RIVISTA MILITARE ITAL I AN A RACCOL TA MENSILE
Serie Ill. -
Anno XXVIf
Tomo I .
~~Â¥./ P.~L /f:,,,
ROMA, 1882 'VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDI'fORE Via Nazionale.
DEL METODO NEGI.. l
.STUOf PER LA D!FESA TERRITO RIA LE
(
-·CAPO YI. Le difese verso il mare.
P1·oprietit letteral'ia .
Nel capo prer:edente, lt'attando dei ..compili d.elle fort illcazioni di frontiera e pa rti1;olarrnen te delle fronticre terreslri, dopo aYere accennato alia necessitil. di megli o propo rzionarc le resistenze ali a entitit presumibile dell e singole minacoe ponemmo in chiaro l' opportuni lil di seriamente badare alia relazione chc puo e deve e:;istere fra la difesa delle frontiere tet·restri e la difesa inLerna, e dimosLrammo come la pri ma possa essere preparata in modo dalegare le mani all' invasorc, e da. contenere il germe delle migliori manovrc che la difesa int.erna possa d c~ iderarc di. attuare nella parte continentale d' Italia. Mentre ci riserhiamo di csaminare piu innanzi quale in d irir.;~,o convenga dare alle fort.ilicazioni dell ' intemo del pacse perche la difesa interna possa trarre profi llo dri nntaggi ora accennat i. crediamo fi n d' ora di potere an·crmare clte: se la preparazione dell e fronti erc Lerrestri puo cscrcitare tanto peso sui! a invasione delle provincie continentali d' Ilal ia, la prcparar.ione delle fronti ere maritt.ime ha, ad un tempo: un ?J(.SO stragt·ande sulla difesa, di quellc stesse pt·ovincie coillinentali , a, prolez ione dcllequali essa concorre come indispensabile complemento delle difese alpine; eel una deci-
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1-'F:l{ LA DIFESA T£f\Rn'ORIALE
DEL :WETOD O NEGL! ST U D !
siva influenzasopra la difesa delle prov incie peninsu lari ed insularL Ed in vero le peninsulari, ristrelle fra due mari, forma no una lunga e fragile zona difensivu, l:t quale se pu6 tmrre fo,.za dall a !'ua eccessiva lunghezza ('I ) contro un' illl'asione nnicamcnte terreslre, lrac im·ece debolezza 1·ispetto ad una invasione mariuima d~lla sua limitata lnr:~h ezztt (2) e dull ' avere esposli lungo la spiaggrn od a lll·eve cammmo da essa i piu imporran ti obbieLLivi. Incon:enienli gravissimi che assoggeuano i punli piu imporlanti della pemsola al.le offese nemiche e rendono temibil e uno spez;.mmento del paese rn due pm·r.i quasi eguali, conranclo la parte pen insulare poco piLt cli ~1 2 milioni di abilaori e poco piu di 13 l a conlineotale. . Per le provincie insulari poi, che noverano oltre 3 milioni e mezzo di abilanl.i o presenlano cosi nell n.Sarclegwt. corne nell a Sicilia una largheua. media di appena I 00 chilometri sopra una lun"hezza · · · · · n asd.r 2'>-0 ..., a '>-40 "" all' rncrrca, le drfese manllrme hanno un vnlore soluto poiche solo mel'ce cl i esse polril. stabilirsi: un !egame costante, per lo strello di .Mcssina, verso Sicil ia, ed uno eventuate allraverso ad ampio mare colla Sardegna, la quale, a! pari de!la Sicilia, e scoperla ed esposta per ampi o IiLorale alle o!Tese di un nemico che si a padrone del mare. Da tutlo cio appare chiaro quanta importanza debba attrihuirsi alle nostre clifese verso il mare, e come slretto debba essere illegame fra la difosa mariLLima e cosri cra. e la difesa in tcr·na cosi. delle provincie conlinentali come delle peninsular·i e delle insulari. ~< Ma la difesa dello Srato non c cornplera se si limita ali a protezJOne della integrilil. tenitoriale, essa deve eslcnclersi alia tutela di lulli gli interessi vitali della naziooc (3). E fra questi, quelli che n? toccano piu sui vivo sono non al di la delle Alpi ma nel Meclrterraneo_, come ben mostrn. di comprendere iJ nostro paese· commovendosr per le invasioni francesi nell ' Africa seUentrionale e seguendo con ansieta lo svolgimeoro del clramma euiziano . » l\e devosi dimenli eare ehe la nosrr·n, propriel~t sul l;<'tre ascencle (4) a (I) i:: hene l'icon.la rc che da Geno•·a ~ R('ggio di Calabria \ ·i sono 1393 chilometri di strtu.Jt• . c 1 5~~ dH Veotimi glitl a R cggio, c 1240 fta (>ufmnnova atl Otranto. (2) Fra Li vomo e Ravcuna 170 Cllil nnJ. in f,nea l'CLta, f1·u if cotfo di Gaeta o Vast &> 12'1 c hilometl'i , f'1·a Salern o c llarletw ! 90 chi lomc tl'i. (31 La ttassegna settimana.le. 6 novemb,·e 18~1. (J) Discorso 8 dicembro 187! dell' ammlraglio De Saint·Bon.
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non meno di un milianlo . Queslo considerazioni non sono ccrtamento sfuggite ad alcnna delle Commis::>ioni che giit traltarono il prob lcma delltL nostra difesa, ne ai molli cd egregi uomin i che a diverse epoche ne fecoro oggeLl o dei loro slucli . 'Di remmo nnclre che in cerli momenli c:>se furono uuaniwarncnle scnl ite cla lulto il paese, ma quei momcn li furono fugaci, vennero e sparrero come le nubi che oscttrnrono piLLdi UIHL vo lta i i r1oslro orizzonle po li tico . Pa:;sato il momeoto del pericolo i piu hanno dimenticalo che la digniti.t di nazione e l'indipendcnza divenlano vane parole sn non soslenuLe cl.:1ll a forza; IJanno dimer1ticato e~sere sloi Lezza il crcde,·e che si possa impunemeule a:spcLLare a pensare agli armamenli quando se ne fa utgente il bisogno, e che basti a sal rare la palria il proclamarln in perico lo; non hanno cotnpreso esse re e~Tore gr·ossolano ·il clriamare improduLtive queUe spcse che corne gli argini od il letto della propr·ia casa, bcnche nulla producano realmente per se stesse, Yalgono pe1'6 a salvare i pr·odolli clall e inondazioni e da llo inte1nperie . Jlolte frasi reltoriche, consacrate dalle poco veri!iere leggencle di nn' epoca non lonlana, nelle l[nali furorto o:;allale le gesla di cserciLi improvvisati chc va lsero conlro \ c·r.chi avnnz i di escrcili mal preparati c mal gn idali; ed una ceria leudenza <tl cla:;sicismo che hn. rienrpito le nostl'e mcnLi fino dall' infanzia, di ricordi di imp·rese Sl.l'fiO rdinarie lCrtl.ale per Lerra o per mare con mezzi imprO\' isali, guaslarono nei piu il senso p1·at ico . Eppnre basta volgere allorno uno sgun.nlo per persuadcrsi che tanto per Lol'l·a quanlo per mare, e sopntll ulLo per· mare, sono oggidi necessari molti an ni alla preparazione di ellicaci mezzi difen:;ivi; per conviocersi che sono pur Lroppo passali quei bei tcrnpi nei quali un Ciulio Cesare vcclenclo insulficieule l' al.lucco contlolto dalla. parte di leJTa dalle sub legioni coutro Nlarsiglia, polca li per li impron·isare i mezzi per attaccare il nemico anche dalle parte cli mare orclinando l'osser·o coslntttc (ad Aries) delle navi lunghe « le quali vennero fatle ed m·male enlro lo spazio di t1·en~a giorni incominciando da qu.ello in cui si principiarono a Utgliare i legnami » ('I). (I)
C.£S••·- De bello Clt·ill. Lih. I. Cap. XXXX.\'1.
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PEn LA D! F'i::SA TlmR ITO!UALF:
DEL METODO NEGLJ STUD!
Non son piLL i lempi nei crua li ~opra una fiotta cosi impro,·vis<tln, con pilol i incspor!i, con naYi inferiori per numero « e men Yeloci e pilt grevi delle uemiche perchc fatle con legno ancor umiclo » hastavc1 collocarequei « vnlorosissimi alfieri ecapitani sccltiper lulte le lcgioni rho sponlanei aveano queslo incarico domandato » e che, mulali in un giorno da soldati di lcn·a in soldali di mare da>anounaballa"lia na,•alesollo :\Jarsi!!l iae ne usciYano vincilori(l). .:\c devcsi contnrc di (l·ovare ad ogni passo un Cajo Duilio che con navi « di goffa cos11·n:t.ione e poco spedite, »come le chiama Polibio, :;haraglia la prima Oo!!a del suo tempo . Oggi la. prcparnzionc di una Ootta, soprallutto in. un paese come il no:-I J'O ore le indn:-t ri e meLallurgiche sono ]lOCO sviluppate, richiede pareccli i anni e non si puo per alcun verso improvvisare. Jl Dnilio poslo in r,nn liere nel gennaio '1873 ebbe il primo armamcnto alln. dalrt del Ggenuaio ·1880; le frogale corazzale P1·incipe Amedeo, Palestl'o, Roma, poste in can Liere le prime due ncll'agoslo ,186i.> , la Lerza ncll'ollohre ,1862, non furono armatc che ulla.dala rlel ·I6 dicemh J·c ·1 87~·, 'I0 febbraio 4876, 27 maggio ·1869 (2), sicchc la ,, n o la k'' non fnrono pronto ehe al settimo anno, la 2" . al nono, la 34 al ·10 ~ . Le all re mvi minori richiesero da due a Ire anni. Come ~ i tHI I O dunque lontani ila quei bei lempi in cui Cesare sui lcatro slos;;o delle opet·azioni ordinava fo~scro coslnllle navi rla comhallimcnlo c dopo un mcse daYa con queUe una pugna ~
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nanle!
Com~ e dunqnr oggi imprudente il pensare cho nella preparazione difensiYa del vncsc si pos;;a faro dclla politica del momenlol Eppurc gli imprndenti di queslo genere non fanno difello, eu invano levarono In roce contro di essi gli scrittori e le commissioni che Lrallarono il problemn delle nos! re difese maril!ime. « L'Itnlia , diceva c.on amarczza il De Sa int-Bon nel suo discorso « del 187.-1·, non ripone nella marina da guerra quella flducia di cui « essa M<u·ina ha hisogno c cli cui e degna.... invano le si ricorda « cbe cinqnc sesti delle sue fJ'On liere sono front iere maritlime, in« darno ic si adrlilrt.no le sue isole importa.nti facile preda allo stra(1 ) CN.SAn . - lle l>e!!n c iviti. C~p . LVII LV II I. (2) Vedr.si Allognto ~ sLnto tli p1·ima p1·crisione dell e spese del Min istero della Marina per I' 3nno IS$~.
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<< niero;
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le si dice inulilrnente che in k8 ore sessn nta mila uomini « possouo esse1·e sbarcati su di nn pun to qualullt{\10 dell a cos la. >> Fino dal '1868 il comandantc Lovera di ~l ari a pubblicanclo le splondide conferenze da lui tenulo alia scnola cli guerra alzava un grido conlro « l'ingiusLificabil e stato di apparenle sicure:t.za in cui « la nazione ripo:;a e da cui lcrrihile calastrofe potrehbe dolor·osa« mente riscuoterla in caso di impronisa guena . >> Ed il Consiglio superiore di marina nella relazione sui proaeflo di legge del ·1876 prociamava aperlamcnle che: w~'annatct n:vale ·CO.~tituis~e ~e1· l' Jtalia tma q1testione di: esse1·e e non esse re, questwne d1, vzta o di mol'te. In ogn i tempo insomma molli c henemcrili scrillori che traltarono delle nostrc di fose di term e di ma r·c, non manca rono di cb iamaro l'atLenzione dol pacse sulla nccessilit di nn ~erio asseiLo delle difese da!lct parte di marc e :;i lrovano ad ogni pn~so citate to ~arolo di Napoleonc « quoiqnc le snrl de l'llalie soiL, par sa sitnaLIO!l, scpRrc du nord, l'IIalie est nno senlc natio n; l'uni te des lllOOU J'S . de l:mgage, de li !leralure do it., dans un <wenir pin;:; ou moins elo igne, reuni 1· en fin ses lmhi lans dans ti ll seul go nvernoment. Ponl' existet·, la premiere condit-ion de r;etle monarchie sera d'et1·e puissance ntat·itime, afin de maintewir lrt .~npt·dmatie Slbi· ses tles et de defendl'e ses cotes » ( I). . Ea~ ogni pas;:;o si vedono 1·ipetnto le idee che il Pepe (?) ed 1 fratelli :\lozzacapo (3), a''anzando i tcmpi e nell' inconcn;:;:;a fede nella fulura unita della patria, <n-e,·ano formulate e pubblirate a Parigi ed a Torino nei giorni dell'esiglio, fm il 1835 (!d il 18!59. ~I ~lgrad~ ~ero tulte queste spinte, I' ltalia assislel!e per lunghi ann1 rmpassll)lle al doloroso :=;pe!lacolo dollo sfacelo della ;;na marina, all'a.bbandono delle sue cosle. La dnl'a lczionc di Lif;sa diede liwgo ad un processo doloro~o eel a discussioni ta lticnmente accadcmicho. I1 primo non Yalse cbo a scaJ·icarc solJJ'a di tm JJOmo I U.ll.o il l1CSO di C{LLella sventura. na;: ionalc che IJacco snl ::;no nascere la noslJ'ft grandezzn mal'ittima. Le seconrlc al pari dell e inlel'cssanti cleclnzioni del Colomb (4) aLLirarono 1' aLLen7.iOllC ncgli u[[iciali di ( I) Description d e l'ltalie § VI. llic'mn i•·es cle Na110ltfo,t. (2) L' ltalia milit ar e, op. ci L<l~a. S<!<ionc s~conda . (3) Slttrli topog. e st>·ategici w L'ftaUa . Par to Scco nda. ' (1)
Le., .<ons f•·om T.iua.
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OEL METODO NEGL! STUD!
mare snlle f'onnazioni laltiche, sull' impiego dei cannoni e dei rostri, eo se tulle sem:a clu hbio del piu alto interesse, ma che se valgono a spiegare i fatti, non sempre bastano per se stesse a rintracciare tulle le cagion i dei fatti, le quali ranno cercate, in parte, assai lonlano dal campo di ballaglia, nclla mancanza di una coJWenicnte preparazionc ( I) nil a guerra, ne!la mancanza di indirizzo alle cose di LeiTa e di mare >erso uno scopo comune, nella mancanza. di un capo pennanentemcnte responsabile di tutta la difesa del paese. di un capo che prepari alia lotta e faccia muovere con accordo que~lc clue braccia della nazione che sono l'esercito in terra e 1' armala in ma re. La mancanza. di un capo permanentemente respon:;abile della difesn. del paese, il frequenle mulu.rsi dei tilolari at :\l ini:;tero clella ·Marina chc, nei ven ti ann i decm·si dalla costitllzionc del Hegno si succedetl.cro in n11 mero di ve,n tiqwttlro, fra i qual i sollanto dieci avel'ano sel'l'ito nella mar·inu, c faua esperienza.nelle cose di ma1'c; la mancan'l.n di ul'fi ci permanentemente incn.ricati dello studio di tuLti gli clementi uecessari ali a buona preparazione di un disegno di guerra marittima. (2), per no n dire di altre magagne rese palesi dopo Li:ssa. cla.i clocumenti ufficiali, non poterono influire che in li!odo dannoso sulla poca e tarcli va preparazione marillima del '1866, snll' iucliri:t.zo di quell e operazioni marittime, sul disaccordo fra e:sse e le operazioni dell' esercito, sulle successive incerlezze e sull'abbanclono assoluLo nel quale dal 1866 al ~1813 fu lasciata la nostrn marina cla gue1·ra . Fortunatamenle oggidi tullo accenna ad un iudirizzo miglio1·e. Al comitato di stalo maggiore generate si vedono riuniteacon..-egno le somme cariche dell'esercito e dell'armata scambim'si le loro vedute, preparare per ch i avra il grave carico del co mando supremo un solido appoggio in qltel comune consenso che, fra personaggi di alta levatura, non pu6 a meno di stabilir;;i sopra questioni per toro natura
{!) ft necessnl'i o l'iconlnro che pn:pa•·a~il peo· nluN ~o 11011 cil·ca
si p•·ese ad o pel'tii'O I>\' I'
nel 1866 no n furn mo in gnocio di opcn orc (0 ma lamcnte uu meso pi\1 ~unli uel ~empo nel quale si fu pront i e
~e•·•·<~?
(2) Vcdtulsi lo proposte fat.te in pro posito dnl tene •He d i "ascello BomHnico a pa g79 e seguonti ud suo rucen te ltl\'01'0. • S1tgti studi d i geog1·q,{ia mitita1·e contincn tale e mariltinw • p•·oposte che a no i sornll1·ano dolla pi\1 alta 'i m portanza.
PER LA OJFESA Tl.':Hl1!TOJ'l. IALE
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determinate quali sono in massima parte quelle che inteeessano la clifesa. Appianate nelle calme e serene discus ·ioni del tempo di pace quell e divergenze cl'opinioni che sa rcbbcro falali O\'e si presentassero inaspettate in caso di guerm (come ru gia dolorosamenle provato), consolidata dall'appog~io morale dei capi l'autoritit del comando, attenuate, per lo scambio d'idee. molte dilficoWtd'esecuzione, tutto porta a. sperare che it norello indirizzo clm·it grandi frntti. ~la perche ne5-suna. nube turbi questo ·orizzonte, perche !'opera gia pee se ;;tessa assai ardua di chi sta in alto proceda etfic;tcemente, e necessario che essa trori non solo nell' esercito e nella mari na quella larg;t cooperazione che per quest i e un dovere, ma allresi nel pae3e qnella fede e quell'appoggio clle raddoppiano, ove regni la concordia, le forze di una nazione . . La swria, del patriottismo in llalia u troppo splendida e piena di prove recenti perche non se ne possano l.rarre a.uguri felici. Ma svent.tll'ata.m.ente flon s~1~1pre ne da. luLli si co t~p rendoHO ab.bast.anza i biso•rni della nostnt ddesa e sono tullora. mdtcal.t, nnche lt·a gcn te o . I· di qualche islruzione, pregiudizi gravi e tn.li, specinlr.nente sulla nostra difesa marittima, che polrebbero un gipr.no fuorviarc la pubblica opinione e creare pressioni eel inciampi all'azione del comanclo in momenti supremi . Come spesso a.vviene nelle masse, ove il sen timenlo e buono ma scarsa c la conoscenza dei problem i militari, c facile per esse l'appassionarsi attorno alle prime impres:sioni, eel il riscaldarsi delle fantasie, per modo da. spingere verso soluzioni che per la lo1·o indole rogliono essere invece uecessariamente riserbate a ch i avra la condoua e la responsabi liklt dell a di fcsa . Convinti di questa necessita, cercheremo l~on questo scritto di portare qualche luce nel pubblico, giusiamente avido di conoscere le condizioni delta noslra difesa; eel a quest'uopo nnalizzeremo i timori, porremo a nudo i pregiudizi, procureremo insomma di stabilire una. corrente sana di idee, cercanclo sopraLLullo cli investigare lfui le cau~e cl i quelle incertezze e di quegli erronei appre~zamen l i suite condizi oni della nostra dil'esa verso il mare, che contribuironO> a rilar·dare l'aLLuazione dei provvedimenti dif'cnsivi oggi reclarnatL come in d i~pensabili . Le principali, fra lali cause. paiono a no i le sogt1 en1i ·:
PER !..A OIFJ-:SA 'fERRITORIAL.E
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DEL.
~lETODO
NEGU STt:DI
1° i dubbi e il disaccordo circa l'entitiL e l'importanza cho potrebbeJ·o ave1·e 'gli sbarchi nemici snlle nostre coste; 2° le incertezze sull' efficacia c sui!' impiego delle clife:;e fi:>~e di co~tn; :J<> le incertezze sull' cnicncin. c snl modo d' impiego dei nostri mc~~ i di mare; 4° le divel'genti op in ioHi w l conco rso delle forz e di terra sia locali sia mob ili e sul leginnefra ledifesecostie1·eela difesa in ternn.. Se da questo e:;amc vcn·it, eome spcriamo, qualche luce snl vero :;tato ilcllc case, ci permcttcremo cl i lrarne qualche deduzionc sia sull'assetto definitiro da por;;i come mcta o desideratum della nostra clifosa marittima, sia sngli spedient i che potmnno e:;,;ere opportnni per pro,•vedere alia nostra s i curez~a nel periodo di lran~izionc ncce~sn ri amente longo che clovrit trnsconere prima che qnella meta pos:;n. di1·:;i raggiunta .
Circa l'entitd e l'importan::a che potrebbero ace1·e gli sbarchi nemici sulle nostre caste.
f: quc.sto uno degli argomenti su i quali e piu pericoloso a no~tro avviso il :;entenziare, in qu::mtoeilc essenclo pareechi i fallori che vi possono a'•ere unt1 infl uema determim.nte e non tul.l i facili a rintmcciare, ne a misnra.re una vol! n. rinlracciati , si puo racilmcn le e·scre indotLi in enori gravissimi per poco che sfugga all' e,;amo o non sia ret!amente ntlutato tal uno dei fattori stessi. Come e facile comprendere dato che le forze da sbarcare non facciano difello, e fait a astrazione dai detem1inanti cli ordine politico. che po:;sono rendere talora alluabili le imprese piu arrischiale, quale fu qnella dei millc di )larsala, l'entitit ed importanza di una minnccia per mare dipendera da molteplici fallori, alcuni dei quali pero, eel anzi i principali, possono veui1·e a~;;oggellaLi a! calcolo, e tali ~areb bero; il numero e le condizioni dei siti d'imlmrco su i lirli dol [11'Csunto aVI'OI':>ario, i snoi mczzi cli t.rasporto e di proteziono in mare; le cond izioni dei siti di sbarco sull e no:>tre co5te; l'ubicazione dei ~ i t i
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d'imbat·co rispelto a quelli di suarco; l'ubicazione dei siti di sbarco rispollo ad obbiettivi di importanza considereYole. Eridentemente quaoto piu uno Stalo avrit numerosi, comodi e sicuri pot·ti, scaglionat i su ampio fronte, coliegati per mezzo di ferrovie coi si t.i rli stanzn delle truppe, tanto piu agevolmente esso polrit organ i ~zare nel segrcto una spedizione, farla riuni re in alto mare o lanciarla a sua volonttt lascinndo fi no all'ullimo momento lo Sta to nemico nella incertezza sulla enti ltt e direz ione che potra ave1·e il corpo di ~p ecli zion e . Consiclerando da qnesto punlo di rista i noslri rapporti marittimi coali Stati vicini troriamo che per es. : !'Austria menlre ha un ampio lit~rale hen pronisto cli porti da Trieste fino alle Bocche cli Cattaro, sarebbe pero, in caso di guerra, indotta ad ndoperare quasi c,;clusivamenLe come punti cli partenza. per sped izioni marillime i sol i 3 porti di Trieste, PolaeFiume, perche qnesti soli sono collcgati, per me~zo cli ferrovie indipendenti, col retrostante paese dal (JLU\lo clovrehbesi rica:vare la fon a da ·imbarcat·e. Ma vi ha di piu; quei porLi lrovanclosi tulti e lre ver::;o una eslremitit cli un mare angusto c.omo I' Adrinlico potr:1nno es:;c re sol'Vegl iati con relatim facilila. Altrimenti starebbero le cosc. se parecchi altri porti della Dalmat.ia ro~sem collegati con ferrO\'i<' attra rerso I' Erzegorina o la Bo~nia colreslo dell' l mpero; eel inralli, in tal caso, oltreall' aumentalo numero dei punLi cli partcnzn:, la toro. rispetlivR di:stanza eel uhicazionc rrnderebbe la no::;lra sorvcglinnza piu cliliici le, ed assai mnggiore ne! s11pposto avversario la libcrtit d'operare. Ln ben nitre conclizioni· po i tro,·iamo lo coste dell'altro no.slro vicino. Sulle coste mediterranec cd ocenn iche della Francia, su ll e sue coste algerine, su quelle della Tunisia oYe ora quesla potcnza va dilataudosi in modo pe1· noi an-ilnppante, troviamo numerosissimi i porti lcgati con fen·ovie ,(;Ol retrostante paese, eel infatti a tale condizione iioddisfano nel ;\Icditerranco solle cosle ili Francia i porti di Tolone, )Jarsiglia, Cette, Port-\' cnclre, per 11on dire delle nHle di IIyercs e Villafranca; sulle algerine, Orano, Algeri, J.>!Ji lipper ille c Bontt, e potra.nno for:;e anche piu minacciosamen te serv ire in avven i1·e Tunisi e Biserla situnte su qnel sagliente r-artagincse clw tanto si avanza verso il marc interposto fra Sardegna e Sicilia.
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PER L \
Snlle costc ocll' At! ant ico c oella 'lanica poi piu di renti strade ferrate indipendent i guidano dall'interno della ~'ranci a ad altretlan ti port i, fra i quali ta luni come Cberhonrg, B1·est, la Rochelle hanno granile sviluppo di rnczz i milii<u·i . Mentre si puo di1·c che nou vi c q ~tasi limi te nelle agevolezzo fornile dai porti francC'si all'imbarco di qualsiasi spedizione, ~iova noHu·e che fra i porti del :\Ieditenaneo ' c ne so no due di talc sYiluppo da ba~>Lare da sol i allo imharco ili pa1·ccchi corpi cl'e;;crc ito falto in eccezionali condizioni di celeritit o cioe Tolone e )Jarsiglia., entrambi a distanza, di una a oue giornaLe cli n:wigazione dallc no,;t.re coste occidentali. ll solo po1·to cli Tolone, scrive il comandante Lo,·era di ~br i a (I), ha « ampi mcl.7.i per l'imbarco sin~!Lltaneo di quattro dirisioni. » « L'imbarco delle dne divisioni componenti l'ultima sped izione francese nelle provincie romane fu cscgu ito a Tolone in I 0 ore di lcmpo . L'imbnrco di qualtro divisioni si potrehbe csoguire in egual limiLe cli tempo ocl al meno con lievissimo 1wmento po ichu l'im barco cl i ogni clivisionr. avendo llwgo conlcmpor-aneamente e d is! in La mcnte, il tempo OCCOI'I'CillC all'imbarCO uellc lruppc DOD >aria coll'aumentare dei nnmoro delle diri:;ioni finchc :>i puo clispon·c di calate o rrallcrrrrianti cli tra:>po1·to da terra allc nnvi in misura talc cla.})Ol.ere 0 ~><> fl;;segnare ad ogni divisione la parte oc~.:orren te pcl ~ I LO imbarco in ·I 0 ore \'1) Lcmpo ». In condizioni nnr,om piu favprOI'Oii per imbarch i su grande scnla c .\lar::;iglia. GiiL parecchi anni or sono si notava in quel porto uno svilnppo cli calatc di 12,600 mctri di cu i 8500 utilizzal>ili pei movimenti d'imbarco c shm·co colle navi accostate alla banchin(t (ci6 che pcrmctte, asscgnando ·I 00"' cli hanchina per nave, di ef{etttLare contem.poTaneamente e colla rnassima ceLeriui i l cariccun,ento di 85 1~cwi nella migliore delle condizioni desiclera.bi li) . E laic sviluppo di calate va scmp1·e crescendo e ragginngcrit quanto pri ma i '18 cbilometri di cui ,14. utilizzabili per accostm·e navi alle banchine, sicchC ·1 40 navi ad un tempo potmnno caricarsi colla massima facilit it ! J~ pcrl.anLo lccito dedurre chc quei soli due porti bastcrebbero (1) Ope•·a cita ta png . 134.
!IIF'f.'i.\ TF.RRITOni1\LE
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-aWimharro co ntemporanco di una ;;pedizione ili ollre I OO,OO? uo~1in~ fatLo nell c m igliori conclizioni. E rimancbhero anco1·a l1bcn gll :tltri port.i ai quali ahb iamo a.cccnnato. Passa ndo ora a consiclcrn i'C ·i mezzi cli traspo1·to e hene premcLLcre che come osserra lo ~lesso Lovc1·a di ~lcu·io, « in nessuna cpoca le mari~c mi li tari poterouo dispor1·e, ad u:;o rli traspo1'ti per tmppe, di uo si nu meroc;o materia le (juale c quello rimasto a. cio spcciale in scrrui!O aJ rinl101'fl111elltO delle lorO Oolte »· 0 Dcgli S!at.i a noilim itro(i, l' Ausl.l'ia entrala dn poco t:mpo~1el J1llmero delle potenze mari t.t.imc .non possicde che un mslgnJii ca~ILe mal erialc da trnsporto 1nili1nre, ma la. Fmncia chc ha dovuto nnnoYare nnmerose tloltc c cite da secoli manlienc uno dei primi post i fra le potc:-nze mariitime. gii1 nel 1867 nOI'CI'!l\'a I 07 nari ollCI_'aric, del cli:;loramento comp l c~;;i vo di 281,600 touncllalc, suffictenll, seconclo il Lovcra di ~hu·ia, al bi sogno di Lra,;porto d'un'armal.a cli 70,000 uom ini. Oggidi ~e conclo la lis la uffiriale del ·18fH la flotta mili!arc della Francia consta di : 4:3 corazzate cli alto nwre I <i ~na rdacoste cornzzate 7 bal!CI'ie corazza tc · li2 inc1·ociatori M) r.:mnoniere !,.;) an isi 4,.0 t rasporti ad elira 6:) lOI'J1ediniere ·18 bastimenti acl elica di tipo anliqnato (vascelli , fregate e ti·Dsporti) :Jli nalli minol'i a vel(t ·I ft. gnarclapcsca . . . 100 basti-menti mi nori per servizi di porto, n morclHalon ecc. I soli q.Q trasporti ad clica rappresentano ci1·ca 1?0,000 Lonnellate cli d i ~locamento, o se a questo si agginngono una parte degli i nc roc i r~ t.o ri c rlellc corazzalc piu antiqualee meno alle al combal.l imen10 , si pno an·ivarc pro~ so a, poco all a cifrn. r1 i cn.p:tci ta d'i1:1barco gii.t acccnnat.a dal Lovcm cli Maxia, anchesenza.t.enerconto clr mo llo matcrialc figmante nel quadro sopra esposto ma fot·se meno adatto
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DI~L ~!ETODO
NEGU STUU I
a trasporto di truppe per la minore celerita, od a\tre cause. Ma. anche pitl che la marina da g110rra, f01·nisce alia Francia un abhonclanle mn.Leriale da trasporto la maeina mercantile, la qualepossiede un materiale non solo numerosissimo ma assai scelto per la velocita o capacitit di trasporto di moiLe delle sue mwi. Eel inl'atti le slnlislicho claHno oggidi per la marina mercantile francese nuruerosi piroscafi dal le 2 alle /f mi la tonnellate di disloca:nento, e moltis:>imi dalle mille nlle :2 mila LonHcllate. Pe1' modo cue trascurando le na,·i di piccolo tonnellaggio e non trnendo con to del comi nuo ~os li luir:;i, per le nno\'C costruzioui, dei grancli piroscafi ai piccol i, la marina men:antile fmncese puo forniro un cl islocamento complessi vo cli oltre a 250 mila tonnellat.e, utilizzahili in gran parte per lrasporti mililari, e delle quali circa I i:>O mila trovansi ordinariamenta nel McclitetTtUieo. Se po i si tieHe conlo delle molte e grandi navi mercant ili a vapore Lu.~tora in costruzionc, le quali andrauno di mano in mano a sul'l'ogare le naYi minori, e da a:;pclla 1·s i che in pocll i anni quelle cifre abbiano ancora a cre:;cere notevolmenLe. }la, anchc nei limili sopra acccnnaLi, la capacita cli trasporlo del la marina mercnntile francese apparc tale che: et uando vure si facesse una larga parte a cel'li bi~ogni del comme1·cio, alle nari in tipnrazione ecc.; si potreiJbe sempre ollencre, con le navi disponibili in seguito ad una conveuienLe prellilrazione di guerra, un irasporlo alqnanlo superiore a quello gii1 accennaLo come eHelluabile con una sola parte delle na,·i da. gue1Ta . Sicche c leeito concludere che per quaulo di pencle dallo condizioui dei porli e dai mezzi di trasporto non sarebbe impossihile alia Fntncia di imbarcaro Lllta spcdizioue di quallr~ c pii1 cOJ·pi a·ar:mata ; c convione anc01·a aggiungero cho le nuovo cogtruzioui di nari cli grando capacitil (I) :.~gevoleranno anc!Je piu nolevolm.ente in nvYeuire siil'alle spedizioni. s·; ramment i inoltre che: ge ne! 1830 per t1·aspotta1·e da Tolon e ad Algeri una spedizione di 37000 uomini furono neeessarie ~)00 navi; se per Ja spedizione di Crimea ncl 'l8f54 hastarono 134· navi acl imbarcarc 60 mila uomini, c per fomiro la spedizione di lullo il neccssario e scorlarla furono necessarie in tutt.o 4-60 navi (2); :;e, (1) Lo sola marin a mercantile ne conlcl'it fra quolchc anno un cenlinaio dalle 2 allc 4 mi:o toncllate di dislocamento. (i) Nelln spe(lizion e di Crimea la notta franc~se sborco 27,000 uom ini con 61 pczzl
come calcolaYano nel 1859 i frntelli jJ czzacapo, una gran de ~pc dizionc di 1!)0, 000 uorui n i dirclla con Lro le noslre cos to ancb lw pot 11 to coi maleriali dat rnsporto tl i LLO quarto di sccolo ·~~ 1·ich.iederr 1200 navi ( 1), la, qual cosa rende\'a ono,rme e .c;ompro pm per 1 r~o loso. lo ,c;pazio tcnuto cl a un collYoglio; oggidi, e meglio . ancora. fr<:~qu~l~ che anno, un cosi enOJ'Ille mo' imeulo polre!J!Je ol1elluat·sJ non pm cou 1300 ma con a,;~ai mouo tli cluccenlo navi eh Lrasporto scelle fra le tJiu cnpaci . . Tutlavia anche con cio sarit sempre as!'a i grande lo spar.10 occupaLo da uu comoglio o sernp re difficile la sua protezionc coutro n~' i potenti e voloci, e se per un Yerso il minor nulllero c la magg10t' capienza delle na' i con telativo corredo di mczr.i d:t sbar~o sempl ificheranno Ja opcrazione di :sharcocd agevoleranno 1l .co~1p1Lo d.ella scorla, cl'altra parlc la maggiorc pescagiono delle nav1 c~1 ma_ggl()re capienza oi.Jhligando snlle :;piagge sotlili a sl.nr~ a ma.~gl Ol' ~ln;lanza cla terra non mancheri1 di crom·c qualchc magg1n1'C dt!Gcolta o perdita di tempo . .\la lullo sonnnalo le'comlizioni gt•r~~ral i di ~na s~~e dizione mnriLLima <lnd1·annn cliv<'ntaudo ;;empro [IILL pro[HZie all 111Yasorc. Dai pochi dati csl_)osti, confermali dagli a~prezzamenti emes~i pii1 di una \'Olta daj.tli uomini di marc, appare m t~nto proYato come pet· le mutate condir.iou i n.oi mezzi di il1tbarco e ~h Leas~orlo, 1? svedizioni marittime possano oggidi acqui;;larc assat magg10re s' 1luppo che in pas~ato, come hanno acrruistato sicurczza clopo l'inlroduzione del vaporc, eppero non e og~i prndcnle il vo]pre. an aat:e a ce~·carc nclla sLoria del passato come sic fatLo d:-t. pa.reccln UllLOl'l, h m1snra dcllo s,-ilnppo che· esse poLrehhero oggi ar~ruistare. Ne cl'allra parlt' c abbasla!IZa •·orrcllo il Yokrc fis,;are i limiti d':u·tiglicria in picno assctto o: ca mpugnu o rwov•is ti cli 6 siond di vi1cri, illlpi··t"""lo 4G navi ool oliSI?camcnto appros>imativo di \18 a lOiOOO t.onncHate.. . · , . J.;1 Oo t tu in glcsc sba•·co BH52 uomiu i co n 54. pcz":i d'un1 ~1tcnn •mpll'gando 8' lln· s >orti (di cui M a vela) con un· dislOC<lmento comr>h!SSIVO d1 !);30.00 tonn. ~:. , . , 1 So pOI'O fra in<>lcsi 0 franccsl le nav i "" trosporto roe•· la o• n dr l.ln IOil.'l <h r.o,t.,'l
uomini 0 11 ~, cannonl rurono so!ta 11 to 131, del complessil·o dislocam~nto da C!I'C~ 2'10,000 ton~ ell ltc il uumcro totalc delle , r,vi dcli<l not la olloala d• ~pcd• zaone .ru d1 ·IGO , ~om1 quello I ' aucl1e. per tr<I SJ)OI'll d1,..ln~lcl'lah 0 prese da gucn.a f ran cc··, • e· turchC adO"erat.e ,. · .· 1 r~•·•• o sco•·t·11·e il convo!)ho (fatto solo ccccz10ne dt tre q 11 e\l') da gucn·a JOg1c~• ac o v • • 1 • ' • .., , " _ dcstinate a tr~spol'lo). V. Lovsn' nl MAnt•, r:on(eren.e pa,. l!l, 21, u 56 59 .
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(1) Studi top.
e stl·itLegici m t'lla!ia P· 506.
ANNO XXVII, VOL. I.
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DEL ;\ll:;rQDO :-!EGLI STUD!
delle mitwc,~rd'inYasione maritlima <lc=-umendoli soltantodallacapaciti\ di traspot·todclla llHlrina di unn. potenzn, ed invoro: quando ptu·e delta capnc.ilit potes~c r~sere pre:;n (i l chc non c) cou1c 1111 fall ore in vnriahilc, p,-sa porrehbc bcnsi rappre~ent·u·e ilmassimo di forzeche nna marina puo trasporlarl' in ww solct volw ad nna data di~tan:a, ma non illimite assolnlo dt'lle forze chc ttno Stalo pno cle~linare a sprdizi oni marii.Lirne; in quanlnche qncllc forte pot.rol d1Ct'O in dali cast yen ire mo lliplicalc ripetendosi le sprdizion i roll sucrrsf\i\'i shart'lti, ·oppurc diminuite O\ c mancasse l'opportunila di snt'CC';;siYi sktn·l!i c si impones:'e im ct'C, per r·agioni di sicurczza, la ncccs:>ita tli porre in clisparLc le navi da tn1spor1o meno reJo,· i c le p iLL piccolo, per rend ere piLL agevole la pt·otezione drl cnnvoglio da parte della flolta c.omlJallenLe; condizionc cite CYideuLemcnle si andril. poi tanto piu .aggranndo lfmlnto piu g1'nJ1de ::.al'il il periodo di crisi clelln traversata ossia la distanza a percorrersi in marc, e C[tWnlo mino1·e sarit In disparilit frrt la fioLla ·comlJa!Lcnte del l'aL· taccanlc c quella clrl difensorc. ~ el ea=-o noslro la rp~asi parita coil' Aust1·ia ne1 nuxiglio combaltenlr, escludc assieme con all re cause l'opporlnni Lit di grosse operazioni di shat·thi sttlle nostre eo:; le, e, nell' ipoles i di guerra con delta potrnzn, rend c ogn i spediziono impossibile prima che una delle parLi ahb ia raggiun lo sui marc un gran de ri snltn to laltico, Lnlc da fia ccare del tnllo l'a\'Versario. La infcrioritit nostra invrce rispello alia marina com· hattonte franccse e oggi tale da non potersi escl!!dcr·c un tentati,·o di spedizionc fin dall'init.io delta guerm. ])er coprir un La le l.onLaLivo la flot.La avverso.ria JWOCUl;era per<l precedcntementc cl i alii rare la nost.m a q ualchc fauo 1·isolu1 ivo, e solo quando a ci6 non riesca si ridun·it al compito assai srahroso anclw per cssa, malgrado la sna superiOI'itil., di fare da scor·la a!la spcdizionc. NaLuralmcntc convcni:t cercarc tla parte nosLrn di evitarc <Ill grande Ul'l.o, schiYnre il pcricolo di csscrc sopcrclt iati o bloccati, c conservat·e la facolltt di Lentare aLii conLroll'ensi,,i c,he rcndano liluhanle l';wversario ad arrischiare sul marc UJl grandc corpo di spcdizionc. )la tale risullalo potra da noi conscguirsi in di' crsa misum. sP-condo che po tremo Lrovare o no <tppqggi prcpara.Li su cerLi punl.i delle nosLre coste c ben preparato il servizio dei scmafori e clei le-
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PER LA [}!f'"ESA TERrtiTORIALE
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1egrafi all o sca.mbio delle informazioni mccolte sul.n omi<:o eel alia diramnzione degli orclin i. Olt.re a queste cause chc possono rendcre a";;ai dill'cren!' le 10 . _ b bT. d' . . . I P a 1Ita 1 I'IUSCita delle lUJnacce marittimc sui diversi punti delle coste, .c?ncor~·ono altre cause, come giit nccennnmmo . a fal'lle variare la enL1ta, c.c'oe le con.dizioni. dei siti di sbarco cbe col rendere pi1't o meno facile la creaztmle dt una bnsc sicura. allc t1·nppe sharcate possono per un tempo pitt o mono lungo cmancipare dal na,iglio I~ truppe ;:h~r~~te c con~cntire la I·ipetizione di shaJ·chi, rip~ti ZIOne chc sara piU o mcno agevolal.a d:llla maaaiore o minore vici.nanza dei siLi fl 'imbnrco e dnlla Joro nbicazi~~e ri speuo ai sil.i dr sbarco. . L~ ripelizione poi degli ~harch i potrn effeuuarsi impnnemenle m lll.s~ra ancora map-giore a paritit dellr altre circostanze qnando per v t c 1~1o concorso ?i operazion i tel'restri con quel le 1nn.riLI.ime, e per facll~ lega1~1e Jra qucstc 13 quclle potran no le trnppe sharcate cons1deral'SI eventiJalmcnte indipencl cn ti dal marc, od almeno non soggclle all'a::solutn necel':'ilit di lcgame continua ed in tulle le ore col p1·oprio naTiglio. F:ina! n~ente h• ubica7.ione de i sili dn. shat·co ,· ispcLLo ad importanLi ohbtettm , eltLpal.umdicrucsli consenl.cndl)p iuo menodi r'trrcriunrrere faci ~ . lmen t·~ c ce1ereme~11e nn (l tto r isuiUti.O e di dare alia '~n operazione PJUtloslo .11 c:tt·a~tere d1 .un colpo dim a nodi rapido effello) da attoarsj con una lorrnaz10ne d1 fac ile lrasporto, anziche il carattcre di una op~ra.z i~ne lm~La, rich icclen tc di!Iet·rntc formazione, e grundi malen ah d a s~eclro.' ~cl approvigionament i str maggiore sca la, potra, a seconda det cas1, 111dur:re ~'i 1wa~ore a ten tare in clati momenti e 5opra un dato Pl.mlo oper~z10n1 che 111 altre cit·costanze e su allri punti sarebbero unprudent1 eel assurde . Le po,}he cose dette possono peesuadere iJ lettorc del carattere veramcnLe nssai comp le.sso della questio ne che tratliamo. e bastano c~me gii:l. s'c accennaLo a dimostrare quanto sia insufficientc ilmg!o~amento cli coloro che per ricercare il limite delle minacce mal'lllnue si acconteotano di dcdurlo dalla sola capaciLit cl i trasporto delle. fl_otl.e, c dagli esempi storici di spedizioni marittirne fatte in condn10ni che erano ben di/Tcrenti da qnellc nelle qnali orrrri si po"~ trebbero altuare.
PER LA DIFESA TEL\RITOHIALI':
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DEL METODO NEGL.I ST U DI
Aggiungiamo che sill'atto modo di ragi onare non e priro di pericol i potendo indnrre a credere sufficient i alia difcsa mezzi che uon lo sono. I l prcten.derc di 11ssarc una data fo rza come limite delle minacce marittimc nemi ::he, e l'adollarc un tale limitc di minaccia come un termine pt~siti vo eel anzi co me un fut.t.oro comune per tul.ti i problcmi di difesa relativi a qnalsiasi parte delle nostrc costesarebbea.dunque un errore pericoloso. Ovo qun.lcuno non no fosse abbastanza porsua~o si pro'ti a consiclcrare qualche ipotesi concreta, c per esempio supponga succcssiYamente all'alto aperta oppure seriamcn te sbatTttUt presso la frontiem la ~ tnula della Cornice. Apparira chiaramentc chc una spcd izione per mare pt·oyen ionte clai Yicini porti fran cesi e clirolta contro le rade dell a ri~· iera cli poncntc sari1 incoraggiata oppuro dissuasa clalricorrcre al :;is Lema degli sharclt i snccessi,•i sccondochc la slrada della Corni ce sarit uell' una, o nell'a.ltra delle condizioni snpposte; poiche dall'esserc apcrla o no quella comunicazioue per tet•t·a col ~izzardo dipcnderil la fa coilit per lu Lrnppe sbarcate di emanciparsi dal uaviglio cd il lasciaro che q1testo sia liberrnncnte impiegato pc! successiro trasporto di rin forzi . Con analogo ragionmncnto, si supponga rortificata oppurc indifc~a lil nostra capita le . t eh iaro che dipcndentcmenle dall'uno o dall'altro stato di cosc ne venauno neccs:: itit Ji!Terenli eppero f'oemazi olli dill'crenti per un corpo di sped izionc cho disponga di dati mezzi d'intbarco. In conclnsionc, p i utto~toche cleclurrc da poch i dati , e gencralizzat·c lt clcduzion i sull'enti ltt ch e polrcbbero averc gli sbarch.i con'tieue csaminare ca:;o per caso le condizion i nelle quali cssi potrebbero averc 1uogo su ciascnno dei punti vul nemb ili delle nostrc costc, e, solo dopo avere falta la sintcsi delle minacce e delle p1ra1c possibil i sia coi mezzi di marc, sia colle di l'esc lli costa, sia: colic dife"c mohil i tli term, si polra fondatamentc concludcre sul pi(t con'te nicnte sistema di difcsa .
§ 2.
Le incerte=::e snll'ejfit;acia e snll'impiego delle cli('ese (isse da costct. Il discred ilo chc iu scgni!o a guene recenti colpi le fort ificazioni te1·1·estri eel e~senz i al mcnlc le vecchic lrascunllc e di stida rte forlificazioni di muratura mal resistcnti agl i odicrni e potenlissimi meui il'nttacco, colpi pure, cd in moggio1·c misura, le fo rl.iflca;r,ion i ,di mare . E come da laluni, c:;agenmdo, si urrivo a. concludere sulla inutilil.it di qnasi tull.c le piazze pet·maacnti tcrreslri, sullanccessitit di smnntellare qualsiasi piazza di frontiera, repulandosi ogui piazza di tal gcnere non solo irm!ile ma add irillura pericolosa; cosi cla allri, rnn non senza qualch e miglior fondamento, si porto il discredito sulle piazze di mare, e si lascio dubitare che, malgrado ogni pe·rfezionamenl.o nellc di fese ILsse di costa, queste SDreiJbero sempre supel'itte dnlle o!Tese mariltirnc, le rruali colla cclerita del vaporc accumulando succcssivamenle i piu polenti mczzi di uL!acco sui singoli punti dell a d.ifesa avrebbero scmpre facol tit di ri uscire soverch ianti. E per verilit se si escludono i casi cli ·di fese fis!le collocate <t tale elevnzion o sui mare da potere danneggi.twe le navi senza csserne seriamente danneggia!e, oppure di dife:>e fisse le quali sieno protelle da ltass i foocli che lengano le pi L\ pol.enli navi a. clistanza o le obb ligbino ad a.vanzare per linec determinate, con poca liberta di movimenlo, c diano occasione a largo impiego delle torpeclini ; in ogni allro caso supposla egu.ale l'efficacie cli tiro fra difesa cd of· fesa c supposto anche che la protezione dei ripari in terra abbia a. dare qualclle vanL'lggio sui ripari corazzati delle navi, rimardt sem pre al la difcsa, che ab hi a estesi littoral i da guardare, lo svantaggio di essere tentata a dis:;eminare in numero ecccssivamente grande le cosLosissimc artigli erie, di vcntute oggidl necesssar ie per controbbat.tere le piit potcnti navi rnoderne in qualunqne pnnt.o del littorale cile si intcnda di efficacemcnle proteggerc.
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DEL
~IETOOO
KEGT.I STUOJ
P EH I ,A D!FES A TEHHITOR!A L P.
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Ne, aquesto riguardo, sa.ra inntile r ico rdarc chc il totale sviluppO> delle caste italiane, misurato scguendo tutte le piccolo inlle:;sioni , ~ di ·11 ,160 chilometri, dei quali: 7700 appa l'lcngono alla peuisola ed n.llc isolo del TirrC'no, I600 alla Sicilia, 1860 alia Sardegnn; c che lo caste dcll a so la penisola, quando, anche vengano misurate senza scguire tuLle le piccole inllc:>sioni ma secondo la. spoz7.ala iscrilla con Iati di dicci chilomeh·i, rappresent.ano da sole uno svilnppo di 3.1·30 chilom. E ben vcro che la massima parte di questo sviluppo di caste e impralicabilc, che solo i porLi e le spiagge apcrlc coslituiscono la patle vu·tnerabile, ma, per qnauto cio arrecbi !Lna diminuzione su qucll'rnorme fronte, rimane sempre il fallo cho noi abhiamo una trenl ilw di,porli , non privi di qnalche valoJ'e, cd alcune ccntinaia di chilomolri di l'itcle apcrle, in co ndizioni tali da permcllere, eon mare trnnqllillo, una sbarco a.hbastanza celero. Se si consid era chc questi porLi e queste radc sono sparsi lungo· que! fronte n stissimo che sopra s'c accennalo, si comprende a prim::~ rista come la clifesa mobile terrcslre non potra guardar tutlo efflcace menle o spostarsi con sufll ciente celeri ta cl all ' uno all' alt1·o dei punli ::~llaccati; mcnlre, cl'allra parte, e_ materialmenle impossibile il guardar con difese fissc tulle le cstese racle. Rcstorebbe tuttavia a veclere se coll e dif'ese Iisse si possano guardare i porti e gli anco raggi sicuri che polrebbcro servire da base di opcraz ione al nemico , e se si poss<tllo guardare per modo da rendere problematica :;o non la materiale esecuzione di uno sbarco la riuscita derinitiva di una qualsiasi spedizione marittima. La nostra ex Commi ssione permanente di di fesa, la qua le coi princip ii form ulaLi a pag. ·14 c ·I!) del suo piano generale di clifesa (I) aYea gi1t ripudiato il vecchio sistema cli clisseminare fort iGcazioni sn tuLl i i punt.i della costa, clopo aver fo.llo ispezionare le nostre fronli ere mari tlime propose ne! suo piano completo la forti6 cazione di 3·1 punti sull c nostre coste e eioe Rada di Vado, Geno1·a, Spezia , Livorno, Po1·to Ferrai o, Porto Longone, Grosselo, Monte
Argenlaro, Orhetello, CivitaYecchia, Gacla, Tsola di Ponr.a, . Bn.i ~, Napoli, Caslellanuu·e, Pizzo, Porto S. \'enere, Taran~o, Brmd1~1 , Umann, Anconrt, Cavaueii!Lcl' Acl igc, Brondolo , Cht~gg1a, :'enez1~, Strelto di }lessina, }lilazzo, Siracusa, Augusla. Golfo rleglt Aranc1, Cagliari. . Qnesti punli, [ortiricati quasi tulti soiLanto nel lronte a mare, imporla\'ano per le sole coslrur.ion i, senz:t I' armamento, la spcsa di ,108 milioui. La Commissione a vera poi propo:>to di l'ortificare verso terra quei soli porti i quali racchiudono gli arsenali maritlimi <> possono conco1·rere eome piazze cli terra alia dil'esa couLincn Lalc, ma come si disse lasciani. :;coporti dalla parte di terra tulli gl i altri « ;;ul riflesso cl1e le operazioni di una aggre:;sione cln mare, yer esse re YeramenLe ef'ficaci, es igono ind·ispensauilmente che S1aoo p1'ecedttte dalla occupnione di un porlo alto allo 5barco >> . Il Morin pen) ne! 1878, in un importante studio su la difesa ruarittima deli'Hali;t, pensanclo alia pos:;;ibilitlL di veclor esegu1_to con tempo bello uno sbarco in spiaggia aperta, come an-en ne 10 Crime" , scris~c che i porti per essero al sicuro « clo nelJboro 1~01~ solo n.vere !'ronti di mare forti :;:;imi, ma esse re anchc suscett~ hd 1d1 p1·esentare una certa resislenza dalla parte di terra,_perchc 111 cnso conlmrio noiJoccorrcrcbbe ncnnneno cll e la notta l1 facessc Lacere; il corpo cli :;barco potrebbe impadronirsene senza diffiC<J ita quando fosse e terra ». Posli al bivio, J'ra il ?'iflesso della (~omm i ss i one p erma~ent? e l'opin ione del comandante Morin, c pcn~ando a cias~uno d1que1 3 1 punLi che la prima avea p1·opoilLO cl i fo rt1ficarc, a. ~o1 pare cl~ e se in taluni casi avrcmmo vo lentieri seguito la pnma., m parecch 1altr1 saremmo stal i del parere del 5econdo. . ... Il teneno c uu tal lihro chc non perm ette di erigere a pn nc1pll delle massimc chc pure in molli casi sa ranno l.Juone; c no i cre~ irn~o che osso arrebbe anche qni fin ilo per imporre le sne condiZIOlll ~ cbe all 'atLo watico si sarcbboro fort iOcaLi ancll e da term parcccht di qnei punti, cio chc :H-rehbe noteYolmente accrc:;cinta la spe::a ( I).
udu.zione a OO>Teclo clel piano ycne tale lli flifcsa tlell" tta.liap>· escntato a S. £, . il mi11istto tlella guerra !l due agosto U/71 .
(I ) Si cou~idcl'i cho con qnellil spe~n .Ji 108 ·ll>ili oni. 7Je>' le .<ole cost>·n;ioni del le forti ricnzioni U\!l po 1·ti , la sttlssa cnmmi~sione di tll f~sa Uichiara\·a che qnn nto t.l N:q.)ol.t « pur riconoscenclo la somm;t importanza di cou~WI"\':ll"c il pos"esso all'liC\11;~. ll1 uu:a t u.' a.
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PF:R L A D IF' F:SA TJ':1UUT OL\ I ,\I,I::
llEL METODO l'<EGL T STU D!
Ma pit't rhe ogn i ultra. cosa l'anciJbe fa tta aumenlare l'armnmcn to
dispendiosissimo, oggi nec:essnrio per renclere quei fronti yeramcnlc capaci di resistere agli odiemi mezzi d' auacco marilLimi; ed infatti, per la difcsa dc_lle coste, in pochi anni si passo da cannoni che costarano pochc miglia ia di lire eel erano repulati SLtflicienti, a cannoni che(sebbene fabbricati in llalia c con economia) costano cir·ca un mezzo milione ciascuno, e sono oggi cr·cduli insuflicicnti, tanto chc di quesli giorni vediamo discusso l'acquisto all'estero di 1- cannon i per la Spezia i quali, messi al po:>to, col relaLiYo mnniz ionamento c:osteranno 6 milioni . No p<WC. Ycramenle che si possa farne a meno, inquantoclte fra pochi anni la Fra.nr·ia c l'lnghiltcrra avranno in mare delle Yore squadre di navi protettc cla corazze cosi po lenti e co;;lpo tentemenl e ar-rnate,' da imp unomcntc at.laccare qualsiasi porto fortifi cato che non aYesse straorclinari niczzi di difesa e con tmiTesa. . Si aggiungachecosipotcuti offescpo lrcbberoprescnlarsi inmassa contra u.no qmdunque cli quei :J.J punl i che sopra ahbiamo enumcrati. E prohal,ilmenle, in prev isione di si1Tatti pericoli, che llno clal ·1872 il comnnclante Hoss i scri1•eva: «· il difenderel'll.alia per mare co n c:;tcsi mczzi di forlifl.car.ionc, c opera che le flnan7.c le piLL nuride non po lrehiJero reggere ». ~In., stab iliLa quest a 1criLi1, inconlestabile netlo stato odiemo dei me.:.::i clifimsivi, il suddello comandante soggiungeya : « coprire da un colpo di rnano, piu che da uno auacco in regola, i due o Lre punti ovc la not la puo essere obbl igata a rifornirsi e con la re sopra le n:w i, sui muri gallcggianli di Tcmistocle, per la difesa dallato del mare, e il :>olo pos;;ibile concelto che I'Italia, tulta. aperla sui mare come c per tre quarti della sua frontiera puo utilizzare praticamente » ( I). cosi popoluln o •·icca, la vet·a an imn di lutte le provincie meridio nnli, si e limitatn a difcndcl'la cou tr·o le t-t·oppo {aciU o{f'ese d·i ma?·e, ed a p•·epan>re in tut tn v•cinanza <la tcn·a un ccntJ·o th occ<~puzioue milita•·e, cioe Capua, cia cui fosse a gevolo lo appo•·tarvi i pilt p•·onti o vn l id i socr·orsi di una difesa atti,·a ,. l\apo li dunqno sar·ohh·~ l'irtHlSI.a espos ta u (ruulcho r.H·,Jit~ oiTest• rla ma•·e, e si ponsi chc Capua e a 36 chilom. dn l'\apoli, oppcro uorr tou to vicin u. P'al01·mo poi. non r•r·a co •~•presa fro qu ei :J J 1Jort i forLiftcati , non a,·ondo, sccorH.Io q uellc p•·o posto, cho In ha ll.el'la di Casroll amnre pe•· « r estituirc 11 sal ut o allo ba ndioro estcl'o •· V. nola: r ~ nc p11 gina 57. · (1) Rivi.fta maT'itt.ima uuno V. 'l'e1·r.o trirneslre ISH , p. S~\1. - La d i{esa tlella n ost>·a ('·ontie1·a mcu·it!imrt del ca pitano dr frcgatn Gat'lo Rossi.
Uno dei nostri principali bisogni cJ·cnlmcnlc qucllo di avere una flolla sulla quale poterc contare abbaslanza. Ma per essere praLici non dobbiamo farci l' illusione di raggiungere tnnto presto que:slo grande risultato, non dobhiamo credere chc le gucrro abhiano a dLtrare cosi poco che basti l'avere i punLi di appoggio marilfimi sempliccmente alsicm·o di mHolpo di mano, ne che due o tre sol i punti d'appoggio ahbiano a bastare ai bisogni della nostra difesa marittima, anche quando la nostra. floll.a. abbia raggiunto qucllo ::;,·iluppo che opraticamente spera.bile. H.i pet:amo che: esclnsa la possibililit d i coprire con for tifi(',azion i tutti i punti vulnerabili; e, tenuto conto clella possib ilita (che oggi c rilenuta assicnrata ( 1) ad un corpo di specl ir.ioue) di sharcare in un punlo aperlo dellitorale; il mezzo principale e piLL economiro per lollarc, col nemico vcr·so il marc, sta nol roncloro mohili le potenl.i difese e conlrapporle alle mobili oll'csc dol ncm ico, un ica soluzione che ad un tempo permelta di ragginugcrc auehe allri im porlantissimi scopi e cioc: cli m~tntencre il logamo co lle i ~o le, proteggcre le noslre ricchezzo mariLLi rnc, fat·sentire la.noslra voce sui mare, toglicrc a.J nem ico colla minaccia di ra.pprc:;rigl ic ciYicaci la faco llitcli laglieggiare le nostre ciWt mariltime. 1\la ripeliamo pLtre chc se una. polen tc fl otla, oi l migliore dei mezr.i per bene raggiungcrc gli scopi ~opr·n. n.cccnnnLi, nel caso noslro, cleve5i a.vere presente che, come meglio spiC'g herem_o in seguiLo, noi non abbiamo c per parccchi anni ancorn. non nrremo una flol.la tale da bastarc da. sola a quegli scopi, che qnnndo pure l'aYes-simo sarebberonecessari adessa pa.recchi punli d'appoggio lungo la penisola e le isole, c che ncl frallempo, o indispensabile prepararc in modo ·per·manenle alcnne difese atte a prirare il nemico delle basi di pit't decisiva importanzaeclafornireallemo l)ili forzedi terra. e cli m<m~ un appoggio che sia. sufTi cicnte per qualsias i ipotes i di guerra . Come mcgli o vedremo piu innanzi Lullo cio puo oggi otteners i .senza eecessivo dispendio e senza uscire, coi proHedimenli del momenlo , da quella. via cll e ci puo conclurre ad un as:;cLlo definitivo delle no~Me difese mariLLime. (1) V.
LOYBRA D! ~L\ n tA
o p. Cit.
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PER LA DIFESA TERRITORIA LE
DEL ;\JETODO :-II: GLI STUD!
}la pe,·che oggi si possa raggiungere talc scopo eegnalmen tc neche si lascino in dispaJ'lC tanto le esagerate spera nzc di colon) che credono possibile nel caso nostro di chi ndere tulti i bn chi con difese fissc co · tiere, quanto le Jusinghe di impedi1·e con una o due na,·i, per quanto potenti, alcuna gran de opentzione mariLtima. Le difese Dsse, come risulter[t tlnl scguito di queslo studi o, se· adoperale con pn1·simonia ne! numero, con larghczzn nei mezzi, e distriuuilc in quei siti ove la loro azione possn combinar:;i con quella dclla flotta o con quella delle mobili forze di terra, concorreranno ctricacemen Le nil a nostra di fe:m verso i I mare c claranno al paese la sicurozzn. nccessn ria per porl.arc a compim cnlo l'a.ssetLo defini tivo rlclla difesa nazionalc. JJa pcrche e::.sc pos~ano bastare cluraptc il periodo nccessariamenle lungo asscgnato allo s>iluppo delle forze mobili di marc, pcrche le clifese fisse po<;sano raggiungcre questo scopo senzn troppo cresCe1·e d i numero, se nza portarci ad un d isperdimento di mezzi, lniecessario che assien10 ad ~sse si prepa ri alacremenle un niLro mezzo, mercc del quale ~ i potra toaliere oani . 0 speranza al nemico, di tentare spedizioni su molli punti delle nostre coste o di lenlarlo con sncccs:;o anche senza impiegare grandi forze. Se La le mezzo sal'it con venientemente prepamlo, si ridurranno a pociJ iss imi i pu nti vulnerahili, po iche il nemico sa rit. obb liga to a dare g1·andissi mo sv i! nppo alia spedizione mar ill ima od a einunciarYi, e do Hit J'eslringere la scelta a quei siti di sbarco ove pet· condizioni di spiaggia e di stt·ade che mettano verso l'inLerno del paese divenli atLuab il e senza tropp i in con,'cn ienl.i una operaz ione grossa; la quale poi, quanto piu sura g1·ossa tanto piu sentirit il hisogno cli .trovare w1a base sicura. Se avremo dunque ttu mezzo che ponga l'inrasorc in questa necessiltt, avremo alquanLo semplificato il problema clclla nost1·a clifesa maritli ma, r iclolli a ben po<;iJi i punti claclovere perman entemente prepara re per privare il nem ico di base sicura, ed agevo lato aocbe il cornpito conlroiTensivo dclla marina aumentando per il nemico: la necessitit dei grossi con,·ogli·, mal sicuri e difficili a scortare. J I mezzo che puo meltcre la nostra d i fes~tmaritt i ma in condizioni cosi farorero li , sla, come dimost.reremopiu innanzi, in un huon usces~ario
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setto, in un buon a1·mamento di quelle forze di milizia mobile e di milizia territoriale che assieme con l'esercilo di ·I" li nea devono formare una vera nazione armata.
§ 3. Le incerte.zze sull'e(ficada e sui modi d'impieqo dei me..;..;i di guerra mariltimi. Corn.e ?iit :>i. di.sse iI mezzo principalc fra i necessari per soddisfare a1 d1 vet·st IJISogni della nostra difesn verso il mnrc c la flo ttn e questa veri Lit, non con testata mai seri amente da alcuno ru in oo-ni . ' 0 tempo senttla da t.ulti coloro che trallarono della nostra difesa ed u~cialrnente espressa dalla stessa commissione permanente per la d1fesa dello.Stat.o, la ·quale, in apposito capitolo, propugnando Jo sv.duppo ~le!' t.roppo negletti nostri mezzi di mare, di chianmt che, « Il.suo p1nno genera le clifensivo pogginvasi essenzin lmenLc sull'a« zwne deJJa mnrina militarc » . .Malgr~do tan~e ~cl autor·evoli affermazion i per6 la prcparazione det nostr1 da re. mezzt d1mare ru per pa recchi anni cosi nerrletla b stare d1 g1·an lunga indietro rispello a q ne!la dei nostri mezz i di terra e da far dire in ParJmncnto ( I) al ministro deJJa marina, relativamente ~I .nostro Yecchio nariglio da gucrra, che: « quautunque << non n s1a nella nostra marina un comandaotesolo chc e:;iterebbe «a. prenderc la direzione di una di quellc navi, pnre, in to! caso, « Cl sent1remmo obbligati a sacriilcare oltre alia vila, aucl1c la ri« pulazione ». . Fu q~esto il trisle frullo di economic mal intese, impo~le, dobblamo du·lo, dalla opinione pubb lica: scorata dalle disillusioo i del 1866, dubbios<~ suH'efficacia dei mezzi da guel't'a mari tti mi, spavenl~ta. dal pertcolo di veclc1·e ripetuti errori giil. al tra vo ila commesst e profusi teso1·i in costruzioni chc in breve volgere d'anni poss.o~o t1·ovarsi antiquate; e, spesso ignara dello stato delle forze mart Ltt me nostre e degli altri S tati. . (l) Seduta 27 fcbb•·a io 187.>.
DE;L :\!ETODO ~F.GL! STL'll!
Da alcuni anni fortunatamenlo il paese ammonito cla terrihili esernpi accenna a scuotersi da quell'in orz.ia che per le cose cli mare parova a molti giusLificato dalle t'ngioni ora. dot to. :\1a uwllo rimane a fare ed ogni ritardo potrebbe tornare fatale. L'argomento c ccrtamentesuperioreallcnostre forze, ne oseremmo tratlnrlo se 'non avessirno la forLuna di poterci giorare dell a luce appor'Lr~lavi cla pn1·ccchi e compelerHi uomini negl i scrit ti e ncl lc recenli discussioni parlamenta ri, o la speranza di giungere alrn eno a restringere il campo di quell o incertezze, od a comballero talnno di qnci pregiud izi C'he gia formar·ono ostacolo allo sviluppo del nostro slalo marittimo oche polrebbcro ancora un giorno esser·o cli ostacolo alia li bera condotta delle 110stre Jorze di ma re. ,Fu cletlo non esse re necessari sn ll e cos le che due o Lre punt i d'appoggio per le for·ze di mcwe, al copcrto di un co lpo di mano, e del res to cloversi Gontaro su ila flolla per parare allo minacce di shnrco, per· pr·oteggere le cos le llella pen isola e le iso le, e la ricchezza Jnarjlt.ima. Ma haslomnno tali appoggi? Abbiamo noi una llotta eapace di tan'to. E se non l'abbiamo in quanlo tempo polremo averh,? E nel rratlompo come pro\rederomo in faccia ai pericoli, cu i siamo esposti verso il mare? E quando po i l'anemo sartt egl i corwen ion le .arTisch iarla in n1as::a contro uMt Jlotta superioJ·o che si presenti minacciosa contro le ciLLi:l. marittime, ed affidarci a: le SOI'Li di una batlaglia nav~le, oppure si dovrit serbare la noun essenzialmonte per impedire i grandi sbarchi, che sono d'importanza Yitale pet· la nostr·a es istenza? Anzitult.o relalivamente al cop 1·ite dawn colpo d'i mano i due o tre pnnti ove la flotta pno essere obbtigata a rifornirsi, ossorrinmo che, nel solo Tirreno sono giit Lre almeno i punti principalissimi da coprire, e cioe lo slrello di l\Jessina, le bocche di Bonil'acio (i .due lHtnti straleg icamonte piu importanti di Lulto il Med iten anoo) e la Spozia. . Ora le difese del primo oltre che ad appoggiare l'azione del la nostra flotla debbono esser tali da assicurare il logame della Sicilia colla p,enisola . Quell e della seconda debbono non solo ass icuraro alia marina nn insidioso r ifugio nel gntppo d'iso lo deli ct Maddalena, ma ·copreudo la vicina rada d'A1·sachena e possibil mente anche quella
P£R ! .. \
DIFESA TERR!TOHIALF:
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poco discos la e magn ifica cli Terranova, claro un ptullo :;icur·o per appoggiaro e rinforzare ovorltualmento da l mare la difosa della Sardegna. La Spczia infino non c sollanto l'unico arsenale rnarittimo nol quale oggi le noslrt' grandi navi poss,lllo entrare in hacino ( I), ma e uno dei punti nei quali la difesa mariltima puo o cleve dare la mano ali a clif'esa conlinon tale e pon insnlare. Da ossa la nostra. difesa cleve non solo poter:;i sLendoresnl mare ma inadiar::;i per terra verso Liguria, verso Emilia, verso Toscana, o nel dare a noi Lali facolta de\O essere fot'Lo e coslituita cosi da togliere al nomico lafacoltit di rare altrettan to. Ritor·not·emo piLLinnanz i ~u ll 'argomento, che solo abh iamo sflorato, per far sent.ire se IJnslino (e non s'c falto parola cli tutto l'Adr·iatico!) duo o tre punti d'appoggio tllla marina somplicemente al coperto cli tm colpo cli nwno . Cerlamento chi lo ::;crire\'a vagheggin.ra una grande marina da guerra come c nel cuorc di ogni Itnliuno, e da valoro:;o ma rino vagheggiara una ballaglia navale degna. dell'anLico nomo italiano, inaugural rice per la patria di novella era mariLLima. i\Ia doppia el'alea dell a gu(·rTa e guai per noise quel clo:;iderio co~i modeslo d i pochi eel econom ici punti cl'appoggio allo navi arrivasse a. far credere i' urricienli le no~tre difesc co ulro ogni minaccia dal mare. II pullul ico che dopo le campagno del 1859 e del 1866 s'era acquetato all'idea che le guerrc oramai sarobhero tulle cli IJre,-e durata, che tutto si donebho decitlere al pri mo urto, chc le fortificazioni er:mo inutili ed anz i il piu delle volte dannoso, polrebbe altr·esi farsi l'illusione cho snl mare (como l'n si puo dir·e imposlo ncl 1866 dalla opinione pnbhlica) si debha contro qualunqnc nomico, ed al principio clella guerra tontare la grandc battaglia, che si clehhano giuocare le SOI'li sopra una carta. Guai a noi se un giorno, per pregiucliz.i all ignati net pn.ese vedessimo rorzata la mano che deve guidare le f'orze di terra , e di marc, ad arrischiare ;;cnza assolula necessitit in una sola giomata na\ale quci mezzi cho altrimenti ado-
(l) Vct·ame nlc vi possono cnlt'at·e in hacino il DuUw o i l l!andolo, ma pet· l'It«lia e i Lepanto non nhhia mo pet· a·1co ne a Spezin nota Venezia bac ini sutf.cicnli per il c3so chc a queUe na d si dovcsset·o faN prJndi l'iparnioui t' tl a qucsto bisogno snrcbbe ut·genlo di pron-eclere.
PER LA LJWCSA TERHITOR I AI.E
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DEL ~!ETODO NEGLI STUD!
peral i vanebuero a sostcncrca lungo la difesn, ed aprepnrare forse un prospero cambiamento nclle di, putalc sorti di una campngna. )la piu che con apprezzamenti ipotelici varrit qui a po rtar luce sull'argomcnto il risponderc con dati positi,,i alle nltrc domnnde cbe piu indietl'o ci siamo fatlc. Qual c infatti lo slalo altunle della nostra flotllt combattente e di quella dcgli Stati 1icini? Oggid1 11oi disponiamo di 12 corazzalc di cni : I sola corazznLa grande e nuova , il Dtbilio, di ·11 ,607 tonncllale, capace di lo ttare con cleciso vantaggio con tro qunlunqne recente nave n.v,·er:ml'ia, ma, secondo il ColLrau (1), 1il sola nav e da halln,glia che noi possiamo contrapporre a Lutto cio che si e fallo all'rstero dal 1867 in poi; 8 corazzate recchie, costrutle fra il 1860 eel il 1865, di 6000 a 4000 19nuellaLe, con veloci l:'t oggidi non maggiori di n migliil, e cora~ze da 'I•l a :2z ccntim. Vra qneste le tre maggiori, Principe Amedeo, Palest?·o e /loma, hanno lo scafo in legno e, co me dich iaro il ministro della marina nelht discussione padamentare del febb raio •188·1, nulla vi ha di piu fac il e che, come avvenne gii\ per la .Jlessina, peril Ca·rignano, e rocentemenlc per ht rene;-ia, debban o essero radiate qnanto prima. • Sicchc rimarrebbero: I' Affondatore che c reputato tullora un potente strumento di guerr:n e puo stare a. confrorito (secondo il Coltrau) con quanlo fu costrutto all'estero dal ·1865 al ·1867, o lo qnaLtro corazzale in fcn·o, ilraria Pia, San Jllartino, Castel(idardo eel Ancona, tuttora valide, le quali potrehhet·o lottare con vantaggio contra buona parte del le vecch ie corazza.le estere, purche se ne migliorassero le macchine ed i rostri; eel infine, 3 p iccole corazzate vecchio ( Va·rese, l'erribile, Fotmiclabile) di 2000 n. 2700 tonnellate, con corazze da I ·I a •14 ccntimetl'i c yelocitil. cfTetlire rara.mente sorpass;tnti le 'I •I miglin, coslruLLe dal 1860 ol ·1865. A queste •I'2 corazznte, i nostri vicini Austria e Fl'ancia conlrappongono oggi. ln Austria 11 I corazza te delle quali: (I) Ri11ista. Narithma, ouobre 18-<:Q. tano di r ascello PAOLO Cotnuu.
Abbiamo ttrgente bisog11o cli
t~avi.
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Capi-
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8 di tipo recente c prcssochC uniforme, a casamatta (riclo tto centrale), mrale dal I R69 al 1878, Yere nari da batla~lia, atLe a navigare in crocicra, :nenti velociltL cltL 112.5 n •14 miglia e cornzze da 1:) .8 centimelri a '2:2.7 centimclri, eccetto una sola, la Tegethoff, la qnale IHL una ~;orazzn cli !3G.9 cenlimctri. Cinque di que5le hanno da 5810 a 7390 tonnellale di dislocamenLo e tro sono di 8030 tonnel late; 3 di yecchio tipo, \<Hale dal 1861 al 1865, con Yelocitit da 14.4- a 112.':2 e corazze da '1•1.0 a 12.8. (D ue da i)l .-\.0 tonnell ale. una da 3110). In Francia si conlano oggi 43 corazzate di nllo mare, delle qrtnl i pero forse solo una. diccina sono di tipo l'ecente. ~Iale costruzioni inlraprese su larga scnla tencluno a dare a queHa marina un grandi:S~imo s' iluppo . Nclla Hivista :l[arittimct dclluglio-agoslo 1881, Lroriamo infalli, a pag. 299, una. listn tli 21 cora;~,zate franccs i del Lipo n:cenLc ( 1111 ~ diccina delle qnali non ancora ullimatc, potranno pcro esserlo ncgh anni 1882-83), e da altre puhblicazioni rileviamo doversi agginngere a quclla lista altre 1 grand i corazzale d'aito mare in coslruzione (A m i ral !Jawlin, Form i daiJle, Ifoche, Magenta, 11Ia1·ceaM, 1Yeptune. .lfal'enfJCJ), per non dir·c di altre di poco minori come la. Ueclontable, la :lfarengo, ln Terrible eel alLre . Compiute qneste costruziCJni che si credc possano cssere ullima1c nel 1883, 1:1 Fmncin. nvra, per non dire che delle piu grandi lhn i, delle verc squadre di corazzate di prim' ordine cho polranno lottare colle no stn~ grandi navi, c cioc I'Am.i·ral 13ctu.clin o la Jt'o?'midable con I I H ·l tonnellate di sposlamenlo, corazza di 55 contimelri e cnnnoni di 7o lonnellatc; l'Ami'ral Dnpe1T6 di '10486 tonnellale, r.oraz:r.a cli ij:j cent. e cannoni di 4:/ tonnellaLe; la Devastation eel il Ji'ondroyant di 9G39 tonnella te, co mzza di 38 cenLi ntetri e cannoni di 47 tonncllate; l' Floche, .l[a_genta,, Jla1·cea1~ e !Yeptmte di !)864 tonnellaLe, corazza di i5 centi. e cannoni di 7G tonnel laLe. 1 cannoni cla. 76 tonnellale dcstinati a sei. di queste nari possono forar'e co razze tli 55 ccn LimeLri , quelti cli 47 tonnollnte clestinaLi a t1·e delle nasi ci Late rorano corazzo di 41 cen timelri; e, come si disse, la lisla none fin iLa po iche aiLre c poco meno potenti corazzate cli primo e secondo online giit sono in costruzione.
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PEI~ I.\
DEL ~f£TODO :-<COLI STC UI
Confronlando que:>ti dati con quelli prccedentcmente esposti si sente cho se vi e un certo equilibrio l'ra le nostr·e na\-i da hattaglia o le austriache, OC]'Itili brio cile si modifkh era fm pochi giorni in nosLro fa:vore coll'armamento dol Dandolo, vi e per· contro uno scp1ilibrio assai notei'Oio (quantunquo difficile a dotorminarsi per la. poca omogeneiliL dei ter1nini di paragone) fra. le nostre navi c le france:>i, ~quilihrio do1uto essenzialrnente alia enorme disparita di numcro I'm le nav i di nuoYo tipo . 1~ perlanl o 11ecessario sin fa.lla sccmare al piLL pre~ to sifl'alla dispar ittt, coll'accelcrare l'arm:un.euto delle nostre tl'o g1'andi navi Danclolo, Italio. e Lepanto, col solleciLaro la costruzione e col pone in cantiere al piu presto allre nuoYc na1 i, :'Cnza di che la relativa nostra debolezza sui mare, aYuto ril-(uardo a quanto sta facentlo la Francia, tenderehhe a prenclere fra pochi anui proporzion i sempre piLt inqnictanti. Eel inrat.ti clre avvenehbe della nostra nw.rina fra 3, G, 7 anni, t've non si pensnsse fin d'orn n. fare per essa CJLtei sacriflci cite sono ncces~ari? A. quest a clomanda risponde1 a l'anno scorso il capitano cli rascello Collt·nu (I) riportando, nel 1-(iiL citato C([ importanlissimO' suo studio, llll calcolo che egli slcsso giuclica Lutt'altro che e:=;agerato c secon(lo il quale: ollre Je corazza.tc cho metteremo ·in canlie l'e da om i·n poi., e saiYo i risch i di mare e cli guetTa, noi pos,;iamo ragioneYolmcn tc contare di avere: nel 188.i-
3 grandi corazr.ale il Dnilio, il Dandolo, ) , . . l'Ttalia; Unclu;1. corazzat~ 5 corazzate vecch ie di 4,000 tonnellalc; \ ~_omp less1vamentech 3 id. di ~noo tonnol lale in media. ) o:2,000 tonnellate. nol ·188G
4 grandi corazzatc (le tre precedenti ed il Le- ' panto); ~ 0 lto . corazzale ~ 3 corazzate ~·ecchissime di 4.000 Lonn ellate: complessiYamentedr ,·J
c,. ....:z;
COl"l'. < zz,"L" .• ,, .tl
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t (JTI nell .L · Le.
(1) l!lrista .ltaritttma, ISSO, o ttobr!'.
·
G:~, ooo tonnellate
l
lliFi,;S,\ TERI'ITOJ:I,\1.1:
ncl 1888
4 grand i conm:ate sudd ctl.c; Cinque a se i co·1 o 2 cor·nzzate 11w?·ibonde cli 4 mil a ton - mzzalc com plessinellate. varnenle di 4H,OOO a 5:~.000 tonuella te. (]uanlo polremo noi aggiun/!cre a questo cifre nei dne, quallro, e sei anni che ci separano dallc epoche s.opm citato? c che rosa abb iam o oggi? I l capitano di vascello CoLLran un anao ftl dic hiarr~va cho « noi per ora non a]JlJiamo nltri strnmenti moderni da ha.ttao·lia cho il Duilio e 6 to1·pedinierc ». Xella prossima primavera ved~'emo crrtamcnte il Dandvlo corToro il mare in compagnia del Dt£ilio, ed una frotla di lrenta lorpedinien:assecondare, come insidioso stornw di bersaglieri del mare, la loLLa di quei gigan Li. Le alti'O navi poti'Mn o cvenLilahnentc rondcrc qnalche senrizio, poiche in fin dei COllLi ncppu r0 le allre polcnzc · marittime hanno mol~o da riclerc in causa delmn.Lerialoche invecchin; ma. pur troppo, se sr eccellua I'Affondatore, ue!'suna delle nostro vecchie navi potrit ~er la poca efficacia di corazzo resistere ulle artil!lict'ie della maggwt' parte delle naYi modeme che vedemmo giit numcrose nello altr·e marine, e nessuna di esse potra per la poca veloci Lil. soLLrarsi a! combatlimeut.o delle na1ri moderne avvcrsnric. . Siamo adunque ben lontani clal poler guardarc nl mare con quella sJCurezza chc c necessaria, e non c senza un profonclo senso di dolore che pensiamo allo slafo di ahbandono nrl quale, per parecchi anni, dopo il 1866 e fiuo al 187.?, fu lasciata la ·noslm marina cln guena, il bi lancw della qnale venne in que! tempo ridollo da una media di 6o nrilioni a 35 milioni. Quando si pensa che nel 118t)6 ~tvevamo ,13 corazr.ate in mare, che allora erano fral e piti. ro,·fi del monclo (1 ), ae 1l'Jtalia, He di Portoyallo, Affonclatore, .llaria Pia, Sa1t .lhu·tino, Cascelfvlardo, Ancona, Carigncmo, Palestl'o, l'arese, Terl' ibile. Formidabile; ·12 corazznte in cosl ruzione od n.llestimerllo: l 1aleslro (attuale), A·rnedeo, noma, renezict, Messinct, Conte T'enle, Uner riem, Vora(1) COTTRAU op . ciL. ANNO XXVll, VOL I.
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PEn LA DIFf.'SA TE!'lRITOHli\LF.
!lET. \IETClllU l'EGLI STUD!
rtl alt.·t• •i I <Jillt'. CCIJIJII'll;ili, Faa di Htnno, -~• tH1ace, Jr•so l 11 tn.• ·.lra . ,·asrr 11'1 c ,. 1.cg.t. l.e •'''tl c•lira iH'I' tillrl lempo uaYI da halln)!lla . · ' . · l · 1 b'· 1 ':) ··orazz·tl!' in marc c 6 sole 111 ro;;truzwne 01 c rile 0'' ., " ' J,Jmo - " • ., a llt'sl in~:~, lo, che 11 di qnellc, \:\11!10 ? '·n,t1 dclla del t:oLtran ~< classifirale f1'a le pil'l antiqltote e IIII'JlO jor/1 drl II!OIIdtl, tnenll c ~~na ·1· 0, ll'"' \)rlt•i un·1 , era e rtmnde Jlrevalr•,L::a, ma LOll ·1 JJ ILL# SO Ifl . I · uitlll"e a l'lltn_l)CJI~;tl'C la odil'l'l1lt ill f'CriiJt'i t:t delle \f'!'CJIIC ll:t\1, ~~ ;u,•lk iu roslrllzioHe od a1\e:;Li nv•nto s·t r:t~mo pronle '! rtaltrl~ q tl~·~: lnltt• le prime nHtlici non esi~lcra.nno .PILL, e qnaudo d .'?tuti(J ~lo\ '·.l f r:>e eambiare le r<lldaie )• . Quando SI pensa '.tlu~to 1'10 non :.1 p~o 0 , •. I . ·r 11Tl arido rl'allnrme per l'aY\Cilll'e tiel\ a noslrn palna, a meno l t ,, ztti " • . : • · "encrazwne ha {allo mollo nM non " 11 uale • h' noslnt · n a ga ranzlil tlella <
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l'allo allhastanza.
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~~ ecrlo cosa a:;sai grave il chicclere gmnd1 saen ftr., al pao:;~ pe t mc\lere in mare un mn iglio la rni dnrala nessuno pu? pronost1eare, . c • : "c· t·' ,.·, ·coudn.la ocr!!i dallc u1igl iori gil.rauztc polreh1Je do01 . • , Itl 1 1111,., 1 n,, 1 .~ l.l
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mani pl•rigliarr ;tll'apparirc di q.L~a~ehe nuo' o trovalo . ~Ia bc~l. p ~ u gra,·e 0 pie 110 di una. rc~pOilsalnltl.a \rPm.cnda "a~·ehhe !1 pou c, .n~ l~ihutcia l'onore e la vila stes;;a clt'iln nnztone, co t tla nn1 non tllC p:mtbi!i tli un ,;acrilkio pr::unia1·iu. . . .· · Cio c! 1e pero deve grandr mente cnnfortarc sJ e cile (l'umlo ~,: c fatlo in qursti ullimi anni fu informalo al lnl:i{o .e per 11?' ncc,c:;sttrio COlHiCl.to cilc: 110 11 poLendo uoi ~pcra.1·c dt gJUngere 111 cpoca abbastanza prossima a ~o,·crch~are per fol'Zt~ ~ompless1~·a o di numcro il nasiglio delle alt.rt grand1 potcnze manL11me , dohb1~~1o oLlenerc almeno che « ogni frcgala ( I) sia tal c dtL_nor~ tcmrre 1 ' " eontro d'alcun legno france~c ocl inglrse » c n~n dohhmm~ permet~ tcre (z) mai che « una nave r.sea d' ora in pot clcu H~sln ea n l.ten . c·ll"" e-ca part~, snpC'l'tOre. a. quanto senza ,,,, .,·,a almeno in cmalche 1 •• possiedc)no cl i migliorc in tipi anatoghi le nazion i manlttme PJU J
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polenli )) . . . · . d' ln hase a tal i direLt ive, no1 auemo fra TJOCIH n1:n' un g1uppo ~ l' P''"ll.t ' , c]""S" Je qLlal l j)CSC!'allOO SUI grand· ·' cora£.zalc c' "·' o :s" U[l1'"1'C "'· , . • .. disegni di qua lunqne aHersario. (l j J•ensiai s"lla mariner. mihtare, \803. Cap. ni frcg3la Saint-lion. (2) Discorso tlcll'n rnm. Saint-lion, S d 1ccrnbre IS71.
Persnasi di f:u· cosn grata a quei lcLLori clie no11. fo::;sero al col'renLc del le discu~$ i oni solle,•atesi rccentemcnle in propo~ilo, r ileremo , a conferma del nostro nsserlo, aleuui apprez.:t.amenti delle anlorilit piu compelcnti eosi estere ehe nazi onnli. ~ella H.elazione della Commissione del hilancio di marina prr l'nnn o 18/ 9 dclla camera dei depnlali di Franei<L si lell:"·e: all u• v<l denclo all ' Italia « Elle a ncherc le Dnilio, aree I'Inl1exibile anglais la. plus forte mnchine de gncrre que l'at'l wtHtle ait encore erce'. El le poursnil la conslt·ueLi ~ u de lro is batimenls dn memo t,,pe, dont deu\ de force supcrieure ». « Duns un (~c riL recent M. Ba1·n a1Jy (una tl elle pi it rep uLnte uutoritii nelle eose cli marl') a cla"sc d'apre:> leur l'orce les na\'ires des diverses po issances . Su ivan t celle autori tl: 11n sezbl Mt.imcn t J'ran~a i s , I'Atm:rat J)Hpet'l'c, enco re ~ur cantier, cmrc en parallde arcr r inq batimenls anglnis, einq navire:; allemands et quatr~ italiens. t e jaw· o·u le p ro,q m11~me de l'Ttalie gem c£ccompli, les L,vpes plus l'o l'ls qu'cUe eonstruil, et qui sont des na,·il'es isoll\~, seronl de,·enus des cseadres . Ll set·a temt!rc£ il'e tle co mp te~· srw ln victoh ·e, si olle n'est pas preparce, cl I' inegalite de l'armernent pent ereer entre les nations des clifiercnees que nnlle valenr humaine ne saurail comblcr ». :Xel senalo degli Stati Uni ti d',\merica il Scnatore Bonj enn clisse nel marz.o ·1880 « il solo Dnilio della mnrina italinna potrebbe dislruggcre tuWt la nostra flolll\ ( I ) ». ll King, in viato dal governo degli St.at.i Unil.i d'A m e ric~n. a visitare tulle le 11olle europee, serisse noll e sua opera The \\ar sh ips and navies of the Worl d, eilaLa dal Brin « Se il Dnilio ed il Dandolo avranno un suecesso nell e peove, l'ltc£lia possedel'd i pit't JIO tenti bascimenti. che si abbiano in E1m·opa; e so i piu grancli basti mcnti Itati a e T:epa-nto L' enl izzeranno i risu ILat i sperati da eh i li progott6, t' Ttalia possede1·c£ una sqnadra di naui cla battagtia che dara a pensare a qnaltmqne potenza contine-ntale, ad eccezione della Fm noicc Quelle navi unite agli ineroeiatori di Lipo rapido , faranno si che la sua eoo1~erazi on e pol ra essere appt·ezznLa e la sua inimicizia temula anehe dall'Inghilterra, Francia e Russia, e eertamente cla qualunquc allra potenza em·opea. (1) La nostJ·a nra1·ina milita1·e per D~<~ EoEno Rn 1~.
noma 1881, p ag. 11.
PltR L A DIFESA TE£\IUT OR. IA LF.
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DEL ~lETODO NEGU ST t:Ol
0 1·o, i success i delle pl'OYe del Dlbilio furono constatati cla l Rap-· porto ufOciilie del 30 aprile 1880 dell a Commissione pr.esi~du la. dal contrammiragli o Del Sanlo, il qua Je·fra le allre conclnsJ•lnl stabili ·che « l'ele\'ala velocilit cli oltre 15 miglia. raggiunla dal Dnilio, sulla base, e pienamente confermata ctl laryo, assegna a questa na,•e una sttpaioriul incliscluibile sopm le pitt potenti. navi
odieme da battaylin ». Questa conferma alle preYisioni del Saint-Bon il quale fino .dal ·1873 parlanuo delle due navi « Dnilio e Danrlolo irnpianlate ual RiboL\ » dis:>e r:he « per nessLiu rigoardo noo temeranno alcun pa'rag~ne » men tr(} ono ra allamente queste noslre notabi li titu~ari t~ time ed i noslri coslrLLllQri navali dit ch iammente una sanz1one dt gran peso ai .giuclizi clel King, de.IBonjean, de.l ·Bamaby, .dell':m~m~ raglio inglese Spencer Hob inson (·I) e d'altn autorevol t slraHJerJ , e .non ptt6 n meno tli ·stabilire anche al l'estero , umt opin ione sul le noslre fo rlie la llLLale non mancherit di e~ercitare i nGuenza sui <li:;errti i cl'i l'l"nerm cile' venissero coil cepi~i contro cli noi. . .. ' . Ma per qormto bu?ne eel efficaci possano essere quesle grand1 ·navi, ;La pur Lrop])o il i'a.tto chc ove rwn si prenchno pro';'·edimenLi strnordina ri non ne potremo avere arruate clle 2 neH88z, ea nel 1881·, i· ne! 1886; e 7 nel 1888 ed anche O\' e fosscro attuati gl i·nccelernmenti proposti clal Cottrau ne avremmo : 2 ne!la primavera del 1882 con l'aggiunla cli I o 2 arieti e 30 torpecliniere; 8 nella primarera del 1883 con Faggiunta cli due altre naYi di batlagl ia, di 4. arieli c le :30 to1·pediniere, e final mente nella primavera del ·188i· il D1~ilio, il Dcmdolo;l'lf(tli(t, il J,epanlo, con :3 altre nari cla hallaglia, qualtro arieti e JO lOl'pediniere. Om se paragoniamo qucste cifre a quelle giit riporlale sui naviolio del pilt potenlc fm i noslri vicini' di mare, se consideriarno Zl • chc probahilmente fm 4 o i:> anni la Ft:ancia avrit es:;a pure m maye una \'Ct';'i squndra cli grandi nav[ assai pit1 muncrosa clella nostra e (jl;e giit frn dallo sco t·so anno essa aveva 6i5 torpedinie1·e, tenute in continuo cserci:t.io, non possiamo a meno di conclnclerc esse1·e nccessari nu'Ov i e grandi sacrifici per:unia ri per raggiungerc· SLll mare quel ·posto che c voluto ; dalla : nQstm sicurezza e dignilit~ ·di nn.zione. · 1)
·
(1) 11ivi1ta .llfa rittlma , lSSO
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Cerlamcnle c consolante il pensnre chc le nostre navi da bat;tagl in. di primo ordine rn erce iI doppio fonclo c le para ti e luncritudinal i e lrasversali a li~nula cl'acqun, sieno stale sotlraue al ;ericolo di totale rotina cui erano soggclte le nntichc navi per lo scoppi{) di una sola ·torpedine, rnn se con. cio sono g randcm~nte scemali i timori rispello a c1ue:>le nrmi insidiose non si possono pen'> dire dissipali del Lullo . E cleano anche dei forti il non esagemre sulla potenza dei' 0 propri mczzi, il non ~~spirare ad alcuna infallibilita, l'essere paraLi a lnllo. Lo stesso ammiragl io Saint-Hon, il grnncle ispiratore cli que.~li stunneuli cxtrapotenti cli. guerJ'a, i I quale con tan La rngionc confida che la sua nave ltalia: « dchell aLi succes:> il'amente molli ncmici, o;:;i fe li cemcnte nel momenlo prop izio aLlaccare in mnssa ·i rimancnLi e farne memorahile sccmpio >> mmm enla « che tloppia c l'alea· clella guerra e po t1;ebhe darsi chc all' ultimo nnche per ltt nostrn. nave la rnolle Loml?a rl~ l l e aligil e s'apr issc ». L ' ammiraglio AcLon nell a discussionc pnrlamen Lare del dicembre •1880 disse: · « Alia pii~ potente corazzata, all accata contempor;Jneamentc ed a nche cli picno giorno na. dieci lorpeclinicre, ooe mnnchino altre tol'pecliniel'e cln oppol'oi e debba da sola d ifendersi, n.netTit cerlamentc di poterne aifonclare cinquc o sei c forse anche di piu; ma indt~bbiantente in un atla(;co· cospi rante. condollo risolutamcnte co n energia, due delle dieci lorpedinicre arriveranno sotto il colosso e lo nfTondera.nno >> . « Questo terribile risultato c tanto piu gr:~ve in qminto che la corazzala distrutla dn clieci rnppre:;entn. il valorc di cento lorpedi- ·. niere » e soggiunse che l'Ingh il lerra ne possiecle giit 70 e ue costrui:;cc ogni gio mo, che la Germania ne hn giit ·I I0, la Francia 6 ~>, la Dan imarca 8, I'O iancla •12, la Grecia 20 . « E noi in Jlalia non ne aYevamo che clue ,('1) ». Fu oppo:>to da antorevoli contradditlo ri e h ~ le grandi navi re·sisterebbero anche allo scopp io tl i quattro Lorpcrl in iere, e che (l) )'; pens a•·e ~he in Jt;il ia er~ no stato proposlc fluo da l 1873 dull'i~pctto•·c ~l attei e da ll'amm it·agli o SH ir•t- BOI) c n0 11 0•·mw ne! 1Si7 c u u·;· ~e n t~l domiu io dell a p1\l tica! ( V.e·.dasi: La, questione delle nav·i. 0 JJ. cit. pug. 7$),
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DEL. METOOO :-IEGLl STt:OI
PER L \
come o!>senant l'ammimf!lio Saint-Bon (I) « i numerosi scomparlimenli rcnclono grandissima la d i l~ i co lla di disnbilitare la uave; ne snrit quindi facil e paralizzal'la come temono gli avver:-;ari. Alia p itt trista sarehbc una para li ~ i loc.dizzata a <[nalehe musculo e non mai generate: 5e ::.aranno pieni d'acqua uno, due. tre :;comparl imenti '· la na.vo no solfriril. poco; e qnnndo si a scinpatn una macchina la nave na\·ighcrit con Je ni tre lre tulle indipendenli l'una da ll'allra >> . )Ja e sen:t.a cl ubbio difl ic.il c p resagirc come potrehhe in dati casi comportarsi la 11<We col pi la, e pitt ancora quando il numer·o delle torpeclini ~copp ianti r·iuscisse maggiore; caso ques['ultimo che vnol essere spccialmeule lenuln presenlo in seguilo alia i.ntroduzione delle lorpedin ierc . Leggcmmo in qucsti giorni t2) chc la lorpcdinicra rnssa lJatum, la quale naxigo reccntemen te da Londra a Nicolajelf. aYeYa, nel completo armaruento, ? siluri nei tubi , pronti ad essere lancial i e i· lorpedini ad a.~! a sui ponte. Supponiamo chc in un allacco convcrgcnte di molte Lorpediniere due o p iLL di qucste, armate come Ia Hatnm, arriYi no ad a.\'\' iciuare la nos lra na ,-c, ipoles i che non c prudentc csclndere, eel e<·eo che polrebbe vedersi ancho snpemlo qucl nurnero di torpcdini scoppianti, al di lit del qual e non <~ dato ad nlcuno di far congc11 u1'e. Per prcnwnirsi dngli allacch i di quc~le torpcdini ere chc hanno omai rnggiuntola \ Ciocilttdi 22 mi g li <~, furono immaginaliparccchi mezzi, ma non lntli, pare, possono soddi;;fareab hasla nza od in qualsiasi circo:;tanza. I me:~.z i proposLi sono d i due caLeg01·ie o cioe: I o mitraglicrc, cannon i a ripetizioue, eel altre anni inslallatea hordo clclla naYe per difcnd erla, sussidialc da apparecch i per la lucc cleltrica; 'z• allre torpcd iniere o piccolo lcs tu~~ini vclocissime armate anch'e:;:;e di mitraglipre, che tcncudosi altorno alia narc come scgugi n.Ltorn o al car.;ciatorc, la pro tcggnno clal le in siclie delle torpcd iniere Ilemiche . Le 1orpedinierc coslrulle, per neccssil<'l, di lami na s•tH-ilc hanno
ottobre ISSO. < Al •libmo urgen te Li.so guo tli na1·i. dl vasccllo. Ul ui•·. Mill'ilt. o~ tob. uov. ISSJ. Le to>·pet/u, ic•·e.
(I ) \'. Rtci<la .lla>·it11ma c~pitano
>
Cot>·au•
OIFESA TERHITOI:IALE
certamcnlc un formicl:lbilc ( I ) U.V\'er::ario nol le milrngli•' re, nei ca nnoni ~~, ri pclizionc e uclla luce elellrirn, 1<1 quale Lcnde_a I'Cn<lc_r difficili le sorp rcse negli nttacchi nolll ll'll i, ma. enure cl 1sse (2) d Donaldson << rimanenrlo f'S:'-e ,.;cmpr·f' 'ic·itH' al loro bastimenlo dal << fianro sicmo, co:;a farilc per la lorn granrlc relocilit, tro1e•·ehhcro « moltc occasioni o cli lanciarc il !'iluro o rl i serYirsi drllc lorpcclin i « ad asta ncl mcn lre cli1' l'in imico i~ ani lup pato 111>.l l'111il0 clei suoi « slessi eannoni )) . « Iu una ,;pedizionr r.omi.Jinata rontro nn bastimf'nto isolato di << tulle le torpedin iere di una stpta•lra (;;o)!gi nnge il llona ld:;on', « spedi:t.ionc rho s'imaf{ina avr~t l110gn nel la nolle, il lllt lncro dell e « torpediuierc impicgato e l 'o~euril~t cont rihuenclo g 1'and~me ntc. a << di:;lrarre l'al Lcn:~.ione dei srrveuti rlcllc mitragi iere I' ad tmpedn·c •< Joro di , erifieare la puntrria, co,;tilniranno un vantaggio molto ,< maggiorc cli qnello clie si otterri1 clalla rapidittl di tiro e potcnza « cl i pe11elrazione delle 11titr·agliere stc,;,.;e. ~aLt~r~ltnenlc la lure « eleLLrir.;a :;aril un polcnt.c aiu.lo con Lro l<t toqJcduu cm sulla qual e « saril. ilircllo il !'a::.~io lullli no:>o ; ma tpumdoqneslo fnscio camb i a~se « direzionc, la ;;te:;,-a torpcdiniera. ::.arl'hhe tanto ::.inn·a rnllle ~c non '< esistessc ilfl'atlo la !11r0 elellrica. Col 1rn rhe sono "l<Jli a bonlo di « navi con lnee elelLrica eonosecranno la diffirollit di r'li stingucrc (( a! i orr•l'()lli I'I LOI'i dcll 'al·ea illum iuata . Snrit lutl<t\' i:t jl l'lldenle ccr1') I' . <(car-e di distl'uggere la lucc e l etlr i ~·a col mezzo clt n111rag terc ::1« stem ate a bordo di una o pii1 torpcclinierc attaccauti . >) Agginnga::;i ora che werre illanci11 r/ei silnri la lorp~diniew potrr~fctre senti 1·e it prntll'io effelto rlct 11,/W d ist(LIJ,::n cottwlel :illl Oll" . . {nfatli; sef'ondo il r.onle Hoyas, r·itut.o dal Donnldson « g11 ult1111t « siluri Whitehead lnn~hi 19 p iedi. enn nna raric·a 1li fnlmicotoJ~C'.' •< capaci di pcr'COtTel·n 8:~0 yanl:; :1 (/SO~ circ·.a) con v_eloc•ta 1< di ·I Ha 19 rnigl ia, po ;;~o n o ;:eu:~.a dt1hhi•1 colpire 1111 hast.1menlo (( di granriCZZ;t flO I' Ul (d <~ sitn.alO a f[U elltt disl.llll7.(t )) C SI aggtUilg'rt i")(')
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(1) :\elle r<'CPnti e<perit'nz••. ti7·ato un colpo ,(j miu·agli:nrire tla una na\'C col molo ~li 10 rnigli" u ,·c'o·iti< a 10!0 0 ,..1ri di -tis:anz• si ror;~~·ono le lam~ne <lt·lhJ ·~·~cte torp~do nicre, e tutt o it JICrsonale 81uef1bc •tato m esso ruoro do coml.>atumcnto. - V. T. a nostrct ?na?·imz m'lil.ru ·e per IIF.~WKT I" 11111' 2a ediz noma 18~ 1. ~2 LoW'''" <li ,ll)hn Doowl"'" dl'l 2\J 11prilc t8·;1 a ll~ !loyaL (!otitert 8crrice l nstitnl ion
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lli.vfst a 1/cn·ittnllrt, Qtto hrC-Il0\'PUl1 1t'(" 1~81. (3) J·:d auun~~lt""l f'he i) \Vh H·hfl•'d 1aou <'lvrr·hilf'
. . . diffir·olfil a costrt!rllf' (:1 t·lll d:'! colpn·o
con sicur~ na un:;he a l0(U ~anh. P· ri a ~,1 1111 • ~~)\.~ .
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DEL JIIF.TODO NEG LI STt.;Dl
che se «una miLragliera ha anch'essa molLe probahililil di di« stru gger·e In torpcdiniera qualohll'attacco si a fauo di pieno giorno « e con bel tempo; occorTono pero tante cinostanze, come nebb ia, « tempo cattivo, oscurita, le quali pcrmeltono alle torpcdiniere di « distingnere lo scafo dell a na1·e che esse intendono aLLaccare colla << quasi sicurezzza di non esse re redute ». Cinqne anni fa qucste armi insidiose, come disse nella discussiono parlamentarc del 1880 l'on.Albini, «non erano capaci che di sviluppare una Yelocilit in ragionc cli 8 miglia all'ora, la loro corsa era incerta, e la probahi li ta di co lpire molto dubbia ». « Ncl 1879 noi rccliarno qnestc torpedini (sil uri) raggiungere la velocitit di '18 miglia: ncl ·1880 noi constatiamo aver esse raggiunte la velociti.t di 2!) 1niglia; eel io credo non aHcnturare una ''ana profczia nel din'i chc fra dtle 0 li'C anni no i le vedr·cmo racroriunnn gere la velocilit di 30 miglia ». Ev identement.u per guard.ar:::;i dalle Lot·pediniere ne miche sar:' t necessaria impiegare prornisena1ncn te i due mezz i Lest& accennati, e poichc il pitt poLente dei nostri nemici IUari.ttimi ci soverchi crtt pr-o· habilmeutc sernpre nel nrunero, anclte ncll 'imp icgo deile torped inierc, co~ i no i doHemmo stucliare tli ottenerne di tn ii che ai.JI.J ian o qualche snJ)eriorilct tecnica sulle altre nelle qualiM), essenzialmente necessarie per soddisfare at compito difensivo di protett1·ici delle grandi ncwi, le quali merce la superiori!a for tunatamentc raggiunla ncl fallore importantissimo della velocita e dell' armamento so no di I' en late le noslre vere c potenti armi della clifesa coutroffensil'a sui mnre. ;ua come giit dicemmo la Francia ha comincialo ad imitar·ci c scguirci sulla 1ia cosi arditameute prcsa dalle nosLra marina, e passando in seLtc ann i (dal ·18/.Z al 1819) dalle costruzion i di 8800 tonnellate u quelle cli .J.I 44· I previste per l'Ami·r al Batulin e la Formidable (che sctl'<tllno armate ciascuno con 3 cannoni di 76 tonncllatc) eel arri ran do co lic ultimo coslruz ioni a. navi protette da corazze di t)fj ccnti metri e fon;e ancbc a caunoni di '' 00 LonnellaLe, accenna a passai'Ci da vaJJ ti , avcndo htvo rato con febbri le atti vitil (·I) rnent.J'C no i pertlcvano mo lti mesi in discussion i. (1) Si calcola in Ftanciu <l i ave1·e pot il !S85 7 navi con corazza d a 55 centimetl'i e di avcro per lo $ l CSSO 111 1110 so pru !l nuvi, cu nnoni di 50, 74, e tOO tonnclla te. Vorlnsi iJ lii •
PER LA J)JFESA
TP.RHJTOR IALP.
l\linacciaLi di essere parcggiati nell e CftHtlitit dell e Jwvi dobbinmo 1:orcare di aumenLarne il numero senza inli rrnarc la quali La; se abhiamo cara l'indipenclenza, non dobbiamo dimenticare che sarebbc presso a poco spr·ecaLa. ogni =<pesa falta per raggiungere il numero a danno dell a qualith, poichecome l'hanno chiaramente prontto la loL!a degli Stati Uniti e quella recente del Chili la nare armata di artiglieria piti poteote, che fori le corazze del nemico scm~a csserc fora la, o che lo possa impuncmente UJ'lare, ha sempre rngione anche contro un nemico pi·u numeroso . Xoi vediamo con piacere rinata la fede nci nuo,·i mezzi dellu no stra marina, vediamo con orgoglio I'Ttnlia non pitJ irnitatricc ma imi lata dalla Feancia e dali ' fngb iltena procedcrc risolula suila via tracciatale da uomini che onorano il nome italiano. Ri cordiamo chc .G.no dal ·1866 iI compiauto 0..,encrale Cavalli ' uo~1o che nell c gmncli question! mecca.nicho e balistiche aveva proceduLo di 30 ann i i suoi ten1pi, dopo a.verc cliscusso tulle le cspcricnw ratLe in Vrancia eel in Ingh illena, t(lncludcva cho la wigli orc soluzione del problemn. navale era : « il piu gran cnnnonc monLaLo snl piLl «piccolo bastimento il piu fo rtcmenle corazzo lo, dotalo della piu « gran forza di arieLe, che gli :-;crva. cli vcro afTusto, che nav igh i co lla «piu gra.nde velocita possibilc, che abb ia la min ima. pescagione « possibile e due eliche, pcrchc possa girarsi in qualun crue po« sLo ». E con graucle sodd isfazione npprend inm•> che « non in divcrsa gttisa, come afTerma il Bt'in, po:>er·o ii Jwohlema il Ribot.r ed il Saint-B()n, non in diver:;agltisa lo studio anche il consiglio superiore di mar·ina )) . 1 tentati ,-j per raggi unger·e que:; to dcsidcra turn porta rono In Ita I ia a na1'i di I 0,000 a 13,832 tonuellate di dislocamento mentre si giunse: in Franeia a nari di 9639 a 11441 , in lngh ii Lcrra a naYi di 92:j3 a I I oOO . scot·so dell'ammi,·aglio Pothuan a pag. liS c seguenti deTopc1·n citata dol Bri u c ,·cdas i Pure a pag. 169 cio che e detto su lle co'nn'issioui l·'ucetotomcn to f.i tltO dat l:t mar in a franceso per uve,·e 50 canno ni (di cui ao gia ul ti mn I,;) di 28 tonn ol late capnci .di ro,·at·e piastrc di <!3 co~> ti m eu·i , 50 ca nnoni di '17,5 tonnclloto ca paci .Ji for1u·o pias tm di 51 centimetri . 8 ca nnoni di 72,2 tonnellate CO[)aCi di fot·are piostrc· di 6 1, C(lntimetl"i ed 8 connoni di 76,4 tonnell at,; capac1 rl i forare piast,·e di 78, I ccu tim ctl"i - Ques li ultim i sarebbero pit1 potent i dei connoni del no;t1·o Jli>ilio o dl poC •> infol"iol"i a quelli pt·ogettali .per 1· ltalia
I III':L ~IET000 1\E(:Ll STUO!
Con r.i6 r iascuna marin a ha lenlalo di raggiuuger·e il p rincipal~ ohh icl.li\o, IJI!Cllo di por:> i in grado cli battere l' avversario . .\la se hadiamo alia fnrza complessiva dei mw1i meui di l.Jnllaglia, ~O I'!-(C' il duhhio se in un'•'JHlca prvssima potremo noi cli::putarc ad allri l'a~soluto dominio drl no,;tro mare, se sapremo farlo ,;enza ani;:rhiaJ·r coli pol'hr prohahililit di sucees:;o sc•pra una sola carla la no~tra dife.;a marillima: ed a qne;:to dnbbio ne poria no specialmrnic talunc idee d10 'edemmo formulate giit da parecch ic indiridnalilil aulorcmli . Tl capitano di fn').!ata i\Ioriu ( I) combattendo :tiustamentc l'idra di tli,;:;cminarc i mezzi della clifesa cn:>tiera. sia chc que~la \oglia guarclnr·c ron le Lorpcdini tulti i punti vulnerabili, sia gunrd<lrli lulli ron I'OI'L irir<Jzioni, oppure dif'cndcrli in mare con nua ~;pccic tli cordonc tli lwsli n1cn li torpedinieri sparsi su Lulti i punti yulncrnh il i cl elln cnsLn, dopo ;wore dcLLo c!Je « per quarHi sofi,;mi si nct~lllll ll li n•) non si fi iTiver:\ mn i a dimostrarelo stravagn nto ilssnnlo ~.: h e si;t n u riuwdio co rttro l' iu l'erioriUt di l'or·ze il clissemiuare g-li scar·si mezzi t: hc :; i possiedo uo » sogginnge che « se I'azione co ncen lrala e circoscrilln c da consigliarsi al forte. perche possa >incere p ir't racilmenle o con minore suo danno, questo genere cl'azionc s'i mpcmc a f'orliot·i at debole, c per resislcrc il pit1 possib ile, e, in ogni caso, per far coslarc p i t1~:arn al nemico la. stta viltOJ·ia » cconclude chr le cosle italianc pos:;ono essere cli!'esesolamente merce !'opera di l!tlfe le fow~ navnli riunite ed impiegate in una sola massa . Questa conclusione pen) potJ·ebhc, a nostro giudizio, o\-e non foss(' interpretala n~sai largamente e troppo ana lettcrn. portare nelle gurrre marillime a conseguenze non mono funeslc cli qnelle allc quali alludommo pet· la guctTa terrestre nei capi Ill e Y di q11e~to studio, O\'C credinmo cl i are re dimostrato quanto fosse pericolosa eel erronen l'op inione di coloro che, non trovando nelle nost1·e Alpi terren i prop izi a qnclle grandi soluzioni che (qnanrlo volge tuffo et fi:wo re) po:;sono quatche votta permettere di finire la gnerra in un :;o l giorno con una bella baltagl ia, propugnavano l'iclca di aspetlal·e il ncmico ncll n pinnura. E diremo di pitt, eh i propugna\ u. pet· la gne1Ta cli terra sim ili concetti calcolava sopm nn vanLaggio (I) llil'ista .lf(tt•ittima, gennnj o Ul78. -
La di(esa mal'ittima d' flail a .
PSH f. A Ol f'ESA T ERB I TOH I ALC
che nes;:uno puo ripmmeLteni nell a gni:'lT:t rli marc; e ciot;: snlla necessitd che il nemico a~;1·ebbe proN~lo c/i. divicll'l'si Jler attrarersare le Alpi, e s1dle difficolui che esso etl'J'e!Jbe incottll'ltlo a ril~ nitsi poi in facc:ia alle nos/re for::e gid ammassate nPlln piannra. Ma sui mare ncssano an-ersario nosiJ'O presnmih ilc pro' a :;ill'alla. necessitil di diridersi, ne ~i trovel'i1 cliri,;o chc for·:;c nei primi momenti della mobilitazione mariltima, cd assai prohabi!mente non si cliYidcrit se non tent a to da noi . Or·a come potremo noi tentado a diridt-r;;i? Collo stare fin dal principio riuniti in ww sola massa, cio che Ynol dire in un silo solo? )la cio lenderil ad ali irarlo ''erso tjttdl' unico pun to ore si trorera quella massa; e per con:>cguenza tendcrit a far lo opemre riunito, a fa r valere eo~[ la sua snpcriorilit cl i i'CJI'Y.C. ~o n intendiamo con que:;Lo di propugnare una di;:;pcr:;ione di fo 1·ze ne di imn \i dare la vecch in rego la di g-uC ITa cite h<t giit pcrmesso ad eserciti inferiori di forw di viuccrc escn;iLi prepon(lern.nti, e cl1e co nsiste ne! saper ponr:entrat·e snccessiva./ll ente sopm WL pnnto e poi stbll'altro il maggior nerl!o rli fiu·::c. So lo ossEn·viamo che perch& qnesia 1'egoln trovi occasione ad Ct/1plicw·si enecessan:o cite il nemi,;o sia indotto a divideni. od. (~ ptesmf.w·si sn parecchi p1~nti, oppw·e et p1'esentw·si in sfcu;orevoti condi::ivni dicombaUi-
menw . L'operare in una sola massae una gran· hell a cosn, ma ogni qualrolta lo :-;Lare ammassati esponga. colui che e inferiorc di forr.e ad esserc arvil uppato e schiacciato non eccrtamenlc rar.comandabile. Se le forze che si opposero in Spagna alia innt:;ione napoleonica si fosscro presenlate riu-nite in una sola massa nclla valle dcii'Ebro o sotto .\ladrid, i'apoleone arrebbe terminato di on colpo nel 1808 quella lottn che protratta da forze infc'riori e divise duro cou Yaria fortun a fi no al 1814 e Gni per preralcr·c ed cssc1·e una delle cause principali di quel grande disastro che t1·arolsc Napnleo11e e la Francia . Le nostre forze marittimc :;ono oggidi, c ~n i'H i l ll O l'o rs~ anrom per pareech i anni, Lroppo scarse per po lere de:-;idcrare di mi::.m·c:u·c i ill una battagl ia navaJe conLt·o quelle ri1tnit.0 .di lt 11iL gnwdo poten t.;~ marittima clle, libere d'ogni preoccnpaz ionc, ci vengano i nma~sa a tentare; po ~ran no invece gettarsi CO tl S u tce:>~O C0 11li'O Ja notl<t JJe-·
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DEL M8T0 0 0 N E: GL I STUDI
mica che si trovi impaccia ta dui legame di scorlare il grandc convogli o d'una spedizione marittima; e, se avranno buone qualilit marine, farsi un alleato del mare calti vo, minaccinre di rappresaglia il co mmercio maritlimo e le citlit eosLi ere dell'avversario, manl.enere i rapporli colle nostre isole. Ln. diffl colta di proteggere in ma re un grande cOJwoglio soprattutto eontro navi potenti e vcloci quali sono il Dnilio ed il Danclolo e piLt anco ra quali saranimo l'Italia ed il Lepanw, sono tali da fa r re-.: putare Lemeraria a,nche ai piu ardi l.i avveriiari ogni speclizione . marittima prima di <tvere purgaLo il marc da. quei nosli-i terri bili cacciatoTi di convogli e di flotte, come Ji chiama iI CotLrau . Ed appunto a purgare il mare da questi len1uLi m·nes i l.endera probab ilm entc la llo tla avversnria all'aprirsi cli um guerrn . Gnn i a no i se in quei momcnLi ccdendo alle , impaziem.e di un g iovan ile slancio ci losceremo tentare clalla l'ogl ia di dar battag! ia, se per !'idea generosa di accorrere in ajuto di una ci Wt maril.Lima esl)osla ai colpi dell'avversar io ci espoJTemo male a proposito al pericolo di giuocare in una giorn ata navale, contro u1i nemico superiore e li bero dei suoi movimen ti, tuLI.e le nostre risorsc navali ?'innite eel impiegate in tma sola massc~ . Dei pericoli che possono veni rne minacciati dal mare· uno solo c . <l' impo rtanza vitale, quello di una grancle invasione marittima, c per c;congiurn.rl o 1lobbiamo serbare eel all'occorrenza sagrificare fino all 'ulLi ma tutte le nosl.re navi. Agli altri bisogni clohb iDmo provvedere con altri mezzi , tut.to al piu forse le sole navi piu rapide potranno, senza getLarsi in troppo seri impegni, dare qualche seria· preoccupazio ne al nemico duran te i suoi tentativ i. I l salvare clalle prepotenze clell 'avversari o una delle n.ostre citlit mariLtime e cosa che ogni Ita I iano non puo a meno di desiderare, mu le citti1 mari tLime sono fo rse diverse da qnelle del\'inlemo•? E da quando in qu<t fu dimosl.rato buona rego la di guerra il subo rdinare le mosse degli eserciti al coprimento delle cilt.~t ~ . Tuttavia in ogni tempo troviamo esemp i di gra.Yi errori mil itari comrnessi per sodcl,isfare alle pressioni dell a op i ni~ne pubblica che pretenclel'a per simili scopi imporre i piani di guerra. Se nel 4848 , dopo i rovesci di Custoza, una voce si fosse levata ·per additare ai nostri 'la ritirata su Piacenn l' opi oione pu l)blica
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PER L A D! FI':SA T E L\R!TOI'\JA LE
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all ora prevafente si sareJ)bc senza clubb io scagliata contro l' idea cli Jasciar scoperta ''f ilano. Eppure qLtelhLprima era la s.ola via per· protrarre la.guerra e prol~abilmen te r i al;~,arne le sort.i c?me po~e vano darne occ::~sione la S1t.uaz1one creata dalla guerra d Unghen a, dalla ero ica.. resistenza. di Ve;1ezia, e dallostalo clella noslra peniso l:t. Era cert.~L~ente bell o e cavalleresco pel' re Carlo Alberto esporre sotto Il'lila.no la corona e la vila sua e cl ei figli, per soddisfare quel pnbbl ico cles icler io; e ~u tto questo se era bell o e generoso non era pero la guerm. . Milano caclcle egualmente in mano al nenuco, e non poteva av- · venire altrimenli, c !ego alle sue le sorti dell'esercito .
Ji aclunque necessa eio cbc il pacse si persuada che i sagrifici che esso fa 0 a;1i per 1a marina avr~umo l'immenso vrmtaggio di porci in 00 . l' arado di scongiurare una mi naccia vitalc per la nostrrt 111c ipendenza, quella deHa invasionemarittima , ed ichnesicu rezzaalle forzE7 . dell'esercito di trovarsi in forze suffi cienti per arrestare e Gaccare : .l'invasione teJ:restre; ma ~be ancora molt.o rimane a fare pet·ch~, · senza preoctupazioni, si possano cl are ~l~r i eo mpiU alie nos.tre nav1.. Guai a noi se alla noti ;~, i a clell'appar·1re dt navt che m1naw assero Genov[t o Calan ia, A~1cona o J>alenno, Messina o Nap?li, Li,;orno 0 Taran to, no i dovessimo segui re i clamori del pub bllco chc reclamerebbc pee ciascuno cl i quei P.unLi In presema dell a ilo lta, ~e dovessimo clisperdere le nostre poche fo rze mariuime per co~Ter~ m . ajnto di piLLcilti:t sLmultaneamentemin acciaLe, o(l' an~h e arn~cl11are ' lutt<t la nostra:11otta in unn. sola ballaglm conLro nem1co assa1 supe. ri ore cli fo rze e libero nei suoi movimenLi , perdut.a la quale bat.Laglia, si lascerebbe il nemico padrone di fare quan ti eonvogl i di sba!'co volessc. . . m ' QuesLo conceho e cerlit.tnente cl iviso da mol_to ten:po clagl1 u Jciali di mare che conoscono quati siano i nosLn mez1.1 e che se so no sempre pronti e fare clell a loro vit.a, per l'onore delle armi, un sr,grificio anche in uti le, sent.ono l)ero pit\ cli qualunque ahr? la n.ecessWt cli sedmre inLaLI.i i no:>t.ri me?.zi c1 i mare per acloprarl 1 tutlt e se occorre sagri G.carli anchc t.ulL~ all~ ~copo d~ im1~eclire L~no s~arc~: Questo concett.o traspare clag~1 scr1l.tl del Sa1n t-Bon e cl1 mollt altr 1 f ra i qual i il Bonamico clle al tamente protesta « C.ontro la generosa.
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DEL ~IETOnO 1\ J·:GLI STUD!
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illusion echc s'affidadi lullo cop rirc e tutto difcnclere; di ronsco·nire con fo!'llma splendidi risnl lali con piccoli meui; che non ha 1~ cosricnza di !(Ucllo che puo; 11on il rom incimento di qucllo rhe de•c· n?n la fort:ua dellempo reggial'e, non if cora~gio di senlirsi mag~ gwn cleg!I Cl'enti ». QuesL'egrcgio uJl1ciale lraUando dell'impirgo dclla noslm lloU:t conlro i bombarclamenti na>ali os~rn ache : ( I) « il sagrilic io della flolla non $Hiverebbc le r: i tli~ e Jascerehhe espo:;lo il paesea mi naccc cll e in poco ICilllJO lo spiuget·eiJbcro all 'ul tima rovina ». u Laseiare indife:;e, ,;coperte. qua~i abbandouale al ncmico tanle ricchezze e lanla sor/!entc di Yita, senza ncmmcno tentarc ronlr~ stnrgliela, e 1111 fatto nuovo nella storia militarc di Lutte le nazioni, ln lmenLc untilianle chc l'nn imo si rihella; c snrit neces:;:u·ia· una gmnde fot·Lczza, una Yirife prudcnzu, nn picno con1incimento di qnanto si pos~a e si debha per rcs i s t r n~ alia letllazione fehhrile di dar di cozzo t'Onlro ill flol[auemi ca e ~omballerc la primae l'nlLirna hallagl ia. « :\e;:suno lino ad ora ha detto al pacse chc dobbiamo ...aiYat·e l'annala e :=;nBTi flea re le ci ttit; epp ttre cforza che il pae;:;c si persuada dt qucsta du ra. necessiliL c che si ab itui all 'idea di sapere in opcrosa l'armal.a mentre si Laglic!!giano, si bombardano, s'incendiano le lJitt fi orenli cillit. « Per quanLo esagemto possa parcre ques1o mio conccllo » co nc!nde il Bona.mico \~per qttauta rip ugnanza dico, anzi pet· qnanlo ~·t brczzo s~sctlt questa rasscgnazionc, che sarit chiamata Yillit, pure tO debbo dn·c che ad e$sa uon ginnsi ehe dopo a vcr, lottando ronlro me stesso , picgato il cnpo innanzi ad nna triste realta ». Nelle odieme condizion i dell a nostt·a. fiolla, noi dobb iamo pcrlan lo pensare adadoperarlasopmlluUo pet· impedirc lespedizioni maritLimc tcndenti a colpire c dil'iclet•e la penisola , pensare 11. promnoverc nella, marina. merca nti le costnl7.ioni tali per veloci Li.t ed altre nLLitudini da permetlere cli atluare celcremeute il nostro conlallo eo lie nostre isole per sbarcan'i fo t·ze od imbarcarne, e di attuare la corsn. allo scopo di frenare con rapprcsaglie sui commcrcio nemico (1) Op. citata pag. 156.
l't::H 1..\ IJIFESA TI·:HH!TO!.L\LE
le tentazioni che potr·cbhero ofl'rirc rut un nemi co poco ca.Yrtllere:;co le nostrc cil!it nwrittimc. Dobhiamo inoltre rammcnlart) cite di tulle le difesc fls:::e di costa. conriene sollnnto attuarc f1uclle che per potenza di artigl ierie, per vantaggiosa ub ieaz ione, pcr enti L~td i ripnripos;:;ono riLenet·si cl'fi ~ac i conlro la pii1 po lenLe arligl ieria di cui sono ar·male le piu robnsLe JHni delle flolle stranierc, poichc llue,;ic an-anno ~empre inlt~resse a concentrnrc celeremcnle e :; ucce~si 1nnt ente su i :;ingoli pnnli d'atlacco i matcriali piit potcnl i. Lutlne, per ogn i piazza marillima, dobbiamo ricordare la necessita assolula di separare le sorti della difcsa delle fo rtificazioni da quelle dclln ciLli.t. ~clla grH' t T<~ cli Fmncia fu;·on11 'i.;Le parcccll ie pi nzzr., a('.(:erclt iale dal ne111ico, cap itolare dopo un bombardament.o mrnlre ancora arenno le mnt·a iutattc; mane furono nnche ri::;le resistere a\ hombarclamcnto, eel obbligare l'allnr.canl.e a ricorrcrc ai proeeclimcnti metocli C' i e Jenli di ttu as3cd io regolare. (n homharllamcnlo fallo della parte del m:\t'r pno cer1amcnl e produtTe g11a,;ti materiali maggiori, ma le popnhll ioui incrmi possono soLLrar:;i al pericolo ogniqun lvo ll.<t uon si ano assecliaLo ancho dalla parte (l i Lerra; e non ::; i dove poi credere che daperlullo il ncmico pos:>n impunemenle ofTcndcrc ne indu rsi ad oiTese che non offranoun sic.uro guadagno e pongano invece a.rcpcntaglio le sue migli ori navi. Aggi nnga;;i chc le impo:; izioni di guermche il nom ico potrebbe esigcre per risparmiat·e un bombardamento polrnnno e~s ere non meno co:;Lose dei danni material i del bomhardarnenlo slesso, sicche ore !'interesse gcncrale della clifc:;a. richietla chesi privi l'av' 'ersario cl cll 'uso di un po rto impo t·l.ante> r~ll e polrebbc diventare per lui una ba~c sicura ed cffieace, quale sarebbe pet· esemp io GenoYa, equanclo le locali condizioni difen~ i,·e pcrmeltano di disputargli con vantaggio l'impiego del porlo , non si do n~t , ad alcun prezzo , rinuucia.re alia rcsistenza, ma COlli'Crrit preparar,;i <L suhire il hombardamenlo, prcndenclu le misure perchC c~so riesca del minor danno possibile, e ponendo in salro la popolazione inermc. 1\ieorcliamo pero che pochi so no i punti ove sin materia.l mente po:;sib il e rli raggiungere Lutte le conclizion i chc renclono efficaci le <lifese flsse. Che queste per cssere efficaci ri chiedono spesso l'impiego
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OI~L
METODO
N!~GLJ
STUD!
di di ~pc ndiosissimi mezzi , che per conseguenza mol li punli importan li rimar1·anno csposli agli sbarch i nem ici contro i qual i si clovrit essen::ialmente con tare ~ull' impiego dell a fiotta, e quando quesla \'Cnis:;e meno, caso cui dove essere pnmta una buona clifesa, sul concor;;o delle forze di terra .
§ 4·. ll co1tcOI'SO delle /'ol':e di tei'/'C£ alla di{esa re/'so it mal'e, ell illeqame fm qnestct difesa e qu.ella intel'na
Su qucst.o n.rgorncnto ftlrono emesse opinioni le pit't d isparalc. I mil ilari cli terra, per una. loclevole Gclucia nei prop ri me;,zi, propendono nclla op iniune che nno sbnrco di viva forza non possa cfreu.unrsi po·1· poco siano preparate le difese e hen cl isposte lp r iscrvo a.d accorrere; credono che le difficollttdi uno sha1·co di viva fo rzanon sieno minori di tplelle di un passaggio di viva for7.a di un gra n 11 urno, operaz ione che, senza il concorso cli circoslltnze assa.i fa.vo revoli , () divennla rcalmenle scabrosissima. E, conlinna.ndo di que:;Lo passo, concl1tclono cite le noslre cos le si difenclono sui le AI pi; colla qual frase intendouo di di re cite, arreslata seriamente sull e Alpi l'imasion o LCrl·ostr·c, potr·cmmo sposlarc verso la penisola forze superi ori a qucll e che il ncmico Yi dirigesse per mare, e conscguentemente potremmo far penlire il no::;Lro an-ersario di avere allenlalo in tal modo alia nostra esistenza. I militari di mare per una non meno lodevole ficlucia nei loro mezzi con lro le dil'ese terrestri, dicono che le spiaggiesono apel'le a chi possiedc il mare c citano in appoggio gli esempi (I) del notevole e felico sbuco di lruppa ell'clluato al Capo Rrellono dol 17!)8 . Rammentano che una di,'isiono al comp leto di ·1·1860 Inglesi ten ne il mare per tre mesi e mezzo e sbarco in aper·tn rada. nella baia Gabarus, in un 'ora. di tempo, malg1·adovi·vissima1·esistenza divecchie tmppe fi·ancesi; citano lo sbarco fatto nell'anno seguente da Wo lf a Quebec, c p iLLtarcli CJLlCII o cclcbrodi Ahoukir ove una divisionc elL (l ) L••vKn,,
Dl ~!.'"''
Op. ci t. png. 6
PER LA OIFF. SA T ER I'HTOHIALF:
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11 ,000 Inglesi esegui ''ilto1·iosamomente lo sbareo colla disfalla di un corpo di di fesa sui! a costa di 7000 FI'Uncesi nssisti ti da -1 iS pezzi
d'artiglieria; nel quale sbarco, per lo ahbassare repentino delle · acque, le truppe rimasei'O Ll'allenute per ono ore nelle Joro lance ~otlo il tiro nemico. Da cio arri>a, il Lovera di .JTaria . ad argu ir·e che: « meglio es·sendo pr.escelte le circostam:o dello sbarco, a malgmdo di una eguale difesa. SI potrebbe al giorno d'oggi in egualtempo sbarcare un cor·po tli 30,000 sol9.ati con proporzionata a r'ligl icria )) . Soggiunge ancora che, coi mezzi od iero i, l'esccuzion e di consimili impresc sarebbe oggi al corto considere\'Oimenle ab brev ia la. cd osserTa c.he nel 'l804 if nonraggiunto posses.so della.JTani ~a fu l'nnico ostacoloalsnccesso dnl progetw cli l\"a.poleone di invader·e l'Ingh ilterm; come invece l'inaziono assoluta della Ootta r·ussa. ne! mar Ner·o fu causa del sucr.rsso degli nlleati lll;lllo sbarco di Crimea, fatto impnncmcnte sopra un'aper·ta spiaggia in vicinanza di una fonezza. Per6 qu i conviene notar·e 1;1J e see vero chc il giorno '' 4· sc!.lembre 1804 i Francesi, non avendo in contra! a nlcnna. ?'esisf.r'n::a. eel incominciando lo sbarco alle 8 1[4 anl imeridiano, r in ~c irono ad avere a lena per mezzo giorno e mezzo tre div i ~i o ni o 18 ca nnoni pronti a cornbau.er·c, none men vero che solo dopo t1·egiorn i, e c im~ il 17 , si trorarono pronti a marciare per a rvicinarsi a Sehastopoli, e che l'escrcito in;;lese, il quale a\·ea pure com inciato fa sha rco il rriorno I~ n ,., non avendo potnto compl('{areloslmrco del pel'sonale e del mafel'iale che due ,qionti dopo i Fra ncesi . gl i afleati non si mossero che if mallino del 19. Infi ne con>iene osserrare che gli allcati non solo non trovarono alcuna resistenza. ne! momento in cui cominci;H·ono a sbar·care, ma. neppure nei giomi sttc•:essivi; e sapon1no d'altm parte che i Russi non erano fa,·orili da. ferrovie per spostarsi dall'nno all'altro dei punti rni nacciali. Eppero, questo sbarco di Cr·i mea non pcrmotle abhastanza cli trame cr.nseguenze intora mente appli cabili alle difese delle nosrre coste. TuLLavia., osserva il Lovera. «col rno ltipl icare le finte e gli attacchi JJnt·ziali ingannevoli , la forza in difesa lungo la spiaggia. potra esscre per stenti e fat iche ri doLLa. alf 'impotenza prima che Jo sbarco si Lenti. Allorche lo sbarco si effetluerit, l'att.acco opporrit le sue ANNO XX.V!J, VOL. I.
OEL MF.TOllO NEGLI STUD! 50 truppe ri posalc e piene cl'ardore alie giil esausle e sco t·aggiale fort.c delln difesa. Tenlancl'o questn di opporre rcsistenzn le sarit impossihilc di nwH<'ncrc la propria posizione sotto il terrihile fuoco dclla tlolln invadentc >) . Aclir , ero a noi pare che questo quadro, seoza esset·e inY0rosim il1'. che anzi ci nunmenta appuntino l'infelice difesa falla d.1i Francesi nel 180v nell'i;;ola di Walcheren \1}, non pos~a dare una idea di quanto anerr<'hhe in generale per quals!asi sbarco <' pre:;enti doll.<' titlte un po' fosche. Ci pare anzi concepito pensando alle condtzioni di eerie spiaggc ove polrit rcalmente direntarc micidiale alia difc:>a il mautcner..;i sollo il fuoco della flotta . . ~Ja, in all t·c condizioni, e tutti sanno che le nostre'costc ne orfrono di S\ ariati:-;;;imc, le parLi del la difesa potrchhero trorat·;;i assai meno prcgincl icalc. ' Erl. infnu i il Morin, pcnsauclo(comctrasparedal citato suoslttdio) all o nosI rccosto: mclltre, cog! i csemp i degli sbarch id' Egitto, cl' Algori ccli Crimen opentt.i ~usp i aggc :1perLe (sulle quali i bastimenti et vela di quei tcmpi col vcnto fresco alia traver.:;ia si lrovav~wo in una siLua?.ionc assai gmve) cerea di per~twdere che una flotla a vaporc anl'hhc la ntalerinle possibilitiuli cse~ui reshnrchi sui le :;piaggo occidcntali dell' llal ia pen insulare (ore,egli dice, si veclono moiLo sposso ba:'timen li a vola caricarc marmi aii'A.venza e carhone lungo h costa delle Mareutme); ammclte chc o,-e il corpo di shnrco dovesso « rombatlct't\ all'atlo ste=-so di por piede sulla spiaggia, ell una talc cirt;ostanza fo.::se molto probabile. non Yi sarchhe da avet·c gran timore di una spctlit.ione di Lmppe per Yia di mare imperocche « ccrto, che solto il fuoco non si sbarca ». La difi'crcnza degli apprezznmenti del Lovera e del :\lorin sulln possihilita ono di effclluarc uno sbarco di viva forza, puo trovnre non =-olo una spiega7.ione nelle differenli condizioni di spiagge, che cia:;cuno di que(!l i egregi ufficiali, avra ct·eduto dover prendere ad esempio no I general iuare dctl i apprezzmnenli, ma anche, e, c.redinmo,spcrialmcnte nel.fnllo che nei ·I 0 anni lrascorsi fra la pu h bltca7.ionc dcgli scril.l i del Lover<t ( 1868j e del }{ori u \·1878) I' efficacia delle
e
(l) 1\accomnndiamo ''h·nmcnto di lcggc,·e il« 1\appot·t circonstancie de ce q u i s '•'sLpasse d;.ns 1'110 tie Wnlchm·cn d epu~s I~ Llebarq twmcnL des Anglais j usqu' a la capitnlntion, lllll" le r;t!ne,·~ l clc brigntlc Ost~n Spectateur Mil itai..e Tom . 21..
! ' E ll LA VIFESA TJ·.lU\ITIJH IAI.E
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arnti po!'lilb il i, la loro porlala, l'impiego dei t'nochi a mussa, hanno arrcrato una -rera inno1' nzione nelle contli?.ioni latliche t'hC possono aecompagnare uno sbarco cli Yi\'a forzn, con tru ll'llppc in po:>izionc. Se si ammette pero la clifllcolta di sbarcar<' in presenza di un difrnsore prcparato, hisogna iliH.:he ammellere cite quando nn pacse ha rstesis:'imi litorali aperti =-arit ben diiTicilc t' forsc andtt' in qualche cnso impossibilc per ht dife~a il Lrovar:<i preparata daperlullo; mcnlre im'ece probabilmente es~a potrit :;orn-...diarc :;olu nlruni dei porti e dcgli approd i migliori. Sicche la rinse ita dellaspcdizioue mnritti ma staril rs;:;enzial mente HE' I so rprendere i lralli indi fe::;i, co;;a ml oltcnrrc la quale, una noLla lrora~ i qunsi sempre in concl i ~:ionc favurerole ri ~poll.o al difensOl'l.i terrcslrc di un litora le. [nt'aLLi, come bene os;;en·n il Alo rin ncl giit citato suo lavMo dal quale cl'edinmo pl·ezzo del!'opcm riporla re il :)Cguen to bmn o: « un. esercito che si move sui m.are, Gsempt·c COIH.:cntrato on ha una rapidi t:t di mov imenli immcn:;amer\le snpcriorc <H(Itclln rli un esercito n len a. ta noua cbe lo Lrasporta impiegando lo slralagernma di finle ben combinat.e, puo fac il men le r iuscire ad ell'clluaro lo shat·co do\ e la difesa non si a preparatn. «Ne si venga ad obbieltare c.hc la co:;ta ~arehhc sorrculiala da ,., mt corpo d' ossen-<lzione, il quale, di.-poncnclo delle ri:-:or,;c fornito dal scrrizio :>emarorico c dni tra..;pnrli l'l'tToriat·i, e tcncndo le sue forze opporiLLOamente sra~l i onale, polrchh<' concenl rar:;i sui punlo scello per lo shareo L:on una mpidilit :-;urticicnte da giuogere in tempo ad impcdire l' impresa <' a cambial'ln in 1m di~astt·o.
«~on esiste cridenlemente alcun ragionerole moli\O per am· mct.Lere a priori chc l'opcrazione di sbarco cite considcriamo sarehbe mal condolta; e se qucsla operai\ionc fosse immag inata c di rel.la secondo i buoni principii doll a gucrru, a V\ errebh,; ccrl.amonle cite al qun t·Licrc generate delle Lruppc dol la. di t'c,;a giungerehhe simnltaneamenle <la vari pu.nt.i dcll tL co:;la la notizia chc il nemico sl.a per sbarem·e. Vt direziotte seco1Hio la. quale si doHe!J!Jc in l.l·apl'endere il conceulmrnen to non f;a re!J be ('onos,;i uta con ~ien i·ezza ehe qnando lo sbarco fosse ell'ellivamontc ineomincia!o ed '
D!:~L \!ETODO NEGLI STUD!
allo r·a Lu l.l i i me7.zi l'crroviari dispon ibi li non l!tt~Lerebbero a tra::porlare· in tempo snl punto minac'ciato nua forzn appreuabile. «Per Loglier»i qua.lnnque illusiorie a qrr est.o yiguardo non c nece;:;sario aver ll07.ioni molto vaste e profonde circa il valore delle ferrovie come mezzo logistico ; basta scmpli cemenle conoscere quale sia la pil1 gran quanlila di lruppe, di quadrupedi e di materiale da campagna che un Lrcno pu6 lrasportare, e ::;aperc. quant i sieno treni che in vcntiquallro ore si possono spediTe lnugo nu binario. « Sicche, cqns iderando l~ene la qni ~t i one, si c logicamentc condol.l i a ritenerc assai rrmo La Ill possibili!:'l che il corpo in 'ladente abbia da comhallere all'atlo dcllo sharco, e si ha invece oani ragion.c _d i _ammeLLerc come mo lto probabi le cbe q1teslo cor;o non lrov1st d1 froote le truppe della difcsa se non quando csso ;:ia completamentc a_ terra,_ in brr one po~izion i ·e p~·o.n to 'a lia batlaglia. « Coloro 1 quail c1·edono che alcune fortifi cazioni, opportunalJ!Bn le ubicate, hn.stino a garanti re .l 'ftalia conlro il pericolo degli sbarchi, fondano la loro com•in7.ionc soprn. nn apprezzamento inesal.to delle con cl izioni marine che si richiedono per iuLntprendere con succe.;so un' i mprc~a. di qrwsto gen_ere. Eglino pensano che uno sbarco 11011 si pos,;n, seriatnente t.entare che in un porto, o in una rada suscelli bile di ofi'rire i reqttisit:i di un boon ancoraggio; e, a tale rigu:mlo, eonfonclono quasi sempre dnc punli della qucsli onc i qna li so11o es~en:.: ialm cnle disLinli. « II buon esito di Ull (J :-;ba1:r.o in paese nem ico dipende priocip::tlrn?nle cla lla rapi cliL<i con cni I' operazione viene esegu ita; e aftinchc quc~ta rapid iLil necessa ria si oltenga, bisogna chc la flotta si an cori lunp;o unn svi ltrppo di costa. abbnstnnzn, esteso da permew•re chc tulli i baslimenti pos;:;ano simullaoeamente sca1·icae,;i sen:.:a da1· luogo ad ingombro nei puati cl' approdo delle imbarca.zioni e delle zaiiCI'C in.piegate nel lrasporto delle truppe, dei quaflrupedi, o del mnl.eriale. Ora uno svi luppo siiTatto'non vi c po t'Lo, non ,.; e rada che Io dia; bisogna genemlmenle ricorrero alia spiaa. 0 g1a apei'La per avcrlo ». l)Jic.-te ron~ i dera7.ion i del Morin a Hoi scmbrano di un 0"l'andis. :-;1uJn peso: per6, se e,;sn rl irno:>tmno la· insufficenza di un eordone di difese co,;t iere cli:-;f;em inale. qual i sarebiJcro quelle che I'a ulore ha prrse a comballere ne! suo studio, non c:<clncl ono la possibilitit
l'E l't LA DlF ES A TE RH ITORJAL£
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cli ollenere, come diremo piu in nanzi, con un hen iuteso sistema di djfese LerresLt·i un me7.zO potent.e pc1· par:~lizzare in parte ·qnei nntaggi che ~nrebbcro· assicurat i all'iurasione marittima, quando ·ri nscisse ad esser padrona assoluta del mare ed a polervi operare su grande scala. E innega.hil e cfle una spcd izione marittima ha snlla. cliresa un grande vanlaggio nel la scella del momento e del punto cl'atlacco, ·nella l'nco!Lit di mutn1· ptlllt? d' attacco, e di :spostarsi pi1't celeremenle che non la difesa . Siit)poniamo inratti che la spedizione venga dai por'Li frarwesi, supponiamo pure ehe sia a noslni conoscenza la wecisa qnantili1 di forza di cui essa ·. dispone, potremo noi per questo indovinare dove andrit a cadore la pnutala dell'arversario't Se non nvremo seri.Jati inlaU.i sui m:~re i noslri me7.zi navall per allaccarlo ne! :nomento critico delta Inn er,;ata, se dovremo ·acconl.cntarci di sp iar!le al ia JonLaua i mov irnen ti , non sapremo che poche ore prima se i due, Ire o _pi it corpi imbarcali prende·ranno per blJhiellivo le cosLe l'rguri, o le l.osca ue, Q le romane o le napole!ane. Per quanlo sieno appostato in siti opporlnni truppe di osservazione o mi l_izie, se la spetlizione marilt irnasarit mollo grossa, !lara pure nccessario, per operare conLro di essa, spostare una grancle r'iserva di uno o pitl corp i d'esercit•1 clal hacino del Po a cruelli deii' .-hno o del. Tevere o del Yolturno. Tn quanlo tempo e con qu ale sicurcl:za tli ri.uscita·pOlremo noi .fa r·e questo spos l;t,~nento per len·a':l Cio dipenderit da moiLc circost::tn7.e, e 110i siamo convinti chc O\'e lullo fosse predisposto di Iunga mano per modo che bastas::e ,Jimitare il Lr::t~ porto alte sole tmppe combattenti, lo ~pos tnmenlo potrei.Jbe farsi .assa i pii1 presto di qnanLo comunemeote si credn; ma per6, per quan Lo r~tpido, asmi probnb ilmeute esso richiederebhe un numero di giorni clo'ppio o triplo cli quello che impiegherebbe1·o · a spostnr·si per marc ed a prendcr terra, se farorite dal bel tempo, le fo1·ze dell'a'lversario. E questa. disparita., elle vn rierebhe al val'iare di parecch i fatto ri, anclrehhe crescenclo specinlmenLe coli' aumentarc clelle forze che si clovre.IJbero sposhtre per terra., perc!JC se, per e3empio, la distan7.a sarit di tre giornatc di percorso ferro.viario , · e la profonclitit delta colouna suHe ferrovie uti lizza.bili sara -rli due giornate . per ogni .corpo di annnta, complessivamente, lo
DEL MF.TODO :-I EG L I ST UDI
~p os tn men l o
di nn eo 1·po d'nrmata potrit farsi in cinr1uc giom i, qucl lo cl i due corpi richicflcrit 'ette giorni e qucllo di Ire riehiedcra no\'(.' giorni. mrntre per JliUJ'C lo slcs,;o sposLamento polrit csegu irsi in clnr o trc ~iol'llate l[na lnnqne =-ia la fo rza da ,;postai'C. .\ ggnmgasi chr i 1110\ imenti per marc (qnanflo raui in :'l<l:!ione fa,·ore\'Oic c colla gnida fli quelle osser~azioni meteorolo~ich,; ehe nclla hnona stagione, permettono di presagire se vi sarit un sufli~ eiente periodo di Lempo propizio} non hanno a Lemerc incid1'1Hi che ne lnrhino In. !'irurrzza one ta rdino l'atluazione, una Ynlla . hen inLr,;o, sia pu1·gato 11 marc flnllc na' i an-ersarie; mentre hen nllrimcnli an ir ne per i mnY imeuti di spoi'>l:unento da a llua r~ i pet· to1-ra lun.ro la pr ni sola . Etl in re ro , in tal raso, le [OITOvic litornnco non poln'hhem, per la lorn rulncmbil itit, dare un fondamento :'icuro ai calco li della difcsa c qllcll c in tern e c;> llreche poco prod nlt.ive e soggcLlc a guasl.i ( I) sono per vergogna nosI ra ancora troppo i mcom plcto o scarsc per serviro aiJimsln nzn a (jnesto compito vi talc della di l'esa. Dinan:d a lJl'l e:sl:l inferioritit dell·e manovre tl ifensive di sposlameHlo, (inl'criori Ut r ho :;arit parzialmente diminuita nHl non. tolta intcramcnl.c dal ln coslruzion e de l l ~ strade ferrate approvatc colla lcggr tlc 1 1H lnglio 1870 (z)) meni i'Cappare scmpre piu evidr ntc la n ecc::.~it;'t di nec.rescerc i IIP"tri mezzi maritt.imi. di preparal'li in (I) Si •·nmmcnti rome nvvcnga P'"' lroppo di so ,·cnte, anche in tempi nom1 nii chc le n?st•·c comunicazioni ferro,-i,ric coli~ penisola •·imangono in qnalcho l>arto ir.t~rrouc. :'\ol~o ~··or~o bUtunno non,cn• ancora cessat~ l'eco doloros;~ del disast1·o clell'.~ •·enzJ, e g1a ~~ p_r•mo_ nO\'Cmbro l~l l~gguvamo in uno ste.sso numero di giorn\tld le due uotizie
cho qut •·•porttamo. ". Lo aequo cJduto •I 29 Oltobrc, in gran copb sulle campagnc romanc hanno falto ro« vmarc_ tl ponto 111 f~ITO •li 20 metri <Ji Inee sui tot·rente Ruslico a! kilometro 73,:> dell a « ferro\'1 1 V•r~nzu-lloma, asportando alia distanza di 100 metri circ:1 le travatc mctallicho • del pouto mc•lesimo :... c i' ~u,·c nvvrnuta, per cau•a delle ncque, la caclutn di una frana sulla li nea Foligno« Tern> pr·~sso lA staz•one th Gmncano che ha m om enl~ nt'amea te i nterrot(o il sorrizio d • « t•·eni su quolla linco•. e (2) Qua ntlo sieuo compiuto te slrado ferra te delle trc pl'imc catogorio :~p 1w0 ,·atc da rleL~Il lcggc si JIOS~cd e•·a rw o nll'infuori da lle ~ t>·adc l ito r·anee tre lin ec, ahhas Lauza sicuro •Jtl rn Ltmo tlnl har >'l O de l r•o " qucll i dcll'Al'llo. o del Tere•·e, fi no ~I f•·ou tc Or!c- l'oli"II O e d~• o lun?~ l';•s~n dPlJ~ rim a mm Le pon isola till I fro,tc or·a dolto fi no ll ll e spinggio"do•i JouHl r.-.. I OI'I'CI1WI'C 0 'J'ar·auto ..\l a l'icu p•H'tauza rii ~a le .-isultato (c ite \'Orrchbo nell'i n~cressu dcll a d ifes:~ c~se.· ben presto •·aggiunto) non pa•·e si<t s tatu su(Jiciont.cmcnto iiJl · l)r?~>.al.r , poit hc ,·odommo posli in > .crza catcgn•·ia i tmnchi Au lla- Lucca , s Al'cnn•elo l'lll)l'w no , Solm on:l·lse•·, in -Cnrupobnsso, Avcllill o·Ji iumar<> - Gi oia del Coll e, 0 u-a~cnrat i 1 l'acco•·dii mun li r,·_ " Altopnscio cd Em poli, fra C:Jmpobasso o Luccr:r , u l ilissimi al run ~i o nn mento stnlL0S>CO di qnclla l inee.
PE R LA O!FES.\ T ERR I TOR I X L E
modo da esserc spet~ialmente atti a dare la cncci•t ai convogli nem ici, e di serbarli essenzialmcn le in t;ll.ti per scongiu1·are il pericolo dei grandi sbarchi, appare pnr<' in t.u tla la ~t ta O\·idcnza la neccssitit di pemare al caso in cu i i nostri mezzi marilli1ni, per disg1·aziati C\'enti. resla~sero soprall'alli tht soverchiant i forte ncm iche, cd in tale ipote:>i, preparare in modo le rlifese di term da dar tempo allo riserre ten·eslri di spt,st<u·si al ~icuro, c di non es:>ere p!'ecor:;e dalle oiTeso marittime . Per !'isolvcl·e cotwenienlemenle questo prohlcma ::arebbe nocessario poter fare una accurata classificazionq delle prcsumihili ofi'ese mariltimo, iml i considerare per ciascun punto ru lneral>ilc delle noslrc coste sec quale ''antaggio potrebbc ri cava r:;i da dife:;o fissc, poi pet· ciascun punto Yedere quale sarcbbo il concurso delleforze locali (mi lizia tcn itoriale) ,quale e qnan to rapido putrrbbc esse re iI co ncorso dell e fon:e mob ili ( milizia mob ile c truppc dcll'cscr0ito attivo) . Tntlo cio im porlcrebbe un cornplo:>~o di studi cln far~i in comune daullici::d i di terra c di mare c cite no i dobb iarno accontenlarci t.li accennare appena premettendo poclw consiclcrazioui. Anz ilutto dobbiamo rammentar·e cll c ogni qualvolla non sieno convcnienli le di i'ese fisse suite coste {c giit nccennnmmo come nella pluJ'aliltt dei casi esse portino ad una inutilc dispcrsionc di forze, e come senza il concor5o di elate circostanzc t'nvo ro\ ol i ri cscano inefftcaci conlro le potenti e mob il i olTt~:;e m:witl imc) sura neccssario vedere quali altre di fese locali sieno alluabili cntro terra per dare tale appoggio alle local i milizio da pormellere ad c:;se di aJTestare le forze nem icbe sbarcate dal marc, da1· tempo acl altre rorzo mobili ed alle grandi ri5erve di accorrerc. E questi punti cli appoggio entro terra dovrebhero a loro Yolla venire proporzionati: alia presumibi lo entilit dell e mi nacce nemiche (destmLa dalla vulnerabili til clelle corrispondcnti coslo e clnll 'imporLanza dei corrispondenti obbi elli' i) nl le forze dell a dil'csa presumibilmente di~poni bili :mi siti (miliz ia te1·ritorinlo, mobile c riparti di esercilo as::;egnali nei p1·ogetti di :ulunala); eel inli ne, all' imporlanm che i pun t.i prescel ti po trebbei'O 1tvet'e nell o slab il ire il legamc fra · la c1if'e:;tl marittima e la difesa in let·nn. Molti sLudi importan Li furono giit rcsi di pub blica ragioue suq uesto argo1ueuto ma essi non bastano a fnmil iarizzn re ne!la marina e nel-
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N EL METODO NEG L I STUD!
l'esercito il concetto delle vere condizioni difensive odierne delle nosLre coste, concetto che noi vorremmo vedere maturare dal Javoro fatto in comune e sui luog!1i d<ti nosl ri ufficia li di terra e di mare. In Germ ania, problemi di questo genere costituiscono i Lemi o dei grandi vinggi di sla.Lo maggiore di retti da Moltke, o dei parziali viaggi di stato mnggio re esegu iti nei Lerritori dei singoli corpi d'~Lrmaln . Da noi si fecero gitt in questi ultimi anni molti pas:::i su quesla vi<t; molti sludi interessanti, fr- ntlo di manovre coi qnadr i dirette da generali illustri, molte ricogn izioni fatle da abili ul'ficiali, molte questio ni trattate prat.icameute sui terreno , riso!vendo, o nell e grand i manone o nei campi di hrigaln o nei vi<tggi d'istruzione della nostraScuo la di guerra, imporlan Li terni mili tari, portnrono Inee sop ra mol ti argomenti; ma per cio che rignarda gli studi sulla difesa dell e coste, non ci pare si sia per anco cer~~:a to abbastanza di familiarizzare il problema fra coloro che dovranno coucorrere alia sua solm:ione; che non si siauo per anco messi in su['(jciente contatto ul'ficiali di t.erra eel uf'Ciciali di mare, esercito e nmrina. Anoi pare che la necessita di stabilire un perfelto accordo di veduLe e di azione fra gli uffi cinJi di terra e quelli di mare sia tale da clovere chiamar'e l'at.tenzione sopra queslo importante argomenLo e da reclamare qualche speciale misura. A noslro avviso dovrebbero gu idar-e alla meLa, manovre falte in comune dall'eserciLo e dall'armnLa. Oggicli tale comunanza non esiste che nell e adunanze plenarie del comi tato di stato maggiore generale. Alcuni anni or sono si era fatto anche un passo per metterc a contaLto uffic iali di Lena ed ufficiali di mare, ed ir)fatLi dal .'l 869 al ~1 872 furono visti annualmenle parecchi soltotenenli di vascello fT'equentare un corso della Scnola di guerra dell'esercito e acqu islarvi e scambiare con somma soddisfazione di tutLi cognizioni di pratica uLilita. Ma dal ·I ~-173 in poi quell a buona usanza venne sospesa, e, ne fu cletto, per la scarsita numerica allora verificalasi nei quadri della marina . !Hentre facciamo voti perche si veda se non sia il caso di ristabilire questa usanza crediamo opportuno di pr'oporre qualche cosa di p!u e cioe che vengano Mtuate sulle nostre eost.e delle grand i mano,;re falte col concor so di ufllcial i cli len a e di mare, di ripar ti .clelt'esercito e di navi, al qual uopo basterebbc dispon e cl1e annurdmente, unR
PER L A DIF ESA T ERRITORIAI.E
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parte delle nostre grandi man.oHe o delle manovre di br igata e di presidio fossero coordinate alia s9luzione di prohlem i relaLivi a difese contro un nemico che ven i ~se dal mare e fatte col concorso del! a squadra permanente, eel anche eventualmente combinale con operazioni di sbar·co . Osserviiuno come tuu.o ci6 mentre avrebbe il geande vant3ggio di familial'izzat·e esercito e marina a!la soluzione di quesili altameute interessn.nti la nostm clifesa, non arrecherebhe alc.una straordinar-ia spe.oa all'erario, inquan to r~ h e tuLti gli anni, especialmente in occasione dei cambi di guamigione fm la terr~t ferma e:l~ isole si deve fare In, spesa di un discreto trasporto di . truppe per .mare, ~utti gli anni si i'anno gra.ndi manone o camp i di brigala neJ!a. peniwla, lutti g!i anni si f';t mano l'l'are sui mare una squad rn permanente di a.lmeno sei co razzate e si compiono cla q uesL<t esercizi di sba.rco, main misura assai !i rnitaLa.. non avendosi altro personale che quello degli eqnipaggi . · Familiarizz:.ui meglio gli uomini di lel'l'iL e di mare ai problemi delle olfese e del le difese verso il mare, si giungerebbero a delerminare, con pi1'Lgran de probabilita di .rinscita i modi di sorveglianzrt dell a costa, sia in quei LraUi ove una semplice osservn ione di Lruppe · tel'ritoriali pu6 e:>set·e b<tstevo le' contro piccoli colpi di mano, i quali nel momento dellamob il itazione ri uscirehhero di gra1'e di st.urbo, sia in quei luoghi ove diventerebbe necessaritt una dil'esa contro fl'cnsiva fat ta,conlrnppe atl.il'ein vicinnnzaallacosLa, sia infi ne litdO\'e convenisse meglio lenetsi u dislanza da esse, nei siti pit't opportuni per assicurare l'arrii'O dei rinfoL·zi e per collegare fa di fesa cost.iera alia d i fesr~ int.erna . Supposlo chelenostremiliz ie (mobil e e terri tori al .~) abbiano raggiunto un tale sviiLtppo da potere inquadrare in modo soddisfacente gli 800,900 mila uomini ul.i !izzabil i fra le forze stl'agl'andi aLtualmentc assegnatevi, le (rual i, come gia si clisse, andranno crescendo ancora nei pross imi anni; supposto inoltre che sieno prepataLi conveni&nti punti d'appoggio all'azione· di queste forze, assieme alle qua!i potra anr~he essere cb iamata o LenuLa pronla ad operare una frazione clell 'esercit.o cli 'I" linea; appare chia.ro che una m in ~cc i a dal mare, per avere qualche peohabiliUt di riuscita conLro di noi, dovrebbe assume re oggidi grandi proporzioni : circoslanza irnport ante, la qtwle non po teva appari re alia mente di coloro che stu-
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DEu MI::TOilO NEGLl STUD l
PEH LA DIFESA Tl\l tHJTOH I !IJ.f:
cliarono lJUCsLo pro blema alcnni anui fa, quando le forze della milizia mobile o tcrrilorialo era no quasi' credule un mi to, e sopraLLntlo quando la.rlolorosa c:;perienza del 1867, aYeva moslrato lo stalo dcplore,·ole nel qual e trOHtva::.i la nostra mobilitazionc, stato chn permellern. ad un prcpolente vicino di dire che :wrebbc potnto prendcro I' ltalia prt· le due e:;tremitit o spezzarla romo un hastone . Le .rco:cnti pt'OI'Cdi mobilitazione hanno ora confortato il pae~e, hanno mo:;trato chc nellamilizia mobile e nella Leni torialc 'i sono cccellenti clementi; c si puo oggi sperare chc non :;at':tnno risp,l!'miat i ~agrilizi per dare a que:;li elementi quell:t preparazionc, quellc ar·mi, cruel l 'as~elln e qucl l'cfncaco inr[uadramenlo drc varrit a renclerli \ Cl'lt.mente potenti. Come :; i disso, l'osistenza tli lluesti elemcn ti rendc assolulamrnte imprllllcnLc qual:;ias i ::;pcclit. ionc mal'ittima n em i ~.:a c.lte non sia fa Ll:\. :m grnndi s:,; ima ;;cain; c ~~otw i e ne Holure che ttuanto maggio1·i s;tl'nnno le proporzioni cite una speclizione rnaritlima dol'r:t <t~:;u mere, l.anLi> pit't divettlemnno scar:;i c riu sciranno deten uinali i siti ad cs:;:t cO III'Cttienti, per ampict.za di spiaggia aperta, per es i :;Len~a. di strnde oppo rtune ad opemre dalla spiaggia verso l'interno . Si aggiunga nucora clw ovo per nna buona. prcparazione di dii'cso inteme, si tolga.speramm al ncm ico di prontamento raggiungcrocou rapicli co lpi di mano importanli obbiettivi, esso si troveril tanto piu nella necc~sitit di Jimitare le proprie operaziooi a quellc sole ~p i'agge che olrrono in l'icioan:~.a qualche porto o rada ben :;icma o1•e in ogni tempo possa mantoncr:>i il legame fr·a le lruppe s!Jarcate c la flotta. Il ~Iorin os:>ena che se •< il possesso di un ancornggio il quale permelta le comunicaz ioni con la terni in modo pennanente, non c necessaria pet· l'esew::ione dello sbal'co, esso diventn quasi indispcnsahilo dopo cho lo sba.t·co e eo mpi uto penendcrc sicnr;tla base d'operazionc del co rpo sbarcato . « Agli all oati ncl 18i>4- ~ facilmente riusciLo cli sb;u·care sopm una sp iaggia :tperta; ma la toro posizione sarebbe pii1 di una ';oltu clivcn~ taLa as)lai ditncilo so, <lnmnte l'assedio di SehasLopoli, n0 11 avo~ scro po)Lttlo uLili zzare i port i natumli ll i Kamieslt e di Balaklava >>. Aggiungcrcmo a.nt.il.uLto ~ h e la ue~.:ess ili't per LHl co rpo di spe-
dizione di mantencre il lcgame colla Jl olla cliventa assoluta ogni quah'olla le forzc ::-barcate non abbiano la ct'l'ft>:::;n di pot ere in breve tempo soYcrchiare le clifese lorali, raggiungcre i loro obbicltiv i, ristabilirc a YolontiL le proprie comunirazioni c' i1 err su i paese. :'\fel caso nostro, in questo Sf'lbO, le fort ifh::azioui di 1\oma portarono alia nostra difesa un benelicio a%ni piu grandr di qnello che si sarehhc potuto raggiungerc con nn di~pendio fur:;p t·enlo ,-olte maggiore seminando difcsr fissc :-tt tntta la costa da )Jontc ,\rgenlaro a (~aeta. Ed infatti una :>pNliziont• rnariltiuw, la qualr lino a pochi anni or· suno potent cnnlare lli giunbt'l'l' nl :>eromlo gion10 dallo ~harro sollo ic ,-ecchie mut·a dcll ano:;tra capita l1' e prenderla con u11 co lpo di Jll~tno, non rcggcndo quclk rcct:ltic lllttra, come ftt visto net 1810, alle od ierne artiglierie pc:;an ti da camtJa,qna; non potrebbcoggi openn·e sruza r·ieonero a grantli apparecchi di a~sell i o iuquanloclt0 iilconlrerelJJ,c allorno alln cill.it eterrw un polonte cnmpo trineeralo moderno . Pcnluta cosi la speranza di nn pron to! e r:tpido colpo cli mnno , sorge l'nssoluLa necessilil, per nna ~;pcd i z i one mn.rii.Lima. !;lte abhia Roma per obb ietl iro, di procu l'at·~ i una base ::;u ll o coste . Ma po ichc due !'Ol i. pnnti :;i pro:>torcbbero a ciu, Civ iLavcccltia, mediocre e mal sicuro per c.ond i:t. ioni nantichl), o ~ . Stcliu10, sicuro ma giit ah1uanto lonlano, e fac ile a dispul:1l',;i eon qualclw batLcria alla su .\lonlc Argentaro, ,;ottrnua. ai pitt crticaci tiri dcll a notta e posta in modo da batt.ero le aequo del golfo; cosine nasce chc !'operare oggi per marc contro la nostra capitalc non c piu una facile cosa quale crede\·asi da molti Ono a poehi anni or· sono . ll campo trincerato di Roma poi oiLrc a. servire di hasc a CfUCI riparto dell'csercito alliro che l'i potril e-~sere chiam.1lo nd operare sia per la dilesa 1erso il mare :;ia per la difesa inlel'lla (per la quale rapprosenta lo sbarramenlo di un gran l'a::;cio di stnttle) darit protezione sicura e modo cli ben preparnrsi alia lolla ai 25 mila uomini circa rli milizia mob ile e milizin territoriale dell a pro1 incia romana che scnza qaella protczione andert>hhcro ]ti'Ohahilmcnle di spcrsi llCl ca~o di impron-iso sbarco nem ieo . Questc c.n nsidernz ioni , cit e SO IIO oggi :'lill aboccn di lu tli, tl i spen~ sano clnl dire altro co nLt·o le im pt'tHlenli vr•c i ehc no umnncai·ono cli sollevarsi quando si Lrauo rli i'CJrlilicarc la uo:>tra cnp ilale.
(it
OP.L ~1E1'000 NEGLl STUD!
P£R LA D!PF:S,\ TERH ITOH IALJ.;
:\la-come nella p1·orincia romana, cosi in altre regioni e necessaria creare qualche sicuro appoggio alle milizi!'l mobili e terriloriali affine di dare nwuriore coosi:::tenza a que;;Le e Lol:!' no . . . li ere at nemico la faco ltit di imprese mari Lti me spinte a fondo ' erso imporlanti obbielt iri e quasi senza la necc:;siht di una base. E fra qneste regioni mettiamo in prima linea il baciuo deli'Arno, apcrlo eon Yaslissima ,.;p iaggia verso il mal'e, aguisa di una grande brccr ia per la qunl e in 4. giomi, aranzando da Li" omo a Firenze tutte le comun icazi oni fn1 la penisola (chilomelri ~H ' 24·) ' si La"linno 0 ! e I'Italia contincntale, esc lusa solo quella lnngo it liu orale Adria-tico e:;po,-ta a sua Yolla a direlli insutci dal marc. l.c :!1-nnrli ricchezze del :;uolo delle popolose pror incie di Pisa, di Lurcn, di Firenzc, age, olercbbcro in sommo gratlo l'opcrazione con ~enten dol e qu e!la li berLit c celeritit di movimenlo che acquista la guerra quando puo vivere sui paese, meJ1tre nes::;unn fortezza le chi uderehbe il pa$SO, o lnLl'a l pirt farebhe momentaneamenlc incinmpo sopra una sola strada, ev it.ahi le del res to , la vccc!Ji~ c tutl.ora hen ·conservata cinla di Lncca. l'ic alcu na fortificazione, ne la slcs~a ciWt. murata di Luc~:a, dom inata tutt'int.orno a tiro cli cannone cla allure praLicabili, clarcbbero sicuro ricovero nlle forze loca li. E giova mmmentat·e che le sole prgrincie Loscane noYerano fra milizia mobile e mi lizia territoriale una forza di 6:.>,000 nomini. Gill Jo abbiamo deLLo, ma ne piace ripeterlo colla parola auto· revole .di due noslt'i insigui gcnerali: «Uno dei maggiori pcricoli, per la noslra difesapolrcbb e verifi. carsi ne I caso che i I ncmit:o avend:o una clecisa st~pe?"iol'itd navale vo tesse sbarcarc cons i d e r~ voli forze su qualch e punto delle lunghe coste d'ILalia, pasarvi::;i , e di quivi muovere a conquisLare il paese. Guadagnali gli sbocchi degli Appennini, pei quali si comunica dal· l'uo o all'altro ''ersante, l'alta llalia troverebbesi divisa da lla ba~sa llalia; a cagione che. per la configurazione st1·etla c mollo allunga ta della penisola, me:;so che sia il nemico a cavnll o su quei monti ogo i comunicazione per la \'ia di term lunghesso i due ~·e r::;anti e resa impossibile (·1).
Ora clinanzi alia n ece~;; i tit (oggidl inev itabile per il ncm ieo se non \'IIOI commellere una follia) di operare con grandi:;;;ime forze per mare contro la peni:>ola, oppure di rinunciarc a ta le. irnpresa, si puo dire che it bacino deii'Jrno c il ;;olo t:he per amp1ezza, per ricchezt.c l o~a li, per conrlizion i <li slrade e di spiagge po s~a tcntare a con:;imile impresa . i~ be11 vcro che la piaz:m tl i Spez itl cla. una pnr le Loglientlo ogni spcnmz;t di ntilizzare quclln. nw guifi ca base, e quale he opera sui monti clell'isola d'Eiba, chc hal tend o gli rincoraggi sicuri di Porlo Ferraio e porto Longo nclolgan nche ogni speranza di u:<are rl i que sl'allra base important issima come hanno dimo:>Lralo it Bonami co eel altri), sccmano in alto grado la racilita di operare dal mat·e in qnalsia.~i momento ed in nwcb sicuro conlro il bacino dell' Ari1o. ) [a in date ~veni enze, (1uando le noslre forze auive del mare non potesscro concorrere, c:ruando la situazione. generale incoraggiasse l'in va5ore ad nn alto teme1·ario, lluelle difese, lroppo indi;.cllc, aon potrehhero far senti·re la loro azione; le o.perle ~p i aggie toscane eel il porto di Li vorno, indi f'eso e difficile a di[cnrterc, clarebbcro (';;ea ai tentativi nem ici, mentrecontro di questi le forzc local i non :wrebbero silo per raccogliersi convenicntemente, per rallenlare la marcia at nemico, per proteggere l'arri vo dei rinforzi dal hacino del Po o da qnello del Tererc. ll biso .. no di provvedere in modo direlto contro quesli pericoli, la dirllcoltiL di provvedervi seuza cnonnc dispendio sui la aperta sp iaggia ed a Livorno, ne inducono a propo rre qui uno shnrmmento del bn cino dell' Arno faLt.o sull a lraversa dei mon Li l'isnn i oppurn su qu ella dei monti Alban i, m:t for:;e meglio sui prirni , prc~~n i qualt vorrcmmo prepa1·:1.L a he controffensi,ra c.on t111 pic:colo ·campo nltorno a Pis;.l., che poLrebbe lrarre forza rlalle inondaziMi. Non c f[lLesta una idea nuo\'a, ed am.i essa. fu, forse per la prima rolta formulata un mezzo secolo fa dal Bea ujour ( I) iI qnn le scri ,.e,·a: « L'attaquc par les golfes de ~a pies et de Tarenlc n'atleint !' [ln~ie qu'it se.~ extrcm ilcs, ma is l'auaque par les houcl1es de l'Arno l allcmt au coeur et ltt coupe en deux ». Per dif~ ndere questo punlo, che
(it)
(\ ) Studi t opogra,fici e strategic• su !'Jtatia pe•· Lu''" o Cn Lo ~I AZ7.HAI'O . l~$a
marittima.
Cap. V di -
1)
(l) De I'expedition d' Ann1bal e>t ltalie et de la md!leut·e ~nanith·e tt'~t tllque,· et de de'{ enrlre la fJenin su.le ilaliemJf.. Pa1· le hiHOil Feli x d e Be<HIJOUr depu te do Murselll c.
-
Pu1·is, l'irmin llitlot, 1832.
6:2
DEL :liE I'OflO :-<EGLI STlJDI
chiama il piit rulnerahilc. proponera il Reaujour di rialzare la fortezza tli P i s<~, coprire di ha ttrrir. le bocche dell',\rno, co:sLruiro una grando forle:t.t.<l iutonw per· ser·y iro d'appoggi o o di r il'n gio e co ll o' car!a a l~irc n zo. Coso tulle cho n.ncho oggidi saroiJbero certa men lc utili, ma cite nncl re attunlo in llUella sola parte chc pi it indietro aecennammo potrebbero ba:>laro 11uaudo si de"s~' agli urdinamenti delle mil izic mnbili e lerriLoriali tale compallezr.a e prontezza 1li funzionam cnto da potcr;;i ~n tlalla roltum delle o:;tilitit contare sulle nume t·o:;; i ~s i me for·ze chc ne fan no par·te, c si a:;sicurasse con nu migli or a:;,;ctto delle sLrade for'rHIC an piLl pr·<ml o oil cl'rtcace conco~·~o dcll'tisc rT.iLo di prima lin ea . Provvr-dnlo ai hacin i dell' \rno e del Tcrer\', parrehbe a noi con;-enientc che le difese dell a p trtc meridionale drlla peni:;ola r d..;lle isole dorossero essenzialmente sodcli:;[are ad nn tempo n! concello di dnrc punt i di <1ppoggio siCilri allo forzo lcll'al i ed a qncllo di proteggerc l'arri\' 0 dei rinl'orzi; epperc it) le prei'criremmo no n verso la eosl.rt ma sull a rcrrOI' ia verlebmle per la poni~o la. e ~ulll' cosle inYete, nece~,;a ri amen lc, per le isole oYe i sorC'IJJ·si po tr·anno solo e.,;:>cre porlati per ma1·c c clo\1' fortunatamenle i due punti st.rategici di mas:;ima impor·lanza marilti ma, ~Ie:>sina o la }Jaddalena con le r·nclc tl':h:;achena e Tornmo,·a (c !J e vorroilbero esser·e fortificatc per· dare alia nostra marina da guerra la padrouanza dell o strello cli J\'1e:;$iua e dell e hocche di Bonifn cio), riescono ad l lll tempo le loca lrlit meglio sitna lc per far passnre i ri uforzi nelln Sicilia e nrlla Sardegna. Cosi neI moaodi d'llalia poi, come ne!la Sicilia e nella Sardegna . le condizioni lalliche dei terron i dell'iuterno, l'avor·o,·oli a quelle gnerriglie delle C(ll a! i qucll e re,~ i oni l'nrono Lan te vollo o per lungo lernpo lon t.J'O, poLranuo dar l11 ogo a I unghe resisLcnze dtt parte di quollc foni popolaz ioni e creare i pii1 gr<wdi imbarmzzi all'im asione per poco qucsla si dehba scostnre dal mnrc. Ma pc1· lrame tnllo il vanlaggio per la difesa c, come si disse, necessaria eel urgente che nllt· for·ze di milizia mobile e 1e1Titoriale sia dalo tullo lo sriluppo c la ;;oliclitit di ordi namenti di cni esse so no capaci , e chc esse ttbb iano nrmi non inferiori a quell c di c11i po tri.t dispone I' allaccan tc. Con mt huon orclinamenlo di que~te milizie, con opporLuni pmui'
PEn L \
flli"ESA
Ti:I1HITOBL-\l.l:
d'appoggio proparati in huona parte a dislanza tlallo coste si cteeri\ tale preoccupazlone all'im asorc, da indurlo n rinunciare aLl ogni spedizione chc non sia Len lala con proporz ioni co lossnl i e che non ahb ia proJ ,nb ilitit di fonnar,;i sulle noslre costc una base sicura . Ora i punli ada!.li a divcn lnre hasi sir,urc, ~iLua l i a porlata di ohbieLlivi importanti e soddi.;farenli ai hi,;ogni di una grancle spcdizionc marittrma, si contano sullo dita per quanlo riguanla la peniso la e polranno essere dire!Lameu te di:;pnlali all' im·asore col concor·so di l'o rtificazioni c di cffi caci difosc allivr per terrae per mare. Per qttan to invece rigurmln le isolc e specin lmente la Sicilia e la SardegHa quei punt i sono troppo JJnm eros i per polcrsi <1 1'Cre Jondata spcranza cli guardarli Lulli, eppero per que:>lo ullime ~arit necessario ronla re in motlo :;pcc iale sulle difesc falle al largo per mezzo delle tHtv-i, e coordinare in modo le difese interne da mantenere coslantemenle il lcgame fra esse e la clifesn na1ale. Arri\'aLi a questo punto, o ri,olgendo lo sgnarclo al cammino percorso, menlre sempre pit! ''nd iamo con fcrmar,;i assni comp!es:;o il probl ctna della nostra dil'c~a Yerso il mare, sentinmo pero nascer0 in noi la ficlucia che le forze nazionali, so hene ordinate, possono 1erso il marc guardarci con non minore spernnza di successo di quello che ne promottono, se hene guardatc, le tio~L r·o .\lpi. Ma lJCI' ra11aiunacre crue~t.o risullaL') e necessario rhc ad es:;c, in Vv .. giusla misura coneorrano t.uLli e trc gli elerncnli tli l'orr.n sui qunli possiamo contare e cioe naviglio , difese fissc e milizia . Lo :;;\·iluppo del naviglio, per quanli sforzi si facciano, non polrit arr·ivaro se non fra molti nnni ad esscre tale da paralizznre qnollo del piit polcnte fra i nostri pre:-:umibili nemici; ma polra t·inscire ben pre~to a ri:;ullati cousiderevoli se cla. punt.i ben preparal i aHit facoll:l di opcrare al Jnomenlo oppo rluno, e tli far \'aiCJ·e rrualch c supe1·ioriti1 tecnica sul nemico . Le dife,;r rrsse dando nppoggio per tena c per mare alle mubi li, esponendo i corpi cli sbareo alia necessita di rir.OITCI'C a mal ·~ icn re basi,daranno occasion i farot·erol i al nariglio comhnllentedelladifesa, di pro~ll<U'C di quci momcnti cri tici nei qna li per mille incidenli sara reso difl'ic ilc il legomc fra· i corpi sba rcn ri e le navi nemichc. Le mili~.i c bene ordinate e mtmerose, ollre nl coHcOtTorc ef(icncemenre a riucalzo dcll 'eserci to in altri comp iLi della clifesa gene~;
DEL METOOO NEGLI STUOI EC C.
rale, nvenclo facolta, peril fall o slcsso dclla loro naturale dislocazi?ne di fat massa celeremente ed in grandi fol'ze sop ra qualsiasi punto del tcrritQrio minncciato, varranuo ad allontanrtt'il ogn i probab ili lil di rinscita, eppero a logliere ogni lentazione al nemir.o, di csegnire piccolc opcra:t.ion i di sharco, e porranno l'itH asore nella necessitil. di iugolfar:>i inspediz ion i ass;ti grosse, le !ftlali poi offriran no neI gTO:>:;issimo con \'Oglio un ob hi etti vo cite sarit tanto piu vulnerabile quanto maggior·c sarit if numero dellenaYi onet·aric, poicbc eeh iarochc in un;t spedizionc m entre questo oumer·o dovra cresc:ere sempre piu col crescere dell e forze im!Jarca.te, il numr,ro invece delle nas i combattenti della ilolla di scorla non polrit Yariare. La flolla della dife~a preparata ed essenzialmente ser·bata per impec~ ire i gmnlli sbnrchi, non preoccupata ne clistralta cla minori compiti polrit dare alia patrin. quella sicurcz:t.a dalln. parte di mare. al ia quale tutt i gli altri mczz i possono c dcvono hensi concorrere ma per la quale nessuo altro pu6 cla solo bastare, mcntre ciascuno pero per quanto abbiamo cleuo tende ad agevolm·c il compil o della lloua. ,I l huon ncco rdo ncll'nzione f'rn le nostre forze di Iona e cli mare dO\'l'it adunque con ~ id ernrs i come il vero e ~olo fallore di l'itH;cita e di ~ i c urezza in faccia ai molti c :traYi pet·icoli che dalla parte del mare minncc iano l'lta lin. Possu esso Lt'ovat·c larga. i:sp irazione in crucgli >;tLtdi cornun i agli uomini dell'cser·cito e clella marina , c:he in lJUCslo scrilto abbiamo propugnati. Torino . dicem iJre •188·1. (ContinlUI)
(}. !'tWJlUCCHRTTl.
LA ~UESTWNE
DRtl'ARTIGlii~RlA
DI GRAN P~TENlA
IN I T ALIA E FUORI
A fatt.f nuovi, cose nuoYe. As regards coast defence both at home and abroad, I believe there is a great field yet before us. Colo11e! l ng!is R. !1, Janua ry 1881.
Durante il per.iodo nel quale si S\'olsero i perfezionamcnti clella difesa delle coste e specialmente clella corazzatura delle navi, si pu6 asseverare cho un continuo transitare da un sistemaad un allro, anzi d.irei quasi, una serie di rivolgimenti non interrotta, accompagn6 sempre il progresso clell' nrtiglieriA- di gran potenza, la quale, cresciute le resislenze da vincere, per mezzo cli ricerche scientifiche d'altissimo interesse e con una lunga serie di esperienze, dovelte provvedere alia co s trnz io~e, a! servizio, all' economia di materiali svariatissimi. Egli eper queslo che, contemporaneamente, in uno spazi'o di tempo moho breve noi ahbiamo veclLtlo la scienza clell'artigliere, in cio che riguarda specialmente la balistica inlerna e la fabbricazione delle artiglierie, fare dei passi giganteschi e da umile e cla incerta quale era per l'acldietro, fino a pochi anni or sono, spingersi cl'un tralto ad un a splendicla altezza. Ma a cbi non ebbe agio ed intet'esse aseguire nel suo sviluppo !'industria cui cliede origine la fabbricazione delle gt·osse bocchc da fuoco , sembreranno str:.mi ed incomprensibili i frequenti mutam.enti fatti, le prove tentale e non riuscite, i pentimenti, la ripre.sa dime1\NNO XXVJ , VOL. IV.
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LA QUESTION!:: DELL'ARTIGLIEH IA Dl GRAN POTENZA
todi gia abbandonali e, inconscio aella lotta che dovetlcro sostenere gli artiglieri per vincere la materia, noo sapra darsi pace se lo scopo non fu po tLLlo raggiungere. Senza a1rer la prctesa di dirigere l'opinione generale in tale difficile quistione, che da noi, come in allri paesi, ha =-posse volte accese discussioni inopportune per i loro effetti ed incsatlc nci \oro termini, ho creduto per6 non interamcntc fLwri di proposito ne indegno dell'at'.enzione pubbli<;a \'argomcnto. E siccome uno sgnardo al passato e soventi volte ammaestr<unenLo per l'avvenire cd in questo special caso pu6 ricondune sui retlo cammino ch i l'rwcsse smarrito pereffetto di un incompleto esame o di confronti squili hrati ed impossibili, cosi ho stimato bene di ricordare brevementc c per un tempo non troppo lungo 1onde non istancare soYerchiamente illettorc) lo svolgimcnto che ebbe all'eslCI'O c da noi la fabbricazione delle ar tiglier i ~ de costa e di quelle per l'armamento delle navi, e di fare in ult.imo alcune cons iderazioni e pro poste che all'avvcn ire di questo si riferiscono.
I.
La stragrande potenza e giustezza di tiro d1e acquistarono le moclerne artiglierie di gran calibro devesi in prima luogo ascri~ vere all'affinamento dei metalli impiegali per la loro costruzione eel allostudio minuto cd ~tleato delle loro qualiHt fisiche; in secondo luogo, al perfezionamento grandis:,imo t:he la tecnologia apport6 al le macchine cd. agli strumenii da. htVO I'O eel a quell o che le arti meccaniche introdussero, man mano che se ne sentiva il bisogno, per il pronto e facile maneggio di pesi che raggiungono oggidi ed oltrepassano le ·I 00 tonellate; in Let·zo luogo finalmenle, allo studio delle polveri ad azione gradatamenle crescente sul proietlo, durante il brevissimo tempo da esso impiegato per uscire dall'anima. A queste migl iorie e_pur giu:;to aggiungere quell e non meno importanti introdotte dagli studios i della balisLica, mcdiante le quali, con previsioni dedotle dal calcolo, mollo furono faciliLati i lavori delle espe-
IN ITALIA E FUORI
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'rienze praliche; nonche le investigazioni e le scoperte della chimica e della flsica colle quali scienze poterono essere costrutti strumenti ,di osservazione perfettissimi. . I~tanLo lo scopo che gli artiglieri dovevano raggiungere, qucll o dt vmcere la ~·eststenza d_ellc corazze, si faceva ognor piu difficile c?l cre~cere d1 q~esta t·eststenza e veniva a complicarsi colla soluzwne dr al LrcLLantt problem i quanti erano i particolari di costrozione dei can no? i e _degli afTusti, quali, per accennare ai principa}i, erano: la cl~ten~u1~1zronedella speciedi metallochtimpiegarsi, acciaio, feno o gh1sa; 11 s_rste~u ddal~bricazione, se d'un .pezzo o di piu p:11ti so:rapposle; 11 cahbro; larrgatura; la qual ita e la quan tita della polvere; 11 poso, la naturae forma del proietto efinalmente ilsistema del caric~m~nto, se ad a~ancarica ocl a retrocarica, per ognuno dei quali .st estgevano cspertenze lnnghe e costose, i cui risultati intrecciand?si a vicench, a~ditavano so luzioni che spesso erano in reciproco d1saccordo o fol'fll\'ano elcmen ti di discussione e di pat·eri che ritardavano la soluzione derinitiva·del problema . . Scopo di questo, co_me ho cletto, era quello di oltenere la perforaz•one delle corazze e srccome esse pure eb bero la loro storia e dall' inf~nzia in cui _nacquero, crebbero in forza e spcssore, cosi di esse d_tsconer6 prrma breven'tonte, attingenclo qualche dato dal bell isstmo studio puhbl icato non.hu guari sullaRivista llfa?·ittima, dell'ingegnere capo del genio navalo l. Sigismondi {'I ). _D~i ·1854, cioe dalla guetTa di Crimea, alia quale epoca la vecchla Idea normanna del la corazzatura d~lle navi, risollevata dal Paix.hans ne I '182i>, ebbe appl icazione in Ft·ancia colla costruzione delle ~alle~·ic ?alle~gianti Devastation, Tonnante e Lave, contro le quali I proteLLt r uss1era~o venuti ad infrangersi, fino al ·1876, nel quale· anno fu~·ono esegUlte le memorab ili esperienzc di Spezia, nessun fatto sah~nte era,venuto a turbare lafabbricazione delle corazze che, valenclo~t del [oerro, progredi lentamente man mano che si perfezionavano 1 mezz1 della metallurgia. . ~umnte questo periodo I' fngh ilterra, potenza esclusi vamente marttttma, aveva tenuto sempre il primato fra le altrenazioni e cosi, mentre che nel '1865 noi la Lroviamo in possesso del Belle1·ophon con Cl) Le Coran1l delle navi - Rivi:ta JJarlltima, setterubre IS81.
1:-1 I T ALIA E FUORI
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L A QUEST ION E DELL' ARTIGLI ERIA Dl GR AN POTEl" Z A
cor·azze di appena ·I i:> Omilli metr i di grossezza. (compagna all a. Francia: che nepossedeva pure di equivalenti e superiore all' lla.lia, all' Austria e alia Russia che avevano solo corazze di •I 20 e ·1·14 mill imeLri), nel quinqucnnio •186i:H 870 essapassa a\le navi del tipo Jle?·ct~ les, St~llaneHotspunoncorazze di 230 e 280 e su hito dopo al Jl[ona1'Ch cd al Captai1t con 300 nei fianchi e 380 nelle torri, seguita solo a grande distanza dalla Francia che raggiunge i 200 millimetri e dalla Germanin che si spinge ai 203, mentre !'Austria. non oltra.passa i •I 70 e l'Italia, attmverso il periodo che susseguila batLaglia di Lissa, non giunge che ai H>O. Nel quinquennio segum~te (4870-·1875) l'Inghillena e la. Russia sono alia testa. avendo la. p·1·ima varato il 2'htmde?·e1·, la. Devastation il Olatton con corazze di 356 millimetri alle torri, e la seconda il P.ietro il Grande icu i fianch i so no coperti con 356 millimetri di fetTo e poscia la nave circolare Popoff con corazze di 4ij7 . La Germania si sp ingc fino ai 20,i·, 1' Austria ai 237 e l'ltalia ai220 millimetri , trovandosi in questo a.lla pari colla Francia che per i rovesci patil i nel ·1870 poco impulso aveva dato ai lavor·i della marina. Fu pero in quesLo periodo ~he sorsero per l'Italia giorni migliori, giaccho decisa ed iniziat.a nel •1873 la costmzione del Duilio e del Dandolo, allo scopo di precorrere l'avvenire, si assegno alle loro corazze una grossezza di 550 millimeLri, per il che fu banclito un concorso che diecle poi luogo alle im.portanti esperienze del •1876, i risu.ltati delle quali ebbero fra gli altri il meri to di iniziare un' era novella ed un rivolgimento radicale nel si sterna di fabb ricazione delle corazze. Come fu osservato infatLi, fino a quell'epoca, il fen o era stato il solo mctallo impiegato e fu appunto in quel conco,·so che si present<> per la prima. volfa la corrazza d'accia.io che , resisLendo ai tiri del cannone Armstrong da 43 centimetri si dimostro decisamente superiore a tutte le altre. L' idca di essere prima fra Lutte le altre nazion.i nei mezzi di difesa e di offesa na.vale e costiera, che aveva sempre dominati gli animi, fece in Inghilterra accogliere favorevolmente questo nuovo indirizzo e, prima. ancora che fossero state intraprese in Frnncia nel ~ 878-79 le espet'ienze di GfLvres, i cui risultati conferm arono splendidamente quelli di Spezia, gl'industriali inglesi a.vevano ten-
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tato un nuovo passo a.vanti sostituendo all'impiego esclusivo dell 'acciaio fuso e fucinato quello combinato del Icrro e deiracciaio. ;u a prima. di procedere oltre nella narrazione di questi tentativi debbo qui fare osservare in tanto una circostanza che non cessero di rilevare ogni volta se ne presenterll. l'occasione eel nssai importante, •cioe quanto sia difncile il determin n.re negli nnimi un cambiamento d'indir·izzo nell e quistion i simili a quell a. che ci occupa, e che trae dietro di se il rovesciamcnto di principii da prima stima.ti incrolla.bi li, qunlche volta la rovina d' interessi partico lari, agli Stati sempre spese rilovantissime. Cosi in Francia, dove la marina. a.vrebbe potulo per la. prima trar profitto di qucsto rivolgimento, poiche era appunto uno stabilimento 'francese, il Creuzot, quello che aveva. forn ite le corazze d' acciaio per le pt·ove di Spezia, tenendo ca.lcolo solo di alcuni r isullati parziali, non si Yolle prestar fede al principale di Lutti e malgrado le confermate deduzioni dell e provf! di Gavres, si seguito a fabb t'icare le cornzze di fel'l'o, rtn che da ultimo convenn o irnitare I'Inghilterra. 'C seguirla. nella nuoya. via per·la. quale questa si era decisamente incamminata. Veclremo piu tardi come una pcrtinacia anche maggiore e piu dannosa si fosse radicnla in quest' ultima. nazione a proposito del sisterna di caricamento dell e arliglierie. Dissi piu sopra. che gl'industriali inglesi, volendo dotare la coraua dell e propriettt caratteristiche dei due metalli in lotta, affinchC accoppiassc nlla. durc;~,za dell'un o, atta. sopratutto acl impeclire la penetmzione del proietto od a produrne la. rottura, la. tenacita dell'altro per impeclire il disgregamento delle parti, avevano tentato un n.uo\"o modo cli fab bricazione. Due metocli ne na.cqu.ero, i qual i, segnando, come vedremo, l'ulti mo progresso ottenuto, sadt interessante l'accennare hrevemen te. Il primo e piu nnti co c quello praticato da Cammel a Scheffield e consiste nel preparare clnpprima una piastra di ferro secondo l'anlico sistema, nel r iscnldarla flno al rosso chiaro e su di ossa versar·e e raccogliere quincli una cletermina.la. quantita di acciaio fuso per la.sciare in seguito !'aiTreddare lentamente tutln la massa, rivestendola di sabbia. L'ctecinio in fusi one giungenclo acl una. temperalura altissima sulla piasL1·a di ferro anoYentaln, cletermina una semi fn-
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sione nella parte superiore di questa, pet· cui 'i due metalli mescolandosi insi.et~e e confondend.osi per una corta grossezza, rimangono fra Joro mlnnamente collegaLi . Il.second~ met?do, quel.lo scguito dal Brown pure cli Scbeffield, c?~s1st~ ~ell allest1re dappr1ma separatamente due piaslre una d'acctaJo, d1 ferro l'altra; nel collocarle verticalmente vicine fra loro ad un detenn ina~o i?tervallo, per riempit'l o con acci<~jo in fnsione, ncl sottoporee qurnch la corazza cosi otLennla al laminatoio. La )[arina inglese va ora estendendo sempre piu l'uso delle cor~zze miste e la Francia, ricredendosi alia fine del suo primo avYts?.' .sta pure rivestenclono i fianchi delle due maggiot·i sue navi, a.CJO Indotta d~ ulteriori esporienze comparative eseguite nei mesi d1 mar~o e apnle .del '' 880. fn queste espcrienze erano state provate se1 comzzo dt grossezza variabile fra 50 e 40 centimetri dell e quali una mista, una di fcrro, due di acciaio fuso, due di ~cciaio fuso e marlellato e di durezza sensibilmente difl'el'ente col sottoporle al tir·o del cannono da centimetri 3~ . alia di stanz~ di metri 88,50. Un p rimo colpo ti1·ato colla velocita alia bocca cli ,1.49 metri e col proi~lto di ghisa indurita pesante 344. Kg., pcnetr6 ne!la corazza JUista per ·I 95 mill imetri, in quell a d'acciajo duro e martellato p.et· ~7~, in quell a d'acciaio dolce e martellato per tH O, in quella d accraJo fuso pe~· 470, eel inOne in quella di ferro per 6'15 . _ yn s~condo colpo lancJato colla velocita di 4.37 metri e con proietto 1~ent~c?, penetr6 nella corazza mista di 2.20 millimetri , in quell a d .accww duro fuso e martellato di 545 e attravers6 tulle le altre. Ft.nalmente un terzo proietto d'acciaio Janciato cont1·o ]a corazza m1sta, fu drLquesta arresLato . · Bastera !'aver riferito questi faLLi per determinare l'aitenzione ad arrestarsi al punto piu culminante cui oaiunse al di d'ocra· 1 ~· on' a re::.l-stenza della corazza e non rimarra ora chc a vedere la via seauita.. 0 dal cannone per giungere a superarla.
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II. Pe1·iodo clal1 858 al 1861. - 11 colonn ello Gadolin clcll'artiglieria russa aveva climo;,traLo teoricamente in nn suo lavoro, (in dal ~1858 , la convenienza di dol'er sosl iLuire le pareli delle artiglierie di gran potenza con islrati sovrapposti di melallo, geu.ando co~i le basi della cerchiatura. delle bocche da fuoco, che Lrov6 in seguito la sua pii1 ampia applicazione nelle gmndi offi cine di Essen e di Woo lwich e cosi pure verso la stessa opoca, I' idea dolla rigalura, osposta eel attuata fin dal ·1846 dal cap itano Cavalli , che tanto ill ustro in seguito la nostra arma c fece cogliere ad altri tanti allori, Yeniva introdolla in Ingl•ilterra clall' r\ rmstrong e dal Whitworth . Quesli furono i due fuLLori principali cho segnarono si pu6 dire il punlo cli partenza degli stucli·per le n.rLigli erie di gmn potenza e che applicaLi entramb i in Inghilterra nel 1860, stabili rono ad essa, siccome pe1· le corazze, la supremazia sulle altre nazioni . :.\la la guerra cl' America vennc subito clopo a dare un gran de sviluppo all'i mpiego delle navi co rnzzate eel il limite di 11'14 millimetri crecluto sufri ciente uno al1 8G8, sail nei ,I8G6, come si c visto, a millimetri 260, motivo per cui, trovatosi il cannoue noterolmente inferiore alia corazza, cominciarono in rnghilterra prima, in Francia e in Prussia clopo, i tentativi pee aum.entarne la potenza . E comincia qui purea segnalarsi u'no dei maggiori trrwiamenti che siansi commessi nella costruzione delle bocche da fu oco in un paese appunto come 1'lnghilterra, dove non si sarebbe atteso per la perfezione grandissima delle sue inclustri e mocc.'miche-metallurgiche. Qui era mtto si puo dire il sistema del caricamento per la culatta attuuto dal i'Arm strong, sostenul.o e. clifeso daii 'Whitworth , che fu ognora insiemeall' AI'IUSlr'ong al ed Krupp, lo stronuo rappresentante delle nnove idee sui cannon i destinati a forar le corazze; eppure un tale sislema. Yen iva gia abbandonalo dopo poch i anni di prova, nel ·I865, benchc fosse stato adotlato in segui to a dell e esperienze lunghe e costose e dopo che con tal sistema era stato costrutto un numero considerevole di hocche da fuoco.
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LA QUEST!ONE DELL' ARTIGLIERIA O l GRAN POTENZA
I N !TALL<\ E FuOfU
Esso veniva sostituito col sistema ad avancari cn. detto sistema Woolwich che duro a lungo, lolL6 osLinatamente fino a questi ultimi
tempi e dovette nuovamente cedere alia fine, lasciando nell'animo ai suoi difensori l'amarezza di aver fallo ritardare in paese un progresso appena ora raggiunto per la Lenace costanza e nob)leslancio di pri valo industriale. Adottalo in Inghiltena il sistema Woolwich, col metodo di fahbr i ca~ione dell' Arm strong, modifleato dal Fraser e di cui terremo parola piu innan~ i quando si mctterauno fra loro a confronto i diversi melodi di fabb1·icazione, crebbero subito rapidamenLe i calibri, non solo in vista delle corazze esistenti, ma di quelle anche dell'avvenire, c gia alia mostra universale cli Parig1 del '1867 flgurav:.t un cannone s1stema Wnolwich del calibro di centimetri :10,5, che con velocilit di 378 metri Jancia,'a un proietto di 272 kg. e Krn pp egualmenle esponeva un cannone del calibro di millimetri 356, destinato a,. lanciare un proietto pieno cli kg. 550 colla carica di kg. 55. La Francia aveva 'pure adottato fin dal 18i:>iS la rigatura pei suoi cannoni di gl{isa non cerchiati e solo verso la fine del ,1863 era giunta ad avere con tre calibl·i, cli cui il maggiore Hi centim., dei cannoni di ghisa, cerchiati , rigati, alcuni dei qunli a retrocarica, sisterna stato dalla Marina posto in esperimento fin dal 11859. L'impiego clella ghisa rinforzata cla cerch i continua dall' ora in poi in Fraucia, coll'aggiunla, in quest'ul timi tempi, dell a tubatura dell'anima. l\Ia i moti1'i di economia, di rapidita e fac ililit di fabbricazione che furono per tanto tempo invocati in favore di que~to metallo, hanno ora perdulo tutto il loro valore, e non si puo a mono di rilevarne anche per quell'epoca l' inopporlnnitit in confronto dell'ncciaio che presentava sulla ghisa !anti vanlaggi. Ci6 nonpertanlo ancheJa Francia segui il mo,~imento ascensionale dei cali bri e mercc perfezionamenti inlroclotti negli stabilimenli mililari, giunse a pon·e in serv izio ne! ,1867 i cannoni cla 119 dn, ~H e da 27 centimetri, i quali nltimi lanciarono proielli ogivali del peso ~Kg. cou nna velocita di 330 metri circa e foravano corazze cli fen·o grosse 23 centimetri. Anche in Pl'llssia la fabbri calione delle gran bocche da fuoco, nel periodo dal 1860 al·l867. aveva subite diverse trasformazioni.
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IncominciaLa con clue cartnoni di ghisa da cenli m. '15 rigati e ad avancarica, a1'eva proseguito nel ~1 804 con osperienze su cannoni dello stesso meta.llo del calib1·o di centim. ·19,3 a retrocarica, ma Jo scopp io di uno di questi e l'insulncienza loro dimostrata nella gucrra contro i Danesi, fecero cola abbandonare ben presto l'idea d'impiegare la ghisa nella coslruzione delle bocche da fuo co, tanto piu che a quell'epoca, slabilita gia la fama delle eccellenti qualita dell'acciaio Krupp, comiuciavano pure ad esser conosciute le boccbe a fuoco cla lni cosLrui te con que! mctallo. La Marina da guerra che aveva gia fatti e.seguire nel ·1865 ad Essen cannoni cl'accinio da 21 e da ~1 7 centim., ne annava nel 1867 tanto le navi che le coste e faeeva sub ito dopo procedere agli sLudi eel agli esperimenti con due alLri cannoni del calibro di 24 centimetri . La Russia, dimostratasi essa pure fin da principio favorevole al sistema a retrocarica, aveva sui passi della Get·mania fauo coslrurre ad Essen hocche a fuoco d'acciaio del calihro cli ::2·1, 24 e 28 cenlimetri, disponendosi pcro gia nel 11867 a r icorrere pel suo armamenlo al lo stabilimenlo metallurgico di Obucholr che, innalzato in paese negli anni precedenti, dietro progetti maturati in qnello di Essen per opera cli una commissione di ufficiali russi, si disponeva gia a dare ottimi fru tti. Verso la fine del 1867 il progresso cui accennaYano gih le ,·arie potenze per cio cbe rignarda la costruzione delle artiglierie di gmn calibro em dunque il seguente: Inghilte1'ra - Sistema ad avancarica, coslruzione Armslrong, calibro massimo cent. 30,15. Fmncia- Sistema a relmcarica, ghisa cerchiata, calibro massimo 27 cent. Prussia - Sistema a retrocarica, acciaio rinforzato con cerchi di acciaio, calibro massimo 2,1. cent. RtMsia - Sistema a retrocarica, acciaio rinforzalo con cerchi di acciaio, ca libro massimo 28 cent. Se si guarda per6 la potenza di quesle bocche d9- fuo co, giova osservare che, non essendo stati ancora iniziati a quell'epoca gli studi sulla natura e gl i effetti della polvere, le velociHt iniziali erano ri strette entro conflni ass<ti moclesti . Le idee che si avevano sulla balistica inLerna ed i principii che piu tardi la fecero progredire
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erano inccrte c poco ch iai"C, motivo per cui, l<L necessitit di numentare quelle velocita allo scopo di ottenere la perforazione delle cora'l.:t.e chc intan Lo anclavano aumentando cli gi'Ossezza, conclusse hen presto ad urtarsi in altre difficolta tecniche grandissime. La quistionc dell' nvancarica o rcLrocarica sempre viva, per le difficoltil meccanich c che s'incontra,ano nella chiusura ermetica, stante le aumen tate pressioni determinate clall'aumento delle cari che; quella della qualita . del~:mek'lllo cla impicgarsi dipendente dall a imperfetta conoscenza dei principii cli cerchiatura eel apparsa nel 1865 in P1·ussia dopo lo scoppio cli un cannone di acciaio, inO'irrantita clopo la notizia cli un allro scopp io avvcnuto in Russia di v o . . un cannone· cla 24 cent. e dura la poi nno at 4872, furono le pnncipali che colic allre mollissimc chc sarebbe qui lroppo lungo e non adatto alia natura del periodico l'accennare, concorsero a far ritardare il progresso ottenutosi e furono origine delle infinite esperienze che in quel periodo e net seguente si fccero. Pel'iodo dal i 867 (tl -1872 - Dopo il ·1867 incomincio lascconcla eel nna delle piu considerevoli cpoche, nella .qunlc la Germania in primo luogo, per l'aiuto grandissimo che le prestava lo stabiliu1ento Kmpp, I'Inghilterra in seguito per qucllo che ne l'itrasse in special modo da Armstrong e cla Whit\\Orth , fecero in breve tempo proO'ressi trigantesc!Ji. ~ Per ~uanto r iguarcla la costrur.ione delle artiglierie, l'applicazione delhcerch iatura fatta da Krupp ai ca11noni di acciaio fu quella che cletermin6, dietro sua proposta, l'aumcnto considerevole delle cariche nei cannoni da cent. 24- e 2·1 e che sali ri spettivarnente cla kg. 2 1 a 24. e da kg. •13 a 17. Tale aumeolo et·a stato poi in gran paele rcso possibile dall'irnpicgo clella polvere prismatica a lenta. combustione, la quale statu gia studiata nel 1865 sull'esempio del · l' America e della llussia e poscia abbandonata, per iuiziativa del Krupp era stala ripresa e quindi adottata. Gli aumenti nelle cariche, dovuli all'impiego di questa nuora polvere ed alia piu solida co::;tituzione delle bocche cla fuo co , produssero all ol'tl i sensibil i aumenti delle velocitil. iniziali che fecero otlenere ai cannoni pntssiani una decisa superiorilil. su quelli inglesi come fu dimostralo, in quanto a potenza, dal fatto che il cannone da ~-i· prnssiano aveva a 700 met. di clistanr.a la stessa efficacia del
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cannone Woolwich alia bocca, ed in quanto a rcsistenza, che in una prova comparativa il cannon e inglese dopo 299 tiri era slato dich iarato fuori servizio, mentrc quel prussiano clopo 676 era ancora in buone condilioni ( I). Se qui s'nrrcst.o it sig. Krupp nellc migliori e da inLrotlursi nelle sue potenti bocche da ruoco , giacchC con un nuovo traccialo delle righe e con un insignifican te aumento di peso, riescJ. ad alln.ngare sensibilmente la parte rigata, eel a ''uta comme~sa dal governo prussiano dello sLudio cli un cannone cli calibro super·iore al .24, espc,·imento e poto offrire ultimata per l<L guerra un cannonc da cent. 28 lanciante un proieLlo di kg. 236 colla velocita di k27 metri (2). Alla fine del 1872 I' I ngh iI tetTa, chc in tanto non si era· riposala sugli allori, durante i I pc1·iodo a deco rrerc da.l '1867, aveYa snccessiramente adottato i calibri di mill. 178, 203, 228, 254, 2W ed aveva studiata una. nnova polvere delta Pebble, che meglio adaLla alia resistenza dei 'uoi cannoni le permetteva net 187 1 la costmzione del cannone da 3t.i Lonnellato detto Woolwich i·nfant del calibro cli 317 mill. c che des to a quell'epoca tanta ::unmirazionc. Questo can none fu in breve supcrato da quello da 38 tonncllate, dello stcsso calibro, che formo in seguito la base cl'ammmento cl1llla flotta e col quale :;i poteva lanciarc con 438 melri di velociltt, un proietto del peso di 366 kg. Si c gilt vislo come IR Francia, fin dal ·1867 rimanesse mollo in-· dietro ali 'Incrhillerra ed aUa German ia nella coMruzione delle grosse 0 artiglierie. Il sistcma adottalo clur6 fino al ,l870, alia qual epoca, di fronte al considerevo le 'aumento della. grossez'l.a delle corazze, fu deciso d'introdurvi qualche modificazione, fra cui I~ piu imporlante ftt quclla. di rivestirne con un tubo d'acciaio l'nnima per au- · mentare la rcsistenza e diminuire nello stesso tempo l'eJTett.o corl'Osivo della po lvcre. Il generale Yirgile, in tm suo laroro, stabiliva tcoricamente la graduale rcsistenza chc poteva prcscn lare una bocca da fu oco a ~e conda che e;;sa em costrutta con sola ghisa, con gh isa cerchiata (l ) Slorla
.tello sviluppo del!'arliglieria pmssiana da costa e da marlno del mag- -
giore Vo• MU''·'"· nlassn n:o del capita DO VALCA>JO~IC.• . CiOI'Ilale r!'A>·tigliet·ia e del
'
Genio Pm·te (2) !vi.
11, nnno
1879.
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d'acciaio o con gbisa cerch iata, e munita di tnbo interno d'acciaio; e le formole che egli dedusse dal calcolo a.pplicate ai cannoni aventi le parcti di uno spessore eguale acl uu cal ibro e mezzo , dimostrarono che: un solo ordine di cet·chi duplica1a quasi la resi~tenza dell a bocca .da fuoco; un secondo, J'anment:wa ancora cli un tet·zo ci1·ca; l'aggiuntadi un tubo d'acciaiola rcndeva piu chc quadrupla. Fu pure in queslo periodo che lo polveri lente fecero in F,rancia, come in Germania eel in Ingh illerra, qualche progresso il quale pet·mise di potere considercvolmente aumentarc la velocilit senza aumentar e le prossioni interne. AI m(tggior calibro di 27 cent. allora e:;islen te, si aggiunse qnello da 32, pesante 3o l.onnellate, col quale si poteva lanciare con 418 metri di velocita un proiello di 350 kg. Periodo dal 187:2 al187:;!- Non fu che al cominciare del1875 che, avveclutasi dell' opportunita ofl'crla dagli stab il imenti privati , la Francia diode mano a coslrurre d'acciaio il canuone eh 27 cent. col quale ~i riuscialanciare con velocita di 505 melri in,·ece che di 470, un proielto di 2 16 kg. e di tal polere perforante da attraversare al ln. bocca una piaslra di 340 mill. ed a •1500 met. di distanza, una cli 203. Ora la fabb ricazione delle grosse artiglierie cl'acciaio ha preso cola uno sviluppo considerevole ed al cannone da 27 sussegu1 quello da 34 ed un altro hanene in progetlo da ~·2 col quale si potra lanciare un proietto di 780 kg. con velocita di 530 metei. Fa per6 meraviglia il veclere chc in una nazi one cosi ricca di stab ilimenLi industriali, tanto governaLivi come pri1'ati, con un bilancio militare cosi colossale, siasi pure aspettato tanto tempo a far progreclire la quistione cleJI'armarnenLo delle navi e delle costo, tanto piLL quando si pensa che fin dn.l •18t>9 erano stale costrutle in Francia per ordine delta. marina due bocclte da fuoco d'acciaio cercbiate e a relrocarica (la 1Iarie-Jeanne e la Nivemaise) del calibro di ·16 cent. , secondo il sisterna proposlo dal colonnello Treuille de Beaulieu , co n una lnnghezza cl'an ima dai 26 ai 28 cali bri . Con queste si erano sparati proieLI i pesanli cl ai 30 ai 415 kg. con cariche da 'I 0 .a ·12 kg., ottenendosi vr.locita di circa 4.·80 metri, r isultati per quel-
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l' epoca slraordinarii ma chr., a motivo clell a polvere ancor lroppo violenta, detenu inarono dopo pochi spari lo scoppio dei due cannoni, e sforlnnatnmenle per gl'interessi dell'arliglieria fran cese, l'abbandono di quel sistema, ripreso poi 20 anni dopo. Alia fin e del •1872 J'Tngh ilterra occupava di nuovo il primo posto e qnesta forLunata posizionc era in gran parte dovutn alia. gara stabiliLasi fra. lo slahilimenlo Krupp e quelli inglesi, ed in ispecie clell'Armstrong. Lo studio delle poh•eri aveva fat10 in questa gara. dei progressi grandissimi e si era dimoslralo essere uno dei principali e piu efficaci mezi\i di riuscita. Fu iofatti alia polvere prismatica che Krupp dovett.e alcun tempo la. sua supremazia che poi clagli Inglesi gli fu tolta coll'introduzionc della polvere Pebble. Intan lo la lotla fra questi due industriali si faceva sempre piu difficile, in quanto che, delcrminati chiaramentc quasi tnLLi i principali termini del problema, non restava cl1e a far progreclire la Javorazione, a trovare una rriusla relazione fra le dimensioni clella camera da polvere e il volume da questa occupalo, e slabilire la forma e l'incl inazione delle rirrhe la forma e qualitit clerrli anelli di forzamento, la forma, nao ' 0 tura e peso dei proietli e finalmente la lunghezza clell'anima. Tali qnistioni furono studiate e risolle dai vari Comitali cl'at'Liglieria medianle lunghe esperienzo, accompagnate anche in qnesto perioclo e rese di piu difficile soluzione dalla continua esigenza dell'aumento dei cali bri la quale determine Krupp nel •1875 a modificare e rafforzare sensib ilmenle il suo sistema di fttbbricazione, gos tiLnendo alia cerclliatum semplicc, la cerchiatura sopra un manicoLLo investito dalla culall.t sul tubo centrale. Seguendo questo perfezionamento, l'artiglieria germanica trasformo le sue bocche da fuoco e pote nel •1817 fornirsi, per merito specialmente del sig. Krupp, del cannone da cent. 30,5 che con velocita di 496 melri lanciava un proietto di ghisa indurita pesan le kg. 327, e forava a piccola distanza una corazza di fen·o della grossezza di <;)
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L'Ingbilterra, seguendo invece sempre lostesso sistemadi fabb ricazione, aveva nel 1874 studiato il traccialo del can no ne cla 80 tonnellate (calibro cent.· 40 ,6) col quale voleva. m·mare le torri dell'btflexible; ne! 1876 ne esperimentava col tiro il primo esempla.re e :
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success ivamente ne aumentava la potenza merce l'impiego di una pohere prismatica a comhustione lenta colla quale ottenn e da un proielto di 798 Kg. una velocilit iniziale di 500 melri. ContemporaneamenLe, nel '1876, la casa Armstrong fabbr icava per con to dolla ~farina italiana un cannone da ·I00 tonnellate che, sottoposto a! tiro nelie espo1·ienze di Spe:tia, si dichiaro il piLl potenle che Gno all ora fo:>se stato costrutto. Paiodo llal 1878 al 1881. - Eccoci ora giunli al periodo piu importante, cara!.terir.zato clalle esperienze eseguite3i tnnto dall' Annstrong che dal Krupp negli anni ·1878-79, esperienze cui diedero valido appoggio gli studi scienlifici iotrap1·esi dal capitano Noble fin dal 1868 sulle polveri e che conclussero ad un nuovo sistema di artiglierio a grande velocilit in iziale. Ma prima di procedere oltre nella nanazione cl i quest'ul tima fase della quislione sarit necessaria richiamare l'allenzione del lettore sopra al.cune definizi oni e dnee un'idea del linguaggio ualisli co adoperato per esprimere il 1alore di una bocca da fuoco . Queste spiegazioni vananno a facilitare eda renclet·e piu inLelligibili, a chi e eslraneo a questo genere di stndi le consicleraz.ion i che clai fatti fin ora esposl.i, in seguito se ne dedurranno. Vari sono i termini di paragonechc fu conven uto dagli artiglieri di adoperare per determinare il pregio delle artiglierie: essi, nel caso che ci interessa, possono ridursi a tre soli: potenza - 1'endit~M1'11to - costo, lasciando in disparte lag it~tez:a che, pur essendo fatlore impo rtantissimo, e assicurola in qualnnqlle sistema delle modorne arliglie1·ie. Elemento principale dell a poten.za e il lavoro dinamico del proietto e quincli la sua forza di penetrazione, per la misura clella quale due furono i metocli impiegati: 'I• quel:o scelto clagli artiglieri inglesi che esprime ilr:tpporlo delta for~.::a viva (che come e noto e il mezzo prodotto della ma~sa del proietto pet· il quadrato della '"elocitil) alia lunghezza della circonferenzanella sezione retta del proietto; 2° quello impiegato in· Russia che esprime invece il rapporto cli quella forza viva all'area della slessa sezione retta. Il primo di di questi metodi fu ritenuto piu esatt.o e adottato da tuui, il secondo servi a! signor Krupp per stabilire quesk1. sua regola empirica: che il miglio1· proietto equello che fo1'a wna co1·azza di tanti deci-
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metri di spesso1·e q1Lanti sono i dvn-am,odi ~sp~·essi .dalla {o1·z a. viva del proi.etto stesso 11er centimetri quadra£~ d'll ~e:t~ne.. .. La potenza di una bocca da fuoco o per meglto dn·e 1! lavoro dinami co che il suo proi etto pno sviluppare, non e pen) solo _da considerarsi nel momenlo in cu i questo esce clalla bocca, bens1 a! mo:rnento nel quale esso deve prodmTe il perf~ramento. della co~·azza contro la quale c direlto e che puo tt·o•ars~ a magg10re. ~ mmor~ distanza da quell a. Ora c conosciuto da tuLL1 che la vel oc1.t~ ~a. cm c animato il proietto alia bocca, eche tlic~si appunL? cl~ not.tlt7...:n a~e; va crradatamente diminuendo, per la res~:;tenza dell ana, dt quanltta dip~ndenti dalla sezione retta del pro ietto e della sua massa, Ya~e a dire che quanto e maggiore il peso accnmulato sopr~ ~n c~ntT metro quadrato di quclla sczione e tanto c minore la dm1tnUZ IOne dell a veloci LtL . Il 1·en,dimento cli una bocca da fuoco si olLiene dividen~lo tl nu mero esprimentc in dinamocli ht forza viva del suo pro1etto. alla bocca, per il peso della bocca cla fuo co stessa. In questo quoz10nlo e, si puo dire, compendialo il grado cli p~rfezione ~ol. quale la.~~c~a da fuoco e costrntta, da poiche tanto magg1ore esso e,.e lantomt 0 ltot.e si climostrera essere stato il modo col quale si cntiltZZ.ata la ~a.t~n~ di cui il can none e composto e mol to piu grancle quill(li la facJhta dt ma.novrarlo. · Per mezzo clu.nque della poten:ra cspressa in. dinamodi per centimetro di circonferenza della sez.ione del protetto e dalla quale con fo rmole conveni enti si deduce la quantita di perforaz!one nelle corazze del nndimento espresso in dinamodi per ogm tonell~ta di cam;one e clel costo per chilogramroa. di peso, si r~ot~·a cl'~ra. mnanzi stabilire nn confronlo approssimal.ivo fra i van ststerm dt artiO"\ierie benche Stuart lttmdel dica che: « le mode le adopte est tou«jom·s le resullat cl'un compromis, d'une balance judi~ieuse entre « les avantages et Jes inconvenients peses par Ios anlon~es compe« tentes au point de vue technique, pol.itique ~t eco~1onuc!u~. ,> . . Vediamo ora intanto qua.li furon o glt espertment• ed .' usultat1 ottenuti da Krnpp e da Armstroog in quesLi ultimi tem~ t e cl~e cleterminarono un nuovo aumento di potenza. Alpunto m cut essa trovavasi nel1878 , si poLevano segui re due vie per accrescorla, poiche dall' esame piu sopra fatt one, si comprencle come la sua gran-
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L A OUEST IONE DELL' AF\TIGLIERIA Dl GRAN POTE)IZA
progressivita dell a combustionc, allungamcnto maggiore llell'ani ma dei cannoni, alia quale non si era fino allol'a da nessuno dato ~olta importanza, migliore di sposizioue della carica e melodi con~en 1 E>nlt per la sua. acccnsione. . . Egli pero non l'ispondeva a<ln na q uislione grnn ssnna, cbe avev~ pur formulata ad un certo pun to del suo sn itto, eh~ per 001 et:tt c~t somma imporLanza cl i risoh·erc e si puo dire scgnaya d norlo p1'111CIpale delict quisLione, il cardine sui quale cloven o.ppoggiarsi il futuro perfczionanento delle nostre artigliCI'e da costa con lanta opportunila da lui aclombmto, e quesla domand a era la seguente: com e attenere le grandi velocitit 5enza far acquistare una robuslezza maggiore alia boccn da ruoco'? Questo problema che ncllo scritto del cnpitano Clavarino non ap· pare risolto, si r ipresenta ora a noi con tanta maggiore insistenza per una prontasoluzione, quanto maggiore 0 slalo il prog1:es~o .ratlo d'allora in poine!la fabbricazione delle corazzc e delle art1ghene da costa. D i esso sara traltalo piu innanzi . Yediamo ora piultoste quali fuJ·ono i risullat i chc tanto il :Kmpp come 1' Armstrong otLenncro, risulluli chc possono essere compendiati in queslo quadro :
dcr.za dipen~a tanto da que~a del peso del proietto quanto da quella .della velocita da cu i questo c animato . I prhni esperimenti che stabilirono la possibilitil. di oLtenere con calibri rclativamente piccoli dotati cli grandiss ima veloci tit, la perforazione cli corazze cli gran de spcssore. risalgono ad un celebre metallurgista i nglesc, a .Toseph Wh itworth, il quale fin dal ·1860, ne! qual anno, come si e Yislo, le vel ocit~t che si ottenevano colle a1·tiglierie erano ristrette in Ji miti modestissimi, otteneva la perforazi one di una corazza di •12 centimetri , con proictto pieno di acciaio del peso di kg. 36, lungo 3 calibri , lanciato da una bocca da fuoco di una costruzionc specia.le molto conosciuta, ad anima esagonale c di un metallo dalui chiamato acciaio omogeneo, oi.Lenuto con mctodi particolari che in seguito accenneremo . DencM un tale risultato non fosse stato mai fi no a quell'epoca otlenulo da veruna artiglieria, pure esso non venne preso in consiclerazione perche in quest'ordine di fatt i il Whitwortb , precedeva la sua epoca ed il suo acciaio, quantunque di qualiHt superiori, raggiungeva unprezzo troppo elev·ato per poter sostenere la concon enza cogli altrj. Anche da noi non era mancato chi, esami nando attentamente i · risultati delle esperienzc che da 20 ann i si andavano facendo per constatare con vece alterna il potere perforante dei cannoni e la resistenza opposta clall e cornzze, ill uminato specialmen le cl a queUe eseguite alia Spezia ncl •1876, dove il cannon e cla ·I 00 , benche avesse avulo ragione della corazza d'acciaio, aveva dimostrato che i suoi effetli si avvicinavano forse piu a quelli di un'artiglieria contundente che perforante, osservava che l'elemento velocita, contenuto nell'espressione della forza. viva, era sLalo troppo trascurato a vantaggio clell'altro, il peso . Il capitano Clavarino in un suo bel lavoro Cannone e C01·azza, pubblicato nel Giornale d'A1·tiglieria e Genio dell'anno ·1877 parte metteva in chiara luce questo fatto Jamentando la tendenza in cui si era cli aumentare smisuratamentc il calibro; esaminava con stringenti consiclerazioni tutte le facce dell a quistione, ne discuteva con ragioni scientifiche, basate sull o teorie dinamiche e sui risultati pratici, il pro e il contro, accennava alle difficolta tecnicheda supe· rare, proponeva infine alcuni mezzi adeguati per vincerle, cioe: impiego di polveri che meglio soddisfacessero alla conclizione della
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Oall 'csame di qucsli risnltati e speciahnente di quelli eh: ~fTr?Jl O i cannon i Krupp . cltiaramenle si ''ecle quale sia io stalo cur si grunse 0 rrcridi nella fabbricazione ctelle bocche da fuoco e quale lo scopo che c~~ es~a 1·uol:;i raggi ungcre, il quale edi ollenere con ' elocita ini1.ial c di 600 melri ci rca c con cali bri f'r a 35 e t\.-0 centimelri la perforazione di corazze dello :;pes;;ore dai 7:> agli 80 contimetri, scnza au~entare ecce%il :unenle il peo;o della bocca da fuoco, smentendo cos1 a hn·vissima di,;lanza qua.nto scrii'CYa il maggiore Mull er nel ·187\l ·~ molli artialieri sostenevano << non essue possibile che ben tosto ·>I· giungct a lanciare tlalle artiglierie proietti animati di velocitrl clai 600 agli 800 metri ». . . . l\Ta (11empo or·mai di vedere quanlo crnsr fatto 1n Ttalra.
HT.
Lo studio delle grosse arLigl ier·ie non po teva da. noi esse re iuLr~t prcso se non quando, raggiunta e~ assicurala l'indi~endenza dclla patrra 0 coslit11ita l'unita italiana, 11 problema delladr fesa,delle c_oste non ~i fos:;e naturalmente nffermato da se e proposto all atlenzrone dell'amminislrazione della gu orTa. \\la in .ruelli ann i memorahili non ernno molto propizie le circostanze agli studi calmi e se1·cri che esigono quesla scienza no'·~ll~ e que~Lo nuoYO ramo cl' industria, e per conseguenza la ~~~s_tra art1~he~ ri<t cho si era per lo addiotr·o tanto illustmta coll e nlllt Innovazton r introdotte dal L·a ~larmora e dal Daborroicla, dal D' Agostioi, dal Landi e colle ricerche scientifiche del San Robert e del Cavalli, di fronte aiit realizzati all'estero colla scorta di lanli dati dil espeai pronressi . 0 b . . riem~a ad essa mancanti, rimase incerta per alcun tempo sui c a larst angustiata come era dalla mancanza di mezzi adeguati -~er pr?cedere ardila sulla via che i suoi migliori ufficiali aYe,·ano gra .addrtata. ~cl 4864, er:. stalo. adottalo il cannone da cent. '16 di gh isa t'igato al quale si era applicaLa. la cerchia.Lura e che con caric~1e ~i _7 e di 8 cbilogrammi di pol,•ore lanciava una palla oblunga d accra\0
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I N ITALI A E FUORl
a testa piana, pesanle 50 kilogranimi e capncc di forar~ fin o 11 1200 m. una pia!'lra di ·12 cent. di :>pessoro ( !). La qualitit di pol>ere impiegata s1·ilnppaya pero nell' interno deiJ'anima pres~ i oni troppo!grancli per la buona conservazi.one e resistenza clella bocca da fuo co, motivr1 per cui rur·ono piu tard i intraprose esperienze per·migliorare le sue condizioni le quali conclussero all'adozione di un nuo,·o proiello oblungo, d'acciaio, del peso cli kg. :16 cll e con carica cl i ·I ·I kg. cl i polverc a dadi a combusLi one lenta, raggiungeva la velociUt cli 400 m. Se per6 qucsla bocca da fuoco polen allora reputarsi ancora suffl cient.e a formare la base cl'armnmento delle nostre coste, era pure evidcnte la neccssilit di possedcre una hocca cl.a fu oeo piu potcnte ch e avesse un'effl cacia anche maggiore. A quesLo bisogno si era prOYI'Ccluto coi ca nnoni rigali da ~? centimetri d'acciaio, non cerchiati, ad nvancari ca coi quali si poteva fo rar·e fin o a 1300 met.ri i bastimenti corazzati dcl tipo dclla (;Ioire. Questi cannoni pero non ftlrono ammessi in scrvizi-o po ichil due cli essi coslrulli dai signori l)eLin et Gaudet, scoppiarono dopo pochi tit·i ed uno di quelli forni ti dal sig. Krupp scgui l'cgual so rl e bencM dopo un numero maggiot·e di spnri. La ragione di rruesta mala riuscita, se vuolsi per una p:.trle ascri,·ere ali a mediocre qualita del metallo impiegato dall 'officina Petin et c; audet, dcvosi allresi e principalmente rintracciare nel si:;tema n.d avancarica, col quale si producono, rnassime nei grandi calibri , clegl i sba.uin_ 1ent.ifortiss irni del proietlile conlro le pareti clell'anima e tali da compromett ere la resistenza c per ultimo nella forma e passo della rigatura , la quale non essendo stata tracciata in q uelle bocchc a fuoco con forme ai principii seguiti da Krupp per le sue bocche da fnoco, puo essere stata anche la causa non ultima degli avvenuti scoppi . Frallanto ne! ·1867, nuove impcriose esigenze a.vel'ano indotto a cominciare gli studi sopra ·un can none piu polente e fu all ora decisa la fabhri cazione dei cannoni da 24 centimetri rigaLi e cet'chiati a retrocnrica del sistema analogo a quelli clella marina francese, e qui ebbero principio le lunghe esperi enze che per la dural.a di 'I 0 anni ci conclusser·o successivamente ad otten cro con mezzi in gran 1
.(1) Gior lllllt d'J. r t iglie>·ia e G>nio -
anno \811. parle 2•, pag. 6~.
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LA QU:ESTlONE D~LL'AHTIGI-IERIA Cl GRAN PO.TENZA
1:>1 !TALIA E FUORI
parte nostri, i cannoni, gli afTusii, le munizioni checostituirono finalmente coi calihri di 2,1.,3? e.4:j centimet,·i tutto il sistcma delht nostra a]·tiglieria da costa, e che gareggio fin sullo scorcio del I ~78 coi migliori dell'.~\ rmstrong c del· Krupp. I risultati chc si ollcnnero soguenclo que! sistema ci dimoslrarono fu1o a ieri quanto fossero 'ben fondate le speranze cho su cli esso avev.alllo concepilee qua.nto :·legiLtima fosse J:mostra soclclisfazi oneperchC; giun ti ultimi nelln gara, nvovamo io breve tempo sapul.o occnparo c man tenere no posto onore\'Ole fra le artiglieri'e clegl i altri eserci l i.
tura tras,·ersale anteriore del cunoo; sui nocciolo fu introdotto un manicollo d'acciaio .che compresc l'apertura"pel cuneo di chiusura; sui manicotto in fine furono im estili rou Lensione iniziale i cerch i rica\'ali da dischi pieni, di acciaio fuso e martellato. Con tfll esta nuova cost.r·uzionc si ollenno il ntnlaggio di. una maggior resistonza a peso egmLle, oppure nmt resisl.enza eguale con peso mino re o per Lal modo si aum.cnlo colla ''oloci.LiL il rendimcnto dell a bocca da fuoco, diminuendo la capaci lil. della camera da polvere, senza mellerne a repentaglio la consistenza. Sistemc' Annstrong. - La coslruziono Armstrong inveco c molto dirorsa. Il corpo del cannone e costituito da un lubo d'acciaio fuso e :emprato nell' olio, chiuso ad una delle sue estromitil c ricaYato da un cilindro pieno. Qucsto tnbo c ricoperto in se~uito da un grosso e lungo manicotto formato dall'arYolgimcnlo in senso opposto sopm uno o piu strati (rlottble coil, t·riple c:Jil), di una forte sbaniJ. cli rcrro le cui sp ire so no l'nei ttaLe e saldale le une ~mile alt.re pM mezzo di un potente rnaglio a V<lpnre. !)er i cannoni di maggior cali bro, il manicot.Lo si eo mpone di Ire parti, di diametro dii'Orso f'una dall'altra, seconliochC osso apparlengono·alla c~1lalla, al primo rinforzo, od alia rolata; un altro manicotto che contiene gli orecchioni a.niluppa la linea d'unionc dogli altri due. Nei cannoni ad a1ancarica che costiluiscono ancora quasi lulta l'a.rliglieria inglese, l'apertura del manicotto di culatta c chiusa da un grosso tappo a vite cite va ad a.ppoggiarsi contro l'estremili:t del lnbo inferno; nelle bocche a. fLwco a retrocari ca cho si. slanno ora coslrucndo quosL' ull.imn. parte invece e sosLiL.uita da.ll'ol.lumlore a vite del sisLern a analogo a quello a.doltal.o per le no:;tre artigli erie da cosla. Le diiierenze essenziali che esistono fra i due sis!emi sono: Io grossczza mi~oro dol tubo interoo nella. cost1·uzione Armstrong; :2° metallo e modo di costruzione diYerso dei cerchi o dei mani.cotti cli rinforzo; 3° di verso modo cli uti Iizzare le proprieta fisiche dei due mcll'tll i adopenUi . Sistema Whitwo?'lh. -:- Il terzo modo che si scosta sensib il mente .£lai due gia descritti ~ qnell o sogll'ito dal Whitworlh, il quale ado-
IV.
Per co mplcl.are que<>ti cenn i ell afGnche la questione che :;i sla svolgendo non. r iesc[l oscurn, almeno nei suo i termini p1·incivali , sl!rit ulile di dare ora uno sg11anlo ai diver;; i'metodi alloperali oggigiorno nel la fabbricazione delle grosse artiglierie . Sislema Kntpp. - Accurate relazioni· hanno gia de:;critto il metodo· 1\.rnpp per ottenere l'acciaio col cruale sono. costrutte tulle le suo bocche da fuoco . Una buona scclta fra gli acciai ricarati dalla pudellatura, ridotti in piccoli pezzi, mescolati entrocrogiuoli capaci da i 1·0 ai oO kilogram mi·, con nn l'eri·o spec.iale atto aprodurro :nella mn,:sn. una proporzione ben deLonn inata di carbonio; la 1Ju9na sisLema7.i onc di l'omi a gn; l'impiego di l)oLen ti: m11,gl i a. vapo re p01· .la· fucinat um dei ci li ndri di fu siono eel un completo c pcrfettissimo sislrma di macch ine e di sLrumenli da laxoro, sono i segreti coi quali qucll'induslriale ha saputo giiL da.molti [lUni assicunire al metallo da cannonc molte delle suo propl·icla indispensabili . Si c giit precedenten:enle acccnnato·come il signor 1\ rupp, por assicu rare alie suo hocche da fuoco la re:-istenza occorrente per I' impiego di gro~~e cariche, asesse giit .nel .'18/o modificato il sisterun di fab bri('azionc fino aflora seg-ui lo egl ienc avessesosliluitd un nlii'O alquanlo clive r-.~o . DtL quell'epoca le slle bocchc da fno co furono coslituite Cla un tuho · iutemo ricavato da un nocciolo pieno d'acciaio, cilindrico al ia culul ta, .conico verso la volata chc andava dalla bocca all'aper-
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LA QUEST ION£ DELL' ART iGL!ERJA Dl G'f\AN POTENZA
IN ! TA L l.<\ E FUORl
pera pure pella coslruzione delle sue bocche da fuoco un acciaio speciale ottenuto con un proced imento caralleristico, di cui vale la pena Lener parol a. 1~ no to ai metul!argisti: ·I o cl1e I' acciaio acquista delle prop rieli~ divers issime secondo· i l suo dosamento in carbonio; e che fra una proporzione variabile da un massirno ad un min imo di 0,60 a 0,00, esso pu6 assumere una durezza, adaman lina opp ure una malleab ililit eguale R que!la del" fen·o; 2° che una delle JJlaggiori cause che si oppongono per oLtenere rma rnassa d'acciaio fuso che sia omogeneo e di densitit uni-· fo rme in tuHi i suoi pun ti, e l'esistenza ne! suo iulerno di numerosissime cellule piene di gaz dalle quali e mollo difficile di poter liberare la massa li quida.; ' 3° che l'operazione del martellarnento, cui si sotlopongono i grossi cilindri d'acciaio dai quali si ricavano poi i LLlb i inlerni od i cerchi , per espelleme le bolle suaccennate, e poco efficace verso l' interno e deleriora alquanto la consistenza dell a pane esterna. Questi tre fatt.i intr alciarono non poco !'industria delle grosse art iglierie man mano che queste aumentavanodi calibro·, ed ogni. tentativo fRtto per stabilire esatta.mcn Le la costi tuzione cb imica dell'acciaio o per produme meccanicamente l'omogeneitit ebbero sempre un esito piuttosto incornpleto, finehe venula al Wh itworth l'idea di mettere in pratica la proposta del Bessemer di comp rimere l'acciaio allo sta.to liquido, ed eseguite con metodi scientifici esperienze accurate.stlll'esplosione della polvere entro cilindri format i con questo melallo ('I), quell' industriale pote giungere ad ollenere in.modocostan te dell'acciaio elastica e duttile in quella giusta misura che si rich iede app unto per la fabbr icazione delle bocche da fuoco . Il metoclo del Whitworth che e~·a par~o sui principio di un' ap:plicazione mollo incerta, e stato ora gia introdotlo in altre offieine, a Neuberg, per esempio, in Stiria, ed.anche il sig. Krupp pare voglia. farne l'app licazione ne! sno stabilimento di Essen. Coli' ingrandirnento dei calibri e quincli dell a grosseua dei cilio dri di fusione, si era dovulo , superando cl i !'G co l t[~ teim iche gran-·
cliss ime e con spese enormi, aumentare la potenza dei magli; probabilmente si potra invece in a,vvenire soslituire all.'a,zione di questi la compress ione ed allora, alia migliorata qual ita del metallo corrispondera ez iandio una economia eel uM faeilita mit.ggiore di fabbricazione . Ecco come il Whitwor lh irnp iega il suo acciaio per la costrnzione dell e bocche da fuoco . Col mezzo di uno slretto io idraulico egli Jogg·ia a tubo LulLR la massa dell'accin io in fus ione intorno ad un nocciolo pieno; adopeando lo stesso mezzo di compressione e dopa di a verne convenientemente tornito IlL superficie eslerna. a fo rma leggermenle tronco conica., introduce qnesto tubo, entro un secondo, preparato nell'identica man iera del primo, e successivamenle entro un terzo, un qnarto, un quinto a seconda deila potenza e del calibro del cannone; !'ultimo tubo e provvisto di orecch ioni . Sistema. 'italiano . - Ea tutli not.o oramai il metodo semplicissimo impiegato da noi per la fabb ricazione dei cannoni da costa. Esso consta essenzialmente di due operaz ioni distinte: ,1o il gct.to; 2° la cerchiatura . Le opererazion i relative a! getto comp ren dono : la conJezione della forma dove si raccoglie il metallo, la fusione e lu eo lata. La.· fo rma, oltre di comprendere il corpo del can none con dimensioni alqua,nto maggiori di questo per compensare il ritiro del metallo su se slesso nella solidificaz ione, comprende pure il vano per la rnatterozza che e quell.'aggiun ta alla. parte snperiore del. getto il cui scopo c di rendere il rnetallo sottostante piu denso premendovi sopra col suo peso eel impeclire il piu rapido rarfreddamen to ·delta parte superiore. lJ getto si effettua colla, culalLa in basso cla poiche e prova.to che la parte inferiore c quella dove il metallo riesce di costituzione piu omogenea e piu compatta, ed efatto a nocciolo, vale a. dire lasciand.o hmgo l'asse dell a bocca da Juoco un vano longitudinale quasi cilinclrico ottenuLo con un'anima metallica rivestita cli argilla, ed a sifone, vale a dire coll'immissione della ghisa fusa liella forma su diversi punti della medesima. Una pRrLicolarit~t assai rimarchevole nell'opm'azione dell a fusione equella immaginata cla.l generate B.odman quando era a.ppena le-
(I) Des cano"ns et de l'<t.der-, p3r s ir J. Wmrwonm. l'ods, Taner<•, 1874.
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LA QUESTJO:-<E DELL'AFlTIGLIEHIA Dl Gl~AN POTE>IZA
89 Qucsto metodo di fabbricazione, :>talo seguito anche in Frant;ia lino al 1879, e molto piu semplice e meno costoso degli altri o ci olirl :;empre fin qui il mezzo di trar pat·tilo del buon minerale di cui abbiamo in paese a dovizia. Da esso abbiamo anche oLtenulo, merce l"inlell igenledirezionc der goncraleRosset, degli splondidi risultali ; n1n dopo quelli riferili piu sopra, dopocruelli cho si an·accinno gici .i n un pross imoJnvvenirc, poss imno noi sperare, seguendo l'i stessa \'in, di tener dietro agli altri1 oppure non sarebbc cosa piu prudonle nbbnndonare del tut~o l'impic~o della ghisa e rich iodere all'acciaio qucl coefficiente di resistenza cho la prima e incapaco di fornirci e che le altuali condizioni dell'artiglieria impongono? 1:-1 ITAtiA E FUORI
nente d'artiglieria, impiegata poi clicllivamente in America Del •I 862 o chc rimase celebre col nome del suo inrentore. Ess·a consiste ne! ra1Tecdclare lentamenle la parte csterna del canl1dne menlre il mctallo e:meant in fusionc nella forma,e rapidamente la parte in lema per mezzo di una concnle d'acqua fredda, allo scopo di aumenLare la densitil. e quindi la resisLenza degli st.rali piu vicini alle pareLi dcH'anima. Oa accurate e:spericnzc di saggio risulL6 infalli che con questo modo di fusione la dcnsitil. della ghisa inlorno all'anima sale da 7,.1 a 7,3 c la sua resislenza alia rollura da 18~8 chil. per cm.q . a .:29i-5 ( I) . Giova pen) :soggiungcreche sludi ed anali~i ulteriori dimo:>trarono che quoslo sistema non era sufficionto, massime nel gello di grosse artiglie.rie, ad assiCllraro l'omogeneilit del melallo in tulta )a sua grossezza. l•'ortunatamente la cerchiatura venne. in buon pun to a rcndore meno sensibile questo clifoLLo; merce di che si riesci a riparLire piu. uniformemente la resistenza dei diversi strati di ghisn chc, minore negli interni a quello. degli csLerni, Jasciava quclli espost i alla rottura od in sufiicienLi qucsti ad impedirla. L'operazionedella cerchiatura comprende due operazioni uistinle; prima la faburicazione dei ccrchi, i quali so nodi acciaio fuso o martell ato e quindi la lo~·o applicazione sui corpo del cannono tornito con renientemente . La faubricazione dei corehi tentata in Italia dall'officina Pel"severanza in Piombino, dopo Yarie prove cho lasciavano speranza di riuscita, dovolle essere abbandonata in seguito al. caLLivo esiLo di. parecchic forniLur-e eel nJfi data ancora. all'ind usLI'ia C?lcra. L'applicazione dei ce1·chi si fa lasciandone dapprima il diametro intcrno alquarito minore di quollo oslcrno del cannonc; nollo scaldarli in. soguilo fino al calor turchino, cio che Ji fa dilatarc bastantemenle da poterri introdurre il corpo del cannone; ne! raiTroddarli quindi con un .piccolo getto d'acqua. La pressione che i cerchi e:;dcitano sul cannone detcrmina in queslo nna clim[nuzione di dia.metro di millimetri 0,'1 a mil l. 0,2; s'impiega uno, due o tre slraLi di cerchi a seconda del calibro c dell a rcsistenza che la bocca cl.a fuoco devc p resentar~ . (1)
A1ir1uaire !L"arts et de sciences mtlitaire.•, llr.SJURO. -
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Colla scorta dei dati esposl i e da un esame sintetico sull o svi~uppo dell'm:Liglieria di gran potonza cosi brevemente tralleggiato m quosto scnllo, potril il Jettoro considerare ora ne! suo insiome la quislione sotto i I suo t1·iplice aspetto, come vuolo il Rendel, Lecnico, economic,>, politico. Lasc iando d::t parte il lalo politico, al punto in cui essa .c giunLa cla. noi, sono tre i quesiti ai qnali imporla di r isponclere: . 'I ° Continuando la {abb1·ica:ione delle grosse a1·tiglie1·ie d1; .r;htsa cerchiata, pot1·~nw noi ottene1·e velocita di 600 met1·i e un potue 71er{omnte del proiet.to, tale da oltrepassare tlma grosse::.:a di coraz::a di 85 centinMtri? ~on credo di dover spondere molte parole per convincore illoltot·o che mi abbia pazientemente seguito fin qui ed abbia nella sua mente analizzato i risultati aYnti eel i mezzi impiega:ti per ottoncrli, che la fabbricazionc delle artigl icrie strapotenti e enlraLa ora in un altro periodo di evoluzione il cpta lo dcvo guidarla ad un aumento successive di po ~enza . . · Si e -~·i ~Lo come il crcsccn ~o sviluppo cli qnesta pot:enza sia .stato pnnc1palmente dovuto ai pcrfezionameti introdoLti man mano
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LA QUESTIO:-lE DEt.L'ARTIGL IERI A Dl GRAN POTE:-lZA HO nella fo.b bricazione ed alia buona qualitit del metallo impiegato. l>er ottenerne nnu che, ollr'e di essere ornogeneo, fosse tanto Lenace e ncllo stesso tempo tanto clastico da resistere convcnienlcmente alla spinta di poten ti prcssioni, le difficoltit da Yincersi furono e sono Luttora molto grandi . Non c il caso, at di d'oggi, di stabilire un confronto, fra le qualita della ghisa e quelle tlell' accia,io come metalli da cannon e, t~iacche sarebbe cosa poco meno cbe oz i o~a; giovu solo notare chcfa bbricazione delle grosse artiglierie non ha raggiunto {lncora il suo ultimo progresso e che un lihero campo le rimnne aperto dinanzi, net quale solo l'acciaio polrit coglicre nuovi t1'ionfi . Secruendo la via finora balluta noi so.rcrnmo co:;trelli a fabb r'i<> l . care delle bocche da fuoco co lossali e ritornercmmo, all ora a Slstcma, giit sperimentato, delle artiglicriecontwtdenli, col quale volcvasi scouquassare i fian ch i delle navi, romperne le pinstre, toglicrle da sito c renclere per tal modo la murata soggett.a all essere foratu dai colpi successiYi. ~ l a un tal sistema, scguito solo per qualche Lcmpo iu AmericR, dovelLc essere abbantlonato per sostituirYi il sisLema perforante il quale, oltre tanli al tri vanlaggi. ila sull'altro quello di permellere la fabbricazi one di cannoni di minor p~so e quincli di piu facil e mancggio . Sarehhe inutile il solTermarsi a far ril evare lutli i vantaggt cleriYanti d<t questa condizione, per iI puntarnento celere coutt'O una nave in moLo, per l' impiego di un minor oumero di servcnti, per j[ ri ·parmio di molti concreanj e macchine seffi})I'C troppo C0111o plicate quando LraHisi di servizio in guena e fina lmente per le minori dimension i da darsi a!le opere murari~ abbisognevoli per il collocamento in balteria di queste colos:>ali artigliPrie. Esscnclo accertato che coi sisLemi di fabbri cazione Krupp eel Armstrong, rna specialmcnte col primo, con un peso complessivo di 4 00 tonnellate di cannone, si ottiene la forza Y ira necessaria a form·e corazze di fcrro di 80 centimeLri di grossezza con nn proietto ani utato da G00 mctri di velocita, massimo rend imento che sia:-i finora raggiuuLo; mentre che per ottencregli stessi e(fetti con una bocca dR ruoco a corpo cli ghisa non bastereubero forse 200 tonnellat<' di cannone, la ri:;posla alia prima domanda non puo esscre clnltbia ~e pur vogl iamo rompere gli indugi e provvcdcre efficacemente per l'avvenire ·alia difc:>a. delle coste.
IN ITA LIA E F UO RI
91
2° Ammessct la necessitii. di dover cambiare it nostro sistema di artigtierie di ,qmn 11otenzcL, qnale sistema si dov?'ebbe pre{eri1·e ? Dalla seguente tabella , dove so no raccol ti alcuni dati circa i cannoni cli maggior potcnza adottati od in istudio, appare essere la massima ftnon~ conseguita quclla di '1·10 dinamodi per centimett·o di circonferenza del proieuo, l'aggiunta col cannone da 40 centi rn . co~Lrutlo dal Knrpp eel all'incirca egual e a quell acne don-~1 possedere rl cannot~e eh~ 4·3 centim. che il signol' Armst rong deve consegnare alia .\lanna tlaltana sui principio dell'anno venturo . La gara stabilit.asi da tanti unni fra quesli due inclustriali, la costan te l>ontit dei loro prodotti, le grandi romiture giil. allestite per conlo di altri gorern i, indicano con bastante certezza chc \'OIendo adoltare un nuoyo sistcma. di arliglicr.io per: la difesa delle costc, c all'uno ocl all'altro di questi due costruttori cite ci convcrrebbc di l'icorrcre.
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1:-1· ITAL I·A E l•UORl
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Abbiamo giil viste le cli1Terenze cara.Lteristiche fra i duo sistemi a.dnperati cla questi due lndustr'iali; rimana ora· od csaminame i pregi ed i difetti, ~ pcsarne il valore e sciegliere infine qucllo eh~ . maggiormente pqtrebhe convenirci. Se ci rerntimno co nsiclcrarc i. metalli adpperati cd il sistema co l quale ne sono sfrullalc le propri~;~lu, non pr16 a mono di colpirci il l'atlo chc se in un cannone ArrnslrO!lg >iene a prodursi una pres:;ione od nu a scrie·.di pressioni tal i da far ollrepassare il li miLe cli claslicita dei manico ui, tJttcsti non costringendo piu iJ tubo inLe;·no d'aocia io, lo esporrcbbcro nei coJpi successivi allo scoppio. Pochi fatti ihvero esistono chc possano ·convalidare questa supposizi one · ma anche qucsti poclt i e lo studio insisten!e con cni Ar.mslrong cerea cli cvilare le forli lension i, clarcbbero a quclla supposizione uu ~erto ralore, .q}cntre dall' altra parte e le considera;doni teol'iche, .c lo pro,·e ad oltranza cu i sono assoggettati i cannoni Krupp pri ma di esi>erc consegnali, le l.ension i mo lfo pitt considerevoli che sopportano pelloro impiego (f finalmente il maggior ren(Limento e quindi il minor peso, farebhEltb peoclero la bilancia in furore di ques~i ultimi. SenonchO esistono pure a.ltre ragioni che sa rel.Jbero dnlla. parte <fei cannoni Armstrong e fra quesl,o la coiwcnienza di adoL!aro per le cosle un arma,qtcnto analogo a qnollo della )farina, e la maggior ccouomia . In quanl.o alla prima non scmbrami invcro che essa ahb ia molla importanza, essendo il serr izio dell e ballerie cl a costa. affida·t.o come si sa all'arliglieriadi term e poco importando qnindi chc il sistema. delle duo artiglieri'e sia. alquanto diYer:;o . Di mnggior peso im-ece sarebbe quell a dell'econ omia, tanto piu che la dilferenza di prezzo fra i cannoni Armstrong e quelli Krupp di polenza equivalenle e COUSi~ereYole, per cui, llCLtendola anche in scconda linea (cbe, Lratta'n dosi di: difesa del paese non si ptt6 ne ,;i dove ragionnrc come · di un tra.rrtco qua.ltinqu o). e pur duopo csporla cll iara.mente nei suo i termini . Ventilate tutte le ragioni pro o contro, si scorge quindi che la quistione delht scclta fra il sistema Krupp· e qucllo Armstrong non c determinata. tla nessun fatlo cli tal ril icvo da far pendere la bilancia per l'uno pi_ullosto che pet· l'altro; non vi sm·ebbero che le
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I, A QUESTION£ DF.I.L'ARTIC:LIEfUA Dl GRAN POTF.N7.A
prove comparati,·e cbe potrebbcro decidere il] favore di uno di essi, g;acche qualora esse riusci:>ser·o pressoche egualmen te favorevoli per entramb i, all o1·a indnhlliamente la scelta dovreiJbe cadere sui sisterna meno costoso che c, come si c visto, 1'.\ rmstrong. lascianclo a chi spelta di giudicaJ'C\ snll 'opportunitil di istititnire om qneste pr·ove, possiamo pen) intan to 'limilarci ad osservare che la ~l arina doYl·a fra non molto ricevere uno di questi cannoni ArmslrOD;{ di potenzn. all 'inci rcn. egunle a quell o di Krnpp dn, kO cent. oche qncsti, per i potenti mezzi di cui dispone, ein grado di oll'rirci ' in breve tempo un esemplare di questi suo i cannon i, per cui semlrrerebbe che vo len.do anchp istiluire quell e prove, il tempo che si perderehhe non snrebhe molto grande. . Se per la difesa di alcuni punli che, per la loro po.sizione specrale o per l'imporlanza dell a localita cho sono clt>sl.ina.Li a prot.eggere, e ammesso richiedano una bocca da fuoco tale da ar·r·eslare a '' 000 metri almeno le pitl potonti corazzate, eel ammesso pure che ne! cnso noslro quesln bocca da fuoco dcbba cssere equ.ipollente al cannone Krupp da cent. 40 , non sarehbe d'allm parte possibile l'm·mare tu LLe le nostre hatterie da costa con cann on i di ,qll csta poLcnza, sia perchc la spe;;a che ne verrei.Jhe allo Stato sarebbe esorJ)iLante, sia perche le corazzate di r<'sislonza grandissima sono ancora poche e moltissime invece lengono il mare con una corazzatura che non ollrepassa i 50 cont., m·male di cannoni di potcnza non superiore ai 60 dinamodi per cenlimetr·o di circonferenza. Con lro quesle nn,vi hnsLerebhero eviclentement e cannoni cli min or polenza di quelli da 40 Kmpp, il cui prezzo non fosse troppo considerevole ed e a vedersi perci6 quale sarebbe quell o che mcglio polrebbe sodclisfaro a. quesle condizioni. E qui pu6 presentarsi alia mente una soluzione che a molti parra la piu cqua e razionale. lnfalti, dalla tabella piu sopra riferita si deduce che il cannone da 4-5 cent. ha una potenza in dinamodi per cenlim elro di cir·conferenza eguale a 75 circa, mollo superiore a quella del cannone f1~ancosc da 31~ cbe ne lla solo oO, di poco inferiore a. quell a da 1100 di cui c armato il Dttilio che rao-rriunse i 79 00 e supenore di molto a qu ello inglese da 80 tonnellale che ne ha soli 60. Quali ragioni quindi di tanto valore si oppongono perchc questo cannone non sia preso come tipo d'armamcnto per le batterie da costa? Esse non sono ne poche, n6 di poco peso .
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IN ITALIA £ FUORI
In primo luogo si consideri ~,; h e per stabilire un'ofUcina convenienlc per la fabb ricaziooe annua cli due o tre di quesli cannoni occorrercbbe una spesa. eel Llll tempo considereYolc c non si poLr.-chhe probabilmenle contare di a,•erne comp iuto qualche cam.pione se non fra tre o quattro anni . Tnoltre la fabbricazione cli lulti gli altri materiali da guerra, cli cui non si e mai parlal.o in questo scr il.l.o, quali sono i cannoni d'assedio c da fortczza, quelli da campagnn, non che gli an·u~l. i, le munizioni, e tutti gli accessori, richicdono una: tal potenzialita cli mezzi Lccnici e di ab iJi e numcrosi operai. da assorbire gia tulle le risor:>e dei nostri stabil imenti i quali, difficilm enLe, per non dire aO:~'ltto, potrcbhero socldisfare, nei lim iti cli tempo prescriLti dalle aLI.ual i circostnnze, nonche alia proHi:;ta delle artiglieric per la difesa delle coste, ncppure a quell a per f'armam enLo delle piazze. Bisogna peusare che si e giit co nsacrato un tempo mollo lungo (alcuni dicono anche troppo lungo) negli sLudi e nelle esperienze c!lC preccclettero l'adoziono di mo lte delle svariatissimc parti cli cu i si compone il nostro.materialc d'arLiglieria, e siccome questo periodo e fortunatamenLe lrasco rso, si der e or·a aclunque entrare risolutamente in qnello di produzione, pel qua le i li miti di tempo so,·erchiaLi dall'altro sono per questi rima,;ti assa i angusti . Queste le ragion i di oppo rtunil.h. Venendo alle tecniche, si noti che la limitala resistenzaclel cannone da 45 agli sforzi che gl i si richiedono e che sarebbc audacia il volere aumcnt.are, it :-no peso considcr.-evole cbe ne! servizio e specialmente nel puntamerito cont.ro navi in molo, si e dimostrato gii.l troppo gran de, l'oscillazione di maggiore ominor buona riuscita nella fond ita di una ma,ssn, cli ghi sa. tanto nr gguarcle,role e di cui devrsi toner conLo ma.ssime in seguito all'esperienzn, fallanecoi cannoni da cenLimcLri 32, ranno si che si possa ragione,'olmentc istitui re un confronl.o fra di e~s o eel altri cannoni accennati neiJa .t.abel la su ciLaLn. Prendasi cosi ad esempio il cannone 1\.rupp da cenfimetri 30,5, lungo 3o calibri, e si vec'lra che con ttn peso minore della meta esso offre una forza. viva in dinamocli inferiore solo di 11 aquella del nostro da 4-5 e che le sue condizioni di rcsistenza, per il metallo di cui o formato e pel melodo di fabbr ica?. ione, so no tanto favorevoli da per·mellere fors'anco in avvenire un leggero aumento di poLenza. 1
06
LA QUESTIO!\F. DELr.'AHTir;LI.ERl.-\ 01 GRAN POTr:l\Z ,\
.\la si dira; e)a convenienza del prezzo? AI che si pu6r:iballere che se il cannone da 45 e costrullo in par·te con mezzi nostri e con metallo preparato in paese, dall'altra esso, per circa melit del pe:;o totale, e ri vestito rla cerchi i qual i sono pr·oneduti dall'induslria estera e di costo raggua1:devol issimo, eel inoltre, se ncl calcolo del costo si vrglia tener conlo pure di qnello per e:; . di ·I00 proietli, al lora la diJTerenza in mono che appare eonsitlerando la so la bocca da fnoco si muta in una difforenza in piit peril peso Lre volto maggiore che presenta il proielto da M.i su qnello del can none Krnpp. Dando quindi il giusto .valore al pro eel al conlro, non p:trmi Yi sarebbe da esitare per conchiudere essere ma){gior conven ienza di adollare come ti po d'armamcn to delle nostre coste un can none equ ivalente al cannone Krupp da contimetri 30 ' 5 ' lunao 3o ca li bri , . 0 e di costruzione ideutica a quella del caunone di maggior potenza che si sceglierebbe. Con la! dccisione si verrebbe a stab ilire anch e l'uniformita cl'armament.o che no! · servizio ha pure f(tta lche intportanza. Coll'adozione di ima bocca da fuoco potenLissima capacc di produrre un lavoro di 100 dinamod i circa di forza viva per centimetm di circon ferenza , cla destinarsi all'armamento cli alcuni punti principali e pronedute le altre untlerie di un cannone di potenza alquanto minore, la difesa delle coste non sarebbe ancora completementa assicurata. Vi c ancora un altrogenere di offesache un naviglio nemico puo. impiegare contro le ciWto gli stab ilimenti ma1·ittimi di grancle impo rtanza e questo e il hombardamento a distanze cli cinqno o sei chilomeLri, il quale potrebbe prodnne nella piazza elfoLLi disastrosi, si morali ehe materiali. Ora co i cannnni di gran poterna, qualunque sia la loro giustezi:a di tiro, sarebbe una follia il pretendcre cli colpire di lancio, a quelle distanze, bersagli cosi piccoli come sono i fianchi delle navi, e senza pur tener conlo dell'irragionevole prodigalitit cui darebbe luogo il loro impiego pel tiro curvo, sarebbe d'altra parlc impossibile ottenere una comreniente esallezza, po iche i particolari della loro costruzione, fonna e passo dell e righc, capacitit dell a camera cla polvere ecc., stabil iti peltiro a grandi velocila,sarcb])ero incompatibili colle esigenzedel ti J'O curvo fat to con cariche rei aLivamen te mol to picco le. '
97 Ecco sorger·e quindi la necc:;:'iti.t, in tante guerre dimostrnta, di :were per la difesa delle coste dcgli obici abba,;Lanza poLenti da collocarsi in I)LLOll numero su balterie poco esposte ai tiri delle navi , eppercio in localita piuttosto elevate su i mare, coi quali potcr· lancinre, con snffi ciente giuslezzn di Li,·o, dei proiell.i del peso di circ!t 200 kilogram mi coi1 forte carica di scoppio, fino alia dislanza di circa 7 chi lomelri. Una tale bocca da fuoco, che pel suo peso e per· la facil itit di mancggio, sarebbc In piu ailatta per l'esecuzioue dei tiri cuni , putrebbe esscre costrutta nei nostr·i stab ilimenl i col sisterna da noi cosi ben slndiaLo e riescito della ghisa cerch iata, ulilizz_ando in_ tal modo le macchiue c gli :;Lrument.i di lavoro impiegatJ fin qnr nella fabDricazione dei cannoni da centimetri 24 e 32. E siccomc il suo co:Sto sarebbe di g1·an lunga inferiore a qnollo dei cannoni di gran potenza Z'/,0 circa di quest i}, cosi, fabbri candone un gr·an numero si potrebbe .e per la maggior q tt:-~nti t.it di colpi lanciati e per l'aumontata ampiozza del bersaglio, minacciare alln distan7.ft di 7. c hi l o~.e tJ' i l'osistenza di. co:>tt·L\z ion i nav~li che. se sono l'espr·e:;srone P I Ll poten te del genw umano, mcch llldono altresi in un fragi le inviluppo ·1e risor:;e di uon intera nazione . Riassumendo, polremo conchiutler·e che, affinchc J'armamento delle nostre co:;te cotTisponda ai progl'es:;i fatti in questi ultimi tern pi dalle co1·azze e dalle artigl ierie occorTe che esso consti: ·Io di un certo numero di bocche da fno co di potenz.a equ ivaleute al can none Krupp da centimetri 40 lungo 35 ca libri per poter co n ess i an~s.ta re 11el loro corso, almeno a ·I000 metri, le cornzzate del tipo D_tnliO, Ttalia, ln(lexibile, Am.imllJawlin che potrebbero ve11 irc a dJSll'llggcre le nostre baLterie co;;Li ere ; . 2° di nn cannone cli poter1Za equi,·alente a quell o Krupp cla centunotri 30, 3, lungo 30 cali bri, che dovrebbe costituire la base del nostro armamenlo, alto a sostenere l'attacco da vicino di navi di mino1· potenz.a delle accennate o di quelle eccezionali che dal tiro da lontano fossero gia state danne)!giat.e: 3° di buon numero di obici di gra n cal ibr.o, per esempio da centi met,·i28, di ghisa, riga! i e cerchiali, coi quali impedirc alie navi po tont.issime it bombarclamenl.o da uno spccchio d'acqua circoscrillo a setle ch ilometri dalla costa. Con queste proposte non si verrebbe, come qualcuno potecbbe 11'1 ITAL IA £ FUORI
ANN(> XX V II. VO L. 1.
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LA QUEST!O:-IE DELL'AH.T!GLIEHlA Dl GRAN PO TENZA 98 credere, a perdere it" frutto degli st.udi fatti, ne il Javoro di questi ultimi anni, poichee la praticaacquislata dagli operai e da i capi offic ina nel la lavo raz ione dei metalli, e le br,cche da fuoco da 2.1· e da 32 cm. gi~1 allest.ite coi materiali relativi, chesono considerevoli, costiluiscono ·un cap itate che puo venire vantaggiosamente utilizzato per l'armament9 provvisorio e nella preparazione parziale di quello definitive . Che tal i pro poste poi sieno opportune me Jo conferma, il parere dell'ooorev~le Deputato Tenani, antico uffi ciale d'artiglieria, di cui piacemi ricordare qui le parole da. lui pronunziate alia Camera nella tornata del23 apri le 1880, nella quale si discu.tel'a il progetlo di legge per spese militari straorclinari: : « E qui o signori, egli diceva, mi sia permesso di cita.re alcune « cifre che traggo da uno specchio motto eloquente, 'dalle quali mi ·' ' nasce il sospetlo che. noi facciamo un. po'. falsa strada a fabbr-i« care in casa nostra questi can noni colossal:» .. E dopo aver cilate e commentate quelle cift'e, concludeva col richiamare suila loro eloquenza l'attenzione dell'am ministrazione dell a guena.
3" Si . pno (ISCI"i'IJere a mancanza rli p·revidenza se non si e pensato p1·i1na d'om a mutare 'il siste!na delle nost1'e artiglierie da costa? · · Nell'anno 1876 lo slato cli progresso cui era giunta l'art.iglieria di gran potenta era quale lo dimost.runo le cifre della seguente tabella..
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IN l'f'ALIA E FUORI
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Bocche da fuoco esistenti.
F t•fmcia. -- Ghis a cerch iali~ co n tuba di acciaio, a r c trocarica . Gel'mania. - Siste ma Krupp acciai!J cei~clti ato d'acciaio> a l'etrocartca .
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320
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Ing hilt.erra. - Sistcma Ft·aser, fet'J'O fucin ato, tubo d'acciaio, ad a vancartea ...
305
:~8
362
55 1;27 33,8
Ilalia. - Ghisa cerchiata d'nccia io a retrocarica
320 38
350
68 430 33
.ermania
1:00 82
G85 '1;:)5 430 53,8
nghilterra
!~06
82
G80 '135 420 lt3,4
Sistema Armstrong per l<l marina.
430 '100
P eogetLo Rosse ~ pee le cosle
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850 200 400 5·1,3 1000 '1701 ~~oo 56,5
1
Bocche da f'uoco in progetto.
I to.lia
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Da essa appare che col proget.t.o del cannone 'da 45 cenlim., la cui fabbr icazione incom inci.o in gennaio del 1878, si era provvedltlo anche per un determ inate tempo avvenir.:; i1.ll' a.rmamento delle nostre cos Le. Durante i l tct:npo decorso cla quell'epoca fino ad oggi, Kntpp incominciavu lo studio e la. fabb ricazione delle bocche da fuoco ad anima lunga 35 cali bri colle quali si ol.tennero delle velocitil. iniz iali di 600 melt'i, eel il progettato cunnone cla M> anilava esso pure allestendosi e si intraprendevano con esso le esperienze di tiro terminate poi sul principio de!l'anno ,1880; espe1'ienze che, accompagnate dui voto dell'opinione pubblica e dal1
10L
!X ITALIA E Ft;OTU
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I.A QCESTIOXE OELL'ARTIGLIERJA 0 ( Gl"lA:-1 POTE:>IZA
l'Or"O"li v V o nazionale aiustamento sodtli:;fatto, non poLovano .Pnit\ essere interrotle. Gli artigl ieri cho, colle toro fat icho e co i lo1'o studi, avevano assicurala la buonn. riuscila di que! i~anno n e non ignoravano cerfa-mente, nCdi6COI105COVUllO l'imporlanza dei risnllali di tiro Oltennti ne! ·1878 e 1870 da Krnpp e il<t Annstrong,ma potevano c~si Ll'allra parte arrc;;larsi nclla loro via o con:;igliar·ne un'allrn all'amminislraz iono delta gttCtTa, dalle cu i decisiou i tanl i e cosi grmi interes:;i po;;sono scntm ire, di:>aslrosi oppure favoreroli n seconda che qn clle sono prudenti od an·entatc? Chc anehbc dcllo il pae:'C se ncl 1870 a\ rs:>e inteso r.he sulla sempl icc not.iza di alcnll i C:>perimcnt i, si rolcY:t ahbandon:we il sistema di fahhri cazione delle artigl ieric cl i giJ i:::a chc aveva dati la nli huon i risn ltat i/ Non anebbe avulo ragione di tacciaro di lcggere7.za co loro elle a \'C:'sero osato di fare una simile proposla'? Echc cosa fLL f<ltto in altri pnesi quando nn nnoi'O rilrovnto, o uH nuovo proces:>o di fabbri c<l'z ione vonne a scompigliarc le idee eel i principii dominanLi? L'nbbiamo giit 'isto in parecchi e circosla nztl o ~:nil henc qtli lli rico rda rle. In Francia do,·e l'iudustria dell'acciaio cr.l Wili fioronle, il sislemn delle nrtigli eric cli gltisa a gran potenza ruseguito e mantennto fino al 1Si9 o non erauo mancal i avvcrt imen ti ben pi u sign ificat.i,•i rhe non fos:;ero le e;;pcrienze di 1\.rupp e rl i .\rm:;ti'Ong per dimostrarc cho si faccva fab a sLmda , ne si avcva colit d;t lottnre, come da noi, colic difficoltil. metallnrgichc, poichC sappiamo che l'artiglicria di tcrnt costrui. g i ~t d'n.cci<lio le sue hocelte da fttoeo . Eel in Ansl ria non si seguito forse fi no al feb))l'aiodcl 188 1colla spcrnnzad ipoter fab bricare eol bronzo cosi rletlo Uchatius, dnl nome de l suo sventurato inventore, anche le bocche d:-t fu oco destinate per h difcsa dellecoslc?Eppnrc talo spc1 anza crag it\ mal fondata perquell'cpot·a, e ci o malgrndo si seguito a mant cnel'la, finchc fu troncata colla ordinazione a Krupp di cannoni cl'acciaio da .28 cen timetri ecolla tragica fin e clHl povero generale Uchal ius, tanto opolente e :>tmorrunaria la ffmm ni conser·vaziono nelle idee come nep-li individuil l)na pmra pero ancor pi(t e1idcnte di quanta si afferma la d icde il di pa rtim'ent o della guerra i~tg lc~o c,he oppose fi no ad oggi una resistenza ingiu~tificahile al sisLema di caricamculo per In cu lalla e con iinuo a far uso rli qucllo ad as.rttCal'ica anchc per le grosse boc·.che <J
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dafuoco, malgrado checla lull i fosscstalodalungo tempo Clichiara to inferiore al primo, re::istenza doppiamentc hiasime,ole poic.he ~ariL cagione al pacse di spcse co los:;;ali ocwn cnti per la trasformazione del suo gia ~1<1riato rnaterialc d'art igl ieria . Si rn1'-s icuri quindi colui ~,;he, rroppo to tTi vo ::~d at tribuire agli uomini colpe che altrimenli nou pOS$0110 a::;rrirersi cbe alla fo rza delle eo see clclle ci rco~ tanz e , impoziente pct·c;hc lo scopo sperato non fu po lulo raggiungerc interamcnte, si abbanclona coil' animo allo sconforlo eel ail'ingiu:;tizia e ,;i <'Oil\ inca invcce che la nostra 'situ;uione e lun gidall 'es~ere cosi brulla corne po ll·cbbe scml.Jrargli, poich e mutanclo il no~tro sistema d'armamcnlo nel modoproposto, noi verremo cla una parle, senza akuna perdi ta, a proneclere con un potcnti:;simo armamcnlo alia difesa dell e coste facenclo !';acrifici pecuninri non ec-ees:;i ,·i, e dall'altra noi potrcmo con animo lJ-anquillo e :;odcl i:>fallo gn:mlarc al passalo e dire di no11 aver lrascurato ne sludi, ne faliehe pe1· raggiunge1·e Jo ~ropo the Ci Cl'a\-amo weflssi c cite fu atnpiamenlo conseguito nei confin i delle nostrc risorse Giuulo al !ermine di queslo lcworo non mi rimane finalmente cite a fare un \'Olo ea cl espritnere una speranza. II voto e che la Nazione e per· essn il Parlamenlo, compresa dalla graYila delle condi~. ion i od ierne, ~ i affre ui a co1n piere tanti sngrifici gia fatli coll'assegnare con pii1 prodiga mano i mezzi che occoreono ancora per il nostr-o co mp letu armantento; laspernnza, chc con animopi itsereno, eon piu ecJuanimcgiudizio, esami nato quanlo cla noi ti stalo stndiato e fatto , invece di griclare all'oslracismo pe1· gl i errori commessi in un campo cosl irLo · di diflicollit come quello clclla, l'<lhbricazione delle grosse artiglierie, nel quale insieme o piu spcsso chc le rose, si colgono le spine, si tengano in debito con'to le fa ticlt e di coloro chc ronlribuirono a far progred ire da_ noi la scienza dell'arLiglier·ia, affi nch~ non sia mai scnrso il conc01·so dei rolonterosi e clcgli P.letti che all 'avveni re di c:::sn si consacrino. Roma 20 ouobr·c 1881. FASCE GtOYAN ' [
Capitarw
d'art-iglieria~
OOPPJO C.O~IP!TO DELl.\ CAVALLEIHA
DOPP!O COMPITO DELLA CAVALLERIA
)lalgrado le ul li mc guerre, malgrado le frequen ti cl iscussioni od i non pochi csperimenti, la caralleria troYasi da molti anni, non giova il nrga rlo, in un periodo di transizion e c tutlom si discutc sulltt sna orga.nizzaz ione, sui suo nrm.amcnto, snl suo impiego e porflno sull'utili til. della sua esistenzn. Se ,;j considernno il costo dol materialo cavall i, la difficoll~t dell'istruzione della truppa e gli insufficenti risultati ollcnu ti in CJUCsti ultimi Lcmpi, cerl.o che si propenclerchbo per una diruinuziouc di r1uest'arma. Per una dim inuzionc, clico, non giit ltll t;wia per la sua completaabolizione, perche, srppure dovesso diYenire tanto deprC'zzala quauto da Lnluni si vo rrebbe, clovrcbhe pur scmpre riwan crc parte cosLiluivn. ell impo1tanto dcgli eserciLi, chc non potrebbcro rinunzinn·i assolutamente senza prirarsi d'un grando faltore di riuscita. Infalli come si provvcdcrebbe nllr pel'lustrazioni lontanc, ai rapidi mezzi di cot·r·ispondenzn. o di infor·mazione, all'occupaziorru di. locali tit distanli, allo smascli eramenLo di t.ntppc, all 'inseguire, all'arrestare uu iu<~a lzanlo neUJico se assolutarnenlemancassero tnrppe dotate di gran facilita di portarsi ra.pidarnente cla un sito ncl un altro, capaci cl'attacca ro repent inamenl.e e cl i sott.rarsi co n celeritit alle strell c del neru ico, insommase piu non esistesse ca\nll eria? )la quost'arma donit c::;sa conteutarsi di compili cosi modr.sti e rinunziare al suo glorioso passn lo, allorchc clecidr.va della sor'le delle llattnglie, nll orcll e vcn i,•a clliamat.a l'arma della v it.Lor i a~ Ufl iGiale di e:\\'al leria, credo di no: un avvenirc pitt f'econdo di
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spl cndicli risultati ritengo presentarlesi i nnanzi qu;tlora, at '~ntaggio delta somma mobilita, vogl ia accoppiare quello che le ofl rono le anni moderne eel adatlat·si a comballore si a piedi che a ca,·nllo. ' Se la tallicn d'oggi giorno tende, mediante mo\ imenti gi ranti, ~ h r crjunaerc un attacco <l i fianco, mentre il nemi co e impegnalo eh ' , o 'I fronte, se la riuscita degli atlncchi clirclti eora sommamente c1'rfflrcr.e contra anersari ben postali e coperti, se gli allacchi di fianco hanno tanto piu probub ile e fclice esito quanlo son meno prevedu ti .dal n~ mico non ri sulla fol'SO evidente chc un'ann<l, ltLquale al.Jllla fac!lita cli accorrerevelocementc dove il bisogno riclr icda, di minncciare a brevi interralli di tempo luoghi assai clistanli fra loro e di poter talvo)ta irrompcre la dove meno si nspclla, non si~ ancora uno d~t principali elcmenti clclla vittOJ'ia? All orcbe le sot·l.l della bntt.a.~h~ pendono indccise, allorchc cominciano a most rnrst poco fa:o t'e,olt 0 si palesano avrcrse, cli qual miglior r~serYa po.trit valers1 u.n comanclonte in copo se nun d'un corpu dr cavallcna arma t.o ll r woscheuo a relroca.ricn. e convenicnt.ernentc n.ddc::;trnto a combattere a piedi, accoppiato ad una numerosa art iglieria ?. Si prcferirc.bb~ forse un corpo di scclta fanleria. o di grossa cavallena ur~1~~a, dr. sct~bo·l-~ 0 lancia'? Ma al primo manca assolttLn montc la posstbthla dr p01 lar::.1 voloc.emenLo da t~n punt.o ad un altro per poco chc sia l~ntano; quanlo all'nltimo cricono:;ciuto che, stante l'eiTcLto eo tanto chssoh cntedelle armi a retrocarica, i suoi attacchi contro fantoria, che non si a scos::a, hanno pocct o nessuna pro babilitil. cli l'i u:;cit8 . . . . . Quale immonsasuperiorititnon rwril dunque larrserva nnz1 d~tw, la quale, valendosi della velocitit dei caYalli, si porti in sito ranlnggr.oso c, presa posizione attrnverso la dirczione cli ~m~r.c~a ~cl nemt.co, ri dent.e nclln. sun. forza. intrinseca o n~lla sua [acrlr ta clt sotLrarsr al uemico, se pt·epondcran tc, accolga. l'avttnza.re cloll'an:r.sario col ter~ ribile suo fuoco') Cinquanta peui in conYenientc postz10ne, scortalr dn clue o tro mila cavnlieri a picd i ben posta ti , 11011 varrann~ forse ucl arTeslarc nu nemiGo QOt' quanlo s i ~L incalzanlc, non servrranno di nu cl eo a trnp pe che si ·ri piegano, non daranno for;;e tempo a. provvedere allo eventuali ti\ del momento '> E uel caso che neW\Sl a re~ spingerc l'attacco nemico, a meLLcr·c il. di:;or~in~ nelle suo . fila,. esst avrnnno piu di qualsia:;i nltra Lruppa l mez7.r dr un m1medw lo mseguimento.
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J)E LLA CAVA LLERIA
OOPPIO CQ.\I P ITO
Ai tempi di TUI·enna, di E11genio di Saroia, di Yend6me, del ! 0 Napoleone i dragoni , ossia Lruppe di c<rntlleria che combattevano appiedaLE' co l fuo co, resero i m m c n~i sen rizi sn campi di batlnglin. rclativamen le rislrctti; perche adnnque simili truppe non renderebbero egual i vantaggi prc.sso i numerosissimi f:lserciti a.Ltuali, che occupano un'immensa suporficie cli lerrcno e pres:,o i quali la battaglia, invcce di svolger:>i con un 'azione complessa sotto la dirczione, quasi soLLo gli occh i, del comanrla nte in capo, si componc d1 vari episodi staccat i, l'andamen to dei quali "ien conosciulo con nn cerlo rilardo dalla di rezione suprema? Per p1·oncdere in tali casi ai bisogni incalzanti della situazione, sia pel ritardo delle notizie c degli ordini, sia, e principalmente, per lE>. maggiori distanzc, apparc palesc l'ut ili ta , per non di re lan eces.sita, di truppe che sieno in grado di percorrere lo spazio oceorrentc con una vel ocil~ t1·i pla, qnndrupla dell e altrc. Dopo una Yilloria, la caxall eria chc po~sa appiedare. unita ad art.iglieria, sn ra ccrlo l'arnm piu adalla all' in scguimenlo 1 co l penetrare ncgli ordini del nemico, col procedere a lavori di distruz.ione, che richieggono tempo e prolezion e, col prevenirc il ncmico su ponti, strelte, sLnz ioni ferroviaric. su localitil importanti per le quali ef!li dcbba passarc, occupandole fortemente e incagliando e lal•olta tagliando colnplel.amcnte la ritirala a!l'ayyersario. Un impiego fccondo di utili risu ltali sono pure le scorreric :;u Yasta scaln, quale quella di Sheridan alle spalle dell'armata di Lee, le quali, nss um endo l'imporlanza di un'operazioue stralegicn, possono avere .un'influonza grandissima sull'csilo finale della guerra. E pt!'r evidente, parmi, l'utilitil. della cavalleria appiedata nolle r ilirale per rilorni oiTensivi , per sviare lo insegnimento, per difendere loc:alilit. temporariamente, per tendere imboscate, per sparire prestamenle dinanzi al nemi co inca lzantee ci6 specinlmenle, nei noslr i terreni. Queste idee gia esposi. e piu ampiamente, con apposilo scritto snll' Ttalia militare nel gennaio '1877, eel OI'::L ripelo, lJersuaso degli immensi vantaggi che puo rendere la cavalleria qualora venga edncala a scconda delle esigenze della tatlicn modcrna. l' e con cio voglio chc ossa consideri il cavallo qual solo mezzo di lrasporlo, giaecltc le occorrera di frequentc di misurar:'i contro allra cavalleria ed in
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allora il comballimento dovril quasi sempre eliettuarsi a cavallo e la perizia nel cavalcare e nel manovrare avrit induhbiamenLe grande influenza sulrisultato . Capisco benissimo che l' edueazione riusciril diflkile se si persisterit a dcprczzare quest'armn, se essa I ton Yerril nrmala convcnientementc, e si conrinuerit a dislrarrei suoi componenli con un'infinitit di servizi estranci al suo impicgo . E qui si presenta la solita speciu:;a que::;l.ione morale, eioe la difficoltit di persuaclere contempot·;meamente allo stesso ind ividuo che la fanlcria non pot rh re,;ist.ere alle sue cariche, s'egli saraa cavallo, e che gli sl:orzi dei caval ieri nem ici saranno inellicaci eontro cli lui quando si trovcra appieda.to . Mn u mio aniso esscre impossibilc impedire aoli uornini di rngionarc. 11 soldalo di eal•all eritt, amntacslralo pure a comballet·e a picd i, capi dt fa~ilmenlc che gli atlacch i delta c,avallcria nem ica avranuo poca o nesscma proLalJil ilit di successo quando non gli giungano impreveduti c chc cgli si lrov·i ben· postalo; anzi Ju conoscenza del caYallo dimin uirtt in lni J'ciTello momle clle produce ~I fulmineo aYanzare di una massa di cu,valli; per contro il suo raziocinio lo per:>nadci'it al tresi della faci liLil.cdellariuscila degli allacchi di caralleria, quando quest.i arrivino improv1· i~i . inaspellati, qnanc~o la dircsa n~n . sia. cahrnt eel ordinala, qut~ndo la co nfusiono enll'l 11elle fi le de1 Jantaccini. Un altro appun to chc suolsi fare alht c.aralleria app iedaLa c la tlifficolltt di fa;·e eseguirc ai cantHi scossi (ossia. condolli a mano) l'andamenlo delle catene degli uomini c l'inqui etudine chc qucsti provano, durante il com.ballill!ento a fuoco, per lema ni perdero il proprio cavallo. f.: mia opinione che J'appiedamento doHebbe c:;sf'r re.uolalo con norme hen di\·er:;e da quellc ora. in uso. . ll mellerc V piedc a lena ui piccole fmz.ioni, quali plotOlll, lUCZZI squaC!I.'O ilt , massimc in terrcno piano, non c di alcnn pratico effello c solo nt eccczionalmenlc usato, quando non si possa cseguire con maggior numcro, per ocCl'l fJUre un po nli ucllo, umt piccola stretta, ccc., .siao al\'arrivo di rinfor·zi. Lo arere poi i cantll i scossi a brere clistanza, scoperli, con un ct'J.I'<tliere chc c:ondntc qua1 Lro cavalli, e grave errore, pclla quasi impossibililit in cui qucst'un iro ca\'alicre si Lrora :"1
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JOS
DELLA CAVA LLER IA
DOPPTO COM PTTO
di guidare non solo ma d'impcdire chc i cavalli gli sfuggano c pel conseguente disordinc appcna iniziato il combauimento. Le lancic non si debhono hl:'C inrc :mi ca~a lli perchC, se cspcrieuzc hann.o dimostrato pos:>iiJile lo assicurnrc abbastanza soliclam cntc tale anna :>opra un cavallo, in un gruppo le slesse si urlano, ~ i imro· ciano c riesr-ono causa di non li cr o cli~ordine ; scnza inconvcnienl i di sorta le lancie si possono dispon e in fasci vicino ai cavall i. Gli app iedamcnl i pee csscrc erficaci vanno oscgui !i sn vt~~la scala c gli uomini appiecla!i dcbbono rnanovrare e combal!.OI'C come della buona fan teria ; essi non hanno punlo da preoccupar;;i dei caYalli e questi occorro siono lontani, po~sibilmenlc al copcrlo: in lcrreno piano e scopcrlo ad una distanza di circa olloccnto metri clai comballenti . ConYien poi chc tali cayaiJi sieno posti ncll'assolu ta impossibi litit di muoYer·c. Ournnle le grandi munone dol ·18/Z furono eseguiti al carnpo di Sonmm alcune espericnzc circa llll melodo spccialc di. nccampamMlo pci cava.ll i, i quuli vcn ivano disposti in gl'npp i circoln ri eel allaccali ad un grande ancllo in f'crro, composlo di vari pezzi c f! S$0 al ::;uolo mediante picchelli . Tale si::;lcma mi snggcri qncllo, a~sai piu scmplice, cli sost itnirc al grnndc anello uno piccolo del dimnetro di due decimetri e clello spessorc di un centimctro c mezzo, non piu fi~so a! suolo, ma lascinto sospeso, altaccando ad esso le correggic delle briglic-capezze dei canrlli . l cavalli disposli in tal g ui ~a colic teste al centro, coslituiscono !ante forz e prcssochc cgunli o co nlrurio chc si elidono e quindi i1npecliscono alia massn di .rnuoverc. Fa.lli a.lcuni esperime11ti 1101 reggimento eavall C'I·in Lucea, prcsso il quale mi lrovava qunl tcncnLc colonnello, dapprima. su piccola scala, poscia SLl int cr·i ri par'li, l'anello cli accampam cnlo iacont ro rapidamente favore, talehe iu breYc spazio di tempo, 'isto l'ut ili tit e l'esiguo coslo, nu·i roggimenti di caralle1·ia e parccchie ballerie no furono pronristi. (nfonnalo di cio il ·Uinistero dell a guel'l'a or·dinm·a mwvi esperimcnti, durante le grandi manovre del 1880, eel nltimamente ''eniYa nclla dctcrmiuaz ione di adottare l'ancllo pl'r tutta In cavall eria , abolcntlo l'antico materialc d'accampam cnlo e 1·i:-;pa1'1niando un car-ro per ciascun squadrone . Ql lCst'n n r~ ll o sen'c pcrfellarncn le all o seopo di rcnclcre impossi bil e ai cantlli di ~postar=-i, se si ha 1';1\'rertew:a di acco rciare le core"-
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gie delle briglie-capezze inmodoch e le teste siano r iunite, e quindi permcttc a lulti i caralicri, mono uno per plotone che serrc di guardia di scucleria, cli sccndero per cornballere a piedi, colla ccrtczza di ritroHWC i propri caYalli nel :o:ito nel quale furon o lasciuti. Per l'appiedamcnlo basla uu <1 nello per plotonc, anzi uno 6 mcglio cli due, slnnleche, ne i gros:>i gr-uppi tlai sedici ai YenLiqualtro <:avalli , c reso impossihile anche il pii1 lieve sposlamenLo. L'aj)[J icdamenlo polrcbbe di mo lto \ euirc avvanLaggiaLo dui conco l·so degli uomini smon tat i, chc ~ i trovano in pi1i negl isquadroni: e cio si otlenebbe facilmenle, sostitucndo al l'allualc car·rcggio posantc, can·i leggieri a due ruolc, della forma a un clipre:%o di con icoli napoletani, sui quali all'oc<"orrenza ~i possano trasportare dcgli uomini. lnfatt i col!' in trocluzione degli anelli cl' accampamento e colla conscguentc abo! izionc di lullo il rnateriale cla campo, il carrcggio cl' og11i squadronc c.onsta di llll caLTO Lrasporto a. quatLro ruote c ili una ear1·e1La da batlaglion e. Ncl er1no f.l tra.)porlo vi sono Ho rnralrn cnte 137 1·nzioni di forn ggio c di avena, compresc qu ellc lJe.i ca.ralli dcgli u('ficiali, che importano 1370 kg., piu 8 kg. lra sucelri dn hiatla c la ntcrne da campo. Quc:5lo cm·ico non e pero :t$sOlutamrnte indispensnbile e polrebllc C$5Cr ridotto a 818 kg., pcrchC facilmcnte quasi da per tulto si possono lronrrc fi eno, paglia ocl crba.ggi eel alla peggio si pu6 porlarc sui carallo, mecliantc rcticcllc, una razionc <li fi eno, per cui non ocr.orre averne allra cl i riscn ·a. La carreLla da. ha.ttaglionc per cueinn. avea un curico CCJ'lo cli kg. 24·0 cd uno eventuate cli kg . 234., in tnlLo kg. ~,7 ,j. , prima d 1e fos:>c lolla J'alt.rn. ca.ITOlla da baLlaglioHe, snl la quale erano caricati i Lngagli e gli allrczzi da campo . Il peso lola lc dcl le carrelte da bat.tagli011C col ('arico c~scudo flssalo a. kg. I 300 c la slessa, coi propri altrezzi, pcsail dO ti.i8 kg. e col carico primi tivo 932, il suo car·ico puo es:;crc anmen la to di ::>68 kg. os:;ia :>i pu6 trasporlarc comodamento qucl poco hagaglio che dapprima si Lroran1 ~n ll'altra carretta da ballaglionc. Sono <lrlunque cirea 1844 kg. the ogni squad rone clc,·c trasporlare, piLLil peso 1lei H uomini smontat i, dr ceollearmi, col man tello e con qnanto il soldato porta ~eco i11 c:anliJ<tgna, possono 0s~cre calcola ti ncl 8i:> kg. ciascuno , oss ia i11 l11t1o 30:31· kg., il. quale peso rip<rrtilo Sll lre <.:orricoli , da rcbbe un en 1·ieo cli 'I OH per carTo. c ri-
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DOPPI O CO)lPITO
part.i to sn quallro un carico di 8i>8 .GO . A queslo peso , non ccn o molto gnwc, polrebhe all'occorrenza essere aggiunla la rnz ione di fi eno, che non Yen ne calcolaLa, ed a nelie una rnzione di averuu·idotla in galletta per renderla pitr leggera, giacchc i corricoli trasporlauo genemlmen le dai 12 ai 16 indiridui, ossia un peso dagli 840 ai 1250 kg., calcolando a 70 kg. il peso di ciascuno . Per ~nesti cal'l·i Ieggeri o corricoli, chc Yonei portali a quatlro per O.-{nr stptadrone, uuo per lJlotone, l'andal.urn, del trotto non pr·esenlerebbe ditricoltit e potrcbbero senza iJrcoYenienli far· parte delle colon ne di lruppa. Giornalrnente si Yeggono i coJTicoli trollare qracarichi, tirat.i da un mas ro ronzino, mcntl'e crue:;ti cani rni li tari rrraYal i di mi nor peso, polrebhero esser tirali da due ed anche d<~ tee J,uon i cavnll i, adibeudovi unchc icavalli rerili da llasolla. L'ntiliHt di qnesti 'r Cicol i par·mi non abbisogni di dimoslrazione . perchc essi, ollre al co ntenere cpmnLo e ncccssario al solclato i11 un giort.10 di haltaglia, potrebbero servirc pcl tras~orto cli lruppe : coi can1 tli un solrcggimento, coinposLo di uno stato maggior·e e cinque sqnadroni, sarebbero Lraspor·tali circa 250 fuci li ori per Yolta. Qual vantaggio immcnso se gran parte del carreggio dcll'esercilo JlOle~S C aJf' OCCOI'I'Cll7.:t serYire a tal USO? Pas$iamo ora all csaminare i mczzi per ollcncre quesla ea rallcria a clowio co mpilo, alltt a combat.lcre a piedi. eel a cavn ll o. Ol tre al tiro al ber:;aglio col mos~.:hetto eel alle mauone diYerse clella fanl eria, questa tarallcria dell'arveui rc audrehbe istruita ed escn:ita ta negli e:;ercizi da zappatore, clovrnclo c:;sere uno clei principali suoi eompiti la distrnzione di fctTOI ic, di linee telc•~rafi chc ~i c.o~tru:t.ioni di o~ni~r n.eJ·e e la costruzione eel ilriatta.menl; di pon~ trcc!h, dt pa~saggr, d' lnncee da hattaglia ecc. In fine il scrYizio delle artigl ierie da campo cd il modo di rendede inscrvibili, medianle cartocci di dinamite, completer·ebbero l'istruzionc a piccli di queste truppc. Higuarclo all'altro compito di combal.lere a cavallo, esso rim<Hlc sempre essenzialc, anche ammesso chc !'utile impierro della caralleria sia cli1'cnuto rari ~simo sui campi di btttlagli a, ;orchc sui lll'in~or~ i d'un~ campagna alia cavalleria s'oJTrono occa:>ioni frcquenti ell illl:>Urars' con quella dell'avvcrsario c pe1·che I' esito fel ice di Lali combaLtimen ti hn un peso non lirwe sull'andamcnlo clella gnerra,
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DELl.A. CAVA LLE!l!A
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vuoi ohhligando il ncmico ad efTell uar·e pit! addielro il pr·oprio concen lramento, vuoi occupando porz ioni l'nggunrdevoli d i tcrri t01 io nemico, prC\'Onenclolo su sbocch i, ~u Jince importanl i di di fesa. vuoi eccitnndo la sollcvazionc degli abit:mui ccc.; eosi parrni prezzo dell' opera cnrarne c0lla mas:; ima diligcnza l'addcstramento come armn da carica . For5e da ta luno si opporl'it come, ammellcndo,;i che pochi cncciatori possano arrC:'Iarc, diet ro nd un riparo, unn for·1.n raggunrdevole di ca vnlleria sfo l'llil<L <l'arm:t cla. fuoco, il partilo chc nppit1der;'t a1 rit •anlaggio su quello chc pcrsistcrit a romhauer ea cantll o. Lo scopo pri nc;ipnlo di cl ne en va ii C' r·ie anerso in rtYanscopert c cssendo di scrnnrriarc a vircn da if Yclo col quale ognunadi rssecopre il prop1·io pm·lito c di penelrarvi r.oll'inten to di conoscernc le in tenzioui, am hedtH', :tnziellc in:;istere ad aliaccarc ed a difendrre si ti delcrminati, si ,·arTanno dclla somma mohililiL Joro llCI' in·ompere dove me no so no nspetta t.o c ladifesa dovrit nece;;sarinmenLe cffel tuar~i coll'accorrcre prontamente. Potranno snecerlere difese di strelle ed appiattnmenli , ancho con felicc surcesso; ma i fatLi cap itali si svolgenmno cerLamenle a ravallo . Convien perci6 Yedere se la nostra cavnlleria trorasi nolle eondizioni di pol er, a pnri num<'ro, lotlal'c vanlaggiosamcnt.e con tro qnclla delle allrc polcnze, ossia !'e ocron·e porlarc qualdw notevolc mutamenlo nel suo modo di combatLere. In recenti ;;critti si pone in para.gone il valore int1·inseco delle varie armi, si as;;erer·a la lnncia l'ecch io amese che deve scomparire, la sc;iabola cli poca utilitii, si procloma la superiorilft della rivoltel[;t e si wggerisce che con quc:>ta in pngno si debba caricarc. Per quantosiano abil i i ragionamcnti dei soslenitor·i di questi ouovi sistemi , cssi poco mi pcrsttadono c ritengo chcper pr·ogreclirela cavaller·ia d'oggi giomo, anzichc dar loro a.;colto, dovrebbe ritomare ai sani prccelli clelln, laLt ica dei snoi bei Lernpi, ossia alia tattica di Gustavo Aclolfo e di Fedcrico di Prussia, Pen11e la pri maarma nei eo mbalLimenti d i ea vnller-ia ru esaritsempre il c:wallo; lancia, sc;iabola, c ri voltella rengono in seconcla linea; a pari numcJ'O eda pari valorela vil.loria anideritsempre ach i manovrerit megli o, achi cariclr ertt con maggioreslancio c maggior compaltczza . Cho monla infatti che il maneggio clella seiabola csiga minor spazio attorno a\ eavali cre di qucll o della, lancia; t he cru csta :'i !rovi in eon-
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DI::LLA CAVALLERIA
DOPPIO COMPITO
dizioni migliori ncll o scon ii'O c peggi01·i nelln mischia. che la, rivoltella !'i possa auoperare pill clavvicino e colpisca piu da lontnno delle altre d~c, se ~ell:.urto delle dne masse quella che saril piu co~1 1pnlla. e ?''tngem pm veloce rovesr;iel'it a terra la massima, pn rte de1.cavalJcn 1_1e.mici: Pm:mi. qnindi mediocre comiglio quello ·chc, neliJJ~tento d1 lavonre I az•one delle a1·m i, suggeri:-ce diminuire i fat ton della potenza clcll'nrto, la compattezza e la velocitit. La comparte;;:m 'Va tenntcL quanta tnaggim·e e possibi{e, sen:ct dinti1~1~{1'1~ La vet~cit.a m~ss.':ma delta media dei cavatli. Solo per piccoli co1·pi o fntZIOHI ana I armamento una seria importanza: la lancia <rodra d~lla ~rerale?1.a in ordine scrrato, su lCITeno sgom b1·o, la sci~ hola . g'IOV?m rnegl1o d?po l'nrto 11 ella lotta individualc e YCJTit per l01'7.a 1~ p1stola ~t ro1nz1une. Iofaui colla rivolt ella in pugno, e:;:5endo in~.1spensab1le and~t~JJ:e. po.co Yeloci, sia per non ferire i compngni, ,w per a,yer possdld1ta d1 puntamento, nnche amme:-;~ 0 che, ncll'iston te precerlcnte lo sco ntro, ta l arma far:i~ia gravi dttn ni all' a\'versn no, ne! memento succc:;si,·o il maggiore impul,;o cli una massa pi'Cii~ochc ugunlc, moltiplicato per una relocita for"e doppia, prod.urm tale ~m urto rla rovcsciare aiTatto la :se hi ern contmppost<l. J.'i e giO.vn, <~ 11110 crccle,·c, l'esempiu di uno srJtHtdrone colla pislola a rolazt~ne m pugno, che nella guerra d'.\merica avrebbe pressochc ann1cnlalo a.ltro amtalo di sciahola, giacrhe conren·cbbe altresi cono.;c~,-~ prcc's:u~l onte in Cf1Wli conclizioni tl·ovav·asi quost'ultimo, o=-sia se g~1 lu possd111C giungere sull' av've1·sario compntto eel in pien:l carne~·a, oppure :c;e per la natura del snolo, per la slanchezza dei cava[II o per catti,·e disposizioni giunsevi disordinato 0 ad andatura poco eelere. A qt~e:sto fatto poi se ne po trehbcro oppol're deali altri quello per csemp'? del plotone del tenente Gall i alia S forz~sca nei 1849,, 11 qua le cnr1c6• un plolone austriaco che , "·'"enclo .· .. l d , . "'~"' 11pa1 a o a u~ fo:.so, 1ac~olso d1 p1c fermo con una scal'ica quasi a bruciapelo. N~ n~1 nomo ne 11 11 cavallo fu rono feriti e solo l'ufftciale, montato 511 n:1ghot· cavall.o, avendo superato il fosso, f'u cil'conclato cla nemici e rJcev~l~~ po~cta una grave !?'·ita nlla spalln. ~ra quesli csempi di piccole f1UZ10n1 h~nno solo un llllportanza second aria e certo non ponno mut.aro la stomt dolltl cavalleJ·in, la qun le li a hen determinate essere la pot.onza dell'm·ro il principale elemenLo della buona riuscita delle
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cn 1·i che. Se cosi non fos:;c, la cava ll eria del medio evo non sa,rebbe ,;tata battuln dalla maomel Lanae quesla clai lanciori polacclt i. Tali sono le mie con\ inzioni, che dico francamente, pur rispetlando le allrni, senza pen) intenclere cli entmre in polemiche, le q uali ha.nno il solo risul ta.to di far r ipetere cose Lriste e noiose, lasciando ciascuno dell a propria opinione. Stimo invece maggiormeute opportune lo accennare b1·eyemente a quelle innovazioni che potrebbero osperimenlarsi nell'intcnt.o di meglio preparn re la nostra cavallerin ni combaltimenti a cavall o. Ritengo hnonc le armi bianche, opportunissimn, indispensabile la so·r ituzione f('sle ordinala delmoschcllo alia ri\'oltella, mediocre la :;ell a, incomod.o c cl.cforme il vacchellaggio. ht· migliorarc la sell a, per. impccl ire che scivoli sulle spalle dei r:\\alli, per ollcnere chc bene aclerisca al loro dorso, occo1Te una banda ela:>ticn, perchc la schienn del c;n-allo c soggella a muLare di climcnsion i o di fo rma a seconda dol suo :>tato cli nnt.rihionc. Se si r,,·ode gli e:;perirnenli gi:'t f'at.ti a tale iHlento non abuiano corrisposto completamcnte, si ripetano, ::.i yegga fa!' meglio; ma, ripeLo, solo una sella elastica puo logir.nmentc, se non togliere, climinuire nlmeno d'assai, lecngioni di coutusioni e di fc1·iLe sui clorso dei cavalli. Clie J'a:;sieme del nost ro paecheuaggio sia poco comodo e punto elegante parmi sin ammesso general men Le. Gia si venne nclln determinazione di abolire iltullo portamoscheLLo sostilnendolo colla guaina proposta dal cap ilano Annanno. Un'ullra innovazione, che dareb be mta cm'la eleganza all'equipa.ggio eel anche solidi lit a! cavaliere, consisleeebbe ne! collocare il corredo in quattro bisncrie o saccoccie, due davant.i lunghe e sl.rettc e clue cli dietro pill larghe. facenti parte di dn.e quartieri mo hili, i rrn<ll i si potrebbero fi ssa re e toglierc a volon tit dalla sella. Uu con:-;im ile paccheUaggio, aclalL_ato all 'arcione in fm·1·o ed acciaio da. me proposto, anni addietro, fit, in soguito a l'i ~;hiesta, invialo al quarto reggimcnLo ussari inglesi in Alde1·shot, venne durn11 LC parecchi mesi e"perimentato e, cla quanto rni si scri:sse, fu lrovato comoclo e di bell'apparenza eel ottenne ilrapporlo piu favorevolo fra i vari sistemi proposti . Consiclemndo che spesso la cav;dleria dovri:\. precedere in pae"e nemico le nitre trnppe e cite in t.ali casi non sarebbe pr uclente lo accautonada, parmi cheessa clovrebhe portar seco di cbe attendare.
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DOPPIO
DELLA CA \'A L LE RIA
CO~I I'ITO
Cn telo da tendn. per ind ividuo c cosi lieve peso dn non ingomlware cerlo il pacchetlaggio. Le tende possono esser drizzate colle lancie od aclopemndo i moschetti coll'inaslare I~ ha ioneLta e meLLere s uli~L pun la un hossolo vnoto per impcdirc venga foral.a la tela. Qualora la baioneUa non pt·esenli su!Ti cenle res istenza cotWCITiL sostiluirla con Llll hastoncino alto m. 0. :-lO ed introdolto nel la canna a guisa di tnracciolo . Serrendo;;i del mo:>chPtto per attenda re converTa venga ripa ra to l'apparecchio d'accen!;ione con apposila coperlura. in pclle. Sarebbc pu1·c d'in contestabi le nl. ililit che i rcggimcnl.i pol.cssero far senza, pcl' p:wecchi giorni, del loro carrcggio; ci1) chc fac iliterebbe le srolT<'rie in qualsiasi lcn·cno. Questo scopo !'nrcbbe ottenuto portanclo ,;opra c~n·alli a mano le marmille da campo eel i viYeri. lltcnenle colonnello CaY. Uberl i ideo una cloppia hi:;accia r che cont ienl} ott o mal'mitle da campagnaed iviveri d't111o sqnadwne per un giorno . Le marmiLLe, quattro pce parte, postr, le une dent ro le allre, eoutengono , nelle pitt intern e, la carne; un succo r ipien(} di pasta o di ri ~o vien r.ollocato ncl mezzo; il tutlo epose in. henc assicuraLo sopra nn ea vallo sella to da permettel'e qualsiasi an datura. L'ammae,;tramento tattico ed ilrcgolamento d'esercizi ~o no buoni; tuttavia parrebhe che ne! primo le norme fornite pel' l'avanscoperte, anche quelle teste aclollate, port ino so verchio ~p erp eramento di fon.e echo dif£i cilm cnte il gl'osso, cl i molto asso!Ligli ato, polrehbe accorrere clove il hisogno ricllieda, per poco il nernico si moslri ardilo eel intmprendente. Riterrei miglior partilo ten<H' le Lruppe piU. ~otto la mano del comandante, afficlando l'esplorazioue ~oltanto a pic.cole pat luglie cl'nfficiali c di sott'nfflcial i intelligenti. .Nelregolamento d'esercizi sono crrto assai buone le istruzioni d' equitazion e errnelle delle arm i; scmp lici e faci li la ~cnola di plotone, la scnol.t di squaclrone e le cvo lnzioni di rcggimenlu, presso le quali solo sarebbc desiderahilc fos:'e aggiunto l'u ~o clclla me:za colonna, os~ ia clriiP cliagonali di plotom>, chc cotanlo facilitano le varie formazioni ell il volgere cla ogni pa rte. I\egli esercizi cl i combatti m.enlo, negl i nuncchi, si tende tuoverchiamen te suddivid.ersi; vuolsi fa.1· dDiht taLtictt comb inata. an clre eolie piu piccole frazioni. Le riserve sono nna vera man ia: 1111 plot.one Jascia un gruppo in sostegno; uno squadrone, un plotone cli ri:<erva,
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se pure non ne stacca un secondo pel' un allacco di fianco . Queslo frazionam ento e affatlo l•Onlrario a!J'indole i>Oilllllatnente offensiva qella cavalleria. Di due squa.droni di egua.I forza lw il sopravvento quello che carica riunito; se il nemico accenna con un plotone ad un attacco di fianco, pochi cavali el'i d'ala gli sono contntpposti, lo arrestano o ne sviano la direzione. Quello che importa. si e d'esser superiori nell'incontro dei nudci principali: 11rim£t (li pensm·e alla ·ritirata occorl'e procw·m·e d i vi ttce1·e. Diet ro la 1·elnzione cli dn e d i ~ tinti uffic,ia li ~ u l l c mnnovm di cavalleria, esegnite nel 118'7[) iu G·ennania, da qn oll 'epoca in poi , ogni mmo , da noi si ripetono le stesse formazion i e le stesse manonc ai campi di cavalleria. La fonnazione sn trc schiere, ciascuna con po:;izione e distan:t.e determinate, fu accolta quasi un'inYenzione, od almeno quale una formola per tulLe l'evenienze. Coll'intimo f·onvincimento che hL J'ormazione anzidctt a, sebbene adatta per pn I'CC.cll i casi, non possa esserlo per tulti etl nnzi stimando che nulla sial'i di piu elastico e nicno schiaYo cli regole gener-ali e fisse clella tattica cli un'arma cotanto mobile, coll'intimo conv incimento chenell'atloale istruzionc di cor·pi superiori ad un rcgg.imento, copiando ci6 che praticavasi altrove, e che furse c ora g i ~1 di molto modiflcato , si ~egua una via non bu ona. mi rtceingero ad a[rontare simil e scabrosa questione. Per non dilnngarmi di soverrhio Locchero solo ni scgnenti pnnLi: 1o La posizione clella 2c• sch·iem sempn vien [n·esr1·it ta alt'infnori dell' ala pi1l. minacciata della pl'ima sch ie.ra ed (£ .'300 passi ind ietro clalla medesima sia i?t linea di colonna sia in colonna doppirt . In Leoriasul teneno piano, ra:;to e :;gombro, cio Yn bene: in pratica per6 rare saranno le condizion i d1tcrreno in ltalia che pennellono simile collocamento, ra1·issimc cpwll c ehe non iHcagliaiHJ i moYimell li nvvolgenti dclla secunda sc lti err~. Oippirt anclte iu ten·eno esteso e libero, gioYa talrolta pon·e la sccouda :;cbiera dietro la prima per ingannare un nemico inferiore, che non accetlel·ehhe il combattimento vedendo un o(frande apparalo di forze, e tal voila una simile disposi. zione sarit consigliat.a dall'oppurtunitil. di operare un movtmento nggiran te colla pri ma, smascli erando repentinamenLe la secondae mettendo il ncmico ne\1' ind.ecisione di fronleggiarc I' nno e I' altro attacco . ANNO XXVII, VOl.. 1.
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ft COilU,t,ndcmle delln ,2° schiera (: lascialO li Uei'O di agi·re sem-
pte"' di pl'opl'in it~Jiziati·oa sen.m c~ttMcle re 01·dini - _. . . :. A_ mio criudizio tal CO ill<l.lldaole nott donebbe fl!-( II C dt pt0p1t,t. ·mtzm ·· · ·t\a, . narnmenochc., '-'Limi necessario il :mo •intencnlo · ., . . , per . soc-. 1 correre c libe1·are la pri111a schict·a; ma, no~ e hh~rla ~ azwnc, ~ . . l 11 t;)• ~LCI', (l •) "·ch1Cl"\c dt ocrm corpo dt clOYCI'C indeCi tnaiJt[e ( C :1 - , C n . , truppa (ptcllo di socco rrcre truppe amiche cornpro nw~,;c -:- f~nt il des ordres pour seconrir ses camemcles?! lAulogralo clt ~-<tpo~ Ieone ~ulla condolla tlell'ammiraglio \"illencuYe alia ballaglta tit O)ft
Abouckir) . . . ll wmanclan.Je la 2" scbiora non eonoscc prectsamcnLe le _mtenzioni del eouumdanle in C<1po, ic quali po nno nt.rtm.·c da un 1~Latt lc , lt· eel a lui non at'!'irano le migliori informaltOllt sulla forw, a11 a tO, . . . . . r . l I posizione c tlisposizionc del nemic?. C?me la~·a egl1 a gmc ICal.~ c-~ l'opporluniltt. clel suo inlervento ollcnstYO pmna? .eontempot,uh.: a" '1° li nea~ Si• l)OrLertt m posiZion c claa veclerc lo m.en Le ll 11 ,it•'L<tcco dell , <> ' • • • • . · . s~·olr•erc clell'azi.onc gcnerale, ossta assat umanz1: clell:t I lt ncct, ctl ~ . do O'ittdicherit. conrenienlc l'entrare tn <lztone della sua a 11 01 ,t. q1t.11t r 1 d lruppa, per la distt11wt t.;he de re pcrrorrrr~, per _le _mn ~~?'re c 1e. o··- ~e"II ·II'O 1a :se • -11·e ·n )ct· ·•,anzarc o sr)leaarsl, tl pm delle 'o!Le vra 1 1• 1 ,. • o . . .. • .· l" ~ .... l'oppOt'llLII iLit del movim.ento o(fen stvol St.ara. eg-!1 Jll ,at a I cl.SCOt""' . . . .. . . . . "I I J -vece eo11a I t'll P'" c !ll'tll(,lera umcwl t a 1tCOIIOSCele tl. 11CIULCO .. n. la , 1J<• ' · 1 11·• • ~··ll·let·a ' os,ia cli nntl parte CU50 I ilZIOI\e ( e " 511 <1 .,v •. . 1rnportanttss . . Jma della ea' alleria colllhaLLNlLC, dipendrrit dal cnteno tli un awtanlc di campo 0 di un uiTi cin.lc d.i stato ma~gi o_re, 1quail for~e la fara nno inlen'ettiro conLraria.menl.e allo mlenzton t de~ geuentle eomandn nLo l' intero corpo, forse con lt·a t·iamen le a~l c :;uc! E comp_' Lo della seconcln. schiera di liherare la prima da ogm cura per la stcurezza del suo fianco csposto , di opporsi per temp~ ngli allacchi eh~ nemico dirigessc eontro di queslo, di raccogl tcre.' so.sLcnere ed t sJmpegtHt~·e le fra:t.ioni rcspinte dell <~. prima; ma. quesll, npeLo, sono sacrosantt doveri di qualttnque corpo di Lrnppa. . . . . La libcrtit d'azione. quanclo non limilata agll scopt anzJdellt, non fa che aumenlare le giit non poche cause di disordinc che si verili cano 11 cll'iu1piego dell:< cavalleria, rendc in~pos-;i b i.l e l~_dir~zi_on~ del comanda nl.c il corpo, inul.ile !apratica eel 1 talcn lr nlllltan cliiur e cli fli cilmenle :;i puo con giustizia ac1clossare ad ale uno la responsa-
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])ilitil. degli eventi. lnvece di malintesa iHdipendenza occo1Te l'accordo, l'affiaLn.mento del eomandanLein capo con quelli in soLL'ordine e cogli ufficial i di f' tato maggiore e d'ordinanza, in rruisa che oo-nuno afferri le intcnzioni di chi comanda,ad uu cenno, qua;i di Yolo, eie eseguisca pronlamenle, esallament.e. Seydlildacevamanovr·n.resollo it suo immediato comando ben60 squadroni, e non saremo noi capaci di farne muo11ore 'I 0 o •1.2? J•: qui parmi opporLnno allresi nolnre come possa r iuscire dannosa la fn.collh lasciala ai comandanli delle frazioni scaglionale dietro le ali cli assal iJ'e il fianco del nemico. Qucsl a fa colla, che lascia porplesso del sno compito il comandame quesle frazioni, puo riuscire f'n.tale CJuamlo, lancialosi egli all'atlaeco, la. schiera. clella quale egli avrebbe dovuto prol cggct·e il fia.nco vcn;ra repen tinamentc nssa li ta da altr·e trnppe, c ci6 dico, non tanto per la la linea, Cfttanto per la :r, la quale, dunmte i suoi allacch i anolgenti, licnl'a la. csterna spesso nella. dit·eziolte dell e riservc avversat·i e. Tali disLnccamenLi sotto e debbono r:imanereadifesa dei lianclii: illoro eoueor~o all'azione drlla' rispcttiva schiera avrehbe ben no eo pe~o nella hilancia, per C'O JHro illoro difctto potrebhe riuscir; roYinoso. L'atiacco dell<i. :>econcla schiera contemporanea a quello della p clovrebbe e:;ser decisoavan li cli porre qu csLa in moto, a cagione dclla maggior distanza da percorrere e pcrchc sovente simil e attacco va combinato con uno spostamento rapido dell a. .J• schiora, la quale cerchi ava1nanclo di spuntare ed aYvolgerc l'ala opposla nnersaria, per dar agio alia 2a schiera., spiegata diagonalmen ~e, di rneglio sviluppa.l·c la sun. cal'ica, pt·cndendo di sbieco non uno ma pa.recchi squa.clroni. Questa manovra, applicazione del principio cli portar forze SO\'erchianti sui nucleo piu importanle del!'aYYersnl'io, evidentemente puo esscre ordinata. da chi ha. il comando di solo una pa.l'l.e delle truppe. 3° Qucmclo si g·itm,qe rt pm·tctta dell'artiglieria nemiw vie?• da noi consiclemto come cessato i l periodo cl'avDicinamento e si stimct pericoloso il manotirare. Lo spie!Jarsi i1• linea e marcia1· clritto e veloce sarebbero le sole evoltt;ioni del m01nento . Contro artigli cria, coulro fanl.eria. speciahnente, non havvi dubbio che l' un ica speranza di buona rinscil.a. consisla nel piom.bar loro addosso, soUostando il minor tempo possibilealloro fuoco; conLro ea-
DELL A CiA VALLEH IA
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OOPP IO
CO ~'II'ITO
valleria c llen nllm cosa . Difricilmente in tal caso potrassi prenclere una clirezionc obuliqna contro la fronte od il Aanco clelltem ico solo clictro rapporti di pattugl ie, sian pure d'ufficiali, e srnza che i partiti si trovino in vi~ta l'uno dell'alti'O, qucllo che e poco probabile che ancnga fuori della zona hatlula dnlle artiglieric. Buona cavallcria saprit manovrare in prcscnza clell'anersado anche sollo il fuoco dei suoi cannoni . 11 muorcJ'C in una direzione per caricare rei-se• un'alLra clcre esserc per e:.sa una seconda natura. L'abilita del capo consiste nelnwno,·rare abba;;tanza tardi perche il nemico abbia difllcollit cli frontl'ggin rc l'auacco ed abhastanza per tempo da Lrov<u·si spiegat.o con snffic:. iente spazio avanti, tale tile i ca.valli abbiano possib iliLit di acquislal'C il mas~ imo impubo pri ma dcll'mlo. Per me"lio StJie~u rmi dil'ei cite tin reg::riment.o poLril manovra1·e, n '"' ossia. portarsi obl,li qnamente cont.ro il fian r~o dell'avversario, fintantochl} i due parLili non clislano l'un c1all' alt.ro di i:iOO met.ri, forse c1i 400, pcrclio, eseguiLo lo spicgmnenlo latemle, lo .«pazio· rimarra n.ucor lJasLcvole c1n pcrmette1·e l' urlo in piena carriera. Per corpi di mnggior mole occorrebi.Je, ben inteso, maggior dislanzct. 4° Jl comandante il corpo di ccwalleria deve lascia·re am pia (at:olt<l (tl comand(mte d'artiglieria d·i coopemre all'ct;;ione delta cavallerin in qttella guisa cite a lni sembm ph't opportww . Riuscendo la w1·ica, l'orti!Jlieria deve spingersi. innanzi cogl·i squadroni che inseguono; fcdlilo l'alfacco, porlarsi all'alle.zza delta 3" schiera eclanche pit't indietro . .lleno casi ecce;;ionalinon si assegn(tscorta specictle all'ctrf.igleria. Per poco che uno abbia manorrato COil corpi cli cavallcria, anit facilmrnte os~en alo qnanta ~ia la clifficolta di adoprare utilmente l'artiglieria clic vicnc addctta agli :;tessi per sopperireaHn man ca.nza di clemcnt i difeu ~ iv i c co me non cli rado, anziche d'ainto, ess<t ri ~~c.t d'ingom hro. Ta l gruvi:;simo inconvcnienle dipende, non giit dalla. diflico llit in cui si l.J'O\'i l'arliglieria di :;eguire i rapid i moYimenli clegli sqnad ron i, hcn:-;i dn llu. impossibilita, fatti awena alcuni colpi di provu, di cont.inu arc il :; tl.O Lit·o, per csser tosto mascberata dalla stcs:;;a c:,ava llcri a cl1 e dcve coadiuhtre. Occon cbbe pcrtanlo ehe l'arliglieria potesse precedere, c di. molto, il g ro::~o e chc veni:;::;e coHoca la in sito conveniente, all...v
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·cruanio c1ominanLe se in tetTeno ondulato, latera lmente allo :p_azi ~ su cui cloHit agirela cavalleria se in ten·cno pinno . I n Lnl postztone cssn a\Tebhe agio c1i pt·oteggere l'uvanzare e lo sp iegar:;i del le eotonne ecl i preparare illoro altacco . Ad aHenturare in simil guisa tutta o buona parte clell'arLiglieria si opporrebbe I' insufr1cienza delle scorte cli cavaJlcria, le quali, batlule cla allre Lruppe a cavallo, owero facilmente sopraffatte nella posizione avanzata in cui si verrebbero a trovare, lascerebbero le batterie fa cile predn ad un ncmico intraprendcntc. Questa lacunae, a mio credere, pienamcnte colmata dalla cavallcria che appiecla, csercitata, qual la vonci, a comba1lere come buona fan teria. Con essa i cavalieri nemici, qu ando anche giungcssero sulle batl.crie, non a\Tebbero con questo conquistali i pczzi, i quali servirebbe1·o alia peggio quasi. c1i b~rri ~ ca.La, dictro alla quale gli uomini appiedat.i poLrcbbcro cot servtenu continuare la clifesa: e cio .tanLo piu che, per l'avan~a re del grosso dell a. cavalleria, tal critica situazione so.rebbe soll.anto momentanea. NaLnralmenlelo.scovta anzicleu.a'oon po trebbe esse re riclo tt.a aqna lche sqnad rone, ma clovreb'be con stnre di un t?t:zo, cli Ul.l q~ta~·to_ dclla cnvalleria combattente. La scelta della postz1onc d.ell arttgl!et·t a and1·ebbe regolata in modo da non incagliare lo_ operazioni dell~ cavallcria, cla permettere la continuaz ionc del tnoco duran te. glt at·tacchi, cla proleggere alt'occorrenza la ri tirala, sen·cndo eh punr.o di riunione o mecrJio cli l'Unnodamento in caso d'i nsnccesso. Per quanclo p;ssa semhrarc proficuo questo impicgo dell'artiglicria, sara tutta.,ia pruclcnte tencr~1~ in se~·bo una parte, c~lla quale occnpare in seguito altra posiZlone, sw pcrcheu~ n~mtc~ soverchiante potrebbe dn bel principio coslringere qnclla tmptcgati prima a sgombrare la posizione scclla, e~ in allo_ra .il fuoco da altra batteria facilitcrebbe il ripiegare, sttt perchc I attacco avvcrsario potrcbbe cambiar direzione e pronunziar~i it~ mod? . da to~ cr[jere orrn j Yalore al!a posizione primi liva e CJ:Ull1cll man J!estarSI f. utiliLil aYere altra a.rtiglieria sotto lo mnn o. L'a rt igli eria _coll a. numerosa. sua scorta. costitu irebbc nclnnque, come acccnna. tl Lenente colonnello von Czerlien nei suoi rctcnti st~uli st~lla cavalleria, da princip,i o una specie d'a van_guardia, il ctu eo mp1to sarebbe l'esplorazione del terreno e del neuliCO e la scellrt dt m~ :t [)L~ona posizione, poscia coi suoi fu ochi agevolereiJhc l'cnfnl la 1n :m one
ili
UI·.I.LA CA,. t\ LLERI \
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DOPPIO CO~IP!TO
della cavaJie!'ia e coadiul'erebhc i suoi attacchi, in fine seni rcbbe quasi di risena . E ben inteso che la scorla donchbc atLentamente YigilaJ:e la sic~rezza dei fianchi e delle spalle. Il r1petere drt parecchi anni le slesse manone, scmpre colln seconda ~ Lerza s~hiera all'infuori dei fianchi, semp1·e con auacchi ~ron!ahdella p~·•ma ed avviluppanli della seconda, pmmi rcnda a falsare 11 cn!ono dcgli ufficiali o delle lruppe. perche le manowe· ch e conseguono da tal formaziou e non :;ono sempre praticabili ne! nostro teat1·o di g_uena, e certo poi non le sole probnbili, ne le piu o~JportUT~e per nol. Desse potraun o avere nn freq ucnle ed utile impre~o ne1 l~rreni sabb io_si dclla Prussia, nelle sLerminate pianure dell Unghena e nelle ar1de steppe della llussia, ma difficilm ente verr1u~no adoperat.e s1il suolo italiano, per lo piit rotlo, coporto ed a sen t1te pendenze. Se si eccetLuano Je locaJita ovc hanno luocro i c~~pi d'istruzione e la campagnn romana, non saprei in quali :llri srl1 le largh~ eYoluz ioni det ivanli dalht formaz ione sudclet.ta potrebbero avere d loro complete svil nppo. H.ico1'do come at campo di Somma, con nna divisione di soli tJUaltro piccoli reao-imcnli a. Vt> ' ( qnnllro squad roni, l:On un ncmico segrwlo, il quale certo non oc- · cupa \'a la me lit dello spn7.io, le mauovre avvolgeJtti della 2" schiera spes~o andasscro ad UJ·Iare nei lloschi ccdui che con101·nano la hmglt iera della ~lalpensa. ft ilengo le truppe tlovrebbcro esser maggiormen le esercitaLo in Lcrreno piano nelle C\ oluzioni di piccol i corpi, mezzi reggimenli e reggimenti, con pau.iri conlropposti. affinche i comanclanti di corpo e gl i ufiiciali superiori imparino ·~ manonare in presenza dcll'avversario. ~tppr~zza~do con un colpo d'occhio sicuro quando si possa muovere m du·ez10ne obbliqun e quando assolutamen Le occorra fronteggiaro l'al.tacco nemico, ossin. imparino a ben calcolare lo spnzio. ed il lempo necessario a. percon·erlo . Allorche il vantarro-io di quesle llO manone di fianco, eseguite in tempo utile, su tetTeno piano e sgomhto, in [W~enzrt d'un ncmieo che avanza minnccioso, sm·anno bene iotese clagli ufficia li nou solo, ma pur anco dull a truppa, es;;e· donanno e:;:;cre ripelule in ten·eno rario, medianle bcninlese e::.ercilazioni di co ml.HtLlim onLo , ah itnnndo co~ l i como.ndanti a t.ener conlo di un lcrzo fatlorc, l'e:mtto apprcuamento del terreno. ln quanto alle mano,•re di unita superiore al reggimenlo. pm·mi
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potrebhero cssere limilale a.lrnelle delle br!~al e, semprc :og~i squadroni al complelo e frcqucntemeatc a pa rlrl; contrapposlr. Con,•er1·ebbc chc, non solo la 2" schiem fosse escrcitala ai movimcnli aggil'ant'i, ma pure, e forsc nwggiormrn lc. la prima, qunnfl'~1 1Cht si a in presenz.a dE>! partitfl tll'\'erso r• solo a)lbia "lrell:unenlc d lc•mpo e lo spazio per esegu irli . E;;sa ha minor lerrt'no da pcn'orrere dPila 2• schim·a per ~puntarc !'ala nelllica e gran dr e l'ell"E>tlo maleriale e morale consegnentc da un allacco d'una :2" sr ltier.l ia tullo od in pari" l'epentinamente "ma.;cherata, ruoi ehe questa ,.j lroYi ~liet_ru la prima, yuoi chc Yonga clispof;!tt dietro il lianco ed altacclu dmgonnlmente . Que:;te sono ,·ere manu¥te di cnxalleria. ma solo si po"suno esegnire con trnppe va!orose ed in strnlle e "arebbe pot.:o pr~dt'lllC pralicade per la prima \'olta in gucrra . Per polersene gwvare conlro il nemiro e mcstie1·i ren;wno di frequentc prontlc iu pare c ciJC ufTiciali c trnppa siansi ben cominti dclla loro possibililil 11(111 solo, 111a dclla 1Mo summa util itit. Siccome condizioni imrnutabili di terreno cd altre drcostanzc ohbligltenmno non di rnclo a tli;;porrc la seconda linea cliclro la prima, sm·~. lllolto CJpportuno noll e cscrcitazioni di brigata oscguire dei pas~agg i di linen c. giacchc ~ i prctendono t:.l!i manone tanto dillicili e pericolo:,e in guerra, insislcre tanto piLl in pace aninehe rengano cseguite nel miglior modo . In nna brigala di 3 reggimcnli a. qunllro squadron i. uno per· sch ient, la· ~eco ncla, forma la con due squadroni in <'Oionna doppia al cenlro ed uno in colonna di plotoni, alquanLo all'infuori di ciascun'ala , lasciercbhc iutcrval li Lali cht permellore al la prima di ripicgarsi sp icgala e I<L sua rormaz ione in I ino;t satebbo immet!iat\t, a1endo le sue colounc la profonditit di soli qualtro plotoni; in lali condizioni !;C la2• ~chiera.venissetrascinuln. dalla I" ~arebbc cumposlacli truwe su ile quali pot rel.Jl.Jesi fa1·e poco assegnamento . Cou quanto ho csposto ho manife:;Lato il profondo tnio COB I incimento che la Laltica dell a cavallcria con tro ca.Yallerin ubbin poco mulalo, essendo sempre le slesse In rorza tl'impul~o (]el c<wallo e ad un dipresso le armi da e;;sa adoperale, che piu di quello che stanno ont pralicaudo .,li sl ranicri, iquali trovansi indilrerenti con. "' dizioni, a noi giori lo sludiarc quanlo hanno sapulo uperare i
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1)01'1'10 COMP JTO DE LLA CAVALLEIUA
grancli capilani. po iclt c cerlo i cavalicri di Gustavo Adolfo, i qnali non COJlo~cevnno ostneo li , c quclli cli Scyclli!z, che furono l'elemento principalc dell e villo1·ic del Gran Federico, era no rruppe istrulle e mnnovriere quanto le cavallerie.d'oggi giorno. · Ho accennato altrc.sl come, 'isti gli scarsi risttllati della cavalleria sui recenLi campi di ballaglia, ['interesse genera le dell'esercito, clirei quasi l'ouore !'Le;;so dell a ca,•alleria, consiglino di cercar modo, che e~sa concotTa piu efficacemente all'esito feli ce delle grandi azioni che decidono della sorle dell e nazioni e credo di arer present:Ho ragioni serie epositive che dimoslrauo come l'impiego di quest'arma appieda!a pos~n cssere nellc guetTe avvenire di utili tit granclissima, tanlo nel campo taiLico che in quello strategico . I gmndi capitani posero ogn i loro studio ne! ·preparare iJ loro esercito in modo di procncciarsi sugli alr.ri superioritil. numerica, organiea e morale ed a quesl.i eJementi, piu forse che all e com binazioni taLl ic~h e e strategichc, doveLLero i loro splendicli successi. Una caval lcria p.reparata nel modo cla me proposr.o · non polrcbbc forse essere uno cli quesli elemonti cli superioritasul nernico1 Credo di si. e spero' cho moJri condivideranno quesla mia opinione.
G. GNECCO.
LO
STIPENDIO DEl SUBALTERN! Alt lH ~ TI Ci\M ~:XTE
' « • • ·• "
OISC[SSO
« Uu uu O\'O ~tudio sui nosLI'i stipendi mili tnl'i, snrebho ogli clunq ue oper·a ''6na. sa r·ebbc, co nic suot dlrsl, portm· nottole ad
Atene o vusi a So nw? i'i iuno puo cr·edel"io giaccho la so tuziono flella questiona non usci sinorn.dnl ctomtnlo clolla t eori e e dei pii desidcl'i, i quail se vutgono ad empire it cer·« vcllo ed i 1 cuor·e d'idcc, cti sogni leggiadri « c di sper·a nzo dor·uto, sono altretla nto im« pot en ti a chota r·o gli sti moli di bisogni dl c pl'imo ordino i nsodd isratU • · J!ivista Milit ., agoslo 1881 pag. 343.
- E lei che mi dice di qu·e.;te continu e :;pese mili lari? - )la, ecco: la que;;tione i> comp l e;;~a, ne cosi sui due piedi potrei ... . . . . _ _ 'I i ~cusi se Ja interrornpo, ma connene, porche le dtscu:-sioni ri escaoo qualche cosa di profi llerolo, andar subit? al nodo, e rni creda, signore, che il nodo cli qualsiasi discl~ssioned 1. spcsa consiste nei quattrini ...... e noi poveri contribuentt ne sapp~amo motto in materia. Ella e certamente edotta come me sulla tesr gcnerale, ma for se non altretta:Ho sui particolari: io per con tro - a. te~~o ~erso - m'occupo di vederci dentro il piu min utam entoposstblle e credo chc dopo tutto .... .. . . - Ma io le vo rrei prernettere, a scanso dt equtvOCI..... - EquiToci? santo Iddio I Non ve ne P?:;sono ess~re: ' due e due fan quattro, ad onta di qua.lsiasi altro ragtonamen Lo tn cal7.antc,
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LO ST IPIO:i'\010 IJI::I SUB.-\T.TER:--< 1
ad onln di una r;tlnnge compnl la di ronsidernzi0ni <1Slraue, di ipotesi proJJaLil i, di dis:;erlazioni met:afisic!Je. Oramai il pae:;e e saldamente rost it nil o a granclc ~azione, orama i sono cessati i Lempi anormali. epperc.io dohbiamo occuparci in tutto ad ottenere un giusto cqniliJJrio, una perequazionc genera le di do,·eri e di diriui, e la bai>e di ogni pereqnazione materiale poggia. su qnella dell' entrala. edella spcsa ... eel in tanto si parla di nuove corazzate, di nuovi cor·pi d'esercito, di anmento di pnghe a)!li ufOciali, di aumento di pensioni. di posizionc sussicliaria, di forlificazioni, di hilanci a centinaia. cli milioni, cli ....... )la per >euirne ad una non capisco alfatlo il hisogno di migliorar·e in qucsli giorn i laposiz ione finanziaria degli nfficiali inferiori. Mn non sa che non c'e cla raccapczzarci, in qnesLo, il pi1l. picrolo criteri a logico? ~o i ccmtribuenli ci troviamo da molti ann i in nn angosr ioso conlrasLo: da. nn lato la vo l onL~t di far del bone a chi co nsncra l' esislenza a difesa della palri a, dall'altro il hisogno imperante di tu lelare gl i interessi ccono mici e finnnziari nosLri , gii'l. fl dura prova datanto tempo . J\J i trovi ella negli altri impi eghi, nolle rdtre carriere l'esernp io di un primo stipendio di 1I800 lire clalo ad un giovanotl.o di '18 anni, come suecede per l'nfficinle. E qnesto clell o stipendio in contanl i c quasi il minore dei Yantaggi chegli fa11no : la CHrezzadelle pigioni nei grandi rrntri popolosi 0 rompen~ala da ll'indennitit cli alloggio : qnella. cl el Yestiario dall'a ~soc iazione reggimcntale: quell'allra delle pensioni dalle mense fra um c,iali: quell'a!Lra. dei Yiaggi dal libretto ferroYi;nio. che riduce la spe:'a ad un quarto clell'orclinaria; se si Lratla di ti·asporLi, merci e bagagli.le Larilfe sono ribassaLissime-e lull() questo c poco. Per :;opperire a lie spese non ordinarie vi sono le indennilit di tra.;ferta, di accantonamento, i saprassoldi di marcia . Il paese passa all'nl'ficiale un clomestico od attenclenle che chiamar si voglia, servo pulito, obbeclienle, clisciplinato, fidato, mentre noi sosteniamo unn lotta cleprimente, clolorosa, contin ua co n servi, cuoclti , cameri eri c simile raua, ingrata, sgarbaLa, spes so infedele, spesso .. .... - Ma tnLlo questo non ... .. - La prego , rni lasci finire. E questo cl ico si chiama contrihuire, mi pare. Anni sono si trovo scarso lo stipendio e losi accrebbe -
ARTT:IIET ICA:IIE ~:TE
iliSC IJSSO
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lunga la carriera nei gmdi inferiori e si ri cor:;c ai ses~en n i - ed ora alia posizione sussicliaria. - e finalm en te a che pun to ne siamo? Siamo, come suo! dirsi. al sicnt. uat e la morale di tullo cio risnlla che noi contribuenti siamo l'idolli al verde, ed in qucsLa. gara, non so se di chi pi it chiede, o di ch i piu clit, siamo mioaccinli di tisi lo'nla nrlla bor:-a, la quale, nei tempi che con·ono, c la fontc del1'esistenza, del la prospOI'ita, del bene~,;ere non solo fisico ma morale eel inlcllettuale . - A fa.da coria, dal 70 in poi, non si fece che anmentare, aumeotarc.Q uando a 18 anni :::i contano ·I 30 lire al mese, mense, alloggi, vestiari, viaggi ridolli, nna po:>iz ione In illante, una monlura ambiLa, la simpal ia del paese, le por'le del le migliori societa .aperte a clue haltenti - noipo::;::iamo bend i1·e: iJa!;La .... tanto piu se ci voll iamo inclielro a contempla ro le conclir.ioni generali del commercia, delle indnstri e, delle a.rli lull e .... ~ M a pcrch6 perclermi in quesle considerazioni? Io Lagli o la testa al to ro con un so l colpo e dico che ·150 lire a! mese, sono una bella somma : ne lo lga 60 di ponsioue, 20 di ftt.Lo, 20 di vest.io.rio , e ·I 0 cli minnl.e spese, reslano 40 li re al mese pei min uti piaceri e sa lci, anche runmessfl. una. lenta carri era di Hi nnn i cli subalterno, c.hc eo:::a voglinn dire ~.() lire al mese? voglion dire sell.emi la seiccn lotlan ln lire in Lolale di minuli piaceri pnssali ad un subaiterno cli fan teria, da un pnese dre con La circa 10 miltarcli di passivil~l, che ..... ». Chi mi fa ceva que:;ta lirala, a me in abito horghel'C. cd a lui affatto sconosciuto, era. un signore sulla cinquantina. ha:;~ollo, grasso, rohusto, sanguigno, con una caLena d'oro all'orologio del peso lordo di 50 marenghi, con un Yaligia in bnlgaro a horchio cli argenlocesella.Lo, con on plaid tigrato, a fodero di seta rossn .... e se il treno non partiva, ed il mio intcrlocntore in esso, chi sa quanti allri tesori cli ariLmeLica applicata mi avrebhe scoper·t i. l\li lrovai solo altnio tavolo nel caffed ellaslazione. A poco a poco mi semii inl'aso cla. un calore cli benessere : mi alzai e parevoame stesso una. spanna p iu alto - pre;;i un sigaro :warm - paga i, lascianclo mezza li ra di :ma.ncia al Lavoleggianlc, ed ni'>cii di lit couten to, vemmente contenLo . G i ~t cla ·IG ann i in viveva, come snbaltemo di fnnteria. in quell'amu ient.c di hen('ssere mat.eri ale desc.rillomi cla que! conlribuente. Su i mio·cuot·e posava il li brel.to ferrovinrio: a.
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LO STIPEt\ OIO DEl St.iOA L TER:-.11
A RIT~lgTICA)!Et\TF: Dl!:iCUSSO
me vicino sonideva il I'Ollo onesto e marziale del rnio attendentc: un all oggio grntuilo - per Ire giomi - mi attenclcva, e partii io pure in un Lreno sncccssivo, gettm1domi con tra sc;uranza da epulone sui cuscini di un vagone di prima classe. Ma inrecc di addormentarrui sentii le prime fitte del rimorso . Dore avci'Obuttate io le settem iluseicentoLLanLa li re dei minuti piaceri? Qual vo ragine me le aveva ingh ioLtite? E direche la mia cccitadurava da 16 anni appunto, perche da ·16 anni, non mi ero mai accorlo di quelle 40 lire benedette e mensili per soprappitil E si fu cla qnel giorno che mi chiamai al1·edde mtionem, poiche la logiva del la aritm.el.icn c indiscutihil e, poiche c indubbio che WO lire meno '' '' 0 lire non dinno 4,0 lire. Non vi possono essere due aritmetic.he, una pel contribuente, l'alrra pel contribuito - e se una sola Ye n'c, io sono un gran sciuponc del patrimonio comune. Pazi enr emente, accuratarnente, e per qnanto credo con rio-ore e giusLizia ho fatto jl mio cli battimenlo di fronte altribunale delta mia coscienza, e presente quel signo re, in ispirito ben s' intende, che io volli CO!\tiluito come parte civile; e qui riassumo i ri::;u lta.ti della mia ariLmeLica, che spero vona esse1·e quella di LuLii gli altri .
poco perche nppunlo non si po:ssono conLnHidire; sembra accerlalo che sipa.gbino piu volcn t.ieri 20 lire potondoci ragionar sopra, che non 15 senza la soddisfazione di ribatterc sillaba; e C{uei lnbelloni che sono ilriassunlo inesorabilmenle esalto di un volume di ragionamenti o di calcoli, riescono appena ad appagare i pochi lctlori par.ienti, eel a lasciare in soddisfatli Lutli gli altri. Le ci fre ed i ce nlesimi addi6ionali si prc:>Lauo poco ad una esposizione che si fa ccia leggere con piacere - tanto meno con piacere quanto piu inoltrandoci nella leltura ci si nccorge che 1<' cifre aumentnno nclla colonna delle pasf:ivita; ma cl'allra parte rimnrrit pur sempre la soddisfazion e di averci vecluto per cnti·o colla debita chiarczza. e di' snpere che disco rrenclone se ne discorre con tutli i dttli informaLivi ncccssari . D'altro lalo io mi sarei certamenteastenulo dn un L•~ma cheavess5e richiesto di scoprire nuclitit a celarsi. Dico subito che uella m•stra famiglia, non ve ne sono; po.i qnesta C. qui ::tione che --- come loccher6 -nulla hn. che vederc co lle.cond izion i cconomico-rinanzia rie· cle::di ufficial i infr riori con~ide rn l.i come privati e li]leri cittadini . E unicamente una di~qui;;izione su cli uno st ipendio chc il paese passa ad un irn picgato pel ,;crvizio che da qucsti ne richiede, in clipendentcm enLc dallo stalo privato di l'orl.Llna di Lnl e impiegato, ma uoicamenLo proporzionalo alia fl oridezza malcriale di chi paga, ed all' entil.i'l del ::;ervizio prest.ato da ch i ~ pagato . Qucsli poi e semp1·e li ber is~imo , potendolo, di non toccare un contesimo cli tale stipendio c di o[r·irlo integralmente, ad imit.azione di parocchi, per opera. di beneGccnza pttbblica, cp . e. al Consor7.io Nazionale. Sarebho quindi fuori di luogo, almeno cosl mi pare, che alcuno -rolesse sn talc argomento, e collo scopo di solTocarlo, far ri:;uonare le llebili conl e dcll'opportunitit o meno, delle nudita nob il mente celatc, del stH~r i l i c i o nob·iJrnenlc patilo, inqnantoche e oppMtun issimo far cessare i'<'qnilroco trnllantlosi di cose di pubb li ca ragioHe: e le nudita sono scmpre belle se e~cono, a mo' d'e;;empio , clallo scalpello di Fidia o dn un pe7.zo cli g<'s~o chc faccia dell'aritmetica -rem sulla levigata superficic di una lava gna . .\1i giova. ancora soggiungere che nei c::licoli che andro facenclo non mi riferiro ai tempi trascorsi, ma all 'ogg i; l'acqua. passata. non
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ln unn questio11e di ~l i pencli e cli paghe, giova nppena i 1 premelterlo, il ragionamento verte principnlruenle su quaLtrini, e lraLLandosi di applicazion i nrilmetiche conviene schirare le aslruserie le formoleemp iriche, gli ~ c gli x, pnrlare con parsimonia di coeffi-' cienti, di esponenl i, di radici; val meglio scendere allo elementarita delle cose, e uei dovuti morl i chia.ma.r· iJane .il pane e vino il vino: a.doperar·o le sole 4· opera;: ioni fondam onlali: sinLetiz~a re solo dopo una anali si che tenga conto di Lutto. Se le allual i condizioni economico-finanziarie de~tl o i ufficiali inferiori specialrnente sono un male, ce Jo cliri.L una cliacrnosi accurata · 0 • ' sicura; e se accertrLLo il male non, trovertJmo che sin in Yia di cessare, polremo dedurne una prognosi parimenti accertala. In quanto concerne l'esposizione di questi calcol i premetto pure di non cssere appassionato per il meloclo tabellario; generalmente chi gu.arda le Labelle non le VE'de e qnindi non le comprencle nel la loro mnta eloquenza. Fr·fl. una. pagina di logaritmi ed una ·di cattiva p rosa, la scella egenornlmenLe per la seconda. Alle tabelle·ci si credo
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1.0 STII'I•: NDJO DEl SOBA LTEH NI
1~1acir~a piu, e quello che e stato e ~tato . t:osi polrci io CI'OCa r·e le 5~0 l1 r·e yenlu_Le. quando era in vigore la legge dell a ri~enu La pei ptlmr_ ser _m cs_1 d1 mczz? stipcndi o e dei mezzi aumenli di pnga :> P?tr·~1 usc1rc 10 lamenlr per tulle le modi ficaz ioni continue al vesliano, che fecero andarc a male 11.na somma cousidere1•ole? OIJ esie sarebber·o inopportunilil, e credo in,·ece di attenem1i slr~lla n~cnte alia lesi se la intavolo sull e pnghe di oggi, su i vantaggi in l'Jgore, sui prezzo dei mercat i correnti . No i, pussiamo _far~ asli'<J~ione tla ogni allusionc a pcr·sone vissute per I G a '18 ann1 1101 grad1 subalterni dell'uillcinlita e fare i no ·tri . d' ' :) c?ntr su 1 un soltotenente nuoYu promosso , anco,-a 1·eslilo coll'asSlSa _della ;;,; nola mi liJ;are, al qun.'lc il babbo abhia delto, prima di lancral'lo ~el mo?do. quello che generalmente dicono i babbi e spe?lall~cnte 1 luton, e press'a poco cosi: « '''inalmente sono cornpiul.i 1 vot1 del m ~o cuore: tu oggi hai un impiego, hai cioe un ,H;ovo bahbo che L1 protegge , che reglia ~u di le, cho ti mruHiene, che ti s?dd1s_ra in_ ogni lL~O legittimo bisoguo . E cla oggi app 11 nto -com incrar~o r tuor grand1?hbl iglr i 1·er·so il paeso; pensa col tuo slipontlio ~ v1vere, sotto ug111 rappot'l.o, come richicde la divisa che ::;ei per JOdossare, e pensa. che il paese com incia snbito col darli 1800 lire di pa.ga, som.ma c!te non si riscontra in ncss un inizio di altro imp ieg~, ca~·,_-iet.'a o profe.ss io1te. Eppere-i6 non potroi compatire in ;0 deglr Sf[Lilldm finan1.iari, norpuro per cir·co:-;tanze evenluaJi . o·iacche le ~venlualil.i't cl1e Li possuno accado1·e souo tutte tassati v~m~nte lenutc 111 conto con altre appendici allo slipendio, siano esse in couta~H~ od in natura. Viaggando o staudo fermo, nelle ciLth od ai ca mp1, Ill terra ferm a o sui mari, $ano od ammalato unito al rert. 1. ' ( 0 grmonto_oc rsolato.' ~u ~a~·ai_ semrre provvoduto d'ogni mezzo per non p~tu·e sb daner._ Scr~ vt~n' spesso; magari con semplici ca rtoli ne p_ostall, pro.cum d1 ~struu'tr viaggiando il bel paese ove n.ascesli e ncordatr dr non d1scendere dai Lreni se non si 50110· beu fermati e ..... dammi un bacio » E q_uesto sottolenente sarit l'unitit di misura, iI nostro metro nei ea!col1, che sarauno pero brevi e spicci , c non ci cureremo se il metro c d'acciaio o di legno, cioe se e figlio di un milionario 0 di un ~odest~ m_ercantc; ci bastera sap ere che e il vero metro, q uello che _rn_ oggr ':'~e per legale unita. di misura, che c parte esatta del memlrano mdrtare.
I.
Nell'alluale epoca clcmocratica la ca rriera dell 'officiale si spoglio mano mano di ogoi prerogal.i\'a, di ogni diJTcr·enza di LratlamenLo, che un tempo ne faceYallo casta pririlcgiata. Jnterionnenle la toga, la spadn, la stola, sLavuno elel'ale sui rimancnte dclla soci eLit, Lrovando il loro equilibrio nei fiwori dei pri1·ilegi: ora allra stabiliUt si trova nell'equ ilibrio clcll'cgnaglianza . Solo in date condit.io ni di lignag~io, di censo, di carTiera ~i giun.o-eva ai piu alti gradin i della scala sociale; in oggi il movimento " progressivo tenclente ad una perequazionc di obblighi e tli diritt i, cerea di rartaiun..,ere un ideale di benessere equamcnle ripartito c va o propor:~. i ouaLo all' inLel ligcnza, ll.ll 'a!.Li\'ilit, ali a produzionc, all'economia. In tale rivoluzione di principii sociali, :-;eguiamo coll'occl1io il movimcuto lento, ma continual.o clolla li vclhlzione, di nua li,•eiJazione, ben si intende, a str·ati sonapposti; le siugole molecolc mosse da una r ivoluzione si possono me~colare e sosliluire al punto che la faccia ([ella socicli.t pcrcla ogni fisonomia regolare, ogni armonia di forme c di colori, ma cessalo il rimestamcnto, la canagl ia si rintana nell c fognc, la marrnaglia vienc sopra, il popo lino pi(t su e su que:;to rna n mano le va rie gnulazioni dei ceti soccedentisi in ragione di sa.pere, di coltura, di .lavoro, di cconomia, di morale, di intelligenza. Altra. cgoagl ianza da f[Llesta in fuori non c ammessibile pcrcbc e inattuabile. Qualunque caniera dnnque se de•:e occupare il suo poslo nell'oquilibt·i o dclla socieLil moclema d.eve risponder·e e:;attamente agli obbligbi suoi, edessere esattamente muniLR cli tntti i rnezzi e cl i Lutte le garanzie chc questi ohbligl1i richiedono pel loro adempimenlo . Cosi sareb be assurclo che il risultato di qnesto la\'oro di livellazione porLasse ad un nuovo sqnilibrio. Spogliando una casta dei suoi privilegi si faun gran passo ne! progresso, percbc i beneflcii di q oei privi legi c~essati vanno in f'avore cli tulli o dei piu: ma se si continua in tale lavoro senza molto accorgirnento, allora si spoglia '
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ARI T~IETICAMEKTE DISCUS~·o
LO STIPENOIO DEl SUDALTERXI
una classe dei ~uoi diritti, ne abbassalc il livello a vantaggio dellenitre che per tal modo si clevano oltre il giusto e create altre caste app un to qnando cercate di cancella l'le tu lLe. Sono pri ncipii elemenlarissimi qucsti, ma perci6 appunto nessuno li deve ignomre o disconoscere quando dallc teorie 5i porlano ncl campo pt·atico. Non consider iamo qui le fo nti degli opesLi guadagni, ma diciamo che il denaro e Oggi specialrn entc llllOVa potenza che cerC;t cli invaderc, per quanto e possibile, gli attributi di lutte 'le altrc. Il guadagno concrel<'llo a quatlrini, anche ammes~o che qualche volta non sin lo scopo di un lavoro qunlsiasi, ne c pen) la conscguenza da lulti acceltala, e, diciamolo pnrc, acceLta.La volen tieri: e la. potenza dei quattri ni ne lia. snhis.sa lc all.t·c parecchic. La posizionc dte si occupa in socier£1 sollo lo ;;peeioso punto di visra del grado, del eomando, delle attrihuzioni, della r·esponsabilita e il principale fattore pet· dare norma e regola a ben mis urare lo stipendio che ad es;;a posizione va an ncsso: pel rnodo che un impicgo e costituilo da due clcmen ti , l'uno morale- eomprendenle ruuo quanto non c pane, come diceva Ge:;J·t. - l'altro rnaleriale ehe cl'insiemc dello slipendio con Lutti gli afll·i s,·ariati accessori che tendono ad accrescerlo o per fo meno a non fad o diminu ire . Questi clue elementi, cntro limi ti ben segnati, si compensano e si completano a vicenda,. e mentre 1111 clevato gra.do nella gerarchia, una legittima ambizione soddisfalta, possono sostenere le dcfi cenze dello stipendio, questo, in di,,ersa misura, pu6 colla sua poter1Za concorrere e quel benessere materialc, che in fin fine si trasforma nella liberta di merrte, nella appl i Ga~i one profi cua. del pensiero, nell'atti vila coneentrala al lavoro, nella fierezza di se; ne! man tenere immacolato il palrimonio di un cuore ben fallo, di una mente educata, di una volontil saggia, ferma, continua. E se pertanto c vero che gli elementi morali sostengono l'uomo assai pit'r. del pane, c pur verissimo che l.UI.lo quanto noil e pa.ne, non fo s:i puo Lu ttavia acquistat·c senza ricorrere al prosa ico mezzo di mclter I)lano alia borsa. Lo stipendio chc arTira solo a coprire le spcse del >itto, del >estito e dell'alloggio non si ehiama propriamentc stipendio, e per fornai, vem iciator i e cocchieri non c quistione che il loro guadagno contenga un q~~id di rappresentttnza. I loro son ni non sono turbati per mancali obbligh i di elichetLa: l'impaslare, il mesticnrc, lo seozzo-
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nare bene, basta per essi a raO'oezarli , e stab ilidi ·nel lot·o posto sociale - basta per eleval'li all'apiee dei loro impieghi - per giuno-ere alia rea lizz11zione dei lor·o sogni dorali, e non per tanto in un ~ercorso di anni, non si lrovano costt·eui e s~ambiare un big~ietto da visita, a pt·endere in affiuo uno scanno chll!so per godere dt uno spettacolo teatrafe. . . . . Negli alti gmdi di ogni ger·archia si agg~ungon~ agh str p_endt le indennilil per le spese di rappr·csentanza, d che c1 fa accorLt come uno stipendio ritenuto, a ginsta ragione, sufOciente oggi, non e piu tale dornani se chi lo rieeve, anche senza aver sal ito un gmdo gerarchico, ebbc l'irwestiturn di pi[t alto cornando, di mandati eccez:onali . Ne per questo fa lto sono eresciuli per quell' i rnp iegato q uei bisoan i che si riferiscono alle ot·dinarie esigenze dcll'esisten0 • za, ma sono per lui c1·esciuti i bisogni inerenll• a 11 a nuova postzione in cui rcnne collocaro, e quindi le spese rich iesle a sopperirvi non si possono ne risparrni<ll'e ne ridurre senza ven it· meno alia dirrnita del poslo occupalo, eel all.a cl igniLit propria. 0 Lo stipenclio deali urt1ciali inferi ori compr·encle que! qu.id ri ch iesto 0 . per le spesc di rappresentanza? Il sotlotenente cbe veste precJsamenle come il pr·oprio eolonnello . non ha comune col colon nello la prima di tur.tc le t'<lppresentanze, quella della divisa? ~Ja non e ancor tempo di cio . . . Assodiamo intanto che gli elementi morali sono un potenttsstmo ausiliario per toner alia pari un magro slipendio fino a quando la bil ancia c tenula in rnano dnll'uf'ftciale per· misura del suo benessere indi vidnnle cornplessi vo: ma clre pero CJ uello stipendio, anche mantenendosi sempre magro per gli afl'etti veramen Le utili, ha bisogno di es~el' tenuto nclfe dovute propon:10ni ~ofle esige~ze imposte all'ufficiale, if quale ne! soddisfar~i non .ne r1tmc l~aggr~r calore di quanto ne ricaverebbe dai ragg1 lunan. Se lo sl1pendw non viene cosi modifical.o, la bilancia, Lenul<L in mano dalla societa nella qun.le vi vete t.ra bocca ce1·tamenLe da i la. parte delle spese, cioe dal disavnnzo, e la societa giustamente non tollera questo scruilibrio e giustamente non perdona le sue deplorevoli conseguenze. . Tra.Ltanclosi di carrier<t negli impieghi. l'ente governo deve por mente, che nella. reciprocita pattuita fra lui e l'impiegato va. insito ANNO XXVII , VOL. I.
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LO ST! Pf:NDIO DE! SUnALTERN !
quello sviluppo di benessere del quale l'impiegato non si puo ~po gliare senza mancare alla f'Ua dignita, e cili lo sLipendia. non puo disconoscere senza venil' meno all'equitit. Non c qui luogo per far l'analisi dei criteri per stahilireun trattamento ginstonello stipenclio, ma per sintesi possinmo an·ermare che se dall'una parte abbiaruo una somma di lavot·o in quantitil, qualiti1, e modalita esattamcnte stab ili lo in prccedenza, clall'aJtra parte dcvo fanr i riseonll'oun compenso che in quantita. qualita e modaJita stia ccn quella somma di lavoro in un esau.o rctpporto . E da questo paLlo semplice, chiaro, legal€', emer,.!ono di sua natura tnlte le po:ssibili varianti, che inLrodotte nell'impiego propriamente detto, dehbono Lrovare nello stipendie illoro cosla1ite equivalenLe. E noti~i ancora, e come nota principali:>sima, chc nella parola impiego non solo s'intende la produzione utile dell'anncssovi. hworo, nut sl an eo m lut.lo q uan to va perdnto per compierlo. La sopp l'cssione di ogn i privilcgio cli casta \'a Lenuta nel dovuto calcolo pe1· rh i un giorno fruiva di quei priv ilegi c trovo a mancar:;i un gt·osso cespite nolle sue entrate. Se dal massimo dei privilegi materiali, quello cioc di potcr usarc di t.uLto quanto abb isognn. all 'esislenza senza por mano alia bon;a, si passa al massimo dell'uguagliunza nci dove1·i, quello cioc di pagare persino !'aria che si re:;p ira. ahbiamo una graduazione discendente alla quale deve far riscontro una gnlduazione.ascendente nello stipendio; ma non basta ancora. Nella siluazione presente, ai privilegi passati cli puro caratte1·e morale non si puo sostituime altri che valgano a far loro equivalenza, e pur tencndo in gran pregio le proposte contenute in recenti e pregevoli scritti che vonebbero fare del sottotenenle un vero scienziato, imponondogli lo studio del latino, del greco, e del smiscrilo, credo fermamente che non si vena mai a nulla di concreto senza il concorso cli mezzi perfettamenlc materiali, cspressi in moneta correntc. Ne fur~t momvigli a acl a.lcllno che si voglia a peso di scudi metlc1·e a pari la bilancia dei coefficienli moral i chc nei tompi andati in nalzavano J'uf(icialitil. di tanto sui la classe cittadina. R.icorrere ad esempio e lungaggine oziosa: basta cho it lettore risalga. colla menLc nll'epoea anteri ore solo al 59 e, se lo puo, innanzi a! 48 per aver presente la posizione di un ufficiale presa nel
A!HT,\IETICA\IF.N'I'f: DfSCUSSO
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3uo complesso: che se poi gnal'da altri paesi autocratici e reLti sui militarismo riscontra nel l'nfficiale tale posizione antoritaria e spadroneggiante, che pno risparmiarsi una disCllssiono sugli stipencli. non costituendo quesli che In miuorc delle entrate per chi ha mille modi di usare e di ab tls<tre dei beni altrui. Se ci riferiamo sempre allo stesso o1·dine di idee, a trattare del prestigio della divisa, del cornando, della cavallerosca missione afftdata all'ufficiale, l'essoro mi li tare in oggi, quando Lntt( i cittadini valicli lo sono, c dire Lulto in una frase . Questo fatto cancella la specialilit della cosa, e qnindi tulle le speciali conseguenzc di essa. Si e giit detto e scritto abhastanza pet·chc si sapp ia da tntli che l'ufficiale in aLtivittt cli servizio ha l'ai'Cluo c nohilecomp ito di edn.care il popolo al mestiere delle armi, cli condul'lo al bisogno alia dit'esa della patrin con1une, di dare Lulto se ste.sso per la causa del suo He, pel .sostcgno del suo paese. Ma nel <'ontempo vodiamo che tutti al hisogno sono soldati, ehc migliaia e migliaia sono ufficiali, e combaLten ti, al confine le p1·ime hattaglie, o le successive nell o riserve, o le nltime .sulle mum delle native ciW1, sono tutti eguali di frontc alia patria. henemerenza.. Cio vuo l dire chc nella pos izione dell'ufftciale in att ivilit di servizio, al pieclestallo di un tempo piu sottile ma assai piu alto, no renne so~Lituito un altro assa i piu largo e sol ido ma meno atto a far spiccare la persona sull'orizzonte sociale. Non vorrei poi con questo chc dico dar mo tivo nd altri di affcrmat·e che se l'ufficiale non cdi lanto piu elevato sugl i altri, cio vuol signific::ti'O che non c isolato c che ha a con tatto di gomito aiLri r,·atcll i chc per tradrtionc, per nascila, per asp irazione e per valore so no pari a lni, e che la minor elevatezza del piedestallo c centnpli cata nel faLLo che tnlto il paese concorre a formarlo, cho c fondato sulle solide basi dell'ugualianza e della libet·ta, che e cement.ato col sangue o (~Oi sagrifici di tutti. Sono afferrnaz ioni ve1·o, nobili, grandi, ma chc non arrcbbero la pit't piccola afftnilit col JWe:>enle lavoro, il quale non si or:wpa, per non uscirc dai !imiLiprefissi, che di pure appl icazioni a.ritmeticlie, salvo, he11 s'inLcnde, di alludere cosi di volo, a quanto c coll'nritmetica tanto intimamente connes.so, da non polersi tncere, l>ellza alLema re il valore delle cifre che si metteran1io in ca lcolo.
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LO STI PENO IO DEl SUBALTERN!
Si u:>a dire « il Lono fa la musica » c nella musica delle !'pose l'unico Lono, per poterla guslare, c qncllo della imprescindihilc necegsilil di fade. Cosi in questi miei computi non voglio che chi mi legge possa di lratlo in tralto esclamare: « ma queslo non e inclispcnsab il e » « ma quesVallro none necessaria '' << ma quell'allro i~ esagerato >> . To sono sicuro di co nclure il lettorc piu economico, qucll o chc arriva fi no all'osso, dalla min, perch& io arrivcr6 sino al miclollo : nw prima dehbo riuscirc a. f':wgl i entrare uel timpnno l'i ntonaLura di tulta !'orchestra. Stabiliti qncsLi accenni, Yengo a lrattare prima degli aggiunlivi fissi od eYenluali allo stipcndio, c dopo tratter6 dello stipendio propriamcnte dello . E perchc la mia esposizione non sia scompapagnata da un dato di fat to chc le sen'<t di norma, dico chc considcro In carriera del suballerno dell a durota di 16 anni, cinque come sol.totcnen le e undici come tenente. Prcndo appunt.o queslo pcriodo di ~1 6 anni per non lasciann i sopra (farc cla eolor-o che sotto scmp rc pronli a dire chc la carriera sLtua lterna c~ precaria, che le fal iche in giovenllt non si sentono, che le privazioni sono cancellate dagli enlusia$1Yli, che la crisi noanzinria e passeggera, che e bene impamrc in giovenLu quanto sin cara l'e5istcnza, che per tal modo ci si fa un patrimonio prezio:;o di csporicnza .... c tanto altre chiacchiere della specie, che tulle si infrangono come vetro urtando contro i volumi degli annuat·i mililari. Mi ricorclo benissimo chc J'iclcalc a cui voleva giungcre im dislin tissimo docente d' arl.c militare ali a scuola di guerra, qucll o si era cit e 1111 subalterno non dovc,;sc rimane1·e oltre gl i anni 12 ne! grado senza. giungere a passar cnp itano, eppurc sono Lrnscursi ~13 anni dall'espressione di quc l roto ad oggi ed abb iamo scmpre centina ia di subalterni che conlano Hl. n, ~18 anni di spalli ne c parecchi sono sulla strada dell'unno ·19°. E mi ricordo pure che in qucsti ullimi tempi un distinto scrittore militare, facendosi ragione dei tcmpi presenti, allaq;ava il roto dei 12 anni di suhalterno fino a com,pnlarli pet· H, includendo che un promosso a '18 anni soltoten ente, possa a 32 esser cap ilano . Ma Lui.Li quei calcoli sono sist.e matici, sono teorelici, si basano sul co lore roseo di orizzonli sempre lottlani. t miei c;alcol i per· contro sono empirici, e nelle opp licazioni prnLiche mi si pu6 ch ia-
AR!TMETICA~IF:I"TF: DISCUSSO
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marc orlodosso . In non vedo que:;Li gio1•anolti capitani a paEseggiarc alle•rramenlo le n'>stt·e piazze cl'armi : io vedo ogni an no vere turbe " i, doi 38 ai 00 anni, che portano ngli esami dipromozione di tencnt a cap i1ano i lot·o sedici, diciollo anni di spalli ue, i loro venl i, vcnticinquo ;11111 i di servi~,i o , i lo ro capclli grigi . le loro lcslc calve. Mi afl'retto tutta.via a soggiungcrc cho i calco\i che andro faccndo non stthirehhero allerazione alcuna, anche so si riclucessero lt ~1 0, a ·1'2, a H. i ,16 anni dame pres i per base, ma q ucs ~o pct·iodo da me predilctto dil. mezzo a chi leggc di seguire mano mano co llo sgua1·do quel soLtotenenle a cui il habbo fece il fcrvorino riferilo in principio, e cosi se lo redc cre:>cere, maturare, e quasi quasi dcclinare, e que,;ta vista, mi creda illcttorc, set·ve moltissimo per non pcrdorc alcuna. delle peregrine doleczze della musica giit citata.
1.1.
Di tulli i calcoli per fissure l'ammonlare di uno sLipendio, il piu crronco, si c qucllo basato sLtlla dura la di un mese; nulla cli 111<'110 esallo ~he il di1·e: la tale sommn hasla ver un mese, dunque 192 voiLc quella somma dei'C baslare per ·1!>2 mesi , cioc per IG anni . Ne clcd tlCO per conlro che l' unico ca lco lo per fissarc una, rruola mellsi lc si e rrucl lo di fcu· ln dcrivare cou un processo complctamcnt.o invot·so al primo, cioe: la tale summa, che per Hi ann i continui copre esattamenle ogni spcsa ordinaria, evcntuale, eccezionale, chc (>Ccon-<; e vuo occorrerc nella vita di un ufficiale suballcrno, se divisa in 192 parti, una di queste qevc assolutamcnle hastare per un me.se, nel quale forse non si riscontrerit quclla cot·rispeLiira frazione di spese evenLuali od eccezional i. Ccrcnndo che il paese abbia la massirna economia nolle spese t·icltiesLe per l' ufficialc subalLc1'11o, cotTO pericolo di senlirc mo l~i subaltern i n farmi apptt(lLO, percltc motto le spese al clisotlo delta ginsta misura. Ma lo dis$ i or ora che voglio giungcrc a.l mass imo Jimilo di ccoHomia, e flo n mi smuovcro dal prt>posito. Eppoi nessuno mi tenga il broncio se ~t r ingo il borsellino al conlribucn te:
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LO STIPC:l\"010 DEI SUBAI.TER~I
pensin? i subalter:ni c!JC .essi stessi, fm i contri buenti nolle spcse com.un l'. tengono '. prm1r posli, e pensino chc, sp(\ndendo poco, faccro l'mtcressc eh tnlti e quindi anchc il lom. Mi ~i dirit che it s~~allerno ~he prendo a tipo dcilc spcse 11on c un ~ubaiLemo possdJde-esra. 1\Ii si darit chc in hnsc a gueslo fatlo i mieicalcoli sono tulli crrati c chc la somma delle spese e coJJlpulata troppo inferiormen le al YeJ·o- e sia pure, cho a queslo scopo prcciso io miro. ?~est.~ c uno dei ~i.u.clemcntari artifiri delln difesa, c pCl· g-imlla ::i c 1l1JJU oncslo nrti fi CIO fra 1u111. Se qucsro snhniLrrno, miracolo di economia, non ::;i s1incola dal gineprnio ine::;tricahile delle Jlassivilit · · · · . . per forza maggiore non lo polra 'qualunque allro ehe sia nn snhnlterno di qnelli possibili, veri, Yivenli . Tal e arlilicio adunque c lutto ~l f;H ore di chi vuole sinr·erarsi completamente nella tesi c.he (lll' Lr:tl.to oclrl pure il solo <~ I qunle - per colnw di oquilitSI possa ric.orrere, senza logliere alia bonta dell'argomento nulla dolla sua chtarezza, semplicilit eel evidema. . Gli cconomisti inglcsi dicono « whalcver he ) our income spend l~ss >> ma sarebbe un'ironia dire ad un subaltrrno «per qnanlo sieno pu:cole le voslre ontrate, speucleie di meno >> perehc men lrc da un h.tlo mantenete piccolo le snc enlmle, dall'altro gl 'impedite di poler ,.,corrcre a CJ ua.ln11que mezzo che l'economin indica con:te cespite sicuro di guadagno. OltrN1icM, mi pare non si ponga la clovul.a nllcnzioue ad un altr·o fatl~, c.he entra per moltissimo nella misnm delle ricompense a~ un .' mpte~ato ~ s~ecialmente ad un ufficia~r, al fallo cioc cheques~ ~fiktale, •: commwu·e delln. sua entn:tla nell'impiego, sino al suo usw·nc, dedrca tullo se slesso, Lulla l'alliviliL e produ!livifit del suo lavoro a sol o e totale vantaggio del pubblico servizio. Ben c\ vero che in oggi un ufficiale polra condnrre a compimento un Javo1·o estl'aneo allc mili lari disci~! ine, potta a tempo libero esse re pitlore, scuttore, lelterato, meccanrco od altro e quindi potrit ricaYare un altr·o utile dalle sne faliche e dalla sua intelligenza, ma ammertendo cio. non traLLI(ttl10 che la ques tione di pe1·sone, non q11 clla di Lutla una dasse. ~d ogni alll'O Iibe.ro cil!a~ino e possibilc u~ maggior frulto pl·oporZJO.I~alo al~a magg1or pm·s1mouia nello ~J1euclcre, nJia maggior prod.uziOne eh la' oro, alia maggior applicazione. La stabilita delle rcSidcnzc nccresce l'amore alia casa, la quale di giol'llo in giomo ri-
A RIT~IJ!:TIC.\M£:~TE DISCUSSO
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senle il bene(icio delle domestiche cure; un domicilio stabile vincolu legami di cono::;cenzc,di amici, di parcntele, maggior credi!o di commercia, e piu di tutlo genera que! bcnesscre mo rale che cntra in lnnta. parte a lasciar la rnente libera nell'escrcizio delle sue varie applicazioni, che sono queUe che teudono ai migliora.menLo c.omplessivo dell'esistenza. Dicesi << il moto e vita » ma il cambio contimto di guarnigione, di di;;taccamenti , di scrvizi molteplici e Sl'arinLi none il moto che dil. vita, cite anzi non solo c improficuo, ma linanziarinmente ed economicamenle dannoso, come quello che alter;ll'equ ili brio delle vostre abitudini, e vi gella di botto in altro terrono sconosciuto, in altra casa con ambienli freddi, in altre relazioni passeggerc, in nuo vo abitudini, in clistrazioni non volute e noH cercale, in ispese neppure sognate, in bisogni non prima sentiti . Se l'economia in una famiglia c vera fonte di guadagno, sappias i che l'economia non si puo esercitarc nt~ in blocco, nt~ metafisicnmente; 'essa c il r·isuflato conLinuo, quotidiano, inaltomto, maleriale, dell' applicazione ftssa di cerle regole cbe ltanno attincnza a tulli i bisogni della vita. non solo, ma che tr·o, ano la massima risultante di utili tit in ragione invenm degli urti che la fami glia t'iceve, Lli qnalonque natura essi siano. Alia carczza delle pigioni si snpplisce coll'allontanarsi dai ccntri popolosi, col sa lire tlal secondo al lerzo piano, o dal quarto in soffil.ta, e chi puo riparare in t\11 modo ,t quesla spcsa maggiore, e non ripar·a. manca evidenlemenle ad un prccello di cconom ia domestica : non pero vi rnanca un uOiciale cbe pm· ntgioni incli:;cutibil i di decoro non puo r·idur:;i ad abitare sui tetti. Forse che ri sarit taluno poco o punlo intendente delle c.osc noslre, a cui possa parer slrana in noi la rilnllanza di salir tanli gradini per entrare fra le parelj domc<:tiche, menLre vi furon tanle paLrie illustrazioni che non eb bero pet· Junghi e 1nnghi anni di quegli scrupoli? Koi non possiamo sta.r di casa in cima a tutti perchc non possiamo - perche non vogliamo potere -- pcrche ce lo p1·oibiamo n vicenda - perche cosi importano le tradizioni - l'abito nostro- la nostra posizione di comaudo - l'aulorilil. del gradino sociale che occupi::tmo - if prestigio nostro che vo~Iiamo manlenerc immacolato all'altczza che sempre man ten ne e che gli e dovuto. ~ questa clunquc una;quesl.ione di fa!Lo anne:;sa all' impiego : c cosl, . e non puo es:>ere altrimenti di cosi .
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LO ST IPENO IO DEI SUBALTEHNI
Un altro grosso cespite di guadagno consi:;Le nell' economia del ves Lir~. epperci6 vedia.mo persone hen pensanti, civili, nnche non
ristretLe a mezzi di spendere, aver la ma;;sima cura per mantenero p1~esentabile ~m abito ch iamato all'onore di essere porLato in pub-
bhco pa;seggtO una o due rolte in sellimana, e poi adoperare allri indumenti cho sotto il lun~o e dili~ente laYorio della spazzola mostrano la corda della stofTa. e consumati da\l'uso luccicano da tulle le parti. E vediamo calzature artisticamcnte rattoppate, mantelli o soprabiti che hanno perduto il giuslo criterio dellestagioni . La cura all<} propria guardaroba risale sino al risparmiare una passeggiala quando soflia il 'onto, quando ruinaccia un acquazzone, quando le ~trauc sono imacchcmte: sino al punto cli passare qrlftl che tempo m campagna per dar !'ultimo lracollo a vestiti cbe ilanno loltato vent'anni a favoro doll'economia. Non vi successe mai di vedere a porte chiuse eel in ten uta perfettamenlecla lavoro, un pittore, un medico, unavvocato, un ingegnere, c~1e abhiano nna dozzinn. o piu di mill e li re di rcddito, e che pensmo ad aumenlal'!o coll'esercizio di vestire purchessia? A me suecesse qun.lche voila di erHrare per quelle porte col grimalclcllo dell'amicizia - mi ~i passi la frase - e fra due colpi di pennello, o fra Pulfendorf e Ginstiniano vidi e ciabbate e ca lzoni e giubbe e berrette che mai non vidi poria re a nessun ufflciale per quanLo economo, regolalo , calrolalore. ~ on pm·lo di rattoppature in genere. E per noi un dalo di fat to che di ralloppalure non se ne pu6 nenuneno parlare. 11 mollo « bandiera 'ecchia onor di capilano » non possiamo applicarh) alia nostra guardaroba. Queste co:;e e bene che si sappiano: non sono pellegolezzi questi, sono (luattrini e di molti . Se domani capita fra ufficiali un camerala in aroesi mol to acloperati, il motto, la satirn e poi man mano nn amichevole awertimento lo consiglia. - leggi co~ tringe - ad adoperare quegli inclumenl i per fa vorire filantropir amon Le I'orfanotrofio pi it Yicino . E questo, in moneta so nan Le, eqn i vr~lo alia spesa di un centinaio o pit't di lire, che in altrc condizioni di impiego o di canierasarebbcro ui'cite di tasca solo forse cinque nnni piu ta rdi. Ne si creda che i campi d'istruzione - le grandi 11lflllOV I'C -- le piazze d'armi servano allo smaltimcnto di oggetti dcterior·ati pel lungo uso : e questa una credenza erronea., come aiL1·c cento ch<1 a noi si riferiscono in questo ordine
ARITMETICAM ENTE OISCOSSO
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di w;c. Gli acquazzoni, il sole ardente, la polvere chc luLlo invade e rovina, la melma, le sabbie, i greLi dei flumi, le roccedei monti, le manaccc sucide degli attendenti cho ci puliscono gli st ivali prima ed il collello di velluto dopn - generahncnte pa rlando - operano la loro distruzione su roba sempre alia ad essere indossala pubblicamente in cilia. Tulle le argomentazion i contrarie sono non solo teoriche ma pretlamente sofistichc. . Da ci6 il corollario che lo stipendio de\ o loner conlo anche di qucsto lusso in abiti che ci r iene imposto dalle condizioni inerenti alia carriera dell'ufficiale. E cbe polrei dire circa al viLlo, per le derrate tanto cresci ute di pr·czzo in questi ulli mi anni' che gi:t non sin. stalo maeslrevo lmente tmLialo ii1 questo stesso periodico? La vita, ermnteco:>tringe l' ufflcialc a vivc,·c con linn.amenle all'alIJergo - non alia bcttola: em entre da un lato c011 6G lire mensili ci si procnra carne di vacca, minestre sbiacliLe, unti di slmtto - rifritl i slant.i i - formaggio di scarLo - friJILenccrho-vino cli lauro ceraso mesco lato con gesso, con rame, CO il anel iun e co n mandorle amare, le quali cose tulle gcnceano hili ; gaslri cismi, cleperim en ti, d'altro Jato ~ i spendono 75 od 80 lire per un cibo sano e per una mensa che non cessa di esserfmgale; ma con 80 Iire di pura cucina, in quellc buone famiglie che :;anno epossono esercitare l'economia, vivono. in tl·e, babbo, mamma e bimho . Questo );arobbe il meno male, ma la vila dell'al beI';50 in fin d i mese costa di piu ; un ufficiale nuoYo promosso che arrivi, un Yecchio camcrala che se ne nda, un conoscente di passaggio, una discussionc che si incalori, porlano al tolale un aumento cli"uno o (htc pranzi, di Ire o quattro fi aschi allegrarneuLe vuolali : le ottanta lire diventano nol':mla, cenlo. Chi fara appunlo al scialacqnatore, allo sregolato 't tie~suno ~p ero ; percltc none l'urticiale chcstaall'alhergo di sua libom elezione, e il paese che ye lo cost.ringe aforza, non lascianclogli roqui o peniYere in. grernbo :tlht sua farnigl ia: iI tra.Ltore c l'appencl it:e logic<Le necessaria del le moltepllci secli, degli svnrinti ~CI"I' i 7.i , dei co ntinui viaggi, dell'cssere solo, isolalo. Colle 80 li re troy-o nu umbientc Liepido, un cuoco pulito e puntuale, nn cameri erc che mi sor·ve, uua mensa .che rni sost.iene e gli amici che mi 1·icordano cite faccio io pure parte
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ARIT)IETICA~IJ-:NTI·: DISCUSSO
LO ST IPENDIO OF.! SUBALTER:-<1
del consorzio umano, e fuggo la camera di affilto col camino che ruma, col pa>imE>nto a sghimhescio, coi pellegolezzi della padroua col l'opprimcnle peso cleltrovarmi $Oio . Ad ogni maniera una mensa dove conlenerc ch imicamente di che ripararc il deperimenlo fisico gio!'nal icro causalo da ratichc continue, gravi e spesso appenu sopportabili dn. chi fa puntello piu su ll 'mno1· proprio ch e su llc prop1•ie gnmhe. Giunge qu i opportund il cli1·e brevemenlc delle mcnsc ntl cco..: nomia; drll'associazione vestiario, del le indennita di alloggio, nvrndomenc fatto cenno in pt·incipio quel signore, a tilolo di allrellanli vantaggi da sommarsi collo stipendio. Quesli Hntaggi hisogna concretizzarli, metterli in lire c centesimi, se no non pott·ei computarli nella somma delle entrate. L'economia di portare una giuhba riroltata, un paio tli calzoni co i c:nxal li all'inforcatura. o collc tr·ombu in fondo, e la pitt mttlc inLcsa. delle economie; si spendo no 3;j lit·c per r ipat·<u·e um giuhba cite dopo 20 giorni arriccia il polo come un ga.tto che si di fcncle, c ·1i) lire nci ealzoni che Losto dopo vi studiale in tulli i mod i di celare alla luca Jcl giorno . ~on c con un voltafaccia. di giubba., o coll'unica ralloppatura tollerata ai ralzoni che l'ufficiale puo esercilare l'economia. Sono sforzi inani contro le esigcnze di un impiego chc t·ichicdc dieci volte tutti i giorni di es:;erc inappuntabilmente prcseutabili ad altru i nel piLL cotTCllo \CSLire; sono rintonaci a mura d re van rifatt.e a te mpo Osso,· ancltc se sono :wcor solicle, dunquc quei 1·inlona.ci sono speecati. CirC(l appunto al vestiario \'ado ollrc ncl dire cose vcl'issime e .... . coslose . Non parlo dei figurini mi litm·i t;he in questi ultimi anni clecor:;i si allcrnarono con tanta frequenza, ma pm·lo per qnelli futuri, che nes:>uno cprofeta per poterli e:>dudere, e perdu·c della loro influenza snl l'cconomia finanziaria di clti li do' rit seguire. Cambiando modello di ginbhe, berrclti, calzoni, mautelli, eappolli ecc. si ebbo sempre un lasso di tempo utile per consumare gli oggetti di ve;:;tiario clcl ce~sn t.o :modello; e questo tempo Osso indic:wa il limil c m a s~ i mo al quale dovevn. gi nngerc J'app lica7.ionc dell' cconom in. alia Jll'O!Jria. guan larol•a: eosi, vole1·c o vo la.rc, aI la ;;cadenza clill periodo t.ollcrant.e la. monto m cessala, qucst.:l monturn lnrona o cauiva doYette buWlrsi
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tra fcrrarccch i. :\la chi atlendc,·a qucllimite massimo di tempo per bullanela? L'uno per ccnto dcgli urtkiali . 31a si dira chc tulli d~ ve,1mo, se crano economi, fat c ad imilat.iome di quell' uno, cd to invecc opino cite quell'uno do rem fare a modo degli allri . no:'~tn1:~ novc. 11 cambio dei figurini milita1·i co:;Litui:>ce la moda pc1nulttnr·t; ~ 0 il pnese in lt oduce la moda 11el mio vcsLire, c quest a va1·ia, io so~10 ncll'obbli"o cli scauirla.; in pubhli t;o ncssuno pensa acl npprofonlll re l'l V • I. la qui:;Lionccoll e doYutc iuformazion i e :>i calcolerache m1 ll1UtlC11 no duecenlo lire per Yestirmi a nnovo. Il mio ;.Opt·abiLo fra.le mnntrlline. i mic calioni a filello 11ero fra tjuclli a lisLe scarlauc dei miei compagni :;toueranno, e sa la intonutura. c utile iu tutto, ncl militare c ner:e%<lria . In que:>t'epor:1 di fcrmo corLc, il comando di un ufficialc \Cst ito coll'ultimo figurino ha piu potenza sulla tritppa che non nr abhia il comando cli ch i ricordn. cul i'abito cite indossa tempi chc piit non sono . Non si tiri in campo che J'au Lorita del comanclo deriv:i clal sapero di chi comu nda, clnl sno valore personale, clal suo aspello marziale: i solclat.i smw nrl l<t gr·an parte ahitua.l i cla bot·ahcsi a. rilonere che il meglio vest il.o sia non solo il piu ricco, ma ~nello chc com<tnda di piit, chc sa di piu: infine che v:tlcdi 11i u. L'ariltncLica insegna che in una somma le poste dehbono e%cre omogec. per avere un lotalcomogeo. cioe cite e~prima. qnalchc cosa . Cosi eambiamo le frasi fattc in numeri c poi lireremo il lotalc. In q·uanlo alle mcnse ad economi<1. fra nfftciali, trattandosi qui di attcstazionc di fntti e non cli· apprczzamenlo in merito, basLerebhe dire clJ e esse cost.it.uiscono una piccola cccczionc. Se ne possono trovarc in qun.lchc distttccamento, in qunlche paesc che non ofTt·a.una trattoria dec.cnte, eel anchc, se si cerea hone, in qualche grossa guarnigionc; ma souo, come slal,ilitit, di ca rattere affatto tru.nsitorio, e come ceonomia, di un valor·c molto discutibile. 1ntetTocrate un ufficialc dopo 2:.> anni di spalline, e vi dirit in proposito ~lte nel 56 fu per dnc mcsi alia mensa, chc vi fu Ire mesi nel 1863, c per nllri 27 giorni nrl 'i3 c per allri 15 giom i noli' 81; in lolnle poro piu cli () me,;i. l~ inut ile e lcdioso indagaruc il pen;lu1. Qu eslo perche c sempre l'ngnn lc «si e I' instabil iLi.t del le dimorc, nemic<t n.ceni ma dell 'ec:onomiu. ». Ouanle mense non vidi scioglic1·si in causR cli quel percht'l l E nl lora 7 Allora si vic:1e ul pi it hull'o cd at piu costoso dei dividendi :
A RIT~I ETI C:\ ~1 ENTE DJSCUSSO
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LO STIPE:-1010 DEl SUBALTE R:'\f
tovaglic, lovailioli. a:sciugamaui, hicchicri, porcellane, lamptlde e <~Cnlo altri arnesi vcnJono r·iparlili fra gli nrficiali chc so~Lennero le spcs_e d_i ~omp era; p~ i si pa de - la famigliol:t si sc~iogl ic per prou_1ozro111 , pet· passagg1, per <1ggregazioni, per liccnze, per n~petla ltve, ecc . ecc.- c laryuolaavulau ellam rn::acessata,uo'cfi 11 isce·? La biancheria in ma no all'allendcnle che se ne ::erve perspoh·erare i mobili, od in qnella dclla Janmdaia che ripor·tando il bucalo, finge man mano di averla smarr·ita, cerla chc l' urrlciale non gl icla fa rit p~ gare, non aunell.cndo molta impOI'la nza alia perdita di co:;e che non gl i servouo chc poco o punlo . E in qnanlo alle sloviglie ·? Ma per queste oll.ime la far.cenrla e chia1·a : so no fragili e :;ono pe:-;anli, due allribut i nem ici dei !J·asporli nelle cas:;e e nei bauli - e :;i regalano alia prima huona massaia rho :-: i incontra. E l'cconumia? Se r~ell'irnpianlo di c~natu·o mense, ogni urric iale spende in completo 60 lrre, p.o tendo a cl11· moHo, ma molto, l'ruire di quellc rn ense, per ~ uc nnn r.. ~ulto sommato - posto chc eco nomizz i sull' nlbcrgo •10 lrre mcnslir , dedoiUt la spesa del le GO, ~ i lrovcrft con un avnnzo di 160 lire in 23 anni di economia sul Yillo . Bella ri:;or;;n. in verol Non mi cut·o poi di veder·e ;;e questo risullalo ha ht conferma dclla Leoria ; qnesto c un ri·;nltalo pratico, sperimentale, aiTermalo col rnNodo dell'a posteriori . L'asso cir~zion e vc:;Liario pa l'l'e, al ~Lto na.scere, una. vAra prOI'Videnza. Colla lenuelassndi ,'J.ii cenlcsimi nl mesc, il subai Lcrno divenne socio, e si Lrol'6 ape1·to tm crerlito di 300 lire, ~omma rilcnula str·cttemente necessaria a coprire annual men le le maggiori spc:>e fra restiario hianchcrie ecc . Le stoiTr, i panni, le teleriesi sarehhrro compcrate in blocco c IJuincli a minor costo: l'importo ;;i sarebbe pa,ato sub ilo e quinll i le lill.turo di sarti, calzo lai e neuozianti vari av~ch" hero subila. una notevo le fl iminuzionc pel pag<1mento a pronti con- · Lanti. Ma qucsti prolcgomeni e qnesti compul i erano molto trorici, o per lo mono divcnncro poco dopo ui diflicile alluazionc pnll ica, e dopo un altro po' di tempo rmpo:;sll>tle an·a!lo. Per mancanza di fondi laluni corpi ridu~,;ero i limiti delle so mme dapprima slahilile a disposizione degli urltciali; quel1<1. dei snbalterni venne portnta omcopal.icamenl.e rt dugcncinrtuanta, a dugcnto, a ecncinquan la, a ccn~ovcnli lire e mcn Lrq 1'associazione vcsti ario frt basata su l.rc dat i: la. ~assa dei ~.i) cente,;irni - il bisogno di pronedere al consumo di
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abiti dcll'ufficiale - e le 300 lire per foodo di massa, Yediamo <'he le 300 lire che erano h ,·era base di quesla piccola speculazione ,!Jancaria si ridnssero a metit, rcrmi rest.andt) i '~:>cente.3imi di Lassa, fermi rcstatHlo i bisogni di provvedcre al vcsliario. Era chiaro che dovesse 11ascerc lo ~quilibri o, eile la benc(ir.a isLil.uzione abortisse complclalllcnl.e, e come aborlo lrascino seco nnn piecola spesa, che mi si pennellera di mellcrc in conlo. 'Iancando i capitali piit ne~snno si occnpo dclla compera rli grandi partite di stofie: if compmlore qnindi alt'ingrosso non ehbe piu mezzo di atlua1·e pro(icuc speculazioni. l)'a ltro Jato l' ufficiale acquirenle at mimMo, si trovo a JlOJl aver surfi cient.e crediLo sn lla cassa dcll'associnzione, e IIOil pole comperm·e, per la qnal causa ricorse alia compera ordinaria, al cr·ed ito anlico. Ed ora a qual punto ne :;iamo? Soppre:-;:;o il 'antaggio economico delle compere gros~c, soppres;;o il Yantaggio delle riduzioni percentuali sulle note de: negozi:urti, i quali debhono aLLendcre, per esse re pagati che l'uffkictle abbia. sui crcdito - cos·i minghcrlino - quellc poche decine di lire chc loro spellano, il COltW!l.t<ttore, cioc I 'n ffi cinlc, ab bisognn.ndo di hianeheria, calzalura, passamanlerie, guanli ecc. riapre allre partite di credito che nulla hanno rhe vedere coll'associazione in discor,;o, per la quale l'associato subalterno sperule annualmente lire cinqu0 e centesimi qnaranla. Epp ure lo sp iritodi soliclarietit in l.uLLo, fa si c.he pressochetul.li gli ufficial i SO il O associati pel vcstiario anche scnza ri lrarne nlcun giovamento. lo propenclo pen) n credere chc della associazione atlraversi una crisi, e spero chc fra por·o lasupercn\ felicement.e. Uscirei dal tema imposlomi se enll·assi in considerazioni su questo proposilo, ma non posso fare a mono di dire in qual maniera io speri che l'associnzione abb ia a prosperare rigogliosamcn te. Si esca dallc mezze mi:;ure: ogo i ufficiale in l'crio1·e pagh i 3 lire mensili di Lassa, e 5 lire ogni ufficiale superiorc: si rimetlatempora.ncamenteil credito come l'eune fi;;sato in wincipio; si capilnlizzino queste quoLo per ta-;sa di associazione, e man mano si venga a co:;tiluire un fondo reggimcnlale tanto fo rte chc ogui nfficiale appena promosso sottoLenente possa avere 600 lire di sua. doLe, lequali serviranno a vesLil'l o, all e pi u grosse spcsc, e chc dopo 20 ann i di servizio abbia dirilto, cessamlo dal medesimo, a ritirare da lla cassa associazione
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LO STIPENLHO Dt-:1 SUBAI.TER:-H
vr=-liario il rcsiduo di qnellcprimcGOO lire. Con questo capita le rifiori::;eono lutti i Yantaggi di un' a.:;sociazionr economica. e l'ufficialc puo allcndere tranqu illamentc, usccndo di serrizio, che la Cortc dei Conti abbia impiegato anchc sei mcsi a liquidargli la pensione. Le poc l1c lire che evcnt.nahnl'nt.c vcngono aggiunte mens il mcnt.e allo stirendio a tiLolu di indennit.it cli alloggio, per la guarnigione passala ne li e principal issimo cilltt del regno , non httnno per l'ufficialo nc:-sun valore eiTeUi\'O . Culomchcdanno camcre apigiono conoscono bcn issimo che csistc queslo qtbi(tdi inclennitit per gli ufticinli e sc:rnpolosamente ne fanno la :;omma colic pigion i ordinaric, e chi paga puo cssere con lento ([IUlndo ric;;ce a Lrov;we una camera che non gli Im i ancor di tasca quale he ultra lira, col prole;; to di esse re in un gmn centro popoloso. - \d ogni modo per quanto l'ufficialc non ne tragga pr·ofitto, l'indennitit di allo,mio im1lelliscc che in daLe cin;o~lanzc ri5enta il danno di pigio ni troppo costose, !Ha quosta giusta misu ra fa uascot·o la !lornandn, del come ma i gli .inclcnizzi si limitino sollant.o al lc pigioni. La carezzadei vivcri o di oglli altra mcrca.nzia in genero none mono sentila del (ilto di easa in !Iucllc grandi citta ; c lo ;:;lipondio, cltc e semp1·~ ugualc, do\'O comprcndcrc in se stesso ogni altrn maggior spesa. E questo a!lunquc o non e uno sbilancio imposto all'ufficiale per le sole esigem:e dell a sua carriera? Si potridorse dire chc quo~ to rnaggior agg1·a vio c imposto a tutti coloro d10 abitano Napoli, Roma, Milano, Torino . Firenze? ~lai piLL Il commrrci ante, J'indus1 t·ialc, l'artista, Lrontno in qtlcllc local ilit un gundagno maggiore, che per lo meno st.ara in proporzionc col ic maggiori. spese . Se non esis tcss~ per essi il tornacont.o [ra la spesa eel il guadagno, se vi fosse squili brio fra quell'utile, parte impiegnto a vi,·erc c parte economizzato, c le spcsc maggiori derivanti dnlluogo scelto per domicilio, quello squilibrio S]_}ingerebbe 1' abitante delle capitali a mu tar aria, cd a cen:are altrove una giusta misura pci prop!'i interc:;si - quei grossi centri invccc di crescere in popolaziono sccmerebbero per l'emigrnzione, si no al pun to di rimcttere in cquilihrio cconomico coloro che vi fos:)ero t·imasti . Un operaio che a Mi lano campa lo. vita colla rcLt·ibnzioncgiornaliemcli lir·equaltt·o, a Londra lo si ·r·etriiJui rtt con lire oLLo, ma le q uat.lro lire in pi1i non rapprcsrnlcran no on ut.ileeconomico pet· la sna
ARIT.\U::TlCAMEXTE ll!SCGSSO
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bor:;a, sib bene un maggior morimcnto cli numer·:trio snl mcrcalo, dal quale l'operaio non ne tratTil chc il distnrbo di clover fare lequnllro opernzioni dcll'aritmetica su quantitit piu gr-ossc. Questa c nna n•riliL da tulli conosciuta ed indiscussa, qucsta. c una nomm elcmcntare rho rcgola e fissa i compensi, ma <ruesta norma elemcuta t·c non ha nlwna applicazionc per· qunnto corwernc lamisura dcgli stipendi ngli impicgali govcmu t.ivi cd agli nfficiali spccinlmcnte. - f?inalmcnte per quanto rigunrda la riduzione di 3/ 4 snl prczzo del biglielto personalc pei viaggi in ferrovin, sar'€bbo assurdo il volcr sostonere che esso non rostituisca un for le Yanlaifgio nll'umciale, ma sarebbe al tret tanto nsstu·do chc qnesto -ran Laggio si volcsse p01·tare in campo come un anmcnto di stipcndio, perchc appunto costiluisce alrufficiale una dirnimnzionr di spesa. I! libretto personate scrre pei viaggi per servizio isolalo, c pci viaggi priratl: in quanto ai ,·iaggi per serTizio l'ufnciale viagl!iagratuitamcntc. n0 vi Ita luogo n discussionc snl modo col quale l' amm inistr-aziono fo l'rol•ia.ria aggiusta le proprio ptn:tite colle auLorilit govcrnatirc; non ri mangono aclunque che i viag-gi pri' ati che sono gli unici c soli pei qunli illibrello port i un henefi(;io cconom ico a chi lo possietlc. Se Tizio nei suoi viaggi privnti spende wlc L . I 00 in un an no, scnza I ibrello ne donebbe spendcre .f.OO: ccco adnnque pm· lui un'cronomin di 300 lire, il che ntl quanto dire che il suo stipcndio di 2000 lir·e, alia stregua di coloro che pagano l'intiero bigliNto personalc, ha lo stesso -ralore come so fosse di 2300 lire. Ma qucslo si ch iama rngionare o vaneggiarc'! Se la. mia forluna pr ivata mi pcrmcue fl'a piccole licenze, licenzc ordi naric, straorclinarie, prrmcssi di 21·, dl 48 ore, aggiunlc e prolungamonti di assense, scampagnalc ccc . ecc., di butlar·e mille li re in Yiaggi io un anno, el~Co chc il mio stipcndio dallc due sale alle cinqucm ila lire! .E so non viaggio l'imane di duomila lire. Da. quesLc proposizioni ne dcduco che il mio stipcndio ctanto piugr·osso quanlo piu riaggio, deduzione completamcnte assurda. I! libretto dunquc pet· chi non viaggia privatamentc vale come zero, e quindi non ha ne~sun valore ncl compulo di quei vantaggi falli atrufficiale che cntrano come misuralori degli stipendi . Chc so prcndiamo poi la cosa meno cavillosarncntc, dit·emo che per la massa degli ufflciali i nove declmi tloi viaggi privati sono esLranoi all e gilc di piacere, e sono eausati da
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LO STIPENOIO DEl SUBAL TER:-11
urgenti e svariati bisogni di fam iglia. e clle non si faroh beeo se chi viaggia eel ha casa in Catanzaro non fos:sc di guarnigi one ad Udine, ed a ch i muore il padre a Palcl'lno non succedesse di trovarsi sulle rive della Dora Baltca . Eppcrcio a rigor di termini illibretLo ferroviario c una giusta indennitit che rip8ra in parte allc gravi spese di viaggio che deve sostenere l'ufficiale, appunto in causa della rarrierache pe1·corrc. Bisogna poi non csscrsi mai mossi dal grembo della mamma, per non sapere che viaggiando, la spesa pel Liglietto personale non (~ che una delle Lanti occorrenli, e che sari.t for'luna se clcssa riuscira la principale. Le prrsone regolate, cconomiche, praliche, se debbono spe11dere cinquanta lire in puro Lrasporto, ne rnellono preventivuru cnte in uscita. altrc cimpwnta, c da persone oconomiche c praLiclte si ritengono fortunate se le loro prO\ isioni non soffrono altri aumcnti prima di giungere dove rogliono arrivare. Sarebbe tedioso ci lare esempi sll tale mat eria, del rc:;to universalm ente conosciuta, ma(~ qtwlche cos a pit1 di l.cdioso iI clover far fronlc per tren L'anni a quesle spese, che sono ineluttahilmenle necessarie e gmvose, coll o sole ri:>01·se dello stipendio. - Scnto sussurarmi all'orecchio che per tali spcsc vi e una gr·atiflcazlonc col litolo di indennilit di via, ed e vcro; mn da Firenzo a Torino , n quanto ammonta? Non ccssa assorbita complctamente a Bologna per un brodo, un bicchier di vino cd una frutta t Non vi basate sullo slipendio per sopperirc agl i assorbimenti sueccssiyi, etl a tuLLe le spcse e spesucce che vi seguono, vi accompagnuno, vi precedono, vi assallano, vi sorprenclono, vi tra.discono? In questo scrillo mi tengo pe1' quanto posso sul!e generali per· brevila e per castigatet:m, ne pa.rlo del Lrasporto insufficiento nl quale ordinnriamcntc ::;i ha dirillo viaggiando : infatli sono concessi soltanto trenta chilogrammi di hagaglio- c di1·e che ne pesa piu di tre il so lo vocubolario di Fanfani e Rigul ini!
ARIT~IETICA:IIE?><TE
OISCCSSO
Ill. Spero di U\CI' chiaramente dimostralo che fo slipendio non ha alcuna aggiunta, in nessuna delle posizioni nelfe c1uali si puo lrovar l' ufficiale, che serva ad accrescerlo ; c cli aver fatto toccar con mano che tulle le varie indennit~L, g1'at.ificazioni, soprassoldi, non costituiscono che un passaggio di numerario, il quale non concorre ncppure per un soldo a coprire le spese ordin arie; traggo cla cio la logica risultante che il computo delle entrato poggia unicamente sullo stipenclio propriamente delto . Ammettiamo come dato di fallo che in ·16 anni di carriera snbalterna, se ne passino cinque come sotto Lonente, sei da tenente senza sessennio e cinqne da tenente con un sessennio: avvertendo per la seconda eel ullima volta che i risultati di questi calcoli non sofi'rono apprezt:abili varianti coll'allerarsi cli queslo periodo cli anni ne col variare del te,npo passato nci due grndi differenti. Sottotenente, a ·1800 lire per 5 anni - imporlo coruplessivo clello stipendio L. Tenente, a 2000 lire per 6 anni - importo complessivo clella stipendio » Tenenle con un sessennio a2,1.20 lire per iJ anni » - importo complessivo dello stipendio Subalterno durante ·16 anni - importo c.olllplessivo clello stipendio Totale L.
9,000 12, 000 .
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·10,600
Sentiamo ora l'enunciato del gran problema: Trentunmila seicento li 1'e bastano per coprire durante 4G anni tutte le spese ordinarie - eventuali - eccezional i, e di caraltere assolutamente indispensabi le nell' odierna societa, ad un ufficiale subalterno? Problema che si risolve facenclo un addizione ed una soltrazione. gyoco per ispiratl'ici e consigliere la parsimonia, l'economia , y ANNO X,_YJI, VOL. I .
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LO ST LPENOIO OE I SU BALTERN !
L. 35, Keppy con treecia e fodem YJ 2 ·1, Berrelti con fodera t2J )) 40, Spalline con frangia. Y> ·12, Dragona d'oro . )) Dmgona cli cuojo •I' )) :12, Pendagli cli argento )) 7, Pendagli di cuojo Cintura di cuojo » 3, Sciabola >> 25 , Sciarpadiseladi i"quali ta(cliparala). I> 20, Sciarpa id . di 4" qnalita(di servizi ordin.))) 8, Bor;;a a zaino » '15, 'fo tale L. 204, 1
50 00 00 00 20 00 00 00 00 00 00 00 70
.,
1\echiamoci dal calzola.io:
Totale
L. •I /0,00 )) 70,00 )) 95,00 1 >> 1>1 0,00 445,00
l
25 ,00
» 15,00 1
Comperiamo dall'editore Voghera la piccola biblioteca militare <eomprendenti le leggi eel i regolamer1ti di manovra e rli servizio. Come da calalogo , importo complessivo L . 30,00; e siconie questi 'Jibri dovranno viaggiat·e almeno per 25 anni continui, compuLiamo la legaturadi quella trentina di volumetliinL. 20 in totale L. 50,00 . Finalmente comperiarno la cassettina di noce (di o1;dina.nza) la -quale cosl<.t L 15, 00 . E facendo h somma complessiva di queste -'>pese cli primo correclo, abbiamo L. 919,7 0. - Le 3·1,600 lire sono lassate per ricchezza mobile del 6,GO %:' Rilenui.R to tale 2085.60 . LR tassR e sopralassa c imponibile del2 "/o su di una somma non superiore alle lire 2000, come stipendio e del 3 °/o sulle '120 lire del ·sessennio, al di la appun Lo delle lire 2000 e quinc~ r isultR la ritenut.a complessiva. di L. 638,00 . Queste imposte dirette ammontano :in totale a'L. 2123,60. Si tmtta ora di fare il computo di quanto spende in vestiario e >Calzatura l'ufficiale durante il periodo di 16 anni; spingo in cio l' e·conomia sino al pun to che tutti i subalterni gridino con tro le mie •esagerazioni: io li la:-cio dire che io sono in errore, che iJ1 tal modo -e inutile anchre in cerea della veri la, che ·per mia colpa essi passennno per Lanli Cresi, mentre non lo sono affatto, ed io impcrt.urba'bilmente dico che un keppy puo durare 6 anni, eppercio messo l'imJ10rLo di 2 ::tltri keppy in lire . 74 ,00 Berretti N. 23 (uno ogni 8 mesi} importo .lire .. 2,i.>J ,50 Frange di spallina N. 7 paia; (un paio ogni biennio, a lire '12 il paio} , L. 84-, 00 Dragone d'oro N. 3 id. (una ogni 4 anni) . >> .36,00 'Dragone di cuoio N. 7 id. (una ogni biennio) >> 8 ,40 Pendagli d'argento N. 3 id. (1m paio ogni 4 anni). » 36,00 Pendagli di cuoio N. 5 id. (un pa.io ogn i tre ann i) » 35,00 Gntura di cuoio N. 3 (una ogni 4 anni) . » ~ , 00 Sciarpadi seta.di ·1a quali tit (una ogni ·10 anni) >f 20,00 A 1'ipo1·ta1·si >> 540 ,90 1
id.
id. id.
~J utiamo ne.gozio, pel rifornimenlo della biancheria da dosso e calcoliamone aL . 150,00 l'ammontare, non gia ·di una clotazione ~ompleta, ma del poco rich iesto per non ingombrare i bauli. 1
Due paia guanti da manovra L. 5,00 Due paia· guanti piu fl ni » 7,00 (pede visite di dovere) Due cravatte piccole di seta >> 3, 00 Totale L. ·15,00
L.
Totale L. J,.O,Oo'
Di media qun li lil.
.Passiamo dal guanta io:
..
Due paia sLivaletti . Un paia scarpe per le marcie
Pass iamo dal sarto: Giubbe (2) Panlaloni (2) Cappotto . Mantellina
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ARITMETI CAMENTE DJSCUSSO
la prat.ica, lre d1·e nell'Olimpo dell~L ricchezza.,e mi accingo a questa soluzione comicianclo dalla somma, che cerchero cli rendere il rn(mo tediosa che pot.l'o, nella lusinga di condurre passo passo ill etto re al totale: SE\ vi giungesse in un salto non si convincerebbe e sa.rebbe peggio per entrambi - e rilorno al giovanotto che gia sta provvedendosi gli oggetti del suo prirno correclo, ai prezzi correnti, ed in quanto a st.o[e, acwntentandosi di servirsi di quelle di media quali tit. ·
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Al~ITMETICAMF.N TE
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LO STJPENDIO DEl SUBALTER :\1
llipo1:to L. 0~·0, !I(). Sciarpad iseta cli .i-" qua li t~L N .'~· (una ogni fr. anni) » 2/r-,00 Borsa azaino N. ·I (ullaogni Hl anui). » ·lo,OO· Giubbe di panno K. ·I:) (una all'anuo) . . » 1.275,00 I'antaloni di panno I\. 23 (un paio 8 mcsi) » 800,00 Cappotto N. 2 (tmo ogni 7 anni) » ~190 , 00. Manlellina N. ·I (una. ogo i 10 anni) » 11 0,00 Guanti :."{ . ·192 paia (nn paio ogni me:;c, al coslo mcdio di lire ·3,00} » 480,00 Calzatnra, in ragio11e di L. 4-0 annue » 640,00 Aumento di una lira per ciascuno dei .J7 berretti da tenente (pel galloned'argenlo in piu) . » ~1 7,00 Aumento di unalim per ciascuno dei2keppy da Lcnente (pet gall one cl' argento in piu) » 2, 00 Aumento cii una lira per ciascuna delle ''' giubbe da lenente (pel gallonH d'argenLo in piu) >> '' ' ,00 Aumento di una lira per ciascuno dei 2 cappot.ti cla tenente (pel gall one cl'argento in piu) » z,OO Totale L. 4·n 1,uo In Lulla qucsta somma, una fen ice di economisla mi polrebbe intanto osservare che io in sedici anni ho ~pesale N. 2 mantelline per l'impono complessi\'O di lire 2.20, 00, mentre la mantellina c permes:;o adopern rla, ma 11011 odi prescrizione. Cio evero, pen) non, e meno vero <;he adoperando la mantell ina, si risparmia il cappotto,. e siamo sempre alia pari . Circa ai benelli, alle giubbe ed ai calzoni potrebbc parergli esal-!'erala nna gi ubba all 'anno, ed un paio cli calzoni ed un herrcllo ogn i H mesi, mu qui avrebbe doppiamente torto . i nquan l o~he do,'endo rom incinre il senrizio con una coppia cli questi oggell.i, per J'iunoral'li man mano nel periodo dame indicato occorrebbero giubhe, herretti e calzoni in numero maggiore di quello da mespesato. A rigor di termini, un berretto nuoYo succede a quello dei due che si posseggono che non Yenne rinnovato nel periodo anlecedcnte: eppercio guello che si smelte dal portare lo si avra indossato effettivamentc per otto mesi, ma per servire questi ollo mesi interpolntamente, avra durato per sedici mesi a girare per casse,
DI SCUSSO
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bauli , armadi, atlaccapanni, seclic, tavolini, e sostenero ogni sfrogamento cli spazzole, ogni ~.:ontalto di mani . E l.utto quos to a mag·gior ragione pu6 dirsi per giubbe e calzoni che risentono il maggior danno dall'essere le CC'uto e conto volLe inclossati e smessi. L'importo complessivo del Otto cl i casn, compntando In quota mensile in lire 20 , e pari n lire 3840,00 . I pcnsatori piu profondi in materia pot•·anno farmi o~servare ·che in mol le local itit si pno . a vere una di:;creta camC'ra cla lotto ad un prezzo inferiore alle lire 30: etl in oltrc, che facendo io questo calcolo comple::;siro mi dimentico di diO'alcare tante Yolte 20 lire quanti sono i me;:i passati in accanlonamenlo, in distaccamenlo oil ai campi cl' isLruzione. Tnli o;;servazioni ~ ono con fntabili senza sforzo di orn.Loria..In molte lo<;ali tit non si pno avere nnadiscrcta -camem cla lel.lo che pagandola piit di lire 20. Se non tengo conto dell'alloggio gratuito che l'ufficinlc ha durante i campi sotto al ia tenda. si c pet·che qucll'economia sfum n per mn.ggior con:> urno di ·abiti e per maggior spe:;a cli vitto n cli he,ande. Se mi dimenlico degl i alloggi d'acetmlonamenlo ecc.; si e perche essi so noun profi tto incerlo; laluni :-:ubaltcmi percor:;ero lutlala loro carri era vivendo nei g1·andi centri , eel il maggiot· danno paLito da cosLoro si compensa col maggior utile ricavato da altri, e non pcrlan!o se ue puo dedurre cosa akuna accertala a hcneficio dollo slipendio . 1\essnno pensi, lo dico per l'uiLima vollfl , cite qttest.i siano peltcgo lezzi, se ·no io potroi a mollo maggior l'<Jgionc ch iamar pcttegole le grandi amministrazioni fcrrov iarie ehe Lengono conto sLrelto della spesa pel gmsso cla ungcr le ruote. Qu esti so no conti cli cas~a, nudi, fredcli, ma lincon ici, noios i: clti pu6 spentlere 300 lire al mese di so la pigione , salti queslo mio art icu lo e pas:;i ad ·allro . Dicevo dnnqne che se pure quale he piccolo guadagno realmente ''i fosse, quesLo lo si pno radinre di bot.lo, per una maggior spesa. che rufl1ciale incontra, sempre in materia cl i rit.to di casa. Le pigioni cont.ratle a mese , si pagano anticipate, e la qu indicina cominciata si pa.ga per intero, e la diffida. per ccssazione va pure anlicipata cl i quindici gion11: sono leggi ed usi che vigono in llalia. \reneralmente si muta guarnigione, o si parte per alt.ri motivi, a quindicina com inciala: per molle partenze improv-vise non si pole dare diffida a tempo e In quindicina va pagata inte-
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LO STIPENDIO DEI SUDALTERNI
ramente. In •16 anni di servir.io quante giornate vanno perdute?' Chi le paga, se non lo stipendio? Eppoi per concludere, cerchiamo di essere veramenle giusti. Come sono questc camere a venLi lire il mese, nelle quali il subalterno passa la sua eta piu bella della vita" Per anticamera il pianerotLolo della scala, un campanello che non suona, un uscio che cigola. Entrando : pavimento di malloni, fin eslre verso il COJ'lilc, Lapper.zeria foglia morta, tende di bianco antico, pedane verde mare, coperla paonazza, baldacchino giallo, scrivania mbescata ad inchiostro, cassetti che non si aprono che· dopo cinquanta spinte a de::tra ed a manca, e che apert i non si ch iudono che con cinquanla urloni in senso inverso ; un orologio di bronzo dornlo fermo sull e tre, dne corna di ceno app iccate al muro, sei quadri colla lagrirnevole storia di Genovefb del Bra-· bante. una tavola rotonda con sopra un tappetino quadralo, cbe non arrivando cl a tulle le parti dimostra l'impossibi lila cli Lt'ovare· la quadr·atura del circolo; e fina lmente un allro mcio sottile sol.ti le che vi separa dalla camera vicina, ove abita un incorrnito che vi <'> augura j'elicitd., ogn i vo ila che sternulate. Queste sono le camero da 20 lire. il me5e, camere che general-· men te hanno il difetto di costarne 26 e 28. La giubba eel i calr.on i· cessano dell'essere presenlabili se dopa· 6 mesi non si fanno completamente mutare i distintivi, i velluti e lemostreggiaturc; tali riparazioni costanoper una giubba lire 18 eper· unpaiodi calzoni 5. Vediamo l'importoper ·16 giubbe L. 288,00 per I6 paia calzon i . . . . >> 80,00 spesa per grosse riparazioni . Totale L. 368~00 Stabilirei in meuia una spesa cli lir·e otlo mensili sotto il titoJo. di piccole spese: pel lettoro meticoloso, eccone la specifica: lavandaia L. 2, 00- stiratrice L. 2,o0 - lurne L. 3,00, fiammiferi, sapon e e luGido L. O,i.>O. Totale L. U3G,OO Computo n lire •I0 1tt quota men:s ile spesata pel r iforni mento di tulla la. bian ~: h er i n, aggiuslature, rimendature, riparazioni varie· alia metle$ima ed a tutli gli oggetti di vestiario compr·esa la calzatnra. Totale L. 1920,00 ~el l a caligine dei tempi si pcnlono le mernorie storico-militar·i che,
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AR!Tci'IETICAMENT E DI SCUSSO
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si riferiscono a quella regalia mensileche I' urficiall) fa al proprio attenclente· non discuto sulle origini , sul le cause e neppurc snlle conseguenz,e: la vecchia consuetudi ne ha forza di lcgge, e .basta: ~e oggi t.ale usanza non fosse , sarebbe bene crearla oomanr, ma lnsanr.a cne! suo pieno Yigore eel a me non rimnne che di Lraclurla in cifre, basandomi sulla regalia di minor valorc, quclla di L. 5 . . . . . . Totale L. 9t>o ,oo . Un .bu~n ~ili~are sa radersi da se, ma non credo chc il miglior sparlano dei Lempi di Solone sapesse lagliarsi da ~c i cnpelli: figu~ riamoci in que!'>Li tempi tanto nccusati di efTeminatezza e dr gustr raffinati 1 Converra dunque spendere almeno una lira al rnesc perche i capel li siano sempre manlenuti nolle regole c dimensioni volute dalle rnilitari prescrizioni. . . . . . . Totale L. 192,00 Tiriamo, om elte simn ginnli in fine, la somma delle som rne: L. 9 I0,70 Spesa di ,, o corr·edo )) 2733,GO :1> di imposte clirette )) 4·1'1'1,90 )} di rifornimenlo vest.iario )) 38&·0,00 )) per al!oggio )) 3G8,00 )) per grandi ri parazioni al vestial')o 4 » o3G,OO )) per piccole spese perrifornimen to bianchel'in. e piccole l'ipar. » ~ 920,00 )) ) . 960,00 )) per allendente 192,00 » )) per barbiere 'l'otale L. IG51l , 20
Confesso che mi ero spaventato tt·ovando nn totale cosi piccolo di spese, ed ero li li per dare doppia ragione a que! contribuent~, quando in buon punto mi rammentai che mancava la spesa per ~~ vitto. Facciamo i conti su questa spesa.: se hi vi ,tmo da una parte tl vino con infusione di lauro ceraso e dal\'altra le occasioni di bere di piu e di pagar pranzi sull'altare clell' amicizia: computiari1o lire 75 00 di mensa c lire 3,'27 di mancia a! camcriere. Spesa mensile lire 78/27; spesa totalc lire ·uo21'6,SO cile e il prodotto di 78,27 per 193 che sono i mesi. Sommanclo il totale di prima colt' importo qui trovato pcl viu.o, ahbirlrno per totale generale L. 31600. 1
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.. l.O STIPEi'\DlO DEl SUI:MLTERNI
ARI'DIETICA~IE~TE
Siamo alia soluzione del problema, perche l'addizione Facciamo la sottrazione. Introiti complessivi . Spese comp lessivc Himanenza, residuo od eccesso .
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Non vorTei che il risultato di qne.->la operazione facesse nascere il qualc_uno il sospello che esso fosse un calcolo preparato e pel quale sr fosse tenuto piu di mira di rinscire a zero che non a computare le spese nella foro realta pratica. E (~hiaro che essendo rima~te li_re Hi028 ,80 per '192 mesi, io, avcndo trovato un quoziP.nle pan~ l_m~ 78,27, abb iadetto senz'altro: moltiplichiamo il quoziente pel drvrsore ed aYremo il diYidendo che corrisponder·a esauamente in lire e centesimi. ~la· questa non c aritmetica pura? Le cifre da mf' csposte man mano, possono essere confutate ~ Si pu6 togliere una sola li ra ai lotali ch e andai mano mano segnando? .1\ tal1 dornande, chc mnovo a me slessu per scrupoli eso.trerati la . . . ' ~n 1 a coscrenza m1 avverte, che se ho fallato, ho rallato esagerando m meno - e quindi ne vado tranquillo. E con uno sguardo rivedo le pagine precedenli e mi fermo a rifl ettere su questo o su que! punto. E esager·ata la spesa di 40 lire annue di calzarura ? In una passeggiala militare, od in una esercitazione tattica, a mei.Lcre pochissimo, non si percorrono mono di 25 chilometri per volra, e quincli sono 50 clrilomeLri percorsi in soli due giorni dellasellimana: epoicltc in 16 anni, di selt imune- se non erTo - ve ne ;;ono 832, cosi arremo un lotale di chilometri 4- 1,600. Xe occorrono soltanto -~0 mila a fare ilgiro completo attorno al globo ter:restre ! . Ma non voglio computarP. quesLo viaggio, e Lrascuro i ,, (100 chilol'netri che avanzerehbero. e tru.scuro le migliaia di chilometri che si percorrono nolle piazzc d'armi - per ritenere solo che un subalLerno di fanleria camm ini tanto quanlo un citladino qualsiasi che sia saldo sullc garnbe che abbia salute. gio,·cnlu, ed un impiego che gli permetta raralllente di stare ferm o. A coslui posso dire di alzare la mano per Jarsi conoscere fra tutti se c capac'3 di spendere meno di 4·0 lire in calzar.ura, porlando sLi valcLli, e ;ton ammelLenclo le ratt.oppature. ()
DISCUSSO
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In quanto a! rimanente non mi fermo a di::;sentirci sopra . ci sarebbe, ed a ragione, da farsi lapiclar·e dai camerala. Se nelle piccole riparazioni in genere si spcncl o llll paio di lire al mese, ne rimnngono oll.o pol rifornimento della biancberia, di ll\lln. la bianchet·ia. !'fa se otl.o lire si spendono quasi qLutsi pei soli manichini e colletti! - Gli oggeLti di forn iture in argenlo non possono cerlamenle dnrare Lutto il tempo dame lissato. \;n paio fraugc per spallrne possono tirare innanzi due anni? Cioc portarsi circa 130 volte per soli giorni festivi, c cltissil rnai quanlc \'Olte per cause di servizio? SP- prendono la pioggia un paio di voltc- se occorre di indossare su di esse il cappollo un niLrc paio di volle, ecco ~12 lire sfnm ate. POlrei dir·e nltreltan to del resto, cou sommo tedio mio e di coloro che hanno conoscenza in simile materia. .Ua uen senlo alcuno che- toccaodo con mano l'impossibililit di ridurrc qucslc spese - ricorre al ia grossa fonte dell' economia e -dice: malgrado i prolegom eni sulle mense, 75 I i1·e di pensione sono evicleulell'tente troppe e 70 pol r~hbero bastare anche a persono piu -altolocate di 1111 suhallcrno di fanter ia. La fra;;c sarebbe un po' aspreua, ma potrebbe includcre una sub I ime Ye1·i lit: e suebbe non solo mancar·e cli giustizia, ma ancoradi corlesia a non farne tesoro. Dunquc ri sparmiando cinque lire al mesc, in ~edic i anni si ana la bella economia di 690 lire. A questa economia chc pare indispensabi le, posso far bilancia con altre spcsc che pure sono inclispensabili ? Esuhito fatlo. Nelle spcso di 1• correclo aggiungo 30 lire in un orologio d'argento- 15 lire in nna sveglia- 20 lire in un reYolver - 60 lire in un manLello impenetrabile- 30 lire in una. coperta da viaggio - 70 lire in un cannocchiale da campugna- 200 lire in un abito da borghese: Lotalo L. 420,00 . Non credo opporLuno ne necessario impiegare qualtt·o facciaLe a prova r.he tali spese so no per l'ufGcial c di primo bisogno. ~la sentirei co ll a storia. moderna alln. mano, con onlini del giorno, con circolari, P con mille esempi pt·atici, di pro rare che in date circoslanze di tempo, di luop:o, di opp?rLunitit un abito borghese pel' un ufficiale puo essere tanto di rigor'e quanLo qu ello cla miliL~u'c . ~ia passiamo oltl'e. llissi che un buon mili taeo sa mclel'si da se: cio non esclude che un buon mil ilare sapp in. fn.rsi radere Clagli aiLri. Chi si opporrit se melLo
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A RIT~IETJCA :I! ENT£ DI SCUSSO
LO ST IPENOI O DEl Sl"BALTF:RNI
in conto tre lire mensili per barb iere? Ecco uu Lotale di lire 576 che· unit e alle 4.25 di prima danno lire ·I00·1,00 - e non ne occorrevano che 960. La mensae per tal maniera riclotta a lire 70 e siamo viciniss imi ai hrodi sbindit.i, alle frul.te acer!Jc e cascat iccc . A questo punto quel critico. degno contemponan eo di Dracone, vorrebbe an co r dire chc la mensa potrebhe portarsi a 65 lire senza timore di fa r la fine di Ugo lino. eel io senza scompormi potrei giunge,·e a tanto, come feci sopra, peri;hCho su ila pnnln. della penna tale una falange eo mposta di spese necessarie, che fan no re:;sa per uscirne e perche io le·mett.a a rango di stnLura . Me ne ri tengo ora per impnlso di gene ros il~t : basUt vincere: se volessi slravincere, quel critico rimarrebbe schiaccialo. Per tnl man iera siamo gi un ti in fonclo a q nesta resa cli con ti. L' osserval ore piu meticoloso, e sott.ile, edeconom.o, quello che cerea. per tuuo il pelo nell'uovo tr·ontndorelo qualchc 'olta : qnello pet quale le esigenze del vivere presente non turbano la memoria e non on·uscano la vista per modo che ramment:a e vede ad ogni pie sospint.o la biblica foglia di fico - lamentando l'ii>Lituzi one delle gum·die municipali che impediscono di fame U!;O - quell 'osservatore, dico, si sara meco accerLaLo ch e lo stipcndio del snbalterno copre esn.Ltamente, mntemati camente, centesimo su cent.esimo, tulle le spese clr vestiario, cli alloggio e cli vilto . Del nost,·o soLlotenenle ne abbiamo fatLo: un uomo che vive nell a mili zin., con e>;sa e per essa - un con sumatore regolato come un cronometro rhe non ha altri hisogni tranne quelli clell'abito, come un albero di foglie - del vitto come ossi geno per respirare - di alloggi o come un'umile violetta che si melte a riparo presso un t.ronco di quercia. Ma l'uomo e destinato a viYere in societit: pr·odotto da essa, per essa produce: non si sotlrae all'ambi enLe de' suoi tempi, agli usi, ai senlimenti, alle passioni dei suoi co ntemporanei. Cheanii, in quesl'era di nazionalcdemocrazia, in un esercilo libero - Yoluto grande e forte da un libero paese l'ufficiale ha due e:;istenze, l'una cittadina, mi litare l'a.ltra e vi,·e in ... ent.ramhe, e le dc/icenze nr.ll' una le compl eto.~. coll'e:;uiJeranza nr.Jl'altra. Cosi non veget.a, ma vive l'esistenza la piit animata, la piu attiva, la piu laboriosa, la piu utile per tullo quanto parla al cuore, al senLimento, ai nobil i nlfet.ti. « Nelle calami lit si conoscono gli nm ici >> e l'ufficialee appunto un
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amico che si dimostr·a sempre tale qu<t nclo l' in fortun io, la svenLura. si presenta sotto i suoi mu ltiformi c spaventosi <t-;pel.l i a lurbare la. quiete, a minacciare la prosper·ita del paese. Timori, speranze, la voror sacr iricio, tutto accomuna l'ufficiale eo' suo i concit tadini eel epercio.. appunto che la sua esistenza sociale e agli anti podi col modo di vivere di nn legionario dell'epoca romana. In qualun que :;ocielil si sia, non vi :-;i ,.j,•e :'C non a patto cli dare un tribut.o che risponda in LulLo e per Lutto all e esigenze che quella societit impone n ciascuno dei suoi componenti , e t::tli tril.Juti sono dissimili fra Joro inragione del grado da cinscu no occupalo . Ora se cio · evero, come cverissimo, nello speciale Ol'dine di idee snlle qua li qui si discorre. un ufliciale deve soLlcslare a tulle le spese rich iesLegl i come militarc non solo, ma come componente la societit, di cui epa rte eleLla ed amali!.. E possib il e cl1e nn suballemo possa mant.enersi isolato da tutto qnanto lo circonda e che non e streltamcn le essenziale alia milizia? .No ; dunque egli e tcnulo a portare la sua quo:a se vuole come ogni allro fruirc dei heneGci comu ni. Come si polril determinare tale' quotn con nna soddisfacenLe ap-. prossimazione? Col far capo alle principali spe~e chc occoreono all'ufGcinle in tale seconda partita sia co ll'analizzarne alcuna, sia eol solo metLere insieme tull e le allre e co mplessivamenle fissare un Lan to giornaliero che tutlv valga a soddisfnre. Scrilli pregevoli e recenli in materia mili Ln re accennano il bisogno che l'ufficiale senle di accrescere sempre piu il suo sapere, la sua erudizione, appu nto per avere un mezzo di snperiorita su coloro che per condividerne in determinate circostanze la divisa mi li tare, deb- · bono Lutlavin sen tire una certasuperioriHtche forseil numero dei girid'argento od oro che si portano sui bcrretlo non varrebbe a mantenere in t. atta . Ora non ci si istrui sce, non si impara, n•JD si tir.n dietro allo sviluppo inte'ileLluale, scientifico, let.terario e storico del- · l'epoca senza leggere, cioe senza libri; non parlo cli comperame, che allorn non si finirebhc piu, ma appunlo non potendone cornpe- rare, e non a venclo spesso una biblioLeca dii;pon ib ile, nnsce il bisogno . di un gabinello di leltura , di frequentare un circolo fi lologico, di procurarsi altrimenti qunlche lezionc: l'ahhonamenlo ad un perio- . dico miliLare non saprebbc certamente essere superOuo. Un ufficiale eelellore politico per diritto e per clovere: ma non poLrebbe avers .
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LO ST IPENDIO DEI SUBALTERN! ARIT~IETICA.\IENTE
opinioni politiche cho non fossero acquisite, e per acquisirlo deve occuparsene, leggere alcuni giornali di diU'eren le colore, i quali nella discussione lo illuminano sulle tosi che si ;;tanno t.l'attaudo , e sui Yoto chedovra da1·e come risullato do'suoi apprezzamenti. fn 16 . ann i doVI'it fa re press' a poco otlo \'iaggi olell oml i - andnta e ritorno - spendeodoogni voiLa 50 lire rhesara la minimi:>simadellesomme. Se n.l cuno diccsse chc tali clonari si pOS$Ono rispanniarc, io non potrei pro;;cgui1·e oltre in tale materia: la vira politica e in ogl!i l'essem;a. clolla. viln. sQciale, o spendere quelle 4-00 li re o abdicare al primo dei do' cri; e qui appunto tratto di quelle spese che impediscono la fossiI izzazione, che tancellarw le cnste . Yogliamo fare questo conticino? Viaggi elettorali L. Crio1·na li quotidiani » lli liistamilitare » Gahinelto di letlura » lstJ·uziooe in gene re e vi la poli Lica To tale »
Passimno Ddaltre spesurce: Bigliettida visila lire 48,00 - lire3 · all'annoSpese cli cancelleria, postali, Lclegraflche, ccc . « 192,00 - lira I -a! mese. .Non si dit caso che un ufflciale r ifiut i due soldi di elemos ina ad una mano che vi sia spinta dallo squa llore della fame: l'elemosina dei dieci cenles imi HOll solo c la meno splendida, ma e la pi1'1 doverosa. Ne mai I' ufficiale si rifiuta di apporro la .sua !irrun. pe1· qua·lunque solloscrizion e che abbia litolo di beneficenza: ne declina nn corlese e ripetulo im'ilo pc1· risparmiaro tre lire in un paio di guanli . · Sari.t esagerala. una lira al meso per lotto ci6 in media? Sommanclo queste ·I 92 lire a lie all re su no late, giungeremo nlle 2 mila I ire. E i clu e soldi per una r.orsa in tramway, c l'una lira c cinquanla centesimi per mezz'ora di rettnra, e le duo lire per un ingresso in tcalro, le cinque lire pe1· conco rrere ad 11 11 1iro <L segno, ad una accademia di scherma, per assistcre ad una confcrenza qualsiasi? ·Non facciamo di tali spese, mi "i dirit. Sta bene: non faeciamole, ·ma spesso, appunto per v i,·ere in :;ocieLil, si c costrelti a fm·l e. ~on
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r ifiu tatemi di mettere in con to la legna pel r iscalda.mento clella. camera durante l'inverno. Un subaltemo sara gio1ane, Yispo, caldo di pocsia e di enlusiasmi, ma il tcnnometro non la perclona neppure al pi tt caldo ionamorato . Cosi non lesiniamo ne pur ·I 0 centesimi in un sigaro, ne per 20 in un carre: non sono che t.rcnta ccn- · lesimi sui le :iH ore. Legna perriscaidamento . L. 400,00 - computando L. 2t> all' auno. » L. 0,20 al giorno.. Una tazza di calfe » H 68,80 i>84·,40 -. » L. 0.·10 al giomo. Un sigaro » Totalc » 2~1 03,20
400,00 584,00 dieci cent. al giorno 192,00 una lira al mese :184·,00 doe lire al mese . ·I 500,00
DISCUSSO
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Abbiamo gii.t super·ate le 4 mi la lire; ma t'ipeto, sono computi che non hanno nn carallere di precisione aritmeLica, e non pretendo che per esatti si abbiano ad avcre ; eppoi lo confesso, per quanto si discula qui di puri calcoli numerici mi ripugna di scendere giu gi u a'tratLare parlicolarmente dei finmm iferi di cera. Varril. piuttoslo un qttid giornaliero che tutle comprencla lespese qui sopra accennate o que!le che alia rinfusa nomino solamentc qui sotto: Viaggi per le licenzc ordinarie - trasport.i merci c bagagli oltre la misura ri:>trella di tra:;porlo gratuito - lire 86,40 per dit'ilto a far parte dell'associazione vestiario - bib ite in ma.rcia - mancc strenne - bagni - oggelli smarrili - medicinali - dontisk'\ callista - smacchialore - at'roLino - fo Lografie - una pipa una veste da camera - pantofole - macchinolta da caffe- oggeui da. toilette -tempe1·in i - foi'IJici - rasoi - bicchieri lascahi li alb1bm - portamonetc che sono quasi di lusso - indenizzi pel' la rottura d'un vetro, cli una hoLtiglia., che sono qnell e che costano di mcno - ed aiLt'O cenlo che sono noiose a clirsi c piu noiosc a pagarsi: spese che Lutti si po::sono immaginare, e che vengono alia menLe solo quando per ciascuna. di esse dovete po1Te la mano in tasca e pagare. Con 111na lira e venti centesimi al gio1·no si po- tra gi ungr.n in capo all'anno a cop1·il'e questa sel'q1La di spese extra rnilila1·i? Io non Jo t reclo, ma se il lettore lo erode, corteseml3n te lo credero ancor io, e sapremo assieme che in ,.16 anni si arriva a lire seimila 1WDecento cloclici, c per avere un numcro tonclo, .
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A I~ I T~I ET I CA ~I EN 'J' F. DJ SCU SSO
LO STIPJ:::-1010 DEl SUBALTERN!
·~tl ire 7,000,00. Ne deduciamo adunqne cb e spenclendo 7 mila lire
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1Jella loro earreri<L subultema una somma che stara in proporzione alle 7 mila lire, come i loro anni di servizio ai ·16 da me presi per base ; no tan do sempre che le 7 mila, in quell a proporziooe, mi rappresentano l'ideale di tulle le possibil e economie. L' essere a carico della fami glia puo anche signiflcare il ricorrere un po' a ciascuno dei mezz.i an7.idetti; cosi per esempio si puo pnssare un mese in li cenza ogni anno, pres:;o i propri parenti e rispa rmiare per ogni ''Oila un centinaio di lire: ecco ·1600 li re gnaclagna.Le -si puo intacc.aJ·e il pt·oprio avere di altrettanto e giungere alle 3200 - si pno mutua re altreLlanLo per a1rerne 1~800 - si puo essere pit.tori e veodere per a,ltrellanlo un buon qnadro, cosi si sommeranno MOO lire-ecosi via via, pur di trovare le 7 mi la li re in discoeso. Ma se in nes::tula maniera si potesse giungere a tanto? Allora, e chim·o, si ·giuuge a. meno, abclicando ad una. parte del Yostro vantaggio maleriale, mora le, intell eLLuale, dal momento che diminuite il valore del vustro tri buto.socialc, espresso in lire e centesimi. :Ma non vi c modo di ripa'mre all rimen ti? Si, per esempio pater fruiregratui tamente dell'alloggio in qnarticre: si economizzan o 3840 lire - ma·sal'it un van taggio per nn ufficiale su quarant.a; si puo ri parare con una ered ita transallantica . ma sa.ra un caso ogni cen to anni. Insomma, mi si cliril, non vi so no cenLinaia di suballemi che vivono col loro ·soldo unico, che non hanno alcuna altra risorsa, e che pur giungono a ma.nLener,si '16 anni in equi li brio attraversando ~ quel,lung h issi mo traLLo cli Lerreno cospar~o di triboli che ci aYete clescrillo ? Rettific:o sub ito cli non aver parlato di triboli ne di roveti , e che anzi ho dimostralo che rivenclo a se non vi e pericolo pur di pungersi un dito: eppoi ammetto iu pu1·e cbe tali ul'ficiali esemplarissimi esislono in buon numero . Le 3 1600 lire di introili sono come un rnantell o cli gomma elastica: per coprir l.utto senza tirnrlo non basla as!>olutamente - du~que si ti ra. si Lira e se non giunge si Lira ancora, ma quando al'l'iv<L da tutte le parti si efaLI.o sol.l.ile sotLil e, ed in veriti:t lascia passare il feeddo, e rimane difficilmenle opa.co:· se traspare, voi vodete un rnodello cl'uomo che e:;ercita l'cconomia, la pal'sirnonia, l'abnegazione, il sagrificio di ogni legittimo desiclerio , colt'assiduita, coll'attenzione, colla diligenza di un calcolatore chQ
oltre il proprio slipendio si pu6 appena appena virere in socielit c?mc ?omporl.a i~ pro~rio grado e la propria posi7.ione, purchc ben s1 cap1sce, non s1 funu un secondo sigm·o, non si be 1·a un'altra lazz~t di call'!~. non si in viti un amico a colaziqne, non si reO'alino le ch icche al nipolino, non si dehba far aggiustare l'orologio,~o;i Liri un frego sui calendario per non aver seccatnre di onomnstici e O'e0 netliaci dei parenti pi~ cari - non si dia un colpo di 0~~'omito in . . una ·vetnna "- Jllsomma non si faccia nulla di pi it di quanto tassa· sativamenl e ho annoLalo di sopr·a. · - Giunto l'argomento a qn esLo pun to, mi s1potrit obbiettare: se I vostri computi sono esalti, se la vostra aril metica ela buona, i risu!La.ti pr~L~ci sconfessano pienamente le vostr·e concl usioni, inquantoche LU.It1 ' subalterni cli Janteria vivono in soci eli.t, pu r rispondendo a tulle le esigenze dei tempi no:;tri, e la loro paua non supera di un soldo le 3'1600 lire spesso ripelulc.. Eel era ~tppunlo a quesl.a logic.1. . obbie7.ione che volevo condmTe il leLtore, per provargli come v1 sono generalmente due logiche,· . come vi sono due artmeLiche, delle quali !'una e sempre errata . E aforism o noto, dogma nmmesso, frase generate, che un "iovane subal~rno ?'imane" carico delllt (antiglia sino aLia sua pro~ozi one a C<lp1Lano. Come si deve i.nlendere ques to 1'imanere a cm·ico? Va inteso in tanti vagli a poslali che giungono all'ufficiale dal babbo, dalla mamma, clalla zia, dall a nonna, dal fratello; va inteso in tanti prelevamenl i che il subaiLerno posse:>sore di mezzi di fortuna fa s.ni suoi cap~Lali , ed in tal caso i vaglia postali glieli manda il not:1 io, I avvocato, d fatto1·e; va inteso in vit.alizi, in mutui, in contratli vari che si aggirano o si bnsano su di nna eredita cli la cla venire· va inteso in pagamenti di interessi, e interessi di in teressi sino all~ cen.tesima potenza cli anno in anno, si no a temp i migliori, che giungono col passare al graclo cli capitnno, ed a questo 1·edde ?'atione1n il capit~no conti nua a Yive1·e altri 14 anni come un semplice subai,Lern?, unpiegando i.I di piu del suo stipendio a compensare i capitali ·spes1- che sono poch i-e gli interessi non goduti, chesono tanti. Cosi si spiega la frase generica «esser acari eo dell afamigl ia». Inter.r~?a te le. migli~ia _di ufficiali, i piu regolati, compassati, economi, i 2P JU prob1, studJOSI, ,Lmnquilli e vi diranno di aver speso del prop rio,
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fa dipendere la sua salvezza dalh soluzione del piu astruso pro blema, qucllo di spendcrc 38600 lire non avendone che 31600. Riunendo assiemc i suball crn i della prima specie a questi della seconda, li abbiamo quasi lutli . Quali sono i mancanti? Sono i morti e feriLi, quelli cioe che non twendo lirato il mante!lo colle dovuto cautele, colla Yoluta oculatozza, ,·i fecero uno slrappo da cima a fondo- e quolli altri cho nclla lunga marcia di equilihrio frail dare e l':lVere, pencolarono clalla parte del dare e rotolarono nell'abisso del disavanzo. Se voleLe contarli, ri,·olgetevi all'elenco dei revocati e rimossi dall'esercito: i quallro qninti di es;:;i furonovittime di applicazioni arilmeLichc sbagliatissime. - Jl probloma imposlomi cla principio eperlanlo risolto in questi termini: pe1· caprin le spese otdincvt·ie, eventnali eel ecce.zionctli, cui deve sottosLare ~m sttualterno dttrante 16 anni, occonono 38600 lire - pe1· un mese ne occo1Tel'ct la 1 92• pa1·te, ossia 200 li1·e in cifre tonde.
Questo li re dugonto mensil i sono, ben si capisce, pel sottoLenenle, quello che si prose per unita di misura: pei gradi maggiori rimane intatLn. eel impregiudic:ntn la gern.rchia degli stipendi; oltrechc restano anehe pel sottotenen te - come punto cli partenza- impre-· giudicali qnegli altri anmcn li di stipendio, che potrebbero eventualmente ossore richiosti cogli ann i tanto dal maggior aumenlo di spese, quanto dalla maggior floridezza e prosperik1. clel paese. E questo il mezzo unico per mantenere un eqtLO Lrat.tamento fra Lutte le classi sociali.
IV. Quando un padre sta per lauciare un· suo figliolo in carriera, e quando quesl.o padre faccm questione di quattrini, generalmenl.e parla in tal modo: « senti, ragazzo mio, tu hai 13 anni: se ti metto in col legio nrilitare, in cinque anni mi avrni costat.o 7 mila lire. Una TOlta sottotenente, starai suualterno si no agli anni 3!~ a dir poco, e mi costerai altre 7 mila lire; e se ti. andra bene, solo al Luo 35° anno di eltt guadagnerai 2·12 lil'e mensili . 1
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AHIT:'IIETJCAMENTE DISCUSSO
LO STJI'ENOIO DEl SUBALTERN!
« Lasciami impiegare ora 14. mila lire: a! tuo '27°anno avrai un capitaletto di 28 mila lire, intanto Lira via alia meglio stando in casa, ti mettero incommercio eseavraigiudizio e condotta e se lavorerai assiduamentee se faticherai duramente, sesarai regolato,economo, tranquillo,seeserciterai tulle quellevirtudelle quali tulle va ricco un buon ufficiale, giungerai a 2.7 anni d'et.aad uno stipendio di 3 mila lire, e rimarra sempre un capitale che li fruttera allro mille lire, quand'anche io ne prelevi 8 mila delle Lue 28, per rifanni di quanto mi avrai costato viYendo presso di .me ». La vita militare parla al nuovo promosso sotlotonente in rruesta guisa: « tn sei nuovo affatto al mondo, sei bene isti'Uito ma quasi unicamente nolle militari discipli'ne, epper·cio non eapacc di assnmere li per Ji un a!Lro impiego, cli conere altra. cmTicm: ebbene, slammi a senLire. e sappiti regolare: ti d.iro poche cose. ma porcio a~pun to facli inciderLele bene nella memoria. Tu surai per lnuglti arwi sotto alia rigidadisciplina militare,- sul Luo capo csospeso, come spada Cli Damocle, un codice penalo che non riguardn ell i non cmilitar·etu abiterai cento citta, dugcnLo borgate, e m.utcrai mille alloggi : e li muterai appunlo quando saranno sot·te in to le simpn.Lie pel luogo nel quale sarai, per gli amici fatti, pet' le abitudini prese. « Ti condurro a Napoli,a Roma, a Lrirenr.e,a Venezia, e ltt procura nei rilagli di tempo, fra un piccheuo ed tma t·onda, fra l'incetla viveri e la scherma, fm l'isLmzione ai caporali e la visita di dovere, fra la colazione e la piazza d'armi, fra il tiro a segno eel il pranzo, fm la cena ed il picchetto armato, procum, dico, di vcdere il Mose di Michelan'gelo, la galleria degli uffizi, l'Assunta del Tiziano; i Granili, la fontana di Trevi, il Biancone, il Ieone di S. Marco, quelli Ii vedrai senza occupartene lroppo : sono esposti all'al'ia aperta,e I'aria aperta eper te.E clalle grandi capital i ticondut·ro alle nude brughierecli Somma, agli squallidi campi di S. Mamizio, fm gli orTicli burroni dell'Appenino; in quella vita pastorale ove non son paslori, sollo i benefici raggi di un sole che tulto isterilisce ed anie, fr·a. dorate nubi di polvere bollente, al mellifluo suono di una st.anca. fanfara, fra le gaje canzoni dei tuoi rauchi solClati, li polrai creare i bozzetti piu s~ariati di cui sara capace la Lua fantasia: la malct·in di cui potrai d~sporre e immensa: in una giornala di caldo estremo puoi figurarti cl1 ascoltare le parole di Napoleone I presso le pit·amidi egizie; se ti A NNO XXVIl, VeL. ,l.
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LO STVPENDIO · DEI SUBALT ERN !
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ARITMET!CAMENTE DISCUS SO
troverai mezzo assiderato dal freddo sui bastioni di Alessa.ndria, potrai Ggmwti qLtanto avranno patito i tuoi progenitori nel.la ritirata di l)'losca. Meglio per te, figliuolo mio, se d'inverno sarat a! caldo ·ed ai freschi d'estate; se come alpinisla ti mandero sui ghi.acciai , :se come cli\etlante di pesca cascherai sulle rive di Como - se all'epoca dei bagni sarai a Livomo, a Venezia, ~t Palermo ~ s~ per Natale sarai att.orno a\ ceppo benedetto dell a tua amata fam1 g1Ja.meO'\io per te! 1\h non fare il visoclell'armi se non ne imbroccberai mai una, se no, potresti clu.rar trent'~tnni sempre col viso serio. L'inverno a Susa, a Fenestrelle non e un ideale cb Epicureo, e neppure l'estate sui lungo Arno, od a.l ~in~io e tat~t~ me~o in M~ remma o ad Oristano. D'altra parte sch1va 1 castelh Ill a!·ta: qominalmente potrai essere a Venezia e scon·ere il tuo Lempo distaccato fra Malamocco , Alberoni,i!Lido - o potrai ab itarea Veronastancloa Chievo, a Parona, a Lugagnano . Tutto sta in questo mondo asaper adoperare ·i precetti cli filosofia a tempo e Juogo. Perche i nfast~dirt~ se domani uno sciopero di fornai ti fa andar a male una parltt.a dt caccifl nel momento appunto che stavi per par tire col tuo bracco saltellante, co l tuo fucile fra le mani, colle pernici nell a 'tua immaginazione~ Meglio per t.e: ti sarebbe forse scoppia.to il fucile fra le mani . .JJovesti partire per lontane regioni nel matlino dopo aver raccolto un fiore cite una bianca mano cli fanc iulla inna~10rata lascio cadere per te?Meglio cosi, ragazzo mio. Chi ti dice che quella dp~ma non fosse una sirena? Sii uomo, non dar peso a queste grullel'le e prega piuttosto la toa buona stella che fra te e tua madre morente non ci sia cli mezzo il mare - e se c'e, che non vi sia burrasca,e se sara calmo, c.he un bastimento sia pronto a salpare ». Quello che dicono gli. stipendi atluali lo abbiamo veduto , e l'uffi·ciale sa che, se si e fatta quistione di denari, si tratto di denari da perdere, non di quattrini d.a guaclagnare. . E le at.Luali e vecchie leggi sugli stipencli e pensioni che cosa dt·cono a chi imprende la car ~i era delle armi? Dicono •Io Che l'ufficiale dopo 6 anni di un grado, non passanclo ;al rrrado superiore, ha diri tto a.cl u.n sessennio, cioe ad un aumento pa~i al6 °/ 0 del suost.ipenclio - mentre i sess~nni clegli impiegati civili danno una amento daJ .•I G0 /o· 2° Che non vi e paragone fra cart'iera e carriera, come guadagno
pecuriiario, neppure con altri impiegati .dipendenti dallo stesso dicastero. A •18 anni, 1800 lire di stipendio: dopo 46 anni di spal!ine JH :20, ossia 320 lire aumenlate. E per contro un impiegato del soppresso corpo contabile, retribuito ne! •I 866 con 11500 Iil'e, in 12 a.nni giunge a 3 mila - ed un solclato, degli alli.evi topografi, retribuito nel 1872 con 1200 lire, nel ·1 881, cioe in 9 anni , giuuge pure a 3 mila lire. 3° Che ment.re p. e. tratta.nclosi di un capitano, la, legge, clopo 30 anni di servizio, gli fissct il ·m ini mum a ·1900 li t·e e dice che gli ven;a aumentato lire 35 per ogni anno in piu di servizio o per ogni campagna fatta, stabilisce pero a lire 2250 illimite massimo a cui puo giungere , e quelle sono colonne d'Ercole insuperabili ad onta di ogni titolo a pensione maggiore. La legge ammette ancora l'aumento di /~ della. pensione minima quando l'ufficiale e stato collocato a r iposo avendo compiuti tz anni nell'ultimo grado senza ottenere promozione. Cosi un capitano con 30 anni cli servi~:i o e 42 cli grado dovrebbe avere lire 1900' piu un quinto di 1900, eel in totale, 2280 . La pensione non puo superare il massimo di lire 2250, e quindi ecco 30 lire perdute: e sarebbero poche. Poniamo che Rbbia fat.te una o piu campagna di guerra, la retribuz ione di quesle andra pure perduta. Per le quali cose mentre la prima parte .fissa tassativamente una pensione, il maan>lntl!m stabilito, taglia ogni maggior ragione, eel il capitano va a riposo col giubi!o di avere liquidate a.lcune centinaia di lire di meno di quanto realmente gli · speLterebbe. Ho accennato brevemen ~e quanto sopra, perche vedo con dispiacere che quando clalle teorie si scencle al positivo, vanno sciupate le verita meglio conosciute e le frasi meglio riuscite . Anni sono, traLLandosi di spese mili tari, si disSe: gli ufficiali non fan no quistioni di quattrini. La frase fu coperta da applausi e meriLali invero. Ma dai piii. se ne volle dedurre una conseguenza assurda e si disse: se cosi e non aumentiamo i loro stipendi . Ho detto ab hastanza per accen tuare che chi abbraccia la carri era militare, ai quattrini vi abdica da bel principio, e quanto ho detto so pure che e conosciuto da tulli e da quei pochi specialmente che dicono di non saperlo. Ma se volete assicurarvene e presto fatto. Nelle belle giomate andate a far un giro pei vial i che circoscrivono le piazze 1
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LO ST I PENDJO DEI SUOALTEHN I
AL'l.t'f M ETJCA MEN T E OISCUSSO
d'armi e veclrete certi vecch ietti socch i, puliti, drilli come fusi,_ abboll onati da cima a fonclo, che si gingillano un giunco fra le man i o guardano la manovra, le cariche di caYalleria, il postarsi di un can none in ballor ia. Cl-uardate tfltei veccl1ietti, q uanto interesse prendono a quelle evoluzioni, e guardateli ben da vicino. Non vedete nulla? Io si ci vedo trqmolaro una lngrima. Sono ricordi di· Balaclava, di Go ito, di Magenta. Quei vecchietti che r igimno quel giurico, che guardano attenti, che so no commos~i, che si scaldano al sole e cercano di rivivere nell'amb iente militare, sono vecchi ufficiafi con trent'anni di spalline, con quarant'aunni di servizio, sono quell i cite hanno avula la parte gro:'sa nel fare I'Italia sui campi di bal.laglia, sono capitani ginbilati che percepiscono oetle di imposte lire 5,70 al giorno e che a compondio generale dei loro gnadagni lasciano, morendo, un centinaio di fire, tutto sommato, alia fanle che reco loro l'ultima L;11.za di brodo. Figm:atevi se gli u!'ficiali fanno questione di quattrioi I :.\Ii si dira che· tuLto cio in Italia c conosciuto anche dai hamb ini Jattanti; se cosi c, tanto peggio; sarcbbe moglio peccare per ignoranza, e non per mala voglia di trat· partilo dalle vcri ta conosciule. Che se tutto questo si sa, si saprit pure a qual prezzo abbiano gli ufficiali condotta la loro esistcnza in un esercito, che appunto perche sot'lo dalla rivoluzione, fu messo quolidianamente a cento prove di abnegazione, di sagl'i fieio, cl i virtu. Certi debiti non si pagano che colla gratitudine e quesla ne si misura a tariffa, ne c un pngamento impon ibife. Un paese puo andar dehitore di immensi tesori a' suoi figli clle inte1·amente si votarono per la sua salvaguarclia, per la sua libertit, pel suo henessere, e questi debiLi pagarli colla riconoscenza, e per quanto sia esausto a finamc, sarit scmpre un paese e gran de e forte; ma se nella floridezza va debito re a cos toro di una equa ripartizione del benessere comune ' sara pitl. norido che rrrande,. piu ricco ~he fo rte. Che l'ufficiale adunque faccia profcssione di Yit·ttl. ccosa bene assodata; che talc professione non si paghi a contanti c pur cosa saputissima e proYata, che il fare appoggio alle virlu altrui per sentirci pit! forti nelle 110Slre, per saperci in UI). ambiente pill sano, piu vi tale, e ben fatto, anzi epure questa. una virtu, ma la speculazione di borsa in temp i normali e floridi, appoggiata sull'esercizio.
dell'allrui abnegazione e. cliciamolo pure, delle altnti sofferenze, e speculazione che abb~t$Sa il livcllo montle di chi la osercita. Il benessere delle singole clnssi e benessere nazionale; la mater ialila di tale benessere conc.orTe potenlenemLe a r ilevare il benessere morale e intell ettuale nppun Lo li.l. ove il diriLLo comune e in vigore, ove impera la legge dell'uguaglianza, oye le masse non avendo ne tempo, ne sc.ienza, ne modo di giudicn.re alti'Ui, se non neI complesso di quanto lo rigunrcla, fa una miscela dei valor·e e del pranzo, dell'inLolligenza e del fitto di casa, dell'eroismo e del sarto , tiene in maggior conto una ballerina che alloggi sontuosarnente in un palazzo che non lenga un Tommaseo nascosto fra i suoi sinonimi e le pareti clclla sua soffitla. Quando si tmttano gli uomini a masse e erronea qnalunque applicazione che tenda a generalizzare i risultati che puo dare ht fot'za cl'ani mo e di volonta di Tiz io o Caio . Menlre si lotta coi bisogni piu irnperiosi dell'esistenza socinle - mentre si cerea di torci clagli occhi i cenlo confronti sconfo rtanti che vi presenta l'odierna societa, anche sortaoto in ordine alln. r·icompensa del lavoro - mentre vi trovate fossilizzati negli ultimi. graclini della ·militare gerarchia, eppercio fossilizzMi in una posizione tan to ambita a '18 anni, quanta l'ilardala a 36 nella voslra presunta carriera di un tempo, illento e continuo eel infruLtuoso lavorio nel vostro cet'vello di que! pensiero fisso e legittimo di migliorare il vostro stato tende a menomare la vostra energia, a rinLuzzare la vostra fierezza, a paralizzare le voslre for~ c. Eel e pur molto se non. riesce a mettervi di mal umore con quei pocbi che oggi alla Yigilia di un trattato di commercia, cli una occupazione colonialo, (J.i una dimi ssione di ambasciatori, vi fanno i gmndi elogi, vi portano alle stelle, magnificano le vostre vi1'ttl., e doman i a bufe ra scampata vi climenticano, e posdomani vi chiamano rovina delie entrate, parassiti delfo SLato, ed alzano la voce per r idurvi di numero, di paga, di prestigio: voce che ricliventa clolce e simpaLi ca al primo rumor di guerra, per farsi chioccia e malevola alle parvenze piu leggere di qualsivoglia alleanza.. Cosi quei tali rinnovelfano la vecchia usanza del marinaio che implora la Madonna nella tempesta e la bestemmia tosto al calmarsi delle onde . Le in time compiacenze, e le gioie piu pure sorte da una coscienza . che sa d'esse1·e lanto creditrice alia banc.a della pubblica ricono-
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L O. STIPE::-1010 DEI SUBA LTERN! ARITMETICAMENTE DISCUSSO
scenza, capisco bene che sono un grande elemento per aumentare lo stipendio - che anzi sono un immenso Lesoro cbe preziosamente si custodisce in petLo, ma non pertanLo questo ricco tesoro non puO. essere scambiato con una quistione di quattrini. L'uQic'iale con quel patrimonio in seno vive allegro. altero e superbo nel possedcrlo, e ne misura tullo il valore cogli impu tsi di un animo generoso, colla dottrina di una menle eletta, colla forza di una fede inconcussa. .Ma non pare che alcuno sia disposto a scambiare le riccbezze di quel tesoro collo stipendio mensile. Infatti se un subalterno dicesse ad un sarto: questi ,vostri calzoni li logorai in venLi giomi sugli argini del Po durante le piene: questa vostra giubba la. abhruciai in una nolle lavorando a spegnere l'incendio di una pinacoteca cho racchinde le glorie iLaliane di cinque secoli - andate a mio nome alia banca della pubblica riconoscenza e fatevi scontare il prezzo dei vostri panni, que! sarto farebbe quistione di quattrini e prenderebbe· il vostro consiglio in burletta. Non si confonda quindi il sacro col profano: l'ufficiale domanda solo di morire dopo essersi meritalo dasuoi concittadini il patrimonio dei loro affetti : chi domanda i quattrini so no tutti coloro che gli somministrono i mezzi materiali di vivere socialmente.
DEl
DATI
DELL'ORGANICA MILITARE
Quei clati di proporz ionc (tanlo per mille, tanto per centomilc£, tanto per ?.Ln· n~ilione) che lrt slatislica militnre segna con precisione matematica nel computo delta polenza clegli Stali e cli cui si fa base l'Organica, men Ire so no senza dubbio utili e comodissimi in dollrina, in pratica non si possono accetlare se non reggono a riscontr·o cli altri dati di carallere ben di verso , che potremJl!.O dire di convenienza strategica e tattica. Cosi preodendo esempio dalla. potenza meglio armata, il maestro potra sen tenziare aalla caltedra o scrivere sui li bro che a' di nostri l'esercito d'un grande Stalo deve con.;istere di !ante migliaia d' nomini di milizia dei tre ordini per ogni milione di popolazion ~::, che la sua ca.vall eria deve essere di tanti cavali eri per ogni mille fanti, o di Lanti reggimenti per ogni corpo d'am1ata, o la SlLa artiglieria. deve con tare tanti pezzi per ogni mille comba.llenLi, e via di seguito cog! i stringati criterii a1·i tmetici; ma quando poi venga a trattare del tale Stato si vedra costretto dall'impet·o del piu comune buon senso a tenet· gran conlo delle condizioni di fatto geografiche, topogi·afiche, politi che, sociali, finanziarie, economiche, ecc. di quello Stato. E allom potra benissimo trovarsi nel caso di dovere adoperare, anche in larga misura, le forb ici sul panno k<tgliato da prima allo ingrosso . Considerata ptincipalmente la giaci tura e struttura di que!
Firenze, novembrc 1881.
G.
FONI)AM ~~~TAL I
B EI\'fEJ.LC.
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tal paese e la natura delle regioni limitrofe ad esso, cgli -o chiunque altri debba o vogl ia occuparsi di tali cose -prendcrit (ldesame le probab;li ipotcsi di guerra, e i corrispondenti scacchieri strategici, con tutte le loro appendici, e vcdra qunnte e qu.ali forz e sia neccssnrio, utile, possibile, impiegat·c ad un tratto o successivamente su quelli per una vigorosa ma razionalo oiTensiva o difensiva. n massimo eh' egli oLlerra da tali calcoli scompartito nei suoi elementi organici, gli rappresenteriL qucltanto di forze mobili di cui quello Stato ha veramcnte bisogno. Che se le condizioni finanziarie ed economichc non pennettono tanl.o, egli concluderil. che al meno debbano far compcnso, secondo i casi, o le fortezze, o il naviglio, o meglio ancora, o sin dove possibile, una politica prudente anzi pitiche~rudenle in taluni·casi. Egl i non si periteriladira: A. queslo punto, mess1 allo st.relto, non potendo sah•are insieme I' ono re e lo Stato (o, se piti ci pinccia la borsa), perla insufficienza, sianssoluta sia relativa, dei mezzi da guerra, i . . .' . . dovranno barcheO'giare e ti·ovare il modo, se possibile, di salvare almeno lo Stato. 2_ E lascio nella penna cio che puo aggiungero la. odierna filosofia umaniLaria ed economica. Chi voglia applicare all' l Lalia il sopracletto ra()'ionamento ora c~1'e rimesso in discuss ione l'ordinamento dol nost;o esercito, ~otra grungere per quella via a tali risultati da restarne forse meravi0rrJiato. Abbia in mente il presctHo stato delle nostre difese stabili da tena e da mare e della nostra marina, e pensi alle condizioni nelle quali ~otr·ebbero troyarsi irl caso di guerm le nostre costier·e e le nostre rsole. Da siffatto studio si potra ricavare buoni araomenti per combattere tali opinioni fondate principalmentesu clati ~ritmetici desunti dalla costituz ione dei grandi eserciti sLranieri. e sostener talune altre che so no in spi rate da maLura considcrazione delle eo se nostt·e. ~1a 'la peggiore guida in tale studio sarcbbe un soverchio ri "uardo alle convenienze parlicvlari di quesLo o quollo degli elemon~i onde l'eser·cito, cosicche la. importanlissima quistione or"'anica veconsiste . . . 0 msge a trovarst mcagliata e svisata da considerazioni d' interesse d'a~·me. o d~ .co~·po, ch.e in sostanza si rid.ucono ad interessi personegh avanzamenti e quei nalt. L equihbl'lo . . vantaO'O'j oo che sia rarr' o 1onevole e gmsto pt·ocurare a taluni ufOciali, debbonsi procacciare per· altri modi.
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DELL'ORGANICA MILITARE
DEl DATI FO:"'OA:\1ENTALI
~on
invocheremo I' esempio, per dirne una, del Giappone, che per mottersi in buono assello cl'arme all'eumpea ha costituito batterie campali al modo noslro, quantunque abbia tcrTeno tul.to montuoso c quosi affatto pt·ii'O di slrade rotab ili atl,c al traino delle artiglierie mentre poi non ha ancora, per qnanlo snppiamo, baLlerie qa montagna. Ne biasimeremo la Svizzera che ha tan la poca cavalleria. Ne giudicberemo dello staLo militaro deli'Innhilterra coo-Ji 0 0 stessi criter·i cho usiamo per la Francia, la Germania, l'Austria, la Russia. R.icorderemo pintlosto qualche ese1·cito, cui nocque lo avere avuLo sui campi di batLtaglia forze maggiori di quelle che vi ~i potevano uLilmente aclopernre a t·iscoutr·o di· allri che apparvero searsi al hisogno (ne abbiamo esempii recenti ) e taluni casi in cui cava.lli e maccbine oltre un certo numero a null'altro servirono che ad aumentare le difficolla delle mosse e delle vettovaglie. Che cosa fecero, che cosa faranno le due potenze a noi vicine? Per un a gucrra verso mezzodi non costituiscono e non cosli tuiranno mai gli eserciti loro nel modo stesso cite per guct•t·eggiare su frontiere piu lnrgho, su teneni piu sgombri. La Pr·ussia ha un tipo solo, ma tutti ne sappiamo il perche: eo lo dice la carta.
c. CoRsr.
171 pnl si addcntrarono nel tcrritorio franccse, gli Austro-Sardi non riuscirono ne ad impad ronirsi di Tolonc ('1707) ne a porta re la guerra sulla riva destra del Rodano (009) . A quest.o grandc valoro difensivo della zona di front1era corrisponde un valore ofl'ensivo egun lmoutc impol'lantc, dovuto al favorevo lc an- · damento della linea di co nfine, alia cl irezione convcrgcntc delle vie d' invasione terrcstri e marittime, all'ubic.:azione delle piazze forti, allo squi librio infinc di potenza fra l'Italia e la Francia . Senza quindi in<-istere sovcrchiamcntc sulla posizioue relativa di queste due nazioni, ·si potril di legg01·i comprcndcre, come la l<'rancia non abbia sentito prima del 1870 venm bisoguo di maggiormcntc pre- . munirsi contro un'evcntuale aggressione proYeniente dalla valle del Po. Ma gli eventi del ·1870-7•1 cambiarouo radicalmente la situazione: con un'Italia clre doveva in · par te alia Germanin il .compimento della propria unita, con una fronti era oricntalc quale veniva asseguata alia Francia dal trattato cli Francoforte, i pericoli dcrivanti alia giovane repubblica da una eveutuale co11l izionc italo-gormanica potevano essere ben gravi. E quosta coali;:ioue la si torncva tanto piu, inquantoche nllo1·a i IJartiti conscrvatori trionfanti in Francia , non dissimulavano le proprio antipntie verso I'Itttlia, chc una stampa intomperantc '0 non repressa minacciava f[Tlasi quotidianamcntc di una nuova crooiata; mc~ntre d'altro canto ritcnevasi che In Germania piJr- · fettamente iu armi, avrcbbc colto il piu piccolo pretesto per lauciarsi di nuovo sopra la Francia ed arrestarnc il troppo cclcre risorgimento. Dal lato tecnico militarc d'altronde, le piazze rorti esistcnti fra il Rodano e le Alpi, erette per la rnassima parte anteriormente all' introdnzione delle armi rigate eel a luuga gi tt~'l ta, non presentavano pi11 quclle qualita di resistcnza, che lot•o sarebbero state indispeusabili per potere efficacemente coucorrere nlla difesa del territorio. - I1 gonerale Chilbaud-Latour uclla sua relazionc all'Assemblea, dissc ap- . punto che i piu importairti fra i Iavori proposti, avcvano lo · scopo · di mettere le piazze all'altez1.a delle coudizioni generali della guerra e dcll'attacco, quali risultauo oggidi dall:J crcazione delle fenovie, dalla trasformazione delle ·artiglierie e dall'accrescimento degli ell'cttivi degli cserciti. Allc grandi mur:Jturc scoperte, 11lle ampic cannouiere, alle cinte ristrctte incapaci di sostenere il fuoco dell'altttcco e di prescrvare il nuclco centralc dal bornbardamento, occorrcya sostituire grossi parapctti in terra con rivcstiurcctti ben pr·otctti, artiglieric in barbetta o . 1ll casamatte corazzate, c vaste cinte di opere, che svolgcndosi su RIVISTA ESTERA
RIVI STA ESTERA
PIAZZE FORTI E FERROVIE FRA IL RODANO E LE ALPt
La vasta zona di tcrritorio fraoccse che e limitata fra il Rodano, il Mediterraneo e la frontiera italiana, costituisce un grande scac~ chiere stratcgico dotato dalla natura di eminenti caratteri difensivi. Anchc fncendo astrazione dalla impo rtanza delle piaz1.e forti e dal numero e resistenza delle truppe della difesa, e innegabile cbe le operazioni militari partenti dalla pianura del Po e dirette attraverso le Alpi contro la Francia, trovcrcbbero gravissirni o,;tacoli ad un pronto sviluppo, nclla profondita del versante occidentale alpino, uella dirczione delle principali vallate c delle grandi comunicazioni che le seguono o le collegano, nella complck'\ azione aY\"iluppante del fronte Rodano-costa mcditerranea, nella ubicazione iofine dei, principali obbiettivi: Lionc, Tolope. A CJuesto riguardo, la storia delle passate guerre alpine fornisce· ammaestramenti altreltanto espliciti che degni di meditazione e fa vivarnente risaltare tutti · i vantaggi che un a bile genera le puo ritrarre dai caratteri difensivi di questo importaute scacchiere. Ed infatti dall'epoca in cui la Francia si costitui a nazione fino ad oggi,. se si eccettuano gli avvenimenti rnilitari dol 1815 nei quali Grenoble e Lione caddero nelle rnani degli ulleati, ncssuna invasione partente in tutto od in parte dalla regione ligure- piemoutese potc conseguire· grandi e durevoli risultati al di lu delle Alpi. Nelle campagne del, ~ 707 e 1709, durante le quali, se non erriamo, le truppe invadenti
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di una periforia di 4 n 5 km. almono di I'aggio, obbligassero l'av. versario a occupare estose lineo d' invcstimento . Per le difoso a marc la nccessit:t di una trasformazione facera~ i egnalmeuto sentire, le ''ecchic opere erano pressoche tutte troppo ravvicinate ai punti che dovevano coprire per poter proteggere colla necessaria ellicncia i porti di rifugio ed i grandi stabilimenti marittimi, ne si prestavano poi, por tracciato, pi'ofilo ed armamento, a sostenere con successo il combauirnento a fnoco con le formidabili artiglierie delle moderne corazzate. Urge,,a quindi anche verso mare estendere i fronti cd aumentaro 111 p1·ofonditi\, defilare le murature, impiegare largamente la <·ornzza ed adallare i parapetti pel servizio comodo e sicuro di potenti bocche a fuoco . Una talc situn7.iol1e pol itico-militare non pote a mono di singolarmeute preoccuparo In Commissione di difesa istituita ne] •1872, allo scopo di riordinare il sistoma clifensivo del tonitorio, e il concetto fouda mentale delle sue pri mitive proposte, che :vennero qual ifi cnte come lavori di primn urgenza, quello nppnuto ci sembra essere stato di premunire la' Frnncia coutro il ripetersi delle manovrc dol 1709, 18H. o ·181 o. Incomincinti gli studi quando aucom parte dell'escrcito tedesco occupava il territorio, essi furono spinti innanzi colla massima nlucrita; numerose co111missioni di ltfli ciali percorsero in lungo ed in lnrgo le varie regioni da fortifitarsi c si concerto rnpidamente uu graucle piano d'insieme; uel pt'imo se1ncstrc del 181.\. vennero successivamente promulga te le leggi per le fortificazioni di Parigi e poi quelle per le frontiere verso Germunia e Yerso I'Italia. Chicsti i crediti pei Ja,·ori di p1·ima m gonza, il Genio militare francese die immediatamonte principio alle costmzioni: mano mano che i c1·editi si esaurivano altri ne ven ivano stanziati di guisa che il In.:.. vOI'O procedette <·elerissimo e senza interruzioni, e tutti abbiamo dovuto nmmirare la rapid ita con cui le nuove fortezze sono andato sorgendo sulla l\Josolla, sulla l\Josa, attorno Parigi, ne! Giura, nelle Alpi. Lavorando quasi con tinnamente, in alcune opere persino di notte, in altre anche nella st11gione piu rigida quandu occorreva acqua calda per disciogliere le mnlto ('1), la Francia e riuscita in meno tli sei anni, a correggere in gran parte i ~lifotti della sun frontiera oriontale, a creare :1~torno a Parigi un immC'nso camt)o trincerato, a farsi infine di ( I) Ved i per q uesli J)al'li r.olnl'i Duss' UD -
,tParis 1879.
T.es entrepre new·s des Forts de ·1874
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ESTER A
R.IVISTA
a 18?8.
frontc all'llalia una posizione offensivameute e difensinmeuto fortissima. La questione delle ferrovie, non meno importante per la difesa del territorio di quella delle fortificazioni, non ebbe una soluziono ogualmente rapida. Cio era d'altronde nssai naturale; la sistemnzione della rete ferroviaria presentava un problema ben altrirnouti complesso per potere es~ere studiata e risolta in tempo ,·ela tivamontt~ breve e o?correva tutla la calma c lurta l 'attivit~t di un go,'erno ben orgnn1zzato o siclll'o della propria esistenza, per potere con discernimento eel equik1 compilare un vasLO progetto di liuee fenovinric, che completassero la rete esistent.c, la cui insufficenza militare si ora dolorosamente manifestata nell'ultima gnerra. E questa cahna appnuto mauc6 dnpprin.cipio alia giovane repubblica, la quale, agitata da due reazioui del pari violenti, la radicale e la conservatrice, vide trnscorrere i primi (l lllll dolla propt·ia esistenza t.ra le lotte aspre eel infecontlc dei partiti poli tici. Le elezioni dol 1-i ottobre ' 817 misero Ono a questo periodo di torbidi interni; in esse la grande maggioranza del paeso si pronunzio decisamento favorevole alia ropt!bblica liborale e permisc cosi al partito ropubblicauo cl'impaclronir·si delle redini dol govcrno. Gli studi forroviar i iniziati fino dal 1876 e intorrotti clnlla crisi del 4877, vennero ripresi con alac,·iti.t, ed il min istro Froycinet espose ai primi del •1878 un nuovo c grandioso piano di lavori pubblici, ne! quale le spese per nuove ferrovie e pet riscatto di linee concesse a· compagnie incapaci di costmirle od esercitarle, ascendovano alia somma di oltre 4 miliardi. Que:;to vasto progetto, col quale proponcvasi di aumentar·c di ·1700 chilometd la rete in esercizio, aveva un carattere assolutameute nuovo, e presentavasi scnza precedenti padamentari. Antoriormente infatti ogni volta che il governo intendeva di fare costrurre alcune linee, egli ne ordinava gli studi di propria iniziativa e senza vcrun accordo preliminare col pa rl amento~ il piano d'insiemc o non vi era o non era reso tli pubblica ragione, cosicche lo sviluppo della t'ete, in luogo di seguire un ordine prestabilito, procodeva irregolarmentc con danno particolare cli qualche provincia e generale dello Stat.o. A questo sistema il tninistro Freycinet vol le porrc un frono presentanclo alle Camcre, non piu una serio di progetti isolati, ma un progetto d'insieme, Ull piano generale su cui basa1'e nn'ampia discussione per· vedere se esso rispomlova ai bisogui del pacse e per determinare gli aggravi che dall'approvazione di csso piano no sarebbero derivati all'erario. 1
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RI VISTA
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Pcrtanto cosi fncoodo si era corti di dare un assetto piu razionale alia rete, c di distribuiro piu cquamentc alle varie provincie i benefici che portauo seco le ferrovi e, ed aoche gl'interes;;i militari ne venivauo particolarmcnto nvvantaggiati, poiche presentando insieme un gra1~de lll~mero ..di ~in~e complemcntari, riusciva facili alle competent.• autor~ta ~1htan d1 apprezzarue il valore in complesso ed in dettaglto, c clt rclltficarc cyuei tracciati e aggiungere quei tronchi che risultassero nccessarii per assicuraro il funziouamento della rete in caso di guerra. All'ardita !niziativa del. ~reycinet fcce plauso l'intero paese, il qt1a!e ~omc. be?e dtsse ~ u~:;to mmtstrc, dopo sette anni di dissensi politici senttva 11 btsogno dt n posar:;i ncl lavoro; la nuoya legge sulla rete complementare d' interesse geuerale vonne approvata dalle due camere 0 pronm!gat:t poi dal presidcnto dclla rcpubblica il ,17 luglio 1879. Un cornpresc uella Jeaae del ,17 lurrlio souo . ccrtod uumcro di Jinee . 1:)() 0 destmate a aumentnre 1 mezzi rapidi di cornunieazione fra il Rodano e le Alpi. Esse, c VO I'O, non souo ancora costrut.te, c per la marmior parte i lavm·i non. po~ranno venire iniziati che nella prossima prl~a vc~a, ma sccondo t1 progctto dol Govcruo, la nuova rete dovra ·veuire 1.1ltnnata .col. 18HO a rn~uo di circoslanzc ora imprcvedibili. Ma talt ctreostnnzo SI verifich er~nuo? Questa e l'incognita dell 'avvcnire; nullamcno non ci sembra contestabile l'~ti litil di studiarc fin d'ora J'incremenlo che porterit al vulore c~1 feustvo od ofrcusivo tlella zona fra Rodano ed Alpi la completa atttwztone del programma ferroviario del sig. Freyciuet.. l'ert.'lnto la succinta descrizione delle nuo,·e fortificazioni innalzate nella z~na di frontier~ al sud-est ~ella Francia form eril la prima p~rte dt. ~uesto lavot·o; nella sccouda parte sLudieremo, dal punto di Vlsta mtlttarc, la rete ferroviaria attuale e complementare della zona medesima. I. P iazze-fortL 1o Camttet•i oen1wali del sistema fort·i~cato
f'-ra il Rodano e le A.lpi.
. Come nbbiamo acccnnato, i uuovi lavori di fortificazionc sulle feonttere .su~-or!ontali della Fraocin, anzitutto iniziati colla qualifica di lavon dt. prtma urgema, miravano n sbarrare colla magaiore efficacia le gr-and1 linee d'invasione della Tarantasia e della Moriana. '
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In seguito il sistema ~ifeusivo. si a~1do .eompletando con nuov<~. o~er<~ lie linee d'invasione pui mendiOnah, rhmodochc tulle le grandt lmee ~~ marcia alpine, ad eccezione di quclla ~el. Semp~one (1), sono ora difese da forti di sbarramento o da camp• tnnceratL P rima peril di descrivere le singolo piazr.e, cr.ediamo opp~rtun? dare uno sguardo complessivo all'inti<~ro sist<~ma, onet:tan~olo sta r~spelto ai grandi obbiettivi di Parigi, Lione o Tolone, sta I'ISpoLto al ststema difensivo delle frontiere orientali col quale esso e strett.~ ~en te legato. Conduciamo percio le linee immaginari<~ .Roma-Pan.gt, . e Roma Lione, queste ci determineranno un scttore, 11 quale, mdtpend~nl~~ mente dagli ostacoli aa~urali cd artificiali, rapprcsent~ la z~na. ~~ pill hre,"e percorso fra il uostro territorio e i dnc ~r~ndt obbtetttn; J.e operazioni militari quindi tendera·nw a srolgen;t tn qnes.to settore uttlizzandone tutta la viabilitil eel in esso vorrnnno successtvamente a~ immeLtere tutte quelle truppe le quali, benche diret~o sopra u~o. det due punti aceennati, dovranno per ragioni stra tegtclw o log1stiCho prendere dapprima dirczioni divergonti. . . . Tolone, posto all'infuori del $rande settore ora mdtcato, non potra cvidentemente essere obbiettiyo ·chc di opm·azioni diversive e queste troveranno le piu ccleri comunicazi.oni yet via tet,Test•:e nell~. zona Tolone-Aiessandria-Genova e per vta ell mare snll amp1o som1ctrcolo racc.hiuso fra le coste francesi cd italiane e la linea Roma-Tolone. Questa parziale e fittizia divisione del teiTitol'io .dei due paesi~ ci pare corrisponda assai bene al tracciato d~lla frou.tt ~ra ed alia dtr~ zione delle graudi ]inee di marcia tenestn e martttune, le quale dtfatti pos:.ono raggrupparsi; nel settore principale, Piceolo S. Bernardo Moncenisio Monginevra- Lautaret. ne! secondo settore Tenda Cornice Vie m~rittime infine nella zon3 intermedia Monginevra-Durance Argentera . (l) Anche su qucsta linea si c in procinto, a qunnto semh1·n, Cli inn olzm·e efficac i clifese nolla parte settentdo nale dc!ln Savoia, del la cui neut,·allzzar.lone (l!l re nou vogl> a tenersi alcun con to . - Vedi in proposito i vi ol ~nti cd auon imi artlcoli clal JOiu·nat tics Scieuce1 Mi!itaires, ma ggio e giugno )881, Si.d le {ortiflca:ioni sviuerc e sulla neul?·altta dett·atta Savo1a
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Quauto a! tracciato dell a fron~iera, csso si presenta, da Grappillon a Ventimiglia grandernente obliquo all'asse del serore principale, <·osicche in uno schieramento dei due cscrciti sulla frontiera, ciascuuo di cssi troverebbesi colla mctit destra del fronte fortemente avauzata. Per noi, dato il caso cli un'alleanza colla Germania, questa posizionc non sarebbe senza vantaggi, ma se abbantlonati alle nostre sole forzc fossimo miuacciati dalla Francia di un' invasiouc, le condizioni sarcbbcr·o assai diverse, poiche noi ci I'Cciremmo seriamcnte compromcssi nullo nostrc linee di ritirata, qualora l'esercito fraucese avanzasse colla propria dcstra, rnentre non miuacceremmo le sue sconflnando pe1· le vie dol piccolo S. Bernardo c del Ccnisio . Aggiungiamo anche come in talc schieramento ciascuno dei due eserciti av1·cbbe un fianco, qttello meridionale, appoggiato al mare, ma le opcrazioni incamminate per le vie mat·ittime ed ;orientate rispetto alle grandi direttrici Roma- Parigi e Roma-Lione sarebbero assolutameute divcrgenti contro Fraucia, mcntre contro di noi potrehbero con grave 11ostro pericolo convergere cou ([Uello procedcnti pel settorn principale. Cio premesso, pa1·alizza1·e ogni nost1-ct agg1·essione 've-rso 'it nont, accrescere il valon (l'i,fensivo ed offensivo del prop1'io cent,ro e dell' ala clestra e prepar.~t·rsi una base met1'ittima · gagliaTdamente protetta da ten-a e da ma1·e, ci sembm sieno stat'i i principali scopi degli O'rgam'z::ral01'i del mwoo sistema difensivo francese . Questo sistema infatti ci apparc costituito da u·na prima linea strategica composta dei gruppi fortificnti del medio Iscre,· dell'Ubaye-Durancc e del Nizzardo, dietro alia quale stanno a guisa di graudi ridotti d'ala le piazze di. Tolouo e di L'i ouo, e da una linea difensiva cosLiora, comprcndeute le Jorti ficazioui rnariuime erette snl le rive dol Mcditoq·anoo da Turbia a Marsiglia. Qnanto alle fortificazioni di tet;ra noteromo come, ne! settoro principalc le tro graudi vie ·d'invasione urtano ne!la linea di difesa del medio lsere ne! tratto Albertville-Grenoble, linea che formidabilmeote fot·tifi cata agli sbocchi della Tarautasia, dclla Moriana e a Grenoble costituisce un potcnte ostacolo il quale copre la grande tcnaglia del Rodano da L'Eel use a Livrou. Appoggiata a nord al massiccio del M. Bianco ed alia Svizzcra quest..'\ linea puo a sud esserc evitata mediante un largo giro per la via Monginevra 1 . M geutera ) Gap-L1vron; ma u 1;l;.lndere pil't difficile e pericolosa questa mauovra e stata ingrar!dita Briaugou e riattati Mont Dauphin, S. Vinccut e Tournoux.
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RJVISTA
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Ne risulta quindi che le operazioni d' invasione aventi per primo grande obbiettivo Lione se seguouo le duo lince di marcia piu settent.rionali, urtano di froute la linea del meclio Isere ed espougono il tianco e le spalle a contromauo\Te ba$ale su Brianl,{ou e Grenoble; se marciano sulla gran do direttrico Roma-Lione, debbono snccessivament~ espugnare Briangon e Gronoble; se infine pur dirigendosi sopra Lioue vogliouo ·scostarsi da talc direttrice e procedcre clalln Argcntera u dal Mongincvra sn Gap e Livron, allora esse sono arrostate clalla mgionc fortiflcata Briangon-S. Vincent-M.e Dauphin, Tournoux. Ne! settore secondario Tolou e-Alessr~ndria-Genova le vie d'invasioue del Tcnda e della Corn ice souo esse pure sbarrate la prima dalle posizioni fortificate Authion, Rrois-Sospello, la seconda dalle fortificazioni di Turbia- Nizza. Ed anche qui le operazioni clu• tcntassero dbcendere su Tolouo dalle vw piu a nord dal Tenda c cioe dal )[onginevrn o clalln Argentera urterebbero nella posizioue f'ortificata Brian~on-}P DauphinS. Vincont-Tonmoux. Cosicche /' impot·tan.za, nella (M'ens·iva, d·i r;_1tvsta posiz·ione Altn Dut·ance-Uuaye non pot1·a s{aggi1·e ad (J,{cttno se si considera , che finche essa e ·in 1nano del di{enso1'e, non sono possibih ctttacchi con1ie1'genti pe1· piib dJi due 1-inee, tanto sopl'a Uone che stL Tolone; e quesbi attacchi poi si roedmnno minacciati sui {i(Utehi e sulle tiie di ?'iti?·ata dalle manov-re cont?·ofl'ensiue, che 11otrebbero es~;ere tenlate dalle truppe occupanti la detta posi::ione. Passiamo ora a considerare rruc:;ta p1·ima linea fortificata dal punto di Yistu dell'appoggio che c,;sa pw) IH'Ocn.rnrc alie operazioni ofl'easive dil'etle contro il nostro terrltorio. Osserviamo anzi tutto come i Francesi non abbiano erette nuovc forti fi cnzioni in prossimitit tielIn Jrontiera, se non cla Briangon iu gitt, infa lti ; Albertville dista dal piccolo S. Bornardo di 79 chilometri Aiton id. id. Cenisio '' 00 id. Bri ao~on id. id. ~longiue\ ra ,J.J id. Tournoux. id. id. Argentcm ,17 id. Opere di Brois id. id. dalla f1·ont. oltre Foutan ·18 id. Turbin id. id. id. id . )!en tone H id. Questa disposi.zione particola1·e delle fo~·tificazioni, tende pe1· cost dire a render rigi.da la g-rande concc~1iitd del f1·onte fmncese, consel·vandone intatto col gruppo del Nizza1·do, il minacc'ioso ca1·atte1·e a:~>v?:luppante e favo1''isce po'i singola?·-mente 'ttna mpidissitma azione conwo il centro e l' ala s'in'istm della nost-ra linea di difesa 4NNO XXVII, VOL, !.
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R I VISTA 178 per le ·vie deL Jlfonginevm e dell' Jrgentera. e pei vahch•i, '11Vimori inte·rmed;i. A questo secondo scopo ?n<imbilnwnte c01·risponde il [l?'t~ppo fort·ificato Alta-Dwrance-Ubaye, amp·ia e sicu1·a piazza d' armc, ove t;r·uppe, g1·osse arti-gl·ic?"ie , •viveri c m·unizioni., t-rovano .cornocli.ta d'ogni genere pe1· ricove?'a1'Si in p1·ossimita deUa M'esta '!in attesa deL .1nomento oppm·tuno pM· · scon(inare. Nulla fu tra.scnrato nella o1·ganizzazione d·i qtwsto gn~ppo, pe·r semplifican ne;i lrinltiti del possibi/.e il gmve p1·oblema log·~sl!ico del passag.g·i~ delle alpi; /.~onde anche dal p11;nto di vista deil'offensiva 1mo d;ws"' che la pos,zwne B1'i.a;nyon-Tmwnoux-S. Vincent ha irnpo1·tcm.za cap•italissirna. In conclusione i grnppi fortificati dell' Isere, della Durance- Uhaye e del ~izzardo costituiscono una specie di gigantesco fronte bastionato obliqno alla linea di confine ed il cui hastioue sinistro ha carattere particolarmente difensivo mentre qucllo destro e la mezzalnna hanno spiccatissime qualit.a offensive. . Dietro ai bastioni di rTU%tO fronte stanno, a sud 1l gnm cam po trinoerato di Tolone, a nord la linen del Rodano da Lione a l'Ecluse , col campo trincerato di Lione, e i forti di Pierrechate1 e l'Ecluse. Questi carattcri passivi di Tolone per rispetto alle vie terres'ri, · sono ad esnheranza compensati da qualitit emiucntemente o!Tensive per le vie di mare e finch !~ questa piazza ri~arr~ in .ma.no alia dil'esa e la llotta francese sarit padrona del mar·c, 1 pertcoh dt una grossa operazione diversiva sulle nostre coste non potranno dirsi s?.emati. . · Di guisa che le operazioui terrestri potendo pur senza seru pencoh scansare Tolone, sono nonostaute ohhligate ad url.arvi e cruesto campo trincerato ha oggidi un valore difensi vo talmente considerevole da richiederc lungo terripo e potentissimi mezzi d'at.t.acco per potere essere dal lato di terra espugnato . Il front.e marittimo Turbia- l\iarsiglia co!Je opere a mare di Turbi~, Villafranca Hyeres, Tolone, Marsiglia, e fortemente organizzato per impedire il bombardamento dei grandi porti di Marsiglia e Toloue, per tenere lontana la tlotta nemica dalle localita piu adatte agli sharchi ed allo impianto di basi di rifornimento di uomini e di materiale, per assicurare infine il celerissimo allestimentD di gr~ssi conv~gli marittimi destinati ad operazioni diversive o concorrent1 contro rl nostro territoriO'. La superiorita numerica deJJe forze francesi di terra e di mare per rispetto alle nostre, accresce singolarmente il valore di qu.esto front? il quale permette alla Francia di utilizzare, sia nell'attacco cbe nella difes11 le vie mariltime nnitamente alle vie terrestri . Con cio essa potra
179 nell'olfensiva dimiuuire i·n modo notevole e forse decisi vo le difficoll<:t di varia natura opposte dallc Alpi ad nna grande invasione, mentre nella difensiva costringera noi ad all'routare senza il sussidio del mare tali difficolf1 non solo, ma anche a dividerci iu due masse dirette sui due lontaui ohhiettivi di Tolone e Lione. Ci rimane infine a vedere come il sistema difensivo alpino si colleghi a quello delle frontiere orientali fra.ncesi in contatto colla Germa.nia. Lione al eon!luente del Rodano colla Saona, al verticc della grande tanaglia del Rodano, ed addossato alia catena di monti che sotto vari nomi separano i I ba.cino di q ue~l i due fi urni da quelli del la Loira e della Senna, costitnisce un punto obbligato per le operazioni d'invasione provenienti dall'est o dal sud- est. · Esso infatti irradia. un sistema cosl fitlo cli stra.de ordinarie e ferrate ed ha comunicazioni cosi celeri e sicure cogl'interni bacini della Senna e delln Loira, che nol~ sarebhe possibiJe .cvi tare rrnesta piazza senza esporre i propri fianchi e le proprie spalle eel una offensiva rapidissima delle truppe de! la dii'esa facenti di Lione il perno delle loro contromanovre. Ed il successo di qneste sarebbe assicmato dal grande valore delle linee d'ostacolo Rodano e Saona e dalle formidahili fortificazion i delle citta, le quali oltr·e a tenere il nemico a grande di5t.ailza, permettono di raccogliervi al coperto grosse masse di truppa eel abbondanti provviste di munizioni, di armi e cli vcttovaglie. . Crediamo superfluo l'aggiungere cite J'irnportanza politic.a cli questa seconda citla della Francia , ohbligherehbe l' attaccante a cetcare con ogni mezzo d'impadronirseue. Tolone e il grande arsenale marittimo fra ncese del Mediterraneo, e la base di tutte le operazioni di sbarco cite la Francia potrebbe tentare contro di noi. Le sue nuove fortificazi oni benche numerose e ben collocate non danno pero a qnesta piazza un grande valore controffensivo ed essa non potrebbe esercitare sulle operazioni che mascherandola tcndessero a Marsiglia ed a\ Hodano, che un'azione limitata, a causa essenzialm!3nte della sua posizione ecceutrica e della strutt.ura orogr·afica della regione, la quale ha oLhligato il sistemn stradale anzir;he a couvergere su To lone, a svi lupparsi nel senso paralle[o alla costa e cioe da ovest ad est. Ed infatti, qualora l'armala cl' invasione disponessc oltre delle Jinee del Tenda e della Cornice anche di quella de!Ja Durance, si comprenclc facilmente come Je truppe mohili della difesa, le quali facendo pcrno a Tolone volessero maitovrare controffensivamente, non potrebbero esegnire che attacchi fron tali a meno di esporre gravemente le proprie comunicnzioni col campo trincerato. ESTER A
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11 terri lorio att.ravcrso al quale si svilupp:mo le migliori comunicazion i fra i due Jronti slrategici alpino e gcrmanico <) lirnitato ad est da qucl tratto di con fi n<> chc partendo dal Rodano prcsso L'Ecluse percorre longituclinalmente la regi•me del Giura , att!·aversa la deprcssione di Bell'ort e raggiungc quindi la Ct'CSla dei Vosgi su cui si mantienc fin jll'CSSO Donon; tale territorio e protctlo contr·o attacchi provenienti dall :~ Svizzera o d:~ l l a Germania da una serie cli opere di sbarramcnto corrispondenti ai passi del Giurn ( I) e dalla posizione fortificata Belfort - Besan~on - Lrmgres- Dijon la quctlc occupa tutta la rcgione dell' Alta Saona e ne domina lr pt·incipali comuni<'azioni colic valli delta Senna (Dijon), ~Iama (La ngre~). Mosella (fot·ti dell'alta Mosclla c Yosgi), Reno ( BelfMt) . Questo vasto Cjuadri latcro :;alda as~11 i bene la d i fcs:~ nlpina eot1 quella della linea forti!lc:ua ~Iosa-\Iosella e si presta mirabilmente :~lie manonl! del difensot·e tendcnti o :~cl impcdire la conginnzione di tlue an nate pro1enienti dal Reno e clal Po e direttc sn Lione, ovvero a minncciare il fianco c le comunicazioni de l l'attacc:~nte il C{lWie impad roni tosi di quest'nltirna pi:IZ.za si dispouga a marciam risolutament.c sn Parigi . 2i) Desc·ri::;ioiiP delle singole piaz;:;e (2).
.Proccde1•do da nor1l a sttd le prime foniOcazioni chc s'incontrano sono quellc del medio r~i·rc, le quali difcndono gli sbocchi della Tail) Ycdi per 1.1 descrizione di <1nesti foni ·il nostro ~•·ticolo sutle forlillcazioni svizze•·o pubblicato in quest~ nivi~ta , ma~:gio 1880 e !'articolo del Jow·nal des Sciences mllttair es, maggio 1881 - J.es (o1·ti{ications en Sttisse. t2) Pet· 1' irltlicaziono dei singoli pun ti fortitlcati consultammo ; 1") La C•·onaca m i!ita•·e estc1·a ;mno 1874 2° semcstre che dit la relmiono del gcncr·ale Chabaud-Latour con t'cnumerazione delle opere proposte re•· le singole piazzc e la dcscriZione dell<! uuove fortitlcazioni coi nomi e quoto dei forti p•·ogettati. 2') L'elenco di opere, pubblicalo net Journal officict mllitGire, anno 1Si9 ~. 73. s•) 11 .Journal o(fici el de la r epttblique {ranfaise an no 187-l e seguenti, ove si trovano le discussioni in extenso avvenuto nll'assomblea per le fortificazion i, non che i rapporti delle sottoco mmissioo i pa•·lamontnl'i anncssi ai progctti di leg~;e per· Ill cos truzione delle nuovc pi nzzc, radia mcnto di vocehie opere ece. 4o; GlograJ>I&ie -m!litai1·e - F1·ance - Del maggioro l'iiox, che da nolizic circa le opere piu importanti delle singole piazzo o sull'aziono dollu medcsime. .;0 ) Lois su1· les se1·vitrules militai1·es. Lion 1880; pubbhcazione del comitato lionese per l'aboliziono dcllo ser· vitu ruilita ri delle vecchic fortincazioni, c dove e dcscritta la piazza di Lione. / 6°) GiM·~rale d'A1·tiglie1'ia e Gcnio, anno 1881. ottohrc - Ove sono doscr·itte le rot·tilicazlOil i crotto sulla nosu·n rrontiea·a dalla Francia 1°) Car te de la f•·ontiere des A l!>C& 1/SO OOOa curve o colori; ca1·te de Fmnce 1/ 80000, Carte des cults de Fra11ce, carte cle la France tt des pays voisins del NIOX; ca r/a degli Stati Sardi (:Yi::ardo e Savoia) alia scala c!i 1/ 50.000 ecc
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rantasia c dolla Moriana e I' importantc uodo stradale di Grenoble; esse constauo del punto avanzato di Lesscillon, dei due grandi gruppi di Albertvil le e di Aiton o del campo trincerato di Grenoble. Lessei.llon. - Le vccchic opere di qucsla piazza subi1·ono dopo la ccssione della Savoia alia Francia alcune modificazioui onde rivolgerne J'azioue principalo in amonte dcii'Arc. Nuovi l:~vo,·i >ennero recentemcnte iutrapresi per eo mpletarc lo sbarramcnto dell a valle P battere Jo sbocco della strada del piccolo Cenisio. tcsseillon .con tali Javori complementari sarit cousiderevolmcnte a!rorzato c copririt con grande effi cacia la stazionc di ~Iodane r lo sbocco occidentale della ealleria del Frejus. ' Albe-rtville. - Le nnove rortificazioni SOilll dispost~ ~u due linee, J'antcriore sui coutr·afforte di Conllans (bn~terio Conflans, Fn,·cue e forte Le Mon!.), battc a varic altezzc la vallata cleii 'Isere in a montc di Conllans eel impediscc il collegamento delle opcrazioni proccdenti per qnesta valle con qnellc disccndenti per la vallc di Beaufort; l'estensione di qaestl~ p1·ima l·inea difens ioa c di 3 chilomet1·i. La seconda linea si estende pe?' br.n ·1 1 ch·ilometr~ d:i frontc i'l'a il colle 'l'::unic e lo sbocco di Ugines e consta dell <· scgueuti oper·c a cominciarc dalla destra: forti Tmnic e Villard, b:lltcrie Granges, Chaleauvieu-x, Lan~ou e forte Lestal; cssa batte l'ampia Yallata deii'Isi·t·c-Arly c rcude oltremodo difllcilc l'attacco del m:-assiccio d~i Beauges fra i passi di Ugines c di TanJie. - Tutte le opere tanto tl i JH'ima che di seconda linea sono coJico-atc rollc ~crr:mdi rotabi li tlello:~ l)ian ut'a per mezzo di s t.rad~ mirJi·ari. . liton. - Pt'c:;so lo sbocco della Moriana sono stale costruile le batterie d.i Aiton, Tcte Noire, Frepertuis e il f<Jrte )!ontperchct che battono le val le dell' Arc a montc di :Aiton ; il fo rte Montgi lberL e minori battel'ic al Sapin di S. Georgcs c alia Croix S. Bernard, aventi azionc sulle strMlc che risaleudo <ln Aiguebclle il versantc sinistt'o dell' Arc, conducono su Chamou'\ nclla Yallc dt•l Gelon nllc spallc della streua di Ai ton . Ttttte qucste f'orti fica;;ioni, collegate fm lo?'O c colla 2Fianw·a 1necbinnte otti me ?'Otabiti ·mil'itM·i, co~tit·uisc?no un g1·ande {'-ronte c~ ten(l.glia de~~ convp lcss'~vo S1Jilnppo d:• 0 clv~lo--, metri con aziouc e!Ticacissima sul foncl o delln vallc dcii'Arc c sugh adiacenti ver~anti sino oltre la Roche. 1 1tri Javori sono iu corso sui pendii orieutali dei 13eaugcs per battore la pi :~ ua deii'I::erc prcsso il connurutr. dell'"\.rc c per clifendere il passo del Co lic r:lu Frenc. 'Consider<l lC ncl loro ro111 p l c~so le fortifit'nzion i tli AitOtJ e AlberL·1
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villc ci semh1·a rispondnuo pcrfettamente allo scopo per cui venncroe~·etio, di sbarrnrc cioo le vie piu rapidc c stratcgicamentc piu pencolose clle couducono dnlla fT·outiera italiana sui Rodano in a monte di Lionc. Collegnte clallc cornunicazioni che percorrono la valle dell'Isere, appoggiatc allc spallc: dal massiccio dei Bcau"es di cui cop~·ono gli sboccl~i priucipali ed ai fianchi dal gruppo aipino del montc Btanco e clalla JllilZ7.a Gt·cuoble, esse non pos:;on·o temere che uu attacco frontale, pet· resisLCt'<' nl quale sono state orgauizzate formidahilmente. Gnnoble. - Alie vccclt ie fortificazioni di questa piazza cioe la cinta hastiouata e i foi·ti R:-~bot e Bastille, sono state aggiunte molte ed importauti opere nuove (Fol'li S. Eynard, Bourcet., l\Iuricr, Quatr-cS~iguenrs, Montnvie, Comboirc, S. Nizier, Sassenage) le quali hanno azwnc sulla vallc doll'[:;erc, tanto iu a moutc che in a valle di Grcnoble, sulla valle ucl Dl'(lc, sui lcnJbo meridionale del massiccio dclla graude Chartreuse c sulla zona colliuosa fra Iserc, Drac e Romanche. Inoltre a megl io [Jl'otcggerc da sncl il rientrante fra Drac eel Is/H'c ove trovasi la stm:ionc J'erroviaria, e stato costrutto nn nuovo tratto di cinta bastionata chc coll oga l'ant'iGn cinta col Drac; uu altt·o u·onco fra quosto flum e o In Basti llc verrit presto inalzato . Il cctrnpo t1'·i:nce1·ato cli G1·eno!Jle ha complessivamtente to svihtppo peri{1.wico d•i 45 ch·ilomet1·i e la clistanzet d!J'i, forti dal cent1·o delta pia:sza. 'lim·ia da .'J n 7 ch•ilomet1·i. - Il frou te nord orieutalc sbarrante la vallo del Grcsivandan e il pit't ampio e il pit:t gagliardamente organizznto, gl i nltri fronti, sebbene mono afforzati, proteggono con sufficientc efficacia In piazza da sud e rla ovest, donde possono anivare attacchi meuo important.i e soprattutto meno celeri. Dopo il gruppo foJ·tilicato del medio Isere viene quello della Ubaye-Durance il quale comprende le pia.zzc di llrian~n, Mont D11upbin, S. Vincent, Toumou).. B1·iwlf0n - pl'incipale punto del gruppo e un vasto campo trincerato che comprendo: un nnclco ceutrale con robusta. cint-11 bastionat-11; una serie di opere cstornc di autica costJ'uzione ed infine una linea di opere avanzate recentcmente innalzate. Le vecchie opere sono di Sallettes, Trois-T5tes Dauphin, Randouillet ed Anjou che sba.rrano molto erficacemuntc le vie dol Monginevra, di Grenoble e di Gap. Le opere nuove sono, due grossi forti alia Croix. di BreLagoc c all'Inf~rnet, un:-~ ridotta prosso I'Oratoirc, due linee di opere campnli (trincee ndottc e hattoric) In prillla delta dol Gcmdnm sulle ;~)ture fra Durance e valle Cerviet·es, la seconcln delta del In Grandc Maye fra i valloni di Cervic- · res e des Ayes. 'l~u tte lftLeste open; cost·itwiscono ?.mlt linect spezzata
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a (1·onti rientranti, e 1'iuoltct ad est, del compless'i!110 suilt~ppo . di 2~ chilomelri, la massima cMstanza delleope~·e dal cent1·o delta p tctzza e dri 7 chilometri. La difesa nclle valli del In D ur:mcc e di Cervieres e terreno intermedio e efficacissima. - Numerosc st.radc militari colle"ano le opere fra toro e colic comunic:tzioni della pianura. Verso il "tautaret e verso Gap non sono ancora state inualzntl.' nuove difcse. A Mont Dauphin si e riattata in parte In vccchia ciuta e fattc nnove battel'ie. - Analoghi laYori sono pure st:-ti cscguili a rinforzo delle antiche difese a Saint Yincent e a. Tournoux. Le coudizioni del gmppo fortificato Altn t..:bn) c, Du ranee, considerate q11ale sbarramento delle vie del Monginevra c doll' Argentcra, sono in complesso delle pit\ favorevoli. L'attacco frontalc di 11riau~on de,•e superare enormi diffi-colta naturali eel artiocinli, l'anolgimento a sud per i passi second<lfi che immettono nclla va llo Gu ilurta. nella pinzza di Montclauphin, mentre quello a norcl, se per I'.Gchelle-llull'cre, oltre ed essere entro il rag~io tattico della piazzn esigcrebbc per essere effica.ce notevoli Jnvori strildali , se per I'An-Galibrier sar<' bbe molto lar"O e costrin vrrerebbe l'attaccantc a risal irc l'l'IS[Jro vcrsantc meridioo na.le dcll'Arc cla Saint N[ichel ai.Colle urtando conLro numerose cd uttime posizioui difem;ive. Quanto a. Tout'nonx se l'a ttucco f'rontale di esso puo incont.rare difficolti1 minori, il pericolo cli esscr colto sull1anco dal difeusore di Brianguu e gravissimo, permcmeudo lo piazze di Mont Dauphin e cli S. Vincent di sboccat·e in valle cli Ubaye per la strada. di Vars c per qnella della Durauce. Ni;;zaq·do . - Il grnppo delle fortificazi oni del Nizzardo incominciato solo da pochi anni e ancora incompiuto, tullaYia i lavori sono condotti con la massima alacriti.l sia sulla via dolla Cornice che su quella del Tenda e le rotabili militari le quali inadiano da Sospello a Tm·bia, al colle di Brois, aii'Authion e da quest'nltimo punto a Scarena sono pressoche terminate. Le ope1·e dell' 1luthion e di Bro-is, {ronte d:i 10 chilomet·ri, disposte obbliqnamcnte alia linea del Tend a la sbarrauo al passo di Brois e impeclendo ogni aggiramento all'attac~ cante, favorisco no, gli spostamenti del clifensoro da snd a nord e 1 contrattaccbi sui fianco sinistro di ch i disconcle 1::. Roi:~ . Le opere della Turlria e di Nizza (forte tc:;ta di Cane, baLteri a Forna, Forti, Revere, Drette e Rismiez) estendendos·i sop?'a nn {t·ont e spezzato d·i 12 chi lomet1'i sban·ano tutte le numerose comunicazioni che convergono clil esL e da nord sopra Nizza fra il corso del Varo eel il littorale. Le opere attorno Sospello iuDne, poste a eguale distanza fr·a I'Authion e la Turbia collegano la difesn delle due strade
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principali e concol'fono a mantenere separati gli attacchi svolgentisi sulle medesime, pcrmettendo al difensore la manovra per linee interne. Dal punto di vista dcll'offensiva frnnccso, qucste foJ'tificazioni favoriscono poi la conquisla ddl'alta c della bassa Roia e possono servire di base agli aggir:~men li della difesa del colle di Tendn . Veniamo infine alle grandi piazze di scconde linee Tolone e Lione. Tolone . -Le vecchie fortificazioni di questa piazza consistenti nella ciota bastionata, nei forti Cap-Brun, Lamalgne, Faron, Croi'C de Faron, Grand S.t-Antoino, Malbousquet, Cairo Saint-Elme e nolle batterie Cap,. Bruo, LaH~a l guo, Tour BeaumonL, Caire, Carraque, S. te Margucrrtc, Carqueuauno e nnmerose altr·e minori, veunoro in parte riauate; si sono poi erotte nuove eel inrportantissime opere sia verso terra che verso marc. Tutli qnesti puuti fortificati possono cosi ra"0 gruppat'SI; H·mtle orientale, Forti Colle Ncgre, Coudon in prima linea e forti Croix de Faron Lamalgue e Cap - Brun in ~econda linea. Quesre opere battono con grande efficacia la zona piana chc si estende acl orieme di Tolotre fra il mare, i ntoo ti c le :Jltnre cli J'iva siuistra del Gapeau : Fronte no1·cl. - Forti Coudon, Faron, S.t-Antoine Cap- Oros, Gros Corveau con azione sulle altnre a nord dclla piazza c sulla gola di Ollioules. Fronte oust . - l•'orti Gros - Cen·ean, Si'\. - Fours; battono la pianura ad ovest di Tolonc e la baia di S.t-i'iazaire. Grande 1·adr~. - A comiuciaro dal l'estrornita orientate batterio Car<rn ieranne, batteria S.tc Margueri te, forte o batteria Cap- Brun, forte c hnlLeria Lamalgno, battcrie Cronpo l arnalguo, Aguilettc, Cairo, Lazaret, Carraquo, Croix Cle Sigaaux, Cap- C:<>pet ed altre mioori. Costa fra capo Sirie e capo Cepet. - Batteria Pie1·redon; Peyras, S.t-Eime, Gros -Bau, Cepet e opere minori. · Pertisola capo .Sicie Fot·t S. Elmr. Penisola Balagaie1· Fo l't Cairc. 1l peTimel?'o este?'tW delle opere che t'i.nyono 'Verso terra la p·iazza ha wu1- sviluppo Fm i [J?·ossi {m·ti cbi .S·ix- Fom·s e Col/e M,gre di olt•re .92 chilometri e la clislan::a delle opere dalla rinta e cli 7 a 10 chilometri. I fronli orientalo e settentrionalo sono particolarmente forti, l':~ttacco di essi riu ~cirebbe Jungo e difficile ed .esigerebbe un nnnt croso e hen provvisto corpo d'assedio. Le difese a nrnrc sono esse pure iormidabili, e ben difficil mente potreLbe una fl oLLn ncmica peuctrarc nella grande rada battuta da piu •
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centinaia di pczzi e con fuochi incrociati od accostarsi alla insenatura delle Sablettes per bombardarc l'arsenale. Ritcnute come sicure le cornunicnzioni per marc di Toloue col r~sto deJla Franci<'l puil n;;sei'irsi chc qncsln pia7.Zt\ rinuisce in se tntti i requisiti di un potente ridotto str·atcgico, copre Marsiglin ed il BassoRodano c assicura il posscsso dclla Provenza. Lione - Questa importantc cittil c diresa da due cinte di forti delle qnali la piu interna comprendc le vecchic opere, c l'esterna lr nuove. Considerando i LJ'e settori in cui resta uaturalmontc diviso il terreno adincentc alia piazza <lai cotsi del Rodauo e della Saooa, lr: varie fortincazioni possouo rnggru pparsi eosi : Ri·va sinist1·a del Rodano - f:inec~ esterna; rorLi l<'czi n, Corbns, Bron, haltcria Parilly e Lcssiguas. Linea interna: fo1:ti Vitriolerie, Lamotto Yillcurbanne Brotteaux, lunclla Charpenncs, Ridotta Tete d'or. Qneste opere di 2a linea ~ono collegatc da una cinla hastionata c~ntinua. Tutte le comunicazioni chc convergono da l Dclfina lo e da lla Sa~ voia su Lione sono con gruncle effi cacia battute dallc opere di ·la linea. -- Quello di secouda linea htumo valore difen:>i \' O pi U. limitato i u causa dcll'andamento del tencno c dello svi luppo dcll'abitato che maschera in buona parte la loro azione esternn. Fra Rodano e .Saorut.. - Linett e$le1'1Ul: forte Yancia e battet·ic Sathona) c Scrmenaz. Linen. intema : forti J\'fontcssny e Caluire collegati da una einta continua. · L'azionc di questc due lince il oltremodo efficacc su ~utto l'altipiano racchiuso dni due finmi ; la stretta naturale fra i bnrroni di Rillieux e di Sathonay e copei'ta dal grosso f9rte di Yancia cho assicura al difensore lo ~bocro nella pianura di Dombes. Riw dc.~trn del/a, Saona e del Rodano. - Lnwt esterna; forte 1\I.te Yerdnn e haucrie Carrii>t·rs, ~a reel, Montou, Fretha, Monteclard, Bruissin rorti Clos-Roux, bllttoria L'Orme, C:dto Lorettc, Nlontcori11 Champ vi llars: linea intema; . Forti di \'aise Duchere Loynsso, cinta di Fonl'vii•t'CS, fot-ti S.te Irenee, S.tc Fo\; lunclla S.te l?oy . Quest~ fortificazioni sbarrano lo strade che conYel'gono su Lione per la riva destra del RodaM c della Saona, coprono le comunicazioni dolla pi:ma coi haciui della Loira c) rlclla Sem)a e formano , col gmppo del l\'lonr. rl'Or, un ultimo c formiclabile ridotto por la difesa. Cousidcrando le fort•i(tcazioni rli Lionc ucl loro complesso, note-
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remo come esse s'i distendono su dli una ptwiferia d!i 60 chilomet1··i coprendo la citta e 1'l con(tt~enle della Saone col Rodano ad una distanza cli 8 a cl 11 ch·t:lomett·i. Per tal modo I' investimeo to dell a piazza c roso gr·andementc dilficile sia per l'estensione della linea da occuparsi cbe per i grandi ostacoli del Rodano e della Saone; e si facilitano poi singolarmcnto le manovre dol difensore a cavallo dei due fiumi. Le vecchie fortificazioui che, in ispecie sui fronte orientale, non hanno prcs:;occhc piu veruna azione esterna potranno a motivo della Joro ampiezza servirc per rinnirvi truppa c materiali a portata dclla prima linea, ed inoltre, chiuso come sono per la piti parte alia aoJa, serviranno all' occorrenza por tenere in freno rruelle turbe irreq~ietc cho non mancano rruasi mai di agitarsi e recare gravi imbarazzi ai difensori di una graode cittit assediata. Le rimancnti l'ottinc:nioni dol R.oclauo, da Lione verso il confine svizzero si limitano pe1· o1·a ai vecchi forti di Pierrechatel o di L'Ecluse cui sono stati fatti alcuni riuttamenti a tlne di cornpletare le difese dolla str·ada Cltambery-Bclley al ponte della Balmc cquella del la strada Ginovra-.Liouo presso l'Ecluse. It fronte marittimo da Turl~ia a Marsiglia forma un grandc arco irregolare colla convcssitit verso mare c la cni corda Turbia-Marsiglia misura circa 480 chilometri. Le vecchie ope1·c dissem inate su qnesto tratto di costa sono unmcrosissime, rna la piu parte di esse mal rcggerebbe all'attacco delle moderne navi da guerra, pcr·cio si e da alcuni anni intrapresa la costl'llzione di nuovi forti e batterie do,·e piu urgentc manifestavasene il bisogno e si c contemporaneamente dato mano at riauamento di cruelle fra le antichc 6perc chc si trovavano collocate in posizioni ancora importanti per la difesa; le vecchie batterie rimaste sono destinate at radiamcrllo o alia demolizione. Ecco l'indicazione dei nuovi lavori; T1tr/)ia. - 11 grosso forte Testa di Cane oltre all'avere azione ,·erso terra avrit pure un fronte a mare con ar·tiglierie in batterie corazzate. Villafranca. - Si sono costrutte : le batterie di i.VI. Boron, di SoIeillot e di Capo - Fenat le quali incrociano i loro fuochi nell'interno del golfo c ne difendono efficacemente l'entrata. - Hyer·es. E stata costruita la nnova batteria dei i'ArgenLiere sulla costa settontriorrale della rada o riattnte quclle deli'Estcrel e di Cap de Medes le rrnali incrociano con altre vecchie opere i loro fuochi nell' interno del la racla, di cui proteggono specialmentc la costa occi-
187
ESTER A
RI VISTA
dentalc. Altr·e opere verranno er·ctte nella pcnisoln di Giens per rendere maggiormente difficile lo sbarco di truppc dcstinatc ad attaccurc Tolone. !tfarsiglia. - E st.ala cost.ruita la nuova battoria del Pharo presso la imboccatura del vecch io porto ed altre paro se ne riatteranno sulla costa a nord della citta nella rada, cd isole adiacenti. 3°
•
Consid~1·a:;ion i
1·iasmnthc.
Dall'esame accuraLo delle fortificazioni teste clescrittc, possono trarsi ulcune importanti dcduzioni, che non crodiamo inoppor·uuo di presentare qui a! lettore a modo di conclusione delta prima parte di questo scritto. Anzitutto una prima osservazione dove far::;i i ntomo allo sviluppo di tali fortificazioni, le quali si distcndono in lrwgo C'd in largo sull'intiero territorio fra il Rodano c le Al pi c fa\'Orisco rro la difesa di tuttc le linee c punti piu importanti del mrdesimo, senza JJero 'oincolM·la a venma p1·econcetu~ manoc1·a. l)ertanto, malgrado la gran de pr·ofonclitil della I'Ogionn alpina ad occidcnte· del confine, la faci le difenclibil itit dclla metlcsimu e la clistanza dalla frontiera dei principal i obbi (~tli vi , non si cr·cdelle iu Francia di potere fare a meno di un arnpio sislcma fonifi cato clr e clcssc modo di contrastare efilcacemenle l'invasiono, fino dni primi suoi passi. E ncppure i vecchi pregiudizii dei terreni pit:t o mcno aclatti alle battaglie decisive eel alle manovro feconclc di gr:md i risultati, C'bbero influenza di sorte sugli ingegneri militari franccsi, chc accetLando senu restrizioni la definizioue dclla difensiva nci teneni di montagna, quale vr.nne formn lata dal Bervick, cercar·ono, coli' ncconcio impiego dei forti e delle strade strategiche, di scemarc le difficolta opposte dall'asprezza dei luoghi alto sviluppo dell'azione del difensore e di permettere a queslo di piombare nolle migliori condizioni possibili di tempo, di forza c di luogo sull'auaccante alto prose con tali difficolta. - . Qttesta associazione delict st1·adct d:i collegamento col pampetto, element·!, essenziali del/a g1ter1·a di rnontagna, si ?'iscontra costanternente nella ngione alpina ed e se nullo non ci npponiarno la pit~ sctlientc ca1·attetist·ica del 1ttwvo 8i.~tem(~ f'ort·i(icato f'l'ancese . Anche clal pun to di vista tattico, se il lottoro ri corda to estensioni dei fronti dell(\ diverse piazze, il conccuo. dell a clifcsu manovra ta appare sempre pt·edominan te c le singole fortiflcazion i, :wzic.he limitarsi al sernplice sbarrameuto del le principal i comunicazioni, si estendono .
'l8t>
R!VI STA
all'innanzi c sui fianchi delle' rnodosirne, onde costringoro l'attaccanto a fa re lar·ghi circuiti per disagevole lerreno e a non inoltrarsi prima di essersi assicura to alle al i. Questi largbi Cl'iteri stl'atogici e tattici hanno arandemento influito . . .. "' ~n 1 ~r~tlen tecniCI delle uuo,·e fortificazion i ; il problema tecnico mfntt1 l'ISttltante da tali promesse fu 1:\Crnpl icc, chiaro 0 senza esa~e· r~te re~tr·izion i mil itari o finanziat· ie, ne gli ufficiali clw do\•et~ro nsolverlo Ycnnero costretti a lambiccarsi il cervello nella r·ice1·ca di solu1.ioni strategicamente an ificiosc, o tatticamcntc in corn pietc. Iu mon tagna come in pianura si riuuncio all' artiglioria in casamatta, ~struendo forti e battorio alia p1·ussiana, ch iusi alia gola, COil amp10 ba~b ettc •. travcr$e a magazzino, ricoveri sotto il ra mparo, p1ccol~ cappon1~rc dr fiancheggiamento, comun ienzion i coperto ecc, e si ~ro~· vrdc nlla SJcnrczz~ delle Ul'liglierie c delle truppc Hon collim itarne I n 1one ostcrna racclu uclenclole in casnmatto, ma col dare la necessaria estcnsiono alle lince fortificatc, appoggiandolc allc alturc con robuste ope.re d'ala e intorr•alando fra il centra ed i llauchi opor·e intormedie a fme clJ soppr1mcee gli· angol i moni eel avere il terreno d'attacco elficacemen to ed in ogni sua parte battnto. Assicurato il domiuio esteruo, non presontando al nemico che bersagl i di terra estosi, poco p rofondi eel armnti con ar·ossc ai·tirrlicrie le nuove fortificazioni nulla hnnno da temorc dal tfro delle 1~'\tteri~ da enmpagna . chc non potr·anno trar part ito dalln loro mobilit;\ o procisior.r c ycr dlslruggere le rar·ti vitali tlollo opere, da posizion i nientc pochrss1mo battute dal l'artiglioria dol difonsor·e; sari1 quindi giuocof~rza all'attaccauJe di an'05tnrsi a note>ole distauza clalle singolo prazzc, attond ere l'nrrivo delle prop1·ic geosso hocchc da fuoco 0 intrnpre~dere poi lunghi •i penosi Javori ~er mettede in batteria. }I n~ard•) cite una resistcnza sifi'atta polrebhn causarc alle opet·azioni d 1nvas1ono, nttra vorso una rcgione cosi logisti c1nnente difficilc eomo quolla alpiua, puo di leggel'i approzzarsi. Quanto all'organiz7.n iono delle posizioui difensi\'O si possono fare le segn.enti CO J~sidO I'azioni. - Neila regiono alpina le opere si trovnuo d1sposto m trc modr: 1° in linec trnsversn li alle valli principali; z.o in liuee longitudinali sui pcnclii dei con trufl'orti attmvorsati tla co mun icazioni irnportanti; 3° in li nee tras\'Crsali a cava llo cl i un coutr·a~·or t o o massiccio moutano, interposto fra due valli coutigue. _ Iu ogur cnso l'occupazionc si ostcndc dal nucleo ceutrale uno ai culmiui ndiaconti in· guisa da assicurare alia difesa l'nssolulo do minio dei fnochi c premunirla con lt'O aggir'amenti a hJ'c\·e portatn.
18!)
Nella pianura, le opere sono postate uci nodi dei massrw collinosi, ai crocicchi delle priucipali comunicazioni, all'innanzi dei rcstringimonti degli altipiaui, ondc hattcrc a grandi distanzc r con tiri dominanti il tet'l'eno estel'llo alia piazza, vcgliare sullc li uce d'a!lacco, a:;sicurni'C lo sbocco dell le tru ppc mobili , proteggomo la riti1·ata, prcsorvare il nucleo ccntt'a lo dnl bombardamcnto. Sulle costo in fin e 113 opem det~wminano f1·onti difonsivi concavi Yer~o il marc c sono disposlc su due linoe, I'una a ftot· d'acqua, per i tiri radenti e le difcse vicine, l'altra olov<itn per il combnttimento lontnno. Le conclizioni cnpitali del dominio o dclla Jli'Ol<'zione del nuclco c.cnt~·ale del bombnrd(unento, non lwnno condotto prro gli ingrgneri milrt.an francosi uel tlltn moltipl icuzionc in utile c costosa dei la\'O ri pcrmanenti. Infaui qunndo I'Onw nellc .\lpi pet· a::sicm·arsi il dominio dcll'attacco occorrova r·aggiungerc posizioni c!cvntissimo (lino a z650) i lavo.ri si ~ono limitnti t~d ope1·o campali, ridotte, bauerie o scmplici sp1anatr collogatc da lrincee po1' fnuteria, pt'Otoue pitt iu bMso d:l una robnsta operu pomtanentc dcstinata n battcrno gl i enormi nngoli mot'li n rico\'C t'nrvi il mareriale eli ricarrtbio o l e~ tl'llppe di riserva, a co~tituire inllne il ridoLto tlclla posizione. :'{clle regioni meno aspr·o eel in pianura le cintc di ope!'<' swccatc in ragionc del loro svi ln ppo c tlistanza dol nuclco ccutralc uon n~s ttmono forma goometrica, mu si frazionauo in gruppi il cui ccntt·o c occupato da un gr·osso forte, sussidiato da opere nr inori clcstinato a hatternc il ten·ono circostante con tiri radeuti. J.arghi iutcrvalli I'OtTono fra tnli gl'llppi, ma solo noi fronti piu esposti sono state <·o~ti'Ul!c batteri<• permnnouti intel'lnedie, per gli altri fronti si inl•lntlo tli pronedc1'C soltanto al momcnto d<'l bisogno con la creaziouo di la\'O ri c.ampali. In conclusiouc il sistema fortificato assunso nnosvilnppo C'on~idcre\o lissimo, ma uon csagerato rispotto alia posiziono oflensi ,·a n di rensi>a che ha voluto fars i !a Frnucin di l'r·ontc a noi, o surcbbo il par<'r nostro illusione assai pe1·icolos(l il >Oierlo p:u'agonarc ad mw mnl'(lglia della Chiun c il disconosccrno l'i mportanza, all<•gando i sol iti motivi dell'attrazionc nscrcitata rlallo piazza forti $n lle tl'uppe iu campagna e dello grosse gnaruigioni che os~~· piazzc richicdono ( I) : trnlasciando qui di parlar·e rlclln prima obbiczioue troppo facilmont<: confutabil0, diciamo qualcho parola d<'l la seconcla, a linc di dissiparc ogui possibilo cq nivoco. La difesa locale di una pinzza, per c5sc·t·r condoua cou la necessaria encrgia csigr un •rnantitativo <li truppe delle diYcrse armi suf( I' vedi gli artico 1i dd l'.rrn~chrlfi $•:11a
ltivi$la Jlllilal't dello scorso anr.o.
140
RI VISTA
Fanteria . . ilOO nomini Per ogni chilometro di frontc Cavalleria . . H » difousi vo clef pori metro esteruo ) Art!gfie1·ia ~an~p. ·I 0 » occorrono Art1gl. a p1ed1 . 58 .. 1 \ Gcnio . ~0 ,,
191
ES TEllA
ficicnte a disimpcgnarc it servizio di sicurozza c di o-ua 1·ni"IOne a disputare all'att.1ccnnte it possesso dei punti e lince pi: no~vofi 'del t?rrcno esterno,. a ?o~bat tcre ncgt: intcrvalli delle opere di prima !mea, ad ~scgm~·e ~nfwe, ?ou. celm·Ita, ope1·e occasionali , di comple·tamento, I'Iparaziom, lavon d1 contrapproccio, mine ecc ....... . Amm~ttendo il perimetro difcns ivo gcomctricamente complct.ato con mtcrvalh fra le opere non maggiori di 4 ch ilomctri e prendcndo a ha~c dei uostri cn lcoli i dati forniti dal rnnggio1· X ne! suo rcccntc studi~ sui. campo l~iucerato di Parigi ( 1), potremo ricavare con apr:o~simazi?ne st.tiTicwnto nl no~tro sco po, la guarnigione dP.l!e singoli} :rwzze forti fra '' H.odano e le Alpi. Tali d<tti sono i segn(,)nti:
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I
Albertville ..
2
I
3
1
I
2
Aiton . . .
Lesseillon
l
Grcnoblo
16
Briancon
10
4
2
Mont-Dauphin
S.l-VinconL
602
2
Tournoux
Questi 602 uomiui sarebbero sufficienti a tutti gl i scopi di difcsa ·fissa c mobi le sopl'a acconuati : occoncrehbcro poi ancora circa 200 nomini per chilomclro per le guarnigioni delle opere di seconda linea, se vi e, c del uuclco .ccntrale. I p1·imi 602 dovrebbcro appartenet·e per circa 2Js all'escrcito atti,·o e per %· all'esercito tcrritoria lc. Gli r. ltri zOO come pure i scrvizi ausiliari potrebbcro trarsi dalle riservc territoriali . Q~teste cifre un poco ristrettc ferse pet· le grandi piazzc di piannra, specialmentc rapporco alia cavallcria ed artigliet·ia campalc, ci scrnb:~~o esubcranti p~r le piazz~ alpine in causa della scarsu praticabdtta. del :crrcno rl att~cco c d1 manovra, tuttnvia le aumeutcremo per maggwrc S1curezza eel m propol'zione dello sviluppo e natura delle fortificazioni . Ci(> premesso ecco if risultato dei nostt•i calcoli Jimitati a! solo computo delle truppe attive e tcrri toriafi , non avcndo qucfl o delle riservc territoriali c dei servizi accessori alcuna spcciale imvorta aza nolia quistionc.
Nizzardo
10
3
Lione .
30
Tolonc.
16
Pierre Chatel-Ecluse . Totali . .
.<~) Places (ortes et chemins strale!Jiques de /a re!Jionde Paris. -Jou.·naldes Sciences ~•hta•~·es. anil.m ~i 1880- Quosti dati conconfa no con quefli di altri reputati scl'ittol'i
d t fot·tlllcaztono; vedi fn1 gli afLri il t·~cenle st udio del senerale Arafdi pubblicato su questa llivisla d!spcnsc elf settomb1·e e o ttobre 1881 - If motivo poi per cui diamo la prefercnla alle Clfr e del maggio1· X c a bbastaoza cvidente.
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PIAZZA
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I I
I I
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1
8000
1
1
7000
7
3
34
20000
4
2
2
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3
1
I
6000
4
3
2
12000
6
12
5
5
40000
3
7
3
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20000
________,___ 2
1
2
,,
100
22
44
'18
3000
18
L30000
I f ricpilogo delle cifre delta tabella, darebbe adunr{uC un fa bisogno per le piazze forti verso la nostra frontiera di 130000 uomini circa, dei quali 55000 dell'csercito attivo e 75000 dcll'esercito territorialc. Le nnita ·dcll'esercito attivo dovrebbero essere 45 bauaglioni fanteria, 48 batteric da carupagoa e 18 compagnic gcnio - Per l'arti glicria e genio l'urgenza si manifest.1 soltanto nolle piazze di prim ~ linea, giacche per le allre vi sarcbbe tempo di provvedcre piu tardt cogli elementi disponibili dei reggimcnti d'artiglleria e gcnio,. dire~ zioni locafi ecc. senza toccare le unita costituitc; per la fantena pot e ben nolo al Jettore come la Francia abbia nci qu arti battagl ioni dei reggimeuti di fanteria una quantil:l di truppc rilevautissima (circa 150000 uomini) non inquadratc nellc grossc unit£1 c ~lcsti nate a_rp.u nt~ al presidio delle piazze for ti; allo scopo sarcbbero pttt che suffictent1 i quarti battaglioni dei corpi XH0 XIIIo XIV0 XY0 XVI0 XYIIo; tac-
192
HIVI5 I' A
ciamo di altri buoni elementi disponibili quali i 10 battaglioni cacciatori, indipendenti dai corpi d'armata, le compagnie attiYc forcstnli c doganali , ecc. I battaglioni tcrri·oriali sarebbero poi forn iti dai corpi d'armat.'l territoriali XIP XVo xno. Per i fronti di mare provv(ltlerchboro lafanteria ed aniglie1·ia mn rinn. In conclusionc le l!l'uppe ocCO'rnnti per la d:if'esc~ locale delle fort·i{icaziom; {nt 1:l Rodano e le !l lpi non cliHvinn•i?·ebbe?'Oche ·in modo 1msensib i le ed i nsign'ificante, l' r ff'eU·i w dell' esercito f"ranceae d1: pt· im a l.inca i cni 19 carpi d'a·rmata 1''immnbbero ·interamenrc dill'ponibi/i, per la g~Lcrra in aperta. campagna. La rcsistcuza che una difc5a locale ::.iffatta, non sussidiata da gros,-i corpi di truppa manovranti nll'aperto. potrcbbf' opporrc ad una iuvasione provenientc dalla valle del Po, non e numeric:uncntc determinabilr. a priori, solo ossen•eremo chc le grosse unitit per giungcre dal coullne nostro fino nl Rodano seguendo le vie settentriona li, chc souo le pi(t brevi, non potrnbbero impiegare, fa ttr~ iutcra astr:~ ziouc delle dillicol tit logistiche, mouo di Hl giol'lli e a qucsti dovreiJboro nggiungorsi qnelli occorrcnti per la presa di Lcsseillou, AlbcrtviiJC', Aignchcllc e pr.r gnranti1·si il fi<lnco si11istro e le s p~ ll c coutro <liUH·.chi provonienti da Rr i :m~on e dn Grenoblc . Se Strasburgo sostenue ncl 1870 nu asscdio di 52 giorui con tUl presidio proporzionatamente iuferiorc a quelli da noi calcolati per le piazzc suddette, non ~ar:. ccrto csagcrato il supporre cho, almono atmono pe1· una ventina di giorni, potranno i Francesi tenor chinsi gli sbocchi dolla ~Ioriana e delta Tat·autasia, cosicche fattc le migliori conch'zioni all' invaso1·e, pnu as.~crini con f'ondamento non essert• possibi.fe, 1Jm·tendo dallR. c1·estn alp ina c ljenza 1:riola1·e la ncu tro U.ta .so·izZIWa, {fi1tngen al Rodano p1·imn tbi u.n gro8so 1nesp, d;i, opcwa:~ioni. Se il lcttore peu$a a ciiJ cho nccndde ncl 1810 uci :30 giorn i cite corsero f'ra il 3 agosto, in cui le al'luate tedesclte si clichiiu·arono 1wontc ad opcnlrP e il I 0 settembrc in cui l';mnata di M11c-J\lahou f'u scoufitta c prcsa prigioniera a Sedan, comprendera d1 lcggm·i quanta Jatitudine diano le fortificazioni crl'ttc fra il Rodano e le Alpi allc Ulanonc stmtegiche dell'esercito f1·anceso, i/ q!Wle nell',ipolesi piit s{a't01'eoole cli una dupl ice guerra iittlle dnc front·iere tl'dw·a I' italianrt, potni .~en::;a gravi p?·coccupa:;ioni concentran tntte le ~ue {o1'ze aUiloc Laddove magg{ore e ·it pt•?·icofo e dal'e std la Jlfosa-Mosetla {}1'and:i e decisi•vi combattiment;i, prima che le colonne ·in·oadtmti disccse dttlle Alpi abbiano sup1wato la n~istenza delle piazze a.lpine, I' ll'nlato nn se1·io cJ,ttacco conf?'O ln linen del Rodano .
193
EST ERA
Dato pure che le sorti delle prime battaglic fossero contJ·arie alle armi francesi ed escluso iI caso di disastri simiii a quelli del 1870, puo ritenersi per fermo che l'azione ritardatrice delle fortificazioni in questioue darebbe a peggio anda re alia Fnmcia il tempo necessaria ad eseguire un rapido spostamento di forze da nord a sud onde crcarsi una situazione analoga a quclla dell'Austria dopo Sadowa . Ben pit\ critiche sarcbbero poi le couclizioni dcll'invasore, qualora la situaziono miJitare gcnerale permettesse alia l!'rancia fin dal priucipio della guerra di forma re una armata atti va delle Al pi. Ed infatti le belle manovre eseguite dal Berwick in queste stcsse regioni potrebbero con molla maggiore efficacia venire ripetute oggidi che il confine fl'a i due Stati corre sui displuvio alpino e forti opere permanenti assicurano al difensore il lungo possesso dell' Alta Durance-Ubayo centro e base delle navettes dcll'illustre maresciallo francese. Circa jJ valore ot1'ensivo delle fortifi cazioni teste dcscritte, dopo quanto dicommo al riguardo nel paragrafo primo del prcsente lavoro ci limiteromo qui a ricordare al lettore, 1~ che ·i f r;'r'ttppo {orl!i:fi.cato R1''ianfonMont Danphin- Tou1·nou:r.; co1'1'ispondente e vici.n i.ss'imo al t1·attl) di (?'onflie?·a piu 1·icco tli impo1·tanti -ralichi seconda1·i e cot d·uc p1'inoipali del Monginevra e dell'.rl?'gentera; base senza risparnvio oTganiz::wta pet· grosse e celerissime ope1·a;;ioni, costitu·isce tma mi.naccia eccessioamentc grave per la difesa del versante o1·ientale delle alpi 2° che una minaccia del pm·i yraoissima pel fianco 111eridionale della nostra t·inea dti difesa alp·ina e per le comunicazioni della 'meclcsiula colla pe11;isola, nonche pe'l' ·i pttnt•i pi~/, impo1·tanti del le nosl!re coste tit··r·ene, e costitttilct da Tolone, V'illaf1·anca e Mcvt~>•it glia, eccellent-i, bw,•i d'opera z·ione pM' let flotta f1·ancese c port·i adatti.ssilmi ctll'•imba1·co cli masse considerevoli d:i, l!ruppc£. L'analisi della rete ferroviaria fra Rodano ed Alpi che stiamo JJCl' intrapreudere chiarira del resto assai meglio le funzioni assegnatc alle singole piazze di frontiera net caso di una guen a offensiva. ,p.
.MffiANDOLI
Cctpitano del genio.
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ANNO XXVII , VOL. I .
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BOLLE'fTINO BIBLIOGRAFICO
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Gescllicltfe der p••et~sistolten e••sten Gtn•tle-Beyitnt>ttfs zu Fuss. (Sloria del primo rog~n men lo prussiano della guardia a
BOLLETTI NO 81 BLIOGRAFICO
picdi). - Berlino, 1881 . Scidcl e flglio. - Prezzo in Italin L. l4. -- L'autore comincia la sua storia dall'ottobrc 1857 collegandola con una precedentc di alLJ'o a utore, e narra con parlicolare amore i fatti clella campagna del 1.810-71. Da quest'epoca fiuo al 1880, si danno bl'cvi noliziH dol personale. Otlo caete sono unite o.l testo. DIGEON, Vebe•· tltrs E•·flaeilen tJOn Beiftmfert•ic/11. (Sull'ist.ruzionc del cavalcarc) - Ber lino, 1881, Scidcl
MoNTENON v.
E annunziat.a la pubblicazionc di un lavoro di fisiologia del capitano sig. LUIGI GATTA col tilolo 1/lltalia, ..n•t•fot•n•azimae, che viene messo in vendita dal solel'te editore il sig. Ulrico Hoepli di Milano. - Il nome del capi ~ano GATTA e git\ uoto fl'a i cultori delle scienze ftsiche per altri scritti prececlcnti, onde crediamo inutile s pemlere maggiori parole per raccomandare queslo lavoro, nel quale sono trattate molto minutnmente le questioni relo.~iv o alia rormazione geologico. delle caLcne dei nostri monti e le cause che producono i ·vulcani eel i terremoli che con tanla frcquenza affliggono alcune rcgioni dclla nosh·a penisola. Qucslo volume cli 527 pagine, oHre un copioso indicc analitico, conliene 82 inCil"ioni c 3 belle carte Jilogt·afnle, e riempie un vuoto che esis teva nclla nostra lettoealnra scientifica. Ne parlcrcmo piu estesamerite, quando avromo avulo il tempo di esaminal'lo con quell'attenzione, che un lo.voro (Li fisica ter rcstre di Laic natura csige. Intanto auguriamo all'egt·egio uffi.ciale quell'.accoglienza [)Or parte del pubblico cbe puo desiderare, perche acquisti nuova lena per dedicaee i suoi ritagli di tempo ad o.lLri lavori di non minore imporlanza, nell'inleresse della scienza cd a maggior lustro dell'eset·cilo cui appal'tiene. Ntw ·i vulcnni e ter·remf•li,
TISSOT, Russes el Allemantl6. - P aris, Dentu.- E un volume di 336 pag. in 12•. Il TissoL e un brillante scrillore di cosc Ledesche; bastercbbo o. dimostra.rlo la 48" t~dizione che si e tirata de' stioi P1·ussiani in Germania. In quest'ul timo lavoro per6 non fu · egualmcnLo felice che negli altri: egli s i e inspiralo tl'oppo agli autod tedeschi, onde manca della natur·ale sua vivacita, e ci da piuttos lo una compilazione che un libro originale. In ogni modo quanto scrive intorno l'esercito russo deve inspirare interesse ad ogni lettore milit.aJ•e.
VJC'rOH
e figlio. - Pt·ezzo L. 3,25. - L'autot·e dice chc l'urte del cavallerizzo, dal punlo di vista mililat•e, non deve avcre altro scopo se non quello di abilitare la Lruppa a far buon scrvizio in campagna; quindi in base a questo principio, ·esponc cio che si devc avere in miPa e cio ·che si deve t~ascurure , nella scuola cli cavallerizza nlle lruppe. Gtu~cllicllte des!! IUaeinisclaen llusat•en Regiment.<;. (SLOJ' ia dol 2° reggimenlo usscri Renani).
BEonow, Lieutenant.
- Bedino, 1881. Seidcl c fl glio. - Prezzo in llalia L. 12. Comincia dal 1815·, epoca di formazione del rcggimento. Ncllo. narrazione ·della parte pre!\a alia ~,Lilime campagne si trovano intet·essanti episodi, ed esempi istr·utlivi per 1' impiego della cavalleria. (La prossima caropagna).- Bet•lino, '188·1. Tipografio. Baensch. - Peezzo in Italia L. 1. - E una risposto. al libro di L. Seguin intilolato: La {lrochaine r;uerre. L'autore fr•ancese avevc LmLtato di uno. f'ntur·a guerra Lra la Feancia e la Germania come di nna cosa inevitabile. - L'autoee tedesco nella s ua J'isposlo. coni.Pasta tale inevilabilita, e dice che l'inimicizia della Francia c della Gcrmania costituiscc la fortuna dclla Russia e dell'Inghillerra; quindi cerea ii fllo che dovrebbe stringere in una sola alleanza la Ft·ancia, la Germanin e l'Austria.
Der niicltste Felflzuy.
Bet• uiic/ISie FelfiZtt!J vou I.~. Seyuiu, und da.<; tleul.<~clae ilulwm•t.<Jcl•i·eibeu. (La prossima guerra di L. Seguin o la
ris posLa Ledesca) - Berlino, 1881. Tipografia Micezinsky. E una risposta alla r is posla. - L'autore crede ch.e se L. Seguin nella s ua oper:.:. ha dcllo una cosa vera, s ia apppunto qucsta: che una guerra Lt'a la Francia e la Germanin e ineoiiabile. Quindi soggiunge chc la tr-iplice alleanza franco-lede-
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BOLL ETTINO BIBLIOGRA FICO
sca-austriaca e il sogno di un poela, e conchiu<le « Piu presto verra la guerra, piu presto sara In henvenuto.. Oggicli siamo i piu forti . » lturee•• L eilftulen ztu• OrientirtUifl im Gebiete der ueuen llt•rloyrnpl•ie. (Breve guida pet· orientarsi nol campo della
GLI
OSTACOLI NA1'URA .LI
nuova cartografia). - Quarta ampliala ediziono. - Vienna, 1881. Schworella. - Prezzo in Italia L. 1, 30 - E un elenco con tenen te uuo. breve rassegna delle piu recc nLi opere e carte gcografiche, topograflche, etnografiche e simili. Si divide in vari capiloli, sognali, proiezioni, lihriper le scuole, viaggi scientiflci, atlanti, carte dcgli stati maggiori, carte murali, ecc.
E LA FORTIFICAZIONE
OSTACOLI MONTUOSI i 1)
HAU~~!ANN, DtUI
neyiment s llriegtl11iel. (ll giuoco cli guerra nei reggimonli). Seconda corretta edizione. - Berlino, 1880. Tipografia Mittler. - Prezzo in Ilalia L. 5. -La prima edizione apparve or son trc anni ed incontr6 favore. - L'autore dice, che l'espePionza fatta dol SUO motodo, durante questo tempo, gli suggeri vario mediflcazioni e la ristampa del lihro.
Alexnuder 11 als llleuflcl• umlllerrscl•e••. (Alessandro II
come uomo e come sovrano) - Dresda, 188'1. Tipografia Grumhkorr. - E una biografiia scl'itta con molto sentimonto o che intcressa illettoro. Ne vennero gia fatte quattro edizioni. R. LANCER, illililiit•-Fet•tvaltungs Diensl. (Sct•vizio dall'amministrazione militare). - Colonia, lipogt·afia \Varnitz. - Prczzo in ltalia L. 1.. - E una guida per l' insegnamcnto nelle scuole d'amminisLrazione mililare. TraLta del reclutamcnto, della riparliziorie dell'esercito, della mohilitazione, dei bisogni della truppa, delle compeLenzo c via diccndo . ScHEIBERT, Major. B revier fur Einjiil•riger Freitvillige. (Manuale pel volontario d'un anno). - Berlino, 1881. Tipogt·afia Lunckard. - E un libro d'istruzione e d'educaziono milita t•o. Serve di guida al \'Oiontario di un anno, dalla sua enlrata nell'esercito fin o agli esarni per passarc ufflciale.
n Di rettoro 0RES TE BA I\A TIERI Maggtore net Bersag!teri.
(Cominuazione e ftnel.
§ 23. Riassunto. - Ed ora riep ilogando per sommi tratti quanto so no venuto esponendo sul modomigliore cli utilizzarcgli ostacoli montuosi a sassidio della forLificazione, la difesa delle grandi catene cli montagne si riduce in sostanza ad impedire al nemico l'inaresso o la n loro libera percorrenza nelle vallate chc le solcano le quali ser•nano . ' 0 ll solo cammino percorribile dagli eserciti. Lemassemontuose interposte fra le varie vallate servono pl'incipalmente a dividere e mantenere divise fra .loro per lunghi, e talvolta lunghissimi Lratti le masse e le colonne invadenti, e possono procUJ·are al difensore il vantaggio della superiorita del numero e la convergenza dei fuo chi snlle teste clelle profondissime colonne cui la risLrettezza della valle obbliga l'invasore. Ma colla enorme portaLa dell e artiglierie attuali non e piu quasi possibile il rinvenire nel percorso delle valli posizioni immuni cla una esuberanzadi fuochi dominanti contrapposti, i quali obblighino dopo qualche tempo il difensore ad abbanclonare le forti posizioni degli sbarramenti, ed aprano libero il passo alle colon ne arrestate nel primo periodo . . Le masse della cresla pl'incipale o dorsale della catena coprono mvece per lunghi ssimi tratt.i inaccessibili l'ingresso delle colonne
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(I) V. l!ft>ista Jltlflare, novembro 1881.
DEMARCHJ
CARLO,
gerente.
ANNO l:JtVII , VOL. I.
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GLI .OS'fACOLT NATURAL!
alie origini del le valli, e lasciano quesLi ingressi possibili so!lanto per pochissime strade can·eggiabili o mulattiere, e per poc~n sen~ tieri dirficili e bene spesso disastrosi; e la massima parte d1 quest1 valichi non sono praticabili che per pochi mesi dell'anno. E qtLesta cresta dorsale e nccessariamente la parte piu elevata della cMena e non puo, genet:almente parlanclo, anclar soggettaa fuocbi domi~anti: che anzi domina essa stessa, e potentemente, i due versantt net quali divide la catena montuosa. Su cruesta cLOt·salc pertanto abbiamo un numero limitalo, e talvoTta Jimitatissimo e ben conosciuto e determinate, di valichi che possono servire a scavalcarla da un versanle all'altro; e questi valich i sono per giunta dif(kilissimi al transito nella massima parte, e per conseguenza di faci lisl'ima clifesa, non soggetti a dover essere abbandonati col tempo per l'cffetto di fuochi dominanti c sovrabbondanli o preponderanti. E<rli equi vi percio che puo essere sol tanto assisa e stabilila la dio . l . fesa con tuW.t la sicurezza di buoni e durevoli risultatl, e ( ove SJ puo chiudero con erficacia ogni passo ad un'armata invadente, e l~ p01·ta dol la valle nella quale ~nt?nda cli penet~·~re per scender~ pot nella pianut'it. La forza grandtss1ma delle. posmom. pennetto dt tenerle con distacca:m.onti di rorw limitatiss1me, spewtlmenle quando quelle posizioni siano state com'enientemente rafforzate o completate dall'arte: e poche centinaia al piu di uomini potranno bastarc a chiudere tutti gli accessi all'origine di una valle, mentre non basleraono le miglinia a mantenere intatti e durevoli gli sbarramenti inferiori . Eali c qui pertant{) il easo che la difesa perimetrale e la cosi detta gue 1~·a di cordone sono int.eramente a.pplicabili, perchc qui vi hanno la loro essenziale ragione di esistere; e cioe perche qui vi forniscono il mezzo di arrestare le teste di colonna di armate imponenti per numero e per mezzi d'attacco, con uno sviluppo di forze relativamente piccolissimo e limitaLissimo. Non bisogna respi ngel'e a1J1··i01·i la difesa peri)lletrale e la guerra di eor·done sol tanto pel'cM risull:ano e chiamansi con tali nomi . e perche comunemente vi si u'1isce il concetto d'u~a difesa e resi stenzoslegata e debol.e· dappertut~o, in cui la cacluta dt un srolo .anello ~e.lla calena tragga con se la pordtta e lo sperpero del tutto. '\ ent1 o ventJcll1-
E LA F ORTW!CAZIONE
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que uomin i in una posizione inaccessi bi lo, o quasi, possono resistere diuturnamente a luttigli attacchi d'una arm ala imponente: quando le teste di colonna di questa non possono presentare che la f'ronte di due o tre uomini per volta, ed i fuochi della rimanente colonna non possono oiTendere i difensori. . E cruando quei venti o >enticinque uomini ben coperti dai fuochi esterni, siano contemporaneamonle bene riparati delle intemperie e forniti abbondantemente di viveri e di munizioni, essi sono in realk1. piu forti di un intiero battaglione esposto ai colpi nemici e mal ripm·ato dalle intemperie e mal provvisto di viveri e di munizioni. Ho gia citato in principio di qucsto studio sugli osLacoli montuosi l'esempio del Pi~monte, il quale durante i primi anni dolla rivoluzione fmncese e fino alla battaglia cli ,\fontenotto, mantenne coslanLemente, quasi da solo, intatti i suoi confiu i delle Alpi clifendendonc l'ingresso delle valli principali alla loro origine, come ne fanno fcde delresto i numerosi casoni o ba1·acconi che tntlora si trovano .ctisseminati sovra quei valich i, e cli cui parlo con tanto approposito l'egregio maggiore PerrucchetLi nel suo assennatissimo laYoro Del metodo negli stt~di pe·r la difesa te?'1'itoriale. . Quei baracconi erano i ricoveri dei vari distaccamenli spediti a preSidlo fisso di quei valicbi per riparame gli uomini dallc intemperie e dai rigori del clima; e P<'Che leggerissime opere eventuali aiutavano a chiudere ermeticamente ogni passo dipenclenle col suss iclio indubitatamente delta difesa attiva, e cioe dei fuochi di fianco ed alle <>palle, che pochi uomini appositamente inviati a scconda della opportunita, potevano eseguire a danno delle teste di colonna invadenti, o dei piccoli nuclei mandati avanti da queste a tenlare i passi. E qui mi torna in acconcio it notare, a scanso di inesalle interpretazioni, come la difesa di queste posizioni avanzate allo origini delle nlli montane si presti egregiamente alia difosa altin. eel alle mosse conLroffensive per tuLLe le facilithche offre ad un piccolc• nucleo di tir·agliatori di piombare imprevisti sui fianchi ed n.lie spalle delle ~ruppe aLtaccanLi, e di molestarle gravemonto col ftwco da posizioni maccessibili e sicure, e di far loro rovinare addosso dei massi di roccia. lungo ed attraverso i dirupati e faticosi senLieri, che quelle tmppe sono necessariamente obbligate a seguire.
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GL! OSTACOLI NATURAL!
E LA FORTJFICAZIONE
Di guisa che i piu entusiasLi parl.igin,ni della clifcsa controll'ensiva: non possono certamente l"invenire in altre combinazioni di difesa arrett·ata meglio verificato ed espresso l'ideale delle loro indefinite e visionarie escogitazioni; e debbono persuadersi che quei drappelli isolati a difesadei vari vnlich i non so no gia immobi lizzati clietro qualche parapetlo, o muro, od ostacolo qualsiasi per rimanervi bersaglio piu 0 meno coperto ai colpi dell'attaccante; ma debbono essere essenzialmente rnobi li eel attivi onde bersagliare cla Lutti i punli a loro· accessibili (i quali per la massima parte poi non lo sono pel nemico) la marcia e il progresso delle colonne inYadenti. E questo carattere controffensivo dclla difesa dei valichi all' oriuine delle val li si aument.a progressivnmente in proporzione della importanza del valico slesso, e delle facilita chc puo offrir·e al !.ransilo delle truppe e matet·iali, quando sia preventivamente fortificaLo in moclo cla impedire assolutamente il passaggio alle truppe del vicino. In fatti la posizione avanzata di qucsti nuclei J'ortificati verso il territorio vicino, e talvolta la lol'o gran de sporgenza entro di questo, rcnderanno scmpre piu facile e pitt comodo il portare una potente offcnsiva cntro il detto territorio, scnza esporre ltL propria linea di r itirala sovra queste basi piu sicure dena;controfTensiva; ed il scendere all'improvYiso come una valanga a pot'tarc la distruzione e J'attacco dove il nemico mono se lo aspetta, e dove meno e preparalo e concenLmto pet' ri cevet'lo e conlrastarlo. Ripeto che i. paitigiani clella conlroiTensiva ad ogni cosLo, e specialmente quelli cheswnno tilubanti nell'accettare gli elementi troppo cfficaci cli dife;:;a passiva, nel dubhio che possano intralciare cd impeclire le m.os se dei contJ·attacchi , non potreb bero desiderare all.ra combina/\ione di cose che, meglio di queste dil'cse dei valichi alle lot·o origini, favorisca essenzialmenlc I' efficacia delle operazioni conlroffensive. QuanLo al pauroso pregiudizio dell'anda1' t·roppo avanti, qui avrebbe certamente la sua massima appl icazione quando lt\ dorsa le segni prossimamenle il confine del territorio; giacchc le difese non potrebbero veni r situate pitt avanti della cresla stcssa. Ma il pregiudizio e per se slesso assurclo, sebbene s(a pur l.roppo inveterate, e parmi anzi pet' certuni il cardine e fondamento prin-
·Cipale della loro scienza fo rtificator ia, che questi applicano ordinariamente senza sano ct·iterio eel in base a certi limif.i piu cabalistici che pratici clella distauza delle opere clai centri di azione. None mai Lroppo avanzata una posizione che puo tenersi validamente senza pericolo di aggiramenl.o, e che ::>oddisfa pienamente ·e col minor sviluppo possibile di forze allo scopo cui e deslinata. Anzi piu e avanzata la posizione, e meglio serve allo scopo stesso, .come dimostrni gii1.. in occasione delle difese acquee, e copre per giunta una maggiore estensione di terri.torio nazionale dagli. al.tacchi estef'ni, e favorisce infine basi ed appoggi migliori per le {)perazioni controfiensi ''e. In conclusione, gli sbarramenti lungo il pet·corso delle valli conlro ·nn'armata chc le discenda non sono piu ammissibil i adesso, flnche risulti possibile la difesa alle origine delle valli. A riserva dello sbarramento di Bal'd, che si puo tuttora manlenere con va.ntaggio modificandolo e completandolo, quelli di Exilles, Fencstrelle, Vinadio eel altri non' possono piu l'aggiungere lo scopo loro, e debbono venire sosLiLtliLi da clife~e alle origini, poLendo sol tanto venire conservati come posizioni di riset·va e centri di comunicazioni e rinforzi coi posti avanzati. .Per contro so no tuttora possibili eel utili gli sbarramenti ne! per.corso delle valli contro colonne ascendenli, e sono sempre consi .gliabili come posizioni avanzate dcllo sl>arramcnto della cresLa; e ci6 specialmentc nelle giogaie deli'Appennino, clove la crcsta rimane sgombra da lla neve per circa sei mesi dell'anno, e dove le fot·me tondeggianLi e collinose dei pascoli alpini lasciano aperto valichi lroppo larghi a chi ha raggiunlo il culminedellacatena, come avvonne a Montenolte ne! 11796 ove il possesso di monte Legine, troppo tardi e· troppo fiaccamente allaccalo dagli Auslriaci, assicuro la vittoria alle anni ft-ancesi. La difesa cli un confine montuoso ne! quale al>bia accumulaLo la natura i stwi ostacoli piu po Leuti e un sacro ed inta.ngibile dovere per la nazione che ne e slata favor ita; e questa difesa cleve essere ostinata eel all"occorrenza accanita, e nulla deve ommettet·si per assicut·arne la piu perfetta esecuz ione e la felice riusci ta. ll conceLto di limitare la difesa ad un periodo cli pochi giorni soltanto o di poche settimane, e quello di affidarla unicamentc a
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GLJ OSTACOLI NATURAL!
truppe mobili senza sufficiente sussidio dell'arte e assolutamente inamissibile: ed anzi o una colpa perche espone inutilmenle vile preziosesenza scopo sufficiente al grave sagrificio, il quale puo anche divenire completamente inutile se le posizioni veogono forzate prima del tempo prefisso e presunto. In conclusione, il non approfitlare in ·tutta la misura possibile per una lunga ed efficacissima difesa del dono preziosissimo falto all'Italia dalla natura delle .\lpiche la cingono, sarebbe gr·avissima colpa. I forti a mueatura scoperta nelle niontagne sono nn anacronismo che non ha piu vertLna scusa, nemmeno quella del!a economia e della sollecitudine della costruzione. Gli sbanamenti delle stt·ade littoranee lungo il piede delle catene costeggianti il mare debbono esse re solidamente allacciati alia dOJ·sale clella eaten a per evitm·e aggiramenti,. e difese dal mare all'altm est.remita. I migliori sbatTamenti sono qu~lli che fanno capo ad una piazza forte sui mare, o ad un promontorio abbasLanza sporg~nte, la cui massa copr·a la massima parte clello sbarramento, il di cui dominio sul mare permeu.a di tener lontane con fuochi efficacissimi le navi nemiche. Ad evitare aggiramenti dal mare in questo ultimo caso, occorre pero un contro-sbarramento che ne protegga le spalle: ma bene spesso l'ampiezza del pt·omontorio puo offrirne la facililil. come per esempio al Gargano. Gli sbatTamenti allmverso le grancli valli in pianum rivestono necessariamente il carattere delle vaste regioni fortificate, nelle quali lutti gli ostacoli ed acquei e montuosi eel atmosferici concorrono a segnare e costituire i contorni di resistenza eel attribuire a questa. la maggiot· forza possibile. · § 24. Elemento e{ficacissimo di difesa finora rnal comp1·eso. Snlle condizioni principal i di costrnzione dei for ti di sbanamento nelle montagne lw gia pal'lato al § 7° e non credo necessaria di ~d dentmrmi piu oltre in questo argomento che sortirebbe dai limi ti genemli t.l'acciatimi in quos to scritto . Credo pero utile di qui aprlre una clisgt·cssione sopra un panicolare delloro armamento cbe puo ossere di una ris01·sa essenzialissima e bene spesso decisiva nella loro: difesa.
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In tendo allndere con cio ad una sufficiente clotazione per ogni forte ed opera di mitragliatrici a gt·~nde portal~, la ~uale arma non e stata finora apprezzata e conoscmta come st mertta, ed appena fu proposta da qualche scrittot·e militare, quasi per ?1·azia, nell 'a~· mamento delle caponiere dei fossi, ncl qualn ufficro avrebbe a. m10 credere la 1ninima attitudine e convenienza. La portata delle mitragliatrici finora conosciutc non supera ~e neralmente parlando i tre chilometri , ossia quell a. del nostro fuctle Wetterly; ma essendo queste miLt·agliatrici montate sovra solido affusto il loro rinculo diviene minimo, e la p1·ecisione del loro tiro cont;o bersagli fissi a distanze conosciute e certamentc grandissima. Ora dopo le esperienze di Meppen, eseguitc clal Kl'llpp con proietti di 4 cali bri di lunghezza e con risultati meravigliosi, nessuno potra al certo negare che i proietti delle mitraglia.trici possano venire allunrrati fino a 4. eel anche 5 calibri, c che in tal modo la loro portata "· possa raggiungere i sette eel ottomi la mctri conservand~ sempre una precisione consicletevolissima ncl tiro contro bcrsagh fissi (1i ). 11 cliscredito ed il quasi abbanclono in cui sono cadute le mitragliatrici· dopo la loro prima compar:>n nella guerra. franco-germanicaclel 'l870-7'1, sono principahnenle dovuti all'avel'ie volute applicare alia guerra di campagna, in cui la mobilikt dei bersagli e l'ignoranza delle esatte distanze resero quasi del tutto inefficace il loro tiro, e le costituirono un inutile ingombro nelle batterie e nei parchi clegli eserciti atlivi. {I) L'ostinato eel assurdo pregiudizio, che ha rcgnato finora rigunrdo all'allonsameoto dei proietti, e chc ba prodotto tanto inconsulte cnormi spcse ed esagcrazion i '~elle arti glierie di grandc potenza, stato conpletamcnte attcrrato da qoelle espcr1enze: ma a'·robbe potuto esserlo assai prima, se gli studiosi e gl'intercssatl nella materia si fossei'O rauo, scnzl prevenzioni di a mor proprio o d'altro, it seguente semplicissimo e chin•·o r agionamcoto. 1 pt·oie tti pii1 potenti dell'a neicbita erano c&rtnmento i giave lotti, I quali avevano naturalmente ; 10 od i 50 calibri d i Junghezza, o sebbene vcnisse•·o lancintl con mezzi assni impe•·fetti, non si capovolgevano pero mai ne! toro trngitto per l' nl'ia, o camminavano costante!llente eoHa punta in avanti. Or bene, pcrchO si dov•·a dunquo tem el'e che 1 p•·oietti di ~oli q uattro o cinqu e od anchc pochi piu cnlibl'i cli lun ghezza, lanci ati con tut ta mai la pl'ccisior.e possibilc , debbano capovolge1·si o tlar t iri incsa ttiss imi in confi'Onto clel pt·oietti piu co1·ti? o che le leggi della Osico hanno rorso cambinto dai tcmpi antichi ai moderni, e la natUI'a e la resistcnzn clell'uf'ia non so no piiJ le stessc d i prim a?.. .
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GLI OSTACOLI NATURAL!
La mitragliatrice e un'arma di precisione per le grandi distanze, e quando manca la cognizione esaLLa di queste, manca I' elemento principalissimo della loro efficacia; perche sotto gli angoli elevati di proiezione necessari a queUe distanze, lo spazio baltuto si restringe d'assai in lunghezza, ed un errore, anche di soli 150 a 100 metri, basta ampiamente a far mancare completamente lo scopo. Ora quando si tratti di applicare invece queste armi alia difesa. delle piazza forti, e dei forti di montagna in particolare, e di sostituire in certo modo gli antichi fucili dam1npm·o, le piante esatlissime delle localita possedute dai vari presidii, e le accurate ossorvazioni prel iminari eseguite con tutta la possibile esattezza, forn iranno sempre ai presidi i sLessi il modo sicuro di determinare e riconoscere la distanza a cui trovasi clalle loro linea cli fuoco quella od altra opera qualunque d'atlacco che il nemico sta eseguendo nelle contraposte localita, o quell a batteria che, improvvisata nella notte ocl al coperto, abbia gilL aperto il suo fuoco contro l ~t piazza. Ed in tal modo si sara scmpre sicuri di .determinare colla massima esattezza la distanza che importa di conoscere, e l'alzo cla clar·e alle milragliatrici percM la rosa dei loro colpi, tanto piu la1·ga quanto maggiore e la distanza, colga in piano il nucleo che si vuole colpire. E la tempesla fitla c continua di palle che piombera sopra quei nuclei sotto l'azione simultaneadi tre oquattro mitragliatrici, ucciclera e disperdera in brevissimo tempo qualunque accolta o nucleo di lavoratori, od i servienti dei pezzi gia posti in batteria e facienti fuoco; e I' opera progellata dal nemico o gia eseguita di nascosto o col favore delle tenebre vena prontamente impedita, o resa inutile ed incfficace. Contro questa esiziale Lempesta cli palle piombanti dall'alto, i parapetti e le traverse delle opere d' attacco non potranno menomamente servire di schermo, e tanto meno quanto piusaranno le opere lontane della piazza, e piu elevato per conseguenzaeficcanle il tiro delle mitraglialri ci; e poch i minuti basteranno al certo perclistruggere e scacciare dovunque le squaclre dei lavoratori, e per riclurt·e al silenzio, colla uccisione dei serventi, qualunque piu numerosa balterin, d'attacco. La lcggerezza e mancggiabilita relativa delle mitragliatrici e dei
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loro alTusti, cofani e palmelle di munizioni pcnnetteril. sempre cli collocarle rapiclamente a posto su qualunquc punto dei rampari delle .opere; e quando t1·attisi di tiri mollo inclinati per le maggiori distanze, potranno anche situarsi senza inconven iente non ''istenelle piazze interne delle opere a guisa cli piccoli morta i; ed illoro effetto non polra cosi essere, p.emmeno momentaneamente, molestato dal fuoco nemico . Nelle montagne, e specialmente ne!le piu al te, e quasi impos ·ibile il 1·invenire un terreno nel quale si possa costruirc in una sola notte una batteria d'assedio; che anzi il fondo cli dura roccia, e la lontananza e clifficolta enorme cli traspo rto di buona terra pei parapetti e masse coprenti richiederanno piu nolli inclub itatamente, e talvolta perfino una settimana forse di tempo . In questo intervallo e impossibile che una clifesa attcnta ed accurata non si accorga del si to ove si esegui sce illavoro, e non possa misurarne sulle sue carte o con altri mezzi la clistanza con Lutta la desiderabile esattezza; e giLmta a questo staclio impodira assolutamente colle sue milragliatrici ogni ripresa eel ogni continuazione dellavoro ; come potra far cessare quasi su.bito il fuoco di quelle batterie, che non ostante le gravi perdi te, e mcdiante astuzie e ripieghi a.bilmente combinati, si fossero pure eseguite. Egli e perlanto nella difesa delle opere di mont.agna. dove le mitragl iatrici potran no dare il massimo del loro proclotlo ed e[etLo clifensivo, perche, in novanta volte su cenlo almeno, basteranno ad impedire la costruzione di opere nemiche in posizioni pericolose; enei casi rimanenti potranno riuscire a far tacere pront.amente quei fuochi che recassero grave incaglio e clisturbo alia difesa. Ma si c!Jiedera: e perchC non potra prevalersi anche l'attacco dell'opera esiziale delle mitragliatr·ici, e far tacere a sua. volta i . fuochi dell a difesa colla uccisione dei serventi dei pezzi1..... . A questa naturale domanda rispondo, che le opere difensive costruite da. lunga mano e con tuLLe le comoclitil. avranno necessariamente alti rilievi cli parapetti e traverse, o numerosi ricoveri sotto queste e sotto i parapetti pei serventi dei pczzi; e che a riparare completamente quelli servienti che cl.ehbono momontaneamente stazionare in mezzo alla piazzuo la o sull'aJTusto, nella manovra clei pezzi. bastera eviclentemente una stuoia orizzontale cli cloppia
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GL! OSTACOL! NATURAL!
corda distesa sovra !'area occupala dal pezzo ed affusto, e tenuta a sufficiente altezza da pali di feno pianlali sulle due traverse molto elevate, dall e quali deve necessal'iamente essere ripa rato ogni pezzo dell'opera contro i tiri di fianco. La stuoia orizzontalo pr·esenter1t al nemico un ben piccolo bersaglio, cho potra talvolta venire srrappato dagli appoggi e ro,•esciato da qualche tiro di lancio dell 'attacco; ma non potra mai venir danneggiato in modo, gr·azie alia sua elasticita, cla es:>ere in bre\rissimo tempo riparato e ricollocato a posto a protezione dei servent.i. Le palle delle mitragliatrici cadcnti pressocbe verticalmente, e con grande incl inazione SLllle piazzuole, venebbero luue an-estate da quelle stuoie o venLiere, la cui prima origine rimonta alia gnerra di Crimea cd all'assedio di Sebastopoli, O\'e venivano collocate dietr·o l'apertura delle cannoniere per riparare dai colpi di carabina i punrator·i dei pezzi all'atto in cni prendevano la mira, e gli altri inservienti nell'atto di caricare i pezzi·dalla hocca. Q11este ventiere orizzontali serviranno poi anche ottimamente a riparare del tullo i servienti dai tiri a shrapnels . Eguali congegrii e temperamenti riusciranno per contro impossibili all'atlacco perche la lor·o altuazione esige parapelti e traverse di alto rilievo, che !'opera delle mitragliatrici avversarie impedira certamente di costruire, nellungo ed anzi lungh isssimo tempo· che a.ll'uopo occorTerebbe. Quale al tro me~zo potra all ora rimanere all'attacco per concentrare sui forti difensi vie da posizioni veramente efficaci e pun to dominate (giacche se lo fossero baslerebbe !'opera cli poche bocche a fuoco perimpedirlo) una massa di fuochi superiore aquella detla difesa? .... Io non vedo altr·o mezzo cb e quello di crea.re ba tterie al coperto dietro le creste piu elevate in suo polere, don de tirare poi in areata e con gran de elevazione sulle opere nemiche senza esserne veduti. 7\ta se i forti della difesa occuperanno LuLte le posizioni dominanti, risultera ben difficile all'attacco il rinvenire posizioni adattate le quali non siano vis le e battute da qualcuno di quei forti: e la massa dei suoi f11ochi non potra divenirc tanto facilmente pr·edominante sovra quelli dell a di fesa. L'utilizzazione delle mitragliatrici nella difesa dei forti di mon-
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tagna pu6 adunque divenire una risorsa sicura e preziosissima, !a quale mantenga costantemente a questi forti il preclominio e la superiorit~t del f11oco, e no assicuri la resistenza. E cio essenzialmente porcM in montagna le opere cli au.acco 1·ichieggono lungo tempo e gmvissima fatica, o non e possibile dar loro alti rilievi e difese contro tiri prsssoche verticali ; e le mitragliatrici, adoperat.e a tempo, possono seminare all'improvviso la morte fra le accolta dei lavomtori ed i servienti delle bocche a fuoco, e rendere in utili in pochi minnli di tempo tuLLe le J'atiche eel i sacrifizi dell ' attaccante. Anclte nclla difesa. delle opere cli pian11ra pet'clura in gran parte questo immenso vantaggio dell'uso delle mitragliatrici, sebbene sia quivi assai piu facile d'ordinario, salvo casi particolari, l'improvvisarc intere IJatterie e l'armarle in una sola noLLe; giacche rimane sempre la risorsa cli ucciclere tntti i servonti ad ogni nuova batlet'ia la quale apra improvvisamente il fnoco contro la piazza. Ed anchc qu ivi se l'attacco von'a porsi al riparo dalla gragnuola delle mitragli atrici dovra intrn.prendere lavori assai piu lunghi pei quali non polril certamenle bastare una notte, eel anche due; e la difesa potra impedir·glieli costantemente colla strage seminata fr·a i lavoratori. In quelle pianure poi chc sono acqnitrinose e clove a poca profonditit clal suolo inconlmsi l'acqua, come ve no sono pur molte davanli al contorno delle linec clifensive di Mantova-Serraglio, eel in quelle eslremamente ghiajose ed a fondo compatlo a pochi centimetri dal suolo, come nei contorni cli Verona, iI vantaggio delle mitragliatrici diviene presso che completo come in montagna. Giacche in quei terreni non 6 assolutamento poss ibil e di improvvisare una batteria cl'attacco, e di armaria in una sola notte, dovenclo andnr piu o meno lontano a prendere la terra vegetale per le masse cop ren ti e per le traverse, e troppo male ne avverrebbe a chi le costruisse scioccamente colla terra ghiaiosa o colla pura ghiaia dello strato inferiore del snolo; e la difesa posta sull' avviso al mattino dei grandi movimenti di terra aperti nella notte, avrebbe tutlo l'agio cl i concentrare sovra qnesli il fllllCO delle sue mitragli atrici, o di rendet'e cosi impossih ile od eccessivamente micidiale ogni continuazione dei lavori.
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GL ! OSTACOLl NATURAf!.l
Dopo la prova infelice fatla dalle mitragliatrici nella guert·a franco-germanica I' entusiasmo esagerato· che esse avevano destato al loro primo apparire si le troppo rapiclamente svaporato; e malgrado i numerosi modelli e sistemi inventa.ti in questi ultimi dieci anni, io non aveva visto enunciato esperienze veramente complete in proposito e concetti veramente logici ed attuabili sulla loro utilizzazione. Il concetto di adoperarle nell'armamento delle caponiere dei fossi manca affatto di senso, e sconosce completamente l'essenza del loro tiro. E difatti alia distanza di 1 iSO o 200 metri al massimo, che potrebbe misurare il loro campo di tiro nei fossi, la rosa dei proietti non potrebbo avcrc che qualche diecina di centimetri per clin.metro, e non potrebbe cerlamente spaz;-:are il fosso. Per contro un obice corto cli 12 o di 11iS centimetri di calibro, carico con g1·ossa 1nit1·aglia in sacchetti, a.vrebbe indubitata.mente a quella clislanza un completo. spandimento e spazzerehbe davvero il fosso. Fm tutti i modell i di mitragliatrici che ho vis to fino ra clescri tli in val'ie pubblicazioni mililari e che ho osserval.i anche all'esposizione . universale di Parigi del ,1878, quello che piu mi soddisfa, e che credo meglio adattato per la difesa delle piazze, salvo modificazioni in qualche par·ticolarc secondario ed aumento nella forza balistica, si e il modell o di mitraglialrice a 32 canne esposto dalla nostra regia mar·ina nell' esposizione di i\f ilano . Esingolare ai mief occhi che la marina, la quale puo ricavare utilita dalle mitragliatrici soltanto in pochi casi di abbordaggio e di combaltimento cont1·o i battelli torpedinieri, si sia occupata con tanto amore di questa quesLione tanto piu interessante per l'armata di terra, ed abbia mggiunto un risultato cosi commendevole. Il calibro delle canne e di millimetri '' 0,4 come quello del nostro .fuc.i le Wettet'ly di fanleria, e le cartucce metalliche sono pure le stesse, il che e giustissimo e conveniente pei bisogni della, flotta, .non potendo per essa darsi il caso di servirsene che a distanze assai pilr limiLate cli quelle a cui puo essere chiamala. a far fuoco la . fanteria di terra. ' E la miLragliatrice c destinata in sostanza a fare le veci di quelle squadre di marinai che il servizio delle navi non permette di ar-
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mare di fucile, o che non avrebbero la possibiliti:t di far fuoco dai ponti inferiori, o che infine rimarrebbero lroppo esposte alia strage se si tenessero schietate sui ponte superiore o sulle anlenne, cordaggi e sartiami. L'instabilita ed il rollio nella nave saranno certamenle un elemento di inesattezza nel tiro di queste armi e ncl loro efl'eLto; ma le Jimit.ate distanze alie quali solo sat·a possi bile di adoperarlc lascieranno tuUavia una sufficiente efficacia alloro ruoco. Di guisa che mi sembra indnbitato che le mitmgliatrici potr·anno servire assai utilmente nell'armamento delle navi da guerra, come parvemi pure assai bene comhinato dol resto ogni toro dellaglio di fabbricazione e la potenza halistica loro asscgnata. in corrispondenza dello scopo limitato cui debhono servire in mare. Sulla terra invece e sulle piazzuole di una fortczza c1ualuncrue, clove non e a temersi l'instabi lili:t del suolo, lo scopo ed u[fizio da prefi acrersi a queste armi deve essere assai piu vasto e decisivo; ed ogni ~~rra. deve essere rin lta a rendere piucche mni insensibile il rinculo con una conveniente sovrabbonclanza cli peso del cannoncino che ravvolge e contiene le numerose canne, e clell'aiTuslo che le sorregge, eel a dar loro una potenza balistica assa.i superiore a quelladel fucile di fanteria, siccM possano raggiungere, sotto grandi elevat:ioni, sette odottomila. met1·i di portata. Dove infatti pu6 arrivare con buon effelto il tiro di fanteria, e cioc fin verso i clue chilometri, e faci le d'ordinario il poter provvedere mecliante la fanteria stessa, o col tiro rapido, o con quello a salve, che tanto opportunamenLe si sla ora studiando eel atlnando dopo il rimarchevole esempio datone dni Turchi a Plewna. Ma al di la dei 2000 metri (e meglio anche dei 4500) l'efTetto desiclerato si otterra assai piu sicuramente e faci lmeote coll' uso di buone mitragliatrici di forza balistica assai superiore a quella del fu cile (e cioe con proietto e cm·ica raddopp inti) le quali sarebbero in sostanza armi di grande precisione e corrisponclenti a /'t~cili cli egtu£l forza balistica nwntati sovra solidi cavalletti, e posti n~lle mig lim·i possibili condizioni pm·la massima esattez z.a ~lello~·o tM·o . Principal issima condizione pel buon eiTetto del Ltro d1 questearmi si c la immobilila del bersaglio, come immobile ne c l'atfusto sui quale sono incavalca.te in sostituzione come dissi, assai piu ef-
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GU OSTACOL! NATURAU
ficace, degli anlichi fucili da mmpat·o. Lo spazio battuto ad altczza d'ttomo da ogni singolo loro proiello, il quale spazio va gradatamento diminuendo a\ ct·escere della distanza, vel'l'il. sempre ampiamente compensato dallo allargamento, pure graduato, della rosa complossil'a dei proietti stessi; di guisa che l'efficacia dcll'arma risulterit sompre considerevoliss ima anche alle piu grandi clistanze. Per queste maggiot'i distanze sara poi sempre cosa utile il concentt·aro sopra uno stesso punLo cli mira il fuoco di due o tre mi Lt·ngliatrici, aCfinche la tempesLa dei p1·oietti non venga a cadere troppo rada nell'aroa della rosa o spazio orizzontale battuto, e l'etl'etto desideralo si ottenga colla maggiot· pt·ontezza. E non credo nemmeno fuot· di ltwgo il concetto di aumentare ancora il numero delle canne portandole a 40 od a 48, il che mi pare facile senza variare il concelto f'ondamentale della mitt·agliatrice della nostra mat·ina miliLare; giacchc all ora potrebbe bastare per ogni opera difens iva la clotar.ione fissa di due sole mitragliatrici, od a! piu di tre inveco che di un numero maggiore. Ed infine sara pure forse cosa. utilissima lo studiare un afTusto speciale o ceppo da mortaio, ne! quale possa venire inca~ralcata la mitragliatricc pei tiri quasi vet·ricali; e ci6 per quei casi, che ritenrro per6 rarissimi, in cui una baLLEII'ia nemica, a non troppa grande stanza, avesse potuto venire costruita con parapetti e traverse abbas~anza olevali per defilare i serventi dai tit·i poco inclinati sull'orJzzonte. Io .credo e spero di"avere ampiamen Lo climostrato in questa discuss Jonc che le mitragliatrici, l.roppo presto abbandonate 0 Lt'ascural:e cl~po il '1 870~71, possono essere di una utilitit grandissima ed e~senz1al e nella d~fesa ~el.le piazze forti, e soprattutto poi in queUe dt montagna e net forti dt sbarramento, e divenire una vera 1·isorsa preziosissima per prolungare indefinitamente la loro resislenza coll'impedire la cost,mzione delle opore e delle baLLerie dell'aLtacco . Io faccio voti pertanto che questc mie povere parole possano avere l'effetto cli indurre cui spelta a prendere in nuoYo ed accu1·atissimo esame questa grave o vi tale quistione rela.tiva all'armamento delle opere di fo rtificazione; e perche l'esempio dato dalla nostra ~ra_va marina, alia quale possono quell e armi arrecare un ben · hmttato vantaggio, venga seguito e ·perfezionato ancot· piu nelle
ill-
noslt'C fabbriche d'armi e fonclerie di Lena a vantaggio induhitalo dell a noslra difesa territoriale, ed a risparmio di spese assai maggiori nella costruzione ed armamento dei forli di montagna che ci restano ·ancora a costruire, come in parte ancora di quelli gia cosLt·utti ed in via di compimento. E con questo voto che mi esce dal piu inLimo del cuorc nell'interesse dolla difesa del mio paese, chiuclo qllesta lunga , e, spero, non inuljJe digressione. §2:). Ostacoli atmos(eri(ji edimalsania. - Gli ostacoli atmosferici come le pioggie torrenziali straordinarie o periodiche, le alle novi, i ghiacci, le temperature bassissimo, c!ac ev9ntualmente possono verificarsi sulle montagne e nelle pianure, come queUe elevatissime dei deserti e delle zon e torride, arrccano impedimenti gravissimi ai m•>vimenti degli eserciti; o ~n chc durano, essi costituiscono un ottimo elemento di difesa per gli Stati. Oltre alia ovv ia considerazione che durante l'invemo le aiLe Alpi non sono transiLabili per eserciLi invasori, basla ritomare col ponsiero alia. guerra clj Russia del ,l8,12 per riconoscere di quanto aiuto sia riuscilo a que! vasto impet·o il Generate Tnverno che in poco tempo distrusse un'armata sterminata. e valorosissima condotla dal primo cap ilano del secolo. Questi ostacoli pe1'6 inceppano egualmenlc od in gran parte i movimcnli della difesa; e porche qucsta possa approfiLLarne completamente occotTe che la 1.ona molcstata o cope!'tada simili ostacoli sia interposta fra la frontiem c l'interno piu abitabile del paese. Le piazze forti, eel i fo rli isolati co mpresi nella zona molestatu, ofirono ai loro presidii i mezzi migliori cli sfidare e resistere a quelle intomperie, mentre niun v:tlevolc eiparo e possibile all'invu.sore, obbligato di tenersi all'aperlo, ed esposto a. tutt.e le maggiori cwdezze cli un clima e:;iziale. Quesli ostacoli raddoppiano pertanto c moltiplicano temporaria.mento la fot·ta difensiva di quelle opere fortificatorie, e consentono di tenerle con tulla sicurezza, anche con presidii mol to ridotli, finche dUt·a la protezionc dell'inclemenll} stagionc. Le pioggie totTenziali e pcrioclicho che regnano in determinate stagioni sotto i tropici, sono pure un oslacolo rilevantissimo all'avanz.arsi di un escrcito invasore, perche le stmcle sfondate e le campa.gne impra ticabili it~pecliscono ogni movimento in avanti, e
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le truppe continuam~n Le inzuppate dalle pioggie vengono fac ilmente decimate e sconvolte da gravi dis:;enterie e da altre endemiche o contagiose infoemi ta. Cosi pure la temperatura elevatissima della zona ton·ida e di alcune altre zone che l'avvicinano, e tanto piu poi se vi si aggiunga la necessitil. di attravor:;ar·e estesissimi deserti cli sabbia, come spesso accacle in Afrir.a, o sterminate ostensioni di steppe aricle eel incolte, come neli'Asia cenleale, impediscono clecisamente ogni movimento in avanti di un esercito invasore, e costringono questo a differire le sue operazioni all'arrivo dell a stagione piu temperata. Ed anche per quesli ostacoli le pit~zze fo rti od i fo rti isulati, i quali sorgono iu mezzo ad oasi abitabili dei deserti e delle steppe, o nelle regioni molestate cla temperature elevatissime, o dapioggie periocliche torrenziali, olTrono ai loro difensori le maggiori comodita per resistere a qneste esorbitanze atmosferiche, e possono pure venire tonuti con presidii limitati Jlnche perdura la protezione cli quell e. l\fa la dnrata di Lutte queste protezioni e pur sempt·e liruitata, talvolta a pochi mesi soltanto ; talvolta, e tutto al piu, ad una meta od a clue terzi dell'anno; e quando cessa fa cl'uopo che lo Stato assalito trovisi in misura di t'esistere da se direttamen lo all'invasione. Certo che se in quesLo intervallo la nazione assalita o minacciata avra potuLo agire oJfensivmnente a sua volta da un'aiLra parte, o per mare o per terra, colla maggior parte delle sue forze rese libere contro qualche traLLo mal preparato del Lerritorio nemico, la protezione di qualcuno degli ostacoli cli cui ho ora pal'lalo, le sara stata di grande eel essenziale utilita. In ogni modo per6 il tempo trasoorso le avra dato la possibilita. cli ordinare e ralTorzare le sue difese stabili e mobili, e di presentarsi al combattimento eel alia lotLa nelle migliori condizioni. E cosi la proteziono degli ostacoli atmosferici, sebbene sia essenzialmente tcmporanea, avril. intanto avnto un efTetto utile molto rilevante, per la buona riuscita della difesa. Fra gli ostacoli atmosfcrici debbono pure venire annoverale, a parer mio, le plaghe infette da malaria permanente o lemporaria.
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E LA FORTIFICAZIONE
GLJ OSTACOLJ KATURALI
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come ve ne so no tanle, e cosi estese, nel nostro Lerritorio, e specialmente nell a campagna romana, nelle paludi d'Ostia e Fiumicino. nelle ~Ta remrne, nell'Estuario Veneto, ecc. ecc. Egli e indubitato che se la difesa puo arrestare l'invasione nemica per qua lche tempo, e con linaria in queste plaglHl iofelle, I'innuenza esiziale clella malaria e dell e atmosfore ed esnlazioni cleleterie di qucllc plaglle asso LLigli eran no cosi rapidamente le fi le degli invasori, da logliere loro ogni fisica possibilitit di continuare la lotta in quella clirezione, e da costringorli ad una sollecila, anzi precipi to sa ri ti rata. Vi sarit poi infine pel clifensore la risorsa cli cambiaro J'requentemente i presidi i dei forti oncle soLlrarli temporaneamento del tutto alie maligne inlluenze, e permettere loro di riacquistaresollecilamente in plaghe interamente salubt·i la primitiva robustezza eel il necessaria benessere. La mal san ia cli una regione e cerlamenle un llagello doloroso che la affliggc c che paml izza le forze degli ab itanti ; se qncsto flagello tremenclo si puo utilinare a danno di un nemico invasore obbliganclolo a permanere diulurnamente nei luoghi infetti, sarebbe una vera stoltezza il non approfitlarne ed il non farlo serv ire come potenLe difesa di quello sLesso paese cho udal 11agello infestato. Le posizioni montuose che sorgono sull'orlo delle plnghe infette da malaria, eel hanno dietro a se Iocalila salubri e rnolto meno molestate, sarebbero per ci6 solo inclicatissime per venire utilmente fortificate a <Mesa ed occupate; attesoclt e le loro sommita saranno sempre immun i cl a ogni inrtuenza pemiciosa. Ed in questo caso trovansi certamente tanto lo allure ad est del !ago di Dracciano quanto i coll i Albani, mediante i quali un attacco nemico verrebbe confinato nol le pestilenziali paludi pontine d'Ostia e Fiumicino. · Le creste e ci nle di colline che delimitalto entro terra in lante local ita le maremman e regioni sono pure nello stesso caso; c per la salubrita relativa delle loro sommila permettono di tenerle facilmente occupate sonza pericolo, per confinare it nemico assalitore nelle region i infeLte a consumarsi colle malattio e febbri perniciose. Vi e clunqLLC un altro elemento potentissimo di difesa, il quale· clisgraziatamente abbonda assai nel nostro paese e vi e sparso in molte disparate localita tanto al nord, quanta al centro eel al sud A>INO XXVII, VOL. 1.
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GLI OSTACOI.I 1'-:ATURAI,.I
E l,A FORTIF!CAZIOXE
della penisola nclle paludi perma.nenti, nelle maremme ed in tante plaghe sia ccntrali, chc perifcriche verso .il mare che la circonda sovra vastissimo :)V iluppo. Queslo elcmen lo tli difes~L agisce da se tacitamente e sonza bisogno d'aiuto umano, ora. rapidamente od instantaneamenle, ora con interYallo di poch i giomi e poche notti; ma sempre in modo sicuro ed inesorabile per troncare la vi la degl'individui che si espongono piu o meno lunga.mon Le alia sua deleterica azione, o per paralizzarne completamenl.o to forze con pemi cioso e quasi sempre fatali infermiti.t. A tal uopo abbisogna pero cho lo posizioni occupate clall a clifesa, e fortemente cla ossa. tenut c, siano si tuate in plaghe ussai mono insalllbri, e possibi lmente esenti afl'atLo cla ogni malorica influenza, come sarebbet·o le allure saluberrime dei monti Albani, e quelle, se non eguahnenle saluberrime, pure abbaslanzi salubri, situate ad est del lago di 13r·acciano delle qunl i ho a lungo pnrlaLo al § 20 come cenLri principali della rlifesa :wanzata cli Roma. E se la continuilfl. delle linee difensive obblighi per caso ad assicler·e e stab ilire qnalche opera in posi:~.ion i pross ime alia zona infetta, od in parte mol estate da.lle influenze malefiche cli qucsta, importa allot·a cli eseguire e preparare nella calma della pace tntti quei lavori e pianLagioni, e coltivaz ioni di varia natura atte a risanare completamente una discreta esl.ensionc di terreno :1-ttomo e dietro alle opere ste~se, perchc il soggiomo prohmgato dei di [ensori sotto vasti e comocli e ~en aorati ricoveri, e con tuLLe le possibili avvertenze presen alive dalle inaligne infiuenze, non vacla soggetta che in minima parte alla malsania, che clove lasciarsi dominare incontrasta ta dove dovrcb be di necessi tit slazi onare I'aggre~sore e prepara.rsi a chr vita ni :moi mezzi d'atlacco ('1).
Riuscira percio abbastanza facile il risanamonlo completo dei -eont.omi dell e opere clifensive a maggior Lulela del la salute del la truppa, al che paee potrit conconcee il complesso di l.lttli quei mezzi igienici o preservativi che si possono facilmen Le raccogl iere nell'interno dei fo rti, e cbe pf)ssono age,'olmente a\'ersi di mano in mano dallagrande. vicina citta, e le maggiori comodilit cli un sano alloggia.menlo per la lruppa che possono facilmente ricararsi in questi forti . E questo torribile elemenlo non cleve venire Lrascurato clall'ingegnere miliLa.re della difosa, per quanl.o puo riuscirgli di costringere il nemico a rimanere osposlo pet maggior tempo alia sua lelale azione e malcfica influenza., eel a consumarsi rapidamonte, senza combattimento, ocl a rilirarsi con prontezza eel abbandonare l'iclea dell'attacco. L'utilizza7.ione a difesa cli qnesLi oslacoli di malaria non saril. sempr·e certamenl.e cosa facile e pinna, e richicdel'it sempre di ligent.i studi c dispos·izioni speciali per non esporre troppo contempomneamente al Ongello le vile e'la salute dei clifcnsori; ma in molti ed imporLanLiss imi casi, come quello clella difesa di 1\oma, tale ulilizzazionc c certamente possil>ile, e sarebbe follia il non approfittarne per tuLLo quello sviluppo di contorno che si puo raggiungere_ § 26. Conclusione. - Eel ora il compito clte mi era pretlsso in quesLo studio c finito. L'arte della fortificazione ai.Lr·nversa. aLtualmcnle un perioclo di transizione e trasfonnazione clipondente clai progeessi enor·n1i che hanno gia fatto, e stanno luttol'a facendo le anni da getto, e tutle le arti e scienze che hanno afflnila con quella (lella guecra. Quei me1.zi di difesa che hanno poluto oLLimamenl.e servire, e tah'olla anche esuborantemente, nei tempi a.nclati, e fino rld oltre la prima meta del proscnte secolo, non sono piu acleguali allo scopo, perch6 la potenza delle arm i offen sive e la loro efficacia cli distruzione si so no enormomcn le aumenlale. I progressi della metallurgia oiTrono adesso itwero una pl"otezione piu solida di quella che potevano offr·i1·e finora le massecoprenti in muralura o in teiTa; ma la loLta fm il cannone e la corazza non e .ancora ~sa,u riLa e giudicata, e non e ancor cletto che una data grossezza cli metallo tenacissimo possa resistere indefiniLamehte aqualunque mezzo di altacco. D'altra parte le scheggie dei proietti che
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(1) Gl i ;tudi chc si sono fatli in questi ultirni ann i pel !'i$anamonto llcii'A~r·o Horut~no, 0 le nurncr·ose p•·ovc. finor·a efTettuate ed in cor so, ··li eseguirlo per· esp~nsione dai ln••glu 1100 infcni cd immuni allc plaghe infcllo, dar·•n11o cenamente il modo pii1 sicuro <li :.~mare risannm~nti par·1.iah limitati ai contorni eel a lie spalle delle opere chc si do,·esscro necessariamente costruire per· la conunuita f1ellc linee difensh•e sui limitarc delle plaghe in fettc da rm1larra . Anchc nollo campagne verso le ,·alii Osticnsi le sommi ta de i dorsi quasi puralleli fra d! loro e l)erpeod icolnd nl cor·so infer·io>'O dol To,·ero so no pr·essochil imm un i dallc IIIJ·Icfichc iuDuenze, come lo indicano le numca·oso case e fa~to r·ic c ho sorgono s u quei dm·si, mentro il ron,lo d i quello piccolo v:~lli c di quei fossi vu costn >\Lomen te infetlo dalla malaria: ed o soltanto "' questi fon cli cho potr·ebbo stazionaro temro•·an eamente l'~ggrossorc per ap1wontarc e preparare i suoi mczzi d'attacco.
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GL I OST ACOLI NAT URA L!
si rompono conlro le corazze, sono un pericolo gra,·issimo pei difensori dell'o[JCra che abb ia qnalche suo puoto o ballerin guern ito, con quel mezzo eccezionale, e ne 1'endo1to assoluLamcnte inab iLab ili ed inlenibili le adiacenzc di quei punli fino alle distanze di 200 a 250 metri almeno, c cioe prossimamcntc per luLta l'estensione rimancnle dell'opera slessa. Le corazzc sono perlanto nella forLificar.ione come un coltello :t dopp io Laglio chc puo ri u~cire ogualmenLc e forse piLL nocivo a. clti Jo adopera. e lo applica inconsnltumento, che non al nemico; e non sono in realtit utilizzabili che iu piccole upere isolate, o specie di torri, nell c quali non e5 istono spazi scoperti per la di fosa, od in altrc merliarite idonei provvedimenti che possano escludore il pericolo sopr'aenun ciato . Gli antichi sislemi cli fo rtiflcazione, sui quali i nostri piu provetti ingegneri militari eel ufficiali cl'artiglieria hanno consumato i primi stoLli giovanili o della et~~ matnra, sebhcne siano pur semprc cla. studiarsi pel loro inLrinseco eel innegabi le va lo1·e storico rela tivo· non sono pit\ applicahili al l'epoca presente fu01·chC nel prin cipio rondnmentale cll e li informava, di mettcre la clifesa at coperto rlai: tiri e:>lemi; eel il volere ancora conservare nellc nuove opere mo-· derne la maggior parte dei dellagli cl1e le componevano, in omaggio ai nomi venernndi dei loro autori, ccommettere uno sciocco anacronismo. Andrei troppo ~n lungo e farP.i fo rse opera no iosa se Yo lessi enumerare lutLe le particolarita delle antiche e pressocM moderne· rortificazioni che ora fa d'uopo di abbandonare e di sostituire con altre disposizioni piu: aclatte ai bisogni presenLi; e mi limilero a notare fra quell e i larghi foss i fro n!.ali , la moltiplicazione delle· opere e:>terne nei foss i stessi, e l'azione dirella dei parapetti del corpo cli piazza ~ovra il fondo di questi, come pure le prescrizioni per le distanr.e delle opere avanzate, e pel fianch eggiamenlo o spazza.mento dei fossi cli qul\Ste dai fu ochi clalle opere posteriori e da Joro protette. Tutto cio non e piu a.pplicabile ne ammissibile in un'epoca in cui la maggior distanza di quaLLr·o a cinquecento metri non porta quasi alcuna diminuzione nelln efficacia e precisione del tiro, em entre si possono battere in breccia da distn nze ;srandissime le· murature defilate co i metodi antichi senza bisogno di vederle; e
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1-: LA F OnTIF lCAZIONE
quando l'enorme efficacia delle granale mina sconvolge o clistrngge in poche ore masse pu1'e enormi di terrae cli muratnra. :!\'facio che non ha carnbialo si c se1nprc la nssoluta impossibiliLa di dislruaaere col fuoco le OJlere colos;:ali dclla nattll'a, e la po;:on sibi littl invece di assiclere le opere difen:sive cola dove vengano efficacemenlecoperte eprotelle da quesli poten li ostacol i nalurali ; come non ha ancora cambiato o diminuito il vantaggio delle posizi oni ·mo llo dominanl.i. Ed 6 percio che la uLilit.zazion c degli ostacoli naturali a vantaggio della clil'esa acquista ora un'importam.a assai maggiore di quanto pole .avere nel passuto; perche porge l'unico mezzo sicuro cli rimnncre quasi in vulnerabili contro i fu ochi prevn lenti dell'aLtacco, impol cuti pero a.ITatto contra qu egli ostaco li, e cli man tenere a lungo imporlanti e ''iLali posizioni contro svilupp i di forze anche immensamentc suPCJ'iori. Ed ho creclnto cli far' cosa utile al mio paese, clw tanto abbonna di oslacoli cli tal gencre per la sua slrutlura in massima parte mont uo~a, e per la ricchezza d'acque, ed altre combinazioni di plaghc pal udose o ma lsane, come pnre alia giovan c e st.udiosa ufnci ali l ~ cli queslo esercilo che forma la speranza ed illegiUimo orgogli o della nazione eel al quale mi vanto tuttora cli apparlencre e di consacrare il frutto di una lunga esperienza o d1 conlin ui e pe1tinac'i st.udi e mecli tazioni, csaminando parlilamente il modo migli ore e piit logico e sicuro di ri~·olge re a pro clclla dil'esa nazionale gli ostacol i naturali c la immensa, c bene spesso illi milala resistenza passi1•a di cui· sono Sltscettibili, pur non perd endo mai di Yi:>ta la possihilita di ri scossa in caso di favorevoli e sicure evcnlua! ita.
ANTONlO AHALOI
Jlaggior genel'ale.
LA VANGHETT A I.lNNEMANN E LA 'l'ATTLCA MODERNA
fa.nlerie unQ strumento portabile da zappatorc, anchc da noi si ecominciato a voler sentire il bisogno cl'una egunle innovazionc, e man mano si e art'ivato e fare della vanghetla Li nnema.nn una qnestione 1brgente. .) . . .. . [; U1'170lllelltO pero e stato tutt'a[Ll'O che C:\U.ffill1<tl0 lfi lUtiJ I SUO! 0 aspetti, che anzi generalmente lo si c considerato da. punti di vista esclusivi, se non pure ristrelli a! puro teen ici:;mo. Non sarit forse inntile di riprenderlo per studiarlo in qualehe sua piu generale rclazione con la tallica.
LA
VAN GHET 'f 1-l LIN NE ~I 1-ll\ll\f E LA Tt\TTIGA
~IO DERNA
,.. « Dopo laguer1·a del ·1806 o dopo l'aclozione del fucilo a J'ett·oca!'ica., si era fo rmata, $pecitllmente in Frnncia, l'op inione che ne! le guerro· futuro si snrobbo avntnlaggiato chi uvesse saputo prendere una posizion e o scnvnt·o una lrincea, giacche uomini quasi al sicnro dalle ofTese, dicevnsi, rwt·obbero falto un fuoco sicuro e celere contro coloro cbe venivano al l'nll.acco, o dopopoco menodidue terzi dic:nn-· mino percorso, questi ullimi dovevano essere quasi Lutti distrnlli. «Tale massima era inculcaLa nell'esercitofrancese sin dal tempo in cui era ministro d.ella. guerra il maresciallo Niel, o si puo dire ch'c slalo sempro foclolmcnlo seguiLa e fu una delle principali cagioni dcllesconfille francesi » ( I). Queste parole di uno dei nostri piu autorevoli scrillori milita1·i credo opporluno di richiamarc alia memoria dei lellori dell a Rivista, oggi che la COITento sombra voler lrascinar anche noi verso lamassima cla esse conda nnata . Dopo cho il gonomle 13rialmont, in uno slancio di a1·tistica passione per qucll'ingogner i ~ mil itare, che tanta gloria scientiGca o lettern ria gli lia mcrilnmente procaccialo, ha pubblicato «La f'ort ificntion dn r:hamp 1le batctllle n, clopo chc b Danimarca, il .Belgio, l' AltstJ·ia, la Genna nia, la Russia, la Fra.ncia hanno a.douato per le loi'O (l) 1':. ,c. Xoto t·accolle (!U>'(II:tc una •·apida esctwslone: in A lsaz ia e Lo>·ena e a dan. {Fillri•ta Jliltta>·e ltallana del J872o J87Z).
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Se-·
Chi oggi rileggesse le tante pubblicazioni mililari cho videro ~a luce in Francia dopo la guerra del :J86G, :>egnatamenlc quella sene di opuscoli redatti durante il •1869 clalla. Commissione pede conf'erenze ?'eggirnentctli, non potrebbc a .m.eno.di no~~re ~~omo, .sollo l'aspelto dello studio spassiona.Lo delle 1Sl1Lnz10n1m1htarJ prusstane, si mirasse essenzialmente a. sostenere la fiducia.alqu::mto scossa nelle islitu:r.ioni mililari franccs i, e si cercasse di sp iogare lo vittoric prussiane, pur dichiaranclo i modi cli gnena usati allrollanle infrazioni alle sa.ne massime cl'arte mi lit.are, di cui so lamcule la Francia si attribuiva il monopolio. Si notava che \'organ izzazione prussiana poteva dare un csercito numeroso, islruiLo e prontissimo alia mobiliLazione; ma si rassomigliava quell'esercito ad una. mili:ria di cui clovevasi dubitarc poLesse reggere alia prova di una. campagna di lunga durata o contro un nemico comandato cla abili generali ( I). Si studiava la conclotla della guerra in .Boemia; ma si notavano con compiaconza. gli errot·i commessi dai Prussiani e si giudicava chc quosli vinscro solamenlc Perche 011\i Austeiaci non seppero di tali errori t1·arre pmfitto (~)cl". In tattica. poi si asseriva non :lVere i 'Prussiani presenla.to nulla . t bone: lo spezzamento clella linea in piccolo colon ne di compagn.ia ~ra ginclicato un grave errore, ed assai pericoloso il consegu.ento lrazwna.monto cloll'azione snlla fronle (3); o.nzi il maggiore Hetnlz lo lrovo a diritLt;ra. una esagemta. imilo.zione clella Laltica l't·tmcesc: « Ft·a.ppee (l) FAy - L'o;·ganisat!on mil-llaire de !' A llcmagne. ('2) F..v - Expose sammair c de !a wmpag>IC <l'Allemagne en JSGG. (3) ~~ LU>T7. _ T actique de l'in{ante>·ie p >·Llssienne penllunt la campagne de 181\G FAY -
De quelques>·ecents tra·v aux Sll>' la tactique.
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LA VANO I IE'fTA LINNEMA!\N
des resu ll al:; si I'Cm<u·cables ob tenus par nos troupes dans !e.:; rudrs guen es de Crimcc, d' lrnlic on d'.\ lgeric, et qui partouL ontporle ,;i l1aut l'ascendnnl. de nos al'lnccs, la Prusse a voulu donnera lasienne la mobilitc, l'iniliat ive individuellectl'audace qu'on!., de tout temp:', plus paJ'Iiculienncnt caracterisc l'armcefrancaise. Nous n'admeuons pas que, dnns ce tmvail d'imitation, elle nous ail depasses ». Quindi si consigli:m1. a lenersi piu che mai alle formazioni compallc di battaglioni in colonna o in lin ea. · . :\'ondimcno una ragione sufficenlc a spicgare le Yittot·ie pnu:srane era pnr necessaria trovarla, e fu unan iruemente inclicala la supe1:ioritit d'armamento della fanteria prussiana rispcllo a quclla anstnaca. In quell' epoca si era tanto piu peope1,1si ad alLribuire n1 fucilcad ago il miracolo di quclla vittoria, in c1uanto che la Francia trova va ommai nello Chassepo l un fuc il e anchc superior·e al Dreyse, come pomposamc11Le' dimostrava il maggiore iVIaldan . ('I) Non vo lcndo riconoscero nell'esercito prussia.no del1866 alcmw a_ltra. supcrioriti\ che qnella clelJ'annamenLo a tiro rapido ea lnuga g'lltala, tuLt.c le dedut.ion i ebbero. un cara.l tere alfatto esclusivo etl in cornplet.o. Eccouc nlcune : « Aborder de fron L, en term in decouvert, une infant.e1·ie non enlamee, si.trLont f;i elle est protegee par des obstacles ou des couverL. a toujonrs ctc uno O!lcralion dangereuse. Aujourd'hui surtout, aver les nrmes nouvelles, l'avantage appartient a la defense » (2) . « L'armee qui prerydc l'o[ensire a sans clout pour clle la supcriorilc momle, mais aujourd'hui surtout, ar ec les nouvelles m·mes, l'avan!age peut passer clu cote de la defense)) (3) . « A1•ec la rapiditc actuclle du tir, uue troupe qui s'ayance idi•con\'erl su r un enncrui masque par des retranchements, esl infailliblement cletruile et ne fait que peu ou po int de mal il. J'cnnemi » (4-) . Insomma, in I utti gli scritl.i sulla ta.ttica pubblicati in Francia nel trienn io 67-69 si lrol'a qlwsla nota clominante: l'azione del fu oco {!) (2) (3) 1·1)
A•·numctlt nnttveau . Obsm·vatio tlS sw· l't•1•tructio n sommat.·e p01.w lcs combats (1867). L•NTY, - Tactiqt<e lies t•·ots a•·mcs tla>!S la d tvision. ~hJ.O •N - An•wme?lt ?lOuvcau.
E LA T A TT ICA :'viOORRNA
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prevalendo su quella dell'urlo, la difensivn.deve·prel'alere sull"offensiva . Su questa nota fondamenLalc il maggiore l)rcvost compi lo la sua Conference snr le 1·ole de la fortification passagere clans les combats. Come nclla maggior parte dei tl'attati di fortificazione, cosi nella- > voro del maggioro P1·evost i numerosi ricordi slorici non vi sono riportali come esempi per cb ia1·irc una tcoria o illustraro un'applicazione; generalmente vi sono invcce impiegati come prore dcll'utilita che la lattica ha sempre trallo dallc opere fort ificatorie ncllr varie contingenze delta lotta. QuesLo modo di esempli fi.cazione eper lo meno supcrn uo, giacche l'utilita assoluLa dell a cot·t'ezione del ler reno, lit clove e necessaria, si dimo:;tra ra7.ionalm enle non appena si amrnetle 1' influenza del terreno sullll. Lalli cn : ma oltre a. cio e anche dannoso allo stesso argomen to che si vuol sostenere. Cosa vale ripeLcro chc Carlo XII fn bat.tnto a.Pultawa per non essersi potulo impad.ronire delle oramai celebri r idol.l.e russe, f[llando si puo contrappqrre che lo stosso Carlo XII poco prima con soli 9000 Svedesi aveva baltuti a 1\arva. 80000 degl i slcssi H.uss i, pcrche quesli si Cl'ano osLinati a rima.nero diclro le loro fort.ificazioni? Anzi a ben esaminare gli esempi, si nolafacilmente chc, nave volte su dieci, chi ha usato le fortifi ca.zion i c l'esercito batlulo. E colpa delle fortificazioni? Qualche vc,Jta si; ma in genera le dcriva da cio che e semprc l'esercilo di minor an imo quello chc r icorre al sussidio della fortificazione, e questa potril. forse dar lullo, fuori che l'animo quando manca. Si scredita ancora piu Ja fortificazionne, Yolendola sostenere con l'esempio clcll'uso che ne hanno fallo i piu celobri capilani. Si ricorclano gli antich i escrcili romani, si cita no Maurizio, Guslavo, Fedcrico, si asserisce che Napolcone fosse dei piu strenui soslenitori delle fort ifi cazioni, desumendolo c1a cio ch'egli ha lasciato set·itto nelle sue memorie. Ma la storia inteiToga.tu ~enza preconcet.L i giu · <lit.i ci risponde che Alessandro Farn ese, l\'£:writ.io cli Nassau, Gust.avo Adolfo, Turenna, Mo!J tecuccoli, il prin cipe Eugenio, Fcdcrico Il, Napoleone I, i quale hnnno segnal.o il cammino progressivo dell'arle LaLtica modema, hanno benanchc nccontuata sempre · piu la, guerra campeggiata, ardiLa., insistenle, poclerosa, Iaccuclo
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LA VAN(HIETTA LINNE:MANN
sempre minor uso delle fortiHca:.ioni in genere e di quelle campalf in ispecic. Degli ullimi , e segnatamente di Napoleone, puo dirsi non avervi mai fallo asscgnamento: Napoleone avra lasciaLo scri Llo la ricetta pet· gli altri. ~ Tulti infatti convengono che le fortificazioni non s·ono per vero il mezzo piu adatlo a favorire la guerra ardita e geniale, e qua:::i istintivamente si sen to il bisogno cli un corretti>o a cio r.he sa troppo di imped imento alia mobilita delle truppe. Quindi ancho il maggior·e Prevost, clopo di aver conslatata con la forza degli esempi storici l'utilitil tattica delle oper·ccampali, resta come in disagio fr~l le stesse sue argomcnla7.ioni, e si vede costretto ricoerere at procello, cli cn i ormai si c tan to nbusato, che queste opere clevono essere coslmttc in manier:t da non riuscire cl'ostacolo alla liberta di manovr·a e pcr·meltere alle truppe di man tenere occorrendo l' o{-· {ensiva la pit~. anlita. > Se non chc per passare aat precetto teorico all' imegnamento· pr·atico s' incontrano non licvi difficolta, per cui si comincia a modificare il rigorc clcll'imp i·essionc c si r icorro a quclla del cl'Ar~on « 1me dd{ensive tonjom·s ctttaquante )) per arrivare ad accontenta r:;i che la difensiva possa camb iarsi in oiTensi va a tempo opportn·no. Anzi il maggiore Provost s' incaricu cli spiegare il vero significaLo dell'oiTensiva a tempo opportuno, e perciosi domanda: Quando un eser·cito eposto dictro una linea d'oslacoli naturali o artificiali, cleve, al momento del com~laltimenlo, aspettarvi :1 nemico o vat meglio uscirne per dare ballaglia? E, dopo aver notalo che sill'atta questione ha dato occasionc in LutLi i tempi a vive polemiche ft·a gli autori mili tari, risponde per con to suo : « En general, les idees admises dans la tacLique moderne penchent pour· qu' uno vigoureuse offensive soit prise, au moment ou l'ennemi s'avanco pour les aborder, et c'est pour cela qu'on lcs organise de manicre it permeltre de :;e porter en R'l'ant avec toute la rap idite poss ible. « Toutcfois, quand, pa t· la quanlite ou par la qnalit6 des troupes, on se sent inferi eu re it so tl aclversaire mieux vaut rester sur la defensive ». Dunque, pel maggiore Prevost, tutla la pretesa nione offensiva delle fol'L ificazioni si ricluce, nell'ipotosi pii1 favorevole, ad aspelr-·
. E LA T AT TICA MOOF.RNA
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lare chc il nemico fncc ia il comodo suo, e solamente qu<~ndo sta per irr·ompere sulla posizi one contraltaccru·lo con vir.leoza; nell'ipotcsi po i d'inferioriLa e meglio moslrarsi assolutamentc falalisti cd aspetlare che avvenga quanto il deslino ha decrcLaLo. TuUo cio si diceva prima delta guerra franco-german ica; ne de re recar merariglia se in un momenlo di transizione in cui si erano annnirati gli eO'elti del nuo>o armamento senzacsscrst'ne benstudiate le consegueoze laltiche, si applicassero clircllamente tali cfTolli alia tattica del fu cile a bre>e portata e a tiro lento , e si trovasse che il vantaggio t'imaneva di fatto tutto alia difcsa. Quello inrecc che ,-eramente sorprende e che anche oggi si possono ripeterc gl i ste;;:;i ragionamcnli per sostenere che « orama i la fortifi,;azionc dev'esscre considerata come formanle uno dei rami c.s::;enzial i dclla lattica. » perchc la st1·apolenza del fuoco c lulla a vanlttggio cli quella fan teria chc, ben riparattL, sapea coprire cli piombo il nemico che s'avanza. Questa teoria sostiene infatti il generate Brialmont nella recetHe sua opera ed e scopo del presenLe studio pri ncipalmcnte di dimostrarla erronea. Perocche c necessario sLabili rc sin cla princip io chc parlando delle fortificazioni campali non inlendo mettere in questione tuLle le opere chc possono essere costmllc coi mczzi delltt fort iflcazione · campale, ma solamentc quelle appunlo cho si vogliono consider.are come facienti parte integrante delta. tattica modcma dclla fanteria. Sarebbe iaver·o assurdo voler condannare all' ostracismo la fortificazione. Un fiume, una catena di monti rappr·cscnlano ostact•li al libero manovr·are delle for1.e mobili; sara quindi utile manlenere e polendo accresccre l'osiacolo pel nemico, ridurlo o farlo sparire per le proprie truppc. l?l'irna idea sorge qnclla cli pian tare tante opere quante ne occonono per rcncler·e al pt'oprio esorcito facil e il moviri1ento 5tl tali oslacoli, difficilissimo al nemico; senonche, la considerazione che la moltiplicillt dell e fortiricaz ion i disperde anchc Lroppo i mez1.i difensivi, li mila la co<;truzione delle opere so- · lmnente ai punti di maggiore im.por'tanza, dove piu utile sara al proprio esercito il libero 1i1ovimento, piu clannoso S!.tr·n at nemico impeclirlo; a quei punti clove conco rrono le piu imporlarHi vie, clove·
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LA VANGII ET TA LlN:-<E~·IAN:-.1
affluiscono le prin cipali valli, dove s'incontrano le ciW1. piu ri cche. Quesl i punti spesso coincidono naturalmente e si designano in modo evidenle e permancnlo, e in tal caso si forliucano anche in modo pormanento; altre volte invece la loro imporlanza si fa manifosl<t durante ·Ja gucrra e a causa delle conlingenze della gue1Ta stessa, e allora si forliflcano coi maggiori mezzi di cui si puo dispon·e. ~ essuno polrit condannare la le gonere di fol'lificazioni . Esse poro non potranno avere allro scopo che quello della difesa locale, della conserYaziono di un punto di cui l'esercito n10l mantenore l'uso per agire il piu liberamente possibile col nerbo principale .delle · for1.0, non per ri nscrrarvisi o altaccarris i ed a:;pettare il comodo del nomico. Qnoslo goncre di fortiflc<~zioni pero non si coslJ'U isce so. tto il fuoco nemico e non c per esso ch'c destinata la v:tnuhetta 0 L 111nernann; po tr[t chiamarsi fortificaz ione lo,qanica o logistica come opportunamenLc propo ne il nostro maggiore Coscnlino, m:t non farh mni parte integranto della tattica della moderna fanter ia. Tn vece il gencmlc J3ri ~d m ont vuol proprio cbe oramai la.fanteria combaua facendo lnrgo uso di copri menti <.n·t.ificiali, per cui e nece;;sn rio che il fantuccino sia ~u·rna to di ftJ.cile e di badil e. Egli 1101la {orti{tcation d!b champ de bataille, con miglior m·dine ed arte raiore mnggiore, fa lostcsso considerazioni che neJ··I869 faceva il mac00 Prevost nella Conference sw·le role de la {ortifir;atitJn passagM·e dans les combats, si rammentano gli stessi capiL'lni, s'invocano gli stessi esempi storici, si citano gli stcssi scriLLi di Napoleone I e del maresciallo Bugeaud . I ·nuovi esempi di Sadowa, di Gravellotte, di Plewna, dove la fo1·tificaziono campale si rede sposata alle nuo;e armi, non fauno stonatum, anzi ''i LroYono la migtioreapplicazione, lestosse teoricgiit illustrate con gli esempi di Pultawa, di Allel'heim, di Borodino. Si polrebhe forse osservare che appunto per sfruttare completamen le il v:tnlaggio dolla posizione prescelta e preparata, Bonedcck con 21i) mila uomin i, dopo essore ri mas to per qtJasi 6 oi·ea f'ronte .di soli ~1 26 mi la, (i ni per essoro soprafi'atto; Bazaine per aspettaro ilmomento oppo r·tnno di coprir di piombo i Tedeschi, concesse loro 1 10 lunghissime ore urn nch6 compiessero quella pesante con versione che cloveva acccrcllial'lo e rigellal'lo su Jv.l eLt.; Osman pasciil. clopo -<1ver conseguito il vanluggio di arr·cslare il rapido svolgimento dell e
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TATTICA ,\ <!QOERN,\
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operazion i rtJsse, fini per seppell irsi tleuLro Plewna (I). ~1a q~es ~a· osservazione nullaleverebbe al merito intrinseco delle forllfl cazJOJJI , gi<~cchc il difetlo spesso sta solamentc nel modo di sorvirsene. I nfaLLi jl rrenerale Bri almonl parlando del modo come <~v rehbo dornto da par~edegli Auslriaci esserefortificato il cnmpo di hatlagliadi Sadowa cosi ragiona: « L'on sait que la bataille do Sndowa fut pct·due pour les .\ utrichiens, des que l'armee clu Prince royal occnpa Ios hauteurs de Horonowes et le Swiepwalcl. Il aUJ·aiL done fallu comprendro ces points dans la position et les organiser de manicrc i1 pouYoir les disputer avec la plus grande op ini<Hrolc >> . La guerra del •IS/0-7'1 ha dimostralo cv iclontemcnte fall aci luLl~ le previsioni sulle conseguenzo tattiche del nuovo armamento : 1 "Pruss ioni ne\ 1866 con un ~mnam e nto superiorc a quollo clegli All-· striaci vinsero usando laltica aggressiva ; no\ '1870 con un armamenlo inferiore a quello dei Fran cesi usnrono la s t~ssa tatlica e vinsero ogualmente. Sembm dnnque naturale cloverscno dr.d nn e' che principale cagione delle vitLorie prussinne cosi nell' una come· nell'~ltra guerra dovesse cercarsi non giil. nella condizione d'armamento, bensi nella perlinace insistenza nell'o llacco. Naluralmente cadrebbe in un g1·ossolano errore ch i da cio volcsse concludere che la superiorita d'armamento serva a nulla, porocche <~ppunlo lo studio di quelle due gumTe ci ha dimoslrato che l'allacco puo trarre dal nuo\'O arm<~mento tuLLi i vantaggi dol tiro rapiclo, preciso e lonlano, purche sappiu oppor!unamente modificarsi nel suo modo cli agire. Gno dei caratteri essenziali clella Lallica anteriore at nuoro armamenlo era che l'atlacco e la difesa co::.Lituivano doe atti distinti non solamente nello scopo, ma ancho nella forma. L'allacco mira,·a . irnmed iatamente a\l'urto portato con la massima quantitd di moto, prodotlo della massa per la velocitil: usava percio fo rmR c? mp~lta e adaLta al mov imento, senza punto curarsi della comp lela Jnettrtudine a far fuoco. La difesa m i ravt~ unicamento n impcclire l'avanzare'· cleii'Rlta.ccante median le l'azione lontana, quindi usava foi·ma estesa -. 1
{I) Vedi IJOGUSLAWSKI -
Die l!lltwicl,eltlllg der Tahtih Scit dem K1•icge VOI\l$70-71. ,
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LA \'A~GIIETTA LIN:\'E:v!A:->X
e densa per sv iluppare In massima quantilit di fuoco, senza curar5 i {lella sua completa inetlitucliue a muoversi. L'azione dell e Jinee coprcnti cli cacciatori, della. cavall eria, clell 'artiglieria, doveva facilitare l'~n~ .o. l'al~ro .di qn:sri au.i latlici del la fa~leria . In quttnto alia nlnet abilrla all azwne dr fuoco, la colonna dr attacco si soltraeva ~rontamcn l e al fuoco nemico medianle la r·apidita di movimento; la lrne<L nulla nveva a temere dalla fanLeria che attaccflvrt seuza far fuoco, ed era sufficientemcnle adatla a schennirsi clai tiri dell'artiglieria . Chi su qucsti dati volesse ancora oggi valu tare l'infl ueoza del nuovo anuamento, 6 cv idente che doHeblJe metterla a tutlo van ta ,.,.,,.io dell a / dire;a ch'c la. solache a~i:sce principalmcnte col fuoco. Ma~l~ taltica dell attacco sr 6 sostanzwlrnente camb iala : essa ommai ha adottato una forma essenzialmente adatta a presentarela minima vulnerabilita al fuoco avvcrsario e la massima efllcacia al propt·io fuoco; l'attacco non pro cede pitt rapiclamente, ma gmclatamcnte e in modo cla avanzare tanto qu~nto glielo consenle l'efTel.lo oltenuto dal prop1·io fuoco; se non ha forza sufGcientc csso non puo procedere anche volendolo di modo chc, se arrira ad approssimarsi al difensore e strinrrer"lisi . I . o o a b reve mrsm·a, 1a gra climostrato la sua superiori ta cli forza; all ora l'nssalto, l' irruzionc all CL baioneLla, altro non cliviene che la presa di possesso della vit.loria gii1. conscguita col fuoco. E cosi chc l'attacco e riuscito a Lrarre profl Llo clalle proprieta del nno.vo .arm~mento tant? quanto la difesa, pur sempre consenanclo tuLLr gh altn vantaggi che gli so no pi"opri. Quantunque tul.lo cio sia oramai nel dominio clella <>cienza non solo, .~a ~nchc delle prcscrizioni dei regolnrnenti taUici di tu(.li gli eserctt1 cl1 Europa, pure, allorquando si vogliono trovare arrron~enli ~ favore de~le f?rtific.azioni campali, se~hra chedi propo~to s 1 vogha mettere m dimenl.rcanza. . I.l nostro ge.ner~l e. Massari i.n un suo ]:woro, del reslo prege 1'ol':"slmo, forse rl m1ghore, ccrlamente il piit moclerato fra i tanl.i che ~~ sono scri!li sullo stesso argomenlo, per dimostrare che if nuo~o armamenlo 6 favorcvole alia sola difesa quando questa sn.ppr a_coprir:>i di trinceramcnl.i, cosi ragiona ( 1) : (l) Le trincee d€ battagtia -
Rivtsla Jltlitare, apl"ilc 1&78.
E LA TATT!CA
~IODI::H.NA
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« Allorchc combatiCI'a:'i co n le armi caricanlisi per la bocca si ammetteva. gencralmente clte: . « a) lo spazio di lerreno che l'all.accante cloveva pcrcorrere sotto il fuoco efficace del di fensore era cl i 240 melri circa; « b) che tale spazio pole,·asi percorrerc in Ire minuti pur facendo due colpi cli fuoco; « c) chc in tale tempo, cioc in 3 minuti, la difesa. ·poLeva fare 6 colpi; « d) che di I00 col pi, due soli fos;;ero utili. « Con tali ipotesi, se I 00 hianchi auaccanno 60 ncri mcdioct·emente apposta.ti, si potcvtt rilcnero chc i cen to hianchi, compiuto J'atlacco, avc,·n.uo percluto:
GO X 6 ;.:. :Z 720 ,.., - = -=1'20 ·100 100 '
mentrc i 60 ne aYevano fuori comhattimento 1\00 X r;? X 3 -fo_o__ =
~
·l· .
« Epper6 alia fine del comha.ttimento si trovavano di fronte ~3 uomini contro 56, cioe s~mpre all'incirca ne\ rapporlo primitivo di 10 conlro 6 ossia di o contro 3. «Le perclite essentlo minime dalle due parti , la clircsa non sentiva naturalmenLe vivo IJisogno di cop rirsi con lrincee o ripari qualsiasi. « Ora. inroce cou le armi a retrocarica la gettala esscndo almeno raddoppiata c la celeritit quadmplicata, ne consegue potersi ammcttere che, rcrmi restanclo i principii di wi alia lcttera d), che cioc ch1e colpi siano solamontc utili su 1100. « a) lo spazio di ten·cno che l'allaccanle deve percorrere sotto ilfuoco efficace del difenso1·e sia non piu di 240 metri, bensi di 4.80; « h) chc tale spazio puossi percorrere in 8 minuti dedicandone 3 ttl rLwco e facendo non piLL dne colpi al min11LO, bensi 6, cioe ·18 colp i (per Loner conto d'una. celeritil. media.) Hei 3 degli 8 minuti nei quali non cammina; « c) chc in tale tempo, cioe in 8 minuli, la clifcsa puo tirare, Lcn ulo con to delle cliverse clistanzc :tlle fJUal i fari.t fuoco, 'i colpi perminulo ed in Lotnle 56, i qur1li pero vanno ri clou.i a 49 per la sospensione del fuoco nell'ullimo minuto. ))
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LA VA NO I! ETTA
LINNE~·lANN
Facendo quindi analoghi calcoli che ncll'altra ipotc:;i, l'aulore trova che i bianchi snbendo 08,80 di perdite, si riducouo a 4.2, e i neri sube11done solamente 36 si riducouo a 24- . :\fa, supponendo che i difensori, neri, si copmno di trinccc di baHaglia, le qnali hauno il potore, si agserisce, cli ridurre a due torzi le perdite, essi non avrebbero cho 1:2 perduti e rimarrcbbero in nunH'l'O di i·8, « il che, invertendo le cotldizion i dei combattenti' favo rerro ia hc. C>t> difesa per modo di rcndeda di g1·an luogasuperiore all'altacco. « Ecco , si conclude, il gran de beneficia che, ora pitt che mai, arrecano le trincee. » Il lettore avra rimarcato che i dati non sono esatti ne nella pr·ima ne nelltt seconda ipotesi. Pcrche con le anticil e armi per superare 240 melri si fanno sparare all'allaccanle due co lpi~ ~e all'Aima, ne a Montebello, ne a S. Martino le truppe attaccanti fccero fuoco, ne avrebbero poluto eseguirlo nella formazione in colonna piu o meno ordinata con cu i pr·ocedeiLemall'attacco; in quell' epaca il fu oco ser·viva alia p'reparaz·ione dell'allacco, ed cm eseguito dalle catene di cacciatori e dall'artiglieria, ma le truppe che procedevEtno all'atLacco non facevftno fuoco, e quindi il tempo impiegato comunque a far fuoco non puo computarsi in quello necessaria n. percorrere i 240 metri. Rifacendo il pt·imo calcolo si trova che i 21~0 metr·i , alia corsa moderata della fanteria di linea, si percorrcvano in un minutoe 34 secondi; percio, accettando gli altri dati ammessi dall'autore. le perdite dell'attaccante sarebbcro state 3, 60, ed anche solamente I 20. ammeLLcndo la sospens ione del fuo co nell'ultimo minute: .il dif~n sore, dall'inizio dell'attacco sino a! memento dell'urto, ' rirnaneva illeso. Esam iniamo ora l'ipotesi con arma R retrocarica. L'autore nor1 trova necessario di tener conto del divers~ modo di comportar:;i dell'attaccante; ebbenc in tal caso facciR percorTcre tutti i 4-80 m. alia cor'Sa senza fa!' fuoco, l'attaccanto v' impiegherit 3 minuti e 18 secondi e, lasciando intatti tutl i gli altri dati del calcolo, pcrdera '18 uomini. Se anche i 4-80 molri pa ion troppi por essere percorsi d'un sol fiato, se ne facc ia perconcre la meta al pttSso piu che moderato di 75 centimetri e ,120 al minuto, si aV!'i.t sempre che i 480 meLri saranno percor:;i in 4 minuti e 14 secondi con la
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perdita di 26,40. Perdita questa assai grave certamente, forse anche intollerabi le, ma pure sempre minore di piu che la meta dei 58,80 checol procedimento indicate dall'autoredoV!'ehbero inemissibilmente sopportare i 'I 00 attaccanLi per raggiungere i 60 difensori, e per di piu conserverebbero pur sempre l'incontrastata superiorita numarica. Dunque percM servirsi dell'arma· da fuoco nel procedere all'attacco? Forse per avere i\ magro compenso d'infiiggere al difensore la perdita di 42 o 36 uomini e pm·derne in cambio 32 o 40 di piu? No: una volta che si ha la preconcetta opinione che le trincee di battaalia debbono ridurre di due terzi le perdite della difesa, si ha bisoO'~o che l'aLLaccanto faccia fuoco, altrimenti le trincee cli bato taglia tornerebbet·o inutili non potendo piu ridurre le perclite ~he non ~ producono. . Ma, si dira: ammesso che l'attaccante si serva del fuoco, come oggi avviene di fatto, e sia qualunque la ~agi one eh~ a. cio lo ~on siglia, restera egualmente vera la concluswnc a cut st vuol gmngere, cho cioe le trincee di battaglia lasceranno al difensore tutta l'efficacia del nuovo fucile e la riclurranno cli dtle terzi per l'attaccante. Ebbene io credo che, in qualunque modo, questa conclusione ha solamente l'apparenza della verita. Per rondere ragione di cio, bisogna anzitutto mettere l'attaccante nelle vere condizioni in cui viene a trovarsi con l'armamon to e il modo d'azione oggi in uso . A circa 800 metri dalla fanteria nemica esso comincia a subire perdite sensibili; percio si di spone in un orcline tale che espone al fuoco solamente il quarto della forza, senza pero diminuire la> fronte occupata, anzi aumentanclola se puo: assume cioe una densita almeno quattro volte minore. Ora e cla ammettere che il fasc io dei proietti lanciati da una· truppa si spande egualmente sopra una zona di determinata · este.n~ sione, ma tanto piu tormE-ntata quanto maggiore sara la quanhta di proietti rispetto a! tempo impiegato la anciarli, ossia densita di fuoco, e quanto minore sara l'estensione della zona stessa, ch'e in ragione inversa della precisione del tiro. Ma questi due fattori, . densi la di fuoco e precisione di tiro, non hanno lo stesso valore · alle varie distanze: alle grandi distanze il fattore precisione del tiro • ANN O XXVll, VOL. I.
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c quello principa.lmenLe da curarsi, perocche la stessa distanza e gia una condizione che ne rende difllcilissimo il conseguimento, mentre tutte le condizioni necessarie alla maggiore densi ta di fuoco vanno ancora ·pirt ad accrescere tali difficolta, per cui il suo tenuissimo valore verrebbe .a clistruggere qualunque importanza vi potesse dare all'altro fattore: jnvece, diminuendo la distanza le condizioni per otLenere la precisione divengono sempre piu facili, e si puo allora. impunemente accrescere la densita del fuoco per raggiungere la massima efficacia. Mettiam.o, per esempio, a fronte una compagnia e un plotone in condizioni ordinari.e e pari di terreno; la compagnia in linea faccia · fuochi accelerati al massimo, •14 colpi al minuto, il plotone sia disteso sopra una fronte eguale a quella della compagnia. in linea e faccia fuoco lento, due colpi al minuto: se non si Lien conto della distanza e della cliversa conseguente efficacia di fuoco, si avrebbe che il plotone sarebbe in brev'ora distrutto; ma supponendo la di stanza a 700 metri. si avrebbe invece che la compagnia produrrebbe un ~uoco agitato e quasi convulso, una zona battuta esLesissima, e percio con una efficacia di fuoco pressoche nulla.; il plotone presenterebbe un bersaglio quattro volte meno vulnerabile perche quattro volte meno denso, e questa proporzionale minore vulnerahilita, accresciuta ancora dalla possibilita di coprire gli uomini anche coi minimi ripari che naturalmenLe suol presentare il terreno; presenterebhe individui adagiati in posizione da puntare comodamenLe e far fuoco calmo e ben mirato; guadagnerebbe a cento doppi con la precisione di tiro la minore quantita di spari, darebbe cioc, una piccola zorm battuta, ma assai tormenlata. In sostanza. rimanendo i due parliti alia distanza e nelle condizioni dell'ipotesi fal ta, il plotone avrebhe certamente vantaggio sulla compaO'nia. Se invece di 700 metri la distanza fosse ridotta a 200 "'la cosa proce<Jcrebbe hen diversamente, perche a tale distanza la facil ita di gettare un proietLile nell~L zona occupata dal bersa.glio e tale, ch.e l'effi~acia del fuoc? puo ritene~·s_i qu~si proporzionale alla densita l del l.uoco sLesso; m tale condizwne 11 plotone, sebbene sempre . quauro volte meno vulnerabile dell a compagnia, se si ostinasse a far fuoco lento avrebbe certamente la peggio . . { L'attaccante, dupque, col presentare alle grandi distanze una ea-
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tena assai rara, raggiunge ad un tempo il doppio vanlaggio della · qnassima efficacia di fuoco e del!a minima vulnerabili ta. In tale l 1 .condizione esso non ha ne obbligo ne ragione di superare la distanza che lo separa dal clifensore piuttosto in otto minuti che in un altro tempo delerminato qual.unque, ma lo fara secondo la pro- ·, pria convenienza, cioe secondo cbe l'azione prolungata del proprio 1 fuoco riuscira a soverchiare in efficacia quello della difesa; avanzera quincli man mano di qt1el tanto c~he le maggiori perdit.e, a cui l' inevitabilmente anddt inconlro, saranno per essere compensate daHa maggiore veemenza cl'azione proclolta clal raffitlimento della catena e dall'acceleramento del tiro. Insomma l'attaccanle puo regolare la sua azione a esperienza fatta; se puo avanzare lo fa, se no resta, conservando sempre libera la scelta dei modi e del tempo; a meno cli errori, si dovrebbe poter avere a.ttacchi non riusci ti, ma 1 non altacchi respinti. . \ La difesa. non puo anch'essa. consegtlire gli stessi vantaggi? Si; ma a quali conclizioni? Alia condizione di non stendere una fitta 1 linea cli tiralori clietro un trinceramento per a.speLtani il benepla- \ cito dell'aLtaccante; alia condizione di presentare pl'ima una. catena rarissima e farla poi man mano avanzare per sLI"ingere la clistanza e raffinirla e accelerare il fuoco in ragione d.ella dim in ui t.a dist.anza; alia condizione di far tutt.o cio non quando convenga all'assalitore, I ma quando l' effetto del proprio fuoco sara per consenti rlo e j ·quando la condizione del momento sara per corisigliarlo. In altri termini, allora solamente la difesa potra fruire dei van-\ taggi dell'attacco quando aclottera un modo estrinseco di combat- ' tere perfet.tamente identico a quello clell'attaccante. L'attacco e la difesa avranno diverse direttive, cliversi obbiettivi, diverso s·copo ·insomma, ma avranno una sola forma di combattimento: qualunque sia l'obbiettivo a cui mirano, le truppe combattono a un solo 1 modo. . E questo il portato piu caratteristico della. tattica moderna. Si -st'illino pure il cervello gli scriuori che conservano scolpito nella mente la colonna ~ la linea come forme fondamentali e tipiche dell'azione tatlica, o che per acconciarsi alle esigenze della tattica mo- · derna, concedono di appiccicare una catena a queste due forme, ma difficilmente riusciranno a stabilire una diiTerenza fonnale fra.
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eouvrante ne gene pas l'offensi,re. Ceue condition est de la plus J1aute importance, car si les Lravaux de defense avaient pour resultat d'immobiliser les troupes ou de les attacher tr·op au terrain, il raudrait y renoncer, ricn n'clant plus dangereux ni plus contrnire a !'espri t de la tactique moclerne. Organiser les abris offensivemcnt est done le premier prob lemo a resoudre. » Come e chiaro tutto il po torc olionsivo delle trincee di bfl.llaglia risiedc nel modo di essero combinato il p1·ofi,lo; e infaui il goncrale Brialmont consacra un intero capitolo all'esame dei profili proposl.i o adoLLati presso i vari esel'ciLi, principalmonte considerandonc il pendio delle scarpe e l'altozza dolla massa coprente per ricercare lo migliori conclizioni pcrche il difensoro, >enuto il momento opporttmo, poLesse superare l'opent senza trovare in esso un ostacolo al libol'O impeto della offensiva. Dunque, come pel maggiore hcVllSl, cosi pure pcl gencrale Brialmonl. l'o~ensiv~ cl~e le Lruppe riparale da trincee ~i bal t~gl i a. possono eser·c1 tare, s1 nduce sempro ad aspottare che 1aLLaccan Lo / a lullo suo acrio si avanzi :t b1·cve porlata dall'opera, e allora 1"l uscirno pe1' contrattaccarlo con impelo. Metto da parte cbe tal sorta cl'aziono non puo con propriela di linauam•io chiamarsi ofiensiva, ossendo solamenle una delle forme l:l l:ll:l che assume la difesa; non discuto ncppure sulla halLte impo1·tance del modo di essere comb inalo il profrlo d'un'opera improvvisata, giaccltc non credo che alcuna di lali opere possa immob ilizzare la truppa pel fa tto d' ~tvere qualche centimetro di troppo nell'alte:t.za clellrt mass<t cop rente o qualehe graclo di occessi va ripidezza clolln. scarpa intorna . Quello che m'imporla rilevare c che il volere aspetLare dicLro uu riparo una truppa attacc<~?te per piombarle addos~o . all'ultimo studio della decisione, c prec1samente avere nncor·a '''> mente quclla forma. d'aLLacco per cui una colonna si lancia da Ion-s tano all'assallo al passo di corsa o scnza far fuoco. Oggi la cosa, ' ripelo, va cliversamente: l'auaccanLe non arriva ai 300 metri se il suo fuoco non ha avuto la prevalenza; tanto meno poi s'avv icinerir 7 dai 300 ai 200 metri so le lruppe clella clifesa non siano ridoLLe alia '\ conclizione di non piu potero Lener testa all' aggress ione; se in- p somma l'altaccante arri va sino ai 200 mel.ri dalla posizione con t .forze che ancora reggono all'aziono, l'all.acco e gia riuscito fl. di lui
l'azione tattica ofTensh'a e quella difensiva, se vogliono dare alia calona la parte essenziale che oggi deYe avere ne! combaltimcnto della fanleria. E come impedimenlo al libero progredire successive delle cnLcne in relazione con gli eiTelli del fuoco, i Lrinceramen ti sono tanto poco opportuni alia difesa quanto genoralmente si opina che lo siano per l'aLLacco . Ho delto che generalmenle si opina essere le trincee di baltaglia poco utili all' atlaccante; e infaLLi la maggior parte degli scriUori ne vanla l'ulilita solamente nel senso di favorire la difesa anche conlro attaccante prevalente per· numero; anzi i piu si limilano a consigliarle sollanto nel caso che appunto l' inferiorita numerica costringa alia difesa, perocchC se la lattica difensiva non e utile in mani.era assolula, puo essere necessaria all 'es.ercito inferiore di numero per trovare nei vantaggi della posizione prescelta e preparaLa l'oqu ilibrio con le for'7.e avversarie. Neppure quest' ultima. leoria e sempro vera; si pol.rebhe anzi asserire che, a parita. d'ogni allra circostanza, l'esercilo inferiore in numoro e quello che piu dell'all.ro e costretto dalla stessa sua inferiOJ·ita a servirsi dei vanlaggi che prcsenta l'iniziativa dell'ofTesa tattica. Solamente cbi attacca, avcndo Ja scelta del momenlo, dol modo e del luogo d'altacco, lra put'e la facolta di punlare con le forzc riunite su i puntQ piu debolo del difensore e prevalervi ancbe per nt,Jmero; mentre che colui il quale si difende deve guardar·si da pet· luLLo e dividere le sue forze egualmente su ogni lato, per Lenersi sempre ed ovunque pro nto a combattere. Se il minor numero dovesse necessariamente costringere alla difesa, Napoloone · non avrebbe potuto produrre que! magnifico capo lavoro d'arlo militare ch'e la campagna del1796-97. Nori mancano pero quelli che propugnano le fortilicazioni campali siccome utili non solo nella difesa tatlica ma benanche nella otiesa. Ho gill. cilalo il maggiore Prevos.L il quale voleva che le forlificazioni favorisset·o l'offonsiva a lempo opporluno; il generale ·Brialmont sosli ene la stessa teo1•ia con le seguenli parole: « Le profH des tr·anchees-abris doit etre combine de telle sorte que la masse-
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f~vore. II ~onfrattac~o non sarebbe piu possibile dalle stesse truppe· npa.mte drett·o la trtncea, le quali non no avrebbero la fo rza e in o~n.t ?aso sar~hbor~ esse stesse che andrebbero ad esporsi al fuoco~~tetdrale dell.assal rLore. Per eseguire il contrattacco c necossario· Jmter:ento dr altre truppe le qua li sbocchino impJ·ovvisamente ai fian~IH. ~~ll'assali to.re per ~on coprit·e intanto il fuoco clella clifesa. St ~tra. con le trrncee dt battaglia si pu6 tener testa all'auacco c~n .mrnor numero d'uomini, e si avrit miglior mezzo di clispon·e· cl'. nsen'e. P?r cadere a tempo opportune ai .fianchi dell 'attaccante. CH) e venssrmo; ma e anche vero che eo si facendo si ha infine bisogn~ sm~pr·e della stessa forza disponih il e, la quale inveco diessere r.mpteg.ata ~I fuoc? n~ lascia una parte pronta pel co ntrassalto, con lo scaprlo d1 non rmptegarla tntta nell'a:t.ione alia quale le m·mi modem~ dann? la premlenza. )fa quollo chc pit\ imporla considerare e che s1ffatto genere di difesa, il quale lascia all'attaccante '.~ cot~pleta.~niziativa dell 'az ione, 6 ci6 cho Jega le truppo all' opera. d1fensrva., pm che non lo faccia il modo cli esse re combinato i l profila usato. Yi e i~tine un altro argomento assa i in voga per provare l'utilita delle rapt de costruzioni in ogni caso, sia di difesa, si a d'attacco . Voi, si dice, insegnato al soldato a trarre profitto di otJni risalto del ten·eno per ripar·at·si al fuoco nemico, cli avanzare ;ossibilmente cope~·to da~le accidootalita del terreno , di superare alia corsa i brevr ll:a~tl scoperti rer rimanervi il minor tempo possibile, ~of fermarsr mvece la dove if terreno gli presenk't a un tempo riparo ~~ fuoco nen:ico e lib~ro sviluppo efficaco del proprio; voi dunque trconoscete 1 van taggr che dalle appropr·iatc form& del terTcno potete trarre a favorc dell'azione tanto on·ensiva che difensiva, comed.unque voleto sco noscere i vantaggi che pu6 anecare la fortiflca-· zrone la quale non c, ne dev'essere se non la correzione del f.erreno· nel senso appunto di clargli quelle forme e quelle proprietit. cli cui pu6 eventualmente mancare? / Lac;cio. <~a parte. la. q1~estione che tocca il morale delle truppe, q.u~lla, .croe, che sr rrferrsce alia difficolta piu 0 meno gran de cho· sr ~lovra supernr·e per indurre il solda!.o ad abbanclonare piuttosto: 1 un opem costnlLta da lui appositamon to che un ripa.ro trovnt(} ' naturalmente e ch'e sicuro, o almeno crede, di poter trovarc ovun--
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que altt·ove. ~Ii limito a consi~erar~ che il r.agio~amento ..s~rebbe <riustissimo so invece dclla fort rficazwne mptda sr fosse. gra mvene . tata la fortificazione istantanea: fino ache per6 a costrutre un trm- \ ceramonto sara necessaria del tempo, sia poi di 11o o di 20 minuLi non importa, purche sia un tempo bastevolo a far pagare in anlicipazione e a cento cloppi i vantaggi che ci proponiamo di ottenere poi clall'opera costruLta, dei trinceramenli sotto il fuoco _effica~e della fanteri a nemica non se ne costruiranno, a mono che sr voglra consigliare di andare all'attacco mediante trincco di approccio . Cosa clcgna d'osserv~zion~ 6 .ch.c tutl.i gl. i scrittori i qu~li ~ropu- \ onano l' uso delle fortrfl caz roDI rmprovvrsate -sentono tl btsogno d'impiegare i loro migliori argomenti per dimostrare che sifTatte fortiflcaxioni non influi scono a deprimere il morale delle truppe. ne ricscono d'impaccio alia libcrta di manovra; e che se qucste conscguenze dovessero pofer:;i temere, sarcbbe una ragione di pilt per o'bbli garc.i ad educare le tnrppe a saperne apprezzare il valore, eel esercitarlo a sapersene servire giudiziosamenLc. 1~ certo c.he l'educazione opportunamentc direlt.a puo, sino ad un certo punto, el iminare l'inconYeniente della dannosa influenza che in generate le fortificazioni esercitano sul morale delle truppe; ~a non so in nessun modo spicgarmi come essa potrebbc anche nuscire a non l'ar trovare noll e fortificazioni un impeclimento assai poricoloso alia iniziativa tatti ca e alla libcrta d'azionc: essendo che !'influenza delle fortificazioni e indipendente da lla qualita, dalla volontit slessa delle truppe, ed <tgira in ogni caso nel senso di far· volgere a clifesa passiva l'azione che mediante il loro appoggio si sviruppa . · . Per provare questa verifit bisognerebbe ricorTero all' esp~nenza dedolta dai fatti storici intorrogati senza preco ncetto partrto; ma siccome cli ogni esempio storico si potra sempre dire che non v.i fu abhastanza giudizioso l'impiogo deile fortificazioni, cosi prefei'ISCO ricorr·ore ad un esempio modello, a quello presentato dal generale Brialmont per applicare le sue teorie al campo di .bat::,gtia pre.parato per un' armata cli 96 battaglioni, 72 squadl'onr c 5 I batterr e. Naturalmento 1' ipoLesi e la meglio scelta per giustificare l' utile impiego delle fortificazioni. Anzitutto non vi si pa.rla della siLua-
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zione strategica dei due eserciti a fronte, e si ammette senz' altro che l'ese1·ci to nemico debba prop1·io seguire la stcada che a ttraversa. nel bel mezzo il fog lio di cart.1. destinato a ricevere il dise~rno del terreno e della disposizione delle forze. a . Questo com·odo sistema di lascinr da parte la situazione strategJ ~a nella descrizione dei fatti tattici lo trovo consigliato anche da no1, e da tal uno seguito, col pretesto che il mandato affidato ad una t~~ppa de~· ess~re s~fficiente premessa per lo sviluppo dell a sua azrone taLL1ca. Non SI bada per6 che ne! fauo rea.le In si tuazione s~raLeg ica .esiste per se stessa, e non s'arrcsta all imitare del campo d1 batlaglia, ma segue l'azione taltica e s'impone inesorabilmente a tutto il suo svilnppo; eliminarla quindi dalla esposizione del fat.Lo ipotet~~o significa ~erme ttere che si adotl.i arbitrariamenle quell rt c?~ pru lor~a c~moda. Nell 'esempio del Br·ialmont si ha una snppoSIZJOne arh1trar~a tendente solamente ad evitare la domanda : E se il nemico arriva da altra direzione? Si disegna quindi una schiena collinosa dell' es'tensione frontalc di 10 a ·1·1 chilomotri (appunlo quanlo no occone per spiegarvi l'armala con una donsita di 7 a 8 uomini per metro), la quale faun angolo di 45 gradi con Ja strada cbiamalct linea cl' operazione, affincbc un'ala doll.a pos izione sin ranicinala alia linea di ritirala, l'allra alia linea d'attacco . Inoltre un'ala si appoggin ad un ten·eno basso e paludoso da supporsi impraticabile, I' altra ad un grande hose~; ciel resto i mnrgini delln. carta costituiscono il migliore appoggro, pcrche, oascondendo ci6 che possa esservi piu in la, evitano ogni altra ipotesi . Xel rimanonte il terreno e in generale scoperlo; non un burrone, Mn un rigagnolo; alcuni boscbetti innanzi alia fronte sono a giusta portata perche le artiglierie della difesa po:;sano bntterli efflcacemente; diotro la fronte ve ne sono ancora per nascondere le risorve; le strado vi sono segnate per favorire i movimenti delle ri:;crve verso la fronte; un villaggio e alcune fat.toric vi sono fabbricatc a bella posl.n. per farn c dei posti cwan.zati e uei posti intercalaci. Cio fatlo, il generale Brialmont stabilisce la teoria cho ogni po!'izione ha un campo difensivo e un cwnpo onensivo, e che un generale ab ile devo scegliere sempre quelle posizioni chc gli offrono il mezzo di occupare con poche forze il campo difen!'iro, affine di
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avere le massime forz e disponibili nel campo offensivo. Sog~iunge pure che il campo clifensivo si puo disLinguere dallc n:aggiori difficolta d'approcci, e in ogni caso deve comprendere la eh rave delta posizione. . .. . Applicanclo tale teoria ul suo esempw, st~b~hsce che 11 c~m~? difensivo dev' essere tultn una meta dclln pos1ztone, quella eh epm ravvicinata alia linea di ritir·ata e che comprende la chiave delta posi.zione, l'alt.ra meta sadL il campo oiTensivo perche piu ravvicinala dalla linea cl' attacco e perche non comprcnde chiave alcuna. Fortifica qnindi il campo difcnsivo con nove ridottc, ci ~que opere aperte alia gola, seigrandi batterie, un vil~aggio a.sserragl~ato, da quattro a cinqoe chilometri di ahbattute e trmcee dt battaglra ~~ per tutto; al campo offensivo non app lica che tre r·idotte, ~ue g~·andt batlerie, due fattor io fortificate, un bosco abbattuto e al soh to trmcee di battaalia sututta la fronte. Naturalmenle tulle queste opere so no " . . disposte in maniet·a da fo rmare un completo. sts~ema: non un ~ntorstizio rimane non battuto, non uno sbocco mdrfcso, non un ironte non fiancheggialo: di ogni opera e spicgata la ragione, assegnnto lo scopo e rufficio. Come e cbiaro, l'ipotesi fatta e l'e~empio porLato non polr~hbero essore piu fayorevo li, e solo si potrcl~be .credere esser~ ~ss~<~ ~oco probabile tro\•ar mai sui fatto realo rruntle tante cond1zl0nt d opportunita; cio nondimeno t·esta egualmento di~osLt·ato c~e ?opo tut.L~ le opere costrntte non possono ad altr:o sen' rre che a II.mrtare, anzt distr·uaaere la liberta cli manovra clellc truppe . E la pnma prova la fornis~: lo sLosso autore il quale non tl'O\'a neppure necess:ll'io di completare l'esempio col mostrare come si svolgorebbe l'aziono ta~ tica e come qucsta si avvanLaggerebbe delle opere, perocchC I~ ubtcazione delle opere stesse e la Loro invariabile funzione determmano gia in modo assoluto lo svolgimento dell'azi~ne. . Cio infatti emercre chiat·amente se si con:;rdera chc ctascuna delle molle opere cosLn~tLe non risponde un icamen te a fa,~o~·ir~ l' azione tattica dell a truppa che l'occupa, ma ha. benanche e prmclpalmente una specificata missione nel complosso del sistema; qui~di nessuna truppa e li bcra, clovendo ognuna disimpegnare una funz10ne secondaeia e suborclinata r ispotto ad altra trnppa con la qtlale coopera. Secondo l' ipotesi del generale Brialmont, il nemico attaccheri:l.
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primo il campo di(ens1:vo, perche certamente mirera a gettarsi sulle comunicazioni dell' avversario, e per6 tutto e predisposto perche quando esso vi avra esaurilo i maggiori mezzi d'azione, il difensore possa sboccare da~ campo offensi vo per contratta.ccarlo con vantaggio. Ma se J'attaccante non si attenesse ad una sola delle condizioni impostegli dal programma, e pet· cio gli basterebbe procurarsi o un altro sbocco o un'allra riLirata, tutto il sistema difensivo andrebbe rovesciato: ma nessuna truppa ardirebbe cerljlmente di muoversi dal posto assegnatole in relazione a! concerto generale; e quando pure si riuscisse a cambiare qucsto concerto generale si troverebbe allora un serio ostacolo nella rigidezza del sistema di fortificazione adottato. Se pure si possa ammetterc che una compagnia isolata, la quale ahbia coslmlla un'opera qualunque in un posto difensivo, l'abbandon i per acquistaro completa liberta d'azione, quando lo svo'J gersi degli avvenimenti sia per mostral'lene 1' opportunita, si dovra giudicare diversamenle se si supponga che questa compagn ia faccia parte d'un sistema, si a pure semplicissimo, per esempio d'una breve linea cl' avamposti con missione di raccogliere sotto la protezione dell'opera lo due gran gum·die laterali: perocche in tal caso !'opera non solo toglieril la liberla di manovra alia compagnia che l'occupa, ma anche alle <lr1e gt·an guat·die laterali, le quali si troveranno anch'esse legate all'opcra stessa ne! modo di cercar protezione. Insomma, ogni sistema di fortificazione, il quale, C<•me quello dell'esempio addotLo dal generale Brialmont, e intimamente collegato ad un piano prestabilito, e niente altro che l'altuazione immutabile del piano stesso di fronte alia mutabilita dei modi d'attacco. Ora la facollil di svolgere 1' azione delle proprio truppe in relazione dell' azionc delle lruppc avversarie costituisce ono dei principali fattori della forza tattica : e vi si riuuncia completamente allor·quando invece di serv irci clellerreno ci facciamo sch iavi di esso, invece cli cercare nclten·eno le condizioni piu favorevoli allo sviluppo dei mczzi cl'a7.ione unitamente alla massima liberta di movimento, 1:' inch iodiamo al snolo per :were, sia pure piti. efficacemente, un solo e determiuato modo di agire. I1 gencrale Brialmont considera infatti ta:lmente legaLo lo sv.iluppo dell' azione tatlica alia configurazione del ten·eno che crede
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poter determinare a p1·iwi, e percio medianLe i 5oli caratleri Lopoorafici, la chiave del ca1npo di battaglia e questa circondarc delle ~nagoiori difese. ~la, se la configurazione geografica di un paese pu6 talv~ta imporsi alia condotta logistica d'una guerra , tal cM vediamo che alcuni punti sembrano fatalmenle destinati ad cssere i campi di battaglia di tali regioni, la configurazione topografica n.on s'impone mai in modo assolnto alia condotta tallica dell a ba llaglla. Valga un esempio . Alia battaglia di Saclowa I' occupa7.ione della posizione di Chlnm d<t parte dei Pl'Ussiani deciso a di costoro favore della vittoria. Potevasi perci6 preveclere che que! punto sarebbe slato la chicwe del campo cli battaglia? Evidentemente no, peroccbe il pun to di Chi urn traeva il suo valo eo tall ico n~n ~an to dalla sua intrinseca natura topografica, quanto dalle relaztonJ con tulti bcr[i elementi di f0rza cli ambo le parti in qLtel tleterminato momcnto. Ed invero: 1o Chlum dominava gran parte del campo di hattaglia, ma soJamen te porclle in quel momento le allure di Sw icp e di Maslowed non erano lcnute dagli Auslriaci. Se gli Austriaci avessero tenuto fortcmenLe que':ll'ultime posizioni, l'occupnzione di Ch lum cla parle delle truppe prussiane, che in tal caso avreb bero dovuto appm:lenerc alia ,t• arma ta, sarebbe stata atratto inutile perche intenib1le; 2o Da Ch lum i Prussi<ni colpivano in fianco tullo il sistema di difesa degli Austriaci e ne tagliavano la linea di ritirala su Koni?gralz. Ma se si supponga che gl i Auslriaci avessero manovrato m modo da resistere a ~echanitz e disporsi fra :Nechanitz stess0 e Koniggral7. accennanclo la ritirata a Parclubilz, do:e del resto ayevano i toro priucipali magazzini, l'imporlanza dr Chlum sarebbe slala del tutto annullata; 3o Inflne, se gli Auslriaci avcssero per tempo impicgalo la loro riserva oenerale nel senso d'impeclire lo sbocco clella 2a armata prussia~a, allora probabilmenle la funzione ch'ebhc a disimpe•rnare questa armata sarebbestata i nvece disimpegnata ~lall'armata dcll'Elba, e I'occupaz ione dell a posiziono di Prob lus-Pnm avrebbe escrcitato sulla decisione della battagl ia la stcssa infhtenza che eserciL6 l'occupazione della posizione di Ch lum . E dunque arduo voler prevederc dove snrit decisa l'azione lalLica , poiche a determinare c1uesto punto e del ta massima influenza..
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LA VANGIIGTTA LINNEMANN
il modo d'azione dell'anersario. E inulile cercnre l'imp.edimento alia li berla di manona. dell e lruppe nel modo di essere combinato il profilo delle masse coprenli, quando questo sta tutlo nella natura slessa dei sistemi forlificalorii, i quali legano l'ar.ione delle truppe ad un preslabililo piano definito e particolareggiato.
Gli scriltori i qualisos tengono l'utilita di muni1·ela fanteria dell a van, ghetla Linnemann o di altro strumento portabile da zappatore, convengono che lo slrumento porlalile risponde limitatamente allo scopo di coprire la fanleria alia fucileria nemica, ma che non dev'essere messo a confronto con gli ordinari strumenti, ne che si debba da esso pretendere di esegn ire lavori di una certa imporlanza; se lo si consiglia esolamente percl1o sarcbbe impossibile eseguire fo1·Lificazioni rapide qualorasi clovesscro aspetlare gli slrumenli·portati da i par·cbi del genio . Insomma non si sosti ene la vnnghettao qualunque altro strument.o congcnere pcrchu sia preferib ile per se stesso a:rli ordinari strumcn ti da :t.apputori, rn<t solo perchC c l' un ico che lat>fanteria pot1·aavere disponi hilcin ogni momento, l'unico chepuorispondere alie fuggevoli es igenze della lattica modema. Su ci6 concorda.no tutti, compreso il genorale Brialrnont. ~la quando si cons iclem il modello di fortificazione d'un campo di battaglia prescnlalo dal generale Brialmont, anche l'occbio del profano all'arte dell'ingegnero militare vedc che il p1·oblema ha camb~alo natura. Non si lratt:.t piu di poche trincee di battaglia: quest(} Vl sono solamenle per averri una funzione afTatto secondaria, direi a~zi sup.erOua, giacche Lulla la fronte egia coperta ebattuta da opere dt magg;or valorc. Alia formazionc del progetto di un cosi completo sistema di ope1·e, alia distribuzione delle parti alie Lruppe che devono coslruirle e all a loro e!Toui va costruzione, non baslano piu i H5 minuti di cui spcsso si pada, non bastano neppure poche ore, sono assolutamente indispensab ili alcuni 1?aiorni• ' Si sostiene chc la lallica moderna non pu6 fare a meno delle fo rlifi caz ioni: ebl>ene si fa ccia anche vedere cosa saprebbe fare con la sua vanghetl:t in H.> minuli o sia pure in qualche ora, un esercito di fronte ai nemico, o meglio, di fronle ad un problema tatlico che gli si presenta improvvisamente e di cui non conosce ancora i dati essenziali e un t.errcno sui quale ani va in que! momento . All ora so-
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E LA TATTJCA MODERNA
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lamente, anche opinando che lo scopo possa non esserc utilissimo, si potril giudicare se al meno il mez:t.o risponde all o scopo proposto. Ma se di tanto tempo si ha bisogno adesso come al lre volte ad attuare un piano di fortificazioni campali, che .rispo~de all ~ tallica ~o- • derna, ma che potrebbe anche scambiars1 col p1ano d1 Bunlz~IWllZ~ so tanto adesso come altre volle si devc ricotTere all' opera ed at mezzt delle "truppe tecniche, perchc voler sopraccaricare il soldato di fan- , teria di uno strumento imperfetto ed inutile? . Perche sopraccaricare il soldato di fanlcria dclla vanghetla Lm~ nemaun?Ecco appunto una domanda per risponclerc alia q~al~ ~olt1 sarebbero imbarazzati; perocche bisogna notare, cosa curJO~Iss tma, cho sebbene i soslenitori della fortificazion e cosi delta talt1ca non sia~o molti moltissimi invece sono i partigiani dci!a vanghella: Questi mez;,o-convinti vi clicono che, siccome quasi tutti gli altn e'>erciti l'hanno aclottata, e giocoforza soguire l'csemp io, per no~ con·erc il pet:icolo di far trovare ·ta nostta fnnteria, mancanle dt slrumcnto portatile, in condizione' d'inferiorita di fronte ad altra chc ne sia fornita. . L'araomento infatti non e per se stcsso privo di valoro, e in ogm caso n: ha acqnistato uno grandissimo dopo le lezioni forni.Le dai cannoni riaati ne! 1859 e dai fucili ad ago nel 1866. Per6 SI deve anche not~·e che non per tutte le novita e indispensa~ile segui~·~ l'esempio altrui . Cosa fosse un cannone od un fucile lo ~~ sapeva g1a pt~ima del ,l859 e del ·I 866, e si sapeva a.nc.he. che o~m. nuovo }Jerfezionamento portato a questi clue potenllsstml mezz1 <h ofTesa non poteva non accrescere il valore degli eserciti; m~ntr~ si sa che la fortifkazione campale, mezzo esclusivamenle dtfens~vo,. se pure · qualche volta ha potuto tornare di precaria. utilita.tattJca, m nessun tempo ha per6 gnidato alia vittoria; eel ogg1 non SI t:atla nemme'~? di migliorare la fortificazione, si tratla solamenle. dt r~ndeme P 1 ~ comune l'applicazione, di mellere alia por~a.La ~~ ogm soldato Jl mozr.o di elevare un parapetto e nascondeJ'VlSl d1etro. . 11 naturale sentimento che ogni nuovo mezzo d' az10ne pos~a costituire una superiorita tattica produsse giala ressa altorno alie m~ tragliere: se l'esperienza non avesse in tempo provata la. P?ca ut~ lita di queUe armi, ancora oggi slaremmo cercando. la m1ghore mi- tragliera e sarebbe considerate un eretico chi ne cl1cesse male.
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T.A VANGIIETTA LINNEMANN
Non credo alloggi(tr'mi a p1·ofeta per prevedere che l'att1J ale rcssa attorno alia piu leggera c piu manegg.wole vangbetLa subirit la sLessa so rte. Ma pcrchC, soggi unge pu1·e tal uno, tanta antipalia per questa vanghetla la quale non pesa un chilogramma e che, se ali altri cserciti l'hanno adollata, dev'essere pure utile a qualche cos~. non fosse alLl'O, ai tanti larol'i di caslrametazione. Infine ad adottarla non si farit alcun ~ale: se n_on dovra servire tanto meglio, ma se poi dovesse poter r1uscu·o utile che almeno il nostro soldato se la trovi come gli altri . Cosi veramonte si elude la questione, ma non si ragiona seria1 l ~ent~.La vanghelta c l'ar'?~ della t_allica difensiva, temporeggiante, mdecis~, chc ponsa alia ntll·ata pr1ma che all'aggressione: se questa tattl e~ pu~ csser·e J·iconosciuta utile, la vanghetta va adottata senza sottmtesr; se. no, va rigcl.tata come pericolosa. Il soldato forn iLo dal reclutamento italiano - chi nol conosce?6 clella pitl. buona pasta che si possa desiderare: sobrio, resistenle maneggevo~o. pazicnte, a!fezionato al superiore, sempre di buo~ umore, mat brontolone sebbene qualcha volta ch iacchierino; c una cera che la mano del superiore plasma come vuole .. Man ea per6 nella nostm reel uta quell' educazionefomitadalcomune e dalla famiglia, che tanto facilitala fredda e la compassala educazione mi Iitare del soldalo teclesco; man ea quell'esaaerato mili tarismo di c~i si trao prolhtoper formare il soldato franc~e spaccone e b~t tag!Jero. Lo stesso ambiente nel quale si compie l'educazionemilitare del nostro soldato non c il piu favot·erole a sviluppare in luiilrobusto sentimento della. propria forza: da noi la recluta comincia ilservizio c_on l'esagerato timore della disciplina, lo disimpegna nell' esagerato t1more clell'uso della forza, lo !ascia con la persuasione di dover essere ~~piu o~et·?so, mail piu pacifico cittadino. Cio fa del nostro eserc1to la m1g1Jore scuola del vivere civile, ma non tende cerla( mente a dare al soldato un gran valore tecnico-militare. -~d ont~ di queste condizioni che tendono a deprimere lo spirito mdttare, 11 nostro solclato riesce ancora ottimo quando si sa trarre · ?PPOrtuno partito di un'altrasua specialissima qualiti:t. : !a sua estrema .Impressionabilita. n "3 S~Ltembre 1870, la 13• divisione marciava da Viterbo a Rcn1
E LA TATT ICA MODF.RNA
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ciglione, a.venclo nel giorno antecedentemarciatoda ?rtea ~·i terbo: Si ora appena a mezza tappa e il silenzio n~lle fi_l,e, ~~ trascmar de1 piedi, alcuni estenuati clal caldo e dalla ~a11ca ~~ a cl1mostravano la stanchezza generale; all'alt i soldati erans1 gettalt a tcna come ~sa~ sti cli forze, e sembntla impossibile far percorrerc ancorapocht chJIometri a quella truppa cbe pure ave1a ordinc ~i tt:oYat·si n_el domani a :.\Ionterosi, sperandosi di precludere la na dt Roma at Pontificii i quali, sfuggiti da Vitorbo, si erano 1:itirati su_~etralla .. ~d un tratto un soldato, alteggiandosi alia comtca autor1la che ~gh mtendeva al.Lri buire al aenerale Charette, si lev6 a fare ad altrt q~aL"" . . . tro 0 cinque burloni, i quali dovevano essero 1suot zuavr, _una conctOJ:e con cui li invitava. per la salute dell'nnima a non fnrs1pre~clore m trappola da.gli ·eretici Italiani. Una omorica risa.La ac~o~se l_'Jmprovvisato omtore, i motti e le ba.ie si propa.gn.rono, luLL! s1amma.rono, il buon umore risorse, la marcia si riprese alleg1'amente. A_ll~t s~ra la divisione arrivava a Ronciglione o alh~ rne:r.zr.motte ne nparl tva per Monterosi e SetLevene. . .. . .. Jl 24 aingno t\ 866 la. prima linea dell a On diVI SIOllO Cl'[l.S l ntn·ata in fratm~i; la seconda linea, anch' essa disordin ala sembrava non poter reggere piu a lungo, ed e1:a in p1;~cinto a ~ar di vo:ta.' Il ~apo di slato maaaiore spin se ancora mnaDZtll baLLag!Jone Jlo' et_ber I del 66° fanteri;~ questo semplice alto bast6 a ridesl~t·e l'em~lazro~e generale; il ballaglione Lasagna ne segui l'esemp_w, e _po r Dona :~e gii:t. retrocedeva, e poi Clavesana, Bosli~co, MenJchellt, tutta la diVlsione ripiglio l'offensiva, riprese Permsa, combaltc ancora tenacemente sino a sera. Gli ufficiali che hanno lungamenle servito nelle file sanno spesso assai bene servirsi di questa estrema impressionabiliti:t. del nostro soldato. . Essi sanno che col nostro soldato si possono fare miracoh, purcM sia messa in azione questa sua suprema suscettibililil all'entusiasmo rapido, focoso, pieno di vita e di brio. Essi sanno che il nostro soldato vuol fare lullo allegramente, la musoneria e la sua capitale nemica, la prudem:a e la rillessione n~n sono le sue qualita piu brillanti; lo si spinge co~Ll:o qualunque pen~ colo con un motto arguto, con un atto espressJVo, purche non lo s1 !asci tr·oppo riflettere.
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L A VANGHETTA L I NNEMANN E LA T ATTJCA MODE RNA
Ebbene, io temo fortemente che questa potenza della pronta impressionabilita, questa scin tilla di v.ita, di brio, che e capace di far· compiere grandi fatti al soldato italiano, verra spenta dalla vanghetta Linnemann. Non lo credo'; ma e possibile che il freddo soldato tedesco potra servit·si con qualche utilita della vanghetta; ma opino .ferrnamenle che pel soldato italiano sarit causa c1i depressione morale, come lo fu ne! '1870 pel soldato francese: la Lattica dell'aspettazione non la credo utile a nessuno, tanto meno ai temperamenti impressionabili. Diceva il tenente Cerroti (iJ): / « Anziche attaccare il nemico 'con una compagnia sopraccarica di un quintale di ferro per dare ad esso il meschino spetlacolo di 1 1 raspar terra, d'innalzare innocui ripari e quello ancora pitl. passivo d'nndarvisi a rannicchiare, non sara egli pi tl. conveniente avere disponibile un quintale di piombo, per soverchiarlo col fuoco, ed ab~reviato cosiil tempo delle angosciose perplessiti:t, darmezzo ad esso· di piombare risolutamente sul di lui appostamento e sloggiarnelo? » E credo che avesse completamente ragione.
1 SERVIZI DI VETTOVAGLIAMENTO I N TEMPO DJ PACE
GENNARO l\fORENO
Af.aggiore di Stato ftlaggiore.
(I) La ·v anghetta Linnemann -
Rivista di marzo 1881.
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Nel bilancio di prima prima previsione del ii'Iinistero della guerra per il '1882 notasi un aumento a favore del rancio del soldato portanclo la raz ione carne da '180 a 200 grarnmi. Duecento grammi non costituiscono, a dir vero, una razione molto abbonclante; tuttavia tenenclo conto degli altri alimenti, la r::tzione italiana, nel suo complesso, non presenta differenze sfavorevoli troppo in confronto eo!le razioni clegli stl'anieri. Infatti il soldato nostro 6ceve giornalmente: !:H 8 grammi di pane (compreso il 1 / 4 dazuppa), ·180gra.mmi di carne ('1), 1150 grammi di pasta o riso, cento distrihuzioni all'anno di ·vino ovvero di zucchero e caffe, lardo, grasso , sale e verdura a seconda del bisogno. Il soldato francese, invece, ha una razione cosi composta: 11000 grammi di pane (compreso il '/4 da zteppa), 300 grammi di came, cla 60 a 66 grammi di legumi e '/2 razione giornaliera di zucchero e caffe - il vino solamente in circostanze eccezionalissime. La razione del soldato teqesco (piccola mz-ione) (2} e costituita.: cla 750 grammi di pane, 150 grammi di carne, 90 di riso o •120 /1) 220 grammi per! corpi che t•ilascia no 10 cent esimi pet· lo scotto (artiglieria, genio,. cavallel'ia, ecc.}. (2) In Get·mania vi sono due specie di ,·azioni; la piccola e la grande. La piccola razione e quell a dei tern pi norm'ali: la grande compete al soldato nelle marcie; bivacchi.accant pamenti, ecc. Al<NO XXVII , VOl.. I.
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I SERVIZI 01 VETTOVAGI..IA;\lENTO 246 cl'orzo 0 230 di legumi, un chilogrammo e mezzo lli patate e 25 crramm i cli sale. 0 ln Aw;Lria il soldato ha dirillo ad una colazione (F1·iihstiich) calda composta cli 26 grammi farina di frumento, '' 0 ?ram~i. grass? d~ maiale e un grammo e '/. di comino (Ziilnmel), 1 quail mgredte)ltl costituiscono 1 0 ~entilitri di Einhreun suppe - poi un seconclo pasto (llfittc£gskost) cosi formato: Pane grammi 87iS tutti i giorni Carne » 4 90 id. Farina di frumento » ~190 due volte alla settimana Piselli , fagiuoli o lenLi >> 140 id. Orzo » '140 id. Cavoli o rape salate >> 280 una volta alla settimana Palate » 560 id. A.ceto centili tr~ ·2 due volte alia settimana Sale grammi 20 tulti i giorni Sugna cli maiale ovvero » '' 0 id. » 20 id. Lardo Cipolle o aglio ovvoro >> 10 id. ·» 5 id. Pepe Si noti cho la razione normale austriaca (quella descritta) serve a calcolaro il iJf.enagegelcl (lo scotto) che compete ai corpi, mala specie e la qual ita dei generi non c ob?ligato1·ia: i coman~~nti possono variarla. purche non si oltrepassmo le somme stabJ.rte . Tut: tavia le varia.nti sonrJ generalmente di poco rilievo, sicche si puo ritenere che la. razione suddetta sia presso a poco fJll0ila che si distribuisco eiTettivamente alle truppe. Come si vede, la razione del soldato francese e superiore a quella del soldato ilaliano quanto al pane ( I) c alia carne; il francese, pero, non riceve i ·150 grammi di pasta o riso (2) ed hail vino lre oquattro volte all' an no e non piu. I soldati tedeschi sono soddisfatti dell a loro razione eel hanno in generale nn aspetto di ammirabi lc floridezza ,
I N TEMPO Dl PACE
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ma bisogna tener conto che ricevono un discrcto soldo alia mano, e che il sistema cli reclutam ento esistente in GCJ·man ia consente alle famiglie benche po,,e,·e di venire in aiuto, se non con dena1·i almeno con cibi, agli uomini sotto le armi . Quanto all'Austria-Ungheria, il pane c in minor quanti la e cli qualit.it peggiore; la came ha peso pressochc uguale; pel rimanente la differenza non mo lta, perch e gli alimenti, seb bene dirersi, si compensano come valot·e nutriLiYo. Per meglio afferrare l'insieme di queste differenze bisogna poi tener conto anche di cio che il solclato pcrcepisce alia mano . Jl soldato tedcsco riceve lire 0,~3 '/,, ('19 rfcnnig) ('I ) » austriaco » 0, ·15 » francese » 0, 05 » ilaliuno » 0, I0 (2) Da questo con fronto complcssivo della razione viveri e del presLiLo, si dovrebbe nrguire che il soldato ilaliano e sufficienternente nuLrito, ma in realta non c cosi. Egli e pinttostg che, a ben consiclerare, tutli i solclati europei hanno il vitto scarso ad un pari. Soprattutto per la came la deficicnza e sensibilc, tanto e vero che in Francia si reputano pochi i 300 grammi stahiliti dal '1873 in poi (3) e se ne chi edono 400. Dom;nde di tal genera in ltalia panebbcro sogni; e d'uopo quindi limi tarsi a far voti che, con stanziamenti nei futuri bilanci o con economie, sia possibile accot·dare ai nostri soldati 250 grammi di carne come il minimum dclla razione. Non bisogna cl'eclere, per6, che non rimanga nulla cla fare. Per la razio.ne del nostro solclato non e tutta questione di qnanlita ma anche di qualita, imperoccM c specialmente la qualila degli alimenli che lascia molto a desidcrare, e non solo la qualitama anche la specie. - - - ·- (I) 19 P feonig il H prcstit.o dei sold Hi di fantcria, artiglieria da campagoa o da fortezza, ferrovieri e pionieri, 24 Pfcanig per i due primi reggimcnti di fanteria dell a gnartlia, t iraglia tori, artiglieria a cavallo, cavalleria e treno; 29 l'fennig per il reggim ento gua rdio de! corpo, corazziet·i dell a g uardia, 1o dragoni, 1o ussari e battaglioni caccia tol'i (il l' fe nnig eq ui,·alo a I centesimo o 1/d (2) I soldati cho ha nno un debito di massa ecoedente le li •·o 30 l'icevono sola men t~ ccn tesimi 5. . (3) Fu Thiers cho nel 1813 fccc auatentaro la razione carnc da :!50 a 3CO grammi.
(I) 11 puoe c he si distribu isco in Francia c eccollcnt<J: menLro in JLulia la farin.a vie ne abburattata a! J5 •;., . i panifici francosi adottano il tasso dol 18, 20, 2~ secondo Jl gra no e tenero, duro 0 mezzo tenc•·o. (2) 11 solda to rrancese non mangia mai minestt·a di riso o di pasta: la sua zuppa e sempre ratta di pane.
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I N TEMP O DJ PA CE
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l S£1'\ VIZl Dl VETTOVAGLIA:\IENTO
Jl sistemn altualo puo esso render possibile un miglioramento nel vitto del soldato? Non si puo risponclore che negativamente. Lo Stato dit un assegno fisso; pensino i corpi a farlo bastare alle spesedel vitto. Il comandante ha la piu ampia liberlanel regolat·e il rancio del soldato; il consiglio cl'amministrazione procede agll acquisti mediantc contralti trimestrali, da prolungarsi di comune accordo con o senza aumento di prezzi (tal•olta si fan no anche contmlli ann uali)eel eresponsa bile per I' ossenanza dei patti stabiliti. La razione tipo (quclla giit descritla) puo ven ir cambiata a beneplacito del comanclante di corpo sostitnen(lo, ctlfocconenza, alla carne di bue alt-ri cibi, purch~ per<) it villo contenga in complesso e giornalmente da ,18 a 20 gra01m i cl'azoto e da 310 a 350 grammi di carbonio . E questo un uso comodissimo per il govemo, non c'~ cbe di re; ma il guaio si oche l'assegno non basla e le somme inscritte all' uopo in bil ancio rioscono insuiTicienti. - Ne avviene che le masse viLtO · clei corpi si co prono di dehi ti. . L'originc di questo sislema spioga il perche del sistema sLosso . L'assegno fisso !'(L islituito col regolamento .2·1luglio ·18£.0, e con- · temporanealllentc fu nnche indicato quali denale dovevano co mpon·e la rnzione. Fu prescritLo allora che i conviventi all' o1·dinario avrcbberocontribuiLo giorna lmenteallo scolto coll'assegno di cenlesimi 30 (I) e che ln. razione indivicluale del rancio, da dividet·si in due pasti per ciascun giorno, fosse in tutti i corpie in tutti i presidi costantemen,te la seguente in peso e misura di Piemonte, cioe: cinque oncie di carne di l>ue, cinque oncie di pane bianco da zuppa, cinque oncie di pasta o riso, spendendo per sale, condimenti ed erl>aggi non meno cli 4 e non piti di ::; cente.;imi a! giorno » {2). Si aggiungeva la ordinat·ia razione del pane e 90 clistribuzioni all'anno di vino, '/.pinta per ogni uomo). - Pei corpi di cavalleria, artiglieria e lreno · cli PI'OI'ianda, stante la spec ialiLit deiiOI'O senrizio, la razione carne polevr.t es:;ero di oncie sei e le distribuzioni vino '180 all'anno a giomi alternati. e•·rt
quello Uella fan l el'io o de i zap poto;·i del gcnio - · Per l'11r ti· · 1/ 2 per In cava lleria e P~•· il . t•·eno di p•·oviantln. (2) Nei ~i o•·ni rll mag•·o la r aziono e •·:) com posta di dleci oncie cl i pasta o di n so, spendondo nei conrtimMtl non meno ui 9 e non pilt di 10 centes1mi a! giomo per ogn h indi' i luo. Qunndo vi fosso ,c rcdu to op ;Jor·tuno SO fJJlr i mere una delle due minosu·e nei. giorni d i g•·usso, la r·azione came !JOte\'a esscr porta ta a onc ie 6.
(I ) Questo nssogno
gliel'ia olcvavusi n cen tesimt 33 e u 92
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IJ regolamento vietava assolutamenfe q11alunque moclificazione ne! viLLo regolamenlare. Qual ora poi la spesa, per il piu alto pt·ez'ZO della derrala, fosse stata. eccedente, il govern atore della Divisione, ·vist.o lo stato dellu massa d'ordinurio, poleva autorit:zaro quello momentanee varianti nella razi one, riconosciule necessarie per rislabilire l'equilibrio, purchC pcro le diminuzioni andassero a ::olpire Je dislribuzioni >ino e mai, in nessun caso, la qualitd. dei commestibili che componeGano il ·rancio . A quei tempi la 'ita era a huon mercato e i 30 cenlcsimi dell'asscgno bastavano; senoncbe i prezzi dei generi andavano man 111ano r:rescendo, e siccome le finnnze si trovavano in fortedisseslo, non flL possi bile aumcntare l'assegno in propo1·zione; anzi ru all ora che s'impose la nocessita di lasciare in balia dei comandanli cli corpo lo stabilire una razione che fosse in urmonia coi prezzi correnLi delle derrat.e e in armonia anche c.olle cond izioni cloll a. massa villo riBpeLLiva. Ma non po teva andare lungo lompo cosi. L'nnlica raziono regolamentare non era piu ehc un ricorclo; gli nlim enti OJ'::tno diminuili cli quantiilt c peggiora!i mollo di qunliLit, senza contare che nel 1J8(H non furono piu di stribuite le cjincrue oncie di pane lJianco da zuppa cosi grate ali a lroppu, sosli tuendole c:on '1/ 4 cli razione in piu della razione ordinaria (") . Nel ·1869 l'assegno fu porlato a 35 centesimi; pero, due nnni dopo, vonnero ridotti a 33, essendosi risO'Iuto cbo 2 centesimi li anebbe trattenu li il minislero per distribuirli, a titolo di soYvonzionc, a quei corpi che ller qualsiasi ragione, erano cosLrelfi a spose piu forti . Una >olta aumenlato l'assegno, cho cosa si fcce? Si sarebbo rilornali Yolonlieri alla razione unica e inn riabilc, malo si credette un lusso da andare in rovina. Fu preferilo dire ai corpi : « coll'asscgno accresciuto deY'esser possibile clat·c ogni giomo al soldalo un villo discreto » e si stabili un mi·ninmm per la razione carne, pasta o riso, vino, zuccaro e cam~ . Calcoli sbagli ati, prrchC le concliz·ioni dei mercali peggiorarono e le masso villo dei reggimenti crearono debiti fortissimi, conseguenze inovi tabili cli annui e costant.i disavanzi. Quale espodien te poteva restare ai comandanLi per rest.ringersi (I) Ved• u no studio del tenc nte Cbmm issa•·io CioJcchino ~Iurtiui pubblicu to sui giorna le • L ' ,(mmiuist? a ziune Jlillla•·e. »
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I SERV!Zl DI
IN TE/.IPO D l PACE
VETTO VAG!.lA~IENTO
possibilmenLe nei lirni ti dell'assogno o, quanto meno, soverchiarl ~ cli poco? Uno solo: nutrire non bene le truppe; eel i nfatti i solclati furono costrotti a man giare derrato infime. E siccome avveniva che in roggimenti posti ncl la stesS<l gnarnigiono. diverse fossero le rnoclil1cazioni clella. spesu apportale nella razione, socondo la ,loro massa vitto ora in migliori o peggiori condizioni; ne conse,.,uiva che. n i soldati venissero re(~ i procam ente a conosccre la cliiierenza di ~ra ttmnonto. Che cosa doveva fare il )linistero della guerra? Tollerare qltesto stato di cose, anzi approvarlo come un me:t.zo qualunqu.e pet· non. oltropassarc le sommo stanziate in bilancio . La situa..:iono non c cambiata al giorno cl'oggi; e, se deve dirsi it vero, in qnesLi ul timi anni si c andala aggravando . rer qnanlo la Dir·eziono generalc dei scrvizi amm inistrativi avesse ollenute· nel 1877 tali economic sui vestiar·io da rcnde1· possibile un nuovo aumento di 2 centesim i sull'assegno vilto, pure la carezzi\ dei. viveri impedi, come impedisce ora, di migliorare il rancio del soldato. Per· ayere un'idea di quanto i comandanti di COI'po devono logorarsi il cervello, non gia penisparmiare sull'assegno, cosaquesta. cite sarebbe addirittura. fenomenale, ma per indehil.a.re il meno possibile la massa viLLo, basteri~ fare un piccolo paragone fra l'esercito nostro e il francese. Da. noi devono baslare 35 centesimi per il vitto giornali ero; in Franc.ia quesla somma rapp;:eseuta unicamonte il costo approssimativo della 1·azione cm·ne. Eppure i 11~crc~ti dei due paesi non differiscono gra n cosa nell~ f''ll'Czza dei VJVCl'l.
B.agionc prima di questo stato cli cose o, come si o cletto, la insul'ficienzadoll'assegno; maconsiderato chequesto assegno non potra pet· qualche anno ancora essero <lCCresciuto ·in guisa cla permetLcre urt aumenlo sensibile nella razione, vi e cgli nessun rimedio pe1· migliomre la r·azione stossa quanto alia qualita e for·;;e, benche di JlOCO, riguarclo al peso?
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IL ~~ de()'no cli osservazione che la questione, C{[tale ora si prescnta,.
c press~ a poco quella mcde.sima oche, .giit fin. da pi it d~ lrent'an.nr inclicLro, s'imponeva allo spmto 1llummato clt Alfonso ':<t ?!Ian~.01 a. Fin cl'allora egl.i comprencleva come l'assegno fosse n.lSl~fficton~e per la raziono vi veri e si preoccupa.va. del 1~odo con .cut n~ar~r~t : Divenuto ministro , si ricordo quogl t studt, e fu lu1 che Jslltul r paniflci mil ita.ri; istituzion e solida, !Jenefica, bene org~miz:~.ala, ~· appunto percM tale, reslala. in piedi.' laDio me.rce, per 1l vantaggro del soldato, chC altrimenli nCJ_nmeno!l pane eglr a.vreubc buono( l) . I pauil1ci militari detLero subito cosi. ~ttimi.fn~LLi ~ne ii L~ M.~mn~ra 1 penso di estendere il sislema al scn'lzw det Vl\'er.t e nel 18<>9 proposc, il Re annuente, chc i 'iveri, compresa h~ c~rne, fosscr~ so~ mini str'ati clireLtamenle alla. trnppa. dai ma.ga:~.zmt delle sussrstenr.e miliLari. Anche senza cssere prot'ondi in economia politica, o cosa. che entm ncl capo di chiunque che altro e acquistare le derraLe con piccoli contraLti, da nego:~.ianti , al ~i~u Lo, a~tro o ~omp~l·a.J:e crros~c pa.rtite. Quanto a!.le spese d oserc1zto non btsogna dtmenttc.:l ~ ~he l'istituzione dei panifici mil it.ari ha dato al govcrno .mag~zz1nt acla~Li e perso11ale pratico nei servizi delle sussistenzc; s1 ag~t u?ga. che questo persona.le dispone cli opora.i milita.ri a 50 cenLesnu t al 1 · I' b I' . · pan lOci e cli af{ldnr e F d ire cho havvi ancora qun lcuno c he propugna ( 1 a o n e I il ~ • ·vizio del pane ad imprcsa! L'autoro di questo studio, avcndo passato_qu~lche anno pr~~so 'direziono di commissal'iato. dove la guanug1one di un pr~sid10 lmp~rta~.~~ 1 e1·a cost1·e tta a ricovere i\ pone dn un'im p1·csa, a ttcsa la .loutananza ~~~ quel~~ ~~~~ : dalla rorrovia , ha potuto convlncCI·si c he 1l SOI' VI'l.IO fatto 111 t.a l mMII ~Ia e P.~ lu. PP una grave ia ttura. Nel pr esidio di cui si pnl'ln, nonostanto la sorvogl1 n~za pm 8tt1vn del comandante 0 le ispez~oni conUnne ed inopinate per parte dei,Comnnssanato. 11 ~ane dist.-ibuito alia trupp~ e r' fnbhricato quns\ sempre con un amolgnma Jmpossiblle a di muLol'ie, rra le quali la r~ rinn costitu iva appena un decuno clel . pr~o . A CJ.na nto quali f•·odi 51 pl·esti lu panillcazione e q u al nocnmen to le sostanzcJ unp10gnte m. sos tllUzione della rarina, possono •·ccare al soldato. sanno bono tutti coln•·o che v•sscro ut IJ)
11
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mezzo ai servizi delle sussistenze.
I SER.VI<:I DI VET TOVAGLIAMENT O
IN
g~omo e cbe colla formazione omai decisa di ·I 0 compagnie di suss t.sL~nz<~, la spesa degli operai poLra essere nncora cl i qualche poco
dJmJ~UJ[a. Possono esservi forse condizioni migliori di queste pet· esercrl.ure i sen'izi di ''ettovagliamento ad economia? Nonostanle guarcliamo le cose praticamente. E un fatto che, in certe localita, icorpi riescono acl otlenct·c prezzi bnssissimi, ma a scapilo clella qualilU. delle derrale. Questo c gran male tanto piu che si eslende ancbe alia PI'OHista dell a cm·ne, vale a dire della derrata jWincipale fra quelle che costituiscono la razione. In certe gual'll igioni, i proneditot·i giungono pedino a da1 e lu carne a prezzo minore di qu.ello cl a ess ipagato per i b uoi vi vi ('I). Che si dove pensare? Delle due, una: o carne pessima e pczzi di scarto, o carne malata. In lulli e clue i casi la salute del soldato e compromessa. Dunque, come si e detLo, il La }farmora, col R. decreto 30 otLobre ·1859, introdussc il sistema che anche i viveri fosscro distl'ihuiti alle truppe dai magazzini sussistenze; ma l'uscita•di lui dal m.inistero e le campagne del ·1860-6·1, ne impcdirono la pratica atLuazione. t<inalmente col R. ctccrelo •19 maggio ,186·1, mentre dichiaravasi ces~alo col I • giugno il tratlamento delle truppe accantonate si prescriveva che « ad assicU't·are vieppitl il benesse?·e clel soldato, ~ t·n applicazione dei principii enwnciati nel R . decreto del 1859 [ l'amm inislrazione miliLare anebbefornilo ai capo t·nli e so ldati 1 corpi una razione giornaliera viYeri cosi compo~la: 150 "rammi di carne, ·1/ 4· razione pane da zuppn, .Ji.S5 gmmmi di pastal)o riso,· 'l ij grammi di lnrclo o hurro eH> cenlili t.ri cli vinoogn i due rriorn i da sostiluirsi, Yolendo, con ·15 grammi di cafl'!~ e 20 di zucch~ro >1. Per r imborsarsi del costo della razione, ven ivano ri tenuli n ciascun caporale e soldato convh-ente al rancio, 30 centesimi, cioc 20 centosimi a favore del governo, c ccntesimi 5 per cssere impiegati nella provYista del sale e degli erbaggi e sopperire allc sr;ese ui hucato e ba1·bim·e. Nei luoglti, poi, in cui J'amministrazione militare non credeva con\'enien tc provv€Hiere direl.tamente i viveri alle ll'l1ppe, ilrancio voni,·a fal!o secondo il sislema stahilito l)Pr l'ordinari0 dal regolamento 2~1 luglio '1840 (vale a dire qnello del-
dei
(I). Vodi l'at·ticolo g ia c i t<Lt<• del tclloutc commi;s,,·io llnni ni.
TE~IPO
DT PACE
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l'acquisto delle derl'ale per parte dei corpi) c. in tal caso, si abbo11ava il supplcmento· giornaliero di centesimi 5. Si rese Yisibile ben presto essere necessario un qualchc miglio- 1 ramento nella razione, e non potenclosi aumentat·e l'assrgno, con /' R. deneto' '19 sctt.emhre '18(H fu stabil ila a spese del governo una competenza distinta per il 1/ 4 pane da zuppa al quale fino al:lo ra. si provvedeva o colla parte del soldo destinat.o al rnncio ov- 1 Yero col farlo corrispondere dall'amminislrazione militare come parte integrante della razione viveri . E siccome lE} spcse del bucato <' del harbiere vcnivano fatt e coi foncli del rancio, il chc aveva la sua ori;{ine del tempo in cu i il mite prezzo dei vivcri concede,•,t si polcssero prclevare alcuni <'enlcsimi per uo mo cln i roncli stessi; ru prcscritlo chc, aueso l'aumento dei prczzi, sarebbero quelle ~pesc andate tt cm·ico della massa cl i econom.ia dei corpi, alle qnali vennc :1ccordato un nssegno convenienle per supplire cosi a qucsti dispendi come a quelli del la ca11l:elleria c illnminazionc delle caserme. Con questc clisposizioni fu credulo possibile anche aumenlarc la il razionc che rimase all•Jra co~i stahilita: 200 grammi di carne; 130 d~ pasta o riso; 21:> ce~Li~i tri di v!n? ::tl giorno fino a~ 11 ~ove1~1h~·e; al/ 1\ dt la, seconclo ~li ordu11 del }ltntstero, con facolla d1 sosliLUJre la razione vino con qnella di zur:chero e caffc. Piu tardi, cou nota 8 noH•mbre ·1862, vcnne prescriUo si distrihuisse ca!Te e zucchcro ogni domenica e vino ogni giovecli. Con a lIra nota 30 a.prile 1186!) la razione cafTe e zucchero, noncltc quello. vino vcnnero stab ilite per le scguenti dale annuali: clal I gennaio al 30 awile una clistri buzione; dal 11 rn aggio al H> giugno lre disll'ibnzioni: dal 16 al30 sellembre, Jntti i giorn i; dal ·I al 3·1 otlohre lre distrihuzion i, clal'l noremhre a! 3·1 dicernbre una distribuzioncin tolale ·115 distribuzioni all'nnno . I! servizio cliretto dei YiYeri per parte dcll'amminislrazione mili· tat·e coni in no per quasi iutLo l'anno 1864: qrLttndo improvv isamente ,~'1:71;' 1 una l\otn in data 14 dicemorc prescrisse il ritorno all'anl ico sistema cosi aiuslificando la clisposizione « l'esperienza ayer dimostralo che l~dclove i comanclanti di corpo e cli dislaccamenlo porlavano la piu scmpolosa attenzione snlle stipulazioni dei contraLti, ripartendoli fra vari fomitori a seconcla della qnalilu dei vi veri e svcntanclo le coalizioni ten tale dai fornilori slessi, si ottene-rano otLimi risullali 1
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l SERVIZI 01 V£TTOV.\GLIA:\I£l'\TO
1:-1 TE:\IPO DJ PACE
non solo ~ iguarclo al uenessere del solclalo, ma.anche poi prezzi dei generi, per cui rimaneva sufficien1e l'nssogno peril mncio . Ollre a ci6 - cliceva la Nota- altri corpi a cni i viveri ven ivanodali dalle sussis.Lenze mili Lari, avevano faLla doman<la di provvederseli pe1• propno con to» . Tl Mini stero quindi detorminava che, in mass ima . i 'iveri fo ssero provvoduti ad econom ia da i cot·pi e concludeva che, malgrado i vantaggi precedentemonte fatti ai fondi per l'ordinario toll'avere stabilito un assegno specialo per spese di bucato e di barb iere e coll'avere accoedato il ·1/ 4 <la zuppa a titolo gratuilo, 1·i(enendosi'possibile che i co?·pipotesse?'O trova1·sj adisagio, si faceva facotta ai c01nandanti di modifica1·e la co1nposi.zione delta m:ione sostituendo ai generi fino allrn·a prescritti altre den·ate a seconda delta stagione, delle consueturlini, e delle di IJersit(t dei prodotti locali: avve:tendo per6 che il vitto avt·ebbe dovuto essere scmpt·e, in ognt evemenza, sano ed abbonclante. Cosi il sistema propugnato da La M;trrnor~t veniva abbnnclonalo. Nessuno penso ch'egli non aveva avtllO ,tempo di perfezionarlo essendo rimasto pochi giorni _al potere. :Xei primi tempi la. i mpresa vivet·i distribni i generi che aYela in fondo dopo la campagna 1860-6 1; generi comprati a prezzi anormali, come avviene in tempo di guerra, e che, in tempi norruali, essa rivencleva al go1rer·no a prozzi minori , se vuolsi, ma pur snperiori a quelli portati dall e mercuriali. In seguito, questi fondi natural~en te si rinno varono, ma rimase somprcun Yizio capitalo in questo • SISlema: quello che l'ctmministrazione mifi lare non faceva criit un vero senizio ad econom ia, poiche e strano cho un ser vizio acl cconomia sia fatto coll' intermetliario di una o pitL imprese . Echiaro che, cosi fncondo, il torn:tcon to an.dava nelle lasche dell'impresa o non si potcva Lradurre in benericio ne peril govemo neper i co r·pi. Non osLa.nte non e detto che non bastasse J'assegno, ma se anche non bas lava, le cause dovevano ricercarsi nell'imperfozione del si sterna medosimo, e anziche rinunciare a cruei principii faui prima trionfareda La }Jarmora, bisognava pronodere acchC le impt·ese scomparis:>ero o !'amministrazione miti tare comprasse di roLLamente clai pr·odultori o cli. t'OLtame n~e ceclesso le dorrute ai corpi, agli stessi prezzi 'd'acquisl.o nu men Latr soltanto delle spese d'esercizio. Del rcsto, il general Pelitti, mentre afTer·mava che nei corp i i quali
si provveclevanoper proprio conlo « l'assegno era baslante» dislrug· gent col fatto una simile as:;erzione, autorizzanclo i comandanli a modijica1·e la m.zione col sostUnire cdt1·e de1Tafe aUe?'e,qolwrtenta1' i, appunto perche nonsi trooassero a clisa.r;io: egli era dunque cerlo che l'assegno non basL<wn , e accordando un'antot·izzazione di qnesto genera, non penso che faceva il danno dol soldato senza chc, per questo, ricevesse l'erario soll ievo nessuno . It La }{annom, nella memorabile rela;dono 30 ottob r·e 1859, ne! proporro il sm·vizio dei vi veri ad cconomi a, comp iacevasi co nstatare prirnadi tntlo gti oLLimi risultati avuti dai paniricii mititari e ne tracva sicul'ezza a ben sperare da uua estensione di sislemn; po i, clopo aver clclto che questa riforma em « desiderata dall'esercito, raccomcmdata dai ,q,merali ispeltori, iniJocata dai comandanti di co~·po » c dopo aver detto che 83sa ora stata. sperimentata dapprima e con snccesso nelle varie t·accolte di truppe, nei campi one lie aulnnnali eserci tazioni, e piu specialmenle nella campagna di Crimea e in qucll a dei 'l8i>tl, il ,1ini stero spiega,'a come, aJfida.ndo del tuLto all'amm inisll'nzione militare il vettovagliamento delle truppe in tempo di pace« il ·oitto del soldalo avrebbe ricevnto wta noleiJole miglioria, sen.=a che l'oscilla.=ione nei pre.::::i delle derrate o l'incarimento di esse {ossero motiiJO cite si scemasse la qt~antitct o si mt~tasse la gnalitd dei ,qenen: da dist?·i bnini, evitando altrest che per la diversitc£ dei prezzi nelle val'ie localitct, i cm·pi si trovasse?'o i?~ conclizioni diverse l' tMJ.O clall' altro rispetto al 1·ancio . E altro considerazioni pure di Ol'cline ele,ra tissimo fa ceva il Ln. 3Iar·mora. « L'esperienza- cgli diceva · dimostr6 che in guerm quelle sole armale hanno cerlezza di avere il serv izio delle sussistenze assicurato, nelle quali il set·vizio stesso sia fatto per cura di un bene ordina.to personale dell e sussistenze mili.tari. QuosLo personate era gi1t islituito eel aveva fattet otlima prom nelle pnssate campagne, ma il mini sLro notava « ov'esso non avesse a disimpegnare che il servizio della pani fica::ione non sarebbe im1Jie,qato in tempo di pace secondo lo e in tempo di gtterra. Om pro:;egui va - ell'c mas sima gonerale che ,qti eserciti debbono essere, anche nei se?'l)izi am,ntinistrativi ,orgamizzati in tempo cli pace per qtiJanto epossibile, in modoche possano, passando s~dpiede di canltpagna, p1·ende1·e il necessa?'io svil~~ppo senza che sia mestieri d'improvvisctrli ».
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I SERV!Zr or VETTOVAGLrA~fE~TO
Cosicc!tc,. l'iepil ogando, i co ncelti che inspiravano il Ln Mannora erano pt·mcrpalmente i seguenti: 'Io n:;sicut·are sempt·e al soldalo un vitto sa no e conven icnte· . .2o imp.edire cite, per J'incarirnenlo delle derrnte, fosse d i rni~ nmla r~.zro~1e e p~ggiorali g.li al imenti che la compone,-ano; . 3 1.'\\·~ Lm e .l~ dt~erenze dr traltnmenlo da. corpo a co rpo , do~ute ~lledrrersrta der prezzi nelle varie guarnigioni ealla differenle srlnazwne delle masse vitt.o dei corpi; . 4o avvez~are le tmppe ed il sen' izio dellesussistenze cd oprare m pace come rn guerra; oo man tenere ordinalo e pratico que!person ale del servizio sucl· detto che difficilmente s'impronisa e s'impratichisce in tempo di guerra. A rentidue anni di distanza la silnazione non c cambiata. DccisamonLe il progt·esso non hacamminalo per noi.
l:
HI .
. C'c chi dice: creclete voi, che, ado uando il sistema ad economia sra questo uno spccifico infallibile pet· ottenere che il soldato mancri bene manlenen<lo la spesa nei Jimiti clell'assegno? E siete convin~i della necessilil. d.i foggiaro i s~rvizi di velloyagliamenl.o in tempo di pac~..c?mc qt~cl~r del l?mpo. dr guetTa? - E non •eclete che' ncgli cset ~J~Lt s'L t·anrert non st ha, u1 genernle. ncss una curn 0 hen pocn. di slablln·e questo addentellato e che invece si cerea in essi di atluare "' ma.:m%ano quei provve~i ment ~ che piu si credono efficaci per ollcnme ad un tempo un rrsparmw pet· I' erario e Ltn buon rancio per· la Lr~1ppa: tenuto canto del le condizioni dei mercali e di tnnti allri coe~tcentr che possono detcrminare le modnlitb. d'un sistema? 81, ~ vero: ~1e~li altri esorciti curopei non si hada troppo a collegar~ r se1·vrzr dt pace con quell i cli guerm, ma. e che pet·ci6? ~on c .~gl.' forse q~csto. un alto principio che sat·il. utile applicare per i P.1r~nJ e.che er dara una prevalenza seria nel funzionamento dei serYIZl r.ostddetti accessor·i dell'escrcito nostro?Quanloallc disposizioni
IN TEMPO Or PACE
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.lH'C'e~anXTiano a seconcta delle circostanze, si cita parti colarmenle la Francia la quale, nel '1879, dovette abbanclonare il sistema della gestione dirclla per la fomitura della came alia truppa. e accordarc di nuovo ai corpi la facol ta cli proHedet·la per proprio conto. Qui l'obiezione eseria perchc racchiude un esempio che potrebbo semlJrarc decisivo contra la tcsi sviluppal.a in queslo scrilto . .Per rispondcre adegnatamcnte comiene no tare che, fino dal ·18/3, la carno per la tmppa era comprala in Francia dagli sLessi corpi , ma, in q uell'anno, comiclerando ciJ e il rincaro continuo di que! la denata rendeva ogn i giorno piu difficilc la buona alimentazione del solclato, e considerala, d'altra parte, IR necess ita di a.umentare la razione a 300 grammi , fu slabilito che l'amministrazionc militare av•·ebbe fornito dit•ettamente la carne alle truppe dietro rimhorso, per parte dei corpi, di 26 cenlesimi per ogo i razionc pt·elevando la somma clai fondi dell'ordinario . .ltisoluziono ottima: ma come ftl organizzato i I servizio? Si stabilirono imprese sudcli,'ise in cir·condari di fornitura, incaricale di {orni1·e e distriuuire la carno all'ordinario dei corpi di truppa qualunq ne fosse I'effellivo. Una simile organizzazione non poteva dare buoni frutti . A ch e creare delle imprese quando l'amministrazione militare avrebbe potulo fare essa direttamente gli acquist:i del bestiame e impiantare m~tccll erie facendo mar:ellare i I.Juoi dalle sezioni opemi le quali avrebbet·o potuto anche eseguire le distribuzioni? Avere impr·esari con cont[·a.tti st.ipulali coi corpi o imprese di circondario mediant.e convenzioni coll'amministr·az ione militare era presso a poco lo stesso; era. anzi piu pericoloso in questo senso: che la. specuJazion e potev-a impadronirsi della fornitura, far rialzare i prezzi e imporsi al goYerno. E cosi avvenne. La camorra allontano clal concorso i macellai d'ogni guarnigione clan do loro un corrisponucnte compenso; poi, r imasta arbitra dell a situazione, fece aumentare i prezzi di cirC<L it ·I0 °/0 • Non con tonti ancora, gli specula tori allevttrono per il servizio delle truppe una specie di bestiame mol to inferiore a quello del bestiame ordinario e l a t~·uppa ebbe carne caLtiva e poco nutriente. La popolttzione civile sofl'ri mollo aoch' ossa le conseguenze di simile speculazione poichC le impresc riversavano nolle macellerie delle citta e dei borghi la. carne che sopravanzava dalle distribllzioni
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I SEH\"IZI DJ VI':TTOVAGLIA:\IENTO
~at~e all~L .trup.pa : I~ 'Viande asoldat dive.nne come un oggetto di terJ Ol o
pet t. botghesi, Inn to che mo!li siodacati di commet·cio dovet-
lero far giUngore reclami al govemo . . .~el _resto non potevasi <Were un sonrizio divorso da un 'inl ondenza JlJJhlaie come la francose la quale J10r solito sdoana 0 • t . ·d . · . . '.. ' o u po roppo enll are ne1 cttaglt del serv1z10 e J·durrrre da' tullo ·· 1 1 b oo . c1o c 1e c sem ra possa nuoc~I'C al prestigio dell'alta posiiione che occnpa. Naturalmoote e la mtcndenza srossa che, per la situazione crearasi ha do· • · 'd vu to tornm·e all'antico sistoma • co,.,·is )ondenclo at· con) ·· , . · •1 • 1 1 un 111 enmtn. J:~tppresen~'l.LIYa che _v~ria sc~ondo le localita c che ogni scmestre ~ te~e st~bdila dal :llm1stcro m base ai rapporti dcgl'intendenti. Per 11 b dan~JO del '188·1questa indennita fu sta bil ita cla lire 0. 28 a 0.34. pet.· '.'az1.one. l~onostante I' aumen~o (1' antica indennita ora 0.26) i cor:dP1P' oteslano che la somm.a e 111snfficiente ,. · • la s•~ t<lmpa mt·1·1tare g11 ache I mtondenza prctende mir·acoli cosicch)., a a'111 c1 1·c, . 1 · f- ·. . d ' '-'• o <1I C ( aJ ,t ttr, SI ev~ cre~ore cho neanche coll 'acquisto dil'etto dolla carne per ~~rte nor t·eggnnen~i sicno rjt~sciti in · Francin ad organizzare ~cfin1trvamente c con srcureua dr buon successo un servizio cosi 1 rnportante. .,Tanto. piu
e. facil~ ~orsuadersi che solamenLe la imperJe;~,ione del
S1~1e~1a rmped1 nl d1 la delle Alpi che il servizio della came ad eco-
n?min desso ~uoni frutti, quando si pensa che il sistema medcsimo v1gc nel Belg1o fino dal ·1868 e dit risultati eccellenti. Nel ,1868 il genet:alc R.enard, allora ministro della auerra ordin~t;~ I~ macellcr~e mi!itari allo scopo di fornir~ la ca 1~e ui 'sollouif'c'.ali e soldat1 per con to dirello dello Stalo nelle Iocalita in Ctli le ofier~e fattc da~l'im~rcsari non fosserogiudicatcaccettabili . In tal mo~o SI ebhe un doppw sjsLema di fOJ·nitura; scnonche il serv:izfo ad 1~npresa venne faL~o solamente neUe guarnigioni meno importantr come Alort, Brest, Huf, l\Ienin, Namour, Audenade Ter~ond .cc~ . ma neJ!e c!Wt. principali qualj Anvm·sa, Burges, ]3~·uxcles, ~1egr,. ~a~cl, Malmes, Tournai la came venne fornita dallc mace.llerre mJhlaJ'I. Ed ecco cosi istituito il servizio non aia per mezzo d' d' . ' " . m~prese ' Ctrcoscrizionc come in Francia, ma bensi con una dit·etta f·'·tt · · · fornrtura . . ve1·amente . "·a daIl ' ammmJsl.rnzrone mll· ·rtal'e con • slabJ!Jmentr 1 n·opr b . . ·1 conpt·op1.- 0 . •· · ., 1 pm son a1e e con est1ame acqurstato 111 dr P na mano dar produttori. Anzi, siccome in Ostcnda e in Tit·le-
IN
TE~IPO
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mont non si ritonne opportn.no imp iantare macellorio militari, venne risoluto che la carne occonen te a!le Lruppe vi fosse inviata per forrovia da B1·nges e da Lou,·ain, procisamentc come si usa per le spedizioni del pane alle guaenigion i cli localiHt chc non hanno un mngm:zino delle sussistonzo e che sono tor,cate da tma fe i'I'Ovia. La sorveglianza speciale sulle macelleric miliLari e devolula in Bolgio ai.sotto-inlendenti i11ilitari . La ::;orreglianza generale invece e ufridata alia commissionc dei viveri csistente in ciascuna guarnigione, presieduta dal soLLo-intendonLo militare e secondata da un medico miliLare e da un veterinario . J comandanti di corpo o fmzione di corpo si riuniscono una volta al mese nei. local i della. macelleria insieme col fnnzionarioincaricato dell a sol'veglianza. specialc per assicura.rsi che il servizio sia fatto in conformilil. del regolamonto . I comandanti di divisione e gl' intendcnti mili tari devono ispezionare all 'improvviso le maceller·ie militari e riferire al minislro . Ogni macolleria c amministraLa da un ufficialc incaricalo dell'acquislo, cusrodia e conservazione del lJestiame nonche dolla direzione di tutli i dellagli di servizio c di amminish'azione. ~elle principali guarnigioni le macellerio h:umo 3 urficiali, comproso un u f'riciale pagatorc, cui c arfidata la contabilita. Qucsto personale c secondato da un numero di solto-ufficiali caporali e soldali forniti .dai corpi dclla gnarmgione. L'abbattimento dcgli auimali si fa, per solito, net maLtatoio mm1 icipale. Gli acqu isLi del bestiamo si fanno presso i proprietari 0\'Yero sui mercati pubblici e vengono sempre pagati a pronta cassa. Non si acquista che bostiame vivo: c proibita ogni concorrenza fra le diverse macel lel'ie mili tari e il minisLro della guona assegna qttindi a ciascuna di esse una ;,.ona di Lerritorio per gli acqu1sti clel besLiame. In Lempi normali , questi slahilimenti mantcngono un fondo di riserva che varia dagli 8 ai •15 giomi di carne su piede. 1 fondi accordati per ·il servizio delle macellcrie vengono assegnali mediaute mandato al consiglio d'amrninisLrazione <!'uno deicorpidella guarnigione cue dev'esserne il depositario . Gli animali ncquistali vengono, non appenagiunti , visitati da un veLerinario militare. Il fieno e la paglia vengono forn iti dai magazzini militari dei foraggi. Le spese di mantenimento sono comprese
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I SERVJZ! 01 VBTTOVAGLIA:VIENTO
in quelle general i di esercizio. Jl veterinario visiLa sempre gli animali da abbattersi il giorno dopo : la commissione dei viveri, si assicura per mezzo d'uno dei suoi membri della buona qualita d~lla carne primR d'ogni clistribuziooe, e se ba:vvi contestazione, il funzionario dell'inlendenza raduna Eutti i membri della commissione. per giuclicare se la cm·ne eo oo distribuibile . Le distri buzioni si fan no un giorno per l'altro nel locale de!la m<tcelleria in base a 250 grammi per razione, non solamente ai corpi di Lruppa, ma anche agli ospedali e infermerie mili tari, alla gendarmeria, alle famiglie dei sottufllciali e so ldati ammogl iati . I sottufficial i e soldati che prestan servizio presso le macellerie militari, ricevono le seguenti indennita: 50 centesimi al giorno per ogni sottufliciale impiegato alle scritture; 25 centesimi al giorno per ogni caporale e solclato. Queste disposizioni principali bastano a dare un' idea sufficientedel come s' intende e si pratica nel Belgio il sistema dell a forni tura cliretta della carne. E convien dire che la gestione d~ll e macellerie m i li~ar i abbia clato risultati ottimi perche conf"rontando i prezzi ot-· tenuti dagli impresari nelle piccole guarnigioni con quelli offerti dal servizio ad economia :___ prezzi che il Ministero della guerra, rentle· pubblici ogni ttimestre - si scorge non esservi, fm gli uni e gli altl'i .che ditferenze insigoificanti. Qualunque trimestre si esamini dal, ,1868 al giorno cl'oggi, apparisce sempre che il costo della raziorw in Anversa, Bruxelles, Liegi, ecc. e uguale ovvero supera o clecresce appena di un centesimo i prezzi avuti a Cou rtrai, tier, ~a i nt-Ber nard. Bisogna tener cooto pen) che ov.e ndle ciua pitL grosse del Belgio si facesse il senizio ad impresa, i prezzi sa.rebbero certo bew superiori a quelli che si ottengono nelle piccole guarnigioni, sicche· il confronto e evidentemente tutto a vaotaggio del sistem~ ad eco:nomia. Se si pensa poi alia differente qualita clella carne distribuita · clalle macellerie mili tnri, se ·si ri flette 'chegliimpresari har)no facolta, come cla per tutto, di non distl'ib ui re i pezzi sce!ti e se si pone mente alle tanto ma.ggiori garanzie cli salubrita che presenta la carne fornita da.ll"amministrazione militare, il vant.aggio si mostra addirittura grandissimo, tale da risolvere in gran parte ii 'problema della buona e sana alimentazione del soldato. Si pu6 in Italia eseguire il servizio della carne direttamente dall'amri:J.inistrazione militare'?
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IN TEMPO 01 PACE
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Ci sono clue modi per giudicare una simile questione. Se guarcliamo a! lavoro non incli (ferente e all a ingerenza poco piacevole invero che in questo servizio sarebbe devoluta al corpo cli commissariato e a quello degli ufllciali contabili, e ove si voglia tener conto clella difficilc e del icata posizione nella qnale specialmente i direttori cli commissariato si troverebbero ne! sovraintendere agli acquisti del bestiame, certo, appartenendo a Lmo di qnesti corpi, si dovrebbe rispondere di no. Se poi si vuole esaminare la cosa dal punto di vista del benesserc del solclato e postergare alla sicurezza di questo benessere ogni ultra considerazione che, a chi ben guarda ed intende, non deve sembrare egoistica; allora si pu6 rispondere affermati vamen te e dimostrarne ancora le rag ion i. Il servizio del pane fatto ad economia i~ un grande addentellato per l'attuazione di ufi identico sistema per la carne. Se non tutti i panifici militari italian i sono vasti, pure ve ne hanno molti provveduti di loculi esuberanti; il personate con tabile esiste e con qualche ufficiale di piu sarebbe bastevole per l'adempimento del nuovo incarico. Gli operai mil itari non mancano; non havvi dun que difficoltil ad impiantare macellerie militari, specialmente nelle piu grosse guarnigioni, ad imitazione del Belgio. Nelle piccole guarnigioni, si darebbe la fornitura ad impresR. Ma percM il servizio della carne ad economia desse · davvero buoni risultati, sarebbe indispensabile modificare la legge sulla contabilita generale dello Stato, togliendo, cioe, l'obbligo all'amministrazione mili tare ili eseguire. gli acquisti per mezzo dell'asta pubblica. E la stessa riforma manifestatasi cla gran tempo necessaria per la compra dei grani. Si calcola che, in Italia, si consumino annualmente per l'eserci to circa ,15 milioni di chilogrammi di came. Ove si arrivasse ad economizzare 1J centesimi per chilogrammo in confronto dei prezzi pagati in media dai co rpi, si avrebbe un'economia annna di 750,000 lire, somma colla quale sarebbe possibile aumentare la razione di altri 20 grammi portanclola a 200; ma ove anche la differenza tra i prezzi ottenuti clall'amministrazione e quelli delle imprese fosse insignificante, il guadagno, per le ragioni climostrate riguardo. all'identico servizio ne! Belgio, sarebbe sempre grandissimo. ANNO XXV!!, VO l.. I.
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1 SJ::RVIZI Dl
VETTOVAGLIA~IENTO
l:o< TEMPO DJ PACE
IV. Parliamo ora di quella parte del veltovagliamenlo chc i Franccsi contraddistinguono col no me di petits ui·v1·es, vale a dil'e della pastll., riso, lardo, zucchcJ'O ecc. Anche queste derrate clovrebbero essere forni le dai magazzini delle sussistenzc, sempre per la necessita d'addestmre il .IJersonalc nellc distribuzioni c spccinlmente perchc e indubitato che l'amminislrazione militare, avendo modo di acquislare di prima mano e in grande quantitit le derrate per i propri slabilimenli, puo ollenere condizioni piu vantaggiose dei corpi, costretli a fare piccoli contra.lli con rivenditori i quali ncppure essi, molle \'olte, ricevono i generi diretlamente dai produttori. Eppoi vi c un'aiLra ragione: ove i magazzini delle sussistenzedovessoro distribuire la pasta, il riso, il lardo ecc. avrebbero naturalmenledei fondi di riservache riuscirebbero addirittura preziosi all'iniziarsi di una mobilitazi'one, quando, coli' agglomerarsi delle truppe nella zonadi radunala, dovrehbesi organizzare quello speciale Yettovagliamento di cui parlano le Istruzioni 44 gennaio 1881, sui servizio dello intendenze in guerra. Corlo si manifesterebbero ancora, come altt'a volta, difficoltil. ''~rio per la conse,·vazione delle clerratc, ma sarebbero difficolta da vincersi mediante un'attenzione sevcra sulla scelta dei locali e merce la strotta responsabilitil. data ai contabili per it buon mantenimento delle vettova.glie iu consegna. All'infuori di questo, non potrebbero esistere inconvenicnti piu seri e il tornaconto, come si c detto, non mancherebbe, put'che, s'intoude, fosse accordata all'amministrazione miliLare la stessa facolta dimostrala necessaria per gli a.cquisti dei grani o del bestiame; quclla, cioe, di derogare n.lla legge sulla coutabililil. generale dello Stato. Ragioni pressochc idenliche militano in favore del servi:r.io foraggi ad economia; scrvizio che attualmenLe vien fatto a.cl impresa. Si presla esso a tanle frodi cho l'adibido a se sarebbe per l'amministrazione militare un grosso vantaggio. Si aggiunga che la
263 · conservazione c la clistl'ibuzione dei foraarri non presenta nessunn. dif~co.lla e eh~ i.l pers~nale a~deuo ai p;~ifici militari sarehbe ea~ pac1SS1mo, co il aruto der solda11 operai, di esorruirlo ne! mirrlior modo . 11 Sel·:izio.foragg_i,_si e detto, si prcstaalle frodi . Jufattt'porquanl~ Jl commr ~sa1?~lo m11Jtare sorvcgli i magazzini delle impre·c, basla la f~:be1·ra pn~ volgare per rondere in utile ogni piu oculal.o co nLrollo. Se llmpres~rJO, come spesso e avvenuto, Liene in prossimita. del s ~o magazz.mo un altro magazzino che non figuri cli sua prop rielil, g~t sar~\ fac1le qu.anle volte vuole inlrodurre di nolle fieno od avena d.' catt1va o. mo~wcre qualith in sosliluzione di deJ'J'ate che l'uffiCJ~.Ie ?omm1S~ar1o avra. ricon.os?i uLe per buone, mngari il giomo a' ant1. Qu~tJ sotlerfugt a cu1 rtCOJTono Lulle Je imprese forao-ai del 0 mo~do, spa~·11·ob bero ~fTa~to col scrvizio dirctto per con to dello Stato. . Net Delg1o ·facevas1 un tempo il servizio foraggi ad imprcsa ma s.' a~corsero presto che er_ a t·roppo cm·o e nel '1867 fu disposto perchc -v Clllsse fatlo ad econom1a. I risul tati furono cosi eccellenti cho l'anno appresso il sistcma fu esteso alia fornilum delta came e dui·a Lutlo.r~. In Franc~a gran parte del servizio t'oraggio c fatto clai magazz~~~. delle suss1stenze: si ea Icola che circa 60,000 cavalli so no nu ~nt. 1 m tal modo. Rimane ~oi sempre l'utilit.1. di avere operai mi!itari addestmti fino dal tempo d1 pace nelle di~tribuzioni dei foraggi, cosa uLilissima in campagna per renderle piu sbt·igative e ordinate. ~cc?, per qnesto seJ'vizio, alcuni dati interessanti riauardanli le 0 l'[lZ IOlll foraggio clistribu i L e ne] Lriennio 1878-79-80, i! costo rrenera]e delle razioni disLribuite e il costo parziale medio d'ogni l'azione. 1
1878
1.8':9
1.880
· Giorn~te di_ presenza d.ci quadrupedi ~ell es~ rcllo (eo mpres1 quelli a!le inJermcJ'JC) · · · · · · · . . ' 09598~7 10437308 ·I 064862.9 . lmp?r~o tot~le . dei generi per le somL~IOISLI'azwm foraggio per tutte le ,;pornato suddette . . . . . . •154 0 5~90 1 ~76~964 14594499 ,· Cos ~o parziale medio d' ogni giornata d~ presenza dei quadrupedi cioe a · d1re d'ogni razione ' • 378(.)l, if, :i228 1, :3744V
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I N TEMPO DI PACE
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I SERVIZ I DJ
VETTOVAGLIA~IENTO
Esercilo di ,1• I inea
In tre anni il scrvizio foraggi cos to allo Stalo circa &.2 mil ioni e 'it· . Si pone il ~eguenle quesito: Quale sommn nnrebbe risparmintn . J'amm in i stra~ione mil ilare dando foraggio migliore, ove il servizio . si fos:>e eseguito ad economia?
maggiori . 4 .eapi !ani . 70 subalterni 269 Esercito di 2' linea zi) capitani suhallerni 8G Scn'izi territoriali (2) maggiori. 8 capilan i . subalterni
Y.
Vinom fu parlato della convcn ienza di eseguire i seryizi ad eco-· nomia in tempo di pace dal pun to di vista del miglior nutrimento. dei soldati e dei quctdrupedi . Ma c'c da esaminare l'altrn parte del prohlema, quella racchiusa nelle auree parole del La ~larmorn gia rifer ite: « c necessa ria che i serviz i del tempo cli pace vengano organizzati in man iera da rendere possilJile quando che sia il loro rapiclo passaggio sui piede cli gnerra . » Conviene quincli esaminare le condizioni dcl capo cantabile c di quell:t specie cli truppa destinala :t coadiuntl'i i in tempo cli guen·a . La Jcgge 30 setlembre '1873 ha chiamali gli uf(i ciali contabili R . disimpcgnare, fra gli altri, anche il sen·izio delle sussistenze militari. Fioora, pero, pochissimi furono gli ufncial i dcstinftli presso j,. panifrci do,·e gran parte dcgl'impiegati appartiene all'abolito perso- . na.le dei cont.abili civil i. Un progctLo di legg.e presentnto clall'onorevole ~Jinistro della guerra mililarizza cio che rimane di queslo personate, ed e~Lilis s ima.. Si avranno clLmque presso i panifici lutli ufficiali contabili. " a qual c la siluazione al di d'o1•cri l>O per i bisogn i di unn campagna.?T n chc misura il ()Orpo conlabile puo fornire il personale occorrente in caso di mobil ilazione? La sua pia!lla e surfl cien te per qu esto? E questo personale in qual proporzione e jstruito nei scrvizi di 'ouena <~. i'> Sono tutte domande interessantissime perche si co llegano col buon andamcnto delle operazioni amministrative di campagna ealie quali c tltile trovar risposta adeguata . Ecco un po' d'ari lmetica: Gli ufficiali contabili che, seconclo gli specchi di mobilitazi one, . occorrono in tempo di guerra per il servizio di veuovagliamento, . so no i seguenli:
l Totale
. Si aggiungono per la intoncl enza generate o intendenze di m·mata (mis:;ioni o serYizi di lappa) appl·ossimativamenle urn ciali contabili.
31.8 (-1)
600
00 650
Di quesli 650 uffkinli conlab ili nece::;sn,·i in campagna presso i c01·pi cl'armatn. e le div isioni per la esecuzione dei seryizi di rettovagliamenlo, se ne hanno soli ·142 pmtici nella panirrcazione, sempre amrne:;so che i ·I 08 contabili civili, esistenti ora !)resso i pan ifici milil a1·i, vcngano lulti mil itarizzut i. Ne r imangono . du~q~e 508 assolula.mente ignari di que.slo senizio. Bisognn qumdt suppon e la intenz ione :n:cl )finistero della g u e n~a di acldcstrare in quale he modo quella parte del corpo cantabile chc s'int~nde as:segna.re ·all'eseni L6 in campagua. Ma co1ne 1 Im rn:tgilllamo che i I 08 contabili ciri li sieno militarizzati; ecco rende1·si possibi le la loro parziale dest.inazion e presso i c01·pi, non· g i ~t come direttori dei conti, che sarebbe impossibilc, ma come ufficiali di massa, oppure presso l'officio di rovisione, eel ecco clle altrett.ant.i ·ufficiali ~ootabili, vergini ancoradel sen•izio sus~istenze, potrchbero
l )
(I) I'\ on comprosi quclli a disposizione dell' lntendcnza gen&rale e de! le lnteu d~nze di armata pari scn•izi di tappo, missioni ecc. ('2) Si tuaziooe !li ra tto nl I" no r crn br e 1881. t.en u to couto chc la ci r,·a s i scom pone in 109 cont:lbili Cil'ili <la militariztarsi •J 33 urficiali contabi li.
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I SERVIZI 01 VETTOVAGLTAMENTO
essere dcstinati presso i panifici pei· acquistarvi la pratica neces-sar ia ed esser poi sostituiti cln. altri e via di seguito . Si riusc.irebhe · cosi in breve ad avere bene isLrutto nellapaniflcnzione l'intcro nu- mero cl' offi ciali conlabili da mobilitarsi per i servizi di vcllOYagliamcnto, senonche c da pensare che questi servizi non si lim ilano in campagna al solo pane, ma si estendono a lutta quanta la provvista clei vi veri per le truppe. -Ora c chiaro cllc ai 650 ufficiali eontabili, (e se nwlsi levare gli :'llrnorclinari, diciamo 600} saranno affatto sconosciuti i servizi della cm·nc, dei foraggi e delle altre den-ate: da qui nasco l'assoluta necessita d'impratichire fino dal tempo di pace questi medesimi ufficiali contab ili in tutli quanti i serv izi che dovranno cli simpegnare in campagna, giacche, altrimenti , si av r~t un personate superiore di esecuzione imbarazzato e mal clestro. Duncruc maggior ragione perche l'amministrazionc militare eseguisca il servizio dei vi,·eri a gestione dircWt. E non basta: la deficenza numerica del corpo contnbilc militare JtOn permetterebhe neppurc ·di assegnnrc alle truppc attive quel numero d'lln1 ciali preventivnmcnte assegnaLi peril caso di guerra, e non lo permetterebbe ncppure disorganizzando, per cosi dire, tulto il servizio territoriale dclla contabililit dal quale bisogncrebbe soLtrarre la miglior parte del persona le per mandado in campagna. E dubbio, infaLLi, che pl'esso i depositi dei corpi possa. rcslare piu d'un ufficiale contabile cd e ccr·to che bisognet·ebhe spopolare l'ufficio di revisione. Per rimediare a questo slalo di cose che deYe imponsierire tutti color·o chc rcputano la contabilita ed il controllo 11on inutile cosa, non resterebbe ohe aumcntnre la pianla del corpo conta.bile; ma, per aumentarla, occorre accrescimenlo di spese che difficilmente potrebbe csscre consenlilo ovc non si dimoslrasse che, per un qnalchc verso, la maggiorc spesa troverebbe un corTispondcnte compenso. E qual compenso migliore di quello che venebbe dal destinarc presso i magazzini delle sus::;istenze incaricali clP.i servizi viveri ad economia, la par-Le accresciuta del persona le? Cio faccndo, il maggior dispenclio andrebbe imputato alle speso d' esercizio dei magazzini, e quindi scomparirebbe, per clivenLar poi lin clcmento di calcolo nello sl abi lire il cos to clella razionc, cos to che, come ognnnosa, . Yerreb be ri mborsalo dai corp i. Si avrebbero dun que cosl duevantaggi: :
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I N Tf:l\1PO DJ PACE
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si addestrerebbero gli ufficiali; si aumentercbbe la pian la in armonia coi riconosciuli bisogni clclla mobiliLazione, e tuLLO cio senza. aggravio cli spcsa. . . . Iclentiche riflcssioni dimostrano p1U. cbe mai necessano il vettovafll iamento acl economia per conto dello Stalo quando si pigliano adn esaminaro i molivi d'esscre delle compagnie di sussistenza, per la cui fonnazione l'on . ministro clella guerm ha presenla.to al Parlamento f'ormalc proposla. . Dal contosto del proget_to non apparisco ponlo che ~a~cwn~ parte delle compagnie operai indindui incarica~i ~e] _scl'vrz~o ~e1 viveri; sono composte sollan lo di solclati-panetllen, 11 clle wd1ca essere ufficio delle compagnic occuparsi esclusivamcnte clell a fabbricazione del pane. Diciamo la veriltt : la isLituzione clelle c~mpa gnie di sussistonza e cosa ottima, da lungo tem~o necc~sana _e a ragione propugnata. da un distinto ufficiale supenore a cur specJalmente ·si dove la SLLU attuazione (·I) . iHa e d'nopo confessarc chc non se no potrebbc in!.endcrc LuLLa. b . importanza c tutta la. ut i li~it se ai maaazzini delle sussisLcnze non venisse affidato il I'Cltovaghamento ad ~conomia cseguito, per la parte materiale, dagli operni delle compagnic. . . . . . . S' immagini in[atti che scopo della nuov~ JStiluziOne sr ~ quello dt renclere pi[t facile e pronto il costituirsi delle compagntc ~a_net~ ti eri c snssistenzo in caso cl i mobiliLazionc. Se vengono ahohlt gh operai borghesi presso i panifici, egli e cerLo - c la relazione dell'on. Ministro lo dice - per clar modo non ad una parte sola (z) ma a tutti i soldati panetticr·i delle classi sotto le armi c1'impratich irsi nellR pan ificazione mililare . E perchC mai ~i clol'l'nnr_to ttverc le sezioni panellieri composte cl'uomini ben de~Ln ncl mest1~rc e le sczioni sussistenze formate d'individui che ma1 recero prallca nel se1·vizio miliLa r·o dei vi veri in tempo di pace~ Avremo dunque in campagna gli ufflc ia.l i e le sezioni sllssistenze ugualmente ignari clcl serv i:r.io viveri. Lnutile dimosl l'are come
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{!) 11 colonncllo commissario Sani, ora direttore ~cnc_rale dei sen·izi ammimstraLivi <lcll'esercito, cho no climostro per primo la o~c;;ss•t.ll •n un suo d•scorso alia Camo•·a dei Depututi. . .. . · ('2) Attualmen tc nttcsa la pt·cscnz~ cli ope•·ai bo•·ghesl no• pan•hc1, solo una pnrlo de • soldati panettiel'i 'fu sm·vizio in ta li s tahilimen ti. 11 •· •ma nonte fll'eSta it SCI'Vi1.iO o1·dinal'i o p1·esso i dist1·et li scnza aver modo dl con tinuare la p1·alica del mestiere.
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IN TEMPO DJ PACE
quesla deficionza d'islruzione pratica and,·ebbe a man ifestarsi per l'appunto nolla parte piu difficilo del Yellovagliamonto; si, nrlla piu difficile, perche mentrc il sorvizio del pane vion fatto alle armato per mezzo specialmente dei panifici avanzati , quello dei viveri vien fauo· invece in conlallo delle lruppe attiYe, in mezzo alia" febbr ile atti,'ilit che accompagua le operaziooi di gucrm, in cir~o stanze il pi1l. d.elle volte scabroso e colla p1·coccupazione continu<t delle necessilil. ogni momcnto incalzanLi dell'eserciLo. J)an·ebbe c1uindi cho ogni cum doYesse pot·si nell'acldestrm·e gli ope1·ni cll e doVI'anno costituire le sezioni suss istenze in campagnn. E cerlo cosl il ~Tinistero della guerrn desiderorebbe; ma siccomo il so l0 servizio del pane vien l'aLLo attoalmenle ad cconomia, sic Lrovato na· tnrnJo costitrti ro le compagnie cli sussistenza cli tutli soldati prtneltieri . l'ero la organizzazione di q uc:>tcnuovo unita !'i presta, volendo, ad un ampliamento di sistema. Nulla impedisce infalli che le compagnie poss:mo accogliere .i solua.ti che ora, all'at.to del congerlo illim italo, debbono essere iscritti uelle sezioni sussistenze. L'O!"!"Cn zialc ~i e d'aver modo cli adopnwli . Riussumendo : Ove si cstendesse il sislema dell:t gestione clirelln per l'inlero Yettovagliamcnto delle lroppe in tempo di pace, si avrebbero vari eel i mpor·tan 1i risultati; cioc: ·1o migliornrc il rancio del solclato, nssicurando l'acquislo di den·ate di I • qualilil.; 3° ritornare al sistema della mzione rcgolamen tare unica per tulti i. corpi ilell'esercilo, Loglienrlo cosl ogni difl'erenz(tdi traLlamcnLo fra i rcggimen 1i; 3° addcslrare nella esecuzionc del sorvizio vi veri tulla qu<>lla pan e del corpo cantab ile che si vuol clesti nare presw gli stn,bi limcnLi delle sussistcnzc nddetti all'escrcito in campagna; 4: 0 aumentare la pianta ora dcficiente del detlo corpo in r·rlazionc coi bisogni del Lcmpo di guerea senza che cio rech i in pace aume11to rea le di spesa; ij" impmtichire nel scrYizio vi,·eri gli nomini chc, all'auo dclla mobilitazione, clcbbono cosLiluirele sezioni sussistenze; prat.ica che, col sistema in vigor~, non hanno modo di acquistare. 6° assicurare la continuazjonc durante la gucrra del son izio
tenitor iale di co nl.ahilila c del le funzioni di controllo; servizio che, per scarsezza di numero nella pianla alluale del corpo conlabile militare, sarebbc ora, data una mobilitazione, seriamente compro.messo .
VI. Qui e indispcnsabile una dichiarazione. Ncl consigliare il serTizio dei viYeri a gestione diretla dimostmndolo preferibile a quello faLto secondo i sistemi in vigore, non si e voluto afi'alto menomare la lode dovuln ai comandanti di c;orpo per la premura che sempre posero nel ccrcaee tulli i mezzi piu adatli affinchc il soldalo sofIrissc il mono possih ilo le conscguenze cli uno slalo di eose che solo lo shagliato inclirizzo cli questo t-nmo dell'amministrnzione mi li Larc ha creaLo. E chiaro chc, per qnanlograncle sia il loro desidct·io di dare al soldtllo un huon rancio, i comandanti di corpo si trovano Jra l' incucline e ii martello: da un lalo il )I in islero vuol vedcre le masse viLLo in !mono slato o, per lomeno, senza debiloo scarso; dall'allro, stn. h salute clclla truppa, il suo clirilto ad un nutrimento sufficicnle; la coscienza del colonuel lo che vuol essere il padre de'suoi soldali e intcncle ad ogni costo difenclerne gl'interessi . Dnto il si ~ Lema. atLunle, dato l'assegno slabilit.o per· lo scollo, i comandanti non possono, a meno di Lm miracolo, conciliare LOI'lllini tanto diversi . L'assegno c troppo meschino; il sistcma troppo Yizioso . .Per convincersi mcgl io di qne,.la impos~ibili ta, basta ossen•are come l'asscgno sia in sproporzione assolnta. coi prezzi delle dcrrate quali vcngono o.fi'erli dal commercio, e come la dilfcrenr.a fra l'assegno accordato per lo scolto col rego la.menlo del 184·0, e I' attuale sia in sproporzione cnorme coll'aumentalo prczzo dei generi da allora al di cl'oggi. E si noLi chc coll'assegno del 'l840, ben poco difim·cnle da qucllo in ''igore, i corpi dovevano dare una razione di molto inferior·c.
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IN T EMPO 01 PACE
l SERVIZI Dl VETTOVAGL I AMENTO
Eccone la dimostJ·azione: Derralo . P1·ezzo Prezzo costhuenti la . Quaotlt:i. . Quantit·l de lle delle 10 r azione •·cgolame nt are gram m• in gram ,:0 i d~ITate de•·rate Assegno Asscrno del 18 10 e l a razfone net 188 1
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~onoslanlo dovessero i corpi nol ·184·0 pronedere per lo scouo le 5 oncie di pane bianco dato ora a titolo gratuito, le clifTerenze sono notevo li. Con un assegno di 3o cenLesimi (pigliamo a Lipo la fanletin) cli confronto a quello di 30 centesimi accordato nol18~·0; i eot·pi clovrebbero acqni stare att.ualmcn to ft.Ogrammi di carn e, 110 grammi di riso o pasta e 110 distribuzioni all' anno di catfe e zucchero o vino in piu di quanto esigovas i .1.2 armi indietro per la razione del soldato . Tutto questo con o cenlesimi, senza contare cho per il sale, lardo, et'baggi ecc. si devono spendere oggi almeno 9· cenlesimi invece di 4. La cliJJerenza fm i prezzi delle denate, poi , ~ Lalmente forte, che la impossibilitiL di far baslare l' assegno dove sernb rare a chiunque un ost.acolo addiritlura insormontabile. (l) Si cu lcolano 28 grammi ogni oncia - 28 pc1· (~) Dn ll e mercuriuli del Municipio rli Torin o.
5 = a 110.
i3) Mudiu ca lcol oLa su varie mercul'iuli. (·l) Accoi'!I:~ Lo a \itolo go·a t uito pe 1· dis posizion c ministel'ia lo.
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Tutlo e aumentato di prezzo sni mercati e cli pari passo con questo aumento si accrebbero le mercedi. E anche l'Italia subi questo movimento ascenclente. Soltanto I' assegno per il solclato e rimasto stazionario, giacchc sarebbe ir·onia calcolare come aumento ba:;tevole i 5 centesimi cli differenza. Le nuove spcsc reclamate clall 'ampliumento dell'esercilo , amp liamento reso necessaria da inelut.labili contingenze polit.i che, impcclimnno per qualche anno ancora. di n.umentare l' assegno-rancio. J'fa inlanto, nell'aspettare il momenlo propizio , la.d imostrazione di sopra. lracciata. c le ragioni e gli esempi acldotti, sembra sieno sufrlcienti a dimoslrare l'uq~enza dei temperamenti proposti. Mentre si aspetta la realizza~ione di questo nuovo indirizzo, sarebbe indisponsabile almeno cercare il modo di rendere meno sensibili le cliO'er·enze cli trallamento fra corpo e corpo. Se la sostituzione di clermte iuferiori e diverse a quelle sLab ilite nella razione-tipo e una necossita ineluttabile per l?uona parLe dei reggiment.i, si cercll i almcno cll c qr1esta moclificazione r icsca meno clannosa e, per ci1) fare, si guarcli se hani mezzo cli otLencre economie nei prezr.i c derrnte uguali per tulli i corpi di una guarnigione, mediau te una specie di alleanza fra i corpi stessi. Cio, forse, data una soddisfacente· siluazione della inassa Yilto, puo condurre all' aclozione d' una razione unica (sia pure inferiore a. quella normal e) per tulle le lruppe slanziatc nella stessa localil~l, e la disciplina. ne guaclagnerebbe. 11 mezzo piu adalto sa.rebbe quello di costi tuire una. commissione viveri per ogni guarnigione formandola di ufficiali apparte11 enLi a. tutLi i co t'pi indistintamen Le. In Austria, statuti specinli rcgolano il funzionamento dell e commission! viveri nelle piu grosse gua rnigioni. Scopo di quc:;Lc r,ommissioni e la provv ista all'ingrosso eel ai prezzi piu conveni enti dei viveri necessnd alle truppe stanziate in una stessa localitlt. Quella di Trieste p. es. si colllpone di 11 mcmbri, compreso il presidente che viene eletto a maggioraoza di Toti clai comandanti di corpo della gnarn igione, purche non ~ i a uno dei comanclanti mede:>imi . I membri so no ufficiali delegati cla ciascun corpo , un impiega.lo dell'inLendenza c un altt·o delle s u s~is Lenze . I co epi clistaccano po i un ul'ncialo e uu apposi to personale di tntppa per il servizi o del magazzino vivcri. La commissione cleve o~c up arsi di tullo ci 6 che ri-
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S l~nV I ZI l) f
VETTOVAG LIA:'i!ENTO
guarda l'acquislo dei viveri per tutle le truppe stanziate in cittil. e a questo e[elto si snddivide in cinque sezioni, cioe ; la presidenza, il comitalo per gli acquisti, quello dclmagazzino, quello della cassa ·e quello del conlrollo: la loro denominazione indica abbastanza le funzioni di cui sono incaricate. Costituite in tal modo e con tali mezzi d'azione, queste commrs·sioni oltengono vantaggi rilevantis:;imi di ecooomia . ~e manca sopra .i loro alii la sorveglianza di autorita superiori; poicM i comandanti di corpo, che a bella posta non fanno parte delle seziooi, formano -essi medesimi una commis:;ione speciale di 1·evi:;ione che si convoca quando e necessaria, ordinariamente ogni semestre, per udire dal presidente letLura della rolazione sull'anclamento del servizio viveri della gunrn igione o per Lrattar·e e discu Lere le pi~'t imporlanli questi oni relative al servizio medesimo . Cosi. qLwsta commiss ione su·periore di :;o l·voglianza, di\, si puo dire, la intonazione ai lavori delle sezioni ed. ha mezzo di vigilarc che tuLLo proceda secondo i suoi desicleri. Quesl.o menw;e wilitare recaalle lroppe gran beneficia e siccome ·suo scopo principa le oquello cli comprare grosse part ite a prezzi convenienLi, si c r·<'pu lalo utile clat· f'acolib. agl.i uffi ciali c allc loi'O fam igl ic di prelevare dermLe dnlmaguzz ino viveri, giomalmente, ·per mezzo delta compagnia od ufficio, e ogn i ·I 0 giorni dietro domanda spcciale. ~ulla vieterebbe che simili commissioni collelliYe, eletle di comuno accordo fra lulli i corpi cl' una Jocalita, >enissoro costiluite • anche in Italia dove le gro:;:;e guarnigioni non scarseggiano. Si otterrebbe cosi una eflicace unitad'aziono; si auebbero pr·ezzi uguali .e gcneri ugnali e qnalora anche, siccome c sperabile col tempo, la cal'l1e o i foraggi, ovvero·i sol i foraggi o anche lulli quanti i generi .componenti la rflzione pet· il solda to e per i qLtaclrupedi, fossero prov·yeduti dall'amm inislrazione mi li lare, una commissiono vi,•eri quale fu descrit ta, anebbo pur sempre cla esercitare umL importnote e non inutile missione; qnella cli riccvere e co ntroll arc le derr·ate ricevuLe ·dai magazzin i clell o Sta lo o dallo imprese. In Belgio e precisamenle fino dal '1844 (·I) furono istituile eo m(l) Cir·co laro 11
1101 emhr·o
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IN TEMPO Dl . PACE
missioni viver:i di guarnigiono incaricaLe cli assicu rarsi, nell'i nteresse di tulli i carpi che la compongo no, se le derrale distribnile dat maaazzini delle sussistenze e dagl' impresari sono buone e d'i1wiare un ~·apporlo men:;ile al ministro della guerra d0\' 8 sia indicaLo se il serrizio di vettovagliamenlo ha. procednlo con soddisfazione delle· Lruppe .
YII.
E il servir. io clella pan iflcazion c non c' cproprio mezzo cli mi-
gliorarlo? · Si , cel'Lo, e ove anche si volesse,col risparmio, mi gliorare la qualilit
del pane, lo si potrebbe elevanclo alquo.nto il t.asso di auburatlamcnto . dell e farine. Una prima economia si otterrebbe ove il Par'lam cn t.o, co me gii1fu indicalo, autorizzasse l'amminislrazione mi li l.aro ad acqu islar gmnt senza le modalita clegl'incan ti; il res to polrcb be aversi colla semplice in trod u zione nei nostri pani fici mi I iLa ri di quei ri Lrovati dell a s0ienza · mcccanica cli cui hanno usato cd usano con larghozza le ammin;slrazioni dcgli altri eserciti . . . Un collega. ( 1) recatosi a Parigi nel 1878, avendo potulo '''~tla.r~ · la Jl[anutention del Quai di Billy, dopo aver notato la grandwsrla d'impianlo di quello stabilimenLo e la sapie~Le a~~l!ca~i.on~ d~i r~ ccnti tronti, osservava. con ragionc che « ner pan tfrcruull Lan d Hall a dnecento e piu anni di progresso non hano o lasciata. allra traccia cbe di scrcpolature sui muri e di rabberciamonti d'ogni genere ». La pan ificazione militare, iofatti, vicne eseguita in Italia presso a poco come ai tempi di Abramo. . L'a.mministrar.ione militare ·italiana ha avuto sempre un cos1sacro orrore per ogni innovaziono proposla per i p.anifici, ch.e anche al- .. lorquando, come ncl 11866, le si presentava 11 clestro dr farlo senza (1) 11 tenente commissario sig. Turletti . - Lettcr·a al giornole i '..4mmin!:tra:ton~ ,. Molica•·e.
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IN
I SERVI Z I D J VETTOVAGLI AMf':NTO
spesa. per u~o ~lmeno di lali stabil imenti, fu riluttanl e o prefel'i ven _ de~·e 1 ~~teml1 ?on perdita, e ci6 avvenne a Verona nel cui panificlO. m.dttar.e gh Ab~lri.aci lnscim·ono varie macchine a vapore e moll1.sblos .m perfettiSSliUO stalo. Il Ministero, anziche valersi di .. ques11 mezz1 per fare del magazzino di rerona uno stabilimento mod~ll ~, fc?e vendere i silos come fmTaccio , e invio lemacchine all 'opl!icw d1 ancdi militari di Torino ('1) . Una 1olta ~ola si el~be la ve.lleitit di piogarsi al progresso e fu quando venn~ mossa m osperm1on to una impastatricc meccan ica che per? non rmwsc.adot.tata, perche, disLogliendo essn gl ioperai dalla lav?raz1~n~ a br~ccia, SI correva rischio di non avere piti impastalorl pral!c1 per 1l tempo di guerra, tanto piit ch.e Jn mad ia non a,vrebbc potuto cssere adotta,la in campagna. Si disso ancbe che non essendovi in Italia g1·osse guaruigioni comein Francia non fa~ c~vasi se1~tirc la necessita di averc, peril pane, mezzi str~ordinari d1 prod uzwne. . Qu~slo gi?dizio ehbe forse ·la pecca di esscr troppo precipilato . !nfall1, conv1ene osservare che, presso gli altri eserciti, si ha ugualc Interesse. che ne] nos~ro ad nvero gli operni pnnetLieri ben prati ci nel.mesttere, e lullavw non rinunziano ai boncOci offerti dalla mec~~~~~a per ottencro tutte le possibili economic nella panificazione. CJO c La.nto vero che, anche recentiss imamen te, il ministro dolla wlena 10 FI:ancia pubh!icava un' istruzione dettngliata a proposito d1 un macha a ,-apore sistema. Lebaudy, nonche stll funziona- • ~e~to ~ell.e im~a~t~trici a vapore sisLema Del i1-y (2) , danclo tuLLe le mdlcazJOill possll)J] , sul!'impicgo del personale e del combustibiJe. Le numerose esperienze fatte in Fmncia sulle impaslalrici a vupore, .h~tnno condo.t.to a stnbilire cho mentrc esse risparmiano agli operm 11. !<lVOI'O p1u y enoso. producono un pane piu bianco, pit\ soffico, pw leggero d1 quello fatto a mano, e che contieoe ma~aior qua~Litit di elomenti ripamtori otlenuti daH'impiego di farina ~~·o ve~lente d~ grano ~m:o, ri~co di sostanze azo ta Le. Si aggiunga. ch'esse off! ono un econ01ma cons1derevole, non gia nclla.mano d'opera, che ll) C• nLo
CA~ unr.r - capitano commissario - Principii di amministra·ione mi'i
t are. - Roma 1Si 9.
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(2) Circolarc minislcrlale del IS maggio 18$1 - Journlll militaire o({iciel.
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TE~1PO
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DI PACE
forse da qucst.o Into producono una spesa ttlquanto superiore atleso il persona le nccessario per In macchina a ''apore, ma bensi sull'impiogo dell e materio . Si e calcolato chc la lavorazione a mano ammelte sollanto una miscela di '/ 4 cli grano duro e /~ cli te:-..ero, mentre la laYorazione a macchina rende possibile l'impicgo di tulla fanna di grano duro. Nella prima ipotcsi il p1·ezzo di costo d'un quintale di pasta e, in media, cli lire 33,l.i0, nell<l scconda cl i lire 28,o0: cla qui un'econo,nia di lire 1.> al quintale. Ove poi s'impieghino farine in altra proporzione e/3 di grano duro e 1/3 di tenero) per la fabbricazione mcccanica e '/ 3 grano duro e ~/3 tenero per la. fabbr icazione a mano, l'ecouomia si residua a lire 2,50 al quintale - risparmio non spregorole certo. QuesLo per le impastat.r ic~i Lebrwcly usate in Francia specialmente dal la marina. Perquelle sistema Deliry, l'econo~ia cpresso a poco uguale. . Consiglierobbero del resto l'nclozione dell e impastatrici meccaniche, Iimi tak'lmento a. cerli magazzini del regno, a.nche ragioni piu elo,•ate. Nel pel'ioclo dclla. mobilitazione e dolla radunata, i servizi r.erritoriali di votlovagliamcnto prendcranno il piu lm·go sviJuppo. In corli panifici la produzione dovra duplicaro e anche triplicare: in quclli poi che si t:rovoranno nella zona di raclunata o in localita vicin~, ~~~ panincazione prendel'it uno svil uppo addirillura. colossale. E certo cheallora le impastatl'ici meccaniche sarebbero di utili la straordinaria. Si tratterebbo cli far pane per migliaia e migliaia d'uomini concentrati in un territorio ristretto, e il compito del commissarictlo sarebbe reso infinitamente piu facile. Bisognerebbe in conseguenza provvedere d'impaslatrici meccaniche almeno i paniflci miliLari dell'alta Italia, specie quelli delle Iocali la destinate ad essere sede dei depositi ceutrali d'armata (Istru, zioni H. gennaio ·1881). Anche l'altra obiezione rela.ti va. a.ll'impossibili ta di trasportare le impastatrici a vapore in Lempo ui guerra potrebbe discutersi; poiche non si tratterebbe gia di ponare queste macchine al seguito delle truppe a.ttive, ma bensi di farle funzionare presso i depositi centrali o, a! piu, presso i pan ific i avanzati. Non si scordi che in campagna, il pane si fabbrica in massima presso le direzioni di commissariato .di armata. 3
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I SERVIZI D1 VF:TTOVAGLi i\:\IF:NTO IN TEMPO DJ PACE
Havvi poi un'allra ragione anciJ'essa intcrossantissima. Noi difelliamo assolutamente di biscotto di riserva. Quando si dovesse entrare in campagna, costrelli come :;aremmo a procurarci ad ogni costo il biscollo necessaria, converrehbe attivarn c con ogni possibile encrgia la fabbricazione pr·csso i panifici del regno. Allora l'impiego delle impastatrici meccaniche sarcbbe acldi rillura prezioso. Basterebbe cli aumentare il numcro dei forni in ragione delle produttibi li til. delle macchine, per averc quantita fortissime di biscotto fabbricato in bre,·e volger di tempo. Basla dire che una impastatrice Deliry puo proclurrc in 2·1 ore la pasta per 250 o 260 quintali metrici di biscotto. La organ ica c'inscgna. che la preparazion e ali a guerru. dei pm·sonali e dei maleriali dell' esercito, e una dell e sue funzioni piu importanti. Questo principio si estcnde naturalmente anche ai senizi amministrativi . Non disconosciamolo, tanto piu poi, che addivenendo a simile preparazione si migliorerebbo di non poco it loro funzionamento in tempo cli pace dando ad un tempo al solclato un vitto sano e abbondanle. Da quest'ultimo punto di vista, portare un rimedio all 'attuale stalo di cose e, pel governo, quistione di umanita e di clecoro.
I IMPORTANZA DEGLI STU DI LETTERARI NELL'EDUCAZIONE MILITARE
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Oggidi vogliono alcuni, che mostrano d'intercssarsi alia istl·uzione intellettuale dei giovani, dare ngli studi scentifici eel 'indL'Lstriali la prcferenza sopra gli studi lellerari. Il secolo, chc cone sopra la via del progresso nellc scienzc e nellc industrie, sembra secondare quesla non curanza alle lcttere, che pure sono l'origine prima di ogni eiviWt. Non disconosccnclo l'importanza degli studi positivi, r.ome quelli che serYono a sYi luppare in noi l'intell igenza, la riOessione o il senso pratico della vita, non posso pero, in pari tempo, schierarmi fra quclli che mirano a togliere il primalo alia lettoratura sopra agli altri studi, percM studiando essa l'uomo nei suoi sentimenti, nelle suo passioni, nelle sue variazioni politiche, momli, filosofi che, artistiche, religiose, compendia la storia di tnlla l'urnanita. L'uomo non e solo dotato d'intell igenza, ma anche cli scnsibilita, d'immaginazione e di moroliUt, e scopo dell'educazione • deve essere quello di sviluppare sempre nei giovani queste fawltit. Dopo la lingua, primo mezzo di comun icazion e e primo istrumento del pensiero, venne la scril.tura, eco fcdele delle evoluzion i del pensiero istesso . In tal guisa si formo a poco a poco un prezioso deposito, una sacr-a eredila che ogni cpoca riceve e lascia all'epoca seguente e che chiamasi letteratura. Eel e per essa che l'uomo sa,. si nobilita e divcnla migliore. Prendiamo ad esempio clue uomini - dice bene a proposito il Bigot - dei quali uno sia stato cducato da chimici e matematici>
CA!tLO Osv_\LDO PAGAC\r
1'enente commissario.
ANNO :X XVIJ . VOJ .. I .
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UIPORTAXZA Di::GLl STUDI LETTERARI
l'allro da lelt.crati. Il primo scnza dubhio avra sui secondo dei vantaggi nella vi la pratica; snprit megl io guaclagnare Clcl denaro e guadagnato cuslod irlo; sap1·a prcvcdere la riuscita di un'impresa, sarit piu dcstro dell'allro nel cogliere la f01·tuna.; ma non sarit certo lH) superiore ne piu felice del sccondo. Queslo sa.ra piu rcalmente' uomo, sarit piLl scnsil.Jile, piu delicato , piu gentile, cose cho le scienze esa.lle non insegnano pun to. Egl i sacrili.cherh senza esitare i suoi inlcressi pcrsonali quelli della famiglia, della patria, della umanilh, sa11t meno accessibile allc passioni volgari, sara insomma un uomo cli cuore. E siccomo <) il cuore che cleve servire cli guicla nella nol.Jilissima c gloriosa caniera delle anni, cosi io vot-roi che i giovan i, che all'armi si dedicano, amassero gli studi lellerari, i quali furono e saranno sempro tin potenle stimolo di generos~'lzioni e di gloria. E qui trovo opportune il dire, esser falso cio c.he si va ancora da pochi dicendo, osscre cioc la lctLeratura. nemica alia milir.ia, chc anzi l'una aU'altra va strelLa (Lnl vincoio dell'amore. Lo art i belle e la lelleratura hanno ed avranno sempro degli intimi rapporti con la guerra . E infatt i, chi re;(\ola e dirige l'umanilil nolle due passionipredominati J'amore e l'odio? E chi c·i dice, cbi dove ispirarci il primo se'ntimenlo e chi il secondo'? eh i ci sp inge a morire per la patria, e ad uccidcre chi ad essa reca olfesa? chi ci pone nell'animo il ~acro ardore della liberta? chi ci fa amare il suolo dove siamo nati? chl ci fa sopportare serenamente i disagi, le privazioni, le sventm:e, nolle sfortunatc campa.gne? chi infine c' infi.ora la nule vita del campo? il poela coi suoi vcrsi, la. sLoria con le sue narrazioni, la scultura con i marmi che ricordano lesembianze dei grandi capitani, il pittorc coiquadri che rammentano le im preseglorioso degli an tonal i. Corto, gli inni di Tirleo contribuirono alle glorie militari della. vccchia Grecia, come il canto del genovese Mameli fu fecon da scintilla che servi ad infi.ammare il cuore dogli Italiani spingendoli a combattere la prima crociata d'indipendenza. · IJ Blanch dir-e con ragione: la letteralura e le belle arti avranno sulla parlo combatLente una .influenza proporzionale a quella .che esercitano sulla societa intera. E poi soggiunge :
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NELL'EOUCAZIONE MILITARE
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« Che i canti guerri eri, la musica che ci corrisponde, i quadri che eonservano le sembianze clei grandi uomini e delle gr·andi nzioni , i monumenli ct·etti in ogni forma per etcrnat·c lagloria, o per rich iamare la riconoscenza delle future genernzioni, altro non c chc una delle forme varie per eccitare le passioni iste;;se ». Ma perche tanto le arl.i come le lettere possnno esercitare la loro benefica inlluenza sull'uman iLa, fa d'uopo che le une e le altre niirino esclusivamente all' cducazione del cu01·e. Ed oggi le lellcre adempiono a queslo sacro mandalo? Ecco cio che l>revemenlc diecmo . Quello spiri to cli novith. chc da vari anni pare che o.leggi sopra la presente generaziono, spingendola qnasi ad un lavoJ'O di demolizione, si c infiltrate in gran parte nclla lcttcratura, facendo dimenticare eosi le gloriose lrallizioni degli aYi nostri, che, innalzatisi sulle aii del genio italiano, tcnnero in onore per secoli le patrie leLtere. Questo secolo, come ebbe a dire uno dei gra;ndi pensatori moderni, non sapendo, almeuo per cio che spetta. itll e arti e alle discipline, fa poco o nulla, presume di far Lullo, movendo la guerra la piu sleale e piu atroce a tullo cio che sappin d'antico, o che porti impressa un'impronta qualsiasi di tempo anteriore. Questo sp iril.o rivoluzionario, che invase il campo letterari o, paclroneggia in csso da vero clespola con innovazioni pericolosissime. Ed e qui che incomincia il pericolo, e l'educatorc devc additnl'lo ai suoi alunni, che per l'inesperienza dell' eta, peril boi lore clegli anni giovanili, pel fascino che certe novita sogliono ordinariamenta esercitare sugli anim i, non potrehbero conoscerlo per saperlo fu ggire. Ognuno sa che e sacro dovere il tutelaJ'e con la forza, di cui uno dispone, la vera gloria nar.ionale, quella gloria che c aiuto tanto gagliardo al miglioramento degli nomini. Eppure, oggi una scuol a minaccia guena al nostro glorioso passato letterario, e devota a un realismo portato all e ultime consegueoze, spoglia la nostra letteratura, specialmente la poetica, di ogni gentile attmttiva, spargendo il some cli una glaciale indifferenza sopra ogni santo affetto, sopra ogni nobile aspirazione. Se non si deve disconosce1·e ltt vnl'~e la del pensiero modemo, ne rinnegare il p1'ogressn dello spinto umano, si deve pero cssere difensori orgogliosi di u11 passato
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niPORTANZA OEGL! STUD! LETTERARI
pie no di gloria. Ed ea qucsto passaLo che devonsi riconclurre le fnorviatc menti dei giovani . E perchc nasca in essipiu vi1o il clcsiderio di ritornare col peosiero alle aYile nostrc glorie letterarie, dovrcbbesi dire per sommi eapi ai g1011nn i che stanno per compicre i loro stud i, il perche dei cli[eLli e dei germi di corruzione, cho put t.roppo si ritl'ovano in molti:ssimi scritti moclern i, che formano il pnscolo quotidiano dell a giovcnLU.. E se ai gioYani uWciali prcndessc vaghezza di dedicare le ore dei loro ozi· alla letLu ra cl i Lali pc rniciosissirui scritti, gli ozi rinscirehhei'O loro fatali come quel li di Capua. La storia della letteratura ci ammaestro di un fatto, cbe ripelutosi in cliversi periocli, seml>ra fatale alle nostre lellere, c ne arrcsta. il loro naturale s,·olgimento. Ogni quah·olta e nato nn ingcgno potente, che leHuHlosi al disopra dei contemporanci o ~nognoso di calcare le altru i pedale, abb ia crealo un nqovo genere cli lett eralura. segnando con parLi fclici della sua mcnLc un'epoca novella nclla storia dell'umnno pensiero, uno :>traordinnri o numero di imitatol'i e sorLo come per incanto a fargli ressa d' iulorno, c non <wendo ne l'ingegno ne la collura di questo Jo hanno solit-t mcntc imitalo nei difetti, segnandc) in tal guisa un decadimento lettcmrio. Egli e allora che ad idee forti, originali, si soslituiscono idee mchitiche; ai civili c nobili scntimenti, passioni turpi e Yolgari; ad una forma eletta, ma dignitosa, un abuso di frasi ricercaL~, slombate che inti sichiscono lo stile. • Chi non cooosce a quali storturc ridico le non conclusscro l'amrnirabi ln orditura de! nostro linguaggio coloro, che lroppo ligi al Bocwccio, avrebber credLtlo commettere un sacril egio lelterari o se d'un sol apice si fossero allonlanali dalla t~tlsar i ga del grande Certalde.'>e? Eel il Petr·arc.'l, sebbene si delic.'lto e soave, di quaoto mai svenevolozze poetiche non 1u egli l'innocente cagione per tanti e tanli rimnlOl'i amorosi? E laccio degli irni tatori dell'Arioslo; di .quelli dcll'infelicissimo, ma pur sempre gr·ancle poela, Torqualo Ta,;so, i quali, questi Llllimi specialmcnLe, ognuno sa essere slaLi la causa prima del harocchismo lelterario avuto ne! seicent.o. Ed ora quello che u avvenut.o nei secoli precedenti sembra in parte ripelersi nel noslro. Difal ti ~ chi si rivolga indietro a rim irare la vi la lelterar·ia neb
"EL!.'EOUCAZIO"E MILITARE:
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primorcli di qnesto secolo, Yedril chc due scuole diYerse si conlcstavano il campo clellelettere. L'una, ispirnlaa miti sentimenti di palriottismo, di momlita e cli religione ebbe percapo ..\.lessandro ~fanzoni; raltra ispin1!aa que! dol ore disperaLo, chemenaallo scetticismo, chbe vi ta cl a. Lcopardi. - Le clue scuolc, dopo essersi per un pczzo con. teso il primato parvero u.cqu ieLarsi; so non che, sorti nuovi ternpi, e con cs:;i l1pert.osi un nuovo campo alia attiviti.t dell 'ingegno italiano, si r·iacccso :tncora la lotla. Leopardi co l fascino del verso, chc solo c paragonabile a quello dei Grcci, ha nllcllalo molti a seguirlo; i quali - non accor-gendosi ~essere egli un'inclividualita solitaria, incapace di fonnar dei discepoli, ane~nachC per corrergli al fianco sarehhc necessaria di po:;seclere in(lolc, \'astitit d'intelleLto e sYentura pari alia sua- gli son cotsi dietro a!la cieca, come nomo che va, ne sa do\'C rie~ca, c dalla loro imitazione nacquero il dolo re che clisgusta e non cormTI.IIO''o, l'imprecazion o van a, stc1·ilc, lo scetticismo stenlato e supe.rficialc. EntraLi una volta in quosla wacl[t rischiosa, (~ inuli(c dire clove nu gran num ero cli scriUo ri siano arrivati. Eel ccco perchC tntl'i i sensati compiangono, che da quanche tempo tiri a far·si stracla, attraverso la nostra lcLleralura, una tenclenza che tLLrha la :>eren iti:t degli spiriti, C(l a cui non sanno sottrarsi abbastanza gli scrittori piti esperimentali e piu calmi. l'\ella riproduzionc plastica dei tipi, come nella riproduzione ana Iitica degl i afTeLLi, ~cm bra si raclaperdendo ogn i giorno piu il scnso dolla. giustamisum. L'occhio si aguzza con voluLLi.t dielro ildeformc, o, chi scrive, par chc mil'i · a p1·oclun·o in clli Jegge una imprcssione penosa. Si ccr·cn. insomma. di raggiun gerc l'ol'fello per· mezzo del mosluoso. E porcM? llercbC facendo altrirnenl i si ritomerebbe sull'ormo dol passato eel il realismo - cliciamola pure la parola che sonc di scll(lo alia rnoclorna scuola - ilrealismo dunque, come lo rnlendono i poctucoli e i cachctici )wosatori del giorno, che regna :;omprc quando la yena poetica imporcriscc, quando in1ece di corrcrc avanLi ltt fantasia torna. indietr·o ctl inYcce di creare copia, per·dcrebbc assai de~ suo primaLo. Souo pretest.o di a.vvicinaro semprc piu la poesia. al vero, ossi, como Tarquinio facea dei papavcri, scapezzano quanti fiori abJ,ellano i giardini della fanLasia; clcridono qnanto finora fu tenuto per bell o o per sacro, e mettuuo spndoralarnenle in sno luogo quanlo si ebbe per lurpe e disonesto.
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JMPORTANZA DEG r.I STUI)J LF.TTERAIU
Le scene che pongono soltocch io fan no quasi semprc onorfL Gli uomini tralloggiati dalla loro penna appariscono un composto di vizi; la sociel1.1 una accozzaglia di gentaccia; la vita un' orgia sfrenal<l o un peso di cui sia lecito alleggerir:;i ogni qualvolta ci talenta. Quindi la ''irtu, l'oneslit, i senti menti nobili e gentili sono coseche hanno fallo il loro tempo c chc de\'Ono scomparire. La nuova scuo la vuolo l'ubbri ach ezza, le ciniche r is:lle, fremit i c convulsion[ di sensi, vuole sferzare col ridicolo I' uomo che erode alia virtu e preferisce la pclulanza dclla.baccante a! santo puclore clella Yergide. Per essa., so no chimorc gli aU.i cli croismo, chimcrc la fedHil.tt alsouano cbe rogge con son no e con amore il ~uo popolo, di cui c J'orgoglio, chimere perfino il sacrosanto amore cli patria. Si gnnrclino i giovani da quesLi scriLtori, i quali corrono oggi per la mano dei molti; e si guardino spccialmcnl e coloro ch13 veslono un' uniforme sotto cui devo battere sempre un cuore nohile e genet·oso, o pensiuo ctte it loro braccio, reso gagliardo per una vita laboriosa e castigata, lo hanno sacmto alla patria.; e se ricorderanno tutto cio, cerlo non leggeranno questi sc1·itti, cbe, al didacol Giusti, lasciano sempre indiet.ro una slriscia di argento faJso come le Jumach e. E sedico quesLo, egli e perche qu csti sono gli scrittori cbeoggi hanno gli applausi dei piu. )la non c'e da farne le meraYiglie. « Ai giomi nostri, scri Ye,,a lrenl'anni indictro il Pellico ad un amico, i piu leggono senza discernimento e sono simili a que! compare che Lra J'olio squisito e il fetido preferi,ra sempre quest' ultimo, perchc ell" piLL gagliardo e piccanle sapore; percio in isco rgereogni di quanto oli o fotido ha si facil e spaccio fra noi non conviene aclira.rsene, ma piullosto ammirare il cuoio dei palnl.i >> . E queslo bra no calza come Hn guanto alia mano dei sedicenti veristi. I quali , per scnsarsi, sogliono ripeter-o: E che clobb iamo farci se qu.esta e In vita? noi non possiamo dipingerla diversamen te, porcM siamo fedeli all'arte vera che copia la natura. :.\la qucsta c nn'arte che distrogge c non cdifica. L'arl c, ogni qnalvolta vuolc ragginngere'il suo scopo, de,re infondore negli_<~nir~i il se nti men~o del clovere, la forza del caraltere, gli affetli gentll1 e ct6 con le dolci attmttire del bello; col cleformc el la fallisce al suo fine, e di educatrice, come dovrehhe essere, si fa maestra di eol'l'uzionc; o mentrc si crede di richiamare gli uomini dall c nebulose altezr.c cli sognatc eel in foconcle idee alia concreta rcalta
NELL'EDVCAZIONE MIL!TARE
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dell a vi ta, spegne in vece ogni senlimento , aggltiaccia le anime ttnclte piu ardenti~ impedisce ogni azione genorosa, soffoca ogni aiTello gentile. Eel a ragione si clisse, che in arte con verreb be aclottare il conceLlo di Licorgo: bando ai cle(ormi, qui non v'e luogo per lorol E la poesia odierna c quella che e a!fetta cla questa.lebbra; pare che essa, perduta l'anlica e dignilosa sua vcste, invece di mostra.rsi afl orna tlel candida manlo delle flglie del cielo c tenere un linguaggio cbo riveli la sua nobi le originc, ci apparisce oracopCl'k'ldi luridi cenci, che uniti all'abbietto gergoche ad ope m, cc la clan no a conoscere per nala nel ll·ivio. Quindi frasi e modi di dire, chc sembrano raccallati dalla plebaglia, mctri stranissimi a fin qui non piu oditi, e stranczze in una parola si maclornal i, cl a far credere esse re talun o di queste prodLlzioni pal'ti di menLi mal sane. Ed io ripeto un'altra Yolla: Giovani, goardatevi da questi poeti onde non osscr travo lli nella viziata COITOnte; badare cli non accosta rvi ad ossa; anche le sponclc oiirono rischi non li evi; la tentazione potrehue Lrascinarvi ad accostarvi le labbra, eel allora anche voi, probabilmente, rcsteroste guasti clai miasmi chc da quoll'oncle limacciose csalano. Quanti nolJili ingegni si lrovano pure fra questi ammorbati, cite se aYesscro avuto un migliore indi rizzo a' loro slucli, se fossero stali tcnuti in goarclia dal mal vezzo cl'imitare pcricolose inclividt:ialit<\ avrebbero accresciuta la schi era dei nostri grancli. i\Ia gli allrui erroei clevono servire a noi d'ammaestramento . I1 vero gusto lelterario si forma nello studio appassionato e pet·:;oveeante dei nostri migliori scrittori. Qui si atfatich ino le menti giovani li, qui si ralforzi l'intelletto. E clei uostri migliori prosatori e poeti non devosi fare una lista crono logica, che i giovan i imparorebbero a memoria come le .l itanie, ne narrare la vi La aneddotica di questo o di quollo scriltore, cll c starebuero ad ascoltarla con curiosila, che allora lo studio diventerobiJe divogazione. Devo inveco l'insegnante occupar::;i a tcsserc la critica delle opere lcLLerarie · dal pun to di vista della forma e dei concetti. Ora siccome jl fon damenlo della critica letteraria e la pcrfetla couoscenza clolla bellcua clello stile e dolla sua elfi cacia, cosi allo stile principalmenle dello scrillorc che ,·ien preso a soggelto dclla leziono devesi ri vo l ~ere l'attcnzionc clegli alunni.
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IMPORTANZA DEG LI STUD! L ETTER ARI ECC .
F1'a. gl ~ scri tl.ori devonsi poi scegliere quelli che danno un' impeonta camtLeristicn. ut periodo ne! quale visseeo. - Poi conviene parlare piu a lungo clegli scriLtoei moderni, perche lalingua ha fat to dei tali progress i che non regge all'antica, e poi perche i soggeLLi trallati dai moderni ci riguardano piu da vicino, e quindi ci inte- ressano di piu. Do,•rebbe I'insegnante fcrmarsi a preferenza sopra i prosato1·i, perchc la prosa e quella d~ cui abitualmente ci se1·viamo negli usi della Yila, efrai prosatorisceglier quelli che ad una dicitura facile e pinna sanno accoppiare soslenutezza e lacon icilit di stile, quale appunto richiedc la vita militare . Ogn i sforzo qnindi tlell' insegnante dovrehbe essere r ivolto ad acccnderc ne! cuore dei giovani la brama di rivolgere le loro men I i alle opere dei somm i nostri scri ttori. Cosi facendo, appreuderanno facilmenLe a congiungere la soa,·e pUI·iUt dcll'antica favellaalla rrravitit e varieLa del pens icro moclerno. Atteniamoci pure in ·let~cre alia scuoln. antic<t, cho hn. rttlto sl buona prova, poichc sol tanto per essa ch iunr.rue ha in se la scintillrLdel gen.io ; imparera a farsi banditore del vcro, maes tro di cose utili, e ministro di diletto. Acquistato cosi il senl imcnto del bello, underanno i giovani con pie' franco alia ricerca del vero ed a questo !'utile accoppiando, sapranno poi farsi ascoltare, leggere ed inlendere, perche posscderanno una dicitura robusLa e piaccvole . Ed e allora che si renderanno sempre piu degni dell'esercito in cui stanno per entrarc, divent.andone l'omnmento, e dimostrerannoama.reveramentcla patria a cui, obbedendo ad un gcncroso impulso dell'animo, hanno consacrato la vita. G.
BARGlLLI.
DEL METODO :XBOI.l
STUOl PER LA DlFESA TERRITORIALE
CAPO VII. La difesa nell'interno dello Stato.
Come abb iamo fatto per J::L' difesa vm·so le ft·omiore di t.erra e di m·are, cercheremo anche per quella dell'interno cl i prondere in considerazione le opinioni piu disparate, le crunli gencrando divergenza d'idee non manca.rono di proclurre molle inccrl.czze ne! pubblico c di riwrdare cosl quell'assetto clefinitivo dell o:t noslm tlifesa chc e nei Yoti di ogn i I taliano . Yi sono La<luni che ogni qual voila si trovano in qualche localita la quale non mancbi d'importanza stmtcgica,· ne YOrrebbero subilo fare una piazza di guerra, che su ogni campo di manovra notando qualcbe punlo importante (la solila chiave delle posizioni) lo Yorrcbbcro fortificato, ed i piu zelauti fm cosLoro vi dicono che lo IOt'rehbero fortificare in modo permancntc pcrche delle fortificazioni improvrisate non si ficlano ; e di questo passo considernndo ad u~o ad uno tutti i punti i quali in claLi casi clo:trebbero Cfualcbe vanlagg10 se rossero for tificati, arriveeebbero a rare del paese una piazt.n sola; bell issimo desiderio, se volete, ma praliC<l men lo inattunb ile. Altri, invocanclo:Ia sLQria, questngrantle maesl m chc, come disse un nosteo illustrestal.ista, contacosi pochi sco lari cliligcnti, arri1rano inl'ece a dire che non si dovrebbe piufor'tiA vn.re alcun punto, ed in. voca!lo male a propos iLo l'esemp io cli cli fcse mal condotte, in pnesi
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mal fortificati, per dimoslrarc l'inutiliLa eel anzi il danno che arrecano le piazze da guerra. Allri piu moderati, non vogliono senlire a parlare di Lanti punti isolati, e vogl iono cloll.e grandi linec organizzaLe le une dietro le alLre per modo da poterc in caso di ritiratn coprire sempre moho paesoripiegando metodicamenle e successi,•amente dall'una all'altra. }la cli tali linee ch i no vuole assai pocbe ed assai lontane fra Joro, a piu centinaia di chilomclri, e chile Yuolc pi it numerose e ravvicinate, l'una clietro l'altra, a poche diecine di chilometri. Finalmente vi ha chi, consicleranclo clle coi grossi escrcili cl'oggi ogni piazza pu6 esscre avvilnppata, non si accontenta piu cli linee costituite da alcuno piazze situate su numi od altre barriere clifensive, ma vuole organizzare addirittu.-a delle vere regioni fortificate; c fra costoro mentr·e qualcuno ne vuole parecchie, alLri si acconLcnla cli una sola. In ciascuna cli qucste opinioni si pu6 Lrovare certamente clellmono po iche tutte si pu6 dire ebherostudiosi propugnatori, masesi seguono ncl una ad una, in Lullo il Ioro sviluppo, si trova anchc in ciascuna qualchc cosa che lcnde ad allontanarc dal vero, a far cadere, come giil. scr·isse il gonerale Cor:>i, nel fonnalismo di un si:>tema difensi1o Lroppo rigiclamenle stabililo, nel quale si prescrive presso a poco al co.mando supremo un piano di campagna prefissandogli siLi di aclunata, di battaglia, lince di rit.irata, Ii1100 di sosta ecc. InsomrmL una ripetizione di quei clisegni di guerra prefissati che ricordano i tempi· nei quali da Vienna, cla Parigi e da Madrid i sovrani eel i toro con:;iglieri e ministri pretendeano guidare eserciti lontani (I). Ma il peggio c chc si veclono a soslcgno di qualcuna delle opinioni sopra accennaLe propugnati cancelli che non esiliamo a ciliamare pericolosi e cl1e Lalora vi fanno dub ilare che di{esa sia si!no-' 1~imo di ritirala, o che oggidi dopo qualsi.asi Jalto cl'armi poco rorlunato si dcbbano precipilare le ritirate e non si 'possa nnovmnente far fronte se non dopo molti giorni eel a clistanza granclissimn; che anzi ogni piazza la quale lungo il cammino vi dia appiglio o preteslo ad anestarvi sia una tenlazione pericolosa potcnclo diventare una :Melz (col relat.ivo Bazaine). ( l) Nuova ,tntolog fa. 1874. vol. XXVI. Cou s1 . Vi alc1mi (rutti del 1870-71 nei va~·i
rami dell a militia.
PER LA DIFF.SA TERRITORIAL£
DEL METODO NECLI STUD!
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E come se tutto cio non bastasse, ad invilirc gli animi vr s1 sussurracontinuamente all'orecchio il ritornello chc oramai colle guene odierne non sono piLL possi bi li le resistenze prolungate, che esse sono rovinose ... q~asi cho clovesscro logoraro ht so la clifcsa! Di queslo passo e ch iaro chc non si puo arriv~re .ad un concet~o sano della difesa di un paesc, ad una buona appl1cazrone d.elle forlt~ ficazioni le quali debl>ODO creare come scrisse il Cosentrno « der centri di atli vi la e non dei centri cl'attrazione » debbono permett~re: di porre a proritto anche nella clife3a interna, qt1ella sconnesswne che si sar~t tcntato di impo rTe all' invasione median Le una. bu?na prcparazione dell e clifese avanzate di frontiera; di togliere. all'.tnva.sore e cli serbat·e alia difesa facolta di mano,Tare contronensl''.amcn.le nell'intcrno del paesc, eel insomma di rendere facili per not c cltfficili per il nemico le applicazioni dei buoni prccelli di gu~n·a, ~ far si cbc c,on una fortunala applicazione di qucsti si possa, lll ogn 1 caso, opcrm·c con vantaggio verso il principal e ohhiett.ivo, cl~e c semprc l'esercito 1teJrl!ico, compiere manovrc che non scoprano lllll tilmente il paese, serbare la possibililit di ritentnre in .buonc conclizioni ·1n ripresa del paese che si avesso dovuto scoprrre, e l~tlo cio, scnza troppo legare le mani al comand? ~uprem?, ma lasc~an~ clogli i mezzi e la Iiberia di utilizzare tutlr 1 grand1 elemenLr dr manovra che il terreno presonLa.
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A coloro che per propugnare la fortifica:t.i~no cl.i molti punti .nel~ l'intcrno di un territorio i1wocano la storra, cr tando esemp1 net quali le fortificazioni numerosissimesaharono un p~esc, oppure, p~r combatlere un tale concello cd arrivare alia conclus10ne opposla,. crtano escrnpi nei quali le fortificazion i non valsero, c f~rono la~clate in dispa rtc dalla invasiono che pole procetler~ ver:;o 1 ?raud1 obbiettivi senza curarsi delle piazze da guerra, drrcmo anz1tutto come oiovi di an dare 'prudenli nel cilare tali esempi, come nel parago~are guerrc passate a guerre aY\'eni re non si a \~cito prenclere un sol~ fa.llore di quelle e paragonarlo ad uno solo dr qucste,. ma deb?a~r lenere conlo cli nn complesso di condizioni, per le qualr m tempt drversi, possono variarc consiclerevolmente le funz ioni e le relazioni di oun i singolo fattore. 0 E poicl1c questo argomento fu gia piu di una Yolta trattato ci li- · mitercmo a poche osservazioni in proposito.
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DEl. ~I ETODO NEGL! STUD!
PJ::R l.A DJFE SA TERRITOR! A l. E
Il generale l>aixhans, in ·uno di quei libri (1) che, sob bene scriiLj da o!tr~ mezzo secolo (nnno ·1829) sono pieni di ammacslramenti P_re:rost per o?r~ i tem?o, rispose gi;\ alia domMda se le for tifi.cazioni srcno mon o utrlr che rn altri Lemp i, e mise in evidenza l'errol'e di co~or:o _che no_n trova~do le_fortiflcazioni Yecchie· adallc ai bisogni ~ odr?tn_tpreferrscono dr segurre la fal:;a strada di scr·editarc Je forLifl C~7.ron~ m genere, anz icMquella di proporne di nuovee piu aclatte ai bis?gtH _del l_empo ; e noi per am ore di bre1•itil, rimandiamo illeLtore ~?lt ~er·~ tt1 dr quell'illust.re.scicnziato. Pero crediamo qui opportnno llpo r. tare una breve statr stica fatla dall)aixhnns c secondq la quale: daJ x al XVII secolo vi furono n:>sai meno halla o-Jie che assedi · dal 174 1 al 1783 i1 numero degli a:;sedi fu -16:0. dt quello delle bat~ tagl ie; clu canto la rivoluzione francese l'impero 1 ~ .
fdo;soLLo il consolato ~~~; sotto
. ~t~i : i arrestar_a il Pa ixhans, ma ove si seguitassero fino ad oggi sn~ll.' n cerche, SI vedrobbe In progr·cssione decrescere Dno aJ ~1 8(3(), P01 l'Jprendere un movimcnto ascensivo, essenzialmenle uotei'Oie ual 1870 in po i. Quosta slatisLictt po lrebbe, come fttlLe le slatistiche, se male adopemla, esset·e fatla strumento delle leorie piu a~surde conlro l'uliliL:l delle fortificazioni, e soprattutto, se la si arTe::;Lasse a/ 1866. E ~·icot~diam_o infatti di aver inteso piu di una volta abusarne da dolLriJHl rJ , pet qu:-~ li invano ~npoleone ha poste a Sanl' Elena le f:tmose note allo scritto pubblicato ncl ·18 Ht dal generale Sainte Suzanno (2). Se il. lettore non ha conoscenza di quelle note, le cerchi e le. ponderr lung~~menle, e n?u dured1 fatica a persuadersi del poco fondam ento. dt cet·to teorw huttate giu da dilel.lanti avven ir isti che dalla sempltce osser vazione del nurnero degli assedi all e diverse epo?h~ rollero lran·e direuamenle ed in modo gcnerico delle deduzronr sulla dccrescente eel, a loro :wviso, ommai scemala im(l) Force et (aiblesse mililatres de la France. essa.i sur la questia1t l)ciU!rale de la. dt!(ense des eta/& et Sltr La I)Utl")'e defensive, t>l TJrenant POU1' e:Cemple8 les frontlt:t·es actuellcs et t·m·mtfe d Fra p H J p · . e tree. ar·, · . AIXH><,S , hculenan t colon el d'artilleric P ..· 1.,30 C
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ho p1 t1·e 11.
(2) . Spec tatew· mi!itai1·e, t ome 21. du 1:1 3\'J'il JU 15 scp1. ISR6 -
f•·ont•et-es, png. 2-19 c scg.
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L e r/C(ense des
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porlanza delle fortificnzioni in genere, ed arriva r-ono perflno acl inferirne che oramai colle nuove arli di guerra gl i assedi sarebbero scaduti di moda . ~fa ben altre sono le deduzioni chc da quei fatti si debbono trarr·e. Eel invero: ~o . invece di consiclcmre so lo quell'arida serie di numeri esprimenli i ra.pporli, in temp i divel'si, fra la quantita delle battagli e e quella degli assedi, si nnno a cercare le ragioni cli quegli a~sedi, e si consider·ano le condizioni degli escrcili e quelle dei leatri di guerra. nei divcrsi tempi, appare chiaro come mutandosi questi fallori della guerm dovesse1·o trovnrsi alterate ccrte ·ruoz ioni dell e forLi ficazion i di altri temp i, e sopraLlutto di quelle che non a vendo ricevulo alcuna trasfo rm.-.zione che le ponesse in relazione coi progr·essi degli allri mezzi di guerra,.. andarono cleperenclo; e, vecch ie, cadenli, disusate, si trovaronopoi un giorno incapaci di ben ftinziona re, e furono, pe1· giunla, incolpale degli errori di chi non aveva pensato ad esse chc tr·oppo tardi .nel momento in cui si a.l'eva bisogno di ccrcarvi appoggio . Per poco in l'atli chc si pensi agli enormi mutamenti che clovettoro verifi c:-~ rsi successivamenle ed a diver::.e epoche nella pmtica.bilita generate del terreno per il cresciuto numero delle strade orclinal'ie, per l'introdu7.ione delle stracle ferrate, pot· il prosciuga- · mento od il disboscarnento di eslese regioni uu tempo impra tica.b ili, per la costruzione di nuo,-i canali ecc., diYenta chiaro come clo,·esse essonz ialmentc mutarc l'importanza di un gran numero cli punti forLificali. . . Quella piazza per esempio che in un'epoca remota, sbarrara I'uni ca strad<\per la quale era dato aLtravcrsare un ten·eno impraLicabile per paludi o foreste, eel nveva per conseguema un valore massimo considerala come mezzo di sbarramento, in allra epoca , per le ca.mbiate condizioni del suo lo prosciugato, disboscato, reso percor ribile per altre e buone stmcle, quella stessa. piazza diciamo, direntata gimbilc da ogni parte, ha perduto quasi tullo quel primitivo valore. Se prima era, per l'attacca.nte, necessila l'assedim·la e prendeda, oggi I'invasore puo passaro oltre, e tuu:al piu si degnera di ossel'varla. }la se per quella piazza passasse oggi, per esempiouna ferrovia, una delle poche, forse l'unica su cui l'in1asore do- · vosse contore per il celere arrivo dei suoi rifornimenti, dei suoL pesanti maleriali da guerra, ecco che quella stessa piazza r iacqui- -
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OEL METODO NEGLI STUDI
ster·ebbe importanza; ed ecco che si ripresentet·ebbe per l'invasore In neccssita di asseclial'la o prenclerla. U~ tempo .si.faceY~no piazze oO'ensivc sulle frontiere per prepanu·vt magazzr n1; ogg1ltl dove le l't'Ontierc so no attra versa Le da fcrrovie, i magazzini banno acquistato ht velocita del vapore, non hanno piu bisogno di essere proparati perm anentemente snlla fronticra, no clifesi cla piazze, honsi le piazze devono assicuraro alia clifesa ocl imped.ire all'invasione l'nso delle fenovie, di questi nuo1ri mezzi cli rifornimenlo . Dall'~sposto risulta perlanto palese come, in date epoche, pe1· la scars1ta clel la. rete straclale e sulle frontiere e nell'iuterno cli un pacse si veriucasse frequentemenle il caso che le fortiUcaz ioni, co.:;tituisseJ'O dei sistem i completi di sbarramento, e J'invasione non pol:sse quasi muovere passo senza intoppare in una piazza ed assecl ~arla. Piu tarcli l'aumenlato numero delle stracle permetlenclo di scl11va~·~ molt~ p~azzc (~asci~te pe1· questo motivo in abbanclono), r~se p1u scars1 gh assech ed m qnalche campagna permise persino · d1 farne a mono. Piu tardi ancora. introdottesi le ferrov ie (scarse cli numero presso a poco quanto le prime grandi strade dei tern pi antichi) e sorla la necessittt cli impiegare queste arterie di nuovo genete, si presenlo di nuovo la necessilit di assccli per liberarle, ed appunto per questa necessita nell'ultima guerra cli Francia una ventina cli piazze furono dai Prussiani attaccatc. Se, come avvenue delle stradc ordimu·ie, le fel'l'oviediventassoro cosi fitLe da non potersi piu cconom icamente dominare col mezzo cli fortifi cazioni, non si farebbero piu assedi in avvenire se non ~-t torno ai grancli obb i ~ Ltiv!, ai pem i cli cM~sa cli un paese. l\la se per tuLto c16 st comprencle che nelle auetTC odicme ed in quellc avv~nire Le~de ~ ~enderil, in seguito fo~·se ancor piu it n-wnero elegit assed1 a clJmmuiro, se ne potril. forse dedurre che la fort ificazionc sia scacluta o debba scemar d'imporLanza? Eviclentemente no. Quello che si ~P~lp~·end~ pero eche 1'arte del fort.ificare per p iegarsi ~~l o nuove cond JZtO~I det teatri cli guerra dovrlt e soprattutto noll.mterno del paese ~tventar parca nello scegliere i punti, larghis smu nel prcpararh seconclo gli odierni bisogni. Ora di punti stralegicamcnte impor,tanti per qualsiasi jpotesi di
PER LA DJFJ':SA T l::nRITOHIALE
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guerra un paese non ne preset~ta m~lti , mentre. pub pr~sentarne moltissimi che solo i .n 1~n dctlo caso dt r;uerra, tl t'l'ltnanzt (~d tma 4ata situazione acqt~istino t~n sommo valo~·e. . . . Oltt·e ,1 cio co11 viene notLLrC che anchc cl01 prnm , solo .un.::t p01zione,.pe1· vicinanza alle frontiere~ potr~wno fino dall'apnrst ~el~? ostilita anclar soggetti agli att,tccht clell'mva~ore, ~ dovrnnno p.e1 cto essere preparali, e tenuli pronti acl c~trarc ~~ az1.one a~ ogm.mo~ mcnto, mcntrc per ]a rimanenl.e porz10ne dt deU1 punt1, s~ Sl lua~t nell'interno del paese, potrit la difcsa. contare sopra,un penodo stcuro uti lizzabil e per completaro la loro preparazJOne; o .questo peri~clo sarl.1. tanto piu grande quanto maggiorc gara la toro dtsta.nza dallo frontiere, c quanto piu abbonclantc e ])en preparata sa.ra la resistenza su quesle ultime. . . Dallc coso del.lc appare aclunquo che ovc.tt~tto sw, coJwel~t,e~temente predisposto, si potra aspetlare fino a!l'inizi.o clo!le os.tJhta, ~ durante le mcdesimo per complet::tJ'e l'assetlo <hfens1vo eh Lalum punti, mcntre sura invece imprudentc il non comploLare fin clal tc:mpo di pace qucllo di taluni alt~·i.. . . . . Piu di una voila scntimmo op1lllODI rcctse, csposlc pro e contt o la preferenza data pinttosto alle fortificazi~ni pcrm~nenti, che a quelle improvvisate, lldimmo gli aVI'Crs~n clelle p~·1me cln·o c~c quelle coslano troppo, ed invecchiano; c gh anersan delle seconde dire che esse Mn sono mui fin ite a tempo . lVla chlllnque conosce un po' di storia militare sa come le une e le altrc, e bene ~p~sso u~ felice connubio delle nne eolie alLre abbia portato a gra.nclt n slLltatJ, ed ammettera essere fallace e pericoloso il parteggiare, come da taluni si fa, in modo generico per le uno o por le a.Jtre. Per non ricorrere ag)i esempi (che a qualcnno potrebbero pat·ere non abhastanza reccnLi) di Sehasl.opoli, cli Silistria, di Bolfort, ove quel connubio cli forLificazioni improvvisalc ~ggi~nte alle permanenti diecle orandi risultati, ci limiteremo qu1 a. ncor~lare qu~nto avvenne nell'anno ,1817 a Plevna ove fu inLeramenlc 1mprovv1sala una grande piazza. . .. . . · Come e no to, Osman Pascia avanzando con 40 mtht uonnn.1 e 90 pezzi d'artiglieria da Vidclino nella clirezione.del gran~eq~~clnlater~ clelle fortezze bulgare, arr·ivato a Plevna 1l n lugll o (1 mdomam delta .capitolazione di Nicopoli) vi si fermava per prendere una po-
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DEL )JETODO N~:GLI STUD!
sizion_e di fianco_ assai minacciosa rispetto all'unica gran de linea d'operar.IOne c_~e nma~eva apcrta ai llnssi. Sotto l'abile direzione di ~ewfik PasCJa,~apo dt stato maggiore d'Osman, la posizione di Plcvna St ~ra.sf~rmava m ~revo in_un ?Tan ~aTnflO tri ncerato, che arTcsto per quast cmque mesr (·l 43 gwrm) la rnvasione russa. . . Pocl~e batterie per pe7.zi da campagna impronisatc snlle alture r~me~Iat~m.ente a ~ud e ad est della citla, un ben inteso sistema cli rrd~ttr: d1 tr_mcee dr battaglia, di buche da tiratori che dava solido app1glw a_glt_ava~posti eel alle 1·iserve, la messa in stato di clifesa dei c~ rcostan:' vtHag~r , formarono il p~·imo a~bozzo di un vero campo che st v~n ne a poco ,t poco creando m fa ccra al nem ico, fr·a un combatltmento e l'altro e cbe fini per ave1·e verso i primi cl'oLL b. · c1 · - d. o 1 e un raggra 1 ·1 ~ 8 chi l o~n . e presentare una triplice cintum di solide ope~c . che drecle occas1one e splendida r·csistenza e acl alli comroffensrvr, e res~ difficil issimo il completo in1•estimento, rantoche il28 ~ettembre eel tf '18 ottobre poterono essere fa tti giun<rere in Ple, . t> \ lli:t rmrnensr. convog,.r c'l '1 earn. e di besLiame. · Tre.soli giomi dopo I'anivo dei ·Turcl1i sulla posizione di Plevna un pnmo aLLacco dei Russi fu respinto mcrce l'appoaaio d. 1 bb · . .. . oo 1 que : p~1mo ~ o~z? d1 lr~ncer·a~e~LI mflrggendo agli attaccanti una perdlla d1 quas1 ~remrla uo.mm: (2.87 4 soldati e 77 ufficiali). un secondo a:tacco r1p~tuto da1 Russi con fo r·ze maggiori dopo '' 0 rriorni (30 luglw) fu parrmenti respinto e con perdite enormi (7 136 ° !cl 1· . r· . r· so a i e ·160 u ffiwa _1 russr llO t:i di co~batLi~en l o o dispersi) ; onde si pro- • d.u~se ne! .me,e ~eguente un pe_rrodo d1 sosta durante if quale la poSIZrone cle1 Russr non manco dr presentarsi assai critica avcndo esc:i do,·uto passare dalla ofTens iva alia difensir"" clt. fronte <a·1 conl roat• . tacclu delle truppe di Osman .
,. Ai p~·imi di s~t\embre i ~uss i. ingrossati cla rinforzi, impresero I mvesLJmento ell llevna ·' s 1mpeano al lor·".... un"« loLL,'' d.1 g1·gantr· c1u. o rante . la quale negl1.otto soli IYiomi clal 7 ., 1 J 4· settemb re 1· R nssr.'per. o . ' . " dettel o 16,000 uom1111 men! re r Turchr proletti dalle loro opere nonne avevano perduto che poco piu di 8000. Ru~si ~ovettero allora dec idersi ('l 5 settembre) a ricorrere all asse~ro rego~are. Ma in causa del grancle svil uppo preso da quel. campo Improvv1sato, solo al .24 ottobre po tc dirsene compiuto l'in -
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PER LA J)fFBSA TERRITORIALE
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vestimenlo e solo al 9 dicembre ( I) l'armata di Osman Pascia, ridotta allo stremo di viveri ma sempl'e battctgliera, capitolo; dopo a\'er resistito, per quas i 5 mesi, dietro [ortificazioni intemmente improvvisate. Non pretondiamo con questo esempio cli far credere che ogni posizione possa divenire una Pl evna. Nel caso ora consicleralo un cornplesso di conclizioni favorovoli, le forme del tcrreno, tattieamente vantaggioso pei Turchi, la clifficolt~L pei H.ussi di atliYare 1' arrivo dei me7.zi necessari all'attacco, una direzione splendiclamente vigorosa cla una parte eel incerla sui principio dall'allra, concorsero a prolungarc quella resistenza; ma e indubitato cho molte posizioni nell'inLerno del nostro paese e particolarmente nella rcgione appennina potranno ofTerire alia difesa consimile vanlaggio; e, se bene studiate, se prcparate in qucllc sole parti che prcsentano in quulche caso troppa clifficolLa acl cssere improvvisate, potranno a mo.ncnto opportune fttnzionare, cd anchc resistere a l1mgo , sopratutto se, come abbiamo proposlo nel Co.po V, si sara rinst~it i a preclu dere sui!a frontiera per l.ulla una campagna cli guena, le str·ade ferrate, qucst i lerribili mezzi coi qua li dal paese nemico pos~ono a,·anzare con tan la celerita le numerose c pesaoli artiglierie <' di parchi necessari ~li assedi. E~clus a l'iclea clei troppci numeros i punti pcnnn.nentemenl.e fortifica li nell' interno del terTitorio, conviene per economia di lavoro prenchwe ora in considerazi•m e quella di una so la rcgione o di poche ma ampic regioni fortificate permanentemenLe. Premcttiamo che l'ampiezza <li Lali regioni, per socldisfare ai bisogni odiern i, per sfuggirc agli invostimen ti dei colossali eserciti, va divenln.ndo tale che cliffic il.men le un pa.ese <wra met.i'. i sufficien ti per costituirne piu cli una, e difatLi vccliamo oggi la ricchissirna Fra.ncia accontentarsi .cli quell ache venne in questi ul timi anni organizzando attorno a Pari cri la quale (2), comprese le posizioni necessaria acl occuparsi negti intervalli fra forte e forte, presenta un perimetro di circa ·135 chi lometri, e diamell'i di 44 ch ilometri misul'ati in linea (1) Cioc 1~0 giorn i dopo l ' occ upa?.iOIIC de lla posizione da r n•·to dei TIJI'C hi , 143 dopo il prlmo attacco dei n ussi, <16 dopo i1 comploto irn•estimento d cl la piuzza. (2) V1ouu Ln IJu~. 1lfimui1·e sur la de(ense de Paris. AN!'<O XXVII, VOL . I.
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IH\L MET ODO l'\EGLl STCDl
P ER LA D!FESA 'fERHITOR!ALE
retta sulla cmta ul 40 ,~00 fra i forli de Vaujours e S. Cyr, e di 30 chilometri fm i forti di Domont e Palaiseau. E non altrimenli vediamo fare da uno Stalo piccolo, ma pur ricco, quale il Belgio, che organizz6 auorno alia sua Anversa un campo cosi vasto (misura un perimetro di circa 4i> chilomeLri) da potersi dire una piccola regione forLifi caLa, la quale, per cssere appoggiaLa verso nord-ovesta terreni impraticahili, ricsco cli difficilissimo investimento e pu6 tenere aperla una porta a probabili aiuti sperati dal lato che e verso mare. ..\la potrebbo convenire per un paese conformalo come il nostro e r.he devc e puo con tare sullc proprie forzo per difendersi, organ izzaro sull'esempio dclla Francia o del Belgio una sola regionefortificala? Come scrisse il Corsi('I), si capisce essere tale idea opportunissima per uo piccolo Stuto (1uale il Belgio aporlo all e invasioni, topografica.monte mal cosLi tuito por difosa manovrata (cui delresto gli mancberebbei'O le for:t.c co nlro nerr1 ici di gran lunga soverchianli ), ~;he ha bisogno di un ri covero per mantenere alta la sua bandiera fin o a che non venga a soccon erlo qualche potente alleato o protetlore. Si capisce pure come la slcssa idea Lrovi mol to credito in paese anche vastissimo che ahhin accentrnto la maggior parte deJln sun, vilaliLh politica, !;Ocinlo, economica in un punto troppo vicino alle sue frontiere e troppo esposto .:'lgli insulti nemici, come la Francia colla sua Parigi. .\la ramrnenliamoci che fu fatto r improvero al gran Na; poleone di avere net 1814 guastato il suo bel giuoco di difesa mobile per coprire, per salvare lJnrigi e che precisamente perche cio non dovesse pit/, avvenin nelle {t~l!~re guer·re. Pa1·igi fi~ mu?tita, ?tOn per 'IJincolar la difesc£ a quel ?J'tL-nto ed om·i-J'le quim wna base tanto meno wn ?'i{ugio, rna anz'i per 1·enderla pit£ libera(2) . Se pe1tanto si comprende una piazza quale eAnversa peril Belgio
· e fino ad un certo ptbnto ('1) si Lrova giusLificnLa l'eslen~iouedata oggidi allo smisumto campo Lrioceralo di Parigi, non deve dimenticarsi che ove si tratLi di uno Stato che non si ll"ovi ncllo condit.ioni sopra accennate e, per dirlo colle parole del Corsi « abbia gran de sfondo cli paese alle spalle, e monti c fiumi, e huoni sis!emi di riforn imenli e di risen·e, non si dovrebbe aver bisogno di prepararsi un rif~tgio a poche ma1'Ce dalla frontiera, e far LJ6lti avvisati, mnici e nemici, che la s'intende 1·accoglier l'esercito se non potrcl tener la can11pagna, e la gi~wca1· l'~£ltirna ca1·1a, 1'illucendosi 't;Olontariamente acl wna scherma gretta come qttella di chi si basa sopr(b ttnt punto , Stb breve tmtto di teneno; Otie t1LitO l'esucito eamnwcchictlo invece che sopra 1L?W 1·egione montana o {ltbVi(tle, ov'e.qti abbia larghezza di cornbinazioni a fo.vor suo e aitbto di g1·ancli ostacoli · opposti all'avve1·sa1·io ».
(l) Studio citato, 1Yuova A11tologta volume xxv1. t2) 1\ammentiarnoci cite l\'apolcone a S. Elena confuta ndo aleuue osservazioni del llogoia t, cl ichiaro, uccc nnando a Parigi ed alia frontiera dell'est, clle: lot·squ e Napoleon passa
la Marne, ot ma noouvra sur Ios tlervi et·es de l'at·mee ennemie, si la trahison n'avait ouvert Ios pot· tes de Pad s, le~ places de cette ft·ontiere allaient jouer un gt·and t·olc; l'arm 6e de Schwarzembat·g nuroi t 6to obbligee de se jetet· entr'elles , ce qui otlt don ne lieu h cle grands 61•6nemon ts». llammcntia:noci pure che nel l871, come atfenna il Cot·si, il quale -visito in qu el tompo il tontt·o doll a guetT<L ft·anco-tedesca" la mossa di Dourbaki verso il Reno non foco davvot·o sorridot·o I Tedesc hi" impegnati sotto Pat·igi e contro i d nar .scenti eserciti dell'oves t o dol sud.
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(I J Pal"igi e cet·ta mente una gt·an cosa ma pet· co prirla si odovuto fa rne una posizionc cosl vns ta da esercilat·e \t·oppo im pcgno in caso di guct·•·u. A noi par·e poi che essa finisca pet· arrogars i ildcttod i f.u igi X I V:« I'Etat c'es t moi ~. Da Parigi ai Pit·anei si stendono due tet·zi del (err·itol"io ft·ancesu, sonza cho su di esso · si<~ sta ta preparata alcu na grande base alln difesa. OJ>puro come dice mmo vi si prcslet·ebbe mirabilmente qtwlla gt·ande linea centt·ale che o In meclia l.oi>·n. Parigi. vien detto oggi, oou potra pill essere inves tita ... ammettiamolo pure. Ma essa, che Vittor Ugo ha chiamato il cen·ello del mondo, e la ciua per eccellenzo, non e forse troppo soggetta a pericolosi commovimenti 1 E se aoche non lo fpsse, la grande est.eusionc data ai suoi nuovi fronti non polra dar luogo a qualche applicazione di quell a massima: se il nemico si distcnde per non esseru av1·olto, far massa contro un pun to della sua lorga frootel • I Prussiaoi (scriveva il Corsi nel sopra accennato st.udio, accoor.ando a quost'idea),cui le miracolosc vittorie non ban no scemato quella virtu di preveggenza ebe li ha rifaui maes1.ri di suerra, pensano, credo qualcosa di simile. Parmi scorgerlo abbastanza palese in quei due porchi mobili da asse-' dio di 400 pezzi l'uoo cbe hanno gril appareccbiato o ,·anno appat·eccbiando. lo sono d'avviso cbe una ful\lra guerra debba offrire al mondo lo spettacolo di qualchc grandc atlacco d'alcuna di quelle immense fortene t~note da un eserci to :nticro, inizioto con massed' artiglieria mai vedute per lo innanzi, e coronale con una gran battaglia o con un seguito di grandi battaglie "· Comunqoe procedano le cose, ripetiamo, lo stahilire questa •·egione sen.:'allra base alla. difesa e lo stobilil"la attorno ad una citta di 2 milioni od un quarto dl abitaoti, che ha i pt·eceden ti storici di Parigi, a noi pare un gt·andissimo risch io per lo sor ti dclla Ft·ancia. · Ramm entiamo ehe nel 1870: < Dopo Spichet·en o Worth , si era pensato al quarticr genet·ale di concentt·at·e l'esorcito a Chalons; ma si abbandono Qttesta (clea, per clie si temeva · ch e it solo anmmcio di tale noti&ia av rebb e gen e ra ta u na !"illo hu to ne a Parigi c (Vodi note raccolte dunmtc una rapida escurzione neii' Aisa zia, e noll a Lot·ena e n Sedan nel setcembre 1872, di C. E. - Rivista. .!lilitare, dispcnsa If, 1813). Rammentiamoci che durante lo stcsso assedio di Parigi, i moti di piazza obbero piu di • una volta la piu sinistra influenza sulla condotto delle opcrazioni f1·anccs i. - Uipetiamo ·esset·o opportune che Parrgi sia difesa da fot·tificazioni, non pot·che l'csct·cito vi si basi, · ma perche esso possa, libet·o di preocc upazioni, clifcndet·o non l'al"igi ma la Francb.
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DEL :'IIETODO NECLI ST UD !
« Tntorno a qncsla. teorica del ridottn centrale o piazza di rif'ngio c della sua applica7.ione all'Italia, soggiungc il Cor::i, abbinmo Jell() paginc scritle cla cgregi eomm ili toni nostri con mo tto ingegno c con profonda convinzione . « QnanLo a me dito che l'idea prima del generate Brignone, dr·considerare la vallc deii'Arno come il ridotlo cen lrale della diJ'csa: italica ~pcci a lme ll te contro nord est, nord e nord-ovest mi co lpi. Quando po i vidi cercar quel ridolto o rifugio snl piovente seLLentrionale clell'Appennino, so tto forma di posizione da raccolta e da ballaglia, con appoggi di monli ed acque per sicurt.a da ll e agginllo;' e questi cercarlo ·quanto piu innanzi potea verso il nemico, e quegli invece quanto potent piu indietro, e scor:-; i alia te~ta dei sostcnitori di quelte opinioni, concordi in parte in parte ~o, per:;onc de~ gne cligran cl igsima sLim a, ne rimasi sorpreso. Pensai <t Parigi e Me t.~ del 1870, a Richmond del 1864-65, a Casale-Aiessandria del 18:.>9 a Verona del '1 8~·8, a To ri oo del 4706, a Vi enna nei momenti d'e= stremo periglio della monarchia austr·iaca ; ma non riuscii a persu;~ dermi che ai nostri giorni la difcsa cli un paese consistenlc di nna•. gran Yallata, cui succede uoa rcgione montuosa molto piu grande, la quale racchiude la maggior· parte dclla popolaz ione e delle piir cospicue cill<'t dello Stato, deltba necc,;sariamcnte cousiderarsi esaur iLa quando la prima, cioc la gran vallttta, sia perclu ta,. non ostante cl1e Ja seconda, ciou la piu grancle regione montuosa, sia tullora in-· tatta; cl1e la resistenza ed anche i tentativi di riscossa debbano ces- • sure precisamente lit dove incomineiano quelle condizioni Lopogm- · fiche le quali per comune consenso furono giudicalesinora piu con- facenLi alia diresa ». Esclusu pcrtanlo, per le ragioni delle piu indietro, il si:;tema di. :tnolt.iplicare ncll'interno del pacsc le fo rtifieazion i permanonti e di disseminarle su tutti i punti che eventualmente per· raoiooi ueo' . 0 0 grafich e potrebbero avere un valore; escluso, per le ragion i delle·· ora, il conceLLo di una sola regione fortificak't ot·ganizzala come base unica e come t·ifu gio clella clifesa; coll e quali esclusioni non' s'intende pero di non ammellere la preparazione di pemj permanen ti di cl ifesa, o cli qualche regiono che gill forte per ostacoli -naturali , polesse con alcu ni ralforzamenti diventarc forti ssima e · fare sistema con linee dil'ensive di gmnde .valore; c ora il caso cli ,
PE n LA DIFES A TEf:U'\ ITOHIAT.E
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considerare il sistema delle Iince success ire, organ izzale permanenlemente l'una dietro l'nllra. Su questo argomcnto furono piu di una YOila esposle idee <lssai cliffereuti. Da unct parte vcdemmo eo mbatL11ta. in massima I' idea .delle Jinee succ~>ssire, come quclla cho polrehbe lcgare troppo le man i alia clifesa, prcfissandole i frout i clrt occupnre successil'rtmenle; dall'altra r edemmo sorgore opinioni le piu disparate snlla distanza che potrebbe essere necessario di lascim·e fra linea e 4inea . Ma come avvicne quasi sempre in qncste qucsti oni, le ohbi ezioni, ftnzichc avere un carattere genern le, pare,·ano a noi isp irale. il pit'l <lelle vo lte, cln ll'esame di qnalche caso particolare, Lalora ccceziouale, che si role\'a prenclere per modell o, per stah ilire una rego la. E cerlo, per esemp io, che oYc sulle linec lluviali chc un paosc presenlasse di~posto parnllelarnen le I' una cl iet.ro l'a ltra , la dii'csa. fosse organi7.zala per modo, che forzala in un pun to una Iin ea la difesa stessa fosse obbligala a sgombr:u'e inleramente quclla. lin ea l)er pnssare alia Iinea successin1 , la pr·im<t obh ie7. ione prcsenterehhe ·un grande vnlore. Ha, non s~u·i, egl i possihi le rimecliare a cio ' coll'organizzare la difesa clircrsamenle, raggrnppando in modo opporl.UllOle teste di ponte, i'acenrlone di cloppi c anzi clu~ di semplici laddore tomi opp01'tuno, ulilizzando in modo permarlente, oppure .con fo rtificazioni imp rovvisnle, r1ualcho appiglio di talliea imporlanza amnti o dielro 'la !inca ? Quanl.o po i all a clislanza fra lineae linea, a noi pare che nell o ()bbiezioo i che spesso vedemmo so rgcre si facesse nn po' lroppo 11strazi one clal lerreno e clalla vai·ieUt dell ecircostanzc nellequali pu6 aHen ire una mossa retrograda . E ch iaro che: clall'esserc quello, piuttosto monluoso eel a forme aspre, oppure pianeggianle, uniLo, c· scopcrto, insom ma cla ll'a\'Ct'e o l'uno o l'aiLl'O di qu ei molti car·atleri chc (come accennammo al capo IIJ di questo slndio) possono eserci tare in fluenza in eosi Ya1·ia misura sull'azione militare, ne YOtTa cli conseguenzn che il manovrarc clall'una. alJ'allra li nea. cosi nella controJrensiva con~c nella . ritirata anclrit soggeLLo alia pitl grande \arieta di cit·costanze, alle qunli aggilwgeran no imporlanza. alt.ri ·determinnnti po:.ti dalla situazione mil ilare, dal morale delle Lruppe, dallo slalo dei riforui-
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DEL METOOO NF.GLI STUD!
menti ecc. Sicchc in veri lit ripuleremmo pericoloso l'inrocare certi · dati, quali sarehbero la dislanza di 20 a 215 leghe vagheggiata dnl Rognial o quella di 30 leghe posla da l Lloyd come conveniente Iimile fm un esercito operante ed una base. Ma chi puo sperare di trovar sempre delle buone Jinee a giusla portata I' una dall'allra? E &e dietro una linea difensivu· non se ne trovasse (se non ad eccessiva distanzn) un'altra, ad essa pressoche pamllel:.t, si dovrebbe perci6 trascnrare qualche altro aiulo che la natura oiTrisse? Non si potra qualche volta trovare qualche valido appoggio, in un fiume, od in una linea cli alture, situate parallelamen•.e alia linea di ritirata, ed a cavallo dei quali la difesa po~>sa soll"ermarsi per operare per liuee inteme fra le masse dell'invasore disgi1mteda quello stesso oslacolo? « Quando un esercito deve necessan·amente ripiegarsi sopra un punlo clnto, scriveva un nostro egregio maestro (·1), il servizio peg:giore che gli si possa rendero, a meno cbe si incontri un gran do osLacolo lr<.tsversale, si e quello di preparargl i lungo la strada delle tm1taz ioni per arrestarsi . Per un osorcilo che si ritira ed ha il morale nlquanlo scosso sono cer·tamente neccssnri dei provvodiment i speciali. Assicu rare con convogl i ferroviari opportunamentescaglionati lo sgoml>ro dei corpi mnggiormcnte provati, assicurarc lo snssistenze in modo agevole per i c01·pi ed in Iarga misura, dare cscmpi cli rigore estr·emo per ogni di::ordine; ma dopo cio marciare sempro. Ecco come parmi debbano fm·si le ritirate. Ma . guai, come diss'i , a dnro .ad un eserci to che si ritira la tenlazione di arrestarsi per lo speCiOSO Vflll lflggio clelJ'appoggio momonl ROCO ~he puo pre~targli uu punlo forl ificato . Eun vanla?gio cho si sconta sempre con pereli te di lompo, le quali il pitt dell e volte hanno consoguenze do-· lorose ». ~ oi siamo pcrfellamente d'nccorclo col chiaro auto re su que~ le massimc, lrnllnndosi della 1·itiral(L di un esercito che abbia il morale alquanio scosso, e chc debba necessaTiamente 1·ipiegm·si sopra un pnnto dato, ma non dividiamo niTauo l'opiniono di eo(ll llppunti wlla di(esa deli' Jtalia in oenet·ale e rletla sua (rontie•·a not·d·ovest in p a•·ticola•·e, pc•· A. RICC J, colonnello di "st.a to m11~giot·o, 18i 2. (~, Su quoslo nrgorncnto veJ as i qua nto e scd!lo toolla Lottera VI uell'opora : 1 miei • ;•cr~sicl"i sulla <ll(esa del!·ltalta 1873, do! colonnollo, o•·a gene•·a l~ , Pognamento.
PER LA DH'ESA T"f\RITORIALE
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loro che prefissandosi dei casi consimili a quelli ora detti, vorrobhero ad essi subordinare la clifesa interna ~i un paese; e legur·e Io mani al difensore, col fissure a priori nn solo pwnlo verso il quale si clohba. necessm·iamente esegwire wta riti1·ata. Non a~mc~ tinmo infine l'opinione di coloro i qunli credono cho un eserctlo 11 quale r ipieghi o per falli clipemlenti clalln situnzione general e. o pcrchc esso stesso nei primi scontri ebbo n:vver:;a la fon ona, abbta sompre n. consicl erarsi come un esercil o disfatto, incnpace cli ripigliare l'ofrcnsi,'a, di combattere, cli manovrare so non dopo lungo perioclo. Ricorcliamo cite nel 18 13, un cscrcito di coscritti , in granclissima parle italiaoi, dopo aYerc lollato con Yaria fortuna al di la delle alpi nei bacini della Drava. e della SaYa, obbligato a ritirar~i, in mer.zo ad una situazione genernle delle piu l.otre, sollo l'impressione tenib ile delle notizio dei cl isastri cli Gross Beeren, dell a Kntt.hach. di Kultn, di Dennewitz e di Lipsia, ove la stellad' Austerl ilr. avova imJ;a llidito, quell'esorcito, cliciamo, di giovani solda.ti, ripiogo len tnmentc, in buon ordine, dalla, Dnwa e da!la Sava fino tdl'Ad igo eclal Mincio, facendo pernn a. Verona po i a ManLova, manono e si manlenne battagliero fino all'n ltimo momento, e seppo ancorn nel fchhraio del ·181 i- . sullc rive del ~Iincio, battere un nemico snperiore per numero e fallo ardito dall'omai assicurato lrionfo clella coalit.ionc onropea che stnva schiacciando la FL'ancia. Nol 1869 da Palestro a ~Iagcnta, da 'Ingenta a Solferino e S. Mm·tino era pur breve la. via, oppure : chi pn6 dire cil e gli Anstriaci non si sieno fieramcnl c hnttuti o nell'nna e nell 'altm di quelle .memombi li giornatc? Tut.li coloro che conoscono i faLti nell a loro intima essenza sanno che cosi a ' 'fagenta come a So l[er·ino manco !.>on poco perche la vitLoria non sorridesse alla parte chc ftl soccomhente, e la sconfilla fu essonzialmente il risullalo di madornali errori commessi da. una parte o valor·osamente messi a. profillo clall'altt·a sui· campo di ballaglia.·. ~c altrimenti potera a.v,·enire nel ,1866, dopo Custoza, come bene possono attestare lull i coloro cho combatterono in quella campagnn. L'armaLa. di Faidlrerbe nel •1870-7·1 appoggiata, alle piazze del norcl, se,blJone priva doJI'aiuLo cl i gnmdi ostacoli trasversali , o form a la, (li tnrppe raccogliti cce, anche d.opo pareechi insuccessi tcnnc alla la propr·itL bancliera; quolle di D' Anrell e de Palacli nes e di
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~EGL.l
PER LA DIFESA TERRITORIAI.E
STUD!
Clwuzy, in condizion i d'orga.namenlo le piu infelici, crea•·ono pure le piLL grandi preoCt;upaziou i nei P rnssiani. E hen migliorc rortuna nvrebbero potuto n.vere se ;n i?rancia per la smania accentra.tri ce che porta Lutto a .Purigi, non si ro~se lrascurato (come ;;i seg•1ita <l Lrascurarc) la prcparazionc permanenle di quella magnif1ca basecentrale che e formala dalla media Loira pl·esso Orleans; e se per il p•·etcsto di comhatlcm un eccessivo milita•·ismo non si fosse dai politicanti ·reso impossibile un migliore assetto dell' e~ercito di ;illl linea, propugnato dal Niel. tnfine atLorno n. qnella stessa. piazza. di Motz, che cla. taluni fu rapp rcsentalacome la causa. principale dei disastri francesi drl ·l870, furono vislc comhattore a lungo e con grande valorc truppe cbe, pochi giomi prima, a b•·ere distanza, <wevano. suhite sanguinose rolte; e che pur non di meno riu~c i rooo a Bomy cd a ~Iars la Tour a tenere Iungamente iocerto l'avvcrsario suU'esito di f[nelle battaglic. Un nostro iJlustre geuerale( 1) preudcnclo nconsidcrarc quesla fa se dell a guerra del 18i0-7·1, pose in eviclcnza la veri la di qur!;IO a~serto c dimoslro quali grancli vaolaggi si surcbbero potuli o!lenere dai Francesi presso )lctz ove a-ressero sapLtlo tranc miglio•· proOtto dalla manovra pu linea ·intema conlro le fo rze prussianc dit;ise drd la ~:Iosella . « Egli c per que! principio (scriveva que! chiari ssimo cri~ico) chc il maresciallo Ba'llaine due vol te ehbo per !'tl la probabilita di Yittoria, cioc di poLer combattere i Tcdeschi su' due campi di ballaglia. COli gran de supcriorilit di forza, quantunque qucsti ultimi su quello stesso scacchicrc strategico fossoro due ,-olte piu numcrosi dei France::;i. ll !!iorno H· aaosto alia bnttaal () l'J ia di Borny-Colombcy il marcsciallo J3azaine avevasul campo rorzesupcriori alle tedesche, e seavesse av1~to 111n'iclea qtball~nquc ben rlecisa,. qnclla. hattaglia avrebbc potuto essere una vittoria; alia· bnllaglia. di ~Iars la Tour similmente esso avc,·a luL!o l'esercilo francc:;e !;Otlo mano e non ave' a di conlro dapprima che un solo corpo d'nrmata e piu tardi due co•·pi e mezzo·' strate{ficamcnte la vitloria l'l era sua, spettava alia lattica complelat·la, ma questa falli ». ~
(I ) E. C. Irate sopra alcuni J•a•·ticolart tlell« batlaglia tli G•·a·telotte s to 11.70). Vedasi Illvista /l!ilita•·e Ttaliana, nov~n1bt'c 1875.
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l't·ivat (18 a~o
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E come c nolo falU per mancanza di di•·ezione, non gia per man•.canza di soli di ta nolle truppe. :E pertnuto necessario anda•· motto a r ilento: nell'attribuire ad un;~ piazza situata sull a linea di ritirat.a la malo. r iuscita di operazi ont di guerra.; e, nclteascuraro oslacol i che.anche gi tnaLi non Lrasver:>alraente, ne provvisli di eccellenli appoggi d'ala quale era nel citato caso la )I o~ella, potessero assiemc a qualche piazza serYire come elemento faYOJ'OYole alia. manona per lineo inteme della difesa. SopratLtLLto po i bisogna rammcntare clle troppo varie di genere o numerose ~o no talora le cn.usc che possono clcterminare un esercito ad arrestnrsi piuilosto a p i c<~ola c,lle a grn.nde dislanza dtt un fron Le chc esso fosse stato inc1otto ad abbandonare; o che se e opport.nno pensarc alia. protezione delle fo1·ze rip:eganti, do,'esi peril semprr aYere prcscnte il caso di una contro[ensiva. Cio permesso. diremo come a f;wore del sistema delle linee srH:cessi.Ye (ma, inLcndiamoci bene, dalle podlO e formidab ili linee di difesa. succcgsive e non dolla esagerazione di q•1esto sistema) sti eno gli ordinamenti odierni degli Stati europei, cho formano cli ogni paese una vera nazione armata, la quale puo durante una gucrra s1ilupparesucressivamen1 e forze colossali. ma ha hi~ogno, per farlo, di avere una certa sicurczza all'iole1'11o , di non Yeclcre esposto, per cruakl1 c av~c rsi tiL di forluna nci primi sconLri , Lutto il Lenitorio all e incursion i nemiche. . Eel i1 ~ questo concetto il G:llldolfi (·I) scriveva : « Alia necessita di orcliMre permanentemente le gro!'se masso di armati in c::erciti cli prima, seconda e tcnm linea. e di farli agire sui tea tro delle opera.zion i, dc\'e corrispondervi, oggidi piu che mai, J'altra ossenz iale dell e Lasi o linre succe:>sivc nei sistemi di difc:;n del LetTitor:o dei grancli SLati. Egli c per questo che cper no i al trcLtanto incliscutihile il principio delta. difesa sw:cessiva e metodicu. Eel andiamo piir oltre e..diciamo se la successione d.ellc basi non fosse mai sta.ta ,\ecessaria per amminislrare, rifornire e appoggiarn le opcrazioni dcgli eserciti in campagna, lo sarebbc oggidi per o1·gani:::a·1·e lcL' difesa ad oltntnzrt degli Stati, difesa che e·reclamatcL .ctallo spi1·iw delta odierna civiltcL (I ) La cli(esa incerna dell' Jtalia
pe•· A. G•~DOLVJ , maggioro di sta to maggiorc, 1875.
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DEL METODO NF.GLI STUDl
.Qu~slo concer to l~rga~enlo intorrrelalo trova chiammonte appllcazwnc presso d1 no1 nella preparar.ione della difesa periferica (.\lpi e c?ste) .fatta nei modi iodicati ai capi V e VI di questo studio, e della d1fesa 10terna organizzata sulla linea del Po con appoggio al mare da una parte ed al l' Appennino, verso Stradella dall'altJ·n, • s~ll a linea dell'Appenn ino Tosco-Em iliano, che al pat'i del Po oclop() dr esso prescnt.a un novello sbarmm ent.o all 'ingresso della pen isoln. con nppoggio ai clue mari, eel in On e snll' Appennino che divide ]'in . vasiono procedente lungo la pen isola e fronLeggia quella veniente da uno dei due mari che ne bagnano i lati piu lunO'hi. Come in una nave le paratie a ten uta d' acqna, "'dividendo l'intemo in co~partimen ti st~gni, danno sicurezza che per l'iJTompcre del ~e arque 1n u~ c~~part1mento non ne vcnga danno a tulla la navr, cos1 questa suddlVIswne del paese falla colla preparazione di a 1·nncl i linee che giit :naluralmenle lo di1riclono pu6 assicurare per l:)lunO'o tempo lo svil uppo delle fo rze inLer·ne e la. t'esist.enza. n Qucst.n preparaz ione poi, se faLtn con Jn.rghc ved ute, men tre sodd ;i;r:1. nlle necess i tAaccenn a~e dal Gandolfi ed impostedagli odierni OJ·dinflmonLi, di dovcrc cioeassicnrare lo sv iluppo di tntte le Jorze di una nnzione. non eccede certamente nello stabil ire il rafi'orzamenlo dertli e~emenli geografici: poicM non propara cho quelli dei quali 0 ;.1i d1fesadcvo 1'l . necessanamente profiLLare, e non stabili;;ce alcun fetrame sovercI110 per essa. Per6 se, nei limili ora detti, e con taluni mig!iorarnenti che cliremo , qnelle linoe soddisfano ai bisogni· di una drfesa manonata, ove si dovesse procedereal!a sceltadi alt.re li nee, neces,;ariamenle minori, interposte alle principali, forse avverreblJe altr im~nl i. Arnmesso, intanl o cho non si avi dubbio sn llasceiLa delle linoo principali sara opporruno considerare come dehbano esse venire prcparalo, e quale preparazione possn. con ,~en ire anche ne! terre no interposto fra linea e linea. Per la preparazione della difesa alpina e di quella delle coslo mostrammo gia quanta sin la convonienza di non di sseminare in un cOJ·done uniforme lutti i mezz i conlroll'ensivi e difensivi rna di disLr·il.m il'li e regolarli cosi da potere esercitare una vera inOnonza sull'.azione mili lare non solo dw·ante la totta sostMHbtct lnnqo le ft·ontiM'e, rna cmche fin clopo che t'inoasione abbia·in qnalche punto au.rave1·sat" la zona di confine; non altrimenti nella preparnzion e
PER LA DIFESt\ TEI'\RITORJALE
303
delle liucc di difesa inteme, vol'l'cmmo che i modi adottati fo::.s<'J'O 1ali da polere non solo conlrastare il forzamenlo delle linee slesse, ma ancho prcdisporre largamenlo il campo al libero manonare dell a difosa fm linea e linea. Ci6 prcmesso, e ritenuto ~cmpr·e clle l'arte clella gnormo un'arle d'applicazione, passiamo senz'aiLJ'Oad espOI'I'C poche ideo genornli sn ll e linee del Po e deii'A.ppennino. Per comunc consenso cli tulli coloro che Lrattarono della difcsa intoi'Da, il trallo di linen del Po che e compreso frn Stradelln e le foci vuol e~scre assic.uralo ncgli appoggi nii'Appenn ino cd al mare e preparalo in modo dadivenlar<' una potentis:>ima linea di resislenza alta a coprire la penisola; e. pariruenti molli sono d'accordo nel considerarc che se l'oradetto ll'atto di linea il quale da Srmdella al mar·e misura uno s>iluppo di 310 chilometri, riescirebbe un po' troppo estcso ovo fosse solo clifeso cla alcu ne teste di ponte di ordinaria dimensionc, riuscirehbe irwece di difc~a a::;,;ai piit facile ed assai piu favorila nclla conlroiTensivn, ove nclla sua parte centrale si organizr.asso a gu i ~a cli amplissima l C~Ia cli pontcla piccola regiono dell(l. del ScrTaglio ; la quale potendo senza grande :spesa, per i noli suoi caralleri Lopografici, cli1renla re fortissima ed oO'J·ire spiccati vanta~gi controiTcnsi ri, indul'l'ebbc as:sai probabilmente l'oiTensira provenientc daii'Austria a limitaro i suoi LenlaLivi sui tmllo di Po che e ad oriente del Serraglio, trallo chc, fra gli e~tromi pnssaggi presumibi li di Papozzee di Ostiglin, non -prescnterebbe che 77 chilomelri di sf ilnppo; e l'olfensiva provenienle da Francia al so lo Lratlo I'm Stmdella e Viadana) il quale ~o rnisura •J.I Gehilometri cl i svi luppo prcsenla pero porunasellanLina di chi lomet ri enorme dil'fi colti\ nlpa:;saggio, per la grande largher.za del fiume che fra la foce dell'Arlda e quella deli'Oglio misura da 600 a ·I :300 m. A rend~re pi1\ :';icum e completa _que:'La limitazione il genera le Araldi proporrebbe che si cercasse di rendere complelo lo ,;barramcnto della pianura. rclaliYnmenle ristretta (~·3,:) chilomcrri in linea rella da Borgofo1·Lea Pcschiera), della pianurn eh ril'acleslradcl Po Ono allagodi Garda, sharramento a! quale polentemenle contribuiscono: lanatura collagoora. delto, col Mincio, coll'Adigc, coll evaste bassure inondabili; e l'arLo colic pia7.ze del Quadrilalero e numorosi cana li d'inigazione.
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DEL METODO NEGI.J STUD! PEH L.A D l f' ESA T El\l'l.I TORIA L E:
Xoi gia propugnanuno in altro studio (I) un concctto analogo a que:Ho, discu tcndo i Yantaggi che dalla sutt ai.Luazione derivCJ·cblJet·o, epper6 ci limitiamo a rammentareche in ooni ipolesi di ouetTa. . ~ 0 ' st YCrrebbe a copriro in tal modo una gran de estons ione di paese e cioe: tulle le provincie venote, se la guerra fosse conlro Fran cia; tuttc le lomharde e piemontesi se contro ,\ustria. E si anebbe poi una base in ogni caso opporlunissirna per ardile operazioni co ntrotrensi,·e condone parallelamento ·al Po. Pen). supposto che qu~sto concetto arrivi a tt·ovarc applicazionc, rirnane sempre un seno problema a risolver"i s~ si Lada alia grande distanza che intercede ''er~o nord-est. e verso o' est fra la .lmse padana e la linea di dife,;a alpiua.; ed ol tre a ci6 se si considrra '!a l'orre obliquilh che presentano rispetto alla base Mcssa le strade direLte da essa verso la zona alpina cite ne separa dnlla ·rrancia, e ve1·so la. parte alfallo nperta dalla noslra eslrema frontiera nel l~riuli. Da quesl'ultima infatti e da Cividale per arrivnre a Polesella sui Po si dcvoi10 perconcre 237 ehil ometri di sLrnda, e da S. Ambrorrio (allo sbocco di Yal di Susa) a Piaccnza se ne misurano 220, e .i'sg fino ::t Straclcll a. :\Ia, su queste slrade cosi lunghe, chi ripiega per lappa dal Friuli verso il Po, perco1·r·o per una buo11a seltimana daiJa frontiera alia ]Jia.ve una zona refalinrmentc angusla, rin~errara fra· i monli e le lagune, larga in media da 40a 50 chilomctri, eppero tale da potc1·si turta occupare con un esercito odiemo per poco che la natura e l'arte concorrano ad agcYolare iJ compito della difcsa. Al .di qua dolla Pin1•e poi jf Lerrcno si allarga e non ofTrealtri appoggr che quelli dei coll i .Beri ci ed Euganei e dopo di e~si la linea dell' Ad.ige, la qua.le ~1ltima nella parte bassa, a! di sotr.o di Badia, per la s~w YICtucuna e l'anclamento,puo dirsi quasi un avanf'osso del Po, cui rr.escc para.llella, e nella parte superiore a Lcgnago, fino all'alleua dl Arcolo e J])\'CCe quasi perpcndicolare aJ Po. Tulli questi ostacoli naturali, e cioe la PiaYe che diYidc (con una ceria efGcacin.) la zona slretta del Friul i daiJ a zo na larga del l)ado'l'ano, i colli Borici eel Euganei ur.ilizzabili secondo i canceLLi !!'ia csposti in noti studi dai genemli R1·ignonc eel Araldi, la parte bassa. (I) La pianru·a l.ombardo- reneta. 187~. 'la od·7.ione, png. 61-68.
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dell' A.dige organizzata per aprire le porte alia controlfensi.va clal P~ (cootro n·ensiva. che altrimen li rimarreb beanestattL SLl ll' Adrge esuglt interpo5 ti terreni inondabili); la parle media de~l',~di g~ fra Legna~o e Verona, organ izzala comepotenre elemen to .drsgrunt1.vo fm le 11'11nacce che ad un tempo si prcsentas:;ero daglt sboccl11 d ~ ll c strad.e alpine ~ iluati \\ destra e sini:;tra di ~~~ cl fium e; tutti quest• el.e~en~1, cliciamo, di cui la na.tUl'a ci ha ftwol't11, hanno v~tl ore e comp111 d uaramente determinatj, cloHemmo noi lrascurarlt? . .. g chiaro chc se supremo J1roriltarne essi claranno lap1u grande facolta di manovra. alia nostra difesa; e non e 1~1 c.n? .evJden le eh;. se saranno neglelli ess i diventcranno armi ternb•l1 m mano al11nvasore. Ne altJ·i menti avvi~ne per la. parte occident.ale dell a ?ran pian m::l dall'alta Italia, per chi dalla zona Alpina che frontegg1ala Francm dcbba ri picgare ; ulla gia accennala ~1ase del P?, a valle dt Straclella · Ma anzi in tal caso il ripiegamenlo cl'un escl'Cllo ·ove ~on f~!>se favorito da una spcciale preparazione del tcatro c~'opera.zt~~e Jllc~ntr~ reb be difricoWt ben maggiori, ed invcro: la !mea dr n ttrata s1 svJIuppa per una b-uona diccina di gior~1ate di ~~rcia. aLLraverso ad ~~a reoione clle mi:mra. oltre a cento chrlometn d1larghezza. e~L obbl1..,a. leforze ripieganti per l':unpia zona di r i1'a sinistra del l)o ad un marcalissimo cambiamenlo di direzione. . . • ForLunat.amcnte pero il corso del Po da MoncaherJ a Stradc:l~~, ffi<t. soprattulto e con speciale efficacia fr·.a Va~enza e la foce del l tcm.o sotto Pav ia,·s' intcrponedi pun tu, a gntsa d1cn~eo , come~lem~u lo d.'soiuntivo per un'in vasione fran cese chc avanzr per quell ampta. zor~.1,. eia. linca del Ticino clisponendo$i frontalmenle ~tll'enlra~a dal Pt e: monle nella Lom bardia pu6 dare valido appoggro alle forze de i~ ,L di fesa cosi durante un ripiegamento dal Piernonte pe~·.la Lombardm sull'Emilia, come durante una controtl'ensiva cl all' Emtl ra per la Lombardia verso Piemonte. . . Ma aHinche quesli due grandi elementi di manovrc d1fens1ve c~ n troiTeosive possano vnlidamen le funzionare sarebbe, a noslro gtUdizio , necessaria: . 1oChe le posizion i di Valcnza-S. Sal vat orc-Alessa ndn~t , fossero· solidamenle preparare, con un forte nudeo sulle allure d1 S. Sal-
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.OE L METODO NEGLI STUD (
valore, cho. ~ssicurasso al nosiJ'O osercito la rioccupazione di quella gmnde PO'JZJO!le ancho nel easo che giil prima si fosse da csso abbandonata, e ne cunlrastasse il pieno possesso al nem ico. . ~o Cho ~ossesolidamente e largamen le preparnto alia controlfens~ra m tutt1 e tre i suoi sellori il nodo i<lrografico formato dal Ticmo e dal Po sotto Pavia. La ca.rupagna del '18159, nello. quale per meriLo principale del rYen~r.ale Lama~·~or~ furono preparate e mantcnute ncl momento ;it't Cl'lLico le posrz10nr attomo a 1:>. Saivatoro, climoslr6 in modo chiaro qnale l~nihi l e arma esse sieno in mano ad un esorcit.o che abbia il f1:onte n volto ad orientc; e prova quanto sia ora necessaria per noi dr non esporrc Ja nostra controll'cnsiva a Jottare contro le difficoltiL eh ~ nllo~·a arresta~·~no .l'olfensiva ausLriaca. D'<l!tra parte enon meno chrara l opportuntla dr dare una solida testa a quel tralLo di p0 fra Yalenza ~ P<w~a, destinato a funzionare come elemento disaiuntivo c?nLro I' mvasrone da occidente, di serbare cosi alia difesa 1~ faco ltil. dr operare,per l'una o l'altra riva, da quella testa alia base p1·ineipale, alia quale appunto presso Paria s' innesta la linea di ripieaamento eventuate del Ticino. " . Avet~do ~iit .Lra~lato di queslo argomento in altro studio Cl) ere· dramo mutrle lllsistere sui diversi ed evidenti Ynntaggi di mano\Ta chc ne potrebbero venire alia difesa quando le due localita sovra accennale. fossero convenienterneute prepanll.e, so lo nuumenteremo che con esse si avrebbe un per·no per· man<tnare in mezzo al Piemonte, un appoggio per ripiega:-e sulla ha<;e principale e ritOI'narne ed un_r,eJ_'n_o per contrastare ta.nlo l'entrnla nella. Lombardia attrn~ verso J1 fJCJu o, cruanto l'en trata ne!J'Emrlia per la destra del p 0 attr:avers~ lo ,slretto di Stradella: Senza di esse ogni nostra operadel P1emon te m" · e ztone a1anzctla, nel . cent.ro . . "'nc!1e1'ebbe d' appoggw, I~ sL~sa conLr offensrva. doYrehbe urtare contro ditricoWt slraordmarte. . Provvedulo seconclo questi concetti ai bis~gni deJia difesa della P'.anu1:a. dell'alta Itali~, rimarrebb~ a considerare co~e convenga ~~ epa~ are ~a va.sta ~·eg~one appennma dell a quale gill dicemmo per . somnu cap1 le !unzwm strateaiche <> •
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(I) V. Conclr11ione dello st111llo di geog. mil, !Si8, ~· Ediz. ·'
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PEll LA O!F'E::ii\ TER.RITOH IALE
A prima visi<L poLreiJLc parere bastevolc jl provvedere al semplice sbarramenlo dei 1alichi, co:-i suli'Appennino Losco-emiliano come su qnell o cenlralc. l\Ja per poco si esamini la queslioue si vede come tale soluzion c non siu. ne dappertutto agevole ne sumciente. Ed infaLLi Yari sono i compiti che in una guerra possono :were i singo li grancli riparli clell'Appennino, edassai diverse ::;ono in uno stesso riparto le prob<Lbil il il. di vedore aLiaccati l.a.luni valich i piutlosto al 4° o ;)0 giorno delle ostilitil. (da offcse provenienti dal mare) che dopo un perioclo di qualche mcse (da ofl'ese venienti dal le Alpi). In aleune pa rti po i·6 assolularneute noccssario prepararc la controtrensiva. su grande scala eel a.ssicurare Jo sbocco di es:;a dai monti fortificando posizioni non giil. sulla cresla, ma. sugli ultimi cont.rafforLi presso la pianura.; inal l.reconvJonecontare qtlast esclusivamenLe sulla clifesa localefa ua. conlimilateforze, ina!Lre infin e, come ne\ la conca di Terni ove si slanno organizzando le nuove fabbri che ·d'armi e nella conca cl' A11uila, potra essere convenient.e preparare, a gu isa di vasli rido~ti, po:;izion i sicure da attacclti su ogni lato. .Molti ed inl eressanti srudi furono falli SLL queslo proposito, e molti ed uti\i amma.estrnmenLi si pol.erono mccoglior'e dalle grandi n1anone e dallo manovre coi qua.dri c.he dal ·1869 in poi ebbero per Lcatro I'Appennino, ma mQlto ancora. rimane a studiare, vista la vasl.ita.clell a regione cd il cont inuo tras[ormarsi dell e sue condizioni difensive a cagione delle numerose coslruzioni stradali, che in seguito a.IIa. Legge per le strade obbligatorie si vanno attuando . AvuLo riguardo allo stato attuale clellcl preparazione clifensiva dell' Appennino, o delle oradetle coslruzioni sLradali, crediamo oggi prudente non di!Tonderci :>tl qneslo m·gomenlo . Solo diremo chc fino a che la piazza cli Spezit~ non ab b i t~ ricevuto d<tll a parte di terra que! complemento di difese e quello sviluppo che sono neccssari, e lino a.l momento ne! quale lo sbocco del bacino dell'Arno sari:l precluso verso il mare, si presenleril. come piu urgenLe la preparazione permanenle della. difesa sui front.e meridionale dei· valichi, esposLo ad impronise minacce nel caso di sbarchi nemici, che non suisellentrionate, dalla qual parte nessun aLLacco polra proba?ilmente aver lnogo se non alcuni mesi dopo cominciate le ostilila; siccM polra di1·si as.sicurato J'efficace concorso della fortificazione provvisoria, purche f
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OEL .\JETODO KEGLI STUDI
sieno predisposti gli studi eel i mezzi necessari, e preparate ove occon·ono le riservo cl'acqua, che non si possono impronisare. Ag-· aiungoremo ancora che le posi:1.ioni da organizzar;;i per la con~·ofl'ensiva e per la difesa vor·rebbero os:,ere fat!e cliventare i sili cli annuo convegno delle Lruppe e delle mili zie mobili e tenitori al i,. che su di esse si dovrebbero specialmcnle attuare i liri cli combaltimento, che su di esse manoHando, e costruendo per esercitaziono trinceramenti e slrnde mililat'i, csercito e mi lizia clovrebbero rendersi lamiliRri t.utl i quei compi ti ai quali in caso di gnerra polrohbero esse re eh iamati. Con questo larorio l'esercilo permancnle e la mil izia mobile e lerritorialeanclrebbero acquislando quella.ab ilita nell'impiego dei nostri mezzi difcnsivi cho pw) essoro sommo fall ore di ,;illorin.e quellafecle nella nostra attitudine alia l'esistenza cosi all' interno come su lla fronti em che puo dare fonclamento sicuro a quello spirito mi litare choorrr'i oo c piu che mai necessaria sia collivalo nell'esercito e riverberato nel paose. CONCLUSIO~E
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Il lellore il quale benevolmonte ci abbin seguiti fin qui, avra lliu di una voiLa nota~o che, come gia dichia rammo, non ebbimo alcuna pretesa di dire cosc nuov.e , ne.a.lcuna. s~ani a di_ ~rit_i care .~ose dct.le dn. ultri ; ma solo fummo mossr dal de:sldCt'IO VIVISSitnO dt trasfondcre nci nostri conciuadini quella fede nei meai di difesa della patria nostra, chc in noi e un eonvincimento profondo, frutto di pnzient i :sludi e di lunghe peregrinazioni in quasi ogni parte del noslro tcrritorio. Per" uasi che un paese non sara mai rispouato ove non mostri di sapere, di volere, e di potere fan;i rispet.tare; che lo slosso spiriLomilitare non puo trovare lmona. rad ice ove manchi la co;:;cienza dclltL propria forza, noi ablriamo corcato di cornb.atLere taluni concetti che erroneamente, a nostrogiudizio,aYevano attecchito in taluni epotevano n.rrievolire quell:t fede, infiacchire l'idea. del rcsisLere ad oltranza ad ogni prepotenza sLraniera, far parere meno ef(icace la so-lida.rieta di tutla Italia nella comune difesa . ·
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PER LA DIFESA TERR!TORIALE
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ConvinLi che Lutta la nazione dove clifender se stessa, che, come disse Cesaro Balbo « l'indipenclenza e per u-n popolo cio che e il pudore per t~na donna 11 e non amm..ette dnbbi, transa::ioni o me.zzi tern~i1~i, noi cercammo di ispirarc.i R guell'idea Ja.rgamenle italiana cite deve ossore la stella polare della nostra difesa . Pcrcio cominciam:mo nel capo 1 di queslo laYot·o a propugnare un mctodo largo ncgli stucli risguardanti il terrilorio,, tale da renclere eviclenti i nrpporti del nostro Stato con gli Stati vicini, cla abbracciare tuLLo il paese, cla inclagm·o gli appoggi cite in ogni parte puo dare il lel'l'eno alia clifesa ed alia controffosa, ed anche alla resiston:1.a piu prolungata; ad un sistema di guerra insomma che infonda fiducia e scuoL<t t11Lle le fibre clclla nazione, che non ammetla che percluta una linea, una valle, 1utto sia perduto, o che ad un dato momento possano venir mcno.i mezzi e gli animi (1). E poiche non meno pcricolose cli certe sfiducie sono certc Len- • clenze doLLrinarie sui principi i dell'al'Lc delta guerm, invocaLi ad ogni passo da poco scl'Upolosi cultori dell'artc militare e dell a sloria (cbe citano fatti di altritempi, compinti cla eserciti piccol i, per dimosLrare CCJ'Le teorie relative alia difcsa delle linee geografiche, sema bn.daro che quesl.e, · mentre son rimas lo le sLesse che in altr·i lempi, sarebbero, oggi altaccate e di fese da eserciti ben altrimenti numerosi di quei d'allri tompi}, cosi cetcammo nel capo II di dare al lcllore una gnitla. che gli pel'metLesse di ponderare coi-eriteri d'oggi e lonnto conto della fo rza dcgli eserciLi odierni, il valore difensivo degli elementi geograuci, e cli applicare ad essi in modo razionale i precetti dell' arte; cosa che, come gia dicemmo, conduce sovente alia conclusione che in molti casi coi grandi eserciti d'oggidi si possono dircLI.nmenLe difenilere linoo che in a!Lri Lempi ri uscivano spoporzionate acl una difesa diretta. i\Ia-poicM nessuna. cosa e piu pericolosa alia guerra che il sen·o
(I) Co!lle dimos t1 il coionnello ~linonzi (Nuova Anto!og·i a Vol. XXV I: Di(esa dell~ _stato)
ro gucrre iDOdcrne lasciarono intatti i principii doll a difcsa r1guardo alia posstbthtil d1 prolungarc la rcsist.cnza •. E non vale la spnut·accbio del fu lli mcnto posto innaozi da taluno pe1· pianlat·o le. colonno d'l~rcolo dollu difesa, pet· flsSUI'O il momento di capitolai'O. T.a Spagna, I'Austt'Ja la '!\II'Chia ha uno fatto vcdore quan to poco rondati rossc,·o simili concetti; eel ancho in ltalia come scrisse il ~I ino nzi "' quando ci si dira cbo siam ridotti all' ultimo, trovercmo sempre qualcbc miliardo, se non per baltcrci, per rcgalarnc il nemico • · c
ANNO XXVII , VOL. l.
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DEL ME'fODO NE<:LI ST IJ Dl
tenziare, in modo generico, sul valore miliLare dei l:erreni che cleh~ bono essere LeaLro all'azione mililare, noi cercammo nel capo III di dimosLrare quanta varieta di condizioni militari possano presentare cosi i terreni di montagna come quelli cli pianura, a seconda clella variatissima gradazione d' ostacoli che possono opporre allo sviluppo dcll'azionemiliLare. Eponemmo in chiaro quanti beneficii ne passano venire alia nostra difesa clalle specialissimc condizioni che so tto questo riguardo presentano gli osLacoli di vario genere che si incontrano cosi nelle Alpi, come nello nostre sLcsse pianure; c.ome sia necessaria una grande circospezione ncll'invocarc esempi cli fatti avvenuLi su teatri 1ontani, tanto diversi dai nostri, come sia necessaria ahituarci a ragionaro sui terreni nostri, veclendoli coi nosLri occhi, manovrandovi sopra, e studiando quelle fonnaz ioni cl1e ad essi specialmenle si adatLino. Passando quindi a considerare i mezzi coi quali si possono perfe7.ionare le naturali condiz ioni difensive del terr~no, trovanm1o opportuno di esaminarc qual parte dovcssero e potessero avere le fortiflcnzioni nella. sistcma:t.ione difensiva di un terriLorio e crediamo di avere dimosLntto ncl capo IV la par Le importante che oggidi possono averc le piazze forti, anche in faccia ai nuovi me:t.zi di atlacco, equal giud i1.io debba farsi delle molte voci che, come av¡ venne gii:t in aHri tempi e in altri paesi, furono, or non e mollo, sollevate anche in Ilalia contro l'ir.npiego delle fortificazioni. FaLLc C[uesLc premesse prendemmo parLicolarmente a considerare sia per la dil'esa clella frontiera cli terra, sia per la difesa clella frontiera di mare, si a per la difesa interna i concett.i che ad ora ad ora prevalsero. Da questo esame vedemmo fatta sempre piu salda in noi h fede nella atLitnd ine dell' ltalia a resistere cont.ro qualsiasi minaccia di StaLo stnmiero. Nel capo V infatti dimostrammo come dallo Alpi nostrc si possano ricavare coi mezzi cl'oggi vanlaggi militari di gran lunga piu rilevanLi di quelli che gia in altra epoca permisero ad Llll piccolo Stato, quale it Piemonte, di resistere per parecchi anni a nemici assa.i numerosi . Un assetLo della difesa a.lpina, quale fu da no i tratteggiata nel capo 0ra detlo puo con grandissima probahili ta di riuscitaarrestare
PER L A DIFESA TERHJTORIALE
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qualsiasi invasion e. Tu tt:wia ne! caso che quesLa riesca a sfondare in qualche parte quella harriera, le altre parLi cli essa continuando a rimanere in mano nosLm pcseranno sui destini della guerrn, e torranno all'imasione liberta di manovrare in ogni direzione nei terreni delle pianure subalpine. Infine, se avremo seriamente pensalo R dare agli sbarramenti delle fenovie che valicano le frontiere quell a soli dita che fu da. noi propugnata, si potra and1e su questa barriera alpina riescire ad interrompere dmante tutta una guerra quel legame ferroviar io col reLrostante paese che oggi puo dare cosi enormi vantaggi ad un invasore, il quale sia riuscito a forzare in qualche parte la wna di confine. Nel capo VI dimostrannuo che se grandi possono essere le minacce provenienti dal mare, grancli pure e suffici enti polranno essere i mezzi di difesa se questa sapra prepa.rare e trarre tutto il profi tto ad un tempo e dal naviglio e dalle difese fisse, e clalle forze di terra, mezzi che armonicamente adoperati possono essere fattore sicuro di vittoria, mentre separatamente riuscirebbero insufficienli. Durante le guerrc puniche, al secondo anno dopo la prima grande vittoria riportata clal console Duilio, furono viste in lotta sul nostro mare, per quanto narraPolib io, una Jlotta che portavaHOmilaRomani contro una flotta che partava '15D, 000 ¡ Cartaginesi ; non sappiamo perchc coloro che ricorsero alia swria, abhiano sempre .dimenticato questi fatt i, e solo riportati esempi cli sbarchi di minor conto. Grandi sono qui i pericoli, e specialmente e da noi sentito il bisogno d¡i una grande marina da guerra; e gih dicemmo abbastanza quanto sia nect\ssario portare la nostramarina cla guerra all'al Lezza di q[tei grandi destini che sono pu re nelle tradizioni e nel cuore cli ogni Italiano ; quanto sia necessario aliraLellare negli stucli e nelle opere esercito e marina, efamigliarizzarli a quei compiti della comune clifesa che clebbono essere comune mela a quesLe -due for li braccia dell a nazione, faLte muovere con unittt di pensiero. Ne altro aggiungeremo poiche e questa una questione di vita o cli .mort.e, di digniLa di nazione, e nell~t quale volere c polere. Nel capo VII inflne, clopo avere accennato ai concetLi pit\ saglienti clella clifcsa inlerna, e combattuto le idee troppo rigide e .ristrette, climostrammo come natura ci abbia favo riti , come essa. ci
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DEL
~IETODO
Ni;;GLI STUD!
abhia dati i mezzi per una preparazione larga che aiuti la difesa sen:t.a incepparla, che f;wori sca il prolungamen to del!a 1·esistenza, che infine permetta cli ripetere quellc geste per le quali lJiu di una vol!a l'Ilalia fu tomba degli escrciti stranieri, quelle geste per le qual i, con tro il propotente gen io di Annibale, il piu arclito rondottiero d'esercili che ricordi la sto1·ia e malgrado una terribile serio di disastrose ballagl ie, dopo ·1G campagno di guerm i nostri padri riuscirono a far libero il :molo della palria e glorioso stdla term il nome chc noi pure portiamo. Ma per esserne degni dobbiamo, al pari dei padri nostri, essere forti, dobbiam,> temprarc i noslri caraueri in quegli esempi e lanostra fib ra negli esercizi delle armi che danno all'indi\'.iduo la coscienza di quel che puo ralere. Siccome pcro a ra{1'orzare quesla coscienza. del valorc ind i vi<htale allamente contribuisce la fiducia ncllabonHt clell'am1a che si pu6 aver· fra le mani eel il saperla non inferiore a cruella di cui puo essere m·mnto i1 ncmico; cosi e di suprema necessita che non sia falla sull' armamento alctma economia ~~he pon"a il difensore de: paese in uno sLato di inferioritit di .fronto at' nernico. E dobbinmo dirlo, fu con gmnde compiacenza chc apprendemmo essere stali recentemente concessi i fondi per fn.r tosto cessarc l'incomcniento di ;were due alzi diH~rsi peril l'ucile modcllo ! 870 , (!'uno gradualo fino a 1600m l'altro fino a soli ·I000) incoBvenienLo che come notava lacommissione parlarnentare dol bilancio ('I) «influiscc danno::;amente sulla istruzioned'armi edi liro,sull'ammaestramen to tattico, sull'imp iego dei fuochi alle gmndi distanze e ptto dare occasione in tempo di gueri·a a confronti scoraggianti e a depressione mo rale assai peggiore dE'llo svan lag~i o mater·iale di ;were un fo cile coJI'alzo meno perfetto dell'avversario. AI qnale proposito si nota chc Germao ia, Francia eel Anslria-Un!rheria hanno i fucili de!la. lore l'anteria graduati fino ad oltro ,, 500 ·~lCtri ». •1) Vcdasi la ~·e~n1ione dclla comm issiono generale del b ilancio, su l progctto di loggo preseatato dal muustro delle finanza incari cnto dell'iol~rim del min islcro del Tesoro (Mugl ian i) alll p1·esidenza (lclla came ra cloi deputa ti. Stato fii p1·ima p1·evislone cle ll a spesa d~l ruioi>!~ro clella guerra per l'aouo 1~2. Seduta 2:! no,·emb1·e 1881. nelatore. Dnratieri.
PER LA OIFESA TERRITORIAL£
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E pure sperahi!e che, vista la parte imporlantissima alia quale potrnnno essere chiamnte le milizie lerritorial i, od n.lmeno taluni dei gnmdi riparti nei quali quest(; saranno organizzale, si sollecitrra la. fahbricazione delle armi per l'orn iI'C di fucili di nuovo modello anchc quosla milizia (od almeno una buona parte di essa), oggi armnta dei vecchi fuci li cli grosso cal ibre (Ca rl'nno) trasformati a retrocarica, i quali, per quanto pregeYoli, hanno calibre troppo grosso e non compoJ·[ano che un alzo graduato uno a 600 melri, il eh~ togliercbbe la possihilita di ben impiegare i fuochi a mflssa a grandi dislanze, tanto importanti ne!la difesa delle piazze, come fu dimosLmLo a Plevna. Si ha. un hel di1·e che con qualunque anua si puo fare di un cittadino un eroe, ma clopo che furono viste le eroiche masso di falciatori polacchi mictuti come le biade dal fncile rnsso, dopo gli esempi rccentissimi delle rroiclre ma male m·mate hancle m·abe mietul e dal fucile franceso, e clopo quel lo anche pit\ concludente della guerra di Boemia, nella quare gli Auslriaci anche nella: giornata in cui J·i uscirono vittoriosi (a. TrauLernan) subirono perdite 1t1li da far considerare qucl risultato come una villo1·ia di Pin·o; dopo tutti questi esempi, diciamo, sarebbe colpcvole ogn i risparmio di spesa inteso a ncgare armi migliori alle milizie destinale tutle a concorrere all a difesa della patr·ia. Eppero anziche L·:u·e delle frasi . rottorichesul nlore dei peni cittadini, m.egl io sara imitarc l'esempio della s, izzcm chc ha fornito di armi nuoYe e precise fino all'ultimo dei suo i uomini; che gia da. oltre dieci anni al'ea dato alia et'ite d.ella fanteria il Ycllerli a rip·etizione eel a tutta la l'isermil Yellel'li semplice, che oggi infine, }wececlenclo gli altri Stati , ha armate tutte le sue numero:>issime risen·e di fucili a ripetizione (a di eci colpi). Perfezionale le armi, reso fami gliare ogni cittadino al loro uso, non vie duh~J i o c~he ogn i italiano snpra bandil'e le vigliacche insinuazioni dei paurosi che ignari delle nostre forze, ad ogni voce di guet·1·a veclono il paese a soqquad1·o, e non rammcntano cho e debito nostro continuare I'opera delta gcnerazionc che sta tramontando, e non sanno che il compilo noslro c oggi di grnn lunga piU. .-faci le che non fosse quello di coloro che ci hanno pl'eceduti; ed hanno clirnenticalo chc venli anni or sono, appena compiuta la pro-
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DEL :\lf:;TODO l'EGL! STUfJI
PER LA l>IFESA TERRITORIALF.
clamazionc del Regno, quando le provincie costilucnt i lo Stato non conlavano che (I) appena i 3ft.. dell a odiema popolazione, mentre l' Austria era accampata in ens a nostra, padrona del Quadrilatero e delle duo rive del Po e del Mincio e, allora, naturale protettrice dei principi spode~ l at i (fra i quali il duca di l\Iodena avea seco un simulacro d'esei'Cilo, e minacciava riscossa), mentre il 'Papa to era in aporia guerra col nuovc, Regno, eel ancora po:;sessore di un tcrritorio ne! quale accorrevano mercenari sl ranieri raccolti dalla reazione in tutta Eu1·opa; con uno Stato novella, ben lo~la~o df~l prescntare quella compatlezza cui si e anivali in questi ultnm annt, con uno Stato laceralo dallll'iganlaggio, e finan7.iariamente oppre;;so da un enorme di~aHlnzo, in mezzo allc diffidenze di quasi tutta I'Europa, ooi uscimmo lt·ionfanti e dimoslrammo a! mondo l'impotenza dei nemici d'Italia e la ragione dell a noslm csistenza. Ogni Italiano elte rnmmcnti qucsle vicencle, e si guardi attorno non puo a mono di sentirsi oggi rinf'r ancato, ma :neJlo stesso tempo deve riconoscerc: che mol to ancOl'<L resta a fare; cho in mezw alle tctre nubi che i>i vanno addensando su tutta, l'Europa, !larebbc imperdonabilc colpa ilnon fare per lo niluppo e per l'assello delle forzenoslre sagrifici proporzionati a quelli che ogni altro gran de Stato sLa, facendo; eel in fine che sarcbbe suprernamente puerile il credere di sfuggire al pericolo col semplico destreggiare, eel« il dnrsi l'uia di un popolo chc non si vuolc mn.i impegnare e la cli cui all.eanza e cla tulli aviclamente ricet·cata, mentrc qucsla amicizin, qucsla.alleanza, gioverebbe assai a noi e non sarebbe che di mediocre aiulo arrli altri (2) ». u Fortunatamento, i provvedimenli propugnati clal minislero della g.uerra, le re~en~i proposte sulla istitnz ione del tiro a segno nazJOnale (3), d nsveglio clello sp irito pubb lico, il concorso cli tutti i poteri dello SLal:o accennano ad un nuovo vigoroso indirizzo, mac necessaria che in tutto il paese si trovi preparato il terreno.
« Les plus sage:; institutions militaires, si !'esprit publique ne lcs adople pas, resteront letll'C morle et periront par le manciue d'intelligenco dn detail et par les fausses applications qu' introdui nt l'usago » tl). E pur troppo seci guardiamo atlorno, se badiamo alia facilita col la quale le piu a:;surclc noli~ic militari sono pre:;e snl serio, alla facilitit colla quale nolle questioni che interessano la difesa si passa dallc l'olli speranze alle esagerale paure, dobLiamo cli1·e chc molto ancoJ'a resta da fare in Ilal ia pcrcllc le islituzioni militari di~·enlino famigliari allo spi1·ito pubblico. « Se gli st1~di seri, scl'iveva il colonnello )'linonzi (2), non abbandana troppo in Jtalia, quelli poi di cose ntilitari, ftwri dell'esercito, possono dirsi piante esotiche di wi i pil't ignorano la esisten::ct. Fallo doloroso quando si consideri cho gli studi militari, i quali loccano tanto da vicino l'onore e l'csislenza slcssa clella nazione, se ebhero scmpre auche pe1· lo pas:;ato grancle importanza lJer ogni clusse di persone, ne hanno una mol to maggiot·c oggi chc, prcvalendo il principio del :;ervizio obbligalorio per tnlti, ogni ciuadino dovril con:;iderar:;i soldato. Fauo quaoro doloroso altrcltanto vero, giacclu:~ io credo che non ri sia paese che eguagli il nostro nella genemle e clici(tnt pun crassa ig1wrm~::a cli ll~tlo cib che si ·ri(erisce atl'esercito. Cosicche ·i dotti steiisi., ment1·e si vergognerehbel'o cli non avorc qualche elementare nozione di medicina, cl'astronomia, di numisrnatica, quantunque e:.tran ee ai Joro sludi . non arrossiscono poi cli confessarsi digiuni d'ogni ~·onoscenza militare; pror.unciano a faccia tosta spropositi da cavallo sol che dicano due parole d'armi o di guena, e vantansi quasi a. tali cose profan i, come un giorno fu mocla cli ea vallcria van tarsi analfabela >~ . Noi sperinmo che in breve nnche queslo qnad1·o abbia a prenderc tinto piu serene, eel in ogni modo, nel des iderio cli contribuire a questo risultato oiTriamo al pubblico questo noslro lavoro ne! quale per quanlo le nostrc forze lo hanno conscntito cercammo di renderc chiaro eel acccssihile ad ogni in tell igenza il proulerua della noslra di-
(1) .~1 31 dicomlwe IBG! l;l popolniorw del regno e!·a di 21,77i,333 nhitauti. (2 ) V. f/Eser·clto /ialia11o . \ I mng~i0 1881.
(3) Vc.!nsi la 1\clnzione della commi<si011<1 l""' lnmento re presentnla dall ' onorcvole · Daratieri nclln to1·nntn del 10 dicembre 18SI nllu ~a m er" dei deputati.
(I) Aln·egd de L'art de la UtiCI'I'C. l!.xt?·aits des oeuvres fle Napoleon, Jomin·i , I' ..t?·-
c/iiduc Cl1arles etc. annotes par 1•. N. llosstJ•. Pm·is 1871. (2) Nuova Antotogta, anno 187•1, volume XXVI. -
Di(esa Clello Stato .
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DEL .\IETODO NEGLI STUDI PER LA DJFESA TERRITORIALE
fos~, di ispir~rein ogn i Ilaliano un giusto scntimento della potenza na~10na!e, dl far comprendere a tutti quanlo possa sui nostro territono na~ural~1ente ~·ortiss imo una nazione di venli novo milioni, concord~_nel sent1m~ntt,,n~n invidiosa~el bene dogli altri, quale cl'ltalia che 1tspetta tutt"' ed e 1'1.80luta ad estge1·e da t1ttti 1tn eguale 1·ispetto a q1talu1tqtte costo. '
RIV ISTA EST ERA
T01·ino, gennaio 1882
G'
PERRUCCIIKTTI
LA NUOVA EDIZIONE DEL REGOLAMENTO 01 ESERCIZI PER LE I. H. TRUPPE Dl FANTERIA AOSTRIACA
I.
Napoleono raccomanua >a di cangiar tattica ad ogni dieci ann1, pet· conscrvaro una snperioritit sull'a vversario . Questi cangiamcnti , ch'e61i ha !'aria di suggcrire come fossero un mezzo per coglicre alia sprovvista l'avvcrsario con metodi inaspotlati di combauimento, sono invcce prodotti dalla neccssitit di tener l'accordo della tattica coi perfezionamcnti iutrodotti nei mez1.i di gucrra, e colle trasformazioni che aV\'engono ncllo stato sociale. Non c certamentc all'!>,scrcito austriaco cho si possa rnuovero rimprovero di Lrascm·auza uel mautouere questo acoordo. Ogni qualvolta le idee ta ~Li ch o parvcro prouc.lore no nuovo indirizr.o, i rogolamenti di esorcizio per la fantoria furono rinnovati iu parte od in tu tlo a seconcla dei nuovi bisogni , I l regolamento d'esorcizio dol '18.~3 ritencva i cacciatori utili " per << ago,ro]aro J'att11cco, c per rondorc difficile qncllo del nernico » ; erano caLcue cho coprivauo il vero ottacco, cTncl lo alia ba ion~Lta << mezzo << piti. sicuro di ogn i altro por cacciare il nemico dalla sua posizione • · Nol 18ii I fu pnbblicato uu nuovo regolameuto e parve una rist:unpa del precedentc, sobbcnc accottasse la colonna di divisiono. l\el 1863 sotto l' impressioue della gue1·ra del '18ii9, fu con un nuovo rcgolamento data una importanza massima all' assalto colla baionetta, << il 1
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RI V I ST A
" piCt cflicacc ed il pm potentc di qualuuque altro mezzo per ollcucrc « una decisionc >> ( 148). I comandanti di compaguiu rivolgevuno tutte le cure «per indurre « negli uomini affidati al loro comando, la per;;uasione che nul la possa (( resisterc all'urto )) ( 168) c fu con que:;ta persuasione chc le tru r pe andnrono a dar di cozzo con tro il ti ro rnpido delle fnntcrio prussiane dopo osscrsi esercitate per quattro anni « ad esegui re almeno ttn assalto alia fine di ogni csercitnztonc • (H\8) ('1). Ne! •t 868 un nuovo regola mcnto vcn nc a corrcggere lo spirito del prcccdente, dopa avere cspcrimcntato le consegucnze delle uuovc armi. Esso comprendeva solameutc la istruzionc iudividuale, quella di plotonc e quella di compagniu . Xcl 1872 vi tenne dietro la 2• parte, che trallaYa delle evoluzioui di uuo o piu battaglioni . La Ri~Jista Jl ilitare diede con to di questi rcgolamenti uel t 873 (2). Senonchc precisamente uu <1nno dopo tutto il regolamcnto er;~ rifuso dando nn Ol'diuc alquanto diverso al lc materic in esso <"Ontcn utc; col proposito di far cessm·c ogni distinzione tra esercizii in ordinc chiuso, cd esercizii in orcliue spnr:;o. Ora poi ne! 1880 in occasionc di mHl. t'istampa · dei rc"olnmenti di csorcizio del •1874-75 fu sontito il bisogno cli introdur;i csscnzinli modi ficazion i per mettcrl i in :trmonia coi nuovi principi i di tiro; c la cosi dctta nuova cdizione fu la eonsegucnza cli qucsto l>isoguo. La divisione di questo rcgolnmento corrispondc ancora a quclla di cui c:;so e una ristampa. Xolln prima parte si comprendono le isLJ'U zioni indivitlnale e tli riga, di plotone e di compagn in, oltre alle posizioui, ai movirnenti dei gradnati, ed agli eserci:r.ii gin nastici ; nell:J seconda parte c contennta l'islruzione per l'impiogo di un battaglionc c per qn ollo cli un reggirneuto: fanno scgu ito alcuni <:cnni sui la condotta c sull' irnp iego dei grossi corpi, e altri un poco pitt cstesi sui combattimcnto . ' Questa c la parte cssenzialc del rcgolamento, il quale consta di novo capitoli, non occorrendo il tener nota dcl!e appcnclici, che ricruardano le disposizioni speciali per il t·eggimcnto pionieri , e quell~ per le paratc. Ogni ca pitolo e a sua voila di\' iso in sczioni , in modo pero che per ognuno di essi la materia traltala c ordinata colla slesso mctodo. (I) Di qu esto ,·cgo lam en to fu fn tta u11 a t1·adnziono itu liana. e sta mpata uel 1805. (2) 111visla Milita1 e del giugno 1Si3. 1 1·cgol amenti di esercizi e d i evolu:ioni per Le lt·ttppe a piedt in Juslrta cd i n P1·ussia pc 1· 0 . f! nr atieri.
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ESTER A
Le due prime sezioui di ogni capitolo abbracciano la ~~rto formal~; · n" col titolo di generalitd comprcnde la compos!Zione, la dl1a pru ... . . - 11 _ ·.· le formazioni fondamentah, e lo norme genera 11 su a ma VI!>IODe, d · b ]" cl niorn di condu rre il plotone, o In compagnia o 11 au_ag 10ue o qu . ri parto iusomma, cni il capitolo rinotLc; la seconda sez10ne trattn Jet movimooti. . La tcr:~.a sezione in ogni capitolo parla della preparar,wne al cornbattirnonto ncl plotonc, nclla comrrtgnia, nel batw?ltone, _o ~wl :cgcrimcn to. Si .comincia coil' irHlicare per oguuno d1 qu6st•. np.:~~tt la ~arto chc potrebbe avore net combatLirncuto, scgu.e la man•cra tit con,durvi:;i, come approfitt.at·e del tct"l'eno, cou __qu~h norme n:>are del fnoco e via di :;eguito. Questa c la parte pm 1mportantc del regolamcnto. Le matcrie che vi sono trattato, sono essenzialmente quellc t<~llllrcso ncl nostro ammae.5tramento taUico. Tutlavia l' ~vcrnc_ latto ~)arte integrante del regolamcJttO di cs~rcizii m::mtiene ovtdcntc .'l. r~~l~ ·ctto cho la tattica applicata o quclb lormale non sono dne co~o' t ~crnJllente di:;tinto ed iu corto modo indipcudenti l' una dnl ~'a~ Lr~, ~na cho In secouda non e chc uu avvi(lmcnto all'ahra . L'tma lllhHt• lorniscc i ILlczzi e l'altra gli ap pl ic(l sccondo le circostnnzo. ~cl ~eort•s;o dclla isteuzione qucsto leg<~me ha dn e~serc sempro senttlo, m lil_otl~ chc tanto nella mentc delle truppc come in quella det gr~iluatt s~ dc,·a rormare un chiaro c.oncctto ,;ul modo d' impiegare lt~lmcnte 1 prccetti ed i movimenti gcomctrici appresi in pia~za d'~rm1 . Una quarta sezione in ogui cnpitolo trat~a degl' . o.nol'l . . , 11 siste1na d'imquadrarc collo stcsso ordme tutt1 1 proccttt del 1 egolamonto di csercizio dove riuscirc assai utile al~'inseg~a.mento . Quest~ sistcma e soguito quanta piCt scmpolosa n~cn~e . e poss1bd: ~ucho_ capi to!i i cruali trattauo dell a is tru:~.iouo ~11~1 v~dualc e d.I ng~ ° CcJ .I,Imontc espone a qualche ri pctiziOllO, od mfattt S!CCOnlC tl Ci~ptlO~O chC tratta del plotone devc esscre complrto, avvtcne chc alcunt dot pr~ cclli in esso contcnuti si troviuo da capo a proposito della con~pa?m~ del bauaglioM, molto piu chc c raro il caso d'iucontrarc flcluam t 0 . . 0 cli e~sere rimandati ad altri punti del regolamento. TnltaYia malgrado qucste ri petizioni il_ regolamen:o e as:.nt COlll"l.SO: Esso abbracci:~ 934 capiversi, contcmutt m 323 _pagm_e ?ltrc le d1cct d'introduzione. Non e molto se si einou.e, che m cos1 piCC~lo vol u_n~c e 1-iunito quanto si trova sp:nso ncl nostro regolamento dt csorctzto comrn·csa la scherrna di baioncttn, o la gmnasttca, ne ~ . nostt'? amm<tcstrnmento tattico , ed in unt\ parte del regolamento cl tslnmonc.
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II. la parte formale non es1ge molte osservazioui. In general~ questa parte della tattica si appoggia sopra j teoremi della geometna, e sopra alcuni principii elementari, ammessi oramai 'indiscutibi lmente presso la maggior parte degl i eserciti . Per~io n~n vi sono essenziali ditferenze tra i movimenti eseguiti dalle . laute~Ie austmche per passare da una formazione all' altra, e quell! usat1 , per esemp10, presso di noi. l a compaguia che secondo if n0stro regolamento si ripiega sui plotonE\ esterno, sectl~~lo Jl. rego lamen.to austrwco si ripiega sopra un plotone. centrale. '\ 1 e mpnrm 1o d1 tempo; ma c un risparmio cosi t~nue che ~on va le la pena di discutere quale dei due metodi sia .PIU vautaggwso . Altrettanto inutili riescirebbero altre discussioni sopra alcuue dif-=ferenze Mile manOI're. Ttntavia sara oppon uno l'osservare che la base del manecmio dell'a~·~~e e il bTaCC.-M'me. i'nvece di ~ssere il pied- a1''1n come ~~;esso di no1, cl~ e. manca 11 mov1mento cornspondente a spall-a1·m, e che inve.ce v1 e un mor~o di tener coperta l'arme per i tempi piovosi, sirrnle a quel copr1,t-ann, chc ebbe corta vita in uno dei nostri pas,sati regolamenti . . La m.arcia di. front.e .e oggetto di mol te cure e di provvedimenti smgo.lan; tra gh altn e da notars1 cruello dell 'indicare prima cii mettere m mov1men to la truppa un pun to di direzionc, come un alhero 0 la strada r.aJ:allelamente alia quale il riparto camrnina. Scoi)O di q~wsta prescnzwne e (1uello di rendere possibile la conservazion.e del le d1s~anze, e degli inten•alli fra gli uornini rn entre muovono (58) . E pure da notare che la compagnia si ri unisce ordinariamenLc in .colouna serrata e nou in linea a meno che sia stato ordinato es )ressamente cli riunirsi ripiegata; e cbe la colcinna a dist<Jnza inte!·a c eccezionale (H·7- 479). · La difficolta dei regolamenti sta nell'imporre limiti nelnumero delle fo rmazioni e dol le trasforma zioni. Secondo la hella rnassimn del re.-golamento prussiano di esercizii , l'istruzione deve abbracciare soltanto « quelle poche formazioni eel evoluzioni piu semplici, che bastano •« a tu tte I' esigenze del combatti men to ". · · Durante la pace per desiderio di migliorarc l'istruzione dei soldati
EST£RA
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od in omaggio a certe idee, cbe fanno il loro corso e passano, ovvero per accogliere le proposte di certi abili manovrieri, che ncllo sfoggiare in piazza d'arrni i loro talent.i dimeuticano lo sco~o pc1· cui c costituito l'escrcito, il regolamento s'ingrossa, rim pinzato di movimcnti strani o scenici. la guerra colle sue esperieuze fa riconoscere I' inuti lita di qucsti moyimeuti, ed allora succede uu lavorio di eliminazione ed il rimaneggiameuto dei regolameuti. Questo lavorio appare ancl1e clal confronto del regol;)meuto di cui stiamo parlando col pr·ecedeutc, di cui qucsto non vorrebbe essere che una sempl ice r istllmpa. Nel 1 87!~ regnavano sonane ed esclusi\·e le idee del Waldert;ee; ed il regolameuto ne risenti I' inOuenza colla soverchia importanza data al terreno; influeuza da cui non seppe bastantemente sottrar~i nemmeno la nuova ristampa . AI Iora fu introdotta la po;,;izione di accoccolcttci (hoclcend) e da questa posizione il soldato dovera far fuoco . Allora fu perllno insegnato il modo · di avanzare strisciando . La uuova edi zione del r·egolamento non parla del fuoco dalla posizione di accoccolati, e vuole chc il soldato si riahi per sparare; mantiene pero la marcia strisciando, piu aclatta ai mo·icaui che alle tru ppe regolari comhattenti in una giomata campale, ma non si arresta pit\ a spiegarne il mcccanismo ai soldati, rimettenclosenc alia loro sagacitit. Dove pero la reazione contro le idee cleJ Waldersee appare i)itt evident(\ c a proposito della mccolta. Una ventina di auni fa il De Cristoforis in que! suo aureo li bretto ·Cite cosa sia let g1terra, lodava il rPgolamento piemontese perche con appositi esercizii di piazza d'arme abituava la fanteria a riannodarsi, quando era disorclinata. Il rcgoJamento austriaco del ,187·\. aveva ccrcato di ottenere qualche cosa di piu, e cli far attraversare le regioni dt:l fnoco intenso sciogliendo ogni legame tra i soldati, per riannodarli in una posizione piu prossima a quella occupata ual nemico. Si lasciava all'arbitrio del soldato ed alia sua intelligenza la scelta dei modi piu opportuni per avanzare. Ogni soldato moveva successivamente, e coli' approfittare dei pit\ piccoli ripari, e coll'avanzare in tuttc le anda'nre possibili, ed anche un poco in quolle impossibi li pareva ch.e dovcsse rendere piu clifficil e ai proietti nemici cli colpirlo.
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La .Ri D~sta, si oc~up() giit 1li qucsto mo,'imento ('I) c dopo di avernc dcscr1tlO Ii meccalllsmo, lo scrittore finiva coll'csprimcre il dubbio -eh'csso fosse troppo compl icato, e troppo sminuzzato . Ivi faccva anche co:llo del gindizio csp;oss? del maggiore (<'ra colonnello) Hotze, il quale non mancant d agg1uugere savie osservazioni sui danno che pro,·eniva dall'!ndccisionc chc simil modo di procedcre dove>3 apportarc 31lo sv1lnppo del combattimento. : \ ~lom la t'~lccolta. poteva f~rsi peril no individualmente o per fila. Oont soldato m ogm fila p3rltva succcssi>amente per andare a riformat~e la riga a 150 cd a :200 passi piL't avanti, dopo esser~i fermato a r~~~rcnd?r fiato. p~r ci~IC o tr~ voltc durante il cammino percot·so. E1 a endcntc d nschto a cu1 espoucva un movimento di simil natura . Esso era hasato interamente sulla ca lma e sui buon scHso del soldato. l\1a nci m.omcnti piLl c.ri tici del combnttimcnto, ch i puo sperm·e la .cnlma eel t1 buon seuso? Sarit mc~rlio ccrcare lo slancio' c la. 0 scw rc n1 graduati il compiro cli dirigcro questo sl:mcio. . Iu t~nto J~u.lla potcvu parere pitl str3no di questo alloutamento nci vmcolt tatt1ct prnticato propriamctite, quando piu intcressa d' im pedirc Jo scompaginamcn to. · . Il soldato non trovcrit gran difficoltit a scoprire sagacenwnte un -t'lparo, HO troYeJ'it assai di pi(t ad ahbaudonarlo una volta che l'ahhia trovato van taggioso per stnrvi ri parato. Qucsto risponde pienamen tc alia natura umana. c lo sparpagliamento dovuto alia raccolta condnrri1 a sacrificarc u.n bnon .numero di graduati impegnati a spingore in~anzJ 1 loro. dq>endentt aggrappati troppo tenacemente dictro ai ripari c.he qna e la hauno scopcrto con Lanta sagacia. In verit..1 non si pu6 lodar. tro.ppo uu movimcnto the comluc.a a questo disordine. 9umdt l.a 2• parte del rcgolamcnto ne! t875 raffredda,-3 giit l'entusta.smo d1 coloro che avesscro "VO!uto ahusarc clella 1·accolta . II movt~ento fu limitato. alle ri ~crYe; ed anzi si pre,;criveya cbe pet· non rtt~rdare la marc1a avantt, e per non dist.ruggero la counessione tra le lmee, tanto le riscrve quanto le truppe che stavano dictro ad esse a ~·essc ro da i mpirgare la mccolta in quei soli ea si pci qnali nou era ~sso lutamen tc possibilc di attraversarc lo spazio con tutta la compagnw contempo raneamente; e che in queste stesse circostanzc la raccolta ~ovess~ e~cguirsi per riparti non inferiori in fo rza al plotonc (836). All uomo tsol~t~, al. ca pofila: al caposquadriglia era sostituito il capo plotone, alia cu1 mtelltgcnza s• potcva afficlare l'esecuzionc di un mot.
(1! L~ r ac.colta .in avanti secondo t! n·uovo 1·egolamento di esercizi.0 per le truppe a P•edt dell eserc•to attst?·o-unyarico, per F. R1so - fascicolo del gennaio lo75.
vimento, chc 3 costa di gt·nvi inconvcnienti sm·obbC' :;tato cscguito in modo piu sminur.zato . La nuoYa edizione dol regolamen to confermo iu parte questa massimn . La 1·accolta non puo farsi che d3 tutto il plotone contemporaneamcntc o tullo al piu clalla sqnadriglia, c da qnci sol i riparti che uou sono obbligati di far fuoco, come i sostegni c le rison·e, c che non tro>ano mezzo migliorc per auraversare utw zona battnta da un violento fuoco aHersario. J!erchc il ncmico si accorga il mono possibile dol mo\'imcnto, non dele esserc compinto in modo uniformc c gli uomioi possono prcndcre una distanza cd un intcrv:tllo fra loro di unc c pcr!lno di due p3ssi . La scverita rli qucslc prcscrizioni ha cnnecllato in gran parte il carauerc che il moYimento della mccolUt a\'cva ncl prcccdPule rcgolamcuto. Non si traua pitl. cl i sgn inzagliart:. il plotone, tlopo arcrgli dnto l'appuntnmento ad nn p:Jio di r,cntiua ia (li pa,;si piu lontauo, e di attcuclerc chc i soldati :;'insinuino coll'aslu7.ia dC'I I' indiano Ll'a le aspcritit del suolo, f1uo a chc abhorclano la posi1.ionc nem ica . E invecc il plotoue chc si avanza tanto compat lo quauto i: possibi lc sulle ormc del suo capo, trascinaro chtl suo csempio, I'd <ll'l'Csta ndosi ogni ciuquanta o sessnuta passi per prcndcre li:l(o. Quindi csscnrlo rc!'s3ta l'antit:a titnbanza, gl i ordini rimnrranuo pi(t con; paui eel il cornplcsso del mo>imcnto riuscir~t pitl adatto allo sropo . La raccolra serve anche di hase alle ovoluzioui dclla <·ompaguin; ed il comandantc puo non solamentc fat• ml\tarc di luogo alia sua tmppa con que:;to mezzo, ma eziandio farle mut.llt·c di formazione, c t'C c in linea farla riordinare in colonun, oVYcro il <·ontrnrio. Per ottcnerlo egli ac:cnna bre"emcntr il do>c ed il come \nole avere la sua compagnia, ed affida ai com3nd:mti cli plotonc o di squndriglia rcsecuzionc dol movimcnto ( .1.72-+73-+78-502). Quanta poca fiducia pero ahbia il regolnmento snlla riuscita di quc:>L: mezzi di manona lo si deduce dalla raccomandazion<' di ripeterc l'pesso questi escrcizii in tulle le direzioni, in tuttc le 'lndature, dallc posizioni scopcrte come da quclle riparatc per raggiungcre la massima sciol tczza, in tJUesto modo di cnmhia re di Jocaliti1 (284-) . Probahilmente que:;to movimento c destinato a :>parire nolle future prcscrizioni regolamentari, spccialmente se le espcrienzc d i una gucrra confcrrucranno l'esistcnza di qnci pericoli chc si prcvcclono. Ad ogui modo sembra piu opportnno di csercitarc in tempo di pace i soldati in quci movimenti che rcnclono pi i'l Len:wi ·i Joro lcgami nellc fil e c chc pongono argine al clisordine prodotto cla l combattimento, anziche
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in quelli che aggiungono nuo-vo disordine a quello tanto difficile di evitaec. La parte piLL caratteristica del t'egolamento di escrcizii anstriaco consiste oella totalo fusione aLLuata fra gli csercizii in ordioe chiuso e quelli in OI'dine rado. · Questi non esigono comandi speciali. Quando il soldato ha imparato ad :-~ priro le file ad uno, a due, oc~ a tre passi cl' iutervallo e gli uomiui di seconda riga hanno imparato a passarc in prima (c cio gli iJ insogna to nella scuola di riga), tulli gli altri movimenti delJ'ordine sparso possono cseguirsi cogli stessi cornandi usati per l'ordine ch iuso, o dip(}ndono da avvisi e da ordini, la cui concezione mntn col mntnre clelle circostanzo. Quando e in catena un plotone non ha bisogoo di usare comandi divcrsi, per a ''anza l'e o per rctrocederc, pet· volgersi a dostra od a sinistra, di quclli che usa se i suoi uomini sono posti a contatto e in due righe. le relazioni che logano l'ra di loro le varic frazioui in cui iJ ripartita una compagn ia in ordine spnrso clipendono da criterii gcnerali, e dn apprezzamenti ~peciali. Il regolamento non mnnca dall'espone quclli , e dal guidarc l'intclli ~enza dei graclua ti alia ricorca di questi, ma non puo dare dispo$izioui troppo assolute senza lcgare sovcrchiamcnte l'iniziativa di chi corunnda, a danuo del raziouale sviluppo dcll'nzione. Qnindi non vi c nP.l regolnmento nustriaco un.. C.'lpitolo speciale in cui si parli dell'ordine sparso; il solrl:~to non si trova portato da un . momento all'allro in tlll nuovo ambiente; non gli si dice: finora vi ho fntto rnuoYCI'C con certi comaudi, pcrcho eravate piu accosto gli uni agli altri; ora cite il coutatto ft·a voi e allentato mu to liuguaggio; non nascn In confusione di crecle1·c chc le manovre del tempo di pace sieno di\'crse da quclle del tempo di guerrn? Vcramcu te sarcbbe difficilc il punsare ad evoluzioni forma li in ordine spar:;o, senza creare una sagoma troppo inllessibile per essere adattata ai bisogni della gucrra . ~elle prcsenti condizioni l' Ol'eline sparso non e altro dw l'impicgo del le trnppe in modo ntlatto al tcrreno ed nllo circostaoze del combattimento. Quindi con molta rngionevolezza qua 1tto r igu:~rda l'ordiuu spnrso e compreso uni capi toli che riguarclano l'ammaestramento delle truppe a! combattimento. Ivi si clanno procctti e snggerimeuti piuttosto che comandi c-d avvisi. Tocca ai gr·aduati di tnettcre in prntica i prccctti secontlo le circostanze valendosi dei comandi cltc sono iudicati nella tattita formate, c degli avvisi pit't opportun i per spiogarc cio che essi vogliouo.
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Le consegncnze di queslo modo di conccpire l'applicaz.ione dPll'ordine sparso sono parecchie, e cosi importanti, che HOn e possibile di passarvi soprn. La prima cli tuttc e quclla che una escrcitazionA in ordine sparso e semprc collegMa ad un tema tattico, e rappresenta un combattimonto, od al meno una delle fasi piu intercssauti, per le quali esso passerebbe in realta. Quindi in piazza d'armi non si fanoo applicazioui di manovra in ordine sparso . Gia dal ~ 862 iI regolamento allora pubblicato rammentava, che l'uso dcll'ordine sparso sopra una piazza d'armi sgombra e piaua sarebbe da consideral'Si come uu errore im perdonabile, che potrebbe facilmente dar motivo a false idee cd alle piu gravi conseguenze. Collegata ad una situazione tattica una mauo.vra in OI'dine sparso escguita in piazza d'armi non puo dar lnogo ad altro che ad uno dei piu gravi problemi, che nollo stuto odierno delln gucrra s'affacci a colui chc e incaricato di un comando presso le truppe di fanteria. 11 problemn e quello di attraversaro un vasto tratto di terreno totalmcute sprovvisto di ripari contro i proiettili ncmici, c di punti d'appoggi per avvnntaggiarc l'oll"ensiva. E un caso tlccczionalc anche in guerra, ove il concorso di ultre truppe ne reudcrcbbe mono difficile la sohnionc. Un'altra cousoguema non mono irnportante u quclla di trascurnre aiTntto la doterminazione di una forma normale di combattimento, da servire per ogni caso che si prcscnti senza nll"aticare la mente di chi comanda per adattarsi alle con tingenze delle situazioni tattiche. Ogni combattimento passa per certe fasi, le quali considerate da un punto di vista assai clevato possono ritenersi scmprc oguali. Esse possono servire di base per fonnularc alcuni principii geoerali di condotta da snbordiHare allo scopo del comLattimento, alle forze che vi prendono parte cd a quel complcsso di circostanzc che costituiscono cio che coo una parola gcnerica si chiama situazione tatLica. Ma il voler concretare questi principii in una forma di combauimento che serva tanto per la difensiva, come per la oll'cnsiva, per i piccoli corpi come per i piu grossi , per l'azione dccisiva come _per la temporeggiante e una illusione che intanto apporta un danno 1m~ media to coll'inLorpidire l'intelligenza rendeudola superfl na all' atto d1 concretare le disposizioni per il combattimento. ANNO XXVII, VOL. 1.
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lll. Il metoclo clell'istruziono deve essere intimamente legato at concolto di cio cbe si richiedo dal soldato nel l'azioue. Por il passato bastava che il fanta ccino sapesse muoversi con celerita e con scioltezza per ogni verso, ed a qu:~ltmquo andatura, poi che imparasso a maneggiare disin~·olto il fucile ed a spararlo prendendo di mira un borsaglio. Migliorarono le armi, e si dette piu cura al puntamento, anzi si volle che il soldato avesso delle idee sulle relazioni che con·ono tra la pt•obahilita di colpire e le dimensioni del bersaglio e la vera distanza . Gli ordini si diradarono per riuscire mono vulnerabili e que! corso d'istruziono non parve pitl. sufficient~ ai nuovi bisogni. Finche il soldato ora incastrato fi·a le righe o nelle file sarebbe stato necessariamente tra:>cinato come gli ordini del ~uperiore volevano. :\la ora che it soldato c quasi libero, quasi isolate in una..catena di cacciatori, e necessario di guidaro la sua intelligonza in modo da rendere i suoi atti couformi all'indirizzo che si crede di dare alia azione. Noi vedromo pit't tardi che il con<·ouo sui quale si basa la coudotta del combattirnonto e qnello di portare una potente linea di fuoco tanto vicino al nemico quanto basta perche ossa abbia l'efficacia di risolvere il cornbaLLimento. L'istruzione dol soldato teude a quosto fine. Per anivare a quel punto ove il fuoco acquista la mass·ima eflicacin. e necessario di attraversaro tiua grande zona di terreno, nella <Iuale gli effetti dol fnoco avversario sono sufficienti per docimare le forze dell'nLLaccante. Le manovr!} ed il terreno devono aiutare a ronderc meno dannoso il fuoco nemico. A tale scopo miravano gli esercizi della raccolta in avanti, a proposito dei quali fu poco anzi espresso il dubbio se fosse maggiore il vantaggio che so ne ritraeva col piegare la marcia degli individui agli aufralti del terreuo, ovvero il danno che produceva la dispersione degli uomiui nei momenti supremi dell'azione. Allo stesso scopo mirano le cure diligenti con cui il :;oldato oeducato ad approfi ttare del terreno. Deliberatamente parlo di ecluca-
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327 zione, perche il modo nel quale o fatta l'istruzioue tende proprio a svi lnppare tutte le facolta del soldato per indurlo a valersi oppor·tunamente degli ostaco li, dei ripari e degli oggetti loca li cho il terreno presenta . L'istruttoro deve svi luppare le inclinazioni naturali , e le abitudini dalle quali si pu6 avvantaggiaro il soldato nell'ordine rado. La istruziono deve essere coudotta a domande lasciando che il soldato da so medesimo si avvezzi a torsi d'impaccio in ogni occasioue, e corchi di porsi nolle migliori condizioni. Quindi o raccomandata la massima pazienza ; quando il so ldato esco di carregginta, hisogna ricondnrvelo pian piano ed in modo che la ritrovi quasi solo, e colla propria intelligenza (•186-187) . Da principio gli viene mostralo come usare del fucile approfitlandolo degli appoggi, che puo incontrare in campagna. E utile che la pri~na idea che viene ispirata al soldato nel mostrargli le appli·cnzwm delle m~movre al terreno, sia quel ln di usarne per aumeutare la precisiono del tiro, Piti. tardi cominciano gl i esercizi di rnarcia contro un nem ico formo e visibilo, indicate da aicuui soldati posti alia dis~nza di un mialiaio di pnssi al l'incirca, e poco o punto coperti. Il soldato ha da ~ar ciare contro essi per la via piu breve, o riparandosi alia mealio dai 0 colpi dai quali potrebbe essere preso di mira . Fino a 600 passi dall'avversario la marcia precede regolarmente. Non c'e gran bisogno di affrett<lrsi: anzi o megl io di tenere in serbo le forzo di cui piu tardi si dovra fare gran consume . Col mutare la velocitil e la direzione della marcia sara faci le d'ingannare i1 nomico, e di rendore meno sicuro il suo tiro. Oltre i 600 passi bisogna difilnrsi, all'rettare il passo, e quindi valersi dei ripari per prendere fiato. Tra i ,~00 e i 200 passi il soldato passa di c01·sa da un oo;tacolo ·all'altro adoperando tutta la sagacia o la sveltezza di cui e capace. Malgrado cio la marcia sara lonta, o si avanzera quasi passo per passo. Col procedere della istruzione gli uomini cbe rapprosentano il nemice si rendern.uno sempre meno visibi li, r.d anzi si farnnno vedere solamente ad intervalli, cosi il soldato che marcia qmtro ossi neap..: profittera per prenderli rnpidamente di mira (192 al198). Tralasciando gli altri particolari sui modo di praticare questa istruziono, conviene di osservare quanto ossa si renda precisa, e per consoguenza piu utile per la presenza del nemico seguato. Il problema
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si prcsenta al soldato nelle vere condizioni di guerra; anzi egli eseguisce una vera esercitazione di combattimento, tanto piu, che in sc- guito, ponondosi u sua volta al posto di chi sta fermo si abitua ad usnre dcll'arma contr·o coloro chi si nvanzano . Yi c poi l'altro van taggio che una csercitazione di combattimento basata sopra una situazionc tattica cosi semplicc non puo riuscire complicata. Quindi si puo arrestal'la quando occorre rip•·cudcrla, ricominciarla c via di segui to, cio cho non c sempre possibile di fare quando si tratta di scontri di pattuglie o di altre faziooi di piccola guerra in cui un curioso amor proprio viene ad infiltrarsi per togliere gran p:-tr~e del carattere istrnttivo nll'eserciwzionc. Giova pero il chieclcrsi se sia necessaria cli fare iudividualmentc con tanta pazieuza questa istruzione. Anche lo s\·iluppo dell' iniziativa ha certi Iimiti; l'oltrepassarli conduce alia confnsione ed a! disortlinc. Durante il combattimento il sold3to dispone di uno spa1.io troppo 1im itato per spostarsi lateralmeute in cerea dr ostacoli e di ripari. Il rcgolamento osset:''a in un a!Lro punto, che perfino la compagnia non ha gran liberta nella ·scelta del terreno durante il combatti-mento (53:2) . Ed allora che liberta puo rimanere al soldato? Forse qnella d'indugiare c di affrettare la marcia. ~[a allot'a invece di avere squadrigl ie che muovono, potra dar$i eh'esse si tramutino in una processione di soldati titubanti nella Ioro condo tta, privi di slancio, restii a smuoversi cla l posto che occupavano. Non mancarono cerwmeute buonc ragioni al legislatorc per aver fatto un assegnamento cosi largo snlla iniziativa iudividuu lc, e per r,ercare di svilu pparla fino agli estrerui limiti. Tuttavia senza essere profeti, si puo prevedere non lontano il giorno, in cui si preferira di tornare a restringere i legami fra il soldato e la sua squadra, senza Ja quale egli e nulla sui campo di bnttaglia. Andranno rorse perduti mo lti di quci vantnggi che si attendono dnlla intell igenza indi viduale, resa piu libera di cercare mczzi per coopernre all'nzione gencrale, magnadagneranno maggior compattez1.a gli ord ini; e questo equanto piu preme in guerra. L' importanza annessa dal regolamento alia squadriglia, ed il suo modo di muovere e agire a stormo lascierebbe quasi chiedere se non fosse stato piu op portuno che l'addestrare i solclati al coruba ttirnento , si cominciasse cl31 momerito in cui cgli fa parte clella squaclriglia, in- vece di arrestarsi laoto all'ammacsll'amento inclividuale.
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Col progrcsso della istruzionc il regolamento si $ludia di rcnclere · pi u faci li le relazioni del comando . Da un lato determina ncttamente le attribuzioni e le responsabil ita per ogn1 grudo del ta gerarchia tattica. Dall'altro tcllde a formare una unitit di Ycdutc in tutti eoloro che prcndono parte all'azioue tanto se sono invcstiti di un comando, quanto se dipcndono . Richiamato ad un concctto $Cmplice il modo d'impiega•·e le truppe nel combattimento, e diviso .il lavoro tra ognuno di coloro che vi prendono p.1rte, sara tolta gran parte di quelle cause, cite possono recare con f'u sione nei dirllcili momouti della lotta . Questo coucetto c assai so mplice; fu accennato piu addiotro, e sa•·it meglio spicgato piL\ innanzi. Si tratta di riserbarc l'azioue delle armi al momcuto in cui essa aYril la maggiore efficacia, e di dare le disposizioni opportune perche in que! momento il concorso del fuoco sia ilmassimo. Ciascuno per la sua parte trncle a quesli dne seopi; i comandi superiori provvcdono ad accumular truppe senza csporle iuutilmente; i comanclnnti mono elevat.i pcnsnno a trascinare avanti gli uomi ni cercando cli conservarli il m<'glio possibile, a traYcrso alia pioggia dei proicttili aYversarii, ed a mantcnere la calma e la precisione dPi loro fuochi, tosto che sia giuuto il momento propizio per svilupparli; i soldati fina lmente concorrono «"Oil'intelligenza c molto piu colla obbedienza a;soluta ai loro capi immediati . La squadr·iglia e abituata a peuclere dai cenni del suo ca po. Devn bastarc u11 scguo, un moto della mauo, un breve •·icorclo alle istruzioni passatc, pcrche il capo squadrigl ia possa fa•· muovere i suoi uomini, far comiaciare, accelerarc, rit1H'dare e sospcuderne 1l fuoco deve anzi bastare per spingcl'l i alia baionetta, ocl arrestarl i sulla posir.ionc pronti ad una teoace rcsistenza (383) . Non sono pitL comandi; o !' intui to che si stabilisce fm le personc le rpwli hanno nna lunga ahitudinc I'm loro. · In ccrti momcnt.i il eaposqu11drigl ia non :~rrivcril fncilm ente a richiamarc l'all.euzione dei snoi nomini; forse non gli basterit nemmeno la Yoce. Per qucsti momcnti cgli ha il fischictto. I! fischietto in generate sunoga la tromba nell'aziouc. r oler dirigere le truppc a suon cli trom ba ,;arebbe come se alle cause di confusione naturalmeute couuesse col com battimento, altrc se ne volessero aggiungere di pro posito dclibcrnto . Il regolamcnt.o limita ai momenti piu decisivi i segoali di t1·omba, e restriuge la faco lt:'t di usarne :~i soli comanclanl.i superiori. Nell'escrcito anstriaco vi c pm·fino chi vor-
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rebbe far taceFe la teomi.Ja anchc iu quci rnomcnti pcrche ri tJcuc, che giovi piu a mettere in guardia le tntppe avversaric, che a spingere avanti le proprio. Invccc della tromba il fischietto SOf\'C a richiamarc l'attenzione dei subordinati sui comando o sullo disposizioni, che seguiranno al sihilo Non si tratta clunquc di sostitnire ai segnali della tromba alcuni sognali Jatti col fisch ietto; ma solamente di gr.ttare nn nsch io, per far aprire gli orecchi, o gli occhi ed ascoltare i comaudi, o guardare i c~nni .
Il capo squadriglia fa cseguire gli ordini, che gl i sono comnnicati, e s'intercssa di tutte le miuuzie che coucorrono alia loro esecuzione. Indica i ripari per· coprirsi c riposarsi, guard;.~ la posizione clegli alzi , dispoue gli uomin i e via di seguito. Il capo plotone sorv<'glia che tutte le squadriglie ~chierate concorrano all'azione, divide la sua attenzioue fra tutte indi:;tintamente, e sorvegl ia che i suoi ordini sieno giustamente esegniti (397). . In questo modo la mcnte del comanduntc di compagnia rimane pi tJ libera, disimpcgnata dallc miuori cure dell'esecuzioue. Egli stosso puo dedicarsi con maggior calma all'osset·vazione del ncmico, per studiare i mczzi di operarc contro di lui a secouda della natura e dello scopo del <'ombattimento. La compaguia nella rMntc dei com rilatori del regolamento au::;triaco rappresen ta una larga p:ute nella manovra ; e duuquc nccessario pe1· la calma di chi la comantla il Jasciarlo libero dai fastidii del dettaglio. Col precedente regolamento qucsta libertil doveva essere maggiore. Il comaodaute di compagnia clava una succinta indica?.ioue di cio che volcva, cd i capi plotoui si ;;tucliavauo di esegnirlo nei modi piu adatti (1~6:3). · Oggi aucora il CDmandante di compagnia gode UJHl gran libertil a questo riguardo. Egli puo sostituir·e ai comandi re<>olamentari un 0 cenno sulle sue intonzioni, e Jasciare che i capi ploton i si sbrighino a tradurlc in alto . Pero questi debbono usarc dei comandi e dei mczzi assegnati dal rcgolamcnto (455) . In qucstc prescrizioni uo i dohbiamo chiaramentc vedere lo studio di rendere meno pericolosa la traversata del t.erreno nella zona piu bauuta dal nemico, allo scopo di conserYare piu intatte e pili numorose le sczioni per que! momento ~upre ruo in cu i i loro fuochi saranno pi t'L cffkaci. Le esereitazioni di cotnhattiment.o si tivolgono secondo temi assai semplici; esse rappresentano una singola fuse del combattimento, e
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col replicarla sopra i varii terreni, eel in diverse circostanze rendono evidcnti le varie applicaz1oni cletlo ste8~o principio. Si cvi tano cosi quclle manovre un po' fantastiche, nolle quali piccolo frazioni di truppc si ccrcano e si inseguono sopra vasti tratti di t.erreno per sorprender·:;i, c god ore dell a gif)ia di facili lJ'ionfi ripor·tati con simulacri di combattimenti inverosiJJlili quauto incruenti . l e csct'Citazioni hanno per scopo lo svi luppo della disciplina e l'nffiatamonto dei comandanti coi comundati. Esse dcvono rapprcscntare i casi piu prolJabi li, c lasciarc alia sagacia dcgl'individui, ed alia ispi1·aziouc del memento la soluzione di quelli mcno proballili, c meno facili a raffigurarc. Percio le uorme date dal regolamcuto austri:tco per l'esecuzione delle manovre tattiche, conducono e~cl u sivamente alia esecuzione di movimcnti contro un nemico scguato. Sono man<?vre lt'gatc. Da una parte il ncmico raffigurato da pocbi soldati che segnano la posizioue, e stanno fei'mi o muo,·ono sccouclo il camuerc del combattimento ofi·ensi\'0 0 difcnsi>O . Dall'altt·a il Jrappello dei soldati da istru ire, che mnovono contro il nemico seguato o tent:JUo di anc:;tarnc la marcia ·col fuoco . Il ncmico c pre~entc c visibile, ~er'YC a JH'ecisare le idee, a d:1rc un inclil'izzo ai fuochi, a determinarc le distanze, ma non di:;turba il corso regolarc della istruzione con ruosse imprc,·edutc, o con sot'prese inutili . Quincli la i struzion,~ procede regolarmoutc, senza sba lzi, puo riprendersi og11iq ualvolta dovia dal vero scopo, puo arrestarsi e condurra a sparger<l la uoziouc e la com·iuzione di quoi principii cho sen-ouo di norma pcl movimento delle truppc entro la zona battuta del fuoco nemico. E finalm on tc inter·essaHte il notare che la istrur.ione, anzi il regolamento dice: la educazionc Ut ttica del soldato fini sce nel plotoue; l'istruzione dei riparti maggwri ha per scopo di guidare i comandanti in 5ottordino a dispol'l'e delle Lruppe nei limili della iniziaLi,-a loro assegnati, ed a preparnrlc per l'impiego uei grossi corpi. Questa o la vera Laso per il ripnrto tlella isti'nzione. Gli esercizii per l'istruzione dei quadri' possono valcrsi di ahri mezzi da cruclli necessari per l'istruzionc delle trnppo. In qncsto principio sta il segreto per uua saggia economia di tempo. Ignoro fino a qual punto sia fauo tesoro di qucsto priucipio nell'esercito nustriaco; ma non c piccolo morito del rcgolameJtto l'averlo enuncia to in term ini cosi chiar·1 e pt'eci:;i.
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fUVISTA ESTEHA
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I~ ft_IOco !1a assunta una import:tUza capitalc nel combattimcnto. 0 costtlutscc tl pern~ di tutta l'a?.ione. Esso ne accompagna ogni atto, ne accelera o ne n~arda_ la decisione, la provoca, la trascina~ od almen~ la rendc cos• fac1le, cbe basta una corsa colla baionetta pr.r \agglllngerla. La bai?netta nnzi som bra divcnuta . quasi un di pitt; I ~ss~lto non c o~arnat -~hu un scm_rlicc auo pit"t ene•·gico per prccip•lato una .so.htz•one gta_ bo~e a~vwta, per coglio•·e un fru tto gilt u•aturo, ed allct ~1arc la VIttOrta gta conscguita. Anzi J'arma da punta d_ove cedere dt nuovo e . prontamcnte il posto n quolla da fuoco se SI ~ann~ da conser vat·et vau taggi riportaLi (179 a 3 10). , ~on st potrcbbo csprimerc con maggiore larghezza il conccLto dell aztono del fuoco sui comba ttimcuto, cli qnesto che 0 clato per norll1n al ~oldato ed al capo squadriglia nella loro istmziono per la applicazwnc delle manovro. AI bisogno di rins<'ire mcdiante la supcrioritit del fuoco fa riscontro la _ne~essita d'impedirc uu int.empcstivo consumo di mnnizioni . E qmndt n~tur11 le che una soYera discipliua dC\'0 gon>I'Oarc i I fu oeo d_urante 11 combaUimcnto, scnza di chc csso de~ronerot·cbbc in nu noCIV~ Spl'~co di proiettili. A tale nopo il rcgola~•onto e largo di proccttJ c dt normo 5ull'uso dei fuochi c .;ul modo di rcgolarli . , Il. sold ato non puo c non dcvc mai fa r fuoco senr.a avor uo avu to l ordmc, ~- m_cno chc non si tratti di dare l'allarmc o di difcsa pc•·sonalo (·I o:'l-.174) . Qucsto prccetto ha il suo riscontt·o nol nostro am rnacstramcnto tnltico (70). N~lla cdiziono prcccrlentc del rogolamcnto aus1riaco, si ammrttf'\a chc 1! sol~at~ potcssc sparnrc scnza avoruo avuto il comando, anclw quando _gh SI fosse 00crk'\ Ulla huona OCCasionc di fll'Otldcrc di mira un ufficiale avvcrsat·io ( 163).
Ques~a facoJt~ f~t .tolta_neJia rist~mpa_ (~C] I'rgoJamento, pcrc·hi• si opponc': al J~ltn.ct~to _dt un~ ~agg1a d•sc1plina del fuoco , c p011:va dar luooo ad wf~az10n 1 grav1 pc•· le loro consco-uenze, e difficili ad 0 accertarc. E sem pr~ il snpcriot·c rJuo!lo cite ordiua e chc rcgola il fuoco, c dove f11rlo m modo da consci'\'arc la calma nclla truppn, c da cvilaro c!ua!unquo inuti lc consumo di munizioni (31i•l ) . Qumd1 speua una scria respon:mbilitil su qncsto riguardo ni gt·a-
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duati. I singoli tiratori spariscono; ogni riparto di truppa forma un complesso di fncili, i cni liri simul tanei sono dirc tti c regolati dai superiori secondo alcune normc adattate alia situazionc del combattimento. Essi dc,·ono apprezzare il momento piu opportuno per aprirc il fuoco ; secgliere il gencro dei fnochi da e~egni re socondo le .distauze del bersaglio, rinforzarc via via la liuea dei tiratori in modo da mantenere continuumcnte una superioritit sull'avversario, accrescore l'inten$ita del fuoco nci momenti decisivi; osse•·vare il nemico, designarc i bcrsagli sui fJUali dcvono C$sere conccntrati i colpi, scegli erc gli alzi , sorvcgliarc l'adawunen to, e fi na lmentc sospeuclere il fuoeo to~toche mauca lo scopo o la probabilitil di rinscita, oYVHro e scoosigliato da un cc•·to riguarclo alltt proYI'ista delle mnnizioui (352) . ~el riparto delle allribuzioni spctta al comandante del plotonc di far aprire il fuoco: a quella ui comprtgn ia di rcgolnrlo e di dirigerlo, cd a quello di battaglione di provvcdcre al rifor nimento delle munizioni mcutrc cltc i capi squadriglia, posti piu da vicino ai soldati, sorvegliano la precisa esecnziono degli ordini . I fuochi sono di trc specie: a comando (sahenfeuer). di cacciatori (Plaiihlcrfeuer), ed actelemti (schneU{eue1'), i qwlli so::;titniscono il fuoco indicidu,alc (Ein::cln- fenef') dolla prc('cdentc edizionc, n_on Ynlendosi nommeno il nomc di un genom di fnocb i, chc non si pcrmelte se non in easi ccceziona lissimi. It primo gencre di fuoclti c cscguito contemporaneamente da tutta nna sczione, eel in segn ito al comaudo del capo rispcttivo ; il secoudo da tutti i solcla~i di una sqnadriglia o da ognuno cli essi a volonta; !'ul timo da ogni soldato che tanto nell'ordine chioso quanto nel rado puo essere chiamato a caricare e sparare piu presto chc sia possihile, avv01'tcndo tnttavia di uon dare in una sovorchia. prccipitazione, e sospcndondo il fuoco tostocho no scnta l'avviso od il segn3le (156, 265, 3i>O, 353 al 356) . Non vi e traccia nclregolamento ui fuoco a pause, di questo ripiego che si tenta di introdune per mantcnere la disciplina del fuoco . Fo1·so si erode hastantc il comando di cessnte •il (l.boco . .lnfatti u detto che dato l'01·dine od il .segnale di sospende1·e il fiww ognuno deve assolutamente cessa1·e clallo spamre, o qucsto precctto u l'unico che in tutto il rcgolamento sia scritto in carattori distiuti (HlO) tanta e l'importanza che gli vionc data, ed anzi e ripctuto ogni qual volta ne venga il destro. Rea lmen to se il solclato inehriato dalla rnolti tudine dcgli spari, c dal scntimcuto della situaziouc solenne, non scntc pit\
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la voce che dove far cessare il suo fuoco, difficilmente consen 'era la calma che occorro per mettere da parte u11 determinate 11um~ro di cartucce, e spararlc esegwmdo le prescrir.ioni clell"artificioso fuoco a pause. ChecchC ne sia, tm le circostanze che consigliano di sospendcre il fuoco, non e enumerata dal regolamento quella di far dileguarc il fumo che intorbicla la vista dei tiratori, o l'al tra di prevouire il pcricolo cl1c il fu oco lento dcgeneri in un intempestivo fuoco accelerate (382) . Era nv tnrale cho le motlificazioni pitL csscuziali al regolam onto dovessero trovarsi in quell a parte cho rignarda l'uso dei fuochi. Da una parte fu accresciuta la portMa e la radcnza del tiro coll'aumento di polvere e di peso pel proiettilc clelfucile Worncll; dall'alLra bisognava porre i precetti tattici in armonia coi nuovi principii di tiro consacrati dalla relativa istrnzione pubblicata nel 1879. I capitoli che rignardano l'imp icgo del ruoco .souo per la maggior pan e rinnovati uclla ristampa del rcgolamcn to. · Per rifcrirne i punti principali bisogna premetterc che la istruzione sul tiro dividcva gin if ca mpo di ti ro del.la fucileria in piccolo, medic, o grandi distanze . Le piccole distanze vanno fino :-ti 500 passi (375 metri), il rimbalzo o facile in qnesta zona, e gli ell"ctti dei proiettili si possono V1}dero. Le medic distanzo so no eo mpresc tra i 500 ed i 1000 passi \375 e 750 metri); le grandi distanze al di fit di questa :.~ona . Il regoJamento ripete q uosta distinzione, o se ne serve per dare le norme cli concloua del fuoco (357). I limiti tra le zone in cni e diviso il campo utilu pel tiro della fucileria nou sono cosi nettamcntc scgnati cho i risullati e le coodizioni de( fuoco muiino sensibil mcnte ncl passarc dall'una all'altru . Ma sarobbe mal fatto il cercal'C in questa diyisionc un pretcsto per accusarc il regolamento di soverch iu sottigl iezza. Chi comanda sente if bisogno di norme precise; ma la distinzionc dei tre campi di tiro non dc,·e esclndere in lui if diritto di sostituire J'eccezione alia regola gencrale quando gliclo dettauo plausibi li circostanze. Intanto pero egli ha il sommo vantaggio di avcre alcuni critcrii precisi, e di saper-e che i suoi subordi nati llanno gli stessi criterii , dimodoche gli rius6rit piLi facile il dirigere ed il regolarc la foro nzione. In cio sta l'utilitit della d ivisione in zone del campo di tiro. ll fuo co :1lle grandi distnnze non puo essor·e esoguito da riparti inferiori ali a compagnia (339). Tuttavia il regolamento fa una cccezione
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pel plotone rlistaccato . Questa cccezionc uo~ ~i .pare ~iu~t~. Il plotou.e ha uua forza troppo csigua per oltencre unh r•sultatl d• tu·o senza npetoro in modo straorclinario le sue salve: Ed n.ll·~ra il consu~o. delle cartucco li mitnto al pircolo numoro degh uorn•n •, che costitlllscono it plotonc, diviene troppo forte per uon .dubitarc che rin~~ro •·i_rarto sia postD nella impossi bi littl di :1girc ultonor•r•~n~e ta~to 1~1u se.J l. su.o isolameuto lo ha mesgo fnori del caso di peters• l'tfOI'nn·e eh munizlOlli. Onere mentre if plotone repliea le sahre per ottcnere un qu~tlche effetto che lo oiustifi chi clel l'avcr comir1ciato if fnoco, pno dars1 che ' eil bl'rsa~~"lio sparisca prima di a>er :;oggiaciuto a quclle pera·Jlc r 1~e compen~ano le cartuccc bruciatc. fu ambedue i casi troviamo c.ho Il plotone avrebb:! fa tto bene a cominciarc p~u t.,trdi il fuoco ..Lo. ste:;so re~~"olamento aV\'Orte in un altro punto che 1l fuoco allc grnnd1 d1stanr.e n;1 si devc c~egnire, se la forza dei riparti dcstinati a far f-uo~o no~ e talc da lasciar spct·~rc un risultato soddisfaccnte (3G/~) . r\on S l saprcbbc quiudi conci linre qucsto punto coli~ fncoltit dat.a a\ plotone di ese~~"uire if tiro a distanza in cui i risultall sono scars•, scnza amo . . . .. mettcrc che di quesw rncolta dove ust\l"SJ m crrcostanze rnnssrmo. If fuoco allc grandi distanzc c fatto a sah-e. ll comau?antc . dc~l~ compa~~"nia indica il bcr:<aglio j :;e gli si prcscotassero molt1. ohbH'tl":l da [H"C~Hier cli rnira, opportunamente cgli vi dirigoril sncccsstva.mente 1l fuoco, non pnssando da uno all'altro pt·ima cl1 aver otteouto u.n rtsullat~. L'esccuzione del fuoco clasciata ai comanclanti di, plotone; aur.1 tal\ olta 11 comandante cli compagnia puo indicarc il punto in cui. vuo.le vcder concentrate il fuoco, c lasciar<' ai c~pi plotonc il comptlo d1 portare i loro· riparti nella posiziotJe opportuna per aprire tl fnoco . (o.J. l) . l\1entre si cserruisce if fL'wco il comandantc do!la compagnw de•·e os~ l" . sen·arne l7li elretti per corre""ere l'alzo. A meno c1 c11·co~tame straOl'dinariamc~te favorevoli, non"~ern bra p•·obabilc che si ahbiano da ritrarre grandi risultati da qucsta osservazionej tuttavia if regolamcuto ne fa gran ca~o, ed arriva ad ordioare i tiri di pro''~, co.m~ s.c una compagnia di fanteria fo:>se a diritturn una batteria d1 arttghcna the tira a grauata (Oc\.3) . . . Giova osscrvare una bella pratica prescrilt.'l nella csecnz10ne d~1 fuochi. Oltrr all'alzo c indicato anchc il punto su cui si deYono dJri ~~"ere i colpi. :\Ientro secondo if precedente rcgolameoto qnosLe iudi~azioni do\·cvano tcner dictro a! comando di pronti, ora devono precedcrlo. In questo modo il soldato ha l<'mpo di csaminarc il bcrsaglio, mentre eseguisco il movimento automatico, di approntarc l'arme per le Sfllll'O ( 126).
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Alle medie disW:luze si escguiscono i fuochi a salva e quelli di squadriglia. Pcro e raccomaudato che i bersagli debbano averc una ftontc ed una profondit~ di un certo rignardo e che sieno scoperti o poco coperti; per esempio bersagli di )Jattaglione, di squadrone o di bat- · tcria. E curioso che alle medic distanze si tollcra anchc il fuoco individuale purche sia fatto dai migliori tiratori . Questa pare una infrazione alle nuove teorie sui tiro . :it naturale pero che quando una nuova teoria si va facendo strada, essa non riesca a cancellare uei regolamenti ogui ricordo delle idee prcceclenti anchc quando divengono contraclclitDrie al nuovo modo cli vedcre. Malgrado i vantaggi uniti al tiro in massa, non e difncile di ottencre qualchc bnon risullato dai migliori tiratori, specialmente se il ioro tiro ha luogo durante un fuoco tempo rcggiante. Tuttavia I~ necessaria una calma ed una disciplina lroppo grande per renclcr·e possibi li in gucrra questi col pi di abi litit inclividuale, ed impcdirc che tntto il riparto irniti l'esempio di colui chc ha cominciato a spa rare (36,1) . · Allc brevi distanze il fuoco drviene gcnerale, rna non pui> Assere accelerato che nei mornenti piu decisivi (362) . Il regolamento aggiunge altre regole per l'uso dei fuochi nell'at.lacco e nella difesa, indica Cfuando sia opportuno di aumentarl o o diminuirlo o di sospenderlo. Pert) in gencra le appare una certa indecisione nell'accett.are le teorie dei fnochi collettivi; e si ri l'ela un cert.o rincrcscimento a sacrificare i huoni risultati cite si attendono dalt'ahilita di quanche tira tore migliore degli altri. In un punto c Jecito a Joro di far f.u oco sugl i uffieiali fino a ,1000 pas:>i di distanza ('lo'l ); a! tro 1re essi possono dirigerc i col pi anchc sull'avversario ben :coperLi lino alia distanza di 300 passi (36,1). I limiti assegnati al tiro individuale sono limitati <:~ 300 passi contra gli uorniui a piecli, ed a 600 cont.ro i cavalicri , tutta via si allargano questi limiti per i lllloni tiratori , e molto piu se si tratta di hersagli profondi . Questc facil itazioni non sono d'accordo con quel carattere em iHentcment.e ofl'ensivo, che fu clato alia condotta del fuoco nel regolarntmto anstriaco. Esse sono nn avanzo scivol1rto quasi all'insaput.a dalla vecchia eclizione alla nnova. Sarit impossibile che tutta una linea di bat.taglia incalzi col fnoco la linea avversaria; gli sforzi saranno concentrati iu un sol punto, e sui rimanente il ruoco sarit un rnezzo per temporeggiare, per guadaguare tem po, e per sviare l'attenzionc nemica, ma nemmcuo in questi punl.i sara lecito di sprecare scnza convenienti risul tati le munizioni, chc vanuo divcnt::indo sempre piu preziose ::;ul can~po dt
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hatta~rl ia e vi sarit certamentc sprcco tutte le volte cllc si farft fon0 ' . damento sui tiro isolato di qnalche caCC!atore, per quanta fiducia si abbia dclla sua abili tit. 11 timore che le munizioni vengano mcno ai b isogn~ del combattimento, ha dato luogo a tutti quci suggerimenti che 11 regolamen~o con t.iene circa la condotta del fuoco. Non basta pero la ccouom1a, bJso~na provveclere anche a rifornire cio che si consuma o ad avcrc qnantita talc di munizioni sotto mano, quaute po:ssouo occ?rre~'~ nei momenti supremi della lotta. Il solclato ha 72 cartucce cons~, n~1 _caxrt cli mnnizioncda battaghonc ha di chc darcaltre:l5 ca_rtucc~ per llld!Vlduo. Si crede ~rencralmcntc chc net combattimento ochcrno 11 soldato pos~a trovarsi a<J cor to di mnnizioni, se non ha un centina io cli cartucce dJsponibili. Il comandante cl! eo mpa~n i ~ e quell? . cli. hattaglione clc,''ono avcre somma cura chc gh uomtnt sicno formt1 dt quel . nume1? cl1 c.artucce che essi possono rite1~cre necessaric per le evemenze dt uu prossimo corubauimento. . . .. :E importantc cli vedcre come sia rcgolato questo 1~t~re~s~nte s~rvJZ\0 . Appena si rcnde prohabile uno scon t~'O, ad ognt ~~~!Vldu? e so m~ ministrato un pacco cli cartucce, c se s1 tra_tta . cl1 ~d.esa cl1 l?cal1t,1 ' ~rlienc sono dispensati anche parecchi pacclu; mfatt1 ~~ caso_(h c~m~ battimento difeusi vo, o dato in una posiziou~ ~ppar~ccht~ta.' 1eam d1 munizione sono· interameute vuot.ati, ed in\'Jati a rtfoJ'D II'SJ: . Nel caso di un combattimento o!Icusivo i car_ri cl~ _mt~nlZione seouono le truppe fino a chc possono sec?ndo I ~ dtsposlZIOUl del ~~ma~ dantc di battar:rlione cla cui dipendono JmmeclJat~mente. Se pot 1! tei 0 reno impedisce ch'essi seguano da vicino it movtmcnto cl~llc truppe, allora sono riuniti agli altri carri di muni1.ione . d:l roggJmento. Ad ogui modo cercano cli porsi piu vicino posst~JI~ ~lie tl'Llppc_~o m battenti ri paranclosi dietro a qnalche ostacolo dat tll'l del nem1co ed inalber;udo una banderuola rossa di gio~no, ?d un~ _la~ter~a :'erde di notte per renderc piu facil e il trovarh ash uom1nt mcancatt del trasporto delle munizioni. . I comandami di compagnia vi manclano uu drappello dt . uommt forniti di un sacco per uno, ed accompagnati da un so_ttuffic1~le per rifornirsi di cartuccc, e portarle :~lle truppe comba~t~nt1 : Ogm pausa nel combattimento c usufruita per rifornire le munlZlOUl cousumate, 0 per aumentarne la provvista ('788). . . . . l'(on si rilasciano ne si richiedono r1cevute: at _earn p~sso~o nfornirsi auche altre trnppe oltre a qnelle del battaghone cm esst fnrono · addetti (545-lH-6-788 al 796).
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Lasciamo da parte il consiglio di togliere ai morti ed ai feriti le car·tucce per rifornime i sopraHi~-enti (547). Non credo che sotto il fuoco un gr·udunto possa spingere i suoi so ldati ad avventurnr:;i qua o la tra gl i zaini dei cacluti in cerea di cnrtncce. Sono piccoli artili ci, di poco vantaggio, difficili a prtlticarsi c piu atti ad offentlere il senso mantle, che ad aumentare la provvista · dei soldati. t e cartucce di coloro che sono messi fuori di combattimonto non devono andare perdute, ma tocea ai portaferiti di raccoglicrle e di rimctterle in distribuzione o direttumente od indirettamente versandole ai parchi. Dalla minutezza delle prescrizioni regolamentari sui riforuimcuto delle munizioni appare chiaro il timore di vedersi avve~are due fatti. Che le cartuccc cioe non bastino ai bisogni, e che sotto il fuoco sia impossibile il rifornimento . Le catene muovono, si avanzano o retrocedono, gli nomini incaricati di trasportare le cartucce si smarriscono, o girano in qua ed in Ji1 in cerea della loro cornpagnia, che non trov<mo. Se prima di comiuciare l'azione ·il comandante del battagliouc non ha pcnsato a fornire i soldati, che dipendono da Jui, di un numero di cartucce pr·ovorzionato alia missione cui sono chiamati, non troveri1 forse piu il momonto opportuno per riparare alia dimenticanza. Pcro il pitr sicuro mezzo per non trovarsi a corto di muuizioni nei momenti decisivi sta nell'uso efJlcace del fuoco, e clipende spccialrnente dalla intelligenza nella condott.a, e dalla disciplina nella esecu7-ione.
V. Nolle norme date su i modo di condurre it combattimento cleve contenersi J'applicazione di tutti i precetti c di tLttti gli esercizi insegnati fin ora . Colui il quale sa pra spiegare un numero di fucili supcriori a quello dell'avvcrsario, ovvero che gl'impiegherlt in modo da avernc maggiori effetti, o che riunira tutti due questi vantaggi riuscira a piegare it nemico ai propr·i voleri, togliendoli anchc il mezzo di reagire. Questa e la massima secondo la quale e iudirizzata tutta I' istruzione del le truppe dal soldato in poi ('179-31 0-51 0). · La condotta del comhattimento st.a ne! procacciarsi e ne] mantencre questa superiorita malgrado gli sforzi del nemico per distruggerla.
339 t a :;orprcsa puo dare talora qnc:>ta superioriti1. A ,-olte un .momento bene colto puo bastare n raggiungere risultati, che non st sarebbero potuti spcrnre senza ostinati gforzi. . i\ia sono ovcnt.ualitit, c si farebbc tanto mnle a porrc m esse le speranze, qnanto a uon approfittal'nc s~ si realizzano. . . . Sorpreudet'e il nemico e sempre un nnport.ante fattore dt Ytttor•a, ma none it piu deci~ivo (<i-·19). Xell'adclitarc le norme sccondo le qnali deve procedere un combattimento, si dcvono escludere quci cnsi di sorpr·esa, in cui l'ispirazione eel iI coraggio otteugono quanto l'ar·te avt·ebhc dura to fatica ad oLteuero. Il rogolamento do\'0 considerare it caso it pit:L generate ne! quale it com battimento si svil uppa ~ome two sfor1.0 cont1n~10 ed irresistibilc, chc l'O\'escin ogni cosa coll'azrone prepondorante del fuoco. Non si tratta di raggiungere la Yittoria per effelto di una superior·iUt momentanea e casuale ma di coo1·dinare l'azione in modo da aver·e i massimi offetti uel punto cla cui dipcnde l'esito del combattimento (855). . . . Gli scontri che accadono peril comprmento d1 untl opcr·azrone acccssoria non sono og"ctto del rcgolnmento d'cser·cizii. 11 battaglione auch'e:;so combatte J'aramente isolato; pr.r lo pir\ fa parte 1 un grosso corpo di truppe incaricate della difesa o dcll'auacco di una posizione. L'azionc di ogni riparto si sYolgc in linea retta e pcrpcndicolarmente alla fronlo. Nell'olfcsa si tt·atta di giu ngere cosi vicino 11 !1' avversar.io che il fuoco sia capace di schiacciarlo; nella difesa di troncare l'impeto dcll'attaccante collo stesso mezzo. Lo sviluppo di una linea di fuochi superiore a quella del.l'avversario forma il pensiero costante tanto dell'auaccante chc del d1fensore. Guai se il difensore occupa debolmente la posizione, sperando di riprenderla una volta pcrduta, col f~t·vi accorrere numorosc ri~ervc. 11 fuoco comiuciato dal momeuto, che puo essere efflcace, e contmuato fiuo acr\i estremi momenti, e il vero pcmo della difesa . Essa terra qualche risct·va per rinforzare i punti minacciati, o per. par~re ad un attacco di fianco, ma la sua vittoria dipende dalla quant1tll dr truppa cbe s>iluppa sulla linea di fuoco (878,. 879, 88!~, 885). . . . . sr Il compito dol difensore non c difficrle. Sceghe la. posrzrone, afforza, vi spiega le truppe, ve le accnnn~la , se~za dtstu~b~rne I uso delle armi, studia le distan?.e, propara 1 fuocht, e le dmge verso quei punti in cui l'anersario e pit\ minaccioso. ESTER A
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A !'route egualo nou puo sviluppare Lmppe piLL numerose di qucllo del ~tfonsoro, ne avcro un fnoco piu officace di lui la cui calma e meg!10 cousorvata dallo stare formo eel al coperto. B1sogna che egli conccntri contro un punto solo tutti i suoi sforzi se vuole contendere valendosi dcll'unico vantaggio che gli sia conces:;o~ quello della scelta dol punto d'attacco. Scelto questo punto, oltre a farvi convergere il fuoco, bisognerlt farvi a:anzarel~ tru~pe per guadagnat·e spazio e precisione di tiro, ed intanto npararedt contmuo allogorio delle forze, per man tenere si no all'ultimo ~omc~to una superiorita sull'avversario. Ecco perche il rcgolamento da un 1mportanza perflno soverch ia a quella parte della istruzione che provvecle a f:~r muovore i soldati contro i I raggio del fuoco. ' Tra l~ norn1o con~acrato al cl ifficile problema dell'attacco ci studierem1o d1dmot~ore assw~o que lie che potranno servire a spiegarci in qua mo o s1a couce~ 1 t0 clal rcgolameuto austriaco qucsto importante aLto per le truppc dt fantoria . Il .com battimCJ.Jto non clevo andare alia cieca, ma svolgers! secondo nn pwno .concop1to e comunicato ai suo1· st1balto . l.· ' ' . dal . comnndante . ( !Il Questo prmCI[liO e r1petuto 10 vari luncrhi del rerroJamento ed: rr • , . b. . . o <> ' OoUL gradn~to st .a 1tua ~ concepn·~ tl ~odo ne I quale vuol fare agire le sue. tiUppe .m. relaz10nc alia SJtnazwne gcncrale, eel agli ordini ricevutl, e ad mlonnaro delle suo intcn7.ioni coloro che sono chiamati a metterle in atto (52'1, 522, 760, 84.7, 8M!) . Cosi d'anello in anello, dalla gerarchia si svolge una comuuauza di vedute, che deve coopcl'aro utilmente all'armonia. degli sfor1.i, 0 rimane temperata la sovcrchia iniziativa, che tenderebbe a disperdere le truppe consumandole in inntili im prose. Pen) .uno degli elcmeoti piu essenziali per concretare un piano di combat~Imen~o ~ la co.nosconza dell a situazione a vversaria . Questo elem~nL? c ogg1 m~ho pll\ difGcilc chc iu pass.-1to, dacche l'azione comm~.Ja a btabn ~a d1stanza .trn i parti ti cont1·arii. Bisogna avviciuarsi al nem~c?, ? 1g~rlo a sp10gars1, conoscero le sue intenzioni e le sne disposiZIOIII e po1 fo1·mu lare il piano. In . altrc pat:olc b ~so~oa iuiziare un serio combattimento, per determinare tl modo m Cui SI vnolo condune il vero cDmbattimento. N~n c difficilc il veclero che quosto combattimento preparative puo trascmare a poco a poco tutte le tru ppe in una azione cominciata senza preconcette disposizioni. La natura stessa dol comba.tlimento pu(J spingcrle acl uno spiegamento prematuro. Le truppe VJ sa ranno trascinate dal desiderio di svi-
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luppare snbito un gran fuoco colla spemnza di ott~nore mi~liori eO'~tti, o da qualche risultato parziale, ocl nnche dal b1sogno clt abbraCCJare gr(ln fronte per ottencr meglio lo scopo, ch'c fj uello di sapero cho vuole, c che cosa fa il nemico. Se il combattimenLo preparatorio hn p1·eso un indirizzo con forme a quello che dovra prendere tl combattimento deci~ivo non avv~nanno crravi inconvenienti, ed uno sara il soguito dell'altro. Ma se 111 qucl periodo di ta:sto<>11iamento, le truppe SI lasc1ano trascmarc per una v1a nociva al succc;sivo sviluppo del momento, allora c nccessario d'intcrrompcre \'azione, tostochc abbia raggiunto il suo scopo. Non c cosi facile di troncare a piacerc un combattimcnto alquanto serio; e invece piu facile che vi siauo coiuvolle truppc le quali non orano chiamate a prendervi parte. Per evitarequesto inconvenicnte il regolameulo suggcrisce di dividet'O in due parti le truppc. Una c destinata a prepararc l'attacco, l'altra acl esogu irlo. · Le circostame determinano quale devo essorc la forza nnmerica dolla primn, ma non dove essere molta, pcrchc da principio i: prucleuLc di oporarc con poclre truppe c guadngnar tempo per studiaro l'avven;ariu. 11 suo incarico c qucllo di <Jvvicinarsi al nomico, di obbligarlo a schicrarsi Cll a smascherare ie :;ue intenzioni, di <Jssicut·ar:;i il possosso di alcuni punticl'appoggio peri lsnccessivoschieramento delle nitre trnppe, e di garantir0 le artiglierio che staono s~:biorandosi o cominciando il fuoco (860) . E una forte avanguardin, che combatte indipendentomente, e cerea di non progiudic<H·e per nulla \'andarnento dell'azionc futura, c di non lascinrsi trascina1·e al cli lit di qnanto occorrc per ottcnore cio che si vnolc da ossa (860) . In qne:;to modo rendendo le t.ruppe clella preparazione indipendenti dal rosto, o detcrminando con prccision0 il loro compito, il l'cgolnmcnto spcra di aver tol to il pericolo, che I' az.ionc prccipiti con llll indirizzo falso o pericoloso . ~rcntrc si svolge il combattimcnto pt·eparatorio, il comaudnnt~ ha fo rmulnto il suo piano, e date le disposizioni opportune per oiTettiWI'Io. ConCOilt.ra la maggior parte delle sue l'orze in qu cl puuLo in cui ritienc chc clcbua 'decider~i l'azione, senz.a temcl'e i mome11tnuci clann i cho possono venire indebolendo a\Lri puuti cl cl ca mpodi bnttnglia (8,\.8). Questc rorze costi tniscono il corpo 1l'attacco. gsso sono radunate clirimpeLLo (ll punto det:isivo verso il quale clevo:JO marciare, perchc uel combattimonlo vi ha uua so l;i direzio11e, ed I)
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E iuntile il pensare a cambiamenti di fronte per le truppe che sono irn pegnate ne] fu.ocr.. n· raggrnppamento e regolato in modo !;he duran te la rnarcia vi siano sr~m pre i mez~i per rinfol'Zare le 1inee piLLavanz;He, e per mautcnerle cos tanternente la supr.riori tit del Joro fuoco su q uello dell 'avversario (858) . Fiuo a cbe non c tol ta ogui possibiliti.t di un avvolgimento o di un aggiramento delle linee nem iche, e raccomandato cli tenere forti I'iscrvc su i hivii pei qua li e facile di marciare avanti e sui fianchi dell:t linea di battaglia (82.7 , 837). Ecco eostitnito l'ordinc di comha ttirnento in dun schiere la cui distanza regolamentare e cli ft.OO a 500 passi (807, ·sz5). Questo OJ'dine e assunto naturalrnentc fnori della portata un· po' efJlcacc dei proiettili nemici . Sarebbe clirGcilc lo stabilire ove sia ·questo limite se si tienc conto del terreno . M::1 il regolamento parlando astrattamente ed all'infuori dei vantaggi che 11 terreno puo dare per diminuire la distama di questo prirn o spicgament•), ne fissa it lirnite a 2000 pas:si dalla posizionc nemica . Oltrepassando ques tr~ . linea J';ntiglieria comincia ad acquistare tu tta l'efft cacia, e la fnci lcri r~ comincia ad esscre molesta, cli rnodocbe la prima schiera ha bisogno di acccntua re maggiormen te lo scaglionamento delle forze, ed assumere formazioni pi;'t estese e piu sottili. I cornandanti dei battaglioni li tmsforrn<:~no in colonne cli compagnia, anzi spingono piu ava nti due compagnie, e trattengono l'a ltre piu addietro in risen-a . Il frazionamento net verso delta profonclitit si rencle piu evideute. Il battagl ionc si c spezwto in linea d:i (twco e ?'ise?·'Va (3·13,
catena, che non gli sa ra tanto facile di rc:;ist.ere ad esse. 11 desiderio di metter-c molti fucili in liuea, per aver presto r~gioue degl'impodimcnti che s'i neontrano, o la difficolt1 di soU.oporre trnt~l)(~ a considerei'Oii perclite in tan ta vicinanza colla catcna, scnza accordar loro il sollievo di rispondere col fnoco :tl fuoco, farauno si che in guerra spariscil ben prest.o qnest.o auello intermcdio tra l<1 catcna e le riserve alimcntatrici , assorbito anch' esso dalla I inca dei cac~'ic~lot··i. ta fronte occupata dalla linea di fuoco ha la medesima estcnsione che aHcuiJc il hattaglione spiegato. Ogni squaclriglia vi si spiega sotto il comando del rispcttivo capo, il quale la tiene piu r<:~ggruppata che gli sia possibile. Ad ogni squadriglia c asscgnato tanto spr~ zio sulla froute, quanta corrisponderebbe a qnello tcnuco clagli uornini chc la compongono :;c ad ognnno d'e~si fossero accordati clnc passi. Sono da sedici a 28 passi cutro i Cfll<l li ogni capo sqnadriglia gode di una eerta Jiberti1 di mOI'imento. Qucst.o spazio segn~'l i lirniti dclla sna iniziativn, ed apposita!llente fu detto che la sr:rnadriglia v~ cm spiegata c non stesa, perch~! gli uomini, cbe la compongono sl.anno piuttosto rinni t.i in modo in·cgolare, che geomctl'ica mentc clisposci ncl intervall i rcgola ri. Sono stormi condotti direi quasi tumultuariamentc dal loro capo (226,
C. la linea retta.
760, 765) .
t e due l inet~ dclla catena e dei sostegni sono imimamente legate fra toro, e Ml loro complesso costituiscono semprc cruello che si chiama linea di l1wco (3,13). Tra l'una e l'altra corn~ una distanza di •I 00 passi C'VI'ca, . I t ~os tegno puo csscre chiamato in quahtrHpl e momento a riuforzare, o ad alimentarc la catena, t.osto che le forze vi diminuiseono, 0 cite vi e hisogno di lUl fnoco pit\ intenso (3 12.). I l regolarnen to procedente pr·escri1reva che il soslegno non fosse mai · a distanza ?W"rJrtion di ·100 passi clnlla catcua (3ft.O). Sem bra che lo stndio della luogbezza delle zone Lat.tutc ahbia indotto a fa re qualche concessione sul la distanza tra le due Jinee. E certo pero questo sostegno ha taute attratcive a ron fondcr::;i colla 1
3 1'~,767) .
Cosi raggrnp pata, rna libera di muoversi entro certi confini, la squaclt·iglia rappresenla vernmente la molecola elcmentare dcll'ordine di com bat.timcnto. Gli. atomi, che la compongono,· sono indissolubilmcnte collygati fra loro. Essa oppone una tenacitit troppa intensa contro gli sforzi che vorrchhero spezzarla, per t.cmerc di veded:1 disorclina ta. GJi uomini chc la compongono sono semr re i medesimi, si conoscono, rlevono anzi conosccrsi tr·a loro per una cspressa prescrizione regol:uncntarc (2.35). Si direbhcro i fratell i d'arme del le compagnie di ventura. Solamentc in C<Jso di guerra si pno mutarne l'intorna compagine; dopoche il comba ll.imento ha troppo fa leiato nelte file di una squarlriglia, c data facolta al comandante della compagnia di riordinarla introducendovi nnovi clementi . Ma le tmdizioni formate clagli uomini chc la componevano , sopravvivono loro, c formano l'au.ello di cougiuuzione tra la scrnadrigl ia' pasMla e la futnra , in modo ch'essa deve fiuire col rnpp resentare una indivicl ualit;\ assai distiJJta. 1 doveri rlegli uomini nelht srruadriglia sono assai limitati . Essi non han no che cla 1;fnersi riuuiti, e du eseguire gli ordini del capo squa-
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~rigl ia. Abbandonino pure le forme regolamentari , ma si tengauo strctti
111 un gruppo od in piu grnppi sema perdere pero illegame tra loro, e senza perdcrc di vistn il nomico, e seuza trascurare le chiamnto od il fisc.hiotto del capo-s<pwdriglia (3 18-319). Questi poi rapproscnta la sq uadriglia; la guida, ne dirige il fuoco, le traduce gli ordini dei comandanti di plotonc, la Lrascina coll'esempio (374 ). Si potr£1 forsc dubit:~re se vi sia fra le Lruppe un sufficiente nnmero di individui cnpaci per intclligenza e per cuore di fare il caposq uadrigl in. Quosto dubbio non c nuovo, e si rinnovella ogui f[ual voila si rcndc piu importante l'incarico di questo guardiano e conduttorc dol minimo fra gli elemonti tattici . Forse non e il caso di discutere la quostione, chc non ri fl otte il regolarnento, ma il caratterc dell'esercito cui npparticuo il regolamento, e che non ci rignarcla per il concetto alqua nto divcrso chc noi abbiamo della squaclriglia. Pero io non dubi to chc in una corn paguia si possano sern pre trovu rc da docl ici a sedici iudiviclu i capaci cli tener riuniti attorno a se un grnppo di pochi soldati , da trascinarli avanti con un intelli 0"'C ntc indirizzo. Se tra ogni CJ uin dici uomini non so no trova uno ea pace di trRscinarc gli al tri coiJ'csompio e co l cornggio, snrebbe da disperaro di fare 111 guena colla speranza di vincere. La linea di fuoco si avanza qnanto piu puo a grossc sezioni : sono compagnie intcrc od almeno sezioui chc vanno d11 un rip11ro all'altro mutando di andatura, ovvoi'O corrcnclo e fermnndosi ogni sessant<'l passi e ~ettan d osi a tcn·a per prondcrc fiato se il terrcno c scopcno (389, 390, 555, 867). I sostegni scguono la caLCna muovendo contemporanenmento, od almeno a piccolo iutcrv<~ ll o per nwntenerc semprc la stossa distanza (326). Le compagnic che slauno pi[t addietro seguono il movimento, avanzandosi possibi lmentc tulle le compagn ie dello stesso bauaglione ncllo stesso !cmpo, ovvcro per compagnie, <~pprofittando del terrcno, e delle formaz ioni piLt adatto per diminuire le pCI·di te. Non si tratta ancora cli fa r fuoco . Sarebbe troppo presto, e la fucileria non avrebbe olflcacia di tiro. Spetta all' artiglieria di manteuere vivo il rlncllo col nemico . Sotto la protezione dei suoi tiri le fanterie tenclono a guaclagnare ten eno, a spingersi avant.i in frctta, e co11 <rucllc fOI"mu che sono piu convenienti per rispanniare le truppe da l fu oco nemico. 11 LerTcno puo giova rc, ma nou ha da divenirc causa di t'itanlo
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nclla marcia e da unocere alia coesionc delle tm ppe. A queslo distnnzc Io ,;cl;ermo migliore dui colpi ncmicl sta nella mobililit. Tntlavia nou e assolutamente cscluso chc le fnntcric possano f:~r rnoco; anzi vi sarauno circDstanze in cui sara uti le che i riparti in orcline chinso ese"'uiscano il fuoco a masse. 0 . Il rcrrolamento acccuna ad una occasione in cui tal fuoco . puo rw-. o . . scire vantaggioso; cd e quella in cui le truppe conccntrano 1 tm no1 punti nei quali devono penetrare per ro\resciarc gli ostacol i chc si oppongono alla marcia iunanzi (866) . Avviciuanclosi ai 1000 passi ie truppe entrano nella zona delle distanze medic cli tiro. Le compagnie che formano la linea di fuoco si stcndono in parte in catcna c col rimanente formano il sostcgno. Tocca a! comandan te dell a compagnia di determinarc quanta forza sin da stenderc in ca tena, e quanta da tenere in sostegno . Egli c libcro di assumere una forrnazione per ala o pel' linea, c tli cletcl'minarc il momcnto opportuno per trnsformare la compagnia in ordi ne ratlo. Tanta liberta accordata ai comandanti di compagnia rivela molta 11clncia in essi, c conforme a quel largo spirito d'iniziativa che il rcgolamcnlo cerea di suscltare con ogni mcz1:o, e ~ i confa nl cara tt~rc} del c:omb:lltimento che non cleve cssere tuat passiVO, e nel quale W\scuno dcve anzitutto cCI·care di spingersi avanti (8tH) . Sante massime ! ilia in tanto la compagnia attratta dallc vicendc del combat.timento arrischiera di spezzarc i legami tattici cd organici che la nniscono alle altre truppe retrost:mti, se qneste non si picgano opportunamente al suo slancio . Allora sarit facil e. cl.te il. cornba~ti.m (' nlo proc-cda a spizzico sfuggeudo di m~ovo dalle mam d1 clll d~vc dtr~gcrlo, n che le varic Iince accorrendo 111 soccorso le uno dell altrc SI consumino in no seguito cli cooati infruttuosi, c privi di uniti1 . 11 saperc se la calena deve secondare i movimcnti. del grosso, o .se C(UCS lO ha rla soggiacere aJie nuttuazioui di (jUClia , Clipcnde daJic CII'COStanzc. na principio il grosso si regola su qucllo .che fa In catena:. essa c al contalto col nemico e puo accelerarc o cle\'e nlnrdllrc la mnrCHI ~ec?ndo la difTicolta che incontra nel progredirc. P it't tardi, qu3mlo t1 luoco dcll' avversnrio si fa piu ctTicuce, J':wanz:1rc dipe11Lle dall' i111pulso cite la cn tcna riccve ch ile trnppe, che stanno piti addietro: ma il mon.tento pit't opportnno dell'assalto decisivo e determ inato dni co rnon d :~ H.tt cite si tro,rano ·nella linea piu avanzata:. le altrc trnp pc seco11 dano 11 movimento veuendo rapidamcnte in sostcgno dcgli assnlit.ori (870-871).
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:346 Im;omma la ca lena fi no a chc puo ~ i spiugc innanzi lrnscirwnclosi dictro )p, nitre truppe; arrira un momento in cui lo m:mcnno le forze per continuare. Al lorn vcngono in soccor·so nuove Lruppe, e danno l'impulso che parcva esanr·ito: ftnche ncgli e~trem i momcnti t.occa ancora a quclli chc :;ono in contlltto coll'avversa rio di accorgersi rruaudo osso ~ta per cedere e di cogl ierc l'istantc opportuno per sostituir:;i a lui e per dispenlcrlo. Pen'l sia chc la catona trasciui il grosso, o chc lo cltiarni in soccorso per vinccrc difftcolta superiori alle sue forzc, csaminando sotti lmcnto le vicendc 1lol combnttirncnb, :;i vcdcche sono le prime linee quelle chc rcgolano, afi'rcttano o modernno l'azionc. Quindi In direzionc del comhattimcHtO e loro afTidata, od il SilO modo di svolgorsi dipende piutlosto dai comandanti secondarii, chc dal comando superiore di tnttc le truppo. In tal modo si rivela una delle piu pcricolose tcudcnzc dell'oclierno modo di combattere, eel c CJUClla tli vcdcre il comnndo spostarsi dall'alto al basso, o le truppe sfu ggirc·di mano a quclli chc sono incaricali di mantouorc uniti d'a,ione nci loro sfor1.i. Se qucsta fol'zn impulsivn, che natnrn lmeutc si sviluppn ncll1• line!' pilt avanzate, ngi~ce sccondo le istruzion i ricevute, c~sn dm·it &ln ncio o ri ~o luzi ono al combattirnento; ma se i cornnndanti pcrdono di vista lo scopo loro ftssato, ed i legami coi battnglioni e colle compngnie clw souo inca ricatc dclla direzione, quell'im pulso: serviril a sconnPUcrc gli ordini, ed a &cminaro In debolezza. Percio il regolamouto insiste tanto sull'indirizzo, cite ognuno il qtwlc sia invc:;tito di un comando, dove dare aj snoi snbordinati acciocche qnf)s ti vi si possano in ogni caso strcltnmenlc uniformarc. Ogni comhattimcnto deve proccdere sccondo un piano prestahilito, c corrispondcnte allo scopo di r:~ggiun gerc (8i5). Questo e il cor1·ettivo di una iniziativa, che in tutt'altro modo sa rebbe tan to piu nociv:1, qnanto sbrigliata. Parrebbe che i riparti i quali stanno fermi dcbbano col toro tiro facilitaro la mnrcia di quclli che s':wanzano. Pero.il regolamento uon fa gran conto di r1nesti fuoch i, cd una soln vol tn vi acceunn. - Ncll'attacco r·ogolnrc si traua nnzi tnlto di portarsi avanLi, e ben sotto al uemico co:>i vicino ad cs~o che i ruochi abbinno una effi cacia tlocisivD. Ncl tempo che In fnntorin si :wanza verso il punto scelto per irrompcre nclla posiziouc avversarin, tocca all'nrtiglicrin Jo spa?.zuro il punto d'attncco , ed ulle fa ntcr·ic, che stnnno ferrne, di concorrcrvi pet· qunnto possono. Ma le truppo desti nate nll'attacco risparmiano i colpi. Qnali speRI VIS'!'A
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ranw si possono avcro dni risnltaLi del loi'O fn oco fatto scnzn y•·c pnl·~ ziout•, st>uza conO$CCUza delle distnuze dopo un balzo, tra lo miile pcnpczie di 11 na marei a poticolosa? l\inglio agsn i eh' es:;c rispann ino i ~·o l pi e 1wnsino :111 arnnznrc c\·itando gli :wYcrsari ftno a chc .sarnn.no.glllnte in qnclla posizionc in cni possono pone una ceria fidu cta nor n~u ltat~ dclloro tiro qunlnnquc sia la coudizionc dell'animo, ncl morncnto tn cu1 s p.mmo. Tulla,·ia puo avreniro chc durante la toro marcia qucste trnppc s' irnbnttnno ucl loro c:'l mmino in qunlchc resistcnza di minorc conto prcparata dal ncmico per· ritnnlare In marcia piuLLosto chc per impcdida. Sarcbbc impossibile il cercarc ainl.o cl:J ilc nrtiglieric o tla nitre trnppe per rove~c i:.1re I(U e~ ti ostacoli secondari. Toccn propri.o nlle ~ruppc che si ava nzano di <~onccntrn •·e i loro fuochi sopra cssr, eel apnrs1 In Yin. Dondc un scguilo di piccolo scaramuccc, c di cpisodi secondari durante la mnrcia aggrcssiYa . l\fa qw•;;Li HOil sono che casi ac~dcntali . In mnssima le truppc dcstinntc :-~ll'auacco si nvanzano ri:;parminndo possibilmentc i loro col pi fin o al puulo pitt opportuuo per nprirc un fuoco accclerato dai cui risullati dipendc la vittoria, o la l'itiratn. l)a cruo~ to modo di giucl icnrc 1J risultato cho nel t·egolamcnto Du:;trinco non esistc traccia dei fuochi a pnusc, che t.rorano posto presso altri c:;crciti. r.omiucinto il fuoco se ne attcudc un ri ~ultato dccisivo; la Yicin:.~nza del bcr~Dgl io (love csscre cosi 'breve, chc ogni colpo sin llllono e lo spazio tultO baltuto. Quc:>lO e il principio fondamentalc dclla marci::t olfcnsiva uell'nttacco . Ed allor~ a chc pri, interrompcrc il tiro? Sat·cbbe un dar tempo alia difcsa di prcnder fiato, cd un aumonlarc iuutiltncntc le p01·dite. Quando il fuoco ccssa, l'avvcrsario tlC\'C!IYct·ecduto al suo impcto; in caso di\'er:;o le circo=-Lanzc si farebbcro trop po gravi, pcrchb le li oeo sono giil trop po avanti per dare addictro impuncmcntc. Si vcdcdn cio quanta responsabilitit pesi sui comandnntc nclla scolla del punlo d'attacco, c nolle disposizioni elate per raggruppare le truppc in modo chc in qu c;;t.o momeu lo rlccisivo sicno ~ i curo dclla supcrioriti1 del loro fuoco ~u I neruico. Ma se aumcotn l'cfiicncia del fuoco per l'attacco, gli ciTelli dol fnoco dclla dif1•sa aumenlano pure, cd in un modo incomparahilmente >;uperiorc. l.n liuca di fnoco so no riscutc, eel i vuot.i si '':m no faccndo semprc piu frcc[ucnti c piC• notcvoli. Ora i sostegni yanno cedcntlo nl bisoguo tli aumcntnrc il numero dei fu -
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eilied oramai si ft·nmm et.tono alla ca tenapcr riempirc gl' intenraiJi, ~.: h e si t'eJHlono sem pro maggiori . La catena si puo allungarc o rinforzare direttament.c. Questo caso sarit pili fr·cqucnt.c. Ora si rendc semprc pil\ prcgevole la forte tessitut·a dclla sqnadriglia formata !\econdo le prcscrizioni del rccroJamento austriaco. [ pericoli del frammischiamcnlo souo meno noci~·i. Non ~i tral!a d'individui flj)partencuti a vari reparti, che si mescolano fra loro pcrdeudo ogui legame tallico. Sono piccoli nuclei ordinati sollo il com:mdo di un capo, che si dispongono !'uno llccanto all'a ltro; ma il pr·incipio disci pli nnrc conLinun ad e~ istere, e continua pure un cmbrione di ord inamcu to. L' individuo non c ahbandonato a se stesso, s.conosciuto ni nuovi supcriori clrc vengono n comandarlo; egli appa rt,rcnc scmpro allo stcsso gru ppo, c di pendc sempre dallo stcsso ca po. E mutato il gru ppo vicino; ma n lui chc importa? I I peDsarvi LOCC:l al suo .c~ I)O srruadriglia piCt svcglfato d'iutolligenza e piri capace di mctters1 rfl <'~ CCMdo col Huovo tnpo plotone, cbe assu me il com;1ndo delln r.ntena formata con elcmenti di v<'~ri plotoni incastra ti ]'uno nell'altt'o. lmpcrciocclte i ca pi plotoni !'\i ntten;:rono nlle solitc norme di divider·e in sezioni la cutcna scnt.a badarc ai 1~ipurti organici c di spa r'lirscne il comando. · ~ I regolamento ha pcevisto anchc piu scru polosamcn te nll01 gemrchia der g~ndt~ati le cu i sczioni si mcscolano fra lor·o: ma gli :1rtificii t.ro ppo complrca LJ non trovano appl icazione in gucrra, e tra quc:;ti ailclw qucllu di t·iparti r'C' il comanclo delle sczion i mescolatc tenendo conlo d1Ji supcriori pitt anzian i c dei mono anzi:mi . Ogni gradunto prendc il comaudo dei soldati chc ha dinanzi a se ('.S20). . Oltr·~ i 500. passi comincia il Yet·o att~cco . l\Iolte comp:1gnie souo mdcholtte, eel 1 plotoni sor1o mcscolati fra loro. Esse non formano piir che n~r aggl~mcrar~cnto ~li .squad~·igl ie trascinatc avanti d:1 lla cncrgin c dnll cscmpro clcglr u!Ticw lr c der graduati . . Quando non bastano gli csernpi c si e csa urita l'cncr·gin bisogncrir rrcorrere <1 truppc frc~c lt e per rinsangunre la linea eel imprimcl'le ouovo slnncio. L'ntt<1cco proccdc nd ondatc. La riserva ha l' incarico di : urr-ogarc i sostcgu i giir fu si uclla cn tena ; ffi:l i snoi ploton i nnchc ossr sono :Htratti ncl l:r linc[l pil'tnvnnzat<'l, inorclinc ch iuso pcroecupare alcnn i punti cli nppoggio o distcsi per dare una spinta ulla ll1<'~rcia , c concorrerc :rgli sf'orzi chc si J'anno pc!' £-undaO'na re terreno (33•1 5;2() 0 !' ''9 , 7('9) vo ), .
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Il framm i:;chiamcnto dei plotoni c massimo; anzi le compaguie s'incastrllnO nolle compagoic. :\In se le sqnad r·iglic so11o rimastc legate c compatto sotto la mano del capo, ri marri1 iu mer.zo alia confnsionc di quei supr·cmi momenti nn avanzo di gcmr·cbin suflicicnte a comunic.1rc lu volonlit cli chi comanda, eel a far concorrcrc tulli gli sforzi 1cr:>o nn solo obbieuiro. ,\ misura chc la linea si avvicina at ncmico i b[llzi di\•cngono piu brevi e piu rnpidi . L'artiglieria ha sempre continnato il fuoco, cd i suoi cO'elli rominciano u rcndcrsi scnsibili. Le c:1tcnc sono gi untc a qucllu dist:1nza in cui il loro fuoco dcvc riusciro nccess::rriumcnte cfficucc; intcre cornpngnic spicga tc pos:;ouo coucorrcrc al ti r·o. Eora di s\·ilupparc il fuocod<1ndogli la massima iutcnsitir. L'assal to c dcciso; le truppe cht:J cr·ano uncora adclietro sooo chi:.unatc inn:wzi pet· prcndcre parte all'ntto risoluti\'O: in modo pcro da non arri va rvi tr·o ppo presto per non rim~ncrc nm rnucchiato dictro le c·ntcnc ( in utile bersaglio ai colpi clell'avversario) chc fa gl i ultimi sfor1.i pet· troncarc l' im pcto dcll 'at.tacco (862) . 11 concorso di que;;tc truppc et.\ l' uttimo crollo atln J'C:>istcnza del ncmico; cgli sta abbandonando la posiziouc, cd ommai l'nuacco alia baioncll:\ ne reod c pili pronta la ritiratn. Tuuavia ncssun momcnto c pit't pericoloso di qucsto; nicnto sarcbbc pi ti dis:l!>tfOSO d'un COlltraLWCCO del nem ico; il prem io uisputato COL1 l:llllO sa11guc c con tanti stenti non c mai co~i \'icino a pcwdcm;i come nel momcnto iu cni scmbra conqui sl~\IO . Pochc forzc clcl difcnsorc• sbucnnclo all'improYviso su i Yincitori giit ~compigliati dagli sforzi fatti, ne aumcntcrchbcro il disordine, e potrebbcro mutarc lu vittoria in uu[l gr·a \'C sco nfi tta . Scnza aucndcrc ordini, appcna vcdouo chc il combullimento prcndc una pirga fa\·orevole nuove truppc accorTono a sostcncrc qucllc cite irmppcro nclla posizionc ncmica. Tm esse una parte .dnll' arti(.tlicria. Prcferibilmcutc si dirigeranno snlliuoco tlclla posizionc, per nou csscre coin,·ohe, uclla confusioue di quellc cui Ycngono n soccorrero (87:!) . ll ucm ico c': inscguito col frwco ; ma se per rna lo vcntrll'fl l'alltl('CO l'a lli s~c, tocca ancora a qucllc truppc chc non lranuo pr·cso p:ntc al l'assa lto di arrc~tare col fnoco it ncmico, c di agcvolarc il rnunodamonto cl i color·o cite si riti rano. Dai prccclli coutcunti net rcgolamcn to :lH:>trinco come nor·ma per con· dune nn atlncco, due rani emcrgono ch inr::rmcntc. La distiGr.ioue ben marcnta fra le ttuppc dcsti nalc a riconosccrc il
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nemico, a prepal'are il combanimcnto, c fra quellc de;;tinatc :~d c:>l'~~'ni 1 ·c l'attacco; ed il riparto dei fuochi li'a l'arliglicria c la fantC'ria, asscg1~11Hio i lon tan i a quella, eel i Yicini a qtwsta . lliguarclo al raggl'llpp::mumto delln forzc si puo os:;crvarc chc sr. conlpaiouo molto distintameutc le attri buzioni riscrbn tc alle trn ppc chc pmrxu·uno, ed a quclle ch'cscgui,;cono il co mbattimento, non vcclc::;i hcu chinro il proccsso d!~ll 'azionc ncl mo111cnto in cui il co1nhattimento m uta da tcmporcgginnte in riso!utivo. Cho ne succcde allora delle tru ppe che hnnuo riconosei uto iI ne mico? Souo u·ascinate da cruclle che si nvanzano? Si arrestano e contin unno il loro fuoco per deviare l'attenzionc nomic~? Ovvero concorrono anch 'cgsc a l~'az i onc ~·isolntiva faccndo concorrcrc i loro fuochi su i punto prcso cli nma per I assalto? Il rcgolamento uon ne parla pit\. Tocca al comandantc delle truppe di appron tta•·nc ncl 1110do piLt convenientc c sccondo chc lo circostanze al iclo su<racri nmno ' 0V L'avcrc nsseguato all'nrtiglicria i fnochi lontaui, eel alia fucilm·ia i vicini HO n toglic che il rcgob monto al)bia ammcsso il fttoco di fn ci lcria nllc grandi distanze; ami vcdon1 mo le Hot·mc chc lo rogol::tno. N1': il regolamen to poleva Lrascurarc cpwsto mezzo import.anto. ~l'n !lavia avrciJbc fauo male a farne pemo tlcll'nzioue. I l fuoco lonwno di fnti lcria e un mrzzo utile di guerra, prescntandoscne le occa~i o ni s::~ rclJb c 111al fatto di trascurarlo; ma esso riu~cir£1 utile solamente quando :;i:J stato IH'cc.cd uto da una iutclligente prcpa1·azione. ru qucsto senso lo ammcttc il rcgolamento nustriaco.
~1 Ji a rgamcnto delta iniziativa per;;onalc poti·ehbc condurrc ai piit s!'ri
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V
VI. ~o po ttvm·c c::;am innti i punti pitt salicuti del rcgo l:~ m onto gcttandov• uno sgnarclo complcssivo, uoi. non po::;si:nno· fare a rueuo di ri conosccrc gli sforzi ehc vi si fnnno pel' sviluppare l'inizialil'n i11 dividu:l lc. · .rt capo sq~tadriglin rapprc~enta gi:'t una parte nssai imr1o,·tant•' noli:~ azJOIIC'j anz1 11 soldato mcclcsimo godc di una cel'!t\ libc1·tit nci suoi movimcnLi, c dove usarnc. . Poi. !'u ~u flno al cumancl:mtc cli tunr. le trnppc, ognuuo chc sirt Jll YC~ Ltto cl• un comaudo dcvo mosh':tr::;euc cnpacc, nou coll' nhbitli tJnzn cicca od iuco:>cicntc agli ord i1ti del supcriore, mn col lo spir·ito coscit'n· zioso di nn coopera.torc attivo. Nou •'> chi non vede chc scm:a una. pcrfotl.a nnita cli vcrlntc 111 tntti i grad i dclla gerarchia t;att.icn, c ~o n;:a unn grnudc in tcll igrn~a tjncsto
pericoli. . . . . Noi quiu1l i non possiamo a meno d1 nconoscere. ~a tes.t•mon.wnzn, ci 11~ il rcgolamento rende nll'istrnzioue cd al lo cru~hta dell escrc•Lo pcl quale 1'11 compi lalO. C. J<'A ~1\IS CaJJit.nno d·i (anteria.
JL BELGIO,
ANV~RSA
E BHIALMONT.
Situato fra cl ne potenzc cli p•·im'ordiuc, la Germanin c la Francin , e snlla lot·o cliretta linea. di opcrnziono, il picc.olo Belgio ha una posizionc hen poco sicura . Con UH csorcito atti vo forte in tutto di ~10 5,000 uom ini e con 30,000 uomini di mi l izi:~, deve risoll•e1'e d p1·ohlcma. mollo di ffi cile di clifeudcrc la propria neut.ralit:\ conlt'O Stati chc posso11o sccnclero in campo cou milio~1i tl'::n·n~ati. I~ clti:11:o ehc 1111 tal problcma poteva e~scre ~oi Laulo I'Jsolt.o l:Jcorr?ndo nl111 c1·c•a7.ione di 11nn difesa artiflcialc pm· m!'zzo dclla fort•ficazwnc . Esistcvano ncl Bclgi·o parecchie piccolo fortezzc, la difesa delle quali con csicruo forzc era impossibile. Pcrcio furono in gran p:H'te spianato, f~ cre<~ LO un cnmpo triuccrnto intomo ad Anvcr:;a. o, CJIIUio complcmcuto a C[t10Sto, fn1·ono la~ciatc alcunc (cinquc) delle piazze an ti cho. I n tal gnisa tutta la difesa del Dclgio si conce~t~·a, si pull diro, nclla j;ola for tczzn di Anversn, moutre la sna pOSIZlonc allc bocc;hc · clellfl Sclt clda , lateralrncntc a quclla linen. di opcrazione cho po~so n_o tenere gli cscrciti degli Stati vicini, pnrc non rispoucla all:~ sua dc~~~ nazionr. Sorgc percio naturale la domanda: verc.he si e data la prclcrem:n nd Anver~n ri!>pello a Brnxcllcs? E qui cntrano in cnrnpo considcrazioni poliLichc e m~litari . . Brux c llo~, come capitnle dcllo Stalo, non ha nel Belgw un pnmalo n:'sollllo, t.nnto per 111 mancnnza di acccntr:~ment~ del potcrc, qua nto per la ilnportanz:t storica di AnVC I'~;'I chc e nnrnc.ns;) mcnto .11la~. gioro. D'al lra parte il Bclgio e troppo ~louolc per c~sere 111 graclo eh 1\~S I Clll'a n~ )(I propria ncntrali L~\ scnza l'a lnto ell allcat•: o quale suo a.llcuto vici1,o 0 uatnrale appare I'Inghiltor'l'!l, per la tpiale la fortezza d1 An-
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RJVJSTA
versa, stante la sua vicinauza a! mai'O , forma uu'eccellcm te testa di poute. Da l punto di vista militarc Anvorsa ha il vantaggio di trovarsi pil't lontana dai confln i, il chc da agio uwggiorc nlla mobilitnzioue doll'osorcito; la localitii o pi1't fa vorcvo lc nlla difcsa che non lo sia Hruxellos; il complcto investimento c rcso malagcvole dalla larghezza della Schelda c dalle gmndi innondazioni. AU\'Crsa proscnta un deposita di provviste cl'ogni generc piu ricco di quello che puo oiTrirc Brux:cncs; finalm cntc, per quanto rigut\l·cla la :>ituilr.ione di qncsti due punti relativamentc nlla linea di opcraziono dell'cscrdto fraiJCCse e tedcsco, la fOJ' tczza di Anversa ha i vantaggi di una posizionc cli fian co . . La storia della crc:tzione dell'attualc sistcma difensi\'0 del Belgio e intimamente collerrata col nomc di Brialmont cd il di lui progetto di 0 fo rtiflcazlone d'Anvcrsa puo considerar:;i come il principio di una nuO\'a cpoca uella fortifl cazionc pcrmaMnte. Quando ne l1 85~l una specialc commissiono studiava le basi gcnerali per le forLiflcazioni di Anvcrsa, furono ad ossa proscn ta ti due pro:;ctti, uno dol comawlante in capo dol gonio Dolanoix, l'a ltro di Brialmout, allora capitauo di stato maggiorc. Il proge1to di Dclanoix con~istcva nella solita cinta bastiouata, con opere staccate egua lmonte ba:;tionate, stJ'Olte, dcbolmente armate e poco sporgenti nella cn mpagna . 11 progetto di J3rialmont spicc:wa per la novitit o la lncidc7.za del le itlco c per la sua grandiosa sompl icil:i. Ju osso la ci nta e i forti erano a tracci:Ho poligonalc e quosti ultimi molto spinti in nvanti . t\falgrado . cio, le maggiori probabilita di successo era no per il Ocl~tnoix; il di lui progcuo ora forrnulato socondo le rcgolc dclla ?'Ot,l·ine, egli copriva un'alta carica C(l era sostonuto dal corpo del gcuio. Il uomc dol Bria lmout ora allora poco noto; egli c1·a appoggia to dal solo 111 in istro del la guen a baronc Chazal. Jl•[a qucst'n ppoggio snrcbbo st:1to iusufflciculc se non fosse giunto a Bruxclles, da sem plico louriste, il genet·alo Todtleben coi frcschi allori dcll'immortale difcsa di Sobastopoli. 1 Bolf{i, da gentc J)J'(llica, profiuarono delta preseuzn fra di Joro rli una cosi ·spiccata nutoritit militarc per la solu7.iono del qnosito ca pittlle: in qual modo ~pcnclcl'c col massimo profluo circa 50 milioni di Jit·c per fort ifl caro Anvorsa. 11 JJarone Chaza l, Delanoix e finnlm ente lo slesso Re dei Bclgi prescntarouo all'esame del gou. Todtlebou i due progetti: c luttc tre le
353 volto qucsti si dichiaro iu favorc di quello di Brialmont, chc fu adouato ed csertnito nol corso di quattro anni. . Seco~do questo progctto, la forto7.za di AnYor~~ dovcva ~ons1stor~ iu una cinta fcwtifi cat.a (duo ciLtadolle ed 14 fronl! ) od 8 forL1 .staccat~ di~tanti da 3 a ~~ '1/2 chilomotri dalla cinta; ma net CO I'SO de1 temp1 apparvo la neccssitit di erigere altri nuovi forti allo scopo.di.assicnrarc pili completamonte la ciUit dal bombardament? da qt~a lsJ asJ parte, c per tal guisa la fortezza d'Ail\'Crsa, quando ~'lra .com~m~a, presenter:\ un pnrno circondato da una doppi.a cer~lua ell. fort1 ( 1~ tutto s~ dici); la ccrch ia ostcrna sa ri• ad 8 c piLl chdomctr1 dnlla cmta ed d suo fronto raggiungcrlt 85 chilomotri. . La fo1·tezza richiode circ-a 50 mila uom ini per la d1fOM, ma ne occorrono, sccondo i calcoli del flrialmont, circa 225 111ila per ill\'Cstirla, ed ossa sarit in grado di rosisterc per lo mono un aJ~no . Per concludcro, l'auLore producn alcuni dati chc carattenzzano la grande attivitil del Brialmont, attivitit chc s.i manifcsta ~rn I ~ altre c~~e da lla pubblicazione di piLt cho GO opuscol1 od opere cl1 varJO ?eucte, tanto di carnttcre puramento sciontiflco cruanto ~o tto forma d1 polomica. Una \'Oita giubilato (in Delgio il collocamenlo a riposo c o.bbliga ~ torio a 65 anni, atLualmcntc egli ne ba 60), Orinlmonth a 1dea d1 chiuderc la sua opcrositit con una grande opera fllosolica di cui ha gia fissa to it programma. ( Drtl Goiornale del Gcnio 1·usso - novcmhr-o '188,1). ESTER A
LIRRI E PERIODIC!
LIBRI E PERIOD IC!
Co••so eleuteuttu·c rli tof#JfJII'tt.fia, compilaio dal tenente L. GHILARDI. 3" edizione. - B\>logun, 1881, Socic ti\
tipografica Azzoguidi . Dei corsi di topog1·afia clomonta ri o scioutifici no sono ormai nsciti all:J lucc tanti da poter dire chc se 110 hanno a dovizia; ma goncralmcnlo gli uni sono lroppo tCI'I'a tcna, c gl i aliri, per compou~are quc:;t,i pri mi, fanno dcl.la topogrnfia trasccntlontalo cli cluhhia ntilit;\ praticu, anchc pci pochissimi cho del!a topografia ne fanno il loro stud io prcdilotlo, o la cscrcitauo profos~ionn lm cnte. Cosi mcntre nogli c l cmcntaris~imi la scarsczza delle nozioni lnscia chi vuolo approndere troppo addictro ncll'inseguamento che gli e necessaria, gi i al tri irnpclngano ehi vi :;i nddcntra ncl marc magno dell e triaugo lnion i, delle projezion i, delle compensazion i, delle lonti, dei micrometri, dei Jivelli, dei nomi, per modo cla all'ognrlo se non acchiappa presto la riva bultando il libro snl ta~·olino col fermo proposito di non piu riapri l'lo. Oramai i vari rami dell' iuscgnamcu to pigliano talc sviluppo chc se si vuole apprcndere qnalchc cosa di profittevole da lntti rp101l i chc nlla rnilizia si riferiscono, convionc sfroudarli , o sfl'ondnrl i alarghi rolpi di nccetta : se no invcce di gnndagnarci in sapcre, ci si cou[onclc In tesla c :;i pcrcle un tempo prczioso. J.n topog1'afla e nocessal'io ~npo r leggorc bono una carta Lopograflca o snpcr fare a nsta uno schizzo che rappreson ti con fcdclta sufrtcion tc un traLto cli tor-
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rcno . J~ facile sa per f:u· ci<i? lo non solo non lo credo, ma ritengo am,i chc sia una delle cosc piLL diffici li ad appr·eudcrsi l'ra quellc chc formar drbhono le C{)gnizioni militari di un graduato. ~Joltissi mi la pons;ulo in nltro modo; 111a iu 111:1ssima si ricredono nclla loro opinione quando alia te~ta di un riparto cli truppa scntono pesarc sngli omori la responsahi litil di coudurlo Cl fn rlo manovrarc sn di 1111 torreno sconosciuto, son/altro ajuto da qucllo infuori di un pezzo di ca rta topografica : o si ricrodono doppiamonlc quando avcndo in mano una matit:.l, un pozzo di cartonciuo cd un doppio dccitMtro, debbono ritrarrc una piccola posizionc di manovra pc1· modo chc nou ne risulti un iuuti lc sca rabocchio. D'altra parte snrcbhc proLesa assurda qnclln di :J\·cr fra mani un libriciattolo cli pocho paginc che poLc:;sc risolvoro il prohlcma cl i mcttcrc 1111 gr:Hluato nclla possibilitit di fare quanto sopra, sonza cho c1ucsti avcssc i ruclimouti gcometrici e topografi ci come base assolutamenlc inclisponsabilc . ll tcncutc L. Ghilardi, tanto modcsto quanto nbilis:->imo cultorc dclla topogrnli a, pur voleudo passn re per semplicc compi latore del suo lavoro, scppe in poco piu di cencinqnanta paginettc disporrC' per modo In materia chc chi non sa chc co::;a sin rapporto geometrico, ne cho sia 1111 angolo, ue qual fcnomono nvvonga quando un:1 reua ne inCOII Lra nn' nl tra, giunge grndatamcnto in •17 cnpitoli - COl'J'oclati da sei tavolc - a risolvcrc qualunquc probloma di,geomotria pratica ~u l tmTcno, a leggcre bene qualunquo carta topografica, od a fare una lovata spcditi va spogli:'l di fronwli ll piou:'l"di ut ilita, c tntto cio senza llisogno che alcuno gli spczzi a bocconcclli il pane dolla scicnza topografka. It lihro del Ghilardi poi, cssendo il piu reconlo in argomcnto, e corredlllo dei sogni eo rwonr.iou;~l i cli roccntc in 11$0 pros!'O I' htituto To 1w•rolko ~tilitaro per le lcvalc al 25,000 cd al 00,000 cho si. r fa uno per la rostruziono tlclla gran carta <l'ltalia al I 00,000. Onn:n tutto il cumulo delle' voccll io carte topograliclH• en tra ncl pcriodo ::;lo1·iro dclla topografia cl1e fn ; con cio rimanc. scmprc come prezioso patri 111 on io ~>c i o n tiflro, COill O hasn ;'\ stud i spccitdi: mu s icc~mo .i I tc111 po \'Oiu vcloce, non c azzardato l'asscrto cho la r:ran cat·ta d Italta relq:a mnn nHl llO l.ltttc ic alt.ro all<l prigionia dcgl i scan·al i et! nil' insnlto dc!la polverc c dei topi. Cosi tanto i sott' ufTiciali, quanlo i gionni nfficiali non solo, ma aucora qnci provclli subalterni che debbono passarc per Jo spauracchio dcgli csami n C<~pi tano, po ~sono trovarc, al prezzo di una lira, un Jibro tanto ntilc nclla sost..o'l llZO quant<) uocos-
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sario. per chi nou vnole rcstarc di un passo indietro uegli insegnnmentl topografici, c d'alt.ra pal'Lc IIOu vnole o non puo far ca lcolo sugli insegnamcuti altrui. Ccrto si c chc in massima il libro nou ?onticnc delle ri vclazioni, e cio in linea teorica : pratitamcntc molti n~vncc trovcrau uo rruello che, in certi l[lta?·t·i, ci'o?·a., i1 snperc vuol clJrc lllHl promoziouo: ed in vcri til, questo, se non c 111101 riYclnzionc, ne ba lutti i resultati pratici dcsidcrabili.
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E PER IODIC!
rertt?n cognoscere cwusas. Tesse la storia dell'Ordine, riportando i nomi dei .Primi Cavalieri, narrando le vicissitndini a cui ando soggetto durante i tempi del dominio francese, c spiegando gli Statuti ed i docnmenti che pubblica. Aggiunge un' appendicc nella quale da notizie sopra Riccardo Musarcl, sk'lto eletto fra i primi cavalicri dell'Ordinc del Collare, e ragiona sull'asserzione del cont.e di Foras chc questo l\Iusard sia un gentiluomo del Chiablcsc piuttosto che un inglcse, come si e ritenuto fino ad oggi. Il Jibro e dedi ea to a S. M. il re Umbcrto I, 25° Generale 0 ran Mastro dell'Ordine.
Sltelteli ~ntliclti ine~lili e Sl~•tuti 1rece11li ~lell'O,·
~linf': SIIIJJI'CIIf,O ~lelltt: /§/§ . li'IIUIUI~tlli[~t,, C(llllt UOf.i~ ~ic slln·iclte 'IJ't:ltttitJe ~d ~JtCflcsi-,uo ~ del bar·orHJ GAUDENZIO CLARETTA. -
Torino, 1881.
Varie son.o le vorsioni che COI'I·ono sull'origine deli'Ord ine supremo deii 'AnnullZJata 0 sulla forma rri mitiva del Collarc. . Jl Claretl<l pubblicando gli Statuti di Carlo III in data dcll'·ll seLtembre •15•18, le patcnti di storio;:;rafo dell' 0. S. dclla SS. Anuunziata con ferite n ViLtorio Emn11nclc in dat~l del ·1:2. nwrzo •1785 e ali ~t.atL~ti del 1:e Vitlo~·io Emaunelc II in tlata del 3, giuguo •1869 o~i m v~g~re,. da uu d1scguo del Collare com'cra IICi primi lcmpi dclla sna JslJtuzwuc c lo fa ~eg uire da alnme note storiche. Dichiara fa';ola,. pro~agata dal l~av in e rnccolta dal D'Ayaln, cho l'origiiio doll OrdJuC s1a provenuta da u11 lJracciidctt.o cl i capcgli intrcccial.i a Jacci d'amoro douato al Contc Yerde da una dama da lui amata, mcutrc invecc mirava a pit't nobile scopo c servi,·a a prcmiarc le azioni di mm·ito iusignc. Impugna l'asserziouc ilel Cibrario chc coll' Orcline del Collare l'oudato nel '' :362 Amcdco VI intenclcsse di lcaare i suoi cavalio1> i~ numero cli 15, i1.1 l'cde rcligio:::a alia Regina dcgli AIIgioli a cui I Ord111e era sacr01to. Dunoslra !'errore di chi iiSSC"'DO le rose ornanti I' aunale colla re al primo tempo doll a fondazio~e , mentre esse vcnHCI'O introdot.tc da Ca rlo 111 il qua le • ncl v:mo dei tre nodi dal medesimo pendcnti, chbo :~ cl accogl icrc l'immaginc dolla SS. Annunziala, da cui lolsc il nomc, smcsso l'antico >>. Discnte sulla famosa c mistcriosa parola j'ert, spiegata Llal Cibrario per ?Jo?·ta, dal latiuo {CITe portare, {en·c t •inwla fidei, clal Boy pol {mppM·, cnt·re1·, romJ1C?'e tont, c nulla dicendo del Po?·t·itudo ~jus Rhodum tcn1~it s'accont.enla di sl<lre col Cibrario, pago di cantar col pocta {eli.c qui potnil
SittoBsi di~u·le tol.tOgl•t:t:/itl e
utilit~u·e~
lit•o
fot•ti/ic,~ione~
~lelle
t:n•tni tlt:• f••oco,
t•etlt•tte Btclle taot~~tae
tle·i 'I.II'OUt'flt'luni na·i ·n istet•itdi :J..ICJ• gli etuuni tl'i t:lVft'll~t:uneuto ~:te·i Ctllltilt.uai e tenet·t li tli (l•ntel•ia~
per 'I'. ZoccHELLJ, capitano del 49° battaglione milizia mobile, antico allievo della R. accademia militare. Parte ra. - Bologna, tipografia militare. 1882. Prezzo della parte 1", lire 2. A vero dire sono ormai parccchi gli scrittori, i quali per la stampa, con maggiore o con minorc ab ilita, hanno dato opera a svolgere i programmi degli esami di avnnzamento dei capitani e dei tenenti di fanteria e tutti furono guidati dal lodevolc intendimento di riuscir utili ai loro compngni d'armi. Il capitano Zucchelli, quantunquc lontano dall'esercito permanentc sin dal 4871, mostra di averne continuato con amorc gli studi e conservaw i ricordi e }'interesse, onde per qucsto verso, pur venendo ultimo nel numcro dei mcnzionati scrittori, non puo negarglisi una parola di lode. Diviso il lavoro in quattro parti , qttanti sono i programmi degli esami orali, tratta in questa prima dell' arte militarc, riservandosi a pubblic.are le altre tre in un solo volume f1·a. non moll~. Piuttosto che agli ufficiali eh' obhero In fortuna di compicre un corso regolare di studi mililari egli s'indirizza specialmente alia clctta schiera proveniente dai sott'ufficiali che per virtu di cnrattere, d'intelligenza e di cuore ragginnse quei gradi che sono il perno della buona disc·iplina, fondam ento non degli ANNO XXVII, VOL.I.
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LIBRI 358 eserciti moderni soltanto, com'egli osser'\'a, ma delle istituzioni guerresche di tutti i tempi. ll capi tano Zuccbelli in q u:~ uto alia tallicn della fanterilr ha riassunto le lezioni fatte alia ~cuola di guerra dal maggio1'e :\lomno, per l'artiglieria quelle del maggiore )lazza, eel in cio che si attiene alia cavalleria quelle di altro iusegnante, eppero lo scritto che ci prescuta e nu lla pitt Cl1 e una cumpilazione, ne cgli stesso si attri iJuisce altro merito, poiclie la breve GJ1pend·ioe che chiude il volume snll'impicgo combinato dalle nric armi uel combatti mcuto, sebbcne sia preceduta dalla nota di redazione 01'igina/e, tutta,·ia non contienc uu concctto solo che possa qualificllrsi tale. Se non che come lavoro di compi lar.ione, Jo scriuo del ca pitllnO Zncchclli ri vela buoni studi e ret.to discernimento per In scelta clcgli argomenti , la t.listribuzione, l'ordine, la chiarezza, la sobrieta ond'essi sono csposti . 11 pcrche, essendo pure poco fa utori di simil genere di lavori, non esitiamo a riconoscere la relati\'a utilita di qucsto.
E PERIODICI
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in una parola le strane funzionr di quel la vita pubblica e domestica.
Ammira i monnmenti dell'arte, rifl et.te sulle sue perlustrazioni rni litari, sui brig:mti e sulla C<1Ctia che deve dar loro, sente le gioie delle imprcse riuscite, non si lamenta di quelle sfortunate, e semprc di buon umore, discorre volentiet·i, e felice se pno trovarsi in mezzo ad una Iieta brigata ed allora accompagna colla chitarra le melancooiche ·Canr.oni sici liano. Si direhbe che qnella tcn·a c que! cielo incantati abbiano armon izzato potenlemente col di lui carattere eel' egli naturalmente ha sontito il bisogno di tt·asfondere !'animo suo in unlihro, d.el qua1e noi ahbiamo premcsso il titolo a questo scritto. Nou esitiamo a dichiararlo: il distaccamento in Sicilia c stato anche per l'arte opportuuamente utili7.zato dal Finca ti. Egli ci presenta cio <:he ha osservato c cio che ha scntito cola, con molto brio e CO il molto c.olorito locale, e rapido, vario si che l>i fa lcggere tutto rl'uu fia to. Xuovo alle difficili prove dello scrivere, non si puo dire che abbia soddisfatto a tntte le esigenze dcll'arte, specie per cio che si riferisce al magistero dello stile e della lingua, ma niuno pott·a negargli cuore d'artista c qna litil per divoutare uno scrittore.
Ent•ico Fin~teti. -
Un anno in Sicilia, 1.877-78. Ricoroi di un bersagliere. - Rorna, tipografia Barbera, 1881. Prezzo lire 3.
Il teneute Fincati s'imbnrca col suo bauaglione a LiYot·no e naYiga a Palermo: e giovane, allegro, ha un ccrto sentimento artistico che gli freme noll'anima, sogua an'enturc strane e parte colla liet:1 spensieratozza di gio\'anotto (\ di ~oldato . 11 marc, gli infiniti orizzonti, le t.ene lontane, la compngnia di bordo sono per esso altrettanti oggctti d'impres~ioni or gaie, or serie, che tutte gli ecci tano uu battito nel cuore, un pcusiei'O nclla mente. Sbarcato nell'isola, l'incanto del ciclo, la n ri c t~t di fo rme e le ricchezze del suolo, il profumo degli aranci, le strane usanze (legli nhitanti, lit loro miseria che cout.rasta dolorosamente con tanta prodigalita della natura, i ricord i classici, le traccie dei Saraceni e dei Normanni oll'rouo al Finca ti un fonte di osservazioni e di poesia a cui egli aue!a di dissetar:;i. Espansivo e gioviale com'e, trova amici, riceYe cordia li ospitalitit, le cure del servizio lo conducouo a peregriuare di paeso in paese, per boschi e per baize ed ha modo di conoscere le abitu.diui delle stamberghe, di visitare i mercati e le fi cre, di assistere alle processioni, di sorprendere
Tnbelle t•elntive ""'• cost'itu~itJtle dell' ese'l·cUo ge•·•nn'lt'i co. - Pubblicazione del corpo di stato maggiore
(sezione statistica}. - Roma, tipografia Voghera, 1881. Nella dispensa del maggio 1876 la Riv·ista rese estesamentc conto doll'interessante lavoro, pubbl icatosi quell' an no stesso, circa l'ordinamento milita1·e della Germanin. Prendendo per base le disposizioni contennte uel capitolo XI d~lla costituzione dell' impero ( legge 20 aprile •1871 ) , la legge militare 9 UO\'embre 1867 e quella militare dell' irnpero 2 maggio 187•1, esso csponeva iu tre parti distinte e sotto forma di tabelle il 1·ecltttarnento, l'o?'l.timam&nto ed i quad?"'i ·Cii quell'esercito. Nell'ultima parte, data la composizion e e la forza offettiva dell'esercito attivo e della landwher, quanto al landsturm, non essendone allora stabilito per anco l'organamento, si riportavano brcvementc le disposizioni principali della leggc 12 febbraio' 1875. Cosi intorno alia marina, se ne crano indicate in via sommaria le forze '(Juali erano in que! tempo e quali sarebbero risultate quando il prog,getto del 1873 avrebbe ricevuta la sua completa attuazione.
E PERIODIC! LJBRI 360 Qucl lavoro fu compilnto con molta' cura ed esattezza, forni un'idea. distinta di un ordinamcnto, £he ormai prendevano per modello tutte· le nazioui europee, e fu utilissimo a studi di ogui generc a' quali csso pote servire di base, di scorta c di c01-redo. - Dopo l"accennata pubblicazione la leggc del 6 maggio •1880 completo e modifico quella militare dell'impero del 2 maggio •1874., la legge sullandsturm di sopra ricordata prodnssc i suoi efTct.ti, quella sui reclutamento procede nella sua rotazionc, gli studi del corpo di stato maggiore si estesero, si completarono e poterono comprendere tutte e singole le parti dell'organismo tedesco. Ond' c che il lavoro ci ~i ripresenta ora in una seconda edizione, pm conscn•ando le stesse dlsposizioni e lo stesso metodo dolla prim<~, notevolmente ampliato. La parte prima, Tecll~tamento, si divide in tcsto ed in tabelle; quello, accennato il principio fouda-· mentale della legge di !ova, le csclusioni, esenzioui ed il reclutamento· in genere, discorro clella durata e delle di[crenti specialita di servizio, del volontariato di nn nnno, (lella maniera oncle si reclutano i sott'ufficiali, gl i nfficiali eel i medici mi litari, illustrando con chiaro ed esattissimo specchio cosifl'atto rccluta.mento degli ufficiali e dei medici, delle varie po!>ir.ioni in cui possono trovarsi gli ufficiali. Le tabelle poi espougono il risultato annuale delle operazioni di leva; it numero di reclute cbe occone ogni nnno; la forza fornita clal reclutamento a rotazione compiuta delle lcggi vigenti tencndo conto del contingentc annuo di H>2 mila uomini; quanti sono gl'individui che dal •1881 al 1885 ('to aprilc) fomirit il reclntamento all'esercito attivo, colla risen·a, alia landwehr; quanti ncgli stessi anni sono i disponibili per l'esercito pennanonte, per la landwchr e nella riserva di complcmcnto . di ''a classe; quale la ripartizionc del contingenle ann no secondo il tempo di servizio presta to ncll'esflrcito, quale la forza bilanciata ne! •1881-82, quale da ultimo it bilancio prcventivo della guerra per detto anno. Anche nella seconda parte, O?'dinamento, si segue lo stcsso sistema di testo e tabelle. It testo ospone innanzi tutto le basi generatrdel-l'ordinamento militare territoriale, poi quelle dell'esercito che vienc considerato nell~ sue tre suddivisioni di esercito permanente, landwehr e landsttHm; fa quindi conoscere l'ordinamento tatt.ico in pace· cd in guorra e come avvonga il pass11ggio dal picdc di pace a qucllo cli guerra. Settc tabetic sorvono d'i llustrazione. J..a parte Lerza, Quad?·'i organ·ic'i, consta- di sole tabelle, sia perle formazioni di pace, come per qnelle cli guerra, in numero di '17, delle qua li le ultimo quattro coneernono la marina, la di lei forza,
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~bilanciata
nol •1881-82, il di lei bilancio del 1880-8'1 e quello prC\venti,•o per il •1881-84,, le na,•i infiue che compougono la Ootta dell'impero gcrmanico. Un'appcndicc poi del massimo intere>se, chc compariscc. per la prima voiLa in qucsta edizione, de:;cri\'e gcrarchia militaro, competenze, :1niformi, armi portatili e relative muuizioni c ca rrcggio. i matcriali o munizioni d'artiglieria da campo, d'asscdio, da muro, da costa, e da marina; carreggio delle truppC\ con i relativi utensili e materie esplosive; servizio d'intendcnza, serrizio di sussistenze c sanitaria in pace e in guerra, alcnni appunli circa le formazioni e le funzioni tattiche delle nrie armi e ricorda da ultimo le· leggi, i regolamenti e le istruzioni militari piu importanti.
.11 lifln·o ilel st,ltlt~tf) tU ~mvtdle,•it~. -
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Piacenza 1882.
Pietro Zappi ed itore. Prezzo Cent. 80.
L'acco.,.lionza ed it faroro che tro\'O nell'esorcito il Iibra del sole data di {anteria, del quale in pochi auui vidcro la luce numerose cdizioui, facevano desicterare consimi le pubblicaziono ancho por la cavalleria: a tale desiderio soddisfa ora il libro di cui abbiamo anunzinto il titolo. Esso il una raccolta completa a domande e risposte della parte teorica delle istruzioni che, a scconda del regolamcnto, devono impartirsi al :;oldato di cavalleria coll'aggiunta di quolla parte dell'istruziooe sulle armi ch'e prcscritto si debba insesognare agli allicvi istruuorl. ed a-i volontari d'un nnno. Per chi considera la brevita delta forma e del tempo asscguato .allo molteplici istruzioni miJitari, non chc la relativa vastitil delle mcdesime, facilmente comprende quanta sia nccessa1·io condensare in lwevi domando e risposte it succo di quanto devesi inscgnaro cd opprendere. Qucsto laYoro pero di sintesi o di mctodo non e agevole pe1· gl'istruttori e torna difficilissimo agli allievi; l'utilitit p ~rtanto di un testa chc soddisfi a talc compito non ha d'uopo di osser dnnost1·ato. Jl libro del soldato di cavalleTia rispoude per l'appunto a cosiffatta esigenza e pub servire ai graduati per imprtrtire l'istruzionc teoricrt •e puo darsi in mnno c ciascun soldato che sap pia lcggero. Ond' e •Chc' anch'esso come cosa pratica ed utile., sarit accolta con favoro.
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Bstl,dio sofn•e o••tltuai~c•cton •.uilittu• de Bspin.,,.
- Valles, coronel, teniente coronel de ejercito, capitan de artilleria. - Madrid, Minuesa, 1881. Precios: provincias 5,50 pesetas, ultramar 6,50 .
Quest'opera di 370 pagine premiata al concorso indeuo della Con·espoudencia 1nilitc~re, espone i principii fondamenta li della costitttzione dell'esercito spagnuolo e dimostra come que:>to, sia per l'ordinamento. sia per i dilferenti !a,•ori di mobilitazione, sia pet· la cir·coscrizione territoria lo del regno, non corrisponde alle esigenze della guerra modernn e all'irnport:mza del paese. I l preseute organismo dell'osorcito e minutamento descritto in tutte le sue parti e nessuno dogl'inconvcnionti no sl'ugge all'acuta osservazione dello scrittorc, sicche da quosto pn nto cl i vista il libro olfro un'incontestabile uti litit anche per gli studi comparativi degli stranieri. Le riforme che l'autore propugna souo informa tc ai noti principi i dell'ordinamento tcrritoriale a tipo gcnnanico, eel il progetto e complete quanto al reclutamento, all'or·ganismo dcgli eset·citi cli '1", 2.a e 3• linea, agli stabilimenti ed isti tuti milittH'i, alia mobil itazione, all'esercito di oJtremarc, alla circoscrizione territoria lc militare esposta anche in apposita tabella. In un'appendice poi vengono svo lte consiclerazioni d'ordine economico, relative cioc alia spesa che richiederebbe l'ordinamento proposto, 11011 che quelle relative al modo di fa1· passaggio dal vigente al progettato ord inamcnto . L'ampiezza di questo Hndio, l'abbondauza dei dati ond'e corredato, l'ordine del metodo soguito nello s,·olgimento dimostrano chiaramente la competenza doll'autore nclla materia che ha impreso a trattare. n di lui lavoro pertanto si legge da tutti con interesse e profiuo; nella lctteratura militare spagnuola dei giorni nostri va dassificato ha i piu notevoli che abbiauo visto la luce.
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Tt•l•tisclae t~llqeu1eine Lelt.•·e von tie•· T ••"JIIICt·e fiii•,.,.,,U ;,,.,pef{le (lst,·uzione genera le per la condotta delle
trup2Je in campa.gna) 'AlEKEL Major in Generalstabe. - Berlino, 1881, Alitler e figlio. L'opera si divide in due pal'ti p1·incipali: I 0 i.~tnt::ionc genemle sull<1 conclotta delle tmppe; 2° istl·nzione sulle [onna;;ioni . .\ queste tlue se ne aggiuogono, come appcnclice, tre altrc: '1° dei comb(tltimenti lorali; 2° del senrizio di siClL1'e:;::ra e di e.~plm·a:;·ione; ;}o dell a piccola f)1tet'l'a . 11 primo volume (solo Gnora pubblicato) tratta del ia prima parte, iu un'introduzione e quattro cnpi, suddivisi in vari capitoli . Dicia mo subito che abbiamo davanti un'opera interossantc. Per quanto grande sia la vostra stima pel cosidetto motodo applicato, crcdiamo opportnno che, di tan to in wnto, sorga chi ricosl.rnondo la teoria, a llll uato ponto del suo svi lnppo storico, oll'rn un foudnroento per In trattazione dei casi concrcti. A qnesto scopo rispondo I' opera del mnggiore l.\1ekel. La materia e beo ordinata, lo s~il e e piano cosi cho il li bro si legge, senza fa tica, nnche da chi non e tuolto profondo nelln Jiugna teuesca; i precetti sono espressi cou parole incisive a modo di nforismi; gli esempi storici, t.ralli !\pet.iallllente dalle ultime cnmpagnc, sono bene applicati . Ncll' introduzioue si distingue la grande dalla piccola tattica, e si tratta iu due capitoli del comcuula.re e dell'obbidire. ~cl capo p1·imo si tralla dell'ordinamento dcgli e~crciti e si dimostra, con csempi sLorici, come la condottn clella gncrra c ad osso legala; si rngiona dell'influenza che lwnno le ferrooie e i telegra{i sulla condotta delle guerre. modeme; si csamina l'ocliema importan:;a delle {oni{icazioni, si acccnna cli passaggio nl concctto dolln [JIW'ra ofl'ensioa e clifensiocL e delta piccola guerm. In 27 pngin<•, l'autorc hau ben condensate la trattazione di questi argomcuti, chc, appnrtoncndo propriamcntc alia strategia, sllorano questioni tattichc, o servono loro di hase. Nel capo secoudo si tratta delle s-imgole specie cli tntppe, csponendo come cntrino uella formazione dei corpi d'armatn; si discutono le pro· pl'ietil, la missione c l'importanza relativa delle varie armi; s' institu iscouo conl'routi tl'a· le proporzioni delle vnrio specie di trnppa, nclle grandi nnita dei diversi eserci ti.
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Il capo terzo e dedicato alia condotta delle trttppe {tW? 'i del campo di battaglia e si divide uei scguenti capitoli: 1° del 1iettovagliamento in guerm; 2° degli accampamenti ed accantonamenti; 3° delle ma1·cie. Il prima e trattato brevemenle, come si con viene in un libro di tatica; piu dilfusamente il secoudo, perche la questione dell' alloggiamento delle truppe in campagna, tocca davYicino il loro impicgo. A questo capo c unita un'csposizionc comparata delle priucipali norme sui servizio d'avamposti nei diversi eserciLi. Per quauto intcressanti sicno quesLi dati, ci pare che aYI'obbero trovato meglio il loro posto nella pa•·te che tralla del stwvi:rio disicurezza . Am pia men re c pure svolto il capitolo delle marcie, << che sono il .pane quotidiauo della gnena >>. Si ospongono le norme pc1· mautencrc l'ordinc nclle marcie, per calcolare la profondita delle colonne, per redigcrc gli ordini di marcia; si passano in rasscgna le vnrio specie di marcie; s'indica il modo di nfl'rettarlc; si tralla delle disposizioni per mettere le truppe in rnovimento, dei riposi, della ripartizione delle truppe per le mnrcie in Yicinauza del nemico. « L'al'le delle marcie, dice giusramcnte l' autore, consiste ncl risparmiare, iu circostnnzo ordinnrie, le forze della tr·u ppa pcrche pos~a, al momonto opportuno, cornpiere cosc straordinarie » . I! quarto e piu intercssante capo del libro discorrc delle battaglte e deicornbattimenti. Esso si suddivide in sci capitoli: •1° geneTal'itd sulle bat tag lie; 2° dell' altacco; 3° delta difesc~.~ f~O degli 1nseg1timen#; o" delle 'ritimte; 6° degli m·dini di combattvmento e del/a condotta del comandante. Ncl pri rno cn pitolo si stahilisce che scopo delta gucr·•·n e peril militare : " schiacciare il nemico coll a forza delle armi »; scmprc quando viene all' urto il grosso di due eserciti, qucsto scopo c la norma suprerua . Ma non o lo stesso pci reparLi incnricati di missioni speciali. (( Se pnossi adompiere l'inc11rico hattendo, in pari tempo, il nemico, tanto meglio; ma un successo ottenuto con scapi to del la propria missioue e un errore mi litare; la sconfitta toccaia per l'esecnzionc di un ordine pub cssere un merito ». Si discutc quincli del com ballimento con inten::'ionedecisilla e con intenzionep1·ocmstinante, si traccia il caralt{!re delle virt.ot·ic e delle sconfitte, nei loro diYcrsi grndi d'importanzn; si osscrva chc « propriameute p<1rlando , non vi sono corn battimcnti iudecisi, perchc infine uno dei dne avversnri sgombra il campo di battnglia e l'<1ltro ne re~tn padrone >> . Da un prospctto delle J>erdite in combattimento si vedc che, malgrado i graudi effetli delle armi modeme, la sonuna delle pcrclite, nolle ultime grnndi battaglic, e infcriore d'assni n quella delle battaglie unpoleonichc. Da cio l'au-
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to re prcndc occasione a scagliarsi cootro <de it1cessanti rice•·che di artiflciose formazioui, per diminuire le perdite » . Qui il concetto dovrebbe ossore meglio spicgato, percho il tentatiYo di diminuirc le pcrdite non o cosa dn condnnnar·;i; ma non si pno cliscon\'oui rc dall'autorc quando dice che « l'educazionc dclla u·uppa dovcre essere direun a inscgnarle a morire, non a schiYarc le morte .)) . Seguono i c,a•·attcridistintivi delle hnttaglic proyettate e cli quolle d'in.cont1·o. Qucst'ulti me aHengono oggicl i pi Ct facilmento, stante la mobili ta c la ri~olutczzn, con cui si cond ucono le guene; la probabiliti1 delle battaglic d'iucontro crc5cc coll'indipcndenza delle g•·ancli unilil; quest'indipenrlcuzn scmbra troppa all'nutoro; il quale von ebbe imitato Napolconc I, chc nvcyn tuuo il suo csercito in mnno. Gli si pub obbiettarc <:he ncceunto il sistema di Nnpoleonc I, bisognercbbc tro,·are un comandnntc pnri a lui, altrimenti saril. dillicilc chc, in altrc mani, faccia buona prova; cl'aiLroucle questo sistema ebbe pure, con Napoleone, i suoi iucouvenicnti; avvcgnacche i maro~cialli, nssucfatti a cssere tenuti a briglia corta, si trovarono !'pes~o infcriori al loro compito, quando ftt d' uopo ngire cli proprin inizintini. :\cl trattnre rl.cll'attacco e della difc~a l'autore discutc con molto garho il merito rolativo dcll'offensi'Ua c d~lla difensica. Qucst'ultima e l'arma del pitl debole; se la storia militare ci prescnta pochi csempi di difcnsiva coronata dn .succcsso, si il perche la digparitil del le forze noo pote csscrc compensntn dalln scelta della difcm;ivn. L'otrcnsiva nppartiene nl piu forte, o n cbi si crcde talc. Cio non escludc chc, mutando la situazione, poss:lllo iuvortirsi le parti. Tal voila ambcdue gl i a n-ersnri procedono ofTensiYnmontc. In principio della cam pngna non o possibilc che ambcduc restino sulla difensi,·a, perche altrimenti uon vi snrebbe guerrn; ma quest.o o possibilc durante la cnmpagna, c nllora intervi cne uua tl'egun; uella qu<1lc le due parti cercnno di acqnistnre forza per l'offeusin; scnza di che la difcnsi,·a non nvrebbo scopo, pcrche solo coll'ofl'cnsiva si puo rnggiuugerc l'obbicttivo della guerra: schiacciarc il uemico . Segue l'csposiziono dei principii gcuerali per la condotta delle battaglie. L'autorc ll'OVa che oggicli la p1·ima disposizione de/la battaglia c di capitale momento; « la situazionc strategicn, i n~ovi menti prcparati da lunga mano, dominano il cors~ del.le bauag! re ». Una spociale altcnzione rneri tnno le pngine dove. SI rag10na .deyl-t ~SC'I' . ciz1~ di co 1nbattimento . l-a profonditit c l'estcnstouc sono m ragtonc inversa. La nccc~sitil della prima limita, nei singoli casi, i confini della seconda . Ogni comandantc di truppa clovrcbbc proporsi la qucstione; quale profonditil dcYo a,•cre? E solo dopo a\'Cr risposto a questa,
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deve proporsi l'altrn: quale estensione posso prendere? Il pitt <>rand~ . del Ia gwsta . ncrn1co misura, tra la profondita e l'estensione, c la t>mania dcgli avvolgimenti . La fron to di un corpo d'armata di 30 mila uomini puo Yariare, secondo l'autore, da 3000 a 5000 passi e ricevorc a ne he un'estensioue maggiore « quando si tratti di combauorc truppe superiori in n~1mero eel iuferiori in quali tit ». Il secondo capitolo c dcdicato all'attacco. Tre cose spccialm ontr., dice l'nutorc, souo da evitarsi: esporre innanzi tempo la fanteria, in CD.tul) l)· nperto; bnciarla all'att.acco poco per volta; avanzare trop po l'artigli eria, scnza farla sostcnere. Crediamo che in questo t.utti convenanno, ma un'opinione molto discutibile c quel la che riguarda il concorso della faotel'ia (mediante il tiro a grandi distanze) all'azione preparatoria dcll'artiglicria. Questo concorso, chc l'autore ritiene come normnlc, potra <'sset·e prestato solo in circost:mzo ecceziouali; nella general itit dei casi, sarit forse meglio riserbare le muuizioui n miglior uso. L'autorc ha poi questa ginsta osservazione: « noi non abLialllo diverse linee di batt~gli a ma u11 sistema di riserve. Considerare e trattare le forze, che sono addietro, come riserve, e un mozzo per ben guidare il combattimcuto , _ Scguono le uorme per la sccltn del ptmto d'attacco, quiudi si discute delt'avt'olgimento e dell'nssalto. Qui l'nutore combatte In mnssima che la forzn delle fronti costring,, oggidi ad attnccare di fian co. Se il difeusore (come succede quasi semprc) ha delle riscrve, o e in posizione di potere ripiegare un'nl11, l':tttaccante, dopo aver hen girato, si troverit di nuovo d11vanti una fronte . " L'attacco avYolgente c indic:11o qu:mdo si dispone di forzc !>uperiori, o nuche uguali, contra un nemica che tieue una posiziono tr·oppo ristretta. In ogui nll1·o caso c un mnle; ma puo essere una n ecc~s i tit, se il ft·onte prirnitivo del ncmico non pre:;euta punti attacc:t biIi. L' nttncco frontnlc e all tico CflHllliO la storia e solo in questi ultimi tern pi era stato trascurato. , Assai giuste sono le norme, clle da l'autore, per la condotta dell'attacco, in cio che riguard:t l'azione crescente del fuoco, la decisione dei movirnenti , e'il?·igonfiantento dei flutti dell'attacco, mediante le riserve. Si p:•ssa quindi a trattare delle posiz-i{)ni {o1·ti(teate . " La necessit~t di attaccHc una poS!Zlone fortific11ta capitera hen di rado sui campo di bnttaglia, ma bisogua essere prepnrati anche a questo. » Conformi allo scopo ci sombrano Je norme che l'autore ua nl riguarclo. 11 terzo capitolo si occupa della d·ifesa. Una posizione difcnsivn uor1 porta seco necessariamente un comhattirncnto difensivo; il contrnttncco, Helln plnrnli t;\ dei cnsi, val rnoglio che la di fesa passiva. • Qu estn e indicatn quando si e cost.retti al combattimeu to, contro un nemico su.-
367 periore, c si vuole e1itare una dccisionc; od :mclle quando la posizione c talmente buona che conveng:t aspcttare, su di essn, ilncmico. .Ma pure in questi casi: tutto dev'es$erc dircllo a far si che, prima o dopo, la difesn diYeoti oO'e:;a. » La sceltrt di una posi;;ione, dice l'autore, dipende pi!'t dalla strategia cho dalla tattica . A qnesta il piu delle volte la posizione e data. L'impi<'go clcll'urtiglierin c pi t1 dinicilo :tl difonso rc cite nll'attacc:tnte . " La difesa ha piCL problerni dn sciogliere cite l'offesa . • L'autore distingno var·ie specie di contrattacco : la prima snrebbc quella di nmovcre dal l:t propria posizionc, e piomhnre sulle teste di colouun dell' attnccante, nou ancot',, spiegato. )fa e evidente chc, sah·o coudizioni di 1en cno atrauo eccezionali e mancanza di 1wrcauzioni per· pM'te dell'attan;ante, questa specie di sorpresa non puo riuscire. Un1 secouda fo~gia ui contrattacco sarcbbc: lasciarc che il nemico sviluppi il suo piano c condurne innanzi un proprio. • L'occasionc :>i olTI·irit facilmcnl.(', qnand0 il ntlmico tcn ta la manovra d' a vvolgimento. " La tcrza forma di contrattacco sarcbbe : piomharc sui i'Mtaccantc, indobolito dngli sforzi contra il difensore. Segnc il cnpitolo sull'·insegw~mento; rm le molte c.ose dette n qucsto proposito, tulle teoricamente indiscutibili, molte raramente pt·aticabil i, sccgliarno ln segucnte massimn; « 1ntenomperc l'inscgui mcnto none una VC'rgogna; proseguirlo malgrado le piL\ grnndi dimcolta c Lm tl'ionfo, ma non sapere dove si trovi il nemico balluto c un torto; nlmeno per la cavalleria » . Il pennltimo capitolo tratta delle ritimte. '' Esse sono la pietra di paragone della fermezza e della discipliu~. L'ordine e una gran forzn; mantenerlo in ogni circostanzn u il primo dovere del comnndo. 11 vinto, chc si ritira, deve afferrare ogni occusione per rialzare, mediante comb::tttimeuti fortunati, il morale delle sue tmppe. L'oiTensh•n vale, :1 qucsto riguardo, assai meglio drlla difensiva • . ~ell' ultimo capitolo, dedicato agli o1'Clini di combctttimento e a,lla condottn dei comandanti, vengono di ~tinte, rispetto agli ordini stes~i, le bllltnglic 1n·oyettate da quelle d'incontro. In queste l'ordinc di mnrcin costi!Uiscc la base per lo S\'il uppo della bau:~glia . :Uentre alcuni reparti sono gia venuti in contatto col ncmico, e la loro situnzione e le dispo:>izioni dei rispetti>i comnndnnti, piLt o meno imperiosamente, inlluiscono :;nl piano del comando supremo, c necessaria che questi tenga in mnno i ri parLi, non ancorn ingaggi:~ti, e li guidi seconclo le proprio mire; altrimeHti saritridotto al ia parte di semplice spettatore. In nne, J'autore declica una pngiua nl po3tO che deve occupare il comandnute. Quest.o sarll. tale dn polcrsi ~enere il piu n luugo pos-
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sibile, e se occorra cambial'lo, si provvcrlera pel rcca pito delle comunicazion i, direue all a prima posizionc. << Il comandautc deve esscre possibilmente sottrau.o alle passioni del cornbatl.imeu·o; per abbracciarc l'insiem~ c nece5sario. non lasciarsi impressionare dagli episodi )) . Il pr1mo volume SI chiude con queste parole: " tenci'e ferma in mano la direzione suprema, senza impedirc l'iniziativa dei comandanti .in so tt'o~dinc, e il so~m1~ dell'arrc nclla coudotta dclla gu€\rra •. Aspettlamo con de31dCI'IO la seconda parte dell'opera.
fhate#!BiicltttiU!Jen 'f'.ibe•· #len flle••tlt ile•• t:.'#n,rrlle 1·ie
in #len B•·iege•• tle1· 11-et~eit. ( Ricerche sull'importanza delta cavallt!ria netle guerre dei nostri tempi) I(ALHgR
colonn eHo di cavalleria. Fascicolo staccato del Milit a1• Wochenblatt. - Berlino, Siegfried Mii tler e tlglio. Recentomente sortiva iu Germauia un opuscolo firmato R. B. nel quale si pretoodeva cho • la ca~;al/eria ha cessato di esse1·e tm'ar'ma e che aVI·a il prirnato della rnobil-ita quell' eser·;;ito che pr·ima {aTd get to di questa zaMr'·ra )) . Tale opuscolo sollevo nclln cavalleria todcsca una vera indi<>nazioue della ~uale si rese ioterprote il colonnoiiCI Kalher, coll'op~ra sopr; enunc1ata . Essa e una risposta vivacissima ma convinccnte· e dell'ironi~. che spira da ogni parola, l'autorc si sensa diccndo ~ssere uno di quei casi, in cui difficUe est saty1·arn non scr'ibe1·e. ' La ~av~llcri~ e ~ssuefau~ a seutirsi dire, in tempo di pace, chc la sua. ~ms~onc e fio1t.a; m~ c pure asst~efatta a vedersi, in tempo di guena, .r1cercata da tutt1, e a trovars1 sempre scarsa allc iucumbenze che le s~ afl1dano . Questo. bi~ogno di cavalleria dura qualche tempo d.opo fin1.ta. la ~ue~ra:' f[luoch per qualche tempo gli avversnri tacCJOuo; pot I'JCOmln?Ia !I coro: la cava l!eria costa troppo dunquc cun'arma d1 lusso. Il caval1ere a:>colta queste chiacchiere con discrcta iudifferenz~,. ben s:~pendo che la sua arma formera parte integrantc detrli cs~rCHt,. fi.n che le battaglie non si combattono nei palloni volanti,"' e g~ 1 uomm1 non vadauo a ea vallo alie loco111oti ve. Tutti i grandi capltanJ, da A.lessaudro a Napoleoue e da qncsti a Moltke, hnnuo vinto colla fau tcria; ma par prep:u·are la vittoria, per assicu1·arla ed usu-
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fruirne i yantaggi, hanno adopcrato la cavalleria. Yarieranno i metodi, secondo i tcmpi ed i luoglli, ma il fatto chc si e ri peL1ito tnnte voltc nel passato, con tinuerit a ripctcrsi ncll'avvcnire. Cio premesso, l'autore allacca direttamento il suo av,·ersario, confutandone ogni argomeuto, ogni parola . E$amina gli escmpi storici, cho egli adduce, per rrovaro l'inutilitit della cavalleria, o dimostra che i fatti vennero ::~ l terati, o non sono logiche le conseguenze che se ne deducuno . Se nella campagna del ·1866, in Boemia, non si trasse dalla cavalleria tutto il frutto che si poteva, non e a colpa di nessuno, e meno chc d'altri doll'at·ma. Quella campagna fu pet· la caralleria una scnola, in cui imparo le esigenzo dclla tattica IHIO\'a; e il pror.tto clella lezione avuta, lo dimostro nella succcssiva campagna ~870-7 1. Da quesla specia lmeute t.rae l'antore i suoi esempi. In quale tristc condizionc possa ridursi un esercito, che, non aveodo cavalleria o non sapcndo adoperarla, si appoggia unicamcnte snlla fanteria, :o dimostra la sorte delle armato di ~Iac-31ahon e di Bazaine. Qucst'ulti mo di:;se all'nfr.ciale, che lo accompagoo da :.\lctz a \Vilhclmshoe; per trc cose hn uno vint.o i Pr·nssiani: « pella discipl ina, per l'artiglioria c per les eclairwrs de caw.llerie '' · L'autorc cita pure in argomento Napoleone III, il quale nel suo libro sulle cause che banno condotw alia capitolazione di Sedan, scri,•e: « i Prus:;iani nascosero cosi bene i loro movimenti, dietro la cortina di cavallerin, cbe spiegavano davanti a se, in tutte le clirezion i, che, ma lgrado le pit\ persovcranti ricerchc, non si seppe mai dov'ora il grosso delle loro truppe " . Ma una tc,;timonianza, anche pit\ importaotc, in favore della cavalleria, c quella del geno1·ale )foltko, il quale, dall'antoro richiesto, intervenoe direttamcnte nell:~ questionc, con la scguente l etter:~: « Se H. n. si e proposto di pt·ovare la tesi dell'inutilitll della cavalleria, con argornenti tratti dalla storia mililarc di questi ult.imi tempi, ha scelto molto male la sua cpoca . « I servizi delle nost1·e divisioni di cavalleri:~, nella campagna contro la Francia, sono evidenti e registrati dalla storia. « Potevano essero :~nche maggiori se, per esempio, a Worth fossero sLate sotto mano, a Vionvill e fosscro state raccoltc. « )Ja tutto, a questo rignardo, poggia sui cotnandauti. Nell'esplorazione, Ja cavallcria rese servigi immensi. Non avremmo marciato in que! modo, se non ci a\·esse preceduto ». Siccome poi .R. B. si era rivolto alia nobilti\ tcdesca sconsigliandola dall'arruolarsi nella cavnllcria, se pure avcva desiderio di combaltero, cosi J'autoro conchiudc rispoudcndo: << i figli del nostro pa-
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triziato, chc servono in cavalleria, accanto ai loro camerati borghesi, nranno il possib ile perchc qu est.'arma. adattandosi alto nuo vo esigenzc delta gnerra, continui ad occupare nell'esercito il posto che le speua, c troveranno in ossa mi lle occasioni per sfogare la nobile ::~mbi zione di oll"rire i! sangue al ln patria , od acquistare, sui carn pi di hnttaglia, il diritto di guidare la nazionc » .
.Ebae llebuu.g ~le1· taletiscl•en Tlte1Jutlik. ( Un' eser-
citazionesu temi tattici) del ten'e nte colonnello ScHMEDES. Vienna ·1881, tipog-rafia dell' Osterreichische m'iliti:in 'sche Zeitschrzft . Le escrcitazioni tattichc quali si fanno negli istituti militari di primo . ordine, so no un elemento di grand'im portanza per l ' i s Lru~ioue degli ufficiali. Ma il disegno e la condotta di tali esercitazioni presentando gravi difficoltil, l'aut.ore crede conveniente, chc coloro i qua li si sono trovati in condizione di dirigerne alcurl3, ne pubblichino un dettagliato r·apporto, ad istruziono cd aiuto reciproco rra colleghi . Con que.st'intento egli pubblic11 frattnnto la relazione del la can1pagna tattica, che fecero sotto la sua direziorr c, net 1880, gli allievi deii'Accademia militare di Vienna. Le t~se rcitaz ioni durarono 1 giorni. I1 programma cornprendeva 3 parti: 1° idea generale; Il0 prospeUO degli avYeniment.i ; Ilf• programma dei lavori. L'idea genende, o, come uoi diremmo, la situazionc generalc, basava sull'ipotesi che un'a1·tnata d~l sud, dall'alta Stiria per Bruch, marciassc su Vienna; mcntre un'armata det no1·d concentrata sul Danubio, tra Vienna e P1·esburgo, aveva spinto grossi distaccamenti a difesa dei vari ponti su detto flume. Una b1·igata mista concentrata presso Mariazell, veglia ulla sicurezza del l'estroma.siuistra dell'armata del sud, contro sorprese provenienti dal S. Pollen, mentre a difesa dei passaggi di Tunll e di Krems sta una mezza brigaLa dell'armata del nord, presso Nculengbach. Lo svolgersi dell'nzione tra questi ultimi reparti <'ostituisce il tema delle manovre.
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~el prospetto degli a~~:enimenti sono indicate le ,·ariazioni giornalierc alia situazionc geueraie, e si fissano, c·on n~• a certa larg~r:zza, le operazioni giornaliere dei suddctti due rcpar~l- _Per csemp10 ·~cl 1• giol'llo: L'armata del sud spingc le sue oper:mon1 fino nl Danub•~; concentra il g1·osso prosso Wi cn flr-~ e ustadt. La bri~p t a ~1\'estre ma srnistrn f:> ricognizioui Yerso S. Poltcn, o pron-ecllment• per_ sbarrare Ja valle di Treisen, ondc potcr rimandare al grosso una pol'1.1one delle sue truppe. D'nltra parte l'nrrna ta del non! si concentra prcsso B1:uch sulla Lt)iHl. Con un corpo copre Yicnna . Il di5tacc:~mento presso :\cu.lenghaeh , spingc ricognizioni su Treiscn, c coprc _il pnssaggio pre:so Krems, con un mo,·imento yerso S. Pollen, contro 11 fianco delnem tco chc si aYanz:~. Net p·t·oo1·anww dei. /cwori, sono segnati i t~mi_d~ sciogliers_i, giorno per giomo, ''erualrncntc o per iscriuo, dagli nlhev•, m corTel~z10ne nlla sitnazionc generate e nei limiti dcl\'azione fiss~t~ P?l pror:•o r~part~ . Tnli sarebiJero : descrizion i del ten ono, ordm• d1 mUI'CHl, dtspostzioni di sicurezza, scelta r ripartizione di accamp:~menti, difcsa ed at.tacco di posizioni e di strcne e vin clicendo. . . . Cnrne si yede il prouramma di questc est·I·citazioui non d•lfcrasco m sostanza dn qnello delle"'co:;idetto campayne tatticlw, che si fan no dagli nllie,•i della nostra scuola di guerra;_ ma il li_hro dol colonnello Schmodes e, per qu:mto S.'lppiamo, la prama rel?ziOn: Slll~pata dello .sYolgimento di una di r1ucste C$C t ·~ita7.i oni .. I s1ngolt tem1 no_n ven-: uono soltanlo accenuati, ma discusst c svoltt con molta ampwzza dt ~articolari, cppure con ordinc e chia.rczza; inq.utH~··~ti . poi, eome so~o, in Ull lema comploSSiYO, dnnno al hbl'O fj ll ell Ull lltl d1 _co nC~ltO c_q_ucl-: l'intcressc rho mancherehhn in una sempli1·e raccoltn dt tom • t:~lltCI. C• pare c.he io scopo dcll'autorc di rinscir_util_e. ag~i u_fficiali che_doYrauno dirigere campagnc tattichc, iu istitutt mtltttm, sta stato pten\lmente raggiunto.
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E PERlODJCI
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LJBRI
Le s,:~ecttd efu• u tilittei••e. -
vembre e clicembre. -
Fasci coli di ottobre, no-· Parigi 1881.
Yita del ge.nerale il1a.rg1tet•itte. -
(Con tinuazione) . -
Generale
PnJLEllE RT.
Sto1·ia delta gue1·ra. d'Ot''iente dal 1875 at 1878. - (Continuazione) . - . G. DE CoRLAY. - Dalle note diplomatiche riprodotte in quest'articolo relative alle proposte d'armistizio nella lotta fra la Serbia e la Turchia, e dai commenti che alle medesirne fa l'autore, apparisce come la Porta non si renclesse conto delle dispostzioni delle potenze mediatrici, e si lasciasse trascinare dalla sua pertinacia alia guerra con la Russia. La situazione dei clue belligeranti sulla lVlorava e delineata a gTandi tratti, quindi segue il racconto degli avvenimenti militari durante il mese di ottobre, ai primi del qnale si riaprirono le ostilita. Il grosso dell' esercito turco, quantunqne pronto al combattimento, rimase in una irnrnobilitfJ inesplicabile, della quale la co lpa non cacle sopra Abdul-Kerim , ma sui personaggi che da Costantinopoli volevano esercitare una grande influenza sulla condotta delle operazioni, sioo a determinare il giorno in cui dovevano essere ript;ese. Sulla battaglia di Trubaveno notasi come l'inerzia di una brigata non abbia influito a mutare la ritirata dei Serbi in una vera catastrofe. I Turchi si contentarono della vittoria del momento, brillante e ricca di risultati, ma trascurarono di approfittare di tutte le conseguenze. Dopo la presa di Alexinatz, ottenuta senza colpo ferire, perche abbandonata dai Serbi, clue altre negligenze gi·avissime commisero i Turchi, cioe di non occupare :Qeligrad e Kruzevatz prima che sopraggiungesse la tregua, cio che sarebhe loro costato nulla, mentre se avcsser9 voluto dopo impossessarsene avrebbero dovuto fare grandi sagrifizi. E pure biasimata la noncnranza che essi ebbero durante tutta la carnpagua per il servizio di sicureua tanto nelle fermate, quanto · nelle rnarce, e la Jentezza ne]la congiunzione del corpo cli Osrnan con J'esercito principale turco, avanzantesi nella vallata clella Morava, conginnzione che non si pote effettuare per un armistizio di due mesi. Le agita.zigni in Alge?''ia. Una. ~~cw·sione sugl·i altipiani al
S1ld
degli Chotts e a -~feche1''ia. - ( Contimwzione) . - Seguendo la strada cli ~Iagen ta, la vallata di ~iec h eria e di El- :Nl-rassel si giunge ncgli altipiani e al Djebel-Beguisa-ou-Beniita, montagua che domina tntto
<rue! paese, dove presso Ras-el-Ma, la testa dell'acqua, trovasi il campo tl'incerato occupato clalla colonua Duchesne, costruito in modo da rend ere i rn possibili le sorprese. la posizione e inespuguabile. e dalla medesima partono le colonne leggiere incaricate di proteggere il paese sino a Marhoum . Le vicinanze di Kersouta e la zona di terreno al di la della stretta , ch e s'intitola clalla montagna omonima, sono descritte come feconde di vegetazione e ricche di acque da pennettere ad un corpu di truppe di soggiornarvi. El-Aricha, forte di piecola guarnigione, e la sentinella avanzata verso la frontiera marocchiana al nord e al sucl della quale l ocali t~ passeril !'invasione araba che minaccia la proviucia cli Or-an. Da Kheider, ove giunge la nuova ferrovia, cominc;ia l'escursione nel paese nl di lil degli Chotts. Dirigenclosi ver~o Menezla il cammino varia seconclo la stagione. Attr~n·ersando lo chott obliquamente, quando e secco, la lunghezza della strada e nn terzo di mono di quella assai futicosa che dopo le grandi pioggie sono costrettc a fa re le colonne, le q uali possono avere una velocita rallcntata dal couvoglio -non maggiore di quattro chilometri ad ora. Da Ouael, il luogo peri coloso, propizio all'imboscat.e, c di siu istra reputazioue, dove accampo la colun na Mallaret, quaJ1do seppe che BuAmerna wntava cli passare al Kheider, si arriva a Tismonl iue, localita abbondante di aequo, puuto intermedio fra Geryville e Mecheria , e per dove passano carovanc, viaggiatori , mandrie. In quelle vicinanze le truppe del colonncllo Innocenti snbirono un disastro combattenclo Bu-Amema . A Tismouliue si tl'atla. cli st.abilirc un posto f1·ancese fisso. Volgendo l'escursione sugli altipiani all'est clella provincia cli Oran si attraversano i cantieri ricchi d'alfa, la l'allata cl' EI-Hamrnam e cli Kta·ima, alia cni sorgentc si hanno posizioni adaue per vigilare il paese. I l Diebel ~fecied e segnalnto come vera sentinella per scoprire i piani cli El-Hammam, lo chott e Marhoum. Su qnestc allure i BeniMathar collocano le loro verlette in caso di pericolo. I dintorni sono pieni di erbaggi. A ~1 8 cbi lometri da Marhourn giunge oggi la fer.rovia franco-algerina. A Sa'ida si trova un forte uella parte elevata della citta . Di la parte la strada ferrata di Kheider, dove le colonne destinate ad operare verso il sud avevano ordine di riunirsi, mentre altre dovevano proteggere la frontiera marocchiana. Si giudica quindi pertinace l'ostilitit degli arabi e necessaria l'impedir loro di peuetrare nel TelL Si accen na la marcia della colonna di Mallaret con pochi ed insignificanti incidenti c la poca utili ta delle mosse militari verso il sud quando il nemico spariva all'ovest. Altre notizic vi sono intorno a Fekariua ed a l\1echeria, qnindi si propugna la convenienza ANNO XXVII VOL. l.
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a Firruirr (l i orrilmrrcrc · ~ n ~' contro del commercio dell'interno per Gourara e Tafilalet, c di bntterc colil il nomico. r:w·te del/a {]UC1')'(), all'e.spo.~izione di elettricita. - \YJLFRID DB JoNnELLE. - Vi si sogua la il grande progresso ottenuto con I' adoz1ono rli un sistoma uniforme di twilit praticho per la m1sura dc.. c qnantita cleurichc. Cio avvautaggera la rrecisione della telegrafia militarc. Stante la piccolczza delle forze clcttriche, il congrcsso rccontc l1<1 determiualo di prenrlcre per unitit dinamica la centesima pat·te del f{rammotro. Partcndo lla questo fatto si sYolgono teorie sulle elettricitil, ~ si spierrano le 'ario rela1.ioni fra I' uno e I' altra, quindi si .passa. 0 all'esamc degli oggctti rolativi all'arte della guerra. Sono menz10uat1 j pcrforatori Taverdoo n gr:mde velocita fnnziouanti per mezzo dcll'eletlrici:;mo, i rpwli scavano le rocce piu dure con l'aiuto di quella mcravirrliosa sostauza, cbe si chiama il diamante nero. Le macchine marrnet~ o diMmo-elcUriche per la produzione della luye forni ::;cono forza motrice, cite si puo trnsportare a molti chilometri di distanza, e pcrmcttc cli escgnirc sopra una vasta estcnsione diversi lavori. Una delle 11 ti lc applicnzioni (li qt1csta forza secondo lo scrittore sarebbe iI fora men to dei pozzi istant~mei nel la Tunisia, l'elevazione delle acyuc di una paltulc ad nn livcllo che perrnetta la filtrazione, il rapido abhatLi men to di albcri ecc. Sono pure ricordat·i gli stnunenti sem piici, prccisi e poco costosi del sig. Acard, sergeule del Signa lcorps, destinati nd indicnrc gli elementi meteorologici di una stazione inaccessibilc, e la camera di Wooclburg sospesa ad nn pa llone chc permette di fare nno schizzo pauoramico di una estensione di quaUI'O cuari di terrcno. Dcgno di nota apparisce il tclemetro Dallemagne e Triboulet, col quale si possono misurare distanre da un pun to ad un altro di carte microscopiche e facili a portarsi in gran numero in no taccnino. Pt·inci1Jii costituli'l>i di 1tn esercito repubblicano. - Tenent.e colonnello LEDEUIL. - Essi sono cosi enuociati. La prima condizionc di esistcnza rli un popolo e avere un esercito. ~essuno esercito e possibile scnza fargli una sitnazione relativa ai servigi che rende. La sua forza dipcnde dal la posizione del pacse che deve protcggere dagli Stati vicini. I l suo reclutamento e la durata del servizio debbono conci liar-c le esigen;-;e del l'educazione militare e della sicurezza esternn con quella della produzionc nazionale e il godimento dei diritti del cittadino. La s.ua istmzione e la sua tattica sono fondate sulla qualita della nu:za e sulle prorrietit dell'arma in uso . I1 suo sistema cli mobilitnzione deve prest:ll'~ i ad una lcvata parziale e ad una in massa.
Sulla dul'ata del serv1z10 mentre si ricono~ce che dev' esse1·e ridotta al puro necessaria, si dimostra la necessita ~i avc_r-o _un n~tcleo ~l i pro~ vetti soldati, i soli capaci di guidare e trascmarc 1 g10Yan1 contmgcnLt di risen'a. E preferita, quanto alia tattica piu adatta all' indole_ irnpotuosa ed ardita dei Francesi, la compagnia di 120 a •130 uornini, come piu manegge>ole, ncgandosi ogni iniziativa al capitano. Il battaglione a 8 compagoie ritiensi migliore, pcrchc il comandante di esso e il primo ufficiale cbe deve penetrarc il pensiero del generale c cooperarne l'attuazione. Ritiensi che la compagnia di 200 uomini sia facile a sparpagliarsi, e che net:rli aecantonameuti trovisi costretla a dividersi, non potendo la nwrai~r parte dei villaggi nutrire piu della meta di quella forza. 0 Donde ~llungamenLo e ritard i nolle marce, dillicolti1 uella n·asmissione degli ordini. . . . .. Circa il metodo d'istruzione l'aeticolo cont1ene unn ser1e rlt cr1tJche al rerrolament.o franccse del •187i:i, e riapl'e 1' adi to alle manovre in ordi1;~ naturale eel inverso, sostencudo chc esse rispondono piu alia sempliciti1. Biasima l'orcline sparso come I'Cgola di combauimento, e pr·opuana l'ordine serrato, perche permetto di toner le truppe sotto 0 mauo e cli avere una sufficiente rnassa di fnoco e slancio capace di ~pi ngere o tra$Cinare la cat.ena dei cacciato ~· i. Quest~ ~istcma e rico-: nosciuto piu adatto all' indole del SLlidato francese faetle a st~~carst nolla immobilita prolungata, e vago d'impeto anche quando c1o dovesse accrescere. il pericolo. E pure criticata la grande e!;LOnsione del fi'Onte che occupa auualmente una grossa compaguia distesa, rilenendo impossibile per consegueoza le riunioni ed i cambiamonti di fronte, dovendo il battaglione impiegare le sue riserve per proteggere questc mosse. Snl sistema ·di mobilitazione infine non si risparmiano censure, giudicandolo piu utile per uno Stato fcder~le che per una nazione unita e compatta; e cio per la iattura che ST tome possa cadere sopra un'intiera provincia in seguito alia chiamala del le classi in congedo, ]a quale toglie di un sol colpo le intelligenze e le braccia a tutta l'attivitil economic<:~ di un paese. Relazione sttlL'e.spe-rienza del telemett·o Le Boulangt nclla fante-ria prussiana. - Baron de MmnAcH. - E la _Lra~L~zione di quest_o, rapporta ufficiale. 11 telemetro e. fondato sul prmc1 p1~ della velo~1ta del suono ed inclica l'intervallo dt tempo che passa frn d lampo ed 1l fumo di un colpo e la detonazione che si ~on te . Accenna~i la .necessit~ di esorcitare i solclati all'uso di questo 1strumento, e SI regtstrano l'JSultati per dimostrare soddisfacenti le esporieHze.
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Letten i nedi te del genu·ale de Brack. - S.HKT-A~;Bix. Saggio compa1·ati'1Jo t1·a la guel"''a franco-tedesca e fa guernt tnrco- rnssc£. -G. DE CAHLAY. - Tracciatc le difTerenzc dcgli scop~ chc han no sui Reno e sui Danubio le nazioni attJ·ici in <p1ellc lotte, si paragouano chl pnnto di vista strntegico le operazioni degli assedi di Metz e di Plcvna e le consegncuzc clclla cad nta di queste dne piazze. Si fa la storia sommaria dei p1·eli minari delle due ca mpagne, Dalla parte francese e turca fnvvi lentezza e mancnnza di precisione, slcgamento fra i COI'pi d'annata, asscuza complcta d'inizia tiva. I due tentri di guerra si rassomigliano, avendo t.'lnto !'uno quanto l'altro un gran fiumc ed una grande catenn di montagne sepm·anti gli avversnri: il qundrilatcro Silistrin-Routschouk-Schoum la- Varna corrispondc alia linea Belfort-Strasbourg-Dieden hofer eel a!tre fort.ezzc minori . I Tedescb i avevauo pero il vantaggio di potere attravcrsare il Reno su vnri ponti; i Russi dovevano fare lunghe marce e portar con loro gli equipaggi da ponti. La Turchia aveva lo svantaggio di essere minnccia ta sulla sua siuistra clalla Serbia ; la Francia invoce da un la to era assicma ta da lla neutralitil del Lussemburgo, c ptHeva fncilmente invadere la Germania del Sud. Un:~ rivoluzione avvenne durante la guerra fr:wco- teclesca e russo- turca e modiGco la co~ tituz ion e dei duo pnesi, cho ri masOI'O soccombenti. Eutrambi avova~o una fl otttl su periore a quella del nemico, ma non ne trnssero alcun partite. La ea-. Vtll leria rnssa e la teclesca precedcvauo i corpi d'armata e scoprivano a grandi rlistanze il terrcno , ma la p1·imn fu trattunuta alle ali, mentre il centro dell'esei'Cito ancora marciava avanti. Errore grave che i Ru ~si dovettcro ri parare chinrnaudo dall'impom altre forze.. Ln pri ma parte della campagua ntssa , secondo le conclusioui dell'autorc, avrebbe avuto u11 risultato difl'erente, se si fosse ossen·ato meglio i 1 precetto fondamentnle tanto in strategia quanto in tattica , di avcre sin dal pri ncipiu molte truppc sotto mano, senza bisogno di rinforzi. .Jfemorie 1nihtm·i d~l generale !Im·dy . - (Continuazione) . -Contiene uno studio del terr·eno sulla riva destra del Reno, cominciando da Basi l t~n fino a Cobleuza. In ogni regionc si notano le risorse, lo loca litil. in genere ad11tt.e a gettar ponti su qnel flu me, accennando alle pos.sib i l ~ invasioni tanto da parte della Francia, quanto dalla GCI·man1a. S1 enumerano le comunicazioni e gli sbocchi utili alle mosse militari, rimandando ad altm parto speciale il particolare esame dell e posizioni importanti che ofl'rono i diversi pacsi descrittti dal Migan Jlno alia Veternvia. Indi seguono delle considerazion i stratcgic:he sui mcdesimi.
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PI-:R.IODICI
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Fascicoli di otP <m gi, Dumaine •1881.
. ,.Tout•tu d tles science s t n i littd•·e s. -
tobre, novembr~ · e di ce mbre. -
Tatt•ica delle •informa;;ioni. (Continuazione) . Gcnerale tEWAL. Esami11:1 gli elementi per dctorminart! la distanza alia quale debbono esserere spinti i gru ppi franchi, e la limita ad una marcia dalla rt'te regolaro di sicurezza, la quale trovasi rla 5 a •I 0 chilornetri dalla testa di colonna di c.avalleria. Il massimo allontaoamcnto diponde dal contatto col nemico. Orclin3riamente le fo rze contrarie non saranno distanti piu cli qunttro mnrcc ossia da 88 a 95 chilometri. Spingondo l'esplora1.ione sui fianchi del nem ico si puo arrivare fine ad ouo marcc. I gruppi irregolari clebbono essere forti c percorrere tnli distanze in sei giorui, durata massima del foro scrvizio continua. Ogni gru ppo rice\'C ordini sommari, istmzion i brevissime e porta scco la carta, gli schiz1.i rol:1tivi al piano direttivo delle operazioni coo uote :1 lui solo in tolligibili . Gli si raccomanda prudeuza, ordine, rapidita, esattezza. Stante la breve durata del suo sl'rvizio non s1 curn di ripo~a re nl coperto, se uon in (]ualche fa ,•orevole occa~i one, ma bivacca e,·itando i corsi d'acqua, i guadi , i luogh i rrcquentnti. Cio premesso si analizzano le operazioni del servizio irregolare. Sulla -ricerca del coutatto :;i dil per· norma, che ,,olendo scoprit·e il nemico giova seguiro la via principalc, se occorre fare uo colpo inaspettato, bisogna e\ritare le grandi strade. Quaudo il ten eno c scopcrto si dcve percorrere al trotto, se onclulato al passo e con precauzione. Quando la m i s~i o ne e urgcnte non si usn mistero, il gruppo si mostra, osserva e sparisce. Esso si regola come un'unitil iso lata riguardo alia sua sicul'ezza. Altri precetti sono svolti per ioscgnare n mantenere il contaLlo ti\Hlo in staziorw, quanto in rnarcia, ncll' inscgu imento o in ritirata . E~em pi di guerre modt-rne conferm auo la teoria. Si descri ,•ono le formazioni approssimative che debbono pre11Ciere i grn ppi per esplorare, c oi passn ad iadicare la manicra di penotrarc pos:;ibilmente nella rete di sicurezza dell'av,rersario, d'impedirgli di Yedero, e di trad o in errore. La d'l~1·atn clel se?'ll'iz·io attivo . (Fine) . G. L. ~I. - C:onfrontmtdo l'educazione civile con la militare si rilevano le dilferenze degli scapi ~ dei mezzi dell'una e dell'altra. Si esaminano le relazioni che pas. sano fra l'auLoritil fonda ta sul l' inO·.lenza delle piu elevate qual itil dei ~pi, e la pron ta e completa obbedienza per convinzione di bene oprare.
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E propugna ta una corta incli pendr.nza d'azione ed iniziativa per chiunquo abbia un grado, deplorando che nell'csercito franceso manchi no . entrambe con gr:1ve danno. La compagoia c segnalata per unita piu adatta a ricevero I' efficace direzione educativa, ma com' e oggi costituita nell'eser·cito francese non e creduta capace di prest.'\rsi a tale scopo. Analizzatc le attribuzioni dell'aiuwnte maggiore, posto a lato del capitano e istituito \'er·o custode dclla di~ciplioa, si conclude per la sopprc~sione di esso ed anche dell'aiutante. Riticnsi che l'avanzameoto dcbba crcat·e la necessaria superioritit morale ed intellcuualo cui inchina l'inferiorc. Rcndcndo l'istruzionc facile c pronta, sviluppaodo i mczzi atti ad all'orrn~re l'autoritil, si puo giongere a diminuiro la durata (!cl sorvi1.io attivo. La sopressionc del capitano istruttore e pure cousidcr·ata indisponsabile, pcrchil il riunire tutte le reclutc di un rcggi monto sotto la sua clirezione · non rendc piu rapida l'istrn?-ione, di quclla che si otte1'rebbc co l dividerle e farle istruire nello compagnie dai 1·ispettivi comaudanti . Si avvisa di non confondere J'uni forrniLi\ delle cosc inscgnatc, con lfaelle del metoclo cla usarsi per insegnarlc. Alia prima provvcclouo i regolamenti, per l'altra non si dcbbouo dr~r regolo poiclte ossa non oJTre alcun vantaggio cd . ha l'incO'Il\'CniorJto cl i togl iore ogni iniziativa ed emulaz.ione. If capitano dovrclJbc pmo avere la facolta di fot·ma rsi egli stesso i sottnllicia li ed i capom li, poiche con tal sistema gli diverrebhc pit't facile l'istrnzione delle reclule, servendosi di coadiutori conoscinti da lunga data . Alcuni soldati anziaui, scclti come prime guide, sarebbero gradualmente avviati a divenire l'anno snsscgucntc istruttori . Altre riforme si propongono per diminuire il tempo perduto per l'i;trnzione, cioe ridnrre al minor numero possibile le ri>iste, le gnardie, i piantoni, i militari operai degli arscnali ecc.; semplificare gli ordini e ilmodo di tr·asmettel'li, evitando ripetizioni, dimenticanza, oscuritb.. Si raccomanda che I' ist1·uzione sia rnetodica, non contrariata, ne interrotta . Tutti gl'individu i destinati a segni rla dovrebbcro incominciare ncllo stesso tempo, pc1'cio i giovani di lent essendo incorporati simultaneamente, non resterebbe che regola re gli a1·ruolamenti volontari in modo da ful'li coincidorc con I' incorpornione del con tingente annuo. tfl persisteuw delle ispe1.ioni trimestrali e generali·, nel modo in cui sono costitn itc, e consid cr:tla con1c una ca usa pertnrbatrice dcll' i:;truziono. Esse dovl'obbem avet• luogo con minor!:\ apparato e non ad epoche Mhitra rio. J;a spertizionc de/. qmw·ale Skobeleff contra ·i Tt~1'G01Mlnmi e la presa
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di Ghcok(Denglcil.) Tepe.(Fine)- Capitano VE1r,.- D!!l ra~porto indirizz:1to al comanclante in capo dell'esereitc del Cancaso, e r1prodolt~ ~~ questo articplo, risulta cbe i Turcomanni ascendc,•ano. a .~0000. uomtn~, decisi a difendersi energicamente, ed a cio incorn~g1al1 dagh Ingl~s1. Varie ricoo-oizioni scaramucciarono da una parte e dall' altr·a . pmna che i Rus~ s'impadronissero del \'illaggiod'.laughi-Ktlla. 13 cui pn·sa dove\'(1 neceS!.'at'iamente precederc J'auacco di Ocngllii-Trpc\, c r.u c.seguita senza grandi perditc. La prima parallcla coutro. ques:a. prazza fu aperta il :23 dicerobre 1880 e ne seguirono romiJattJm•·ntl, u~ uuo dei quali i Tekes con stra.wdinario slancio s'i mpossc~sarono dt una IJandiera e di qualche pezzo d'artiglieria, cerca~rlo d1 sorpreudere le ali dei Javori. russi eel il loro punto di appogg1o, dl r.no~trando. una cc1·ta espcrienza di guerra ne! molcst:nc senza pos~ gh n' ,·ersnrJ. .'\ 1 3·1 dicombre era gift costru ita 1::~ tcrz:t para llela od il C'ampo de! .cOl po di lipeclizione era stato trasportato all ' altoz~a dell~ ·~ n per avv t~ma.J'l~ ai lnvori di attacco. Ma durante la notte 1 Russ1 lurnno o~)bh gaL1 <~ 111 •1nd are onni rnczz' ora patcnglie di cava lleria, o per la pr11na volta d~vcttero 11nunziare, per protcggere il cn111pu, nl prin.<:ipio consac~·ato <la ll'csperienw in tutt<~ le campagnc intrapt·osc ue i i 'As~n ec ntr~le d 11\viare di notte dei partiti di cavallcria nclla r.o11a dt opera:lJOIIO rlrl nemico . Ncgli att.ncchi cbc ebbcro a so~t.cn cre t.rovarono una ~r:mrl e uti li t~1 ncl rimauere dietro alle trincec e ti r:llldo. iu pier! ~ , mirand,o bas"~· La luce elettrica rese grandi servizi ncll' nltrmo pono~lo dell ~~~scdJO dal <i/ 18 al 12/2+ gennaio 188 1. Vi si adopora1·ono 1 nllet~ort non solo per iuYinrc dispacci, ma per rischiaram du 1'a11tC l.a nottc d ~amp~ rli tiro delle batterie di mol't<:ti ed il tcrTt•no fra le tr·tucee cd 1 mun della piazza, e con tal mezzo si pose il uemico ncll' impossihil~tit rli tentare col pi di mano contro i lavor·i di attacco. La nolle per .um<,re di attarchi Ja gnarnigiGilO dell a fortczza Si appo:;ta\ a ne) f~SSO rnterno per essere in grado di opporre resistenza piit pronla. La chfesa fu t_enace quando incominciarano le operazioni di assalto rontro la b.reccw, che i T(·kes si sforzarono di ripararc l' di proteggere con la Yrolenz~ e la precisione dei toro Liri. M~ Denghii.~Tcp6 cnrld e iu p~tere de1 H.ussi, i quali in tal modo vendtcarono I msuccosso del ·1819, paclficarono le popolazioni dei Turcnrnanni-1',•k6s e poterono larc 13 leva ta topografi.ca del paese pcr·cors~. L' at~LO!'<l loda In yrucleoza ~ la giu stezza di vedutc del genera le Sko bole!l, il qnalr, . pnm.a dcl.la. ~pe clizionc a tntto provvide, affinehe il curpo posto :11 suo1 orJ ~m non avesse a pati rc privazion·i in paese tnnto lon t:-tno da l l :~ patr1a . Dal pun to di vista tutte le operazioni da lui condottc non p re~cn tano f'!-
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rori. Con tro un nemico ardito e 6ero delle prececlen ti viLtorie non dispose le sue truppe in c01·done, non dissemino le forze in gruppi isolati, non cerco di guardar tutto per non indebolirsi, ed opero la congiunzione con la colouua del colonello Kou1·opatkine lungi dal nemico, giu~ta I;~ mass·imn napoleonica . II risulta to di questa spcdiziono apri. alia Russia le strade che mcua no at centro deii'Asia, e le permistl il possesso di tulto it territorio che si estende lungo il pcndio nord-cst del Kopet-Dagh. In seguito i nussi SCU7.a sforzi e pericol i potranno continuarc il loro movimento nvauti e faro attraverso un paese ferti ln e pieno di risorse una pa;;seggiala mi litaro sino ad Abivcnl c a Seraklis per giungere a Hcrnt. Dalla loro attuale posizione nell'Asia es:;i sono secoudo l'autore una perenne miuaccia per la Persia e I'India. L'annatc~ all'e.~posizione d'elcttr·icitd.- Nell'interesse del ministero della marina si nolano gli apparecchi elel.tro-ba listici c:!estinati a rrgistrare la ,-etoci~<i del proiettile, taut{) uell':lllima del pezzo quanto in qualsiasi mezzo, comprese le pareti delle nn,ri corazzale. Vengono pure rnenzionate le torpedini TrC\'es ed it telemetro Le Goarnnt de Trorucliu atto n far conoscore ~ulla e~ rla la posizioue di un bastimento nemico in maniera di potere ind icare alle bnllerie da costa l'alzo per puntaro su quello. Per cio che riguarda il ministero dclla guerra si deplora la mancanza di molti congegn i noti per la loro ntilitil, quindi si citauo gli apparecchi per· l'accensione delle min e e per l'illuminazione elettrica, analizzando piu panicoln rmente la tclcgrafia militare. L'eleuro-semafoJ'o-:\Iors c applicalo ai Liri di esallezza e si accenna che it ministero ne ha adott;Ho il principio per le cartucciere di Yiucennes, Valenza, Tolosa, Douai. Si lodat1o le quali l~l 1ir l materinle telegrallco dell'esercito americano, e quiudi si passa alia clcscrizione di altri npparecchi, segnalando il sistema di telegrafia-telefonica portatile sperimentata in Ita lia e dovuto al colonnello Raca~ni ed al sig. Guglielrni. Altre uot.izio :;i aggiungono sui la esposizionr. cloll;1 telegrafia svedese ed austriaca, sopra alcnui i:;trumenti di note fahbrichc, e si chiude con qualche cenno sulle torpedini e special mt•ntc su quelle automobil i, che si manonano da lontano per mezzo di ana corrento elettricn, cliretta mediante nn co nduttore i;;olato acl ;1uim a multipla, e svolgcntesi da una rotella posta nella torpediue. Ri(Te.~.sioni, sulla disciplina nell'e.5ercito {mncese. - Capitano DrRANT. L'autore cousidera l'esercito come una forza cornposta, In cui potcnzialit1 puo misurarsi Jalln leva mora le che rnette in opera l0 fo r·z(: clementari cornponeuti; donde la necessita di regolare l'i mpiogo dei divcrsi mezzi di guerra in un'armonin comp lessa . Suite carattcri-
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·stiche generali del solrlato fra ncese dice presso a poco quanto si sa dei solclati di altre nazioni guerricre, ma si ferma piu specialmeut.e a scagionarlo dall'accusa d'indisciplinabile, e dall'altra, che si stanca presto dell'aspettare, lascinndosi viucere dalla resistenza. Analizza tre gracli nella disciplina, la (wale e una nella sostanza , ma varia nolle forme . Quando l'obbedi en z:~ c completa il regolamcuto c soddisflltto, l'orcline regna materiale, meccanico, In maccbina agisce, ma la disciplina e puramente passi,•a. Sotto il dominio dell'educazione che impera sulla coscienza l' d~ Yita al sentimento del dovenl, la di;ociplina cl iventa attiva , infiue raggiungo J'ontusiasmo, l'f ll :'lUclOe ispirata dalt'UOlOl' pa·triO, dalla nobile abnegazioue, dall'idea del bone, dalla gencrosita. Faue quegtc distinzioni, e spiegata l'essenza ed i diritti delta nazionc, si ricerca quale iunuenza possa avere lo strtto sociale sullo spirito militare. Su quesLO nrgomento havvi una di mostrazione storica ed un'altra fi lo~ofic<' . La prima sta nell'csame delle coudizioni e della tendenza clalla societa francese, col quale s'indagnno le cause primordiali, che produssero i funesti risnlloti dell'ultimn guerra conll·o la Germauia. La :;econda consiste nello svolgimento dei principi, cui s'informa la uazione democratica, facendo vedere la necessita di dirigerc diversamentc le inclinazioui degl'individui che entrano nell'eserciLO, per modo chc e::;si nella scuola delle armi non abbiano a trovarsi iu ·oppo::;izione con lo svil uppo intellettuale, dei sentiment! e degli all'~ tti, al quale tendo l'odierno stalo civile. Con questo vuolsi elevnre il principio d'autoril:t sull'accordo di tutte lr forze intolligenti, su ll'obbedienza e su i ri~petto animato clalla conviuzione. Lo Stato, conchiucle in ,qucsla parte l'autore, noo pno senza grave danuo rinunziarc di diTigere l'educazioue nazionale, la quale ha una grandissima influenza sulla disciplinn. Cio posto prcnde l'assunto di dimostrare ·quanto sia demoraliz7.ante 1'az10ne della lcga della pace, e come le societa internar.ionali rovinino il patt·iottismo. Pet' ra iTorzare infiue la discipl ina vuo le la stretta osservanza, senza intcrpretnzione, della lettera del l'egolamento, l'autorita lontana dnl fare palet·no, it Yalore e la capaciti1 dei capi, la prontczza e I' innossibili ta nella repressione Jelle maucanze, it rigoroso adempimento in tem po cli pace di tutti i doveri del soldato. Con{eren:sc sull'amminist~·a;:;ione militare. - D. H. - Con fac.i le dialogo si traccia il metodo da seguirsi nello studio di e:;sa, dimostrando come si debba procedere pratiramcnte con nualisi, spiegandoue 11 concetto, dividendola in pa rti e procedendo dalle nozioni generali a lle particolari, dal facile at complc~t'O. Si distinguc l'amministrazione
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dalla contabilit:\; il ncsso che ha nno fea loro, e quindi si passa a spir.garc l'csccuzione dei scrvizi amministrativi dcll'esercilo, e per idea cli direzione, gestionc, e controllo. Storia degf<i attacchi diretti. contra i (m·ti d'T.~sy e di Van~;es clal 2o co1·po tl'esenito d!i Versailles, ncl •187 1 - Gcucrale D~<: HTYTERES. Con tiene l'esposizioue dei lavori fatti per l'approccio, e delle varie fasi tattiche che precedeuero la prcsa di qnci forti. Jtodifi.ca::;ioni w·genti da •int1·odwn nell'o1'dintunento attuale clell'eslwc·ito. - Per la fanteria si propone cli ridunc a 3 battagliou i ognun o dei 'I H reggimenti, sopprimendo le compagn ic deposito, c formarc coi bauaglioni e con le rompagnic soppressc n regginwnti di g•·:matieri a t•·e battaglioni, dcstinati a fornire le gnarnigioni delle piazzc forti, erl i co rpi di spc1lizionc, qnindi cli far spori re i 12 ba ua:... gl ioni di cacciatori a piedi. Per la cavallcrin: portare ·p,·ogressivam cnte i reggimenti a 90 e per ora nbhanclonarc !'idea di crr•are nei corpi d'armata gli sqoadroni di esploratori volonlari previsti dalla legge 13 mar7.o •1875; fo rmnr· :;ubito fl. rcggimenti di c:.walleria e trasfomwre i t.re rcggimenti di spahis in due reggimcnti di caccintori (!'Africa c1l un reggimento di ('avall eria ordinaria. Per l'artiglieria: eostituirc !lefinitiYam entc le truppc dcll'arma in tre suddi,-isioni, cioe regginwuti da fo•·tczw, a picd i, reggimcnti montati, o 1li linen, e rcggimen ti :J cava llo. A questc nnovc formazion i clovreb bero conconero tntti i corp i ausiliari che sarebhcro so ppres. i. Ell'etttHHH!o tale pl'oposte vi ~arcb bero ·1:3 reggimenti di artiglieria a piedi con 130 compagnie di cannouieri e 13 eo mpaguie di cannon ieri conduttori: 38 I'cggimenti d'atiglieria montatll con :380 b:~ttcli'i c, delle qunli 76 ba ttcric non sa•·obbero comprcse nell a composiziono dei corpi uormali e rC'stcrebbero disponibi li: 6 reggimcuti d'artigliel'la a cavallo con .}8 battcrie. Peril gcnio: port:~•·ea 5 il nnnwrodelle corn pagn ie di z:lpratori in ogni battagl ionc e soppri mere il 20°, formare un quiuto rcggi111ento del gcnio. Assegnare a lflHlst'arrnn il scrvizio cl i lut.t.i i pon ti militari . Sviluppare piu cbe si possa l'ordinamento delle compagnie d'operai di ferrovia ed aggrup parle in un bauaglione da uuirsi ad 11110 dei rcggimenti del genio. Per r imcdiare allu esiguitu (legli efl'c tt ivi di pace~ Yuo lsi cre<1ta nua riser va di reclutamento, simile a quello che esiste in· Gcrmania, e nella quale riserva il l\IinistCT'O della guerra, sotto la ~Lw sola rc:>ponsabili til, :~b bia l<1 fn coltil cli attingere gli elementi att.i a portare ad un elfclliYo suflicien le i reggirncnti dcsignati a marciare. Il ser-,;i::io di tre anni applicalo alia cava/leria . - lt considerato 1
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insufficiente tanto piu chc l'impiego e la missionc dcll'armn sono cresciute d'importnnza. Posto it caso che debha esserc adottato iu geuerale per mitigarne gl'inconvenienti, si fanno trc proposizioni. l.a prima, che ogni anno, avanti il liccnziamento della classe il miuistero tlella guerra determini il numero di brigadieri c carabinicri amrnessi a contran e uo riassoldamcnto di due auni almcno, di cinque al pi u, non potendo In cifra dei riassoldati cssere inferiore al terzo degl i uomiui licenziati negli stessi gradi . La seconda: che qualuuque sia la dmata per il servizio U(:ll'esereito attivo, la chiamata del contiogeute aunnale abbia scmpre luogo in tempo cli pace ad tw'epoca fis~a e invariabile, e cosi per il rinvio !lella classe. Gli arruolamcnti volontari dovrcbbero in couseguenza cssere stabiliti ad una sola cpoca dell'anno in modo che i volon tari entrassero al corpo iusieme al contingellte. La tcrza proposir.ioue iofiue consiste nel li rrLitare ::ul uua volta all'auno il reclntamento noi corpi e servizi ·alimentati dai reggimenti di caYalleria, reclutamento che non puo farsi, se non con l'aiuto dei r iasso 1rla ti.
J tu •biivl•.eJ• (f'iJ• flie _.._,.,,.,ee ·~nul i'ltu·ine . -
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mestre · 188 1). Svilttppo slon'co delle fm·me tli combattimento rlellcL fanteria . (Continuazionc) . - Ncl ~t 866 la fanteria prossiana, armata di fuci li ad ago, si Lrovo tanto sup eriori~ all'avvcrsaria, cho alia faut.eria soltanto si lascio l'incarico rli Yincere la rampagna : C'd essa corrispose picnamente nll'inspirata fid11cia. La cavalloria e I' artigl ieria cbbero una pnrte mollo secondaria; clonde nacquero ideo erronee sui valore rclativo e sull'im piego delle tre armi. Ma la cnmpagnn del •1870-71 fcce giustizia del le esagerazioni, e rimise le cose al loro posto . Quando la fanteria delle due parti si troYo armata di nn' arma egualmente buona, quando la grnndine delle pnlle giunse egunlmente fltta cln ambo lo parti, non fn piL\ possibile usare la fa ntcria, in tntti i casi c senza tanti riguard i, ma fu necos:;:~r io il COllCorso delle allre armi, ondo la cavalleria e l'artiglieria riconquist:~rono, nci campi strategiro e tattico, qur.lla p:trte d'azioue chc ecccziona lmente era stata loro usm pata. L' a.1't'ig Ner·1;n nella (J tWtTct da {o1·tezze . - SAuEn ten. colon . - · L'autore che un anno fa aveva pubblicato un );woro sull'i mportanza
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deiiR fantcria nella guerra da fortezze, sembra ora chc tema d'<werle assegnato una parte ~overchi<1; oude senza negarle il compit.o pri ncipnle, mette in evidonza il valore dell' artigl ieria. Egli avverte che i combattimenti int.orno a Ple,rna, sui quali specialmente si era fondato, non costituiscono propriamcntc una guerra da fort.ezze (perche vi mancarono le opere pormanouti ed i pezzi di grande portata) ma sono combauimenti di fantoria, intorno a posizioni provvisoriamente forti- · 1Jcate. AYvm·to pure che, durante la guerra di secessione, quando si videro parapotti di terra c di sabbia opporre ai proiettili una rcsistenza inaspounta, o la fanteria rnantenersi in possesso della pinzza o del forte, qnalche giorno dopo aperte le brcccie e sconvolti i parapoui, ·vcui vano impirgati pozzi e proiettili assai inferiori agli attnali . Dn meno che un anuo J'artiglicria ba fatto, tecnicamente, tal i progrcssi, che, aggiunti a quelli delle armi d r~ fu oco a mano, devono portare una m o clifi c:~zio n e radit:~ l o uol modo di combattere attorno alle (ortczze, e con ~eg n e ntn m c n tc nel loro modo di costruirle. Solo quando questa ri voluziooo snr;\ compita, la guerra cla fortczzo assumeri1 cli nuovo forme corte c precise, come le avcva a! tempo dei fu cili ad avancarica o doi can noli i lisci. Il p1·obab1:le 8ch:ieramento stmtcg ico delle fo·I'Ze tedesche at confi,ne f1'Ctncese. - (.loumal des sciences militaires) . Anm·bale 1:n guerra cont1·o ·i, Romani. - 0ALE"oonF mag. L'autore attingc dirctlameote alle fou ti greche e latine, e comincia col di:;cutcrle. Sopra tuui cmcrgono Livio e Polibio. I! primo e piu ·completo, mn CJUilntunquo cisalpi no .ii nasc.i t~ c cosi romano di sontimenti, cho qnnlche Yolta lascia in dubbio sulla sua imparzialita . Il secondo, grcco, e disinteressato e quasi contemporaneo dei faui cbe nana; la svn notr~ amici1.ia cogli Sctpioni lo fa credere assai bene informato . J.'autot·o dunqno si attcrra specialmontc a Polibio, sah•o in certe dcscrizioni di cu i Lido e maestro, e in cui non ha occasionc di partcggiare. Il racc.onlo comiucia dalla t'aclunata del l'esercito di Annibale a Cartagcua (Cartago nova), e prosegue colla marcia e gli iu·coutri nttravcrso la Spagnn, i Pirenei e le Gallic, uno appiecl1 r.lolle Alpi. I! punto di valico e inccrto; qui si crede poter stabilire che Annib r~ l e sia sr.oso pcl piccolo S. Bernai·do, nella valle d'Aosta. P<wtito da Cartagcna iu pl'imavera sarebbe giunto ad Ivrca in ottohro; panito ·Con 60 mila nomini , tra fanteria o ca\•alleria, ne avrcbbe portati in Italia cir·ca 30 mila. Un po.rallelo, tra il passaggio di Annibale e quello di Napolooue, si cbiucle con qtteste parole: « A.mbedue riuscirono, . rerche le Alpi ucl primo caso non erano guardate; ne! secondo non
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erano difesc. Altrimenti arnbcdue gli escrciti sarebboro :;tati distrutti prima di sboccare in pianura . » Segue il racconto delle battaglic del 'l'iciuo e dolla Trebbia, la traversata dcii'Appcnnino, la batwglia del Trasimcno. Un fatto notevole, che vienc generahucnte trascurato nolle storic romanc, si e la parte prcsa dalle popolazioni italiane pro e contro Annibalo. Questi trovo assistenza cd aiuti nolla Gallia Cisalpina. 1 Galli entrarono numerosi nello sue schiore, tanto che mentre a Torino avova appena 25 mila uomini di fanteria, pote schierarne in campo 50 mila alia battaglia di Cnune, quaulunquo nelle fazioni antecedenti avesse subite perditc assai grandi. Pero nell'Italia, come s'intencleva al101·a, Ann ibale non trovo se non nomici . Fu1·ono le popolazioni alleate cli Roma, chc misero qncsta in grado cli rinnovarc tante volte i suoi eserclli . Prima clclla battaglia di Canne, ncssuna cittit apri volontariamente le porte ai Canaginesi. Da canLo nostro non consentiamo coll'afl'ermazione dell'autore, che se· Ann ibale, dopo Canoe, avesse rnarciato su Roma, so uc sarebhe senza fallo impatlroni to , e Cartagine sarebbo ri111asta signora del mondo. Og-· gicli le vittoric campali aprono facilmente le porte delle cittil . Questo fntto, che dipende iu parte cla un co rnplcss9 cli circostanw politiche e sociali, non avveniva cosi di lcggicri in una societa ossen~i a l men te diYersa . 1' nutore stesso racconta cho, anche clopo Canoe, il senato non perdc la tesla; che se defezionarouo Capua e la maggior parte dei popoli meridionali, rcstarono fedeli ssimi a R.oma i. Lati ni e I ~ al- · tre popolazioni vicinc: che Annibale non :wova macchme per glt asscdi; che e;;seudosi rivolto contro alcuue cittit, rimastc fedeli a Roma, trovo dovunqnc accanita resistenza; anzi .a Nola subi uuo scacco. DovcYa essere cosi ageYolc prendere Roma a chi non I'iusciva a prenclereNola? L'autorc osserva benissimo chc, fin da quando Annibale concopi il piano di portare la guerra in ltalia, dO\'CVa sapero che la lotta non poteYa finire colla sola distruzionc delle lcgioni, ma cho ora ucccssario distruagere Roma, e che d'altronde non poteva sperare un se<rnito di vitt~ric campali come quello cho aveva avuto; che quindi do~o Canne doveva dire : «. o adesso o ma i. » 9ucsto. ~ ~ero: ma Annibale faceva forse magg10re assegnamonto :>ut noro iCI d1 Roma; egli non s'aspettava tanta ostilita cla parte d.i popolazion i reccntemente annesse o sottomcsse a Roma; e rorso preCIS3monLo clopo Canne, vedenclo che il nernico resisteva ancora, che gli aiuti dei Galli giunge- · vano tarcli e scarsi, e chc da Cartllgino era qua;;i abbnndonato, comincio a dubitare dcll'esito finale. La. battag/.i a deU'1Hma. - La guerra di Crimea fu poco studiat.a,
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dalla lcttcratura tedesea . Gli storic.i russi che ne scri~scro sono poco conoscinti per la difncoltil dc.l la lingua, e !ton bisogua poi dimcnticare che la toro penna non era interamcntc libcra, c rho dovcvano impicciolire, agli occhi del popolo, i succc~si dcgli allcnti. Gli. storici francesi cd inglcsi trnttano il toro argomcnto da un pnnto di vista cosi soggcttivo, cho potrebbe1;0 anuoverarsi fra i giornnlisti o i polcmisti, anziche fra gli storici. Tra i Francesi il Bazancourt scrissc un'opera loggcra, pe1· mostrare al popolo le glorie dell'impet·o; il Roussrt e migliore di lui; ma una dose occcssiva di chau·uin·isme gl'impcd iscc d'essere imparzialr. Fra gli Inglesi emerge Kinglako, ~og retari o particolare di lord Raglan; ma quanto e pieuo d'a[euo o d'ammirazionc per il capo dell'escrcito inglesc, altrettanto mostra an-crsione e disprczzo pei gencrali fr:mcesi o spccialmentc per S. Arnaud, del qua le va perfino a scrutin1wc il passato, non sempro onorevolc. A nassuno di questi storici e lecito affidarsi intieramente; la veritit puo emergere dal solo confronto e dal coordinamento dei fatti accertati. Questo c quanto l'autor'll cerea di fare, pe'· cio ehe rignarda la battagl ia doli'Alma. Le mano'V·te di ca·oa /./e·ha p1·esso Konilz. • I cann01ti da 12 cent. d,'assedio, (rancesi e tedeschi.- VtLLE magg.E un parallelo chc si svolge sopra le tavole di tiro d'ambedue i pezr.i, teste pubblicate . Eccone la conclnsione: " Per· it prirno e pitt importante scopo dei duo per.zi, cioo peril fuo co di smontarnento e 1:l combattimento d'artiglieria, il pczzo tedesco ha, grazic al ia sua macraio1·e . . oc preclSlone, un'evidente superiorilit. Rispeuo al bomb;l!'damcnto in genere, i dno pezzi gono ugua lmcnte buoni; iu certi ca:;i speciali il pezzo franccso ha un piccolo vantaggio. Per l'inrilament.o di Jungho frou ~i . it pezzo tedesco, stante la precisione di tiro e il· carattere della traiot- . 1oria, merita la profcrcnza. Pe1· il cannonoggiamento di bersagli viventi, cioc d~gli uomini raccolti nol le opere o attorno :lite batteric, it per.zo tedesco e elficncissimo, spccialmente Lirando u shrapnel. Lo stesso dicasi per opcrare contro le sortite. Inline e piu mobile c piu leggero del frauccse. Tutto considerato, il can none todesco da ~ 2 cm. .deve ri tenersi come il miglior po:t.zo d'assedio che si conosca . u La questione del nclutamento nella Dalnnazia jtferidionale. -Quando nel 1797 la Dalmazia passo sotto it dominio austriaco, venue ~onservato agli abitanti il privilcgio loro concesso dalla Repubblica >'eneta, dell'esenzionc dal serviz!o militarc. Nolle cruorre dell' Austria ·COntro l'Italia i Dalmatini diedero, all'osercito austriaco, par•JCchi volontari, e costituirono corpi di milizia territoriale, sotto ca pi indipen.denti, senza esservi astretti da loggo. Quando, dopo il 1866, venue
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introdotto in Austria l'obhligo gcncrn lo al servir.io militare, 11011 si fece pi lL nessuua cccezionc pci Dalmatini, c ncl 1869, benche no11 chiamati a sen·ir1• nell'esercito pcrmaneute, vennero cssi ascritti alia landwcr cd im•itali a fa re gli osorcizi sotto la direzione di ulficiali c :;ott'ufficinli austria ci. I Dalmatini del sud rinutnrono, o ne nacque l'insnrrczione del •1869, chc 11011 fu domata, ma fini con un eo m promesso, grazie aJ quale quci montanari furono esentati dal servizio in tempo dt pace. Il comandnnte della Dn lmazia, allo r·a baronc U.odich, si adatlo a 1pwsto mezzo termine, spcrando che col tempo o colla pa:t.icn7.a avrebbe persuaso i renitenti a sottomottersi al1a Jcgge gcncl'llie; ma l'csito mostro che si era interamcnto ingannato. Malgrado ~:he sia spleudido l'uniformc offcrto clal go,•orno alia landwer dalrna tina, solo gli abitanti delle cDst.e vi si acconciarouo. I Crivosciani e gli abitanti delle hocche di Cauaro ragionauo COJM se fosscro ancora ai Lcmpi della rcpubblica di ,-enezia, c pt·opongono di servirc a ![UCste condizioui: ncssun cornando in tcdc:;co, ufficial i del paese, vcstimonto cri armamcuto naziona li, truppa non acquacticrnta, sei sottimane cl' istrnzione, scrvizio not p1·oprio territorio anchc ir1 tempo di gucrra. Qucst.c coudizioni nrtauo con le leggi militari au:;triache.ll go,·erno sembradeciso di farla finila, c all'uopo ha giit spedito in Dalmazia un huon 11erbo di tr·uppe. Se si dovessc J'icorrere nllo anni non v' o dubbio alcnno sull'esito, pcrche un pugno d' insorti non puo resistcrc a luugo contro reggimcnti c batterie, ma non bisognn dimenticarc chc uel1869 questo pugno si sosten ne, combaHendo per trc mesi . La nntura dol suolo non potr'cbbc csscrc pi [L contrnria all'impiogo delle truppc regolari, e quei montanari sono valorosi, ostiuati , instancabi li o scnza bisogn i. No1iita nell!equipaggiamento dei ca'Oalli . Cap. IIEuTscH. - Si tratta di recenti invcnzioni, rigua rdanti il modo di fcmrre i cavalli, di tencrli fermi, quando sono parcati , di libcrarli da nlcurti clifetti o pre-. sorvarli da alcnni danni, mediante riforma di qucsto e di CJLtel ca po d'ecruipaggiamento . Generale Federico V. Stauben. (ScHEIBERT mag.). Durante la guerra d' indipendenza degli Stati Uniti un ufficiale tedesco (Fcdorico Stauben) cho. s'era acquistato buona fuma nolle campagne di Federico II, ando a mettere la sua spada a servizio degli A.mericani. Accolto a braccia apertc da Washington e crcato generate ispettorc, obbe parte notevole nella gucrra, e contribui eiTicacemente alia rosa dell'armata inglese souo lord Cornwallis. Il 18 ottohre 188,1, commemoran dosi solenuemente il centenario di questa rosa, il governo degli Stati Uniti invito
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con lusinghicre parole, per mezzo del govcmo tedesco, i disccndent.i · di detto gencrale ad assistr.re al ia fest.a, ospiti desiderati da 50 milioni d'Americani . J>re{erilva Napolcone l''Wrto a,l centra o alle al·i? Nei periodici militari , in questi ultimi temp i, cliscutendosi sui vantaggi e gli svautaggi degli attacchi di frontc e degli au.acchi cli fianco, vennc piu volte nominato l'u1·to al cent1·o pre(erito cla Napoleone . Si ci ta a questo proposito Wagram; ma l'nrto ' al ccnt.ro, nclla battagl ia di Wagram, non fu se non il corona men to del gill riuscito aV\'olgimento delle ali. L'urto al centro ru invero dccisivo nclla battaglia di Borodino, ma non era stato alfatto prcparato. Lo stesso dicasi dcll'attacco nl ccntro presso Gross-Gbl'schen e Wachau . Nello ul time campagno di Napoleonc sono rimarchevoli gli attacchi al centro, nelle bau.aglie di Ligny c di BelleAll iance ; ma in quclla di Ligny era preparato un attacco cl' ala; l'attacco al centro venue improvvisato. In quella tl.i Belle-All iance, dove l'aLtacco al contro e piu marcato, Napoleouo intendeva a\rvolgere l'ala dcgli Inglc~i e si decisc ad urtarc il centro per uo complesso di circostauze chc gli impcllirono di attuare il suo disegno . I n tulle le altre bauaglie, ad eccezioue delle difensivc, Napoleone diode la preferenza agli altacchi d'ala . Tl m odo d:i comb(ttten della ('anteria tedesca e lrancese. Si comincia dall'acccnnare a cio che efl'ettivamentc furono i cornLauimenti di ranteria uelle cam pagne del 1870- 71 . Ogni lcgame tauico ben presto si scioglicva, e quasi dapportutto si combatteva in gros~i stormi·, o in colomw cli eom pagoia che, nellc vicende d~:;lla battaglia, Gnivauo non cli rado p~r trovarsi al ia testa un altrc. comanclante. Il combat-timento della fantcria da ambe le parti presentava l'immaginc della pil'l granclc dissoluzioue di ogni clemento tattico, e pitl uell'ofl'cnsiva chc nella clifcnsiva; il che e qunnto di re piu dalla parte tcdosca che dalla rrancese. 1Ialgraclo cio e contro tuttc le rcgolc la fanteria te· dcsca vinse. Alcuoi \'Ollero trarne la conseguenza chc il clisortl.ine sia la forma naturale dei combattimenti modcmi, e disscro : « rendete il disordinc regolamentarc, e sar£1 ordine » . Cos toro non si accorgevano che i Tedesch i, vinsero, non peril disordine ma ad onta di esso . Alia nostra suporiorita momle, all'accord(• mcmviglioso del le tro armi c alla direzionc suprema scnza confronto migliore, dobbiamo la villoria. I l fcrmarsi a considcrare le apparenze porto sempre a stabilirc principii erronei . Cosi dopo il 1866, clal fatto chc i Prus~iani avevano respinto col solo fuoco gli assahi degli Austriaci, so n'cra voluto dedun·c la ptovalenza dclla difensiva sull'olfcusiva . Non tutti pen), ne 1
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la maggior parte, giunsoro a! punto di accettarc il clisordine come la rcgola; molti credcllcro che, alle formazioni ed ordini antichi dovcssoro sostitnirsene dei nuovi , altri ::;i tcnnero fermi agli an;ichi , crcdcndo ~he ~o~ l~gger~ modificazioni sipotessero ancora applicare. ~ nn~eros~ scr·rtti ~~ t~tllca, venuti alla luce dopo la guona del 18701'1'. sr diVJdono secondo i tre punti di vista sopra accennati. Alia direzronc suprcmn ~c ll'o:;crc i to tedesco si preseutava un gran probloma. Com.c ess~ lo abb1a trallato e sciolto, si vode dal rcgolamento che, per rmpemlo dccr·cto del~ giugno ,1872, ando in vigore detto 3000 a titolo di prova.
Jteau~ •nilitiil•isel ee Blii lte1• -
4° trimestre 1881.
Riordinamento delle {o1·ze -militari olandesi 1·ispetto al sistema difen.si"'o . HoE~IG-:- (~ont!nuazione). -Si e commesso ]'errore di pcnsa rc a ll~ fortrficazrom pl'lma che al l'escrcito; ma percio doveva al~eno rruscirc piu facile stabilire le forze di guarnigione e qucllc d1 campagna . Invcce non mai quistione fu piu dibattuta. Mezza dozzina d~ ministri della guerra, succedutisi in breve tempo, presentarono cwscuno un progctto, senza riLiscirc a l'a rlo a p p rovar~ . l<'iualmente il ministro Reuter trovo favore pel suo, che stabilisce l'cscrcito olandc:;e, di •la linea, nt'lla forza di circa 61 mila uomirri cosi ri partiti: Fanteria 4·1,000 Cavalleria 2,300 Artiglieria di campagna 4,000 Artiglieria cla fortezza 8,000 Pontonieri 580 Torpedinicri .i80 .\llinatori e za ppatori •1,4-50 Infermieri. 750 Treno 2,800
Totalo 6·1,360. Si formeranoo 3 divisioni, ciascuna delle quali constera cli 12 battaglioni di fantcria, un rcggimento di cavalleria, su 5 squadroni e un .roggi~ento di ~rti.g l~crin , di 6 ~attcric. --: Fante1·ia. Ogni reggim~nto sa~a su battaglronr ; m tempo dr guerra s1 formera inoltre uo battaghone d1 risorva . I battaglioni saranno di 4- compagnie. Ogni reg-
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A NNO X XVll , V OL. I.
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gimcnto cntre1·it iu campagna con soli fl. hatlaglioni, lasciaudo il cptinto di guarnigione in qualche fo rtezza. - Caralleria. Era no prima ~ reggimeuti su r. squadroni: ora inveco si formeranno 3 reggimemi sn 5 srruadron i. Vi sara poi nuo squadrone di guide pel servizio tlcllo st.aLO maggioco. __:. A1·tighet·ia da camiJJO. Conster;'t di 3 reggi meuti. Ognl reggimeuto ~nra diviso in due reparti, l'uno con if e l'alLI'O con 2 baUCI'le; ogni batteria ana 6 pezzi. Yi sarauno inoltre 2 bauerie a cavallo . - M·tiglie1'ia da (o'rtezza. Sara form ata su '• roggimenti (fra cui uno d'artiglieris eta costa) di 10 compagnie ciascuno. In tempo di pace qu este compagnic saranno di presidio nelle forlczzc, cho sarebbero affi date alia loro difesa iu tempo di gnerra. Pero quest'o nlinamento e ben lungi dall'aver contontato tutti e vicuo cri ticato, pe1·cho insufficie11to e perche non ap plica, quanto c po:;sibile, il priuci pio del servizio obbligatorio per tutti. 'Gn autoro olandese, a questo proposito scriYe: « Chi siamo noi che vogliamo sotLrarci ad nn obbligo, a cui tutti i f)Opoli curopei si sono assoggcttati? Si dice chc mantenr.ro i grossi oserciti costa; eredele cho costi mcuo l'occupazione str:miora'? Andato nello IIolstoin c nella Lorena e chiedeteno agli abitanti. Vi affid ale ai trattati? Yediamo ogni giorno cosa Ya l~ono, quando sono contrari all' interesse di chi ha· la fo•·za per violarl i. Si dice che armati, o no, saremo sompre doboli. Qnosto e voro; da soli HOU potremo mai rc~ i store 11i! alla Germania , ne alia FraJh·ia, ne aii 'Inghilterra. Ma non saremo mai soli . Ora i nostri alleati gin~lamen te pt·eteuderanno che noi paralizr.iamo almcno, al nemico, nn cento mila uomiui, o che gli toniamo chinsi i nostri porti. Se non farcmo cruesto, comunqno fiuisca la lotta, s1 t•·attera di noi, senza il nostro conco1·so, e allora potrebbe darsi cho il regno d'Olanda e 1 ~ succolonie mutassero nomesulla carta del globo. • Studi sopm le puni:=ion-i discipli na?··i (Continuazione e fin e) Si tl'il tta di alcune mancanze che pitt ftequentemente occorrono tra i mi litnri di bassa forza (uhuriachezza , ritardo al ia ritirat.a, ma ltrattamonto agli inferiori ecc . oc.c.), della loro rispclli,·a graYitit e del modo di punirlo. 8ttlle -rna1·ciqJ'it/, l:unghe ep'iu cele1·i d'i ogni tempo (Continuazioue) - E un brano di uu lungo lavoro. Si tra tta di alcnne marcio ehe ebboro luogo durante la guerra tra la Francia c la Spagna, ncl •1807 e 1808. L' Intendenza miti tcwe fr·a,ncese dura,nte ta guerra del1870-71 . (Continuazioue) . - Finita la narrazione dell 'operato dall'iutendenza, si ragiona ora delle massime fondameutali del conttollo e dei vari progetti di riordinamento dell'intendenza militare in Francia. 1
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Eserciz'i, di t?'uppe tedesche e fmncesi. E un estratto di quanto su detti esercizi hanno scritto vari periodici. Selle ore d'o;;io d'ttn u([iciale - E la c•·itiea del W ALDERSEE: Gt,ida pe1· l'istntz'ione del (antaccino. - ))Jigliaia e migliaia dei nostri fanti riccvettero la loro istruzione da quosto libro. Noi dobbiamo a! suo autore una riconoscienzn senza Jimiti , percbe pit\ di ogni altro ha contribui to ad introdurre n manteHOJ'e, nel nostro esercito, uuiformitit di vednte, intorno al servizio c all'impiogo della fanteria. Chi in una discussionc potcva dire: qucsto stc& nel Walderseo, ora certo cli chiudore la bocca al l'avversario. l l ·waldersee fu per lnnghi anni il vangelo c la bibbia dclla fanteria ; basti di1·e cho (forse caso unico) C[uesto Jibro giunse alia centesima edizione. )fa qui deve fcrmarsi; tutto invccchia cruaggil't, od anche il Waldersee; giit nell'ultima ediziolle vi fnrono apporta te tanto modifl cazioni, cla farne quasi un lihro nuovo, e noH bastano aucora. I tempi con ono rapidi, i progressi e lo riforme s'incalzano; l'antico libro d'istruzione ha fatto il suo tempo; dove essere messo a riposo come un vecchio oroc, al colmo della sun glori<1. Dai gi omali 'Yitilitari stranieri. - Un articolo sulla scuola di Saint:\iaixent e un alti'O sull' igiene militare. Snl moclo con cui si fa. attuatmente la soherma alla baionetta. - E un parallel lo tra gli anticlti e nuovi precetti dell'istruziono tcdosca, intorno all'insegnamento di detta scherma. Un watto sulla 'IYita di AuGCsro Gonsi'i, generate pn1ssiano, morto il ·13 novembre 1880. - 1< Egli non aveva quell'aspetto c quei modi che toccano il cu9re dei soldati; quindi non ora, come si dice, popola•·c . .Ma le sue truppo avcvano in lu i una Hdncia illimitatn, perchc la sua calma e le :;ua bravura Prano provcrbiali, e perche si era provato ch'egli sapeva sempre tutto c sotto lui ,si vi11eeva scmpre " · Un tenento, nella campagna del1870-7•1, fu incaricato dopo una hattaglia di corcare una co l onn~t di bagagli; giro molto tempo inutilmeute, chiedendo notizic a quanti incontrava, finche imbattutosi per caso col generate Goben, ed aveudogli esposto, dietro sua richiosta, cio che andava corcando, qnosti, chc pure aveva gu idato le sue truppe, durante la uattaglia, ed ora doveva pensare a provveclimcuti della massima importanza, gli rispose come fosse la cosa piu naturale del mondo: • La colonna dei bagagli che cercate era stamanr, ad x ; cbbo 01·dine di pottarsi ad y; ma pub essere che durante la bau.agha il suo comandll nle l'abbia, di proprin iniziativa, portata a :s. In un luogo o neJJ'altro la troverete. » E ce la trovo infatti.
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I tit·i di prova. - I risultati di qucsti Liri possono fornire un critcrio per appt•czzarc l'abililil acquistat.a dalla fantcria nel tiro, c sotto questo punto di vista hanno una certa importanza, ma e un grave errore servirsone per instituire un paragone fra il mcrito di due roparti di truppa. I cosi dctti prospetti dei risultati dol tiro contengono confronti odiosi ed ingiusti, chc riescono duri specialmente agli ufficiali, e sono pei conconooti una tentazione continua di assicurarsi, in qualunque rnaniera, un buon pnnto . NICOLO v: LucKNER. ScM;;zo di un llipo 1nilitm·e del/a guer·m dei 7 anni - « Fu soldato di grnnde abilita e valore, ma una cosa gli manc6 per essere un grand'uomo: l'amore alia patria . '' Analisi clvitmica delle~ witroglicel'ina. - L'autore ha per iscopo di far conoscere quali devono essere i componenti della buona niLro-glicerina, da impiegarsi come materia esplosiva, e il valore relativo delle diverse quali til, che si lrovano in commercia. Nuo'Ve sto1"'ic dri ?'egg·imento. - E la rassegna di qnaltro storie reggimentali, teste pubbJicate in Germania. .LcL festa naz·ionale nell' Ame1·ica del Not d. (Traduzione d}l ll' Uwi,ted service) - E la descrizione dell a festa cite fecero , il 11o ottobro 1188,1, gli Americ.ani, per i1 centesimo anniversario di un gnmde successo• (resa della fortezza di Yorktown) da essi riportato nella guor-ra d'indipendenza. Novita sulle at·mi da fuoco. Capitano HEurscH. - Riguardano i fucili a retroc.')iica Ilongtbon, M:auser, Heeren e Luck, e il fucile e ripetizione J}6·Loldo; i bossoli da cartucce Reunert, la tempre dello canne da fucile Reunert, le canne da fucile Howell, lo scarto minimo degli affusti Krupp, o Jo scarto minimo degli affusti Gruson.
revisioue di questa frontiera fu confidata ad una commissione composta di delegati russi, turchi, inglosi e francesi e i cui lavori durarono dal gingno ~1857 alia fine del ~ 858. Il trattalO di San Stefano avova fissato il confine secondo la linea naturale delle catene montane, quello di Berlino adotto la linea retta, come risulta dall'art. 58. Ma qnest'articolo, redatto in modo alquauto vago, diede luogo a nuove negoziazioni le quali approdarono a qualche cosa solo dopo .tre anni . Solo in luglio si pote conoscere in modo esatto l'esteusione degli ultimi acquisti ru%i noll'Asia l\finorc. Il tct·ritorio di Batnm avrobbo unn superficie di 6,03•1 verste quadrate (0, e quello di Kars 16,~99, ossia un to ta le di ~2 ,330 verste o 4611 miglia geografiche quadrate. Il nuovo confine ha il vantaggio cli anotondire le possessioni russe in quel pnese. Malgrado l'ingranclimcnto di queste, la linea di frontiera e clivontata piu breVI!. Prima essa si estendeva dal posto di guardia di S. Nicolo sui Mar Nero sino aii'Ararat per 589 verste; attnalmente ossa comincia all'ovest di Balum e termina allo stesso punto dell'Ararat con una estensione di verste 521 3/ 4. Lo sviluppo delle caste russc ovenuto ud accrescersi del tratto poslo fra il fiume Ciolok od il capo Kompusc; tratto che rnisura 57 verste e racchiude il miglior porlo della sponda oricnta le del Mar Nero, Batum. Gia da molto tempo si attribui va una gmnde impot'Lanza al porlo di Balum; ma ora solt.anto possono i Russi conoscerne tutto il valore non solamente economico, ma altresi mil iture. Sotto il regime tnrco, Batum era, !n tempo di pace, il centro del conti·abbando diretto sulle provincie del Transc.aucaso. In tempo di guerra era una piaz1.a d'arme in cui si riunivano le forze e dalla quale facilmente crano portate a Sucum o nella posizionc di Tzicheziri . Trebisonda, distante da Batum non piu di otto ore di navigazione, non otfre ai Turcbi gli stessi vantaggi del por'to perduto. Altra volta, in easo di guerra, pet· protegget·e la loro froritiei·a, i Russi dovevano concentrare uu corpo Jungo il torrcnte Ciolok; ora invece, dalla riva del mare al fi umc Cioroch, la frontier} . prcsenta uua muraglia alpina con sentieri appena pr·aticabili. Di ii1 sino ad Olti non v'e lungo la· frontiera alcuna strada utile ai Tnrchi per invaclere il territorio russo; poichc le strade da Baiburt lungo il Cioroclt e da Erzerum lungo il Tortum, non sono chc difrtcili mulattiere. :L'nltipiano di Kars c limitato, verso la Turch ia, dalla catcna di
Voennji Sbo'l•nik. -
Puntata di dicembre 1881.
Sguardo all' ope1"(L del co1-po dei topografi militari dal 1855 al 1880. (Fine). V. DE-LtvRON. Jl confine russo-tttrco nell' Asia jli'bnore secondo ·il trattato di Berlino del 1878. I. Sn;;nNIZKI. - La frout iera russo-ttuca , cruale esi· steva sino al l'ultima guerra, era stat.a tracciata in esccuzione dcll'articolo 4 del traLlalo di Adrianopoli, le cui stipulazioni furono malo applicate. Questa circostanza diede luogo a non pochi Clalinlcsi. Si rirnedio coll'art. 30 del trattato di Parigi, in virtu del quale la
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(1) Vers ta. 1067 metri.
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PEl'l.IODICI
Saganlug: tuttt 1 passaggi auraverso di quosta sono nolle mani dei R ussi, come pure le parti piu alto dei contrafforti occidenta li, vcr~o 1' Anatolia; eosi, sia dal pun to di vista dell a difcsa sia da quello dcll'offesa, tutti i vantaggi stanno per i Russi . La parte rest:.~ntc della fronticra russo-tnrca corrc lnngo la catena clevat.a e non interrotta che si cstende f•·a l'Arasse e l'Eufrate or icutale; essa non ha comodi passaggi che dalla pat·te di Baia:r.ed, nclla direzione di Erivan. E qucsto it pun to dcbole, rrucllo che rcsta apcrto alle aggressioni dei Turchi, sia che partano da Baiazcd o dal lago di Van, sia che scguano la celebre via commcrciale dolla vallc d' Alasckert, la grande strada che collega la Turchia alia Persia . Schi~zo storico dello sviluppo delle ammini.stmz,ioni mil:itct?'·i .~~~ perio1'i in Russia. M. CnoROSCKIN. Cina le ope1·azio11!i che hctnno pe1· scopo d-i 'impecli'J'e o ?'ita1·rZcm~ l'in·vesl'imento delle J1ictzze fot·ti. CAr. Onr.oF. Alcune pa1·ol~ a pt·oposito delle ist1·uzioni tatt?'che intcrnali degli umciali. CAP. U.RN IAGE. Cin·ca il pane del soldato. L. M. lvANOI~. Ccnsimento dei Cosacchi di Orembu1'[)0. M. R. La f4a d-t:vis'ione c/;i fante?·ia nell(~ gttett·a del1877-78. A. O s rAPOl?. Rivista 1·ussa. Rivista estera. Ri{D-I'lne nell' esercito in[)le.~e.
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BOLLETTI NO Bl BLIOGRAF I CO
A. SALTERES. - Le p a triolisme, s o n OJ•ig i n e, so11 tJrai cn•·a c te••e, s e s advers a it•tut, son lt i s to·i re, tiles 1leV(•ir•s, 11es eUets, sa p ro1Jaga lio u e. s cs fetes, etc. - Pal'i ~, Bauuoin etcomp. - Un volume di 232 pag. -L'esamodelle cause della grandezza e della decadenza del patriottismo antico e moderno, e il patriotlismo del la donna, sono duo capitoli assai impol'tanti, ne! secondo de' quali si dimostl'a che la donna 6 capace come l'uomo di grancli e generosi sentimenli, a patto che essa n on sia schiacciata da una educazione frivola e meschina. Rifot·mando e rendendo forle questa educazione, s i sviluppera nella donna il senlimento palriottico, base di una sana emancipazione.
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Airle - illemoire a l'ust~ge des ogieie1•s d'tu•lillerie. Paris, Baudoin et comp. - Sotto questo Lilolo l'editore Bau<loin ha pubblicaLo: Un fascicolo che descrive il materiale degli equipaggi mi litari in sorvizio presso gli equipaggi d'artiglieria; Un opuscolo che ha per oggotto le ricognizioni m ilitari, la letLura e l'impiego <lclle carle, gl'isLrumenti eel i me totli per le !ovate. E un lavoro cl1e in piccole dimensioni racchit!-cle quanlo puo essor necessario conoscer o per b eno eseguit'e una lovata topografica; e ricco altr'esi d i parecchie tavolo relative agli istrumenti di planimotria e di livellazione, ai segni convonzionali Lopografici e militari. Un fnscicolo cho conLiene tutto le normc e .i. precetti regolarnculari r elativi all'ammiuislrazione di una balleria dis taccaLa. E un' eccellente idea che estosa alia compagnia, al baLtaglione, al!o squadrone, a l meu.o reggimento di co.valleria, potrebbe essere utile anche in Italia.
MANGOL, Major. Get~eltiel•te tles Biit•gcr-lit•ieges in den vereinigten Sttuaten vou America. (Sloria dollo. guerra civile degli Stati Unili d'America). - Hannover, '1881. Libreria Helwing. - E sortito solo il prirno volume dell'opera. In csso vengono narrali gli avvcnim enti dclla campagna del 1862, nel nord della Virginia . - L'autore ebb e a sua disposizione e pubblica molti documenti originali. Varie carte e piani, assni b ene impressi, sono unili a l teste. REIMONo, Obel'st-lieulenant. llber l i'eld miissige Eiseulmluten. (Sulle f'errovie da campagna) . - Budapest, 1881. T ipogt'n0a Ungarica. - L' autor e vorrebbe clte le forrovie 1la campngna fossero quasi interamente a doppio bioario per stabWre il n<'cessario circuito; dice che la dis tanza dollo rotaie dove esser e la. normale e la r csistenza calcolata per treni a 100 ass i con macchine posanli; da n orme sulla pendonza, sui t•ag-gio delle c ut've; intlica vari metodi per la costruzione affrettala di ponti o di viadotti. GJESF.
0 TTO, Oberst. Die Bcfeslig1mfJStveise tlet•
Gegemv~rt
tmd niicl•sten ZulawJt. (La maniera di fo r tifiCUJ'e nel pee-
sentc e in un prossimo ruturo.) - Berlino, 1881. R. WilltoJrn - prezzo in llalia L. 4. - L'argomento c svolto quasi egcJns ivamento dal lato lecnico. Si discutono i vanta~~i e gli inconvenienLi dell'Jmpiego dol ferro e dell'acciaio uoll o opCl'C <li fortilicazione, sia rispetto alia resistenza, come al prezzo.
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"Salvo nelle corazzature e nelle volte a prova cli bomba, il fono e l'o.cciaio non ha.nno portaLo gro.ndo aiuto all'arte fot·tificatoria. , Si ragiona pure delle ferrovie da forlezza, delle macchine e dei set·vizi che, ne lle piazze assediate, possono ricavarsi da varie moderno invenzioni. Sono unite al testo 10 tavole con figure . Almauncl• fib• li.. lt.. lt.riegs mat•ine t.SSt.. (Almanacco
per l'i. r. marina da guerra.) - Pubblicato con approvaziono del ministoro dolla marina, 1• anno. - Pola, '1881. Lipografia Wilhelm SchmiclL.- Prezzo in llalia lire 5. - L'opera e clivisa in 5 capitoli: 1• nauLica (notizie tecnico-marittime e r elative tabelle); 2° arliglieria (si espongono in 12 distinte Labelle dnti rolativi ai pezzi di marina delle sei grandi potenze em·opee, degli Stati Unili d'America e di alLri St.ati); 3• marina da guerro. (si da .l a lista delle navi da guerra dei principali Slati d'Europa, d'Asia e d'Am eric~); 40 competenze 'dell' i. r. marina; 5• personole dell'i. r . marina. Le parti 2a e 3• sono d'interesse gener·a le. l~ie
St••eitl,riifle tler bedeult~•ulet•eu conlinenlfden tm••o· pii.iscl•e n Stt•ale n uait llusscl•luss Oeter••eiclt-llnga••ns.
(Fot·zc milita ei dei p1·incipali Stati continentali europei ad eccezione dell' Aus Lria-Ungheria) - Vienna, ·188'1 , tipogranu del circolo scionLiflco rnilitare. - Prezzo in Italia lire 2 al fascicolo. - Quest'opera venne pubblicata la prima volta ne! 187G, ma le importanli modiflcazioni avvenute, dopo quell'epoca, nell'orclinamenlo qegli osorcili la resero presto antiquata. La nuova edizionc, cho si-pubblica a fascicoli , trattera delle fot~L.e di ten·a e di mare deii'Ilalia, della Russ ia, della Francia, clella Germania, dodicanclo un fascicolo a ciascuno di quesli Stati. Un ultimo fascicolo sara dedicate agli S tati della penisola dei Balcani. Finora vennero alia luce i due fascicoli rig uardauti l'Italia e la Russia. BEJTZKE ENRICO. Getwl•iclale tle•• fleutscl•en. li'••eiiJeii.<Jiwiege iu den Jnlwen 18t:J, 1 8 1<1. (Storia delle guerre di libcraziono dolla Goemania. nogli anni 1813, 1814) - Broma 1881, libret·ia M. Koinsins. - Prezzo in Halia L. i, 30 al fascicolo. - · Di t{uest'opero vennero gin esaurito tre edizioni, la quarta che oea s i pubblica e notevolmente ampliata. Essa esce a f'a scicoli. Il prime (solo pubhlicato flnora) tralta le seguenti ma Lerie: 1• Caduta cloll'untico impcro ger manico; 2" sentimenti dei popol i a l tempo delta maggiot·e potenza cli Napoleonc; 30 la t'i-
397 BIBLIOGRAFICO forma in Prussia; 4• impressione del ris ulLato della campag na di Russia; 5' la Prussia al principio del 1813; GO defezione del generale Yorch ; 7° sollevamento delle provincie peussiano; 8' decisione del governo degli Stati prussiani; 9° armamenti. Oberstlieutenant. llnntlbncl• fii•• Bet~ e••ve mul uicltlacliv e Lnndweltr-0/ficiet•e. (Manusle peP gli ufficiaJi
AtUliNG,
della riserva e della landwehl'.) - Budapest 1881, tipografia Arming. - Prezzo in Italia L. 12. - L'aulore estPasse da vari regolamenti ed istruzioni, e raccolse in un libl'O, quanto pu6 ser vi1·e agli ufficiali di Jandwehr e di riserva, ovo fossero richiamati in servizio ..Si tratta dei trasporti per lerra e per acqua, clella misura delle distanze, del servizio di lappa, dell' impiogo dogli s trumenti cla zappatore, del rancio della truppa, del la legge di reclutamento, dell' istruzione sui vesLiario e via clicendo. SPERBER-NmoRSI<I, lt.••ieg mit Russla.utl? (Guorra colla Russia?) Prima parte. - Lobau 188'1 , t.ipograDa n. Skrzocggek. Prezzo in Italia L. 1. -- L'autore erode che dopo la costiLuzione clell'impero germanico e l'indirizzo pr ose dall o spiri to nazionale in Russia, la lotta Lra Slavi e Gerroani sin inevitabile. Si propene quindi cli esaminare con quali forzo, specie militat·i, questa Jotta sara combattuta e da qual lalo s ieno le maggiori probabilita di vittoria. La prima parte dell'opet•a Lratta delle condizioni della societa russa, specialmenle nei paesi confinanti colla Germania. v . ORlON, MAIOR Gemeinfa.ulicl•e ll nle iltmg zum Croquiren des 'l'e•.,•nins tnit tuad oluae l!ltrtu,.enteu.
ZAFFAUI<
(Guida generale per eseguire schizzi del lerreno, cone senza istrumenli. - Vienna, 1881. A Cerny. - Prezzo in ltalia L. 4L'autore e gia conosciulo per altre opere su consimile argomento. Jl libro annunzialo tralla a pr oferonza di ci6 cho noi chiamiamo : levate a vista. VINCKELliiA:-IN, ObersUieutenant. De•• Geutlnt•merie-Dienst.. (Servizio della gendarmerin.) --:- Berlino, 1881. Miller e figlio - Prezzo in Italia L.1, 50. - E una g uida pralica per l'istrnzione dol servizio speciale dei gendat'mi; tliscorre dollo s copo gonerale della gendarmeria, dell'or gan izzaziono di ques lo coPpo in P l'ussia, delle prove cui vongono s ottopos li gli uomini in osperimenlo, del servizio di gendarmi, del lot•o ves liario, armamento, competenze e pensioni.
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BOLLETTINO
BIBLIOGRAFlCO
KazvszTOFOWJCZ, Die pet'it,tUscl•en llugen-Entzibulungeu be(Pfe t•tleu. (Le pcriodichc infiummazioni degli occhi del cnvallo) - Vienna, 188 1. Pt·ezzo in ltalia L . i. - L'argomen Lo e svolto dal lato tocnico. Si ricel'cano le cause della delta malatlia, s i esamina il modo in cui si sviluppa, e s'indica il metodo di cura. Major. ,Jiiliiit•iscl•e Cta~sil;.er des lu-uurl '.4uslamles. (Cias!"iCi militari nazionali e stranieri.) - Berlino , 1880-81. R. Wilcholm. - Prezzo in Italia L. 2 al fascicolo. - E
MAREES,
un'opera in corso di pubblicazione. 11 sesto e if seLLimo fascicolo, teste venuti in lucc, trattano delle ofere di Jomini. r WJLT£7. ~:[( FnANS
IlnupLman. Tabelle tlls Belaelf fiir tlas ~'ludium tlet• IJ'aUenleluoe. (Tavole d'aiuto per lo studio delle aemi). - Vienna, 188:L. Seidel efiglio. - Sono nove tavole il cui con lonuto apparisco dai seguenti titoli: 1• · Arrni biancho deii'Austr ia; 2• mater.ie esplosive; 3' proietLili; 4• canne; 50 cassc od affusti; 6• attrezzi per il trasporto delle a r·mi; 7• nso ed eflc tLi delle armi da fuoco; s• paralello tra le armi da ftloco a mano, in uso noll' oscl'cito austriaco, e quollo in uso fm i principa li Stali europci; 90 paralollo dei pezzi da campagnit e da marina dell'Austria eel i corrispondent.i delle altre potenzo our·opee. Carte e Piani
rltlminislraliv-IH.nt•le von Nieder-Ostert•eicll. (Carla ammJ-
nistraliva della bassa Austria). Pubblicata dal circolo pet• la ricognizione dd LerriLorio della bassa Austria. Scala 1:28,800, foglio N. N ZwclU c N 48 Sleinmaunter. - Tipografia Artaria e comp. in Vienna, - Prezzo dei due fogli in Italia L. 4,35. Cat•lt• lopOfJl'aflque tle la li't•nnce. Disegnata presso il :Minlstoro del l'intr'rno. Scala 1: 100,000 foglio XI Douvr cs-la-De-
livrando; XVII Senlis; XVIII Cambrai; XIX le CaLeau; XX A vcsnes. - Parigi, 1881. - Prezzo al foglio in Hulia L. 0,95. e Hr:tME'R . Neut! General-N.at•te det• llnlet•-l)onau mut Rtdluua-Lifutl.et•. (Nuova carta del basso Danubio c dei
KlE I'I!:R
paosi dei Balcani). Disognntu gius ta il rilovamento ufflcialc fntto nol 1879, coll'ind icaziono dei nuovi confini clella Ser·bia , delta Dulgnl'ia c doll a Romelia oriontale. Scala 1: 500,000; vie
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aggiunta una carta di Costantinopoli e dol Bosforo alla scala 1: 200,000 - Vienna, Lipografia Reimet' . - Prczzo complossivo delle due carte L . 5,90. BOLLINGER. tllililiit•-Geogt•apltie tlt~r Scluveie. (Geogr afia militare della Svi.zzera). Zurich, 1881, (prcsso Loesclwr, Roma). I/.at' le tler llmgegeud von Bt•ombet•g. (Carta dei dintorni di Bromber g). In 4 fogli, scala 1: 25,000 - Berlino, 1881. (Regio uffizio del rilevamento del terreno in PJ•ussia). - Pre.zzo dei 4 fogli in Ilalia L. 12,20. Harte det• lfmgegeud v on '1'/aot•n . (Carta dei dintorni di
Thoen). Stessa scala, stesso autore e prczzo dclla peecedento. 1/..at•le tier Vn•gegend von Got.tiugen. (Carla dei dintorni di
Gottinga). Stessa scala, stesso autore o prezzo prccedento. Spet:ial litrrle von tlet• Q slet•••eicltiscla•tWfJat•is cl&en iJ:Iouat•cl&ie . (Carta speciale dell a monarchif\ ous tro-ungaricu). Pub-
blicaLa dall'istituto militarc-geografico in Aus tria. Scala 1: 75,000. F on·li numero XV Brusau c Gewits ch; XVIII Veutitschcin; XXII Rabka e Tymbark; XV Il l Walachisch-Mesorilsch; XXII Nowytarg (Noumarkt) e Zakopanc; XIV Tt•ebitisch e Kroman; XVI Austerlitz; XXI Sipt0- S.zt Mild6s; XXIV Kis-Szebcn; XXIII Io-16 e Wagendrilssel; XXVJHomonna; VIII Strassoldo prcsso Palmanova; VIII Porto-Buso. - Prczzo pet' ogni fo glio, in 1talia, L . 1,60. Prcsso la tipografia doll'islituto militare geog t•afico in Vienna. TOJJOgt•apl•ische en 111ililar R.at•l v an l& e t ll.onigrisl• cle•• JWederlanden. ( Carta Lopografica miliLat·c dell'Olanda) pub-
blicata dalla se.zione topografica dello sLaLo maggiore olandese. Scala 'I: 50,000 Fogli N. 8. Niouweschans, 14 Medemblik; 26 Haderwijk; 32 Amcrsfoort, 37 Ro LLe rclam. ART ARIA . <l'e uste Touristen-li.arten (Nuove carte dei touristi). Scala 1: 129,600. Foglio X I dinLorni di Trcnto, Hoveredo e R iva. - Prozzo d'ogni foglio in ltalia L. 2,70. Vienna, Lipo grafia Artaria. StJecialharte tle.'l eut•opaisclten Busslantl (Carta speciale · della Russia europca). Pubblica ta dalla sezione goografica dello stato maggiore r usso, sotto la direzione dol colonnello
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BOLLETTI::-10 BIBLIOGRAFICO Strelbizki. Scala 1:420,000. Fogli 16. 2 Pietrokow, 21 KiUila, 36 Kola, 7'1 Kostroma, 78 SLavropol, '143 Szadrinsk, 144 Trojtzk (Ural), 145 Stanica-Konstantinowskaja, 9 JakobsLadt, 35, Vadso 121 Chaiputyr, '135 Pendyrma, Bay, '142 Talixkoje. L'opera intiera consla di 145 foglJ e<.l e quasi ultimata. - Prezzo degli 8 fogli primi nom inati L. 4 al foglio. - Prezzo dei 5 aUri L. 2,70 al foglio. In commissionc presso AraLria in Vienna.
IL MONTECULmLI CAPITANO E SCRITTORE
E . FoRSTER Plan von D'ien mad florm•teu (Piano di Vienna e dintorni) scala '1: 65,000. 4 fo gli - Vienna, Lipografia Zamarski. - Prezzo dei 4 fogli in Italia L. '16,30.
LANFRANCONI. Die ll'nsserstt•t•ssen ,18illlet•-Etu•o1Jll' s (Le comunicazioni per acqua dell'Europa centrale). - Presburgo, 6 piani e 3 fascicoli di tcsto, in lingua tedesca e in ungherese. Le carte sono colorate. Si tralta specialmente del Danubio e della sua rcgolarizzazionc. Pltru det• flmgegend von Dt•eslau (Piano dei dintorni di Bresiavia). Scala 1: 25,000. Secondo. un nuovo ri levamento fatto dagli ulficiali del t • reggimento granatieri. 4 fogli, cioe: 1• Lissa, 2• Hundsfeld, 3' Becslavia, 4' Schmolz.- Breslavia,
'1881, tipogrnfia Korn. - Prezzo d'ogni foglio in llalia L. 2,70; prezzo dolla carla intiera L.9,50. MONCHEz, contre amiral. La cljte et les IJOJ•ts tie l ' /J lge1•ie, au point cle vue tie la colmaist,tio" . - Paris, 1S80. Li-· brairie Dumoine P.ERNIER, colonel d'elat major. Cm•te complete tle la Tu· nisie eiJJrinciJJalnaenl cite pays ties liroeuni1•s. Paris, 188'1. DepOL de la guerre. BRUNIALTI. ll.lge••ite,/ Twaisita, Tt•ipolilauia. Milano, 1881_,. Treves. /
Il Direttore
0RESTE BARATI ER I Magglore nel Bersagllert.
DEMARCHI CARLO, gerente.
I. Il oapitauo. 11 Montoeuccoli e l'ltalia: biografia pubblieata da Cesare Campori: officio dell'odiorna critica stories. - 11 castello di Mont.eeuccoiC> e i feudatarl dell' Appeonioo modenese ool ser.olo xl'll: il vecchio spirito roudale e la coltura del Rinascimcnto. - Inclinazione alia professiono delle armi: Rnimondo si arruola soldato negll eset·citi di Casa d"Austria: coltura da esso acquistata nelle scuole. - Gli eserciti di Casa d' Austria nella guet·ra dol tt·enl'anni: reclutamento, amministrazione, diseipll na: i generali, la cor te, i ministl"i. - Cat-riera del Montocuccoli. - Insegnamonti dolla esporienza: caratteri· piu Sl>iccati delle suerre dei Paosi Bassi e dei tr·ent'anni considerate in ro pporto colla strategia: Gust.avo Adolro e il Montecuccoli: cause cbe impedirono ol Montecuceoli di seguire il sist.ema di guerra inaugurato dol re di Svezia. - Campagne del Montecuccoli contro i Turchi in Ungberia.o contro Tureooa: condotta della guerra nel campo strategico. - 11 Montecuccoli sui campo di battaglia: s. Gottardo. - Qu~l~ pos to gli spetti rra gli uomioi di guerra. - Giudiz io del Ma golotti.
Il di sedici ottobre dell'anno ·1880 ricorreva il secondo centenario della morte di Rairnondo J.\'lontecuccoli: non feste in Italia, non monumenti, non lapidi. Pareva che all' esercito nulla importasse la memoria del grando capitano; e I'Italia, che dal proprio passato t1·asse gli auspici delle sue fortune presenti, sembrava. dimenlica di un uomo che in tempi di profondo scadimento politico tenne alto e onorato il no me di lei prosso gli stranieri. Ma v'ha di piu; nel 1876 il marchese Cesare Campori pubblicava un grosso volume intomo alia vita, alla famiglia e ai tempi di Raimondo Montecuccol i: ora frutto di lungo studio e di· gran de amore, ricco di documenti e di falti, dai quali nuo-ra e virida Iuce diffondeasi sulla maschia figura del capitano modenese. Ebbene, l'opera lodalissima in Germania, passo quasi inosservala in Italia: il grosso volume clegantementc starnpato ando sepolto sotto la coiluvie dei piccoli e non meno eleganti elzeviri; lo speltro del vecchio ANNO XXVII , VOL . !.
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gueJTiero fu ricacciato nella tomba; esso sparve di fronte agli eroi· che una letteratura compiacente crea e distrugge con una facilita non superala che dall'audacia. J1 Montecuccoli non ha certamente bisogno di riab;litazione: assisa su piedestallo incrollabile la sua fama di uomo di gueJTa e scrittore sfida da due secoli gli assalti della critica, e non cangia per mu tare di tempi. Le vittorie di Federico II di Prussia non fecero dimenticare il vincitore di S. Gottardo, il quale rivisse nei commenti di Turpin de Crisse. Mentre il valore italiano, auspice Napoleone, splendea nuovamente su lutti i camp1 di battaglia d' Europa, Ugo li'oscolo prcscnto alla nuova generazione cli soldati ali . t> scritti del Montccuccoli quali testimoni irrefragabili della continuitil. della tradizionc militare in ltalia. Allorche il Piemonte eo' restaurati ordini rnll itari preparava nuovi clestini alia .nazione, Giuseppe Grassi trovo nel Montecuccoli lo strumento alto ad allargare l'orizzonle morale e intellettuale dell'esercito subalpino, compresso fin allora fra le angustie della vita municipale; e le opere del modcncse, ridot.le a miglior lezione dall' insiane filolo ao di " 0 Torino, furono annovcrate fra i libri assegnati all'istruzione degli alunni dell'Accademia milita.re (1). Ma. la generazione presente non puo ne deve accontentarsi del lavoro di quelle che la precedettero: i commenti di Turpin de Crisse e del Foscolo rispondono ad ambienti in gran parte diversi dai nostri, e la odiema critica storica non puo accetlare un Montecuccoli quale le vien presentato· nell'elogio del conte Paradisi, lavoro ne! quale i periodi ben torniti, le fioriture dello stile, le armi tutte tolte a prestilo dagli at·senali della rettorica male riescono a nascondere la povenil. del contenuto. L'appal'ire d'una grancle individualita sulla scena della storia e un fenomeno oltremodo complesso: prodotto da molteplici e svariate energie, non puo tal fenomeno comprendersi appieno da chi non siasi procacciala piena notizia della vita istorica di quella eta in cui esso si svolge: Illibro del Campori pertanlo, che studia il Montecuccoli ne' suoi rapporti colla. famiglia e coi tempi, soddisfa alle esigenze delle oclierne di scipline storiche, e ci pone in grado di de(1 ) GR • s11. -· Ope1·e de l Montecuccoli. -
Prefazione .
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terminare quale influsso esercitarono sull'indole di Raimondo il parentado e la prima educazione, quali attinenze sussistano fra la cult.ura ricevuta nelle scuole e le qualita peculiari rivelate nel se~u_it? dal.c~pit.ano ~ dall? ~crittore. La narrazione poi dei faui pohttct e m~hta.n, de quail e1 fu per lunghi anni testimonio e parte, varra ad mdtcare le ragioni di quello speciale modo di condurre la guerra che e proprio del i\lontecuccoli, e rappresenta un momento essenziale nello svolgimento dell'arte militare. l\ra qui si arresta !'opera del biografo modenese: a compie1·e il ritratto del i\Iontecuccoli e d'uopo studiarlo altresl come scrittore, ossia delinearne il carattere speciale creato da un felice accoppiamento di studio e di esperien za, misurare la influenza che sulla mente di lui ebbe la tradizione del Rinascimento, esporre come egli concepiva la guerra, e come tale concetto si rassomigli o si differenzi da quello de<1li altri scrittori, finalmente stabilire il posto che gli spetta fra scrittori militari, e indicarequali parti delle sue dottrin e ri sponda~o ancora alle presenti condizioni dell'arte clella guerra. Chi p'ercorre la strada che da 'Modena per Maranello, Paullo, e Pievepelago va a superare l'Appennino al . colic dell'Abetone, non puo sottrarsi ad una folia di impressioni e di sentimenl i svariatiss~mi . La ~atura e la storia hanno dato a quella parte dell'Appenn.mo una 1mpronta speciale: alle severe bellezze di que' monti fan no mcontro le memorie di tempi tristi eprocellosi, e mentre l'-occhio discorre per vall ~te verdeggianti e per boscose pendici, e spesso arrestalo da scun castelli che, quasi lanr.iati in a1·ia sulle cime dei monti, rassomigliano a fantasmi posti lassu non sai bene se a tutela od. a mi~a~cia de'. sotto~osti villaggi . Lassu cercarono rifugio i figli de1 ~or~c1 conqu1.staton .allorquando i discenclenti de' conquistati li cacCiarono dalle libere cttta: di lassu essi scendevano spesso ora a soccorso ora a danno dei comuni; la lolla era condizione necessaria di esistenza per quei fieri signori, nella lotta. faccasi piu gagliarda la naturale vigoria degli spiriti. Ne!. secolo xvr feudi e comuni ~vevano gia piegato sotto la ferrea mano del principato; mamentre 1 comuni docilmente si aclagiavano all'ombra della nuov.a sovranila e. si lasciavano strappare grandissima parte delle loro franchigie, i s1gnori feudali, pur riconoscendo la supremazia del principe, conservavano molti degli antichi privilegi, godevano di quasi compita
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autonomia nellc loro Lene, facevano de' loro castelli re.00 aaia e for. Lezza, pron1.1 per6 sempre a servi re il principe colle armi come gia avevano servito il comune. Da qucsti castelli, .ncntre la domina.zione spagnuola troncava in Italia ogni nerbo di militare virtu, uscivano i giovan i avvcnturosi che a ::;ervizio di monarchi sLranicl'i mantenevano saldo l'onore militare d'Italia. Lungo la strada ora detLa c a qltalche chilometro a sud-ovest di Paullo sorge un colle e sovr'esso it villaggio di Montecuccolo, informe accozzaglia di pov~re case che quasi paurose si aggruppano intorno ad un vecchio castello. La vista cli questo edifizio dispone l 'anim~ a proronda tristezza: negli atrii, per le scale. ne' corridoi, nelle sale, ovunque regna l'abbandono, il sileozio, la morte; solo una remota e spaziosa stanza colle pareli coperte di ep.igrali e di motti in tutte le lingue ci arrerte che r'ba lassu qualche cosa cite res.isle alle ire del .tempo e degli uomini. E la stanza ove nacque Ram10ndo Nlontecuccoli: a quella stanza accorrono le anime eo!le e gentili che attraversano la pitloresca regione del Frignano, e sulle sue paret.i lasciano il loro nome accornpagnato da una sentenzR, da un rimpianto, da un desiderio, da un augurio. . I feudatari cha ncl secolo XVII abiLavano i caslelli dell'AppenlllllO modenese, non vogliono confondersi con quel patriziato lombm·do che il !.\1anzoni descriYe nei tipi immorlali di don 1\odriao del conte Allilio e dell'Innominato. La mala sio-noria spao-nu~l~ . 0 l? I non 1 aveva ancora COITOtti condannandoli all' ozio, e a sfoo-are la naturale alterigia e !a sete di dominio in angheric e prepo~enze a danno del dehole. SoggeLLi a ea sa cl' Este, italiana di sano-ue e di edu. l 0 caz !OJ~e , , ~Ht ega~c~ii vincoli strettissi mi alle pt'incipali case regnanll d Europa, es:;1 troYa.vano sempre largo campo dischiuso alia. operositil e alia umbizione. FinchO dimoravano ne' loro casl.elli, sentirano l'ibollire nelle vene il vecchio sanaue feudale· orO'oaliosi tenaci de'. p1·opt'i diritti, riconevano alia r;trione dell~ a~·d:i l)e:: 5 t sos~enerI 1, non cm·anti ne di leggi ne di autorita. Galeotto, padre di Ra1mondo, avvenutosi in un uomo di 1\fontebonello che aveva forse recato qualche danno ai i\'lootecuccoli o ai sudditi foro, senza far•rli motto lo uccise a col pi d'archibugio; ricoveralo prima da un pare1~e e protetLo, e~be poi dal duca facollit di uscir dallo Stato, e Lre anni dopo Lorno al proprio castello. La success ione del feudo dto
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luogo a fiere conlestazioni fr·a t) aleouo e i suoi zii, e le terre furono devastate e mes~e a ruba. Girolamo dei conti di Sassoslorno uccise il capitano Cesarc Nanli in causa d'un ricorso da lui fatto al Dnca contro una sentenza del podesta cli Sassostorno1 e si ebbe condanna di morte commutatagli per grazia sovrana nel carcere di R.ubiera. Andeea. conte di Renno ru condannat.o all'esi lio pet' omicidio: parimenti per omicidio e per altro r·eato fu poslo · ul conte Guido signore di Afontespecchio, Hanocchio e Salto una taglia di mille scncl i, con facolta di liberare un bandito a cbi lo uccidesse entt·o o fuori Stato. Sebastiano e Felice ~Ionlecuccoli, banditi cla Bologna permnlicliporlamenLi, nonnevollero pm·tiro senza prima aver fatt.o crudelevenqetta dei birri. L'auLoritil sovraoa era spcsso impotente a frenare cruelli uomini riottosi : spesso discordi fra loro manclavano gente a clevastare largo tratto cli Lerri tol'io degli avversari o per impedito Lmsporto di grani ad un loro molino, o per violati privilegi di caccia. E1·a il vecchio spirilo feudale che a quando a quando gitt ava qualche guizzo sini stro; ma su quelle animd anguste, ringhiose, insofferenti cli freno era passato il soffio vivificatore della co!Lura del Rinascimento; gli orizzonti in tell clLuali :;i erano allargati; le guen·e del secolo xvt nvevano avvicinato e misehiato gente d'ogni paese; i nohili italiani avean comballu to or a fianco or contro de' Fmncesi, degli Spagnoli, dei Tedeschi ; avean viss1Ho alia corte de' principi ove la col!ura della mente, la gentilezza de' costumi davano I' intonazione alia . vita: essi si trovavano quindi a clisagio nei fo ro domini feudali, ove illento , ma irresistibilc sviluppo dell a bo1·ghesia aweb he finito col solfocal'ii; cercavano un campo piu vasto in cui esplicare l'istinto · battagliero; e po iche in ltal ia non c'era. for te Stato mil itarc, n'andavan fuot·i, e a servizio cli Francia, di Spagna e d' c\ ustria ponevano braccio, ingegno e cuorc. Tal fu de' Montecuccoli , tal fu di molte altre nobili famiglie italiane. Una tradizione non inLerrotla di gloriose geste militari, l'aspetto istcsso delle l'Ocche minacciose sovra i piu ardni gioghi clell'Appennino, le armi, i ritratti degli antenati, guerrieri tutti, contribuivano a determinare la carrie1·a mililare. All 'orecc~hio di Raimondo fanciullo risonavano i nomi cli Ottavio, Giulio, Ippolito , Sigismondo tutti de' Montecuccoli, che militarono pe' Veneti ne!la se-
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conda meta del secolo xvr; di Massimiliano che milito in F.. · SOL( ]" a· . a· E l<lllCia o g 1 or 1~1 1 manuele Filiberlo di Savoia, di Galeollo 51 pa~re che s1n .dal I i:i93 ~enturiero fra gli imperiali prendc,:~ pat le a q.u~lle guerre contro d Turco, alle quali troYaYansi dopo il c?ute..J:ulgt e Costanw z.io di Galeotto . Altri nomi del pnrentado ~ lllust1avano nelle armr e nell a diplomazia in Italia iu Fran ·. m Ge . . . . , Clcl, . . n.nanm;. ma sovratutti levn.vasi· quello di Ernesto che salito ai prtt a!t1 .gradt della mil izia. godeva l'ama di uno fra i piu csperti 0croneral' ell casa d' Austria. . Ne. ~ol~ dalle tra~izio.ni .di famiglia c da indole bauaglicm erano J nobi11 dr que~l.a eta spmt1 alia professione delle armi . Le famicrlio ~~an.o per 1? pm numero~e, e il patrimonio, per quanto vasto, ~o sll~UJto corn era ~a teJTenl monLuosi e poco fruttiferi, non bastava al ~ost~~lam~nto d1 esse. Alia gl o ~·ia della schiatta non risponcleva per o ~Ill. la ucchezza,. ~ un~ qua51 povertil. era compagna spesso inse~at ~bJl.e d~lla ?obdta de•. nat~l i . Emeslo Montecuccoli perdeva all.assedIO d~ .Tul, ees neI 1] 609 ' bagagli e i cavalli ' e privo cli mezzi ~~ ra~co•~:ndava al d~ca di Modena perche ne Jo rifomi ssc. 11 duca Ce~ar e d Este, nel cl:•edere al cardinale di Montalto un posto per l~a1mondo nel collegw da esso cardinale fondato a Bolocrna arrg~ungeva che la conte:;sa ..tnna Moutecuccoli rimasla vedov~ e~a ncca aitrettanto di figli, qnanto scarsa di facoltd . Raimondo fu e?~cato nelle umane lettere mercc la munificenza del cardinale d E~te, ves~ovo ~i Reggio, c.he lo tonne c•>' fratelli presso di se, e m~• ~.ndo !511 lascl6 una pens Jone di cento scudi annui che f'urono p~ ~. udoltl a .set.tanta; ma anco la pen sione era subordirrala alia conclJ~t~ne eh~. ~~ beneficato vestisse l'abito ecclesiastico, e ci vollero le pi att c~t e .~~~ premur9.$e:re.lla c?rlc di lVIodena, perchC l'nspcrsorio non .Pigllas::.e nellft/mant dl Ranuondo il posto del bastone d.1 . rescta llo. ma Queit" giovani patrizi, che spirito di .av,•enture ' d~sidel·l·o d.I gIOIJU, .· · pover a :osp!n~en~ su tult~ i ca~p i di battaglia d'Europa, non chi~clrano. ~rad1 dt pt·tmo lanc10; s1 contentavano della picca, delF.a rc n bugw e della. spada. Ernes to si arruolo soldato a dioiotl'anni. ~,old.ato enlr6 Rauuondo in un reggimento di dragoni . Ma non er~ I gt~vane .che, sdegnato eo lie muse, abbandona i bn ncll i dell a scuola per mtprendere altro cammino. Riceve, come dicemmo, la
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prima educazione a Reggio o a Roma fino all'ela cli tredici anni: morlo il mecenate si condusse a Modena, ove insieme colla madt·e e i fratelli attese a compiere la propria istruzione. Non sappiamo . quali fossero gli studi e quali i maestri; ma possiamo con sicurezza afl"ermare che materie e metodi di studio non difTerissero gran fatto da quanlo praticavasi gcneralmente a quella eta. LL base dell'istmzione era assolutament.e classica; lo studio degli autori greci e Jatini era il lavoro principale delle scuole, studio meramentc. formale, circoscritto alla parte estrinseca, cd alieno dal penetrare nelle intime ragioni delle lingue e letterature dell'antichilil. Anche cosi praticato poro tale studio non poteva non riuscire fecondo di utili risultamenti: era una ginnastica dell'intellctto, il quale si avvezzava a concepire ed esprimere le idee con esaltezza, a dare a! pensiero una forma precisa, trasparente, scevra da tutti gli accessori che potessero annebbiarla.. Il cullo dell'a.ntich itu giovava inoltre ad ahituar la menle a cons iderare la realta dell e eose, a disloglierla. dalle YLlote astrazioni dolla scolastica, e, ci6 che piu imporla, temperava gli an imi n. forti ed elevati senlimenti. Aveva Raimondo appena compito il sedicesimo anno, allorche da Rambaldo di Collalto, generale a serviziodeli'Imperatore, fu condotto in Gormania e consegnato a suo cugino Ernesto, il quale dispose che como semplice soldato ora tra i fanti, or Lra lacavalleria e nell'artiglieria imparasse i diversi modi di combattere. Cosi lasciaYa egli le carezze materne, e gli studi gen~ili, le palestre, i tornei, i passatempi di una splendida corle; lanciato nella vita dei campi veclea clischinclersi nuovi orir.zonli; nuovi e procellosi tempi incomin.ciavano per lui fo rse in gran parte divorsi da quanto glie li clipingeva la mente piena degli esempi di Grecia e di Roma. L'Europa centrale era teatro di luoghe e sanguinose guerresuscitate dalla riforma protestante; il Montecuccoli die' principio alia sua carriera combaltuto contro gli insorti dei Paesi Bassi, la prosegui e la eo mpi ~ombattendo contro i fautori clella riforma e contro il Turco. La causa a cui egli consacro il braccio non fu sempre quella della civilti:L e dolla liberta; il destino gli pose nelle manila spadadellarea.zione, ma egli non vedea che la gloria, non avea che un sentimento, qucllo clella fedelta alla bandiera; c co llo stesso animo con cui corco .fiaccare gli sforzi di chi. sorgeva in nome delta liberta religiosa e
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civi le, si studi6 di respingere la barbarie musulmana che, superati i .Balcani, dilagavaminacciosa per i piani del medio e basso Danubio. Il .Montecuccoli non fu ne poteva essere l'apostolo arma!o di un'idea; ma non fu neanco l'avventuriero che vende il proprio braccio al migliorc ofTerente; fu un soldato che pose a capo de' suoi doveri la fedelta illimitala al principe che primo gli aveva aJfidata la spada. E per serbarc inviolato i I tcsoro delle virtu militari in mezzo aaii 0 eserciti di quci tempi richiedevasi animo fortissirnamente temprato. Le condizioni politichc arevano all ora, come sempre, un ·perfetto riscontro nelle istituzioni militari. I feudatari servivano in 0aueiTa il principe colle genti de' loro feudi; i comnni dipendenti dal principe concorrevano a costituire le milizia: ma per ingrossare e ten er a segno le milizie feudali e comunali i principi profoudevano i redditi dello Stato JJello nnuolamento dei merceuari. Non faceasi distinzione di nazionalita: le industrie poco svi luppate lasciavano inoperose 0o-ran . quantita di braccia, e l'esempio di avventurieri, chenella guena avevano trovato una sorgente d\ ricchezze e di onori, attraeva nelle file degli cserciti tutli gti oziosi, tutti gli avidi di bottino assieme ai pochi generosi che volevano innalzarsi. La milizia era dunque un mestiere per gli uni, una nobile professione pe!' gli altt-i; ma ]'idea del dovere verso la pall·ia e verso il principe era spes so offuscata dalla cupidigia delle ricchezze o dai fumi dell'ambizione. Se poi alia mancanza o alia pocn efOcacia de' piu nobili impulsi aggiungiamo l'odio religioso e J'ebbrezza che dcsta negli animi il demone delle guene civili, potremo farci un concetto adeguato delle condizioni decrli eo serciti in quella eta. Nelle guerre di Fiandra la pertinaciael'eroismo con cui gli insorti lou.a.vano per la liberta e l'indipendenza, non eran superati che dalla elTeratezza dell a repressione affidata a.tJ·uppe spagnole e tedesche, nelle quali ultima il lHontecuccoli fece le prime armi. J\1a e sovratutto nella guerra dei trenl'anni che le condizioni militari della Germania si moslrano sotto la luce piu sinistra. 'La massima che la guerra debba alimentare la guerra era applicata con estrema rigidezza: metteansi imposizioni ad amici e nemici, e' a guisa di ladri fnggiasciJi dovevano le soldatesche cercare di che v!vere fra vigili ed inasp1·iLi nemici, correndo talvoltada una estremita all'altra della Germania per cogliere I'opportuna occasione, e fu ggendo da' pacsi J'i cchi Elfert.ili ·perche difesi con grandi forze . Perche ·
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l' esercito potesse vivere, era duopo ingrossarlo in guisa che fosse in grado di domare qualunque resistenza. Ne fu affidaLo il compito a Wallenstein, e la Germania divenne allora un gran magazzino di provvisioni per lagente imperiale. Prodigo eo' soldat.i, crudele eo' popoli, it nuovo capitano traeva dalle contrade delta bassaGermania somme enormi, senza far distinzione fm aderenti e ncmici: quanlo piu forti erano le esazioni, tanto meglio e1·a p1·ovvisto l'esercito, e tanto piu grande era il concorso dellagente solto le insegne. La forza di tale esercito risiedeva tulta nel capo: questo scomparso, anche quello si discioglieva; dopo la destitu1.ione di Wallenstein scese da cento a quarnntamila uomini; gran parte dei disertori erano passati nelle file dei nemici dell'impero (·I). . La facilita con cui le Lruppe passavano dall'uno all'attro dei campr avversi era una delle caratleristiche degli ese1·citi; I' inco1·pornzione Jorzata dei prigionieri era permessa dal cliritto int.crnazionale. La guarnigione imperiale di Wolgast veniva dopo ln. resa detla piazza incorporaLa fra le truppe svedesi. Nella capit.o lazione di Egra del · 1J64·7 fu inserito un art.icolo pel quale diciotto compa.gnie di fanti e cavalli austriaci dovevano, salvo gli ufficiali, passare nell' esercito svedese. Ma i soldati arruolnti in questagnisa :tbbanclonavano, appena potessero, i posti loro affidati, e mettenno lo scompigtio fra i combattenti: clopo la morte cli Gustavo Adolfo gli arruolati a forza, e i disertori che U\'evano abbadonaLo Tilly nel punto che contraria gli si volse la forLuna, tornavano a servizio di casa d' Austria. Ne solo i soldati passavano con singolare disinvoltura da una bandiera all'altra. Jean de Werth era inalzato ai primi onori in premio del tradimento: allellato dall'imperatol'e, conforlato da amplissime assoluzioni mandategli dai Gesuiti, si pose a capo di una trama di ufficiali bavari per la quale avrebbero dovuto le truppe passare al campo imperiale. Holzapel, deLLo altrimenti Pielro 1\lilander, clopo aver combattuto nelle truppe assiane con Lro l'impero, disertava, e da protestante mettevasi a capo delle I.I'Uppe della lega cattolica. Mol Le cause poi, ma sovratutto le pessime condizioni dei servizi amministrativi, contribuivano a scuotere le f'ondnmenttt della disciplinav Le t.ruppe di Torqnalo Conti in Pomerania, gent.e scarsa, ctffamata,. (I)
v.
ScnJLLEn,
Sl.o>·ia della guerra de'
l~ent'anni.
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IL
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~WNTECUCCOLI
disperata , si sbandavano alle prime avvisaglie . Ilreggimento Bor3o d'Este rimancva ncl ·1633 a Sp ira per ben nove giorni senza pane. Schaumbou.-g, comandante le truppe cesaree, preso da sgomenlo dopo la prima sconfttla, fuggiva. gettando nel fium~ i cannoni, e adduceva :t discolpa sua la demoralizzazione dei soldati che erano di .que:l i di Wallenstcin, non piti dalla sua ferrea mano governati, ne colic ingenti la•·gizioni tonuli in piedi . L'eleLLore di Brandeburgo, m entre dal campo tomava a l3erlino, ebbe dai soldati del Montecuccoli svaligiate le carrozze e i carri ov'erano le robe sue; il .\lonlecuccoli stesso nel rccarsi da Yienna in Moravia. dove trar seco buona scorta di servi a camllo e ben armati, perche, sono sue parole, le insolen::e dei solclati ·renclevano rnalsicm·o it viagg·io. Le sue truppe stesse, entrale nel Lerritorio del dttca d'Holstein, amico e alleato dell'Imperatore, s'nb bandonarono, ufG.ciali e soldati, a vessazioni e rapine. ll conle Dolognes i, ministro del duca cli Modena presso la corte di Vienna, raccontanellesuecorrispondenzeche, non trovando talonl nepptu·c caclavcri cl'animali con cui cibarsi, le truppe facevano lor pasto le carni 11mane, que lie spccialmente di donne e di bambini .appo.silamcntc uccisi . La co lpa di Lali eccessi faceasi ricaclere sui fornitoi:i e qualclle voila sui capitani con essi comiventi, nonche s ui minislri di Vienna chc non manclavano il clanaTo necessaria a mantencre l'escrcito. Abbianw gli esercit1:, abbiamo i. vivel'i e si mMore di {ante, ne si sa combattel'e, esclamava il citato Bolognesi. ll!arlo t·oditore em da.ppertulto, in alto come nel basso. L'eset·-cito del 'Iontecuccoli , al !ermine della campagna del ·1675, non rice,·eva che un mesc di slipcndio; allorche passo sulla sinistra del Reno, oltt·e mille caralli perivano per mancanza. di foraggi, i soldati mezzo ignndi inferma.vano c morivano a frotte. Si fecero processi a colonnelli per ruberio ne' reggimenli, fu deslituito il generale Spoor che si era. approprialo le pnghe de' soldati e quanto aveva ricevuto per f<u·e arrolamcnti. ll generale Spork, natn conladino nella Weslfali a, s'ora formato una renclita di !:inquanlamila fiorini .annui: il generale Capiliers , mandata a sovraintenclere ai quartieei d'invemo dell 'ese•·cito, s'avevtL messo cla parte centoventimila laiJeri a.ll'anno: egli e !'Heister vice-presiclente del consiglio di guena emno, a deLta del Magalotli allora ministro di Toscana a Vienna, .acclamati da lle slrida universali per i due maggiori ladri dell'Allemagna.
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Tanti mali sarebbero stati arrestati e fot·s'anco estirpati dalla raclice, seal timone dello Stal.o si fos sero Lrovati principi e minislri, che pari alle terribili necessilil. della siluazione aves.sero a.vulo ingegno e carattere. Nulla di tutto cio : fa pena lea..,ere quanta i mi. rll'l mstri di ;\lodena, di Toscana e di Venezia. riferivano ai loi'O aoverm •ntorno alia carte e ai ministri di Vienna. Ferdinando II, toronato imperatore il 20 maggio del 1619, si em vincolato con voto solenne ne! collegio dei Gesuiti, ove era alunno. alia distruzione del protestanlesimo. Fu una parodia del giuram~nto di Anniba.le. Alieno dalla Lrattazione clegli afl'ari, spendeva Lre quarte part1 dell'anno ne! correr paese cacciando e pesca.nclo eo' suoi cortigiani, accompagnato talvolta dalla moglie e cla ducento cavalli delle imperial! scuderie; piacevasi de' conviti, amava la musica: preti e monaci, fra i quali Quiroga, un antico solclalo fallosi cappuccino, usavano di continua alia corte e passavan sopra alle dcbolezze sue purche perseverasse nelle persecuzioni. Tutto era abbanclonato ai minist1·i, e questi troppo spesso imiLavano il son ano. Trautmansclorf accoppiava ad alacre ingegno una indomabile passionc pel gioco. Il ministro estense a Vienna, recatosi a Ebersclorfper trattare d'affari importanti, dove tornarsene senza vcderlo, pcrchc il Trautmansclorf aveva ordinato che nessuno fosse lasciato entrare, volenclo dedicare l'intera giornata a soddisfare la rea passioue. Hiusci in allra occasione allo stesso rappresentante di introclursi nella camera da gioc.o : ma do,·e per ben cinque ore rimanersi spettatore degli spassi del prima ministro imper-iale. La fiacchezza e l'inettitudine di Ferdinando, la noncuranza dei minislri lasciarono introduri·e nella milizia e specialmente nella .a.mministrazione di essa i disordini gravissimi di cui tenemmo discorso. ~c guari migliore di lui , sehben meno fanaLi co ' ftt il fialio l:) Ferdinando : sotto di lui le cose andarono a precipizio. « Che governo e qnesto t scrivefa il Bolognesi nel principio del ·164~; ogni maltina consigli e poi pranzi con banchetti lautissimi , e con giuochi di grosse somme ftno all'ora di cena, e chi vi vuol pensare vi pensi: voglio dire che non si anende allc cose nccessarie, e poi von·ebbersi miracoli da Dio con orazioni, comunioni, elemo'sine a luo"hi 0 pii e celebrazione di messe ben pagate; e a rnio credere sarebhe altro' stata cosa p iu grata a Dio impiegare Lal danaro e aa"iunaerne 1'> 0 0 •
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levandolo dallusso che c grandissimo, in vestire la soldatesca che in tanto gridn. vendetta sin contro l'imperatore, come chc con l.roppa crudel!.a la facc ia. governare, e Dio sa con qual cuore andra a combattere, se pur forse non risolvera di farlo alia disperata per fi • nire una voila la miserabile vita >> . « E una compassione, scriveva poco dopo it marchese Luigi Pallavicini dal campo di Nortewitz, il veder marcinr a piedi nudi nel fango e nell' acqua. gli uffiz iali e bever acqua; nna empieth il far crepa1·e di fame e di freclclo quei soldati che finalmente sono il miglio1· sangue che l'imperatore abbia nelle vene ;\}. Ridotto quasi immobile dalle malattie, si die Ferdinando negli ultimi anni ad attendere con piu alacrita agli affari, finche mol"i nel ~1604. L'erario era depauperato in guisa che, a delta del nunzio veneto, non v'eran denari per seppellido, ea voler vestire a luuo la famiglia fu necessario s'adunasse il parentado per avvisare al modo di sopper·ire a que! dispendio . Ne fu gran cbe migliore Leopoldo che gl i snccedc : (lestinato alia cbiesa e all ievo di letterati amanti del la pace, gli m,mcava ardire· bellicoso; amava al pari de' predecessori la musica e la caccia; ricevuta notizia della caduta di r aradin in mano ai Turchi mentre s'apprestava ad andare a caccia, v'ando ugualmente dicendo che per simi li frasche non doveva Cesn.re pregiudicarsi ne' suoi passatempi . Alla debolezza e alia noncuranza dei principi rispondcva. spesso la inettitudine, il tradimento, la di sonesta dei ministri . Tl principe di Porcia, ligio semp1·e, e talora a discapi lo dell'lmpero, agli interessi di Spn gna, llall a cui corte un suo Oglio rice\Teva unn. pensione· di quarant a mila scudi annu i, confessava egli stesso ~ up e ri o re alle sue forze l'nfficio c)1e copri,·a. Il conte Auersperg fu allontanato dalla cor·tc e dal min istero perche trapel6 avesse invocato il favore di Luigi XIV per ottenere il cappell o cardinalizio a cui aspirava. 11 conte Loukowit.z teneva pratiche segret.e col Gremonville, ministro di Francia a Vienna, poneva in derisione l'imperatore che paragona,•a ad una statua. che si poteva mettere O\e meglio piacesse :· nella campagna del ·I G73 vietava a ~i o nteCLLcco l i di allaccare Turenna, e ritenevasi mandasse in Francia copia dei dispacci confidenziali diretti al Montecuccoli stesso, comandante sul Reno I' esercito che fronteggiava i Francesi. Una commissione nominata dal-
l'imperatore per giudicame la condotta, trovo indizi di tradimento nelle relazioni di lui con Luigi XIV, e lo sciagurato fu destituito e relegato nel castello di Radowitz. Il conte Zinzendorf rninistro delle finanze fu, a delta di chi esamino i conti del suo dicastero, piu funesto che tulle le guerre precedenLi. Rubo egli, rubarono i suoi sottoposti : giudicato, convinto e confesso, fu multato di un mi1ione e novecentosettan larnila fiorini, destituito , e condannato alia relegazionc. Male punizioni giungevano sempre tarde, colpa la debolezza e la negligenza e tal volta la colpevole tolleranza, del capo supre.mo. 11 gcnerale Suches sebbene me no anziano di Montecuccoli, ricusava nella campagna di Pomerania di assumere il comando delle Lruppe nell' Holsteio e prorompeva in parole ·iniverenti vet·so il comandanl e supremo dell'esercito; e l'imperatot'e sebbcne addolorato per questo falto prcndeYa il partiLo di dissimulare. ll Montecuccoli stes·o non ricevendo risposta ad un dispaccio inviato da Stettin, lo 1·eplico per ben ventisei volte senza che potesse mai giungere fino al ministro. La potenza militare di casa d' Austria era cosi venula man mano declinando . Ferdinando II a\·era tenuto in piedi fino a centocinquanta mila uomini: sotto di lui cominciarono a scemare i mezzi per far la guerra; gli eserciti continuarono a decrescere sotto Ferdinando Ill, e nella guerra. cl'Ungheria Leopoldo, nelmaggior pericolo che a\'esse mai corso lo Stalo, non aYC\'a da oppo1Te at Turco che trentamila uomini, in gran parte non suddili suoi. Tali erano gli eiTetti dclla guena dei Lrent'anni, delle peesecuzioni religiose, dei dissesti finanziari, dell a dappoccaggine degli uni, della insufficienza, de!la cli.:;onestit degli altri. T.n quei tern pi tristi per casa .d'Austria la sal1ezza era riposta negli uomini cresciuti in mezzo alle armi : alia inettitudine di pt"incipi o ministri supplirono quattro generali, p1·imo il .Montecuccoli, poi il duca di Lorena, il dttca di Baden eel Eugenio di Savoia. Il quadro che abbiamo present.ato al lettore pan·a forse troppo fosco; corLo c per6 che essa non comprencle Lutti i faui che van·ebbero a. chiarire le condizioni della monarchia auslriaca a quella eklt ( I); condizioni assai tristi, dalle quali non sarebbc certo uscilo (1 ) Rim nndi&mo il lettorc alia co1·rispondenza diplomatica del Bolognesi, del Nani, del Magalotti. ecco corn~ quesL'ultim o srri •·e di 31cun i frn «li uftlciali di gt·ado piil ele"ato:
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~o Slat?, che meno di e~sa monarchia avesse posseduto quella m~~m~~de e_secreta energra che l'accompagno mai sempre nelle crrst_ pm ~errc~l?se. :\1~ ~llo~a, come accade in tutti i gravi sconv?l~rmentr ·?ohtrco~soc~ah, _at grandi vizi facevan riscontro grandi vrrtu . Se no1 volessrmo studwre nello eserc'ito questo eterno contrasto del be?~ e ~el male,·~; troveremmo una mole mal composta in cui I~ forze pru d1sparate s1 contendono il campo, disciplina feroce e h~enza sfrenata, fc~elta in?r·oll_abile alia bandiera e fellonia ht piu sfr onta~, valo~·e sp1~to. all ero1smo e coda1·dia la piu abhieua. La com?~gme cle1 corpr d1 tale esercito piu che dalla continuita della Lradrzro~e, e_dall'~mperio dei regolarnenti, dipendeva dalle qualita personal! der c~p1: I1 ~~o~Lecuccoli fu de' migliori; ma giustizia vuol~ c_he ?on. s~ drment1ch mo altr.i Italiani che, preclccessori o coeta~~~ cl! lur , m~ht~rono negli eserciti di Casa d'Austria; il PiccolommJ, 1! Cont1, rl Galasso, il Collalto, Ernesto i\Iontecuccoli, il Caprara. ArrolaLo ne! I62o in un reggimento di cavalleria, Raimondopassava ne! 1629 col grado di aHiere nel reggimento di fanteria Wanghe~··; combatteva nella guerra di Fiandra, entrava primo per la breCCJa nel ~astello ~ Amesdorf. Promosso lo sLesso anno capitano nel medes1mo reg{.trmento, segnalavasi all'assalto di Neunbura . I Ol e vema see ~o per presental'e a Tilly le chiavi della espugnata ci ttil.; prendea p01 parte agli assedi di ilfagdeburgo e di Kalbe. Passato collo stesso grado ne! '163·1 ne! reggimento corazzieri del cugino EmesLo, combatteva nella bal.laglia di Lipsia. e rimaneva ferito eprigioniero . Era riscattato sei me~po mediante pagamento di mille talleri: •.Heister: un vocchio che ha piu bisogno di danari che di campagna. Non 50 cl\e cos& o che non il mai stat.o s.ran cosa. Uomo vena le atratto; in oggi llsso nel COIISlgho d~ guerra.. - Sporch: e sta~o buon colonnello di cavalleria. Da che e generalenon ha mat fatto mcnte che vaglia. E ricco di ~ tiorini d'entrata. Avaro inintelligente per un comando in capite.- Galasso (tiglio dol generalo che ebbe il co:nando di. armate nella guer1·a dei trcn t'an ni): avvera quell'heroum filii noxae: un imbriacone cl\e non val mente a! moodo. - Soucbes il voccbio: ooverissimo uomo ne sa ne ba mai sap uto · t n· · · e dotato di tutte le' ea !live' qualitil, di ra. "',eo ~·. 1 ~cssuoa ·mtolhgenza mll11are pma, d mv1d1a, d1 vendetta e di tut!Jl queUe che possooo concorrere in un cuore avve,.. lenato.- Duca di Sassonia: un ignorante, un briacone oemico imo!ac~bile deii'Jt.aliano gran spenditore, e questo e quanto. ' · ' SI~ s_ta~o. Certo
Ciof'nale degU archfvi toscani. -
..lnno Jr, 1BGQ.
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nel1632 promosso sergenLe maggiore in un reggimento di fanteria dell'esercito comandato da Erncslo, ottene\'a nello stesso anno l'avanzamento a tenente colonnello nel reggi menLo di cavalleria Fiston: comballeva alia bartaglia di LiHzen; comandava in assenza del colonnello il reggimento alia baLLaglia di Nordlingcn il 6 settembre 11634, c a premi o clef suo valore otteneva !'an no seguen L e il eoman do del reggimento cli corazzieri del principe Aldobrandini. Ma gli avanzamenti consegu iti non accontentavano ancora !'animo suo, e nel 1637 indirizzava all' imperatore una memoria: in cui, rammentati i servigi resi, lo pt·egava di ricorclarsi di lui e acloperal'lo in uffl ci piu elevaLi. La campagna di Boemia del '1638-:-39 Lronco il volo a!le sue ambizioni : cadde prigioniero dcgli Svedesi in un combattimento presso Br andeis, e tale rimase per tre anni circa: nobilito e fecondo con forti studi gli ozi forzati di Stettin e di Halle, finch~), posto in liberta ne! ·164-;2, torno a servizio dell' impcmtore col grado di sergen~e generale di baLtaglia. Servi in qualil.il. di mastro di campo gencrale il Duca cli J\'lodena. nella guerra di Nonantola del 1642-43 : ottcnuto congedo da esso Dnca, torno in Austria ed ebbe il reggimenLo _di Nassau . Promosso l'anno seguente a maresciallo di campo, combatte in Boemia e in Sassonia sotto gli ordini del Galasso ('I), e venne l'anno stesso non1inato tenente maresciallo . Membro clfettivo del consiglio di' guerra e ciambellano nel 1645, gonerale di cavalleria ne! 1648, fu nssunto ne! ~16 57 al comando supremo delle truppe imperiali nella guerra di Polonia e di Pomerania. Dopo la guen·a ebbe il governo di Raab e la nomina a consigliere di Sta.to : comandante delle· truppe imperiali nella guerra contr·o il Turco, ebbe nel 466i- in premio della vittoria di S. Gol.tardo la nomina a tenente genera le, la piu alia dignita dell a monarchia, e net 4 668 la presidenza del' consiglio di guerra. Nulla avea piu a desiderare: ma egli contava nel suo stato di servizio ben 411 campagna, aveva preso parte alle piu grandi battaglie· della guerra de' trenL'anni , aveva vinto in giornata campale l'esercito lurco. (I) 11 Galasso, natii'O di Trento, fermo sua dimora in Austria: i suoi discendenti tarooo l'a\'ito casato in quello di Clam- Gallas.
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Nello spazio di 38 anni egli aveva percor;,o la grandc distanza che divide il soldato dal generale supremo; quale csperienza deali • • l) uomuu e delle cose avcva acqttistato, a qLtanti combattitnenti, a quanti assedi aveva preso parte, in mezzo a quale vicende qi vittorie e di sconfrtte era passata la sua vita operosnl Ill\Jontecuccoli recavn netl'esercizio della mi li r.ia una mente gin educata a fo1'Li studi. Prigioniero degli SYedesi ebbe agio di avvalorare c compiere con nuove e pilt profonde medi!azioni gli insegnamenti dell'espe· rienza: i brevi riposi fra una battaglia e l'altra, fra !'una e l'attra campagna, erano occasione a nuovi studi. La sua rita correva cosi fra l'e!".perienza e lo studio, fra l'azione e it pen sioro: !'una completava l'altro; merce la loro unione fom1avasi il grande capitano. Giovane ancora aveva partecipato a due grandi guerre, quella dei Paesi Bassi e quclla dei trent'anni; due grandi i ndividualita aveva visto splendere e tramonlare, Maurizio di Nassau, Gustavo A.do lfo: due sistemi di guerra profondamente di~ersi avcvano fomito larga materia alla sua mente investiga.Lrice. · . Erano i Fiamminghi popoli industri, operosissimi, riccbi, intelligenti, che esacerbati clalle prepoter.1ze spagnole s'erano levati in arnii per rivendicare la liberta religiosa e po litica. Il territorio era uniforme, piano, sparso di ricche e fiorenti citta, ma intersecalo in mille vers i da dighe, da canali, dn argini e facil e ad e'5sere allagaLo. La gucna era cminentemente nazionalc, e nazionali dovevano esser.e gli eser·citi; ma questi non potevano oltre certo limite ingrossarsi senza partorire la rovina dcl!o stato economico. Non poteva quindi farsi difesa concentrata, non poleasi far massadi tutte le forz e e marciare diriLto sull'esercito nemico, attaccarto e romperlo: meglio com,nfV':'l npprofittare delle condizioni del suolo, far d'ogni citta un campo di battaglia, obbligare l'avver·sa1·io a log~rar le forze negli assedi, resistergli se piu forte, piornbargli acldosso se piu debole. Ma la guerra condotta in.questo modo non richiedeva grande svi!uppo di concetti strategici; obbiettivo principale era la difesa o la conquista del territorio mediante il possesso delle piazze forti; le operazioni si riducevano ad assedi, a manovre per· soccorrere o investire una piazza, rompere o togtiere l'investimento. La ingegneria ·e la tattica ebbero per tal guisa largo campo in cui svilupparsi; la strategia resto impigliata fra i canali, le digbe e
le fortezze. Cotale sistema di ·clifesa poi non lasciava liberta di scelta nei modi d'altacco . Sebbene a\'csse a disposizione i lesori del nuovo mondo, la Spagna non poteva mantener·e un esercito cosi numeroso quale occorreva per opera.re contro gli obbiettivi principali, e custodir·e contemporaneamenle le linee di operazione contro i continui tentativi degli insorti. I suoi eserciti erano costretti a procedere len:tamentc, assediare ed espugnare le piazze che man mano incontravano. AI sopravenire dell'inverno prendeano i loro quartieri, e aspettavano la primave1·a per ricominciare; gli avversari avevano intanto agio e tempo per· organizzare nuove difese, raccogliere nuove truppe. Cosi la guerm diveniva interminabile, lo spreco d'uomini e di ricchezze grandi~simo: fu un vivaio cli ingegneri militari e di tatlici. ma non produsse alcun che di notevole nell'ordine stmlegico: guerra d'assedi piu che cli battagli o campali, mirava alia conquista del territorio piutlostoche alia disorganizzazione delle forze avver:;arie mediante il combattimento in campo aperto. Nuovi orizzonti furono dischiusi alia strategia dalla guerra dei trent'anni : il tealro era di gran lunga piu vasto, piu numerosi gli Stati belliger·anti, piu complicati gli interessi, maggiori le forzc. Questioni di Iiberia religiosa e politica, di nazionalita, di razza, cli equilibrio sorgevano, si inlreccia,·ano, si accavallavano in mille cuise. La Germania di ventava il campo di battaglia di tutta Europa; .o tutti vedevano che dall'urto di tanti e cosi dispamti interessi doveYa uscire un nuo,·o sistema politico europeo. Le due parti contendenti furono sorprese dagli avvenimcnti, e le prime operazioni non presentano perci6 alcun che di interessante; siprocede a tentoni, non v'ha .ancora un concetto chiaro e ben clefinito nella direttiva, manca nella esecuzione l'energia e la ra.piclita dei n10vimenti. Non c'c J:corrispondenza trail fine e i mezzi; contruppescarse, ragunaticce, senza disciplina non si possono conseguire grandi risultati. Ma le opera_zioni di Tilly e di Wallenstein eseguite contro i Danesi nel 1626 gia prenunciano il l·itorno alia tmdizione stmtegica di Roma; nel ·1630 appare sulla scena Gustavo A.dolfo, e lastrategia per opera del grande .svedese trapassa dal periodo clella spontan·eita e dello. istinto a quello della ritlessione e della scienza. Egli inizia le operazioni con una invasione marittima: prima di porre il piede in Pomemnia occupa l'isola di Rugen e vi accumula i mezzi di guerra: sbarca quindi in ANNO XXVII, VOL.! .
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Pomeranin, si stud iadi stabilil'vi:;i solidamente, all argarvisi, crea 1·vi una potente base di operazioni. Tale eil pl'imo obbieLLivo della campagna: raggiunto queslo, procede verso il secondo, cioe. a da!' la mano ai principi dissidenti . dall'impel'o, ingrossare le sue forze, metlere fuori causa l'esercilo di Tilly. A tal uopo marcia dali'Oder all' Elba cambiando cosi linea di ope1·azione, si assicura dell' elellore di Brandeburgo, si congiunge coi Sassoni, all'rontae sconfigge Tilly a Reitenfeld presso Lipsia.. AI vincilot·e cpel'tanto dischiusa la strada di Vienna; ma egli vuol procedere in modo razionale e a gra.di. La marcia su Vienna auraverso la Boemia lo costringerebbe a prolungal'e la linea di operazionc per regioni soggette a casa cl' Austria, alasciar indietro truppe a guardia delle basr secondarie, ea raggiun gere l'obbietlivo prin· cipale stremalo di forze. Preferisce percio spingersi verso ovesl,. scendere per la. valle dell\feno, altrarr·e alia sua parte aHri principi protestanti, dar la mano alia Fmncia alleata , formarsi nuova e solida base, e indi per la v::d le del Danubio marciare su Vienna. Ma. nello scendere lungo il Mono per recarsi a Magonzn. e sLabilil'visi, Gustavo Adolfo ha perdulo il conlatto coll'esercito di Tiliy, il quale· non molestato si riLme ~u Fritzlar; donde, rifatlosi alia me·,lio delle 0 perdite soiTerto, piega verso sud per avvicinarsi alia Baviera. Nel mese di febbrnio del •1632, mentre Guslavo Adolfo sverna a Magonzn, Tilly pnmde l'oll'ensiva e si dirige sui 1\Ieno: Horn lascialo in Franconia con 8000 uomini non puo resistere, e il Re scosso da questaminaccia contro la propria lineadi ritirata, abbandona ilReno per accorrero in Franconia o si congiunge con Horn. E Tilly cede, e si ritira su Ingolstadt seguito ctt Gustavo il quale passa il Danubio a Danauwet'lb ed obbliga l'avversario a ripiegare sulla deslra del Lech. Ma anco il passodel Lech c fo•·zato dagli Sredesi: lastrada di Vienna e aperta, c possono omai marciare risolutamente 5uli'obbiettivo principale, quando dai monti dellaBoemiasbocca un nuovo esercilo austriaco comandato da Wallenstein. Allora Gustavo e costrello a.lasciar la valle delDanubio e accorrere un'altra voltasul i\leno; si stabili sce a. Nuremberg e ivi at.tende rinforzi; Vallenstein alia sua voiLa s'accampa e· si fortifi ¥~l di fronte agli Svedesi: i due avversari stanno per cinquantnn giorno !'uno rimpetto all'altro, finche Gustavc., dopo un allnc~o tenlalo senza ft·ullo, sgombra Ntiremberg1 r·
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si dirige sulla Baviera: ma Wallenstein non si lascia attrarre e si volge verso la Sassonia: Gustavo accorre, combatte a Liilzen; la vittoria degli Svedesi e pagata colla morte del loro re. Il complesso delle operazioni di Guslavo Adolfo rivela un capitano in cui l'ingegno strategico va a paro col genio politico e amministt'ativo; scorgesi evero in taluna di esse alcun che di slegato, di troppo lento, di inconseguente; ma cio e effetto di condizioni specialissime colle quali eforza che il grande capitano scenda a patti. Credet·emmo di far torto al lettore ripelendo il giudizio che intorno ad esse die Napoleone: ci basli notare come in esse si ravvisi la retta. applicazione di gran parte di quei principii che dai teorici dell'arte furono posti tt fondamento clella strategia, e come in talc applicazione egli sapesse conciliare la mobilitacoll'urto, coordinare le mosse al com· battimento, e porre la batlaglia come suggello delle oporazioni logistiche. Egli ebbe avversari di gran lunga inferiori. CostretLi a maneggiare truppe meno compatte, meno clisciplinate, meno mobili, con ordini amministrativi e tattici meno perfetti, Yiclero le molle volte i loro disegni fallire·di fronte ad ostacoli insuperabili: non furono pero indeani del arande avversario: le mosse di Tilly e di Wallenstein b 0 . . d' contro la linea diritirata mostrarono come l'esecuz10ne dt gran t concetti strateoici non fosse compito superiore alia mente dei generali cli casa d'Austria. I contemporanei anticiparono il giudizio che di Gusta.vo Adolfo ha poi dato la storia: essi furono soggiogati dal suo genio e ne acceuarono, amici ed avversari, gli infiussi. 11 Dolognesi lo diceva « gran capitano, giusto, diligenle, puntuale nel pagare mensilmente i soldati, mentre il nostro esercito (l'imperiale) si dissipa non avendo da mangiare e si e sempre in pericolo d'ammutinamento ». Ernesto Montecuccoli lo chiamava« gran capitano, maturo, diligente, che dalla sua setta era tenuto per santo ». Raimondo comanda.va nella battaalia di Ltitzen uno di quei tre reggimenti di c:walleria, ai quali si do~ette se gli imperiali. non furono n.n dal principio ~con fitti. Combatte da valoroso, fu hevemente fento: poco dopo scmeva a! duca di Modena: « la gloria, ·il valore, la prodezza del re de' Svedi, il quale fece tremare i maggiori signori della terra, giacque in un punto, non Jasciando dietro di se che un buon nome d'esse1· <!)
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morlo da valoroso soldato ». Il concetto della morte che inesot·abile tronca le ali del genio, inspiravagli altresi un canto alia memoria del grande capitano. L'estro poetico di que! tenenLe colonnello a 23 anni sa in qualche strofa svincolarsi dalle pastoie di una rettorica gonfia, strampalata, irta di lropi bislacchi e di aride sentenze, quanta povera di grazia e di forza. Dinanzi al caduto di Liit~en egli esclama. " . . . . . . . . . . al gran monarca « Moree in un sorno ha estint.o. " La parola, e la vita e i gran disegni.
J\'Ja egli e morto da valoroso, egli lascia fama imperitura di grande. Chi piu di Adolfo si estolle per valore? Grecia e Roma non han nulla di piu grande; Svezia lo piange e ne va superba; " io roglie « Eterne scelgo in Pindo e ne· l cor·ono; <
Vir·tu del cielo
e dono,
« Bella anco nel nem ico, in lui la canto.
Questo culto del l\fontecuccoli per la memoria di Gusta.vo I¥>D scemo per mu Lare dei tempi. Nell' opuscolo delle battaglie Io lodava come oratore potente, che infiammava ne! momento della pugna l'animo de' sol'dati, a differenza di Tilly, che poco esperto della lingua tedesca (essendo vallone) faceva pal'! are ai soldati da un commissario delle battaglie che gli stava a fianco a cavallo. Ne! libro degli Aforismi il suo nome ricorre spesse volte: i suoi ordinamenti, i suoi metodi di guen·a a lungo studiati dal l\Jontecuccoli durante la prigiouia, ebbero, non v'ha clubb io, una influenza gt·andissima sulle istituzioni militari dell'Impero. Eppure i suoi esempi I'estarono se~, frutLo nel campo della strategia. Dopo la sua morte la gucrra m 6 forma. Le forze protestanti che il suo accorgimento seppe riunir e volgere contt·o l'lmpero, si ~vi sero di .be~ nuo~o; gli intere.ssi p~1 tic?lari ebbero il sopravvento; ctascun pnnc1pe IDH'6 al propno utile direLLo. Allora prevalse una speciale maniet·a di guerra minuta, slegata, incoerente, govemata soventi piu da considet·azioni cl' indole politica e d' interesse person ale, che dai principiiseguiti con lantafortunada Gustavo Adolfo. L'insieme delle operazioni recava pur sempre il carattere della mobilit!t; ma
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questa non era volta ne coordinata all'atto risolutivo. Le operazioni meglio combinate mettean capo assai di rado all'urto degli interi eser· citi; In, guerra somigli avaad un torneo in cui gli avversari logoravan le forze in lunghi armeggiamenti senza mai cacciarsi di sella; si evitava la battaglia colla massima facililit, e la crisi si pt'otraeva in tal guisa per mesi e per anni. Abbondano esempi splcndidissimi di marce strategiche e di minacce alle comunicazioni; gli obbiellivi principali e secondari , le linee e le basi d'operazione sono scelte con retto criteria e determinate con esattezza; ma quelle campagne i cui disegni rivelano ne' loro autori eh iara. e profonda conosconza de' principii strategici, finiscono col monotono ritornello : non si venne a giorna.ta; gli eserciti dopo un'intera st.agione di marco e di contromarce ~i ritraggono per prendere quartieri d'inverno. Eppure Bernardo di Weimar, Banner, Torstensolm, Wrangel erano educati alla scuola di Gustavo Adolfo; Jean de Wert e Montecuccoli erano cresciuti negli eserciti di Tilly e di Wallenstein . C'era dunque qualche cosa che s'imponevn all'ingegno e alia volonta, e costringeva i discepoli a rinnegare i maestri . Nei tre primi periodi della guerra de' t.rent'anni la Germania era stata corsa ovunque e devastata: fu arrestato non solo lo sviluppo della ricchezza pubblica e privata, ma diseccate le sue sorgenti e consumata altresi quel!a parte che erasi venutanolle eta precedenti accnmnlando: le battaglie, le pt·ivazioni, le malattie avevano poi decimata la parte piiL valida della popolazione. Mancarono per tal guisa due condizioni essenziali alia costituzione degli eserciti, la gente per formarli , i mezzi per sostenerli: conseguentemente e que! rapido mutare di idee, di condizioni politiche, di interessi, di alleanzo, i general i dovevan mirare sovratutto a conservare intatti i piccoli eserciti con con tanta pena raccolti e t.enuti (n piedi: per- . duto un esercito era difficilissimo creat·ne un altro; chi aveva l'esercito inta.tto poteva al termine clella guerra gridar piu alto e raccogliere i frutti maggiori; quindi mosse degli uni per evitare l'nrto, manovre degli altri per trat'l'e in enore l'avversario e obbligarlo ad accettar battaglia in condizioni a lui sfavorevoli; guerra lunga, governata piu dalla prudenza cbe dall'audacia, manovre continue, poche batt.aglie. Non isfuggirono al :.\Iontccuccoli i danni derivanti da cosi fatta
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condizione di cose; pervcnuto ai sommi gradi della milizia, adopr6 la voce e la penna per consigl iare i r.imedi. Fermo net conyincimenlo che un lwngo appa;l'ecchio p1'tJduce tvna p1·esta vi tto1'ia, condannava ricisamente l'uso, fino ai suoi tempi invalso, di assoldar gente allo scoppiar delta guerra e licenziarla non appena conchiusa la pace; voleva un esercito, come ei diceva, perpetuo, tenuto costantementc sui piede di guerra, forte di numero, di coesione morale, di istruzione, rotto alle fatiche, largamente fornito di quan to potesse occorrere per eseguire rapide operazioni; voleva cbe me-. diante una permanente organizzazione delle basi d'operazioni e delle linee di rifornimento, il comandante supremo fosse sempre in grado di alTerrar tosto e risolutamen te l'iniziativa, cogliere quasi di sorpresa J'avyersario nel periodo degli apparecchi. 1\ia il suo desiderio non· fu mai soddisfatlo: dissanguato dalle guel'l'e e da una amministrazione profondamente viziata, I'Impero non fu in grado di mandar ad efTetto i conceLti del Montecuccoli, il quale costretto per tal modo a patleggiare colla situazione e maneggiare uno strumento clebole e malcongegnato, dove lasciarsi governare piu dalla prudenza che dall'ardire. La prudenza poi diveniva tanto piu ne.. cessaria quando il consigli o aulico di guerra imponeva al generale disegni di operazioni, cho, inspirati da considerazioni meramente politiche, erano in aperta contraddizione colle regole piu elementari dell'arte della guena. ~ella campagna contro i Turchi dell'anno 166·1, aliorcheavevagiinaccoltol'esercitonei dintorni di Comoro coll'intento di manovrare a cavallo del Danubio, e impadronirsi rapidamente di Gran e di Buda, un ordine improHiso della corte, provocato da considerazioni d'ordine secondario e pervenutogli la vigilia dell'apet'tum delle ostililit, sconvolgeva il piano d'operazioni di lunga mano maturato e studiato in tutti i particolari della esecuzione. Veniv.agli prescritto di abbandonare il Daf ubio, e per l'alla. Ungheria marciare .a soccot·so della. Transil:at.1~, : l'ese•:cito ~ra cosi spostato dalla sua lmea naturale d1 operazto e lanctato m una regione I)Ve, nulla essendo stato apparecchia , conveniva lottare colle difficolta piu gravi dcrivanti dalla mancanza di provvigioni, dal pessimo stato dell e comunicazioni, e dal malvolerc degti · abitanti. La nuova situazjone creata al Montec u~coli impon~vagli un procedere oltrcmodo guardingo, lento, alieno da combattimenti ri-
sol utiri . - Ncl 1663 le condizi oni degl i Austriaci all'iniziare delle .operazioni crano ancot· piu pericolose: all'esercito turco forte di 120,000 uomini non poteva il lVIontecuccoli contrappone che 5500 uomini con dodici piccoli cannoni. « Deplombi l cosa, egli esclamava, che la salute di tanti popoli do,·esse nella virtu di cosi pochi .soldati riposat·e l E che far io cui ne era incaricato il comando? 1\idurmi a fare il cr·oato con una parLita di quattromil a cavall i? At carico di marescialto e alia mia lunga servitu mal conven iyasi; lamentarmi a Cesare? Giaceva egli infermo di vaiuolo: abbandonare il servizio? L'ossequio e la fedelta. vi ripugnavano. Protesta i, ubbidii f' mi sacrificai >> ('I) . l\1a il sacrifl cio di ci6 che l"uomo ha di piu caro non bastava a scongiurare i pericoli ond'era. minacciato l'lmpero. Era d'uopo tonservare il piccolo eserci to, schermeggiare, evitare i grossi corn battimenti : la situazione non comportava guena grossa e corta; una giornata campale combattuta in condizioni cotanto disparate di fo rza metteva a troppo g1'ave repentaglio lesorti delta monarchia. Il Monlecuccoli diviso di tene1· quanto poteva celata la debolczza delle proprie forze, adoperarle in sole dimostrazioni, sia per non dar baldanza al nemico, sia per animare gli Ungheresi alia propria difesa, ·e dar calore a li e tre piazze principal! di Giavarino, Comorn eN eu·hausel situate sulla. punta della frontiera, e le prime ad ossere affro nlate dal Turco. Raccolsepertanto le Lruppead' Al tenburg d'Ungheria, da lui giudicata come il punto strategico che meglio soddisfaceva agli intenti suoi: « l'inimico non poteva riconoscere la piazza ·O mollo meno nttorniarla; si occupcwano ambedue le ripe del Danubio per via di pont.i e di barconi; facili erano le condolte delle vettova.glie; checche si fosse, s'avevano le forlezze da vicino per assisterle, si tenera la comunicazione all a venuta delle reclute, delle rimonte e dcgli aiuti stran iori; ricopri,·asi l'Austria, si vegliava .ai movimenti dell'ini mi co per prevenirlo ovunque egli anclasse, mentre noi camm inavamo per I.a corda dove egli per l'a.rco aveva da marciare » (2). Gli an-enimenli misero in chiaro la opportunita .delle disposizioni prese dal Montecuccoli. Passati sulla sinistra del 1
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Danubio presso Gran, i Turch i respinset·o il 7 agosto un distaccamento di milizie ungheresi, e si diressero parte su Neubausel -che· cins~r_o d'a~sedio, p~rte si stesero lungo la sinistra del Yaag. L'armata 1mpenale era mtanto accorsa sulla clestra di detto fiume· ma allorcM il 3 setLembre.gli avversari forzarono il passo , si ri;t·asse su Pt·esburgo e prese posizione nell'isola Schutt, e ivi resto in attesa di rinforzi, limitandosi a in·ompere a quando a quando suite due rive del Danubio contra i dislaccamenti nemici, finche l'ese1·cito turco, appena espugnata Neuhausel, si ritrasse verso Gran a pren-· dare i quartieri d'invemo. Il Montecuccoli ascrive a gran ventura l'essere uscito da quell a situazionc quasi dispet·ata con pe1·clita poco rilevante; ma a lui veccbio e prode soldato clava pensiero la taccia che aJ i invicliosi 0 gli ignorant! poteano apporgli di capitano soverchia~ente riauardoso e Limido, e la respingeva con animo altero e convinto. <:> L'uomo che, obbedien te alia voce d~l· overe, non si ritrasse cli fronte ad uno stat,o'di cose sommament pregiudicato, c pose in cima dei suoi o?blighi l'l~bnegaz~onee_il sa9:" fi~io di semedesiibo, chiudeva la narraz10ne deglt avvemmentt nrl1itar1 del 4663 colic seguenti parole. « Non hanno senza fallo queste azioni difensive il bri llanle lustro delle conquist.e; ma elle hanno del certo mol!.o piu di fatica, d'arte e di costante intrepidezza . Nella guerra offensiva nulla di cio cbe si tt·ascura viene in conto ...... ma nella· difensiva il min~mo fallo e mortale.; gli avvenimenti improsperi sono dal limore, microscopio di mali, ampliat.i e ad un solo apposti; rimirasi al male Qhe succcde, ma non al peggio che, non divertito avria potuto succedcre ». Egli tuttavia persisteva nel concetto guerra clif'cnsiva: disdcgnoso di nna popolarit.a accattata col sacrificio de' propri convincimen ti, non ommise allorche trattossi cli stabilire il piano di operazioni per la campagna dell'anno seguente, di raccomandare ~n sistema di difesa attiva irradiantesi dalle piazze di Comorn e d1 Altenburg, non esclusa pero una energica ofTensiva quando le circostanze lo consentissero. Le sue proposte, come nel 1661, non fm·ono acccllate; si rigettarono le fonne rnetodiche dell'a?·te; chimericamente disegnarono e.i clise.r;ni 1wn colo?'i'l'ono. AI disegno proposlo e caldeggiato dal Monlecuccoli si sosti tui qu.ello di un'oiTensiva pazza e sbriglialn, di una scorreria da farsi net cuor
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dello inverno e con forze insufficienti col solo scopo di devast.are poche terre in polcre dei Turchi. Un corpo di novemila Tedeschi e quindicimila Ungheri pass6 il .20 di gennaio la ~fur, e per Bresnitz-Segest~Fiinfkirchen si spinse coll'avanguardia fino ad Essek; e il 9 fcbbraio, dopo tentata scnza frutto l'espugnazione del castell o di Fiinfkirchen, ripiego sopra Serin sulla )fur, indi volse a nord e ando ad assediar·e la piazza di Kanisza. Duravano ancora le operazioni di assedio quando il 20 maggio ebbesi avviso chc l'esercito turco, forte di oHre centomi la uomini, marciava su Fiinfkirchen, per accorrer quindi a soccorso della piazza assediata. Gli impcriali abbandonarono allora lavori e materiali, e si ritrassero su Serin, ove un piccolo forte custodiva il passo della Mur: i Turchi alia loro voiLa giunsero presso Serin, e incominciarono sulla destra dell a :1\'lur i lavori per espugnare csso forte. Tale era la situaziono quandoill\tontecuccoli, avuto ordine di assumere il comando dell'esercito, giungeva verso la meti.t di giugno al campo degli Imperiali. Le t.ruppe erano ridotte a poche migliaia, i rinforzi d'uomini e cavalli non potevano giungereche fraqu alche settimana; la difensiva perci6 era non solo una necessita, ma doveva essere estremamente riguardosa; convcniva, comefu fatto ne I•1662, nascondere al nemico la pochezza delle forze, manovrare piu che combattare, Lenerlo a bada fino che l'esercito avesse ricevuto rinforzi. Mcdiantc frequenti atti di controffesa, il ~'l ontecucco li pote per Ire settimane immobilitare J'esercit.o turco intomo al forte di Serin; fln che questo,costretta la guarnigione asgombr:~rl o e ritirarsi sullasinistr·a del fiume, giudicando impresa difficilissima forzare il passo di fronte all'intero esercilo imperia le, lev6 il campo il12 lugl io. Incerlo snlle int.enzioni dell'avversario il Montecuccoli, lasciat.o qualche clistaccamento sullaD t·avaaCotariba e Lagm·at, si diresse verso il H.aab, avvicinandosi cosi al Danubio, sua base naturale d'operazione, e ai rinforzi d'uomini e cavalli che movevano ad incontrarlo: e il di -17 luglio, raccolti essi rinforzi, spiccola cavall eria aS. Goltardo sui R.aab. I Turchi int.anto sfllando al coperto dellago Balaton eransi anch'essi recati sui basso Raab: tenlarono passal'lo il26 c il ?.7 a Ke1ment, ma avevano di fronte l'intero esercito imperiale; rimontarono allora la destra del Otime Ono a Zochau e fecero novella tentativo di passaggio, ma gli imperiali eran sempre nell'opposta riva pronti a con-
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t en~et.'lo: ri~ontat·ono ancora. fino aS. Gotlardo, e sempre gli impemlt marctavano a paro di essi. Person so omai che era difficilissimo eluder-e la vigilanza clell'avl'ersario, e che le continue marcie stan~avano senza fru tto l'osercito, il Visir risolse di passare di viva forza il Raab, e atLaccar gl' imperiali nell e loro posizioni. I! l\Iontecuccoli non ricus6. la hattaglia: l'urlo era stato proparato da una serie di mosse che dut'arono hen quindici giorni, e Yalsero a migli orare le sue condizioni si ri spelto alia forza dello esercito ~ome rignardo alia situazione strategica e Lattica. ' ta viLloria da esso riportala aS. Gottarde pose termine alia campagna del •l664 ; ma anche dopo la vittoria si rivel6 l'azione di quelle·cause che obbligavano i generali a procedere misurati, lenti e guardinghi . Si pens6 a lr~~re dalla vitloria i mao-aiot·i vantao-ai incalzando l'inimico rotto c s igottito: ma oltre la ~ieoa sopra;:_ nuta nella notte suss~g ~ 1ente a 1ia b~~ta~l ia , lo impediva « la penuria del pane e della muntzwne, chedi m mstemo col finirsi lf#ultime scarichc, la diminuzione della soldatesca stanca e talmente dispersa, che ella non si trovava piu sufiiciente alle guardie piu necessaria e consuete » (1) . Voleva il iUontecuw>li passat·e il Raab con tutto lJesercito il di nove di agosto, cioe otlo giorni dopo la battaglia, e con le truppe meno scossc assalire il relroguardo dell'esereito turco; mn. anco questa ·volta. gli fu risposto esse re impossibi le di slrascinarsi dietro i soldati, se prima non riposavano; mancare il pane e i fora ggi base d'ogni buon disegno; cloversi prima rinrre:;cat·e la genie stanca, poca, ferita, inferma, dismonlala ne' contorni di Oedenbourg, UJ)ir la dispersa, trarre la vecchia fuor delle piazze, aggiuslar bene e stab ilire le cose dell'annona (2). Nolle campagne d' Ungheria erano sta ti la clebo lezza dell' esercito, o il vizioso organamenlo dei servizi amministrativi chc avevan generato la lentezza, l'incoerenza, la lunga durata e gli scarsi risultamenti delle operazioni. Le stesse cause permangono ncgli ai!lli seguenti, nell'occasione delle campagne falle contro Turenna; ma i loro elielti sono resi ben piu gravi dai biechi avvolgimenti di una politica cieca e poco onesta. (I) A(orismi. - Lib. 11. Cap. IV. (2i A(orismi. - Id. ib.
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~ella guerra mo~sa t;la Luigi XI r contro l'Oianda l'imperalore Leopoldo erasi legato a questo Stato ::on solenne trattato d'alieanza; era suo dovero e suo interesse sostenere lo Stato alleato con tulle le forze, pon·e un argine alle conquiste della Francia: ma i raggiri dei ministl'i Lobkowitz e Auersperg, ligi a Francia per danaro, indusl'ero il debole sovrano ad appigliat·si al peggiore de' pat-titi, quello di far mostra delle sue forze senza. volere che venissero adoperate, e di mirar ad accontentar gli alleati senza inimicarsi gli anersari. AI Montecuccoli venne afftdato il comando dell'csercito. Pochi generali si trova rono in condizioni cotanto difficili: i do veri di soldato d'onot·e erano in lotta con quolli di suddito fedelc, il suo nome doveva coprire la slealta . Quasi Lemendo che il suo istinto guerriero si risvegliasse un giorno, e mandasse a vuoto i disegni de' compri ministt·i, veniangli pt·escritte le mo:;so, Yeniagli formalmente >ietato di ingaggim· battaglia, e, come se ci6 non ba :s ta~se, dalla segretet·ia dol Lobkowitz an dam a! campo fmncese una eo pia cli tulle le lettere che l'impcra.tore faceva scrivet·e a! .!\'lontecuccoli. Una guerra combattuta in cosifalto condizioni non ha gt·ande importanza per la storia dell'arte militare: alia noia si acrcriunae in 00 0 c;hi leggc la nausea e lo sconfot·to prodoui dal Yedore un uomo d'ingegno e di cuore dibattersi inutilmt>nte fra le angustie create da bass i raggiri e clal tradimenL() (·1) . Ma le campagne del •1672 e 73 furono una severa lezione pel Montecuccoli: invitato ad assumere nuovamente il comando dell'cset·cito ne! ·1675, egl i pose come condizioni dell'accettazione di non aver a sottostare ad alcun principe deii'Impero, e neppure dipendere dal consiglio aulico di guerra che in sua assenza sarebbo stato diretto da altri, di dispon·e . liberamento clella cassa di guerm, o di riunire in un solo i diversi corpi per potere con piu vigore condtuTe le operazioni. La campagna del '1675, considerata come il capolavoro di Turenna e :\1ontecuccoli, e, ne' suoi punti principali, troppo conosciuta ne! mondo mili tare, perche noi abbiamo ad occuparcene (2) . l\Ja (I) 11 Monteeuecoli non raccolse che dispiaceri dalla sua abnegnzioue: gli emuli si feccro un'at·ma degli scarsi m ultati di qu cstc ca mpagne per demolirc l'lllu~tre capilano Met·it.a di esset· lotto o medituto l'intet·o cnpo IV, parte 1!, dell'opet·o dol Campori. (2) Le narrazioni di questa ca mpagnn Jliil conosciute sono tutte di fonte francese. Spotta a! Cam pori il met·ito .:!'aver prolittato dtl' uocumenti medili de' contemporanei del
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essa e pure l'esp1·essione piu viva o piu compiuta di quella tendenza da noi accennata alle mosse continue, raro o non ma~ susseguite dall'urto risolutivo. Nello studiare quella campagna ci senl.iamo quasi soggiogati dalla sagacin, o dalla operosita dei due avversari: ammiriamo il sap iente meccanismo di quelle marce e contromarce tendenli a Lrarre J'avversario in ingauno, quell'offrire o ricusare la battaglia a seconda delle convenienze, quell'arte squisita di accampare a! sicuro dalle sor·prese, quell a vigilanza continua sulle mosse del ncmico, quelle industrio svariate. e ingegnose pet· Logliergli i vivori: ma siamo appena sr;ossi dalrumore cli combattimenti parziali; e quando'intendiamo l'orecchio per udire il fragore clella battaglia imminente, il colpo di cannone che u~cide Turenna pone !ermine alia. campagna, e non ci resta che assistere ad una ordinaria operazione d'inseguimento. La prudenza piu che l'audacia e la nota predominante in questa ca~pagna: Tnrenna e Montecuccoli rifuggivnno ugu.almente dall'a1·. ·ischiar il tutto per i~ . t,lltt~ senza aver messo pnma dalla propl'l. parte tutte le probabli1ta d1 vitloria; nulla volevano lasciare alia fortuna, amenduc volcvano anzitutto risparmiarc l'esercito. e il )lontecuccoli condannava solennemente que' generali che, afl'ettando fama di gran capitano a prez.zo di molto sangue, affogano i cadaveri dei v·inti nel sang·ue dei vincito?·i. L' ideale del capitano non e per lui Cesare colla sua auclacia e rapidita di mosse sussegui te dalle grandi battaglie: c Fabio ·l\'J assimo, il ct1,i campeggiate conwo .Annibale eil pitl. celebre che mai abbia avuto l'antichitcl.: coll'esempio di questo illustre, a cui Roma antica appese il son-anome di ctmctator, egli giustiftca il suo operato nelleguerre d' Ungheria: l'esempio di Fabio che, temporeggiando e astenendosi dalle batta.glie risolutive, logon) le forze cartaginesi, insp iro il Monlecuccoli allorquando, ne! dettare i precetli per una eventuate guerm col Turco, si esprimcva in questi termini che riassumono il :>no modo di condurre la guena: « Si geu ino fondamenti ad una guerra lunga ~ continuata di piLl anni . Kon si fuggano le battaglie,-ma diansi con vantaggio ... Egli e sopra tutte le cose Montecuccoli, e singo larmente d()' testimoni che vider o le cose na rrate o che da lni stesso le seppero, per dDI'O di essa c3mpagna un'idea piu g1usta e in pol'te cliversa da quella che da piu SLOI'ici vcnne ro ppresentata.
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necessario di essere qualificato per combattere e per poter praticar la campagna. Non pero che si debba venir di leggieri~ t~mer~ri~ mente e scnza vantaggio a un falto d'al'mi, o che oglt SI lasc1 r•durre nolle angustie di comballore foriemente, ma che si vegli alle . congiunture opportune. Il perche ne ~abio Massimo sfuggi alla battacrlia, ma voleva darla a suo Yantaggto 1l (•I ). . Pr~denle e misul'ato ne! campo strategico, il Motecuccoli erisoluto e ardi to ne! campo tattico. La campagna del 1664 c un · continuo vecrliare alle congiuntul'e opportune non per isfuggil'e la battaglia, per ~la.rla a suo vantaggio. Il suo occhio spia atlent~m~nt.e le mosse e le intenzioni dell'avversario; non lo perde ma1 d1 v1sta; ovunque egli si rechi lungo la l\'li.ir gli e sempre di fronte Montecuccoli colla massa delle suo tmppe pronte a combattere. Il di 3·1 lucrlio i due eserciti si stanno presso S. Gottardo l'uno rimpetto all'~tt·o, il flume frammezzo. Le artiglierie hanno tuonato tutto il criorno, e il coma.ndante supremo degli imperiali ha gia disposto la forma della battaglia, o, come oggi direbbesi, l'ordine di combattimento. La disposizione dell e truppe e indicala mediante uno schizzo comunicato ai comandanti de' corpi; allo schizzo e annesso un 01·dine in cui esso comandante espone i modi con cui s'avra a condurre la battaglia. I battaglioni hanno ad essere tramezzati agli squadroni, coperte le picchc coi mosche~Li e quest~ con qu.elle per tirar salve continue senza altro moto dt converswne o d1 evoluzione: sono disposte le guardie, i soccorsi, leTiserve e gli aiuti in modo chc ne gh attacchi finti, ne gli allarmi falsi possano ingannare. La. cavalleria gr·ave non dee separarsi mai dalla fanteria per seguitare l'inimico; e tutta la battaglia in grosso, che piede a piede unita deve incalzal'lo: solo la cavalleria leggera lo cal'ichera allorchc ei volga le spalle. L'infamia e la morte attendono chi si dara a ])Ottinare prima che il nemico sia battuto e messo in rotta, e chi non si troveril a combattere sotto la sua insegna, o si mescolera tra il bagaglio. Ogni capo favellando con parole ardite a' suoi soldati ' tlNii accenda al combattimenlo. . I severi castighi ricordati la vigilia della battaglia mostrano qualt elementi avessea maneggiare il Montecuccoli. ta composizione degli
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(1) A(o.-ismi -
Lib. Ill - Cap. VII.
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CAPITA:-10 E SCRITTOR£
eserciti non aveva subito alcuna modificazione dopo la guerra dei trent'anni: ai difetli provenienti dal reclutamento aggiungevasi quello dell a di versa nazionalilit dei vari cot·pi . Il Montecuccoli assegnnndo ai Francesi, a.i contingenti dell'Impero , e alle t.ruppe ce.' saree la propria parte dell'ordine di battaglia, intese specialmente a rimediare collo stimolo del la emulazione alia. diver$iladi umori e di interessi. Cio che torna,va piu clirficile era Lener nell'obbedi enza i capi , che, vuoi per abiwdine, vuo i per ragion i cl' interesse o cl'invidia tendevano a soltrarsi all' azione del comando supremo. Finchc il pericolo non e grave ne imminente · il i\'Iontecuccoli adopera con essi le armi della persuasionc; invece di dar ordini stabilisce accordi: ma quando gli avvenimenti ·incalz~o, quando urge provvedere, allora si ricorda clell'autorita che gli e confot·ita da.l graclo gerarchico e dalla lunga esperienza, int-erviene risolutamente. arresta ogni iniziativa pericol~sa . Mentre il centro dell'armata era ri cacciato, e Laluno in atto di\uomo disperatq, colla spa.da in pngno verso cli lui rivolto escl amav~ , operare inclegnament.e i soldati, tutto cssere irremecliabilmente\ percluto , egli rispondeva calmo non essersi ancora tratte fuori le spade, non essere impremeditato il caso, ogni cosa andrebbe bene. E in questo dire, presi Ire reggimenti di fanteria e clue di cavalleria, li conduce ·contro il fianco destro dell'assali tot·e ricacciandolo si no alla sponda del fiume. Giungeva il momento della crisi suprema, e il Montecucculi prendeva la risoluzione di muovere a un vigol'oso contrassalto per le ali, quando alcuni de' capi gih pensavano d'andarsene, molti soldati avevnno abbanclonato il campo, ed altri falto carical'e le foro ·salmerie. Egli rievQca la sua energia giovanile, infonde nell'animo di tutti il virile proposito di rimanet·si al proprio posto per vincere o mOJ·ire. L'esercito scosso dalla presenza e dalla. voce del suo capo, irrompe sull'inimi co con tutte le forze ad un tratto, e ad un .meclesimo segno che fu un grido universale cli tl).Ue le voci. - Lungi dal campo cli battaglia la fisonomia del ~Iontec uccoli e quella di un uomo · accigliato, severo, pieno di sussiego, freddo, sempre quando. pero non trattisi di rispondere alle censure dei malevoli e degli invidiosi. :Mane! mezzo de' combattenti il suo volto s;illumina, il suo sguardo, il suo pot;tamento soggioga gli animi; e un uomo che anche dopo due secoli inspira viva simpatia. Conoscitoreprofondo dei mezzi
d'azione che possiedono gli eserciti de' suoi tempi, egl i gli implega a seconda del lerreno e del modo di combattere clegli avversari. La lunga convivenza nel mezzo delle solclatesche, la esperienza consumatn. dei campi cli battaglia hanno acuit.o il suo sguardo, gl i hanno svelato i piu cup i misteri che s'annidano nel cuore del soldato, hanno acldestraLO la sua mente a giuclicare esattamente le situazioni pit'r complicate, a trovare prontamente le misure per far fronte alle contingenze impreviste , ed hann(l tempratol'animo suo a quella armonica fusione d'impeto e di calma , che e l'espressione pitL elevata del la forza morale, e giova sommamenle a trascinnre i dubbiosi, domare i ricalcilranti , rinf'rancare i tim itli, tener tulli al proprio poslo. Le doli d' ingegno e di ca.rattere spiegate dal Montecuccoli come capilano, non so no perolali, a nostro giudizio, cla indurci a collocar[o. nella piccola schiera di que' grandi, che clanno il nome ad un periodo storico, e sognano quasi altrellante tappe nel camm ino dell'arte cl ellrt guerra. Guglielmo diNa.ssau, Gnstavo Adolfo, Federico TI gli so no superiori: dagli elemenLi politici e militari de' loro tempi essi seppero trane un nuovo sistema di guerra: essi fu ronomaest ri a piU. generazion i, le quali vissero del lavoro cli que' grancli iniziatori. Il Monlecuccoli ebbe inconteslabilmenle ingegno eletLissimo e animo gran de ma, egli none creatore; il suo ingegno si svolge, si ingagliardisce, si dilata, si elcvaa poco a poco mediante i continui conlatti col mondo esterno, lo studio intenso, l'esperienza perenne d'uomini e. cose; ma non sa spastoiarsi dal presente, e precorrere l'aHenire. Egli accetta il sist.ema di guerra di Gustavo Adolfo, ma non htt !'animo del grande svedese per superare gli ostacoli mulliformi che si oppongono alia sua alluazione: e obbl igato a venire a palli co i tempi: non e l'uomo ~i genio che sa imporre le proprie idee alle generazioni intere; e un uomo d'ingcgno che dalle speciali conclizioni politico-mil ilari dell'etA sua sa trarre tutti i vantaggi di che sono capaci. Eel ei ngegno non solo potente, ma vario, molteplice, atto in sommo grado ad npprenclere e Lrat.tare le cose piu disparate. Il )JagaloLLi, che conobbe il )lonlecuccoli da. vicino e non dimoslrO. mai soverchia tenerezza verso cli lu i, ne lascio scritto iI seguenle rit.rau.o che pu6 a nostro giuclizio considerarsi come vcritiero in rrrandissima parte: « e l'Escuriale animnto, cioe nessuno ha piU. v
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IL MONTECUCCOLI CAP!TANO E SCR!TTORE
parti insieme di lui, bencM sepamtamente si possa in un altro tro~a..1 qualch~ cosa di piu intero ......... Il suo forte e nelle marc~ le qual1 nessuno intese mai megli o. Sfuggc volentieri o·Ji impean~ da lontano, .non li tez_ne d_a._ vicino. Intende in grado sup~r·iore t~t~ que!lo che e ec?n?m.ta mt~Jtare, e mantenimento d'un'armata. Induloen~e. nella dts~t~hna, dt gmn moderazione: del res to intelligenza del pol!~t~o, erudJztone, omamento, tratto, galanteria; tulle 'le parti del cortJgiano e del cavaliere >> (•I). (Continua)
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'RIVISTA TECNOLOGICA OBICI E MORTAl RIGATI
SEV£RINO ZANELLI
.ntaggiote net 31° 1·e~ . fanteria.
(I} Gio>·nale storico degli arel1ivi toscani, 1860. -
Magalotti.
Carteggio diplomatico del contc
.Abhandono momeotaneo delle bocche da ruoco per il tiro curvo. - Carattel'i di questo. Boccbe da ruoco speciali - Studi i n Russia, Franc ia, Iughilterra, Prussia, Austria Espcrienzo eseguile in F•·ancia, in Austria , in Russia, su lla resis tenza offerta dalle coper ture dei magazzini, ricovel'i, casama tte ecc. al tiro dei mortal rigati - Mortai rigati dl piccol~ calibrq - 11 tiro cun·o in ltalia - Boccbe da ruoco adottato o sul punto di fsserlo.
Per un lungo periodo dall'introduzione dei cannoni rigati~ periodo che si pu6 dire abbia durato fin o alia guerra del •1870, l'importanza delle bocche da fuoco speciali per l'esecuzione del tiro -curYo era andata scemand'). La rigatura che aveva recato il vantaggio di aumentare la giustezza di tiro alle maggiori distanze, aveva d'altra parte fatto diminuire di molto il rapporlo fra it peso della carica e quello del protetto; epperci6 le traiettorie del tiro di lancio erano diventate poco -tese, in modo che i caratte1·i di que! tiro si avvicinavano motto a quelli del tiro cm·vo , d'onde !'idea sorta·in molti artiglieri che si. potesse coi cannoni rigati fare a meno degli ob ici e dei mortoi Lanlo piu che questi ultimi, coll'aumentare delle gitlate, presentanno tali dcviazi oni da colpo a colpo da renderne l'impiego molto incerto e poco efficace. l\fal'abbandono non fu che temporaneo, e ando cessando di mano in mano che i cannoni acquistavano in potenza e tendevano le loro traicttorie a distanze da 8 a 40 km. Questo progresso, che fu raggiunto merce i perfezionamenti introdotli nella fabbricaziono delle artiglierie e derivo:lnti in gran parte dall'impiego di un buon metallo e merce le poiYeri ad azione progressiva, dimostro l'impossib ilita ANNO XXVII, VO l•• I.
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in cui erano i cannon i di soddisfare contempomnea mente a compiti cosi diversi quali sono quelli che si rich iedono d.alle diverse specie di tiro . [nfatli mentre in quello di lancio, diretto contra os!acoli verticali e visibili, si rich icde una traiettoria tesa e una grande velocilil iniziale per raggiungere e dislruggere da distanze ragguardevoli quei bersagli e smontare le artiglierie, per il tiro curvo diretto a far breccia nei rivestimenti defilati dalle masse coprenti od a sfondare blinde e rovinare coperture di ricoveri e di casamatLe, bastano cariche moiLo minori, main compenso si richiedono angoli di tiro maggiori per dare alia traiettoria la curvatura necessaria a far superare gli ostacoli coprcnLi o ad ottenere una velocitil. ai cacluta atta a produne gli cn'etti sovm enunciati. Ora le grancli velocita iniziali si ottengono con le grandi cariche e queste sono costunti nei cannoni, mentre che negli obi ci e nei mortai variano seconclo la distanza. Di piu, l'inclinazione d.elle righe cleve essere in rclazionc colla vel oi~ itil. di cui S!)no an imati i proietti, cioe piu o mcno grande seconclo che que la velocita c minore o maggiore eel e facile quindi il vedere che tut queste condizioni, senza pal'lare cli molte altre, sono incompatibih ra loro e con una giustczza di tiro coslantemenLe buona, d'onde il b1sogno di· bocche da fuoi:O di specie diversa che soddisfi alle diverse esigenze. Si puo dire che l'imporlanza dei tiri cm·vi non e mai scemata e se l' impiego dei mo1'lai, tanto raccomandato da Carnot e da Coehom per la difesa delle piazze, fu per alcun tempo sostituito da quell() dei cannoni rigati, cio dcvesi in gran parte all'insufficiente defilamenlo che presenlavano i rirestimenti nelle fortificazioni anleriori al ·1870. Ma la guerra franco-gcrmanica fece mulare molti dei principii che fino allora avcvano suggcrite le norme secondo le quali dovevano essere erette le opere di difesa, e fra gli altri quello delloscarso defilamenlo : per cui gli artiglieri pensarono al modo di otlenere dagli obici di gran calibro e dai mortai rigati, ·alle grandi distanze, quegli effetti cll e non potevano piu offl·ire i cannoni riga.Li. Per ~dfe rma r meglio nella menle del lettore l'importanza che ha. oggigioruo il tiro curvo (~ prezzo dell'opera pussare in rivista le diverse specie cli tii·o che po~so n o csscre impiegate nelle guerrc d~ fortezza. ~
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Tl tiro di sm.onto, che e quello con cui si cerea di danneggiare e sm.ontare le artiglierie dell'avversario, col crescere della giustezza di tiro dei cannoni, crebbe di efficacia. In concambio diminuirono perole dimensioni dei bersagli verticali, giacche sostituito il tiro in barbella a quello in cannoniera , la superficie verticale presentata dal peuo in batleria non fu piu che cli m. q. 0,60 a m. q. 0,80 e percio la probabilita di colpirli a ,1500 metri scese pei cannoni da 1:2 e da 15 a ~irca il ·I 0 % . Aggiungasi che nelle terre, l'efretto 9elle granate lanciate da questi cannoni, e poco sens ibile, poiche vivogliono almeno 3 cannoni da 112 cm. per rovinare in un giorno ('100 colpi) uno spalleggiamento g1·osso 6 metri, e questo durante la notte pno essere riattato. Se il tiro di smonto ha perduto non poco della primitiva importanza, per contro il tiro indvretto di demolizione no ha acquistato moiLi~sima in seguito agli aumentati angoli di clefib.mento, e per eseglllrlo furono creati i cannoni corti ( I) e crebbe il valore dei grossi obici. Noi vediamo cosi giil adotLati in Austria e vicino ad esserlo in Germania un ca.nnone corto da ,! 8 cm., e un ob ice da cm. 21 e da noi il caimone da 19 cm . e l'obic.e pure da 2·1, le quali Locche da fuoco segnano un vero progresso nelle artiglierie d'assedio. L'aumentata altezza egrossezza delle grandi tmverse, il loro molliplicarsi sui terrapieni per riparare il materiale c gli uomini, e il tracciato poligonale sostituitosi quasi dovunque a quello bastionato, hanno rese piu difficili le condizioni del tiro d'infilata, il quale d'ora innanzi potra essere piuttosto considerato come un vero e proprio • tiro di sfondo, da es~cruirsi colle bocche da fuoco che si sono ora accennate, le quali, riesciranno certamente a distruggere i magazzini ed i ricoveri coperti delle traverse, in cui il difensore ripone, ed a ragione, tanto valore, perche gli danno mezzo di nutrire il suo fuoco su ~utti i punti attaccati . •Un'a.ltra ragione per cui il tiro indiretto acquisto tanta importanza fu quella di svincolare l'assediante dall'obbligo di occupare le posizioni dominanti e per contra di forzare il difensore a cercaria e ad (l) La Prussia ne Heva gia costrutto uno da. 15 centimelri prima della guerra, cbe le servl con tro le opere francesi negli assedii di Parigi e di S t1·osburgo .
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offenderlo nelle posizioni basse, negli avallamenti del teneno i qliali meglio si prestano ad un largo approvvigionamento dell e batterie. Per tal modo le batLerie di breccia non saranno piu costrutte alto scoperto e quas i sotto il fuoco cliretto delle fucileria, e il elifensore, sparando al di sopra delle propria difese, potra da posizioni retrostanli concorrere con tulte lo artiglierie disponibili a lottare col nemico, il quale sara per tal modo obbligato, prima di av,~icinarsi all' opera, a farne tacere il fuoco, e non potrit dar l'assalto prima di aver disseminati i suoi proietti sopra una grande estensione. Per delle ragioni, in parte gia accennate, il tiro ve1·ticale o di sfondo e venuto esso pure man mano acquistando m~Jlto favore. Conlro le volte, i blindarnenti, eel in generale contro ; bersagli orizzontali, il tiro di lancio ed anche il tiro indil'etto cpun too pGco efficacc, poichC o il proietLo rimbalza oppure non penetra che ad una profondita insufficiente. D'altra parte i bersa.ali orizzontali 0 . hanno, in paragone dei verticali, una estensione molto maggiore, poiche dovunque un proietto cada, sia sui piano inclinato del parapetto, sia sul terrapieno fra due piazzuole o sopra di esse, i suoi~f fetti so no ~empre sensil>ili, quand? non sicno propri.~ distntllori. si ad esemp10, la granata del mor1a10 da Sl:l cm. prusstano che cacle ad un metro dalla cresta del pantpetlo, e sufficienle a rovesciare il ·ivesLimento della scarpa interna, mentre lo slesso-proietto lanciato dal cannone da 2,1 cm., e lungi dal produrrc simile effetto. In una esperienza eseguila in Germanin col mortaio rigato da .~H cm. , su 50 col pi , 8 caddero sopra una batteria di 4 pe1.zi ed cssa _ne fu completamente distrulla, mente che 80 colpi lanciati contro .la stessa batteria da quattr·o cannoni da H> cm., due ad anima lunga e duo ad anima corta, non riuscirono che a solcare il parapetto, eel il pezzo conlro cui i tiri erano direlti rimase intatto e solo furono colpiti tre serventi intorno ad esso. 1\'Ja altri vantaggi possiedc il tiro verticale, cioe: '' o I\taggior probabilita di colpire, nt>n essendo necessaria una grandc esaLtezza in senso l<l.terale e le conezioni potendosi fare molto esaUamente per la facilita di distinguere il punto di cadula e di scoppio dei proictti che solleva una qnantilit grande di terra. 2" )laggior defilamento dei pezzi e del personale di servizio il quale ne sara cosi molto avvantaggia:to e possibili~ di mettere le
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bocche da fuoco in batLeri,a in qualunque punto della piazza e di cambiare a. volontit la direzione del tiro . 3° Possibilita di agire, quando si riesca a far coincidere il centro della rosa dei t.iri sui ciglio esterno del parnpetto, cosi sul parapello come sui materiale e sui personale posto dietro di esso. Ai vanlaggi che offre il tiro venicale fanno pero riscontro pareccbi inconvenienti, fra i cruali principalmente la difficolta maggiore dell'esecuzione del tiro curvo , se questo devesi eseguire con cannoni corti o con ol>ici, nonche !'influenza che ha sulla giustezza di tiro l'impiego di cariche piccole nelle grandi camere. Questa ultima causa fa discendere quella giustez1.a a dei Jimiti inamissibili; motivo per cui alle brevi distanze il tiro cu rvo con artiglieria ad anima lunga non e ne efficace, ne giusto nella misura necessar·ia egli alfusti a ruote sui quali esse sono incavalcale, male si attagliano agli angoli di tiro superiori ai 30°. A questi inconvenienti si pose ripal'O coll'inrroduzione dei mortai rigati, che essendo slati prima ritenuti di non possibile attuazione, ora invece sono entrati nuovament.ea far parte dell'armamento delle piazze e dei parchi d'asscdio. Vediamone brevemente la storia. Quando la scienza delle artiglierie era ancora nell'infaniia, ma pure emno convenientemenLe apprezzat.e ed utilizzate le pt·oprielil. delle di\'erse specie di bocche da fuoco, volendosi ottenere dai proietti lanciati coi.mortai una gran de penetrazione · ed un eJTetto di scoppio ragguardevole, si era pensalo di raggi ungere quesri due scopi tanto inconciliabili co lla resistenza della bocca da fuoco, merce l'aumento dei calibri, epperci6 della massa e della capacila dei proieui. Senoncbe l'e.-;agerazione portata in quest'ordine di idee condusse ad oltrepassaJ'C quella giusta misura, che manLenuta sempre nelle forze della natura, per piu breve cammino adduce alia meta, qualunque essa sia e verso la quale, checche si faccia, ci troviamo sempre ricondolli. E cos} furono creati i famosi mortai Comminges e piu tardi quelli Paixhans, i primi esper.imentati sollo Luigi XIV ed i secondi in Belgio nel ·l832 a.ll 'assedio di Anversa, concalibri di50 e di 60 cm. e Jancianti delle bombe del peso di 240 e di 587 kg. J\fa dopo le infelici prove fatte in guerra, quei mortai fnron o
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messi in disparte ed adottati invece qneJli del calib;·o di 3? cm. che rimasero in senizio fino a questi ullimi tempi, benchc per la scarsissima giustezza del loi'•> tiro non Yenissero impi.egati chc allc brevi distanze. L'introduzione della rigatllra nelle boccbe da fuo co ad anima lunga, fece pensare di applicarla pure ai mortai onde far partecipare anche questi dei vantaggi chc aveYa procurato alle prime e com inciaro.no gli studi a questo intento. I primi tentativ i debbonsi forse alia Russia la quale alia fine do 1 ~1 862 aveva gia in servizio un morLaio del calibro di ·15 cm ., cli brpnzo, a 6 rig he eccentriche, con passo di m. 3, 3iS, il_quale lanciava un proieuo di 30 kg. a1ente una lunghezzn di circa calibri 2 e 3ft_ ~n seguito _furono ancora adotlati quatLro mortai rigat~ a retrocanca; due d1 bronzo, per l'allacco e la difesa delle piazz~, del calibro di 6 e di 8 pollici (~1 5 e 20 ern .) ed nltri due di acciaio da 9· e da ~1 ·I pollici per la difesa delle coste. (Juelli da 6 ed 8 pollici vennero invalcati sopra un aiiusto-ceppo il quale coll'aggiunLa di due ruote e di una sala fu anche adopcrato come veicolo pel tn.tsporLo del mortaio, a somiglianza delle bocche da fuoco cl'attacco e difesa. Un congegno speciale di punterin formato cla un arco a denti che ingrana in un roccheLto comandnto da una man~'lla, p_ermeue di t:icondutTe rapidame_nte _la bocca d~· fuocv.-oltil pos!zJOne pet cal'lcamento, tosto part1to ll colpo e l'lmetlerla quindi in quella per lo sparo. . Ne! ~1 8()5 anche la Francia aveva fallo un tentatLvo di mortaio rigato modificandone uno da 32 cm.. in modo da aumentarne la lunghczza dell'anima e praticandovi contemporanenmente ~1 2 righe. Si e1·a otlenuto con esso una considerovole esattezza di tiro fino alia disLanza di '1500 metri; ma da questo punto quella giustezza andavn rapiclamentc scemando fino a raggiungere quella del mortaio liscio. Nel ·1867 la Commissione delle espcrienze al Campo di Chalons speriment6 ancora una bocca da fuoco di forma intermedin ai mortai ed agli obici, cui fu dato appunto il nomc cli obice-mortaio . Essn era di bronzo, al calibro di cm. :'22,3 e lunga 7 calibri; il proietto pesa.va kg. 77 e la carica di scoppio kg. 5, ma sin che i risullali del tiro non fossero sLati buoni, sia che la guerra del 70 avesse inten otto l'esecuzione delle esperienze, il fatLo sta che questa bocca da fuoco non fu mai acloLtata in sm'vizio e invece si fece sempre nso
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dall'artiglieria di terra dell'obice di ghisa rigato e cerchiato da 22 cm. dclla marina, che con afTusto speciale poteva eseguire dei •tiri fino all' incl inazione di 40°. ln questi ultimi Lempi per6 furono studiati in Francia e sono per cssere adotlnti due mortai rigati di acciaio a retrocarica del calibro di 22 e di 27 cm., pesanti rispetti1ramente kg. 3088 e kg. 4077 i quali possono lanciare una grann.ta del peso di 98 kg. il minoro ·e. di ~163,5 il muggiore colla carica interna di 6 e di '12 kg., raggJUngendo una velocitit iniziale di 259 metri circa tanto coll'uno ·che coll'al!ro morLaio. La marina francese pure in seguito ad esperienze fatte ne! 1878 -eon obici da 2.:2 cm. ha riconosciulo la necessita, per armare le coste, di stndiare ed adottare clue mortui rigati del calibro di 24 ·e di 30 cm. Eel affinche il tempo e la spesa fossero Jimitati il piu possibi le fece quei mortai di ghisa ccrchiaLa e ad avancarica por ·raggiungere anche il vantaggio di mia rnnggior sempli<·itit di manona ed una cura minore di conservazione. I l ca libro muggiore di 30 cm . fu stal.Jilito all o scopo di poter forare a qualuuque distanza i ponti corazzati da 9 cm. di piastra; quello da 24- per fora~·e gli stessi ponti alle distanze minori o quelli .aventi piastre da 6 a 7 cm. alle disl.anzc maggio1·i . I proietti lanciati da questi clue morlai sono di ghisa indurita. a fOI'ffiU ogiI'Ule e ffiUUiti SU\ Joro fondello di una cintura espansiva di ·rame clestinata a penetrar nelle t'ighe prima che sia vinta l'inerzia del proietto. Gli afTusti sui quali sono incavalcati sono fatti di lamiera di ferr.·o con sollafl'usto; un arco dentato fissato lnter;:tlmente alia bocca da. fuoco serve a.d esegui t·e il punLamento in elevnzione. Il sottafi'usto c inclinalo di 4°; la sua parte anteriore si appoggia e ruota sopra una corona di piccole rotelle e la posteriore e sostenuta da due rotelle fisse che scon·ono sopra una rotaia circolare. Qualtro soli set·,·enti ed un capopezzo bastano per la manona di queste bocche da. fuoco. Anchc nel 11864 in Inghillerra si emno intrapresi degli studi sui .morlai rigati, riducendo mediante un tubo di ferro quelli lisci da ' 0 e da iJ 3 pollici al calibro di 8 e di 9 pollici. Pero questi mot'tai essendo riusciti con un gean preponderante in volata, e cli .un serqr izio moiLo incomodo, furono presto a hbandonati e vennero intra-
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prase invece altre esperienze, in seguito alle qual i furono adoHati ne) ,1873 per i parchi d'assedio clue obici corti. o mortai rigati, uno del calibro di mm . 203 pesante kg. 2334 e l'allro di soli mm . ,160 pesante 9115 kg. Se questi mortai potevano bastare per la guerra d'assedio, erano d'altra parte di una potenza insufficiente per la difesa delle coste, eppercio si penso di crem·e ancora due obici di maggior calibro che potessero sostituire in tutti gli impieghi cui erano prima destinati i mortai lisci da 113 e da ·I 0 pollici, e furono percio studiati: l' obice rigato da 10 pollici del peso di 6 tonnellate, e l'obice 1·igato da 9 pollici del peso di 5 tonnellate. Posteriormente al '1877, gli obici-mortai da 8 e da 6 pollici (mm . 203,2 e 160) destinati alia guerra d'assedio subirono ancora una modificazione eel alia rigatura sistema Woolwich fu sostiti.lita la riga.tura multipla coll'impiego del turavento ne! proiello, modi:ficazione che, stata gia adottata per le altre bocche da fuoco, aveva oJTerto dei vantaggi grandissimi per la esaU.ezza nel tiro e per la gittata maggiore. In Prussia, dopo le discussioni che si erano elevate all'epoc<)f dell'introduzione dei primi tre calibri di cannoni rigati , falla la giusta parte alle illusioni di coloro che credevanoalla possibil ita di ri9uri·e ad una sola le tre specie di bocche da fuoco fino all ora ritenute indispen~ sabili, si era ril.ornati sulla retta via e si era deciso di studiare oltre al cannone corto da '15 cm. incavalcato sull'affusto speciale atto a fargli prendere l'inclinazione di ti1·o di 45°, anche il mortaio rigato da 2'1 cm. Le esperiem:e col cannone da I iS cm. corto durarono lino al ,1869 e nel 70 furono finalmente adoLLati .due cannoni di questo calibro, mentl·e che col moJ·taio da 2·1 cm. le esperienze cominciate nel '1867 durarono esse pure fino all'epoca della guerra. I primi mortai che furono provati al tir•>, lanciavano una granata cilindro ogivale colla carica di 4 kg., ono alia distanza di m. 4073, ma gli effetti del tiro di sfondo erano stati insufficien ti contro volte ricoperte di terra ed il lorQ servizio, pel grande peso della bocca da fuoco, era riescito assai faticoso, per cu i, ritenondosi che la gittata di 24·00 metri ottenibile con una carica di sol i 2 kg. fosse su fficiente nella guerra d'assedio, si erano costt·utti per la campagna del 1870 dieci mort.ai piu leggeri.
L'impiego che se ne fece in e~sa non fu cosi soddisfacente come si era creduto sia per l'insufficiente gittala, sia anche per gl i effetti non ba Levoli contro le copert.u re dei magazzini e dei ricoveri , e fra le numerose propo:>te fatte subito dopo la guerra, vi fu pure quella di adottare un mortaio rigato capace di lan ciare a maggiori distanze proietti di maggior peso, di conservare i mortai lisci esistentiJ cli studiare un obice da ·15 cm. rinforzn.to, cnpace di controbattere fino a 4i>OO m. le altre bocche da fuoco e da se1·vire nei bombarclamenti fino a 7500 metri, nonchC finalmente di iniziare la cosll'uzione di un obice da cm. 2·1 (che Ju poi clenominato cannone; per il tiro indiretto contro murature e contro le grosse traverse cave. In Austria lo studio dei mortai rigati era incominciato ne) 1860 col progetlo di un mo1·taio rigato da ·17 cm. e poscin. con uno da cm. 23,7 colla rigatura ad arco di circolo eccentr1co all'anima, adoperata anche per l'artiglieria da campagna. Le esperienze sulle prime avevano dato dei buoni risultati, La.lche il ComitaLo aveva in principio stabilito che si dovessero ammettere in servizio tremortai riga ti del calibro di cm. 9,~' - n- 23 per soddisfare a tutte le esigenze della guerra d'assedio, e per- la difesa delle coste si asscgnasse it mortaio di que•t'ultimo calibro, costrutto pero con pareti piu robuste onde poler resistere ad una carica maggiore e raggiungere cosi la distanza di metri 3750. Le esperienze intraprese con questi morla.i non ebbero questa volta buona riuscita a mot ivo for;:;e della forma dei proietti impiegati, per cui si ten to di vedere se col re bocche a fuoco rigate e ad anima lunga, si ottenevano dei tiri in areata cli effetto convenienLe. Fu scelto a tale scopo il cannone da cm. 15 che con un angolo di 60° cliede una esaltezza di tiro superiore a quella dei mortai; e per provare fino a qual punto la lunghezza dell'anima concorreva a mantenere l'esattezza al tiro, la si raccorcio successivamente da m. 2,28 a m. ·1,48 em. 0,790, oltenendosi ancora con quest'u·l-· Lima lunghezza coll'elevazione di 59°,40' e colla carica di kg. 2, 15. eel un vroietto di kg . 27,74 una gittata di 4·200 m. Un tale risultalo fece sperare di potere per que:>la ''ia risolve1·e il problema del tiro vertical e senza l'impiego dei mo1·tai; ma alcune difficollil di servizio e la considerazione che il cal ibro di 15 cm_
OBICI E MOftTAl n!GATL RIVISTA TECNOLOGLCA
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troppo piccolo, furono cagione che fossero nuoramente ripr~s i gli studi sui mortaio da cm . 2·1, studi che ebbero u.na buona riuscita e che condussero a\l'adozione di questa bocca da fuoco. Si e giil detto che la costruzione dei mortai rigati era stata affer· mata dall a necessita di colpire e distruggere i coperti dei magazzin i .e dei ricoveri che nella fortificazion e andavano guadagnando tantit importanza. Non basta va pero che una tale necessitit fosse accertata; bisognava ancora misurare esattamente gli ell'etti che con quelle bocche da fuoco si ottenevano, eppercio erano necessarie delle esperienze di tiri diretti contro bersagli che rappresentassero volte di casemalte, blinde, pareti di magazzini ecc. ' In Francia tali esperienze emno state fatte fin dal 1~63-64 all'isola d'Aix conlro il forte Liedot, ed i risullati che se n' erano ortennli avevano gia sparsa molta luce sulla questione eel avcvano servito a stabilire un punto di partenza sicuro d'onde poi ne dovevano derivare i grandi progressi del ti ro curvo solo ora realizzati. oe la questione del tiro curvo fu da noi, come anche un po' altro,'e, truscurata e rimase ne! sistema delle artiglierie rigatc una t~ cuna che solo ora si e sui punto di riempire, non sembri cio stmn~ od inusitato; J'ammentisi che occorsero pi it di 500 anni prima ctie l'artiglieria stabilisse in modo certo i pr·incipii della sua costruzione e corrispondesse alle esigenze dell'epoca in cui era cr-esci uta; che dal momento in cui furono introdoLLi i cannoni rigat.i fino ad ora un continuo avvicenclarsi di studii e di esperienze soventi voltc co utradditLorie si svolse, che i princip ii balistici e quelli clella coslruzione delle bocche cla fuoco non si accertarono che dopo delle prove numcrose e dei numerosi tentativi, e solo in questi ultimi tempi ltt scienza delle artiglierie riesci a svincolarsi dalla oscurita nella quale era stata avvolta dopo che la rigatura dell'anima aveva fauo mutare cosi radical men le le leggi del tiro. Le e~perienze francesi che, come abbiamo detto, . si erano faLLe all'isola d'Aix, aYevano compreso un tiro sotto gli angoli di 35° e 45° a!le distanze di ~1 220 e 2635 metri contro terre e contro vo ltc, con un cannone rigato da t>O (cho [u poscia abbandonato per l'insufficienza dei risullati che oll'riva) e con un mo rlaio Jiscio da 32 cenLimetri.
Circa afi effetti nelle terre, alia distanza m;nore la bomba da 32 " penetrava di m. 'I ,27 e lo scoppio delta carica interna centimetri ch'era di kil. 5,500 produceva degli imbuti che avevano il diametro di m. 2 ; mentre che col proietto del cannone rigalo da 50 la penetrazione era cosi poca che l'eiTetLo dello scoppio era insufftciente. Alia distanza maggiore invece, il mortaio da 32 produceva ancora deali effetti molto potent.i quantunque l'esattezza del tiro fosse " . mollo poca ed il proietto del cannone ri gato penetrando ec.cessivamente nel terreno vi produceva un efTetto di scoppio insignificante. Per dars i r'agione dei risultati di un tiro con tro le volte, si lanciarono su delle casamatte ricoperte di terra tanto delle bombe da 32 cent. quanto delle granate da 50, prima. dalla distanza. di 11220 metri poscia. da quella di 263;); ma gli effetti prodotti non furono per nessuna delle due bocche da fuoco tali da. compromettere la solidita di quelle volle, talcbe se ne concluse che le volle con un rnet1·o di g1·osse.ua pote·vano ?'esiste?·e al ti.ro rnolto p1·olwngato del mortaio da 32 e del cannone da 50, anche quando queste volte non emno ?''icope?·te che da 30 cent. di te?Ta . In Austria le prime esperienze furono fatte col mortaio di ghisa cla. 2'1 cent. rigato; esse risalgono al 1870, eel i tiri furono diretti conlro qunttro casamatte attigue espressamente costrutte nel poli· gono di Steinfeld e coperle in.,qua.Ltro modi diversi . Casamatta 11- . 0 1. - Travi di fel'l'O a doppio T a.lte cm. 3·1 distanti I 'una clall'altra di cm. 24 ricoperte di calcestruzzo per una grossezza di 32 a 48 cm. Casarnatta ?J,. 0 2. - Stessa copertura, falta pero con travi piu deboli. Casarnatta n .0 3. - Travi di ferro di 52 cm . di altezza ad intervalli di m. 11,58 , riunite con vqlte di maltoni grosse 48 cm. rico. perte con uno strato di calcestruzzo cli 32 a 48 cm. Casamatta n .0 4. - Grosse travi di legno di 32 X 42,5 cm. drsposte una -tccanto all'altra e ricoperte con due strati di salciccioni. Tutte le ca.samatte presentanti una superficie di H X 43,95 metri erano ricoper'Le ancora da uno strato di terra di m. 'I , 90. Dai risulLati e dagli effetti proclotti da un tiro di '149 colpi, dei quali 2~1 colpirono in modo da poterne cledurre qualche considerazione pratica, si pote concludere:
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1o Che col morta.io da2·1 cent. alla distanza. di 2500 metri con un'elevazione di 60°, si puo raggruppare un certo numero di· colpi sopra una superficie abbastanza ristretta e ca·gionare dei danni piuttosto considerevoli sopra coperture di un metro di grossezza, ricoperte con 2 metl'i di terra. 2• Che a distanze maggiori, vista la probabilita di colpire che ha ancora questa bocca da fuoco (la quale a 3500 metri con 60• di elevazione raggruppava il 25 •I. dei col pi in un J'etlangolo di 30 X 4m. ed a 4500 con 45° di elevazione di 42, 5 X 3, :25) quolli effetti sarebbero talmente grancli che solo delle coperture a volta, con uno slrato di m. 2,50 di tena, pot.rebbero convenientemente resislere, pm·che si avesse cura di riempiere succe¥i\'amente gli imbuti prodotti. . 3" Che le coperture formate da travi di ferro o da rotr,tie di ferrovie non presenlano una resistenza sufficienle, a meno che quei ferri non sieno nuovi, assicurat.i da travi di legno interposti, non presontino una luce superiore a 2, m50 e non siano ricoperti cla un cuscino di terra di 2m, 50 almeno di grossezza. Nel ·1873 furono continuale le prove di resistenza e di \i.: i col morlaio da 2·1. cent.. incavalcato sui suo affusto di l~miera dijeno, e furono perCJ<) eret.le, addossandole alle precedent1, altre lro asamaue a volta intera; due con luce dj m. 5,69 e una grossczza: di muratura in una di m. 0,79 e nell'altra dim. 0,95; una terzn. con luce dim. 3,79 e una grossezza di m. 0, G3 ; una quarta a volta depressa con arco di I ~W d'aperlura, m. 3,79 di lu~e e 0,95 di grossezza. Le volte delle 4 casamatte er·ano rivest.ite con un massiccio e ricoperte da uno strato di ghiaia di I, 26 di grossezza con sopra uno strato di terra dim. 0,63. Iltiro si Ieee coll'elevazione di 60• e colla carica di kilog. 5,040 e i risultati di tiro possono essere compendiati in questo modo : ·1° A 3500 metri, la lunghczza clella striscia contenente la '!• dei colpi fu di 50 metr·i ; · 2° Colli.l carica di kilog. 5, 04-0 e coil' inclinazione di 60° le volte in muratura, delle dimensioni e forma sopraindicatl} furono rovinate, indipendent.cmente dallo scoppio, solo pero quando la direzione del colpo era quasi normale alia superficie della volta.;
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3• Quando la direzione dell'nrto non era normale i danni pero furono aocora molto sensihili. Nel 1874 furono fatte altrc prove per vedere di valutare separatamente l'efietto prodollo dall'm·to dell a grana la e quello dello scoppio, ma i risultati che se ne ebbero non furono tali da poterne trarre delle conseguenze pratiche. Nel1875 poi, in seguilo ai risultati delle esperienze precedenti, furono studiati alcuni modi per rinforz;~re le ''olte delle casamatte e dei magazzini e fu sottoposto alia prova del tiro anche un sistema di copertura secondo un metodo suggerito dal colonnello Werner e consistente nel formare le volte con calcestruzzo, metodo che a detta del proponente doveva ofTI·ire una maggior omogeneita, coesione e durezza e quindi una rnaggior resislenza agli urti. Le coperture dcslinate a servire di bcrsaglio furono di due specie; proyvisorie e permanenti. Allo prime appartenevano : ,lo il cielo di un ricovero fatto ad arco con centine e rinforzato {;Oll uno strato di tra\i e due di guide da ferrovia con sovraccarico di terra alto melri 2,25. 2° le copert.ure di due ricoveri composte di quauro strati distinti e alternat:, due di travi e due di guide di ferrovia disposti alternalivamente con sovraccarico di terra alto m. 2,4 8. 3° le coperture di duo ricoveri in muralUl'a costituite da tntvi di fe;.ro e da uno slrato di calcestruzzo alto un metro con sovraccarico di terra alto 4,85 . Della seconda specie erano : a) parecchie volle di casamatte a botte, con corda di m. 5,69 e saetla di '/ 4 delta cordu, U.\'enti la grossezza di 0,95 e rivestite in vari modi ('! ). b) Tre v61Le costmite interamente di calcestruzzo di forma simile alle precedenti ma aventi una grossezza dim . I ,'-5, due delle quali ~ ~o n corda di 5,69 ed una di 3,79, quest'ultima con uno spessore cli ,·olta di I ,32. ( ! ) 1• co u calcestruzzo de !la grossczza unif•Jrmc dim. 0,85 e strato di te rra alto 20 con un ammasso di piot1·ame alto m. 1,60 ricoperte con 0,45 di terra.
· s• con
m. 1,20.
uno strato di terra pigiat.a alto m. 3,63. 4° con stratc di ten·a di m. 1.93 iniercalato con uno strato di pictrame di m. 0,30.
..
OBJCI E MORTAl RIG ATI RJVJSTA TECNOLOGICA 446 I colpi diretti·contro quesle costruzioni che misurarano tulle insieme una superficie di ·I 00 X I 0 furono: 31 0 cOn proieui scoppianti e 40 con proietti non scoppianti. Di essi 98 colpirono e 43 fecero dei guasti considerevoli. La carica: impiegata fu di kil. 4,530 e l'angolo di tiro di 60°. L'esame dei risultati condusse alle seguenti conclusioni: ,I o La poneLrazione nelle tone non avviene in linearettasecondo ladirezione del l'angolo di cad uta, ma la via seguila ual proiotto s'in- . flette in modo da presentaro nolle terre una profondita minore, e quindi una posizione del proietto piu favorevole per l'azione dello scoppio alia distruzione del parapetlo . 2• -Le blinde di fen·o po:ssono resistere convenientemente se le dimensioni delle travi sono considerovoli. e se il calcestruzzo interposte Ita fatto una buona presa; esse non devono essere percio imp~egate per !ocal i e .m~gazzi~i pr.ovvisori se n~~ quana3 i possono. : d1sporre de1 matenah adatt1 e eh buona qual1ta. 3" Le blinde costrutte con materiale di legno e di ferro lternati, hanno dimostrato una resistenzaconveniente, dapoiche l'elfotto di due colpi sullo stesso punlo cli una blinda costrutta in tal modo non ha prodotto guasti tali da comprometterne la solidi lit; esse possono quindi raccomandarsi per magazzini o locali di maggior importanza. 4.• Le volte a boLLe, rivestite di calcestruzzo e ricoperte di ~erra resistono convenientemente all'url.o delle granate; lo scoppio di una, di esse non vi proclusse che un cedimento di 4 cent. 5° Le volte di muratnra protetle da uno strato di pietrame e da uno di tena non dimostrarono di possedere resistenza bastevole ad arrestare i proielti eppercio non so no da consigliarsi. Quelle invcce protette da una gt·ossezza di 3m,63 di terra ben pigiata ebbero a soJTrire pochi danni, e cio prova quanto sia opportune e razionale l'antico modo di protezione con grossi cuscini di terra. La corda massima da dare alle volte sembra non debba essere superiore ai 6 metri, la saetta minima di '/ 3 della corda e.Ja grossezza minima, compreso il rivestimenlo, di I "',20. 6° Le volLe di calceslruzzo hanno sopportato benissimo le prove del mortaio da 2'1 c. e resistettero tanto all'mto che allo scoppio della
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sua grana la . Percio sembra che esse debbano e_ssere costrulle ~e condo queste indicazioni: corda ma:;sima 6 metri: Yolta a tulto sestoo a bollc con saelta minima di '/3 dclla co1·da; gr·ossezza nel pun to piu debole di 1"', 10; calceslruzzo idraulico fa tt o con materiali di buona qualiti:L 7° Nel la muratura scoperla, le penet.r·azioni possono aJ'I'ivare· a cm. 90. Se coiJe esperienze accennale si a1~cert.av a quali dovevano essere i mezzi per opponi alia forza di distruzione dei proietti di grosso calibro, rimaneva a conoscere gl i effetti delle allre bocche da fuoco d'assedio destinate al tiro cm·vo, ma ·si me sulle fortificazioni pro,·risorie della guerra campale. Qne· ta lacuna fu ri empila con molte altre esperienze eseguite a St.einfeld presso Wiener- Neustadl negli anni 1876, /7 e 78, dellequali sarit pure uti!'e !'accennare brevemente i risultati. Fnrono coslrutte due specie di ri cove1·i, gl i uni clestinali u ser · vi re da bersagl i ai cannoni da campo di 9 cm. mod. ~18 70 e cli 12 cm. moo . ~186 ·1 , eel a! cannone corlo da 15 cm., gli altri peril tiro dei mortai rigati da 17 e da 21 cm. Le coperture-bersagli furon o co slrutle incl inate sui terreno, allo scopo di rendere possibile il tiro· contro di esse a brevi·distanze con traieLtori e tese e cariche ridotle, ollenendo cosi con una economia di munizioni e di tempo quegli identici ell'etti che si sarebbero a \'Uli con un tiro verticale. Tali coperture erano fatte in modi diversi; a) alcune consistevano di uno stralo di travi di '' 0 cm . elL· quad1·atura riccpert i.con ·I m. di terra. b) altri erano formati con due strati di travi delle stesse dimen-· sion i disposti a croce e ricoperli pure con '' metro di terra. c) una terza specie constava di uno o due strati di travi della quadratura di 30 cm. ma con un cuscino di terra souastante di z met. d) una quarta di uno strato solo di travi delle stesse dim ensioni e due trati soprapposti di guide di fenovia con sopraccarico di terra alto m. 2,50 . Gli effetli del tiro contro tali Len:agli colle accennale bocche da fuo co furono poco sensibi li, lalchC ne! 1877 furono falle altre esperienze allo scopo di provare la resistenza delle coperture orizzontali di Jegname e delle pareli dei magazzini allo scoppio di granate·
poste nella terra ~ovrastante o conlt'O le paret i stesse ed i risulhti dimostrarono: 1o che occorren almeno uno strato di I metro di terra dal punto cli :5coppio delle granate per difendere il cielo comunque quesLo fosse formate. 2" che con strati di travi di diiTercnte grossezza erano plu t·esistenti quelli nei quali lo strato inferiore era formaLo dai piu grossi. 3° che i strati di:;posti a crocc erano piu resistenti chc se si fosse aumentato lo strato di terra. 4. 0 che un cuscino CW. terra sopra il cielo di un blockaus alto m. 3,20 era eccedente al bisogno, ma che csso era deficiente quando era ridotloa m. I ,90; per cui csso almeno do>e,·aesseredi m. ~.~0. Da tulte le conclusioni accennate si scorge che le esperienze ausLriache, brevemenle qui accennate, hanuo un'importanza grandissima, tanto piLL ora che illiro di sfondo ripresa la st~ importanza_ primitiva accrescinta anzi per la grande gi ustezza del\(iro che s.i. giunse a dare a.i morLai sarit impiogato largamenLe nella ~1~:ra di fortezza. Merco di quelle espel'icnze si potranno fissare le dllnensioni da darsi alle pareti ed alle volte de' magazzinie dei ricoveri e cosi stab ilire alquanto l'equilibrio fra i mezzi d'oiTesa e di difesa che i otrran protrressi dell'artigl ieria tendo no a spostare a faY ore dei primi.. o L'artiglieria prussiana cominci6 le esperienze per accertare g1L efl'etLi del tiro di sfondo col mortaio rigalo da 2 1 cm. nel 1869 a Silherberg nella Slesia., e le stcsse espcri enze fUt·ono CO!Jlinuate poscia nel 4870 al poligono di Tegel pt·csso Berlino. l ricovcri a prova di bombn. cho servirono per le espericnze clel •l869 furono quelli che gia si trovavano nella cortina di un'anti ca opera. a corno, costrulti con volta a tulto sesto con una larghezza dim . 4,60. Le volte erano formate per meLa grossezza da muratura in laterizi e per l'altra meta in conci di gneiss o di gra.nito grossi 40 cm., ricoperte poi da uno strato di terra di 60 cm. Gli e[etti del tiro fut·ono tali che se ne fecero le seguenti conclus ion~:
4o con angoli di elevazione compresi fra 50° e 60°, il mortaio da ~i.H cm. sparato colla carica di kg. 2,500 pu6 essere convenienLemcnle impiegato fino alia disLanza cli 2800 m. conlro bersagli orizzontali cli 75 m. di lunghezza e 15 m. di larghezza;
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RIVISTA TECNOLOGICA
2o cogli ~ngoli di tiro e· colle cariche accenuate le volte di murat~ra .normah non possono essere sfondate a meno che parecchi protell~ ~ucc~ssi:i
colpiscano nello stosso punto; ~ t protettt del mortaio rigato da 2•1 cm. non dh,entano peri·Colost ~er le volte clella specie inclicata se non quando sia stato .preventtvamente disLrutto il cuscino di terra· .. ~·o l'azion~ di questi pt:oieLLi conLro i, parapetti, rampari 0 t~aver se e. parttcolnrmente contro di queste ultime e mollo distrulttva, moltvo. per cui gli uomini ed il materiale non ricevono da queUe una dtfesa sufficiente. D~ll'insieme dei risultati ottenuti anche nelle esperienze fatte in segu~to a queste al poligono di Tegel, oltre alle conclusioni prece:dentt apparve ~n~ora che l'angolo di 30" era il piu favorevole per 1~ esntt~z.~a dt ttro e c~e la carica di 3 kg. era eccessiva per fr1 ~ro~~o o t ,m~e penetr~zwne che produceva nella terra per cui essa lu ucl?tLa a ~ kg. e ndotte furono in consegueuza le dimensioni del morlato .che fu detto del Modello 1870, e venne impieaato nella guerra dt quell'anno . o Gli effe~ti pen) da questo prodollo, come si e aia osservato non erano _slatt rtconosciuli bastevoli e fu perci6 sostituito da un ' altro ~orlat o dello st~sso calibro ma piu efiicace, ne! quale il rapporto fm II peso della canca e quello del proietto fu portato da __!_ ad ....!.... c· ·c· c . 4o ' 23 11 a. . on q~es_t~ nuov~ mortaJO vennero eseguiti nel '1873 a Graudenr. .det fiUOVI tll'l: 1 • • 1° contro un blockaus diviso intemamente in due vani i cui Ctel~ ~resentavano una tratta di m. 'I ,88 e cli m. 2, 82 eel et·ano forI~att m parte ~i tra Yi riquadrate su due facce e in parte di tronch i cl albcro ~el dtametro di m. 0, 67 ricoperLi con uno strato di calcestru~zo dt m. 0,63 e con sopra un sovracarico di terra alto m. 0,9-\.. L eiT~L~o ~r·o~otto dalle grana to scopp ianti alia distanza di 2860 m. fu quast tnstgmficaote . 2° contt·o una casamatta con coperto di traYersine di ferro <t· . T ·d opp10 aventi una tratta dim. 3,75. r.l tiro fu eseguito da 1400 e da 2800 metri coll'elevazione di :3oo e dt 60° colla carica di Kg. 1,5 e 2,6. Le traversine del cielo furooo in~esso e l'efre~to Lo tale dimostro cite quef coperto non ofi'riva. una rcststenza suffic1ente. ~\NNO XXVU, VOL. 1.
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3o contro il ponte di una nave corazzata deltipo Konig Wilhelm. Questo tiro si cffettuo da 1300 met.ri con elevazione e con caricbe diverse e il bersaglio ru sempre forato. Durante le esercitazioni delle truppe del genio eseguite in I\ussia ne11li anni '1875-76 sotto la di1·ezione del generale Todleben , questtJece escguire dei tiri verlical i di sfondo col mortaio da 6 pollici allo scopo di delerminare quali effeui questa bocca da fuoco poteva produrre tanto sul le battcrie di una piazza, quanto :mile balterie d'assedio . Questi ti l'i facevano pa~e di una serie vastissima di esperienze allein ispeciaJ modo a.determinare alcun i principii sull'armamenlo dell~ bat.terie di una piazza, che era in men le del general Todleben dr. propon·c eel applicare alle fortificaz.ioni russ:; ~r incipi.i \ che consi~ stevano ne! d1 spon·e le bocche da iuoco anz,che eselus1v~mente su1 rampari. di~Lro parapclti costrutli nell 'interno delle forte:h~e o sulla:stracla coperta.. \ I risnllati cli qu cste esperienze, oltre di aver dimost.rato l'utilitru che poteva ritrarsi da questi tiri, la cui esauezza era molto gramle,. qualora essi fossero clirelti a colpire i materiali ed .il person~le col~ Jocalo sui rampari, scrvi <t stabilire il grado di resJslenza d1 alcum coperti su magazzini e ricoveri e fm gli altri di uno suggerilo dal 11enerale Todleben stesso e chc diede buonissimi risultati. 0 Questo coperto era slato costrutLo per due magazzini a po!vere di trincea ed era cosi costi luilo: Sulla superlicie del terreno naturale, da ciascun lato dello scavo che doveva servire di magazzino, si erano distese delle fascine nel senso della lunghezza, parallelamente cioe alia direzione dei due Jati Jun11hi del magazzino . Sopra di queste si erano disposli, intraverso dei travicelli uno accosto all'altro, ricopertt con uno strato dl ter~·a ~I to un piede; sulla ter:·a si era collocato un secondo strata di travicelli sui quali si erano messi ancora due strati di fascine separate da uno strato di terra dim . 0, 45. Il t.utlo emstato ricoperto da un cuscino di terra alto m. 0, ::?3. Se i mezzi cui ricoJTe la moderna fortificazione per difendersi d~~lla tanto cresciuta potema. dei cannoni rigati, indusse la scienz.a dell'artiglierc a pensare a nuovi mezzi d'oJTesa coi quali c~lpire tl difensore dietro ai suoi ripari, e se percio il tiro in areata, nprencle 1')
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oggi una maggiore import.anza, non baslava avere dei moJ'lai di grosso calibro capaci di sfondare i ricoveri e smonlare i pezzi sui ramparo , ma occorreva pure di avere dei mortai di calibro minore per eseguire il tiro in areata detto di scoppio, mediante il quale rendere inabitabili quelle parti della fortilicazione che non sono riparate da nessun coperto, rovinare i ricoveri meno resistenti delle batterie d'assedio, rendere piu difficili le comunicazioni e impedire la riunione delle truppe sn punti determinati. Per anivare a questo intenlo del tiro curvo, era necessario per6 che i mortai di piccolo calibro possedessero una giuslezza di tiro molto prossima a quella dei cannoni rigati, onde poter colpire in breve tempo e con un consumo di munizioni adeguato all' e/Tetto loro i piccoli bersagli quali sono generalmenle le banchine e le piazzuole. ll signor Krupp cerco appunto di soddisfare a queste difficili esigerize le quali non erano poche, se si considera guanto si opponga alltt giuslezza di tiro la brevita dell'anim a, e nel mese d'agosto dell'anno •1879 nel suo poligono di Meppen fra le altre bocche da fuoco che esperimento, sottopose per la prima volta altiro un mortaio rigato da '15 cent. d'acciaio . Questa bocca da fuoco puo esseJ'e trasportaLa insieme al suo affuslo eel al suo paiuolo mediante un'avantreno, il peso complessivo di queste tre parti non essendo che di circa •136i) kilog. L'instal!azione sua in batteria non l'icbiede che un tempo J'elal ivamenle molto breve, il paiuolo dovendo' di poco essere intel'l'at0; e d'aliJ'a parte la giusLezza di tiro della bocca da fuoco e molto grande. L'alfusto sui quale e incavalcato questo mortaio ha la forma pres· sapoco degli antichi ceppi con orecchioniere piu alte e formato di lamiera di feno invece che di ghisa. Il lelaio sui quale si appoggia l'affusto e formalo di lre lravicelli clella quadratura di 0, 30 e lunghi m. 2, ·10 sorretti al!e due estremi la da due traversoni. Sopra i Ire travicelli, disposti a conlatt.o, e inchiodata una laslra di ferro della grossezza di un centimetro la quale porta un pemo su cui viene ad infilarsi i'aJTusto e serve cosl di asse di rotazione per dare al pezzo la direzione conveniente. L'affusto e poi traltenuto a si~o nello sparo dal perno e da bandelloni inchiodati sulla Jamiera del telitio che forma da cornice all'affuslo. T tiri fatti al poligono di Meppen colla carica di kilog. 0,800 di
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polvere a grossi grani e colla granala lunga calibri 2,8 e pesalite kilog. 3 1, 3, coll 'elcvaziooe di 45° ed alia dist.a.nza di m. 2000 diedero, come si disse, dei risultati di giustez7.a veramente eccellenti, risultaLi che furono comprovati anche col tirosotto l'angolo di 30° con caricadi kilog. ·1, 500 alia distanzadi m. 3&-t>O nel quale il reltangolo conteoente la ·112 dei colpi riusci delle dimensioni di metri 28 X 9. Ripetule presso di noi le prove di tiro con un mortaio di questo modello acquislato dalla casa Krupp. allo scopo di assicmarsi della esattezza di tiro e della bon'*- complessiva del sistema, tanto la prima che la seconda furon o pienamente r iconosciuti. L' efficacia del tiro di scoppio col mortaio da '' iJ cent. sadt di molto accresciuta qua lora, come se ne ha il progetto, alia granata attuale si sostituisca una granata d'acciaio fucioato ea ace di contenere una. carica di scoppio di •16 kgr., mentre che l' tuale e di soli kgr. 'I ,700; e se si adottera anche uno shrapnel co tenente ci1'ca 475 pallotlo le giit esperimentato dal sig. Krupp e che di de dei . risultnti quali possono immagioarsi se si ti cn conto dellag iustezza di tiro di questa bocca da fuoco e dei progressi chesi van no giornalmente 1·ealizzando nella confezione delle spolelle a doppia galle1·ia e a doppio effetto, necessarie per un tiro a t1·aiottoria molto curva con questo genere di proietto. Oltre al mortaio da '15 cm. la casa Krupp ha pure costrutto ne! suo stabilimento due mort.ai del calibro conispondente a quello dei cannoni da campo odottati in Austria, in ft.alia ed in Russia, cioe da cm. 8,7 e da cm. ·I0, 7, il cui scopo sarebbe quello di eseguire il tiro verticale di scoppio contro le batterie d'assedio poste a dislanze cornprese fra 400 e •1700 m. E qui giova notare che gia molti artiglieri inglesi, considora.no indispensabile, di fronte all 'impiego sempre crescente della fortiricazione anche neNn guerra da campagna, l' uso del tiro curvo e che la Russia sta per adottare dei mortai di poll. 4,2 (cm.if 0,7) e poll. 6 (cm.l 5,4) ai quali il comitato ha dato il noma di mm·tai da campagna allo scopo di cofpire le truppe poste dielro ostacoli naturali o dietro parapelti. · Infatli da espe1·ienze fatte nel 1876 si era veduto che iI li ro a shrapnel coi cannoni da campagna era inefficace contro uomini coricati dietr·o a spallcggiament.i alti m. 2 ad una distan7.a da questi di m. 6,40 . 1
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In Germania gli studi per un mortaio rigato di piccolo calibro hanno avuto principio fino dal 1868 colla proposta di un mort.aio a retrocarica da mill. 9•1,5 col quale si doveva sostituire il mortaio liscio da cm. ·15 ma altri lavori piu urgenti iu terruppero allora gli studi cho furono poi riprcsi in questi ultimi ann i e condussero aiJ'adozione del mortaio rigato da 9 cm . di brom~o compresso colla chiusura a vite analoga alia chiusura francese, ·colla camera incavata nel vitone di chiusUJ·a e coli' otturazione ad anello modello ·1873. t e condiziuni cui doveva sottostare questa bocca da fuoco erano state fin d'allora st.abilite e corrispondevano essenz;ialmente al uisogno che essa dovesse essere leggera in modo da. poterla trasportare facilroente nelle triucee siccome l'anlico mortaio da I iS cm., e che lanciasse lo stesso proietto del cannone pesante da campagna, qualo1·a non fosse r itenuto necessaria un calibro superiore a questo . I dati relativi ai diversi mortai da campagna di cui si e fatta parola sono contenuti nel seguenle specchio: Krupp
-~ da 1:i
lda 8,7
da 10,7 da 16 dn 10,7
- - - --- -
.
Lung hezzn totolc
•
dell'anima .
.
. Kg.
Peso del mortaio
"
87
. Cm.
· Calihro
dell'affusto a pernocen trale su ceppo del ccppo
r
Cari ca mossima . Yeloci tb i niziale colla c arica massimo. GittaUJ a 45° . Peso della graoata ~rica Carica interna Elev&z iono concessa dall'affusto . P eso dello s hropud ca rico .
,. »
Gl'.
O,fl50
»
.
159,4
106,7
Prussia ~
da 15 da 8,8
-- - 8,8
680
530
540
SGO
85
140 SG0,4
140
1115
95
150 870,2
166
130
2 !0
7~2,7
230
300
550 1,401
598
Cal.7 104,5 92,5
:>90 1,500
M.
>
106,7
650
0,755
.
Kg.
----------Russia
I
2.00
200
?950
3950
3,5
180
?500
1700
188
31,5
6,6
12.0 29,80
12,49
'l:/,750 7,019
1 700
0,2
0.49 2,007
0.410
1,900 0,280
so•
---....-.----da 20• 1 a 60"
-
I
-
29,RO
12,95
454
R !V!STA T £C:-!OLOG!CA
. L'importanza del tiro curvo, come fu gia piu volte osservato, non cesso mai di esser·e consideraLa da noi, come aiLrove nel suo giusto valore anche dopo che le artiglierie rigate furono introdotte in servizio e eo lie quali si era sperato di sempl ificare il sistema di artiglieria riduceodc a due sole le tre specie che prima esistevano di cannoni, obici e mortai. Questa illusione nella quale si erano cullati gli artiglieri finche la pr·oporzione frail peso della car·ica e quello del proietto si mantenne nei cannoni rigati in una ragionevole misura, svani wan mano che coll'aumenlare della lunghezza del~anima e delle cariche impiegate si vennc a dare ai proietli una potenza grandissima e l'antico sislema d'artiglierie li scie frutlo degli studi e degli sforzi di par·ecchi secoli dovelte servi re anche cli base a! sistema delle artiglierie rigale che e ancora nella fase del suo svil.uppo. Ne! '1864 si ventilava quindi anche da noi la questione di pote:· sostitu ire i mortai da 27 cm. cegli obici rigati di hronzo da 22 cm ., c.om.e in Francia_ si s.tudiava ~~er il tiro verticale a 407 cl' elev· ° ione, I ohiCe da 22 dt gh1sa cerchmto ed ottenuto trasformand 'anti co obice liscio da costa. In al treesperienze precedenLi, fal.l.e per paragonare fra loro gli effetti che si oLLenevano col morLnio da 32 dell'artiglieria napoletana e toscana ed it mortaio da 27 dell'artiglieria piemontese, si era osservato che piccola era la diiTerenza Joro quantunque i pesi delle due bombe fossero rispetti vamente di 90 e di 70 kgr., per cui nello studio per l'obice da 22 di bronzo rigato ad a''ancarica si era stabilito per condizione cho esso lanciasse coll'angolo di 45° unagraoata.oblunga del peso di 70 kilog. alladistanza massima di 3500 m., con la carica interna di 4. kilogr. di polvere. E siccome questa bocca da fuoco aHebbe dovuto serYire negli assedii, cosi si stabiliva egualmente che il pe:;o unilo a quello dell'afi'usto non dovessc supcrare i 5000 kilog. Provveduto in parte coll'obice da 22 cm . cli bronzo ai bisogni della guerra di fortezza, rimaneva ancora a pensare ad una bocca da fuoco piu potente per la difesa delle ·coste. Fu quindi necessaria studiare una bocca da fuoco che con tiri verticali gettasse pesarHissimi pro ietti scoppianti fino a distanze da 4 ai 5 km. e questa bocca da fuoco fu J'obice da cm. 22 G R C,
OBIC! E MORTAl RIGATI
455
i-l quale incavalcato su affusto speciale sostituiva i mortai di grosso calibro precedentemente usati a tale :,copo. Quella bocca da fLtoco possedeva una esaLLezza di tiro di gran lunga superiore a quella dei mortai da 27 e da 32 cm. talche a 5000 m. l'at·ea del rettangolo contenente tutti i c.olpi era per l' ob ice quaranta volte minore di quell a ·che conteneYa a 3000 m. tutti i colpi dei mortai ; la penetrazione del suo proietto nelle terre era di 3 volLe superiore a quella delle bombee poteva raggiungere con ancora una discretagiustezza di tiro lu d'istanza di 5500 m. coll'angolo di 45°. Le condizioni finanziarie del paese e l'incertezza che regnava ancorn, non solo da noi main tutte le artiglierie eslere, circa il modo di ·stabi lire un razionale sistema di artigliel'ie r:igate lo quali accenna'vano conlinuamente a nuovi progressi bonsi, ma. i cui principii di .costruzione e le relazioni che esistevano fra i vari elemenli loro (riglle, proietti, anime, polveri), non erano ben definiti, fecer·o si che fino .a! '1871 lo studio delle boccho dt~ fuoco rigate pel tit·o verticale ebbe un periodo di sosLRse si fa eccezionc pel cannone da cm. 24 GR.C destinato all'annamento delle coste. Nella primavera del ,1874 pero, riprese in esame le considera.zioni assai importanti che dimostravano la necessitil di avere un ·sislema complet0 diartiglierierigate, ericonosciuta malagevole l'ese·cuzione del tiro arcato col cannone da 24- cm. GRC, si posero le basi generali secondo le quali si doveva complelarc e riempire la lacuna che esisteva ne! sistema in vigore. Riconoscendo l'insufficienza degli obici da22 cm . GRC di fronte .ai progressi fatti dopo l'introduzione in servizio di questa bocca da fuoco, tanto nelle difese delle coste, quanto nella potcnza delle artiglierie navali, si ammise da molti la necessita di avere un obice del calibro dicirca 30 cm . per l'e:;ecuzione dei tit·i Ycr·Licali . Pero una ~al e idea fu osteggiata da altri, cui i vantaggi di un tal tiro per la non ancora sufficiente esattezza, sembravano problematici e fu finalmenta rimandata ad epoca piu lontana slante anche la scarsezza dei ·fond iappena bastevoli alia fabbri cazione delle altre bocche da fuoco di medio calibro da deslinarsi all'armamento dell e l'ortezze. Si ritenne qu indi per allom di po tere fat· fronte al!a ~ecess ita de ll~ g~erra eo:stiera col solo cannone cl a ~4- cm. e sr rwolsero glr slorzt a comfplelare il sistema delle artiglierie d'aLLacco e difesa delle piazze forti.
456
RIVIS TA TECNOLOGICA
OBJCI E MORT AI RIG ATI
. L'obice da 22 cm. di BR era infatLi insufficiente perpotenza e"per grttata e di gran lunga inferiore alle bocche chi fuoco simili giiJ. adottate all 'est.ero per i t.iri di dcmolizione edi bombardamento. Fu percio messo allo studio un cannon e da cm. 20 di ghisa, rigato e cerchiato. destinato piu specialmente alia difesa ma eccezionalmente anche per l'attacco. Quesla bocca da fuo co doveva essere tale da offrire lamassima potenza compatibile con un peso che ne rendesse il traino sulle strade ordinarie non troppo difficile e si volcva che potesse sparare una grana la pesante da 70 a 80 kg. con carica da ·I 0 a •12 kg. di polvere, che avesse un peso non superiore alie 7 tonnellate. Cosi si avrebbero poLul.i armare efficacomente i punti pit! sal ienti di una piazza allo scopo di trattenerne l'assediante il piu lontano possibile e di controbattere con vantaggio le sue prime batterie, mentre avrebbe potuto trovare vn eventuale impiego ncll'attacco, nei casi in cui fosse possibile l'effettuarnc il trasporto in ferrovia o per coesi d'acqua fin sotto alia piazza assediata::- - Per surrogare poi in tutte le circosLanze nelle quali cloveva es-· sere impiegato, l'obice da 22 cm. BR, venne anche progettato un obice del calibro di 20 cm. il quale lanciando la stessa granata del cannone di eguul calibro, pero con carica minore, foss~ efficacissimo nei tiri di sfonclo ed in qnello indiretto di demolizione. L'attuazione di tali progetti dimostro in seguito che il calibro di .20 cm. era Lroppo grande pel cannone richiedendo es~o un pesotale per la bocca da fuoco e per le munizioni da comprometterne seriamente la mobilita, e troppo piccolo per l'obice che clovendoeseguire tiri di sfonclo, a veva duopo di una granata di capacita a\-· quanto maggiore. Per tali ragioni alia fine del '1877 fu defin itiva-· mente stabi li to la costruzione di un cannone da cm. 19 di ghisa, . e di un obice da 21 cm. pure di ghisa, cerchiati e riga ti, entrambi col sistema di caricamento per la culatl.a; eel ora questi nuovi1 tipi cli bocche da fuoco sono interamente definiti ed in via di fahbricazi one. Il cannone cla 19 cm . rinforzato da due strati di cerchi di acciaio, e munito del sistema di chiusu ra a vite con fo ndello plastico analogo a quello dei cannoni da cm. 4.2 e 15; esso Iancia una palla per·fc))·anle cli ghisa indurita a pn nla conica del peso di 74. kg. eel una granata ordinaria con carica interna di kg . 2,65 e colla carica...
massima di kg. ·15 di polvere progressiva, la quale 1mpri me a! proietto una velocita di 505 m. e gli fa raggiungere una gittata di 9000 metri. L'obice da cm. 21 incavalcaLo sullo stesso affusto da altacco e· da difesa che serve ai cannoni da cm. I5, deve impiegarsi solo, contrariamenw n quanto era stato stabilito ne! 77, pel tiro di lancio e pel tiro indiretto, essendo dimostrato ormai che pel tiro di sfondo occorre un mortaio rigalo di calibro alquanto superiore a 2·1 cm. L'obice da 24 c rinforzato con manicolti anzicM coi cerchi, essendo per la maggior resisLen~a il primo modo di costmzioni preferibile· al secondo. Esso lancia colla carica di kg. 3,500 una granata pesante kg. 79 con velocila iniziale di 335 m. fino alia distanza di ts500 m. e possiede a tutte le distanze inlermedie una l'agguardevole esattezza di tiro. Rimaneva ancora a pensare a! tiro verticale o di sfondo; a questo scopo e allo studio un mortaio rigato di bronzo compresso da 24- cm. destinato a sussidiare 1' impiego dell' obice da 2·1 nella guerra d'assedio. Gli esperimenti di Krupp sui mortaio cla cm. '15 e che si sono piu sopra riferiti, avevano messo in evidenza i pregi di queste bocche da fuoco e cosi sura provveduto fra non mol to anche cla noi ad un sistema comvleto di mortai rigati a retrocarica dei calibri di 9, ,15, e 24· cm. destinati a completare J'armamento d'attacco e cla difesa. Per la difesa delle cosLe, fm·ono eziandio in questi ultimi tempi ripresi gli studi allo scopo di dotare le batterie littoranee di grossi: obici rigati per l'esecuzione di tiri arcati destinati a impedire il bombardamento di una. fiotta nemica dalla distanza dalln costa di 6 a 7 km. cont•·o una citki. o arsenale marittimo di grande estensione. Eppercio venne avviato lo studio di un nuovo obice da 28 cm. e deciso il progetto di trasformazione dell'attuale obice da 22 cm. di ghisa, cerchiato e rigato in ob ice a retrocarica cla cm . .24. La prima di qneste bocche da fuoco sar~L di ghisa cerchiata con chiusura analoga a quella dei cannoni da costa gia in servizio; essa sara lunga m. 2,86 e dovra lanciare coll a velocita di 290 m. una granata pesnnte kg. 2·1,). colla carica massima di kg. 22 e contenenle una carica di scoppio di kg. 9,6. J.l peso dell n bocca da fnoco essendo di 10,650 kg. circa ed il suo coslo non ragguarde-
1
458
IUVISTA T ECNOLOGIC A .. - OBICI E MORTAl RIGAT I
vole, si potranno in un tempo non troppo lungo foruire di buon .numero di questi obici le nostre batterie costiere e cosi assicurare la difesa delle medesime la clove piu dannoso potrebbe essere il bombardamento di una flotta. Da questi brevi cenni si puo conchiudere che se il tiro curvo tardo alcuni anni da noi ad essere preso in quella giusta considerazione che l'avvenire delle bocche da fuoco rigate promettevano, la soluzione che ora ebbe e le decisioni prese in seguito agli studi fatti da noi ed all'estero, cil'ca le bocche da fuoco destinate ad eseauil'lo , ci assicurano un l'isultato doppiamente buono, sia rio guardo all'econom ia come rispettQ.all'efficacia ad alia potenza, motivo per cui abbiamo piuttosto da rallegrarci di avere atteso fino .,ad ora a darvi una completa soluzione.
IL GE NER ALE D ' Al\tlBROSIO
11 generated' Ambrosio, chiaro nell'armi, fcrito sette volte in molte guerre, dotto, facondo, mori senu il nome e gli ooori del grado, o mal vi.;to dal re. CouaTu. Sloria del rea me d! .~·apoli. Libro X.
I.
'
Dicesi, presso che generahnente, cite l'uniLil .d' Itali a sia stata preparata dai lelterati italiani. da que!la nostra letteratura battaglieria, che nacque al principi <• del secolo; e si soggiunge anche da taluni, che cio ha nuovamente dimostrato quanto sia vero que! motto di Tommaso Campanella: le l'ingtte precedono le spade. Or sebbene sia verissimo che le lingue precedono le spade, mi sembra anche vero che l'unita d'l talia non e stata preparata. solo dalle lingue; e che, proprio al principio del secolo, quando le lingue cominciarono a parlare, si rimettevano ne[ fodero molte valorose spade italiane, le quali precedettero le lingue nella preparazione del fatto memorando . Chiarisco questo pensiero. A molte migliaia ascese il numero degi'Italiani che combattetLero in quelle guerre del secolo scorso che nacquero dalla rivo luzione francese. Secondo que! nloroso uffiziale ed insigne scrittore miliLare che fu Luigi Blanch ('1), furono dugentom ila. Or cotesta pat·tccipazione clegl'Italiani a quelle gLterre t<u1Lo celebri , produsse due fatti: uno militare e l'altro politi co. Si clesl6 negl'Italiani la sopita coscienza del valor militare italiano, il quale fu lodato (l ) Lu!GI B•.A~CR. -Delta Scienta m!litare co..sidet·ata ttei wu i rappot·ti colte a!lre scienze e eo ! sislema socia!e. - l>isco•·so Ylll.
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JL GENEfiALE D'AMBROS!O
dai generali sui campi di batl<lglia e nelle loro Memorie, dagli storici di que! periodo ~to ri co, e da chi e1·a, fra tutti, il giudice piu competente, da ~apoleone. « Oh! ils etaient - egli disse a! (< Sismondi, parlando degi'It.aliani - tout aussi braves que les. « FI-anvais, il s axaient la meme a•·deur au feu et la meme cost.'m« ce ». Olt•·e di cio poi la partecipazione degl' Italiani a quelle gucrre proclusse questo importante fatto politico. L?uori d'Italia non erano piu chiamali Piemontesi, Lombardi, Toscani, ~apolitani, eccelera~ ma llaliani; e si cliceva: il reggimento italiano, la brigata italiana,. la divisione italiana. Tn quelle guerre gl't taliani si sentirono It.aliani e valorosi soldati itnliani;_e tomati in patria, eccitarono il sc?li~ento n~z~ona.l e e lo spirito militare. Pm·timmo Napolitani, m1 d1ccva LUigi Bla.nch, e to1'lwmmo Italian'i. Cio accadde a tutti ( gli Ttaliani. « Les moeurs italiennes - dice Napoleone nel le sue )femorie - changerent; quelques annees apres, ce n'etait plus la <c mcme nation. La soutane, qui elait l'habif a la mode pour les. << jeunes gens, fut remplacee par l'uniforme; au lieu de passer Jeur « vie aux pieds des femmes, les jeunes ltaliens frequentaient les « maneges, les salles d'a.rmes, les champs d'exercice; les enfan:>· « ne jouaient plus a la chapelle: ils avaient des regiments de fer« blanc et imitaient clans leurs jeux les evenemens de la guene_ <( Dans les comedies, clans les farces des rues, on avait L oujours « represeril.c un Italien bien lft.che, quoique spiritual, ot. une espcce « de gros capitaine, quulquefois franyais et le plus sou vent allemand, « bien fort, bien brave, bien brutal, finissanl par admin istrer quel~ « ques co up de bftLon i:t l'ltalien, i\.UX grands applaudissements des « speclaleurs. Le peuple ne soufTrit plus de pareilles allusions: les« autcurs mirent sur la scene, a la satisfaction du public, des lla« liens braves, f:tisan t fui r des etranget·s pour soutenir leur hon« neur et Jeur dr9its. L'espriL national s'etait l'onne. >> - Prima, dunque, che gli scrittori iLaliani fossero congiunti da una medcsima letteratura polit.ica, i soldati italiani si erano gia congitwli nei mcdesimi campi di bau.aglia: te spade, dunque, , precedeuero le Iin-· gue. Uno di questi valorosi Italiani fu il generale Angelo D' Ambrosio. Non c clunque inutile il ricordare agi'Italiani queslo val'oroso Italiano. La famiglia d' Ambrosio fu calabrese e proprimenle di Reggio e
IL CENERA LE O'A:\fBROSlO
461
fu anti ea e nobile fami glia. Bernardo d' Ambr·osio venne in Napoli, .dove acquist6 fama ne! foro e nella letteratura greca e latina. Furono molto Iodate te sue epigrafi latine. Spos6 Yincenza Rizr.i, la .quale dovet.te esser donna. fornita di doLi 11on comuni, perche fu \Cducalrice dell a principessa Am alia, che fu poi regina dei Francesi. Ebbe Bemardo da questo matrimonio dodici figli . Il nono di essi fu Angelo, il quflle nacque il22 settembre det 177 i.. Yisse, dun que, Bernardo ne! secolo dccimoltavo, in quel sccolo in cu i scomparsa nel mezzogiorno d'Ilalia la dominazione straniera, si ravvivarono ·Come per incantesimo le speranze, le nobili ambizioni, la fede nel ben e, ed apparvero molli uomini valorosi. Perciocche, proprio forse quando Bernardo limara una sua clegantc epigrafe latina, il Filangieri, ne! la tranquilla ed amena Cant dei Tineni, scriveva la Scienza .delta legislazione; il Gcnovesi in segna va economia nell' Uni vel'sila .ad un folto uditorio di giovani, tra i quali vedevasi, forse piu nt.tento di tutti, Mario Pagano ; it marchese Palmieri, in Lecce, riceveva le congmtulazioni dei suoi amici, perche le sue Riflessioni c'ritiche sull'a1·te della gu,erra erano stale Iodate da Federico il grande; il Delfico, negli Abbruzzi, meditava. sui suoi dotti dubbi sulla storia; il (/aliani, a Parigi, facevu conoscere ni Francesi la .serielit del riso italiano; il )1orgt•en incideva coli' inarrirato suo bulino la C~na di Leonardo da Vinci; il Paisiello scriveva la Nina · il Cimarosa, il 1Jfat1·imonio seg1·eto . All'ozio era succeduto illa.voro ~ il Yanvitelli, il Medrano, il Fuga, dirigevano le costruzioni di quei sontuosi edifizi che anche adesso si ammirano; gli scavi di Pompei -ed Ercolano, atlora iniziati, aprivano una nu ova palestra alle dotte investigazioni archeologiche del ~fazzocchi, dell'Ignana, del l\fartorelli, dell'Egizio; l'esercito, diretto da que! valoroso O'e nerale che fu il duca di Cnstropignano, appar·occhiavasi a riporta~e contro ~>'li Austriaci la vi1toria di Yelletri ; e accanlo al principe, accant; ~l que! buono e valoroso p•·incipe che fu Carlo Ill, il Tanucci soHeniva .eo! suo senno politico ta giovanezza del principe: difendeva le regie prerogative contra la corte di Roma. scemava i pdvilegi feudati, scemavailmmlet'O degli ecclesiastici, agevolava il commercia con teO'aj e . "" con tmttat1,. rispettavanon colle sole parole -l'ingegno e la sventura, perche conferiva a Giambattista Yico jj posto d'istoriog1·afo del regno, sovveniracon un'annua pensione il figlio di PieLro Gian-
'\
I
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IL GEN ERA LE D'A~IBROSIO
IL GENERALE O'AMBROSIO
none, e merilava, dopo la sua morte, quella lode che ebbe perche non aumento le tasse e che lcggesi nella chiesa dei Fiorentini in Napoli, ove fu sepellito : '
nemle Parisi, che jfonclo l' accademia e che fu cosi generalmente rispettato, perche probo uomo, valoroso scrittore militare ed assennato ministro di guerra. )la la predilezione del generale Parisi non era sufficiente pet· difendere Angelo dalJe soverchieri~, dalle prepotenze e dalle busse dei piu forti suoi compagni, i quali, come accade in Lulti i collegi, gl'insegnavano in modo molto per·suasivo· che il mond.o e dei pii1 forti. E quelle soverch ierie, quelle prepotenze e quelle busse erano delle sconfitte che si contrapponevano, in modo alquanto ridicolo, all e vittorie dei sommi cap ilani, che Angelo leggeva avidamente e che citava cont inuamente par·lando coi suoi compagni. Forse quelle sconfiLte fnrono una delle cagioni; per le qunli, giunto Angelo all'ela di dieciannove anni, fu indolloa dimoslrare coi faui, che egli non solamente voleva pal'larc di guerrama anche far! a; e farla non percelia, come si faceva nell'accadem ia, ma tlavvero, e guadagnare, in guena, il!grado di ufficiale. Correva l'anno '1793. L::t tirannide rivoluzionaria dei giacob ini aveva fauo nascere eel ingiga.ntire due terribili nemici della Frnncia: la ribellione interna dei realisti e la coalizione delle principnli po· lenze europee. La ribellione invase la Vandea e si diffuse a Lione, a Marsiglia eel a Tolone, la quale poi dai realisti fu dat::t agl'Inglesi. Jl regno di ~apoli, essendo Lra le potenze coalizzate, dovette man-dare a Tolone seimila uomini, e nel )lediterraneo quaur·o vascelli, quaLL1·o fregale e quattro legni minori . 11 cl' Ambrosio chiesc di · par 'Lire per la guer1·a come cndeuo, e f~ arruolato ne! reggimento Re di Jan teria, che era un reggimento della brigata comandata dal generale Fabrizio Pignatell i. L'espugnaz ione di Tolone, ove Napo- · Ieone, allora tenent.e colonnello di arti gl ieria , rivelo il suo vnlore, fu affidata, prima at generale Carteaux che era un piltore, poi al generale Doppet che era un medi co e finalmente a! generale Dugommier, cbe potette espugna.rla, perchC era « officier - come « dice ~apoleone - de 50 ans de service, couvert de blessures et « brave comme son epee. » Il d'Ambrosio, in questa difesa di Tolone, compi bene i modesti doveri di cadeLlo. Fu un coraggioso, intelligenle ed obbediente cadett.o. Nella sortita del 2~ novembre, che fece il generale 0-Hara, il quale comandava tu:ti i corp i delle potenze coalizzate, egli trova- · vasi nel forte i\'lalbosquet, che era uno dei fort i esteriori dell a piazza.
HIC. JACET DEI\ARDVS . TANIVSIYS . FLO!lENTINVS • UAHCHIO QVI. • CVM • PER • ANNOS . l'LVSQYA~[ . QVADRAGINTA HVIVS . REGNI . CLAYVM . li.ODERASSET VECTIGAL
.
NYLLYM
.
VNQV.UI .
DIPOSVIT
' )fa, se felici fm·ono i tempi in cui visse Bernanlo, non si puo dire altr·ettanto di quelli in ~ui dovette vivere suo figlio Angelo. AI buon principe - inevitabile vicenda dei governi assoluti---et'<'l succerl.uto un pessimo principe, a Carlo (TJ em succeduto l?erdinando I. E chi stud.ia quei tempi, non vedcp iu il senno italiano del Tanncci, ma l.'ignoranza e le colpe della regina straniera, Maria Caro li na; non vede piu il valore militare di Carlo HI, ma la codardia di Ferdinando I; non vede piu rispetlati, amati, r·imunerati i piu virtuosi e sapienti cilladini, ma disprezzati, perseguitati, ~siliati, ghigliottinati. Eppurc, sebbene Angelo vivesse in tali tempi, potelle, piu del pad1·e, fare rispettare questo nome italiano, non so se piit calunniato o invidiato. Tanto c vero che in tutti i tempi si puo essere utile cittadino. iVIorto Bernardo d'Ambrosio, la vedova Vincenza Rizzi, dovette seriamente pensare ad educare i suoi figliuoli; perche il marito· avea lasciato molta buona rinornanza ma povero censo. A causa delle sne attinenze, non le fu difficile di fare entmre Angelo in uno dei piu riputati collegi, in quel lo del Salvatore. Era un gr·acile fanciullo, e la madre avrebbe voluto vederlo, divenulo adulto, o colla toga del magistrato o coll'abito tal are del prete : due professioni tranquille e, a quei tempi, molto ambite, rispettate e ben rimunerate. )la, dopo alcuni anni, Angelo disse che voleva essere un urficial e. La madre vivam ente disse no; ma il giovaneLLo bauc i pi ecli n tena e vinse; vinse que! forte ostacolo che e l'aO'etto ma-· l.erno e fu Lrasferito nell'accademia militare. Quivi, a causa del' vivace ~uo ingegno, divenne prontamenLe il prediletto di quel ge-
464
IL G£NERALE D'A:\1B ROS!O
In quesla sortita fu fe rito e fallo prigioniero . Mandato in Yalenza, tolse in fitto alcune modcstc camerette presso di un fa rmacista. In queste camerelle, negli nnni del la sua prigionia, studiava molte ore, -e mol to piu che dal la sua giovinezza non si sarebbe aspettato : studio libri ed anrenimenti, i quali sempre sono degni di studio, ma specialmente allora, percM veramente straordinarii. Un giorno, nell'anno 1794, una Iiela notizia intert·uppe le quotidiane sue letture: .seppe cbe anebbe prontamente avuto il brevetto di alfiere; che era il primo grado di ufficiale uell'esercito na£olitano. Grande fu la sua gioia, perchl: la sua]prima amhizione era sfata soddisfatta; ottenere, inguerra, ilgrado di ufficiale. :\fadebhosoggiungere chenonmeno grande fu la gioia che provo il farmaci:;la, il quale a causa della dignitit della. vita e della bonlit d'animo del giovane suo ospite, non era piu un'-egoista padrone cli casa, ma era direnut.o-+.ul--VNO, un cordiale suo <un ico.
II. Dopo la pace di Campoformio, la quale fu conclusa il 17 ottob re del '1797, il d'Ambrosio potette rimpalriare . Non si sarebbe potuto dire di lui che tomava nel suo paese come era partito; perche avea con se quelle cose che se non sono ambite da tutti, sono dn tutti rispeltate : una onorevole fer~tit r~p_ort~ta in guetTa, nn ?rado nell'esercito, e quel cotTedo di cogntzront che m-ent acqutslate colla guerra, coi viaggi e cogli studi . Trasfcrito nello stato maggiore dell'esercito, il generale Dillon lo scelse pet· suo aiut.ante di campo. Ma, verso la fine dell'anno 1798, nuovamente doYette far la guerra. Infelice e vergognosa gucna I - Perciocche la pace che le potenze avevano fatta colla Francia, fu pi u una tregua che una pace. l\Ial-grado ci6, volevano la pace e creclevano che il regno di Napoli avesse potuto seguire una politica paci fica, i piu riputati uomini di Stal~ napolitani: il cluca di Gallo, che fu quel rinomato cliplomatico ..che, essenclo ambasciatore a Vienna, negozio per l' Austria, a.Leo ben, la pace con Napoleonc; i genet·ali Pari si, Colli, Pignatelli, il ministro della guena Ariola, il quale diceva che meta dei soldati erano re.d ute e, insieme con essi, tulli i piu assennati uomini del paese.
o' Ai\1Bnosro 465 Ma, volle la guerra la regina Caroli na - il vero re di Napoli - e l'escrcito napolitano I)).arcio contro i Francesi chc erano aRoma. Il comando dell''eser~~ito fu affidato ad un generale slt·aniero, al gene-rate Mack, nn favorito della regina. Il Mack, il quale diceva che in quindici giorn i avrebbe conqnistata tutta l'IIalia, e che nei pmlissi suoi cliscorsi, citava tutli i sommi capitan i, non seppc imitarne nessuno nel teatt·o delle operazioni. Divise, dissemino le sue forte in tal modo che si potrebbe dire, senza paura di sbagliat-e, che l'csercito napolitano ftt sgominato, prima dal suo gcnerale in cap~ e poi dal nemico. E i Francesi, comandati dal gene1·ale Championnet, vinsero. Non mancarono atti di valore ncll'csct·cito, nei citl.adin i e persino nelle ultime classi sociali. J\la, a che sen·e il valore di colore che ubbidiscono, se non ha valore colui che dcvc comandarli ? In questa sventurala guerra, non si parlo del u' Ambrosio dumnte la guerra, ma dopo cli essa. A Civ ila Casi.ellaua, nel corso clclln campagna, a proposito cli uno scambio prigionieri, un ufficiale francese clisse al cl' Ambrosio : « Ci vedremo in Nn.poli, » -« Non ci verrete - rispose prontamenle il cl' Arnbro>.io -tanto fac ilmonte, qua.nto ct·edete. » VenuLi davvero i Francesi in Nnpoli, l'ufficiale fran cese fu cosi poco delicato, anzi tanto insolenle, clre non fu conten to se non trovo il d'Ambrosio. E lrovatolo finalmeute, gli clisse: « Eccomi qui, in Xapol i ». ll d'Ambrosio sfido l'ui'fl ciale fran cese. Fu fortunato, percbe lo feri gravementc. Piacqne il duello, piucque anche a coloro i quali credevano che i duclli sono rimasugli del meclio e\'O. Eppure a njuno piacque mono che al d'Ambrosio. Xon gradiva le lodi, e interrompeva il discorso quando si parlava di que~ to suo duello . Era giit divenuLo un serio nfficialc, eel avea !'an imo troppo ingombro cli dolot:e perche l'esercito napolitano era stato vinto, per essere lie to di un felice cluello. Fuggiti il re e la regina in Sicilia e costitttiLasi la rcpubblica .Par-tenopea., il d'Ambrosio servi la repubhlica. - Ma. il governo della repubblica, imitando servilmenle la repubblica francesc, fu troppo giacohino, fcri troppi interessi, non rispetlo, quanlo doveva, usi, costumi, traclizioni, c cominciarono - come accadde in Franciale ribellioni. It d' Ambrosio , era allora ca.pitano, e comballendo eoteste ribellioni, sotto gli ordini del generate Matcra, a Nola, riporl6 .due ferite, una di arma cla fuoco ed una di arma bianca. - Le sorti IL GENERA LE
ANNO XXVII , VCL. l.
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della repubblica poi declinarono, non solo perche si governo il paese· troppo alla francese, con radical ismo forestiero anziche con senno-i!.aliano, ma anche perche l'esercito fraricese che era nel regno, dovette partire per l'Italia superiore. Il d' Ambrosio, guarito delle due · ferite, accompagno il principe Moliterno a Parigi, il quale si recava. co la per ottenere che la repubblica. francese aii.Itasse la repubblica napolitana. Ma i repubolicani, dovunque, anche in Francia, anzi· principalmenle in Francia, aveano fatlo deteslare la repubblica; e· percio la repubblica francese, anch'essa moribonda, non potetle aiutare la repubblica. napolitana; e percio to1:.varono in Napoli preceduti dalla piu orrenda guerra civile - il re Ferdinando e la regina Carolina. Il d' Ambrosio, insieme col suo fratello Paolo, anch'esso ufficiale,. lascio Napoli e si reco a Corfu, ove visse inseg-rum.dn...J.iitJeralura italiana e latina; percbe egli era stato educato nel periodo anteriore· alia calata dei Francesi in Italia, e gli ufficiali italiani, prima di ( quella calatu, sapevano illatino . Da Corfu, entrambi i fr:,sttelli, passarono ~t Venezia. Doleva ad entrambi, ma speciahnente ad Angelo, di non essere pi1i ufficiale. I consigli della madre e quell'amore alia professione dell e armi che si era cosi potentemente rivelato in Angelo sin dall'adolescenza, indussero entrambi i fratelli a ch iedere· un posto di ufficiale nell'esercito austriaco. Angelo fu ufficiale dei dragoni, e Paolo nfficiale di fan teria. Paolo combaltett.e valorosa-mente a Hohenlinden, e poi , abbandonata la professione militar·e, divenne un sagace diplornatico. Angelo. ammalatosi gravemente, . dovette chiedere la dimissione e tornarsene in Ilalia. Visse parecchi anni in varie ciWt cl'Italia superiore, e questo ftt il periodo let- terario della sua vita. Visse poveramente, come vivono i leLteraLi italiani; aiutato dai poveri sossidi che po Leva avere dalla madre. l\fa 1' esilio e la povertit furono leniti in modo a lui carissimo; perche conobbe uomini e don_ne illustri: il Fosco lo, il iVIonti, Alfieri , it Cesarolti,_il Pindemonle, l' Andres, il dotto magistrato· ~inali , la SUiel e l'Aibrizzi. Egli avea letto, avea pensar:o ed avea operato ; ed a tutto cio dovete aggiungere che era facondo parlatore, e che a.pparteneva a quella fortunata. specie di uomini coi quali pront.amente si diventa amici . Tutti, clunque, lo stimarono e lo· amarono, sebbene probabilmente niuno po 1.etle sorpassare il Cesa-·
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rotti, il quale in una lettera gli scrisse : « tu sei uno dei pochissimi « coi quali vorrei vivere sempre » ('I). · Dopo la pace di Luneville, che fu segnata il 9 febbraio del180'1, e la pace di Firenze, che ne fu la conseguenza, gli esuli napolitani, protetti da cio che con questa pace si era imposto al governo di Napoli, potendo ritornare senza tema di essere molestati, il d' Ambrosio rilorno in Napoli. Quivi giunto, o fosse divenuto amante di vila Lranquilla, o disperasse della sua fortuna nella professione militare, o non gli fosse consentito di avere un grado nell'esercito, perche aveva servito la repubblica Partenopea, si accinse a correre l' arringo paterno: it foro . Seppe volere e raggiunse la meta. Dopo due anni di studio continuo, divenne un discret.o avvocato. Il Cesarotti lo incuprava a proseguire alacremente, percbe « gli studi legali non pagano con semplici coccole di lauro (2). » Ma accaddero nuovi fatti, i quali lo costrinsero a lasciare la toga eel a ripigliare la spada. Nel '1805 la guerra divampo r{uovamenLe in Europa. Nel mese di otlobre il Massena vinse a Caldrero I' arciduca Carlo ; pochi giorni· dopo Napoleone vinse gli Austriaci ad Ulma; e nel mese di dicembre vinse Russi ed Austriaci. ad Austerlitz. La guerra fini colla pace di Presburgo . La regina di Napoli, ispirata piudall'odio che dalla ragione, dopo la, pace di Presburgo ratificava la lega coll'Austria, accoglieva navi russe ed inglesi nei porti, truppe russe ed inglesi nel regno, eel ingrossava l'eserciLo alia frontiera, per minacciare gli StaLi d'Italia occupati dai Francesi. Napoleone, indignato, disse che i Borboni di Napoli aveano cessato cli regnare; e mando contro il regno suo fratello Giuseppe con un pocleroso esercito comandato dal vincitore di Caldiero, il l\'lassena. I generali inglesi, a Teano, persuasero i generali russi ad abbandonarei.lloro aJleaLo, il re di Napoli, e partirono, gli uni e gli altri, colle loro truppe; il re e la regina fuggirono in Sicilia; ed il valore, il grande valore dimostra:to clai Napolitani a Gaela, a Civitella del Tronto, a 1\iaratea, ad Amantea, a Scilla, a Campotenese, a Sant'Eufemia ed. ai monti cli Tiriolo, non fu sufficiente, anche perche non era amato (I) Da Padova , 25 febbl'aio 1803. (2) Da Padovn , 19 apl'ile 1805.
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il govemo delln. regina strnniera, e Giuseppe Bonaparte, nel 'l806, divenne re di Napoli. CostituiLosi il nnovo governo, la riputazione che il d' Ambrosio a,·ea di va loroso e colto ufficiale, non gli permise di proseguire la professione di avvocalo. Si -parl6 di lui, si Iod6 il suo ingegno, si Jodarono i suoi studi militari ed il valore che in varie congiunture Hea dimoslrato. Ed a. causa di quesle Iodi, il generate ,Dumas, ministro della guerra, che avea hisogno di abili ufficiali napolitani presso di se, lo riammise nell'esercito col grado di capitano e lo ( volle per suo aintanLe. di ca~po . ~n chiar~ spiritoso ~agistrato disse a queslo proposrto : « E cunoso che un valente ufficrale come « e it d' Ambrosio, per non abbandonare la bandiera clell'esercilo, << diserta da qttella di Giustin iano >) . Nel •1808 il cl' A.mbrosio parti col 11° reggtment&-di fanteria e col grado di capohattaglione per C{Llella memorabile guerra cli Spagna, ove tanto stronuamente gli Spagnuoli difesero la loro indipenclenza; ovo gl'llaliani di Sici li<L comandati da Wclling.ton, comhattetteeo contro gl'l taliani comandaLi dai generali frances i; ove par(i"irooo 30·183 Ital iani ~ ne lornar:ono solo. 895? ('I!; ~d ovc clissc Napoleone clte, dopo 1 tempt cle1 Roman1, gllLalmm non a' eano mai dimo!>Lmlo cosi SjJlendido valor militare. Il d' Ambrosio, in questa gnerra, comancl6 uno cli quei battaglioni napolitani.' s~tto crl i ordin i del aenerale Lecchi, che con un attacr,o d1 VIVa "'forza il 16 giugno "' s' impadronirono del castello dt. .,\Iongat e p01. dclla cillit aport.a di ~latar6 (2) . A Gerona il 20 giugno il generale Dubesme, scbbene non fossero stati di questo parere gli uffiziali del genio, comand6 l'assalto della fortezza. ~el dare la scalata parecchie scale si ruppero ed altrc furono rovesciate dai difensori dell a piazza. ll cl' Ambrosio ed il capitano Lafaille, nell'assalto del bastione di sanla Chiara, giunli al sommo della scala furono dagli Spagnuoli rovesciati nella ros:;ala (3). A Barcellona, occnpata dai Fran cesi e dagl'ltal iani, il d' Ambrosio, alia Lesta di dodici compagnie di fan(I) Y.\ CASL Storia dollc cam]Jil9'11C e clegli asscdi dcgrJtaliani tn Ispagna. Vol. Il l, pag. 330. (2) VH:AX!. Opcnl. Citata. vol. I, pag. 100. (3) VACANt. Opor·a cilaLa. Vo l. I, pag. 203. ~fat·echa l GouvtoN Sur-CYn. Jounat des opc1·at1ons de l" cu·mde de Catalogne. Vol. I, pag. 11.
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teria napoli tane, combatteLLe valorosamen te, nella soNita fat.ta il :2 seLtembre, per impeclire l'investimento della. piazza. Gli Spagnuoli, dopo una sanguinosa hallaglia, lungo il Llombrcgal, furono scacciati dal loro campo trincerato (I). }!a il 26 novomhre, essendo essi molto numerosi ed essendo gagliardamente aiutat i dagi'Inglesi, poteltero compiere l'investimento di Barcellona. Questa preli.minare opcrazione d'asseclio per6 non fu compiuta senza loro gnn i sacrifizi ; perciocche strenua fu la difesa di nn campo trinccralo, falla dagli llaliani . « 1'leritarono - dice il Yacani .__ menzione d' ono re « in questo giomo di baltaglia, Foresti, Rossi, Gavazzi, d' Ambmsio, « cl' Aquino e Serbelloni, per aver hen guidati i baltagl ion i o gli squa« clroni e per avere sostenulo coll'esemp io il coraggio dei sol« daLi (2) ». In unn. guena come qnella di Spagna, in cui comballcvano i solclat.i spagnuoli e le popolazioni spagnuole, in cui vinti i solclati le popolazioni non si arrenclevano, in cu i hisogna.vn combattere non so lo per vincere ma anche per procacciarsi vivm·i e fo rnggi, in cu i si moriva non solo sui campo ma anche negli ospedal i per deri cienza di r imecli, in cu i anche il suolo el'a nemico, pcrche scnrse erano le comunicnzioni; in una guerra· di questa fat.t.a, anche la speclizione di una lettera era un'operazione milit.are. Il d'Ambt·osio dovette portare, per 01·dine del generale in capo, una lellera alia frontiera, a! comandante del forte Bellegarde, il quale poi cloven. trasmetterla a Napoleone. Si a.vvi6 con un bauaglione di cinquecento soldati nap{,litani . Ebbe parecchi falli d'armi contro i Micheletti, che erano una milizia catalana. Perdetle in questo sanguinoso viaggio duecento soldali ua morti e feriLi, ma giunse a .Bcll egarde, innanzi all'auonito comandante del forte, il generale Ogen . Ln tale occasiooe ebbe la legion cl'onore dal governo francese e la Cl'oce delle Due Sicilie dal governo napolitano.
IIJ. In Na.poli, adesso , non troviamo piu Giuseppe .Bonaparte. Fin dal 6 settembre del 11808 Gioacch ino :\'fll.rat era di\'enu to re di (1 ) VAC•NL Opet·a citata. Vol. I, png. 23l.
(2) VACANI . Opern citata . Vol. I, pt1g.
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Napoli. Gioacchino volendo aumentare I' eserr.ito napolitano, fece venire dalla Spagna parecchi ufficiali i quali aveano cola acquistata esperienza milita1·e. Uno di questi ufficiali fu il d'Ambrosio, il quale era divenuto un riputato colonnello. Giunto in Napoli, ne! mese di gingno del ·1809, gli fu affidala la formazione del reggimento di fanteria Real Sannita, che fu poi uno dei migliori reggimenti dell'esercito napolitano. Gioacchino non era contento di essere solamenta re delle pro' incie napolitane: a queste voleva aggiungere la Sicilia, ove erano il re Ferdinando e la regina Carolina, protetti uagl'Inglesi. Percio, uel '181 0, si accinse atta conquista dell'isola con trecento legni da guetTa e da trasporti e con un esercito di sedicimila uomini, dei quali un lerzo era napolitano, e due terzi francesi. ln qnesta guernt il colonnello d' Amhrosio, illS-agosro, combattette felicemente, con un battaglione del :zo leggiero e con un al tro del 4,o di linea, gi'Ingles i sbarcati a Pentimele, dei quali una parte fu fa tta prigioniera e l'a.ltra si salvo a nuoto . Il 24 agosl;o comincio lo sbal'co sullc coste delta Sicilia. eel il d'Ambrosio sbarco a. ~cale!La con milleseicento Napoli tani, comandati dalgenerale Cavaignac chc furono i primi a sbarcare. A questo primo sharco clovea prontamente succeclere quell o clegli altri Napol ila.ni o dei Francesi. l\ta il generale Gren ier, che comandava i Francesi, disse cb e non poleva sbarcare, perche aYeva. ricevuto ord ine segreto dall'impm·a.tore Napoleone cli non valicare lo streLto .' Yarie furono le voci che si sparsero iotomo a quest'ordine segreto. Si disse che Napoleone non volea sovorchiamente cstendl:!re il regno di suo cognato; si disse che avenclo aperte trattative colla regioa Carolina in Sicilia, la quah1 volea liherarsi dal giogo ioglese, clovette impedire lo sbarco; si dissc che la spedizione contro la Sicilia non doYea esssere altro che una dimostrazione, una minaccia, per cli verge re dalla Spagna le forze inglesi. Si manclo, inta.nto, prontamente 1'01·dine al generate Cavaignac di ritomarc in Cala.bria. Ma egli gi~t si trovava contro un numero superiore di Lrnppe inglcsi e sicili ane . Avuto l'ordine di ril:ornar:o in Calabria, in~iunse al d' Amb rosio, con non piu che cinquecenl;o uomini , di proteggere l'imbarco . Ardua operazione mililare, perche disugualissimocrano le forze; ma grande ftl il valore del d' Ambro-
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sio e dei suoi. Ferito in unagamba, non abbandona il suo posto. L'imharco fu }Jrotetto, ma i valorosi che lo protessero furono fatLi prigio· nieri . Il d' Ambrosio fu mandato a Malta. Chiese varie volte ma. non otlenne ne di esse re cam biato. con altro prigioniero, ne di essere rimandato sulla parola. Il governatore Oakes, volea cambiarlo con un alto personaggio che em prigionioro in Fran·Cia. Cio non era possibile, perche il governo francese osservaY,l che il colonnello d' :\.mbrosio em slato faLto prigioniero in guerra tra ~ apolitani eel Inglesi . I mesi intanto scorrevaoo e la questione non si risoh'eva. Accortosi che la sua prigionia era una prcpotenza, fu costretto a reagire a qnesta prepotenza coll'evasione. Imbarcatosi, clunque, su leggerissimn. nave mercantile, giunse a Dari e da B'ari si reco a Napoli. Grande fu la gioia cli Gioacchino e .dei SllO i amici eel ammiratori nel vederlo libero. Ebbe il titolo di barone, per la valorosa prolczione clell'imbarco n.Scalctta e pergli altri prececlenti suo i servigi ; e fu poi mandato in Calabria, ove era il suo reggimento eel ove era no i maggior i pericoli , essenclo quell a la. parte del regno che era conlinuamente infesl.ala dagl'lnglesi e dai borboniani. Sehbene in Calabria si trovassc in uno stato lra la pace e la guerra., pure istitui scuole nel suo reggimenLo, per gl i ufliciali, per i sotloufficiali, per i soldali . Non sapeva. disgiungere, come all ora. si faceva, come si e fat to sino ai nostri tempi, il valore dalla coltura; non di ceva solo, come tnui dicono, ma credeva davvero che la scienza c forza. l\la ne! •1812 dovette IMciare le scaramucce cogl' Inglesi e coi Siciliani, per un'altra guerm ben altrimenti importante. Era gia com inciata quella campagna di Russia ove Gioacchino mando cinquantamila Napolitani eel oYe tutti gl'Italiani, come in Ispagna, valorosamente si comport-arono. Il d'Ambrosio, che ncl 26 aprile del ·1812 era asceso al grado di generate, clovelle recarsi a Verona. (7iunto a Milano, non seppe pal'tire senza rivedel·e il Monti e::>enza conoscere il Canova. I primi corpi napo li tani furono inviati a Bamberga, ove giunsero il 29 agosto, poi a Kowno, poi a Danzica. L'incendio di i\'losca e la rigidezza straorc1inaria clell'inverno di quel.l'anno resero inutilc la vitto.ria guadagnaLa del Napoleone sulla Moskowa . Comincio allora. quella marcia in ritirala divenuta Lra.dizionale col nome cli ritirata di Mosca. Il generated' Ambrosio usct
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da Danzica con una brigata napolitana, valico la Vistola e, congiuntosi colla guardia imperiale. sotto gli ordini del maresciallo l\Iortier, COVI'i la ritirata sino all' Elba, valor·osamente combattendo l'esercit~ russo, imbaldanzito dalla ritirala dei Francesi ed esacerbato dalle sconfille. Giunto all' Elba il vi cere Beauharnais ed il generate Gerardr la cui divisione era stata principalmenle pro telta da lla hrigata del d'Ambrosio, allamente Jodarono il valore del generale, degli umciali e dei soldati. 11 vicere mando posc:ia il generale d'Ambrosio a Bamberga, pe1· assumer·e il comando di altri corpi napolitan.Lche si attendavano. Trovatili ad Augusta, li condusse nella linea di ritirata che gli fu designata. Fn egli poscia trasferito ne! corpo d'esercito del maresciallo Oudinot, ed assunse il comando della hrlgata dell a di visionedel generale Pacthod, che era format.a dal 4° feggimenlo leggiero napoli tano e dal 40·1· reggimen lo di fanter· ia francese. Nel corpo d'esercito del rnaresciallo Oudinot, il generale d' Ambrosio si condusse non meno valorosamen te che con qnello del J.naresciallo Mortier. Nelle sanguinose giornate di Bautzen il corpo di Oudinot era all'ala destra dei Fnmcesi. Valico il 20 maggiola Sprea, ~td una lega cla Bautzen, e combatteue contro il corpo d'esercito russo del Gortshakofl', lo scaccio clalle sue posizioni e marcio sino alle valli di Cunewald. I! 2 1 maggio combattette per otto ore contro forze superiori, perche gli alleati aveano manovrato sulla destra dei Francesi . Essendo poi la giomata riuscita favorevole alle anni francesi, il corpo del maresciallo Ouclinot compi la vi.ttot·itl inseguenclo gli :wanzi degl i eserciti alleali. Il genera le d' Ambrosio scacciando i Russi dalle alLure del vil laggio di Hochkirch fu gravemente· ferito ad una coscia. Trasporlato a Dresda, gli fn partecipato che era stato nominato ufficiale clella leg ion d'onore . Il generate Pacthod scrisse a ~Iurat : « I ai eu l'honneur de combattre a c<>te d'un re« giment napolitain qui fesait partie de la brigade d' Ambrosio, of« !icier d'un mcrite em inent, qui s'est distingue parLiculierment il «la tcle de ce regiment nnpoli tain qni a riva lise de brnvoure « avec le regiment frau~a i s . >> Ed il tenenLe colonne!lo Landi scrisse, da Dresda, al ministro dell a guerra in ~apo l i: « ll mare« scia ll o Oudinot ha voluto solelln elll f?nle attestarmi la sua soddi« sfazione, per la maniera con cuii nostri soldati, che erano sott()
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« i suoi orclini, si sono battuti, seguenclo l' esempio del gcnerale « d'Ambrosio, chiarissimo ufficiale che tutti i "Sapolitani debbono « far·si un debito di tenere siccome l'onore delloro paes~ ». A Dresda il generate d'Ambrosio, lasciata laspacla, a causa della ferita, dovelLe pigliare la pennn; se non debbo dire che anche in guorrn era suo costume di non deporla del ·tutto; perche, come scrive il Costa che fu sno capo di slato maggiore, la carrozza del genernle era troppo pienn. di libri, di carte, di scritti, anche nella campagna di Russia, dove il menlovato ufficiale avrebbe forse voluto vederla meno sfornitadi vini e di liquori . Lesse- ecco percbC a Dresda prese la penna - in un giornale francese un'acre cansura conlro Vittorio Alfieri. Egli era calclo ammiratore deli'Aifieri, lo aveva conosciuto, gli era divenuto amico e gli era grato, percM aveva messa a sua disposizione la sua LiblioLeca. Pensate adunque se clovel.te montare sulle furie. Scrisse una calorosa difesa, la quale a caus:l del suo ingegno, dell a sua coltura e dell'amicizia che aveva per I'Alfieri, non dovette essere indegna ne del valoroso difensore, ne di VitLorio A.lfieri.
I V.
Gioacchino, come e noto, abbanctono Nal_)oleone. Ne! mese di gennaio del ,18H, concluse una lega, inizi atanell'annoprececlente, coli' Austria e coli'Inghilterra, contro la Francia. A causa di tale· lega cominciarono le ostilitit tra gli Austriaci ed i NapoliLani da una parte; ed i Fr·ancesi e gli Italiani del regno d'Italin dall 'altt'a.. L'esercito napolitano marci6 su Roma ed Ancona. Ancona, presidiata dai Francesi, capiLolo, dopo ventiqualtro ore di fuoco. Caste! Sant'Angelo, Civitavecchia, i forti di Firenze, di Livorno e di Ferrara, abbandonati dai Francesi, fm·ono occupati dai riapolilani. Gli Italo-Francesi, valicato il Po a Piacenza, altaccarono gli Austriaci a Parma ed a Guast.alla, i qua li perdettero quatlrocento uornini tra morti e feri Li e duemila prigionieri, e si riordinarono dietro le div.isioni dei genernli Carnscosa e cl' Arnbrosio, il qua le era asceso al grado di tenente gencrale; di visioni che rimasero ino-
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pe1·ose per la perplessita di Gioacchino. Gli Italo-Francesi occuparono Parma e Regg·io. 11 giorno appresso, dopo un combattimento in cui gli Italo-Francesi pordettero cinquecento tm morti e feri ti e quattrocento gli Au stro-~apolitani, questi ultimi s'impadr·onirono del ponte e di S. Maurizio. Poi si manovro dai Napolitani sui Taro per marciare su Piacenza, e dagli Austriaci sui Mincio per marciare su Milano. Dopo un combattimento sui Taro, in cui vi furono qltattrocenLo tra morti e feriti tra i Napolitani, ed altrettanti tra gli Italo-Francesi, il fiume fu .,-alicato. I Napolitani pernottarono sui campo ed il giorno appresso occuparono S. Donnino e Firenzuola e spinsero il neroico oltre la Nura. Gli Austriaci operarono lentamente . L' abdicazione di Napoleone inleJTuppe questa campagna. I Feancesi tornarono in F1·ancia. Il regno d'Italia conservo i suoi confini tra le Alpi, il Po ed il Mincio; i Napolitani presero slan ze nell e Marche, come si era stab ilito n~ll a lega , mentovata .di sopra, del gennaio del ·18H. - In quksta guerra in cui gli Italiani del sud combatlettero contro gli n;rlianl del nord, coi quali avevano combn.ttuto insieme in Ispagna, in German ia ed in Russia , il generale d' Amhrosio si condusse col consuclo suo valore. Divenne aiulan te di campo del re Gioacchino ed ebbc la commenda dell'ordino delle due Sicilie e, dall' Austria, la cr·oce cli S. Leopoldo. Gli fu poi afficlato il governo di Ancona, ove fu amato e rispettato . Scrisse una elaborata relazione intomo a cio che credeva che si dovesse fa re per fa r progredire la pubblica islruzione. Sin dall'anno 18,'14 si era affievolita l'amicizia politi ca tr::t il d'Ambrosio e Gioacchino, a causa dellu perplessita poliLica e mililare di Gioacchino. Or quesla am icizia si spense presso che addirillura nel 1815. Nella bibliotecn cornunale di Kapoli vie un manoscriLto del generaled' Ambrosio su lla campagnadel •18 15, fntta da Gioacch ino, oYe tronnsi le cagioni di que! fatto ed ossen•azioni e giudizi e notizieche mi sembrano imporlanti . Escritto in fran cese ('1). - Gioacchino man do il generale d' Ambrosio a Vienna e con~e mporaneamente - come leggosi ncl manoscritto - scri sse una
leLLera a Luciano Bonaparte, in cui diceva che egli era sempre il primo solclato dell'imperalore Napoleone. Luciano fece leggere quesla lellera al Papa. Il Papa ne scrisse al Metternich . il quale poi se no lagno col principe di Cnriati. ambasciatore napolitano a Vienna. Questa politica ambigua di Gioacchino gli alieno I' Austria. Dai Francesi era deteslalo, percltC ·1i aveva ab bandonati e perche aveva combattuto contro di essi. Dai NapoJitani non era piu amato, perche non uvea date lof'O le promesse guarentigie costituzionali. In tali condizioni Gioacchino tenta l'uni tit d'Italia. Il d'Ambrosio disapprovo comggiosamente quest a impresa politica manifestamente intempestin. - « Dunque, gli disse Gioacchino. « avete paura di far la guerra? » - « Si, rispose il d'Ambrosio, "< ho paura, ma non per me; ho paura pel mio paese e per h ·« Maesta Yoslra ». - Come Lutti gli in telligcnliltaliani, il generate D' Amhrosio voleva il risorgimento poli tico italiano, e comprendeva .che J'ltal ia non polel'a riso rgere senza indipendenza e l'uniLit . :Ma non approvava il tempo c spccialmente il modo cho Gioa,cchino pre:;ceglieva. Avrebbe voluto che il re di Na.poli fosse stato fedele amico degli alleati e della li berlti dei suoi popoli come Dernadotte, il quale, appunto per questo, resto sui trono di Svezia: cio . seconclo lui, dovca cssere il punto di partenza del risorgimento italiano. Rivelava, come si vede, quella sobr·ietit di obbiettii'O politico che, sin dall'antichita, e propria dell'inteltcLLo italiano ; additan la via maestra e non un dirupo, la via della lihertit; anticipava la politica degli abili uomini di Stalo piemon Losi. Ma questa anticipazione fll inuti le, pcrchC Gioacchino non era Vittorio Emanuele. << C' e L~it au nom de la liberte - lcggesi nel manoscritto << qu' il devaitsoulever les peup les d' Itali e contre leurs opprcsscurs ». - Ma la fede nella li!terta non esistcva nell'animo di Gioacchino. « L'ecole de la rei'Oiution avait forme la politique de i)lurat et il « etai t en merne temp flatle ol agit6 de la pensee de conserver sa {< conronne par les meroes moyens de force qui la lui avaient « acquise ). - Appunto percio, non confidava in altra forza che in quella dell e armi . « De la les levees continuelles d'hommes et « d'impOts, des coactions d' une part et des diss ipations de l'aulre, (( des traits d'une justice severe pour les ciloyens et d'indulgence « pour l'armee . Il ne sentil jamais !'inconvenient de meltt'e toute
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(1) Debbo la no ti~ia di questo manoscritto a quel chiaro ed erudito uomo cho millo Mmieri niccio, Soprintendonte degli nrchivi nolle pro,·incie napolitane.
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« sa confiance et sa force dans celte armee a charge it la nation « par les depenses enormes qu'elle occasionail, par les faveurs don~· « elle etait comhl6e et par le despotisme qu' e\le exerQait sut· Loutes les classes clu royaume. Ainsi la nation ne dut point partager les « inten~ts cl'un gouvernemenL qui n'amcliorait pas son sort par de « nouvelles instituti ons politiques, et Murnt, frappe par une main « invisible, per:>isla clans son cgaremenls pour la guerre, sans « comprenclre que les moyens de conquerir un Etat n 'en garan« tissent pas la possession ». ~ La mogli e, la regina Carolina, per un'altra via, arrivava alto sLcsso precipizio . « La reine n' apercevait !'l~ tat, la fam il lc et sa « personne mdm e que dans son frere l'Empereur: il ctait, pour « ainsi dire, son ame, loute sa puissance intellecluelle. Ainsi per« suadce que rien au monde ne pouvail resister a Bonaparte, elle « pensait que ricn ne devait se faire que pour I'Empereur. Elle de« sappro uva tout projet cle rapprocher la nation au l.rone pa.r les «formes legales clu gouvernement; et cepedant c' eta ienl des me-· << sures qui auraient pu soutenir son sceptre ». lnLanlo i migliori ~apolilani erano rualcontenti. « Ce qui indisposa le plus. « les classes cclairees du pays ce fut ('aversion posiLiYe que le « roi et la reine monlrerent pour associer la nation au gou1< vernement de I'Etat. Chacun se I'Olira clans l'obscurite pour « attenclre les evenemenls qui devaicn L amener une cri se ine<< vitable ». La campagna dol 1815 fatta da Gioacchino, clunque, non fu preceduta cla una sana poliLica. Ma. si deve anche soggiungere che non fu nemroeno precoduta da acleguata preparazione militat·e. t'csercito napolitano fu troppo rapiclamente aumentato, e percio lroppo alti erano i gradi a cui parecchi pervennero . Difettava il danaro e quel che v'era, per giunta, era ammiuistrato cla stranieri, i quali pcnsavano piu ad il lccili guadugni che all'onore dell'osercito. Per due ragioni, dunque. non si palette provvedere bene a.gli svariati servigi che occorTono in una campagna. Oltrc a cio poi si deve anche notare, che net teatro delle operazioni si cerea ma non si trova il concetto stra.tegico clel gener·ale in cnpo. « Combatteremo - clisse il generale d'Ambrosio ad un SLlO intima amico - come i Greci alle Termopili : senza timore, ma senza speranza >>. ;\falgrado cio, in<<
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tanto, gli ufficiali. eel i soldati napolitani conscrvarono al valore mili tare italiano c.ruella. reputazione a cui ern salito nelle guene prccectenti: « Il solclato napolitano - cosi dice il generate ausLriaco « Bianchi nella relazione clolla campagno. - ha combattulo con « molta. bravura in Ispagna, in Russia eel in Gormania, per inLe{( teressi adesso est ranei, come pure in qucsLa campagna, in molt.i eo m« battimonti, ha fatto mostra. di yalore, e specialmente nella balla<< glia di Tolontino, in cui gli Auslriaci han doruto fare sforzi con« sidcrevol i e penosi sacriO zi per strappare la vittoria contro una « forza superiore ('1). Si potrobbe osservare che qucsta e la solita magnan imiLA cgoista del vincilore, se, come sa clti ha letlo i documenti della campagna, 11011 ci fossero stati molti morLi e feriti da ambo le parli eel onorevoli falli di guerra . Sui Panaro settemila o ollocento .'japolitani vinsero novemila Austriaci ed il valore del gm1erale Filangeri, giil. noto nelle passate guene, divcnne popolare. Acl Occhiobello, per impetuoso or·dine del re, sobbene non fosse ancora giunla l"arligl ieria di grosso caJibro, sei volle fu aLtaccata la testa di ponte sul Po clalla divisionc del geuerale d' Ambrosio, il quale fu leggermcnte fori to e gli fu ucciso il carallo. Sui Reno tr·e volte gli Aus!riaci formnrono le colonno d'attacco e tre volte fLuonn respinti. La caval loria ungherese carico valoi·osamenlc, ma non disl'ece un quadrato di gmnalieri napol itani. Sul 1\onco, favoriti dallo l.euebro clella notte, mi ll e e quattrocento Napolilnni potettero vincere t!Uattromil~ AusLriaci c cosLringel'li a rivalicarc disordinatamente il fittme. Cesenalico fu perduta per ncgligcnza, ma ripresadai Napolitani, i quali poi rcspinsero il nemico dietro il Savio. A proposilo di questa ripresa di Cesenatico, fu deuo del generate Napol i tani, cl1e comuattette clet g?·anatiere dopo che atea 1J?·ese mistt?'e cla capo?·ate. A Sinigaglia.la cnvalleria napolilana, nella. quale crano ancora. vivi eoloro che Napoleone chiamo i diavoli binnchi, ruppe un quadrato austriaco . A ;\'[onLe Milonc clopo un sanguinoso atlacco di fronte, comandato da Gioacchino, la posizione fu contruistata dopo un atlacco di fianco, consigliato dal generale d"A.mhrosio, il quale fu ferito in un braccio. ATolentino i Napolilani percleLt.ero, ma. clopo che da ambo le parti Lre voiLe lurono cambiali (1) Giornalc delle due Sicilie del 27 giugno 1815. Relaziono del genet·al e Bian chi.
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i battaglioni, stremati dai caduti . Sui Sangro, infine, anche, valea dire alia fine della lunghissima riLirata dal Po aJ Sebeto, per opera del gener'ale de Gennaro, un glorioso avanzo di Danzica, che covriva la ritit·ata, caddero pel fuoco fatto dai Napolitani, con calma piu settentrionale che meridionale, interi plotoni di cavalleria ne-· mica. Nella hattaglia di Tolentino accadde un fatto vissuto sinora nella. tradizione e nel manoscritto di sopra mentovato, ma che merita di essere ricordato . 11 duca di Roccaromana accQ{tosi che una palla di fucile ha traforata la fronte al nglio, aU'unico suo figlio, ufficiale \ d'ordinanza del re, lo abbranca e - straordinariamente robusto " com'era - lo colloca sull'arcione e si allontana cli pochi passi. Smonta da cavallo, depone il figlio a terra, e accortosi ch'eramorto,. bacia il sanguinoso cadavere, rimonta a cavallo e va al suo posto,. accanto a ?ioacchino, il quale in quel giorno fu sempre ove piti. fervea la mischia ('f) . E degna anche di essere ricordata una osservazione del generale d' Ambrosio, intorno a questa ca.mpagna del '18,15. « En 18·16 -
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(l) Nel manoscritto, a proposito del duca di noccaromana, l•ggonsi queste parole: Le d ue de Roccaromana es t le plus belle bomme de sons pays, <i'une naissance illu- · s tre, d'une education achevee, et son car·actiwe mAle, loyal et genereux semble appartenir aux siecles do la cavalerie. Pat· cette derniere ept·euve, qu' on peut dire de la pl us haute intt·epidite, il mit le comble i.\ la reputation de ,bt·avoure qu' il avait acquis depuis longtemps. Eo 1799, a la t~te d'une compago ie i l attaqua un bataillon fran~aise et le m it en deroute a B e tt~lemme dans la T erre de Labou r. Ne pouvant plus dMendre les dt·o its de soa souvera in qui s'etait enfui en Sicile, il renb-a dans la capitals ou,.. trouvant le peuple en revolte, il mattl'isa l'anarchie et epargoa a son pays de plus graves desastres. A la •·ctraite de; Russie il escorta l'Empereur avec de regiments de cavalerie napoli{ taine, depuis Osm!ana jusqu' a Wilna: c'cst le general Florestano Pepe qui comandait Jes deux regi r~ent( celu i des hussards du due de Roccaromana, !'autre desgardes d'honneur du pl'ince d Campana. Vingthu it degres de froid ne purent pas le dec ider a fair·e usage d'une peli se, et couvert du si m pie uniforme de hussard, il ne quitta pas un seul instant la portiere de la voiture. Deux fois l'Em pereur l'engagea ase mieux couvrir, mais le due, habitue a mcpl'iset· les dangers , voulait braver aussi les frimats du nord. Plus de 400 hommes qui composa ient cette escorte, pel'irent victimes du froid, aussi l\occaromana Y perdrt la moitie de ses pieds et quatre doigts de la main gauche. Si sa t en·e natale eut ete appelle lt jouer un gran rOle daos les evenemcnts politiques d'Europe, la bravoure de ce seigneur napoli tain lui auo·aic o·endu des services signales. Aojourd' hui il ressemble au beau pays qui I' a vu naitre, et n' est plus, corn me l ui, qu 'un favori de la na ture neglige pat· les' hommes. Mais en cela il ne fait q ue partager le sort de plu-sieurs de ses compa tr·i otes. Cette remarque ne doit cepcda nt pas dimin uer le prix d~· l'hom mage que la r erite m' a dicte, pou o· un de mes plus distl nsues collegues >.
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« egli dice - des genera.ux a.utrichiens disaient que !'on n'avai t « fait que rire a Vienne des proclamations de !Vlurat pour sou« lever J'Italie. Mais, en verite, e.Jles inspirerent trop de fra« yeur au gouvernement alltrichien et donnerent trop de c.on<< fiance a Murat.; ce qui rentrait dans les abitudes de l'un et. de· « !'autre. » I! generale d'Ambrosio, dopo che fu. ferito a Tolentino, ebbe h1 · grande insegna dell'ordine delle Due Sicilie da Gioacchino, il quale dovette ·allora probabilmente vedere quanto avea errata ne! disprezzare i consigli del valoroso generale. Venuti gli Austriaci a Napoli e, insieme con essi, i Borboni, il generale Bianchi consiglio al re di affidare al d' Ambrosio il portafoglio della guerra. Non voleva accettarlo, perche addolora1o per la. sconfilla cli Tolentino, e perche grave era.la i:erita che avea a.l hraccio e non gli consentiva. lavoro di sorta. l\ia dovet.te accett.are, perche alle calde e naturali istanze degli ufficiali murattiani, i quali vedevano in lui il loro di fensore, si aggiunsero quell e del generale Bian- · chi e del :figlio del re, il principe Leopoldo. Essendosi dol'nti riunire l'esercito napo litano e quello che avea seguito il re in Sicilia, il muraLtiano ed il borboniano, fu istituito un supremo Consiglio di guerra., presieduto dal principe Leopoldo e composto da due generali murattiani e clue borboniani. I due genera.li murattiani furono il d' Ambrosio eel il Filangieri. Fu mol to Jodaia. l' opera di guesto Consiglio, come asseriscono concordemente due biografi del d'Anl. brosio di opposte opiuioni politi che, il d' Ayala e l'Ulloa.. l\ia, appnn to per questo, non piacque al governo a.ustriaco, il quale non volea un forte esercito napolit.ano. 11 Consiglio fu sciolto nel 11816, e ad esso fu sostituito tm capitano generale austriaco , il Nugent. l l cl' Ambrosio eel il Filangieri divennero ispettori di fanteria ed ebbero la gran croce di S. Giorgio. In questo an no •18,16 il cl'Ambrosio sposo una inglese, fig!ia cli un baroneLto, Carolina Sutton, dalla quale non ebbe prole. Fu un sagace e diligente ispettore che no'n haclo solo alla lucidezza dei bottoni, ina anche agli uomini sul cui petto quei bottoni doveano . luccicare. Non si arresto soio alle formali ta, non si chiuse in quell'indolente egoismq che tiene il sacco all'ingiustizia, ma seppe difenclere presso il capi tano generale i mnrattiani dalle prepotenze ·
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dei borboniani ed i borboniani clalle prepotenze dei murattiani. Ed il suo parere era molto ascoltato anche perche pat·Java bene: non. era vissuto indarno alcuni anni della sua vita nel facondo foro napolitano. Ma, sebbene forte era il sno buon volere, l'ispezione avea scemati i suoi doveri militari. I! posto di capitano generate era stato istitui to appunto per que:::to, per diminuire i doveri ai valorosi uf~ciali napolitani . Egli pero seppe in altro modo utilmente impiegare 1l suo tempo . .Perocche divennero piu vive 1l relazioni letlerarie che avea coi pit1insigni Italiani, quelle rela1.ioni let.terarie- le sole che univano gi'Italiani di quei tempi - che poi doveano divenire il germe delle attuali relazioni poli ti che. Divennero pil\ lunghe le ore che egli dedicava ai suoi studi. Da una sua lettera si rileva che Dante e Yico erano i suoi autori prediletti. Abitava nell'ultima casa che trovasi a sinist.ra di chi dalla via Toledo s'imm.eLte nella via s.aBrigida. Eel in questa casa convenivano, come ad una festa, i pil\ eletti ingegni, i piu doLti uom ini eel i pit"r valorosi ttfficiali; perche trovavano un paclrone di cas~t che prediliggeva. e rispettava e sapeva anche, ove occonesse, rar nascere e ravvivare le dotti conversazioni. L'abate Cesa.ri, non potendo venir lui in queste conversazioni, man do, ,da Yerontt, il suo dialogo sulle (}l'azie . Uno dei pitt assidui era Urbano Larnprecli, que! terribile purista che nella, vicina casa del marchese Berio clisse, in nn pranzo, inso!enti parole a Vincenzo Monti, perche questi, seconclo lui, non avea parlato con sufrtciente rivcrenztl dell'accad.emia della Crusca. Una sera una discuss ione_, discretamente noiosa, into rno agli avverbi e nella quale il Lampredi non volea ceclere, fu troncata clall'anivo cli una lettera del Piazzi, amicissimo del generale, in cui gli parlava clellasua scovcrta, fat la alcuni ann i clietro, del pianeta Ce?·ere. La lettera fu letta in pubblico. Gli , vverbi, see d'uopo il dirlo, si dilegnat'ono clalla conversazion , come i pipistrelli all'apparire del sole; e l'orgogl io nazionale brillo su tutte le fronti. Vis se cosi il d' Ambrosio, tra i pochi doveri lasciatigli dal ca.pitan generale, e quelli piu import.an ti che si era imposti da. se, sino al ·1820.
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V. Ho cleLto , pit\ su, che l' Austria non volle un forte esercito napolitano. Avea· ragione. Nel 1182.0 i Napolitanifecero una rivoluzione per la medesima ragione per la quale aveano cosp irato e si erano ribellati nel re,.,.no di Gioacchino : vollero ali orclini costituz ionali. Un esercito di quarantamila Austriaci, marcio nuovamente contro il regno di Napoli. Tl d' Ambrosio scrisse una lettel'a al generale Parisi, al suo secondo padre, come egli dice, e che era ministro dellR auerra affineM ali ·si fosse afficlato un eomando a cui avea diritto "' ' amore "alla liberta e per le campagne che avea fatte . AI ,.per il suo suo intimo amico , il colonnello Gabriele Pepe - quegli che a Firenze, alcuni anni dopo, sil.clo il Lamartine, quanclo CJUesti disse ehe l'Italia era la terra dei mort.i - scrisse una lettera in cui l'esortava a chiudere il suo preclilctto Orazio, ed a prepararsi. alia. guerra, e che per lui erano vol11Jttuosi .i clisagi eel i rischi di questa guerra che dovea difend ere le conquist~tte liberti:t politiche. Ma se eccitava gli ufficiali, frenava la soverchia fiducia che parecchi aveano nella vittoria. Ed al poota Gabriele Rossetti, che gli recitava una sua ode che avea scritta per quell'occasione, gli disse: << anche la guerra, ea ro Rossetti, cuna poesia, ma non la combattono i poeti ». Ai quarantamila Austriaci, il govemo napolitano oppose trentaduemila solclati regolari e qmu·ant.amila uomini di milizie civili. Ma questi ultimi eeano soldati solo cli nome, percl1e allora, per la prima volta, chiamati sotto le armi. L'eserc:ito permane:nte no11 era compiutamente preparato, perche e la guerra e la causa che J'avea prodoua; non si erano prevedute. I1 nemieo poi - per chi tiene con to delle forze morali - era il vinci.Lore, il recente vinci tore di Tolentino. Non ostante tali cose v'erano parecchie ragioni per le quali si doveva sperare la vit.toria : si doveva combaLtere nel proprio paese e per la liberta, era fav9revole ai Napoli tani la pubblica opinione in Europa, e v'erano nell'esercito buoni generali, perche molto reputati per ingegno, per coltura e per esperienza acquistata nelle passate guerre : il Pari si, il d' Ambrosio, il Carascosa, il Colletta, il Filangieri, l'Arcovilo, il de Gennaro, il Roccaromana, il Pignatelli e Florestano Pepe. E degno veramente di essi fu quel che (')
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stabilirono: gueJTa difensiva e non offensiva, aflinchc i gi·ovani soldati si potessero o.gguerrire. Se la guerra fosse statu difensiva, sarebbe giunta, durante la guerra c non dopo di essa, la notizia della rivoluzione piemontese. Gli Austl'iaci si. sarebbero trovati tra due rivoluzioni italiane e probab'ilmente si sarebhevinto. Ma, come e noto, non si attenne al consiglio dei generali, Gugliehuo Pepe, che avea il cuore del soldato ma non la testa del generale attacco gli Austriaci, a Rieti, colle milizie civili e con pochi veri soldati, dopo, per giunta, di avere ~ivise le sue for·zer Sconfitto, scappa in Napoli perchiederenientemeno che ilcomando· di un altro eset·cito. Questa sconfitta incuora gfi ufficiali borboniani che era no nell' esercito, i quali dicono apertamente ai prodi ufficial.i· murattiani che non si dovea combattere contra gli Austriaci, perche venivano non a far guerra ai Napolitani, ma a difondere il govemo assoluto. E cosi cio che la follia avea cominciato, fu terminato dalla discorcl·ia. e gli Austriaci. per la seconcla volta, vennero in Napoli. Grave fu il dolo re da cui fu trafitto il noLileanimo del d' Ambrosioper questa pubblica calamita. Negozio la pace col conte di Fiquelmont, e qnesto fu !'ultimo servigio cbe rese al paese ed all'esercito.. Si ridusse poi nella Sta·r.::a, che era una sua terricciuola alle falde del Yesuvio, ove visse vita solitaria e malinconica. L' alfettuosa moglie, gli amici, la lettura, quella lettura. in cui avea trovato un tempo tanto conforto, non valsero a consolarlo. Diceva che ·aramai non solo i l?rancesi ma anche i Tedesch i potevano dire che aveval19· Yinto in Italia col gesso dei loro forieri. Divenne arnica di passeggiate solitarie. Il saluto che riceveva, in tali passeggiate, da parecchi contadin i, piu ri spetto ~o che non sogliano, gli faceva clireche quei contaclin i erano stati soldati. Ammalatosi di mal di cuorc e di bile Lravasata, provava grande conforlo nel visitare e soccorrere i con-· tadini infermi; e piu frequenti erano le sue visite e piu larghi i soccorsi se Lrovava- e ne tl'ovo parecchi - che erano stati soldati-~ Ala queste passeggiate e queste visite furono interrotte dall'aggra-varsi della sua malattia. La quale crebbe e crebbe, a dispetto di medici e cli medicine. sino a cbe lo spense, a quarantotto anni, la notte del 29 luglio del 1822. La morte lascio vedere una bell a, sebbene non grande persona, piena di molle onorevoli fel'ite, sino 4lllora nascoste non solo dagli abiti ma anche dalla modestia. Ed it \
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sensa di riverenza che commosse i pochi che le videro e posero il cadavere sulla bara, e le sommesse lodi dei veri uomini liberi e dei veri soldati, furono Je sole funebri oMranze che ebbe il generale Angelo cl'Ambrosio. I soldati che egli avea. tante volte in guerra valorosamente comanclati, non gli resero gli onori militari; le bancliere che egli avea illustrate col suo valore non si abbassarono innanzi al suo feretro; gli ufficiali non salutarono, per !'ultima volta, ll lciro illustre compagno d'arme. Pel'ciocche ne! giorno della su morte fu pubblicato il decreta rhe scioglieva !'esercito napolitano, reo della rivoluzione clel1820. Una giunta di scrutinio, pochi giorni prima, aveva terminato il suo lavoro, ed avea iscritto il d' Ambrosio tra i primi, nel ruolo provviso1·io; vale a dire in un molo ove l'ufficiale che era iscritto perdeva grado, decorazioni e stipendio. Ed il d' Ambrosio fu iscritto in que! rnolo, perche massone sin dal1799, perche avea servita la repubblica e l'occ1bpazione milita1·e - cosi chiamavasi il regno dei due principi francesi - e perche ingrato verso la famiglia dei Borboni. Questa e stata la vita del generale Angelo d' Ambrosio. Non fu solo un valoroso generale, ma ebbe un vero culto per le scienze, le lettere e le arti, in unperiodoin cuiparecchi illustri generali francesi erauo ignoranti e barbari. Disse bene il d'Ayala che ne scrisse la biografia: « amo d'un meclesimo affeuo le armi , le gravi scienze e l'amenalet« teratura ». E disse anche .bene l' Ulloa, che pure ne scrisse la biografia: « Ateniese nella pace, era Spartano nella guerra >> . - Ebbe cio che pochi militari sogliono avere, la facondia. Ma, sebbene facondo, soleva farsi obbeclil'e piu coll'esempio, piu compiendo egli pel prima il proprio dovere, che non con quei discorsi che sovente sono -una perdita di tempo. Facondo nella conversazione ed in altre congiunture, era laconico quando compiva i suoi doveri militari. Nelle giornate di Bautzen, un ufficiale francese della sua brigata oso dire: « Stragi, sempre stragi' e sempre stragi ». « Stragi, rispose il d' Ambrosio, ma anche glorla; e se non vi basta la gloria - continuo poi con piglio severo - perche avete scelta la professione militare? » Fu piu proclive alia lode che alla censura: da una parte l'acuto ingegno gli faceva vedere che se si dc,vessero loclare solo le. cose e gli uomini eccellenti, mol to rare sarebbero le lodi; e dall'altra la bonta dell'animo lo induceva, quasi senza ~he
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se ne anredesse, p iu ad osscrvare il bene ch e il male. Fu sobrio, in tempi in cui la liccnza stnm iera ave~·a reso licenziosi i costumi degl'J talian i. Fn marilo amalo anche dopo lamorte . Fu amico dei suoi amici e non della loro forluna. Quando il Lafaille, suo amico, perdelle il grado che avea nell'eserci to napolitano, crebbero i suoi attcstati di amicizia, crebbero a segno che volle dargli meta del peculio che avea. Fu rigido esecutore dei suoi doveri, ma senza quella grettezza che sembra precisione ed e pedant~ia. Scrisse, scrisse mol to, in fatlo di guena, di slOJ'ia, di lettere, di arti; ma da un canto la modestia non gli consentiYa di pubblicare nulla, e dall'altro mancava - manca ancora -una pubblica opinione italiana, desta, vigilante, rispettosa, atla, insomma, ad eccilare ed aiutare i valorosi Ilaliani a pubb licare i loro scritti . Si disse da coloro cite, servilmente, credettero giuste le decisioni. di quell a ('rinnllt cli scrutinio che, dopo il 11820 , mand6 via d<LIl'eserciLo i piu valorosi. uJfi ciali; si disse dunque cla costoro che il cl' Ambrosio ruingrato verso i Borboni, percbe servi la repubLli ca ed il governo dei due pt·incip i feancesi; quasi che quella e c.(uesLo no n fossero slaLi due govern i del paese in cui egl i era nato, e quas i chesenire it govcrno del proprio paese fosse una colpa. Si disse clle non ru sufTlcicntemenlc ::tmico di Gioacchino, sebbene se qLiesli avesse ascoltato i suoi consigli non avrcbbe perduto il regno. E si clisse pure cho fu uomo leggicro, da coloro che non pensarono forse in tulla la toro , ita quanto egli penso in un solo mcse . .\la colesle - se non c superllua quesla osscrvazione - sembrano accuse e so no lodi; perchc so no to ,·ecch ie ed arrugginite armi che i mediocri adoperano contro i vatorosi, essendo immuni clalle censure solo i cittaclini ncghittosi, indolenli, ignoti, che vivono senza infamia e sen;;a lodo, echo Dantercpulaindegni anchedell'Inferno . Lasciamo ciunque, nell'oblio, ncl provvidenziale oblio, a cui li condanna ht Storia, i mediocri eel i loro giudizi, e parliamo di cose piu degne di attenzione . « Los bcnux arls - cosi leggesi nel manoscritto del d' Amln·osio, quando paHn, dell e condizioni italiane - au lieu d'clcver des « aulels a la gloire et d'cLerniser les gran des actions ne servent pl us « qLI'aux joLti ssances cles grancls: le thMtre hti meme n'est plus « qu' une pftle cop ic clc colui de l'etranger et les indiviclus sages et
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(( cclaires, restent toujours etrangers aux gouvernemens dont il ne « peuvent se faire comprendre, semblent ~tre les prccLuseurs d'un « peuple futur italien au lieu d'etre les legislateurs de leur conlem« porains. Tel est le spectacle que presente l' Ita Iie depuis des sic« cles, et si ses enfants degeneres ont montJ'e du courage sur les « champs debataille on le clominateur de 1'Europe les trai nail t1la suite « de se:; armees, quelle gloire petn-enl if tirer d'un courage qu'its « n'ont passu employer it conquerir l'indipenclance? » Soleva poi dit·e, motto spesso, che I'Ilalia era la ~ iobe delle nazioni. In alcune sue tetLere private deplora mal inconicamente la servitu poti tica italiana. Ora, da f.[ueste in fuori , non si trovano altre parole che potrehbero attestare l'itnlianitiL- pel' .clire co~e adesso si dice - del generate cl' Amhrosio. Ma solo ch 1 c sforn1lo di tatto storico potrebbe chiedere di piit, nei Lempi in cui egli visse. Trov6, nella parte d'ltalia in cui egli nacqne, nelregno di Napoli , un pessimo govemo assohtLo; poi una repubb lica, laqll ale piLI quando mori chequando visse, mostro va.loreitali ano; poi il servile go~cr~o dei napoteon idi, durante il quale it regno di vennc un~L prov 1 ~ C 1 a Jrancese, poi il feroce governo della seconcla restanraz1one; po1 un governo costituzionale che clopo breve vita morltra le fo~li e e le discorclie; epoi il governo, sempreferoce,della terza restaura ~JOn e . Ebbene, in tali condizioni che cosa cloveva fare un buon llahano? Rivelare le doLi di cui era fornila la natura italiana - non morte acldiri ttura come si credeva clai nostri e dagli stranieri - rivelare tali doti, affinche gl'Italiani avessero coscienza della foro forzae gli stranieri apprendessero a rispettarla. - Ebbene, appunto questo fece il d' Ambrosio, quando in tutta la sua vita riYel6 cio che n.gl'Italiani allora si negava: il sennopoli tico ed il valormiti tare; quando per esempi o, nella campagna di Russia, disse coragg.iosamente al mm·esciallo Ney che Napoleone avrebbe dovuto fermat'Sl a Smo nlenscko; quando disse a Gioacchino , che per clat·e la liberti:t a tutta l'Italia doveva cominciare col volere liberi i Napoli tani ; quando volle cli !Tu~a la coltura, perche, come di ceva sovente, le libe1·ta polit-iche si possono conquista1·e, ma -non conserva1·e col solo coraggio; e quando inGne, su tanti campi cli battaglia, climostro col suo va lore che non era morto l'antico valor militare italiano.- Amo I'It:tlia, dunqne, piu coi fatti ehe colle paro le. 11 suo amore ~> i pno pa-
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IL GENERALE
o' AMBROSIO
ragona.re non a quello di Gonerilla e di Regana, ma a quello di Cordeha. E see vero che e sempre utile il distinauere i falsi dai veri amanti, i cicisbei ricchi di molte parole dai v~ri amanti che a~an~ piu coi fa~ti che ~olle parole, non e inopportuno che' gl'Itaham contemplmo - m mezzo a tante vanterie~- uno schietto vero amore.
GIUSEPPE F&RRARELLI.
IL NUMERO
·DE' NOSTRl SQU~DRONl D1 CAVALlJERU
Non e, a parer mio, seguendo la proporzione esistente nei vari eserciti tra la cavalle6 a e le altre armi che devesi ricercare il qua.nt ilativo d~ cavall eria occorrente per un detcrminato eserci Lo, ma sib bene tenendo calcolo delle necessiti1. e delle possihil ita clel suo im·piego sui teatri di guerra su cui clovra probabilmenle operare. Se l'ltalia anziche a-vere nel suo terl'itOI'io la spaziosa e pianeggiante valle Paclana, fosse come la Svizzel'a cosparsa di intricate catene montane, evidentemenle si avrebbe bisogno di un quanLilativo di cHalleria assai inferiore all'attuale. . Ammesso adunque che la natura del lOITeno su cui si hanno a svolgere le operazi,oni di guerra sia la base principale per determinare l'impiego di quest'arma e la conseguente di loi forza, vediamo quanta caYalleria sarebbe necessa1'ia per I' ese1'cito italia.no ordinato su 24 divisioni nel caso piu s{avo1·evole e 1·estrittivo di una guerm combattut.'l sul nosLro suolo, e per maggior chi<wezza premettiamo di andare alia ricerca di queslo quantitativo calcolan·dolo in sqtbadroni da campo (attivi) sui piode di guerra delta .forza (~ioe di '130 cavnlli , forza, che convienc pure :notare e di alquanto inferiore allo squadrone di guerra dell a Germania, clella Francia e dell' impero a ustro-ungarico . Oramai e generalmente accellato, ne giova qui climostroxlo, come Ja cavall eria in guen·a, secondo gli speciali servizi cui edesLinata.
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IL NUMERO
convenga ripartirla in cavalle1·ia divisionale addetta cioe perma-· nentemente alle divisioni dell'esercito per quei servizi di vicina esplorazione di collegamento ecc. ccc. di cui l1anno mestieri le divisioni stesse, ed in cavalle1:ia mggruppata in, conside1·evoli masse· (divisioni di cavallm·ia), pel servizio di lontana avanscoperta, per quelle brevi e turbinose campagne di cavalleria che prececleranno oramai in avvenire i clecisi vi scontri degh eserciti avversari . l)er la cwvalle1·ia clivisionctle sono attualmente... da noi clestinati clue squadroni ad ogni divisione, e sebbene questa proporzione sia considerevolmente inferiore a quella seguita negli altt·i .eserciti europei ('1), pure, in vista del nostro Lerreno, in vista che all'estero· stes.so e specialmente in Germania (2) viene da taluni considerata soverchia la proporzione di 4 squadroni per ogni divisione dell'eser-· cito, cosi mi sottoscrivo volentieri a questa nostra proporzione di due squadroni, ritenel}dola sufnciente pel ca?o nostro. Sarebbero aclunque 48 squadroni che converrebbe esclusiva-· mente destinare al servizio deJla vavalle1·ia divisionale e che clif-· falcandoli, quando la nostra cavalleria non venisse acl essere aumentata, dai 120 squadroni ora disponibili, darebbero u·na rimanenza di 72 squadroni per l'altro importantissimo servizio della cavalleria in guerra, vale a dire pel sm·vizio di avanscope1'ta. Sono questi sufficienti '? Ecco la questiorre che conviene risolvere per procedere alla cleterminazione, con le~ minor possibile incertezza, del numero com-· plessivo di squadroni di guerra occorrenti al nostro esercito. Per scioglie~eoHa maggiore approssimazione tale quesito, per risponder~...-ei()e se i 7.2 rimanenti squadroni sieno sufficienti pel grande servizio di avanscoperta nel caso piu ristrettivo di una guerra combattuta sui nostro suolo, conv iene anzitutto premettere, cio che del resto mi pare ovvio eel evidente, che il qua.ntitativo degli squadroni occorrenli dipende: 1° dall'estensione dei possibili e probabili fron ti di avanscoperta. 1
(lJ In Germania, Ft·ancia, Austt'ia vie ne assegnato in guerra per ogni divisione del-· l'eset·cito un reggimento di cavattel'ia di •1 squadroni, (2) Note del colonne!lo Corsi su!le grand i manorre di cavalleria in Get·mania•
del 1876.
•
DE' NOSTRI SQUADRONI DI CAVALLERIA
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2° dal numero degli squadtoni chc converra impiegai·e su tali fronti per controbilanciare quelli che probabihnente verranno impiegati dagli eserciti avversari. Vediamo subito la probabile forza di cavalleria che vena impie- · gata in guerra dagli altri eserci Li per ogni kilometro del fronte d' esplorazione. Secondo me all'uopo fa mestieri esaminare quanto praticamente ftl fatto neJl'ultima campagna del 11870, fonLe autorevolissima di studi e considerazioni militari, e vedere in segui to quali so no le idee che informano in proposito, nei vari eserciti europei, li studii teorici e le prescri:1.ioni regolmuentari dettate pel servizio d'avanscoperta. Prendiamo ad esame l'avanscoperta che precedette la marcia dell'armata del Principe ereditario e di quell a della 'losa su Sedan, come J'esempio il pi1'L chiaro e defillito di tal genere di servizio, che si riscontra nel corso di quell ~t memorab ile campagna. Se il comanclo supremo dell'eserci to germanico, io dico, fatLo dubbioso sulle inlenzioni e sulle mosse de!l'annata che 'fac-iVIahon aveva concenLrata a Cha.lons, credette conveniente di impiegare per aver notizia dei movimenti dei Frances i la quanti tudi cavall eria che effettivamente vi impiego, egli e pm·che da quel comando supremo, che pur bisogna confessare se pe intendeva in cose di guerra, rite.nevasi che tanta era necessaria peniuscire ad un utile risultato. La cavalleria tedesca riusci infatti nel suo mandata, le mosse di Mac-Mahon furono conosciute in tempo da poterlo trattenere sulla :Mosa e spingerlo a Sedan, ma bisognava pur avvertire che vi riusci non senza difficolta, mentre da pa1·te dell'esercito fmncese la caval- · leria non provvecleva ugualrnente bene a tutelare la sicurezza e la. . seg1:etez:1.a della marcia intrapresa su Stenay. Se e cla credersi che la cavalleria tedesca avrebbe forse raggiunto il suo inLen to anche · quando la fnincese avesse faLto il debito sno, parmi pero non meno logico iI de.durre che a fm·tiori sareb bero occorse alia cava.lleria tedesca fe fo rze di cui disponeva, ond'c che per inlanLo noi poss iamo · dire che le {'o1·ze di cavallerict 'impiegate clall'esm·cilo teclesco pet· · esplo·rare ilmovimento cli Jl[ac-M.cthon erano qnctnte app·rossima- · tivdmen.te.occo·rrevano per 1'i'lbSCi1·e con probabilita nell' inte?~to.
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IL NUMERO
DE' NOSTRI SQUADRON! 01 CA VALLERlA
Le forze impiegate effellivamente furono, giusta i dati della relazione ufficiale dello slato maggiore prussiano, le seguenti : 5• Divisione di cavalleria 3 brigate 36 quadroni('l
6• id. id. 2 12• id. id.(Sassone)2 Divis. Cavall. della Guardia 3
id. id. id.
411 Divisione caval leria 3 2• Divisione id. 3 Brigala Ulani Bavaresi 13rigata W urtemberghese
id . id.
Totale squadroni
16
id. id. id.
16
1
24
24 24 42 10
-.id. id. id. id.
)l
Armnta delln Mosa
l3'(Principo Acmoo
ereditario)
ll 62 (2) .
11 fronte massimo di esplomz ione, che puossi stabi lire all' inizio di quesLa grande scoperta tra Rtain e Neufchi'tteau, mL;ura 100 !wt . circa d'estensione. Col processo dell e operaz ioni anclo gmdatameute spostanclosi .convergendo vers? nord -e.sr res~ringen.dosi n~an mano ·fino a raoatunaere tra V011Z1ers e St navJ l estens1one cl1 40 km. uo (} come risulk't dalle indicazion i segt1enti Nei giorni 2,1 e 22 agoslo il fronteJ~i esplo:az i ~ne s.i esLendeva 'l.ra Etain e 1\eufcbateau (4 00 km .) e 1erano 1IDp1egat1 ~ 62 squadroni . Il giorno 23 agosto il fronto di esplorazione si estendeva tra S. Dizier e Verdun 80 km., vi erano impiegati 1138 squadroni (3). II giorno 26 agosto il fronte di esplorazione si estendeva tra Chalons e Dun 80 km., vi erano im piegati '138 squadroni (4). I! giomo 29 agosto il fronlo di esplorazione si eslondevn. tra Vouziers e Stenay 4.0 km. vi erano impiegati ~138 squadroni (5). Dal che appare, che in vicinanza del nemico i Tedeschi avevano piii di tre sq1wd1·oni per ogni chilometro e che al primo disten(IJ La ;, dh·isione rli camllcl'ia et·a rormata su 3 hriga te di 3 rcggimenti ciascuna. (2) Si omette di tener con to dellu hl'igata corazziet·i ha,·aresi di 12 squadroni, percbe sebbone compresa uel qua1ro di fo,·maziono delta ga armata non appot'ol ncgl i sohini dimostrativi di questa mat·cia \'erso Scuun, nnnessi alia rclazione ufticiale dello stato
dersi in avanscoperta, la proporzione della cavalleria era ragguagliata a pit£ di WIW squadrone e mez.:o per ogni chilomet?·o del {ronte di esplorazione. Da questa proporzione adoperata effettivamente in guena si sco.steranno i Tedeschi fot·se in avvenire? Non pare. 11 colonnello Verdy du Vernois, ne! suo pregevolissimo studio ~ sulla condotta delle divisioni cli ca.valleria >>, prendenclo ad esaminare un'avanscoperta ipotetica sulla Lauler verso la foresta d' Huugenau, su un fronte di 22 km. circa da Weissembourg a Luuterbout·tt, vi fa concorrere 30 squadroni (1) e tennina il suo lavoro facendo notare, come i sucldetli 30 squadroni sarebbero stati insufficienti per raggiungere completamente lo scopo che doveva essersi preO sso ii comandante l'avanscoporta. Ond'e, che la proporzione di piu di uno squadrone e mezzo per ogni chilometro del fronte d' csplorazione 0"ia effettivamente ten uta in gu.ena, viene tuttora consigliata in Germania negli sludi teorici che si fanno a questo riguardo e si puo quindi logicamen te dedune che tale proporzione verrii dai Tedeschi molto probabilmenteseguita. nelle possibili campagne future. ~ell'esercito francese le idee che si hanno su tale argomento non si scostano gran fatto da quelle di Germania. Nell' «Etude sr~r le service de la cavale1·ie eclaimnt une m·mee » redatto dal corpo di stalo maggiore francese, e cletto, che una divisione di cavalleria di 3 briga.le dovdt coprire soprava.nzandone, il fronLe di un'arma.la, fronto che si suppone possa estendersi di un 20 Ion. E bensi vero che vi osoggi unto cbe pot1·a tale divi sione alla.rrrarsi fino a 30 o 35 km., ma tenondo calcolo che questo allaraam~lto none consigliato ma ritm~uto solamente 1t0n impossibile, ~osi io opino, cbe si possa dal complesso dell' ora deLta istruzione desum ere che la pr·opo1·zione di almeno 1£no squad1·one per ogni chilometro del fronte d'e:;plorazione, ven·a probabilmente ten uta nel set:Yizio di a vanscoperta clella caYalloria fran cese. Duolmi cli non aver dati attenclib ili riguardo alia cavalleria
,maggiOI'O prussi nno.
(3) La 2• divisio11e ern l'im astn t1·a Neurch<\te(ln e Join,·i•Je . (·I) l.:t 2' divisione era ri mustn \'Crso Auhwy. (5) La ~a divi;iolle era rimastn ,·erso Chalon~.
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(I) Dlvisione cavalleria 24 squ•droni, ~ llcgg. Ulani (5o cor po), •I squadt·onl Toaalo 30 squadroni. A\'anguardia 11• corpo, 2 sq unct,·oni.
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IL NUMER O
dell'esercito austro-ungarico, ma parmi che il sin qui deuo valga di gia abbastanza per chiarire la questione. Pt·ima di conchiudere per6 e determinare la proporzione conveniente al caso nostro, giova esaminarc l'ohbiezione che suo!si fare da taluni sulln, natm-a del nostro tet·rcno e della conseguente possibi lita cl'impiego dell'arma d.i cavalleria. Si osserva infatti, ch.c la valle Padana, rotta ed intersccata dn una fiorentc agricoltura, mnl pcrmette la manovra di grandi mnsse di cavalleria eel etToneamente se ne deduce che mal giust.ificato riuscireb be in Italia l'impiego.clei numeJ·osi squadroni adoperaLi nella. campagna del ,1870 dall'esercito germanico. ' Che il nostro terreno d'Ilalia male si presti in generale alia ma. nowa di grancli masse di carallcria, c incontrastabile; ma appunto perche rotto ed intersecato e porchc solcato da numer·oso stracle, si dovra frazionare maggiormente di que! che pu6 occorrerc in altri paesi le Lruppe cli cavalleeia incaricate del servizio di avanscoper'ta, e sadt mestieri costi tuire le varie colonne esploranti con una. !orza t~le, da permett:r~ I_or~ ~~ n?ire ~on una _c~ indipenclenza senza far calcolo su amtt e rmforz1 l.ardr e malsr.ri; ond'e, che se vm·ieta il rnodo. d'impiego, ?ton varieta il q1ifLntitativo totale deglisqttad?·oni occorrenti per un determinato fronte d' esplorazione e la proporzione di cavalleria pet· km. adottata in Ger·mania. e in Francia, converra pur venga seguita da noi. Ora tale proporzione per km. abbiamo visto esser·e in Ger:mania superiore ad uno sq1bacl?-one e me.=-.zo ed in Francia ugunle ad wno sqtbad?·one, quale delle clue convena vonga da noi prescelta? Non e fac ile rispondere cleterminatamente a questa doma.nda: osserva.ndo tuna.via come in Franci<Lcol maggior quanti Lativo di cavalleria divisionale riescidt semprc possihile aumentare quella d'avanscoperta fi no alia proporziono di uno squadrone e mezzo, mentre forza. 0 . da noi cio diverra assolutamente impossibile per la esicrua d1 cavalleria adibita alle divisioni dell'esercito ; cosi io opino che <;onvenga avvicinarsi C JUa.nto piit possibile alia proporzione tedesca di unosquaclrone e mezzo per ogni kilom.. clel fronte d'esplorazione, o quanto meno stahilire un quatitativo di c.avalleria tale, cbe In. proporzione minima di tmo sqtbad1·one sia sempre in ogni caso assi-· cnrata.
DE' NOSTRI SQUADI\ONI Dl CA VALLE RIA
Quanlo all'eslensione dei fronli di avanscoperta su cui pu6 essere chiamala ad opera re la noslra ea\ alleria nella valle Pad ana, senza. entrare in dettagli, prego solo il benevolo lettore a Yoler o:;scrvare su una carta sia il nostro Leatro di guerra de!I'Ovesl, sia qnello clcll'Est, a iclem·v i supra tlualche operazione strategica cli grancli eserciti, e ritengo chc fn.cilmenLc ne nascera la co1winzione esse re necessaria provveclere all' eventt~alit& di a'IJ1)ul,qenti opem zioni di a·vanscoperta i l cui sviluppo non pot1·a esse1·e inf'eriore ai 100 km. di estens·ione. Ci6 posLo, per essere a pari della proporzione germanica, bisognerebbe avere a disposizione pel servizio di avanscopcrta circa •150 squadroni e per non tr·ovarsi in condizioni troppo infcriori alia. cantlleria francesc, occoi'I'Crebbe poter sicummente ?'adunan per un tale servi.zio non meno di I 00 .squad11'oni. Ma contentiamoci pur qui come si c fatLo per la cavallel'ia divisionalo del meno, non e men vero chc, aggiungendo a quc:sti •I00 squndroni per h cavall eria. inclipcndente destinata pel servizio cli avanscopertn, i 48 squaclroni che, come a]Jbiamo visto piLLinnanzi, vogliono essere adihil.i esclusivamcnto alle divisioni dell'esercito, ne risulteril. un towle di 148 squadroni da campo (attivi) della {or.::e di 130 cavalli, quale quantitativo minimo di cavalleria necessaria 11er l'esercito italiano ordinato sth 24 divisioni, anche pel caso pitl. ?'estritti'Vo e s{avorevole di tb?W guerra combattuta .n~l nostro sHnlo .
A. B.
LA (JI F' ENSIVA IN PIEMO='ITE !'EL
LA
DIFENSIV A IN PIEMONTE·. NEL 1 8 5 9
N O TA STOR I CA
I.
/
IJ signor Alfredo Duquet, ufficiale e noto scrittore di cose militari in Francia, ha pubblicato or ora un suo lavoro snlla guerra combatluta in I talia nel '1859 ('I). In esso si propone specialmente di studiare la condotta strategica e tattica tenula in quell a memorabile· campagna dagli uomini che coprivano i piu elevati aradi nell'esercito ~rancese, affinche codesto studio possa megliot> far spiccare le qualtta: e sopratLutto i difetti dei generali che hanno condotto I'esercito francese, ne! '1870-7·1, da Froeschwiller a Metz, a Chalons, a Sedan e sulla Loir·a. Il Duquet, nello studiare la campagna del1859, piglia per base della sua crilica l'opera certamente pregevole dello stato maagiore francese (2), sebbene non sempre esattissima, e quella n;n meno pregevole dello stato maggiore prussiano ed atlribuita al maresciallo Moltke (3}, ma non tien conto ne della relazione ufficiale (1) La guerre d'llalie 1859 - Paris 1882. (2) Campagne de Napoleon JJI. - Paris 1862. (9) Campagne d'llalie en 1&9 - Berlin 18V2.
I
1859
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aust.riaca, ne di altri scritti meritevoli certamente di essere consultati . Questo metodo e, in certa guisa, giustificato dal punto di vista speciale ne! quale si pone l'autore; mac difoltoso, inquantocbe pone lo scrittore in una sfem di concet.ti e di intendimenLi unilaterali, che non possono essere base della moderna critica storica. Le grandi ve-ri Ut non si riscont.rano che difficilmente negli scritti ufficiali, perche talvolt:tragioni gravissime impongono di non metLere troppo in luce avveven imenLi e persone; perche clti ha vinto coprc sempre collo · splendido manto della vittoria molli errori, che la sconfitta, invecer pone sempre in grande e talvolta sinistm luce. Non vi e quindi di che meravigliarsi se il Duquet, basando i suoi studi sull'opem ufficiale dello slalo maggiore franc.ese, ripete l'enore da ossa di gia commesso, la dove aiTerma che la salvezza di Torino e del .PiemonLe si deve ai consigli del Canrobert. - Lo scrittore francese dice infatti: « ... On comprend quels dcsastres eut essuyes l'armee sarde si Giulai, dont les solda.t~ etaientconcentres autour de Milan et de Pavie,. avait jete ses 110,000 combattant s sur la petite troupe piemontaise · avant J'arrivec des Frangais . Heureusement, Jes Aulrichiens montrerent une grande lenteur; aprcs avoir traverse le Tessin, pris No-vare etVercei l, il s'arnHerentsans raison, et, au moment oil ils allaient se mettre de nouveau en marche, les premieres troupes d' Afrique apparurent dans la vallee de la Scrivia et iJ. Alexandria. Le general ennemi craign iL d'etre t.ourne et perdit encore un temps precieux. « Voici ce qui s'etait passe. Avant l'ouverture des hostilites, il avail ete entendu entre J'empereur et le roi de Sardaigne que lesPiemontais ne defendraient ni la ligne du Tessin, ni celle de la Sesia, rivieres qui coulent au milieu de grandes plaines sillonnces de routes nombreuses et bien entretell.lles. « La Dora Baltea, qui rejoint le Po a 30 kilometres de Turin, sembla preferable, et pour attendre le choc des Autrichiens et pour couvrir la capitate du royaume. Le collines hoisees, parmi lesquelles elle se fraie un passage, permettaient une cet'taine resistance, car on ne pensait pas que J'ennemi passerait sur la rive droite du PO, et aborderait des montagnes au-devant desquelles se dressent les places fortes de Casale et d' Alexandrie.
ft.f)6
LA DIF£NSI\'A IN PIEMON T E
'< En eAecution de ce plan, to cinq diYisions picmontaises furent distribuccs de la fa~on suirante: trois divisions ctaicnt postccs a Casalc, a Alexandrie et dnns Ios debauches de la Scrivia; Ios deux autres divisions, la cavalet·ie et le corps de Garibaldi, etaient echelonnces le long de la Dora .Baltea. « i\fais, le 29 avril, le marcchal Canrobert arriva tt Tnrin et pmtit immediatement, en compagnic do Victor-Emanuel, pour in spector Ios Iignes de la Dora. It reconnut Ios fl\'antaaes de la ]10Sition en "' pouvait ctre ' mame temps qu' il en signala fes dangers: on tourne a droite et a gauche; la riri ct·e Clait presque par LOllL gucaiJle. CanroborL demanda !'abandon de cos lignes et proposa de transportet· la totalite des troupes plus it I'est, sut· la rive droite du Po, it Casale et a Alesandrie. Cette idee fut acceptee par le roi et par I 'emporeur, et le mouvement en avant s' accomplit sans retard . Aussi, quelqucs jours aprcs, le 8 mai, quand t'armee autrichienne ponssait jusqu'it la Dora, fut-elle singul ier·cment 6tonn6e de ne rencontror quo des cavnlion; isolcs qui se replia.icn~ it mesure c1u' elle a.pprochait. Le comte Giulni, general en chef, ne se sentil pas rassnr·e par cette sotit.ude mysterieuse; il cruL flairer un picge, craignit d'etre coupe a Casal et batLit en retraite. L'iclee de Canrobert avait prbcl!Lil w~ e:rcellent ?'i!sultat, mais ce {ut Ia seute conception mili 1ai re d16 commencement de la cwnpaqne. )), Queste parole non sono csaLlc, specialmente nelln toro conclusione. Quel valente e coscien7.ioso scrillorc militaro chc c il Chiala, ha giit dirnostrato in modo evidente quanta parte abbia avnta il maresciall o Canrobert nci fatt i clt caccacldero in Piemonto aJloscoppia.re dell a guerra del ·1839 (of), risponclendo appunto acl alLrtl scriLtore francese, il sig. Henry d'lclev ille. ~oi non clesideriamo allro che di ricordare al sig. DuqueL eel a qucgli all.ri scl'illori che avcssero desiderio ancora di occupa rsi dclla campagna del 1859, che l'idea emessa dal Canr·obert, e chc {ut la settle conception militaire du commencement de la campagne, era un'idea molto vecchia nell'esercito piemontese e particolai·menLe ncl generate La Marm ora. (I) Luro r
CH!A t.A -
1'orino net 1859 e it maresciallo cam·obe;·t- noma 1880.
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I I.
La pace fra il Piemonte e l'impcro d'Austria, dopo la ballaglia di No~a~·a, no~1 potendosi considenwe che come un armistiz io politico e mti1Lare, d generale La Mu1·rnora, Losto cbe assunse il po r·taforrl io cl ella guorra, penso di !'onnulare un progeuo di difesa dello Stalo ver·so la sua fronliera dell'egt, in previsione di una probabil e rruerra. , Esscndosi pero dimostrato evidcnte che una nuova I~·ata di scudi del solo Piemonte contro !'Austria sarebbe a>Yenuta in condizioni di forze troppo dispm·ate, parre cosa opportuna, in simile P.ro~etl~ dif~nsi,·o, di tenere cont.o della influenza che sutle operaztont mtlrtan avrebbe esercitata nn'alleanza politico-militaJ·c contrat~a c?n una delle due gmndi polcnze occiclentali che potevano ventre m soccorso del Piemont. e, cioe: la Francia e l'Inghilterra. O'rtltra parte qnesla condotta, noflo studio della difesa let'ritoriale del Piemonte, era anche consigliata at ministro della 'flle!Ta. dal modo di esplicarsi delta politica. internazionalc del gover~o snrdo, il quale appunto mirava a crear·si in Europa una situazione favore,•ole. e cerea "fa amicizie 1eramcnte efficaci, per risoh·ere it gran de problema tradizionale dolla iudipendcn7.a ed unita itali<ma. I1 concetto strategico di studiare ulla gnncle posizione difensi\'ac~nt~ ·oll'en5 i va per r esercito piem on Lose nett' eventuali til cli operazronr contra I' Au:)ti'Ia, fu sotLoposto da.l La Marmora, ne! 'i 850, ad una comm.issioue speciale p1·esieduLa dal generate Rossi, la quale, d.opo a~cumlo studw della frontiera del l'est e del teatro d'operazJone prcmontese, concludeva che il migliore sistema genera le di difesn dello Stalo da quellato, consisteva: net prepa.rare all'esercito 1u~ centro sicuro sul Po e s1d Tanaro, alla loro r:onfluen.:a, dal qual~ polesse ]JOi operare controfl'el~sivamente sia snlla linea d'operazione di destra del {i1W1e, sia su quella di sinistra, basaudosi s1~ Torino o sn Genova. secondoche l'aiuto satebbr. 'l>enuto di Francia o d' fn!J hilterra. In hase a questo concetto generalc ~ i dovera fortificarc Tor·ino per pol'la al sic ur~ da un colpo di mano e fat'la gl'ande piaz7,lL di deposito, e contemporaneamente rall'orzare la linea Alessn.ndria-Ya~
AN :SO XXVJI, VOL . I .
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LA DIFENSIVA IN P IEMON'TE
Jenza-Casale, laq\lale dovevadi1rentnrecosi la vera frontiera mililare del Piemonte verso est, e la zona di radnnata clell'esercito. Questo· nella eventualit:it in cui il Piemonte dovesse attenclere i soccorsi di Francia; cbe, nell'eventuali ta politica cli essere spalleggiaLa clall'Inghilterra, si doveva fare specialmente fond~Lmento su Genova e sul suo campo triucerato. Almeno cosi la pensavano ufficiali meritamenle reputati distinlissimi. Determinato cosi il pu;nto capita,te del sistema della difesa terri·toriale di fronte ai possibili attacchi dell' Austri~L, tutti gl i stndi, tutti gli alLi del ministero dell a guerra piemontese furono rivolti a fare in modo che siffatto concetto si effeLtllasse nei limiti del tempo e del possibile. E poco per volla l a giustezza del concetto sLrategico fece strada, e divenne quasi formola sottintesa della modalita di difesa del PiemonLe verso l' Austria. Codes to concetto di difesa attiva si affermava ufficialmente, pubb\icamente, dinanzi al Parlamento, allorquando il generate La Marmora ed il conte di Cavour chiedevano un bill cl' indennitit per le spese incontrate nell'erigere nuove fortificazioni in Casale. In que\la occasione, che clette luogo a vivissima discussione (sed uta del •12 · marzo •1832), il relatore del progetto, on. Menabrea, diceva: «En etTet, si l'on considere clans la defense du Piemontlos points « les plus importants a proteger, ·nous en voyons deux principaux:: « la capitale et Alexandri e ; la eapi tale acaus.e de ses richcsses, a « cause des vastes etahlissements militaires qu'elle possede, et Ale« xandrie en ce que c'est le seul point fortifie que nous ayons de « ce c6Lc. « L'exemple des deux dernieres guerres que nous avons saute« nues. nons a clernontre quelle inquietude s'empare du pays tout « enti~r lorsque la capitale est menacee; alors le gouvernement « n'existe, pour ains i dire, plus: on songe ale transporter soitk Ale~ « x::mdrie, soit a Genes; on songe i~ depouiller la capitale de ses << archives, a transporter le materiel militaire, et, des le moment « que le gouvernement aura cesse de resider a Turin, on pout dire « que la defense du pays est presque abandonnee. « En consequence, messieurs, il etait de toute necessite de songer ((a la defense de Turin. Or, pour y alTiver, on peut le faire d'une « maniere direrte, ou d'une maniere indirecte.-La maniere clirecte
NE L
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« c'est d'entourer Turin deforti(icntions reconnues necessttires, mais << que nos ressources financieres nons meLtent dant l'impossibilite « d'entreprendre. Il faut done avo ir recours aune defense indirecte, « qui consiste a proteger Turin par les manreuvres de l'armee. Mais « pour parvenir ace resultat, il faut donner le moyen a l'armee de (( passer• le Po et d'aller a la rencontre de l'ennemi au-dela de ce « fleuve, et voila precisement ce qu'assureraient Jes fortifications de « Casal. « Je fais encore cette observation: Turin et Alexandrie sont di« rectement li~s l'une a !'autre par le cl1emin de fer, qui est pro<< tege par la ligne des collines de Montferrat, qui forment comme « une forLeresse dont le P6 .baigne le contour. (( Maintenant Asti est le point central de cette ligne. Su.pposez « qu' Asti so it occupc par l' ennemi, il en resulterait que Turin serait « se pare cl' Alexandrie, et qu' en consequence la defense du Piemont « serait completement compromise. (( Or, messieur, si vous jetez les yeux sur la carte, vous verrez que « la distance la plus courte de la Lombardie a AsLi est precisement « la route qui passe par MortaTa, Casale et llfoncalvo. « Si I' on veut done conserver la communication importante entre « Alexandrie et Turin, il esL necessaire de couvrir Asti, eL pour cou« vrir Asti, il faut assurer le passage du P6 a Casal. Casal tout en « etant une grande tete de pant, sert ancore, comme vous pouvez le « voir, a couvrir Turin du cote de Verceil. « Ce sont la, messieurs, les considerations qu' ont frappe la eo m« mission, et par suite des quelles elle se decida a approuver le « choixque le ministere avait fait de la place de Casal » ('I). Le parole dell'on. relatore del progetto di legge giustificavano l'erezione delle fortificazioni di Casale, mostravano un lato del problema 4ifensivo; ma non lo svolgevano completamente per ragioni chee. facile arguire. Per completare quindi il pensiero che inspirava l'on. Menabrea e con esso il ministro della guerra nel difendere le fortificazioni di Casale, noi ricorreremo ad altro distintissimo ufficiale piemontese, il colonnello di stato maggiore Giustiniani, il quale, in una memoria redatta per il ministro della guerra, formu(1) Attt della Oamera dti Dtputatt. Sesaione del 1852.
LA DIFE:>ISIVA IN PIEMO:'<TE 500 lava cosi it c.oncetto (onclamenLale della difes.u. piemontese verso !'est (-1}. « Ainsi, au moment d'une ruptuee avec l'Autl'iche l'etaiL major « piemontais aUt·ait a opter entre la base des Alpes ot celle de « J' Appenin; en un mol entre !'abandon de Turin ou de Genes, « selon que nos secours viendraient de la France ou de I'Anglelerre. « Entre Turin (qui n'est pas tcnible) et Genes, qui renferme au « plus haul point l'clemenL dMcnsif el l'oiTensif, le choix, sous le « rapport militai i'C, n'est pas douleux; mais uu point de vue de la « polilique mililaire il doit dependre, nous insistons lit dessus, du « sysleme de nos alliances.- Pouvon:> nou:: compter Sllr l'appui de << la France? Couvrons Tu•·in. - Sommes nous uniquement appuyes « par l'all iance anglaise? Livrons Turin. cOule que cOule, et couvrons « Genes. « Au premier cas pla¥ons-nous a cheml du Po, et appliquons les )) principes de la del'ense straLcgique indirecte. Nous arons sur le «PO un point de passage assure a Casal, et plusieurs n.ulres points « enlr'e Casal et Bassignaoa qui pem ent se preler a un mouvcmenl « oJTensif de notre part, et qui sont peu faYorables it !'offensive « ennemie. Utilisons ces points, eL notamment Casal, pour toml.>er « dans le flanc de l'adversaire qui s'avancerait sur Turin par la « rive gauche. - La configuration generate du fleurc, entre Casal « et Valence, se prete merv-eilleusement aux conditions de la de« fense sLrategiquc. En efTeL, l'armee naLiouale peut occuper pat· la « l'i\'e dt·oite des positions centrales, et rayonner vers les points de -«passages, tandis que l'ennomi par la rive gauche serait oblige it -« parcourir la cir·c(mference pour opet·e•· ses attaques. « CoLte position est favori sce aussi pa!'la nature des rives,car la « dt·oite que nous occuperions, est en grande parlie dominante et « converle. Les hauleures de Lazzarone et de )firal>ello sont intli« quees poUt' le placement des reserves centrales. La plaino cle « Frassinetto est un excellent champ de bataille pour la cavolerie, «chargee de s'opposer au passage du Po on amont et en aval du « confluent de la Sesia. - Los seuls defauts de cetle position sont: « 'Io Qlt' elle est un peu trop etendue;
(I) Notes sur le systems detensif du Piemont, 1853. -
Manoscritto.
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« 2° Que le triangle de Bassignana, Va.lence, Alexandria, for-
« me, si l'on veut, une dependance du systeme general, mais se« pare du grand rentr·ant qui est enclave entre les points de Casal, « Valence et Mirabello. Ainsi ce,; deux triangles strategiques: « Alexandrie, Bassignana et Valence, Valence, Casal et Mirobello, « n'ont pas, quoique contigues, un centre commun. « 3° Cet echiquier strategique manque en outre de bonnes « routes militaires qui en assilrent les communications en toutes « saisons ». lii.
11 con·cetlo st.rategico di mantencrsi fortementced offensiramente padroni del terreno cite si trova nell'aogolo formato dalla confluenza del Tanaro nel Po, per coprire il Piemonte da attacchi provenienti dall'est, non era nuovo nellastoria militare cloll'esercito picmontese. La storia militare del Piemonte, ucl secolo xnu. dimo!;l.rava in modo particolare che nessuna efficacc offensiva era possibile lungo la linea di opcrazione di sin istra del Po, se l'assalitorc non si rendeva prima paclrone dei punLi di passaggio sui fiumo, per assicurare il Hanco e le spalle dell'esercito clagli attacchi partenti dalle colline del Monferrato; sicurezza che solo si poteva otlenere co ll'occupa:t.ione di Casale, di Verrua, di Crescentino e di Ch ivasso . Coclesta storia dimosLrava ancora che l'offen s i v~l J ungo la destra del Po, od a cavallo di esso, doveva nccessariamente condun e l'attacco, in certo roomento, contro il ft'onte segnato clal Po-Tanaro, fra Casale ed Alessa.n'dria, sui quale appnnLo s'incontrano tuLLe le corouoicazioni che compongono la linea d'opemzione che per AsLi si dirige su Torino. Un esempio veramenle splendido lo si aveva nelle operazioni di Carlo Emanuele III primae dopo la battaglia di Bassignana e nellc operazioni del genera le Scherer uel 099. L'esercito piemontese, pertanto, occupanclo Casale ed alcuni altri punti sui Po, tenendo la destt·a forlemente appoggiata ad Alessandria, ed il grosso in una posizi one centrale fra questi due punti . poLevn. in hrfwe tempo operare offensiYamen Le sia cadend l) ~a l Jianco, sin. aHe spalle deH'attacco che avesse seguita la line 1 l'ope-
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XEL 1 8:)!)
razione di sinistra del Po, come poteva manovrare in guisa da contrastare efficacemente al nemico la sua marcia ofl'ensiva su la destra del fiume. Eper6 danotarsi, che se la posizione di Casale-Valenza-Alessandria copriva benissimo Torino e la base delle Alpi, non si poteva dire egualmente cli Genova, e dell a base dell' Apennino . Un esercito preponderante, come poteva essere quello austriaco, che si fosse rapidamente avanzato contra Alessandria e la linea del Tanaro, poteva, in breve tempo, rendere molto problematico il legume strategico fra Alessandria e Genova, o spezzarlo affatto in una prima battaglia. Questo pericolo em stato preYisto nella memorabile discussione avvenula in Parlamento per it bill d'indennita per le fortificazioni di Casale, ed il deputaLo militare Lions vi aveva specialmente richiamata l'attenzione della Camera e dell'onor. ministro della guerra, proponendo che si occupasse Tortona e se ne facesse un punLo staccato delle fortificaz ioni di Alessandria e del sistoma generate di difesa strategico. Con l'occupazione cli Tortona, l'esercito piemontese pot.eva infalli, in dale eventualila, raccogl iersi nel Lriangolo Alessandria-Tortona-Xovi e coprire GenoYa. ~la la proposta Lions non venne accetLata. Il pon·e Torino al sicuro cla un colpo di mano, era cosa cousigliata dalla mgione militare 6 dalla ragiono poliLica, e doveva essere il completamento naturale del sistema clifcnsivo dello Stato . Ma questo proneclimento, consigliato clalla commissione mili tnre presieduta dal genera le Rossi, anche desiderata dal minislro dellaguerra, incontr6 clifficolta politiche 6 specialmcnte finanziarie, le quali consigliarono di nulla intraprendere in proposito. II conte cli Cavour, interpellate su coclesto provveclimento, aveva app unto consigliato di sopr·assedere. Il g6nerale La ~Iarmora si preoccupava ancora, e piu particolat·mente, di sbatTnr·e in modo piu diretto la linea d'operazione di sinistra del Po. A tal uopo gli parve risponclessero i11 modo efficacissimo delle inondazioni artificiali cla pralicarsi nella bassa pianura fra D0r·a c Sesia. Per viemmeglio studiare questo suo progelto, nel ·18'>'1·, inLraprendevu, una special e ricognizi one di qnell a regione un il;JJ I!t:Jite al cf\v. Noe, direttore capo dei f;anali demaniali delvercrlle:c. ricogn izione la quale sorti,·a esito fel icissimo, lascianclo nol
generate profonda comrinzione che si potessero eseguire vaste inondazioni, le quali avrebbero certamente resa diffide e lenta una marcia su 'l'orino. E pen'> da nolarsi che una inondazione del terreno fr·a Sesia e Dora, se tornava disastrosa al nemico che cloveva mnoverc o stazionare in quella regione, costringeva pure resercito piemontese a mantenersi cla quellato sulln. difensiva, perche se fosse passato sulla sinistra del Po dovem necessariamente ut·tare contro le stesse difficolltt che erano state create per il nemico. Per In quale cosa era evidcnte che a siiiatte inondazioni non si cloveva mettere mano che nella eventualita cli non potere operat'e, per un cerlo pel'iodo di tempo, o1Tensivam6nte sulla sinistra del Po, basandosi su Casale.
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IV. Le considerazioni e no tizie che a.bbiamo piu innanzi ra.ccolte, ci pongono in grado di all"ermare al sig. Duquet: Io Che il principale pensiero del generate La )Ja!'mom, ministr·o della gucrra, nello st udio clella clifesa terriLoriale del Piemo nte si fu cli prcpnrn.re un sistema difensivo-stmtegico contro i probabit'i casi di guena. coll'Austria, il qualesistema dessc facoltit all'esercito piemontese : · a) di intraprenclere, anche da solo, con probab ili ta di tene!'e pet' qualcl1e tempo e con successo iI campo, una guerra difensiva manovrala; b) cli pt'eparare una buona posizione d'aspeltativa strategica, per nttendervi il soccot·so cli eserciti all eati, sia che questi clovessero scenrlcrc in Italia dalle Alpi, sia che clovessero venire dal mare, sbarcanclo a Geno ,•a. . 2° Che la grande posizione strategica scelta dall'esercito pie'montese s'nppoggiava da un Into ad Alessandria e dall'altra a easale, coprendo clirettamcnte Torino e indirettamente (~enova, i due punti di maggiore importanza poli tica eel economica del Piemonte. 3° Che una Yolta ftssato codesto concetto generale clella clifesa ·del Piemonte verso l'est, tutti gli studi, tutti gli atti del ministro •della guen·a e dei piu distinti ufficiali clell'esercito piemonlese fu-
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rono rivolti ad attuare ed a rendere, diremo cosi, popolare, un siJJauo concetto. Ne sono prora gli studi del )lenabrea, del Rossi, del Della Rovere, del llezzacapo o di molti altri ufficiali, 'studio resi di pubblica ragione o esistenli inediti negli archivi militari . 4" Che, appunt.o in base a luLLi quesli sludi, la mdunala di tutto l' esercito piemont.ese nella posizione di Casale- Valenza-Aiessandl'ia, era un'iclea preconcetta, ben de(init£L, ben dete1·minata nello scopo e nei mez:zi che vi si clovevano irnpiega·re, data l'cvontualita di una guerra . contro l' Austria spall eggiata dai soccorsi· Irancesi.
BIBLIOGRAFIA DELLE
CAMPAGNE PER L'INDIPENDENZA ITALIANA -o.cce
Capitano lAVATTAR!. Nella torre mouumenta le di S. ?llnttino, dedicata alla memoria del gr·:m Re Vittorio Emanuele, sette st::tnzini saranno dcstinati a riunirvi gli scritti relativi alle campagnc per l'indipendenza italiana, racco lti COll intclligcnte operosita e [l01'SC I'01'3l1Zll da iJ'ilJ ustre genem)e U,, 1."FAELE CADOHNA, che v'ebbe tanta parte, dietro preghiera del Prcsidente del Com itato di Solferino. -La direzione della Ri11ista, cortesemen te favoritt~, crede di far cosa utile e gr·ata a studiosi e patriolti, pubblicandonc qui l'elenco diviso per guerre e dando infine la lista degli scritti che riguardano due o piu guene (1).
Le miliz•ie toscane CLlla guernz del qua- · Vol. 1 in- S0 • - Pisa, 'ISSO.
AGOSTINT D ELLA SETA. -
1·antotto. -
ALLE)IANDJ. - Rela:;ione delle ope1·a:::ioni 1nilita1·i nel T·iro/o. Milano, ~S4S, in-S0 • ANDR&ozzr. - Vita di Carlo Alberto ( comandantc m ea po nella campagna del IS.J.S). ~ Torino, ·IS70. (I) La Dil·ezione della R ivlsta , a sun volta, s;u·h gmta a coloro f•·a gli s turli o~. che, conosco nd o libri od opuscoll non citoti iu fJIICSto clcnco, "orr·anno favorir'ne il ,omodogli
autol'i stn
~d
i titoli delle pullblicn7.ron i, oudo
r·nrcolta.
r·encl cr~
il piu possibilm ente completa quc-
131RLIOGHAFIA DELLE CAMPAGNE 506 ANFOSSI. - Memorie storiche snlla cronpa.gn:a di. Lombordia del 1848. - Toriuo, •1851, - \'oL •I in-1 2°.
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aJL
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Lo~maoso .
FERFERO
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MARIOT'I'J.
M .\RISCOTTI. -
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•I S!~8,
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E PERIOOJCI
LIBRI E PERIODICI
J!ltorin d' llnlin dnl 1814 nl 1880. scritta da
N1sco, Vol. 4°, Roma 1881. -
NICOLA.
Tipogratia Voghera.
L'autore premette · che la vera storia d'Italia, dal ~ 8H al 1880, non perche gli storici di questo periodo intesero a descr·i vere gli avvem:menti, piU che a d~tennina1·e il caratte·re del secolo. Egli volle pcrtanto riempire questa lacuna con· un~ storia che tenendo pur calcolo del movimento delle leggi, degli ordini, doll'arti e della letteratura , prosontasse un quadro completo della vita nazionale. L'opera constera di piu volumi. Il primo (538 pagino in 8°) comprende · due libri, dei quali l'uno puo considerarsi come il prologo dell'opera, l'altro contiene la storia d''Italia dal •ISH al •18:2.0. Ogni libro si divide in vari capitoli. L'assetto politico della nostra penisola, dopo la caduta di Napoleone,. ebbe per base il congresso di Vienna; ma chi voglia assistere al primo svolgersi di quelle forze che finirono per rovesciare tal base, sostituendovi il principio di nazionalitil, deve risalire fino alia scossa che ei venne dalla rivoluzione francese e alle spcranze destate dalle vittorie napoleoniche. Compreso l'autore di questa necessita, dedica interamente il primo libro agli avvenimenti dell'era napoleonica. Egli intese di tracciare un quadro sinottico, in cui spiccassero i fatti piu salienti e quelli che avendo avuto maggiore influenza sulle condizioni d'Italia, _servono di addentellato a!la storia successiva. Nei primi capitoli (1, 11, III, IV, V) l'autore aceenna alia rivolu-
e scritta. ancora,
zione dell'89, esponc i rimaneggiamenti fatti da ~apoleonc in Halia ~ ne discute i vantaggi e gl' inconvcnienti, ragiona del sistema contin(ln- · talc, del nu0 vo feudalismo, della lotta di Napoleone con Pio VII, delle societa segrete, degli sforzi di Gioacchioo Murat per reodersi indipendeote. Tali argomenti sono trattati piuttosto per episodi che per sommi capi e s'incontrano qua e la sentenze, apprezzamcnti, coufronti, a cui non possiamo associarci. . Si dtce, 'per esempio, che il mil'itar1:smo importato dai Francesi • fu ' clemento precipuo del nostro r.iso~gimento ». Lo spirito militare esi- · steva in Piemonte prima della calata dei Franccsi. Non sappiamo quale fra gli elementi di concorso delle a}tre provincie al nostro risorgimento possa propriamentc o impropriamente gabellarsi sotto iJ name di 'l'nilitarismo. Cosi pure vien dctto che n·oi a noma << abbiamo ottenuto colla Jiberta cio che Napoleone non pate ottencre con !'imperio» come se noi e Napoleoue avessimo chicsto la stessa cosa e i tern pi fos:.ero ancvra gli stessi. E poi vero che « mentre la bandiera della civilta sventola in Campidoglio, it papa siede in Vaticano senza p1·etensioni med1·oe1'!ali? >> Pitt oltre si raccontano, scusandoli, anzi encomiaudoli, gl'intrighi di wlurat contra Napolconc, e poi si parla, co1;1 vera indignazione, . dell'abbandono, delle defezioni, del tradimento dei Tedeschi . Se il easo · fosse Io stesso, diremmo che s'usano due pesi e due misure; mail c.aso non e lo stesso; poiche gli intrighi di Gioacchino Murat (qualuoque · vantaggio potessc ridondarne a Napoli) partivano unicamcnte dal suo cuore ami.Jizioso, dal suo cervello Jeggero; mentro la condotta dei principi e dei generali tedeschi , trova la sua spiegazione ncl scntimento . e nel diritto nazionale. Uno storioo che non si arresti alle apparenze non pub considcrare il 18·13 e il 18H, come un'epoca di gmnde demoralizza.zione salvo che in Francia. Per la -Germania fu epoca di rinascimento. Nei capitoli VI, VII, VIII e IX, si tratta degli avvenimenti politici e militari, dal ritorno di Napoleone dalla Russia all'entrata degli alleati a Parigi. E tJU'epoca cosi ricca di fatti grandi, svariati, e complessi, cl1e a ritrarla con pochi tocchi ci vuol la ponna di un maestro. No.n · ci pare che l'a"'tore dia sufficiente risalto al concorso delle popolazioni nella guerra di riscossa, egli chc pure avea detto nella sua prefazione . essere passato il tempo in cui le masse facevano la parte dei cori nella tragedia greca. Neppure agli avvenimenti ~ili tari e fatta I~. pa~te ?h~ · loro spetta. Sembra .quasi che ~apoleone sta cadutq per gh mtnglu d1 · Tizio e di Cnio. Si accenna con poche rigl)e alla battaglia di Dresda ' e si sprecano due facciate alln memoria di Moreau (ivi ucciso da pa~Ja •
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francoso) allo scopo di conchiudorc che la Francia ha fatto bene a lasciar perderc questa memoria. . Rispct.to alie ~~e d'Italia, s'.in~ntrano giudizi che, per difetto d'esprcs. swne, d1cono pm o meno dt ca'> cbc probabilmente intonde l'autore. Dop~ aver .dotto (fag. 99) che Murat desidcroso di conservar Napoli, ~en t1u~k d1 l.e~arCJ all'Inghiltcrra c gli Austriaci di acquista re·dominiiJ ~n ~trd.l a, '' SI Jocero con procln.mi e bandiero ad ncccndere, negli animi 1tahant, la fobbre di nazionalita, " si aggiungo che questo fatto « fecon da~o ~all~ eostauza e. dal martirio dei popoli e dalla disscnnnta politica det prmCI_PI, ha mennto a costituirsi in naziono le gonti di questa bcnodetta Itaha. • Troppa conseguen1,a si attrib ui~ce a un fatto che ha importanza solo come segno carattoristico dei tom pi. La costanza e i martiri ebboro ben altri germi da focondarc. Poco iunanzi si era detto che la mancanza allo promosso per parte dell' Austria" giustifica il desidcrio di vcderla al di lit dolla cerch ia alpina • come se questo desiderio avesse bisogno di cio, per essere giustificato! A png. 113, dopo aver narrato che rt{armont passo al nemico alia testa del suo corpo d'armata e che ci guadngno il disprezzo universale, l'autorc arnriun•re: (( anche . . 00 0 1,-Ha I'1a ha avuto 1 suo1 !\Iarmont nel 1860, e pur essi, avvegnache servissero la causa n~1.ionale, hnnno subito la sorte mcdesima del maresciallo francese ». 'la quale il gonorale che nel ·1860 alia testa delle sue truppe, sia pas:;ato al ncmico? E dove ora lo straniero ne! 4860? La situazione dclla Ffllncia invasa dngli allenti U(<l 18·14, e pari a quclla del regno di Napoli ill\':tso dai yoJontari italiani uel 1860 ? Nei capitoli dal X a! XV si nannuo i fatt i cho seguarono I' abdicazione di Napoloono, si racconta la sua fuga dal i'Eiba, il suo viaO'g10 trionfale dalla Provenza a Parigi, la sua attivitil. prodigiosa, la sua n;ova ·rortuna, la sua ulti ma caduta. . · Il XVI capitolo (ultimo del 4° libro) e dedicato a ritral'l'e la figura .di Napoleone, \'i si loggono qnesto parole a cui ci as5ocia mo pienamente: « Noi possiamo deplorare il suo illimitato e concitato imperio, ploclamarlo nemico di libertii e di nazionalitit, riconoscere pure che aveva la rnente di Ccsare e il cuore di Tiberio, ma .innauzi alia sua grandezza dobbiamo chinarci, e salutarlo il Prometeo dolla nuova civilta; che egli, strappando dalle ruino delln rivoluzione il fuoco rigeneratoro, che stava per cstinguersi, lo comunico col wo codicc e colle sua vittorie a tulla I'Europa ». Col primo libro finisce il prologo; col secondo comincia la Storia 'd'Italia dal i SU. nl 1820. Diciamo subi to che il secondo libro c migliore del primo. Trattandosi d'analizzare, e non di sintetizzare, l'autore 1
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E f>ERIODICI
L IB RI
si !ro\"a piu a suo agio. I p1·imi cinque capitoli soiw dedicati a"li avvenimenti che ebboro luogo du rante il congresso di Vienna, all; convenzioni preliminari ed accossorie, all'atto fina le dol congresso stesso . Que! contrasto d'interessi, quo! viluppo d'intl'ighi, qnolla ,·icenda d'esigeuzo e di tmnsazioni, quci fin ti attacchi c quello false ritirato ci sembrano bone descritte. Qui renlmeute Mouernich, Talleyrand e i loro colleghi avovano in pugno i dcstini d'Europa; quindi c a buon diriuo se tengono osclu~iva ruente la sccua. Le mns:;e non fecero neppuro, ]a parte di cori, .mn solo quo!la di greggi . In que:;ti cnpitoli si fn oppor.tunarnento ns11ltarc quanto gmnde fosse Jo spirito d' indipcnden?.a pei rostaurati principi di Casa Savoia, all' interno cosi retrivi; sopratutto difJldanno dell' Austria . Metternick sollecitava il re \'illorio Emnnuole I ontlo consigl iasse il giO\'IIne principe di Carignnuo (Carlo Albcrto) a prcndero serYizio negli osorciti alleati. Yittorio Emanuelo ne scrisso a suo fratollo Carlo Felicc, il quale risposo con quosta lettcra .-erameute caratteris.t.ica . • L'afTaro del Principe di Carignano ecortamente sgr:tdC\'Ole; tuttavia ,. io da lnngo tempo l'aspcttava . A. dirvi l'r ancamcnte il paror mio, non « lascintclo partiro, eel amrnogliatelo il piu presto che sia possibile. AI<< t1·imenti o ce to fm·anno ttccide1·e o lo imme1·geranno in tale dissoltt(< te::za da nnde1'lo i-mpotcnte a genec~·a1·e, o lo spingcranno a con« t1·arre un pessimo matl'imonio. Egli si trovor<'bbe egualmente male « al C(!tartier gcnerale di Wellington, come al quartier generalo au« striaco. P:ti'tito hu·go, apri gli occhi. Noi f>iamo slnti ben trllttati, « unicamento perchc I'.\ nstria spera un giorno di frui 1·e delle nostre « spoglie, o cli spegnerc la Casa di Sa I'O ia. Cosi essa ha fa tto cessare «la casn d'Este, disgustando il marito con la moglie, levando di mezzo ·« gli eredi, .o faccndo far pessimi nwtrimoni ni padri .divcnuti a ve« dovanza. E qucsto il principalo motivo per cui verameute desidero « che la regina vi sia vicina il piu presto possibilo, a d;u·vi un erode . « Ovc a Dio piacessc di dar fi gli maschi a noi pure, allora la nostra ~< Casa t~·overebbesi cousolidat~ (~a piu ram i. )la finchP. dura la pre« sente lllCortozza od un :;olo g10v1Ue ram polio si lascia ve(lere, a Vienna « la buona rinscitn d'annientarlo sembra troppo fncile per non tcntarla. ·« Io quindi mi sono tonuto uell'obbiigo di coscie~za di aprin·i tutto « !'animo ruio su sifl'atto argomonto. » Noi capitoli VI, VII, VIII, IX, X e XI si ragion:t miuut11mento della costituzione e degli atti dei goYcrui restaurnti, delle condizioni, delle opinioni e tlei desitlori dei popol i. Questa c l'orso la parte mogiio trattata . del la storia di quos to periodo. AN:-10 XXVi.t , VOL. 1.
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J:.: PEHlODJCl
:)62 ~ci capilol ~
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XII, XII~, Xl\", X\' , .X\'1 si da uno :;guanlo allc con-
· :;eguenzc -· 1uaz1onc . · d 1 la:;ctate . fra 1101 dai <>170rcrni n:ttlolconici ' · ' e 'a\"'1..." ::,t poIll~ca _ ~ ~a ~e~•sola, dopo le reslaurnzioni; si fa ris:;ltare come Ynri ~)_rm~• P• •.rahan•_ cer~assero ogni mezzo per schermirsi contro le prcs-~•on • ~ell A t~st:u\ ; s1 tratta d elle se t~, che la rcazione rese piCt forti; tl_el b 11~:mtn~gw e_della camo rra, p1aghc nntiche del regno di Napoli •.·m.cru_d• Ul per le c·~·~ost~nz~: dei maneggi della corte di l~oma, dei con~o •dn t l : de ll ~ vel l c•t~ d1 nlormo in ri lcuni Stati, del bigottismo riclotlo, ·-~· :~ 1 tn : a s1stema rh ~o~e•:no, _dclla caotica confuslone di questo pcllOdo d1 _tol~P~ ·-. I_n prl ~Ci piO _dt n~ capitolo (pag. !~03) si Jeggc, C'he « ad esptme l1n1quo t mpeno det Romani sulle altre nazioni non ~Jastando. anco•:a aii'I~.alia gli inriniti guai patiti, doveva essere la,sciata m p~tcsra doll Austna » ecc. ecc. i\'on ci sembra cbe !'imperio dei f\on~am sul_le altre nazioni ~eriti_ alratto il nome d'1niq 1w, perche ove ~· gua.rdl al mo~o con ~n1 ess1 lo tonncro, bisogna dire che non mai 1mpen o r~ meglw ese~·c1 tato; ove si guardi ai mczzi con cni l'acqu istarono, s_t po_trcbbe. dtre che erano quclli dei tempi toro, se non fosscro pu~· quelh cle1 tempt nostri. L'idcr~ poi rli far scontare ai fi ~rli le iniQUll<'l dei padri _e biblica e non stori ca. A pag. >i-:26 l'autor~, per dimostrarc quale tmportanza abbia avnto l'opern della ca1·boneria o dclla (eder~zione in Piemonte, dice che senza di ossa « tal pnese non sareMle • sta~o tl laboratorio di que! movimcnto, che (duci il principi di Savoia) «_c1 ha menato da Novara a Roma ». Citarc a proposito di sette il moYimento_ da Novara a Roma, ci scmbra fnori di posto; era forsc piu esatto cttare qu ~ll o che fini a Novara. Sappiamo benissimo ehe da cosa nascc cosa e che qnindi l' uuo pno dirsi il seguito del l'altro : m:1 :11.t~ib~tirc a~ ~ma c:~usa piecola e lontlliHt un risult.ato finu le e grandiSSJmo, ~ ~ e . co_me a~tri buire aJle fonti dol Monviso, !'acqua chc il Po vorsn ~ell :\dnatiCo. Pui olt~·e ~a rl a_ndo d ~ ·c~morra e di brigantngg-io, dopo tanto mch1esto, tante rdaz10111 , d1scnsSIOUI c pressioni, era diffitjile all':n~tore dire. qualcosa di nuovo, salvo for:;e ilracconto di qualche episodiO ; m:t l'lesce alquanto singolare il Ieggere (pug. HI~) avcJ' cali creduto « debito di storico e di cittadino svelare queste piaghe, nella spcranza ~he a guarirle si rivolgano aI fine gli studi dei goYernanti. » _N~l cap1tolo XVII l'autorc brevemento accenna agli avvcuimen ti prinnpah che ebbero luogo fu ori ci'I talin dal 18·15 al 1 8~0, estcJl(\endosi specialmente sugli sforzi di l\ietternich, per dare all'Austria il primato in Germania e in Europa. . I_l XVLII ed. ultimo capitolo e ucdicnto allo sviluppo della lcueratura 1ta\lann nel pnmo q u:~ rto di questo secolo. E forsc il miglior cn pitol().
del libro. Si pa rla c!clle nrti, del di:;cgno, della mu~ica e ue\la letter:ltura non solo con intelligenza dclla materia ma con gusto e sentimen to. Anche lo stile di solito nlqnanto intricato e pedestre, si scioglic c si eleva. Vivo ed iuteressante, bench~ fallo tame yolt.c, e il parallelo fra Ugo Foscolo c Vinc.enzo l\lonti . Ben dclineati, in pochi tratti, sono vari altri scrittori; del Botta p. o. si dico << Egli rimpiange le nostre gt·adunl i ri fo rme intcrrotte, le nostre tradizioni perdute, e si scaglia ~on tro quclla razza gladiatoria, di cui Na poleonc fu istigatore c capo. Gli ocelli dolla sun mentc non crnno abbrtstanza acuti per scorgcro la civil ta nnova chc nasceva, fra l'u rto di quelle oude tempestose ... Odia lo stranicro, ·si sdegna contro gli uomini, ammctte i principii e, dibattcndosi fra i dcsideri e le paure, nou ne accetta le consegnenze. Ad ogni modo fn il primo che dopo circa tre secoli , splendidamente pose rnano alia storia d'Italia ». Giusto cd egregiamcnte espresso c quanto si dice in difesa del ~l~uzoni. (( Il suo libro non e il libro dclla renziol).e, fatta llella dall'artc del poet<), e il libro dell::t ricostitnzionc del cuorc degli I taliani ... . 11 Manzoni fu il primo clegli nrtisti nuovi, primo di tempo e di valore, il qua le fondo quella scnola detta rornantica, che nell'arte e reazione al passato, ed in politica prepa razionc dell'avvenire. Essa ci ha dato la poesia patl'iottica col Rossetti e col n erchet, essa ha mutato i fremiti pc\ tirannicidio, rleii'Alfieri, in fremiti per I'I talia. » Del rcsto, 111 patria ru la musa inspiratrice dell::t nnoYa letteratura it::tliana, sotto luttc le forme, e h::t ben ragione l'autore di dire chl' non mat, 111 nessnn epoca e pre£-so nessnn popolo, la letteratura ha compi to nffitio piu nnzionalc e civile che in Italia dal 18 15 a\ ~858 .
L 'ltnlitr, 8Ull (OI'IIIfl~·otle, suoe vadcnni e tel•renaoU, pel capitano LUIGI G ATTA . Un volume di 540 pagine con 32 incisioni e 3 tavole litografiche. - Mi lano, U. Hoepli, 1882.
Prezzo L. I 0. Nell'annnnciarc uel Bollettino bibliografico del mcse scorso la pubblicazione dell'opera sopra indicnta, chiudevamo il nostro brevt> avviso prevenendo i nostri lettori che ci riservavamo di farne un cenno pi1'1 e~ teso. Xel compiere oggi la _nostr.a promessa, avyertinnw
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LIBIU
cosa altJuanto difficilc rcstringcrc in poche pngine la materia di un volume Ji oltre le 500, ove con un vastissimo corredo di cognizioni speciali sono rifcritc le ipotesi pit1 accredilate intorno nlla formazione del globo, nonchc qnelle relati\•e all'azionc odierna delle forze cndogene, che si appa losa mcrce i fcno meni vulc~nici ed i sismici che in va t·io modo concorrono a trnsformarc lontamente la superficic terrestre. L'opera del Gntta lascia tr:~vedere nel suo autore una conoscenza assai cstesa delle lcggi chc si rifcriscouo alia dinamica abissalc, e riconosci11mo chc lo studio dol suo tcma c stato da. lui analizzato minutameute, pcnsato in tuttc le sue pat·ti con gt·andbsima cura; · e se i lettori non cli,•ideranuo forsc talYolta il suo giudizio, donauuo pur scmpm conrcnirc che lo ragio11i esposte e discus~c hanuo potnto autorizzarlo a seguire di prcfcrcnza qucsla che quella via. Interessau te e la parte chc si riferiscc nll'aumento del calorc terrestrc in ragioue dirctta colic profonditi1, cd importanti assai sono i dat i ottenuti dopo una lung~ serie di espcricnze praticate da fi sici distintissimi, dtt llo qLwli risulta che la profondita gcotcrmica si mantieue in massima nei limi ti di 30 a 33 mctri. Tuttavia nei lavori cl i penctrazioue compiuti nolle ga llcrie del Fl'<ijn:; e del S . Gottardo e stato riconosciuto, cbe in mcdi11 l'aumento di calorc cli ,Jo C non si avvoro che ad ogui 52 metri di profonditiJ. Abbiamo pure delle cccezioni in senso opposto, giacche nelle minicrc solfifcre della Boratella sopra Cesena, dit·cue dall'ing. Scheycr, la tempcratura arriva a cresccre di 2° C ad ogni 11 metri di profonditi1. Tralasciamo di cspon c le cagioni · di q uesti cam biamcnti, chc oltrcpasseremmo i confini di una semplicc rasscgua scientifl ca .. Abbiamo geologi i quali, preudcndo per base dei loro c~ lcol i il sollcvamento di banchi colossali di roccic sui mare, il loro spessorc e le varie vicende a cui gli .strati tcrrcstri mostrano cli essere andati soggctti, hanno pt'etcso di calcolarc !'eta della terra; ma nulla v'ha di meno esatto di codesti dati, imperocche se soltanto prendiamo i risultati e~posti da due naturalisti sommi quali sono Charles Lyell e James Croll, troviamo che quello presenta un estremo di 500,000,000 mentre quest' ultimo attribuisce alia tena non piu di 60 ,000,000 d'auni d'eti1. La disparit.il di questi calcoli e troppo mani festa pcrche siano !'ultima espressione acceuabile, e ne facciamo ccnno soltanto a fine d'indicare da quale immonsita di tempo il nostro globo esiste, come immeusa ha tla cssere la scric dei secoli nei qua li la torru continuori1 a porcorrer!) la sua orbita celeste trasportnta uello spazio
E PERTOOJCI
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con tntto il sistema solare: ·« Sotto qualsiasi aspetto si considcri la ten a, l'imprcssione che In grandc sua "astita produce su noi ha sempre qualchc cosa di tert·cstre, -scrivc il Gatta; ma il dominio dclla nostra immaginazione non ha pit\ limite, qunndo ci colpiscc l'aspetto del flrrnameuto coll'imrncnsiti.l degli spazi cclesti, c collo splCtldido e m:testo~o quadro che si cstende :sn tutta la volta tempC'ltal:l di lu minose gemme. Davnnti a tanto splendore ed all' immcnsita della crenzione l'intelligenza rimnne (lttonita, e mcntre la mente spazia nella vastiti.l clel cielo, i piu dolci sen timenti si dcstano nel nostro cuore e ci fanno riconosccre l'umilt.a dclla nostra csistenza ·». Le teoric relati\'e alia formazione dei monti sono state causa di frequenti dispute fra i gcologi, e codesta questione non pare tuttora interamento risolta. L'ipotesi pit\ accr·editatn all~ qunlc il Gatta scm bra associarsi, e qnclla 'che la loro elevazione sia· una consegnenza tlircttn del rafTrcdd"mcnto tcrrestrc, per cui sarebbc aVYenuta una disuguale contrazione dclla ct·osta supcrflcial e. -1' importanza della spintn latcralc od orizzontalc e mnmessa clagli scrittori piu moderni, e qucsta avrebbc prodotto un ripiegamcuto, qua le si osse1·va in un frulto matnro chc comincia nd -essicarc. i\Ia una parte non lieve l'avra avuta "llresl In tensione immensa dei vapori acqnci che si generano nell'iDterno clolln crosta terrestre, la cni azione e stata talvol ta superata dal peso delle massc colossali di · dopositi, cile for rnano la supcdicie del nostro globo. La pt·esenza di abbondanti particelle d' acqua, cite si manifesta nolle lave iocanclescenti, coll'craporazione costante per la quale co piosi v:~pol'i acquei vcdonsi sal ire dalla somrnitit dei cratcri ad clcvnzioni al tissime, ed esalare finmi di lave chc corrorio lungo i pcuclii ' dei monti ignivomi, proYa la gt·tmde influenza di C{)desto fluido nell'azione meccanica dei vulcani . Ma come penetra l'acqua ncgli abissi terrcstri? Il problemil o nssai ardno eel il Gaun pcnso di·ricorrere ai fa tti ottcnuti dal Danb~e nei suoi esperim enti fi sici e senza escludel'e assolutamP.nte ogni pencti·azionc attraverso i crepacci e gli interstizi delle fend ituro tcrrcstri, egli ritiene che una gnm parte clcll'acqna chc genera i vapori delle eruzion i vulcaniche pas~ i nolle profondita abissali attraverso gli interstizi capillari delle roccie. I Yulc.ani hanno compiutn mui parte importantissima nella fol'mazionc del nostro globo, e senza uscire dai limiti della no:;tra pcnisola troviamo che nu tempo fu in cui essi erano assai piu numcrosi .che ai nostt·i giorni . I monti Hcrici c gli Euganei sui vcrsnote merid ionnle delle Alpi nelln vall e del Po, antich i vulcnni i qua li avc,·auo iol'3C nna conispondcnza con qnclli dell a Croazi11 , dcll'U 11 -
E PERIO DIC!
L!BR!
gheria e della Boemia; il monte .\ mint:\ piu a sur! ; i Cimini ed i s~batini; i \'ulcani Laziali, il cui cra tore misura una suporficie cosi estesa, che nessu no dei nostri monti ignivomi mod6mi ha I' uguale, gli avanzi vulcanici deli'Ernico c di Pofi tra il Sacco ed il Liri, sono avanzi iniportanti dell'azione vnlcanica di cpochc assai lontano. Allora I'Italia non forma,·a una penisola quale l'oaierua, ed una gran parte dei depositi da c,;si la~ciati 5ono :::ouomarini come quello dcll'Isola Giulia pres~o Sciacca, c:.he noi mesi di luglio ed agosto 183·1 parve in via di gettare le uasi di una nuo,·a isola stauile, ma ce~sata l'azione eruttiva, in poco tempo l'azione clistruttiva del mare ne compi l'erosiouc. [J Vesuvio c ora ~ul continente pcnisulare l'nltimo spiraglio rimasto aperto delta gola sparentosa, che erutto flumi di lave accompagna~i da toni e boati COi:ii tonibili, da tenor lontani gli auimali chc in quei dintorni vircvano. E l'uomo? non sappiamo se gia esisten quando la penisola ita li:ma pur protendondoiii nel mare, non era eo mpi uta corne ora la vedinmo; l'uomo pero ha ccrtamente vissuto in uu tempo in cui i vu l c~n i laziali emettevano lnve, scrivc il Gattn, e lo di mostrllno pili oggetti arcaici stati scavati sotto di esse o sotto i deposi ti tufacei che ora formano i colli albnni . Un'azione graudissima, nella formazione dei continenti socoudo !'opera del (}atta, l'h:mno pure avnta i vulcani di fango ora frequtmti solt:\nto pili nolle rcgioni dol mar Caspio ove tuttora proscntano una non lieve importanza. I vulcani di fango del Modenese e quelli di Sicilia non oll'rono pili che lievi traccic del la loro attivitil OI'Llttiva chc si va man mano spegnoudo. I1 Vesuvio chc gia sorgeva appcna d:~l mare ed ora colla sua face funerea rischiara di una !nee sanguigna le notti stellatc dclla penisola italiana , forma uno sfondo tutta ar·monia nel magnifico quadro com preso nel golfo delle sirene, e la descrizion(} che il Gatta ne prosenta ci prova quauto studio ei mette nelie ~uc dcscrizioni. La storia n noi nota delle eruzioni vesuviane comincia si pud dire dalla famosa pioggia di ceneri che giit copl'i Ercolano e Pompei. Le cruzioni successive hanno presentato un' importanza varia strettamcnte collegata coi fenomeni vnlcanici deii'Etna e dello Strombo!i poco lontani, nonch~ coll'azione si3m ica della penisola e di regioni pili lontane. L·P,nmc che il G~tta ospone ai suoi lcttori degli stucl i c delle o:ssr,nr;Jt.:on: fin qni pl'aticn te iutorno al l'csistenza dei moti microsismici co,;ti tu i :;c~ una pnrto importantc del Stl O interessante lavoro, e con('nrd ;' ado rol gindi7,io espresso dnl Lyell ritiene chc i terremoti
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Pd i vulcani abbiano un'originc comune, iuquantoche entrambi i fcnomeni sono limitati a certc rogioni speciali, quantunquc i mo,·imenti sotterranei non siano in generate piu violeuti noli' immediata vicinanza di nu vtllcano,· specia lmcnte se l'espulsionc ~li fluidi acrifor- . mi e di roccie fuse si fa 'd.nllo stesso cratero. E curiosis:;ima In concomitanza di fenomeni si ~m i ci riportat~'l dall'antore, o non soln que~t.n coincideuza si nota nei fenomeni chc avvcugono in Europa, mn 6 pure registrata per quelli chc scotono il continente asiatico e I' americano. · ~1<\ oltrc ai terremoti, che tutti piu o me no abbiamo sentiti, la terra e ancora soggettu a moti minori e freqnentissimi cletti microsismici indipcnden ti dall'azione del ealore so lare, e di questi sono state eo. st.t·utte alc une curve oraric o mensili esprimenti la loro inwnsitil, e qncste scguono molto d'apprcsso quelle delle grandi tempeste o delle . depressioni barometriche, o ciiJ piu costantemente nei mesi piu remoti dolla stagiono estiva, presentandosi l'intensitil mensile massima fra dicembrc e febbra io. J\la qucste oude microsismiche si succedono dopo .inttw~ra ll i ui quiete diversa, cio eh~ clenota come siano dovute a c;wse ·intermittcnti e non con tinue. Il ca pitano Galla esprime risolutameute l'avviso, cho i terremoti si:mo principu lmente dovnti all'azione dei vapori acquei, ed auzi rifcri:scu chc le scosse aV\'Cllntc nel mese di uoYombrc scorso hauno percosso la tena pochi giol'lli dopo le lunghe pioggio cndutc nei principii del mo:se. Non intendiamo ;;eguire l'autore in tutta la discnssioue cho fa sull' esistonza di tali fenomeni in coincideoza colle fa;;i lunari, nttribuendo all'attraziono di qnosto -nostro piauota una parte nssa i importante, o chindiamo la nostra breve rivista acceuuando, cho con una disposizione speciale dei fabbric.'lti noi lnoghi pit't comnncmente colpiti da terrPmoti, si puo evitaro la loro ruina . Una regola di orientamento e da molto tempo nolissima in Calabria la quale consistc nel dispone, che gli angoli di un edificio Cjuadrangolare siano rivolt.i verso il puulo onde vengono le scosse, o che le diagonali discgnino l,c linec cli dit:ezion~ degli lll'ti sismit.:i. · L'autore avverte nella ~ua introduziouc di non aver vo luto scrivcre un trattnto di geologia, ma di aver avuto l'intend imonto di svolgcre soltanto e discutero i fatti Gsici o meccanici cho successivamente sonosi aYverati su questa terra, i quali malgrado la ostrema lentezza della toro azionc hanno prodotto importanti sconvolgimenti e tali da mutare la faccia del globo . Dobbiamo convenirc cbe il ca p. Gatta ha mnnto.lluto cgregiamen te quanta ha promesso, o non sappiamo che \'ltal ia
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56d
LIB RI
E PER IODlCI
gia possieda un altro libro di geollsica ove sia riportata tama copia di fatti importantissimi. La discussione dei Vlll'i fenomcni e cltiara, lo stile e piano, talvolta elcvato, ma semprc lluido: e qucsto e un me-. rito grandissimo che vogliamo riconoscerc in lui . .Abbiamo bensi trovata qua e Ji\ qualche mcnda, e cosi ci pare che stucli recentissi mi esprimano qualchc altra idea di quelle riportl\t.c sulla costituzione dei vulcani cimini c sabatini, eel :mzi sappiamo che tuttora csiste una questione tra il Vcni e lo Stoppani a proposito del ~lontc r enere; ma cpeste piccolissimc mende non tolgono nulla al mcrito riconosciuto del lavoro. Lo scopo diretto di codesta pnbhlicazione c quello di far conoscere · l'azionc che le forzc endogenc compiono nella formazione della terra: noi pensiamo che l'autore :>ia riescito nell' intcnto propostosi, di cooperare al progresso di uno dei molti rami della fisica terrestrc. L' edizione e per la stampa e per il lusso della carta, bel la come ordinariamentc lo sono le pubblicazioni della casa editricc U. Hocpli di lll ilano, quindi clcgante c nitida da fat· ono re alia tipografia italiana. Le incisioni souo perfeLLo c chiarc; le carte litograf<Jte, uscite dalla officina litografica dei signori Virano e Teano qui di Roma appaiono cgregiamente lavoratc. Nclla carta d'ltalia abbiamo osservato un lieve ono re, os~ia abbiamo notato cbc l'isola di Capri, calcare come la vici na Punta della Campanella appartenente alia )ingun di terra ove si elcva Sorrento, e scguata in rosso come le rcgioni vulcanichc vicine; ma questo non puo csserc che un errore sfuggito alle corrczioni, ondc non ne facciamo caso :~lcuno . Che l'opera del Ga tta non sia destinata a rimanerc noi depositi dei libra i, ci risulta daJio bibliografic cbe gill sono uscite nci periotlici esteri e sopratlitto in Germania, fra le rruali la rinomata rivista mensile le Mitthe-ilungen di Pctermann, chc nel III fascicolo del corrente anno conticnc cncomi mcritevoli di menzione per l'auLorc. E poicbe qui se ne prcsenta l'occasionc crediamo opportuno dice· alcune parole di lode agli ufficiali che onorano il nostro esercito con lavori che mcritano di esserc prcsi in particolarc considcrnione. Nel breve corso di mono di due mesi la stampa ha annunziato la pubblicazione di tre opere scriltc cla uffici a!i, quali sono la SvHia Romana del capitano Olivati; i l GiappoJle e la Sibe1·ia, note di viaggio del col. Luchino Dal Vcrme, ed infioc quella di cu i abbiamo fin qui trattenuto i nostri Jeuori del cnpitauo Galla. Codesti laTori sooo una prov11 che J' cscrcito novera ufficiali di talento, di • studio e di merilO non comuuo, c riteniamo dover nosti'O l'csprimere
loro le nostrc congratulazioni, colla spera nza chc J'anno cosi ben incominciato non terminera, senza che ci si presenti di nuovo l'opportunita di f:~r ccnno di altri l:~vori di un'importanza non minore.
Sltetlt stdlfl ctnmlle1·•'• del tenente colonnello MARKUS
voN CzERL!EN. Traduzione e cons iderazion i di F rancesco Cavalli, colonnello del 12 r eggimento di cavalleri a .. - · Vercelli ~881. - Stabilimento tipogr afico Coppo.
QLlesto pregevole lavoro consta di tre parti. Nella prima si prcnde in cs~me la questionc dell' armamcnto della caval lcria per venire :~lla conclusione che : la sciabola 1'ichiede un materiale-cavalli possentemente costrutto; la lancia dei 1n·ovetti cavalie·r i ed uno · speciale addestramento, la 1·-ivoltella t~n' accun~ta 'istt·uzione dct ca-ual-ie?·e dal pttnto d'i 1Yistct montle. La scelta dell' arma di a ttacco
dipenderebbc quindi, pci singoli Stati, dalle condizioni economichc e finanziarie. « Gli Stati ricchi possono scegliere la sciabola per arma di attacco per la loro cav}llleria , essenclo essi in caso di provvedere un buon matcriale-cavalli ; gli Stati chc hanno una lunga ferma possono armare la loro caYallcria colla lancia; quelli infine che nou sono ne ricchi no possono trattenere moho tempo i soldati sotto le armi, devono senza esitazione alcuna sccglicrc la rivoltclla perchc solo con cssa la cavallcria potri:t far fronte a quella degli nltri oscrci ti >>. A noi scmbra che questo sia uu girar intorno al quesito, non un risol\·crlo. Per definire la scclta dell'arma di attacco da darsi alia ca valleria b meslieri di toner couto anzitutto dell' impiego chc s'intcude farne in,campagna, e dell'armamento delle cavallerie cstcre chc piu probabilmente si avranno a fronteggiare. Lo Czerlieu invece, seguendo una via diamet~almen te opposta, analizza soltanio le condizioni necessarie affinche possano riuscire gli attacchi o ne deduce che negli a.uacchi coUa sc'iabola l'azione decisiva sta nell'ttr·to clel ccwctllo c cho il .m ccesso di un attacco coll<t lancia to S'i deve cenare nell'ordine chiuso,
e sorrtriuucre che la mischia e'tin momento s{arorevole pe1' /(t lancia, e-o n I . I I -mentn la sciabola e la ?'italteUa vi si trovano a contrar10 ne oro ve1·o ele-mcnto . Tutto questo e noto da lungo tempo; eppero auziche riJ'crir·:;i :~ Ji a
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LIBIU
· que:stionc dcll'armamonto tlel ia c.avalleria, ci sembra ritlcua l'i:>truzionc pa:ticolarc drt darsi ai siugoli reggimonli, ::;econdochil hnnno per arma pr111c1pa le la IQnCI<l oYvero la sciabola, H la seeIta dei cavall i da dcstinarsi a ciascuno di cssi . A difc~a llclrevolcer come arma di attacco, l'autore si limita a dire: C!~e sia }~~!Jsibile.e stato prowto in Amer·ica. i: un (atto innega. blle; _e ~w che e po8.~ ibi le in Ameriw non lo e 1neno in E~t·ropa. E qu1 Yt sarcbbe molto da dire; ma per non prolungarci di troppo, osserveromo non cssere punto csatto chc la cavalleria americana nella memorabile guerra di secessione siasi somprc servita delta rivoltella come an.nn p1:incipale, chc anzi, mano mano prolungavasi la guena, e 1 roggun ent1 a cavallo :;'aggucrri\'ano, l'uso del rO\'Olver divenne afl'auo ecce7.ionalo e la cavalloria carico ad arma bianca. I partiginni del rov~ lv er co~ne arma di attacco ricorrono tutti agli esempi del la c:n·allerw amencana, la quale tanto dcll'uno quanto dell'nltro partito fece uso . su Yasta seal:~ dl}lla ri>oltella nei primordi della ecruerra·) ma aCfJntstata I~ necessaria pratica e abi lita nel cavalcare e nel manHggiare le nrmi, si servl quasi escl usivamente della laucia e delln sciaboln. . ~el~a parte secunda lo Czorlien prende in esame l'impiego dell'artlghena addetta ai gt·ossi corpi di ca\'alleria, per dimostrare auanta vitnli til possa trarre la cavalleria dall'arrna 50rella e la necessith dell'azione streltamentc\ legata assieme delle due armi. Le idee teoriche rsprcsse dall'autore sono pet· se stessc giustissime; le deduzion i ch'egli ritrae dallo studio dell'impiego delle batterie a ca,·allo nol graude attacco eseguitosi alia battaglia di \'iom•ille.-)Iarsla- Tom· ('16 agosto 1870) all'estrema ala sinistra tcdc~ca sono pure meritcvol i di cousidera7.ione; nw quando '' nolc concretnrr. le idee csplicate a stabili re rninutamente e tnssativamcnte il compito dell'arti<>lierin e ' egli baue una falsa St1·ada inquantoche esamina un solo caso mcntre infiniti !\Ono i casi che possono presentarsi in guerra, e in ciascuno di c:>si l'impiego dell'artigl icria sara forzatamente diffcreute. Proclamato i\ principio dcllo stretto11cco rdo fra le clue armi, a noi semhrn chc resli 5olo di raccomandare che QIIObnttcrie a cava llo si forn isea il pitt SO\'Cntc possibile occasione di maliOVI'il l'O insicme :tl la · cavalleria, e:;seudo questo l'nnico mezzo che permetta alle due armi di conoscorsi ell apprezz11rsi scambievolmente. • Xcl l;l tct·r.a parte infiue, a proposi to di u11 reccntc scritto pubblicillosi a Bcrli no nel qua le vorrebbesi dimostrarc l'innti li tit della cava lleria , l'og1·ep;io ufficiale austriaco o.pina che le cava llerie europee
'
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E PERIODICI
hanuo bi5ogno di radicali cambiamcnti, se ''oglioHo consen·at·e il posto che occupn11o attualrncntc. « I :mccessi dclla cava lloria nnli'America del Nord , egli dice, eel anche alcuni cpisodi dell'ul tima rruerra turcornssa, ovc la cavalleria seppe svincolarsi da vecchie ed imn~aoinarie tradizioni, mettono in 1:\·idcnzn chc la cavallcriil dc\'e staccarsf dai ''ecclti sentieri hattuti, se ruolc aiTormare la sua importanza come arma e vederla general meute ricouosciuta ;, ci6 che presentemente non c il caso ». _Con buona pace dell'ogregio autore, que:;Le sono pnr11mente e semphcemonto delle frasi, come e una semplicc frase il1·accomanda-re il sistema di cavolle1·ia espe1·imentato ·in Ame1•ica, oil deside1·m·e che la cwvalle1·in :;i(~ ?'l:sa JJii~ atta a combatterc. Per qua nto ha tratto alia cavalleria americana, salvo il suo impierro uei famosi t'ai ds impossibili in Europa, ci basti il giit deuo. Ris~euo poi alia cavaileria russa ci limitiamo a notare che nel l'uhima guerra d'Oricnte non ha per nulln affermato il suo Yalore siccomc arma di cavalleria, mentre i poclii allori raccolti li deve osclusi\'amente agli attacchi decisi. Noi co11Cordiamo collo Czel'lien che in genera le la cavalle:ria ha bisogno di qualche cambiamento, anche radicale se vnolsi; ma aYremmo desiderato ch'egli aYesse $piegato ampiameote il suo concetto, e in modo particolareggiato avesse indicato i cambiamenti. A nostro avviso i l ·~ i ~ te m a d'istruzione, qLwsi identico presso tulle le cavallerie europeo, c snscettibile di miglioramento. specie per ·quanto concernc la _scuola di campagna che vorremmo veder praticata tuuo l'anno c ben piit soventi chc l'i5;truzione di piazza d'armi ; ma il vero- uodo della qucstione della cavallnria sta in cio cite presso tutti "li eserci ti si difetta oggidi di veri generali dell'arma. Dato l'uomo rrenio la c11vallcna anche coll 'attuale ordinamento e colla pt'esonte istruzione, saprit pro1rarc .nel modo . il piu splendido la sua .neccssilit eel im portanza; scnza eh esso, potr:.. e6sere impicgatll con suflkente intelligenza, come la ca,·alleria tedesc11 nel '1870, ma non riporterit mai gmncli succcssi . Ci rimane a dire qualche parola tlelle Considem:sioni , l'atte dall'egr<Jgio traduttore colonnello Cavalli. Egli propngna l'adozione del revolver come arma di attacco, e qui sinmo proprio di un'opinionc affatto contraria, profondaruen!e convinti chc il revolver a null'altro pno scn'ire che a dare segnali d'allarmc c alia difesa per:;ouale dei soldati in p:lllugl ia. .Per il restanle, e in particolar modo per cio cho concerno quanto egl i dico intorno all'aiTardcllarnento alle selle all'istruzione individnale c alia scuola cli campagua clividiamo ,; suo •
dt'
1:)
I
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BOLLETTINO BIBL!OGRAFICO
LIBR I E PERIOOJCI
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idee; sebbene non possiamo csimcrci dall' osscrvarc che gli appunt! da lui mossi sono alquan to esagerati , e che cotesta esagerazione nuoce alla bon ta stcssa dclla causa che sostiene.
B.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
comballimenlo per le ferrovi.e) . Nuova ed izione amp l~ala . c cOI'I'etla. Lipsia 1882. Tipogt·afia Brockhaus (008 pag. 1.n 8 ). L'opera si divide in due parli. La pl'ima Lratta dello sv!l~ppo slol'ico dei lrasporli ferroviar·i militari. Comincia dal. perJ.od~ 1~48-1859, e prosegue, cstendcndosi mo.ggior·mente su1 penodr successivi, e in special modo su qucllo che compr ende la guer ra del 1870-71. La seconda parLe t1·att.a del~'allacco. e del~a difesa delle ferrovie, della Joro distruzione e ricostruuone m tempo di guerra e dei ser vizi preslati dai r~parli . di t.r?p~e ferroviere nella auerra di successione degh Slat• Umlt, m quella del 1866 in° Boemia, e nella fra?co ~e~m~nica (.1870-~'1)· Se"'ue in ultimo un·appendice sulle riCognJZIOnt tecmco-mthto.ri delle ferro vie. Varie carte o lavole sono unite al teslo. v. REIT HAMJI.o!ER, HAuPn!AN. l)ie Scltlnc/;1 bei f/illiers tun 30 November t81q. (La ballaglia prcsso Villiers il
GEORG
CARI)INAL v. VwoERN. Sl'l·nteglsehe l,'avallerie !Ua(Manovr e s Lrategiche di cavalleria) Gera 1882. Tipografla Reisew ilz. P1•ezzo in Italia L. 2,80. Si descriv.ono e si cliscuLono, in ra pporto ai letni e all'esecuzione, le grandi manovre di cavalleria. che ebbero lno~o in questi ultimi anni in Russia, in Aus tria, in Germania e in Francia. Due carte sono unite al leslo.
GEORG
t~Over
ERNEST v. HESSE-WARTEGG. Ttuais Lnntl uiHl Leule. (Tunisi paese e popolazione). Vienna-Pest.- Lipsia, 1882. Tipografia Har tleben. P rezzo in I lalia L. 7. L'opera s i divide in due par ti: la 1' si occupa del gover no della Reggenza della ciLia di Tunisi, delle sue risorse, del suo porto, dei costumi della sua popolazione indigena e stranierA; la 2' tr aUa delle altre citta della Reggenza, Sfax, Biserla, Keruan, nonche delle tribu dell'inlerno stanziali e nomadi. Sono unite al testo varie carte e tavole illustrate. LEERBEch, Lieut. Die lufante••ie Sel•ieaainatruclionen 1!-'tcrDpa'a (Le islruzioni per il tiro di fanteria in Europa ). Berlino 1882, tipografia Wilhelmi, prezzo in Italia L. 5,40. E uno stud io comparative dei r egolamenti ed islruzioni sui tiro della fanteria in vigore presso i diversi Stati d'Europa.
30 novembre 1870). Stullgard 188"1. Tipografia Kohlhammee. :E una monog rafia della prima balto.gl ia p1·esso Villiers, con r iguardo speciale alla pal'Le pt•cs~vi dall'cse~·ci lo Wurtember ghese, cui appartiene l'autore. E unito un quadro della battaglia. bei f/ifUe~s . mu ~ IJezemb••e U~10 . (La secondo. batto.glia pl'esso VJilJers 1l 2 dicembre 1870, con r ig ual'do speciale ulla par te che vi p l'C-
E . SchMm, Hauptman. Die tZtveite Sclalncl•t
sero i Wurtemberghesi). Sono uniLe al testo, due cai'Le. Sluttgard 1881. Tipogra fla Hohlhammei'. B e ilt•t•ge s11r Gescl•icltle tlet• Oeslet•reiclt isc~•en Ca~al let•ie. (Contribute per la sto•·ia. dclla cavalle!'Ja austr1aca) 2 volumi. Vienna '1881. Tipografia dello st.ato maggiore. Prezzo
in Italia L. 8,15. E un'opera in corso di pubblicazione redatta dalla sezi.one stor ica dell'i. r. archivio; nar1·a e documenta lu storia della cavalleria aush·iaca durante il 18' o 19• secolo. IL 2· volume (500 pag.) teste venulo allo luce, tratta del periodo ·corso dal '1718 al '1763. Otlo cai'le sono unite al tesLo .
Il Direttore
ORE STE BAR ATIEI'U Maqgiore
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L. V. PRF.uss , Ila uplmaun , Die B.t•iegsfii/u•tmg uuler Beuiil~uug
tler Eiaeuba/uaeu untl tler B.ampf 1un Eisen
bmcen. (La condoLta della
guena coll'uso delle ferrovie e
DEMARCHl CARLO, get•ente.
Bersaqllerl.
SOlHURIO DELLE AlA TERIE conlcnule nelle dispense di gennaio, febbrnio. mano t882.
l)J.:t_ r.iETODO NEGLJ STUD! Pt::l-i LA DJFESA TJ;;RRITORIA I,E: VJ. L E OJFES£ venso n. MARf:. - G. 1•e rrucch c lti . . Pag. J.A QUEST TONE DELL'ARTI GLIEHIA DJ GRAN POTENZA IN lTALll\ E FUORt. - Fnsce t;.lo\'annl, capi lano tl'arligl ieria. ., DOPPIO COl\IPlTO DELLA CAVI\LLF.RIA. -G. G n ccco . . n T.o STI PENDIO DEl Sl!8ALTERNI ARITMET!CAMENTJ·: DISCUSSO.
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Italiani. COI'SO elemenlare d i fotografia. - L. GrLARDIKI . . . Pag. Statuti an tichi inediti e Statu~i recenti deli'OI'dine supremo de lla SS. Annq nzia ta, con no ti;,:ic s tot·iche r elative al medcsimo. . . . . . . . . . . . » - GAUOJ::NZIO CLARETTA Sinossi d i aete' mililat'e, tiro de lle ar mi da fuoco, loJ?ograna c forlificazione, redatte s ulle norme de i programm1 minis tel' ia li, per gli esami di avanzamento dei capitani c te ncnti di fante ria. - T. ZuccHELLI . . . . . . . . . . " Un anno in Sicilia 1877-78. Ricot•di di un bersagliere. - · ENruco FrNCA TI . . . . . . . . . . . . . . . . • Tabelle relative alia coslituzione dell' cseeciLo germanico. Pubblicazione del COI'PO di slalo maggiore (sezionc statistics. . . . . . . . . . . . . . . . . " 11 li bt'J del soiJato di e a valleria . . . . . . · . . . ,, Sloria d'ltalia dal 1814 al 1880. - NICOLA N1sco . . . . » L'Ha lia, s ua formazione, s uo i vulcani c te rl'emoti. - LUJCI GATTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . )) S tudi s ulla cavalle ria . - MMuws voN CzERLIEN. - Traduzione e considerazio ni d i FHANCJ::Sco CAVALLJ. . . . ,
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363 368 370 383 389
Russi. Voennji Sbornik
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