Fissiamo anzitutto , relativamente al nostro esercito, il numero limite di c.àrtucce che converrebbe e si po trebbe far portare al sC'g uiLo immediato delle truppe dai carri di hattaglione. In Francia il carro da battaglione reca nei suoi tre co fan i modello 1 858 N° ,J 8144 cartucce corrispondenti ad un peso di circa 800 chilogrammi. Peso approssimativo del carro carico 1400 Kg . In Germania si hanno 119,200 cartucce in ciascun carro da battaglione, e quindi un peso per le sole munizioni cli circa 820 chilogrammi e pel carro carico '1420 chilogrammi. L'Austria invece aveva finora ecl ha ancora per buonapartedell a sua fanteria 27,720 cartucce per carro ed ognuno di questi conta 1 · Kg. 11876 di peso con l'intero munizionamento. Presso di noi il carro da munizion i a quattro ruote adibito al tra. sporto di cartucce di fanteria è quello del modello ,18H colle sue-


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LE CARTUCCE

SUL CA~IPO DI DAT'l'A f; LIA

cessive modificazioni . Esso è capace di circa 26500 cartucce M0. 18,0 con un peso totale di 2·100 chilogrammi approssimativamente. Ciascun battaglione cui fosse assegnato un cano da munizioni di questo modello avrebbe all'incirca .26500 cartucce a sua immediat~ disposizione. Senonchè questo carro per la sua larga carregginta ('1,52 ai cel'chioni e 1, 90 alle punte dei fusi di sala), e pel suo peso, quand'anche questo ultimo fosse diminuito col sostituire . . . ' come pare s1as1 sperimentato, alle ruote attuali quelle del N° .23 (ruota del pezzo da cenl. 7) e quatld'anclie si adottasse l'attacco con tre pariglie, non sarebbe sufficientemen te adatto al servizio tra i ranahi quale carro cartucce da battagl ione. Costretto a tenersi a cont~to della troppa nelle sue svariate mosse, troppe ,·olte si troverebbe incagliato in quel dedalo di innumerevol i strade che solcano le nostre regioni piane o pianeggianti, con fondo naturale e sovente! cedevole, . • a carreggiata quasi sempre l'istretta, or chiuse fra siepi or incassate or in alto rilievo or fiancheggiate da fossi, a forti salite e discese a vivi risvo lti, troppo spesso dovrebb e arrestarsi di fronte; riaaanoli, a filari, a muriccioli, ecc. e ricercare un passaggio, un ponticello, che per lo più troverebbe appena sufficiente ai carrelti dacampMna. Un alt.ro carro da mun izioni che potrebbe venir faci lment~ adattato per trasporto cartucce si è il cassone delle batterie da lcent. 7 . (1_'eL.), ~he ?a un peso, quando scal'ico, di Kg. 680 , ed una carreggiata d1 so li met. ·1,36 (met. 1,50 trn le punte dei mozzi compresi i coperch ietti) . Nei due cofani di questo carro da munizione troverebbero luogo 116000 cartucce; il suo peso totale ascenderebbe a ,1300 Kg. , che è press'a poco iJ peso dello stesso carrocol munizionamento del pezzo da cen t. 7 (ret.). Certamente che anche con quattro cavalli, eforse meglio con sei, questo carro troverebbe nella sua circolazione in moltissimi terreni dip ianurae di collinamaggioragevolezzacbe no n il carro i\1° 1844. .Ma, oltrechè il suo peso non è ancora sufficiente a garantirlo dai rovescialllenti in suolo accidentato ed alle celeri andature, questo carro non di al soldato un riforn imento maggiore cli quello provveduto dai piccoli equin i. Possiamo pertanto concludere che il tipo del carro da munizioni da bau.,1glione più conveniente si è un nuovo modello confo rme per quanto possibile ai modelli esistenti allo scopo di fac ili tn.re i ricambi 1

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di parli ed i rip iegh i, avente caneggiata uguale a quella del carro <la munizioni da cent. 7, con peso morto ridotto ad 800 Kg. o poco più, munito di tre cofani, uno sull'avtwtreno, due sul _retrotreno: capaci ciascuno di 20 pacchi da 400 cartucce, oppure dt ,J6 pacchi di squa.dra da 496 colpi, o meglio ancora di 32 mezzi pacchi da 32 paccheui ciascuno . Il maggiore ma non eccessivo peso di quesLocarro, lasuaformaa clue treni, la carreggiata ridotta, l'aUacco a trn pariglie assicuran~ la s_u~ circolaz ione alle varie andature per strade difficili ed in terreni coltLYl . quand'anche rotti da piccoli ostaco li, e danno a sp~rare_ che . esso sarà relativamente in grado di tener clietro allafantena nei suouuovimenti sul campo dell'azione. . Con un carro consimile si avrebbe al seguito uua dotazione corrispondente in cifre tonde a 24 mila cartucce per batLagl ione e così 8 mila in più che non colla sola assegnazione di 8 piccoli equini per ciascun baLLa.glione, il che é certo un notevole vantaggio . A dir vero se i nostri più probabili avversari scendessero in campo colle clo tn ion i da batlaglia cli cui finora vanno tuttavia in gran parte muniti, potrebbesi rinunciare al maggiore munizionamento di cui or ora dovemmo pure constatare esser capaci i carri in confronto ai somieri, clacchè colle 16Im ca rtucce someggiate al seguito imme. diato ' . secondo viene da noi proposto, il baU.aglione italiano, .propor.zìonat.amente alla sua forza presente in conibaitiniento, s1 trove• rebhe per nulla inferiore in potenzç,. di fuoco al battaglione austriaco od al battaglione francese, e neppure, quantunque in modo condizionato, al battaglione germanico . Difatro le quattro compagnie del lJattaglione RUStriaco contano '93.i uomini di truppa nell' effettivo , il quale sottoposto a una riduzione approssimativa del 6 p. OIO (,@malati, rnncieri, servizi eventuali, ecc.) dà una forza presente al fuoco di 33 sottufficiali con dotazione individuale di 24 cartucce, e di 8H tra caporal i e soldati con assegno personale di 12 co lpi, in totale 6HSGO cartucce._Aggiun~ genclovi le 27720 del carro da. battaglione, la somma di fuoco d1 ct:i, nelle migliori ipotesi, il battaglione austriaco è capae.e sul campo risulta di 89z80 cartucce . Nella fanteria francese due dei dieci sottufficiali di ciascuna compagnia so~10 armati col revolver anzichè col fucile; gli altri otto sot-


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LE CARTUCCE

tul'fìciali e cosi pure gli otto zappatori di ogni compagnia hanno un munizionamento ridotto non superiore per certo alle 48 cartt1.cce, mentre la dotazione personale dei rimanenti indi viclui di [ruppa è di 78 colpi (,t). Operata la debita riduzione approssimativa del 6 p. OtO sull'effettivo si ottengono 87.2 dotazioni di 78 cartucce , e 60 di 48 colpi, e così in totale 70896. Se vi si aggiungono le 18"44 cartucce del carro da bauaglione, la potenza di fuoco delle quattro compagn ie del battaglione francese sarlt rappresentala da 89040 cartucce. Le co mpagnie del battagli one germanico costitui scono un effettivo di 72 souufficiali armati cli fuc ile, 904 fra appuntati e soldali , if6 t:ombeuie_ri . Questi ultimi ed i sottnflìcia li vanno m,un iti di ~O colpi ciascuno, 1 soldati e gli appu nlati di 80. Sottoposta la forza :iJla consueta riduzione del 6 p . OIQ, risultano 82 dotazioni da 30 cartucce e 850 di 80 , e così in totale 70460 colpi . Qualora a questo risultat~ si aggiunga solamente il rifornimento di cui è capace il carro da battaglione in ,f 9200 colpi, si ha un complesso di fuo co pel battaglione germanico di 89660 cartucce. Ove però si voglia tener conto del possibile concorso durante il combattimento dell a colonna munizioni fanteria dello scaglione avanzato, la quale deve tenersi a poca distanza dei combat tenti, è necessario acc,rescere le 89660 cartucce anzidette cli altre 1151m, con che il battag li one viene adacquistare in taluni casi una potenza di fuoco su l campo rappresentala da 104G60 cartucce . Co l nuovo organ ico le qualtro compagnie del nostro battaglione da.ranno un effetti,,o di 900 uomini, dei quali quattro non hanno fucile, 68 (sottufficiali, trombellieri e zappatori) recano soltanto 64, cartucce caduno , mentre i rimanenti hanno un assegno individuale di 88 colpi. Lt riduzione approssimativa del 6 p. OtO dà : 63 dola. zioni da 64 cartucce e Ti8 dtt 88, (l' onde risulta un totale di 72496 cartucce, il qual e accresciuto cli "6[m colpi recati d:ii son)ieri, sale ad ~8496, che misura la potenza, di fuoco del nostro bauaglione. E ora agevole il constatare che al battaglione itali ano, perpareg1

SUL CAMPO DI BATTAGLIA

giare in modo · relativo, cioè proporzionalmente alla sua propria forza, il battaglione austriaco, haslerebbe un assegno di 856 15 cartucce il ba ttaglione francese, id. · id. 80346 id. il battaglione gennn,nico , (1) id. id. 80905 id. mentre eITettivamente dispone di 88,i:96 id. Ognun vede poi come quest'ultima dot<lzione sia di ben poco in. feriore a quella degli eserciti esteri, le quali sono: pel battaglione austriaco di 89280 cartucce pel batta.gl ione francese di 89040 id. pel battagli one germanico di 89660 id. il che viene a dire cbe ben poco manca a.! bauaglione italiano, malgrado il suo minor efTet.tivo rispetto ai battaglion i degli eserciti esteri, per pareggiai'li in modo assoluto in po Lenza di fuoco. Ma ci è pur forza considerare che l'Austria, benchè coll'adozione della cartuccia rinfo rzata M0 11877 abbia r idotto la dotazione individuale dei sottufficiali a 20 cartucce e quell a dei soldati a 70, ha però portato il munizionamento carreggiato tra le file a 4.21m cartucce per battaglione in due carri a quattro ruote con due pari glia per carro . Tra non molto tempo tutta la fanteria avrà ricevuto il nuovo munizionamento. La Francia. ha iustituito nelle ultime grandi manone delle esperienze per trovare modo di for pol'Lare al soldato 96 cartucce in quattro distinte gi berne capace ciascuna di quattro pacchetLi. La. sola Germania pare intenda conservare l'ordinamento attua.le, ma a suo riguardo bisogna pnre tener conto dell e 11iSJm cnitucce all'incirca., più addietro menzion ate, erecaLe dalla colonna munizioni fanteria dello scaglione avanzato la quale de,~e tenersi a poca distanza dalla truppa combattente precedendo la colonna bagagli. Ciò stante, manlenuli i dati di forza e le ipotesi più addietro adottate, ed ammettendo che la dotazione individuale dei so u.urGciali e ; zappatori nel battagl ione francese non venga mocli(icata, in un prossimo avvenire il h~ttagl_ione austriaco potri.t contare su 1O1,740 cartucce 1

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(IJ In generale nei computi d i cu i qui ò caso si sono se; n iti i :lati sommini,trati d• ll e :rabelle ulatiue alla costiturio ne degli e., ercili esteri Ì,n bt>' icate per cura della seziono statistica del corpo di sta to magg iore. Talvolta però c hi scrive ha creduto di ai.tene rsi ad altre inCormn1oni a nche più rece n ti avu to per fa1•ore in comun ic 3zione.

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(2) Escluso il mun izio name nto dello scJglione avanza to (1500 cartu :ce).


LE CARTUCC~

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il battaglione francese avrà una potenza di fu oco •I O·I ,856 cartucce il bauaglione germanico conserverà le sue •104,660 id. Il nostro battaglione perf;anto coi suoi 88500 colpi si troverà tanto in modo asso!ut.o quanto in modo relativo inferiore per potenza di fuoeo ai battaglioni al'Versari . È qu indi indispensabile lo studiare un mezzo che valaa a sommi. ' o mstrare un nncalzo alle mun izioni recate dai somieri, in maniera che il mun izionamento totale di cui può disporre il nostro battaglione sia, almeno relativamenLe, uguale o superiore a quello dei baLtaglioni esteri. A raggiungere un tale scopo ci conviene ricorrere a nostra volta all'impiego dei carri, ma in modo differente e senza dubbio migl iore di quello che si ottenga con l'assegnazione dei medesimi partitamente per battaglione. · · . Vorrebbesi cioè costituire presso il parco divisiomde up.a spe• ciale colonna volante di soli qnattro carri-munizioni del tipo più addietro preferito, capaci cioè 'di '.z4 m. cartLlcce cì,ascuno, con attacco di tre pa,iglie scelte e poste sotto la mano di abjli conducenti, agl i ordini di ufficiali ben montali, arditi e sopratutto esperti nel sapersi prnntamente orientare nei vari terreni e districare nelle più critiche situazioni. La costituzione deLlagliata della colonna volante sarebbe: ~ ufficiali, uno per ciascuna sezione di due carri; il _più elevato 111 grado o più anziano comanda l'h1tera colonna; .2 sottufficiali a cavallo, uno per ciascuna sezione, anch'essi ben montati; 1 caporale a piedi; 14 conducenti (due di riserva}; 8 guardarnunizi oni, due per carro, incaricati altresì dei lavori speditivi per sgombrare la strada, e del maneggio dei freni; '12 pariglie scelte (nessuna riserva); 4 carri da 24 mila cartuccie ciascuna. Tutti i servizi, parte dei foraggi, le pariglie di riserva, ecc., al parco di visionale. Presso il parco di corpo d' armata può bastare una riserva di due carri. A questa sezione veloce e mob ile al pari di una batteria di manovra·verr.à assegnato un posto conveniente nella colonna di marcia e nello sch}eramento cli battaglia come ad un vero reparto tattico. 1

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SUL CAMPO DI BATTAGL IA

Iniz·iatosi il combattimento, gli ufficiali, appena a sito, imprendono tosto a stndia,re le strade che possono servire all a colonna per avvicinare le linee e seguirle a buona portata nelle loro avanzate, e se possibile fissano le vie a tenersi per retrocedere fino al parco divisionale al quale attingere nuove munizioni. I carri di questa c0lonna volante, considerata non più un im paccio come le antiche coionne munizioni le quali venivano sempre respinte il più lont,mo pos$ibile dal sito della lotta, ma invece come un nuovo e vero ordigno di battaglia, i carri, dico, di questa speciale colonna tenuti all'infuori dei ranghi, che muovono da fermo con direzioni e per vie ben determinate, con un compito ben definito, sotto guida sicura, dotati di molta celerità, capaci di superare forti ostacoli, percorrere stra:de cattive e terreni difficili, non corrono pericolo di essere ad ogni momento travolti nel turbine delle mosse tattiche come accade dei carri e carrette-cartucce da battaglione, ed hanno ben più di questi la voluta possibilità. di far giungere là ove il bisogno lo richiede _le loro_cartucce. . Un comandante di reggimento, gh .stessi comandanti di battaglione all'atto di impegnare le loro truppe nel combattimento, sono naturalmente e oaìustamente tratti a far distribuire ai soldati, se non . . tutte, la maggior parte delle munizioni caricate sui somien; o al più rimanderanno il primo e più grosso rifornimento al chiudersi del periodo dei fuochi a grandi distanze, rna certo non aspe~teranno a ricorrere ai somieri che le munizioni recate dal soldato siano esaurite. Quei comandanti però vorrebbero di buongrado poter contare su di un'ultima riserva per parare a qualunque evenienza, rifornire un reparto del loro battaglione o reggimento venuto a tro v~rsi_ in .critiche circostanze, rinfrancare i soldati con una nuova d1stnbuzione · che, per quanto tenue, se fatta a tempo, non può mancare di molto effetto morale. Ed ecco che un primo e forse nella pratica il più ordinario mandato della colonna volante si appalesa essere il rifornimento dei somieri reggimentali durante il combattimento. Solo che ques~o.c_ompito vuol essere regolato esclusivamente dal comando della dms1one il quale, dall'andamento attuale e da quello prevedibile clel _combattimento e dalle sue particolari vedute, trae argomento per rinforzare piuttosto questa che quella truppa.


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CARTUCCE

R~cevut_o avviso dai _co~1andanL_i di reggimento, e nei casi speciali dagl t stessi _coma~d~nt~ d1 battaglione, che è stato posto mano alle cartucce_dei som1en, il comando della divisione, quando crede venuto il momento opportuno, fa pervenil'e gli ordin i occorrenti a!la col_o~na_volante, i~dicandole i reparti a rifomirs i e la quantità d1 muniz10n1 da sommmistrarsi ai medesimi . La colonna O una delle du~ se~ioni, si di~·ige rapidamente verso i reparti indicati, si apposta U1 sito conventente nella loro vicinanza e viene tosto rao-giunta dai somieri. I quattro guarda-munizioni di ciascuna s~-. zione estraggono prestamente dai cofani di uno dei carri della sezione i pacchi, i qua.li saranno avvolti in tela olona con leo-atura formante_ maniglia, e_ li consegnano ai mulattieri che li ripo;igono nelle valige e tosto ntornano ai Joro battaglioni . Nessuna richiesta nè contabil_i tà di ~orta; se possibile il comando di battaglione (ai utante m_ngg1ore) rilascerà una semplice ricevuta a mano, in caso contran o bas_terà che l'uffic~ale comandante la sezione tenga nota del co.rp? c'.11 cartucce furono consegnate, della quan tità dei paccl11 d1stribu1t1, del luogo e dell'ora in cui il l'ifornimenLo fu eseguito . Appena. è fallibile i carri si riportano celeremente al loro posto a meno che per disposizioni del comando cli visionale non debbano recars i al parco per rifornirsi alla loro volta e ritornare al combattimento. Ma chi però per poco si raffiguri gli svariatissimi casi ed andamenti della battaglia, facilmente ravviserà come talvoltacontiw,enze impe'.'io_sissirne ric~ iedano che un rincalzo di munizioni sia p;rtato celer1ss1mamente fu'1 nel mezzo delle file e nel fitto del combattimento. Non sarà dunque qui più il caso di accostare con relativo a~i~ .e pru~enza le li~ee impegnate e riporre nelle -raligie dei som~en_un nserbo dct n versarsi a suo tempo alla truppa. Nessun limite mvece è posto allo avvicinamento dei carri ai combaltenti e l'uf~~i~le che conduce la colonna o la sezione sa che la sua responsahd1ta ~o? sarà coperta se non avrà. fatto quanto umanamente ern poss1b1le per porre nelle mani della. truppa le cartucce affidat~glì, a ?osto ~i rimanere sul lefl'eno col suo reparto o di .doverne ritrarre~ ca.r~'I. con ~ma sola pariglia ciascuno. Saranno questi i momenti cn!1c1 ma unportantissimi della colonna volante . Giunte le sezioni il più vicino possibile ai combattenti ogni. mezzo $arà

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buono per distribui re le ca rtucce. Riversati all'occorrenza i cofani sul suolo stesso accorreranno ivi uomini mandati dai reparti impegnati o da altri retrostanti ed anche i somieri; tuLLi si caricheranno alla meglio di quanti pacchi loro è po,sib ile e si porteranno alla c9rsa alle truppe al fuoco, all e quali si distribuiranno i pacchetti come meglio verrà. fa tto. Non occorre aggiungere che ogni operazione contabi le suol esser qui senza restrizione sbandiLa. Un piccolo dettaglio , cioè un segno particolare di questi carri, come ad esempio il color rosso applicato alle facce interne delle razze, rendendo I i più presto riconoscib ili, può servire a farne scorgere da lontano l'arrivo, risollevare col solo apparire gli spiriti della truppa, chittmare l'attenzione delle squadre di somieri perché sollecitino il loro avvicinarsi alla sezione, ecc. Altra volta la colonna vo lante, senza avere un così arduo mandato potrà tuttavia rendere utilissimi serv izi come ad esempio rifornire le truppe scosse state ritirate in seconda linea e su cui si può .ancora contare per altre operazioni durante la giornata campale, ingrossare la dotazione di reparti delJ e retrolinee chiamati ad azion i speciali e rischiose, portare di giorno o di notte rapidamente le cartucce a truppe accampato lontano da.I grosso, recare dal parco divisionale rim asto addietro le munizioni necessarie alle truppe od ai somieri in previsione di imminente combattimento, ecc. ecc. Col sussidio ·della colonna volante il battagli one di linea, . oltre alle ,16 mila cartucce recate dai somieri, può contare su altre 8 mila, e così colla somma dell e dotazioni individuali complessivamente su 96, ,}00 cartucce. In questa nuova condizione di cose il baLtaglione italiano viene a possedere una potenza di fuoco, sempre in proporzione dellct sua propi"ia forza, superiore a quella del battaglione francese e germa- · nico, inferiore d'alquanto a quella del battaglione austriaco. DifaLto basterebbero al nostro battaglione contro il francese. 9 1,800 cartuc~e contro il germanico . 94,440 id. mentre glie ne mancherebbero 11064 contro l'austriaco. Dobbiamo però far notare che in difetto di daLi precisi, per puro debito cli coscienza, vennero adottato ipotesi rarl: colarmente favo1


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SUL CAMPO DI llATTAGLIA

LE CAl\TUCCE

revoli al battaglione austriaco, e fra l'altre che i soli sottufficiali avessero il munizionamento ridotto , e che tutti gli individui di truppa fossero armati di fucile. Varie induzioni indirette (4) , oltre all'esempio di tutti (fii altri eserciti nei quali gli uomini acldetLi a servizi speciali ha~no !"'>un mu- . nizionamento ridotto, rendono lecito il supporre elle soltanto 800 circa dei 93.i uomini dell'effettivo siano muniti della dotazione indiTiduale di 70 colpi, e che degli altri ,J3..{., parte non abbiano il fucile, parte rechino seco soltanto la dotazione da sottufficiali di 20 cartucce a testa. Dimodochè si è certamente assai vicini al vero ove si ritenga la potenza di fuoco del battaglione austriaco inferiore alle 100,000 cartucce, co1~tro Je quali il .nostro battaglione, in ragione della sua forza presente m combattimento, non sarebbe in obbligo di opporre che 95,900 colpi mentre ne dispone di 96,500. P~r le tru~pe dei bersaglieri si reputa opportuno di proporre uno speciale ordmamento nel servizio delle munizioni, differente dal precedente. Si ravviserebbe cioè conveniente, vista la mac,oior robustezza degli uomini di qnesta truppa, di portare la dota;i~ne individuale dei caporali e soldati a 96 cartucce ciascuno, mantenendo qu~lla dei sottuffic_iali, dei trombettieri e dei zappatori a 64- colp i, e d1 assegnare a ciascun battaglione dieci somieri anzichè otto soltanto, come già si ebbe occasione di accennare più addietro . Per tal modo ogni battaglione bersaglieri, considerato nelle stesse condizioni di forza fatte poco addietro al battaglione di linea, presenterebbe una somma di fuoco di 98,720 cartucce. :raie munizionamento del battaglione bersaglieri rinscirebbe (relat~.vament~ a~la ~u_a forza al ~uoco) notevolmente superiore a quello de1.battaghom dt lmea e cacciatori dell'esercito austriaco e francese s~nza _che più OL~corra, come attualmente, di toccare ai parchi divi~ s10nah. Nè meno forte si troverebbe di fronte al battaglione caccia(1) Se i carri d~ _ba~tagl_ione debbono for oire cartucce 52,50 per rU:~i!e, come risulta da1 dati ufflc1all, evidentemente il munizionamento in essi contenuto e che è d1 42[m_ car~ucc_e, è riservato pei soli soldati in numero di 800. I rimane~ti 134 sono c_ost~tu1tl dal sott'ufficiali (compresi i caporali), le cariche speciali e i non armati. d1 fucile. se pertanto non vi è una r iserva di munizioni nel carro da battagllo_ne per i caporal i e le cariche speciali, si può ben supporre che questi per~onah debbono solo eventualmente far fuoco e che quindi abbiano se non tutti, buona par,e alme no, il munizionamento di 20 cartucce. '1

477

tori germanico, dacchè quest'u ltimo non ha vera1nente una somma di fuoco superiore al battaglione cli linea. Difatto entrambi i battaglioni hanno la medesima forza ed uguali le clo tazioni individuali; il battagl ione cacciatori non può contare in combattimento che sulla metà dei suo i carri di compagn ia; ondechè vit:ne ad avere anch'esso 104,660 cartucce così riparl i te : 70,460 cartucce di dotazioni indiYiduali; 119,200 id . in quattro dei suoi otto cani da compagnia; 15,000 id. nello scaglione avanza to. · Tralascio di indicare quali superiorità di fuoco assolute e notevoli si verrebbero ad ottenere di fronte · ai battagl ioni francese ecl austriaco allora quando la forza della nostra compagnia salisse, come è tutt'altro che improbabile, a 250 uomini di effellivo sul luogo dell'adunata ('1) e come in tal caso verrebbe alt.resi pareggiata la potenza ·di fuoco del batlaglione germanico . Concludendo : per quanto i calcoli ed i ri,;ultati suesposti non possano essere che approssimativi, risulta tuttavia dai medesimi con bastante certezza che trovandosi un certo numero di unità taLtiche della nostra fanteria fornite del munizionamento da no i proposto a fronteggiare un colai numero cli reparti della fanter ia francese, o di quella germanica, oppure dell a fanteria au:,Lro-ungarica, a parità d·i fona i nostri saranno per quantità cli munizioni in condizioni nonchè uguali , vantaggiose rispetto ai loro avversari. L'adozione di un nuovo tipo di carro munizion i da parco e sovrat.utto la costruzione di circa 190 cli cotali vetture, che tante ne occorrerebbero_per le 36 cli visioni dell'eserciLo permanente e della milizia mobile, più una larga riserva, può essere da taluno avversata e combattuta coll'osservare che si ha al presente un certo fondo di carri M0 1844 perfettamente utilizzabil i pel trasporto delle munizioni nei parchi, fondo che verrà ancora accresciuto col ritiro dei cassoni attuali alle batterie da cent. 9 da campagna. Gli oppositori, ai quali piace porre innanz i un tale argomento~ (l) Vedi Attt Parlamentari dello scorso maggio. Il battaglione di li.1 ea italiano avrebbe 104,770 cartucce, e quello bersagl ieri 107,750. Quest ultimo sarebbe cosi superiot·e al battaglione dello stesso ese rcito gei·manico sia di li nea sia di cacciatori. ANNO

xxnr,

YOL. !Il.

31


4,i8

U: CA.RTUCCE

ammettono implicitnmenle che, accresciuto il parco divisionale nella ragion voluta dall'aumento recalo dal nuovo organico alla forza della compa~nia, una sezione cli esso, quand'anche costituita dai carri del modello attuale, è perfetlamente in grado di funzionare da colorma volante al pari di quella proposta. ~fo. chi scrive, pur riconoscendo cd altamente apprezzando le molte ed ollime qualità del materiale M f8,i,,S., non crede che le medesime bastino a renderlo perfettamente allo allo speciale servizio del rifornimento sul campo di battaglia, ed a conferma della sua opinione ricorda come l'avv icinamento delle sezioni di parco alle truppe impegnate nell'azione sia sempre stata pel passato una operazione nonché difficilissima di quasi nulla attuazione. D' al Lronde, senza negare la spesa richiesta dagli studi, d;llle esperienze e dalla costruzione del nuovo carro da cartucce proposto, è pur d'uopo considerare che, per mantenere la dotazione stabilita di 50 cartucce per fucil e ai ballaglioni di linea (·I) colla forza del nuovo organi co, ai ~ 8 carri dell'attuale parco d:ivisionaleoccorrerel>be aggiungerne altri tre. Adottando invece la sezione volante col nuovo maleriale, quand'anche si conservino al parco tutti i suoi 48 carri che ha presentemente, si ri sparmia pur sempre la messa in servizio dei tre suddetti carri M0 1844 per ciascuna delle 36 divisioni del1'eserdto permanente e della milizia mobile, o quanto meno rimangono disponibili noi fondo osisLenLe il quale riuscirà oltremodo utile per costituire i parchi delle «i visioni e dei corpi d'armata di nuova formazione tanto della 1a quanto della 2• linea, per fornire l'aumento occorrente ai parchi d'artiglieria di corpo cl':::rm atn. e d'armata, e per assicurare il necessario ricambio di tale carreggio presso tutti i parchi e servizi che ne sono muniti non escluse le stesse sezioni non alleggerite dei parch i divisionali le quali potranno continuare a farne uso senza inconvenienti. A\Temo d'altronde occasione di prornre che l'impianto del sistema 0

1

(I ) Dotaziooe fissata dallo specchio N• 4'2 inserito a pagina Gl àelle Istruzioni per la mobilitizioue e la formazione di guerra dell'esercito e della milizia mobile, Tomo I. Qui s'intendono esclusi i bersaglieri i quali, come si è più addietro stabilito, avrebbero munizionamento proprio e più non a ttingerebbero di parchi divisionali.

Svi, CA!iIPO DI BATTAGLIA

4,79

misto da n-0i proposto non costa in complesso pilt di quanto costerebbe l'adozione dei carri o carrette cartucce da battaglione. Veniva testò da noi posta innanzi l'ipotesi che in un colla istit11:zione della colonna volante presso al parco, sia qaeslo eonsetvaLo nelle sue auuali condizion i, e che pertanto ritenga i suoi 18 carri per cartucce. Aggiungeremo essersi al tresi cla noi inteso che il parco di corpo d'armata d.ebba ri-cevero nella sua dotazion~ di carri e car1rette da cartucce un incremento proporzionale allo aumento portalo dal nuovo organico alla forza della compagnia per modo cbe sia con·Rervata presso il medesimo la dotazione attuale di 50 colpi per fu,cile (compresi i bersaglieri). Ne consegue che quel munizionamento il quale nella quasi totafoà doi -casi è accessibile alle truppe soltan{o fuori del campo di battaglill (parco divisionale e parco di corpo d'armata) verrebbe a ridursi n. cartucce 9i.,4-0 per ciascuno d.egli 896 fucili del battaglione ,di linea, mentre invece salirebbe a 100 se si addivenisse senz'altro allo aumento delle dotazioni dei parchi in proporzione dell'accrescimento voluto per la forza della compagnia dal nuovo ordinmnento ,dell'esercito. Difat.Lo vi sarebbero per ognuno dei fucili dei balta.glioni di linea e bersaglieri 50 colpi nel parco di corpo d'armata, ed altri 50 nel parco dirisionale per ciascuno dei fu.ciii dei 12 battaglioni di linea della di\'isione, dacchè ai bisogni dei bersaglieri basterebbe il munfaionamento speciale loro assegnato di 96 cartucce per soldato e di altre 20 mila someggiato al seguito. Una tale diminuzione nella dotazione dei parch i potrebbe venir considerata ·Como un incoRweniente e come un punto difettoso nel sistema da noi propugnato . A dir vero, il consu.mo delle munizioni nelle guerre odiel'Ile si è notevolmente accresciuto, e l'uso metodico dei fuo chi alle grandi distanze e l'adozione dei fucili a. ri petizione concorreranno nelle campagne a venire ad aumentarlo ancora. Di più, come nelle passate guerre, anche nelle prossime future vedremo talvolta le grandi fazi oni non avere fra loro che un intervallo di uno o di pochissimi giorni, e perfino succedersi l'una all'altra due od anche tre giornate campali. In tali condizioni di cose è ovvio e legittimo l'augurarsi che le dotazioni dei parchi anzichè venir scemate siano rese tanto più forti


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T,F. CARTUCCE

St.:L C.U ll'O DI BATTAGLI.\

quanto maggiore si prevede il consumo delle muniiioni sul campo di battaglia, e che nel contempo i parchi stessi vengano ordinati in modo che si possano ali' occorrenza far affiuire masse considerevoli ssime di cartucce verso la zona della consumaziono con tanta mao-o gior rapidità quanto più breve può diventare il tempo disponibile per provvedere al rifornimento dopo il comballimento. Ora, se convenga avere nel munizi onamento complessivo del parco divisionale e di corpo d'armala piulloslo I00 che 94-9o cartucce per fucile, e se quest'ultima dotazione sia ancora sufficiente, solo potrebbe affo rmarsi dopo a.rnpia e ben condotta discussione che qui non trova suo luogo opportuno. Ma se ciò stante rinunciamo a tentare una definili~·a soluzione della quistione, abbiamo però come dato di fatto importantissimo che la stessa dotazione ridotta di 9495 cartucce per fucile è ben superiore a quella di cui dispongono gli altri eserciti nello interno del corpo d'armata. E valga il vero, la Francia frn parco dif1sionale (46,5 per fucile) e parc,J di corpo d'armala conta sollanto cartucce 77, 9 per fucile; l'Austria non ha nel parco di di visione che 2~ cartucce e mezza per ciascun fucile ('I), e la German ia tra i cani di compagnia e tre dell e quattro colonne di munizion i del col'po d'armata (la ri• manente fu considerala in ·Ia linea, ossin nella zona della consumazione) non ha che cartucce 57,50 per fucil e, cioè 12,50 nei carri di compagnia e 45 nelle colonne munizioni di corpo cli armala. Che poi l'istituzione della colonna volante lungi dal pregiudicare il buon ordinrtmenlo dei parch i ccncorrn invece a facililare l' affluenza delle munizioni cli risel·va alle prime li nee niuno è che il voglia negare. Ciò appare man ifesto solo che si consideri come in molti casi una tale colonna speciale possa o ri fo rnire sè medesima durante il combattimento o servire da veicolo celere fra i parchi e questo o qLtol riparlo del fronte a battaglia ultimata. Occon c appena accennare che Lui.I.o il preceden te ragionare poggia sn taluni fondamentali concelli ch'io non credo efrrcace mente impugnabili nè ora nè in prevedibile an·cnirc, e ciò sono:

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!a,81

a) che non è necessario l'avere tulto il munizionamento da baltaglia sparlito in due soli scaglioni l'uno massimo sulla persona del soldato, l'altro minore bensì, ma più o meno forte al seguito immediato clel battaglione; b) che anzi meglio sovviene alle variabilissime contingenze del com hattimento uno scalamento cli lutto il munizionamento da battaglia in tre scagli on i cli po lenzialita ed alti tudini non uguali , e sollo diversa dipendenza. E così un primo e forte scaglione costitµiLo dalle dotazioni indiriduali, uno medio a contatto continuo della truppa e a disposizione dei comandanti cli reparto, uno minol'e, ma pronto e celere, nella mano del comandante la divisione; e) che il munizionamento teorico sul campo dell'azione, uguale a 64 cartucce per ogn i sottufficiale, trombettiere e zappatore, e superi ore alle 11 i5 per ciascun caporale e soldato, quale viene a ri sultare col sistema proposto (I), è sufficiente a soddisfare alle esigenze aLLuali e prevedibili del combattimento .

Ilf.

1

(I) In Ans:ria non è ancora cosliluitn, a quanto risulta, la dotazione d~ì parchi di corpo d'armata colla cartuccia del nuo\'O motlello.

Un secondo appunto con cui non si manclv~ri:t cli allaccare il proposto impi ego del someggia mento clclle munizioni al seguito immediato della truppa si è che l'assegno di una squadra di 25-30 somieri, anche piccoli e docil i, coi relativi conducenti, ad un reggimento fanteria vi produce eccessi,o ingombro, ed innumerevoli di flìcollà tecniche e di serl'izio. Abbiamo già implicitamente prevenuta, almeno in parte, una (1) Onttaglione di linea di 000 uom ini (riduz. del 6 1>01· 0 10 ) capo rale t1 sold,llo; Bilt.ngliono bcrMglicri dì goo uom ini {riduz. del 6 per 0 10 ) caporale o soldalo; Bannglione Ji llnoa di 1000 uomini (riduz. del 6 per 'to) capo rale o soldato; Ba ttaglione bersaglieri di 1000 uomi ni (riùuz. del 6 por 0 1,) caporale o soldblo.

canucce 118,85 por ogni cartucce 121,70 per ogni cartucce 115,52 per ogni cartucce 118,91 pe r oguì


LE CLl\Ti.;CCE

Il

tale obiezione con ·quanto esponemmo nelle prime pagine di questo scritto. .Certo è però che qualunque sistema si adotti pel rifomimento delle truppe sul campo dell'azione, dovendosi pur sempre aggiungere un nuovo congegno alla macchina-reggimento, questa ne riceverà un ç1ggravio. La questione sta nel scegliere quello tra i var:i congegni,. che, a parità di attitndine per un buon funzionamento, ne arreca di meno. E dappoichè oggimai si riducono a due i modi di trasporto delle carLucce fra le file, ciòè con carri a due o a quattro ruote, o con quadrupedi da soma, resi.a da vedere quale dei due meno venga a pesare sopra il reggimento. Nel trasporto coi carri possiamo avere due modali tà diverse, cioè carrette tirate da due cavalli, di cui uno a, stanghe l'al(,ro fL bilancino, condotti a lunghe redini, state sperimentate, con non de, cisivo successo a quanto pare, nelle grand'i manovre del!' anno scorso; oppure carri a quattro ruote, a due tren i snodati, tirati da due o da tre pariglie coi conducenti montati, sistema forse preferibi le al primo e ad ogni modo adottato presso gli eserciti esteri. Le carreLLe da battaglione spr.rimentate non sono in grado di recare che un massimo di ,J '.zOOO cartucce, ondechè negli sperimenti fatti se ne assegnarono due per battaglione. Diciamo subito · che il carico d'ogni carretta apparve a molti eccessivo specialmente in istrade di campagna e in terreni coltivi. Si può pertanto· ritenere che forse non converrà caricarle con più di 1O mila ca.rtucce, con che due carrette da battaglione non darebbero che 4 mila cartucce per battaglione in più di quanto possono portare gli 8 somieri. In un reggimenLo di fanteria si avrebbe poi; · 6 carrette: 12 cavalli; 2 cavalli almeno di riserva; 8 conducenti (uno di riserva); 7 guarda-munizioni, cioè uno per carro incaricato di estrarrele nmnizioni dal cofano e consegnarle ai portatori, oppure di condurre il cavallo a bilancino allorchè lo si stacca e lo si carica delle bisacce per portnre le cartucce dal carro ai grossi dei battaglioni quando occorra (uno di riserva);

SUL CM{PO D1 BI\TTAGUA

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1 graduato capo conducente. Totale, per:,onale ·16, quadrupedi 14, carrette 6. Inoltre, siccome si è verificato che il carro obbligato a dei rigi ri per poter seguire il reparto cui è assegnato, perde con molta facilità l'orientainento e più non· ritrova il reparto stesso, occorrerebbe un personale intelligente per guidare i carri in modo da tenerli a buon contatto col rispettivo battaglione, ed anzi fu da taluno persino proposto di adibire ad un tale speciale servizio un ufficiale montato per ciascun ballaglione non potendo visi sopperire coll'aiutante maggiore rn 2°. . . . Sommalo adnnque Lutto il persona.le, i quadrupecl1, 1 catTJ che oo-ni rego-i mento verrebbe ad avere sali e braccia, tenuto conto della o ~o . difficilissima istruzi one degli uomini nel condurre bene e senza sinistri a luno-he reclini e nei ripieghi al carreggio, della cura speciale che ri~hi eclono i quadrupedi di qua.!che prezzo e di spiriti piuttosto alti come quelli che si dovrebbero assegn~re a t~le ge~os~ servizio, della poca atti tudi ne invece che hanno 1 regg1ment1 cli fanteria al buon governo del cavallo per poco che sia distinto, io domando quale sarà il corpo più oberato, tra quello mun ito cli carreLte cla battaglione o di moélesti e così poco esigenti quadrupediì quali sono i proposti equini? .. Nè meno favorevole a questi ultimi è il loro paragone coi carr~ a qualLro ruote. Ammessa ad esempio l'adozione del carro da munizioni più addietro prescelto, cioè con 24, mila cartucce, ba~terà asseg~ar?e· uno per battaglio,ne. L'attacco potrebbe forse farsi a _due, pangl~e, ma sarà ben miglior consiglio di fari\) .con tre come m Germania. La riserva deve di necessità essere costituita da pariglie. I conducenti non possono essere del reggimento ma cli artiglieria e quindt d'al!ro corpo non solo ma d'a.llTa arma, cosa tult' a.ln·o che vantaggiosa. . · E così il reggimento avrà fra. i suoi molteplici sovracap1: ,18 ca;valli di taglia e di prezzo all'attacco; 4 cavalli almeno di taglia e di prezzo {due pariglie) di riserva· 4,1 conducenLi d'artiglieria alle pariglie; 2 conducenti di riserva;


LE CARTUCCE

,1 graduato capo della squadra-cartucce;

3 carri a quattro ruote; 3 capi-cassoni e guarda munizioni; 1 maniscalco con ferriera. Tol ale 22 cavalli, '18 individui di truppa e 3 carri a quattro ruote, senza contare il per~onale di guida per mantenere il contaLto fra la truppa e il carro per ogni bal.taglione. Io chiedo pert:rnto di nuovo agli oppositori imparziali da qual lato stiano le maggiori diffico!Là tecniche e di servizio > i macmiori vv c>O aggravi, i maggiori impacci per un reggimento fanteria, se col Lrasporto sui cani o con quello dei somieri, sia nelle marcie, sia nei campi, sia negli accantonamenti, siti nelle mosse tattiche e per rispetto all'amministrazione, all'istruzione, al buon governo ed alla disciplina1

IV. .,.

Se non chè i preced~nti raffronti fra i due sistemi delle munizioni someggiate o condotte al seguito con carri tra i ranghi hanno sempre presupposto un terreno e circostanze di combattimento del pari favorevoli ad entrambi i sistem i stess i. Ma quand'anche non si voglia tener conto delle diffico ltà che efieLLivamen te i carri cartucce incorporati nei ballaglion i troveranno mai sempre nell a circolazione lorn attraverso la maggior parte dei nostri terreni di pianura in causa dell,i colLura dei medesimi per seguire opportunamenle le mosse dei combfltten1i, non è dubbio che in LutLi i terreni montuosi e nella massima parte di quelli di co!liM, tanto al cli qua quanto nelle adiacenze al di là dei nostri con(ìni, il funz;ionamento dei carr i anzidet~i o è impra ticabile affatto o non dà che mediocrissimi risultati, tantochè se si vo rrà veder assicurato il riforniniento car:tucce alle truppe combaLtenti non si potrà a meno di ricorrere al some;{gio. Vi ha per vero chi afferma che cl'o rdinario nelle regioni montane e collinose, nelle quali trovano campo a svolgersi le operaz:oni di

SU L CAMPO DI BATTAG (.IA

485

grandi masse comba ttenti, non mancano, sebbene non fre'}uenti. le strade, le creste, taluni fondi cli valle e consimili vie per le quali possono i carri da munizione avvicinare in qualche punto le linee dei combattenti a quel modo stesso che le vie ~tnzidet.te permettono alle artiglierie da campagna cli portarsi in posizione ed agire così anche in quei non facili terreni. Che, ciò stante, una divisione, un corpo d'armala ad es~~rnpio, le cui fanterie siano munite di carricartucce, può ben issimo raggruppare tutti questi carri in una o più colonne sulle comun icazioni che permettono l'accesso alla posizione di sc.b ieramento, e portarli a momento opportuno a contatto dei combattenti nei pochi punLi accessibil i e da (1L18$ti, o- con uom ini o con bestie da soma staccate d.ai carri medesimi, diramare le munizioni dalle trnppe più vicine a quelle successive e così fìno alle più lontane. A. questo concetto assai teorico, secondo il quale vorrebbe~i effettuare il rifornimento di cartuc.ce ai combattenti in terreno montuoso , basterebbe contrapporre che 8C la proposta colonna volante bene inquadrala, di poch i carri aLLaccali a tre buone pariglie nella mano di esperti ed arditi conducen ti, può emulare le batterie da campagna nel superare !e difficoltà che presentano sempre le poche strade o terreni carreggiabili in montagna e quelli altresì di quasi tutte le colline, ben altrimenti accade allorchè si tratta di colonne cosli tnite coll'accozzare alla meglio i carri a due pariglie o le carrette cartucce da battagl ione a due quadrupecli di vari reggimenti, q nancl'anche abbiasi rico rso ai poco brillanLi ripieghi delle pariglie cli rinforzo, dei trapeli o di squadre d'uomini alle ruote . Noi non possiamo anzi negare che in taluni terreni la stessa colonna volante del sistema misto da noi propugnato vedrà. talvolta incagliat,t o quanto meno di molto circoscritta la sua azione. Ondechè le converrà assai più, in simili casi , o di fars i sostituire dai muli della sezione di parco delle batterie da montagna, oppure di rinforzare in previsione d13I combattimento con tutti o parte dei somieri di risern del parco divisionale quelli dell e linee combattenti e dare nel contempo un sesto pacco ai somieri dei hattaglioni riservandosi, così alleggerita, di acco rrere durante l'azione col restante munizionamento su quei poch i punti nei quali le sarà possibile accostare sufficientemente le linee per versare le sue cartucce alle truppe più vicine .


486

SUL C.UCPO DI BATTAG LIA

LE CART UCCE

d!

. A_ch_i poi pi~ce~se toccar con mano quanto sia poco praticabile Il s1ste~a d1 rifornimento cartucce in montagna ed in coll ina c?l carreggio tra le file, può servire un esperimento altrettanto facile quanto decisivo . E questo consiste nello sviluppare sopra una buona carta topografica alcune semplici ipotesi di attacco e difesa co? ~randi riparti iii questo o quel terreno montuoso o collinoso di cui s1 conoscano abbastanza bene di veduta i caratteri oenerali e la na_tura dell e strade, ponendo a r iscontro i molteplici ~lO'l'imenLi a cm sarebbero tenuti i carri per conservare il buon èonLatLo coi ris~~ttivi battaglioni durante lo schieramento e l'azione colla scars1ta e malagevolezza delle comunicazioni in quei terreni. ~e valli alpine principali per es~mpio, le posizioni di di fesa dei vah~hi appenn!ni i.n Ligu1:ia, le langhe, moltissime zone della parte peninsulare d Italia formscono gran numero di luo/)'hi alli acl eseguire il proposto esperimen to con ipotesi che po:Sono a vece · tutta la probabilità di venire realizzate in una guerra: nazi onale. nitenuto adunque come pienamente assodato il fatto che le fante~ie no? potranno valersi in montagna e in quasi tutte le colline de1 cam-?art_ucce àa. battaglione e che, se non vorranno rinunciare, come oggnna1 noi potrebbero, acl un valido sussidio di munizioni reeate al seguilo immediato, saranno cli necessità condotte a sostituire ai carri il someg~io, vediamo ciò che succederebbe per la forza stessa delle cose rn una campagna di gnerra in cui venisse a trovarsi impegnato il nosLro esercito. In una campagna d'I talia le operazioni potranno fin dal loro principio portarsi nel bacino clel Rodano, o nella Svizzera O nelle cruer:·ecroiare regioni di Sava e Drava; oppure l'esercito dopo lun<•o 0 0 · queste e contemporaneamente· nelle "' ne11e Al p1,· o lil montarrne di Liguria, fatta massa neile pianure e sui colli di valle Po ri;evuto e rotto quivi l'urto del nemico, verrà -a rivalicare le At~i , 0 potrà esser costretto dalla sorte avversa a ricorrere all'Appennino. Nel contempo altre masse più o meno considerevoli agiscono in vari punti della restante penisola. · Se questo è il naturale andamento di una guerra italiana è eTidente: 1~ Che all'aprirsi della campagna buon numero di corpi d'armata si troveranno in luoghi ove non sarà loro dato · servirsi 1 dei e)

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cani pel rifornimento al seguito immediato e ricorreranno al someggio. 2° Che col progredire delle operazioni i vari corpi d'armata dell'esercito verranno a trovarsi, con alternative che non è possibile prevedere, ora in terreno più o meno favorevole ora in terreno al tutto disadatto per l'impiego clei carri da munizioni di ballaglione. Dovranno essi ad ogni traL to scambiare il someggio col carreggiamento e viceversa? Se questo scambio potrà farsi con relativa ogevolezza per taluni corpi, non lo sarà così facile nè per t utti nè per molti. Accadrà anzi molto probabilmente che vi saranno corpi d'armata i quali per tulla lacamp.Jgna si terranno i muli primitivi, atlri che li dovranno a fo rza adotLare a certo momento e li lasceranno difficilmente, alcuni pochi che riterranno sempre i carri o li porrann oin opera a metà campagna in sostituzione dei muli se riuscirà loro di effettuare lo scambio dell' uno coll'altro sistema. Non è egli più semplice, più logico, più pratico, far $Ì che tuui abbiano sempre e ovunque lo stesso preciso mezzo di rifornimento al seguii.o immediato, e che una volta posto in campagna. un corpo d'armala più non debbano aversi preoccupazioni per questo suo speciale ramo di servizio? Confrontiamo ora i due sistemi dal punto di vista economico, prendendo per base clei valori dei vari materia.li i prezzi recati dal Moclello per gli inventari del materiale d' artiglieria e genio , ai quali - però vuolsi, per ragioni .che qui non ocorre indicare, apportare una conveniente riduzione. 1200 carrette munizioni da battaglione del modello stato l'anno scorso sperimentato, per lutto l'eserci to permanente, la milizia mobile ed una non certa eccessiva riserva di circa duecento carreLte, a L. 550 ciascuna danno in totale. . L. 660,000 1330 finimenti da tiro a stanghe con relative briglie a L. 65 ·per ogni quadrupede . » 86,450 1330 finimenti detLi a punta o da rinforzo con relative » 53,200 briglie a L. 40 ogni quadrupede 2760 assortimenti di oggetti del governo ed altri accessori a L. 6 ogni cavallo circa » 16,560 A. riportarsi Totale materiale L. 8·16Jfo


si88

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SUL CAMPO DI BATTAGLIA

LE CAHTUCCE

B1:porto Totale materiale L. 8·16,.z,f O » 2,208,000 Totale generale L. 3,024,'.iH O

Facendo un computo analogo relativamente al sistema dei piccoli equini proposto si arriva ai seguenLi risultati : ·

Adottando i carri a quattro ruote in ragione di uno per ciascun ballagli one del modello più addietro proposto cioè da ::iH1m cartucce · e con auacco di due parigli e si avrebbe: 600 carri a quattro rùote a lire rnoo ciascuno . . L. 600,000 690 finimenti a collare con briglia per cavallo montato a L. 160 ciascuno . » H 0,400 690 finimenti a collare con briglia per cavallo sottomano a L. 80 ciascuno . » 55 ,200 690 finimenti a petto con briglia per cavallo montato a L. 1130 ciascuno >> 89,700 690 onimenti a petto con briglia per cavallo so ttomano a L. 52 ciascuno . l> 315 ,880 .2760 assortimenti di oggetti del goYerno, ccc. a L. 6 ogn i cava llo . » 116,560 Totale materiale L. 907,740 2760 buoni cavalli da tiro a L. 800 ciascuno . » 2,208,000 Totale generale L. 3,H i:>,74-0 Ove l'attacco si facesse a tre pariglie, si dovrebbe aggiungere ~al materiale lire H5,500 per altri 750 finimenti a petto per c11vallo montato, 750 fin imenti a pello per cavallo sottomano, ,1500 assortimenti di oggetti del governo ed accessori; epperò la spesa totale ascenderebbe a . L. ·1,0i:>3,240 a cui aggiungendo il valore di 4260 (2) cavalli in » 3,408,000 Si avrebbe in totale L. 4,461 ,240

500,000

.2760 (,1) buoni cavalli a L. 800 ciascuno

1

9000 cavalli ai singoli !JalL,,glioui, 4 ciascuno. 2S8 ca valli ai reggimenLi di li nea quale riserva, 2 per ciascuno addetti al Corpo. Sti cava ll i di t·iserva a·i reggimenti bel'saglieri q uale r iset va 2 p er ciascuno adde tti al corpo. 288 cavalli per 86 parchi d a divisione in rag ione di S per pa rco, di cui, 4 all'attacco di due carre tte di riserva, 4 sciolti. 150 cava ll i cil'ca quale u ltima riserva. 21e2 Totale (2) 3000 cavalli ai battaglioni 6~4 cavalli di riserva dei reggimen ti 439 cavalli di riserva dei parchi divisionali. ~o cavalli, u Hima ri se rva. 4260 cit·ca. (I )

5000 basti con relative valigie e rimanenti parti della bardatura da salma a lire f 00 per ciacun quadrupede » 5000 assortimenti di oggetti del governo, musoliere di

sparto, pacchetti di medicazione quadrupedi da darsi ai conducenti per ciascuna coppia, altri accessori per riparazioni urgenti alla bardatura, ecc., come fu detto più addietro, con spesa complessiva di lire 15 per quadrupede all'incirca L.

75,000

1

Totale materiale L. 575,000 5000 somieri (tra muli ed asini) con prezzo medio di lire 350 per capo » ,J ,750,000 Totale generale L. .2,32G,OOO Diridiamo la spesa del tempo dì pace da quella del tempo di mobilitazione: Col sistema delle carrette poste in esperimento si ha in tempo di pace un capitale immobilizzato di L. 8 116,211O Con quello del someggio (non contatala colonna volante) tale capitale si riduce a » 575,000 Differenza L. .24,J,2,1O . Per i carri a quaLLro r uote con attacco a due pariglie il capitale da impiegai·si fin dal tempo di pace è di . L. 907,740 Pel someggio permane in . » !575,000 DifTerenza L. 33.2,740 Ove i carri a 4 ruote si attacchino a tre pariglie il costo del tempo di pace sale a L. 1,053,240 Pel someggio è sempre » 575,000 1

Differenza L.

4

78,2.f.O

Si iunmette che per i locali di ricovero, manutenzione, pers'onale ecc. si abb iano pel tempo c:i pace spese pari per entrambi i due sistemi. All'atto dell a mob ilitazione si dovranno incontrare le spese seguenti per l::t provvista dei quadrupedi:


4,90

f'

LE CMlTUCCE

Per le carrette ulLimamente sperimentate o pei carri a quattro ruote con attacco a due parigl,i,e L. .2,208,000 '» ,f ,750,000 Pel someggio Differenza L. 458,000 Pei carri a quattro ruote con attacco cli t.re pariglie L. 3,408,0-00 Pel someggio . » 1,750,000 Differenza L. ,f ,658,000 Dovendosi comperare altri 450 cavalli circa per le colonne :volanti in più di quanto occorrereb.be sesi aumentassero solamente i l)archi in ra.gione del!' aumento della fo rza data dal nuovo organico, sono da aggiungersi alle lire ,1,750,000 per l'acquisto dei piccoli equini altre 4001m J'i,re, e così. in totale la spesa per la requisizione dei quadrupedi del sistema misto salirebbe a L. 2,"50,000. Per tanto in tempo cli pace. si ha una economia reale cl.i 250 a 500 mila lire se in guerra si adotta per tutti il someggio invece · delle carrette o dei carri da munizioni di bai.taglione. Con tale risparmio si copre la spesa dei nuovi carri da munizioni per Te colonne volanti e relativi finimenti. In tempo di guerra invece si ha un numero di quadrupedi maggiore col sistema misto proposto che non con quello a tutto carreggio sia a due sia a quattro cavalli e quindi il loro mantenimento richiede un aumento nella spesa giornaliera che può calcolarsi approssimativa1nente a 3000 lire.. Ma si osserva che tale eccede11za di spesa giornaliera non comincia se non dopo la mobilitazione e si prosegue in tempo di guerra nel q;u:al tempo la qu.esli,(me economica, specie per quote così poco ele vate, perde grafildissima parte d'importanza rispetto alla necessità di assfourare il buon funzionamento di un così importante servizio qual &i è q11el10 delle munìzioni. · · È superfluo il di1;e che i'attacco a tre· pariglie darebbe una spesa giornafiera di mantenimento che può ritenersi uguale a quella richiiesta dal pro:p0sto sistema misto. Se poi si volesse poter scambiare all'occorrenza il someggio col carreggiamento e viceversa, è evidente che si dovrebbe entrare in campagna col carreggi.o, finimenti e cavalli per la quasi totali Là dell'esercito, e acquistare i muli altresi per una rilevantissima crnota

ST;L CAMP-0 DI BATTAGLIA

49•1

del medesimo, e così menlt'e in pace si avrebbe immobilizzato il . eapitale del carreggio e bardature da tiro e da soma, all'aprirsi della guerra occorrerebbe comprare cavalli e somieri per quasi tutto l'esercito, mantenere per tutta la campagna e gli uni e gli altri, pre- . levando d'altra parte dalla requisizione una rilevante quota di ottimi cavalli, dacchè per tale geloso servizio occorrono animali scelti, se si vuole che funzioni per bene. Per quanto a.dunque anche qui i suesposti calcoli possano essere soltanto approssima.ti vi, tuLtavia ci persuadono che il someo-ofo di . o~ una su ffi1c1ente quantità di munizioni tra le Gle combinato con una, s~eciale sezione volante di parco non presenla un costo maggi.ore di quello richiesto dall'impiego di carri o carrette cartucce da battaglione.

V.

Il sistema pertan.to dei somieri a taglia ridotta si presta ad essere . facilmente organizzato; serve egualmente bene nei terreni di qualsiasi genere per quanto rotti, aspri o coperti; pone con tutta certezrn le munizion i. a contatlo colle truppe e in quella misura che il comandante di battaglione o di reggimento crede più opportuno; non richiede si allontanino dal loro posto di combattimento, per far giungere le canucce ai soldati, apposite e grosse squadre d'uomini; non esige speciale e preventiva istruzione; non dà ingombro nelle colonne di marcia e nell e mosse tattiche; non sovraccarica di grossi e costosi quadrupedi a difficile condotta e governo i reggimenti fanteria i quali sono già appesantiti da ogni maniera di muli da tiro e cavalli d'ufficiali; è faci le a mantenersi in istato con rifondi te di quadrupedi di cui il paese abbonda e dei quali ora non si trae partito alcuno pel servizio militare; può con poca spesa e tutta faci li tà venir sperimentalo nel tempo di pace, in ogni maniera e in tutte le circostanze che possono presentarsi in guerra sia per la condotta e tenuta dei quadrupedi sia per le varie operazioni di rifornimento, e si .combina in fine molto bene in qualunque terreno


LE CARTUCCE SUL CAMPO DI BATTAGLIA

colla desiderata adozione di una sezione rapida d~I parco posta fuori del turbine del combattirnent(), che muove solo con direzione fissa, e che serve al comando della divisione come la dotaz ione dei somieri serve ai comandanti immediati dei reparti.

BATTAGLIE Dll?ENSIVO-Olr.FEl\1S1VE Nel chiudere questa breve e disadorna esposizione delle mie pro·poste, faccio voti pe1:ché le medes ime abbiano l'onore di un esperimento non solo in terreno montnoso ma altresì in quello collinoso e nell a pianura assai coperta, onde ne risulti opportuno paragone col sistema delle carrette o carri da battaglione prima che questo, intorno alla riuscita del quale non so contenere un vivo senso di dubbio, venga definitivamente adottato. C.

MASSAGLIA

Capitano di stato maggiore.

Due faLLi costanti accompagnano l'estri nsecaz ione del modo di guel'ra pnu,siano odierno: l'avvolgimento Sll'ategico o l'offensiva tatti ca. Non spenderemo di mo!Le parole a dimostrare i grandi pericoli in che si mette ch i agisce, separato, per linee esterne, contro altri , parato ad offesa o a dife'3a che muove, uni to, per linee interne; profondamente disaminarono b bisogna il .Tomini ed il Clausewitz, il quale, nel suo filo sofico !i bro sulla Guerra, dice: « Da tutte coteste considerazioni teniamo che, se l'au.acco av« volgente costituisce un mezzo cli procacciarsi risultali più consi. << derevoli, non clebba, innanzi Lutto, p,-ocedern che da una divi.,ione « preesistente di forz11, o che non occorri no che ben pochi casi, ove « sia opportuno di rinunziare, por l'amore cli tale comhin..izionc, « alla direi ione più semplice e più corta delle forze ». Ed il colonnello Marsellì, nel libro : la gue1·ra e la sua stm·ia, accetLa l'ttv;,olgimento strategico, pnre come una necessi tà.; egli scrive: «Orla necessità. di rompere gli eserciti in più armate, di avere « più linee d'operazioni e cli conten larsi di quelle convergenti, « quando non è possihile fare altrimenti, si andrà facendo sempre « maggiore per l'aumentata massa degli eserciti ». L'egregio autore, nel suo volume, spezza nua lancia contro l'operare per linee con vergenti dì l\folt.ke nel 66; i pericoli, ai quali andarono innanzi, di grado loro, i Tedeschi nel 1870, con la loro 3• armata, messa nel.ANNO XXVII , VOL , 1i'1,


DA1"fAGLIE DIFENSIVO- OFFENSIVE

l'Alsazia, li acldimostra l'illustre generale Cosenz, nell'articolo: Note raccolte clopo 1ma rapicla esciirsione in Alsazia e Lorena e a Sédan,. « Se fin dal 4 a sera» egli scrive: «invece di far muovere (i « Francesi) trnppe iu vari sensi, secondo fallaci notizie, che si ave« vano o s'intendevano a rovescio, si fosse un poco considerato ciò « che era avvenuto, tenendo conto della storia della campagna « del 66 dei Prussiani, si poteva benissimo arguire, e dal combat« timento di Weissemburg, e dalle notizie precedentemente avute, « cli e l'esercito nemico era diviso, come nel 66, in tre armate; se « quindi una aveva combattuto a Weissemburg, le altre due proba<< bilmente erano al nord della Saar. Siccome il maresciallo Mac« Ma!1on era impotente a dare battagl ia al Principe Reale, avrebbe « donito ricevere ordine di difendere, senza compromettersi, i passi << dei Vosgi, ritardare la marcia del nemico, ch iamare a sè tutto il « YII corpo e dirigere la ritirata su lla piazza di l\'Ietz. Il rimanente « dell'esercito con veni va portarlo sulla Saar facendo venire per << strada ferrata ben anche il VI corpo (Canrobert), e così si poteva « il giorno 6 agosto sboccare fra Saarguemines Saarluis , avendò « Cllra di allargare per quanto possibile lo spazio vuoto fra la III « armata. e la. II. Se tale mo, irnento si fosse eseguito , pare che « l' esercito francese non tivrebbe incontrato nel primo giorno se non « il VII e VIII corpo, cioè la I armata (Stei nrnetz), ed il III e « IV corpo della II armata (Principe Federico Carlo) e due divisioni « di cavalleria. L'esercito france.se avendo la possibilità (come dianzi << accennai) di presentare riuniti il V e III; 1I e IV corpo e la « guardia imperiale, con una o due divisioni di cavalleria (cioè << 15 divisioni di fanteria contro 8 divisioni di fanteria nemica) « avrebbe avuto preponderanza di fo rza, che è appun to tutto quello « che può fare un'operaz ione strategica». Ora il pare del generale Cosenz è raffermato dalla Relazione ufficia.le tedesca; infatti. dallo schizzo N° 3 (posizione degli esN·citi tedesco e francese ai 5 cl' agosto) è dato rilevare c,he, degli altri corpi della. 1I armata, i più propinqui erano il X e la. guardia, il primo a Cnsel, e la seconda a Landstuhl, e distavano tul:ti e due da Saarbrii· cken, punto medio della ideata irruzione francese, misurando per le strade indettate loro, meglio di 53 chilometri, e però quella seconda linea non avrebbe potuto sovvenire la prima . Del resto, anche 1

l'

BATTAGLIE DIFENSIVO-OFFENS IVE

495

se avessero potuto accogliere tutti i corpi della I e della II armata, ai Tedeschi non sarebbe venuto fatto che avere il soprappiù d'una divisione sola di fanteria; ed una divisione può essere sita. in maniern da non giungere o d'arrivare troppo tardi sul campo di battaglia. Onde se ne argomenta che, se i Prussiani hanno vinto, con quel loro modo avvolgente, potevano perdere, e che è un voler separare le forze, per poi riunirle, lasciando facoltit al nemico, che è già riunito, o più agevolmente può farlo, di piombare addosso alle parti separate. E resta vero, come è sempre stato pel passato, e come sarà sempre per l'avvenire, che l'unica e grande strategia è: procedere a massa, per la più bre,,e, contro le fraz ioni dell'av,,ersario, se è partito, o contro la. sua massa, se è raccolto; e se gli eserciti sono grossi, vorranno più strade parallele, e tali che consentano un comodo spiegamento ed un efficace appoggio Jra le parti. Il problema di tdimentare queste grandi masse va soluto, come vanno sciolti i problemi necessari. Veniamo adesso all'altro fatto costante dell'odierna azione tedesca, all'offensiva tattica; ed è nostra mente far vedere i disastrosi effetti di essa, e come, quali adesso sono le armi, il modo più razionale di combattimento sia la difensiva offensiva. Giù il generale Jomini, nel suo: Précis de l'art de la giierre, dettava: << In fatti, se colui che aspetta si trova in un posto scelto bene, (( nel qua.le i suoi moviment.i siano liberi, ha il vantaggio di vedet· « venire l'inimico: le sue truppe acconciamente disposte, secondo « il terreno, e spalleggiate da batterie, collocate in modo da ottenere « l'effetto più grande, possono far pagare caro ai loro avversarii il « il terreno che separa i due eserciti; e, ove l'assalitore, già scosso « da perdite sensibili, si troverà vigorosamente assalito, mentre ~< credeva riportar vittoria, non è probabile che la palma resti dal .: suo lato, perchè l'effetto morale di tale un ritorno offensivo, dalla « parte d'un nemico, che si teneva battuto, è fatto per iscotere i più « audaci ». Se ci venisse talento di riportare quanto il Clausewitz scrive, in vantaggio della difensiva offensiva, avremmo da copiare i suoi primi tre volumi, che paiono Ycrgati a bella posta per fare un'apologia di quel modo di guerra.


DATT.\GLIE DlfE:SSl\'0-0fFE)(SJ\'E

496

BATTAGLIE DIFENS1VO-OHEXSIYE

( Senza dubbio il vantaggio di potei· scegliere un terreno oppor« tuno, per prendervi posizione, è immenso . e di familiarizzarsi con « questo terreno, anzi il combattimento; è certamente naturalissimo « che il difeusore si nasconda prima nella tolta posizione; che egli « debba più tosto ingannaro e sorprendere il suo a nersa rio, che « non sia dato all'aggressore; ciò malgrado, non si è potuto, fino « ad ora, spogl iarsi dello vecchie idee, e pare sempre che una bat« taglia acceltala debba essere mezzo perduta. QHcsto cleri\'a dal « modo di difesa i:1 uso una cpwr:rntina d'anni fa: e in parte anche « durante la guerra dei selle anni .... .i\la questa difesa passiva del « lorreno non è più il punto cap itale, ccl ciò che te11evamo a con« slatare. « Se r ofl'ensiva s'arricchisse di qualche nuovo mezzo preponcle« ranle, locchè 11011 è guarì probabile, visto la semplicità e la conra« tenazione razionale alle quali tutto è giunto, la difesa sarebbe di <e nuovo obbligata a modifìcare i suoi pl'ocessi. Mit l'aiu!o del Ler« rcno le sarit sempre assicuralo, e, come questo elemento manifesta « più che mai la sua influenza, esso conserveri1 alla difesa la sua « natura le superiorilà ». E qui ci si,1 lecito fare dtie ri.flessioni: ht prima si è di Lo1WU'O a memoria. che cotesti due convintissimi propugnatori della difensiva olfensi, a soinano la sintesi dell'cm napoleonica; oncle dorettero essere ùen tremendi i l'ovesc:i di Napoleone, otleuuti a mozzo della difensiva offonsival l.,1. seconda è cho se essi omno tanto caldi, quando per sparare llll fucile occorrevano 24- mo, imonti cd i cannoni lisci lanciarnno palio pione o granate sferichu; quanto meglio dovremmo esscl'lo noi, co i fucili a fuoco rapido, a tiro lontano e giusto, coi canno11i che gellano granate, che si rompono in ,J60 schegge, e shrapuels, che contengono 170 pallollole; formidabili argomenti, cho rispondono all'efficacia della difesa? Naturalmente i Tedeschi odierni, cholrnnno YinLo, stanno por la schietta. offensiva. 1\fa perchè nel 70-71 essi hanno vinto i Francesi ? Fra rnolti altri peròè, che non è il caso rimembrare, rileveremo questo no lato dal gonera.le Coseuz: « Dopo la guerra del 6G, e dopo l'aùozione del fucile a retrocarica «si era formala, specialmcnlc in Francia., l'opinione che nelle guerre

g.97

« f1tLltre si sarebbe avvantaggiato chi avesse saputo prendere una posizione e scavare una trincea, gincchè uomini quasi al sicuro dalle offese, dicevasi, avrebbero fai to un fuoco sicuro e celere contro « coloro cho venivanoall'attacco, edopopoco meno di due terzi del « cammino percorso , q1iosti ul timi clovevano essere quasi tutti di« strul! i. « Tale mas<;ima era inculcata nell'esercito fran cese sin dal tempo « in cui era ministro della guerra il maresciallo Niet, e si può dire ·« c:[1e è stai.a sempre fedelmente seguita, e ru, secondo io penso, « una delle pri11cipal i cagioui delle sconfìlle rrnucesi ». :,jon i:; così rhe la inlcncliamo; lulli sono d'a.:corclo che la pura <lirlrnsiva, anche nel più alto grado, quale a PleYna, mena alla rollii.; no i vogliamo, come il Jomi11i e come il Clausew itz, che, .qnando l'assal itore, logoralo nelle prime schiere e ne_ll~ riscn'a _dal fuoco effit'acc clf'lla difesa, sl,1 per irrompere nella po-;JZ1onc nemica, un l'nrmi<l:ibilc ro11lrnllar.cn lo stordisca, lo arresti, lo volga in fuga, ln ;ii.;ccrchi. Convcn ianw ch'è più ag-cYo lc mena re uaa battnglia offcns irn che una difen~irn-offensh•a, ma la difficollil stessa deve sorridere ad 1111 capitano cli genio. [1 ~l,lrsel li dil·e cito , appena scoppiala la gnnrl'a, l'uno esercito marcia contro l'alLro . <:rnn venl.um per quello c:lie po LriL riunire t1,{fo l'esercito in una posizione, giit disposta a cli fesa, ed a cavall o alla ,;!rada , che mena alla rapit.tlcl ·- Egli ammette la difcnsirn solo nel caso <l'inl'el'i oril it nllmerica; a noi pal'C che, a.qche nella ipol csi di nrn.~gior forza. (rra certi limiti s' inLcnilc), torni acconci~ qll(•llo ~ciupìo, quel ro\'i11 ìo, che si ottiene _del nem~~o, e che s1 ahl,iano conlrallacch i piìt gagliardi, per le nscl'\'e p1u numerose. Lo Sclierff, che pmo ha mirabi lrn0n1e. nei suoi: Stucli per la n1tov,i ta.llir:a 11e1· la (ante1·ia, descril!.o il modo d'azione dircnsivooffl'nsivo, lo rifìuta. qnalr forma di massima, come che riconosca i pregi che mostra teorica mrnte co11;;iderat.o, p_cr In difficol_lit del passaggio dall'azione di fcn,- iva a qu:l.la _ofì ens ,v~; .non gli parenclo ricrcvole socldisfnrc al le cluc cond1z1on1 essenz1al1 per ottenere la villoria: che l'assalilore sia realmente conquassato dalla difesa forma, non pure nella s11a potenza offensiva, ma anche nella difensiva: che il contrn.u.acco lo colpisca a momento opportuno e con tutta la possa.

-<<

ci:


498

BATTAGLIE DIFENSIVO-OFFENSIVE

Ora noi stimia,mo, come già scrisse il Màrselli molti ann i sono, ?he tutto ~uell? yh'è raz_ion~Je, t?sto o tardi , divien reale; s~ quindi 11 modo difens1vd-offens1Yo e razionale, e lo Scherff medesimo ne conviene, s'ha da trovare il modo di renderlo reale, pratico: a tale scopo tenderebbe questo articolo . Innanzi però di disam inare le condizioni del terreno e della , truppa, perchè rispondano sopra modo alle necessità dell a maniera difensivo- offensiva, ci sia dato ponderare la questione sotto l'aspetto psicologico, poichè in quasi tutti i libri, che abbiamo letto, ci pare accordato il vantaggio all'offensiva. No i crediamo nella verità. La verità dirà al.l'assalitore che avrà assai da soffrire nel prog1·edire, onde, da buon soldato , il suo animo s'esalterà e vo1:rà impossessarsi di quelle form idab il i posizion i; avrà dalla sua il moto; ogni conquisto, anche minimo, lo inorgoglirà; perdurerà nel!' eroismo del suo sacrificio fino agli estremi. J\fa, di momento in momento, le sue file diradano, le riserve scemano come le prime linee; in quello eh' egli sta per lanciarsi sulla posizione nemica, un contrattacco impensato, formidabile lo pigli a ai fianchi. Grosse riserve, quasi fresche, sono là; è una nuova battaglia che incomincia, in cui l'assalitore è l'assalito, senza il soccorso d'una posizione, anzi sotto i tremendi effetti di quella avversaria. Per quanto sia saldo l'assalitore, per qLUtnto abbia cuore d'acciaio, vorrà essere questo uno ,;conforto, uno sgomento, ed egli ne verrà tosto smagal.o. La verità dirà all'assalito ch'egli è quas i coperto, che su uno dei suo i uomini muoiono tre o qnatLro nemici; gli di,;à che il suo giuoco è quello del furbo; lo consiglierà a fare un fuoco d'inferno contro il nemico drn procede, ad avanzare, a tempo opportuno, le riserve; lo persuaderà a lasci~u·e, quando torni, quei coprimenti, ad irrompere, a volta sua, sul nem ico, già logoro , sorpreso e scemo di core. L'assalto è l'ero ismo dell'abnegazione, la difesa l'astuzia; chi dovrebbe vincere? L'astuzia, e se ne ha coscienza, ha il morale allo, come l'assalto. E adesso al terreno. Non staremo a ripetere le qualità d'una buona posizione, che si ritrovano in tutti i trai.lati cli tallica, · solo osserveremo che bisogna tenere assai conto, e più . che lo Scherff

R.\ TTAGLIE DIFE:"!SIVO-OFFE~Sl\"E

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non ne consenta, alla importanza dell'artiglieri a ed al suo impiego. Dopo gli esempi della guerra di Francia l'artiglieria è una potenza, che sul campo di battaglia va rispettala, e che ha momenti d'azione talli suoi . Non crediamo sempre possibili qnelle masse d'artiglieria di S. Privat-la- rnontagne, ma teniamo sempre possibile, e da volersi , una concentrazione di fooco sugli obhiellil'i. Insomma lo Scherff lo ha eletto: prima condizione della difc nsi va offensiva è di schiacciare il nemico, ed il nem ico lo si schicu~cia, da lungi, con l'artiglieria, in massa cli balleria, se è concesso dal terreno, in massa di fuoco, se non è consentito . E le qual itit d'una posizione, che risponda alle necessitit dell' arti glieria, sono descritte clall'HolTbauer e dallo Scbell. Inoltre questa posizione è meglio che non abbia ostacoli (!i umi o altro) dinanzi , elle si cercavano una volta, e che adesso toi-nerel1beriJ di grave impaccio al contraLtacco. E poi che l'esercito, che sta sulla difesa, può fin da Iungo lasso apprestare i suoi mezzi, questa posizione sarà afforzala dalla fortificazione. Quanto è più forle è cli vantaggio, e ciò dipende dal tempo : ma ci ricordi sempre della controffensiva. I miracoli della fortificaz ione (e noti si improvvisata, perché fatta sotto il naso del nemico) li abbiamo visti a Plevna, dove una posizione, for te in se stessa, ma senza una ridotta, in pochi giorni, addiYenne di tale resistenza, da render vani tutti gli atlacchi dei Russi, onde smisero anche dal pensiero di assediarla, e, meglio e.be non ,t vrebbe fallo una fortezza vern, dovette essere presa per fame. Ma fu presa, e noi non ne vogliamo di queste qnal ilà negative; vogfotmo vincere, e la fortificazione che ci soccorra a vincere, e perq procace.i il logorìo del nemico ed i formidabili contrattacchi. A. seconda quindi del tempo, di cui si dispone, chè può venirsi nella determinazione di combattere difensivamente anche durante il periodo d'una campagna, la posizione sarà for tificata più o meno, dalle sol ide ridotte, fiancheggiate da bocche da fuoco d'assedio, come usò il generale von Werder sulla Lisaine, per opporsi ai tenlativi cli Bourbaki, alle trincee cli battagl ia, al semplice coprimento naturale . E qui ci tornano due considerazioni: la prinrn, che, in terreno sgombro, s'avrà di mestieri di molte opere solide, e che in ter-


500

DA'fTAGLIE DIJ?B.N'Sl VO-Of rnNS IV'.E

DATTAGLrn DIFEXS I VO- OFFF.~Slrn

reno coperto {quale l'Italia) di molto app restamen to di loca.li là fortificate; la seconda, il bisogno impellente che, ancb e nel nostro esercito, come nel tedesco, come nell 'austriaco, i fon ti portino ess i stess i gli oggett.i da scavar terra. Il terreno è coperto , ciò è molto, ma non è tutto ; e se li avessero sotto mano questi benedetti strumenti , che arriveranno domani co' parchi del genio, il terreno sasebbe, in poche ore, alfo.Llo preparato. Pei terreni scoperti risponde meglio il genio e le sue lunghe vanghe; pei terreni coperti ci vogliono gli attrezzi p<J rtati li e le fortificazioni improvvisate. Anz i, a dir vero, noi vorremmo che il gen io, rido Lto alla costruzione ,lelle opere più importanti, ci avesse poco a vedere in tutto il resto; vorremmo che la erez ione delle trincee di battaglia, l'appresL~tmenlo a difesa offensiva d'una casa, d'un bosco, d'un villaggio fosse il gen io dell a fante ria, come f'u per gli Americani nel la guerra di secessione, come pe' Turch i; ma con lo spirito americano. Il generale Brialrnont, nel la sua: Jì'ortificati,ow dii cham,p ,/,e batnilte porta due tipi modern i da fortificare campi di batLaglia: q11E'l lo proposLo dal colonnello austriaco cle Piclo ll, e modificato da !tLi , ccl un suo, con clcrncn li no i.i. Hanno cli comune le poche e forti haucric, nei posti principali, il fuoco a massa della difesa, cl1e va CCl'ea!0 semp re che il terreno lo. dà. QnesLe batterio sono spalleggiato, innanzi e lateralmente, nel tipo de Pidoll, da opere aperte al !;1 gola per fanter ia, composte cl' un fronte curvilineo con due fianchi; nel tipo Brialmont, cla ridotte per fanto t·ia so la, o per fanteria e per poch i pezzi: in ambo i Lipi, i diHm;i grnppi approntati sono collegati da tri ncee di bnHnglia: e con 1.uu.i e due i tipi può apprestarsi no campo di battagli a nel lasso d'una notle. Come che r iconosciamo che le opere aperte per fantol'ia de Pidoll possano essere più r,tcilmente prese che non le ridoue Brialmont, le · quali, anzi, si difendono anche quando l'assal iLoro è giunto dopo la prima linea, non ci accontenta troppo quel dover serrare fantei·ia dentro opere cii iuse, e ci paiono le opere aperte de Pidoll più acconce alla controffensiva: e cl'alt.ra parte, se queste vengono in mano del nemico , si potrà di leggeri scacciarlo, in quello sarebbe mala ventura nostra, ed opera assai più seria, cacciarlo dalle ridotte. Epel'ò si potrebbe, ove la posizione è in se stessa molto forte , adoperare iJ. tipo de Pidoll , O'Ve meno, il tipo Brialmont.

Qualsi asi ii lipo tolto a for ti/ìcare un campo di batlagli a,, questo offre, e deve offrire, in se stesso una parte npparccchiata alla difesa, una all'attacco : e qu indi, in vece di distribuire egualment.e gli armati lungo lulLo il fronte, locchè po1·lerelibe ad uua battaglia per schiere, da eviLarsi sempre, e specialmente contro un nemico , che ultacc,hi per ala, nel campo difens ivo si potra.uno diu1inui rt1 cli molto le tt'uppe, aumenlando assai le opere e gli ostacoli del terreno; e la parte offensiva dovri1 essere JJarala ìn maniera che il conlrnll.ui;co riesca agevole . Vi si appresteranno trincee di battaglia e poch i spalleggiamenli, per un,t parte dei Lattaglioni e delle batterie di prima li nea; larghi intervall i concoclorn11no alle l'iserve cli porU1l':;i avan~i , in· ordine di battaglia. TuLto q ucslo raccomanda iI Brialmont, nella sua.: Porti fication dn champ cle batci'ille; solo ci pare che, a pag. ,J87-'188, egli inverta i due campi offensil'O e difensivo: InfaLLi egli scr ive: « ALLaccando la destra della posizione, il nemico può sperare cli « tagliarci dalla nostra linea di 1·itil'ilta, ccl ol.l.cnerc così un sue<< cesso decisivo . « It adun qu e su quosto punto che noi dubl.1iu1110 concenln1r:e il « grosso delle no~trc fo 1·l.e, e opporre all'as:;alttoro tu tte le riso1·se << <lcll'arle cl ifensiv11 .

« La parte della l'l'onLe, co mprnsn, fra l'esLre111i tàdest.ra ed il viilaggiu JJ. forma il campo difeo,;ivo, il reslaHLe il campo offellsivo . « Attaccando tla qnesl'ulLi1no noi potremo tagliare il 11emi eo dalla « sua li nea di ri tirata .4 B, e l'igeLtarlo sul le strade n r; ed r K, « <:he l'al lon Lnnano dall a, s1ia base di operazione)). Ma se noi si manda il grnsso tt dcstrn, per parare ali' al.Lacco forte dei nemico, come si poLrit fa.re il co nlnll,LCCO forte a sinistJ'a.? ·E se vediamo la distribuzione dell e f'ol'ze (pag. 1JH) troviamo che, preposto a di eci brigale di f'anLel'ia, l'un a di Ci anca all'al1.1·a, il comp ito di difendere la pl'ima linea, fo nnadue riserve, una minore di due bl'igaLe dieLro l'alas inisLra, e l'altramaggioredi cruattro brigate, di etro il centro destro. Perchè questa divisione delle forze? Lo Scherff lo dice chiaramente, e lo conferma l'intell e!.to , che, contro uu attacco d'ala, il -eonlrauacco va iniziato dall'ala minacciata; e le sei brigate anda«


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DATTAGLIE DIFENSIVO-OFFENSIVE

BATTAGLIE DIFENSIVO- OFFE~SIVE

vano tutte dietro l'ala destra, e la parte sinistra del campo di battagli a doveva acconciarsi a campo difensivo . e la pari.e destra a campo o1Iensivo . E da ciò potremo dedurne la regola che, in un campo, va adauataoJiens ivamente quell'ala, che minaccia più direttamente la nostra linea di rilirata, e che va apprestato difensivamente tutto il restante: però è da notare che,. anche da l campo difens ivo, vnolsi poter sboccare, perchè intendiamo che il nemico, ribuUnLo dal contrai.Lacco, cominciato dall'ala offensiva, debba essere ch iuso, o almeno minaccialo, clalle truppe, c:.lie stavano apposlate sul campo difensivo . Innanzi di lasciare lo studio del terreno, diremo tre cose. Brialmont, e ne lodiamo altamemte il pens iero, dietro l'ala attaccata, nel tipo proposto da lui , perpendicolai·menle al fronte di battagl ia s'avvisa disporre una linea di ridotte, che arrestano il nemico nei suoi movimenti d'aggirata; e ciò ci pare da seguire. Sul campo difensivo specialmente, ed anche in alcctne parti del]' offensivo, non si po tr~bbe. apprestase, colit dove certamente passerà il nemico avanzando , e dove si può non passar noi, strade in rialzo che adducono ai vi llaggi, vie dentro ai boschi quando ve ne ha altre parallele, ecc., torpedini, o altre ragioni cli mine, congegnate in maniera che, a mettere il piede sovr'esso un certo punto, scoppino~ Quali non ne addiverrebbero effetti distrultivi, e meglio ancora sorpresa e sgomentar Ad evi tare il caso che qualcheclnno de' nostri non ci passi sop1:a, si potrebbe, nel punto pericoloso, piantare sul terreno bandiere o allri segnali, cogniti a noi soli . La terza cosa da dire sulla fortificazione campale, ed è considerazione morale, la traduciamo dal Brialmont. « Essi pretendevano che, se è vero che i trinceramenti esal« tano la forza morale dei difensori, per l'appoggio materiale che « loro concedono , da un altro lat.o l' esperiema, dimostra che il sol« dato non li lascia che con estrema rip ugnanza, che lo rendono, «inconseguenza, timido e poco atto all 'offensiva; e elle il soldato << s'esagera anche la loro importanza e si scoraggia quando è « sLretto ad abbandonarli; ch'egli deve naturalmente credere, non << avendo potuto resistere al nemico, essendo coperto, che gli r iesca « impossibi le di tenergli testa e di vincerlo in r<lsa camp;1gna; che, « in una parola, i trinceramenti hanno il grave difetto di rendere « la truppa pusillanime e di inchiodarla al suolo.

« Vi è di molta esagerazione in queste critiche. Se fossero fon « dale, bisognerebbe, non solamente rinunziare ai trinceramenti, « ma ancora astenersi dal ricoverare le lruppe nelle pieghe del « terreno, o dieLro oslacoli nalnrali, siep i, foss i, gruppi d'alberi, ecc. « locchè sarebbe privarle d'un prezioso elemen to di villoria. « Ci rammentiamo che le stesse obb iezioni, lratLe dal morale della « truppa, sono state formu late, quando si propose, per la prima « fiata, di coricare bocconi i sostegni e le riserve dei cacciatori, « come pure Lui.te le truppe che debbono occupare un terreno bat« tuto dai proietti nemici. L'esperienza ha, ciò non ostante, pro·« valo che i reggimenti, che si erano conformati a quesla prescri« zione, non furono nè meno bravi, nè meno audaci, degli altri, « rimasti a.l lo scopano. Tullo dipende dalla ed ucazione, che si dà, « e dalle idee, che s'inwlcano al soldato, in tempo di pace. Ovo « gl i si fariJ. intendere che i ricoveri naturali, e gli artificial i, non « sono che mezzi per sottrarlo temporaneamente a perico li , e a « perdite inutili, e che al momento decisivo, questi ostacoli deb« bono essere abbandonali, senza r incresc:imento, per pori.are la G: ,lotta sopra altri punti, egli non sarà nè timido nell'offensiva, nè « sgomento nella rit.iral,i, nè inch iodato al suolo, per la paura di « presentar;;i al nemico, il petto scoperto ». Donde sene deduce che il migl iorparti lo è di fortificare sempre che si può, anche che ci sia concesso un solo quarto d'ora; meglio l'uomo coperto da poca terra che l' uomo scoperto: ma fort ifichi.amo sempre, avendo fermo nella men Le i.I proposito del contrai.tacco. A San'Elena, Napoleone dettava : « Quell i, che prescrivono il socco r$O , che l'arte del!' ingegnere « può dare in campagna, si privano gratuitamente d' una forza e « d'un mezzo ausil iare, mai nocivi, sempre utili e so,,enl.i indi« spensab ili » . E adesso veniamo a studiar il migl ior modo di disporce e di adoperare le fo rze. E innanzi traLLo, cote;;te truppe della difesa saranno disseminate egualmente lLmgo tutto il fronte, o saranno . · fonde su di un'ala e gradatamente meno verso l'al tra? Saranno disposi.e per schiere, o per ala? Al nemico, che voglia cavar frutto, non talenterà di sciupare, in una battaglia sconnessa di schiere, le sue forze, e attaccherà, se ha fior d'intelletto, per ala; e la di-

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BATTAGLIE D1 Flf'.\$lYO- OF FE~ SI rn

fesa vorrà essere per ala. Ma quale sarà l'ala, cho il nemico tenterà spuntare? fai ScherfI fa noLare d m l'assaiitore sarit corrivo ad attaccare l'ala, per la quale si r iesce meglio sulla linea di ritirata , ed avrà tendenza ad auac:care l'ala più debole; se però è dato faro i~ modo ~he !'_al a, che minaccia la r itira ta, sia anche la più debole, si è quasi cer't1 che il nemico attaccherà quell'ala. E no i abbiamo consiglialo appunto , parlanclo del terreno, che l':llti, che dà sulla linea di ritirala, sia la meno fo rte, sia il campo offensivo della difesa; onde saremo quasi sicuri che il nemico attaccherà quell' ala. . Dunque sull a posi1.ion e si avri~ un campo offensivo; e, poi ·che lo Schcrff dimostra che, anche cou lo più grandi masse, l'attacco non pnò attuarsi elle su cli u11 front.e eh 8000 a 5000 passi, secondo le fo rze contrapposte; appron teremo offensivamente pel tratto di 3000 o ~1000 passi, e difensivamente Lutto il rfsto. Ora è <la avveri.ire che il fronte èl.' una divisione (13 bal.laglioni), come è dato veclere nell'a1t icolo: Estensione, densità e profondità, degli ordini di com.liattimento del ge11 erale Cosenz, se lrn in prinm schiera 4 bauaglioni , è cl i ,JQfi.O metri , e oye 6 baLl aglioni, cli -1560 metri; o perd1è tal i estensioni corri,;po ntlouo ri,;peui vam ente a, 1138G. ed a 2080 pass:, ciò vuol dire che una divisi one no11 avrà, nel lato senso, la punizion e di campo offo11sivo e cli campo di fensivo, ma sarà tull.o campo offensivo: ma egli è da considerare che dcssasarà sempre con l',:tla minacciala rinforzat;i, d'uom ini , e qnindi le ot~correrit aiforzai·e l'ala non minacciala d'ostacoli, e però, nel piccolo, an il quella ripartizione, Lutto che Si!rà attaccata su tutto il fronte. Vediamo adesso dove e come n disposta l'artiglieria. . E com inciamo dal ripetere cli e, a nostro avv iso, l'artiglicriHlellti difesa va collocala in masse, qna.nclo il terreno lo consento; con grande concentramento di fuoco, cioè batterie si te più a des tra . ' più astanca, pi (t inn anzi, piu. indietro, piLL sopra, o pi ù sollo, ma tutte cnn lo stesw ohbieLlivo , ove il terreno non dà le masse . Ecl in fatLi, nella. gnerra del 70-7 1 i Tedeschi .wevano yanta<Hrio di I)Ovv ten~a nell'artiglieria, e fecero quell, impiego di grandi masse che tultt sanno, onde i France3i n'andarono in rotta; quanto più si sarà adesso corl'i vi a farle , ch e le al'tiglierie, su per giù sono pa.ri. Dunque alle grandi masse, o alle grandi con centrazioni di fuoco

BATTAG LIE DIFF-N SIY0 - 0.l~l'ENSl\' E

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dell'attaccante, si vnol rispondere con grandi masse, o grandi concentrazioni cli fuoco dalla difesa. E noLisi che ora si ha, a petto del 70, una granata meglio di visi bile, e lo shrapnel, c~he foranno sentire i loro tremendi effetti nella lotta él' arti gli eria, contro le colonne d'attacco. Queste batterie, sem pre lo ~i può , protette da r ipari, hanno da essere disposte, almeno un 400 metri dietro la linea cl i fuoco dell a, fan teria, ed in siti oppo1·luui, onde r ispondereal duplice loro scopo, batlere il nemico da lungi, e baLterlo da presso : il percbè sì sarà spesso, e specie in terreno coperto, come in lt.alia, costretli a sparpagl iare batterie lungo il fronte. A ciò bisognerà piegarsi, non ponendo però in di men ticrmza la concentrazione del fuoco, contro nemico lon tano e vicino. « L'artiglieria delle ali », scrive l' HoD'bauer nella sua Tattica dell'al'tiglieria da. campagna, « abbia un vasto campo di tirn, e la « sua fon a numerica sia. tanto più grande, quanto pi ù farà. difetto « un saldo punto d'appogg io, o quanto più vi sarit da, temere cli « qualche manovra avvolgente clell' attaccanlo >> . Ma per quantn artigl ieria dovranno essere apprestate questo batterie? Questa è la. qnesLione, in che non s'intendono più i tatLici. Ed in falli, di codesto modo clifen sivo-ofTensivo, il più malngevole è il passaggio del\'inti gliel'ia dalla difesa a11 'o[esa, po ichè, per rispondere al primo compi Lo , vuol essere lungo il fronte, e per obbedire all'altro , con la riserva .esterna. Lo Scl1erIT opina cl1e presso la riserva del corpo d'armala vi sia pron ta una forte artigl ieria; se una Jivisiono del corpo d'armala forma la riserva dell'altra ' w,Jie ~ ' a quel lo scopo, la brigata d'artiglieria della riserva; se poi le divisioni comhauono l'una a lato clell'altra, c1msiglia, come opportuno, sottrarre un reggimento d'arliglieria . « Per quanto r iguarda final:nonte l'artiglieria del conlrallacco, « questa, in conformità. dell'incarico aflìdato tdle truppe di cui fa « parte, non ne potrà naturalmen te essere separata; nella maggior ~ parte dei casi, anzi, dovrò essere tenuta indietro, al pari della « medesima, fi no all'islanLo clell'elTeUivo loro intervento ». . .Ma lo Scherff sa pure che il nemico non ne lascerà neppure una batteria senza (ar ruoco, e, se si vuole vincere nel duello cl' artigliel'ià, e se ci torna caYar fr utto contro lo colonne d'atlacco, è sul


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BATTAGl,IE DIFENSIVO-Ol'FENS[VE

BA TTAGLIE DIFENS I VO- OFFENSIVE

fronte che l'artiglieria ha da trovarsi; è d'uopo, innanzi schiacciare l'ofiensività e la difensività nemica, che pensare al contrattacco . Onde noi siamo con l'Hoffbauer, perchè quasi tutte le batterie abbiano azione, il più lungamente possibile, impegnate contro il nemico irrompente; per provvedere ai bisogni del contrattacco, il quale potrà vantaggiosamente essere iniziato dalla cavalleria, potrebbero, di primo acchito, essere adibite le baLterie a cavallo; e poi si potrebbero approntare batterie sull'alto della posizione, che, essendo ritratte, riuscirebbero vicine alla riserva esterna; e, poiohè ad esse facilmente, in quello st.ante, verrebbe tolto di battere le colonne assalitrici, potrebbero i pezzi, ivi co llocati, rimettere gli avantreni, e correre in sussidio ai fanti del coutrnttacco. Si comprenderà di leggieri che vorrebbero essere apprestate strade dalle batterie alla posizione della riserva. E adesso, alla fanteri a. E poniamo prima il caso di soldaLi appostati dietro sole trincee di battaglia, o semplicemente proteLLi dal coprimento naturale del terreno. E qui ci pare opportuna una, dichiarazione. La nostra. poca sapienza procede dallo articolo ultimo citato del generale Cosenz, e dal volume dello Scherff; non possiamo che afTermare quanto cosLoro hanno splendidamente di mostralo e narrato, non cerchiamo ch·e assicurare il modo al contrattacco, lasciato dallo Scher[, forse, 'non a[a,Llo determinato. Si abbia dunque una catena, ad intervallo di om,6o tra uomo e uomo, una linea di sostegni, collocata il più presso a quella, ed il grosso, che dista 3-400 metri dalla catena; e ciò cos tituisce la 1a sch iera, e così combatte un battaglione isolato. Còmpito della catena. è di conquassare, col fuoco, l' offensiva nemica; dei sostegni, di parare al logoramento della catena, e, negli ultimi istanti, quando la fanteria avversaria s'avanza, a tiro efficace di fucileria, rinforzar la catena. Il grosso, che in generale è di forza pari alla catena più i sostegni , al principio sarà riposto da trincee o altri coprimenti. Quando vede la fanteria nemica tanto da presso , che può col suo fuoco recarle grave o[esa, esso abbandonerà. il ·suo coperto, e si schiererà innanzi, e a.cl angolo ottuso col fronte di battaglia, e su ono dei lati, e incomincerà un tiro efficacissimo a. breve portata; e quando il nemico, spintosi all'assalto, sarà~ 80m_5om dalla posi-

zione, e che quindi avrà sofferto tt1tto il fuoco tremendo della difesa, esso attaccheri-1. nel fianco, alla baionetta, le colonne assalitrici. E così cercheranno sempre d'adoperarsi i grossi delta prima schiern. Veniamo al caso ch0 'i l difensore, oltre della 1° schiera abbia . ' una riserva, veniamo al caso di un reggimento di 3 battaglioni. A seconda dell'esempio citato dal genernle Cosenz, ha da avere 2 battaglioni in 1a schiera, 1 in l'iserva; questo battaglione vorrà essere riparato a 250-3/SO metri dal grosso di 11• schiera; e vi res terà, fino a che l' inimico, procedendo, arrivi a giusto pnnto di fucileria· allora la riserva si comporterà come si è eletto pel grosso della pi'.ima schiera. Ora consideriamo il caso di una truppa che abb ia, oltre la 1a, 2• schiera e riserva: e proprio l'azione d'una brigata, o cl"una divisione . Lo Scherff fissa alla 2• schiera una forza pari alla metà della 11"; e di comune intesa alla riserva non si dà forza infe-

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dalla totale; la 2a schiera sarà disposta a 4

o 500 metri dal grosso della, 1•, e la riserva a 5 o 600 metri dalla 2• sch iera. La .2" schiera, portandosi, ed è il meglio avviso, dalla parte dell'ala minacciata, agirà, come si è deuo per la riserva del reggimento. La riserva della difesa, presa fo rmazione d'attacco, ed iniziato il contrattacco dalla 2• schiera, irrompendo dal!' ala minacciata, dietro a.11.:\, quale dovrà essere posta, e girando attorno alla 2" sch iera, se è da questo canto , mina,ccerà la linea cli rit.irala del nemico. Nel caso d'un corpo d'esercito sulla difensiva (eon ,12 battaO'Iioni in ,p schiera, 6 in 2° e 1O in riserva, di cui· 4 di bersaglie; i) si potrà avere un campo difensivo ed un campo offensivo. Allora su quello, afforzandosi éli trincee di battaglia e d'ogni maniera, di difese accessorie, sarà forse dato crescere l'intervallo fra gli uomini della catena, scemare le riserve, e quindi aumenta.re la 2a schiera e la riserva del campo offensivo. Nello spirito, si aO'irà come con l. a ~i.visione, av_vertendo però che la 2n schiera ce1~herà, quando e pm grossa, dt opernre da,! lato minacciato, e che, perchè tale, non le verrà fa tto, nè torrrerà, metterla fuori tutta della posizione a far fuoco; mentre, adunque, u~a parto lo sarà , e faril. fuoco , e darà 1

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BATTAGLIE DI PEKSJ\" 0 -0FFl>NSI VE

BATTAGLIE DIFEXS I VO - OFFENS IYE

comi o.ciamen to all'attacco, l'altra sparerà da sopra la catena gettata bocconi, e qu indi prenderà la rincorsa, e di conserva, o di se<Yuito al resto de;)Ja,:itsch iera, auaccherà nel fianco nem ico. La riser;a va · gettata contro il grosso , che tende l'aggirata . e lu sua sp inta vuol . essere in direzione della li nea di ri tirata del nemico; e ove questo, minacciato da tergo, dia volta, Lui.lo il citmpo cl il'ensivo darà acldosso all'ala dimostrativa nemica, con direzione pure tendente alla sua linea di r itirala . E potrà darsi che, buona fo rtuna sovven cnt1o, . fra riservii ed estrema ola del campo difensivo, si riesca di ca.Uurare buon a parte de' nemici . .Ma per nn corpo d'esercito L01'11a più opportuno, generalmente, non atLuarn quella di1•ersità di campo offensivo e cl i difensivo, e controattaccare offensivamente lnngo tutto i'J fronte, nella maniera descri tta per una. divi::;ion e. La verit part.izione di campo difensivo cd offensi ,·o , e la necessaria. applicazione del modo diverso di agire sui due .campi, secondo quanto abbiamo n<1nato potersi fare dal co rpo d'esercii(•, ore nell'accennato morlo co~til uilo fra le 3 linee, trova luogo, quando sia a di fesa, sul la. posizione, un esercilo di òue o più col'pi d'armala; ma allora entra in ba.Ilo un alt.ro elemento, e formidabile fa sna par le, la riserva generu le, formala di grandi un itù Lattiche, che dovrà essere collocata a non meno di 2 o 3 ch ilometri dalla riserva. parziale, sia per poter stare perfelt.amentc al sicuro dalle olfose del!' artigl io1·ia, e $ia perchè llll corpo così grande, afrincliè possa convenientemente agire a seconda che le circostanze rich ieggono, lui d'uopo di molto tempo e spazio, qual i sono richiesti per lo spiegamento di sì grandi masse. « E qui cado in :-tcconcio », scrive il genera.le Cosenz nel suo nrticolo , « una considerazione su qucst.e risene generali: quando « specialmcn(e constino di 2 o 3 corpi d'armata no i crediamo sia « ·più u.rile tenerle divise in dne o t.re gruppi, di cui uno verso le « ali, nnzichè averle riunite in un:1. sola rnas~a . In tal modo si ot« terrà una assai maggiore mobili tù, maggiore prontezza a soc« correre i punti minacciati, e l'iparnre tosto a gl i scacchi parziali « sofferti ; nè d'altra parte da codesLo frazionamento po!rà risultare « seri o per-icolo; ch è trallandosi di corpi d'armata. di unilà cioè « molto considerevoli di forze compleLe, non t.omerà lorn difficile

« affrontare qualunque sforzo nemico , trattenerlo fino a che un.a o « due ore cli poi non siano giunti in suo rinforzo gli altri nuclei della « riserva generale. « In tal modo disposero i Tedeschi i tre corpi di riserva gene« raie alla battaglia cli S. PrivaL; cioè il I[ dietro la 1n armata; il « III dietro la cle$tra della 2· arm;1ta, veri;o il bosco cli Desoeuilles, « ed il X dietro il centro della 2n armata a Batilly. « Gli Austriaci imrece nella giit ricordata battaglia di Konisgratz « oltre all'aver tenuto la loro riserva generale troppo ravvicinata « alla linea dei combattenti, la tennero pure riunita in una sola « massa, a sud ovest di Rosberilz , e sebbene forte di 9 brigate non « poterono trarne alcun notevole giovamento ». Secondo il nostro debole avviso colale di visione della riserva pare rispondere appunto a gli accenni d'un avvol gimento di tutte e due le ali; ma nel caso solito d'aggiramento d'un'ala sola , parrebbe più opportuno tenerla riunita in una massa sola, dietro l'ala minacciata. Ed infatti essa probabilmente avrà da r igettare ttntativi fatti con grandi forze, e forse con la st.e:;sa riserva nemica, a scopo cli minacciare la nostra linea cli ritirata. E se la riserva è partita in più frazioni ; mentre la più propinqua all'ala minacciata procede, s'allontana sempre più dalle altre frazioni della riserva; mentre invece messa così lungi clall' arti glieria avversaria, da non poter esser fatta segno ad un Liro regolare, può, riuniLa nella mani del capitano, essere mezzo di potente reazione sul campo di battaglia. . E se gli Austriaci ebbero a Sadowa la riserva a massi;t. e loro incolse male, lo stesso egregio generale ce ne dice innanzi il perchè, che fu di aver tenuto i due corpi di riserya, I e VI, troppo ravvicina.li alla linea di combattimento, cioè a soli 11200 e 11400 metri dalle riserve parziali; per cui quelle truppe, non solo soffrirono del fuoco nemico, ma non poterono essere quasi di alcun giovamento; anzi furono ben tosto, in parte, travolte indietro dalla corrente dei corpi in ritirata, che erano in 1• e 2" schiera. Ed in quanto alla battaglia di Gravelotte, ci sia lecito riportare questo brano dell'altro articolo, pure del generale Cosenz: Note sop·ra alcuni particola1.,i, della battaglia di Gravelotte-S. Privat. « Fu errore di Bazaine aver tenuta la riserva presso la sua sini« stra, ch'era solidamente protella dai. fo tti , e non verso la. destra, .ANNO XXVll, YOL. li!.

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BATTAGLIE DIFEl'iSI ro-OFF R:S-SIVE

« ch'era in aria. Fu doppio errore perd.ore una battaglia, senza 4: avere ,1doperato la ~ml ri serva, la guardia, perchè infatti in << qnella batta.gl ia, se la guardia tirò qualche cannonata, non ebbe « però nè morti, nè foriti )>. Ed ora, per far capaci i lcll.ori della immensa superiorità della maniera difensivo -offr nsi,•asull'ofl'ensiva schiella, noteremo, dal volum e dello Scherff, quell i che. fanno fuo co di facile degli assalitori, contro un fuoco tanto poderoso ùi fucileria della 11~ o 2" linea della difes;t; non parliamo dell'artigli~ria, che vogliamo impiegata intern dalle ch1e parti, ma che, ùa q11 ella della difesa, concenLrerà, alla fin e, Lullo il suo foo co sull e :sole co lonne d'atLacco, e che sarà più. coperta, e conoscerà me61io le distanze, e non dovrà quasi mai camLia1· po5izione. La catena assali trice sì avauza, cl'un solo tratto, dal limito del tiro utile dell'artiglif' ria nemira a quello del tiro efficace della nemi,:a fncileria. Questo ava nzare fino a 1200, 800, e se è possibile a GOO passi dal nemico, avviene possibilmente senze tirare; ma quanclo non se ne possa fare cli meno, sia pe1· dare animo ai soldati, sia por un dato scopo (cacciare i tirato ri nemici, ecc.), il fuoco in-: div,iduale è permesso, purcliè a comando. Giunta là, dovo le offese della fucileria nemica non sono più accidental i, la catena muta lo avanzare simultaneo in un avanzare a riprese, di spezzati, che col'rono innanzi, e si atterrnno; questi sbalzi sono di 50-80 passi. Che poi li si eseguiscano a scaglioni da un'ala, o a scacchiera, poco importa, purcbè gl i spezzati, che, a volta a volta, rimangono fermi proteggano lo avanzare degli altri, con fuoco mi-, raLo e tranqu ill o. Sol quando siasi giunti a portata efficacissima, cioè a .i-00-200 passi dal nemi co, comincerà un fuoco acceleralo, convergente, per quanto è possibil e, verso un punto preaccennato, e proseguirà oontirrno uno al momento della irrui.ione. La catena si rinforza, in quel momento, col sostegno, per quanLo è possibile~ a spezzati regolari (cioè farendo entrare i plotoni, o i g1:uppi d~ sostegno tra i plotoni, u i gruppi della oatena) sempre però 1n mod0i da prrodurre maggior e effetto snl nemico. Tosto che il corpo d'auacco siasi avvicinalo a 50 passi alla sua c~na,,, OlIDli', ralforz,\t::t da tutlo il sostegno, il condottiero dell'attacco dà il cenno dell'assalto, e questo si eseguisce dalla catena

BA TI AGLIE DIFE~S!VO- OFFENSIVE

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dal corpo d'attacco insieme, a rapida andatura, quanto più è possibile ( 120- 150 passi per minuto), battendo i tamburi la marcia d' assalto, e le trombe ripetendo co ntinuamente il segnale. mentre fa lesta seguita vi vissi mo il fuoco avanzando. E finalmente, a'.20-30 passi dal nemico , si corre addosso a lui , gridando: Hurrahl e .Marschl llarschl. Alla testaspeLLa, in generale, avvolgere l'ohbjettivo dell'assalto, al corpo farvi punta, corwergendo, ed irrompervi . In costru tto, il fuoco d'una catena, rinforzata dai sostegni, dalla banda assalitrice, fermo, ed il fuoco di tutta la testa, marciante a rapidissima andatura (cioè di quasi nullo effetto), tlirìmpel.Lo al fuoco d' una catena, ri nforzata dai sostegni, e fian cheggiata dal fuoco del grosso della 1a schiera, e da tutto il fuoco della 2• schiera, ,dalla parte ~ìfensiva, e tutto fuoco fei'rno, ed a distanza nota. Supponiamo adesso il campo di battaglia, apprestato con opere più o meno solide di fortificazione campale e collegate da trincee di battaglia. Queste opere hanno cotale tracciato, da occorrere a l'uffi.cio della 1oro difesa unità tatti che costituite: le opere aperte de Pidoll vogliono una compagnia in prima linea, con gli uomini ad un p;i.sso d'intervallo, e(l una compagnia, quale riserva nel ri<lottù interno, specie di dente mollo aperto : le ridoLLe Brialmont sono costrulLe o per una compagnia, o per due, o per un battaglione; vi bi sogna almeno un uomo per metro lineare dell a linea di fuoco, ed unariserva interna, eguale al terzo della forza messa dietro il parapetto. Il concetto della difcsaoffe.nsiva si anplica in questo caso d~ ca01~i muniti di opere fortificatorie nella stessa guisa, già accennata, dei campi di semplici coprimenti naturali, o solo forni ti di trincee;<I.i battaglia .. Nel campo difensivo più ostacoli, e meno soldati, che nel campo offensivo: una prima schiera, preppsta al!~ difesa diretta delle opere e dei trinceramenti, che le collegano; una. s~cond.(I. schieri.I,, che fornisce le l'iserve esterne alle opere stesse, e, col restante, minaccia cli fianco le colonne d'attacco nemiche; una riserva, che messa dietro l'ala minacaiala, para gli aggiramenti, e trae alla linea cli ritirala nemica. Le opere vanno difese con le riserve esterne, che, sbo<~cando dai trinceramenti laterali, piombano sul fianco dell'avversario; e, nellp 1


BATTAGUE DIFEKSIVO-OFFE~SIVE BATTAGUE DIFENSIVO-OFFENSIVE

~tesso !ortunosissimo momento della pugna .manesca, i difensoÌ·i mtern1 delle_ opere, quando non possono più tirare sulla tesla di colon~~ nemica, saltano sul parapetto, e, baionetta spianata, aspettano 1irrompere dell'assalitore. . Come, che lo ScherfI abbia indicato che, contro :colonne, che vadano al! assalto sul fianco della .posizione, torni più pericoloso il ~ontrattacco sul loro fianco interno, perchè procaccia sfondare la h?ea, ~ separare quel!e frazioni di truppe, abbiamo consiglialo, e ci crechamo bene avvisati, a fare il contrattacco contro il fianco . esterno del!e. colonne; e ciò per due ragioni; prima, per rendere convergenti I contrattacchi della difesa, che di natura loro tendono ad essere divergenti: e poi, perchè quel contrattacco eseauito come da noi si vuole, riesce assai meno cruento, perchè la m~ssa dell'artiglieria cl~JI 'attacco sarà postata nell' interno, e potrà logorare di molto le n serve, accalcate nell'angolo sal iente fra fronte e fianco della posizione. . Fortificata o no che sia la linea cli battaglia, una delle bisoane da ~ffidare al campo difensivo si è quella cli ottenere, mecli:i1te falsi_ c~n~rattacchi, ma spinti tanto a sodo, che il nemico possa tenerli .~en, che desso, a poco a poco, dalla form azione cli assalto per ala, venga ad ordinarsi per schiere. Allo Scherff non piacciono, e fino a un certo punto ha raaione i combattimenti innanzi della fronte, i quali, se mal condotli, me~ nano ad una rotta, a cui non può pararsi da parte dell'eserci!o. 0 s,~ vi si mandano soccorsi, ad una battaglia malamente spostata'. Ciò è v_ero, ma è vero pure che, non impegnandosi a fondo, ritirandosi a tempo opportuno, può venir fatto ad un abile comandante di avanguardia di raccogliere allori, e agevolmente, specialmente se .è ha. capo d'una cavalleria, a volta a volta, audace e prudente. E ciò specialmente nei nostri terreni coperti. Ed infatti, se i Tedeschi si adoprassero'.con le loro artiglierie nei.terreni coperti, come riuscì loro· .nei ter~·eni sgombri della !?rancia settentrionale, potrebbe loro tor~nare eh grave nocumento . Dall'Hoffbauer si scor,,e che, nel loro ordine cli marcia, una divisione isolata cli fanteria ha almeno una hatt~ri_a all'avanguardia, che marcia dietro il primo battaglione, e che, 11 ..resto della brigata d'artiglieria marcia dietro il primo reaai1'0 mento, o dietro il primo battaglione del grosso . All'avanguardia di:

un corpo d'armata, in marcia su di una strada, sono assegnate due o tre batterie della brigala d'artiglieria della divisione, che cammina alla testa. Una batteria dell'avanguardia marcia, in massima, con la punta di questa. Le batterie della divisione cli testa del corpo d'armata, non mandale all'avanguardia, marciano dietro il primo ' battaglione, ovvero dietro il primo reggimento del grosso. La brigala d'artiglieria della divisione di coda del corpo d'armata marcia unita dietro il primo reggimento , ovvero dietro il primo batlaglione. L'artiglieria di corpo d'armata deve seguire alla seconda brigata, e talvolta anche alla prima . « È però soventi più util e » continua il prode maggiore « collo« care quest'artiglieria immediatamente dopo le batterie della divi« sione, che marcia in testa clel corpo d'armata.

« Il giorno della battaglia cli Sedan l'artigl ieria di corpo del « 5° corpo d'armala tedesco marciò, insieme a due batterie divisio« nali, dietro il battaglione di testa del grosso, e l'artiglieria di « corpo della. guardia si spinse all'avanguardia della seconda divi« sione ». E qui ci torna.no a mente quei pochi squadroni austriaci, che, nella battaglia di Custoza, misero a rifascio mezza la divisione Cerale; onde se ne argomenterà che, cotesto spingere innanzi innanzi l'artiglieria, contro nemico avveduto e ardilo, può riuscire malamente. Ma ·adesso veniamo ad un secondo periodo anche assai pericoloso, per l'artiglieria assalitrice, e del quale un al'visato difensore può cavar suo prò. Dallo Sttidio sulla tattica dell' artiglieria carnpale di A. von Schell, nel 1° fascicolo, che tratta dell'artigli eria divisionale nei combattimenti con la propria divisione, si scorge che, in quello che l'avanguardia, a cui è adibito un reggimento di fanteria e tre squadroni, con comhttimento temporeggiante,. aspetta l'arrivo del grosso, eh' è 2 chilometri dietro, tutta l'artiglieria divisionale si mette in batteria a 2400 metri dall'artiglieria nemica, per attuare il duello di fuoco con l'artiglieria della difesa. E così tutta questa artiglieria, sotto la custodia della semplice avanguardia, resta così-esposta, fi no all'arrivo del grosso. Ma ben più grave pericolo sovrasta all'artiglieria d'un corpo d'armata, imperocchè essa intera (artiglieria delle due divisioni e artialieria di p 1


BATTAGLIE b!FE:ì5JV0-0FFENS1VE

corpo vera) resta affidata alla protezione d'una brigata di fanteria, e di 6'squadroni, pel lasso di parecchie ore, tempo necessario a che il grossò del corpo d'esercito ,giunga la sua avanguardia . Yeramentalo 'Schell scrive: « Per proteggere il successivo avanzare degli scaglioni (d'ar« tiglieria} converrà interporre ai tre grupp i d'a1tiglieria, ed a.nelle « alle brigate di ha,tteria del reggimento d'artiglieria di corpo , drap« pelli di fanteria distaccati dal grosso . E ciò si dovrà effettuare « come massima, se s.i vuole che l'artiglieria possa intatta accin« gersi a compiere il suo incarico principale, senza che essa, in ~ questo stadio di combattimento, sia co~tretta a difcnder:;i dagli « assalti del nemico ». - Ma qui facciamo osservare elle, o i fanti di scorta sono stati assegnali anteriormente alla avanguardia, è al.Iora va bene; ma se debbono essere effeUivameu te distaccati dal grosso , scorreranno ore, anzi ch'essi raggiungano le avanguardi e, alle quali le batterie sono tratte di serrato t1·ollo. E conviene che lo sfo.no, perchè il compito loro del duello con l'artiglieria della difesa, e del conqnasso dei punti scelti per rassalto ì'uolc tempo parecchio. Gride ne conchiudiamo che, ad un (trdito e prudente comandante d'avanguardia, che sappia agire, senza tirarsi addosso catastrofi, verrà dato agevolmen te coglier messe, in queste colonne o linee d'artiglieria indifese. E finalmente, un ultimo sguardo ad un fallo accadu lo spesso nella guerra del 70 -7,.1, dalla banda tedesca, e che, ove rico rresse, potrebbe riuscir causa di formidabile rolla, contro un nemico, che, addatosene passasse risolutamente dalla difensiva all'olTensiva. Vogliamo alludere alle diverse battaglie.(Spicheren, Borny, Mars-laTbur, ecc.) in che, pel talento di ricercare il nemico, e per l'iniziativa 'Scesa nei comandanti d'avanguardia, si cominciò l'·azzulfornento còntto forze le dieci volte maggiori, ma che non s-eppet-o nè intendeì·e, nè agire. Per l'avvenire un'oculata cavalleria ci dirà che I dietro a qn ella divisione, a quel oo;·po d',armata, per lungo tratl:o, Mn'v'ha niuno; e lo si capirà 'da:I numei'o delle batterie messeci a petto; e allora sarà d'uopo assalire è far 'éa'l.tiva la mal capitata fra. zìòne dell'oste ·nemica. ..Ma a 'n'Of 'Italiani cotesto modo <li guerra difensivo-offensivo non

BATTAGLIE DJFEi'\SlVO- Oièl'riKSIVE

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tocca; da qualsiasi lato delle Alpi spuntino i nostri nemici, per ventura nostra non possono che sboccare in colonne separate; s~etterà a noi, stretti tutti in un esercito solo, dare addosso alle pnme venute. « Per un paese come l'Italia, » scrive iI Marselli, « protei.lo dal << baluardo delle Alpi e a cui la politica non impone una ?ne1_ ·rn ag« gressiva, è consolante il pensare che l'economii~ strategica de~ va~ « Jichi le renda facile di neutra! izzare la maggior potenza c.egl t « stati militari oonlìnanti, faci le la vittoriR sul proprio suolo, rn ~on « la virtù dell'ingegno e del caeattere saprà meritarla. Tanlo se nn<< mao-inasi un auacco procedente dall'est, quanto se d~ll'ovest,. de« vesi r iconoscere che ciascuno esercito dovrebbe segu!l'edne ltnce « d'operaziooi: nel primo caso, quelle pel Friuli e pel _Tirol~; .nel « secondo, quel,le per 10 Alpi occidenta~i, e _per le A.lp1 Manl.f.nne << ( dal nodo élell'Enciaslraia) e l' Apenrnno ligure ». ALFR EDO DunEr.Lt Capitano d'Art-iglieria.


JUVI STA. ESTERA

RIVISTA ESTERA

IL GENERALE CEBlSCIEFF E lL TIRO CELERE

(l )

Nd ·1870 s'iniziava quel lavoro di febbrile attività , inteso a studiare alcuni sistem i di fucili a retrocarica per un sollecito armamento. Il p!'oblema venne risolto ovunq ue iu modo vernrnente completo. Ben due volte in uno stesso decennio si riuscì a cambiare per intero l'armamento di tutti gli eserci ti, dapprima provvedendoli di armi trasformate, poscia di armi totalmcute nuove . Ma tale risultato, includendo misure eccezionali cd eccessiva precipitazione, dovette condurre ad errori rnolto sostanzùih: da ciò la vcrit,'t - esser dann.ose le ùi1wvazfoni precipitate ed all'inf!w1·i della critica, - ed il conseguente principio - es~er necessario al sopraygùimgere della calrna, di rivolgere lo sguardo impa rzia le al passato per studiare « qual conto debba tenersi del già fatto, qual i modificazioni sono a desiderarsi senza indugio, qua li in un tempo non remoto. » Ed ora entriamo in argomento: Il còmpito essenziale nel perfezionare ogui arma si riassume : ricercare i mezzi perchè il suo impiego nel cornbattimiento possa r'isultare 1·l più vantaggioso possibile, e riguardo ad un'arma portatile, ch'essa sul campo cli battaglia raggi unga la rnassùna efticac'Ìa. Quest'ultimo intento si volle raggi ungere eia principio co l dare al tiro la (1) Invalido n1mo del mese di aprile 1882. - N. del T. Il gene1·ale d'artigli eria Cebiscioff è professore a ll'accadem ia d'artiglieria Michele e membro permar,eote del comitato superio1·e di quell'arma. Nell'attuale esposizione di Mosca egli è ricordato per alcune sue util i invenzio ni, fra le quali: un me todo pratico di mostra tiv~sulle propdetà delle trai e ttorie; 110 co ngegno pe r la YOrifica della linea di mi ra; un nuovo alzo (1mmedin tame11te adottato pei fucili dell'artiglie ri a da for tezza); in ul t imo un telemetro.

massima gittata, ed esattezzci, in seguito si formarono due correnti cl'opinioni. In Prussia, dove prevaleva il princip_io cl'. c ~er mettere_ un u omo fuori cli combattimento occorre una quantità di p10mbo pan al suo (uomo) veso, si mirò principalmente ad aumen_tare l'effetto del fuoco coll'accrescere il nwmero dei proietti lanciati in un dato tempo, vale a dire si cercò di adottare un'arma a t·i,1·0 celere. Negl i altri · Stati d'Europa (.Francia alla testa), prevalendo l'opinione che la celerità del tiro può recur danno anz'ic,hè vantaggio e con essa la tendenza di aumentare la gittatli e l'esattezza, si adottava un'arma rigata con proietto alhmgato. Gli esempii storici tendono a confermare la giustezza di quest'~ltima asserzione. Le vittorie degli alleati in Crimea non vanno attn buite al ti1·o celete, ma ad un'arma che tirava più lontano ·ed esatto di fronte ad un'arma che sparava con fenomenale lentezza. La campagna dello Schlesclrwig-Héilstein è _una meteora che porge _solo m~a langitida luce in fa vore delle armi a tiro celere; e quella d1 Boenua non vale ad ingagliardirla, giacchè i felici risultati dei Prussiani, anzichè alle loro arnvi a tiro celere, son dovuti alle abili rnanovre strategiche; come lo prova l'ultimo episodio di quella campagna, la battaglia di Konigratz. . . . . Venuto il tempo della generale adoz10ne d1 armi a retrocarica, le due correnti intese alla ricerca del'efficacia del (iwco si fusero nella idea comune: aumentare non so lo la rapidità del ti ro, ma altresì l'e.satte~zct e la gittata. Ed ecco ben presto la Francia, che col piccolo ,cal ibro del suo Chassepot prcseuta la maggiore esattezza, tensione e gittata, prendere il po5to della Prussia, restata fedele al suo fuci le ~cl ago . . . , . .. Inorrroalita delle esperienze fa tte in It.aha con quel! arma ( tvo·n ,li o o . . . . ci·udesà - fa isaicnt des merveilles) i Francesi si accmgono a misurarsi coi Prussiani. Chassepot e m'itragl'iere fanno buona prova innanzi a Saarbrucken: ma l'infelice svolgimento della ca mpagna sanzionò il principio che il possesso di i1,n' arrna p·iiì, perfetta di qiwlla dell' av1ie1-sario non è sufficente a garantire il felice esito d·~una batta.glia - a tale effetto occorre qualche altra cosa : il morale, che_compensa abbondantemente i difetti dell'arma meno perfetta; ed ~uoltre <limostrò che mediante le armi portatili è possibile agire: a) a distanze dj aran lunaa maaaiori di quelle ritenute abitualmente come il limite o e) 00 . 1· . fI' ,estremo di tiro; b) che il tiro del revolver è p1wo e I ogn t e 1cace .azione nel co mbattimento ; e) cl1e gli eserciti i quali adottano un'arma · qualsiasi facendone un mistero fi n alle proprie truppe si espongono· a grandi rischi.


5.18

lUl'IS'l'A

ESTERA

Si esamineranno i punti b e c. Le espe1'ieuze della gnerra franco-germanica provarono la poèa efficacia del fuoco della 1'Ìlvoltella; nondimeno non è lecito concludere che qnell'hrma, siccome non ba veruna ùnportanza nel combattùnento, debba essere tolta dall'uso. Chi ha presso di sè un revolver si reputa seriamente garanl,ito, e quindi nell e varie contingenze dd la guerra si di porla con molla audacia. · Circa la seconda questione, la Francia aveva avuto già nella guerra del 185H Je sue esperienze a proposito de i primi cannoni riga ti, messi allora in uso. Trnvcrsato il l\foncen isio, quei cannoni giungevano a , Torino accun, tarnenle imballati e sigillati r. colà (così dico lo scrittore Cehiscieff, che allora risiedeva a Torino), dopo aver li con gran pompa scop~Jl'ti in presenza degl i artigl ieri piemontesi e francesi, veniva sn due piedi· data loro lettura del morlo come Mlopen1rl i. I risultati della uuova arma furono ben lungi dal corrisponde,:e alla grande aspettazione che se ne aveva, e perchè molti difetti si scopri rono successivamente, e perchè a trarre da un'arma nel c:,mnbal,timeuto 1ntto l'utile possibile nou è sufficente avere ascoltato di volo l'istruzione sul morlo d'adoperarla. ,Il segretò tenuto dai Frant:esi condusse a questo « che coloro i quali dovevano avere pe1·fetta conosienza circa la natu.rn, e ·propr1ietà delle nuove armi non ne sapev:mo nulla, mentre che quell i ai quali si volevano tener celato (gli eserciti esteri), pesserlcvano Je, pi(t particolareggiate informazioni. » Le · esperienze infelici cli quella campagna non valsero a far rivedere i Francesi dall'euore. Con eguale segretetza si p.rocidctte rispetto allo Chassepot ed alla misteriosa m·ivraghatr'ioe. Le truppe poco conoscendo quelle armi le impiegarono in modo irregolari5simo e con e'sitllnzà: molti errori si rilevarono i quali 110n erano sta ti conoscinti. neg,li espel'imenti troppo limitati fotti in ·segreto e mol ti i qunli vennerò ·tervnt·i, ac.ctwatam.entc nasoost·i per riguardi pe)'sc,nali. Oonolndondo, « ogn·i segretezw néll' esperimentare ed atl0ttare una r11t10vn ·arma è i:nconcl·i,z-iona:tcim·enfo woantagg·io.sa; ed ove ·si desideri S!nccr1H1~ente l' e.:;ito favorevole in qualsiasi intr,a presa, con viene ndoperare tutti ·i -mezz·i porchè a lai riguardo si pronuncino il più ;:omp letam,e11tè possibile .Je opinioni franche. » ,ora consideriamo i nuovi modelli di arm i a tiro celen. •Essi differi scono pochissimo fra di loro. eccetto i congegni di ottur:izione . 0nest'nltima tesi ,dunque non è stata risolta, cioè non fu ritenuta d'impòrtanza; mentre tutta l'::ittenzione viene rivo'lta sul'/e ca1'tucc·iè, dipendendo princil)almente dalle buone o ·~attive loro crua~tà se l'apparecch io d'otturazione sarà o no bu.01io.

Es11minando gli studi fatti ogg1g1orno sulle 11rmi si inconttauo· due corrent·i diamet1·al1nente opposte. Una intenta ad accelerare il tiro, o;;sia a studiare ·un'arma a magazzùio, l'altra dedita a studiare i mezzi atti a ritrane tutti i vantaggi possibili dalle armi ad una sola carica esistenti, ossia a stud iare /.e qualità dell'attuale tiro di fuc·i leria, onde trovare in esso quei dati che accrescono l'efficacia clel fuoco nel combattimento . Punto cli contatto delle due correnti è l'idea comune di va lersi cle\l' arma esistente, i primi adauandovi un così detto acoelercitore, i secondi modificando e rinnovando tot;:ilmente gli attua li atz,i e miri.n·ì (laterali, intermedi, ecc.) per servire nel tiro alle grandi distanze. - Tutti poi sono. d'accordo nel dare pochissimo valore Hll'esa ttezza di ogni siugolo tiro, fondando tutto il risultato sulla 4uantitil di piom bo lanci«to in ri n dato bempo: nel fuoco a. massa; circostauza che lascia trnvedere ai fautori del tiro celere una possibile futura accelerazione di tiro ed nu ideale nel fucile a mrigazzùio . Tnttavia la qnestiono delle armi a mngazziuo procede co n straordinaria lentezza. Iu America H o '15 ann i or sono erano ~ii\ in uso armi a magilzziuo per la fanteria, e in seguito furon o &bbando~1a te: e nel 1878 dopo aver esaminati ben 29 sistemi differenti non si èllndati piì1 oltre dell'adozione di una carabina, da cwvalleria sistema Hotscltkiss e di il500 fucili dello stesso sistema per i marinai delill flotta. L'Austria, benc~hè si occupasse assai cleJJo studio di arm i a magnzino fin dal 1870, non adottava che dopo itO anni il sistema Fùrnirth poi gendarmi, ed ultimauwute il sistema a rnagazzino Kropace.Tc, ma sb'lo per la fanteria di nwrina ('1 ), - La Francia esami na va nlcuui sistemi a magazzino (Hotschlciss. Kmg- Pete1·son e Kropacclc) , ma fino ad ora si è armato cou essi soltanto la fa nteria cli mciri·na. - Inghilterra, Italia, Spagna, D:mimarca, Olanda e Pru$sia esporimeotaron9 armi a magazzino ma senza dar loro grande importanza. Due sdli Stati adottarono armi a ripeti;1,ione per l' intero esercito: Svetia sistema Jabrmann (2.) (roc;entcml\ntc) e Svizzera - sistern:> Wetterly ( da alcuni anni), · '.circa gli acceleratori, ossia congegni applicati alle armi ordinarie al momento del tiro t)er accelerarlo, fiu ad ora non furono ~dottati

(I) N, del T. - In ques ti ultimi giorni il Comando locale della Ilosoia ha ordina to %000 fucil i a serhntoio, sistema Krop,., cek p,:1· l'armamen10 dei gendarmi, .(2) Ultlmllmerrte {sette mbre corten~e) il governo della Svezia e Norvegia h~ ~lsbililo

che anche la 1Jotta sia armata di' fucili sistema Ja·hrmann, mettendo fuod d'uso i fucili sistema Krag-Poterson, di cui questa era armata.


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lHVISTA

ESTERA

da nessuno e furono esperimentati soltanto 111 Russia, Prnssia , Austria e Svezia: e le esperienze condussero alla unani me conclusione che « i congegn:i semplici accelerano assai poco il tiro e quelli compl-icati lo accelerano assai più, ma i I loro acquisto cd impiego va unito a tanto spese e cure da neutralizzare il vantaggio che se ne attende. » Frattanto, malgrado la tendenza man ifes tatasi da 15 anni a questa parte di accelerare il tiro, e malgrado gli elogi che fecero gli Americani del fucile a magazzino Hot.schkiss, fino ad ora quest'arma è sempre nel periodo del le esperienze e ·veruno dei grandi Staf;i la adottav(i defìnit-ilJamente per armarne tiitto l'esercito. Devesi ciò 11ttribuire a considerazioni economiche ? No, perchè tenuto conto come molt.c parti delle armi esistenti ecanne, casse, ba ionette, ccc.) potrebbero essere impiegate nella costruzione cli l'ue,ili a ripetizione, la spesa non sorpasserebbe qualche centinaio di m·i,gliaio cli rubl-i. La Svezia e la Svizzera l'adottarono - potrebbe essere adottato and1e dagli altri Stati . La esi tarmi di pende da e,he è ben cl·if'fic·ile rendersi ragione dei casi nei quali quest'arma possa venire impiegata con vero 'C·anta9gio . La sua inutil'ità, alle gra,nd'i d'istan;;e deri va dal bisogno generalmente riconosciuto di non impegna re in quei casi che il fuoco a salve, e ciò per disciplinare il fu oco. Tirando a volontà alle grandi distanze ogni uomo da sè ca rica, si metle a punta e spara facilmente 10- 12 colpi al minuto, anche con un fucile ad una carica e tirando a salve non potrà consumarne più di fi.• Ciò non dipende dalla lentezza della carica, mà dall' impossibihtà, che qiialche decina, e talvolta centinaio, di so telati, car'i.ch'i epiint'i l'arma 'Ìn mi sol momento . I soldati arretrati nello sparo a sai ve devono attendere il successivo comando, e questo rallenta il tiro. In tali r;ondizioni il fucile a magazzino non può accelerare gran fauo il tiro a salve; e :;;olo lo può a da.nno del pimtamento, e per conseguenza dei risu ltati del tiro. # Possiam o quindi concludere: , fin tanto che reputasi indispensabile tirare al le grandi di~tanze non altrimenti che a .çalue, il fucile a magazzino sarà pe1· lo rneno iniitile » . Si rinunzierà peraltro a tale spe~ ci0 cli tiro (a salYe) mentre per esso oltre ad un tiro più efficace s1 ha la garanzia che la dotazione delle cartucce non è consumata troppo sollecitamente? Ven iamo all'imp:cgo delle armi a 1"ipetiz'ione alle b1·e·v'i di-stanze. Diremo brevi distanze quelle in cui i buoni risnltati del ti ro dipen1

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dono da ogni singolo tiro e nelle quali si riconobbe utile il ti ro_ individnale, non oltre gli 800 passi ( 570 metri) (1 ). Ora, devesi cominciare il tiro a ripetizione con i serbatoi quando il nemico si avvicina a 800 passi, ovvero dopo? Tutti i sistemi di armi a serbatoio, eccetto quello Iwens (2) , vno· tano il serbatoio in 9"- 35" quando si mira, in 6"-28" quando non si mira ; in media si può dunque dire in 30" mirando ed in 17" senza mirare. Nelle esperienze eseguite in Francia si provò che vuotati i serbatoi è più conveni ente prosegv:i1·e il tiro con i mezz,i orchnar·i, auzichè sospenderlo pe,r 1·iempirli; quindi 1/2 minuto al più da che si apri va il fuoco a ripetizione, le armi a magazzino da se stesse si convertono in armi ordinarie ad una carica. Ora in 1/2 minuto si fan no almeno 50 passi, e se il fuoco a ripetizione venne aperto a · 800 passi, i magazzini saranno vuotati ed i tiratori si possono considerare discirmat'i, quando l'avversario sarà a 150 passi da loro. Esistesse almeno la possibilità di veder l'attaccante moralmente scosso per le perdite soffert.e alle maggiori distanze! Per contro egli non appena 11vveclntosi che si tratta di fuoco a ripetizione, cioè cli foo co che una volta cominciato non può essere interrotto fino a magazzino vuoto, e soprattutto di fuoe,o avente la durata massima di 1/ ~ minuto, si coricherà per questo tempo a terra, la minima copertura a quella distanza essendo bastevole. Che cosa avviene dopo quel momento? L'attaccan te si sentirà rincorato, tanto perchè il difensore col suo fuoco a ripelizione cessato fa vedere che è scosso moralm,ente, quanto perchè quel fuoco non può cacrionar all'attaccante un dcmno reale. Il difensore per contro si • l' avversano ' con una sentirà e)invilito, tan to perchè calcolava aumentare massa di piombo, mentre lo vede avanzare, quanto perchè sco rgendo vuotati i serbatoi del fucile si reputa quasi d'isa1·mato. Quest.e furono precisamente le cagioni che indussero gli Americani dopo la guerra a condannare i loro fucili nei depositi. Supponiamo che il difensore apra il fuoco a ripetizione quando

(1) N. del T. - 11 limite di 200-400 che fissa J·istruzione Hal_iaM _p er ave re n el ti_ro d i una sola arma alm<ino 110 colpo nel bers aglio, che le ls tru z,001 d1 tiro tedesca e SYHze,·a lo fissano rispett:vamente a 500 e 600 m . l'istruzione ru ssa lo s tab ilisce a SOO passi.. (2) 11 Cucii~ a ripe tizione sis tema lwens J à la possibili!~ ~i- sostenere per un m1• nu to il fuoco accelerato pun tand o. ma a tteso il su o peso d1ftic1lme nte "erra a dottato. Il magaziino contiene 2G cal"tucce (ll erdan N. 2) c, o_è km . 1,025 ed _il fuc ile s_enzac,i~tucce, a cagione de lle gl"andi dim e nsioni del magazi:no, ra ggiun ge 11 pesn d, kg. 4,oO limite est,·emo di peso per fu cili d i (ante,-ia senza baion e tta.


RIVISTA

l'~ttaccaote trovasi: a minore distanza di 800 passi . Quest'ultimp p.qtra sempre gettar.si a terra; e quanto pili. vi0iuo egli si coricherà ai tiratori avvei'$ari, tanto maggiore sarà la copert.ura ( !) che gli offrono le ineguaglianze del terreno, giacchè col dinvin1.4irsi del!~ distan;w i tiri divengono sempre più spicciolati (otlogùn-i. !) ' Per riguardo al difensore, invece vieppiù da vicino egli apre il fuoco colle armì n serbatoio, viemaggiormente sarà invilito 1wll'auimo ove la massa di pio~1bo da lui lanciata per alcuni secondi non corrispouda alfa sua aspeuazLone. Vuotato il serbatoio gli parrà d'essere disarmato e quanto più vicino si trova in qnel .momento il difensore, tant.o maggi.01·e, gli sembrerà il pM"icolo che Jo minaccia. . « Quindi il tiso con arm i a serba toio è svantaggioso alle. grandi distanze e arrisch·,:ato alle picco le » . Per l'istantaneità degli effetti questo tiro può paragonar,i all'esplosione e della mina; produrrà cioè un graude effetto quando avvenga al momento determinato , non ne produrnì alcuno ove avveucra alcuni 0 secondi prima o dopo.. Sarà egli fa0ile al comandante, mentre fenie la mischia e densa è la grandine di proietti, fissare ·il punto in cui deve tro varsi ]'avvers<1rio per determinare con giustezza quel momento? Fino ad ora abbiamo considerato un tiro a ripetizione continuato · q~ali sarebbero le_conseguenze se · venisse fatto ,, pause (priostauovki.) d1 una o due scar1clte per uomo? 1° le pause riclurrebbro il fucile aripetizione a njent.c altro che ad uu semplice fucile ordinario; 20 di queste non se ne potrebbero fare che poche, giacchè il numero delle cartuccie contenu te uei vari serbatoi. oscilla da 6 ad ·11 (si c~sclude quello Iwens) . In qualunque modo l'attaccante è sempre iu facolt~ di gettarsi a terra ogni volta si prin('ipia il fuoco celere, per avanzare non appena sia cessato, e così alternatamente procedere fin,o alla distanza conv.eniente per dare l'assalto · L'autore nei sno i scri.tti c~~tJattè s!nprc cotali soste ed il gettarsi .~ terra, asserendo die Ìfl tal modo viene 1m~sentata la possibilità al'l'avversr'.rio,. di vale~·si. di tu~ti .il i effetti del su,i fuoco; qui peraltro trattasi d mterrnz10m hrev1ss11ne, durante le qua li non è supponibile alcun danno. :U fucile a ripetiziqne, dicoI\o i suoi partigiani, lancia in ~n tempo dato una qitantitd cli proietti doppia di quella delle armi ordinarie. ·S_i, ma _ciò avvie~e p~r il brev?°ssimo tempo che il magazzino riman pieno, cioè non più d1 30", e un'azione efficace di fuoco, limitata a pochi secondi, non è supponibile; e c1uando per divenir tale occorrono alcuni minuti, il fucile a ripetizione perde ogni inìportanza.

523 Nelle esperienze filttc in F1 ancia. con, 1000 campfowi di (ucih a magaz;.;.·~.no sistema Kropacek, ed altrettanti ordinari ad 1m.a ·c<wicci, . fu trovato die net tempo oecorren te per vuotare i serbatoi. ('I /2.· mìr .nu to) si spararono 7000 _('olpi col fu cife a ripetizioue e 3500 co.n EST.ERA

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. . per 30 sc~condi si ha clunc[ue il iapporto . 7000 -9 · _.,.,, quelio ordwar,o; J 500 ma si~ il tito si dilunga per 1O minuti, le palle. lanciate. dal fuuile ·ordinario sarebbero 35'00 (30'.') 66500· (9' 30'') = 70000; e quelie lanciate dall'arma a magazzi1w 7000 (30") 6G500 (9; 30") 7J50:0. 73 500 " Il rappMto 70 000 = 1: 00 dimostn che nel deco1:so di ,1O' le due armi sp;:i rano con celerità pressapoc;o eguale. Nfo viene affermato: per quanto si· protragga il tiro, 1000 armi a magc~z·ino danno ciascuna sempre 3500 proietti di più di quelle ordinarie ! Or bene, sta-,bilivasi :i i nostri · giorni che per mettere fnori di com battimento un ,uomo, occone consumare circa ~000 colpi; l'eccesc;o dunque. dei 3500 -colpi; ottenuto tirando col fucile a serhatoio,. toglie:dal combaltioien~a. per tutto il tempo d1e voglia durare il· fl.loco,. solo ,f u.omo. e 1-/2 di più che usando le armi ordinarie. È bene dunque .fissare uon trattarsi qui dell'enorme vantaggio delle armi nd avancar·ica su quelle a retrocar·i.ca., rappresantato da una velocità di tiro doppia durante l'intero combattimento e quindi da perdite costantemente doppie inflitte all'avversario. Che cosa occorrerebbe perchè le armi a tiro celere non perdessero la loro proprietà per la durata di qua lsiasi tempo? Converrebbe o poter riporre nel magazzino un gr·andissirmo numero di cartucce, ovvero poter riempire momentaneamente i serbatoi vuoti: cose fino ad 01·a it,npossib'i,li. Non resta dunque che nn .mezzo: studiare ·ttn congegno speciale, separato dall'arma, il quale, analogamente all'acceleratore Krnka, consumate le cartucce che contiene, possa in un attimo ,1enire adattato all'arma ed altrettanto sollecitamente cambiato con uno nuovo, tosto che siansi consumate le cartucce del serbatoio. Possiamo dunque concludere che ìI futuro compito degli esperimenti con arrni a serbatoio si riassume principalmente nel determinare di q·ucinto è possibile accelernre 1·t tiro mecl'iante il loro impiego, pe1· consegiwnza d,i qiwnto 1·en.derlo p·iù efficace; e non già nello studiare la solidi tà e l'esa tto f1inzionamento dei suoi congegni . ·Prima perchè furono già tutti abbastanza studiati, e poi perchè essi, al modo dei congegni di 0hiusura dei fucili ordinari, saranno veramente buoni con cartucce buone e punto validi colle cattive

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·52,1,

RIVISTA ESTERA

- Conviene studiare soltanto quei dati sistemi d'armi a magazzino il cui peso, a serbatoio pieno, non oltrepassì il limite di ~ 2 libbre (chilog. 4-,92) colla baionetta; e dell'arma prescelta studiare la celerità ed efficacia del tiro, tuttavia non pel tempo che occorre a vuotare il magazzino, come si praticò fino ad ora, ma per alwni rninnti, sparando, e coi fucili a serbatoio, e con quelli ordinari . Quanto al bersaglio, essendo difficile costruirlo in modo che si avvicini (condizione necessaria per istudiare le 'IJarìazioni di &istanza di sito sui risultati del tiro), converrebbe eseguire le esperienze facendo avvicinare ed allontanare i tiratori stessi al passo di carica.'.In fine a poter valutare giustamente quanto perda d'importanza il fuoco a ripetizione, dal fotto che l'avversario al momento che viene aperto quel fuoco si getta a terra, converrebbe costrurre dei bersagli tali da abbattersi ad ogni momento dato. Soltanto dopo questi esperimenti, vale a dire dopo aver constatata la vera efficacia delle armi a magazzino, si dovrebbe procedere allo studio dell'esattezza e cadenza dei tiri, ed alle esperienze del giusto funzionamento del congegno acceleratore.

o.

CERROTI.

· LIBRI E PERIODICI - ~-··

Jtnu·tacil ,tes seienees •nilitt1i•·es. Fascicoli di giugno e luglio. Parigi, Durnaine, 1882. Tatt·ica delle 'informazioni. (Continuazione). Generale LEWAL. · Combatte l'antica idea che la cavalleria non debba fermarsi in stazione lungi dal la linea della fanteria, poicliè se prima il cavaliere armato di pistolone o di moschetto a breve gittata non era adatto alla difesa, ora col fncile e dietro un riparo vale quanto il fantaccino. Ciò posto dimostra che il biYacco non offre maggior sicurezza dell'accantonameuto, che è il più convenevole al!a cavalleria per l'alimentazione ed il riposo, ed ha il vantaggio di permettere la fortificazione improvvisata a scopo difensivo, riuscendo meglio trincerarsi in un villaggio . che in aperta campagna . :Ma sostiene la necessità che gli avamposti siano di carattere difensivo, tale da permett,Jre una valida resistenza per dar tempo al corpo principale di ordinat;si e prepararsi all'azione, senza di che questo resterebbe in continuo allarme a danno della conservazione degli uomini e dei cavalli . Secondo l'autore, per evitare le sorprese bisogna segnalare il nemico da lontano, arrestare la sua marcia senza impiegare molte forze, perciò gli avamposti di cavalleria debbon~ essere trincerati. Passa quindi a distinguere il metodo degli avamposti dalla loro disposizione, la quale deve adattarsi al terreno. Esamina i diversi sistemi per formare la rete d'osservazione e di vigilanza, ed esclude le vedette semplic.i, ammettendo le .doppie, senza essere favorevole alla mobiliti\ pericolosa di uno dei cavalieri recante avvisi. Spiega pure i vantaggi che si otterrebbero sostituendole con piccoli gruppi di cavalieri o posti-vedette. Però nota che con quelle si ha una ANNO XXVII, VOL.

l)).

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LIBRI 526 rete continua di vigilanza più attiva, mentre con questi ,-1 possono osservare i nodi di strada, i punti più importanti, i luoghi elevati , ma :;i ha una linea interrotta e difottosa di notte. Biasima lo sparpagliamento delle forzo di cavalleria d'avamposti in 6 linee. Quest'arma non ha alcuna forza di resistenza, e degli sforzi successivi non potrebbero condurre che alla rotta; ora difenrleuclosi essa con l'attaccare, è necessnrio che vi siano pochi posti e forti, tanto più se le gran guardie sono trincerato e gli accirntonamenti in istato difensivo . Circa la forza della -gran guardia vuole un'unitit organica, e preferisce il plotone, se havvi la divisione ternaria dello s<[uadrone, altrimenti, ove ocwrra, 0recle sia bene impiegare due plotoni; in ambo i casi con due o tre posti-vedette. Espone i criteri che regolano l'estel)sione, l'allontanamento, I' effoui vo della rete. La cavalleria francese e lei crit·ica del regolàmento <lei 1876. Un Veterano. - Contiene alrnne idee geueriche sullo spirito e sull'educazione morale dell'esercito favorevoli piutto,;to al sentimento religioso. Più particolarmente tratta della cavalleria, e ,vi si difende il citato regolamento dall'accusa di essere una copia di quello austriaco, incompleto e mancante di regole fissl), assolute, invariabili per le manovre di brigata e di divisione. Dimostrasi che per esso si ha semplificazione di movimenti, sostituzione della massa cli colonna alla colonna serrata, collocamento della guida al centro con l'urHcialc guida della sua truppa; il capitano comandante vero responsahile dell'istruzione dei suoi uomini e dell'arldestramento dei suoi cavall i; abolizione definitiva delle inversioni. Notasi che nella parte del regolamento riguardante la scuola di plotone, cli squadrone, di reggimento si è seguito il metodo di porre l'applicazione accanto alla teoria; di man iera che l'ufficiale trova nelìa stessa pagina il meccanismo dei movimenti ed i pri ncipii tattici corri:;poudenti. Si discu te sui risultati delle manovre del ,1881 e si conchiude con la massima che per un esercito è necessa rio un ordinamento generale e delle riigole appropriate ai rostumi, al carattere, al genio del la nazione, e pei comandanti esperienze indipendenti dalle correnti popolari . I q·uad;ri e l'avanzamiento . - G. L. M. - L'autore vuole che la gerarchia mili tare sia più conforme alla rnaltit dei fatti , designandovi tanti gradi, quante sono le diverse attribuzioni . Giudica la promiscuità, in cui i ca porali sono c_ostretti a vivoro coi soldati, dannosa all'autorità dei primi, scemat.a già per la breve ferma, che non 0ou:;ente di conferire quel grado, come in altri tempi, a chi aveva almeno il titolo di più avanzata esperienza, e per l'obbligo generale del servizio

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E rERlODlCI

che ha innalzata la media intellettuale del gregario. Propone di abolire il grado di ca pcrale, ossia di trasformarlo in un nuovo gr.ido incluso Mila geràrcltia dei sott'ufficia li. La maggior parte delle funzioni di ca porale dovrebbero essere confidate a soldati rivestiti semplic,ementc rli un~ certa autorità. Così crede che si eleverebbe il prestigio dei sott.'nfficia li, e si verrebbe a provare l'attitudine dei candidati al comando prima cli ammetterli nella gerarchia. Inculca che i graduati siano , scelti fra i giovani aventi inclinazione al comando. Con cruesto meir,zo si arriverebbe ad una più soddisfacente soluzione del riassolclamento dei sou'ufJìcia li . Pone quindi come conseguenza di ciò la libera iniziativa di comandare effettivamente nei limiti della propria sfera d'azione. Revoca in ultimo come cnore e dannos:i illusione il voler re:.ch1rnre i sot.t'unìciali escl usivamente fra i giovani che hanno ricevuto un'istruzione superiore, e che si avviano a c·arriere civili. Lo spir·ito m1;l'itlire e la r,i(luzione del ser·oizio. II. DE PoNCHAr..ox. - Cerca far vedere delle esagerazioni nel nuovo sistema militare int.eso a migliorare la parte meccanica senza curare lo spirito guerresco, affievolitosi dopo l'abbandono del servizio per parte di :inziani ufficia li. Non dissimula il suo sfavorevole giudizio contro una legge che, lo scri Ltore dice, sta per dare alla Francia un esercito che si avvicina al la guardia nazionale. Egli crede 0be le nuove disposizioni per fo vorire il riassolclamento dei sotCufficiali siano una condirn na dell:i riduzione del servizio, che per essa e per la mancanza rli ~pirito di corpo sia scemato lo spirito militare. Attribuisce al la imperfetta mobilitazione le sconfitte francesi. Vuole il ritorno all'anticu legge di reclutamento, ed esalta il nobile chauvinisme che con. fonde col patrfottismo, rendendo onore a quello che ispirò l'antico valore francese. Consi<let·azioni s1ii fiiochi di fa.nterict applicati all'attacco ed alla difesa delle altitre. (Continuazione). Ca. LE JornnnE. - Dimostra con mezzo meccanico come la traiettoria cambia di for ma, allorchè si modifica l'inclinazione dell'angolo di tiro, ed offre in un quadro i cii icoli degli abbassamenti. Quindi analizza il valore delle creste delle alture, ed indica le distauze da cui bisogna trarre per avere colpi efficaci contro le truppe che difendono quelle posizioni. Similmente spiega l'util ità dei tiri contro difensori dietro trinceramenti costruiti alla sommità di elevazioni; dà le norme per l'uso dell'alzo secondo là differenza di livello fra il tiratore e lo scopo, ed infine porge un mezzo grafico per la costruzione di una qua lsiasi traiettoria. Bol1'i, ta,:J'l'IU1,tici. A. P. - Servono a rappresentare le diverse clì34•


LIBRI

sposizioni tattiche, le unità di truppe che costituiscono un corpo_ d'a~mata, una divisione, una brigata in accantonamento, JU marcia , m azione, in riserva, e non sono che segni convenzionali dei più noti, impressi sopra carta lcggiera e trasparente, che non nascondono nessuna particolarità del piano topografico su cui si adattano. Scatola di marcia e di orfontamento . LAPEYlm. - Si adopera per ottenere graficamente .l a soluzione dei problemi che presenta la marcia, e per orientarsi. Alcune riflessioni ml rnetodo da scr1iti1·e per l'attacco e la difesa dellepicizze fortì. Generale CossEHON DE VrLL1~,.;01sv. - L'autore rileva Ja mancanza d'istruzioni relative al detto metodo conformi ai progressi delle armi da fuoco odierne, e la ncces:;ità di modificare i precetti di Vauban, che figurano ancora tali e quali nei regolamenti. Passa ad esaminare le tre fasi distinte dell'attacco, cioè l'investimento, il combattimento d'artiglieria, i lavori di approccio, notando che questi ultimi, che possono anche non esser compiuti o uou necessari, ebbero finora la preferenza degli studi di uomini tecnici. Si ferma più particolarmente a considerare le due prime fasi dal punto di vista moderno. Rivendica l'utilità delle posizioni fortilicilte ed anche dei campi trincerati per i capi che .se ne sanno giovare. Finchè un esercito difensivo resta in relazione con una piazza, l'attaccante deve impiegare grandi forze per la sua azione offensiva,, e manov~~re_in modo r!a riuscire a separare quell'eserci to dalla sna fortezza . C10 rmscendo, bisogna mantenere l'isolamento di (Jl'.esta . Ma se l'in:estimento ern operazione difficile, oggi lo è anche più, stanle l'amp iezza delle piazze e la necessità cli disperdere le forze a grandi distanze con rrrnggiori fatiche e più grande pericolo di essere sorpresi. La difesa può avere buon giuoco, se prende l'iniziativa dell'attacco risolutamente, senza lasciarsi distrarre da ragioni secondarie per temporeggiare. Ma non deve attendere di essere chiusa, assalita, affamata, che il nemico abbia fortificate le sue posizioni aperte, lt vie che gli permettono cli soccorrerle. La guarnigione si trova ammassata, riunita, dispone delle vie più brevi e migliori, può recarsi dovunque con la sicmezza cli spiegarvi più forze, mentre gli avversari per il loro sparpagliamento sono più deboli. La fortificazione ben concepit<1 può difendersi con poca ~ente, lasciando quasi la totalit.à delle truppe per I_c azio~i vigorose. E indispensabile però di provvedere per tempo le piazze d1 molte munizioni, perchè i difensori nel prendere l'offensiva pos.,;ano trovarsi in condizioni migliori degli assedianti. Questi hanno il vantaggio, al~ lorchè l'investimento riesce, di poter scegliere il punto di attacco e d1

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PERIOl)! CI

disporre un certo numero di batterie nelle ondulazioni del terreno e dietro ostacoli naturali. L'autore cita gl'Italiani a Gaeta ed a Borgoforte e gli Americani nella guerrn di Secessione. Consiglia la costruzione di un doppio parapetto di trincea per ingannare la piazza sulla vera posizione delle batterie, il che riesce anche meglio tracciando più avant.i una trincea isolata, il cui parapetto si proietti su' qneìlo della batteria, e ramm~nta che giova far convergere sopra ogni opera attaccata più batterie lontane, perchè è più facile difendersi dai colpi che vengono da una stessa direzione. La difesa poi bisogna che sappia scopri re il punto d'attacco scelto dall'avversario e trasportare dei cannoni, dove se ne richiede maggior numero. Propone una riforma razionale del.l'armamento delle pinze, intesa ad aumentare la loro resi; tenza . Dimostra ;;he oggi, stante la possibilit,ì di tirare sotto grandi angoli, le trincee ed i parapetti sono meno sicuri, perciò occorre far più uso di azioni vigorose. Studia inflne le regole di Vauban sui lavori d'approccio nelle loro applicazioni alle guerr(~ odierne. Alcwne mass'i?ne dli guerra d1: Napoleone I. (Conclusione) . A. G. - Vi si dà ragione del metodo con cui debbono essere appl icate. Si esamina il genere di guerra più convenevole, facendo rilevare le éòndizioni necessarie per prendere .l'offonsi,,a, le quali consistono nel credersi più forti e nell'esser pronti , e quella della difensiva attiva, che si prepara in una posizione di attesa, per attaccare il n~mico . appe~a se ne conoscano le intenzioni. Si esclude la terza rnarnera di stabilirsi in una posizione di battagl ia e di aspettarvi l'avversario. Nella scelta delle linee d'operazione si raccomandano larghi concetti e previdenza per poter riparare alle eventualità, quando, contrariamente al supposto, il nemico fosse più sollecito ad invadere e prevenisse l'offensiva . Credesi che si debba scegliere una linea cli operazione ed una sola reo-ione di concentramento . SLt queste massime si analizza il piano di gue1;'a dello stato maggiore francese nel ·1870 in . r~l.azionc alla frontiera cd alle forze della Germania, non che alla rap1rhta della mobilitazione di esse. L'idea di concentrare a Veissembourg 2.00,000 nomini , e con essi Yalicare il Reno a Gcrmersheim per giungere a separare gli Stati del sud della Prussia , non era clTettllabile. Se ·si era siwri di esser pronti prima dei Prussiani, il concentramento doveva fa rsi all'altezza di Kaiserlautern ; ;;e si prevedeva che i due eserciti fo:;sero eaualmente pronti, le truppe francesi avrebbero dovuto essere t.:onccntra~e all'altezza di Bitche; se infine temevasi di essere prevenuti clol nemico il concentrameu to avrebbe dovuto eseguirsi verso la Petite-Pierre. Dallo studio delle ferrovie e del le condizioni geografiche


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E PERIODICI

LIDi:U

derivasi il <.;riterio della dislocazione dei vari corpi d'esercito. Trat--: tando della battaglia si dimostra l'impotenza degli attacchi cli fronte e la snperioritit della manovra aggirante, :;enza cadere nella separazione delle proprie forze. Si fauno cleHe considerazioni sugli errori dd la guerra nel ·1870 e su quelli da evitarsi per l'avvenire, sconsigliando la ripartizione dell'esercito francese in due grandi ma:.se, una fra Epinal e Toni, l'altra fra Toul e Verdun. La Gennanù1, di fronte alla Riissia. (Continuazione). - Si studia attentamente la frontiera tedesca nel suo valore incomparabile contro la Russia . La prov.incia di Pmssia può chiamarsi una vera regione trincerata. La base della sua difesa si appoggia al mare, le 0ui coste sono inaccessibili e guardate da piazze form idabili, ed è protetta da Konigsberg e D(luziga, due fo!'Lezze di primo ordine, che comunicano l'ra loro e nou possono essere investite. Avanti a questa linea si sviluppa uua lunga ed inestricabile barriera di laghi per rii più fortificata, poi una seconda, appoggiate alla Prego! da una parte ed al c(lmpo trincerato di Thorn dall'altra. La pro\'incia di Poscn puue non si presw per essere invasa, perchè presenta Lre lince di ostacoli, di laghi e fiumi, senza dire delle potenti fortezze di Posen e di Custrin, che difendono il centro della posizione. Rimane 111 Silesia pi ù accessibile . che si pensa di fortificare. Non è lo stesso della frontiera russa. La Polonia russa faci lmente sarebbe invasa. L'oifonsiva spetta alla Germania; perchè la mobilitazione delle sue trnppe si compie in nove giorni ed il concentrament.o sulla frontiera in sei giorni; mentre ai Russi occorrerebbero cinqLte settimane per la prima, e delle .settimane, se uon dei mesi, per effettuare il se0ondo. Non si tiene conto dell'(llleanza della Germania con l'Austria, nel qua} caso ogni offensiva per parte della Russia riuscirebbe impossibile. Si conclude confortando questa nazione a migliorare le sue fortezze in Polonia, su lla liuea del Diemen e della Dun:1 e di proseguire attivamente la costruzione della rete ferrov inria. In apposi ta appendice leggonsi i nomi delle fortezze russe e tedesche e molte notizie statistiche militari sulla Germania, la Francia e la Russia. · Nota stilla prntica del tir·!) indiitretto della fantet'ia . ~1. A. ·- Vi si ,analizzano e risolvono v11t·i problerni relativi a questo tiro, trovamlo le formole matematiche corrisponclcuti, quindi si svolgono i metodi pratici per eseguirlo. Ma si rilevauo le difficohà per avere i dati uecessari nella gLterra di <.;ampagua, e si accenna quakhe sistema per usare i fuochi indiretti nella dife:;a di posizioni fortificate.

Le lS11ect,iteu1• 11lilit,ii1·e.

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Fascicoli di giugno e luglio . -

Parigi, 11882. Lei forma¾'ione del co,rpo di controllo. - Vi si rileva, chn se la legge amministrativa frnncese clel 16 marzo scorso non ha sa nzionaIn l'incompatibilith delle funzioni di direttore con quelle di controllore, lascia però l'adito alla separazione di queste due cariche mercè J'ol'dinamen to del corpo di controllo. i\fa notasi clw tale separazione dipende dal valore in iziale rii <ruesto corpo, iI quale se da pri nei pio mostra di aver vigore, attività, autorità, non può non evoca re a sè le attribuzioni di controllo e ln facoltit clelh~ ordi1rnzioni lasciate m,cora al l'intendeuza. Accennasi la soverchia concortenza di ufficiali dcll'ti:;ercito ai posti di controllori , e si propone di eliminare coloro che vi aspirano con :-empl ice desiderio .di riposo e d' indipendenza, rlimostranclo l:i necessità di tener conto esclusivamente del la <.;(lJld izione di attitudine nella sccltn tlei candidati. Partendo d.i <Jnesto prineipio ~i cntrn i11 merito dei titoli dei <.;oncorrenti e si risolve In <1uestioue in favore del corpo dell'intendenza, il quale per preparazione speciale e spc1rime11t11t11 conoscenze di contabilità dovrebbe a preferenza, formare il nuovo corpo cli controllo . Vita ilel genemle il:fargiu.witte . - (Continuazione). Genera le PurLEBERT.

Memorie m'ilitciri del generale Hardy (Continuaziomi). - Cou tiene quest'articolo lo studio delle posizioni militari dell/J riva destra del Heno tra Basilea e Coblenzn. Notasi !(I posizio11e di Friecl li11geu e <liTull ingcn buona per un esercito, ehe appoggiando la sin istra ::il \Viese. • e la destra al. Kaudcr. voglia te11 l:1 rc1 il passaggio del Reno e p~netrare nell'Alta Alsazia. Allo stesso s<.;opo sono indicati vari puu ti su ll'Elz allo sbocco della Forest::i Nera . Rile,,asi l' imponanza del Kinzig pei Francesi come linea di concentramento. per trasportare il teatro della guerra al di là del Ileno: ma bene inteso, tali considerazioni erano fotte quando Strasburgo apparteneva alla Francia. Giud icausi meno forti le posizion i ~u ll:i riv:i destrn del Kraich di quelle della riva ~inistra, che hanuo migliorn linea cfr ritirata. Altre co1)::;iderazioni si fonno sulle local ità d'importanza mili tare ut!l Palatinato, nel paese di Darmstadt, notanrlo fra le più faci li per lo stabi limento di


E PERIODICI

LIBRi

ponti sul Reno Oppenheim, che domina da v1cmo il fiume in modo da potere o impedire il passaggio, o assicurarlo, ed Erfelden, buon pnnto, se protetto da batterie poste a Stokstadt e più sn di Erfolden. Nel paese di Nnssan si presentano le posizioni sul Lahn. Studiasi l'importanza strategica di Ehrenbreitstein e dellA Certosa di Coblenza la quale credesi giovevole per un esercito francese, padrone del Palatinato, dell'Alsazia e della Lorena, allo scopo di difwdere il passaggio del Reno fra Coblenza e Landim e fra Coblenza e Colonia. Itinerari,o da Geriro'ille a Pigiiig. LioNPEnnoT. - L'nutore cerca di dimostrare i vantaggi che le tribù nomadi potrebbero ottenere da un protettorato, che esse respingono per spiri to d'indipendenza e di libertà. Egli crede che l'intervento armato francese non possa essere se non un mezzo transitorio per conoscere meglio quella contrada, cercarvi delle relazioni ed assicurare all'esercito uu prestigio iudiscotibile. Quindi descrive la marcia di una colonna attraverso le vallnte chi~1se dalle montagne di Djermaun, Kardicha, Dotùs da mi lato e dall'immenso altipiano di Sfa da ll'altro. Piani interrotti· da burroni, da alture, torrenti fiancheggiati da ulivi selvaggi rendono penoso il cammino per vie poco praticabi li. Il passaggio del D,:rmel, ricco d'acque dolci, rare in truei luoghi, riesce difficile ad Iche. Il co11Voglio francese irì parte predato fu salvo per l'intervento della cavalleria. Da Ras-es- Sfa a Sefissefo , vill::iggio che appartiene alla Francia, . il cammino è meno difficile. Segue la descrizione della ricognizione a Thiout, Asia, Chellala, villaggi più o meno importanti, e neJla vallata del Sbe'iah del El-Biod fino a (}eryville. L'autore osserva che l'abolizione della tratta dei negri ha esaurita la sorgente della ricchezza delle popolazioni del Touat, le quali spariscono 11 poco a poco cornr: i palmizi. Secondo lui i villaggi prot.etti sulla strada del Timbouctou saranno le stazioni fra ncesi sn quella linea. Ma predice che bisognerà abbandonare la dominazione ··armata in quelle regioni descritte. Le a.gitazioni in Algeria. (Continuazione). K1vA. - È un'esposizione dello stato morale e materiale della grande Kabilia nel 4880 prima che passasse sotto J'a rnministrnzione ~ivile. Si conclude che tranquillità regnava dovunque, gl'indigeni erano dediti con calma e sicurezza nl commercio ed all'agricoltura, l'esistenza ma teriale aveva fatto grandi progressi in qud paese. Dell'ord,inwnwnto detl'esercùo ed 'in pwrt,icolare <lell'a1·t·iglierùt e de l gen'io. A. R AT HEA U. - Vuole la creazione in ogni reggimento di fanteria di una t:ompaguia di zappatori, fo rmata però con gl i elementi dello stesso reggimento, ed il riordinamento delle scuole reggimentali

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sotto la direzione di un ca pitano clel genio. Propugna un considerevole aun:ient~ d'artiglieria, reclutando gli ufficiali fra gli ~llievi della scuola dt Sa1:1L-~)'l_', .la creazione_ di una scuola di appl icazione per i sot'.oteuent1 .cl art1glter1a; soppressione nel corpo d'artigl ieria della direz1011e degli arsenal i, man ifatture, officine di oani specie dei po11tonieri , delle compagnie di operai, e controllo~·i d'armi. L' intendenza secondo il progetto proposto perderebbe il t:ontrollo, serbandosi soltanto l'amministrazione del dominio militare. Il c;ontrollo s~Jetter~bh_e al comando. Il genio militare non avrebbe più i tre reggunent1 d1 zappatori e conducenti, ma un battaglione di minatori un r~ggimento ~i pontieri, un battaglione di ferrovieri, una compa~nia d1 telegra fisti , una compagnia di aerostieri. All'arma sarebbe addetto il servizio degli arsenal i, delle manifatture d'armi, polveriere, ecc. Gli ingegneri militari dovrebbero essere reclutati nella scuola politecnica, cd una scuola speciale d'applicazione dovrebbe essere creata per essi. _Lei fanteri a,. - Vi è segnalata la sua grande importanza riconoscmta da tutte le potenze più che in Francia, biasimando 11 sistema di :ceglie!·~ pri1~ii1 i ~nigliori elementi per tutti gli altri corpi ed i van servm e d1 lasciare al la fanteria il resto del contin<rente. Gli uomini piccoli e deboli non hanno altra risorsa nelle grandi fatiche delle marce a piedi che di gettare il peso che portano addosso. Si sostiene perciò che se nella fanteria richiedesi più vigore che nelle altre armi, non vi è meno bisogno d'intelligenza e di morale superiore, essendo essa chiamata alla decisione deJla lotta. Il servizio di t.re anni è ere:'. . duto sufficiente, ml\ purchè tutti i quadri sieno ben reclutati. Per avere dei buoni sott'ufficiali non si dovrebbe concedere alcun posto . d'in_ipiego ne!le amministrazioni dello Stato se non che a coloro i quali abbiano servi to pe: qualche anno nell'esercito con c1uel grado. Si dimostra la necessità per la fanter ia di 1,1 ttirare la parte èletta della gioventù mil_itare, e di avere una sola scuola per gli ufficiali, i quali rlehbono vemre da una stessa origine. Quelli di artiglieria e cavalleria dovrebbero passare poi ad un speciale scuola per ciascuna di queste due arm i. Infine si biasima la preferenza del corpo di stato maggiore per l'avanzamento che agli ufficiali appartenenti ad esso si apre con grande vantaggio nelle varie armi. Semplici note sullci Spagna e siill'esercito spagnuolo nel 188l. A. DE SERIGNAN . - Giovano le notizie die l'autore dà in questa pa rte del suo lavoro intorno agl'istitnti militari di quel paese. Circa la scuola di tiro rileva che il campo dei fuochi è molto ristretto, e che non possono avervi luogo quelli così detti di guerra a grandi distanze praticati negli altri eserciti. '


LlBRl E PERlODICI

Una pag,i na d:i st01·-ic1, contempomnea. -

1 masstwri d:i Djeddah.

BuEz . - È un racconto degli eccidi di molti cristiani nel 18f.i8, e vi si rivelano le colpe delle autorità musul mane che non impedirono cp1ei sangniuor.i fatti , provocati rial forn1tismo religioso.

somIARJO DELLE ~u TERIE BOLLETTINO BIBLIOGRAFI CO

contenute nelle disJlense di luglio, agosto, settembre 1882. ·

Zweile Baml ,lei• 1llilllrnil,mgen tlm• I,. I,. ,Uililii1•-9eog,·apl1iclw11-lustiluls . ( Secondo volume delle comunic~ zioni dello i. r. Istituto geogr afico m ilitare) . Vienna 1882. - E uria pubbl icazione fatta per conto del Ministero della guerra e contiene la relazione di quanto venne operato presso l'i. r. lsliLuLo m ilitare geogr afico, dal 1° marzo 1.88·1 al 30 apr i le 1882. Un capi tolo è dedicato agli antichi e ai nuovi metodi d i 1·iproduzione, e al loro uso nella car tografia. ' BOCI<LIN. l)os !letcrlheilen tle,• Scluiss-Di11tn11-zeu im Gefecltfr, (Il g iudizio delle distanze n el t i ro i n combattimento). Vienna 1881. T ipogr afia Seiclel e figli o, prezzo L . 1,50. - L'autor() dice che ove il comandonl.e di comp agnia sbagli di qualche centinaio cli metri la distanza che lo separa dal n emico, e quindi indi chi male l'alzo, l a miglior e compagnia sbaglierà tutti i suoi tiri. Si lamenta che non sia data alla scuolA, pel' giudicar le distanze, l'impor tanza necessaria. Raccomanda ai capi tani d i non trascurare all'occorren za il giudizio dei cacciai.ori di m estier e, contr abbandieri e sirnili che fosser o per avven tul'a nella lor o compagnia.

L . lSENBORG. E'eltlpostbt•iefe eiHes :Jlilg li<>tle11 ,let• ~2 IJi- · .,,isiou. (Lettere dal campo di uno facien te parte della 22' Di visione). I msltausen L882, i n commissione presso Edoardo Holtl in H ersfelcl. - Sono racconti cli episodi e descrizi one di scen e della cam pagna del 1870-71.

Il Dlre.ttorc O.RESTE BAHA'f l l':HI T eiu1ite Colonn~llo n•i Ber~ar;lt~ri.

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-------- - ---------- --- - - DEMARCHI CARLO, gerente.

DEL !-fETOOO NEG_Ll STUDI MILITARI. - E. 4. 'osenlino, magg10re nel gemo · . . . . . . . . . . . . . . Pag. 5 IN UNGHERIA_- NOTE IPPICHE . - G. B. (~avl~lla, capi tano veter10ar10 . . . . . . . . . . . • . . . . . ;, 33 LA BATTAGLIA T>EL TICINO. ·- 'I' . i'llarlolti . . . . . . • 64 RASSEGNA TECNOLOGJCA . - L'ELETTRICITÀ E L.6: SUE APPLIC:AZ!ONI MILITARI. . . . . . . . . . . . . . . » 89 BIBLIOGRAFIA RELATIVA AL GENERALI:: GIUSEPPE GARJBALDI. Quareogbi . . . . . . . . . . . . . . . . » '123 _ SERVl ZIOSTRATEGICO DELLA CA V ALLERIA NELLE ULTI~!E GUERRE. - Olinto Lu~li, capi tono di cavalleria . . . . . " 177_ DEr, FUOCO ACCELEHA TO ALLE GRANDI DISTANZE. - G . Uourelly, capi tano cli fanteria . . . . . . . . . . • '195 _ L'ASS~DIO n_I GF.NOYA OEL 1800. - Severino Zauelli, maggiore eh fanteria . . . . . . . . . . . . . . » 2t()-390 _ A LCUNE IOEE CIRCA L'IMPIEGO DEGLI UFFICIALI DI STATO MACY. GIORE. -· G . Venini, capitano di stato maggiore . . » 262 ~ MARI$ . IMPERIVM . OBTJNENDVM. - APPENDICE. - Paolo C oUrao . . . . . . . · . . . . . . . . . . • 271 _ PIAZZE, FORTI E FERROVIE FRA IL RODANO E LE A LPI. - P . -, ,,,:; /llirandoli, capitano del genio . . . . . . . . . ,, 280 )t'. ., . GLI UFFICIALI DI PROVVJGIQNAMENTO IN FRANCIA . . . . » 306 /i'. .f:'_ STUDI FER'ROVIARIO-MIL!TARI. (IV. VIA, STAZIONI E MATF.RfALF. Frsso). - L. c;onti-Veeeltl, capitano di stato maggiore » 333 'STUDI SULLA CAVALLERIA . - ORDINA1\H':NTO DELLA CAVALLEHIA. - Har.iiale Uianehl d' -v. dda, capitano cli cavalleria . » /4-20 LE CARTUCCE SUL CAMPO DI BA'l'TAGLIA. - ('. illlassaglia, capitano di stato maggiore. . . . . . . . . . . . » 4-60 _ BALLAGLIE DIFENSIVE-OFFENSIVE . - ,Ulredo D nrelli, capitano d'arti al ieria . . . . . . . . . . . . . . . . . » 493 lL GENRRALE CEBICIEFF E IL TIRO CELERE. - O. C,;erroll . • 516 /7 i " _


Libri e periodici.

Italiani. La società per impre8e e cosLruzioni p ubbliche 1872-188'1 Pag. Aforismi militari - L. FINGA n . . . . . . . . . . . » Sinossi di arte militare, tiro delle armi da fuoco, topografia e fortifice.zione. - T. ZUCCHELLI . . . . . . . . . . » Il castello di Broglio - RAFFAELE CADORNA . . . . . " L'abbecedario del trombettiere pei corpi di fanteria, bersaglieri, compagnie alpine, distretti militari - G10v ANNI P10 ROSSI . . . . . . . . . . . . . . » Della possibilità ed utilità d'una resistenza in Friuli. - ERNESTO D AGOSTJNJ '. . . . . . . . . . . . . . . . .. Mem orie del 36· r eggimento fanteria. - G. PANAZZA . . » Garibaldi, 1807-1859 con documenti editi ed inediti, piante e faC8iP.l i!i. - GIUSEPPE GUERZONI . . . . . . . · . . » Comr,endio di geografia illustrato dai fatti più importanti di s toria patria moderna. - GIOVANNI MARCHESE . . . »

138 147 149 151

153 310

311 3'13 31!>

Francesi. Journal des sciences militaires . . Par; . 158-525Le Spectateur rnihta1re. . . . . . . . . . . . . • 163-53'1 Le chaussure militaire par le major S. A. SALQUIN, avec le f ~ncours, pour la partie tecnique, de GIACOMO et STEFANO 1 JRONE . . . . . . . . . . > 315,

Tec~eschi . Neue S tudie tiber Verwendung der Artillerie in der geplanten Angriffs-Schlacht. - HoFFBAUER . . . . . . . Pag. Organ der militar WissenschafLlichen Vereine. . . » Neue Milita.rische Blatter . . . . . . . . . . . . . » Registrande der geographisch-statistichen Abtheilung des g rossen Generalstabes . . . . . . . . . . · . . ~ . • J ahresber1chte uber die Veranderungen und Fortschritte im M1litairwesen . - H. V oN LèiBELL . . • . . . . . » Jahrbiicher· fli r die Deutsche Armèe und Marine . » Streffleur's Oesterreichische Militarische Zeitschrift »

,;

154 '167 170

3t 7·

3-18 321 323,


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RIVISTA MILITARE 1882 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu