RIVIS TA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITAR.I
Serie Ill. -
Anno XXVII
Tomo II.
ROMA, 1882 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO - EDITORE Via Naziooale.
DELL' INIZIATIVA
P roprieta letteraria.
« L'iniziat.iva in potenza e quel diritto e que! dovere che ema« nano dalla responsabilitb. di cui einvestito un dato grado. L'ini« ziativa in atto e la decisione presa da un comandante di truppa « a! sorgere di date circostanzE), decisione presa in mancanza di « ordini ed anche a modificazioni di ordini del capo superiore as« sente; decisione che ha per iscopo di scongiurare danni impre« veduti o di raccogliere vantaggi insperati ('I). L'iniziativa cosi intesa e destinata a rappresentare una parte importante nell'istruzione degli eserciti ocliern i, e sul campo di battaglia principalmente. Le ultime guerre banno dim()strato come sia necessaria e<l in. sieme di grande vantaggio il fare calcolo su di essa; quindi l'utilitit di coltivarla ne! tempo di pace con metodi razionali, che non si possono fissare dei limiti, allo scopo di trarre da essa tutto cio che si puo ragion-evolmente sperare a profitto dell'arte militare. L'iniziativa e stata argomento di scritti d'ogni specie ed e spe:;so oggetto di discussione fra gli uffieiali: ed e sotto diversi aspetti considerata. Fn anche presso a poco cletto da taluno essere cosa nnova, quasi una invenzione odierna, mentre essa come elemento e perfezione dell'arte e antica quanto il mondo . Quello che e nuovo sono le grandi proporzioni che ha dovuto assumere nelle ultime guerre (1/ Le ttura fatta davanti agii ufficiali del pl'esidio d i Perugia clal capitono Ganul'eUi d iS tato Maggiore ne! 1873.
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sia per gli eserci ti numerosi che fui·ono messi in armi e per la grande rapidita delle mosse, sia pella nuova fisionomia delle battaglie, causa l'adozione dell'ordine sottile, conseguenza dei continui perfezionamenti ·anecati alle armi da fuoco. l\imessa in onore l' iniziativa dai Prussiani quale nuovo elemento di forza, e applicata in proporzionale ed equa misura in tutti i gradi della scala gorarchica, armonizzante colle odierne trasformazioni degli ordinamenti e dell'arte, coltivata con studio diligente, essa diede vantaggi grandissimi nella mobilitazione, nell'andamento delle operazioni cli guerra e sui campo di battaglia; e qui fu potente aiuto ad ottenere la vittoria. I Prussiani seppero comprendere chiara~nente come la grande mole e complicazione degli eserciti odierni obbligando il comando a frazionarsi in mille guise, era necessaria ed utile frazionare anche la responsabilila; da cio l'applicazione ed il frazionamento dell'iniziativa, giacche questa e conseguenza di quella, ne l'una puo essere senza l'allra. Essi videro e compresero che il cornando, da potere dispotico che egli era, doveva cambiarsi in potere moderatore se non voleva essere esautorato. Insomma i Prussiani applicarono al funzionamento del comando degli esercili le teoriche del discentramento e della divisione del lavoro, ma con tali metodi, da fare acquistare ad ognuno, dal gregario al generale, l' abitudine di ?m~o versi con sicUtrezza nella pt·op1·ia sfera d' azione. Si puo distingue1·e l'iniziativa in due specie : quella che si esercita in tempo di pace giomalmente nell' educazione, nell'istruzione e nell'ammaestramento degli inferiori e nei continui rapporti coi superiori, puo cbiamarsi iniziativa di governo. b~iziati1Ja d'impiego quella che si esercita in tempo di guerra e sui campo di battaglia. E ques ta puo dividersi ancora in iniziativa stmtegica e tattica.
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Iniziativa di gov&rno. L'iniziativa di governo adunque ha occasione c motivo di manifestarsi nell'esercizio continuo e completo di tutte le attribuzioni che i regolamenti fissano per ciascun
DELL'INIZIATIVA
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grado ; solo a questa condizione ognuno puo ad~mpiere inter~ mente al proprio compito ed essere responsabtle del propt'IO operato. L'iniziativa cosi intesa none contraria alladisciplina, anzi nee un elemento, perche hail regolamento per base e limite o perche serve a dm:e impulso alia macchina rnilitare la quale senza di cio si muoverebbe solamente per forza d'inerzia. Colofo che devono avere piu vasto campo nell'inir.ialiva di go verno sono il colonnello edit comandante di compagnia (squadrone, batteria). Peccano contro l'iniziativa Lutte quelle domande di autorizzazione e simili e tutti quegli atLi d'ogni maniet·a tendenti a sottt·at•si alia rcsponsabilita annessa a ciascun grado; ne viene di conseguenza che il dare un ordine nei limiti delle aLtribuzioni del proprio grado e assumerne la responsabilita e un dovere. Chi vi si sottrae manca al principale de'suoi doveri, con danno manifesto del buon andamento del servizio o talvoila ariche col danno clegl'inferiol'i (1). Nell'iniziativa di governo l'ufficio del comandante di corpo per la parte amministrativa e disciplinare consiste noll'appli ca~:ione equamine ed illuminata dei regolamenli e delle di~posizioni in vigore: per la parte clell'istruzione, nel compilare il riparto g~nerale del~? istruzioni che devonsi ese<Ynire in ciascun perioclo: m modo pm 0 ' particolaremriato per le istruzioni da farsi per reggimenlo ed m 00 I" modo sommario e direttivo per quelle clafarsi per battag wne e per compagnia; afllnchC i comandnnti di baLLaglioni possano averc alla. loro volta, 0 lascia.re ai comandanti di compagnia la liberta di direzione e J'ingerenza che spett::t a ciascuno in ragiono del grado. Liborta d'azione del resto voluta dal regolamento sui servizio interno e sanzionata cla. quello di disciplina, la clove tratta della re.sponsabilita gerarchica. Che se ciascuno e tenuto a rispondere del suo operalo deve eser· eitare il comando intero: onde e necessaria che il superiore non (I) Quando uoa prllScrizionc non e assoluta, si risolva a buon senso, con coscienza e come meglio tor 1ta in acconcio •lla circostanze e al servizio. Succederb forse qu~lch_e disformillt o rors·anclle qualche en·oro di fntto, ma il piu sovcnte il mu~o sara a_ssut mtnore di quello che pub produt·t·e l'indccisione ed il ritardo nell'esec~ztOne. (Cwco lare Minitleriale, JO aprile 1872. Nota n. 4).
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assorba le attribuzioni dell'inferiore; poiche se il controllo si cam- bia in ingerenza invaditrice delle attribuzioni dell'inferiore il sen-· timento della responsabilitit rimane falsato, si estintrue oo-ni inizia-0 t1va e s1 toglre al grado ci6 r.he esso ha di piu attraente pei canttteri olevati: vale a dire il prestigio della propria. missione in faccia a: se stess_o ed i~ f~cci~ ai ~ipendenti, e quella consideraziono perparte d1 quesli d1 cu1 ogn1 ufficiale ba assolulo bisogno ( 1). . Nel noto opuscolo che ha per titolo Della1·esponsabilitdin guerm s1 legge: « Gl'inconvenienti di questa distruzione delle vat"ie sfere cli· « a~ione, di questa smania di voler tutlo regolare dall'alto nl has50,. « smo alle minuzie, gia si appalesano in tempo di pace; ma esoHanto « in tempo di guerra, allorquando e troppo tardi per r'eagire effi(( cace~ente contro colcste abitudini, che si mostra la sequela di « tutle le l~ro esiziali conseguenze morali. Pertanto in tempo di « p~ce_ dobb1amo a~operarci senza posa a svellere questo male ere« ~1tano ». E c?n CLO non devesi intondere che non si debbasempre · es1gere la mass una osattezza. nell' osservanza delle retro!e e detrli o!'din_i di serv_izio, ma bisogna hadare che la rigorosa re~olarita, ~eces sana certo m molte cose, non invada quellc altre in cui la capacita di fare d_a se, l'attivita p~rsonale sono condizioni principali, affinche l'uffic1ale possa adempiere interamente e bene il proprio mandato. Le_es~rcitazioni campali gra.ndi e piccole, ma quesle .in ispecie, COllLl'l~lliSCOUO a dare agli ufficiali J'attitudine e le cognizioni necessane per poterc all'occasione operat·e di proprio impulso, ma sono insufficienti a dar loro cio che chiamasi coraggio morale (che e_coraggio civile e militare ad un tempo), il quale e condizione s~ne qu-a 1wn dell a iniziati va : esso si pu6 acquistare solamente col fat· uso costa.nte di quella iniz iativa che tulti dobbiamo in diversa misum esercitare nei lunghi periodi di pace, nell'istruzione nell'educaziono dei subordinati e collo studio. La pretensione di allri. tempi di regolare in ogn i minuto particolare !'azione dei dipendenti e assolutamente contraria all'iniziati va, la quale deve consistere•
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. (LJ 11 superiore, .in tutta l'csLensione della scnla SCI'Orchico, ha stretl.o dove 1·e d'inv igr iM? a che i s uo1. infct·iori i r.n~1odia ti aclempiano dtligcn te!lleute ed onostamen te agli obbltght Joro, Jstrutrh, ummonwl1 ~ pun irli qua ndo munca no, ma non devo mai usurparoe h at~1'1 bu t1; ~cemorn e l" autoritll .~ libe1·ta d'a~ion i clre loro appa rtengono a cbo ne de-· term111ano 11 grado d1 l'OsponsabJhta. (Circolare Mlniste>·lale gill citata).
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nello sviluppare nei dipendenti la capacitiL di fare da se e nel tenere vivo in loro l'amore e lo zelo per il servizio, sicche ognuno si faccia punto cl'onore l'adempiere il proprio clovere. « .Noila scuola gel'lnanica, attribuzioni c responsabilittt. sono· « ben defin ite; a cose fatte non manca la lode ed il biasimo , mn il << colonnello comanda il reggimento, il maggiore il battaglione, il « capitano la compagoia . Iri ognuno sentendo di essere qualcosa « nella rispettiva sfera d'azione po1·ta continuamente nel disimpc« gno delle proprie altribuz ioni que! certo ruoco sacro che matte· « tanta distanza tr-a. il serv ire per I'Ocazionc ed il servire per me« stiere {-1).
n. Jni:riativa stmlegica. Nel· campo strategico l'in iziativa, generalmonte pa.rlando, ebbe sempre i mez1.i sufllcient i per manifestarsi, in quolla giusta misura che dagli ordinamenti militari delle varie epochc poteva esset·e concesso. La strategia e per cosi dire svincolata dagli ordinamenti Lallici degli esorciti: oncle vediamo che tanto sotto Napoleon e quanto so tto Federico, e nei tempi ante1·iot·i, i comancl<m ti dei grandi rcparti in cui era suclcliviso l'esercito si trovarono sempre in grado d.i operare di prop1·io impulso, nel modo da essi reputalo migliore per consegu ire lo scopo che si proponeva il comandanle in capo, e al quale mirava la comune cooperaziono. Infalli sappia.mo chc non cbbero impedim onto alcuno ad esercitare quella iniziativa che consentiva il loro comnndo, i duchi cli ,Bl'llnswiclt e di Bewern nell'invasione della Snssonia nella campagna del ,1756 e nell'invasiono clella Boemia nella campagna uell'anno dopo. Altrettanto dicasi del maresciallo Keith e del principo di Lorcna dopo la. battaglin ui Koll in nella slessa. cnmpagna.. E l'iniziativa di c1uesti ocrenerali non era . certo minore di quella che )Jasseua, Angeruu, Kilmaine e .Toubert ehbero sollo Napoleone nelle
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(I) SIUIVNDO. l!it•ista Mllital"6, ngOSlO 1873.
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DELL ' I NIZ IATIVA
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immortali campagne del IJ796-97; e di altri illustri generali nelle campagne successive. Sicche in queste due epoche gloriose dell'arte militare, i comaudanLi dei grancli reparLi erano affalto liberi di adoperare le loro truppe come .il genio loro suggeriva: e la loro iniziativa non aveva altro limite che la dove andava ad offendere in qualche parte il concetto delle operazioni ideato dal comandante in capo. In questo caso vi sarehbe pure stata iniziativa, ma appli cata a controsenso, ineLtitudine al comando e danno manifestoed incalcolabile a~Ja riuscita delle ·operazioni 'cli guerra. Oggidi, sebbene gli eserci ti che le nazioni mettono in campo sieno piu numerosi assai, l'iniziativa strategica non e maggiore di quella delle epoche gloriosc di Federico II e di Napo leone I. Allora e nelle epoche anteriori 13ssa era necessaria pella impossib ilita in cui si trovava il comanclante supremo di dare il suo impulso clil:ettamente a corpi separati, e talvolt<1 a grande distanza fra di loro. Che se·tale difllco lta e oggidi 'in parte diminuita dalle f~rrovie e dal telegrafo , la maggior complicazione cbe presentano gli eserciti oclierni e la loro mole hanno creaLo dell e difficoWt di altra natura che esigono si conceda sempre mo[La iniziativa s trategic~t ai coman-' danti dei geandi reparti . E per averne una ch iara idea riporLero alcuni ordin i del eo mando supremo degli eserci ti prussiano e tedesco nelle campagne cli Boemia e di Francia. I1 22 giugno i l eo man do supremo prussia.no speclisce ai Principi comandanti delle due armate il seguente telegramma: << S. M·. ordina che i due eserciti entrino in Boemia e cerchino « di riunii·si dirigendosi su Jicin ». E a commento cli questo telegramma il ~<reneraie i\foltke scriveva lo stesso giorno ai due Principi: « E stata indicata la direzione « cli .Jic,in per la riunione dei clue eserciti, avuto riguardo alle « distanze eel alle comunicazioni ferroviarie ed ordinaria. I! « che pero naturalmente non vuol dire cl~e si debba raggiungere <c il detLo punto ad ogni costo, dovendo la ribnione dipendere « da.lle vicende. I comandanti cl'esercito dal rnomento che s'in« contrano col nemico, devono agir~ secondo il p1·oprio criterio e « secondo le esigenze del momento, ma nell o stesso tempo aver « riguarclo alia situazione in cui si trova l'altro esercito. · Soltanto « col mantenersi conLinuamente in vicendevole corrispondenza •
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sadt. possibile il vicendevole appoggio. Ciascun coman'dante deve sempre avere in mira la riunione di tutte le forze per « l'azione decisiva. n E alia viailia della battaglia di Sadowa fu spedilo il seguente ordine al Pri~cipe reale: « Stando alle notizie giunte al 'Io esercito, il « nemico si e avanzaLo fino alia BistriLz presso Sadowa con circa « tre corpi, i quali possono per altro essere raggiunt.i da altri. Percio <c fu o!'dinato al '1° eserciLo di trovarsi domauina 4 luglio alle 2 « schierato fronte a est fra Horitz e Psanek. « V. A. R. voglia tosto dare le opportune disposizioni per potere « avanzarsi con tutte le truppe in sostegno del '1• eserci to, contro << il fianco destro del presupposto movimenlo in avanti del nemico; <1 e prendere parte al piu presto possibile all'azione >> . Il 'I2 ngosto ~1870, cioe sei giorni dopo la battaglia di Spicheren, il comando supremo manda alle t.re armate il seguente ordine: «Per -{< qnanlo si puo dedurre dalle notizie ricevute il nerbo pri'ncipale << del nemico sta ritirandosi per :Metz di la dalla Mose\la. << S . .M. comanda: << La P armata si avanzera domani 13 verso la Nied francese col ·« urosso sulla linea Les Etangs-Ponge, e guernira la stazione di « Courcelles: la cavalleria esplorera verso Metz e passeri:tla Mosella -<< a valle. « La 1• anuata coprira eosi il fianco dell a 2a. Questa marciera << sulla linea Buchy-Chateau-Salins, porra i suoi avamposti sulla << Seille, e procureri.t se possi bile d'impadronirsi dei passi della ,«.:Mosella. La cavalleria csplorera di la dalla Mosella. « La 3a armata proseguira ad avanzarsi verso la linea Noncy·« Luneville ». Da questi ordini si scorge quanta iniziativa debba il coma.ndo ~u premo concedere ai comandanti delle armate . Esso ~on fa eh~ mdicar loro le linee da· seguire, gli obbiettivi da raggmngere: SJcche lascia a lo ro cli prescrivere i modi e le clisposiziorii di marcia e di giudicare anche dell' opportunita di dare batLaglia.
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Ill. tni.=iativa tattica. - FinchC gli eserciti furono piccoli e non sovorchi e le artiglierie, e in consegueuzn. limitato il campo di battaglia, il generale in capo potovtt sopravvedere ed ordinarc ogni cosa, abbracciare a colpo d'occh io tutta o gran parte dell'az ione, e sul campo stesso mutare orclini e conceui, talche sovente si finiva in tutt'altt·o modo di quello che erasi alle prime divisato. Perfozionate le artiglierie eel accresciute, e gli eserciti divenuti piu grandi, si poleva durante la ballaglia modificare gli 01·dini e mutare le disposizioni secondarie di all acco o di difesa, ma non si sarebhe potttlo senza grave pericolo muta1·e le disposizioni fondamentali: ne il generate poLeva avvicinnrsi a tutto le parti (lella 1inea di battaglia estesa su vastissimo terreno per comuni care ad esse il suo impu lso. Percio illavoro di consul tare piani, carte, ricevere, redigore, specli t·c ordini ecc., che era piccoliss irno pei generali greci e romani, e piccolo due sccoli fa, et·ebbe allempo di Fcderico e sotto Kapoleone. E necessaria pure ilivenne lo avere luogotenenti con estese cognizioni di strategia, taUica e lopografla, per oltenerne quclla cooperazione senza la quale non sarebbe stato possibile comandare, annodare c far muovere grancli masse di soldati, su fronli cli battaglin. cstesissimi, come accadde nelle guerre della repubblica. fran cese e in quelle dell'impero in ispecie; le quali furono una vera scuola d'arte e d'iniziali va alltL qURle crebbero e si illustra· rono tanLi ufficiali. L'organizzazione degli esercili napoleonici ra.zionalmente intesa, la creazione della divisione, della brigala e clegli aiLri reparti minori, prcsso a poco come sono oggicli, contribuirono moltissimo alia manifeslazione clell'iniziativa e la rescro possi bile e necessaria ad un tempo anche ne! campo tatLico; ma quclla tallica d'allora a grosse colonnc, a massa, non la ri chicdcva dagli ufilciali dei gracli minori. Questo clovcva farlo la tatticn. odioma: cl all ' orcline sottile doveva scaturire la necessitu clell'i niziati va anche negli ufficiali dei gradi inferiori , i cruali possono trovarsi facilmcnlc nel caso di clover chie-·
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dere alle proprie ispirazioni (e l'esperienza lo ha luminosamente provato) il modo di condursi per far fronte alle vicendo del combat· timento e volaerie a profitto del concetto generate. Non occon~no molte parole per dimoslrare come In. tattica lineare ed il frazionamenlo del comando che ne era la. consegucnza, per loro natura ncn consentissero all c n.LLivita individuali di libenunenle manifestarsi e come tarpassero le nli acl ogni feconda iniziativn.. lniatti crJi esorciti prima della rivo luzione francesc si disponevano in batla~lia secondo una linea contimw. che .aveva t~L~e le sue parli slrettamente collegate fra loro ; cosicche ogm mossa st faceva con movimento simultaneo per non rompere quella rigidezza che formava appunto la solidita di tale ordinanza.. Solo le parti disposte allc ali potevano godere di una maggiore indipendenza, la quale pen'> era. ben poca cosa in paragone alia liberla d'azi.ono d'oggigiorno. Inoltre il frazionamento del comando ~ra be~ d1verso. cla. quell o acloLLato di poi. Le bl'igate non avevano. Jorma~Ione stab1le; ht divisione quale unita composl.a. clelle tre arnu e funz1 ona~l.o come l'attuale non era ancora. stata adolLata. Vi erano invece clc1 comandanti pet· ciascuna linea o per parti di essa e ne a''evano solamente il comando tomporaneo. Talc ordinamento era Yoluto da quella. la.ttic.a. rigida ed automatica. la quale non aveva., come la taltica ·della. rivoluzione, il bisogi:w di suddividere l'osercilo in forti unitit avenl i un'esistenza e un compito propri o1 Ora. si comprende come qucslo modo di co1~battere tendes~e. a .fare assorhire ·quasi intera.mente clalla. volonHt del capo tu! L~ le 1~1zintivc. E si comprende altresi come fintantoche le tmppe St schwrarono e manovrarono eel er::mo comanclate nel combatlimenlo in qucsta. guisa, l'iniziativa. a.vrebbe proclotto effetti piu dannosi che utili; perciocche spezzata la continuita della linea doveva n~~essa riamente scuotersi la solidi tit dell'ordine di battaglia. prestahthLo ed ingenerarsi disordine. Una. prova di cio si ha. nella bat~a?l~a ~i Kollin: un comandante di battarrlione per propna o per . IDJZJatlva del. 0 . . . comanclante cli hrigata ovvero per altra cagwne, spmtos1 mnan~1 tempo cont,ro gli Austri a.ci, fece sconvolgere l'ordine cli battagha ideato da Feclerico. Fatlo questo che fu consiclemto come causa non .ultima delta sconfiwi di qnella giorn:Ua.
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La tatlica lineare mentre toglieva ogni iniziativa alia fanteria, poteva invece conceder·e alln. cavalleria molta liberta d'azione. Ma devesi considerare che questa sua liberta d'azione proveniva in parte anche dal fatto che la cavalleria si disponeva per massima a lie ali . Per al tro se ne lie guerre di Federico la cavalleria si segnal6 per eminenti scrvigi resi all'esercito e per splendidi alli d'iniziativa lo si deve in gran parte all'intelligenza, al vigore e all'alto animo del suo illustro comandante, il generale Seydlitz. Cio che forma la vera gloria di Seydlitr. si e che dopo tanto spazio di tempo e dopo guer·re colossali come furono le napoleoniche e Ie ultime, gli all ori colti dalla sua cavalleria si mantengono ancora verdi come fossero di ieri. Ma era venuta !'ultima ora per la tattica lineare, per la tattica compassata. La gran de rivoluzione francese, coi vecchi ordinarnenti politici travolse anche li ordinamenli militari ; .Ja ruppe anche in questo colle viete idee del passato, che 'piu no11 rispondevano ai nuovi soldati e alle nuove esigenze cli guerra. Le cagioni lcgittime o sanle di quelle guerre fatte con eserciti tumultuari i ma caldi di patriottismo fecero scaturire la nuova arte di guerra da cui l'ordine separato, che fu fattore non ultimo delle vittorie di Bonaparte : scnza delle quali non sarebbe stato possibile propagare in cosi br·eve tempo in Enropa e consolidare in Francia i gran~i principi che la rivoluzione a''eva con tanto sangue proclamali. L'ordine separatofu il padregener·atoredella iniziativa del campo di battaglia e pet· aver·e di es"o una chiara idea e bene ricorrere alia dafinizione che ne da il suo principale propugnatore, il Menil Durant. « L'ordine separato, egli scrive, e quello in cui oani divi« sione forma un corpo separato e combatte i ndipende~temente « dalle altre, dalle quali essa rimane separ·ata ed anche lontana >> . « I tre ordini, il pamllelo, l'obbliquo ed il perpendicolare pre« sentano linee continue. Quest'ordine non presenta alcuna linea. « Il suo scopo non altrimenti che quel!o dell' orcline perpendicolare « e quello dell'obbliquo si e di assalire soltanto alcnne parti del « fronte nemico , non impegnandosi colte altre, e di assicurare la « vittoria colla grande superiorita di quelle che la decidono sole ». L'adozione di queslo nuovo ordine, gia argomento di lunghe di-
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scussioni e polemicbe vivacissime, fu piuttosto la conseguenza·della reciproca diffidenza e ambiz-ione persona le di quei Oeri repubblicani che furono preposti ai comandi elevati, anziche del suo intrinseco valore. Certamente che il genio di Napoleone seppe subito apprezzare la superiorita dell'ordine separato sull'ordine lincare. Questo nuovo modo di ripartire le grandi unita, e conseguentemente il comando, contribui non poco a produne quelle individualitA militari che tutti conosciamo, alle quali le pastoie della tauica antecedente non avrebberopotuto offr·ire e i mezzi e l'opporluniUt di dare tan Le prove del loro talento, delloro.carattere e di lasciarci cosi numerosi esempi di sapiente iniziativa. • · Dalle campagne napoleoniche in poi il sentimento della responsabilita e ·Jo spirito d.'iniziativa anclarono semprc crescendo in tutti li eserciti ; talche da quell'epoca fino all e ultime guerre vi hanno poch i fa tti d'arme in cu i l'audaco o saggia inizintiva cli qualche u.fficia le non abbia avuto infl uenza su ll'andamento, su i risultalo finale dell'azione e talvolta sull'andamento delle ultcriori operazi oni di guerra. · Ma l'odierno modo di combattere causa gli estesi fronti, conseguenza dell' ordine sottile, concede una certa li berta d'azione anche agli ufficiali dei gracli meno elevati; eel esige cla essi una corrispondente respnnsabilita. Laonde oggi piu cho mai, affinche quesli ufficiali possano fare buon uso d'iniziativa eel abb iano il coraggio morale di assumersi lacorrispondente responsabilik\ sono neces&arie una solida istruzione e molta allitudine professionale: cioe talento. risolutezza, cultura militm·e e caraltere sopratulto. l nfatti per l'adozione clei nuovi ordini di combattimento sviluppandosi e lomanovre e l'azione su nsle zone di Leereno, il comandanLe in capo eel i comandanti de i grandi reparti non possono abbracciare a colpo el'occhio tutta o gran parte dell'azione; e i comandanti di battaglione spesse volte non lo potranno co l comando. Onde gli uni e gli allri si troveranno spesso nell'impossib ili ta di provvedere a tul.le le necessita clel combaHimento, tanto piu se si pensa ali a rapidita colla quale si succedono le diverse fasi, causa i mic.iclialissimi e.ITelLi delle nuove armi. Sicche alia mancanza cli ordini pt:Jr' far fronte alle nuove e precipitose vicende del combal.timen to e cl' uopo che ogni
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ufficialc supplisca colle propria ispirazioni: percio la necessita di una solida istruzione militare e di una intelligente attivita, superiore al grado che ciascuno occupa. lnollre vi sono dei c.asi in cui le grosse masse d'oggicli sono costrette ad operare sopra terreni coperti e cli fronte l'istretta. Ebbene in siffatle circostanze non si puo che procm·are di tenere alia mano le piccole unita tattiche c bisogna coufidal'e nell'intelligenza e nell'iniziativa di tutti gli ufTiciali. Cio appunto accadde a! 5° corpo prussiano alla battaglia di Schal itz. Infatti fino dal principio del combattimento l'ordine di ba!.laglia si scompose e ne consegui un frammischiamento di brigate, di reggimenti e di battaglioni causa appunto i I terreno cop er to e risLI·etto. Per conseguenza l'azione direttiva, unica del comando supremo, ando perduta, ed il bnon esito .della battaglia lo si dovelle all'abilita e all' intelligenza dei capi in sotl'orcline, e massime ai comandanti di battaglione e mezzo battaglione. 1 Ecco cosu. dico in argc)mento l'autore dello: Sguardo tattico 1'etrospetti"'o al 18 66. « I1 comanclante in capo non puo che indicare il pun to decisivo, impartire i suoi ordini perche si faccia muovere una sufficiente quantila di truppe nella indicata direzione. Da questo momento egli e o.bbligalo di affidarsi al tallo c alia bravura dei suoi dipenclenti, egl1 non puo che Lener l'occhio sull'insieme delle mosse e sull'andamento dell'azione per lrar pat'tito dai vantaggi · che man mano si ·uttengono e per prevenire un rovcscio. Nel momento dello scontro decisivo non vi ha pili tra le truppe ne formazione ne legame, solo la forza individua\e agisce e sem~a .regola . Ottem1La la viltoria gli ordini e le forme ripigliano il Joro impero con una vigoria anchc maggiore ». E piu avanti. « E pertanto facendo combattere le compagnie per proprio conto, n.oi n.on cerchi~m? che di trarre il partitopossibile da uno dei pt·inC!palt element! dt 'forza del nostro csercito. Tanti sono i capitani impegnati in ,1• linea si hanno altrettante volonta nelle quali si puo porre la piu grande confidenza, volonta spinte incessantementc dal solo pensiero di giungere sul nemico con tutta la ga.gliardia possibile, volontb. nel pieno I)Ossesso dei mczzi materiali per racrNittn <Yore 01:> 0 questo scopo ».
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DELL INIZIAT1VA '
Dunque parmi si possa concludere che non solo e grandemenle llecessario educare li ufficiali ad una razionale iniziativa, ma che bisogna sempre e dovunquo prelondel'ia: giacche, come sic deLto .da principio, essa nella sua manifestazione a\Lro non cche I'abitttdine di muoversi con. siwrezza nella p1·op1·ia sfera d'azione. Ma per conseguire questo int.ento, li ufficia.\i devono sovmtullo' .essere abituati a trovare la giusta misura fra la liberta d'azione, che deriva dell'1ntelligenza e dallo spiri to d'imprese, e la necessaria dipendenza agli ordini superiori volula dall'azione comune dirella ad ollenere Jo scopo principale. I Jimili dall'iniziativa sono esto.sissim i e non possono essere tracciati che dallo scopo che si vuole ragginngore dai mezzi che si hanno a disposizione c dalla capacitil .d'impiegarli . Non si cleve pero nascondere che un elemento cosi prezioso racchiuclc in se i germi di grandi pericoli a scongiurare i qnali e necossario : 1° Una vasta coltura professionale diffusa in tulli li nfnciali , .congiunta ad una solida eclucazione militare; .2° Un sistema di regolamenti c isLntzioni atti ad allituare li ufficiali all'esercizio cli un'equa iniziativa: perciocche una molJa cosi poderosa non si puo mettere in tensione con semp\ici circolari ne farla scallare tulla ad un Lratto; 3° A complet.are tutto quesLo sistema regolamentare e metodico tendentc a creare, dirigere ed insieme moclerare l'iniziativa sono necessaria in tempo cli gnerra norme e noti1.ie emanate dal comandante supremo aventi pet· oggetto di :fissare l'aLtenzione degli ufficiali sn taluni precetti salienti e caraLteristici di taltica ap· plicala in re\a.zione al terreno su cui. si deve combattere, all'armamento, e al morale del nemico ('1).
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E incontrastabile che IR forza morale e un elemento di successo alia guerra: ma essa nasce ncgl' inforiori dalla :fiducia che ripongono (I) Es: Istruzioni date dall'arciduca Albe1·to nll'csorcilo d'lt31ia all a Yigilia dolln cam· .pagna del 1866. 2 ANNO XXVII, VCL. ll.
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nei superiori, dalla fede nei mezzi materiali che questi hanno nellemani e nelloro ingegno. Se in alt1·i tempi questa forza morale si 'Poteva in gran parte trasmetlere eel inrondere coll'altivita, col valore petsonale, coll'audacia, orae indispensabile vi concorrano piu che allora talune doti intellettuali. La fiducia degl'infei-iol'i 6 proporzionata a! merito dei superiori. Si dice il tale e un uffi:cialo di merito perche ~ i ha motivo o si hnnno delle prove per credere che in Ciualsiasi contingenza avriJ. capacita bastante per condurre bene i suoi subordinati. Ma il merito non e assoluto; esso erelativo ai tempi ed ai modi di guerre. Vi furono tempi nei quali la temerita hasto quasi da sola per costituire il merito: altl'i piu vicini a noi in cui basto la risolutezza, l'attivita, l'eroismo. Oggi queste brillanti e pregievoli qualita non sono piu suf!icienti e vi abbisogna piu che mai il soccorso dell'intelligenza e di una solida istruzione professionale. E cio per le esigenze della tallica odierna e pengli eJl'etti distruttori sempre ci·escenti delle artni · da fuoco, .ed altresi pelle nuove leggi di reclutamento le quali vogliono che tutte lo classi sociali concorrano a formare l'esercito. Per il fatto cioe che I'esercito e la scuola mil itare della nazione. Allorquando i gregari erano reclutati soltanto fra la parte meno istruita e meno morale della popolazione, le qualita militari summentovate potevano forse bastare per ollenere la disciplina: oggidi che dell'ufficio di portare le armi a difesa della patria se ne e fatto un obbligo generale e che l'istt·u~: ione eaumentata, e necessaria ed utile ad un tempo che la disciplinasi fondisullastima. e sulla fiducla dell'interiore verso le qu.tlita di carattere e intellettuali dei capi. MonteCilccoii dice che il pt·imo dovet·e del capo e di convincere· i propri subordinati della sua capacita. E il maresciallo Bugeaud afferma, forse con piu precisione, che bisJgna provare ai propri subordinati chc si e capaci di guidarli bene. Vi e tutlavia chi crede che il sacrifizio delta vi la sia tutto, e cbe un ufficiale sia all'altezza del proprio grado ed abbia adempiuLo al proprio dovere quando si sia esposto eroicamente. Senza dubbio che la risolutezza, il coraggio, l'attivita, sono doti preziose, anzi principali alia guerra; ma non sono le sole che de.ye possedere un ufficiale a misura che si sale nella gerarchia.
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Vi. sono delle situazioni in guerra in cui un nfficiale non pu6 esimersi dal prendere di sua iniziativa decisioni importanti senza venire incolpato di essersi sottratto alia responsabilita che gli incombe. Ebbene, in tali contigenze amolti ufficiali non bastera di avere J'animo imperturhato ai colpi e possedere l'attivita di 1·outine· ma si richiederil invece una solida istrnzione militare, e capaciLfr di rifi~ttere, di calcolare, di combinare, di dare 01·dini brevi e chiari e sopt·attutto di decidere presto o bene; perche ogni minuto che passa van·a ad accrescere nuove forze al nemico. Insomma la tattica odierna vuo le che gli uffiziali sappiano non solo trascinare la truppa contra il nemico, ma condurla secondo le esigenzo della situazione parziale e del momento e concordemente allo scopo generate del combattimento. Voglio dire infine che l'impiego della truppa ·e divenuto piu complicato·e laborioso da richiedere negli ufficiali maggiori capaciLil. professionale pe~; sapere operare di proprio impulso di fronlo all c difficolt~ sempre stringenti del combattimento e v'olgerle a profitto del concetto gencrale, il che vuol dire sapersi condurre con arte e con iniziativa. Questo ammesso, anche in misura limitata, ne tJ·aggo illazione per stabilire che abbisognano agli ufficiali, e propwlionalmente al loro grado, una esatta e compiuta cognizione dei principi dell'arte militare, vaste cognizioni topografiche e grande abitudine del ten·~no. Condizion~ queste necessaria affincM essi possano in tempo dt pace formarst il colpo d'0cchio militare, il quale consiste precisamente nell'~tt.itu~ dine a giudicare prontamente e con sicurezza intorn.o alle condtz1on 1 tattlche e topografiche del momonto ('I) . La brevita e la chiarezza degli ordini, cli cui si e accennata la necessita, edi grande importanza.. Jl perdersi in certe minyzie e lungaggini; puo essere cagione, per chi riceve un ordine, di non corn~ prendere quello che vi e di essenziale secondo I'imendimenLo di chL lo ha detlato, e con grave danno; poiche il piu delle volte l'iniziativa consiste appunto nell'interpretare li ordini e le disposizioni secondo ;
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(I) Quanta mono l;mpetuosita ed il coraggio cieco possono da_se soli ripromctterci il successo, maggiormente bisogna studiat·si di man~vrat·~ m r~tazwnc del torr~no e ~elle
circostanze; per conseguenza bisogna csigere maggJOI'O Intell1genza da tuttl 1 cap1 net dilferon,t.i gradi della gerarchia. (V&nDt DU VBMors. - Dell'arte di condurre le truppe).
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la situazione delle coso· conformandosi pero al concetto cho li ha dellati. Si e detto allrove, ma non e superfluo ripeterlo, che quando infierisce la battaglia, nel suo ondeggiare sanguinoso svanisce l'unitit direttiva: quindi e necessario sotton ~r·ino l'atti\'ila e l'intelligem:a dei capi minori. Le compagnie si gcttano qua ola, si frammischiano secondo li accidenti del terreno, i fuochi radonti fanno molte vittime, la momenlanoa inspirazione degli ufficiali puo solo tenet: Juogo alla roancanza di unita di direzione. E quesla inspirazione sari1. certamente infelice per colui che non ebbe la fortuna di nascere artista (poiche le guena c un'arte) o chc non ha sapulo formusi coll o studio una chiara idea dej principii delle tattica.odierna. Il fare· a fidan za poi colla propria ospe!·ienza di guerra puo tornare egualmente pericoloso, perchC si puo avore preso parte a qualche campagna e non conoscere la guerra: giacche l'espcrienza ha un valore realc solo quando e feconclata da.llo studio e dall'osservazione : si puo conoscere lu g:uerra scnza averla faua. I Prussian i nella campagna di Boemia del ·1866ed i Franccsi in quelladell870-71 hanno pienament.e dimostra-to quesLe verit.it che prima avrebbero poluto sembrare delle bcstenunie. Ma vi ha di piu: agl i uf(icial i di grado elevato non basta conoscere i principii dell'artc ru..ilitare, ma perchc questi siano ve•·amente feconcli bisogna che per esperionza fatta o pe•· lo studio divent.ino delle conv.inzioni, affin chc siano applicate con ftclucia, con risolutezza e con quolla ostinazione che sui campo cli battaglia sovente e la piu bella virtu militare. Gli Aust.riaci vinti a Magenta ea Solfcrino dalla taUica fro ntale del cacciarsi avanti, dall' oJTensiva cloi Francesi si erano convinti clella sua er,cellenza. E se in Boemia in mezzo alle stragi del fucile ad ago seppero mantenere !'animo alto si e perche erano sorret.Li da quella convinzione. I fatti cli mo~Lnt~·~no con spi.etaLa eviclenza cio che f?rse 4 avrebbe potuto uno studw clJhgenle, cwe quale valore dovevas• attribuire alia nuova e tenibile arma della fanteria prussiana: e pcrcio come la tallica francese del •180~1 non potesse piu usarsi colle nuove arrni . Non si deve tuttavia c•·edere cho quella taUica la quale aveva fatto il suo tempo, ma delle cui bontit gli Austriaci era no con ''inli , sia stata la maggior causa di rovesci subiti e cho si sarebbero poluti
scongiurare col cambiare mod~ cli. com.bat~ere ?]I~ vigilia del~a guerra, adotlando ordini e mocl1 neJ quah gh uffictalt. non a~essot o avuto cosi piena fiducia; cM difficilmente avrebbero vmto ~ ~ach~cl , Schalitz, Podol e a Jicin, e nemmeno forse ottenula l'tlntca ed mfeconda viLtoria di 'l'rautenntl. La causa vera e prima delle loro sconfitte bisogna ricercarla nella strategia incert~, inesoluta, mulabile del generate in capo, di fronte a quella saggm, au~lace e forl~ nata dei Prussiani. La stessa battaglia di Sadowa era vmta strateg•camont.e prima di combatterla. . . E in Francia J'oraoglio nazionale facendo velo alia ragJOne, le \'Ito . torie prussiane furono attribniLe esclusi vam.en~e alia po~enza e ceierita del fucile ad ago. Non si videro pewo 1 vantagg1 che ~rano derivati dalla taLLica semplico, elastica, adattata a\ nuovo fu~Jle, e dall'al.Jilitit cleali uCficiali. Queste deduzioni superficiali e passJOnato condussero gtf uomini di guena francesi all'adozione di una tatti~ difonsiva per trarre maggiore profitto clal fucile Ch ~s:sepot, c 10 es~L reputavano superiore ad ogni altro. Ma questa tattJca era contra~·Ja al carallel~e e allo tradizioni di quell'esercito; inoltre la maggwr parte degli ufficiali chc avevano veduto nella campa~na_ d'ltal i~ del ,1859 quanta possa lo slancio e la febbre del cacctarsi ~vantt senza contare nemici ed ostacoli, non potevano avere fiduct a ne\ nuovo modo cli (:ombatterc comandato dall'alto. E infatli dopo dolorose e terribili prove, Ji vediamo a Vionville e a Bezonville tentare di nuovo quegli altacchi a furi a a furia frontali. cl~lla guerr~ d'ltalia, ma sen7.a frnlto. Oramai la Ilducia nei cap1, m se stesst e nella fortuna era gia scossa. . E forse quesla una digressione fuori dell'arg~mento? ~ervn·a se non altro ad accennare come la tatlica, ovvero 1l modo clt comportarsi clella truppa nel combaltimento, debba ~vere il.s~o fondamento: 1) 0 Nelle widizioni e ne! carattere degh esel'CLLL 2o :Nella qualita e potenza dei mezzi di oiTesa dell'avversario e proprii. . Ma per poter giungere ad assegnare il giusto valore a questLe~ementi determinanti la tattica da usarsi in un dato rnomento slonco e necessaria uno studio diligente e spassionato dell a storia delle ullime campagne ; e nel valersi delle cleduzioni devesi ~v~rc co.stantemente in mira di adaltarle alle armi, ai terreni su cm S I cloVt'a cambattere, alle tradizioni ed al carallere speciale delle truppe.
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V.
Essendo la mia autorita troppo piccola, ho ceduto alia tenlazione di citare ci6 cbe aquesto riguardo ha scritto un reputatissimo :autore, il maggiore Scherff: « Per sviluppare l'iniziativa contribuiscono le esercitazioni razio·<s: nali con nemico contrapposto o segnato, in terreno rotto; cioe ·<< contribuiscono le esercitazioni pratiche di combattimento con·<< forme alia nuova tattica. « Soltanto la molteplicita delle cosc vedute e di queUe eseguite « abituano l'occhio a riconoscere rapidamente l'oppor.tunita d.i tale << o di tal altro modo di operare, e questo e precisa1nente quanto « noi dobbiamo cercare di ottenere per il vero combatti.me~to. << Non vi sono che pochi uomini i quali sappiano giudicare piu « chiaramente degt;. allri sotto il fuo co nemico: coloro ai quali in« sieme ai proiettili nemici arriva quell'intelligenza che prima sem« brava sopita sono mre eccezioni (~1assena ebbe in grado eminente « queslo dono naturale) . << La garanzia di un rello giudizio anche nelle strette del piccolo « e l'abitudine. A que!la guisa che l'abitudine della disciplina fa si « che anche nei gravi momenti l'obbedienza del soldato e una se« conda natura, cosi l'abitudine del ten·eno e delle svariate combi« nazioni tatticho che si sono ideate in molte esercitazioni su ter« reno rotto, devono sviluppare il reLlo criterio che ci devo poi gui« dare nella guerra vera. ' « Queste esercitazioni fatte con cri terio e soguite da discussioni « calme e spassionaLe coutribuiscono non poco a formare negli « ufficiali in riga e nei comandanti que! rapido colpo d'occhio cho « fa trmTe prontamEJl'i'te partito· dal terreno in una determinata di« rezione, che poi all'atto pratico viene in sussidio conlro ogni e« si Lazione e che alia tlne fa l.rovare isLi nLi vamonte il piu opportuno « modo di operare. « Nelle piccole csercitazioni sta il vero campo d'attivita degli uf<< ficiali inferiori. Nel risolYore piccoli problemi s·i forma il loro « giudizio, si manifesta e si sviluppa la loro iniziativa.
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« Qui si offre loro occasione di una attivita indipendente, qui ma« turano i frulti del proprio lavoro, frutti che e tendenza naturale « ad ogni uomo di volere raccogliere. . .. « E in questo esercitazioni in piccolo che ess1 devono chr~get:e « impareranno a snb_ordinare· la loro inizia~iva all'accordo mdL« spensabile nelle situazioni piu in grande: c1o che e tanto neces« sario oggidi. . A tutto questo mi piace di aggiungere, che da frequcnt1 ~serCIZt di lungbe mosse di reggimenti e bl'igate in Ol'dine di combattn~ento su ten·eni rotti eel oscuri, si abitnerobbero i sottoposti a non Isfug(Yire alla direzione data e voluta clai superiori e questi dal canto loro ~tenere quelli sottomano. Inconvenienti questi ~he ~i sono ingranditi colla neccssita di usarle a piccole colonne e I ordme rado .. Autorevole conferma a tutto cio che bo detto si ha dalla relaz10ne della guerra franco-prussiana, la quale dopo cli . aver narrato che alia battaglia di Gravelotte e S. Privat, la. fantm.·ta tedesca dovette trar partito con ogni cura delle condizi~ni_ locah e far ~so dell~ colonne cli compagnia perche colpitaa grand1 d1stanze dal luoco clet Chassepots, aggiunge; .. . « E qui appan:e tutto i I pregio cli quell a capactta a condm:s1 d.a s~ che i comandanti subalterni avevano acquistata nolle eserc1taz10lll di pace e della solida istruzione individuale dei soldati ». Ottimo es.ercizio clte non si saprebbe ahbastanza lodare, equ_ell~ di fare comandare ai maggiori di fanteria (e sarebbe utile~ _qum~t desiderabile fosse estesa anche ai capitani anziani) dei parttlt coslltuiti delle t.re armi con nemico conlrapposto. Con cio si otli. ~ne doppio scopo. Si abituano questi ufriciali praticame~te ~ conos~ere da vicino non solo le evoluzioni dolle altre due arm1 ed tl loro tmpiego tattico, ma. imparano altresi aservirsene m~novrando ~ combattenclo con quel legame tattico e con quella razwnalc e rec1proca cooperazione che l'esperienza delle ultime gue~re ci ~a faLlo conoscere ancora una voiLa quanto sia indispensab1le. ~ ~~ fatt~ st~sso di avere un comanclo indipendente in questa esercttazwne ll abttua a rifiettere, a discutere nella loro mente i problemi tattici da risolvere e percio a.ll'iniziati va. ' . . .. Non si puo ommettere cli accennare a.due a!Lrl metod1 d1msegnamento atti a preparare li ufficiali alie svariate esigenze dell a guerra odierna, e sono:
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1o La manovra sulla carta; 2° La manovra coi quadri. La manovrn. sulla carta da modo agli ufficiali cli cscrciLarsi continuamente e con facilita nella soluzione di svariati temi tattici, Iogistici e stratcgici; c dil occasionc a ponderate e proficue discussioni. sia. intomo al ten·eno, sia. intomo alle disposizioni e mosse· delle truppe, che non sarebbet·o possibili nelle esercitazioni Ialte· coi so[dati e su terreno vero. lnollre abitua gli ufflciali a formularo li per li ordini e dare disposizioni in relazione alle circostam;e topografiche e tatticho di una data sittHl7.ione. Questo studio sara maggiormente proficuo quando alle riunioni vi intervengano ufficiali delle tre armi, poiche cosi sara possibile fare ampie discussioni intorno ai principi i fondamentali della tattica, non solo dell'arma rispettiva ma altresi delle altre di cui si ha minor conoscenza: come pure circa l'accordo che dove essere· fra le diverse arm i quando operano unite. La manovra coi quadri e complemento necessario alia manovrasulla carta: in essa si addestrano li ufficiali a·cl applicare a! terreno vero i precelli e le regole dell'arte della guerra e si ofTre foro il· mezr.o di far pralica in tutto quanto concerne la compilazione, la trasmissione degli ordini e clei rapporti e la reclazione di memorie topografiche. Inoltrc dil. loro modo di sLudiare praticamenle la soluzione cli problemi tanici e logistici su qualunque terreno, e anche la dove manchm·ebbe la truppa; e di studiare su tenono vero r modi e le forme di attac,:o e di difesa in relazione allo scopo che si vuole conseguire. Bisogna per6 avere sempre ftsso in mente che l'uso costante dell'iniziativa di governo, cli cui si epal'lato, contribuiril errlcacementE: a far acquis~~re l'attivitit eel il caral.tere, qualitit queste indispensabili per far .buon uso dell'iniziativa sui cnmpo di battaglia.
VI.
TuLto cio chc ho cletto di cose generali intorno all'iniziativa dev.e. essere applicab ilc, e lo puo, anche al l'artiglieri a eel alla cavalleria~
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Quando sono disceso a particolarit.a, a dimostrazioni, ad esempi, seho preso a considerare quasi esclusivamente la fanteria, mi vi hanno indotto i seguenLi moLivi: •Io Pet·che la tattica Cl'impiego delle due armi succitate si puo dire non abbia fatto, dall'epoca napoleonica in poi, verun cambia-. mento sostanziale; 2° Perchc la fantet·ia c anna principale, cioc quella che vi nee o percle le battaglie, mentre le altre due sono sussidiarie. L'artiglieria ba successivmnonte inventati cannoni e proiettili sempre piL\ perfezionali, lM su.l campo cli battaglia non comballe altrimonti di quello che nell e guetTe napolconicho, e nelle alLre piLl vicine a noi, quando essa fLL bene impiegata. Ora, come ai tempi napoleonici, I' artiglieria ha compreso che la sua potenza risiode nella massa e ne! concentramento dei fuochi: on de in quest'arma piu che nolle allre puo esercitars i quasi sempre l'unitil di comando e di direzione. Quindi se none scemata la li berta cl'azione degli ufficiali sul campo di battaglia, none cerLo aumenlata: questo per le grosse battaglie; nelle piccole fazioni in cui si hanno pochi cannoni da impiegare essa comballe come ha sempre fatlo . Circa alia cavalleria la cosa e un poco difTeronte. Che sebbene i diversi mocli di impiego possano riassumersi in questi due: se.rvizio di esplora1.ione e cli sicurezza, e carica, tuLta via il caratlere. delle guene moclerne ha dato loro un'impronta spe.ciale. Porcio negli ufficiali cli cavu.llcria si richiecle maggior iniziaLiva c,hc in passato. ·Ne! servizio d' esplorazione ( avanscoperta, sicurezza) l' ufficia.le sovente lontano dal superiore da cui ha ricevuto ordini ed istruzioni, si trove fit nel caso di clovere i11terpretare gli uni e le altre in relazione acl un dato concelto e di suppli re a cio che puo esservi cli manchevole; e cli dovere talvolta provvedere colle propria ispirazioni a casi nuovi, imprevcduti e precipitosi i quali richi ~dono ori(mtamento e decisioni pronte, per rispondere all'importanza che ha oggicll un tale servizio. . Cit·ca alia carica, se e vet·o che ora piu che mai, causa il rapido succedcrsi delle fasi del combattimento, ma assni piu ancora pel tiro lungo e colere clelle armi da J\}oco, il momento propizio pet· caricare sia divenuto pi\1 fugnce, si comprende quale e quanta ini-
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ziati:a de.bb.esi. con~edere ad un ufficiale di cavalleria. E questo n~gh u.ffictah dt ogm grado perche se le cariche di uno o piu reggtmentJ possono salvare le nostre fanterie, rompere le linee nemiche, ovvero decidere la bauaglia, in una piccola fazione un compito identico puo spettare a pochi plotoni. . . o.ui~~i ~e ?egli ufficiali (~ei grad~ i~feriori e con~essa in propot·ZIOU! pm 1Jmttate, qLlesta hberLi:t. d az1one, non e pero motto minora ~ella sua essenza: poicbe tanto per gmndi come per piccoli ~·e~artt. l'oppo~·~unita. di agire sfugge come il lampo, e qualunquc ISp1raz10ne all mfuon della propria verrebbe troppo tardi.
YIT.
Afli ne he un uJficiale, qualunque sia il suo· grado, p~ssa fare sarri'Tio uso d'iniziativa sui campo cli baLtaglia, cioe possa coopePare a;cl1e senza averne ricevuto or·dine, sono necessaria talune conclizioni cho si possono co:Si riassumere: ~) Avere una compiuta conoscenza ·clella situazione dell'armala, o ~el corpo d'armata, o della divislone, o della brigata, o ~el reggrmento. ovvero del battaglione di cui e parte la truppa che SI comancla. In altri termini e necessat·io che il comandante di un reparto qualsiasi abbia esatta cogni:'.ione, sia perch& gli fu comunica.Lt.t, sia per induzioni o por dati di futto, deUa situazione strata.: gica o tattica e del compito assegnato al reparto immediatamente superiore di cui esso fa parte. b) For~arsi un concetto chiaro delle scopo che si pr·opone e che concord1 " ol mandato del reparto maggiore che lo comprende. If cho significa avere rillettuto sulla necessita e sulla convenienza d.ella mossa concepita e sulle cousegnenze che da essa possono denvare. c) Farsi un esatt? ~tpprezzamento delle condizioni topograficho del toneno su cm .st doV!'U. manovrare e combattore. d) Dare il giusto valore ai Il\Ozzi matei'iali e morali sui quali si puo far calcolo.
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e) E quale condizione sine qt~a Mn, e indispensabile sentirsi il coraggio morale {che e coraggio militare e civile ad un tempo) per mandare ad effetto con· risolutezza eel audacia, se fa d'uopo, il fatto divisamento quando se ne sia incominciata. l'esecuzione. Senza· avere riflettuto su tutte queste quistioni e senza averle risolle favorevolmente a! proprio concetto, non si deve far atto d'iniziativa, perche in tal caso novo volte su dieci si va incontro alia sconfitta. Ad appoggiare autorevolmente la mia opinione ciLero alcune parole dell'autore di wn'escwrsione attmuerso ai campi di battaglia delle a?·mate prussiane in Boentia. - Egli dice: « Solo (( chi agisce colla conoscenza della resp.onsabilita che si assume -<<in seguito ad un concetto nettamenLe formulato, e non sotto !'in· « cubo delle incertezze onde un comandante e travagliato, puo es« sere sicuro se non dell:1 viLLol'ia, di non subire una gconfiLLa ». Queste parole si riferiscono alia narrazi.one che egli fa di clue mosse d'iniziaLiva con e.sito contrario l'una dall'al tt;a ne! combattimonto di Sckalitz. La brigata. Frangern formava !'ala sinistra della posizione occupata dall'VIII 0 corpo austriaco sulla sinistra dell'Aupa davauti a! villaggio di Sckalitz (28 giugno '1866}. Il generale . Frangern allo scopo di a.ndare in aiuto di un battaglione che occupava un posto avanzato, d'ordine del comanclante del corpo, esegui di sua iniziativa un movimento avanli colla sua. brigaLa, movimento che ebbe funeste conseguenze. Ques~a mossa corrispondeva essa alla si.tuazione strategica del momento dell'VII( 0 corpo? o in altri termini concordava essa col mandato di questo corpo? no, percM l'Vlll0 corpo aveva. una missione difensiva, cioe la missione di conservare la stretta di Sckalitz per lasciare la possibilila al comando supremo di prendere l'ofTensiva in questa direzione. Si polrebbe obbiettare cbe questo non imponeva. pero una difensi va passi va, che anzi questa e un errore. Alia quale obbiezione cosi risponde l'autore citato: « Malgrado « l'insuccesso, il movimento oiiensivo eseguito dal genera.le Fran« gern sarebbe giustificabile ed anche da encomiarsi se fosse stato « intraproso dopo di avere respinto un attacco delle truppe prus-
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« siane sulle allure da esso occupate, oppure se gli Austriacl aves« sero potuto sperare di prendere pel tal modo di fianco la linea << nemica o tratteneme l'avanzare ». Aveva il generale Frangern chiariLo bene nella sua mente lo scopo. che voleva conseguire? Ane he a qnesta domanda la critica risponde negativamente: perche l'attacco prese fin dal principio una falsa direzione (e la relazione austriaca che lo dice), e non appena iniziato questo ,movimento le tmppe furono battute ai ·fianchi ed alle spalle e perdettero dne cannoni. Devesi ancora aggiungere che anchedelterrenosi era fatto un'idea falsa: « Egli abbandono una ~ posizione eccellonte per la difesa e dalla quale era agevole cliri« gere il combattimento e si porl6 invece in terreno coperto ove la « vista era affatto intercettata ». Si e detto che questo movimenlo produsse funoste conseguenze: infatti trasci n6 nella rovina un'altra brigata ed ambedue perdettero cii'Ca 4800 uomini tra morti e feriti senza ottenere alcun risultato; anzi per questo falto divenne piu disastrosa la ritirata ch e dovette intanto eseguire l'VIII0 corpo per altre ragioni e per ordine del comando supremo. Per lo contrario vediamo un atto d'iniziativa fecondo, eseguito da due battaglioni della stessa brigata che erano in 2a linea. Illoro comandante visto l'infelice att.:1cco della brigata ed i pericoli che la minacciavano, seppe di proprio moto condurli con criteria e con audace risoluzione conlro il nemico minacciante, per disimpegnare il resto della brigata stessa. Ancora un esempio. E fuori di dubbio che il generale Franzeky alia battaglia di Sadowa, senza avere notizia della situazione strategica della 2• armata, senza veder chiaro attraverso alle nebbie dell a bauaglia, e senza essere dotato di un forte carattere che si ritempra in mezzo alle gravi difficolta e le sa clominare, non sarebbe stato capace di quella eroica resisLonza nel bosco di Swiep, ove c~lla sua divisione seppe logo mre le forze di due corpi d'armata austriaci. Condotta eroica o sapiente che rase uno dei piu grandi servigi all'esercito; infatti la 2• m·mata pole giungere in tempo e senza essere molestata sui campo di battaglia, portare il suo peso intero sulla bilancia e clecidere cosi le sorti della giornata. A coloro che pure riconoscenclo che in pace e in guerra si danna:
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·delle situazioni e dei casi in cui un ufficiale deve operare talvolta di sua iniziati va, tal altra contrariamente ad istruzioni avute, temono tuttavia cha una tale liberta d'azione erella a principio abbia per effetto di menomaro J'auLorita e l'unita di comando, pur tanto necessaria, a coloro si pu6 rispondere che una corrispondente responsabilitasara cont.rappeso all'iniziativa sompre e dovunque. Ne questo contrappeso si deve credere troppo leggiero, giacche esso in ogni caso , ma segnalatamente nei casi critici, sariJ. cosi grave da indurre coloro che non vedono chiaro ad uqhidire ciecamento o a rimanere jnerti; e faranno bene. CBS:\RE .P ASTI Capitano 'net 74 fanteria.
IL MONTECU CCOLI CAPITANO E SCRITTORE
lL M~NTE~U~~~LI ~APITAN~ E SCRITTORE
·'
IT. Lo scrittore. Dupllce operosita del M:ontecuccoli. - Cuuso occasionali della sua operosit1l. intellet-. tualc. - Opere scritte durante la pt·igionia di Stettin: opere posteriori. - Carattero e · tendenze dolla sua colttira: i nO ussi del Rinascimento. - Gli umanisti o i grandi capitani dol secolo xvn. - Parte spettanto all'ltalia ne! risorgimcnto. dell'arte dc!la guerra. Epoca neoromana: il l\I~cbiavelli e il l\Iontccuccoli. - Gli A.(oriamt dell'arlc bellica. Applicazione del metodo sperimentalo e storico alia scionza della guerra: intento pratico dell'opera del Montecuccoli. - Ideo intorno al reclutamonto: contrasto inYinci bile rra i principii e le condizioni sociali. - L'ordinamento degli cserciti e la tattica nell'opoca neoromana: il fuoco o l' urto: come effcttuata la conciliazione dei due elementi. - L'amministrazione: mancanza di un complcsso sistomaUco di dottrine: idee dell'autoro inl.orno allo approvvigionamento degli eserciti: i magazzini. -La disposiziono general a o la strat.egia: povertb. della parte teorica: valore della s tratogia pratica: concetti fondamenlali dell a difensiva e dell'.offensiva contro i Turchi.- Giudi7J di Turpin de Crisse e di Iomini.Valore dottrinale deg~i Aforismi nella eta presonte. - Giudizio di Ugo Foscolo intorno allo stilo del Montecuccoli. - Opportunlt1l. dello s tudio degli antichi nostri sct·ittori militari. - Conclusione . .
La fama del Montecuccoli non si manterrebbe cosi alta, se alia gloria di capitano ei non avesse accoppiato quella di scriLLore. L'opera della spada e circoscritia nello spazio e nel tempo, quella del pensiero non ha limiti: Senofonlo e Cesare sopravvivono allespente civilta di Grecia e .di Roma; ma la etema loro giovanezza piu che alle geste militari .e dovuta agli scriLti. Azione e meditazjone, esperienza e studio sono i due poli della vita del l\fontecuccoli: la sua mano tratta con pari abilWt la spada e la penna; la gloria di capi. tano e di scrittore illustre e il portato necessaria de!l'armonico sviluppo delle facolta operative e contemplative. Ma quanla operosi~a
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fu da lui spiegala per elevarsi al di sopra della mediocritil.l « Se avessi voluto lasciar fare il mio avanzamento solamente agli anni, scriveva al conte Bolognesi nel 'i 644, non saria stato di bisogno che io ~i fossi fati~ato con una curiosiUt particolare. Li viaggi cheallri soghono fare in quindici o venti giorni, io gli ho sempre compiti in otlp o in dieci . La noLte che altri suo! dormire intera, · io {per uso sin da fanciullo che poi s'e convertiLo in abilo) non la do1·m9 mai se non la meta, Li denari che nltri hanno accumulato per vivere comodi, io gli ho spesi per acquistar la benevolenzade'soldati , per guadagnar la notizia delle cose, e per imparar quelle arti che sono subordinate alia ruililare. Le ore che altri consumano nel gioco ed in aHI'i divertimenti, io le ho impi~gate nella speculazione e nell'esercizio del mestiere ». In questo conlinuo alternarsi di falti e di pensieri, di esperienza e di studio e lulto il segreto della riuscila del :1\'r ontecuccoli : I ~ medilazione der.ermina rettamente ·lo scopo e le modaliLa dell'azione; questa c un freno salutare alia mcnte contemplatrice, le impedisce di vagare e perdersi nel vu.oto delle astra- ' zioni, e la incatena i].lla realta della vila. A talefeliceaccoppiamento di senso pratico e di energia specu lativa furono oltremodo favorevoli le vicende della sua vi la. I primi anni trascorsero, come accennammo, in istudi severi, mew~ i quali egli reco nell'arringo della vit.a operativa una mente colta e addestrata alia invesLigazione dei fatti . Dopo aver combattuto per ben diecisette anni sui campi di battaglia dei Paesi Bassi e della Germania, cadde prigioniero di guerra clegli Svedesi in un combaLLimento presso Egra, e venne Lradotto a Stettin ove timase per circa tre anni. Fu ~e ll a sua vita il periodo risoluti vo.. La compagnia di altri prigionieri valse cla prima con mille i1~ VM~zioni ed esercizi ad alleggerirgli la noia clella prigionia; ma lo sconforto assali ben presto la sua anima: le memorie'della eta infantile, della famiglia, dell a patria, delle prime sue prove nelle armi gli si affollavano dinanzi alia mente; il cammino dell a gloria gli appariva precluso forse per sempre, le speranze tr<•ncale .sui fiore. Non si accascio tuttavia: mentrc i suoi compagni di sventura cercavano d'ingannare col gioco e con frivoli passatempi la noia che li opprimeva, .il Montecuccoli si die tutto allo studio. Cerea . ne' libri un conforto a' propri dolori, e mezzi per levarsi piu in
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alto quando conseguisse la sospirata liberta : chiuso per lunghe ore nella bibliotoca dei duchi di Pomerania, studio gli scrittori di storia e d'arto mil itare latini, ilal iani, francesi e tedeschi, di quarantacinque de'quali ci lascio egli stesso J'elenco : Cesaro, Tacito, il Machiavcll i furono i suoi autori pred iletti. Ma non conLonne la sua energia intellettiva nella cerchia della mi lizia: studio la politica, le matematiche, J'architettura, la giudsprudenza, la medicina, la filosofia e la teologia, e, assecondando l'andazzo dei tempi, non disdegno l'astrologia della quale fn pure appassionato cultore Wallenstein . Cosi il J\Iontccuccoli climostrava col fatto, e prima nssai che venisse il generalo Polet ad annunciarlo come una sua scoperta, che la scienza dolla guerra ha d'uopo del c<'ncorso di tutte le altre scienze. Frutto degli studi falli durante la prigionia di Stellin furono tre important! opere: un tratlato della fa,tt,ica deglii S'l:ledesi, a quanto pare, smarrito : un tratl.ato sopra l'm·te clellc~ gue1·1·a, tuttora manoscritto nella bibliotccn di i\i odena, nel quale parla di poli tica della guerra, di organica, lattica, artigliet·ia, fortificazione; finalmente un discorso delle battaglie nel quale insegna come s'nbbin a scegliere il ten·eno e it momenlo opporluno per dar batlaglia, il modo di disporre le trnppe, d'irifonder an imo ne'soldati , d'impedime la fuga.
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Dopo la prigionia incomincio un nuovo periodo di operosita politica e militare di ci rca vent'anni, durante il quale scrisse lettere agli amici, diari, rclazioni, memoric alia Corte. Allorche la pace col Turco, couclusa dopo la battaglia di San Gottardo, gli permise di go· (lere la quiete · della rita domestica, torno agli· studi, die !'ultima mano all 'opera sua principale, e la intitolo ne! 1668 all'imperatore Leopoldo. 1\:Ta. . la guen a tra l'Impero e la l<'rancia lo distolsc dall e dilette sue occupazioni, e lo chiamo sui Reno; finche, quelate le armi, si ridusse nuovamente a Vienna, ove pote goclere, dopo tanti anni spesi in servigio dell'Impero, quoll'onorato riposo che la eta protratta, la malfenna salute rendcYangli necessario. Torno allora con entusiasmo giovanile agli studi, e si die a rivedere e correggere i suoi scriLLi principali. Lasci'O , oltre queUe poc'anzi men ~ova te, le opere seguenti : a) Elementi di geometl'ia che sono necessari ad apprendere l'architeltura
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CAPITAI\0 E SCRITTORE
IL MONTECUCCOLI
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militare; b) Giomale in cui sono settimanalmente notati gli affari anche piu t·econditi de'suoi tempi; c) J\lemorie d'indole politica e mi litare scrittc in diverse epoche : carteggio ufflciale; rl) Epistolario; e) Aforismi dell'arte belli ca; /) L'Ungheria l'anno 1673. Tutti gli scritti sovr:tindicati, ad eccezione degli ultimi dtie, sono tuttora inediti. Facciamo voti col Campori afflnch e i piu importanti fra essi sian resi di pubblica mgione, eel esprimiamo altresi il desiderio, non iscompagnalo dalla speranza, che dalla patria adottira del :.\fonte· .cuccol i ci venga intorno al vicitore di San Gottardo un lavoro simile a quello che la sezione storica dello slalo maggioro anstro-ungarico ha pubblicato di recentc sulle guerrc del principe Eugenio di Savoia. La gloria di scrittore militare c finora raccomandata a! solo libro <legli Aforismi dell'm·te bellica . E l'enciclopedia della guerra, e una sintesi ~ella scicnza mili ttti'C del secolo xvn . Nessuna parte della enciclopedia de' suo i tempi fu ignota al Montecuccoli: avida di sapere, la sua. mente spazio dappet'tutto , il suo occhio acutissimo penetr6 nelle rcgioni piu riposte. Codesta curiosita sconfinata che trascina la mente nei campi piu disparati, e causa di fiacchezza e d'impotenza agli ingegni mediocri; e condiziono necessaria per le menti robuste che intendono slampare orme profonde nell'aningo del sapere. Lungi dal disperdere inutilmcnte le loro energie, esse · trovano noll a estensione dell e cognizioni l'occasione e i mezzi per elevarsi dnllo studio dei fntt i aiiR contemplazione delle leggi che li governano; il pensiero trasportato in regioni scmpre piu vaste si fa piu gagliardo o piu atidace, si avvezza a considerare le cose sotto gli aspetli pitt diversi, a rigual'darle nella loro rcalta obbiettiva. La vasta coltura c il fondamento principale della gmndezza dello scrittore degl. i Aforismi: in essa o specialmente nello spil'ito che la informa e riposta la ragione dol lot·o vu lore scientiflc;o . - E<l'uopo notare che la coltura del secolo XVII c sempre dominnta dallo spirito innovatore del Rinascimento, che tende a soslituire i pronunziati della ragione e dell'esperienza. alle yuote astrazioni metafisico-teologiche. Principale stmmento di qltesto rivolgimonto sono gli sc1·itto)·i di Grecia. -e di Roma : essi hanno cacciato di seggio la scolastica, si so no imposti ai dot!i e li sorreggono in l.ulto il c01·so dei loro ragionamenti : le conclusion i non paiono pl ausibili e giuste se ANNO XXVII, VOL. 11.
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IL
~IONTEC UCCO LI
non sono avralorate dall'auioritil. dei classici . Due sono pertanto la font i del sapere, dne i criteri delta verita; l'oss.errazione cliretta dei fatti, e l'autorita degli scrittori greci e latini: ma questa aulorila non e cieca ne tiran nica; essa Lrae la propria fo rza dalla ntcrione e dall'esperienza, e rappresenta in certa guisa la esperienza indiretta , al_t,ro n.on essendo le ~en_tenz~ degli antich i scrittori se non gruppi pm o meno compless1 d1 fall! elevati alia dignita di Iegge. Gli inOussi dell'antichitil greco-1·omana in ne3suna parte appaiono cosi manifcsti eel efficaci come negli ordini dclla milizia. Le scuole di Guglielmo di Nassau e di Gustavo Adolfo applicarono le leorie militari e politiche degli anLichi allo gue1Te del secolo xm: ma questo fauo ru <L lungo e con ogni studio apparecch iato da quella lunga schiera di umanisti, che illustrarono e yoJgarizr.aJ·ono i moUrro Foscolo numenti scriLLi delle antiche civilta. A torto si scaalia 0 0 contro quella ~ente senza amor cli patriae senza cuore, che, usurpate le cattedere d1 Iet_ten,t! ura, allontan6 dal le guerre del secolo xv1 le grancli teorie ~egli antichi ('I }. E Yerissimo, com'egli all"erma, che innumerevol i trndultori ed interpret.i descrivendo esnttamente le istituzioni e i metodi di guerrn. di Grecia e di Roma, Lradussero col Iessico e commentarono colla grammatica ; ma era lavoro necessaria anche questo, o non infecondo cli utili efl'etti. La lracluzione e il commento dei lest.i era opera necessaria e dovcva prececlere illavoro di assimila7.ione : Guglielmo di Nassau e Gustavo Ado ll'o non. :wrebbero potu to applicare le Leorie mi litari clegli an!ichi alleguerre del secolo XVII senza !'opera preparatrice dei grammatici e clerr!i erucliti dei secoli xv e XVI. Vero e che codesta opera, peniusch·e feconda, dovera essere viriucata col contatto della rila roale, e provala alia ~ura _co t~ dclla esperienza: ma cio richiedova tempo: i due gl'andJ capJlttn i non potevano sorgere quando ancora ferveya il lavoro cli p1·epara7.ione : sursero quando le antiche dottrine mili.:. Lari eran divenute palrimonio universale della gente colla. Essi appar~engo~~ intelleltualmente aii'IIalia_: rappresentanti dell' epoca. stonco-mwtare neo romana; e ebbero J! loro p1·ecm·soro ne! :\Iachiavelli, il Ioro aposlolo ne! Montecuccoli. Ne poleva esscre altrimenti, che in I talia spunt6 la prima luca,
CAPITA~O
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E SCRITTORE
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del Rinascimenlo, dall'Italia si diffuse pe1· le allre parti d'Europa. Fin clal secolo Xlll Egidio Colonna, maestro nolla univers.itil di Parigi e precettore cli Filippo il .Bello, consacrava il Libro decimo dell'opera De 1·egintine pl'incipwn alla tra.Uazione dell'arte della guerra, desumendone i materiali dagli scritti cli Vegczio. Nel secolo seguente trallarono di milizia Teodoro cle'Paleologhi marchese di ) lonferrato, Cristina de'Pi3ani, Anlonio da Archipurgo, frate Federigo da PndoYa, frate Bartolomeo Carusi da Urbino, Guido da Vigevano e LudoYico della StalTa Perngino. I! cullo del le scienze mi lit.nri si allargava nel secolo xv: ai trall.ati facevano riscontro le ristampc, le traduzioni e i commenti degli antichi scrittori militari. Senofonte, Polibio, Cesare, Pollieno, Fronlino, Eliano, Leone imperatore erano aclditati quali macstri delle nuove generazioni di ~olclati (I). M::t gli umani:-;ti del secolo XY, spronati principalmentc d::t am ore di scienza, studiayano gli anLichi ordini militari senzit int.ent.o pralico, e indipenflentemente dal lc condizioni do ' tempi; facevano quindi opera di mera. erudizione. Ent d'uopo fecondare la tradir. ione militare di Grecia e di Roma co l sentimento viTissimo della eta moderna, domandare agli antichi scrittori la soluzione dei molteplici e terribili problemi dei nuovi tempi. A ci6 non bastavano gli eruditi; em cl'uopo del filosofo, cloll'uomo di Stato e del generate: il Machiavelli allora pubblic6 i Sette li b·l'i clell'al'te della _ qnel'1'a.
Egli adoper6 ne! trattm·e della milizia lo stesso metodo sperimentale e storico da lui seguito nel discorrere di politica, e pose a fon damento de' suoi pronunziali la sua lnnga espel'ienza delle cose mode me e tma contimw lezione delle antiche con gmnde diligenza escogit.ate eel esaminette (2) . Cresciuto ne! mezzo della irremediabile dissoluzione del monclo meclioevale, testimone della caclula dei pie· coli aggrcgati politici in cui e1·a. fin allom sminuzzata la sociela europea, egli ben vedeva che l'avvenire era per i grandi stati, e che questi non poleYano fondarsi e mantenersi senza buone armi. ~fa come costituire i grandi Stati, come intendere e organare le buone (l) O•AYJ.I.A. Deli'.Jrte mili tm ·e i11 Jtatia clopo H risot•gimento.
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Guu ~t NHIO~c. i\'oti::ia de' princtpa li scritto1·i ll'a•·le mitita•·e italia.ni. Atti della. Accademia delle Scienzo di Torino, A nno IS03• (2) M!COIHELLJ. - 11 Principe; Prefnzione.
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lL MONTECUCCOLJ
armi '? Ilrisorgimento della coltura di Grecia e di Roma porgevagli occasione· e mezzi di comparare l':ullica colla moderna civilttt, e studiare i rapporti che fra esse sussisLoco nelle istituzioni civili e militari, nei modi di governare e di combattere. Allora una·grande contraddizione si aiTaccio alia sua mente: mentre it moto politico tendeva a eiTottuare il concetto clello stato unitario di Roma antica, le isLiluzioni militari e i metodi cli guorra erano profondamente diversi da quelli dcll'antichita: invece di eserciti nazionali, s'avevano milizie mercenarie;nuove a1·mi cla gitto contende-rano il primato alia spada e alia picca, e prenunziavano nuovi rivolgimenli negli ordini tatLici. A rimuover la contraddizione non c'era alLra v1a. che il ritorno alia tradizione miliLare <;li Roma: i mcrcenari non potevano essere la milizia dei nuovi Stati senza metterne a pericolo la sicurezza e l'esistenza; gli Stati modemi avevano d'uopo di milizie nazionali, e il ~Iachia\'CIIi proclamo in m~do netto e preciso l'obbligo generate del servizio militare come base del reclutamento dell'esercito. Piu difficile a risolvere era il problema suscitato dalla introduzione delle armi da fuoco negli eserciti . Il 1\lachiavelli non disconoscen l'importanza di questo fatto e prev.edeva in parte !'influenza che doveva. esercitare sui modi di combattere: mala sua mente acutissima non riesciva ad antived.erne le ultime conserruenze e mentre 0 . ' condannnva l'orcline falangita risusci lalo e rimesso in ono re dalle fanterie svizzere, si arrestaya clinanzi agli ordini tatlici di Roma; la Jegione manipolare colla sua flessibilita, colle sue marce, colle sue manovre, gli appariva come il portato necessaria della evoluzione Lattica de' suoi Lempi . Prima che il Machia,·eJli pubbl icas~e i suoi Dialoghi, lo studio dell'arte militare fu per lo piu privilegio di eruditi es(ranei alle pratiche di go,·er·no e alia professione delle armi. l\Ia di ,fronte alle grandi lotte che insanguinarono l'Ital ia nel secolo xvJ, non poLevano gli Italiani rimanersi inerti. Spettatori ed attori clovevano gli s1atisti o i militari volger la mente allo studio dei fatti guerreschi: mentre il Paruta e il Bottero ed altri minori tratkwano la politica della guerra, mentre gli ingegneri italiani sparsi per tutta Europa fortificavano, attaccavano e difendevano ciWt, e eo' .toro scritti insegnavano i nuovi moLodi di guerra ossidionale, sorgevano altri che cresciuti fra le armi, superstiti di battaglie combattute a pro dello
CAPITA:-10 E SCRlTTORE
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straniero, accoppiando l'erudizione .all'esperienza, si studiavano di ridurre ad organismo scicnlifico i principi di tattica, di organica e di amministrazione mili tare. Gran copia di opered'ar te militare videro la luce nella seconda meta del secolo XVI o nel xm, allorquando le innovazioni generate dalle armi da fuoco, e daUe nuove condizioni · politico-sociali obbero la prima sanzione dalla esperienza e il primo sviluppo. Non passava quasi anno che non uscisse un nuovo libro. Ci asteniamo dalricordare i nomi e le opere di t.utLi gli scrittori mitilari di qucll'epoca: ci occorrera trarli per poco dall'oblio a cui sono omai condannati inevocabilmente, quando in un prossimo lavoro avremo a discorrere dei precnrsori del Montecuccoli . Ci basti qui osservare come cotaii opere, rispondendo ad inLeressi momcntanei e rappresentando un perioclo di 1~·ansizione, dovessero nocessariamente anclar dimenticate. ,\ ccaclde di esse cio che aYvicne ai nostri tempi di quolla collmic di memorie, di opuscoli , e di articoli che inonclarono il monclo mili.La1·c clopo le ultimo guerre: sono molecole che si aggirano per poco nell o spazio c poi si aggroppano e si confondono in un Yasto organ ismo . Di tuLle le opere che rappresentano il moto intellcttivo di una eta, quelle sole sopravi vono cho recan piu possento l'impronta del genio, e ci presontano il principio e la meta, il prologo e l'epilogo di un ciclo scientifico. Il Machiavelli e l'iniziatore dell'epoca neoromana: discusse dagli scrittori del secolo xv1 e xvn applicate alle condizioni eiTcttuali della societa, le sue dottrine subiscono modificazioni profonde: formasi per tal gn isa un sistcma di guerra che ripete it suo speciale carattere dal connubio delta tradizione mili tare di Roma antica colle condizioni create dalle nuove armi e dalle moderne istituzion; sociali . Questo sistema ha nell\1ontecuccoli il suo espositore piu autorevole e piit compiuto. Ncllo studio che imprendiamo intorno all'opera principale dello scrittore moclenese, ci proponiamo di trattare specialmeul.e del metodo che, a suo gi udizio, dec segu irsi da. chi discorre di arte dell a guerra; del concello fondamontale, del contenuto e dei limili di essa arle ; delle conclusion! dcll'autore intorno alle piu gravi questioni di organica, di-tattica, di amministraziono e di stra!egia; finahnente delle cause della. preminenza. del i\Iontecuccoli sugli scriLLori militari dell a sua eta e del valorc delle sue dourine ai nostri tern pi. In eo-
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IL MONTJ;:CUCCOLI
minciamo dal metodo. L'arte della guerra hail proprio fondamenlo nella osservazione; i suoi principi sono formulati dopo lungo ed nttento esame dei fatti. 11 Montecuccoli poteva, con maggior diritto che non il segrelnrio fiorentino , Yantare la lunga esperienza delle cose moderne acquistata nel corso di oltre cinquant'anni di vita miJitare e politica; ma, quasi diffidando de' propri sensi, egli cerea una riprova delle sue impressioni nei faui delle storie_antiche e nelle sentenze degli scrittori phi celebrati. La scienza c per tal guisa it portato di due ot·dini di osservazioni, quclla dirctla dello scrittore, e cruella indiretta, o di seconda mano, degli autori antichi piu accreditati. Nella concordia delle osservazioni proprie con le sentenzc degli antichi, egl i scorge il fondamento piu saldo de' suoi principi, i\ criterio piu sicuro della veritil. Tale c pure il metodo sperimentalo e storico inaugurato dal Machiavelli nella tra:ttazione delle scienze politiche e militari. « La Yirlu innala del senso apprendendo gli oggetti, ne lascia impresse nella memoria le specie. Da piu mcmorie tra loro paragonate nasce l' esperienza, e cla piu esperienze una eo tal ragiono universale si estt·ae, che e delle scienzo e delle arti il principio »('I). r er istabilire pertanto i principi della scienza Jo scrittoro si vale dell a espericnza propriae altrui, piglia le mosse dai falli per elevarsi alia loro ragione universale, e alia legge che li govema: ma questo lavoro e tulto intcriore e nascosto, · si compie nell'interno della sua mente senza che ne appaia pet· lo piu alcun vestigia nell'opera; a\ lettore egli non ne presenta se non i risu\Lali e le conclusioni in una sequela di aforismi. Solo di quando in quando, a sostegno de' suoi pronunziali, il Montecuccoli 1·icorcla qualche fatto tra i piu spiccati, o qualcho sentenza di scrittori autorevoli, « perche, son sue parole, un concello di piu ingegni in uno consenzienti ravvisasi come oracolo dalle labbra dell a slessa veritil espresso» . La sua prcdi lezione poi e tulla per gli esemp i e i documenli dell'anlica mi lizia, perche « eccettuala l'invenzione dell'artiglieria, la quale ha in qualche parte alterate le forme, st.a il resto delle regole nella sua fermezza edi gnita; e dall'autol'ita degli uomini grandi gran parte del sapere derira, mentre che la loro testimonianza e da. se stessa mgione (benche estrinseca) fortis(I)
A (orim~i.
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l'rc fazione.
CAI'ITANO F. SCRITTORE
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sima ». Gli esempi pero e le sentenze desunti dagli an.Lichi_ scrittori non sono a detrimenlo della originali ta dell'opera, d Cttl Ol_'gan1smo e crento clallamente dell'autore; relegati al fondo delle pagme, servono unicamente a dimoslrare come le pratichc della moderna milizia al'lnonizzino in mol le parti colle pratiche dell'antica. Piutlostoche fusi nell'opera sono giustaposti: sono parte pt~ran~ente ac~ cessoria, cli o-uisa che, soppresse le note conLenentl gl1 square~ degli scrilto~i antichi, il libro degli Afori smi ha l'a spello d1 lavoro originale e di gello con impronta squisitamentc moderna._ T:tle giustaposizione poi di antico e di moclerno e. un fatto d1 somma importanza per la sloria clella gucna, p~ ~·cM c1 ra~pt~eseut~ il trapasso dall'uno al\'allro periodo cle\l'arl~ m.1I~Htre, e Cl d~ qu~sr il momento in cui essa art.c, cresciuta al ragg10 viVIHcalore dell ant1.~a .C•)ltura, sta per emanciparsene ed acquistare personalita e fisonom1a propria. . Desunta da.lla pratica., cleve l'arte della guerra. mlendere alia ~ralica siccome a. scopo. MancheYole c, a giudizio del Monte~uccol~, la teoria senza pratica, c col solo accoppiarle insieme la perfe':1one ~~ ottiene. Ma in che eo sa consistecodesto inclil'izzo pratico?-:- ~10va t:tcor~ dare come ali Aforismi furono e dall'autore e dal Cons1gho aulrco dt guerra consi'clerati quale opera dcstinata. specialmente al ia !slruzioi~~ dei aenerali; non furono dati alle stampe, e se ne scr1ssero p1~ copi~ . riuscitescorreuissime per impcrizia degli amanuensi, l~ qt~ah passar·ono per molte man i, e una cli queste fu posseduta dal prmc1pe d'Anhall, e un'altra dal duca di Lorena Qhe la p~rlava ~on se ogni voila che uscisse in guena : solo ne\ ·1704, o~sta ve~t~quat tranni clopo la mot'le clell'aulore, se ne fece la ~rm~·" cdtzwnc a Colonia (4). Queste precauzioni, che sarebbero ~'IUSCILe assur~o e ridicole quando si fosse trattalo di op.era. :sclusJVa_mente ~eoma, ·erano consialiale e giusliHcate dal suo rndll'lzzo prattco, oss1a ~alle applicazioni che il Montecuccoli. facev~ dei principi ~lla s.~tua~J~ne deii'Impero di fronte alia Turcl11a. Il hbt·o terzo ~egl! AfotJSml 1as: somiglia per alcuni rispetti alia Memot·ia com~rlata dal generale ~1oltko nel 1868, nella quale, posta. l'ipotesi d1 una guerra tra la ·Germaniae la i?rancia, il capo di stato maggiore dcll'esercito tedesc(} (1) Cuaroar, L<l vila ccc., p. 51.
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CAPITANO E SCRITTORE
IL MONTECUCCOLI
delineava in modo abbastanza particolaregg[ato la ripa1·tizione delle forze, lo scopo e l'aodamento delle operazioni. I! modo con cui il Montecuccoli esprime le sue idee inrorno al concetto fondamen tale e allo scopo dell'arle dolla guerra pare a noi degno di una mente elevata e conscia dei doYeri dell'uomo di guerra; egli pono « in primo luogo, giusla il costume de' matematici, i principi e quelle maggiori proposizioni, sulle quali come sopra slabili basi l'intelletto sillogizzando, sicuramente si appoggia; in secondo luogoreca avanti come proposizioni minori le pratiche di essi aforismi rinessi alle prossime guerro seguite neii'Ungheria, acciocche} restrinaendosi nell'applicazione l'univcrsalitil delle massime e de' comuni ;1·incipi alle Circostanze de' casi e al parlicolare operabile, ne risullino in terzo luogo le conclusioni de' vantaggi che si hanno da procacciare e d~i danni da fuggirsi nell e guerre col Turco ». L'arle del la guerra · e.nass~n t a pertanto in un ~i ll ogismo, di cui la proposizione maggwre dnnora nolla regione immuLab ile dei principi,da minore e conLenuta no!Je campagne piu recenti, e la conseguenle sarit cla.ta dall'avvenire. Nulla di piu profondamente giusto di questo modo di concepire il contenuto e lo scopo dell'arte della guerra, il cui inse-· gnamento non dee mirare a empire la mente di formole astratte, espresse come pa1·olo che il volgo profano ammira e 11on comprende; ma a far degli uomini pratici, cioe abili ad afl'errar la veritit eiTet. tuale delle cose, ed operare a seconda delle necessita create dalla situazione. Merita poi di esser nolato il giudizio che l'autore da sulla importanza della. storia militare; non consiglia, come fece .~apoleone, di leggere, rileggere e meditare le campaane dell)i ilJustri capitani da Cesare fino a Gustavo Adolfo; ma inc~lca lo ~tudio delle piu recenti, perche, fatte in un ambiente non dissimile dall'attuale, valgono assai meglio ad insegnar come debbasi applicare l'universaliti:t dell e massimo e de' prin cipi alle circostanze de' casi. E il concetto del Montecuccoli, fu, colle modificazioni richieste dalle mutate condizioni de'tempi, ri prodotto dal generale Ricci nell' ordi- namcnto degli studi militari presso la nostra sc uola di auerra, ove i principi d'arte mili Iare venivano da prima studiati quastin aslratt.o, poscia in una storia cri tica e particolareggiata delle guerre piu re-c~nt.i, e finalmonte appli cat.i alia eventua li ta di una guerra con un 0 , ~egli Stati limitrofi.
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Obbietto dell'arte militare e la guerra considerata c.ome azione di e~ercit.i ofiendentisi in ogni guisa allo scopo di conseguirviLtoria. Sia essa interna od esLerna, oiTm~siva o clifensiva, marittima o terrestre, i fattori essenziali di vittoria sono sompre l'apparecchio, la disposizione e l'esecuzione, o, per u~are t ermi~i ~oderni, l'organamento, )a mobilitazione, e l'impiego dell'eserctlo m guerra. Enunciato cosi il concelto fondamentale, il Montecuccoli studia partitamente le varie questioni riguardanli l'apparecchio, e sono il reclutamenlo e l'ordinamento, le armi e le muni7.ioni, il bagaglio, il denaro e il vettovaaliamenlo. La clisposizione coroprcnde oltre le 0 • . ' de11 e operazioni propriamente dette di mohilitazione, la riparttztOne truppe in rapporto alle forze dell'"vversario, a! ten·eno, e all? s:op~ della guerra, il p;~mo di operazioni e le c~ i sposizion t .prelnmnan per la sua esecuzione : finalmen tela esecuz10nc abbraccm le marce, gli accampamenti e i combal timenLi, la guen a ca.mpale e la guerra d'assedio . Tale e :1 clisegno generale clcll'opcra, la quale e nella ·eltt modernR il primo tentative di organizzat,iono scientiGca in materia d'arte militare. Alia sinLesi primigcnia contennta ne! capitolo primo succede l'analisi dei singoli. obbielli r!fere1?t!si .all'apparecchio, alia disposizione e ali a esecuztone; ~a l anali.st emc?:npiuta, le varie parli non sono ancora. newnnente determwate, s mtrecciano, si accavallano, invadono spesso !'una il campo dell'altra. La politica della guerra, l'organica, la tattica, la slrategia,.la logistica, J'amministrar.ione non hanno ancora una personal~ta propria; i loro principi non so no coordinati con qnel ne.sso logtco ~con que! rigore geometrico che si richi ec~e in un c~mpmto ~rg~msrn~ scientifico; le deduzioni non· sono spmte fino all estremo !I mile, e s1 arrestano per lo piu di fronte alle praticho e agli u,si .de'.te~pi. dell'autore. Jl qua)e non e il filosofo che dall'allO de pr!llCtpl illiSUt'a tutta la distesa delle conseguenze e delle applicazion i, e, quasi incurioso del presente, spinge baldanzoso lo sguarclo nel piti lontano avvenire : c l'uomo di gnerra che, preoccupato sovraLuLLo delle ne~ cessWt de'suoi tempi, scrive per i conlemporanei piuttostoche per 1 posteri, enuncia i principi senza quasi discuterli e passa tosto alle loro applicazi oni immediate. . . Questo sentiment.o vivissimo dell a realt~, mercc d quale 11 Montecuccoli piega i principi lllie mntevoli con tingenze dei tempi, ap- ·
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IL MONTECliCCOLI
-pare in tutte le questioni da esso trattnte. Cominciamo dalla composizione degli eserciti. La societa 'europea sui principio dcll'etl\ modcma a!Lt·o non e che il complesso degli elementi della vita medievale raccolli e disciplinati dall'autorita monarchica : cotali elementi costituiscono altresi gl i eserciti, i quali clipendonv direttamente· dal sovrano. L'elcmento feudale erappresentato dagli uomini d'ar·me e dalla caYallcria di linea, la quale si recluta mercc le prcstazioni d'uomini c di dana1·o slabilite dalla Corona a carico dei signori feudali; l'elemento comunale fornisce generalmenle il contin genle dell a fante1·ia lcggcra; flnalmente l'elemento mercenario som·minist,·a la fanteria grave, l'artiglieria e la cavalleria leggera. Codesla maniera di composizione degli osercit i perdura fino alia rivoluzione francesc del 1789; ma il rapporlo numerico dei tre elementi varia a seconda delle epoche c degl i stt1ti. Il privilegio di levar soldali trapt1ssa a poco a poco clai feudatari alia Corona, la quale ora rest.ringe i cliritti. di sovranita dei signori, ora avoca direttamen le a se il clomini o clei foud i. Ancbe le istituzioni municipali Lrascinano nella loro clecadonza lo mi lizio da esse ·dipendenti: escl usa Lotalmcnte dalla. vila po litica, la boeghesia si aliena a ltre~i dalla vila militare, e le milizie comunali sccmano sempre piu d'imporlanza si no a che non conservai10 allro carallere cbe quello di truppe di seconda linea. Il predominio rima ne co;;i all'elemento mercenario, Yuoi perche slrumento piu doci le nelle mani della monarchia, Yuoi perchc meglio adallo rlegli altri alle pratiche gueJTesche. Tale e il sistema di reclutamcnto prevalente ai tempi del .Uotecuccoli . Nessuno meglio di lui potea vederne gli incom·enienti molteplici e gra,issimi, i quali, indi cati gih dal Machiarelli, si erano spaventosamente manifestati nella guerra dei trent'anni. La necessita di rimediare a questa conclizione di cose apparivagli manifesta : « e' bisogna che la prima scelta sia buona, chc non puo in materia cattiva buona forma introdursi: ma qual'c la scelta di questi tempi '? Deplot·abile; e questo error primo nella levata a tutte le altre parti Lrasfon desi ». {·I) Ma chc cosa ri chiedesi perche la scel t~ sia buona? « Si :assoldano gli uomin i, risponde il Montecuccoli, non gill della feccia . del volgo, ne a caso; ma si vogliono scegliere d' inft·a i mi gliori che (1) J.(or i•mi • Lib. liT ,
eap. I.
CA PITA NO E SCRITTORE
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siano sani, ardi ti, robusLi, stll fiore dell'eta, indurati nei disagi dei campi e delle arti faticose, non infingardi, non cfi'eminati, non viziosi » (·I) . Una sentenza di Tacilo, addolla dall'autore a soslegno di questo aforisma {Galbae vox : legi e se militem, non emi) chiarisce meglio il suo concello sui reclutamento, e rirela net ~1onLe cuccoli l'apologista della coscrizione di fronte ai faulori degli arrolamenti volontarl. l\Ja la coscrizione presupponc uno slalo sociale assai direrso da quello de\I'Europa nel sccolo XYII: era d'uopo prima di lulto che una mano livcllatrice passasse sopra tutte le fmnchigie feudali, comunali e provinciali, e che l'organismo slatuale si facesse piu robusto, e piu armon ico. La monarchia austriaca era ben lungi dal soddisfare a questc condizioni; conveniva perci6 prendere altra via. Il Montecuccoli .non ignorava « esserc nei paesi ereditari di Cesare gran nobillil, alia quale per anti ea istitnzi;one s'aspeLLa la difesa della patria; essere anche ordinata una tal quale provinciale milizia, sotto il colonnello del paese; ma il genio e la disposizione, l'esercizio e la c1iscipl ina momando, poco o nessun stabilo fondamento puo farvisi sopra; oltreche mollissimi feudi dei :vassalli obbligati per lo addietro a. gucrreggiarc per'sonalmente, sono da alcuni anni in qua o .per vendita, o per legati, o per caducita trapassati in possessione clegli ecclesinslici o del fisco, che in luogo di que'valorosi nobili, persone rustiche al prescnte soslituiscono. E quanto alia nobilta videsi l'anno 4647 Ferdinando Ill Jmperatore muorere la sua persona augustissima al soccorso di Egra in Buemia col soccorso di pochissimi gentiluom ini . Quanto alia gente prorinciale raccoz1.ala insieme alia rinfusa, chi non sa che ad ogni minimo accidente si sbanda? e che se all'uno o all'allro di loro venga per sotte abbruciata una casa o spoglialo un villaggio, se ne fugge? e che alla dissolutezza ea' laclronecci s'avvezza? Onde viensi a ricadere nella milizia mercenaria poco buona perchC tumultuariamente raccolta. E di ci6 ebbesi pur lroppo saggio nella gente \evata dagli Stati nell'ullima guel'!'a con mollo denaro e co~ poco fruuo, eppure perpeluamente necessaria per essere perpotuo pericolo imminente del Turco » (2) . 11 Monl ecuccoli condann ava (I) A{<.'rl smi • L1b. I, cap. I 1.. (2) hi. - Li b. Il l, cap . 1.
CAP!TA:-10 E SCRITTORE
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lL MONTECUCCOL!
pertanlo irre\ ocabilmente le milizie fendali e provinciali perche inette a costituire numeroso e solido esercito, ma respingeva solo condizionatamente le mercenarieJe quali facevano c~Lti va prova unicamente perche t1~multum·iam.ente levate. Queste milizie potevano conseguentemente divcntare buone quando venissero lerate con altre norme, e una scella rigorosa presiedesse alloro reclu tamento; quando lo Stato si risolressc a fare nna disposi:ione per wnpre di gente elettc~, valorosa e pwvata. Ma l' esercito pe-rpetuo vagheggiato dal Montecuccoli, cioc pronto ad ogni evenienza ad entrare in campagna, doveYa essere creato di pianta, poiche l'uso invalso di arrolare le truppe per la sola durata delta guerra c poi congedarle aveva ricloLLe quasi a nulla le fo rze miliLnr'i dell'Impero: era d'uopo avere costantemente riserve d'uomini per tener l'esercito a numero e riparare alle perdite prodottc da cause permanenti ed cventuali. .M a clove mai e in qual modo sccgliet·e la gente? Quali i fonti, e quale il sistema delreclutamento? L'autore degli Morismi consiglia di « far le reclute o de'valletti de'soldati, o de'volontari dell'Im« perio o d'ultri paesi, o de'prigion ieri dell'inimico che sono cri« stiani, coine Albanesi, Dosniani, Raziani (Serb i settentriona!i) e « simili, o de' comandati allc provincie conquistate come fece la « Svezia in Danimarca I' an no ·f 658 , o di qualche accademia mili« tare ». Cotali accademie po i, destinate, giusta i suggerimenti del Montecuccoli, a fornirc gli elementi neccssari per tenere a numero l'esercito, dovrebbero istitui1·s i in cinscuna provincia , e in esse s'avrebbero a simiglianza dei giannizzeri del serrnglio a educare alia guerra gli orj'ani, i bastardi, i mendicanti e i povel'i cite negli ospedali si sogliono alimenta1·e ('I). La conclusione imposta dalla necesita inesorab ile del la situazione e ben lonlana e disco rcle dalle premesse: invece d'un csercito fonnato dalla parte piu sana clella nazione, e quale sola puo dare la coscrizione, il Montecuccoli ne acceLLa uno raccolto negli infimi strati sociali, un csercito,di merce-~ nari senza patria, che invecchiano sotto le armi, simili in tutto agli antichi preLoriani, non obbedienle ad altra voce che quella della disciplina, non accessibile ad altt·o aiTello che la devoz ione al principe che paga.
lo
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Afor(smi - Lih. Ill, CDp. 11.
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L'ordinamento degli eserciti, sebbene le sue parti principali e gli uffici a ciascuna spetlanti fossero gia neLLamente determina.ti non riposavaancora sopra basi razionali e fisse, e risentiva. di quell a 1~1~er~ tezza, che creata dalle nuove armi, e mantenuta dalle cond1z1om politico-sociali, clominavn piu o mono tulLe le classi ~ella..societ~. La proporziono delle diverse armi non era ancor defin1La at tempt del l\1ontecuccoli: essa raria ra da eserci to acl escrcito, su biva nello stesso esercito l'intlusso di cause accidentali. Codesta questione non trova posto nel libro I clegli Aforismi consacralo alia parte sp~ cialmente teorica <lcll'arte della gucrra; solo nel libro Ill, allorche occorre sludiare l' cventualiLlL di una guerra coi TUl'chi, l'autore determina tale proporzione in base sovratuLlo ai caratteri del teatro <l'operazioni c allc condizioni dell'esercilo uvversario . La fantel'ia. e proclamala la hase stabil e e il piecleslallo dell'esercit~ per dar battaglia od espugna.re forter.ze: i dragoni sono pur fan ten a che p~r gir piu veloce cavalca. La. cavalleria grare deve essere la.me~a .m circa dei fanti, la leggera un <ruarto o meno delta grave; I artJgheria vuol esser forte di 2 1t3 bocche a fuoco por '' 000 uomini (!]). Male truppe d'artiglieria e clel genio non .so no. clas.si.fic~te fr.a i co~~ battenti: sono messe nella stessa. catego1·ta dot reltg10s1, de1 medtcl degli speziali, delle guide. dei vivandic1·i, dei garr.oni, delle spie (2) . Lo spirito altero e liberissimo del ~Jontewccoli non ricsce nncora a emanciparsi dagli usi inreterati e da.i prcgiudizi de'suoi tempi: gl.i splendidi esempi cli attacco c difesa cli piazze forniti da!ltt gucrm de1 Paesi Bassi, l'importanza ognor crescente clell'artiglieria rlalle b~t taglie di i\Ielegnano. PaYia c Ra,·enna al passaggi~ de.l Loch ese~UJlo da. Gustavo Adolfo nel 4631 non era no ancora lttoh sufficent1 per elevare le armi nuoYe a. paro delle armi nntiche l " Non ci fermeremo a discoiTere clell'ordinamento delle singole armi, ne dei vari ordin i della gera rchia. Ci basti solo osservare come ciascun'arma sia considerata quasi dol.ata di personal ita propria cosi spicca.La, da eliminarc l'i.dea della fusione cli reparti de~le va.rie armi in una stessa unita: frail comando supremo dell'eserc1to e i comandi di brigata di fanteria e di cava.lleria. non suss isle coman(l) J.(o-rllmi, Lib. !11, Cap Ill, VII. (2) lb., Lib. I, Cap. 11.
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CAPJTANO £ SCRITTORE IL MONTECUCCOL!
do intermedio: l'artigl.ierin sul campo di battaglia forma per to piu una sola massa so no tl comando d'un generate (-1). :\la l'ordinamento d~ve ~ovratulto rispondere al concetlo tatlico e per comprenderlo e giUdtcarlo cd'uopo avet· l'occhio alle condizioni e alle tendenze della tallica nel secolo xnr. n moto di trasformazione degli ordini tallici iniziato dall'introduzione delle armi da fuoco negli eserciti, non era ancora compiuto ai t~mpi del Montecuccoli. Le nuore armi ayevano da prima itTevocabtlmente proscritto l'ordine falangita opposto dalla risorta fantcria ai cavalieri medievali coperti di ferro, e nelle battacrl ie di i\Ielecrnano 0 ·p . ~ ~ dt ~ma, negli anni '151 i:> e 1525, pronunziarano nuovi rivoluimenti negli ordini lattici. Non era piu il so lo urto che doveva risolvero le battaglie; un nuovo elemen to, il fuoco, entrava in azione:.conciliare il fuo co. coll'urto cr~t .il ~t·oblema fondamentale della nuova epoca. Mtt cos~ fatta conctltttzione non poteva essere opera di una sola generaz10no: chC lo spirito umano moltiplica i tentati\•i, trascorro. scnza posa dn uno all'altro esl.remo prima di ane$rsi nel aiusto me~zo: P~t· ben Lt'e secoli, dopo l'applicazione della polvero danfuoco aglt ust dt guerra, an do di continua crescendo l'importanza del fuo co (1) Le idee del ~l ontccuccoli sui matcriale d'artiglieria meritano di esser ricordat& ~ome u~
uto.lo dl ~loria. per l'illustrc italiano. 11 quale a proposit.o dei sistemi d'artiglieria m. uso a suo1 temp1 scnvo: c gli arscnali antichi sono un caos d'artiglieria confusa, indistmta, sproporzlonata: a gran pcna si trovanll nomi abbastaoza per distinguPrla ne · e ,·ocabolo di serpente, di tlera o d'uceello che non sia stato appropriato a ~ualcbc~ pe~zo: Ognuno, o. prln~ip~, o generate, o fonJitore ha \'Olut.o im·entare a capriccio nuo,•i cahbn c .nu.ovo d•menSJODI, senza che molU di toro abbiano potu to dell'utile o dell'etfetto farne leg•tt1mo prove, si perch() elle costano assai, si percbC bisogna. osscrvarle in viva guerra •· De_scriui i proccdimenti per determinare un buon sistema d'artiglieria e indi c~te le ~ondJZIOOJ cu! esso dee soddisfare, propone c una proporzione dislinta, racilo a n~cners1, che ha agg,ustatlssima simmetria delle parti fra loro e il tutto, e chc ,·ieoe stlmata. ott1ma! sccondo. la quale ba fatto fondcre molta artigli eria in Jtalia e negli arscnah. cesaro1, parte p!cna e parte allcggerita di metalli, e tutt.a perfcttamente buona,. L'.hstrta per opera del Montecuccoli precede sulla via del progresso la Francia, cho n.on adoU() normo fisse fnto.rno al sistema di a.rtiglieria se non nol 1732. Vuolsi pure rtcordare cho nossuno meglto del gcnerale Jtal.laoo seguiva i progressi che si facevano n~ll.o arm! da fuoco: cgli ann~vrra fra lo f)llrti del iistema d'artiglieria le mitragliattl~l, .~enommote ?llor~ orgnnt; rammon~a cho usavansi arch ibugi rigati per far Joro ra re ~m pm gmst•:. 11 nfot'tllmon t~ tlollo t~untzioni pt·esso le trupp e combattenti lo preoccupa 1n modo spoctale; laonde eglt suggcrtsco come « molt.o comode ccrte carrette a due ruote da un canllo tit·ate, lo qunli eziandio nclla folia della gcnto e ne lle st 1·ettoz~e degli ir.tervalli conducono senza lmpedimento le munizioni, conc!ossiach6 cssendo ello~o spediUssime, o git·a ndo ncl ccnf.t•o senza gran circon ferenza, passano per tutlo en(t·ano in ogni spnzio, no recano clisordh1o alcuuo. • '
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e scemando quella dell'urto: fin dnlla mcta del secolo XVr l'arco e la balostra ayevan ceduto il posLo all'arch ibugio e al cannone: ma rimaneva pur sempre la picca, e, conseguenza di questo falto, gli· ordini tallici profondi e pesant.i. Durante le gueno ciri li di Francia all'aumenlo delle armi da fuoco corrispondeva ceria tendenza, or piu or meno spiccata, ad abbandonare le formazioni a massa e adollare ordini meno densi : ma erano tentativi slegati, passi incerti, dovuli piu ad ispirazioni momentanee, che non a coscienza rificssa delle nuove condizioni dell'arte della guena. Spella a Guglielmo di ~assau la gloria d'iniziatore della nuova tattica; egli die forma cleterminala, contorni precisi alle idee mn,turate nelle guC1Te civili di Francia. ln luogo de:vecchi 9rclini compatli, pesanli, poco maneggevoli introdusse forme meno rigide, pitL adaLLe all'impiego efficaco delle armi cla fuoco. Rimpiccioli il batlaglione quadrate,. costitui in manipoli separati i moschetticri e gli arch ibugieri, rimise· in onore le manovre e le esercitazioni , e stabi li nn ordino normale di combatt irriento imitRlo dall'antico OJ'dine manipolare . I semi get- tali nella guerra di Fran cia e de' Pacsi Bassi fu rono fecondat i iuqnella de' trent.a anni . Gusta.vo Adolfo intese a due scop i, sviluppo. della potenza del fuoco, aumento della mob ili llt. AdoLL6 una sola armada fuoco per la fanteria, il moschctto ridotto in guisa da potersi adoperare senza force! la; aumento la rapiditit di tiro median Le la sostituzione dell'acciarino a rolella a quello a set·pentino, e della. giberna alia bandoliera. Introdusse maggiori pr·oporzioni di armi da fuoco, asottiglio gli ordini; moschettieri e picchieri clivi si in sezioni furono nell'ordine di combattimento altemati in guisa che potessero prestarsi mutuo appoggio: istitui una artiglieria reggimentale, pPrfeziono il modo di caricamenlo in guisa cla aumenlat·o In rapid ita di tiro. :\!entre si studiava di aumenlare nella fanteria la polenza del fuoco, tenlaYa di richiamare la cavalleria alia sua missionenalurale, l'urlo e la mobililiL Stabili l'01·dine normale di combaltimento su due linee, ciascuna con riserva propria : le sczioni disposle a scacchiere, come nella legione romana; la cavall eria a!lc ali o alia riserva di sch;era, l'artiglieria sul fronle negli intervall i di sez ione, o sulle ali. Il Mont.ecuccoli ebbe larga opporLunila di vedere soU.oposLi alle . prove dellit gnerra viva gli ordin i tatlici di Gusl.avo Ado lfo; o nella
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·mente dalle carabine, dalle pistole, dalle lance, dalle picche, dalle spade e dall'urlO medesimo delle truppe n (1}. La cavalleria e l'arma dell'urlO: non esistono piu archibugieri negli eserciti imperiali, perchc, ossendo senza armaLura, non possono far corpo solido, ne aspettare di pie fermo uno scontro; furono aboli ti da. Wallenstein dopo la prova i.nfelice da essi fatta nella battaglia cli Li.itzen. Dividesi la .cava\lori:t in grave e leggera: l'una armata. cli mezze corazze, di pistole e spade lunghe e ferme che feriscono di punta e di taglio; l'altra di scimitarra o spada e di c.arahina. La lancia, ripete il Montecuccoli con Luclovico 1\lclzo e Giorgio BasLa, e la regina delle armi a cayallo·; ma soggiunge tosto che a cagione della grande spe:>a e del rado uso cstata abband~nata negli eserciti imperiali, ed esprime il desiderio che se ~e a~b1a almeno un migliaio per formarne da t.renla o quaranla ptccolt squadron i, che, bene e con risoluzione guiclati, polrebbero fare gran col po e crrande imr)ressione(2). La cavalleriagrave deeformare un corpo 0 solido, si fermo e impenetcabile, che ovunque eg1'1 sL1.a o va da, a guisa di bastione mobile a.rresti il nemico e da. per se si difend~. J..o coraz1.e sono cla riputarsi non meno cle'fanti in un fatto d'armt, e sono come torri inespugnabili che si mantengono unite e salcle, massimamente contro la ca,·alleria turchesca. armata alia leggera. La cavalleria leoaera poi sen·e a scorrere e fare scorle, pigliar OC> • • f lingua, guastare il paese nemico, tenere il di lui eserci~o .m estalo e sempre in sull'armi, o. dargli la carica rotto che eglt s1~ (~). ~I mandalo dell a ea valleria non e ancora cleterminalo con rett1 wLeri, giusta le sue proprieta essen1.iali: il Monl.ecuccol i non si eemancip:1to totalmente clalle praLiche guerrosche cli allra eta, allorqu.anclo !~1 cavalleria a guisa cli muragliR cli ferTo cloveva arrestare e ~·~~tuzza:e l_<t foga dell'avversario. Ammelle l'urto come sua carattenslica prmcipale; ma non riconosce che l'efficacia dell'.urto ~ipenclo non :o~o dalla massa ma anco dalla volocita, e che gh effetl1 clel fuoco m~oh.o si noutralizzano colla rapidita delle mosse che non colle armt difensive.
lunga prigionia. di StetLin non ommise, come lo a.ttesta l'ope1·a da lui compilata intorno alia tallica dogli Svedesi, di studiarli profondamente. Ea deplorarsi che !'opera sia andata perduta o trovisi tutlOra inedita, perchC essa vanebbe astabilirein modo irrcfutabile quanta parte delle riformo di Gnslavo Adolfo sia stataaccettnta dall'autoi'e degli Aforismi dell'mte bollica. Non puo tuttavia mellersi in dnbhio la influenza profonda chc il grande Svedese ebbe sullo scri tto re iLaliano; di guisa che il Mont.ecuccoli puo considerarsi come l'espositore piu (!,Utorevolc dol sistema di guerra di Gustavo Adolfo. Ma quale e i\ carattere pecul iarc, quale il valore di codesto sistema per rispello alia tattica? fti soh'e esso il problema crealo dalla innel troduzione delle armi da fuoco ·? Non si ha ancora il coragcrio '0 secolo XVTI di scuotere risolutamente il giogo dclla tradizione: « sonosi oggidi, scrive it i\lontecuccoli, }Jer l'invenzione della polvere le armi noslre dalle antiche aIterate, ma non percio se n' c tra·lnsciala l'imit.azi one ». La fan teria e divisa in mosc,het~ieri e picchieri : si vuole cosi conciliare il fuoco coll'l1rto: ma poiche le ultime guOITO hanno dato sempre maggioro risallo agli e.ffetLi del fuoco, si studiano i mezzi pee au.mentado: laonde i moschetti sono nella compagnia i clue terzi delle picche e tutti hanno ad essere dello stesso calibro, e i moschettieri clevono porlare una forchetta per assestar meglio il tiro e piantarla a! bisogno contro la cavalleria. Giorano a crescere la intensita del fuoco o portarlo rapiclamente ove meglio convenga i granatieri e i dragoni: quelli destinati a scagliare colla mano, e meglio con le from bole granale nelle baltaglie, come fanno in occasione di attacchi nelle controscarpe ; quesLi, armati di moschelti leggeri, di mezzo picche e spade, s'impiega.no ad occuparo coil diligenza un siLo, proven ire l'inimico ad un passaggio, porsi a cavallo nel v(}to de' batlaglioni per quindi Lirare sop l'a gli altri . I1 mandato delle varie armi sui campo di battaglia non puo esser pi(t neu.amente definito : esse de\·ono avere tali proprietil. che « dall'ora che l'inimico si scopre sin quando sin. sconfitto ecaccialo dal campo, sia incessantemente bersagliato o baLLuto, e quanto piu s'accosta, tanto pi(t spessa sia la tempesta di tiri sopm di lui, primada lungi da colpi di cannone, poi piu presso dai moschetti, e consecutivu)
{l) J.(orfsmi - Lib. I, cap. 11. 12) t.. ib: 1. cap. 11 - Lib . Ill, cap. Ill. -t3J Lib. Ill, cap . I ll. ANNO XXVtl VOL . J[.
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L'impiego delle varie armi ne! combaltimento vtwl esse1·e regolato in modo, cho ciascuna possa produrre il maggiore effetto possihile cosi da lunge come cln. presso. Giovera a tal uopo idearsi una forma di o1·dinan:ra che set· vet <li n·gola a tntte, o, come oggi direbbesi, stabilire un ordine normale di combattimen to. Ora conviene notate che ness una di esse armi hasta di per se ad adempiere a tu.tti. gli uffici cui sa1·ebbe per natura chiamata ncl combattimento : i moschettieri han bisogno dei picchieri ne! combattimento da presso, qnesti del soccoi'SO di quelli nel combattimento da lunge: la cavalleria leggera non puo caricare se none so:;tenuta dalla grave, questa non muove all'attacco so qnellfl non la precede pe1· aprirle il varco,. e rallentare il primo impeto dell'avversario; non altrimenti che gli armati di picca, essa ha d'uopo dei moschcltieri che le garantiscano il fronte ed il fian co contro gli eiTei.Li oel fuoco lontano . Non parliamo dell'artigli eria la quale per le sue intriseche e naturali condizioni non puo pas:'arsi del concor~o delle altre armi . Consegue da tutto cio che esse armi devono essere nell'ordine di combattimento frammischiate in guisa che !'una sia guarentigia all'altra; ma tale ordine riesce in sommo grado a.rti ficioso, eo mplicato, facile a rompersi . I piccheri d'una compngnia si ammassano at centro su sei righe, i moschettieri su cinque righe si dispongono a!le al i, ecceuo un drappeilo che disposto sn una riga si pone in ginocchio davanti al fronte de'picchi eri. Nello stesso modo si brdina a battagli a il reggimento: i suoi quattroconto ottanta picchieri stanno al cenl.ro copert i sui Jronte da ottanta moschettieri protol.li cla rondane: i moschettieri sono formati in sedici squadred i quaranta uomini ciascuna: dodici di esse stanno alie al i; dne diett·o le picche sona cavall i o sovra. cn rri, o in altro luogo em iuente tirano per disopra i picchieri, o ristaurano le pe1·dite subile dalle ali , o vengono comandate ad allro scrvizio; due finalmente si collocano a gruppi fra la cavall eria piU. vicina, e di contimto fanno fn oco fin chc si vcnga alia mischia, nel qnal caso si ricellano fra i battaglioni cu i appartengono . Il battaglione e unita tattica e comp,rende l'insieme delle ·picche e dei moschetti di un reggimento. La cavalleria grave forn1 ata in squadroni di tre cavall i di p1·ofondita e cinquanta di fronte c inlercalata. fra i .ba.Ltaglioni e disposta allc nli frammezzata ai moschettieri: la legg<':-:1 dinanzi a! fronle o sui lnti, i dragoni alle ali o dietro le picche
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jnvece de'moschellieri, J'artiglicria lungo il fronte, la grossa aYanli 0 dinanzi alia fanleria, la minuta negli intervalli fra gli squadroni e i plotoni . L' ordine cli combattimento consla di due.linee di ugu~lc forza, ugualmente formate, e aventi ciascuna nser>a proprm. «·Tale or·dine, osserva ill\lontecuccoli, ha ciascheduna sua parte, come d'oani qnnlita cl'arme composta, per se stessa forti ssima, e per cio n~n facile ad essere rotta, conser'l'an~osi ~ntero il tutto fi?~ cbe le part) stanno ferme: ha ell a ancora att.Jtudllle a trasmuta1 SI in q1.talunque altra cho sia r ichiesta o dal si to cho s'apprese~ta, o dal diseano che si ha, o dalle congiunturecbenascono >>.Eel cvero per gra~clissimn parte: ma questc condizio?i si ~?no otl.enute ~de trimento delle nalurali proprieta delle vane anru: la cavallena. legata troppo strcttamcnle colla fanteria deve movcre di conser~~: e ristarsi quando ossa ristlt; deve percio r innnziare ~ quell a r~~1d1La di mosse che le c necessaria per produrrc effetti d1 grande rtiJevo : i moschettieri non abbanclonano i picchieri . ma. in tal guisn limitano l'uso del proprio fu·oco e, sparsi su tutto il fronte, sono :ottratti all'azione dei Joro ca.pi clit·etti. In quest'ordine di combatllmento, ne! quale, non ostante le armi mutate, si volle riproclurre l.a forma cooJ.'tale delle leaion i di )'lario e di Cesare, tutte le arm1 slanno a dtsagio; I' off~sa manca di rapidita e. d'impelo, la dife~a . riesce troppo passiva. Il problema dell a latltca modern a non csc10lto compiutamente: per effettuare la conciliazi one del fuoco coll'urto e stata . snaturata !'indole peculiare di ciascun arma. J,e condizion i degli eserciti imperiali durante la guerra de1 trent'anni da noi descrille nella prima parte del presenle lavoro, sono prova' sufficiente dello stato di abban~ono e di disorganir:za:r.io?e dei servizi amminisLrativi. Nessuno ritegho dell\'Jontocuccolt , ~est1m o?e di lanli mali poteva climostrare che « le fughe, le malattte, la dissoluzi one deila militare disciplina, l'oclio e l'animositit del solclnto che va in busca, e del paesano che il suo difende, sono effetti .d~l mancamento della provianda: i castignmenti non posson~ fars1 ~~ coscienza, l'ardore del combaLtere s' intiepidisce e s'estmgne, 1l paese e messo a sacco e le insegne resta.no ignu~e ~> •.Ma, .e forza confessarlo, Yacume suo nello escogitare e propotTe 1 nmed1 ?on ~ pari alla profonda conoscenza clel malo.. La parte d~JI'op~~·a JU cu~. tralla del vettovagliamento e del bagaglto pare a no1 la pm deboJe_
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CAPITANO l::
invece di deliueare un sistcma completo di amminislraz ione, e"li si contenta di dirci cite c fondata ed espressa nelle capitolazionl dei colonnelli, nell'istr·uzione dei lustratori e commissari delle mostre e in que! le parti delle Ieggi della cavalleria di Carlo V e di Massimi~ lia~o li imperatore, cbe furono autenticate dalla dietadell'Impero a Sprra_nel1570 ( 1). Poiche questo complesso di disposizioni non ftt sufficrente ad anti Yenire i mali e ad arrecarvi rimedio conven iva studiare le cause di cotal fatto, e indicare, quando a~corTesse, le opportune mo~i~cazi~ni. Ma im·ece di una serie di aforismi logicamente. collegatr . . m gursa da formare quasi J'ossatura di un sistema ammrn rstrat:vo, abbiamo cenni disgregati, ora troppo generali, om Lroppo_minuziosi. Dobbiamo pen'> render giustizia al Montecuccoli; conoscJtor·e profondo di tutti i vizi dell'amministrazione militare, non ommette di accon_nare i principi che conviene seguire per rimetLerla sulla bu.ona vm. Per non lasciare l'esercito in balia di ministl'i che inetti o Lraditori consumano in altro mod'o le somme necessaria alle lruppe, egli domanda la instit~zione di un erario militare dist.inlo dai cofan i c~merali e di assegnazione effettiva dotato (2). Quanta al vetLovaglramento ammette che si possa trar viveri dalla campagna tagliandone i grani, o levando contribuzioni sui luoghi circon1•icini; rna non si pu6 far sempre asse()'namento su tali mczzi, perche gli ahi tanti abbandonano case e t~rreni fanno la gu.erra a' soldati, non vogliono dar nulla; il nemico abb~·ucia e d~slrugge tutto. Periranno l'esercito e i presidii, egli esclama, se illoro YJYere don:i da; raccolti della campagna dipendere. Per provvede1·e al sostentamenlo dell'esercito fa d'uopo o ricorrere ad intermediari fra l'esercito .stesso e i luoghi circomicini, ovvero prescinder·e affatlo dalle I'ISOI'Se locali, e impiantare un sistema di maO'az0 z.ioi .. Il Monlccuccoli consigl ia amendue questi mezzi : vuole ch e la ~OI'llltUI'a. del pa~e ~ ia daL_a per tullo il dnrar delJa campagna ad I~pr·esan,. ad rn~tlazro_no dt qu~nto c praticalo dagli Spagnuoli in I randra em Italra, dat Franeest e dagli Olandesi. Se non che, potcndo talv~lta _ac~ade~·c c?e _non si riesca. a cuocere il pane a tempo, e, cotto eh eglt sta, dtstnbutrlo e mantenerlo senza che si O'Uasti
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occorrera aver sempre •biscotto e serbarlo al bisogno. Ma ci6 non basta; occorrono magazzini, e questi de,,ono riempirsi pe1· tempo, tanto pei presidii 01·dinari quanto per le annate; e se non vi sono, si fabbrichino in luoghi opportuni, che abbiano la linea della comunicazione sicura, e che le condotte non possano essere dal nemico impedite, in piazze comode e forti; dove mercanti, appaltalori, vivandieri e simili abbiano a farci scala, come fecero Scipione di Cartagine Nuova, Pompeo di Dlll'azzo, Annibale di Taranlo (I). Il sistema de' magazzini fissi suggerito dal ~I ontecuccoli fu adottato da()'li eserciti europei nell'epoca seguentc, allorquando le difficolti.t d~l vettovagliamento crebbero col ct·escer delta mole degli eserciti. Il valente avversario di Turenna non immaginava certo che il surwerimento suo dovesse Logliere alia guerra la mobilila, rendere =le mosse degli esercili len te e complicate: fall1. e che i grossi eserci ti non creclet.tero potersussistcrc senza magazzini, ~he i magazzini costrinsero ad attribuir·e soverchio valorc ali a conqtusta o allaconservazione del territ.orio: donclcpocn mobilita nello masse, lentezza nei movimenti, scarsezza di eiTetti nel campo strategico . Invano si cerea nelle opere del Montecuccol i ·il vocabolo cli strategia; ma se non v'ha il segno, non man en pero la cosa. Cio che piu tarcli nom0ssi strategia dal Lloyd, cper lo scriLLore italiano la scienza delle disposizioni generali, la quale considora. gli universali della impresa, comprende l'insieme dei provvedimenti net:essari per slabilire e concertare la for·ma di ben condurrc e amministrare la guorra in ordine alia vittoria. E la parte piu eleyata dell'arte clella guerra, c quella cbe apparliene all'uomo di Stato e al generalo. Ne! primo Jibro degli Aforismi non v'ha, giusta il dis?gn~ c~ell'~utore, se non principii e proposizioni generali intorno at prwcrpah determinanti della ()'uerra e alle condizioni chc si richiedono per proceo dere sia offensivamente sia difcnsivamcnte. Non c un trallato cl'1 straterria pura quale ci venne postcriormente amman ilo. dallo J omini b e da suoi seguaci : il metodo e l'intenlo dell'autore c 111 gran parte diverso; piu che a fare opera cliclattica, co n impron~u schictta~ente scolastica, egli in tencle ad accennare le nol'lnO cu r clove ubbJChre nellc diverse congiunture l'uomo di guerra chc abbia n risolYcre sul
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SCRITTOr~E
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(1) A(ort1mi Lib. Ill Ca~. I I. Id. Lib. Ill. Cap. VII.
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A{or ismi, Lib. lll, ':ap. VII .
ll. :110NTECUCCOLI
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miglior indirizzo da darsi alle operazioni, e fra quesLe norma non sono ommesse quelle che vonnero poi assunte quali principi fondamentali della stmtegia, le maoone per linee interne, e le manoVI'e dir~tte contro la linea d'operazione dell'avversario . E d'u.opo per6 confessare che questa parte non osvolta con q uclla ampiez~a che si richioderobbe ad una co mpleta trattazione sciontifica: ma il ~1 ontecuccoli, gia lo notammo, si muore per lo piu a disagio ne! campo della teoria. Fiso sempre l'occhio della mente ad uno scopo pratico, egli non si cura di enumerare, osscnare, sviscera1·e Lutli i lati di una questione: li accenna appena e passa oltre, o a! piu si o,:cupa solo di quelli che piti. da ricino riguardano le c~ndizio~i yarticolari de' .suoi tcmpi . Egli non c per nessuna gutsa parttgwno dell a strate~ia pura o astratta e pochi J vogl~am crederlo, gliene faranno colpa, poiche i tratlati di straterria pura ci han l'aria di quei libri di rettorica cbe non riusciranno n~ai con tutti i loro precetti a fare un oratore o un pocla. Chi voglia conoscere e ponderare il l'alore del Montecuccoli in materia di strategia, dee seguirlo nel campo delle applicazioni . Allorche, abbandonata la sfera dei principi astratti, egli scende a studiare la eventualiUt di una gtterra tra l'Impero o la Turchia, il suo in•Yecrno • • 1) 1) spaz1a stcuro c quasi baldanzoso per Lutta la distesa del teatro d'operazione e detormina con giustezza e precisione ammirabile le linee e i punti strategici, le manovre, e le norme essenziali della condotta de!Ja guerra . I cttpitoli del li bro III nei quali tratta della ~if3J.lSil'a c de!Ja difensiva sono giustamente repulati quali esempt dt esattezza e profondita di giudizio. Alieno dalle Yuote crenerali ta, egli studia sotto tutti gli aspetti le forze dell'avversatio; e dal confronto di esse con le forze deii'Impero, tenuto conto delle condizio.ni del Leatro d'operazione, e della situazione politica dei due statt, deduce. le. norme cui do,'e attenersi il comandante supremo. Quando abb1ast a far guerra o1Iensiva, giudica prima di tulto n~c~ssario b~ttere il nemico in gio mata campale, quindi impadromrsJ delle p1az.ze di Gran e di Buda; assicurato in tal guisa il possesso de~ m~d10 Danubio, cousiglia di marciare su Costantinopoli ~er la. Yra dt Belgrad~-Sofia-Filippopoli-Adrianopoli, ovvero per 1Albawa e la Macecloma, o lungo la r iva sinistra dol Danubio per· la Transilrania e la \'alach ia, passando quindi il Danubio a Braila •
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per entrare nolla Bulgaria. Ma la stt:a.tegia c no l~ ~ mente d:l Montecuccol i legata intimamente alia pol1 L1ca: la soluzwne d~l pt oL!ema creato dalle condizioni deii'Austria di fronte alia Turchta ~· uol cercarsi altresi nelte alleanzo: e allom risuscita il progetlo dt L.eon X per conclurlere una lega cli tulti gli s~at i . c ri.sti~ni allo scopo cl1 sca.c~ ciare dali'Europa i musulmani; e potch.; gmd1ca so•~ mamenl e dtf~ ·1 l'accordo fra tanti principi, si contenta d1 una alleanza JICI 8 < • d' '[ d fra )'Austria, la Polonia e gli Stali ilaliani, e m 1ca 1 mo o con cui dovrob be in iziarsi c prosegu ire la offensi.va. Quand~ per contro debbasi far guerm difensiva, il ~ontecuccoh ~ropon~ dt stahilir:;i col grosso delle forze ft·a Altenburg e la ptaz~a dt Raab, Ualla quale posizione, « come da ccntro ugualmcn te dJstan.Le ~alle estremit~~. si pu6 da per Lutlo accudire e .ric~prir le provmc1e ». puramente Rosl a Co n cio escluso qualunque modo dt d1fcsa . . I' passiva: la difesa vuol essere manovraLa: quand~ 11 nem1~0 vog ~~ attaccare il fian co sinistro dclln. posizioue « glt con verr~ cammmare obliquamente per l'arco o per la circonl'er~enza lungo t1 Raa!J e la Rabau · ondo uiungeril tardi, doYe l'cserCllo volante, cammm~ndo addirit~ura pe~ la corda e pel diameLro, ci6i:l per la R~bau e d~e~t·o al fi ume, sari1 sempre ~t tempo in qualunque I uogo .ell opporg.hst e da essa verr·it lino alia Sliria coperto ». Qualora po1, passato t1 Da, I.. tCl11.l cii armirare la sinistra deJia posiziOlle (( J'al'lUU((I YOfante nuu10, '<m .. Sh .,· Jl preverra pure traveesando per la strada p!U hrel'e lo . c ull.'· t>_.ltando rinforzi nei luoghi esposti alto attacco ed opponenclost :-;ul Vaaa ai di lui l.cnlativi )) · . cfo che abbiamo esposto finora pare a noi p•·o,·a suffict~nte. della chiara e profonda intui zione slral.egica del Montecuccolt. I\on lo seguiremo ne!la lrallazione delle n~rme. che d~Yono regolare ~a esede·I concetlt. strate,ici qual! la nsoluzwne, ·la segretezza, . CUZIOilC t> ' d'l ula :ta' J.l modo di marciarc e di accampare, le contlngenze ' uo"o I ce ell , , . . . . . . s't'a ad I·Jnpeo-nar battaaha: neanco accennet . e d1 tern po 10 cui • , <> • a , . emo . <i.lle sue idee intorno alia fortificazione e .alia guerra d assedto poiche tale trattazione non a•rebbe che un mteresse ~rell~mente slorico . Ci basti solo osservare come in mezzo a ~lass•m~ ''Jete eco~u ni, a particoli.tri minuti o di poca import:.lilza s'ulrontrmos~e~so tde~ ·argule, informate sempre a una profonda. conosce~za dell at Le d~~~~ guerra . Ci6 che a' di nostri yen ne annuozJato quasi come una no' It.a..
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intorno a! rapporto intimo fra l'ordine di marcia el'ordine di combattimenlo e intorno al .servizio di avanscoperta dell a cavalleria, era gia dal Montecuccoli determinato e posto a fondamento della logistica. II Montecuccoli scriveva specialmente pe' .suoi contemporanei; le sue opere hanno uno scopo pratico immediato: ma la sua mente avvezza. a penetrare nella natura intima delle cose, ad abbracciare l'universale e il particolare, l'assoluto e il relativo sa elevarsi spesso a! di sopra degli intcressi momentanei e precorrere l'aYvenire. E questa la ragionc della fama a cui salirono e in cui si n:iantennero i suoi scr·itli. Gli A{orismi dell'a,rte bellica, pnbblicati ventitre anni dopo la morte clell'autore, vennero tradotti in latino, spagnuolo, Jrancese, tedesco e olandese e fnrono il libro militare piu autorevole nella prima meta del secolo xv1n. Nella seconda meta dello stesso secolo furono commentati dal gcnerale Turpin de Crisse: segno manifesto che gli insegnamenti che potevano trarsi dalle oampagne di Eugenio di Savoia, di 1\falbol'(•ugh e di Federico II non aveano ancora fatto dimenticare le lezioni dello scritLore italiano. Le sue idee . intomo alia condotta della guerra nel campo strategico venivano . dal commen tatore giudicate nei termini seguenti. « I principi dettat.i dal Molecuccoli per far guerra oll'ensiva contro il Turco possono essere applicati a tutti i paesi e contro Lutti gli Stali . . . . . Le istruzioni di questo gran Capitano coruengono principi da cui non conviene mai allontanarsi. . . . . Egli possiede l'arte di rendere la guena per cosi dire, fisica. Chi lo segua sul terreno, trovera in lui un generale ricco di concelti, fecondo di spedienti, profondo, conoc;cilore perfello del paese, abile a trar profitto di tutte le posizioni vantaggiose che prescnta il lerreno. Si segua cosi nell'auacco come nella difesa, c si riconoscera la verita e l'aggiustatezza delle sue disposizioni. Quante lezioni si contengono in quesli due articoli (IV e Y del Lib. HI)I Ne! primo libro delta principi eccellenti, qui (nel HI) li applica a! Lerreno . I suoi insegnamenti sono appli cabili a tu lti i paesi, e possono essere praticati da tutti gli Stati (I ) ». Tale giudizio pcro non c accettato in modo assoluto dalla mag- (I ) lJemoi?·es de .ttontecuocoh avec le Commentai•·es de ac. le Comte Turpin de Crisse. - rum. 111.
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gior parte degli scrittori milit.ari del secolo XlX; Jomini, uno fra i piu riputati, nello annoverare i precursori dell a odierna scienza della guerra, s'arresla a Feuquieres, Folard e Puysegur, e ripete quanto scriveva il Maresciallo di Sassonia intomo alia mancanza di principi in materia d'arte della guerra, e allo spiri to di rotaine che soffocava il metodo creato da Gustavo Adolfo . Prima che egli Jomini, pubblicasse i suoi lihri « l'arle, confinata Jl61 cen·ello de'grandi capitani, non esisteva in alcun tratlato scrillo: tutti i \ibri non davano che frammenti di sistemi uscili dalla fantasia dei loro autori, e contenenti i particolari piu minuti, per non dire piu puerili sovra i punti meno importanti della tattica, la sola parte forse della guerra che non si possa soLtoporre a norme costanti » ('1). Davvero che nel leggere un giudizio scritto con tanla sicmnera. ci viene il duhbio che Jomini o non avessc ancora letto, o non ri~ordasse in quel momento gli scriLLi del Montecuccoli. Se ci fu uoino che conobbe a fondo i metodi cli Gustavo Aclolfo, dei quaji il maresciallo di Sassonia deplorava l'abbandono, quello ~·u certamente l'autore degli A{o1·isn~i . Ne'suoi libri v'IJa:;enza chtbbiO molla materia. instabile, caduca; tra.volla omai inevocabilmente nei vort.ici del tempo; cosa inevitabile in quelle opere, che si propongono la soluzione de'problemi i cui dati si compenelrano colle condizioni reali dell'epoca : mane! mezzo dei particolari pit\ minuti, e se pur vogliasi puerili, splendono massime generali vere eel applicabili in ogni tempo; quella malet·ia instabile e cont inuamente trasformanlesi e O'0 O Vernat.a da principi irnmutabiJ i, aJcuni de'qua]j nessuno dopo il Montecuccoli riusci a formulare con chiarezza e E s'arraiun()'a ali A{orismi sono lutt'altro un o che "" Precisione maO'aiori. che frammenti di sistemi, ladclove essi souo uno dei pochi e felici tenlativi di un compiuto organismo di clollrine militari. Non tutto, e verissimo, in questo organismo e moderno : v'hanno membra omai irrigidite e fossilizzate. ma ve n'ha altre tultora viventi, v'ha lo spirito di esso organismo che vive rigoglioso. It metodo squisitamente sperimentalc, il senso pratico , l'ampiezza e la profondita dei concetli, l'arrnonico temperarncn to cli clem_enti uni versali e parLico lari, di principi e cli fatt.i, rispondono appteno· 0l)
(\) Jol.!IN I. Prec is de ro.rt de lo. g~<errt. Notice
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la t i1t!orie actuelle de ta gu errt. ·
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MONTECUCCOC.I
CAPITA NO E SCRI1'TORE
alle odieme esigenze scientifiche : molti dei principi d'arle della guerTa formulati dal Montecur.coli perdurano immntabili perche fondati sui rapporti intrinseci e necessari delle cose. Certo una parte non piccola del contenuto degli Aforismi non ha oggidi che un valor•e puramente relrospetlivo: nessuno vorra cercareneiJiontecuccoli le norma peril reclutamento e l'ordinamento deaJi eser.. • 0 crtr, nessuno. sr contentora delle sue lezioni di tattica, di amministrazione, di fortificazione e di guerra d'assedio: ma v'hanno aJ-cune parti, come la str·ategia pratica, la politica e la filosofia della gue!'ra, che sono sempre vive, fresche, rigogliose. E, a nostro aiudizi.o, dirftci lissimo trovare un brano di scrittore militare chel':lper aggrustalezza di idee, precisione e splendore di forma possa stare a paro del capitolo degli Aforismi ne! quale tralla delle qualitil. e ·degli uffici del cornandante supremo dell'esercito . E la forma, giova notarlo, non e cosa al tutto indifferen te in un'opera scientifica: la perpetu ita del con tenuto dipendl;l non solo dal suo valore intrinseco ma altresi dalla espressione la quale pu6, con uno scrittoi\l mo~ 1lern o, paragonar3i all'aroma che preserva il pensiero della mOJ"to. « Ora, lo stile del Montecuccoli negli A{o1·ismi, scrisse il Foscolo, sa del fil osofo e del guerriero; ne'commentari e pieno di slorica ·ingenuilit .e senLe la scuola del Davanzati. Un li bro tutlo grandi idee -vedute ch taramente, meditate e sentite saril sempre esemplare di stile a'pensatori » (·I}. Lo studio degli Aforismi dell' arte bellica non sara pertanto senza frullo nell'esercito, e specialmente nelle nostre scuole militari, quando non sia scompagnato dal vivo santimento della modernita, e da una critica larga, imparziale, scevra da qualsiasi pregiudizio. Fra i mezzi che dopo le sconfitte del 1870- 7•1 ~ur·ono escogitati in Francia pet· ringagliardire l'energia mOJ·ale e rntellettuale del l'esercito, non ultimo fu il ritorno allo studio deali antich i libri di gue!Ta. l mitiamo i nostri vicini, e senza perde~·e d'occhio i problerni gravi e molleplici dell'eta presente, vo!giamoci qualche Yolta al. passato. Le letterature non possono vivere vi la ·lunga e rigogliosa se non hanno salde radici nella storia. Om la storia della scienza militare italiana 6 ancora .da farsi: colpa la pas.sata nostra nullitil poli tica, la muggior parte de'nostri scrittori ;rnili(I) f?oscoto. Pre(a:ione alle opere di /!aim. Montecnccoli -
Milano, 1807.
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tari giacciono negletti e ignorati . Richiamiamo a vita almeno i migliori; lo studio delle opere loro giovera a rinvigorire la coscienza nazionale, e a dare al nostro pensiero veste, espressione e moveoze schiettamente italiane. Abbiamo studiato ne! Montecuccoli il capitano e lo scrittore militare: se volessimo considerare gli altri aspetti dell a sua vha multiforme, troveremmo senza dubbio materia a nuove ed importanti osserrazioni. Ma !'opera di Cesare Campor·i, sebbene ricca di fatti, non basla all'uopo : solo gli scritti inediti e specialmente l'epistolario potrebbero rivelarci intera la figura del vincitore di S. Gottardo, le sue fattezze morali, le sue idee, e i suoi giudizi sulle cose e sugli uomini de' suoi tempi. llaliano cli nascita, austriaco di elezione, egli non ruppe mai il .filo che·lo teneva avvinto alia madre patria. And6 11 mi li tare sotto le bandiere dell' Impero per isfuggire alle angustie domesticbe, per desiderio di fortum1 e di gloria; ma il pensiero del ritorno in Italia glisi alfaceiava sempre ali a mcnte, ed egli sempre lo ·abbandonava perche I'Italia non era campo abbastanza vasto per la sua operositil. e per la sua ambizione. Ma anche clopo it giorno in cui sposata un'austriaca e conseguiti i somm i gradi nella gerarehia militare, ebbe !egati indissolubilmente i suo i destini aCasa d'Austria, non dimentico la sua patria, e fino alia morLe si arlopero secondo le ciTcostanze in se1·vizio degli Estensi, de' conciuadini suoi e di altri Italiani . Membro dell'accademia italiana fondata a Vienna dall'arciducaLeopoldo nel •1656, s'adopero colla voce e coll'esempio a promuovere il culto della Ietteratura nazioMic nella capitate dell'Impero . Generate e consigliere del Duca di .Modena oella guerra di Castro, seppe elevarsi al concetLo dell a indipendenza ital iana, e addito i mezzi opportuni perche « tagliata la testa ad ogni moto civile in Itaiia e quetati gli animi tutti, si potesse stabilire una onesla sicura e perpeLua pace fra i principi italiani, per collegarsi tutti sinceramente a comune difesa contro la tirannia dei stranieri che la minacciano e la tengono occupata ». Gli manco l'occasione per adopenu·si erficacemente all' attuazione del generoso disegno . Legato a casa d' Austria fu incrollabile nell Rsua fede, ne valsero a distornelo la varia, fortu11a delle armi imperiali , le oll'ese gravissime a lui recate e i bassi ·raggiri contro lui orditi dagli invidiosi. 1\'Ientre da un lato crescen il malvolere dei Tedesch i co ntro i numerosi"Italiani a
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IL MONTECUCCOLI
debitato o no: ... . ... le grazie della Corte rni costano salate; ma bisocrna aver pazienza ». In un memoriale indirizzato all'Imperatore0esponevagli aiJel' consumato a se?'IJiz io. ~i lui ~1.~tte le s~ stanze della stw. casa. Ne gli sarebbero mancalt 1 mezzt per usc1r da tali angust.ie; 1' elettore cli Brandeburgo oiTrivagli trentamila norini in premio de' servigi pre:;tati nella guena di Pomerania; il .Montecuccoli chiese all'lmperatore facolla di accettarli, ma poiche non veniacrli data r isposta, rifi.ulo il dono: dalle citLa di Amburgo, Brema: e Lubec·ca accetto la somma di quattrocentomila fiorini, ma non per se, si per la cassa di guerra dell'csercito . Epput·e egli si trovo costretto un bel giorno a pon·e in vendita il diletto suo castello di Hohenegg, e a incaricar SLlO cugino di cercargli danaro in Italia per pagare i clebitil Non bash) tuttocio a disarmare l'invidia o la malclicenza; imperocche pur negli ultimi n1esi cli sua vita, quando oppresso dagli anni, clalle fatiche, e dalle malattie ~hies~ l'esonerazione dall'ufficio di presidente del Consiglio auhco dt guerra, dove nuova~entc difenclersi presso l'Imperatore dalle. c~ lunnie che contro di lui si mettevan fuori, affinchC nella famtgha sua e ne' posteri puro da ogni macchia rimaness·e il suo nome. L'assiduitil. al lavoro fu per lui condizione di vita: sollievo alle falich e fu il passare da una ad nltr·a specie di lavoro. Predominarono nell'animo suo due passioni, quella, della gloria mi litare, e quella della gloria letteraria. Comandante di esercili sta.va ben quattordici ore a cavallo colla corazza sebbene malato dt gotta: lontano dall'esercito, s'occupava di viaggi, di poli tica, di storia, di scienza milita1·e e di lclleratura. ~egli afi'elli della famiglia da lui profondamente senti ti cercava ri fugio contro i morsi dcll'invidia, e sollievo a' suoi malori fisici. Flt poeta in due epoche memoranda della sua vita: nolla morte di GltSlavo Adolfo canto la van ita della cr]oria; nella morte della sua consorte ndorata pianse, la fugaci~il della gioia. Fu soldato, diplomatico, artista, cavaliere perfettissimo: non fu un eroe Jeggendario abbellito e quasi idealizzato clalla fantasia popolare: fu un tipo assolutamentc umano c storico, non immune cla debolezze, ricco di virtu. Quanta energia morale, quale profondo sentimentc) del dovere nelle tre parole, p1·ote'St'ai, ·ubbidii, mi sac·rificai che compendlano la sua vita militare I
servlZlo dell'Impero, e dnll'altro amici c parenti s'adopravano ad allontanare il Montecuccoli dall'esercilo e farlo tomare in Italia, egli serbossi inaccessibile cosi agli assalti degli uni, come alle esortazioni e alle blandizie dogli altri. Era una di quelle anime virilmente temprate, che dalle avve_rsita prendono nuovo vigore. Accusato d'imperizia, di negligenza, di tradimento nelle campagne contro Turenna, bestemmiato durante le guerre contro il Turco, odiato dal popolo, fatt.o segno a dileggi, proclamato piu uomo da penna che da spada, piu poeta che soldato, egli segui la sua via, non dispe1·o di so, dell a giustizia deli' Imperatore, e si appello all a posterita. !\femora· dell'atroce guerra a lui mossa scriveva queste parole memorabili: « A quanti e qual i censure, calunnie e gilldizi degli imperiti, del volgo, degrinvidi e degli emoli non e egli (il generale) sottoposto t Mutano i nomi alle cose, e cbiamano il generoso, temerario; il . cauto, irresoluto, il prudente, prolungator·e della guerra; il vincitore, orgolioso .... .... ... Si sa che i raggi cl' una fort una illustre tirano contro di se i vapori della mormorazione. Non dee il generale farne· conto, ma bensi dee il principe essergli scudo di protezionc ... . Egli dee questa gratitudine a ch i per lui le facoltll e la vita mette in non cale, ne que! buonnomemilitare che con tanto di sudore edi sangue si acquista, dee egli permettere che impunemente venga da' maligni lacerato (·I) ». Il )fontecuccoli non ebbe a lagnarsi delta ingratitudine, e dell'inginstizia d~ll'Imperatore: i suoi desideri furono appagati; ebbe gloria, onori, ed agiatezza, Ma egli ne fn degno; in una eta in cui la guerra e il comando di eserciti erano comiderati comefonte di ricchezza, il Montecuccoli dove consumare il proprio patrimonio: la sete di gloria non lascio allignare in lui la brama di ricchezze. Tutti rubavano nelle armate, scrive il rocente biografo; . solo Ernesto ~f ontecucceli, largo donatore del proprio, mori indebitat.o; Raimondo sostenne spessissimo gravi dispendi a pro de' suoi soldati , e fu anch'egl i molte volte sovracarico di debiti . AI conte Bolognesi scriveva ne' seguenti termini nel 1644: « V. S. consideri per grazia. le slrade e li viaggi che ho fa.lto dopo ch'io sono all'arma ta, e poi potrit da se stessa immaginarsi quanti cavalli ho rovinati, e che spesa m'e bisognato fare, e s'io sono inIl l J. forilmi. Lib. Ill.
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IL MONTECUCCOL! CAPJTANO E SCRJTTORE
La grandezza del cap itano e dello scrittore ha radice ne! carattere piu che nell'ingegno. Uno studio accurato e completo intorno al carattere del l\fontecuccoli riuscirebbe fecondo di insegnamenti, e sarebbe opportunissimo ai giorni nostri, ne' quali, colpa il viziato ambiente sociale e la torta educazione, alle proteste non tengono sempre dietro l'obbedienza e il sacrificio di noi stessi.
DEL
SEVERL~O ZANELLI
GOVF~RNO E
A:faggiore nel3! 1¡egg. fanttria. 0
DELL'A!\TfGLlERIA DI UNA
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FORT~ZZA
Fra tulle le azioni che possono renclero glorioso il nome di un uomo eel innalzarlo agli onori piu alti, quelln di vincere una grande hattaglia e stata sempre in tutti i tempi considerata la piu ammirevole e la piu degna d'invidia. I nomi dei grandi capitani hanno infatti nella storia un posto ragguardevo le; ripetuti dallo giovani labbrn sui banchi delle scuole e rammentati piu tardi nei sogni ambiziosi ~ essi sono circonclati ognorn cla un anreola lnminosa, e destano nei cuori di coloro che si danno alia caniera delle armi, sensi di sconfinata ammirazione e que! che piu importa, germi di profittevole ambizione. Havvi pero nella storia militare una gloria ancor piu grande, perch~ piu meritoria, e di cui la fama rimane piu lungamente nella memvria dei posteri, e qnesta e dovuta a chi seppe strenuamente fino all'ultima estremita , difenclere i baluarrli cli una fortezza. Indivisa, essa s'immedesima lntta nella persona del comandante, percM acquistata non solo col coraggio e coll'energia in una giornata, ma pazientemente, fortemenle conquistata per mesi o mes i attraverso a dura prove, e a pericoli di ogni maniera, vincendo difficolta quasi i nsuper~abili . Di questa gloria pochi nomi vanno circondati nolla. stol'ia, mentre c1i vinc.itori di battagli e sono piene le epopee¡ di Lull i i popoli. '
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DEL GOVERNO E DELL'ARTIGL lER[A
Non e qui ndi a meravigliarsi se il governo di una fortezza ha percio esercitato sempre un fascino irres istibile e tentato il coraggio degli intrepidi. Colui che l'i e preposto , acq uista durante I'assedio un'autorita superiore a quella di un comandante cl'esercito, e sotto l'impero della necessita, piu che per effeLto di leggi speciali, riunisce ne lie :me mani dei poteri quasi sovrani; amministra la giusLizia, tratta direttamente col nemico, punisce, di:t ricompense, sancisce leggi e possiede anche una diplomazia. Egli e naturale quindi che se i suoi sforzi riescono a sal vare un lembo di territorio od a ri unire e sostenere l' esercito gia prova.to da qualehe rovescio, e ad arrestare il nemico, egli avra il vanto di aver comp ito una delle azioni piu segnalale che mente e cuore d'uomo possano concepire e mandare ad e[etto. D'altra parte pero, se il comando di una for tezza e la piu onorifica . carica che dia occasione ad un ufficiale di illustrare tutta la sua carrieramilitare, poche ve ne sono che presentino maggior difficolta e maggiori pericoli non pur della vita, ma piu della vita, dell' onore! Poche fortezze infatli possono dirsi preparate convenientemente ad un assedio, e tante sono le peripezie ed i colpi di fortuna in una grossa guerra, per cui le condizioni delta difesa ·e degli appronigionamenti possono andare soggette a mutamenti sensibili, che solo un ·energia infaticab ile, una mente piena di espedienti, la perfetta conoscenza dei mezzi a propria clispos izione e un'autorita indiscussa e profondamente riconosciuta, frutto di lunga abitudine, potranno solo riescire a fare di quell a piazza un baluardo, un perno di manovra, una salvezza dell'esercito. Per una strana contraclclizione, mentre tutti sono concordi ne! riconoscere che il posto di comanclante di fortezza e uno dei piu difficili e richiede un cumulo di cognizioni e una fermezza di carattare non coinuni (e la storia delle capitolazioni l' insegna), per una slrana contraddizione, egli e appunto a questi posti che sono assegnati gli ufficiali che per le loro infcrmiti:t o l'affierolimento della vigoria corporate, (•ppure per iscarse cognizioni, non so no piu reputati atti a servire nell' eserci to atti vo; e quel che pit\ importa (giaccbe a questa osservazione si potrebbe rispondere con ragioni cli opportunita),· scarse ed incoa1plete norme regolano le infinite disposizioni da prenders i in una fortezza per attivare una buona di-
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ft'esa, provvedere ai bisogni dei difensori o della popolazione, ordinare i servizi amministrativi, disciplinari, sanitarii e preparare final mente it nuovo organismo adatto allo stato precario eel .eccezionale della citta assediata . Insufficienza di Stati Maggiori, mutabilita di comando, difetto di .disposizioni regolamentari per attivare i servizii ausiliarii, sono le .tr·e mende che esistono nell'ordinamento· delle nostre fortezze e ,che importerebbe correggere con leggi, decreti o regolamenti in reJazione collo stato del nostro organismo militnre. Dalla soluzione piu o meno hLlona che si dar1t a tale questione, dipendera la sorte delle fortezze che si sLanno ora erigenclo e quindi la probabilita di trar partito, oppure di sciupare, qnelle somme considerevoli che :vi s'impiegano. Non v'ha dubbio che una parte tanto importante delta nostra difesa, non sara sfuggita all 'attenzione deH'autoriLa superiore e che tutto gia sara disposto per costitujre it comando delle nostre fortezze; sarebbe pero interessante che tali·decisioni foss ero conosci ute e conosciuti del pari i nomi dei comandanti i qua!i, come si e nccennato, non potrnono che colla luoga abitudine del comando e cogli studii diligenti acquistare le doLi che si richieggono a qLtella carica cosi · difficile. Richiamare l'attenzione clellettore sull'importanza · delle 11ostre fo rtezze che si collega tanto strettamente a quell a del nostro esercito, J"ian(lare quanto fu da altri proposto ed attuato peril Buono ordina. men to delle medesime, indicare le migliori disposizioni da dm·si all'artiglieria nell'i nterno di e sse se~ondo i piu recenti studii, per quanto .sia un vasto quadro, che questo scritto non ha la pretesa di svolgere in tutti i suoi particolari ma so lo di abbozzare nelle sue Iinee principali, non sara perc) infruttuoso, massime se invogliera altri piu competenti a tratteggiarlo con maggiore clottrioa. ·
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Le tre grandi linee di difesa naturale delnostro paese, le Alpi, il Fo e l'Appennino, hanoo indicate le zone sulle qtiali de,·onsi ANNO XXV JI, VOL. 11 .
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DEL GOVERNO E DELL'AI\TIGLIERIA 66 erigere lo fortiflcuzioni che in un ione all'esercito , stubiliscono il nosLro sistema di fensivo, Quelle Jinee definiscono le t1·e fasi successive per le quali donil procedere l'azione di un'invasione da qualunque parte venga, e la loro importanza accentua quella delle fortifi cazioni sLesso le qunli, seconclo il concetto sinteLico della sh·ategia moderna non derono essere che un insieme di posizioni d'artiglieria, delle quali le fortificazioni stesse nccrescono il valo1·e militare e le p roprieta difonsive. Lo scopo che clovono raggiungere le fortificazioni nelle tJ'O zone indicate, per la loro posizione ri<>pettiva o per la diversa natura del terreno, sara esso pure di verso o cli verse quindi le di sposizioni di fensive da darsi a quelle opere. Non essendo intendimento di questo scritto tratlare o discutere qneste disposizioni, cbe d' ultra parte · hanno gia camtLere esecuti\'0, sa ra per6 bene l'accennare all' importanza che ognuna di qu elle tre linee difensive pu6 avere durante i Lre periocli della lotla suindicati. La prima fase della guel'l'a avra naturalmente il suo svolgimenlo sulle AI pi e nelle mnnerose vnlli e passnggi che meLt.ono capo, altraverso al confin e, ai due paesi guerreggianti , allo scopo di rcsistere all'urto delle colonne ncmiche e intercetta rn o il passo; oppure, ne! caso di un primo insuccesso, per eseguire tm ritorno offensi vo prima che qnelle colon ne riescano a sboccare nel piano. Uno degli scopi cru indi cile devono a.voJ·e i forti nella zona Alp ina e quello di intercetlare le grandi strade per mezzo di opere pcrmanenti, e di rendere impraticabili gli altri passaggi di minore imporlanr.a con opere cli fortifi cazionc passeggem. Pen) non saril queslo il so lo conce~to sui quale sartt basatal:t difcsa Alpina, la quale, pol'che sia valevole ed energica, esige un collegamenLo fm tulle quelle opere isolate c disseminate, e bisogna che abbia una profondita maggiore verso l'inlerno; per cui essa sura costitu ita, oltre che clai forti di sharramen Lo, da allri forti collocati piu indictro, nell'incon tro peresempio di due o piu vall i, d'onde possano esse1·e manclati soccorsi ai forti di prima linea e dove si possano preparare ai loro difenso ri , costreLLi clopo fiera resistenr.a a cedere ten·eno, un rifugio ed un'altra linea difensiva. La Jotta nolle Alpi, appoggiata a forLezze od a posizioni, trincerate collegale fra loro dai mo\'iruenli
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delle Lruppe alpine, potn~ cosi esserevalida e lunga e dare agio all'esercito di mobilitarsi o costituirsi solidamonte per contraslat'e al nemico gli sbocch i nel piano . Per formarsi pen) un criterio esatto sul valore effettivo di questi forti di fronti era bisognu anzitutlo ricordare che l'importanza di un posto fortificato in genorale dipendc quasi esclusivamente clalla sua. guaroigione e dal suo comandante; e che ne! caso cli quelli cli sbarramento i quali per la loro posiziono avanzata, fnori del raggio di concemramento dell'esercito, si trovano per cosi dire abbanclonati alle loro ris01·se, la condizione accennala c di alLrellanto maggiore peso . Aggiungasi che, allo scopo di non sottrarrc all'esercito in campagna parte ril evante dell e sue truppe, le guarnigion i dei for ti saranno in caso cli guel'l'a. costituite in gran parte cla twppe di seconda e cli terza linea; e cli questa consicleruzione dovra Lenersi gran con to se non si vogliono fare dei calcoli shagliati sul valore di quei forti e su i loro mezzi di resislenza, il che vale altresi a dimostrare la necessit.a di coslituire con buoni elemenli, fin dal tempo cli pace, lo stalo maggiore preposto al comando di essi. Quando il nemico, riescito ad essere villorioso, san'l padrone della zona Alpina e quindi dei forti e degli sbocchi principali, cercherit d'imprimere al suo movimento in avanti un carattere di concenLramento sulle rive del Po e Lentera il possesso delle grandi l inee di comunicazion e che percorrono ed attraversano il gran flume. E qui avra hwgo il secondo periodo dclla guerra, e l' esercito nazionale cercando di nLLaccare il nemico colle maggiori forze doYc quello si trovu piu debole e diviso, si varr~, per ci6 fare opportunamente, delle teste di ponte e delle fortezze che proteggono i passaggi di quel flume e ne rendono libero il possesso sulle due rive . E qui specialmentc l'uLilita dei punti fortificati sara dimostrata, giacche contro di essi il nemico cerchera con tulti gli sforzi di spingere i suoi me,zi oiTensivi e tulto il carauere, l'ingegno e la cultura di un uomo non sara mai Lroppa per attivare le clifese di quei baluardi che racchiudono tanle risorse per gli esercili cli campagna ed oiT!'ono loro un si valido appoggio . La lotta chc seguira su questa zona sara asprae difficile e in essa
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verra a spiegarsi il nuovo curallere assunto da\la forlificazionc permanente, riguardo alia slrategia ed all a tattica, che e quello di un maggior legame e di una maggiore relazione di essa colle mosse degli eserciti, i quali pcrcio ne acquislano un valore molto piu grande ed un impiego piu efflcace. · Perdula la seconda linea di difesa, non rimane all'esercilo nazionale che di appoggiarsi all'Apennino ed ai suoi contrafforti, d'onde possono Tenirgli, atLt·averso all e strade che lo solcano, i soccorsi dell' I talia. peninsulare. Da questa nuova posizione, il cui perno cevidentemento Bologna, con una lotta ostinala si potra arrestare ancora il nemico nella sua marcia sulla capitale e contrastargli il possesso del res tan te d'Italia, epperci6 favorevole, anzi indiS}Jensabile sarh l'aziono della fortificazione giacche essa servira a ristabilire l'equilibrio, rotto dai precedenti ro,'esci fra le forze dei due eserciti contrapposti, dando tempo al nostro di raccogliersi, di rifornirsi, di disporsi a nuovi combattimenti. ~e occorre quindi dimostrare piu a lungo di quanta importanza sara per la riescita finale delta guerra, !'aver provveduto Llal tempo di pace agli approvigion(Lmenti, eel ai mezzi ofJ'ensivi e difensiYi di quelle citta o posti fortiGcati che, come Alessandria, Piacenza e Bologna in prima linea, Casale, Paria, Peschiera, :.\Iantova, BorgoforLe con impo rtanza alquanto minore, sono cleslinati a conlenere e dividore il nemico e dare appoggio alle nosLre forz e combatlenti; e sopralutto l'avere cla lunga mano preposto a quelle fortificazioni un personate illuminato eel energico che abbia saputo dar vita alle difese, e compreso lo scopo di queste, per saperne Limre il maggior utile al momenLo fn,vorevole, ne commetLere alcuna di quelle imperdonabili e funeste debolezze che gellarono tanta ombra sui comandanti delle forLezze francesi nella campagna del ·1870-71. Lit storia. degli assodii di quell a guerra che dovrebbe stare davan ti ai nosLri occhi, lascia nell'animo un sensJ di rammm·ico e di sconforto, che si aggran1 ancora nell'esaminare gli atti dei consigli d'inchiesla che, a seconda delle prescrizioni regolamontari, ne susseguirono, i quali., non potendo condannare, come sarebbe slalo regolare, tutti i comandanti di fortezza che capitolarono senza
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esaurire i mezzi di di fesa, ft).rono obbligati a costituire una Jegislazione nuova per le capitolazioni non rispondente in molti punti alle severe disposizioni della legge. Le cause priocipali che trassero i comandanti delle fortezze francesi nella campagna dol 11 870 -7~1 ad ab bandonarc clopo breve resisLenza le difese, faLta nob ile eccezione cli Belfort, furono ollre l'insufficienza del peesonale addettovi, J'assenza pure di disposizioni regolamentari colle quali anche un comandante improvvisato puo coll'energia e col $apere provvedere d'urgenza ai bisogni del momento . Ora che l'importanza ed insieme le difficoltil di una buona difesa so no accresciute, se e indispensabile di prepamre un servizio capace di utilizzare tutte le ris01·so cli una fol'tezza, sarfl maggiormente indispensabile, dopo gli csempi di quella guerra, di fornire a coloro cui essa sara confidala, i mezzi di nclempiere co nrenientcmente la loro difficile missione. L'insuincienza del nostr·o stato maggiore clelle piazze che. se non esiste piu con tal nome, corrisponde pero ancora all'organismo di quella importanle parte del nostro sistema militare, sara manifesto mettendolo in confronto con quello clella Germani a che pu6 essere preso a modello . Dall'A mt1ta1'io Jfilitare si rileva che sin dal ·11:>60 esistevano capitani e castellani dei luoghi delle castella, citta e forLezze; e che nel ~1 G60 il per·sonale acldcllo ai comandi dei luoghi fo rtificati era stato fuso nello Stato maggioTe delle piazze, il quale mutando succcssiye denominazioni, aveva tenulo pure il comando militare delle provincie fino al 1870 . Pel R. decreto ·13 novembre '1870, che aholi i . Comand·i miti tm"i di p?'01)incia, gli ufriciali dello stato maggiore delle piazze addeui ai comandi delle fortezze, vennero conservati, e fu per essi stabilito un apposito quadro di personale eo mposto di 45 ufficiali . La legge 30 sew:lmbre 11873 man tenne il perso nate Ufficiali delle (o1·tezze ascrivendoli all 'arma di fanLeria ed in seguito ad nltro Cecreto sullacircoscrizione territorialcdel Regno, i comaridi di fortezza furono limil.al i a 21·, ·12 dei quali esercitati da ufficiali speciali delle fortezze, gli altri t2 dai comandanti di presiclio ; eel in seguito, ai comandi di forlezza furono adcletl i ancora 1·8 ufficial i che presero
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posto nelruolo degli ufficiali di fanteria. Tanto quesLi ufficiali che i comandnnti vennero presi quasi esclusi \•arnente nell'artigl ieria fra. quelli che, non avendo piu i requ isili per continuare la caniera. nella loro arma, furono pero giudicali capaci di esercitare in tempo di pace le funzioni di comandanli o di addetti al comando delle fortezze. Il Regolamento pel servizio militare ne!le Divisioni e nolle Piazze, che dal '1823 e ancora in vigore allualm ente, insieme al Regolamento per le truppe in campagna daLaLo dal 11833, definiscono gli obb lighi e le atLribuzioni di questo personale addetto al Comando delle fortezze. Nee amaravigliarsi se da quell'epoca non sic piu trovato opportuno di muta.re le disposizioni in quei Regolamenti contenute; l'esercito quale e costituilo, (e checcbe ne dicano i filosofi esso e una istituzione ancora necessaria alia Societa) dal medio evo fino al eH cl'oggi non ha potuto fare all ri progressi che dal !~to tecnico, mentre nel lato morale csso ha ancora l'impronta dellasua origine e della necessita per cui venne fonclato. Il governo delle fortezze, cl1e nee pnrle importante, col polere nssoluto in alcuni casi conferito al comandante, conserva ancora al di d'oggi una grande analogia col cliritto feudale col quale ha l'idetica origine di uno stato eccezionale di guerra; e naturale quindi che sussistano ancora le stesse lcggi che lo goYer·narono pel passalo. Quello che non e nalumle e che a quelle leggi non siano ancora state aggiunte le norme dispositive per regolarc, allargarc e meglio definire i doreri parlicoluri del comandante i quali per i progressi fatti nell'ordinc tecn ico, presero uno sviluppo mollo gran de dall'epoca in cui queUe leggi e regolamenti furono sanzionati , e piti di tutto che non siasi ancor slimata necessaria una organ izzazione autonoma stabilita su criterii , non di opportunita o di economia, bensi inspirata all'interesse dell'esercito ed a quello generale del paese. Esaminiamo alcuoe delle disposizioni dei regolamenti sopracilati. 11 primo stabilisce ad escmpio che il Comandante di una piazza fortificata deve in tempo di guerTa cedere il comando stesso o al gen~rale in capo che per gli eventi della guerra venisse ad essere rinch iuso in quella piazza, od anchc al generale di divisione da quello designata ch e si trovasse nell'identica posizione. Questa pr·escrizione, un itamente a qnella sancita dalln. Circo;;cri-
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zione terri toriale del Regno che assegna per comandante, a ·I ~ fortezze, l'ufficiale piu ele>ato in grado del presidio il quale esoggel~o a mutare col mntarsi delle truppe della guarnigione, non cornsponde evidentemente ad uno dei migliori precetli che dcbbono info rma re l'organizzazione di un esercito, qu.ale e quello che lo stato di pace corrisponda il pi1l. che sia possibile a qu~llo di gu~.rra. Ora po i che le forlezze a campo Lrincerato ~erv1ranno, pru frequentemcnte di una volta, ad accogliere ?rossi.~orpi di ~ru1~pa e che i loro mezzi di difesa sono piit numerosr e pm comphcat1, come piu potenti quelli dcll'oficsa, sariJ. tanto piu ne~ess~r~o chc il comandantc ne abbia acqnistato durante nn lungo llrocrmo la perfella conosccnza ed abbia saputo disporsi con uno studio diligente ad affronlare lutte le evenienze di un a.ssalto o di un assedio . - Senza il caratlerc della permanenza. sat'il. difficile che il comandanle di una for lezza si dedichi con zelo a quello studio , i. frutti del quale possono venirgli tolti da un allro nominata in sua vecc; e per quanto paLriott.ici possano esscre i sentimenti dell'animo s ~o, non .}JOlranno a meno cli essere inll uenzati da qnel moleslo pensrcro. Anche la legislaz ionesulladifesa delle piazze creata cla Napoleone . e che diede poi oriaine alia nostra., pr·escnta.va l'inconveniente dell a 0 • tomporaneilil. dei comandi di fortezza; e benche tale inconv en r ent~ fosse mitigalo nlquanlo dalla bonli.t c dall'energia dei cOJ.nand~r1l~ prescelti, i quali erano tutti ufficiali animosi, ed avanzr glorros~ . e mulila.ti di molte battaglie, pure ebbe parecchie volle a daredcgh mnari fru LLi come lo dimostm un cscmpio considerevole avvenulo -durante la cnmpagna di Francia del 118,14. La difesa di Soissons, . era stala affidata alle mani del generale Mor·eau antico soldato dell'esorcito d'ItaJia, atfezionalissimo aii'Imperalore per le sue alle qnalita mililad ed il suo coraggio, o que! generale ne disconob~c, per la poca pratica che aveYa nella guer·ra di fortez~a, la .grand~ m~por~ tanza e invece di dispularne il possesso al nem1co e 1mpedu·gh cost il passaggio dell' Aisne, preferi capitolare per poter riunire le truppe sotto ai snoi ordini all'esercito, e perdette invece l'impero a ::-ia,poleone. .. Vcdiamo ora come sia in Germania regolato un tale servrzto. . Ammesso coHt pet comtmdo delle fortezze il principio clell'inamo.vihilita, quando nel '1874 il Reichstag aveva invitalo il governo
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ad esaminare se, per ragioni di economia, non ritenesse opportun()l' la soppressione dei governatori delle piazze fortificate, i1 i\f inistero delta guerra respinse quella riforma ed il rapporto moti-· vato, annesso al bilancio del ,1876cosi si espresse a un tale riguardo: « Ogni fortezza ha d'nopo evidentemente di un comandante spe« ciale il quale non solo presieda al se1·vizio di guarnigione ma pre« pm·i ezianclio la di fesa delta fortezza in tntti i suoi particolari. < Percio nelte sue funzioni egli deve essere coacliuvato: per cio che« riguarcla il servi~io, dal Maggiore di piazza; per quanta riflette· « l'armamento, da un ufficiale d'artiglieria della piazza; per le que« stioni inercnti alle opere di fortificaz ione, dall'ufficiale del genio « della piazza. « A Melz ed a Strasburgo, lo sviluppo e l'importanza delle opere << e le ci rcostanze loro parl.icolari, aumentando considerevolmen te « le esigenze del servizio, J'ich iedono che a lato del Governatore Yi « sia un comandanl.c pe•· il disbrigo degl i affari concernenti il solo « servizo, affin che egli ahbia tempo di pensare a quelli della difesa. « A Mn gon:t.a, Coblenza e Cologna esistendo gli stessi bisogni, « si deve pure ammctlcre la mcdesi ma formazione nel personale di « comanclo, giacche le esigenze della gt6en·a sono q~felle che devono « esse1·e sempre prese in consideraz1'one quando vogliasi determi« nare I' organizzar.ione degl i stati maggiori delle fortezze. II gover« natore di una grande piazza attaccata, oppure semplicemente mi« nacciata, ha contemporaneamente il comando della guarnigione, « la quale puo essere formata. di un corpo d'a.rmata, e quello di una « fortezza., la cui caduta puo compromettere le sorti della guerra. « Egli ha. d'uopo pe•·cio di avere al fianco un ufficiale di g1·ado elc« vato il quale disimpegni i particolari d'amminislrazione, regoli i « rapporli di servi:t.io fra i diversi carpi, e prepari i suoi ordini· « vegliando alia loro trasmissione e lo sostituisca in caso di malatlia « onde la di1·ezionc del comando non sia inlerrotta· che fun aa in- . « somma come il cnpo di slato maggiore di un'armata presso il « comandanle genen le. « Per ademp iero hene le fu nzioni di Comandante di una fortezza, « e nec.ess<trio chr quosli nb bia avnto agio in precedenza di stu<< diarne le di foso in lntti i loro par·ticolari , di darsi esatlo canto « rlello scopo e d~ll o rclazion i che hanno fra di lMo le var ie opere, . ,
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« della ricchezza e varietit degli approvigionamenti in materiali. « di o<rni mani era, essendo indispensabile la conoscenza esalta dei « mezzi di difesa di una fo rtezza, il cui compito e quelto di com« pensare la superioritit numerica del nemico coi vantaggi di una « posizione preparata minuziosamente da lunga mano . « Il comandante dona essere di t.1nto piu a\ corrente del suo « servizio, in quanta che le Lruppe che formavano la guarnigione « di quella piazza in tempo di pace, toslo dichiamta la guerra, « lasceranno il posto ad altre truppe i cui capi ignorando perfelta« men le quello che si riferisce alia di fesa di essa, dovranno essere « guida1i ed ammaestrati dal comandanlo slesso. « Si dovra q·uindi euita1·e assolutamente di nominare all'nltimo « morne-nto it comandanle di 1ma {ol'te.zza che pub essere n-,i?-,ac« ciata snbito alla ·rottnm delle ostilitc~. g1acche egl£ non potrebbe « in tempo t6tile dispon·e e {a1· esegtbil'e i lavo1·i cl' a1'1namento e « gli sarebbe impossibile cli acqn·ista1·e la perfetta conoscenzr.t delta. « piaz-za, i l che gl-i einclispen4abile per aclempie1·e con snccesso· « le proprie {tt?m:oni, e sara pe1'Cib fin clal tt!mpo di pace nomi« nato a qttel pos to. » Fu diet.ro questi precett.i che in German ia il comando di una fortezza, seconclo la sua imporlanza, fu composlo cli un Governatore, di un vice comandaut.e e Ji parecchi . ufUcial i addctli ai servizi speciali; e cosi, menlre che a Metz, havvi un Governatore eo~ arado di aenerale della fanteria, un comandante col grado dt ~olonnello: un maggiore di stato maggiore, uno cl' artiglieria. uno del aenio ed 8 ufficiali inferiori pure del gonia, a Strasburgo un Gove~·nalore, un comandanle col grado di maggiot· generale, un maggiore d'artiglieria, due maggiori del genio e 12 ufficiali inferior·i di quest'arma, e mentJ·e che ;\lagonza possiede il Governatore col grado di tenenLe generate assistito da un comandante colla stesso d'artialieria, da un maggiore del. gonio e da 7 grado ' cla. un maaaiore ~u <> uffic iali del genio; alle piccole piazze invece, come 'fhionville, e assegnato solo un comandante col grado di gencralo, un capitano d'arti rr\ieria, uno del genio e 7 altri urficiali inferiori di quest'm·ma a Saa~Jouis e New Brissach un colonnello, un cnpit.ano d'a rtiglieria, del o<renio ed un tenonl.e pure del genio . . ; • un maacrior; on · t mo tivi citali nella Relazione german icn sulla noccssllil uJ1 man.-·
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tenere l'istituzionc degli sLati maggiori dell e piazze fino dal tempo di pace, appaiono maggionnentc meriLevoli cli atLenzione nel caso nosLro, se vogl iasi realmente creare colle nost.re fortezze una resi. stenza grand issima con tro l'invasione. Ed affinche le relazioni fra i comandanli di fortezza e i 0crenerali dell'e~ercito in campagna sieno perfettamente ben definite, sarit necessario che ai primi rimanga assoluto it comando della difesa della piazza, ed ai secondi intatta la loro autorita sulle truppe pur prestandosi reciprocamenle quel sussidio, e mantenendo fra loro que! legame che cicve esistere per la buona condotta della guerra. Di fronle a questa reciprocita di azione fra l'esercito campale e le fortezze, sorge naturalmente una clifficolla cla vincere che e quella clella gerai·chia mili tare e la quale non potr·ehbe altrimenti scomparire senonchc creanclo le carica di Governatore mi·lital'e all'infuori dell a scala gera.rchica dell'esercito . A q11esta carica, che, costi tuendo un terrnine di carriera, clovrebbe essere circondata . da cruel prestigio che la sua importanza comporta, pot.rebbero ven ir ch iamaLi uf'(l ciali genera.li ed anche superiori che a.vessero faLto carriera nell'arma d'artiglieria e del genio non pi1i in servizio attivo e che per· la loro energia e per sapere fossero in grado di convenienlemente coprirla. Abb iamo fin ora discorso clella necessita di ricostituire crJi slati maggiori di forlezza; ved iamone ora brevemenle gli obblighi e le attri buzioni principal i nelle tre condizioni in cu i puo tJOvar5oi una piazza fortificata che sono: lo stato di pace - lo st.1to di guen a to slato d'assedio. Durante il primo, non avendo l'aulorita militare che da esercitarsi snlle truppe dipendenti, giacche per la tutela delle leggi e per l'ammini strazione della giustizia provnde l'autorita civile, rufficio del comandan te nori consistera che nello studiare attenta~ men Lee neI migliorare la natura delle fortificazioni, nell'accumulare i mezzi di difosa, preparare i lavori necessari alia condotta dell'assedio mettenclo a profl Lto il tempo che il principio ammesso dell a s tabili tit del eo mando lascerkt a sua disposizione. \( Nello staLo di guerra invece l'autoritil civile cleve procedere -« di conserva coll'aul:oriLa rni li tare, ascoltarne il parere su tuLti -«< gli ord ini da pubblicarsi relativamen te alia sicurezza della piazza
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« e concertarsi con questa circa il modo cla riunire nella medesima,
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«pet· il caso d'assedio, quanto e necessar io alia sussisLenza delle « milizie e degli ab itanti e su quanto il paese puo sommini stmre « pei lavori militari e pei hisogni della guarnigione >> . « Parimenti l'autorita civile ed il comanclante del genio de,•ono « concertare col comandante supremo della piazza: « 1° la scella del luogo meno e<>posto per collocarvi l'ospedale; « 2° il modo piu adatto per stabilire il servizio d'incendio in « caso di bombardamento; « 3° la particolare destioazione dei pompieri provYeduti degli « utensili necessarii a tal servizio; « 4° il modo di distribuire in compagni e, squadre e allre sud« divisioni gli artieri, falegnami ed aiLri operai, per averli pronti << alla rnano nel servizio d'incendio. » Ecco qua.nlo prescrive di pitl ill)portan.Lc l'art. 4 30 del Regolamento pel servizio delle piazze. Lo slato di guerra, venendo a porlare una perturhazione negli animi della popolazione la quale per gli avvenimcnti esLerni senLesi gia minacciata nelle sue liberta civili c qucl che piu rnonta nci suoi interessi. il Hcgolamento da prepnrarsi, aflinche il pnssnggio dal piede di pace a quello di guerra riesca il piu sempli ce possibile ed insiemc il meno difficile, non dovra solo limilarsi alle prescrizioni generali del tenore di queste, ma dovrit compr·endcre tulle le disposizioni per le qua.li il Comandante la fortezza abbia nettamente tracciata la Yia da seguire e possa. avviare la soluzione delle moltiplici questioni che si affacceranno in quei difficili momenti, quali so no qnelle inerenti: a) allo sLaLo delle fortificazioni b) alia situazione dei magazzini mili tm·i c) all'organizzazione delta polizia ciltaclina d) all'organizzazione del servizio di sicurezza. Difatti supponendo pureche fin dal tempo di pace il Comanda.nte di ·una fonezzaabb ia avuto il tempo necessario per cli spon·e convenien · temente le opere di cli fesa, e eviclente che le condizioni dell a gucrra possono mu tare l' importanza delloroarmamcnto e cl'allra partemolti p.rogetticlioperesecondarienon sieseguiscono, per economi a, in tempo .di pace e si aspetta solo che ht piega dcgli aHenim enLi indich ino
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quelli necessari, senza parlare delle opere accessorie che si allesti:... scono appunto quando la guerra c stata dicbiarata. D'altra parte, per mettere in istato cli clifesa una forlezza, potendo occorrere un tempo mollo lungo, come quando per esempio si abbia da eseguire delle demo lizioni di fabbri ca ti all' eslerno delle opere, da. stendere delle inondazioni, da abballere dei boschi, ecc. non sarebbe prudente l'altendere che la piazza sia posta in istalo d'assedio, il che a seconda del Regolamento deve solo farsi quando. il nemico egi1mto a 3 giornate di nW'I'cia, ma meglio sarebbe se il Comandante della for tezza fosse autorizzato per legge ad oseguire prima di queltermino le operazioni indicate, o quelle alLrc da determinarsi chiaramente, permetterlo al coperto tanto da qualunque biasimo da parte del governo, quanto da qualunque rcclamo od accusa,. a guerra finita, cla parte della povolazione. Ne la questione del vettovagliamento sarebbe men degna di csser~ min utamente cons idcrata; cl1e se guardasiagli iocomen ien Li avvenuti negli assedi di Parigi, di Metz e di 13elfort per la insnfn ccnza o la mancanza assoluta di ogni piano di condol.La prestabili to a questoriguardo, si scorgera quanto pure rimanga a fare per questa parte cosi importanlc. Niun dubbio che per completare le provviste in munizioni di. ogni genere, prima cbe la piazza sia dichiarata in sl.n lo d'assedio, sarebbe grandemente utile e di gran sollievo pel comnndante, se fosse stabilito un Consiglio speciale del quale facessero parte ollre il Sindaco anche i notabili del paese; cosi i compiLi essendo diminuiti, egli potrebl•e con maggior lranquillita d'animo consecrarsi al pensiero della difesa . Notisi ancora chc la transizione dallo stal.o di guerra allo slato d'as.sedio deve essere preparala in modo che il passaggio avvenga gradal.amente e non per isbalzo, giacchC le autoritil civili pcrquanto an imate dit sentimenti patriottici, vedranno di mal animo passare il loro potere nelle maoi del comandante, e parrebbe quindi necessario che questo passaggio si e!Teuuassc coll'aiuto cli di ·posizioni legislative speciali , che non l ascias~ero sussis tere ncssun dubbio su nessuna parte di quella complessa c inLricata operaz ione. I~ bensi vero che a cio giovera non poco la nobi ltit di caratlere del coma.ndante, la stima che avra sapulo guadagnarsi nell'an imo della popolazione, i suoi meriti e la sua energia; pero sarebbc opporLuno
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·ad esempio, che il go1erno lo anlorizzasse ad adoperare, in caso di bisoguo anche la forza, e quindi non sarebbe inopportuilo che la. costiLuzione dei tribunali militari si efTeUuasse in quesLo periodo, anzicM aLt.ondore lo stato d'assedio. Un'altra saggia disposizione da prendere per combaltere l'azione perniciosa che potrebbe esercitare la pubblica. stampa sulle operazioni di guerra (esempio l'assedio di Parigi). sarebbe quella di organ izzare la pubblicazione di un BolleHino miliLare per preveniro altresi le notizie allarmanti e soventi false, come fece appunto a Belfort il colonnell o Denfert, a Sebastopoli il ma.resciallo Vaillanl e come parim enli praticarono i Russi nella guerra del 1878 durante la quale pubblicarono un foglio volante contenentc gli ordioi milit~ri, la lista delle t·icompense, le notizie della gnel'l'a, i telegrammi dall'estct·o e perfino gli annunzi particolari. L'impiego e l'organizzazione delle truppe di milizia territoi·iale meriterebbe eziandio di esserc definite con disposizioni partico1ari , e lo meriLorebbe un gran numero di servizi accossori come ad esempio quello per gl'incondi, quello di sorveglienza peril gaz, quello dei lavori intorno alie fortiricazioni, iltrasporto dei materiali, il servizio di saniti1 e per ultimo quello importanLissimo del ser1izio militare per sezioni o settori, coll'assegnazione a ciascuno del proprio capo il quale cosi avrebbe il tempo di riconoscorsi e di agire tosto dichiaraLo lo sLal.o cl'assedio . Come vedcsi da questi brevi appunti, il Regolamento da far~i comprendc un campo vastissimo di materie nel quale Jadivisione del lavoro dovrebbe esscre tracciata con mano previdente; e cosi, montre in una parte di esso sarebbero indicate le clisposi · zioni generali da applicarsi a Lutte le fortezze in genere, quclle e speciali ri.guarclanti ogni singob fortezza dovrebbero essere definite e Lra.ccial.e, sotto la direzione del comandante, dai consigli di difesa di ognuna cli esse. Nello stato di assedio tutta l'autorita si concentra nelle mani del comandante al quale incombe la responsabilitit piena, assoluta di ogn i alto o cliposizione da prenclere. E evidento quindi che con tali pieni potcr:i, poco o nulla possono le prescrizioni regolamentari; pero siccome l'azione del comandante c sottoposla al termine clella guerra ad unn. severa revisione per parte di un tribunaie militare (art. ·13.1. del Regol.), eo si scmbrerebbe cotwenicnte che le norme
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DEL GOVE RNO E DELL'ARTIGLIERIA
d!rellii'O, per gli alti piu importanti da eseguirsi nella difesa della p1azza, fossero stabilite in precedenza, liberopoi al Comandante di tenerne o no conto aseconda delle circostanze, purchc ne indicasse le ragi~ni ne! Giorn nle di difesa che, secondo il prescl'itto dell'articolo prec1tato, deve essore tenuto al corrente delle operazioni dell'assedio. A quanto si e esposto , benche imperfettamente, snlla costituzione · degli stati maggiori delle l'oi'Lezze e sul la importnnza delle norme disposi~ive che ne devono regolare l'azione durante i tre periodi di pace, d1 guena, e d'assedio, sura opportuno ancora di agaiuncrere q~alch e cenno sui lavori e sui documenti da prepararsi ;; te~po d1 pace e che devono trovarsi costantemente in orrni fortezza porche il suo passaggio al piede di guerra possa e[etL~arsi con ~reline e rapidita. Di quesli laYori e documenti ci danno un chiaro esempio I~ fortezze tedesche, ~he qui vuolsi richiamare per l'utilitit grandissJma che ne puo den vare e pet· ammaestramento. U?o spirito di previdenza minuto e diligente pl'esiede in Germ::tnla alia com:rilazione in tempo di pace, di numerosi documenti indicanti Je misure da prendersi per assicurare uno stnto di difosa pronto e sicuro e destinati in gran parte ad eccitare lo z~lo d~l co~anda.nt.e, a f~rzal'!o per cosi dire a conoscere nei piu p!CcOII. partJcola.t·t 1 mezz1 e Ja potenza dell a fortezza affidalagl i, come ~~ sol~alo deve conoscerc le proprietll. della sua arma (1). TuLll que1documenti riuniti in un archivio comprendono: ' • Una memo1·ia sulle frn'tificazioni, nella quale sono descritte tu L~e le oper~ nonche l'aziono loro probabile nelle operazioni strat~~tch~ e lalttehe clell'esercito; l'impiego da farsi dolla truppa nella ddenstva e nell'oiTensiva, i punti d'attacco probabil i, il probabile rappo1to• fra• le truppe dell'attaccante e quelle della <::>auarniaione le o ' precauzwnt pt~ese pet: meltot·o uomini e materiali al coperlo. In questa memona e mJnutamente. descritto il terreno a 8 km. dni forti ~sterni; sono notati i ri li evi, i bunonr, i ponLi, i villaggi, bosch1, ecc. con lre tabelle indicanti la statistica della popolazione,
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Dl Ui'\A FORTEZZA
il censimento dei cavalli e delle velture, la nomenclalura dei fronti eel una carla Lopografica dei dinlorni ; .2• I p1·obetbili attacchi coni 1·elativi controprogetti di difesa, sui quali sono minutamen tc :>pecificati, l'armamento e le posizioni delle ballerie d'assedio e della piazza e i profil i del terr·eno; 3° L'impiego della gua·rnig ione e la divisione delta. fortez::a in tante zone di serm:io o di difesa coll'assegn<•zione dei cap i e la proporzione dell e diverse nrmi . 4° La dotazione in nwte1·iale d'etrtiglie1'iet; I
5° Il piano d'annamento con due disegni alia scala di , OOO 1 indi canti le priu cipali linee di fuoco e le opere secondarie, sopra uno dei qua.li e tracciato l'armamen lo di sicurezza, sull'altro le disposizioni da prendersi in caso d'allacco di viva forza, i posti d'illuminnzione, i magazzini eh poll'ere e da pro ielli, le riser'\'elle, i laJJOratorii ecc. ecc. A que:;ti disegni sono uni le due tabelle, una indicante i pezzi da mettere in balterin contro un auncco di viva forza . e l'altra indicanle le localila doYe questi si lro,·ano e le munizioni Joro cogli allrezz i occorrenti al loro servizio; 6° Un, seconda p1·ogetto d' armam.ento il quale indica : a) le misure da prendersi appena proclamato lo slnlo d'a- · sedio quali ::ono: l'ispezione e l'occupazione dei magazzini e riservette destinale pel servizio di guena; la prcparazione dei pampetti pcl combattimento d'arl iglieria, ht visita ed il co llocamento dell'ar- · mamento di sicurezza; l'acquisto delle materie prime per le riparazi oni e la confezione dei matcriali Yarii, la destinazione dei locali e~. b) il riparto delle truppe e clegli uffici ali cl'artigli oria nei settori; la consegna a qnesti dei di versi piani d'annamento colle labelle delle distanze e il registr·o d'armamento; la costruzione dei paiuoli; l'adallamento delle cannoniere; il caricamcnto dei pro ieui, l'istallamento dei congegni per l'i lluminazione del terreno esterno; la pubblica:~.i o ne all' ordine del giorno delle istrnzioni circa J'impiego dell'artiglierin durante l'assedio; il modo dirifornirsi di munizioni; c) i lavori occorrenti per l'armamento dei probab ili fronti attaccati; · d) il calcolo degli operai, dell e pariglie e del tempo neces- sario ai lavori indicati, snlla base del caso piu sfavorevole;
(I) Da noi esistono gilt ncll' fstmc ione pet servizio d'artiglieria nei forti .di lbarr~mento alcune prescrizioni circa docuruenti da pr~pa rarsi in quesli for ti in tempo dt pace.
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Dl~L OOVEnNO 1:: DELL A RT IOLiER LA 1
e) il calcolo del maleriale occorren te, i contralti da concludere per l'acquisto di legname ed i fondi necessa rii per la paga degli uomini. 7° Il progetto dello stato di di{esa cont'I'O un altacco di viva for.ra, ne! qnale sono successivamente passati in rassegna i lavori per assicurare la solidik\ delle p01·te, palizzate, tamburi, tagliate, poterne ; i meZ7.i per poter stendere in breve tempo le inondazioni, per complelare le grosse traverse sui rampari, per abbattere i fabbricati nella zona di ·I000 metri, e preparare i mezzi di romp ere le vie ferrate e le grandi slracle che potrebbero servire al nemico; s• Jl progetto dello stato di di{esa contro un attacco regolare, il quale comprende specialmente i lavori da escguirsi dal genio per poter disputare palmo a palmo il terreno posto sollo l'azione dei forti, non cM quell a compreso fra i forti e la cinta. Si c accennato ncl progelto d'armamento, a! piano eel alle Labelle dell e distanze, al l'egistro d'armamenfo; ecco come sono comp ilati questi documenti. \)" Jl piano delle distan:re serve ad indicare le distanze di lutti i punti o posizioni irnporl<n1Li dell'orizzonte ad ogni forte od opera secondaria;
e fatto alia scala di 1 0 ~ 00 e rappresenta il lerreno po-
sto in giro al saliente piLL sporgente dell'opera preso come centra, sopra un raggio di 5000 metri. Due diametri perpendi colari e che s'incontrano ne! vertice del saliente tracciano, uno l'andamento del fronle l'altro la capitale. e delle circonferenze descri tte con raggi crescenli di 1000 in I 000 melri facilitano l'orientamenlo e l'indicazione delle distanze dei diversi punti del terreno . Da tutti i punti dell'opera armati o suscetli bil i di esserlo con bocche a fuoco , parI ono le linee di tiro comprese nel campo di ciascuna di esse, coll'indicazione su ognuna della distanza ai punti principali sui quali esse sono diretto. Sui margin i del disegno sono indicati i profili del tcrreno per l'esecuzione del ti ro indirelto . Al piano delle distanze va unita la tabella de.lle distan:re calcolata essa pnre per ogni opera e che ne completa le indicazioni col fo rn ire gli angoli di col'l'ezione pel pun Lamento sopra bersagli ausiliari , Ja clill'orenza delle quote, gli angoli di sito, insomma tutti i. .daLi che sono inclispensabili per l'esecuzioue del tiro diretto e indi-
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01 UNA FORTJ::ZZA
retto e coll'indicazione dei cali bri e dei dati di puntamento ad ognuno riferiti. I problemi che si rifer iscono alia reLti~ca del tiro sono divenuti cosi importanti ed anche cosi complicati che l'impiego di queste tabelle si puo dire neces~ari o, come nece.ssaria l'assegnazione di esse ad ogni hocca da fuo co. Il registro <l'armamento che ogni seltorcde,•e possederecontiene l'enumerazione dei pezzi costituente l'armamenlo di sicure?.za, il numero degli uomini cli serrizio, la tabella delle distanze, il munizionamento e la quantita di pohrere e di maleriali dirersi che sono a disposi7.ione del settore medesimo. Perche l'applicazione delle idee general i, espresso nel progetto di difesa abbiano l'applicazione ·uniforme in tull e le zone in cui si dilride l'intera opera, es iste pure per ogni settore l'istm:ione cti co•Jtandanti l'a1'tiglieria lo quale conticne le indicaz ioni sullaspecie e direz ione dei tiri, sttll.empo piu opportuno per aprirc il fuoco, sulle comun icazion i fra settore e setlore, sulle prccau7.ioni cl a pt·endersi perche tali comunicazioni non yengano inlcrrotl e e su guolle per non colp ire, nel tiro al di sopra cli alll·o opere, i difeusori di queste; su ll a zona battuta, sui comando dell'opern, iwgli angoli morti, i settori indifesi e sulle regole pel rifomimenlo dell e munizioni. A que:;ta istruzione fa segnito l'ordine sulla condolla del ti1·o comunicato a stampa a tutti i comandati di settore affine di mod~ rare sui principio la troppa rapidila del tiro, difetto in cui s'incorr·e ,·olentieri e piu difficile a correggcrsi . ~e la previdenza dei regolamenti tede5chi sui goreruo delle forteu.e si arresta solo a dotarla di quesli documcnti, che gii1 da parecchi anni le manowe sull'attacco e la c!ifesa delle piazzc ha pt·eso in Gennania uno svil uppo considere,·ole ( I) e l'importanza di esse non potrit sembrar dubbin dapoiche oltre di rendere fami(If Si puo sggiungPre a quesli eserci1.i, i viaggi d1 Stoto MD ggiore cii Cl si pl'aticanCl in Ge.·mania in vista dcllo s~uciio speci3le delln guct't'J di fol·t~z-,.n , cd lnnugu1·ati quasi
St1bito ciopo la guerrn clP.l 1870-71 nelle ricinanze di Melz o di S ll·nsbtu·r:;o dal goner~le Vcrcly du Ve1·nois. Qu esti vi•ggi hanno lo scClpo cli fo1·mal'e del buonl comnnd~nli per la sue1Tn di f01'lezz:r e di app1·enc\et· l oi'O il m odo miglionl d i fnl' funzion ai'O insicmc l e t i'C n1·mi od i sarvizi st·al'i;, ti I~ cui cooperazione e tant o ~> eccsso1·1n in <tucshl specie di suer1·a , por l'impm·ta nza g•·nndissima acquis tatari dall'ul'tigli<•l'itl c uull'ing~gnel'ia • militnre. AN:\0 'XX\'fl, Vl)L, 11.
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01 CNA FORTF.ZZA
DEL GOYEilNO E OELL'ARTIGLJERIA
gliari alle Lruppe di guarnigione e agli stati maggiori delle fortezw Lnlli i part.i colari delle singole opere, Ita aiLresi quello di ind icare i lor·o punli cleboli eel ofTri ro co~i l'oppo rlnni Ut di studiarneil valot·e difensi>o. Oltrc cruesle manone e prescritto pure che gli ufficiali costituenti il comando dei forti assistano ogni anno, nel poligono· cl'artiglieria piu pro:;:; imo, ali a scuola cli tiro di quakbe reggimenlo da fortez'l.a, allo scopo di poter osservare l'eiTetto dei liri d'ogni specie sul le opere e fissare cosi la loro allenzione eel illoro crileric> sulle forme e sul valore delle difese affidate al loro comando. Di tulli qnesti mezzi coi quali si stuclia, nell'esercilo german ico in ·ispecie, di preparDre c.omen ienlemeule in l~mp? di ~Jac.e ..t.u~Li i materiali non solo, ma lo menl.l che devono 1mptegarli (e c1o 111 qualunque ramo clell'esteso ?rgan.ismo militare), noi pure appr·~~ ziamo altamcnte il ralore; er fa drfello for:;e la costau'l.a, la dllrg-enza o la rolonlit di mellerl i in esecuzionc-. Che se l'opportunitit ~embras~e ad alcuno gittnla cl'imp iegnl'li , certo che il vnlore del nostro sislcma difensiYo, il quale sla om prendeudo delle form e definite, ne anclrebbe gT:~ndemenle annntaggiato.
11.
Dimostratn la necessilit di aYere pel comando delle nostt·e fortezzc nn personale ahi le, energico eel a bhastanza numeroso da snper t.nHTe il maggiot· partilo dai mezzi d ifens~vi di ~sse: nonchc dei re•ro lamenti che tmecino o quel per·sonale t do\'en, Ct nmane a clare uno sgnardo al modo migliore cli cli:;porre crl impiegare l'artirrlierin, giacchc gli rsempii di Srba~lopoli e di Belfort conferm;no l'esperienza giit ac.qnistala in asseciii prececlen ti, che cioe il va.lore cli una fort ezza cons iste meno nel suo tracciaLo che nella potenza e nel huon impi ego dei suoi cannot~ i. . . . L:t difcsa di Sebastopoli anche a 26 ann1cl1 d1stan'l.a e clopo Lullr i perfezionamenti che in que:>to spazio di tempo hanno sostanzialmente mulnle le condizioni della guena, c nncora mollo ricctt d' inscgnamenl i util i e presen ta molta analogia con eerti avvenimenli del la g11,..rra del 18/0-71 c f"one anc:te del le gnerrc future. Sebastof)
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poli fu asscdiala menl!·e la :;ua difesa. uon consi:>tevach e cli un semplice muro cli cinLa sem:a terrapieno e di a l t~une LatLerie di poco valore poste fra IOI'O gra.ndi inlervnlli; ma nei suoi magazzini esisteva un materialo immenso d'arLiglieria e delle munizioni si puo dire senza fondo . Per clarne un'idea basli accennare che clopo l'assedio i Russi avevano avuto iJOO hoc.che da fuoco fuo ri serviz.io, 3000 affusti rolli ed avevano tiralo pitt di un milione di co lpi di canno ne e che l"eslavano lor·o ancora 98'3 pezzi d'assedio in balleria. Con queslo immeuso materia le c coll'atli vi lit del Todleben, Sobastopoli resse piit di 11 mesi a.ll'n~sedio regolare degli alleati c.he pur possedevauo un maleriale tli guerra riccltissimo, eel ecco come il generale Tocllobcn, ne!la sua slol'ia della. clifesa cli Sebaslopol i, ne riassume in un ultimo cap ilolo alcuni parlicolari. « Il difensore, egli :;('l'ire, perfetlamcnle cogniLo del pericolo « delta smt situazione, lavorava nolle e giorno con un'cnergia in« domabil e per collocaro in JlOsizione dal lalo di tena. la sua ai'Li« glieria; e le SLle batteric, che :md~wano ognora crescendo di nu« mero e cli fot·za, aumentarono di tanto l'indecisione dell' atlac« cante, chc qnesli si vide costrelLo ben loslo ad erigere delle bauerie « d'assedio per opporsi all'on·ensiva presa, clall'assedialo. Per6 fu solo « dopo l'apertu1·a del fuoco clle l'assediato po le misunrre la forza « clella sua artigli eria :j Ui varii punti dellcn·eno del la lollrt, in para« gone con quella degli allcali, e inlese lulli i suoi sforzi a renclerla « preponderanle colla costruzione di un gran numero di batterio ~ complemenlari, OVI'ero, per rispanuiar tempo , col vorificare giot·« nalmeule o correggere la llirezione delle e::tnn.oniero, co l concen« trare, appcna era possibile, il maggior numero cli Liri ~opra uno « stesso punto . Tn_questo modo le ballerie armate con grosse boc << c.he cla fuoco pote\"ano eambiare la dirc-zione di tiro appena se «ne presenlava il bisogno, o veni,,auo rinforzate con allre hocche « cla frtoco Lralle dalla risen'a, e ru veramenLe la numerosa arli« glieria eel i suo i fuochi rantaggiosamenle ripartili e ben diretti « che costitui la forza reale delle opere di Sebastopoli ». Questo memorabile assedio c'insegna quanto puo prolungarsi la resislonza cli una for·tezz,t se il difcnsore sa con energi•t valersi clella propria arliglieria, senza preoccuparsi, ne dello scopo delle opere gin co:>Lrulte ne dell'imporlanza delle loro liuee di fuoco, ed
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D EL GOVERNO E OGI, L ' ARTIGLI!!:RIA
D l U NA FORTEZZA
abbia solo di mira di rompere il cerchio cli ferr·o che l'assediante ~~erchera di stringere intorno a 1ui, conccn lrando opportunamente i suoi tir'i sopra le battel'ie d'assedio piu formidab ili e temibili. Per raggiungere qucsto scopo enecessario cli studiare diligentementequalisieno le disposiz.ioni pit't opponune da dar·si alle bocche da fuoco nell' interno della fortezza, con quali criterii esse debbano essere distribuite suile opere ed il tempo pit'r. opportuno per servirsene. L'artiglieria da fortezza Rus&a, di tali studi fece negli anni scorsi l'oggetlo tlelle sue cure e sotLo la clirez.ione del generate Todlebcn esperienze accurate e ripetute furono cseguite nei poligo11 i, le quali condussero a della conclusioni uti li sui modo migliore di disporre l'arLigl ieri a in una for tczza, concl usioni chc furono dopo largamente applicate in Russia per l'armamento delle piazze. Colla scorta dei rapporli ufficiali e di una Memori a pubblicata dal generale Fersman c dal tencnle colouncllo Scklarewitch, vedi:uno di brevemente ricordare quelle esperienze e riferirne le deduzioni , le quali, benche ancora da taluni osteggiate, polreb.bcro pero anche da noi avere un'appli cazione ·vantaggi osa. Nella difesa delle piazze si e fin ora proceduto all'armamento del frontc d'attacco prima che l'nltaccantc avesse ultimate le sue prime batterie ed ogni sforzo faLto d<~l difensore ern.a qnesto scopo r ivolto, coll'intenzione manifest.a di fiacca 1·e l'energia dell' attaccante eel acquistare su cli lui la supremazi a del can none. Tuttavia la storia degli assed~i insegna che il fuoco dell e prime batlerie clell'attaccantc non fu mai molto efficace, mancandogli la giusta di1·ezione del fronle cl'attacco, ed il suo tiro avendo percio pi tl. il carni.Lere cli bombardarilento, anzichc di quello diretto a clistruggere determinate opere cli di fesa ; men tre d'altra parte il di l'ensore, ignorando quella direzione, potc difficilmente giudieare quale fosse il fron te sui quale dove\' a accllmulare cl i preferenz.a. il suo armameolo . Se talvolt.u pero avvenne che le prime batterie cl'assedio abbiano conseguilo un effeLlo decisivo sulla piazza, cio vuolsi attribuire alia scarsi tu d'artiglieria della quale qucsta era forn i La ; ne fu verificato giammai il caso che un assedianLe sia riescito acl impedire o sopraffare l'armamenlo clel fronLe, per quanti cannoni abbia potuLo mettm·e in balteria fin dal principiQ. delle operazioni. Per l'avvenire sara molto difficile che due eserciti si presentino l'uno d ~ fronte a!-
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l'alLro annati con ar'tiglierie di sproporzionala potenza e con metodi d' impiego tanto diversi come nella guerra del ~1870-7 '1, e d'alt.ra parte I' armamento di un fron le pot.ra efiettuarsi in modo molto piu sollecito che pel passato. Ea ritenersi quincli che sebbene· l'attaccante possa stabi li rsi eel annarsi nella sua prima posizione, all' insaputa del difensore, cio non potra avere una gmnde import.anza, ne un e(l'etto decis ivo sul!' esito dell'assedio . Il momento piu opportuno per armare il fron Le d'at.tacco sembrerebbe dun que clover e.<;sere scel to dopo che J' assedian te avesse stab ilite le sue pri me batterie d'assedio. In quest.o modo, il fronte minacciato sarebbe chiaramenle definilo e prima che quegli abbia po tuto aprire il fuoco dalla seconda posiziooe, il difensore sarebbe ·in grado di presentarsi, completamcn te armato, per il duello d'artiglieria. Se si nota che pochi sono i fronti delle moclcrne fortezze, che le batterie della second a posizione dell' attaccante, ereue con molta fretta durante una notte, non polranno, nel giorno,susseguente offl·ire umL potcnza di fuoco tanto consiclerevole da sopraffare il difensore c da arresLarne gli ullimi l:tl'ori, che I' esperienza insegna che il voler· procedere ull'armamento d'un fronte prima che sieno ben chiarite le inlenzion i dell'a.Ltaccante non serve che a proclorre maggior confusio ne e perdit.a di tempo, si saril natural menle clisposti ad accettare le conclusioni su esposte. A renclerle pero efiettnabili, saril duopo che le opere di fOI·tificazione sieno stale ultimate prima clella guerra in tutti i loro partico iRri; le piazzuole convenientemenLe preparate in precedenz.a eel i pezzi incavalcati sieno .st a ~i gib disposli in prossi mita dei luoghi di probabile' occupazione; che se l' armamento dovesse completarsi sotto il tiro nemico, basterit all ora furlo proteggere con quello delle bocche da fuoco gil.t in batleria, oppure anche da quclle clisposte su alt.ri fronli, come ftt appunto praticalo a Helfort clove, medianLe il pnntamento in.diretto, mol te bocche da. t\wco fur-ono rivolte in senso opposto al parapet.to e po terono concorrere al combattimen lo fra le due artiglierie a vversaeie, producendo dei buoni risultali con gran de effet.to oltrecbe materiale, morale ('1) . (ll Le bocche rla fuoco cos't (li s post,~ resiste tLcr o fino <11 ~e·· mine de ll'~•sscdio, mentre eh() quclle in cannonie,·a pt·o tette o non d a scud i d i fen·o, furouo rapidomente obbli· gate a cessare il fuoco.
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DEL GOVERNO E r>ELT.'AHT IGLIEHIA
DI UNA FO liTEZZA
L'opportunil~t delle disposizioni preventive di cui si e ricordata tutla J'importaoza: nella prima parte di qqesto stud io, acquisterit qui tutto il suo peso e sarit nna cond izione indispensabile di successo per la difesa; che se anche prima dell'acloY.ione delle artiglier ie rigate, quando le ot)erazioni di un assedio du.rafano moiLo tempo, ogni impreviclenza poleva essere pagata a caro prezzo, oggi che le operat:ioui di un assedio si succedono piLLrapidamente eel e grandemente cresciuLa l a potenza del le armi e sono mulati i principi della taUica, le conseguenze di ogni errore e di ogni imprudenza saranno anche maggiori. Il difensore acquiste.rit un deciso van laggio sui nemico quando gli riuscira di scoprire in tempo la posizione delle prime lmtterie, giacchc egli potdt rilardare allora i lavori d'approccio e guadagnar tempo per condurre a termine i propri. I mezzi per riuscire in questo intento, senza pero scemnre l'attiviU1 ne! prepnrare i su.oi lavori di difesa, saranno: 11° l'i lluminazione; 2° le sortite; 3° le li nee d'avamposti; 4° le informazioni. L'impiego della luce elettrica. fallo nella guerra di secessione eel in quella del '1870-7'1 non riusci sempre bene; infatti se fra il silo da illumimtre e l'apparecchio d'illnminazione si interpone qualche oggetto o vi c qualclle ineguaglianza di terreno, l'ombra che ne viene proieLI.ala rende poco visibi!e il bersaglio. Neppure le sorl.iLe e le estese linee di avamposti presentano la certezw di buona. r iuscita, giacche le prime espongono la guam igione . a dell e pet·dit.e grnvissime per raggiungere uno scopo incerLo e le seconde, occas ionando dei combaltimenti coll e Jinee che l'assedianl.e non m~mchera egl i pure di couteaporre, svieranno l'attenzione del difensore eel oiTriranno inver;e al primo i I mezzo di spingere inos:>ervat! i lavori. Il metodo delle informazioni ebbe nell'assedio cli Sebastopoli una larga applicazione; nelle noLti piu fcworevol i si spingeva,no dei pi<~ coli distaccamenti fuori della piazza dirigendoli sopra punti del teneno preventi ''amen le determ inati e riconosciuti comenien ti per osservare il nemico e se ne avevano sempre delle u.Uliss ime informazioni. Dopo quell'assedio un tale metoclo non fu pit't acloperato, pen) sarebhe util e cli stu.diare il modo cli organizzarlo conven ien le· mente fin dal tempo di pace addestrandov·i un personale speeiale
·durante le eseroitazioni sull'atlacco e la difesa delle piazze forti , ·che ora e costume cli fare in quasi tulti gl i ·eserciti. l'oco gioverebbe al clifensore l'avere scoperLo i hwori dell'(lsse-diantese egli non potesse, con efficace tiro cli nolte, impedime la completa sistemazione, ne questa desiderab il e crficacianon sarit l'(lggiunla se il puntamenlo e l'osservazione dei tiri non potril. essere falta merce l'illuminazione del terreno fronteggiante. ln questo caso favo revole .due sono i cornpiti che si deve dare all'artig!ieria: '' o di danneggiare i la vori in terra ed impedirne iI co1;npimento; .2" di l.iraresopra i convogli arviati a quelle ba.tterie per impe.dirne l'armmnenlo . L'esecuzione del tiro di nolle potril esse1·e faua con le seguenti norme: Compiuta la. retlifl c,l del tiro colla: granata, si continueril ad impiegare lo shrapnel fincbc i la.vor(ltori non sieno copeni dal para. petto che sl~mno erigendo, senza pero che qualche pezzo non tralasci · iltiro a granata, giacche e con questo pro ietto che si puo efficacement.e correggere e-rego lare il tiro, e perche cl'a ltra parle non~~ bene accertato ancora se nel tiro di nolte si a. effetti vamente pi1:1 utile l'uno o l'altro di questi due pro ietli ('1). Se, malgrado il tiro, l'assed iante riesce a complelare le sue batterie e s·i dispone ad anna rle facenclo avanzare le eolonne di parco, all ora si tirerit a granata. con nlwni pezzi conlro la batteria e con Lulli gli altri dispon ibili si dirigedt il fuoco sui. comogli, impieganL~O tanto .il puntamenlo cliretto che l' incliretlo , pur di arrivare a batlet·e efficacemente tullo il terreno percorso cla i convogli . Non possedenclo alcun mezzo d'iltuminazione sarebbe .inutile Timpiego del tiro di nolle il quale farebbe sprecare un numero assni r il eva.nte cli munizioni che, anche in una rortezza ben forni ta,
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(1) Alcune es pet·i!~ nze russe del 1875 so.J tiro di notte a s hrapnel , per vcdcro quale effetto qu es to avesse contro lavoratori dispost i pe•· erigere pat·apetti d i tct·t·o, diedero i seguenti t·is ultati: Le bocche da fuoc o im piegate furono due c annon i da 2.1. li bbre, i 1>roie tti , granate conteneut i 230 pallottolc del peso di Kg. 35, muni le d i spole tta a tempo. I pezzi ct·ano s tali puntati durante il giot·no o sui parapelto contt·o cui si dil'igcva il ti ro e1·a no rap pr~senlati ·55 la vorotori. Dopo 20 c ol pi , 201 ft·a proietr.i c schegge avevano colpi to \5 uom ini, il che Jimostre. rcbbo che 'a ncho con un t iro d i notte si possono produn·e delle perdite molto gral'i ~ · t ali tla impedire l'e•·e1.ione di una batte•· ia. '
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DEL GOVERNO E DF.LI.' ARTlGLJER JA
possono renire a mancare, ~ sarit migl ior partito quello di raddoppiare di attivita e cli energia, per trovarsi nel matlioo vegncnte ben pt·epal'at i a sostenet·e il duello d'artiglieria. Riguardo al ia quistione, dove megl io collocare i pezzi per la difesa, furono fatte in Russia delle esporienze ragguardevoli, delle quali sadt anchc utile il far pa rola, massime che, come si edotLo piu soprn, Lal i esperienze furo no cl ire!.Le dal Generale Todlebcn cbe, per la fama acqnistatasi in questo genOI'O di Javori, merita l.a piu alttl cons icleraz ion e. Le eSl)Crienze russc ebbero per iscopo di vedere in qual modo si sarebbet·o comportati sotto il tiro dell'artigl ieria, i pezzi colloca li in balleria nei qualtro modi seguenli: I o su afJusti da difesa diclro a un sempli ce parapel.to: 2° dietro a cannoniere: 3° dietro a cannon iere pr:uicale in parapetti coll ocnti mollo indietro dal ramparo : 4· 0 dicl.ro slrelte e lunghe cannoniere praticatc nollo spalto. I tiri furono esegui ti al poligo no cli Varsavia co i caunoni da 9 e da 24 li))bre, alia distanza di 940 melri ed i risultati che se ne ebbero fnrono i seguenti: Per smontare il pet:zo colloc.1.to su an·uslo da difesa, fm·ono nocessari I 0 col pi col cannone da 2.1-, i quali misero fuori combattimento 3 uomini . Dopo 52 colpi, parte da 9 e parte da .24-, contro un pezr.o disposto in crm noniera, tutt; i serventi furo no colp iti e la cannoniera allargat.n. considerevolmente (m. 0,!).1 <li profondi ttt e 3 di largll o:r.za). Per smontare il pezzo poslo nella strada. coperta dietro una ca nnoniera tr.acciata nello spalto, furono nccessari 75 co lpi, parte da g e parte da 24. Gli e:;perimonti di cu i c cenno formarono oggetto di un Rapporto sugli esercizi pratici delle truppe del genio negli ann i ·1875- /6, pubblicalo dal Giornale del Geni o Russo, ne! quale e rilevato il ''<lntaggio di costmrre nel rec inl o di una fortezza delle batterie interne allc a riccvcre uno o due pezt:i , defi lntc eh una g1·ossa traversa e poste :1 scncchiere una dietro nll 'altra, e qnello anche maggiore di col!ocare i pezz i in bnlteri a sulla. st.rada coperta. Adallata con · qu e~lc di -;po~ i zion i la mczwluna di un bastionc, posti i pezt:i in
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batteria coi serventi figurati intorn o ad essi, furono eseguiti contra di quella 80 tiri con granate a pallattole da una batteria d'assedio allla distanza di 234.0 e 2560 mett·i. Dopo il ti ro si conslal6 che solo i pezzi in barbetra ave,·ano soO'erto, e quasi nulla quell i disposti nelle batterie interne, hen che si conoscessero perfettamen lo lo 'dislanze di ognnna di esse dal pa rapetto dell'opera. Un tiro rtccan te esegnito contro le artiglim:ie dell e bnttcrio interne dalla clislanza di 'I067 metri, dopo HW colpi (dei quali 40 col cannon.e da 24 e 80 con qucllo do 9) riesci quasi incfflcace. Un tiro arcato di sfondo col morlaio da 6 pollici alia di:;tanza di m. 2S80 contro le stesse hatterie, non colpi, dopo 78 colpi, che 4 serventi e finalmente un Lit·o a shrapnel con 4 cannoni da 9 con t.ro una balteria pure di .1. cannoni da 9 disposti dietro lo spalto nlla distanza di 2 100 mot l'.i, non riescl a colpit·e cho 9 serven ti dopo 4-0 colpi. [)a ([ttesti resultati tanto rimarchcvoli se ne possono trnrro le seguen ti conclusioni : ·Io Per smon tare arligliel'ie che Lirino in barbetta od ancho dietro cannon iere poco ampie si richiede nn tempo assai breve e un numero relativamentc piccolo di colpi. 2° Per danneggiare un pezzo dispost i all' indietro del parapetlo o coperto da uno spalleggiamento, oppu r·e collocato sulla slrada coporta , si richiede un tempo r.onsiclerevole. 3° La miglior disposiz ione da darsi all'artiglieria per essero coper ta e tJuella di etro allb spalto. /c. 0 Non c convenienlo dispOI'I'O t11lti i pezzi snl ramparo, bensi collocanrone solo un piccolo numoro ed il r ima.nente nclla strada copcrta e denlro !'opera . Questo nuovo metodo di dispon·e l'artiglieria in una piazza, propugnato da Todleben e mcsso in opera nolle foelezze russc, e ancora da mohi combatluto. Per6 c ev idente che esso oiTre molti vantaggi, fra i quali quello di tenere pi it al coperlo il materiale e gli uomini; di facilitare le opcrar.ion i doll'o rmamenLo, di poter ca mbiaro la dir:ezione dei tiri e di l n sc~ i are sul ramparo mollo spaz io disponibite per la costruzione dei ricoveri coperti dell a fanteria. Qnestometodo adollalo con ~p l e nd i do risullato ne!l'assed io di fi el f'ort
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'avrtl per co nseguen;m di prolungare di mollo la lolla d'arli glicria e di assicurnre la superioriLit del fuoco all'assecllato_ il qnale, mentre po tril co l mulare la·posizione dei suo i pezzi sfuggire in gran parte all'azionc demoli!rice e sicura dei liri clell'artiglieria rigala, a\'l'a im'ecc il Yantaggio di tirare :;opra hersagli sempre determinali c clisposti in una po:;izionc fissa c quindi a dist.anza perfettamenle conosciuta. i~ finalmcnlc necessaria di far osservare un'ultima disposizionc da dat·si all'artigl ieria, e che pno essere di gran vanlaggio nella clifcsa di una piazza; e questa rifleue l'armamento delle batterie in_tet·med ie fm i fo rt i staccati , di cu i i france:; i fecero un largo e pro.fi ltevole uso nell'assedio di Parigi c che clagl i slessi Pruss iani fu grandemente Iodate. per gl i eJl'etti prodoui e per la rcsistenza op·posta . La posizione iso lata dei forti e la clisl<lll!.a considerei'Oie cui sono coll ocali l'un da ll'i.lltro, per cui non possono on\·irsi rec,ipt·ocam~n te cho L'tno scarso fi n.ncl10ggiamento, li rende inada t1 i a sostenere lungamente il fn oco clcll c balterie cl'a:-scdio, a meno che easi non yen- · .gano effi ca.cemeul.e conditil'a ti da. ba lteric inl.erruedie. Nell'eset·cito russo disposizioni regolamentar i prescri\'On o che queste ba uerie siano costr·u lle iu tempo di pace e debbano pero es-sere annate solo quando l'asseclianle avril dato p1·i ncipio ai suoi la.vori ; in Germania inrcco !a loro costruz;ione si i~izia appena l'attaccantc ha scclto il fronte d'altacco . Comunque vogliasi proceclere, illoro posto deve essorc sulla cinta tracciala dai fMti stessi . al!o scopo di essere maggiormente al sicum :da. un assallo e per non intercoltat·e i Liri dei forti, e devono essere .di preferenza erelle in quci punl i chc meno sono in vista al nemico . ' allmche a questi riesca rnol to difficile l'ossen-azione dei colpi. L'az ioue loro conlro le battcrie d'assod io dovra svo lgersi a somiglianza del l'aziono rli qucsLc contro i fo rti; in tal modo l'assediante, ~om e a Sehaslopol i, sar1L conti nuamen te arrestato nella sua oO 'ensi\'a, .·hattuto lostoche si disporra a battere, e i suoi progetti sventnti appena snrnnno pal e~a ti . Qunlnnque sia l'esito fin ale della. lotla, se il difensore avra snpulo .a.pplicare i preceu.i brevomcntc eel a. sommi capi .qui espressi, addi!ali eel illu$lrnli dol Todl cben, avrit avuto !'<more di aclempiere ai
suoi doveri con una resislenza energica manlcnuta fino all'ullima. estremita, e cli aver seguito lo splendido esompio ofTerto a Sebastopol i cla quel celebre generale.
\ r .
Dal confronto fatto fra l'insufficionza del personale e dei regolamenti francesi negli assedi del 1870-'i I, col!a nohile e saggia condotta cli quello cli Seba~topoli e cogli studiati regolamenti germanici, ,.... il lellore :wra forse potuto fornumi un'iclca di qLwnto hnoro sia susccttibile la buona prepat·az;ione dei for ti , affinche essi possano degnamenLe corrispondere alloro scopo, e qun.nte cure diligenti richi ecla la quistionc che abbiamo voluto solloporre all ' allenzione degli stucliosi. Ricordanclo l'imporlanza che hanno le nostre fortezzc snl sistcma difensivo del paese e che abbiam0 vo luto accennare; riconland o che, nello stesso modo che per ottenere clci buoni r·isuILati del una truppa bisognn, mettervi alia testa uno chc ne (/O n o:; ea le q nali lit tatti che, cosi per oltenere da una fo rtez;za ~ntli i servigi che puo rend ere bisogna affidarne il comando a chi ha fauo di es~a lo scopo dei suoi studi; che lo spiri l.o d'ordine, di meloclo . di prev iclenza npplicato a tut.to ci6 che c suscettibile d'essore regolato con leggi cd istruzioni dil. vi la allo spirito d'inizinliva e permelle nlle molteplici facolti1 dell'individuo uno sviluppo vigoroso, liherandolo, ncl momento cri tico, daila preoccupazione dei pnrticolari d'ordine secondario; avendo presente alia mente l'importanza chc ha la potenza e l'abile impioao dell'artialieria nella difesa di una fortezza, dimostrala dn. "' e da fatti " ragguardevoli: non ' 'e dubbio che, vol.endo coesperienze stituire un codice da servire di scorta per coloro che di quella difesa fossero incaricati, non mancherit ne la materia ne il nobile incitamento clegll esempi di chi ha sapnto coli ' opera sun, gcttare le basi cli un mmo della scienza militare cite sembra chianialo iu ttYYenit·c, massime ne! noslro paese, ad avere tanta parte pel hnon sito di una !{LlQl'I'U.
F ASCE G!OVAi\l\1
Ca.pi ta.no d' A1'liglie1·i a.
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STUD! F'ERROVI ARIO M!Ll'i'Al'll
STUDI FERROVIARIO-MILITARI
IV . Via, stazioni e materiale fisso. (coo!iu uazfoue; (I)
Soprastmtttbrq, clelle (er1·ovie.
L'elemento essenziale della soprastruLt.ura sono le ·1·otaje (mils, Schienen); il rimancnte non ha allro scopo che di sorreggerle, collegarle, mantenerle stab il mente fisse e clisltlibuit·e le pression i che esse ricevono. Le rotaje poggiuno sui sostegni., i quali possono essere staccati un dall'altro (supports isoles, Ei1tzeh~~nterlctge'lt) o disposti longitud·inalmonte alia strada, nel qual caso diconsi long<wine (long?·ines. Lan,qschwellen} , o trusversalmenteedall oru:cliconsi travenine (t1·aveTses, Querschtvellen). 1\ispetto alia materia di cu i si com.pongono, le div.ersc specie di sostcgni possono essere di pietra. cli legname, di ferro o di gbi sa: anche la ghiaja stessa puo formare sostegno, e non mancano .speciali sistemi di soprastmttura che si clistinguono apponto per la soppre!isione di ogni intenn ecl iario fm la ghiaja della. massicciata e le rotajc. Per evitare che i sostegni si deteriorino troppo rap idamenle, che ( !) \'
ni.r;ista Jlilil<<?'e
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si affondino fac ilmente nel suolo. che impediscano il libero scolo delle acquc ecc., non si fan no poggiare direLLumen te sulla piauaforma sLradale, ma fra questa ed essi si frapponc uno stnLto cli ghiaju o di pietl'isco, che Ji sostiene anche lateralmente, e il piu delle volLe li ricoprc superionnente. Questo stralo di ghiaja costitn isce il massicciato · o la massicciaia che dir si voglia (ballast, Bettung), la quale pu6 cssere sovrapposta liberament.e alia piattaforma sl.radale, o i:!1Cassala entro la strada, o fra muricciuoli, o fra banchiue di Lerm ecc. Le condizioni fondamcntal i cui dove soddisfat·e la soprastrultnra di una ferrovia, possono, seguendo il prof. Winkler ('I), riassuJncrsi nelle segueJ1t.i ; 11o Riparlire la pressione che le rotaje ricevono, su di una superftcie lanlo eslesa da impedire clannosi. ccdimenti. 2° OJTrire-sicurezza sufficienle per non clar· cagione a rolture, ~L S\'iamenti od a rovescia.menti dei vcicoli; 3° llichicdere, per quanLo c possihilc, poca spesa cl'impianto e di ma!Heni mento ; .t• Cagionare la minor spesa possibilc d'esercizio, il che eqtli. vale a. dire oppone poca resistenza al movimento dei veicoli e produrre poco dcterioramenLo nel maLeriale mob ile; 5° Prescntare difficolliL di perturhnzioni ncl suo asselto e facilitil. di pronto riparaz ioni e di rifacimenlo; 6° OfTrire la maggior po3sibile clolce::za di transito, per la qtlal cosa occone che sinno evitatc pet' qu.anto c possib ile gli urti, le osci llazioni ed i rumori. Queste condizioni possono e:3serc adempiJ.e in di versi modi ; la pratica pero ne ha sanciti assai pochi che rispondano in grado sufficiente a Lnttc le medesime, come vedremo prendendo in esame le singolc parti che compongono la soprastl'utluta. a) Rotaje. Cem~i
sto?·ici. - Nelle pl'imissime fenov-ic a rotaje saglienti, qneste erano di.gh isa ed assai corte (circa un metro) e poggiavano (I) E .
\\'tSKI.I!R -
l'o>·trage iiber J?isenbalmbau.
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STUD!
F I!HHOVI A R!O-)!lL!TAR!
alle estremita su cuscinetti pure ui ghisa .portati da due dadi irr pietra ·: per aumentare la loro resislenza alia fless ione si fomriaYnno N'l inferiormenle ad arco circolare, in modo che verso iI mezzo ·la loro altezza fosso piu gmucle che alle es!.l'emil.a. Queste ro taie segnarono il maggior progresso fatto fillo al 18:20, epoca in cui Berkinsltaw inizio la fabhricnzione delle rotaje in ferro laminato ; Je quali po- · lerono farsi considereYolmente piulunghe (da 4 a 6 metri), pre~entando cosi, ollre al vnntaggio della maggior resistenza del ferro rispetto alia ghisu, anche quello dell a soppressione cli un grandi ssimo numero cli giunti e, per conseguenza, di una piu grande connessione delle varic par ti. ' Le nuo\'e rolaje in feno Yennero foggiate longitudinalmcnle come quello di gh isa e da cio presero poi il nome di 1·otaieondulate, chc fu loro dato per distinguerle dall e rotaie a sezione nniformc introdotle da R. Strphcnson assai piu tardi, c.ioe nel 1830 . La prima fcrrovia aperla al co mmercio, qnella Slockton-Dnrlington (·I825), fu nrmala l)er un a, melil. lunghezza. con J·o taie di ferro (fig. G) e per
tempo la ~ola modificazione chc subirono fu l'ingrossamento clclla Joro parte inferiore, con che rcnncro ad avere due teste disuguali e furon o deLLe a doppio {tmr;o clissimetrico . ~T o lt c rcrrovie sono ancora arm~te con simi li rot.ajc (fig. 9, H)). La fig. •12 ntpprescnt:t la sezione di quell e ancora in uso presso cl i no i sui piano incli nalo dei Giovi . Yerso il I 833 nella coslrnzione dell a Li,·crpool-Birmingham R w. f 11 impiogata per la p1·ima voiLa c su piccola estensionc, la rotaia a due teste uguali , ossia a doppio ft~nyo simmetrico, la quale prcscntava il ''an laggio di poler esscre capovolta allorqnando hl . lesta superiore s'era logomta. Ncl ·1 8~18 qnesta ro taia fu ostcsa. ad alcunc feJTovie idandesi, ma il suo impiego non fu decisamente pt'eferilo, specialmrnle in I nghiltena ed in Francia, che piu tardi, quando si dihallc la lunga lotta fra le rotaje a cuscinelli, rui essa appm·liene, e la rotajn (t base tw·ga (mil et patin, ln·eilbasige Schiene). .'i:cl ·183'-> l'ing. Brunei invent6 la 1·otaia et ponte (fig . 6) appli" _ canclo ht sul la Great Western Rw . (Londra~k~~) l3 ri:;tol). Quesla rotaia era coslruita pet' c:>~.,~9J~~~~ sore porlala da longarine senza l'intermeFi!t. s - scaia di 1:5 diario di cuscinelti : la sua am pia base le dam Peso al metro Kg. !.'1.! molta Slahili Ut COll lro il 1'0\CSciamento latcraJe, n1a la sua poca altezza verticrile la J'Cnilcva debole contro la fless ione cd esigeva pet·tnnto un nppoggio contin uo: si pnq al)zi direcheqnesta rotaia fa sistemacol suo indispensnhi lecomplemenlo, la longarina, c pcrtanlo non pno giuclicarsi da sola in confronto delle altre forme . E~sa acqi1 ist6 consiclere,-ole voga e fu impiegala. non solo in Tnghillena, oy'era so:;tcnuta dalla celrbl'ita del suo in,·cntore e da lla fedeltit all'antica tradizionnle via a longarin c, ma anche sulle fe l'l'nv.ic baclesi, sulla linea da Magd ehurg '' Lipsin, cd in Is1Tizzera . Su lle linee del f\ ucl-c.;t della SYizzern fu ' anzi tenlalri, portando prima la sua all ezza a cent. 9, l'app licn ;.:ione della rolaia a ponlc su traYerse, ma non dicclc huoni risullali. La sua forma uon si prestn ad una razionale distri buzione del metallo, eppercio non le si puo dare la slessa rc->isterlZa alia flessione delle all re roLaje ora in uso, scnza aumentare grandemente il suo peso in loro confronto. Essa non consente ncanclic uuo stabilc collcgamento de i giunti medin ntc l'applicazione del le compresse. Qu e:;lo cousiderazioni,
..:. -··- ------- --- u;'i;Jt,---··-·------- -""'··
Fig. 5.
J'alt1·a. melit furono ancora. impiegate rotaie di ghisa . Le prime fer- . rovie a locomotiYn. la l\Ianchestcr-Liverpool, la Liverpool-Birmingham ecc .. fumno armate in gran pa1te con rotaje ondulate, e cosi clicasi delle fcrrovic dello Stalo in Rclgio. J\'la lali rolaje fnrono hen presto vinl.c da quelle a sczione uni- · forme, che non prcsentavano tanto grnnfle diffico l!a di fa bbricazionc, non obbligavano a mantcnerc un'esa Lla equidistanza fra i loro sostcgni e chc ammellevano senza incom·eniente alcuno l'inscrzione fra le altre di un pezzo cli rotaja comunque lungo. TuLLe queste rotaje aYcvano nna sola testa, era no, cioc asemplice ftm,qo, c do,·e,'ano di necessitil esset porlate d:t cuscinelli pogginnti su dacli e piu tardi su !.1 ·averse : la loro Jorma fu quella che si diffuse pitt rapidamente. ~n lle fcnovic inglesi c sullc prime del continenle, e pet· mollissimo
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STuD{
unite a. quella dell'indispensabile uso delle fongarine, mentre l'esperienza per molte ragioni ind ipendenti dalla forma delle rotaie, ha fatto prescegliere quasi dovunque il sistema a traversine, hanno fatto abbandonare la rotaia Brunei. In America, negli Stati Uniti, si applicarono da principio i mo* .... 6J......., delli inglesi a cuscinetti; ma l'abbondanzR di buon legname indusse ben pr·esto ad unlargo uso delle longarine, suite quali furono posate, dappri ma la 'I'Otaja Fig7-Scal<ldi l :.:;piatta (fig. 7), poi la 1·otaja a ponte, che anche T'eso al m. J<g. 8 cola acquisto per qualche tempo molta voga . L'ingegnere americano Roberlo Stevens invent6 ne\ ,1830 la 1'0taja a base larga, che ru per la prima. volta applicata, pure su longarine, nella ferrovia Ca.mden-Amboy nella :New-Jersey. Il suo uso si divnlg6 a poco a poco ed essa fu applicata in seguito anche su traversine. L' ingegnere inglese Vignoles alcun i anni dopo 1ft porl6 in Europa, dOI'e incontro J)OCO favore in Ino·h il terra eel in Fra.ncia ma fu invece bene accolta in German in.. Ne! '1840 la rotaja a base larga fu esperimeilLata sulla fenovia Dresda Lipsia, posandola direttamente sulle Ln:werse, e benche l'altezza adottata fosse assai piccola (fig. 8), il suo confronto con i sist.emi a longarine e con quelli a cuscinetti fu motto sodd isfacente e baslo a climo···-·-f/J! strare che talc rotaja, ·posata senza alcun apparecFig.s - sca la di b; chio intermedio su traverse, costituiva il piu Pesoal metro Kg. 25,8 semplice eel il piu convenienle sistema di armamento ('I) . Le prove ulteriori fatLe con rotaie piu alte e di maggior peso confet'marono la prima impressione, e l'esperimen to fu completo, perche in Germanin. lnLle le forme di rotaja, quelle piatte, quelle a pon~e, quelle a cuscinctLi furono tutte coscient.iosamente e sistematicarnente pro vaLe. - La, verso i I :J850, ne:;suno contestava pi it la supel'iorita del l<~ rotaia americana (impropria.ment.e, ma universalmente- eh iamata 1·otaja Vi.c;notes), dal la to del risparmio di spesa di primo impianlo, clella facilila di manten imento, della · stabilila e sicurezza clella via; solo vi era chi aveva qualche dubbio I
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1ntorno alla sua resistenza alia flessione in confronto con quell a delle rotaie a doppio fnngo. Le esperi enze che a questo proposito fnrono faLte per ordine del governo pruss iano, sotto ht direzione dell'ing. Weishanpt, dimostr'arono che, a pttriti~ di peso e di dimensioni principali, sono almeno uguali la, resistcnza clelb rotaja a larga has~ e di quc!la simmetrica a dopp io fongo . Qu::uHo alia forma dissimetrica, fu trovato che essa ha umt resistenza assai piLL grande quando c posla colla grossa testa in basso, che non quando e collocata nella sua posizione normale ('I), dal che risulta l'irrazionalitit del suo profllo, poiche, per.considerazioni relative ana du1·ata e consistenza della testa che sopporta. diretlamente il peso e l'azione dei veicoli non e possibi le collocal'la nel modo piu rispondente alla sua maggior resistenza. Dopo l'espcrienze di Weishanpt la causa della rolaia Vignoles fu vin ta definitivamente in Germania, ed essa fn cstesa a poco a poco a tulle le ferrov ie tedesche, sulle qua.li ricevette successivi ed importanti perfezionamenti. In Inghi lterra ed in Francia invcce, le cose procederono altrimenti . Gll Inglesi, eminenlemcnte conservatori, adottata da lungo tempo la rotaia a. cuscinetti, vi rimangono fecleli per amore alla tradizione e per avver·sione alle novil.it : i Prancesi, tur.Valtro che conservatori anche in fatlo di fcrrovie, hanno pcr.circa trent'anni impiegato la loro atLivita in inodificazioni di dettaglio, « procluisant surtout pour les coussinets, une incroyable va.rietc de types, entre Ies quels le plus habilc euJ Ne a coup sur, fort embarasse de faire un choix motive. Il eut mieux valu s' occuper un peu moins d'amcJioret· le coussinet et un pen plus de disCLlter sa. raison d'etre » {2). All'esperienza metodicamente e laboriosamente acquistata dai loro vicini tedeschi, gl'ingegneri francesinon si indussero cheassai Lardi a dare un valore: i fatti per6 O.nirono per vincere le prevenzioni e da oltre quindici anni in Francia (prime le ferrovie del Nord) si sono pure iniziate regolari esperienze comparative, che hanno condotte, una clopo l'altra, le diver~e societit all'adozione quasi generale della. rotaia Vignoles. Ancora qualche anno, e la rotaia a cnscinetti sara completamente sparita dalle linee principali.
1
(I) CoucuB I, pag. 23. (2) Coucoa J. pag. 18.
(l) v. W.1t.nr.cc - Jlandbuoh, I, pa g 2i?O.
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STCDI
In Italia., i primi costruttori c diretlori di fer·roYie furono inglesi e francesi: si :'eguirono perlanlo i sistemi usati in Ingh ilterra ed in Fr·ancia, e fino a quinclici ann i or· so no l'armamento del le ferrovic italiane fu quasi e,;clusi•amente quello a cuscineLLi. con rotaje di forme svariate, che ancora possono vedersi sullc linee di ~econdaria importanza, ove fill' ono relegate, e su alcun i tratti delle Jinee principali non ancora rifatli. Le principali linee di cui si w mponc l'aLLnale rete dell' A. [., furono costruttc clai goYerni Sardo ed Austriaco· c dclla Societa delle ferrovie Lombarde ne! periodo dal 18o0 al I 860. - Nella rete del 'P iemontc era s t~ta adollala una eotaia. in feno a doppio fungo e senza compresse, di lunghezza variabilc fra m. 4,o0 e m. 5,40 e del peso di 33 Kg. al metro . Alcnne hrevi linec second~ri e ave~ vano rotaie ancora pit\ leggiere. La Societa delle Lombarcle, che s1 costitui ne! 18:.>6 e cbe ncquisto le linee gia coslrutte dal governo A.nstriaco , trovo ne! Lomhardo Venel.o parecchi Lipi di armamento, alcnni dei quali datavano dai primordi delle ferroYic: do,'ertdo quell a Societa costrurre uria. rete di altri 4.00 km. circa, si preoccupo di adottare un Lipo <farmamento un ifonne escelsc una rotaja. a doppio fnngo clel peso di 36 kg. lunga m. 6, con giunzione appogcriatasttlra,·ersee fissata con un cuscinetto stecca; iI quale armamenlo ~ennc esteso anche a molle delle lineo giit costrntte in sosti tuzione dei yecch i tipi. ~el 1865 la Socielit delle Lombarde vennc in possesso anche delle rete del Piemonle, cambiandosi in Societil. del i'Alta ltal ia, etl allora si trovo di fronle a non meno di 15 tipi diver-si di arma1nenl.o. che procun) di cedere aHe linee secondnrie che si coslruivano quae la, ma che in gran parte rimasero e rimangono anco ra. Poco dopa la sua costituzionc, la Socicla dell' Alta I talia adotto la rotaja a base largn, la quale anche in Francia cominciava gia nell'opinione clegli ingegnct·i a prevalere; il profilo prescello fu qnello adotl.ato per la linea del Rotf..Tbownais dalla Societi.t dell e ferrovi c P. L. M. con altezza. di 1130 mm., testa larga 60, piccle ~100 e gambo dello spessore di '16 mm. Questo profilo, salvo licvissime modificazioni, (\ q~ello normale d'adesso. Gli armamenli primilivi delle attuali ferrovie Homane cons islevano di rotaje a doppio fungo dissimelrico di due tipi principal i, il' li-
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yorne:;e eel il napoletano. ll tipo li'IJomese (fig. 9), che venne adop01·ato dall'ing. R. Stepltenson fin dal 11843 per la. costruzione della Firenze-Livoruo, e seni poi di modello per le rotaje slate impiega.te su.ll c linee Empoli-Sicna . ('1849) RomaFmscali (·1857). Roma-Ci vitavecch ia ( 18:>9), SienaOrvieto ('1859- 186))), Livomo-Civitavecchia {1863~·;g. 9 - scala di 1:5 11867), Pire.nze-l?oligno ('1860-'1866), ha rotaie in Peso 31 motro lig. 28 ferro del peso~$ kg. al metro e di diverse I unghezze: m. 6,40 - 5,50, - 4·,5'7, - 3,66, con preclominio pero delta lunghezza di m. 4,57 . lllipo 'napoletano {fig. 110) impiegato nella costrnzione delle prime linee napoletanc (4 83\1-11846) od esteso poi eh Ca.pua ad Isoletta ('186·1-'1863), ha rotaie di peso diverso secondo l'epoca in cui furono fahbricate; cosi ve ne sono cli 24, 9, cli 28,3, e di 34 kg.; diversa e pure la loro lunghezza, chc c di 4, di 5 e di 6 m. Fig.Io-scala di 1:5 11 profilo tra:>vcrsale di qucste rota.ie non potrebbe Peso alrn.Kg. 2l,O ·· d"{' · t 1 > ·1 l 11 f · essere pm 1 ettoso, mquan oc 1c 1 me a o u nportato in troppa granclc quanlita ne! gambo a scapito clell'altezza e qu indi delht resisten;~,a, ecr il fun go inferiore non presenta sufficienle sporgenza per un 'azione efllcace delle compresse alle giunzioni e dei Cllnei in legno agli appoggi in termed i. Nel 486•1 si inizi6 l'armamento delle Firenze-Arezzo con rolaie a base larga, del pes~ cli kg. 31, 9 al metro, ma fu abbandonalo quasi subito, contin uando col tipo livornese a doppio fungo. Nel ,l862 la linea Roma-Ceprano fu armata con r·otaie pure a base larga del peso di 35 kg. al metro, e di profilo assai buono: qu.esl'armamcnto fu esteso anche al Lrallo Civilaveccllia-Chiarone ('1867) e alia Roma-Ancona (11866). Finalme.nte ne! 1869 le ferrovie Romane scguirouo I'esempio dell' Alta Italia, adoLLando come anna.mento normale la rotaia a base larga del peso di 36 kg., con profilo P. L. M. gilt sopra accennalo . Le rete delle ferrov ie .Meridionali e Calabro-Sicule, di costruzione piu recente ·delle altre, fu m·mata pet· la maggior parte con rotaie Vignoles ed il tipo a doppio fungo non f11 applicato che sulle linee Bologna-Ancona e ~apoli-Salerno, state ereditate dalla Societa
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delle F. M. gia intcramente co:>trutte, eel ora e quasi totahnente sparito. II profilo della rotaia in ferro a base ktl·oaadottato dallc fert> r~vie i\Ieridionali e dallo Sk~to per le Calabro-Sicule, dit pure un peso d1 36 kg., al m. ma ha proporzioni diffcrenti da qttello acloUato dalle ferrovie Romane e deii'Alla llalia. La rotaia c alla 125 mm., la sua testae larga 62 mm., il piede ·I05 e il gambo ha Io spessore di ·16 mm.; e qnincli piu bassa e piu larga., di qttella dell' A. T. Devesi pero os~erYare che, in ordine cronologico, il profilo meridionale ha precedu to quello dell' A. I. e delle Roman e. .
Tipi Mnnali. - La commissione dol 1877 per l'unificazione dell'armmnento e della soprasiTutLura. delle feJTOY:ie, propose come profilo normale quello delle F. A. I e delle F. R. e, siccomeil metallo da essa prcscelto c l'accil\jO, che ha maggior densita del ferro ordinm:io d~ rotaje, per non aumentare il peso di queste, approvo la modtfica7.wne che le direzion i tecniche delle ferrovie aveano !!ia introdotta, la riduzione cioe. dello spessore del gambo da ,16 a mm. Le ferrovie meridionali per6, non hanno accottato il cambiamento della forma di rotaja, poichC cio anebbe guastato l'unita di ti~o, che nell'interno di quell a rete equasi del tulto raggiunlo. Esse ~ercro hanno manLenute le dimcnsioni principali dell a loro rotaja m ferro anche per quelle in acciajo, solo riducendo lo spessore del gambo da '16 a •14 mm. e semplificando i raccordament1 di questo colla testa e col piede. - Nella fig.' 1 I sono raJfronLaLi i due profili nor·mali italiani eel 6 accennata la loro coslntziono geometrica.
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Tipo F. M.
Fig. 11 - Scala di 1:8.
Tipo F. A. 1. e F . U.
11 peso delle rotaje in ferro secondo i due profili con gambo di c di 36 kg.: il peso delle l'Otaie in acciajo 6 di kg. 36 pel profilo A. I. e di kg., 35,7 pel profilo meridionale. La commisslone del 1877 propose pure un tipo di J'Otaja, per l'armamento delle linee con pendenzo straordinario e di gr-an trarfico: queslo tipo, si disLinguerebbe cla quello norma le per una maggior altezza della tc:;ta e quindi anche dell'int01·a rotaia, da fissarsi secondo la speciale com·euienza clella linea che si vuole Hmare, per una maggior robustezza del gambo, che_anchc in acciaio verrehbe !'alto di 116 mm. di spcssore, infine per una maggior sostenttl.ezza dei lembi esterni della testa, al cui piano di compres:;atura sarebbe da darsi l'inclina7.ione di 1: ·1, invece di quelln 2 : ·I slnbili ta pel Li po normale. Questa rolaia speciale non ha pero aYuto finora nessuna applicazione; le ferrovic dell' A. I. per la linea dei (; iovi fra Pont.cdecimo e Busnlla hanno conservato l'antico armamento speciale a. cuscinetti (fig. I?) con rotaia in ncciaio cli 40 kg. at melro, ne accennnno a r:mubiado per ora. Questa anonnalitit non e spiegabile : so il tipo a cusci nelli rencle buon i servi7.i, la roLain a base Iarga di ugual peso ne renderebbe dei piu =·"--'·--·~,_;' grancli; pero, Lranandosi di breve traltO isolato, gli en'elli Fig. 1:2 - Scala di 1:5. cli questo armamento in l.nl.lo dissimile dell'or·dinario, non ialluiscono sensib ilmente in danno dell'unita gcnernle di tipo e di ::;istema.
16 mm.
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~articolari
cli fornw delle 1·otaje. - La forma delle rolaje deve soddisfare a condizioni di. resistenza e cli comodilit cli impiego . La forma fondamen Lale, analoga a quella di un- doppio T, cleriva clal do,-er 1·esistere alia ncssione in senl)o verticale, per la quale specie di sforzo (lo stesso a cui ~ono sollecitati i Lravi d'ogni genere) la teoria e I~ pratica in:Scgnano che la quantilit di matrl'ia necel)sa ria per una buona res istenzn, pu.o essero di tan to pi t't piccoht quanto piu lontano e dispo::;tn clal ccntro di gra vilit dell a sezione tt·asver·,;ale. Da ci6 nppunfo t·.on:'Cgllr la. fonnn a doppio T. rhe si
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da ai travi in ferro dei solai e dei ponti, e che dal .piu almeno vione data a tulle le rotaio di ferrovia, affinche nbbiano molta resistenza col mino1' peso possibi le. l carichi che producono .la Oessione agiscono sullo rotaje per mezzo delle ruol.o dei veicoli, locomotive e vagoni: le grosse locomoLive dei nostri giomi possono dare per ruota un cal'ico da 6 a 7 tonnellate. Le grandi Yelocita aumentano l'effetto dei carichi, anche indipendentemento dagli urti che producono . - Nella flessione uno dei c~orrenLi esLremi del trave viene compresso, :tpentre l'altro c stirato; oppercio le fibre dell'uno si accorciano e quelle dell'altro si allungano, e questo tanto piti quanto esse sono piu distanti dal centro di gravitit, alia cui altezza le fibre non risen to no variazioni . L'asso che le fibre non soggette a sforzo di Lensiono o di pressiono cosliLuiscono in ogni sezione trasversale, vien chiamato asse nettt?'O. Per lo piu e il conenle superiore che vien comprcsso e l'inferiore che vien tirato : sugli appoggi e nelle campate non caricate puo avvenire l'inverso . Siccome la rcsistenza dol fen·o c clell'acciaio non e molto cliversa dalla compressione alia trazionc, ma per quest' ultima e qualche poco minore, ne risuiLa che in una huona rotaia il centro di gravitit dovrit es">ere press'a poco a meta altezr.a e piuLtosto qualche poco piti basso, che non piu alLo. Quest' ultima condizione c facile a rcalizzarsi nelle rotai·e a base larga; nel doppio fungo simmelrico il centro di gravita ea metit altez;-;n. precisa, e nel dopp io fun-go dissim elr i co c assai pitt vicin o alia tesln che non al piede, condizione pl·ecisamcnte imersa a quella ''oluta per una buona resistcnza. La parte di mezzo , ossia il gambo dell o. rota.in, non risenLe che in piccola parte la compressione e la tensione procloLLe dal piogamento : esso invece sopporla il peso che produce il piegamento stcsso e co muni t~a l'azi one di osso dal!a testa al piede clella rotaja; basla. pe1·tanto dargli uno spessore sufncicnte a laic officio, che non rich iede mollo. La forma particolare della testa e del piede della rotaia viene de term inata in base a circostanze. specin li. La testa, che riceve ]'azione diretla. delle ruo le dei veico li deve avere nna larghezza tale da non prodnt're soverchio logoramento dei loro cerch ioni
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e da non essere da questi troppo rnpidamente logorata, e deve essere focrcriata in modo cla non impeclire i movimenti di ::;poslamenlo i:terale e di rotazione dei veicoli, necessari specialmente nolle curve della via. Essa deve inolLte ricevere uno spessore consiclerovole per poLer ul.ilmenLc servire, ttnche dopo esser sLttLa notevolmente logorata. 11 piede dcv'es;;ere condizionato in modo da risponclere ad un buon consolidamento sulle traverse se la rotaia e a base larga e nei cuscinelLi se ea doppio fungo. La parte inferiore della testae la superiore del_ piecle si ~tnbili scono in modo da dare un buon sostcgno ai lemb1 sporgentl della testa ed un huono appoggio del gamho sui piede; ma devesi nnche avere particolare ri guarclo alle esigenze di un~ huona. comp.I·essaLura per l'unionc di una rotaia coll'altra. In Ylsta appunto dt que~ sl'ul timo scopo tali parti si foggiaoo generalmentc a pmno. che s1 fa, conciliabilmenLe colltl prima condizione, qunnto piu c po:;sibile inclina.to ('1), afnnche sia. rninore l'azione del cuneo cho tende a sepamre le due comprcsse. . . La largb er.za delta testa 11011 de\e essere lroppo piccola, ~heal Lrimentj si lorrora troppo rapidamentc e rapidameule logora 1 cerchioni delle ~·uote, c d'altra parte un'eccessiva larghezza. riesce inutile per l'appoggio delle l'UOlc, aCCI·esce il pe:;o della rolaia e rend(; necessa.rio un piu robusto soslegno clella parte spo1·gente. Nellc ferrovi e aLtuali si ha.nno la.rghezze difTercnLi comprosc fra 1>7-Gt~ mm.: in Ttalia, come si e vi:; tu, tale larghezza e di 60 mm. snlle ferrovi e A. 1. e R. e di 62 mm. sulle ferro' ic M . e C-S. Quanto alia forma della superficie :;uperiore della LesLa, e.cla OSSCL'\'il.J'S i C~le ~e 11011 vi fosse loo·orftmenlo reciproco dellit. rnota c della rotam, ossa potrebbo f;1l'~i completamentc piana con pendenza pari alla conicita dei cel'Chioni: per tal modo l'appoggio della ruota si estenderebbe a tuua la Jarghezza della 1·olaia. Si~·.come pero nci ee~· chioni clopo qLtalche tempo di uM si l'orma unt~ sc~nnella~nra ~~ causa dell' azione di limn della roLaia, ·t'appoggJO cl1 quelh usat1, (l) Per avil.<-;.e ma lintesi etl cn·ori de1·~si r:un mcn ta•·e cho la pend.e n:a rti una r;tta o di un piano si mism·a. colla tu n g~n te del l'ansu lo che ess i !'untJO col l'onzzontolo, e I lnclina:ione invece colla tangPnlc doll'angolo rutto colla verttcole.
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cho in ogni lrono sono la maggior parte, sulla rotaia piana non sarebbe piu compl oLo e il Jogoramento dei cerchioni seguiterebbo in modo piu dannoso percM piu irregolare, finchc la rotaia non si fosse laleralmenLe arrotondata. Le primeferrovie inglesi avevano appunto rotaie a testa piana di circa 60 mm. di Jarghezza, ma per gli accennaLi inconvenicnti furono presto sostituite dalle rot.aie a testa rotonda. La curmLunl della testa non dcre pero essere troppo forzata, che altrimenLi si ricade cla un altro lato nell'inconvenienLo di un l~goramen~o Lroppo a.Lliro, causa J'appoggio imperfeLLo. L'espenenza ha dlffiO~Lralo che la migliore forma equellache, per circamelil larghezza, nel mczr.o e o piana, o ri curvR con ra11rrio non minor·e oe .a d1 ~oo mm. - La co nsiderazione di una buona resistenza conduce pure all'csclusioue dei piccoli raggi di curvaLura, che impcdiscono un pill completo allonlanam.ento di materia dal centro di gmviti.l. e accclcnJ.no iJ logoramento: e sotto questo aspeLto, il profila clel la rotaia. doll' A. I. eH. e preferib ile a quello delle II'Ieridionali (·I} L'arrotondmncnto Jaterale della testa deve essere in relazione alt'arco di raccordamcnto fra la parte conica del cerchione delle ruote ed illoro ol'!o, pur rcstando qualche poco al disotto di tale arco, cile d'ordinario vien descritto con raggio di circa. ·15 mm. 11 raggio di curvatura dell a parte laterale dell a testa dell a rotaja viene pertanto Lenuto di 12.-li:) mm.: e~ quando si sceglie pmssimo al minore di questi limi ti, si frappone, fm i lati ed il mezzo della testa, un arco di raggio intermeclio, come si vede ne! tipo AT. e R. (fig. 11 ). Le « Conven.=iuni tecniche dell' Unione ferroviaria tetlesca >> su quest'argornento cosl si csprimono: << La testa della roLaja cleve e~sere larga non m~no di 57 mm. : la sna superficie superiore saril. ptana o cuna, ed 111 questo caso il raggio non deve cliscendere sollo i llOO mm. ~ e i nuov i acquisti l'arrotondamento laterale della testa deve av01:e il J'tiggio di Hmm . ». ~~.).. f>cr p rodun·o u'.'. uhbassam~:no tli \l " "'-" urll'alLez'l.a della rota ia bus l.a ·col profl lo mc JJ tl Jonu lo un logo1,tmcuto dl .~~ mrn . q. d 1 u r~a , m~e •re col profilo ,1 . 1. si eS il(eun'a ~ ~pO!'WZJOiio. d1 r;s mm. fJ· A pal'l ta d t tru tnco udLtnquc, quello sLesso Jogo 1·amcnto c he :s1 clfett ua 10 un tempo .J nolla I'Ola Ja lll t1miJ onnle, es igc: 1111 tempo 5 ncll·a ltr<l.
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AI gambo vien dato uno spessore cosLante; . ~l cuni consigliano di in crrossarlo leggermenle nelle part i che p1 u son Ion lane dal centr; di graviti:l. della. rotaia, ma questa circostanza non sembra avere un valore essenziale. Ne! piede dell a rotaia Vignoles la ·dimensionc piit importanLe: quella che caratterizza questa forma. di rotaia~ c la la1·ghezza: c per mezzo clella sua larga base che quesla rotn1a ~uo ess~re ~osk"l direttamente sulle traverse ed c con cs~a. che I'CSISLe agh urt1 del maleriale mobile, che tenclono a rovcsciarla. all'infuori. Lo spessore del piede deve essere pt·oporzionnto al~a l~rghe~za e andar crescendo verso il mezzo. 11 piedc della. rota,p vtenc mchiodato sulla traversa . o mcglio fermato con la testa di chiodi, tanto all'interno che all'esterno del binario: i chiodi esterni hanno piu specia.lmente lo scopo di impeclirc :tl la rota~n cli sc?rrere all'infuori ; gli interni invece di impedi ro al picde cl1 ~lzars t per •·.u oL<~re attorno a.i ch iodi csterni. La tendenza delle t'OLaJ C a rovcswu·::;1 e conseO'uenl.emenle lo sforzo che devono fa.re i cltiodi in terni per impeclirnelo , so no evidentemente tanto piu grancli, quanLo maggiore e l'altezza dello rotaia 0 quanlo miuore c la Jargflcz;za della base: da cio la necessili.l. di proporziomn·e una coll'alt.ra quesLe llue dimensioni. Le Connen.zioni tecniche dell' Univne Ledcsca stabiliscono a quesLo pr·oposito : « Per larghezza del piedc della rotaja viene raccomandata una mi sm'a. non inferione colle traverse a. 0,8, ecolle lonrrarine a. 0,7 dell'altezza. » A que~La condizione aclempie il profilo ~Ieridionale, non. quello dell' A. I. e Romane che ha il piede largo 0,78dcll'a1Lezza; c16 pero non ha mai apportato in conve~ i en ti. . ... . Le rotaje a cloppio fungo non hanno propr1a stab dtl<~ e res1stenza al rovesciamento, le ha invece il cuscincLto e la rotata deve soddisfare soltanto alia. p•)Ssibilith di una :;olida giacitura in esso . Le pre:;sioni e gli urti laterali che nei ') noi serpcggiamenLi i.l materiale mobile fa risen tire aJie rotaie, non solo producono la tendenza al rovesciarnento di queste, ma le soll ecitan o at piegnmento in senso orizzoutale, e percio necess~n · i o r~ h o le loro dimeusioni sia.no re' . gulale anche in vista cli qucsto sfo1'zo, contro il qunle la res1stenza dell a rotaia sartt tanto piu gr<1ude, truant.o maggiore e I'a Ilonlana-
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. mento di materia. da.l l'asse verLicn.lc passantc pel centro di !J'raviLiL Sollo quesl'ultimo aspetto il profito Meridionale e pi it resis~cnlc di quello deti'A. l. in causa delle maggior·i dimension! orizzonlali che ha; e di LuLLe le forme ~i rolaja la piu forte sarehbe quella a ponteela~eno r:ohusta quella a doppio fungo, cui pero in questo caso come m alh·1, reca. considerevote ansil io it cuscinetto dundole un appoggio laternlc contra il cuneo iu legno o la sua g;wncia esl~rna : le rolaie Vignoles hauno un 'all itudine propria a bene res1stere anchc al piegamento lntcrale. Si poleYa credere chc in q~este la tc;;Ln. clte sopporta gl i 111ti in falso cioe senza contrappoggJO, ev.esse tcndenza a distaccarsi dal gambo o chc queslo polesse· torcm·sr \'erso l'esterno, ma l'eSJlerienza ha moslrato che anche con le pitl scarse dimens ioni adotUtl c in praticn, nessu110 dei due inconvcnicnti e da tcmersi: anzi le esperienze di Weishaupt (V. CuocnE, anche sollecitata £ .1, 44} hanno pr·oynto che la rotaia \'i,noles l'> , a orlt piegamenti lateral i con pe:>i operanti .s LLilasola testa, si inflclte con p·Ewfcua co rrispondenza frn. testa. e piede come se le forze operassero su en trambi . Al~ezza d.elL~ ?'Otaje. - L'ai Lezza della I'Otnja, che ne e la dimensrbne p1·mc1pale, e soggeLla a due opposle considerazioni. La sua ro~ist~nza ana. flessione :~rticalc c tanto piu gran de quanto pitL la rol.aJa e aiLa, o m due profrlr cla ugual peso tale resistenza call'incirca ))l_'Oporzionale al quadraLo dell'altezza. Vi e adunque LuLLa la conve111enza ad aecrescer questa dimensione e cio dal soruere delle ferrovie no ai noslri giorn i si e andato facendo con proc; . o 1·.0, ::,._ s1onc cos l~~nt~. Co~i r~en~re nelle prime ferrovie, anche per l'Otaje su •ilppoggt d1scontmuJ, SI usarono altczze di ~)0 - 120 ed anche di soli 65~~i>~m ., al tcz~e eh~ it piccolo pe:;o dellelocomoti\·e e la poca vel~cJt a c~' cor.>a det tren1 ~·cnde~rano Lollerabil i, ora sulle Ji nee prinClpaiJ I altezza delle rolllJe varw, fra 1:20- 13:) mm . Le con,·enzioni Lecniche dell 'linione tedesca stahi liscono che l'alte7.za del le rol_aje con sostegni a traverse'o a dadi i 11 pietra non de~;~ es.~ere mfen_ore a 12/i mm. Oltre la Lorza parte delle ferroYH' tedeschc e armatn con J'Olaje di altezza superiorc ai 1 130 111111 . ('1) .
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FERROVIARIO-i\IILITARI
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Ma ad una soverchia al lezza si oppone lu stahilita contro ilrovesciamento latemle e sopratullo il soverchio accrescimenlo di peso, Si comprende infatti che, dentro certi ristrel!i limiti, si possa 1ariare l'altcua, della rotaja seni(a modificare la testae il piede, e quindi eon piccolo acercscimento del peso (-1), ma cio non e possihile in modo continua . e 1olendo un profilo a.rmonico, non si puo aumentare l'allezza clolla rolaja senza aumentare in proporzione dei quadrati il suo peso, eppercio il suo cosLo . D'altra par·te bisogna considerare chea parita di resistenza l'altezza. della rotnja puo essere diversa a seconcla del motallo di cui ~i compone; cosi una rolaja di acciajo puo essere sensibilmenle piu hassa di una in ferro, pur avendo eguale attitudine a resistere: -avuto r iguardo a cio, tutLi e due i tipi italinni per rotaje d'acciajo sono fra i piu robusli d'Europa. Bisogna pure non dimenticare che un eccesso di resistenza nella rotaja, qnale risulterebhe daltroppo aumento di altezza, ben lm~gi dall 'essere vanlaggioso, riescirobbedi scapito al matcri ale mobil e e alia dolcezza di locomozione, perchc toglie elasticita a tulto il sistema d'armamenlo, e il mov'irnento dei treni di,·if'ne CI)J1Seguentemenle troppo duro. IJuesta considerazionc c quella del peso sono i principal i ostacoli all'nccrescimento dell'altezza delle rotaje.
liivolginumto delle ·rotaje. - Una condizione che equasi superflua accennare, ma che e essenziale per un IJuon profi lo di rolaja o la simmelria ri:;petto all'asse vertical e. e cio pe1·che uon Yi sia imbarazzo nella sua collocnzione a poslo e perche possa, allorche e lo.r;o1·ata da1t?~ la to, essere ?'i,v olfata dall'oltro. Questo delri\'ol~imento cun vantaggio a%ai sensihile. poiche permeue di regolare l'uniformita del logoramento delle rota.ie e ne aumenta la. dura. la ; la fa coltit rli fare talc ope1·azione non solo due vol te, (1) Per lo addiotro considercvoli aumcnti di altezza si sono potuti fare con accrescimenti d i peso r·eluti vamenH! ussai piccoli, in c.ausa <lella poco razionale distribuzio n() di materia che rwesentavano i pr·ofili pl'imitivi. C<>Si p. e: considcr·auclo i pr·ofHi dell e figunl 8 o ll si scorge che si {) potuto por·tarc l'altezzu <la G5 mrn. a 130, cioe rad· <lllppiarla. aumentando i! peso soHanto da 1\g 95. 8 • :I(;, cioe nr-1 rappono 1: 1.1.- Vi sorlo auc he eseJ)lpi cti diminrrzloui di pt•so con ;occrescrmento d'altezza: cosi sulln fco·r·ovia da Coloni a ;t ~l llhlen (V. Coucull 1. Ci:\) rl<• un tipo rli r·o taje con :tl lezz• rli mm ll0.9 e olcl pPso di Kg ~;;,;6, si wosso ad un lipol ckll' ahezm di 1-2-1 mm. e rll'l pesn d! s ol ·'Kg. 3~. 4, ottenendo un consiMr·e ,·ole alleggenmento JH'inripa lmento rcilr·idnn·e lo spes. sore del gambo tin 19.6 a 14.1 mm .
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ma quattro, 0 stata per molto tempo la piu forte ragione che milita.va in favore del proftlo a doppio fungo simmetrico . SenonchC il vantaggio del rivoltamento dal sotto al sopra non poteva essere completo, perchC le deformazioni che subiva la testa superiore logorandosi e schiacciaodosi, impedivano ilsuo stabile assetLo ne! cuscinelto, e d'altra parte la lunga e con tinuata azione dell a snola. del cuscinetto snlla testa inferiore atterava., incavandola, l'uniformita della superficie di rotolamento dei treni con danno del materiale mobile e dell a sicurezza e dolcezza di tocomozione. Risultando che in generate il numero delle rotaje utitmente capovolgibili era solamente all'incirca la metit del totate, il vantaggio del capovolgimento non ha piu potnto essere riguardalo come sufficienle compenso alla spesa clei cuscinelti (3-,J, mila lire at km. di b.inario) e la via con rotaje a base larga e apparsa. alfine piu eeonomic<Ldi q uellct a cuscinetti, come gitL cb tutti era ricotJoscinta p iLL scmplice, tanto per la costmzione che pe1· la sorveg!ianza ('1).
Peso delle 1·otaje. - Conseguenza della forma e delle dimensioni delle rotaie c il . loro peso, il cruale, come l'altezza, e andato crescendo continuamenle: le prime rotaje a cuscinetto pesavano cla ·t7 a. 30 kg. at metro; le rolaie atluali p~sano generalmenLe da 35 a 4·0 kg. e sulle fo1'ti pendenze anche quest' ultimo peso e superaLo; cosi pesa kg, 4·0, 67 la roLaia dei Giovi (fig. .J.z) e 42, 4 la rotaia del Semering; ed alcune linee inglesi di gran traffico hanno rotaje che raggiungono per;;ino i 46 kg al metro (London and North-Western Rw.) In Ttatia, i capitolati governat ivi i-!llpongono il peso di 1-g. 36 at metro per rotaie in fOI't'O e questo timite e stalo tacitamente mantenuto per le t·otaie in acciai o. Kelle sue conseguenze cio e stato un bene; e fu CCI'lo giovevole che, adottando un metallo di assai maggiore resistenza non si sia pensato, quando il suo costo era ancom assai elevato, a riclurre il peso dell a rotaia in proporz ione tale che (1) Dan no motii'O n co ntin ua so rvegl ianza nulla via a cuscinetti i cunei in lcgno, . che s~•·•·<~no la •·otai tl nel cusciootto , c che ri ~ontono non solamente tut te le azioni mecc<~niche alle qun li la vin 1: soggotta, n•a bensl anche l'inOuenza delle varJJzioni aL" mosfol'lcho.- Chi tlcs idorn :<se co ooscere piu pa•·ticolareggiatamente i diversi argomenti p1·o c co mro lil vi a u cuscinetLi, ii i'!JOrncnti cho dopo il t•·io::~fo iocootcstato dclla •·o_ tnia a base lor·ga hn11no r el'(luto mol tu attratth<J, pub co usu ltare il CoucaE - Yoie et male'rtet ro"la111, l'o t. I.
FERROVIARIO-M!Lf'l'ARI
STUD!
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ne man ten esse costante l'atLitudine a re:>isterc: da 36 J,g. si sarebbe potuto scendere a 3·1 kg. realizzando una considereYolc rconomia. Le fenovie austriache Kaiser Ferdinands-Nordhahn lmnno appunlo, adotlando l'acciaio, riclotto il peso dellerotaie a :;oli kg. 30,6, e tutti gl i autori ammettono la possibililit di una tale riduzione: il celebre prof. Winkler ritiene come equi' alente in Lutto ad un profila in fer'I'O di kg. 37, I nn altro simile in acciaio di kg. 31.8 soltanto. Xon mancano pero gli esempi non solo clella nessuna riduzione di peso adottando l'acciaio, ma fin anche di aumenti, certo ingiustificati (CoucnE 6, I, 461 ). - In ltatia adultando una rolaia di grandissima resistenza, le fel'l'ovie si sono premunilo contra le conseguenze dei grandi aumenti di traffico e conLI·o gli impedimenti che una mediocre via avrebbe arrecato allo S\'iluppo dei potenti motori. Per la. costrnzione delle nuove ferrov ic secondari e il peso delle rotaje e stato cosi stabilito dalla commissione del '1879: 1o tipo economico- rotaie in acciaio come pet· le liaee prin- . cipali; 2° tipo economico- rotaie in ~cc i aio da :28 a 2ij kg. a.! metro; 3° tipo econoroico- J'otaie in acciaio cla 25 a 20 kg. al metro .
rantaggi delle 1·otaje in acciajo. - La :'Ostituzione, oramai quasi generale dell'acciaio al ferro nella fabbricazione delle rot.aie ha avuto in mira di consegui1·e una maggior durata delle rotaje stesse : l'altro vantaggio della magsior forza di resistenza. non fu ricercato e come abbiamo visto, ben po('he fer1·ovie ne hanno approfittato per un risparmio di spesa.. - Cio che da. motto tempo preoccupava gli ingegneri ferrovim·i era la poca. durata delle rolaie in fen·o, in causa non tanto del loro logoramento, quanta dello schiacciamento e dello sfogliamento, che si anda.vano proclucendo con rapidita ognor crescenLe per J'aumentante attiv1lit de! traffico, e per il cresciuto pesode'\'eicoli da trasportoe dclle locomotivo(4). Sual{I) Espericnzo comparatl\'C istituite per 10 anni su un tronco della linea Colonia· Minden banno mostrato che, a completa pal'ita di condizlooi, i dr.ambi di rot8jO che
tanto per logoramento quaoto per guasti, di\'engono nccessari stanno per le diverse qunlita di mctallo nolle propor1ioni seguenti: Acciajo fuso Bcsscmor .
puddellato. . Ferro cemontato . . " a grana fioa. . ~
. 1 • 9.8 . 18,6 . !12,5 ''· (WAI.OIOC
-
r.
234)
Ut
FERROVIA RIO-~!Il.. IT ARI
110
STU D I
cuni tratti di via piu specialmente soggetti al pnssaggio di un gran de numero dei treni, all'azione di un maggior numero di locomotive pel' Lrcno e piu pesanli , al loro t'requente paltinaggio, allo strisciamento delle n1ote serrate dai freni ecc., la durata delle rotaie in forro non si misurava piu ad anni, ma a mesi. Poste in identiche condizioni, la durata delle rotaie d'acciaio c sempre sLala grandemente superiore come lo dimostrano gli esempi segucnti. « Nel mano del1862, 52 rotaie d'acciaio pro,eniente dalla fonderia llessemer a Sheffield furono collocate a posto nella stazione di Camden-Town (London and 1Yo1·th Western Rtv.), nella quale e concentrato uno straordinario movimento: ad ogni rotaia d'acciaio corrispondeva sui binario una rotaja in feno, dimodochC le condi zioni del pnragone etano idcnticlle cla una parte e dall'altr~. Due di quesle rotaje erano state poste vicino al ponte di Chalk Fm·m, il. pun to piu Lravaglialo di Lutto il gruppo di binari di Cam den. ~el l'agosto ·1865 una di qucste duo rotaie c slata lolta per essere mo!'lrata a Londra, quale testimonio il't'efragabile del valore dell'acciaio Bessemer in confronto dal ferro; difalli la. rotaia in ferro sua con iugata aveva dovuto essere cambiala (dopo il capovolgimento e la completa disorganizzazione delle due teste) otto volte, mcntre la rotaia in acciaio, non ancom capovolta, non aveva risentito che un lcggiero logoramento . Una sola testa in acciaio em aclunque ancora in istalo di prestare un lungo servizio, dopo aver sopportata l'azione delle slesse cause che avevano distrutle sedici teste in ferrol La scconda I'Otai.a lasciata a pOSLO, era ancora in lJUOnO statO e non riYOltata, quando giil la sua opposta era stata carnbiata e rivoltaLa undici volte. AJla dodicesima rotaia in fen·o, essa fLirotta per effetto di una violcnla collisione fra due macchine; la macchina che essa sosteneva l'a1ea ;otta in tre pezzi, urtandola orizzontnlmente nel .modo piu sfavor·evole. Anche l'aspetto della rotaia rolta faceva fede della sua. gran de forza di resistenza: il pezzo che aYea rice vu to l'urto non si era separalo dagli altri due se non dopo essersi intlcsso con grande saetta » ('I) . Presso la stazione di Dresda sulla linea di Slesia vi e un tronco in sal ita del 18, 2 p 0/ 00 , lungo 849 m., sui quale i treni-merci in (I) Couc uu 1, 468.
partenza devono essere rimorchiali all'insit da tre pcsa~ti l~m~ti.~·~ · ·eni in arrivo devono discendere fortemeotc frenat1. C~o t. c<t 1 :i~I:e cli consiclerevole logoramento delle rotaie, e quelle I ll _rerro ~on rinsci,ano"ad avere una durat<t supcriore ai 6 od 8 n~e:;L -~1 . . . d'.I lu•r["lo • 86ti C{ueslo tro.Lto fu m·rnato con rota led. accuHO pnOClpiO n 'I fuso e (ino ali a corrispondentc epoca del ,1868 ncssurm clt quesle rvtaie avea ancora dovutoesserecambiatain causa dellog~ramento, sebbene il movimento l"o:;se sostanzialmente aumenLato : ll ehe gr~ rantiva diggi~t una dm·ata snperioro a 3 o 4: volte quella Llell e rota1e in ferro (I). . . . . Que:;li fatti e la buona prova dall'acciaio no_' congegnt spe~ 1 a 11 nei quali era stato impiegato, come ad escmpr? nella _costruz10ne dei cuori per oli scambi. unitamente al grnnde nbasso d1pt~ezzo che l'acciaio fuso 1a subHo negli ultimi 'I i> anni, hanno 1:eso mcont~ stabile il orande vantaggio del sno impiego e hanuo rnclotto le ellverse amJ~inistrazioni rerroviarie a clargli una completa. pr~rcr:enza. l n Ita\ ia fu prima la Societa dell' A. T. a far uso d1 rotaJe rn ac. · o de11a PotTCLta·, e·sa eiaio sui pi ani incli nat1. clet· ('tJOVI . :> ne estcso • · l'impi ego dal 187·1 al ·1874-, e nel ·18'io entro de~1sam~nte noll~ nuova via , col wmmissionare 30000 tonnellate dt rota)e_ '.n ac ciaio cla 9 metri cli lunghezza. « Atlo scadere clel s~o ose~·ctz 1_o, ta~e Socieltt lascio un'estesa di pilL di ·1000 km . di lmee d1 P1:1mana . · c1c~ · ).. ':>00 1~ m· circa con rotr11e impot·tanza al'!nate .m acctaiO, ... . da1 6 melri poste in opera dal ;187 'I a1487 4- e 800 km . con rota1e_ da 9 metri poste in opera con giunzi one sospesa chtl '1875_ at 30 gm_g~o 4878 » (2) . _ Le (enovie Romanc fecero _uso per l<\ pnma voltadtJ.o· ·m acc1a1o · · ne1 ·t8'"'/0 , ·1mpie<randolo lra Ternt o Spoleto. al vmco oL , lme · B ld · · ( d o 09.") epr)oi fra . . Fossato · c Fabn , ano . Net det a um1 pen . = , .,;:; , ~ 877 esse adottarono definitivamente come normale I armame~to in acciaio, e quasi contemporaneamenle fecero altreLtanlo _le_lerrovie Meridionrtli' seguendo il parore emesso dalla Commtsslone del 1877 per l'uniftcazio!le dei tipi deHa via.
l
(I) v wu9 &GG·Handbucll I, 283.
. ·
1 11 t
(2) R.iassunlo degli al~i dclla Commission& d'inchiesta sull'esercmo <o c err
italiane.
0 11.· 0
112
Il r elalore di quesla Commissione ha istituito un calcolo per lrovare fino a cho limite it prezzo delle roLaje in Rcciajo puo ossore s uporiore, in considerazione dolla lo ro maggiore dural.a, n quello delle rotaje in ren o, nffincho le amw inislrazion i fert·ovint·ic trovino di loro convonionza il pr efel'ire le pt·ime alle secondc. 11 fondat•si unicamenle ;;ulla durata per la scella di una qualita di melallo piullosto chc cl'un altra, c tt·nscuraro un allr o elemento di gt•ande importanza, la maggior resisLenza dell'acciajo. Mn anche ammesso it paragone <la qunsto solo lalo ed acceltati i ter mini del confronto, cerlo non teoppo ravorevoli all'acciaio, assunti dal relaLOJ'e stesso, che per Iin eo di considere,;olc tt·amco sono, pet· le rolaie in acciaio 30 anni di clura la media, c pet• quollo ill ferro 10, il calcolo ch'egl i ha stabililo e crralo. Cio che pP<'mo di conoscere in quosla que:>lione c l'annualiia da pagarsi per ncquisto di rolaie, cioe la somma che l'amministrazione fert·oviaria, dovrebbe annuahnonte hilanciarc per sopperire alia spcsa per r otnic: la quale annualita puo Ll'ovaPsi in diversi modi uno . dei quali e il segucn to: Sia A il costo clella tonnellala di rolaie d'accia io, ed F quello analogo delle t•otaie in ferro: in quesLi valori devc comprendersi non solo il pt·ezzo di consogna all'officina o in un porlo del regno, ma anche la spesa del tl'asporto <la questi punti a! cantiet·e. Siano d'allra parte n Nl n' le clur ale ri;;peLLivamenLe peesumibili di tali rotaie, ed ,. il lasso cl'interessc aan uo cli una lira.- Alia fine degli n anni il coslo ~l c lle rotaie in accia io saea rappresenta Lo dalla somma A (t + r)•t ; m a a La le epoca le t•otaic non so no pl'i vc di valore, esse ser vono A rifahbricarne delle nuove o ad altri usi, e si vendono perci6 ad un prezzo rclolivamento alto; tanto che, declolle le spesc di posa delle roLaie nuove e quelle di tt·asporto e di vendita delle vccchie, si ricava ancora da 1/ 3 a 1/4 del valore primitive. Ritcncnclo che 0,25 X A ro.ppr esenti il valot•e delle rotaie vecchie, depurate com'e staLo dcLto, il vero cosLo delle rolaie d'acc ia io alla fin e clegti n anni sara A (1
+ r)n -
0, 25 A
e l'annualila da pagarsi alia fine cli ogni anno per produrr~ tale s omma, cioc, la spesa annuatc per rotaie d'acciaio sara: 7, A (1
+ 7')n -
(1 -j- 7')
113
FERROVIARIO-MILITARI
STUOI
n -
0,25 A 1
Analogamenle pel ferro s i trova che il vatore dell'annualiiA
~
r F (t+ r) "'' - 0,25 F (l
+ r) n' -
1
Affinche la convenienza s ia par i pel ferro o per l'acciaio, le clue a.nnualiLa dovranno esset•e eguali, ossia dona esscre (1 A (i
+ r)n -0,25 _ + r ) -1 1l
<dalla· quale eguaglianza, per n se il tasso dell'inler esse
=
+
F (1 r )n' -0,25 (1 + r ) n' - 1
30 en' = 10 si ricava:
e al
5 •; . ossia r = 0,05: A = 1,788 F. al 6 "f. ossia · 7' = 0,06: A = 1,1582 F . al 7 •;. ossia 7' = 0,07: A = '1,595 F.
Supponendo che le rolaie in ferro costino L. 200 alia tonnellala, le rolaic in acciaio potrehbero nei tre casi pagarsi L. 357, 336, 319 (1) ma ben di rado hanno raggiunlo lali costi ed ora si pagano non molto di piu della m eta di essi. 11 continuo pt·og resso del processo Bessemer e di garanzia che i rapport.i suindicati fra l'acciajo e il ferro non saranno mai r aggiunti in avvenire; il che r ende assolula l a prevalenza clell'acciaio s ui ferro. Se rilcniamo che il prezzo mcdio d'acquisLo e di lrasporto delle rolaie in acciaio sia L. 2.50 alia lonnellala e assumiamo come lasso di interesse il 5 °/., l'annualita per le rotaie in acciaio risulta di L. 15,30 alia tonnellata: perlanlo la spesa annua per rinnovazionc di r otaio sarebbe di L. 1:i,30 X 36
x2=
110'1 ,6 per chilomcLro di binario.
Fabbl'icazione delle 1·otaie. - L'acciaio che ora si impiega nella fabbricazione delle rotaje c (salvo rarissime eccezioni) acciaio fuso, proveniente dalla riduzione dell a ghisa col proccsso Bessemer. Non ha piu pertanto importan1.a pratica, una descrizione della fabbricazione delle rotaie in ferro, ne miste in ferro ed acciaio, o acciajate con cementazione, o fabbricate con acciaio fuso al crogiuolo o con acciaio puddellato: ogni t1·attato di fen ovie contiene su quest'argo(I ) 11 rela tore della commissiono tiel 1877, l'ing. Biglia, trovn invece chc pagando le rotaie in fcrt·o L. 200 si possono pag~re quell e in acciaio solamente. L. 292, se r = 0,05 " 277, se r = 0,07, Come si scorgo la differenza il sensiblle. - L'errore ch'cgll com mette proviene dallo sba~liat·o la formula che da la somma dei termini di uM progressione geometl'ica! ANNO
xxv n , voL. n .
8
114
STUD I
mento Lutte le desidcmbili not1z1e mtorno a!Je diverse quali tit di ferro e di acciaio, sn!Ja disposizione delle ban e di divcrsa qualita nella formazione dei pacchetti pellaminaggio , e sui vantaggi eel inconvenienti di costituire una parte o l'altra clelle rotaie piullosto con una quali ta di mctallo che con un'altra ecc. Quanto alia l~lbbrica ;done delle rotaje con acciajo Bessemer, poche parole bastano a darnc un' idea sufficicnte. La ghisa che cola dagli alti {orni viene raccolla in apposi.Li recipienti, posala e t·iversata ancora fusa ed incandescente nel convertilore Bessemer, vasta e robusta stot·ta dal fondo della quale vie ne iniellata a forza dell'aria. Quest'aria brucia il carbonio che la ghisa contiene; avvione porcio in tutla la massa u~1. rialz~ ~·or Lissimo di temperatura e la gh isa si affina, riducendos1 m accwto e quindi in fe t·ro. ll colore dell a fiamma. che esce dal convertitore indica il progrcsso o lo stato dell'operazione, e questa puo esse re arrestala allorcll e si conosce che la ghisa ha raggiunto quel dosamento di carbon io che si vuole conser vi, oppure (e questo ccio che ordinariamente si fa} si pno spogliarla compl etnmente di carbon io, e poi versa re _nol la storta una proporzionata CJuanLila di ghisa closata o Spiegeleisen, che ridit al prodotto le qualita acciajose. Cio fattosi versa il motallo Juso in recipien ti di egual vol ume, nei quali si solidi flea in masselli (lingot), adeguati a! peso e alle dimensioni delle rotaie che se ne clevono ricavare. Tali masselli , riscaldati in apposi ti forni a rirerbero, vengono portati allami?wtoio, il quale si compone di duo robusti cilindri giran ti in senso inverso e allernatamonte ora da una parte ora dall'altra, ed aventi nel loro contorno delle incanuuro, che dalla forma. del massello Yanno per grado riducendosi fino a quella della rotaja. Il massello viene presentato alia prima scannellc.Lnra, e poi dall'al!ro la to alia seconda ecc., e per tal modo conlinuamente si allunga, si profila, si assolliglia ed in poch i minu ti no csco la rotaia completamente profilata. Sui piano stesso dell'of(icina la t·otaia. viene adclit:izza.ta.ed avvicinalaa due veloci seghe circola ri , conven ientementedislanli fra loro, che ne staccano i pezzi estromi, sempre irregolari, e la lasciano della voluta lunghozza.. Le osLremitit vengono poi condotlc a. pulitura da freddo e allora pu re le rotaio vengono presentate al trapano, col quale si fanno al le clue cstremi la i fori per il passaggio delle chiavardc, che tengono a posto le compresse. •
FER ROVI A RIO - MILJTARI
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La sempli cita clell'operazione di produzione clell'acciaio fuso, spiega il basso prezzo a cui e sceso l'acciaio per rot_a ie. Cio .che impeclisce un piu rapido abbassamento del pt'ez7.o d1 procluz10ne e la necessita di llll' opportuna scelta dei minerali da cui si ricava la .,.hisa ; poiche evidentemente dai loro componenti dipeude la qu~lita della ghisa stessa eel anche dell'acciaio, no~ potend_osi nella storta Bessemer eliminare completamente dalla glHSa che 11 carbonio eel il silicio, assai difficilment.e lo zo!fo e niente afTatto il fosforo . Questi due ultimi corpi sono specialmenle dannosi nelle rotaie, poichc rondono il metallo che li contiene sovorchiamente fragile. L'acclaio fuso presenta rispetlo al ferro i vantaggi cli una stwttura omogenea, che lo premunlscecontro le parziali doformazion i e contro le sfogliazioni tanto nocive nelle rotaie in ferro, e presenla pure una maggiore durezza ed una resistenza elastica assai piu grande. La prima qualita rende illogoramento uniforme, lu seconcla ne climinuisce l'entith ela terzaconsente a parita cli pro fllo di rotaia il passaggio cli carichi assai pi1i grandi cli quell i che puo sopportare una rotaia in ferr·o. La durezza clell'acciaio eel il suo Iimi~o di elasticiLit dipenclono dalla quantit.c't di carbonio cbe esso contiene e crescono con tale quantila; ma cio sino ad un certo limite, dopo il quale si discencle rap idamente rerso la clurezza e resistenza assai basse clella ghisa .. Sembra che il limite di elasticita eel i carichi di rottum crescano per l'acciaio fino ad una proporzione di carbonio di circa ·I, 2:j pet· 0 / 0 , d~minuen~o poi per quantita maggiori. Ma col crescere della dose clt carbon10 climi nuisce nell'acciaio la attitudine a resislere agli nrti, cresce cioe, la sua fragi lita; bisogna pertanto che la proporzione in carbonio sia tale che la. rotaia abbia una snfficiente durezza senza essere tl'oppo fragile e cio si ottiene con un tenore in cat·hon io inferiore a 0, 50 circa per %-- Oltre la presenza dol fosforo e dello zolfo eel una soverchia quantita di carbonio, conconono a dar fragili ta alle rotaie illasciarle raffredclare troppo rapidamen te (il che di.t all'acciaio un pr incipio cli tempra) ; il la.minarle troppo lentumente, Lalcheil metallo passi troppo ra[redd<tlo nolle ultimo scannellat.ure; il racldrizzarle da fredde a. colpi '"iolenti , inveee che con lenta pressione a vite· il fare intacchi nel contorno della rotaia; il forarne il gambo con' azione violenla, invece il trapanarlo ecc.
FERROVIARIO ·MlLITARI
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STUD!
P·rove delle 1·otaje. - Per l'accettazione di una fomitw·a di rotaie, le compagnie ferrovi arie, lasciando al fab bricante la responsabilita della sr.olla del minerale e del processo di fabbricazione, impongono delle prove da farsi su di un determinate percento (da 4 a 5 °[o generalmente) di tutta la fornitura. Tali prove consistono quasi dovunque nelle seguenti : •1o Prove di elasticita e di sicurezza alia rotlura con pesi statici. La rotaia, appoggiata su due punti a distanza prestabilita, devesopportare ne! suo mezzo un determinate peso per alcuni minuti sem a conservare tracciadi piegamento : essa deve poi sopportare un peso molto maggioro senza rompersi, pur restando deformata. Da noi la Commissione del '1877 estata di parere che una rotaia normale (tipo A. I. e R.) appoggiata su due punti distanti 1 m. debba sopportare sui suo mezzo durante 5 minuti un peso di 20 tonnellate senza defo nnars ~ (•I! ed uno di 40 tonn. senza rompersi. Quest'ultimo peso deve qumd1 essere aumentato fino a produrre la rottura. 2° Prove di resistenza alia rottura per urto . - La rotaia, anzi un pezzo di rotaia, appoggiala su due punti a determinala distanza, deYe sopporlare senza rompersi l'urto di un maglio cadente sui suo mezzo. I due punti d'appoggio devono essere solidamente fondati e tanto il modo di questa fondazione, che ha consiclerevole infl uenza sni risnltati, quanto il peso e l'altezza di caduta del marrlio e la temperatUI:a a cui si faranno le prove, devo no esser preci~ato nei capitolaLi di fornitura. Le condi7.ioni rillettenti la temperatura sono spesso tralasciate, sebbene tanto il ferro che l'acciaio ne risentano grandemente !'influenza, di,renendo piu fragili nelle epoche di uran freddo . - La Conunissione del '1877 ha solo fissato cho la dist:nza fra. i due.pun ti d'appoggio siR di m. '' ,·10, e che ciascun pezzo delle rotme, state rotte nell a prima prova, debba sopportare senza rompersi l'urto cli un maglio il cui peso moltiplicato per l' altezza di cad~ta, dia ~n ~rodotto com~reso fra 3000 e 4000 kgm. 3 Garanz1a d1 una determmata dnrata delle rotaie. - Se un (IJ Questa prova e assai probabi lmente eccessiva, e per l'iusci1·o avra bisogno di molta . iodulgenzn nell'apprezzamento dolla dero,·maziono restata dopo il carico. _ Lo rerrov1e P.~ . M. cl~~ h~nn.o un~ rotaja .i n acciajo piu robusta della nost1·a (pcsa Kg 38,'2 a~ metro), tn condtzto m d1 can co e dt ap pogg i perrett.ameote iden tici, si contentano d1 pretendere cho la rreccta dt mcurvamento non superi dopo la p1·ova 114 di mllimetro (C~OCBB
I 473).
117
certo percento di rotaie, poste su linee di gran movimento, non da un minimo di durata, 3-5 anni secondo l'entitit del traffico, l'amministrazione ferroviaria ha diritto .di essere indennizzata del minor valore c.he risullano avere le rotaie in confronto al prezzo pagato. In Italia, non si fa cosi : si impone solo al fahbricante l'obbligo di sostituire con rotaie nuove quelle che fossero poste fuori ser vizio nei primi cinque anni. Dagli sludi ed osservazioni ratte dagli ingegn eri della Sudbahn austriaca sugli acciaj Bessemcr, prodotti nello slabilimento di quella Compagn ia in Graz (Sliria), e risuHaio che, allorquando il tenore in carbonio discende sotto a 0,30 per cento, il prc.dotto Bessemer per rotaie tende a perdere i caralleri dell'acciaio, e che quando raggiunge 0,54, si hanno, nello slalo attuale di fabbricazione, le massime durezza ed clasticita ancora conciliabili con la necessaria resislenza agli urti, la quale per6 deceesce molto rapidamentc col crescere delta carburazione ('1). Le prove cli elasticita e di rotlura, istituite comparativamentc su buone rotaie in ferro e Slt diverse roLaie in acciaio di egual profilo (2), hanno dali i seguenli risulLati medi (3). 1 due punli di appoggio delle rolaie distavano fra loro di m. 0,948, il maglio pesava 1000 Kg. (I) V, WALOIOG - 11andbluch I. ]70. (2) Dagli atlaoti del CoucaB, I tav. 2•, fig. 16 e del WAT.nso o. I. t&.v. 9•, fig. I5' ,si ricavano le seguenti dimensioni del profilo in discorso: altezza mm. 122, larghezza della testa mm. 01, del gambo '20, del piede 104. 11 peso dell a rolaja in ren·o e di Kg. 90,2 al
metro. (3) Y. WHDIGG -
Handbuch I. 161.
118
STU D I
Tenore in carbonio p
o,.
I
Caricbi corrispond. al limit~ _di elasucJta
I I
Kg.
Allezza di
caduta del ma!r~~~~~~ ha 1 la rottura
I
I Osserva1ioni
m
1·- -
I
Rotajc tn ferro 1 ·13
ooo
1 9, .i 83
Rotajc in acciajo 0,25-0,291 ·1 7250
8,535
18 WO
6,638
0,36-0,43 ·18 500
5,690
2·1 250
3,793
una rotaja ha sostenuto il colpo da m.
0,30-0,35
0,54
1
9,!~83
di altezza
Una rotaja ha sostenuto il colpo da m. 7,954 di altezza.
Uua rotaja ha sostenu to il colpo da ru. 3, 793; un'altra fu roua da un co lpo da rn. 3,'16'1.
Resistenzadelle rotaje - Una rot.aja di ferrovia, appoggiala s u sostogni discontinui, e soggeU.a a diverse sollecitazioni. La principale e quella alia fiessione, prodolla dalla pressione verticale delle ruote; vengono poi le altre prodotto clalla spinta orizzonlale dol materialo mobile nei suoi ser peggiamenti (spinta che sollecita la rotaia al piegamento in senso orizzontale e, per la sua azionc eccentrica, anche ad una specie di Lot•sionc) e dalle diverse azioni di ueto. La maggior parte di ques to sollecitazioni sfuggono ' ad uno s tudio teot'ico: la sola che si pres Li a.ll'applicazione di una. teoria acceLLaLu e praticamente esatta e la flessione ' 'erticale. La formola fondamentale pet• il calcolo della resistcnza a lia Jle!'sione di una trave diritta g ravala di carichi operanti normalmente al s uo asse e RI= M
119
F£RROV!ARI0-MILITARI
memento M e alia distanza u dall'asse baricenlrico suaccenato. Le fibre che sono lunge quest'asse (u=o) non risentono sforzo alcuno, epperci6 os so vi en detto asse neutro: quelle di una parte di esso so no sollecitale alia trazione, quollo dall'allra alia compressione. La formula l'iportata e applicabite, finchC le alterazioni di lunghezza dell~ fibre possono considerarsi proporzionali agli sforzi che risentono; cioe, ftnche tali sforzi sono inferiot·i o Lutt'al piu pari al carico limite di elasticita, i! cho si verifica scmpJ'e per le rotaie di ferrovia. La resistenza di queste sara garo.nLita quo.ndo, corrispondentemonte al massimo valore diMe di u, il valore delle sforzo R non sorpassera quello di un opportune coejficiente di sicure:s~a. Esaminiamo breYemente i valori che entrano nella formola fondamenlale. 1• 11 momento di inerzia I, e la somma dei prodotti di ogni elemonto d'area della sezione trasversnle pel quadrate dolla rispottiva dislanza dall'asse neutro: I = !. (I) u•.- Per determinarlo bisogna am.itutto conoscere la posizione dell'asso neutro ossia del cenlro di gravita della sezione della rotaia; opperlanto, divisa questa in istt•isce orizzontali tali da poter essere considerate come figure geometriche semplici, si misura; a) l'area della intera sezione o, mediante la somma delle aree parziali · b) il momenta statico della sezione rispelto alia base dell a rolaia, cioe la somma dei prodotti d'ogni elomenlo cl'area per la dislanza dalla base, S = !. w a: c) il momenlo d'inerzia rispetto alia base I' = ~ w x• Si ha quindi la dislanza del baricentt·o dalla base dal quoziente S: Q = d; si hail momento di ine1•zia bat'icentrico dall'espJ•essione I = I' _ o d •; si ha l'ordinaLa massima u dei punti piu distanLi dall'asse neutro, prendendo il maggiore fra i due valori rJ ed h-d, essendo h l'o.llezza Lotale della rolaia. Assumendo per unita di lunghezza il centimetre si lrovano per le rotaie italiane i seguenti valori:
ZL,
dove M e il momento statico delle forze esterne rispotto a<l una data sezione, I e il momento di inerzia della sezione trasvet·salc della tt·ave rispetto all'asse baricontrico normale al piano delle forze, R Io sforzo di trazione o di p1·essione per unita di supet·Ocie, che risentono le fibre della trave nella sezione cui si riferlsce il
l I II I h
d
tL
Q
11: Q
I
I:
lt
I
u:
~1 3,0 6,1\~16.59 4-6,22 '10·1 2,8500121,9~1 1~153,770
0,0065
» Meridionale ·12,5 5,99\6,5\i-5,83 928,86oorw,27 H2,6so
0,0070
.Rotaja AI eR
120
FERROVIARIO- MILIT A HI
STUD!
Nella rolaia A. I. eR. se consideriamo la testa ed il piede divisi dal gambo mediante i piani determinati dalle linee di inconlro delle faccie laterali del gambo con i piani <li steccatura, le tre parti, testa, gambo e piede, concorrono alia formazione dell'area Q nella rispeltiva proporzione <li 0,446, <li 0,200, di 0,354, e concorrono alia formazione del momento di inerzia, cioe alia costituzione della resistenza della rotaia, nella pL'oporzione di 0,468, di 0,037, e di 0,495. Ci6 dimostra quanlo poco valore abbia, per la resistanza della rotaia alia flessione, il maleriale che s i accumula nel gambo. I valori sul'riferili risguo.rdano le rotaie nuove; nei calcoli di resistenza invece convicne po1·re a maggior garanzia di sicurezza 7 i valori r elalivi alle rotaie gia scnsibilmente logorale. Par il tipo A. I. e R. ecco quali sarebbero per diversi sta<li di logoramento:.
I
I
I: u
1002,8
1.53 ,().
.1-5,50
982,8
.f1H,7
6,4-7
4-4,90
957,7
.J4.8,0
6,43
43,80
922,7
1 ~i-3,5
d
u
Logora rnento di mm. 11 112,9
6,37
6,53
I ,J.5,H5
))
mill. 2 ·12,8'
6,32
6,48
))
rnm. 3 12,7
6,23
))
mm. 5j ·12,5
6,07
h
Q
1
quando l'inflette nel senso contrario.- Le forze eslorne sono i carichi che gravano la rotaia e le r eazioni degli oppoggi: il valor e di queste ullime muta col mutare della posizione dei carichi ed e diverse a seconda che sui sostegni vie semplice appoggio, od incastro orizzontale, eel a seconda che si tratta di una campata isolala, o di una trave continua a diverse campale connesse le une alle alt.re, in modo che su <li una abbiano influenza anche i carichi che si lrotrovano in altre. - I carichi piu forti sono dati dalla p1•essione delle ruote delle locomotive: quella delle ruole degli alt1·i voicoli e assai inferiore. ll peso d1e gravila su ciascuna ruota di locomoliva e andate ognor piu cregcendo, mano mano eh~ s i facova piu forte il bisogno di motori di grande potenza: allualmente sulle linec di gran traffico e su quelle a forti pendonze dcvesi rilencre di 7000 chilogrammi per ruota (1): solo alcuni anni addieli'O si valulava invece a 6500 Kg. soltanto . La distanza fra i sos tegni delle rolaie e sempr e tale, che fra due di essi non pu6 mai trovarsi piu di una sola ruoto: ogni campato. non pu6 pertanlo essere gravato. cla piu di un ca1·ico Nei computi seguenti sara indicata con lla dis tanza fra i sostegni e con P il valore di ogni carico.' Se la trave e liberamente appoggio.ta agli estremi, un carico isolato mobile produce il massimo memento fleltente nel mezzo della lrave, quando esso pur e e nel mezzo; in questo caso s i ha il momente>positivo seguente: M
2• Ogni sezione della lrave divide questa in due parti, le cuii mutue azioni si fan no equilibrio . Se supponiamo tolla una delle parti, per mantenere l'equilibrio bisogna applicare conlro la sczione di distacco delle forze facienli lo stesso effetto dclla parte tolta, che equivalgano cioe, alle forze operant.i su questa. Tali forze s i possono ridurre ad una risultanle unica, la quale traspoJ;tata nella sezione che si considera da luogo ad una forza e ad un memento esterni, cui le fibre della trave oppongono una forza ec1 un memen to inlcrni ed eguali. Alia f'or za, risullanle cli tulto le azioni esterne operanti s ulla trave, s i da il nomc di sfoT·zo di taglio: il memento si dice momento jlettente e pu6 definirsi: lrz somma dei momenti, rispetto alla se- · zwne che si considera, di tutte le forze esterne operanti da una pa1'ie o dall'a llra delta sezione stessc~. Noi lo considereremo po-· sitivo, quando inflette la rotaia con la concavita in alto; e negalivo·
'12'1
= .!_p
l:::: 0,250 P l ,
4
Se la trave e incastrata orizzontolmenle ai due estremi, il mo- mento massimo si produce in una sozione di incastro quando il carico ne
e dislante ~ l.
Il valorc del momenlo massimo, che in
(I) Lo con•enzioni tecniche deli'Unione rerrovinria tedesca prcscrivono. " Le rotaie devono potere portare con sicurezza il carico di 7000 J{g. per ruota "·-Ne lie locomoti\'9 ad otto ruote accoppiate, n cui uso si ra genera le sulto lineo di montagna e che un ben intcso eserc izio non puo a mono di portaro lra non mol to sullo linea di gra n traffico qualunque ne sia la pendenza, il carico per ruota rnggiunge quasi il peso suaccenna to nella ripartizione norma le, e un'alterazione di qucsta ripartiziono puo rn~ilmon te rarlo sorpassare. Nelle locomotive delle F. A. r. serio 1201- 1260. In ripa1· tizione normalo del carico o Kg. 6200 su ciascuna delle ruote antel'iori . " 650(} • , • del 2° asse • 66b0 « del a• asse « G700 • • posteriori .
FERROVIARIO-MILITARI
122
STUD I
queslo caso e negativo, diviene: M =
±_ P l = 0,148 P l.
27
Se la teave e orizzontalmenle incastrala ad un estremo e all'alLro e liberamente appoggia.ta, il moment.o piu grande c nega.tivo, e si manifesta nella sezione di incastro quando il peso ne e dis tan te 0,423 l : il suo valore e
M=
V3 9
- Pl
= 0,193. P l
Le r otaje di ferrovia non sono in nessuno dei tre casi accennati; se le traverse non potessero inclinarsi da una parte e dall'altra, la condizione dell'incastro agli appoggi sa1·ebbe la piu vet•a; ma siccome la mobilita di rotazione delle traverse e maggiore di qua.nto anche la piu grande fl essione delle rotaie puo richiedere, cosi queste devonsi considerur c come travi continue appoggiate in diversi punti intermedi (1). In talc condizione il massimo momento e positivo e corr isponde al mezzo di una campata, quando un carico e in mezzo ad essa o le rimanen Li campato sono simmctrico.menle, una no e e l'altra si, caricate con pesi distanti 0,380 l dagli appoggi piu vicini al carico centrale. 11 carico giacente nella campala che s i considera (1' campala) p1·oduce il momento 0,'1807 Pi, quello dei carichi che e piu vicino (3' campala) il momento 0,0083 Pl e il cat·ico susseguente (5' campata) il momento 0,0006 PI; cosicche il valore del momento tolale risulla:
M= 0,189 P l . (2) L'irregolare nffondamento delle tr·averse nella massicoiata pu6 aumenta1·e il momento M; mail valore Lrovato pu6 ritencrsi senz'inconvcniente come massimo, pur· di porre a calcolo per la dis lanza l, non la lucc libcra fra una traversa e l'aHra, mala dislanza, cons iderevolmente maggior e, fra gli assi delle traverse stcsse. La considerazione delle lraYe continua darebbe anche un mas(I) Quanto seguo sulle t.·avi coni!nue b estratto in gran parte dall'articolo del Prof. E. \Vinkier- Festigkeitstheorie der Schiencn, formantG i1 capitolo Yll dell" T/andbucl• ( ii1· specie /le
Eisenbahn- Tecnil~.
(2) Si noli come questo valore non si scosti mol to dall n media (0,199 I' lJ, f•·o l momenti cogli appoggi liberi e col doppio incastro: e evidonte infatti che la vera condizio no dollo •·oto io e inte•·media a quello duo od i I culcolo, come gia l"apprezzamonto dell a mag~;io•· parte degli ingegneri , la dichia•·a piu vic ina, sebbene di poco, al! a condizion e del dorpto incastro che non a quella degli oppoggi liberi.
12:3
siroo roomen to negativo su di un appoggio del valore - 0,183 Pl, cioe quasi uguale in , -alore assoluto a! pl'Ccedente, quando ''i fos~ sero nelle cam pale attigue due carichi simmetrici alia dislanza. dt o380 t dall'appoggio in questionc c gli alll'i fossero disposti in camp~te alternate a.lla slessa disla.nza dell'appoggio piu centra_le; ma qucsl<l conclizione, che richiedcr ebbe uno scartament~ dt r~o te pari n 0,76 l, non pu6 verificm·si. Escluso questo caso, tl m~sstmo momcnLo negativo acquisla il valoro - 0,172 P l se la dts lanza tra le ruote e eguale a quclln fra le travorsc,.e- 0,098 P l se la dislanza ·fl'8 le ruote e piu g ran dedi •J,38 l. Esnminando ora il caso di uno. campata est!'ema con giunzione appoggiala. e senza compresse, se l, e lu lunghezza di tale campala, il massimo momento ha luogo nella sezione distante 0,44 l, c.lall'estremila Iibera, quando in tal punto lrovasi un carico e le rimanenti ~mpate sono alternatamenle caricate alla distanzo. 0,380 l dall'appoggio piu vicino all'eskcmila in tliscorso. Tale momen~o ha un valore diverso secondo il ra.pporto l,: l e quando ques lo varHl. da 0' 7 \)," 1J0' il momento M varia da 0,222 Pl, a 0,215 P l, come volor e medio possiamo riLenere M,= 0,219 P l"
Perlanto la campata estrema (ncl caso del giw1to libero ed appoggiato) sarebbc posta in condizioni cguali a queUe inlermedie quando fosse: o, 219 l, = 0,189 l, cioe t, = 0,863 l. Siccome in realta le compresse csisLono sempre e producono, se non la perfeLla con tinuita, uno slato ad essa assai prossim.o, cos\ il valore dol momento flettento nelle campate estreme, quando queste sono piLl corte, sarA effottivamente minore che nell e campale inlermeclie. ' I massimi valori indicali sopt'a conispondono a cleterminali scartamenti di ruote e suppongono lulli ~guali fra loro i cal'ichi P , circ:oslanza non vera in pralica; epperci6 difficilmente polranno mai verifica 1·si; ma le espressioni trovate potranno ritenorsi in ogni caso come :raranzia di un ccccsso di s icurezza. Finora e s lato supposto chc lo. fl essione fosse prodotla dalla sola nzione diretla del peso gTavante sopr a le ruote: ma un altro .elcmen to concorre ad aumonLol'e la pr ossione di queste ed e la forza centrifuga, che si produce al passaggio dei carichi nelle di-
124
125
STUD!
FE RROVIARIO-MILITARI
verse campate, in causa della curvatura che prendono le rotaie. Tale forza tende ad aumentare il momenlo flettente positivo sommandosi col peso P : indicandola con c, il momento massi~o diviene:
-su essa, la lunghezza dell a campalo. l viene ad essere raddoppiala e sulla medesima possono venire a trovarsi due r uote invece di una .c;ola. Di questa eventualita si tiene conto in pratica col lasciare un largo margine alia possibilita di aumento degli sforzi della rotaia.
M'= 0,'189 (P
+ C) =
M
f t +~ j
S~ p c il raggio di curvatura (la cui grandezza, com'e noLo dalla. leorta della fiessione, e in ogni punlo deLerminata dall'espressione
1
P= EM 1' , essendo E• il modulo di elasticita del metallo con
cui e fab-
bi'icata la rolaia) e se indi~hiamo con o la velocita dei treni o.l 1" . SI
.
_
ha· C -
M' o' . gP . po' = gP ~ ; sostituendo
'
questo valore nel-
l'espressione precedente, si ricava: M' = -- Mo' 1 - M -gEI
Ritenendo P
g
=
7000 kilog. E = 2040000 kilog. per cent. quadt'. 1000, si ha:
= 981 cent, l = 100 cent., I = M'=
M
1-0,000 000 066. v'.
nella quale espressione il valore della velocita u deve essere dalo in centimetri al 1". - I seguenti valori del momento M' per alcune determinate velocita, bastano a dare un idea delle variazioni che esso pu6 subire. V
=
«
50
V
= 1389
"
70
V
=
Velocita di Kilom. 30 all'ora:
833
1944
M'= 1,048 M M'= 1,145 M M'= 1,331 M
Come si scorge l'influenza della velocita, anche prescindendo dalle. azioni di ~rto cli cui e causa, non e trascurabile; per i treni merc1 e per tutLI quelli a piccola velocila, l'aumento del momenlo ffeltente e insignificante, ma esso e considerevole per i treni veloci. Pel' contra si deve notare che le locomotive di (Yran velocita non sono mai le piu p~santi e che il valore P =7000oe per esse il piu delle volle eccess1vo.- La regolare cedibilita derrli appo..,...,.i sotto la pressione delle ruote e uno. causa di diminuzio~e degli o;ffetli di flessione; e pero una grave causa di loro aumento il trascurato rin calzo di qualche traversa, perche, venenclo a manc.are l'appoggio
3' Lo sforzo R per unita di superficie, che risentono le fibre della roLaia per effetto della fl essione, non cleve mai superare un certo limite dei car ichi , o coeJflciente di sicurezza; che si assume come sforzo unitario massimo da ammettersi per la tensione c la ~omprcssione del metallo delle rotaie. - La sua determinazione .e questione di esperienza: per esso, affine di lasciare un convenienle margine all'imprevisto, si prende generalmente una cerla aliquota del carico allimite di elaslicita, ossia del carico massimo che non lascia traccia della sua azionc. Questo carico e piu piccolo per la trazione che per la compressione, e cio per l'acciaio ancora piit che pel fer ro; bisogna dunque riferirsi al carico determinato per t1·azione ('1) - L'ing. W ohlcl', esperimentando su rotaie, hn lrovato i seguenti valori del limite di elasticita (2): Rolaie in ferro a grana fina Kg. 12050 al pollice quaclralo, pari a 1736 Kg. al cent. quad: Rotaie in acciaio puddellalo Kg. ·14750 al pollice quadraLo, pari a 2125 Kg. al cent. quad: Rotaie in acciaio fuso Kg. 19250 -22400 al pollice quadrato, pari a 2774 - 3228 Kg. al cent. quad: Il limile di elasticita dell'accinio fuso i3 per tanto in media cli Kg. 3000 al cm. q: e il rappor to dei carichi pcl ferro e per l'acciaio fuso e di 4:6,9. -Con questi dati s i accorclano altl'i riportati dal Wink!er (3), e il rapport.o indicalo, o altro assai prossimo (4:7), e s lato trovato anche per i carichi di rottura, i quali per i due metalli sono circa 2 volLc piu grancli di quelli al limitc di elasticita. Come carichi di sicurezza il prof. Winkler assume Kg. 750 al cm. q. peril ferro e Kg. '1000 per l'acciaio, vale a dire rispettivamenle la meta e un terzo dei carichi limili di elaslicita. I1 carico di 750 Kg. pel re1•ro egli lo ha riscontrat.o, calcolando un gran numero di rotaie impiegate su linee principali di gran traffico e percorse da treni di grande velocita; non vi puo dunque essere dubbio s ulla sua ammis-
(1 ) COUCIIR 1 - pag. 481. (2j V. W HDSGCI - fJandbuc/t, l, png. 23 l. (3) v. V.lf.D&GG - Handbuclt I pag. 823.
FERROVl ARI-MIL ITARl
126
STUD!
sibilita pratica. Ma ordinariamentc nelle coslruzioni si assume come carico di sicurezza pel ferro solla.nlo 600 Kg. al cm. q.; in rela.zione a queslo pu6 computarsi quello per l'acciaio a 6 Kg. 9 X 600 '1035, ossio in cit'ra rotonda: Kg. 1000 aT cm. q.
4
=
Questi carichi di Kg. 600 pel ferro e di Kg. 1000 per l'occiaio, corrispondenti a un terzo dei carichi limiti di elasticita e a cit·ca un sesto dei carichi di rottura, lasciano, come si vede, uulargo margine per gli aumen Li cl 1e gli sforzi della rolaia possnno risentire, sia per i col pi di ruote facciettalo dall'uso dei freni, sia peril cedimenlo cli qualcho traversa. La formola fondamentale Mu= R I, di cui tutti i termini so no ora o noti, o formulati, permette di risol vore Lulti i problemi chc i diversi casi cli flessione possono presentaro (1): i pili imporlanti pero, quando sio nota la pressione uelle ruote P, sono i due soguenti: 1• Date certo condizioni usuali di appoggio, cioe data le dislanza l fra le troverso, determinare in base al rapporto I:u le dimensioni della rolaia. 2' Data una corta rolaia, cppercio R,,-·--·-- -··-------··7.· dato I e claLo u, determinare in base '-, " . al massimo momento l\1 ammissibile, ',, ~ 1a CtiStanza ,. .. <1egli appoggi. - Questo <.0,': (• .,~~~·, quesito edi maggiore importanza pra' \:• ' tica. tlol primo . ii I 1'·------·JiG --------------'l' Gli sforzi che per efl'etlo clella flest / : ~ r : sione risontono le singolo fibre clella i / J S rotaia variano in proporzione della cs dislanza loro dall'asse neutro, e posl\ ·~./ "·~ ~t sono dess·ot•o r~pprdesenta _ti inRoGgnRi :B punlo a11c ascrsse e a mea Fig . t3. (fig . L3). Corno si scor ge nel gambo gli sforzi sono affatto insignificanti: ma le fibPe di questa. parte risentoi10 in misura piu grande c.ho non quelle della testa e del piecle,
i ,/
,/'·. . '· l
11 1
(I) Applicando la rormola al caso ben determinate dolla prova di elasticilll. delle 1·otaie pronloA. T. o 11. in cu i. per essore la I'Otain liberamentc appog~lata, si hn M= 0,250 P I, ove I = 100 cm., I' = 20000 Kg. oppercio :\1 . == soo COO, e si ha d'al~ra parte
y = 0,0065, s i t1·ovn R = n~u = 8250 Kg -
Questo srorzo, supel'ioro a quello medio
corrispondente al lim!te di elasticita dcll'acciaio, conrerma l'osscrvaziono fatta nella nota a pag. 116, cii'Ca. la. poca p1·obabilitil che la rotaja non 1·imanga qualche poco derormata.
127
un altro gC:nere di sforz.o; sono cioe, piu delle a!Lre soggette all'a.zione di quella ror za che e generata in ogni sezione per offctto dei carichi gravanti la. trave, e che lencle non gia, come lo sforzo R, ad allung~re ocl accorciare le diverse fibre nel so~1so longitudinale della trave, ma a separarle una dall'allra nel p1ano sles~o ·lella sezione. A Lale azione eom'e slato gia detto, si du il nome dr sjor•zo di
tag lio.
Lo sforzo di taglio corrisponclonte ad una corta sezione e dato dalla sommct algebrica di tulle lefor.;e esterne che operan.o Jra un'estremitct della trave e lasezione che s i considera. Questo sforzo totale il cui valore in kilogeammi indicheecmo con K, si ripat•tisce sull~ Yarie parti della sezione con lo. leggc inclicata clalla formula • . _ K Stt 1 u - b1.~ I
nella quale Tu e lo sfot•zo di taglio, rifCI·ilo all'unita di superficie, che risenlono le fibre dolla Lrave dist.anli u clall'o.sso neutro; Su e il memento statico delln parte di sczione che rimane ol disopra (o di quella al disotto, il cho c lo stesso) della paralella dislante • u dall'asse ncutro e btt e la largher.za della trave su tale pa.r-allela. Per 0 ,.,ni sezione Io sforzo K c costanle: il momenlo statico parziale s, ~ nullo alle ostremita superiori ed inferiori delln sezione> e massimo invece presso il baricentro; b dipcndo dalla forma clella truve. Nolle travi a doppio T la piccolezza di S e la grnndezza di b verso gli eslremi, concorrono a rondcro insigniflcanto lo sforzo ·di tao-lio nel corrente superiore etl infe1•ioee; e, per conlro, la grandezzn del momeuto stalico parzialo e la piccolezza di b, concentt•ano tale sforzo nelle parti prossime all'asse neutro, cioe nol gambo . In ogni campala. lo sforzo di ta.glio tolo.lo K. e coslanLe per lulte le sezioni comprese fra un appoggio eel il carico: ci6 risulto. dalla s tessa sun definizione. Se la campata p. e., e unica cd x c la. distanza del carico p da un a.ppoggio, per ogn i sezione posta fra questo e il carico, si ha K
=
l-:JJ lo . sforzo K e perc1'6 sempee tan lo pm .. P l;
gronde quanto pit'1 il carico 6 vicino all'appoggio. - ~pplica~1do alle rotaic la · tcoria della Lrave continua, si rileva che 1! mass1mo valor e che puo a.cquistare K, si verifica sopra un appoggio quand~ un carico e a questo vicinissimo . In ques to caso lale val?re puo essere p per eiTelto di que! carico, e 0,15i P come massm10 ef-
128
129
STUD!
FERROV!ARI -:\1lLITA RI
fetlo dei carichi delle aiLre campate. Come valore massimo dello sforzo di taglio pu6 adunque ritenersi:
modulo di elasticila e le altre uoLazioni llanno il s ignificate gia nolo, il Yalorc della freccia di incurYamento nci vari casi e il seguenle: Tt·ave liberamente 11ppoggia Ln agli cslremi c cnricatn nel pun to di mezzo
K
=
1 , 1 5~
P
=
=
Assumendo P 7000 Kg, risulta Kmass. 8078, Kg. 11 momenlo s tatico della parte sopraslante al cenlro di gravita nella rolaia. A. I. o, prendendo per unita di lunghezza it centime Lro, S = 101, 200; e d'altra pa1·tc si ha: I = 1000, b = I ,4; eppe1•ci6 lo sforzo di laglio unitario massimo, che si verifica nelle fi])l'e dell'asse neutro sara: 8078 X 101,20 'I mass . = X = 58-} Kg . per cm. q. 1 4 1000
1
f = -;:E = 0,0208 e · ~8 Trave orizzontalc incastralo agli estl'emi e caricato ne! mezzo
.! =
.
'
Siccome pero per la resis tcnza alia recisionc, si assume un carico di sicurezza pari ai 3/4 soltanto del carico di sicurezza per trazione, cosl, volendo ragguo.gl iare lo sforzo T allo s forzo R devesi prendere per valore 4J3 T. P erlanlo il massimo sforzo prcsso l'asse neutro della rotaia polra valutarsi Kg. ~ X 584 = 779. Prima di raggiungere il coelficienle di sicurczza di 1000 Kg., vi sarebbe adunque margine, nella rotaja A. I., per un'ulteriore riduzione clello s pessore del gambo. Le ascisse della curva ATB, flg. 13, rappresentano in granclezza lo sforzo unilario T, che si manifests ir\ ogni sezione, allorche lo sforzo total e K, acquista il valore mass imo s urriferito. ·- La resistenza clella rotaia dove esserc ragguagliata alia somma dei cl ue sforzi R e T: si devc per6 notare chc il massimo momento flettente c il massi mo s rorzo cli taglio noll corrispondono mai ad una stessa sezionc della Lrave ('1). La riccrca clella sezionc in cui lo sforzo risultante e massimo, deve farsi per lentativi: essa non ha per6 nlcun valore pralico. Per completare le indicazioni intorno alla rcsistenza delle rotaie, t•imane da far cenno dell'entita del piegamento che esse risenlono al passaggio dei treni; r imanc cioe, da indicarc lafreccia massima che puo mnnifestarsi in ogni campata. Chiamando per brevila
E
l'espressionc
~ z; '
nella quale E 6 il
{I) Allorcbe si esprimc il memento nottente, per una data condizione di ca ricbi, in runzionc dolla distanza della sozione da un punto noto. lo srot·zo di tagllo e dato dalla prim(l dc t·f·v ata del momento netLento. Conseguo ua cio che, so la runzione del memen to 0 co nLinua (il che non e quando Si tratta di carichi isola ti), nei pu nti OVO il moroento Octtente c roassimo, lo srorzo di t3glio il nullo.
1 192
£
= 0,0052
E
Le I'Olaie esscndo in una condizionc intet·media. a quesle due, si puo presumerc che per esse la freccia cli incurvamcnlo nou si allonta11era mollo dal valore mcdio f = 0,0130 •; infalli dall'esatta determinazione colla teoria dclla trave continua, si ricava: j' = 0,0 132
p
E
za
= 0,01 32 E 1 .
=
=
Poncndo P = 7000 Kg, l = 100 cm, E -.!Oi-0000 Kg, 1 1000, l'isulla: f = 0,0'~5 cm, ossia meno cli mezzo millimett·o. Xellc campate esll'eme, se il giunlo c appoggiato e non vi sono compresse, si ha }''= 0,0092 e, per una Junghezza di campato. l, = 0,8 l. Se il giunlo e sospcso e non vi fosse compressalul·a, per il rapporto l, = O,G l, che e l'usuale, si avrebbc f = 0,0388 •, ossia una fecccia circa Lre volle maggiore che nelle ca.mpatc intermedie; c6lle comprcsse, supponendo chc esse creino una perfella conLinuilu, per l, = O,G l, si don•ebbc m· ere: f = 0,00326 E soltanto, ossia circa un quarto della freccio. delle .cAmpale intermcd ie. Da o.lcune m~perien ze risullel'cbbe pe1'6 che la freccio. delle campale tli giunlo in tali condizioni cguaglia quella delle campate inlet'medic; il cile dimoslro. l'insurTicicnza clella compressnLLH'a a s tabilire la perfeLta conlinuita dolla rotnja.
Lunghezza delle 1·otaje. - E stato accennalo piu nddietro che, dal monHmto che si inLroclusse la fabbri caziono delle rotaie in l'erro laminato, la toro 1unghezza fu falla sempre piu grande, nella misura consentita. da\l o statO dell'industria meccanica. Queslo accrescimento di lunghezza si aneslo per6, in clipendcntemenle dalle difficoltu di fabbricazione divennte facilmente superabili, quando fu raggiunlo un certo limite. (fi·a i ti ,5 e i 7 metri): in Itali a lalunghezza norm ale adottat.a, meno che sulle linee govern:;~tive Calabro-Sicule (ove era ANNO XXVII, VeL. Jl .
130
STUD!
di 6"',00) fu quella di 6 metri. La ragione di un simile anes~o deve pl'i ncipnhnente ric;ercarsi nella faciliLa colla quale, nelle l'OLate in feno, si producevano·guasti parziali e nel desiderio di evi tarc un · soverchio spreco di materiale col cambio di lunghe rolaie, solo parzialmente deformate: la poca maneggiabilitit delle rotaie lungh~ cosli tuiva pure un sensibile inconveniente, vista la frcquenza. dot ricambi. - L'inli'Od uzionc dell'acciaio, toglicndo la facili tll. dei guasti parziali, diedc nuova spinta all'aumento della lunghezza.; e la nuova, per non rendere difficili i ricambi, fuscelta nccessariamente in nn rapporlo semplice colla vccchia lungh czza. Cosi p. o: le ferrovie francesi doll' Est, che avevano rotaic in feno cli 5ru,1iO , adoltarono la nuova lunghezza. di metri ·I I , cbe permette il r icambio di due rotaie recchie con una nuova; e in Italia le ferrovie ~'Icri dionali scelsero lo stesso rapporlo, passando dai 6 ai I z m. L<> ferrovie clell'Alta Italia o le Romane adottarono invece la lunghezza di 9 m., pari a 3: 2 della vecch ia: cosi, quando occorre, due rotnie nuove sono sosLituite a. tre vecch ie. I principal i vantaggi chc presentano le rotaie di gran de lunghezza, senza. dire di quelli cho si oltengono nella loro fabbricazione per la minor quanLita cli materia cbe si perde nci ritagli all'esll'emilil. e per la. min ore mano d'opera che si imp iega nell a. foratura, possono riassumcrsi nei duo segucnl.i : to Diminuzione dell e giunzioni; epperci6 rispn.rmio di matoriali accessori per la compressatnm c maggiotc dolcezza d! t.ransito dei Lreni ; 2° .Possibililit di un numcro minore e cli uu piu vantaggioso imp icgo di traverse. - 11 numero di C]Lteste deve infa.tli essere inlero per ogni vergata; epperlanto, se con rotaie di 6 m. non ba.stano 6 traver:;e per vergata, cioe ' 000 per Km. di binario, bisogna pome 7, ossia 1·167 at km; con rotaie di •12 m. invece, non basLando l2 traverse, se ne possono mettero '13, os~ia. sollanto '' 083 per km. Deve inoltre osservarsi che, quando ncl primo caso non bastano le 6 travon;e, puo darsi invece che bastino le ~ 2 net secondo; e cio pel' la ragione (~he la campata di giunl~ si fa di lunghezza costanle, la quale non si allontana molto da m. 0,60 , c che pertanLo la Junghezza media dell e altre cam pate risulta, nel pri mo caso · m. 5,40:5 =I ,08, e nel secondo solamentem. 't I ,40: '' ' = 1,036;
FERROYIARl ·;\ll LITARI
131
le condizioni di resistenza sono quindi nel secondo caso migliori che ne! prirno (: : .27 : .25' 9). L'obbiczione della poca maneggiabi lita delle lunghe rotaie non ha interamente perduto valore, e fu principalmenle per quella che le ferrori e deli'A. I. o Romane non adottarono, come le MOl·;dionali , la lunghezza. cli ·12 m.; l'esperienza sullc lin ee di quest'ultima SocieLu ha pero dimostralo, che il. maneggio del nnovo materiale si eseguisce con pe1·fetla fa cilila da sqnadre di olto uomini. Altre obbiezioni basate sulla troppa dilatazione in causa degli aumenti di temperatura, sulle difficolta cli Lrasporto, sull'insurficienza di arresto clcllo scotTimenLo longituclinalc ecc., furono riconosciute prive di valore pratico. Non tulle le rotaie di una. stessa fornilura hanno la stessa lun,ghezza; anzitutlo le ferrovie ne ordinano una certaquanlita di piu corte, per collocarl e nella fila interna cl'ogni binario in curva: le lungh ozzo ridotte so no di m. 5, 96 per le rotaie di 6 m., cli 8, 94 per quelle di 9 e di '' '' , ~H per quelle di 42 m. InolLre viene concessa al fabbricante l'agevolezza di fornire una certa. proporzione, il 5 % di soli to, di rotaic piu corte (generalmcnte di 6 m. pm· le lunghezze normali di 9 m. e '12 m.), le quali si impiegano su linee secondarie o nei binari delle stazioni. l e principali questioni, relatiYe alia solidita e sicurezza del binario, c~e si presentano nella collocazione delle rotaiesui sostegni, ri guardano i seguenti argomenti: 1° Incliuazione delle ro taie in causa della conicilil. delle mole dei veicoli ; :zo Giuoco nei giunli per le variazioni di lunghezza prodolte dai cambiamenti di temperatura; 3.0 Posizione eel a!l"orzamento dell e giunzioni; 4° ArTorzamento degli appoggi sui sostegni; 59 Impeclimenlo dello scoJ~rimento longitudinale delle rotaie nel senso del movimento. dei treni . Accennero partitamcnle a ciascuna di esse.
Incli.nazione delle 1·otaje . - La con ici tit delle ruote e la. conseguente inclinazione della rotaia. verso il mez7.o clel binario, affine di renderne l'a~se normale alia superficie di ruotam_ento, e fare che
FEI:'~ROVIA RI -~JILITARI
STUD!
133 )
la pressione delle ruote si csercttt 111 direzionc cli questo asse e sulla parte centralc della testa della rotaia, piuttostoche lateralmente, datano fino dall'origine delle ferrovie . La con icila del le ruole c necessaria per manlenere i \'oicoli in una posizionc regolarc rispelto al binario e riportarvoli quando tendono ad allontanarsone: e~sa Jm un'azione rogolarizzalrice tanto nei rettifili, cite nolle curve; lungo queste ''iene utilizzala, come vcdremo, medianto l'allargamento del binario, per diminuire In rosislenzc al transito dei veicoli. L'inclinflzione intema delle rotaic e logicaconsegucnza dell a con ici tit: ·sonza di essa Ic ruote (q uand' anchc si races=-e la testa delle rotaie piana e con pendenza. rorrispondcnte alia conici til), formorobbero cuneo fra le due rolaie e tenderohbero a rovesciarleall'infnori, con aggl.'uvio dell asoll ecitazione in (1uel s.en:;o che giil risentono nci serpeggiamen li del materiale mobile. L'incl inazione interna combattc, invece di aggravarla, la tendenzaal rovesciamCJtlo. del la rotaia, ed c in grazia sua cho tale tendcnza ill pratica si risconlra assai picco la. Secondo le prescrizioni dell a Commissione pet scn•izio cumulativo I . .. l . I. . d . '1 1 : ('18""'i) 1 , <~ contctla. c c1cere 110111 eve essero compresa irawe 20
quesL'ultimo valorc cadoltatosu lutte le nos! re reti, eppertantoe anche di
'1
20
l'inclinazione iuterna che :-;i dit alle rotaie. - - Nei sistemi
a cuscinelti l'inclinazione pno darsi colla forma del cuscinello, il quale vienc allora posalo orizzontalmcnte sulla. lraversa; alia rotaia Vignoles invecc si eh~ sempro la voluta inclinazione medi anle un'inlaccalura falla nella Lraversa. al luogo dove essa. cleve poggiare. CriHoco fm le est·remit£t 1lelle rotaje. - Le rolaie si allungano per ogni aumento e si accorciano per ogni abbassamenlo di temperalura : la misui·a di tali variazioni c, tanto pet ferro che per l'acciajo, cli m. 0, 0000 ·122 per metro cli lunghezza e per grado cenLigrado di lemperatura. - So nella posa d~Jie rot:tie le loro esl.rem iti1 Yenissero poste a contatto, ne risultcrehbe che esse allungandosi col caldo :si contorcerebbero, sconnetlendo eel allerando il binario: per evilaresimil e inconveniente, si lascia, all'atto dell a posa fra le loro estremita, un intervallo o giuoco tanto piu grande, quanlo piu
bassa e la temperatura in tal lllOJ11ento. Snlle ferrovie italian e i limiti fra i quali si suppone possa. varial'e la temperatura sono all'incirca., 40• centigmdi e - 1o•: pel'o il gilloco si regola in modo, clto ali a pi1'1. al ta tempomt.ura non spa risen. Lotalmenlo, ma no restino circa 2 mm., e cio pet· Lener con to di po:;si hili irregolarita di tagli o, di deformazioni pet· ischiacciamento, cd anche di ri5caldamenti .;uperiori ai pre\'isti. Da quanto e stato detto si rileva la fot·mola che du la grandezza dell'intenallo da lasciarsi; se t0 e la temperalut·a in gradi rentigrndi al!'aLLo della posa, ed J, 6 la lunghczza in metri della t'Olaia, il gitwco cl a lasciarsi c :
+
m. 0,002
+ 0,0000n2 (~·0° - t") L
In prat ica questa fot·mola non viene applicnta rigorosamcnte: si trascurano le frazioni . e ;;i assegna un giuoco di un numero intero di mi llimetri fra limi ti di temperatura tanto piu estesi, quanlo piu e corta la I'Otaia (·I). Il giuoco si regola frapponentlo ai gi unti delle piastrine d'acciaio del Yoluto Si)essore, contro le quali vengono spinte le rotaie . Affinche l'urto di una rotaia non alteri la posizione cli quelle prccccienli, le piastrine non si levano subito, ma se ne lasciano clue o tre fra. le estremilil delle ·ultimo rotaie messe a posto. Posiz1'one dei g?nnt1: - Compresscttnra.- Una questione non piu discutibile e quclla se i giunti delle due lile di rolaie cite costituiscono il hinario , clehbano corri:;pon der~i normnlmente, o se debbano al temarsi, in modo che al mezzo di una rolaia in una Il ia. corrisponda un giunlo doll'allra fila ecc. La. nccessi lit di raHicinare i sostegni pre:-so i giunli, obhliga co l sislema a trn rer:;ine, ad adoLtare una perfetta corrisponclenz.:t per t>v itare di mo ltipli cnre le clisposizioni ;;peciali di traverse eel il toro nnmero : i giunLi alternati non sono ndnnr1ue :unmes::ihili. D'altra pttrle, all'inl'nori di tale ra11 giuoco vuria di I mm . per ogni 13",7 di tc•npe•·atu r~, se la r otaia c lnnga t) m.; ogni 90,1 se e lunga !l m : per o;.:ui G0 ,S se c lunga 12 m. - Come ~e mperatura esu·oma, le fc•·ro,·ie flom11110 (1·olendo fu•· •·•sulta •·c nn num~ro i111~•·o di millin,..lrJ per la tempe•·atm·a II OI'mato di 1:!") hanno assn nto 1i.3 o - 12,3, e rcgoi<HIO 11 ~l noeo in modo l;he, p. o: qucllo di ~ mm . co•·•·i ~pollld •! ntc rurl rot<~ ie fli 9 m. a lo". lo c~trndonOo indoffercntemcnto a tulle le tomperauorc comtre~P f,·u .;- 10,4 e 19.& (l)
p~r
+
+
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FERROV!ARl·?IIIL ITARl
STUD!
gione, l'esperi enza avea giit risoluta la questione iti tal senso ancho sotto l'aspetto della dolcezza, di transilo e della convenienza della simmelria di azioni, che risente il materiale mobile. Le giunzioni, che nei primi tern pi delle ferrovie ve~ivano raccordate solta.nto col mezzo degli allacch i sugli appoggi, o col racch iuderle in uno slesso cuscinello, ora vengono rafTot-zate col mezzo di comp1·ess~ o stecche (tfclisses, Laschen) ('1), che ne racchiudono le estremitil, allo slesso modo col quale i chirurghi rendono stabile la posizione di un osso fratturalo. La loro inLroduzione, rendendo continua la rolaia, ha pormcsso l'impiego delle gTandi velocila, che non sarobbero mai stale possibili senza la compressatura: essa dove quindi rignardarsi come una delle piu essenziali invenzioni, che hanno concorso n costituire il sislema ferroviario aLLuale (2) . Lo compresse sono piasLre melalliche che per meLit lungh ozza abbraccinno l'estrorniliL cli una rolaja e per me t~t quella dell'altra, occupanclo il vawo esisLente fra la tesla e il piedc dell e roLaje sLesse, alle qual i so no sLreLLmnente unite r.er mezzo di chiavarde. Le compresse non r isentono cliroLLamente l'azione del carico dell e ruolc; mu ubbidiscono all c soll ecitazioni che ricevono d~1 una rotaja e le ' trasmellono all'nllm, obhliganclola a concorrere agli sfurzi di resisLenza; oppure sopportano gli sforzi che tulte due le rotaje lrasmettono loro (quando una ruotacsul giunto). La loro resisLenza adunque e mess a in giuoco dalle pressioni che le rotaje, inflettendosi, esercitano superiormente od inferiormente su esse. - Efacile rendersi conto che Lali pre5sioni non sono uniformi su tutta la lunghezza, ma sono piu forti alle estremita o ne! loro mezzo : le rotaje infatti, inflettendosi tendooo a prendere una posizione inclinat<t rispolto alle compresse, le quali percio restano premute verso il loro mezzo dal l'alto in basso dnlla testa delle rotaje e all'estremita dal basso all'allo clal piede; e vicevcrsa. secondo la posizione dei curichi e clellagiunzione. (1) Alcuni le chinmano ga11asce. 11 modo di unione delle r o tai e per mezzo di compresse cl icosi compress'lttwa (ecl issage . Laschonverbindun!{)· (2) Anche le COill )lt'esse son dovute a d u n arne ricano , l'ingcgnerc Tl'im hle, r ho le p1·opose nel 1845. Esse fut·ono per la prima volta im piegate nclla fen·ovia l?iladel fi n~Wil
mlngto n-llaltimora ed in Eu1·opa le usarono per pl'ime le feaovie Dusseldorf·E ihct· f~l ,t (18!7) e Colon ia-Mi nden (LS•LS) , co n ro taie a larga base,
Le compresse sono solidi incastmti noll e 1·otaje o come Lali ,vengono sollecitate ad infletlersi nello stesso senso di quesle. ~I Joro scopo, di stabilire la maggior possibile solidariela fra le rolaJe adiacenti, sara tanto meglio raggiunto, qunnlo piu granclo e la loro robuslezza e quanta piu stretta la loro unione colle r•Jlaje stesse. Le condizioni di una buona compressatura si rinssumono adunquo nelle due allre di convenienti dimensioni e di una solidn inchiavardatura. La lun <>ahezza delle compresse e in pratica assai variabile (30-70 cent.) ma la tendenzagenerale e favorevolo alle maggiori lnnghczze, .poiche renclono piu solido l'incaslro nelle rotnj e, diminuendo gli incon-
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F ig. \4 , - Sca la d i 1:3 Compressatura e c hiodatun\ delle F. 11.
venienli dei r il nsciamenti delle chirwarcle . - Le climensioni Lraver, sali dovrebbero essere stab ilite in visla dell a resistonza a\la flessione
t36
FtmRO\' IA Rl-i\III.IT A RI
STU D!
vertica~e ed a.ll'aprimento lalerale; ma ristdLano quasi pienamente detel'tllln~te, 11~ a~tezza dall:t distanzn fra i piani di compressatum d~l.l a rot~Ja o m 1spessore della larghezza di la li piani e dalla con~~Ione d1 non spo1·gcre 1er:>o l'interno del binario sensibilmente di pm .del~a testa.delle I'Olnje. Siccome pero la loi·o resi stenza risua as.sa l m~n~re _d' CJUella delle rotaje, no ~i possono, oltre un cerlo limlt e, d1n1mu1re gli sforzi cui sono soggette mediante ravvicina~nen to. dell e tJ'!Wersepresso if giunto, cosi sumo lte ferrovie si epon,aro d~ aii~I'zare le compresse con un'appcndice ad angolo nella loro parte mfer10rc: la com~ressa o~terna puo riceverc ancho superiormenta una talc a.ppencltce. - Sulle fen ovie ital iane si usano le com~resse_ semplici in tntli i vec<:hi armamenti; peril nUO\'O(fig. li>) Je ferrov~c dell' A. J. ~1sano la compressa intemn. ad angolo e l'esto1·na sempl1ce; le fcn ov1 e romane c meridionali usnno in voce clue compresse acl .cm.?oto o .a cornie1·a, le quali nellc romanc souo poste, come Jo md1cala fi g. •14, per aume11 tnrc pl'esso testa la res islenza agli sfo r;r.i di a~rim~nro e snllc meridionali sono accoppiale con t.utlc e due le corn1ere rn hasso . Le clue compresse meridional i :;ono per~ettaJ~onte eg1ml i; nelle romnne l'estern<t e piLL corta 0 ,; m~ c~ nuera e smussata, affinche non impedisea la hatlitura dei ~hwdt delle lr.av~rse cl_i ~onlrogi unto (I). Dell a corniera si approftlta. col le I'OLilJO m accmJo. cho uon possono ricevere intaccalure d'ar:·es.to, per i,1~1pec~ire lo scorrimento longitudinale delle 1·otaje. L a~ron.e ~le·ll.mch '.n.v~rd~t~l':t deve esse re tanto piu grande, quanto meno 111~1~~:' 1.' !'Ono 1~)l<l~ll d1 compressatura dclla rotaja; poichc in tal caso c pw polente I az10ne di cuneo che ten de a separare le com~resse. ~?me c stato gih detto, quest'nzione di cuneo e mnggio1·e all estt.·eml l~te nelmezzo del.le co1~presse: le cbiavardedevono per tanto esse1~ po::.le ?resso questr punt1. Il loro numero varia da rre a cinque,.lll relaz1one ancho alla luughezza dell a compressa.: qu.ando 6 di- . span se ne colloca una proprio in corrispondenza de!aiunto · qtlnnd0 l central!· deYono esser assai rav.vicin··te" _ Yea!· ' ' e. pan. Ie cue " . . 1 <> 1 llll-
la
1
1
(I) Le F. n. pet· lo li~ee s econdat·ie ado ttarono una co mp,·essatm·a piu economic~ faccndo le duo . stceche e.gua l• e d eHu Junghezza rl i 510 mm. sol tanto; ma in p1·atica h;ono Jrovato pt~ convemente l'apphcaztone a ttHto le Jinee di una sola specie di compressatu1·a
evuando cosl una dannosa moltiplicitil di tipi.
137
tich i a!'mamenti delle ferrovie ilaliane le compresse e!'ano quasi esclusivamente a tt·e for i; attualmente "ono a qualtro fori sulle Romane e sulle i''loridionali, a ci nque sull e l'errovie dell' A. I. Le comP''esse a quallro foei sono preferibili a. Lnlte le allrc: esse s~no vi~ efficaci di quell e a tree, a paritit cli dimensioni, hanno magg10r rest· stenza net giunlo (clove epi[u1ecessaria) cli quello a cinque, non essendo indebolitedal foro central e. 1:: vero che queslo e posto Yicino al l'nsse 11eut;·o e non diminuisce percio di motto la resi stenza al ia tlessione; cosLiluisce pero una soluzion e di con tinni tit ncl metallo, che, specialmenle colle comprcsse in acciajo, aumenla le probahilita T T di rotlura . - La dislanza fra i 0 <...L..................... ; ....................... J..... fori delle compresse per i nuovi t~.sG) tOO G) 1SO ~ 150 G)I09@) ~JM <ll'll1Uffiel)(j del le fel'l'OYie itaJiane, . . ...; como pure la lunghezza di esse, 0 Q 0 Qssl ~ appaiono dallrt figum I i:>". ~ .................... ··~~ -.... .. ............. Le chiavnrde hanno un dia~t* ___ .........~··- · ... , G~t, ... . . .................... . 1:, metro che vrn·ia da. 20-2!) mm . ; 'm_~ G)1i11~1 ..~~~ => • sullc ferrovi e itnliane c donm\~0 o - ; o ~ ee .1; ' que di .Zo mm. Esse agiscono pet' :<.......... ....... ~ .................... ,, tmzione e non devono ri:>en tire fO:,:.. .. ...... .. r.,a ..... · ..~ pressioni trasversali; percio non b .s ~r.~=0 Ill :? _.::_~_:~J vi dove mai essere appoggio del l~t [<................ .:, ........ ....... ·' rolaja. su di loro, e il foro alLmT G T ''Cl'SO al gam!Jo di questa dere 15· F ig . C[n indi f<u·si ::;ensihillllcnte piLl T T asse delle o·.,"crse di eontrogiunto. G G linea di gionto. gran de del diamelro delle chiavarde. .Per tal modo si olliene anche lo scopo lli lasciare alia rotn.ja la necessari<l libel'lit di ailunga.rsi ocl acco1·ciarsi per effcl lo delle nriazion i di temperatura; anzi l'enlitit dei possibili allungmnenti ocl accorciamcuti dit la misnm delta differenza neces saria lht i diametri delle chiavarde e dei fol'i delle I'Otaje. rn alcuni antichi annamenli i for i nella rolaja fui'Ono fatti oblunghi, per lasciare il giuoco della tempet·atunt senza togli ere l'appoggio sulla chiavarda: osserra bene il Couche a queslo proposito che «c'etait se donner beaucoup de mal pou r obtenir un trcs-mauYais resullall> . I t'ori <Ielle comprcsse :;i fa nno pure qualche poco piu grandi delle l'hiarardt' (1·2mm.), affinchc i picroli difell i di coslru-
f·o
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'138
STUD !
'Zione, non ne impediscano la facile entmta. Sulle ferrovie italiane con chiavarde di 25 mm ., si hanno i for-i delle comp resse di 27 mm. e quclli delle rolaje di 31 mm. (fig. 14). Tutta l'efficacia dell e comprcsse dipende dalloro se1Tamento conLro le rotaje, e qucsto c prodotto dall'avvilamento cli un robusto -dado prismatico alia estremitil delle chiarardc. Le continue oscillazioni dell a via possono essere cnusa che i dadi nbl.Jiano da girare, al-1entando cosi le compresse; il quale effetto pu6 prodursi per una soverchia inclinazione dell'elica della vite, o per indebolimento dei -filetli in seguito alia corrosione dell a ruggine. Molti _espcdienti so no slali immagi nati per coml.Jattere la tcndenza allo svitamenl.o ; ma -p it"! di ogni compli cazionc di congegn i, e rimedio effi cnee ai danni del rilasciamento delle ch iavarde un'attenta sorveglianza ed un -pronto r iserram ento. Afrinche serrando il dado non abhin. da gi1·are l'i ntera chiavarda, usando compresse semplici, si praticava generalmente un foro irregolare nella compressa in modo da farYi penetrare una qualche sporgenza della chiavarda; talc sistema, ·che ha I' inconveniente di indcbolirc soverchiamente la compressa, e mantenuLo anche pel nuovo armarnento sulle F. A. I.; ·ma colle compr~se ad angolo si puo megl io raggiungere lo scopo mecliante una spo rgenza o naso nella Lcsta della chi [lvarda , che vada a poggiare conlro la corniem (fig ·14). I dadi delle chiavarde su lnlle le ferrov ic italiane, come pure sulle francesi e su circa la terza parte delle tedesclte, sono collocali all' inlerno del binario; ~a quale disposizione ha il vantaggio di lasciarli sempre scoperti dal massicciato e di o/Irire ai guarcliani della I inea il mezzo cli osaminare in una voila sola lo sta!o di serratura delle chia,·arde delle due fi le di rotaje. Sulle nostre ferrovie i dadi son o esagona li; le Yit i delle chiavarde sono a fl leuo triangolare e il passo clell'elica c per tulle di 3 mm. Hi:.:pe!to ai sostegni la giunzione delle rotaje pu6 essere collocala clue modi, va le a dire: pu6 trovarsi sop m un a traversa ed n.ll ora si ha Jagi-lmzione appoggiata, o puo collocarsi fra due traverse e si ha la ginnzione sospesa. Il primo modo ha predominato rtno ngli ultimi tempi, ma ora sic esLeso grandemento il seco ndo, che per tutte la fcrrorie italiane estalo adottato come sistema not·male .di unione di una rotaja col l'allra. ,j n
FERROVIAR£-M!LITA RI
139
La giunzione appoggiata era il solo si:>toma adottabilc quando le compresse non erano in uso, e clopo la loro introduzione, fu muntenula per abitudinc o per idea di sicurer.za, essenclo meno pericolosa una rottura dell a giunzione-su i sostegni, chc non fra i mede:>imi . Per6 la dirficolta di racchi udere le compresse dentro un cuscinetto, fece adottarc in I nghilterra fino dal •1853 la giunzione sospesa pei· le rotaie a. doppio fungo, ed i soddisfacenti risultat.i ottenuline consigliarono ad esperim<'ntare un talc sistema anch.c per rotaie Vignoles. Dal •1858 in poi numerose esperienze comparative fra la giunzione appoggiaLa e quella. sospesn, furon o isl.itnilc sullo ferrovie tedesche; in seguilo alle quali nella. riunione degli ingegneri fenoviari tenuta a Monaco nel '1868, la rnaggioranza si cli chiar6 decisamente faYorevole alia giunzione sospesa. Senza le compressc, olli'C al peric:olo clelltt clisgiunzione laterale, si aveYa anche il danno dello sbattimcnl o verticale delle cstremita della rotaja sull'appoggio, e quollo clell'urto delle mole contro restremiUt clella rotaia seguente; i quali inconvenicnti producevano scosse e rumori assai ingrati ai viaggiatori, e deterioravano la Yia eilma.terinle mob ile. L'appli cazion e delle compresse sopra un appoggio, sia per unn qualche dilfereoza nnche lieve di profilo fra le .due rotaje contigue, sia per J'allcntamcnto dell'inchiavardatura, non Loglievtt del tutlo gli accenna.Li inconvenicnti. La giunzione sospesa invecc toglie ogni sbattimenlo, e le rotaje al passaggio delle ruole si in flettono in moclo da ravvicinare superiormenl.e le toro estremik1., itwece di allonlanarle, come avviene sull'appoggio; e da cio conseguc una maggiore clolcezza di transito e una migliorc conservazione del materiale mobile c clell' intem sopmstruttura. Contt·o l'uso della giunziooe sospesa resta l'obb iezionc del maggior clanno cli una l'Ollura delle compressc ed anche quclla di pon·e il giunto in un punto di muggior sforzo, che· non sull'appoggiu: ma l' esperienza h:t climoslrat.o chc, pur di ravvicinare convenienLemente le traverse presso il giunto e di ndottare una razionalc se_zione di compre,;se, non vi c da temere ne:;stma rollum. - Le tra · verse di cont-rogi~mto si accoslnuo tanto, quanto lo puo permettere la possibiliti\ di rincaltare sotto cli loro la ghiaja: la distanza f1-a i punti cli mezzo delle medesime c su Lutle le ferro vio itali ane di m. 0,6 1. Con tale distanza fra le mezzarie, la campala ,-eramente
HO
libora, si riduce n circa m.0,38 solnmente: .si comprende quindi agevolmente come la sicurezza della giunzione sia pienamcnlc garant ita. 11 prof. Wiuklcr dalla tcorta dclla ti·a,·e continua Lrae i sef!uenti valori del momenlo lleltenle nel giuuto, nell'ipotesiche le comprcsse creino una pct·fclta continuita. La Iunghezza delle cam pate prcsso il ~iun tO, 0 di (jUCIIC Ui gittll[O, Yi0110 indicata COn [,. a) Giunzione appoggiata. - Rilenendo che \la distanza fra la ruolc pt·cmenli sia > 1,:38/., il massimo momento nel giunlo si Yer iflca quando ur1 cnrico clisla cla csso 0,38 l , e le allre cam pale !'Ono alternaiamenie caricatc a 0,38t clagli appoggi pitl vicini al g iunlo in discm·so. Esso ha per vulorc
M, = 0,058 Pl, secondoclto o l,: t = 0,6
0,078 Pl,
O,R
0,098 Pl, '1,0
b) Giunzione sospesa. - 11 momenlo e massimo quando nn ea· rico g iace dircltamcnlo sopt'a it giunto, e le allre cam pate sono altematamente cal'icate alia dislanza di 0,38l clagli appoggi pitt vicini al g iuuLo. Per rappot•Li l,: l = 0,1· 0,6 0,8 1,0 talc momcnlo divionc:
M,
= 0,217 Pl,
0,20'1- Pl,
0;195 Pl,
0,189 Pl,
lndichiamo ol'a con I, il momcnto cli inerzia delle compresse, con u, In uislnnzn rnas!';ima delle loro fibre dall'asse neutro, e con R, lo sforzo unilal'io in lali fibre. Affinche il metallo sia solloposlo a sforzi uguali, tanto nolle cotnprcssc che nelle rotaie, don·cbbc esscre R, = R cioe: M,u, _ -r;-
Mu -c ,
. .· . M,
OSSJa.
.M =
I,u
Ju,-
Gcuer almcnlc il rappot'to l,: l non si scosta mollo da 0, 7 quando la giunzione e appoggiala, e du 0,6 quando e sospcsa; pel'CiO si pOSSOl10 aJotlat·c pet' valat•i p t·atici del momcnto fleLtente delle eo m prosse a giunzione nppoggiala: M, = 0,068 Pl, 0,068 P x 0,7 l = 0,01-76 l?t n giunzione sospesa: M,= 0,204 Pl, = 0,204 P x 0,6 t= 0,1221· P /.
=
llrflpporto
141
FERROVIARl-MILITAR I
STUD!
~divcnta adunqne (cssendo per le rotaie M=O,l89 Pl):
. . . . M, _ 0,0476 _ ""·> pet' la glllnZJOne appoggtala. M - o, 189 - 0,- o!VI ·M
per la giunzione sospesa:
0 1221-
-
= 0:189 = o,64,:
o·altra parte per le rolaie tipo A. I. e R., anche dopo un lo1 . . ·1 d I I, d. goramento cli 5 mm, si ha -;z;143,;-~, eppet'CIO 1 mo u o 1
u,
=
una coppia di compresse, affinchc sussisla l'eguaglianza R, dovrebbe avere ilvalo're : 8
giunzione appoggiala
a giuozione sospesa
= R
.1.-= 0,252 X 143,5 = 36,"16 u, ~ = 0,647 x
143,5
' I
= 92,84.
Effettivamente il primo valore e raggiunlo a nche nelle comprosse semplici delle forme piu usuali; ma il secondo non e in pratica rag· giunto neanche nelle compresse ad an golo le piu rohustc. P er una coppia di compresse delle fcrrovic noma.ne p . e: (fig. 11~) si ha: ~= 49,37 ('1) eppcrci6 effettivamentc lo s forzo R, ris uHa in praLica
u,
assai supcriore a quello che suhiscono lo roLai c. Per i valori riportati, net cnso di giunziono sospcsa .si ho: u, O,'lZZ Pl ncllc compresse : R, = M, -I-= '~9 37
'
,
Mu 0,189 P l nellc rolaie R = -1- = '143,:-i epperci6: R, = 1,87 R Per p 7000 kg. ecll = 100 cm. si ha: R, 1 no kg . Queslo valore sorpassa di poco· la meta del carico al Jimitc di elasticit.a_ o la quarla parte del carico di rottura; si c quindi ancora suffiCientemente 0o-ar anlili intorno alia resistenza delle compresse, ad on la del grande sforzo, che teoricamenle esse sopportano. La garanzia e tanto piu g rande inquantochelo sforzo R, trovato, 6 un massimo assolute che in pt'atica non si veriftca; e cio perchC la campala lib era l, e effeLlivamente assa.i piu piccola di quanto e s lala computata, avvenendo l'appoggio sugli spigoli interni delle ~raverse invere che sul loro mezzo· e perche la perfolta continuila dell a rotaia, quale sa' . . rebbe data cla una com pressatura perfetta, non esis le quas1 mat, Ei
=
=
e
(l) Qucsto valo 1·e tolto dalla I!elarione sul Modello di cu·mamcnto pet· giunzioni !Ospese (1876) dell'ill. ing. G. B. Romba ux, ca po del ScJ·vizio del mantcnim ento o sorre-
glianza nelle ferrovie Romano.
FERROVI A fli-J\IJLIT AR!
STUD!
l'allentamonlo di questa diminuisce gradatamente l'azione e gli sforzi delle compresse, no! tempo stesso che aumenta quclli delle rot~ie. - Qua~~o l'al len tamento dell e compresse e completo, esse non r1sentono pm alcuno sforzo, m entre nelle rotaic si produce un considerevole ingrandimento del momento fle ttcnte. Quest'ingrandimento . e ~enza con:eguenz?: quando la giunzione eappoggiata; perche, eome stato trovato p1u add•eLro, anche senza compresse, flnchc 1 < o,gsz, il memento llettenle nella campata presso il ooiunto rirnan: infe1·iore al momcnto massimo normale M = 0;189 Ma colla giun:done sospesa, se l'azione delle compresse di\OCnta nulla un carico che ::>la per arrivare sui giunlo produce sui vicino appo~gio
Pl.
'1
l
• momento M, = P y o, oss•a per /, = O,G l: M, = 0,300 Plo In 0
questo caso si avrebbe adunque un o.ccrescirncnto relativo di sforzi 1"11 t 0,300 ' " a ro a•a part a 0,189 = '! ,59. Devesi per6 osser vare che l'azione 0
0
delle compresse, per quanto grandc sia l'allentamcnto delle chiavarde, non p uo mai divenLare s l piccola che un carico abbia da rarsi sentire sopra meta soltanto della campata di giunto; e, se a sorreau 1 o oer o concorre anc h e 111 parte la forza di scat to della rotaia se"uente 'I 0 } ' momento M, non potra ma i raggiungcre l'uiLimo valore trovato, e per conscgucnza l'accr.escimento llegli sforzi della rotaia avverra in misura assai minot·e del rapporlo 1:1,59. Comunque sia all'aumen Lo di sforzo deila rotaia, corrisponde sempre una dimi 1~uzionc di sl'orzo delle compresseo 0
Sta.bilimento delle 1·otaje sui soste,qni.. - Le rolaic a doppio fungo sono tenute a posto dai Cllscinetti e qucsti soltanto venuonostabilmente lissati sui sostegni col mezzo di cavig1 ie o di vi ti a 1e~no, che ne attmvcrsano la suolao La rotaia a base lnrga c stata qualche volta llssata. in modo analogo, ma ora e un iversalmentc sel)'uito il sisiema di fissarla con cbiofl i o con viti, upplica.Li esteriorm cnl~ a! suo piede; il qual modo hail lriplice vantaggio di sopprimere i fori nella rotaia, di dare un maggior braccio alia l'csistenza contro il rovesciamento, e di lnsciare completa li hert~t nella riparl i7.ione delle traver~e.
Le principali funzion i cui .i mez7.i di allacco ai sostegu i devono adempiere: sono quclla di impedi r·c lo sconim.cnlo laterale della rotaia ed il conscguenle a!largamentodcl binario; quella di opporsi·
143
" rovesciam13nlo della rolaia e quella cli impedirne Jo sbattim&nto al
I
yerti cale sulle traverse, che riesce rumoroso e dannoso alia conservazione loro. La prima, che c la piLL imporlanle, richicde una. considerevole sezione lrasversalc dei chiod i o delle vit i; la seconda (che haminor probahililit dicsercitarsi, po iche alrovesciamenlo si opponc gia la. grande pressione che grava superionnente le rotaic c l'incl inazione loro verso l'intemo), mette in giuoco la resistenza. allo stmppamento dei ch iodi inlerni e qui ndi, come la terza, r ichiede che i chiodi non possano facilmcnte cslrarsi c che abhraccino il piede della rotaia con testa sporgente assai solidao La J'Csistenza all o strappamento dei dtiodi o delle viti c anche messa in giuoco ogni qualvolta la t·otaia. si incurvn. sull'appoggio, e quando, per il ccclimento della massicciata sotto una traversa, la t·otaia., abbassalasi al passaggio de i enrichi, si rileva bruscamente per la propria ela.slicilit. Ecccltuato il caso di alcune fenov ie che per fi<>sare la. roLaia impiegano chiavarde, gpecialmenle sull e travet·se cli giunlo, i mezzi di auacco ai sostegoi si riducono alla vite da. legno (che ha fi letti molto inclinati e chc mecliante chia vc e introdo tta per rotazionc in apposito foro di cliametro ·alei minore) eel ai chiodi, od arpioni, o ramponi che si vogliono chiamare, i quali si inflggono nelle lraverse a colpi di mnrtelloo Sull c ferrovic l'rancesi predomina l'nso delle viti (tirefonrls), le quali hanno maggior slnb ili ta nei legnnmi teneri, che non i ch iodi, e chc occorrendo si possono estrarrc piit facil mente. Sulle fe rrovie italiane, m.e no qnalche cnso nei vecchi armamenti deli'Alta [talia, c invece generalc l'uso degli arpioni , essendo assai raro l'impi ego cli tmverse di legno do lce. Gli arpioni hanno la tesla soltan to nelltt dire7.ione delta rolaia, e la faccia inferiore cli essa. c convcnienternente inclinat.a, affinche si possaapplicare .~sa tlame nLe sui piede dell a rota iastcssa; illoro corpo eprismatico e solo nella par te inferiore lerminano a tronco di pimmide, od a cuneo smussato.-Yi so no arpioni ordinari ed arpioni speciali: quosti ultimi olLrc nl flssnre il p iede de\la. rotaia, servono ad· impedire il suo scorrimen lo longilud inale, come vedremo fra poco, e la clistio7. ione Joro consiste sopratutto in una forma specialc dclla testa, piu alta cli quella dell 'arp ione ordinario, afllnchc nel batterla non si abbia a colpire la. cornicra. della compressa, nella cui intaccatura l'arpione viene infll!o.
STI.JDI
Gli arpioni delle fcrrovie deli'A . 1. sono a sezione ollagonale e dcllo spcssore di 19 mm; l'arpione speciale e a sezione quadrata con spigoli ar1·otondati e dcllo spe.ssore di mm .. 17 ,5. Gli .~u:pion~ ordinari delle ferrovie Romane (fig. H) e quell1 dell~ Mel"ldionalt poco differiscono fra loro : essi sono a sezione reltangolarc di mm. q. 16 x ·18, eel hunno spigoli vivi; quelli speciali nelle F. M. sono a sezione quadmla cli 118 mm. di spessore. La lunghea.a degli arpioni, esc lu ~a la testa, variafra ·128-'13·1 m1n. La tenclenza della rota ia all o scorrimeoto laterale, contro la quale debbono resistere i ch iodi eslcrn i, c spesso assai forte, spccialmenle nelle curve cli piccolo raggio, e richiede percio in alcuni punti la resistenza di dirersi chiodi. Jnyecedi moltiplicare il numero cli quesli, mezzo non semprc possibi le, poiche le traverse si deteriorerebbcro fendendosi, si ricorrc all'espcclienle cli rendere, ovc occol'l'e, solidali i chiod i esterni e gli inlerni, mecliantc una.piastrJ:na in l'crro, posta 1'1·a la rotaia e la travorsa (fi g. H) . Tali priast1'ine, delle ancll c seUe o piastre. d'appoggio, nella giunzione appoggialrt, vcngono poste anche sull e traverse di giunto allo scopo di preservarle dngli cffelti dello shallimento dclla. cslrem il it delle rotaie; l'esperienza pcro ha provalo che con traver='C di legno duro, come la quercia c il faggio, esse so no superflue. Comunquc, nel passare dalla ~i unzione appoggiala aquella sospesa, si sarebbero potute sopprimere, a somiglianza Lli quauto c.on buoni risultali si pratica sulla maggior parte delle linec tcclesche: cio pero non e slalo fa tto, e l'uso delle piastrc d'ape anco rapre:;eriU.o nell e nosLre ferrovie, su t.ntle le traverse ]>orraio Oh . di controginnto. Tn cu rva esse vengono colloca te sugli appoggi inlermedi di ogni ''ergata, in diversa misiu·a sccondo il ra.ggio dell a curvn stessa. At'l'esto clello scorrirnento longituclinale delle 1·otaie. - Il moto dei tren i, oltre a produrre la tendenza allo spostamen to latcrale delle rotaie, cagiona pure il lo1·o scorrimento in senso longitudinale e precisamente nella stessa direzione del nwvimento dei treni. Tale scorrimento deve essere comhattuto dni mezzi di slah ilimento sui sostegni. Un treno in movimento sollecita le rotaie in doppio senso nel modo seguente. Le ruole motrici de.lla locomotiva, che girano per forza propria, puntano sulle rotaie spingendole all 'indiclro, e
FERROVIARI·MI LITARJ
questa spiota e precisamente eguale allo sforzo di trazio!1e, che :i~ chiede l'iotero treno; invece le ruotc dei veicoli e quelle non motrJCI della locomotiva che vengono li•·atein avanti, comuoicano alia rotaia quest'azione, eJ esolo pe~·che la rotaia oppone resi:;tcnzaal lo•·o avanzare, che esse gi rano: ia somma di tutle queste spinte parziali in a\'anti e nnch'essa precisamente eguale allo sforzo di lrazione necessaria per l'intero lreno. Si hanno aclttnque due azioni uguali e (iOOLl'al'ie, diverse solo in questo, che una si concenLra in brevi ssimo Lratto e l'alt.ra si estencle per tutta la lunghezza del treno; non si pu6 pertanto a.ttri buire a. loro lo scor•·imenlo delle rotaie. - D'altra parte l'atLI·ito della rotaia contro i sostegni. e piu ancora quello dei sostegni contro la massieciala, c superiore allo sforzo tangenziale delle t·uote, ed anche per questa considcrazione, non si puo rilencre talc sforzo come causa di spostamento. It Couche ('I) ritiene esse re causa principale dello scorrimento l'urLo delle ruole contro le. estremita delle rotaie, il che spieghercbbe percM tale scorri menlo sia tanto piu grande. quanto maggio1·e c la veloci.ta, giacche con questa cresce la potenza dell'urto. Egli confermaanche tale opinione coll'ossenazione, che dopo l'introduzione della compressatura. lo scorrimento Jongitudinale e diminuito. Ma se quella ne fosse veramente la causa, clopo l'introduzione della g,innzione sospesa, il fatto avrebbe dovutocessare quasi del tutto, e cio non e avvenuto. - Mi sembr·a che la ragione del persistentc scorrimento in avanti delle rotaic possa riccrcarsi nei conlinui urti che il mat.erialemob ile, nell'<wa.nzare serpcggiando, d1t nei fianchi delle roLni c. 'fali urti per la loro cli1·ezione assai obbliqua alle rotaie, sono mol to piu potcnLi in senso longitudinale, che nel teasversale: riesce percio agevole il comprendere come ognuno d'essi possa bruscamente spingere in avanti la rotaia che lo riceve, specialmente vm·so la testa del trono, clavanti al quale le rotajc sono scariche. Cosi si spiega anche !'influenza della velocitil, poichc Lali urti e per numero e per potenza crescono con essa: si spiega pure l'azione moderal.I'ice della compressatura, poiche questa oppone all'urlo non (I) Yoie et mate'rt(ll rou!ant r pag. 13!.- Anehe · il Winkler ( Handbuoh I 840) Couche.
l'opiniono del
ANNO XXVII, VOL. II.
odel· 10
146
STUD I
la massa e la resistenza di una sola rot.aia, ma ben anche quclJa. delle rotaie seguenti, nella misura consentita della resistenza d'attrilo fra rolaie e compresse. L'influenza della velocita spiega la piccolezza dello scorrimento nelle piccole curve, relalivamente alle cause speciali che dovrebbero favorirlo: generalmcnle esse sono percorsecon piccola velocitit. Tale influenza spiega pure il fatto, che la tendenzaallo scorrimento e piccolissima nelle forti pendenze, sulle quali si prendono rigol'ose misul'e per manlonerc anche alia discesa una piccola v6locita; men-· tre invece c assai grancle sulle miti pendenze, ove i macchinisti possono senza pericolo lascial' prendere al treno una grande velocitil. pet' guadagnar tempo scnza consumo di carbone. Per combattere la tendenza allo sconimento longitudinale si pu6 agire direttamente sull a rotaia, praticando ne! suo piede, presso una. estremi ta o nel mezzo (ma in un solo _JJunto per non contrastare le vat'iazioni di lunghezza prodotLe dai cambiamenti cli temperat.ul'lt) delle intaccature, entro alle quali si fanno penctrare i chiodi o ie viti ord inaric, ponendo cosi un ostac:olo diretto a! mot.o della rotaia; oppure si puo renderc fissa la compressatura, e cosi agiresnlle rotaie · per mezzo dell a resistenza d'attr·ito creata dal serramentodelle ch iavarde, o della resistenza trasversale di queste quando il serramento non fosse completo. Colle rotaie in ferro a base larga era il primo modo quello preferito; colle rolaie a cuscinetti e con le rotaie Vi-· gnoles di acciaio, che non consentono le intaccature, perche si rompono assai facilmente O\''esse son fatte, e a! secondo modo che si ricol're. ·La compressatnra pno, alla sua volta, essere resa fissa in diversi modi; fTa i piu usati so no i due seguenti: ·Io racchiuder·e una corn- . pressa fra due chiodi posli all e sue estremi ta, in modo che le teste di essi le impediscano di sconere (1) ; 2° praticare un'intaccatura Jiella cornier·a di una compressa ed in di quella infiggere un ch iodo . ocl una vite. Su tutte lo ferrovie italiane, coll'armamento normale in acciaio, (1) Quando la rotaia ll a do ppio fuogo (come ad esempio ai Giovi) ~ i J'acchiudo un a co mprossa fra i duo cuscioetti di controgiunto. St e anche usato il sistema dl ripiegare- . in basso la cornicrn di una compress& e (aria contrastare fra le travArse di contro~lunto, o f•·a le piastro di appogglo.
147
FERROV IARI·M IL ITARI
lo scorrirnento longituclinale delle rotaie viene impedito col mezzo di ramponi speciali, confitli dentro apposite intaccatut·e lasciate nella corniera di una o di tutte e due le compresse (fig. H> ). Le ferrovie dell 'A. I. usano due intaccature nella compressa a corniera interna, e cosi pure fanno le ferrovie Romane: le ferl'ovie Meridionali, che hanno identita perfetta fra la compressa esterna e quella interna, usano un'intaccalura in tutte e due le compresse. Tulli questi modi rispondono allo scopo di rendere stabile la posizione delle compresse, le quali, a meno dei piccoli movimenti che permatte la differenza fra la larghezza dell'intaccatura nella compressa, che e di mm. ~4, e lo spessore del rampone speciale, non possono spostarsi senza che si spostino pure le traverse di controgiunto.
Capitano - L. CoNTl
VECCHI.
· LIBRI E PERIODIC!
LIBRI E PERIODICI
IJtoria tl'.llal&a tlal1814 al18 80. -
Per NrcoLA Nrsco.
Vegregio autore mauda alia Direzione la seguente lottera, cho per debito d'imparzialitil di buon grado pubblichiamo: Roma,
~
marzo 1882.
Caro Bamtieri
La pregevole vostra Rivista Miltita?·e Italiana coilsacra , nell'ultimo suo numero, cinque pagine a disaminare il primo volume' delta Stor~a d'Italia del 48H al 1880 scritta da me. Questo Inn go lavoro p.rova che l'opera mia non sia tornata disaggradevole ancho ad un egregio militare. Concedetem'i pero che io, a testimonionza di riconoscenza, dia alcuni chiarimonti intorno acl alcuni punti. Din) dunque primamente, che io ho messo mano a questo lavoro non per dilettare i lettori con narrazioui di battaglio o con discorsi oratorii, e ripotere quanto gia da illustri autori e stato fatto; ma bensi per provvedere a! nostro avvenire mediante la narrazione degli avvenimenti, delle leggi, degli ordini dello im portantissimo periodo che ho impreso a trattare. Cosi il primo libro che e preparaziono di tutta l'opera mia, che e la base sulla quale la s'innalza, doveva contenere soltanto i fatti piu caratteristici del tempo, aggruppati per obbietti non per cronologia. Questa forma di trattazioue che I'1!ntologia qualifica
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n1wua e lodevoNssi'lna, o che la Colttt.ra, direua:dall'illustre Bonghi, con elogi corn menta, puo pat·ere biasimevolo agli amrniratori dell a forma antica; io rispetto l'alti'Ui opiniouo, tuttavia tengo alia mia. L'autore dell'articolo per provare che non puo associarsi a sentenze, app1·ezzamenti, confronti cho ne! mio libro s'incontrano, seambia i l -milita1·ismo con lo sp1:1·ito militare; ed io gli rispondo; quello non .ilsisteva in Piemonte, ed e ci6 glol'ia nostra, prima della calata dei Francesi: questo, impiantatO\'i dalla Casa di Savoia la quale con le guerre gloriose man mano estese il suo dominio nella penisola, vi csisteva, ed oggidi in tutta Italia predomina, e ne dit esempi a::\sidui ed ammircvoli l'esercito nostro, in cui il valot'e e compagno indivisibile dell a motlerazione, de.lla cortcsia e dell a disciplina . Ne poi mi pare che io davvero abbia usato due pcsi e d1te ?m·sa1'<' 11~/lo scusa1·e gl' i.ntrighi di ~lm·at, e ne! non rispettare i sentimenti ed il diritto na;ionale dei Tedeschi rho contro Napolconc si ribellarono. A confutare si!Totta accusa mi basttl riconlare, ne altro aggiungo, che la mia Storia cc,m incia con le seguenti parole « ta ri vo<< luzione sociale .. . . comphra la prima sua IJ'ra nol ~8 ·14, con la ca•c dutn di colui che, non rispettando il principio costitutivo delta societa « modorna, volle seguire, pit) coraggioso di Tiberio, il consiglio di « Germanico, e porto arditamente l'aquila romana, fatta sua, dalle rive ~ bell'Eiba a quelle della ~Ioskowa . Il grido d' iudipeudenza che si levo " in Germanin, fra le morti, le miserie e gli inrlniti disastri della grande « armat.a, sembro al Mcnzoll In voce di Arminio chc sorgeva dalla terra <¥ per chiamare le gen ti alemannc c ripetere l'eccirlio di Varo. Senza " dubbio ora t'esplosione di un genera le sontimonto che lo sconfiuato " imperio di · Na poleone . . . . aveva destnto ncgli animi, quando la « meraviglia delle vittorie che sorprescro il rnonrlo comincio a cal• marsi , e dalle nuove leggi c dai nuovi ordini spontaneo nasce,•a il • bisogno della indipcndenza e della libertil )), Circa poi it Murat io lo giud ico come re cti Napoli, capo di nu popo to gelosissimo del la sua indipendenza, chc non avcva mai per otto secoli sopportato, senza ripetute insurreziooi , il signoreggio straniero, ed a cui era intollerabile la condizione di Sta to vassallo; erl il lodo, e ne ,;on lieto, per avcre all'i llimitato cesarismo del grand'e suo cognato t·isposto con ordinare il regno di Xapoli pei Napoletani, e con innalzare contro I'A.ustria la banclicra dell'italiall.'l indipendenza, fosse pur stato rnosso d'ambizione, anziche da amore per la sua patria adottiva . Se ~ma t avcsse atteso per uscire in campo l'ordinc di Napoleonc, sarebbe rttornato con tutta Italia dopo la vittoria nell'antico vassaliaggio; volle
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mettersi alia testa del movimento nazionale, come poscia fece magnanimo principe, e, non essendo !'unit~ della patria tenuta piu cara della libertil., perde il trono e poscia la vita. L'autore dell'articolo pensa, che io non abbia fatto agli avvenimenti militari la parte che loro spotta, e che accenni cou poche parole la battaglia di Dresda, mentre mi sia dato a sprecm·e due facciatc aJle memoria di Moreau, per conchiudere che la Francia ha fatto bene a lasciar perdere questa memoria. Questo doppio appunto prova, che io non sono Sk'lto felice abbastanza. ne) far comprendere il mio concetto, il mio fine nello scrivere la storia. Certamente la narrazione delle battaglie d'ordinario muta la storia in romanzo che ogni scrittore ordinando, dirigendo a suo taleuto, a mo' di Tito Livio, del Guicciardini, del Botta e di altri illustri, quanto pit\ diletta, tanto meno contribuisco a regolare e modificare l'umanit.il . AI contrario la Yita di Moreau, a\la quale ho consacrato due pagine, insogna che le vittorie, l'amor per la liberta, lostesso generoso sdegno contro il dispotismo glorioso, non salvarono neanche uno dei pilt splendidi genorali della Fraucia da esser dimenticato dai suoi concitt.adini; perche porto le armi contro la patria, a cui dobbiamo rispetto e culto maggiore che alia liberta, in nome della quale egli metteva il suo alto sapere militare • e la sua spatia al servizio degli invasori del suo paese. Se al contrario avcsse nuovamente dato ai suoi Francesi, vaghi sempre tli onori e di comandi, il nobile esempio di arrolarsi volontario nell' esercito del Reno, come fece in cruello d'Italia dopo che per la battaglia di Schlingen ncquistava meritameute nome di gran capita no, la sua memoria sarebbe rimasta gloriosissima fra le genti, e stata di sprone a farci immolare le nostre passioni, le nosLre ire, la nostra vita ed anche le speranze piu dilette di politico rinnovamento quando sono in pericolo il decoro, la iudipendenza, la intcgritil. dclla propria nl'lzione. Altra osservazioue mi si fa per aver scritto: " La mancanza delle " promesse per pnrte dell'Austria giustifica il desiderio di vederla « at di la della cerchia alpina >> come se questo des·iderio a'Vesse bisogno di cio pe1· esse1·e giustificato! Io uou ho voluto con le mie parole gi1tstifica're uu nazionaie seutimeuto pel quale le genti italiane hauno virtuosamente co mpiuta una speranza di molti secol i, passata dal cuore di Dante alia mente di 1\fachiavelli, ma g?·Hs!?'fica?·e con una frase, senza eccitamento, una aspirazione degli odierni impazicnti. Non posso poi lasciar passare che alcun3 iucivile insinuazione si racchiuda nel seguente trauo dell'opera mia « i\larmont e rimasto nella
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sLoria di osempio per far comprendere agli instancabili cacciatori di fortuna, che la maggiore . c q ttella di serbare il decoro del carattere, la fede, massime quandoquesta cittadina virtu costi sacrifizi, e si debba esercitan} e mantencre in mezzo al vorticc delle passioni e delle calunnie, promosse dagli ambiziosi e dai pessirni che, per sa lir sublime, si fanno sgabollo di ogni art.e vile e delle facili trasforma« zioni . Anche I'Italia ha avuto i suoi Marmont net 1860, e pur essi, " avvegonchc servissero la eausa nazionale, hanno subito la sorte me·« desima dol maresciallo francese. » E qui mi si domanda: Jlfa quale e q1tcsto genemle che all<t testa delle sue tntppe s£a passato al nemico? E clove em lo stTawiet·o nel 1860? Per rivolgermi questa dimanda llisogua sup porre, che io abbia fatto allusion a ad un generate che comandaYa tru ppc in cam pagna, ·C ritenere che la disorzione si compie soltanto in faccia allo strau iero; e bisogna pure dimonticare gli nomini ed i fatti dol •1860. V1sciamo nella tombn i uomi e le memorie. A me bast:~ ri spondere, che ho cospirato sempre coraggiosamente contro i florboni, ho sopportato per l'uuitil. d'Italia dieci anni di ga lern, son ritornato snlla breccia ap·p•ma riavuta la libertil per cornpiere opera nltamente affidatami, ma .ho disprezzato scmpre chi, ahbandonando il suo signore, servi nll'impresa ardua e delicata da me compiuta, e per la quale il conte di Cavour ne! 12 agosto •1860 mi scriveva: « Hi levo dalla sua lettera, • come pure dalla conispondenza del cou te Persano, con quanta so" lcrzia ed intelligeuza el!a siasi adoperato per la causa nostra. Gliene (( fnccio i miei complimenti, e le assicuro chc il governo del Re ap" prezza la sua condotta :1l suo voro valoro )) . Le quali parole del gran de uomo di Stato ricordo per persuadere ogni animo generoso, clw mi si puo concedere il ritenere che il serbar fede uella sventura, 'fosse pure ad un Boruoue, finchc net regno sventolavn ancora la sua 'bandiera, era un dovere saero per chiunque dalla sua reggia aveva Ticchczze ed onori. Pas~a poi graziosamcnte J'autore dell'articolo sulla mia Storin ad csporre cou benigua lode quanto da me si scrive nel capi tolo X al XVI ed in tuno il secondo Jibro. Fra la benevolenza mi obbieua di aver creduto, che senz::t I'opera della carboueria e della federazione in Piemonte, qncsLO paese nou sarebbc stato i.l labnratorio di queI rnovimcnto che, duci i principi di Savoia, ci ha menato da Novara a Roma . Senza tlubbio da Novara siamo \'Cnuti nd inalberare la bandiera d'Ita lia sui Cnmpidoglio e snlla Mole Adriana per vi rtLt di prin.eipi che han dnto l'unico esempio nella sloria di aver fatto servire la..
LIBRI 152 loro corona per costituire l'unita della nazione nella liberti.t; ma senza la contemporanea virtu del popolo essi non avrebbero potuto mettere in atto il generoso proposito, anchc magnanimamentc volendolo. Infatti Carlo Alberto, sehbene ca ldo di arclore giovanile e desideroso di purificare la sua Dinastia da lla olfesa di ritornare in trono scortata dalle armi straniere, ncl ·182·1 fece il sacrifizio anclte del suo onore all'Itali;, anzi che farla divenir preda dcii'Austria, quando si persuase chll la italianita era una aspirazione della gente eletta, non un comuoe sentimcnto della popolazione suba lf)ina. Similmente indugio ed im pedi ogui rnovimonto dopo il '1830, fintltc il mazzinismo, succcduto alia carhoneria ed alia fecleraz ionc, avesse preparate le genti italiche a riuuirsi in uazione. Certamente il mazzinismo voleva la repuiJblica, perthc pa1·eva il solo mezzo per fare i'Italia, come al ll!athiavelli ai suoi tempi parera il dispotismo, fosse pure del duca Valentino . .Ma questa modalita, conseguenza necessaria di promesse mancate e di fede ripctutamcnte tradita da parte dei principi, non tronca nella storia la con tinn ita del progrcsso di una idea , fortuuatamentc divennta oggidi rca litil . Mi auguro, e ci tengo davvero, che quesia mia lcttcra non torni disaggradevolc al chiarissimo uomo che ha accuratamente esaminato il primo volume della mia Storia, e per questa persuasione vi prego a pubblicarla ncl prossimo numero della vostra Rivista. Una sincera strctta di mano
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Esercito permanente, compresi 42147 ufficiali in servizio attivo, in disponibilita o in aspettativa, non che ~563 ltfficiali di complemcnto, uomini . 733,7,12; Jlli,lizia rnobile, comprcsi 1973 ufficiali effettivi o 367 295,081; di complemonto . M·ifi.z·ia te·rTiloriale, compresi 2Hi9 ufficiali di detta milizia e 3273 di riserva . 821,243. Totale 1 ,856,036. Nell' eset·ci to pcrmanente la forza era ri parti ta: reggimenti di fanteria 2l:H ,Hi2; distretti militari 264,007; battaglioni alpini ,16,050; bersagliori ft.2,1'i'1; cavalleria 36,0,12; artiglieria 62,i.iH; genio H.,763; carabinicri rcali :19,637; scuolc militari riparti d'istruzione 2,761; ccmpagnie di sanita 5,034; corpo inva lidi e veteran i 793; depositi dei cavalli stalloni 236; compagnie di disciplina 1,305; stabilimcnti· militari di pcna: uomini di govcrno 354, compagnic carcerati 369, compagnic reclnsi 404, nei roclusori 833; uflit i<Jii in servizio attivo, in disponibilita o in aspettativa '12, H,7; ufficiali di complcmonto 2563. Mella rrii lizia mobile: - Fautcria di linea e hcrsaglieri 267,067; artiglieria 22,606; genio 3,068; nlliciali 1 ,97:3; ulficial i di complcmeuto 367. Nella milizia territoriale, come sic g_ia accennato: -- Truppa 824,81 i ; uffiaiali di detta milizia 2,11>9; ufficiali di riscrva 3,-273.
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~ Clnssi Wmp<Jraneo. . ,126,303 3'211,9'25 448,228 )) Scconde categoric . . 235,612 235,6·12 0 )) 32,507 :32,507 § 8 Classi pcrmanenti .. > .... )) 1,603 •I ,603 ~ :;:. ~ Con lerma sospe" . )) ,I ,049 1,049 .~ ~ Senza limite di ferma en ~ Ufficiali . . . . . . . ,1,1,967 ·180 '12, H7 )) ~ U!Ticia li di complem. 2,563 2,563 ~
Bella leva • .,, giovani nnli nell,anno .6860 e delle vicentle del n. EseA•cito tlal 1 ° #)tfob•·e I 880 a.l80 sette11ab•·e 1881~ relazione del Tenente Genera le FEDERICO · 'l'oRRE
a. S. E. i1 Ministro ciella Guerra.
Le relazion i del generale Ton·c non hanno piu cl'uopo di presentazioue: - crcata da esso la slatistica militat·e stientifica, sono conosciuto c consultate da quanti in Europa si occupano non solo di co~e di gue rr;:~, ma altrcsi di <)i:;ciplinc soci::~ li e sanitaric. Di quclla teste pnhblic<1ta hrcvomente riassumcrcrno qui i dati principal i. La rorza del11ostro esercito, deseritta nei ruoli il 30 settemhre ~ 881 , . era la ~eg nen tc:
1
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:= -a ~ a
Totalc .J'13,432 560,280 7:33,7H~ )) 1.1.3,278 H3,2.78 ) Clo.,; ICm poranee. . Seconde categoric. . 4.\.9,·\.63 •I ft.9,·i63 " )) Uffic. dicompl. per la 1,973 I ,973 )) ~{il i zia mobile. . . . 367 367
733,7~~ ·
Tota le 2.95 ,081 20ti,08,1 29ti,08•1 ll1ilizia Tcnitoriale, Truppa, u1Ticiali eel ufficiali di riscn 'a 827,243 Totalc gcueralc ·I ,8ti6,03()
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E PERIODIC!
.Ripartito per gradi l'csercito si divide,•a: Esercito permanente Milizia modiln Sott'ufficiali 18,683 5,24.1 Caporali . . . 76,626 21,735 265,765 Soldati . . . . 623,693
Totale 23, 9~u. 98,36·1 8&9,!•58
Totalc 7·19,002 . 292,74.1 1,011,74.3 'Il per ccnto delle diiTercnti · eta era il seguente: Esercito permanentc Milizia mobile Kinori di anui 18 . . . . . . . . o .~ M11ggiori dei 18 e minori dei 2·1 1,81 » Dai 21 ni 25 69,4:8 2,0~ Dai 25 ai 30 27,19 69,96 Dai 30 ni t~o 1 ,27 27,99 "0ltre i ·~ 0 . . 0,2•1 " 11 tempo e[ettivamente pas~ato sotto le armi dagli individui di truppa ·dell'esercito permanente e dclla milizia mobile offriva questa situazwnc: CompteCompteb:serci to mentodetmen to permarcscrcito Milizia dell a uente pe1·mamobile milizia ne me mobile Pun to 5,923 168,608 » 46,830 Da un giorno a sei mcsi . )) 4,502 2,588 Due mesi per la semplice )) istruzione » 66,612 100,268 Da sei mesi ad un an no 6•1,046 392 80 2,365 )) )) Da 1 anno a 2 anui. 7'1!.,207 38tS )) Da 2 a 3 » 289,808 •H 3,087 Da 3 •10,4.98 a 4138 » )) Da ll 18,943 a 5 )) » )) )) Da 5 )) a 6 )) 4,378 )) )) Da 6 2.,958 )) a 1 « Da 1 a 8 3,301 » » Da 8 )) )) a 9 2,330 » Da 9 " a 10 )) •1,623 )) Da ·10 ")) a H )) 4 ,419 » ·Da ~1 )) )) a 12 " 639 Da 12 )) a43 502 » )) » Da 13 )) aH )) 2·~8 Da 1 .~ )) a 15 )) 323 » » Da ·15 )) a 20 )) )) )) ·I ,339 » Oa 20 » a 25 » )) 699 » Piu di ')I' ~v anni )) 704 » 483,390 235, 61 2 1>\.3,2.78 149,·i-63 292,741 ~ ·I ,O•H ,743 )I
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La rclazionc del general Torrc discorrendo delle operazioni di !ova sui giovaui nati nel 4860 ci apprende che gl'inscritti nelle lisle di quella leva ora no: 411,•100 capilista, 2,110 ornessi di love anteriori, :255,7:}1 nati ncl l'anno •1860, vale n dire complcssivamente 301,601. F11110 le necessaria cauc:ellazioni eel aggiunti 956 giovani di Jeve anteriori, il numero dei concorreuti a questa leva fu di 287,630, 28,4-17 meno che quello della IC\'a precedente. Fatte sulle Iistc di estrnzione a sorte 4:·123 cauccllazion i, 75, 0'75 giovani furon o dichiarati non abili al ser·vizio militare, il 26,10 per eonto, cioe, sui n.nmero to tale degli inscritti. Di questi si riformai·ono 27 ,8~ 0 - 9,67 per cento - per- deficenza di stat.ura; 7~·09 - 2,57 per centoper deficenza di ampiezza Loraica 39,854: - •13,86 per cento - per infermita e deformita v;lrie. Le provincic che detlero il maggior nnmcro di riformati fm·ono: Catanzaro 38,5/~ per cento; Sondrio 37,59; Reggio Ca labria 35,86; Caltanisetta 35, I:l; C.agliari 34,5•1; Udine 3.1.,22; Sassari 33, 90; Co$enza 33,38; CI'Ornoua :33,28; \'iconza 32, 08. Il minor nnmcro invcce di rifor·mati si obbe dalle Provincie di: Verona 13,37 per ccnto; Pisa 48,H.; Aquil:1 18,35; Ravenna 18,86; Lucca 19,-17; Arezzo 49 ,59; Maccrata ·19,69; )!odcna 20,23: }\ncona 20,2ll; G-enova 20,28. Le eseuzionl dnl servizio di 1• o di 2• cntcgoria e le conscgucnti 11ssegnazioni alla 3" furou o 57,}97, alle quali aggiungeudo altre 79 esen1.ioni tempomuee, il numero totale risulto di 57,57(), nella proporzione del 20,52. per· cento sul tota le degli inscritti. I rimandati alia succcsiva lcva furono 38,838, il ·13,50 per cento; i sunogati di fratello ·IO:J; i concorreuti a questa leva giit in servizio nell'esercito 2362, de qunli '167 ufflciali, ·165 all ievi in istituti militari, 203·1 volon tari ordi n:~ri; protra:;sero il scrvizio sino al 2.6° auno di et(l 2.75 studeuti nelle uuivecsitil o in istituti assimilati . Si obbero 9.279 renitcnti, ossia il 2:1 per ceuto; ne fu dato il contingente maggiorc dalle pro1•incic cli Genova, •11,40 per ccnto; Napoli ·1 ~,16; Messina H, ·l7; Palcrrno 1•1Y2; Saleruo 8,•12; Cosenza 7,65; Potenza 7,68; Catania 6,98; Livorno 6,35; Reggio di Calabria .1,66. Le provincie nolle crna li il contingente fu minoresono: Siena 0,18 per cento; Fircnze 0, 18; Arezzo 0,·1li; Pesaro eel Urbino 0,29; Verona 0,35; , Ferrara 0,116; Bologna 0,!~!• ; Ravenlltl O,H; Urescia 0, .~9. - Non si ebbero renitenti dal Circoudario di Lugo, il quale non ne dicdc ne..anche uegli anni antcccdcnti , Rocca S. Casciano e Ccuto . X(lllo :;tabilito contingcntc di (ii) mila uom iui gravarouo 65'} defi1
LIORl 156 cenze, alle quali dcvonsi aggiungere gli ufficiali, gli allievi negli istituti militari, i volontari orclinari e di un anno ~ gli stndenti univcrsitari, cosicche il contingente da incorporarsi discesc a 60,817 uomini . Se ne assegnarono 38,373 alia 2° categoria e o7,576 nlla terz(l . I 160,3-11> inscritti nelle tre eatcgone appartenevano alle professioni, arti e mesticri seguenti: Agricoltori c simili 85,370; muratori, minat.ori e simili 8,583: artigiani diversi 8,2H; uomini di fatica non addetti ai lavori fissi 6,760; calzolai ed opcrai in pelli 5,828; addetti alia preparazione ·C spaccio dei commestibili .~, 9/~0; operai in legno 4,900 ; escrceuti professioni .l ibore e studenti 4,87.J..; proprietari i,397; pastori ed allcvatori di besti::uni r~,3~1 5; commercinnti in generc 3,~64 : operai in metalli 3,337; cavallan li 3,'.295; servitori in gcuere :l,375; impiegati in genera ,1820; marinari e poscatori 993; nomini di professione giro,raghi 903; esercenti belle arti 586; artcGci in metalli preziosi 462; maniscalchi !~53; scllai I' morsni 392; armajoli e pirotecnici 291; esercenti medicina e t'armacin !!}!); vet.crinari M; ufGciali, allievi, volontari, studonti ecc. 3,529. Di tutti questi sapevano leggerc e scri verc 71,!~9!~ ; •1.8;34: per cento, sapevano soltanto leggere :i,465; 2,78 per cen to; non sapovano ne leggere, ne scrivere 78,356, :~8,88 per cent.o. Anche in quosta leva si ~ nota to un Jieve miglioramento in tutte le rcgioni d' Ilalia, delle quali la classificazione in materia di coltnra dalla le,•a del i ?iJ.6 a qnella del ·1860 puo dirsi co~taute. Ecco i per cento dogli analfabeti rappresentanti tale classificazione: Picrnonto e· Liguria 27,05; Lombardia 34,21-; Venoto H,27; Toscana 5~ , ,~ '1; Roma iH,9f~ ; Emilia 56 ,00; Ma rche 62,39; Umbria 63,29; Napolitano 69,55; Sal'degna 7fr.,27; Sici lia 7i,55. Ad eccezione dcgli uomini di cavallel·ia, ne) mese di settembre si Iicenzio la classc del ~1858, la quale, dedotte le dcllcen7.e, si compo:neva in origine di 6 .~,6~19 uomini etl il H> agosto ern ridotta a 56,457, de' quali , giungcndo sotto le armi,27,70:i, '~9 , 23 per cento, sapevano leggere e Bcri vcre; 28,664 , 50,77 per conto, erano illctterati affatto o sapevano appona Jeggere. Quando furono licenziati invccc, 54,H 6, 90,5!~ per cento, sapcvano leggere c scri vere; 5,3H. 9, .~6 per cento erano illetterati atTatto o sapevano appena leggere. Quanto alia statura, furono misurati 268,288 inscriui dei 287,630 delle liste di estro.zioni e si ebbero i resultati seguenti: 6'.2 nou raggiuusero la st~tnra minima di m 1 ,25, duo dolla Provinc;ia di Pinerolo supcraJ·ono la rnassima di m. 1,76: la statura media fn dim . ~1 ,62 edi
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1,14 quella degli inscritti che raggiunsero o superarono la misura legale dim. ~1 ,56. Le operazioni di leva, cominciate, il 21 apri lc e terminate il1° giugno importarono la spcsa di lire 1 ,826,16o,13 delle qu:1li 788,905,25 a carico dei comuni, mandamenti e pro~ri nc;i e; 106,180 a ca1·ico del ministero dell'interno; 93·1,079, 90 a carico del ministero dolla guerra. La relazionc cosi riassume le operazioni di questa lcva o la sorte dei ~87,630 inscritti sulle lisle d'estrazione: cancellati dalle Iiste di estrazione 4, ·123, cioe, ~1.43 percouto;riformati 75,075,26,10 perccnto; rimandati allo. prossima levn 38,838, 13,50 per cento; renitenti 9,279, 3,2.3 per couto; computati nel contingente di 'I• catcgoria 64,346, 22 ,37 per ccnto; assegnati alia 3• categoria 57,576, 2.0,02 per cento. La seconda parte del pregevole lavoro del genc1·ale Torre espone le vicende dcll'csercito dal1° ottobro 1880 al 30 settembre 188,1, delle quali i dati principali possono cosi compr.ndiarsi : I volontari di un anno ammessi l'uroao 910 con una diminuzioue di 8 1 iu confronto del numero ammesso nell'anno precedente. Cl1iesero lo stesso arruolamento altri 680 giovnui, i quali pen) non vennero riconosciuti idonei al servizio militare c si prernuuirononel caso cho iconsigli di Jeva li riconoscesseroabili. -Nei reparti d'istruzione si arrnolarono 8·19 giov:mi ed ultimarono il corso 850, de' quali 77~ fnrono promossi sergenti, 7 furono inYiati 11i corpi col grado di caporale maggiore e 71 con quello di caporale. I promossi sergenti conseguirono la classiflcazione di ottimi ~19 2, di buoni 485, di inediocri 102.. Le ?'afTer··me con pren~io coucesse ne! periodo di tempo del quale si occupa la rela~ione furono di 2,020, le quali portarono a 12,308 il numero complossi,•o dei rafferrnati nell'esercito. Ottonuero il caposoldo 2,~36 sott'ufficinli e per tal modo il numero di coloro che fruivano di c.osifatto vantaggio ascese a ~2.878. Le condizioni della cassa militare, alia quale si collogano il volontariato di un anno, le ratTerrne con premio ed il capo soldo, andarono sempre piu notevolmento aggravandosi , ta lcho si rende piu che mai necessario u11 provvedimento ondc questa instituzione sia- in grado di continuare a funzionare. Olt.re la creazione del distreLLo di Castrovillari, altri avvenimenti im port~nti si ebbcro nell'anno: 1° la chiamata solto le armi delle classi di ~1• categoria del 185'1 e 52 ascritti alia mi.lizia mobile ne! numero di 75,65 7, de quali ,10,•166 non si prosentarono per giustificato motivo .In, tale chiamata, fra i non prP.seu.tatisi, ed i congodati per rassegna 1
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LIBRI 158 di rimando, i trasferti in sa categoria , rinviati in patria perche ammalati si verifico il ·16 .56 per ccnto di diminuzione nella forza . Chiamate queste classi il 15 agosto, vennero congedate, tranne i battaglioni di mi lizi:~ mohile che presero parte alle grandi manovre, J'H settembre successive . AlLri ~2 ,555 , 20,007 della classe 1860 e 25!~8 di classi anteriori, ascritti alia 2• categoria , furono chiamati all'istruzione il ·I o ottobre per un periodo di circa 3 mesi. In cruesta forza si veriflco per varie cause la dirninuzione del •17,37 per cento. Ad una ist.ruzione di ·H giorni si chiamarono altresi •19, 3·12 militari· appartenenti alia 3• catcgoria delle classi 1850-51, ne' quali fu di ~9. ·1 3 il per cento di diminuzione nella forza. Le seguent1 disposizioni mettono termine ai movimenti ch'ebbero luogo durante I'anno nelle classi di leva: passarono alia milizia mobi le le classi 52 di 1a categoria e 55 di 2a; alia milizia territoriale le classi ·\.9 e 52 di cavalleria e quella del 52 di 2a categoria . Le promozioni avute nella truppa furono ~8,270, le sospensioni dat grado 3tH •. le retrocessioni ·1156. Per nuova creazione le compagnie di disciplina aumenL~rono di una : in esse vi ebbero %3 nuovi entrati, •1001 usciti, cosicche la forza al 30 settembre 81 rimase di H 67. Il movimento nei reclusori e espresso dalle cifre: aumento ·f ,39·1, diminuzione 1 ,506, rimanenza ·f , 606. Da sotto le armi si congedarono 5·i,.f 7·1 individui; le classi, cioe 56 di cavalleria e 58 delle altre arrni. I passaggi in 3• categoria per effetto dell'art0 95 della Jegge sui reclutamento furono 678 e 2H 3 per cffetto dell'art. 96; i congedi assoluti in seguito a rassegna di rimando 4-16·1; le licenze straordinarie ill imitate per malattia 3588, per eventi_cli famiglia 700; i riammessi in servizio 4-33; i collocati a riposo 515; i cancellati dai ruoli 134-; i morti 2,034 con una di-. minuzione dall'anno antecedente di •1•18 con una media sulla forza dell'esercito del •I 0 per rnillc, mentre quell a dell'anno precedente era stato deii'H ,.f 3. Dedotti dalla media indicata gli 85 che si suicidarono, i 56 decaduti per disgrazia, i 2·1 uccisi, quelli che morirono per malattia si riducono a 1872 e la proporzione scende al 9,22 per mille sulla forza media. Del piu grande interesse sono i minutissimi dati offerti dalla relazione sulle infermita, sulle rassegne speciali e di rimando, sull'eta e sui tempo di servizio prestato dai riformati e dei deceduti e bene a ragione J'illustrtl autore puo esprimere il voto che i medesimi siano
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elementi abbast:mza sufficen ti, specialmente per i cultori dell'arte salutare, a studi seri intorno all'igiene dell'esercito e a dar vita a quelle provvidenze chc meglio assicurino la salute ed il benessere· dell' eserci to stesso.
Le forti/ica~iotti tli Boua11 etl il siBienta di tlit•e.c:ione dei l avo••S. .1 1Ubb1iei ntilitt~ri del Ten. Gen .
Ing. CERROTI Nuova Antologia -
fasc. Ill I febbraio 1882.
Dopo avere accennato alia necessita di preservare Roma dalle oll'ese di nemico sbarcato, J'ansore cita lo studio inedito di un generale suoamico, nel quale, considerandosi il caso di una guerra con la Francia. si dimostra come questa sia in grade di porre a · wrra sulla nostra costa tinena 50 mila uomini in sette giorni al piu, e come, per schermirsene occorrerebbero almeno due cor pi di esercito, col dubbio che la concentrazione nel punto minacciato possa riuscire a· tempo. Uu rlsparniio di forza ed una sicurezza di riuscita non si ottengono che con opere di fortificazioni: col carnpo trincerato di Roma, anche rirnanendo indifese le coste, bast.a un solo corpo di esercito· invece di due; e se inoltre anche le coste siano difese, l'autore <:rede che piccoli distaccamenti di tt:uppe dell'esercito di prima linea e· conven i ent~ masse di milizie bastino a garantire l'incolumita della ea pi tale. Il tratto di costa da difendersi, secondo l'autore, e quello compreso· fra Talamone e Gaeta; non sembrandogli che il nem1co scelga a sua base di operazione un porto piu a nord di Tala.mone o pit'1 al snd di Gaet~; e poiche sn questo tratto non vi sono che sei porti (Tala- / mone, Porto S. Stefano, Porto d'Ercole, Civitavecchia, Porto d' Anzio e Gaeta) atti a servire di base ad un nemi ~o il qttale aves~e intenzione di fare non una semplic~ scorreria , ma una seria spedizione nell'iuterno, basterebbe fortificare questi porti, per premunire la capitate. La difesa di ciascun porto dovrebbe esser affidata ad un unico forte in condi zi oni tali di sito, di costruzione e di (orma da non poter esse·r t·idotto al s-ilenzio dalle potenti bocche da {uoco deUe nal)i da guerra ed essere in pari tempo preservato da 1/R attacco· di ·u wa f'orza,.
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L'autnre crede che questa doppia condizione si raggiunga quando il forte sia tontano dal m~re Sl chilom . almcno, ed in posizione taut,o elevata che le artiglicric delle navi ncm'iche non vi abbiano azione. Il toro obbicllivo sarebbe non rli distruggcre la flotta ncmica o sotamento tencrla at largo, mn battore lo spccchio delle acque intel'lte del pol·to, per impcdirc la distruzioue di ostacoli (torpcdini ed altro) cho ne contcndano l'entrata . Non sappiamo se codesti forti avrebbero le condizioui d'inviolabilitil loro attribuite. 11 cannone da 21 mod. 1815, ondc sono armatc le navi francesi, puo assumere un angolo d1 elcvazione di 36° cd ha una gittata di H K.; pcrcio ancbe il forte situato in piu clevata posizioue ( quello di Porto Ei·colc a m. 636) puo esscr bnttuto. Ne ci scmbra che quei forti potrebbero facilmente raggiungere il .Joro obbiettivo stante la grandc distanza dal mare ed i mezzi poco appariscenti, sebbenc di Junga e fastidiosa attuazione, di cui it nemice si varrcbbe per liberare il porto dagli ostacoli che vi fossero accumu!ati. Cio malgrado, non possiamo disconvenire intorno alia necossita di difendere quei porti non no! modo poco efficace dall' autore voluto, ma con quclla larghezza di mczzi che c richiesta dall' importanza dello scopo o smett.enclo una buona volta l':mdnzzo di strozzarc ogni cfflcacia alle nostre difese, in 1ista di una cconomia nella spesr~, impossibile ad ottenersi. Sobbene l'autore non lo cl ichiari molto osplicitam ente, pure si · rilcva dal suo scritto che a lui sembrano per lo mono pocn util i le foetiflcazioni di Roma , quando le coste rimangr~no indifese: m<~ egli medcsi mo accenna ha stare or:1 un solo corpo di esercito alia difesa delta capitate, mentl'e con Roma non munita di fort.i, stima richiedcrscne due; ed esclude la po:;sibilith chc l'invr~sore, ossendo noma for'lificata, sbarchi con probabilita di riuscita, in un punto aperto delta costa appoggiandosi poi, per via di tena, a qualche porto pili. distantc occn pato dalla flotta. So dunque le fort ificazioni di Roma nello stato attuale, rendono libero un corpo di escrcito e paral izzano quella manovra che pur e riescita agli allcati in Crimea, non si puo condannare chi, avutane .!'idea , trovo modi di attuazione, i quali hanno fatto sorgere la difesa della capitate se non perfetta, abbastanza valida e con una celeI:ita che e sembrata fulminea in I talia, ove si era abitLlati a vedere aiTogare ogoi progetlo di di fesa territoriale nelle aequo stagnanti delle Commissioni tecniche militari o parlamcutari.
161 Nella 2• parte del suo stuflio il generate Cerro>tti, descrit.to sommariamente il cmnpo trinccrato di Rorna, ne accenna troppo rccisarnente i priucipali difotti; che sono, a sno credere: la irt·ogolaritit del pol igono costitnito dai lati del campo, il quale preseuta ango li ricn tranti o salieoti e, cio chc oe o la conscguenza pitt grave, la posizione troppo avanzata ed isolata drl forte T1·ionfale. Se anche questi appuuti a vcssero qualchc foodamento, cssi sarebbcro di una gravitit contestabile. Le condizioni del terrcno impone\'aoo l'andamonto del poligono quando, per ragioni di spesa, si era stabilito di teuerlo ad una distanza di 2 a 3 kil. dalla citti.L cd inoltre l'ubicazione di ciascun opera non potcva in generate, e tanto mono in un terrono cosl aceidentato eomc la eampagna romana prcstar:'a, ad una soluziouc ideate. Un poligono regolaro si puo tracciare iu un tencno aperto dove tutte le opere hanno Wl idontico scopo; ma iu un terreno tutto n poggi, dossi c' vallicell c ciascun opera ha un obbiettivo suo proprio, a raggiungere il quale puo csscr necessaria che l' opera si allontani dal vertice del poligono ideate. E In posizione del forte Trioufale ne e noa prova: essa ha l'obbicttivo di battcrc le due valli deii'IufP.rno o di Acqua Tra\'ersa, diguisachc si c dovttto tollerarne la posizionc alquanto anischiata, coutentando:;i di correggerc questo difetto incrcnte alia loca'l ita col dare maggior robustezzn all'opcra. L'autore esamina quiudi il tipo dei forti e no fa severa ccnsura hasata in parte sn apprezzamenti suoi iodividuali, in parte su crrori di fatto, dovnti certamentc a mono csallc informazioni , ll primo appunto, c fJLlello forse che all'autorc sembra il piu grave ed a noi il mono, c che la costruzione dei forti non sia stata applicata at terreno. La quistione di applicarc la fortifi vazioneal tcrreno e una di quellc sullequali si mostra maggiore l'accordo nolle idee gencrali, e meno nella loro attuazione. Gli e chc ossa ha parecchic soluzioni secondo chc si prescinda ono da alcuni altri attrihuti c qualita che il fortilizio devc a verc. Ne puo questo soggetto esserc tra!tato in una brc\'e recensionc: basti accennare cbe si deve prima ed esscnzialmenteapplicare 1a f0rtificazio ue al tcn·cno lontano, si dove cioo dare a lie tliversc J"accc dell'ot>cra la piLL oppot·tuua direzione porchc i tiri delle artiglicrie di cui saranno armatc battano officacemente iI tcrreno che sara prcsumibil meute occnpnto dal nemico; c poich c la maggior copia doi fuochi dovra vcnir diretta guJ ft·oute del campo trincerato, ne sorge che la faccia principalo, quella che suol chiamarsi fronte, avra un andamento predestinato, quando sia dcter1pinato il poligono del campo; o sara continuo o spezzato sott{) un angolo pili. o meno sentito secondo che lo E PERIODI C!
ANNO XXVII VOL. 11,
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LIB I{ I 162 consiglia la uece.>sitit Ji presen•are IJue:;te facce dall' infilata sen r.a inval idnrue le quali tit oll'ensive: le nitre facce non servono che a cbiucl(;t' I' opera. Ecco il tipo del forte che l' nu tore reputa scolastico. Quando questo ~ia di !imitate dimens.ioni, ,;tante il piccolo numero di bocche a fuoco di cui dovril armarsi, saril qua:;i scmprc possibile eonsiderarc il tcrreno come orizzontale, scmpre quando nella breve estensionc chc clovrit occuparc, i dislivelli non siano molto scntiti: volcr fare l'opposto c cacciarsi senza scopo in un mare di cl if-· ficoltit le quali non potrebbero esset· vinte che con grttndi spese c non scmpre felicementc, c con nessuu altro compenso chc la pueri~e :;oddisfazione di aver fauo un'opera, la quale, per la sua forma btzzal'l'a Jaccia tcstimonianza dclla sottomissionc del costntttorc• :11la tirannill. del ten·eno . Ora questo e il C3SO dei forti di Routa. Lo stcsso forte di Monte l\lario, il quale sorgcndo sopr;:l un tcrreno piu declive di qucllo dcglt ahri forti, presentava maggiori difficoltit, ha dovuto subire nel suo tracciato le esigcnze dell'on'ensiva. Ne pir1 felice ci scmbr<1 l'ai.1 tore nei suoi appunti ni particolari d~.. costruzione: cosi ad escmpio e stn to male informa to laddove dice cho st voleYnno faee scarpc a basi minori dcll'altezza: non potendosi fare il muro di controscarpa nei sei mesi che si erano assegnati per porrc le opere iu grado di venire nrmate, si era stabilito di lasciare la coutrosca rpa iu terra o con la pilt ripida incl ino.zione possibilc per impecl ir·e la disces::t nel fosso : mutate prima dte i sei mesi fosscro decorsi le condizioni politiche le quali consiglia\'300 quella geande fretta, ~i costrui im•ccc il muro di eontroscaepa, ma scuza che la prima idea (la I]Uale. e1·a pieuamente giustificat.'t dalle circostanzc) nvesse avuto nea ncltc nn principio di esecuziouc: qnindi non vi ftr lo operpero di clanaro snpposto dall'a ntore. Qucsti biasima la hrcvc altezza data a\ rnuro di coutroscHpa: si possono eitarc autori che credono un muro di m. -~,00 un osLacolo diffieilissimo alln di ·ccsa, insormont(lbile poi alia ritirata; vi sono profi li cl i opece nui qu~ li il mueo di coutroscarpaJvnria da ul. ~~.tiO a i:i,oO o sono ItHUt('anti del muro cl i scarpa, missionc che ::tll' autore pare uno rlei pit\ gra,·i errori co mmo.si c che in,•ece non ftt che uno dei soliti O!naggi n cio che si c convenuto di chiamare le e.~i gen;;e finan;;iarie, e cite puo semprc venir c01ntto quando si voglia spendcre la sommu necessaria . L'anLOt'e si scagl ia contro il tracciato bastjonato d::tto alia gola dei · forti . EIJIJCttc delle :20 opere fatte od in corso di costruziooe, solo trc baono la gola bastionata.
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Un'altru ccnsnra si i' di aver affidato il fiancheggiam ento dei foss alla fuciliera invece chc a piccoli cannoni a sfera corazzati. Ma noi non crcdia mo che quest' arma possa nver nn utile impiego nelle caponierc: piu utile c piu indicato sarebbe in generalc il cannone da 7 da campagna o qnello da 8 da montagna: ma bisogna tener presente la breve lunghezza dei fossi fianchegginti, che il di circa ·100 m. Ora il ti ro a shrapnel non comincia ad u:;sor utile che alia distanza Ji 500 m. e volendosi usare il tiro a mitraglia, l'arma piLL efficace sarebbe non il cannone ma la mitragliera; c le fuciliere, quali sono costrut.t,c, danno il modo di armare le caponiere con la mitragliera Palmerontz o con quella Nordeofcld. Queste fuci lierc forniscono all'autorc LlU nltro soggetto cli clisapprovazione. Se avcsse climostrato che indebolenclotli sovercbioi muri c limitando il tiro ne! campo verticalc, dove forse qucsto puo esser ncccssario, sono le fuciliere da aprirsi con pondcratezza e misura, noi anemmo fallo plauso . )la invece si condannano percho avendo una grandc apertura possono esscre facilmente imboccate: ora cio non iJ esatto: l'apertura c ne pit\ ne rneno di qnclla delle ordinarie fuciliet'e vertica li tl.i .~L~i sono assai pit\ efficaci perche pcrrncttono un maggior m~lltero clt. tm anche su due righc, come si c potuto constatarc con appostte espel'lenze. Si biasima altre:;i J'angustia dei forti: e quest'accusa puo sembrare "iustiftcata solo quando si perde di vista quale scopo si e voluto ra""iu~crero-con le fortiti cHzioni cli Roma, qnello cio(~ di pone al sicnro e t. la oo capitale da un colpo cli mano, tentato da truppe mo b'1l'1 :>uarcate con semplici artiglierie da campagna . Non occorreva percio concentrare numerose e potenti artiglierie sopra un mcdesimo pun to. I~oltre. la natura della campagna romana cosi accidentata faceva obbhgo dt moltiplicar le opere per ridun·e i scttori indifesi a! minot' numer~ e. della piu piccola estem;ione. Se i fol'ti, ol.tre di esse1·o n~m~r~s1 e quindi prossimi fra loro, rosscro anche stat1 potentt c grandtosl s1 sarebbe sorpassato ogni piu cqua e ragioncvolo spesa.. . AI severo esame dell'autore non sfuggo neanche 1\ tracc1ato delle vie militari. Egli crede che le condizioni tecniche avrebbero meritato la primazia su quelle pmamente militari. Ane he questn e un op~ nione; ma ci :;i pcrmettera di credere chc se con qualche cnrva pn't o meno scntila, con qualche contropondenza. con qualche punt~ di ritorno o di regres:;o che voglia dirsi, si evitano liti o ritardi . e si rispettauo gravi interessi privati, questi difetti sono compensa t1 ad usura. Nella terza parte del suo scritto il generate Cerroui cerea le cause
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di questi orrori e le trov~ ne\ sistema seguito C{)lla dirczione dei lavori, quello cioc di <Wernc affidato ad uu solo il coutrollo inYece che al Comitato di AI'tiglieria c Genio. Noi siamo del parcre dell'aulore quando sostiene la necessitit che tnle controllo, specialmente prcventivo, sia affidato ad un coliegio composto delle individualita piu distiute del genio e rivestito dei gradi pitl clevati: ma questa tesi non a>eva bisogno di cercare i propri argomenti nel paragone con gl' incon•enienti di un altro sisterna, incom·onienti non provati di certo; ma. dato e non conce:;so chc iucou,·onienti si fossero manifestati, nessuna dimostr:1zioue si avrebbo che, in caso di urgenza, il dauno non sarebbe stato maggiore. Contrapponiamo le uostt·e ossen·azwni alle critiche dell' autOT'e, sembrancloci che il suo scritto (sorpassandonc certamente le intenzioni), possa scuotere la fiducia nella validitit dei mczzi usati a difesa dlllla Capitalo; o la fiducia e uno dei primi elementi cli vi ttoria . Il cnmpo trincomto di Roma ha certamente dei difetti; ma cio nou ostantc osso c piu che yalido a preservare la capitale cla un attncco di viva forzn od n protrarne di molto la difesn contro un asseclio rogqlarc. L'eccelsa posiziouc occupata dal generale Cerrotti come Membro del Comitato d'artiglieria e genio, anzi di Presidente dolla sezione del genio mentre sorgevano le fortifieazioni di Roma, potrebbeimpressionarc qualcuno. )fa fa d'uopo riflettcro che in tulto lo scritto si manifesta ]'amor proprio offeso che induce direttamente a hiasimare un sistema di\et·so dal suggerito ed a trovare errori nell'opera altrui: errori che non si cercauo colla diligenza di cbi calcola le consegueoze delle censure - tanto o vero che I' Autore, a pag. 18, confessa francamente non credere a lui lecito entrare nei particolari dei lavori non avendone perfetla conogccnza per non aven·i preso parte. F.
Davou,t, per L . 'tipografia Voghera, 1882. - Prezzo L. l.
Ct~t•atteri udlila••i.-
CHIALA. -
Roma,
11 gonio di Napole()ne spogliato dalla passione del potere, reso inaccessihileal la gel ~s i ll dell'ambizione. posto, solo e gigaote sullo scoglio di San-
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t'Elcna, dinauzi alla post.eriti1 ehbe a seutenziare esscro DaYout una della glorie piu pure della Francia. Quan ti strati pcm) non si appuntarono dall'im·idia e dagli odi di parte contro qnesta fi gura che, dalle severe linee di bromo nell'adr.mpimento del dovere, n~lla rigida onestit della ;•ita, nella delicat.ezza degli umani sentimrn ti <' nella abilitit c forllma nolle armi, maggioreggia sn tutti i colossi dei suoi tern pi eroici! Non occorse meno di mezzo secolo perche la sto1·ia potesse eircondare qt1ella fi gura di tutto lo splendore che le era dovnto; non occorsero meno d1c le effottuose cure di una figlia illustre per ingcguo c per sapere, qual'c la marchesa di Blocqueville, e la rara fortuna di un p1·ezioso c~ rteggio domestico gelosamente conser>ato, perchilla Yitn e le geste dclrnaresciallo Oavout, rnccontate da se stcsso e dai 'suoi nclla loro genuina verib, fos:;ero lette dai postori. Da quest' opera clella marches:~ di Blocqucville: l:e marh·hal Davont, p1··i.nce d'Eckmuhl 'r acontr pm· le:s girn~ rt pnr l11i-mhne, il nolo scrittorc nostro Lnigi Chiala, ha trauo uno di qurgli stndi cleslinati ad inrcrvorare i lettori nel culto o nell'esempio di un grnn crt l·nttel'c o delle rnaschic virtu rnilitari. E le linee del la liwnomia del mn,·esciallo che il Chiala ci tratteggia sono invero str;')orcl i lJ ari:~~neutc cHntteristichc. Il rifiuto di fuoziorii emincnti ch'egli non aveva lt1 rosciem:n rli sapere ancora cl isimpegnare, la modestia ocll'attribllirsi il lliCI'ito di strepitose vittorie, la devozioue alia pat1·ia eel alla gloria del suo sovrano, il rlisiotere.sse per le ricchezze e per gli onori , la religiouo somma dol Dovere, l'inllessibilitc\ clell'animo cong iun tr~ allo cure pi1i tenere per il soldato, la mitezza vcr6o i vinti, la gra ndezzn d'un imo ncl sopportare le iuvidie, le calunnie, la povertit , 1£1 persecuzioni dei Borboui sono cosi eminenti qualiti1, alle quali rion m:~nca chc l'autichita per vincore nel confronto qnellc dei piti famosi oroi di Plu tarco. B en~' a ragioue il generale Petitti nell'inte1·essante ICLtera che scri>e all'autore e cho precede la pubblicazione di cui ci occupiamo, giudica in questo lavoro esser « materia per iniziarc un libro utili s~imo per tutte <( le scuole, e piu particolarmcute per le scuole militari; libro (:he po,, trebbe completarsi con annloghi esempi di virtLt e cl i gran caratterc • ricavati dalla vita e dallo ar.ioni di altri nomini di met·ito, preferibilmente u italiaui ,, . L'illustrt: genera le ::avia mentc ci ricorda rtuanto piLl prnficui 5iano i libri che s'indirizzano al c;norc, ai vi1·ili scn timenli , 11 lla fantasia clella giovcntu, di qnelli ·dei qua li oggi corrc l'nndar.zo, che hanno ossemia lmcnte per oggetto le condir.ioni ~c i c miuch c o quanta infl uenza esercitass<Jro i libri cli lettura di Cosare Snln zzo uell'c•ducarr. In vigorosa tempra di quella gcnerazionc ch' ebh~ com pagui nell'nccademia d~
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Torino, nella vita pubblica e sui campi · di battaglia Cavour, La Marmora e Vittorio Emanuele. Nell'esprimere anche noi il voto che il lavoro del Chiala possa servire alia compilazione di un libro di lettura sopratutto per la scuola miliUlre, vorremmo compeudiare tullo l'elogio che merita l'interessante pubblicazione.
LA nuovn t.Jisposieione •~a,niate,.inle stdln udst~ ,.aetoue del tol't•ce in ••a1~P'~,.to tdln stnlfn•n nella vidta t.Jegli i•asc,.itti di levt•, e i s o•ot effelti , per DoMENrco MAESTRELLi, capitano medica . - Roma, Voghera Carlo, tipografo di S. M. 11882.
.La nota all'articolo i" del nuO\'o clcnco B delle imperfezioni fisich e e delle infermi LiL P.Si menti da I servizio militare, messo in vigore con R. Decreta dell'S settembre 1881, stabi li la proporzionalita dell' ampiazza del torace COil la statura. - Il capitano medico Maestrclli saluta COil compiaceuza la nuova disposizione, Jamentando solo che in Italia sia stata adottata troppo tardi la saluta re misura e dopo che Svizzera c Fr:mcia ne diedcro l'esempio. Con cifre desunte dallc relazioni statistiche sanitaria egli dimostra che le perdite per mortalita e riforme, dipendenti specialmente da malattie degli organi respiratori , furono in pass.'\to minori in quelle armi (bersaglieri o artiglieria) la quali, per le disposizioni speciali Yigenti prima del nuoYo elenco D, era no dal reclutamento. fornite di iuscritti che possedevano torace pili adequa to alia statura. Deduce da talc coufronto che la nnoYa disposizioue produrrit il desiderata e salutare elfelto di una grande diminuzione nell'esercito delle perdite per malattie degli organi della respiraziono e per tutte quello altre infermita c.he ha uno c.on esse relazionu strctta di cau~aliti\ . L'applicaziono, prro, della nuova misura fariL crescero il numero ilCli non idonei innanzi ai consigli di leva . Coi dati ricavati dni fogli sanitari dei rn ilitari della classe 1859 l'autore dimostra cho se ad essi si rosso app licata la nuova misura si sarebbe avnto 1'8 per 100 di non idonoi alia ·1• visitn , cioc iunanzi al consiglio cli leva , ripartiti fra r ifor rnati c rivedibili; c che-, espP.rito per gli ult.imi il periodo 1
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della rivedibilit.;\, il numcro totale dei riformati defiuitivamento su quelli cho, secondo il vecchio elonco B, fm·ono gia giudicati idonei, 'Sarobbo stato in ragione del -1- 0/o . J.a nuovll misura e veramente ina ppuntabile'? L';lutore a questa domanda risponde cho e pili giusta della consimilo adottata in Francia nol 1876, la quale, applicata a militari diehiarati indonoi col nostro passato olenco B, avrebbe dato al primo o,;amo il 1:3,5 per 100 di giudicati non idonoi; e cho difi'orisce pochissimo dalla prescrizione Svizzera, secoudo la quale il numero dei non idonoi sarebbe stato di 8,1 per I 00 diclliarati abili col nostro vocchio sistema. Se non cho esseudo dimostrato Rd eridenza chc la progr<'$Sione dd la misura toracica e mono rapida clella progressiono clella statnra, la nota del uuovo elenco n potrebbe cssere con lievo rnodili caziouo mo:;sa in pit't esatto rapporto con quosto fatto antropologico . L'autore si ac·costa allo proposte fatte da un altro modico militarl', il dott. Paris, variandole in piccola parte; e dornanda che il peri metro toracico sia eguale alln semi- sta tura nei giovani alti da •1,61J a 1 ,6!) , c siu uu contimetro mono della semi-:;tatnra in quelli :-tl ti dtl 1 ,70 a '1 ,'19 . Un perimetro toracico di centi metri 89 devosi cousidorare sufficiontc per eh i abbitl statnra di 1,80 e piu. Rcgola genera le poi non teller conto nolle rnisnre pori metriche del pet. to chc cli centimctri intieri; per esempio, il pcrimetro di cen tirn ~ tri 80 clovrebbosi toner vn lido per le stature di 1,60 e di '1,61; quello di contirnotri 81 per lo stature di ·1,62 ed ·1 ;63 e via dicendo. Cosi modificato nella :ma applicazione, il priucipio dolla proporzionalita dol torace alia statnra produrrobbe 111111 S<'n!'ibilissirnn ridu:~;ione nella quantita dei giudicati non idonoi alia prima visita, scendendo al 5, 6 per 100 dei giudica ti n lidi ,-ccondo il vecchio sistoma, inveco dell' 8 dato dalia nuov<l misura, o del 6, 9 che avrcbbe procurato il sistema del dott. Paris. .Ma, ritenuto che nessuna modiflcazione ''oglia fttrsi alia nuova disposizione, c per la dimostrazionP. data so pra do,'ondo t'alcolarsi al t per ·I00 I':JUmcuto delle riforme prodottc da derlcicnza toracica rolativa, acc.adra certamente questo chc sopra il C(JHtiugontc di H 5 a ·120000 inscritti dichiarati annualmente iclonei 0 ripartiti fra ·1a 0 2.. ··ca tegoria, si nvri1 una riduzione efl'ettiva rli circa 5000 arrnolati. Come co rn pcnsare qucsto a:;sottigl iamonto ·dol contingcutc annua lo? Diminuendo di ,1 conti metro il minimum~ della st~ tur:.1 ora richiosta; accottaudo, cioe, co me idonei alle ar mi gli uom ini di m. 1,55 asseyrwndol~ .~enz'at!ro alla .2• ctLteyo?·iu qucr./o?·o, soggiungc l'autore,
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non si 'VOlesset·o nell'ese1·cito pe·?'manente pe1·che non snfficientemente alti e di bella p1·esen:m . Dalle tavolo sulla statura degl'inscritti ( l:l.elazioni Torre) si ricava che annualmeute si presentano alia lcva circa 10000 giovani della statura di m. 4,55. Di questo nnmero iOOO circa, secondo i calcoli c le osser>azioni fatte dal dott . .\Iacstrclli c da altri suoi colleghi, sono qnelli che si sarebber·o potuti arrnolarc iu ·1• o 2" categoria come assolutamente idonei ~I servizio mi li tarc. Con qnesti ,~000 inscritti e cou gli altri, chc si avrobbero dallc modific.'lzioni proposte alia misura toracica delle al tostature, sarcllbc af'fauo compensata la pcrdita che annual mente dovri1 apportare la nuova disposizione, ottenendo insieme il gr·ande ~-antnggio di una sce lta migliorc che nel pnssato. Pongono fine al lavoro alr une considcrHzioni sulla statura mediana del la popolazione maschia cla 20 a 21 anno del uostro e di altri paesi, dalle quali si conclude chc il ntininwm di statura rnilitare di I ,55 e quello che piti si addica nlla nazione italiana. r.on qucsto scritto il ca pitauo rncd ico J'Iacstrclli accresce la bel la famn di operoso cultorc dolla sciom:a medico-m ilitar·e procaccia tasi con altri lavori, di alcuno dei cruali In Rioista ha fatto l'esame ( 1) . Le osservazioni e le proposte dcll'opuscolo non sono nuoYc, ne pro- • prie dell'autore; le abbiamo gia trovatc esplicitamcntco implicitamente contcnutc in altri scritti di suoi colleghi; e la conferma che di1 ad esse il lavoro che csaminiamo ci spingcrebhe ad nderirvi; fatte bensi alcune riscrve c, pet· dirne una, circa l'assegnazionc alia 2« categoria degl'inscritti alti m. 'I ,55, quasi che que)la categoria avesse in 0auer'l'a impiego diverso dalla 1• categoria. Una considerazionc, pcro, di ordine superiore, che include la quistione prcgiudiziale, ci trattienc, lino a che ll')U sia ben chia r·ita, dal fare ndcsione alle modificazioni proposte alia nuo,ra disposizione; ed e qu e~ t~1. Nello stato presente delle rognizioni cho si hanno sui criteria positivo dell'nllitudiue fisica alia ''ita militnre c con tanta dispari!U che si trov:~ , cosi nolle· opinioni degli uomini tecnici, come nelle clisposizioni legislative . dei va ri eserciti, la sol uzione d:lla in Itnlia rlnlla Nota del nuovo Elenco B, puo, scoza dubbio, dirsi ttr1 . progro!:'so? Ne sono state calcolato tutte le conscguenze miliwri, demogra.fiche e socia.li cl~c don·anno dcri varne, c gl'i nconven ienti ( per· nou drrc altro) ru r puo clar luogo? .\"on intendiamo, pcrche non sa-
Tehbe questo il posto, di dire il nostro nvvi:;o intorno a tanto gravi quistioni. Non mettiamo in for:;e ~he la fisi ologia e propizia, e ne c stata, anzi, l'ispiratrice, aila nuova disposizione. Nla l'esperienza che abbiamo delle cose dell'esArcito ci ha piu volte fatto vederc cbe le speranze nate snlle dednzioni della pma ~cienza, non diedero i fru tti promcssi , in mism·a adequata ai sacrifizi fatti pe1· cohivarle. Se la maggiore ampiozza toracica fari1 scemarc le perdito dell'esercito, Jo saprcrno fra alcuni anni dai fogli 'ani tari; da cui aspctliamo larga messe di cognizioni a beucfizio della medicina militare e dell'antropologia, constatando per ora ehe l'egregio dolt. )laestrelli ha, pcl primo, con quosto seritto, rnessa la falce ncl vasto campo. Non possiamo mcttcr tcrrnine a qncsta breve rassegna senza esporre nn grave falto, ignoto, a qnanto pnrc, al dott. :Vfacstrelli. La Francia, rho egli loda per· aver precednta 1'Italia nella ~alu tare riforma, con la nuo,-a istruzione ('I) sullc malauie cC('. che rendono inabili al servizio militarc, non solamente ha abol ite le misure di pro porzion:l litil del peri metro toracico alia statura , prescr·itte dalla prccedente istr·uzione del ·1876; ma ha lasciato al criter·io del medica il decidere, sccondo i casi c le circostauze, se un pcrimet.ro toracico minore di centimetri 78 possa essere indizio di poca attitudine fisic.'l. at servizio militare. Con cio la Francin, chc era corsa tanto dietro i suggerimcnti teorici, si I~ rifatta ind icti'O, imitando la Gcrmania o l'.i\ustria-Ungheria, addottr·inate auche esse dall'espericnza. L'esempio delle tre maggiori nazioni mi litari d'Europa giustifica ampiarnente i dubbi da noi sopra man ifestati .
( I ) )f· n~maw.- I/e$pO,.ente ptu tobr~
1•81.
il.lcuue ,.,,cestioui uaat ita••i . - Roma, Tipogr·afia F. Ca-
paccini e C. -
1882.
Dai di ~cgu i di leggi presentati alia Camcr·a dei deputati dal Ministro delln guerra, questo opuscolo anon imo trac occa~ione per esaminare nolle sue molteplici rtucsLioni il problema rnilitarc indirizzandosi nou solo all'opinionc pubblica, mo altresi al Pnrlameu to, dal
conelto tlella capacit.a 1>itale , - Rivista !tl, ot(I)
Jour11at mtlitaire o({iciet
l'url i~
rcg lementn ire. Annee 1877 W 18.
. [70
LI B I'll
senno del quale si coufida che quest~ vol ta sia per fa rsi ,( una discus~ione complcto, clcvata, sincera, 11uale appunto la vuole la vastita e l'importanza del soggetto. • La non facile materia, per quant.o da parccch i anni nbbia cscreitato la pcnna degli scrittori, e u·attata con .assai competcnzn, onde il lavoro anche nolle alto sfere, crcdiamo noi, sara stato letto con interesse. L'autore dicbiara di non essersi >Otato ad alcun sistema e di rcndersi interprete del pcnsicro nuovo dell'esercito italiano: il libro difatti, quantunque non sia riuscito a nascondera complek'\mente il proprio tipo, non c tuttavia intinto della pece del doUrinm·ismo che forllla tlnn delle principali e forse l'tmica sgn.devolc caratteristica degli scrittori dPila scuola di guerra. Ha pero nndifettocapitalequantoa ll'cconomia c non poco importanto quanto alla sost:wza: mol te e gt·a ,·i::;:;i me questioni souo tra ltatc eon Iona all'annata, con uoa stringatozza che spcsso -~ u oce al ucce~sa rio svi luppo delhl discus:;ione, men tt·e I' apologia del cot'po di st:1to maggiorc assume tali proporzioui che delle 92 pagine di cui coustn l'opnscolo, ne comprcnde nicntemeno che 61. Si .direhbe ch'c Slttto o.dtlirittnra sbagliato il titolo della pubbli cazionc, la qun le piLt razioualrnento ;nrrebbe potuto iotestarsi: i t corpo di stato maggiore ed alcune a/l1·e q-ue8tion·i, rrrili t.ar·i; per t:.ll modo il principale e gli accessori venivano colloca ti al loro posto, ne qucsti servi vaoo a quello di protesto. A parte f[uesto appunto, che noi per sincerita di critica non dovevamo omettere, i giudizi, le proposte, i dati di fatto esposti dall'autore si fanno tutti accettare per la loro giustozza e per il senso pratico onde sono informati. 11 progetto ministeriale in massima vicne accolto ne! suo concetto fondamen:ale della creazione delle quattro nuove di,-isioni :.la compagnia, portata alia forza di 225 uomini presenti, ci dara una divisione cd uu corpo d'armatn i qunli per forza si aHicinerauno al loro ideale teorico e saranno lalticamcnte in ottime condizioni: si poteva soltanto fare un passo di pil't, costituire altri due corpi d'armata e cosi prcpararc sin dal tempo di pace la formazione che saremo costrelti di assumcre in guerra. I ber:;agl iori, sia pure cou i reggimenti ridotri a tre ba ttagl ioui, si ,·or·rebbero vctlcre t'itornati alia loro Yera missione, vederli, cioe, Janciati nello alpi a rinforzo delle truppe alpine ; v<:Jderli riuniti in masse considercvol i iusieme ;1 corpi ni cava lleria e a batterie d'artiglieria; vcderl i iu tuta p::ll'tlla atlopernti per tulle le operazioni di gucrra proprio a Lt·uppc scf'ltn. La cal'a lleria accrcsciuta ; ino a H,.} Si}ttadroni , rormilti ::;u :J(j t·eggi menti , o uua necessita che J'autore dimostra c:ol cc'! ntpito di t T li iJst'~ ru t n uelio ipotcsi di guerra del nostro esei' Cito.
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Ne meno sentiw e la necessitit di un vigoroso indirizzo nell 'istmzione dell 'nrma, il quale potrebbe ottcncrsi ripnrtcndo i reggimenti in 1re gruppi, due nella valle del Po, uno uoll'Italia pcuinsulare e prepooendo un genera le a ciascuno tli cssi: i tre general i comauderebbero in gucrra tre diYisioni ed in pace, per le que~tioui importanti, costituirebbero una specie di comitate. Le batterie a tavallo per poterlc assegnare alle quallro divisioni di caYallcria, che avrcmo hisogno di formare, inYece di quattro avrebbero do\'Uio esset· otto. Applaudendo ai conceui a' quali si c iuspirato il Ministcro ncl risolYere la questione del presidente del comitato di stato maggiore genorale, nell'organizzare in certa guisa il comando supremo doll'e:;ercito, l'opuscolo propone che il comando del corpo di stato maggiore passi 80tto l'immediata dipendenza del Prc:;i1lcnte del comitato; cite l'ufficio di segreteria sia retto dn un maggior genera le; eho sia sop prcsso il romitato delle arm i di linea; che venga creato uo comitate non permauente per la cavalleria; chc il comitato cl'a nigl i er i ~t c genio, ridotto di molto, diventi eorpo consulti vo pet· le sole q:uestioni tecnichc, che la scnola di guerra dipenda dal· cnpo di stato mnggiore genera le, cosl pure l'istituto topogrnfico mi litarc. Dal comando supremo dell'esercito si entra nol vasto nrgomento dell'oTgano pel qnale si esplica l'nzionc c.lel comando, vale a dire uella questione del corpo di stato maggiore considerato rispetto alia sun uecessitit di <•ssere, rispet.to al rcclutamcnlo, chc secondo lo sct·ittore lascia ben poco a desiderare, rispetto all' avanzamento, del quale si osaminano le disposizioni . E quest'ultimo uno studio critico inleressante, il quale conduce anche a considerare i rapporti dell'avanzameoto colle persoue e colle c.wrierc, cd a proposte assai appn•zzabili. Peccato che l'autore possedeudo, come ne ha dato pro,·a in tutlo il suo lavot·o, tanta luciditit e giu~tezr.a tl'idcc, tantll padronanza dclla materia che ha preso a t,raU~t·e, non ahbia sempre saputo conservare quella serenita di forma, che, pur gio,•ando a tuuc h• disrussioui, 11vrebbe seuz~ du hbio aumcntato il Yalore rlclla sua.
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Il IX Congresso ginnt~sttco ittdiano in Napoli. -
Relazione di Luwr CosENZ, Segretal'io del congr·esso . Napoli, stabilimento tipografico di Francesco Giaunini, 1881. Tutti coloro chc nel desiderio di veder crescere all'llalia nostra geuerazione vigorosa di membra, di cuorc ardito c saua di mcnte leggeranno cou diletto questa relazionc, nella quale sono esattamente narrati i particolari di attuazione del IX cougrcsso ginnastico, ch'cbbe luogo in Napoli sul finiro di settembre ed il principiare di ottobro del prossimo dec01·so anno. Dire dcllr} adunanzc teuule, dello st.rllordinario numero degli accorsi da ogni pHte della penisola, dei prt•gevoli flremi stabiliti e dei cospicui loro rlonatori· dire dl'i samYi tltl') delle gare, dei giuri e dei pt·em iati , assai lunge ne tr;m·erebbe cln oompito asscgnatoci di una breve rec('nsione. I1 cougresso di N'apoli , sorto per il voto del precedente tenutosi m Torino, ebbe per presidente onorario S. A. H.. il Principe cli Napoli, per presideute ell'ettivo il conte Giusso sinflaco del la ciu.il, por vice- prcsidcnte il nwrchese_~)Jario Del Tufo, per scgretario il ca>nlicre Luigi Coseuz e per tesorier·c il principo Bel monte deputato al Parlamento. Triplice era il mandato di qucsto congrosso: rialzaro 'Ja posizione economica c morale dei maestr'i di ginnastica; occupnrsi della Yitale questione dei programm i e dell' indirizzo da darsi a questa disciplina; fouderc insiome le due fndorazioni ginnastiche italiane. Tali intenti, se le ponderate e savie delihcrazion i del congresso non incontrcmnno ostacoli nel prntico attuamento e se non verrit loro meno l'appoggio del Govcmo, sarnnuo senza dubbio raggiunti. A 1 co11grcsso ginnastico si associo \lll concorso di scherma, urrn gara di tiro a seguo ed un'rsposizione didauica : per' tal modo il coucctto delle istitur.ioni che giovano allo sviluppo della forr.a, dell' :1gilita, della destrezza doll'orgauisrno, all 'incremento del cor·aggio e del. seutimento delta dignita personate fu com piHto e pienamente attuato. Splendide furono le gare di scherma iu seguito allc quali si formulo a Napoli come a ~Iilano il voto che la scuola classica italiana abhia a riprentlere il predomiuio che le speua . Dalle "'ar·o di tiro, per i moschini risn ltati oucnuti dai militari, si rose e,·idenu• l'insuffici enza, non fosse altro per il tempo, dell'istruzione che s'impartiscc nell'esercito o per(l fn espresso il d.esitlcr·io che la giovcntrr venisse preparatn in questn esercitnzione per uu tempo suffi ciente, iu localitit Llna
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adatte e con mezzi opportuni oude poi l'istruzione militarc non avessc a servire che da complcmeuto. Ricca di pubbl icazioni, rnauoscritti, modolli, disegn i, attrezzi fu l'esposizioue diclattica. Sede del X cougresso fu proclamata la citta cli Palermo , che accotto l'onorovolc incarico. Nel congratnlarci dei brillanti risultamenti ottenuti dal congt·esso di Napoli, non possiarno cssere avari di lode agli sforr.i della Prr:sidenzn cd alia pregevole rolazione del cav. Coseuz.
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A lcanai p~~asieri stel ntu.tva oJ•tlinauaento dell' e se•·eito rii 'fROILI RrNALDO, 1naggiore nel 67° ·reggimento
(anter·ia. -
Torino, Angelo Bagliooe, tipografo. - ·1882.
Nclla vita delle nazioni Yi banno momcuti solenui iu cui il sentimeuLo della propr·ia debolczza scatta miuaccioso e gett:\ uel campo di una discussioue, cbe di repcnto, si accende, si appassionn e diventa convulsa, il probl(•ma non solo del la prosperil~ o della rispcttabilit<t, ma sopratutto qucllo della sicurezza e dell't}sistcuza. E naturale chc in qucstioni di tanta gravitit o cotanto complessa per i molteplici elementi tecnico-sociali che le costituiscono) non tuni color·o che sentono il diritto c it dovcre cli discorrcme vi rcchino quella larghezza e competeuza cli conccui, quella calma e serenitit di giudi1.io cbe ·.:ma razionale ed op portuna solnziouo richicdc. Talc giLL per su c da qualche mesc la situazione del pubblieo italiano dopo che il ministro della guorra ebbe pt·csentato alia Camera dei Dcputati it pr·oggetto di lcgge che modifica l'ordinamcnto dell'esorcito. · Pr·essoche uuauimi sono le opinioui intorno alia nccessit.it di un aumcnto, prorondi dissidi peril si souo manirostati ne! determinarnc la misnra, il modo eel il tempo di nttuarlo. In mezzo a questa polemien , non semprc compcteute, spesso poco chinra, talvolta intemperante, e comparso l'opuscolo del maggiore Troili, di 'cui abbiamo premesso il titc•lo. l'Itali:>, climostra l'autorc, coll'ordiuamento militare del 4873 nou si c dato un asseLto guen esco sufficieute rispetto alle nazioni finitim e colic quali pit'J probabilmcute possouo sorgere cause di conflitti ; dimostra altre~i che la formola doll'attitudine difensiva cui
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:;'iuformo la legge del 1873 " fu un errorl' politico e militarc « giacche in politica ed in gnel'l':l l'attitudine costantementc difeosiva " c assoluta negazione rli potenza »; dimostra da ultimo che il coefOciente economico entrato per tanta parte in quella legge « non fu " mai di precipua im port<.mza per la tutela dei diritti dcgli Stati » . . [I maggior Troili esamina le presouti nostre condizioni politiche e mi lital'i, fa il confronto delle for·ze di.spouibili della I"rancia o doll 'Austria Ungheria e discute dal nostro punto di vista le grnvi sfnvorcvol i probabi!ita ne\ caso di guerra con una di qucsto nazioni: conclude non solo coll'ncccttare l'aumcuto ministerialc, ma col propornc uno, il quale porti a circa 750 ,000 uomini la nostra ftlr7.a mobilitabile ed inquadrabile tra 1a e 2• lin<'a. In tor no ai diffcrenti modi messi innanzi per couscguii·e l'anmento organico dclla forza, se cio6 giovi meglio ingrossarc la compagnia sino a 250 individui, o creare i quarti battaglioni dei reggimcnti, o costituire, come propone il ministero, un maggior numero di articolazioni or.ganiche nell'ordiuamento, l'antore si pronuncia dedsnmcnte in favore di trnest'ultimo percl1il l'uuico cite conduce vernnJCntca l"lo scopo. Egli sostienc al tresi cltn prnporzionnlc all'aumento dclla fanter ia debba essere qnello dell'artiglierin, raggiungendo almeno la propor;\ione dei tre pezzi per ogni mi llc uomiui di forza, e quello della cavalleria, della quale dal progetto ministeriale furono pegg10ratc I<' condizioni, poiche se ora per 20 divisioni si hanno 120 squadroni, <' si ritengono insufficienti, pm· 2.} divisioni la cifra degli squadroni dovrebbe salire almeno a I H c non soltant.o a 132 come si propoue. E questionc bizantina quella del nostro terreuo poco acconcio alle grosse masse di eavallerin: un esercito deve essere in grado di fnr bene la guerra i11 qualsiasi terreno. Il lato debole delle proposte min isteriali slit, secondo il 'l'roi li , ne!. mezzo di conservnre il giusto rapporto medio del 50 o 51 per cento tra la forza mobile inqu&drata in 1a line;1 c quel\a bilanciata che si, presume di soli 200,000 uomini. E l'cspediente per mantener3i nell'accennato rapporto, di ridurre a 90 uomini la compagnia di fanteria del tempo di pace e di repristinare il sistema dei congedi anticipati, e dannoso all'istruzione ed alia buona costituzione dell'escercito. Se non che il contiugente di leva di 75000 uomini non produrril il divisnto aumento di effettivo mobilitabilc nella 1a e 2.. linea se non a rotazione .compiuta, vale a dire di otto anni per la prima c quattro per ln seconda: a tale nuocevole ritardo si ovvierebbe " in !')rrlobando al cc contingente di 1acntegoria della cJasse ·186·1 e per otto anni indietro, « unn parte proporzionata del eontingente istrnttto di 2• categoria » ,_
rapido accrcscirnento de' qundri potrcbbc provvedere ecceziona lmente la ('Ostituzione di corsi scmestrali: la separazione fra commissariato c corpo cantabile andrcbbe consen·ata; la nuova istituzionc degli ufficiali di complemento vuol 1•ssere accettata con una certa riscrva; la cavalleria forse sarebbe piu oppol'lunnmcnt.e ordinata su 2 ·~ re;::gimenti a 6 squadroni eon HO cavn ll i l'uno; opportunissima, tuttochc nn po' searsa, l'artiglieria a cava llo e quella da montagnn; opportu- · ni:;sime le semplificazioni del ministero circa i reggimenti d'nrtiglieria da ca rtt pagna e qnelli del genio: in nna paroia, il giudizio ria>sun tiro del maggiore Troili c il seguoote: « le propostc del ministcro, cc commendc,·olissim~ pel coacetto cui s'inspirauo, sono ill\'cco al" quanto discutibili per la loro par1.iale insufficienza numerica, pel cc tempo occorrente affinche la loro nttna1.ione ne porti in Ia e 2a linea " la forza desiderata e per l"inOuenza perniciosa, ch'esse tnttoi'a patiscouo, delle p1·eoccupazioni finauziarie forse soverch ie •. Fm· concorrcre la ga cl :~sse di •1" categoria all'csercito di •I" lin<'a rer amtwntarne suhito l'ell'etti vo O( l nssegnare subito la •13" classe alia tnilizia mobile; port.are la forzn rlellc com pagnie di pace a 400 nomin i quindi bilanci<1rne 13000 di pirL cd numentarc il bilancic di circa cinqne mil ioni e mezzo; ri::;parmiare a tal uopo coll'abolizionr dei Comitat.i, del comaudo del corpo di stato maggiore, della scuola di Parma; economiuare sui ~ervizio sanitaria prcsso i distaccamenti, sui campi di brigata e su i cambi di gunmigioue; rinunziare per ora all'aumcnto degli stipendi degli ufficiali; eguagliare l'assegno delbt truppa pt>r tuttc le armi e corpi; inviarc in lic.enza per 4 o 5 me;;i dcll'in\'erno nn determinato uumero di ufficiali e soldat.i e cusi consegui t·e quasi otto mi lioni di rispa rmio per tcJtcr sotto le (lrm i i i 3000 nom ini occorT!~nti percho la eo mpagnia d i pace sia di 100 uornin i, qncste in succinto sono le idee del 'l'roili. Fauno nd osse complemcnto qucstc altrc: ricostituire i distret.ti in guisa che ognuno pron•eda al rcclutamento di duo soli reggimen~i~ stnbilire sr;eciali ceutri di mobili tazione pe1· la mil izrn mobile ed altreuauti piccoli magazzini di :trredamento e d'armnmento per ,110 a •130 individui per <Juante souo le stazioui dei carabinie1·i, dandone la custodia a sott'uffi cial i raffermati; abolire i comandi superiori dei distt·etti; fond ere noi distretti la compagnia deposito dei reggi meuti e per tal modo procurarsi ilrisparmio di piu di nltri quattro mi lioni; fornire, colla riforma dei distr·etti e con piu larga applicazione della Jegge sulla posizione ausiliaria, di quadri permanenti la milizia mobile; affidnrela responsabilit;\ amministrativa e disciplinare ai comandanti di riparto alpino,.
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vallata per vallata, i qnali dovrebbcro rimanere in talc :;ervizio da mago-iori a mao-triori geucrali; riformare il reclutamento, l'avanzamento o no .. degli ufficial i, la scuola tli gucrra e le rela!i:e norme di _ammtsst~ne nel corpo di stato rmrgziore; cstcndere pos:;tbJlmentc le rJormc stno all'ordinamento della milizia tenitorialc e via dicendo, non pcrder peril di >ista di proceder gradatamente nelle innovazioni per non danneggiare alia swiJilita dcgli ordini . Come ogniun vcde, il maggior Troili non ha· dette cose nuoYe, oi.· ha fatto proposto a cui· io gt·an parte non :;i avesse di gia rivolto il pensiero: alcunc sue, per esempio, tutto il sistema dei di_stret~i _e_d altre cc.ouomio, a par~ r nostro, sono dallato pratico molto dtscuttbth; ha errli peril recato nclla discu~sione accurato studio del probloma e Jucidi'ta di concctti, doti preziose, sopratutto quando le discussioni si appassiouano e si arruiTano. Auche da questo punto di vi:;ta. non si puo pertauto uega re utilita ed apportunitl\ alia presento pubbl icazione.
la scuola superiore dei sott'ufficiali, che auzi no lodiamo J'intenzionc. Ne minor lode merita la fat ica da c~so durata, che ben altrimenti vorremmo inc'oraggiare se la coscienza delle difficolta di scri\'cre un libro che possa giudicarsi assolutamente utile ed atteso c la ocliema inoudazione di quelli che tali non sono, ci rcndcssoro meno res~ii :>gli incoraggiamenti ed agli encomi .
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E leuaenti dt .4.t•ibnetiea e Geouaeb•if•~ r accolti da
tenente del 48° fanteria, per l a Scuola s uperiore sotl'ufficiali del R. Eset·cito. - Venezia, Tt pof\rafia Antonelli, 1882.
GIOVA.NNI MARCHESE,
Lo scopo propostosi dal tcnente )iarchese con la pre~cnte pubblicazione fu qucllo, com'egli dice, di facilitarc e rendere piu intcrcssante ai sott'ufficiali lo studio dell' Aritmetica e Geometria ed abilitadi a sostenere fclicemente gl i esami per l'ammissioue alia scuola militarc. Ertli di fatto ha raccolto in poche pagine ed ha esposto con chiarezza q~anto si trova scritto in tuti i trattati antichi e reccnti, che si numerano a centinajn e centin aj:~, di matematicho elementari. Da qucsto punto di vista nou ora davvero sentita la necessita di un altro libro che nulla oiTrisse di nuovo, poiche noi pensiamo che i sott'ufficiali, dalla spiegnzioue fatta dall'insegnantc di uu trattato classico o dall'ottimo motodo di rodigere da se stessi il sunto delle lezioni, avrebbcro forse ricavato maggiori profltti. Con ciil non intendiamo disconoscero l'utilitit di raccogl iere in piccola mole, come ha fatto il sig. Marchese, il completo svolgimento del programma di aritmetica e geometria per
Hist ui1•e tle h• BJ•igcule cle ~nvoie par Louts
-
PERRJER.
Turin, 1881, l vol in-8°.
11 colonnel lo Perrier ha scritto la Sto ria dclla Brigata di Savoia dalla sua origine fino a) H gingoo •1860 iu lingnn francese langue dont elle s'est totLjotL?"s senie comme signe de sa nat·i.onalite penda nt les de·ux siecle de son existence. Egli ha diviso il lavoro in duo parti e cioe, dal l'origine dol la Brigata fino al suo scioglimento nvvenuto nol ·1799 per os~oro cnduto il Piemonte in poterc della l,'rancia, o dnl ln ricostituziono della s tess~. arvenuta ne! 48-14,, flno al nuovo scioglimento del mat·zo ~1 860 . L'~rigine dalla Brigata risale all'mmo 1660 colla formazione cli un reggimento di fanteria cli linea che prende~·a il nomc Jal suo Comandante Colonnello De Cha\les. Questo reggimento nel riordinamento dcll'otlobrc 1664 assumeva il nomc. di Reggimento di Savoia, sccondo in nurnero d'ordinc fra i reggimenti dell'esercit~ Piemontese, e ne! ·I 667 era composto di 20 compagnie della forza totale di 2000 uom ini . 1\e furono comandanti i Colonnelli: De Challes, dal ·1660 al 167Z. March. d'Este dal 1672. al •1687. March . de Rroglio dal :J687 al '169.i.. Contc di Frosasco dal •1694 al 000. Cav. Claudio De Corbeau da l ~1700 al :J 7,10. March . Sey::;sel d'A.ix Vittorio Em . dal ·17 14 al 1130. Cav. De Clermont Giusep pe dal •1730 nl '1734. Duverger Carlo Filiberto c\al 1734 al ~J n..:\., ucciso il 9 luglio alia .battaglia di Castel-Delfino. Bar. di Corbon dal ~17H al 1148. 1
A·~:,;o
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LIBRI 178 Conte Giano tl'Ex.tremout dal 'IH8 nl 1755. C:onte De la Sannicrc dnl '17i)li al '1767. March. Dell a Chiesa H.egis cli Cinzano Ginseppe dal 1767 nl 17H.. March. De Chabord de S. Manrice Eurico dal •1172; al 1775. Du Baui" ~li c hele dal 1775 at 1776. Cav. De la fTrabe Giuseppe dal 1776 nl 1792. Conte Giano De Sounnr d'llabcrcs dal >1792 nl 0 98. Nob. Bolleiller Giorgio dal I 798 a! 1799. Da qucst'anno c fino al 181ft. ven iva iucorporato nella prima mczzabrigata di linea picmontcse, poscia ricostituito un battaglione Savoia ( ISOO), quindi fn~o nel lfi reggimento di linea francese ( 1802). Nel ·IS·H ritornuto Vittorio Emanuclc nci snoi Stuti, si ri formuYa l'csc1:cito picmontcsc e con e:;so il rcggimcnto Savoia, il quale veuiva allidato al comando del C:dlon . Ca~- . Di Cordon. Fu soltanto al I gennajo 1832 che V<'lli va rormato in Brignta di due reggimcnt.i, o cioe: 1. Regg. fanteria - Colon . De Sonnaz Ca\'. Ettore. '2. l.tl. - Colon. March . .l"cderico l\lillet cl'Arvill:~rs. L'autoi'c si estcude a racconture i particola1·i dei numerosi fatti d'armi ai quali il Reggimento prima c la Brigata poi, prcndevano par.te. Essi sono: Bntt~gl i a di Stalfn rcla ( 18 agosto ·1690) . Difcsa del Ca~tcllo di :."l izza. Difesa di Carmaguola. Battagl ia di ~l ar~ugl ia (!~ ottobre H:i93) . .\.sscdio di Casale. 11attaglia di C!Jiari contro !'Austria (nOI ) . Difes:~ di Verona contro la F rancia (OOt-·1705). Difesa di Torino ( 170li). Cnmpagna di Sicilia del '1'/H.. IJattagl ia di Parma ( 17:H). Fazione di Campo!Santo ( 174:1). Attacco di Casteldclfino. B:tttaglia dell a Madonna deii'Oimo ( 17H) . Assedio d' Asti (17 :~7). Combattimento dcll'Assietta (29 Jugl io '174-7). Fazioni militari contro i Francesi nelle ralli della Stura, del Po, della ~lnira, clclla1 Vraitu cGc. dal 0 9:2 al H06. Guerre del Cousolato e dcll'Impero dal 179.\. al ·181.~. Speclizionc di Grenoblc (•18·15).
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Guerra del 18!8 per l'indipcndenza italiana. Guerra tli Crimea, alia qunle prcsero parte due battaglioni, che combatterono nlidamente alia b<lltaglia dellu Ccl'llaja. Guerra del 1859. Pero ci perdoni l'egregio autorc una osservazione. In una storia di questo gencrc il prcdominio sui fatti d'a1·mi c sulle altre notizic storichc dovrobbe csscrc :~ccordato rtll(l memoria dcgli indil•idui che concorsero co l loro va lore a dare al rcggimento la faina tli Yuleute in campo, e qucsti indi1·idni non sono soltanto rruelli pochi scgunlati dall'autOt'e pet· alcuni raui spcciali, m:t tutti quclli che ebbero la fortuna d'esser posti all'ordine del giorno, prornossi o dccorati a seconcla dei tcmpi. Lo scopo vero della storia dei Reggimcnti deve cs,ore quello di rend<'re omaggw alia memoria dei bravi. Eppcrcio, inrece di consacrnrc 18 pagine del libro alia tabella delle gunrnigioni dnl1700 al 1860, chc non puo a>ere alcun interes~e, arr(lbbe potuto dare l'eleuco dei decor~ ti nelle vnrie fazioni.
• Shad Pestrnage,. e11ttu•1nbal' ? (Sono le fortezze prendtbili d' ass alto~) Capitano MoRITZ v. BauNN.ER, Vienna ti-
pografia dell'osterreichische
milil~il'i~che
Zeitschrift, 1881.
Una rccente pubblicazionc dello stesso aut.tlre intitolata, Guida per l'istru:;ione nella guerra da fortez::a, incontro acerbe critiche, pet solo fatto che conteueva un capitolo sugli assalti. Come, disscro taluni, si crede ancora possibile prendere le fortezze d'assalto? Cogli odicrni pronti delle opere, colic artiglierie perfczionate, coi fucili a retrocarica, colic mitragliatrici, che spazzano i fossi, lanciare una colonna all'assalta ~ inviarla al macello. Valga d'esempio Plewna, che pure era muui.tu solo di opere in terra, improvvisate da Turchi. I Prussiani, che nel ~870-71 feccro gucrrn cosi decisamente ofTonsiva, non presero d'assalto ncssuna fortezza. Per questo, nei libri di testo delle loro scuole militari, non si parl:J di prMc d'assalto. Ora appunto ncl paese dondc partirono:;:le critiche, leva rumore
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un'opera del maggiore [lrussiano Scheibert, il quale inteode provare, che l'attacco normalc di una fortezza dcv'essere l'assalto. Egli fonda la sua opinione sulla grande superioritil dell'attaccante, tanto per numero di truppe quanto per l'artiglieria. La proporzione delle forze, tra l'attacco e la difesa, si c alterata a favore dell'attacco, perche mentr·e gli cserciti di campagna sono ~trao rdinari amente cresciuti, non possono crescere in ugual proporzione le guarnigiooi delle fortezze; oltrecio la qua litil. delle truppe di guamigiooe, sempre stata relati vamente scadente, lo sara piuccho mai in avvenire, che la guerra da campagna assorbe tuua la parte migliore, non solo dell'esercito ma dclla popolazione. Se i Tedeschi, nella loro guerm coutro la Francia, a vessero potu to vedere nolle fortczze, come videro in campo aperto, avrebbero mostrato anche da que! lato risolutezza m:~ggiore, Le relazioni posteriori provano, che uel 1870-71 l'assalto a piu d'nna fortezza snrebbe stato coronato da successo. L'esempio di Plewna inveco prova una cosa sola, ed e che i Russi erann condotti pcggio dei Turchi. Tra questi opposti pareri, il capitauo Brunncr tiene una via di mezzo; esamina e discnte le ragioni adotte da una parte e dall'altra , e lo fa con il garbo e la sciolLe7.za del noto pubblicista direttorc dell a Stt·efl'lenr' 1i osterreichische militat·ische Zeitsclwif't, e colla competonza dell'autore di vari trattati di fortificazioue, adottati come libri di testo nolle scuolo militari austriacho. Al maggiore Scheibert specialmentc ossCI'Va che, se sono veri i snoi giudizi su cio che riguarda la guerra da fortezza, fatta ne! ·1870-7.J' uon e giusto ne logico cavarue consegnenzo generali, e molto meno fondarvi sopra principii. Difficilmente si troverit altrove la trascuratezza, che i Tedeschi trovarono iu Fraucia ne! '1870-71, P. se avosscro da provarci si altra volta, non la troverebbero piu neanche in l~rancia. Tutto cola s'e migliorato nell'armamento delle fortez7.e, nell'ordinamento della difesa e sopratuttu nel modo con cui si comprcnde il proprio dovore, e nolla serioli\ con cui si fa il servizio. La conclusione a cui arriva l'antoro sic cbo le prese d'assalto sono pili difficili che per lo a\·anti, ma sono sempre possibili; perchc e sempro possibile una sorpresa, e sempre possibile,una prepondcranza assoluta di forze, e sempre possibile trovare una guarnigione demoralizzata e via dicendo. Pero la tattica e tecnica degli assalti sonc• ancora capaci di molti progressi. L'assalto dev'essere basato sullo studio della situazione, considerata da tutti i lati. Quando molte cirGostan7.e non si conoscono, o non si riesco a hen valutarle ed a fare un
calcolo complessivo delle probabililil, la meglio e usare prudenza come fecero i Tedesch i nel 1870-7-1, Prova1'e se 'Va, come faceva no i R ussi sotto Plewna, e qualcosa di peggio che la s~mplice im prudenza.
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S trefflete,•'s OeflleB•J•eic.lt.iscl•e i~§iUiaJ•isclte Zeitsclu•i!fl. - (4. Trirnestre 1881).
Le gmndi manom·e p1·esso lffislcolez. - E unn relazione compi lata su documenti uffiziali. Le m:~novre di cosi rilevant~ numoro di truppe hanno dato occasione a p:~recchie esperienzc, ed lwnno ofrcrto una nuova prova che quando ai comandanti dei due pal'liti si lnsci nrw sullicientc lihertit J'azionc, le manonestessc riescono d'incontrastabilc util!t.il.. Concepirc un disegno, in una data sitn:l7.ione di guerra, ccondul'lo addreuo in mezzo a dillicoltit imprevedute ed all' iuc:rocinrsi di notizin ver·e e false, e un artc che s'irnpara solo conducendo sui terreno wanrli rna s~c di truppc . Percio le m:movre di corpo d'armata coutro corpo d'armntn hanno per i comandanti e pei loro stati maggiori, un va lore inestimabile. Senonche il buou e:;ito di un'opcrazione di guerra non dipende soltanto dalla capacitlt, dall'energia e dal colpo d'occhio del comandaute in capo, ma dall'int(\lligcuza c dallo zelo dei comaudanti in sott'ordine, anzi di tutti gli ulliciali. Essi dcvono ben comprondere ]'idea direttrice e non perderla d'occhio nelle dilferenti fasi cho puo prcsent.aro lo svolgersi dell'azione. Questo eoncorso dell(:) singole parti al succcsso del t.ltto, o altretwnto difficilc quanto ossenziale; ne pno acquistnrsenc l'abitndinc, in tempo di pace, se non per mezzo delle grandi manovro. Sol:~rncnte dopo aver o([",)f'lO agli uffieia li ripcLuto occasioni di maturare il loro rritrrio miliwre, nl ln ,·ista di grnndi operazion i, cd ~l\·e rli posti piu m ite nclln ncr·rssitit di rr·onrlerr, su due piodi, il loro part.itn, solo nl lora si potn\ spcrarc d'aver form!lto lm corpo d'uffiri::~li non inferiorr :ll gmYissim•l C'rt:llpito, che lom spetta in tempo di gucna "· Regolcttnenti eel -isl1'1tzioni per la tru ppct ed i suoi rmnandrrnti (Continuazione). - Si passano in l'assegna i rcgol:~~ncnti c lr· istruzioni che ebboro vigore ncll'cserciLo nustl'i~ICtl, dnl!a finr della ra mpngna del1 80o, contro l'i rnperatore .:\fapoleonr, rino alia t:arnpognn del ,18GG. Appunti pe1· lrt sloria dell'orditWillt'nln dl'l sen:i:;io sanitaria
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nell'ese1·cito a.ust1·iaco, dal 14° al 18<> secolo. -
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medico di rcggimento) . - Net ·14° seco lo mancavnno ai militari non solo gli ospedali ma anche i medici ed i chirurghi. Solo i mouaci, che seguiYano le truppe e fncfmmo un pu di tutto, s'iucaric:l\·a uo .a ne he dei malati e dei fcri ti . Sotto l'i mperatore Massimiliano, (H93 15·19) troviamo per la prima volta falla mcnzione cli qnalche chimrgo militare. Nel -11)!)3 uu generalc austriaco, in un suo ra pporto si lamcntava che gli ammalati cd i feriti, specialmente in Unaheria morissero senza soccorso, il che a~sottigli a va le fi le e svcgliava it malumore. Da principiosimil i rapporti era no predicbe al deserto: poi a poco a poco cominciarouo a lfOVare ascolto. ~cl 1600 quando un comandante iu capu a:;$oldava colounelli e capitan i (i quali a Joro vo lt<~ a:;soldn vauo la tl'u ppa) stahiliva pul'e conclizion i per l' ospccla le dell a fan tcria. Nulla si stabi liva per la cnvallcria, stantcche ogni cu,•aliere, genera!mentc uomo ricco, weYa un servo suo proprio, che doveva pens~ re ad assiste rlo, c farlo curare. Xel!a prima met:'• del seiccnto, si trOI'<~llO dni chi1·urghi fissi prcsso i reggimouti di ca\'DII eria, e da qnalche conveuziouc tra geuera li tedeschi c svedesi, rclati va a! riscatto dei prigiouieri, si vede che dovev~tuo gii• osscrvi chirurghi anchc prosso i rcggiruenti di fanteria . 11 riscatto di uu chirurgo r. tassato veuti fioriui. l?ra gli obblighi del chirurgo vi era qnello di fare la barba all;, bassa forza da! reggimcnto. In un rapporto di un gcnerale austriaco della seconda mctil del scicento, si leggc, cbe moriYano piu soldati pet' mancanta di modiciuc, che per ferite in guen·a, e che !'cconomia avrebbe con-sigliato di comprarc questc medicine, per ri:;parmiarc il prezzo di molti ingaggi nnovi . Pcro in qua nlo a medicine l'a mministrazione rnil ita re andaYa motto a rilento; ai si!llitici poi non si volevano dare rimedi cli ucssuna specie. Ecarallcri:>tico il scgueute b1·ano di una lettera del commissariato di gncrra. « L'espericuza giornallllcutc dimostra, come nei casi piu disperati, dopo che vcnnero senti ti i consigl i dei migliori modici, e sperimentati iouti lmento i medicamenti piu costosi, basta un semplice mezzo per guarire il paziente: la sanw benedi;; ione. Que:;to mezzo dove impiegarsi spccialmcatc nelle malattie dei sott'uiTiciali e solrlati, eel ;were riguarclo ai medicamouti costosi, nnche ncll a <:onsiclera?.iono, che non conviene adoperarc buoui rimcdi per cattivn gcutc , . Nella prima melil del seuecento si h<1 il principio d'un ordinamento stabi lr del s~:.n• izi o sanitario nell'esercito austriaco; csistono di quell'epora, due regolamenti a l [tl C~to rigua 1·do . Pero nna vera org:mizzazione , romc ora l'inteudiamo, si trovn solo nel 1195. Studio sotJra il Tiordinamento dei pionieri di {ante ria. - Si "
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.comincia eol dire chc le truppe tccnichc nel l'esorc.ito austJ'iaco si tro•vano in proporzione minorc che negli altri cserciti europci, c che. •sono affauo iusufficienti aJJa loro missiono. Nclla campa.gna delln Bosnia e dell'Erzegovioa , benche ilnumer·o di tru ppe tccn iche i m pie~a t c fosse ·l'Ciativamcn te maggioro, di quanto uo componava l'organico delle •unita del corpo di sperl izionc, pme i I hisogno ne era eosi grande, da fade a ebbe . parere sc<m ;issime. Si di1'it che qnella campall'U I) I uogo m pacse senza stradc c senza coltura, e che percio si richie'Cicvano laYori di zappa straordi nari; qucsto e vcrissimo, ma chi sn chc un'altra vo lta c per lungo tempo l'esercir.o austriaco non si trovi impegnato in simi li t.errcni? Quincli l'antore espone il metodo chc, sccoudo lui si don cbbc seguire par aumcutare le.: tru pp~ tccnichc, :>cnza aggra'Yare il bilancio. Uno fi{Jl!M'rlo alla latt·i r;a deU'twto. - Una volta si diccvu: nttaccare e non sparare; aclesso si dice: spat·a1·e semp1·e e non auaccare. Quest.e massimc souo :unheduc t1·oppo assolutc. S essnno n role cli~cono~ccre !'im portauza straordinarin, chc ha il fuoco dei fucili a ·retrocarica j ma non bisugnn neppm·c climenticarc, che vi sono dei lt>rreni, do ve il fuoco non puo avere tutto il suo ell'etto. Se si guarderanno le cose da un lato solo, si finira col ripetcrc l'el'l'ore cornmesso nel •1866, quando si pratico in Boemia la tattica imparata in I talia. La cosi delta taltica clell'urto, quiudici an 11i fa tanto esaltata, ed ora messa in disparte, non c in se stessa, e per se stessn cattiva; come non ,., olti ma, in seoso assoluto, I' odierna tattica del fuoco. Non •i sono mezzi scmpre buoni per vincere, come non Yi sono rimcdi per tulle le malat.tic. La tattica dell'urto, ossia l'uso frerruenLc ·degli cncrgici attacchi alia baiouel.ta, vcnne in favore noli' cscrcito anstriaco dopo l'cspcr·ienr.a dell a campagna del 1859. Or bene, questa tatLicn era, c sarit sempre adattata alle condizioni spccia lis~i mc <let terreno, ncl quale vonne fatta quella ca mpagua. Il catti\'O snccosso 11he ehbe altrO\'Il, ILOll prova contro il generc di tntt.ica, ma conLI·o chi l'ha acloprato fu ori luogo. . I! p~tese tra L\.lpi c I'Appcnuino e, nella sua gencralita, un scguito <lr campi tagliati cl~ ro~:;i, da canali, da argini llanchcggiati di pimllo c da lunghc righe di golsi o d'olmi , che servouo di sostcgno a viti, ('OU tralci a fcstoni, da nu albero all 'alti'O. S egli spnzii aperti trescouo alti5simi il frumento, il granturco . il fleno , la canapa ccc. Le colliue che sono a piecli delle Alpi, e quell c chc for·mano la cintur·a mcriclionale del lago di Gar·da , non ha 11 u0 una coltol'll cosi densa, ma sono hru lungi dal p o ter~i dire teJ'l'eni scoperti . I prnt i come qut'lli di :\Jc-
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dole, souo vere ecc(•zioni; eppcrcio come eccezione devtJ riguardarsi, . nella valle dol Po, l'im piego del fuoco d'artiglieria e di fanteria, a grandi distauze. Un campo di tiro maggiore di 200 metri, si trova raramente, s:~ l vo dalla cinw delle colline; uel Pelesine e vicino al Po, non si vede al di la di 30 passi. Qual meraviglia che la t:~ uica, buona su qnesti terreui, sia riuscita fatale sui campi aperti e i piani inc1inati della Uoemia? !.'iella campagna del 1859 i piccoli stormi di Fnmcesi, irrompendo impron•isameute, contr·o le nostrc rigide catene di cacciatori, le spczza\•ano in rari puuti, e giungevauo fin sopra i sostegni e le risen•e; queste allora usaudo la tatLica stessa, li contrattaccavano, e li respingevano. Cosi oudeggiava a lungo il combattimP.nto, ed il fuoco si limitava agli intervall i di tempo tra uo attacco e l'altro, quando le due parti erano bene iu vista . Cosi uacrrne fra noi la taLtica dell' urto. Dal ~1860 nl '18()6 rnolto si ~cri ssL! iu suo favore, eel esagerando smodatamente (cornc si fa ora colla tattica del fuoco) si venue inflne illla couclusione, che ncll'urto stnva, per· tntti i easi, il mezzo sicuro della vittoria. Intnnto si tr·a~c u ro l'esercizio del tiro. Le consegnenze dcll'csagernione le abbinrno vcclntc; gmmliamoci clnl cadere nell'ecccsso opposto. Figm·irunod di trovarci invol ti in una guerra coli'Itn li11, e di avor buoni motivi per stare provvisoriamcnte sulla difensiva. Noi avremmo dapprimo. unn gncrrn iu rnoutagnn, poi nei ten·eni f'e rtili e colliuosi a nonl otl a sud delle Alpi, o uei Cllrnpi venezian i. L'impiego e la tattica delle tre atmi,uei tr·e territori ora accennati, dere essere esscnzialmente di\·er~a . Alle nostre truppe non manca mezzo di csercitar~i in tcrreni aperti, in colline, ed anche in montagne: piu difflcile e il trovare ten·en i simili ai campi lombardo-veneti . A qnest'uopo conviene esercitare addiriltura le truppe nei boscbi, rit.enendo che detti campi, per cio che riguarda il combattimento, sono come una rada e. continuata foresta. · Temi mihtaTi su {ondamento stoTico (Continuaziooe e fine). Gli at·gomenti sono ricavati dalle campagne napoleoniche; la trallazione hn luogo ncl modo scguente: si espone la situazione alia vigilia di un combattimento, poi si propoue come tema: quali disposizioni dovea proudora il tale comandan te? Si narra un combattimcn to e poi si chiede un gi udizio sulla condotta dello ste.sso da pa rte dei comatJCinnti suprorni; si rlomanda come avrehbero dovnto rego lar~ i in questa o in quella f11se clella ba ttGglia, qucsti o quelli comaudanti in sott'ordine c via dicendo; lo stesso si fa per gli orJini cl i mnrcia
o per tutte le disposizioni piu importanti, chc occorrono nel corso cli una campagna. Sono le {orte;;;;e prcndibili cl'assalto? (Capitano D tw~N&R) . Alcuni so~tengon o che, nei tempi dei fuci li a retrocal'ica, la presa d'nssalto di una fortezza e diventata una eosa impossibilc, e si mcr:wiglit!no che, in c~rti libl'i d'istruzione, se ne p:H·Ii nncora; nltri adducendo la cresciuta efficacia dei mezzi d'o!fe;;a e le qualit.<\ necessal'iamente scadcnti delle gnarnigioni (in un tempo in cui la gnerra campale assorbe Lntta la miglior parte, non !'Oio della truppa, ma della popolazione) vogliono che I' att.'lCCO di \'I\'a forza sia d' ora in poi la regola geuerale. Ambedue queste opinioni ::;ono c~agerak . L'mlloro ammette che J'attacco di Yiva fo rza sia ancora pos~ib il c, cd esamina in •ruali casi couvenga tentarlo. Un me:;zo pet· amnentwre la rapidita d'i ti,1·o . E certo che coi fucili a retroc.arica si pu(J fare, in poco tempo, un gran nurncro di colpi. Cio dipcnde non solo dalle qnal itit clcll 'a rllla, mn nnchc dalla svellezza dei tiratori . Non si cleve crodcrccli c il numcro di colpi fatto nolle osperienr.e cl a tiratori gencmlmente scelti, possa servire cl i regola general e. Durante il c.omba ttirnento, qu11ndo nelle fil e straordina riamente ingrossate si trovano nomini, che hanno lnsci:J.to, il giomo innnnzi, la zappa o l'ara tro, la rilpidi tit <li tiro subin\ uu gt'ande ribasso . Una delle clifficoltit, chc incontrano le grosse rl ita 1li questi contadiui, si e quell<!- di estrarro le cartuccio dai pacchi e dalle giberne. 'Nella ca mpagna della Bo:;nia, i cacciatori in catena vuota.vano le giberne nei berretti, e se li mettevnno diuanzi, per essere pit't spediti . Basta questo fatto a provare, quanto impot·tante sia formare i pacchi e t{)Sti'Uire le ftiberne in modo chc l'c:;trnione delle cartuccio sia facile. Cio premesso, l'antorc proponc alcunc mocliflcazioni ai pacchi di cartuccie e alle gibernr, in uso ncll' esercito nustriaco . Uno .studio sui t-rasporti, 1'n montagna, con speciale l'igtwrdo al servizio san'itwl'io ( )ficR.\ELIS colonnollo mecl ico). - Si acceuna all'importauza che avra in ancnire la guel'l'a cli montagua, dore la costrnzione dei for ti di sbarramento dirno~trn, chc ::;i vogl iauo contrastare energica mente i confi ni . 'Ncllo gncrro di moutagna e sempre rilcva nte In ci fra dei d!ispersi, i qua li per lo piu nltro non sono chc fc riti abbanclonati. I Crivosciaui non la ~c i a n o mni add ictro neppur uno dei loro feriti; raramentc abhautlonuno ttll mono . Le donnc stesse ,;e li cnr ic~ no s ull ~ spnllc. Poichil noi, rnzzr rivi li , non aiJIJiamo questa C[Ue;t'abi iit:'t, scudi:1mo almeuo i 111ozzi per niutarr i in talc his0-
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gno. CiiJ prcmos~o, si pa ~sa no in rassegua vari apparecchi immagiuali per tmsporllH'C i feriti in mon tagua: si troyano disadatti o insnfllctenti, c si pro rongono modificazioni ed apparccchi n nov i.
ginnastica e le pulir.ia siauo condizioni csscnziali per co n s~n'are la salu te, lo snpevano gli antichi al pari di noi; solamcnte e~s1 non cosceYano il proccsso per cni <[ncste due can~c ranno ~enti re i loro cffetti. Qucsto proccsso vennc stabilito soltanto, dopo un !'cgu ito di osserYazioni cd esperienze, alcnnc delle qnal i appartcngono a qncsti ultimi tem pi . Pro,·are scientificamcntc la tesi chc gli esercizi corporali e la cura della pelle reudono l'organismo immune dallc rnalattie d'iufezione, c di speciale interesse per l'os:.:rcito, cu c l'assunto che ;;i e proposto l'autorc. L"argourento c trattato dal lato tccuico. F. M. L. baTOne V. ALE~fA:\". - Schizzo biogrnfico di qucsto gencrale austriaco, morto il 27 maggio '1880. L'anntcM'io m.ilitcwe. - Si propone chc ncll'aunu<~rio uiilitare (Militar Schematismus) siano iuserti cstc::;i puuti uclla storia Ji ogni corpo, e si dimostra l'op port.unitit di talc propostn. Studio mgli eff'ett·i delli1·o a gnmdi diistan::e c 1·elatit10 conswmo cli munizioni. (Teneute M l SI\ 0\'! C) . - Il tiro a gr[ludi distanze e da ·qnalchc an no O'"'Ctto di vive discnssiou i, a111.i la qucstionn Ita gii1 rag0 giunto tal gn11lc~ di maturita, chc in tutti i rogola111Cnti cli tattica , il , .tiro a grandi distanzc o, in principio, ammesso, c iu t~Hti sono ~ ta hilite uorme, sui c.omee sui qn:~ r Hio dcbba cssorc cscgtuto. Ma pnma chc (1ueste abbiano acqnistato quel grado di ccrtczza e di uuiformitil , che han no le normn prescritte per le a l~rc specie di tiro, cl ovouo anconi essere wttoposte a una grau prora: la guen a. Cio che puo farsi per ora si c di studiare accuratamcnlc tulli gli cn·eni del tiro a grancli distanzc, quali possono ottenersi ucgli cscrcizi, c dcd~rnc, colln ~nag giore csattezza possibile, qn11li sart'bbcro in tempo <II gu~rra . ~atu ralmcnte alia questione del tiro a grandi cli,:t;:tnzc, Ya congmnt.a r1uclla del consumo delle munizioni, che ne i• la ('Onscgncuz<~ . In base a queste prcmessc. l'autorc stnrlia e discutc, sullc taxolo di tiro, gl! ell'ctti del fucilc ~\' erndl, a granrl i dist:mzc. Sttlme;;~o di pol'l'e un al'gine a/le mutila::ioni rolontarie nell'i. r . esenito. (.Capitnno D R.\Z I\I EWICZ) . - Fra i mnzzi con cui taluni ccr~a no sottrarsi all'ohbligo di senirc, nellc lilc doll 'cscrcito, il proprio paese, vi souo le mutilazioni vo)ontaric. Srm bra steano chc nwlgrado i :;ovori castiuh i e m<1l"raclo il danuo, chc talo tlcl itto reca , per ::;e "' 0 stc:;so, vi sicno ancora individui che lo conH11CltOIIO; ""' J;, statistica proYa chc dal •1870 a! ·1876 qncsto dcl itio, ncll 'i . r·. oscrrito, e in l eg.~ero .a nmcnto, et! importa por \'i suhi to ri piii'O, per ovitn rn i dnn 11 i del cntti vo csern pio. Nel ·187t) vi f'mono ncll'cscrc.ito nnstri :~c·n 90 condannati per ~1u til azion i volontnric; poc.o mono l'ui'O IIO ucgli anni mttecc-
"61'U"•' tle1• Ultlitii•• H rissenscltllrtliclt en f 'e1•ehae .
Vol. XXIII fascicoli I) II, III e IV.
(st•nt::ione sui ti1'0 de/let fanteria e dei cacciator·i dell' i. 1' . e~el' cito cap itano Kn.\ WEIIL. - (Contiuuazione) . Prima di far e~cguii·ea i sol·dati cscrcizi di tiro, bisogna averli ben prcparati colic i::;truzi ,)ni. Non i: nl momcnto di spararc ne d a v:~nti il bersaglio che s' imparn a p1·ondcre nna buooa posiziooc e a mimr giusto . Per ti r·arc bene, sp,Jcin lmeu te Jo pri me vo lte, e necessaria una gr11 nd e tranqnill iti.t; quindi al pnnto in cui il soldato sta per sparare, sono fuori lnogo gli avvertimont.i, o pir'L ancora i ri mproveri . Si consideri J'agit.l'lzionc 1lci giovani soldnti la primn voltn cho timn!, a pnlla . Es;i h11nno tutti la nt igl ior volontil., h::ur11 c tutti l'ambizione di fare un buon colpo, e forse anclrc le normc in seg n :~te le sauuo t.ut.tc, ma nell'agitazionc uc dimenticano spcsso alcunn. I n qu esta coudizione di ITH'nte e di animo non :;ono atti a riccvt'rc isti'uzioni. Trattarli con severit.it sa rebbc ag· giungcrc la paura del cnstigo, nll'ansia del risultato. Convieue pcrc.io, nci primi tiri , lnsciarc i soldati quasi a se stessi, e non inquietarli poi troppo se anco il successo fu mediocre, o meno; lodarl i invece c I incoraggial'li per ogni mcnorno progresso, onde acquistino confidenza in se stessi . Cio non vol dire chc dcbba trascur<~rsi di far loro osserynre c corrcggcrc i difelli, nel puntamento, ed allri cite J'Ossono a,·cl' contralti ; ma bisogna pcrs uadcrsi chc, generalmente parlando, il soldata motto tuuo l'impegnn 11 spa rur hene i suoi colpi, c che il peggio a cui si possa riu scirc o il togl iergli la fiduc ia nell:~ propria abilitil.. 11 co1·po d'avan[jtt(Wclia 1'-ttsso a sud de·i Balcani, ne/la campagna de/ 1877 . M11ggioro GA£lTNER . - (Continuazione) . Si narrauo le oper,,zioni del corpo russo agl i ordini del generale Gurko. Il racconto corninc.in colla sitnazionc al 2:2 luglio •1871, e term ina colle opcrazioni, al IH tlctto mcse. GJ.i cse?·ci;;'i co?pomfoi, c In cura ddla pelle sono la mig/oior cl'ifesa , ·cont1·o le nwlnttie d'1:n(ez'ione. KAMPf, medico militare. - Chc la
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E PE R!O DIC!
denti . ll relativo quadro statistico, complessiYo di 4- anni, dimo:>tra chc i rei di qucsto dclitto, divi::>i per nazionaJita appartcngono il 36 p. 0 /o alia Gal izia, il 30 p. 0 / 0 all'Ungheria ed il 6 p. Ofo alia Boemia; le altro nazionalita vi concorrono in proporzioni minori. Divisi per mestiere, si vcde che la maggior part-e appartengono ai contadini o ai prolewri, il che dimostra che l'ignoranza ha gran parte in tale delitto; divisi per arma, si nota che pochissimi di tali dilinquenti appartengono al treno c alle truppc di sanitn; il che, ove si consideri chc tal i tru ppe hanno un scrvizio forse piu faticoso delle aItre, ma sono mcno cspostc al fuoco nemico, prova chiaramente, che non la dmczza della vita militarc, ma la Yigliaccheria concorre coll'ignoranza, nello spingcrc a talc dclitto . Sarebbe desiderabile, che il quadro statistico ci mostrassc questi rei di mutilazione volontaria, anche divisi per religionc. L'cserci to austriaco che raccoglie individui di tante nazionalit:'t e di tantc religioui, e il solo in cui si possono fare :;imili statistichc, intcrcssanti r,d utili sotto molli rapporti. I mezzi per mettore nn rteno ulle mnti lazioni volontarie, sono in generale tu tti qnell i che va lgono a rinl?.Ure la tlignitil del servizio mili tare nel concetto delle popolnzioni. Bisogna cho non solo in ogni citUt, ma in ogni vi llaggio, nnzi piu in qucsti chc in quelle, si onorino i morti per In pan·ia. Ogni villnggio dovrebbe averc nella propria chiesuola, una tavola coi nomi dei propri morti in servizio del paese. Il governo pigli l'iniziativn e prescriva chc ogn i comune faccia incidere queste taYole, per mantencro vivo il sentimento dclla patria e quindi elevato il concctto del servizio militnre; molto pos<;ono a questo riguardoi maestri nelle scuole di qualsiasi specie, ed in cio e necessaria, per parte di chi dirige il pnese, molta sorreglianza. Le cauzoni patriouiche e militari, nelle scuole c nelrcsercito, sono anch'esse un potente mezzo per inlluire sugli animi ~emplici ed incolti . Bisogna poi vigilare pcrehc le reclute non !\iano sottoposto a cattiYi trattamenti, ne per parte de' superiori ne per parte dei compagni. E cosa conosciuta che gli ebrei sono i pcg,iori sold ati dell'cscrcito austriaco, ma cio dipende piu cho dal carattcrc individun le, dalla , memoria di antichi ma ltrtlttamenti. Anche oggicli malgmdo un regolamen to nmano ed im pnrzin le, il soldnto ebreo ha nn problcut a da sciogliere pirt difficile che il eristiano. Ultimo preservativo, contro le mutilnzioni volontarie, sarebbn qucllo di ronderle in ttti li rispetto ullo scopo principalo per eui sono faur, ohblignn rlo i mu tilnti, non solo a pre,;tar servizio ne!l'esercito, ma a corn battero, o aln10no a trovar.;i in prima fi la davauti al nem ico , in tu!Li i cotnba tlinreHLi, '' cu i debba prender parte il corpo iu cui servono.
T1tttica de/la {ante1·ia e del/' cwtiglieria da l punlo di, vista dell'elemento comune {ra le due anni. (Capitano MAl\ESCH) . - Le battaglie moderoe si clecidono col fuoco. Sotto questo aspeuo puo di~·si che
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vi sono soltanto due armi: la fanteria e l'm·tiglieria. La loro lmportanza tattica poggia sulla stessa base: concentrameoto del fuoco in un dato punto e in on dato momeoto . Sarebbe dosiderabile chc i rcgolamenti di tattica partissero dal principio comune e dall'azione rombinata delle due armi, prima di Yenire a cio che ciascuoa ha di speciale . Inrece nella maggior parte dei regolamcnti si ticne il cammino iover:;o Urut confe,ren.::c£ sttlle esplosioni per 1ne.::::o della dinwnite . (Tenente RElTZ) . - L'autore passa in ra:;scgna vari csempi di esplosioni, fatte con cliYcrsi mezzi, e Yione alia conclusione che nessuna delle materie esplodenti, finora invcntato, puo praticamcute sostituire la dinamite. lnfl,uen::a della scelta dei t.em;i mili ta1·i suU' ist1·uzione delle trnppe. {Maggiore MusrL). Se gli Austriaci fosset·o ehiamati n combattcrc nella pcnisola deiBalca ni si troverebboro a do\ror faro nrw guerra aiTatto diversa da quella a ctti giomalmejllO si prnpara no. E~ ~i vcancro fin ora csercitati ul la gn1nde guerra, in paesi riceh i di comnnicazion i e ;rvendo di mira avversl1ri che comhattono come s'usn tro popoli eivili. In Boemia, in l\'Ioravia, in Ungheria c~o liti Callll)i di nranovra doll'esercito au$triaco) il scrvizin d'esplot·aziono :;i fa a grand i distnnzc, le colonne possono il piu delle volte sortire dalla ~Lrada c marciare nei campi, auzi possono talvolta marciarc pei ca mpi, Rrossi corpi schierl1ti in battaglia. :\la nella Bosnia, neii'Erzegovinn o uei paesi Yicini, le condizioni topograficbe sono cosi differonti, chc I<' opt~razioni militari noit po:>sono a,•ere alcuna somiglianza con qul\llc a cui le trnppe austriache si esercitano, nei loro cam pi di nHlllO\ ru .. Gia nel 1869, combattendo contt·o f!li iusorti rlclle Bocche di Cnttaro, si e sperimentato rhe cosa Yoglia dire fare una guena a cui non si e esercitati, e la stessa esperienza si c raua, su piu larga sca la, nella speclizione della Bosnia ed ErzegoYina. Se non bastasse l'osperienza propria si potrobbeprendere esempio da quclla chc hauuo fntto i Turchi, comba.ttendo contro i l\Iontenegrini. Fra gli altri <wveunc, nell'ultima guerra, nn fatto d'armi, in cui i Turchi lasciarono 4000 uomini, meutre i Montenegrini ebbero perdite insignincanti. Poiche si r.revedc che l'esercito austriaco avra una missionc da compiert\ ne!la penisola dei Halcani, convienc eserci tarlo su temi e su terroni cho abhiano relaziono co l genere di guerra che si (lOYn"l co mha ~tore . I ten·cui auatli non mancano, e di temi ne oiTre una ricca miuicr::t la :storia della carnpagna della Bosnia e dell 'Erze~ov i na.
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Uno studio sopra i reggimenti. - l.'esercito e un gi'ande organismo, alia cui funzioue, danno i regolamenti il tempo e la misura. Essi sono o almcno devono essere adaui all'csercito in cui hanno ,jrrorc· <{uindi 0 ' in generulc puo dirsi, che un cscrcito si conosce dai suoi regolamcnti. Ma non e impossibilc il caso chc i rcgohmenti sicno buoni e non vengano osscrvati. E qui eutra in campo la discipl iua, che e la prima conclizione per !'utile irnpiego di un corpo armato. Essa clu ui rcgolamcnti la forza necessaria, pcrchc non f.'alliscauo allo scopo . Quando nolle grandi funzioni di un cscrcito s'incontrano difficol til, si spcrimentano attriti, o e difeno di rogolamenti o mancanza cli discirlina; due coso che in ogni societit, ma spccialmentc in quella che ha per iscopo l'impiego della forza, a n10taggio del paesc, dev•mo essere indissolubilmente congiunte. Risparmio degli u(ficiali pn·ma e dopo la battaglid. (Tenente colooncllo Honnrr::ISTBn). - Nel lc cumpagne modernc si fa un grande consumo di ufficiali. Le pCI·dite dipendono direttameute da fatti d'arme (morti iu campo, feriti o prigionieri) o da malattie. QueUe del la prima specie .so~o inevitahili. L'ufflcia lc 0he fa il suo cloverc, sui ca mpo di ba.ttagl ra, c natu~~lmente, piu chc uu uomo cli truppa, csposto a! nenHco. Ma per cw appunto, quando altre ragioni non vi fossero, si dove corcarc o~ni mezzo ~er risparmiarc la vita degli ufficiali, prima c dopo la battaglta.Lc perdlle per malattia hanno tre cause principali. Prima di tuttc, l'etft. La maggior parte dei capitani ha tanti anni di sct·vizio, quanti auui di vila hanno i soldati. I tcnenti, in maggioranza, contano di scrvizio la metU degli anni, che la truppa 0onta di vita. Solo i sottotcncnti si trovano, per elasticitit di forze in condizioni u(Juali alia truppa. Il modcrno modo di comba ttcre e i regolamcnti, cl~e cla ess.o [H'Cndono . uor.ma esigo11o, dagli urficiali subalterni e cfai capitani, ~a tr chc s t.raordm~trw: Qual. rn e r:~v i g l i a se durante una c:unpagna si J~nno n01. quacln eh questi ufliciali dei vuoti enormi? A IJ uesto stato. dt cose VI e un solo rimcdio: riugion1nire i quaclri e mctterc i capitani .'' ~a:vallo, se non se ne vuol a vcre un terzo all' osped:llc fiuo d:~l, pr1001pto dclla campa?na. La concessione del cavallo ai capitani c. d altron~c resa, ne~s~ana dalla forza delle odiernecompagnie. i\on s1 sorveghano, ne SI fanno manovrare a dovcre le compattnic di oltrc 0 200 uomini, se non stando a cnval lo. Ln scconda causa delle ma'lattic rlegl i nfficial i in campagu::t, c la mancanza di riparo contro In intl.lmpcrie. Secondo il regolarnento vcngono concessi ad ogni ufllcia lc, Guo al grado. di capitano inclustvo so lo 1 !~ Ki logrammi di b~g~glio, eho non scguc immodintmnr~nto ii
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battnglionc, rna viene in coda dcllu colouna , se pure non segue altrn strada. Oltre 1·io il soldato di confidcnza, porta per il ~uo ufficiale una piccola borsa a zaiuo. Xon o necessaria avcrnc fatta la provn, per capirc con quanta poca roba si faun bagaglio di J.i Kilogrammi. Ma Dio volesse che si potesse scmprc avcrc! Xcllc ultimo campngnc avvenno pit't volte, che gli ufTicia!i cli alcuni corpi, giunti alia lappa, rnolli dall'acqua fin o all'ossa, non vidcro per piLL giorni illoro povero bagaglio. Quindi ra!Treddori, reumi, bro11chiti n via diccndo. Da qucllo che e successo nclla campagna dd la Bosnia, fatta nella buonn stngionc, si puo argomcntare che 00sa sarcbbc avvenuto se fosse stata faLla d'inv!lrno. L:~ terza causa delle malatlie dcgli Unlciali in campagna e il caLLiro nutrimcnto. ~on si puo certo far rimpro,·ero agli ufficiali austriaci di csscrc troppo delicati, in falto di mensa; ma nou sono poi nommono assucfatti al rancio delln truppa; or<1, in cr•mpagnn, il piLl dl'llc volto succede toro appunto di dove,·si content~re del rancio. \'i sono e vcro le cucine d(lgli ufficiali , mn qncstc fanuo la strada dei hngagli c si vcrlono so lo di tunto in tanto. Qnanclo poi vi ~on o le cucinc non si trova chc cuocere. Bisogoa far in modo che le cucino dcgli ufficinli con le rrovvistc per .la giornnta seguauo i battaglion i. Ln co:;a non i: difficile, sal\'~ circostanzo straordinarie. Piu dilllcilc il tro,•are un mezzo ondc gh ufficiali giunti alia tappa abbiano subito il loro bagaglio. Si o proposte di dare a qucst'uopo un carro corcrt~ ad ogni battagliono; ma con cio si allun(Ja la colonna, c si Ya contro it principio (che ha tauta im portanza oggidi) di dare alia truppa combattente ~11cuo iml!ccl imonti chc sia possibile. Si c propo5tO di dare ad ogm compagnru un mulo pel trasportn dei bagagli dcgl i Ullicial i; ma qucsta m!sm·a ol t1:c ad aumentarc anclt'essa gli irnpedirncn ti, aumenterebbe d1 molto 11 (d bisogno di quadru pcdi per l'csorcito . Tutto cons i(~erato it m~glio sarcbbo nrlottare il carretto a muno, proposto da l Capitano Perccv1c., o quello proposto dall'inteudente Ulhc. Quc~li ~arre~ti di fon.nc c c~i misure adattc per contenero il piccolo bagagho dt un uffi.wdc c 11 corrcdo del suo atteudenl(•, sarebhcro spinti o :;t,rascinati dagli attcndcnti stessi alia coda dei battaglioni. Per quanto la cosa pos~a sombrarc, a prima vista, strana ed aJH·hc ridicola, e la soluziouc piit sempli ce del problema . Dopo tro ma r(jie, rruesti carretti non darebbero piu ncll' occhio a ncssnno . _ J Combattimenti ·in 1'irolo cltmmte let QQ;mpagna del 1800 · (Maggiorc Wt::NZEt.). - E un rflccooto tratto da clocumenti u!ncinli ;
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comiocia dalle operazioni ai primi di ottobre i 805 e giuoge fino al termine della guerra, per la pace di Presburgo, al 26 dicembre dctto anno. AppareccMo p1w cont1'ollare 'i·l pwntamento. - (Capitaoo BoKSANDic) . Si descrive un apparccchio, merce il quale l' istruttorc, stan:l.o di fianco al soldato che punta, V<'de rillesso in uno specchio questi e il bersaglio, onde puo scorgere c correggere i difetti del puntamento. I nflnenza delta colttrm, della storia e dell€£ politica snll'ordinamento e sull'imp·iego degbi cse?·citi . - (Tenente Colounello WALTEn). - Lo stato cl i civilla di un popolo :;i rivela in tutti i suoi atti, e specialmento nelle azioni di guHrra; pcrche la ci,•i ltit e la risultante delle coodizioni nazionali, sociali, politiche, intellettuali e morali, c la gucna richiede il coucorso di tutte le forzc, che sono il prodotto immediato di questc stessc condizioni . A pari tit di numero il maggiorc gi·ado di civilti.t assicu ra la vittoria, in d11te circost<1nze e in certi Jimiti, compensa il numero. Se tntte le condir.ioni cl i un popolo, che concorrono a formare il suo stato di civi lti1, hanno influenza snll'ordinamcnlo o l'impiego del sno escrci to, piu che tutle ve n'halHlo le condizioni politiche. Esse sono di due specie: o riguardano il goYcrno del paese, o le sut: relazioni coll'estero. Cosi in uu caso come nell'altro, agiscono direttameute sull'ordinamento e l'uso della forza armata . La guerra parte sempre da una speciale condizioue politica all'interno, e tend o al conseguimen to di uno sco po politico :1 ll 'estero. Tntta la storia prova <{neste verit:'t, 11111 ;;pccialmente q noli a delle due epoche di civiltil. piu grande c piu diffusa: la storia di Homa <1ntica e la storia dei nostri tempi . Qn<1l e la causn clelle vittori~> di Roma? Non possono nttrihnir:;~, neppure in parte, al genio di un grando uomo, come quellc di Alessandro e di Napoleone; perche volendole attribuire ai cap itani, resterebbe <1 spiegare questo scgu ito inccssante di gandi uomiui di guerra. Non po~sono ncppure attribuirsi alle formazioni tattichc, perche queste (come le qualita dei capita 11i) se devono considerarsi come cause., rispetto a con:>cguenze immediate, erano gii:t effetto, rispetto a cause :>upcriori. ~Ieno che mai dette vittorie possono attribuirsi al caso. Solo nello sriluppo della politica uazionale e nella cirilta di Roma sempre crcsccnte, assimilatrice c inradcnte, si trora la :>picgnzione di tanta c cosi lnnga fortnna. Ad ogni progresso fatto da Roma all'intcmo, ne corrispondeva uno all'cstero e viceversa . La politica interna poggiava su di uno stretto accentramcnto; l'estcra snlla concquista e la colon izzazione. Ogni Romano era con-
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193 vinto dcll'utilitit e della giustizia di questa politica, e concorreva con tutte le sue forze al suo trioJifo . Venondo <1 i tempi piu vicini a noi, osserviamo che il carattere delle guerre moderne si acccntua per tre fattori principali: •I o le condizioni militari, sociali e politicho sorte dalla rivoluzionc dell'89; 2o i progressi ~~lla tecnica nel.le. m:mi da fuoco; 3o l'obbligo generalc al serviZIO 01 1htare. Le condiZIOlli, sorte dalla rivoluzione francese, ehhero per consegucnza immediata una nuova costituzionc deali eserciti e l'adozione di nuovi principii e rnezzi per mantcnere, vestfre e rico_ver~re le tr~p pe . ~'.abb ondnnza di uom ini disponibili e il rapido 1mp,1ego .degh s t~ss1 m g11crra ( ch.e non conscntc di impartire loro un IstruziOne fimta) conclossero pnma alia tattica d;i masse quincli alia tattica c~l01~ne, cd in O~o al combattimento in ordine sparso, quando I elhcac1a delle armt da fuoco rese micidiale iJ presentarsi davanti al nemico in massa o in colonna. L'obbligo generale al se1·VJZIO militare, che dalla Prussia passo a tutte le nazioni del contingen~e . europ~o, e .lo spirito nazionale piucchc mai risvegliatosi presso tntt1 1 popol!, fimrou o per dare, alle gnerre, qucJ carattere nazionale e agli eserciti, quell'aspctt.o cli nazioni armate, che sono i distintivi principali delle ultime guerre e degli eserciti contemporanei. E
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ANNO XXVll, VOL. ll.
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195 BARROS A HANA.IIistoit•ede la guert•e cluPaeilique . - Parigi 1882, libreria Dumaine. - Si narrano gli avvenimenli della guerra lra il Chili il Peru e la Bolivia, a cominciare dalla siluaziono dopo le batlaghe di Tacna o di Arica, (giugno 1880) fl no all'occupazionc di Lima (gennaio 1881). BOLLETTIKO BIBLIOGRAF ICO
BOLL ETTI NO 81 BLIOGRAFICO
JoURAT, chef d'escadron d'arlillerie. l~alleJ•ie s e t e quiptrye R de 80 mm. e de 90. - Paris, ·1882, tipografia Bcrgcr - Levraull. Prezzo L. 3,30. E un ma.nuale ad uso degli ufficiali di artiglieria di riser va c dell'nrmata territoriale.
BRINNEn Huuptmann Geoc l•ic l•t e tle11 Pionnie r - H"gimente•. in flerbintltwg mil eiue t• Gescllicl•le tlt!!J B.t•ieflllbriicl,e tuvesen in Oeslet•t•t!iclt. - (Sloria del rcggimon to pio-
nieri, in collegamento con la storin dell' ordinamento dei ponti mililari in Austria) 2· volume. Vienna, 18Bl , tipogt·afia del r cggimenlo. Prezzo L 21-,45. E una slorin redalla su documenLi ufficiali. 11 pt·imo ' 'olume, pubblicato nel '18i8, comprende la storia dnlla formazi one del reggimento al 1843: il secondo volume, teste pubblicato, no da la conlinuazione da delto anno fino al 1880. Oberlieutenant. l)ie l •'ecl•tlmnst. - ( L' arto della scherma) Vienna, P est, Lip ~i n , t.ipografia Hartlebens, prezzo L. 10,85. L'autoro e.pparticltC alia cosi detla scuola fra nccse. L'opera si divide in tre par Li: 1' leor ia e scuola del fioretto; 2• teot·ia e s cuola della sciaboln; 3' nozioni genet·ali sui snlulo, sugli assalti, e sui modo di con tenet·si coi sinistri, con chi non tirn di scuola ecc.
HEnC SELL
Cotn•• p••atique tle e l•emius tle fer ti t•uNaye tle m . m. le~ offleie••• et tJous-of{icie••s. Oigionc, 1881. Tipo-
LE ROY.
grafia Ropiteau. Nella prima parte dell'opet·a si passano in rassegna gli elemenli coslitutivi delle strade fenatc e del materia le mobile; nella scconda si tratla dell'esercizio; nclla terza s i considerano le fert·o vie dal punto di vista milila.re, c si esamina. il regolamento redallo dalla commission de voies .fel'l·des, sui trasporti ferrooiar·i militari. A. BRlALMONT. Situation mililaire tie la Belgique. 'l'ra veaux tie defense de la lfleu11e. - Brusselle, 1882, librer ia Muqunrdt. - L'opera s i divide in sette capiloli: 1• Spirito nazionalc e s pirito militare del Belgio; 2• i partiti politici e l'csercito; a• cause ed effetti dell'ottimismo che regna nel paese; 4• ci6 che valga la garanzia della neutralita; s· impor tanza s trategies della linea dellu Mosa: 6• confutazione delle criliche alle progellate for tificazioni di delta linea; 7• situazione atluale dell'esercilo. F. ROBERT. Taclique dellfeux tlu ballaillon et dell grande11 unites. - Parigi, 1882, libreria Dumaine. - Prez1.0 L. 5,50. - L'opera si divide in Lre parti: nella prima si tralLa degli elfetti del fuoco in genera e delle va.rie specie di tiro; la seconda accenna ai pt'incipi generali della tattica e li applica al battaglione, nella. terza si e.pplicano gli stessi principi alle operazioni della brigata, della divisione e del corpo d'armata.
l)ie Jlet•l•el•r• Revolution dell lflmlettllt!t!• Becheu11. (La r ivoluzione commerciale nel bacino del !ago di Cosla nza) Augusbut·g, lipografia Hultler. Si dimostral'impor-
STEIN 0 S W AL D.
tanza acquistata do deLto bacino pet· l'aper tut•a dellu fcr roviu del Gottardo; la quale importanz.a crescera dopo l'apertuJ'a di a!Lt·e fe rrovie in coslt·uziono o in pt·ogetto; si propugJJa Jo costruziono di una rcn ovia chc scgua il contoeno del !ago. IANKO. llusere lleltleu. - (I nostri eroi) Salisbut·go 1881 tipogt•afia Dieter, prezzo L. 1 al fascicolo. Sono schizzi biografici d'uomini che si resero illuslri nelle file dell'esercito austriaco. L'opera e in corso di pubblicazione 11 5• fascicok), recentemente uscito, conliene la vita del maresciallo Laudon.
WILJI .
BOLLJNCER, Oberst. ,JiiUiiir Geoyt•trfle de•• Scluv(!il:::. - (Geogrufia militare dclla Svizzel'a) Zul'igo '1882. TipogroJia Fussli, prezzo L. 3,25. E un libro d'aLtualita, in quesli tcmpi in cui
TJOLLETTJNO BIDLIOGRAF ICO
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tanto s i discute sui modo di assicurare la neutralita della Svizzera. E interessante specialmente l'ulimo capitolo intitoJato: Conclizioni militari dei conflni sulle diversefronti. Lieutenant. E11tuti iibet• Befelltsfiit•may in ller•eiclae tle•• J,.fcmuwit~ DitJisit)n. - (Saggio sul modo di p01•lare gli ordini nella cerchia della divisione di fanteria) Berlino 1881,
lAGWITZ.
LE APPLlCAZIONI DELLA TATTICA
tipogratla Luckhardt. L'autore appoggiandosi ad es empi tratti dalle ullime guet·re, cerea in qual modo deve essere orgMitzata la trasmiss ione degli ordini in campagna, nell' interno de.Jia divisione, eel espone quindi quali esercizi pratici si potrebbero fare in tempo <li pace, per ahituare gli aiutanti e le ordinanze a portal'e gli ordini con regolarita e sicul'ezza. Belt•t•claltmy e u ttbet• Sclaies•ubtWfJeU det• lu(an lerie .(Considerazioni sugli esercizi di tiro della fanteria). Berlino 1882,
tipografia Luckhard. Ques to libro firmato, un uf.ficiale prussiano, LraUa degli esercizi di tiro, dell'uso e della manutenzione dei moderni fucili, della loro costruzione, iotroduzione e conservazione nei magazzini . . Friederil• 1Willaelm, v tm Seydlitz . - (Federico Guglielmo v. Seydlitz) Cassel, 1882, Lipografia Roy. E uno schizzo biografico
del famoso generate di ca.valleria di Federico Il. 11 s un to del libro si racchiude in queste parole che di S eydli~z lascio scritte F ederico sles so: visse non sorpassato, morl senza rimpiazzo.
Il Direttore 0 R£ STE
B ARATlE RI
Maugto>·e net Bersaulte1"1 .
DEMARCHJ
CAnt.o, gerente.
I principii dell a Lat.tica poggiano su due )Jasi di diffe rente natura; immutahile !'una, qual si e la qnalitit del terreno in cui si SYolge l'operazione tattica; mutalJile l;'al tra, determ ina ta dalle condizioni dei belligeranli, questa dovendo fo rzatamenle subire i cambiamenti cui van no soggetti i sistemi delle armi,- dei r ipari, dell a costituzione, della mobilita degli esercili. L'inO uenza della base ,immuk'lbile mantencndosi sempre, ne consegue che i principii tattici in cui il terr·eno IHL parte, possono coi volgere del tempo anclar soggetti u modiflcazioni , ma non esser distrutti, vivendo sempre in essi l'espcrienza del passato, associala all e mod ificazioni rich iesle dai progressi mitltari. Questa esperienza ci insegna che per eguali situazioni tattiche non sempre e opportuna l'applicazione di uno stesso principio: perclle mollissime circostanzc possono richieclere per un ident.icopro- ' blema tallico , soluzioni · diverse, non altrimenli che, mutnndosi i coeffi centi cle i termini di una equuzione, si ottengono valori diversi per l'incogniLa. Il morale delle lruppe, l'indole dei capi, le situazioni di guerra, di poliLi cu del paese in cui· si svolge l'azione e tanle a.!Lre eventuali circostanze, possono consigli are diiTerenti soluzioni; ne deve far mcraviglia il \'Cderetalvol ta, per istessesitu.azionidi tattica. l'applicazione di principi i opposli riuscire nei vari casi ben a proposi to e con buon successo . L'applicazione opportuna delle formo le tattiche non e aclunque A.N NO X X Yil, VOL . l l.
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L E A PPLICAZ ION I
DEl-LA T A T T ICA
un:t quesi.ione i:·Ut di dirtlcolti:t, poiche non basta laloroconoscenza n. h\ tlala altc (~onclii:!on i. oclicrnc degli eserciti, ma bisogna nncora s:.1persenc va!c t·e all'<lLto pra.Lico secondo le circostanze, osservando tuai i pl'incipii ch c ne! momento hanno influenza, senza. di che l'<lppticaziDu e di un principio puo talvoll.a essere un errore. I l posse:lere gli nl'orismi delia Lattic<Lnone sufficente a· chi devc valersenc; gli e indi :;pcnsabilc uua fondata conoscenza dell'opportuniLa di loro applicazionc . . Ne qnesta si puo avereche coU'esperi.enza, o in difello, col pi'Ocurarseta ricercando la negli ammaestramenti della storia militarc. ta storia genera,lc delle guerre presenta non v'ha dubbio interessanti ammaestrnmenti, ma i piu utili non possono a lneno di essere quelli cllEi c' insegna la storia delle guetTe del nostro paese. Potrn.nno essere pit\ clamorosi i fatti d'anne successi ni Lrove, .eclessenr..ialissime conseguenze se ne potranno pur trarre p·er la scienza milit.nre, ma le appli cazioni dei precetti dedotti dalle gucrre ·combattute ne! noslro lerrito rio si presenternnno sempre pi1.1. probahili n noi, specialmente r ispetto alia Lai.Lica , la qmi.le piLLimmediatame.n l.e che l~:~. strate~ ia, si risente dell e condizioni locali, dei caratteri rcgionali c del lcrreno . Alle giogaie, mo.nl.agne, coll ine, p ianure colti\'ale e molto intcrseca!e da fossi, da. canali, da cor.:;i d.'acqua cosiiLuiscono la superiicie del nostro paese; i terren i apet·Li, facil i, pi<.u:i scRrsissimi, 1ie in localilit ove possano succedere probabiti importanti htti d'ar;ne: i cor:;i d'acqaa di largo letto o copiosi d'acqua, pochi; molti i corsi d'acqn;t torrenziali. La dorsale di una catena di montagne circonda la parte conLinentale, e di,-icl.e la parte peninsulare co·n un tracciaLo spiccato esseuzialmente ne!la regione continenlale. I contratTorLi che scendono dall a dorsale traccinno valli ben determinate, non presentano gruppi montuosi intl'alci<lLi , e in cc:·ti li miti, il luro anclamenLo planimctrico presenta regolarita. I cont:rafforli si distaccano, specialmente nella parte alta, in direzione normale alia linea della. cresta formando valli o in direzione normale alla dorsale, o in di.rezione quasi parallela. Ad esempio Gito come apparLenenti alla prima categoria le valli del Gesso, del Pesio, del!a Stnra, della i\'Iaira, della Vraita,
dell'31to Po , del Pell i ~~e, dell e n.lte Dore Hiparia e Bnltea, della Sesia, del Ticino , del Piave ecc ., che scendono dalle Alpi nelht valle Pndana o dall' Appennino nella nlle stessa; le valli dell 'Orb a, -de1la Scrivia, della Trehbia, del Taro, della. Parma, dclla Secchia, del Reno, che dall' Appennino scendono nell' Ach·iatico; le valli dell a Roya, clella Nervia, della Taggia, clell'Entell a. nel Mediterraneo; ·queUe che clall' Appennino Loscano scendono sulla destra dell' Arno; la Nera nel la val Tevere, la Vesuhia, la Bevera, il Guil, l'a!Lo Isere ne! territorio francese: in generale le valli dell'Italia cont.inenLale e del versante orientate della pen isola. A!la set\Onda categoria: le alte valli del Tanaro, clell a Bonnida, dell'Adda, del Tagliamento nella valle Padana; le vall i della Durance, de!l'alto Rodano, del Gail nei territori esleri confinanti; quelle del capo d' Arno, del Sieve, del Serchio nella val d'Amo; qnelle del Tevere e del Salto nella valle del Tevere; quelle del Volturno, del Liri e in genere le valli dell 'ltalia cent1:ale ne!. versante occidenLalc dell'Appennino . Dai contrairorLi principali. delle due categorie succitate, altri minori si staccano con egual legge cioe o nonuali o paralleli al coritr·afforte; tra i primi vediamo formate le valli del Bebbo, del Brembo, del Serio, deli'Oglio, queUe dei monti Lessini, doell'Ombrone, del Garigl iano ; tra i secondi, quelle del Turano e del Sacco. A seconda poi che partono da linea dorsale concava, convessa o rettilinea, le vall i normali alla cresta da cui scendono, considerate in relazione l'una coll'altra, presentano sbocchi convergenti, div~r geo ti o pnralleli . Tale si presenta spiccatamente il carattere della zona montuosa in Italia. Questa specialitit. di configurazione trae con se naturalmente speciali condizioni nelle comunicazioni stradali , le quali seguono in genere l'andamento delle \•alii per vie; sia ordinarie, sia fenoviarie; creano Iinee di operazioni, o perpendicolari alln. cresta da cui par tono i conwtfforti, o ad essa parallele, legate con Iinee di spostarnento alle discese dalln, cresta. Nelle relazioni tra vallate contigue fo rmano linee o convergenti ad uu obbietLivo o clivergenti ad obbiettivi diversi . Eppertanto, abbenchC la zona montuosa sia considerevole in Italia, si vede che,. per quanto ha relazione a questa qualita di terreno, lo studio tattico deve specialmente aggirarsi su determinati casi nei quali si possono tul.ti raggr.uppare.
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L E APPLICA Z!ONI
Variera evidentemente la scala secondo In. quale si devono considerare le operazioni, poiche ad esempio) in una vaile maggiore dovranno aaire nerbi maggiori di forz ~t, che non in ''alii secondarie. I raaionam~nti e le dedu1.ioni tatt.iche pero non saranno dissimili ma ~pplicabili ad operazioni di grande come di piccola lattica, colle varianti soltanto che devono provenire dalle difTerenze di forza, di distanza e di tempo. Eel in egual modo la qualitit del terreno in pianura, e dei corsi di acqua che predorninano nel nostro paese dando luogo a speciali applicazion~ ta~t.ich~, ne rendera Riu importante per noi la conoscenza, percbe pm dt frequente s mcontrera il caso di ricorrere ad esse .
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I.
Prendiamo ad esame il caso nel quale, il teatro d'operazione sia un tratto di cresta, donde si staccano contra(forti paralleli. Si presenta tale configurazione nell'Appennino Ligure per le valli dell' alto Tanaro e dell'alta Bormida, separate alla loro testata dal tratto montuoso del colle S. Bernarclo a i\'Iontezemolo; e si presenta pure nelle Alpi Cozie, per le vall i clella Guisane cbe immette nella Durance, e quella dell' Arc, separate dal colle del Galibier. Ambeclue queste zo~t e di montagne furono illustrate da memorabili operazioni cli guerra in epoche diver:>e. L'occupazione dell'alta valle della Bormida fino a Montezemolo fu l'operazione militare che decise la vittoria dei francesi ne! ;J796 sugli Austro-Sardi. H o-enerale Bonaparte intromeLLendosi Lra le due ann ate alleate, poteva battere separaLamente, 'eel aprirsi lo shocco dall'Appennino allapianura del l 1 iernonte, sbocco per lanti anni contrastalo. La salda occupazione del Galib ier, facendolo vertice di una linea. appoc;ajata al campo cli Tournoux a. destra ed al campo di Barraux l') (') , d l. a sini stra, fu il concello di difesa del maresciallo francese uca ( 1 Berwick per contrastare alle truppe piemontesi all eate cogli impe~ riali l' invasione in Francia, resa possibil e dopo il disastro toccatogh nell'assedio di T01·ino del -1706, piano che gli riesci per ben tre
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DELLA TATTIC A
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anni di guerra consecutiva. Dovendo difendere l'estesa linea del confine francese con soli 80 baltagl ioni e 30 squadroni, linea convessa pel suo fronte, nel 4709 cerea supplire alia deficenza di forza colla prontezza di concentramento nei punti che il nemico minacciasse, formandosi un fronte concavo che la confi gurazione della fron tiera non gli ofl'riva . Egli ne appoggio saldamente il saliente al Galibier ed al colle cli Valoire, che protegge questo e rinunziando a contrastare alt.rove i passi della cresta, ri tiro i suoi a ppoggi ai campi cli Tournou:x e cli Ban aux. Il modo cli forzare quella linea, e cli dividere le sue truppesarebbe stalo per gli alleati quello di togliergli il possesso del Galibier, e del colle di Valoire rna l'abilittt di cu i diede prova il maresciallo nel val ersi della ben concepila. sna. linea portando celermente le lruppe da un punto all'altro di quella, li tenne sempre peritanti nel tenlare quelr operaz ione. E per toccare degli interessanl i particoluri dell e sue manovre, e di qnelle clegli Austro-Sardi accennero come nelle operazioni del •1709, i I piano di campagna degl i alleati ess·enclo quello di passare il .Rodano ed ent.rare nella Franca Con tea per dar la mano in Alsazia all'esercito imperiale del R.eno, una colonna di questi ''eniva cliretta peril piccolo S. Bernardo IH~IIa Tarantasia, mentre unaseconcla cli 45 battagl ioni marciava pel Monceni sio. Il duca di Berwick che aveva il grosso della sua f.an teria (20 battaglioni), nella valle della Guisane sotto il Galibier, eel il suo quartier geneeale sulla stracla cla. Briam;on al Gal ibier, rinforzo il poslo al colle di Yaloire, porta il suo cent.ro alia sinist1·a, ell a Brian9on le truppe della. sua destra. I francesi non poterono sostenersi co ntro gli alleati nella Mauri enne, e le !or forze quivi si r itirarono ai mon ti .Les Beauges : mala lin ea fra.ncese non era rotla ed il generate austriaco non oso collocarsi tra. l'armata francese e la piazza di BriarH,;on per fare l'assedio come aveva intenzione L'insuccesso in Al5azia deterrn ino gli a1leati R ritirarsi senza. aver potuto forzar la li n'ea francese . Nell' an no successi vo 1\7,10 gli alleaLisi erano rinniti ad Orbassano, avendo stabili to depositi cli a.pprovvigioi1amento nelle valli di Susa, -e di Stura. Il generale francese non muto le disposizi oni clifensive {lell'anno prececlente. Gli alleaLi invasero con tre colonne, una dal dncato cl' Aosla, l'altra clalla valle cl i J>ragelas, il grosso col generale Di Thaon, dalla valle di Stnra. Il duca. cli Berwick rinforzo la sua
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LE APPLICAZION!
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deslra con parte delle truppe de l cen tro, e rimpiazzo qneste con altre ildla sinistra . Il contc di Thaon pas~ava a!lora I'Argcnticra. si portara a fronLe del campo di Toumoux e cerea m ingannare l'twversario col far entrare una colonna con movimenti comh inal i dalla valle di Vraita: ma questi si tenne fermo sullc sue posizioni e sulla sua linea, eel es:->endo an dat e fallil c le speranze d'aiJpoggio, suI quale gli Austro-Sarcli contavano, dn pn rle dell a po:poht7.ione di Linguadoca molestata dal governo fnm ccsc , clovettero ancora ritir<irsi dantnti alle previdenli disposiz.i oni dell'avversario. l'iella campagna succcssi ' a de l '17·H il comando delle truppe alleale sulle Alpi fu preso dal duca di Savoia. Yittorio Amedeo II. Si potent temere che egli are,;::;e il progetto di portarsi sui Yaro . 1l ma i·esciallo Berwick fccc quiv i costruir trinceramenli, c non mulo le disposizioni difensive della sua linea. Srabili il suo r[um·ti cr gcncJ·alc con 2.1, hattaglioni a Gui ll c;.;l.re a mettt strada tm ll r ian~on· c Tournoux, da cu i in cinquc giorni di tempo potea lrovarsi ~nl Varo, n in trc giorni nella S:woia pcl Ga li hi el' . ·IJ duca Yittorio Amecleo prenden l' o!Yensiva, dislaccanclo una co lonna in Val d' A0$1<1, e port~mclo nel la val di Susa il grosso dell'nrmata sotto il :; uo com al1(1tJ. 11 marcsciallo Berwick rinforz6 l'ala sinistra . La colonna invinta in val d'Ao3ta pole aran:r.arsi ad Annccy ed entrant nei Beau~es, mentre i Francesi si ri tira\ano a ~Iontmeillan : Il duca cli Savoin si porto a Chamber_r col suo quartier gencrale, marrrendo tentalo d'intaccar la frontiera. del Dclfl nato, i Sayoiarcli furon o respinfi. J.o disposizioni di Berwick ohb lignroM nnche in quest'anuo il nem ico a non avnnzarsi nella i\fauricnne e rt pnssare in Tnrnntn sia pm· Je. slossc slrade che ne! ·1700 . ] I nnu·esr:inllo si porto a Rl JTaux dove a,·eva 33 ba.ttngl ioni : le sue romunicazion i di Barraux a Drianvcm crano fratLanto guat·date per la stt·ada piu hreve dal genera le Dil lon che minacciara il passo del :\foncenisio. Si sarcbbc doruto nllaccarc il campo di Barraux. Ma Villorio Amedco, dubitando dell'c::;ito di una ballnglia. contro si fort e posizione c con misure cosl minacciose per la !"itirata in ea so <l' in:'ucccsso, giudico di ri tirar;;i . Berwick tenl<i allora di prereni1·c il nelllico colle forze di Brinn<;ou, movendo dalln slessa linea d'operaz iono del Galibi er, e di impadroni 1·si c1clla l'orLezza d'Ex illes prima cilc vi giungessero le fon:e alleaLe. Dif;iui, cou :JO bnttnglioni e 27 t;qu~c1ron i i franccsi arrivarono a Cil iomontc:
roa una colonna che altacco an7.i tempo la ric)oita clifesa dai l' iemontesi al colle dei Quattro- Ocnt i essendo slain. respinta . ed cs~en(lMi ~uhilo 1·ipirgn1a nella }faurienne, giun:i soccorsi dal i\Jonceni sio alle lruppc piemonlesi chc guardaYano la. val Dora sollo il comnndo del generale La Roc~.a. qncsli si anmzo trovandosi co11 30 halln glioni dinanzi alle forzc !'nperiori franc e~ i, prese posizionc a SL. Co lorobnn, ove il dnca. d i Br1·" iek che comand:wa in persona a Cole-Pianc lo lasci6 trnnquil lo, rilirAndosi puco dopo pcl )! . (~i ncvra . Lo stesso problema della d i fe~a del le Alpi rl aila p:trte di Francia noi trori:t~O ~ffldato a] rrrnrralr ~nrhf't nel 18 10, per6 rolla \'arianiC che la stracla del Semp:onc ap ri,~a agli alleat; au~tro-:<ard i una nuova linea d'imasione. 11 generale Suchcl con dnc di,•isioni c le gnardie nazionali doreva conlras!are l'arnnzarsi di :-;cl.lalllamila uomini delle t1·uppe coalit.zalc sul Roclano e staJ.ili Uila dirisiouo a. TlJOllOH , l'aiLr:1a C<.;r:(l.llls . T:aht sinis tra dell'a rmal a dcgli nl lenli entro in S:wo ia co n qu:tranlnduemi la uomini cla l Moneenisio e dal pi cco lo S. Bcrnardo arcndo per obbiell ivo Lione dopo a' ere inYestito Greuohle. L'n la dcslra n1arci6 sopra Ginrrra pelln ~ lra da del Sempione. 11 genc-rale Suchet si limi to quindi a difcnderc gli suocchi delle due principali vallate. Dall'ala sinistra degli all cat i si distaccarano ~u GrC:·noble douicimila Pi emonLesi i qnali si impadronirono di qnelln piazza fotteed ill'imanente clell'ala ::;·a,anzo su Lione dalle sl rade di PontBeau,roisin c Belley. La div i~ i o n c rrancese inv iata a Thonm1 essendosi dov ntil rilira re, iJ corpo tlel gcncJ·alc Sucbet si trovnva avviluppalo dall e truppe ncmiche, e dovetle sr,cnden:; a ~np i 1 o l;1 z i one . le contiizion i in questa eircosln nza non erano prec isamrn lr qnali si JWrsentantno nelle campagnc prim a accennate : tutltwin la clifesa del Galibicr e del colle di Yaloi re an-ebbe potnlo essere ~erio oslacolo all'a,·anzarsi dell' ala siuistrn clegli alleat i; eel anclic in qnP~Io caso si faceva sentire !'influenza latlica di quelle po::;izion i. Scrnlaudo con anali"i piu min uta altre operazioni di ~nP JTa :wccc:::se in zona 111011luosa di Lipo con,. imil c si pc~sono (lccln JTC nri utili con fron ti di app licazion i latt iche per qnesta $ pecia liti1.di tcl'l'cno.
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LE AP P LIC AZION f
IT.
~ra veniamo a\ secondo tipo di zona montuoso, a quello cioe in eu i le vallate che partono dn ll n. ct·esta. siano norrnal i, o pressoche, a questa ; o consideriamo lo clal pun to di vista dell a clifensi va gettando uno sgnarclo alia campagn;1 del ·J 6z8 (gnerra per la snccessiono di ~l a n tova e del Monferratol in cui il duca di 'Savo ia Carlo Emanuele I ''eniva rninacciato dall esercito francese comanclato dal generate d'U\.elles di una imasione nel l'iemonte per le Al pi . 11 generale france~c anicinat.osi alle Alpi ne\ Delfinato dimostrava di minacl:iare or I' una or J'allra delle va llate che sboccano in Piomon le, a ~eopo di o!Jbligare iln emico a cliYidere le sue forze. Carlo Emnnu cle si lcncra nnll a pianura tra Sa lnzzo o Cnneo, egnalmonle a porlata delle \':tll i di Stma, Maira, Vn1 ita e dell 'alto Po. l l 28 lu glio il gener<ll e l'rancose si clecise pE'r la valle di Vraitada Barcell onclln : ma la ~ I Ja arti glieria non gli pole tener cl iel ro, e dovetle perclere quattm ~iorn i ad a~pE'lta rla . 11 dnca di Snroia fu pron to a Ytdcrsi di tal l' irco,-Janza , ed ahbenchc scnza arliglieria, e con poca fo rzu: non csit6 ~ttl r:1trare lestamente cgli slesso nclla ralle di Yraita con trcmila uo!nini ed occupare il cnstcllo cli Sampeyre ad un quarto d'ora tli di~tanza dalle posizion i che occnpa\'a d'Uxelles. Questi al domani allacco i ]JOsti piemonlesi, mn. inlanto giun sero ajuLi che portarono la forz.a dei Pi e rnonl.e~ i a doclicirnil a uomini. D' Uxo ll e~ non pensil [li LI clto a rilira rsi : incalzn to dal duca di Savoia fu costrctto all accl' lLn· hauaglia, il cui esito non fn a lungo conlraslalo, e l'armn ta fr:ntce5e ~i ritiro in complelo clisonl in e. Co n ~ imilc situazione, ma con diiTercnte soluzione, si presenla nel I /0 I allorche il principe Eugonio di Sn>oia a capo di renticinquemila imperiali si concE'nlro in Tirolo minaccianclo di sccndere in Yal d'Adige conlro i galli-i:;pan i comandnti da l marescia llo Cal.inal. i qua li s!avano ~ul basso Adige. I! piano del genontl o franccsc era cli concenlrarsi nelle pos izioni del basso Aclige e del Min cio tra (',oito o Govornolo appo:;giato a Manl.ova perche ad impccl.irelo shocc.o delle lruppc cesaree si sarebbo dovuto por campo sui Lessini in
DELL A T AT TICA
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territorio veneto nel quale le popolazioni erano avverse, Jaddovc i Tirolesi favorivano le operazioni del principe; tenendosi libero poteva. pat·tarsi in migliori conclizioni allo sbocco della valle che fosse prescelta clal nemico : ma pre1alse il parere degli altri generali di portarsi a H.i voli in val d'Arligecontro l'invasorepersbarrargli il passo , Jascinndo soli duemila uomini a guardi a del piano Yeronese sui Lessini. La decisione fu impreYidenle, non ossendosi a.tl.eso a cono.sccro quale valle fosse staf[Lscella dall'av:versario, e vi si fosse innolii"Dlo, previclcnza chc non era mancata in Carlo Emanuele. Il principe Eugenio sapulo cbe il ncm ico si era portato a Rivoli, giro a sinislra per val d'Astico e celermente, nonostan te le disagevoli stracle credute quasi impraticabi li elagli alleati, scesedai Lessini nel piano ,·eroncsc. Calinat per riparar l'erroro immenso si porta a prenelcr posizione 1ra. zo,rio eel Ostigl ia, ma. il principe allrasse i Francosi ad Ostiglia fin gendo voler quivi passaro il Po ; invece si p01'Lava. a S. J> ictro di Legnano per correre Sll Mantova sepa.randola dall'escrci!o .franceso . Catinat si ritiro sull'allo Mincio. So la colonna in difensiva e i.nYeee in movimento di l'ilirata.' in simili zone montuose o quindi htt elcssa l'iniziatira della mossa, analoghi principi i so no purenpp licahil i. Tl principe Lobkov itz ncH 7H, eomandante gli imperiali, allorche riesciti Yani i suoi assalti conlro \'ellelri strenuamente difosa da Napolitani comandati dal duca di C:lslropignauo, costretto a. levar l'assed io il cui esito decideva dclJ'esislcnza clcl reamedi Napol i, eel incalzaLo nella ritirata sull a st.rada !li Toscnnn . vedendosi strello dal ncmico Jo reso incerto cam bia.ndo ad nn lr:J tlO vallata, gell.andosi in qnella laterale per la via delle Romngne e lasciando soli 400 mi cheletli a Nocera, la cui valida difcsa diode agio nl grosso clell'nrmn.la. di continuare piu Lmnqui llamente la sua maecia e di salrare gli cquipaggi. SC' l'inrasoro piu for te in numero minaccia con piucolonnevarie ·rallate, hisogna eleterminare, se sia miglior partito il contrastargl i le posizioni alia cresta, o tenersi in posizione concentrala nel !Jasso per portarsi qu indi contra le colon ne nomiche prima cheso no eiTeiLui larinnione batt.endole nelle valli partitamenle e successivamente . Citero a questo proposilo le operazioni milil ari clel 1174:3 su ile AIpi, dei Picn1ontosi all eati cogli imperial[ so tto il co rn~ndC> del re 1li Snrdogna Carlo Emanuele Ill conlro i gallo-ispani guidali da Las-
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LE APPLICAZI O::\'f
minns, i quali minacciavano la fronLicra dal colic delln Maddnlena al colle di Sestriere. ll re di Sardegna nell'incertezza del silo delle loro imrasioni avea ~LOS() le !il1 C lrnp pn :Iil o sboe.ro delle :\lpi tra. Pinerolo e Cuneo, spingendo sn!le mon tagne po:'lli d'os:>ervazione: e, presentendo che la valle di \"raita sarebbc stala la piu vantaggiosa per l' opernzi one prin cipalc dei nomici nve:t mnn chrlo mn ~gior nerho a Salur.zo, c ncllc lenc di Yrait:-:, mcutrc alcuni bauaglioni erano s~:1!i Sj>i n!i ncll a Yallc di Stura . I primi moyimcn ti llell'avYersario s1·olarouo le ~ u c vi;; le . Il dut:a di CasLolar, lnwer:;alo il Gali bier, si mo:;tro sui :\lonccnisiq, mentre il Lasminas co!l'lnfante dl)n Pi!ippo irHlirizza!o<;i per !rt Ya! !c rli Qncyr~:s c pcl collc c:cll'.t·gnello entnm:t in val Vraita. L'8 settembre giungevano sotto Cltianale. Il genen1 le d'Ai x comandnnte i Picmontc:;i non si Los to conobbe quelle mosse porto la sua lrnppa (.2·1 bauagl ioni) a Casteldelfi rw, e coprl la strada clell a valle appogginndo la deslra a\ i\'Ionviso; mmHl0 tlistarcaale;lti a Gh iauale, e t1e~li nu 8 IJal.luglioui a dife;;a di CastcldeHino sui mont.e .Bellino con ordine a tntti di tr·incerarsi. Trinciero specialmen le il Tillnggio di Ponto, che sla sn di un monte dom inan te un piano della valle de:;tinnndovi sci peui d'artiglierin. di pirrolo calihro e nlc· ccn.e ~pingardr . Pn ritardo nel!c wanonc del lasmi nas dovoto a. discus:sioni anenute col generale allralo dava tempo al generate d.' Aix. per questi pc-eparnlivi. { ncmici ave,-ano con loro dodici gross i pezzi d' artiglicria . I Picmontc:>i non giudicantlo che ro~:;e cio possihil e, non aveau conclotto con loro artiglicria grossa, rimasl a nclla piannm a Yerznolo colla caralleria. Si :;cnli allora la graritit di questa mancanr.a, e il re ginnto a c~~~teldclfino mantlava orclin i inccssnnli all'artigl ieria di anil'llre il pit't pre;;Lo, facendo layorare dei paesani allc slrnclc pel tran~ilo. Jl 4 ottohre !!li Spagnuoli marciarono sn Chianale. mrntre i .Frnut.:esi arri1·avm1o pel col ic di ~l. Veran : in tutlo rr-clllfllllila. uomini. I l 7, gli Spagttuoli ~1Uaccarono col eoncorso della grossa. artiglieria, ma senza rin:>cita, i lrincernment i di Bell ino, e con pari iusuccesso i l!r::mce:-;i attn.ccarono la posizione del mon1c Corbiere. Pct·u i trilh:eramcnti di Ponlo i"a!li cuct piOlrc a secco non potrrouo resi ~lcre alle artiglicrie nemil'he, ed i Piemontesi dovettero ahh:mclonal'l i po rtan<lo via i loro pczzi di pieco la po rl:tUL ll giorno 8 il. Lasnrina:; faccva un allacco gcneralc : it comballimenlo f 11 accanito,
DELLA TATTICA
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l'ardire degli Spagnuoli e dei Francesi vcniva rintnzzalo dai Pi e· montesi animati dalln presenza del Joro re che costrin~e i nemiri alln riti:·ata c(l ;~ ripn.ss<li"C le .\I pi. T~':; rt i g li e ri <t gro;sa ginngma ai Piemontesi, e nel numero ui soli :.> pezzi, nella nolle susscguentc n que! ratto glorioso . 1·: nolo il disnstro delta r it iratn. degli Spagnuoli. Sopraffatti dalla neYc ~:1 co!!c dcli'Asncl!o, non poteado trasciuare l'artiglieria, inchioc1arono i pozzi e li rove~ci arono nei 'alloni, tlondc furono poi tralli dai Pieuwnlesi e condolli a 'fori no . Inseguili da alcuni distaccamenti piemonlesi gli Spagnnoli perdcllero i loro hagagli, e fra quesli llUC!!O cH l 'li1f~lllU' 0 le :;lH' argcn lcri.;, dH' ilre tl i S~\l'IIBg' l l<: gli faccva rcsLituire; lrccenlo tlci galli-i:;pani si trorarono mor11 dal freddo , oltrc gl i oltorcn to circa perdnti nei combattimenti . Nella. valle di Stura non erano succes:; i incont t·i di ~or l n . Ed nn e;;empio for:;c piu complelo e pi it ricco di ammaeslramenli sare])IJC que.-;i.'altro . Nell'anno IJ'7H continuavano le stesse cirwslaoze di guerra. Solo che al re Carlo Emanuele :;i prescntava ne! generate fram:csc principe di Conti un avversario degno di lui . 1 galli-ispani lascint.e pochissime trnp;le in sa,·oia si riaairono in PrJYen.:a, supe:-iori in forze a! re di Sardc;{nn, eel in grado per consegnenza di agir offensivamcn lo . Potoa parer probab ile clle qualunquo fos:;o la strada che intendessero scegl ierc per ontrar in Italia, o il colle di Tenda o il Jit.lorale, tmrersando poi J'Appenni no per ent.rnrc in val Tanaro eel in val Bormida {csscndo i Geno i'CSi in loro favot·c) non aHebbero cercato il pas:;o dalle Alpi . Tmlaria.Carlo Emanuele sagaco ne! calcolare le visl.e poli t.iehc cho potc~:;ero a1cre 1 gab inetti esteri, non men che le vi:-;te mililari dei loro gcuerali, nou lascio il Piemonte, e ~ i limito a manclare ,-entitrc hattaylioni nrlbt conLett di .N izza, i qtwli occupnrono Sospello e Casliglione per chiudere la vnlle della Rora e In. stradn di Tenda , e prolcggcrc il fianco dei trincicrnmcnti <li Yilbfranca alia cui difesa si destinarono quattorclici di quci bat.lagliOJl i. Nizz,l. cillit aporLa non op pose resi:;Lenza ai nallo- islmlii . Ii I\) apriie l[llesli atlarcarouo i lrinceramenti di Villafranca e nou li polerono forzare: ma Ui Cinzano che comandaYa i PiemonLesi giud icando impmclente il conliuunre nna resistenza contro forze mollo superiori, nf\lla nolle facera im-
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DELL.<\. TATTIC.\
barcare le truppe a Villafmnca e le po rlava ad Oneglia traenclo seco milletrecen to prigioni. La destra. dei Piemontesi da Sospello si porto a Saorgio, e a coprir la strada di Tencla. Nacque dissenso tra il generate francese e lo spagnuolo Lasminas. It primo Yolel'a entrare in Picmonte per la vall e della lloya: il secondo invece occupare Dolceaccrua e Ven timiglia per entmre ne! principato di Oneglia e continuare lungo la riviera Ligure. Il suo progello era appoggiato dal vantaggifl di sboccar nelle fertili pianure della Lornbardia., cli evita re le piazze forti del Piemonte, e attirare con loro i Genovesi, laddovc le stracle per Saorgio e per le Alpi conllucevauo a nume1·osi punli facili ad essere difesi dai Piemontesi, difftci!i ad attaccarsi. II principe di Conti non giudicava di- far calco lo sull'all eanza genovese, e temeva. piit che altro, la discesa dei Piemonte.si sui fianchi c sulla coda dell'esercito per inquietarne la marcia, sorprenderoe i conrogli e tagliare le comuoicazioni. Lasminas seguito solo il suo piano, di1·e:;se sedici bnLLagl ioni in dod ici colonne sulle mon tagne per tagliar h ritirata ai Piemontcsi. Cinzano ebbe ordine di ritornare da Oncglia per la sua destra sui monti stando a cnore al re di Sardegna di coprire il suo territorio. Intan~o le Corti di Spagna c cli Parigi ;tvevano clcciso cli attaccare il Piemonte pol Delfinato. Il () giugno i Fmucesi abbaodonarono la Roya per riunirsi al Varo. Gli Spagnuoli evacuarono Oneglia . e presero la via di Nizza . I Piemontesi di cio nvvertiti, scendendo dallc mon tagne che flanch cggiano illittorale, fecer·o continui attacch i sui fianchi eel in coda alia colonna, mentre In. flotta inglese la inqnietava dal mare, per guisa che gli Spaguuoli in questa mossa di ritomo perdettero molta gente o parte del hagaglio. Per La! modo la pru doma del re di Sardegnn, cbbe l>'importante efTetLo di risparmiare il sangue de' snoi in difesa ioutile, limitando a quei pochi battaglioni l'opporsi al nernico, laddO\'C gli avversari lo profusero per r inunziare poi al frutto avutone. Il principe di Conti si porto pet·Lanlo nel Delflnato, od ab ilmenlo manovrando su quell a lunga linea di montagn:-t appari\'a nello stesso tempo nelle valli di Barcellonetla, di Queyras, e di Briancon, per minacciare contemporanoamente quelle di Oulx, del Po, cli Vruita, di Maira, di Stura e di Entragues. Il Ite obbligato a so rvcgliare In frontiera da Susa ll 13orgo S. Dnlmazzo invio il generale di Leutron
con cinquemiln. uomini :L Susa; fortiftco nelle valli d.i V~·aita. e. del p 0 con trinceramenti le posizioni di Ponlo, il villagg10 d1 Belhno, Bondormir e Col d'Eira . Invio pure il generaled' Aix con ·16 battaglioni e 800 carabinieri a qu ella frontiera; il genera le Pallavicini con 8 baLLaglioni nella val Stura clavanti a Demonte; fortiOco le pos!zioni delle barricate da Montagnella a La-Loubiero: occupo con dtslaccamenti i colli del P1·eit e del Mulo, e i punli piu opportuni delle valli d'Exillcs e di Luserna: con milizi e, Val Mairn, e d'Entragues avendo fatto rompere le comunicazioni che condncono all'altro versanle delle Alpi. ll principe di Conti per mascherare le suo viste forma magazzini a llrian ~on e fece arrivare truppe verso il Monte Ginevra onde far credere che volesse minacciare Exilles: ma invece ad un tratto ·porto questo a Queyras minacciando le vall i Stura, Maim, Vraita e Po. Il Re allivo c vigilante non fu colto alia sprovvista: accorse n Casteldclfino con nuoYe truppe. Il ·15 lug! io qttallordici batlngli oni nemic,i compnrvero in fac1:ia .al Col ;\I au rin all'entrata di Yal Main1; dodici bnttaglioni precedutJ da un corpo di granatieri il gioroo ·16 ai piedi del colle di Longet cho cac~e nelln valle di Maira , attaccarono queslo colle occupato da un dJstaccamento di Piemontcsi, il quale difesos i lino all 'nltima cartucoia, si riti1·6 a Dcllino. l Piemontesi per nn equivoco abbandonarono Pielralunga. Gli alleati auaccarono iontilmenlo Bellino, Col del l\Iulo,, e di Prei t.. Il I 0 si portarono comandali dal genemlc DiGivry col favor della nebbia ad al.lnccar la ridoLLa .di )lonL~cav all o sui colle di Pietralunga, difesa da millcduecento l)temontes1; d?po accanilo combattimento e gravissimo perdite da. ambe le part1 la ridolln fu occupata: duecento l'iemonlesi appenn poterono su lvarsi: dei toro ufflciali , morti molti dei piu elevati in gratl o, no.n un solo che non fosse ferito: col pi to di graYe ferita i Igencrule nem1 co che ne 1nori: le perdite dei suoi, millccinqnecento uomin~ . Il Re si ritir~ a Sampeyre, ove fu raggiunto da setlc battaglion1 da ~nsa. Eglr avea fatto marciare qnattro baLLaglioni, o tremilrt va.ldest da Susa alia frontiera per fare una diYersione, e quinui congiungersi a quelli di val Yrai taper i coli i di S. Veron; ma non potendo far strade per qnei colli tlovettero retrocedere, e gi unsero a Casteldolfino piu tardi del bisogno. Carlo Emanuele si Clisponcva a contrastar :~1 nemico il progrcdire nella valle, quando seppe che i trinceramentt del-
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le Barricate erano stati forzal i dal nem i c~o il giorno 17. Era in qtwlla va lle di Stunt che il principe di Conti e gli Spagnuoli volonmo agire con maggior vigore, c l'accanimenlo dimostrato in val Yraita non era nella loro vista ma proveniva da un accictonte forLuito : il corrim·e spedi to dopo it successo delle Barricate a Givn con l'orcline di non piu allaccare in vat Yraita era sluto lravolto da ttn ton·onte gonfiatosi ed annegato . 11 genera le Pallavicini non :wen do potu to sostenersi nella ri tirata, si .or,t trasferilo a DemonLc. Gli alleati, comin ciarono perlnnto a mandat· giu 1ruppe dalla Yal di ~laira, nella vatlli Grana e ad lssone e Yinadio nella nl Stura. 11 n e vide con piacere questa decisione, poich c calcolava sul forte di Demon le, di cui si dovOI'a far l'assoclio, menlre essendo libel'e le val li cli Vra ita e del Po rc~ l axa paclrone ·del la piannra ore erasuperiore di forzc, massi mamenle in cavallcria. Ingrossando il nemico in ral di Grana, faceva occupare con oLLocenlo uomin i il colle clell'lrtin,. Questi furono attaccali, cla otlomila uomi11i m a non os lante il preponderanto numero degli assali lori, poto:·opn effetl !H\ I'f' una ritit·at ~ ben orclimtla, batieodo~i CUPI'gicnmente e percl endo soli contocinquanta uomini Nl alcuni ltfftciali, mentro il nemico ne p01·dclle seicento. Passato l'avversario ir1 val Stura il Re porto la fanleri ::t sul le all ttro di vat di Grana, la cavall eria a Caraglio: chiamo da Ormea il Ci nza!lo : ~t:>.hi !i i! suo q·t ~r ti c:· ~cncra le a N• S• cli Bucclto. Egli avova faLto il pt'ogotto di disturbare l'assedio di Demol1IO po rlandovisi colla fanteria per le mon lagne, mentt·o la cavalleria si sarebbe avam:ata da Borgo S. Dalmazw sostenuta da. un reggimento di fanteria, e mentre diecimila paesnni, dal )londovi per la Chi~:sa o Duro;; sarebhero r enu ti a liar addo~:>o ai uemici. Con ti rinfDrz6 il campo dol Col cli Lul. Demonte fn preso facilmcnte per cansa di u1:1 incendio proclotto noi ma:razzini da una palla infuocata e tutto J'csercito alleato si pnlr I'P~ i :lY'PlZ<H'" ~~o !fo Cnn "n : rliPrimila 1101'1 ini fmw~o dc:t:n:1: i all'assedio di qucslrt, piazz:t forte. Un cot·po di osset·vazione passo la SLum ed appoggio la de:;tra a :\fostra Signora clcli'Olmo, un corpo di cavnlleria si stabili tra gli sbocchi di Maira e Grana, un altro !1'3. i villaggi S. Rocco e gli Angoli: i magazzini a Borgo S. Dalmazzo. It 1:\c si ripiego a Saluzzo coi suoi trcntadtle battaglioni cli fantcria e trontadue squadroni. Segni l'assedio di Cuneo difeso dall'ahile eel
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energica. direzionc del gencra.lc De Leutron, e lillcrala. da Carlo Emanuelo per coHsegLtenza dell a baLtaglia delia Madonna dell'Oimo il 31 seuemb re. .Nell'a nno succes~ivo n.f.ij gli alleati, aveYano ancora lo sLesso progello d' entrarc in ltal ia. AI principo do' Conli ern. succccluto il marc:;ciallo Mai ll ebois . Il piano cli campagna Ycnira mutato aclottandosi quelio del generale La:;minas, cioe di scgui lar la stmda della ririera di GenoYa, e slloccare iu Piemonte per la Bocchel.la . Meutre si riun ivauo a Nit.za, il Re, a dislurbaro il loro progetto , inviara vontoLto haltaglioni, lm Ormea o G-aressio . Dislaccamenl i piemontesi, ioquiclavano di frequentc lo slabilimento dei magazzini lungo il littorale, cd anzi s'impaclr·oniroHo di quelli cli Venlimiglia, a Lalche i Francesi, furono costrotti a spingere llna. co lonnna nell'Appcnnino per fcH'li ripicgare. Mail genorale spagnuolo De-Gages essendo riuscito ad eludere la vi gilanza dogli AusLriaci alleati al t·c di Sanlcgna. sotto il. comuudo tlel genontle Lobkowitz, ed. arriva to a Geno1ra, le oporat.ioni si portarono al colic ilcl la Bocehetta. Loh!,owitz, i1~ ·s~;;uito ::t c:o, cvac;;ara \"ollag~io c lu iruppe austrosarde donmettero portarsi sut Tanaro nella pianura giusta il progetto del Re, per coprit· la Lombardi<t eel il :P.iemo11tc, ed osscn'i.U'e ad 1lll tempo l'arnw.la avversaria. · Dagli esempi sopl'a ;itati, ~i rilen come i duchi di Sa.r oia pt·cferissero affreltnrsi a portar la difesa ncllo posizion i dell e alto vall i, 11on appenn potcssero aver avuto sentore clella sc:ella dell'avvorsario sulla vallo dcstinata all'inl',lsione pl'in cipale, pur sempre provvedendo agli sbocchi delle altre. Ed allo scopo di trar tutto il ,·antaggio pussibilc di re.si;;Le11za tlalla forza naturale delle posizioni delle alto valli era loro cnr<t di fortillcariC' . Si vedono nneor·aoggidi i ruderi del campo della Tlwi!le nella Yal d'Aosta, slabil iti dal principe Tommaso nel1Gi0; ;;bbiamo visto negli C:'cmpi cilati, comC' llfln "i tra::.r.u r-a<.;:;rl'n Ji r:<IT:::·:~a:.:rn'i eo:; t itlo:ll' c tri :H·i,·m·· ramonti nelle valli di lHaira, YrniL<L e Stnra . .:'{el ~1 7!H e :J79i:> la difesa dell a frontiera piemontose fu sostennla nella -ral cl' Aosta, conlro i repubblicani francesi, da fortificazioni ai colii De la Seigne e della Thuille ripl'istinal.e. La ricloll;t della Martn. sulle Alpi marittime, quella di Montenotte, i trinceramenti di Cossoria. ecc. e la tenacila con cui si contrastarono per anni quello creste dimostrano come si ritenesse la loro difesa il sislema piu va lido di rosi~Lenza.
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Ill.
Contcmplando con largo sguardo la questione e riporfandoci Hr\1} ai temp i piitlontani, noi la vediamo risolta con succ.es~ i ve modillcazioni. Nelle guerre antiche rarissimi Lroviamo i casi di difesa nelle posizioni di montagna, e d'imporlante non saprei citarc che la difesa delle Termopili al monte Oeta. Le grandi invasioui {u I talia nella prima epoca romana rcnintno a.rrestale nella pianura: cosi pei Galli ed i Cartaginesi che Yarcarono le Alpi senza cotttrasto. In segui to noi vediumo giit contrastato ne l l~t valle il passo ai Teutoni ed ai Cimhri. Mario sconfisse i primi ad Aix-lcs-JJains. Catulo incontrava i Cimbri in val d'Adige; battulo si ritir6 a Mantova e Cremona sinche giunse ~1a rio , che li dcbell6 compl etamenhll nolle brughiere, non si sa, ~c dcll'allo i\Iincio o dell'alto Ticino. Progredendo la civi llit romana nell'ltalia e fuori, noi vecliamo le costruzioni di fortilizi agli sbocc!Ji delle Yalli . Le fortificazioni ramane delle citta ai piedi delle Alpi, Susa, Iyrea, Aosla, Drescia. Verona, ecc. dimostrano come si sentisse il nntaggio di una prim:r. protezione agli sboccfti . Alia discesa di Cal'lo Ma•.,no l'e:;ercito 0 longobardo sbano il passo nella vall e Dora Riparia alia Chiusa, e successivamente noi vediamo le crezioni dei fortilizi nell'intemo delle valli come a Saorgio, Demo nte, Bard. Fuentes, Osoppo ed in· fine alia cresta. Quesla success ione nel sistema tattico si spiega. col f:tllo che la tallica antica si fondava nel combattimenLo sut valore persvnale, il quale poleva meglio agire in ten·eno aperto incur le masse potevano cozza1·e senzn ostacoli, e la cavalleria, le torri trainate potevano essere di valido impiego. Le armi 11. fuoco mula.rono lo stalo delle cose . La fol'Za e la destrezza persona le perdetlero l'ip1portan1.a primitiva nclla lotla, l'abilita di valersi di oslacoli di:venne in quesla un cfficace elemenlo ~he puo appunlo trovare nell e montagne, e specinlmen Le nelle parti piu alpestri cruali sona le creste e le alle vallate, la piu ampia azione. Eel il successir() progredirc delle grandi gittate delle armi, concluce oggidi a tra-
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LE APPLICAZI ONI
sporlare la re:;istenza sui col li della cresla, doye il campo di tiro piti vasto permette che siano meglio utilizzate. Considerando il tipo di Lerreno om dcllo sotto l'aspetto dell' offensira, cioe d'invasione in Yalli con,·ergenti allo sbocco, ollreche altin:.tcre esempi '" alto studio delle operazioni clcrrli <' - invasori' neoli n giit c.itati, non mancano altri fatti d' un certo interesse. CiLero l'invasione della Savo ia fatta nel ·1708 dno-li auslro·pio"' i comanmooLosi sotto il duca Vittorio Amedco II conlro i Franccs uati dal maresciallo de Villars il quale occupan una linen del Varo ai confini della Tarantasia. Jl cluca di Sa\'oia Yoleva alii rare l'allenzione del gcnerale francese sul Lionese per tn v~rliarol i le comnnicazioni coll'alto Delfinalo affine di poter aLLaccarc Exilles, Fenesl rclle, Mont·Dauphin e Briangon. )Jando una colonna di sellemila uomini nolla Taranlasia pel piccolo S. Dcmardo ed egli stesso s'amnzo · con nltra dal Moncenisio, manonando per modo che i! gencrnle flC'\"illars si dove ritira.re sotto Banaux. Eracio che desiclerava il Onca il quale pot~ cosi esser paclron e del]\[. Gincvra, di Oulx e Ccsana, e minaccinndo anche d'impadronirsi <'l el Galibier per tagliare le con~u~1icazioni delle strade da Bl'ia.nvon a Grenob le. AI duca ftt po.sl'llu le por tal modo di assediare, e impadronirsi dei forti di ExiiiC's, della Perosa, e di Fenestrelle, nonoslanle che Yillars si fos•e messo in movimento per soccorrerl i o tentasse di enLrare con una colonna dalla Tarantasia in Yal cl'Aosta per far diversione; Yillars si trovo clovunqnc di fronte quel corpo d'osserva7.ione, e nella val d'Aosta i fr-ancosi fnrono respinti a Pi errc-Tailli e. Alt.ri particolar i presenta l'invasione in Savoia del re Carlo Emanuele Ill net '1742, allorchC per arrestarlo ne'suoi brillanti succes~i contro i gallo-ispan i nella val del l)o, e nelle Romagne, dove giit era. giunto fin sotto le mura di Rim ini, l'Infantedon Filippo gli, olll' fare possenlc dirersione·sulle Alpi pas:;ando il2 settembre il Galibicr ~al Delfinalo ed invadendogli la SaYoia aperta e senza difesa. Carlo Sl afTrello a recarsi in Picmonlc e stabili di attaccare il nemico dal Monconisio, c dal piccolo S. Bernardo. DegEo argomenlo d i slunio sono le disposizioni con cui diraruo lo colonne principali e que!le di sussiclio nelle due vallate principali e nolle minori, vallate t~i loro punt.i di parlcuza separate da estcsa impcrvia giogaia, il modo di tenere riuuite quellc colonne o di farlo agire dorunc1ue conlt'O i di l)
ANNO XX.Vll, VOL. ll.
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stnccamenti sp:tgnuoli, conccnt randolc negli attacch i princ ipal i; attalche il generate spagnuolo De (~limes, relrocedendo scmpre da'lanti a CIUC!IC, pcrdulo )fouliers, Annecy, Aiguetelle, ed i ncauge$ ~lovclle bruciarc i suoi magazzin i c rilirarsi a :ifontmeil!an, c Frelc-rirc tlo\'C ancorn minacciato d'allacco , si conccntr6 a Monlmeillan . Carlo non di ede tempo a! Hem ico di r [conosccr;;i : co n aui le ~ele 1·i lit riunll'arnw a; eel il I:; sct ~em hrc si tl'ovava. co n CJII Csla cli Gron!c a!!a posir.ione occu.pala <la De Gl imcs con .20 haLla.glioni, 0 3 re,.;gi menl i di Ca\'a lleri,t, fort.c s11periori a q11BHe dei Piemonlesi, e prolcllc da buon i lrinccram cllli, e cla buonepo~ i zioni . Il gcnerale r-pagnuolo non accell6 ballaglia c ~i ritiro ,;otlo la prolezione di BarnHt\ nella !crra di Francia. Cal'lo lo insegui sino alia frontiera, cd 11 :wpo lo s~es.>o cn:upo cho il nemico ubbandonava c in qnindici giorlli la Sa roia si troro co:-;i inlieramcnte sgombra dagli Spagnuoli. l.a st:1gione fredda c pioro$a, chc fnceYa sofl'rir le trnppc, c la cirem;tanzn chc il nemico si Lr01<Wa luttorasupel'iore in fot·za, per rilcutar l'ol'fcnsi va face ra gindicar prudcnle al re Cn rlo, dopo inllitlo 11n lal (~ o l po all'a.Y\'et·saJ·io, di J·icn! !'H I'e iu !Jicmonle . Cclc!ll·c csempio di inra;:;ionc couYcrgcnte si ha nella discesa del console l'iapoleone Donap:tr!c ncl 1800 in Italia pel G. S. I3cmardo, cch·br:> non lanlo ,:olio l'a~p ~l!o lallico, non e.~~cnuogli slalo qua ~ i CCIII:·a;-;!ato, quanlo pcl conrcllo !'lrategico, di shoccarc nel Piemoatc :;:dla :'in i~tra del Po . .\Irnlrc colla colonna principale entrava nel ht 'al d'Aosla, dirigem una colonna di quatLromila uom ini col gcnrr:-olc Tlllirean dall'al!o D.Jiflualo pc! Cenisio a Susn, allra di tlodicimi la col gencr;tlc Moncey pel S. Go~ tardo a Bcll inzona, Belhaneourt dal Sempionc, Cliamlmm dal piccoloS . Bem arclo in val ll' Ausln. a rnggiungcrc il gros~o; LccclJi col corpo italiano di cinquc mila unmini per !a Hanzola \'aldobbia, nella l'alsesia. ~on incon1r:\Ya resistcnzn nelle nlli chca Chalillon, a Bard, nella val d'Aos!a, ea Scorello nclla Yal~csia do reil corpo di Lecchi doYelle superare u1~ trinccramento difeso da un distaccamento di 600 uomini del eorpo di Rohan .
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IV. Le operazioni militari pet' comuni caz ionc cla una valle all'nllra atligua aura verso al conlran·orle chc le separa forman o pure un pnnlo imporlan!e di studio tallico chc comprendc essenzialmonle it proclll·arsi il passaggio, il tulelarlo, il Yalersene o l'impedirlo con nzione ofTen;;i 1·a o difensiYa. Hichiamcro per questi argomenti le disposizioni del maresciallo di Ber11 ich, nella campagna giit citata del 1/09-1 0-11, sui Galibier c snl colic di Yalo irc per adattarli al passo di artiglierie, fort ificarli e l'abilitit con cui se ne valse per le mosse. 1\ichiarn cro pure le dispos izioni del re Carlo Emanuele liT nella. cnmpagua ,1743-44: per prncurarsi la comun icnzione tra le valli d.i Vraita, Mnira, Grana, EnLragnes o SLum. Egli aveva. fauo praticarc una comocla e larga stracla. da Ycnasca a Sampeyre e Castcldclfino la quale da. Bell ino piega.va a! colle della Bicocca , e quindi pel col di Elva, e pel colic del J\fulo ~cenrlera. nella valle di Slura, per la qual slrada. era facile porlare l'artiglieria pesante dall'una all'altra Yalle, e trasferirc le lrupf)C secondo · l'occorrenza in poco tempo c con poca fatica.. Qnesta comunicazione sorreLla da for Lificazi on i nci punti principali penuisc il collcgamento delle opcrazion i di res istcuza colle operazioni COlllro i gall i-ispani nei primol'dii della loro azione oU'ensi. va, lincll u Cjuest<t si. decise per ht valle cli Stunt. Le opcrazioni attraverso a con!rafiorli sono pure un in leressnn te particolarc dclla. iovasione in SaYoia di Carlo Emanuele HI nel ·174:2 nell'ol!encre il collegamen!o delle colonne che pei co!li della val d' Aosta e del piccolo S. Bcrnardo sccnde•nno nella Taranlasia colle colonne che proveni~·ano dal 1Ionccnisio nclla Maurienne ondc concon·cre, riunile, a piomhare su Moutiers, dove stava il nerbo degli Spagnuoli. Le di£fico1Llt che prcscn tavano quegli impervii gioghi, fu1·ono superate dalle previclenti comhi.nazioni del re, quali ri. loviamo negli in diriz7.i clati alle colonne dell' Alleeblanche o di SexL che do-
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U; Af>PLICAZION l
Ycr ano dirigersi sulla montngna di .\font Girod, e di Xa res pol Cornet e caclcr ~ul fianco degli Spagnuoli, contemporaneamcnle a quella di SI. ~Iam·i ce colla quale cgli si lrovava, mentre una colonna dal Monceni;:io doveYa giungere da Plnnr illard, e dalla nwntagna dclI'Em onibre : ne solo si curo che a giorno fissalo polC~S(' riu ~c1 r la azione circoncentrica, ma non omise di mandar rinforz.i nlle. colonnc clw proYenivano con piit faLicosa marcia. l\ ell a campagiHL del 1/08 sull e AIpi il maresciallo Do Viliars nllo s<:opo di esse re a portal a di ossen are i movimenl i dcgli allcali dal la.to del .\J . Ginena. e dal Jato di Feneslrelle, la qual fortezz;t essi minacciavano, es::endo giit cadula E\illc:>, prende, a cam!JO al Puit di Pra~mlas occupando il colic dcli'Aibergean . 1bliiamo pur gii1 a' uto a. menzionare la posizione in cui re Carlo li:manucle III nel 174-1· dopo il fallo d'arme di :uontecavallo e l'inyasionc dei gallo-ispani in val Slllm, si por!6 nella Yal (;rana prr osse1·vare gli allea! i nella valle altigua, i qnali assediavano Drmon tc, e col progeLLo di clisturbnrli. Egli occupo il col del Cervct! o, il colic di Prcive, il l)re des femmes, I'Eqnil!e de Crossa, eel nveYa il suo qunrtirr· generale aN. s• di J3uceLlo . _ lnfine i trincernmenti deii'Assictla la cui difesa dei Piemontesi fu coronala clalla memorabilc viuoria dcl19 Juglio n47. avcrano nppunlo lo scopo di proteggere la forlezza d'Exilles nella val Dora e la fortezza di Fenestrello nclla ralle Chi:;onne, tutelando le due valli. L'occupazione di un co nlrafforte o per un trallo o per inlero, nel senso longitud inalc si prpsent a genei'almente quando il con i.J'afl'orto si appoggia colle faldc a corso con:;idcrevole d'acqua, od al m<lre ad allro o~tncolo inaccessibile, come piu spessosnccedc noi li! orali marilti mi ,-erso la frontiera del \'aro o Yer:>o l'Adriatico, e nella vat del l)o per i conlrafforti che scendono dai i'Appennino. Frequenti fu rono le circostnnze in cui fm·ono !eatro delle operazioni militari i contrafTorli che sccndono dalle Alpi mariltime al mare. f.o l'urono nella dife:;a dell a linea dell a Ro.' a ne: 17 H fatta dai vcntitro bal taglioni piemoulesi invin ti da Cal'lo Emnn ucle nella contea cli Nizza . Si crano fortificate le alture di Yillafranca, da l\Ionl nlbano sino alia TurJ1in, e n. N. 8". del Laghello . OLto balta-
DEU.A Ti\TTICA
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~lioni collocali tra Sospello e Castiglione chiudevano la Yalle Ro,a, e la strada del colle di Tenda, e ad u1~ 'tempo minacciar ano ii lia1;co dei uemici che attaccassero i trinceramenti di Yillafranca . Quallordiri hattnglioni e1·ano incarira ti della difesa dei trincernmcnti ed aw nnpn,'ano metit tra Caslellcll.o c Montcgrosso, sei tra Mongnrache e Moulal llano, un o sull'allura di Ca iro. Gli aliea ti feauccsi c spagnuoli il .J\) aprile allnccaron o con :;c i colonne, dietr:o scgnal i di raz;.:i spnrali a Nizza, la destra dei Savoiardi . Il comballiuJrnto fu acran ito e ricco di ep isod i r cl imoslro la imporlanza di quella posir.ione. La slrssa. regionc fu les!imoue di altra dife~a longitndinale di conlrafTorle ncl 174-7 altordH~ dopo la hattaglia deii'AsEictta, il re di Sai'Clegna invio ventun bnlla;.. lion i sollo il comanclo del ;.:encrale Di Lcu tron nellacontea di l'iz'l.ae nel principato cli Mona<·o ro ntro i galli-i::;pani per coprire il blor;w J i Vc nLirni ~ l ia . l) uaw·o battagl ioni occupm·ono l'allnra deli'Ofivello, se i quclla ilella Peunn, ~e t to il colic di Porus ''erso il Belvedere c t[miLlro i colli di LauliOJI, Ya us, l\longi;tld, le f.'onnagini c Bn'gl is : vari distaccamenli ocwparono Bo~si rossi, Castellar e Casliglioue . l ncmici allaccarono co11 quallro colonne <lalla Scarena, da Pt>glia, da G01·his, e da .\Ientonc, s'impadronirono di Castellnr e Bos~ir·o:;si. I Piemontesi si ritiramno per le allure di S. (;iacomo . pel colic di Broi:>, e pel col di Ahcglio a Dolroarqua. L13Giarono dis taccamen ti a Sospel lo a coprirc la ntl lc delln Ho) a.
Y.
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Le operazioni neli'interno delle ralli, cosi ncll'olTesa come nella difesa c le operaz ioni succe::-sive ~i sr olgono coll'ot:cnpazionc dei contrafTo r'Li trasYersal i che scendono cl;1lle cresle JaLerali della Yalle neJ thalweg cli questa. TaiOJ\'l sn qnesli contndTorli si crgono posizioni che dom innno il centr? cltdl a valle, e porgono valido 's harTmnento. Lo ahb iam visto nella posi?.ione di Ponto ch e ft'l Lrincer'a la net ·1743-4-4.: lo vcdiamo
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DELLA T ATTlCA LE A P PLICAZIO:'<I
nell a posizi one di Bard, nella val d'Aosta, nelle pos1zioni di Avigliana e di Primolano. l e .l i~ e~ d'oc_cup.azio.nc sui contraiTorti vogliono essere appoggiate a P?SJZIO I1l fort1 sm lat1; pC!· cui talvo lt a convi en piultoslo cstendere lu. lu1ca chc lasciarli sguemil.i . Esempio appunto il fol'lc di Bardn el •1800 aggirato dai Franco:;i clnlla non occnpala altura vicina di Albnredo . . Nee ~ llr im e n ti da trnscurnre it cnutelarsi contro gli nggirnmcnli d1 qno:;I J appoggi dalle ralli Jalerali . . Infl ui.sce _l' esserc piu o mono percorribile la cresla che uancheggJa longJLudmalmente il corso delta valle . La comun icazionc princ~pnle da coprire. sta in massima net basso, ma non e fuo r di luogo n cordare, come m motto nostre valli delle Alpi Cozie e marittime le slracle. corre~sero , n~ i tcmpi remoli, su queste crcsle sulle quali non ven1vano oannegg1a1e dal le ncque, anziche nel basso, e ci6 a s cop~ cli di:esa. A ! Romani , che furono maestri nelle opere di costruzlOne SI dove 1! traeciamento dell e comunicazioni ne! basso delle valli. Le loro coslruzioni che ammiriamo ancora nelle sll·ade e nci P?~ti , resero ~ilt faci.Ii e comoclc le comun icazioni a Yantaggio delIn. Clnlta . Tuttana trov~amo ancora su ''arie creste dei nostri monti vestigia delle strade anliche, o segnatamente nei contrafl'orti di ral Bormida c di Yal Vermenagna, pralicabiii a pedoni, e talora anche acl arliglieria leggiera. Le comunicazioni aperLe dal progresso commercialc coll'estero e ne ll'in~erno con strade, ferrovie, twt?~el, attraverso ai mont i, eel al.loro p1cde, ~u e ll e che le truppe sono in gmdo oggid i di aprirsi es::.e stesse all occorrenza, l'aumcnlata abitudine in esse acl cri .,ere ripari, distruggere, e rislabilire passi e strade, i mc7.zi di t~co moziono perfezionati, i mC7.7.i cl i sussistenza (acililati mediante i . vi ver·i di risen'a che i solclali hanno co.n loro e possono facrlment~ trarre per rifo rnimento cla depositi vicini, infiu iscono soslanzwlmente suit e opera1.ioni mililari sia di Yalico, sia di coll egamento, e mal si opponebbe chi volesse vedere l'azi onc dell e linee d'operazione limitata a quella su cui Jummo in pa ~salo altilunti a far calcolo. Per q~anlo riguarcla I: i mp i eg~ delle varie SJJecie di Lrnppo nella guena ell montagna abhw.mo a rrlevare come i due hi di Savoia uti-
lizzasscro l'arma delta cRralleria, appiedando reggimcnti inticri pe1 servit.io di fanteria, e come dragoni e carabinieri concorsr.r·o in tnl modo a clifendere la rallc di Vrai ta ncl 1/1..:3-41- con ralida coopcra7.iono nelle pos izion i e nei lrincernmenl i. H.iguardo nlle nrmi e ri marche' ule in rruella ste".sa campagna dcl OH l'impiego cli cannoni di grosso calibro, faui in rnri po;.:zi accio potessero esser· trasporLn ti cl'ai muli sopra le piC1 alle cime. La. mancanza di grossa arl.igl ieria che =-i era. prova la ncll a cnmpag111t dcll'nnno anlecedenle nelln n1 1lc di Yrai ta ;h-eva ch iamato la so llecitudioe cli Cal'lo .Emanucle a ccrcar modo chc noa fo:;se pii1 a risentirsi tal difetto . La ridolla di )Jontccarallo potc per tal modn esscre armala con quci cannoni, eu alia toro e1licncia fu doYuln in gran parte la. strenua resislcnza nell'allacco del ·l9luglio . L'impirgo cli cann oni formati di rari pezzi dcslo reccntcmente J'a!lonzionc in Europn. e se ne prlrlo come lli un'imwvnzione : noi Yediamo che non lo sarchbe per· l'llalia l1).
VI. Passiamo con eguali critcrii , atl esaminare il lerreno di coll ina. Noi troviamo general men le alle cslreme falde delle montagnc, la cni conli nui lit vione a percler:;i nella pianura , dei gruppi collinosi., cho si elevano talro!la ancora prima di morire ne! piano, come si vel'iGca nell e coll in e del Chieso, ool Mincio, dei colli Eugnnei. La zona. di coll ina c gcncrnhn ente mcglio pralicabil o vuoi per pendenze piu dolci, vuoi per strade pill freqoenti, mail cmnpo di vista c soventi lirnitato da ri!:w0o-liosa YC!!clazione· doncle mam•iore ~~ 0~ facilitil di difcsa , piu agerole e pronla rilirata, maggior campo di 0
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Ol 11 couto cl'Agl iano nclla sua nn r•·azif> ne, clclla suerra del iiU sc•·i,·c : « che si or& « t•·o~·ntn J'il,vcn ziono di fi.irO dei canuoni in vnri pezzi che i n tal m;Hl!ern si pOL(ni\ nA
• Cnn caro sui muli o fad' da essi t•·asporln rc so p•·a q unlunl]ue ci ma thl i colli. l.'in vcn· « to•·e lii quc~ti fu il c~ v. C. iuseppo lgnazio llcl'lola co!opnello ck gli i n;;cguor i •· ( QUAt•H~olll, 1'ecno-c•·onog. del le a•·mt ll<' (:~oco ilalia ne ccc. N~ po li , JSS~. vol. ~ . pug. 91j.. lY. t.!cl!a. nireziont.
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LE APPLI CAZI0:-11
mnnoua, maggiori mczzi di indebolirc c stremare il nemico prima del suo attacco alle pari i 'riiali della posizione. Troppo ~pcsso in guerra i van taggi sono smmh ievo li. Non 6 che ncl caso in cni il nemicr, sin in leneno dominnto, c la posizione del difcnsoro in terreno cliiTicile, ne vi sia mezzo all'attarcante di indeholirlo prima con colpi lontani o di operare sui suoi fianchi in tencno di egual natura, rhe la posizione puo prcsenlare di per se ostacolo ~erio; ed e ad av' erlirsi nncora chc il fuoco dal lla ~so all'alto ~m il e po~iz i oni dominaJJti ha, oggidi eO"etti ben pit:t micidiali cbe all.ravolta ; c quesla condizioHo di clominio, qttando appn11to e nella mi~u ra piu opporlun<J per la d ife~a, cio6 non troppo pronunziata, ha pcrduto del suo Yalorc. Si presenta un caso concreto nella wna collinosa della 'alle del P.~ lra la SHiot·a r 1:1 '!';·el:l-;:l. la qw1tc !'f'~'nrlr HPiia pinnnra lra YoghP1·a e Sl raclcllu a pot:<l di::;innza dal Po . I dLle m·rer:>ari cite si co:l lrdnno il pnsso :;ulla. direllrice dclln via Emil ia, appoggiali alle 1'ol lin r, si lro\-ano a pari condizioni. E prova ne sia c- hr il mnrc~l' i al!o Ginln~ il quale con nn corpo d'armnta roprira qnrlla Yia contro i franco-~:u·· li nrl 1809 tenendn oct:upata la lirwa tla :liuntclwllo al l'o, auar .. ato dal la di,-i:-;ione Forey sulla sinistra per la collina di Genest rrl!o e di Torrazzae da Ire reggimen! i di <'avall eria piemontese nella pian ura, fu scoufltto schbc nc disponcssc cli forze l!lolto snperiori. Su i contrafl'orli di collina, e talvolta anche sulle fald o nclla pianura si elevano alturo piu dominanti, e dilfici li. Allora si prcscnla il ca,;o di special posizione di difesa nel quale c a sceg!icrpartito lra l'a ;.!~ irarla c l'altaccarla. Se il leiTCJIO, che lambe le f<~lcle c coperto , si ha facili lit a fa r l'nggi1·amcn to; ]JOichi~ mal<~gevole al difcnsore e il vcdere, IlL\ gli convien scendcre a cO IIIalto del ncmico in Leneno in cni non avrehbr nlcun vnntaggio su. di esso . Quest a consiclerazione si :1pplica ancora al ca~o concreto r·.hr \'rngo di menzionare. della zona dei colii tra Staffora e Treuhia . nella quale la partf' di pianura collinlla fra le faldl' eel il Po dit mezzo al nemico vittorio~o di :wan· zar~ i , frou ieggia ltdo ad un tempo dallc coll ine, poco vislo lungo il Po da r-hi sta in difcnsil'a Ilterreno coll inoso si ra maggio1·mrn1erropiz io nlcotnllult imenlo o!Tt'nsi\·o che non al di J"en:>ivo, quamlo questo non sia appogginlo a
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serii ostacoli ai fianchi, oggidi che !'armada fuoco ha lunga giltata, la quale e tanto piu efficnce quanto maggiore e il campo d_i tiro . 1 prugre~::; i d.elleanni a fuoco c l'tndolcdel la scuola :tct~J le truppo d{llla repubblica fm ncese, nel cadet' dello scorso scrolo, dovell cro avvezzarsi suile Alpi nella lolla ronlro gii auslro-:;ardi, fecero perdere importanzaalledisposizioni di combaltimenlo pc·r linee regolari e risaltare il vantaggio delle lince di 110~izioni . Per cio tt·oyiamo le baLtaalie, clte nel l'epoca napoleonicrL si succed.ellcro nella 'alle del Po, frequcn t.i in ten eui sifl'nlli che non J1Cila. pianura, all" op~ poslo di qua 111 0 si veriflcavu nrll 'rpoca nnleccdenLe quando non SI apprez7a vano guari le pos izioni di olt nra; e noi vcdiamo a l1~nrsa~ alia, (:I.· ottohre ·1693) trn!;cnrala cl a \'il!orio Am<'deo II la co1lma eh Pio~sasco t.:h<' dominara la pianura del campo di hattaglia : impor1anza chc Yl•nira met;lio a!Terra la poi eh! nti~resr.i:dlo ::a1:nat, i! qnnle durante l'nzi one slessa, faun la oc:cnpare, in flu i ratalmeule sull'esilo delle armi piemonl.esi in cruella. giomala. I combaltimenti delta guernt di Lombardi:t del ·184-8, e le ballaglie pit\ recenli di Sulferino c di Custoza si S\'ol,;rt'O sopra linee di po:;izioni.
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YIL La pianura co,;ti:uisce un quarto circa del terr~no della rPgione italiana, ll uasi Lul La coperta cl' ulJcrLo:;e collure. e rieca d'alheratura. I piani pit! considerevoli ~onc, quelli della vnllc llrl Po, dell'Amo , del Tcvc.re, del le Puglie e dell a campagna di ~npoli: rari tratti di piani incolt i: il pii1 considcrevole qnello della campngna romana. ~ltmerosi corsi cl'accpta, naturali eel artefaui :;olcano la pianura coltivata, spccialmenle nella 'alie del ro . Le ririere obbligato nel loro co r~o dalla regolarita delle e01walli da cui partono in linea r~ golare, o poca Lo1·tuosa, consrn·ano nel pinno in genere la loro. dlrezione, o so no pow serpeggian Li: lre laghi di cstcnsione consJdcrevolc appoggiano le linee SLLccoss ive t.ravet·sali di Ire corsi d'acqua nelltt parte nordica clella valle del Po.
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LE APPL!CAZIONI
In terreno cosi oseuro c impedi!o il combalLimenlo presenla. le. difficollit piu scric e per le mosse e per usnfruire l'effi c:~c ia dell'arma. Le di:>po::;izioni di hallaglia, _dei secoli scorsi, non sono gtllll't piu applicahili, e difntli nell' esamc della stcn·ia li rediamo a11darsi modificaihlo, a mi:;ura chc si perfezionano le arm i a fuoco. Prima dclla irwcnzionc di quc:>tc per le bauaglie si prefet·irano le pianure aperlc, c, rlirc i quasi, ::;i ccrc;nano, per poterri dispone in lince regolari le Lrnppe. e dar mezzo, al ralore etl alia forza personalo di <1girc col cozzo. Giit fin dai pitt romoti Lcmpi si procur6 di aumentare l'on·cnsim del combaLtentc Cc> ll'nu~11 Cnla rno la forza d'nrto e la micidialita: la. prima medianle i cn.rall i, i carri fal cali; la seconda mediante le t.orri mobi li , gli elefnnli , i camme[li crtricil i d'rtt·mali, con cui si aveYa. il dominio e In micidialilit, questi mezzi surrogati di po i coll'arLiglicria, che surrogo pmc le macch ine di disLruzione. Ma l'accre!'ci · mento di qucllc quulil1t che si Yolle ottenere sull' uomo combaltente ea scapi to di ;:ll lrc 5Ue qLWl ilu: ht celeritit ciJe gli diede il cava!lo, rich iedc Lerreno adnllo, la micitl iali lit oll enuta coll e rnacch ine, difeltava nelln mobililit; coll'u rtiglieria difetta orasollanto nel lichiedere essa pure ten·cno aclaLlo pel tra ino . I1 pet·fezionnmcnto dell'arme a fuoco porlal ile tende a r isoli'crc. con minori inconvenienli la quesLionc: la sua micidialila insieme alia celeritil di locomoz ione del combaltente riunisce le quali til dell:~. massima efficncia d'oJTesa . La cayaller·ia, arma d'urto e di Yalor personale per eccellenza, che si areva nu me rosa negli eserciti e sulla quale si faceva a dirillo il piu gran con to, si ri:;enti tosto dell'affievolimenlo che. a quMc qualilit J'arma a fuoco apporlava : epperlanlo non Lardo a ricorrerc ad essn, ma siccome a carallc malamente si nsa, >ennc ben pre:;to al combaLtere anchc a picd i. E cio tanto piu largamenle perche il fucile clel fan lo era suppcrgiu pari alia carabina del caval ierc. Ma il primo fecc p iu rnpidi progrcssi del secondo, sicchC la cavalleria. si ridusse cli nuovo ad agir pitt specirtlmente coll'urlo, e nell e operazioni chc esigevano celerilit cli Lraslocazione. SenonchC il conli· nuo perfczionarsi del fucil e scemo sempre piu l' effi cacia delle cal'iche cli cavall et·ia. Coloro chc pensano che la cavall eria possn. anwr rit.ornare al primiLivo prcgio dell'urt.o, procutando di o ~Len ere che
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muoYa compalla. contro la fanteria, qun si nl trol!o, come si prati caYa in tem')i addietro, non hanno forsc pt·esente, che allo~·a, era sicura dal tir~ di fnnteriada 300 a 4-00 passi e cite da quclla dt:>L:u~zn. moreYa contro la linea nemica ..\Ltualmcnle cloYrcbhe prmclplal' il suo moYimento scoperto sotto il tiro utile a distanzc ben magcriori . mentre la celerilit del carallo c sempt·e la slc:':>a . La carallena ~otr~ sempre agire efficnccmentc coll'nrlo quand~ p~ssa a_rrivnre aclclosso a fanteria d'improriso; ma cio non lo captlcra fac!lmentc che pet· riparti di corpi. La sloria ci insegna dunque cite qnando l'arme a fuoco della ca.valleria axent poca di!Terenza di eiTello da qnclla di J'anlcrifl, la ~a Ynlleria [u largamente impiegata. ne! comhnuere a picdi. E ~10i \'edm~ mo alia batlaglia di StalTarda. ( 17 agoslo Hi90) un r?ggtmenl~ dt drngoni francesi manclali a picdi per ben tr·c voll.c nil at:lacc~ dt easeine occupate d11i PiemonLcsi. Noi vediarno alia ba ~taghn. d1 ~~~a stalla (-19 settembre •1734) vinta da Carlo Eman uele IH sn~lt Jlnperiali, i carabiniel'i e i dragoni pietle a terra, combu t~e re e re~p 1 :1gcre ''irrorosamente i recwimenti imperi 1lli chc lllina.ccta\'ano Jl (mnco clclla linea combatt~~te. Come esempio di van laggio della celerila di mossa unila all'azione cli f11nteria, memioncro la sorpresa falta con fortnnato esito nel gennajo ·169 1 dal generulc fran cese De Feuquieres di alcune compagnie di Suvojardi. cl ~ e m·ano_ nei quartieri d' inYerno a Savigliano. Ouocento cnvnhel'l franccs1 porlando fantaccini in groppa mossero di nolle da Pinerolo, eel nrJ:ivarono sul far del giorno improv\'isamenle a SaYigliano. La fantena pass~ sul ahiaccio 0 nei fossi cldle mura e diode la scalala alia caserma det Sav~jardi forzancloli ad anendersi, ritornando di poi cli nu~YO prontamenle in giornala a Pinerolo prima ~he ~otessero es~er !11quietati dal nemico e avenclo fatto •I 00 km . cn·ca 111 una marcta, con due finmi da guadare. . I perfez ionamenti nell'artiglieria cla campo m11·ano ~d n.ccrcs~ere micidi aliLa e mobilitit. E per noi la seconda e qual1 li:l. esenz!Uie senza clella quale non possiamo trarre tullo il profi llo dall a prima, tanto piu che nei nostri terreni la vista impicciala spesso n ~ n permcLte d'utilizzare le lun crhe aitl ate. I bersaglicri con~ro CU I ha da agire non sono sempt·e ~cop~rti, specialmcnle qnando i m~>i egn l~ non a demolizione di ostacoli, ma con tro lt'nppc, e sovenlt dovra
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ven ire pure usala a hre,·i di:>tanze. Spc;;so le manc!Jerit la scclln del terreno , e toccherit acl essa pure di ndnl larsi a quell o cite Lrova, ed. agire a frazion i. provvedendo alia concen traz ione de i liri n!J'occo r·ent.a coi segnali: mn. intanto se una Lrnppa lta con se a portala l'artiglieria puo •were prontamcnte que! sussidio, chc non lo giungerebbe a tempo se dove:>:>e ,-enil'le da lon!.ano . In terrcni oscuri im piegata in frazioni acquisterit vanlaggio. Nei comba11imenl.i dei secoli pa~saLi l'nl'liglieria ven iva lnlln inrpiegata neHe prime linee; nessun pet.t:o rim;meva inoperoso in r•isen'n. Le era pi Ll facile tale SLW comp ilo nil ora che·it len·eno aperlo ~orente sce!Lo per dn r battaglia, le concrde,·a la vista del nemico, e la distanza utile al suo tiro, oltreche le disposit.ioni prPparatorie della haltagl ia si facerano in modo compa~salo che da\·a agio al Yeri(i ,·n l· prevrn!inm·•n!eil ,;iro oppo rLUI IO etlapronedere aila.si~.~ rczza con cavalli di J'r isia, o lrincieraiilCnli, sos Landosi Lalom nn "iomo ocl rr.opcn ettiGearo le li nee di comiJai.Lirnento, sia da un:tpal~ech e clall'al!ra prima di allarcar zuffa. Om la taLtica di comballimcnto e mutal<t e laddoi'C si sentr maggiormonl e bi-;ogno di terrcai s;;nmbl'i c spacciati, i combaltimcnti succedono il pi t't soYented'inconlro in marrgiol· cstensione e quindi in terreno rn1·nmentequale si clesidercr·ebh~. Quesle circoslanze fonno si che i principii che domina r·ono alle hnll.:tglie in pianrr ra dovetlero suhi re cssenz iali modi fi car.io1~i nei tempi odierni. Confrontando le fonnaz ioui di combaltimento delle hallnglie di ::i . S. deii'Olmo, di Camposanto, Gnastalla, Luzzara, i\Jar·saglia con quella dei Francesi al Tagliamento ( IG marzo 1/97) guidal i da Bonaparte contro gl'imperiali, e d1e puo co;;lilnire tipo di forJ~lat.io:w in quel!'epoca pcl lcrTeno scoperto, ri leviamo radicali ditl'erenze. Troviamo giit in que:-;t;t le disposizioni per ala: una di visione co n di i'Cilrice a sinislm dclla linea lrincemta, nem ica, w1'altra a destra l'un:t a l'al!ra si dispangono ia ballaJiia, ciascuna con meaa brigata cli fanteria lt'ggcJ·a annti, fiaucheggiata da cavalleria, arliglieri<l a cle.>lra, eel a sini;;Lr·a della. lmea. La fanter ia leggera si i;lcnde in cncciaLori. Diet ro di e.;so la hnleria. nlltove in scaglion i con cava ll eria dictro ncgli illl.ervalli. Co n lali di.;posizion i i France:;i ricscono a rOI'Csciare la li nea nemica, specialmcnteper l'az ione e per il valore de !la. Lru;1pa lcggera cli prima $Ch icro.
Su s~cgncntcmente il combauimcnlo in pianura continua a perdere del suo caraltere del cot.w di linee; e vi si acccn t.uano i combaLI.i menLi per speciali ouhicttivi l<tltici verso cui : i p01·to la lolta. Nella ballngli :t di Mnrengo ncl 'l800, il ri llnggio cli qucst.o nom o e Caste! Ccriolo furono l' ohbiellivo dei Francesi e dcgli Auslriaci . L'occupazionc di 1J agenta ne! 18:)9 fu I' obbietti,·o t!ella baltnglia cli que! nome: ne a.ltrimenti l'occupazione di 31ele,;nano . L'accresciuta forza degli eserciLi in numero c gagliardia non permelle dirigere la simullaneilit d'azione dell e lin ce esLese; eel anntenlrmdo talc forzu tullodi saranno rese nnche pi(t difficili ed arri scllia to le manovre tattiche snl campo di baLtaglia, qnali sono le minnccie ai fla nchi c gli aggiramcn ti. Per esegnir·o lali operazioni :si ecostrelli a scostars i molto dalle linee noslre e uc ronsegue difiicollit di giungere a tempo sui lianco od a i.ergo . Si colTe quindi pcricolu di non far altro che inutilizzare nna forza che puo essere impic;;ata nclla li nea fronteggiante. Che se quelln forza si roglia prcndcre dalle ri scn 'e hisogna Loner queste gro~se, on de non essere sprovvisti in caso d' insuccesso, ma siccome non semp r·c conviene aclopcrare simili manone puo 'cnir riutilizzala nun forza consiclerevole. Eda no tarsi ancora che se l'anersario ha una buonaformazione di combal! imento quancl'anche anerta tardi la mossa aggirante nemica, puo soslenersi validamente nella difesa, oggidi che questa c mollo favor ita dalla potcnza del fuoco, e ,;e l'aggirameuto non succede piu che improvviso ed energico ba mol la probahilila, contro un nemico collegato e compatto, di anclar fa llito . L'effir.ncia alluale del fuoco si contende il predominio coll'ellicacia delle disposizioni tattiche, un errore tatlico puo essere COJTelto colla micidinlilit del fuo co fallo con bnone applicazioni di tiro. Sull'esito delle minaccie alle linee nemi chc mediante corpi aggiranti non si puo far ca.lcolo sicuroJ che allorquando quelle linee so no scosse di fronte: ma illentm·e di scuoterie di fronte mediante l'aggir·amenlo c oggidl mano\Ta ben meno sicura che in passato. Per tnli considerat.ioni siamo gu idali a conchindere chepiu sicuro d'effetto sari un ordine avYolgente o su un Into del nemico, o su tulli c clne col quale si evi!a. l'inconvcnicntc di slegare la nostra linen, e cli formare disLaccamcnLi che possono essere battuLi separa!amente.
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LE APPL ICAZ.ION I
DEL L A LA TT ICA
VI II .
Essenziale modiucazione per quanlo rigllarda. la fanter ia si fu qllelltt cli llnafonnazione pieghevole alle varielit del soprassuolo nella. schiera combaLtenle impiega.ndo l'ordine misto . Qaesla formazione e d~tta ta, oll.re che dal procurarefacili tit di mossa , da.l la potenza delle anni a fu oco , alto scopo di e\' LLRre premature perdiLe prima dell'at..ione decisiva, mentre il danno che ltt linea dei cacciator i puo urrecare colla rapidili.t e giastezza di tiro ha pur molta efficacia, senza che occorr<l espo rre prematuramente linee clonse, o ram.Ltit.e . La J'ormazione mista prima. dell'attacco col fnoco colltt bajoneLta era gia conosciul<L nell' esercito piemon Lese fin dal l'epocadellecampagoe ili Cad o Eman:lele HI e ne! trattato di talLica e strategia. pubb!icalo nel ,l778 clall'u.DlziaJc di Stato Maggiore dell'armala del Re De Sylva. la. troviamo giit con:;igliata; si aclotlo poi regolarmenle dopo l<t ristorazione. Ma. sec considerevo tmenle mutato lo stato delle cosc per quanto riguarda la taLtica di comballimento, possiamo tuLL::nia. aver uLil~ insegnamenli ancora neila tattica delle operat..ioni successc ncgli ultimi secoli, sia nel conceLto di qLwste, si~1 nelle mosse per mandarle ad elfeLto , tenenflo di natura conto delht di[erenza name;'ica nella forza, la quale men consiLlerevole allora., era. men clirlici!e a muovere eel a nutrire. Le armal.e era1'lo mantenute dal terr itorio ste~so sul quale agivano e quando il teatro cl'opcrazione era snwnto e clissanguato ca.mbiavano loca.lita: interessi parLicolari attiravano un alloa!o o l'altro a coprire quesla piuttosto che quella.regione: e no consego iva che le linee d'oporazioni e non erauo cosi fisse come succode pegli eserciLi oclierni: quel!e erano piu cor le; si mu Lava e basi e linee a.nche senza gran svantaggio qltanclo costretti clalle manoirre del nemico; Tulta.viR clai concetti con cui erano condotle l. e mosso cli colonne relativamente alle linee d'operazione, o parallela.mente a qttelle o in direzione convergente o divergente, le operazioni permuta.r linea,
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Je manovre per deluclere l'avversario circa. l'oblliettiro cui si mirasse, pel passaggio di fiumi, per porlarsi su un fianco o l'altro, non cessano clall'essereapplicabili in proporzioni maggioriagli esereiti odierni e clal porgerci maLel'ia ad uti!i con:;iclerazioni . l l concetlo delle operazioni. eseguite dn l P rincipe Eugenio nel '1706 pe1· portar le sue lruppe da.lla Ji nett clell'Adige, e chPanmt Sll 'l'orino slretll\. cl'assedio dai Franc;esi, menlre stava a Jui cli fron le il duca d'Orleans sui Mincio e sulla Parmoggiana, trova r i.sconlro nella mossa clegl.i alleati franco-sardi ne1 1J 809 p R~· . en t rare nel terterritorio lombardo twendo di fronte l' e:;ercito ausLri;lCO lungo la Sesia, la Stalfora , ed il LraLto cli Po intermeclio t1·a. detti clue infiuenti. l l v·i ncipe Eugon io feGe assediar (roito ed atlimto cosi il duca d'Orlea n:> a soc<":.orrere quclh piazza,_si porto sulia sinislra del Po e si procn ro il li bero passnggio per la sua marc ia lungo h viaclell'Emilia ~n Torino giun gendo in ·I0 giorni a Carmagn.o la. Nell~t campagna del ,1850, tenuli a bada gli Auslriaci, mecliante la presa e l'occopazione di Palesu·o, ConGenza e Cucalino per parte dei Piemontesi, l'armata francese si porto al l ~t siu!slm sulle diroLLrici Torino e Milano, 0 coll;t gloriosa. hattaglia di ~\'l agenla, npri la via. su Milnno ~ll'P.sercito alleato . Cousimile manoH<t axor:t aclollato il mnresc.iallo Mai11ehois nel 174-G comandando l'armat:t de!leTre CoronesuH' Aclda 0 sul Tidone avendo a frontc l'armata austro-sordn. co mandala da. Carlo Emanuele HI, e volendo riti rarsi su Cenova dopo ltt battaglia di Piaccnza (IG G·iugno) . Con flnt i prP-parali\·i di volcr asscdirn·e Pizzighett.one e con dimoslnl,;oni nell!ilanese a1Lir6 tntta. l'altcnzione deJl'.ai'Yersario su Lodi e Melegnano , e potc ~1pr irs i 'lastmda per la vi:-1. Emilia, su Voghera, abbenchC g!i fosse conlrastn to il passe da una porz ione delle truppe anslr iache al Ticlone il I0 <lgosLo, menlre Cado Ernanuele non poLe giunger a tempo a prender parte alla hattagl ia. Un fal to che anclril acqui;;tanth sempre maggior inflnenm ne1lo indirizzo del le operazioni l<tttiche in pianura si c l'aumento della TiabiliU1 che si verifica in ben maggior scala che non nelle monlagne. l e strade anche seconclarie ma in buonissimo condizioni , la cui rete si rarGt.tisce ogni giorno nffievoliscono J'importanza dei nodi stradnli principa!i, poiche da.nno mezzo a facili operat..ioni per evitare
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LE APPL ICAZIONI
t DELL A T A TTICA
i mnggiori conlri, i ponli sui corsi d'acqua, casegginti sui quali puo esse re 1wepn rata la tli fesn . L'in11uonza di questo fatto si fa ancor sentire ne! rendere piu coplosi i vantaggi di villoria e piu gravi i disastri di sconfitla. Infatli con ahilc tnllica gli Austriaci nel 181·8 costretti a Iasciar 1\Jilano non si arrestarono in Lombartlia a con tendere il terrilorio ai Piemontesi ed agl i alleati italiani; ma si ritirarono fi110 al Mincio r.er attenderc quivi i rinforzi e riprendere l'oiTensiva . Ed eguale s1stema tenncro ncl 1859. ~on c certo buon sistema it ten tare di coutrastare con fati chee perclite l'al'anzarsi ad un nemico vittorioso che ha facilita di mosse per numerose vie, eel e preferibite abbandonare anche mol to ten·eno per recarsi a riprender forza dietro una buona linea. 1 cOJ·si d'acqua chc ncll a n dle dol Po in gr11 n parte hauno rive facil i cli eguale livello, sono la! voila fiancheggiati da colline, come ncl esc~1p i o i.l Mincio .cd il Cltiese . Numerose trov iamo le applicazion i tatt1che d1occtl[lnztonc ossendo stati quei luogl1i teatro di memorabili fatti d'armo e <li hnttngl ie. >
IX.
Resta ancora a toccare quanto riflette le fortezze. . Le rieerche ad esse reintire sono a considerarsi sotto due punti di n st:1: quello pe1· l'attacco e la difesa. e cruello dell'influenza che abhiano esercitalo sopra operazioni militari. . I npassato sia il difensorc sia l'as;;ediante non si limitavano a formr d1 truppa la frrlczza eel e stabilirvisi attomo; ma si senti il hisogn~ di teno1·:;i libe1·a la campagna median le corpi di osservazione per aiUta!· col loro concorso l'offesa e la difesa , Carlo Emanuele ·1o clnca di Savo ia con tale mezzo ne! '16215 inquieta gl i auslro-ispnni, elle assediavano la forLezza cli Verma sul ~o, ne~ lo loro operazioni con tan to lor dan~ o che doveLtero toglier I assed1o net qual. o twcvano penluto circa ventimila Spagnuoli. La slessa fortezza. fu assediata nel '1704- dal clucn di Vendome e
Vittorio Amedeo II di motto in[eriore in forzc slab ilito un campo a: Crescontino, seppe siiTattnmente contraslar le operazioui al nemico, c!Je l'assedio dura sei UJesi, non os tan Le che la forlozza fu!'.se tutta accerchiala, per modo che non si comnuicara piu con css<t che col mezzo di bombe vuole (I). Lo stesso due a Vittorio Amedeo If nol 1706, a<lotto egual taltic~ quando il Yendome assedio Chi rasso e si stabili a Castagnctto. R generale francese memo re doll a res i~lenza lrOI'Uta sotto Yerrua Yolle allontnnare l'm·maLa piemonlesc, e l'attacco ; ma non ri esei, e dovetle rassegnarsi a continuar l'assedio in qnclle condizioni . Il Duc~1 di Savoia vedendopoi che non avevn. forze per sostcncrsi a lungo itt questGconlraslo , ri tiro ftt gunrnigione dn. Chivasso, e abhnndonil quesla fortezza per concentrarsi verso Torino. I gallo-ispani nel 1744 fueono costretLi a lovnr l'n sscJio , ili cm avevan stretto la piazza forLe di Cnneo, in scguil.o alia ba.Llaglia cri Na S" dell'Oimo colla lJnale Ctlj'IO Em.rmualo miru.va nppu nto a ta l ~ scopo. Abbenche non sconCitti l gallo-ispani, ebbero tutlavia a sof-· frire si gravi perdite in que! co1ifliLLo, che non si sentirono pi(t itt for1.c di conLinuare Fassedio . Per aver seguilo un sistemaopposlo i Frrmcesi che assediarono Torino nel '1706, furono baLtnti il 7 seLLcmbre da Yittorio Amodeo H nelle linee con cui avemn circondalo il loro campo, avendo il ma.resciallo francese De i'llar;;in r iunilo pure in csso il corpo di osservazione del cluca d'Orleans, ed essondosi rifiulalo ad adot!are it parere dei suoi generali di mUO\'ere fuori dalle Jinee in campo aperto contro le truppe austro-sarde. Miglior tattica segul il gene1·al piemontese Dclla. Rocca net ·174G, allorche assediando Snvona con quindici bauaglioni, eel avendo notizia della sollevazione di Genova contro gli Austriaci, e delle mosse ad un tempo di ventimi la genovesi che si avanzavano alia sua volta non .esit6 sospendere l'assedio, e la;;cianclo sotto hatla<•lioni sott6 0 Ia p1azza, ando loro iucontro cogli altri ollo, e colle ntilizic ch iamate cla Monclovi, occup6 le allure vicine dell'Appenn iuo cosi vanlaggio(l) Paltc oorric>·e colic quali si m~nd<tVMO lottere. sa le eel anchc poh·cro iu occasionll d"assedio: ctl {o11aitore da ·metal!! M. Bemar(/0 Ve:zeto JIC>" ta ( at tw·a di tYentCit~ corricrl .... L 123 15. (Torino, 11>-13): N. della Direr.. ANNO XXVll, VOL. JI.
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OELLA TATTICA
A PPLJCAZIO~ I
samenle, che i Geno~·es i fnron o J·espinti, eel egli potc continuare l'a,;seuio, ed impadronirsi delta piazza.. Tocchero di \'Oio dell'ammaestl·amel';lto che in questo argomento pos,;iamo ricavare dalle operazi on i di Bonaparte nel 1796 il quale ahhandono completamenle l'assedio di l\Ianlova non siuosto seppe chc forti colonnc austrinchc scende,•ano per· val d'Adige, e del Ch iosc: e portandosi tm Brescia e Verona le batLe separalamento. Il cousiderarc le piazze forti come appoggi di operazioni, e perni di mnnoue non tardo ad essere con maggior peso consigliato dal maggior ncrbo degli csorciti: e ne vediamo scaturire i sistom i di difesn, appoggiaLi a fortozze centrali. Cosi ne! Lomhardo-Veneto, il quadrilatero Pes(:hiera, Ve1·ona, ;\1ant.ova e Legnago fn cons iderate durante l'occupazione ausLriaca come il propugnacolo di quella regione, la cui linea d'operazione coll'intemo deli'Impe1·o si apriva pel' la val d'Adige. ll triangolo Alessanrlria, Valcuza e Casale era con:;ideraLo all'opaca s t.e~sa il pet·no della difesa del Piemoule ad orienle. ~e cio soiamente in quell'epoca: gii1 nel 1/!l:> il H.e Carlo Ema.nuele HI caprin. i·l Piemonle contro le Lruppc gallo-ispane sLabi liLe dal Mail leboi:l, Lra S. Giuliano e Sale medianle una linea da Bassignana ad Ale::sandria occupando Casalc e Yalenza. Dopa la :;orpresa cli Bassignann. (::?7 sellembre) essendo lascia.to clagli imperiali con .snl i vcntiqual.lro battaglioni doYc reiTocedere con queste for-zo a. Casalc. prendenclo linea clal Po alle colline, ed abbandonando alle loro forze Valenza. eel .llessandria: ne in quolle posizioni il J\lai llehois oso ulteriOI'ffiOllLe allaccar.lo avendo Vn lenza ea Alessandria alle spalle, e si risolse a. rar prima l'a:;scdio di quelle piazze forti. Per tal modo il Re pate poi esegrti1·e il passaggio sulla sinisLra del Po.senza esserc inquielato, e nell'anno sussoguente riparare ai disastri di quella campagna liberanclo Asti, Alessandria, Torlona, Va- • lenza, Casale, c ri~tahilire le sorti dell'armnln austro-sarda. Nolla campagna di Lombardia del ·I859 qttesLo triangolo strategico fu la posizione di concentra.mento dcll'esercito fr'anco-sat·do ed allorqua.ndo sui primordi del giunger·e dei Francesi si ebbe no~izi a al quarLior generale del ro ViLtorio Emanuele, che ingros-savano lo forze nustriache, in un momento d'apprensione di un attacco si era cleciso d~ ritirar'si su Acqui. Per forLuna e piu per le insi1
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stenli dimostrazioni del generale Alfonso Lamarmora, il quale si ricordo del -valido appoggio che aveva data a Carlo Emanuele net secolo antecedence quell a posizione, non aveva elTetlo latroppo procipitata docisione di ritirala ('1). . . . , . Le mutate condizioni di regno hanno camb1alo 1l s1stema d az10ne delle fortezzo nclla valle clel Po. Qrmidi ai sistcmi .strategici sovraci tati di queUe piazze forti si on sostituisce il quadrilatero Alessandria, Genora, Spezia, Pia.cenza, la cui linea d'operazione coll'inlerno del regno si apro per la_ via deltittoeale toscano. Questo quadl'ilatero, se ha poLente azwne 1 erso la parte occidentale della valle dal Po, non I' ha in tal grado verso le linee d'operazione clella fr·ontiera orienlale, perche troppo lontane; oltrccM la SU<t cumunicazione e esposta clalla parte del mare Mecliterraneo, e vuol essere \'alidamenlc tutelala. La nllA del Po non epiu nelleattuali condizioni del regno, campo esclusivamenle necessaria di loLLa: la grossa forz~ degli eserciti loro porm.e_tte, :d nnche li attira. ad altri sfogh i per la loro azione, oltre le vte d1 fro~ tiora. Operazioni ardite di ~barco non difettarono in epo~he recentr.. Lo sl.Ja.rco ali',Almain Crimea, coll'instabile based'operazwneclol mar Nero nee un arclito esempio. Eel il far calcolo sui pater accorrere in tempo per impedil'lo vuol essere sussidiato da pmdenti prevenLivi mezzi di ostacolo. Ad orni modo se dobb iamo fat· frutto della nostra storia militare non sat~bbe neppur su questi cenlri d'azione di piazze forti che donebbe esclusivamonle venir basa.ta la fiducia di riprendere vantaggio sul nemico. Se i risultati di vitloria dell'~v~ersario siano tali da ridurre il perdente a riparare in tali campi d1 cl1~esa, lo: a\:ra~ pur reso in Q'rado di potersi porlare prontamente ne1 puntJ YJtah del reo-no p~ima che i rinforzi al vinto gi ungano a tal grado da 0 ' restituiro-li le forze di riprenclere l'of't'ensiva.. 11 pro~resso odierno relaLivamente al mome~to di a_zione_ di esercito vale a dire nell' azione dell a forza nu.menca assoc1ata a.1mezZl cli celerita di mosse, di riparo, cli costr'uzioni e di distruzione: si f~ sentirmaggiormente nell' offensiva che non nella difensiva, p01cM 1l
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(I) V. Italia Militare del 5 genu. 1882.
N. del:a Dh·e'l.
DEL LA TA TT IC A ~32
LE APPLTCAZIONI
progresso dei mezzi SO\'I'acitati c a van~agg io cli coln i cui occon·e di acloperarl i, mentre il difensore passivo non ha a trarne partito. Che all'opposto, se il partiLo YiLtorioso ahbia a snbire un insuccesso da un corpo che il difensore abbia tenuto in libora campagna dovdt. difendersi~ e da que! corpo e da Ciuolla fortezza, sotto la qnale l'avversario incalzante cerchen1 geLLarlo . Le piazze forti come appoggi di mai10vra presentantno altra volta taluui vantaggi di cui oggidi si fa men scnli r·e l'imporlanza . ll ricovero dei feriti, che e assunLo dalla Associazione iutemazionale, l'approviggionamento dei viveri. reso men necessaria dal sistema dei viveri a secco che le truppe possono :nrer con loro, sono pure scopo a. cui una fortezza gioYa, ed il cui interesse e aLlualmente diminuito . i\ia un grave svantaggio cui sono oggidi soggette si e il danno che la potenza dei le artiglierie e in grado di at'!'ecar allem tlratUI'e. A correggere qncsto svantaggio sta la ma.ggior cfficacia della difesa di fantcria, che puo validamente snl terreno contrastar i progressi all'assediante. . Quesk't considerazione si estende anche a lie fortificazioni di campagna. La difesa di caseggiati e di vi llaggi spesso non sara possi bile, se il nemico ha artigli eria, poiche difficile riesce il mantenervisr sotto il roYinar dei fabbri r-ati: e la distruzione delle opere in terra e pur anco di molta fncilita. Ed esaminando questo genero di fortificazioni nella storia, noi lo troviamo sempre molto usato, anche pel motivo che l'occupazione di un terreno in modo permanente era. spesso lo scopo di un openzione militare in I talia. Lo vediamo lungamente e valiclamente impiegato sulle Alpi marittime e suii'Appennino Ligu1·e nella campagna degli austro- sardi contro i repubbl icani francesi nel cader del secolo scorso e rileviamo clal trattato di A1·te M'ilitan e Fm·tifi cazioni del Gay de Vcrnon, prol'essore dell'l stiluto Politecnico di Francianel1805, il quale scrivevasolto la scuola del gran Capit.ano, l'impor t.anza cbe si attribuiva a questo elemento sussidiario delh forza di un esercito . Accennata l'importanza della parte che escrcitarono nella difesa di quei colli le fortificazioni di Montenotte, di i\Jontezemolo , di Cavae di Cossm·ia specialmente, la cui espugnazione richiese la coslruzione di batterie come per uu assedio, quello scrillore _conchiude col dire, cbc la forLifi cazione, feconda in mezzi di riparo
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acqnistera infl uenza sempre maggio1·e a. misum c?e l_'arte · ~ilitare si perfcziona e prende un piit grande sVlluppo. Ne si.s~agllo nelle sue previsioni. I ripari di terra vanno prendenclo o?n1 g iOI'llO ta~ta . cwior importanza quanto piu aumentrt l' efficacia delle arllll a ma.,o e noi vedia.mo oarridi, il soldato dt· fantorta, · ven1r · ·tst ru tlo nel fuOC0 , 0<!> • d' ' b ripamrsi non solo in posizioni di resistenza, ma ez1an 10 m com attimenti in campo aperto. E siccome alia valida. clifesa delle rortezze giova piu cho la salclezza delle mura quell a del valore dai difensori, sic con legittimo or_gogli~, che constatiamo nella nostra slorirt patri<Lche queslrt non iece dtfetto . E per non esLen'clermi a citare i numerosi esempi, ricordero solo i dieciollo assedii che sostenne la citta cli Cuneo dt~l .'11 2? .al ,17U nei qmtli il valore dei difensori. non solo solc~ati, ma ~~ ll~dmt e per5 ino le don ne, fu sempre polen.Le ostacolo. ag~t nsseclta~t1, . p~r guisa che in ollo asseclii, ando falllta a quest1 l'nnprcsa. Ne st dt~ostrnrono infcriori ai loro conlerranei, gli abitanti di vnlle Slur~ nel ·171-4 ed in specie quelli dei ' vill aggi cli Issone e ltt Fay~, 1 quali per contribuir alia rovina del nemi~o gallo-i~pano_ non .estl~ rono ad incendiar le loro case nell c quah stavano 1 capt dell eser cito nemico e i loro qu:H'tieri generali; ne li Lrattenne il pensiero chc quei tngnrii erano pm· l'uni co loro ttvere e ~i . riducevano ~e~ tal modo alia miseria non solo, ma ad esscre V1l.Ltmc pur anco dt terribili ra.pprcsaglie del nemico . Cosi non manc~no cs~mpi di s~ crificii di vi la e cli ayeri di ab itanli in altro part1 d'Italla ancho ID epochc piu rccenti.
Ho toccato con questi cenni un Lema vasto, chc puo o[ri r larg~ campo allo studio dei principii di tattica.. I\.ipet~ro .ancora. che glt ammaestramenli che ci offrono le grandi operaz,ont sono pur ap~ plicahili in scala minora ad operazioni di minor enti lit. Var!an~ 1 fattori. cioc la forza nurnerica, le distanze, ed il tempo, ma 1prm.cipi i che clcbhono reggcre una buona condoLLa tatt ica, s_on ~emp re gli sLessi. Quanlo rifieLle la fronti ent perrnanente e appl!cab de alla fronti era evenLuale del campo.
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LE APPLICAZIONI DELLA TAT TI CA
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La nostra sl?ria militare, ricca di fatti d'arme o d' operazioni .,.uidate. da valentr condottieri italiani e stranieri, ci ammaestra coll'espcrwnza . . .. del !Jttssato alle applico.zioni avvenire sui ten·en<• s'es ' so m cm ~ra ~uccessero quei fatti; ed il sangue dei nostri avi e dei loro co~p.eliton che lo bagn6 e fecondo per noi dei piu Juminosi cd utili msegnamenti. ~19
VJTA E CAMPAGl\E DP.L GP.:<l!RALE
genna;jo 'i882.
GIUSEPPE ANTOl\flO !LqJNONI
E. OL!Y.ERO Magg1.o1· Gene-rale.
I. Bravo prefaziono- Natali- Etlucniono - Mata·!monio - Grado nclla Guardia Nuzionale cli Strasburgo - Comando <li battaglione - lngiuste accuse- Giustificazioni- Dichifwazionc rlel Consiglio di amministra zione rtcl 6° battaglione del Dnsso Reno- Deere to di confisca dei boo i cl'Jdsazia - Sanat01·io; carichc goYernutivc- Hitomo al campo.
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La LombRrdia come v::u·ie allre provincie iLaliane, non avcndo sapulo o potulo conservnrsi scmpre indipendcnte, ebbc a subiec non pochc domina7.ioni slmniere. Quclli fra i sLJoi rigli che pet· propri:L iuclinazione o per trudizione di famiglia senti1ansi allratli alla carricra delle armi, non lro''<mdo in patria un governo od un csercito nazionnle, pel quale impiegare illoro braccio, sposa.vano la causa d'aHri e giurato fod e ad una bandiera per ossa combatlevano. Non ultimo fra coloro chc, nati in terra italiana, onoratamcnLe comandarono truppe ostere, cil generale Giuscppe An ton io ~1 ajnoni della cni vila militarc parleremo. Nato nel 117f.S6 a Volesio , piccolo. terra di Tremezzina, clove la famiglia sua soleva villeggiare, ehbe ~t geniLori Bernardo, signore d'ln tignano, e la nobil donna Fmncesca G1·ossi . Aclolescenl.c fn messo in co ll egio a Como presso i padri gcsuil i, oYe studio belle leUere italiane e !aline.
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VITA E C!\MPA GNE
La ncccss itb. di cmare le possidenze e gli interessi che la famiglia in Alsazia, consigliarono il padread inviarloa,Strasbltrgo ~nde, nrllo slc.sso Icm po che aLlendeYa all'arnmiuistrazione, vi acquistasse conoscenza. delle Ii ngue francese e tedesca.. Giovine, ricco, c prei'lnnte della. persona il futuro guerriero con~~;onchtcCHt Yila lll'illante ed cccessivamente dispendiosa nell'antica. .:.\r;;enlinn, quando vi conobbe Fra.ncesca Clara Schweitzer de CauTilla natiYa di Francoforle, donna di rara belle;~,za e \irtu che di Yenne sua moglie e mod gionwissima., a!Irantadallecommozioni di Cfuei tempi calamitosi . Allo scoppiare della. ri~·o l uz i one francese i! J1ajnoni era gia padre di cinque llgli. Conosciuto ed amalo in Cfllella sua seconda patria, che aveva gia -ri,;to suo no11no, uno dei capi della m.ilizia urbana, coprir cariche cm i;1 e1Hi in Strasburgo, entrato ncllugl io ·1789 cavaliere naziona!e nello squ adronc della guardi<t di delta cilti.t, vi fu in breve promosso :t coal alld:tnle e talc vcn il'<t coill'crmn.lo tlal· minislro dell a guerra Camol nel ·17\)0, Le ftlrlunose vicendo di l!uei Lempi destinavano il ~'fajnon i alia cnnirra, mi li lare: dallatletlacaricn. nel la m;lizia di Strasburao love dinmo r:~ r pa-;snggio a quel la cli comnnclnnte il 6° ba!tagli'one del ba,;:;o ltc11o, co11 nomina in da ta 6 agost.o 17!)2 . QaeMa distiuzionc non man eo, per allro, di de.>tare l'allrui inriJia; come era u:>anza in quell'epoca, certo Penin, suo subo1·dinato sorsc un bel giorno ad ac~usa do; mellendo in dubbio il suo rcpuhhk·aai:>mo . Il .\fajnon: per sco!pm·si fece appello al baltaglione che emi:>e p.:!r mezzo del suo consiglio una dichiarazione in difesa del suo t:apo (I) . Que.>!o documcnto redallo il 16 novernbre ·1793 a. Besanzone ritonla le ge"La del 6° del basso Reno eel i meriti speciali del coman({an te in quel periodo fati cosissimo della campagna. Ne diamo un .bre\·issimo sunto: I1 cilladino Mnjnoni clcllo co11 voti qLtas i unanimi, tosto si nclopcn) per rneller la s11a Lruppa in islato di far la guerra; egli la rorni a sue spese di 1m:.nizioni c di Lu llo quanto era necessari a per difenrlere la rep ubb lica; egli vi snpve mantenere il buon ordine e la di$U::t iii'Cva
DEL GENERAL£ GJUSEPPE ,\NTONIO MAJNONI
sciplinn: in ocrni circost.anza dicde l'e:;empio del valore e clcl palriottismo. Dopo ~vere a.vuto il comando di Ire battaglioni, ebbe, CH.t~llo di quattromila uomini delle varie armi; a lui vennc affidala la_ddesa della riva sinistra del Reno da Magonza <1 Guntersblum; ogn1 tentaliro del ncmico fu reso Ynno; all'isola. di ~l arnu r iporLo splendido ~uccesso; ad Oppenheim s·impndroni del ponte; comandol'avanguardia del general Blou nell'a>anzare, la relroguardia nclla. ritirata che sostenne ad ollmnza. A Biebrich, ferito in una gamba e gcllato ne! Reno (2) . seppetirarsene e conLinuare nel suo comando . Dalle isole di San Giovanni e di S. Pietro, sollo, ~iagonza quantunque tonnenla!o dalla t'erila, egli respinse Lutti gli aLtaccll i ed impose rispello al ncmi ~:o. I po:SLi piu ditlicil i dell'asseclio cli Magonza gli furono con fidaLi, e quando la sua tntppa manco di viveri egli vi prol'l'ide a. st~e spcse. ln una parol<t. conch iuelc la, clich i arazi ~ne, la sua c~ndott~ pnvala eel il suo leale repubblicanismo gli mer1 1arono, a g1tt=-Lo lltolo, la stima cli tntti i subordinati, in redo di che noi gli ab hiamo r ihlsciato il presenle mun ito del bollo ordinaria del batlagliono, per servi i'Cc vn lere in cio che fam cl'uopo. Altre dichia.mzioni non meno elocruenti ci slanno so tto gli ocell i, ma non crediamo opportuno r ipo rlnrlc, ci hasta cli osservat·e che dal loro complesso e dal lo scopo al quale furono redaltc, chiaramente apparisce come il comando dell e truppc fosse in quei tempi incerto e difficile, non essendo in allora hnstel'ole l'npprova~ zione dei superiori, ma pur necessaria ael ogni capo il favore_ clet p1·opri subordioati; quesli, se amavano il loro co~1andante 1~ ~~fen devano dalle denuncie che erano in quei giornt frccrnentlss1me e spesso calunniose; in c.aso diverso lo lasci:wano in ,b~l~a elei ti·ibunali ril'olnzionari e dei rappresenlanti del popolo, tentbth e non sempr~ giusli ispettori . (na spada cli Damoclc era appcsa sopra la testa. eh (2) Ecco il CCJ'Liflcato d i rerita: Sie14e de ~lnvence cotn m ence le 30 ma1·s et lini le 23 juillct 1793,
l\ous omcicr~ sou;sigues membJ'es dn Conscil .l'ucl min isu·ution du 6, 0 bn,ttn illon, du lla~ llh1n, ce rtitions, que le Citoyen Mnjnoni, com mandant on chot le s~ s u1t bnttll ll~n, uno de 35 aus a scr vi avec zele et bravo<u'e uu siege de Mnyon c~. ou 11 n cte hlessc l e I~ nwi 1793, u' la j ambe gauche par une ballc; En roi de quoi ctc, M<JYCJJCO le 21 j uillot 1793, donxi~me de la llepub, Ccrtifl6 pn1' nous Chcr do l'l(ta t MajOI' Yu pal' nous general en Che r • C/Jaclctas
JJ vy1·d
l!J Etl itn: Chcz l'hil ippc Jacqncs Dannlonc h, imprimeu1· de la )funicipalitc:- Stt·asbourg,
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Scgu<>no le ft J'mo
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ViTA E CAi\ IPAGNF.
DEL GENER ALE GIUSEPPE ANTOXIO MAJN0:-1!
ogni capo reparto, rappresentala dalht arfilata mannaia cklla ghiche spesso seguira le t1·uppe al campo. Fortunatamente il .Majnoni riusci a confonilerc 11 suo clctra!lore cbe fcce ampia r itrattazionc davanti al sindaco 1\IoneL in data 17 febbraio '1794, confessando c:;sersi sbagliaro nell'accusare: Le citoyen iJfaynoni auquel i l ain~OJ:t 1'encl!re en pnbblic la jttstice dftf' a tm fnmc, loyal et intact 1·epnblicain etc ... "( 1). l)rimn. ancora che lali ri\ endicnzioni morali veni:;sero praticalc, la pubblica opinioue era favo revole al Majnoni, ed il Cotm·ie1' de St1·asbow·g, di quei giomi ne fa fede, pt·eudendo coraggiosamente le sue difese (2) . L'equipaggiamento e tal1olta l'alimenlazione stessa del battaglione cbe irregolarmente proHisto di viveri, non abbondava neppure di assignats, ro1inavano lo slalo Guaziario del primo ten en le colonnello comandante (3) il quale faceYaconti nue r ich ieste di robe c di denaro al fratello St.ef<uw. Que:;Li si Lrovava sposso in grave imharazzo per fat· 0110 1'0 alle numerose cambiali che gli arrivavano dal campo a SLrllsb urgo, a Benfeld, Franco t'orte o clovunque egli si trovasse . Punto rivoluzionario e quale accorto e coscenzioso amm inistratore del comune patrimon io, egli dirigeva aspre lcttere di rimprorcro al fralello, cui ricordava i figli in tenora eta, ed il buon nome d~lla famiglia messo a repentaglio dalle sue repnbblicane dilap idazioni . A Lali lettere rispondeYa il cilladino comandante con istilc onfaLico e parole esaltate, chc se rison lono delle esagemzioni dei tcmpi provnno per al tro di qu:1nLa vir tit di sacri fl cio fo ssero animate quelle truppe mccogliticcie ed i loro crtJ..li. Qumi to, d'altra parte, si J'osso la serieta e lR ri conoscenza del govemo republicano d'allora, lo si declnca dal seguente episodio: It sunnominato ftatello Stel'ano che per propri afTari s'era recalo in Is' izzem cd in Lombanlia fu per qualche tempo assente dall':\.1sazia. Non manco chi ncl clistrello di Benfeld, do,,e i }Jajnoni possodcvano, facesse no tare l'assenza alle autorilitlocali, e li clcsignasse como aristocraLici ed emigrati. gl io~tina
(I ) 1\iitr~cwtioo do Pet·riu,
a lu socloto populail'e tlo S trns bou,·g.-
Mai1·e do S t,·asbom·g. (2) Oah'nr ch ivio delln fn misl i" (3) Tnlc la cl enominaziooc ufflcialo del gnHlo.
Signa P. 1'. Mo uet,
)
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Tientosto una deliberazione veniYa pre:;a dal rurcllorio del Basso Reno che confisca.a tulti i beni clclln famiglia a vantaggio della . . . . . . ropubl ica (I) . Quale eiTetto producesso sull'ammo det }faJnom una tale de!I bernziono e facil e immagginarselo qualom si pensi che venivano in fo rza della stessa spogliati degli avi Li do mini d' Alsazia, cosl iLuont i la parte piu inportanle dei toro beni, e la famiglia stessa di. colui c:IIe combaue·ra sul Reno in difesa. della Francia, veniva espulsa clal Lello paLerno . Stcfano 1\Iajnoni quale possidente in Is,izzera ottenne pen'> un certificato di cittadinanza elvetica, provo che solo una sua zia era realmentc emigrata e ritornato in Alsazia oltenne una sanatoria riguardo al patrimonio in comune (2) . . . . . Tale aLto pubblico concb iudo invi-tando: le dn·ect01re dtL cltstl'!ct de Benfelcl aetre a l' avenir plns circonspect clans les deliberations q1~' ilJJI'en(ll'et relaLi'lJement au,x incliviclus a javre porter Sl.t,·J' la liste des emig1·es, et a se ·mettre en gnrde contre les an·imosi.tis des denonciateu·rs. Signe .lAQUET Vice Presid . Bm·b·ier secretaire gJnc!ral Pour copie collationnee CHRIST)! A~'\
Avvennta la resa di i\lago nza (2:3 l uglio :1793) le truppe frnnce!ii che ne [oema.vano·1u, guaruigionc (circa. '15 mila uomini) erano :;!.ale allonLanate dal Reno e cliretle in grr1 n parte verso la Yanclea ove infieri v::t l'insnrrezione. Il comandante del 6° battaglione, promosso durante l'accanlonamenlo di Resanzone a capo di Mczztr-Brigata (3) veniYa chiamato a Strasbm·no nominatovi a0crento nazionale. 0 ' • ·(I ) Burea u cle~ F. mig•·cs. - 1·rgi•tre gonernl. - :-<• 1 taiO. P•·occs YCJ'bal :-;• ·!0033 Dis tl'ie 1 tl o S u·ashou•·g. - D:dl' archi•·io gill cita to. . (21 Oel ill e1·atio n d u Oir ectoiJ· clu IJe p tll' lOIIIOil l d u n as Ilhiu du cinq du m oi~ de fructtdor de la sccon do annee de 13 :·epubl iquu r,.,, u~o l ss uno e t io cii visible. - ll egJ~tl'e gcnc,·al NO, 14970 - l' 1·oces ver bal N' . •103 10, - D,d l':11·chivio gia citato. (8) Cho( de Brig•de pron-isoi •·e de la 42 Oemi- DI'igade. - Dal lli'e vetto.
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VJTA E CAMPAGNE
DEL GE:-I I! RALE GJIJSE PP£ A!'<T0:-110 MA .J NONl
I1 Majnoni clisimpegno queslo nuovo e dilncile incarico , da lui non sollecitaLo, con quello ~elo e rruella reLtitudine ch'erano in lui abituali. Durante il ten·ore egli presiedette il Lribunale rivoluzionario, raccolse il plauso dei buon i c degli onesti c cerc6 di infondcre moderazione dappertutto ove gli fu possib ile. Sebbene In. ghigl iottina si elcrasse in permanenza sulla piazza d'armi di S!rasburgo una sola esecuzione fu pasta ad effetto nel tempo in cu i cgli Leone il polerc; la severita della Iegge aveva voluto punire un agiotatore che speculava sulla fame della plebe. 1\Ia le ire e le invidie partigiane dovevano pit\ Lat·di scatenarsi; il l\Jnjnoni sembro preveclerto e prima ancora che le denuncie si formulassero, coll'an ima piena di disgusto e di amarezza, ch iese di far ri lorno all e truppe. Ecco nna parte del clecreto del rapp rasentante del popolo dei dipartim enti dcll 'alto e basso Reno che ve In rimanda.
II. La 92a :.Jez~-Drigat~ - Solfcrenze fisiche e morali - Scnton~ del tribunale di Strasburgo - Ripresa di comarodo - Le giornote sui!? 1'f•·imm - Mercic r.o~rogrado s~ f{aiscrJautern ed ,\unweilf'r - Comb:uumento dt rr.ppstadL - Arnt iSLIZIO - La 4.1 m czza Drigata - sua formazione c sue printe arnti-:- 1\ar•JtOrlO cl~! (;en era le Duhesme comandanto la Divisiooe - 1lovimenti prcpm·aton pc! passaggto del R~no.
An·et6 du reprewntanL du people Foussedo ire tlepute clans le dcpartement du HauL et Das- llllin. Du ·12 Brnmaire, l'nn 3 de la rep uuliqne une et indirisible (-1). Statuant sm· la demande du Cyto) en i\lajnoni, agent national pr6s le district de Strasbou1·g, aux fins cl'obtenir la dcmission de cette place pour reprendre cclle de Chef de Drigacle, de laquelle il avaiL ete tire par requisition; considerant que, malgrc l'utilite du Cytoyen l\Iajnoni au post d'agent national, clout il a rempli le fonctions en patriote intelligent et zclc pour la chose publique, ses services a l'armee peuvent ctt·e plus utiles encore a la republique etc. An·cte etc. Pour copie conforme Signe Clwistmann Secretaire. {1) 2
u~vomhro
1701
21-1
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llitornato pertanto il :\Iajnoni alle truppe su i finire del <1794 Yi assumeva il comando delta 9.3 Mezza-Brigata che era :;tala formala il 31 Jualio di deLLo anoo col 2° battagl ionc del ,}.Qo reggimento, il 0 2° d'Eure e Loire eel it 5• delta Haut.e Saon e. La. ~I::!" resto sui Reno lino al giugno '1 7~H> e Yennc poi spcdil<L solLo l\1 agonza oYe fece parle del corpo cl' in vest imen lo di quclla piar.za (tl). . . I~ noLo come dopo un Jungo qssedio clre rimase memorab de pet palimenti d'ogni sort.a, che ebbero a. sofl'rire le L~·nppe l:r:a.nces~, riuscl al o-enerale ausl.riaco Clerfayt di romperc la lrnea d rnvesLLmento , co"'strirwendo i Francesi a leva re l' asscdio ed a ritirarsi die0 tro la Pfrimm. ll Majnoni non divise che in parte le flsiche sorfercnze della sua. truppa, ma ben altre morali e piu terribi li lo straziarono a Strasburgo . Chiamalovi percM messo in istato cli accusa dal partito che era salito dopo di lui al polere yeni,·a imprigionaro e giudicato da quel tribunale stesso cbe egli aveva presieduto. . Assolto ad unan imita e rimesso in cm·ica, chiese eel otlenne cli L"itornare in faccia al nemico (3) . (1) Briguta Scberb - Divisione Cour tot. . (2) Ecco la chiusa del giu·lizio pronuuziato in data do l 12 settcmbt·o 1705 dal Tr•bunale di St•·asbu r go: . L'aocuse a ct6 unanimement acquit le par le i uri. Le presid ent a prononcc l'i!bsolution d o !'accuse, et a l.tondu, qu'il a ete uc.qu•tt~ honorab lcment et qu' il est en fonctions pnbliqucs, il lui a non seulemeni dccl~re cru:~r pouvait re prendre ses fonctions, mais qu'il con wit SUI' son patl'iotlsmo pour espcrer qu 11 les rep•·enlkait pour ne pas privcr la n opubliquo ties soniCC$ qu'il ctait dans le cas de lui rond•·e. Les citoyens ~n 11·~s g•·and oombro qui on I. assist6 8!) jugement et au debat qui I' a proc6d6, ont applaudi e t la dc~laratlons du j uro c~ au jug~ment. Fait a Strasbourg etc. Signu EIVOI't, pi'C!SJde nt.
a
Streug commis-greffier.
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VJTA
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CAMPAG:--1£
Ginnto al campo, trovo la sua mezza-b1·igata in condizioni morali e materiali deplorabili, ne a cambiarne le sorti contribuirono certo le giornate sulla Pfrimm dclla prima mela di novcmbre del 179:> chc ebbero per ri sullato la. ritirata del corpo francesc da Kaiserlautern. r1 morale (lelle truppe non ora solamente scosso in causa dei ripeiuti iusltccessi, ma anche per lo stnLo di penuria in cui venivan lasciate dalle amministrazioni cho twev:m preso la fuga; vi veri, vestinrio, caval li, tutto mancava, senza conta1·e che gran parte del matorialo era caduto nelle mani del nemico sotto }lagonza. Intanto l'intiera armata del Reno proseguiva la sua marcia in ritirata su Ann'leiler e la 92" distaccata dappl'ima a dilendere le golc di HochspC'ier raggiunse in scguito la sua divisione. Essa era chiamata a distinguorsi pochi giorni dopo e precisamcnl.c il 20 novembre. Gli AusLria.ci avevano preso posizione :wanLi a Trippstadl, villaggio siLuato al Sud di Kaiserlautern e la 92" ven iY<l incal'icata di sloggiarnoli; net mentre una tale missionc veniva hril lantemcntc compilLla faceudo snbire perdite rileranti all'uYVersario, la Ioa divisione che stendevasi alia sinistra della 9_2a vcnne a trovarsi in serio pericolo; trascinala dall'eccessivo ardore del generate Xant1·ailles e spintasi troppo avanti si troro ben Loslo circnita prcsso la localita chiamata la Cr·occ cli San Gionnni {f). Di cio avvedutosi il comandanle la 92a messosi di propria ini~ ziativa alia testa di due battaglioni irruppe contra il nemico con talc voemcnza che questi, sebbone mollo snperiore in forze, non pol.e reggm·e all'nrto e le bnjonette dei duebattaglioni si fccero lar·go fra le sue rue; il generale Xautrailles e le sue ti'Uppe furono salve. AI comando della n• si possedevn. con vanto un certificato del sunnominate generale che ringraziando i battaglioni ed illoro capo, ne esalla\a il valore. ~~\ minor fprnu•zza dimosli'O il terzo hattarr!ione rimaslo solo presso Trippstadt; dopo essersi accanitamente (lispulato il possesso del villaggio col nemico piu forte di Jui, riusciva a penetrarvi por (! ) I particolari dell e vicendo della 020. mozza-Drigata e quiodi della 440., di cui entt·o o rar pat· to, li togfiemmo da un: « .Pr6cis dos campagnes des divers cot·ps composan t la 44.~ dcmi-B rigade d'Infanterie •, tt·o vato noli' Archivio della famiglia. ·
DEL GE::-IERALE GIUSEPPE ANTONIO MAJNOM
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}'ultimo e mantenen'isi . ll risultato dell a giornata non puo esse re reyocato in dul>bio, dice il gia citato P1·ecis, avendo dovuto gli Austriaci alluandonare il campo che fu tenuto dai Francesi fino al giorno successi vo. Qt1esto fu !'ultimo fatto d'armi a cui prese parte la 92 ·1[2 brigata; da tal momento fino alia riorganizzazione, in conseguenza clella quale ess•l passo a far parte cl'altro corpo, rimase accantonata. Lo era ancora il giorno in cui fu conchi ttso l'armistizio . Dur·ante lo stesso e nel mentre la li nea fnncese era segnata dalla Oucich e dall'Erbach, effettivamente il 18 febbrajo 1796, la 9.3n era fusa colla 186a I[2 brigata. e se ne forma.>a la H del cui eo mando il :\Iajnoni veniva· investito {I). Gli accantonamenti della nuova 1]2 brigata eran presi in Bitsch e dinlomi, ma all'aprirsi della ostilita fnron pure trasportati sulla linea della Queich verso Anuweiler ed Albersweiler. L'arciduc•l Cctrlo aveva surrogate Cler fa) t nel comando degli Austriaci, i\'Ioreau comandava l'armata dei Reno che trovavasi disse~ minala alto scopo cli poter Yivere in qnel paese ormai esausto; molti de' suoi movimenLi parziali avevano cau:m amministratiYa anzichC. slratcgica o taLtica. Tale ru pure la ragione dell'occupazione cli Diirh.hcim per parte dell a 44-n, sui.Ji to dopo l'abbanclono per parte clegli Austriaci, delle allure cite la dominavano . ()nivi essa trova,rasi il 46 giugno 1796 quando per 01·dine del comandanto il corpo d'armata generate Go(LVion-Saint-Cyr, la clivisionc Dultesme (7 di cui facevn. parte la 44'~ (2) fu mandata ad appoggiare i movimenti delle divisioui 4n o" 6a (Desaix) incaricate di ricacciare gli Austriaci sui loro campo Lrincerato di )(annheim. Erano preparativi che faceva :\lorcau allo scopo cli aver campo libero per passare il Reno piu a monte. Ecco, in t·iassunto, come nel J10stro Precis c naiT:lta la parle presa dalla ·II2 brigata in tali operazioni : « Prima di giorno la 44• avanzava nclla pianura occupata dal nemico; quesLi ritiravasi di mano in mano che ci port.avamo in11 )
(I) Dccroto di formazione del direttorio csocuUYo dol 9 gennajo 1796. (2) Drigata. J,ambcrt.
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VIT.-\ E
C A ~'lPAGNr::
nanz i, ma giunto a mezza Iega da Stolzhaus, sulla sttada di Ogetsheim, lo vedemmo spiegarsi; la sua linea era composta di due recrgimenti di fanteria cl i otto o novecento cavalli e di vari pez~i d'artiglieria. Le ali erano bene appoggiate, i pezzi in huona posizione ». « La '' 12 bri gala aveva 'con se ·I50 earn! ieri e 4 pezzi, ben presto si venne alle mani. Un battaglione della 44a si impadronl del villaggio cli Lamshcim sui Jianco clestro degli Austriaci, 1111 secondo occupo il bosco ch'era alla lor·o sinistra, Ire compagnie di granatieri atLaccarono di fron Le, ilrimanente fu tenuto in riserva ». « L'nzione si fece genera le, le cavallerieancrsn rie si caricnt·ono l'artiglieria francese dovelle tirare a mitraglia per salvnre i propri pezzi, il numero prevalse dapprincipio sull'ardore dei republicani e la .f-4• dovelle ritirarsi ». « Verso mezzogiorno le sorli cambiarono, giunta una compagnia di artiglieria in rinfot·zo, alia notizia che Ja in tera armala era alle prese, si rinnoY6 l'attacco con gmnde impeto; il nemico doYette retrocedere fi no oltre il Frankcntl 1aler ore la 44A prese posizione. » « Verso lo 5 di sera gl i Auslriaci ritentarono di scacciarci ma inutilmente. L'esallezza di queslc notizie cconfenuata cbl nmporto del 0rrene, rale di divisione Duhesme riportato testualmente nelle sue memorie dal maresciallo Gouvion-Saint-Cyr. ('I) I giorni seguenLi si passarono in piccoli sconLri d'aYamposti senza che dall'una o dall'altra parte si riuscisse a cacciare l'avversa rio dai propri lrinceramenti. II :.22 giugno l'intera iJrigala Lambert combaue con vantaggio, ma non pote avanzare a motivo delle inondazioni che il nemico a\·eva fallo avanti Ogershcim ; i Francesi penetrarono bensi in detto villaggio, mane uscirono il giomo stesso. Yerso il meriggio del .29 giugno Lulla l'armata si pose in moto. Era no i movimenti preparatori al passnggio del Reno. (!) Jlemoires sw· les campaanes de• Arme'es du llhin et de Rhin et JJorelle . Tome III. Pi eces justifbatives n• :?5.
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DEL GENERALE GIUSEI'PE ANTOJ'\10 MAJNON!
Ill. L'armata di Moreau rimonta la rh·a siuistra <I cl Reno. - La ~I" proLPgge 111 sO lata e ch lude la roarcia. - Pr·esidio cl i Ln ndau - I nves timento di Phili opsburg. - -Posizrooe ccntralo di riser·va. - Batl11glia di Ner·esheim - La 4~a passa a far· parte della Divisiono Taponi er. - Mor·te del r.ener·a l r,ambort - Gli succode il Generate Gerarddit- Vieux. - Combattimento sui Danubio - Battaglia di Uibernch - ll itirala per Val d·rnreroo - Passaggio del Reno ad Unioga.
I successi olten uti , nella pri m<wer.t di quell'anno, da Bonaparte in l talia, che avevano a vu to per effetto di far ripicgare gl i Austriaci dalla rivi era di Genova li no alle gole del Tirolo, non conscrvando piu in Italia che la piazza di ,\Janlova e il castello cli }Jilano facevano ora senti1·e iJ loro contrncc-olpo sui Reno , cl'onde la Corte di Vienna trasse :35 mila uom ini, che sotto if comando di Wurmser fm·ono avviati Yerso il Ti1·olo, per indi accingersi alia li],erazione cli ManloYa eel alia riconqnista dclla LornlJardia. J/orclinc giunse n Wurmsor menlre si tr·ovava a Kaiserlautern il ,l 8 giugno 1796. Quest.a cosi sensi bile dimi nuzione d.elle forze n.ustrinche !illI Reno determino il generale ;\Joreau a rompere gli inclugi ed a pnssare il fiume con la sna m·mata prendendo l'o(fensiva. ll punto scelto da Moreau. per l'effelluazione del pnssaggio era Sh·asburgo; perci6 la sua m·mata do,•eva iniziare le opcrazioni con una marcia in ritirata, rimonlando la ri va sinistrn. La 44" •1(2 brigata cbe, sempre sotto gli Ol'dini del genel'ale Lambert, aveva nei giomi antccedcnti occupato una posizione cenlrale di riserva, protesse la si! lata delle lruppe e chiuso la marcia, rimanendo in retroguarclia. Il nemico segui il movimenlo ma non oso disturbado. 11 28 giugno la '112 brigata giungeva a Landau dove fLL clestinata a ri manere di presfdio per impeclire al nemico, padrone delle due rive del Reno, di minacciare le spalle dei Francesi. I vi essaaccantono fino al 18 luglio epoca nellaqualc essa fu chiamata a rinforzare le truppe che Moreau aYeYa lasciate a maschcrare le piazza di Philippsburg. Sollo questa cilliL la '1!2 brigata ebbc occasione di combattere una sola volla, ricacciando una sortila ten lata, dal nemico il 26 Iuglio . .ANNO X:tVU VOL. JI,
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VITA E
CA ~IPAGNE
Tre f iomi cl~.po le gi~m~o va l'orcli ne di rnggi ungcre la propria arlllala c.tc era g1<t ollre 11 jokar. AI sno arrivo la 44a fu provvisoriament.e de:;! inala a!lit risct·va comand:t~a ?al ;.,cnerale Bourcier, in po~izione centrale fra Weinach~ ~~10 f c ht!,mgen . ApparLr n~vano pure alla riscrva cinque reggimenti cli caYallcria ~d u e bauer1c a carallo. _:!Ior:an a.Ycva distaccato la sua clest.ra comnndat<t dn Ferin o !m. ea 20,000 uom in i) rerso il L1"0 d " cli Cost"tlZ't " ,, , 'acce11 na n do a .!a.·e. ·1daT.Ionlano ht. mano a Bonaparte che si ·tccinae .;. . cl . . · • n , ,. ,, m" a( ere I tml?; l'n.rCJ(Iuca nccorLosi di qucsta clivi.~ione di rorze d.el su~anc rsn.no: SI dect:;C ad a!laccarc immediatammue. •' ~'e. ·cl~_bo :~~~ ht~go la bnt.tagl ia di ~eres h eim delli 11 agost.o 1796 we . . l la Cl'IYI. ,· , SI. ttso l, e m .Ja.voro . det .F· ranccsi · · In '1rrue·t" :Stc g'IOl'l.lft[L ·$l0ll0. 11)ultesmc, . . . tn CU I la ,a • 112 ·'lri"ala o ' era ' sl"l" " " per I o .IOnanzl. mqu,tc 'n_t,l ' snlu una completa disfatla., lt segno tale che in un momenlo dl s:l_egno 1forertll lolse il comando <ll suo capo· la bri cr·l(:.t Lambert soller:;c v' < . .. ' . o" l'llY ' I. pe t·d '' tc e segu .t un.luralmcnte le ' sorti dclla. (I1\'l:liOHC. ( Il i\lnjuon i llllll ru tc.,timonio dclh clis..,raz,·, c· l . . . • ' ·o ' ·" 01 sno1 comandanti Jn quell a giornata; la ;;ua I;? hrigata rima se anchc in cruel criot· n not ·:·· lh .'. r1~C'lTl .... .·.' e CJ:IICsta Hon_ venn? impegnal.a. Es.sa non r icnt.r6 all< }IIOl}ll,t btlgala se non ptularclt . eel allorn qucq'tlllt. tn" "l'e .... I . t 1' I' .. . .. " ., Vu cam. 1nla cl al "encnlc T}1[\ o c.1 l ll Jswnc, e:>se!ldO pa~"nla " • '·tlln•· ·):·• tomanc ap_onl ct·, ;;e111prc r1el corpo cl'armat<t di Con vion-Saint-CI ~ . . ' l\on rn~ra net compito di questo scril!o di serruire il Cl;I"O delle tlperazronJ dell'al'lnata di .~loreau ' le qunli si svo~n. rr . ::. l •· • . . . . . ' " ' 1 o onens1 vamenLe Ll: 111lol p CI . I:t Sll11S( I'H, Jlldl per la destra del. 1)annbio (ino 'tfl'I". tl 011(1" 110 1 · ·• · ' ' Scll , . c~~ntncJO la t·mto celebre ri tirala. 1 clle I! la. 4,4.• ·IJ':? ·Not r·lltmtlt amo a far cenno della' pat·te ' , v1. one l\ l'lga 1a. menzione i n un comuallnnento, •· !' . Ne .tror , . iamo fatta . · dt. non arande 0 a d1 r vero che ebbe luocro ·1 ,19 " . unpot l • . t.uza, 1 A. " ··t . . . . o ago~to sotto le mura clt. ul:)u::; a, menLIet Francesl erano ancora impecrnar1 1 . ne IDO\'tmento, oiTensiro In ue·ta · . . . ' <> ' .. q :. , gJOt nata, dice Jlnoslro P.rttcis, avendo la 44a potuto .aglre prnw son compte, si fece mollo onoro « Gh ultimi passi in avanti fatti in CJuesla campa~na . ' o aggtUnge po1. .V
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DEL C.F.NERALF. C.IUSEPPE Al\TONIO i'I'!A.JNON (
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il Precis, do,"evano costa.r la vita al nostro brigacliere ». Cio avvenne il giorno '7 seucmbre durante una ricognizione dirctla verso Neustadt sul Dnnubio; csscnc16si incontralo i l nemlco a Gcissenfeld s'impegno un ,·ivo cannoneggiamcnto, durante if quale il gcnerale Lambert. fucolpilo amorte. Egli veniva sosLiLuilo dal generalcGerarcl dit Vieux. Incom inciatosi il mo,,imento retrogrado clell'armata cli M01·eau, la 44-" I (2 bri gata. giungc,'a il H settembre a Ncubourg sul Dauubio ~qui vi passu vu il flume, prcntlenclo poi posizione sullu. sinistn.\. insiem e con allre lruppe sotLo gli orclini di Gouvion-SaintCyr, mcntre un'allra parte de\l'armata rimase sulla deslra. Il nom.ico appro filt6 cli cp esla sepm:azione delle forze i'rancesi cd il giorno 14 scltembrc attacco vigorosamente le truppc che erano rimnste solla clestra del Danubio . Il generalc Dolmas messosi al ln. testa Cli nn reggimento di cavalleria nel mentrc lo guida,·a alla earica, vien ferito c getlalo da cavallo; Oucli notlo sosli tui;;co ma epnre col pi to; )lorean sle~so accorso al combattimento prendc al lorn. il comando eel inYia ordine alle truppo clclla ri1·a sinislra di portarsi snlla destra . Fra queste truppe v'era ht 44a •1[2 bt·igala di cui un bai.Laglione ftt _tosto clistaccato o spinto con alcuni pezzi a sorvegli are la sLrada di Donau11·orth. Gli njuti erai)O giunti in tempo per cambiare l'indirizzo del combattimento: il nemico vien ricaccial.o e gli si fanno prigi onieri, fra i qttali alcuni ufficial i. Il bau.agliono clella .u_.a distaccalo ...-et·so Donauworth, dopo aver ricevuto rinforzi cl'allre armi, marcio ht nolle segtlente su Rain , solto gli 01·dini dell'aiutanlo gencrale Dcmont, e, mentre il grosso dell'esor<:ilo ripiegan (l ielro il Lech fecc una punta ;su Aichach, ne scaccio il ocmico e costi tui quincli l' esLrcma relroguardia clell'armata. che sfilava; quesla giunsc senza os\acoli fino ali'Iller, oYe il detto battagl ione si congiunse agli altri due. La 44a tJt2 brigata prese poi la sua parte di gloria alla batlaglia. di Biheroch del 2 ottobre 1796; Gourion-Saint-Cyr censura pero aspramente la conclotla del comanclantc la stessa che dice non aver saputo shoccare a tempo sulla strada di Schonhof, per aLtaccare una batteria sulla destra del nemico ('I). (I) Mt!moi•·es stn• les campagnes des armies du Rhin et de nhin-et-Uoselle. Cam• pagne do 1706. Tomo Ill. Chapitro Xlll.
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VlTA E CAMPAGNE
11 nostro P.recis non facendo alcuna menzione di questo ep isodio. non ahbiamo dati pt·ecisi per controllare quanto abbiano di fondato tali accuse, solo faremo no tare che si tratta dell' esecuzione di un ordine verbale ch c il marescial!o non dice se p ers onaln~en te 0 per trasmissione dato al )Tajnoni . :'iel primo caso la responsabilitl\ dell'esocuzi one c tutla dell'inferiore che non dC\'e allontanarsi clat suo capo so non compreso di quanto deve eseguire; nel secondo innee, non v'c militare che non sappia quanto i fraintesi siano froquanti. Com~ abbiamo vis to il gererale Gcrard-dit-Yieux aveva pre$0 il posto dt Lambert nel comando della brigata a cui nppartenera la 44a e fu sotlo i suoi ordini che dessa continno le sue marcie fo t·zate di ritiruta verso Val d'Inferno il cai passaggio fu incaricato di forzare. Gouvion-Saint-Cyr riferisce a .\foreau l'operato del aenerale Gerard-clit- Vie~xin un suo ra.pporto datato del li H ottobre 1796 ('I ). Dopo rn-er btYaccato la notte allo sbocco della valle, la brittala Gerard allraverso Freiburg e sfilando verso nord lungo lemonta~ne arrivo all'entrata cli una seconda gola, rruella di Waldkirch che passo senza difficollil essendosi il nemico ritirato. Pochi giorni dopo ( 19 ottobrc 1796) eh he lt!O"O il combattimento di Waldkirch che ebbc risultato sfavorevole Fra.ncesi; essi lottarono in numero di cinque mila contro undic.i mila Austrinci. Questo combattimenlo fu sostenuto dalla 5" divisione, comandata dal generate Ambert in sostituzione del generate Taponier ammal~t~; .com'c noto la 44" ·I !~ brigata apparteneva appunto a qucsta dtVISlOne. Varie colonne austriache, perfettamente guidate da abicanti del ~aese, ~·avanzarono sui fian co siuistt·o dei Francesi, attraversando 1 boscht, e ben presto l'int~ra linea fu allo prese. Verso l'ala destra i granalieri della 4-4• avevano 2ia ottenuto un sensibile vant_a?gio quando da un vivo fuoco di fuciler ia alle spalle furono avverttli che, coperto dai boschi, era riuscito al nemico di girarli dalla sin istra,
al
(i) GounoN S. ·CvR. -
Opera gia cita ta .
n )Jajnoni dando pel primo l'esempio dclla calma, fece eseguire un opportune movimento ft·ontale coot·dinato a.lla nnoYa direzione dell'atlacco avversario e salvo la sua lruppa da un disastro; la sua resistenza fu lunga ed oslinala e tanto piu merilevole di encomio in quanta egli non aveva con se che la poca artiglieria della mezzabrigata. Ma la superiorita piu che doppia del nemico costi·inse al fine la linea francese tL ritirarsi. Wal dkirch fu lentamentc oltrepassato, e con riprcse successive di posizioni la 44" venne a stawlirsi appena fuor i d:t questa cit.La. Qui vi la difesu. fu mantenuta. con persevercmLe tenacitit; il Majnoni ft1leggermcnte fer ito alia testa . Gouvion Saint-C) r a mcttere in evidenza il buon contegno della brigata Gerard-dit- Vieu;.. adopera le scguenti parol e: « elle se clcfendit avec la plus gmnde vigueur jusqu'a la nuit ». .Ma agli Austriaci era riuscito di porlnre alcuui pezzi su di una altura indictro a sin istra tl.ella brigata.; quando il fuoco di cruesti pezzi incomincio a f;u· eiYetto, i Frances i dovettero abbanclonare anche quell' ultima stazione; cio fu fatLo in buon OJ'dine scbbene la. noLLe fosse gia calata. I,ochi giomi dopo il combattimonto di Ynldkirch la h-4" mezzabl'igata si distinsc mwvamente in qt1ello clel ':H ottobre a Schliengcn: la divisione a cui apparteneva costitui va l'nla. sinisLra del!a line:t francese, gl i atLacchi rcplicatamente diretti chgl i Austriaci cla questa parte, venner·o costantemente rcspinti . Il nostro Precis esalta a qucsto proposito la condotta di un batglione e dei gmnalieri della 44" cite rcsistcLLero ost.i nalnmcnte ad un numero molto maggiol'e cli emigt·ati delle due armi da1'anti a Steinst<tll, vil laggio siluato sulla riva desll'il. del Re11o a 4 leghe cil'Ca da Uninga . Moreau nelia nott.e fece ritirare le sne truppe sulln posizione di Haltingeu, che pt'esentava caratteri favorevoli ad una difesa prol ungata; ne! pomeriggio e nel la nolLe del 25, e durante il mattino del 26, eJiet.tuo il suo passaggio sui ponte di Uninga .
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VITA E CA~I PAGNE
DEL GENERAL E GIUS EPPE AN TONIO MA J ."WN I
Kehl et la penurie des subsistances qtt'ils y avaient e p rouve;;~ etc presque toujour>: sans avoine » ( I). Ne! gennaio del ·I /U7 l'armala dol Reno e ~lo:;c lla subi una ricosliluziono per ordinc di .i\Ioreau ; avrennero quindi le scgnenti variazioni: 11 genemle Desaix ehbe il comando del cenlro colla divisione Duhesme, chc faceva parte per Jo innunzi del corpo di Gourion Snin-Cyr; quest' ultimo form.o la sini ~ t1 ·;1 colle cli 1•isioni Atn hert et Sainte-Suzanne. La 44" chc in queslo rimaneggiamcnlo era stala tlestinala a far passaggio alia divisione Duhcsme fa lratlenuta, tlietro istanze falte da Saint-Cyr, ne! corpo cl'armata ch e co manclown . Tanto l'arma la cli 'Iorcau, quaulo tluella cli Hoche non ehherfj pcro quell'anno occasi(lne di misurarsi nuoramcnle col nrmiw; soconclo il piano co n ~·enuto esse a1Teb bero dorulo r ipassarc il 1\cno, e marciare su Vienna per d.an'i la ma110 all'ar·mata tli Bo na-· parte. Ma quesla aYeYa gia pussalo le Alpi inseguer;do l'arc.idnca, quando le altre due erano ancora ferme nei Joro quarlieri d'inrerno. l preliminari cli Leoben furooo segnati il 7 aprile mentre Bonapal'te non ave\'a. ancora alc.un avviso del passaggio del Reno. Questo ebbe poi eJTclliYa.mente luogo il ~1 8 aprile per parte dell'annata cli Hoche a ~eu\\ ied presso Coblenza ed il 30 a Diershcim presso Kehl per parte tlcll'armata di Morcau. Desaix col centra di quest'ultimn armala pns:;u il primo eel il corpo di Sai nt-Cyr che si preparara a SCJ Uil'lo fu arrestato dall'arriro della nolizia che i prel iminari di pace m·ano stati firmat i a. leoben . La 44a '112 brigat.a che, come dicemmo marciava col corpo di Saint-Cyr verso SLrasb urgo, giunla a Bi.sch" ciller riCE'\'Ctle !'ordine di ritornare nel Palalinato dirigendosi sLt C.nwsladt. ~cl perioclo di tempo Lrascorso fn1 l'at'misti;,io di Leo ben e la conclusio ne della. pace cli Campoforrnio (ol7 oLtobre '1'197) le armaLe del lleno e ~Iosella e di,Sambra e Mosa ri masero inoperose ne!le loro sla· zioni, ma subirono succe::;si,·i cambiamcnli di comaudo per en·eua dell e dissensioni insorte nel direLtori o. a~ ant
rr. Difes~ del .'o1·te di Keh~. Sua resa . - S tato misc,·abile delle t1·u ppcnl principio dc llin7. _
R1coslltuz1ono dell ao·m a ta de l Reno e Moselln . - Accat>to.1amcnti. _ Armata d' AIlema::;na. - Conseguenze dal 18 Fruttidoro. - Lcttera del Colonnello _u 31·0 0 · 1r tello S tefan o. m a ra-
. Il 2.8 novembra . I796 l<t mezza brig<lla anivnnt a Strab 111·uo ed 1l ·lo dtcembre partH·a pcl forte di 1\ehl, essendo slata destin~la a far parte delle rruppe incaricale di dil'cnder!o . La h,4" passo a far lJri gata colla 6.2• sotto gli orclini del crenerale Decaen. o Lasciamo di nuovo racconlare dall'autc,re del nostro Pl'l!cis la. P•lrle presa dalla rnezza brigata alia clil'esa di Kehel: « Toute 1':\.rmee rcunie prcs Strasbotwg ayaut contribue u la dcfense de ce fort, la 4~· n'x cut rien de particulicr; commc lcs autrcs corps elle y seJourna pcriodiquement sous les coups sans c~sse redouhlt:s de l'ennemi; comme eux ell e y 6pt·ouva ro:tl e la r1gueur du frotd, sans hab i t::~ ni chaussures; ellc defcnd it Kehl avec Ja c~nstance et la fermctc qui ont camcterisc cette resistance; e!l~ ~ eta'.t encore et ?'ardail, la redoute du cimiticre, ou elle ess.•t)':ll. l~ .feu le ~ I US VIf dopuis ll:s heures , lorsque on traiL:t pour tt. 1edd1. tion du JorL. Le lendemam ell c sorti •' et fttL c~u llto JHke " (l:lll:, l l es enn rons de Stmsbourg ».. . Dopo la p1~csa di Kehl, l'armata del Reno e }Josella, della qual~ l\1orcau acc·u1to . 1 . . . contmn6. a serbare il comando' resto · • ua La 1ungo a nva srni sti·a del Reno, noi Yocresi e nell'ex J > ·nc 'r at 1 · D • 11 1J)< 0 ( el 1) . . . ' . . 0 . . uc ontr , 11 Plll.?ossJbiimente disseminata perche potesse virere in que! paese gra tanto depauperato . . lVIa a.ucb~·l·a v.ita di .acc1mtonamento non aveva cli molto miglioullo le condwom , · CUlll. .dell m·mata ed all'apJ'iJ'SI. clella ::.llCCeSSJVa pagna Gouvwn Sa1n t-Cyr la di!Jinge coi seguenLi colori: << Les soldats etaient toujours nues et sans souliers, la can leric dcmonl.ce l~s attel~tges :l'~H·Lill.erie ruines par les tt·avaux exLrao rdinaires qu 1ls :m ueut ete obliges d'exccuter pendant le siege de
2;)l
(I) Opera g a cilata. -
Campagna del 1797. Tomo I Y. -
Capi lolo I.
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V ITA E
C A~TPAGNE
Quando IIochc fu chiamato a Parigi, dopo il ·18 Fruttidoro, l\loreaLL fu designata a comandare interinalmente le due armate, ma avendo egli rifiutato, il c:omando di quella di Sambra e l\1osa fu dato at gencrnl Chcriu . Poco dopo, caduto in disgrazia AJoreau, Hocbe fu investilo dol comando d i amhedue le anuale, finche, alia. sua. morte, quell a del Reno pas:;o agli ordin i di Gouvion Saint-Cyr e quella di Sambra. o :.'tiosa del genom! t cfebne . In seguilo, per la parte presa dal generate Augereau alia giornata del ; 8 Fruttidoro, quesLi areva acquistato la fiducia del direltorio; fn quindi invcstito del comando delle due armate sul Reno che da q1tcl giorno, riu.nite, presero il JJome di m·mata cl'AIlemagna pur rimanenclo clirise in dLlC ali sotto gli orclini cli f'rourion Sai11l-Cyr e di LcfeiJITC . Tl nu.ovo capo sup rl' Olo si prepamva ad iniziare le ostilill\, consigliatM i dal.loiiLO vroccdere delle Lraltative di pace, quando quosta. ven ne noli(ic:ata. :11 :l la hnona stella cl' Augereau doveva pu r presto tra.montare; eg li a1'CV<t vo lu.lo i1nprH·si al governo della repobhlica, il governo, appen•t lo potu se ne vendico e gli lolse il comanclo di meta del suo esercilo, r,hc dicdc al generale Hatry. Augereau non con=>cn·o che il comando dell'ala destra e doveva perclcrlo dopo brerc lcmvo . Si fu sotto gli ordini del geuerale Hatr.r che la Iia 1/! brigala si porto sollo Alagonza e fece parte del corpo che ne prese possesso alia One cleil'anno 1797. Sembra,·a dcstinala a Lrovarsi presente a Lntti gli aVYenimenti militari che si svolgevano sotto que.sto baluardo delta Germania. Dopo pochi giomi essa l'llrimanda.ta ad accantonarsi nei villaall'i . . . . no siluatt 1n p1tmura fra Spira, Franckentbal e Diitekheim. Fra le aiLr·c guarn igioni la i'~" !cnne .per· qnalche tempo quella cli Lnnciau; q11 ivi pervenne al colonnello Majnoni unalel tera cli suo fra.Lcllo SLefano, in cn i questi gli faceva nuove insistenze peJ·chc rivolgesse per poco l<t sua attenzione agli a[ari eel alia sua famiglia. Il comandanl.o delIn 4.1.n rispondcva con lettet'lO) di cui possiamo fo rmal'(:i un'iclea dnl sogncntc brano tolto da una di esse'.
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DEL GEN ER ALE Gl t:SE P PE ANT0:--110 M,\ ,J NONI
« Armata d' Allomagnn « Divisionedet generale Sainte Suzanne. « ,u• mezzft Brigata d'iu(;mleria cli linea. « Libel'la - Eguagtiauz.a- Fntternila- Giustitia.
(\ A Laod:m 21 Fri majo an no
n• ( 1).
« Majnoni Capo clella 4-za mezza-brigala a suo rralello Stefano Bernardo presentemente a Raslatt. « Ricevo in una sol volla clue lettet·o tne, una dell'S e l'altra del 9 diccmbre ultimo scorso, clatate da Ra:;tatl e spedite per espresso . « Non posso menomamente con la re sul pi ace re cli Yedcrl.i,. par to fra clue giorni eel ignoro pet· quale cleslinazione, lo sapr:u m secruilo . 0 (( Non e che troppo vero d1e i miei ail'<ll'i privali hctnno :;ubito una scossa in coi1seguenza della gLlerra e dei penosi incarich i che ebbi sulle braccia. Ne sono dolenle pei fi gli miei ma ossi saranno un criomo conlenl.i cli sap ere come iI pndr e loro, cacciato per circo · star~zc fortuile e violente iu un mezzo tanto con trn.rio all'edncazione che aveva. rice,·uta, seppe, non senza pen a, ma. senza studi spcciali tulto superare. . « Sapranno un giorno come il padr·e toro soppol'lo le fal~ch~ e 1~ miseria con coraggio ed i_ntrepidezza; i contrasli, le passwm, gh orrori non lo iutiruidirono; tullo 'in:;c, si foce buon soldaLo, buon uiiiciale buon capo . Fece la guerra con brio ed onore, stimato dai suoi e a'a"li ste5si nemici . Coperse impioghi civili e militari e seni 'n I. necrli uni come nerrli altri da uomo raloroso, onoralo, senza mace ua. ~< Pole farsi un~immensa fortuna (come altri fccero) ma guidato dalla prohita, dalla ginstizia, e ·:;opralullo dall'uman.ilit nou .riporto <lalla guerra che delle onora.te feri lo. Amalo d<u :;oldatt e dai bltoni cittaclini difese la repLtbhlica. e vi rcsto redele malgraclo gli inLrighi c la clurezza delle circostanzc . Te~<~.t.:C nci suoi pr·op~ siLi, si pasce d'erba per vivere, contento d.t aver co.mune I ~ nuseria col grega.rio . Fu il primo al combattimenlo , l'u.ltlt110. ~~ r1poso: RispeLto t' innocenza, difese il debole, e co nservo mtatl1 t propn costumi in mezzo alla piu spaventevole nepnwazione . (l ) ll oLtobre 1707.
DEL O£NERALE G! USEP PJ:: AN T ONIO MA.JN ONJ
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\'ITA E CA:\'IPAGNE
« •Giammn.i sorpreso, raramcnle• b'tl luto' nl'li ptisill an 1.H1e, spcsso • · • < ' vmcJto~·e, semprc vahdo e pa.ziente, fu cl'esernpio al soldato . 0 s.to.scllJZZo clte delln. la mia coscienza. Yarra pei miei ft gli l OJ O.cl~~ ~onclo . lo l:ll)elo, setTo il mio pnesg perchc lo de,·o e pe1 cht: 1amo . CH) a.nz1 tn tto. «. Qui unito lrO\'erai una pro~:un leaale , . . . i . ' o' ' f·t· ' I I'1 mcg I'10 Cl10 pUOI. pet me e pet t miCI. Non aunl ache fare con un inar"LO te l · f ·1 · o " , o nss:curo; orse 1 tempo non c lonlano in cui po tro provarli la mia l'ICOI10St:ellY.O . «• Tutti abbanc1ono i miei privati in tel'essi per de cl 'IC,1l'U11 . ., d.J C d'' f) · · uot e c mte cllo, mtcramente al mio mestiere ... ». scolpi sce l'uomo·' 111'1' l'es1ensot·e clel prescnte :Qucsta. leLI:em . swtto st astlene dal presentarc in proposito le sue . . . . . . . . la· ·. · cl · d. ·. · O:,:-.et\aZIOI11, <~Cl (tn· ,~ gill tCI ~. 1c~tOI' I , e solo limitandosi a ricordru·e, a chi fosse dl:.~osl~ a. giUd l:are sereramenLe il modo con cui il colonn~llo ~~laJn on l pal'!a eh s_c stesso, che ltt sua letlera e clirolLa all'ulll~o fl ~tell.o, a] ~no amt~o d'in fanzia, e cho essa. c ispira.ta dall'idea de ft~h: a quail se egiL lascerit un'ercditit povera di sostanzc, ne lascera .m compenso una ricca di buoni esempi. A luJ pr~me chc i suoi Ggli si educh ino alia scuola. del sacrifl cio e certo eglt non poteva per qucsto prcsentar loro un cscmpio piu au ~o ~·evol~ .c~l efflcace.' E~si pure dovevano un giomo segnalars; ~e~ ll .cset ~Ilt francesl' di::ntare espcrti e valorosi ufficiali e sparneie d,. loto sangue non Pill pel Yessil lo repubhlicano ma bensi er la glol la delle aqu de napoleoniche e del Regno Italico . p
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V. Campngna del !70S. - Presa <l ella testa di . . Jsvlzzora - Campo ·1· . po nto d l MJ nnhc 1111 • - A vv~nime 11ti in • rnt 1La1 e prcsso 13enl3 _Con. . 100 d 0 d.1 d di Unterwalden. _ Combatlimemo d'1 etta Ptazza.- 11 Cantone · d 5 tanz 01 9 seucmbre li98. - Brano del rapporto ufncialc.
La ... non a veva olte. ·1pace · f di Campofo rmio conchiusa• coli' n..'ust · 11a nuto c' a.r cessare lo stalo di o:;tilila che il aoverno . p bbl. ·. , man ten · · · . . n ' o u ICano eva cot vart pru1Cipatl del Reno . Qucsti avrebbcro dovuto
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indennizzarsi sulla riva destra clei terrcni che are\'ano possseduto sulla sinistra e che erano stati anncssi alia Franc~ia . Cio era. reso possibile dalla. sccolarir.za:r.ione dei heni ecclesiastici; ma non mostranclosi le tmppc di doLli principaLi ossequcnti alle decigioni del congresso di Ra.statt, convenne ricorrcre alia forza. In base a ci6 1'11 oHlinalo cl i fat· sgombrore la ::;inislm del llcno clalle trnppe palatine ed il 2G gennnio 1798 la. v..• reniva. I iunila a Mutterstadt a tale scopo . Da quest' ultimo Yillaggio si porto su }lauclach ov'erano i Palatini, eel csseuclosi qnesLi ritirati, l.i raggiunse n nlnndenshcim. ovc Ieee l)rigionicrc due compagnie cd arri\'O nclla nolte alia te:;ta di ponte di ~lannhcim, nclla !JU<11e s'ern. ch in<;o il rcstanlc di e:;si. Il generale Lccourhc avevtt assunto il comando della briga.ta alla qnnle la 44" apparLencva. eel ordino sostasse ftno all'arrivo della 62a comnndaLa da Oudinot, onde con ossa intraprenclere l' atlacco dell'opera. Giunto Oudinot cla Oggersheim si allacco . 11 nemico rispondcva vigorosamentc; dopo la. volula preparazione segui l'assalto nel modo segucnte: trc compagnic della. u• furono spinle lnngo il Reno oncle imposscssarsi cli unn. lunelta; umt colonna., composla di granatieri delle due mezze-briga.te, fu incaricata di forzare la borriera alla quale metteva\t capo le straclc di Oggersheim e di ~Iundensheim . Le Lre compagnie che cloYevano impaclronirsi della lunolla ben presto scoperte tlal nemico, dovcttero subire un fuoco vivissimo; · continuarono tull.aviLt ail a.vanzare in silenzio, nm trovali i fossi motto larghi e profondi, picni d'acqua e di palizzate, non sarebbero forse riuscili a supcral'li c la loro missionc non uxreubero condotlo a compi menlo, se il colonnello l\lajnoni fattele scendere nel lcLto del Gume, esscnclo unfl.lmentc riLlSCilo a far rimuovere una paliz· z;tla, messosi alla Joro testa e l'atla suonaro la. carica, non si fosse spinto impeluosamen Le ne!I' opera. Cosi fu presa quella lunella. e cluccentolrenta prigionieri oltre a (lue pezzi d' arliglioria furono i trofei della villoria. Contempora.ncamenle la colonna dei gt·anatieri forzava la barriera e dietro ad essi tulla la brigata entrava nel forLe . Il nemico da que! mqmento non penso piu a resi store. eel insoguito fino alle porte della ciua, >i dovette perdere un altro pezzo che indamo aveya tentalo cli porlarvi a salva.mento. 1
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VITA E CA~IPACNE
Fu tosto messa una guardia sulla riYa de::tra del fiume; lo scopo em otlenuto. [n C{ltesta brill an Le azione, dice l'autore del PnJcis, ht H.n ob be da sola il vaoto cli impaclronirsi di due pezzi, il terzo ru pt·cso in comune colla 6'211 • Cassoni, munizionumenlo e buon numero di prigionieri e <;avalli, cadrlero pure ne !le man i dei republ>licani. l)ochi giorni dopo, le guardie collocate sulla riva destr·a ripassarono il Reno; la &.4• rimase ne! forte per fanri il servizio eel ebbe in scgnilo l'ouore di demolire da sola quelle fortificazion i che avea preso d'assallo. L' incarico di prcsidiat·e la testa cli ~on l e di i\1annlt eim non cluro a lungo, dopo esset· passa la per vari nllri accantonamenti la .v~o• ri ccrette nel maggio l'ordiue minislcriale di recarsi in Isrizzent. Piu tarlii cssendosi <;oslituiw presso Bt>ma un campo mililat·o, comandato dal generale Schauemb urg, al dupl icc scopo dell'islruzione e cli mant.enervi in soggczione gli ab itanti , la :H· fu desl.i n a l ~t n prenden· i parte ed ;1 Majnoni allo sciogl imcnto del campo, e cioc nell'ngosto 1798, vcn i\"a nominata com:wdanto la piazza cli 13erna. Ecco un l>rano di lellem che il colonnello ~1ajnoni clirigeva cla Berna a suo fratello, in data ·i o seuembro detto anno : « Spero che avrai ricevuta la mia che Li scrissi da WinLorlhur, da qnell 'epoca fumm o semprein movim enlo, fui a SoleLta eel niLrove venni linalmcnte ad accamparmi qLti [Jt'Csso Bern a, ovc a vemmo un suped.>o campo di circa ,10 mila uomini , comandrrto personalmente dal gEmCI·ale in capo. Questo campo non duro quanto sarebbe stalo desiderabile per l'istruzion e della truppa, gli arvenimenti lo fecero scioglierc. « Per conto mio vi rimasi per !'ultimo a clue de' mici battn glioni nspellano ancora cil e le caserme sien finite per en t.rare iu citLa. Il genemle in capo mi llft nomi nato comanclunte la piozza di Berna e circondario eel il mio ·I" battaglione ha clistaccamenti fino ai piedi delle AI pi del Yallose . . . . ». Come vedremo anche il comando di .Gerna doveva aYere l.>J·evissima durata. Il traUato cli Campoformio aveva sciolto la. prima coaliziono europea coutro la Fmncia, ma net corso del ~1798, avvenirnonti importanti cangiarono i rapporli fra le potenze e ne prepararono una
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seconda . ~on ultimi fra Lali twvenimenti Yanno nnnover_aLi q_uel_li che si passarono in I~viz1.ora e che fecero di quel paese •1 pnnctpale Lea!.J"O d'az ione delle l)arti bell i ~eranti. . " Dopo la clistJ'llt.i one delle cligarch 1e can ~o nn 11, elleLLua ta cla_l ~e nerale Brune, il Govcrno fcclerale clella SVJzzera era stato sostiLUtto da una costituzione analoga alia francese, eel Ar:m era diYentata la sede di un direttorio e~ccnti vo . Jn real I~ i Cantoni erano go,rernati clallaFrancia ed il dispotismo e Je esazioui do' suoi rapp resentanti gi n::.tificavnno i lamenti che si sollevuvano (la, ogni parte. . 11 paese ~ra m:mlemtLo in uno slato ~i perfe~la s?g~e~~one, e la repuhlica fran cese vi aveva introdolto 1 propn pmtclp_n e le. proprie forme di Goyemo. Il _co~miss_ari? francese_ ~apmat ~~u::;o;e a tal punto da ordinaro agll SvJZZen dt n?t~ uhbidn·~ al _loro ,noverno 0 aniqnalvolta esso fosse in contradd •z•onc rogh att1 dell nntorita fr~n cese. SiffaWL condoLI.a. metlendo in cltiat·o la complcLa impotenza clcgli Elvezi, e Lnglienclo ogni pr_estigio alia loro a~ torita, eccito a! sommo il malcontento e d• stacc.o dalla Francta anche coloroche le craoo amici. Gli animi si calmarono ancora una voJta colic di mis~ioni dei diret!OJ'i Boy e PfifTer; per risparmiare n uoYe disgrazio al loro paeso, co;;toro si sagrifi carono. e ~edettero il loro posto . Rinscirono elct.ti Ochs, auto re dell a cost1 ~uz t one, e la l~a.rpr, Ctlgino del generale, p•·incip:.de promotore del la e• volnztone Sv1zzrJ\t e delln. insurrezione del Cautone cli Vaux conLro Bema. Fu sotto la loro clirezione che il 19 a11osto 4198 si conchiuse un trat.tato cli aiJeanza ofTensiva e clifensiY~ rra la Francia e la Repubblica ehetiC<l, per efTotto del quale, se alia prima venivan faLte _coi~cession! importaoti, Je si aumentava pure l'estensione del tel'l'tlorw da dtfenclcrc contro la coalizioue. Egli 0 a questo pnnto che deve esser col~ocn.to _un tris~e avvenimento, provocato da una falsa misura del D•reltorJO _elvetJco, e del quale fu atlore priocipale il capo della 44" mezza br1gata. . S'era appena apposta la firma al tratlato dianzi citato q~~n~o 1l Direttorio elretico dettava un clccreto chc prescriveyaa tutt• 1 Cllladini di prestare solenne gi'ut·amento cli fedelta alia nuova costi~L~zion e, e fident.e nel resultato, rimettevttquesto aLto di purn. formal1la, nlle decision i delle assemblee popolari.
DEL GEXERAl.E GIUSEPPE A>ITONIO MAJNON I
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VITA F. CA ~IPAG:\E
Il piccolo Canlone di Unterwalclon, come quelli di Schwitz e di Uri era da lungo tempo diYcntato il rirugio dei nobili e dei preti, malcontenti del nuovo ordine di cose. Tale pubblica aclesione ad una cosliluzione che loro era stata imposta, sem!Jr6 ad essi piu odiosa di una so.Uomissione forzata, appunto pcrchc la si Yoleva far credere volontaria. La cattira disposizionr, degli animi, srruttata da. abili agenLi, condusse alle armi migliaia di ahitanti che giurarono di morire anziche sot tometersi . E nolo che i 11 quel momen to il gener~lo Schauembu.rg era succeduto a Drnne nel comando delle armi francesi in lsvizzera, egli aveva fissata la. sua residenza a Zurigo e teneva sotto i suoi ordini selle mezze hrigate di fanteria con proporzionafi reparti del le altre armi . 11 generate Schaueruburg comprese la necessitu di troncare ht rivolta onde non poLesso esLendersi ai Cantoni vicini eel a talc ~>Copo penso di imJ?iegare tutLe le truppe clte a\e\a sollomano. Si formarono due colonne che in tutto somruanno a circa sette mila nomini, o vennero destinate a. prendore in mezzo gl'insorti. Una colon na formata di parte delle truppe stanz iale nel circondm·iQ clr Berna e sotto gli onlini del Colonnello Jlajnoni, che, come Yedemmo, vi si lrO\'ava in qnl'l momento come conumdanto, ebbe l'ot·dine di fermarsi a Thun, d'im llarcar5i ~ n qucl Jago e ci i 1·imontare l'Aa ed illago diBrienzper sbarcareallaciWt omonima. Un altra colonna sollo gli ordi ni del genera le in cn po, e compos la d.i Lullo il res to del le tmppo cho erano disponibili dovcva ri nn irsi a Lncern a, imbarcarsi, atlraYersare il !ago eel approdare a Stanzstadt, Yillaggio a\l'Ovest cli Stanz. La colonna 1\Iajnon i ft.i ht so la che ebbe parte atti''a alia repressione perchequellaso ltogli ordini ilel generale Schauemburg tow) terra ad opcra;,ione compiuta. Il Can tone cli Unterwalclen e costituito da clue piccole valli cli cu! l' una prei1de il nomc cli Sarnon, dal lago o vi[)aggio omonimo, l'altra, quell a doll' Aa, I ira le sue origini clalle sorgenti di questo torrente e fini sce allago dei Quat tro Cantoni, poco ad est di Stanz. Ambedue poi shoccano al sud di quest'u!Lima piccola ciWt cho giace non lungi dal!a riva del giil. nominata !ago clei Quattro r.antoni. La colonna provenienle cla Berna, giunla a Brienz, passo il mon le
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la slradn cho co~ l oggi a illago cli Snmen, venno BI.Unean> e ' secruend.o t> • • ] • • prendere posizione a Sachslen, sui la rmt onentale de lago anzt-
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delfo . · Gl'insorli Yenivano per tal modo aLtaccnLi da nord c da sud, e, non volendo combaltere, loro non roslant clle ritirarsi precipitosamenle nei Cantoni di Sch"itz e d'Uri. Essi sceisero ilparlilo di rrsislcre o benchu no n fosso ro pi u di ~re mila, appoggiali d:t alcu~~~ pez7.i d'artiglieria , si concrnt rarono a Stanz e vi allcsero i Frnnces1 di pirde fenno . . .. . . Da Sachslen il comnudante di co lonnn :'IL1JllOlll11l1p<triJ le clJsposizioni per l' itllacco che scbbone descr itte pa rticoht~·egg in la m enle nel rnpporto uITiciale (I). non crecliamo opportuno cl 1 1.:1 portare per esleso. Ci li miteremo a di re del conceLio chc le ispir6 e cho si riduce a quanto segue: . Le trnppe cl'nl Lacco dove\'nno scindersi in :lue colo~me; la pnncipale, a sinistra, avanzrt11rlo sulla slracla da J\.en1s a SLn raz; dovev:t spieg:!.rsi a cavallo della stossa eel atlaccare la horgata da ~ud, sollo la di rezione del ~Iajnoni, una ;:;econda.colonna composLa clt clue bat~ Laglion i c comnndata dal maggiore Locorps si do\'e\ra getlare, al dt lit di Kerns, sui monti rho si trovano a cleslm clella slracla e che la diridono clalla valle dell' Aa., per prcndeni posizione; da quesle nlturo poi il Lecorps doYeV>t piombarc su Stanz al segnale convenulo cli trc colpi di cannone da e:;p lodorsi al!o avnnznre della. colonna . . principale. La giornata fu terriLilm ente sanguinosa. e fin) colla ptena c11~persrone dei r ibelli dei qunli re:;to gran numoro sui terreno; t loro trinceramenti fnrono tutli presi o dislmlti ed una gran parte delle case in lcano che servlva110 loro cl i ricovero fu preda alie fiamme. Toglia~o ora al succilato rapporlo alcuni brani cl10 ci semb rano poler presenlare qualche interesse: . . « I tiratori cleo-li insorti riusciva.no a mantenere ben nuLr1t0 tl loro ftto co non ;stante il molto tempo che occorre a cal'icaro le loro armi; cio ~ltonerano suddividenclo it laYoro: uno caricaya l'anna,
(l) Archi,.io gi~ citalo.
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VITA E CA;\IPAG!'\E
un secondo la innescava, un terzo la esplodeva; questo sistoma ci fece pet·derc, sui principio, molti uomini. « Le linec segnate dalle colline furono successivamente ed ostinatamente difese dagli insorli che dovcllero sempre esserc scacciati colla punta delle bajonetLe. « Tulli i capi sotto i mioi ordini si distinsero, e lodevole fu pure il contegno delle varie colonne parzial i; quell a poi del capo IJL'igata Milller ,;ostenne vigorosamente la mia e ne emul6 il valore. « Il capitano Peillon dei granatied fu colpito a morte presso !'ultima posiziono, caricando arditamente il nemico. I capitani i'\Iorin e Bert del 2° baltaglione della 44a fm·ono pur feriti, dopo essersi diportati nel modo piu onorevole .. . . « Non ebbi mai a comlmttere avversario piu ostinatamcnto ranatico; questi J'ibelli si gellavano sui miei soldati e li prendeYnno pei capelli. « }{ i fu detto che tuLLi ~·c r·ano comunicati prima di prc:;cnta r:;i sul campo di battaglia; un gran numero di essi aveva la tcs ln. e rrJi abiti carichi di rcl iquie, di rosari e di scapulari; sulle loro coccarde bianche e rosso ave1an messo delle piccole maclonne in cera. « PrincipaJi duci di quolle turbe eran preti e cappu0cini; loro genet·ale in capo era il famoso paclt·o J.>aolo dei capuccini rasi, che cavalcam un .SUJilerbo palafreno grigio con sella all'ussara. Egli aveva fatto c1·eclere ai suoi cho le roliqu ie rondevano invuln erabile, e fece di tutLo per trattenere al fuo co la sua gento quando comincio a scompaginarsi, ma il massacro che si faceva intorno a lui avendo provato la sua impostura, pens6 bene di imbarcarsi e di meuersi in salvo a Schwitz col suo camerata il vicario Ilelfer; gli altri preti e 1'rnt.i rimasero sn! terreno . . . . . « Fu cla noi conquislato Ltn paese che non lo era stato mai da nessuna potenza; nel secolo passato le armi austriache si spunk'lrono contro queste roccie; sia dunque gloria alle truppe della repubbl ica che tagliarono d'un colpo la trama infernalo orclita da! clero e dai nemici dolla Francia .... >> « I! Capo della Hn mezza-brigata d'infanteria cli linea, -comandantc le truppe francesi nel CanLone di Unl erwalden « .!\I AJNONI ».
DEL GENERA LE GIUSEPPE ANT ONIO MAJ:-IONI
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VI. Occupoz!one dei Gr igioni per pa1·tc degli Aus triaci - Massena p1·ende il comaudo dell'onnata di Svizzcra - 11 M~j noni comanclaute i ftancheggiato l'i di destru dell':,.muta r1·aocese in EJ vezia - Occurlnzione tiel Can ton Ticino - Promoti one a Genendc di Drigata. - Difficolta di veuo,•agliamento - Preparati"i per l'in\'asione dei Grigic;ni llff~ttua•ione e combaUimonti - CaUura del general .llajnoni a Scbuls - Compimento dell'occupazione dei Grigionl - Considerazion i.
La ra.pidita colla quale era stata condotta a termine la spedizione di Stanz non aveva permesso ai Yicin i CanLoni di congiungm·si agli insorti dimodoche quelli di Schwitz e di Uri, spavenlati, credellero miglior partito di cedere alla necessitit e di prestare giuramon to al Direttorio. La tranquillila era pertanlo resiiluita all'Elvezia, in allora ingrnnclita dai baliaggi (•I) italiani cbe, dopo lunga esitazione, s'crano a)fine schierati sotto la bandiera francose~ ll governo repubblicano di Parigi avrebbe pure voluto annettervi il territorio delta Lega grigia eel alcune famiglie potenti favorivano un tale progetto, ma la massa clella popolazione tenc,•a alle sue vecchie istituzioni, o le sue ripugnanze erano cresciute per il sangue versalo negli allt·i Cantoni e per la recente clistruzione di Stanz. · L' Austria approfittando di siffatte disposizioni eel aiutata dalltt palrizia famigli a dei Salis, che esercitava molta in£luenza sulla popolazione, si atteggio a prolettrice, ed il Consiglio aulico, che non domandava di meglio, colse i! pretesto per impadronirsi della valle del Reno. . Ond'e che i! Conte di llollegarde assunto il comando delle Ll'uppe del Vorarlberg il •16 ottobt·e 4798 (30 mila uomini circa) diede ordine al generate Auffemberg di marciare su Coira; questi vi entrnva il •19 sudcle~to, stendonclosi poscin colle sue truppe lungo la frontiera. (I) Denominazione Gallica dol territorio cho, colla paciflcazionc dei dirilti, dh·enne piu tordi Canton Ticino - Pei pnt·ticolari ckcn gli avvonimenti <.! cl Canton Ticir,o in qnest'opoca:Y. storia detla Sviz:e1·a Jla lfana d.a! 1797 al 1802 compi luta da Pie tro Pcl'i sugli abbozzi o documeotl lasciati da Stefano 17ransci ni. - J.ugano Tipografia Cantonalo 1861. ANNO XXVII, VOL .
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fnlanlo la coalizionc europca avent allaccato la repubblica frantcsc su lulli i confini ed il Dircllorio, dal canlo suo, vi avent opposlo cinquc at'mate delle quali due in ltalia, due in Allemagna, cd 11na in Is,-izzero ; quesl'ultima, coslituila in quel momento da Lredici mczzc-brigate e clue reggimell ti di cavalleria, fu arridata a Masscna. Il flglio predilcllo dello:L villoria, dopo ave1' conferito col generalc J ourdan, comantlan te l'nnnaiR rlcl DanuiJio, si rec6 cla J\Iagon:m a Stras1JUrgo c ri cevu tc qui,•i le ultime i.,;lr uz ioni del DirctLorio , si diresse a Zurigo ove giunsc I'll dicemlJre 1798 . In qucslo frallempo il Majnoni era r imasto nei Canloni rivollosi, stccomc conwndaote le lrnppc che aYcvano combatluto sollo i suoi o1·d ini. Da documenti di fumiglia ci risulta che durante h prima mcta di nllob rc egli soggiorn6 a Schwilz, capoluogo del Canlonc omonimo 17 che la sna posizione era quella di Comandante i l~'icmchegrria te1·i rli clestra delt'an nalct francese in .Elve::ia. I l H3 egli partiva ·pel Canton Ticino; riportiamo un brano di lettor-a, ch'egli scrivcva. lo stesso giorno della sua part.cnza al fratello e-che pu6 senire a delerminare In missione dcll a quale era incaricalo : « ... .. Parto oggi stcsso per _\l(dorf per spingcrc le mie trnppe fino a Bellinzona ed, appena. a\ r6 dato le disposizioni di base, conlo <li chiedere un permes::;o di qualche giorno onde recarmi n Lugano a \'Cdcrri nostra madre . Lugauo e pur compreso nelltt mia zona che :; j eiilendo nei Ca.nl.oni di Crlaris, Zug, Lucerna, Unlerwaldcu, Uri e Schwitz . Non avro motto l.empo a mia clisposizionc; gilt fin d:o m ho solto i iniei or'cli ni ·I0 JJaiLaglioni, due sqnadroni, un a eo mpn~n i a d'infaoteria leggcra c qualtro d'artiglicria di linea con reinLi r i senrizi . « ~on credo cbe pc! momenlo occuper6 Lugano, cio potn\ forse anenire iu segoito .... » ( I). I1 4 novembre ·1798 il Majnoni scri~-eva da Airolo che arern compiuto il collocamento delle sue lruppe e che la destra giungera lino a Bellinzona. Scopo di tale ocupazion o del Cantone Ticino era di slabilirc il (I) AI"Chirio giil ci~ato .
DEL GENERAL£ GIUSEPI'E A NTONIO M AJ KONI
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colle"amenlo coll'urmata d'Ilalin. e di assicurarsi il possesso di qual baci;o tanto importante pe1· le eYentual i operazioni sul Yersante italiano. Il ·II) novembre ·1798 il Colonnello l\Iaj noni ven iva promosso at "rado di gcuerale di Brigata, di cui facem giuda tempo le veci. ~ 11 generate 1\Jassena, come si di:;se, anivo I' 11'I dicembre a Zurigo ed il generate Schauemlmrg gli r imise il coma~l.do. Lo stalo maggiore clella sua A.rmala. si componeva elL trc generali di di visione, Schauemburg, Xn nlrnilles e Nouvion, e di cinque generali di brigata fm i quali it Majnoni eel il generale Rheinwald che fu n"eva da capo di slalo maggiorc. " dell'armata e1·a di 24300 uomini di YeccI11e . truppe, La forza istruite e provate, suddivi:;e in 12 m e:~. zc brigate, o 36 hattaglioni e ,16 squadroni . ll Direttorio aveva promesso a )Iassena dei r inforzi, l.ralti d<dle !eve in corso , ma in ea·euo qucsti fm·ono sempre assai scarsi. Anche la Repubblica Elvctic;a, a/senso llel Lrattalo dell'agosto, avrebbc dovuto fornire un proprio contingenle di truppe ansili aric ma qncste erano in via di formazionc, c pel momento sommavano a poche migliaj<1 . Al suo arri\'O}Jassena trovo l'armala schicrata lungo la. fronti era da Sciaffusa e I3ellinzona con una ri scn·a centralc a Zurigo . La brigata :\lajnoni ch'era stala ridolta a 6 ballaglioni (4-4a e 106• •I ['2 I3rigatn) 6 pezzi tl'arliglieria, si Lro ,·:wa al di qua delle Alpi, a custodia dogl i shocchi clel S. Bernarclino ecli Val Blegno, e fornum~ nu corpo sLaccato. Tale brigata per ordine del DireLLorio avrebbe dovuto esscre alimentala per cnra dell'annata d' (talia, st<tnte l'interruzione dell e comun icazioni prodotte dalla sta.gione invcrnale; ma questa ingiunzione non Yenira osservata, e le acccnnale tmppe utili alle due armate non YeniYano approYigionate ne dall'una ne dall'altra. )Iassena aye,-a cominciato ad ispezionare la sua linea, e si trovavn presso Costanza, quando il Dircltorio gli ordino cli rinforzare la sua. destra allo scopo di trO\'arsi in pos izione di poter soccorrero il comanclante l'arrnala d'Italia, genera.l J oubert, nel caso gli AustJ·iaci si sgucrn issero nei Grigioni. . . Sebbene ancora si ignorasse con quanta forza gh avversar1 oc-
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cupussero quoll:t regione monluosa) il generale in capo 9rdino ar general Majnoni, di tenersi pron to, con una mezzu brigak't, a mnrciare in aiulo dell 'al'lnala d'llalia, ed al generale Lecourbe, che occupava la valle d'Urseren, il San GotLardo eel Alldorf, di mottcrc a disposizione del general Aiajnoni due battaglioni, che sarebbero slali a for Yolta soslituiti da due altri della riserva. }Jassena inYio inoltre al generale }Jajnoni il suo aiutante di campo Reille con istruzion i particolareggiate. Reille trovo la bl'igata dol predetto generale in condizioni deplorab ili. Nel complelo abbanclono in cui essa si trovava era coslretta a vi1rero sul paese e queslo disordine amministrativo faccva necessaria.monlo sentire le sue conseguenze sulla disciplina Jl Majnoni non avevu fond i per pagare le requisizioni e si trorava nel piu serio imbaraz7.o . 11 Rei lie no r il'eri a ~f r~ssen a che fcce rinnovare dal Minislet·o dell a gLterra l'ingiunzionc a Joubert di provveclere a.Jla alimentazio!Je di una brigata che le 11evi sepa.ravano dal resto dell'armata EIYeLica per cinquo o soi mcsi doll'anno. In queslo fratlempo un ajut:mte di campo del generale J oubert porlo al quarlior generate di Massena la notizia cho gli imperiali s'erano ancora ralforzati nel Tirolo e nella Yaltellina. Cio aven deciso J oubert ad orclinare al ge1iernle i\Iajnoni cli inviaro la 106.. mezza-brigala a ~I orbegno, sotto gli ordini del generale Dessoles che comandava una brigala dell'annala d'Ilalia. ,JOUbert per iSlOI'Ilare d<L SC quell a llllllUCCia SO!lecitava i\Iassena ad invadere i G1·igioni ma quesli non credeYa prudenteavventurar:>i in una talc impresa, Lrovandosi senza viveri e senza mezzi di trasporto, e si limit6, peril momento, ad informare Jourdan, comandento l'armata dol Danubio (·I) di ci6 che accadeya in Italia e ad inviare al Direltorio un aiutanle cli campo per rappresentarali i bisogni urgenti dell a sua Armala. l:> Gli Anstl'iaci, mentre eccitavano contro la Francitt i Grioioni, ryiiJ. maldi$posti per l'unnessione della Yaltellina alla Repnbli~a Cis~l pina (2), facevano ultrettanto nei baliaggi italiani. (1 ) Dcuchc Mussona fosse co mandante in capo dell'armata d'Elvezla, il Dit·ettol'io affidato n Jout·onn l'alta dil'oziono, olt~ecM delrarmata del Reno, ancllo di quolla eh Svt?.Zet·a. (2) La Va ltellina prima uel 179J era soggetta al Go\'ot·no dei Grigioni. a~·eva
DEL GENERAL £ GIUSE PPE ANTONfO MAJNON!
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Quivi i Francesi isolali erano continnamenle a.LLnccnLi, specialmenta nei dint.orni di Lugano; e 11011 sarehhe loro stuto po:;sibile cli. rimauervi piu a lungo, se non si prov\'cdeYa il Generate Majnoni dei fondi necessari per pagare le vetto\•aglie che :n·evn requisilo . Finalmente, alia meta di gennajo, a forza di reclami, le cose cambiarono nlquanlo di aspetto; l'inrio di qualche denaro pcrmise di pagare in parte gli arrctrali delle diYerso forniture, s'incominci6 la confezione del biscotto; il commi::;sario orclinalore fecc un contralto per la provvista dclla carne, e si lavor6 alia CO!I.lrnzione dei tassoni necessari al trasporto dei viveri nelle monlagne. ContLtttocio, al principio di febbraj o, quando it Direttorio animava Mas~ena ad inYadere i Grigioni, i serrizi procedevano sempre imper[ettamente e si mancava anco ra cl i forn.ggi e di mezz i cli trasporto . Massena si crecteLte pertanlo in obhl igo di rapprcsentare tutti i pericoli dell'impresa e l'impMsibilithrli consCl'Yarc h conquisln. per llifetto di viveri; egli mise inollr·e in c1ridenza le c.ondizioni diiTeren ti in cui si sarebhero frovate le t.rnppe nci Ci rigioni e nel Tirolo, da quelle chc gnerreggianwo in Isvizzer:'\ c<l in It alia. Dopo molto discutere su i piano di campagna, la cui ell'ettuazione dovevu essere intt·aprcsa contemporaneamentc dnlle Armale del Danuuio, d'EIYezia, e del Reno, il DireU01·;o prcscri ssoa~T assenacli limitarsi all'occupazione dei Grigioni; solo clopo nvcnaggiunto tale obbiettiYo eo-li ''cniYa aulorizzato a porlar,.;i su Bregenz ad a slabic lirvisi, se le circostanzeglielo ave~sero permesso. In ca:;o contrario egli dove'a ~oltanlo impadronirsi di Foldkirch, di Bludenz e di Lutta la valle del :\lonlafon. Quanlo alie truppe stazionale nella ralle di Bellinzona. dopo e;:ser slate raiiorzate da J oubcrt cou due mezze Brigato doYel'ano cssere aniate su Fiinstcrmi.inz, sbocco dei Grigioni nel Tirolo. In armonia con questa colonna doi'CV<t ope rare q uella. di Desshles in Valtellina eh~ aveva per obbicttivo (ilm·n s nel Tirolo, ove doveva tl'incerarsi rruardare la strada da Bomio a Trento e servire cli col' t> ~ legamenLo fra l'armata. d'Italia e quclla cl'Eivezia. Ai primi di marzo, menLL·e l'arciduca Carlo e Jourclan, comandante l'armatct del Danuhio, avan1.avano l'uno contra l'altr0 in Germa.nia, le ostilita cominciarono auc.he nei Gri gioni.
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VITA E CA?\IP AG)IE
DEL GE:-lERALE GIUSEPPE ANTONIO !I!AJ NON I
Massena cbe in quel momenlo disponeYa di 26 mila uomini mccolse, il5 marzo, le sue truppe sulla riYa sinislra del Reno (1), il giorno appresso, mentre per formalita intimava al generale Auffembe rg di sgombrare i Grigioni, le colonne francesi si misero in movimento per occuparli. La sinistm tormata dnlln. di visione Xnntrailles (brigata Huby e Oudinot) fu incarir.ala di manteners i in relazione coll 'rtrmala. del Danubio. I! generale di clivisione )Jennrcl, comandante le bri.,a!c Deo smon!, torge e Chabran, era giunto da pochi giorni all' armala, per richiest.a di Massena eel in sostituzione del generale Nom·ion che stante le sue ferite, era. stato dcstinato ail organizzare le truppe elretichc cd a comandare quelle lrancesi... di pre~idio . 11 Menard al cent.ro , dovcva fo rzare il passaggio del Reno , clavan t.i a Flasch ed impadronirsi dei trinceramenti di LuciensLeig, mcntrc il generale Desmou! , originario di quel paese e conoscil.ore dei luoghi, a! coperto dei monti Calanlla doveva rimonture In Tamina, e per il passo di Kunkel, cadere sui ponti di H.eichenau, impossessarsene, e procedere su Co ira (2). Finalmente la divisione Lecourbe, composta dalle brigaLe Loison e l\l ajnoni (3) dovera operare sulla dest.ra in Engadina e collcgarsi a Desmont. Noi seguiremo i passi di quest'ala a cui apparteneva il )Jajnoni_ Le truppe di t ecourl.Je erano co:si disposte: La brigala i\Iajnoni occupava ht valle del Ticino da Dellinzona acl Airolo e per conseguenza copt·iva nnche quelle di Blcgno, Calanca o Misocco, ossia le comunicazioni fra il San Gotlardo ed il San Bernnrdino; L~ l e brigala si coll egava coll'armala d'!Lnlia pet· Bellinzona e Gravedona. La brigata Loison occupava la vallata della Reuss dal San Gottardo fi no ad Altdorf. AI momento convenulo il genemle Lecourbe Mera. ordine di (I) V. Jo~INI. -
pltro LXXXII!.
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marciaro colla brigata i\Iajooni verso I'Eugadina e di far discendere la brigala Loison nella vallata dell'alto-Reno ( I) cioc da Ut·seren su Disentis ed Flanz. Quesla brigala coll egatasi qn iri con quella di Desmont cloYe,·n poi raggiungcre la hrigata Majnoni nella rallal<l cleii'Inn. Finalmente corne abbinmo giiJ. detto la. bt·igata Desso ll es dell':n'mn.fa d'Ilali<Laveva avut•>l'ordine tli tnarciare su Bormio e di lit !\H Glu1·ns affine di coprirc il fi anco deslro cli teco urbc. . Come e noto le disposizioni date eb bero eiTeuuaziotw esalft\ cd al cominciare delle ostilita nel mentre il ccntro e la. sinistra dcll'armala d'Eivezia passaranu il ficno sa vari punti il gcocrclc Lecou rbe si araozara neii'Engudi na alia Lesla clcll'ala destra . ta hrigala Majnoni il 6 marzo 17!)0 nllc ore 5 antimericliane lascio J3ellinzona, respin.se gli avamposti che incontro all o sbocco della. valle di Misocco, cho oppo ~c ro debole resisLenza, feco nlcnni prigiooi cri eel avanzo qLlind i, perco rrendo l'ant.icl etti vall e, per. H.MeJ·etlo e Souzza fino a Misocco ovc pcrnot.to (2) . C01la )Jrigala Majnoni murciavn. pure il comandantc delln clivisione cd una .t.erza mezza-br·iga la (3) . 11 mattino seguente le truppc si mi::cro in marcia per· istradoc detcstabili, o piuttosto per scnticri appena tracciati nelle montagnc c coperti da tre o quatlro picdi cli nerc, e pernottarono al villaggio di San Bernarclino . Non oslantc un veoto vio lentis:;imo ed una furi os<t tm·menta la truppn. continua , il giomo clopo, il sui? itinerario, vnli cando il colle S. Dernarclino; il freddo em lalmenle intenso che le guide stessl:l ri schiarono cli perclervi la viL[L c qu all.ru uomi ni delta. !Jrignta Majnoni perirono gclali per cssersi arrcsLa.Li un momenlo; finahnente dopo dodici ore di incredibili faliche c patimenti, la colonna raggiunse gli sbocch i della valle del Reno . ~cllo scendere il San Bernardino i rcpnbblicani scontrarono buon numero di contaclini chc sostenuti da alcnne compagnie auslriache volevano loro opporre resislenza, prcnclendo posizione nclla parte 1
Histoires des Guerres ae la; Revolution. Tom o XI.- l,iVJ'C XI V, CM ·
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(2) .lldmoi>·ts d• .llassena. -Tome lll. Cnmpagno de l'an VII. Cbapilro 11.
(S) 11 genCJ'alo Lecourbe era stato da poco promosso Divisionario. ?oh jnoni la lOG lt2 briga ta era sta ta sost ituita d alla as.
Nellu t.wigata
(I) r order-1!/win - vcranwnto - ncno anl erlore. (2) Noi parlicolari logistidi o t.attici rli questo poriodo oi c,mpag na ci sm·vimmo d\ un m:ouoscritto, t•·ovato nell'm·c h i,·io doll a fumigll!t. J)a Dellinzona a G•·atz. (3) Onumas.
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DEL GENERAL!:: GI USEPPE ANTONlO li!AJNONI
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piu hassa della falda: ma senza esilare, il generale I.ecourbe fece battet:c la cal'ica ed il Lerreno fu prontamente srrombro. La brigal:a Majno~i prese posizione ad Hinte~-Rhcin quella dol colounello Daumas st arrest<'> a Nnfenon e gli esploratori si spinsera fino a Spliigen dove si credeva il nemiCfl trincerato e provvisto <l'artiglieria. Nella previsione di un combattiroento su questo punto Dessolles aveva fa.tto murciare un battaglione da Chiavenna sullo Spluaa per Val Sa~. Giacomo, tale precauzione fu pero in utile pm·che Lecourbe s11mpadroni di quella pos izione dopo breve comballimenl~, r invio il bauaglione a Dessolles e t;·asporto I' 8 il suo q~a1:t1~1~ g~nemle ad An~eer. L'avanguardia bivacco sulla sLrada ell T1e!en-_Kasten. La I)I'Jgata M'ajnoni l'osto in posizione a Nufenen lutlo I1 g1orno 8 cd auche il giomo 9. Q~tt'sla sosta dovette fare l'irrtera divisione perche non era stata raggllill la dallc co lon ne di suss istenza in causa della novo ammucchiata su ite strade e Lecow·be profitto di que! so(faiorno per di., . = sarmare 1 paese e tmune dei vireri . . Se llor~ era di quesLo riLardo it generate Laudon che comandava m Engo.dma ven iva sorpreso . I comogii di vil'ori essenclo arri vaLi, Lecourbe si rimise in marcia il '' 0 su due colonne: L~ pri~~t , di tre ba~laglioni, comandata dal general Majuon i si porto su S1lva Plana 1r1 lre giornate, pernottando a Filrsl.enau presso Thusi_s, . nell~ ~~alle del Ueno, ed a Tinzen . Piu a. sud qucsta colon ~a ~ ~ btparLI, tl grosso segui la strada dell'J ulicr, ed il rest<1nte s~ c1ts ta:-c6 a Stalveclt·o spingcnc~osi, attroverso at Septin:er, su Casaccta per mettere il nemico fra clue fuochi. La seconda dt ogual for1m, couclotllt dal geneml Lecourbe in persona, si avanz6 per. Lenz e l'Aibula, r icacci6 i posti nemici stabili t.i a Berrriin e di0 sce~e in Engadina per la strada di Ponte ove la sua ava oauardia anwo l' ' '' se m. ;, ~a brigata Majnoni sor·prese a Silvn, Plana nn battarr[ione austnaco che, _da Yai Bregaglia aoclam a mgginngere Laud~n e lo ricaw6 sui dt:;taccamento di Casaccia con uua per·dita cli ollre duccc~llo pri?ioniori e due pe7.zi, gli avanzi di quest~ riparto si gettarono pet motllt nella valle dell'Adda, ma caddero nelle mani del aene-
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rale Lechi arrivalo a Tirano con due bauaglioni della L1·igala Dessollcs. La stcss.t sorte loce<) <tgli Austt·iaci che crano in Ynl Po:;chi<l\'0 e cbe non furono piu in tempo di ritirarsi in Engadina. lJ generate Leconrbe, <lal canto suo , riportava un succosso di una importanza ben maggiore: il ·12, clopo seue ore c1i combatt.imenlo, batteva Laudon ai piedi dell'Albula e pt·e,·enutolo allo sbocco di Ponte, tagl iava la ritirala ad una parte de'suoi, facendog li altri .2000 prigion ieri, Loglienc1ogli clue pezzi, eel un ricco mo.gazzino di munizioni delle due sorta. Spediti i prigionie1·i a Coira. ed informato Massena del lul.l'o, it gener·alc Ler.ourbe si portavfl. il ·13 a. Schuls e ne usci va il H. con tt·e bauagl ioni per allacare successivamente JJarlinsbruck c Fiinstormi.inz, lasciando un battaglione della 1·-1/ a Zernctz per sorvegl ian·i i shor.ch i delle valli de l Munster 6 di Livigno. Scontrato il nemico avanti it ponle di Rcmus, riporto sulle prime un hrill ,mlissimo successo, ma ostinalosi poi in un auacco frontal e, press•> ~lartinsbruck hattaglio inulilmente tulta la giornala. c si decise sultardi a ritimrealquanto le sue Lruppc cd allendere la brigata Maj non i. Egl i stesso si ri ll'i\>;Se a pernoU;u·c a Rem us con le lre compagnie di granalicri che avcvano maggionnente sofferto nol comballimcnto dclla giomala . Queste ll'e compagnio riceYettero poi l'ordioc di partire prima di giorno per Schuls e di rilemn•i il 2° battaglione della 38" che si clo1ent porlarc piu aYatHi . L?udon inlanlo avevn ritlnito in feel la ed in fur·ia 6 o 7 mila nomini nella yollo di Munster, per la maggior parte mili7.ie del pacsc · 6 si p1·epara\'a a prendere la ri rincita doll a disfalla del giorno 12. Disegnu pet·Lrtnlo di dil'iger·e quosta ~o l onna s11 Zernetz per Cier{c; mentrc un distaccamcnto di essa doveva scalare il monto Scal'l c di scendere su Schuls, Le truppe di )larlinsbrock do,revano concorrere jn questo duplice attacco assalendo vivamente i posti frances i sulla str·;tda di Romus. Il 15 marzo, alle due del mattiuo , gli Austriaci sboccarono su Zemetz e se ne impadronirono; il battagli one della a-40, sorpreso in sulle prime si rimise bentosto, scaccio le milizie dal villaggio, le respin:;c oltre Cierfs e prese 300 prigionieri ma Laudou doreva essere piu fortunate su ll'altro pun lo . Il generale ~Iajnoni areva fatto sosla a Schul::i e Yi si ora accan-
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ton ato ve~·so la mezzano LLo dal 'I-f. al 11G con un baltnglione della 38 mezza-bt'IgaLa. .La ~~ka oltre al hallngliono lascialo a Zernetz arera scnalionalo gl1 altn due lungo la strada da Lavin a Schuls. Anche il bat~a.crlione deii RB8u parfl aJJ e Sei del 111Uttino per portarsi avanti a llOJ~US e fino allo Schuls resto senza truppe, in tale om giunsero dacrl i avamposlt l.e fro compagnie di granatieri che, come pit1 addie~·o :etlemmo, 1! generate cli dil'i::;ione vi nvcn< inviato onde rimeuersi dnl le fad ich_e; snniti c?mc erano, ne approfi Ltarono per riposarsi. Il saperst precedult dalla colonna Lccourbe fece probabilmcnte tra:>cnrare ~uelle ~ane regole di vigitanza sempro necessaria, 0 pare non s1 guardasse baslantemente in fian co destro, :tppunto verso Jo Scmth al. . Fallo sLa che fra le 9 e lo I0 anLi'meridiane una colonoa nemtea scesa dal giogo di Seal'! cadde all'.improvviso sui Yillaarrio di Schu!s. oD
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Si lJattc la generalc, d'ogni parte fn gridalo all'anui, e sebbenc la truppa fosse quasi tu!la sparsa eel addorrnenlata si riusci a raguna!'e circa duecenlo uom ini . It nemic? era gia net villaggio e la fucitata. s'impegno per le strad.e; pei'IColoso sarebbe pen) riuscito ni reppubhl icani il r·imaner·v.l, perocche facil meote avrebbero potuto essere circondati e pres1; cssi ubbidirono prontumente all'ordine di uscire da Scllulse di rifo1·mat·si dietro quest.o villnggio. B.accoltisi su di una cmi nenza e trinceratisi dietro un mui'O, con un fuoco nutrito, riuscirono a tenere gli imperiali a bada, e tale fn la baldanzu di quei soldati prov::r ti in tant.e ballaglie che, ad nn momento dato, lanciat.isi di nuovo, presero d'assalto il villaggio c vi si mantcnnero . Ma dov~rano csset· puniti della Ioro eccessira fiducia nel proprio valorc; ess1comhallcYano contro piit di mill e avversari e per sop ramercato una nuova colonna scendeva daltu valle dello Scar!. Il generale :\Iajnoni s'accorse che la Iena diminuiva ne' suoi c per quanti sforzi fnce;;se non riusci a tt·auenerli piu a lunrro · oppress1. c1aI numero ess1· cominciarono a riti rar·si in dire{:ione<> di' Fetlan. Di.visi in due stormi, una parte si get.Lo sulla slmda che conduce dir'oUamente. a! su.nnominato Yillaggio, l'attra costeggio le alturc clre stanno tmmedialamente al norcl di Schuls.
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Con qLtesti ·u!timi s'era r icl otto il general e, a pied1, armalo delta sola sciabola e spossato clalla fat ica . La colonna nemica proveniente dallc allure si anent6 sui gruppo che ancora si raccogliova intorno a lu i e la Yoce del capo non r iusci a cont.cnerlo, anc h ~ quci pochi tentarono di metter~ i in salvo; eran quasi tuLti sfilal i quando it generale si deciso a segu irti. Troppo tardi; obbligato a percorrerc il fronle nemico colla neve alle ginocchia e con diversi borri da attraYorsar·e, si trovo in breve raggiunLo, <H:cerchiato o preso ; tenlo difendersi Jna fua.t.Lcrnt Lo; ad atcuoi ufficiali e pochi grann tieri ch'eran con lui locco la stessa sorte; fu condollo prigionc insicme a! suo aiulante di campo che aveva ricevuto due colpi di fuoco. L'infal icabile Lecourbe chc nelto stesso gio1·no era slalo atlacrato dallalo di i\lartinsbruck seppe dai fuggia scl1 i la ca taslrofe di Schuls, fece voltafaccia, riprese il vi ltaggio con 300 prigionieri e ricaccio il llemico su tla strada di San ta Mar.ia. Meno fortunalo il 117, in un seconclo a.tlacco contro Martiusbruck, Lecourbe fu respinto dal generalc Alcaini chc vi comandava le truppe au:;Lriache; in questo fatlo d'arme un batLaglione della 38a che si era gettato sui monli per girarc la posizione fu fatto prigioniero dal nemico. Dessoltes giunse finalmente a Borm io nello slesso giorno ed obbligo a riLirar:; i tutti i posti austriaci che minacciarano il ri.anco destro di Lecourbe. Lauclon si ritrasse da Santa Maria a Taufers ed il -18 l'avanguardia francese venue a prende!' posizione a Munster. Da que) giomo, si puo dire, ora compiula l'occupazione dei Grigioni. Dopo aver cosi chiusa la narraz ione sommaria di qucsta parte di camparrna nell e montngne dei Grigioni , eel aver esposto nei suoi minuti P~'Licolari la cnttura del generall\Iajnon i, non crecliam<• di oltre proccdere senza rilevare gli appunti di ncgligenza fatti dal generate Lecourbe al suo suborclinato. Questi appunti ·si cont.engono ncl pm·ere conlrario dat0 clal sucldello generale a i\Iassena, circa la convenienza di annuire alle sol~ lecitazioni falte dal Majnoni ond'essere scambiato, mentre trovan\Sl in prigionia ('1). · (I) Juimoiru de .Massena -
Opera gill citata.. Tome Ill -
Chapitre 11.
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E cet·lo che un poslo d'nvviso intelligentemente collocnto ne!lc Scarthal ed una forte guanlin al ponle di Schuls, axrebbero potulo, se non trattenere i HlOO imperiali cite vi si geltarono, re1· lo mcno diminuire l'impeto e In sorpresa dell'auacco e dar tempo ai dormienti di prendere l'armi ed alteggiarsi a difesa. Se quesLo sta secondo le regole piu elementm·i, non e men vero che la calata delle colonne Laudon su Schuls e Zernetz fu resa possibile da altri errori la cui responsabilita non ricade certo sul generate 1\Tajnoni. Infaui: la colonna Dessolles che avanzando dalla Valtellin<l su Santa Maria aYI'ebbe dovulo assicurare il fianco destro di quella di lecourbe; non avendo polulo, in causa delle neYi che ritardarono l'arTivo dell ' orcline, e per mancanza di sussistenze, trovarsi il 0rriorno • p't'c/r:::.so a sno poslo, mctleva il generale Lecourbe ne! hivio, o di l'allentare la sua m.arcia da Belli nzona a Martinisbruck o di continual'la a rischio e pericolo. Lecourbe essenclosi app iglialo <~ coclesto seconclo partito, non si cu1'6 di. verifbtre se i movimenti poi si colJerravano ocl almcno co r• 0 rrspondevano nell'altunzione a qnelli orclinati a Dessolles . Avanz6 se mpro, e solo <t fallo compitllo ed irreparabile porse gravi Iagnanzn. ~fasscna a carico di Dessoll cs chc tanto se ne otrese da presentare le dimissioni. Dessollcs prov6 ampiamente che l'ordine delle successive dislocazioni gl i era giunto con quallro giomi di ritardo e che quindi oJi era stat.o impossibile di essere a Bormio prima clel 17 muzo, ment~e avrebbe dovuto tl'ovanjsi il 13. . Nun ~i sembra aclunque che il generale Lecourhe siasi procurato ll maggror numero di pt·obabilita possibili alia riuscita dell'impresa. Quauto ngli aggmvi fatLi a! generale Majnoni, anche ammesso clre gli sia stnlo prescrilto di guardarsi verso lo Scarthal, resta sempre a dclcrminat·:;i con quali mezzi l'avrebbe potuto . Arrivalo a mezzanoLLe in Schuls con un solo battoglione, che il mattino all e 6 veni va eh iamalo nvan Li da Lecom·be, solo alle 7 riceveva. tre cornpagnie che mal si reggevano in piecli. Sj~mo couvinti ciJe le cause prime degl i evenli poc.o favo revoli per le anni l'rnnccsi in quella giornat.a, piu che nella condo tta del generalc l\'Jajnon i, scusahile dall'eccezionali ta delle circostanze,
D E L GEN E R ALE GIUSEPPE ANTON IO MAJNONI
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sieno da ricercarsi e nella parte disposilivn. e nolle difficolt~t di colJeoamento che sempre si verificano nella gucrra di montagna. 0 11 generate ~Iajnoni fn dit·etlo insiemc con aiLri prigion!eri .:t Gratz per ~Ierano, Bolzano, Bressanone e~ il Pusterthal. !~ v~agg10 non fu esente da pericoli e la scorla ausLnaca dovelte a pm nprcse far uso dellearmi per salvare i prigionieri dalle mani di quelle rozze e fana.Liche t.urbe di montanari . Il diario storico altra Yolta citato, il quale fa qui un minuto racconto clell'itinei'a.I·io segu ito~ si locla mollo del conteano cavalleresco dimostt·ato m quelle CJrcoslanze dagli ufficiali :ustriaci; il militare onorato, vi si ossena, sa ri:;pettare l'infortunio del nemico valoroso.
(Continua). STEFANO MAJNONI
Jl(aggiore di Ca1,alleria
LA l'\AZ IONE DEL CAVALLO
LA RAZIONE DEL CA VALLO
< !\'on est quantit~s sed quali tas • .
Le norme cl~e regolano la nutrizionc dei cav:.1lli di truppa, hasate su lnnga cspei'I Cnza, sono cgua.li per tutli i reao-imenLi salvo per q.nclli dipenclcnt.i dai comandi .di Bari, Napoli ~:> .Palern;o; eppure s1 osscrva bene spcsso una clill'crenzamarcatissimafra i cavalli di una guarn igionc e quell i di un'allm. In 1-{enerale noi vediamo che i reggimenli di stanza nel Piemonte o nella. LombarditL sono sempre in migliori condizion i di pelamc, di nu Lrizione e di forza fisica di quelli che si lrovano ad esempio a Bologna o ad Udine. Perche una tale diO'erenza? ... ll peso ed il volume della razione non e esso identico per tulli? ... l\on hanno forse tutti le stesse cure? La questione o molto complessa. La maggior parte di coloro che s~ ~osero a sLudi.arla, credollero di fl·ovame il segreto nella C(l~lpo SIZIOn~ della rar.wne, che a lor dire non o sufficiente all'equilibt·io o1·gamco del cavallo, ne atta a manlenerlo in quello stato di viuo 1·e e ~i .polen~a fisica onde abbisogna . .E per convalidare questa Ioro op~nwn e C ilan~ ra:- ioni di al lri eserciti, che in quantifa sembrano pm abbond.a?lt o m fiono o in avena, ma che in realta presenlano ben poca ddlerenza ne! va}or nutritivo. Poiche se tanta e la diversitu che passa fra il fieno di una provincia e quello di un'altra, sia nella sua composizione, sia nel suo valore nutritivo, altrettanta deve pure essorvene .fra quello· di uno Stato paragonato con quello di un allro; sapondost quale possa essere !'influenza che sui medesimo
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esercita il clima, la natura deltcneno eil il modo cli collura, e qnanl.o div ersi siano i bisogn i dell'organismo animale per le coud izi oni del clima e del suolo slesso. Se ()'0 li elemenli nutriti vi, contenuti nell'avena e nellc varie erbe componenli il fieno che concorre a forma re ht razione ordinaria, potessero all'atto pratico riprodnrsi in cifre, mollo piit facile sarebbe la sol uzione del problema. ;"loi pen'>, senza entrare nel merito dclla questiono, vogliamo solo accennare ad alcun ifatli rifercnlisialia natura e romposizione dol fieno, cho ponuo <Were un'imporlanza non indill'et'enle sui yalore nutri Livo della razione, e dimostrare cosi che i nostri caYalli di truppa non percepiscono in ogni luogo l:t stessa rar.ione, ma bensi tanto razioni di1erse quante sono le guarn igioni; perche appunlo in ogni luogo cliver:;o e il valore nutriti vo del fieno, e percio, mcnLI·e la raz ione e suUiciente in qnell e locali l~t ove il fieno ha i caratteri tuLLi portati (lal eap itolato cl'impresa, riesce cleficienle laddove qucsto si allontana piu o )neno dal lo stesso capil.oln.lo. Che cosi sia lo dimoslm chiaramente lo stalo cli nutr·izi one dei cavall i dei diversi rcggimenl.i, eel ognuno se ne puo persnadere per poco ripensi alle gua.rnigioni fatte. Il nutrimen(o agisce sui cavallo per la sna quantitit e per le particolari quali ttL che distinguono corti ali ment.i. Se questi sono Lroppo scarsi o se non rncch iudono sufficienti princip ii alimentari per r iparare alle pordite occasionale dall'escrcizio delle fuozioni organichc, i cantlli direnlano deboli e fiacchi, non solo possono migliorare la loro condizione, ma scompare in essi l'adipe in tempi migliori accumolalo o consumano, in una paroht se stessi . Se invece sono bene nufrili con alimenli ricchi di principii alibili e con razi(lni poco Yoluminose, come s'addice ul caval lo di guerra, ctllora non mettono ventre e Yero , mail loro corpo si fa snello, i loro muscoli piu fo rti e sodi, divenlano leggcr i, vigorosi e capaci di sopportare le piu dure fati che. E Lutti gli agronomi sanno per esperienza, che gli al imenli cresciuti su fonclo calcare sviluppano belle forme e voluminose membra, che i pascoli umidi agiscono sullo sviluppo dei visceri addominali, e che l'alimentazione con grani impartisce al cavallo un
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LA RAZIONE DEL CAVALLO
vivace temperamento; mentre gli alimenti acquosi e poco nutri~iVl gli conferiscono tma linfatica e povera cosLiLuzione. In pratica e appena possibile farsi un'idea delle differeoze, che passano tra fieno e fieno, di fToronze rarameota tenuLe a calcolo nell a composizione dolla raz iono. Non fa perci6 memviglia cho le opinion i piu disparate si siano manifestate nell'apprezzamento del valoro nutritivo dol fieno c clella razione. La botanica e la pratica ci in segnano, che oltre la specie e la qualita delle pianLe da cui il flono provicne hanno ancora innuenza grande assai sul valore nulritivo di questo, il modo di prepararlo, falciarlo e di conservarlo non solo, ma ancora la natura del Lerreno ed il modo di ingrasso; e che perci6 esiste una diffet·enza marcatissima fra. i fieni delle di\'erso pt·ovincie dello Stato, la quale differenza certo ha potuto trarre in errore alcuni scri tlori . Cosi enoto, che le ditl'erenti erbe, cho compongono il fieno, sono nutritive ad un graclo cliverso, secondo che sono staLe falciate in un'epoca piu o meno vicina alia rioritura e secondo la loro intima composizione; falciate troppo presto sono acquose e danno un fieno poco ricco di principii nu!ritivi ed aromatici; falciaLe troppo tardi sono dure fibrose e poco soslanziose; Cbe il fieno malraccolto in seguito a lunghe pioggie perde piu del dodici per cento delle sue proprieta nutritive; Che il fieno dei prati umidi, malgraclo la sua apparente floridezza, emeno nutritivo cli quello provenien te cla buoni prati asciutti; Che tanto piu gli alimenti sono variati, tanto rueglio si fa la nut.rizione e la ripartizione doi matoriali utili alia riparazione delle perclite assai diverse clell'01:ganismo. La ricchezza adunque dell'alimentazione dipende dall'associazione dello diverse specie cli piante fot·aggiere, dalla loro qualita e quantitil. e specialmente dalla loro variela. La chimica poi ci fa ancora conoscere che gli alimenti secchi sono sommamente cliversi nella loro composizione per circoslanze inerenti alia natura del suolo, del clima, del modo cli conservazione o dcll'epoca della falciatura; e quindi spiegasi anche con quesla scienza la gr·ande differenza di opinioni sul loro valore rrutritivo. A questa scienza per6 non dobbiamo dare troppa iniporlanza per· cM erronea in molte sue deduzioni; difatti molte piante riLenute
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-" buone chimicamen!e sono rifiutale dai caralli, mentre altre pOC() ricche di principii nutrilivi sono mangiale con profitto. I ch imici stessi non sono d'accorclo fra di loro sui nlore nulritivo delle difi'erenti pianle pabulari e sui numcri che le rapprcscntano, come si puo vedere dnlle LaYole numeriche clegli cq ni rr~lenli. di Wolf, tli Pnsq ual ini , cli Bouss ingault, di CrronYen eel niLri, pcrch6 appunto non tutli partirono dnllo stcsso principio nelle loro illl·e:;tigazioni, ne le loro anali:> i si escguiron o nelle slesse condizi on i. Da quanto sopra, chiaramenle emerge cl1e nell'alimen tazione del caYallo mil itare non c tanto la quanlilit, che si deve studiare se ~ia ono sufficente, quanto la qualilil . ?\on polendosi ignorare quanta sia la cl ifTerenza che passa lra il fieno ben preparalo e qnellij preso dalla pioggia, fra quello di buone e di calli re pian le, fr:l quelln ammu(Talo e quello perfeltamenle sano; ne quanto diano dircrst risnllati sccondo che si adopcrn I' uno o l'a!Lro nella composizione della razione. Diqni la nccess itit cli co no~cere per .bene le di\'erse qu~tlitit <li fieno, per non cadere,' nell 'crrore cli credere hnon o na fieno, che per-la specie delle pian le che lo compongono e pel loro va lot·e nnlritivo e pel modo clella sua confczione e inferiore a quello descrillo ne\ capitolo d'impresa, alterando cosi inscientementc il YUlore della razione, che pu6 arere le piu gravi consegnenze sui benesset·e generate del carallo. Tanto piu che nei magazzini dei fornitori militari il fieno non c mai troppo buono, perchu per poco questi curino i propri interessi presentano sempre alia distribnzione fieni piu o meno inferiori a quelli descritli dnl. giit citato cap itolato, e par!.icnlarmente quando s'accorgono che l'ulllciale incarica!.o clell'accetlnzione non conosce appieno la natum del fieno delluogo . Questo falto poi s'avvera molt.o piu facilmen!e ladclovc per condizion i spcciali cli suolo e cli collura , come nel Bologne:;e, Ferrarese e Friuli, i fieni sono molto inferiori a que\li delle altre provincie. Ottima cosa percio sarebbe che in ogni guarnigione e nell'ufficio dell'aulorita militare esi;;Lessero campioni di fieno, quale c speciftcnto clal capilolato d'impresa agli arlicoli quarto e quinto. PoichC cosi sarebbe molto pitt facile un rctto giudizio sulla qualitit e bontit del fieno poslo in distl'ibuzione e si eviterebbcro i nwlti li tigi, ehe soventi insorgono sulla men buona qualita del fieno . Ed in pari LA RAZIONR DI::L CAVALLO
A"HO XXVII, , , ')L. ll.
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LA HAZIONE DEL CAVALLO
tempo non si a' rchbe lo sconforlo di sontirsi ripctere e sostenere dai l'orniLori sless i cer'te e<ptivoche senteuze, che non sono sempre !' c~pressione di una ~a via igiene, c1uali all esemp io: . . . . ll fie no e mag ro ~~a sano . . . . oppure che it fieno magro e pitb con{acente per 1l cavallo tla sella. Queslc espressioni possono essere Yere pci ca.-alii lnutamente nutriti, per i quali il fieno e parte si puo dire secoudari8; ma per i nosLri invece, souo un vero conLrosenso per · la ~·agio_ne che la ra;~,io?e c fis~a, limilata c basata sul quantwn sufficit; e 11 .fallo stesso d esscre 11 fleno magro , per noi vuoJ dire che non ha la facolla nuLriti\'a voluta. 1! minor_valo~·e nutrit!vo del fieno e cer·to la causa piu potente dell all.erazrone dell a ra;:wne; ma allre cause ancora non meno impol'Lanti concorTono ad intaccal'la. Infatti solo la piu scrupolosa auenzione p u~ ~ \·i~.arc le c~isperpioni di vaeio genere clle pur troppo sorcntt sr fanno det componenti la razione nelle molteplici c necessarie manipoht7.ioni prima cite arrivi nel vcntricolo (lel cavalloe le non infrcquenLi oscillnzioni del peso dei bottoli edei legacci. Quanto fieno non si sciupa iufatli nl'l solo trasporto dal ma"azzino del fom iLore a quello del! a cnserma e da qucslo alia scuder~a e rastrelliera? . .. . E tale sciupio, se nolle guamiuioni e natnralmenle minore che nelle marcie eel al campo ove st' hanno minori comodi esi deYono percorrcre il piu delle voiLe maggiori dislnnze, non ccssa perci6 d'o,sere abbastan?.a rimarchevole e di scemare piu o mono la regolaro r·azione. La conoscenza dei diver·si fieni ci fa rilerare un errore di non lieve import n.nza nolla cli sposizionc dei capiLoli spel'iali d'appalto; poiche cssendo dimostmto, che i Lieni hanno un ':alorc nuLritivo dill'erente a seconda della natura delle piante che 11 compongono e dei terren i dai quali sono tratle, ne avviene per conseguenza c.he la composizionc del!a raz ione sia pur diversa per essere 111 rel<LZtone col valore nuLrilivo che deve avere la norrnale razione, non bastando che la slessa s;a cosLituita dalla medesima quan~i ta d~ fieno e biada, ma sia pur necessario, che questi olemenlt abb1ano ognora per quanto e possibile Io stesso valore nutriLivo. L'arLicolo 4o infatti riporla i caralteri tutti che cleve avere il Li eno maggengo di prima qualita su cui ebasata la razione; e l'articolo /5°
Li\ RAZIOJ'\E DEL CA V.lo LLO
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·v i fa snbito la seguenLo ecc('zioue: Peru nei lnoghi i·n cni. o pa non arlatta qnalitd del ten·eno o pet sistema di coltiva.:rione im perfelto, non si ra.ccogLie fieno che 1'itmisca Mttff' le p1'edette condi.::ioni, accellasi. quello delle migliori qualitc£ delta provincia ecc. Qucsta disposizione (com e ognnn vede) implica per se sl.essa un:t diminmione di razionc, poiche i fieni di queste local ita risultano in massima composti cli poche piante pabulari, se pur non ne conf('ngono di qu elle cattivc e scnza vnlore nutritivo; ment1·e l'esperienza addimostra, che per una buona nutrizione sono p iu confaccnti quei fierti, composl.i cli mo lte specie di pia.nLc senza poi tenere a calcolo la di!Ucolla che s'incontra all'atto pratico cl'avere propriament.e i migliori fleni delta provincia, come dice il succilalo articolo, la qua l cosa solo si potrebhe ottenere colla scorta cli campioni, spccialmente quando si arriYa nuovi in una guarnigione. Chc questi fieni non abbiano le condizioni Yolute lo dimoslra ancora illoro minor valore commerciale in paragone di quelli cli buona qualita coi caralteri cilati clall'arlicolo 4°. Ed infatti noi troviamo che il prezzo cl'asta dei fieni per le forniture mil ilari clell'anno 1881 di Bologna per csemp io fu di L. 7,75 a! qu intale e quello di Ucline e Paclova di sole L. 6,00 ; mentre quello di Milano Piacenza, Verona, Alcssanclriaecc. siaggit·avn..intorno all eL. 9,00. La stessa cosa con leggerissime varianti si verifica nell'appallo del corrente anno cd in quello degli anni passati, e tale difierenza c lroppo salienle per non esscre presa in considerazione, intaccando essa Lroppo rndicalmente la normale razione. Volendo percio che la razione riesca nell e accennate localith. eguale alia prescritta cosi in nlore nutritivo como in valore commerciale, non potenclosi avcre in. ogni luogo la stessa qualiLtt cli fl eno , siamo d'avvi::o · che debbasi accrescere in propor;~, i one, non gitl il fieno (che in all ora diventerebbe troppo volnminosa .e forse senza raggiungerc lo scopo), ma bensi la c1uanti ta d'avena, la qua le emeno susceLtibile di serie nriazio11i nella soa faco lta nutriLiva, essendo nel capitolato slesso hene specificat·o il peso minima e le qualitache deYe avere. E nello stesso tempo, essendo gli elementi nutrilivi di questo grano in ragione direLLa del suo peso, portnrne il peso minimo per ogni ettoliLro a H cbilogrammi, come e slabilito pe.r le guarnigioni dipenclenti dai comancli cli Bari, Napoli e Palermo.
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LA HAZJONE DEL CA VA LLO
Si. ~tabiii scano in un~ parola l:mli lipi di razioni rispondcn ti alle quahta. del fieno, che si trora nelfe diver·se cruarniaioni. Se la qualit~ e qu~ntitil de! la razione han~o mol~ importanzn sui benessere dell organ1smo annna lc, non ne c'> ""I ce1·to :s·enza 1·1 mo do e la rcgolari tit del\a sua a.mmiuistrnzione. Fategliela mangin re in qtw ~ te volte Yolete nell•t.gJOrn.ala, il risulLalo sarh. sempre idrnt.ico se~~ oss ~rvano le ore de1 past1. Ma qnalunque sia la qunlili.t dell::t r~z ' ? n e, 1.1 cavallo ~1 e appr?l.il.leri.t !)en poeo, se lo imp i11Znte oggi d a h me n~r e lo Jasc1~1le $Ollrrre la lame domani; se gli date troppo da mangtare al mallmo e 1100 abbastanza alia ser·tl' se un !:>"iOt'tlO l:ll at · . . olfnte due paslt e quatlro nel giorno seguente. . Un~ pt~atica c~ non mi~1ore importanza ed a cu.i ben poco si bada st c che tl cavallo dopo 11 pasto deve riposare due ore circa se si v~wle che digerisc_a bene e ~loll si a n ·cri l'assioma dei Beduin i ... . L or.zo che tu da~ al mattmo lo troverai nelle j'eci e qnello della sera 1~ella g1·oppa. LoccM equi vale al dire, che se il cavallo dopo il pasto dev~ Ja:orar~ non_vuol essere alimentato troppo ahbonoantemen tc, po~ ch e la dtgest10nc clove essere cosi complet.amente cffcttua.la che 1llavoro non la pos:a disturbare. E solo adu~qu~ colla regolarilit dei pasli e la scrupolosa osserYanza dell:ab.JLudme, che J'a ~similazione degli alimenli si fac umpletamen le. E dtremo con SeltegasL . ... « che i vari modi di croverno e le piu. ahbondanti . , h.alimentazioni non procuranoinzootccni~ aleuna ~ rosp~ n.ta ov~ 1 occ 10 . cle~l" economo non eviti ogni negligenza nel1ammmtsLraziOne degh alnnen ti. » ..Ed. a :ue~ Lo prop ?~ito c1:eclo?P~Ortnno accennare, che saritscm pre p 1u vttntagg10so e. piU prattco 1evrt.are per q[Lanto e possibile le fie~alc not~urn e e r1durre queste n tre al giorno od anche a solo due mvece _d' ~ua t tro, co~~ generalmente si pratica, perche cosl se ne ~et:dcra mmor_quan~J la . Sar_a poco il YanLaggio che se ne otterrit, c '.~~ o, n~~ moll1 poc~1 fan no 11 molto e tulti concorrono a man tenere lwte~nta ~~lla raz10ne, che sappiamo non essere esuberanLo. Il lleno c 11 prodotlo dell'erba falc iata, convenientemeute essicata e ~o.nservala dei prali naturali, eel el'alimento piu idoneo per la nutmiOne ~el cavallo perchc .in esso si trovano tutti gli elementi necessa~·, alia sua conservaz10nc c svi luppo di forza. ·r-rende un uomc d1verso a seconda dell' epoca dell a sua fa lciatura, cosi dicesi
L A RAZ!ONE DEL CAVALLO
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maggcngo il p1·oclotto del prima taglio; agostano quello del scconclo taglio: terzuolo o quartarolo quello del Let~.w o quarto ta.glio . Questi diiTerenti fieni hanno caralleri botanici e fisici speciali, cosicche resta assai dilficile confonrlere l'Lmo con l'altro per poche cognir.ioni botaniche e pratiche si a.bhiano; poiche si sa che le piante cbe O.ol'iscono in maggio, non possono pitl lrovarsi, se non ecccziormlmcntc nell' erba , che ralci~si in ngoslo, come queUe che fio risw no in questo mese non sono le stesse chc fioriscono in seltcmbre. ll pabio per esempio, che fior isce in scttembre c caratleristico del terwolo; il dawm.s caroUt (pastinaca) c proprio clell'agostano; le poe, le {eslttche, le dltttili, gliantosscmti ecc. si tTonmo special men le nel maggengo perche in maggio fioriscono . Malgr:tdo cio pero, sovente un ufficiale, sia esso veterinario o no, si trovn nrll'im harazzo ed ba bisogno di tu tta h sua pratica e scienzn per portarc un asscnnato giudizio sn ccrle mcscolanze di clitiercnti iie11i c,lte si lr\Jvano di spcs:>o nci, magazzini delle fornitm·c . Eel in qncsli casi e proprio necess::trio di procedcre all'analisi Lotanica <lel ficno, per mezzo delta qual e solo si pu6 sapere da quali pratel'ic fu ltTtllo il ficno c di quale laglio sieno le pian le, chc \o compongono e quin<li quale ne possa essere il Yalore llltlritiYo. Le erbe che specialmente imporla cli conoscere e che pi it comttnemcnte si Lrovano nei fieni, sono le gram inacce le quali crescono in ogni lnogo tanto sui monli, che nclle pianure c uelle paludi, ed hanno nn grarlo lli nulrizione Llivcrso a seconda clella natura del lerrcno in cui sono cresciute. Alcu nc specie come le poe, le festache, le a·vene) le ag·rosti,li, le code cli volpe , le dattili ecc. sono (Iuellc che tengono il primo posto in pri ncip ii nutriLi\'i, mentre so nvcne delle all re, che per esse re clure e ruvide sono coslantemente rifiul ale dal cavallo, come molti giunchi, gli eqniseti e le canne; oppure le mangia solo quando vi c spinto dalla fame senza che dalle mcdesime possa trarre alcun profi LLo .
Tntle queste piante si riconoscono piLL faci lmente allo s.lato vcrde che no n allo stato secco , poiche iu all ora. perdono i loro fio ri, che sono cruelli che specialmenLe ce le fanno cara.tterizzare c sono ridoLle al puro fuslo. In questo ca~o nnche i migli ot·i conoscitori polrebbero cacler·e in errore se per rorttma non si snpcssc, che la presenz:l di
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LA RAZJO)IC: DEL CAVALLO
cerle piantc ne implica per nocessila certe altre, che per loro na tura crescono negli stessi terreni . Co~ i la pre:;enza dei giunchi, carici, canne, equiseti ecc. e un caralter·e costantc della cattiva qualitit del lieno; mentl'o la loro mancanza ci assicura del conlmrio. Sebbone le gnuninacee si Lrovillo in LuLte le localiU1, come giil si e dotto, pure ve ne sono lalune, cl10 prediligono i monti, altre le pianurc eel allre i luoghi paludosi . Come pure se ne trovano di quelle che sono speciali dei paesi sellentrionali d'Jialia, altr·e della parte centrale ed altre infine delle sponde marilt.ime. Cosicchc per potcr· portare in ogni occasion a un retto giudizio sulla composizione di qualsiasi fieno e mestieri conosccre la botanica fora ggiera . Oltre la quali tit delle piante, cho dove servirci cli gnida noll'apprezzare conyen ientemente iI fieno maggengo, altri dati il medes imo ei porge, che di fficilmente possono trarre in inganno ancl1e i mono ocu lati, cioe il colore, l'odoro, il sapore o la sua mor.· bidezza alta LLo . Un colore verde chiaro, un oclore soa l'e poco penelrante, un sapot·e zuccherino eel una certa qual morb idezza al tatlo sono indizio che il fieno fu falc iato in epoca opportuna e bene confezionato; mentre un colore slavato c indizio che il fieno proviene cla prati oruhrosi o chefu esposto alia pioggia: un odore ripuguante inclica cho ha soiTerto una qua.lcho anu·i<l: Un sapore acre, chc fu fa lcin.Lo troppo presto o che contione er he caLLive; e se al tatto c ruvido e scabroso e segno ehe pro\'iene dn. prati paludosi.od e composto di caLt.ivo pianLe. lt lleno ngostano o secondo Lagl io dei pra.l.i permanenti pua anllO\'~m r~ i per la sua composiziono e facile digeribilita fntle JrJ igliori specro d1 fieno maggengo, dalle quali distinguesi pet· minor lunghezza , per minor sapidita ed odor·e aromalico, pel colore Yerde piu carico e per la pr·esenza di pi an te caratteristiche tra cui i 1 dancus carota e molti trifogli . Il :uo valore nu tri tjv~ e.pe1'6 i u~~ramente subordinato nl tempo che st ha durante la conlezrone; pn1ch6 racchiudendo esso mar:ro·ior 00 copitt di prin cipii di facile so ln7.ione risente piu del maggengo ['azione delle cause deterioranti. Non fa perci6 meravi n<rlia so ['an-o( n stano si corrompe talorain tulla la sua massa, ammuffisce o diventa
L A RAZIO)'( E DEL CAVALLO
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dannoso alia salute del ca·vallo, mentre confezionato in tempo f<H orevole c un eccelleute alimento . Snl valore nulritivo di questo ficno le opinioni sono ancora disparate a~sa i , prcferendo gli uni pilt questo che il maggengo, eel nllri pii1 il maggengo, ad nso dei cavnll i. Ma noi slando alia cilala fneile alt.erazione e di spersione ci dicil ia rin.mo assolutamente c.ontl';wii al fieno ngoslano, perchc in esso scorginmo troppc cause aLto a dimi r111ire il valorc della razione. ll suo valore coru.merciale prJi, semprc inferiore al maggengo di qualche lira al qt1intale appoggin. pure questa nostra opinione; poiche !:e nn genere cosla meno di un altro e !'eguo eric1ente rho c:;so debba avere minori qualita null'ilirc; eppercio Yorremmo che l'uso cl'arnminislrare il fieno agostano ai cavalli di truppa anche per ht·el'e tempo, fos~e abbandonato. L'avena concorre a complclnre la razione ed a renderlr• non solo pii1 omogenea al caYallo di Lrutrra, mrt piu praticn . Essa ~Ollo nn volum e mollo piu pi c~eolo c nu LrienLc all'iur;irca quanlo il doppio clel fie11o. E l'alimento di cui il c:LVullo e piu avido e che lo nutre non solo, ma gli da forza, ardore e vivacitt1. Per cui il proverhio .. .. che lasalule e le belle forme del ccwallo stcmnonel sacco della biada . Per apprezzarla conYenientcmente deYesi fare attcn7.ione piu all'un ifot·mita della massa, che al colore e YOlume dei grani, poiche c necessaria che tut.li i gnm i ;;iano presso a poco eguali , sani, non m o~co l at i con gran i conug:tli, imm<llu l·i e non vi siano semi di allre piant.e od altl'o sostanze ete.rogcnee . 11suo valore nu tritive, e:;son(lo in rapporto molto pil't enl peso, che col volnme, da la ragionc per cui debbtlsi preferi re piit In va.lutnzione in peso che all a misum; ma essendo questo ognora cli ,·er·so sia per la specie dell'a\·ena , sin pel terreno dove ftl collivatn, sia pelmodo con cu i fu confezionala e conserntta, ne avviene per necessita, che il medesimo ahhia un limite per non alterare in,·olonlariamente la razioue; eel a queslo pronede ben issimo il cnpilo lalo d'impresa, che stab ilisco che l'a vena per esse re accettahile pesi no11 meno di 4'2 ch ilogrammi ogni cl.to litro nelle guam igioni dcll'llali a cenlrale e sAUcntrion:l iC, e h.-4 chilogrammi in quell e delle provincie meriil iona li. Hiesce scadento !'avena chc ru l'alciuta troppo presto o bngnala
LA RAZIOi'>£ DEL CAVALLO
LA RAZIONE DEL CA VALLO
nel rac:.coglierln, n \'Cnne conservnla ij1locali umidi. In quesl.e condizioni mnnifcsla. sempr·~ al talto un senso di umiclilit e di ceclevolezza, come qnn.ndo e slaLa bagnala prima di essere posta ·in dislribuzione: si allera e passa in fermentazione piu o meno marcala da addircnire murTata; csala un odore nauseoso e ripugnante; non solo llil percluto molto del !->UO ralore nutrili-ro, ma direnta u11 -rero rclt'no, i cu i cn·eni non lanlano a manifestar:>i . Si somm inisLra nl cavallo senza alcuna prepamzionc e noi cretliamo sia il miglior modo quando il cavallo si Lront in condiz ioni fisiolog iche; pcrche cosi ri ene conven ien temenLe masLicata eel impregnam di sali,'a, che ne lacilila la digeslione. I grani che sfuggonu a qnesta operazione, in. rnimero pero sempre poco considerevolc, rc:;tano per lo piLt digeri li dai sugh i gasLrici. Quelli poi che passano ndlo rcci in npparenza intieri, se si esaminano allenlamente, non lmmo pit'1 cho l'invo lu cro eslcmo , quaudo sempre pcr6 la digo~l i oll e sia ~ lntn rogolare c si sieno ossen'ate tulte le misure igieninidw rifercnli:;i a lia nutrizione del crmtl lo. Dando i<L sch iacc:.iala si cli1nina questo inconveniente, se pu.r lo po~·s i rtJ ilO c.o~i chin marc, e semhra piu. nutriente qnando pero ~ ia n,;n ln per hrcvc lcmpo o ad intervall i e p;u·ticolarmente in quei cnrn11i. che per e'scre troppo ingordi maslicano male, oppure sono TCc:.chi orl hann-> un qualrhe 'izio negli organi ma~tic~ntori; ma pare riesm men.o e•·ci!anle 1)ercl1e con talc operazione perde que! prineipio c·ssenzialc che ha tanta. azione Sltlla forza fisica ed enero-ia n mn.::colarc; e lant'c •ero che se noi enlriamo laddo>e funziona la macchin;t aerintcalricc sentiamo toslo un forte odore del principio esscmiale dell'<\\ cna reso libero; e se esamioiamo l'aYena accincrala da quale-he ora . la si trova meno profumala di quando sorli\'a dalla mac:.china :;tcssa; come pure si lr0\':1. una dilferenza marcatissillla m:1sl ic:mdn alcuni graui cl'avena natur·ale e poi un pizzico di fJIIC IIi acciacc:lli . ' L'csperilll enlo or ora e~eguitos i nel reggimento per ordine del min i ~ tcro delb gnerra col regime dell'avena cosi prepamta pa re tench ad aV\'alorare qnesto fatto e dimostrare, che l' uso co nlinuo di nn ta l regime po:'\:m procltLrre sconcerti nelle funzioni digestive per la minor quant iliL di sal iva, cit e i cavalli introducono nel venLrico lo che secondo i migliori Hs iologi c di tutta necessila per preparare gli
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afimcnti a meglio esse re cligeriti. I nfalli l'avena <J ll o stato normale introduce ne! ,-entricolo poco piu del suo peso di sali va, che come scc:.reto assai ncquoso agisce come solvente dcgl i al imenti prepa.rando un est.ratto acquoso piu icloneo ad occasionare nn piu rapido assorhimenlo di quelle materie del sugo gastrica, che mellono lo stomaco in graclo di f01·mare e seceruere la pepsi na, che cindispensahile per la digc;;tione. Ora se noi alteriamo qneste funzioni delln ~alira cotanto importanti con una spcciale nuLrizione, che ne promuom una minor secrezione, le funz ioni digerenti saranno senza duhbio a loro lurno gravemente sconcertate secondo che pitt o meno :t lungo (ltuerit la particu lare nutt·izione; appnnlo perche il principio aLtiYO dclla snli\a non puo p itl sviluppare Lutta la sua polcnza, cssendo essa slala inghiottil<t in troppo picco la qnantiLtl r ispel.lo :dl'alim ento. Ed a crncslo proposito ripo rr.iamo qui le opi nioni dei disLinti espcriJllelt la.Lo t·i :\'f oser, Gro uwen e G·olp·cn. L'ncciaccameutu dell'avena pei c:.avall i 6 1·itennl.o cla Moser in scgu iLo alle ~ no u\Lime ricerche, come un lnvoro inuLile se co llirna nllo sc:,opo di esaltarne la cligeribilil ~t in animali provvisti cli llUona fnnz ione masl icato ria . f~to u "·en dice; se mbra esser cosa arTni.Lo oziosa la frantumazionc dell\t,·ena per i cavalli, perche quesli mastica no bene le cariossidi d'avena, specia lmen!e poi se sono mesc.olale con un po cli paglia lrinciata. Anzi una frantumazione puo e:;sere dannosa, poichc per un diminuito lavoro masLicatorio la secrezione dell a saliva erTettua;,i in mollo minor quanLilit. E frohren iofine assicnra, che per tnl!Te il maggior profitto possihile clall'a,·cna la si debba amministrare con 'paglia trinciata, poirhc cosi e molto piLl fac ile un acconcia insalintzione. Noi siamo perfet tamenle cli un tale avviso ·e particolarmento di qncsl'ullimo, per ripetute prove, le qnali se111p re ci cliedero per ri!>rLilato la tolale scomparsa dei grani inti eri nell e feci, la perfetla elahorazione delle medesi me, eel una pitt vanlnggiosa nulrizione. Eel in pari tempo crediamo che I'acciaccamen to doll 'avenn.sin. van I aggio:-;o solo !Juando deve rimpiazzare piu o meno la mn:;Licnziollc, all orche ci<Jc; grnni sono incompletamcnte nwstic:Hi per vizio o pcrvecch iaia .
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LA RAZIO:-IE DEL CA VALLO
ln conclusione, se si Yuole che il cavallo di truppa sia eaualmente . . " nutnto) appm·rscente o forte in tulle le guarnigion i dello Stato c necessaria: 'Io Che riccra in ogni luogo un eguale razione i cui cqui valcnti nutritivi non possano mai seriamonte variare; riceva la razione cosi in q!Jantilil., come in qnalitil., quale e dcscrilta nei rapitoli speciali d'appalto, che se none csuberante, e almcno sufficent~20 Che si slal>iliscano tanti tipi di razione rispondenti alia qua·Jita del fJ eno , che si truvauo nelle div er:se guarn igioni, aumentando a questo scopo la quantita cl'avena. 3o Che si evitino per quan to epossibile le sperdizi on i dei aeneri d'alimentazione. " . .}o E che infine ogni guarnigione sia prowisla di campioni di fieno, che rispondano ai carattcri vo luti dal capitolato cl'appalto.
1l Capi.tano Vetel'inm·io G. BATTAGLJOTTT.
I /ARTIGLIERIA DA IN MONTAGNA
OA~iPO 0l
La potenza delle armi portatili e l'odierna laLLit;a della fantcria per cio che rignarda l'esecuzione del ftioco, hanno reso il compilo dell'artiglieria assai piu m·duo cli quanto non lo fosse per lo addietro. Le scariche di plolone cominciano a distnrharla alia distanza di '14-00m c prr poco che l'avvcr:-ario lrovi di chc mascherarsi, c:::sa dureri:t fali ca non insignifl eanle a scorgere d'ondo partano i colpi. n fnmo della fucileria., specialmente quando ~;piri vento, si dissipa con singolare rap idita e spesso ci c occorso clnranle le manovre di dover puntare a lungo il ca nnocchiale nclla dirczion e del suono prima di polcr accertare la posizionc del nemico. Di fronto a quesle circostanze resta sempre inntrialo il prinripio che l'artigl ieria trac t tllla la sua importanza dal fuo co c che sol tanto q.uando quesLo sia ben dirello c l.len nudrito, essa pru) dire di aver adempioto al proprio manda.lo. Ma. per cio fare c necessaria che: le sia fac ile scorgere iI bersaglio, batlerl.o efficacemente e tenerlo .a lungo nel proprio raggio d'azionc, senza avemc a so[rire danni troppo gravi . Tl che tradotto in termini tecnici suona: vasto campo di tiro e raclenza, convergenza del fuoco e stahilitit. A pritna giunla pot1·it sembrare un assurdo, ma quando si pcnsa
---(I) Hanno dnto n1·gomcoto a qucsto scl'i tto le csercitnzioni eo lie !re armi riunite, <:be ebbe1•o luogo lo sco1·so a~no in ,·al di Stura.
JN
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L'ARTIGLIERIA OA CAMPO
alle difficolla che !>' incontrano in piano, dipenclenlemente dalle !>pesse e continue piantagioni, per procurar.si un conveniente campo di tiro , non esit iamo a dicl1iarare chc, so tto c1uesto punlo di vista sinmo indotti a preferi rc la guerra di montagna. Se si prenclono ad esaminare le vallate principali, che fanno capo alia pianura del Po, si lrovano quasi Lutte diYise in parecchi lralti reltilinei di tale estensione da. potervi ulilizzare la massima gitLala. non solo del no~tro cannone da 7, ma ben anco di quello da 9; e, se non temcs;;imo di incorrere nella ta.~r.i a cli esagerazionc, diremmo eziandio h. mnssima gittnta delle nuove arliglierie d'asseclio . Dal contrafiorte di Dcmon te per esemp io, l'attuale can none da 'I 5, quando l'affuslo lo permettesse, e lo permette, aYrebbe certamente huon giuoco fino a Yinadio . Ben inte,;i , non tnlti i punli dell a Yalle potranno csscre visti e lJalluti elftcacementc eh una determinnta posizione; mn. ammesso pure che il nemico trovi l ocaliti~ adatte a 1·i mpiatlarsi, se VOI'I'i~ avanzare. sarit cos tretto a sbucare da' suoi successir i appostamenLi, presentandosi eosi allo scopcrlo precisamente lit, clove un accorto artiglit're anit gia diret.to i proprii pezzi, o almeno per dove arrit gia !'tahiliti i dati di puntamento. Siccome poi il camminare in iuoglli alpestri , sia. tenendosi sul fondo dell e valli , si:1 inerpicandosi sui Aanchi, c malagevole assai e fa ticoso, cosi l'nrliglier ia. ne tranit il cloppio vantaggio di retLiflcnre a miglior agio iI proprio tiro e di non doYerne modiGcare troppo freqt~tmlement c i dati. ll giorno 3G agosto, 4 pezzi sla \'a no in batteria sullo sperone delle Pianche per difenclere il passo del sallo del camoscio. AppE:na cominciata. l'az. ione, si vide una lnnga colonna. Eli fanl.er ia nemica chc pian piano si arramp ic::wa serpcggiunclo su lle pcndic.i a sinislra del fiume. JnLanto c~lie sfi lava se ne misuro la distanza, la quale era di ·~iWOOm circa e quando essa fu Lutta impegnata sull'ct·La scoscesa, in modo che la cocla distasse a\1neno cli ·I 0 minuti clnl pun to onde era. sbucata, le si apd con tro il fuoco . La colonna, per nlllla disturhala clal tuono e clal fumo dei ~. pezzi continua a sal ire; tn<L probahilmente in caso vt~ro , prima di raggiungcrc la cima del mon te, o di riguaclagnare (anche precipitanclo) il l'ondo della ntllc, avrebbe dovuto subirnc almeno per un quarto d'ora gli effetti, re ~i a! r.erto assai piu micicliali dalla natura rocciosa del sentiero percorso .
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In o11ni ca;;o se c1ualche cosa fa difello all'a rtiglieria in inonlao gna, non c :-icn ramente il rampo di tiro . Non altrcLL<llliO pno cli rsi della rndenzn . Quanto piu esleso c lo spaz.io ballulo, relativamenl.c ad. una de term in ala nltczz.a di bersaglio, tanto pitt mclenle cbiamnsi iltiro . Qucsla p1·opricta n ria colle qualila balistiche della bocca da fuoco , colla tlislanza e col dislivello fra il pezzo e ii punlo mirato, o per dirlo tccnicamenle, coll'angolo di silo. Per cio chc concerne le qunli t:'L balisLiche e la distanza , nulla vi sarit cli variato , pns.sando tlal piano al i11 onte, ma crnesto passnggio influir~t grandemente rispeLLo nll'ulti ma dell e circostanze ora menzionate . FrequenlemenLe avrcrrit infatt i che il bersaglio si trovi molto eleYalo, o molto dcprcsso . In entramb i qucsti casi, se non si riescira a colpirlo in pieno, gli sforzi dell'artigli eria andranno perduli . Ne cio c tullo . Se l'orcline spnrso coslituisce b base dell a moderna ta ttica del la fanteria, in nessun luogo esso trorer~t npplicazione piu ampia di quello che nei paesi cli montagna . Qui,,i, anche nell'ipotesi che l'azione si svolga sui fondo della valle, i soslegni c le ri sen-e seguiranno la catena. come meglio polranno, a seconda del!e accidenlalita del terreno e l'01·dine loro, pigliera, per cosi dire, le forme di un corretto disordine, rnerce il quale, sei!Za sfnggire al comando del proprio capo, percleranno lo loro consnela profonditll, presentando cosi poca presa a\le oll'ese clell'arLiglicria . Ci ononperlanlo non c a co nclude1·si che que:;ti siano moti~-i sufficenti per escludere l'artiglieria dal prendere parte alia lolla. Il munizionamento atlunle del cannone da. 7 dtt campagna e per mela circa cosLituito dallo shrapnel. Queslo proietto agisce indipendent ~me nte dalle accidenlalita del terrer.o e stiam per dire da qualunque di:;livello e ment.rc in pianum la sua efficac:ia puo riuscire problematica stante la clilftcolta di apprezw re la giustezza dell'inLernllo di scoppio, in montagna il suo impicgo si rendedt assai piu proficuo in vistaappunto del disliYello, pel quale il bersaglio appat:ira qunsi sempre proiellalo su cli un piano fortemente inclinato rispello alln visuale. Qunl01·a. pertanto una fra~ione cl'artiglieria fosse chiamal.a a concorrere alia clifesa di una valle, sarebbe forse con reniente allerare
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L'ARTJGLIERIA OA CAMPO
nlquanto il rapporto esistente fra le diYerse specie di projet!ili, che ne formano la dotnzione. Del resto, per lo slesso motivo testc svoll:o, anche l'aggiustamento tiel tiro a granat:1 ve1Ta facilitato e, se si pet·derh alcun che delle prerogative clella radenza, si guad.agnerit per contra in esattezza. Senza tener conto che la granata stossa potrit tornnre officacissima ogni rrualrolla il be1·saglio si presenti su Lerreni di natura rocciosa doYe, non polondo penetrare, bencM giunga sotto forti nngoli di caduta, agircl. di rimbalzo, o di rifiosso con tulta la violenza delle scoppio. Qualunquc ::-ia il bersaglio , lo scope che si vuol ol tenere deve essere raggiunto no! piu breve spazio di tempo possihile. Di qu i la neccssitil. della conrergenza del fuoco sui punto, che le circostanze del momento indichemnno come piu opportuno per essere preso di mira. Ilmodo piu acconcio di soddisfare a questa cs igenza sat·obbe di rinnire tutti i pezzi sotto il do min io di Llll 'solo comanclo clil'etto. Ma quand'anche si voglia limitare la discuss ione al caso di una sola batLeria, quesla, specialmente sui piede di guerra, non trove1a sempre ove mellersi senza essere obbligata a smembrarsi . A sifiatto inconven iente si aggiunge la difficolta di una rapida trasmissione degli ordini; clifficolta per la quale in massima prenle il principio, che in montagna, una volta ricevute le clebite istruzi oni conviene che ciascuno sapp ia regolarsi da so. Tultavia, falla anche astrazione dai segnali, cho si potrebbero combinare, siccome, grazie allo scoppio dei proielfi, non v'ha luogo ad in~annars i circa J'obbiettiv,> preso a bersaglio, cosi il capitano avril. sempre modo di rendere convergente il fuoco, ingiungendo preventivamente al comandante della frazione clistaccata di regolarsi secon do l'azione clella parte principale. Ben intesi sempre . quando ragioni tattiche immediate non vi si oppongano e quando dalle varie posizioni occupale sia dato scorgere lo stesso bersaglio. Nella fazion e clol23 agosto, il parlito clelladifesamosse da Sambuco per dare un contrattacco alia posizione di ponlo Bernardo. Il nemic.o aveva disposlo parte delle sue forzo sulle alture di l\furenzo o cli qui con due pezzi da campagna o clue eh montagna batteva la strada. La vallo in quel tratto e piuttoslo angusta e i suoi Jlanchi
IN ?.IONTAG1'\A
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abbaslanza ripicli, ne, per quanta si cercasse, fu dalo rinvemre localitil. opportuna per postarYi i 4 pezzi di cui si disponeva. Se ne mandarono all ora .due su di un piccolo ripiano a clcstra. dell a Slura e due a sin iP.Lra in vicinnnza di Castello. Le due sezioni distavano fra loro di 000m. circa e rispellivamente 2800 e 2500 clall'art.iglieria nemica. Malgrado cio fu possibile, medianle segnalipreslabiliti, concentrare il fuoco di tutti i pozzi su quest'ullima e successi-ramente sulle truppe che con essa si trovavano. StabiliiA suona possib ili tit, di mantenersi a lungo nella posizione occupala . Questa condizione ointimamente coll ega ta col la scelta dell a posizione stessa e dipencle da una serie cli circostanze, alle quali in -parte rlovrit provvedere il comandante diretto dell' arligliet'ia, in parte chi presicde al comando cli tutte le truppe. Fissare a priori i limiti di compctenza fra i due, ci sembra impresa piuttosto ardua ; vuoi dipenclentemente dal caralLere di chi dirige, vuoi perche qui piu che altrove potranno trovarsi in urto le considerazioni di ordine tecni co con quelle di 01·dine l.altico. Comunque sia : (premesso che la stabilitit acquisla un'estremu importanza in montagna, clove rammente accadrit di trovare . clue posizioni successive, durante lo sv iluppo del combattimento) vasto campo di tiro, rapidita cli rifornimento, faciliti.t di l'itirala, sicurezza conlro gli a.ggiramenti e le sorprese e protezione contra il tiro delltLfuci iCJ'ia sono gh elementi che devono conconcre allo scopo. Come vodesi i primi tre di quesli elementi sono di carattere assoluto e spetta all'artigliere il procurarseli, gli altri due sono di carettere relativo, ed a questi dovra provvedere chi dara le disposizion i gcnerali. Per cio che concerne il cnmpo di tiro; cbhimo gia occnsione di dimosLrare come quest<L sia esigenza non difficilc nd appa.garsi. Aggiungcromo solo, che sotto il punto di vista clclla. stab ilita, essn. vi concorre efficacemente, preson!nnclo il deslro di nprire il fuoco a grande distanza e quindi di tenm·e lungamenle il nemico fuori della possibilita di recare molestia colla propria fucileria. . A conseguit·e tale e[elto e pcr6 indispensabile che il fuoco non subisca alcuna in terruzionc. Di qui la. necessili.L di un rapido l'ifornimento. Generalmente in monlagna non potri.t farsi ·assegna.mento sui
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L'AH TIGLIERIA DA CA )IPO
parco divisionale c tanto mcno su qncllo di corpo d'armala. Convel'!·a quindi cnlcola re esclusivamente sui munizionamento di hut1nglia, il quale nella plura•·ilit tlei casi snra piu che sufficiente. Una lmtter~a. avril .dun que con se tulto il necessaria; mu per poco che la postztone sta elevata e di diffici le accesso, o lim itala, come soventi ne c il caso, converra accedeni coi soli pezzi, lnsciando i casso11i in basso. Supponendo un disliYello di 100m fra questi e la ballcria, occorrcr~nno ~0 minn1i perche un uomo gra' a to di due cariche, P?ssn. sal! re. Questo tempo c nbhastanza considereYole; pur nondJm~~o, qua~01·a I;~ ~ca~·pa. del monle lo permellcsse, si potrebbe stahtllre cogil uom1Ill d1 rt serva, nna catena sufficicntemente fitla per nl imentare il fuoco senza dover subito por mano ai cofani d'aY~n.lreno. For~e po trebbonsi anciJe utilizzare all'uopo le parigJio dt n sena, cancandole come IJeslie da soma. . ~e1:mettendolo quindi le circo:>tanze, non convcnit scegliere poS IZJ~nt troppo elevate, com e non convenit mai fare sforzi cccezionah p~r tmsportarv.i i casso ni, sin perchc in basso sarU. piu facile :enerh al coperlo, sm perchc probabilmenle lomerebbero di 0,.,rare tmpaccio in caso di ritirata. A q~es~'ullimo c~so , co~e. giil. si disse, d.e,·e pur essere prov visio, affinci.H~. ~~ re1~cla cll:ttuablie d conscrvare la posizion e anche quando fosse 111JZJ~to 11 movnnenlo di ritirata pe1· Ie altre truppe, allrimenti, o queste s1 troYcrebbero esposte a sostenere l'urlo isolate 0 J'artiglieria conerebbc pericolo di restar tagliata fuori. P.i(t Ju~gi ritorneremo su 1ale argomento. Per ora ci limiteremo a dire che date eerie condizioni, c po:.sibile proHedere anche a questo. ' Ci•:ca l.a . sicnr·ez~a conlro gli aggirnmenti e contro le sorprese, . non c r1.~u 11 caso d1 andare piu in lit di quanto occorre per ricordarne I.'mporlanza, entrando questo nell' ordine delle disposizioni gen~•·a!J dt spellanza del comandante in capo. Drremo soltanto per ci6 che riguarda la. protezione contro il tiro della fuc ileria, chc con cio intendiamo alludere alia comenieM..'l che .la fantm·ia, non solo occupi le posizioni, che per an-entura lasctno temerc del loro dominio, rna si trori inoltre tanto innanzi da obbligare l'avversaria a smascherarsi per tempo, sicchc vcn!!a a ca~ere r~ella prima .zo1~a. del tiro util e d'a rtiglieria, senza che qu~ sta s1 lron fin dal prmctpto e.~po s ta nllc sue ofTese.
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IN MONTAGN A
Dopo tutto le difficolta di locomozione presentate dalla natura del terreno concorreranno in non lieve misura a rilardare i progressi del nemico e quindi ananno non poca influenza sulla stahilila de[. l'art.iglieri a. Tullo qunnto si venue fln qui esponendo fu basato sull'ipot.esi di una certa Iiberia nella scclla della posizione; ipotesi che quando fosse avve..ata, rend erebh~ assai onio l'impiego dell'artiglieria in monlagna.. Ma qui appunlo sorgono le vere clillicolttL. In generale tulle le vn lli piu importauti sono percorse dall'ori gine allo sbocco da una strada carreggiahile, sulla quale l'artiglieria puo trasporlarsi con tulta comodita ed, ecceuuati alcnni pass i, a tuLLe le andatm:e. Essa san't quindi in condizione di accompagnare dovunque la fanteria. Ma mentre a quesla sartL pcrmesso quasi in ogni punto di distendersi lateralmente, l'arliglieria dovra !'pesso percorrere lunghissimi lmlti senza lroYar !uogo ad nscirc clal!a strada. Supposto quindi cbe non si voglia o non si possa ricorrere a lavori slraordinari di zappatori, essa non pot.n) di solito prender posto che Jil, dove la strada co1Te a livello del fondo, allo sbocco de,i piccoli af!l nenti, sui dolci declivi formati dtti coni di cl~ i ezione, sulle peucli ci deUe montagne quanclo per avventura una strnda mena a quakhe ripiano e finalmente sui bassi contrafforti, che si proLendono talvolta e che a guisa di travct·se sembrano sbarmre le valli, la dove queste subiscono qualche inflessione. Quando pertanto non si voglia far tlipendere il concetto generale doll'azione dnllo scopo precipuo di uti lizzare l'artiglieria, o quando l'azione fosse forzala dallc circostanze, non sempre l'arma in discorso, o almeno non subito potra sviluppare la prop1·ia attivita. E qui cade in acconcio il fare una distinzione importantissima, a seconda che le operazioni, cui un reparLo di truppe e chiamalo a s>olgere, saranno per essere di caratlere ofJensi1o, o difensi,·o. Se non temessimo di buttar la un principio !JD po' azzarclato vorremmo dire che lrattandosi di guerra. di montagna, l'inizialiva dell'attaccante cessa dal momento in Clli ha stabilito il suo piano strategico generale. Una voiLa fissati i punti pei quali nrra tentare il pass<hggio e messe in movimento le varie colon ne, queste non potranno/come in pianura, altirare il difensore doYe le esigenze ta!tiche meglio consiglierebbero, ma dovranno sobl>arcarsi, fin ehe non lNNo xxvir, voL. 11.
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L'A H T Lli LJ C.H IA DA CAMPO
abb iano :;nadn~nalo il piano, a dare, od nnche ad accetlarc bnttaolia dor0 'tnegli crcclera pitt oppor tuno . t In quc, fo ca:;o I':LI'tiglieria vr ,·serit prec isamen tc nella concl izionc peggiorr, o di 11011 prendP t· parle alia IHt6na, _o _di n~ n entrare in lizza cho tanli. Sarl'bbe per altro errore gran~!'tmo 1l rolerla ])('t' tflJ.e:;to moti10 e:;r lll dcre a priori, considerand.ola come nn impedimenta iltULil e. L'a llaccanfe Hon abbia lroppa frella di impegnarla; la fac cia marciare alia rotla; l'atTCsli se occorTe in posizione d'aspe!lo liucilL' non si" SI iluppata l'aziouo .e allora pro!Jahi lmeate cl1i l:t com:1nd~l a\'l'it ramp() <t lt'OYar modo eh uLd1zzarla. II dift'n-.,ore per coutro agit·:'L in condizioni as~a i piu favoreYoli . .\.norlito opporlunamente de lle mossn dell'anc rsario, mentre le ·trDppe di prima. li Lte<t ne rilarderanno l'avanzar::.i, egli :writ lem p~ di :-:pingcre le snt> risrrrc :=:lr·ale~iche dalla 1i_nca _<t'atTOccamenl~. Slll pun!i minae~i<tli o l[llt\ i, qunndo non \ Oglta rtco rrere alia dtresa oll'e nsira, ::tarit in l11 i lo ,;ccglicrc posizion i tnli ore atlcnclerlo, che <:::" li J'ol'lli'cano il tle,tro di lrur Y:tnla!!gio da tulle le anui di cui dispone . .. t-'r:t ie di1·ersc lor.tllili.t., cui nccennammo come aclatte :li lo slabtl tllh'nlo dcll\lt' L i ~!ieria, alcunr vc ne hnn no sulic c1nali quest'ulLim a puo preu(kri' (~!l!o lo s>iluppo desidcrahile . Tali sono i conlraffort i dislJU., Li a traYe1·so delle \'alli. 11 loro fronle puo capire di s•JIito comodan1CJ1[t' ltn' intera hnU.er ia e a11che piti , la loro profondilit perme!le cli l)Orlan i lntla la colonna di munizioni. c le piccole_aceidentalilit dclln loro supedicie si prestauo egregiamentc a n parnni la colonna slc:;sa . A qncsti vantaggi :Jllri se ne agginngono, rclatiri all'ampit'zr.a del campo di ti1·o, alia possihi lita di battere la strnda pe r lungh issimi tratti, alia loro poca elel'azione e fJn almente alia f;nrot·rvo le d i spos i ~ i o n c df'lle all re trnppe . l\on semprc pPn) (1ueste po,;izioni sono accessihili all'arliglieria cta campo rwr difetto di stmdc . Questc la h-olta se csisrono si ridueono a seHlplici mul nttiere, !rtl 'altra salgono lungo il pendi o rivo llo w•rso la parlc d'ondc vienc l'attncco e quindi , quand'anche si prestassero all'uopo, rcnderebbcro assai problematica la ritirata in cnso d'instlcccsso . Sarebbc quincli assai conYeniente chc in ques!e localittt, le quali scmbrano predestinate a rice\ ere l'urlo dcll'onda invadente, fos-
295 sero pre\(mtivamente aperte delle commun ica~ i on i , se non amplissimc, almeno rali da assicurare il commodo lransito delle vetlure, senza oiJIJ iigarc a ripiegll i che cosLr:mo assai fn.tica c peggio nncora assai tempo . Jl giorno z:3 agosto si clovetLero porta!'e 1- pezzi sui piano d_e lle Lobiere. Da Ponte Be1·nardo fin o a lU urenr.o con·cva. una mulaLLrera tagliala in gran parte nel fianco ui l'llpato del 1~1~n le; cla_Mure~zo in su la ch ina era coperla di >egeta~ione , ma nptda a!i~a t e pm a affatto cli sLrada. Grazie all 'atlivitit dol 3" battaglione rl ogli alpin i, in SH· ore la mulallicl'a era amp li ata in modo da potcrvi passare col materiale da 7 e dall'c:;Lremitit di essa lll1 lmtto completamente nuovo conclucova al piano da occnpare. Fu que~la un'opera vcramente degna di lode e che p!'ova una >olta di piu quanto si possa r itrart·o dal nostro soldato nel ~omen to del bisor>no· m11 in caso vcro essa 11011 sarcbbe slata suffic1entc allo ' scopo. Senza parlare del pericolo continuo di precipilare, do \ uto alia ristt·ettczza dell a via, per la qunlc in molli trr.lli cotH cu nc staccare i cavaUi e. tirare innanzi le vetture a. bracf~i a ; :->enza parlare dello sfo1·zo slraordinario a cui furooo soLioposti i <Iuadrupedi pet· Yi n{;Cl'e l'erta ri11idissima dcll'nllimo tmtto, sul quale acl ogni 30m era 1 . . . mesticri arre~ l a r::, i percile riprenclessero Jen:.t, altre rag10111 lmportantissime indncono a dich iarare insufficicnlo tale opera . Jl disli vcllo fra la strada maestra nei pressi di ponte .Bernardo e il piano delle J.obi ere c cli circa .wo mct.ri. Sarebho q uincli slato necessario, tt·a~ l nndosi di una posizione che doveva conservarsi a lungo, di trasporlare anche la ri:;en a colassu, o almeno fino a Murenzo . Ci6 premcsso, il nostro giudizio non semhrertt erronoo, quando aHemo aggiunt.o, <;he ogni vettura aveva nnn par iglia di rinfot·zo, e cho gli anntreni conlcnevano sol tanto mezza dozzina di ~ai'Lo cci c che malgrado cio , ben c lu~ non fosse quistionc che di 1: pezzi, ocr;orset·o tre ore per guaclagare la sornmita. Ne e a credersi che su slrada tanto angusta fosse lecito far concorrere nello sforzo gli uomini di scorla. QuesLi contrilmi v-ano ben si, mediantc apposite funi, ad impedi rc che i carri si rovcsciasscro, -quando sotto il peso delle ruote il margine della strada si scoscendeva, nta come aiuto diretto non poteyano impiegarsi. I N MONT M<NA
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IN :1-IONTACNA L'ARTJGLIERIA DA CA;\!PO
· Tullavia e. nostro parerc che con qualche lavom di mina c con p~ca .spesa SI otterrebbe ben presto cola una sicura e facile comuDJCHZione . .?,uan Lo nbbiamo detlo ri?u~~·do a questa posizioue va inLC1\0 apP~'~·tl? ~ tutte le al~r~ c~nsJm i ii, o comunque favorevoli a riccHare arLigl1eria. Le pos iZIOfll dunquc, spccialmente pel difeu sore, non rna~cano; mancano le sLrado, come in quasi tutte le fazioni ebb imo· ~ nlevare ed a questo converrebbe por mente intanLo clte se ne l1a 11 tempo. E se a .t~luno sembrasse sconveniente l'averne molte, pot~ndo queste .faci.hlare !'opera cleil' invasore, noi ciLeremo in propostto quanlo diCe 11 generale Kuhn nel suo libro sulll~ guerra di ruontagna: ~ :E. ri~licoliss.ima.opinione di alcuni, che in paese di mouta« gna g1ovt l avere d minor numero di comunicazioni 1ner rendct·e « diiiiciJe il penet.rar~ all 'avversario . Il nemico non si Jascia puuto <~ aJTOStar? ualle catt1ve strade e In. propria difesa "per trt le circo« slanza :·,esce oltr~moclo clifri collatn.. Se una strada olTre vantaggi « ':' ncmtco, essa IJ presenta pure aJ difensore, potendo qucsli uti« lizzarla per l'offensiva, tanto necessaria per ottenere successi ». Da <Juanl~ ~i ~s?ose fin qui si puo dedurre che tuue, o quasi tulle le cond1ztont unposle all'arLiglieria da campo, pcrche il suo c~ncorso ~ella guerra da montagna riesca efficace ponno ~::sser& soddl=-fatte. Ct occorre per altro soiTermarci ancora sulla scclta delle posiziou i, affine cli combattere un principio che sembra radicarsi e d 1e qualora prenclesse piede lorncrebbe certamente nocivo nelle sue applicazioni. PreteJIIdono alcnni che l'arliglieria si a tanto me/l'lio collocaLa.. . . b quan~o pm m alt? ~i por'la. Con questo essi credono di procacciarle magg10r campo d1 tiro e di sottrarla al pericolo cli vedersi dominaLa. . Sarebbe davve!·o una bella cosa, chequesL'oltima circoslanza non SJ presentasse mai, ma in montagna non esiste a queslo ri11uardo l'assoluto. A~ una posizione ne sonasta un'altra, a quesla unt>a terza e. ~1uando n.o ' ~vremo fatto sforzi straordinari per solleYarci nelle ptu al~e r~g10m, troveremo m~cora qualche pugno di caccialori piu alLO dt U.O·I, che nascost0 frra i cliropi, C'l'll un tiro ben arrrrirusLato ci 00 ~oricherit. uno aua·volta i noslt·i cannonieri. ' . ~nche p~r ci.o che riflette il campo di tiro, il pTimc1pro non egiusllftcalo. D1 soh to, per poco che si salga, il campo visuale rispetto
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alia slrada, al fondo ed ai fianchi del la nllc si presenla co~i yaslo, quanlo solleYandosi parecchic centinrtia di metri . La difi'ercnza.sta solo in ci6, che tenendoci in basso non solo avremo il yauta"'11io oe di un tiro piu raclente, ma potremo aiLresi hattere l'avversario fino almomento in cu i entreril nella zona piu efGcace del tiro della ranteria; menLre pit\ in alto gli on'riremo l' opportunita di un ampio angolo morto, cli cui ccrcherit profittaro e che gli sara sprone ad avanzarc piCL mpidamenLe. A qne~l i inconvenient.i aHri se ne aggiungono di non poco rilievo ed ai quali gia in parte accennammo. Innanzi tuLio le posizioni troppo altc presentano quasi sempre grandc diffioolla di accesso; difficollit che, ripelendosi nella discesa, possono in caso di rove:;cio compromeuerne seriamente la ritirata. Ben e Yero che l'art iglieria devo essere disposta a saerificarsi in caso cli necessita, ma per quan ta sta in noi, ci semhra chc questa necessita non dovrommo concorrere a procurarce la. Anche il rifornimento ne sofTrir}t non poco, tanto piu che aMe maggiori a!Lezze corrisponclono scmpre ripiani piu angusLi , i quali non che far luogo a collocarvi la riserm, daranoo gia da pensat'e assai per disporvi conveniontemente i pezzi e gli avantreni . Kt\ traLLandosi di posizione, cho von·a essere tenuta a lun"'O ~ ' sariL bene di trascurare ttn' altra circoslanza e cioe la natura dol Lencno, il qLtale lassu si prcsenlerit CL uasi sempre di aspetlo roccioso e qni mli non solo ci Logliera il n ntaggio di coprirci con ripari di terra, ma radcloppiera gli efTetti del fuoco nemico. Se pcrlanto nel prendere posizionc si Leme il domin io cli un'alLra (e qLtesLo in generale lo sarit per parte della fucileria) si curi di occuparc prevenLivamente quesL'altra, o almeno di batterla con preponcleranza di al1ra fuci leria. Quanto all'arliglieria, se il suo clominio sarit molto grande, anderil. incontro ngli inconrenienli di cui giit pal'lammo; se sara piccolo, questo non sara causa di delrimenlo pe1· noi . Anzi siccome nella plw·ali!it. dei casi i ripiani oYe essa puo .dispor,;i si presentano a dolce declivio verso l'interno della valle, cosi Lrovandoci piu in basso aYt'emo il vanlaggio cli J'endere pit! sensibili gli elfetLi di scoppio. 'Dopo Lutto pero :mculla vi ba di assoluto in tat.tica e talvolta poLra ·esserc couvenionte di portarsi !nolLo in a!Lo, come quando si tntLLi
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L'Al'\TIGLIERIA DA CA~IPO .
di coopcraro alln difesn di un forte di slJmTmnento, oppure quando l'azione piu importantc :;i sviluppi sulle sonuuita; ci6 che appunto ebbe luogo nell'esercilm:ionc del Ii.i agosto, dove una so)\ione col· locala sui Pian del Soglio ebbe grandi~sima inll uenza nella presa di Cima di Bnllaglia. Giova per allro notaJ'C anche qni, che 'i fu impegnota nna.sola se;.\ione, la quale 11 i ginnsc Jlledia.nlc sforzi non indifferenti. senza ca:>soni e coi cofan i n1oti. ])'altronde in simili casi c probabil~ che il comandante possn fllre nsscgnamcnto sull'artiglieria da montagna, la qnalo nel vincere le asperilil drr monti pu6 dirsi degna emula dcgli Alpini. Qui qunlcuno potrebhe o:;serrarc, che qnando si avesse a disposi)\ ione J"artiglieri a da mont:tgnn, sarebbe inn til e ricorerrc a quella do. campo. L'obbiezione a primo aspello sembra ginsta, ma .~cnza tener ca lcolo delle event.uali csigenzo di ordine or·ganico, clipend.cnti dalla importanza e dalla formazione tiel corpo a cu i sadt afficlata l'operazione, giova ricordare, che a pari tit di calibro, la potenza e la giustezza del cannoue da campagnn :;ono di mo lto superiori aquelli del cannone da montagna. Qnal itit quoste tb non trascurar!'i. specialmente dopo quanto si c cletto circa l'ampiezzfl- dei campi di tiro che nolle regioni mont.uose sogliono prese,ntarsi. Una parola ancora dobbiamo aggiungere circa al poslo da assegnm·si all'art.iglieria nell'ordine di marcia colle altre truppe. Nelle scorse esercitaz ioni e accaduto rarissimamente, nnz i una rolta sola che, anclan_do incontro al nemico, l'artigliel'ia fosse incollonata immediatamente dielro alia compagnia d'avanguardia. Probabilmeute ch i imparli\·a tale ordiue si tronva so tto l' impressione dcl la lettura dei recenti trallati, in ispecie dei tecleschi, i qnali considerando. l'artiglieria come arma di peeparazione, vogliono che si tr-ovi pronta ad entrare subito in azione, non appena segnalato il nemico, Quc~to principio, giustissimo per ~e slesso, non pu6 c~sere applicato nell a guorra di montagna, nemmcno nel caso cite sia gill. fissata la posizione da occuparo e che si abbia la certezzu di poterla. occupare senza essere disturbaLi. Abbiamo detto di gia chc, perche la po~izione possa essere tenuta a lnngo 6 neces~ario chc le fanterif.l. venga appostata molto piu innan1.i dell'artiglieria . Quando dunque si abbia cura di soddisfare questa condizi one essa potra semprc trovarsi a posto nello stesso tempo che le altre trnppe anche marciando
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in coda, tanto piu che Occol'l'CJl(lo pu).v assumere nndalnre assu1 veloci. · · 1 Con qnosto non intend inmo dire che dchba. proprto t.cnerst al'cstrema relroguardia. Ciu dipf'tHlerit dallalunghraa d_ella c~lonna dal momento in cui ciascnn reparlo sarit eh iamato a sptegar~ r. Solo 0 vocrliamo dimoslr'are la convenienza chc r;;sa tii!;!i lanto clal la testa, dacessere sottralla a qualunque crcntualil~l di sorprc:;a; net qual caso, se Ja f<~nteria arril mezzo di rcagirc, l'art i gi~Cl~ia dipen_dentemente dallraccialo delle :.;Lr·acle, Yod:·a catlere uomrnt e ca1 all1 scnza poter difendersi e per di piu di\·enLcrit di grare impac(iO al!'ann;.\;lrsi del Ie altre truppe. . _ _. . Crecleremmo far torlo a quanti rurono c saranno clt~amnlt a timo-ere un' operazione qualnnque in m0ntagna, danclo ulterior(• ~riluppo : queslo argomenLo . Ci limitercn ro quindi solt~t~lo atl esporrc _ancora alcune bre\ i con:;idcrazioni di carattere a!latto spPw:le, !llCrenti alle nHulone. Ncllo csercitaz ioni si allribuisce tah'oltn lroppa imporl<tnt.n. all'arti3lierin, tal'altra troppa. poca. 11 compilo di un giudire tli campo non e certament.c moll o facile, quando le pallo t.lole re.>tnHo ncglr zaini e le granale nei cofani; pur tult.avia pare cllo t.a~e com~)ito sarel.Jbe cli molt.o nlleYiato, quando unitamcnt.e all'atlOzionc d1 appnsit.i segnal i, indi~anLi In (lirezione e la :-pccic dell i_ro, si u_nm!ssero i del!i "iudici di uno speccllietl" rapprcsent:.ultc gl1 e[e!l Lut1h, che una J:occa da fuoco puo rendere, a second a delle disL:-tnze e dell'altezza del bersuglio. _ . . Abhiamo osscrvato ino!Lre chc di solito l'am1 CO tro1a b~ne l at:tJglieria a.nche ad 800"' clall;t fanteria avl'ersaria, menlt'C 11 n:tm co prelende di poria fnori cli comhaltimcn to eo~ pocho sa_lve dt plotone a t~.oom. Forse c piu ne! ven' quest'ulllmo, ma 1101 '"orremmo pero ehe si Lcnesse conto di due circostanze, le quali in guerrn posS•mo uvere crrande inl111cnza e cioc: 1o chenqualora riesca coprir bene gli aran~rcn_i, il ber~aglio presentalo clai pozzi in batteria e piccolissimo e c!J(flcJ]rncnto cli SCCl'nibile oltre i mille melri, se la !nee non e piu che farore,·ole; ~o che l' aiTusto clcl cnnnonc nou muove pol ftschiar· clelle P-'1lottol e, menlre quello del rucile csuscoLLibi!e Cli crnulche oscill ozione davanti a!lo scoppio delle granatc.
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L AR'flGLIERIA DA CAMPO l=" :'\10:-ITAG="A
Forse •i sarebl>e pure qualche co~a da ridire circa la rapiclila con cui si svolgc l'~zione nelle manovre; rapidita per la quale avviene talora che l'ctl'liglieria non aul.Jia tempo a trovar posizioue, ocl occorrendo, a cambiarla; ma le cause da. cui pr·ocedc siff'atto inconveniente so no Lali, di fron te allo quali non sembra il easo di insistere in proposito . Per allro, dipondentemente da queslo circostanze, s:webbe bene che i diretlori di manona, anche nelle piccole fazioni, non trascuras;;ero mai di procuratsi i rapporti del comandante l'atti 0i"'lieria innanzi for mulare lo proprie cri Li.clto. Ritomando quindi al soggeLto principale di quesLo scritLo, possiamo conch iudere clle, ptocedendo con una <.:erta pa1·simonia, vale a dire, non prefiggendosi a priori di voletla impegnare ad ogni coslo, l'artiglieria leggora da campo puo rcutlere utilissimi son·izi anche in montagna. Se satit qnestione di atLendete il. nomico di pie ferm o, vena appo:;tal,a preventil'ameute; se si maecerit ofl'ensivamente, profitterLt delle occas-ion i favoJ·ovoli, che saranno per prescn!arsolo, o subito, o dutanle il procosso del combatlimento; se poi non le fosse a1l'atto possibileprendcrri parte, potdtsempre tomare di vantaggio : in caso sfor_L~nato, occupando all'indietro qualche posizioue per proteggere ht nlirata, in caso fa rorevole, cooporando a! coronamonLo delle posizioni conqui sLate. FELTCE 1\-LUUA:\I
Capitano 5° ATtiglieria.
IL
TIRO DEL FUCILE A GRANDI DISTANZE E
LA TATTICA ODIERNA
I! tiro del fucile a grandi distanze, dopo i resullali notevoli oLLonutine dai Francesi nella guerra fmnco-germanica, e piu specialmenta dai Turchi nella. guon·a turco-russa, c onnai adoLtaLo dalle principali potenze mililari' cue portarono la graduazione dell'a.lzo a dislanze molto superiori ai mille metri. Cio ma!gtado non o peranco, ne potr[t esserlo se non dopo una campagna, decisa ht lotla tra gli av\'orsari cd i sosteniLori di siffallo gencre di tiro, trai primi dei qunl i si distingue specialmenle il maggioro Boguslawsky dell'csercito oO'ermanico e Lra i secondi il capilauo Horwtzky dell'e:>crcito ausLro-ungarico . Qualunque esser possa l'opinione sulla maggiore o minor conYcnienza el l adoperarlo, sui la maggiore o minore prol.Jal.Jil itU. cli regolarlo, sulmaggiore o minor perico lo di Lrovnrsi senza mun izioni almomonlo piu opportuno, c pur giocoforza. ammeLLere, che questo nuovo gcnere di tiro cerchera nella prima guerra In sa.nzione pratica. per elevarsi a dogma Lattico. e che noi saremo chiamali . volenti o nolenti, ad esperimenLarne gli ell'etli sia suite nostre truppe, :;ia contro il nemico quando quest i lo adoperi con successo contro di no i. SarU. pert.anlo eo sa utilissi ma st.udiare sin cl'ora. i cambiamenti cho ne poLntnno resullare per la taUica delle tre. :.wni, affine di non
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IL TIRO DEL FUCJLE A GRAXDI DlSTANZE
E LA TATTICA ODIERNA
esset:e pt:esi alia s~)l'onista ali'aprirsi di una campagna. Se noi cons1der~amo chc d fuoco della fucilcria e uno dei fa.ltori principali e dolla d1fesa e rlcll'altacco, essendo poi semprc la fantct·ia destinata a produrre la decisione, non si puu a 111eno di ricrmosc('J'e che mu Lalo esscnzia lmen lc questo fatlorc, doHanno subire cnmb iamenri cssenziali i modi slrs~i dell'attacco c della difesa, riscntcndosene percio specialmentc la 1:-tl!ica dell'at'li~lie1·ia e della fantcria.
])atteria solo 35 colpi utili con 24-06 cartuccc, ossia un per •; . molto inforiore a quello otlenuto a circa •I 000m (distanza ignota), Se pn ragonnnsi poi per un.1 siCsia distunza, snperiorc ai ·I 000"' e perci(l ilirri cilmente apprnzznbi le senza un nol e,•olc CJTore, i per "j ,, oll eunli col tiro a dislanzc no lr eel igno le, qnesl i appena raggimlgono '/ 10 di quclli ; laondc non si avranno a ·I i.>i.>Om (distanza ignota) noppure } pnnti c0lpi1 i enn 2Hl0 cartucce riot'• ncmmeno I colpo utile sopra tiOO. Questi re:;ullali giit abhasla nzu fa\'OJ'C\-oli migl iohtno, quflndo dallc incruenlc c::;ercitazion i dei l'oligoni si pa<:;;i ali e cruente lol.le dell a guerTa. Ed. iltvero siccorn e ne! comba ttimcnt.o si tlovrit quasi scmprc Lir·m·c a di slanzc ignole, avriL \a ntaggi nel tiro quell'a.rma che possiede mczzi migliol'i per dctcrminarle. OJ'a romc potra la fantel'ia apprezzarlo con preci::;iono? ~on certo co!l'o~servazione dei punli t1i caduta dei pro ieltili nel tiro a :>ah·e, perche c cosa difficilissima in pace etl in guerra assolutame , ~le impossihile, non ceTto pel ral len tamcnto del fuoco cln. parte del lrt batteria con tro la quale essa Lira, qnanoo abh ia indovinato In clistanza, giacr.ht\ anche con personalo mollo ridotto il fuoco dei pezzi non scema sensihilmente d'inLensil:·r. Si dice che la rera distanza potra essere data dalla propria artigliC'rin, quando sia prossima c tiri sullo stcsso hP.rsaglio; main pratica potrit. ci6 govenLe ayer· luogo'? Se non negarlo n.ssolulamente, e per lo mono lecito porlo in. clulrhio. Ora poichC col crescere delle clis!anzc scema la probabililit di precisione nol determinarle, sari.t la fanterin obbligata a. duplic:ne o trip lien re il consumo delle muni .. zioni col pcricolo di J'eslarnc prcstissimo sproHisla, oppure a pl'odmr·e collo slesso numero di cartucce un effeUv clne o tre volte minol'e e perci6 quasi nn llo. L'artiglieria inveee per mezzo dell a gJ'anala, det.l.a a giuslo Lilolo il telemetro dcll o shrapnel, po trit con alcuni colpl determ inaro la dislanza con r1ppross imaz ione di 50m e persino di 21:> 111 , e manl encre anche contr·o lnrppe in movimento l'efficacia che anebbe, se tirosse sempre a distanze note. Quella calma che nelle esperienze del fucile a! poligono e con:>errata dai liratori o dai loro cap i, i quali non sono osposti a pericolo alcuno, polrit mantenersi sui campo cli battaglia? Tutto incluce u credere di no, inquant.ochc so tto una gt·and inc di pallottole gli uomini cercheranno, prevalcndo pur sempre alia disciplina l'umann
I.
L'artigliel'ia :t\Til d'ora innanzi anrhe a grandi di ~ tanw 1111 avYcrsario ser~~men_tc ternibile nella fanleria, Ja quale rol til'o in mnssa con p1u ali~ 1 lancera, secondo gli ordini deali uffieiali oTan0 dini di pall e s~ll e posizion i occupatc' clai pczzi e dog!i ava~1 ~-~ni. AI qn~l propos1t~ uon sarehbe inuli lc il paragonal'e gli cfTelti del f~oco m massa d1 una compagnia e del tiro a shrapnel di una baLlena da cent. 7, a dislanze cosi infcl'ior·i come superiori a 1000m. J\!a senza ac_cumul~u·o !'una sull'altra ari de cifre provcnienLi <la cspeI'J enzo fatte m Ita!1a ed all'estero, basler·it accennare come mentre allo dist<une in_f~riori a •l ooom il fuoco di una compngn'b tende sempre ad avvrcrnarsi iu elllcacia a quello cli una hatteria, fino a s~tpcrarlo alle br~vi clis~anze, si hanno ill\rece generi di rorsi di espel'lenze comparati\'C a d1stanze note eel ignote tl'a fanleria eel artiglier~a, _i cu i risultali wll imano tntri ahhastanza per ingencrare la (;~11Y JnZJOne, che a distanze da ·l 000"' a ,, I oo:n l'efficacia del fuoco d1 una compagnia non raggiunge il rruarto di quella di una batteria cla cent. 7 che Liri a shrapnel. l~ inutile dimostrare come, crescendo ancora le dislanze o!Lre tl ooom, si do\'l'anno sempre ottenm·c resullati assai inforiori dal tiro della fanteria; solo per dare un'idea dclla rapida pr·oo-1·essione 0 secondo la quale decrescono tali l'esu ltali, osserveremo come si dc:>ume dall'esperienze faLle presso di noi per l'adozion~ del tiro a wandi distanze nel uovem bre 1878 e no! marzo ·1879 aJ poliaono di Cirie, che a Hi:.>Om (distanza nota) si ebbero contro 4-pez~i in
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IL TIRO DEL F liCILE A GRA:\01 DIST A)IZE
nal llm, contrapporre ofTesa ad o!Iesa colla maggioro celerith. possibile c. fauis i in breYe gordi ai comancli dei capi, muteranno un disciplinato ed cfficace fuoco a salve od a pause in uno schioppellio sema effetto. Ne si dica che so iLo i bene aggiustati tiri del fucile simili inconven ienli, che rend ono il puntamcnto incerlissimo eel il fuoco inefficace, si verificano anche per l'ar! iglieria. L'immobilita del pczzo puntaLo , e la. diffic01lit per gli. uom ini di sfuggire di mano ai c.upi-pezzo e per quesl i di non ob bedirenlcomandn nle dellabatteria. tendono a sopprimere ogni inconrenienLe, Lanlo piu che l'ef:ficncia del fllOco dipeode non clai singoli individui, ma esclusivameole clai punlalori, i qnali nppuuto so no ~celt i dopo aYe I· dato prove special i di acutez1.a cli visln, e di celeri til. ed esa llezza di puntamenlo. ~ e ll a fanteria al cootrario debbono andare naturalmenLe pertlnti i colpi di tuLti coloro , che non pos~eggono cosi buonu. vista da distinguere un bersagli o alquanto coperto oltr~ •I ooom. Tenendo conto di lutte quesle considerazioni combinate coi resultnti delle e~pe1·i enze ai poli goni, si pu6 nmmeLLcre che al di liJ. di 1000m l'artiglieria, la qunle faccia fuoco ancbe allo scoperto, riuscirit sempre a mautener~i di frontc alla fanleria, non potendo da tali distanze il Liro di qucsta, arrecare a quell a penliLe cosi rilevanLi non chc cla impcdirne neppure cla rallenlarne il fuo co . Invece la fanteria fr·a ·I 000111 e 1500m non pol1'il resistere all'artiglieria che Liri a shrapnel. Non sarebbe per allro cosa wudcnte ne raccomandabile per una batteria l'andarc a prenclere posizione in lerreno swperto a I 000'" o mcno da fanteria nemica in talla, inquanlochc allora un ben regolato tiro in massa, coprendo di una grancline di pi ombo il Leneno ciJe occupa l'arl.iglieria, po trebbe renderAe assai problematico il tiro efficace. Ben lo provarono le due batterie a caval lo della gum·dia prussiana, le quali a 750'" dai Francesi, vo lendo pr(mdere posizi~ne sui la sporgenzn. clella catena di collina a sud-ovest di S.t Pr.irat, furono pressochC impossibilitate a far fuoco anzi una di esse non poLe togliere l'avanLreno che a lre soli pezzi. E non dissimi l cosa n.vvenne alle 4 baiLerie del7° corpo pl'ussianoJ le q uali oltrepassarono la sLrelta di Gravelotte per prender parLe al combattimento presso S. t Ruberl, perocche una non riusci a. Jerar· gli avantreni, un'altra non sparo che pochi colpi, una terza fece fuooo per un tempo alq uanlo maggiore, ed una so la pole con perdite enormi conlinuare il tiro.
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E LA T ATTICA Gl'DIERN A
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Del rcsto anche l'esTlosta regula, per quanlo non manchi cli lat~tn dine e sia corrohoratadnll'esperienzeclellit gu.errafran~o-g~r~antca, non puo ri tener6i come assoluta, perch~ ~I dts?pra d~1 faLLOn maLeriali antecedentemente accennali slanno 1la.llon mo.rall , che ban~o la -~ ·m,. e t·'1J,·olla l'unica influenza sull'esrlo parzralc e finale drI .un.l nla .~ 1 ~ combattimenl.o. Sonovi sempre speciali circostanze, per le ~ua ' L ftlOCO, che e il principale fattore clella villoria,. pno perdere Ill gran parte ed anche totalmente la sua efficaci.a, co:1 da una parte come da ll 'altra. Sarit pero sempre bene non dtment1care, ~he nel la fanteria sollo 1' azione cli perdite t'ilevan Li scerna t.mme~Jsnmente l'efficacia del tiro pel minor numcro dei rombattent1 ed ill conseguenza dei proietlili, per la minor preci:;ione del ~~~~tame."~~ ?seguito in uno stato cl' animo anormale, e per la magg1or l:e~ Ld.'1zrone che tencle a to11liere dalle mani dei capi la truppa nella clrsc1phnn del fuoco. Nell'ar~glieria invece la precisi one e. sino u.d u~ c~rlo pm:t~ an che la rapid ita del tiro, sono indipen den t1 dalle pcnht~ m uom 1m e cavalli e tlal morale della truppa, e se qualche ballena r:sla pur momentaneamente immohilizzala, pn6 sempre con un cambwmento d'alzo volgore il tiro conlro altri obiettivi e coop~rm.·e an~ora all'csilo dell'allacco, aspettanclo clal riparto cassoDI n nforzt che le rendano la percluta mobilita.. . . . Non e dunque ~L creclersi, chc il tiro cl cl fucrle a grand.t d.rstanz~ , abbia a portnre una r ivoluzione nella talti ca clell_'artig,herta. D~1 precetti del Verdy du Vernois, ed anche da quellt dell Ho~ba~e~, einerge infn.tti chiaramente la prcocc~pa:-ione cli tene~·e ~'.~rll~lt.erra all'infnori del la zona erri cace del la fuc1len a, almeno at ptnn~t d.1 cl~ I combaltimento allorcbe la fanleria nemica e intalla . L'arlrgltena ne lie batlafr li e 'offensive, occupando le prime posizioni, se in terren? non avra • a lemere tl scoper·to, doa '1300m ac ,1800'" dal nemico, • • _ . _. fuoco del fucile a. gra.ndi distanze. S1c~ome p~ro. clovra ~e1 mm~~~~ Junaamente per dar tempo all'attacco gn·ante dt ST1luppars1 e concor rer~ secondo le cFsposizioni proventivamente prese, all'attacco frontale,' fara cosa conveniente coprendost· con n·pan· da ea mpaona . o • affine di oltenere piu facilmcnto il sopravvento sull'artigl~ena de~ la difesa, la quale clal canto suo ar clifetto del ~umero . avra supphlo coll'erezione di ben pii.t solidi spalleggiamentt. Raggmnto.Lalescopo precipuo, sura se non scmpre assolutamen{e indispensabllc, come
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ll. TIDO OEL FUCJL E A GRAN D! DIST.4 NZE
l~ raccom~nt!et·e~!Je nro~·bauer, almeno iu ruolti casi yantaggiosiss~mo per .' e::1Lo f111ale lo spingers i ad occupare una second<t posizwne a Circa 700m tlall'obietliro d'attacco, affinche tutto quanto c_on_lra_sla all'assalitore l'irrompere snl pun to decisii'O, Yonga dall'arltghena batluto cfficacemcute o senza inlerruzione sino al momonto in cui la fantcria sia giunla in posizione cosi prossima al difensoro' da aprir contra di lui il fuoco accelerato e cotTer quindi all'assallo: La molto minor compatlczza del!a fantel'ia nei combatlimenti odierni t·ichiede, pcrche l'attacco ahbia so!;dita, una solida ossatura e quesla non puo csser forn il<tse non dall'artiglieria, il cui eiTetto morale c tanto grando sulla truppa, annzantesi al fuoco sotto la su<t protezio~e cla_ rcndel'!a capace dei piu ero ici sforzi . pertinace~cn_te _rt~Jetut•. per s:mppar la vittoria al nemico . l)O'ITil dunquc J arL JglterJa splllgcrst necossariamente nelh zona efficace del fLLci_le, espo 1tenclosi . ~l pcrdito sensibili , se vorrh compierc qualeosa d1 ver~mJOnto dectstvo; ~ua se conserver~t il con LalLo colla propri<t fan~el'la, ~on e a credCJ'SI chc crueste perdite abbiano ad esser poi. cosr gravt, come semb t·crebbe n. prima giunta, e tan !o meno cho p_ossa non riuscire n Jar fuoco o pel'dere i pezzi. Quanclo l'aL!arco v~:n ~o.Jtdolto _l'<'gola l"ll10nte, c sempre la. propria fanLct·ia, che rome piU I'!Cllla Od lllC<l lzanteaU irtt!'Opradi seilfuoconemico disto~>l ien do_J~ da i pezzi. Tn_ tal caso l'artiglieria ha un moment; "\"erm~1 ente cnttco di brevi:;sima durata, lantocM le riesce possibile di avanzarsi anche a meno di 700 dal nemico gia scosso forlemonle dal fuoco e continuare il tiro ad onla dclla fucileria, come ben lo dimoslra~ r~no le b:H~ag_lie ~~~~~ gucna franco-germanica. l\Iai c1uanto in quos~' momen!1 dtfficllt St appalesa la natura incomplela dell'artialieria gtac~he formidabilissima ad un nemico che le offra un discre~o bor~ sag~10, puo ngeYohncnte di1'enime preda, se questi le si avv icin i in ordmo sparso sopt·a un terreno coperto, a meno che non le si trovi ~a?presso la propria fanLeria per sosteneda, procurandole le qua.ltta chc le fan no dil'ello. 111
. -~er_ menomare le perdite sensibilissime, alle quali si esporri.t J'arttghert a nel_l'oc~upare e man tenere questa seconda. posizione, dovrtt prese1:1tare Jlmtnot· borsnglio possihile alia fanteria nemica, e perci6 esegu n'e ~tl copert~ lo ~p iegamento c il levare gli anntreni, spingendo pot a brnwa s1multaneamento i pezzi a! punto, donde s i
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possa. r edere il nemi co e aprire il fuo co . Tal manovra fu con osilo felicissimo eseguita dall 'artiglicria del 5° corpo tcdesco gul pc11dio orientate delle all ure di Dieffenhach nolla lJallngl i :-~ di Worth, e da quella del 1° corpo sui pendii oc0identali dt'lle altme di Grarclotle r )lalmaison uella ballaglia di Gravelolle. :Xou p•>tra cosi il ncmico, il quale giit aYesse relliucalo il liro sulla ballcria cho prima pt ese posizione, battere cfficacementc le allre man mano cho levando gli arantreni si tt·orano ne! memento piu critico; inoltrc la simullaneita del fuoco di questa massa cl'artiglioria produrn1 un e!Tetlo materiale e morale di gran lunga superiore a qnello cl1e otterrebbe cntrando snccessivamente in azione. Quanto alia formazione taUica piu convonienLe ad oiTrir meno presa al fnoco ncmico, si teoga proscnte chc, com.unquo si vari la di~lauza lra i pczzi c gli <t\'anlreni> sarit impossiiJi lc soLtratTc qucsti agli ciTclli del liro in nwss<t con piu alzi dircL!o co utro di quclli. Sura invece assai piu fac il cosa, so, pur Lencndo per tn ezzo ilclle accidcntal iiA del terreno nascosti gli fli'Untrelli al ia vista dell'avven:ar i o~ si collocheranno a dcstra ea siu islra dell•t IJaLteria., fuor i llolle zoue di maggior densita del fu oco nemico . Quando l>iLL l>altorie siano riuni le contra un obiettiYo comunc, gl i avnn troni di ciascuna di esse si collocheranno in corrispondcnza degli iu Lervalli loro. E cio non sara di clifficile esecnzione, inquanloc!Jr qucsti in leryall i, come resull a dallo osservazion i raccoltc uelle batlaglic del 1870-71, nelle qtrali si fece mollo u:;o di masse d'arliglieria, YOrranno esser ten uti mol to grandi affine di 01itare i gra\ i inconvcnienti prodotti dall'intensilit clel fragorc clci col pi durante il combattimenlo. llriparto cassoni sara in ogni caso tenuto fu ori dalla zona di efftcacia clella fucileria o perci6 a 500m alm ono d<li pozzi, C\'ilando anchc per qneslo, come giit ebbe;; i a dire per gli avantreni, che si trori sulla linea di tiro clella fanteria ncmica. Dovralt!IO inoltre i comandanti di batteri a tenersi in continua co1.nun icazione con cruesto ripnrto, il quale anerli to cosi per tempo di quah>iasi Jllovimento dolla medesima poLrit tenerle dietro se avanzu, o fWOccclerla se ~i ritira e rifornirla di muoiz ioni non solo, ma. anche di uowini, cavalli e Dlaterialo. Durante la baLLaglia sempre arduo saru il rifom imcnlo delle munizioni ancho per l'artiglieria, giaccltc in soguiLo al tiro
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del facile u grand i dislanzo o a!l'aumento della dotazione di carlucce cl:e ne sara _la nece.ssal'ia consegucnza, piu lunge diverra il per·iod~ d1 prepnra~wne p.er J' artigl ieria e maggiore il numcro dei colpi da s~arare.' ~1s?gnera ?C!tanto, oltre ad usare la piu slretla economia d1 mun~zr om net pnmo periodo, approfittare di ogni piu piccola sospenswne del fuoco, per ricompletarne gli avantreni della batteria medianle il ripnrto cassoni, il quale dal canto suo clovra sem.p r~ manten?re ~ propri al complete per mandarli al bisogno a sost1tutre quelll de1 pczzi. 11 rifornimcnto delle munizioni dovr·a esscre una delle preoccupazioni principn li ecoslanti del cemandante di bntterin, aifine di non li'O\'arsene poi spronisto al memento decisive, quando dal suo tiro puo clipender l'esito dell'aLLacco . Sotto . quesle rapporto la molteplicita dei proieuili usati dall'artiglieria puo m:mentarc alquanto le diffkollit cli .tale operazionc, tantoche voglJOno esser ~atti caldi YOti, perchc le esperienze per adottal'e uno shrnpnel a cl1aframma con spo letl.n a doppio eiTetto, il quale possa serv1re anche come granala a perr.,ussionc, siano coronale da felice ~uc?csso m~do da fornir~ all'artigliena lo shrapnel come proJeltJle ~n1co ..E.pl~re probabtle che, tenuto conto del maggior consumo dt mumzJOlll, debb.asi introdurre quafche modificazione nell'ordin.c di. m~rcia . dei parchi divisionali, affineM collocati piu avanti agevo~n~ ~ nfo.mtmento delle mun iz:i'oni ne! giorno dell a l.Jattnglia, poten os1 are 11 caso, che per qualche batteria piu a lunrro impeg.nala non abb.ia a baslare neppuro' il munizionamento p~rtato col nparlo t:assom. Nolle batlaglie difensive, nelle quali si acceLta il combattimenLo in ~osiz.io~i ~antaggi?sc preventh•amente studiate, sara prima cura dell art1glJena copnre uomini, cavalli e materiale con forti ripari,. ~er. proteggerli dai tiri nemici, e conservare piu che sia. possrb1le 11 sopravvento nel duello decisive coll'artiglieria dell'aLLac~ante, rendendo cosi impossibiJ.e o vano l'assallo. Questi ripan vorranno ess~r ~al ~erreno dissimulati per modo, che il nemico non conoscenclo, I ubtcazwne deJla linea di di fesa se non al momento m cu~ s .unpegna 11 comballimento, non possa apprezzarne e.s~tla~lcnte Jl ~al o~e, ne prender probabilmente in tempo le dispoSlZlODI per entarl1, superal'ii o girarli . Qualora non si confondano col terreno circos lanle:, saranno piu cli clanno che cli van tag-
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IL TIRO DEL FUCJLE A GRAND! OlSTANZE
gio pel clifensore, agcvolanclo all'anersario la rettincazionc del tiro non solo per parte dcll'artiglieria, ma anche della fanteria cbo tiri a salve. Le distanze dalle posizioni occupate ai pnnl i principnli del ten·eno vorranno esscre sin dal principio accnratamente determinate, affinche con soverchinnte fuoco si possa impeclire di stai.J ilirvisi sin. all'artigl icria che alia fanleria nemira . Naturalmenle siecome in seguito alia grande cfficacia del J'uoco nna po:;izion e, anche nel cnso di prcpondernnti fot·zc di artiglieria assalitrice, non potra essere espugnaln cli fronte, dovra il difetlsore aspellars i di esserc allnccato di fianco; laonde si terra indiett·o una parte dell'artiglieria della difesa. per modo, che pur sempre riparata dai tiri ncmici poss:-~ po i in tC'mpo concorrere energicamentc nl contrattacco ed opporsi ai morimenli giranti. Pel tiro del fucile a grancli di;;tanze, chc lro\·eri.t un imp iego sempre piu estcso in questi attacchi a\'lolgenti, l'artiglieria si vedrit esposta ad improvvisi fuochi in massa abbaslanza efficaci. Perci6 il terreno sulle ali dovra essere prcventiyamente stulliato a fondo, affincbe, avuLo riguardo specialmenlc nllo scopo stra tegico e tattico dell'attaccante, si possano conoscere approssimativamentc le posizioni piu aclatLe all' arl iglieria per opporsi a simili attacchi di fianco , e queste occupare con colerita e decisione al memento convenienle si da sgominare il nemico e render vano il tentato aggiramento. Spesso, ad onta dei moltiplici svanlnggi inercnti all c posizioni clifonsive a risvolto, sr.tr~t necessario l'occuparle pel' opporsi li per li alle manovre anolgent i dell'as~a lil ore; ma tali posizioni per esser sosteuil•ili clovranno avere un solido punto cli appoggio, come un altum o un villaggio, che renda impossibile il prender d'infi lata col tiro, cosi dell'a rli glicria corne della [nnter·ia a grancli clislanze le baLterie che formano il ris>olto. Jn siffallo modo agirono i Francesi, collocando batLel'ie tro. S. h 'ivat c il bosco di Jaumont per opporsi all'attacco anolgente che i Prnssiani da RoncourL tenlavano contro S.t l)rival; eel esempi simi li, per ci.larne alcuni, oO'ri l'nrtiglieria ledesca si a a nord-est di Vion rille nella ba.ttaglia cli Mars-la-Tour, sia p res~o Se1·vigny nel primo giomo della battaglia di Noiseville, sia tra Longcourt e les Ctitelles nella battaglia di Beaune-la-Rolande.
ANNO X lCVIi, V )L. IJ.
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IL TIRO DEL FUCJLJ:: A CRANDl DlSTANZE F. LA TATTICA ODIERNA
H. La tallica dolla fanteria, cosi nolla difosa come ncll'attacco sara destinata probahilmente a ::;ubire so non una vera riYoluzion~, almeno una trasformaz ione radicale. E difalli i resultati del tiro a grancli dis.tauze ~O I Ilro colonno di fanLcria son tali da ohbligarle ad assumere Jllllll~t1~ alan~cnle m·dine da comballimento, Qrdinc il quale Lendera ad aV\'JCIIlarsl tanto piit a! lin care, qltanto ma<rcriormente c~ si addenlri ue~la zona efficace della fucileria. che ha o~~ raddoppmto dt profondtla. I lUO\'imenti gimnti, i quali per la marrrrior portata d~l fuci lo ~ir.erranno piu nocessnri che per lo passalo~ in vece.d.eglt .aLLa.ccht d1 fron te lroppo ormai micidiali e di quasi imposs d)l[e nuscJLtl, dovranno escguirsi fuor i di que!la zona rtl ltulJente p~ri~ol?sa per .manovrarYi. Ricbiedendo percio raggi assai magW~n dr_ cYol~zwno ~ tempo piu_ lungo, saranno esposti a piu graYi thHlcolta nell esccuzJOne, perche almomento prefisso pos:;ano ,·alidamente concorrOt.·o. al buon esito clell_'aLtacco frontale. ll 'altra parte la grancle profoudtla clella zona cl1o s1 puo battere con discroto ricol. tiro renderit possibile aH'assaliLore' m.ercc sullalo . . in. massn., . movJmenti gm111L1, dt portare improvvisamente in campo nll' istante opportuno un fa !lore della piu alta. imporlanza, il quale tanto maa· g_ior~ente cont~·ih~irit a sgominare il difensore, quanto piu si aHicmera per la clJJ·eztOue al tiro d'infilata. La grande efficacia della fucileria, aumenlala llall'impiego raziouale del tiro a STandi clis L~n~e, g.enererit ~cg li at.tacchi avvenire la tendenza a po t'Lare presLISslmo m lr nca rJ maggwr nume1·o possi bile di fucili affine di ot-· . ' tenere per Lempo d soprnYYonLo ancho della fucileri a secondo la massima che il fuoco e in definitiva il voro faltore e l;urlo il modo di a~ermarsi, deUa decisione. Da cio la tendenza ~em pro piu pron unz:at~ nel.t allacco _a ~afllLtire la caLcna dei caccialori, spiogando prcstlssJmo 1 sostegn1, 1 quali sopperiscano at rapido loo·oramento delta catena prod~LLo ~al fuoco nemico. Solo quesLi so~tegni entrando per tempo m az10ne posson darle cosi it rinforzo maLer.iale 0
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-del fuoco, come qucllo morule del nuruen•, e spingerla avanti sino al pnnto da cui aprire conlro il difensore if fuoco accelerato, sgominandolo e rendendo poss ibile l'assalto final e e l' occupazionc della locnl iti.t conlrastata . Nella. difensiva invece la fortificazione, improvvisata median to la -,anghella di fanleria, sara di llSO comune nellc guerTe future, assumendo un importanza capitale per rislahilire l'oquilibrio in favore della dil'osa. PoichC le posizioni forlificate sono oggidi, se non inespugnabili di viva forzll, cl i fftc il m~nte ttlmeno aLiaccabili di fronte, non poLrnnno non avc1·c un' influenza gr:mdissima sulla condoLia della guerra e sul caraltore drlle operazioni avvenirc. See vet·o che l'aLtitudine passiva c la negazione della guerra. non e men >et·o ~he, sia per la diversa. rapidita di mobilitazione, sia pel succossi\'O svolgersi delle fasi di unn. rampagna, un esercilo puo trovarsi o prima o poi in condizionc cli dover procrastinarc tma battaglia. per meglio concentrare i snpremi 'suoi sforzi; allora per guaclagnar tempo senza perder terreno, clovt·a occnpare momentaneamenle una po>-izi one e fortificarla, per evilare la battagl ia offer la dal nemico con Lt·oppa insistenza in campo aperto. L'assalilore, di fronto all'6pere cho rendono impononte la posizione, sarit obbligato a corcare Cti rame uscire l'occupante per mezzo di manovre, che lo esporranno forsc a quale he pcricolo e cerLamen te n. perdita di tempo. I! difensore, raggiunLo cosi. il suo scopo, dovrit poi sollanto evilaro che qnesle forlificazioni cscJ·ciLino sopra di lui it fascino dell'attrazione che londet·ebbe ad inunobilizzarlo, perchC in tal caso, come se ne ebboro luminosi esempi nelle ultime gmndioso guerre, alia teot·ia delle punte slrategiche, le quali con fortiflcaz ioni sopra fortifl.cazioni traLtengono a lungo l'aLLaccanLe, si risponde colle lugobri parole di investimento, hlocco c capiLolazion c. In posizioni precedeulcmcnte scelle per In. difensiva ed a[orzate da convenienti lavori in terra, il tiro del faci le a grandi dislanze trovera molteplici occasion i favore>olissimc al suo impiego . Si potranno baLLere efficacemcnte punli cleterminati del terreno antistante pei quali cleve passare il nemico, ed in si[atto compilo polra la fanterin. prestare aiuto all' artiglieria specialmen Le se scatsa, e surrogarla anche con vantaggio, quando si tralti di occupare una posizione importante non praticabile ai pezzi..Di utile immenso per
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IL TJHO Dl':L FUCILE A GRAND! DIST ANZE
la dife~a saru semp l'e l'infliggere all'attaccanle pm·dite piut.tosto considerevoli, appena enlri nclla :r.ona di efficacia del fucilc e passi per punti dcterminati, e l'obblignrlo a spiegarsi molto per tempo ed a ritarda1·e la ma1·cia. Qual ora pero le disposizioni pel rifornimento delle ruunizioni, facilitate dalla natura stessa della difensiva non sieno tali da rendere impossibile la mancanza di cartucce al momento decisivo, sarit meglio che la difesa non si !asci sedurre dai vantaggi del tiro a grandi distan:r.e· e ne faccia im-ece un uso assai piu parco, lirnitandosi ai casi speciali che accenneremo poi per l'offensiva. In general e, pe1·che iI tiro del fucilo a grandi distanze possa rcnder quasi inespugnabile una posizione validamente afforzata dalla natura e dall'arte, ~ necessaria che la prima linea non sia piti tenuta esclusivamente da cacciatori, ma che alcuni punli siano occtlpati da truppe in ordine chiuso, clestinate ad esegnire opporlnni fuochi in massn. a salve. I puuti piu convenienti saranno quelli scoperti, clove subito colla vanghetta si eleveranno tr.incee di hattaglin. a proftlo n.bbastanza forte, sgombrando con strumenti da guastatore il campo di tiro. Sopro. o.ltri punti della linea, occnpata da truppe in ordine sparso e guernita con buche da cacciatori, si potranno riunire quae la gruppi cli tiratori coperti cl~ ripari ed incaricali di adopcrare il fuo co a salve ocl a pause a seconda delle circostanze, mentre gli all l'i non dovranno aprire il fuoco contro i cacciatori nemici, se non alia distanza a cui il tiro individuale e abbastanza efficace contro uomini isolali . Le truppe destinate ad eseguire i fuo chi in massa dovranno Yolgere tutta l'atten:'.ione sin dal principio del combattimenlo a determinare le distanze, che le separaoo dai punl i principali del tcn·eno antislante. Essendo quest'operazione assai difficile a farsi a yistn., vorra tale istmzione esser mol to cUI·ata per gli ufaciali in tempo di pace. Qtlalche telemetro semplice come il Gautier, potrehbe forso essere utilmente adoperato, mentre bas<mdosi invece snll'osservazione del fuoco nemico ai primordi del comhattimento potl'ebbe trovare un utile impiego il te!emetro Le!Jouleng6. Talvoll.a si ·potra. anche ricorrere alia vicina artiglieria, la cui pr·ecipua cnrn deve essere appunto determinare le distanza col telemetro e reLLifical'le con tiri di prova. La difesu, la quale ,meglio .coperta conserva maggior calma e disciplina nel fuo co, po-
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tra oLtenere grandi vantaggi dal tiro a salve che verra esclusivamente usato alle grandi distanze, adoperandosi di preferenza il fuoco a pause con un determinate numel'o cl1 carlucce alie disLam.e medie, e riservando all' ultimo momcnto dell'assalto il fuoco accelerate, YCramente efficace per la piccolezza delle clistanze e solo possibile pe1· l'immensa eccitazione dei combatlcnli in quella crisi suprema. Sommo studio dovra essere di rollocare le riservo per modo, che pur sempre al riparo dal tiro a grandi distanze, ~i an poi pronte ad accorrero al momento oppot·tuno per rcspingere i mo' imcnti an iluppanti del nemico. Si ccome l'allacco fronlale saril pc1· lo piu diffici lissimo ad attuarsi, l'assalitore tentcra di utilizzare la sua gran superiorit~t di forze spuntando un'ala del difcnsore, per ottenero con molto minori perdite da un movimonlo giranle que! che non polrc!J bo spcrar di raggiungero da ttn allacco di fl'onte, se non mollo difficilmente e con perd ite enormi. Il difensore, facenclo assegnamento sul pill efficacc fuoco da fenno, m od ili cl~c rb la direzione dell'ala minacciata formando un ri s1'ollo difeosiro per obbligare iluemico ad uu at.lacco fron tale. L'assalitoro si distcnderil di nuoyo lateralmente, finche non tro vi un lerreno pill adatto al consegnimento del suo scopo, e siccome generalmcnte le posizioni offrono da qualche parte la possibilita d'iiTompervi, hisogneril che contro gli aggiramenli dell'a,vcrsario non esiti In difesa a Ianciare colla massima energia le forze nccessarie, tenuw a tal uopo prevcntivamenle al coperto. L'aver sempre sotlomano le riserve polril.. c~ser dunque per la difesa uno dei fatLori principali della ,·ittoria; si costruiranno quiodi per quelle con somma cura 1·ipari convenicnti , utilizzando anche il tempo in cui e iniziato il combattimenlo dalla sola prima linea di cacciatori. Finche le lruppe, a! le quali l'attaccante fa eseguire fuochi da fermo pe1· protegger l'avanzarsi dell a catena, rendono co l tiro ben eseguito da grandi distanze mal sicuro tutto il tcrreno che separa. la prima linea dallo riserve, si terranno quesle a! coperlo. E intauto si prestera la massima attcnzionc n.lle zone ove piu spcsseggiano i proiettili per riconoscerc se il tiro a grandi distanze sitt usato a dovere dal ncmico , cioc se Dno agli cstremi momenli dcll 'assallo lutto il terreno relroslante alia. linea di difesa venga efIlcacemenlc battuto. In tal caso, solo all'ultimo, si faranno accorrere
IL 'TIRO DEL FUCILE A GRANOJ DISTANZE
le r~sm:ve sui punli piu minncciati; se invece si sco l'ge che, avan.zandost man mano l'altacco, la zona mc(•Jio battuta va sempre po .1 _ ·· 1 · e> 1 an d_osJ· pm o tre, btsogna subito soltrarre <tgli elretti del tiro ncmico le r1serve, facendole avanzare sin presso la prima lineae coprendole · . · j' d COl r1 par1 a prece, entemente riserve ]Jotrunno eoSI· • , costruiti. Queste . . a ~econt1a de11,.opportumla usare, o tl fuoco rendendo impossihile a!l alt~ccanteln·_romperenella posizione contraslata, 0 il fuoco e l'm·to r~cacet~nd_olo pt1ma che I'abbia potuta saldamente occupm·e. Non si dtm.enttclu eh~, quand? la .rosi:>tenza c slnl.a accanila e l'assali Lorc ha dovulo sub tJ'C perdtte nlevanti nella preparazione dcll'att 11' · . . acco e ne ~1l1mo ~l.ancJO_ per m·ompere nella posizione, questi conlraLtaccht c~egu1 ~1 con ler~ezza, anche da pochissime forzc; han semprc dato bn llan l1 resu llal1 contro un nemico materialmcn te e moralmenta spos~ato. Qualora il contraLtacco sorta csilo felice una p.a~te delle 1nerve eseguiri:t il fu oco a salve contro la fanteria ~he si l'Ittra, e contro quclla parte di arLiglierin che gii:t spintasi innanzi a. sostenm·l a, tenterit in tal fnm gente di prendet· posizione sulle ali per proLeggerla. Questi fuochi, direlti con criLerio ed eseauiti con calma, .melteranno in critichc condizioni l'artialie ' " 1•1·a , 1·'1 q ua<>I e dO\ ra· prohabilmcnte abbandonar(:\ qualche Ll'ofeo in mano di eh 1" aJJ'·1'>Ht . . con energm e slauc1o eseguito if contraLLacco . Non c per? a crede.rsi, come pvlrebbc sembrarc a prima vista, che solo la dtfesa abb1a "Q"randcmente ad aV>ant·'1oo arr 1·..," 1•,51· pel L.u·o a . . g~andt dtslanze; anche J'offensiva pu6 Lramc nntaoo·io uon minorc 1. . . . t>o , \ I'' gtacc Itc tmmo Jt11la slessa doll a difesa favOI'isce l'impicao d" · . a· · · . <:> I queSI! n~10v1 proce 1mentt dt llro per parle dell'auacco. T1·uppe com·e~~ent~me~te po.state, men~1:e altre si spingono innanzi, possono olttm c d1 c?nL1nuo sul dt1enso1·e talc unn grandinc di pall e cite ~ua~1lunque m part e resa innocua dagl i oslncoli naLurali ed artifi~ ctal~ del_ len·eno •. conserYa pur sempre un immenso effctto morale. ~ dtfaltt.le perdtL.e subite dal ~lifensore si manifec;tano per la mnssun~ pat Le sulla Imea sLessa clt fuoco, e clebbono pet·lnnLo genera re un mgombro ed uno sgomenlo moO"rriore di quel c!Je 110n 1acctano r · . ' c"' perd1te ancbe mol to gmvi sull'allaccanLe il qt1ale ne! I.'a a .. · b· · ' ' • v nzm "'' camla ~o~tmuamenLo di posizione, seminando morti e feriti sopra un vast1ssm1o tra,tto, di ~oneno •. Quesli resultati non potranno ottenersi per altro nell oflenstva col L1ro a grandi distanze, quando non lo si
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applichi in modo razionale al profllo clclla posizionc da allaccarsi, rendendo cosi non che mal sicuro pericolosissimo, oltre la linea di fuoco della difesa, quasi tulto il ton·eno retroslante sui qual e debbonsi muoverc le risen'e. Qui sta appunto il nodo dblla quisLione tecnica, che governar deve l'impicgo tauico del tiro a g1·andi dislanze nell'oJiensira . I.n massima su terreno piano, tanto minore c lo spazio batloto e perci6 l'efficacia del tiro, quanlo maggiore c la dislanza del bersagl io. In quali circostanze pott·U. invecc csser util e di accresc.cl'c la! dislanza, per aYere un tiro piu emcace? Quando la llOsizione del bersaglio rispeLLo al LiraLorc eel il profilo del terreno relroslnnLe permcLI.ano di ::were un eiTell.o gTandiss imo anche srLI le riserve, poste al coperto sui di dieLro della po~i~. i nne, le qna li saranno tanto piu efficacemonte battulc. quaoto pit\ il profilo del lerrono ove si annidano assumerit un andamento scn~ iuilmentc paralIelo at ramo discendente dell a traietl.oria. Yedesi da ci6 chiarnmente cite nell'offensiva I'uso dei fnochi a grandi disl:mze, per esse1· giustiflcato, deve soddisfa1·e a duo condizioni ::peciali, cioc produrre un effelto cho non si olLel'rebbe a distanze minori, eel on't·ire un vantaggio che non poLrebber daro i fnoch i escg11iti dalle Lt·uppe marcianli all'attacco. Quando lali condizioni non fos::ero ndcmpinte, sarebbe :.m errore non Iicvc per l'assaliloro far lira re cl a Iuogi Lruppe, il cui fuo co polrebbe dare migliori risultati se si anicin::~ssero al hersagli o. Mfln mano chc nna tntppn racendo fnoco si avam:n r.ontro al lure. quali !:ono generalmentc le llOsizioni occupale dalla difesa per avere un esteso campo di vista c di tiro, si hanno trniNLor·ie che radendo il ciglio vanno a colpirc sernpre piu nnnti il terreno retrostantc, c lasciano immediatamcnte dietro la li nca.di di fe$<t una zonn non ballula. di profon~ita sempre cresccntc, nella quale le risct·ve possono in tanto annzm·:5i e slarscne quasi del tullo al sicuro pronte ad cn lrare in azione al momento opportuno. Per ovvinre a queslo grave iHcotwenicn le voglionsi ndoperare con tmppe ferme fuochi in massa, che diano lraieltoric radenti il ciglio delle allure e rontemporan cmnentc batLenti a granclissima profondilit il terreno retrostante. Quesli fuoch i, a seconda clelt'altezza del le posizioni auaccate, si eseguiranno o a. grand i o <t medie clislnnze, perciocche dall'esame dclla traieltoria si ricava, che per avcre un tiro radente
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conlro un'a!Lul'a bi1ogna esserne lontani tanli cuomctri, quant'e la radice quadraltt dei metri di comando di qu clla. A lnli clistnnze YOtTnnno dunquc esser di:-1Jostc le truppe destinate ad esc,u ire i fuo cll i in massa. da ferm o, avcndosi cum di collocnr!o pi u l.l~sto in basso per an•re dal tiro maggiori spazi batluti, e laleralmentc alia direzione d'attacco per potere sino nll'ultimo appostamento della lruppa. assnlitricc continuare il fuoco contro il difensore, ritardando e rendendo pericolosissimo l'avanzarsi delle I'iserve. Quando il tiro in massa non venga impicgaf.o in tal modo rlall'allaccantc, non polrit se non condutTe ad nn cnorme sprern di carLucce, tanto piu pericoloso inquanLoche per la natura stesRa dcll'oiTensiva riesce sempre difficilissimo il r ifornimento delle mun izion i sui campo di lJallaglia. AI qual proposito ci sia lecilo ncrennn 1·c incidentalm ente, ehc dopo l'esperictna. dell a gu'errn. turcn-rnssa se mhrercbbe. eo m cnicnlc aumentar0 il munizionamento del ~oldato e fargli a\ ere so Lto rnann i mczzi pel.pronto ri fornirnenlo delle mu . nizioni su i campo. Senza spingersi sino allimite di 200 cartu•~CA p 1 ·op u~ n ato dal gcncrale Zeddelcr, e a ritenersi chc pet· no i ha~te rchhcro I00 colpi portali dal solc'lato, o l'aumento d.i circa ,j. a g~·ammi, cot'l'i:;pondente a lie 12 cartucre da a~g-i usgcre alia dt~fa ZIOne au u~1. l cJ non sarcbhc noLovole, J'Cstando put· semp re il peso da ~orta.rst dal. solclato nostro inferiore a quello portato dai FranCC~I' da I H.u:'SI' dn gli r\ ustriaci c dai Tedeschi. Ad assicurare il ri~OI'I lim~nlo evenfuale sui camllO di haltaglia, bisognerebhe }JOi cbe 1 cMalll pr r cnrtncee delle carrette da. munizion i fosscr c.resciuti di numero c diminuiti di grandezza per modo cite, disposti alJ itnnl mcnte sulla carrella trainata da due muli al settnito del recrcrimrnlo 0 ?>~ ' potesscro all 'occorrenza venire anche someggial.i tL due per voila dal m~tlo .di rinforzo e portati cosi in qualsiasi localifc't diclro quei n part1, a1quali per le evenienze del combattimento 11on bastn ,;~r ht dofazionc cli '100 colpi per uom o. Qu alunque possa esser il mndo prcscello per assicurarc il rifomimento delle munizioni alla f,utferia SL~ I campo di uattaglia, non si pu6 disconoscere che il qucsito mrrita d1 r~set· pro~ondnmente studiato, affinchc riceva la pit! razionale e praf 1ca soluzwnc. Il liro a grandi distanze usato sin dal principio dalla dife~a obbl igherit ad introdurre modificazioni nell'aLlacco, giacchc Jo spiega-
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menlo, ossia ilpassag.., io dall'urdined imarcia a quello di combatLimenLo, dovril. farsi appeua si ent.ri nel la zona efficace della fucileria nemica . L'attarco richicdera qu iudi un tempo immensamente piti. Jungo cli quello aiLravolla impif'gato, sia pel maggiore spazio da pcrcorrcrsi in UIID formazion e poco adaL1.a alla ma.rcia, sia por 1~ ma•ruior difficolllt di SJ'ingersi innami in una zona tanto solcata. dat ~b proiettili nemici. Apposite compagnic dei bauaglioni che marctano all'allacco eseguiran11o fuuchi i.1 massa da dislanze, convenicntcmente scelte per oll cncre tiri radenti conlJ'O le posizioni clcll'avversario, e per La! ulotlo arrecanclo sensibili perdite alla prima linea della difesa eel ;ti le ri:;erve, agevo le1·auno l'avanzare asbalzi dell'attaccante . Mu. nou pertanto sartt. quest.o lungo e laborioso, e si richicderit. nella truppa rirlicla disciplina c negli ufficiali gra.nde influenza mora le su i so lda1 i, a!fiiJche non si verifichi ritardo nella marcia e spreco di munizioni, delle quali mal potrebbero esscr riforniti gl i ullutini J urante l'attacco . La· catena, dovendo percon·ere mol to 1erre11o so tto il fu oco micidiale della difesa, ha bisogno di essct· prestissimo r iurorzata e spinta aYanti dai soRlcgni, che man mano la raliiltiscouo comincinndo in terreno scoperto a circa 600m dal nemico. Solo qoesti rinforzi nei momenti pi i1 diffk ili le permellono di spiugersi a sbalzi siJH) nll' ui Liruo apposlamenlo a circa 300"' . da d11ve si puo comiuciare il fuoco accelcrato prccursorc clell'assalto . 11 gros~o che sul principio , per non aver troppo a ~o lir ire da l Lii·o diretlo contro la calena, le sal'i1 rcslato molio indiel ro, sin anco a 700'" ~c in terreno sroperlo, dovra man lnrt.no nell 'anlllllnrsi di.rninu ire qucsw.dislanzasino asoli300"', quando la catena rarfitt ita aob ia raggitlll(O !'ultimo apposlal1.1elllO . l nLant.o, rne.nLrc questa cseguira per qualche minuto il fuoco accclera.to, dona nno le compagnie dcstinnLe ad eseguire il li ro in mass't rinforzarlo per coadiLn are erficaremcnte all'assalto . Scossa perLanlo la dilesa da questi tiri convergenti, :;i d.ovr·a venire all'atlo ri ~o lutivo , penorrendo quell'ultima zona che i Russi noll' ultirn a gnerra chiama.vano 'regim~e delta 1no1·te. Qui sono i pareri dei tattici molto discordi . Vuolsi da taluni cite sia prrcorsn. senza ti mre, da altri che lo sia a shalzi srguiti da corle fcnnnte e fuochr, e da altri fin nlmente cbe si cont.inui a Li rare marrinnclo. ~oi saremmo propensi a quest'ultimo sistcma, pcn;he nwntre il
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fuoco che si avanza. ha una grande influenza morale, infondendo coraggio all'attaccante e togliendolo al difensore, le fermate dell a Lruppa la quale si corica per spara1·e, hnn per eiTetto che llcssa pu6 di fficilmente essor fatla rialzare e rimessa. in moto . Qualunque osser possa l'opinione in proposilo, torna acconcio ricordare che nnco sotto perdile enormi J'assaJto, una YOJta deciso, VUO[ essere spinto colla massima enorgia sino all'ultimo, non dovendo l'assnlitore d;w mai volta, ma solo coricarsi e contin uarc il fnoco quando piu non abbia la forza di pr·ogredire. 8u questo don·ebhe insislerc il regolamento d'esercizio, non ammettonclo mai la ritirala di corsa dopo un assallo non rinscito, ma solo il gittarsi a terra.e lo sparare, ed in culcnndo altamente al soldaLo che a cosi brevi dislanze iltornare addictro c un esporsi a mor Le si cum, perchc il terreno retrosttmte non umeno solcato dai proiellili di que! che Io sia l'antistante. In quest'u ltimo poriodo deci sivo del comballimenlo, in cui tulla la potenza mornle e materiale del fuoco e dell'urto sono in gin or;o d:t una pal"le e clall'nllra, la >illorin si ollerra, piu che per le sapienti comb iuazion i tat.tiche, per l'ot.timo spirito della trnppa. Non sar1t quindi mai ahbastanzaraccomnndata l'educa:tione morale clel soldalo. l'unica che in mezzo alle paurosc peripezie clella pugna, le qlinli tendo no a far tncere in lu i ogn i all.~·a voce che non sia quelln dell' istinto della propria conservazione, possa infondergli la forza necessaria pel sagrifizio di se slesso a! bene comuno, al consegui.mento dclla vitloria ad ogni costo. Nelln mnrcin in a\'anti dell rt tnrppa n.ttnccante, massime in ten·eno accidentalo, la sorreglianza dei capi e minima, poicbe quesli lt:tn da volgore lntta !'attenzione alle varie fasi del comhattimento per ben dirigere gli uomini foro, ne possono man tenere qnellacalmachesi addimostra nell'esercitazioni di pia1.za d'armi. Ino!Lre nelle guene ocliemo le perdite di uffl ciali , tenuto conto del rappotto tra l'eiTettiYo loJ'O e quel clella truppa, sono YCramente enor·m i, per cui nei momenli piit critici i soldali si troveranno quasi del tutto privi cli direzione e di sorveglianza. Chi dm·a ad essi la forza di avanzare sotto unagrandine di piombo in un Lerreno cospnrso di ferit i e cli morti per modo, da non soper dove pon·e il piede, come succcsse ai Russi specialmente nei combat.timenLi attorno a Plewna? Chi, se non l'educazione morale largamenle sviluppal.a e profondamenle inculcata in tempo di pace? :Ma anche
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la non basLa pel soldato, quando, avvezzo sempre all'ordine si trovi poi d'u~'l. Lralt~ c;b~lzato · - ·dine delle cruente lolle della guerra. Egl1 e percro dt non neJ (l1:>01 • ····I ll' minore imporLauza il rarfigurare, per c~uanto s.m poss1~1 e,. ne esorciLazioni di piazr.a d'armi il disordrne. ed 1l f~·ammJsch1a~1en~o delle varie unilir., che avviene sui campo m segu1lo nlle perrpeZie dell'attacco, massime al raffitLimento grnduale d~lla cat~na ~e~- parte dei sosterrni. 11 sapcre orientarsi in tal confusrone, nun1rs~ sotto capi div:rsi con soldati sconosciuti ad nno scopo comu~e, l'~ttacco ~ ecosa per certo clifncilissima pel solcla.to, c no~ .sara perc16 m~u sprecato quel tempo, anche lungo, che s1 consacn ·~ p~Lce a~ ass nefare la truppa alle peripezie pit\ comuni del campo d1 battngha.
~~~: tnanovre incruente di pace,
HL
)li resta. finalmente a dare un hre>e cenno sulle modificazi.oni, che (t!la tauica della canlleria potrit arrccare il tiro del. fL~cde a grandi clistanr.e. rer quant.o non possa.. piena1~1ente assenrs1, ~he per \'aumentata. raderiza e giLLata clel fuc1Ie. ahb~a ~erdulo ,la .ea' allerin otrni imporlan:ta sui campo cl1 bnttaglJa, none men 'ieto che ne an~ d'ora. innnmi una molto minore, e dona porta~to ~ettere a profillo quasi esclusivumente quellamobi li liL o forza. eh resrs.tcnza~ acquistnla con un ben inteso allena~11Cnto,, che 1 ~ ~.o• mella dr corn piere il faticosis5ill10 e prezioso uffic10 dell ~sploral.JOne. Per ~l~~sl~ arrecherit immenso bencricio a!le allre arffil' m eno~anclone I ol a' I disngi del servizi o di sicnrezza negli accampamenLI. e ~olle .n~arc~, e risparminndone le rorze pel giorno della baLLagha, m cu1 J!loto compilo e straorclinariamenLe <tumcnlato, mentJ·e quello della ea~ vallcria e cotanto diminuiLo; per queslo potra render. ~~nlo d~1 concenlramcnli c delle mosse dell'inimico allo scopo eh md?v 1narne gl'intenti, e coprire con un fitlo v~lo i concentr~men~1 • I~ mosse le fermate delle proprie tmppe. Stccome questo unpotlan . . ' ufficw . sar<\. tanto meg1·10 aclem p·HLto , qu·mto piu se• ne ostemla trsstmo < il raggio d'nzione, ne consegue che le cavallerie de1 due eser-
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ciLi cercando il reciproco contatto verranno a scontri, i quali sarnn d'ora in poi i preludii obbligati di qualsivoglia combaltimento, cosi prcstabilito come d'incontro. Sar~t pertanto necessario- posscdcre abile e numerosa artiglieria a cayaJlo, atta a teoer dietro allerapide roosse della ca,'alleria, poich e tanto maggiori probabilita di Yilloria anit un escrcito, quanto piu riesca ad ottenere il sopravvenLo in tali scontri, riusccndo cosi celati i suoi concentramcnti o precise le sue informazioni ~u ll e mosse e sugl'intenti dell'avversario. pertanto ~iOatto scopo Lender deve os;ni cura. nelA r;l'miun<Tere oo 0 l'organamenl o dclla cavalleria e nell'assegnazione di conveniente artiglieria a r.avallo, per coadiuval'la nel suo compito spcciale dell'esplorazionc in vasto raggio. Pe1· noi, che tanto difettiamo di cavalli , il problemn. 6 pii1 difflci le a risolversi cbe non per le altre potenzc, presso le quali l'allevamento ec1uino 6 cosi svi luppal.o. Le cspcrienze fn.ttc da noi per assicurare alle batterie da ceoL. 7 trfl in;•te n :1 pariglie bnst::mle mobil iLil da funz ionare come artiglier ia a c<wallo F.enza il plotone di serventi dietro ai pcu,i, non hnn dato i r isulia ti che se ne sporavano; cppure, qualunque siasi il modo per ollen cl"!o, c nssolntamente necessaria che un certo numero d.i battcrie da. cent. 7 possano seguire le cliYision i di cavallcria ovunque ed apporrgial'le col fu oco, giacche l'essere obbligati a ccdere il c·ampo a!Ja c~·n:1.1leria nemica, che compia il suo ufficio di esplorazione coll'ainto di potente artig!ieria a cavallo, potrehbe in guerra essE'r. per noi fonte dei piu gmvi disastri . Se nei prcludii dell a. lotLa, non t:rovandosi la cavalleria esposta ~1 fnoco della fanteria, non avdt a modificare la sua tattica, ben dtversamente an·erril, iniz.iato il combattimento. Allora dovrit dessa ritirarsi abbastnnza indietro e al coperto, per non rimanere inutile e facil bersnnlio nclla zona pericolosa della fucileria nemica, ma non per qnes1o ;e ne ~Lara inoperosa. Anche nei diversi periodi del combal.tim enLo r.on tinu el'il il suo ufiicio di esplorazione, specialmcnLe sui fianchi drll' esercil o, affinche niuna mossa del nemico, tcndenLe ad avviluppal"r cln grnncli distanze e con lungh i git·i, possa rinwncre itJos scrv~tln, ant:he se agevolata cla favor6vol i condizioni del le~· reno. Lr. pronto informazioni sui movimenli giranti deJI' a~vcr~ano daranno arrio rtllc ri:-;ervc di portrtrsi per tempo sni p ull ll llllnacciati, nuu~la11clo :1. I'UOio si ll"atti clisegni. Lo scor lare poi le truppo V
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che mnovono all'attr.cco , tenendosi abbastanza incliet ro o sui (ian-. chi pm· proteacrerle da qualsiasi sorpresa, sara uno dei compi ti dell a 00 ' . cavalleria durante il combattimonto. Se non aY!'<J spesso occas1one di brillanti cariche, come per lo passato, allorchc tanto mino1·e era l'efficacia del fucile, sara pen) chiamala a manonarcmolto eel ahilmentc sui campo di battaglia; col suo contegno minaccioso, C?l 1110strarsi pronta a caricare le truppe assalitrici sui l~ro fi~n~o non guardato, potra obblignrle a soiTermarsi i~ zon_e pcn~olosJSSJme ed a subire pel ruoco intenso delle altre arm1 tah perd1te, che In coslrin <Tano a. pronla ritirata. N;n c pero a credersi che ormai piu n~lla pos_sa compiere coll'urlo la cavallcria. Vi sono csempi recent1, mass1me nella. gnerra franco-germanica, di cariche che da una parte c ilall'altm ebbero qualche resultato; ma talrnente sproporzio~ate furon set~rvre Ie perelite di fronle ai tenui Yan taggi ol,tenutJ, che orma1 queste cariche pi it non rappresenlano in gencraloseflon untcn~ati vo di~po1·ato per guadagnar tempo, disi mpegnando llalle_ s tr~t~e :te l .n~m~co una parte della lin ea combattente, e dando agto at rmlorr.1dt gnmgore in buon punto. Cosi agi,,a per ordine del genemle A.lvensleben la b1·igata Bredow presso Yion vi!le, e questa ero i c~ carica, che clopo ave~ sgominato le ll'llppe di Canrobert rompevast conLro un al~aeco dt fianco della.cavalleria di Fortoue contro il fuoco della fanterrafrance:;e raccozzatasi, riusciva con enormi sagrifici a disimpegnat·e l'ala sinistra prus:;iana. Cosi altre cariche furono eseg~ite nci mome~ti piu critici di questo comballimeuto, ma tutte p~r.lrb ~rare ?attene, le quali a salvare la fanteria da sicuro ester~ m 10 s1 m~ntenevano in posizione contro i cacciatori sino a meno eh 400 passr, cedendo passo passo il terreno al nemico incalzante. . . . . Non sempre per6 la cavalleria dovra faretl sngnficto clt :>e stessa, per salvare una parte delle proprie truppe e per guadagnar tempo; vi saJ'flnno momenti nei quali la fanterin fortemenle SCOf;Sa dal fu oco e l'artiglieria priva. di scorta le ofl'eimnno occasione di ca ~·i che _fortunate. Ad ogni modo non bisogna dimenticare, che In. prnmt lmea che attacca deve sempre spingere avanLi umt delle ali,_la. qL~ale obliquamente avanzando manovra pet· prenclere cli fianC'o 1! nem1c~, giacche, in vista clella portata ed efficacia grandissima delle arm1, non si puo con speranza di buon esito limitarsi ad un attacco fron·
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talc. Un comandante cli cavall er·ia, che non sa manovrare durante la carica per girare if fianco dol nemico, non conosce. secondo if generate Schmicll, il proprio dovere, p01·che e regola da non dimenLicare, ' che l'urLo conCro In truppa atlaccattt devo farsi sempre in unn. direzione di versa da quell a della pal'lenza. n colpo d'occllio di un capo, bene islruito nei dettagli della pl'opria arma c nclla tattica delle altre, sari:t quello che indichora iJ momenlo fuggevole, in cui una carica ha spetlinza di ·riusci l.a; ma ad ogni modo una volta decisa la si dovra esegtti t·e con tutto lo slancio e la velocila possibile, senza cumrsi dello stl'aorclinarie perdile che si avranno a suhi re pel fuoco nemico. Le enormi clisl.nnze, che dob bonsi ora percorrere dalla cavaiJoria nelle carica ad andature veloci manovrando senza scompigliarsi, fan no subito comprendere, di quale e quanta importanza abbia ad essero una islruzione sempre piu accural.a del soldato ed un ben inteso allenam.enLo del cavallo. Solo quando questo doti siansi a dovet·o conseguile, potra uno squadrone giungore, abbaslanza. compatto e coi ca.valli ancora. in Iona, contro la ITuppa che era destinaLo all assalire. Non si Lrascurino quindi le cure pi u l)linuziuse, affinchO l'i::;truzione razionale del cavallo ol'allenamonlo, divenul.o ormai indispensabile, abbiano in pace Lnllo quello sriluppo logico edaccurato, che pol'metta al soldalo di ottenere in guorm dal cavallo, quanto e possibilc esigerne giustamente. E a tal pt'oposito non si puo non osservarc con giusto orgoglio, che la nosll'a cavalleria si 6 gia da molto tempo messa con coraggio su questa via, battendola con impegno e perseveeanza meritevol di ogni encomia. Il coni inno progredire su lule strada, si splendidamente tracciata dallo 'Schmiclt, le permettera di mietere sui fu turi campi di battaglia nuori allori, da aggiungersi ai tanti alll'i conquistati nelle guorre passate. D<~ <rucsti cenni intorno alln L attica odiorna delle t1·e armi, potrebbesi venire alia conclusione seguente. Per l'aumonlala erficacia del fucilo e per l'uso razionale dei fuochi di fanteria a gran di distanze, deve ormai la cavalleria a meno di circosLanze estl'emamente favorevoli, dismetter quasi ogni speranza, di agire vittoriosamente coll'urLo contro la fanLeria e l'artigliet·ia munila di scorta, e ad. ogui modo nulla puo ottenere senza manovraTe abilmente nella
carica; deve quindi il suo compito limilarsi in massima nlla esplorazione avanti e durante la lotta, e all'inseguimen to . La fanteria, la cui potcnza difensiva ed ofiensi' a c immensamen!R. cresciutn, Lende a divenire arma sempre piu imporlante pel fuoco, e sempre piu ternib ile pel tiro a grandi cli stanze por l'artiglieria, la quale dal canto suo, contro if pericolo di esser messa nell'impossibilita di a.gire, dovri:t cm·car rifugio nel contatto non interrotto colla propria fanteria e uella rapidili1 delle evolnzioni per disporsi a far fuoco. Neli~L ipolcsi poi clle il tiro del fucile possa aumentaro ancant di radenza cd efficacia, e nella certezza che in un avvenire piu o meno prossimo abbia a guadagnare immensamente in rapidila, merce l'adozione di un nuovo fucile <~ ripetizione o di un caricalore rapido da unirsi all'all uale, bisogna che fin d'ora l'artiglieria, la quale difficilmente puo aumenlare la rapiclita del suo tiro, rivolga ogni sua cura ad accrescerne la giuslezza, la gillala, gli eJl'cLLi. Sura questo porlanlo un argomE-nlo imporlante, dit nggiungersi ai tanti altri importantissimi, che spingono l'artiglieria ad aumentare l'efficacia e percio 11 calibro delle proprie bocche a fuoco; allrimenti polrcbbe nolle 0o·ueno fuLLH'e lrovarsi, anclw a gr,Hldi clislanze, in conclizioni di tiro inferiol'i a quelle clella fanleria, rimanonclo cosi incapace di preparare a do,·ere col suo fuoco schiacciante l'atto risolutivo, dal quale dipendo l'esito cli qual:;iyogli<L combaLLimenlo. QUARATESL
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marzo
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Gue1·re d'Orient (Atlas histm·iqm et topogmphiqne de la) en 1854 , f 855 et 1856 en,flrep?·is pa1' o1·il!re de l' emJJe1'enr Napoleon Ill, ?'edige stw les documents officiels et les 1·enseignements authenANNO VXXU, VOL. 11.
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1 DELL!:: CAMPAGNE PEI't L'INOIPENOENZA !TALIANA
APPEND ICE ALl. A BIBLIOGR AFIA
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R lV!STA ES1't:RA
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RI VISTA
EST ERA
LA BULGARIA MILITARE l"ote..u o-S inlldlc•l•i ob:o•• knjn•ue•l"a bofun••• lm" o 1 •b•atcoi ce.t<oe· j etJO ;O;tiRCcltic " Bfucinie " oiui Bos,ji • 7'ul•:.ielo a dtJdJ•iel. (Sgua1·do milita?·e-statistico a! pdneipato Btllgarta e sua lmpo!•lan:astrategicaneL caso di una gue•·ra della 11ussia cont·•·o La Ttwchla c t'Jlustl"ia). - Tcnente Colo nn ello
,u
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.StO?··ia. -i La penisola halcanica era in antico abitata da due popolazioni; i Traci all orionte, gli IJlirici cogli Epiroti ad occidento, soparati dai fiumi Drina, )lorava bulgara e Struma. Gli attuali .\lbanesi di:;ccudono da lllirici cd Epiroti; un avanzo dei Traci, forlemenle rornanizzato c mischiato poi co.u elementi slavi, riscontrasinei Rumnui e nei Zinzari ossia Rnmani di .lf:~ccdonia . I Traci, scbbene numerosi c gucrricri, nou seppoi'O formare un solo e potente Sta to e cosi fnr·ono facilmente ~oggi og:~ti in sieme agli I llirici da Filippo II tli Macedonia il qua le s'allargo sino al Dnnubio, fondando numerose colonic grccho. Nelm sccolo a. C. i Celli entrarono in Bosnia e nclla vallc dol Tungia e fondnrono unn monarchia, capi tale Tile, l' a ttn:~J e Tulovo sui Tuugia. All'epoca tlclla seconcla guerra pun ica appanero i Romani, ma solo dOJ)O due sccoli e mezzo Ji lotto accanitc cssi riuseirono a soggiogarc Traci c Illirici dondo le provincie di .Mcsia e di Tracia. Gl i clcment.i locali poco a poco clovettero ccdere alla influenza romau:~ al nord (Tin lgaria, Serbia e Hosnia) ed all'.influenza greca al sud (Tracia e ~Iaccdonia). La pen isola balcanica era proviucia romana crnando vi app:u·n!l'O i primi Slavi. - L'immigrazionc loro comincio nel 111 sccolo d. C. e nni ne! m.
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Da prima coloni forzati dei Homan i, verso la fi ne del v sccolo incominciarono a scuotcre il giogo, inuppcro nella lllcsia dalla p:trle della Sava e, peuetrati nclla Tracia, giunsero sin prcsso Tessalonica e Costantiuopoli , fermati so lo dalla nota murogl ia costn1lla da Annslasio n cl 1iH~. fra Solembria o Derkos. Durante il regno di An:~st:~sio c di Ginstinn I , cioe nella prima mcta del vr secolo gli S\avi si stabilirono dcflnitivamcute nella pcnisola spopolata per le preccdenti in vm;ion i. Ncl!o stesso secolo si sparsero per I'Epiro, la Tessalia, occupnrono l'nntira Ellade ed il Pelopponeso fiuo :tl Taigcto, dcrastorono poi le co::.te dell'Asia l\linore, delle Cicladi e persino d'I tnlin: una volta (nel 626) peoetrarono per mare in Costantinopol i, asserlinto da terra dagli Av:ui. \'crso la moth del VI! soco lo ccsso l'immigrnzioue drgl i SJa,·i . - Ma non poterono mai quivi costit11ire un solo Stato, e furono percio man mano sottomessi dai Bisantini . Ne\ YII secolo si mostrarono i Bu lgari , di razza Finnica. Un'orda di l3nlgnt•i si. Bra stnhilita ncl v sccolo sulle coste nord-occidcnt.ali del l\lar Nero, frail Danubio ed il Dniester. Di lit, nel 679, sotto la condolt:t rlcl loro Knn lsperich , es~i passarouo nella Mesia , o si stabil irono nell a Dohmcia e pi t't antnti sino all'Osma, fondantlo la citt;\ di Preslav(Eski Stambul), p1·csso Scinmln. I Dulg:~ri cr:mo pochi; ondc in bt·cvc furono assorbiti rlagli Sla,·i che ne prcscro il nomo. I Bulga ri F inn ici scrvirono di ccmcuto fra le l'ario fami glic slave aiutando a costitu iro uuo Stato che ha paginc notevoli nella storia uno all'inva::.ione dei Turchi . I Bulgari YCunrro prl),;to in lotta con Bisrmzio; ne\ xt secolo il loro Kan Krum mi~c 1'impero in grandi strettczr.e c conquisto non solo tnW> il paesc fra i Bll lcllni eel il Danubio, ma ancora la \"allachia sino ai Carpnii, c Son:~ 3 sud dei 13alcani. ~ell'864 il priocipc Boris si convcrti al cristianesimo e lo diffuse fra i suoi sudcliti ; con Sirneone (888-927) la Bulgaria crebhc in potenza; dopo mra scrie di gucrrc fortunate contro Bisonzio, gl i Ungi.Jere:>i eel i St'rbi, ogli prese i! titolc di " Ccsare dei Bulgari c dei · Greci » c spinse il suo clominio sn qnnsi tul.l:a la Tenc;i:1, sui paesi mai'illimi della Macedonia, su\1:~ Tcssalia settPntrion:~'l c, su portc dell'Unghcria, dclla Transilvauia e siuo al Drin c all'Ibnri . 1\:for·to Si meone, comiucia l'ono le 1livisioni . Gia con suu fig!io .P iNro, la Bul~aria occidcntalc si scparo dall'orientalo e fonno uno St~to a se, sotto Sci:;man. eh.~ a~:>unsc pure esso it titolo di 'fzar dei Rulgari (963). Cosi si forrutll·ono dnc Bulgaria: l'orientale dal .flume Osma :t l Mar Nero con la par10 setten trionrtlB della Tracia, o l'occ.idt'ntale cite com ~ prende,-a la 3Iacedonia, I'A.Ib3nia, la provincia della !lloraYa, Sofia e
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Yidcl in. - La Bulgaria orieutalc fini presto, conqnistata dapprima dal!'imperatorc Giovanni Zimisces (V7 1) e f)' tlindi, scn~so il giogo bizantino, essondosi riunita alla Bulgariu occidentale. - La Bulgaria vcnne cosi n tro,·arsi rinov:unente uuita sotto lo T:zar Samuele (917-1 0 l.i), ma per breve tempo, chc 1' imperntore Rasilio II dopo 28 anni di lotta riesci a sottometterlu all'impero ( I 0 18) . Nel 1186 i fratelli Pietro e .\ssieno deltero il segnale della rivoll:t ; i Rizantini fm·ono scacciati, e Pietro assunse J'antico titolo di Tz:tr dei Uulgari o Gr·cci: nella stessa epoca si foudo un principato bulgaro indipendente uell'alta Macedonia . - La conquista di Risanzio fatta d:~i crociati ( 1 ~0!~) giovo allo sviluppo della Bu lgaria. Essa crebbe a grande potenza con lo Tzar Giov:mni Assieno II chc porto i con fi ni sino nl Mar Nero, aii'Egcocd ali'Adriatico e si rese temuto non solo' ai Grcci, ai Latini ed ai Scrbi, ma ben anco dall'imperatorc Federico II ed agli Ungheresi. Egli stabi li la sua sede a TirnoYa . Morto As$icno II i Bizantini ricuper·a rouo la Trncia e la Macedonia che egli aveva loro tol te. - La Bu lgaria e'bbc in scgnito molto a so!Trire dai Tartari o da discordic intestine . Mentre essa decadel'a si rafforzava la Scrbin, che di venLu all'epoca del re Stefano Dusciano (133,1- ·i35o), il pri mo slato della peu isoln balcauica abbraccinndo la Macedonia , !'Albania , l'Epiro e la Tessalia. :lll n intn uto da ii'Asia ~li nore si avanza-rano i Turchi. Ne! ,1353 cssi si i m posse~sarono di Gal li poli, presero poscia A.drianopoli , Filippopoli e tntta la Tracia, profittando dollo srnembramento in cui trO\'avasi la Bulgaria non solo ma anche la Snrbia dopo la morte di Dusciano. Troppo tardi tutti gli Sl:wi pensarono ad unirsi contro il nomico comune; la bauaglia di Cossovo ( 15 giuguo ·1389) decise delle sorti della penisola balcanica . La Bulgaria ftt completamente sottomcssa ne! ·139:1 colla prosa cli Tirnova. D'allora i Bulgari dovettero sopportare il giogo turco; cio malgrado, essi seppcro conserrare la loro nazionalita contro le insidie di due terrihil i nernici, il Turco ed il Greco, quest'ul timo il piL'r pericoloso; i Turehi uccidevano e saccheggiavano , i Greci , tentavano di sofrocare la nazionalita hulgara per mezzo Jella scuola c della chiesa . Il pri ucipato di Bulgaria veune a far parte del beilicato di llumelia che abbracciava tntta la penisola, eccettuata la Bosnia, amministra'ta da uno speciale bey. - Il patriarcato di Tirnovo fu abolito e la chiesa bulgara fu sottomessa al patriarca di Costantinopoli. Un primoe vauo tentativo di riscossa fu l'atto ne! Hi9o, spalleggiato eta pri ncipi cattoJici e dal papa. Si fn dopo la l ib c r<~ziotie di Vienna, che i Bulgari
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cC\mruwH·ouo a volgere gli sgnarcli alia Russia, la cui influenza sui Scrbi, Bulgari ·e Grcc.i davn dtt pcnsare ai Turchi sin dui fi uiro del .xrr secolo. Qncsta in fl uenza s' accrebbe ai tempi di Pi etro il Grnude. I utanto, come protesta continua contro il g10go t.urco, si costituirouo le bande di Gaiduki, ancora esistenti in ~iacedonia. Caterina II si decise n metter·e in esecuzione, unitamente all' Austria, il noto 1Jroyet!o greco. Si iutendeva di formare sulle rovino dclla Turchia un impero greco, - la Ru:;sia doveva avere la Crimea e Ociakow, -!'Austria: la Bo,;nia e la Sed>i:t, - colla Moldavia e Yalacchia dovevasi forma re uno Stato indipeudente. La guerra fn fortunata pei Russi, disgrazinta per !'Austria; le paci di SvistoYO e di Jassy coucluse col la Porta ncl 179 1 e nel 0 92 dall'Austria e dalla Uussia, furouo ben lontaue da appagare i Greci. Intan to cresceva lo scompiglio interuo della Turchia; bande (Kirgiali) di solclati congedati do po la pace di Jassy, continnarono le depredazioni, conquistarono Viclclino eel altre fortezze e minacciarono lo st.csw governo il qunlc non riesci a rlistruggerle che ncl 108fL Fra tanlo disorcline tristissima era la concl izione dei Bu lgari, clepredati e calpestati dai Turchi, spre:r.zati clai Greci che domiuavllnOnella chiesa. Il nome cli Bulgaro era cadn to tanto in hnsso che gli stessi Ilnlgari istruiti si dicevauo Grcci ; la lingnn greca (]L\'ento la dominantc nclle ch iese, nelle scnolc e uelle relnilllri cnulmcn;inli ; gli abi1anti delle citt.a cd in gencrale le classi ngia to Ciuirouo per ellenizzarsi; il popolo delle c~mpagne conse1·n'! la :-:na lingua ed i l'uoi costnmi, ma l'•)Sto rozzo e semibarbaro. L'in surrczione ollrnica e la guerra del 1828 e 4829 fra In Russia e la Tnrchia fccero uascrro grandi speranze nci Bulgari; ma dal trattato di pace di .\dr·innopoli cssi non ebbero alcun vantaggio. Partite le truppe rnsse, delle massc dei Tinlgm·i le scgmrono e si stabilirono in Bcssarabia, nolln Yalacchia e i\IoldaYia. - La rigenernzione bulgara si efl'ettuo uel modo pi u brillante per mezzo dei libri c delle scuole, potentemente contribueudovi col loro danaro i ricchi emigrati. ~el 1835 si apri la pri ma scuola bulgara, nel '1845 cranvene giit 53; nel 1844 apparve il primo poriodico ;nel1 870 dopo lnngo lottare la Bulgaria riusci ad avcre un esa rca proprio eel a liberarsi cosi dalle strette in cui la toueva il clero greco . La chiesa e con ossa la scuola poterono dn qnell 'a nao rcml0rsi eo m. pletamente nazionali e preparare la rigenera;r,ionc poli tica dell:t Bulga ria. Il risultato infelice della guerra di C•·imra avcva fatto svnnirc per (jUalche tempo le speranze riposte dai Bulgari nella Ilnssia: sorse in
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molli anzi il pensiero di rivolgersi aii'Europa occidentale ed unirsi a tale seopo alia chiesa rornan:1; ma qnesto progetto naufrago di froute a!Ja resrstenza del clero e de:tc clatisi intell igcnti . La so iiP\'~zione dell ' Erzcgovi na ucl 1875 e la con,;egr,eutc gncrr·a fra In Serbia e ta Turchia servi rouo di scgrwle alla rivolta dclln 11ulgarin meridionale. - La suns:-~ n g u iuosa pncificnione nell'c:;ta lf"l dol ·1876 rich ia mo l'attenzione rlell'l~uro pn noll e coso della Tu rchia. Ma rin~ci t; van a la confcrt!nza di Cos tan tinopol i, la B.us:si<l did1iar·u la gu erra a Jla. Tu rchi::~ (~ 1. aprile •1817) . Col• trattato di Sant(l Stefnno (3 mnrr.o 1878), er<1 crcato un l:>~rrande • prrncrpato a far parte del quale cutravano tulli i paesi dove era ;11 pre,•a lonza la popolazione bulgara (Bulgaria danubiana e. mcridionalr. sino.~d Adrianopoli, il circolo di Jli ,·ot e gran parte della .\facedouia). Ma I mtorvento dell'Europa occidcntnlc impedi la formazioncjl i un'uuica Bulgat·ia ed ebbe pe1· consegneuza iI tra tla to di Bedino (-13 lug! io ~1 8 78) che Cl'CO I':Htualc princi))ato il rrualc comprendo appcua lrt terza parte dolla Rnlgar'HI creata dal trnttnto di S. Stef'a no . - La Dob rn c:ia ftt d~t~ rdln Rumania , il circolo di rirnl nlln Serbia; colla Bu lgnria merJdronalc (cscluso il Saugiaccnto cl i Sofia , unito al pri ncipato, cd una graudc zona a sud, rimasta alia l'urchin) fu form ata la provincia autonoma deJia Rumelia orien tnlc; qunsi tuua la l\Iaecdonia rest(, nlla Tur<'hh . - Il 22 febbra io 1879 si riuni la pr·ima a~semblca bulg:~ra, che claboro la costituzioue del p!·incipnlu e proclamo principe 1\ lcssarHln Battenberg col nome di Al cs~andro I. X ~~·oyrafia . - Nella sua. conrigurnziouc gcnerale il principato lfi Bulgana prcscn ta una 1.ona luoga c relntiramentc strettn , la quale :ltl occidclltc si biforca , a norcl si uo a ll.~ con flu Pnza dol Timok net cDauuiJio ed a sud si no ad abbracc iarc tntta 1(1 provincin di Sofia. La Bulg<tria ha uua parte piaua ~d un a mou tn o~n . TAt catena dei Ba lcani si e~tcude cla lla conlluenza del Timok sino nl Ma r Nero (fra Varna e l\Iisivria) c forma coi Carpnzii uu 1111ico si~ tcma, foggiato a ferro di ca\'nllo e tagliato dnl Danubio nellc cosidott<l Porte di Feno. I Balcani si di,·irfono iu 3 sezioni, cioil: B.1lcani occideutali dal Danubio sino all'interruzione formata del fium e lsh.t•r, ccntmli di qui :tlla gola di Slir no eel oricntali o Piccoli Balcau i ftno at .\f:lr Ncro. I Balcani occiden tal i o coutrnli prentlono poi il nome romplossin) di St[.ra Planina o Graudi Balcaui, nrentregli ot'icu tal i ::;o11 o pure dctti P icco li Balcani. I Ba lcnni occidentali hanuo nna dirczione genera te vcr~o sutl-(•st; d:-~p prima alti solo700 metri circa, Ynnno maumano clo\'illldosi sino a
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r:Jggiungere i 1500ed i 1800 metri; sooo ui,.struttura granitica, sco:;ccsa, in parte coperLi di folteforesLc di fagggi, in parte atfatto ignudi. Dnl passo di DcrkO\~tt:; la catena si allarga e forma nua specie di altopiano il quale verso sud si nbbassa si no alia conca cli Sofia. Verso nord-est si distaccano da lla cntrma pri ncipale brevi nra alti coutra!forti che danuo all'cstrema parte oc(·.iu entale e sud occidentale delta fiulgari'\ un aspetto alpcstre. Vei·so snd-ovest i contra [forti sono piU. lunghi e pianeggianti. La go la delI'Iskcr e 11na vera spacca tura nella giognia balcanica, pc!' la quale il fium e scorrcdalla cr.nca di Sofia verso it Danubio per piu di 60. chilometri fra alte roccie con una rapid ita vertiginosa. I Balcaui ccntrali hanno una lu ughezza di 255 cl1ilometri volgeudo ad oriento ; si elevano a 1900 mctri fra Zla titza e it monte Kurugia . E qucsto il trallo piu alto c mono acccssibile di tuua la catena ~d il centro di qnesto trallo trova:si uol triangolo Trojan, Karlow c Kalofer, doYc, insicm(:) alia ruassima nltozza media di turto il sistcma, s'accava lc:t no le piu alto som milit (Iomrukcia l 2380 m., Yesgian 2200 m.). Atl oriou tc del Monte Kurngia i Dal-can i si abbassano fino all 'a ltcz7.a media di HOO cd an~h c ·HOO motri. Il pend io mel'idionale il ht'C I'e e sco~coso raggi ungcmlo persino i fs.Oo di iucliuazioue; invecc qncllo scucntrionale e piu dokc e si ab ba~sn a forma di terrnzza nelln dirczionc del Danndio. I cor:>i cl'acfllll\ afilnenti al Dannbio lo Lngliauo fonnando profoudi burroni . A norJ dclla linea LoYcia-TiruoYo-O,.m<lnbazar il tcrreno da montuoso, si f;~ collinoso . Il \Crs<lnte seuentrionale e di uatura crctacea; la cresta cd il \'CI·saute mcridionalc sono cristalliui, Jo somnrit't, a cupola, sono spoglic di vegetazione; it peudio sclteutrionalc c coperlo da folti boschi di quercie, faggi. ed accri; il llliJridio rwlc invece e nudo . I flnleaui orientali si divitlono pre~:s•> Sli vuo in tre catenc dnllo q nali si di:;tacca oo verso noi'Cl lincc di dossi pnra llele ::>1 mare. I piccoli Dnlcani noo hauno rho nn'a ltczza media cli 600- 750 metri, la cima piu alta, prcs,;o Yerbitza, Ita OH motri. Sono di natura cretacf'a e boscosi. Le tre dct!e catcne sono sepnrate fra loro dalle profonde valli del Grande e del Piccolo Kamcik, e dei loro aflluenti. La ceutrale (pill alta) e di\·isa in due d:ll profondo taglio per cu i pa:;sa il Piccolo Kamcik e \'a a terminarc, ~:on pcndio abba:stanza ~cosccso wrso s.ud, (I) c~po Emine . 1.a cnto11n meritlionnle, sepnrata dnlla crntrale dallo val li del Piccolo Kamcik c del Chagi-dere, prescnta ll ll gr<111dc nbba ~samcn to a norcl- ovcst di Knr n ab::~ d. La catena ~ettentrionn l c si dirige YCI'50 uord- cst; a norcl di Osrnnn Bnr.a r si distacca da ossa un contrulforte che si protencle fin pres::;o Ha:sgrad; ad Eski Ginma la ea-
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RIVISTA
piega a sud-est lasciando da parte !'alto piano isolato di Sciumla, e si dirige su Varna veuendo tagliata dne vo\Lc dnl GrauM Kamcik. Il terreno montuoso dei Balcani oricntali finiscc sulla linea Osman Bazar, Eski Giuma, Sciumla, Varoa. A nord di esso irovasi una zona collinosa (Deri-Ormnn) . Parallclamente ed a sud dei Balcani ccntrali tra Jambol cd Jchtiman si esteude la cateoa dei monti centrali (Srcdnaja Gora), separata dai Balcan i da una vallata che si clcva sul marc dai 4.50 ai 600 mctri. Qucsta catena seconvaria ha una altezza media di ,I 000 mctri ; nella sua parte occiclentale (monti di Ichtiman), piegaudo a sud, forma la separaziono fra la Yalle dolla Maritza e la conca di Sofi a, cd il lcg[\tnC fra i Balcani e le massc moutaue dol Ri lo c del Vitosc. -Proscuta in qucsto tratto duo depressioni note sotto i nomi di P.?rta di Traiano (800 mctri) e di :'llomioa Flissur pet· le qnali passauo le stradc da Dazargik a Ichtiman e Samalww. A norcl i monti di Ichtimnn sono collegati alia catena principale dci Balcrmi per mezzo di una clorsalc alta 820 metri c per la quale vnlica la strnda fra Slatitza o Soua. Anche le vclte piLL alto dei Balcani non giungono alia linea delle nevi perpetuo; all'altezza dei passaggi la uo,·o s! mau tiene all'incirca dal principio cli ottobre sino nlla motit o nlla fine di marzo; snllc volte da settembre a mE>ta di giugno. I valichi pi u elevati (cosi per rispctto all'altczza assoluta come a quelln rclntiva) trovausi nei Balcani occidental i. - (Altezza media assoluta 1630 metri, rclativa al piano settentrionale •1200 mctri, r·clativa al piano meridionalc 9ts0 metri: luoghczza media 3~ chilomctri). I passaggi nella parte occidcntale dei Dalcani centrnli ( eccetto quello di Orchanie) sono di poco piu ])nssi; ma la loro lunghe;r.za ~ considerevolmento minora (2'1 chi lometri), eppcrcio i pendii souo piu forti. I valichi adunque attravorso i Balcani occidentali ed attraverso alia parte orientalc di quclli ccutrali sono i piu difflcili; i piu accessibili sono i passi attraverso la parte oricntalc dei Balcani · centrali, ossia fra il monte Kurugia e la gola di Slivno. (Altezza assolnta H OO metri, sui piano settentrionalc 750, sul moridiouale 700, lunghozza 28 chit.). I valichi dei Piccoli Halcani, souo i pitl. bassi (620 metri di altozza assolnta c :350 cli nltczza rclativn), nw lungo ogni via incontransi trcsuccessivi passaggi (auraverso le trc catenc) oude la loro lu nghezza complcssiva e due voltc ed anche duo voltc e mezza maggiorc della traversata dei Dalcani occidcntali e ccntrali . Il passo cli Orchanie c il piti fncile nci nalcnni occidentali c nella parte occiucntalo dei Halcani ccntrali.
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Xei nnlcani occidentali si trovano 6 passaggi sopra una cstensione di HO ch ilomctri, ossia uno ogni :Z:i. chilomctri. Nel tratto occidentalc dei Balcani centrali (lGO chil.) s'aprono 6 passaggi, ossia uno ogni 27 chilomctri, nell'oriontalc (96 chilometri) 6, ossia uno ogni •16 chilometri. !\'ei piccoli Dnlcani (HO chi l.) riscontransi 9 passaggi, ossia 4 ogni •15 chi l. In generalc sn tutta la catona, lunga 535 chil., trovansi 27 passaggi , ossia uno ogui 20 chilometri. Le stradc che altruYCI'Sano la cntena, possono cosi classincarsi: strade bnonc attraYerso i passi di Ochranie c di Berkontz; ca rrozzahi li con fondo nttraverso i passi di S. Nicola, Scipka e Kotel; carre""inbili senza fondo, attraverso i passi di Kadi Doza, Strigli, 00 Travcn, Cain koi, T\'ardiz, trn Eski Giuma o Karuabad, CialikaYas, Aidos o Bania (:'llisivria). La grande strada romana pcl passo di Trojan (} ora una scmplice mulattiora . Tanto per la sua. nltezza e per l'altozza dei passi , quanto pel numero o la fJUalitit delle strade, la parte oricntalo della catena dei Bnlcani (dal pnsso tli Scipka al Mar Ncro) c la pit't facilmcntc superabilc; la parte occidentale dei Balcani centrali spccialmente fra Zlatitza cd il pn~so di Scipka, prescnta inYeco i maggiori ost:~co~i. A qnestn tengono dietro i Balcani di Ciprovez e di Derkovatz (ne1 1:3alcani occidentali) . La parte sud-occiclcntalc del principato cli Bulgaria c, sotto l'aspetto orograHco, alquanto dill'erento. In essa sorrro que! Mdo montuoso che serve di lcgamc fra la catena dei Balc: ui 13 lo altre mon tagnr. della penisola, e di linea di displnvio fra il Danubio e I'Egco. . Al centro di questo nodo moutuoso s'ergono le due masse del ~do c del Yitosc. Da qucste massc si diramauo delle catene cho raccluudono conche piu o meno grandi, quali sono quella di Sofia, di Radomi r, di J<ustendil, di Dubnitza e di Samokow; solo in quoste concho trovasi nn addensamento di popolazione eel una svilnppata coltivazione. Il Yitosc presenta una massa isolata, a pareti scoscese e nude; il suo pun to pit\ elevato ha un'altezztt sui livello del marc . di 2292 metri c di circa ·1'760 sui piano di Sofia. La neve non spansce dalla sua vctta che per 2 mesi dell'anuo. Il Rilo presenta un rrrando massiccio a fianchi dirupati sul quale si elcvano vctto coniche o ro:cciosc; di esse la piu alta ha 2739 metri sui Jivello del mare o circa •1800 sullo pianura di Samokow
RIVISTA 338 Ad occideute cki due massicci , ora nomioati, trovasi la cosi detta Koneva Plaoina con un'altczza di circa 4 500 metri. Ad est e a sud-est del Uilo s'accavalcono alte montagne che occupano tutto lo spazio fra lo Struma, la Maritza ed il marc Egeo, note sotto la denomioazione complessi\'a di i.\1onti Rodope; ma di esse solo una parte iosignificante cntra nei confini del principato. Ad occidente cd a scttcntrione di Kustendil si elevano alll'i monti, dei quali alcuni di!'igendosi ver~o occidente vanno ad unirsi al nodo del Kara D<~ gh, altri procedl)ndo verso settentrione so no collcgati ai Balcaui per mezzo della piccola dorsale che si eleva fra Slivnitza e la Ni:;ciava (790 mctri) . Cosi i Balcani sono riuniti agli altri monti della penisola pel' mezzo dei monti di Ichtiman e della do!'salc di Stivn i l.za . Id1·og1·a[ia . - 11 PrincipaLO di Bulgaria e bagnat.o ad oriente dal Mnr Nerd e a nord clo.l Danubio. Le acque interne appartengono in gran parte al bacino del Ma r Ncro e solo in minima pr·oporzione a quello dcii'Egeo. · Il Mar Nero hagno. le coste bulgare per un tratto cli. circa 450 chilornetri; esso procura :Jlla Bulgaria il vantaggio commerciale cli metterl3 iu reluzionc coii'Europa occidentalc ed il vaut<Jggio comme1:Ciale e militare cli tenerla immedialamente collegata alla Russia . Sulle sue sponde s'addentra il buon porto di Varnac le piccole rade di Kavarna c di Balcik. Varua e collegata per mezzo cli una ferrovia con Rustr,iuk e si tr·ova pcrcio sulla linea piu breve c piu comoda fra i paesi Danubiani e Costantinopoli; non si puo tuttaYia entrare nel porto durante un forte vento di ponente. Il Danubio bagna la Bulgaria per il tratto di 460 chilometri,. dalla conflucnza del Timok sino oltm Silistria. Il Dnnubio ba una importaoza capitale per la Bulgaria, come per tutti gli Stati Danubiani, quaie grande strada commerciale verso l'Europa occidentalc e verso la Russia. La quale importauza e anche accresciuta dalle linee ferrovio.rie che fanno capo a Galatz, Giurgievo, TurnSeveriu e Rustciuk. A valle delle Porte di ferro il Danubio e sempre cli faci le unvignione; In sua larghezza varia dagli 800 ai 1~00 metri , la sua pro l'oncl ita normale e di 3 melri : in certi punti raggiungc i 30 mctri, e anche piu; la sua inclinazione e clebolissima, in
media cli
40 .'~ 00 ,
cio malgeado la sua velocitil
e di
circa 70 metri
al minnto a causa dei numerosi suoi af!luenti montani . I prirni ghiacci appo.riscono durante il mese di dicembre e scorn-
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pniono nella prima mela di marzo, onde cessa cli e:;serc navigauile durante i tre mesi del l'inverno; il tongelamento gencralc non ha luogo pero che negii inverni piu rigidi. L'cpoca delle pieue c in primavera ( duraute i mesi di aprile e maggio) e Itell'estate dopo i massimi caldi (nella prima meta d'agosto); le piene primnverili sono le maggiori; durante il mec;e di luglio si riscontrano le magre piu hns~e .
La sponda Bulgara e sempre alquanto elevata, in certi punti raggiunge persino i 60 metri e domina la l>ponda rurnana alta soltanto tb I a ·12 metri; qualcbe volta pero l'alt.a. sponda bu lgam si scosta dal Danubio e lascia fra se cd il flume delle bassme pantanose -che . restano dominate dall3 sponda rnmana; simili bassure trovan:>i 3ttorno a \'iddin, a monte cli lom Palanka, fra le foci dell'Iskel' e del Yid eel a monte di Scis~ova . Nella Bulgaria settentrionale tutti i cor·si d'ncqua, cscl uso l'Isker, nascouo nei B::tlcaui; la maggior pnrte di essi mctle foce nel Daouhio. Nel mar Nero non vanno che il Ka mcik, il Pravadi eel alcuni piccoli torrent.i; nella Bulgaria transbalcnn ica una parte delle acqne appartiene al baciuo del mar Nero (Isker ::;npcriore e suoi allluenti), un'altra parte al bacino qell'Egeo . Xcs:;uno rli qne::;ti Humi e nnvigabi lc; si gonrinno d'acque allo scioglimento delle nevi, ne] restantc rlcll'anno sono rruasi dapperttltto h'lladabili. In genera le la Bulgnria e ricca cl i acrpw por l'irrigaz!one c potabile. Cl·ima. - La Bulgaria settentrionale cssendo alquantoe levata h3 un inverno piuuosto rigido, il freddo ragginnl!O i 15-18 gradi Reaumur; sui Balcani la neve si mantiene dal principio di ottobre alia meW. di giugno; d'ostate i caldi non sono veramente inten:;i che nel fondo delle Yatlate e presso il Danubio. - Molto dannosa nell'estate e la grand~~ diiTerenza di temperatura fra il giorno c la notte. L'autunno, mesi di settembre ed ottobrc, c la migliore stngione clell'nnno. L'l parte transbalcauica e ancora piu elevata, epperc.io il clima vi e piu rigido. - In generale il clima della Bulgaria c s:mo e favorevo le 31lo sviluppo della Yegetazioue; sono poche lo localitit dove dominano le febbri, che si sviluppano in genera le prcsso il Danubio nci siti pant~nosi. Confinri. ___, I confini dclla Bulgaria, dal pun to cli vista topografico possono dirsi naturali , eccettuato il tratto fra il D<Jnubio ed il mare cl1e o completamente convenzionalc ; lungo i Dalc:mi 1::t linea di confine ahbaudona pero la cresta presso i punti di passaggio, lasciando la sommita di questi nel territorio della Rumelia. - Dal punto di vista etnografico i confini sono del tutto artificiali : cli quattro milioui di
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Bulgari che viYono nella penisola balcanica, appena •I ,200,000 appartcngono all'attuale principato; i territorii dove trovasi la migliore popolazione bufgara, Rumelia orientale e Macedonia, restarono alla Turchia, mentrt! nella parte occidentale del principato vivo mezzo milione di popolazione turca . Qu~sti confini non possono rrn indi considerarsi che come provvisorii . -!I confine pericoloso per la Bulgaria eevidentemento il turcG, Jungo 590 chilometri, Iila la maggior parte di esso non diventerebbe propriameute pericolosa cho nel caso iu cui la Turchia si valesse del diritto di tenere delle guarnigioni nei passaggi dei llalcani; il con fi n-e bulgaro-turco, nel senso ristretto del la parola, non ha che la lunghczza di 455 chilometri (fra il principato e la l\Iacedonia). Popolcdone. - E di circa I ,800,000 abitanti ; essendo In superfi cie di 6:2679 chil. quadrati si hauno 29 abitanti per ch ilomotro qua:tlrato (1). La popolazione e un po' piu tlensa verso i Balcani che non prcs!'!o il Dauubio ; la parte orientalo o centrale dei Balcani, sino a Lovcia, ha una popolazione il doppio pin fitta che non la parte oriontale. Esistono pochissimi centri che meriti uo il nome di citta; In ca pita~e Sofia, ha 20,500 abitanti, Varna, Rustciuk, Tirnova e Scium la ue hanno circa •19,000, Viddin 13,000. - Riguardo alle razze, si coutano 1 ,200,900 Bulgari ossia quasi il 67 °/ 0 di tutta la popolazione, 55.2,000 turchi (30 °/o). - I rimanenti 3 °10 son formati dai Rumeni (2~,0 0), Greci (9000), Ebrei (8700) ed altri. I Turchi troYansi concentrati nelle provincio di Osman Bazar (87 °/ 0 ), Eski Ginma 73 °/. e Silistria (75 Ofo). I Bulgari sono quasi tntti di religione greco-ortodossa, non contanclosi cho •I 000 Pamaki o Dulgari Musulmani: non vi souo cllo 5000 cattolici. - Dal punto di vista etnografico e politico quosta diversitil di razza e di religione non e certamente favorevole ; la parte orientale del principato, dove prodomiua la popolazione turca, puo in dare contingenze politiche o militari, diventare un pericolo pel goyerno. bulgaro . Condiz-ion,i economiche. -La Bulgaria e un paese essenzialmente agl"icolo; l'agricoltura vi si trova bensi ancora allo stato primitiro, 100 i raccolti sono in generale molt{) buoni, grazie alle favorevol i con-
dizioni naturali. I raccolti p1·incipa li consistono in grano t.urco, frnru cnto od orzo; la vi le si trora su tutto il territorio, ma i Yini sono male confezionati; i prati abbond:mo speci~Jmcnte nella parte Ol'icntalo ~ eontr:~le; i boschi renclono belli r ricch i i Ralcani occidental i; nolla Bulga ria orientale v'e un solo grandc bosco, quella di Dcli Orman. L'al lovomento del bestiame c molto trascurato . Non si trovnno caval li ntti al servizio militare: ossi smto nsnti per il trasporto a sotua. Ahboudnno i buff~li ed in genernle gli animnli hoviui e pecorini. Ln Bulgaria contiene grandi ricchczzo minerali di cui non sa profittaro (forro, e carbon fossilc spoeialmonte). L'intlustt·ia c quasi nulla. In caso t.li guerra, escluso il YOllOYaglinmento, tutto cio clw occorre alf'esercito douebbe essere fornito dall'estero. Costittdone politica . - Il principato di Bulgaria e, sccondo il trattato di llerlino, uno sta(o va::;snllo del Sul tauo. La clipendcnza clcl la Tnrchia si dove manife~ tare col pag;1monto di una contribuziO!JO annnafo o clnI fa tto che il pri nc:i pe rlcve esse re conferma to dal .S ultauo. Ma !lu'ora nulla e stato pag;lto alia Turchia, e la seeonda coudiziono non o che una formal it~1. Ln costituziouo interna e stain stnbilita daii'Assemblea nazionaiH riunita a Tirnova nel 1879. · ln Bulgaria o monarchia costituzionale ereditaria. La rappresentanza nazionale si r·iunisce in Assemblea . - L'Asscmblea puo essere ordinaria o straordim1ria . La prima o formata da de· putati olctti direttamente per plebiscito, uno ogui 10,000 abitanti; si rinui ~ce a"nnualmente clal 115 ottohro al ·15 dicembre . La seconda ha un nnmero doppio di rappresentanti (dne ogni '' 0,000 abitanti); si rinni:-;ce per la decisione di cruosti oni di alta importanza, per la revisiono della costi tuzione; l'elezione dol nuovo principe ecc. I rninistri :;ono respousabili clavanLi al principe ed all' Assemblca. Esisto in Bulgaria un:;t completa Jiberta secondo il senso modorno di questa parola. - Tutti i cittadini hanno gli sLessi doveri e diri tti (1) . Il principato si divide in 2·1 circoli : ogni circolo comprende 2 o 3 distrotti, ogni distretto si divide in comuni. St1·ade. stradc sono ancora in uno stato assai poco soddisfacentc. Vi souo poco pit\ di 950 chilomctri di strade cosidottc carrogiabili, e assai meclioeri.
(1) Dat censimonto del 1° gennaio 1881, non nncora noto alt'autore, risulta cRscro 1.3. popolazione di 1,965,701 nbitanti ripartiti su 63972 cbil. qua.d. ossia 31 per chil. quad. (Nou
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nu.)
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(1) L"autore scl"iveva primfl del r·adicale cnmb iamen to avvenuto lo scorso anno. l\ota rlolla Red. A.NNO XXVI I , VOL. 11.
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Le principnl i souo : Sofla- Lom Palanka, 2H chilometri; SofiaOchran ie- Pievoa-Timovn, 287 chilometri: Tirnova-RustCink, ·10 1 chilometri ; Sofi a-fcht1man, .chc continua fiu o a Tatar-Bazaruik nella v B.urnelia orientate. Sofia-Kustendil, 80 chilometri; Sofia al confine Scrbo; Sofia-Sa rnokow. Tulle le al tre stmde sono SCllZa fondo . Di primavera e di autuuno il movimento sullc ::-trade prcscnta grandi difficolt;\. - Di fcrrorie csi:;tc la sola Yarna-Sofi a lunga ~~ 5 chilometri, ma molto mnl cost.rutta c mal tcnuta. 1
FonzE m LlT.\ n L - Constano dell' esercito di prima linea e della milizia (opolcenie) ; il pt·i mo comprendc l'esercito permanente e la riSCL'Vf. . - Il lcrritorio del principalO e ripnrti to in dtiC divisioui mi]itari, dcll'ovest c dell'est ; i comamli di esse sono a Sofia eel a Yarna. Ogui di visione comprende u 11 certo uuJMI'O di circoli posti ciascuuo sotto l'a nJoriti di uu comnndante militnre. I comandanti militari di circoli hanno delle fnnzi oni multir,Ie : essi sono specia lmeute inCtlricn ti del red utamento, deJl'assegnnmento delle reclute ai corpi, delle convocazioni, dl3ll;nuoLili tazionc dcllu riserl'a, e dell'istruzionc della milizia. Esercito permancnte. - C:onta i reparti scgncnti: ( 1) Fantcria. - ':H battaglioni (dntsgi ne) a r~ compaguic, con ~·I ufficiali e 608 grcg~ ri in pace, c forse 4000 in gncrrat - In tutto ~1 !),096 uomini in pac;c c 2t,50.\. iu gucrra. - Non csistono per ora unita superiori nlla drusgina . r:at'alle1·ia. - Un reggimcuto a !~ sotu ie, ed uua sotnia di seor·ta al principe. La sotnia ha o ufficiali , ,11)4 gregari c ·1:1.4 cavalli. - Jn tuuo 7!);) uomini e 7·\.5 cavalli. · Art iglieria. - Due reggimcnt.i a 6 ba tterie. - Iu uno dei rcu«i. c da moutagna. - Le battcrie sono ad ~ pezzi.00mcutJ. unn battaria lt reggimcnto conta 69 ufficinli ed 8Hi gregnl·i. - Una compagnia da assedio con 4 urrl ciali e '' 03 gregari. - In tutto dunque 1~2. niTicinli c 1738 gregnri con 96 pezzi. - Yi e. inoltre: un pnrco d'artiglieria, un laboratorio, una fabbrica d'armi, uu ar::;enale a Rustciuk. Gen·io. - Due compagnle di zappatori con 40 ufOciali c 2.o4·gregari iu tutto. La com pagnia possiede un parco tele·~rafico per una 0 · linea dt 35 chilometri. La forza totale dc.Jll'esercito bulgaro sui piede di pace sarebbe di 572
'a
(I} SI tenne con to doi cambi3 mcnt avvenu ti dopo la stampa del lib1·o. (NOTA DBLU
Reo}.
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ufficiali e 17,462 gregari. Non esistc un quadro di formazione per it piede di gnerra; e ancora indeciso se iu una molJilitazione si aumonteril l'efi'cttivo dell'esercito portando sui piede di guerra i corpi attualmente esistcnti, o se iuvece coll'csercito pcrmaneute si formerauoo dei quadri di nnovi corpi da completarsi per mezzo della riserva o clclla milizia. Rcclutamento. - E stato dellnitivamente regolato dal la legge 18 diccmbre 4880. - L'obbligo al servizio c !!enerale. - Il contingente e fi ssato annun lrnente dal consiglio dei ministri ed c fornito dai giovani chc hanno com piu to i 20 anni. I volontnri so no nmmessi e sono comprcsi net contingente. La dnrata d'e) servizio per la fant.eria e l'artiglieria e di ·10 anni, dei quali due souo le armi ed otto nella riserva ; per le altrc arm i o corpi c di soli 8 anni dei quali tre sotto le armi o cinrrue nella riserva; gli uomini congedati clal sorvizio nella riserva sono ascritti fl no a 40 anni alia milizia (opolcenie) tlella quale dcvono far parte anchc tutti gli abili alle nrmi cue non sono ne in servizio attivo ne nclla riscrva . Gli studenti hanuo fa coltit di ritardarc il servizio fino alia fine dei loro studii. Servono 6 mesi o 1 anno secondo che hanno compiuto un corso di stndii snperior·e o secondario. 11 contingcnte medio annuale si pno calcolare di 8000 oomini . La qu~stionc del complctamento dei rptadri di ufflciali e sott'ufficiali c una dell e pitt diftlcili per il giovine escrcito hulgaro e la sua soluzioue nel scnso che l'esercito abbia dei buoni ufflciali e sott'ufficiali prcsi fra i bulgm·i sari1 possibile soltanto fra un tempo non breve. Il scrvizio mi litare c cosa troppo nuova pei Jln lgari, essi non sauno ancora cosa sia disciplinn, il giogo dei tempi passati li rese cosi cguali frn loro cue ad ognuno di essi sembra strano star sottomesso ad un altt·o Bulgaro. I sotCufficiali russi rimasti in servizio in Bulgaria c pel fatt.o che essi meglio conoscono il servizio c spccialmente perche essi sono llussi e non Bulgari godono di un'autoritit ~ncomp arabilmente mnggiore che non i soLt'ufficiali bulgari; essi soli sauuo svegliare fra i giovani soldati lo spirito di disciplina militare. Durante l'occupazione russa eranvi 70 sott'ufficiah e caporali russi per drusgina, 12 per sotnia e 40 per batteria ; questi qnadri furono tanto ridotti al momento dello sgombro che il servizio divenne quasi impossibile : il miuistero della guerra dovette quindi faro un appello ai sott'ufficiali russi congedati nel ,1879 ofTrcndn foro una cospicua paga .. Alia fine del 1880 eranvi 305 di questi sott'ufficiali. In quanto concerne i sott'ufficiali di origine bulgara i risultati finora ottenuti sono poco soddisfacenti.
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.Per cercare un quadro di uffJ ~: iali la Bulgaria dovt~Lte e<>nalmente0 riYolgersi alia Russia. Questa d'altroude ha tutto ·I' interesse pcrc·hc in Bulgaria ~on vadano a comandare ne Tcdescbi ne Austriaci ; per rssa la Bulgal'la de\tl essere una avanguardia gia pronta al di lit del Danubio, eppercio l'esercito hulgaro e per ordinamento e per :;pirito non dcvc essere altro che un corpo russo formnto da Bulg:u·i. In cio sta il compito importante degli ufO ciali e sott'ufDciali russi riruasti al scr' ' i;lio hulgaro; il loro servizio iu Bnlgnrin devc considerarsi qua le uu carnbiameuto di a~petto dclla occnpnzionc russa, reso necessario dal tratlato di Berlino. Attualmentc non si trovano ufnciali bulgari che nei gradi suhaltcrni; tutti gli altri sono russi, nl 1° gcnnaio 188 1 ·eranvene piti di :200. Per· avere degli ufficiali di nazionnlitit bulgara c stata creata la scuoln militare di Sof~a. ~ssa e diYisa in trc classic coutn 200 allievi. L'inscguamcnto ofatto 111 lrogun russa da ufrrciali rnssi. In essa sono nmrnrssi diotro esa me i giovari della Bulg~r ia o dclla Rumelia che ubbiano compinri _i n anni ; _ultirnati i tJ'e unni cl i scuola gli allievi vengono proJn os~r sottotenent1 e sono ?bblignti u sen rirc 3 auni in un corpo, dnpo i i[Uilli possono domaudare dt restarc nol la riserva dove restano sino all 'ot;\ di :30 anui. Per da re ad ulcuni nfficiali una istruzione pili estcsa si inviauo ncllo UCI'ademie militari fiiSSB; in nu ssi:~ vengono pure inviati Coloro cl1e non possono essere ammessi alla scuola militare per mancanza di posti. - :'{el 1880 et·anvi 10 urficiali bulgari. nolle accademic c 132 allievi nelle scuole miiituri russc . Rise-rua. - ):,a risen'a, composta dagli uomini che hanno scrvito due o tre anni sotto le armi, conterit, a rotazione completa dell'attuale ordinan1ento, cioe nel 4889, dai 75 agli 80 mila uomini. - Ri<>unrdo nl l'opolcenie, il suo orJ.inmnento stabilito colla legge del16 dicembr~ 1880 esisto fi nora soltanto sulla cartn. Armamento. - La fanteria e armatn col fucile Bcrdan. 11 mini-· stero del la guerra acquisto ne! 1880 dalla Russia 16 mila di questi fncili con 8 milioni di cartuccie; dispone inoltre di 50,000 fuci li Krinka cou 15,000 ,000 di cartuccie donati dalla Russia. La cavalleria o armat~ ~i sciahol~ da dragoni I'Ussi e carahine Berdan, i graduati e tromb~ttJ~ri hanno 1l revoh·er invecc della carabina. L'artiglicria iJ provYisonamontc armata con cannoni ru:;si da 9 e da 4 libhre; fra breve essa sarit fornita eh cnnnoni Krupp. Gli uuiformi sono quasi egunli n quelli dei Russi. Jstrnz·ione . - Gli istrnttori osseudo quasi tutti russi, l'istruzione teorica e pratica e fatta coi rcgolamenti russi ; tutti i comandi sono
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-dati in questa lingua eh~ el'idioma uffJcialc del dipartimcnto del la gucrr.'l. 11 senizio interno e quello di gunruigione sono regolati secondo le prc:;cri1.ioni rnsse. Di.~loca;:;ione delle tntppe . - In principio ogni riparto di truppa dovrnbhc esserc dislocato nt>l \;ito stesso da cui viene rcclutato; 111a le circostanzc obbligauo a coneentraro m<1ggiori forze in dno regioni, cioc l'oriou tale, nbi tata in gran parte da T urehi , o la transbalcanicn cho ha grnndo importanza strMegica pce la surt posizione rispet.to alia Turch in. Flottiylio . - Si compone finorn di nn solo vapore marittimo, alcuni vapori pcl· Danubio ed alcuni barcon i da trnsporto. Jmportan;:;a strategica dclla Bulgaria. - La Bulgaria cccupa nna posiziouc in pat·te orieotale ed in parte centrale nella penisola balcanica; colla sua parte orientalc cssa comunica per mezzo del Danubio e del Mar Nero con I'Europa scllontt·ionale ed occidentalo ; la parte sua tiud-orcidentale pre~enta un pacse elcva to e centralc 11ella penisola, dnl qunle si irradiano fiumi e ;;trade in tutte le dirczioui; ossa cellega per cio iJ principato con tuLLi i paesi meridionali ctl erci(lcntal i. Solo iu qucsta parte la Bu lga ria ti·ovasi iu irumcdiato co utnlto col suo neu{ico naturale, la 'l'lll'chia. 1 ri Jnauenti vicini della nnlgnl'ia o sono solidali con essa, stante l'cgtwglianza degli scopi a cui ten~ono rclatiYamcnte ali'Austrin eel alia Turchin (Serbia e Rumelia), o non hanno inleressi ostiJi al.la Bnlgaria (Rumania) . Un primo sYnntaggio chc prcsenta la situazione della Bulgaria rispctto alia Russia si e chc fra i due Stati trovasi la Rnmnnia . I.a fcrroYia Galatz-BtlCarest-Giu rge\·o eel il Danuhio sone lo gr:mdi strade dalla Russia alia Bulgarin; spec inl mcnle importante 0 il Danubio pcrchc i trasporti su di csso sono pi tL fac ili c poi porche pos~ouo farsi sema L.o c.cnre la tcna fcrnw ruma1111, os:;in scnza vio hrnc la ncn trnlrtit; in certc condizioni per le ('OI!lunicnzioui fra la Hussia c la Bulgaria potrcbbc servire la Dohruscia o qu csta ed il DanulJio insiemc, questo servirebbe iu t.nl cnso anchc a coprire il fianco dcstro dcll'in· '\'"asionc O\'C la Rumenia si mO!;trassc ostile. ll Mar \'ero e la ,·ia piir comoda c brc\'e fra. la Russia rln Jlulgaria , ma perchc sin aperta in ~UCITU e indispensnbiJe ChC Ja flotta russa abbia il predominio ncl :liar Nero. Sotto il puntu di Yisla militarc le parti pi1r iruportanti della Bulgaria sono : l'orientalc, i 13alcani e la parte snd occidentale. ta pnrtc orientale puo diventure tcatro di opcrazioni milital'i quando uno dei belligeranti faccin uno sbarco sull0 coste del Mar Nero; un talc sbarco sarebbc vantaggioso per parte della Turchia perche le darebbe la facolta di girare i Do.l-
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cani e. di portare la gucrra . ·in un pacsc abitato in gran parte cla Turch1.- La cos~a del Mar .~ero e favorevole alla difcsa esseudo elcvata o paludosa:. a Nord .d1 Varna pcro uno sba!'CO 0 piu fa cile 0 sarebbe anchc pm vantagg10so percbe pcrmettcl'ebbe di crirarc i p· 1· Balcan i. ;:, ' ICCO L Varna si presta bcnissimo ad esscre difesa essendo circondata da alLure clcvn te. · La rcgionc dei Piccoli Balcani c molto accidentata · ol• 1·e 1· ·b · fi · · ' ' , • mon1t a~ c e 1. lltrn~, PJccolo c Grande Kamcik c Pravadi, sono di ostacolo a1 ~ ov1n~enl1 ~ corrc~1do fra sponde scoscese , oppnrc paludose 0 copene ~It foltt .boscl11 ; ba~ta spesso una sola pioggia per renderli inguadabdJ ebper ·mnondarn d terreno circonvicino· - !1 1 l(Uesta, rcg1 ·ofl0 · · Si trovano qtJas1· ••utte da, nord a stt<1 . ens1 nurne1'0SO strade ma vanuo , e non vt sono str~~e di collegamento: esse poi sono costruuc scnza alcu~a artc epperc10 estremamente difficili per le artiglicrie ed ·1 ._ re""IO car oo. . p er nn tratto d'1 40 a 60 chilometri sorpassano tre1 successJ:e .catene, senza contare le numcrose salite secondarie eel in CQrti p~nt.l SI s:olg~no lungo gole lunghe e pl'ofondc, clove 'nu punno d1 ?1fenson puo _arrcstaro il movi~c~to. di una colonua. Cosi qu~sto. reg1~ne ~ favo!'evole per .le op~r~z10n1 d1fensive con piccolo forze, ed obbliga l ofTensore a fl'azJouarsl 1n tante colonne moventi per vie parallele, Iontane e non collegate fl'a Ioro. La. popolazi?ne c mussulmana, i villaggi rari ed il paesc non o!Tt·e mezz1 A nord di qucsta re&ione trovansi l·t' D0 1)1•llSC.·ia d ., d1 ' :;uss1 I stenza. b 0 e 1 cost (.etto . osco di Deli Orman. La Dobmscia o un allipiano ~eserto, p1wo. dt acq~c, con strade che vanno da nord a sud; la ~carsa popolaziOne e Ill maggioranza cristiana. Il bosco De~i Orman, che si estemlc ad occidentc della Dohruscia fino · al Danub10 ed alia fcrrovia Varna Rustciuk , c" una reg10no · d ' assaJ. on nlata e tagliata da burroni, coperta da boschi 0 fitte bosca~l~e ; l'acq u~ i~. scarsa , le st!'ade so no anche qui pochissime o cat~1v e, co l~a. dt~·eziOno da nord a sutl; le migliori sono · quellc cho uniscono Sll1stna con Varna e Scium la. La popolaziouc non puo clirsi r~ra n~ a e raggruppata in pochi punti, in generale c mnssulmana. Non Sl p~10 C?n t~re ne S~ i mczzi locali ne ~ul!'acquartie!'amcnto delle truppc negh abttatt. I nod1. stradali principali esistenti nella Bulgal'ia 01·ientale sono Va:na, Scmmla, Silistria, Un$grad ed Eski-Giuma · di import~nza cap1tale sono i r:imi due. Il trattaio di Berlino ~rescrisse benst lo smantellamento dt Vama c di Sciumla ma cio finora non fu fatto cd in ogni caso questi punti sono gia for,ti naturalmente e facili
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a converttrst m campi trincerati; essi colla valle mtermed ia del BuJanik ofTrono una posizione coperta a Sud: nella parte oricntale clallc tre giogaje dei Piccoli Balcani c dal basso Kamc.ik, nella parte occidentalc flallc stesse giogaje c dai d.uc Kamcik (Piccolo e Grande) . Inolt!'e l'avanzata >erso Sciumla c I'esa dirficile attraverso le gole di Eski- Giuma c di Bairam-Derski. V:nna c Scinmla sono collegate fra loro e col Danubio per mezzo della ferrovia. La catenn clei Balcani, ([nale 'linea tlifcnsil'a frontc a sutl, ha il vantaggio di avc1·e il versantc mcridionalc mol to rapido; e quindi fac ile tro>arc sui passi delle posizioni dominanti sino a grandi di:;tanze sui terreno circonvicino e difficilmente accessibili ; ma ogni pas$0 puo esse!'e girato per mezzo dei valichi vicini . Per impedirc cio bisognercbbe occuparli tutti, il chc portcrebbc ad nu grandc fraziouameuto di forze tanto piu pcricoloso pel fat to che le com unicazioui fra i passi non possono stabilirsi chc per mczzo·di gralllli giri. - I Balcani, quale linea difensiva, sono molto piLt vantaggio:.i col fronte a nord. - Gli sbocchi meridionali dei passaggi sono collegati dalla strada esistente lungo la vallc che separa i Daleani dai monti di mezzo, cla Slatitza . a Slivno; inoltrc nn gran vantaggio pt:>r la difesa oll'ro la fenovia da Adrianopoli a Tatar Bazargik con diramazione su lamboli, dalla quale si distaccono alcune stradc chc conducono Mlla suddctta valle. - Il difensore ha co~i la facolta di coucentrare facilmente le sue forze sopra il nemico sboccante in un ptmto ; gl~resta poi i n ogni caso una seconda linea difensiva nella catena dei ~ionti di mezzo . La linea di confine lungo i Balcani c segnata in guisa che tutti i Yalichi ed il terrcno a nord sino a tiro di cannone, trovansi in mano della Turchia, che puo tcnervi delle gutlrnigioni; cio che finora non ha pero fatto , forse per non far nasccro dei torhidi nclla Rumelia orientate. - Non bisogna perdere di ••ista che fra i Bn lcan i e la Turchia propriamentc deW! y'o la Uumelia; pno darsi dunquc chc in caso di guena i Balcani vcngano in tempo occupati dai Bulgari. L'importanza strategic.'\ delln Rumelia consiste pei Russi appunto in cio che essa puo procurare la possibilita ni Bulgari di occupare i passi dei Balcani, di fortificarli e di difenclervisi sino all'arri vo dei rinforzi dalla Russia. La parte centrale e nord occidentale della Bulgaria non presenta grnndi ostacoli, ma i movimenti vi sono resi difficili dnl cattivo stato delle strade. La strade piu importanti militarmente sono quelle che da Uustciuk, Scistova e Lom- Palanka conducono ai Balcani. La popolaziono o qui in maggiornnza bulgara od abbastnnza fit.ta; ma i punti abitati sono molto distanti fra Joro. E quindi impossibile lo ne-
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cantonarc un gran nerbo di Lruppc; il pacse e pcro relati\·amen te abbastanza ricco. - La parte nord·occitlcntale della Bulga ria a1rrchbe importanza ncl caso di uua guerra contro l'Austria; essaJw il vantaggiodi es~et:e copcrla dalla Serbia c dalla Rumenia; ne! caso cbe il nemico si avanza;;sc dalla Serbia sn Viddino, il Timok ed i Ba1cani che lo accompagnano, prcscntcrcbbero la linea di difesa naturale. - Il Timok ~corre fra spon.tle dirupatc, la riva dcstra domina la sinistra e pt'CH'nta molte bnonc posizioui, uc•l suo corso infcriOJ:e esso non e gnadabilc; le strade dn Klado>a n 11regoYa, dalla Morava Bulgara 'a Zaiciar c da Xisc nl pa:;!;o di S. .\'icola souo facilmeutc difenclibili ; Yiddin e Bic·Igmdcik sono i ridotti di <juc~ta linea difcnsiva - L'altipiano di Srdia ha una grande importauzn militare non so lo pel fatto cite occupandolo, la Bulgaria ha in sua mauo delle grandi e lmoue straae cite conducono nell;1 Macedonia c nclla Humelia orientate, ma anchc per l'in!1wmza ciH• 1fU4l.:ilO. pos~c,;go C:)C'I'Cila nclJa sitlinzione Stl';1!Cgien gcnellf'l'<1fC rl 1 cssa rclall\'<1111ente alia Turc.hia . Ciil che t: piu i mput~n to s1 e cliP quo~ta regionc usitnata a snd dei Ba lcani ed ha uua posizione fianc11egg i;1u1e tnnto rc•lativawcutc ad cssi quanto a tuLLe le vie cl' invat'ionu dei Tn reh i n<'lla Tiu lgurin set.tentriorwle. - Grazic arl essa di mo l t>~ c ~·cs~ p~t'L ~at;il e In dil'esa dclla catcna ba lcauica, 11 uel caso poi d1 opcra?.Wlll ollcns1ve coutro la Turchia non e necessario il forzare i pnssi dei Halcnu i. Sotto it punto di vista clifensivo, l'altipi<l uo cli SoDa ha il vnutag-~io di c.;~Ct'C circondato dn tutte le parti da alti mouti in qualuiltfllC puuto dei q nali c facile il portar t.rnppe da Sofia. Sui fruntc oricntnlc di 'fUCslo altipiano, ossia su i mouli Ji lcht.imnn, si troYano due passi importanti, le Porie di. Traiano e la stretta Jun')'o l'alta 3farit7.a, it primo specialmente di facilissima difcsa . -I! fron~c snd ocridcntalc, ri,·olto rcrso la :Uacedonia c il piu importante, tro· \andosi in contatto immc1liato colla 'J'urchia. La eapitale del Principato no iJ poco di~costa, o qui potrcbbci\) anche mo:;trarsi truppe austriache. La zona di tcn·cno lungo yuestv confine e assai mo111uosa; i monti di Koncro, il H.ilo, l'O~ego ed iJ Perim coi loro contrafi'orti riempiono non solo la pane snd occidou tnle delta regione di Sofi:~, ma ezinndio tutlc .la ~.Iaccdouia oricn ta lc; questi monti so no fra i piLL a Iti nelln pen1sola c poco P''atienbi li; Kustend il e Dupnitza unite con buonc stradc con Sofia e fra tli loro sono i pun ti di partenza delle drue unichc buonc stradll comluccuti i11 :lf:wedou i.a, la prima per Egr-i PaJanka su Skopia, la socouda per la v~ l l c dello Struma su Seres e Salcwieco, eou diramnziono lungo In Strunw itY.a su Sctip e Veles . Sulla prima s:trada la maggior i mportnnza hnn 110: la lunga st.retta ad orien te di Egri Pa-
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Ianka e lo sbocco di Egri Palanka, sulla seconcla strada i p'un ti principali sono la stretta di J\1arkova Stiena prcsso Mclnik c la citlil. di Petric. - L'iuYasione in lln lgaria da quc:>La p:wtc non puo :l\'C I'i' chc le due delle dirczioni su KnsLondil e su Dupnitza. -11 terreno montuoso all'intorno di questi due punti rafforza la loro difcndibilitit ; anchc ncl suo procedcre ulteriore ::u Sofia l'invasorc si tro\·crebbc ogni m01nento di fronte a posizioui difensibili con pochissima forza e dirficilmcmc aggirabili. Finalmente qnale centro di tutta la difesa puo scrvire Sofi.a che prescnta condizioni mol to vantaggiose ; cssa , olLre ad csscre 1! nodo di tutte le strade provenienti dalla ulaccdonia, u situata in una Jocalitit favorevolc alia si~temazionc di una forte dil'csa : Yi si potrebbe costrurre· un carnpo trincerato con forti situnti a 2-l.i chilomctri dalla citta, sopra una linea di circa 30 chilornotri cli sv iluppo. - i\"ellc gucrre preccdenti i Ru:;si dovettero semprc eseguirc di· fronte aluemico il difficile passaggio del Dauubio c rptel lo non mruo difHcile dei Balcaui; erano due forti linee di difesa coprenLi a nord Costantinopnli e solo !lopo la loro conquista, le trnppn rus~c 11011 m·ano piu arrestn tt1 da ostacoli naturali. - Attualmentc cosi il DannLio c.ome i natcani pcrdettero la Joro antica imporlamza grazic all'e~i:;tcnza dclla Bulgaria c della Rumclia oricntalc. - I rassi dei .B11lcani possono essereCoccnpati c 1l ib i dai Bulgari ::.ino all'arrivo dei Russi . AuciJe ammettcudo chc alia Tnrchia ric,;cisse, basandosi snl trattato di Berlino, di occuparc qucsti passaggi, In rcgione di So!ia, sporgcnte al di la dei Balcani, J'endt•rchhc a~:-ai dubbi i Yantaggi di que:;ta c~tena qaa!e linea di difcsa cnntro l'inYasorc pro,'enientP cJ,of nord . - In c~so poi di gncrra frn la Ru~sia c l'Austrin a motivo delle cose balcaniche, la Bulgaria darcbbc a Ila Russia la pMsibi Iita di interceuare agli Austriaci la lin di Salnnict'o. f:osi Jn Bul~aria coRu:;sia l'avauguardia contre la Tnrchia eel il llanco stituiscc per la U sinislt·o contro 1':\.ustria.
NOTIZIE SULL'ESEROITO TUR OO Le forze mili ta ri del la Tu rcbia comprcnrlouo: •1) l'escrcito pormanrmte colla sna ri5crva; 2) la pri mn armata cli risen·a; 3) la scconda arma ta di ri ~erva ; 4.) la milizia intef'I!a.
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.Par il completamento doll'esercito e ammesso il principio dell'obb!tgo s.euerale al sen•izio, ma flno ad ora non si applica in rcalti1 chc ar soil . ma?~ett~ni, c. solo da pochi giorni si parla di ostonderlo auche ar cnstram - smo agli ultim i tempi era ammessa l'aa·r:mcazioue cd il cambio ed esiste,•ano molte immunitil . - L'oJJbli rro di lent CO . . . '>0 . d · 0 mmcw m "' ann r o ura s1no ai 26. - Ncll'esercito pcr·manonto entrano annualmonte 40,000 uomini e restano nclla fantcria duo anni, nolle altre arrn i quattro; la dnnHa del servizio nclla risorva e di ~Jlr~tt~·o :1uni per la fanteria, e di due per le al trc armi. Dopo di cio gli tndJvHhu pas:;ano cruattro anni iu ciascuna delle due armato di riserva e sei nolla milir.ia in terna . Possono passaro direttameute nella ca,·a.ileria d~lla if a riserva quegli inscritti di Jeva che preseillauo e si obbhgano dr manteuere a proprio spese nn cavallo atto al servizio. I sott'u ffi ciali provengono esclu3ivamonte dai soldati, per il completamen.to c~cl cor~o degli ufficinli esiste una scuoh militarc per tuttc io armt; VI sono moltre scuole preparatorie e licei militari. - Pcl comP!o~am~nto d~i corp.i .c ~dottato il sistema territoriale. - L'impcro c diVJ~O m 7 cu·coscrrzwnr, corrisponclenti ai 7 corpi d'arma ta dell'esorcllo pcrman.cnte, ognuno di essi a sua Yolta si divide ' in otto circoli di ~·o~gimen~o: 32 circoli di battaglione, o ·1 ~8 distretti di compagnia. Ognr Ctrcoscrrzrone dove fornire nn corpo d'armata dell'eserc.ito permaneute, uno della prima eel uno dclla secondn riserva : la settima circoscrizionc (Arabia) pero non forma i ~ corpi di risen·a. I1 sultano c il capo dell'e::;<•rcito; suo organo immediato o il ministcro d:.dla 0W' rra colic amministrazioni dipendonti. - Nelle truppc trovansi comand i di corpo d'armata, di divisioue e di brigata; il comnndantc di uu corpo d'~rmnta dcll'esercito permamente e contomporanr.amentc il capo del!a circoscrizione militarc che vi corrisponde. Nolle due riscrve eslstono in pace tutti i vari comancli sino a quello di divisione inclusivamente. L'esercito pcrmanentc e cosi cornposto; a) fanteria: 60 reggimcnti e quattro bauaglioni eH baunglioni cacciatori; in tutto 254. battaglioni a qnallro compagnie; b) cavalleria; 36 rcggimenti a quattro squadroui attivi ed uno dt deposito; in tutto 180 squadroni; c) artiglieria: da campaglltl: sette reggimenti, ognuno fo.rmato da qnattro battaglioni di 3 batterie e da due batterie da montagna; in tutto 98 batterie e 6 pezzi, ossia 588 pezzi; settc parchi d'artiglieria; artigheria cla fortezza 10 battaglioni; d) genio: sci battaglioni ,(a quattro compagnie) ed una compagnia;
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e) treno: sei battaglioni a tre compagnie. . . . La composizione cli ciascuna delle due m·mate d1 r1serva e completamente egualc, ossia: . . . . .. a) fanteria : 48 reggr~1CU tl .o'l92. battnglronr •.. b) cavallcria: 36 rcg?uno~tr o 180 sqn~~ronr; c) artiglicria: 6 roggrmonti o 84 ]Janene, d) geuio: 6 batlaglioni e) trcno: 6 hnttaglioni. . .. . . In tempo cl i pa00 dcvono tener::;i sotto le ~nm n~n pru d.1 4O? mrl ~ no mini, ascritti all'escrci to pcrnnmonte od a1 ~cboh q uadr1 ,de_I co~~H appartenouti :ll le armato di riservn , fall a eccezrone per la ca>·allcrw. dclla ,a urmata di riserva che dove esscre . formata colic razze no.ruadi. _ L'offcttivo dell'eserr.ito :,ul picdc d1 guerra dovrebbo essctc di 6·12,000 uomini con •I ,l:H2 pezzi. . , . Tutti i repurti sopn.1 inclicati formuno 19 corp1 d armata, sotto deldcll'escrcit.o pcrmanente e dodici cli risen~a: ~olla mobi lita~ione i tre corpi cli ognuna delle prime ,;ei circoscrrzwm formano un ar~~~~. ~ il 7o corpo rcsta separato. Ogni c~rpo . d:armata. ha clue. dr.vJsJOm di fanteria e due bauaglioui di caCCJaton, 1n tullo 3~ ~atta?lr?nr.' una divisiono di cavalleria (24- squadroni) un reggimeuto eh art1glwm (M batteric), un battaglione del gcni~ c~ uno. ~reno . , . . Secondo le pilt recenti informaz10nr al prmCJpiO dell an~o es1steva~~· 216 bauaglioni di lineae.} di cacciatori, 166 s~uad.r~m, 92 ~at~eue · non era no organrzzat1 1 ]Jat.taghom del da campagna e 33. da' montarrna 't? ' , . . d.· cl e per rreuio e del trcno. Nolle duo riserve non avevans1 1 qua IL l 1:> 384 battaglioni. . . _ .. · La fanteria e armata con fncili di 2. s1stem1: Henry-M~1t.m1 c Snider. Nella cavallcria la truppa ha sciabola e .rcv?l.vcr. I pru~1 due · t' d. orrni divisione hanno carabine a rrpetlZlone del srstema . d · d' la hanuo rca:gimcn 1 I b . winccster; nei rimanenti quatt.ro rcggimcnt1 g11 squa. rom a' . . carabinc dello stesso sistema , quelli dol centro lancrc. Le battenc da campagna sono armate di cannoui Krupp da 8 e 9 cont. nolle batterie a piedi, cla 7 in quelle a cavallo e da 6 in quelle cla montagna. In ogni batteria sonvi ~12 cassoni. L'armamento da fortozz~ e da as-:sedio e costituito da pezzi di sistemi i piu disparati, can~om .c, mo:~ 1 lisci di bronzo 0 di ghisa, cannoni rigati cli bronzo, glusa e d accw10 dei calibri da 12 a 28 centimetri.
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LIBIU E PERIOOIC I
LIBRI E PERlOO!CI -~-
.Belrle €:1r"fett:::~e ve~aete e del t~•ioll"db&((J»ner~~tlf' tleUn 111ruu•int'r tiCtrt geaei'!J't'• genuvese. GAVAZZO ANTONIO
(Colon . cli mar-ina .americana) . -
Genova, 1882.
Un illustro rl isccntl.cnto dell'antichissima famiglia dei Partecipazio, Giov. Andrea Bodoaro, si diode nel la prima mcta del xn secolo n riforrnare la galcazza del secolo prccedentc adottandol:1 altresi ad uso di guerra. Per la robustr!zza della sua costruzioue, eguale alia g:liea ma di proporzioni mnggiori, la precisioue delle manoHe. ed il po:>sente armamcnto, talc naviglio ovc fosse goveruato da persona perita, si poteva veramcnte considerare ammirabile e da trarne immenso vantaggio cosi in formazione di squadra, come nell'altaco di una piazza forte rnarittima. Nella bauaglia delle i:;ole Curzolari, comunement.e dctta di Le panto, aneuuta ncll'ottobre del ·f 5i I, tali na vi eo mandate dal senatore Francesco Duodo, fccero buona prova aiutando possentemente a decide re la giorna ta in favorc della Lega; e maggiori ne sarebbero stati i vantaggi se il cap . Oio. Audrea Doria al quale era commessa la cura del corno dcstro dei confcderati, non si fosse di troppo scostato daJ luogo del combattirnonto : ruauovra cosi infelicc che permise all'ala sinistrn dcll'iu imico, SO LlO orclini dci i'Occltiali, di tagliar fuori clalla scruadra Doriesca nu gruppo di quinrlici galee e trad e a perdita complcla . ta condotta del Doria iu quei momenLi supremi venne in diversi mot.l i giudicata ; .rnalgrado pero la protezione del Sire spagnuolo, il qw1le
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a tntt'uomo si ingegnava a difendere l'opernto del suo ammiraglio, nullameno Cfuesti s'ebbe l'unanime biasimo dei snoi contemporauei. Le galeazze contribuirono a dare altra gl?riosa .gio:n:~t~ alle arm~ della patria neli'Arcipel::tgo greco , Lra le 1solc d1 Ntcosw e Pares1 nel 4575. Formando siccome d'uso l'avangnardo, combattcrouo strenuamente contro i Turchi, ne rnppero la ordiuanza, sicche agevol cosa fu lo sbaragliarne la numero~a Ootta. La possanza di quelle na\ri era cosi manifcsta che l'eccelleutissimo goveruo di Yenezia a>eva ordinato chc un~ . galea;;:m cio'Oesse coinballere e 1·esistere ad uno stuolo eh venttcmquc galee qualunque ne fosse la bandie·r a. La galeazza del secolo xm avea tre alberi vcrticnli, bompresso e velatu~c latinn . Alia sommit\ degli alberi vcnncro piazzate le coiTe per le vi!rie. I rcmi lnnghi H metri ed in numero di 50 erano sotto coperta man;vrati da i uomini cadauno . Ad ogni lato rlel timone eravene un al tro al l'uopo di faci li tare il vira mou to di hordo. Misurava la nave 1 ,1,5 piedi di lnnghezza, 24 di balio maggio.re e 37 ~li altezz~ wmpresovi le murate. I1 costo ne era valuto.Lo m •120 mdn ducat1 veneziani . 11 Gavazzo riporta aucho l'armamento di queste navi, che era : Sopra il castello di poppa. - Duo pe t~· i eri <.la •14 •. u~o per bau~la . ~ Due falconetli da 6 come sopra. - S01 altr1 petnen da '14 cltspos!J due per banda a fianco dei falconetti c due chc tiravano rla poppa a prora della coperta . - Due saltamartini da ~~ , uno per banda. Dieci moschetti a cavalletto all'intoruo del castello. Sotto il castello di poppa. - Dne colubrine da 30, nna per lato del timone che tiravano in ritirata. - Due colubrine da 1~. una per banda nei corridoi . :.___ Due petrieri da U., uno per banda dopo i due bauchi. - Un cannone da 20 per parte tra il 5° e il ()o banco - Un petriere da 14 per banda tra 1'8° e 9° banco - Uu cannone da 30 per la to tra 1'4 •1, e •12 banco. - Uu petriero da H, per banda tra il , 4o e 4;so banco. - Un cannone da 20 per parte tra il 1 i 0 e 18° banco. - Un petriero da •I q, per banda tra il 20° e 2,1° banco. Sopra il castcllo di p1·ora. - Due colnbrine da 30: u.na per band11 det trinchetto che tiravano in caccia.- Quattro pctrJen da 14, due per banda . - Altri due petrieri, i di cui tiri erano dirotLi a. poppavia della copcrta. . Sotto. il wstello di pro·ra. - Due cannoni da ·50 dontro la cors1a: tivo a proa.via dol bastimento. - Due colubriue da '14, una per banda pei eorridoi : tiro come sopra.
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PERIODIC! 355 Iorse qucllo funesto in cui, ccssandonc la lotta uni,•ersale, ne cesserebbe la vita. Malgrado dunque l'orrore chc ispira, la gucrra c nuche fra le nazioni civi li non solo pos::;ibi lc, ma incvitab ilc. Se non chc i raddolci ti co~tumi e la cresciuta civil tit de1·onc' oggi int1nirc ucl modo di condurla. Tocca per cio allc nazioui civili dimi1iuirc le cause e limitare la forza distruttiva dclla guerra, non potendo disconoscernc le necessita ineluttabili. I princil)ii general i del diritto privato vennero concrctati in appositi corlici e leggi chc rcgolano i diritti dcgl'individui frn lrJro, e i doveri di rrnesti verso la com uni t;\ cl ci ci ttadini; cosi ogn i nozioue hail suo codice civile, penale, di commcrcio, di m11rina ccc., lcgge obbligatoria per tntti i sudditi dello Stato. )!a i principii del diritto pubblico e delle ;!enti, all'infuori di qualche trattato o convenzione speciale fra alcuni Stati, non esistono cho nolle opere e negli scritti dei ginreconsulti, chc non hauno forzD di lcggc, c non sono per cio obbligatorii per le nazion i. E noi abbiamo veduto piLl voltc c vcdiamo violarli impnnementc, pcrche nou v'ha altrn sanzione che il disprezzo delle nazioui civili c le armi del vincitorc. Una convcozione intcruazionale l'abbiamo ncl trattalo di Parigi del ~ 856, col quale furono sanciti alcuui principii di diritto marittimo abolitivi dall'uso dei c'lrsali, chc in tempo di gucna manomettevano il commercio dei neutri senza nlcun fondamcuto di giustizia. PiLi importantc c piu efficace fu la convcnzione di Ginevra pei soccorsi ai malati eel ai fcriti in guerra, del ~~ agosto '186fl., rosa esecutiva in Italia con n. Decreta del 23 SCLLcmbre 1865, alia I]Ualc hanno faLLo adesionc presso che tutti i principali Stati del mondo . Ma l'idea di un Codice internazionale, che dctermini e regoli gli obblighi dei belligeranti, non c stato ancora possibile realizzarla . E quando nel •ISH, per iniziativa dell'impcratore Alcssandro II di Russia, convennero a Brnxclles beu 32 illustri giureconsnlti, rapprcsentanti quasi tutti i governi europei, per discuterc il progetto di una convenzione internazionale concernente le leggi e i costumi della guerra, dovettero separarsi 'senza aver nulla concluso. Tuttavia que~to progetto resta sempre autorevolissimo documento di diritto bellico internazionale. I! fallito tcntativo del convegno di Bruxellcs suggeri all'Istituto di diritto intcrnazionalc di Gand I' idea di un Manuale di leggi della gnerra tcrrestc ('I), aclatto a ser'V~·r cli base a c'iasrn~;no Stato pe1· E
Annamento di 1'i8eroa. - Uo mortaio da 50 per bombardamento. Numero 400 moschctti. - ·1 00 spuntoni armati. - •I 00 deui disar-
mati. - 300 spade. - Trombc a l'uoco. - Fuochi nrtiflziali d'ogni rrualita. Equipaggio. - I\ Governatoro uclla Galeazza. - ·~ nobi li. - ·I comito - 4 sottoconuto. - •I cappcllano . - 2 piloti. - 2 pcnnesi . ·12 timonieri.- 36 marinari. - •12. mozzi . - 'I scrivano.- 1 soltoscrivano. - 11 scrivanello . - 11 remaro. - 11 remarolo. - •I marangono. - 1 marangouotto. - ·I botaro. - 1 botarotto. - 'I armaiolo. - 368 rem ieri. T1"t~ppe. - 4 capitano. - 'I toneute. 1 alfiero. - ·I scrgcute. 6 caporali. - 250 soldati . ___..:. 'I bomhi ~ ta . - Totale 709 persone. Di.spos1·zione dei soldati dnrante ·it combattimento. ·- Sul c.astello di poppa, due righe d'uomini a ,1-5 oguuna, 2 uomini pel trasport'l delle munizioni. - Sui castcllo di prorn, due ordini d'uomini a 30 per riga, 2. per le munizioni, 96 pcl servizio dei pezzi. Queste galcazzo dnrarouo fino al priucipio del secolo X.\'111. 1
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• Le legg& tlelln gtceJ•J•te tm•t~•estt•e, Oomrnento al jYfa-
nuale dell'Istitutointernazionale di Gand,aduso dell'esercito italiano, per ANTONIO BERTL - Firenze, Stabilimento di Giuseppe Pellas, 1882. Non e dirtlcilc dimostrare, dice l'autore nella sua prcfazione, che tuttc le cause di gtlCI'!'a si possono ridurrc a due princi pali: le umanc passioni, e la inegna lc distribuzione di civiWt fra le genti. Quindi snra scmpre un sogno la pace pcrpetua, finche i popoli siano, come gl'iudividui, soggetti all'impcro delle passioni, e fiuche non sia divenuta perfetta c inalterabile la distribuzione della civillit fra le varie nazioni . E d'altro lato c pure una verita fatale e inesorabile che la emancipaziono dagli affetti violenti non potra mai essere assoluta, e che dalla immcusa varieta delle cause storiche. naturali, morali, e delle rispettive varic influenza e tendenze, non sara mai possibi le avcre per risultato una civiltit ovunque egualmente livellata ed inaltcrabile; anzi il di che segnasse tale assoluto equilibrio della umanitit. sarebbe
(I} Les loir de la guerre sur terre, 1880.
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LIBRI
una legisla;:ione na;:ionale conforme ai prog1·essi della scienza giu1'idiw e a·i bisogn;i delle armate civili. Questo i\fanuale, ncl c1uale sono formulate, secondo gl i ultimi l'Osnltati della coscienza pubblica e della dottt'iun giuridica, le Ieggi del diritto hellieo, c app u.nto quello che pubbli('a oggi il sig. Augusto Berti , corredato di ~1n suo comment.o, ad u::.o dell'cscrcito italiauo. Il Manuale si dr1ide in tre parti . La prima parte comprcnde i principii geuerali; la secooda, che c la pitt importaote, espone l'a pplicazione di questi principii, e tratta in quattro separati capitoli: delle ostil ita, dei terri tori occupati' dell a eo nu izione dei prigionicri, c degl'in ternati in paese neutrn le. Oggetto della tcrza pnrte e la saJJziouo penale . Tutto iJ 11anualc si componc di 86 articoli. A ciascun .articolo l'autore appone una breve nota illustrati\'<1, la quale oltrc unH spiegazione raziouale, e la citazione in proposito dri passi di >ari scril!ori di clirit!o brUico, contiene qua c la illnstrazioni ufficial i dcsunte dalla gurrra francq- prussinna, nella f[ttale spccialmr nte si riconobbc la ncccssita di fi ssure in modo pitL eonvcnicnto le lcggi cli guerra . A rio' rli ciascuna 1101a riassume i c6rrispondenti articoli delle celehri Istruzioni date a lie armate Amcricnnc per la gucn·a di recessione (186,1-65), la piu importnnt~ legislnziooe di questo gencre; e non trascura di citare via via gli analoghi articoli del nostro Codicc penalc per l'csercilo, e quelli del Codicc penale comune; nouche va1·ie disposizioni del Rcgolamento S1Ll sM·vizio delle Intendenze ·in g?tMTa, pubblicato col R. Recreto 14 gennaio 188·1, che costituisce la Parte II del Regolameuto di ser-. vizio in guc1Tn, del quaie si nltendc tuttora la pnbblicazione della prima parte. In un'Appendice, oltre il riassnnlo dell'u ltima sezionc delle Istruzioni Americane, non compresa nel commen to, sono riportati ali arlicoli della Comenzione di Ginena e quelli del progetto di Dichia;azione di Bruxelles. Nulla diremo del i\fannale, perch/) la nostra parola uon potrebbe aggiungere no togl,iere antorita ad un documento compilato, dopo profondi studi, da ill ustri e competenti giureconsnlti, e che servir devc d~ base ad unificare, per qnanto sara possibile, fra le diverse nazioni, le leggi-di gncrra secondo i principii della moderna civiltit. Solo osserviamo che alcunv principii in esso in,·ocati si tro>nno giit sanzi<lnali nel nostro Codice penale militarc; come le clrsposizioni chc proibiscono il sacchcggio, l'incendio e la devasrazione anchc in paese nemico, i malitrattamonti ni pt·igionieri di gucrrn, er! altre. Ci li mitiamo pertanto a segnalare ngli uffici:~Ii del nostro csercit:o la importanza e la ntilita
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E PERIODIC!
di qncsta pnbblirazioue, pet' la qua le mm·ita somma lode il gionnc autore, studente di !cgge nclla Itcgia UniYcrsitil di Pisa, come egli stesso ci l'n saperc. Egli mostrn, nci suoi commcnt i, di avere stndiato con amoro r[llCSta ma teria , ·() di conosccrc mol to bene le lcggi della guerra modcrnn. Tnttavia alcnnc sue proposizioni ci sembrnuo, come principill di di rillo. troppo azzardate e recisc. Cosi per cs. commcnt<mdo l'art. 3° dice che, sccondo le lt>ggi militnri naziona li, c :>uprema rt>gola che " chiunqne fa prova di vigliacchcria Jlon rimpiazzando il posto u indicatogl i o mostr:mdo paura, o fuggenclo c mettendo il disonline « ncllc fJl c, sia severamenlc punilo ocl nnche ucC'i,~o 'i n campo da ·un ,, 7t.(fie?"ale o soUuf{iciale » . E cita il :Niorin, c gli articoli ~H al '100 del nostro Codice pcnale per l'csercito. Qucsti nrlicoli pnniscouo di morto il militarc che in faccia a! nemico si sbnnd i, :tbbandoni il po:;to o non faccin la possibilc difesn, o si rifiuti di marciare conp·o il nemico ; ma la pcnn dove esscre pronnnciata con rcgolarc gindizio. Abbinmo c ycro 1' articolo 468 il quale ammctte implicitamcnte chc nei ras·i cli leg·ittima d·i(esa di se stesso o rZi altrui, cli 1'icondll1n nclle file fu.yy iasc/~;i,, ovvc1·o deU(b necessita rli frcncwe l' wnmnl-ina•rnento, in 1·ivoila, il sa.cchcggio In de~;ast a;::ione, pos~a il superioro usare vie di fatto contro il suo inferiore ; c schbcnc fra le vie di fatto si comprenda anche l'omicidio, tntta,·ia non pno ~tabilirsi come principio chc sia lecito ncciderc in campo il militare codanio, senza una assoluta ucccssi tit. All'art . .'J.•I dice chc un abitanle che si olfri per gnida eel inganno, puo esscrc 11 CCiso dall'invasorc. Gli abitauli di pucsc invaso essendo socrcretti alia lenrre eo oo marziale, non v'ha dnhbio chc poss:mo cssere puniti di mortc, se incorrono in un rea to passibile di questa penn; ma scmpro con regolare giuclizio. Qualchc altra proposizionc credinmo che non potrobbe essere acccltata, come il dire chc non sarcbho giust.ificato clallo scopo legittimo di gnorra il far fuoco sugli uvam posti, sulle scntincllc, sui picchcLLi, fnori di Juogo e senza necessi LiL Sarehbe ben clifilcile il dcLcrmiiJare quando non vi sin questa neccssitit! Se si tratta in tempo di tregua o di armi:;tizio siamo d'::~ccordo; ma allora sarebbe u'na violazionc dei palli. Vogliamo anche ancrtiro l'l•grcgio autorc chc anebbc potnto fare a meno tli ci tarc gli articol i del Cod ice penalc militarc abrogato del 4859, che sono identici a quello in vigore del 11869, o non difTeriscono da questo che per la numcrazione. Del resto questi piccoli appunti, ed nltri che potrcubcro farsi, nulla
un
A.MKO XX'I'II, 'I'OL. tr.
L!I3R!
tolgono almcrito del commcnto eel all'i mportama del libro, ciJe l'nutore dedica agli uffi ciuli ed ai sottufficiali del uostro escrcito. Tcrminanclo In sun prefazione, egli raccomanda di render familiare ai n.o~.tri . solda~i. In ma~sima che lealtd ed um.anita si afrermano ogg~ 'md~rotstb?,h compagnc del valor milita1·e. E noi possiamo nssi· cunl!'lo d1e, piu che una mnssima, t' qncsta una legge sacrosanta pel soldato italiauo.
1PKecc61WJ~ctf tul'ao'nue del Dott. Et.HLIO BAU:'I!ANN, edizioue
ill ust1·ata da l-12 figure (vendi bile dai principuli Editori L. 5) . Bologna, F . G. Valle, 1881. ludirizzare l.a git~nast[ca a pil'l razionali sistcmi, sicche, questa, piLl chc n Yngo e dJsorcli nnto pas.s:nem po ricsc.a Yerameotc quale la si clesidera foutc :;aluiare di ~·igoria (! di forza, e uno dei tallli problemi che sic proposto csplicare l~e:;.imio dottorc caY. Emilio Baumann uclla piLl rccente delle sue opere lllltto lata Meccarvica wnww "· All.' cgregio au tore pero non basta che la giun nstica rim•igorisca membra sane Ill cor po sauo, ma vuole ancO!'a cl10 allorq uando non si veriHchi int~ramcnte la succitata condiziouc inten·cnga il medico eel indichi al gmnasta quale. mcmbro, o mnscolo abbia [liLt dcll'<l!tt·o lJisocrno cl' esse · . o . -- te escre1tato ed m ~uale verso, per coordiuare la robustena e l'agilitit di questo con quell1 che. natura plasmo con perfettissimo gctto . Il caY. Raumann m qnest'opcra spinge lo :;rruardo motto in alto e con franco volo si clirigo sicuro alia meta " cli por~ re Ja gilllt:.tstica ne! tcrreno delle scienze sperimentali. - It mcdico, il <Yinnnsta il fisiolo(l'o e. il matematico si scambiano in CJuest'opera le<=> loro idee, e si c~ ~lsco~o, e da C(~lCste serene di~cussioni nascono idee del tutto nuoye 1~1 cut p~ssono hb~J'tHnente spigolare, oltre al ginnasta, il medico, il fl ~JOiogo, 1! mccc:m,co, l'ortopedico, il pittore, lo scultoro e tutti coloro msomma che banuo bisogoo di conoscere quali siano i muscoli chc ent~ano in az.ione. i~ nu dato mo.v!mento e quale sia la quanti tu di forza cbc cwscuuo dt esst 10 date condJz1oui emette o sopporta. . Pc~· la parte chc a n?i riguarda, non possiamo quindi a meno chc dare 1l beuvenuto a t<'llc tmportaute pubblicazione, rac.comandandofa spe(<
E PEHIO D!CI
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cialmente ai signori medlci c ginnasti militari, a cui piu dircllamente intercssa lo studio del dottor l3aumann. Iufatti non c snmpre -.ero che le nostrc reclute, benche di fisico e di costitu7.ione rolJustissima, diano que! contigente di forza che da loro si presume, sia pr.r le diverse provincieontlc si reclntano, sia per la professione diversa che ognuno di loro prima di essere soldato esercitava. Le idee del Baumann scriamente studiate potrebbero essere applicate con grandc vantaggio alia reel uta nostt·t~ on de ottencre cla o~sa uuiform ita di forzc, e con ragionati esercizi soppe1·ire alle deHceuze di questo o quel membro, di qucsto o que I muscolo per ragioni fisiche o meccaniche non sufficcntemente sYiluppate. Per farsi un concotto di qua! i equ:mtc siano le diO'm·enze fra un movimcuto ginnastico ed uu movimento milita rc, basta lcggere il capi tolo IX nel quale si faun accurato parallclo fra l'atlenti militare e t' auenti ginnastico. Chiaramente si vedc come partendo da c.oncetti diversi i risultati siano naturalmente differenti e comf' l'uno non possa indifferentemente so~ti tnire l' altro per ottcncrc uno stesso efrcuo . Nei primi capitoli l'autorc csamina e mette in eviclenza i principii ca rdinali in r.ui si basa la meccanica dei mo~·imenti degli animali in f{CDcre c clogli uomini iu ispecie, fa una rapida rasseg11a dellemacchine d'cquilibrio dall'asse sino all~ sfera, del velociped.eal filo, al tra pezio volante. Passa poi a determinare la flessibllitit delle artic.olazioni umane, l'eiT'etto utile dei movimcnti in generc sui tcssuto muscolarc, partendo da concctti che sono nuovi cd interessauti tanto nl fisiologo quanto al medico od al ginnasta. Ne vi e luogo a credere che gli stncli del D. Bnomann siano fatti per indnzione. Si capisce subito chc il valento dottore prima di esscre talc era ginnasta valentissimo e studio medicina in servizio della ginnastica. D'altronde non gli si puo negarc la piu gran Cc>mpetenza in tale studio, essendo egli da 20 aun i direttorc di esercizi ginnici nolle scnole di Bologna. Tutte le di lui c.onsiderazioni sul soggctto e tutte le sue vedute hanno il prcgio adunque di osscre nuovc c pratiche ad un tempo, essendo tutte corollari di una lnnga e meditata espericnza . Gli c solo per le vie tentatc cl::tll'egregio proressore che ~i potra giungere a qucll'ideale che si preHggc l'autore nclla dedica del libro al l\Iinisfl·o Daccelli, quello cioe, er che la ginnastica abbandoni il vacuo empirismo odierno e s'innalzi a dignita di scienza sperimcntale "· Se la produttivita del lavoro e l'applicazione della intelligenza sono i due pregi principali di un Jibro vcramente pensalo, questo del dottore
E P ERIO DIC!
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L li3RI
Daumann ne e pronisto a dovizia; e nel rendere plauso al ta,·oro positim e scientific{) auguriamo che esso prima di passa1·e le Alpi rolto in alt.ro idioma, abbia qui in llalia la meritata stima e fortunn .
Conre,•en~e saell11
t n ttica del capitano P. F AVRE . _ Alba, Tipografia e l ibreria Sonsoldi, 1882. Prezzo lira una ' franco di porto.
Non si puo negare clw intoruo alia tnttica non esistano nmncrose pubblicazioni anLiche e recenti, pa1·ccchie delle quali SOH O altrosi rapprescntate da volumi grossi o pcsanti, onde ogni nuovo Jil.JJ'O .cho c0 111.. pare sull'argomento vicnc accolto dagli studiosi con scnti mcuto di diffidcuza, quasi non potessc oramai csscr altro chc una rifri ttu1·a di quclli che l'hauno prececluto. Cosi :atto ~entimen to , preudcndo in mauo il laYoro del cnpitano Favre, e sub1LO attem1ato dalla piccola mole deflaYoro stesso, il quale non conta pitt che 160 pagineue di formato regolamentare, e va a grado a grado dileguandosi quanta piu si procede nella lettura. Cont'c espresso dal titolo, cruesto libriccino c il risultato di couferenzc tenute dalJ'autore agli ufflciali del reggimento cui egli appartiene: non ha nulla di cattedra.tico, nulla di quel farc dei tratta.ti che vi mnrnnzzauo a foria di dcfinirc, di dividere, sutldivitlerc, distingnere la materia, classificada per libri, per capitoli, per titoli, sozioni, paragrafi, articoli, unmeri o chi pitt ne ha piu ne rnetta. Tutta l'economia del libro consi::.to in sci numeri, che dividono la materia in altrettaute confereuze, la prima delle quali, specie di proemio, espone le uozioni dell'arte militare, che e necessaria conoscere per applicarsi con prolhto allo studio della tattica . Espost{) il C@cetto dell'arte militare, discussa la questione se debba essa. chiamarsi scienza od arte, assegnate bnone rarrioni per qnest'ultima soluzione, ed esposto brevemente la natura ed i li~niti delle qualtro discipline che formauo oggetto dell'arte, orgauica, s!rate(ria, taltica e· logistic:~, si entra senz'altro a discorrere del compito asseg~ato alia tattica, delle cause che csercitano su di esse influenza, principali tra qneste le armi considerate dal punto di vista ofreasivo e difensivo, del-
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l'azione lontana e Yicina e di cio che conduce all'csame dell'orditHlmento tattico. 'Nella terza conferenza si studia il combauimento, l'azione tattica ne' suoi principali momcnti, ncl prclndio, cioc, nella preparn1ione del combauimeuto, nella decisioue, nell'inseguimento e nella ritirata nel compito delle tre armi, nelle diO'crenti fasi del combattimento e nella propot·zione che deve esistere fra queste arm i, fanteria, caYalleria, artiglicria, delle quali partit.amentc ucllc tre ult.ime coufcrenzc si espongoncl le proprietit, l'ordinamento , i mezzi d'azione, Je fo rme tatticho, l'ordine di combattimcn to. Il capitnno l?a\'l'e non ha clctto di ccrto cose nuove, c niuno po tora pretcudcro ch'cgli in\·cntas;;e la tattica, mn ciiJ che ha detto, c lo ;;tato prescnte di questa disciplina, dc:;critll> ngli uditori ed ai Jettori con cbiarezza, con prccisione e, se non con clcgama, con sobrietit di parole. Niuna delle priucipali qucslloni chc si sono agitate e si agitano oggidi, dnl 1870 in poi, fnrono tr:~sclll'atc . I.a nuov-a flsonomia assunta dal combattimento, i probiemi di orgnuica c di logistica cni esso ha tlato luogo, il modo di cornportarsi dell e varic armi e di scrvirsi dei loro mczzi d'azione, costitniscouo non piccoln pnrtc del libro iu esamo. L'effi cacia dei fuoch i di fu cilcria a · massa. nolle graudi distanzc, le propricti.t del nuovo fucile, la potcnza del caunonc, i suoi calibri , i suoi proietLi, i snoi tiri, le sue propOl'7.ioui numcriche; le nuove fnnzioni della cavalleria, la sua lancia, il sno moschetto, il suo combattimento a picdi; il si~tcma d'oss!\rvazioue e di sicurczza , non isfuggono alia discussione dell'autore. Cosi, quanto all'ordinamento, la miglior costi tuzione dei grandi comandi e rcparti, il numero piu opportuno e la forza piit com·enientc in uomini, cavalli , cnunoni delle unita chc uebbouo coucorrere a fonnare la cowpagnia, la squadronc, la b<lltoria, il Latwglionr, il reggimento, la brigata , sono altrcttanti argomcnti di disamina, come.' pure le forme tau.irho c le manow o di ciascnn'arma. I:au toro dimostra di avcrc non solo studia to atten tamentc i partico lari delle ultime gnerre, dallc quali sa tranc utili ammacstramen ti, ma di avcrc a ltre~ i tenuto dietro :ti le discu~s iou i eel ai progressi militari succedutisi in questi ultimi anni in Europa. Lo ripctiamo, net Iibra del capitano Fane non dccsi riccrcare il pregio dclla noviti.t delle idee, delle proposte, od anche scmplicemen tc della forma nell'esprimere le une e le altre; ma, con ~iderato come riassunto dcllo stato prcsentc della tattica, yj e chiarezza e brevilit, precisione, vi e quanta hasta per tr·asmettcre ne!I' ndi torio <:n i s'imli rizzanmo le confe rcnr.e l'idea dell'odi crna collnra di que!la discipl illa c cio appunto era Jo scopo del li bro.
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L IB RI
No.eao.ui elelliU!.i~>tn•·l tli n~it•neue~'~ oeou•et••ir' e lcthu•n delle c~u·te n tt uso dei- .llep~u·li tl'iBtrtt.ei
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titolo, c puramcute elementa.re, n~n, co.~1pi la~o con diligen_z~ c?·~·c~ ·1 iamo d'avviso che riuwril utile alltstruztone dc~h ~sp11 a~ltt :;Ot :.~ ffi~iali, qu3 1i sono i soldati appartcnenti ai repaTti d'1stnmonc.
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SALVA'rORE ClO J?I, teneute nel to battaglione d'istruzione. - Caserta, Tipografia Maione, 1882.
Oiae per
Qucsto libriccino lli poco piit che 170 pagine olfre Luona parte cli quel co rrcclo di coltura clementan.J clw si rich iede dni sott"uffl ci~li onde opportunamentc dall'antorc b stato indirizzato ai rcparti J'istn 1 ~ zione. la materia per se stessa non e dileucvole; il tencntc Ciofl pen", ha sapn!o csporla con cbiarezza, cou somplicita, senza lunnoar"'iu i iln r" ' lustrandola con problemi ing~•gno>-i di argomcnto militarc, cosicche il giovine allievo potra apprcndcrln con facilit.it e scma esser co!'trclto a (lover superare noic cd aYvcrsiou i troppo seutitc . - I! tnlllatcllo tli aritmctica, uella sua hrcvit."t, pu<'> dirsi completo; le misnrc iu gCJtcrale cd il sistema mctrico dcciuwlc sopr:ll.tutto lasciauo ben poco a dosidcraro. - le uozioni di geotnetria si limit:mo alle definizioni ed nlle fi gure corrispcndcnti; insegnauo In uomcnc!atura geomctrica r· por lo scopo del libro non occorrrva tli pit:t. Quanto alia geografia, csposto nel capo primo, a mo' di prrliminnri, le idee principali di cosmografin, ucl secondo si dc~crivo I'Europa, uol terzo l'llalia c ncl quarto il regno d'I!alia nclla superficir o popolazioue, ncll'ordinamcnto politico, nella ripartizioue ammini:>trati\'<1, nclla circoscrizione territorinlo militare, uclle forze terrestri o ncll 'obbligo tlol scrvizio mititnrc. Dopo cswn ri accennato che le forzo del regno d'Itnlia ::;ono costituite da ll'csercito o clalla mariua , il taccrc rtssoltttnmcnto di qucst'nltimn o una lacuna c!Jc l'autore uou avrc'IJbc dovuto !asci arc . Ptlr la lcttura delle carte, J'autorc spiega chc cosa s'intcnda per cnrtn, come quc:>te si clnssilich ino, rruale sia l'ntilitit loro o quale il metotlo per rnpprc$Cntare iI tencuo uclle carte. Seende quindi a trattaro delle scale, del modo di ourncro quclla di proporzionC', del motodo da ossorvarsi nella misura delle distauze sulla cat·ta, dei mezzi per la ra ppresen taziono dei ~iu go li oggetLi c per rappresentare loforme del tcrrcuo, finalm eute delle tliO"ercnti rnanicre di orientaro una Cilrtn . Una tavola di segui convenzioual i () posta a corredo delle accen natc HOt.iou i top,ograficbe . 11 Javoro d1ll tcnen te Cion, come d'altronde esprime Jo ste~~o ::;uo
llas ~oh·e tJe la GN«WI·C ~lu Pucifi.que, :iBUJ~SO.
Paris, 1881-82, 2 volnm1.
D IEGO BARROS AR.\1\A -
Allorquando le rcpubblicho amoricano si separaron~ d~lla Spagna per costituirsi in Stati indipcndl'n.ti , adot_u~ro~o I' fJ~i P_~s-~•dells' del 1810, cioe stabilirono di a;"tenersi alle ctrcoscriZlOlll terrltOJ talt come al tempo dclla dominazione Spagnuola . . Ma :"~ in tcoria !' Uti possirleti:> potc\"il prcsent~re Yauta~g1 , no1~ I~ fu IJella prntica . A vecc di sopirc, di stornarc, d1 cvttarc le qucst1ont di confine ru invcce la causa di cou tinne, protc~t~ sol le1;ato ~c~ ~g~ pio' so~ pinto, pro teste che sovento tt·nsmoJ.aron_o 10 l1tt?t fcron e mtt:.Hllnlt." ta cwcrra del Pncifico del 18i!'l-80 fra 1l Chdt da una. pa t to, J,t Boli,-i; ctl il Peru dnll'allra, sorsc appunto per C~lll~a dell Utt J>OSsidelili, con complicaziono di nitre qucstio~i · .. . . .. . Dm·ante la lotta, noi Em·opci ~n·cmmo g10rnat1: ~elazton l, d~,pacct che ci tenncro al con·oute dei grantli fatti maritt1mt e l~;rrestrt. Ogg abbiamo nu a storia eo mplcta. . .., . . . 500 Le ostili til iucominciarono nr.l fubbratO ,1819 c~llo sbal?O dt . . chilcni ad Antofaoa:;ta , ci LLiL delln Boli via, la cm popolaz1onc St ~~ chianwa suhito p~r la cau::;a del Ch ili, scacciandone tutte lo autorllil boli \•ian e 0 chicdendo l' iucorpornioue n quella re?nbbllt:tL 11 ~H·e,;identc dd la Boli via ri~;(•tcl:rt In notizia d~ qt~cllo ~barco, ne= mcnH·o to popolazioni si tro,:avano 111 p1c~o ca~ne_, ai<J.e per no~ ~ua_ stare le f,):;te, non la comull1C11\":t al pubbltco. f ero yoco dopo s• cma uavauo (1) disposizioni per respingcro l':tndace inYaSJOu~ , c men t~·e _con un decreiO si ordinaYa la immcdin tn c,;pnlsione dal terrtton o boil\ tan~ · 1 · lt1·o llraf!to s1 ul . tnttt· 1· c111·1en•·con· la ' conlJ·~r::t ',' clPJ. loro lCDl ' con. uu. a 'li ' cva ,., 1 icdc di rrncrra I esul"t;llO . . . ma cut t1 oppo taH · . • 0 11011 ' 11 11 · · d· ·l 1,'· .t ttL'• I Chilcni ai prillli di nwrzo ;;'et·nno gii\ impadronttt I nu·a It·~ C31.,1 n~ o dopo 1111 uon lievc eo mba tti rneuLo sosLennto tinI!a gu3 l"ll tgtonc; ' ' ' 1a Joro f"tottn, 10 ' 1't'~:: c1·t '1.!- naY1 co11 trllll[lC tla :;h~rco contcrnporancamcnte • 1
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L!BRI
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occnpara i porti di Col1ija e di Toco pi ll:,, quan ta dire che s'cra rosa pad t'Ou::t di · tLttto iI littora!e boliviano fi no a lie fronticrc del Peru. Alia. nuova di ,.rrucsti .fatti la .stampa {lCI'UYiana' strepito' , crrr···· . 0 uo, mI so outt . co.ntro .giiU:ason .auc~a.cJ. If prcsideote Prado inviava a! Chili un:1. I~llss1 one 1 .nc~mcata d1 ollnre la sna mediaziono nella contcsn colla
lloiiVJa, Hogando sfacciatamcn tc l'esistcuza di un scereta trattato d'nlJeanza tra il Peru c quella mpubblica. I Chileni scopcrta inn•cc l'esisteuza del tral!ato, non solo rifiutaran~ la m~~liazi~nc, .ma ~rditamenle intimarona guena nl Peru. E con cw. fln1va 1l pruno pcriodo di rJucsta epapca . . ln. coraggwsa coudotta del Chili veni,·a altamente npprezzata da amen~anr e da eu.r·opci , t~uto piu che le fon:e militari di qucsta rcpubLIJ~a . cmno d1 mofta mferiori iu numcro a quello i.Jcfl'anersario. I;lla t.tJ ~ss.a non poteva dispon e ehc di 24-00 uomini , dei (jUal i 4•1o cl aJ't1glwna e 530 di cavallc:ria, di due frcgate corazzatc (llianco J:.'ncah~da c 1'. tlmira.nte);. di due COITettc in lcgno (0· Higgius e Chacabuco); dr una cannouJcra Ill legno /.Jfagallwws) c di 4 piccoli vascelli . I l Pen! invoco avova t~200 soldati eamandati nicutcmcno c.h o dn 26 gcu01:nlr e da. uno stenninato nuwr.ro di ufflciali; !]. y:1scelli corazzati ~lluliJ~endencw, .:!onitor lfuascar, .llahnalpa, J!enco Capac); ~cor '\et!c 111 lcgno (unwn e Picolmago); 1:2 :dtrc na\·i . , Pcro dall' u.nn part~ sta~auo la disciplina , l'onliltc nei soldn ti, la c.dma e fa ~CJCnza 1181 cap1; dal1'altra, J'iudisciplina uellc file, J'arroganza c l'Jguoranza nei comandanti. . I fa~t: d'a1~mi rico~inciaro~10 .al ~i maggio if 879 col comballirneuta dt Iquic.a, ne1 C(ll:llc 1 Pernvram pcrdev<1UO la fregatn corrazzn.ta Indepcn~lcii.CI(L od i Ch ilc.ni si disti.nguevano per atti di som mo valarc. .L annna della nwrma perm rana era I'IIuascar, comandato da don ?urchcle Gr:m. Qncsto monitorc scorazzando coutiuuamcote per lllarc, con an!Jte mauonc o oan ripctnti stratagcmmi causan1 danni enormi ·1i na.\•igli ch i!cni: Si. deliberava da qucsti di tlisttuggcrlo ad ogni co:::;o e. I com:1.llliantJ Hrb~ros e .Latorre giur:n·ano a! go,•crno di Santiago dJ nou r1tornarc a '\ alparaiso so non srguiti dall'incatenato monitor. La p~·esa clel!_'fft~asca;.· a\\'~lli\·a j' 8 ottobrc , dopa 1111 memorauilo ~om bntt1men ~o, 1 cut parll~alnn auclm·ano ammirali ed app laucliti per tutlo ~1 mondo. L auacco fu Ylalento, audacc : la difosa eroic.;l. Yi moriva J] com~n~au~e ?ran,, Yi mori,·ano gli ufficiali tuui, ed il :llllnitor, salvato da 1YlllCJton dall essoro3 colato a fondo , vcni,•a triouf:Jl moutc rimorchiato a Yalparaiso . Questa brillanlc succcss0 animaya ognor piu alla lotla Chileni,
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mcntre i :Peruviani ne r iuscirono esas pora ~i . La stampa di qucsti , fabuudo faui Cl case, ncgava spudaralatuente le sconfitte e procla mava immaginari trion!L l utanto i Chileni, numcnlanda le loro forze di terra e di mare si preporarona a nuave imprese. Venivano ben tosto n ~isagn~ •. a Dolorc:, a Tnrapacu ncl novembrc o queste vi ttorie davano rrsultat1 JmmcclJatJ; mcntrc le truppe peruviana battC\'ano in ri tirat.a, qnc\lc chilcne s'impadroniYano di tutto il tcrritorio della provincia di Tarapaca. Se <'~ li alT.ni clclla gucrra non anda\'U na bene ai Pcruviani, non anclavan~ mc:glio quelli del govcma inlerno. Dupprima il presiclcntc :Praclo, il cpwlc aveva altamentc proclamato di Yolcr man:iare alia testn delle sno truppc per punire In tracotanza dei clliletii, ccdeva poi quest'onorc n rptello dell'nlleata Bolivia sotto lo specioso pretnsLo « cho lo stata 11 cli sua salute e le sno grandi accnpazioni non gli permettovano di ,, abbandonnrc A rica ». Col gen . Daza JJUaYo comnndante delle tru ppe le cose non migliorarouo . Spintosi egli fiuo al flume Camarones non Yollc proccdcrc oltre ; ~u z i, seutita l'avvicinar,;i del ~t c mico, si .poneva in una non giusti tlcnta c prncipitasa ritirata su Al'lca . Da qu1 , cantestazioni scnza fine fra i due presidcuti; minaccic del Prado al Daza; malcontento a Lima, caduta del ministcro, fuga di Prada, rivoluzione a Lima eel a Callao, conscguoute clittatura di D. i\'icola Pierola e destituzione dcfinitiva del Daza. Iut<~ nto i Chileui opernvnno, :wan:cava ua, trionfaYana ovnnqne. Dal gcnnaio al marzo 1880, concepito un nuovo piano di ca:upngna, ~lm~ cati a Pacocha , mandavano una diYi~i onc a .:\Iollcudo, al!accaHmO 1l 2':Z marzo le posiziani fortissimo delle alture clcgl i Augcli o compivano varic opcrazioui maritti tnc che condussero al hlocco di C:~ llao. . . Qucsta opc:rosita non impediva ai Cl1ile:ni di amica~·si le _rop~lazJO~u con clargir loro cancossioui libcrali, lcggi ? pro:·yc~lllncn tt . at!t .a nugliarare la coudiziane politica c morale dct terr~to n conqtw;tatr.. _. Nol mcsc di aprile, organizzata nn Huova cscrcJto, prepaJ:avau::;t es~l ad assalirc Tacua , operazione tattica c strategica non facdo n compicrsi per la diffieollit topografica dei luaghi c pet· le grandi difese cite v'crano . Pur non ostantc, dopo ricoguizioni operate dalla cavallc:ria con graudc avvedu tc:zza , avvoniva il cambatlimeuto di Buonavista, cbe mettcra i Chilcui sulla dritta via per Tacna . A que::;ta IIUOYO succcsso gli allcati allibirono, ma il. gen . ~ampcro, a::;~m n to il comauclo supremo degli cserciti, tent(> eh orgamzzare le trnppe in modo da pater so:Mncrc degn:t mcute q u ?:-; ~a nU0 \' 11 .ea mpagna . Se uon chc, CJ.nesto risvcglia e gli aiuti in uomtnt wandalt dalla Ba-
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livia, giungevano troppo tardi. I Chileoi prosegueudo la Jor marcia, da,·a~o una grand?. ~attag!ia sotto Tacna il 26 maggio, scguita da quell altra, mo_ILo pm unportantc, di Arica, al 7 giugno. La cadnta dt Ar i c~ scgno il tcrmiuo natnrale del sccondo perioclo dclla gner:r~ d:t PacJfico e segui uun. specie di sosta alto gnmdi operazioni mJittarJ. ll terzo periodo di questa gnerra o quello couoscinio souo il nome di Campagn~ di Lima . Incomincio, per vero dire, uell'ap 1·ile ~881 col blocco dt Ca llao, mauifestatosi con parocchi combattimeuti tra j rr~ali notevoli, quelli dol ::23 apri le, dcl 10 c del 20 maggio, clet'la fine ~~, ng?st~, del :l, dol ·16 c del 2:3 ~ottcmh 1·o, opcrati do lla llotta contro 1 _tortt dt quciJ_a ci ~Lit ed _i poni vicini . Pcro la vc r~ Campagna di Luna non la :>1 puo cousuleraro chc (!al (!iorno in cui C'bbcro luorro gli nttacchi dalla parte di terra . t> 'C~a piccola divisione ~i port;l\·a a Tarata e sconfiggcva molte baude ncm,_cl_re che scorrtr.r.avauo in quella rcgione. Coutemponmc:uneute una spedtzwnc veuira idcata e posta in c:;ccu~ i ouc : cs:;a doycra iuyadere le provincie uord iehc del Perit. . ~.i talc perigl iosa . i~11presa v~ni va <~ ffida to il comauJ.o al c:-~pitnno dt 'dscello Don PatrJCJO Lynch, 1l quale sb:-~ rcaYa ncl porto cli Chimtote, peu?tra>a. nell'intemo del ten·itorio nemi<'o ed irnpone,·a una coutribuzJOne dt gucrra , chc non pngata, produccYa la di,;truziouc di un gran de sia~Ji Iin:en to eo mrnercialo, !\Ia rciaYa qu indi so pra Su pc, sbarca1•a a .Palla, lltno!travasi nel dipartimcDio della h 'bcl'twl 0 ritornava nl sue!, dopo uua campagna di duo mcsi c carico di spogl io o di allori. f~·attanto I'Iughilterra aYc\·a oiTorto la sua media1.iouc ai helli!!erantL AcccttaY;~Ia !I "i_ucitore Chili, la disprcu:t\·a il Yinto Pen:t. D~po moltc contestazJOru, npulse, couscnsi e nuoye ripnbe, fiualnv•ntc si radunanno i ncgoziatori ad Arica, ma inYccc di Yen ire :1d acconli i Peru Yiani in::;olen Li rono piLL chc mai. ' . Allora i Ch_ilcn i per f.u·la fluita, cleli horarono una dcci$il'a spcdiZioue sopra L1111a. Ncl llOI'C!llhre p:t l'L i\·a unn prima tlivi,ionc, s!J<u·cnndo a Paracas c impauronendo,;i di qne:;ta pinzzn forte scnza sparar~ nn colpo, cosa cho porto alia con:;cguente occupazionc <l'ica, di Clu_n?a, dt Tambo de l\Ioro . Alrrc truppe ~barcaYano a Cumpro, una ll1 ~-,::,one s'aYallz:lnt fino a Lurin . Il comandante J.yuc!J si innoltraYa fin ncl centro del tcrritorio nemico con 1111l1 marcia ; r\l i t:~ e fortunata . J Peruvinni non oppoUC\'ano pi t\ re:;i::;tcnza cl i sortn: soltauto la stalllpa di Li111a si wndicava pnbbl icaudo menzogue cl' ogu i l!enerc. 1
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false noti~ie di immnginarie viuorie e chiamando i Chileni coi nomi di ladri, di assassini, di prcd:~tori . Finalmcutc s'avvicinava la fine della contesa . A I ,13 gennaio ·188 1 succcdcvano i comhattimenti di San J uan o di Chorillos, scguili da quel lo di Mirafiori, col qaale al Peru non era pit"t ragionevolmonte po:;sibile di sporare in 1ma ulteriore resistcnza. Lima, su·eua d' assedio c dopo la fuga del Picrola , c~pitolava al 16 gennaio. Questo iJ un rapidissimo rins:;nnlo dei fatt i tmttati nella storia chc stiamo Coamiuando . Esposti con grande cb iarczza e con bell'ordiuo, essi danno uua idea molto csatla di quanto avvcuuc in quella gucrra tanto ouorcvole pel Chili, cosi disastrosa c mcritamente sfortuuata per gli allcati. Da essa si dc;;umono molti ammaestramenti c fra i primi quello, chc ovo un solo comancla regna ordiue, disciplina, coesione nelle truppe operanti c ~i vincc : ove sta la di:;cordia nci en pi, il pettcgolezzo nei popoli , JlOll si puo incorrcrc che in di:;faue tnHto cl i ~o!lorevoli da rasentarc in alcuui casi, la vigl iacchcria o poggio. J~ qn c::;L o non cl icinmo a caso . Quatt1·o miln uomini ~o li h:t~ Larouo ad impadronirsi di Ariea, il 7 gingno 1880. Eppnrc Ariea era difeudibile contro nu cse1·cito quattro Yoltc supcriore; a'l"en forti staccati da parte di terra, forti c cnnnoni a fior d'acrrua da parte del mare e pit:L di tullo il llio1TO, tcrribilc pt·opugnuco!o posto sopra uu'altura dietro la citti1, dal quale potcvnsi sfraccHare e conquitlcro nomini , cavalli c navi. E se cio non bnstassc v'era 1111 sistema completo di mine, caricate a dovere-o poste in comunicazione tra Joro med inute fili clettrici, da potersi far brillare, od una alia voila o tulle insicme, all'avviciuarsi del nemico. Cio dimostm ad eYirlenza rhc in gucrra non sono sufficienti le sole diJesc materiali, ma cho occorre una huona direzione nei capi, una prouta c sollcci ta obbcrlicuza nei soldati . Con qu.csto doti i Chilcn i, scarsi d'uoinini o di mozzi, vinser.n; scnza questc i Peruviani, piu forti, vcnunero scm pl'c scoulitti.
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LID RI I:: PERIOD!Cl
L'a r ti ~l ieria
Le
Spectt~ten~tr ~.td 6itnb•e .
bra io e marzo, Parig i, 1882.
Fascicoli di gennaio, feb -
Sc~nplici note wlla Spagna e sull'cscnito spagnuolo nel 188.f . A. ~c Srmw~A:-~. - Dopo nlcuni cenui descriuiv i, chc for mano J'csorclio d1 una seric di articoli contenenti ricordi di viacrrrj ~ 11 (ruel p ~
5· 0 1
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~a~ ma or ma m ~ n to. nu 1!!~ re . t a divisionc territorialc della Spagna
ahht acci~ qnattord!CI d1strettJ , c cpwrantonovc provi11 cic soma il com~ndo ~~ _cc~ta e del c~m po di Gibi lterra; ciascuuo dislrctto c souoposto al~ autOI:I.Iit d1 un capltnuo genCI·alc, chc ha ai suoi ordini un marescwllo . (ll . campo , com~ndante in sccondo e govcrnatorc clella provincia. I I cous1gho sup~·erno d1 gnerra c mnrina co1n posto di militari 0 distinto
d.a;!a sc1.10~~ d1 guerrn..c marina d~l consiglio di S!ato che e uu corpo en !I.e. ~a onmta snpe1tore consultiYa del la gtlerra tratta tutto cio chc s~ r1fcriscc all' ordinamcnto dcH'esercito, nll'istrnziono militnre nlla S.IUSl1Wl, alia tattica. La gi unt<J superiore di difesa clt•l rerrno c' iucal'!Cala della p~eparazione dei progclti di fortifica?.ione gcuer~e per assiCt.mlre la pentsola c~nll:o le .in:';Hioni. Uu altro eonsiglio superi re si 9 ?ccu~la delle c~oocraztOJll e dc1 n assol<lamcnti . La leggc di reclntnmcuto m. :'1gorc dal 28 agosto '1878 fis:;a ad ollo anni la durata del seryizio U:~!t~a re, dei qunli qu~tlro ;m ni nell' eserci to nttivo e quallro nella ns~1 vn.. Lo sta~o magg1ore genera le comprondc due sezioui di urJiciali generalt : la j)I'IIUa COO!a ,j. capitani <TCUCraJi 40 tencnti rcencrnJJ. 60 . Jr d. " ' " . ' n~a rescta '. 1 campo, '160 brigadicri ; la scrouda sczione c composta d1 gc.nera!t chc hanuo oltrcpassato l'cti1 di 68 :mni. I l co rpo di stato maggrore c cli iuso e si rrcluta mcdianle una scuola , llclla quale si entra a ·~ -l ann i. se1~\ izio che c;;~o presta (· rassoruigliato a quello c~w era m. Franc1a . prr rn~ del 1870, cioe mancante della pratica delle t,t uppe. G!t :.labnr~J erJ, Jorma ti in rl n.~ com pagnie a picdi c la scor ta Icalc della forza rh uno squ:~drour. circa , ~ono truppe scelte addctte a.lla persona . U(•l Re. La fanteria spagnuola eonta 60 re<rcrimcnli di h~c~, 1 rcgg11H~nto di.cl is.ci r~l i na (C:cuta) , 20 )Jnttllglioni di ~~cciatori a pte~J, 1. battagi1011e dt <lisr:qJiina (Mclilla) , I l;a uar;lioll c cli segrt'tari e d1 Ordmanze, .J00 battagJioni di l'iSC'ITa , ·i 00 batta~Jioui ui dC•)OSitO . IJ reggi~1ento i! a dne battnglion i, il hattaglione a co rn pngni~ c 2 di depo~q ~o .. La ea ~a~ lcri1~ co1~sta di. ·I ~ regginwuti cli Jaucieri a q11;Htro squadt om, ·I 0 d1 cact ~<l lon , cl1 nssa ri , sq uad roni formnnii corpo.
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3G9 battaglioni a 4
i! compostn di 5 reggimcnti a picrli, cli ~ compagnie, cli 5 rcggimenti monlati a6 batterie, di 2 reggimenti montati a 6 lJaltcrie da posizione, e rli 3 rcggimenti da montngna a 6 h:t tterie. Le truppe del genio cou:;istono i n !) rcggimenti d'ingegncri di 2 bnttnglioni oguuno a 4 compagn ie. ta gnard ia civile somiglia alia genda rmeria e conta 15 te7·c1·os ciascuna di 800 guardie a pied i e 1·10 a canllo. I carabinieri non sono che doganicl'i, eel amrnontano a 108~6 fa nti, 538 cavalieri e ~.568 doganicri vcterani . Le nuove lcggi rni litari presentate alia Cortes ruod ificano grnndemente l'orga111zzazioue spaguuola e soprattutto l'arti· glicria. La durata del sen 'izio attivo e ridotta n 2 anni c 3 mesi per la fanteri<l, e 3 nnni per le nitre armi; il servizio di ·ln riserva a :J nnni e 9 mesi per la pri ma, e 3 anni per la seconda ; quello di ::4• risrrva a 6 per la fanteria , a 4 auni per la cnvnlleria , l'artiglieria e il genio. Il corpo dellu gi nstizia militare /) ch inso nnch'esso eel il forma to da dottori licenziati in legge: i suoi memhri gotlono l'innmovibi liL:'t . 11 corpo d'ammioistrazione militare comprende i fnnzionari propriamentc delli e riutcnrl.enza . Il corpo sanitario constn di una giuuta consnl tiva ed economica e dcgJi · uff1 ciali addetti ;1gli ospedali eel ai reggimont i, non che dei fa rmacisti. Oltre al cor po dei YCierani militari hani quello d'cqnitazione militart>, composto di profcssori speciali, incaricati della scuola di cquitazionc uci reggilllenti cl i cavalleri:~ . Vi sono due stab i!imenti ceutrali di cavalleria, una scuola di equita?.ionc 5imilea quella di Saumur, una di maniscnlchi. 1\loite iutercssanti notizie trovansi nel 3° ar ticolo intorno al eorpo del gcuio spagnuolo, assai stimato, e cosi sngli arscnali gencrali , sullc accademie, sul rnuseo del gonio a Madrid, dove si ammira la curiosa collezione di :\Iontalembcrt. l a scuola degli 01·fani rlclla gnerra ha raccolto i fancinll i di 9 ai •15 anni privati del p_.dre o dclla maclre in servizio dello Stato dal '1872 al1 876. Sarit in sc.gni(o nn vi vaio di giovani per l'accadomia. l';ita d~l generate Mm·gtte1'ttte . Continuazione. - Goncrale PIII LEBET. Spese p?·obctbi~i dopo la legge del 18 agosto 188-1 per t'nn'ificazione dcUe pensioni degi'1; 1t(fl.cialri a ?'ijJOSO p·rima del 1878 e f 879 e delle foro redote. - Tenente colonnello :)lARTIN de B nETTEs . - Si rilevano le cousiderevoli din·erenze fra i su pplementi decretnti con qnella legge agli antichi uf11ciali in riti ro e gl i aumenti cho le tarilie del ~1 86 ·1 hanuo ricevuto in virtu della lcgge del 22 giugno •1878 in faYore dcgli ufficiali collocati a riposo dopo qucsta data. Si dimostra che tali supplementi sono insufficienti c modifl cano in modo nrbitrario le situ11zioni relative ai divcrsi gradi stabilite dal le antiche leggi sulle pensioni. Con una seric di calcoli si risolve il problema della spesa necessaria per riparare ngli indic:tti inconvenionti.
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[''insu?'?'e;;1:one 'in A lye1'1·a. - Narrnnsi le rapide scorrerie di Slimaullcn- Kaddons atlraverso il djcbel Antar nella chott (3·harbi, e si danuo uolizie di attualc interesse su nrie trib[t. Gli Angod marrocchiani si compongono di amici delle tribU oLbedienti alia Francia e possono mettere i n armi ~00 cavaliori e 400 fanti . I JI:Ieh<1Ya coutano 493 caYaliori o 2~30 fanti, o sono d'inccrta nmicizia pei Franccsi . I Heni~fathar marroccbiani hanno 108 caval iori o 300 fanti o non fan no parlar di loro. Gli Ouled-Sidi-Cheik dcll'ovost sono assai dispersi. Oli .Amour che hauno patteggiato cou Ru-Amema possono riuniro 150 cavalieri c 965 fanti. I Bcni- Guil, tribit ostilc obbcdientc a Si-Sliman conta &no cavalieri e 600 fanti. I Don'i- 1\Ieu ia cho ammontano a 850 caval ieri c 1900 fanti son ncmici dei Franccsi. Gli Ouled Djerir, che scguono Bu-Amema dispongono di 200 cavalicri e 600 fanti. Gli IIarnyan sono pure in gran parte ostili. - Sccoudo Io scrittore dell'nrticolo, Bu-.\mema pei grandi capi del descrto non e chc un miserab ile sicario, una ·rolta amico dell' auloritit franccsc. L'insurrezione dolla provincia di Orano e ritcuuta sofiocata se non vinta dol tutto. Si attribuiscono i dolorosi avvonimenLi dei quali c stata vittima la colonia franceso alia incapacith del govcmo civ-ile, mostrando l'influenza morale chc escrcit:wu s ull' Araho l'autoritit mi litare, scagiou:mrlo qucsta dall'accnsa di esserc it solo ostacolo alia colonizzazione. Si rilovano le ingiuslc appropriazioni del tcrri torio dcgl'indigeni scnza dar loro alcnn C•>mpenso, . ...-iolando la capitolazione cho garantisce la proprietit Nl altri atli di cccessivo protczionismo tl'un nuovo pcrsonalc che si era introdolto nol sistcma d'arnministrazione poco retto. .'itoria delict gue?TCt d'O~·iente dal 1875 al ·1878. - (Contimwzione) C. De Cont.-H. - Contieno la narrazione di un opisodio delle opcraY.ioni dell'8a divisiouc di cavallcria russa nclla Bulgaria orien tate, ed t' estratta dalla ri\ista 1'ojeni Sbornih russa. ll nclntamento nel/.'es(J1'Cito d'Afh ca. X. Y. - Notasi cbe il principale difetto, al ql1alo bisogna rimcdiare, !• <'.omnne tanto all'osercito d'Africn, quanto a quello continontalc, e cousisto ncl dare ai corpi elcmenti troppo giovani ed iuesperti pc1· la breve durata del scrvizio militare. Rilevasi la ftmcs la influenza dol clima sui parzillli contingcnti mandati dalla lfrancia in Algeria, ed il Yautaga;io che oO'riva il sistema cl' impiegare nolle campagne di guerra intraJ~resc in queUe ~·cgioni truppe ivi stazionate, robuste ed avyezze allo fatiche cd alle prirazioni. Ammesso pero la imprescindibile necessita del servizio obb ligatorio gcncralc e la dura'ta della forma ridotta a 3 anni, si propone di risolvero l'ardua questione relativa al reclutamen to uell'csercito d'Africa , creando
.,,.z· ,rolon tnt·io retri bnito, sa lvo per nua p:n· t~~ dei quadri orga1 , 10 · . . . . .. · .· d..,· oraduati . Doncbbero essero ordmatL det corpt pennanentt m U!Cl ,. 1 o ' . . . . . · ·· • a pr·o,< cia di AJ rrc•ri c dclla TuntsHt, rcc!n tntt m proporzwnopm 111 ctascu11, · o· . . . . . . . . d cbe o""i non sia ncgli elem~::ntt mdtgcnt, pl'cfcrtl.H imentc dt razza g~an c oo . , ·1· • f· ., 'I b •le in modo ilCI'o da non :mntcn tarc l elemcnto mt 1tviC unco~c . ..\,.a 1) 'la Jc"ionc stran . d I . l' iora si potrebbe ra copptaro mrt 1antc una cct· ta . ne 10 o . . I · I, 1 f propa"anda ben di ret.La o cJn prcnu aglt .arrno at1 .. ~ c emont.o ranccse cloHebbe esse re di ,·iso in tre catcgorte . L_a 1~n~n sar~bbe c~m posta delle comp~gnit: di discipli~a o dei l~nttagltont d• :fm~tena leggtcra fnsi itl un corpo ord inato a rcggtmcnLo eh ~\te bnttagltont cd un d~po sito. Ognuna delle trc provincio c la Tnn.1s1~ sar~bb<•ro dotate_dl. n~ reggimcnto di cacciatori a ~uaLtt'O ~att.ag~IO~J , eh ~uc batt~gltout J~ lcgionc :::traniera, <li nn reggtmento th d1sC1p~ma, c dt tm regg,~e.nto d~ spahis a sei squadroni . La scc~nda catcgon a ~~us.to.rciJbe ~et gt~vam abitatltl nella colonia o sottopost1 alia legge mJlttaie, la tewt sa~cbbe rormata dei so lda ti reclutati in Francia mcrce glt arrnolnrncn tL con premi dopo la Jibcraziono dcl.s~rYizio attivo.__eo~ 1'or.dinam:nto pr~ posto si avrchbero ~HOOO uomm1 da recl ntn:·st m 1':I·anc1~ e _36? 0? fo.I niti dalle truppe indigene, dalla legwnc strantera, dat corp1 dtsc1phnah o dalla milizia territorialc. L'articolo 7o del/a tegge di l'l'clntamento. X. G. - Si ana~iz:-a J'csc~nsionc dal ~:crvizio militn t'C dei giovani co lpiti. da pcuo afth tlt vo od -~~ fama nti 0 condmmati a penc corrczionali od alln Yigi!nnza dclla p~llZla restaudo interdctto nei diri tti civi li o <li. fami~ l i ~ . ~a una ~ta.tt.~t~ca riprodotta rilc,·asi cho_dei condannail _da1 c~nSJl!h <.lt ~uer~a ~~ ~.'' ~o d'irndividui avcvr~ suht lO cond::mn.n pmna aclla !010 mcol poraztonv. Q:;;;crvasi che qucsta lcgione lli malfattori comvrcsi\-i gli c.sclust le~al melltC, 0 piu pcricolosa esscndo tlispcrsi i suoi c~mponen,tt, ?he se !os" .· · 1• ed i~o lari . Ecco cio chesi yorr!'bbe ~o~t1tmrc all art1colo 1 . _ero tmnt 1 , • - · Sono esclusi dall'csercito gl'inclivi tlui coudannati a~ una pcHa m111 tltt_va C(l infamantc, fJUCI1i che sono stnti condaunati ad una ~:na corrczwnale di prigionc cJ alia incnpacitil ~l~ttorale ~ pcrpotm.ta. L~ .stesse disrosi~ion i sono applicabili agli uommt dclla n~rrY~ - Glt ~wmmt _d~ll:t prima c~tegoria sarauno incorporati in compagu10 _dt lavon p~lbblJct , ~ disposi~ione del ~1ini~tcro della gnerra, senz'~rnn rna soggctn a q~e~h esercizi militari chc non le rich icdono: quell! della second~ catroOila formeranno i corpi franchi dell'Africa fuori del Tel l. Quolh chc dopo il loro scrvizio avr:mno ottenuto un certiilcato di bnon~ tondotta saranuo ria.bilitati nei Joro diritti comuni, se appartoncn~L all~ sccond_a catcgoria; potranno continna.re la loro riahilitazione net corpr franch1,
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F. PERIODICI
se :~ppartengono alia prima catogoria. Tanto gli uni quanto gli nltri potrnnno ottenoro al termi no dol loro sorvizio una concessione sui territorio doli'Algeria. Gli altt·i che non ananno il dotto certificato rima. ranno nelle officina dei laYori puh))Jici o nei corpi franchi . la fantoria leggiera d'Africa ~i roclutorit esclusivamente fra i condannati. Sono eccottuati i condanuati per ornicidi o assassini, i quaJi sarauno inviati nelle colonic, tranue !'Algeria ed iJ Senegal. Un'analisi di ciascuna di queste proposte c di qualcbe altra serye a dimostrare l'uti litit che si ricaverebbo adottandolc sin per la l'iabilitazione morale di molti uomini, sia adoperandoli al ia difesa delle colonie e dcgl'interessi delln Francia. Itinerario de£ Geryville a Figw·g. Capitano Lto~ PEnnoT. - Richinmasi sommariamente la storia dei sncccssi passati:dnlle colonne francosi in Algeria per dimostraro che prima esse colll bnttevnno in un paeso doYe avevnno, se non degli allcnti ed amici, almeno delle tribu inofT<:nsive, ma dal giorno che i nomndi al::arono In ])andiera dclla rivoltn, le condizioni d' ngirc cnmbiarono in contracfc completarncnte deserte e attraversate da moutagne cho favo riscono la Jnga . Poicllc la guerra non puo assicurare l'csistenza dell'esercito, non havYi altro me1.zo che di stnbilire nna zona di frontiera, di respingerc le haude armate e di punide severamcnte in caso di vittoril.l. Giova. qniudi, secondo l'autorc, non solo consorvare i posti del snd, ma rinf'or7.nrli. e ma11tenervi dei gruppi cl'uomini per farne punto d'appoggio e centri di provisioni . Le truppe dovrcbbero essere condone sulla frontiera del Tell indietro ai punti estremi di El_:Aghonath, Gcryville e lliskara e formnre un sistcma di campi. Qucsta occupazione fonclata sulle linec strategiche e snlla topografia dei luoghi tlarebbe Ja soluzione cercata dn Jungo tempo, di crenre un sistemn difensivo in Algeria. Si consiglia di distruggere o castignre il centro delle risorse e del 1·ifugio nemico Figuig. Si descrive l'itiner(l.rio porcorso dalla colonna uscita dn Gcryvillc, villaggio fortificato con una ridott,'\ ed nn cnmpo, per giungere n Figuig. La sopp1·essione del volontariato di un anno. Colonnello X. Y. Si esaminano tutte le cause che hanno contribuito a screditaro qucsta istitnzione, e si conclude favorevolmcn te nlla abolizione del volontariato di uu anno, che per ora costituisce nu privilcgio di una classe di giovnni, ma si atrerma altresi la necessilil di tutelam !'interesse della societa e quello di certe famiglie, permettendo ai giovani che possono sosteucrl} felicemente degli esami di nscire dall'esercito prima del tempo fi ssato per la dur~tta dcl la fermn. Q~1csta faciJitazione sarebbe
• .1. , 1 lr'111c1[llO cbe l'cscrcito e 1:1 scuob mili taro clclla mrtione. lonu.lta ~u [ . · · 1· · Si ammette l'obbligo per ln Stato di veoire in awto :11 pnrent1 cCl {JIOnni che fossero sostegni di f:unigiia . . . Menw1·ie militm·i del genemle Hardy. (ContllluazJone) . - Contic;tc In s&uclio della Sveviu c della lla viera e le considerazioui stratcrrirrhe sulle medesime. - Cronaca mcnsile. 1:)0
Jortt•••u~l
tle:: Scie·n ees 1U&Uittd!rec - Fascicoli di gennaio e febbraio - Parigi, Dumaine 1882.
Tattica delle 1·nforma::;ioni - (Contiuunzione) Gencrale lEWAL.-: Per conosccre qunlche cosa d'importantc, bisogna rom pere. I~ .ret~ d~ incombc alJe diVISJOnt s1·curezza dell' "''"'e1 , ·.::ar·J· ~, o, c tale missionc · . dt cnva lleria d'armata impiogando forti uniti1 tatti C~lC. allo scopo .d1 scoprire le agglomerazioni di fanteria. Per. op~orst mvoce. alie roLtur~ delln rete di sicurczzn, quando il nemtco st avanza, giO>n an~argl ~ incoutro obblirrado a retroccdere, ovvero farlo progrcdire p~r tnglwrgh In ritira~a, ap;ena siasi compromesso. Se si prese~lta con .Jorze supe~ . . SI.· eu·lt·"ra' '1) confliliO. Quando un a:ruppo lr:lllCO• SI UVVCdO d1 rJOl'l ' "' v . • • • • · ·one o·t1 ' Ie ne d·\ avviso · tutto 11 ststcma det gruppt meuna IITUZI ::. , ' ' . . · • d 1 golari si prepara all'nzione; al~nni ~i. essi si dmgo~o sm fianc~H ,e l'invasore, mentre i sostegn i st avvJClllano alle low pu~te: E ~·lato chc sia nella zona di csplorazione bisogna molestar1o e · 1mpp 1rne le osservazioni . . . rr . . P . 1· 'tare }'inSUCCCSSO, e necessaria OCCnpare dei pnntl C.l CDS!Vl d ... fl[l3 . 1'1. Ccl Os tIJCOI I D1erce • orro·l . sbocchi di Strade' cre:m 11.et lffil CO l, pa:;S"oe ' . OYl ' , .· a· . d la fortificazione passcggiera. l'appoggtO ~ella f~utolla e ' 1 una gwn .e utiiJta sia nell'nzione difensiva, sia nell oiTenstva, perc~e Ja cavallena puo c~mpiere con piu slancio la sua missione c valers! della s~a ra: 1 e clue armi debbono ngire indipendentemente l una dall·,altra, pl·a·1 I i.l . . f ma ricevere ordini dallo stess? c~po . Una p1~cola fot~za 1. ~ntena no~ potrebbe mni senza inconvementt esse~o r.o::.Ul a~IJ ~rdmi ~el ~1 della cavalleria, mentre il caso contra no nentra m ptCna reool~ nt. · Consinliasi pure di adoperare cnvalleria regolare per le cor:;o cl• di0 · · · E'·5se nniovano a turbare struzione, che una volta facevano 1· parttgtanl. •
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AN!(O X:XVll, VOL. 11.
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LIORI
la mohilil:tzionc dcll'ancrsario cd a dislruggerc i suoi dcposiLi, le linee telcgraiichenon chc a gettare nolle popolazioni lo spavc'nto che ripcrcuote sulle truppc. L'azione sui fronte del ncmico ha pit\ c[cLLo fi:sico che morale: qucl!a sui fianchi riuniscc I' uno c raltro. ta miuaccia sulle lince di comunicazione tnrba grandcmen te e non bisogua lrascurnrla. Tali opcrazioni si dcbbono compiere con tmiti1 di caraHcria non piu forte di uno squadronc, un rcggimcnto, una brigata, una divisionc. Yi si puo laholta agginngere qnalche po' di artiglicria scnza cassoni e fanLeria trasportata su muli o Yetturc. 1/:mJatura dcv'csscre lcntu, la sola chc rermcua di fare lunghc marcic, ognuna delle quo]{ dove dnrarc ·1 5 on.: con 9 ore di olti c riposi ccc., pcrcorrcndo 5 chi lometri a i600 mctri all'ora. Storia degli auacchi diretti contra i forti d'Is'sy e di ranves daL 2° coi'JJO dell'esM'c?·to di Ye1·sai/les nel.J 871 (Fine)- Genera le DE Rn•mr.E~. - Yi sou descriue tutle le operazioni del g~o io, per impadronirsi del rccinto chc domiuo>a In strada principalo dal forte d'Issy a Parigi, c la pre~a di qnc3to c del forte di Yam·cs, strctto assai da vici no dallc trin cee dcgli asscuianti, fiuo alia completa conquista clclla riYa sinistra dclla Senna. to sviluppo delle trincco escguitc dnl 2.0 corpo d'armata raggiunsc i 23 cbilomctri . L'artiglicria costrui 30 batteric c tiro 60,000 colpi di cannone. J.a tatl'ica de/la fantcr·i<~ sotto 'tl t·titJlice p-unto di 'Vistc~ delle forma::ioni d1: combattimenlo, della condottc~ dei {uoch1: e delle {01'tifica;:;ioni del campo di battaglia. L. P. - Yi si dimostra chc !'ordine normalc fronccse manca cli estcnsionc in larghczza, a cominciare dal hattaglionc, cd ha molta profondita. Si propone di far spiegare duo, anzichil una sezione dcl la compagnin, e tre invece di due compagnie del hattaglionc, il quale aucbbe cosi un frontc da 4.50 n 500 mctri. E sostcnuta la nccessitit del rinforzo, che in una compognia donehhe esscre della forza di sei squadrc, quante haVYcnc snl fronte di combattimcnto. Il sos!(!gno consterebbc di una intiera sczione, e restcrebbe a 500 mctri dnlla catena; il rinforzo a 200. La compagoia di risen·a dei balt.:lglioni di prima linea si Yogliono distanti 900 mctri dallu catcna ; i Lattaglioni di riserva dei reggimcnti a '1500 o 4600 motri. Tcnuto conto dcgli clTetti del tiro dell'arti.,.licria e dei fuochi collettivi della fanteria e ritcnuto indisponsabile di prendere l'ordine di combouimento a 200 metri dalla fantcria ncmica. Sono raccomandati i fuochi a saiYe o agrandi distanzc, i quali debhono cominciarc la lotto, attirare il fuoco nom ico, protcggere la marcia delle prime schicrc, e con!inuare siuo al limite doll'cfficacia dei tiri individuali,
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che li sostituiranno e snrauuo quindi sostituiti dai tiri rapidi, che prccedono l'assalto. Cio impone la nccessi tit di rifornire le truppe di munizioni, e si dove in conseguenza portare la pronist.a media di ogni individuo da 171 a 200 cartucceo almeno a ·190. La rapidita e l'estensione dei fuoch i e ormai tale chc bisogna assolutarnente· premunirsi contro gl'immensi clanni d10 arrccano. Donde il bisogno di coprirsi, di costruire ponti e facili trincee, rinforzando ostacoli nat·.!rali in modo che bastino ad arrestare i progressi dell'aYversario, scnza togliere nulla alia libertit dell'oJTensiva. t e fortificazioni improvvisate saranno di maggiore importanza, quando si tratti della difcnsi\·a . Non vuolsi caricare il solclato di utcnsili, e si propone di trasportarli in apposita vettura di battaglione, unita al cassone di mun izioni ed alia vetturu per le tende. Le leziowi da rica,vm·si .dalla campagna di Tnwisi. G. L. M. Senza entrare in discussione sui moti\'i politici chc docisero quell'impresa, se ne studiano gli ofl'etti dal punto di vista militare. La campngua era prevcduta dn due anni, da quando Jurono eseguiti gli studi della topografia e delle risorse del pacse, quindi si aspettava chc tutto fosse preparato. I fatti, dice l'autore, non corrisposcro. La mobilitazione di qualunque unita tauica non puo farsi, so non traendo gli uomini neccssnri dalle varie classi di riserve. Invcce il corpo di spedizione fu formato toglienclo a prcsti to da varic compagnie, battaglioni e reggimcnti soldati, caporali e sou'ufficiali. Questo inconvcnionte fu prodotto dal si sterna chc non ·permctte una pronto mobil itazione parzialc, c dalla esigui tit degli efl'ettivi di pace, non che dalla loro eccessiva vnriabilitu. Per rendcro ragione di queste critiche si analizza la legislazione militare, e se ne dimostrnno i difctti; c ne] tempo . stesso si difende l'ordinamento tedesco, al quale il francese non rassorn iglia, stante la grande elasticitit che quello presenta in confronto di qucst'ultimo. Si raccomancla di avvicinare meglio l'imitazionc al tipo degli eserciti oclierni, affinchc la Francia, non solo per le spedizioni in Africa, ma per prcndere le sue misure di sictaozza sopra una parte qualunque clella sua frontiera, possa fac~lmente rinforzarc in tutti ocl in parte il suo stato militarc, senza n corrcre a mezzi artificiali. Il principale inconveniente degli eserciti del tipo odierno e cho essi non possono agire scnza il richiamo delle loro risen ·e. Ma non e possibile sottrnrsi a questa imperiosa nccess~ t11, la quale, seconclo J'autore non fu tennta ben presente, quando Sl trasformo radicalmente la lcgislazione militare, che hisogna rcndere completa, inscrivendoYi il principio dclla mobilitazione parziale.
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LIORT
V£ sepa1·a:::·ione delle due artiglierie. - Second,) l'nutore cs,;a e fondata sulla importanza delle questioni militari, le quali richicdo 110 eguale studio delle qucstioni tecuicho. Doude la nccessitit di separare nelrartiglicrn gl'ingcgucri, dagli ufficiali combattenti, poichc non tnui possono cssorc cgualmontc ~tti al servizio degli arsenali c delle truppc. Non giudicasi utile la separazionc dcll'artiglicria da fortezza tin qucl11 da campt~gna, tanto pili dopo la YmHaggiosa esperienza ne! 1870 dei rcggimenti misti. Tuua,·ia si riconosce l'opportunitit di modificnrc il loro t~ttualc ordinnmcuto, e quindi si propone che ognuno dei tre reggimonti di al'liglicria chc de,·c a' ere il corpo d'arm<~ta sia forma to di due bntterie a r>icdi, due h<ltlcric di sortita, quattro bauoric diYi s iont~li o due batterio dcposito, pitt una compagnja del trcno . 11 tcrzo rcggimcnto SDrcbbc qucllo del corpo d'armata. Ciascun rr:rgimonto avrcbbc nn colonncllo, un tenonte colonnello, un maggiorc, e tro c::~p it~u i, cioc vi sarcbbcro tre ufficiali in piu del uumero ~ttwdo iu ogni corpo d'armata, c qucsto pcrsonalo potrobbo adopol'arsi pol scrvi.zio dollo fortozzo. All'elltt':l ta in ca mpagna le batterie cl ivisionali andrcbboro con le division i delle battcrie di fortozza (a piedi o di sort.it.n); lo une sarobbcro ncllc piazzc, le altre coi quarti battaglioni disponibili venobboro trasformato in battorio da campagna ; altre batterio a piodi infine dovrobboro cssoro impiogate al scnizio dei pr.rchi. Le duo ultimo batterio (9• o •I O•) dei roggimenti divisionali fornirobbero le colonno di munizioui, o quosw formate idemicatncnte, non cssendo buon ordinamonto l'avorc sczio11 i di muoizioui d'artiglicria o sezioni di munizioni per la faoteria. J.a battcria depo:'ito doHebbc fornire due colouno di munizioni dcstinatc all'artiglieria di corpo d'armata, alia cavallcria al battagliono di cacciatori, o porcio aHcbbc una composiziouc distinta dallo quatlro prime. In guerra il colonnollo ed il tencntecolonucllo comandcrcbboro l'nno una piazza, so assai importanto, l'ahro l'<~r tiglioria divisionalo. Dei tre capitani, uno sarebbe con l'artiglieria divisioMio, il secondo nolla stessa piazza col colonnollo o col t~nento colonncllo, il torzo coroandcrebbe it pdmo scagliono del p<~rco, cioc le sci colonnc di munizioni; quello doll'~ltro reggimonto sarebbe il c<~po di stato maggioro doll'~rtiglieri~ di cerpo d'armata. ~el 3o reggimonto lo otto battoric dovreLbero osscrc comandate daJ colonnel lo e duu cnpita.ui. I1 touentc colonncllo farebbo dn dirottoro della scuola d't~rtigliru'.i~ in pace c dircttoro di parco in guerra. Gli al.tri capitani infino avrobboro il comando dcll'nrligl ieria de lle divisioni ·di ca,~alleria indipeudcnto, o rcsterobhoro disponibili. La (1·ont:ic.m .{1·anwse det nord e l'·inr,as·ione tedescfk. - Capi-tmw
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L. K. - Scopo di qucsto Jayoro il rli cnlmarc le prcoccupnioni del Dcl"io iutoruo nlla poss·ibile inYasionc dPiln Frnnc·ia iu nua gucna con~ro la Germauia . Si dimostra che con AnrPr~a ~~~ \ fianco sinistro, ~Ict z; c la Iiuea del llcno suI fianco de:;tro, un e~Prci to francc~c giunto inn~nzi a Colonia non conserrerebbe tanto forzc (la potcr tenere a bn ta quella piazza c continuarc la marcia verso Ucdino. 1\Iaggiori Y<lnla<'gi militari credesi olTrirebbc t~lla Germanin una viohtziono dolla ncutr~iita belga, sebhone non ;;iano :mfllcicnti per dcciderc quella nazione a riunirc la massa delle :me forzt} fuori dell a fonnidabilo sua base Mctz-Strasburgo. Per Yedere gp la liuea d'operazionc ColoniaParigi possa esse re sec ita si annlizzauo due qur$iti. •I0 Quanti giomi passPrebbero fra il princi pio dell a mo!Jilitn:-iono t~·desca eel il ~on_cen~ trameuto dell'esorcito incnricato rl'im•adPrc tl Bclgto? 2" Qun nlt gtorm occorrcrcbbero affinche qucsto escrcito polcssc nni varc alia frontiera frauccsc? Uu a seric di calcoli logi:;tici conducouo lo scritLorc del l'articolo alla dcduzione dtc la Germanin avrcbbc bi:;ogno da unclici a dodici 0aiomi per conceutrarc snlla fronLicra prusso-belga un osercito capaec di tentarc l'invasiono delln Fra~cia_ p::ts$~\llclo. pel Del?io .. ~ quc:;to risultato suppone un concorso d1 ctrcostanzo lavorcvoli, Cl_oc \'assenza di complicazioui poli tiche, l'c11crgia as~ol utn dell' eserctlo lJPiga, l'occupazionc e l'uso dclla fcnovia cl';~ix-la-Chnppellc a Licgi, uosHJua distruzione d'opera rl'artc, no~s11u ntardo. Ncllo stcsso pcriodo di lemno, le stcsse forzc. d'inn ~ iotJO im pirgntn sopra un altro tcal.ro d'opcr'azionc potrcbbcro contrihui!'l' all'in\ t>:>timrnlo ~i Toul, Ycnluu ed Epiual, alia presa di :'\:me~ t' forsc ;tl pas~::t!!gio della :\JosPlia . Da cio scorgesi qnal'c la part~ delta frontiera francc5..: pi,! miuacciata . Cou :tltri calcoli ;:i giungr pure n dimo>-trarc C'ho l'r~cr cito d'inrasionc tede:;co non putn:bbo c35cn· ~ulla i\Insa a monto di .:\amur prima di quindici o serli~:i giorni (b\!'~nli~e di t_nnl>ilitazionc, e ci1i ~cnza ostacoli chc pote:::scro sorg-ere. Htu:'cth> pot :1 twnctraro nci!D Yallata dcll'Oiso si tro\·crebbc di frout.~ a difficolt1t incompnrabiln}Cutc piu gr::n·i di qucllc chc incontrrrc.hhc, poncndo la su~ base d'opcrazioue sulla ;,\loselta. Infinc si conch~ude cite la Gcrr~anr~ non ha interesse a violare la neulntlith del nclgJO, lll:l. chc tuttavra bJsogna sistemarc le fortiGcazioui dclla froutiera del nord dPIJa }'r:mcia. I car.atl'i, dell' America delnord . Colonnell oB. .TAvEnO'r u E Kr;nunEcir.E uuo studio che comincia dai eenni stori ci sulla origino delle razze cavallinc del Nuovo Mondo, importatc dnllo co lonic curopce stabilitcsi colil . Si nota che anche oggi continuasi a t.rnsportnro cav::~ll i da ll'Europa c s'introducono negli Stati-Uniti stn lion i arabi, lt~sciando il go-
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vern~ ai . particolari ed alle societa private I'industria cnallina. Gli amemam hanno. un g~s to spc~iale ~ei loro celebri trottatori, e pitl c~e le "~~tre qual!!o .dCI ~avall.I . pregtano la velocita ne! corso unita a:la re~btenza. ~cglt Statt-Unth e nel Canada trovansi molti cavalli d1 pnro sangue mglese. Si valuta a ·1500 .circa la cifra delle nascite annua!i per il primo di questi due pacsi. Il censimento del .fo crennaio ·i880 r~gistra per gli Stat~-~niti la cifra <14201800 quadru~edi, per il Ca~a~a n.el 1 87~ le stattsttche munici pali hanno dato per la sola provmcia dt Ontan o 4·13586 cavalli iu servizio. L'allcvamento si fa con molta int•Jlligenza e cura. Ncll'Amcrica del nord nu cavallo non mangia paglin, o almeno nou gli si da come nutrimento abituale. La razioue ordinaria e composta di foraggio ariificiale, avena, formentone, c~ualche v~lta ~arina e spesso mescolati con palate, crusca, sale cd ~hn ac~csso.n. ? trca la fcrratura si adottano vari sistcmi, poichC ogn t pr?pnetarJO d1 tro~ta~ri ~ a ~u qn.esto soggetto le sue opinioni, ma tutt1 hanno per uso dt n copnre 1 pav1menti delle scuderie di Iemo 0 che dura cinque anni in media e non aiTatica i picdi dei cavalli. Pe~ l'ab~ondanza. dei paesi ~i allevamento, degli erbaggi, di acqua e per Ja bonta del cltma, l'Amcl'ICa avril la piu grande produzione cavallina. La g1.terra e la sua storia. - Colonnello IIIAnSELr.I. E~posiz~o~e sominaria di un metodo semplice e ?'az·ionale di ginnast'l.ca mthtare. Tenente Kouss.\YE. - Esaminati i metodi di 0"'in. • n ast1c~ m uso, e stante hre.vita . dell' attuale forma si propane di se mphfi~are e rendere ptu raziOn<~!t ed efficaci gli esercizi che debbono sv~l~t~)pa~e. tuLLe le crualita fisiche del soldato dal punto di vista della uttlJta nulttare. In base a questi criteri e tracciato .il procretto 0 di una nuova istruzione. Una qtw?·ta m assima di lYapoleone. - A. G.- Essa e cosi cnunciata : « l a forza di un esercito, come la qnantita di moto in meccanica, si valnta dal prodotto della mnssa per la velocita » 0 dimostras.i c?me ~'cnn~ e~a~tamente appl icata nclla campagua del '1796 e qual! dtsastn cagtono mvece nel '18•13 la relativa immobili ta di Napolcone a Dresda. Si analizzano similmonte di fronte a questo principio. la ca mpagna del >18•14, le opernzioni di Turenna chc Jo condussero nel cuore della Germania alia fine della guerra dei trent'anni le rapide mosse di Federico II nella gucrra dei sette anni, gli er:·ori di J3enedek a Sadowa e quelli di Bazaine. · . Con{erenza s1~l se1·~ iz1:o delle tappc. -- Questa prima parte couttene le necessane nozwm e Ja nomenclatura delle strade ferrate a cominciare dalln formazione delle vie, delle linee, reti ecc., del ma-
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C: P f.R IOD ICI
LIJ3nt
. terialc e tcl1'grafia, e tm·mina con le regole per l'attivazione delle ferrovi e nci tt·asporti. C?.clogra.[o di marcia. -- E fondato sui processo stcsso del grafico di marcia del goncra le Lewal aclottato da molti escrciti . L'inuovnzioua del piccolo strumento circolarc consiste ncl rapprcscnlarc le om, le colonnc e In velocit:t mcdiantc circoli concentrici. Ogui foglio soprapposto alia rotclla, eel aveute la graduazione chilometrica, puo sen ·ire a rapprescntarc due, trc e fi n quatlro differenli vclocita. Le indicazioni topografiche vi son scgunto sccondo la loro csatta ciistanza rilevata sulla cartl, daudo allc principali act identalit:.t della strada la !ora vera estensionc nclla direzione che si percon c.
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l o trim estre 1882).
In me mor~1 di Fede1·igo il urancle . - Si raccontano vnri nneddoti della vi ta di 1:ederico ll; ::-i riportano giurlizi, dati t1i lui, tla ill t~:;tri suoi contcmporanei, c si mcttono spcrialmr.n le in ris.1lto le buone qualitit del suo cuore. « J'etlcrico stc~::;o las('it) w·itto: l a ?'econnaissancc cnrers les parents n'a point de bonus. Il marchcsc Valori, ambasciatore fra uccsc a norliao, scrivcva: Freder·ic dans sa con ~ c?'.sntion , n'a jamai!i Jl rtr/6 de Fredc;ric Gnillcwme I , qn'ancc affect ion et n~pcc l; le mol, mon pc(·r, clans sa bouche, m' a toujours paru SO?'t i?' dtt fond d" coeu1·. Eppure tutt i sanno chc la giovcnlli di Fedct·ico II fu amarcggiata dalla :'CYeritil cccc%i,·a e tah·ol!a capriccio:;a di suo padre " . Anniba lc ·in guc?'?'a coi nomani.. - !\Iaggioro Onr.EXDOR!' (c.mtinuaziono). - Si narra una prtrlo dclla secunda guorra puuica. Nell'anno 207 a. c. Roma aYea fnuo sforzi s!raord inari pet• levarc trnppe; con tuLLocio non si era mni tro,·ata a pcricolo mnggiorc,· salyo all'inclomani della battaglia di Cannc. Le i:;lame di .\ n•1ihalc, prcsso il governo cartagincsc, aven no finalmente tror:1to a~collo . Asdrubalc, anch'esso capit:1no Yalcntc, rt~cco lto in Spagua un nnmcro:>o esercito si era mosso allraverso al!e Gall ic, c scguen(lo la stt'Mla giit pcrcol'sa da Annibale suo frn tello, era :;ccso nclla vul le dnl Po, con 60 mlla. uomiui.
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L IBR [
L~ warcia c~·n stata cosi rapida, chc non solo aveva sorpreso i Roman': ma An~nba l e ~tesso, il qua!B si t.rovava nncora in fo udo alle Pngh~. C!w,rtta _la SJ t~wziouo, com inciarono gli sforzi Joi duo cnpitan i cartagmc_s' . per rtUUJl'SI, e quclli dei Romani per impedirlo. Costoro da pr:DCij)JO com1~i_scro r errore il i dividere il loro esercito. Una pnrte s~tto ll conso_le Lmo Sa linatore, a\'OV::t no mandato contro Asr.lrul.Jale, l altra, sotto 1[ console C!audio Nerono, contro Aun ibale. Mane l'unn ne 1'altra Ya)evnno a trattenere iJ nomico. Annibalc, . vittori?so _in . vari picco li scontri, era gia nrri vato n \·enusw ; ~\.sdruba lo , Jll sm1d modo, era giunto rruasi sui ~fetauro. A m· bedue s1 orano sc.am biati messi, f.i::;sando per luogo di riun ionc l'Umbria. Fortuna :olle cfw un mcs:;o di Asc!rubalc cadesse 11elle mani del c?_nso[(~ Uandw . Quost.i letti i cl ispacci o visto il pori'colo prcse una n :::oluzwne c!Jc: ton~to con to dei tempi , e ~mm irnhile CfUan!o il famoso ahbandono dell assedw dt i\!.antova l~1tto da Napolcono ne! 17\JG. Il .console Cl~udio le\:o segrotamon!e il campo , e, Jasc.iatd poche truppc a fr~n teggwre AnnJbn lo, si reco a grandi marcie (che si cont:lno fra lo p1u cclcri di cui ci purli la storia) a rinforzarc le legioni dcll'altro console. Qtu nch mnbcc!no nniti attaccarono suhito Asdrubale. chc v~de~1r~osi co1.1tro iutto l'esercito Romano, credette Annib:jJc pionarr;entc sconf!t,o, o SI d1sposc a vcndcrc earn la vita. Fu combattuta snl Mctll nro nna grande battaglia, in cui Asdn1balo mori e il suo esercito veJ~nc distrutto . D<1 quo:;to momento la sorto cli Homa fn assicurafa . Lo sbarco degli, Inglesi e dei Russi 1·n Olanda, nel 1790. - Ca· IH.lano Hox~G .. - L'au!orc dice cue la campagna clcgli Iuglesi contro ?lJ OlnlHlesJ , ne\ ·I 7_09, \l a~trcltan!o importrmtc c[uanto poco cono:,cmt?, _c che pc1_· c.w ne lw mtrapresa la uarrnziorw, atLingendo a fouli olanaosJ , frances1 ed inglesi . 1l mo~o di cmnbattc1·e della {antcria {ra;ncese e detla tedesw, (C~nc_lusJOne) • Ahbiamo esarni nato il modo di combattere della fan terw _1raneese e tedesca discutcndonc il pro ed il coutro, secondo i principii tattJCJ ; ma non and)[lmo tant'oltrc, nellenostrc derluzioni da formnlarc 1:11: giudizio . complessiv-o? dire qun le delle due fanteric sia la migliore. T10ppo . lwvt so~o le ddlcrenzc perche si poss<! giungere a quos la eonclusJOne, ed J! fatto che in casi speciali un re<ro]amcnto decida in O • J' [ . un ~no do .e a Lro 111 un altro, se puo dar luogo a interessan•ti discus~10!11 tconehe, non_ ha in prntica grande importanza . ::.raggiorc ne ·Jia m~ece, vedere fmo a qual graclo di detwglio scendono i rcgolamen tJ. Se nd _un estraneo, nu~vo c disinteressn to nclln questione, si prcscntassero 1 due rcgo!amcntr d"escrcizi francc~e e tcdcsco, c.hie-
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E PER!OO!C f
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denclogli il sno gi udizio, non v'c duhbio alcuno chc darchbc la preferenza al franccse . Qucsto infatti o tutto d'un getto, logico, chiaro minntissimo. Il rcg"lamcnto todesco c qua:;i un mosaico di pcui staccati, divcrsi J.i data e di sti le; in certe part.i e supcrG ciale, in certe altrc, ad un profauo, lascierobbo dei dubbi. Si, noi crcdiamo chc il nostro regolamento tradotto alia lettcra, in nu altra lingua, c per un altro csercito sarcbhe inscrvibile, c fo!'se intelligibile. Percio soventc in scrittori fra ncesi si leggono appunti, non sem pre ingiusti, nl nostro .rcgolamemto. Quando poi a riualchc ~tudio so uflicialc straniero si fa nota re il cwnpo all' ini;;intiw che detto regolamento ci la>:cia, egli sorride di compassionc. Chc sia quc~to campo poco l'in!cndn e poco lo pno intcndore. La libcrta d'azionc, chc luscia il regol:aueuto tedesco, tro'l'a il suo fondamento e la sua mi:;ura nellc tradizioni, ncll'abitudino fat.tano in pace ed in guerra. Non c cosa chc si seriva . Fortunati quelli per cui . non e necessaria sc.rivere tutto . Il nostro regola mento d'esercizi ,ha uno scopo : ottcnero uni t:t ncll'istruzione neccs~ariu . Questo scopo ogni ufficialo lo conoscc; come raggiungerlo e lasciato in parte al criterio individualc. Ch i non ci hesco non (} un buon ufficiale e non dura a luugo nell'escrcito tedcsco. Chc ne\ nostro rcgolamcnto ci sia qualcosa da rimodernare pu<) darsi; ma se va dato lode al rcgolameuto francosc d'essere chiari);si mo e di nou dimenticare le minirnc particolari til, e lccito d'altroude su pporre chc gl i ufficiali' per cui deve servirc, nbbiano hisogno di un simile rogolamcnto . Le formazioni tattiche, i nostri vicini d'occidcnte le hanno presc da noi. La tattica delle colonne di compagn ia c definitivamentc aclottata; ma se nl la tcoria risponderaon_o i risnltati pratici, se il corpo degl i ufficiali francosi saprit usarc le noslre formazioni, uello spirito della tattica prussiana , c cosa ancora da vcdersi, anzi a giudicarne dalle rccenti (lperazioni dei fraqccsi in AJrica, c cosa moito dnbbia ». ll combatt'imeulo del/a ccwalle·rict aJJpieclata e ·relat·i~a istrzdone. Oramai e U1C$SO fuori di duhbio che. b. cavalleria dcve a'rcrc una buona arrnn da fuoco, o all' occorrenza combattcre appicdata . Il caso si dara meuo volte di quanto crcdono coloro, che llanno solo fiducin nello armi da fuoco , ma si d:~ra certamento; cppcrcio e necessaria una apposita istruzione. La cavalloria chc appieda, si osponc alia possibilitu di esscre distrutta; quind! la decisionc di appioclarc e delle piu grav i. c delle pi u difficili a prcndersi in tempo. B~sta (!OU~idcrare ehe il caso di lasciare i C!IValli , pet• difcndcro, od anche attaccare (cootro altra cavalloria nppicdnta) una posizionc, c~piteril.
E PERIODIC!
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LIB RI
specialmente ni drappelli in avnnguardia o in servizio d'esplorazione; eppercio l'esito delle loro opernzioni, anche quando si tratti di poca truppa, potra avcre grande influenza. Il nostro regolamento dice espressamente: « le frazioni di cavalleria appiedata , per combattcre, sono indipendt'nti, e devono agire senza riguardi, avendo solo di mira lo · scopo fi na le ». In certe situazioui, avendo bisogno di guadngnar tempo o per altri motivi, puo esserc utile la difensiva; ma (IUando si deve attaccare non bisogna meuerc tempo in mezzo; perch() cio che c al momento e possibilc non Jo c piu dopo uu quarto d'ora, stante J'arrivo dei rinforzi. Oltrecio i combattimenti di cayalJeria appiedata non possono durarc a lungo, e l'clemento morale, che fa vorisce sempre l'attaccantc, ha in ·questi combattimenti tanta maggiox:c influenza, in quanta che si tratta di truppc fuori del proprio clemento. Il nwrtaia tedesco da g cm. - :\Iaggiore V1uE. - E la descrizione di un nnovo mortnio rigato, introdotto nell'artiglicria tedesca, e il confronto coll'an tico mortaio da qucsto sostituito. La stiluppa della ma:rina da gue1-ra {rancese dopa il18i0. -- GoRPCEVlC. - - L'autore comincia dall'nccennarc alia n ecc~sita , per la Francia, di aYere una grandc marina da guerra; fa una breve storia dello sviluppo della marina francese fi no al 11870, e quindi racconta diffusamcnte tutti i progressi fa•ti dal •1810 in poi, descrivendo ogni nuova nave ed instituendo confronti colle navi, nello stesso tempo, costrutte presso le altre nazioni. La campagna wlt'Elba in{eriare nel1813. -- Kcll'autunuo del .J 8·13, mentre sui campi della Bocmia e dell a Slesia si decidevailo, in grandi battaglie, i dcstini d' Europa, avevano luogo sull'Elba inferiore quasi episodio, le opernzioni stacca to di due corpi. (Davout per parte dei Fraucesi c Walmo~den per parte degli alleati). Qucstc operazioni costituiscono il tema del citato studio. L'impiega della pala a scapi tattici. Si nota che .dal 487!) , il numero degli istrnmcnt.i da zappatorc ncll'esercito tcdesco, e quasi raddoppiato; si iudicano i vari u:;i di qucsti istrumenti e spccialmente della pala (spaten); si fanno voti perchc J'esteso im picgo, che vuol farsi della fortificazionc campale, non nuoccia allo spirito d'offensiva dell' eserci to. i!futaziani nell'a·rmamenta del/a {ante·ria (rancese. Sono cinque anni che nell'cscrcito franceso e in uso il nuovo fucil c, eppercio si ehbc tutto l'agio di sperimentnrlo sotto ogni rapporto. Or bene, l'esperienza e tutt'altro che soddisracentc. Si c dovuto modifict~ re l'otturatore per impedi rc )'.} sfuggitc di gas; si e dovuto modificnre la con-
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fezione dcllecartuccie c la composizione della polvcre. Ora tali qucstioni scmhrano feliccmcnte scioltc, ma resta all'ordine del giorno quellu della bajoncua . Sui l!tppa sta?·ica de(! li istituti d'istm;;iane e d' educaziane milita1·e in Prussia - CRous.\z - Quauto di grande feoo la Prussia, lo fcce coll'armi. Es~e s t r~l pparono il Br:lDdci.Jurgo alia barbaric, fondarono i1 regno di Prussia, costituirono 1'unilit germnnic~ . 1\Ia le :trmi null~ possono per se stosse, 1ic in mano agli incui. E nccessario, p~r eh ~ devc maneggiarle c diriggcrlc, :were il cuore edncato allo splf!to de1 tem pi, c mcute iniziata agli u!Limi progrc,;:;i dcll'arte dclla gucrra. Ovc si considcrino, :;otto il rapporto st.orico, gl'instituti militari prussiaui, duo co~e spccialmcntc saltano agli occhi: 4o la loro direzione fu semprc in tullo e per tuti.O, nello mani del comandantc supremo dcll'esercito, il re; 2° malgrado le mutazioni d'ogni specie, fatte per mantencro dctti isti tuti all'altczza dei tempi, vi e in fondo una base permanente che rimase la stcssa da Fedcrico II in poi. ~ll ora -~omc adesso lo scopo ultimo di tutta la nostra istruzionc ed educaz10ne m1htare era il compimento dclla missiouc dclla Prussia ; all~ra co_me adcs:o i mezzi indicati erano: fedclta, abnegaziono, amor d1 patr1a o fiduc1a ncl genio dei cnpi. . . . . Sul li·ra cai martai rigati. Per misurare la car1ca nc1 mortal ngati, convienc tenor conto di tro dati principali: la distanza a ~ui mira, l'angolo di tiro e la qualita della polvcrc. L'autoro esam1 ~a 1l modo di determinarc questi dati, ed indica come secondo ossi convJcne rcgolarsi nclla carica. · . . . . Sul caratle1·e (andamentale de/l'a1·te del/a guerra ne1o temp1 antuhH moden~i . - - A. OEn'rZEN. - - L'arte della gucrra e antica quanta la guerra stessa; il suo concetto. non ~i presta a molte i_nterpetrazioni , come t'orditura di una <YUOrra c il suo scopo non vanauo molto col tempo . Cio che _v'e di ~~utabilc sono i carattcri accessori , i modi di esercitarc l'artc. Il coucctto dell'arte dell a guorra comprcnde la somma di tutto cio che si rifcrisco alle operazioni di gucrra, clalla rottura delle ostilitit alia conclusione della pace, sia che si Lratti di ordina~ento ~ di condotta di tocnica o di amminist!'azione, di teorica o di prat1ca, eh tattica o di st!'ategia di oiTensiva o di difensiva. Qucsta definizion~ vale per tutti i luoghi c tntti i tompi. L'orditura di una gncrra 51 hasa scmpre su mczzi preparatori, su tntto cio che_ ne! c~rso_ della stcssa puo influirc sui suo andamento, e in generate su~ mo~1 d1 . far _.-aler~ colla forza le proprio mire. Chi vuol far gucrra prnna s1arnu, 1~01 t.racc1 un piano. << Quanto in guerra avviene scnza scopo e senza p1ano non
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381:
UOI.l.loTTI :\' 0 ll111LJOG11AFICO
LlBH! E PERIODIC!
mcrit<l il nomc d'opcrazione >>.Qucsta massima cosi vera, anche oggidi l'ha sct'itta Polioio. Anche meuo mutahile dcll'orditurn, c in sostanza, lo scopo dclla gucrra. Oguuua delle parti ha per i3copo d'imporre all'altrn, colb forza, il riconoscimcntre di un suo diritto c di rendcl']a inabilc a contmsUtn·i . Qucsto si proponcvano gli antichi, qucsto si prcpongono, anche pitt chiaramcntc, i modcr·n i.
I campi d'cstate dell'I'.SM'cito russo nell'anno 1881 -- DnYC..\LS HI. --Si dnuno notizie sullc localitit dove i Cilmpi Yennero stabiliti sui numcro di trnppc che presero pilrlc ai campi, c sullc istruzioni che ivi furono fatte .
BOLLETTI NO Bl BLIOGRAFICO
GAF J~,\HEL 8.-NJ t'!lf P!twntiou .o; {Nuact~ir;e 1ft• t§'1®-11~7'f!
38:> Pm·it"i,
J 8R~, Lipog1'afia DP- George-Cndol, pt·czzo lire~. 50 . L'o~er~ ~i divide in 4 parti: 1• c:::.plol'Azioni in .\~iil; 2• c~plorazwnt 111 Af'eica; 3• rsplorazioui in Anrcf•icn, 4.• e,:;plorazioui in Ocennia . 1~ in tere~snn le spccilllrncnte la secondn pm·te che tratta <lcll\~8plorazionc in A l'ica . GALITZ I:-.1.
AJilgf•mf•itH'
IM •·it>fJS q;N;cl,ilciltc tr Uf't ' !Jiol/;el'
mui Zeileu. rStnt·in mi litnre (]i Lutti i Le mpi o di lulli i populi). Supp!Pmcnto nlla I II ptwlc. Cuss PI 1882, tipo~rafla Kny, prezzo lil'C 15. l.'op<'t'a c in l'U"~o : Yen.nc .trado.tt.o .1n te~lcsco dal colonnello Str·cccins; escc in fascJcoiJ, c ;.:1 d rv1cle 111 Lt'C pnrti: cm anlica, nw ~l iovealc c modet'na. Jl ~upplemcnto nlla Ill parte, tc;.:tc puiJblicato, conlicne le {!lH'l'l'e russc combaltule ncl 11• sccolo
SKAI,A. fi!JJilillu• StrlllffeSel :; iibt•J• f!/erbt•f•t•IH•u tuul If/efJCia e !t. (L~frge p<'nalc militm·e !';ui delitti c n~ancnnzeJ Teschcn 1881, ti: po~:p·afia P1·ochaskn, prezzo li1·e 5. E una rasscgna d~llo lcggt pcnal i mililnri, clw rbbcr o Yigo re ue ll'esct·c,lo austrwco, dal '1855 al 188 1. fii1• tleu li ~·tui!; e u tl'iitle•·. (Lilwo d'isteuzione pel' i porlaferiti) . Bcelino 1881, tipogt•afia mililat•c. Prczzo li1·o ~ Jl Ji })l'() s i divide ia due pm•li : la prima pm·Le dA nozioui "'Cncrnli di 1\lllllomia; la :::econtla lralla del modo di raccogli~J'C i feriti, lrasporlal'li a bl'accia, posal'li su cat·ri e via dicendo.
nERJN6. 8 11 strtcf'lim•- 1/luch
A)l,\l"D ScnwE!GER DPie Alfb•in (l'Adria) LeJ•chPnfel. Vienna, Pest, Lip~ia, Tipografia HO J'Ilebc n, pl'rzzo L. 0. 80 al fascieolo. E un opct·a in co1·;;o di pubblicnzion~'. In essn l'nutor c si propone di d<'scriYcro ed illuslrare le coste del mm·e Adriatico, sotto il punto di Yisfa storico, Lopoo-raflco c socialc. I! peimo f;)Scicolo cont.ieJw l'in teod uzionc c un fl l'ticolo su Tl'iP:o:La. S i pt'ometlono, pci fa!:icicoli scguenti, nmpio dc~cL·izio ni di Pola, <lclle costc dalmatinc e albnncsi e di Cu1'fu; CJuindi l'imonlando il lato occidentolc dcll'Adt·iatico s i llesct·ivct·nnno le sp iop·ge ilalinnc, J'ct'l11anrlnsi s u Beinrl is i, A.uc0nn, 1.\imiui, San Mc.wino, Rnvennn, Cltiog{!ia e specinlmenLc ~u Ven<'zin. A giuclicnme dal prima l'ascicolo, ropcm deYC riuscit•e alleacnte. Lo stile <· sciolto c pittorcsr;o come s;audice n simili argomcnli; la cill'ta, la stornpa c le numcrose figut·c poco Jasciano a dcsidcrare . /!Jar; inle:·g~aliouale offeutfi(•/•e §em·r•('lat d~r (;e(II diri tto pubblico intet•naziouaiH marilLimo d'o~·g·idl) . Bcrlino ·18R~ . TipogTafla Miltlee e figlio. L'opc1'a si diYitle in due pal'li: 1" dirillo marillimo in tempo di pace, 2• dit'Jllo mar ittimo ill tempo di ~ucrra . Quest' ultima parte Lt·nl!.a del hlncco, del con lt•ohnudo di g uci·ra, del dit·itto cli vi"'iL<l, delle .pJ•ctlo e Yia dicendo .
PF.nELS
fji>UQJatrl,
tlas S7 et•IHJit eu ti t' S Li8al tu•itr -!Fiebf'l' fl i u l•oltJ . (Sull'andamcnLo d<'lla (~bbre di malaria in P olo). Vienna 1881, tipografia dello Stnlo, prczzo lire 3. .s i dimostra , .eh~ le du.e paludi, deltc Pralu !J I'ande c Prato p teco lo, s ono I umc~ caus~ della malor·ia in Pola c della consegucntc febbrc, che m certt anni aLLacca o!Lre i due terzi dclln popolazione.
I LEK. {{ft•be t•
Soltltrte n l,ietierbtwl t . (Libro di canzoni pel so!U.ati) Salzburg ·1881, tipografia Zictcr, prezzo lire 3. E una raccolta di ~a~ zoni militaei pci soldati dell'esercito aush·iaco, fatLa ad lffillozione dei lihri s imili, che tSi tl'ovo.no in us o nell'esercilo tedesco. K <m'Vl:-<- Dz nANSKI. Siil• Duet(rnrre. (Sulla questione del dueTio):
Vie una 1~81 , LiJ~Ografla W . Hcinr ih. L'autor e s i p1'opone dt p rovar e la necessita del~o. toll &ran Zia del duello, anche dal pun to di vista JegrslatiYo_
DIBLIOGHAI'ICO DOLLET'f!NO 386 BAZIN. Le feux de guet•fl•e. P arigi 1881, lipografia llct'ger-Lerrault, prezzo lira 1,25. L'aulore tralla delle nuoYe condizioni imposte alle form azioni di combattimento e svolge le segucnti propos izioni: 1• impiego de!l'ordine sparso, per il hattaglione, a 3000 passi dall'artiglicria ncmica; 2· impiego del tiro a grandi distanze; 3• messa in azione tl i molti fucili Dno dal principio del comballimento.
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Elenco dello carte e pia.ni. PoHL c WroJ MSKY. Carlo fet'l'ovim·ia doll'Eut•opa Ol'icnto.le con r i"'uardo speciale all'imper o russo, scala 1: 2,500,000 in 4 fogli . vfenna 1881, tipograOn Lcchnc t' prezzo dei 1- fogli lire 14. /J lgcrmisse n. Cor la spcciale dBlla l'or nslo. Ncra, scalat: 20~,000 ,
cromolitog1·afin, Metz 7881 lilJreria tedcsca, prezzo lire 3,o0 Jllittheilemgen tles l!i.. 16.. IJJ.t•iegY-.4 ••cltivs. (Comunicuzioni dell'i. r . archivio di guona) Vienna 1882, tipogt'alla dello stato maggiore. E un opera in corRo di . pubblicazione. Il primo fascicolo del 1882 contiene: 1' campagna del 17GO in Sassonia e Slesia; 2• lcttere originali di Fedcrico I I; 3• documenli dclla
guerra in Tirolo nel 1808. ComtJle t•endu ties ruanenv••es tl'cnoemble tie :1, 8~ I. Bruxelles :1882, tipografta Guyot. E la r olaziono uf!lciale delle grandi manovrc eseguile, l'nnno scorso, dell'cscrcito bclga.
Bot::CKLIN. Das A.ufl••etma lie•• Cow1urgnie u clfl cles Ballaillons i m Gefeclet fJ rosserer li.or;JcJ•. (La compagnia c il battaglione nel combatlimento d! unita maggiori). ~ esohen 188!, lipogrnfin Pl'ochaska. L'autore Cl'cde che lo unita elemcnlari, nolle rot'mnzioni chiuse, sieno poco muneggevoli. Illibt'O contienc un'inlroduzione c lo svolgimento di sei temi taltici. l~occlte
Amm;t•aylitdo letlesc o . Larndadi " 'il11C'lmsl1nven sco.la'l: 20,000, Berlino 1881, lipografia Rcimet•, prcz:w lire 1,75. Ammira9 1iato tetlesc o. Porlo di Kiel scala 1: '12,5000. Berlino 1881, tipografio. R oill'lOr, pl'ezzo lire 1,75. Sttrto m a ggiare t etle.<U!<). CnrLI:l genct·ale dcll'imporo Lcdcsco . (Sczionc Pt·us;:ia) scala 1: 100,000; Yennero ulttmnmcnle pubblicati i scgucnLi fogli: 13 Apcnradt', 21 Iloyet', 22 Tondern, 36 Rend!'llUrg, 79 Eidcr-Mundung, SO lleidc, 81 Hadcmot·schcn, 82 Neumunstcr, 83 Eutin, 111 Ollerndorr, 1U ltzcchoc, 113, Sc-
"'eber "' 182 Ptwchim, 2l2 Lenzon, 3Ll Nordho.nson, 4G2 Fulda, 463 G~isa (Sczione Sassonia) 390 Leipzig, 4!l:l Ioha~ngeor~en stadL, 89~, \ViesenLhai.Berlino 1881, preao ltre 1,7o 11 fogllo. Jflifllc••-/Mope ra. Carta ferroviaria e fiuviale dcll'impero ~cdes~o, scala '1: 200,000, cromolitografia, Bcr lino ·1881, pt•czzo hrc 3,o0.
(la fuoco, af{uflli e em•ri in s e rvizio p••esoo l'ar-
tigliet•itf- italilfna . Torino 1862, Lipografia dell'uuiono t.ipo-
Jstituto milittu•c g eoyt•aflco austt•iaco. Carla dei Carpazi
gr-afico. edit1·ice. L'operu tratta dapprima dell'arliglieria da campagna, da montagna, d'asscdio c da difesa di modcllo regolamenlurc; quindi delle arLiglierie di vario modollo, pt'ovonienti dai discio!Li esercili, cd 'in parte a11cora in sorvizio.
cenll'ali, scala 1: 75,000, Vienna 18'1 8_lipogt·ufia Lcchnct· prezzo lire 3. lslituto miiUat•e ye.,y ral;co :auslf•iaco. Carlo speciale delln
BER.THAUT. lP••incitJes de st••ategie. Parigi 1881, tipografia Dumaine, prezzo lire 23. E uno s tudio sulla comloLLa degli eserciti. L'opera si divide in cinque pa1·ti: 1' offcnsiva strategica; 2° preparazione della guerra; 3• piano delle opcrazioni: 4' esecuzione dalle operazioni; 5• istruzione dcll'esercito.
mona1'cltia Austro-Ungarica, scala 1: 75,000, eliografia in rame. Ycnnero ullimamenl..e pubblica.li i segucnti fogli: Zona 3 colonna XII Tornau, X II I Hohcnelbo, 8. X Iri Igleau, U: XX Neuschl '18 XI Nultcnberg, 1!>. VIII Dranberg, XI Ble1berg, x Villah e Kla,.enfurt. X I Volkermarkt, 20, IX Flilsch, XI Eisenkappel. vfenna 'lSsl, prezzo lire 1,50 il foglio.
Bie Liimlet• Oeslet•eicl•·llugm•us in Jt11M•l m ul lfliltl. (I paesi dell'Aus tria-Ungheria <i.escrilti ed illustro.ti) Vienna 1882, lihreria Gt·aejer. E un opera in cors o di pubblicazione. Ne venner o pubblicati 9 fascicoli, di diverso auto re: in essi si dcscrive il Tirolo, la Stiria, la Carnia, la Moravia, la Boemiu ecc. ecc.
Is titulo mililtwe geo gt•afico austJ•it~co. Carta specialo clel:Ungheria, scala 1: t.H,OOO eliogro.fia in rame. Vennero ul.tnnamentc pubblicnLi i scguenti numeri: Slatina, 14 Brod, V1cnna '1881, prezzo lire I ,80 li foglio .
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BO LLETTINO BI BLIOGHAF!CO
lstilui(P :uililtu•e !JeOff~·afietP aust~··~!U!o . Carta-manovra dei
dinlorni di Vienna, s cala 1: 25,000, N. 7 eel 8 Br uck sullo. Leitlw, Vienno. 188·1, prezzo lJre 1,50 il foglio.
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iV§baiatet•o tlei lttnJm•i 1n1bblif!iiu. B<';•au~4·a
Carta delta Francia, 200,000, 14·1 fogli; vennero pubblicati ullimarnonte i seguenti fogli: 49 Orleans, 50 Auxer rc, 51 Cbatillon-sur-Seinc, 59 Bourges, 60 Novers, 6'1 Dijon, 68 l ssumclun, 69 lVIoulins, 70 Chalons-sur-Saone . Parigi 18B1, tipografia del ministero dei lavori puhblici . sc<~la 1:
KleJJ6t cle it• mtu•iue. Porto e ancoraggio di Colronc. Parigi 1881,
libreria Cllallarnel.
IL
GENERA.LE GA.RIBA.LDI
l/ffici6 itla•Off1'aflco cli Lomlt·(g . Golfo ddla Spczia scala 1: 25,500
Londra 1881. Comitato yeoiouico. Carta geologica d'I lali8 , scaln1: 1,'1'11,111. Roma 1881, libreria Loescher. li.iepet•t . Carta dei paesi greci, colle zone confinanti albanesi e slave, scala ·1 : 700,000, 9 fogli. Atene '\:Villberg 1881 , prezzo dell'intera carta lire 21. ls tiluto i ti1'0!P'tu{it!o di JLm ub·a . Coste clel mar nero dalla Belbek a l capo Chersonoso, compresa la haia cli Sebastopoli, scala 1: 3·1,700, Lonclra 1881, prezzo li t•e 1,50. S tatamt:.f!!Jiore dell'arm a lt• d e l Catwtrs o . \::ar ta del territorio
al di la di Caspio, 2 fogli; s cala 1: 840,000, Tiflis 1881. Sullo maggim•e d e ll'tlrmatatlel C atJJC!tuo. Car taclella Persia, Afgnistan e Belucistan, scala 1: 2,'100,000, Tiflis 1881.
Il Dire t ·t o re OR E ST E BA R ATJERI Maggfore nei Bersaglterl.
DEMARCHl CttRr.o; ger.ente.
Dallo scogli o di Capre1·a, ove l'eroe clel popolo esa.lava la suagrancle an im a, sol'ge, e si espancle pet monclo una voce che esprimc il profonclo corcloglio dell'esercito. L'esercito iLaliano, che ha scritto nei suo i fasti il nome glorioso, che c il dirello erede delle vi!.Lorie garibaldine, ri1•olge mestamente il pensiero alia vita meravigl iosa, all e audacissimc imprese, alle battaglie, alle gesla sempre son ette dalla fede nei destini della palria. Nelle file dell 'esercilo, in Lutti i gradi clella scala gemrch ica, servono uffic ial i che hanno combattuto sollo i suoi ordini, che hanno pro\'ato il fascino della sua voce, che sono inspirati alia di tui maniera di combattere, che consernno per lui il pi1\ gagliardo degl i affetti, quello che si accende sui campo di hattaglia nel cuore del soldato pel cap itano che lo gnida alia vittoria. Questo a!Tetto, questa ammirazione dell'esercilo, congiunto all'affe tlo clella nazione pel du ce, alia voce del quale migliaia di cittadin i anelavano cntusiasli alle battaglie, ci c gnarentigia che lo spirito militare, hase e cemenlo del quale deve essere la conr.ol'dia. delle forze nazionali , ha preso sal de radici negli Ital ian i. Gari baldi, generale, ha sempre cornpreso, si e sempre valso di
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questa virtu di popolo che, creata la patria, costiLuisce l'anima dell' cserci to nazionalc. Egli ha sapulo trovare Io spirilo mi li tare latente in fondo nl cuore degl i llaliani nei Lristi Lempi del servaggio; !'ha sapulo destare e farsene leva putentissima inspiranclo la fiducia colla fidu cia che nulri m egli stesso nella pro.pria forza e che Lraspariva da ogni suo alto; coll'ardimenlo sereno, calmo, calvolato ; coll'imperaloria breviLil e chiarezzn. del comando; coll a prontezzn delle devisioni; colla veggente conoscema del nlore e capacitit degli uomini; co l fascino irresistibile del geslo , cl~llo sguardo, delln. parola; coll'indomilo amore che clest.ava nei suoi . Da Montevideo, donde ai capi legionat·i raccolti intorno al nero stendardo aclclilava il levarsi dclla stella cl'Ilalia, alia p·arlenza da Quat·to quando coll a bandiera tricolore e col mollo supremo - lrALIA 1!: VITTORIO EMANUELE concluceva i Mill e in Si cilia, sempre gl i fu ispirazione la ch iam idea, la sicurezza screna del risorgimento italiano; gli fu gu icla l'isti nto fatid ico dell'opportunita del momento, istinto inesplicab ile come illampo del genio; gli fu mela sola e gmnde l'indipendenza, l'unita, la forza delta patria. Un successo conduce ad un altro; e la gloriosa catena si ingrossa e si rafforza. E fralLanto si viene formando sotto la clirezione immediata dell'amato duce, che tuao prevecle eel a tutto provvede, un modo speciale di combattere, ~lllatto all e atmi troppo spesso non buone, ai soldati che ricevono il battesimo del fuoco imparandone il maneggio , adattato ai terreni nei quali si comballe ed al ia piccolezza del numero; e sovra tuLLo adattato ai volontari, al ia loro intelligenza, alle loro abitudini, allo stesso spirilo che Ji spinge a correre non chiamati alle armi, all'indi viclualismo moderno, dal quale conviene di trarre il massimo profitto col minirno danno della coesione e della disciplina. indis11ensabili a qualsiasi forma di forza militare. Ecco la Lattica spicciolata di bersaglieri e di cacciatori, ordinal a da Garibaldi in tulto:'l le istruzioni emanate lungo tulla l'eroicn. carri era, dalla Plala ai V0sgi, istruzioni che fermano l'allonzione del pensar.ore militare. F. questa tattica, cosi conforme alia natura ita-
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Iiana, ai nostri bisogn i, alle nosIre condizioni, alloallitudini del noslro soldato, cosi spiccia e cosi o(l'ensiva, questa tattica dell'avvenire, <~ pit\ cbea\Lrove penetrata nella educazione del noslt'O esercito. Che Io spirito on·ensivl) di Garibrtldi, illuminalo dalla fede ne! patriottismo delle popolazioni, cumcntato dalla concordia di tulli i cilladini, sicuro del proprio dirillo, animalo dall'amored'I talia, spirito on·ensivo nel quale sta il segreto delle sue vittorie e che sfolgoreggia in ogn i sua fazion e, n.Jlim i pure Iastrategin nostra.dell'avvenire. Egl i la volevalibcra, ardita, scmpt'e dritta allo scopo di Ian ciarsi sui territorio nemico per la difosa della pall'ia. L'antico guerriero Hella sua solitudinesi occupava delle cose dell'esercito e della marina coll'amore e colla sollecitudine di chi avendo tanto contribuito a ridare unitit alia patria, riconosce nella saldezza e noll 'ordinamento delle forze il solo mezzo di leneme alla c rispettata la bandiera. Incomincia il Lempodi studiareserenamente, spoglida passioni e da prcgiudizi, il posto che spell a a Garibaldi nella sLoria militare; il merito delle sue i mprese sempt e scintillanti d'ini7.iati \'a, sempre condone con sicura energia, a scopo che rifulgem chiaro nella mente del duce; !'influenza cbe egli ha esercitato sull' cducazione e sullo spirito del!'esercito italiano ; gli ins0gnarnenti ~he possiatno ri trarredal suo modo di condu tTe la guerra. Ma qnesti studi esigono pt'ofoncla.e calma preparazione. Per adesso noi ripeliamo il saluto che il )'linistro della guerra sullo scoglio di C:Jprera, nella memoranda giornata del 8 giugno, mandaya al Generate CQIIe seguenli parole:
«n
sen~imenlo
del pl'ofondo cordoglio , che davanti n
« qucsto fe r·etro riempi c !'animo di tuni gli Ttal iani, si ri-
« percuoLe dolorosamcnte tro. le fi le dell'cscrcito, nel quale « baLte il cuot·e dello. nazione. L'ese1·cilo rimpiangc in «
Garibaldi non solo il g t·unde ar·teficc dell'unita nazio-
« nale, ma ancora il valenLe Gcnerale, macstr·o delle arti « tli gul't't'H, che Lante vulte condnsse le schietc italiattc «alia v i~ ~o ri a, e ne rose ee~ebra~o il vo lorc onche nellc
«remote conLeade d'Americo.. La sun memoria vivra im pe-
I
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« l'iLnra c vcncraLa nolle trndizioni delle m·mi itali nnc, e nel « l'ietH·do delle sue mcnwigliosc gesta l'escrcilo uLlingcJ'~t « prcziosi csempi di poll"iollismo, di abnegazione d'indo. ' << m1l0 ,·aloJ·c, c di tulle quelle vi1·ti.t nazionali e ciLLadinc « c 1lC fanno la for·za dei popoli, c di cu i Giuseppc Gai·i« IJalcli fu In -pitt splenclidn cspressionc. I o mi tengo som« mnmcnlc ono1·alo cho nclla mit1 qualita di ministro del la « g11CJT<l mi sia clnlo di rendet·c a nome dell'esercilo un « ull.imo tl'ibulo di stimn c di ammirazione alla sua gt'<1nde « an tmn ».
I
llE i
METODO NEGLf STUOI
~vliLlTAR i
Lo :'viluppo dell'inciri li mcnlosi lll<lnil'c:;tn, ncll'c]Joca al tuak, con l 'inres.~anle
progrcclirc !lellanuhlral c fil o;:;o finr delle sr'iC'uzegociuli, ro 11 nn procl i gi o~o propaf!a r.~i delle iclC'e. r,oll un 1·apiflo lrarlu rsi dl'lle iclcc neifalli e nelle insl iluzion i,asf'condn ctcllespecia liragioni ~lori che dei cl irersi Stati : e ne dm·iva qucll'nrclore novella con che, prc:-so lullc le nazioni co lle, si discnle c :.:i specula ~cmpre pi1i nrldenlro circa i pitl importanti argomcnli scicnl irici l'he ri:-gnardnno In pro~periti1 clella civile conYivenza; i qunli :;ono con ogni r.nrn indngati, non solo in se stessi, nella loro intimn natura. mu si, precipnamenie. nei loro rapporli. ne! contalli ~~:llnhie,oli. nellc mut1w infl ucnze. Due argomenli. frattanto, noi YNliamo fra i pii1 rile' anti I'On grande amore e diligenza ~tndinti; l'uno dri 'l'wli conccl'lle l'istruzione c l'educazione della 1-!iovenltl. l'altro il perfezionamento 4lelle di.;cipline·e delle instituzioni militat·i; :u·gomentichc si riferisrorio all'organamento civile e politico clegli Stali, intcrre::sano altamenle l'av,·enire delle nazioni c si conncl Lono, per innumereroli rapporli, l'uno all'altro, come quelli cho, emanando da una stcssa ~~ansa, mirano ad un medesimo scopo cd attunno, in clue forme rorrel:lli\'e, una medesimr. idea : q,uella cioc, di afl'crmare le conqni:-te gii1 fntlc clal progresso e cli spianare In vin a rpJCll o ch'e~so cl.ovrt1 fnrc in anenire. Alle qua li indagini lul.le fanno risCOlllro le non 'meno import.anti, qnantnnqnr pi1'1 spec i ;~l i , ,· ircn il rinrrlinamonto ANI"'O XXVJj 1 VCI L. 11.
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lll·:L
~I ETODO
:\EOLI STuD! i\lll.ITAIU
degli studi nei col lcgi e nelle sruole mililari, in refaz ionc del nuvello indirizzo che, dovunquc, si senlc il l.Jisogno d'iodurre nei!J,, insegnamcnto in gcnerale. I n tanto e cosi recondo svolgersi di essenziali ricerche, allc qualt oll're, presso cli noi, opporluna facililit di propagamento la Ritiisla lfilitare. io non credo di farccosa deltullo inutileagli sludiosi dellt" militari discipline se anch'io, nei limili modestis::im~i delle poche mie coonizioni, oso esporrcqualche considerazione, da prima, inlomoagli st;di mililari in generale e, poi, specialmente a quelli della forlifi cazione. Ed a·ci6 mi conforta il 'edere come, da per tui.Lo, si \·adano, a mano a mano, alluando quei c1·iteri che da. 4iversi mmi, nella misura. delle mic Lentii forze, ho anch'io, e posso dire mn zelo ed amore, p1·opugnato nello insegnamenlo della fortificazi one statomi affidalo, dn. primn, ali a scuola militare e, poi, a quella di guerra; nella. qut~le 1tltima specialmen le ho avulo campo di seguil'c· le belle Lradizion i di quci va lenlissimi professori che mi avevanu preceduto, ncl C'Omp ilo di co ll cgare lo insegnamento della forLifira r.ione con quell o delle altre partidclla s(~ienza di guerra. E e appm1111 ne! mimrea ll'accorflodello diverse parLi dello insegnamento mi li tnn' , tanto fra loro q uanlo con le nltre di genera le cultura, che risiede uno dei pl'incipali prcg i della scuola di guerra; nella quale cole:;lo 1:oordinamento clegli sludi, questa corrispondenza fra teorica e pratica e qnesla varieta d'inslituzioni snhordinata all'unila dell'inrlirizzo, rreano un ambientc in cui le direrse discipline riescono lull~' impresse di que! caraltere comnne, per cui rivelano lo scopo uni•·n al quale tulle mirano; di diffondcre, cioe, nell'esercito una istruziono solida e laruamente inlesa, la quale risponda alia condizione dt completare l'educnzionc iHlelletluale e m01·ale dei giovani uffiziali in c.onformiliL della missionc loro affidala, delta funz ione che dovranno compiere, e dello assegnamento rhe su di essi hanno il dir;uo di fare la patria, il Re, l'esercito. E la scnola di gucrra e slala gia fecondadi utilissimi risultament.i si che << io clico con profoncla convinzione (scriveva il colonnello. ora « generale, r.orsi, in agoslo del ·187k), io ehe hoavuto_lafortuna di « a.vere tm le mnui i prodoU.i cli queli' istil uto e doverl1 acloperare, « che la scLto la di guena e una delle cose meglio ri uscile Lra quante «ne furono fall en memoria no!".tra in llalia •>. Ncv'hadnbbio che,.
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seguendo e sviluppando a seconda dei ternpi l'avviamento si oppoJ·tunamenLe datole fin da principio, la scuola di guerra potra riuscire sempre piu un efficace argomento di progresso per le scienze mili lari; in qltanto che, non solo nella loro ragione speculativa, ma ue promuove e dirige lo studio rispello all'unitit dello insieme, nella evidenza pratica di problemi concreti e nella real la slorica dei fatli. L'argomento, frattanlo, del quale inlendo qui cli occuparmi si presenta sotto dne aspetli intimamenle connessi nella 1·agione di eausa ad ~lietto: l'nno dei qnnli risg-uarda l'indirizzo generate degli studi mil ilari; l'a ltro quello per lo studio, ~pe<:inlmen l e, del la. fortifi cnzione: e queslo anche oll're due p;1rti ad esaminare; l'una relativil al cnli t'gamento fra gli sl udi elemenlari eel i supcriori, l'allra ai critrri pl'r l'applicaz ione di essa. for ti ficazione. Sill'ollo argomento e duil<fne eosi vasto, complesso e muiLifonne, ch'io non oso di tratl.al'lo in tnlla la sua. estensione: mi I imi l:ero, ilil'ece, a guardarlo in genere e, per eiascuno degli inclicati aspelli, n, consiclerarne il piu nlemen larmenle notevole; nello intend imonto sollanto di accennare a t.!LLalche lalo delln. quistione ehc, qunntunque nvvertito in molti_ e pregevoli sc1·iLti, parmi non sia slalo nncora abbastanza preso m di samina. ocl csposlo a ~econcla di tutta la sua importnnza, segnatamente rispello alle sue altinenze col problema piu comptesso. della istruzione in generalo. Ed io ho per fermo chc, guardando sdJaua quistione ancora piu addentro e meglio ch'io non sappia, potranno i cultori doll'arlc militare cledurne conseg1tenze utilissime, tanto per gli studi militari in generale, quanto per quelli di forti6cazione, in particolare; vuoi ne! senso di ridnrli al sempli ce, senza fat~arn~ !'indole e oJ i scopi, vuoi in cruello di piu su·euamentr suhordmal'l• ad un co~cetto unico, dii'etlivo, corrispondont.e alia unita degli ~copi, ai quali con essi studi si mira, ed a quclla dei fnui reali che si prendono a ~onsidera1·e.
l.
lntorno alia qui:>lione del pitl conveniente i ~dirizzo TJ.er gli sludi rnilitari sorge, prin di l.lltlo, la nessiln <li r.onsulemrla l'ISpetto alle
l'<EGLI STIJDI
1>1'.1. .\11 :TODO rrlazinni rhe de\ ono ro1'1'ere fra la cultura gencrale e quella SIW•·ia lmcnle mi li larc, rome ptu·e a! collcgamcn lo ed alia relali ' aimporlnnza delle diverse discipline di guerra ; ma, ne! meclcsim" tempo, si fa manifesto f'Omc sill'a lln quislione sia sl<~la.non poc!J,. ,-olle risl!uardata da. cosi disparati punti di >ista, tanto rispctlo nl ..:ur, .;ignificalo tolalc. quanto allr singolesuemodalita, da l'isullan 11' •lella confu::ione. otl almcno pora e~attezza, ncgli apprezzamenti nelle deduzioni. ~elle discussioni, condotle spes;;o in modo slegalu. --i sono all'ermatc alcunc opiuion i che. a tempo confronlale, avrcl•· bero potulo anc.ora con tempcrar:>i cconwrdarsi in una soluzionerazioualc; mache, abhandonatc a se :;!esse, hanno fin i Lo con l'approtlar(' a conclnsioni chc l'alsa11o la natura slcssa del non facile problcma. Ed inl'atti , avcnclo per Jo addiett·o prcso le mosse eel in m9clo LropJH> P:;elus ivo dallc csigeuze cli speciali scopi, ora si e esagcratn. l'im portnnza di quesU1, ora. di qnr.lla disciplina; non sempre ~ i sorw ralnlal.e k cose Jlolla rcrd Lil dell a Joro 11alura , nell o accordo dell<' l'arli eo! lull o. nell a COITisponclenza intima fra can se eel cfl'cai. ne! la roJ 1ro rd:wza net:ussnria fra mezzi e sr..opi. Eanenuto, quincl i. ,. l'or~c lullorn qunlchc ro lla a\' icnc. c cio pit1 nuoce al buon alldamenlo di nna tliscussionr <li co lanla imporlanza, che ncl mcller1· in erptazione un prohlem<l, nel determinare i rapporti I'm dati ~' que:-;iti, hauno ancho iuvolnntariamcnle, falLo capolino alcuni prl'giudizi, alCllnc invcl<>rate e fa(:;c al•iludini menlali, alcune tradizional i couYinzioni non mai hcne od inLcramenLc discusse, noll --empre mc~se al confronlo delle nccrs::ita inerenli alle mutate conditioni dei tempi. Si r. perl'io, protrallo l'en·ore di non porre ahhastanza mentc al legamc nc~li studi, ne alia ragione per cui de,·ono essere snhordinati all'indole delle istituzioni progredile " progredicn li onclc possano, con rcale efficacia, concorrere al migii ore svilnppo dclla lllll<lllil opcrosilit: o, per lo meno, non si i· abbast;mza :n Yt>rlilo che q11el legamc non clev'esseee cstl·insccn, apparcnl.r•, 0 1 'No nw.lcrialc si. in voce cd essenzialmenLe, logico. inti mo, realc. Olllologico; cos titnito, cioe, dalla ragione intrinsoc:1 f' d un ifiualricc delle pecu l.iari ragioni t.li quegli studi: come non si 3 sempre consid.era.l.o che lo sviluppo veramcnle utile c1clla umann npero:-:ilit non 11 ellH prcvalcnza di qucslo o di quell'clcmenLo, ma risieclr. nell \trnHn1i a di tulti gli elementi necessari e di lullr lr
M1 1.1T,\111
:.Hlil
f11nzion i produllive fisi chc, intellelluuli c mornli . Ed, anche per ric1. nella quisl ione clell'in~egnamento mil itarc IJ occo1·so qnello che P"~' la fil osofia naturale segnalava il proft'!'>Sore Ca~l~mi ;. h~nno lilllo, cioi!, contrasto alrionovamento degli stucl i ledllhcolla eh no,,.ll i principii, ma piu ie abitudini prc~iudicalo . « Impcrciocche .. 1:~ noslra men le, inclinala semprc a ronsidemrc le rose con quelle •< •11·t ifiziose concezioni alle quali ,-enne dalla prima gioventtt abi· ,, llt:tla, e coni•a a guardarnc ogni -.ingola parte da un punlo esclll'( -,iyo di vista, con le rcminiscenzc ed i prcgi ndizi di :>cnola o di « ttna pralica. troppo speciale ». ~c ~ono, per consegL~enza. c no~ di r;Hlo. de1 ivati alcuni metocli per l'insegnamrnlo tPo1·r co c pral1co . .. 11.' ne hanno fa lsalo il conccLLu fondanH'nltdl' in gui::;t che, non mi 1writ.o di dirlo, si e, qualchc volta ancom ai lrmpi nn:-;t~·i, .obhligati ad imparare. per poi rettifiuarc cd impt~.rnrc tln cnpo: tnpl1cc hworo dulla mcnle a\ qnalc non lutte le intclli gc11zr reggono, non tolle le volonlit :>i prcstano; si che molti. scnn rorl;l.ti o d ul•hiosi, si fcrm::mo per via; i mono diligenti c volen lerosi ~i contrnlano cl i possecl.ere 1,~ apparcnze del saperc e ne trascnrano lrt soslanw; non poch1, " ,;ono i pitt da compiangei'P, credono in IJuona fcde di po::;seclcre la !-.e ienza, non sa.pendo che no posseggono sollnnto la lan•a; mentre ncl l'animo dei pochi che, salvali dalla propria pet·sc,·eranza, raguiunaono )a mela ' s'inaenera l'amara COn\ in7.iOnC di :1\'Cl' ballnto h o n . vie tortuosc e mal tracciale per ani nm~ clove, e011 moiLo maggtor profillo ,, minore spesa di tempo c di falica. arrebbc~·o ~1otuto per~ ,-enirr tenendo >ie diri tte e naturali . E qur,la con\ rnz10nc non " raua certamenle per de:;lare la ricono,;··enza 'crso quei ma~stri eh~, •<rPttamenlr pratici od indPlerminatamcntc teu1·iei, fm·ono mcapacr. 7anlo nella teoric2. che nella pralira. di tm•srnlarr. uni!icati qnei falli che, nella loro reale natura. coslituif'cono un fatlo solo : non seppe1·o far comprendcre la leggc unica t he gmerna.l c fo1·.mt> c k manierc di essere di quei singoli fatli; lc~ge che non srpuo r1 velare. o si rivellt soltanto in parte, ove quei fatti Yeng:wo investigati 1:1~n.o indipendentemente dall'altro. Nudo, quincli, cli pri.n~ip~i ~c! cnt1frr..r, ridotlo uclun mero frasario, all un elenco di clefinrz10n1 , d1 rcgolt•, di nnmeri ovvc1·o costitnito dallacnuncinzionecl i tcoremi od astralIf' dTel'lnazi~ni non verificate o non verificab ili pet· via cli concluclen li dimoslrazioni eel applicnzion i, l' inscgnamenlo cli qualsiasi pa1·te
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DEL METOOO
dell'arte rnilitare non poteva rispondere allo scopo, non era vi tale; le mal comprese regole veniYano ne~lettc, i mal desunti principii rlimenlicati, le noiose norme trascurate o macchinalmente applicate, i numeri grettamente rieordali, a fat· vie piu palese la mnn canza di criterio, e le definizioni finnlmente, o aride, o monche, o nebulose, non potevano che riuscire incomprensibili: imperciocche la clefi nizione di una scienza od arte, dovendo esserne la formul a sintetica pit't cumplessa, non potr!l. m.ai venire appieno compresa se non preceduta od accompagnata da una razionale, progressiva , analitica esposizione, quantunque elementare, degli obbietti di quell a sc ienza od at·te, a seconda della toro genesi e delle foro scamhievoli relazioni: modo di e;;aminare e di esporre del quale in iuoltissimi I ratta I i, che s'imponevano ai giovani studenti, non si Lrova nemmeno la piu lontana tendenzao Prevalendo un metodo cosi falso, a Lorto ;;'incolpavano i giovani di poco amore per i rami ancho piu importanti della scienza o delta letteratura ; imperciocche, non si pu6 amnre una scionza di eui non si c comproso il valore, per mancanza 1li principii chiaramente desunti da rnzionali e progressive inve=-tigazioni, come non si pu6 pretendere che siano ricordate o bene applirale quelle regole che vennero imparate fuori della loro gonosi e delloro ne:'so scientificoo Sarebbe lo ~tesso che sperare di ricordat·si delle formole o delle dimostrazioni matematiche, o di saperne trarre profitlo per la risoluzione dei problemi, senza di aver compreso il pt'incipio sui quale le leoriche, le formule o le dimostrazioni riposano, ne averne atrerralo i rn.pporti, no possedere l'abitudine o l' attitudine alle invostigazioni rnatematiche. Nou ,,'hrr scienza dove manca la logica dipendenza fm le teorie strettamente fra loro collegate, e le regole, come non v'ha sol idita senza coe:>ione; ne possiamo comprendere una scienza, nel suo vero significaloo senza nozioni intomo alia sua genesi od ai suoi elementi costitutivio Possiamo forse trovare la vera ragione di un fenomeno fisico, o storicoo o ~ocial e o che non c mai un fatlo solo ma sempre un complesso di falli, se non sappiamo indagarne le probabili origini r valutare i di,'ersi modi di attivitil. eel energie fisiche, o storich~ () social i cl1e concotTono a produrlo? Ora, pet·6, siamo e dobbiamo essere tulti finalmeute convinti , o peggio pet· chi ancura nol fosse, che il probloma delle istituzioni,
NEGLI STUD!
~ULITARI
in generale e delle militari in particolare, va consideralo nel suo r.ontples~o prima di scendere alia disamina dei parlicolari relati,•i alle peculiari esigenze dol preparamento e dell'at.Lunzione, od ai •rapporli di ciascun parLicolare con i bisogni dell'azione. od alia ,pedale indole, iml)Ort.anza ~d estensione di questa o cli quella di·Aijiplina: oss ia, noi siamo persuasi clw ogni maniera. d'insognamenlo, ~o Lto il duplice ed inseparabile aspetto clella teoriea. e della pmLica, vuol essere anzi 1utlo considerala nella ragione dello in·<>ieme a. cu i appartiene e cio anche, e lor:>e prec ipuamente, quando non se ne nwle esaminare che una parte sola relativa ad una detenninata esigenza, nel campo rea le dei falti E queslo metodo sari1 tanto moglio o eon tanta maggioro efficacia adoperato, quanto piti .dircllamenlo collegato allo inrlirizzo cho, nell'epocanostra, :;cmpre piu pt·evale nelle isLituzioni scienLifiche, ne delermimL il ca rntletoe, ne aiTet'lnn. In. diffusione, ne assicura if progeesso eel c volto a corcare le piu solido basi possibili alle co nosconze come il pitt valido ·Jogame ehe le conneltao CoLesto' iudirizzo si formula nolle patoole connessione ed unificazione; connessionc, cioe, delle teoriche eel .unificazione dei principi i; non solo in ogni singolo ramo dcllo sci'bileo si in ogni gruppo di scicnze affini, con tendenza alia unitit dei principii , al principio unico della scienza in generaleo Silfallo indirizzo, ed in ci6 risiede la piu l'ilevanl.e parte del suo caraltere, prendo le mosse da que! l:orpo di doUrine che, col nomc di scienza o filosofia.positiva, procedendo clall<t osservazione e dalla esperienza, da prima indaga o'hbiettivamenLe i prohlemi t.ulti e poscia, elevan· <losi dnl reale n.ll'idea!e, passa dnlla con templazione dei fatti alia percczione della legge che ne govorna i modi di essere e gli scambievoli rapportio Ne questo inviamento negli studi apparemeno logico e naturale ove si consideri che la connessione e la nnifir:azione l'appt·csenlano le qualili.l. e condiziani piu strettamente inerenti alle principali manifestazioni della umana. intelligenza e pralica opero:;ittl e, rispeLto :\i grandi grttppi ,delle -scienze affini, significano l'acc.cordo e la corri~pondenzn delle .teoriche fra loro, aventi a fon<lamento l'unita. dei principii donde 111:aggono la possibi littt di plegarsi alle esigenze dei piu svariabi pr0blem i nella pratic~ re~lli•. dei Q'atli: essenclo che la l!in·o ragiene .([i esset·e procede, pna d1 tutto , dalla diretta ed ordinata disamina dei fatli , tanto rispetto n.ll;t foro ~enes i , quanto ai mutui .loro rapport i 0
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DEL ;\IETOLJO
Dall'allnazione di tfUesto metodo e, j ll ;.;randi,;:;ima pal'le, del·iVttlo, nell'epoca model'lla, ilmeravigl ioso progres:So di tulle le istitu;,ioni: imperciocche, nei temp i andati le scienze veni\ano t;omunetnente traLLatc ogn ttna separatamcnte; ognuna possede1a principii proprii eel esclusivi co ni quali, sen;,a confronlarli con tluelli che> dominavano nelle altre, inlerpretant i fnlli: ed, in tal guisa, si nr·cumnlaYano ipotesi, s' immaginaYano agenli misteriosi eel indelinihili tlcterminanti tfuesln o quella manicra di fenomeni . si tTCanulO ,j. stemi e teoriche nella solitucline subbictli n del pen~iero c poi ;;i ~ceg li cvano eel accozza\'nno i. f~t l t i e gli anenimenli ver t'Ol11]J t't,-· 1arle. Ma daccht\ il progresso ncl le r.ouosccnze real i, dovnto al rina~cimenlo clegli :>ludi . IJa proclamalo l'onlinata esper'icnza tlo1·e1· esscrc fat'O nelle iii\'Cstigazioni, da chc l'umana intelligcnza ,i i· messa per la pazicnte e pacat.a analisi dei falli, la :;cienza posi1i1a ha poluto rettificare, in ~ran parte, le autiche teori chr, ha uotatr• gli crrori dovut.i a.llo ideo pt·econcetto od lw. spianato la via alle inclagini volte. a SCO]JI'ire le leggi dei fa!li studiandoli dirot.tamente iit :;o stessi, nel!e loro derivazioni, nolle mutuc allinenze. Cna teoriil. t>ra, none piu ammesssa se non procede dalla· osservazione dirP!ta e none riproYala dalln e,;perienza : il numero dei principii. ron i quali si csplicano i falli. ''<1 :;cmpre piit diminuendo ed, inYer;;arnenlc, •'l'escc cptclln rlr>i l'alli dtn si po:;sono e~p li care con lo ste;:srJ prinr ipio: le SI'<Hiarc ipo tesi si aggruppano intorn o a pochi f'ondadontali rritPri c• r·mH~CI I i r·ltr, inl'onnnno la lotal ifit delle troriche: nulln cssendo piu iso lalamcnle cOH!;irlcrato, si ,-a sempre mcglio cd a mano a mano ~lelineanclo il nesso delle varie scienze per gruppi. :;econclo la rag1one dol la loro affinitit; e dall'ul:cumto studio cli queslo nesso cmana piu eomprensiva J'iden di ciascnna di esse od in tultr piu rap idi.si sp~ri m cu tano i progt·essi. Tulto qucsto nar.urr~le pro~~ess o deglt stud1, lrarlucenr:edosi po i nella. pratica dell o insog11nmen to o delle parlicol<u'i r icerche, 1iene spontaneamento arcompa~na.lo. per o~ni singolo fauo r'onside1·nro, dalla triplice cd indispensablle operaztone della si ntesi obhiclliva. dcll'analisi e df'll,l sin!P,i <>u,bbiettint. Ogni fallo, ogni fcnomeno, ogni argomento. porcbi· :-;j;1 henconoscinto, cuecicssario, in falli, chc ''enga,da primn obbir>ltivamente considerate nel suo complesso, nei suoi caraLI.ot'i salirnli. 11,elln Iota! ita delle suema11ifestazioni: posria parlitam.ent r> Psamin<lt(•
~EGLI
S'J
CUI
~JJLJTAHI
in tulti i suoi elementi costilutivi e nei rapporli chc li collegano fra toro eel al LtLlloed, in fine, ideal men le ricoslituito nclla sua essenzialo integrilit, a seconda delle ragioni e delle leggi cite lo informano, lo. aovernano e lo detenninano. Gl i sludi non in l'ormati a colesto. meloilo v razional e c positivo, cheormai fortunatamcute prrvalc oello msegnnmento, non potrebbero approdnre a soddisfaccn te risullamento: imperciocchc ogni altro metodo non potrebbe risoll ersi cho in arida "!Jt',;ulazione, od in macchinfll<' tccnicismo; !'una incapacc di produiTr' nell'ordinepratico delle eose. percllc non trO\'crehbe la Yia pet' scett nere nr.lla reed ladei faLI.i; l'allro impotenle a s1 olge1·si e mod i ficar~i al variar dei bisogni, perchenoni'>arehbcguiclatodtt un concetlo gr'l tt'tale alto, nolle appl icnion i, a piegare le forme cd i modi pur maHLt·nenclo inallerali i principii, onero incapace di dcsumerc dai prin ci!Jii e dalle l13ggi, sempro nuo' c forme e rllto' i modi at ::;ucc.cdPr"! eel nl variare dei casi. Sarebbe stato, quindi , un errore seglt slutlt milil<tri non si fossero informali, anch'essi, al colt Cello dit'elli \' (J di tutti gli :;tudi moclerni c se l'insegnamento doll 'arte mililarc nn tt :;i fo~se mrsso SLllla Yia segnala dal melodo ora acc.ennato; il crualr• tanto 0 pit'1 ner.:c='sario che a;:solulamenlc pt'C\alga ncgli sludi militari, ~iano essi elementari o SLtperiori, in quanto che la scienza di guerra e, nel suo comples:;o, coslitnita da molteplici parti, ogn~1n;~ delle trtwii, cli per se sles;;a i.• tnta ::;cienzJ, e tuLLe ~fue:;te ~arlt. :;t collcgano per mulliformi rn.pport i a diverse nl1 1·o :;ctenze dt ot·d t.nr sorialc, mol'a lc, tecnico e mate mal ico; permoclo cite, se non raziOnalmen le mclodico. lo slndio clt!ll'arle mililarc o ri:'ultercbbc una farragginc tremenda cli cono;:cenzc slegate, o si ridurrebbe ad nm~ monca e, l[Uincli, falsa disarnina cli argomcnti nridamcnte trallnlt nella forma loro esterna e malcriale . .'\egli stucli mil it ari inreec. l ' rorse piu che in t.utti gl i allri, e necessaria di strthilirc r1uei crilt'ri tlirellivi c lJUei principi i fondnmenlali dai qunli cman ino e1l. ai qu.al i poscia, S\ iluppaLc, raclano, convcrgendo, n mcllcr capo le Jl)dagtn t inlol'llo alle sin)!ole matcrie: specialmente OC)!Ii ~ludi militari, lt' <:ui applicazioni risguardano i piLI ritali inte1·es5i dcgli Stati, .e in~li spensa!Jile proceden' per 'i,t cli ordinalr ann Iisi e di :;ucce:;:SI vo ~ ~~~ Lesi direLl.O acl una sintc,;i f1nalo in cu i :;i armonizzinu le teorll' hP tul.lo e gli spedient.i pra Lici: :;pecialmenlc negli :-;Lncli mi\i.t.ari , ill~ommn, so si vuol rispondcre alle e;;igenzc dei no~t 1·i tempi. <ll'l"t·
l'EvLI S T UD!
'3!J8
OI:: L MI::TOOO
prevalet·c quel metodo fecondo d'investigazioni che si fon da. sulla esperienza largamente esm·citata e mira, come a scopo immediato , alia connessione delle t.eoricho eel alia uuificazione dei pt·incipii: metodo col quale solamente si puo atLuare il pt·ecell.o cli consiclet·a rc nella scienza uno, ci6 che nel reale e uno: altrimenti non riusciremmo che empirici o cloLirinuri; nell'un caso e nell'altro. ccrtamenle, incomplel.i . Alcuni , pero, o poco teneri di sludi complessi, o poco abituati alia ricerca dei generali, o timorosi che le giovani intelligerr7.e Yen · gano nuraLte nelle regioni dello incletenninato e si allonlanino dallr conoscenze direllamente prnliche, obhiellano ancom che, col metodo teslc indicalo, si mit:i a far dclla fllosofia anche nelle islil.uzioui elernenlari e di preparamento; e vorrebbero che, pria dit utlo r. senz'allro, si avesse c;ura di f:.u· impararo ai giovani e fatli e re.gole P numeri e dali e cronologie, si provvcdesse a praticheeserc;il.azioni per acldeslrali ad applicare qttei clati , quoi nurneri, quelle regole e poi , ncl pe!'iodo di perfezionamento, mn solo all ora. si pensasse alia ra· gione filosofica che e propria, ct·edono, clegli studi superiori. Coloro I'IH~ fanno di coteste obbiezioni, le quali a prima giunla possono ~t> mbrare fonclate, e lo sarobbero o\·e del melodo anzidello si alm;;assc, pott·anno faci lmenle rassicurarsi considorando che, in qual8iasi parte dello scibile, e quindi anch.e nelt'arl.e mi lilare, gli stu· diosi debbono essere, per tempo, :1 bituati nlle valutazioni comparative, a compeendere la deri vazione eel it legamc delle teoriche, n saper cla queste ricavaro leggi, normo, t·egole, precelli, numeri: e queslo noli si pu6 otl.enere se non prenclendo le mosse, anche ..nelle indagini clement at·i, dalla osservazione diretta e clai principii; imperciocche in silfai.Lo modo d'investigare risiedono i veri elementi di una scienza e si fa manifesto qualeabisso corra fra quello che rnolti si ostinano a volere intendere e quello cite realmentesi cleve iutendere per nozioni rudimentali. I principii di una scienza sono le proposizioni generali rice,rute eel approvale in essa scienza; pt·oposizioni cite emanano dallaosscrvazione direl.ln, contengono lo spirito, il fondamento, la ragi one dei rapporti fra teot·ia e pratica e soli possono guidare alia chiara pe.rcezi one vuoi dei singoli obietti cli ossa ·scienza, vuoi della idea sciontifica di cssa. Vi sono slali, un tempo, i.· ret·o, trattat.i e scuol e che credevrmo di riuscire elementari oli -
~ II LITA RI
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minando daali studi, o falsandoli , quei critori generali e fondameulali, set~a dei quali i veri rudimenti sono impossibili. com.e s~ e qualche voiLa credttl.o ch o :.ul istruire potosser~ b<lSl~re lc.n?ztont allinte dai cosi clelli manuali, dai nudi prontuart , d:.u prattCI ammaestramenti: ovroro, pet• sfuggire le difficollit ineronli ad un metodo davver·o elementarmenle scienlifico o sembrare luttavia profondi, si c pensato di mascherat·e il di fotlo di accurate i.nclag.ini .e cli solidi principii. formul ando a~tratte sentenze c~ ~so lut1 afo nsm~. Onei trall.ali non erano ne elementari , ne supenon , erano falst: c~uelle scuole non proHedovano ne nl preparamento, tH! ~I perfezinnamento; ma. pervertivano l'ingogno. facevano. per<~ere tl ~emp~ e tradh·ano la scicnza :-imullaneamcnte c la praltca: noperc10cche lanlo l'elomento scienti11co che il praLico ri sicdono nella. t•agione ;-;to~:;a. dell e cose clirettament.e indagato secondo un critcrio logico, in base a principii chiaramentc esposti e perc~pili :. le tc?riche. ,;enza questo processo, riescono vuole <' la prallca r.•sul~a tmperfcUa, pet· cruanto prolungalarnent c si ripela l'applt ca7.tono delle rogolo. . 11 metodo a fo udamonlo razionale e scientifico deve nsguardare tanto le istituzioni suporiori , quailto le elementari ; chc i cl'iteri di una scienza qualsiasi devono informare qualunque grado del suo insegnamonto; n(: i principii fond amentay. che . co~te1~gono la. r~ gione di quell' in,;egnamento, possono paltre muttl::t7.tont. D~lle tslJ~ tuzioni clomentari a lie ~uperi ori o cli perfezionaml'nto glt oggelt~ dell a scienza pol,.:m no Yariaro noI numero, nella estensione cl~' rapporti indagaLi. nella. divcrsila delle applicazioni, .noll.a ~lO.l.teph· cita delle conscguenzc cledottc, ma non muteranno t pnnctpu f~n damontali , uon i proccdimcn.ti direlliYi sui quali si foncla la d~samma di quegli oggetti. Nello i nsegnament~o e!eJ~e~l.Lare,. da quet proc.e: dimenti parcamente adoporati , da quetpnnctpt' sobr1a_m~nte .espo::.~t si dedurranno sollanto le pit't essemiali norme, le prmctpalt leggt , le pi\t ovvie regole: per eomprovare qn ci pri11Cipii e q.nell~ reg~l~ si sceglicr·anno i pitt noti ricordi slorici, si ~s!JOt'l'a.nn o .' cast praltr-• piu probabili. si s\·ilupperanno i piu semphc1 t~m1 ~ s1 traueranno i piu racili problomi. Nello insegnamenlo superwrc, m~ece , a eontprovare quei principii , espo:>ti con molla ma.ggiore amptezza •. e le r~: go le e le norme, dedotte in tulla la loro eston sione dalle teonche pw
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DI:. I. \lETQL)I)
va"Lamenle :;' ilnppnte, dietro indagini analiticlio esrguite sopn1 fnlli molli piLL romplcssi, si adopreranno le piti complete nnzio11i di .;fo r·in, si darit la massima neo·essnria eslcnsione a lie applicazioni. .-i pondercmnno i cas i pmtici piLL complical i e ,-i Lt·allet·anno tali quistioni nel discuterc le quali pos.::a. la meul.e render:; i l'am il ian: l;l o·u,nplelu notizia dei t·apporti clre corrono rra le t'use cunsidcralt". Ma, tanto per lo studio e l'insegnamenlo elernenta1·c, qnanto pcl :'Utwriore c di perfezionamento, i t'riteri fondamenlali ed i principii di I'Cllivi clai qual i vogliono essero prese le mo~se r·c:; termmo, ri~pello alia loro nalma cd rssenza, inalterati ell il melodo, in ).(eneralc, ~~ lll<itlteJTit :;cm pre lo stes:;o. Segncndo per· gli studi, tanto elemontari o'lll• superiori. lii!O slesso indirizzo ;;tienl i fico fondamenlnlc (; chiar.. o'.l) lllC si possano spet·imenlare diYersi Vrlll[(l ggi . Pria ·di lnllo. ill ria:;cuuo dei :'uoi perioili, l'insegnam!'nlo rie;:;cc lraltatn raziouaiIIIQtlle se11za Lra, wmre, nci I imi1i rispo 11d en Li alla natura del prriodo "lt'SSU, nl\la LCOrica llC la prati<"a: in :'eCOlli(O luogo CiasrUil pcriollu. ll! Clllt·e risulta t:ompl€'10 ri:;pello ;dl'nnline delle malcrir o uozi;llri dH~ acl e~,;o si riferi~cono, cliYentn follclamr nlo clircllo e nalnrah'tddeu!.ellalo pol passaggio nd ur1 pqriodo stwees.:;i\o e di m·cline pi1'r o•le\'alo. Sotto il primo aspetlo, tfl.ti ntli, gli stucli in q uel periodn rompiuti pos.:;ono baslare per un cletcrminato scopo o gradn cli fur1 zinni, !llClllrc :'OLlO il secondo aspetto e5=-i gradalamcnre ;; i eler<l tto :1 ('.O:>lilui 1·e 1111 ncsso scien ti flco neI qua lf' I'idea fondamculale~u' L'rna ranlo l'insieme quanlo le parti. si le nozioui clemen lar i r hr· le :-;u periori: r.ome in ciascun periodo dello insegnamcnto governa :'irnult:meamcnle e lll tcoria c la p1·atica. L'elemeuto sperimenlalc frallanlo r;he, ~ome ho test\· ricnnlalto. coslituiscc la condiz.ione esscuzial(' di ogn i intlagin c, c l'oi>se t·nlziOJ I(' aewrala chc cleve accompagnarla nella ricerca dei rapporti e dellt• leggi, Yogliono essere assnnti Nl inLcr·pelrati in senso largo eh ·· innesli l' esperienza del pre~cnte ed indi 1 iduale, con qllelln del pn~sal•1 " ,·olleLLi1a : lo stuclio, cioe, del''essere a fnmlamento si mnltu ncameute Sl'icntifico c ·Lorico. :Xessnna scienza, infatti. puo ~''"en· 'india ta nolle sne inLime ragioni ;;P non soguenclone l'eroJuzinnP slorica, nella quale l'essenza, il caralterc eel il \aloredi C:':;ascir·llza ~ i rivclano Yuoi in cruanto alla lo1·o genesi eel al loro svilnppo , qwi ri.-pPIIo allt• altinenzr con l'e.ssrnza. il i'aralle:·e rcl it \alorr d... IIP
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:\ill.IT.\1:1
o:.r ic11 zr aflini. Ugni fallo, ogni aneu imento e. qni11di, ogni ~cienza rod arte. c tullo nella sna :;loria, obbiclli,nmf'nlc considerala; fuori ell ··:>sa n!'· sarchbc, nu aVI't'hbr potu to cssero : tlonde emerge come' il lttrtodn pi(t dirello r nnlnralr per atldcntrar~i in nna. scienza :'ia qnello di stu<liarla nella :;u.a :'loria; indagando cioc com'essa csurta. o·omc ha progreclito, come si i· perfczionala, quale il suo rarallen· di.;linliro in {'iasc.un pcrioclo: cl a poi che siO'atla clisnmina fnril rollll'"emlere le rngioni dello stnloin chc essn si Lrova ncll'cpoca allnah· ,. pcrC"he yada considerala in relaz.ione delle condizioni cli lullo il nrorimenlo scienliflco pr·esenle. ~c que!>lo modo di tratlare una ,.,·ienza c proprio ;;ollanlo d<'gli sludi supcriori; esso potrit ~emprc· t•ssere app.licato :1nthc ed utilmente ugli elementari purchu, con1e poc'anzi accennaHI. .:;j ~appiamo ben det!'rminare i limili delle JH•t.ioni, sceglicre le pin st:mpli ri, esporrr in modo facile e pr·eciso ];, parte piu rilcnllllt' delle ragioni sloriclte e specialmenle. S<'nza lalsare i principii, ,j manlcnga ht giusla misura nella dismnina del litlto c dcllr pllrli. Le clillicol lil ma;.:giori den• quincli sapcde aflrontare c supcra1·c il clocento; il quale tleve Lnnto profonclamcnle ,·ono~cere la ~cicnza chr proressa, da poterne e:;porne gli clement i. l'ioe i principii Jondamentali, le pi it importanti tcoric, le applicazioni piu utili, in modo piano, ~emplice c<l ordinat11; in modo ciou chc· J'allie1 o, k gwmdo il tihro ocl n:;co llanclo le lezilll'ti <lcl mar,;tro. trnlt ...oiTrn slenro akuno nel pa;;saggio cl a cosa a cosa, da leot·i a a teoria, dallc re go le nil' a pp I icazione; anzi, nella c:;posizione ohhietlira e stori1~a dclla scicnza, lrori agerol(' la Tia per comprcnderla. Donde ,..j argomenta eome sinno mal cousi gl iat.i co la['() r.henllidnno la primfl i;;trnzione ,;rienlilicn dell a giorenti1 a maestri poco esperli e conw non nhhiano idea ch ial'a clella import.anza e dclla difficolli1 clell'in l>Cgnmncnto rlemcntarc, cioi• della istrnzione fondamentaiE' cli una intem generazionc. IJ hisOrTJlO rmllanto ' Ulli\'CI'salmenlc senlilo dell'in!>C:.mamenlo 0 ) ... :;cienli fico po~ilivo. si llppalesa c'hiamm en tc clalla e;;tensione eel imporlanza chc, insiemengli sludi clellesciem~e naturali e malemat.ithe, !'ono andali a mano a mano pt•endendo anchc gli slorici : dallo abhandono di ogni spetnlazionr non hasala sulla rcallit e possihi lilil dei ra.,i : clrrlla cura con tiH' in tulle le di:>cipliuc f'l1 c dii'Ctlamonte risg-uarcl:ln o l'ol'dinam enlo ~('lc,ialr. e, qnindi, anchr nolle mililnt·i,
IJbl.
~lhTOIJI)
::i cerea di concretare le Leorie, <t mano a llHtllO ciJc si :>volgono, nclln realtit di correlati,'i problemi pratici. Si 6 nnalmentc convinti non solo nelie sfere dcllo insegnamento, si anche presso il colL<• pubbliw, che In sLor·ia, compagna.e spesso fondamenlo del metodo sperimcntalc. clev' esse re studiala rispelto a qualunque scienza ocl ar·te, non me no che nclla sua gencralitil, in modo razionale: mirando, cioe, non alln nulla e cronologica esposizione dei fatt.i, 1ua essenzialmenle alie loro mgioni in time, indagate nei loro rapporti eel in rela~: i one dell e fasi dello sviluppo sociale, nwi dcll' intera um nnita, vuoi, limitando il campo, di una data naz ione o di una determ inntaepoca . Lo Spencer. che nel suo libro intorno <1 ll'educazione inlellettuale, morale e fisica. ha faLto l'am(ll-a ma giusta Cl'ilica dei fah i metodi ch e si sono ten uti necrli studi storici elementari, si ria~sum e dicendo chr e si tenaono " 0 « la sola storia che abbia uu valore pratico, potrebbe chiamar=-i « socio logia descrittiva ; ed il migliore scrvizio chc lo storico possa « rendCI'Ci si e quello di raccontare la vit.n. delle nazioni per modo \( da fom irci dei materiali di :;ocilogia compnrata, ondc si possann « in seguito dclcrminare le leggi fondamentali che presieclono ai « rcnomeni sociali ». A misul'a, quindi, che negli studi tutti si fa st rad a il metodo spcrimentale e storico, cessa dovunqne l'insegnn.menlo tlommatico: non si asserisce, pill si cerea; non si dettano pi it regole, ma si espongono modi per la riccrca delle leggi; non s'impongono formolo, si Lrovano declucendole dalla di samina dei fatti. Siamo venuti, fin almenle, c dobbiamo l'allegrarceno, allo studio , pr·ia cli tulto del concreto, del positivo, del reale; studio che non ammiserisce, come alcuni fingono di credere, la mente, nepreclude la via nlla percezi one dello icloale; ma, inveco, sviluppn. le facoHi1 intellcttuali eel olcYn allo idealc per la vi a raziorwle del nolo (lllo ignoto, dei fatti considerati nella Joro ragione alle leggi che li governano: pennodo t; he ne traggono immr.nso ed immedialo Yantaggio nello stesso tempo le istiLnzioni elementari c le supcr iori , l'operos itit indi\ iduale e 1:-t collettiva, l'elemento sociale etico e l'estetico . La scion~:a procedenle dalla indagine obbit'U iva e slorica conduce in piu diI'Ci lo modo la monte umana al posse:>so di se stessa; donde llna pi"l't chinm fl concrela conosconza dei cliritli e dei dovcri, del bene e del mule, del vero e del falso, che non sia quella scmplicemenlc clovnla alia sola !'Osciema o da essa de::.unl<l : imperciocche. 1< La
« scicnza, dice il Vico, c:onsiste nclla cogniziono delle coudi~:ioni « generative della cosa proposta, in tal forma che la m~nle t:on ~ « sciuto quel modo genernliro, giunga col r·ompo.rnc gh el:mentr. «ad eiTeuuanl la rosa slcssn" e ~ogg in nge d10« d snperc 0 posse« clerc )a ra•rionc ocncrnliva clell'el'fozione delln ·cosa, . o la forma. di ('") 0 « ossa mentr·c l':wer cosr ienz.a si rifrl'isce alia :'empl1ce perccz10ne " clell',obbictlivo spro''' rdulo di ogni co~nizion f' delltt s~a rag~one « generativa: siccome nelln vila usualr spes::-~ , olle aynene dt al~ « tcsta1·e i fa tti per ln, test.imoninnza dnl lacoscLCnz:l, quando non gh « possiamo appoggiare a scgni eviden ti c.cl.a rnlidi rngi_on<lmc.nti >· : ed approda, il Vieo, al ia slupendn. tletinrztone « la scren~:~ 0 .una anal.omia delle opere della natura '1) (1) . Questo process~ scte~ttfi~o s1.01·i co. romod i tnlli gli stnd i, cosi vnol esserepreso agUlda ezumd1o dei militari: in queslo senso fu raccomanclato da ~npoleone, il qunte t:onsigliava di leggerc e rileggere le campagne di Ale~sandro~ !li ,\nn ihnl.e, di Cesnrr., di (; ILSlaYo Aclolfo, di Tnrellne e d1 Fetl er1<·c· : in c1ucsto scn::.o viene propugnato da co loro che, ::tttua.hneJlle, ra~~ romandano di attentamente studiare, inollre, le campagne tulle dt ~apoleone, poi le pill im]10rtanli cli quesli ultimi tempi e spccial :uente cli paragonare le 1me alle ll.llre; che da questo pal'ngonr mcglio scaluriscono, ne Ile loro moda litit, i yrincipii. ~ondameul::tl1 della scienza di guerr<1, si appalesa quanto m cssa d Jmmaner~lc c, quanto cli mutabile, Cflmle nel suo svilnppo la Iegge del transJIO e '[na lc quella delle successive an'ermazioni, a second:l c~elle epoel1: , fl pi\1 facihncntc si approdaa lla conclusione del come sra noccss8 rto di consiclerarc le di1erse parti dell'arte militare nellaloro connessionc c nella rngione uniri cntrice; non <1ltrimen1i cli come ~i. co~si dcnmo nolle loro relazioni , nel loi'O in sieme, net coneel.lo dn·ettJ\'O le operazioni tulle cli una cnmpagna o di una battagli a. ll metodo :;torico per gl i stndi militnri !<appiamo come ;;in stalo. pr.·op~gnatu rlnl .Jomin i ; il t[Uale. ne! suo iJUadro ;maliLico clr,lle prmcq:all co n~ binazioni clell :t guerm dir,e che cc po nr instrui 1·c <lcs officrers dep « ~ol'l i :; des h<1ncs je suis Ntcorc prrsuadc que la forme historiqne « est la plus rtTicace; l'h isto ire rai:;onnec de lagucn:c n'e~t t'~le pas « la mcillcnl'e t;r·o[e. oul'on pu issc app1'CI1dre it la hren r<lll'C'Y » Il (l) Vt antiquissuna lla!o•·•w• .apientia: tra •l117.ione del SARo:n•.
NF.GLI !:;Tl'll l
\ an,\elllars :;it' allCIIUIIl a sill'allo mciutlo nd cor;;o di fortilicazionf' da lui prol'rs:-nto alia scuoln lli guc rra del Belgio e dice chf:l « pour « allf'indre ce resn llat (cioe fli C\ it<nc 1m in:;cgnamcnto inaccessibilt• apli. uni cd una fnstidi<ha ripclizionr per gli altri del suo uditorio) <<le professCIII' Crnl deroir l'f'I10lleC I' il la methode d'enseignemrn i ·;< dogmatiquc p1·atiquec it l'(·cole militnirc et prefcre1· la mrtholf1· •< histor;que tpli, rn l·largi,;sant le caclt·c. poun1it apporler it tou, « nn contingNtnl <l'idct'=' nonvelles et, par consequent, les slimnlrr « au tn\\'ail ». 11 genera le \'erdy de \'ernois, in questi nllimi lempi. traduccndo in prat ica ilmetodo degli studi storici rispetto alia ltlllica. os.serrn che oltrc i principii genrrn li , incli:>pensnbili ot~ ogn i uffizinl·· ,..ludioso dell a :'Cicnza tl i gucna, ,;ia necessaria una istrnzione spl'rialc pr2pnrntorin per ch i n:'pira a conclurrn truppe avanti al nemico -o clw, per la sun posizionP, t) ch iamato n senirc di •nnsiliario :1i comanclnnt i .:; upcriori. E que:-;ta istruzione preparatorin egli , giuslamcnle, non la c1·ctl e posi>.ihi lc eel cf'llcnce the acquislatn con la estwrieuzn propria c degli :dLri, cioc con lo sLndio sto rico dell' arLe wilil nrr, rd agginngc « le piu::; so uv cnl il fandra ·rtyoir rceou1·:; :111 « trnmil. pour ::;uppi6C'r it l'e,periencc eL sous cc rapport In sciNH'I' « milita ir<' n':wcrucrt·n :;on complet de,cloppement que par J'ctucl •· «<le l'hi:;Lo ire militaii'C' (I)». Di ~tudi milita1·i storicarnente Lrnttal i -ha te:;tt'• dato 1u1 pregc\ole ,aggio il Rii:>Low nei suoi st11di strategil' i ~> laltici sulle gncrrc piu recen ti. Dn pE'r lullo, •lunqnc, gl i studi militn1·i vanno pl'endendo a loro fondamento lu :;toria ncl senso giil pres~o di noi propugnato dnl c·apilano. om gcncl'alc Hicci; il quale. quantnnqne con::iclera;;se la -parte Leorica o didatlica dcll'nrtc militare come una. introdnzionP nccc:>;;aria nllo ~tudio dell'arlc ste;;~a, scriYc,·a, fln dal1868. « Prr '< me, lo dico npcrLamenle. lo studio dell'arte militare ncl sen:;o i11 <<cui la intendo, non puo ~~~~c 1·e fallo che sulla s!orin, l:t modcrn;1 « specialmcn Lc, c' coll'ossen·azionc. Storia eel ossenaz ione che i· « qunn lo ni1·e O:'pcricnzn nll rui ed espericnza. propria : ecco i du<· ·« cardini del lo ~tiHli o drll'arlc mi litare (2} >> . Quc:;lo conrctto, lnr:(I) " ''" '',. , ,, l' f:n ~O I< - etude• •t'ilisloil'e militail'e - Tr3<1nil fl~l' le r.nmrn'"" ''"'t Graud:11 (Z) llii:CI - {llli'Ddll ti<)ll~ (J/11'1 .<llldi() dP!!'ll!'le mWtai'P.
:\111.1 l'i\Hl
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.!<Lillt.Htle altualo tla l generalc Corsi uelle suo op•·ru u lll'i suoi inscc lrasportato chl eo"tonnello }larselli in una regione, in un campo cl' in resligazion i, clo,•e l'elemenlo scienlifico, il critico e lo storico concorro110 a trasfurmare la storia complessa della guerra. l)uesta lrasfnrmazione principalmente significa « stucliare le opcrazioni militari Ct>l lumc dei prin<< cipii che la go\·e,·nano e che clall'esame di esse debbonsi dcsumc1·e; ,<fat· vedere, a tmver:;o cli tuuo lo srolgimenlo <lclla sloria militare, « l'immutabile ed il mut:tbilc, la costantc c la ,·ariahil<'; mostrare « l'importanza, non pure dei principii costan ti, ma nnchc dellamo<< dalita conlingente: analizzare come i principii si pieghino nelle « applicazioni a seconda dei cnsi; fnrc l'esame cri Li co degli e~empi; in« terrogare i fatti nello sp irito. Consiste, di piit crucslnll'asformozione « nell)OI'I'C la. storia mi li tarc in rclazionc nl la gcncrolo, la milizia «alia civillit; nel rintracc iare ne! camm ino dcll 'at't.c mil itare le me· ·<< clesimc leggi cbo governauo lo S\ olgimenlo della socicLit o n•·l .,~ sottop01Te it tuLto a metodo ~cient. i rico. 11 E t[ucsto lavo ro, CO I'risnondente alle lcndeuze de lla scicnza moclomn, coslilui src quello ·c,he il Marselli ste:;so definisce coordimtre nellu ~cicnza r nclln sloria y-uello che nella vi la e uno; seguirc cioe nello studio, anche delle cose militari, il precetlo ch'eg li formola aiLnJ\e dicendo « armonizziamo nella scienza cio che nel realo e uno C' solo allo1·a faremo scienza positiva »(I). Senza moltiplicare gli esempi, e ch iaro che l'efficncia del mctodo ,;torico ricsce subilo manifesta ore si consideri chc i prccolti dell'attt· militarc non mirano, ne devono mirare, a scioglicrc antiripatamente tutti i casi preYedibili, si a formare crileri direlli\'i chc, emananclo dalla esperienza, dalla ossen·azione, dalla sloria., dellino all'orcort·enza modi corrispondenti alia rarictit ed alia realtiL nei •·a~i. Ed e lode .della noslra scuola di guerra cli abitnare i giO\ani utlizia li a tale processo negli sLudi, opporlunamenle conlempemnclo, per ciascuna parte clell'art.e militare, con lo svolgimcnlo del le teoricl1e la so lnzione di problemi reali c la <lisamina progre~s i v:t degli a\ ''enimcnti chc vi si possono ril'erire: e cio senz<'l clctl'imento dcgli stucli -.:; peciali di storia militare condotLi , via via, iu modo scmp1·e piu par-
.,~namenli di sloria mi li larc c di arle militnrr,
tl) 1\!,nsut.l.l -
La gt~e>'!'a e lcr s1w
sto1·ia.
4UG
:-<J:r;J,I STUI' I
Li colareggiato ,t lltisut·•t c.he dagli an ti ch i :>i nYri\'a ai tompi nwllemi eel agli attuali: st udi che so no preceduti o scguiti, scmpre agel'olati da qnelli della storia generate scientificamentc considcrnta. La stnria di1·enta, co~ i , il mezzo pi(t diretto, l'on:asione piLl spontanc,t. per concretare quol eoncetto di connessione e tl i unifl cazione di tn tte le scienzc cli guerra il quale, altrimenli, potrebbc res tare troppo ne! campo teorico ed indetcrminato, od allnarsi per 1ia di ipolC'i\i. facilm ente mancan li di misura o di probahilitil . Queslo procedimen lo scicntifi co sto rico coslituisce, se ben si co nsideri, tfu ello che si dice la fil oso fia di una scienza e, q uindi , applicato agli studi miliLat·i in genorale, la filosofia delta g1,1en·a; come. per ciascun ramo doll'arte militare, in parti colare, cos'titnisce la filosofia di quel ramo. Questa p:lt'Oh, fil osoila, non deYe clunque ~pa · venture o far credere che con e~~a si voglia ngare ncll' indetcrminato, o saliee alle nnYolc, onero trascurarc le istiluzion i elemenlari e le appli cazioni, le pratichc esercitazion i. Basin ~,;o mpee nderc iI giusto sign ificato clollc parole per non .insospeLtriseno e, quando u11a !Jat·ola risponde al roncetto cit e con essa si vuole rendere, od alia cc.;;a che rappresrnta, mi part> per lo meno pLLerile il rolerla 4'atuhiarc tOll un'altrn, r it e crrtatnonLe non le sarit sinonimn., o con tlll<l perifmsi , pet· tema tli essere Lacciat i di ditricili : La filosofia, in quanto n metodo d' indagini. none diYersa dalle altrc scienze. •< Come « ogni scienza, dice il Conti, c scienza di rclazioni , co;;i la filo,; nlia « e scionza di relazioni univcr~a l i ; ne all.ro roglion dire anali si ~" << sintesi, distinzione c composizione, lllelodo risolulil'o e compo:'i« tivo . La relazionc COITe fra piu termini c li congiunge; e chi tra« scum il concetto e il sentimenLo delle rrlazioni , cadc nei soflsmi « e <wn ienLa la scienza » {1 ). La mosofia ti la scienza delle scicnze perchc con e5sa si studiano i pt·incipii rondamentali dolla scienza in generalc, ai I{Uali meLtono capo, o clai quali deri' ano i principii delle singole scienze: ma l'insiemo dei princ.ipii di ciascuna scienza, cleri vanti dalla 'sua propria essenza e dai rapporli suoi con le scienzPaffini, quantunque su bordinalo al principio scien tifico generate, eostituisc(' la filosofia di quella :'rienza: ogn i scienza, dnnque, ha la sua filosofia, perchC ha i suoi IH·incipi i che, .:;urt.i dalla osservazione · ~ I)
Slol'ia clella f!l oso{ta lczioni rli
.~uuusro
Co>rL
\liLI'L~lU
40/
e dal giudizio inLorno agli obbietti eh'essa si proponc c :;v il nppatisi 11ell' elemento storico e spt'rimentale, generano le norrne e le •·egole direttiYe; le 4Juali, ageYolando le intlagini, sono alia loro YOlla perfrz ionate dal metodo . E questo il p t ·ocr>~so cite snbisc.e ogni operazione della monte che prende le mosse dalla osserva.zione, si svo lge neI domini o dei fatti renli, 1i si all'erma per mezzo clell'esperienza e si tt·aduce, finalmenlc, in un principio che sal'it tanto pitt 1itale. fec.ondo e vct·o per quanta piu esa tLamente e rnzionalmen te condotte le operazioni ora indi cate delle qual i esso e ilriwllamento. Di queslo pl'OCC:'SO ;;r;ientilico e fondamenlo la :'loria che. <tppalesand<l:;j COme rono=-cenza per mezzo fll'lla ri~:erca r r.ome dottrina nella qnale tutte le dou rine si compendiano, in se r·om prende c svilnppa e~se nzial men tc ancho la fil o~oria . in g-enera lr. r lutte le fi loso fi e, in parlicolat·e. La filosofia, infalli, considerata indipendentemente dall'elemento :;tt•rico in cbe si svolgc, non poLrebhc riuscirc un corpo viLale di dolt.rine; me11 Lrc tale si lll<mifesla quattdo consid era i problonti intorn o all'uomo eel all'umnnilit non fllor i rlel nesso, ma denlro alnesso dei fatti cosmologiri; non fnori della n;ttura, si drnlro di essa; non indipendendendemeu te tlai fenomeni relativi al tempo ed allo spazio, si invec.e nel Lempo e nollo :;pazio; insomma, non fuo ri c1clla storia ~in sompro ne !la :>Loria chc cl aa li e Leorichced ai :;islemi filoso(ici illoro vero e reale significato , come lo dit a Lutte le manifestazioni dell'umana opero:;itiL noi progressivi rnpporti Lra la. varieta e r un itit. Come dunqu e ab biamo la filosofi<t della sl.nria, quell a delle matemaLiche. del diri tto ecc. ecc., cosi possiamo avore ed abhiamo nna filosofia per ,·iascun ramo dell'arle mililare in rclazlone dell a filosofia dell a guena; purche se ne tt·atti lo studio nella ragione dell'analisi e della sintesi, coil m·dine cioe graduato e connesso. « Ogni sciettza, scriveva il Ro« magnosi, tratlaildo del valore dello sci bile umano in generale, ha « la sua metafisica perci6 stesso che ha i requisiti cli scienza. Questa << metafisi ca. altt·o non e che l'e:sp ressione generate e sistematica « degli oggotti nella scienztt stessa esposti. Posseclendo dunque la « collezione dei principii e delle nozioni, si possiede per ci6 stesso « vi1·tualmente ed in una forma ristretta ed ordina.La tutto il tenore ~< conoscibi lo della scienza. medes ima. Ora le forme accorciate sono « necessarie alia limitata. comprensione umana: l'ordine grctdualo e « connesso c inclispensabile per agevolare e provocare i passaggi.
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IJE I. ,\JE'l ODU
•< (luindi la mente lm !anti punLi di pruJresso proporzion ati allii
lnr~h.ezz_u ~ci_ passi. cl~'c~stt p~o fare; eLl intanto appunto Je pro•( po.SIZIOU I, 1 rrsniLat1, 1 ~ l stct~ll ~ono nccessari in quanto pongono << glt oggett1 della cogr11zwnc m una viciua.nza. proporzionala all•· •< forze ed alia latiludine comprensira, eel in quanto rappt·esentan <• << enLro.d'uno sp~zio, che sla din) cosi, sollo la mano, il soggetto << c.h~ s1 bt:am.a dt con?scerc. Ecco il 'Talore, l'efl'clto della ricornpn. << SlZIOne, 111d1spensablle al possedimenlo di ogni scienza partic 11 <~ !arc ». Oall o quali rifiessioni ric;tvH. lu stesso H.omagnosi clt,. I andamento per riunire l'artc colla scienza riducesi al se~ruentr· « l.o Biccvero la sen:;az iono di tulle le eoso compu11eu~i il n~odo fi~ '' .~1co c m.oralo; :2° annlizzal'le; 3" ricomporle; 1:0 dodurn e regoll·: 0 '' ·> esegun·le >l e ne deduce i laYOI'i logici subal terni cosi riassunti: •< Haccogl iei·~ c indagare. i f'att i per po Ler·e ossen '< u·e: osscn are per " pot~r~ anal1zz<~re; analrzzare per poter compendiare prima a pit<( cul1 lnscr: pn1 rn comptes~o; wmpendim·o per pot.er· ri eavare it· << r.eg~lr: rr..:avare le regole per polere agire; applicare le regole al l< I az1one per udde:>t.r·arsi ad ngire; per pot.cr esscre fisicameuLe o « l~?ralm~nlo fcl ici, ovvero iuf'elici rneno t\lr e sia possihile: eecu I< c1o chc tar dove e puo il gcnere rtrllanu nclle scienze e nolle arlr « tulLe. in. consegueHZrt Jell a lratm·n, dell'esLensionc 0 dei mppor·ti (( del dt Iut essere e delle Gose che lu ci r·r·ondano ( 1) >>. £ coto,;lo metodo eonduce, naturalment e al precldminio delt'elemento sciontifico come l!ase a tuLLi gli sLudi ; nel quale signifkalo lo propugna anche lo ~peucer. che proponc,anzi, lustudio della scicnza a tutto, nnche all arte, c non a torto. lmper·ciocche ove si fosscro avuto nozi on i scientifi che piu esalto non si sarebbero sostenuli in falto di arte di lotteratura, di storia, tli politica, di clica, cotanti et'rori; non si ~n rebbe an~alo. mgando pet· un mare agiLalo di opposti sentimcnti, di mal dcfin1l~ tdce, di opinioni indeterminate, di nou giustificate crodenze; neSI sarehbe presontato lo spellacolo spcsso miser·ando di uno s~ato momleed in~ellettua~e palologico. Hanno quindi torto grandis" llllO colo1:o eh e. ~1 cono glr studi scientifici capaci d'inariclirc il cuore, spegnere r nobrlr en~u5ias~i, allontanaro Jo spirilo dai grandi ideali. Uanno torto; porche la SCienza, a ch i ben la intenrle, e aiLi ssima <<
( I) G. D R•• >IA"~'" ' · - lntrodruione allo st·ut!to del (ll!'ilto pubblico universate.
;.iEGI.l S Tl'JJI ,\ JIUTi\RI
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po<·sia P, non menu dclla IPtteratuJ·a e delle arti, sviluppa l'intelli!!enzn, elevn. il cuoro, detta nobili sentimcnti, e feeondn di grandiose ;lspirnzioni, e sorgcn te di ~ub li mi entusiasmi; montTe salva dagli nrrnri, da\la snperstizione, dalla falsa intcrpeLazione dei fenomeni tan!o dol mondo cli dentro quanto del mondo esteriore. Coloro chepiu );{rirlano contr·o l'aridita dellecono:wenze fisico-matematiche, con tr·o In fil osnua dclla. natrlt'a, contro la scicnza, sono pen) in questo solo de!-'ni di scusa rh'essi dimoslrano di non conoscer·p la scienza coul.ro la <[uale si crcdono in clirillo di poter gridaJ'c . ll non aver sempre tennlo prcsente la ncces~ iti1 di nn logico pro•·Pdimenlo nr.gli stucli anchr. miliLat·i: il non aver sempre ed ahha"'~nzaponderal o l'imporlanza di un comp leto accordo f1·a gli elemenCi din•r:;i ~·oncorrenii a formaro it complesso della istruzione mililare ''· Jor:;c, il non averla, del tntlo, tmdolla nelle catcgol·icho modal ita ·ldlo insegnamcnto, vuoi teorico, vuoi prnlico. tnnto clementare qnanto snperir)l'e, ha prodotto delle divergenze nolle opinioni, nelle propo;;te, nol le nonn e escogi1aLe pel' rnggiunge1·e S('.Op i specio li nel pili hr·r,-e tempo possibile. Queste divergenzo si <;ono pure appale,.;;tte intorno allaoppo rl.unitil eel al modo di mette1·e in annonia la t·ultura generate con la militare, gli sludi prol'essionali con i Jellerari t~ congli scientifici, le esigemedel serviziomilitarc, importantissime, ron qnrlle non me110 importanti della civile ronvivenza; nello intendimento di fonnar·e simultaneamente il solclato cd il cittadino, di ronnetl.ere qu ello r,he deve sapero l'n[flcia le, con que llo che non drYe ignornre il gentiluomo. ~ e l la diversitit c dispal'itit dei ·~rit.er i , adoperat.i trall.ando sil1'n.ltP <tuistioni, si so no quindi maui l'cstate, ,;pec ialmenle rispett o agli ~ ~ udi nlementari o di preparamenlo ed in lesi generale. duo o1·din i o r.orrenti di opinioni che, nel J'onuo, r ispondollo a duo indi1·izzi; l'nno dei IJUali negn, o quasi, per quegli studi. l'altt·o non nega ma lirnita in modi s\'al'i;tti la ltecessil.it deH'elementu scientifico. Co testi indi1·izzi, per·o e furtunalamente, saranno presto dalla ragiotw ='tessa dei tempi cost.r·otLi a fonclersi in un solo indirizzo largo, effi1'ace, vitale, che pel' quegli stndi richiede nclla integrita delle sue parti, main misura progressi,-a, t'el cmento scientifi co adoperalo ~P l'Ondo 1m metodo uni cu per lutt.i i gradi delt'insegnamento. Secondo la prima delle accennate correnti . alcuni ~Pguitan o a
:-11!;0LI STliDI
DEL METOflO
uegare del tutto, per le istiluzioni militari, la uecesssila dei rnetodi scientifici e storici, ritenendo ehP possano anzi dehbano hastat'P i pratici; altri, pur riconoscendo l'utilita di alcuni studi scientilici, li repntano, pero, di un or·dine troppo elevalo, rispetlo al periodo di preparamenlo o d'insegnamento elementare, e YOlTcbbero che \E'ni!;sero destinali per quello soltanto di perfczionamento o d'iuscgnamento superiore. Essi, rispello alla istruzione degli ufG.ciali. distinguono, cioc, in modo assoluto e reciso, quella necessaria per· i gradi inferiori da quell a pei superiori : la prima vorrebbero inl'or formala a proccdirnenli del Lutto pralici, rudimcntal i, scevri di eon::;iclc r·azioni ~enerali, di ('Oncelli scit~nli{it i ; per la secon,da sollanto ammettono, main senso limitato, il metodo scientifico, i rriteri compara livi, i principii geuera\i . Jmpcrciocclre, cssi dicono, i giovani ehe ancora uon hanno rJd hanno poche cognizioni di cose· militari e. per la' ivacita ste::sa della loro et;i, sono irriflessivi cd intolleranti cli ~eria disciplina intell ct.Lale, no rt possono comprendore le co rtsiderazioni gencrali, ne picgursi nllc indagini comparative, IJl' :'Cguire i ragionamenti ed, ovc a cio Ycngano obbligati, r·estano, per lo pilr, colla mcnte nel Yngo e nello indetermina!o ; mcnlre gli uniziali che so no prossimi o gia penen uti ai gracli supcriori, possono mol!o piu fnrilmcnle e ron maggiore profiuo elevar:<i a con>'iderazioni comple:>sc. nwclitarr, indagnre, ragionare, scgu ire cioc, ncllo intenlo cli per!'czionare la propria cullura militare, i mctodi scirntifici; a quali piu alti e per J'eta pi(triflessi\a eperb giaacquistnta espcrienza. Gli uffiziali, nci gradi inferior-i. dunqne. induso quello di capilano, si lim itino all'acquisto di nozion i praticlre, ::emp li ci, strellamenle relative a~li uffizi del loro ~raclo. a lie fuuzioni limilnlt> che sono chiamati a compierc: a questo scopo ~oltauto sia dirPIIo l'iusognament.o loro imparliLo . A che parlare cli graudi operazioni di guerra, di slt ategia, di geografia mili La re, di logislitica o di gran de tatlica, ache di storia militare, di fortificazione gencmle, ad un giovane il q11 ak. 11:;cif o fl<11la scuoln, non i!ovri1 comn udare chr un plotone e poi. dopo <rr1n i non poch i. una1·ompngnia r'. lina lmrnle, forsc, Llll bat tag-lione? Pen· he ragiouare dell a ronclolla di grandi ri · parti di lruppa a ('hi, pcrarr·imreal grado di c.:olonnello avri1 tenrpo, e molto, da sl11clinre le cose delln gmncle gnerm a misnra clle ~i anddt per[eziouanando nella p1·atica del mestiue. Per re~ Iare duncrue
)
~II L lTAR I
1-11
nel concreto. credono i sostenitori del cosi detto metodo pratico, essere indispensa't>ile e sufficiente che i gio' ani uffiziali si rendauo famigliari i regolamenti, sappiano a mena clilo quanto speL~n, . nel ~erriz i o, al loro grado, c non si brighino, per ora, di conceLLJ scrcntifici: per questi noo manchera tempo . Eel c secondo questo indiTizzo che yorrcbbero si preparasscro i programmi di esame per le promozion i sino al grado di capita no, ed anclle cli maggiore, e venis~c condolla l'pducazione militare degli nllievi presso le scnole mil itari. \rrestandor.i, per un rnomenlo, a qucsla prima calego ria di opinioni intorno all'insegnamenlo militare. mi pare chc, se in cssa y'ha del Yero e del giu sto, molto ~i riscontra pero dcll'ines<ltt.o P del !'also; precipn.ameule perclu~ si vttolc con~i derare il problema ··omple~so dell a islruzionc e dello inscgnamt'nlo da nn pun to di vista escln~i' o e si fan no intorno <1d c<so, <listinzioni di pcriodi e di grad i per gli studi, chc non so11o nclln logica del processo natumlc ne ri;<petlo allo s\ ilnppo mentale dell' rwmo, ne a! progresso geadnale c1PII 'l'lemento scientifico. I sosten itori di quellc opinion i non pensano r hf•, se la gradnzione uegli st.udi c util e, anzi necessa ria, ri escC' nssurda e nociva al progresso degli slucli slcssi qualunque forz~ta e non naturale distinzione di pcriodi nei quali non Yaclano assteme eel nssieme non si svolgano e progrecliscano i due elementi indispcnsahili di qualunque conoscenza, lo scicntifico cioe eel il ~ru.Lico: la Lr u·ia c l'applicazion(', l'idca cd il fatto. Se quei due penod1: dt soprn accennal i, si attuussero nello insegnam.ento, io sono convr_nto che il passaggio dt'l primo al secondo riuscirchiJe nrdllu. se non unpos,-il•ile: in ogni modo implicherehbe del tutto una nuova eclucazione menta lP cui, probahil men le·, fareb]Jero ostacolo le contn11le <lhilrtd ini in lellettuali, la perduta clasticilit nella 111011( (' C la JlHlllraHza di nozio11i scientifichc fondarnenta li: molti re~tcrehbero. vita loro !lurnnle. nC'I primo loro prriodo: con quanto yantaggio de~ :;ervizio stesso io, ve1·n.mente. non saprei comprendcre . .l...'en ore dr lfuestt> op iuion i, oYe noll a tempo reuificate, ~i prolungherchbe tanto piu dannoso in quanto, a prima giun la non semhra un errore . Si lli~e, infttLii: non sono possibili le teo t·ie. i ragionrnnenti intorno :a fall i che non si conoscono bene; curate, quindi di conO:l(:ere JWima i fatti, imparate le rego\r. e~ercilale\ i ad applicarle f' poi Yi.
~EGLI
ragione1·ete
='ll
ed architelterete sistemi c teorie. La partr prima d·
tluest·~~·~omentazione cgi u~ta, impcrr iocche non o4 polreb UP I'H!-!io-
nare l'IO<' paragon are, dedtl!TC, indurrr, intorno a eose non conu~ciult• od a_ l'alli mal noti: la seconda parte . inrecr. e faba, lJCrcil(! i fntt 1 1 ?glrono esse_re imparati t:agionando1 i sopra a misura rho si pcrrt>· p1scono, altnmentt non s1 possono dire impara li; la. notizia c1rllr• •:-osc,_perelr e sia comp letn , del'e cmergerr dalle indagini , dai ron1rnnt1; le regole, perchc sia no comp rrse ed applicate, voglio11 o essr·rr· 11 ote c.ome deduzioni nou come enunc inti , rlevono 'w ilupparsi dal processo_ dei ra~i onam en t i circa le rrlazioni rhe con·ono 0 po:'-~ 0110 1 '0JT~re lra ~cop1 ~la raggiungere e mezzi necessari o pos;:ihili JH'• ragg1ungerh; altnmenti la notizia delle cose e monca; qtwlla rlPIIt· regolc presso che inutile. J ragionaruenti dm·ono e!'isere an.·h'r~..i progressivi, c ch i osercbbe nep-al'l o? de1·ono risguanlnro 1(' c·n 11 ~P i m i~ed!ate, gli en'etti pill palesi le dcrivazioni pi it di!'ell e, If' os.. pr: nztOn l ~· ondott~ per. via di n?rvoli analisi, le sintesi sempli(' i p il·eqncntl, _ove ~ ~ Jral.tt d1 ~tn d1 elementari : ma non sperate di far 1:onoscere l fnl.LI dalla. nuda loro esposizione . ne Je reao le dO(rl11<lli , I o o t~n~nentc Jormu ate; com_c non potresle pretendere che s'impara~sl' IJsica sopra illl elenco d1 fenomrni. o sloria sulle ci'Ono)orrie 0 ..,.00 _ 0 melria .:u~li cnunciati d('i leoremi. !lmetodo dedullivo devc "'tlominnr~ negli ,tudi ::uwhe clenH•nlari. anzi precipnamenlr in quc~ti: p_ercl_ll' r·nn rsso, a grad? a grado. a hrl hell o, la menlf~ giornni·le : 1 ~tb1 t na a rag1onare, .:i l SI il uppn, si eonobor::t, lll.CHLrc• Jo sforzn 1nleco ncl_o dcll a llHllU Ol'~u Sll<'r.ra l'intell igcnza; e le regole i n 1 po~te. o mncchma_lmente appli ca.te, lanrlO perdere allo sl?ir ito Ja coscioma della propna enel'gia. Non insist<•rc i su eole~ l o araomenlo nvr dn alcun i non si oiJbieltasse, ancorn . che un metodo s~ien tilrco. 11 c~rli Stu_di rl~m~n l.ari.'. e pericOIOSO pcrclJc la tendenza alle troppr• gt>l~' f'nllzzaziOlll ha IIUCOO\'ellientr grave rli SPdUrre ]a 0ajo, en tu I' C()ll le f~e il_i attratti' e, la s-ria dallo studio ben pitt arido dPi dati e ~lrlh· noz 1 ~111 P''atiche, che sono quclle, in fin dei conti, che rormano il mest1rrr; allo stesso modo che le d i ~sc rta zi oni elevate ;;ulle raoioni slori chr nllr llano ben l) iu che In a udn espos izione di ratti o di,...rr,Jiologie, c.he pur bisogna sapt' i'C: si111 ili Studi eJeYali r:tl1 1l0 fn I f j ;1 loro to~1~o, nei corsi d_i perfeziona lll Cnto, ma a.bbisogna che i giovnni app 1·0~IILino del magg~or vigore dell a loro memoria per approp1·iarsi. da Pl'llna, la parte pl tt ai'ida di (·iasriJna sr iPnza . <)nanto crur~lo I
ST\'01
~JJf.ITAit•
modo di ra..,.ionare sia falso apparisco non solo da quanlo tcsl<~ ho n . acccnnato, intorno ai difetti del Yoler di\'idere J' inscgnamento 111 due periodi . pratico e teorico, ma dal solo enuociarlo : imperciocch(·. non si puo i mmaginare che un insegnante voglia allettare la giovcnltl con clisserlazioni elevate inlorno a cose ignole, ma e da snppor:;i r h'egli , conscio dei propri do\'Cri e Lenero cl cll a educazione in tdlctt.ualc dei suoi allievi , li sapril ahitu are a rngionare sulle ··us•' a misnra che su di esse at.tirerit, esponrndole, la loro nllenzi one. F.gli 11 on fal'it dissertazioni sull e ragioni ,;torichc di aHenimenti non conosciuli, ma fara. inYecc, ronosrere gl i a' Yeniment i ;;rcondo la lnro racrione r non commellerit mai l'rrrorr di obhligarc i gio1a11i :Hl 0 im pararc l'arida cronologin dri fatti nello intendim_ento di ragiona1:P in seguito su di essi; ma esporril i fatti secondo 11 lllro 'alorr :'1mu llaneamenle cronologico r logit:o, Ii coorrlineril sec:ondo la lnro importanza slorico, le relazioni cl i rnu:-;a ('([ eo·euo , 1?, t[IHlll tnwp.lc olementannente, farit clesumcrodagli alli ev i stessi, dopo q n c~t'an n li :> 1 ~' qu cs ln sinl esi, le leggi onde pi u dircLtamcnte quei fatl.i ~o n o goI'Crnali. Un mae:-:tro cll e, in Cjualunque maniera di stndi, aiLrinwnti :;i comporlassc. lradirehb('. a mio credere, gli studi , la giovcnti1 I'd i propri doYeri . Io ;;ono fermamcntc rom·into, e la uon hre' r_ espt>~ ri('nza dello in,;egnamento me In ha rlimo;;trato, che nellc ).!10' an1 in tr ll i~enze, mollo piu i'acilmenl<' di quello che comunemcntr .-i pcnsn . l:lO~SOJlO fars i slrm1a IC' idi'C declol_Le da crilcri. gen_er~Ji_ ~ hasnli sopra ragionament i d tl' l'acriano rNicre il pcrchc ed 1 _li nt1 l,1 dell e teorie c delle rcgoll' : :-;oJ IIl 1'0I1 \ iH!o che l' nJiiz1nlr chc : > 1 ~ar<~ persuaso come clnlla osser vazi011e nascan o i l'appor Li, du i rapporti lr leggi, clalle leggi i principii e dni p1·i_n cipii poi le r0~ol ~, le norllll' et! i mndi ed an it curalo di prepn rar:--1 a tempo . sapra g1n~ t nmc 11L• · vain tare il quando, il doYe, il come eel il perche nel giorno ~ol r111 w in cni, sui campo di hattaglia. si lro,·era preposto a wmp1err :tlrissimi don'ri. E qnestr considerazioni mi pare che possnno 'CHI I'~' an aloralr ancora clall'osserrar(' rhe If' nozioni po;;sedute da ll'uffiz iale de\0110 r iguard::tre 11011 ~010 qurllo ch'egli dovril rnl'l'. llf'lla srern r[(' i propri ohhli ghi, :; i anr h(' quello chedovri1 sapore;_clc1·o11n: t i<l(l cssere clirellR tanto rtl tec nicismo, <ltutnto all n erndiZIOlH', ro~1 al lllCcc.nnisma del srrvizio r,llC ali a cniLUl'a generale milita1·c· r , specialmentc, a prepa1·are in tempo di pace il cri lcrio per la gnriT<I. Nella guert·a, infau i. prr lo rnri('til dei ~il i e dei ca,;i, gl i n~ge t t i si
1 llE!, ,\tETODU :-<EGt.t STUD!
~lf LITAH l
p1·csentano cosi diO'cJ·enti, i problemi asi;umono tnn!n ,arieti1 di forme . ,-. spc::so cosi )))'CYO il tempo per os:<eiTare, decidcrsi e fm·c. urge lnuto il sentimcu lo della propria responsnbilitil che :;olo i princ~pii dcsunti dn precedenti studi stientifici e da coni~pondenti espenentc po!'sono darc al ia mentc la calma necessaria per applirarr· le 1:egole secoudo il con ceLLo chiat·mnente declotto dai bisoani del momento. E:''egli c ,·cJ·oche i subalterni nondeYono ch'ese;uirconlini i qwtli non 'o;.:liono, in alc:un modo. essere discussi. none per6 men YCJ'o ehe ~li ordini dchhono Ci;:;erc pcrfellamente comprcsi. <la rhi dl'\ r e,;cguirli c C<1111pt·e~i. specialmente ncll'epoca alluale, non solo nella forma. :'i anrhencllo :;pir·i to, nelln e:;tensione. HeiJ'intimo Joro sirinifirato. · l,'idea. dunqne, di :;rindcre l'in,;egnamenLo delle co~e militari in quc i dne pcriodi sop1·n. ritati, di 1·idurre gl i stncli clementari nlla !"Ola prat ica, di cont CJltnrsi pc i ~ uperiori di una cultnra csclusivamrn~ r mil itnre c scicntificamentr monca, non mi pare una idra pralt Crl, CJllltll[ Uil CJUC vogii <1 ~om i)l'Ul'e di es:;erJo : veramentepralica , qnantunquc a prima giuntn nol semhri, repuLo inveCf) il motodo d'insegnamcnlo s!· ieutifi<·o storico applicato anche, c sperialmentr. r1gli st ndi elemenlari, i11 grnP t·nlc rJ qn ind i, anche ai militari; essendo r~1e qucl metono trac la r:1 gionr> sua dirertamente all'oggello r:.he "' propongono quegli studi f( Xell'oggello, ::ono parole dello illuslrP << Stoppnni, anzi tu! to :'la, come in gcrme. il piano dello inscuna'~ mrntn a rni si de'e aderire. perchc lo insegnamenlo stess; sia •• normale nel suo S\ iluppo " maturi. grado grado . quella ~inlcsi " pr·ogrcssiva, n cui mint siccome a su0 scopo l'analisi: nella qual<' <I r.onsistc lo studio di una scienza. Scnza una mira prefissa a cui << lutto il piano dello i nsegnamento sia coordinalo, nella mente dello " allie' o pii1 presto s'i ngenem la confusione che l'ordine e la men le. 11 lungo tempo S\"ag.mdo fra un caos di fatli ::.le<rati e di rauioni non " 0 << r.onratcnnle, si lrova alia Ono di aver adunnlo un cumulo incli•< gesto di mnterie incocrenti. piuttosto rhe eretto uno splendido e « solido edifizio n ( I). (Co11l'innc~)
VITA E CAl1PAGNE DKt G8:o-;ERAL£
GIUSEPPE ANTOK iO liAJNONI
, I)
\'1 I.
. llito1·11 o tiel ge norale Mnjnonl all'a ,·malu d'Eivotio - SguMdo agli U\'I'Onimcnti SI'Ol tisi illl t'nnte la sua pl'igio nia - llattagiin di Zul'igo - Disastro ui Sonworow - M Oll· caM.~ di mezzi - Jmposte strilordinarie - t:onsegucnz~ - ~1issione di plommica a ll~•·rw - Lette1·a di Massena.
Dopo 5 mesi di prigionia noi 1roviamo il gcnrralr Mnjnoni restituito all'e;;ercito francese. Egli giungeva all'armata di Elvezia. ::;ul pt·incipio di :;ettembre del I i99 eel in tempo per pnter prencler parte alia ::;ecooda e glorio:!a hattaglia di Zurigo (1). f~ no to come in questo intetTnllo l'armala cli Elrozia a' era do' uto ~gombnwr il territorio dr' r.rigiooi e lulln la metit orientate della rcaionc <.lizzera. riclucendo"i ad una linea che dal \'allese toccand~ i laghi di Lucerna e di Zug, :;i proten<le'a :"inn alia fore dell' Aal'. ripiegandosi poi lungo il Reno lino a Bnsilen. Yerso la meli.t di agosto una ~eri e di l'orlu nate operazioui a' ova perm esso cli riaYanza;·e e di orruparc mHl nnovn linea fomw ln dal Sm1 CoWtl'llo, dall a Hrn:::s. dnl lag(l di Znrign r dilllfl LiJ11matl1 .
E. Cosn::'lTINO .lfag,giM·e nel genio.
(l) Continuazione, "' Jlivistu Milllau fa;;c . ,Ji MD &~·o lBS~. . . . ·. . Da documonti di fa miglia risulta cho il genera le Maj noui fu poslo w ltbo1·ta tn pnn-
(1) I
.t
cipi o d'ngosto o che verso la me ta del mese era 'gitwto .n l<'<'a?coforte, prrsstl sno
tello, nllo scopo di riequipaggiarsi. essendo stato spogho l.o <h tutw .
r,·n·
4Hi
VITA I·; C.-1.1\JPAv)IF.
Di froull• slavano i Hussi sollo Korsakof col centro a Zurig<1. e !{li Justriari •o lto r{otzc lnngo la Liuth. T ra~ror,;c eosi la scconda meU1 di agosto <HJtmsi lllllo ~cllemhr·p .:cnza che da una par·tc o dall'alt1·a si potessero olleuerc Yantag)..ri. Finafmenle t•hhc lnogo nei giorni 2:) e t6 setlembrc la balla:,:lia di Znrigo eh<' seg-no una splendid;! 'illoria pe1· le armi repuiJlic~llle " ridiecle torn il possel'So di lnlla la Srizzera. clai Grigioni in fuori. U genrrale :\Iajnoni era stnlo affidalo il comando della bri«afa dr de,.tra ( I ) delta 3• di, isionc tSoult) chc fronteggitn·a la Lin~1 c la parte superiorc del lago di Zurigo da Clarus fino a Wiiclcn;;ch", 1 r'Oilegando:-:i a clestra colla 2• divisiouc ( Lccourhe) slpbilitu at S·<l,; nultarclo <' rtell;l vallc dclla lteuss, cd a sinistra coli{, f.." (.\lortirn rhl• fronteggi;na la parte infeJ·iot·c dellago cli Zurigo fino ad \11 sliidten di farria a Zurigo . ' .\Ienlrc .\lassenn :;i p roponeva col llll.eluo fJl'ii iCipale di forzart • il p as~n ggio doll a Lilll ll t:llh fl'< l OictikoJt c Zurigo, ln di,'isionP Sonl t clovena fomu·o ilpassaggioclclla Linth. llgeneraleSoult si emot.:rnpalo fin dai prim i giorni di ,;ellcmhre di raccogliel'<' i mczzi pPr r~~cguirc quesl.o pa.~saggi o, ed nveva mc.;so insieme nn pajo di doz zine di hare on i. l'nl.lo r~oslnnTo li'C :-:cialnppe cannoniCJ·e ed organizzato n na rompagnia di n uolalori. fl z4 if 701ll'ralc Soull impnrli\-a. f'ra lt' alfre, fp "''1-W<'IIIi i:-11'11zinn i alia :;Lw alu dcsLI'a: ' •< 11 go nt· ra lc 11 aj non i. t'o111andan le :) hallagliou i. :J Slptadrolll. c<l una halleria tli artiglicria lcggera, clonit tentare di far pas~at·r· la fantcria al guado pre:.so la ca1Jrella di Schannis. nel mentn· ,..j larorerit alia coslruzioue di un ponte 'olanto eel al lanciamenlo de1 batLelli; lawmpugnia nuolaloJ·i do,ritlo,;to passare all'allra riH• per prenden i i posli nemici. Si mccomanda al genera le }fnjnoni di im padronit·:-;i dol la :;Lrada di \rescn e cli uunccnl·e immcdiatameule d lianco sinislro dol 1:nmpo nemico, avendo cu1·a cli appoggiarc ln sun d<'-slra alle mon tag-nl', allo scopo di pl'er.lttdcre il pa:ssaggio da qnf'~ t lJ L.'uutica ~uu lll't!lalil ··•·u stu ta scompostu; la :18" 112 bt·igata e 1·a l'imasta uc!lu dt\l $iono Lccourbo. Nella di visiono Soult: ~lajnoni avovn la 44" colla ora, L3val la 25~ leggera o la 36" dt lin ea. Erano inolt•·o u~ll<~ divi sio ne Soult: il 7° rcggime oto ussa ri, il 10• r egs !m CIIII> r·•rc in tol'i , la ,-,•l:ttivn nrliAiicl'ia 11ivisionale NI i distnrca menti zappatol'i c pontie•·i.
l) t·: L c;r-;;-n·:HAT.I·: <': lt'SEPI'E
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\1 -\.INO:-il
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. J)'' l'te -101r]i Auslriaci. e cio ttl)I)('na abhia ~nflic·cnlt' f'o1·za cli fan" < ' '1 \' l • • 11··' r·1, a' destra Parlronedi Schtinn i ~ e llclle r1 c.ol.Lc. eg 1c. ona. ten· a :;u · • · ·' . l ·at·c a '\Vesen un bauaalione con una compagnu1 b1 cacclaLOI'I <I IS acv ' '' · o . . -,· . ·e 1' 1 P"'c:~a(·t · o cli 'Tolitor che ha orcl11w dt allaccare quepc't' i.. atl I 1ell u:--.,"<:>o . • . . . '· . . . , 1,1 citta snll'altra ri>a . A.ssrcuratost df'ln,;nllalo tl gen01 air )la.Jnorll ripieghcra :::ulla brigata di deslra ». ( I l . . . . . . \ tali ordini crano :t![giunte akuue prP.:rnz1u111 cn·ca 11 eongHm!.timenlo chc it gencrnl~ )lajnoni do>cYa procnrarsi c~ll~ ~olonna dl'l rapo-hrigala Lapi.:se, che formaYa ln riscna delta d'"~'onc e clw clorc\a a\·anza,·e. appenn riu::cito il guarlo. per<·oncOIT<'I'e alia prrsa ' lcl
)
di Schannis. . . L'esecuzione :;uhi un r itordo slnntecl te n ~eft tin n•s nun _t\:>tsleva ,, ac·lo cd il aencrale 1TaJ·noni clovelle anclarlo a corcarc a Htlten; la "'" n . ~ 11 a easa ll eri.a ela suaarligli eri:L flnir(nto per pas,;urc 1'I g10rno (Iopo .. Conlnttocio alle quatlro <lcl ma lt iJlO ilucmico rra gi~1 alla~cal.o; 1 11 uoLaLori , pt·ofi llando clell'oscurili1 , !'O I~~ sciabo la fr•:. ',tlcnl.l c L~· liCJJdo una pislola assicuraLa alla:sommtln d.cl capo, s1_f,C ll a~ ono 111 aequa 0 furono bcntosto all'altn.t riva nvr clispe rsc~·o 1 po~Lt _avanz;tti. Lr harche \'ennero lanciate e~ei compagnie rlt gr~na l tcr~ marciarono su Schiinnis, se ne irnpadronirono, e ne F>carc.a_rano .' l ballagtione austriaco chr ri :-< i tro' ava. l' na riscrnt o~~enclos1 p~ro a'~al_t zala cla Kallbrunucn, la posizione poti• csscrc d1 nuo~ o rtrl~tta Ill polerr clegli impHiali, che o lor_ ~-olla l:nrono ricaccial1 rh1 <;e• r.ompagniP f1·ancesi <:opraggiunte p1~1 1arcl1. . .. . ,, . _ Tl "enerale Hotze udita la fucdala areonen\ 'et ::.0 \\ ~sen, <\C " l dal 'tlO capo di <.tato mau 11iore colonnello Plunketl; non rompacrna o :; ' · ' oo dd · ..ra tu 1~cri da Schannis quandl), all'altezzn dcl!a cappella, t'a ~ l1l " 1 no gruppo cli carabinieri I'CI111bblicani d1el1'o mezzo ne . nppostalt . a· una. sicpe; gli fu imlJosto rli arr~nclersi~ ma cglt prefer~ lent~re • meLtersi in saiYo, e gia partiv-a 111 carnera, quando un.t sca1t~a to -.tendeva morto al suolo, unit.amente al suo capo di stalo mag?1ore. La notizia di tale a.nenimenlo si ~parse in nn all.imo;_ gl• _Auslriaci ne furono scossi, i Francesi li incalza.rono CO il magg•or VlgOt'C e li ohbfi rrarono a ritira1·"i a Kaltflmnnen; anche r1n qnesto pnnt.o (')
(I) ,!Ttfmoil'C$ de .\Iassena. -
Opct·a giil ci tata.
418
V!TA E CA.IIPAGNE:
furono in segltitu scacciati e dove!tero proseguire la ritirafa fino a Li eh tensteig. ' . Durante la notte it genarale Petrasch essendo rinstito a riunire cn·ca due mila imperiali :-: i porto di nuMo innanzi fino a Kal fhrnnn en e se ne rese padrone. Mac!<'>. ~on bastava a cambiar faccia alle cose; all'ala ~inistra c~ella dtvisione la brigata T.aval oneneva hrillantissim i risullati: ~01·sal~ol era complelamente battulo a Zurigo, e riusciva a stento ~ r.Icon?'lmger,;i colla sua destra, da cui era stato separato, eel a ritll'ars~ verso norel . All'estrema sinistea della linea i Russi venivano ~)ure mteramente sbaragliati . Zurigo fu occupata dai repubblicani d 26 e la rolta del nemico fu comp iul<l . ' Soult c.olla sola sua divisione aveva, prima della sera del 20 ottenuto: dt rom~ere gli Ans!riaci, separarli dai Russi, ' prenderne una parte fra Utznach c Rapper-;chwyl, e ricacciare il resto verso San Gallo. Ne! ~on:eriggi o del 27, Jasc'iato il generate Majnoni con cinque bal.tagl!on t per ~uardnre !.a Linth e mettersi in corrispondenza eel accordo con l\fol rtor, conttnuava l' inseguimento su Lichtensteirr ma trovava la ctWt gia evacuata. o· ;1 28 Sonlt era a San G~tllo ma. it uemico ne era pure parti!.o da un ora.
Tr~mila prigionieri, va.rie handiere, venti pet:7.i d'arLiO'Iieria e la 0 magg'?r parte dei bagagli austriaci fm·ono i trofei della divi:-ione Sonlt Jll quelle memorabili giornate. Nel rapporto ufficiale diretlo a Massena, Soult cosi si esprimeva, padando delta condotta dei suoi due generali brigadieri: << Le general Majnon i eommandant la brigade de d.roile et legeneral ~aval celle de gauche se son t acquis l'un et l'Rntre beauc;up de gl01 re d.ans cette Journee ('!) ». ~~.l co~plesso gli :\.ustro-R.ussi perdette1·o ~12 mila uomini, molte~ b~nd1ere, 11. test~ro mtl itare, e, si puo dire, tutti i bagagli. Gli avanzi (b Korsakol e dt Hot7.e si ritirarono oltre Heno. La vittoria. di Zurigo ebbe, por;o dopo, il suo coronamento nelJa catastrofe di Rouwarow, ehe dall'Italia pel San Gottardo veniva i.n OJ
,! femoire de Massena. -
Ope1·a gia citata. -
Pieces justifica tJVes. N. XX.
DEL GE:'<E l'{AI. I·: GICSEPPE .-\1\TONI<J ~JA,I N0:-<1
WJ
Isvizzer<l per congiungersi a Korsakof. La brigata .Hajnoni si trovo fra quelle fol'ze cbe vennero concenlmlc l'riL Schiinnis e Wesen pet·· impedire ai Russ i di sboccare da!la valle del la Lintl1, percui il genel'ale Souwarow, premulo anche in coda dalle Lrnppe di Molii'OI' e di Lecourbe cerco la sua salvczza getf<mdosi nel nllone eli Engi e sacrificandov i Je arliglierie ed i bagagli . Con questo ehbero fine le operaz ioni mil i!ori in lsvizzera. Massena non rilenne opportuno di prosegnire i risultal.i delta vittoria fino al punLo ela imprcndere la rioccupa7.ione dei (;rigiuni, sia per la stagione giit avanzaL<l, sia pcl sol ilo motivo dell' iusufficiem:a dei mezzi. Dopo lanLi mesi di fa1iiil1e e di combatl imenli in mezzo ad una regione a$pra e pove1·a, con iscat·si sussidi clal Direttorio, (: facile immaginarsi in quale sLato si trovassero le truppe. Per provvedere ai bisogni piLt urgenti }iassena ricorse ad imposte straord in are, chie$le alie varie ci tla sotto forma di prestito; tale misma dest6 un malcontento generate nelle popolazion i elrcliche, che, per veritil, era no angaria'Le e rifinite dainvasori e prolct.Jol'i, ciascu no a propria vo lta. Il Direttorio sv izzero proteslava. Allora Massena mostro di conten!arsi anche di semplici reqnisizioni , purelle il soldato (I}SSe pro\rvislo del bisognevole per vivere; rna nuovc reclamazioni furono sporle a! governo francese; le lagnanze degenerarono in profondo fennento e si temette un'insu rrczione. Si fn in tali [rangenti d1e il generale in capo, mentre spedi1a il suo aintante eli campo De Giovanni a Parigi, per in[ol'mare il governo sullo stato delle cose, inviava a .Berna il generate !Vlajnoui coll~L miss ione di fare presso il Dil'eUorio elvetico un ultimo !enlativo di conciliazione. QtlesLi gmvi dissensi eiJbero infatt i, merce !'opera del Majnon i, una coveniente soluzione, essendosi potulo otLenere che il go,·erno francese, pure approvando l'operato del generate in capo, gtlarentisse il rimbo rso delle requisizioni ai v<u·i comuni sviz7.CI'i . Ven iva in tanto il I A brumaio, le cui conseguenze non tardarono <~ fars i senli1·e auche nella eondolta dolla guerra . i\Iassena em uominato comandante ilell'annata d'Ital ia eel il .28 novemb re, partendo , dava il suo addio all'armala del Danubio, la ringraziava, e le annunziava che suo successore sarebbe stato il generate , '{oreau, un capo degno di essa. Per intanto lasciava l'inl.e.rim del comando al generate Tuneau.
OJ::L GEXER ALE GII"SEPPE ,.\:\' f0:'\10 MAJ:\'Ol\1
\If.-\ E l..\~11'\ !,XI
1'ogliamo dall'al·cllivio t!ella fami.,lia la :se"ttellle lt•tlet"'t SCI'.tl· <> I ,, 1. gwrn_o :successl\·o da_ ~lnssena al gcnct·al Majnon i, nella quale lo nng1·az1a per la parte nnportanLe da c:;so an1ta tanto nelle cose rli gnerm. qnanlo nelle diplomntiche vert!'l17.1': . ,
•
•
l 1
I")
.\nn{•e du Danuhe. Au quartier gem\rrd de lu l'ich. Le 8 Frimaire . An. \ ll L republicain.
.\Jassena ~t·n em l en Ch ef nu gen(•1·n I ~l ajn oni . J e ~·ais .pn•nclrc, mon che1· general le COilllllllJHlaluJ.Htt de t'm·mce d It_nl 1e, nuquel m'appell ent les ol'(lres de notrc gorcrnament. J e dot:- ' ~us donner connai ssancc de cclte e1encment dans 1.. po;_te es:;enttcl ou r ous t1tc::; je >oui: engage a contribuer auta111 qutl est en \'ons_ au l~Htinti en de la lntn,ruill ite publitt 1te . .l e con,;on·el'at LOUJOU I'S, mon cher g6n6ral, le so nven ir· des sernces qne \Otts ayez rendu~ tL l'annee el de ce que vou:; avez fait personellemente pour moi clans la dernii•re mission que je rous ai conOee. · .Je vous embrasse )IASSENA.
nn. 11 gene1·ale Mnjnoni incarica to clclln difolsa delta f•·ontin · · . . "'1·• .., u·'' l'"ai1·• o - S t u' I" 1 e n·cogn tzronl SUI _ras~ag~l delle Alpi - Comanuo dell~ t esta uell"aranguardia - EffolllWZiOO~ dPI p~s,ag~·~ dt•l G•·an San BerMr<fo - PJ·cs,1 d'l mM - Da Chivasso a p 3,.; 3 _ Pres.• d! ~ne.t ult•m' t'IUa - Pas3al!gio drl Po - Combattimento di Montebcllo _ Bat· !'ultima ,·otta t"gua d • )ln•:Pngo - Il gcne1·a1 Maj noni cade colpi to ne! pet to - Pc1 la 4~ SI d • ~t111sne sotto 1 s uoi o•·dini.
Il gc•:enlle _Majnoni compiuta la sua mi,;sione pacificatrice a l~erna np•·ese ~~ comando alt ivo di una grossa lwigata delta diriSJOJ~e MontchO I:5,Y della quale facevano pnrle oltrecchc la l"l cgaern, la 9• 1 la :28• 0 la ·I•0-;>.a lTI OZZ't l)t'.1)1< ~a t·ol (I 1· I"mea . COll [[I[J. ll'Uppe gli , ""'1 '' venne nff1data la clifesa delln frontie1·a (l'rinlia dalle sorgenti del Rodano a Saint Mau rice. CJ
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421
Da quesla disposizione tli truppe subito s' indorina come il generule Majnoni l'os:se na.lurallllonto clestinato tt fa r parte dell' armata che scrisse su i suoi fasti iI passaggio del grandt\ San Bernardo e la hattaglia di )fareugo e com'egli si tronsse in posizionf' di poter rendere sc;znalati serrizi in tulto cio chc si riferin1 alia prcparaziooe dell a grande impresa. Egli infatLi l'u incarieato, iu nnionc rol gonerale ~l n.re,;co t del genio, di p1·ocederc ad una 1·icognizione di t.ulla quella zona alpina per. cui si sarebbero potute :;volgere le operazioni, eel il risultato di questa ricognizione sen'i appnnto di base agli o1·dini chc fnrono clati pel pas~aggio delle Alpi (1). [I primo console, non co nl.ento a cit'l, aveva pure in caricat.o il generate Benllier di allingerc a tulle le fo!lti possibil i onde nulla fosse trascurato di quanlo potcra gio,·are. Leggiamo infatti nella corrispondenza di Napoleo ne come fossero chiamati al quartier generale: certo Colombi ni che cono ~cc va perfetlament.c il grancle eel il piccolo San Bernardo coi loro sbocchi; il maggiore PaYelti, nativo di Romano Canavcse, e capo hattaglione nella legione ilalica, ed il commissario ordinatore Dalbon , amhedne esperti conosci tori delle local itit. Ecco quanto ne dice il contc 1\fathiou-Dumas (?): « Pendant que l'armee prenait des cant.ounements su1· la r ive du lac, ill'entree du Valaisct. auxenvirons de Lausann e, le genet·al Marescot, commandant le genie, officier digne d'ctre compte parm; les plus habiles, et le gencml i\Iajooni, officier d'origine italienne, plain d'ardem et de talents, et qui s'cta it fort occupc de la topograph ic militaire des grandos Alpes, fnrent charges de roconnailre le chaine de montagnes it la rive gattchc et depuis les sources du Rh6nc. Comme le resullat de celte reconnaissance ::;m·vit a regler la marc he do l'armce cle rc~erve et tout le mouvement de re memorable passage des Alpes , on lira sans doute a.vec intcret l'itinerairo et combats des F1·anrai• depuis 1792 i~tsqu"en 181~ . Nell'a1-ehirio di famiglia si conscrvano gli schiai lopografici de•
(Jj Hfslolt·e dts batailles, sieyes
Tomo Ill. Ed1tion vnri passi.
1818.
(2) l'rl!cis iles evtfnemens miLitaircs m essais historiq11es sur les campc1gnes de 1199 rt 1814 pa1· Mr le conte llfathietl- Dul>us- LienLona n~ genet·al ncs a•·mee du l\oi. - Vo l Ill, pa g. lG2, c~iziono tl ~l 1816. J..NNO XXVII. VOL. 11.
Vl1'1\ E
general de ces hautes regions, depuis le mont Cenis jusq' au Splugen et le compte particulier rendu par IB general Majnoni au general en chef Bcrthier des moindres communications, du nord au sud, c' est-a-dire, entre la valleu du RhOne et celle du Tessin, dL la Sesia et de la Dora, principaux affiuents dans le vaste ba~sin du Po. Ces descriptions rccentcs des chem insles plus apres et les moins pratiques clcpuis les siccles des grandes io\·asions des barbares a demi saurages jusqu' a celui des invasions non moins desastreuses des peuples civilises sont d'autant plus precieuses qu' elles ont cte faites par d'hab iles exploraleurs avec des vues generales, un but determine, ctdansdes cir~onslan cesqne nereproduisent pas l'ecoulement de siecles entiers }). « (Voyez dans le recueil des documents originaux a la suite du texte le precis do cas reconnai~sances) }) (1 ). Dalla lettura clell'a llegato A di cui nella nota qui sotto si rileva chia1·amente come le infOI'mazioni del generale Majnon i fossero esatte e come gti evcnti abb iano corrisposto alle sue previsioni. Infatti relat ivamente ai passi del piccolo e del grande San Rernardo il Majnoni rifcrivn: « Da Ginevm al piccolo San Bemardo non si pu6 giungere nel mese di maggio so non per la strada cli Annecy-Ugcne-t:onOans ;\foutiers-Saint-l\laurice; l'altr·a strada per Bonnevilte e le petit Bonhomme non e pratirnbilo che durante quindici giorni del me~e di Agosto. Dalla cima del piccolo San Bemardo si pu6 tendere su Aosta, ma questa strada e ~empre difficilissima. Il passaggio del gran San Bemardo c, nella b.uona stagione, meno difficile di quello del piccolo; 'i si sale per Alartigny all'entrata del Vallese; si scende sn Aosta ed lvrea passando sotto il forte di Bard: lungo la stmda s'incontrano parecchie slrette difficili, ma per mezzo di slitte eel allri ripiegh i vi possono passare piccole bocche dafuoco }). E nella lettera. del G maggio al general Berthier (2) troviamo che do}JO avere, il general ~rajnoni, accennato come per salire da i\Iai·tigny all' ospizio occorressero sei ore, e due per discendere dai!'OTale uooumanto nol pme •·iproducinmo per inte•·o alia coda dclla p1·esente biografta (allogato A), soguito rla una lottO!·a rlel gc no•·al Majnoni al ~en oral Berthie•· dat~tR dA Si•Jn il 6 maggio 1800 (nl lognto B). (IJ
(\?) Al legato ll.
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CA~'IPAGNE
DEL GENERALE GlUSEPPE ANTON I O M i\.JNONI
1:2~
sp1z1o a Saint-Remy, consigliava cli approfittare dei vari passi dal San Gottardo al Cenisio per scendere in !tal ia, ma aggiungeva che: « Quello del San Rernardo deve essere il principale perch~ pi1l facile degli a[t;ri e so1n-atutto pil't decisivo }). Questo parallelo fra le condizioni stradali del piccoloeclel g1·ande San Bemardo ci sembra sia abbastanza concludente pet· mostrare qual valore abbiano gli appunti che il Jlaresciallo i'lfarrnont, nelle sue )Jemorie, muove al Primo Console, di avere ignor·ato e trascurato il valico del piccolo San Bernardo. Dal medesimo parallelo risulta pure come il forte di Ba1·d, della cui csistenza alcuni autori, e lo stesso 1\larmont (1) credettero completamente inconscio Bonaparte, fosse giit stato avvertilo e segnalato allo stesso dal generale 1\fajnoni, per il trami Le di Berthier. II gran de San Bernardo fu dunque see] to come sbocco principale; lo dovevano varcare 35 mila uomini sotto I' alto comando del Primo Console in persona. Un piccolo corpo di o mila uomini sotto Turreau, passando pel Cenisio, veniva a formare la desLra doll'armata d'Italia. Moncey era avviato pet San Gottardo e colonne intermedie pel piccolo San Bernardo e pel Sempione. Il passaggio doveva incominciare il n ed essere comp iuto it 2o maggio. Fm il ·I0 ed il ·14 il primo console imparlisce tutti r suoi orclin i. Restringendo la nostra narrazione alle operazioni in cui ebbe parte piu diretta il generale )Jajnoni, ecco in riassunto le prescrizioni relatiYe all'ayanguardia, C(lmandata dal generale Lannes, la cui testa era agli ordini del l\Iajnoni : « 11 general Lannes si trovi il liS, col grosso, ai piedi del grande San Bernardo, mandi il 14 il general i'lfajnoni ali'Ospizio (2) colla 28" mezza-brigata, il battaglione elvetico ed il baltaglione italico, a costituire la testa dell'avanguardia e acl essa sia disLribuito biscotto per 4 giorni.
(I) Pa•·l ando dei piccolo San neroardo scrisse: On ignorait l'etat de ce passage et dans une ch·coostanco aussi importante, c'etait une choso impardonna ble "· Pa1·iando del forte di Bard: .. 11 rencontra en route un obstacle qui, certes, n' anit pas ete pr~vu, car jamals le Promie•· Consul no m' en avait dit un mot ~. (2) Un distnccamento della briglta Majnoni vi si trovava gih da due mesi. «
DEL GEJ'\ERALJ:: GJUSEPPJ:: AN T 0!\10 ;\lAJNON I
VITA E CA~IPAGNE
)!entre il Primo Con:'ole, coll'ai uto di J\lannont, staYa escogitando i1 modo di far passare can·eggio cd artiglierin per la slrella di Dard, l'avanguardia di Lannesseguitara la sua discesa nella valle, respingc·nclo le relroguardie austriache (I) cd arri \a va il 20 acl I n·ea. IJ uivi gi unto il comandan te l' avanguardia ricevette I' online di allaccare e prendere cittit c cittaclel la occupate da un corpo cli 4 mila nomini (brigata Briey). Benche privo d'art.igliet·ia Lanncs il 23 maggio orclina l'assalto c.onlemporaneo dell'una e dell'aiLra.; gi scalano le mura,, si abbaltono le porte e sipenctra tanto rapidamenLe che gli Austriaci hanno appena il tempo di ritira1·;;i sulla slrada di Chivasso. Tre giorni clopo l'ayanguarclia, raggiunta dalla propria artiglieria. la llUale aYeva tromto modo, col ronlraslato stratagemma, cli sfilare soLto il forte di Dard, si rimeltevn. in marciasulla st;rada di Chivasso. Ma intanto gli Austriaci sotto il gcncmle Haddick avevano pre::;o posizione diotro la Chiusella c sbarravano il passo ai Francesi. Lannes li altucco senza indngio, li sconfl ssc, e li insegui fino n Cll ivasso clove cnlro il giorno appresso (27 maggio). ll Primo Console si rcco subito da I vrea a Chivasso per pnssare in rivisla quell'ayanguardia e dimostral"le la propria socldisfazione. :';et suo bolleltino dalato da Inca il 29 maggio, ecro come si esprimP al ri nrruardo clella ~8· mezza-bri!rata agli ordini del generate v ~1 ajnoni : « Yoila deux ans que vous passrz sur les montagnes, souvenl prives de toul, et I' OUS eles toujours h votrc devo ir :;ans murmurer etc..... » Come ricompensa le promclle <li fnrla trovare di nuovo in l e~ t n nll 'nvanguardia net primo scon!ro col ncmico (2) . Quando il crrosso dell'armatn fu sboccato in pianura e inlraprese la sua marcia0 verso il milanesc, Lannes colla sua avanguat'(1'ta, ne cosLitui rata destra, dirigendosi per Casale, :\Iortara e Groppello :;n Pavia. Quesla piazza, sebbene fosse :;Lata alquanto trascurala dagl i .\ nslri aci, era pur sempre cli mol la importanza, e premev:1 al genern le
Gli affusti-sliue si lro,·ino pel giorno I3 ai piedi del San Bernardo in testa al grosso . ll IG ad un'ora prima cli giorno l'a,•anguardia dovril avere oltrepassalo il colle e ricacciato i posti nemici r he incontras;se·sul suo cammino ('I). « L'ava nrruardia si riunir[t tutta ad Aosta ed indi mareedt losto "' ~ u D:11·d; clovranno occuparsi to alLure che dominan o il fo1·tc, :-;i f·ond urra su di esse qualche hocca da fuoco, clue obici saranno collocal i ~ulla strada e non appena l'artigli eria avra smantellalo i vOiti delle batterie, si costringera il difcnsore a cedere il fo rte col fuocn cl i fucileria. « II generate ~Iarescot, comandanle il genio, si trovcra coll'nvanguardia ed avra, per la parte che gli spetta, la direzione dell'attacco (2) ». , Per eiTeLLo degli orclini precedellti il giorno ·16 maggio, nellc prime ore del mallino, incominciavll il passaggio del gran San Dernardo; In. testa d'ava.nguardia (gen. Mnjnoni) che si trovava, fin dal 1/~ aiI'Osp izio, scende su Saint-Rcmy; Lannes col grosso (di,·isiono Wntrin) muo\ e da Saint-Pienc c giuuge, dopo sei ore di marcia, al · I'Ospizio; ivi si arres!a, fa :;enarc la colonna, fa distribuire acqua Yitc all a truppa e biada ai caYalli, poi riprende la marcia per giungerc la sera ad Etroubles. La testa dell' aYanguardia respinge da Elroubles un piccolo distaccamento austriaco eel arri,•a la sera ad .\ osta dopo a'•er avuto 11 n comballimento. Il grosso, che ha pernotlaLo ncl Etroubles, nel17 rimette in as$eLLo Jo artiglierie e raggiunge la Lesla in Aosla; il18 tull~L l' avanguardia marcia su Chalillon, assule il nemico (un battogliono del Banato= 1000 uomini - 4bocche da fuoco)e lorespingcfin sottc' il cannone di Bard (3) . Quando Lannes ebbe L"iconosciuta l'impossibilita cli prcndere il forte di Bard per sorpresa o di ottcnerne la resa senza un regolart> assedio, penso di girarlo tagliando un sentiero nella monlagna, atlmvot·so l'altura deLta fl'Aibareto, e \' i diresse la fantcria e cnvalloria delta propria colonna 11.
(I) COl"I'Cspondancc de Napaldolt- pag. 263. Lettera in data 10 maggio lSOO. (2) Id. pag. 2i2, lottera in da ta 13 maggio 1800.
(9) MATmu - DuMAs. -
Oper·~
gill citato.
ft·25
~
(
(l) Combu ttimonti d! Montest•·utto o IJorgofr·anco. (~) Oo>..-espandance de Napoleon - png. 323, lomo lV.
426
VITA E CAMPAGNE
Lannes di impadr·onirsone prima che vi arrivasse il corpo del general Ou, accorrente da Genova. i\~ar~iand.o con grande colerilit ogli giunse impro1·viso dinanzi a Pavm Jl 3 grugno, se ne impadroni per sorpresa, e venne in possesso di 200 bocche da fuoco od una gran quanti tit d'armi e di mnnizioni che conlenera. Con Pavia in mano dei Francesi erano per·dute per gli Austriaci le comunicazioni della sinislra del Po, e quelle per la deslra erano seriamente minaccialc. Impo~·tava a Bonaparte di precludere anche queste con un pronto passagg10 del Po. Lannos lo slava gia preparando allorche ebbo sollecitazioni da Berth ier che si rec6 in persona aPm:ia. Murat, dal canto suo, lo offelluava senz'altro a Piacenza con un rapido colpo di mano, altirandosi cosi l'attenzione del nemico e contribu~ndo mollissimo al buon successo del passaggio principale. Quest? s1 .effoLLu6 lo sLesso giorno a Delgiojoso (6 giugno) . L'avanguardia dr L::mnos passo in testa, seguita dal grosso dell'esercito. Primi a pl'oncler piede sulla ri va destra furono i Lre batrar,lioni Jella ~8· sotto gl i or~ini dol generate Majnoni, e con essi pa~sa 1ra pure tl general Watrm comandante la divisione. . II gener~l.e :\.laj uoni prcse posizione lungo le dig he e palucli poste d1eLr~ San Crpt·ra~o onde proteggere la continuazione del passaggio, ma v1 fu losto v11·amente allaccato dai reggimenti Kinski e CravaLLes, sostenuti da 6 pozzi, e da un distaccamento di ca1alleria. .La sproporzione di forze era tale da far temere pei Fmncesi un esrto sfortunato; ma la lot·o fermezza ed ostinazione \'alsero a contenere l'avversario ed a rinluzzame gli sforzi tanto a Junrro che il gen~rale Gene~ pole ancora giungere in tempo ad efrettua~e il passaggro e prendere parte alia lotta. AI suo criunrrere il centro dei republicani ora giit stato sfondato ed anchel:>le ali erano rifinite. Le truppe fresche cam biarono le sorti; gli Austriaci iucominciarono a piegare ed i Francosi a rincalzarli. Gra vi furono le perdite cln am be le parti. Gli imperiali si riLimrono su Stradella (-1). Su qneslo fuuo d'armo ecco comes: esprime il bo lletlino clclrarmala (2).
DEL GENERALE GIUSEPPE ANTONJO MAJNON!
« La 28a clemi brigade s'est. couYerte de gloire. L'enemi a olc mis en deroule, a laissc 200 moris, 300 pl'isoniot·s, aulant de blesses, quelques caissons; il a fait sa rctraite sur Plaisance ». 11 7 Lannes porlo la sua avanguardia a Broni. ~ell a notte antecedcnte le tmppe francesi, garantite dalla imporlanl<' occ.upazione della ~tretta di Stradella a\evano continualo a giungcre sulla sponda clestra. 11 giomo stesso Bonaparte trasport6 il suo quarlier generate a htvia e visto che tuLlo era ben disposto fr·a Bclgiojoso e San Cipriano peril passaggio dell'intero esercilo ne diode l'ordino, ingiungendo in pari tempo a Lannes di collegarsi a sinistra col corpo di Mural. ll 9 giugno Lanues a\·anzandosi su Castcggio incontrava a i\'lonlebello il co rpo di OLL e gl i infiiggeva nnu nuova o piit decisiva sconfitta. Otl non ri usciva a ferma rsi a Voghera e proseguondo ht sua ri Li rala, geLLava duemiiR uomin i nell a cit.lacleJla di Torlona e col resto pass<tva la Scrivin, accampp.ndo a San Ginliano. L'esercito francese s'avanz6 fino alia Scdvin, restando sompre il corpo di Lannes alia testa. A qltanto pare il general .Majnoni ebbe in quest.o periodo della campagna, il comando inlerinale di una delle divisioni componenti il corpo d'armata a! quale appartenova. Ci6 si dedurrebbe dalle seguenli nolizie forniteci dal coscenzioso lavoro dol general Dumas: « La partie de l'auuee francaise qlti se trou,·ait en ligna et marchail it l'ennemi, n'etait pas fort de plus de 30,000 hommes: elle etait placee sur· la Scrivia. du 12 an 13 juin, de la manicre sui:.. vante: « Deux dirisions (celles de Watrin et )fajn oni), sous les ordres du lieutenant general Lannes, a Caslelnuovo di ScriYia, formant l'aile droile et coupant les comunication nYcc Pnrie. << Oeu'l. autres diYisions (cellos de Bonelet et de Mounier) sous les ordres du lieutenant general Desa ix formant le centre etc. >> ( 1). La battaglia di .Marengo segnava pol nosl ro genoralo l'ultimo dei suoi fa tti guerreschi, giacche verso il Ono della giornala, dopo aYer
(I) M.ru 18u DuMAs. ( 1) llfstotre des battailles, sieges (2) Cort·e•ponttance de Napoleon.
tt combats etc. -
Ope1·a gia ci!ata.
- Pagiue R~5 o 346.
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Opera gia citata Tome Ill. -
f'llgina 300
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DEL GENEHALE GJUSF:I'PE i\NTONIO ~IAJ:'\ONC
VITA E CA:\<IPAGNE
dato prove d'inlrepidezza e cl'intell igcnzn cadeva fe1·ito nel pello, alia regione cardiaca (I). La notte cala\'a quando rcniva Lnt:.porlato dal c:~mpo. ln t[ttella memoranda giornala egli nve1;a· avulo la soddisfazion e di \·Odc1·e let prcdiletl.a sua u.• mezza b1·i ga.ta coglicre nuovi nllori sotto i snoi ordini.
\'HI. 1\iprosa Ji comanuo attiro . - Dislocozioni successive in Valtollina e sui Lo1·io. Comando di Vi ce nza. - Le Ltca·a di que! goYemo pronisol'io. - Hivoltn di l'\o· 1·ara. - Mite repressione. -llalalliil. - Ril•olgimenti in Isrizzera.- Pacillcazionc Promozionc a gcnorale ;lil•isionario. - Comando della fortezza di Mantova. - l' ro· mozioni nella legion d 'onore.
Dalla ferit'l di Marengo il generale .\lnjnoni non doveva piuguarire, ebbe nel seguito della sua breve esistenza dei momenti di trrgua al male, si ill use e ~pero, ma la le»ione era li'Oppo grave per poter essere completmnanl e risanala. Rimasto per rirca un mese a l\•Jilano r messo a disposizione del comando delle lruppe franresi in Ttalia. (2) otteneYa nell 'agosto quello di un corpo d'o,;scrvazione r.hr rm clislocato fra il Lal'io o In Vallcllina. Compone' ano questo co rpo le clue mezze hrigale ·12a e 67a piu due battaglioni della legione iLalica. Jl suo quartier gcnerale che nell'agosto era a Morbegno, ru in segu iLo provvisoriamente porlalo net seltembre a Chiavenna e Tirano, e nell'ottobre a Como dove rimase fino attermine dell'anno. ~el gennaio dol 180 I il gcnerale .\fajnoni veniva incaricato rlel eomando militare della provincia cli \"icenza e vi si adoper6 c·on quell 'interessamento che semp re prencleva negli all'ari, sia politiri, sia mililari che gli ''enivano affidati. Cl) r;01·re$pondance de Napoleon. - Vol. VII reser·ve. - Torre Garofoli. - lG giugno 1800. I'Emph·•· - Tomo I Libro IY. - Pasine 298. (2) 11 gcncrale Brune a,·e,·a da J)Oco surrogato
rag, 3tl. - nullettin de t'armee de Tu1cns. - 1/tstof.t·c du Cons!tlat et de Edizione 1845. )Jassena in cletto comando.
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1-29
Come giit in altre consimili circoslanze cgli climostro di csserc coi pacifici cilladini altrellanto concilianle quanlo 'aloroso si era mosLralo in faccia al nemico. I suoi modi affahili, it suo trallo da gen. Liluomo, to spit'ito di conciliazione che porLaYa negli aJTari, gli calLi varono in sommo gr·ado la slima e l'an·cuo dei Vicentini i qunli con~rrvarono di lui grato ricordo. Piu Lardi, infalli, sperando di riarerlo comanclanle. il governo p1·ovYisorio di Viccnza gli :;c.rivcva In scgnenlo leLLcra che trascriviamo dall'originale (1). « .\ S. E. il signor generate di dirisiono }lajnoni il governo pt·oHisorio della cillit e pl'O' incia di Yiccnza. « Eccellenza,
« La citta e prorincia di Yiccnza. l'ammenta colla magg:ore ewiLnnza l'cpocfd80 I. Quosta eYiramentc marcala net pensioro cli tulli gli abitanti dalla insoparah ile, compiacenl.e idea del soggiorno che ''i tennc I'Eccellcnza Yostt·a. << Dal YOstro gmdo rcl auLol'ilil furono invorati e protezione e soccorso. Il vostro cnmLLere ispin) ognora In piu viva conGdenza Nl i resullnl i non potm·ono che torrispondere ai ~enLimenLi del vostro ruorc. « La viltoria costanLe faulrice clolle m·mate fJ·:mce;;i \'a a donai'C ni bravi mi li lari una lregua ben dontla alle toro fatiche. l'na parto delta Yalorosa arma ta d'lta li a, \erra i'or"ea slah ilire anchc in questn provincia In sua stazionc di riposo. << It maggior conforlo per la pro\•incia :;tos:>a ~arcbhe crrtamente quello rl i vecle1· conficlnt.o ali'Eccellcnza vost r·a il comanclo di questa piazza. La prcsenza delta rostra persona non potrebbe che rinnovare nell'animo di que;;ti nhitanti it piu esteso giubilo e la piit sinc·era sodcl isfazicne. « 11 Govcl'l1o ri prcga istantemonlc ad acccclere ai voti che vi ,·cngono prc~entati, procnrando nppun to che segua unn rosi hramata destinazione. (I) Archivio uolla famigho, o1·e pure si trOI'J il rilievo topo~rdlico dolln proviucia di Vicenza, appositamcnte oseguito ed uflbialmonte o!Terto dol rapprcsentanti la ciL~adi naoza, in aue,tato di bencmerenza.
\'ITA J:: CAMPAGNE
« La presente vi sarit esibita dal ~ignor comandante di at·tigl ieria Vcrlato, approfiuando cosi di un cittadino di Yirenza. che copre un grado distinto presso l'anuata, pet· offrire all' E. Y. un tributo di riconoscenza cd implorare una grnzia. « Il Governo frattanto Yi prega di accogliere i sentimenti della maggior considerazione ed ossequio.
« Vicenza. '17 dicembrc 1800. « In assenza del Presidentc del GO\'Cl'no Bissari, DELLA VECCHIA Segretario ».
Anche a Norara egli lascio buona memoria di ~e. quantunqtte mandatori in circostanze ditlicili. 1\icb iamato al Quarticr geueralc principalc di Mi lano egli ''eni,·a incari cato, verso la meta del 180 I, cli una missione molfo delicata, nella quale egli riusci con piena sodclisfazione di tulli. II I 0 giugno la plebe noyarese si era portala in gran folia alle porte della cittit, are' a lerato i cartelli del Dazio-consumo e si era impossessata dei registri e pesi relatiri. Hecatasi quindi al palazzo deii'Amministrazione dipartimcntale ,·i ave~tt talmt>nle intimidito la rappt·esentanza goYernati ra da decidel'la a togliere di propria nttlorita quell'imposta. Ecco come la Gazzetta di ,}Jilano di quel tempo racconta, nella part.e nfficiale, i fatti a vvenuti e la paciGcazione co1\seguita ctnl genera le ~Iajnoni. « Gctzzetta di .!fila no. .\. i-i.>, .i giugno 180 I - ·15 pratile anno lX 0 • « Alcuni disonlini succeduti a .XoYara hanno dato luogo alia pubblicazione di un decrelo del comitato di gorerno delta republica Cisalpina col quale in consiclerazione dei disordini anzidetli, venivano destituiti il commisiario dol governo presso l'amrninistrazione del dipartimento dell' Agogna, i membri componenti il comune di Novarn, eel il comnndllllto della gnardia nnzionale, la quale voni,•a pure sospesa dallo eseJ·cizio delle sue funzioni >> . Contemporaneamente il genera le }!once~· (I) deLLa,·a il soguente decreto: (I) Allora comanll!ate le truppc frnnce$i nclla republica Cisalpina.
DJ::L GENERALE GJlSEPPE ANT0:-1!0 MAJXONI
t\.31
« Vista la determinazione del governo Cisalpino in data di questo giorno, causala dagli avrenimenti di Novara; « Considerando che un tale attentato all'ordine pubhlico racchiude una numerosa quantiLil. di circoslanze aggrayanti: « \'iolazione delle leggi dell a rep ubi ica Cisalpina; << .Ri bell ione con forza armata (tale adn nanza essendo s taLa protetta clall a guardia nazionale); « Oltraggio premedilaLo, in cui la derisione insultante anmentara il !aLto criminoso ed anarchico; « Compiacenza e debolezza pot· parte dell'amminislrazione diparLimentale dell'Agogna, la quale doveva in tale occorenza. riconere all"autorita militare francese; « Scandolo funesto per tulti gli altri dipartimenti o che da luogo a congeLLUJ'e sfavorevoli in un paese limitrofo; « Considerando che la protezione dell'autorita militare francese disprezzaLa in tale circostanza, chiama sugli autori di questa ribellione una pena particolare, inflitLa da quella st.essa autoriltt, per mantenere i suoi diritti alrispeuo pubblico. « Ho determinato: << Articolo J. - Si spedirkt subito a NOI'ara un corpo di truppe francesi, il quale vi ricevera doppio soldo daquellacomune, dall'epoca della sua partenza dai rispeui,•i alloggiamenti, sino al suo ingresso a quelli che occupa attualmente. << Articolo It. - Quesla forza ana per oggeLto di ussicurare la esecuzione del decreto di quest'oggi del t ~om i tato di goYemo cisalpino, essa sarit sollo gli ordini immeciiati del generate di Brigata Majn oni. \( Articolo HI. - Per riparazione dello scandalo c dell'oltraggio · alle leggi sarit messa Stllla Comune di Konu·a una contribuzione di guerra di cen tomila francl1i, la quale dovra essere pngata in 48 ore dopo la nolificazione, ed esatta pronisoriamente sui principali conLribuonti proprieLari c negoz ian ti cli i\orarn, salvo al Comitato di govemo Cisalpiuo di dare Lllteriormente i suoi ordini pel riparLo di questa contribuzione !'ulla general ita dei ruoli, oppure se y'ha Juogo sugli uulori ed ist.igatori dolla rihellione. « Articolo TV. - La. suddella somma di 'I 00 mi ln franch i :;nra versata nella cassa. dell'nrmata, per esseree~clusiYamente impiegala
\"ITA E C.UIP,\G/\E:
a ~ pagamento, fino alia giusta concoJTen· a· .· . ;u . corpi . per ""TatiOc~z,·o· ... n e c·l·I campal)'na z~llCI lul.l . o..cJ6dche e .dovnto rnfl"rJOri · come .· I . " ' l omtnclan o dal rrmdi .' sa ra u terloJ·mente ordinalo ~'> << ArtJColo \'. Il <>en era le \fa. . .' . conrcilive ch 'e••l'1 ci · 1· 1° .1 ' · 'J~onr plendem lutte le misure o o iLLC1c l Eittt nece~sfl.r 1 e pe. ·• 1 a,.ssJcur·nJ·e, p r,~sc rilto l'e,ec . · . d " nel tormine · ' ~ UZIOUe o11 a presentc dote · · I p . rmmnzJOnc e si concerten\ per quest'effelto col l)'e limento cleJI' .\cr .I 1:> nera e Olssant, comandante nel dipar. ~'>ognn I quale dovril. · d . opemzioni . ' ~econ ar10 rn tu tte le sue
« ,(J genera le, capo di sfalo maO'"ior ,,. . l . . confonnita alla })resente det . . N' · l'>enent o, dn ra glt ordini di . . e1 mmazwn(' Ja quale .· sa1 a messa all'ord lllC del O'iomo dell'ann· 1 ·t . <> ,, n, s ampata nolle due I' . com1tato del <::>aovet·no c., · "~IJ>. I no d fl' rngue, sped11a ul . '" ' e 'l l SSfl n r I luLte le comuni dolh repuhl'c . I, . . ' 1eC1a.nl e o sne cnrc in ' 1 a c1sa pma n. E nella Gaz~etta ufficiale di Jrt . pral ile anno rx - y o !.'"'j · , : l ano drlh 11 giugno 1801. '2t · - ' · 'J: • eggmmo: « [l generalo )faj noni qui l·i tomal o 1 ~ , . porto il piu soddisfacen le al , ' . < a - OVtU'a ha /aLto nn rap1 ' , geneta em l'apo della d .1., l' . ravYeduti abitnnLi ch'ebbe, . , , . · oc1 1ta c1 qum . . . I o pcu te nell aOare di c · · . . lll SI e parlato; e dICest ehe Jl eren era le in capo a>l I)Ja condonato :t 11 · . . posta contri buziono ». · < que a cr tta l'llll1')
'
..., Tnfinc nella Da.:.:etta Cf/il;iale sudde!ln del z9 pmlrle anno LX. _ .vo 1.9 : l8 gingno 1801.(( l\Tilano ti 18 ncriucrno V • « La contr ihnzione di '' 00 mila ft"tnch' 1. Novam, e stata ridotta alla mer 0 d :. ~· mposra.<~ lla comunc di tile {1 1. giugno) . a e "!C11a pagara f1n dal ?2 pra« All 'umano e valol'oso gencrafe Mn' lt ' . . . . riduzione 1lOl1ChC la r . . .f O l l dti biJono I :i OVUI'C Si rinuncia in beneficia della c c ~~er~ 1IIHl osseJ·vnta dalle truppe C\ I•~ Yeva a lni eel nl su~ stato npop~ azrone af doppio sofdo che si do1agcrwre La mun. . ,. ; d' . ' ICipa rl,l ' No,'ara gli lla scrillo una tetl era di ···n ~· . , 1 grazwmento>> . ' .c~mp l uto onOI·ificamenle tale incari 0 . . . ID1SSIOne alle lecr"i il aenel·al 'I . ~ dl pactfica;>;IOlle e solloe" . o c e l l aJnont lormentat d 11 ea dd e di nuovo mahto e p b ' . o a a sua fcrila · . ' ' ' er en tt·e mes1 soffe · .· · · . Ill casa cl I parenLi . Recossi . d' . I se 1J!lrato m Ct>lllO · · qu tn 1 a Lurr·mo v· convalescenza e r itorn6 pose ta · <L. J,'f'l1 nno.l'l' , J pnss6 un meso di CjU CS ta
UJo: r.
G.E :-I ERALI': GlUSEPPE i\:-fTONIO
~!i\JKO;o(l
1:33
H.imesso alquanlo in salLLlc eb!Je per poco te;rnpo il r.omando della. cilia di Pavia. Nell'ottobre dei '1802, il )linistero delta guena fraucese lo nominava Govenratore militare del Lario . Era giunto da pochi giorni a Como e vi si era appena installato quando gli petTeniva l'ordine di portarsi colla maggior parte delle ~ue tmppe (1) rerso la Srizzera; era no movimcnti comhinati col Corpo del gcnerale Ney incaricato di reprimcre la nu ova ri ro lia oogli Elvezi. [) general )Jajnoni molto contribui alia pacificazione del Canton Ti dno ove era conosciuto e stimalo dai buoni e dagli onesti cittadi ni (2) . Egli secondo con tanlit int.elligenza il generate in capo che questi in un lusinghiero rapporto al primo console fece molti elogi di lui . Quel canl.one italiano hcnedisse alia sua umanit.[t ed alia sua moderazione. Reduce a Como, dove la Lradizione ricorda ancora la splenclidezza delle sue git.e sullago, fu l'anno dopo, ricompensato de' suoi zelanti e non inlerrotti servizi, dell<t sua infaticahil ita e della integriLa del suo cm·attere. ll 3 settembt·e 1803 rico\'eva la seguente lellera (3):
« H.epublique
Fran~aise
« Mini stere de la Gum·re
« 3" division . - Bureatl des et.ats majors « Paris le ·15 fructido r an II de la Republ ique .
« Le ministre de la gLwrre au g6ncral de brigade Majnoni employe dans la rep ubi ique I talienne a Como. « Je vous annunce avec satisfaction, citoyen general, que par son a.rrete clu 9 de ce mois, le Premier Consul, vous a nomme au , grade de general de division. « Cette recompense dans un momonts ou l'armee frnnc;aise va (I) La 6• o Ju. 91 a mozza-b rigata di linea. (21 Pei particolari v. Stor ia cte lla Sui.rnra Italiana gia citata.
(3) Arcb i\'lO di tamiglia.
DEL GENF:RALE G JUSEPPC: ANTOt\10 Mi\JNIINI
floride delta sua salute, avrebbe pt·ef'erilo assnmero il comando di una tlir i ~ i one attiva . Nel successivo dicembre il gr·an caneelliere della legion d'onore gli cli1·igeva da Parigi il seguenle dispaccio: '< Au cito~-en 1\lajnoni, general di di,·ision, eomandant d'annes a MantoYa ». « Le grand Conseil de la legion d'honnem· vient de \'OUS nommer membre de cette legion . « Je m'empresse et je me felicito viYemenL, citoyen general, de vous annoncer la temoignage de l'estime dn grand eonseil et de la reconnaissance national . « J'ai l'bonneu1· de vous salner.
porter su1· le te1Tito ir de l'Angleterre la guerr·e que cette puissance a voulu fai re a la r6pu blique, est une preuve Oatteuse de la con fiance du Priemier Consul dan!> vos talents militaires et votr·e d6voument an gouvememenl. « Le general )In rat est in forme de volre promotion. « Je Yous salue. (( BERTHIER )) .
Ln Ga.::zelw Cfficiale di .Jlilano cosl annunciava tale promozione: « 24 settembre 1803 »
« Si e intcso con sommo pi ace re che il citladino Majnoni, italiano,
(( LACE PEDE )) .
genc1·ale di brigata al servizio del la republica lhncese, sia stato promosso al graclo di generale di divisione; grado che si 6 mel·itamentc acquistalo e pei suoi lalenli militari eperlasuacommendevole prob ita >> . La divisione della quale il ~I ajnon i aveva preso il comando e1·n la quarla; egli non aveva ancom Jasciato Como quando ai pl'imi di novembre del 4803, pe1· decreta del Primo Console, era nominato comandante il prosidio e la forlezza di )lantova. 11 I 0 novembre la Ga::::etta Uffociale di .llilano annunciava quesla nomina nei termini seguenti: « I~ qui an·hrato il generate di dh1sione Majnoni, proYeniente da Como. Egli vaa prendere il comando dell'importanle piazza di 1\lantova. Il Pl'imo Console confidandogli questa nuova carica comprova sempre piu quanlo pregio ogli metta nel valore e nei talenti militari di un ufficiale che do,•unque ha comandato, ha sempre riscosso la generale soddisfazione ». Da una lellel'a del gene~·alc diretta ad uno de'suoi figli (I ) rile~ viamo per alLI'O come una tale posizionenon andasse mol to a grado all' infal icabi le soldato, che, dimentico delle conclizioni non troppo (1} Archivio cl ell a rumlglln: « Oui, le Pl'emier Consul, m'a nomme, par sa bont6, general do <livlsion, ot onsuite Commandant d'armea a Mantoue, jo lui suis reconnnissant et toujout·s tros disposo 11. lo bie n sel'Vir otant attache de coeur et d'ame au gouvernemont, mais j'aurais desire do commandet· uno division de prMerence a uno place de guerro pour impor tanto qu'ollc soit ».
Con pressoche identico dispaccio il gron caucelliere della legione d'onore gli p:trtecipava, l'anno dopo, chH S. M. l'l mperatore, in gran consiglio, lo aveva nominato 1mo clei comcmctanti di <lelta legione. Queste clue successive onorifiche distinzioni era no annunciate nclla Gctzzetta Ufficiale di ,Jfitcmo colle soguenli parole: « Milano 16 gennajo 1804..
« Dopoche il Primo Console ha inalzato il generate l\lajnoni al grado di generale di divisione, il gran consiglio delta legion d'onore lo ha nominata membro delta medesima. La giustizia. che si rende a questo braYo miJitare on ora l'Ilalia. cli cui c figlio ». « )lilano 5 luglio 18Q.i. >> .
« S. ~J. I'Imperatorc dei F1·ancesi ha nominato uno dei comandanti la legion d'onore nella persona del generale divisionario Majnoni gia membra di es::;a, ora comandanle le truppe francesi a ~J an tova, in premia del suo merito e dei suoi servigi ». Segui tiamo a riportnre da.lla Gaz::etla Ufficinle di Mitano altri brani che ci sembrano di qualche i n tere~sc. Gazzetta Ufficiale del 4. luglio '1805. « Mantov~L 25 giugno.
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«Con moto proprio di S~ M. qui pervenulo il giomo antecedente al di Lei atTivo , il comando di questa cilia., gilt afrt daLo al generale
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di diris ione, eel uno dei comaudanti dcl!a lcgionc d'onore, :; ignor 31ajnoni, e slalo dichiaralo immediato ed indipendente con tulle le sue altribuzioni di pesca, di caccia ccc . « Lo stesso percio. d'ora innanzi corrisponderit. direllamente rol generale in capo dell'armata francesc in Italia . Le ottime qualitit anche di cuore che distinguono il prefato signor generale 3Jajnoni, rendono a noi ram oltremodo ed interessante questa son·ana dispo:'izionc >> . ~Ieritano di esscre qui riferile alcune circostanze riguardanti il soggiorno delle LL. t\Dl. in ~lanlo,· a : « La scarsa guarnigionc che qui LI'OHt.vasi rese alle LL. MM. tutti i possibi li onori ad onla della dirotla pioggia che cadent ncl giomo del loro atTivo. S. M.l'lmpcratrice voleva percio dispensarnela, ma nullam eno il signor generale Majuon i scorlo lla alia porliera fino alrealo pn lazzo. fndi si trasferi ad i:1conlrare S. M. I'Imperatore e Re fnori di San Giorgio, con un reggimento di corazzieri allora appena arrirato. Nel complimentarc il sovrano gli offri Jo chiavi della fortezza. La M. R. a tale riguardo cosi graziosamente si espresse: « Tenetele voi, gu,al'datete bene e non le date a chicchessia. JI generale allora l'assicur6 chc anche a prezzo delta propria vi la non le a>rebl!e allrui cedute che a norma degli ordini di S. ~I. « Lo Stato maggiore della Piazza ed altri molti ufliciali furono nel di 18 presenlali a S. )1. dallo stesso signor generale e furono da Lei ricevuti colla maggior graziosila. « Lo sle:>so generale ebbe l'onore di presenlare aS. )J. gli ufliciali ed i soldati che Yennero poscia clecorati della Stella della Le· gion d'onor-e. Ammonlarono qnesti sino a ·135 e la riceveLtero nel Real palazr.o dal medesimo So\'l'ano. <( Xcl giorno slesso fLt imbandilo per ord ine cli S. M. in qucsto Albergo realc un lautissimo pranzo per i g1·andi ufficiali ed i membri dell a Legion d'onore, e vi si trovarono, fra gl i altri, il mare~ciallo di palazw Dnroc cd il marescia llo dell' impero Jomdan ».
« Man tova 29 agosto ~1805. « Ieri qni giunse S. A. R. il Principe Luigi di Prussia accompagnato dal signor generale Poligna.c. Egli venne compli mcntato dal
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DEL GEl'\EnALE G/USEPPE Al'\TONIO MAJNONI
signor· generate divisionario .\'lajnoni comandnnte la Piar.za in compa~nia rlel quale ammiro i sorpt·cnclen li la\ ori clell o no-; ire forti fiear.ioni e poscia parti nel dopopr·anzo alia voila cli f'roilo >>. <<
.\lantom 16
~ettembre
180:).
« Passano continuamente tlalla nostra cilia delle tru ppe che gi recano alia linea. ~elle giornate degli 11 e del It ~ono di qua passate cinque di,·isioni d'arliglieria. Tl sig-nor general!' di divisrone Majnoni comandante di quesla piazr.a ha fatto pllhblicare alia guarnigion e l'ordine del giomo del.11aresciallo Masscnn alle trnppc dell'annata d'Italia, delia quale delto signor marcsciallo ha preso il comando in sostituzioJ.1e del maresciallo .Jonrdan ». Infatti la guenn era imminente; mentre Ntlpo leone si prepanwa a dislruggere l'esercilo auslria.co sui Danubio, lnsciuva a Massena il carico difr·onteggiare l'Arciduca Carlo in [!al in. Inlnnlo la salute del generate )~a•j u oni and ava coni inuamente pc"n gi~Jrando; ai postum i delle ferite ~ ; aggiunsero i malann i causali dalle febbri palustri Joca.li . Ciouonoc;tante le notizie delle villorie francesi rideslarono nell'egro ma non vecchio guerriero la bramosia cli partecipnre alle glorie delle imperiali legioni. Frenato per duo anni dai fraterni consigli c dagli acciacchi, il22 novembre 1807 un mese circa. prima di morire conosciuto il ritorno di l\apoleonc a Pnrigi, non seppe piu moderm·e la sua smania d'azione e pr·esento al ~I inistero dell a guerra il seguenLe ricorso: « .Monseigneur « L'arrivce deS. :H. I. et n. m'exite il porter· plus loins, que jo n'aurais fait clans d'autres circonstances, mon coumge, pour profiler de volre bienveillance en l'intcressant en ma ffweur·. «Voil a bienl6L cinq ans que je suis tt )'l antone sans l'avo ir desire ni· clemande. On m'a fa it quitter ma Division active (la qnatriemme) pour occuper cetle place qn'on clisa i1 la recompense de ma blessure tres-gra1e re<tue a ~'larengo et des services l'eJHlns clans cette fameusc joLtrnee. « Tres·obeissan1 par principe je m'y ~nis t•rnrlu et jo pense avoir ANNO XX \'11~ VOL . ll
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V ! TA
I~
CA.\l PAGNE
tout. fait pour remplir mos dovoirs. Mais, depu isque j'y suis, je peux le di 1·e, je n'y ai eu quo pcines et maladies. « .T'ai manquc par celle fatalile de fa.ire les deux plus brillanles campagnes qui ayenl jamais elc Jailes, et oublie, ~;omme c'esl d'hahitude lorsqne on tombo clans le~ places, je n'ai pas meme ohtenu le ternoignage d'une decoration, que j'avais cru aroir rne1·ite en rependant mon sang pour mou immorlel sOLlverain. « Votre Excellence qui jouil a !ant de lit1·es de la confiancc et de J'estime du Ileros du sieclc et qui sail faire du bien a !'occasion, pourrait choisir ce moment ponrproteger un suhordonne, que dans tous le cas ne cessera de vous timoigner $a gr:-~litude; en lui oLlenanl son entree en ligne, son uniquedesir, le repos ne lui co1wenan1 d'aucune maniorc cl no l'ayanL jamais aimc. « Que votre Excellence veuille bien accueillir ma demande et me fairo la grace de me c~ro i re. « Votre subordonne « MAJ:\'ONI <<
Grneral de div is. command. d'armes » ( , .
Il·1:t dicembre 1807, dopo pochi giorn i di repentino peg~i ora ulenlo de'suoi mn li, il generate Giuseppe Antonio i\Iajnoni si spe gueva ncl pnlazzo d' Arco in .Jlautova all'eta di 51 anni . circontlalo dai suoi ufficiali che tanto l'amarano. Net Giomale Jtalirmo del 7 gennaio 1808 si leggeva la segucnle necrologia cho riporliamo perche ritrae il defunto generate nr1 suoi rapporti famigliari. « Mnntova 1° gennajo 1808.
« ll genern lo divi:-;ionario ~Iajnoni , comandanle di questa cillit Cl dicembre prossimo passato.
DEL GE:o<ERALE GIJ.:SEPPE ANTON IO l\IAJNONI
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« Le ferite che risplendevano snl sno petto, fori to riJJOl'late nolle glo1·iose battaglie del Reno e di i\farengo, facevano fede dol valore e dol coraggio di lui; le lagl'irne che sulla sua lomba versa no ora tutli i buoni chelo hanno conosciuto, auestano le morali virtu onde era it di lui animo adorno . In tutle le piazze O\ 'ogli comando, anche nei piu difficili tempi, unica sua cura fn sempre l'ado[JCrarsi per l'adempimento delle brame dei ciLtadini; e dove le circostan1.e renderano a lui irnpossibile il toccare questo scopo, coi suoi sfo1·zi olleneva almeno di alleviare le loro calami la . « Crli onori che tanto corrompono il cu01·e delta piu parte degli uomini, rendevano il suo sempre JJitt pmo egeneroso . La \OCe dell'amisla che si di rado si ascolta da chi si innalza di una sola linea sugli altri, formava la prima clelizin del suo an imo. « Amat0re delle liberali discipline, egli $lesso occupavasi della let.Lura dei classici , ma non si nppigl inva gmn fallo ai poeti perche ogli era d'opi nione cbe gli antichi non avevano Jodato clle eroi immnginari e fra i model'lli ancor non si sentiva che alcuno avcsse scri tto pocma veramente clegno dcll 'Eroe del nostro seco lo; quando si \Oigeva agl i storici dicea di leggel'!i specialmonte per confrontare di qunnto inferiori a Kapoleone in 'alore e sapienza erano stati tutti i monarchi o capitani, orgoglio ed ornamento dei lcmpi andati ».
It Vicerc cl'Itnlia per dare una pronl della rnolta stima che profegsava al generale Majnoni ordiu6 che fos~e sepolto nella cappella del forte principalo di San Giorgio. I suoi due figli, allora YiYenti ( I) gli posero una Japidc che in seguito fu trasportata nel piccolo Pantheon mi litare che i generali Grenier e Calo ri l'accolsero nella chiesa di S. Maurizio in 1\Ianlova, dove lrovasi tu ltora.
estato invidiato dal Ciclo, egl i cc lo ha rapito il ·12.
(I ) Mchivio del minlst.CI'O <.le lla guerra del 1·egno d'Italia. - Milano. - Personalc. CarLell·t NG. Hi42. - Majoni gcrlOI'l\10.
( l ) Ebbo tre Ogli maschi .:lo cui due fut·ono capitani ncllo armato francesi o cioc: Dernardo, nato a Strasburgo nel 1781. Fecc qu3si tuttn la CUI'I'iOl'U so t.to gll ordin i di suo pado·c nolla 92", 44" a 102" mezza-briga ta. Mol'} a Nupoli nel 1801 capitano ne l 21° reggimento. Decorato dell a Legion d'onore. Ste(ano, na to a Stl·asburgo nel 17&1. Fece como tenentc In campagnn di Spagna; vi fu ferito all'nssalto di Sarogozza ove si distinse pe1· valore. Capitano oll a Guardia d'onoo•e. Decorato <.lc lla C1·oce di cuvaliere della Coo·ona foro-ea. Mot·l a Milan o ne I 1860
HO
\'ITA E
DEL GE:--:ERALF. GJGSEP!'I:: A:\TOO'IO
CA~!PAGNE
Essa riassume la !>ua mililare nuTiera e la t'ipot'liamo anche come opera lolteraria di qualche pregio: JOSEPIIVS
A~TO~l\'S
flOliO VOLESll AD V~VS
DVX
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A Ll.EGA T O 11.
1L\IXO:'ILVS
LUPA~l
LA IUI
EX P lliEPOS IT fS LKG!ON f HONORARJJF; OROI~lS
~IAJO'ONJ
PtHm EXEtiCI'fDI GA.LLOKVl!
Precis de l'itineraire des principaux passages des AI pes en Italie, depuis le Mont-Cenis jusqu'au Splugen, redige par le· general Majnoni.
PREI?ECTVS PRESIOL\RlOI\ )JA 'IT\'£ HIC SITVS
l~ST
QUI STIIENVVS V'!GlL Pl VS FIDELIS lN l'VGX-\ Al'I'D ll.\G\''Ul.\\1
Premie1· pa~saye par le PetitS .t·l3e7'netr'd .
INQVE CELEBEKLU.UO \L\liE\GI CO'IFLICTV VUL~ERlBVS
S\'lS VICTORIA~£ OPPE'fl l.T
LIGYlll RVTIH~N.\S COP!AS llEPIIESS!T H£1, \'ETI.E T\'ll\'LTYS PRVDEXTIA SED.\VlT
liA ~TV.E DE"'JQ\'E AIICElf VSQUE AD VLTDIA)f DIE OPTIME liEX!T (tBilTQVE ~LEliORE
Cirt\'li ET )f!J.ll'V)l
IN \'I GILl ..\. AD\'E:'\TYS .\.VG. CiES. N.\POJ.EO.N LS QI'E.ll LPSE DlV EXOL'TA VI!. llA'r
PRID. ID. DECE~IU. AN. lfDCCCVll ET SV:E l.l VIRO APVO OllSES ACCEP l'ISSI I(Q l!:T BEXE liERENT I JOS ANTONlVS ET STEL'Il. BE HN.\HDVS lllLII IUtESTISSD!J l'OI'SER I'i'iT.
It no me del genera le )Tajnoni si Lro1 a scolpilo sull'al'co di trionfo che fu eretlo cla Napoleone in cnpo ni Campi Elisi nella capital€\ francese, monumento che ebhe il cluplice scopo di ricordar'e le Yittorie delle armi fl'ance~i eel il nomc dei gencrali che ajularono mag· giormenLe il gl'an Capilano net conseguirle. STEFANO :\TAJ.XO:u
Jlaggiore di CaPalleria
On ne peut abso1tm1ent purYenir it la monl11gno du Petit S.L-Bernard au mois de nwi, en pnrtnnt de Gcnevc, qu'en pnssanl Pt'r Annecy, Ugenc, Conflans, l\Ioutiers et Sainl-:O.Iauricc; l'autre route par I3onne\'ille <'t le P etit :Bon-Ilornme, n'N:t pralicable que pendan t qui nz<' j OUl'S cl11 m ois d :)OUl. Du sommet uu Pclit SainL-Bt>ruaru un pout de!'ceudre sur Aosle et sur Turin; JLlais cc chemin est loujoul's tres-dltficile.
Dewciem.e passage par le Grand Saint-Bernard. L e passage du Gt'nn•l Saint-Rernnrd est moin!; dif'ficile clans la belle saison quo celui du P etit Sainl-BC!'nat·d. On y monle pat· M o.l'ligny, des l'entr6c clans lo Vnllais; on descend sur Aoste a Ivrea, en passant sous le fm•t de Bnrd. Ce chemin otfre dilfer entes passes ou chiusa tr~s-t'eserrf>os; ccpentlanL par le moyea des Lrameaux et d'aull'•'s pt•ecautlon>< on y pout passcr des petitt><. pieces d'at·Llllerir. Lorsqu'on e!'L nrl'ives a Ivreo, 011 lrMt\·e deux grand chemins; Jp premier, qui va vers le sud, conduit au lac cl'Orta et a l'extremM mcridionale du lac Majeur, P8Sf'811t par MASSC1'0.110, Gattinar n, Romagnano et. Bor gomanero . Do GaLtinara et Romagnano, 011 pcul sui ne le chemin de~·· val'e cl Vet•cel ll. A Borgomanet•o on trouv e le chemin qui va u ~ovnre, a Soslo, tl Arone, Ainsi que a Buccionc qui est nll'exlr•:mitc m eridionale du lac d'Ot·ta. Toules ces route's, <lepuis !wen, son t lal'ges, commodes, et presque loutcs routes de postcs. !I y a aussi u Iwea une r oute qui communique U\'CC la vallee do.• la Sesin, en pussan L per 13i clla, Ct·evacore et Borgo- Sesio; on pcut y fnirc pa~ !'cr de IJctit•~s pi<>ces d·artillf'rie.
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V I TA E CAMPAGNE
DEL GENERAL!:: GIUSEPPE ANTONIO MAJNONI
l'roisieme passrtge par le Simplon.
Cinquieme passage par Jfvnsler.
depui~ Gone\'(' ju<:rlu·a Brieg, dans le !!aut- Vallnis , r,t tre~-pralicuble pour les voitures riP tonte especc; on monlo depui<:
La ronte
Brieg clans la vallee mcri!lionale qui conduit au Simplon, et pus sant pm· Yarzo et la vall(le de Vedro, on descend a Creoolo. ACrevolo on pcut choisir cntt·o Lt·ois routes differentes; 1" cello qui, par Domo rl'O.ssola, f'illa, Pedenwlera, J1agiandone, Ya a Ornacasso et Grrtoelona. r.orsqn'on esL a Gracelona, cotto r oute se divise; une branche concluit a Omegna qni esL a l'oxtremite septenll'ionale du lac ci'Orta. Le chemin de Cr·evolo 1'1. Omegna est praLicablc pour l'artillet·ie, eL pnPfaitomcnt uni; l'autre branchc conduit a Feriolo, Stresa, Belgirate, A rtone et Sesto a la droitc de la partie meridir:male r.lu lac Majeur. 2• La route de Crevolo a J1.asera f(Ui. est sm· la l'ivr- gauche de In Toce qui tH'rose la vallQe d'Ossola. A Masera ceLLo t'Outc se clivisc 11.ussi; une branche cr)toyAnt la montagne clu norci nu sud, passe a Vogogna et de la a i\1argozzo, Pallan~a, Intrafl,, cl abouLil sur la ri ve droite scptentrionale du lac Majeue; l'o.utrc monLc de Masol'a vet'S le levanL clans la val!E>e Verte%zo. Par cello vall6o on tornbo sur Locctrno qui esL li l'oxtt·ernitc supet·icure du lac Majenr sue la droite . A Locarno il y a deux route>;; l'uno sur la droile, qui passant par Asconn va a Canobbio, et tic la a Intra, Pallanza; l'autt·e sur la guucltc qui par Magadino, entre dans la vallec du T csin et va a Brllinzona. :3• La l'Outc de Crcvolo rnonte vers le nord, et conduit dnns la val!ee tie Premia et Formaua par lcsqucllos on communique avcc la vallee de Gouns, cello de lvf.unster, et supr;rieurement avec le Saini-Golhrll'rl, quoique au commencement de la belle saison cello communieation avec le Golhat•d n e soil pas praticable.
])p Brieg' continuant de rnonler tlans lP Vallais, on Vfl. a Munster; puis, tournaut dans la vallee a droitc, on descend dans la partie sup•~rieure de la vallec Formazza, par I~ qurllc c~n rc;ornbc '>ut' les positions indiquees dam: la r oute du Goun<:;. Sotl qu. on arrive au Saint·Gothard par le sucl, soit qu·on y monte par I exlremite ot·icntale clu Vallais, on se lrouve au m~me point de jonction rles deux routes qui descendent clan<:; la vall<'·e Leoan (i ne. Par cetto Yallf.e, on va a Airolo, et de la loumA.nt a gauche u l'rxtremite le la vallee, on entre dans celle de .1fllS01IO pnr Roaarelto. A H.ogaretto, deux routes se reconlrenl, unc qni monlc vcrs Jo nordcsl, et qui porte vers Chiacenne t\ l'exLt'(·rnilc\ supcl'icurr clu lac rlo Como· l'ault·c a droite assez cliffici le, qui monLe dans 111. vnl lce Moroln·d par la qucllc on descend sur Saint- .A nioine dct•t·i.erc l!elLinzona dominant les kois rorLs qui cnvit'OilllenL COLLe peLtle VJ IIc. Debo~chant de la T"e/Jantina cl Lout·uant u droiLo, OH orrive a BelliHzona: de Belliozona on passe le Monte Cenere. On y monl.e aussi de Locarno par Magaclin9; lns de ux enuLo!=: >;e rcunissont sur le Monte Cenere. Lorsqu'on a descendu le Monte Ccnerc, un pen plus hns que le villa"'e de Bironico, on peul suivt·e le chem in qui va a Lugano, ou c~iui qui conduit au PonLc-Slresa. On va pat· cetlc rouLe a Laveno, Lucino, et direclement aussi a Varese, cl de liA u Angera et Sesto sur la rive gauche du lac Majcur•. De la Rocca cl' A ngera on poul ~ans danftOl' can nonet• Ic fort tl'Arona. Depuis Lugano il y a aussi la route qui Yienl a Ponte Stresa.
ALLEGATO
Lorsqu'on esL a lJriey, on continue de monter dans le HautVallais, jusqu'au dessus de Bister; aprcs on at·rive a Gouns, el on enlt' P dn11s la VA.llt'•r. On descenrle vers Fot·rna7.za, e t. ]'on suit In ,·aller de ··r no Jn , qui rlans la rlit'PCLi0n du ~ud JlOl'lC A Creoolo A vant d'arrivet• t\ Crevolo, on peut passer dans lliffc~rCJJ>' ondroits la rivieL'l} Toce cL se pot·Let• sur· la gauchn de la vallee Premia, et par Monte-Crestese a ll ct· <1lvJrtsera, J 'ou l'ou a les continuations. des r outes indiqu6e>; ci-dcssus n• :,:!, et de celle clu S implon
B.
Lettre du general de brigade Majnoni au general Berthier, commandant en chef l'armee de reserve. An quartier-general de Sion , le 16 ./loreal, a1~. 8 ({j mai '/800).
.le me suis rendu a Martign!J poul' avoi r· lute confer ence avec le general Marescot, inspectcur genet·al du. g6nie, .cL .le g6n ~ral .watrin. Apres cette confel'encc, daus laquell c.Je le ut' 0 1 fatL cotmattl'e
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VITA E
I>EL GE:'\ERALE Cll.JSEPPE "\:>. r0:->10 .\IAJ~OI'J
CA~JP,\CXE
ma. posi ~ion et. me~ m oyens de clefense, il a ete convenu qu'a lcul' arl'!vee a Geneve rls vous rendraient comp te de nos observations. A r:10n rc ~our. j'ai regu In clepeche du general Dupon L, chef de l'etatmaJOI', expedtee le 12 de Dijon. Jc 1n'empresse ciloyen "'e~eral de repondr e a VOS desit'S. ' <:> ' J e d~fcnds, dcpuis les sources du Rhone jusqu' t'l Saint-J1aurice, tous les debouches sur l'ltalie, qui sont: ~a vallee cl'fmmaloch par laquellc on arrive en sept heures a .~u·oto, en passant au col de Bedretto sur la gauche. Airolo, qui lorme.le commencement de la valleo Levantina, est siLue au pied du .sarnl-Gothard. En passant a droit la monlagno du Gt·ies, Ull arrive dans la Fo,·massa, qui va a flhoutir u Basseno. En SUiYillll clans I ~ m~me vnllee le chemin de la montagne de $ain t-Jacque.~ . on se .Jelle clans la Maggia, et on tombe sur Locatlno. L e sccor~d pas:nge e.s.t celni de la 13inda, qui, en parlant d'A ,._ nen, coudutt en cllx heut•es a Basseno, commune assez considerable• sur la Tousa; en suiYant la ri>iere 011 Ya a Domu d Ossola etc. Le troisiemo ~assago est celui de Brier; par le Simplon. Or1 monte pendon_t srx hetll's; on de~cend presque outarrL, et apres avoi1· traver·se le Vlllagc do navedro on (lt'J'ive a Dorno cl'Ossola etc. Ce passage est le plus praticable des trois; on y pnssc <'t chl'''fll avec des mulets, on y a m~me fait passer du canon. Le .quatrieme debouchc est celui de la ,·allec de Saas par t.:ellu de V reges. Ce chemin, pralicable pour l'iuJanterie sculement con. duit b Vnrnllo sur· 11' lnc d'Orta, p ot• le Monte Moro et la 'moutagn c Jc Turlo, en suivnut la valt6c Maslellone e t cclle de St!'Ona Ce passage devicnd!'ail iuleressant pout· lourncr et pr·endre a dOf' les OUVI'(l~E.'S que Ios Autrichicns ont etablis a Ornaoasso dans le but tlc nons empecher rle df.bouchcr pat· la ,·allee de Do,;w d' {Jsw~
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Le ~i nqu ieme pas sa~e est celui de la val lee Saint-Nicolas, qui condur~ aux glacwrs d IJdres, el dnns la Yallee d'Aoste.
Le srxiE-me, celui du vnl d'Annh•iere, par le ~l aciel' d'Her't'"'· aboulit dans la vallee d'Aoste. , L e scptieme, celui de la Yallee 'l'!Jeres, conduit dans la vallec d Aoste pat' deux elr emins ; le plus direct passe par le glac."for• d'Heres,. ~·autre pat• lc1 vollee d'Het·nuttm:; e~ le glaciet• de Bagnes. Le lnli~J emc mene t\gfllrmenL da11s la vniiPe ll'.lo.ste pal' le glncier de Bagnes. · Le neuvi.=.me est celui de In ];Jlainc• de Proux· en cotoYaut le iv.font- retan.' ?n . arriYC sur la m ontagne contigUe Grand 'sainlBernard , d ou J·on descend a Sa in l·Remy pr cm fce viJiaooe .lu In vallee cl' Aostc. "' L e clixieme passage. c<>lui du G,•anrl Saint- Berna rd· on mout~
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pendant huil heures, clcpuis .vlar tigny ju~qu'a l'Ho.~pice; on descend ensuite pendant deux heures 1\ Srunt-Remy. . Le· onziomo passage, par le Col Fct·rt;s, sm Cout·-Mo.Je ut' .. 11 y a beaucoup d'auLres senlier s qui conduisen ~ soiL eo Plemont, soit en Ilalie, mais dans cette saison, ils soul presque .tow> impraticablcs ou au moins lres-difficilrs. Les passages no•cessnires pour plonger sut' l'ennemi en Italic ~ont : Celui dn Val Maggia; 011 couperait pat• ce debouchi'· lcs troupr~ autrichicnncs postees dnn s la L evanLina a Bellinzona etc. Celui du Simplon, pm· lcquel on pcul i'o.ire l.O.aJ'ch(,r beaucuup de troupes de Yi\TCS, etc. Il deYient iudispeusable puur chas~er l'ennemi d~s bot·ds du lac .\Jayeur, et l'aciliter les optration~ •''' Grand Sniul-Bcrnard. Celui de ln vo.llec tlo Saa~; pour le Monte-.''101'0 . On J>P Ut prendre a dos les ou,•t•nges d'Ornaoa.sso, et r c,mpl ie le memc but que Ios tt·oupes descendant le Simplon. Celui du Grand Sainl- Bernard "duil cll'C le print.:ipnl; il L'l, selon moi, le plus facile e~ sourtoul docisif, si r on rail marcher a temps colcul~ , pm· le Petit Saint-Bel'ltat·d, unc t:olonnc. fl\'t'e du cannon oL de8 obus i rl'~, afin d'atlnq ne r clc concert le fori clr Bard, et de l'ecJ·aser, pour sauler itl'inslant cet obstacle qui pom·rai t rclat•der la jonction cl !'ensemble des operations {J ). Los furt.:cs do J'ennemi deYaut moi, si ell~s n'onl point changf> Jepuis quclques jours, sonl repartics ainl:;i qu'il suil. Dans la J.cvanlinc, 3,000 hommef, cl'infflnlet·ic et :3 o 400 clrevaux comondes p ar le gtlneral David.)\vich, lt~ plus part croates. A Luga.no el Locarno L800 homme!':<; !';Ur mon fl'onl, it Dorno d'Ossola et clans les em·irons, 1,000 horn me!'; du corps des chasseurs du Loup, le cOt'pS de nohan fort de 8 u 900 homme!", celui de Laudon, sta tionne le loug du lac, 2,000 hommcs et :? u :300 hussards de nouvollc ct•eat.ion; heaucoup d'a r~illt'l' i r cle peLiL CA iibrf' cm bat· terie a Ornavasso eL a Arona. Dans la vallce cl' i\O!';Lr I ,!JOO homme!'; du l't~gi me ut tiP Kinski . Pl quatre compagnies de Ct·oales; au fort du Bar~, l:JO lromrnes eL if. pieces tic cannon; a V arose, un par.; as::;ez co~stdet•ablc, et uu.canrp de 10 t\ 12 000 hommes comandes pat' le general Vuka'-'t\U\\ rch. ' Je m'avcntut'c t't vous l.l!';surer, mon gc•neral , que,:=: ''I' y ne ft'ecL'IVP.ment une ex pedilion, qu·r:Jie soitbien srcondee par le Gotha!'d, et sou· tenue sm· tou~ les point!';, c'IIP ne peul que r eussir complelemrnl Sign(· .\1AJ;-o;oNL °
{lj Si no Li 1'1 npoi'Lanza di quo >itl coosidet<~zioni e i>I'<JI'is ioni voraffiQIIle ~lruon.lin H I'it•.
I DEPOSIT! D'ALLEVA~IE:-ITO
DEPOSIT! O'AtLEVA~IENTO
L'indu. tria cavallina puo per noi distinguersi in ]Jroduzione ed allevamento; e le due parti, sebbene piu comunemente vadano unite P.resso i :acollos.i possidcnti di razze HOSlrane, e presso le nazionipiu ncche d1 cnval ll , possono tuttavia ten er;; i separate una dall'allra 0 proceder bene del pnri. .c~si, a mo' d'e<>empio, v' ha chi compra i pulcdri per allevarli. c.h1 l1produce non per allevarli ma per venderli puledri, e eh i, in fine, !J prod.uc~ eel alleva per l'eJJderli cavctll!: fatti. I prm11 non sono mollo numerosi fra noi; e cio fan no non tanto p~1: ngheua di speculazione quanto perche, arendono la commodita, .amano allenrsi uno o dlte caYalli per uso proprio, senza anw le no1e delle cavalle in caldo, gestanti c lattanti, oltre i fastidi e lo spese dclla monla e dei ripetuti viaggi in caso di fa ll ita fecondita. Men~ rari i se~ondi producono puledri per venclerli: e questi io cre~o swno q~elll che la pensano meglio; poiche l'allevamento cnv.allmo per 1101, col nostro sistema d'agricoltura estensi,·a ed intenSJ~a, riesco difflcile e cos toso. lranne in rccezionali local iltt dove alllgnnn~ •.tncora le razze bracle e semi brade, cho pur vanno ?gnora .dnnr.n nen.do c~usa gli aggravi sCJnprecre~cenLi,clte obhligano 1 propr1elan a dJssoaarc pascoli e boschi per trarne mi~rlior partito 0 colla semina. . ~en??no terz.i quel li che producono od allevano: .ma questi van dJstmLt 1n huon1 e cattivi altevalori . J primi sono in piccolissimo nume1·o, e quesli non danno certamente i lom cavatti ad 1tlti al
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prezzo delle rimonte militari ; quindi non ri si puo conlar sopra pei bisogni orrlinari dell'escrcilo. Ed ancho facendo essi altrimenti , r ioe desLilHlndo i lor·o caYalli all e esigcnzo del lusso, Hon credo si rivalgano moiLo di quesla speculazione, ma che lo facciano piuttoslo chi pe1· passione, e chi per nobile ambizione o per tradizionalc retaggio di famigl ia. Qu e\li poi chc alle,Tano ma le sono pur lroppo in gl'ande maggioranza, vale n. dire ilmedio cel.o possiden Le e la gran massa dog\ i agriI'Ollori, i quali, di(e!lando d'ogni cognizionc d'alle,Tamcnlo equina, affidano i pulcdri alia cura delle madri finche li allattano; e quindi li ah bandonano n. se s!essi come i cani c le galli ne del pouerc, senza curarsi piu oltre di loro, seuza uno speciale traLLamento al imentare co~i necessaria uella prima eta del cavallo. Jntorno ai due anni li fan no caslrare; ed appena gua1·i tie rimessi, vedendoli giil ben sviluppati di corpo, perchC il crescero maggiore si fa in essi nei prim i clue anni , non :;i p(lritano tli soltoporli al lavoro fin da quesla eUt ed anr,>he prima, avendo giil it puledro a quesL'epoca l'allezza <.li m. i ,.f. I circa. sopm I ,54 cui supponiamo abbia a pervenire all'eta di cinque anni ( 1). A qnesta terza categoria di allevatoJ·i va aggiunta anche quella di coloro che comprano pulcdri per allevarl i, dimoclochc verrebbe sempre piu u.umenlala la maggioranza clcgli allevatori cho non sanno o non Yogliono allevar bene i cavalli. Oico che non sanno o non vogliono, avcndo moti~o di credere che molli nnche di quesLi sappiano le norme di un buon allcramento equina; mala gran quest.ione sla nella con,·enienza o meno di applicarle : ed c percio che in generale no1~ ci si pensa, e non se ne ha la cura necessaria. Si ha dunque un bel predicare che bisogna dar dell'avena ai pu(I) lJn cnvnl lo <:110 a 5 nnni rlovr~ t·nggi ungere l'altfu.n rli m . 1,51 .
ne ha gill. appena nato, circa O,t\8 (
·~ t• Ne acqmsta n~ll'anno
2•
o.a~ o,t;
m 1,51.
a• 0,07 \ 1° 0,01 ( 5• 0,02 Cosicche a t.lue anni ha gia l' altezza di :n. 1,11. c r~egli :)ltri tn' ann i non cresce piu ~bu d i lt'edici centimei ri i n media.
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I DEPOSIT!
ledri e risparm iarli al lavoro ordinario sino ai qnat.tro nnni almeno, e riformare le madri che si J·iconoscouo meno atle alia figlinzionc'. e eunsenarc intieri i puledri che hanno manifesta clisposizione a divcnire bu oui stalloJ 1i ; ma u lttllo un p1·cdicare nl \'Cn lo ed io st.esso mi sent.ii p~it vo!t~ e ri~pond erc « Oh allora ci conviene molto piu allevare lle1 boml! o de1 mainli, che ci tlanno un piu sicuro ed immediate gnaclagno I >>. . fn tale slnt.o di cose che deve spemre I'Italia dall'ipporollura indlJCna? Come puo lrovare l'cscrcito a rifornirsi in raese? Puo esse1·e · che .'e. cos~ abbiano a crmgiarc, eel io no alfretto iI moment.o coi pitl f~rv1d1 vot1;. ~a non credo sia tanto vicino quanlo ogni giorno piit lurgenza md1tare c'incalza. Ed e cosl vero che non v'e segno alcuno di pro;.;simo cangiamf~nlu uclla nostra industria equina, che da l ·1867 al 188·1 le condizioni del no:.tro mcrcato rimasero immutate rispetto all'esercito le cui l'i.monte ~;. da~mo .oggi come all ora '/ 3 circa cli cavnlli esteri solo 3 cl 1 caval11 md1gen1 appena passabili. AI 'I in_isLei'O dell a guerra si potri1 purtroppo con:;Latal'c questo fallo conttnuato. B~n a!Lra ~os~ si osserva per le rimoul.e dei pu ledri, dei qunli si acqu1stano cl1 g1a annunlmenle piu di 1700, e quasi tutti incli(1eni. Notisi chc il Depo$ilo di Palmanova, fondato solo nel 1859,~ non ha p_otut~ ancora rag~~ungere la media normale degl i acqui sti fat ti · clagll altr1 due Depos1l1, ma va aumentando o(1ni anno; dimocloche coll e disposizioni di ampliamcnto giil pre:;e~ fr·a due anni ancor~ I~ .compra ~uledri pu6 salire a piu di 2000 capi per tre soli depo,;rtr. Onde SI puo immaginare a qual numero ammonterehbc ore se ne aggiungessero altri lre o qnallr& ai gia e:;istenti. E per che mai si Lrovano tanti buoni puledri indi~reni etl ;11 pro. ' 0 ' por~10ne u~ c~s1 scarso n umero di ea vall i d i ::.ervizio? Lo ct is:;i sop,ra ~d c aur~o tl rrp_etel'lo: perc.hC, causa il pessimo alleYamento, :;opra o.O cava~ll du. 5 ~~ otto ann1, non se ne trovano piu H> che non ~'i~tno g1a. sfrnttatr dal precoce lavoro, e da imparitlt di tratlamento a!Jmenlare: mentre, come puled1·i dai clue ni due anni emezzo cl'ell!, Sl possono ancora acquistare in buoniss ime condiz ioni. E qui cadea proposito, di clover osservare come si oda tuttocriorno ripetere che i cavalli ci sono in Italia, ma che il Ministero e Je° Com-
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missioni no1i li vogliono compcra1·e perchc amano meglio acquistarli all'estero l Duolmi cil e frn coloro d10 Hutrono cogi ingiusta opin ione si schierino anche uomin i seri r benemeriti per :;tudi ippici e per elevata posi;~,i one, i quali non solo cosi la pensano. ma severamente ne :;crivono. Essi saranno, non ne dubito, in buona fede, partendo forse da ![llalche l'a!Lo eccczionnle. o da infol·mr.zioni poco rsntlc, non sempre imparziali e di.:>intercssate; ma ci6 non toglic chc tali rimprovoi·i facciano tot'tv ai buoni intendimenti ministel'iali, ed al patriottismo degli nmciali ch iamati a comporre le Commissioni. Jo so almeno che. sempre quando ebbi a far pnr·tc di queste per rimonte intemc, era O['(line dol ministcro che non si dovessero accettare cavalli cstcri, ne tampoco valersi dell' opera dei negozianti. Ma e inulilc illudersi: ,;enza di qtH•sti, hi:-:ogna rinunciare all'incarico, oci. accett.are cavalli inelli ad 'ogni anua per potcr giungerc a complctarnc il voluto numero . Che si esportino equini dall' Italia non saro io cerlamente a metLerlo in dubbio : ma quali c quanti? Pochi cavalli di lusso,pal'ecchi pulodri di tencrissima eltt o distinti pttleclri non piu destinali per le rimonte militari slanll' l'elcvalo loro prczzo. qualche ca\'allo di ritomo o di scambio con ncgozianti :Hranieri per ragione di garanzia legale o pattuila, eel anche alcuuc cavalle da frutto che incontrano il gusto e la convonienza oi qunlchc allevatore l imitrofo. c che per un misei'O guadar:no si lasciano andar fuori a danno della nostra produ7.ione (perche :;e pregnanti non si poterono accettaro dalle nostre Commissioni). Ma acquisti cli cava lli di servizio per le rimonte milita•·i, come siamo purtroppo obbligati a far noi all'cstero, io non ho mai risto ne sentito che da altri paesi vcngano a. farsi in Italia, dove non ci sono nemmono per noi, che siamo gia di faci_le contentalura. AI c1uale riguardo leggo nell'oclicrno r:ionwle dei viaggictton, no 40 una statistica che limita a u8 mili oni tntla la popolazione cavallina del gtoho. Io pero ho motiro di dubita1·e dcll'esalfezza cli quella cifra to tale, quanto delle pnrziali, che troro di do,-er reltifica1·e come segue, agt-Jiungendovi I'Italia, la Spagna o la SvcziaNorvegia, che non so come non vi siano slate comprese. Russia '?1,1-70,000- Stati uniLi d'Amel'ica 9,500,000- Au-
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I llEP0:-<1'1'1
slria-Unglle1·ia 4-,i)OO,OOO - H.epubblka ar·gen 1i11 a .i.,ooo,oooGermania3,3:H,OOO- Inghillcrra2,6i8.000- Canada 2.600,000 -l:r·agua: I ,600,000- Turchia I,000,000 - Italia Go7,:j00 (I) - Spagn:1 600,000 - SvPzia c Nonegia 050,000 . T quali slali danno giit cssi soli circa UG milion i. Ora agginngiamoci le allt'<' parti del mondo ome.::se nella stalistira. cioe quasi lntla I' Asia, quasi tulta I'Afr·ica, !'America centrale, la Colombia, il Ch ily, iJ Brasilc, le [.re t~n i ane, pi t'r l'Ocean ia, delle quali alcnne sovrabhonda1ro di cavalli, cd io credo se ne possa aver un lotale ben maggiore di I00 milioui. Ad ogni modo noi vediamo da qaesto prospello quarHa si a in Ttalia Ja poverth di cavnlli prop1·irnnentc deLti, e come sia urgente di prov- · vedPre alia loro mollipJicazione; al cite giova in ispecie)l modo l'isliluzione dei Uepositi d'alle' amen to. Bando adnmruc alle pel'lrieios~ illnsiorti . .\iuno piu clelle dette comm issioni puo meglio giuclicare dell a noslra condir.ione cavallina rispeLLo all'esercito : ed io chc piu volte ne feci parte, e sempre me ne inleresso o direllamenLe o indireLLamente. io che ormai da quasi selle lustri mi lrovo di conLinuo fra le armi a cavallo, posso n.ncom oggidi confermare quesla incresciosa 'eritit, che cioe i puledri vi sarebbero a sufficienza ncl pacse; ma iu gran de maggioranza non arrivano ad essere cavalli adulti che gii1 sono di rifonna, owero non hanno le volutecoud izioni pol militare serviz io. E ripeter6 ancora uua voila che sopra 50,000 puledri, che supponiamo nascere in llalia, ella c gran merce se, a t5avalli {atti, se ne possa Lrovare un migliaio ancora accetlabili nelle rimonte;·an'egnacchC, dedolle le perdite nelle prime et:1, e gli inetli per confor·mazione, il resto se ne va sprecaLo dal caLLi\O all eYamento e dalle immani farir·he cui si sotlopongono anzi tempo da puledri . Si e detto pcrsino, ed an~:he stampalo che, Lrattandosi d'incoraggiare gli alle\'alori, si dovrebbero accellare nell'esercito dei eavalli eziandio men c.lto mediocri piullo:>lo che lirarli dall'estero. Ma via, siamo gi usti . OltrechC sarebbe questo tutL'altro che un buon mezzo cl'iucomggiare l'alleramento, quale quella commissione di rimonta che vo lesse incari carsi di mandare ai reggimenli cavalli (I) Colle due specie
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mulo c dsino si raddoppia quasi la cifra.
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giit pregiudicali e non at.ti al servizio? Qual cq1tCI .V£ inistro rc:spon:,abilc che, per fare l'intcr·esse dei pr·ivati e, meLtiamo pnre, per aiulare !'industria paesana equina, voglia indeholire l'eser·cilo con men che mcdiocr·i cavalli, pagando!1flo li per huoni? Non (' qnesta cet·la.menle una proposla accetlabilo , ne discul ihile; e meno ancora cqnesto il momenlo opportnno per !'aria. L'Ilalia non eh be forse mai come ora lanlo hisogno di pron-edere alia propria difesa c di far· paleso r~ll'Europn In :>ua forza mil itare. Lr~sciamo dnnque per amor di pall·ia cile ciascuno adcmpia al proprio comp ilo , e· non pretencliamo dal ~linistero dei sarrifici cui non potrebhe soh· barcarsi senza venir meno al proprio mandato. (I Ministero della guerTa fa quanlo puo a vnnlaggio del ta noslnt industria cavn lli na dappoiche, vislo la nazionc non essere in grado di dargli i cavalli adulti chegli abbisognano. fail ~agr ifi cio di acquislame i puleclri, ed alle\'al'ii egli stesso in depo:;iti ·espressamente istitniti. E ci6 con Lre fin i tutti eguolmente lodeYoli, cite sono: ·I" di melter·e in salro tanti puleclri cite andrehhero piu tardi perduti, per de:slinarli imcre a di\'entar·e altrettanti buoni cavalli solLi~lli; 2° di ravorire naturalmenle la produzione ne I paese, postocche questi nou trova di sua conven ienzrt il produ rTe 01l allenu·r, rtd un tempo i caral li per uso mililare; 3° di avere piu faci lmenle ed in un giorno non molto lonlano, l'eser·cilo fornito di cavalli lulli italinni, perci6 di tipo piu un iforme, piu resi:>lente, meno soggetto al lc malatti o, c per conscgnenza di maggior durala. AI clre si puo anche aggiungcre il minor pericolo di trovarc; alle stt~etle in casa nostra alia vigilia rl'una gnerra : e non e poco. A queslo pnnto tt·ovn egregiarnente la sua appl icazione la distinzionc fatta da principio in prod1b.zione ed alfe!Jamento siccome parti dell'industri;t equina chc possono henissimo fnnzionare ancho separalamente . E come potrehbe essere altrimenli ? Aumenlando il 1111mero dei dopositi si r,omprcrit i111 mnggior ttnmero di pu lcdri; e, per poco che qnesto compr·o si facc iano rimunernl ri ci, si puo, senza esser profela, prerederc con quasi ecrtezza che crescerit ognora piu la produzione, e si Lrov-eril sempre migl ior elcmento per fornire i depositi s tes~i in modo cla riprom e tl~rc i il felice risullato di po tere fra non mollo rimontare le nostre armi a cavall o con quadrupedi e piu numerosi e piu idonei.
1.1' ..11.1.~.VAM ENTO
l HEPOSITI
.Ed c solo in que"to modo l'llC il gO\Nno puo compcnsar·:=;i del :-aerificio di c.osLitu irsi all evtttore per proprio uso o consnlllo; perchc, co:;i fa cendo, oltre al soddisfare ni bisogni dell'esercito, conlribuisce anche polentemente alia prospor·ita della prodnzione indigcna ed al mor·ale soddi:-> fa rjimento dolla rraz ione : mentre invece, perdurando le presenti condizioni, che finora nou permellono cerlo di sperare in meglio , e continuando a comperare all'e~tero cavalli d'ogni razza e d'ogn i climn, o all' iulemo CU I'n ll i appcna med iocri non si farilche indebolire l'esercito, e pregiudicare sempre piu la qucstione equina che da tanto tem po, e sempre indarno si dibatte in Tlalia. A r.onforlaro queste mie osset'l'azion i giont qui riportare un brauo della conferenza teste pubblicata nella Clinica veterinaria dal di:;t inlo collega :;ignor Alessandro Costa, L<'nenle Yelerinario nel2° reggimen to artiglieria, circa l'insu fficienza alimenlnre ffel <'aYallo 11(>1 nostro eserc ito. Eccolo: « Concl iziono clcpl orcvole dei nostri cnvnlli di truppa, oche mcrit<t di non essere dimeuticata, eanche la dilferenza di altitudini al lavoro, che in ossi si riscoolra. Quosla difierenza !Jsulta dalle varielit chr concorrono pr·om iscuamente a rimon larc i nostri carpi a ca,'a ll o, eel implica nel laYoro, per ragioni troppo facili tt comprendorsi. nno sperpero considerevolc di for·z o. « Sono le migliore cavallerir del mondo qnelle che traggono, esclusimmente dnllc rozze del proprio paese i qnadrupcdi di cui abbisognano . La rinomanza dell e cavnll erie l.nrtnre, cosncche eel ungheresi conferma il noslro asserto. « L'Italia in\·ece, ·~he fin dal XII secolo, incrociando le sue gin· mente coi nobili tipi ori entali, van lava coleb r·atissimc razw, ctccadutn ora da que:;ta importnn te industria e per vicende politichc, e per mal inteso indirizzo di produzione, e per mancanza d' incoraggiamP.nto, va tributaria all 'estero pei bisogni del suo esercito, con quanto.. sacrificio ognuno pu6 immaginare ». ( I ) ili Net 1873 io pubblicavo iu llologna co i tipi Fal'a o Garagoan t una Momoria intitolata Modi{ica~toni 11tl servi: io (oroggi e rimonte mtlitari, uella quale face•·a ;0 pure rilevera quanto ha ora trnttato il chim·o sig. Costa, e col ic stesse sue idee e collo medesim e viste, su g~crondo inoltre. dell o r~r i s~r·e il ]lni possi lli lmen te cco nomicho 0 i>ratkhe per 1emreal rrp~t·o der dannr causa1 1 a1 cavalh dall'insufOcienza di nlimPn tazionp. ningr·1,zil'
E consegueuza di questa deJJlorevole coudizione si e appunto l<l <lisuguaglianza di tipi o di razze che portano nel nostro esercito una rnaggio r cagionahi lita alie ma la lLio, e la minonl:tratadei cavalli. l)naudo i>oi \ up-iia Dio cl re cangi uo le cose c chc I' i ppi ~.:a uel paesu abbia abbaslauza progred ito non solo uol produrre. ma anche neiJ'allevm·e senz'a ltro aint.o dol Minis:ero dclla guotTa, all ora i nosLri depositi . d'allerameuto polranuo facilmente conrcrtirsi in allrettanli depo,ili ai rimonta 11011 Jlle llu illl jJOrlUilti per da re aJie t\llllUU]i r eelute-ea rall i una cena isLruzioBC cd educazioue prelitninnre, iUJpri meudo loro qnel carauere militarc, il ~.:u i eon:;eguimento cora d'int.:aglio all e all re i::itruzion i reggi menlali . Questi deposili ci serviranuo altresi, i11 tern po d'incelle sLraord i narie, per a,·er sotlomano un nu cleo di forza equina da non impensierire piit tanto il goYernonel porlare le Ya ric armi tla l piedo tli pace n q uello di guerra. E cite sieno n~ces;;ari i depo~iti di cui 1'i oc~.:upiamo lo proY<l liO gli :dt1·i pacsi frn (;U i In Prussia cho non ne possiede mono rti qui11di ci, e nou pensa certame11IP a ridn rli. Per::ino 1'.\u:;tria-Cu~heria che puo certu \antarsi di tt\Nt! 11ello Stalo Luon i ed ab hondauti ca va ll i per l'escrciLo proprio e per gli altri, ha 1oluto teste provarne l'islituzionc. come mi disse uu distiut o nffficiale ausiriaco, il barone Gelsen maggiore di slalo maggiore, del quale lrascrivo qui qnanlo cgli si compirtrique \'CI'gare sui mio lacruino in occa;;ione delle ultimr grandi lllallO\ n' di corpo .tl'arm ata. Jliber en Styrie j Steiermarck ~ l l) Siebenht1rgen · ·~ Depu is lrois annecs ou a achete des cherau :-. ages cl(' deu:-.. it trois ans en Pologne et en Hon~rie . Los prem iers fruits de ces depOts enlreront dans l'nrmee il y a pell dos mois : et eello-ci etai t tres contenle des noureaux. chevallx. ::iurlout. pour les chevaux des officiers et des sous-ofllciers la nouYelle instituti ons a fo urni dPs resullnts tres-remarquahl e. « On nomme reltc in!>titntioo Fohlenh ofc• (Cort ili-puledri) » .
qumd1 lo s'u<hoso collega d'n•·ermi orn coadi ul'ato nel medcsimo inconto e con uro corredo d1 nuo•·e sc .·• nHtich~ pro'·2 rhe altamen te lo ouora r1o. ANNO XX Vr I YOI•. 11.
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I DI·.PO!:>ITI
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.\on din) della Frant:ia chesin clall i89 rimonla\ a la ~tlit ravalleria a mezzo di tlcpo;.;iti-puledri (\"allon - pag. 41?;. Nel 1831 l'u rPno islituiti quindici dcposili-rimoule, che, visla11e l'u!ilita sia pe1· cv itare la daJmosa l'orn ilut"<t dei negoz ianti eome pel" fornire la produzione del paese, Vl'llllel'O porlali aJ 11 U11101'0 d L\ euti ncl 186:3. cd esistono tu!Lora, a quanlo pare. con grandc \an la~gio dell'esercito (I). Dupcruc )Ht6 bene anche l'Italia avcrnc almeno ~ei o sette senza lema d.i rovinan;i, seppnre non lt·ovcrit di doverli in ;.;eguito aurnenlare quando 11e abbia pt·ovalo i boncfici r isultati. '
Fin qui della produzione e clcll'alleramento. H~slcrcbbc a dire alcunchc circa il miglioramento delle noslre razze : ma a ci6 penseranno i dcpositi-stalloni coi loro millc riprodullori, che proponemmo nella. Conuui~sione i ppica comocatu in Roma oel 1881 . Nou v'ha cluhhio ch e un nolo\olc t:u ngiamenlo in meglio abbia ad apportare m•lla generate ippocul ium italiana nu cotnlnum er? di slall oni aovetllHI i,.i i quali era no ormai ridotli, e da nnni, a c1r•·a 300, die~ lt'Cc't•nlo. ~~~~· i11lto lo Stato, mentre furono gi;\ circa '700 cruando non si a' C\ a ancora la Lornbanlia e la Y~n~zia. . Tullo ora d.ipe11tle dall a ioro ~C t' l la c dalla giuclrzro.-;a loro applicazione. 11 resto e :-; pembile lo fa1·;mno per In p<1rlc elte loro :;pella le Colnmissioni ippichc locnli, le esposizion i, le corse, le premiaz i o~1i et! il non menu importante mezzo d'i mmegliamen!o, cile c la :-;eleztont>. Per ora uon ti mio inlendiuwnto che tli occupanni dei dt>posi ipuledri in , isla della urgcnle loru uec~ssitiL, e ~tanto presen le noslra condizionc che rende anco1·;t. i llCI 1ta bile all 'ammtn lslr·azwne della 0uuerra cli rieorrere all·estero po1· i C<t vall i cli pronto seni1.io. Ma a 1ale inl cnlo no11 baslano, co tHe gi~t dissi, i Ire deposili era esistenti, i quali non darebbero ancot·a clie 1330 cavalli all'anno, staudo alla media di sei anni (dal 18/J al 1880 incluso), quale rilevasi dalla slcssa }lemoria del sig. colonnello Doux. Cosicchc, se fin
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(I ) !'\on duopo fa>· l'ilC111I'O chc i nostl'i Ocpos ili d'~ llel'amen tc• sono nnche m·a ''~r• l!~ pos> ti di rimont~ dcstmali ad cssere i sol i co:,tl'i tli rifO>'n ittll·n delle nosl >'e arml a C'a\ ' t},n.
qui ne abuisognaYano piu di :1000 annuahnente, ora. che si dovrit aumentaro la forza delle armi a cavallo, basternnno forse nppena 3500, non com]Jresi i rnuli tlcll'nrtiglieria di montagua, del Lreno e della fnnt<•ria. Laoncle, risnlla e\ identemente la insurGcienza degli atlnali tre tlepositi per sollrarci ad una continua importazione . .\1 che pens6 snYiamenle la prcfala Commissione ippica. che ne propose altri quallr·o, di cui uno a Cr<'mona, uno ad Arezzo, uno in Sicilia ed uno in Sardegna: ed il ~I iui;.;tero slesso pare ben disposLo, per qnaulo pos,;o saperne, alia so llecita isti tuzione di llltovi clepositi, persua:>o ormai tlella neccss iti.t di un tale provveclime~to eh~, per le speciali llOSLre coodizioHi ipp iche, puo solo fra poch1 ann1 garantirci d'un pi t•uo risultalo come sopra . La :;tessa Comwissione :;anciHl a grande maggiuranza allre due propo:;tc del colonnello Don\ , quello di abhassat'G sino a due anni il limitc minirno d'eta pei puledri da acquislarsi, proposta giit da me propngnato sin dal ·11:17() Hellu ci tata apposila Memoria, per favorirc maggionnenLe la ]JJ'Odnzione; e l'allro imporlanlissimo di dispone cltn i redditi dei depositi siano esclusiramento impiegali a benefi··io dei medesimi, pm· compensare anche l'amministrazione del! a uuerra della 11)(\fnrior J.lUI'lllali&IlZ<t dei pu!edri nei depo:;iti, aco <:m d'' cettaudoli a due anni invece di due e mezzo, scmpre a scopo rncoraoruiare orrnora piu la protluzione etiuina nazionale. . 00 .., d . Con sc••uirebbe naLuralmentc da un tale disposLo che !I cos to et cavalli, tJIInle ascentll• vra in media ad ollre lire mille, scenderebbe for·so, con qualcho anno di maggior cn!Lura dei fondi, a meno di 7:;o, iuelusa ogni spesa da quelli causata dalla loro ~ompr·a sino al momcnto di conscgnarli ai t:orpi, come dir6 l'ra poco. La I.J.UOstione fu anche portaln in seno clclla rico~·clala co~rni s sione minisleriale, ma si Ieee :;u bito osservare che YL ostava mesorabilmente la lcgge generalo di contabilila dello Stato, e lo c~nfer marono i Sonatori e Depulali presenli. Io per6 non credo cto attendibi lo no! caso nostro, a meno di suppot·ro cho lo Stato il quale soppresse od incamero i beni ecclosiastici perch6 beni di mano morta, voglia egli slesso conservare un esempio _cli mano morta ne! caso concreto dei depositi cl'allevamento, le cut tenulo che P<~ lrebbero l'Cndere alia naziono molto pit\ di quello che ora elTelttvamenle le danno, non vengono che in parle colonizzate dai detLi
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I OEPil$!'1 I
istituti 'per la ragione. addotta anchc nell'upuscolo clel colonnello Ooux, che non trO\'ano di loro convenienza un'estensiva coltura di quei terreni perchC dovrebher·o versarno noll e casso dernaniali il prodotto ccceclente il pr·oprio hi sogno di consumazion c. ]o non so vcramente comprendere In spirito d'una tal lcggc, 1w come possa \'Cnire in simili casi e con tanto clanno applicala. ~la perche vorremo noi trattare i noslri porhi depositi diO'rrrntPmenl•· da quanto si fa per essi dngli altri Stali, c notamenle rlnlla Prussi a che ne ha un numero ben piu riltwttnle? l o non conosco, ripeto. questa legge di contab il ita, ma, aqnanto mi si dice, pill'c m eritarn t~ maaaiore biasimo chi non la saar)lllirarcin cerli cas) come il nosLro . "" tr·attasi nienle meno che di rontribuire coi cavalli alia difcsa in cui stessa della Stnto, che c la piu impor·tante, la piit ur·gente d'ogni altra qnestionc nazionale del giorno. Speriamo clunqtlC ~i voglin presto provveclero in eon formiti.t dei slringenl i noslri bisogni. ~ella riclettn mi<t Memoria (Ilomn 1875) io facevo nssegnamento -;opr?. cinque soli depositi abbatanzn capaci per :werne · ::l500 cavalli annualrnentP. Ora pero uniformanclomi alle rillessioni del co lonnello Doux che lrova mcglio aumrnlarne il nnmero per evitarr il dannoso accomnlamento dei puledri, sono nnclr'io cl'avviso chP d~>t li depos ili vengano portati a se tic moglio che a c in que purchC non vi osti In qucsLione d'un mnggior pe1·sonale clirctLivo. Siano pnr dunque i quattro nuovi depositi di mediocre capacitit, ma talr clw diano cogli allri tre nna media di 500 cavalli annui per ciascbrduno; ed in qnattro o cinque anni al piu, dal giorno del funziona mento ·di questi ultimi, ~i saril assicurala la rimonta ordinaria nello Stato ed una mnggior produzione cl i cavalli indigen i pi it uniformi , piu idon ei ad ogni servizio, c, loiLo l'incaglio della leggc di contalahilitacomesop ra, mol to piu a huon mercalo ciJequelli chc si hanno ora dni depositi e dal commercio. Quesl'economia. secondo nn mio calcolo approssimativo, poprebbe a3cendere a pii1 di un milione riguardo ai primi, e a 700 mila fr. ri spello a quelli cli rim onla ordinaria. Eel e presto dimostrato. Dissi che coll 'aumento delle nostre armi a cavallo non abbisogneranno meno di 31:>00 cava lli nuovi ogni anno; e coi 7 deposit.i
d'alleramento, che ne diano in media 500 cadauno . ::;e neanebbe appunlo un tolale di 31:>00. . . .. Ma questi 3000 cavalli, eontando appru:>::;Hnatrvamenle sulle cllre portale 1~el pre•riato lavoro del colonnello Doux , verrebbero a eostare in mediaL. 1 100 per testa; mentre in vece lasciata tutla la colonizzazione delle tenule dei depositi a profillo dell'allentmento, non imporlercbbero forse piu che una spesa di L 700 per .og.~i can1Jlo, lullo eompreso: cli modo che si avrebbero le seguentr drfferenze. Cosl6 di cavalli dei depositi N° 0500 a, L. 1100 1.. 3,8i:>O,OOO id. id. id. id . id. 700 » 2,450,000 id. id.
ul. di rimonta icL dei depo~ili
Difi'et'ellza L. I ,400,000 id. a L. 900 L. 3, 150,000 irl . a L. 700 » 2,450,000 Dilferenza L.
700,000
Ma meuiamo pure il cuslO dei cavalli dei dcpo::; it i anche a 750 imct.:e di 700 fr. si avril sempre un rispannio su lla spesa aLLuale dei medesimi, di I ,2.25,000 fr. e di 525,000 su quclli di ri monta. E si noli che del primo rilcrante risparmio tli I,'2'3:),000,. star~tlo. le cose come sono, non si realizza un centesirno ne dalle d1rezronr dei depositi , ne dallo Stato, non potenclosi ritmrre dai .poderi oc~ cupati dai meclesimi piu di quanto a!Jhisogna al mantenrmento de1 puledri, come ho gia delto. Sarebbe for<e queslo il solo modo cli ,;oddisfare (e con qual proGuo l) al \ OLO della cCimmis:;ione e del bilancio della ?u~rra pel 1882 (prcsidcnle Ricotli, SCJ.!relario e rei atore Barat1en ), \'Oio espresso nel seguente online del gin rno, approvato dalla Camera, ,eel accettal.o \la I Ministero nella tied uta 28 novem bre 188 1, « La Camera invila il Mini:;tro uella gnel'l'a e stndiare la questione rlei dP · positi d'alle,·amento in modo da mggiungcre lo scopo che il prczzo clei ca,·alli rimandati ai reggimcnti non sia superiore al prez:r.o 'rnaiP- dei cavalli di ci nque anni in cornmercio )). Om mi Larda di toccare un' altt·a questi one cli capitate irnportanza ed e se i clepositi d'al\eyamento debbano rest;u·e ~\la dipenclen:r.a del Minislcro della gnena o passare a quello d'agncoltura. A prima ginnla pare asi>ai facile deciclcrla in questo secoudo
I llEl'(JSITI
senso, cssendo quasi nnlurale che gli interes:;i ecruini del pae::<' facciano partedi tutti e Ire i rami di questo Dicaslero, a.grirnltnra, industria e eo m mercio . .\la, ronsiderati i c:anlli dei deposi 1i ~olto l'a~petto d'un allevameulo sprcinl e ncll' inte re~se dellr ~tH\tTa. t' quale rlemenlo di forza per la clifesa dello Stalo, non v'ha duhhio cl• e rd l'e1n11ninistrazione mililare incombe l'obb ligo di asssicttt'ai'SI qtw,;ta foeza cantlli per avel'la asuadispos izione in ogni evonienza: avvognacchc, come dissi altra volta, in ccrt i supremi mornenli non si possano trovarc cavalli cosi facii'mente come si lrovano uornini da gellare nelle file dell'escrrito. ro poi. dico il Y('I'O, ho it pri'SClllimento che, SOI~ralli all'ingerenza del .\Iinistero della guerra, qucsti depositi abhiano a cadere in poco tempo: e allora addio speranza. di poter fra poco rimontar<' l'e::;crcito in casa nostra con elemen ti tutti nostri: addio speranza di vedere in breve crescere lit produzione dei cavnlli in llal in e di preserverane Limle migliaia ogni nnno con tornacouto dei prorlnttori r.cl a gommo profillo della forza mi litare I Per me il togliere i depositi di rimonta dalla dipcndcnza della guerra equiratT<'bhP al loglicrlcnc i deposil i d'armi, gli arsennli stessi, poiche in que~li isliluli anche il cavallo e un'arma. Dunqu e .. .. caveant cons1tles belli. ll .\linislero della guerrn ha romiucialo, il !Hinistrr, della gucrra deve proseguit·e a qualunque t'MIO qucst'opet·a mililare NJuiua, linchC !'industria paesana 11011 ,;ia in grado di fornirgli i r·.n,·alli di servizio che gli sono indispeu5ah ili . Mi resta a dire qualcho cosa ~mil e comm i s~ ioni d'inct'tta-pnl edri . Nella cennala i\Iemoria (Rologna 1873) io proponeva ehc le eommissioni cli rimonta onl iuarin per J'e:;eecito fossero locali r parmancnti , facendori segnirc opportune norme e con~ iclcrazioui Seno li<'IO om di veder fall a una simile proposta dal prefato c:ig. colonnello Doux riguardo alia compra dei pnledri, con qna ~ i idrnlicho normr e rin e>.~ ioni. Sirrnm<' per<'t il ~ i g . dolt. t'll\. Fogliala, ch iasi:-:;imo zoojalro presso la real!:' Tenula di Pisn, in una sua hreYe Mcmorin p11hhlira1a ncl ·1880 fece ~·ius tameute rilc,arc che, castrando~i ill di ;;lintamen te lutti i puledri ([eslinnli ai deposili, si perderrbhcro alia selczione nel pflese quelli cite avc~scro parlicolare di::-posizionr a
di\ ,, 11 ire buoni riproduttori , co:;i converrebbe che le commissioni si a"tcncssero, per quanto possihile, dall'a~quis.tare .tali pt~led.ri :-e ancont inlieri, <' ne consiglias::;ero i propr1etar1 a nsparmtarll alia caslrazione, faceudo loro una raccomandazionc scrilta c fir~1~La da lulli i memb1·i dclla commissionc per presenl.arli o ai depos111 slallon i 0 allc co mm issioni ipp ichc locali; e questc e quell i venisscm autdrir.zati rt peopo rne l'acquisto per conlo del !\'linistero d'ngri !'O!~ tum, e ad tllt prezzo piu rimuncralol'<'; salvo al 'Ministero sL~s~o dt dt>lcrminarc im·ece un sussiclio cl'incoraggiamento annuo <ll pns:>essori cli dctti animali finchc que!'li siano a!li alia riproduzione. Ed intanto non manrherchhet·o ocr~a:;ioni ai medesimi pet· potcrli mcllcre in Yista alie vari e most re. r ai conco•·si ippici di premiazione, ed anclte l<'t1tarne la prova alle e01·se o di velocili:t o di re:>islenza quando i puledri aressero raggiun lo !'eta di prescrizione. t~: indnb il alo che allc dirczioni dri cleposili sono genera lmentc· proposti urncia li in telligenti c sagur,i; onde .si ~uo cs~er?cerl i chr, essendo t>ssi pres idenli natnrali delle commtsstom dt. l' l ll\0~11H-p•~ ledri, dtfllcilmenLe avranno a t•icrNler:;i della scella dt qncll •acqn•:;lali pei loro rispeLlivi i~lilnli. . . , Si badi pero bene che que::-to gencrc d'incella presenla d•fhcolta hen marwiori che CTuel\o delle rimonlc ordinarie. on 1 . ~ e l cnvallo {<Ltto non :-i ha pitt da diagnosltcarc sui suo accrescimr nlo , !;Uile sue forme eel allitudin i: egli c gia quel che do,·eva '':;i>erc, c lutto si pno in lni vt'dere, provare c misurare all'al.to della compra. La maggior difficoltiL consi sle nr.l saperne hen Jpprezzarc I~ buona confot'maz ione, ,; iccome .P· es. la vista, l'ela, le anclal.nre, tl lompc1·nmento e J'imieme clell'estclica, per potcrlo gi11 (~ i cn rc p~t:t rl'una che di nn'allra razza, pit\ per un'arma che per un altrn, pm p<'r nffi r•inle che per uso orclinario di truppa. . . . . .\In nel pnledro di clue anni o lrenta me~• tulto e . <~ gn1d1rarsi per induzione cio chr r~li potri1 rssere a cmque anm tn put~lo .acl altRzza ed idoneilit pe•· nn IHion :;ervizio . Cosi, a mO d'csempiO, :;i polrit pronosticare bene della. sua cresciul.a se pre~cnlerit l 'o~ satura rlelle membra assai svil uppaln, e molto vo lnmmose le art•colazioni <lel garrel.to, del ginocchi o <'dei nodell i. Se l'avcr la testa gross::t e 1ul cl il'c11o pel cavallo adulto da SN· ·Nizio leggiero. non lo e cosi pot pu lcr1ro di prima. eta, hen ~ape n-
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I OJ!:POSJTI
dosi che in esso le parti antet·iori sono sempr·c piu ,~ofnmino:::e ,·Ire le posteriori> stante la migliore c piit clirelta nutrizion c sangui~nn di quelle pendente la Yita. intrnuterinn. 'fa la testa in pm~!ic;lar modo si sa che nei puledri, come nei bambini, i• qnn~i ;;empre sproporzionatn n llllte le al!re pat·ti, perche non rlrve pit\ tTeseorP r·ome quest.e col crescei'C dell'etll. Se invece la gab bin del peuo si prescnta gia net puled ro ristrella , r.olle spalle inchiodate contra I<' sue parcti, non e ce1·to da prr~a girsi che egli possa. ll'OYarsi in miglior condizione a cinque anni , ui· pel r imanente della sun vifa, e r·hr pn!>sa qnindi prcslnt·r un ln ngn -;ervizio. .' L'occhio poi c il vero termomoll'O della distinzione r dell'in lt·lli~en~n . Un bel taglio tl'occhi, hen sitnati, bene ap~rli, limpidi ~~ vtvac1, oltrecche sono indizio che nndranno difficilmente :;ogget li a malattie speciali che ne pongano in perirolo la facolli1 visiYa, sono benan co segno non duhhio di buon temperamento, di cn ratterP. distinto e clocile, e di r•apacita intellellualr feconda dei mirrfiori ri sultati . 1' Se per contro l'occhio e piccolo c mal pianlal.o, alfondatu tH•IIr· occhiaie, e pet· di piu accompa~nato da una testa montonile cott indice ccfal o-fat:ciale ar.nto, earica dr gnnasce o troppo c.nrno~n. egli e heo sicnro c.he 1111 1nl pulndro, giit ignobilc pcrconformazione. lo sari1 probahilrnenlc anche per t:arnllere, e andra pii1 lnrdi ineonlr'o n dist ur·bi flu ssional i of!n lmici, od nitre niTezioni dn r.om promellorne la rinscil<) pPr un qualunque sen•izio. Snrei t1·o~po lungo e inoppm·tunu se vole=-si passa1·e in rivisla tutte le parti chc meri tano una spccialc atleozionenell 'ac.quisto dei puledri , molto piit che, come dissi non esupponibilech o i si anori ' 0 d~ret~or·i dei Deposili ahhiano bi$ogno d'istruzioni di qucsto gent•t'l' , ill cu1 ho solo volulo fare nn brc1e ccnno per modo d'esempi o. Le commissioni delle rimon1 o puledri hanno un alt1·o ,·o mpilo. ~J it~llo c~ i far prop.agandn di bno11e nonuc d'alleva mento cquillll lt·u r pH~colt allenHorr e proprieta1·i delle cnmpagne: r qur ~ lo rolllpiln incnmbc loro del pari, r for.:;e piit rhe nlle Commis~ioni cli rin,nnl·t per rnva lli di pt·onto servizio. Eu anche qui sono persuaso che e:>se non ananno lliso"Ho tJ,.j . . n m1r1 con~ ig l i: ma nd ogni huon fine non pnsso a~tene rmi rlalr;H·,·o-
D'A I. LEVAMEt'\TO
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manda1· loro di batterc costantemente sopra uno dei piu importanli precetti zootecnici che maggiormente infiui:;cono sui miglioramcnlo dell'economia equina, voglio dire la huona alirnentazione e l'nso rlell'avena nella prima eta . del canllo. I principii chim ici immedirtti del c01·po ani ma le provano in modo assoluto che le ossa sono in gran parte cosLituite di materia inor-· <Janica ed esscnzialmente di solfati e fosfati r.alcari. E siccomr il sistemn osseo-carlilagineo forma Jo scheletro dell'edificio dei vf\rlebrati che e quanta dire la base solida su cui poggiano e si adergono tutti gli altri organi e te:>suti, ne consegue che l'ossatura dchba essere la prima a formarsi siccome quella cui e dovuto il primo svi · !uppo del corpo, e per ~.:on seguenza le sue nalurali dimcnsioni. E questa base ossea fondamenla lc deve informarsi non solo al volume dell'osso ma anche alia sua compattezza; dalle quali condizioni dipcudono in via ordinaria l'ampiezza dell'animale, la !>Ua forza. pas:>il a o materia le, nonche la conservazione dei buoni a.ppiombi sortiti dell a natum. in una pa~·ola la tarchia.tura e la soliditit. Ora esscndo l'accrescimento delle ossa piu allivo negli animal i giovaui, e clipendendo esso in gran parte dagli alimenLi piu rict:.lti · in delti solfati alca.lini, come sono igrani della famiglia delle graminaceo, che ne contengono una maggior pl'oporzione, ne Yione di c.onscguenza il nnturnle bisogno e la maggio1· convenienza di dare ai pulcdl·i una cerla dose di a\·ena anche nella prima eta se si vuole ollenerne una maggior possibile allezza, imponcnza c consi:>tcnza. E ben vero cl1e anehe il buon 11eno maggiese cont.iene una cuu~idererole tfuantita cli delli principii inol'ganici, tanto piu nelle l'Ogioni a LctTCI1i calcari; ma, Lrovandovi:si generalmenLe in nHtggior proporziono principi pl'oleici i piu azolati, il fieno e perci6 riLenuto piu alto-a favorire, come in cn·euo fa.rol'isce maggionnente la nutl·izione delle parLi moll i, :>iccome la pruduzionc delle mas::;e t.:ellulo-adipo:;e, lo sviluppo dei visceri addominali; in soslanza il ficno di buona qu:llili.t ri esce piu ravore,·olo all' ingrassalllenlo ed all'inLorviclimenlo degl i organ i locomotori ( I; . 7)
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{ J) Ahhiamo (·~h'nlpi 1ii C.l\'••ili tll tl'uppa chc, pCI' tt'O\'<II'lil iu lu r.rui 1i1 da fi eni Hl'ld! o · magl"i, sebhcnc l1hme nUlli roll'o··dinal'i a 1·:.:ziora~ di r1u esh L' r o11 buo1 w e, J abbo,,dc•ntt on'rhl , si muntcn H~I"O semprrl tu catt i\ o stato ,Ji nulrtl ionc liuchC fu loro au meo ;,t.• la-
qu:mti UI del ficnn pe r \"Cd(• ru c rnigli Orfl t'l :._~ rnntlz:one.
I DEPOSITJ
L'ave'·.n im·ecc c l'alimento del ca,•,dlo pc;· eccellcnza nei rlimi tempem11~~ sclle.nr rionnli, a vendoci la chimiea dimost 1·a lo chr qnesto grano. Col.lllen~ 111 proporzione pi it r'OJWeniente gli idroca 1·bonati, i =-olfaL1 ~ JosfHII ralcari, piu un JWinripio tonico ed eccitantc che. come d.1cr Papa, l'analisi chimica non c ancom aJTi\·atn ad isolare c~)Jl\·enlcntemcntc . ma che lutto fa credere essere una malrria rf':>~.no,;a: ed c fo1·:;c per t{uesla sua azione tonica ed eccitanle rhf' ,, rl1ce volgarmrnte esscrc la hiada alimento nenoso. . Ed i.n appo.ggio del cclehrP bromatologo ~uddetto non faro dH~ r11a:·~ 11 ?las:mo :'Tugnr il qualr ne! suo eccellenle TYaite rl'Hyqi 1:11e uet~·rurwre Ofll!ltqllt't•. - -TtJill. J•• eo~i parla anomodel Dem~ILSS\' "C I'Itlorc c.d nllcvatorc nd till trmpo . « De 1794 it 18 16 on donnai·t an.\ po ula nlS 11 11 prn clc 1\on Cl In bollf' de fa unagc pou r le:: rcndro sa In:', et 1 ~11 1 ' pr·or·u rcr deshons ycux: Oil n' avait que d~s betes maigres, l agUJ;::;a n~r:=;, su n~ nplomhs ni viguenr . Haujonrd' hui 011 lour ~omw cl ~ l _~v~m ~, el lis sonl plus fo l'ln6~ it qualre ans gu' ils no l ela lcnl. p d1s a s1' . Ln mtime ohservntions a 616 fr~it.e Pn France en -\ngleterrc, en Prnsse, it Nen~I <Hl , :tll Autrice . ccc » . ' L'avPnn.atlunque e dai piu \ alen li lecnici ed alleralori l'itenula 0 I quale alnncuto. pii1 rnn faccnle nllo .<r iltl[)[)O (1ellc. O'Sl · J' . • •· . . · " <. f' qnmca1 •' tavor 11 r la 1ngl1n, a consol1dare lo sche!etro, ad ampliarc lacavita t~el pcllo, ~he c rJUa:<i una gahbia ossea, a prefeeenza di qnolla dell addorne 111. gran JHII'IP mnseolo-membrano:;a: 2o quale alimenlo arenlr nn'az1onc :;pcciale sui ~istema muscolare c sull'innernzione ('lJi in~·onde pii1 cl'ogni allro 'ita c rigore. ' ' F: s1ccom~ 6 app unto nrl ea\ allu chc si csigono forme maestose, e sa~drzz1: d1 membr·a, c ampiczza di torace come· dei rispelliri -riSCt'l'l, e nstrclleua di ventre ed encrgia nPITeo-muscolarc, co,i le ~~wlE'ttP Co~nmiss ioni si rendrrauno sempre pjtl henemerilr collln~ulcare a1 prc:-:cnta lori di pulcdri truesta massjma fonclamenlnle dell all crn n~cnt~ .cqui no. fncendo loro ossenare col fatlo che quella .poca spesfl Ill pr.u, d 1C sarnnuo pe r f;1 re, ,-erril Joro compensala ad 11';nra ~ ~~ ! ma~g1 o 1· Jl i'Pzzn d w rilrarrnnno dnlln ven dita dei loro prod ollr l111 da1 dnc l'ln ni d'otit. Ho dcll.o di farl o ossf'r vare col j'allo persuaso che non maucherann o m ~u allc r;ommissioni esempi pralici di l.J uon i puledri da nd-
u'ALLEVAMEN'fO
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d itarsi ai proprietari nell'atto stesso delle compre, pagan doli a prczzo d' aJTeziono o meglio d'incoraggiamento, come devesi frt re. e come spero si faccia nell ' inlero~se dell'csert' iLo e della prodnzionc gencralc. Non la finirei se non :;apessi che alle delle commissioni, di cui fanno parte essenziale. veter·inari militari anziani, non mancano istruzioni zoolecniche da impartire agli alleratori meno istrntti circa Je ''arie parti dell'allevamenlo cavnllino. quali :;ono il cnlore. la monta, la gestazione, il parlo, I'allattamento, la cum delle maclri rlopo il parlo, e q uella dei Heon<1Li, le mal at tic dei pulcclri e delle maclri, lo slaltamento, l'allentmcnlo da sei mesi ncl 1m anno, da un a11 no a due, alia scuderia, al pascolo; il sistomn. misto da due a qualtro anni, infine gli errori da emencla1·si cd i prcgiudizi da toglicrsi . AI quale r iguardo sarebbe opera proge,rolissimn. il redirgerne un brer e comp iendo a pi u migliaiadi cop ie, di cu i fossero provv iste ·1e ridetLe commissioni, per distri buirl e q1·atis pendente le rimonle, c spaudcrlc per le eampagne e dovunqtlc. Ad ogni trall o fa capol ino un'a\Lra qnestione, in vero non ind ifreronlc, quella della direzione Lecn ica dei Dcpositi d'allevamonto eo me dei deposiLi-stalloni . )l ent re scl'i\ o mi giunge un giornalc colla tiala di ieri, 16 marzo, irH~u i parlnndosi sperialmonle tlcgl i istiluLi d'allcramento se ne aclducono delle ben scric rngioni. Come interc::sato in cert<> modo, per la mia qual ita cli maggiore , eterinario. credo do\ ermi qui astenorc da ogni appreu.amcnlo iu rignardo, <1\ enclo gia trallato altra 'olta tli que,;! a imporlanle vertem~a. \' i pen:>i dun que ~.:ni lol'Ca. Per ora a me premeva solo di far rileuu·eancora una ''olla 1° l'atLuale necessita dei depositi d'alleramenlo; :;ao il bisognu di crcarne altri qnallro ( 1) ; 3c le _riforme da porlarsi ncll'n7.ienda delle tenule: i, 0 la convenienza di lasciare que,;Li depo:;iti sotto l' immcdiala dipencl enza del.\1inistero dell a gucrra siccome pnrLr iutegrantc della difesa dello Stato. Ora non mi r e::;la c],,. ad implon1re l' indulgenzn de l cortcse lelt.ore
(I ) Nt'! co,·1·egger<' l e h~ue della prese11te Mcmoliu l'iC<!I'O dH llonw la gr J(U not izm pi M :~ggio) ehe fa Ca mHn ha 11pprovnto i Dcposi l i ,(; CJ'<' Inl'>rHI c d' Al'ezzo.
I DEPOSIT! u·ALLr.VA .\ IENTO
~e ho dovuto qualche voiLa ripetermi sui punti di maaorior J·ilie\ o ten s~pendo che non e mai abbastan za cletto cio che tp'rovato ,
~:essarro, e che. .non per nu11·a e. stato e stara. scntto . ' Hea carat teri in-
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vendJCO motto 1'eperita juvant.
Dl Ui\ ERHORE FREQUENTI~ :SELLE
Torino, 29 marzo 1882. D.
B ERTACCHl
l~ Si': l{C \TAZ I0N1 D1 CO MBATTlM I·:NTO
.Jfaggiore T'eurinario .
Fra i molti errori appunl<tli ai capi partito nelle nostro manovre tattiche, vo ne sono alcuni che si sogliono ripelerc cosi eostantcmente che clalla categoria degli errori possouo ormai vcni ~e ascrill i a quell a dei \'izi. Non y'e nfficiale che per poco si sia troYato a premier parte o ad assistere ad alcuna esercitazione tattica sulla carta o sui terre no non abbia U(li to cleplorare la tendeuza dei capi partiLo acl estendcre iI fronte toro di comba lti mc·nto oll.re il limite chc le sarw norme della tattica insegnano. Fin da qmwdo tali esercitazioni si limitavano alie eo si delle marcie manorre, e allc occupazioni difensive del le localiHt si riconosce\ a quesLo generale difeLto cd anzi per porvi rimeclio :;i veniva allora a ricorrere al me11zo eroico di flssare clci limili malcriali n, destra eel a sinistra dei fronti probabili per tenere, come si so le'n dire, i partiti in carreggiata. Riconosci uLi per altro in seguito gl'i nconrenienti gravi ui un talc rimedio si abolirono q1teste pasloie e ancbo quelle create allo scopo stesso, di supporre cioe ai lati dei partiti ostacoli immaginari , come laghi , o canali, o burroni che non esistevano c.he nelln mente drl dtretloro. Si volle giustamente cho il terreno fosse preso quale si trova, e si proclamo pei capi-partito l'indi pendenza di comanclo, l'iniziativa.
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Accadde all ora cio ehc naluralmrnlr dtn e' a accaderc tlopo uu ,istema di coslrir.ione pummcnte maloriale. Si avcva ottenuto uua !ierta unione, ma per forza; non si :n-en1 inculcalo l'utilitit di e:>sa: levalc quc~te sharre i fronti ::i allargarono cli nuoYo e pit'1 anzi rli prima. Nolle islruzioni teoriclic che pr·ccedono le e.srJ·citazioni non si cessa cli rir hiamare l'attenz ione su questo clifeLLo, In si sop-nala. durante to esercitazioni, to si deplora. inliue nelle conforcnze, mala tendenza dura. E dura da piu di dieci anni, malgrado tan le e;;ercitazioni, la si riscont1·a dappertutlo o spesso chi ha cotTollo in a.ltri que.sto difotto come clirettore, fatto ca.po-partilo lo riprlo .sn scala piu vasta. Gia !ornate vane lo av,•ertcnze, le corrozioni in propo:.ilo da non pochi si vagheggia. il ritol·no al vecchio sislema dei limiti preussati, oppuro all'intervento inunediato del LliretLore che faccia restringerr il fronto d'nulorilit. il eho toma press':t poco allo stcsso. Finchc si suppono cho il fnuo dorivi dulln imperir.ia. di qnalclw !iOmandante non c·e molto da meditani ~opra; fatto indi' iduale. causa incliYiduale: si ri!ihiama il comandante alle forme ·normali, ma. gli c appunto la gcneral itit del fauo ciH' riYela inveco l'esistemr.a di cause generali . Noi tulli a vicenda sialllo ora capi d'nn riparto, ora capi-parLilu. ora giudici, ora direttori; l'incouYeniente lamentato uppnre tanto nolle escrcitazioni di palluglie ( l) come in lluelle di maggiori unit:'t LaLLi!ihe, cppertanto le mie considerazion i, benchc in genere riguardino la di1·ezione, nou si rifcriscono piu spccialmente allc fazioni di compagoia od a quelle di I.Jallaglione o di piu hattaglioni con aggiunta delle armi ausiliarie. l'argomento sembra!lli interhsat·e tulli ugualmente. Qui mi oecupero soltanto delle cau:-;u doi d.ifelti acconnati, cioc degli sp iegamcnti ecce:)sivi e tropvo rapidi e clella scarsi liL delle riserve, difollo quest' ultimo che e in fondo una conscgllenza dell'altro e. come si suo! dire, fa sistema insieme, perche quando si spende (I) Quando s i prescnta nell'eset·citationi di piccolo unitll si suolo dil·o cbo il malo de. rivi, da cio, che quei piccoli capi·riparto vogliono rare delta stt·ategia. Po1·cra stra.tegia, che colpa no puo a\'ere?
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e si spande mollo o a pr·ecipir.io 0 naturalr dte non re:>li pitt nulla in la sea per fa r fronlc ai IIUO\ i bi::;ogn i. Ora ecco atlunque lluesiP ca use, poichc ~OIIO llirerse, iu le ~ch i ero t}Ui come tanti imputali. faro loro una breH' L'Clluisiloria c ne lasciero la difcsa a ,·hi la' uolc c il rerdetlo cui tocca. Seguiro ncll'esporli l'ordinP delle \'aric ope1·azioni inet't'nli alia direzione. Co ruinc.inndo qu inlli dnl la c·o iup ilnz ione dei temi cilo i tem i di 1·i,:ognizioni piu o meno offeitsi N', di avanglt((/'(lie. di a· camposti Jlil't u mwo rlifr•nsiri chc ~onu cosi frCt!llt'llli da co:-lituire q'Ja"i rsclu~i,anH'lll•' il ~oggetto dellr cscr.~itazioni . Ora la J·icognir.i•11te appnrtieuc per nntura a quelle opcrazioni Jtelle quali l'ofTcn ~i Ya vuul esl'cre piu ap1Jareute chc ren lo, piu rapida che inten.;a. intendendo non alia couqu isla delinitira d'una posizione. ma .;olo ad allarmare il nemi!'o per obhligal'lo a mellere in moslra le ~ne l'orze: operazioni q ,w,;te poco compromettent i perehe appunlo Cfl tanclo il ncmieo ha spicgalo le snc f'orze, qtwndo il comlntllime11to si fa rebhr ~e.r i o clcvesi qui inrece schi,•arlo, ini~inndo la l'ilirala. Come lultr le altre di:>posizioni quelle chc concernono l'ampiezza dei fronli si modi ficano secondo lo scopo dell' operazione commessa; tJI I fronle d'attacco, un l'ront.e de:;tinnto a lunga res i:;Lonza saranno t·i stretli, ma llll fron Le d'osse>rvazione comr nr.ll'avamposto, nn fronl.r d'esplorazion0 sono grandi . Ora In ricognizione "eniP clrll'esplorazione. solo che 1\ nn po piLI r·all'orzaln proponPndosi di rompere il primo velo degli c::;ploi'Ut.o ri o dei posli 11em ici per vedr1·e piLL da,• vi~,;ino le fo rze o In posiziolle d.el grosso. ~ella ricognizione ljllindi il rapiclo spicgamento, l'estcn:-;ione waggiore del fronte, la ;;car:; ita delle risen e sono, nonchc un el'l'ore, unn buona regola. Il ripcler:; i di escrTitazioni inqurst.o tema c natura le chr· l'accia divenl<li'C ab it.udine gcnernle 11 11 ;;istcma di manoue adatto soltanlo n qtlf'Slo caso parli!'olare. Cosi dicasi dei te·ni d'aranglwrdia. la r·ni lllissiO!lC e principalmente la 1·i.:ognizione, ehe dcrono spiegarsi presto per rontenere il nemieo, se auacca, chc possono e dchhono estenderc motto il loro fron le lJOI' copri re lo sp iegamento del grosso, che nou hanno bi~ogno di ten er riserve, [H'rCht> sono appogginte ogni momen to piu.
;o.,~t..LL ESERCITAZI0:\1 01 C0~113ATTI~IEKTO •
E allrellan lo di casi di t! LICi Lcmi in cui uuo dl'i pal'IILt l'lljl[Jt't•S>' Itla nu ·riparto i11 cwamposto. Una comp<lgnia di duecenlo llOmin i fnrnisce <{llatlro gran-guardie l'l1e copr!tnO un'estensione tli pressoche qtwlll'tl r hilomelri rego!amC'Illnrmcnte . .\ Liaccatn in u11 pun to non si riunis<~e, rna nnz.i le al!re wnn guardie co ntinuauo suJ loro posto l' os~e rvaz i o o e. La riservn cl't\\'nmposto, un IJattaglione. uon pu6 che rinforzare quella linea estendersi quincli ;;ncrificandosi pure, se occo1Te pet· dar tempo al grosso cli mel.ler::1i sull a difesa. Vol endo ora dunque corrcggere i! deplorato di fctto, lll'gen le cosa sarebbe astenersi nssolu tamou le tla simil i temi per cinque o sei anni per lo meno, th111do piullo::.Lo la prcferenza ad o11erazioni cli natura piu decisira con ohbictliri locali hen detcnn inal i, 'quali l'ocio' il raucrinncupaz:ione di ll11il tlala JocaJit;'t, la sCOr!n <l'un C'O II\O"I n on gere un da!o punto , il precludcre la ;;trnda ad un riparto ncmin• rapprcsentando i partiti di,;tareamcnti i:;olati dui l'orpo da cui potrehhero an re soslegno, ~oc·ror;;o , o ri pn rti inquadrali in pi1't \H slo co1·po eo mba ~Lcn Ic. Facc.io incidentalmente nol;ll'e rhe ('uli ullit~ti dtlt' S(J"•'elli l"f' • l[lll'lli cioe d'aranguardia e cl'aramposti, hanno poi altri gr-avi inconYeni euti per la dillicol t<'t di direzionc, per cui non sono molto dn rimpi;w~e,·s i. Trallandosi tl i [Jiccole a\'illl"tHlrclie d•un balla"li1Jlll' t> o due. il loro comhattimenlo uon lJLU'l ragionerolnwnlt' durare mol to senz:a che il grosso debba enlra rc in azione. Non si possono quindi tali esercitazioni fa 1· durnrc nemmeno mczz' ora scnza illl'cro~ i mi glianza gnwe. Quell i d' a\'ampo~lo oll rc lo sLC!-;so inconvenit•nte hanno anche quello che csigono d1e h linea d<'i piccoli posti sia rontinuata alle ali del riparto e i! rlirPllorc si trovn in ohhli,.i'O di r,u· llHII101Tarc lJI Ies la linen s11 ppo:> ta, il chc c u1ta c;omplicazioJl(), ne si potrebbe d'altra parte fctrne aslrnzionc, perche la su:• presenz;a c ti'Oppo influente sulle operaz:ion i, ora coprcndo il rian~o della li nea attaccata, ora minacciando qnelto dell'allaccante che l'avesse sfondal<t. Jn fine debbo notarc che sicco111e la missione della ricogniz:ionc s'intentlc comp ita quando il nemico ha spiegalo le sue forzc, cosi c'e un al!ro eccilamento reciproco a spiegarle piu presto che sia pos~ib ile per IJnire al piti. presto . Ne si puo di ci6 far carico a chi 6 sulla. difecitl. in avnmposLo, percbe e sua missione trattenere il ncmieo momenLaneamenLo. fl hell o in tulli questi casi <J
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:>I c poi che si riti ene compit;l 1<1 ricog11izione quando il di ~tacca mento cli cio int·aricato e riuscilo . rosa l';lcile, a far spi egarc delle truppe nemicbc la :;ola pane eh'c in arampo:.:.~o . Lo :'Les=-o. r;~'o d_i chi manclalo a 'edere uno ::pcllarolo dcbha ntencrc soddtsiattn Jl prop1·io compi to quondo a l'uria cli l'nr l'll mO re sia riu:;ci to a J:ar caJare il :; ipario. 11 grosso, In lnrza clte clehbono rC'almenlc ru:ono-srere non lo ri conoscono mai, perrhc wn c'e. lt mi;;sione none mai compita . Gredo di ayerne detlo aubastanza SP non forse fill Lroppo eonlro · questi lemi e passo ad altro. Per un'al!ra yia ancora possono i temi indurr<' i rapi-parlito n~l lamentalo difell.o, c sono i femi combinati in modo che le linee d'opet·a:ioni dei dtte partiti coincidcwo; cioe, per cse mpio, ei6 clw e il caso solito. due pnrtili ehe aYanzano !'uno contro l'altro 1wr In ste:-sa ;;trada, in comples,;o rettilinea, la quale sia pure recipt•nt:amrul C\ linea cli ritirata per l'iascnn pnrti lo . In tnl i condizion i gli allnccll i sui fi nncodell'nvYersario dirficilmeu te po 11 no esserc ;;eri i e decisiri, pct·che non si potrehhero cs<'g_uir_c con tullo il grosso senza scoprirc la propriaril irata . Cosi i frotlll d1 ~tal laglia tendouo al parallelismo, ~:'t: poco a temere per la propr1:1l11lea di ritirata e i fronti si estcndono, la profonclita sccmn. ConYerrehbc quindi che piu so,·cnte :n cs::ero i pnrtiti pi it linee di ritira.ta e che gl'iscon tri non fos=-ero scmpre fronla.li c gl i og)!elliYi di cinscnn parlilo non fos~c ro precisamente la dove il pal'~_i lo oppo:lu ha 1wopria. linen di ritiratn. In que5ti cas i piit c,·idente SI cletermma sui ten·cno il punto deci-;iro soprn il ({tutle i capi-p:ntito do\l'anno conccntrare la loro n ione, rhe nei casi soliti im cce si din·oncle incletcrm inato su Lul.to il f1·on te. Anerto pero che nell'npplicare queslo sistcma ron' ien ha dare a chc i due partil i abbiano pero sempre ciascuno un ohbietli\ o tale chfl \' avve;·sario non poss<l. dispensarsi clal conlraslnrlo, se no :nvcrrebbe che i duo cap i-partito troYercbbero piit convenicntc no n urlarsi ayendo cli meglio a fare. C'c un'altra causa a;;sai frequente pure ed e la conoscen.:;n preventiva che ogni capo-parf.ito ha facilmente della siwa..:;ione J1CLI' Licolcwe dell' avtJe·rsm·io. Oifatti nelln maggior parle. delle ('Sercitazioni tattiche :;ia sn l ANN O XX \'1 1, VOl•. 11.
Of CC\ ERRORE
Fr\EQCE~TE
lerreno che sulla car'la. si couo:>ce a prir1ri la forza dell'an-ersario,il terreuo in cui lo sconlro anerTil, si conosce pii1 o mono il tema del parlilo opp()sto. ~el primo cnso impegnate le l'orzc ncmichc non si ila pit:l a temere alc.una :;orpresa, alcun attacco sui tianco a ripamre ai quali occonere!Jbe a' ere sollomano delle riserve . Conoscendo a priori il terrcno si acquista una sicurezza di mo::;se esagerate, si pno prcredere dontle tin altacco del nemico sia unica. mente possiilile. si conoscono bene le Jinee da occuparsi in difesa; il capo-partilo non e piu obbligato a quelte ca ntclc a cni sarehbe tenuto in tel'l·eno a lni nuovo. Sopratullo gli spiegamenti vcngono per tal modo precipilali. Il rapo-parti to eonosce giit la I in ea che do nil occupare di fensi ramente, o le stradc che clcvc darea'suoi riparti, giunloal punlo nonattencle piu che il primo avviso dell'nomo di punla per far spiegare lullo nell'inlenlo cli lJrcvenire il nemiro chr per lo stc:;so motivo non si allarderit, e poch i minuti dopo, sognalalo un chep~' hiaueo, tul.ta la I'O lonna e ~piegnln. L'elemenLo lerreno c un elemcnlo imporlantissimo: ma non i· il solo. e il preoccuparsene troppo a scapi to de~di altri Lende a 'izinre le manovre; si riniril a fare del la lattica di posizione conw ~i ru giit una slralegia di posizione. Ri arrivi1 a far delle manovre m r.tti le disposizioni cleri Yano dal snpere ehe a dcslra c'e un sentiemccio. po i un passu , poi UlHl sicpe, poi una l'ipa elie pcrmetterit a una paltuglia di spflrnt'r su i fianco del nemico. E quesla una maniera artificiosa: c'est bea1~ mais ce n'e.st pas la yuerre. E poi per fare studiare il Lerreno e farnP comprenderc l'importanza non occorre mnnclanri i capi-parlilo a riYcdcrlo per la eentesima \ olla prima cli manovrarv i. Lo scopo delle manovre, non c cl i ri usc:ire nella commcs:;a opcntzione, mn d' imparnre, c anchc il Lerreno lo s' impara ad apprczzm e tanto bene a, p1'·io?·i che a posteriori e forse mcglio a posteriori, cioe colle rin esgioni falle su di lni dopo la fazione, che non prima. )la torn.iamo all'argomento della conferenza. Anchc qnando si eonosce cL prion· iltemaclell'avver:>::u·io si ha minor rngione di stare , ·i~e ryat i , di tenere risLrcllo il frontc. Si prevedono Je mosse del nemico, gi sanno con certezza i punli pei qnaJi non c'e nulla a temere e clove si puostendersi emanoYrare con tutta sicurezza.
:-IELLE ESERCITAZIONI Dl CO:-.IBATTI\IENTO
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~atnmlm entc che gli e un ucl nllltaggio pel capo-parlito il sapere a pl'iori Lulto, c forze e teJTeno c inlcnzioni del nemico, ma inguerra casi si mili pen) so11o ecceziona li c convienc islru ire i capi-partiLo, non Lnulc, pel' quesl.i casi, ma pci piu solitj, pei pi1i eomuni, in cui non si sa nu ll <l o ben poco, dill'crcnlcmenle si p1·cnclera l'abi!ncline a formazioni che ci potrehbm·o invece tomar dannosc. Epoi eslrcmamcnte diffic'ii<' nelle mano1re che un capo-partito 1·iesca a fare astrazione cla ci6 che sa e manoHat·c come se non ~a pessc: mcglio c; chc non :>appin ar1cliritura e vada innanzi nella .:;na operazione con qnclli e!cmenti chc mano mano gi·ungono a sua cognizicme. All ora non si nllm·ghcrit ne lanlo, ne\ cosi presto, ma s!arit mccollo e andra ea uto. In generale pii1 sono le incognite piu grande ~ara il raggio di vigi lanzn e pii1 picr,olo quello d'azione e recirJrocamenlc. La pr·ol'ondita clell'ordine di cc•mlJattimeJtlo, lrt diffe,·cnza tra la lruppa impngnnl.a e la rimaJlCltle so110 tanto mrtggiori quanto minori sono le not.izio c'he si hanno :>nl nemico, sulle sue int.enzioni , sul telTeno) sugli al!ri riparti clell'csercilo che polrchhero al ca.so appoggiarci. Pur t1·oppo c difficilc nelle <'ondizioni inerenli alle manone campali chc i rapi-partito,' anclte m.dgraclo tuLle le precauzioni, non riescano n sapcre piu cli quanlo tlo\'J'cbbero, e ho crecluto bene percio segnala.me le clan nose consegnenze, perche l.ali precauzioni crescano e non si cJ·Nla invece, come pure In Ivol La accade, che facenclo sap en' tutto, le manone possano riusciremigliori. C'e andte una massima seguila, non :>o bene perche, la quale fom enln tale inconvenienle ed c qnella che le {orze dei due pa·rtiti debbano esse.re, eome si suol <lire, comp~tenti, e chc la missione commessa n ciasenu partilo sia J·ealmenle esegu ibil o. In gucr·ra qneslo non avvie11e Hemmeno; spesso le forze avversarie sono assai clisuguali c le missioni inLrapresc o commesse riescono inescguihili per circostanzediverse cheprimanon si potevano prevedere. Percio anche in guerra Yera si va piit cauti e si sta piti ract:olti; utili assai sai·ebbero tali casi nellc esercitazioni; s' imparerebbe anche cosi a. disimpegnarsi, a ritirarsi bono c in tempo. Ci sarebbe nHcl1e un altro vantaggio eel e che la susceltibil ila dei capi-pat·tilo sarebhe assai mono cccitala di quello che ~uccede nei
DJ UN ElmOI-H: FREQCE."'TE
casi soli Li, nci tluali il dircltorc ci rende implicitamente gan111L~ che illema potcYa e:.sero cseguito, ch'era ugualmente difficile per 11111i e due i comanclanti, c si tnwa co:-i obbligato, per eon:;eguenz<1, a dar toJ·to a chi ha perdulo, con che a questi rimanc il danno e. se non le befTe, l'u::;cio sul capo. C1·edo che ogni cw·a che si pon·ria eliulinare qnesta suscettibiliul sara tanto di guadagnato fJl'l' /u studio che ha bisoyno lii calma, rli menre serena sopra tullu. '' i si perdoncri1 quale he hrere digressione dall'argomento og111 , olta che mi si oO'J·a l'occasione. Sono certe piccole ossenazioni d1P male si adatterebhero a \'enir sistemate in un argomenlo a parte. Ora ri1Jiglio l'c:sposi·tione delle cause degli ecCG~s iri e tropjto mpidi spicgamenti c segnaJo quella ancora della imporlan.:;a el'cessiva data a,r;li attacchi rli fianco . i\'lancando gli cfTctli dei [uochi e gli eiTetti moral i 50J·ge im olonLariamonto nelle JntlJIO\ re il predominio degli :cltrimenti: fra rJnesli, quoll o dell'ull<l CCO di fiauco. Quando bene o male Utlriparlo apprn·e sul liamo tlcl llem ico quc:;lo clove ritirarsi. L'alLacco di fianro t)piiJ decish·o ~pesso del fuoco slesso uell e manovre e cosl i due capiparti to , nella gam d'impedirc all'anersario di girarc il proprio finnco e nell'in teulo di ginwe quello del nemico, ynuno indefinitivnmcnte pro tcndcntlo le prioprie ali per logica consegLienza. Questo moti' o di errore e an cite aumentalo quando si combiua colla cir'coslanza soprasegnata, cioe chei due parliti ab!Jiano comune la direllrice L'\tlica della on·ensi,·a e della difeusiva, poiche allora, ;;alvo accidenti di Lencno od errori delnemico, c'e indiffer-enza sulla scelta del fianco da auaccare e cosi protendendosi su ambedue le ali si viene a esaO'erare il fronte e per colmare i \UOti a esaurire i r> ~ostegni e le riserre. E piit ancora puo aumentan;i l'etfetto deplorabi le di questa pratica a cagione di un'allra esagem.zione dominante circa alla in~uen::a delterrenv, per la tJuale di mollo anantaggiato sul nemico si ritiene que! riparlo che occupi una posizi<111e di qualche metro piu elerala. Ora suppo niamo UJl ca:;o motto solito. Lungo il fondo di una Yalle cone una stratla, i duo parliti avanzano per la meclesima !'uno inconLro all 'allro; per gi raro allora il fianco dell' avversario e per prendero una posit. ion e clominante su quello, ogni capo·partito prot.ende le sue ali wmjJI'e pi1't in su sulle falde dei monti e :;e queste
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i'IELLE ESI::RCI'f.-'!ZIONI Dl
CO~!UATTL\!ENTO
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son lung-he e l:c cresla e lonla.na non c'c una ragionc pcrc.ht; i clue partili non finiscano in uno ~talo di raref'azionc omcopaticn. .\la qui alcuno forse mi osserveril che un temn cli qucsto genere ;;;archhe erroneo, perche, clarebhc all'un partito la difcsa di una loralit~ piu cstesa che nou comporti la sua forza. Ed io non credo in' ece rhr qnesto si a un errore. In primo luo).!o in gnerra il caso ;;i da qna'i $empre, perche le forzc la non 5\i misnrano sulla local ita da difendere ma su quelle che si hanno disponibili; cosi che ben rl i r·ado ~i combina appuntino colle esigonze del terre no: il quale ten·eno t' mollo es igente eel e capace di csigenza in rsigenza di arri' are fino ai confini geografici, e cla qnelli allr frontierr ~cienti fit'h r. Bisoi!na imparare a rinunzia1·e ad un 1antaggio insidioso del terreno ea limilursi alla occupnzione di un pnnlo se non si puo di lttlln la po::izionc. ~on sono i lemi inqursto caso, ma il prcgindizio lattico r1nello che induce a eslenderc esagemlil1ncn1e il i'J·onte. Ed ora paf'ser(} a nolare un'allJ'a ('.ansa c fTicar, i ~s i m n, e l{UCSia e rile nelle mcmonre snl teneno non visono pel'dite. Un hatLaglione c un hallngl ione d:cl princi pio fino all a rinr dell a fazi01w e conln semp1·c lo stesso numero di uomin i, e puo occupare semprc lo stesso fronte d i prima . Qunlche volt:c per vero nm parte clclla Lrnppn vi emes~a fuori di comhatlimento dal diretlore o dai gi ndici, mu per riparli interi e quasi piu come ca~tigo al JoJ'O capo chc imprudcntemenle li espose cite non per rapp1'esentarc la gnerra l'rra; iI continua, ordinario ,;cemare delle truppe esposte non sncr:edc. ~aluraimente ne derin1 che il capo-partito non sente la neccssitb di sostegni per riempire i ruoti . per dat'e il camhio alle truppe t':;pogte. Piuttosto eh.; teuerli li a far niente in ~e~-onda, in terza linea p1·ererisce mandarli ad o~cupare posizioni snl fianco del nemico, il fronte si estende, le risen·c, i so:;tegni spariscono. Sparirehbe da l mondo l'avarizia e fin l'economia, se per quanlo si ::;prndes~c non si perdes~e mai il proprio denaro e ci rimanesse semprc in Lasrn come prima, se haslns:;e farlo vedere per comperare. Capisco ch'e un po' difflcile Lrovar modo cli levarc di comba ttimento alcun i nomini soltanto in proporzione analoga all'ell'ello dei fuoeh i nemici. Pure sarcbbe necessar·io qnalcosa come 11 ella mano\' r':l. derrli nomini mancanti che si fa in artiglicl'ia. Cn'aiLra causae J:c troppa facilittl rli cal!lrmrloacco l'data ni capi-
Dl UN ERROliE FRI~QU ENTE
pal'tito, maggiol'e assai che non in guul'a &era, doYe si rede poco e male, dole non :;'c sicuri della csalta diramazione deaJi or·dini r degli avv i ~i. Noll e manone invece dove rnancano dellu~to le ra u::>e pcrturbarrici ora de.tte, il capo-partito puo tenersi comodamente oYe meglio crede ?er Yeclcre e comunicare ordini, magari in prima linea. pu6 andar hu colla ca.valleria. a riconoscore il teneno e i1 nemico gli avvisi gli arrivano ogni minuto, i suoi ordin i si diraman o senz~ ost~colo_. In tal modo l'unita d'azione e scmpre assicurata, ne col'l'e mar ~enC•)'? p01~ quanto ~iscos li :;ieno i nri riparti; non ha quincli occasrone dr :>en trre UIIO det maggiori incon ven ien Li dei Jronti esnrrerati la difficolt.'t di tenerli insieme, di go ,·ernarli, di dirigerli, e manci~ cosi tolalmente una dell£' cause chc consigli ano ill guorrn a tener·e le Jcm~c r·iunite. C! si pu6 rimedinre in parte esigendo ell,e i capi :-;tieno al loro po:>to, mterccttando ordini e comaucli, distogliendo senza :>ct·upolo ufficiali e graduati dalle Joro funzioni durante la rnanorra st.essa ; ma ci ~o~o.m?IL~ difncolti\ ad applir::u·e quosr.i mezzi in appar~nza ::>t'mpl1crssrtn1. l'iella manovra SlJlla carla poi questo incon,·erllente c mol to piu grande. Li il capo-partito Yede le sue forze come a v~lo. d'uccello e, specialmente nolle piccolo part it e, le comanda lm drretlamenle, le muove ogni due minuti. Per riparan·i ~om·orreb~e mellere !anti capi in ::otl'ordine e !ante carte separate qunn.ll ess1 sarebbero, la manovr·ad iven tcrcbbe troppo comp licata. E qUJ come in !anti nllri casi sn reblJe pure difllcile fm·e a.slrazione dall~ presen li condizioni, sopratullo quando so no fm·oreroli al capopartrto . Eppure le monorre hanno unu cert'aria sperimenla lc in se stesse che invitano a J!OC•J a poco dire! tore e capi-pm'l.ilo a considerarc come reali le condizioni ::;imulate, henchc imperfcllamente rappresantate. Tn guet'l'a vera, dol r·eslo. si app lica I(J ~tcsso crit(wio c in scnla ~1aggiore; i buoni sen izi di comu n:cazionc, le poste, i ,·elocipecli. I lelegr.·afi da campo per·mettono al comandante di allargare appunl.o rl c:~rnpo clella sua azionc. .\la non ha:;la Tanto nclle manovre ::;n l terreno rlre in 'lnelle s~1lla ca rta, il eapo-parlito non solo ha facil itil e.-;agcrata di r·omumcar·o _con tul l.i i suoi riparti, mu trova anr·he in qucsli nna t/nrilitd qnale m gne1Ta non potrebbe a1·er sempl'P. Gli ordini di aYanzarc. di ritirnrsi. di appo[.{giare sono subito ese-
C'\ Et.LE ESEgCIT AZIO;'\J 0 1 COMB A TTIMENT O
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guiti. ln gueJTa non accadc cosi: una truppa impegnala, anche so lo pas:;inunente, cioe anche soltanto esposta, non puec ai tiri . ma alle im)ll'e:;::; ioni del combaltimen to, non puo cosi :-;ubi to uhbicliee anchr quando lo voglin.. Spesso per fare n.vanzare un r iparto bisogna mandat·gli nn rinforzo, per farlo ritinll'<' bisogna dargli cambio, man..danclo truppa frcsca a occupal'e lit po::;izione successint indielr•>, poich() la Lruppa espust.a polrebbc vo lgere facilmente la ritirala in fuga ; per colmare un vuolo non si puo far eseguire rnorimenti di flan eo alia trupva di prima li nen , mn bisogna mandarvi riparti f1·eseh i. Ogni errore chc ::; i vuolr imecliare, ogni incon vcH ientc cni si Yoglia ripararc, ogni nuoYa disposizione, richiedono :>pesso truppe fre~c h e percl!e sieno esegnite. Natum lmente cll e nel le manoVI'e qLteste conclizioni non avvcl'i\11dosi, i capi-partito sono mono cauli nel darC' le prime disposizioni i)Olentlo cosi farilmente moclificarle in segu ilo, e molto meno :>t'n tono il bisogno di tener ri sen't\ dacchc le lntppe da ossi esposte nell'azione rimangono pur sempre a lom disposizionc come se fosse1·o al riparo fuori del campo . Tor·no a dire, cbe mai ci si lratterrebhe dallo spendere so il danaro re~Lass o pur sempre a nostra di:;posizione, anche dopo averlo speso. Voglio dire in~omma. che si tient> troppo poco conlo clello stato morale delle lmppe in rela.::ione a. qnetlo che avrebbero in gnen·a oerc~. E d'altra parte LJni pure non c'e piecola difficollit a rimodiarvi, si arrischicrebbe di mettere per prinl'ipio di do,·ere ci6 che nna :;cmplice legge della necessitil, a lascinr credere, voglio dire. che nel tale o nel lal'altro ca::;o una truppa sia autorizzala a non avanzare, a ril imrsi, a. cede re e, pe1· dir rei'D, di quesle conseguenze implicite le manovre :;ono giillroppo fcconde. <Jui corne in rnolti aiLri casi, l'i rueresse clclltt istr·uzi onc cozza eon quello delle virtu mora li. Ci vuole mol la prndenza per passare 11 in mezzo senza guaslar nnlla. Ho giit parlato dell'ecccssiva irnportanza che acqnista il tel'!·cno nell e manovre tattiche, a cletrimcnto della innuenza chc de\'OI1f) e:;ercitarvi gli allri elemcnli cioc: la situaziono genera le, lo scopo .delle operazioni ,. le forzc reeiprochc dei par·titi. Tant oci hanno scapiLnlo questi allri elemcnti che i tcrni ne riman_gono lrascurati: giit si sa, sono qua:>i semprc il =-olilo a,·amposlo
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:>IELLE ESERCITAZJOI\1 DJ CO\IBAT fl~IENTO
DJ UN EnROHE FREQvE:>ITE
difen~iro
e la sol ita ricogni:t.ione oll'en:;i,·a, non ci si bnda neanchc. Ho notato !"influenza di questo Yi:t.io sulla tendenza a e,;agerare i fronti e a far spendere subito le risen·e; ora noter6 un allro fatlo t·omlltH' che ,tiuta a esagerare que,;ta innuenza, e qnincli le con~c gueuze sue. Se insignificante troppo t! nolle manovre la rappPcscnla~ i one dell'efl'el.lo dei fuochi, vicever·sn. 1 ienc sovente esa_qerata la mJiirlitcl di qnesto effetto. Mi spiego. Un riparto viene a lrOI'ar"i ('OJlLro un ::tllro che e in posiziOIIO migliore. Malgrado questo 1' <111laggio di posizione, in guena \'Ot'n, e anche nella mano1 ra sulla ··aria per Yet·o, pu6 dat·si per la sorlc delle armi, o del dado, cite il meno faYot·e,·olmente postato riesca ad avere il nntaggio, o per lo meno a non cedet·e chc dopo molto tempo, nei casi ord inarii una lruppa anche bene appostata impioga un cerLo tempo' a sloggin t·r il urmico dalla sua posi7,ione, hcnche,mcno favorevole. Ncllo man one nvece spocialm<~nte pet· am.ore di hreriti:t. questo risnltnto <) oi.l('nuto mollo rap idamente: la trnppa mcuo fiworevoimeutr :1ppo ~1ata per amore o per f,Jrza cede il cnmpo appcna c accertato i1 s11 o ,.;nmtaggio di posizione. 1 chi ben considenl non e piccola l'intluenza di questo sistcma s~pra lo srolg_i~nent? dell~ manone. Pazionza se non fosse chc qurllo d~ rcnderle pm rap1de, clt accclemrne il tempo . Perchc fosse co,;l, hl:'O~net·ebbe che anche le nitre ~·clocitit fosscro accelerate in proporz.~niiP; eppurc pet· qnanto si facciano con·ere i soldaLi, la propot·z,onc non e mantenuta; si fa pitt in ft-etta a sloggiare il nomico ehc a pcrcorret·e il teneno e le manovre si mutano in marcir in o t·din~ a_porlo i1~tercalate da ruoclli per ripigliar fialo. Solto t[nesli fuoch t dt efficacta esagcrala, i fronLi non suh iscono pm·dite !loll ~i rompono, ma. guizzano mirab ilmenlo innanzi e indietro in cerea di quote maggiori o di qualche riparo. E una situazione mol to diror ...a t~alla >~ra in cui le linee si consumano mollo e guizzano meno. fo. ~~~H~I e la c?nseguenza di tluesto sistema? Spesso si ode clw il pr·tnetpal mo1n·o per cni non si devc esa•remre l'eslensione dei frnnli gl i e di non e;;porsi ad esserc •·otti, di,,fsi e battuli sepa,·ntamrntc•. 0 1·n nolle wanovt·e per conseguonza di Lutt.o ci6, quesLo appuol.o non accade ma1. Laltnea per crua.nLo sotti le, e una ca tonn di fc·n·o r.lH' ~alia. innanzi e indiclt·o, gui;r.za, ma non :::i smaQ-I ia mai. 11 rollo c.;
non ~i riesce a farlo; se per cnso un momento riesce, si J'icongiunge tu~lo, il capo parti_to colla facilita rho ha di moYeJ·e Lruppe_ vi ripara suhito, le truppe che sono ai lemhi del foro piegano factlmente a martello eel oiTt·ono al nemico cho volcsse approfittare del foro nnn ~nl va di ruochi incrocinli. Naturalmenlc il nem ico chc ha fatlo il i'oro ringr<v.ia doll'onOl'e c clecl ina J'in.vilo. Perche il ~·oro possn e:;ser·e praticab il e dovrebbe essero largo tanto da lascJare 111 mez~o una zona. indifes<l, quanto dire chc dovrebbe essere largo un pa1o di r.hilometri se anche si lralla di sola fanteria. Jkondo clnnque impossibile nclleordinarie manowe ne di dimdare, ne di :'fondare le linee nemiche, c naturale che lo sfot·zo clci eapi-partilo si rivolga a\l'arvilupparsi t·eciprocamente c pcn~iu fan' allargarsi e fare in fretta prima cho l'aV\'er:;ario faccia allr~llantn_ fl lnogo o1·c si manoHera lo si cono~cc, le forze del nemtco e t1 suo t.cma prcss'c1. poco si sanno, :; i marcitt riuniti sui posto si 1~anlla avanti la c~avallcria, appona qnesla ha segnalato un chep) htanco. pt·e~ to senza perdet· tempo acl nllargare leali per pigl iarlo in meuo. I~ tanlo natnr<lle I llcl resto io non insisterei tan to su quesLo lu·gomento del ri~ch io di csserc sfondati per consigliarc una formazione piu racc.olta. Nel campo tattico e per ripa1·ti non molto grossi il caso non i' tanto facile. Crescendo la porlaLa delle armi e la rapidiLa del fuoco, cresce il nl"~io difcmivo delle truppo, una st[Uarcio in una linea di hat. . taglia hi;;ogna cha sia grande perclte ;titre u·uppepo~sano gettar~'l51 in mezzo c non rimanere cl i ~trulLocla.l fnoco concentnco cloiJtemtco. r motivi cite consial i·ano un ot·dino piLL mcco lto sono gl i a.ltri che mano rnano espos/'clle si compond irtno pl'incipalmente nella diffieollit di comanclo. In piccolo come in grancle quando s'e mol to cslrso il r,·onte e non si hanno riserve l'esito cin mano della pro,·viclenza, o st> "i n10l meglio, e afficlato all'iniziatiYa dei capi minori, all'a7.zardo dPIIa fortuoa. :-le pos"o climenticare la parte che Ita l'artiglieria in tullo qut·=-to. Utw nwzza hatt.eria, una :-;ez iono sola sono in posl') ne! pinno, Ire. qunllrn eolonnc aYanzano conlro la posizione. Contro tpwle di essa tint la sezione~ oppurc tin1 snll'artigl ieria ncmica? Non si sa; ma rulli si crcdono .presi di m.im e hersagl iali cla quei co lpi o HaltLndme.nte si aprono , si stenclono. Cnpi::.co che nnchc qui (• dil'n~ .
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UN ERROHE F!\t::QUE:>ITE
fici le fare in modo che si distingua ~ u qual bersaglio l'u r l i~dieria ~pa.r~ .. mt~ .il ft~ll.o il 1·ero. Se non si pu6rimediarvi im-en tand~ pr·orettrlt mutlcnsrv t eppure pt·ccisi quanto gli ordinari, c pe]'() l1enc che i direttori e i giudici t' i capi partito e capi riparto ten~ano presente il fatto per rnenomame le conseguenze. Del resto eo~ cio non pretcndo sia rirncdiato del tullo ai difelli esposti: mi hastrrebhe anche solo di pcr:>uadem che illamentato difelto e inerente in gran parte alia natnm delle mano1re. lroppo imperfettamcnte rappesenlatire, e non delln incapacita dei capi partilo, e che tulli dcbhono tenerlo prcscnte per ovvial'lo per qttanlo e possihile, 0 sccmamc le consrguenze. . Prima di chiuder·c l 'cHumo ra~i onc forsegi a troppo lunga delle cause del vizio lallico scgna lnl o, debbo parlare nncora. di due altre cause c poi <Wro rinito: c io(~ rin ir6. perchr5 non ho ln peetesa' di n1•erl e rrnnoverale llrl te. Credo solo di non ;n•cr· dimenticatrr nlcona delle piu cornuni . Pnsso dun que a vauli. Come si suol dire l'Mte napoleon'ica l'abb iumo messa cla canto e. siamo. divenlat i pl'~tss i a ni , dico per6 come si suol dire. L'impre=-:>ronc d1 qnclla graudc ngura l'abhiamo ancora, e di que! rnodo sun di gucrreggia.rc; cosa curio~a, c'e rimasta ancora indosso specialmenlc la par'lc artisticn . Siamo prussiani, ma il colpo cl'oechio, la rapicli tit delle dccisioni, il concitato impe1'io e -it celetf obbedir ci balcnnno ancora nella fantasia e troppo spesso nelle manone si sta intcnti per scopri rr se alcun ragg-io di quel lampo stia per halcnare nel capo-parli lo . . 1\oi ragheggiamo semprc que! tipo e \'OITenuno \edere lJttelle pronto decisioni che ::;opratran no il ncmico, che Jo pi·e,·engono sui pnnto decisi1·o. Se il ca po-partito esitrr, rifleue, non si ris~t~·e ancora a sp iegarc le sue fort.c, a dare ordini, ha molfa probabilitit di essere constalato per mediocre. ~I olr i ripeto no come un'assiom ~• che val ~egl.i~ rma mccliol't·c tl ~ci;; ;one 1wesa subito che tllla. huoJta p iu tanlr. Orlr una w coccupaz10ne nel capo-prrrtiro di decidersi suhil o e di li rrucllo spiegar·si troppo pr·esto e quindi non sempt·e bene che obbligano presto a esaur·i rc le riserve per comp letare il fronl e: spiegar:; i troppo rap itlamenLe, eslendere il fronte. Si cnp isce clre ci si polrchhe diYcrtiro con un capo partito cli questo generr con
:<ELLE ES.t::RC!TAZ!ONI Dl COMBATTIMENTO
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una sola media paltuglia a rargli spiegare la slla colonnn tlieci ' ol[e in una marcia di venti ch ilometri. Con tutto cio , non occorre dirlo. 11011 intcndo far l'elogio del tentennare; il tentennare, l'indecisione sono brulle cose sempre, bcnche soYente toccarono anche ai piit grantli cd aggueJTiti rondottieri eel essi stessi ce ne parlano senza rergogna. La facilitil. della decisionc non dipcnde solo dal n\l·attere del cu mandante; essa cresce col cresceredella pratica tlellc csercitazioni, della guerra, eppero si acquista, crcsc.e col cresccre della chiarezza dclla sit uazione, terribile magari. ma. ch iara . Del resto ht puntlerazione, la cahn<c, il s::mgue rreddo, nou sono nonuncno tl~l tl.i sprez~ar.:; i e per esse appunlo un capo-par'litn rhe sa ngural'~l dt e:;ser~ in gucrra ''era, cio che luLl i clovt'chhero fare ~ non preoccupar:;t d'allro, un tale capo-parlito , dico, aoclrh aclagto a credere e tulle le notizie ehe gli verranno o molto piu n pigliare dell e mi sure e dell e nrisure irremecliabili. SovenLe accttde che le manovl'e non .~i compisco no: per molti mot i1ri, spcsso inevitabili ; si c presa am~ i l'ahitutli r t~ lli .tron.cnrl~ poco dopo che i du~ partiti si sono, come si dice, spregaLJ cclr eap1 hrrnno shozzato il loro disegno cosi chc si possa prc,·cclcrne la solu~ione . E molto chiaro clle anche questo ~istcnta ct:ci ta a :;p iegar:>i presto e a stenclersi troppo. Cos·t J'acendo in primo lnog~ si ~nis~e pi1't pre;;to, il rhe non guasta nulla, in sccondo ~uo¥o :~. a.n·tsclna poco: non e'e pericolo che rimanga al capo-pa r~tlo ~I dllhcJie compilo di condurre lungamcnte alll'aYcrso allc penpczte del combrrttimeulo questo fronte tanto allaq,rato! Se gli toreas,;c LJUCSlo a?dr·ehbe piu n1 u10 e ::;i ten:ebbe truppe fresche in mano: ma "?' d1 qt1esto impiccio vicne liberalt) clalla fanfara rc~le app~na ahl~m d<llo al :;110 fronle 0 , come si dice. al suo concello, tl masstmo :mlup[hl. Ha rri un allro notcvolissimo c frequeulissimo fat to chc e causa pnr'e del vizio lamenLato. Dtle Lruppc inttn clalo pnnto :;or~o cli fronte e nes:;una cede, ~i cercrr nu giudi cc lli r:ampn, questo grLtnge; per decitlere tJUale dell e due parli debba ccdere clon·cb ~JC ~en er. ~onto di tan re co:>e, ma il piil delle Yollc si a.llicne al crr tcno el rdenle del nnmcro 0 in ci6 tien conLo so lo clci rip<trl i in prima ltnen come i soli efficaci. Per tal modo un ha lll1f!li ono che rorniHtll:l con una 0 due compagnie in riserva e selllpt·e sicuro di l'edersi obb li gato
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'\'ELLE £::;ERCIT.-\ZIO:-o:l Dl CI>~IIMTTJ)JJ·::-o:To
DJ UN F.R ROHE PRE<..]CENTE
~ cedcre .il ~ampo n qttcl lo rlte non Ilf' tien .. sola: co::;t dlcnsi del rcall'imen! d 11 I . e affatto o al pta lllla . . ,o o, e a lt'Jaata Oue-t r I . . .. eo;;1 1m11ortant" 1 , . . o · ~ "o 1a .ro e cos 1 I l•>·fll•' ntr • • o:c r Je ,.,a1·e r 11er du·e e" . 1 rau:>e t llalt' . · t ""ete amaggwredelle
Diffiril . . · cosa :>arebhe il cercanri 1.1 11.· med.IO .d rtdttrr·e ' IIlo.I o 111 llUJW'I'O •rl i ·tllr.-1 ,. 1 . 1 rn cet·ro tfual a orr c 1e unitame.He , arLJ. di 1a 1· . " . ' al nunet·o d"i 1.· _ P. llle.t t oncot-rono a det . · . . 1:' ='I ro in un dato mornento· d l . . et m_rn_a' e d nllore comple~-
. • <' et mtnare ewe l'effi · 1 . proh I ., 1 . . . . :cacla c et :::osteani delle. .1'15l'rve, lo stato ' a )I e c Cl npartJ m 11 rr 1 . ,., ' suIHtt. Yolcndo )ero cl ·. . num·c o a1 fuochi CCI:;amente torrl1er ·1 1 1 . 1 lro~ppn l'il[lido Nl ecce .. · .0 . . " e I cep orato Yrzio dt'l · ssl\ sp re"'ttnento · grutl ir i di lener ronto p . . ~· . · t{IOYerebhe qonsHiare ai 1 ,osteanledell .·, . . lll etel o que:;tf' sreno stntc dllmnt" 1· ,. "' . c J r:,et ve scmprerhe . • • ·' ase semnrr. all · d nnfresea1·c, soccot'l'ct·e ,.. 1.- . . · t : ' tl ovuta portnla llf'l' . "' IC.r1 ll111Jai'C Ja [J I' j' ll;jualmcnr.c come ll\ 11'111Jl'JC r. l , · ' 11l1a lllea e d'i calcolnrl e E ' . t , le " I ll'OI"fl no snl f· ' :mcom un'allt'ft l'alsa ahitudine dehho s o· '.ont.e. . . lloll JIOC(J ad il"CVO I· t i'C 1'1. 'I 1 . . e,.,ncliftl e che rnGUI .SI'O 1• 1'1)( IIZ IOn e n I d'fl' . plomlo: !Wile rnanovre no· .,. , c a I usJOoe del difello de. . . 1 vec 1amo Lmppo . . . I cn pl l'lpnr!n in IH'irnn ll·n . sovente I cnp! pnrt.ito , e,1, ovc non c il I • ' al loro po:>lo s'arcorgercbhcro reslo OI_D po:'> lo._ Se ;;lessm·o ' ernare un fron le l.t'OJli)O e l p qunnlo SI a dlfO Cile di li "O s e<;o, non aYendo . " . sotlomano pui un l'ipal'lo COil rui ill)PO"'ri·u·c 1'·,1· l nn ' " cl C IC SI YUOI , r • que 11 a rite rcde !ll'CjJ''I"lJ'C un tl ,nanzare, sosren('l'e · " ' a acco od .· ·. per·coJTendo una linc·t cllc I I -" . , nna Ill! I ata. Lrbermnenle · .. '• lCIH~ lv 1111peanat I . mnoclllta di qucsto ~ d •. 1 d . o ' a eo nem1co, pe1• la ~ Oci e a OO'nt cenno d I e;;agerata del frontc non flj)p . o_. • . e capo. l'estenzione · ' ate p1u nn mco · · ro Ila' Ull<l disposiziur'c d·cl C\1.· larsr.. n I cnrentc, nna difl1 I
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Cf' HP samnno ancom delle ea - . . . arer· :'egnalate le Pl'illcl·pal· '~he dr !'IOaui difetti, ma credo di . ' I C m aJTe'lO . )f' ~~ano ahbaMnnza: con Lnnr . ". qm . . ' pare che ce Ill' "n11 bi, .•· ( .I !II'Odirr·)t•e . ' 1 eccr tamcnt1 con ta . . . · l d1 '•JII 'a1·1 . ,.,. Je I'ISCrve c'c fin ' . d ' ll(e. l'a!!IOll _v rrmang-a in limiti reln.tJ.I''lll' e t . qr~nsl a stnpll'$1 che il rlil'etln n c r1strettr Ora a lllolo di conclnsione . pet. lll'evtl·~ .· . non , . . r crecIn basterh l'icordai'C r.omc 1., 'l·r ·<' s 1aJ'O a ncapilol;:rl'le "' · d1 · · e~ Lenderc 'CC, . c lrel.lo t>~Yenet·aled · · · "--pie . 'o<LllletHI, . cesstvamente . r. ' . I preC!pltaro . "crjj tl I nsen·e, ripete h P,· .. , I J , ontl e di scarscr>criaJ·r : , · . , ' 1 1OCIP<l c su~ en u . . . r>n 'lenza. dn lnsn lficicnza t'le·1 . . sa non tanto dn. mcspcrap1-parl1to ' qunn 1 da tmpel'fez1on1 . . . . •
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~ve~so difficil i acl eyitar::;i, iuerenli alia tliflicollit, all'impos::;ibililit di rapprescntare in una esercitazione I~ conclizioni I CI'e del comhaltimcnlo . I rimedii pertanlo dipendouo in pari<' da lla direziouc. e\ itando per quanto sta nei suoi mezzi di riprodnrre qneste cause e perfezionando senza complicare lroppo le norme delle c~ercitazioni taltiche. Sicrome pero, per quanlo si fa cria, parecchic di <JilC:o:lr <'il'l~" :<ono ineYitabili, perche impo:>sibile simularc e:;allamenlP la f!uerra ,-era, cosi imporla che tulli, e dircttori c giudici c ea pi partitn c rapi in sott'orcline, e Lulli in:;omma chc yj partccipano, si :;fot·zino cli :-:upplini coll' immagiuazione figurnmlosi scmprc d'csserc in guerra ,·era, creando nccidenLi simil i o prereLLendoii al meno c prendendol i come norma delle decisioni dei giudizi . E dopo tullo :;it:come anche l'immaginarc, il tigunn·;;i c cosa dil'ficile, e diHicile aslenersi cla agcvolezze cli e s' ltanno sott o mano prr il :;olo scrupolo cli non esscre nel prohabile, IJ isogna condonarc sespesso questo difetto si rinnoverit c non r~.llribuirlo a itH ulficien1e i:;truzionc, poichc in fin dei conti t~i vuol poco a saperc l 'csten~ione compatibile coll'unila Lattica e coltema. co Jntne~so . ln genere cio che potra gio1·m·c piu che tullo sa rit il dare pochissima impor1anza al succe;;so, ali a ri usciln della. missionc commessa col lema. al capo partilo, ~ il danw invecc molla al modo con cui a vri:t manorrato, alla. regolaritil dell a manovra. L' esito fort una to se puo giustificare in guerra. Yera una dispo:-izione irrcgolare, con· fennare una pratica. erroneamente rondannata, non lo puo ugua lmente nelle rnanorre in cui il piu e simulato, c i succcssi ponuo spesso clipendere piu dalla imperfezione tl.ella rappresentazione che dal merilo dei comandanti . Qui dunque, nellc e=-crcitazioni di combattimento il ricusare pregio al succesi\O, ilricusarc il !'alto compiuto de,·e e~sere di regola al direttorc, ne temere percio tnccia di pedanteria quale cla un tale sistema gli rcrrehhe net cu::;o ''ero. Qui il - ma ·io la faccio - c risposla conclusi1a al cloltrinario che scntenzin- non si ptbo, non si pub; - nell e manovre irwecc quell'argomentr: non cleve ~were valore nlcuno. Di ritornare al vccchio sistema clei limi li muleriali prclissati non ci penserei nemrneno; si cadeva in 1roppa irwcrosimi glianza, cppoi
1>1 l''-" ERIV>RL FRFQCE\:TE
n~>.n ~·in ~~gna niP? le co~i: p.er·~ he iI frcno a IJ' e~tendcrsi non 1\ qui pru la rag10nc lal.l tea, mad lnn rte, e qnindi tlnando queslo sal'it tol!o 1! frontP dilagherit, rio chc appunto an·ennl'. fl fr·eno cle' ·P~:'ere tullo in!elleltuale. . D'allra parte non sarebhe nemmeno possibile, a mono che si dis.!mgne:>:;ei'O henc. timite del fronte di romllltltimento e timite di /l'on.te rl'.e.~plo~·a:10ne, per·chc non si pr·etcuden\ impecllr·e clw 1111 parlrto sr lacwt csplomro i fianehi anche a nolO\'Olc dislanza. Jnsomma i• impossihile, bisogna alfencrsi a fr·eni solo intellettnali. L~ mano\'1'<:, malgrado I~ loro l:tnle irnperfezioni nel rappresenlared combal.l!mento vero, rlludono mo lto far:ilmen!e e r.api-pn rtit.o e tr·uppo e giud i('i e diret.tori e inducono a poco a poco a cr·edere che quanto in esse acrade accadrebbe pure naualmcote in "llCrTa e di li a r·itmrTc norm e, ammnestmmenl i, pra~ichc d re pur ~·oppo la ,;nrehhcro peri<·olose. . (Juesla !encien7.:~ la s.i 'ede. hrillare ogni giomo pi it. I capi-parlliO clomnnclano I1 bm·ta cl'az10nc e repu!ano impaccio ogni intervento dolla autor·itil, i dire!tori ed i giudici, anche per· amore d'imparzialitit, ceclono a ljlJe:>li 'desideri, c la ma.no\ ra acquisla uno svolgimcnto im ei'Osimile, nperazioni inniLunhili r·iescono altrc efficarissime in guerTa non riesr,ono piu, i morti cammin~no inseguono, i 'incitor·i dehhono ccdere il campo . Le conseuuen~e al i ' anunnestram(•nlt. cite s<> uo dedncono, le pratiche cite "vi s'imparano non ponno (~he condurTe all'errore, al ,·izio. Respingendo pertanto pur sempr·e ogui interTento della direzionc tendentc a modificar·e le disposiziou i del capo-partito, a vincolare con ~onsigli_ ~ pr·ccetti la lihera azionc, rimarrehbe pur sempre a destderarsJ mrec<' clH' la direzione stessa, contiuuamcnte !'i pt·eoccul)a,;sc del far si che i temi e il toro svolgimento s'assomiglino vieppiu. nll e situar.ion i clclln guRr·i·a vera, che l'anda.mcnto clella rnanO\ r·a sia regolarc, ,·ei'Osimile. Allor·a soltnnto po!r<l la clirezionc farsi un nello criud izio sull'ahilitil dei comnndanti, bas<l!'e fors'anche i gindizii ~ui risnltat i, e i comandanti potmnno rica' ar·c dall'esercitazioni critorii (Jiusti utili :1m.maestra~1enti, abitudini preziose pel ~iorno dclla g;errn 'vera, rl che c por lo scopo ftnnle delle manoV!'e, il fru!.to delle fatiche campali. ()
Ho preso in analisi il vizio dei fronli esagerati e dei precip ilali spiegamenti non come il so lo o il mu~simo, ma come un saggio dei tanli cit e per la imperfeziono incrente in gran parte alle manovre di comha!timenlo -ri :;i possono impararc, congrande detrimento del frutto speralo da co::i fa tico::;c e r~.ostose escrci!azioni . Un altro gr·a, <' as;;ui per esempio gli c pur quello derirante dalle o::>seJ-r;lzioni df:do!le dall'esito suggerile dalla 1'arieli1 dei casi e basate su criteri divcr·sissim i per 1:ui una in rinilit di rogolc e di 111assime talvo l t;~ r·ontrndclitol'ie si vcngono sostil.uenclo ai chiari principii dcll'nrte, ingener;mdo ('onfusione nt>lle menti, iucertezza uell'aziotw, sccllicismo tauico, ossin il r·,onccl.to che r·egolo non c.p ne sieno, che I11 Lto st ia ad indov inarc il pcnsioro del dir·etlore. Fo.rse rimedio generate a tullo sarehhe una specie ·di scuola norma le e magistralo per· !e osercitazioni lrtlliche dei Yari generi, ehc un iricHsse i crilerii , forn isse tipi, ugempi, direllori, giudici infonnati a criter·i, per· rruan!o l'arte lo permella, almeno nella rli dallica nniformi. Quc ~!a. scuo la poi doVI'ebhe essere pei grad i superiori, se YICI!lr st- ne clebhono speran~ i frulti; poil·hc innanzi che tenenti o capi!ani poco anziaai possano divenlare direUori inllucn li lroppi anni ci Yonebbero . Forse! ulto si po!.rebbe concrelat'C in qnesto -di camp i, di grandi manovre, di manovre eoi quadri, di gioco di guerra farne un po meno e farne soltanto dove tulle le cirr.oslanze concotTO!lo po~itivamenle pcrcl rc riescono :prqficne; non lJ t·ccip itale, non for zaLc mai, ma conclotte am:i sempt·c con que I metodo didattico, scolastico rhe primo le suggeri. E sop ratnllo prepcLra.zionP. A ta le scopo polranno giovare assai nei corpi, scuole di schizzi topografici t[nali suggeri ncl fascicolo di ottohre 1878, esercitaz ioni di tmccinti di for·tificazioni campali, di.trinceramenti di battaglia. di l'onnaz ionc di mal'f· ia, di <·ompiluzione cli temi, di orclini e cosi via, ossienu eserci!nziuni sopra i pnrlieolnri ntilizzando le spccialilh l'i1e il pcrsouale o il luogo offrissei'O. ~on credcr·ei opportuno rimedio invece l'aumenlan· le norme le avvr.rtenze, le i:;t ruzi oni eel i r·egolamenti reln ti vi. Put· lroppo lo studio d<'lla guerra e difficile. TutLi ~ li allri avanzano coll'esperienza coll 'esperimenlo r per noi invecr la prima
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e rncerla, basata ;;u falli male o:;scnati. ed il "econdo ; .. · . .. .b 'I . I . . . . . ~ l( Utl:.J l111po:s:;t ' e,. Jt:;o&na contentarst dt sunulal'!o il mcno imperfettamente che SI puo, ma con graudc dilndenza azznrdar·~i n tirame wnseguenze. CESARE AIIU.GIII
f~ TJNC~-I-IERIJ\
.Jfag!JiOre nel2~0 regg. fanteria. NOTE IPPICHE
I.
Prenderele annota:ioni ippirhe? - Udine 31 maggio 1881. Luogo e tempo segnati dalministero della gucrra ai componcnli oi una comm issione incaricala di procedere allo acquislo di cavalli in Unghcrin. Passcggiava sollo la Loggin, risorla dalle ceneri dol 1875, piu bella, piit ammirevole. Di lassit, vidi seduti sui dinanzi del Cam~ alcuni mici huoni e vecchi amici. Scesi e quando fui a pochi passi dal crocchio, pronunc.ini ad alta voce, come meglio potei, alcune parole del vcrnacolo friulano, per aU.irare di bollo l'attenzionc su di me. Fui saltLLaLo da una all egl'a e cordia lcsalva di: corne state?voi qua? - veni.te, sedete, pal'latel . . . Dissi il molivo della, mia prosenza in Udinc. Senza sorpresa e .sem~a rammarico, udii la ripetizione di solitc e vecchie querimonie contt·o le rimoute all'estet·o. Uno solo del simpatico gruppo, all'unisono ron me sulla qnestione, prose a ragionare nella seguente maniem: - Eh, giil..l .. . ripct.ulc prove hanno ormai dimoslralo, esse re impossihile incettarc ncllo Stato i caval Ii occorrenli allo escrcito. Chc pcccalo, per nltl'o! Ehb imo noi purr per parccchio tempo ANNO XXVII. VOL
li.
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li'\ U:-<GHEHIA
la speranzn di poter concorrerc a rifomire i nost.ri .)quadroni con ca,·alli nostmni. Fu anzi questa fede, che ci indusse a tentare incrociamenli col sangue ingle;;e, o male ce ne incolse. No! non ""· non fa per· le nostrc caralle. Eppure. anche di presonte, ahbiamo nella slazione governaliva di monta un mezzo-sangue inglese c cordialmenle gli si augura .... povero stallone! ed e cosi bello! ~i. bello, ma, r·ipeto, non va, non fa. Sangue arabo ci occone e megli o ancora che arabo, puro e pretto sangue friulano. E qui, unanimamente, udii vantare uno stallone di Latisana, dr proprieta dcll'egrcgio cavaliere M ... Il pensare che l'antico buon sangue t'rinlano non sia oramai complelamente dileguato, era per i miei buoni amici untt vera .e propr·ia consolazione. Mi penuello di designare i componenti del no~lro crocchio co lla dolce quali!Jca di miei b1wni amici, po iche eglino souo per me realmente lnli, fino clal 1867, anno in cu i scrissi una Memoria snl Friuli ippico. In (ruol mio studio dissi LulLo il bene che per me si 6 poLuto dei valnrosi tr'Oilntor'i fri ulnni. Con documenl i islorici provai, che la ten<~ forogiul iese, cla ternpi remolissimi, era statu eminentemente ippica. Hilevai la ;;un rnoclcrna importama come zona di produzione di mw dei piu simpaLit:i tipi <'qnini nazionali. Dissi, insomma, attre moll e cose clle qui non c ntso di ripelore. Bnsto quel mio tcntativo di illnslrazione storica ed i)JPotecnira, perche da parecchi egregi udinesi, passionati ed intelligenli ippofili, in ogni occasione di mia fermata nella loro cittit, io riceHt dimostrnzioni di affettuosa stima. Loro me ne professo gratis~imo. La discussionosulla possihilita di incettare all'interno un nnmero di cavalli superioro a quello che altualmente si pratica, e sulla inopportunita di im·iare all'estero commiss ioni di rimonta, dun) piuttosto lungamente ed assai calda e YiYace. )Ja venturosamento, fra gli uomini di cavallo, ''ige una vera corrente di reciproca tolleranza. Possiamo discntere, di:ssentire profondamente, magari bisticciar:>i; ma a termine del dibatlimento, ci troviamo amici piu di prima. Innegnh ilmente la passione per it ca·mllo e nobilitanle. - Dite, Cavigl ia, pigliereLe io Ungheria aonotazioni ippiche e le pnbblicborot.o po i? - Davvero, non ci pensavo. Ma Yoi, amici, ine ne suggerit.e om l'idea eel accello. A rivederci I
NOTe I PI'ICIIE
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llrometto di visitare al mio ritorno alcuni prodotti equini di Latisana; estemo il desiderio di una futura gita a! Deposito di allevamento in Palmanova. - ~la non pensiamo al poi - esclamo uno del crocchio- abbomino i progeui a lunga scadenza. . . . . Buon viaggio alia commissione e buoni acquisti I . . .
H.
·tt'elliatol'i·di caualli. - La prima fermata con intendimonto e scopo ippico t'abbiamo fatta a Gross Kan·isza. La foggie di vestire dei contadini, il foro Lipo generate, it linguaggio locale, il gonere di cavalli specialmente ed il modo di altaccarli ai veicoli, indicano a chiaro note che ci troviamo in una regione non peranco pretlamenle magiara. Hannovi dovuuque leggeri dati che coslituiscono allrettanti punti di transizione colla vicina Croazia. Visitammo cola parecchi cavall i di molta dislinzione net castello del conte B ... Fra essi per altro unlla trovammo che potesseconl'enirci. Con rincrescimento si dovelte rinunciare ad una gila a Palint, do re it conte di Fiandra alleva cavalli di grandissimo pregio, slando a quanto ne Yeniva assicuralo dal nostro intelligenle e premuroso cicerone-mediatore. E bene che io dica tosto alcune parole su questo campione di una casta abbondantissima in Unghgeria. ll forestiero e appena arrivato in tm paese, che tosto si ''ede guardato ed allentamente studiato da mediatori di cavalli, i quali, sen:~a frappotTe inclugio, offrono la loro servitu. Essi non giungono a comprendere come possa darsi che uno straniero capiti ne! loro paese per all.ro scopo che non sia quello di comperare cavalli, epperci6 Jo abbordano immedialamente e gli si propongono come guida e sensale. Sono fra loro eminentemente solidali; e impossibile che l'uno cerchi di intralciare ad un altro l'avviamento o la conclusione di una operuzione. Posseggono un lingnaggio mimico furbesco al quale ricorrono ad ogni momento.
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:--IOTE IPPJC IIE
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Un'occhiata., un gesto scambiati fra loro, equivalgono a dire: - a!lontanati, lasciaci stare - non c'c da far nulla- avverti il tale dei tali - sono compmlori militari - sono negozianli - non sono che di pai:saggio. Raramente sono imporluni; si dimostnmo anzi garbati, rispeltosi e pazienti in grado estremo. E cosa ben fatta trattarli urhanamenle; far·ne a mono c cosa impossibile.
HI.
Llbn,qo il Balaton. - Ecco il Balaton, uno dei piu g1·andi laghi di Europa, situalo nella immensa pianura Unghercse, avente le ncquo lcggor·montc salate. Quanta reminiscenze delle noslre maremmel A <lestm della fel'l'ovia, cho per lunghissimo tratto, quasi rasenta il lago, vcggo nsi sLormi di cavalli, di buoi, di pecoee; eel a sinistra, ecco grupp i di lmfali , che voluttnosamente sfangono nei folti canneli. Appariscono g ro~ s i manipoli di oche e di anitre, che dal prato si nvviano barcollando al le aequo del !ago, alle quali il di=-tintivo di chia1·e, fi·esche, dolci costituirebbe una quasi-bup;ia. A cotesle specie zoolouirhe addimcsticate, od almeno sianoreO'aiate dall'uomo, debbo aggiungere tonne di grandi cornacchie e cer'ti uccellacci, che vecleransi ora pesantemente svolazzare sullago, ora in atto di pe<;care, p1·esr;o il suo marginc. ritti sulle loro gambe a trampolo. T pascoli, che a perdita di vista, si distendono a desLra di chi da Kanisza va a Sthulweissenburg, sono coperti da una ricca vegetazione cli erhe. Le pioggie avYenute, con eccezionale abbondanza, in primaYera c la insolila mitezza del giugno, hanno determinate questa cosi favo revolc conclizione e la locale pastorizia ne ritrae grandissima utilit;\. Nell a passata slagiouo invernale, di certo , gli animali ricoverali n~lle slallc non chbm·o a sofl'rire penuria alimentare. Qucsto lo si pu6 agevolmente argltire dai mo!Li pagliai e fienili, che JrequenLi o voluminosi, si pl'csenlano tuttora intatti od appena intaccati . Il modo fli cumulaz ionC' della paglia e del fieno all'aria aperla, e V
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in tutto identico a quello tenulo dai contaclini il.aliani. La sommiLa dol palo cenlrale e, come in Italia, guernila di prctesi ornamenti; ma in realla essi hanno lo scopo cli impedire, t' he l'acqun piovana tmtri, lungo il palo, nell'interno del cumulo. Gli abbeveratoi, qua e lil, di~seminati nella interm inahile piamu·a, sono lunghe conche scavate in un tr·onco d'albero. Rc>C'ipiente prcistorico, ma adattatissimo per· solidi tit e per resistenza alle infl uenza meteoriche della regione. ~ossuna altra conca, fa.lta cli tarole, potrebbe rimpiazzarla con vantaggio. ~on ci presentano che pochi c rari guar·clian i di animali, ritti in piedi, vesliti cli panno e pellicce, appoggiat.i acl un lungo bastone. colla inevitabi le pipa alia bocca. Comparisce in distanza qualche Csikos a cavallo. Anche si vede qualche la[jl1asabbia. che Lirato cla tine cavall i, con·e velocemenle, soll cvltnclo diel.ro tli se una. lunga cocla di polvere. Quello poi c.lte maggio1·mente colpiscc c la singolarc scarsczza di vi ll aggi e di case coloniche.
TV. A zon;oo, per la capitate. - Qtiale diO'crenza! ~on risaliro alJ'antico Transacintwn, o Contra Acincnm (?), il quale forse altro non era se non che una brnlla fortezza romana; e nemmeno avro hisorrno cli e'ocare le memoria eclilizie cli due o tr·e socol i fa, per islabilire importanti confronli. A me basta ilricordare Pesth, quale io vidi, per la. prima voila or sono dieci anni . Ho udito dir·e che, in America, le cilli1 sorgono, come per opem di incantesimo, belle. popolose, fiorenti; non ho vcrnna cliflit:oltit a credere la cosa, dilrchC fui testimonio di quali e quante trasformazioni ed ampliazioni sia una cillit suscetLibi le in un decennia. A sLento reggo alia volonta cli ten tare una descrizione delle magnificcnze cho vidi; me ne inLrattiene pero il dovere che mi e imposlo clall'i~tess o titolo che sLa iu capo a questo lavoro . I mmediatamcn Le mi rimotl.o per tan Lo all' ope1·a prefissa. Ne per trovare maLeriRii di inclolo ippica. avr6 tt fare faticose ricerche; non ho che a guJ.rdarm i d'at.torno e fissare la mia ~
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NOTE IPP! CHE
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mente sulla enorme quanti la. di cavalli da veicolo, che rumot·osamente mi sfila da,·anti gli occhi. Allc molte carozze signorili nou \'edo all.accali che cavall i di gran sanguo. t a lo~o distinzione di razza traspare evidentissima e dalla forma ester10re e dalla elegani'.a e slancio con cui cnrmno lungo le .vie della citta. I1 gran t1·otro e la loro andatura di regola. Il selc1ato non sempre in perfella condizione e le auide :rtTe~ delle tranviP, cho solcano in ogni senso le vie della ~itta tmprllnono alle carozze vivissimi sussulli. I cavalli ar}imati dal fra~ stu~no che li circ.onda, eccil.ati della voce del cocchiere, che ~d ognt momento gndn peravere libe1·o passo, fanno a. chi con·e piu ~eleremente . Le pariglie sono generalmente bene comb inate in quanto conc~rne la taglia, le forme e J'nndatum; non si annette P.e•·6 alcuna l ~por·.t~nz~ al colore del mantello. Dir6 anzi in propostto, che la dtsparJta dt pelame pare si a ricercala, alia moda; poiche veggo.' che I~ pluralita delle parigl ie appartiene a coso magnatizie, avent1 noto•·wmenle scuderie pieni di buoni e belli cavalli sono di mantello dissimile. te coppie di satwo e griqio hanno I'a~petto rli esscre le piu in voga. ' .Le co.r~zze da nolo, umuerosissim.e ed olegMti, arrieggiano assat da. ~tcmo ~uellc dei ricchi e nobili proprietari, financho nella appost:r.wne d1 un qnid-simile cli stemma agli sportelli . I cavalli doi fiacres pt·ovengono inrli~tintamente dalle migliori razze. Hanno, : ben voro.' notevoli imperfezion i alle esLromi ta. poiche essi geno•ah~en.te 1a~~rescnt~no Jo scarto delle manclrie printle edelle scndenes.Jgnonil ; ma c16 non hn che relativa imporranza e lo scopo e~sen.zwle, che e (~uello di rapidamenle cot·t·ere, lntto il giorno per le vte ~~ Pe~t, e n~nptamen te raggiunto. La fort·atura di qtwsti cavnlli da c1ttadl~t~ .mr pare ~rTonea . Di troppi e troppo Juoghi ramponi sor~o l~ lll:tlt ' lol'O fern; nedochesia possibile apporlarvi delle note"?IJ. mt.glwne. 11 co~c~1iere h.a sempro sui sedil c una huonn pt'OTvJsta dt copeJ·ie e. dt. tnt·eraLJ prr pl'Oleggnre i propri raval li e !'\!' slesso . Alle sta:rtor~l 1 ra\'aili rit.:evono fre1ptenti abbc 1crnfe. Questo ·er;i~il) ~rdi nar.iar~tenlc 1·ien JH'Oslato da donnc. 11' qnnli sono all rest 111rn rrcatc dt npoliro le t.:arozze, allorche rilornano inzaccherate da IItH! eot·sa. Conf(·;;ser6 ingcnnamenle 1'111• il rcderP d.o nne occupate in siO'atte ineombetne. mi feee non buona improsswne.
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Tnfi nito c il numero delle earreLte campagnuole. Di buon mattino -esse invadono letteralmente la citta, alia qunle apportano utilissime risorse a! imenLari. Coteste carrette hnnno qltattro ruote, timone unico e spoodo inclinate. L'andatura dei cavalli cho le trascinano, ccostanlemente il piccolo l.rotto, molto raccorcialo . .Bene spe.~so, anziche una pariglia, Yedesi atlaccato alia cart'ella un solo cnvallo, a sinistra del timone. Ci6 mi feco senso, come una curiosa assimmetria. E la ragione di simili attacvhi? Non sono che poveri con tadini tfnelli che lo adottano. Yolontieri, se fosse loro possibilc, mettere bbero un secondo caYallo a destra del timone. Comunemente la faccia esleriore del le sponde dell a catTOlltl e clipinta a colori molto appa.riscenti. Le dipintu1·e rappt·cscntano fiori, frondc, cavalli imponnati, monogrammi. Lo stile e quello cite usano i napoletani nel clipingero le loro baracche da acquaiolo . Si incontrano veicoli a due stanghe, per ''avallo unico. Qucsto gencre di attacco o/Tre allo speltatore la singolarita delle stanghette che sono brevissime, costntz ione clie, avidentemente, l'onde pres,;oche ineseguibi li le vollate strette. Eppure, e possibile, che gentc ippica quale si c l' Ungheresc, siasi goffa.menl.o ingannata nella aclozione dell e stanghe cot'Lissime? Tutt'altro. Ci sono mol Le e buone ragioni che ne autori zzauo l'impiego . Quesli veicoli ., ehc in rea lt~L so no in numerCt nssai I imi la to eel essonzialmente campagnuoli, pe1· la loro particolare slrullura non hiLnno che un lerzo di giro e quindi 110n hisogna pensare ::tile oolte serrate. Le larghe stracle di campagnn, s;milissime ai tmtturi doll'IIalia mericlionale, permotlono sempre voltatc largh e, a volontit del conclucente. Il fango delle strade. tenule i1~ maniera primiti l'a, cagionando l'a/Tondarsi delle ruote, impeclirebbe il giro strello. Quincli la brevilit delle stanghe ha la sua ragione di essere nella locale condizione dei terren i c delle sLrnde, ~u cui e ;;empre possibile e convenicnte una volta a lungo raggio. Per trascinat·e sulle vie di Pest i pcsanti carri ehe po1·tano botti di 'ino e di bin·a, sacchi di frumonto c di avena, pesanli materiali di costrn7.ione, non si impiegano cavalli tlllgheresi, impol eltLi a tanto sfor7.0 . I carall i che disimpegnano questo !aYot·o prov~ngono da Pinzgau; tipi masLodontici, da riten crsi qnal i vore e propria lo.comobili. Oi nole\·olo Lali raYalli hanno il mantello, che, qna;;i
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IX UNGIIERIA
sempre, appartiene· a quell i che chiamiarno bizza/'l'i. Abhondanl) difaui. i p~z~ati, i tign~ti e quelli che io chiamer6 gualdrappati. Quest1 ultJml ~re.sentano sulle reni, ai fianchi ed alia groppa, una vas~a pl~cca d1 h(JI'ato, eel cs::;cndo il fondo del mantello , suppon~~s l', h~10, alia m.cnte dell 'ossen'alore e naturn.lo cite si presonti I 1dea dt una gualdrappa. Non posso abbandonarc uli e1·culei ('avalli di Pinzgau senza accennare un una particolaritit~curiosa cou;;istente nella mnniera colla quale essi vengono guidati dal c~ndui· tore. I1 cavallo di destra ha due brevi red ini, chc dal morso ascendono alia collana, sulla quale finiscono allihiate. 11 ca ,·allo di sini:>Lra c pure munilo di due redini, chc si elevano sui \ertice dell'alto collaro e .la si inscri::;cono sop1·auna, pitt che recline, larga correggia. Qucsla vtene teuutn m mano clal conducente, seduto sui davanti del ~arro ed a. sinisLra. 11 modo di guidare la pariglia di Pinzgau consrste ne! numero delle squassatc impresse all'unica larga recline tenula dal conduttore. Una scossa, vuol dire: a. destm. Due, significan~ ~ vol.t~te. a sinist1·a. I feni cho si atLaccano ai piedi di quest1 s1mpatrcJ g1ganti della specie equina, sono massicci, guerniscono motto, eel hanno formidabili. ramponi. Ogni posata di picde sui lastrico risnona come colpo di grosso martello di fetTo. . Allo rch~ una pariglia da liro pesante dove, per tempo notevoleT nmancrc terma daranti al luogo di carico o di scarico, si usa staccare d;tl hilancino nna tirella per caval lo. Questa abitudine dei carreLtieri 1tnghercsi e commendcvole, pet'che essa permette ai cavalli di mod ificare e camhiare, a \'OionL<'t, la loro posizione di staziono. Ecco una pratica, che rorrei vedere adotlata dai nost1·r conducenti. Ignoro $0 questa loderolo usanza siaconosciula e prat.i cata con. i nostri ~avalli di truppa, che lavorano apparigliati, ed ai quali avv1ene. a~sa 1 frequentemenle di rimanere, per lungo tempo, fermi, atlaccatr ar loro veicoli . A me pare che nulla di Yeramente serio s1 opponga all'adozione di una sim ile pratica, la quale rnggiungo sicu ram ente lo scopo di impcdire ai cava ll i pari 0&liati di rimancre Jungamente in stazione forzala o quant0 meno notevolmente disagiata.
t-:OTE IPPICIIE
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V.
1 .liagiltri - 1 }lagiari, gcnle a~iatica, guerrieri e cavallo, spinli da falo incloJtHLbile ad immigrare in Europa, perrenuli nella recch ia Pannon ia, ne sharagliarono gli ahi latori. Quivi st.ettero e fondm·ono la loro nuova Patria. Que$tO avvenimento, c.ho do,·c,·a in seguito seguare unn importanti:>sima data i,;torica, compira,;i eir·ca millc anni fa. 1 1\iagiari, pa.g;tni, ol'l'crivano in sacrificio all e loro Deillt J'.ava lli bianchi, di forme elellissime: ncssnn ultra vi !Iima sarebhe pot.ulo riu~circ piu gradita al ~ume. Per fare doni ai pCt'Sonaggi di somma elevaziono, i Magiari non ricoiTevano all'oro, alle gemmc; il graditissimo f'ra i doni era quello di un cavallo hianco. Giusta le cronache del tcmpodi Arpad (a. 878.) fcrvendo la guena fra ~IoraYi e CnrinLii, fu cla questi inrocato l'interrento dei Magiari. 11 duce clci l\'1ora vi, :;ogue a narrare la cronaca, si res.c reo delta piu gra1·e fra le umane azioni infamanti. Egli ceclette ad Arpad una parte de1 suoi domini, contro il correspe!Li\'O di un ea' allo hianco! Quale era mai il Yalore aLtribu ito aclun hianco carallo mngiaro? di corlo, era un l.esoro inestimabile, j10tenLemelllC affascinatorc. L'aolica legislazione magiara chhe costnnLemente di mint la tutela delle mandrie equine. Era difatti proibitn la clivisione, fra gli eredi , di u1w ma.ndra infer i or~ ai cinquanta capi. E questo concerneva special men le 1 coiLrYatorJ delle terre. . . . La bisogna'pcro coneva viu liscia allorche trall:was1 ~~ successwne \ r1a i dipendenti delle famiglie dominanti. In questi cas1, le. m~ndr~e di ca''.al.li, alia ~~an.iern dei magg.ior:isrhi, ~as~~l.\'a~o, pe~· 11\clrscutJ\ J,i le d1nLLo Cl'ecltt1m o, nt'll c man1del nLlovo c.tpo-1amiglla. \ Xel medio rro. da Bisanzio fino alle ciLta tedesche. suono alta la , >~ 1 omanta delle armi Ungheresi. E la ben met·itata fama er~ per gr~ parte dcvoluta, ai loro impareggiaiJili c.nvall i. Lo a\'Cre 1 magi f ·i , incuncnt~ t:ra S~a.\'i,·Rumen i .e Teclesch1, p~l.L~L~ cons~r·vare l<t !or ~ individunht<l elnlca. fu determ1nato da dueccW:>e. la pr1ma fu la
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IN
UNGH~.RIA
:-IOTE iPPICHE
te~acila
colla quale difesoro la loro lingua naliHl, cli origine Ural-alt:Jca. L~ seconda consistelLe nell'antica cd innala passione al cavallo. f u specmlrnente questa condizione, chc dotando i Mn uiari di molti e buoni cavalli, immensamente suporiori a quelli dell; "Oilli circostanli, li cos tituiva in un Yero primato mililare. Ebbero ~1irrlio ri ca valli. locche e~uivale a dire che ebbero miglio1·i armi; epp~rcio poLerono penr~nu·e~lla lenla dilatazionc dei conlln i della nuom patria, ~:ons~nare 1 hen1 conquistati e scrivcre indimenticabili fasti nE>Ile ~~I O!'I e delle cavn llerie.
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sulla coscia, facilissimamcntc imitabile. Ed in Ungheria non mancano ladri cli cavalli . Com e mf'zzo cli polizia sanitaria, in fine, e tt·oppo chiaro che il doeumenLo in l(UO~tione rapprescnta il piu facile e si-. curo mezzo oncle rintracciare il punto di origi nc delle manifestazioni m01·bose appiccaticcie.
vn. Tastamenti ippici. - Allorche, per la pt·ima ,·olta vi presentale alle scuclerie di Ufi negoziante od a quellf' di un allevatore in grande ecco quanto vi an·iene nclla pluralita dei casi. l'ion molte parole dn parte del mercante rli cavalli; poch issime da quell a del rappresentanLe del l'allevntore, ordinarinmente assonte. Dei primi cavalli presentnti, potrei scommeltore che non ne ncqui sLerete alcuno, poiche ri:;contrerete in tutti delle leggere imperfczioni, come a dire, dubbie zoppi cature, impercetlibili soprossi ai gan ctti, respiraziono a tempi sospetti. Oh perche agiscono costoro in silrntta maniera? Essi imi£ano gli schermidori , allorrbe, nellc sale d'armi, l'uno all'nllro ignoti, incrociano il forro per la primrt ,·olt<t. In primo tempo es:>i cercano a vicenda di indovinn rsi e lulto il lot·o giuoco si ri dnce a delle :;cmplici tctstate. f colpi e le parate di oifficile scuo la 'orranno itt seguito. Cosi per l'appuntol 1 venditori cercano <tnzitutto di indo' in are il huon gusto P l'oCillatezza dei compratori. 1
,lho e sano. - Chi ,·ende un C<Hnllo dove in Un rrhe1·in rimeltore all o ac.qu.isitorc nn CIH't·ificato. Questo docnmenLo, di data sompre reccntJSSJmo, aLiesla C'he X K e realo t' legittimo posse~sore del ra''allo che mette in vendita e che quc:>to e immtme da malallia attaccaticcia Quegli chc non c in grado di prescnlare la Carta ora detla, puo renit·e lrauo in arresto. l:olui chc compera scrt7til csiaere il certilicato, yuo ve<lersi colpili da :;cqucstro i faui ae(pt islr. N~lu rahnente, talr cn utelr si csigon o soltanto allorche i contralti a\'vengono fm pcr,;onc rton aven ti fra lom alcunn relazione di conoscenza personate o di noloriclh; cgli e difatli guiiP fie re e sui me1·cati . fra person~ che mai si :;ono Yedute o chc, forse, mai piti avrnnno a riYedersr, dove qucsta pratica precauzionale rice,•e la sua nur:-sima applicazione. A primo giudizio. il documeuto ui cui c parola, puo parerr misura vessatoria e 110 11 indispensabilc. Quanto alia vessazione Dio miol ci si ~tb itua a mi~ure disciplinari ben piu uggiosr; il certiftcato c una pratrca vceehin, ab ituale. rd a nessuno venditore di c:walli :;alia il ticchio di fare il hronlolonc e di rihcllarsi alia oramai invc· terata consuetudinr . (hwnlo poi alln necessitit dell'attes tato comp rov~nte la pt'Oprietit e la saniHt del carallo ehe si vuolc ponfe 11 venrltta, essa c eslroma . Tf'opp i capi cqu ini vj,'ono li beri sui asroli, con nessunn nllra tutela all'infuori di un m:trehio a f' co
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· vm. liq nit1oH JJa tm nus - l' rc:;so tutt'i popoli dcl\'antich ita si prP~Iil fede nella l'irtt\ clegli amnleti ani imorbosi . Ed oggi stesso , il ci' ilc o miscredente europeo non sa clot LLLtlo rigellnrc i talismani p rescr~ valori e protettori . Lo scongiuro deg\i spi 1·i ti rwtl ign i infesLanti g-li animali domeslici, le pratiche religiose pe.r sollrarli al\e si nisi ro
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1:-1 U:-IGHERI.-\
innuenzc, so no tult'ora. fatti di viva e generate attualita. Cbe ne:>:'uno anlisca dunque ,;crollare furbescamente il capo e ueridere !'usanza unglterese di appendere alia calenclla dell'orolorrio la medao-lia di s~ · G'wrgw. . samctt~s Ge?''flhts ' r> V eqnittun patrombs, dice la leggenda 1mp~·essa sopra una f;.tccm della n~edaglia, ed io tmduco la parula eqwtwn per genie dt cacallo, stcm·o di I'CH1lere COil csallezza il senso del genitivo laliuo. Eccl' difalti il :;impalico medaulione ciond_olar~ da~la catcn~lla dell'orologio degli ufficiali a cavatlo, dei, elerll~ar~, det cavallei'IZzi, dei negozianti, clei sensali, palafrenicri. cocrlllerJ, mancscalchi, et similia. Le modaglie autenticlle sono anzicheno mre. l~tll'Ono al loro tempo monete alle qnali venne appiccato un rraml>o ad occhicllo. Oggidi la plu1·alita delle medaglie c uull'altro che una riprocluzione ~fa se ci6 pu6 fal'lle variare il ralorenumismaLico, cunl vel'5ale credenza, eel i~ pure c~ c1:ec~o ferma.m cnlc, che la polenza protellricc · oprn caral!l e.cav~llet·I .~Ja :;~mp1·e una eel eguale. Lasciamo adunqur che la medaglta d1 S. G10rg10 ciondoli bellamentc al taschino de.,li uomini cli cavalli. Qualche volta lo porto io pure, ne mi sono <lCCOl~lo ma i cile abbia nociuto a me ed ai miei ammalati.' E po.icl~c s.iamo a discorrere di prote7.ione a cmlis sopra c:walli e caval1el'r d11·6 che non posso lratlenere la mia meraviglia al vedere come e qualmente San lHaJ'lino non gi lrovi in idenlichc se non superiori condizioni di San Giorgio. Poichc San ~J anino, non solo fu figlio di un ufficialt> di cavalleria; fn egli slcsso un pl'Ode cavaliere . ~accrue in Unghe.ria, a Sabaria, l'odiema Steinamangcr. Preclic6 nella sua Pan11o~1Ja ?ontra paga11 i etl ariani. Eppurc, eqnitnm ?JClt>·onus e San G10rg10. Anche i sanli habent sua fatal
rx. Voll-bh~t. - La direzione cli tulla cotesla folia. animata, irTcquieta, chiassosa, e al cantpo deUe corse . Camminano a ritroso della corTente so.ltanto i vuoti carrozzoni della tranvia, impazientemente aspcttalJ alle stazioni. Man mano che ci avviciniamo al
NOTE ll'P!CI-H:
campa l'agglomer·amento degli uomini, dei ca,alli, delle carrozze, si ra. talo che io non sap rei clescri\ere se non che ricorTendo alla parol:t twntdto. Tumulto si, ma disciplinnlo per virtu delle innumerrvoli gum·die di ciltit a piecli e mort late a cn.vallo, che aclditano direzioni, che consigliano, che prcgano, che sgridano, cheminacciano. Finalmente I Eccoci allo sportello per l'acquisto dei biglietti. OcI'OJTe dare un ordine al nostro cocch iere"? Tmpossihilo rgl i c cli giit allontanato per oltre cenlo metr·i, spinto da una irrisistibile ~is a tel'go di ca rrozze che si succedono senza inlerruzione. Entriamo nell' ippodromo. L'eleganle fal>bricato centrale ha alle suo estremita clue torri, sulle quali svonl.olano le bancliere nustriaca eel ungherese. Una specie di halcone sporge dall'angolo sinistro dell'eilifizio ed e In loggia realc. Fm pochi minuti Yedr6lassu S. :\i. il1·c d'Ungherin. Lo spa;,io Jrapposlo alle dne toni e occupato da comocle o pulile gmclina1c per gli spottatori ni prima classe. A destra e a sinistm dell'edifizio sorgono altre minore coslruzioni pet· i nobi li soci del club ippico, per servizio di cafl't~ e di bin·a, per nfficio registratore dell e scommesse, per il 11esage, per scuclerie e per molte allre indicazioni che uon ~a.prci dcttagliatamente specificare. Lo spazio erhoso che fronteggia il centro non c motto afiollalo di spetln.tori, ma la specie cola convenuta e in rcallit la. piu ele,·ata. Mi si cilano i nomi piit illustri deii'Ungheria, ricchi cli avito censo e di splendide tradizioni. Y edo quattro generali in assisa militare; Cfra questi il fortunato riformatore della cavalleria austt'o-ungarica, Edelsheim. Ammit·o delle signore sl'olgoranti cli bell ezzn.. in toilettes di mediLala semplicitiL Do cli mano al binocolo e, con una gum·data attorno, posso farmi una idea della pista . Questa ha un giro di cit·ca trcmila melri; le curve sono fac ili; non presenta notevoli rialzi ed avvallamenti, e circoscritta da due staccionate di feno, solide e dipinte di l>ianco. Il terr·eno che dovranno batlere i conidori e, oggi, decisamenle nelle migliori condizioni richiesLe. E elastico, non duro, non polveJ·oso, ri\'estilo da fltte e hassc erbo, fralc quali vedo primeggiare iltrifoglio strisciante. TI suolo c composto cli finissime sabbie alluvinnali, di col or nerast1·o, eo!legate da hwnus nella maniera piu favorevolr ai r,avall i lanciati nelln col'sa.
1:'\ 1':'\(;IIF:HJA
NOTE lPI'ICIII·.
I~ l'ora. S..\1. fa avvenire che 1100 interverl'iL E la. campanella suona, la strana campanella che fa violenlemente vibrare cuori di uomini e cuori di cavalli. A quel primo segnale gli sp~l· tatori prendono po~izione, divenlano silenziosi, aguzzano la vi'ta. Anche i gt·uppi di curiosi dilettanti a buon mercalo, qua. e la clisseminati nttorno lo steccato dcll'ippoclromo, assumono !'aria d'impaziente attesa e questo dimostrano collo smeltere di mangiare paguolle, salsiccic e di bere sliwowitz. Descriverc una ('Orsa di pieno sangue inglese e cosa superiors alle mia fot·zc e mi ten·o contento alle poche osservazioni che qui tosto presento. II t1·eno dei C<l\ alii conconenti appm·ve praticato in maniera perfetta. 11 fianco si acquiet6 rapidamente, la respiraz,ione ritorno quasi isLantanaomente normale. L'aspetto generale dei cavalli non accennava ad e:;altazione, ne a prostrazione; da tntti tmspari\·a la calma, la vigo1·ia e diroi, la volonli:t di riprendere la gara. 1 migliori premi ftu·ono acquistati dai figli dell'impagabile Buccaneer. 11 co1~te Zich) ru il fortunato proprietario dei cav.alli vinciLori. Ho nota to cite il pubblico ha nella suasimpatla questo illustre signore . .)fan mano che il fantino dello Zichy si awicinava, raggiungeva, oltrepassa va i cavalli loLtanli, si ucliva uuo strano crescendo, dal bisbiglio al :mssuro, fino alia scoppio di applausi e di Eljenl che et·ompevano da migliaia di pelti allorche il fantino dai colori della casa Zichy mggiungeva la mela, oltrepassando di due teste uno dei suoi piu formidabili competiLori. (.;na delle principali cor~e fu vinla da un cavallo, che alia partenza quasi non poleva camminare per rigidita di spalle . .\'on solo vinse, ma bt·illantemente vinse, e giunlo alia meta possedeva una scioltezza e liberta di spalle maravigliosa. Yi fn un:t corsa per puledri di (lue anni. AI ,-ederli cosi sriluppati e pieni di ardoro, non si sarebbe mai sospettato chesi Lratta::;se di cotTi dori con tu 1.1 i i denti di lat te. La distanza da perconere da questi novizi lottalori fu cli appena 900 metri. A.nche quesla prova riusi importantissima. I figli di Buccaneer mostrarono a chiari indizi, che fra uno o due anni . conserveranno intatla. le riputazione del loro celebre genilore. lnsomma., la giornata. fu tale da potersi dichiarare una veragala
ippica. Alle ragioni Jocali dalla festa e l~i al legriu. un'allr.a s.e ne aggiunge pet' me, oggi, 5 giugno 1881. E la festa nazionale tlaliana. Alzo lo sguardo ai lre colori ungheresi, che mi ricordano la bandiera della mia patria. A stento mi trattengo dal griclare ad alta voce: ViYa I'Italia! \'iYn Re Umberto I Non grido, ma il cuore lo pensa e cio basta.
X.
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Steeple-Chase . ... ad un altra voiLa. - 11 nuroero degli spel.tatori alia seconda giomata delle curse c notevolmente in[criore a quello cli ieri. Le clue prime g<1rc fru cavall i cli pieno sangue inglese, rwn presenta.rono alcuna notevole ·variante a quanlo er,1si ieri veduto e pmticato. lnteressunte fu la corsa dei cavall i unghcresi, monlati a pelo dai Csikos. Oalla pm;tenza fino alia meta, 1 corridori furono accompagnati da una calorosa salva di Eljen ! Fu applaudito il vincitore, ed a! pari di lui riscosse battimani quegli che arrive !'ultimo, distanzato di oltre duecento metri. A metit del t.ragitlo da percorrere, tulto ad nn tratto, si vede cadere rololoni un cava llo. Tl Csikos un i,:.tante dopo era rimontato a cavallo in rapidigsima rarriera. Ben fecero adunque gli spettatori a confortat·e con applausi anrhe que! hraYo e sfortunato cavallaro. 11 vinc.itore intanto si presenlo dinanzi alia tribuna dei giudici e rice\·ette il premio stabililo. In questo menlre, una Bcmcla suonava il riYoluzionari•) esardas di Hunyady, cui ogni buon magiaro accompagnava canterellando sotto voce. Ecco una musica, '·" .qu~le,. anni sono, posseclera la Yirlu di apri ro le porlo del le pngtont m male intenzionat i che osanmo canlicchiarl:.l. Era nllora musica dell'avvenire; oggi, e diventata musiCl1 del passalo. . Una quarla corslt fLl eseguita con oa-natl~ cln l)~ndere. La chstanza da percorrere e di 91>0 melri. La gara avvwne lrn so lo tre concorrenti e !'interesse ne e appena mediocre. Si sta., ora, in atte:;a dt>llo Steeple-chase. l:·l i ostacoli preparati
:-lOT£ IPPICIIE
c immerilevole cli essere pr·esentala ai Jettori .
so no .crualto rdici.. cli cui .I r1: fn~·mi daili Ii. Si occupano i posti piu eiPvalt del le graclrnate: sr rrpnll scono le lcn ti dei cannocch iali ; si consulta la carta lopografica annessa al programma; e~sa delinea la lun.ga cun-<~ delln pi:~ta. e scgna la ubicazione e In natura degl i ostacolr . P~·opno, avantr d1 me, cccone uno dei piu difltcili. Siepe P fosso p1en~ d acq~a. Nolo, che per evitare la dispersione dell'acqua a~tmrer·so 11 snbbwso !errcno, il fosso e rivestito di tela impermeabde.' ~odo fra mo e me il rnio buon posto ed altendo con 1·er·a an ~ r e l.a . . Q.uand'et;CO una roce ha:<sa, timida, riene SU per le scalinate a dire,, che la corsa con ostacoli , eseguitet da &iovani rrentiluomini '1 s 0 0 ' n~n avra uogo . u~cedono gl' inel'itabili commen li. - ilfct p~l'ch e? C1o non pu.o essel'el E 1ma can.:onotz~ra. Oh! i miei cinque (io 1·inil ll te~nno e troppo dztro . fl premia~ troppo piccolo. E 1ia di c1uesla ~an~ er~t; senza pero dare in troppo r isihili e rumorose man ifestazion r dt disapprova7.ione. Degl'inscritti. non si preseuto che il giovane con te A .. .. il qual.e fecc pocl11 tempi di galoppo dinnnzi al tenazzino dei 0()'iudici e svmcolo cosi la. Iassa. di nmmessione. Lo corse all'inglese fui'O JlO inLl'od ot.to in Ungheri a ne! ·1 8~7. 11 Jol~e~-Ci ub.di Pest e.l'ispi1·ntore di cotcste gare, le quali hn nno ogg1<~1 raggmnto un alto grado di imporlanza. . Es1stono a~tua~mente in Ungheri::t 250 ca~·nlli da. co rsa, ripa~'liti m 30 ~cudene d1 allenamento. I camp i di cot·sa sono sei. Blldopest. ~olosvar, Pressburgo, Cassovia, Sopron, Dcbrezin. Annuahnente SI fanno nel regno d'Ungheria 180 corse.
11 progamma delle contiene la seguentc ind icazione. - Possono concorrere t·u,ttJ; i cavalli del rontinente. - E queslo un modo ricercato c pulito per esclu dere i corridori ing le:;i . Chi non fosse in possesso delle nozion i elemen luri in geogr-arra fisica, alia sempli cc lelLura del progl'(lJUma, non sospellcre bhe nemme11o che una !ale e.c;clusione sia ~lata decretata . Piu chiaro eel espli cito e il citato programma urignardo dei eavalli francesi, ch c sono forma lmente dich iarat.i fuori gura. Non si temono punLo, dicesi, i owalli franccsi, ma fa bisogno riconerc ad una tal quale rapprosaglia, essendo slali chiusi ~li ippodi·omi di Francia ai cavalli da corsa Unghoresi. ,):tolto prohaiJilmcnlc, uci programmi per le ~;OI ' :>e venLnre, ali a parol a continell(e si awltla cnra di ag-giungere veccl1io . Saril q:Jesla una gentile eel ingegnosa maniera per escludcre i corridori del nnoYt> con Lin enle, [ recenti tri onfi dei caralli cla eorsa Americani, wno rralmenLe ta li da minacciare d1u·e concononze. Nel di ,1" di ~iugno, 1881, il gran de e dispulalissimo premio del Derby Day fu vinto cla ll'oq11ois, amerirano. Il Grand pri:r, alle corse di Longchamps, ftl guadagnato il di ·13 gingno del voigen tc anno dal cnvallo americano Wauxa ll , appa.rlenente al signor Kceue. Ci pensi cui tocca. Io non mi auguro allro che la propizia occasione di polere ammirare cotesli \'alorosi corridori di 1merica. Poiche leco rse oggidi aHro non ~ono che occasione e · me~'l.O per farr delle scommcsse e co ncorrere a vislossimi prom!; poich~ lo slrumenlo che decide della Yilloria e una relocissima locomouile, fabbricaln co11 came eel os:>a di cavallo, era inevitahilc Jacompar::;a degl'ippoingegneri americani su i nostri campi di corsa. Eglino com.prosero, chcnon cquestione di zooternica pum o sempl ice, ma bensi questione di mcccanica applicata alia ippocollura c risolsero 'alorosamente it prohlema. cor~e
xr. Varia:rioni sz~l . p1·ogmnww delle corse • _ •:\. 111 ente 1.·1po~a • la. . • • svan1ta quel~a ecc1tazwne che mevitahilmente si srolge in chi ha gusto e pass10ne per il cavall o, riandavo le cosc cd i faLti voduti all ~ corso. di cui ho or ora pal'lalo. Ri lessi il p·rogramma e vitrorm maten a ad una os:::ervazione. che a mio modo di gindicare, non
5Ul
XII .
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Ali menti . - Il fie no e dovunque di eccellenlc composizione boJanica; esso pero e Jonlanissimo dnl Lipo di mnggengo clell'alta A:<NO XX\'1. \'OL. 11
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IN UNGHERIA
Halia. I prati di Unghel'in vengono falciati essendo ommai Yecchi ; avendo cioe le erlle di gilt oltt·epassato lo stadio della fioritum e raggiunto quello clella frullificazione. Questo come ognuno sa, costituisce ttn vero errore di economia agraria. ~Ia hani di piu. l l fieno falciato rimane sui prato per un tempo sempre superiore a quello occonente per la sua essicazione. L'azione decolorante delta luce e scnza clubbio quella appunto che imprime ai fieni Ungheresi quella cm·allerislica tinla giallo-pallida. )Jancano forse le braccia por agire sollecitamente ed a tempo? Ritengo di si, Ne altrimonti aniene in [Lalia, dove esistono latifondi, e doYe la pastorizia t·appresenta la principale quota della local~ industria agricola. Le macchine falciatrici avranno facilissimamente ragione rli queslo problem a rurale. L'avena la trovni di eletta qualila, la vidi amministrata ai cavalli da lavoro con una tal quale generosita. E po ichc mi trovo a discorrere di cose attinenti al regime dieLetico dei cavalli , credo che sia qui opportuno di dire brevomente alcuncM intorno al sal-gen'llma, che ne fa, in Ungheria, parte integrante in maniera nsstli generale ed efficace al di la di quanto, a prima vista, possa appnl"it·o. Un pezzo cubico di cotesto sale, del peso di sette a dioci chi logrammi, viene lasciato per qualche tempo della giomala noli a mangiatoia, a clisposizione dei cavalli. Quesli lo leccano e talvolta leggermenle lo morsecchiano con manifesta volutliL Allorche un cavallo ha soddisfatto a questo suo imperi oso appeLilo, da un colpo di muso al dado di sale, lo allontana da se eel eccolo Loslo ed avidamente attacato a colpi di lingua dal cavallo viciniore. La piena indicazione del clomro di soclio nel trattamento alimentario del cavallo, cuniversalmente nota; ma purtroppo·uon generalmenta adottata. E cio costiluisce da parte nostra un maclornale errore igienico. L'adozione del cubo di sale gemma, ho udito dire dagli ·oppositori per sistema a qualunque innovazione, insegna ai_cavalli a loccare i muri, ad addentare gli oggetti circoslanti, a ticchia1·e. Avviene in realta precisamenle l'opposto . Perche i nostri cavalli non rifiniscono cli leccare e di addentare i corpi in muratura, che loro stanno a portata di bocca? Cercano, spinti cla un vivo bisogno interno, queL
:--lOT£ IPPICHE
sale che fa loro difetto, che e loro colanto necessaria, che e dalla provvidente natura cosi largamente diffuso echo noi loro neghiamo con imperdonabile testardaggine. Nelle caYe di salgernma di Lungro, presso Castrovillar·i, esiste il piu appropriato agente eucrasico pet· i cavalli. Potl'll. entt"at·e quale fattore igienico nel trallamento alimentare dei noslri cavalli di truppa? I o segui to a -sperare di si.
XIU.
Monopolio tppico. - Presento qui un clottagliato e preciso estratto dal Lib1·o di vendiita tenuto dalla casa OeutscMnclor und Cohnor, una delle principali di Unghet'ia. Esso concerne le vendite eseguite in otto mesi, cioe del I o· gon naio al 3,1 agosto dello scorso anno 188'1. ·1 • Venduti alia Grecia . 5000 per Lruppa 2. id . Olanda . 900 id. id. Austria-Ungheria . 5500 id. 3. 4. id. Sassonia 500 id. 5. id. Baviera 650 id. 6. id. Italia 1100 id. 7. id. Turchia 200 per ufficiali 8. id. A negozianti italiani 1200 per commercia 9. id. A privati . I 000 per lusso
Totale
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16050
E questa una operazione commerciale cho impone e che indica come, per ot·a, il monopolio della merce-cavallo sia pressoche esclusivamente posseduto dalla casa provveditrice ora nominata. Non e questa pero l'unica ditta commerciante in cavalli che esista in Ungheria, e, come e naturale, fra le medesime non mancano le lotto per la conclusione di vistosi ed importanti aiTari. Ma come sempre avviene fra grandi negozianti, ai periocli astiosi della concorrenza, succedono tempi di pacificiaccordi. Epossibilissimo allora
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11-l lJNG ll Ertl A
il caso, cho una comrnissione incaricata doli'ltclruistu d1 qualchc mi. gliaio di cavalli, riceYa ofl'crle c proposle da piu fomi Lori, apparcntcmentc fra loro in urLo, ma in realtit picnamento combinati. Siano perallro le ditto commc1·cianti in cavalli fra loro in concorreuza. oppure in accordo cerla c p1·ovala necossiltt e per ali inca ricuLi di acquisti ingmnde proporz ionc la seguento. Dovendo incott~l·~ in ~ng.heria can11li a pare<'chio centinaia ed a migliaia, cimposSI btle r1uscu·e nolla operazione senza ricon ere ad una gran de cru;a p1·ovYeditrice . Che so fosse fattibile e conven iento sottrarsi a tale necessitil, c indubitato cho le commissioni di rimonta auslro-nnaariche non vonebbero sub ire code:; la speciedi press ione. E dalle m~de ::;ime appunto. cho tulle le comm issioni m ilitari es!ere, inca1·icate di compe1'a1·e in Unghcria considorevoli acquisti di cavalli, do\'ette1·o app rendoreod applicare il metodo. E nessuno che ahbia ::;enno eredo io IOI'l'it negare allc commssioni austro-ungatiche la pion;; comp?tenza in ma teria. acquisita per vie di lunghe e r ipetute espenonze. La ragione determinanle di una tale condizione di cose ,; estron~a,mente intricalrt e eomplcs::;a, ma la si puo osprimero co 11 suftiCil.mte. esatlezza nsando una parol a gia da me pronunziata poco fa e che m argomento commerc.iale ha un sign iflcaLo piullosto sinisli'O . Jlonopolio. Pet· arr~vare a. comprendere come sia possihilo a taluni et·igerst a monopo!Izzatot·t dol commercio Ctju ino ungherese, ho faLto non poche indagini eel ecco la conclu:;ione principalecui sono perYcnuto. 11 grande Pfe1·dehiindler ha nelle zone di massima produzione ippica degl i agenti incarlcati di acr~a pa rmre i cavalli. E"li c sui piccoli alle\ atori, sui contadin i speciulmcnte, che si esercit~ attenta e previden le l'azione dei medialori. Vicne la slagione morla; il detta~·o sc~trsoggia; le ~rovvi:ste si ran no ogni di piu sottili; al piccolo prop~etat·to, a! C011ladmo occoiTono anticipazioni pecuuiario. per fare lronLe alie ef.igenze di carnpagna, alia necessilit di casa. Ecco loro dinanz~ il. m.ocliatore. c~1e a dieci, a H'nti fiorini per testa, ac caparm 1m1gl10n p~ ledn, 1piu clistinti caralli , da consegnare fra duo, fr~ ~Jnalt.ro mest od an che p iu. Egli c vero che siiTa!l i accaparramentl Ill 'a:> la proporzione, richiedono ingeuti capitali; ma e pit't vero ancora che essi sono impiegati nella manicra piu vantaggiosa.
:-IOTE I P!•JCHF.
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Tulli indistintamentc i gmndi negozianti di cavalli sono ebrei e cio, assai moglio delle mie pai'O!e, valga a conv incere i lettori esscre l'operazionc chc ho tenlalo di descri,'ere, logica e ,·anlaggiosa. Ne qucslo io dico con inlenzion i anlisemitiche. Kanfet nwr bei Christen c. a mio modo di Ycclerc, non solo un errore, mn ben anche una sciocch cri a. (~J i agen ti accaparrato1·i, ben issimo rolrib ui ti per la loro opol'il., sono in continua ed alt;Ya cor1·ispondenza colla ca~a di Pest. SegnaJano la comparsa di compratori nella rispelliva rogionc; informano sn ll a situar.ione oconomica, dogli allevatori; osservano le risorse agmrio, mppresentate specialme11Le dall'avena, dal fi eno, dalla pn glia , clw ham1 o cosi direua influenza :;ul valorc dei cavalli; iutt·alciano , con ogn i mczr.o, le operazioni ai compratori eventuali. Allot·chc il Pfcrdehandlet· ha bisogno di ritirarc cavalli da prcsrntare ad nna commissione incetLa lrice, si rcca per.sonalmente ne! paese di produzionc. Colit scortato da un uugolo di prcmurosi a.{enli, mrdiatori, }Jillafrcn ieri, visila, conLraUa, paga e fa convorgere ad una sttlzione i'errov iaritt i cavalli a centinaia pet· mattinatn . Cio vione est>guito colla pitt grande facilitae senza.sciupo di tempo, essendo l'operazione da Junga mano preparalu. Tulle lo comm i ~sioni ostere incaricnte di comperaro in Ungheria un numero piltlloslo considerevolo di c.walli, dapprincipio, tutte indistintamonte, \'aghoggin1·ono la iclea di procedere agli occorrenti acquisti fLwr i di ogni dipendenza dalle case pt·ovrorlitrici. ~ra tuLle e pron!amonte, dovellero mulare di pat·ere e conYincersi, che per condurre a huon Iermine il mandata Joro commesso, erugioco forr.a rivolgersiai g1·andi commmcrcianti cli c:walli, ai monopolizzalori ippici. Solo con l'adozionedi si iTal!o mctodo e possibile compcrare in Ungheria un forte numero di cavall i a ftl\ orevoli conclizioni, rale a dire, sollecilamcnte eel a prezzo commerrialmcnte vantaggioso.
XlV. !tfati.asmu.s. - Oicono gli ungheresi: il moccio equino, fra noi non esiste. Cotesta aiTermazione trova naturalmente degl'increcluli
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IN UNGil CRI A
e di falti essa e troppo recisa ed assoluta. Bisogua. peraltro ammettere che se essa non espri m~ la pura verita, certo le si avvic!na di motto. La polizia. sanitaria e, su questo riguardo, estremamente vigilc e rigorosa. Si citano sospcnsioni di fiere, proibizion e di mcrcali , per la manifestazione di un solo caso di moccio. Chi possiede un cavallo sospetto e non lo donuncia colla massima soll ccitucline alie ant.orita, cpassibile di multo e pene severe. Le disin fenzioni dei locali abitali da cavalli iucliziati o realmente sospetti di rn:mifestazioni mocc iose, ''engono osoguite colla massima esatlezza. Talv:olta l'aulorita ritenne convenionte la demolizione cli qualcho sLalIaggio e ne opero la espropriazione e la distruzione. Ebhi occasione di interrogare sulla esistenza e sulla in lensitil. del moccio diversi negozianti. Tale, nelle di cui scuderie affiuiscono annualmente non meno di quinclicimila cavalli, di ogni eta e ra.zza comperali sulle fiere, sui mercati e nell e grandi mandric, mi ussicur6 , che durante un intiero deccnnio, egli non ebbe a lumentare url solo caso di moccio. Ho chiesto informazioni sullcL imporlanle questione a colleghi milital'i e sr:nnpre mi udii rispondo1·e, che da lunghi anni essi non avevano a fare con quella iniruodiubile e pericolosa manifeslazione morbosa. Domandai schiarimenli in I_.)I'Oposito alia scuola di medicina ''elerinal'ia di Pest, e mi si parlo di pochi ed insigniflcanLi sospetti all'anno, di cui si usa fare, per Jodovolissima precauziono, assai sollocilamente la necroLomia. Eppu1·e non manco in Ilalia chi, alle tante pecche delle rimoute ungl! eres i, voll e aggiungere nncho quell a di essere imporlatl'ici del moccio. Decisamente, una silfaLia asserzione costituisco una grave . . . . non - Yerita .
NOTE IPPIC tl E
varia a seconda che il servizio vien fntlo in citta, oppure in campagna . In ci tLil, dove per soli lo le vie so no mol to ballute cla geute afTnc cendata c sfacendata; dove la materia componente il laslrico varia dal ciollolo siliceo, allasLrone di dura roccia, all'asfalto, al legno; dove si muovono infini ti veicoli cli ogni forma e con ogni genere di andaLure, il cocchiere presta ai cavaJl i che guida, un fortissimo appoggio. 1£ solo in tal guisa che egli puo mantenersi pronto aqualsiasi cliresa ed essere complelameule paclrone dei cavall i. Con La Ie precaur.ione il cocchiere di ciltiL guizzn rapido e sicuro fmmmezzo il confuso tramestio delle st!'ade. Questo metoclo di guida1·e stanca solleritamente il cocchiere, che deve essere robusto a pron. Ha inoll.ro il graYe inconveniento di sciupare la bocca dei cavalli , i qmlii diventano duri e poco ubbidionli alto chiamate di a1'1'esto. Egli 6 per quos to che la parata, per evitaro possibili collisioni , non si f'n. mai, cola, trattenendo e fermando i cava lli. LRsi eseguisce eo n a rcli re, guaclagnando il tempo con mossa nccellerata in avanti. Occhio al timone, le reclini corte, fortemente serrate in pugno e tal voila, verso il fin ire di una hmga e eelore sco1·azzala, anche a nolle ni pol·i . . . . e avantil l ehl .. In campagna, lungo le sll'ade ricoperto cli polvere o di fango, solcate da profoncle carreggiate, trm ersate di tanto in tanto da info.samonti, determinati dalle corrosioni delle pioggie, il wcchiere allen La le redini. richiama soltanLo, di tempo in tempo, i cavalli all'auem.ione; ricorre, insomma n qttel complesso di azioni di morso, e di frusla, che in termini del mostiore chiamasi - giocareicavalli. Con sifTatLn maniera di guidare i cocchiori ungheresi ottengono, in fatto di celerita e cli resistenza dei helli ssimi risultati .
XVI. XV.
AHtomedonti . - I cocch iori ungheresi posseggono incluhbiamento molta abilita. Hanno una doppia man lera di guidare, che
Jfan<~rie dello stato. - L'Unghcria possiede qualtro mandt·ie .equine erariali. Il personate cli sen·izio e militare; ubhidisce ad un -r.olonnello, che ha .il ti tolo di comandanle dell o slabilimenlo. L'am ..
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fN UNGIIERIA
ministmzione e la collirazione delle terre spettanti alle mandrie. r· affidat:1 ad impiegati e lavoratori ci1'ili, i quati operano sotto la immediatn dipendcnza di un direllore delln economia ruralc, cli un professorc cioe di scienzc agronomicho. In fat.lo di imtil uziotri ippiche noi fummo e ci manteniamo rermr imitatori di quanto si fece e si fa all'estero. Ebbenc, poichC a noi manca, pare, la capacitil c la Yolonta di agire nol le faccenrlc ippicho nosl re con metodi nosl.ri, non voglio qui lasciare sfuggire l'occasione di propotTC per i tre nostri depositi di allevamento-puledn la creazione di tr·c posti di direttori della econom ia nu·alc. Le nnO\Il caricbo dovrebhero venit·o esercitale da abili e compelenti profe:-; sori di agronomia scelti fra coloro, che accoppiano alia Ya:>la dotlrina il pratico osercizio. Il problema intomo a cui donanno spirgare LLtll:t la Ioro aiLiYita scienlifico-praLica c il scguon'te. Imprdin• che i puledri, con tanto dispendio, agglomerati nei depositi rlr allevamenlo, fa cciano mala fine, per insufficienza alimcnlare. E dopo qucsta mia giusta e necessaria invocazione, eccomi a dire bre' i e rapide parole su ciascuna delle mandrie ippiche del r·errno rli Ungheria. ~ . K~sbe~·· Situato n~l comitate.di Komar6m, ha una proprietit fon dlana d1 6330 ollan . Qucsta nnomata mandrin, della quale avro ~iu tardi occasione di ripal'lare, venne fondala ncl 1854 pm· l 'esclu~ s1vo alleramento del puro--;aoguo c mezzo-sangue inglese. La razza di pnro-sanguc si compone, oggi, di sci sLalloni e rli venlicinquo cavalle-madri. Bl~ccaneer, Cambu,scan, Bois-Roussel sono sta.lloni cli rinomanza europca. 11 prozzo del sctlto e di mille li re r.e~.· i due primi nominati. Le richi este e le iscr'izion i rlogli allevaton del puro sangue rimangono per la maggior parte insoddi sfalle Ca vall~ fattri~i di molta fama so no Mineml, G·rati tnde, DeciJptiolt. Reestm.n,q, Ft1'efly, Ifoney Bee, Jmperat1·ice. I puled ri di puro-sanguc, all'cta di un anno ven o-ono ''enclulr all'asta. Ogni anno se ne esitano con sifT:Hla manier<~ da sed ici " diciotto. l comprnlori si obbligano a non lasciare use ire dnllo S!atn g~i acquistati puleclri di puro :;angue, se non clopo cho abbiano com]Jillta la loro CWITiel'a di co·rsa. I l prozw dei puledri venduti all'as1.:1 c, in mcdio, di lire 5000. So ne vendeue qualcuno a 30000 lire Lo Stato, a terminc della carriera fli cor:;n, riacquista talnni elegit
:-<O'J'r•: lPPICll E
GOU
stalloni e Ii clcstina a Kisber, oppure in allri depositi di monta governalivi. La mzza di mezzo sangue di Kisber si compono cli cento cavalle faltrici. Babolnct. l rondi appa.rtenenti a quosla mandria misurano 40.20 ettari. Il numero efielli\'O dei capi equioi e di M.>O. La data di fondazion o cli questa mandria risalo al 1789, e fu iniziata con caYalle Unghcresi, Bossarabiane, Transil vane, recondato da stallon i or·ientali. Dal 1816 insiuo ad oggi, a Babolna si alleYano solamenle cavalli di puro 0 mezzo-sangne arabo. Vi ::.i trovano aJtualmente ~G cavallc di puro-sangue c •100 rli mezzo-sanguc. Opera saggiament.e n ; ngheria a coltivare con si grande cura il pnro-sangue orientalc, ogni di piu raro in Eu ropa, di difficilissirna importazione, indispcnsabilc po1· la sua ostesa industria equina . .\la di non minore imporlanza ippolenica e l'allevnmento del mczzosangue arabo, di taglia. vantnggiosa, oscillante fra 'I ,o2 e ·I ,!.>8, destinalo a somministrare eccellonti eel economici stalloni, dei quali in que:;l'ultimo decennia, Bauolna mi:;e a disposizione clegli aliP' alori ben 312. .l[ezohegyes. E la piu rasla mandria dello Stato, posscclendo o=-s~ ·16, 000 otlari di tenon i e '' ,1~00 cap i equ in i. A Mczo hegy os Sf alleYano tipi misti, riferibili al sangue nonuanno, ingl esoed araho _ Qnesta importante mandrin rcnno fondata nel 1785 . .Base clell'impianlo rurono ea vallc ungheresi, t.ransi lvane, polacchc, n1sse, bcssarahiane, mcclomburghesi, :>celte nei reggimcnti di cavalleria. Gu icla ad una cosifalla selezione, come ov idcnto apparisce, non fu il sangue, ma sib bene la vigoria, la san ili1, la rcsistenza, confennale allc d~u·o prove della guen'fl di quol tempo. Con tali cavalle fallrici fecondal.odaslallon i arabi, spagnuoli, it(lliani, t•·nnsilyan i, nol'manni , awenne quello chc inevita.bilmente cloveva avvcniro. Si die origine ad unn razz;r multi pia, sucld i\ isibile in cinquo stipiti. i di cui estrcmi sono n:rpprescntati au.ualmenlo rlal grnppo disconclento clnl puro-sangue arabo-gidran, e quello chr emana dal lipo Norfolk, ~i r·ecento avviamonto, ma di giitprometlilore di risultanzo fayor'CI'OII: Fogards. E la mandria di mono autica fonclaziono, si~uala ne~ carpazi della Lransilrania. \'enne istituita nel 1874, col lo rnlento cls
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1:-< U)IIGIJERIA
NOTE lf>PICHE
"migliorare e moltiplicaro il regionale tipo ippico montanaro. Base di codes!a mandria, e l'antico sangue di Lippiza, mandrin creala dal d~c~ ~ar·lo di Aus~ria nel 1690 Di guisacho, se mi si perclona il brstrccio, potr6 qu1 fouclatamenLe asserire che la mandrin piu gio Ya~le .c q~ella .eh~ ha I~ storia piu vecchia e sangue piu antico. Le pnncrpa!J famrglte equrne di .Fognrits dipendono da antichi stalloni italiani. Le forme proprie dei ea valli romani e uapoliLan i vi si riscontrano frequenlissime e ritennero, starei per dire, l'antico casato poiche queste famiglie ~i chiamano dipendenti da il[ajestoso, cl~ Conve1'Sano, da Nectpolrtano, da '!11ontedoro, da ToscanelLo che entrar~no, qua,;i ~u~ ·ecoli fa, nella mandrin di Lippiza, i sti~uila. come sr sa, nellc vrcrnanze di Trieste. Nolle quattro mandrie erariali ungheresi csistono adunqu e in me?ia, 7?0 ca~raJ.Ic fallrici , de3linate a somministrare dei riprodut101'1 adallt a mrgl1or·are la nazionalc produzione equina. Le cavallemaclri sono di:ise, p:r· raz.za e per cUt, in gruppi da 80 a '' 00 ea pi. Hanno scuderre parLicolarr o pascoli pure ~cpa rati. Le cavalle rrraYide pascolano in liberlit e non hn·orano; quelle rima~lc infecondale 1·engouo soltOf!OSte allavoro di sellae di traino Jerr"er·o. I lJUledl'i vivono divisi a seconda della loro eta e d~l sesso. Hanno rico.reri e pascoli separati. 11 loro addestramcnlo incomincia a lre ann1. ~ssi sono docili e facili ad essere ammaestrati. A quattro anni provatr alia, sella ed al finimento, gli stalloni miO'liori venrrono l'ipartiti nei Deposili di monta. Le femmine di m~ggior di;tinzione servono a mautenere al completo la cifra e(fetlim delle cavalle fattrici. I1 soprappiu di cavalli, cli ca1ralle eel i rifonnati ven~'~'ono vencluti mediantc licitazione. ' o Le mandrie erariali. unghere:;i sommini trano ai Depositi di mo~l :L, an nu.almeu le, cH·ca '180 stalloui, altr·ellanti se ne ventlono ogn 1 anno. per via cli pubblica a:>la, agli allevatori. '
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d i molta abilitu ne! disimpegno delle molleplici e rispettive loro funzioni: Loro fa difetto perallro, e troppo uni,•ersalmente, per causa di caratlore di razza, e lli eclucazione professionale, una essenzialc qualila, cli cui invece sono largament.e pro1•veduti i loro colleghi ungheresi. Yoglio alludere al buono ed all'umano trattamento dei cuvalli. Nella innumerevole folla di veicoli, che per le sLr·acle si incrociano in cenlo direzioni, dal pesante carro Lrascinato da due atletici Piuzgauer, alleggero tagliasabbia, cho Yola Lit·ato da due Jt~cker, non mi vennc mai JaLLo di redere usare sevizic o violenze contro i cavalli. In Ungheria si ha dapperLutlo la pa:;sionedi questo nobile animate, chc e c.,nsideralo in manicra poco dissimilc dn quclla usaLrL dagli arabi, ''ale a dire, si ritiene il cavallo quale mcmbro dell a famiglia. Potrei citarc moHi esempi di 1t>ri riguardi usati ai cavalli dei ricelti proprietnri; mi limilero ad uno solo, clorgwnlissimo, del quale sono slato tcslimonio. Pna appena mediO(iJ'e nera equina tenuLasi in Pest, fu improvvisamenles~oncer·tala da una fiua pioggia, accompagnala da un frcddo vento che faceva haltere i denli. I contaclini piit clle alla propria dil'esa contro le internporie, pensavano alia difesa dei lor·o c~n·a lli e loro fecero gencrosa parte dei pastrani, delle copet'Lc, delle pelliccie, d1e averano a dispo:)izioue. PercuoLere un cavallo wl manico della frusta, menando giLt colpi all'impazzaLa, (\ pur· troppo uu dolol'o:So speltacolo cui in Ttalia dobbiamo, di tratto in rrallo, assislere. In Ungheria, la protczione del camllo non abbisogna di societit zooG le, eclun fat to eonsim ile uttirerelJhe sicuramenta sui percuotitoro una dura correzione da parte degli spellatori. Justtt$ iwnentorwn tniseretnl', fu detlo da un padre della chiesa. E la rettitudine e una delle doti principali on.cle si adorna il carattare magiaro.
XVIl .
X. VII I.
. l~po{ilisnw iMtalo. - Gli attendenti italiani a cavalli , a qualsJasJ maniera e scopo siano questi adibiti, non mancano in generate
La grande pianu1·a. - La piu. gnmde cd impo1·tan1e rogione agraria Unghercse e qu clla, che con locale denominazione, chiamasi
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IN UNGHERIA
Alfold. Quos la. ma.mvigliosa zona di teneni, che comprcnde i Lrf'n . rouo con rc;; imi di Lttlla I'Ungheria, ha la piu decisi1•a influenza sulla econom ia ruralc del paesc. La fertil ita di questa regione ti prodigiosa; i suoi pas,·oli, i snoi prati, i ::;uoi campi costituiscono nn complcsso che impone. La feracita della grande pianura unghcrcso c attribuita alia t'icchezza dei sali, specialmente muriatici, che esislono nel suolo. Parte di qucsti sali, quelli in specie che hanno per base la ::;oda, facilmcnte disciolti dalle acque piorane, yjene traspot·tala negli stagni, che per la grande quantita di soda in C!;Si acrurnulati Yengono ch iamati laghi bianchi. [I clima di qucsta importante plaga agraria e, peraltro, estremalllcnte variab ile c Lroppo frequentcmente essa va soltoposla alla :>ircit:L Una ann ala come la presen te ( 188•1) e urm vera benecliziotw P''l' la pnstoriz in, poiehc la auuale stagione cstiva cor re ft'esca ed umida. Qneste piauure, chc oggi sono ricoperte da buonc eel abhondanti crbo fornggic rc, in ccrto annate, non presentano cho nridi ~teli legnosi e mre eriJacce rolverose. Tn quesLo caso , i poveri ani mal i, che per loro (llimcnl.o (l[tr·o non hanno che raflici cli erbe e gambi essiccat i di ogn i sorln di malo er be, dimagrano rapidamonto e, cosa assa i piu grave, non tardnno a scopp iare tra tJnegli armenli stremat i dalln ponuria alimentare, gravissime manifestazioni mor·bo~e enzootiche.
XIX. Eqwts tbngaricus. - Di fronte alia ippogenesi, che e mai il cavallo ungherese? Tartaro dapprincipio, all'cpoca cioe della conquista della Pannonia, per opera degli as iatici magiar·i. Quell'antico Lipo equina era picco lo, Lenace, ,-eloco, feugale; possedcva, in una parola, le rrnalita insite nel sangue ippico orientale. Sui tronco tar·taro, chc nelle nuove prosper·e condizioni locali, aveva rapidamen le geLLaLo robustissime propaggini, venne ad innesta.rsi il Lipo cquino tut·co-arabo. E ci<J avvenne per opera delle guerre e dell e occupazioni lurclte. Il cavallo unoherese c aduncrne "' . nnll'altro che un prodotlo ippico orientalc-composto
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unalterese di vecchio i\lampo c di laglia piccola; ha ll Cavallo ( ' l'l 1. testa asciulla, erella; fronle spaziosa; gunncia larga o piena; occ 11 grandi; narici piccole, accasciate; h.ttTe sottili, s~nsi.b~lissime. Ha il collo arcato; criniera lunga ma 11011 foltn; reur (ltrtlte; groppa forte, mn spesso caclente; fianco non b~n<> sostr~uto, lah•olta mal~ mente inca-rato. Ha spalle Junghe, oblique, a:;clUilC; polio ampto mu:;coli e tendini bene pronnnziati. . Un !alto d.egno cli nota cla parte clell'ippologo cil ~egu~1~te ..1 ea' altt di Ungheria di pelame grigio e salll'O, han~o t1 pm .degw. clclla hellezza sopra i loro compagni di allri mantelh. La ragwt~e d1 ~uc sta CYidelllC mauajore "\CllU~la pJa:;tica, C for~e riposla Ill anttChC selezioni operat=~lai vecchi magiari? ccrtameutc si. .nodi g.iit scr~ll!~ a1t 1•0 ,,e, che il ~avallo hiancHappresentant, presso 1 ' ctu:;lt magran la rnassima espressione clella bcllez'l.a equina. Per cio appu~t.o esso fu ab c~ntiquo ritenulo dcgno di csserc o~·cr.lo vittima proptr.mlo.na. ··l'rli le oi granclt delta let'l'a.d I . magtan 'n Illclii e dono impare()'nialti no . ., adunquc, dovetlero indubbiar~CJ.lle (~e:>t i mtre.alla rip~·o u.zJOne '.Pll~ elelli frai caval li di pelame gngiO-htanco. P ili tardt p01, allo~ch~ per eiTcllo delle gumTe combaltuLe conlro i Tru·~l ~i, ebl~cr? a.gto dt ammirare e di posseclere cav(lll i arabi, a qne:;tt 1 magtan d.tcdet·o Ja prefcrenza per fecondare le loro C<lval le .tartare c ness,un.o tg~~ra che il montello predominanle negli stallont ambt fn, ed c, t1 gnglObianco. Quale meraviglia, adunque, se la corrczione o la. el~ganza delle forme trovansi tultOI'a pre,-atere rwi ea\ alii unghet·esi ~lt ma~ tello ori aio? Trattasi di un puro e sempl ice fenomeno ala' ICO. Si, certol S~llo il grigio pelame degli alluali ca,·alli unghere,;i, esisto~o ed operano, indiscutibilmente, le oUime risultanze oue.nute ~er v1a cli secolari selezioni dagli antichi magiari. Per i ctnalh saun, che, come dissi teste, sono pm·e peeYalentemcnte clotati di belle ed ~r moniche forme ' non mi azzardo a rintracciare la ragione . zootecntca. . . del fatlo. Ella di ce1:to e:;iste, ma non so c:ome e dove mcom:nclUre per iscoprirla. . .. Il tipo ippico ungherese superiormenlo clescntto, ong111ato ~lallo innesto del sanrrue arabo-tuno, sull':utlico ceppo tartaro-magraro, si consen'o pur~o, ed immune da strnnierc c~mmist~Oit.i lli sangu~, lino allo scorcio del passa to secolo. Da quell epoca msmo. a.cl ogg·'' con in tensita unifonnemente pi\1 grande, si inceocio e st mcroCla
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1:-\ U:"GHERIA
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coo sang~e ingfese ed aftri di assai dubbia purezza e distinzione. Alia. seleztone ~· N . dnella . . r·nzza, e subentmta la selez iono nelfn spe ue. et. te.m~t a.n att sr chiedeYano gli ~tafloni alie Pus;zte riciniOJ·i; oggt ~~ rrcl1teggono, con enorme dispendio, da lu!le le parti ilel veccl~to ~on~o. e domani, visti i recenli ll'ionfi dei cavalli da corsa amerrcanr.' sr far~nno venire stalloni lmnsatlantici, per ollenere che la ~roduzt~ne der cavalli nohili possn manlenersi all'allezza delle odterne estgenze. Co~seguenze degli operati incrociamenti furono le stature dei cavalh notevolmente accresciute e le forme piu rispondenti all a· . ' e o tern~ osrgenze. Tale e, per ora, la t·ichiesta degli esp 9rtatori e la ~ocale 1ppo~oltura non fa che nbbidire alia fegge economica, che rmpone all allevatore l'adattamento della pr·oduzione alle esiaenze dol ~o1~1pratoro. 1~. P?ra~~ro cla clep~oraro cho I 'antico stampo i~pico ma~r~I o vada og111 d1 pru facendos1 t·aro. Qucslo simpatico tipo trov.ast.m:1lterato solamente .nei Comitali centrali, abitati da popolaziOni .d' vero. san~ue mag1aro. Man nwno che ci si avvicina a! confine, 1 earalh sub1scono !'influenza delle diYer·sc nazionalitil. che circondano l'Ungh eria. Nolle provincie del nord e sud-est [' ·t· d 11 S · · d , IUI !illS e a lma e e.II'Austr·ia, i ca,·alli ungberesi risentono l'inllusso del sa.n~lle nordtco,. e q.ui.vi assumono forme grossolnne, massiccie, ed. acqu~stano le alL~tudrnr esclusive peril tiro graYe. ~ei Carpazi ot·rcntalr, nella regtone montagnosa della Tmnsilvania, ; cavalli hann~ le ~orme e le a.Ltitudini inerenl.i ai poneys. ~ono tnrchiali, tenact, alt1 appena da I ,35 e 1,45. ~o citato le due piu sal ienti modificaz ioni, in piu ed in meno, sub1.te ~al caval~o magiaro; altr·e potrei anc01·a annovemre, ma di ~ssa1 mmore ev1denza: Ne tutto ci6 costituisce un fallo accidentale, 1m~re~edu~; ~he a?zt, altro non e se non ~he un portato necessar·~o, m.evtta~rle, dr una tegge ippotecnica. Il clima, le inOuenze regronalt, la Situazione oconomica della localilil. l'incrocio il trat~mento, l'i~piego dei cavalli, costituiscono un~ compless~ condizwne energtca ;11 punto cla valere, col tempo, a determinare la comparsa di nuove forme. i~piche permanenti e trasmissibili per er·edita; eppertanto a dare or1gme a delle nuove razze equine.
XX.
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0 polve1·e, o fango. - Le piazzc ad nso di merr.ato per cavalli, e le strade che vi immellono, sono, a stagione ascinua, ingombre da un allo strato di fina e Jeggera polvcre. La pioggia, in un memento copre il pinzzale di mota bruna eel in particolaro maniero attaccaticcia. Questa vicenda c inevilabile, in grazia alia costitnzione geologica del suolo piano deli 'Ungheria. Sia allorquando le piazze e le strade si assomigliano ad un piccolo deserto sobbiJso; sia nllorche esse trovansi convertite in veri pnntani, lu. viccnda ora rammenlata rende assai malegevole al compi·atore il proprio compito, che e quello di vcdere bene, di esaminare allentamente i cavalli. Picco li difetti e leggere imperfezioni al basso delle estremilh. che in allt·e condizioni di ter·t·eno difficilmento passet·ebbero inosservati, qni invece possono sfuggi1·e ancbe al pit! oculato compra tore. Non c che troppo fl'equente il caso in cui esercitando un cavallo teste acquistato, sopra uno dei rarissimi selciati dei villaggi, esso, quasi pet· effetto di sortilegio, abbia smesso la sua prima maniera di camminare, sciolla cioc, arclila, sicura. Pr·ovatevi ad esigere dal vendi tore, che i cavalli ,·engano esaminati al lrotto, sopra unastracla lastricata. Immancabilmente vi si ohbietterrtt per risposla: - i i cavalli sono sferrati - oppuro - i cavalli sono stati fenati in questo momento - i cavalli non hanno ntai fatto un passo sopl'a wn teiTeno selciato. Egli e solo allorquando si riesaminano i ca,,alli acquistati con tutta calma in iscuderia c meglio ancora alia fucina dol maniscalco che ci a\'Vediamo, come taluni di essi abbiano formelle incipienli in corona, cerchi o setole alia muraglia, talloni bassi; solo al lora la. forchelto grassa, la suola pialla, ci lasciano comprcndere, che, in quanto a bonti1 di piedi. si sarebbe potuto essere, non piu oculati ,. ma piu fort.unati.
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XXI.
Tnstituz·imvi ippiche. - Consnlentc del ministero di agricoltur·a per le cose ippoteniche funziona in Ungheria, una eo mm i s~ionc composla di dicci memlwi. Quesli vcngono elelli dalla societil di agricoltura, dal Iocke~·-Ciuh di Pest e dal mini:;tcro i:>tcsso. Que:>ln commissione ippica centrctte si riunisce, almeno, una 'olla all'anno e p u6 vcn i1·o comocala ad ogn i specialo evenienza. Nelle prov incic, funzionano commissioni ippiche tPgionali. I presidenti di queste conunissioni si occupaoo dell'impiego degli :;talloni gorcmatir i, dello impianto di nuovi stazioni di monta, delln distr·ibuzionc dei prcmi di incoraggiamento, del la scclta eel autorizzazione degli stnlloni privati e di Lullo ci6 che, in brevi parole, ha clirella allincnza colla molliplicazioncerol miglioramcnto delleraz7P equine. Coclc:,te commissioni :;ono in tutto 60. I rispettiri presidenti vengono ogni an no ri uniti a Pest, clove •engo no di~cussc importantissime qnestioni prat i(jhe e scientiflclle di ippolecnia. Per le spese necessitate dallemandrie. da.i depositi di slalloni, dalle corse, ed insomma da quel complcsso di fatti che in linguaggio tecnico, si chiama institn::ioni ippiche, il parlamento ungherc;;e :•ssegna in hilancio un annna quota di cingue milioni c mezzo. In questa somma c compreso il reddilo proprio delle mandrie erariali rcddito che mggiunge i quaLtro milio11i. Lo Stalo aclunque, noll accorda che eiTel!iYe L. I ,000,000 annnali. Esislc, i noltrc, un ten imen to nazionale del Yalol'c di circa un milione, le cu i enlrale rcngono impiegatc nella seguente maniera. Il rodcl ito cli qucsto fondo serve a compemre in Ingh iltcna cd altrove clegli stalloni e delle caval le, di puro sangue, che vcngono venduti, median le asta, agli allcratori del pae.se. In diciotto anni con siffatto modo. vcnnero impol'lati e venduti cinquc stalloni e centorenti crna llc p. s. In appoggio dell'azionc governativa, lrt quale, con lanto studio e con si graye spesa, mil'a al pl'ogr·esso dclla nazionale induslrin
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1\0TE IPPJCHE
equina, c sor·ta, non e gran tempo, una Societrl ippica pet· azioni. 11 Governo lHl concesso a CJ ilCsla Societe/. clog!' i mpo!'tanti pri vilegi; e l'azione sna non potdt a meno di riu scire altamente benoOca, essendone membri i principali ~ignori unghcrc;;i, noli per palriottismo e per huon gusto ippico. Quesla societit ~i assume l'incarico di predisporre LuLLo -cio chc possa contribuire alla riuscita delle fiere ippiche annuali e dei mercati settimana li cli cavalli . Ondc otlenere che ques1i c quelle divengano luoghi di at.Lrazione per i compratori e per i venditori, la benemcrila societa o•·ganizza corse al trotto, distribuisce prcmi; tiene lottcrie di carri, di finimenli, di caYalli, fa erigere sLeccaLi, tettoie, scuclerie, alberghi . L'impcgno spiegato dalla socielit, il disinteresse dei mcmbr·i clw la compongono, meritano che ogni passionato uomo-di-cavallo loro invii un augurio di rwospera riuscita ed un ben mel'ilato applauso.
(Continua)
c. B. C.o\Y!GLTA Capitano vetel'inan·o.
-- ==--==-'-'
' iNNO XXVII, VOL. 11
~IAIUS
~oi
MARIS
lMPERIVM
OBTJNENDVM
. . . i Gat·tnginesi con lo loro tln\'i t·itogliev~ no ,,i lloma ni 1" citlit da costoro conquistllfc in Sicilia ,. ·~orrevano n diserta t·e e•i a de,•astarc le ~piagl(u· cl'ltalia. Pet· combatterli tornavano inullli a Roma Jr ~ggnet·ritc suo legioni; pcrcii> cssa, potcnte in terr~. ,·oJic divcntnrc altresl potcnto in marc <' contend~n a C:ar•.,gino l'im pero rlel marc. F.""'~'o f<'•nn•·no, cla l I T.ibt•o tU Polibio .
I. ,-_,. pt·iutt• cantli~itnae tl't•NiN ieu~te .llf:!l' ltt: ful~tt·n ,.a,.,,.chit~ tfttlit~ntf,
lascit\ :>cl'ilto il grand e Xapoleouu .
IUn•il tJtt:Clltt: tU eSNt!l•e !IOlt•n~tt:
llltn•iiiJIIItf.,
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~ti tltre,.tle•·e le su.e ctiRit• ,. ""n•teue•·'• '" 6 , ,1, ,.,._.
"'"'~''" Mulle
lltt:e
isole.
Tlltti gli slalisli di mentc rlrrnta. lulli gli uomini di )!UCrra e 7li ~rr illori lecnici dai )lezzarapo c dal .\lcnnbr·ra a! .\hlf·;;elli ed al Morin. dn Gari balrli c rlall'amm iraglio S. non al D'.\mi eo, al rrrrr~t:dH~Iti ('(( :t l Bonamieo, (lal generale Coscnz c da Ni no J~i,io <J ufi nmmira- · gli \l'minjon, Fin<~nl i , Albini, e da ll'~mtnliragl io Bnrrhi;t,al ::!Cnrral(} Bi··otti, a! Mnldini, a\ Ricci. nl T.nvera . al Snndri. al n r \'mrza:;:-a, al rompianl o ll M;;i . al l:rillo. al n e l.u!'a. nl YPf'j·hi. ron~rntono<. ill qur~tn po;;tnl:-trn drl moderno l~inlio Cr.;;nl'r. ltalian i al mn r·ol Se ,·olete chc Scr·s0 non ,·enga ;1rl ..\r enc bi:-osbaragliaro il ;;uo nnviglio n Sa lnminn l - His0gna rul O[f?'l,l: costo• IP11PI'e il mal'r. l{ ll n
. Dli'F.RI\ \1 • OATIXb:"'llV\1
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non siamo, s-renturatamcnte ~otto l'aspetlo militare, nellr condizioni dolla G·ermania, cu i Lasto, ne! 1870, sharrare con tot pedini pocltc bocchc di finmi o di esLuari, spegnere i fari e l.oglict'l' i segnali ('.he indicavano i pas~rt p-g i acrc::sihili, pet· condnnnarc al l'inazione la flotla francese. Da noi il ca::o e clirerso. assai dh erso; perche, dai Pelasgi e d;t Enea in poi, si c sempre 1isto tluanto fossero faci li gli approtlt ~ovra ogn i marina cli questo nostro incantevole giardino, proteso sn l placido e profondo mare e br~ g nal o ovunque 1lall'onda viva, co11H' d!sse te:-;te un valoroso ammirnglio, dcscrivenclo con elegante mater·ribile precisione quel che io lento qui di riper ore. Le noslre 11ie maestre sono sui mat·e; sull'aperlo mare o presso al mare sono i nostri tesori. Ch itlso il mare eel interrotte o moleslate le nostre rie litoranee, la nostt·a -rira e pe1· mcta spenta, ed in guerra percliamo la me tit delle noslre forze. Chi non sa che ora pir'• che mai la viLLoriao.per colni che piu presto riesce n concenlrare divisloni od eserc ili , alle cui mosso occo rrono cenlinaia e centinaia di treni e tempi as;;ai .piu lungh i che non s'immagini a prima vistn, quando non 'i ~ ia moltepl icitit di 'ie·? Chi non' ode che, senza na1·i, ecompt·omcsso fino ilrapido conceutramento delle nostre forze sui teatro principale de !la gnenat Si rammenti che, mentre tntli i yaJ ichi delle Alpi erauo aperti ai Francesi nel ,l8i:>9, pure occorse chP centomila fra cssi ven issero per mare a Genova se si volle far presto e giungcro in tem1Jo, e che, senza la padronanza del mnre. il Chili non avrebbe certo co:Si facilmente vinto il Pertt. Si pensi infine a! lerroro degli lnglesi pet· un possibile sbarco. Qne!'li e non i!li osempi della Germania si allag!iano al caso nostro. La Germanin <Jnasi pw'l clir:;i urt paese meclitel'mneo, lautu sono inaccessibi li le sue cosLe c LaHLO lontane dalle sue vie strategiche. Essa, in certo modo, comunica col mare aperto solo mercc i suoi fiumi ed <'S lrrari: sbarrali quosti, e quasi al sicuro clal mare; e se non fosse per la proteziono del suo impor'lante tommercio, pee l'intento di ofi'endete i lirorali ed i navilii ncmiri P cli espli_.. . care la sua azione nelle piu lontane regioni, essa polrebbe fare a meno <li mwi. L'AusLria-Onghcria, anche senza navi, rimane una granclo potenza. La llussia e quasi in simili conclizioni. La Francia stessa, sotto l'aspetlo difensivo, non sarebbe perclula, e la
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;,IARIS . nJPEHinl •
(Jl!TI:-!ENOV~f
sloria lo prova, quando lit sua terrihilo fiolla fosse conclannata nll'impoleuza. Ma noi, noi "iamo in (·ondizioni assai diYerse . La noslt'a capitate e acl una o due marcie dal mare; possiamo da tlll mome11lo all'altro es~o1·c tagliati in due dovunquc; c dal mare !JUO piombnrr nn esercilo sul fianco o allc spalle del nerbo dello nosLrc forzc nrlla Hlle drl Po; dal marc si puo potcnlrmente sus~idiare un'inYasione costicra, si puo agm·olare l'avanzarsi di corpi nemici c costringerc i Tlllsll·i a ritirarsi ('I) . Se la nost1·a Ooltll e ri-: <'lotta all 'innzione nbhiam bisogno Jorse del doppio di furze per difenderci, c forse, malgrado ci6, rimaniaruo esposti a pm·dere la guerra. Del pericolo delle noslre i;;ole, delle nostt·e cilli1 liloranec e del nostro na \ iglio mewuHile non parliamo neppure. Ne vale spcrare che corpi di •I0, ~0 o ~0 mila uomini, postati qua e la, pcrcorrano nellc poche ore necessarie ad nno sbnrco le di~lanzl:' anche brevi, che le separano dai punti della c·osla invasi. ~e ''algono, c co~a ov' ia. le fortificazioni <'la costa a premunirci. Esse sono nccc;;sarie per dare alle noslre naYi sicnre basi di operal.ione e punli di appoggio e cli rifugio, nonche per ·contrastare al nemico la troppo fac;ile occupazione di alcuni pnnli di 5lmordi · naria imporlanza. l\Ia quando anemo spesi 60 mi lioni a fortificare la Spezia e, poniamo, alt1·eUanti a collocar cannoni e torpedini a Yado, a Gonova, aPortoferraio, a Porta Sauto Stefano, aCi>itavecchia, ecc., ecc ., restoranno f'empre parcccilie migliaia di ch ilometri aperti al comodo approdo e sbarco del nemir,o; e, se non avremo un sen'izio di :::coverla e di esplorazione perfcllameule ordinato, e numerose, velocissime e polenti naYi e torpcdiniere atte a sorprendere al largo od almeno a raggiungero le navi nemiclle appcna giunLe SLtlla costa, q u.osto verranno trnnquillamenLe a minaro le nostre fe1Tovie litoraneo, a cannoneggiare le nostre cillil, i noslri cantieri. a predare il nostro naviglio mercantile, n lagliare le (I) La difos3, cosi euentiale, dell 3 Li'!uria, sen1.n il dominio del maro e og~i quasi impossibile, dice l'egrcgio llonamico. Egli assai oppOi'lunamonl<l rammeuta la molestin grandissj ma che all 'ala destm dei Prussiau i, assedinnti Duppel, 1·ccb giorno e nolt6 il mon'Loro danese l!ol( Krake e dico, che, secondo 11 Grivel, furono le navi di Lord Rod·
ner Smith queUe che impedirono a Napolcone di conquislare la Palestina.
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nostre comunicazioni con le isole e, sempre che Yorranno, a bombardare, scnzt~ quasi nessun rischio, le stesse ciUit. che, come Genova, noi avessimo fortificnte. Non esagero dicendo quasi nessun rischio, perche, come i reccnti bombardamenti del Callao e di altri porti lo han provato, le navi, che presenlnno relativamente un piccoli:;simo e mobile bersaglio, possono bombardare di ~iomo e di notle una citth a rlistnnr.e tali dft re11rlcre vano il tiro delle batterie da costa. X ~la non v'r modo di resistcre a tanla iattnra. mi si diril, perche siam poveri, c le gmndi potcnze marittime, chc spendono 200,250 e, ~e vogliono, 300 o pilL milioni all 'anno per le loro marine, ci sch iaccierallno sempre coi lori milio11i. Duuque c mcglio rinforzare efficacemcntc solo l'esorcito e lasciar la nostra marinn quale, o, tulto al pill, limitarc.i a prepararla pian pianino a! suo grande. ma. l'emotissimo av\·enire. No e poi no; noi non possiamo sen;m grnvissimo rischio rinunziare a tenere ilmctre. Anche con le nostre forzc attuali a qnalnnqne costa lo terremo; e, se il nemico si prcsentera con un corpo di sbaeco a Vaclo·, sui litorale toscano o ~ulla costa romana, noi aniveremo sui suo convoglio. forse tarcli, forsc in pochi, e certamente mnlconci, ma non esitercmo a sacrificare una ad una le nosu·e lento eel nntiquate corazzale. e tenteremo di tmversare con esse l'armata di sco rta, pur di distud~are se non lo sbnrco dei comhaLtenti, che si fa in poche or~, almeno quello delle salmerie e delle riserve, pel' le quali oceorrono giomi c non OI'O cli traffico. Riusciremo in cio o non vi riusciremo? ll convoglio ncmico l'aril la fine della in~;incible armada, oppnrc :'lll'it molestnto csbaragliato solo dopo aver messi a Lel'l'a i combaLtenti, come riusci a ~apoleone in Egitto? E se clopo quesln prima dispemla zuiTa resteremo senza nari contro un nemico che nbb ia potenti riserve in pronto come contrastercmo una seconda invasione marittima? ' Sono questi tetTibili di lemmi, perchc a sopporlnre impalidi Ill\ bombardamento eel anche una momenLanea in,•asione son pront.e la super·ba Genova e l'animosa Pal ormo, 1::t popo l o~a Napoli e la patriolticrt Livorno; si , son pronte, ma purche sapptano che j3.-gnena na1.ionale si vi nee, 1;he l'aquila gloriosa cli Savoia ricaccia
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MARI S . I MPERt\',\l . ORTI:-I ENDV !\l
ollr'alpe il gr·osso del nemico, che i tre colori d'Italia sventolano sempre sui mare, che acconono forse a loro difcsa od almenn a Ioro vendetta, e che d' ogni Lomba cadula sulle loro cas(' inermi i nostri incrociatori faran no spiotata rappresap-lia sull e inenn i case e sul ricco naviglio mercantile del nemico. Alia devastazione delnostro li torale, cui siamo esposti ora, potremmo, dico, rassegnarci, ma nd una invasione conc01Tente per terra e per mare dalla Cornice o ad un forte sbarco in Toscana o sulla costa romana, no e poi no, perche quesli sbarchi, come gli insigni Meuacapo e, clopo loro, tanLi a\Lri valorosi J'han dimostrato, CO)fPROllETTEREDBERO NEL MODO PJTJ SF.IUO LF. SOHT[ DELLA GtJERl\A .
Sieno pure in 800 mi la i nemici; se essi debLono tutti passam per quelle c1·une d'ago dei valichi alpini non giungeranno nella valle del Po ne in tanti, ne tanto presto c tanto facilmente che il nostro prode esercito non possa. tener loro testa. l\fa se il mare e le vie liloranee sono senza difesa mwale, se un convoglio navale con ;;essantamila uomini, partito la sera innai1zi da Tolone, da Nizza e da Villafranca puo giungere all'al ba, inn.spel.taLo e non vis to, a Vado oppure sulla costa toscana e sbarcarvi in poche ore, allow le cose cangerebbero e troppo tardi ci pentiremmo amaramente di non aver dal.o ascolto ai previdenti che in tempo ci avean deuo: bisogna dan~ 20 milioni all'anno cli piu alla marina anche a costo oi avere due corpi d'esercito di meno ( '1). Io sostengo adunque che, senza neppur sognarci di fare gli arubiziosi n gli spavaldi, ma per vera eel urgente necessita cli difesa f~ cli esistenza, dobbiamo prefiggerci cli tenere il1na'1·e ad ogni costo. E credo che al giorno d'oggi si presenl.ino parecchie opportuniti1 per metterci arditamente su quella. via, additataci dall'egregio Marselli, di un pitl. rapido sviluppo delle nosLre forze navali, svil uppo tanto ginstamente caldeggiaLo da. tntti gli uomini piu competenti dell'esercito H dell'aru1atu.
tll Ouc-;t<' ;HditH nw ionda.tiss ima opinione fu manifestnta da!l'egregio genen.JI.!
Rico tti .
MAH lS .. lM P ER:lVM • Ol3Tl NEND'(M
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Non bisogna diment.icare che talune operuzioni di guerra snll e •I;OSte pOSSOnO essere disturbate COil mezzi l1R.Yali di offesa anche relativamente piccoli e di poco costo, e che il nemi co non avventu•1.'6I'il in mart_:\ uno sterminato con·voglio da sbarco, ne forse nelJ).meno tenleri.t} con una o due navi isolate. un colpo di rnano sopra una nostra citta o sopra una nostra ferrovia se sapra che il lilo rale e attivamente sorvegliato e che po tenti incrociatori e torpediuiere, se non addirittura un grnppo delle nosLre future veloci e poderosissi m~ corazzate, gli piombera aclclosso. Gl' incrociatori antonomi e i 'lanciasihwi: questi due tipi di navi, .che nella loro forma piu. compleLa e perfetta sono slati preconizzal.i, -diro quasi divinati, otto anni fa. dal nostro ammiraglio di Saint·Bon; ecco le armi dei povcri ardimentosi contro i ricchi ultrapotenti . La guerra di crocieraJ 'la guerra alla spicc1:olata., e, poicM un valente <~mmiraglio stranioro ce la accenna, la c01·sa, ecco i mod i rli ado· J'erarle. L'anno scorso la piccola GreciR, con l'improY\'iso acquisto di 37 •tMpediniere, impensieri la potenLe marina turca. L'Alc,bama sfido impune, neve'r caught, per mesi e mesi tulle le forze navali degli fltati Uniti, e se avesse avuto compartimenti stagni stal·ebbe ancora ·og~i a galla. Non ci perdiamo dnnque d'animo ...
n. :-le invece od in agginflta dell'att.uale nostra tardigrada squadra, :appia t.tata alia Rpe~ia o coslreua a fermarsi altrove pei continui ri · forn iment i di carbone e per le scarse qualilit marine, avessimo, librati sul mare, dieci potenti velocissimi incrociatori, muniti di carbone per 3 o .4 seHimane ed aui a sostenere i grossi tempi, e se, gl'azie al servizio di una ben ordina.ta. esplorazione, cruesti falchi potessero in poche ore piombare da tutte le direzioni sovra i convogli nemici o sui punti minacciati; se alia loro azione si potesse o0vunque aggiungere quella di torpediniere anche piu veloci , quant o ~al'ebhero mutate J.e nostre conc1ir.ioni difensive!
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MAHIS . l~JPERIVM • OBT!NENOVM
MARJS • JMPERIVM . Ol3TINENDVM
La roente precorritrice dell'ammiraglio cli S. Bon fin dal '1873-74 scorgan1 chiaramente la nuova fase in cui oggi, con quosli
nuovi mezzi di guerra, sta pet' entrare la slralegia nanle. - Egli vedea che l'era clelio classiche battaglio navali si chiudea forse per sempre, che conveniva sviluppare le qualiHt eminen temenle slrategi che ~Ielle navi, la velocitit e l'autonomia, la qualita richicst(lper la guerra cl'i c1·ociel'a. « La Marina, egli dicea inoltre, e in uno stato cli ges l azion (~ per una nuova lrasfonnazione non meno radicale di quelht che ha avnlo lnogo nel 1860. - Allora la corazza ha reso impossibili tntti i hastimenti che esistevano prima eel ora il siht1·o renrle impossibi~i tulti i baslimenl i che e:;istono. >> • • • • Nella lol La fl'a un Dnilio ed un lanciasilnri, I'Ammiraglio prevedeva che TUTTE LE t•ROilA.BH.lTA Dl YITTORIA EHA!'\0 !'EH Il. LANCIASILURl .
La nostr~t flolla attuale oancora quella sprovvista cli qua litii strategiche, cui alludeva l'ammiraglio S. llon nel ·1 87~.. - Essa cet·cbera e combaLteril l'invasore ovnnque polra, si fara sfraccllare erl affondare cli quae di la, eel anche quulche proiellile cla ~t OO !l) piantertt nelle cosLole delle corazzate nemiche e qualcuna no nffonderb. Pero bi.sogna pensare cho uno o due si luri nemici bastano , non dico a col::u·e a fondo il Dw'l-io, il Dandolo e I' flcLlia, ma rertamente ad ohbligarli a cercare un porto c a rimanet·vi lunghc· get timano in riparazioni. Un semplice cannoneggiamento a granata potrei.Jbe conqua-:sare Lalmente le parLi non corazr.aLc di qnesle nmssime navi del mondo intero da inabilitarle a tenere il marc per nn bel pozzo: eel :1I!Ma con che ferri restiamo? E doloroso il clil'lo; ma Lullo il resto del noslro anlico cos~ decf~ navi gli o corazzato, olt.re cho non ha ne velocita, ne· carbone sufficient.i, e esposlo ad avere le corazzo fomta colpo per colpo dai mo~ derni cannoni da If. (I 15 ccntimeLri di tlll Avviso nemico e act avero, dopo I0 minuli cli fuoco, forse ·I00 uomini fnori corni.JalLi monto; e, se poi un siluro l.occasse la cnr·ena cli quesLeanlichc llo!'tre navi, proclucendov i, come diceva un comandanlo inglese, una breccia per llt quale potrebbe passare nn omnibus, esse proba.-
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bilmente sarcbbero belle e spaccia.Lo, percbe non hanno in sufflciente numero quei compartimenti stagni, dai quali oggi, non solo le immense Ualie eel i lluggel'o di Law·ia, ma fino i minori (ncl'ociatol'i sperano non l'incolnmita, che e impossibile, ma a\meno la limitazione del danno prodollo clai terribili siluri eel il rilardo della cnlastrofe finale.
8 vano rarci illusiono: luLio il nostro vecchio materiale non ha piu valore militare; lo sperare con esso di controbatLero l'azionc di soli due o Ire incJ·ocialori, o di llottiglie di l•Jrpediniero nemiche, sarchbe como voler an dare conu11 gregge di agnelli furibondi, eroici quanto si vogl ia, a caccia cli sa nguinari e poderosi vel Lri. Noi non possiamo prop rio contarc che sui valorepersonale, sull'eroismo dei nostri marinari; c, dopo cio, sopra 20 o 30 torpediniere, sopra tre incrocialori (uno :>olo dei quali e pronto) sulle selte nuove grandi navi di T classe, due delle quali pronte, un'aiLra approntabi lc fra ·18 mesi, un'allra fra Lre anni e tre l'ra. quattro o cinque anni . .\. che basta tulto cio, quando in una seLtim,lna di tempo il uemico potrebbe sguinzagli are sulle nostre cosle e sulle noslre vie marittime cinquanta navi, a. clir poco, le quali , anche se non riuscisscro a sorprendere il nuclco delle noslrc forze, correrebbero rapide, c spasso ncppure visle dai nostri scarsi incrocialori.' a bom~ barclare, a taglieggiare, a calturare od afTonclare trasport1 e navr mercantili. Anche quando aYossimo in pronto le nosll·e seUe slupendo eel imln\rer•giate navi cli I classe non sarebbe scmpre il numero che ci farehbe difetto? Questo nucleo imponenli ssimo di fur·;r.a, r iun ito o suddiviso, potrebbo anche Lenor Lesta, lo voglio ammellere per un momento, ad un numero doppio di f.ltflexiblell, di A.iaci, di Golling1coods, di Ba1~clins, cl i Ma1·cea1~x, ecc., ed anzi, sotlo queslo aspctto dell a g1·ancle guerrct fra co1·azzate, clico che, se non fossimo in rilarrlo, avremmo provvednlo a.ssai bene contrapponcndo l:t qualilii alia. q1~antitrl. Ma sara quosta la guerra narale doll'anenire ?. o ~1ln~en.o sara questa la guerra op portuna per noi poyeri e sprovv1st1 d1 nserve? l~ i siluri? e la guena di co rs<L'? ed i numerosi velocissimi incrocialori, praticamente quasi inan·ondabili col tiro !lelle art iglie-
~ fA HI S
M AHIS .
. 1.\IPEHI\' M . OUri!'>END \' .\1
rie (sieno pur e:>se da 'I 00 lonnellale) eel armati invece, oltrc che di siluri, di numerosi cann oni a t.iro rapido, capaci di demolirc tre quar·ti di ci6 che sporge fn ori d'acqua delle grandi corazzale? Senliamo nn po' che cosa dicera cinque mesi fa su quesl'ultimo argomento si r William Armstrong alia sociotn degli ing<'gneri inglesi, della quale(; stato elcuo presidcnte: << Il pi tt recento veriodo di questa ri r oluzione dell'al'le della guerra e Slalo ~eg n a l ato dalla comparsa dei siluri . Dopo l' in~·onzi on e di qucste nwcc hine, le pitt pe~an ti corazzate non sono in condizion i piu sit'urc delle piu dcbolmente armate .. .. Fi no a che si l\ spemto polcr l'Calizr.are l'invulnerauili lit assoluta . nulla di ~orprendent e cho si sieno fatti con questo scopo i pitt grandi sagrilici; ma, data la nostm csporienza d'oggi, ci e naturalmente permesso di esprimore il conyincimento c.hr ln. tanto cen:ata. inv1tliMmbilita etma chimera. « Non solo c stato dimostrato che la comzza e impotente cont.ro l'r~pl os i on e delle torpodini c l'urto dello sperone, ma abbiamo anr·ora ragioni perfctlamcnle fonda to per atiermare anticipat.am cnte chc ogni pas!'o fatl o per· accrescere la J ·e~ i s tenza delle corazze all' urlo dei proioll ili sarit prontamonte segnito da un accrescimento rotTispondento nolla potenza dell'artiglieria. Iuoltre, per mantenerc in mpporto lo l'pcssore ognora croscente delle corazze, cd il peso, forzatnmenle lirni tato, che la nave puo por·tare, c stato neces.'ario di dimin uire scmpre piu la superficie della comzzat ura dcsli nala a proteggct·e lo scafo eel a ::pingere questa dimi nuzione fi no a limiti cosi cstremi da la::ciare indife::aunagranparte della nan• .. . , Dopo cio, ~ir .Willi am At·mstrong disse che un incrociatoro y('lor i;;simo, potentcmento at·mato d'artigli erie o di silw·i, puo oggi c.:oslruirsi con pochi mil ioni di franchi. Ed infalti al>binmo giit e;;empi di simi li incroeiatori eon due o tre mi ncrlia di vantacroio dt no ''elocita sui Dwilio c sui Dandolo, cioc sulle piu Yeloci g1·andi eo · razzate esi:;tenti, chc costnno il quarto del Duilio, e fo rso il quinto dell'l talia, e chc sono protelli dall 'allonclamento nella slessa o quasi nella slessa mi:;ura doli'Jtalia. So all 'cstero han saputo farn tal i inct·ociatot·i , i nostri ingegncri navali. che il mondo c'invidia,
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On 'l't ~EN UVM
sapranno fare altrettanto e meglio ( 1). Sonza dubhio, contro una ftal ia. tali incrociatori an·ohbero lo svantn ggio ooi rannoni mPno IJilrapoteati e meno protetti, ma loro rimarrebhe il vantaggio del numero, clolla piccolezza del hersaglio c dolla maggiorc altitudine a giuocaro di rosteo e di siln1·i, cioi• delle \'C I'C anni derisive. Ecco poi come Armstrong discorr·e di un com hatt imcnto fra tre inrrociatori delltt infima classe ed una corazzata mcno Yeloco: \{ Cerchisi di immaginare col pensioro qneste trr na,·i, hatten1esi con la cot·azzata; si yeclr~t agerol mcnte cho, oltrc la loro superiorita numeri ca, esse possiedono anche alt ri vantaggi. T.a loro superficio apparentc essenclo piil piccola, c;;:;c sono piir diffic ili a t'O lpire. La loro relocita essendo pi Lt c.on!'idere\ olo, es~e possono sceglierc fe loeo posizion i per assali re o ri tirarsi a loro piac-imonto. Si ccome esse girano cli hordo piit rapidamcnto, :·w rit lorn pi it facile ,( li precip itarsi con lo sperone (e t;O i siltwi) sui n r m i ~ o c di cvi lare lo sperone dell 'avvcl·sar io ed i Sltoi sil ut·i l> . Sir Willi am Armslrong concludr. clto, ancl1e nnnncucndo l' impenotrab ilitit tlella corazza chc copre nna pcwte dol In grossa navP . i t1·c incrocialori ne avrebbcro hen presto l'agion c. Egli consiglia, in questo caso, agl. 'in crociaLori di mellct·c la loro gente al coperto nella stiva e di slnnciarf'i anlitamcnto all'atla ceo (I) ~l i s embr3 anzi che a nche in questo genero d1 n:•vi spetti <1 noi 11 'anto delle priorilb. Difa tti, il tipo d'l n.cr ociator« che noi tutti oggidl vagheg~i ~mo sara in soslanza quello gia da qua lche anno realizzato dal nostro cgregio in&c~tnero Vign~ ne! Fla vi" t;io•a , ne! Vtspucci c ne I Savoia., col sacriftcio della ''asta superncio '•lica, inutile, .tnzi dannosa per scopi di guerra, sebbcn ~ opportunn in Lalunc navi specialmente d estinate a viaggi occan ic i. In tal modo l'lllcrociatore di\•enteri• un Torptdo-a riele di hm go .:o•·so, •·obusmmcnte 1·ostr ato e muoito di numcrosi ailuri, aggiungcndo a tutli i p rogi tallici cho si speravano dJI Polyphem u• raltissimo \'Ciocitll eel C\'Oluhilitbl un potcnte armamento di artiglieric a tiro c elerc e conscn·anttn le p1i1 cmlnPnli qualiti• rtt·ategiche. F.sso pol•·a pe•·correre fors e scttcmila miglia scnza J'iforuiJ·si tli cnrhnno ad una ,·cloclta economiCil ma an~orn abbastanza buona . Se si tratteriJ p01 di fnr presto csso polril a~cnrrere da lla S pe~ia a )l essina con 4 o 5 OI'o) di a~a n z1 sui Dulllo '' con !l o 0 ore d i ava nzo s u d i tll>A tlcllc IJuone corazza te cstere . l n otto o d icci miuuti un !nit• incrociatoro s i oll ontane ''Cbht~ eh mi lle metr i da ll emigh or ! cornzZ31o csWJ'<', delle f]ua li YOiesse s fu ggire la ca nnonntu, ctl in mino 1· lCmpo potr~hhe raggiungc r ne una per 'cnglinl'lo si iiii'O so pra si turn. Quest! To••petlo -a•·te!i a vra nno il hoi'LIO tnt mcn tc allO c q nalltil n·m tic hc cosi c minc nti dn sllda re q ualunque tc mpo•·alc c d:~ <)SSe•·e arlnllntissi mi a lie lunght· n:H'ignzinni. Essi a v•·auno tu lle Je loJ'O pal'li vitali protet.te contro le a•·tig l ie n c da un ponto d iscrctnm onto COJ'iJ1,znto, da carbouc e da s ughe •·o, e le lo,·o n•'tigliel'ie s nra nr,o "oSI ingcgn osnmentc s is tematc c d , v,·n nno bis ogno di cos\ pochi SCJ'I'Cnt: (t.utti pt·o te tti cJ,, scu,li n r rova ell s chcggir. e d i rnitraglic•·o) c he , s nivo il ea so di un fol't~ cuunont'ggin mrnto a !l!'(•vc <II ~I!Hl7.A . dJfllc ilmr ntn s ara nno s montnte .
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:-IAH lS . D!PERIVM . 0B1 1:-IENDVM
. coi silnri o col rosLro, dai qunli avmnno sicma e pronla ritloria, sfidando le poche cannonate cho la comzzata riescirit a ,;cagliar loro. - « Il personate, una ''olta al sicuro, egli osserva, e quasi impos.sibile che gl'incrociatori, scora::::ati, e vero, ma cnn w~
ponte at clisotto del galleg,qiamento che protegge le toro mctcchine, possano es:sere cli'sabititati da poohi proiettili, che traversel'anno le lO?'O leggieremtt1'ate senzct o(/'enrle1·e pl'obabilntente nesmn lnl'n organo vitate. >> « Se si consideri , conclude il sig1101' Armslrong, il valore incliscut ibilc di una molLitudine di navi rapide, potentemente armMc e costr·uite allo scopo di ottenere il massimo dei mezzi di dife::a (osclusa la quasi inutile corazza \'CJ'licale) e se si osservi che tali nari, contr:u·iamentc a ci6 che avYieno alle corazzate, non potmnno giammai pl'cmaturamente hwecchiare dal punto di vista dc! Lipo, si tt·ovel'it se11za clubb io che esavio cons iglio destinaro la piu gran parte dei fo ndi disponibili in bi lancio a navi cli questo tipo. A quostc cosi assennate conclusioni clell 'illustre ingegnere ed urtigli erc ingleso non so davvero cosa si polrebbe obietlare. Occorre pero nota re ne! caso noslro che, se non si provvede, i fondi disponibili sono assai scarsi, perchc noi abbiamo in canticre attualmenlP quatlr·o potentissime corazzate (il Lepanto, il Rt£ggiero di La1u·ia, il Francesco Jforosini e I'.tindl'en rl'Oria) o stiamo alleslcndo I' I tctlia - il rho rappresaota una spe.sa di circa 80 milioni dafa1·si in cinquc· anni. - Nossnno dee vo lere che si rilardi neppm· d'wn giomo la eostruzione di questo futuro n ucleo clcllc nosLre forze, e n. dire iI vero mi sembra che anche sotto questo aspetlo sarebbc non solo un grave orrore, 11111. una qt~asi impossibititd. il porro su i nostri ca n tirwi un'oltava mwe cli 20 o piu milion i. (( La pntdenza e sempre ncces:;arin, t·ammentero con le ,,arolt> dell'nmmiraglio di Saint Bon, mn piu ora che mai, perchC quando un situro ha la potenza di distruggcre (o ;, lmeno cl'inu ti lizzarc) un D1,ilio, bisogna an dare adagio n fare ba timeoti che costa no tanltl . •
Non v'e certo chi non veda i vanlagg i che si otterrebbero per· lP classiche gra.nd£ batta,qlie a sole caitno natc contr·o i moclerni colosr;i fl.el ma re, sostituendo cannoni da ,100 tonnellale a.quelli di :30
:'-IAR!S • IMPERIV:\1 . ORTINENDV:-1
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tonnellate dei nuovi incrociatori e proteggendo i voluminosi c potenti mcccanismi, che allora occor·J·erebhero, nonchC i boccaporti della stint, con H>OO o '2000 lonnellate di corazze di 50 o 60 cen: timetri. l\la allora aYTemino un'altra ltalia ed un altro Lepanto dt 25 milioni o poco meno, invece di cinqne incrociatori ~o~ler.ni, os~ia. di cinque \'olocissimi tO?·pedo-arieti, con numerose arLJg!I.one a ttt·~ celere e con cannoni mollo aclntl.i a bomha.rdare e cap~m anchr d1 :-;fonclare corazze non eccessi,•e. . Ahbiamo vislo checosa pen si Sir William Armslrongd, u11 co.mha~ timonto fra tali incrociatori ed una corar.zata. L'egregio amm11'a?l!~ Arminjon un an no prima era gia Yenuto ~~~~ stegse . c~ncl.uslo~J consideranclo il caso cli semplici torpedo-ar1ett sproYnslJ d1 arliglierie. E l'nmmiraglio S. Bon, l'ahl_Jim.no ~ne he v~slo, ~rcvedc' a. fin llal 1871.-la vittoria d'nn solo lrotciCIS1lU?'I Mallei conL1o nn~ coraz~ zala cd agginngova che si poteano dfLI'p, cl~ com~ndante d tmo, eh q·nesti nuovissin"i strwn~nti. elf' rJ.1M1Ta,. 1 nven~JOJ~e e vanto d u~ acuto i ngegno italiano, ·Jsl'l'nzWIH prectse e .s?Cm e .sul modo d1.
manotl!'al'e per affondare nna cora::::a./a ne1mca. . . . . Ma io, quanlunque pienamentc d'accordo con questJlnsigni e compelt-ntissimi uomini, voglio limilarmi a ripetere ~uel.ch.epm~troppo omridi c indiscntibile, cioc che dopo I ij 0 20 11110Ull dJ. se no .corn~ b~~ti menta contra corazzate bene lli'!Uale 0 CO~ti:O gf' I~CI'OC.IU[OI? Janciasiluri dei quali ,·agiono e contra torpedi~tere, I Jtalla, ~~ Dt~ilio, il Dr~perl'6, il Ba1tclin, I'TnflP:rible, tulte ms~mma .to nav1 di 20 o 2f.i milioni, so[rire!JbOI'O CERTISSlMA.llENTEta.ll l~'IJa'l'leda do·tJIJ?'e rmt LO m:NO 1·iti1·a.rsi i1~ un po1·to e nmane1·v~. Dta sa quant~ tempo in 1·ipgrazione. Og.gi~li, n.nch~ facendo nstraz10ne dal l~ m~m~ clccisi'e a breYi distanze (1 :;llul'l cd rlrost~·o)- eel an.che p1e:;cm dendo dalla grandine delle gross~ mitra~l,ere. eh~. cl'lvelle:·rl tutlo cio che non c protello da un polhce almeno d acctaro, - <>0 o I 00 granatc possono in non molti minuti conquassare talmen.te qtta~tL'!" que grossa nave corazzata o non corazzala da renderle Impossibtle di tenere ilmm·e. . . . . GuarclHto un disegno d'una qualsias i fra le nav1che not o?'g' clua~ minmo corazzate. osservale, p . e., dte neppure un pollJce clegh ononni fianchi doll'ltalia e prol.cllo da corar.za e che solo .1m Lorzo, nn quarto, un quinto dei fianchi delle a.l tre corazzale lo e; pensat.e
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('he i fumaio li, tutti i cannoni, o pot· lo meno le loro ,·ofaLe, so11o esposti, cho le Lorri di comando possono esse re p01·tate ~;ia da un'' potonle eannonata; eh iedete al piu intropido uomo di mare s'cgli si :-;(\ntirohhe di resistere, non dico all a piu modes la Iibecciala, ma andie al rimallere in crociera nel mese di luglio, coi fiancl!i cd i ponti scorhJnassa ti ed aperti, e poi <litemi so, nell'attualc as.s'Ohbta. strin,qente penuria di navi, sia meglio pet· noi avere /m sei rmni ur1 scsto /Jt~ilio con un terzo del baunasci-lb,qa coverlo da kf>, ;);) •!d anche 6i.i centimetri di comzza, cho a quell'epoca (ArmstrongcA lo ha detlo) sa ran no div-enuli insufficicnti (1)- e che, ad ogni modo. 11011 ~aranLiranno la nave dall'esscr·c sbcrlucdaLa di sopnt o di sottooppure avere, assai piu pronlamente, quatlro o cinqueirH·.rociatori, ossi:t 'T'oi'Jiedo-arieti di hm.qo co1·so, i quali non po1·tcranno i eunnoni da ·lOO dell'Italia e del Lepanto, ma avranno le duo qualita essen.z·iali di queste potentissimc navi : J'altissima velocita c I· at~tonomia; le due qualiiA chc ci occorrono precis amen te pc,· moltiplica1·e la nostra aziono c per· irnpegnm·o il combattimento a oostrn posta. Siamo poveri e per molto tempo non avromo navi di t·icambio; bisogna serbare le poche che abbiamo ai colpi decisi\i. A.bhiamo, lo ripeto, in cantiet·e 4 grandi corazzate ed una in allo!'Limento; queste splendide navi supcroranno tutte certamenle, e du" di gran lunga, le velocita ver::unenlo mnmirovoli del D1~ilio e (lrl Oandolo, avranno nnche esse lmone qualita nauliche {l'ltltlia. ed il Lepanto le al'!'anno in misum eccezionnlo), ~wranno lnLtc i pil1 potonti cannoni del mondo . . . m<t ci costcranno 80 mi lion i ollre qucll i giil. spesi, cioe •1G milioni in madi;t all'anno. Se vogliamo, como e nltamente desiderabile, uiLimarle in 5 anni, non possiamo. l'ho giil c1etto, pon·e ora in coslrm~ion o un'ottava nave di .20 o ;?ii milion i. Ritarderemmo cosi l'allesLimonto delle altre e non avromnw il nuovo rinforzo alla nostra flotta se non fra sei anni, mentrr in hrevissimo tempo possiamo avor·o incrociatori e torpcdinierP. Se con accorgimcnto sapremo uti lizzarr il prezioso ranlaF!gio di 111 Rcccntissuni esperi menti tc nderebbet·o tt pt·o,•m·o cit e s ir William Arm~trong u1 ea proprio t·ngiono. Perfezionando i proictti li pare cho ~~ ricsca pt·opri o a 1·i~onclmTe lo cornzzo ,J'ncclnio, od a faccia d'acciuio, su lle cu1·ve clipe•·(m•afione rlelle anttche col'nzse di rerro. So ell> si conrermasse lo cor<IZ7C vet·tica li diventerebbero ad,J irittura lmpossilrti, sullo nn~i. pcrche nonbasterebhero pi(t ne i 50, no i GO, ne i 70 centimetri di spcssot·e.
mobilitrl ilelle nostre 7 grandi cor·azzate, se le serberemo ai grandi colpi, se daremo toro un :mssidio di nlani, di guerrilleri.' esse~ 1;]1o rappresentano IoO milioni, potmnno forsP toner testa at nu ell' I 1li 2i>O o 300 milioni di grosse naYi chc le nitre potenzc si slnnnn 111·cparantlo pel ·1887; ail ogni rnorlo uno o.due Dt~ili di ~iu nel 1888 0 ncl 1889 non mnl.erehhero prohabrlmente le so r·l t dcl la crueiT(). Fermiamoci rlunqne llll poco a \Cflcr quale piega prencla la ~a r·a (lcll e corazze e dei canno ni, dei cloppi fondi e dei siluri, prima di clet'l'elare un'ollara corazzala tli 1° or·dine. I1 piano organico sto,;so c'irnpone questa sosta . Diamoci invece da fare febbrilmcnlt' 1ntot·11 o allc rHtYi cho valgano a conlrohallero le cinquantine d'infeslatori delle no~lre coste di Clli gia dispongono le altre marine ed anLicipiamo il romplelamento delle 10 huone naYi di 2a cb~se as:wgnatcci dal piano organico. QuesL'anlicipnzi?n~ varra a compen~an· it di.:;avanzo in cui siamo incorsi pr.r le na,vr (h ·la classe. \ncllo fjlii non vogl ia seguiro il consiglio cloll'amm iraglio ~ . Bor1 <iovrit concedc rmi cho oggi abbit~mo troppr~ ca1·ne al f1wco in tatlo di grandi nnri e cheque! che ci ('OJHirnc moiLiplicare c.il navigli.n di pi<·,·oh molr, le navi ila crocierrc r da cm·sa eel i modrmr fmlloll r.
Ill.
UIJnilio lil:t 15 nodi; stain maro, evo lui sce qna,;i come un incrocialore. fl Dandolo si avvicina allc IGmigli a di ,~eloc itit eel impicga lrc ore c Gminuti dnlla Spr1.ia a, (}en ova, ment.rc le migliori n novc corazzate ostere vi avrebbcro ir11picgati .:!0 minuli di piu e le no Ire ant iche COI'azzate sarebbero rimac;lr in ritardo rli pon) tllrno di un'ora e mezzo! Ecco risultali che debbono far b:ltlcre il cuore a rhiunqnc sontu ;,.mor di palria. Ecco ;-eri e grandi til oli di benemerenza per l'illui!tro ingcgnere che st.a a capo del le nostre cost.mzioni navali e pr.r l.nll i i va lorosi che hanno collaborato :t ile grandi opere. L'assoluta super iorita nella mobilitrt e nei meni tl'offesa pit't del'i.~ini. Erco le qualitit esse.nziali per le qnali noi rlobbiamo cle~ i -
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MARIS . DJPERI\'~1 . OBTINE:-IDY~I
derare, giusta gli opporluni principii slahiliti otlo anni fa dall'ammiraglio di S. Bon, che ogni nostra nave prel)alga alle navi estere coetanee. L';n·ma pitl decisiPa e sicut·a cou lro le grossc comzzate era ancora fino a qnusti ult.imi temp i l'onorme cannone di ·100 lonnellate, soslitui lo, secondo il giuslo concett.o di C<walli f' di S. Bon, ad un maacrio1· numero di minori cannoni; ollo anni fail silw·o era on . nella sua infanzia, f' si considenn a dai pili c'lme arm a pericolo;;a, mcerla, cli limitalissimo raggio d'azione, non adopembileda navi in rapido molo . t'i spell.ore generaleMnttci, invenloredel lnncin.-siluri, e \'amm iragl io S. Bon furono i peimi ad arer fede nel silnro; l'ammiraglio S. Bon fn il primo a decreta1·e clle tutte le navi ne fossero provviste; malgrado cio l'amHl piu sicura ne'suoi ciTelli era sempre all ora. il cannone da :00 lonncllate; quindi la nf'cessilit dei Dt~ili e delle Jtctlie con le loro eno1·mi corazze. Ora inrece non v'ha piu dubbio: il siluro (astrazion falla dal ?'ostro, il cui impicgo e lroppo occasionale) c l'arma. decisiva. Bisonna aoer cnon: di fen·o sopra 1wme~·ose naoi di ferro, come ha · de~to il De Ameza~a; hi:;ogna, sfldanllo lagnmdine dell e milrngliet·e, accoslarsi a 400 metri dal nemico; ma li1, toccalo lo scallo fatale di uno e poi di un allro silul'O, dopo 40 minuti secondi. i nostri Manlieu. i nostri Baltli,;serolto cl'oggi 'eclranno la pesantc corazzata nemica ni 20 milioni, indinarsi su di un fianco, 'olgcre nl cielo le bocche de'suo i •::wnoni di 80 lonncllato, c, se uon sommerg~rs i , almeno riman ere di:;ahililata e non buona ad altro cl10 a ripnmre in un porto oppnre a ricevere il colpo di grazia di un allro siluro o l'cslremo sq11nrcio di una rostrala. Per far questo ginoco tremenclo occorrono, l'ho detto, ccwri di I Parecch i de' nos Lri incrocial.ori e dell e nostre corazzale sa- . ranno anche fe1·it.i n mort.e menLI·e clanno il colpo fatale; e ben poche torneranno a raccontar le Ioro gesta frale lorpediniere che, al riparo della noslra nare, anemo tn\lle a breve dislanza e di la li brate, sciame fatale, da ogni la to clella nave nemica. Ma qnesta saril probabilmante la guerra navale dell'avven ire. Que:>la. almeno saritla gum·ra chc a no i, poveri, convi ene.
.{eiTO
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:'liAR-IS . n!PF.n!VM . OBTINE:-I DVM
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« Bisogna che la noslra flolla resti divisa e sia mobilissima, .ci dicono il PerruccheLLi eel il Bonamico, per modo da arrivare, .a.a molte parti addosso al nemico, tenerlo nell'-ince1·te.z.za e cogliere tutti i momenti epportuni per offenderla ... Quando non -si e forti e necessaria e vant.aggioso il manovrnrc divisi per non es~ere schiaccial i e rinchiusi,._. e conveniente insomma di fare la . gzw-rilla. » ~ No i ci prepariarno alle gmncle guerra, dice sin tetizzando il Bonamica, e d~vremmo in vece allustirci per le gue?'?·igll:e di crociem .e di costa. » « Cl1i non potrebbe sentirsi orgoglioso, soggiunge, di aver compiuto e clirello con sagacia ed ardire una crociera che assieura ritalia contro ogni invasion e dal mare, quanlo di avere combattulo una grande battaglia, dopo la quale ci lrovcremo forse impo tenti? » Il Bonnmi co con amarama opport.una ironia lament.a la fatale -cecita dei numerosi fautori « delln. gram,de gne1-ra di squad1·e, i\ cui· ideale e: di ordinare l'armala; nscire in cerea delle tlott.c nemiche o proYocare l'u scita delle armate aHersarie; dare di cozzo, serrate, come due falangi l' una sull'altl·a accorrentc; poscia, spezza la la prima ordinanza, accapigliarsi fra loro i combatten ti in singole t.enzoni. On cM sfiniti, di spersi, incendiati, afJondati , non t.occhi ai venturosi superstiti la palmn dell a y;ttorin ... . .... ed i I dmninio del mare resti a colui che avrd altre 1tavi di 1·iserva, cioe al piz't ·ricco, al piz~ potente, al meglio nnmito, e non .a noi cerlamente. » L'egt·egio Donamico cosi tratteggia poi l'assunt.o principale dell e navi nella difesa delle nostre coste . « l\'lantenere in ogni tem})O una, vigile crocicra lungo la costa, dominarln coi suoi tiri, impedire leoperazioni dei convogli nemici, sorprenderli in navigazione ou all'itncora, evilnre a qualunque costa una lotta con le comzzate nemiche, pure di compiere la missione principale di rendorc, se non impossib il e, almeno difficile lo sbarco e l'avanzar:>i dell e colonne nemichc lungo la l-inea d'invasione •... molestare, dist.ruggere, incendiare gli accampa.menti, le munizioni, i ·parchi, le s.almerie nemiche agglomerate ..ANNO XX\' 1 ,
\'~tL.
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MARJS . IMPER IVM . OBTINENDVM
iVIARIS . lMPEF\lVM . OBT!NENDVM
lungo la nostra costa, quasi ovunque dominata dal cannone... ecco} il compito principale della nostra floua. »
sparse lo sterminio e la rovina., vi brucio ottanta navi, vi discese e taglieggio Newcastl e? Con setle fregate: gl'incrociatO?·i cli all ora. Con le loro fregate, un secolo dopo, e con la. _qMe?'ra alla spic· c·iolata, e con la co1·sa, gli Amet"icani tenner·o testa alla poderosa, sterminata flotta inglese. Ed i lmtg1·es di Surcouf e di altri lupi di mare non tennero dessi, corseggian do, in allarme i vincitori Aboukir e di Trafalgar?
« Si deux puissances maritimes luttent ensemble, ha. scritto iJ· Grivel, cellequi a moins de vaisseaux doit tot~jo'I.Ws 6vite1· les enga-· gements dotuteux; elle ne doit cotwiT que les chances n6cessai1·es a l'execut·ion de ses missions, 61;i.ter le combat en manoettlYI'ant ,. ou atb 1no·ins, si l' on est fo·rci d' engage1·, se donneT des conditions favorables . .... (( Les attitudes a prendre devraient eLre radicalement di.fl'crenteS· salon les adversaires qu'on pourrait avoir en face .. ... Ne nousJassons pas de le repeter: seton qu'elle aura afl'aire a une puissance inferieure ou superieure, la !~ranee demeure eu presence de deux strategies clistinctes et raclicalement opposees da.ns 'teurs moyens. comme clans leurs consequences : la gmnde {/'l.te1··re ou la f11ter•l'e de· croisiere >>. I~ clunque, come han tanto bene dimostrato nei loro pregevolr studi if Penucchetti eel il Bonamico, la g1te1"1'a di crocie1·a che conviene a no i, ed oltre alia guena cli c1·ociera la f!UM'1'a di co-rsar qualora (come purtroppo e da preveclersi) occorreranno rappresaglie. Tali metodi di guena, nei quali l'ardire inclividuale prevale at numero, son certamente quelli che meglio convengono ai nostri· marinai.
Costantino Kanaris, ch i non lo sa, con due b·1·ulotti incendio la< flotta turca; e gli echi di Chio, di Samo, cli Tenedo e di Mitilene ancora risuonano degli urli disperati di morte, clello stridenteruinar d'alberi e d'antenne, del terribil e sc~oppiare e del funereo· ultimo tonfo di tante navi, di tanti corpi degli oppressori della sua: Grecia, che I'intrepido corsaro di Ypsara seppe sconfiggere, conquassare, distruggere, adoperando mezzi che oggi corrisponderebbero appunto alle t01·pedinie1·e eel agli inc·rociatori . Con quali mezzi J ean Bart, sforzando il blocco dei poderosi vascelli inglesi, usci dalla sua Dunkerque, scorrazzo le costa inglesi, vv
Potrei cercare in appoggio clel mio assunto cento altri esempr da Agatocle ai d'Oria ed a Barbarossa, dai Normanni a Dragutte ed a capitan Peppe. Ma, senza neppure parlare dei gloriosi episodi della difesa di Yenezia e della grten·a di secessione, mi Jimitero a rammentare l'ardire dei prodi Schestakoff e Dubasolf, che con unatorpedine fecero, quattro anni or sono, sallare un monito1· turco, ripetendo dopo sette secoli l'eroismo di prete Gianni cli Ancona, il quale, a nuoto, in una bufera, taglio le gomene di una galera nemica. Me ne appellero po i sopratutto alle epiche gesta di 'Garibaldi. Datoci i b?·tuotti e le ·navi di cona, eel i Kanaris, i Drake, i Jean Bart li troveremo. Siamo nella l:eJTa dei Bixio, dei Mantica, dei· Bansan, dei Caracciolo, degl i Emo, dei Bavastro, dei Nani , dei Ma · meli. dei Correale, degli Albini, dei De Cosa, dei Sivori, e, ve Ioassicuro, sotto l'elegante uniforme degli ufficiali e dei marinai, che vedete sulle torri del Dtti li o o :ml ponte dell' Avvoltoio, batte piu cli uno di quei cuo1·i di ( e?'?'O, cari a Farragut assai piu delle na. vi d·i {e1··r o. La medaglia d' O'I'O brill a su i pelto a piu di un nostro nfficiale. e so no ancora fra noi coloro che s' erano offert.i a conduJTe i ln·ulott1~ a Gaeta, coloro che son saliti sui t.etti delle polveriere in fiamme e che hanno clifesa la bandien1 del Re d' l talia, fin che sprofondasse nelle onde; li conosciamo, e sono ·molti, quelli fra noi che non hannomai impallidito al fischiar delle palle ed al ruggi re della bnfera. Dateci, ripeto, i mezzi, e vedrete se falli remo alia prova. Con la gue1··rilla gli S,pagnuoli hanno tenuto testa a Napoleone, i Cipay all'impero britannico. L'ho gia accennato: nella g1·ande gue·rra. mi pare cbe il numero eel i mi lioni del nemi co forse ci schiacce-
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MA H IS .
! ~I PE R I V~!
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OBT I NE:-IOV~'I
rebbero; le nostre naYi di prima classe sono e per parecchi anni saranno pocbe; occorre dunque sorbarle ai co lpi decisivi. N'ella guerra alia spicciolala, nella guerra di cm·sa, ei'Aiabama -ce lo prova, sara in Yece diffJcile che ci si schiacci. E clifficil e a.cchiappare un incrociatore, ancbe mettendone quattro a cercarlo per l'ampio mare; e la nolte, la nebbia, l'agguato dietro una punta o dietro una nave protettrice, ofl'riranno spesso il destro ad una torpediniera di dare disperatamente iJ· colpo mor·ta\e ad una nave di '15 D 20 milion i. SeLte incrociatori , oltre i tre in costf'llzione e 40 altrc torpcdiniere non costano piu di una. quarantina di milioui e possiamo averl i presto. ~on e certo questa la forza che dobbiamo desiderare; ma e quella che ci si puo da re snb ito. Aggiungcndo, 'dunque, una trentina di milioni a trc annale del nostro bilancio, cominceremm o fin dall'anno venturo a motterci in mi sura cli non temer tanto le ofTese di cui ho parlato: ~la bisogna far presto, Si vis pacem, para bell-tun. Il Congresso degli Stati Cniti d'America ha teste votato un cospicuo st1pplcmento di mi li oni al bilancio della marina: affinche la marina federale sia al pi!(, presto furnita di 70 incrociatori e d i torpeainie1·e. ta German ia ha recentom.cnte st.abilito cbe essa debba nvere 4·2 na\'i, fra mezzane e piccolo, m,,~,-nite di silw·i. Ciascuno sa g\i sforzi cbe in Russia si sono fn.tti ultimamontc, ricorrendo anchc a sot.toscrizion i nazionali , per· provveclorsi d'i ncrociatori in previsione di una guerra con l'Inghilterra. Facciamo anche noi uno sfo rzo . ll momente c propi:t.io, pm·che tulle le marine si trovano in uno stalo di trasformazione ed hanno forse tre quar·ti dell oro matcriale antiquato. E lccito asscrire che indipcndentement.e dai loro siluri, cui m~lla resister&, i nostri in crociatori polrebhc,·o oggidi a>er ragione, rmche con le sole arliglierie (talunc delle cruali forano forse t->0 cenLi rnetri di antiche corazze di ferr·o) £l1. quasi fl~tle le corct:.:rate che attualmente solcano il m,a·re. Si pensi che qucste navi sono indubbiamente le meglio adattc in pace alle lunghc e rap ide navigazioni, apr·oteggere il nostro corn-
MARI S . IMf'>l': rliVM . Ol:lTTN J.::NDVM
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mercio ed a tenere alta la bandiera d'Italia nelle piu lontane contrade (·1); che esse poi in guorra, assni meglio di ogni altra, si prestano a sbaragliare ed affondare un convoglio da sbarco, a rendere per lo meno temerari::t un' invasione del nostro litorale, sia essa pure appoggiata da una fl.otln . Si pensi infi ne ch e anche il nemico avra forse fi orcnti cilla litoranee, cantieri ed opifici esposti a bombardamenti; anche il nem.ico avra numeroso na viglio c cospicui traffici mercantili esposti alle nostt·c rappresaglie e che talvolta ROMA CONVERR;\ DIF ENDERtA A CARTAG I~E.
L'ammiraglio Saint-Bon fece un giomo notare quantopiccola, in confronto a quella delle allre nazioni marittime, fosse la fetta di to1·ta assegnata ali a nostra marina e fece voti perche essa fosse a\ piu presto accresciuta. Ora, lo dico in tutta coscienza, credo venuto il momento in cui chiunque non voglia vedere la patria nostra esposta tL seria iattura deve adoperarsi a che il voto del valoroso ammir:aglio sia soddisfatto . Per l'anno corl'ente il Ministro della marina h:1 chiesti ed ottenuti 3 milioni e mezzo d'aumento sui suo bilancio; ma non baslano. A provvederci subito di almeno due lnc1·oc1:ato1·i e di altre llO 1'orpediniere(2) e metlernein costruzione il doppio, ci occorrerebbe aver ancora 4 milioni in quest'anno e portare l'anno venturo il bi lancio della Marina ad a\meno 60 milioni. Fra due o tre anni clovrem(ll Fin dal 1873 I'Ammiragli o di S. llon ch iodc vn navi tli q ucs to gene re pet· la J!dPOTI · uNTISSt>JA missione di prot.eggere i nostrt interessi eel i connazional i all'estcro. Con vo•·o t·ossot·~ noi dobbiamo conressaro che oggi neanche possediamo nari tli sulllciento potenza milital'e do mancla •·o a ll'estet'o. Cosa abhiamo a r P<Jr(t, nel mm· R osso , al Gin p· pone, al P lata? Navi senza cm·booa. o pet· lo pii• senz3 veloci ta, con le macchine esposte , senza siluri, scnza poteuti artigliorie; na''' di 10, di 15 e tin di 40 anni(a. E non sappi~mo con c hc surrogal'le ; e non possi<> mo adcl'i re a li e iusistenti o gi uste domancte di pro~ezi on e delle nostre colonic . Non avesset·o a va le1·u c he per q ucs to se 1• vizio , diec i incrociatori sa•·ehhero ancoril scarsi (2) Non bi•ogna csase•·are tl ''Jiore delle attuali Torpeclinie1·e. Esse sono troppo poco mu rine, t•·oppo poco a ntonome e so p•·uttutto t•·o ppo vu ruc ra bili allc terl'i bili m•tt·aglie•·e per esserc a.la!te ai Junghi combattimc nti navali. l,a no tt.t:\, la nebbia, la sot·p•·csa, le si nuositil. dclla costa possooo ra,·orire la loro azione, ma. comtl sono atlualmcut(', iJ loro cn•·a w we essen:iale c qu ell o tlcll a <liresa li toran eH •·avvicinata, loc;llo. La cosa caogerebbe aspotto se si r iu sctssc ud attuaro i l concctto dcll'Ispe t tore Ge ne•·ale ~!a t tei , tli Lancia.silurt d'allo mare, non afTundabili da n.iu·agliere e da piccole aniglicrie. Uuo lli qu esti J.aneiaslluri cquh·arrcbbe certamt·nte a pnrccchic delle attua li barcbe torp~duoit·rc.
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MARIS . IMPERI VM . OBTINENDVM .
mo poi raggiungere i 70 milioni desiderati dal Marselli (il terzo del bi lancio navale francese) . Kessun aumento di spesa pel personale o per l'ammini strazione. Ordinate Ja difesa subacquea delle coste e la 1·ise1·va marittima, che son necessaria, ma cer·cate altre economie. Tutto per il rapido aumento della llotta, niente pel nostro vantaggio personal e. Ecco la nostra divisa. J[a fate presto . Non c'e tempo da perdere.
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'DlFESA DELL'ALTA VALLE PADANA
Limiti veramente minimi son quesLi e sopportabili, mi pare, dalle nostre fin anze . Si pensi che in fin dei conti la forza d'un paese non sta solo nell'equilibrio perfetlo del bilancio. · Il nostro sonno , il uostro vivo desiderio di pace, ci terranno, bisogna. sperarlo, per molti e molti anni lontan i da una guerra con una potenza marillima; ma, se una tale eventualita sop ravvenisse, . avremrno a pentirci amaramente di non aver provveduto in tempo ad un ragionovole sviluppo delle nostre forze navali. Non dico che le sorti della nostra patria sarebbero comprmnesse; no, l'!Lalia ormai non si conquista: di co anzi che sapremmo fa r pagare caro al nemico l'averci bombardata Genova, Livorno, :'iapoli, 'Palermo, ecc., !'aver distrutta mela della nostra marina mercantile e mela dei nostri cantieri ed opifi ci, !'aver tagliate le nostre vie litoranee, ostacolato il concentramento dell'esercito ... e l'averci forse prodollo danni ben piu esiziali . Ma avremmo faLLa una buona politica risparmiando i 20 o 30 milioni di cui parlo? « Se l '.ltalia non si t·isolve a dit•entcu•e una g#·ande polen~c• ttla#·ittinu•, ha scrilto giorni fa il :\'larselli concludondo un capitolo delta sua Politica dello Stato Italiano, no:u ~ru•tl. n i! t•ifll#ettatt~., ftnardu, 11'1!1 A~¥C(}.t.
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PAOLO CorrrtAU.
•Poniamo una guerra con la J?rancia. E poi che la frontiera, cho •Ci parte dalla arande vicina cl'occidenle, c una aspr i ss im ~t zona mon. 0 :tana, c nostramentemostrare, in questo arl.icolo, come la difcsa della valle del Po possa efienuarsi secondo le norme dal e in quell' eccellente libro che e: La g·u m·a di montagna del luogot.cncn te geneTale austriaco barone Franz von 1\.uhn, con le mocli ficazioni volute .dal terreno, schiettamente montuoso, per quanto ri guarda il I ibro, alpestre-valico alia valle padana, per quello che spclta a noi. E qui noi si dovt·a fare all re supposizioni, per afTennare i termini del problema. Come nell'opuscolo: Appu1tti stdla difesa dell'I talia in generate e della. su.a frontiera nord-ovest in particolan del coionnello A. Ricci, terremo affidato all a flotta il compito di difendere le isole e le coste del tealro d' operazione meridionale, con l'appoggio fisso di quelle milizie territoriali e l'eventuale d'una parte dell'esercilo di prima linea; a questo i teatri di guerra norclico e centrale, coll'appoggio fisso delle loro milizie lerritoriali e l'eventuale della .flolla. E supporremo, infine, che, sia l'evenruale sussiclio della flotta, s ieno grandi apparecch i di difesa della linea littoranea Savona-Ge· nova, rendano impos::;ibile ogni tenlativo di sbarco su quella rada; -onde gl'invasori sieno stretti a scenclere in Italia per le fata li vie ·-delle Alpi. Quali vie sceglierebbero essi? Di faci lmente adoperabi li c1alle .artialierie e dai carri, ne avrebbero, e aperte fin clallo inizio delle I?
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DIPESA
operazion i, cinquc: quclle del piccolo San Bern:u·do, del Cenisio, del Monginavra, deii'ArgenLiera e della- Corn ice; non si parla deb tunnel del Frejus, cho in breve ora potrebbe, a mezzo di mine, esset~ reso inadallo al passaggio. Ma e evidente che ad essi t.ornerebbe opportuno lo impadronirsi degli altri valichi delle Alpi marillime, e deli'Appenino ligure, e di sboccare dai colli di Tenda, di ~ava , di S. Bernardo, di Cadibona e da quelli piu orientali, perche cosi verrebbo loro fatlo di girare da mezzogiorno le difese apprestatedietro le Alpi occidentali. Pen'> diverse ragioni dovr:ebbero consigl iarli a nonspingere lantoollreverso Genova,laloro marcia lung<> la via della Cornice; e cioe, e l'azione che sui versante mediletTaneo potr·ebbe avere la notta ilaliana, e la minaccia che un nemico grossoe vici no e posto sull'alto Tanaro, sarebbe alle loro (:omun icazioni, e la 11ecessita di farp ronta massa sull'alta valle del Po, persovven ire le altre colonne, sboccute dagli altri passi, e che si troverebbero sole di fron to a l.uLLo l'esercilo italiano. I! co lonnello nicci' ne[ suo lavoro, ha. dimost.ra lo l'uopo che v'ha per un esercilo invttsore francese, di 25.0 o 300 mila uomini, di srindersi in vnrie colonne, e d'a ffacc ia:rsi quindi rotto in sei o selte frnzioni, cbe allo sbocco nella vaiJ eprincipal'e, tenterebbero d'un irsi in due masse grosse, una a setlcntrione el'allra amezzogiorno. Ecio e gran de venl.ura pet· noi che, con luUo l'esercit(} riunito, potremmo gittarci sulle prime aiTacciate. Pet'() pare a noi che i Fra.ncesi, especialmente se padroni del mare, presceglierebbero, come alla.cco principale, quello da mezzogiorno, per le ragioni d'accerchiamcnlo deLle innanzi, perche riesce sui! a destra del Po, e percbe potrebberomandarne di molte colonne laterali, man mano che l'AppeninO' pm·de in asperitit; e quindi terremo che la loro prima. linea d'ope· razione principale votTa essere la Stura ' e che le colonne mao-~riori 00 percorreranno la via dell' Argentiera, e quella del col di Tenda. E probabi le che gli aggressori, a! principio dell a loro impresa, non mancherebbero d'a!Iacciar·si ai passi seco-ndari, a tener divisa l'attenr. ione o le forze del dife nsore; e forse non si sta.rebbero da l non faro a.cconni al colle dell' Agnello, all'alto Pelli ce, all'alta Gerrnanasca; e doV1·ebbe esser compito nostro dl appurare i veri atLacchi dai falsi, e provvedere contro qnelli efficacemente. Secondo il Kuhn , la difesa·d'un si sterna di montagna deve alluarsii
DELL A L T A VALLE PAOANA
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in modo difen:>ivo-ofiensivo . Situatc1. una prima linea d'avamposli, occh io dell a difesa, eaffidato alie riserve LaLLiche I' uff1cio difensi vo di Lrattenere l'aggressore, ed alle slnlLegiche la. l.Jisogna offensiva di sbaragliarlo. Adesso studieremo il terreno, per renderci ragioue dei ;;eltori da difendersi, del collocamento della linea d'avamposti, del numero di riserve taltiche e di strategi che e della forza 1oro, . delle linee d'arruccamento. e di quanto altro c efficiente alia difesa. E innanzi tratto ci sia dato rileYare cho, le riserve lattiche, clalla cui forza era tolta la linea cl'avamposti, aclopet·ate dal comandante delle imperial i Lruppe in Tirolo, nella guerra del 1866, e che in numero rispondevano al numero dei settori dil'em iv i, erano clella forza media di :2 battaglioni, 3 compagnie eel I baLteria tla montagna; menLJ·e le risen'e strateg;che, in numero di due, erano cos1· costituite: quell a del generate Kahn, 5 1/ . battaglioni, '/. squadrone, ,I '/ , ball.erie: quella del colonnello MonLluisant, :2 '/ 3 ballaglioni, ,1 batleria. E pero noi, in media, se il selt.ore non ne vuole di piu o di meno, per la sua imporlanza, po Lremo slahi lire la riserva tat· · tica alia forza. di 3 baLtaglioni e cli una baLLeri a. da montagna; e la forza della. r iserva straLegica la cledurTemo dal la cfricacia, oncle deve risponclere. E qui e a no tare che si dice 3 bnltaglioni, e non un rerfgiroenlo, perche s'intende che, nella composizione delle riser ve ta~Liche e delle strateRiche, andra.nno comprcsi i bauaglioni alpin i, che possono rendere utilissimi servir.i in quel Leatro d'operazione. Pel piccolo San Bernardo si scende nella valle della Dora Baltea, e si ha un primo sell ore da elifendere, aiTallo isolato dagl i altri, al : quale assegneremo una risen·a tallica, eli 3 ballaglioni ed una bat· teria da montagna, eel una str·ategica, composta di 4. batlaglioni eel 1 batteria da cent. 'i BR (Ret.) da campagna. .Pel Cen isio e pel Monginevra si scende nclla valle della Dora Riparia, e si ha un secondo sellore difensivo; e quindi un'altm riserva tattica, di 4 ballagl ion i eel 'I baueria da montagna, eel una strategica, di 5 battaglioni eel una batteria da cent. 7 cla campagna. r ei Monginevra si scenele pure nella vall e clel Ch isone; on de · un terzo sellort-}, eel un(). terz:t riserva LaLLica eel una terza stratcgicn, della stessa forza di quella. del primo seltot·e. Occorrera nn solo baltagli one, per d ifendere il quarto seLI.ore, . cioc la valle di S. .Martino.
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DELL ALTA VALLE PADA NA
Occorreranno dlte ballaglioni, pe1· coprire il quinlo settore, la Yalle del Pellice . Saranno necessuri allri due hattngli on i, per difendero il seslo sell ore, cioe J'alta valle della Yrail.a, dn fanti, che discendessero pel eo lie dell' Agnell o. A Bon:w San Dalma?.zo, sulla SLLu·a, conrenaono la via dell'AJ··-,env 0 b liera equella del colle di Tenda, equindi, secondo lo spirito dol le prescrizioni del generelo austriaco, in quella cill~t andrebbe messa la ri serl'a strate0"ica per le valli di Stunt e di Ve,·memtrrna· ma l':l siecome quella citta dista troppo dal coli c della Maddolona, e' non' potrebbe pero niutare la riserva latlica, se ridotla a mal partito, .bisognera adibire al settimo sellore difensivo, ch'c quello doll a ralle di Stura, e che crediamo sara uno per cui il nemico scendora grosso, una risen·a tatlica, di 4 ballaglioni ed I baueria da montagna, ed una strategica, di 4· battaglioni e di una hatteria leggera dn campagna. Il culle di Tenda vn. difeso di ltt clallo spartiacque, nell 'alta l'alle della Roia. I! colonnello Ri cci, nel suo arti colo, assicura che, da calcoli fatli da lui, gli risulla che, le colonne, che sboccano per un valico ..alpino, non possono superare i 50,000 uomini; ora, se si ammelle cho a gl'invasori Lorni un altacco maggiore pel mezzogiorno, poLremo calcolare a 40,000 uomini quell i che vengono gill. o dal piccolo San Bernardo, o dal Moncenisio, o dal Monginevra, en 00,000 quelli dell'ArgenU era: saranno ~1 70,000 i passanti per quei valichi. Fissandon e 50,000, cbe val ichino pel colle di Tenda, restano per un esercilo di 300,000 uomini, alll'i 80,000 a passare, pei quali occon·ono due valichi almeno, e se ne cerchera di piu, per compiere l'aggirata. Alia difesa di monte Fronte e del massiccio fra Roia e Tn no rrrria (ot. Lavo settore difonsivo), che sta a minaccia da fian co alia via di col di Tenda, assegnercmo una risen•a laLLica, di 4 baltaglioni eel 1 batteria . da monlagna, ed una risen·a slrateaica ,, di 6 batla"lioni e 2 ..ballene Ieggere da campagna. A Ormea ea Garessio, sull'allo Tanaro, porremo una t·iserva di 6 ballaglioni e '' battcria cla campagna. A Ceva porremo grossa riserva di 10 battaglioni e 2 baLLcrie da ·cmnpagna, per parare le al!re irruzion i possibi li. ()
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Finalmente una riserva Laltica, di 4 bauaglioni e di I batteria da montagna, a difesa di tuLLe le SllCCess i\'e posizioni fra le alture e il mare, a coprimento della strada dal Varo a Gonova, ch'e l'estremo setloro difensivo dello scacchi ere strategico. E clopo essa, una ri:serva strategica, di 6 batlaglion i ed ' battcria dn, campo. Del rosto, siccome pet· lo altre Yalli non nominate (Orco, Po, .Maira ecc.) potrebbero pure, per sentieri quasi inaccessibili, calare mano di nemici, si dovrit assegnarvi , a guardia, un distaccamemo ·di 4 o 2 compagnie. Orae ad osservare che, secondo ii computo cla noi fatlo, occorrono molle piu riserve stralegiche che non ne siano abbisognate a lia difesa del Tirolo nel '1866; e cio e dovuto alia forma delle valli nostre alpine occidenlali parallele, che, non rispondendo a linee comuni, non consentono impiego di slesse riserve; ne tale impiego polrebbe aver luogo, passando da una Yallc all'n,ltra laterale, pel dorso dei monti interposti, po iche, per la natura slessa di tali cli·r amazion i, non essendovi vere vie cl'arroccamento, non si puo fare al tro che assegnare wla riserva strategica pe1· ogni valle. Ino!Lre e pure dovuto ache la difesa. dell'alta >al di Stura e da farsi in un versanle, e quella della slrada. del colle di Tenda da iniziarsi in un allro; c perche, infine, la difcsa degli altri valichi appenini e divergente ri spetto alia difesa. littoranea dell a via clella Comice. Del res to, lo ferrovi e I vrea-Cuneo , Cavallormaggiore-Ceva so no le linee d'arroccamento, clieLro questo grande massiccio alpino, e t~otran n o sel'\'ire a condurre il maggior nerbo cli gente, ove si appresenti il piu grosso pericolo, fra cui quello, non impossibile, che i Francesi, specialmente so donni dal mare, cerchino di sboccare pei numerosi valichi delle Alpi Marittime e dell' Appen~no_ ligure, locche darebbe loro, e cli unirsi in una massa sola, e dt gn·are la d ifesa, proparala. Vediamo adesso quale dovra essere l'occupazione della linea degli a'•amposti. cc Lo scopo delle truppe i,·i collocate » dice il generale 1\uhn, « c cli osservare il nem ico ». Qnesle truppe :;ono forn ite dalle riserve tatliche, e si clebbono d i ~ porre in modo da impi egarne it meno possibile, che e consentito dalla natura stessa, :lell~ montagne, in cui la vista c piu libera eel il ten·eno nu·no prat1cablle, che non in pianura . .
DEL~ALTA
DI FESA
I posti principali, all'incontro, s'hnnno a p01·tare piu presso ai posti d'osservazione, perche siano pit't pronti ad arrivare,. quando succedesse d'appoggiare la lin ea piu avanzata. Poi chc ad ogni nlle pri ncipale a.bbiamo prestabi li to una riserva tattica ed una strategica, polremo adesso vedore i compiti che a toro s'aspettano, ne vari settori di difesa, togliendo dal libro del Kuhn gli ufflci, che assegna a cotali due maniere cli riserva. « Le riserve talliche hanno la missione importantc, di debilitare· « il piu ch'e possibile i rapidi assalti dell'arrersario, costringen« dolo a spiegare tutte le sue forze, a fine di distinguere, con cer« tezza, il vero dai fals i at.Lacchi >>.'E piu oltre: «La mi~s i one delle « riserve tattiche, essenclo quella cli togliere la vcemenza all'at« tacco clell 'avversario, e di snervarlo contrastando (pflr gnada« gnare tempo alle proprio ri serve slrategiche di accoiTCre, oHei'O « di compiere le manoneatlea. portare il risolvente urto offensi vo ), « dovra percio il comandante delle prime fare di Lutto, a fine cli « moltiplicare gli attriti dell.'< tggressore ». - « Le riserve stra tegiyhe « debbono sommare ad 1/'2, e fino ai :3/ 3 circa dell'intera forza, <I destinala a difendcre un dalo paese di monLagna, ed essere com« poste di tuLLe e tre le armi, se es:;e, con probab iliLa di successo, « hanno a compiere le mosse oliensive necessaria alia difesa. '1° Setlore clifensivo. - Yalle clclla Do1·aBallea. La strada che procecle da Scez, valicato il colle del Piccolo San Bernardo, alia Thuille, eserrata fm alli rnonti, assai acconci a difesa. A sinistra le diramazioni della Rocca di llella Pace e di ;\'fonte Comba Varin, che si prolungano perpcndicolarmente ad essa; a destra monteColmet- legrand Auter, chc la hatle di fianco, e sulle cui falde i trinceramenti del Priucipe Tommaso le slanno addosso addiritLura, formano un complesso difensivo assai favorcvole, che si potra togli ero per prima posizione delta riserva Laltica; mot to pii1 se spalleggiato sull'alta valle cli Veni, eel al passo del Col du Mont nell'alla Valgl'isanche. La riserva strategica potra essere messa a Le Villair. A 42 1/ 2 chilometri dalla stretla delta Balme, pn6, dopo tre ore e mezzo di resistenza, sostenuta dalla. riserva tattica , sboccando dalla stretta, respingere cl i fronte l'aggressore; mentre colonne di fanli, pei sentieri che da Morgez menano alle falde orientali cli mon te Colmet,. s udde~ti
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VALLE PAOANA
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possono partecipare alia difesa di que.l ~onte, o prendere a . ro~ vescio, come consiglia per opportuno il 1\.uhn, le colonne. oper ao ~1 contro la I~occa. cli Bella Pace e contro monte Comba Varm, o, n salendo l'lnlere~·, ri uscire sui fianco degl i agg1·essori all 'attacco del Grand Auter. « II notevole sviluppo longitudinale (H 0 eh ilometri ~irca_ dal «Piccolo San Bernardo acl fvrea) >>, scrive il generate S1r01H ne~ suo: Saggio di geografia slrategica, « le vall i .later~ Ii .dipenclent1 (< profondissime eel a fianchi insupera~ili, ed 1 forti d1 Bard, che « la chiudon o in modo abbastanza soddtsfacente, rendono la. valle ·(< clella Dora Baltea susccLtib ile di assai migli ore difesa che non le « al tre ·». Forse pan·a strano che le riserve slrategiche, che, quando, nella difesa del Tirolo nella guerra del 1866, furono poste a Tre Ar~be verso Fiav6, fra Bad Comano e S. Croce, disla,'ano 36 chtlom~tri dal ponte di Ca!Ta ro, clistanza che andava scema~do man mano che i garibaldini procedevano, da noi siano stat.e d1sp?ste a ~2 'l/'Z chi lometri dalle riserve tattiche. :\la ~ a cons 1~erarst c.be, allora, quella posizione delle risen·e strat~gtche ~-~nJva prefissa dalla conforrnozione concorrenle dei selto n difenstYI; men tre, pel .compilo 11 ostro, avendo assegnata un~ riscrva strategica. per ogni . vall e, abbiamo maggiore libcrta d':lZion ~ . A proposilo di quesla distanza fra le I'Jscrr.e tattiche c le straa'che ' il Knhn prescrive, cd c quanlo dobbtamo. ossenrare: «. 1Se t eol . ·« le riserve stra.tegiche fossero collocate troppo vtCIDC nll e tatt1c 10, « ne sarehhe impacciata ln. Iiberia delle mosse, e Lornereb~e age<< vol e al nemico di rompcre e girare l'intiera linea del la cllf~sa . « Tulla la posizione, dalle linee piu avanzate fino alle r~s~rve ,< slrategichc, deYe quindi aYere una conispondente profond1ta .. « La distanza. per6 non vuole essere trop1~o grancle, a~finche le « riserve tattiche, in caso di energica oJlenstva del nemtco: non « abbiano ad essere battut<' e distrulte, prima a.ncorn rhe le nsene « strategichc possano intcr>enire » . . . . . Ved iamo nel caso rla noi sc.elto, so si~ obbeditoall epres~nZIOll l del chi<tro nulore . La riserva sl.rategica 11011 pare troppo dtslante: 13 '1/ 2 chilomctri, in monlftgna , snnmno fntti in t.rc ore e mezzo, e cred iam o che la ri,ena tattica potl'it ront<.'nere, nellc sue buone
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posizioni, per tre ore e mezzo, it nemico. Xon e troppo vi cina, perche da Le Yi llai•·, a men te nostra, si potra con la riserva strategica fare pugna frootale ocl aggirante . Tn quanto al pericolo cl'accerchia.mento, immediato, non e possil>ile che pel' la valle dell'I nlerey, onde si dispone; e mediato, per la valle deli'Iscre, il passo. del Col du )font e Valgrisanche: ma apposla essa va difesa bene al colla stesso, o al Plateau de Champign.r, e, per speculare in val di R~ emes: sui Bccca du Pr6 d'Amont; e questa sa1·e bbe l'aggimta pegg10 pen colosa. Un'altra, che puo tentarsi, ma ecccotrica e non subito efficace, equell a pel vallone dell'Allee blanche, nella valle di Veni (a Ita Dora), e con tro cu i si e provveduto. Del res to, sui monti, a poch i cacciatm·i sara sempre dato, e in quest.a valle della Dont Balten specialmente, per la conformazione ,, ventaglio delle diramazioni della sponda destr·a, d'aggimre le grosse po:.izioni. ~ra if p.ericolo non e gl'U\'e, perchc il problema si e di dare il tempo alia me1·va strategica di fare il potcnte suo efl'e tto orl'ensivo, onde la necess ita di non al!ontanal"la di troppo. · 2° Settore difensiv0. - Yalle della Dora Ripa1·ia. La Dora Riparia, pei suoi affln enli, la Bardonecch ia, il ruscello dell a Valle Stretta, comunica, pel Monte Tn.bor·, con la valle dell' Arc; e pero nn primo appostamenLo di piccola parte de!la J'iserva taltica sulla Rocca dei Tr·e Re. La difesa clell11. Yalle, lino a Snsa, dipende intera da lla possibi litil. di resisLere ai nemici, che vengono dal Moncenisio: ora la st•·ada. che proviene da que! colle e ~errata, per lunga pezza, fra alle diramnzioni di monti, in senso perpendicolare ad essa, che ofl'rirehbero vantaggi difensivi notevoli. E ci pare che potr'ehbe riuscire assai conven ienLe, come primo appicco alia riserva tattica la destinata. la posizione, onde il centro e segnato dalla Grancle Croi\:, poco dopo I'Ospi7.io; infalli tale posi7.ione, con la sinistra all'alta cima di Puttacreuse, venendo per Co rna rossa, si prolungherebbe sulladcsLra per la diramazionc di Monte La met la costa Roch e Michel; sarebhe non aggirabile per la destrn , piu fa,cilmen te per la sinistm; e pet·ci6 la riserva strategi::a, sita a NovaiAsa, avreb be compito, occupando Cima cli Bard, assicurare il rorescio dalle eomun icazion i col vallone di Savine. Alia Novalesa sarebbe fatt? alia ri!'erva stra l.egica, o per la: st.rada maestra o per senlieri altrr, alfaC'ciar'Si in dirersi punti del fronte di dife:>a tauico, o po-
DELL'AI.TA VALl.E P A DA NA
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t.rebbe, passando pel c,oll e dei Laghi di ('.iaset, pcrvenire nel vallone di Savine, e, procedendo atlorno alle /'aide seLLentri onali di )lonlo Malamol, prendcre alle spalle l'atLacco nemico. Del resto, anche in ri Lirata, eh i difende la slraclu del Cenisio, nons'ha da fare svellere dnll e diramazi oni del Roccimnelone, per concon·ere, con le allure dell 'altra ri va, alia difesa di Val di Dora. Tutta l'energia di quclle fraz ioni di riserva tattica e di r iserva strategica, cui e commessa la protezione clell 'alta vall e di Dora, deve estrinsecarsi sui massiccio int.crposlo fra Dora e Ch isone, e, quando Susa saril. in pcricolo, retrocedere a pari dei difensori det Rocciamelone, fermanclosi di Yolta in voila, e avvalendosi con minacce di rtnnco, fatte per la valle clell a Slum. di Lanzo. S' i 1~t.ende che quello c il nerbo dolla difesa dell(t valle; ma vuol essere alforzalo da schie•·e d'armati sulle pendici dell'altra sponda. Cosi adoperando non pure si difenda Val di Dora, ma si coopera alia protezione del Chisone. Una prima posizione di clifesa per cotali truppe, sussitl iate da· quelle del 3° sellore, polra scegliersi a. Cesanne, ove la l'!rada· clella Dora si diparle da quelta del Ch isone. I..a strada della Dora la· c chiusa fra Mon te Chaberlon a sin istra., e le ullime baize di Monte · Roccia RoLoncla, al bosco de la Combe, a Champlas Seguin, a cleslra; ed ecco un opportuno appostamento per la riserva tallica del 2° Sellore. Alla riserva tall ica del 3° Sctlore si potra affidare la bisocrna dell'occupazion e cli 1\occa di Sab la, che st1·inge, con lo pendi~i di Rocca 1\otonda, In ntlle della Dora, a monte di Cesanne . La r iserm slrategica del 2' Setlore, sita a Dalhieres sulla Dora, dovra, con forti mucchi , mandare a ''uoto i tentaLi vi d'accerchiamento dell' esLrema. ala clestra del nostro com plesso difensivo, e· potra, o risal ire la Dom, e i'ronteggiare di petto l'a.vversa ri o, o seendere pel rivolo Sec, e pigliarlo a rorescio. Qucslo fronle di difesa epure aggirabile dalla eslrema sinisLra, e qui ncli la riservn stralegicn del 3o Sellore, posta a Champlas dt.l Col eel :t Saoze de Cesanne, nnebbe aguardare efflcacemente il colle di Chabaud, poi che la custodia dei malagevo li passi della Costa di Pi erre H.ouge e affidata al ballagli one di S. Martino. Ove si volesse ndoperare ht riservn · sLratecrica del 3° Settore in allo Jronlale, non aVl'ebbe che a di scendere Dorn, ed ove in acccrchiamenlo del nemico, le si polrebhe~ far valicare il coll e di Chabaud .
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MS
DEL~ALTA
Olfo'ESA
3° Settorc. - Vnll c del Chisooe. Con la ritiratn dnlln p0sizionc Monte Chaberton-Rocca di Sabla, determinal o il distacco delle genti addette al.2° da quelle dei3°Settore, queste ultime troverebbero, dore la strada del Chi:;one valica il colle di Sestricrcs, una po5izione acconcia a:;sai a difesa . .\la lit essenza vera delln difesa dovra eiTettuarsi lungo tutto il massiccio di Monte Albergian, donde si protegge pure la Gemagna~ca . 4° Sellore difcnsivo . - Yalle di S. fllart.ino . La difesa dclla vallo della Germagna:>ca si collegaa quella del . Ch isone. 11 bauaglione sara messo con una fraz iono a Pen·ero, e per6 possa comu ni care eo' difensori di .\Ionte Albergian. Ana un for te distaccamenlo d'ossen'az ione alia Punta de la Ronciere, per so rvegli are i colli di '1\uTns odella Mail , ed un altro distaccarnento sull'altn Germagnnscn, a custodia del val ico pet vecchio colle d'Abri es . La difesa della valle della Germagnasca, fino a Pel'l·ero, non e molto agcvolc, co nt1·o ncmici che batLnno ln valle clella Troneea: ma si pu6, per CCJ'Lo lns::;o, trat.tenere quelli che irrompono dal colle vccchio d'Ab ri es, aiTorzundosi al colic dell a Valletta, al passo clcllo Pennazza, ed a lutti gli altri valichi per gli afauen ti di sinistm del finme: chc all e comunicazioni di destra provvedono le truppc del SeLLore del Pell ice. Da Perr·ero a Perosa, sui Chisono, non mancano posizioni a sufficienza alle a difcsa, e meglio so spa lleggiate a dostrn clai difcn~ori di ral di Chisone, eel a sinis!ra da quelli di val di Pellicc. 511 Settore difensivo . - r al di Pellice. La difesa di ''al di Pellice ha un doppio obbiellivo. Inibire il passo nell'alta rnlle del Pel lice, e concorrere alia difesa dalla Germagnasca. E !'ala sin istra della posizione clifensin, che comprende tutto il complcsso di monti o di valli fra Bobb io e il col le dal ~1on cenisio, e l'ala sini st ra dclla prima difesa con tro il grosso allacco sulla sin istrn del Po. A soddisfare il primo ufficio, un battagli one a Bob bio, so'rveglioril lulli i Yali chi dalla Punta di Boucieral.Monte Granero; a soddisfnre il secondo, l'altro battagli_one, messo a Terre Pelli ce, potr<'t, rimo11la11do I' Angrogna, o passando nella valle del Risaglla.rclo, operare sull 'alta o sul la bassa Germagnasca. La difesa clel l'a lto Pellice, Ono a Bobbio, contro un nem ico padrone della vrll lo dclla Germagnasca e difficil e, e puo t.entarsi, af-
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VALLE PAOANA
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:rorzanclosi sn quei greppi fra Pelll ico e Gm·magnasca, ed operando per l'alta Angrogna, per parare e procacciarc aggirate. Da Bobbio a Torre Pellice, posizioni all c a sbanare la st1·ada ye ne ha parecchie, ma. sono girabili tulle, e dalla destra, per la Yallc d'Angrogna, e per la sinistJ·a, pm· le diramazioni a ventaglio che, derivando dal monle Frioland, danno originc agli aflluenti di deslra del Pellice. Per l'aggiramento da dest1·a si pl'OHederit occupando, tenacemcnte, i balzi fra Pellice e Gcrmagnasca (ondc l'importanza di Terre Pellice), e per l'aggiramento da sinistrn, recando gcnte sulle di1·amazioni interposte fra le nlte ralli afOuenti. E da notarea queslo riguardo checlircrsi di tnli affincnt i sono in comun icazione col sentiero c.he, pcl co li c clella T1·a, erseLla, meLle dalla valle del Gn il in val cli Po; ma, con iJ'Oquel li che provenissero cla tal sentiero, stanno pm·ate le due compngni c ad ibite al set.tore secondario cli val cli J>o. G0 Set.tore difensivo - Val di Vraita. La sloria ci narra che nel IJ74-3,. J'inLicro cscrci to gallo-i spnno, comanda to da l duc.a di ~I i nn, cal6 in ltali a pcl coli c dci i'Agnell o in val cli Vraila. E per6 imporlante tenerne conto, pcrcilc clanero le comun icnzioni di essa va lle con le due clrl Gni l c deii'Ubn.' c sono pareccltie: eel e per questo chc nhhiamo n >.~cgnnti dne ball:1glioni alia protezione cli Yal di Yr·aila. l'no di es:-i polril c~srre mc:;so a Ca::;tello; f:UII'alta Vraita, a custodia dei passi rhe immettono in essa; 1111 altro a Chia1ale, sui MJO affiuente, il Bellino. Poichc c.molto piu probabile chc J'innzione vera nhhia luOf!O per l'nlta 'alledi Yraita, :::'an-it a sostenere prima la difesa di e:;~a. onde l'importanzadi Castel Dellino. al conOuente di Yraila e del Bcllino. E la diresa dell'alta Yraita non e diffrcile, finchc dura in mano amica, l'nlto Bellino, e la montagna di 1'ietra Lunga, intcrcclla fra le due ntlli. Da Castel Delfino allo sbocco clclln vnlle di Yraita, O:'Sendo questa slretta, si presentano cli molte pos izioni acconrc nlla. dil'esn, ma sono facilmcnte girab il i, e in particolaJ'IllOclo su lla sinistrn, da. chi c in possesso clella valle di Bellino. Occorrcri1 quincli occupare i valiclti sullc montagne, fra valle di Vrn it.n e val di_l\'1:\ira, e contend ere cosi l'aggiramenLo. Potr·ebbero an cho essero girate sulla destra, pei senLieri proven icnti da l Monv iso, ma. si e viMo cbe a .tale perico lo s'e riparalo. In tut.ti i casi, per pm·are cont.ro coloro ANNO XXVII 1 VOL. 11 .
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DELL'ALTA VALLE PAOANA
Dll• J::SA
che dall'alta Yraita polessero passnre io val di Po, sar~t sempre· utile occupare i valich i fra val di .Po e la media a bas.sa valle di Yraita . 7° Sellore difensivo - Valle di Stura. Egli emalagevolo cosa la custodia dell'alta Yalle di Stura, per le molte comunicazioni che dalla valle della Tinea rispondono in essa, pei suoi affiuenti di clestra: onde sara opportuno, a risparmio di forze, predisporre posti d'osserrazione sulle baize interposle fra le alte valli affiuenti; cosi facendo e dato provvedere alle vicende di clue di esse valli. Piu facile, perche ristretti ai soli valichi dal Decco clella Signora alia Rocca dei tre Vescovi, e l'osservaro da poca gente I'alla Stura, clallo vie provonienti dall'alta Ubaye; molto piu che, in queslo primo pcrioclo, la propinqua vaiie cli Maira e assicurata dallo sue clue compagnie . .M a la piena dei nemici pt·orompera appun to pei valichi del J3ecco della Signora, pel colle cioe clellR Macldal ena, e pcl Piocl de Roussin. Le due vie, dopo essers i congiunte, sono stretl.e, e con esse la Stura, fra il monte Incanaux, sulla riva tlestra, e Je cliramazioni della rocca Bruncia, sull a rivasin istra: c talc in sieme presenta caratteri cli :sufficiente difesa per l:t prima posizione della riserva tattica, come che facilmente aggirabile sulla sini stra del fronte, pei valichi fm Stura e Tinea; ed anche, quantunque meno, pei valic!Ji fra Stura e Maira., poicM i padroni dell'alla Stura non si terranno dal passare in val di ~l aira. Onde deve esscre compilo dell a ri serva strategica. d'assicurare questi valichi, almeno ne I raggio che potrebbe torn are dannoso alia difes~L offensiva, che un pugno di gente, messosi per una valle fuori di mano, non puo che finire cauivo. La riserva strategica, sila a Ponte Bernarclo, potrit, rimont::mdo la Stura, affrontarsi col nemi co, o, operando pel vallo di Ferriere, agire alle sue spalle. Tutta la; difesa dell'alla valle di Stura, resta aggirata dalla 5inistra, ma cio non deve scons igl ia1·e dal tcnlal'la, ovo vi si presti altrimenti ed efficacementc il torreno; essendo questione, come si e visto, d'assicurare qnei passi speciahuente, che potrebbero avere azione pericolosa sui campo di bauagl ia; onde la necessita d'avvicinare alia riserva tatLica la stralegica, risolutiva, cui, del resto, e concesso, per le comunica1.ioni stesse cli sinistra riescire a tergo del nemica. Potril pure avvalersi del vallone clell'Arma, per tentare aggirate sulla sinistra avversaria.
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so Settore difensivo - Colle di Tenda - Alta Roia. Primo compito della riserva tattica di questo settore difensivo e di assicurare la media Stura, dalla biforcuta sorgente del Gesso in poi, dalle comunicazioni, che rimontano gli affiuenti di sinistra de~la Tinea; e, poiche lo spartiacque in tali localitae sempre nostro, bastera a tale scopo occupare i monti che partono Stura. e Tinea. Pel converso, nella valle dell'alta Roia, staremo di la dallo spartiacque. Occupando, sulla destra della Roia, castello di Ciavrairi, monte Agnellino, monte Ripa di Berno, castello cli l\faina, Testa di Prio, si chiudono al nemico Je comunicazioni pel vallone della Miniera; ma Ja forte difesa vuol essere al massiccio di monte Fronte. Una prima posizione, per Ja riserva tattica, potrebbe essere il fronte di difesa, che si collega ai punti: monte Curto, monte Cagnolina, monte Bigiorin, cima di Lobaira, cima di Rioro, cima di Durasca e Geraone. Questa posizione, che si connette alia difosa clella riva destra dell'alta Roia, e nel complesso di queUe che il Kuhn definisce fra le piu forti, avendo la valle parallela al fronte; ma eagevolmente aggirata, pei sentieri che proven go no dal vallone di Groa, da quello di Peve, e da quello della Bendola; e pero porremo la riserva strategica presso Cima del Frasso, la quale occupera le baJze sovrane fra monte Saccarello e la sponda destra del vallone cli Riosecco; le sara dato, scendendo pel vallonedella Noce di Castiglione, tt·ovasi al dirimpetto del nemico, o, calando direttamente nel vaJJone di Groa, minacciarne il fianco destro. I difensori di monte Fronte dovrebbero pure sovvenire la difesa della Cornice, agendo, da prima, pel torrente ~e1·via, e poi, per la Taggia. e per l'Arrosia. Tornata vana la difesa laterale del colle di Tenda, procurando per quanlo e dato, tener chiusi i passaggi pel Tanarello all'alto Tanaro, a che concorrerebbero efficacemento i battaglioni cli Ormea e di Garessio, leriserve tattica e strategica dell'S" set tore dovrebbero, perdurando sempre nel molestare i nemici, che discendono la Vermanagna, passare lo spartiacque; e difendere i valichi che immettono· alla Corsaglia, al Pesio, all'Eilero. Toccherebbe infine alia grossa riserva di Ceva parare a gli ultimi accidenti clella difesa. Poiche il colic di Nava e quello di San Bernarclo menano in val di Tanaro, eper quella via che avverrebbe
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D!FESA
l'impeto di questo attacco girant.e, che potrebbe anche eslendersi al collo cli Cadibona. ~\f a la difesa passivo-attiva ha cla esscre ini:r.ia ta nelle alle valli, man mano che, pel procedere dei nemici lungo la via della Corn ice, se ne affaccia l'opporlunila. Ultimo settore difensivo - Via della Cornice . E cosi fatLo il salien Le, che mena iI confine francesc sui! a s1nistra della Roia, ad oriente di Saorgio, che non ci pare conveniente difendere la 'ia dell a CO I'll iCe, ne sulla dcstra, ne sulla sinislra cli quel fiume, ma piu opportune porlarci addirittura dietro la Nervia; anche in Lale posizione, quel confin e esercila la sua influenza, ma puo essere paralizzala. E quindi a noi parrebbe che l wr i ~crva taLLi c~ potrebbc scegli ere, come prima linea di difesa, quella da monle dl Vetta al mare. « Se il nemico attacca sul fronte, « dice il Kuhn », si lroYa e« sposto al fuoco dominanLe e preponderante dell a clifcsa, ecostroLLo « a superare il torrenLo o fi ume, profondamenLo inca\'al.o, chc « scorre i nnanzi al fronto, cd anche dopo cio, deve intraprendere « l'assalto lunao i pendi i erli e ben guardati dall' anersario . ~e. 0 « deriva cho, dove la difesa sia solo discrelamente oslinata, tuttt 11. gli assa lti saranno resp inti, e le perclite dell'aggrcssore straor« di narie ». Unico pericoio J'aggi1·amcnto a monte; a provve>dere a cio, la risen·a slrate<Yica, messa a Buggio, occupera monle Lega, monle 0 . Toraggio, monlc Pietra Vecchia, monle dei Grai , e cosi la sua dtfesa si co ll cga a quella di monte Fron Le. La riserva slrategica, da Buggio, polra, sccndenclo lunghesso In Nervia, nzzu fl'arsi di petto col ncmico, o, rimontando il vallone di Passesso, e girando allorno a monte Gola, riuscirgli alle spalle. Se siamo noi padroni del mare, natu ralmenle ci scrviremo del la !loll a, per baLLere la dcstra nemica. Di co lali buone posizioni, dietro un l.or'J'ente, vo ne ha dovizia fi no a Genova, e pero hisognera tnnne pro effi caeementc; ma so no sempre girabili a mon!e: onde l'imporlanza dell'occupazione dell'alto Tanaro, alia quale bisognera dura1·e finche si puo . Nell'ipotcsi che i Francesi scendessero per tutti i settori considerati, tonclerehbero n formare due grandi masse, come innanzi si e detto, l'una a Torino, l'allra ad Alba; ed il nostro csercito, tullo l'esenilo disponibile unito, potrebbeschiacciareparlitamente l'una
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o l'altra massa, secondo cite all'una o all'altra prima venisse fatto. cli sboccare nella valle padana. Nell'ipotosi poi, mono probabile ma non impossibile, che, per non essero partiti, volessero scendere dalle Alpi marittime e daii'Appenino ligure, poi che anche in tal caso non lo sarebbe loro concesso, che in colonne, le quali cercherebbero cl'unirsi, tutto l'esercito italiano, fronte a mczzogiomo, avrebbe cla gettarsi su quelle colonne, che prime s' a.fiacciasser() nella pianura.
ALFREDO DURELLI
Capitano d'A1·tiglie1·ia
JL T IRO DELLE ARTIGL! ERIE DA CAMPAGNA E D'ASS I·:DIO
IL
TIRO DELLE ARTIGLIERIE DA CAMPAGNA E D'ASSEDIO
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(Noz;4ou4 oenef"tll4 • .,, 14f"o delle af"liyl4ef"4e da ca ..•pngna c da aucd4o.
- lstrurtoni p·t·aticllt cl'artigliet·ia. - Volume 7°, Titolo 2°. - l\oma, TipograAn Voghera) (!).
L'accresciuta potenza delle armi in uso presso gh eserciti delle principali nazioni, e le conseguenti modificazioni che dovettero essero apportate alla t1.1ttica, resero ormai evidentissima la necessita che, le dottrine del tiro si ano oggidi studiate mcglio che nei tem pi andati, e non soltanto da coloro per i quali esse dottrine dovevano anche in passato ossere oggetto di studi e di esperienze d'ogni giorno, ma da cbiunque debba avere, in pace, una parte qualsiasi nelle scuole di tiro, e saper in guerra far buon uso del fuoco delle proprie truppe. E pertanto ovvio che il comportarsi della traiettoria nell'aria, l'azione del proietto contro i ~·ari bersagli, !'influenza della resistenza dell'aria, la probabilitil. di colpire, le norme di puntamento, e di piu il modo di puntare di notte ed in generale il modo di puntare quando il bersaglio non sia visibile, sono cose delle quali e necessario che gli ufficiali di qualsiasi arma abbiano qualche llozione. E la goneralita dei nostri ufficiali in vero, non solo e persuasa di cio, ma gia da tempo attende con vivo desiderio, e con molta cura, all'acquisto di tulle quelle cogniziolli che valgano segnatamente a motterla in grado di ben comprendere le ragioni delle norme date per i vari tiri , e rli rendcrsi ronto dei pri ncipii teorici da cui e..se normo sono state dori vate. Evidentemonte pero l'acquisto dell e cognizioni , a cui abbia no accennato, non puo non riuscire malagevole a chi debba riconere a rruesto, (I) VonLiibilo cscl•.tsl vamen~e rresso il Comitato d 'artigliet·ia
e genio in Roma.
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o a cruel libro, secondo che trattisi dell'una o cloll'altra delle tanto e recenti CftJestioni risguardanti il tiro, la maggior parte delie quali sono -state via via discusse in diversi tempi e da divcrsi au tori. A reudere pertanto piu facile ai nostri ufficiali l'acquisto delle cognizioui oradette, noll e chi non vcda quanto possa giovare un buon testo, in cui tutte le piti importallti questioni del tiro siano raccoltc ed esposte con liuguaggio accessibile a tntti, e cioe anche a coloro -per i quali gli S, o, q> (y), a, di cui sogliono essoro pieni i trattati di balistica, sono veri segni cabalistici, che ranuo chiudore con isgomcnto il libro per non riaprirlo piu. Di libri corn pilati press'a poco alia guisa chc abbiam detto, non manc:nca inveru qualc!JO esempio; ma nessuuo, quale per una ra·giolle, quale per uu'altra, avrebbe potuto esserc vcramcute uti le alla rrran rna"gioranza dei uostri ufficiali. Potremmo citare, tra gli altri, ~uello d~l generale Bylandt--Rheidt, scevro appunto di girogliflci, e tu ttavia degno del suo ill uslre autore; mu, art7.i tutto esso fu pubbl icato acl uso esclusivo del\'artiglieria da campagna e, cloven do prendeni posto nel manuale d'artiglieria anstriaca c~· sezione) dove naturalmente osscre tenuto in limiti piuttosto ristrotti ; in sccondo Juogo, avendo esso veduto la luce c\a piu anni, vi si cerchorcbbero 1nvano alcuue delle teorie odierne. Fece pcrt.anto opera assai provvida e saggia iI ministcro dell a guerra onliuando, or non e molto, la compilazione di un testo, ~u cui tutta le teorie auziclette fossero non solo r3ccolte, ma esposte m modo accessibile a tutti . La compilazione di uu libro cosi ratto dovca scuza dubbio preseu·tare moltissime difficolta, e non avrebbe ccrtamento potuto essere opera se non di ull elctto e colto ingegno. Per queste ragioni, noi crediamo, il non racile compito fu d31 ministero delta rruorra affldato al capit3no Fraucesco Siacci. Chi sia il ~pitano Siacci, crediamo cho ormai nossuno lo ignori. A chi ancora non lo conoscesse, basti il dire che egli c uno dei pili. illnstri professori de!l'universitit di Toriuo e della scuola d'applicazione d'artigl icria e genio; e che in Italia non vi iJ istitulo :>cien•tiflco cli qualche grido che non lo abbia nscritto tra i suoi membri, .come fecero ad esempio, l'accademia delle scienw c\i Torino, l'acca·dernia dei lincei, J'accadem ia dei qnaranta o l'i ~ti tuto lomlJardo. Dei libri da Jui pubblicati prima di quosto, di cui rliamo l'nuuuncio, sarebbe troppo lungo il discorrero, e ci costringorebbo ad uscir troppo dai modesti limiti di un articolo bibliograll co, scritto seuza preLcusioni .o ,.j solo scopo c\i fa r cosa utile ai nostri ufficiali .
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DA CAii!PAGNA E D ASSEDIO
IL 1'JRO DELLE ARTIGLJERIE
Diremo tuttavia che egli, dopo d'aver spaziato con volo d'aquila· nelle piu alte regioni dell a scienza, e dopo averci da to uno dei mi-gliori trauati di ba listica che si oonoscano, volle spogliarsi dell'astruso e seppP., con impareggiabile semplicita, non disgiunta da elegante sobrietl.l, render pratici e famigliari non pochi argomenti, che sarebbero r.tat.i inaccessibili ai piu, e porgere modo di risolvere problemi di tiro dirficilissimi, o fin qui ritenuti insolvibili, o stati erroneamente risolti, col mezzo di regole facili, e con l'uso d.i taheJie numeriche da lui compilate con diligenza pari alia dourina. Chi voglia aver un'idea dei cri teri a cui s'inspira il nostl'o autore, . bastera dia un'occhiata alle prime pagine di un prezioso opuscolo da lui pubblicato nrl 1880 col titolo: Balistica e pmhca . In esso cosi esordisce: ;l che se1·ve la geometr··ia? Questa domanda 1··ivolta a Gabileo p1·ovoco 1ma r•isposta, che star·ebbe bene a chi chiedesse a che cosa Se?'ve la balist•ica. Ma se gli ar·tiglie?·i si gua?'· dano bene dal far s·im·i h domande, non pub t-utta-r;ia negwtsi n (alto,. che la baltist'ica non e tanto utilizzata nel-la. pr·atica, quanto potrebbe o dow·ebbe. Quindi non solo ammette, ma asserisce, che certe teorie balistiche, . come millc peregrine dott•·ine, di cui fanno sfoggio oggidi i va•·i cserciti in pace, a pc.co valgono sui campo di battaglia . E penauto osscrva, che l'utilitl.l e la necessita delle cose deve essere misurata ad al tra stregua, cioc alia preparazione della guerra, e conchiudc con queste parole: il {alto che le teorie balist·iche sinno cost poco utili-:s::ate, diJJende d4 un &izio che da.l suo punto di vista troM in esse L'01rtigliere, ed t, secondo me, la te.3le troppo scien-· tifica onde queUe -vanno r·icopu·te ?le'i tr-attati. Dinanzi a -veste si s[m·zosct ed elegante, l'a1·tiglie1·e •resta petplesso e clism'mato, quantunque non ignori quanto di bnono e di sicm·o sotto quel/a veste si nasconda. Il detto opuscolo, con cui lo Sciacci diede un nno~-o indirizzo allo studio delle tcol'ie balil-tiche, fu accolto con grandissimo favore dal mondo militare; e non solamente presso di noi, ma anche, e forse piu, presso gli stran ieri, per opera dei quali _il nostro autore ebbe la soddisfazionc di vedere, in breve volger di tempo, il suo libro tradotto· in pit't lingua, e cioe in france::;e dal capitano Priou, in russo dalJ'illustre generalc Maycvsk i, in tedesco, prima dal capitano Wuich e· poscia da\ tenente G-i.inther, ora capitt•no e professo'I·e alia scuola. d'applicazione di Bcrlino, in inglese dal tenen te Mitcham dell' Ord-nance degli stati uni ti d' America. 1
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Ne e a dirt~ che tutti gli sLranieri, cho si occuparono della pubblicazione dello Siacci, siansi limitati a semplici traduzioni; poiche alcuni di essi, tra i quali il Mitcham teste nominata e il capit.ano Sil vest re dell'artiglieria francese, o fecero varic applicazioni del metodo del nostro autore, o ricalcolando, con formole da lui date, la tavola balistica da lui presentata, apportarono ad essa delle utili aggiunte. Ben a ragione pertanto il nostro autore, dopo aYCI' vednto cosi favorevolmente accolto il nuovo metodo da lui proposto per risolvere j probleroi del tiro, ebbe a dire, in un altro suo scritto, pubblicato lo scorso anno nel nostro Giornale d' M'tig lieria e gen·io << Questa -volta la batistica e la p-ra.l'iw si sono data {ntternamente la rnano . » Questc medesime parole abbiamo ripetutc noi, con profondo convinoimento, dopo aver Jetto il testo che abbiamo annunciato, e al pari di noi, e con convincimento non mono prorondo, le ripeteranno, ne siam cel'ti. tutti coloro che questo nuovo litro :wranno lntto e meditato come si conviene. ~o i non vogliamo t.ampoco scema1•o il valore dei moltissimi libn ed articoli risguardanti il tiro, che vitloro la luce in quest' ultimi tempi; ma nou esitiamo ad affermare, che nessun libro di tal guisa noi conosc1amo, che al pari di r1uest.o sia accessibile a tutti, e racchiuda tutto cio che si conosce di piu imponan te intoruo alle questioni di tiro e di puntamento. Noi esortiamo percio i nostri uf6ciali a fare a questo nuovo ed utilissimo libro le accoglienze che si merita; ed allo scopo di invogliarli a leggerlo, ea rit-rarne tutto que! profitto che ce ne ripromettiamo per il bene dell'esercito, ci proveremo di fal'lle un breve e rapido esame. Il volume si compoue di due parti . La prirnct contieno una rapida esposizione delle leggi che governano il moto doi proielti nell'aria . Siccome pero all'intelligenza di questa parte sono necessarie alcune nozioni di meccanica, cosi l'autore le riassume in due note, tanto accuratamente e maestrevolmente studiate, sia per il modo, sia per l'ordine d'esposizione, da preparar non solo, ma da invogliare il lettore allo studio del volume. Nota 1.•
Moto e (orze . cclerazione.
Si danno le formole del moto uniforme, dell'ac- -
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IL TIRO DELLE ARTIGLI ERIE
DA CA:\1PAG:-!A E D'ASSEDIO
Gaduta dei g?'alii . - Si danno le formole dello spazio, della reJocita e dell'accelerazione . Inerz•ia e j'o1·za. - Si spiega il signifi cato della parola ·inerzia, e si da il rappono fra l'accelcrazione prodotta dalla gravita, e quella . prodotta da un'altra forza . Si desume ossere l'accelerazione eguale alia forza divisa per la massa; d'onde la formola di cui si fa poi uso per averc il nlore dclla ritardazione prodotta dalla forza, rapprescntata dalla resistenza dell' aria . Rc~pp1·esentaz1'one de lle (o1·ze, lo1·o composizione e scom.posizione, j'o1·za ta.ngenziale e normale - Lwvoro di ~ma {o1·za (.Dinamodi) - F01·.za viva - Jlfovimento d'1Ln co1·po . Si discorre del moto di traslazione, del moto di rotazione c della veloci ta angolare; e quindi delle forze che possono produrre la traslazione, e di quollc che possono produrre la rotazione. Accennando all'effetto d'una forza eccentrica, si spiega come un corpo puo essere anirnato contcmporanearnente da un rnoto di traslazione e cli rotazioue. In qucsto modo l'a utore incomincia a dare un'idea delle forzc che agiscono su d'u n proietto quando viene lanciato da un'arma.
cata dall'espressiooe oa •v• laonde esprime la ritardazione proYeniente a• v• . da questa forza con v = K--nella quale p c I! peso del cor po
Nota 2 •
Resistenza dell'a1·ia (1) . E questo l'argomento scabroso, la sfinge della balistica , imperocche noi vediamo discordi, nclJ' esprirnerne il va lore, gli autori piu accredi tati . Il ca pitano Siacci, raccoglieudo il risultato di molte cspcrienze da lui fatte, risolve la questione con una speciale nitidezza, ed ecco come. Distingue anzitutto la resistenza diretta dalla resistcnza obbiiqua, chiamando rcsisteoza dircllta quella d' un proietto che si muove col suo asse nella· direzione del moto. Intra LLenendosi della rcsisten1.a diretta, e parlanclo prima dei proietti sferici, poi degli oblunghi , dice che lt>. resistenza sari! tanto maggior quanto maggiore sari! la quautilit di fln ido spostato, cioc quanto maggiori saranno la deosita del Ouido (o) , la sezione del proietto (a) e la Yelocita (t) nella ragiooe indi( 1) Gia fin dall'anno 1868, il c api tano Siacci puhblica,·a nella nivista .!lilita·r t un r•·e ge,·olissimo o puscolo << llesistenza dell 'a ri~ su i pt·o ic tt i oblunghi . r.•e l q uale, concilian do le teorie New t onia no co i r isu ltnt i dell'espet·ie nze, o l'i fc rond os i a l trhtla to d i halistica espet·irnen talo dcll' lle lie , c ita ndo gli s tudi del coleb,·e genc t·alo Mayewski dc ll 'arti glieria russa e del c onte d i S. nobe1·to, risolre gill in r• rtc J:, ques tion e .
p
e K e un coeffi ciente cla detcrmi narsi. I valori cl i K suppongono c.he un metro cubo cl' aria · pesi chilog. •I ,208. Avverte che, in quanto alia volocila, la resisten1.a cresce in una proposizione piu rapida della velocita stessa, e ch(l . il . coefficien~e K e diverso, tratLisi di proietti sferici , onero di protettt oblungln, e nria per ciascuna specie di proietti , entro certi limiti di v~l~cit.a~ serhandosi, o potendosi ritonere, costante al dissotto cd oltre 1 hn11t1 accennati. Trattandosi poi di proietti oblunghi di tipo cliverso cla quello dei proietti adoprati nelle esperienzc, per av~re la rita.rdazione, .mo!t~ plica il K per altro coefficiementc (n) n'laggwre o mmore dell. u ~tl~: Presenta una tabella dei valori di K, corrispondonte a que1 hmttl di velocitit cntro i quali il K varia. Il coefficiente n lo chiama coefficieute di riduzione, ed il rapporto npa• coefficieute balistico. Tale coeffi ciente balistico e la vera chiave per la risoluzione di tanti problcmi di balistica, e l'autore, in una tabella, cli1 i valori. de~ coefficienti di ridnzione e dei coefficionti balistici corrispondentl at proietti lanciati dalle boccbe da fuoco a retrocarica, in servizio da noi. Applicando la teoria della resistenza, trova.la v~locita iniziale, qu~ndo sia data la velocita in un punto della trawttorta ad una determmata distanza. Discon e q uincli dell a rosistenza obliqua , ?. di mos~ra ch.e s~ un proictto oblungo e abbandonato alia sua grav1ta, coli asso mclmato alia direzione del moto, si capovolge cadendo da una grande altezza e i1 suo centro di gravita si scosta dalla verticale. Ecco la derivazione. Abbandona di nuovo il proietto, inclinato come prima, ma animate da un movimento di rotazionc intorno al proprio asse e dimostra .come, in virtt:1 di questa rotazione, il proietto subiscn.le conseguen~~ del moto di tr~Js l azione , per quanto riguarcla la derivazwne, senza pm eapovolgorsi, generando cosi il movimcnto conico intorno a! suo centro di gravita. , . . Moto pa1·abolico. - Sebbene la resistcnza dell ana abb1a gra~de influenza snlla traiettoria variandone la forma, pure l' autore stuna utile indagare le leggi che rogolere])bero il moto d.cl proietto, qualora J:a re5 istenzn non esistesse. E cio l'a per poter pot, confroutando . ~ ~ traiettoria ncl vuoto con qu ella ncll' aria, l'ar risn llare la n ecc.s~tta della considerazione della rcsistenw . Queste leggt inoltrc, sempltct e
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facili a ritenersi, mentre danno limiti da cui si scostano, o a cm s1 avvicinano certe quantita, secondoche cresce o diminuisco la resistenza, forniscono sposso indicazioni assai uti l1, e possono altresi in alcuui casi condurr·o ad una discreta approssimazione. Determina qu indi un punto qualunque della traiettoria in vari modi: 1• modo. - quando si conosca lo spazio che porcorrorebbe il proietto nella sua direzione, e quollo che percorrorcbbe nello stesso tempo sulla verticale per azione della gravita, la diagonalc costruita
t•
sui due lati v t e L 2 . dit il punto della traiettoria che si vuol determinare. 2° modo. - trova l'ordinata c l'ascissa d'un punto qualunque della traiettoria, dato l'angolo di proieziono, colle equazioui t' y = v t sen cp - g ~ ed x = v t cos '?
3° ·moclo. -
calcola l'ordinata co noscendo l'ascissa, e trova la , y = x tang '? - - --- g, x• , . della t-ra1ettona . cosi dctta cquaz1one 2 V COS cp Trova poi l'espressionc della giuata x = v' sen• 9 dalla quale de· {!
duce essere la gittata massima qnella in cui 2 q = ·I ossia 9 = 45°. Operando quindi sull'equazione, trova la simmetria rlel la traiettoria, l'altezza del tiro, la veloci ta e la durata. Con queste duo note l'autore ha prapurato gradatumontc, e con sommo discernimcnto, lo studioso del tiro, porgendogli tutte le no-zioni necessarie all'intelligenza della materia che deve poi svilluppare. Segue quindi la: PARTE J• DEL VOLUME. - ~ei capi ~ · e 2• di essa, l'nutore si accinge a considerare il comportarsi del proietto nell'arin, c d;\ porcio le prime dofinizi oni, quello cioe dell'asse del pozzo, del piano di tiro, dell'orizzonte del pezzo, della traiettoria, della gittata, dol punto di caduta, del vertice della traiettoria, del ramo ascendente, del ramo discendente, doll'ordinata, dell'ascissa di un punto della traieuoria, del l'ahezza del tiro, dell'angolo di proieziono c~). dell'angolo di caduta (w), e chiama punto d'arrivo il puuto colpito dal proietto, distingtwndolo del punto di cadutn, come distinguo l'angolo d'arrivo dall'angolo di cad uta. Acceuua posci:t ngli ciHmenti inizinli del tiro: la ''elocitit di tra-
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slazione, la Yelocitit cli rotazionc, l'angolo di proiczione; e chiariscc come la primn , detta velocito'l inizialc, varia col v:~ria ro del pes~ del proielto e dclla carica . Inclica _('he, co.n mw. dat~ Ca?'tca 1 quadl'ati delle vclocita stanno ad nn d1 presso m ~·n gt one 1~v~rsa. del peso dei proietti, o soggimige poi che, per Jllccole va~·~~z~o~11. n~l peso dei proietti, l'aumento, o la tliminuzione delle vci~CJta JUJZ1ah, vale la meta della dimiuuzione o dell'aumento del peso del prowno. I nsegna cbe con un dato proietto i rrnadrati delle velocitil inizia.li stanno ~ra loro nella r~giouc dei pcsi delle cariche; ma che, per p1ccole Y~l'J~ zioui nei pesi delle cariche, si pub ritcoere che l'aumcilbo o la dmunuzionc dell!\ velocili1 inizin lc valga la meta dcll'aumcnto o della dimiuuzionc del peso della cat·ica . . . Indica il modo di trovare la 'clocita inizialc, rtfcrcudos1 al metodo inscgnato trallando dolla rit<ll'flazionc proYcuicnte dalla resistcnza rlell'a1'ia. .. Parla qn intli dell a velociti\ di rotazione dipcndcnto dalla veloClta iniziale r. tlal passo delle rigltc. . Dopo di chc disco rrc de ll'angolo di ?'ilevanwnto. Data la rag10ne di queslo, lo dcfinisce e dit il mctodo per trovarlo. _ . Premcsse qucste notizic, l'autore si trova in grado eh p_arlare dct caratteri gcometrici della traicttoria ncll' aria. Infatlli, facen~lo entrar~ in scena la rit<lrdnzione, esponc C$ser que:>ta forza causa n~tcvo h modi fi cazion i nc•lla dimension(' c nella forma dclln tratcttona ne! vuoto. (Le proprietll clclla trair.lloria ncl vn~to sono date nella ~ot::t~l): Per rrunnto rignarda l proirtti oblnngh!' nota clt_o per glt eflotll dell a re!\istt•nza obliqua avvicnc In dcri ''azwne, e Rptcgn que;:to f;:~tto anche indipendentrmente dnlla di 1·ezione della punta. Analizznndo gli effetti prodoui dalla resistenza dell'ai"ia, l'autore climostra come ;mche la yeJoritiJ ne snbisca !'influenza, e nota cbe nell'at'ia hnv vi uua din·erenza fra la velocita ne! pnnto di caduta e quella inir.ialo, e per conscguonza il moto ori?-7.on1alc e ritnrdato, ~d il moto c p111 ·e ritnrclalo sn lla Lrniclloria ne! ramo . nscc~1d ~nte crl m parte del rnn 1o d i sccn deu~e, n scconda dcll'angolo <IJ protczJone, delta velocita, del pt'so del prowtto. . La gittatn di' i~a per la dnrnta la chiama velocitit m_edia,_ oss1a la velociti1 che ha il proietto nl punto di mezzo dclln tratCttona. _ come noll'aria l'mt"Oio di massima gittata sia scmpre mmoro f•cccnoa i " (,. ;:, di 4i:i•. Spicl'fa poi <·ome uell'aria In velocita si modifiehi , e ·vero, a causa dclla ri'tardazione prodolta dalla rcsisteuza dell' aria, ma soggiunge
?'
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che tale ritardazione non dipendo solo dalla velocitil, da cu 1 e animato il proiotto, ma ben anchc dal diarnetro, dal peso edalla forma di esso, cioe dal coeffici ente bnlistico, laonde, trascurando la velociti.r di rotazionc, che non ha influenza . sensihile sulla derivazione, proclama che due proieui oblunghi descriveranno eguale traiettoria solO' q.uando, lanciati colla stessa velocitit e collo stesso angolo di proieZJone, a.b~i~n.o . co~ffi.cienti balistici eguali; e, viceversa, a parita di elementt lllizialt d• t1ro, ma con coefficienti balistici diversi, le traiettorie saranno diJTerenti. La traicttoria d'uu proietto ncll'aria dilferira tanto meno da rruella nel vuoto, quanto pitt graude sari\ il coefficiente balistico; e per couseguenza la git.tata nell'aria sara tanto pi1\ ;;><rrande
L'autoro ha finite col capo ·I• c 2• di tratteggiare, in certo qual modo, tulle cio che avviene del proietto nell'nria col vnriare dei vnri elementi del tiro, e lascia cosi al lettore chiara idea doll'infiuenza cho· questi elemcnti hanno nel mod iHcare le forme e le dimensioni della traiettoria, rendendola, in grado rna{£giore o minore, diversa dalla traiettoria nel vuoto. A complctare ota il suo quadro, si porta alluogo d'arrivo del proietto, e con parola chiara e scorrevolc cspone come, facendo vari col pi in condizioui p1·aticameote identiclte, ::.i ottcngano altretlante traieuoriedistinte: spiega deri va re questo fatto da parecchie cause, chc si pt·oclucono con irregolari til o cite riesce irnpossibilc cvitarc. Enumera le cause cbe fanno variare la velocitit iuiziale da colpoa colpo,quelle che tendono a far variare da un colpo all'altro la linea di proiezionc,e in fine quel le che producono una rotazione irregolare che turba le coudizioni di resistenza dell'aria. Definisce la rosa dei tiri orizzoutalc c verticale, la traiottoria media alia qualt> si t•iferiscono i calcoli balistici ed intorno alia quale si dispongono in modo regolare i co lpi, ncll'ipotesi cli molti tiri eseguiti. Parla della striscia piu clcnsa di co lpi, quella cioc cite contiene la· meta dei colpi sparati, e fa vedcro come i colpi si distribuiscauo con minor densita, di mano in mano che si allontanano dalla traiettoria media. In armonia colla prefazionc alle tavole di tiro (compilatc dall'istesso capitnno Siacci) cle~omina F,F' ed E le strisce verticali, orizzontali o latornli contenenti il ~~0 •;., dei colpi, cd h l'altezza, o la profonditil, o la larghezza !l'un bersaglio.
quanto piu gran de sarit il coefficiente balistico
(L). n a•
Ricorda le lcggi del vuoto, e fa vedore come, a pat·ita di due elementi qualunque di tiro, debbano nell'aria variare col coefficiente balistico gli altri elementi della traiettoria. Cosi l'altezza dol tiro crescera col diminuire del coefficiente balistico, come pe1· avere un dato angolo cd una data veloci t<'t di caduta, per una certa gittata, converra dare un angolo di proiezione tanto piu piccolo, od una volocita iniziale tanto piu grande, quanto minore sara il coefficiento balistico. Infiue, I' angolo di massima giuata, che nel vuoto e di 4.5•, sara nell'aria piit piccolo, e tanto, quanto minore sara il cocfficiente balistico. Trattanclosi di ti ri con piccoli angoli di proiezione ('15°) la velocita d'arrivo dipendo so lo dalla velociti.l, dalla distauza e dal coefflciente balistico; ed inoltre le distanze cho devono percorrere due proietti, per passam da una data vclocita ad un'altra velocita data, sono proporzionali ai rispcttivi coefficienti balistici. Gill notammo, parlando della nota II, come qucsto coefficiente balistico sia la vera chiave per la risoltl7;ione di tutti i problemi che si possono offri re nella pratica del tiro. I! capitano Siacci infatti, in questo capo S.o, espone come col variare di questo cocfficieute si accentut i! divario, sia nolle forme, come nolle dimensioni della traiettoria, eel annuncia come abbiano risoluzione i problemi di balistica in relaziono all'influenza di questo coefficiente. Qui, certamente, qualche problema-esempio avrebbe trovato buon post.o, ma forse !'indole del libro non lo permise. Chi pero nutrissedesiderio di cio, trovera ampia socldisfazione nell'opuscolo pubblicato dallo Siacci ne! Giornale A?·tiglieria e Genio « BaMstica e pt·atica >>di cui abbiamo gill. discorso.
IJ quoziente
~ chiamato fattore di probabilita, lo indica con f. Da
una tabella nella quale ai vari ,·alori di f corrisponde il p % dei colpi caduti nd bersaglio; tnle p •; . e indicat•J con P. Di qui la risoluzionc cli due problemi cardinali: Data una tlimensione del bersaglio (l'altra dimensione supposta maggioee della dispersione) posto ad una data distanza e l'F cot:rispondente, trovare il p •; . dei colpi cho in esso cadranno ( ;
=f.) - . Dato
il numero di col pi,
su cent.o sparati, caduti in un bct·saglio e l'F corrispondente, determinare la relati-.a dimensione del bersaglio. Fin qui si considerava un bcrsaglio in relazione ad una sola dimensione, ritenondo l'altra come indefinita. Ora invecc indica il modo . di conoscero il p •; . dei colpi cadut.i in un bersaglio limitato in al- · tezza e Jarghezza, ovvero in profondita e larghezza
(
P') .
p i(i() , s1a
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DA CAMPAGNA E D'ASSEDJO
esso simmetrico, o no, intorno al centJ·o dei tiri. A reudere chiara eel ·intuitil'a la dispersione dei col pi su di un beJ'saglio ret.tangohre porgo uu'apposita fi gura . Data cosi I'idea clella dispersiono dei col pi, dimostra come la climensione delle strisce si possa considerare invariabile unche ucl caso csistesse ango!o di sito; e conchinde eh~ in pratica si puo, salvo casi eccezionali, ritenere che l'altezza e la profonditit delle striscie e indipendentomente dall'a ltezza del ceutro della rosa . Finisce qnesto argoment•l coll'csporre il metodo che si suole aclottare nclle csperiem:e per cletermiuare il valore cli F,F' eel E: spiega cosa intendasi per cleviazionc, per deviazione media, e come dal prodotto cli questa per •I ,69 si abbia la striscia contenente il i'\0 p 0/ 0 • Accenna come si possano otLencre con maggior csattezza i valori di F,F' eel E, scrivendo in serie i valori delle rispetLi1re cleviazioni . La deviazione eh e occupa il posto meel io, quando la serie ' e formata cla un numero dispari cli colpi , o la med ia delle due deviazioni cheoccnpano i posti di. mezzo, se il numero dei colpi della serie c pari, saranno i valori cli :F,F' eel E. lnclica infine il modo di ricavare l'angolo cl'arrivo, con una cl i mo~tra zione assai semplice, ma approssimati1•a, quando sono cleterminati i centri della rosa verticale eel orizzontale dei colpi. Dalla breve esposizione fa tta dal cont.enuto dclla prima parte, pos· siamo ormai pcr;;uad erci aver l'autorc s\·olto in essa il com pendia d'un piccolo trnt.ta ttato cli ha listica. Chi avessc stndiata qnesta parte, e pondera to sui vari nrgoment.i chc vi sono trattati, e, a nostro credere, erudito a sufficicnza nelle teorie ba listiche. i\on in tencliamo, ne vogliamo con cio condauuare la ba listica classica, ma clcsidcriamo e facciamo voti che anzi tutto si11 bene penetrata nella ment.e cli tutti questa balistica elemcntare, anziche male appiccicata (e percio dinessun profitto) l'altra che, a nostro modo cli vedere, vorremmo esclusiva ad un corso supe1'iore, e speciale a quei pochi che hanno cosi. pieno possesso dci iH dott.rine matematichc da poter afl'rontare le difficili qucstioni che si risolvono coll'aua lisi. PA111'E II• . - La parte seconda, cosi dice l'autore, eun 1'iassunto sostanzioso cleUe regole che gove1YW;no il pt~ntamento eel il t'i1'0 delle a1·tir;l-iet·ie da camtpo e d'assed·io. Quale importanza abbia questa parte lo si puo di lcggieri scorgcre, cruando si ri.flctta che sulla conoscenza di essa s~ foncla tntta la parte esecntiva del tiro. Sapcre in qualunquc contingenza sparare una bocca da fuoco, apprezzare i suoi elfet. ti · ed all'occorrenza modificare l'intensita dell11 sua azione, in armonia
-agli speciali bisogui, ecco in poche parole il vasto problema che lo .Siacci si. accinge a riso\vere in qucsta seconda parte. Vediamone il ,cont.ennto . Il capo •I o e intitolato « Ta·oole d·i ti·ro, diff'e?'enti specie di f!iro . Comincia l'autore col classi ficare i tiri dai vari pnnti di vista, cioe, ;a seconda della carica c dell'angolo di proiezione, e tenendo conto -della natura, dell'esten~>ione e della qualitil dell'oggetto da battere, divide in tre le specie di tiro: di lancio, area to, indiretto. Spiega i caratteri ·SOstanziali di questi tiri. Per riguardo ai proietti , i tiri li distingue in: tiro ,a palla, tiro a granata, tiro a shrapnHI c tiro a mitraglia. Indica quando si usano i vari proietti. Per riguardo poi allo scopo, divide i tiri in: tiro cli ba ttaglia, tiro a smont<1re, tiro di demolizione o di breccia , tiro -d'infi lata, tiro di sfondo, tiro di sco ppio. Fatta la necessaria distinzione tra i vari tiri, l'antore definisce la ·massima distanza assoluta del tiro per una bocca da fuoco in genere, e la massima distanza utile, che ritiene quella oltre la qualo il ber·saglio riceverel:ibe rneno del quarto dei colpi sparati. Premesse qneste notizie, porge akune definizioni, quali queJJa del segno, della linea di tiro, del piano di direzione, dcll'angolo di sito, clell'angolo di di~rezion e, dell 'aogolo di elevazione, e fornisce chiarissima idea del.l'alzo e clello scostamento, immaginando que! piano che deuomiua piano dell'alzo. Parla quindi del triangolo cli mira, della linea di .mira, e clell'angolo di mira . Trova le rel<1zioni fra l' alzo e l'elcvallione, e fra la derivazione e lo sco s t~mento . Con una nota, trova con maggior approssimazione i valori dell'alzo e dello scostamento. ·Fa vederc che la linea di mira na turale pno esser parallela od in,cl inata all'asse del pezzo, sccondo la costruzione della bocca cla fuoco; d'onde l'angolo di mira naturale e l'alzo naturale, e quindi l'elevazione ridoLia e l'alzo ridotto . Fa menzione quindi degli alzi incliuati. Spiega cosa inteodasi per ·Variazioni in gittata, in altezza e laterali, e come si trovino ; quali relazioni esistano fra le dette variazioui in altezza ed in gittata. Parla dello spazio battuto, e dopo averlo defi nito, indica il modo .per determinarlo. Data cosi l'idea di tutti i tiri che si possono eseguire colJ e artiglierie, e chiarite le varie relazioui dell'alzo e dello scostamento cogli angoli di . elevazione e di direzione e quelle fra l'angolo di caduta e gli spazi battuti, spiega come nelle tavole di ti ro siano registrati, per tutte le arti. glierie e per le varie distauze, i dati necessari al puntameuto ed a! giudi. zio dell'efficacia del tiro. Piu avanti insegua a leggere entro questo libro. . A NNO XXVII, VOL
11.
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DA CA ~!PAGNA E D'ASSEOIO
IL TIHO DU.L£ AIITI(;LJER IE
1 a dctermiuniu•w degli alzi, dcgli sro~tamcn ti c dcllu spazio batt ~~ di ~,; ui nel CH[IO I, e fouclata sull'ipotesi che il S(•gno trovisi u , a· . . . su ll'orizzonte del pcr.zo. Tale ipotosi, a vcro 1re, m prattca s1 ~e- · l'ifica ben di raclo, per cui le rolazioni trovatc sarebbcro osclustve ad un caso unico, se l'esperienza non avcsse dimostr:Ho, poter ess~ relazioni, con date condizioni d'elementi del tiro, snssisl!we anche net casi in cur il st>gno trovisi al dissopra o al dissotto dell'orizzonte del pezzo. . , Prima dunqne di inoltrarsi a dJscorrere del puntamcnto, 1 autore premette due principii pratici, sui quali si basa tutto_il tiro 1lell.e Jwcch~ da fuoco. Tali principii sono chiaramento o conc•samentc lormulat1 nel seguente modo: 1. principio. - Quando la ca1·ica e fissa, l'angofo d'elevazwne· e l'angolo cli di1·ezione, necessa1·i per colpire ttn ptmto, sono sensibilmente indipendenti dall'altezza del punto di .s~pr·~, dell'ol'izz.onte del pezzo. Datlc~ medesima quantita puo 1·itene1·s~ 'l!nd•Jpe~dent~ l angala fatt.o dc~lla l•inea cl!i s•ito colla tongente a.lla t?·a·teUo?··~a nel medesimo zmnto. II. principio. - Quando l'angolo di pr·oiez·i~ne efisso, l'aJJbassamento sotto la linea di p1·oiezione ad una d1stanza qua.funque cresce in ·ragione int:ersa del/a carica, e lo scostamento e indipendente dall'altezza del punto della traiett01·ia.. . Fa osservare quiudi come, in Yirtu del primo_ pri~cipio,. apphc~ hile ai casi in cui si spari con cariche Dsse e piccoh ango l1, nou SH\ mostieri preoccuparsi dcll'altezza del scguo (se vi:;ibi le), n~a solo ~ella sua distanza orizzontale. Laondc gli alzi c gli scostamont1 trovat1 ~er · col pi re un segno posto sull'orizzonto del pezzo, val ~ono. per colp~re un segno posto fuori del ~edesi~no, p~rche ad ~gu al ~ ~1stanz~. omzontale. Da qni la risoluz10ne dt molt1 p~·oblem• prat•c•: qualJ. Tr·acciCl!re lo tm·iettoria conoscenclo gl'l abbc~ssa.ment·i; . Tr·ovan; l' asC'issa e l' o1·clinata del ve?·t•ici! de/la tr&i.ettor··ic£ cor··n.-· spondente a una data d;istanza.; T?·ovare l' angolo cli caduta. . . T?·o1iar·e L'ordina.ta d'un punto qualHnque della traiettona, tl che
si ottiene con la formola y
= ~ (Ho -
R-: ) formola che
trov~
nn'immediata applicazione per calcolnrc J'altezza degl i scoppi degh shrapnels e la lnnghczza rdegli spazi battuti: . . ' . . .. · Spieaa r)oi come in Yirtt't del secondo pnncipio, appl tcnblle at casl in cui o'si spari con' angoli di proiezionc molto gran d1,· non ccorre·
°
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tener conto dell'ultezza del seguo al dissopra dell'orizzomc del pezzo, purche si modifichi nel la ragiono voluta la carica rla impiegarsi. F11tte qneste premesse, l'autorc si fa a discorrere, nol capo Ill0 , del puutamento. - Indica il significato delle espressioni: Punta1·e tma bocca da {twco; l1Ji1·at·e acL un punto con un ccmnone o con nn ob,ice. Chiama puntamento normale quello che si fa dirigondo la linea• di mira al segno . Siccome poro non scmpre e possibile far uso del puntamento normalo, cosi accenna agli altri modi di puntamento e cioe: Al puntamento col quadr·ante, di cui spiega l'efrottuazione; Al puntarnento con ?'egolo con cur·so1·e, di cui dit la dimostrazione; Al puntamento colla vite dt mim, del quale pure spiega la• ragione; Al puntamento per falsa Jlasiz·ione} dei quali dn la ragione, Al znmtamento alza.ndo il m·irino j avvertendo chc essi sono applicabili allc bocche da fuoco avonti il raggio di volata minore del raggio di culatta, e nei casi in cui si dehba tirare a distanze per le quali le tavole di tiro diano un alzo ridott.o negativo; Al ·puntamento 1n1·1·ando ncl be1·saglio in 1m punto di11erso dal' segno, Iiel qual modo dice potersi auche procedere per le piccole distanze con quclle bocche da fuoco per le quali lo tavole di tiro· danno gli alzi negativi; Al ptmtamento mira.ndo ad t~~ (also scopo quando il segnD' non e vis•ibile dalla battM·ia, per la cui esecuzione nota essere necessaria alcune disposizioni preparatorie onde detcrminare: ·Io Il piano di direzione mediante paline poste avauti o dietro il pezzo; 2o L'angolo cli sito, che vuol essere determinato essenzialment& per it tiro ;ndiretto. Indica come e dove, per cscguire qucsto puntamento, si clebbano co!Jocare le paline, e come poscia si proceda per dare l'elevazione voluta al pezzo. Accenna al modo di oseguire esso puntamento con abbreviaziono, cio~ nel caso in cui stando il puntatore alcuni passi dietro al pezzo, possa scorgere il bersaglio, ovvero quando occorra far prestissimo, c quindi prescindore dal tracciare il piano di direzione. In questi vari modi di puntnmento potendosi in qnalche caso acloperare indiiTerentemente l'alzo od il quadrante, 1' autore fa notare
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l'esattezza relativa dell 'a lzo e del quad rante, notando che per piecoli angoli, e sempre qu<l ndo sia possibile, convioue far uso dell'alzo come quello cho dil maggior esattozza. Solo per i tiri arcati consiglia il quadrante. Questi metodi di puntamento sono qnelli che occorrono nella pratica, a secunda delle varie condi7.ioni di luogo e di tempo, per incominciare il fuoco, cioil per eseguire il primo col po. Quando poro si debba contiouare a luugo il tiro, e segnatamente se il tiro si eseguisce con bocche da fuoco d'assedio, o naturale che il clover rionovare lo stesso puntamonto ad ogni colpo, tanto piu quando il bersaglio e coper·to da un ostacolo, cagionerebbe necessariamonte inesaltezza di ti ro e gran perdita di tempo . Se poi occ.orresse di contiHuare il tiro di notto, non sarebbe piu possibile neppure il puntnmento normale. Laoude pei colpi successivi, per brevita o maggior precisione di risul tati, si usa il puntarnento con {also scopo, mediante il quale non e pit't necessario dirigere il puntamento nel bersaglio. Si potri.\ f11r uso di questo puntamento sempre quando si avril modo di collocare il pezzo, negli spari successivi, in coodizioui di direzione ed elevazione identiche a qucllc del primo sparo . Il nostro autore ha studiato l'importantissima questione che ~iguarda rruesto genere di puntamento; e per la sua esecnzione descrive (1), e propouo l'ul>o di apparccchi che gia ebbero la sanzione della pr~ti ca . Allo scopo di ottenere che da uno spa ro all'altro il pezzo ~i m:mtenga uelle identichc condizioni di elevazione, ricorse cgli all'alzo verticale !luizio, con puntamento diret~o nd uu falso scopo. Affinche poi il pezzo venga riportato nella stessa direzione, ovvero iu una direzio·no che poco si scosti dalla pri ma , ma sia parall ela ad essa , ha ricorso all'uso di uu regolo (lo scostatore), combinato co n gli scostamen ti 0 LLizi. Il pri n!o misura lo spostamento che puo subire il pezzo uell 'esser rime::.so ID bauer·ia dopo lo sparo; gli scostameoti fitlizi, corrispondeoti agli spostamenti misurati dallo scostatore, correggono l'obbliqui ta del pezzo relativamente al piano di direzione. Avverte che le corrozioui, per errori del tiro, si pratica no sugli alzi e sugli scostamenti ilLtizi, come sugli alzi e scostameoti naturali. II sistema di puntare in un falso scopo e tuLL'altro che nuovo, ma (1) Per spec ia li ragioni, la descrizione degli upparecchi d i puntnm nnto d'inve.nzione dell'autore ve nne tolta <1a qu esto volume, e verr~ invece data in un volume dell• stru·: iooi praticbo, c be s1 pubblicherb poi.
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nel passato si riteneva che, usanclo questo modo di puntamento, fosse indispco sabile riportare il pezzo ad ogoi colpo nell'idcnt.ica posizione ed a questo scopo si usavano dei listelli di legno appl icati a contatto delle ruote, o si segnaYa con palett.i la posizione delle l'llOte e della cod:~ dell'affusto. Da alnwi anni fur·ono introdotti alcuni sistern i di puntamcnt0 median te i quali non e pitr necessal'io di ri portare esa ttameuto la bocca da fn oco ucllo stesso posto, ma si ptH\ fn cilmente correooere l'etTOI'C che deriverebbe da llo spostamento della me~o . desima; ·ed uno dei sistemi pit't usati consistevn ncl m1sm·arc con un congcgno spcci:de, deuo scostatorc, le distanzc da unn delle ruote da un punto Osso del paiuolo. A questo sistema pi uttosto grossolano no venne sostit.uito dal capitano Siacci uno molto piu osatto, coll 'impicgo di un alzo fi ssn to all'orecchione e di un :~pp aJ·ecchio detto micrometro. L'importanza e l'ut ilit.il di qucsto punt.amen to. ci e di.mostr:tta dal fatto che incontrastabilmente hn proYULo otten<'r5r maggror csattczza nei risultati di tiro cou questo pun tamento, chc non col puntarnento diretto, quando nnturalmente l'ohbietti vo sia immobi le. . Descritte le parti costituenti l'apparecchio proposto per 11 pun tamento col falso scopo, l'autoro indica il modo di adoperare <'Sso apparccchio, sia pei tiri indiretti, cbe si eseguisc~oo di gioi'Oo,. sia pei tiri che si dovessero escgui r·e di notte, e per 1 qual1 sugge.nsce delle norme con rui si puo aver subito un pn ntamento appro.:;sunativo, e nel tempo stesso si puo garantire moglio la celeritit dell'esecuz,ione. A completare le norme necessaria per il pnntamento degli obici e dei cannoni, l'nu tore, mentre dimostra che I'inclinazione dell'asse degli or·eccbioni cagionerebbe in generale 'lelle deviazioni laterali c ve rti cal~ se si puntasse con l'alzo e con lo scosta ~ento dato dalle tavo!e dr tiro nel hersarrl io, dimostra pure come sr possono correggere tal1 devia;ioni e pnnt~re nel bersaglio mediante oppurtune modificazioni agli alzi ed agli scostamenti. . . Vien qnindi a po rlare particolormente del pnntameoto d e~ m or.ta~, distiuguendo iJ COSO in cui il hersaglio e invisibiJe da quello lll CUt Jl bersaglio e vi:>ibile. . . Ritornando infine ,:n due opernioni, talora necessane per esegurre il pnntamento, quali sono la detenninaziono del piano di . d irezi~ne, e la determi oazionc dell'angolo di si to, inseg1tn il modo dr trnccrare il piauo di dirczione quando, stanclo di r! ~ro la bocca da fu oco, non sia possibile vcder il bersaglio. Suppon e 11 taso d1 m~ ostacolo tale chc, per la Jarghezza della sna ~ommiti1, dtH' operatoJ'J poss:uto sol-
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t~~to, .uno. veder. il .ber~nglio, l'altro la piazzuola, ed insegna a llta-.
b!ltra 1! ptano d1 dtroz10ne. Fa pure il caso d'un ostacolo che non ·conr:eda t?le operazione, e~ indica come si possa detel'minare, all'infnon dell ostacolo, un alhneamento al bersaglio, e poscia con un ·t:asport~ parallel.o ~i questo allineamenle sulla piazzuola, stabiltre d~bttame~te . mclmato ad esso il voro piano di direzioue. Iudt ~a [~Osc1~ 11 modo di trova!'e l'angolo di sito, sia nel caso dol bersagho m vtsta, come nel caso d'un bersaglio coperto da un ostacolo. . N~l capo IV parla delle correzwni di tiro. Premelte che le tavole ~~ ttr~ d~von.o ~ervire come norma, come punto di partenza per mc?mmcwre ~l.t1 ro, e nota per conseguonza che nella ·pratica del tiro i dah co~tenutt m esse tavo ~e non ri spondono con esattezza, anzitutto per~he Ill d1stanza del bersaglto non e sempre conosciuta in secondo lno"o perch~ le ~ndizio~i a~mosferiche e lo $tato del materia,le non si riprod~ cono tdenttct ogm voha che si eseguisce il tiro. Da cio il fJisogno di morlificare le quantiti1 cho si riscontrano nello tavole di tiro, onde adattarle al caso speciale. .Questo capo lo divide in due parti: nelJa prima indica la correlaziona es1stente ~ra le va:iazioni di puntamento e le variazioni dei punti di cadut~ o dt scoppw del proietto, cio che costituisce propriamente la ~eon.ca d~ lle correzioni: nella seconda parte indica a quali criteri debhano msr.nrarst le correzioni e!Tettive, per ottenere la marmior efficacia secondo i vari generi di tiri. <n' ' Parlando del.la teorica.dellacorrezione, incominciando dal tiro a palla o.a granata, spwga che SI possono verificnre enori in altezza, errori iu gtttata ed errori di direzione. Nota le relazioni fra questi crrori ad i corrispondenti alzi, scostarnenti, angoli e cariche; tratta dal caso in cui occorre la correzione doppia, e fa cenno delle correzione sucrli alzi fittizi e scostamenti fittizi nel puntamento indiretto, sia cbe si fa~cia uso della linea di mira di volata, sia che si faccia uso della linea di mira laterale. . ~er. il .tiro a shrapnel, siccome devesi soddisfarc a peculiari condiztont nspetto all'alt.ezza ed alia distunza di scoppio, cosi spiega come lP rorrPzioni ~iano su bordinate, non solo all'llngolo di elevazione, ma anc·he alia graduazioue della spoleua. Per cic) che riguarda lo correziou i in direzione, valgono por gli shrapuel .le nnrme iudica tc per il tim a granata ed a palla. Riassumendo dtce che, per averc lo scoppio giusto dello shrnpnel, puo occonere, prescindendo dagli errori in direzione, di dover ricorrere a quattro modi di corrozione, cioe:
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CO?Te:>ione .semplice d' alzo; Co?Tezi.one sern1Jliicc ·i.n g'tadtbaz·ioM; Co?Tezione doppia.; Correzione complessa. Proseguendo su questo argomento, nota come nel tiro di guerra, non potendosi avere le esatte dimcnsioni delle deviazioni, non e possibile soddisfare alia teorica delle correzioni, se non ricorroudo all'osservazione dei col pi, o clesurnendo da questu la quanti la di correzJOne da fm·si . Indica come si facciano qucste osservazioni per il tit·o a granata e per il tiro a shrapnel. Conch iude che no! tiro di guerra le correllioni si fanno sull'ostiorvazionc dei risultati di due seric di colpi, di ·Cui la prima costituisce l'agginstamento dol tiro, la seconda da la rettillcazione del tiro - Avvertc poi chc i particolari, sia del l'aggiustamento del tiro, come della rettificazione, variano sccondoche trattasi di tiri di campagna o d'assedio. Spiega consistore tanto l'ngginstamento dol tiro, come la rettificazione, ne!la formazione di una forcella di mnggiorc o minor grandezza , e formata, nel primo caso, da due colpi, uno lungo l'altro corto; nel secondo caso, di un gmppo di colpi, in parte lunghi ed iu parte corti . Aqcenna i limiti entro i quali devono esteudersi le dimcnsioni della forcella, sia nel caso delle nrtiglierie da campagna, come in quello ·delle artiglierie d'assedio. In apposita tabella sont> indicate, in proporzione dei colpi corti e lunghi, le correzioni in relazioue alle striscie · contcnenti il 50 °/ 0 • Dlt come massima importantissima, sopra tutto nei casi di fretta, il doversi, 1·itcne1·e non f'atti 'i colpi non bene osser·vati. Pone termine all'argomento parlando del modo secondo cui si clevono praticare le corrozion i nel tiro d'insegnamento. ne! quale e rimossa la principale difficolta del tiro di guerra, cioc I' osson·azione dei tiri dalla batteria . Dice che questo ti ro si eseguisco con una sola bocca da fuoco, e che le doviazioni notincate alia batteria sono mi- · surate dugli osservatori che trovansi al hcrsaglio. Dopo aver acccnnato a\'Cre il tiro d'insegnnmento per iscopo cli dimostrnro col f::ttto: La d:ispersione natm·ale dei col]>i; La oorrelazione fra le vaTiazioni dei cl at i. di tiro P le va'riazion:i dei pnnt·i colp iti; Gbi e{]'eW del ti·ro, .,euumerll lo rcgole che in massima vogl ionsi seguirc per le con·e-
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zioni in relazione alia dispersione dei colpi, per il tiro a rrr:1nata, e· in relazione alle deviazioni del pun to di scoppio dei proietti dal bersaglio, per il tiro a shrapnel. · Nel capo IIIo della parte prima, aV(:lVa l'autore, parlando del fascio della traiettoria, preparato, come acccnnammo, il Jeuore alia teoria della probabil itit di colpi re. Nel capo a cu i ora siam gi unti, e che e il· y o della secouda parte, applica al puntamen to delle arti 0rrlierie la teoria· · dlltil, ed msegna · · Ol·a ricor a determmare il nurnero di colpi, che, ·~;u. cento sparati, colpiscono un bers11gl io. Avverte cbe per procedere a. tale det.crmin:~zione import:~ sapere se vuolsi che il centro di tiri corrisponda col ceutro del ber$aglio a cui si mira, o se altrimenti vuolsi eh~ il_ centro dei tiri coincidn con un pun to del bersaglio che non sw 1! ~ uo centro. Ne! primo caso il tiro chiamasi cent1·a to, nel secDndo c:~so Mn centrato. L'artigliere, dice l'autore, deve irr gener:~le tendere ad avet· un tiro centr:tto, sah·o in quei casi in cui sia costretto a regolare il suo tiro in modo diverso. Discorrendo del' tiro cen trato, da la fo rmola del p. 0 / 0 di col pi cbe a tiro centrato battono un bm·saglio, sia nel caso che i suoi lati siano minori della di-· spersione, sia nel caso che un lato od ambi i lati eO'ua,lino o supe~ . l d' rmo e 1spersioni. Accenna al caso d'un hersaglio che olfra in pari tem_po una larghezza, un'altczza eel una profondita (truppa in colonna)r eel ms~gna com~ si ~eterm i ni , in tal caso il p. 0 / 0 dei colpi che cplpiscono 11 bersngl10. R•solve alcuni problemi riferentisi ai vari casi addotti, e cosi restano ampiamente chiarite le norme espostc. Dil._ quindi la solu~ione di problemi invorsi e cioe inscgna come, dato Il p. o;. che SI vuol ottenere, si possa determ inare la Jarghezza e la lungbezza o la profondi ta dell a striscia ea pace di ricever!:l esso p. 0 /o, a tiro centra to; avvertcndo pero che qu esto problema sarebbe indeterminato, se in vece della semplic.e striscia si ch iedesse il rettangolo che contiene un dato p. 0 J0 • - E qui pure pone e risolve alcuni problemi. Ricordando poi 111 definizione data delta massuna d·istanza 1tt'ile;. e. dopo avet·. detto dipendere essa dalla dimonsione del bersaglio indJca come SI possa determinare la ma>.si ma distilnza utile rned iante il. p. 0 /o (25 °/ o) dei colpi che cadr:~ n no nel bersaglio. Discorre poi del tiro non ccntrato, e dirnostra come si possa anchc in questo caso doterminare il p. 0 / 0 dei colpi che colpiscono un bersaglio. Come gia dicemmo, l'autoro ha accennato clover tal voltn l'artigliere· ricorrere al tiro non central<', come p. o. nel tiro a granata da cam!:)
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pagua , il quale c prescritto doversi eseguire in modo C~le l ~ granata cada avanti del bersaglio, e per il quale e pure prescritto m massima; e secondo la profon<litil del bersaglio, il punto ove devesi fa~: cadere il centro dei tiri . In questi casi, avverte l'autore, per :~ver bnon tiro, si d.o\'l'a re-: )olarlo in modo che vi siano, in un'appropriata . propomon~, de~ colpi corti. Inscgua egli percio, anzi tutto a tro v~r 1l P: 0 /o de1 colp1 corti, in secondo Juogo come cla questo p. 0 /o s1a ovv10 tled urre la · posizione del Cflntro della rosa e la cor rezion~ da f~ rsi _all'al.zo _per ottenere, a scconda dei vari bersagli, la rnagg10r efficac1a dt tiro . Fin isce questo argornento notnndo come l'istessa teoria si a.pp_lichi p~r il tiro degli shra pnel, imporoccbc la dispersione dei punt• dt ~co ~p •O: da luogo a problemi analoghi a qnelli cho nascono dalla dispersiOne dei pnnti di cadnta dei proietti; laondc it r:entro degli scoJ>pi potra;. -t:ariare di clistanza, a nonna del/a pm(onditd e la1·ghe:s::a del bersaglio . Dimostra l'asserto cornpro"andolo con esempi . Nel capo Vl0 l'autore si fa a discorrere dei ti ri da campngna. Menziona i bersarrli cite l'artialieria da cam po c chiamata a bnLtcre, ed i proietti di cui fa uso . Acccnna al modo di agi re della grnnata, sJa· collo scoppio, sia coll'urto, sccondo l'inclinnione del terreno e I'ampiezza dell'augolo di c:tduta . - Nota la distanza a cui cessa l'e~fi cncia dello scoppio. Pm·la qn indi dell' azione dello shrapnel, dell'm-tervallo ed altezr.a di sco ppio piu convcn ienti, c, fatto un paraJielo tra l'effi cacia della granata e dello shrapnel, indica i casi in cui si deve far uso dell'uno piuttosto che dell'alti'O di questi proietti . Indica le norme a cui dev'essere subordinata la scelta delle posizioni per l'artiglieria da campagna, sia per riguardo all'efficacia deL tiro, come per riguardo al co primento. Addita le norm e per la scelta del bersarrlio e la distanza massima utile per eseguire il tiro. 0 S'intrattiene poscia sulla condotta, sull'ordine e sull:~ celerita d~t fuoco ed indica, tanto per la granata quanto per lo shrapnel, 1! modo' di aggiustare il tiro,_ distribuire il fu~c~ e rettifica re il_ tir~ tiranclo contro ber~agl i ferm1 , ovvero bersagh 1n moto nella dtrczione del tiro od in direzione <l'i versa . Per il tiro a· mitraglia, nota come, per !'indole del tiro, dovendo esser solleciti nel far fuoco, non convenga far uso dell'alzo, c suggerisce percio norme special i di puntamento, indicando come co~n·enga rnirare al pi ed ~ o alia te3ta del bersaglio, secondo le qualiti1 del tcrreno. Quindi, a qnell:t stessa guisa che nel Capo VI avevn, l'a nto re, ~ !:)
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data con sor~1m a m.aestria un'idea esatta dei tiri di campagna, nel Capo VII ed ultHllO drscorrc dei tiri d'assedio. E qui e da osservare che, se per i tiri di campagna ha saputo dire C•Jn poche parole tutto cio che interessa conoscere intorno a questo argomento, nel Capo VII, p.arlando d~i tiri d'assedio, oltre ·all'essere, come sempre, stringatisSinlO nel dn·e, espone colla sua abituale chiarezza tuua la teoria sui tiro .indire~to, nno'·.a. specie di tiro, sulla quale egli scrisse pel primo m Itaha, corn ptlo le ta vole di tiro e diede le nor me per· il puntam.ento o per l'csecuzionc del fuoco ( 1) . In questo capo, mantenendosr dapprrma nolle genernliti1, espone quali sono nella guerra d'a~ sedio gl i scopi clell'assediaute e dell'assediato, enumera i bersagl i da battere, c cioc: le artiglierie col personale cite le serve, le opere di fortiflcaziono, i difcnsori di stradc copene e di di trincee. AV\'ertc: Chc le nn iglicric possouo esser battute: Di {Tonte, col tiro di lancio ( tiro a smontare) ; Di (ianco, col tiro d'infllatn, se sono coperte lateralmeute. Che le opere di fonicazione possono essere battute : Col tit·o cli lanMo, se sono verticali (come parapelti, muri di cinta ccc) . Col ti1·o indit·etto di de1nolizione, che chiamasi anche t-il/"o in breccia, quando trattasi di aprire nu accesso praticabile alia colonna d'attacco; Col tiro arcato, se le opere sono orizzontali (volte di casematte). Che i difensori ~ono battuti col tiro a shr·apnel, o con tiro arcato (di scoppio) . Per quanto riguarda il tiro a shrapnel ed il tiro arcato non ha nulla da aggiungere a cio che ha spiegato nei capitoli antecedenti; e pertanto in questo capitolo si fa a disc:onere o;olamente del 11i1'0 tti lanciol e del a grauata. Ti1·o •indi1·etto (l) 11 capita no Siacc i pariO dol tiro indi t·etto i n un articolo pubblic ato ne\ Ciornale .At-tigli~t·la e Cenio 18'71. Pt·ima di lui aveva scl'itto sui tiro indit·etto il genera le J)ylandtRheiflt, il qua t~. in nnn Momot·ia, s tatu tradotta nella lle·vu d'artiU~rie trattO di a t·~omon l o , co u
q uella semplicita. con quel cri terio pratico, con c ui ave,•a prccesnl tiro delle arti;;l icrie da campo - l. 'i<lea di servil·si del · t iro indiretto, r>c•· aru il·o ht·ccce " uotcvoli dis tauze, e pet·o dov uta all'ar tiglieria prussiaua c·ho n~ rcco la pdma upplicazione durante rassed io di S tn shUt·go, s er,·endosi di • tavole cl i ti •·o o tli ro•·n111le Ollll logho a q uelle cho YAnnero poigencralcnente adottato -. qu cs to
d~ n teme.Hc esrn~to it) uot·me
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Toccantlo dol primo, indica il modo di eseguil'lo, quando il bersaglio e scoperto, e prescrive doversi dopo il primo colpo cseguir il ·puntamento al falso scopo . Avverte cho per· le corrczioui sara conveniente conoscere le dimcnsioni del bersaglio, rd insegna il modo di trovarle ·col mezzo dell'alzo e dello scostamento. Addita il modo piu conYeniente di puntamento per il tiro a smontare, sia che il pezzo da battere trovisi in bal'betta o sia in cannoniera. Accenna come per il tiro in breccia, onde ottenere nn accesso praticabile alle colonne d'assalto, sarebbe utile oprar tre tagli nel muro, uno oriz1:ontale e due verticali; e nell' inscgnare come cio si possa ottenere, non tra~cura poi di dire che allorquando la distanza non permettc una sufficionte precisione, convicnc sostituire a! taglio una successioue appropriata di rose di colpi . Toccando ·quindi del tiro indiretto a graMta, avverte potersi ridurre a due i casi in cui si dohba farne nso, e cioo: Quando vogliasi dcmolire Un:l costruzione difesa da una massa .coprente; Quando vogliasi ba ttere longitudinnlrn ento il torrapieno d'uu opera ·di fortlficazione difesa Jateralmen te rla una o piu masse coprenti. Tutti gli altri c.asi di tiro indiretlo si riducouo a quollo generico ·di una batteria che tira stando cliotro un ostncolo piu o meno lon:tano da essa, e sopra il quale debba passar il proictto. Se dunque la forma della traiettoria c, nei tiri diretti, dctorminata ·unicamcnte dalla posizione relativa della bocca da fuoco e del bersaglio, nei tiri indiretti devesi invcce tenor conto d'uu terzo punto, .cioe della sommita dell'ostacolo interposto, al disopra del quale deve passar il proietto, con velocita eel inclinazionc tali da permettergli di colpire if bersaglio (muro, terrapieno, ecc.) con sufficientc forza d'urto, ad una data altezza sui terreno. Perche nei singoli casi la traiettoria nbbin nci detti punti la direzione volnta, e necessaria irnpiegare una cm·ica chc le si com·enga, ·giacche questo (,,uore, a parita d'inclinazione, inO.uiscc a far variare. la forrna dell a traiettoria. Per i tiri ·indiretti, di cui abbiamo ora discor:;o, il nostro autore, vnlcndosi di £ormolu di bali<;tic::r o di risultati di tiro, clesunti da .esperir.nzc, ha compi lato apposite tavllle, nolle qu~li sono .segnatc l~ vore carichc che soddisfanno ad nu dato angolo d1 rlevaztone e d1• ·caclu ta per le varie distanze; di modo chc, eoll 'ninto di questc tavol e~ si puo procedere all'e:;ecuzione dei tiri suincl ica ti, sem pre quando st ,5 appia, ed eglr ce Jo insegna, cl eterminnm la direzione del r:noto in mno dei .punti .accennati.
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Facendosi quindi a dire del tiro di demolizione, indica il limite minimo di forza viva da cui dev'essero animato il proiotto perche abbia sufficiente effl cacia; determina il Jimito del bersaglio da battere; e nota come l'angolo di caduta dip·enda dal profi lo dell'opera, e precisamente dalla clistanza orizzontale e verticale fra il punt•J che si vuol colpire e il punto della massa coprcnte sopra il quale de,re passare il proietto. Accenna di poi ai ,·ari casi di tiro di demolizione nclla gucrra d'nssedio, ed ai critcri dircttivi da cu i devc prender norma chi c incaricato del tiro. Enumera i vantaggi e gli svantaggi chc derivano dall'essere piu o meno graude la distanza a cui si puo stabil ire una battoria di tiro ind irctto, e indica ad un tompo la distanza chc convicne prescegliere sccondo i val'i ea si. Dice in qual modo vuolsi· procedere nell 'es~cuzione del til'o; e discorrendo poscia del tiro indiretto d' infilata, acccnna al modo piu convcniente di distrihuire i colpi sui terrapieno infilato, e addi ta i critcri che devono go~·ernare l'esecuzioue del tiro. Pone quindi tnrminc a qnest'argomento col suggerire le norme alle qtwli si deve at.tonorc ogni comandante di bacteria, circa il concetto O~>a tto dello scopo tlella batteria, circa la distanza di tiro, le dimensioni del bersaglio e il p. 0 /o dei colpi da cui esso bersaglio puo esscre colpito; c col fa r ceuno delle correzioni e dcgli iucomhenti dei capi pezzo, ai quali prosonta una tabella conteuente tutti i dati che possono loro occorrere per regolarc il tiro. Da ultimo, e dopo aver dichiarato chc senza osservazion-i it t1"1·o e nttllo, indica come e da chi esse osservnzion i debhano esscr fat te e con 'qual ordine possono sparare le bocche da fuoco, recando unesempio in acconcio. Chi ci ha seguiti nella nostra brc,·e esposizione, faua come mcglio ci b stato concesso dal tempo, non potra non ossere persuaso dell'importanza del nuovo libro dollo Siacci, sia per la natura dell'ar·gom en t~> di cui si tratta, sin per il vnlore eel il complesso delle qnestioni in esso svolte, e che, come ahbiamo detto in principio , non si troverebbcro forse in altri Jibri cosi raecolte insiome ed espostc, come in questo, in for ma nccessibile a tutti. A tutti dunquc sara ora concesso di apprendere e valut:-.re come si conviene le piu importanti questioni di tiro e di puntamento; ea tntti percio, e agli ufficiali specialmonte, ri~·o l giamo di nuovo raccomandazioni vivissime porche facciano a quest'altrn pubblicaz iono del nostro Siacci le nccogli enw che si mm·ita . Auche fa cciam vot.i perche tutti colOI'o c.he reggono comandi di truppe vogliano fcrma re cssi pure 1~ toro attenzione snl libro da
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noi preso in rapido esame, o ri couosce~dolo,. come si am certi , di quella utilitit grandissima che ness.uno ~h ~otra contcstare, ~e facciano argomcn to di confcronzc e cltscussJO~I chc v~ l ga no a rende~e vie piu rami liari ai toro nfflciali le dottnne del tu·?· e a f~r lor o vedere quanta ]uce gettino esse dottrine su molto ed 1mportanll questioui di tJ.ttica . . . . . . al termiue del nostro assunto, stamo assat hutt dt G.lUll ,.I co·i ~ · · d' poterci congratulare con l'illustre quanto mod~sto scte~ztat~, . aver ·saputo condurre a compimcnto in modo cost d~gno tl .dt f~c.tl e. ~ lusingh ioro incarico cbe gli fu affidnto; e facetam v.ot1 VIVISS~n:t perchc eali, che a parcr nostro e di tutti coloro c~u sou nott 11 suo ingo;no e la sua sua dottrina, bri.ll~ di b.olla e. sptccata luce fra quanti ebboro vanto nella scionza baltstiCa, s~ abb1a, con I.a. p~b~ blica estimazione di cui gode, anche un premto adeguato agh !Dstgnt servizi da lui resi all'esercito o a!la scienza. I?. RoroNDI.
LIBRI E rERIOOICL
LIBRI E PERIODIC!
fJ'ltlitie tletlo itupiauto tli
lilt tle_IIOSito gOvel•nattvo tellevalltento 111detlt·i in Sicilite~ pel capilano
Cav.
L uiGI FORTE,
Catania, 1882, tipografia di C. Galatola.
L'csimio antorc, chc qnale dircttoro del deposita stalloni di Catauia trovasi in Sicilia da ben 11 anni, c percio ha acquistato un incontestabilc esperienza delle condizioni equine di qucll'isola, c uno strcnuo sostenitor·o dell'istituzione di un doposito di allcvamento pulcdri nell'isola. In qu:!sto suo nuovo scrimo cgli ne prende particolarmente ad csaminare i segucnti vantaggi : 1° Di potcr rar annualmente una scelta tra i puledri del deposita di allevamento, ed averc cosi un numero di riproduttori con diverse gradazioui di sanguc pci depositi di Cntania, Sardegua, pel coutincntc meridionale c per tuttc quellc regioni ove si acccua cd c pos:>ibile il sangue orientale. 2° Di avere cavalli per· nfficiali di cnvalleria leggicra dell'eser·cito, per gli ufficiali di stato maggiorc, e per quelli di altre armi, meno per la cavallcria pesante e per l'artiglieria. Jo Di ~were caYalli per la truppa di cavalleria leggiera. 4° Di dare il tornaconto agli allovatori, incoraggiandoli indirettamente a prodmTe bene e in larga scala, rendendo cosi !'industria rimuneratrice. Abbiamo lotto con vero piacere l'assicura7.ionc che la razza cavallina siciliaoa, per mancanza d'importazioni di riproduttori non adaui, conservi tutt'ora i caratteri fondamentali dolla razza orientale oncle
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ebbe origine. Dice il Forti che atlualmentc il d&posito di Catania possiede sette stalloni, acquistati da allc\'atori siciliani all'ctil di tJ'C e quattro anni, e che es:>i funzionano benissimo, nella corrente stagione di monta, nelle stazioni di Pal<~gonia, Rammasca, Ag1·ia, C:anicatti, Yillafrati, Comiso e Siracusa. E qnesto e UD fatto che su!l'rnga splendiifamente le affermazioni dcll'ippologo, e che clirnostra quanto torto abbiasi avuto sino ad orn nel trnscurarc la produziono erpri nn dolla Sicilin. Noi, convinti dcll'nrgenle nccessith di provvedere con tuUi i mczzi possibili all'allevamen to cavallino dol nostro paesc a fin e di emanciparc dall'eslrr·o pei bisogni dell'esercito; pcrsunsi che il mezzo piti cfficaer c appnnto la creazione di depositi di alle,•amcuto puledri in tulle quelle rrgion i cbe auendono alia produzioue ca>allina, pe1· raccoglicr\'i i cavalli gionni di due o tl'c anni, i quali, altrimeuti, sottoposti precocemcnte a forti lavori anderebbero interamente sciupati, si<1ffi0 ben lieti ogni rrual voltn Ci pcrvengono libri come C[UCSIO del capi tano Forte, intesi a sostencr·e una questione cosi uti le per· l'Italia.
confe1•euce su1· l'tllllllictrUon '''" tnot,venaent tle ltr uae1·~ par . .\I. VrcTOn GAUCHEZ . - Bl'llxelles, '188·1.
Il Ou sso ed il riOusso cosi regolari del mare, hanno sempre ispirato un gran scnso di meraviglia, c qucsto movimento e stato On clai tempi piu rcmoti oggetto cli pnzienti stucli e di persevcrauti inclagio i. ·E pero. soltauto ne! secolo uostro, chc con qualche cura si cerco di u:;nfruirc a sco po intlustriale coclesta forza procligiosa, e non sono ancora passati molti auni, che lungo il corrlouc di spiaggia, che rinserra le paludi ostiensi, vedevansi alcuni meccanismi dl'stinati a prosciugarequella perniciosa distesa di acque stagnanti; ma i l'isultati non conisposero per ragioni locali all'aspettatiYa. Eppure ripotondosi regolarmente due volte al giorno il fenomeno dell a marea nelle stessc ed identiche coudizioni, se mbra che da motto tempo l'azione del mare avrebbe dovuto essere utilmeute impiegata; ma la violenza straordinaria di crucsto elemento, quando e agitato dai venti, violenza che non si puo supcrare che con mezzi supremi, prescuta gravissimi ostacoli. E a tntti uoto, che la massa liqnidn e sollevata clall'attrazione luni-
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Lli3RI
al passaggio della luna al meridiano, ma quest'attraz.ione non si manifesta ovunque con la stessa energia, bensi mula secondo le varie regioni della terra, e le di verse cstensioai della superHcie ricoperta dal marc. Il meditcrrnnco c l'adriatico sono rna ri poco soggetti allo iullnenzc delle m<H·ee, ed i suoi olliJtti sono in gran parte sul.Jordioati nll'azione uei vcn ti e delle correnti marine: nello slrclto di Messina tra l'al ta e la ba~sa marea si nota una differenza di soli 30 a 60 ceUlimctri, cd alJ'estremit~ settentrionale dell' Adriatico, a Venezia ed a Chioggia, il livello dell'acqua varia dam . 0,70 a m. l ,l..iO. Sulle spiagge dcll'ntlautico, dalla Francia alia Danimarca, il llusso dura cla 4 c mezzo a 5 ore, ed il ril1usso da 1 ore a 1 c mezzo. Negli ultimi momenti del fl usso la velocita cresce, il mare elevasi piLL rapidamonle ed in maggior proporzione cho nellc prime ore; cosi pure si abbassa e si ritira dallo coste molto piu rapidamente quando comiucia a ritornare l'acqua al primitivo livello, che in :;eguito e poco avanti la bassa mm·ea. S<1ppiamo chc l'arrivo della marea ri tarda ogn i giomo di un a d<1ta quantita cl i tempo, per cui a ca po cli ·15 giorni l'ordi ne presentasi invertito co::;i, chc osservasi il mattino cio che gill si notava rli sera. Nolle sizizie poi le marcc sono piu impctuose che nellc qn adrature, ma queste irregolaritil souo cosi conosciute e prc,·edute, che si c in coudizione di calcolarc esauamenle l'altezza clell'oncla per qualsiasi luogo della terra ed in qualunquc cpoca dell'auno. Ignolc soltanto sono le tempeste, cite irregolanneute vcugono a disturbarc coclcslo quotidiano movimento. Ch i slit osservando l'onda del mare si persuade che l'acqua siaanimata da un movimento progrossivo, mn se lauciasi in mare u11 gn lleggiante, una tavola di lcguo, un pezzo di sughoro, si riconosce che questo corpo non muta di posto, giacche se prosenta un movimento apparentc di progrcsso al momento in cui ''ieuc elevato sui penclio dcll'onda che s'avvicina, una Yolta cbe la cresta vi e passata sotto e si trova sul versante opposto si ritira : i due movimenti coutrari si compensano, il g1ll leggiante rima11c stazionario, e si ricouosco che ta le movimento e soltauto cl'oscillazioue. Sono lo correnti dol mare, che trasportano alia spinggia gli oggetti naufragnti, ma di questc non e qui il posto di occuparci: qui ci basta ammelLere, chc nell'onda di rnarea il mare e soggeuo ad uu accrescimeuto ad un abbassarnento successivo, senza che siavi uno :.postamento reale deil'acqua, se non dove essa copre delle zone cli spiaggia che nella bassa marea rimangono asciutte, ed in questo caso l' onda si a vanza se mpre con una tcrribile voemenza. In Italia si e occupato molto seriamento della scienza delle acque
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E PF:RIODIC I
"Leonardo da Vinci, che e St<ltO il primo a stabilire le basi della teorica delle oncle, r' ci ha lasciate delle memoric di speciale valore. Ai tempi nostri questo stud io e pure coltivato con onore del pncse, c diremo che fra i vivcnti il comm. i\ lessandro Cialdi ha pubbl icati scri tti assai pregiati intorno all'nionc delle conenti drl marc cd a quello di marea, ed all'utilc che da esse puo trarsi ncl l<\ scavazione dei porti e dei portocanali . Nei tentati vi praticati in Francia per impiegare l'az.ione del mare a rosciu<>arc delle zone p<1ludosc, l'apparccchio cli )1. de Calign)', destiP nato nl aprosciurrr,mcnto cli paludi, nel quale una valvola eI evavast· od ahbassasi per la di fTerenza cli pro~sione dell'onda, c uno dei piu ingegnosi, secondo quauto scrive il :;if( . O:mchez . Si haono ancora altri cougerrni, fra i qunli quello di l\I. de Roussilhe e l'iclromett·o mtll'ittimo di !t[~ l?lessner, ma il loro utile pr:ttico non appare sicuro, e se vuolsi fare un'eccczione e pet· l'apparecchio dcll'ingegnere Ford. Tommasi, il quale ne a vrebbe rdificato uno nella haia di Napoli, cl a lui clt'tlo flusso moto1·e, col quale otticne nna forza liovissima o cli 1['1 0 d'atn1osfera . Il fl't~sso -motorc opera alia IIHIL'Ca moutante cornpr·imendo dcll'aria, alla discendonte per la rarefar.ione. I l suo apparecchio richiede un grandissimo :>pazio, e la costruziouc c cornplicata consistcndo in due sotterranei sonapposti , congiuuti al mare rncrce un condotlo posto sotto la sabbia, ai quali sotterranei fanuo cnpo dei tubi chc si riempiono e si vuotano <:~ltcrua lll ente . hi la prr~.:; i one comincia soltauto quando il fiutto e arrivato alln met;\ del suo cor:;o ascendente, e la sua nzione cessa alla meti\ del movirncnto retrogrado; ma il coogegno esign nna g rnndis~ima sone!:!lianzn per l'npcrtura e chinsura a tempo delle chiavi dei tubi distrib~'tol'i dell':tria compt'essa; il lavoro non e continno e varia di tempo, eel in conclusione essendo lo spcrdimento di forz.a pet· lo meno del 50 per 100, la p1·essione risultante cl alia differenza della marea arriva appenn in mcdin nd una 112 atmo~fe1·a. . .. Il sistcuLa che pit1 di tutt.i sarnbbe capace elL nltl tr.znrc polentemente l'azionc dol marc. secondo il sig. Gauchez, sarebbc quello di far penetrare l'acqua in grandi serbatoi, le cui porte si richiuclerebbcro al riflusso e regolandouo l'uscita secondo il bi ~og no, se ne applichcrebbe la cad uta al movimeuto di una ruota o di una turbina. Riportnti questi piccoli esempi eel alcuni altri cli minore import.anza, relativi aiJ'impiego dclla forza procl igiosa del mare intcramcnte perclut~ per l'uomo, l'autore clella monograGa volgendo la s?a m~n Le m .magazzini d'aria comprossa, i quali giit hanno facilitnlo dotlavon gran1
A N NO XXV tl , VO L. lJ.
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LIB RI
diosissimi, nota rile il movi rnento oscillatorio del marc potrebbe appunto.' essere utilizzato ad una prodnzione silfatta . Quando la difTerenz:a fra )'alt.a c la bassa marea e piccoia , e agevole· t.far·I·e partito del movimento che regna alia snpcrDcic. B<\Sta un galleg-· giant.e situato ad una breve distanza da una diga ed attaccato ad un braccio di leva, per trasmettere il movimento dell'ouda marina. In un esperimento praticato a Marsiglia, a capo di ~12 mi nuti si pore avere una pressione di 3 1t2 atmosfere; di ,J. in '16 minuti e di 5 in ~2 . Il sig. Gauchez pro pone di applicare al movimento del mare un apparecchio antomotore, composto di un galleggiante, cli un compressore cl' aria c di recipienti destinati a ricevere quella compressa. Il galleggiante si eleva e si· abbassa coll'onda, e eon esso si abbassa e si eleva una camp<1na, il cui ufficio e di raccogliere e comprimere !'aria. Quando questa si eleva stanclo in parte enlQ'O un recipieute, if clii fondo e sotto il zero delle maree pitt basso, essa si riempie d'aria; quando si abbassa e cio avviene coll'alzarsi clella mar1~a , l'aria e compressa e cacoiata nei tubi destinati a riceverla e gnidarla in appositi magazzirri, donde viene distrihita secondo i bisogni dell' industria, a guisa dell'acqua, del gas e del ' 'apore. La campana eel il galleggiante sono congtunti fra loro, da due catene glranti su poleggie semplici e difTerenzial i. Col salire dell'onda, il compressore, non piu trattenuto dal galleggiante, scencle per il proprio peso premendo e spingendo l'aria uei suoi mag1miui, e la htngheiza delle catene e regolata cosi, che nessnn movimento del mare va perduto, supponendo che l'ondata piu alta non olt.repassi i tre metri. Un contrappeso Iliantienc la ten~ione delle catcne nel temp0 delle variazioni d'altczza de{ gall'eggiaHte. b'onda di t.re n'letri e]a piu alta di (\Ui si possa Vrlll' partito senza danno alouno, scrive il signor Gauchez; nei casi di onde maggiori la catena s'allmita eel il galleggiante segue ilmovimento del mate senza alcun cf'fetto utile. Siccomc la resistenza dell'aria progredisce colla comprcssione se·condo la legge di Mariotte, per evitare un arresto nolle funzioni della m~cchina od il peri'colo di uu' esplosione, il serbatoio e la campana clebboM cssere n1uniti cli ·valvole di sicin'ezta. Yen:endo al ia cost1'ftzione. pratlca, il sig. Gai1chez snppone di avere una campana cilindrica di lamiet(di fel'r;o avenre ~5 ilL di diar\let-ro e 7 di a)rter.tza con pareti laterali cli 0,004 di spessore, e di 0,008 sulla parte supe:riof'e. Qttestra rnassa, aoi suoi aMessort, rappl'esent.ei'a un peso di 60,000 chilog. e coriteni• 1 sec'ondo i movi'menti tiel galleggiall'te raddoppiati dalle pt!leg..gie ditleMniiali, in cifre ton de , 00, 1000 o 3000 tnetri.. cubi d'aria, secondo le altezze.cli caduta di 0,20,~ o 6 metri.
1;; .PERlODIC J
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I1 galleggiante quindi atto a sollevare questa campana di 60,000 chilog. dovra pesare da ·100 a 1~0 tonnellate, ed essere sempre sommerso per non t.rovarsi soggetto all'azione del vento. Il sig. Gauchez e d'avviso, che con un tale apparecchio si possano attenere pressioni di ·12.,000, ·1~0,000 360,000 chilogrammi, che moltiplicate dal peso del volume cl' aria producono ' '1!2. milione, ·151 milioni,. 1367 milioni cli chilogrammi, e fanno sopportare per ogni unita di superficie di ·I centimetro quadrato su 490m2 , 62.d2 , 50c2 il lavoro di k. 0,309; k. 30, 960 ; k. 2.78,640. E eviclente che la campaua deve essere perfettamente chiusa, e non avere altre aperture di qnelle per cui !'aria penet.ra nel tempo in cui si eleva; quindi la parte inferiore dovra essere congiunta al fondo cla una sostanza molle e pieghevole, e nello stesso tempo resistente al lavoro di una frazione del peso superiore a quello necessario all'aria, perche possa penetrare nei recipienti. I materiali piu atti, secondo l'aut.ore sono il cuoio, che possiede una resistenza da far equilibrio ad una pressione di 2.5 chilogrammi per centimetro quadrato cli sezione t.rasversale, eel il cautchou vulcanizzato sottoposto a piu riprese ad una cottnra nel zolfo fuso, eel a cui si riuniscono talvolta dei crini o della canapa, il cui Jimite di elasticita e di .160 chilogr. per centimetro quadrato, e qnello di rottura e di 500 chilogr. Ci estenderemmo oltre i limiti che ci siamo prefissi, se seguissimo !'antore in tutti i suoi calcoli, e rimandiamo illettore che desidera conoscerli alla interessantc monografia. Diremo, che venendo all'uso pratico il signor Gauchez, premesso che J'elevazione del l'acqua mediante !'aria e una delle operazioui piu semplici, propone di impiegare questa forza nel Belgio aU' inigazione della Campine colle acque limacciose della Schelda. Un altro dei suoi progetti sarehbe di fare di Brux.elles un porto di mare, conducendovi l'acqua che sarehbe approvvigionata a Reyst piecola citta del littorale, dopo un percorso di '' 05 chilometri. Una colonna d'acqua sarebbe elevata ad uu'altezia di 22. metri mediante l'aria compressa, oltrepassando di m. 3,50 il punto di sbooco a Brux.elles e di m. 2.,50 illimite d'altezza da superarsi presso Ternat.h, entro un condotto di ' metro di diametro. Egli diee di preferire questa dimensione a molti tubi di un diametro minore, perche con questi le resistenze crescono aggravando le spese di elevazione. Nel progett.o presentato dal signor Victor Gauchez per convertire il moto del mare in una forza motrioe, non trov-iamo delle difficolta cosi gravi da non essere facilmente superate. Si tratta d'un prohlema non complicato di meccaniea, da applicarsi su di una spiaggia di mare ove
LIB R I 584 l'impianto possa fa1·si con sol iditit ed in modo che il rendimento risulti cosi cconomico da divcntare pratico, e nel fame questo breve cenuo, lodiamo ('OtnC si mol'ita l'importaute iniziativa, capace di chwe col tempo copiosi frutti e non lie vi vaut11ggi ai pacsi che sono in condizioni di nlersi di una sifl'atta sorgente di forza naturale.
L. G.
L es nou velles tle/en s e tle l te p ,.,..,-,,ce. Lfl J••ontie•·e, 18'10- 'I.BB'l. T~;Nor EuGENE. Paris, '1882.
Dopo che i Prussian i si fu•·ono ritirati clal suolo francese, fu unico pensiero di chiudoro l'onorme apertura che rimaneva di frou to alla Germanin. Non un forte, non una difesa ora rimasta; Lutto era da fa ro e da far presto. Il gonora lo Sori.J do Uiviore proponeva al Cousiglio di difesa un ardi tissimo progetto, nuovo nel metodo, originale nci mezzi. Consisteva csso in un sistema di forti difeusivi lungo un fronte di 80 chilometri, tanto in rclazione tra loro da non lasciarc una strada, una valle, un passo per quanto insignificante, fuori del tiro degli obici di qualche forte. Da qui una irnpenett·abilitil sconosciuta nolle antiche lince di piazze forti e la sostituzione dei forti di sbanamento ::tile classiche piazze forti di una volta. Un tal sistema \eniva accettato in massima, ma modificato in qualche parte. Oggi una lunga linea di forti che incomincia a .)lezieres e passaudo per Vet·dun, Toul, Epinal, Belfort e ;\loutbeillard ''" a finire a Besan~on, cbiude fittamente tutta la frontiera . Su questo grandiose lavoro corsero in Francia molte e di~'Orse versioni, alcune delle quali vivacernente critiche e tali da non tranquillizzare bastantemonte gli animi dei Francesi . . Il Signor T6not, col suo libro ha per scopo principale di far conoscot·e al pubblico la bonta del si<>tema di difesa adottato, la impenetra bil ita di questa parte della frontie•·a; eppercio egli mi nutamente deserive i luoghi fortificati o dimostra con ragioni, con fa tti , con prOI'e qua nt.o pos:>a essere sicura la Francia contro un invasione a vvenire. Uomo tocnico per eccellenza, a lui nulla sfugge e tutto nota minu-
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tamente fino ad eccedere in particolarita sulle quali avrcbbe potuto benissimo sorvolare. La Francia non si accontento di provvedere alia frontiera piu minaccinta, quella del Reno. Volle pensare anchc a lie fronti ore del Bolgio e del Giura che il signor Tenot chiarna (rontie1·e neutre e che sYiluppa nella seconda parte del suo libro, ed alle {rontie1·e natn1'ali chc sono quelle delle Alpi e dei Pirenoi che l'autore tratta in una terza parte. Sono curiose le osservazioni che i I siguot· Tenot fa a proposito della froutiera delle Alpi . Secondo lui, essa t: difendibilo con molta facilita contro l'it~lia . " Due corpi d'armata ripaniti tra Desan({on e la Savoia, egli scri,~e, e due o tre corpi d'armata nolle Alpi mnrittime (con qualche battaglione distaccato neii'Aita Provenza) possono assicurarla in qualunque caso. Non vi sarebbe alcun pericolo nell 'ipotesi di una coalizione tra la Germanin e I'Ilalia, di concentr·are tutti i nostri corpi di prima linea sulla frontiera dell' Alsnzia- Lorcna e di forma re l'esercito delle AIpi con clivisioni rn istc corn poste cl i rcggimenti tcrri loriali e cl i qnarti battagl ioni di linea . Le risorso dei cinque cor pi d'armata del mezzogiorno ('14, H>, 't 6, 47 e 48) basteranno a sufflcicnza; vi si potranno trarre circa 200 mila comba ttenti i quali, trincerati nelle posizioni inespugnabili ora descri ttc, sfideranno i piu energici sforzi delle trnppe italiaue "· Il signor Tonot mostra di e~sere al correntc dP-IIe cosc nost1'e, ma a modo suo. L'organizzazione dell'esercito italiano, egli osserwJ, si presta meno a~rcvolmente dell'organizzazione germanica e di quella francese al rapido tl . ' passaggio dal piede di pace a qnello di guorra. Ctascun regg•~ento di linea si rectum nei distretti disseminati nelle cinque (?) grand• zone militari nelle quali e divisa la penisola . Da qui la lontezza forzata per la mobilizzazione snl posto. Conviene ancho notare la penuria di cavalli che opporra gravi ostacoli alia mobilitazione dell'artiglioria c di tutto il matcriale rotabi le. Il signor Tenot osserva ancora che la rete dP.IIe strade fcl'l'ate no!I'Italia centrale, e sopratutto nell'Ital ia meridiona le e insu ffi cente per un rapido concentramento e conchiude col dire che ncllo !'ln to attuale di o•·ganizzazione e di risorse, I'Ital ia non arri verit cite difCic ilrnente c lentamentc a completn re ·I 0 corpi d'esercito di prima li nea . « Non si avra adunquc da po.te•· contare, al principio di una gueiTa, ehe so f) l'::t 'I tiO, 000 combattenti il cui eoncentramcoto ill Piemontc nou snrcbhe al certo corn pinto prima delle mossc del nostro cserti to t.crri l0ri:1 lc •.
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Non ~r i pare che sia soverchia fiducia codesta, e che in questo come in tanti altri scriui di grande e di piccola mole apparisca sempr·e il vezzo antico francese di esaltare se stessi e dl)prezzare altrui?
or
.Tou,,.,,al lite .BOII'd l7nitetl Se•·viee Instittetion. -Volume XXV, Fascicoli N. •109-112.
Le operazioni milita;ri neL Regno Unito oonsidet·ate particola?''l'nente dal punto di vista delta con~om·a:.ione topografica del 1)aese. Capitaoo I. K. TROTTER. (Lavoro prem iato dalla Royal Institution) . Si considora il Regno Unito come rappresentato dall'Inghilterra, la quale racchinde il cuoro dei i'Impero brita nnico e snril percio, socondo ogui probabilita, il princi pale toatro d'operazioue in caso di guen·a. L'Inghi ltorra propriamente detta ha una lnnghezza massima di 300 miglia ed una lHghezza di eirca 400. La distanza della capitale dalle coste varia tra un minimo di 35 miglia ed uu massimo di 300. Tutte le linee ferroviarie, occezione fatta di alcuui rami secondari, com·ergono alia capitale stessa, la quale e percio, si pno dire, il centro e la chia>e dell'intero sistema ferroviario inglese. Una particolarita degna di nota b la completa assenza di fortificazioni nell'interno del paese. Le fortificazioni esistenti sono tuttc situate lungo la costa ed hanno uni cnmente per iscopo di impedire uno sbarco. Parirrienti maucano quasi totnlmente quei grandi ostacoli natur})li che hanno tanta influenza still'andnmento delle operazioui. AI contr·ario sono assai frequcnti i Jnoghi cintati (enclosed) ed in talune parti, specie nella pinna che si stende attoroo a l ondra, essi sono di lllltura tale da costituiro uo grave ostacolo alia marcia e allo spiegamento delle truppe. Cio deve natnralmente imprimere un carattere spcciale allo svolgimento dell'azione tauica. Sotto questo aspetto lo scritto esamina i segucnti tre casi: a) attacco e clifesa di una poSJZrone per se stessa spacciaw, ma circonclata da terrcno copcrto e fra stagliato; b) altacco o dife;a .di una posizione coperla, sistematn a difesa; c) nttacco e difesa di una posizinue che non fu appar·ecchiata a difesa .
587 Dal punlo di \' ista spociale dell'im piego delle truppe !'influenza d'un ·terreno mollo accidentato si traduce poi nei segncnti caratte1·i principali: ·I) maggiore importanza dei comandauti sott'ordini; 2) sminuzzamento dell'azione gonerale in piccoli combattimenti isolati; 3) neces;i til di riserve local i; 4) mnggiore mobilit11 da part.c delle truppc. Sullo stesso at·gomento. Capita no F. CunBR. (Lavoro premia to con menzioue ouorevole) . - L'autore giuuge a questa condusione, che la natura topogr·afica dell'Iughill.en a ~ in generale piu fa rorevole a! difensore che all'im·asore. ?!la per tral'l'e adeguato Yantaggio dai molti ostacoli tnttici richiedesi, cosi uegli ufficin li , come nella truppa, un maggior grado di istruzione e di intelligMza che per combattere in terreni internmente spacciati, ove piu fncile riesce il comando, e il soldato non e sottr11tto all'azione clireua dei ca pi . Pr·oot·ess·i dc,Ll'illnrninaz1'cne elet fh·ica. Ingegnere R. E. CuoMP'l'ON. P1·oposte pM' mig li01'<M'e ·il {1w co dell'at·ti gliM·ia in dipendenza di, ~m mto·vo sistema di puntamento. Capitano L. K. ScoTT. - Il sistema proposlo consiste nel far si che l'alzo adoperato nel puutamento possa girare intorno ad un asse costantemente parallelo nlla direzione dell'asse del cannone. Il movimento di rot""zione e dato per mezzo di un cong~ouo automatico basato sui principio del pendolo. Con queslo sistema si evitano gli errori dipendenti dall' inclinazione dell'alzo, allorche le ruote del ca nnone non pogginno orizzontalmente; ·si pone il tiratore in grado di corTeggere gli errori di distanza con ·sernpl ici mezzi meccanici, anzichb mecl iante calcolo; e finalm ento si sempliHca l'istruzione del puntamcoto, rendendo nello stesso tompo .piu sicmo il tiro. AppqMtt·i sull'1.str·uzione del/a rrviUzia. Colonnello THO)IAS INNES. L'istruzione che suole impartir'Si alia milizia differisce essenzialmente dall'ordinaria istruzione fatta alle tru ppe per la scarsitit del tem po e dei mczzi cbe a quella si puo dedicaro. Una circost""nza torna pero h rorevole alia milizia, ed e che nci reggimenti il continuo ripetersi dei mcrlcsimi esercizi rende l'istruzione monotona e fino ad un certo punto pesante; mentre nei reparti di rui lizia, doYe i ~re mesi di ~e r vizio an11ualc :;ouo considerati qu!l::;i come un passatempo, tutte le istruzioni si eo mpi ono col mns~i mo buon vqlere e quincli con molto prolltto. Gl i appuuti si riferiscono ai seguenti oggetti: 1• reclutamonto ,e tenulo a uumero dell'effettivo di un roggimento di milizia; 2° istruE P E HIO DICI
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zione ai campi e negli accantonamenti; 3° ammaest.ramento delle re-elute, degli ufficiali e sott'uffi ciali; 4° istruzione annuale del rem:rj_ mento, dircipliun e scrvizi vari; 5° esercit.azioni periodiche spe~faH (marcie, avamposti, mauovre in (lrdine sparso, imbarco sulle fcrrovie e per mai'C, scrvizio dei segnali ccc.). Tutte quelle istruzioni, che non pvssono csscre praticate in ogni anuo de>ouo essere ripartite in succcssivi periodi annuali, per modo che ogni soldato -ri possa prender parte una volta almeno durante la sua permanenza nclla milizia. L a di(ensioa-offensi'Oa de/la (anteria in o1·dine spano. Colonnello T. LYNDEN Dsr.r.. - Nelle rccenti guene contro i Znhi ed in Afganistan la fanteri:t in ordine sparso si dimostro generalmentc incapace di fermare gli impetuosi as~a lt i delle orde nemiche. Si preferiva percio tenorla in ordine chiuso, coprendoue la fronte con un COI'done di cava lleria. ~on sernprc pero questo sistema sorti buoni risultati· e se invnce ~li un nem ico selvaggio eel indisciplinato gli Inglesi aves~ sero avu to dt fronte tl'llppe beue arma te e capaci di manovrare, essi avrebbero pit't d'uua voha pagato caro questo Joro ritorno ad una tattica che era in vigore prim·a delJ'in troduzione delle armi riaa te a tiro lu ngo e preciso. Sarebbe invece stato piu conveniente dare?!> maa... gior consistenzn all 'o,·dine sparso cornponendo la cat.ena a rrrnppi di quattro uomini ci~scuuo, disposti a forma di quadra to. Cosl analoga~ mente la catena nuforzata sarebbe riuscita composta di tanti piccoli gruppi o quadrati di ono uomini ciascuuo: uno in punta, uno in coda e tre su ciascun fianco, volti tutti verso l'esterno in modo da poter far fuoco su ogni lato del quadrato. Questa formazione a gruppi si sar~bbe. anche meglio prcstata per utilizzare a scopo di copertura gli a~ct.dentJ del terreno; c tratlandiJsi di improvvisare dei ripari artifl-· c.1ah, sarebbe stato sempre piu facile e spedito coprire con trinceramenti singoli gruppi staccati che una fronte continua. I congegni idmttNci a bordo delle modeme na'!;i da guena. W. H. WmTE, CostruttOI'C navale. Del se1·vizio t?·aspo1'ti netl'ese'l'cito. Teoente colonnello C. R. SHEll·
YINTON. - Nell'interesse dell'esercito e dello Stato e necessaria che· il servizio trasporti sia organizzato in modo permanente fin dal tern po di pace. Per far fronte alle esigenze di guerra conviene poi preparare, oltre i quadri permancnti del treno militare propriamente detto, un· nurnero sufficionte di ufficial i e graduati destinati ad inquadrare il cosidetto t1·eno ausiliare o lJorghese, il quale, appunto perche mono discipl inato, richiede nei capi ad esso prcposti un maaaior grado di enen-. e d'1 avvecl utezza. eo g1a
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Una visita a Kuldja e mlla (1·ont1'eranusso-chinese nel1880. Signor E. DEuB.n MoRGA:-1. - Com'e noto, nel ·1879 fu inviata a Pietroburgo una missione cinese coll' incarico di ottenere dalla Russia la retrocessione del territorio di Kuldja. I l trattato relati vo rimase sino a poco tempo fa senza ratifica ( 1) e poco mane? ehc non costasse la vita al suo neO'oziatore Chung-how. Nella pnmavera del 1880 la China prcpara;asi ad invadere di viva forza que! lerritorio ch'era stato suo possesso sino al ·1865 (2) . Il territorio di Kuldja forma una delle piu riccbe e fertili regioni dell'asia centralo. Esso compreude )'alta valle deii'IIi e dei suoi tributari, e s'avanza come un cuneo Jun<>o e sottile verso l'interno della China, fra le steppe della Dzungari'a senentrionale e la vallata d?l Tarirn .. I Chinesi ne avev~no fatto il loro 0«rannjo pel vettovagliamento dt tuttc le truppc stanz1ate ne! Tian-scia n. All'epoca in cui essi apprestavnnsi ad invadere la regione di Kuldja, i Russi vi avevano radunati in tutta freua . 8,00~ uomini, concentrandone il unci eo pl'i ncipale presso la go la dt Talkt la quale clil passaggio alia grande strada imperialc chincsc . Il comando di questa fo m.1 era :>tato affidato al genorale Kaufmann, avente · il suo qnartier generate a Kuldja . I Chinesi, tlal ca nto loro, pare disponessero di ·13,000 uomin i, l.ra cui cil'Ca 1~,50? cli caval.lcria. · Stavano accam pati in piccole baracche, protetle cl a trmceramcntt speditivi . Non ave\rano magazzini llssi, ma le provvigion i venivano mano mano trasportat.e da Manas e da un altro gro;;so cleposito di vettovaglie situato fra Manas e Sciho . Ma1·cia degL'inglesi da Cabnl t£ Candaha1' nell'agosto 1880 e battaglia del Jo settembre. Tcnente Colonncllo E. F. CHAP~UI\. Studio tattico std blocco di 1nare con rigtwl'do a/le modeme anni navali. Capitano SnwELE Lo:-.c. - Il miglior modo per stabilire un
blocco efficace consiste nell'occupare un' isola od altt·o punto adauo il quale domini il canale d'acqna o porto cho si n10le sbarrare, e nell'ostruire qnindi, medianlo un sistema di torpctliui fisse, le principali vie tl'a.ccesso. Quando cio non sia. possi?ile, c necessaria ?rganizzare una squadra ad hoc, composta dt nnvt leggcre e veloc1, la quale operi, appoggia ta ad una conveniente base. Ogni aumento di velocita si traduce in diminuziono di distanza dalla base d'operazione e reude di tanto piu facile un eventua le concontt'amcnto di tutta la-sqnadra sopra un dato punto rl ) Lo sgomb•·o di K u lclja co minc io s olo nel dicembro 1881. [2) L'occupazi one russa ebbe pl'incipio nel Lb71.
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Intorno alla tattica navale. Vice ammirarrlio DowELL. -- I cornba.ttimenti naval.i dell'avvenire dift'eriranno da qnelli del passato essoazJalmonte da c16 che i medesimi potranno svolrrersi in modo affatto indipendonte dall'azione del vento: in una par~la, si avranno delle >ere battaglie manovr·ate (battles of manoeur.•res). Potendo le navi r;nuovere liberamente in ogn i direzione, sara piu chc mai necessano avere una perfetta conoscenza dei segnali (signal books), nroncl~e della ~ote~zialitit d'ogni singola nave componente la sq uadra. Non e esatt~ 1l d1.re. chc .1~ ~randi corazzate moderne abbisoguano sopratuLto d1 uomJnt tecniCI (1ngegneri, artiglieri ecc.) per essere ben c~ndo~te e .mano~ate; al .contrario, si puo asserire chc ncll'impiego dt tall nav1 dovra essenz1almeute prevalere l'elemento marinaresco, n ul :ero sonso della parola. L'ufliciale che meglio conosco le qualita naut1che della sua nave e possiede in pHi tempo sufficente eneraia per tl'adurre in pratica le proprie cognizioni, ba piu d'o,.ni al~ro probabilita di ottenere buon successo in un combattimento na~ale . Di un mwvo appM'ecchio eN sonda e rwisumto1·e delle p1·o(ondita. .Sir WILLIA.M TnoMsON. UlteT·io?'e pe?·fez·ionamento delle torpedinie1·i, Thm·nyc?·oft. IoHN Do:-..ALDSOKEsQ. Compito Sl1'ategico della ca-val/C7'ia. Capitano c. w. nowDLER BELL. - Le guerre d'A.merica (1861-65) cominciarono a richiamare l'attonzione del monclo mili tare sull'imporLanza del cosicletto servizio strategico del la cayalJeria. E pero da notarsi che la cavallo1·ia dei due p~rtiti ~vve1·si ora allot·a, piu che altro, una fanteriamontatae clleper gJUnta 11 terren.o coperto e frastagl iato di quel teatro di guerra, solcato da poch~ e ca.tt1vo s~rade, er·a ~favorevole all 'impiego di una regolare ·Cavallena. CJOnondtmeno fn dnnostrato che, coll'aiuto di buone arrnt d~ fu~c.o a ca rica men to celere, la cavalleria puo diventare atta alia difensrva, senza per nulla pcrdet·e del suo valore cminentemente offensive, rendendosi cosi piu che mai utile pel vero servizio di ricog~tizione e di avanscoperta. Nella campagna del 1866. l'impiego str·ategJco della cavalleria acquista giil un graude sviluppo Si osserva pero eh~ da _rarte .1wussiana l'azione dell a cavalleria si esplico piu specialmente ne1 pnmord1 della guerra, durante il periodo dello schieramento e prima del conccntramento della seconda at·mata sull'Eiba; mentt·e durante le operaziou i che preccdettero la battagl ia di S:~dova la cavalleria d! risen•a non J'ece che seguire in coda la colon n3 prnssiana, e il compllo cloll'esplorazionc rimasc unicamente affidato alia caval leria divi .siouale. Da pMte dell'AustJ·ia invece, la quale, olrre la ca 'ral leria 1
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addetta ai corpi d'armata, aveva mobilizzato 5 divisioni di cavalleria indipenclenti, fu assai meglio inteso il compito strategico di quest'arma, ed a tutti e noto quali eminenti servizi abbia reso all'annat.a del nord la divisione di cavalleria comaudata dal generale Edelsheim . Nel 1870, nove giorni dopo la dichiarazione cli guerra, i Francesi avevano scagl ionato lungo il confine dell a Germania tre dirisioni di cava!Jeria, ciascuna delle qua li era addetta ad un corpo d'armata . Da parte tedesca, iuvece la li nea clalla Saar e il Palatinate erano sul principio guardati cla soli tre reggimenti di c:walleria; soltanto alia fine di luglio furono poste in movimento le clue divisioni di cavalleria che dovevano copl'ire lo schieramento della seconda armata. Ma ancora prima ehe il grosso dell'esel'Cito prussiano passasse la frontiera, la . sua cavalleria si era giil spiuta innanzi su lla fronte, e dopo i fatti di Spicheren, Weissenberg e Worth, essa rimase costantemente a contallo del nemico, precedendo a grande distanza il proprio esercito, operanclo scorrerie in ogni direzione, imponcndo taglie e requi. sizioni, dist•·uggendo magazzini, strade, telegrafi: spargendo insomma dovunque il terrore e la costernnzione. I Fmnccsi non teutarono una sol volta di squarciare il clebole velo che loro veniva opposto dalla ea valleria tedesca . La cam pagna russo-turca del 1871-78 poco presenta d' istruttivo dal punto di vista dell'impiego str:1tegico della cavalleria. I Russi concent.rarono la maggior porzione clella loro cavalleria sull'ala sinistra e sui centro per coprire lo schieramento strategico lungo il danubio, nonchC il passaggio di quest.o. Tre divisioni coprirono la marcia dell' at·mata princi pale operante da Siston verso iI quaclrilatero turco, e fu durante quosta marcia che avvenue il brillante episodic della cavalleria posta ::~gli ordini del generale Gurko, il quale, com'e noto, si spinse ardit.amente di la dai Balcani, per strade quasi impraticabili , taglio la ferrovia di Iamboli e sollevo le popolazioni della Bulgaria, spargendo dappertutto minaccie e sgomento. Sull'ala destra trovav~si invece una sola brigata di Cosaccb i la quale, non essendosi spinta innanzi a sullicente distanza, permise ad Osman Pascia di piombare inaspettatamente sui Russi. A Plovna infine la cavalleria rn:>sa, in unione colla rumena, fn incaricata di tagliare la ritirata dol nemico ed interccttare al mede!'.imo ogni \·ia di rifornimr nto. I Turchi, dal canto loro, rimasero quasi sempre priYi di uotizie sni movimenti dei R.ussi come no fanno specialrncute fede la sorpresa di Tirnova, il pnssoggio dei Balcaui, l'invesLimento dell 'armata di Scipka . Ma neppure i Russi, nonostante la immensa )or · 1
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su~eriorita,. seppcro trarre graude profitto dall'impiego della cavaflerw, ma.ssJmc du.rante la ritirata dei Turchi dai Balcani all'Egeo Lo ~crJ~~o t~rm1na coll~esame delle principali norme che debbono regola1 e l1mp1ego strateg1co della cavalleria e a questo proposito fa un lodevole ccn.no della nostra Istruzione sui servizio d'avanscoperta la quale, astrnz!One fatta dalla fran cese che e di data posteriore ed ~a ~on essa molra rassomiglianza, costituisce, a deua dell'autore, I umco regolamento ufficinle di tal genera. . DegN, lto~mposti. ~u ogotcnente Colonnello A. HALE. - Scopo prinClp~le ?eglJ a'•ampost1 o di assicurare al grossn delle truppe il necessarJO rlposo, gu~cla~na r t~mpo pcrche in caso di attacco questo grosso ~ossa appar:e~c hwrs 1 a I'I Cevcre il nem ico, P. finalrnente procurarc mfor.maz10111 m~o~·no al nem ico stcsso . Le disposizioni regolamentari relat1ve al scrv1z1o d'avamposti presentano molta analo"ia in tntti P]l 0 .. I _,c d'fl' o esercrt1. 1 crenw ca ratteristiche tra i sistem i in vi"ore dipendono e~senzi.almonte dalla maggioro o minot·o irnportanza cl~e si suo! dare rl S [~ettJ vamcnte allo scopo in formativo (osscrvazione) c alia for.za di res1~tenza d~ l co rdone di a va mposti . In Hussia prevale il sistcma de][ osservazwno, vale a dire gli avarnposti sono collocat.i in modo da poter abbrac0inrc colla vista una cste~a zona di terreno e sccrnala~e ~~~ lungi l'.avv.icinarsi del ue.mico. Iu Austria-Unghe1·ia ~ri gc ~rmclp.almente 11 sJstcrna dclla res1stenza, come mezzo di trattencrc11 ne~Jco c. guadagnar tempo; e qnesto sistcma e segn ito anche in ~ranc~a, SvJZZcra ~d Olanda . L'Ita lia ha tin sistema di avarnposti che t1ene Jl mezzo fra 1 due suaccennati sistemi c che risponde uaual· men.te bene alie e~igenzc dell'osservazione e a quella della resist:nza. I! SISlerna ?ermalllCO SUI a se; CSSO e del resto molto semplice, in q~1an~o~h e 11 regolamento si limita a prescrivcre in massima i criteri dJretllv·l· chc dcbbono. infom~are il colloca mento della linea d'avamposti e del 11manente lasc1a amp1a facoha ai comandanti di stabilirne e"si stessi i particolari. Se tutta,·ia sono fissnte certc forme tipiche, es:e non hanno altro scopo che di fa cilitare l'istruzione del servizio d'avamposti in temp~ di pace e mantenere una certa imiformita . II rcgolamento geJ·man1co dit anche molta importanza all'el ~mento informazioni bastando qucste in taluni casi per raggiungnre J'intento della sicu~ rezza. Q ul\1110 alJa forza degli 3Y<llllflOSli iJ da notarsi cite fra tutti crJi eserciti, I'Ital ia vi ass~gnn il mammwn, vale a dire ·l13 dell' inte~·a fo rza (ne[ ~aso per6 dt nna divisione isola ta); negli al tri paesi la forza. che s~ su?le .a sse~na~·e agli avamposti oscilla fra '' ['i. e '' [8. Det mo!h pw. acconc1. d,,. tt! il-izzare le esistenli {orze mi/Jita?"i pei
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bisogni dell'in~pero britannico. Capitano WALTEI'I H. JAM~s . - L'impero hri tannico ha bisogno di nn csercito il quale provvcgga a difendcrc anzitntto il Regno Unito cioe la Gran Rretagna e I'II'Ianda; a mantcncre i possessi deli 'Iudia e delle colonic; e permetta infine di prendere parte ad eveutuali guerre ,;ul continente curopco, sia nell'intcrcsse dei trattati, sia per rintuzzare le aggrcssioni di altrc potenze. Per la difcsa del Regno Unito si calcola possano occoncrc 3~0,000 uomini, dei quali 60,000 per la sola Il'landa; per le guaruigion i deii'India non abbisognano meno di 70,000 uornini, ed altri 20,000 ne occonono per le colonic; per una spedizione sui continente, volcndo portare un adcguato aiuto a qnella potcnza chc saril allcata deii'Inghilterra, non si possono calcolare meno di un ·l20,000 uom ini: dunque occorrcrebbe in totale una forza di 530,000 uomini. Sen;izio delle in{ormazioni nanalt e p·1·otezione det conmtM·cio illl tempo di guerra. Capitano I. C. R. CoLOMO . Le operazioni naval i si possono classificare in clue grandi gru pp i: blocco e protezionc del commercio. Le iuformazioni sono ::malogamcnte di dno specie; le unc riferisconsi essenzialmcnte alia sit11azione dell'avversario, le altre allc condizioni del proprio paese . Sono informazioni co muni alle duo specie quclle che riguardano l'idl'ografia, la motcroologia, gli ord inamcnti mari ttimi delle nazioni estero. A.l blocco h ~ nno specialmeute tratto la topografia delle coste e delle zone di dipartimcnto mnrittimo, comprese le notizie particolareggiate intorno alle vie di comuuicazione (ferrovie canali ccc.) dei porti militari e mercantili. Con riguardo alia protezionc del commorcio SYariatissi me so no le notizie chc possono intcressare il comando dclla flotta . Senza parlare di quelle chc appart-engono al dominio della statistica conuncrciale, si accenuano le seguenti che piu s'attengono alle cosc di mare: Particolari sulla costruzione e sull e qualita nautiche dei vapori atti ad essere trasformati in incrociatori di guerra ; mezzi preventivi pot· impedire che allo scoppio di una guerra tali navi siano accapa rrate da potenzc nemiche; Dati intorno alla posizione, natura del fondo c profonditit delle ac<(Ue in cui ~ono collocati i cavi sottoma rini per potere, socondo il caso, intercettarli od impedire che vcngano tagliati; Notizie csatte sui deposi ti di car bone e sulle stazioni di rifornimcnto, si nazionali, che estere. . Per raccogliere poi tutte queste informazioni e per potcrle convenil3ntemente util izzare, dovrebbe stabilirsi un apposito ufficio presso il ministcro di marina, ed altri minori centri d'informazione dovreb- ·
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hero eziandio formarsi nolle principali stnzioni nav~li, sotto la direziono degli stessi ufficiali di marina. Protezione degli edi{ici cont1·o il {ttlmine. CapitanJ I. F.BucKNILL. Dei segnali ottici. Luogotenente EooAnno RAliB OSCH del gemo danese. - La distnnza pili convenieuto per far uso di segnnli ottici e da •I a 4 miglia; traltandosi di distanze maggiori, conviene ricorrere al telegrafo elcttrico, mentre, al disotto di quei limiti, si puo supplire con ordinanzo n ca\•allo. Tutta\ia la segnalazione ottica diventa indispensabilo, laddovo si vogliano mettere in comunicazione due punti i quali trovansi fra loro separati da ostacoli inaccessibili, da tmppe nemiche od anche da popolazioni ostili. Sui mare i segnali ottici sono percio di p!ti frequonte uso, ed cssi costituiscono pure un prezioso mezzo di comunicaziono fra le truppo di terra o le navi di una squadra, qualora debbano oporare di concerto. L'impiego dei segnali varia esscnzialmento a seconda che tmttasi di truppe in marcia, ' in posizione, oppure in combattimento. In marcia, i segnali ottici potranno· essero utilmento impiegati pel collogamcnto di colonne moventi nella stessa direziono, ma su ·diverse strade; l'nso del telegrafo in quosti casi torna iuvece difficile, so non impossibile. Occupando una posizione, si puo tra1· partito dei sognali ottici per le comunicazioni di prima linea e sognntameute col comando dogli avamposti; sino alia linea dei quartiori genorali di divisione puo in vece funzionare pili speditnmente il telegrafo da campo. Durante il combattimcnto infine, varie possono essoro le applicazioni del telegrafo ottico; di spociale vantaggio riuscira il modosimo per comunicarc con roparti destinati ad opera•·o un aggimmento lontano o, viceversa, a proteggere i fianchi d'unn posizione contro eventuali aggiramenti del nemico. P uo anche con venire di adoperare la segnalazione ottica per regolare il tiro d'una hatteria, quando non sia altrimenti possibile l'ossorvazione dirotta dell'efl"etto del fuoco. Di un nuovo sistema di propul.s-ione ,id1·aulir.a. Yice Ammiraglio I. H. SELVY~. Fante?'ia montata (mounted riflemen) . Capita no I. R. L u MLEJ. La fnn teria montata, quando sia con,reniontemente istruita, pno al pari, e forse meglio, della stessn cavalleria disimpegnare i servizi di pattuglia, di ricogniziono o di avamposti. Essa e poi adattatissima per scortaro convogli . I fantaccini montati possono inoltre essero impiegati qu~li guide ed ordinanzo, ronlizzando per tal modo una notevole economia. L'organizzazione di cosiffatti corpi di fanteria montata e divenntn oramai una nocessiti1 per tutti gli eserciti; per I'Inghil-
terra poi, c massime _per le sue colonie, ossa e addirittura indisponsabile. La fant.eria a cavallo non dove per·o mni ossere alu·o eh~ fanteria pura e semplice, e non dogcnerare a poco a poco in una mediocre cavalleria; sia nell'offensiva, che nclla difensiva, ossa non dovril. operare altrimenti che come fanteria. Si avra cura di roclutarla fra i migliori tiratori; quanto poi all'equitazione bal>teril che sappiano stare in sella . Il cavallo di piccola taglia c naturalrueute il piu adatto per gli scopi dEllla fanteria montata; csso e mono costoso e permette con piu facilitc~ l'appicdare e il rimontarc in sella, cosa di somma importanza trattandosi di una tl'llppa per la quale il cavallo dove essere semplice mezzo di locomoziono.
BOLLETTI NO 81 BLIOGRAFICO
v. WIDDERN. Slt•alegiscl•e Cavnllerie-.Utwover in Russland, Oe111erreich, Franlcreicla und Deutsclalnntl.
CARDI NAL
(Manovre str ategiche cli cavalleria in Russia, Auslria, Francia e Germania). Nuova aumentata edizione. Gera 1882, lipografia Reisewitz, prezzo L. 3,25. - L'opera uscl la prima voila nel 1876. In questa nuova eclizione e aggiunta un'appendice ove si passano in rassegna le grandi manovre di cavalleria, che eb- bero Iuogo, presso le suddelte potenze, dal 1876 in poi. !Jiililnr-Pt•ival••echl der li . ll . Oesterreicl•i- ;lrmf'e nail Berfti>ISic/atigung der romisclaeu Recltles. (11 diritlo militare privato presso l'i. r. esercilo austriaco, con richiami al diritto romano). Innsbruck 1882, tipo-
DANGELMAIER.
IICI•en
grafla Wagner. --Si accenna alle fonli del dirHto militare privato, e alle moclificazioni che la guerra porta a questo diritto; si tratta del codice penale militare, delle limitazioni a! diritto comune, per ci6 che riguarda i militari, cosi rispetto al matrimonio come ad aHri contratti; della procodura 11ei giudizi in cui sono implicati militari e via dicendo.
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BOLLETTINO
vVOBLGE:\iUT. Die iifiJICI'I'eiP.I&iscl•e (fi'CiiiJCIIe BeobacltltWfJIJIJialiou auf Jtm IIIRieu . (La !'\lazion e artica o.usLriaca di osservazionc su Jan Maien). Vienna ·J882, Lipografia Gerold. E il proge ~Lo per una nuova spedizionc aust.riaca nl polo artico, a compl cmcnto di quel ln faLta dal lenente W ei pl'echt, e pet• l'impi anto di una stazione di ossct'vazione su Jan M aien. DITFURTH. Die llelllleuiu Feltlzuye ..
(1111 ,Jiaiu, nl.eill unct Cl.amJJayne viilu•erut tler Jalu•e I 79~, 93, 9.&. (Gli
A ssiani n elle compagne sui M eno, sui R eno e nella Sciampagna durante gli anni '1792, 93, 94). Vienna tipog t•afia H el vert Prezzo L. 9. Si r acconLa l a sloria dell e dette campagne, estendendosi specialmenLe sulla parte cite vi preset·o l e truppe assiane. ENLER ED E cHLER . •Jioutii.<UJcltrifl fii•• tlas Ttu••nve.,eu, mil besoutlere,•lleruf!lt sichlifl'"'!l tie•· -~cl• ulltuuvesen tuad der Gesundl• eilsl•flefJe . (Rasseg-nn m ensile delle societa di ginnasLica con r iguardo speciale alia ginnastica n elle scuole e alla cura della Sialu Le). Berlino t R82, onno to, fascicolo to, tipogr afia Gaertner, prezzo L. 8 all'ann o. E questo il Lilolo di un nuovo periodi co, dclla cui r edazione ftmno parte m olti m odici e maestr i di ginnnstica in Berlino, V ienna eel altre citta tedesche ed ausLriache. SwiDA. Das liou;flre icl• IJalmnliPu. (11 r egno di Dalmazia). Vienna, 1882, lipografla Graesct•, prr zzo L . 1. E un'opera di 56 pagine in so nella quale vi ene dol':ct'ittfl la Dal rnazia sotto l'aspetto geo grnfico, topogeafico, stor ico ed etnogeafico. Una appendice tl'alta specialmenle dclla Crivoscia. Son o unite a! tesl o m olle fl gm•e. V ALLES. Estudio stJfn•e Ol'fJAIIiz a c iou u•ilitaJ• cle EstJaua. (Studio sopra l'ol'dinamento militar o della Spagna). M adrid, 1881, tipog1·afia Minuesa, prezzo L. 12. Si tratta della ciJ•coscrizione m ilitare toreitot'iale, del r eclulam cnto, rlella ferma, del l'ordinamento dell'eset·cito provinciale, dclla mobilitazione, della islt'uzione e degli eserciti spagnuoli n Plle col onie. In un'appendice si sviluppa un nuovo progetlo d'oJ•dinam ento. LEUTUERIC. La r efJiOn du nl.oue. Pnri gi , t881. Libreria Hachelte, prezzo L. -1-. La valle del RodAno e considerata special mente sotto il punlo di vista idl'Og'I'Mlco. Se ne descrivono i canali antichi e moderni , si discute della loro importanza commerciale e mil itare. Si ragiona del porto di Marsiglia.
SOlUURIO DELLE MATElliE contcnute uclle dispense di aprile, maggio, giugno -1882.
DELL'INIZIA TIVA. - t.:esat•e l•llsli , capiLano nel H• fn nl el'ia P rt!f. :1 lL .Mowrr-;c.;UCCOLI CAPITANO 1·: SC HJ'r'fOR £ . - Sevcl'ino Z ow d li, maggior c n cl 31• fa n Leri a . . >' 30 ... DEL GOVF:RNO E DELL1ARTIGLIF.RIA DJ UNA FORTEZZ1\. - F:t!'e•• Giontnnl, capitano d'at•tiglieria . . . . " 6:1 _ STUDI FERROVIARlO-MILITARI. (I V . V IA, STAZIONJ g MATI::RJALE FISSO). - L. Couli-Vccchl, capiLano di sLalo maggiore " !):! L E APPLICAZIONJDELLA 'f ATTICA . - E . Ollvet•o, magg. I,!Cilet'ale ·• 1!)7 V ITA E CAMPAGNE DEL GENJ·:HALE GJUSEPPE A N'fONIO MAJNON I. - Stefnno llnjnoni) m aggior e di cavaller ia . . " 235 L A RAZIONE DEL CAVALLO. - fii . Ualhtglioltl, Capi lano v elerinal'iO . . . . · . . . . . . . . . . . . , 2H L 'ARTIGLII::RIA DA CA)·tPO IN ~IO NTAGN A . - Fellee '9! :wia n i , e<tpilano d'artiglieria . . » 2$i IL TIRO o~;L FUCILE A GRAKDI DISTANZE E LA TATTICA ODI ERNA . - Quaralesi . . . . » :301 APPENDICE ALLA BIBLIOGHAFIA llELLE CAlll PAGNI' 1'1-:IC L'fl'\i}(PENDENZA ITALIANA . . " 321·LA BULGARIA MILITAHE . . >> 330 _4< /!NOTIZIE SULL'ESERCITO TURCO . . . . . . . . . » 3M) /l. r'_ ~ DEL METOOO NEGLI STUDI )'f1LITARI. - E . t.'osenllno, maggiore nel genio . . . . . . . . . . . . . » 389I DEPOSJTI D'ALLEVAMENTO. - 0. IJerlaeebi , maggiOI'e vetorinario . . . . . . . . . . . . » 416 D1 UN ERRORE FREQUENTE NELLE ESERCITAZIONI f)( CMM3ATTIr.JENTO. ·- tliraghi. . . . . . . . . » '!-();) IN U NGII ERIA - NOTE JPPICUE. - G. B. t.:n"lglla; capilano vcterinnrio . . . . . . . . . . >> 185 MARIS . IMPEfUVM . OBTJNENOVM. ·- C::oUrnu . . . . . . 11 518 LA DIFESA DELL'ALTA VALLP. PADANA. - .t . Uurclll, Capilano d'ar tiglieria. . . . . . . . . . . . . . . . . " 539 ]L TIRO DELLE ARTIGLIERIE DA CAMPAGI' A E D'ASSEDIO. - IF. llotondi. " 554 -
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