RIVISTA MILITARE ITALIANA ...-
RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI
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i ·Serie III. -
Anno XXVI
Tomo III.
ROMA, 1881 \VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE Via Nazionale.
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LE
·RIFORME PER INABILITÀ FISICA . NEL REGIO ESERClTO ITALlANO E NE G L I AL TR i ESERC I TI EUROPEI
Proprietà letteraria.
" Non è gran tempo che llll ~sim:o cultore di staListica. e igiene mi:}itare (,1) pubblicava un suo pregevole studio comparativo sulla mortalità. degli eserciti europei, da cui scaturiva q11esta sconsolante ,rivelazione: che il nostro è fra quelli in cui si muore di più. La notizia fece senso nell'esercito e nel pubblico, se ne commossero le famiglie, se ne levarono alti clamori nella stampa, vi si fecero sopra commenti di ogni genere, non tutti, a vero dire, animati da puro zelo pel pubblico bene, in cui anche non mancò di far capolino la passione di parte. Il fatto certamente era grave e non poteva essere lasciato senza un più severo scrutinio, senza cercare di accertarne I.a esattezza e la entilà, senza indagarne la cause e i modi di porvi ri·paro. Da questi nuovi studi i, da queste più minute ricerche si-scoprì non essere il rnale così grave e pericoloso come era stato giudicato; ··ed altri scritti vennero quindi opportuni a temperare alquanto la ingrata impressione prodotta da quella prima pubblicazione; dei quali gli egregi autori, senza punlo contestare o infirmare i dati di fatto ivi enunciati di1ilostrarono però per via di ragionamenti e di sottili (1) MortaLit~ dell'esei·cito ìta.liano Studi 'di statistica sanitaria e geografia medica .presentati dal prof. So~MANl cav. Gws&1•r&capitano medico, alla Giun ta centl'ale di statistica. - .lnn. del iliinistero di agi·icoitura, ecc. 1877. - Secondo semestre.
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induzioni che troppo si era corso nella conclusione, facendo toccarecon mano che il giudizio dedotto dal semplice esame delle statistiches~nitarie dei vari eserciti doveva riuscire fallace, poichè queste statistiche, come slabilite su principii .diversi e aventi a ~uida diversr critern, non possono rigorosamente essere comparabili fra loro. Il modo differente di computare la forza num~rica degli eserciti e .la mancanza d'uniformità nel raccogliere ed ordinare le notizie ~ulla mortalitit non consentono un confronto rigoroso; la ragione più nnportante sta senza fallo nei congedi così detti di riforma, intorno, a cui vi ha fra nn esercito e l'altt'o grandissima varietà. Da due sorgenti diverse possono atti ngersi le informazioni sulle, rifonne dell'eset'cito nostro, dalle relazioni del genera! To l're sulla, leva e le vicende dell'esercito e dall e relazioni sulle condizioni sanitarie dell'esercito compilale per gli anni ,1870-73 dal colonnello. medico Baroffio e per gli anni 1874-77 per cuita dell'ufficio statis~ica. del Com1lato di sanità militare. Pe,: quan to queste statistichesieno andate migliorando di anno in anno ed abbiano oO"ai ,.,ty_ . c?o 1 '"v grnnto un grado di perfezionamen to da non temere confronto con le straniel'e, vi. è pet'ò qualche lacuna. ancora da lamentare, qualche punto incerto od oscuro che vorrebbe essere rischiarato . . Lasciamo stare, poichè questo non sarebbe poi nal'ave inconveniente, che le relazioni del generale Torre non sull'anno lec,aleso~o divisate, ma sopra un anno convenzionale che col Sormani ~uò chiamarsi anno militare, il quale va dal •l O ottobre di un anno at 30 sett~mbre del success ivo. Ma il male si è che, fuori delle due ultime, le altre non indicano la forza media del!' esercito, genza la quale non vi sono rapporti possibili. Vi è solo la forza del 30 settembre, ossia guale era l'ultimo giorno dell'anno militare, che può, molLo differire dalla forzct media dell'anno stesso. Tenendo conto però a.elle variazioni in più o in meno avvenute durante l'anno e· del tempo in cui occorsero, si può con sufficiente approssimazione· calcolare questa forza media. Ma la forza esa.tta non· si può avere. Neanche le relazioni uiediche sulle condizioni sanitarie dell'esercito ci danno tutto quel soccorso che sarebbe desiderabile. Quelle anteriori al ,1874-, comunque pei' oan o i altro verso pre/)'evolissime o ,. ~ c~~~a delle inevitabili difficoltà dovute incontrare in quei primi:, rndmduali tentativi di stati stica, nop poterono accogliere se non i, •
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N EL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC.
LE R IFORME PER INABILITÀ FISICA
riformati proposti dagli ospedali, e comprendono sì le rifo~·11_1e ~peciali che le rassegne di rimando . Ora è certo che non tutti 1 riformati passano p_er la. trafila degli ospedali, come è pur cert~. c?e fr~ i riformati per rassegna speciale, sempre ve ne sono molt,, m cm la causà della inab ilità esisteva prima dell'assoldanrerito, i quali non sarebbero venuti sotto le armi se una più rigorosa depurazi one fosse stata fa.Lta dai consigli di 1·eva. L€; relazioni del generai Torre e le quattro ultime (1187tr-·1877) sulle condizion i saniLar.ie dell' esercito non hanno che i t'ifo rmaLi per rassegna. di rimando, ma. con ciò cadono nell'errore conLrario, non tenendo conto di coloro che entrati sani ùell'esercito ammalal'ono nei primi mesi di servizio e la nuova malattia ridusse inabili. Quindi importante il distinSop raauiunta oo "uere se la od gine del male preesisteva o no alla chiamata sotto le :rmi. Qnesta distinzione è nelle statistiche francesi, lo sarà .in avvenire anche nelle nosti·e, poichè jl regolamento sul testo unico delle Je"gi sul reclutamento(§ 474) e l'annessa istruzione complementar: (§ 1105) la stabi lisce pet' le rassegne speciali. Ma per a_ve~e pieno effetto dovrebbe essere p ure ammessa.. nel le rass~gne cl, rt- . mando per tutti quei che entrano nell' esercito dopo chrnsa la sessione completiva. . Dopo q~ ste considerazioni preliminari, ma di c~i _non ho c~·e7 duto potere fare a meno, entro nel CLlore dell a qu1st1one commciando dalle relazioni sulle v:icende dell'esercito. Senza la prima relazione sulle leve eseguité in Italia (tali~ an~ nessione al 30 settembre 11863, le altre abbracciano uno spazio di "7 anni che per non andare troppo per le lunghe r~ccogl_ierò in quattro periodi di cinque anni il primo. di quattro gl l aJLn dopo, cosi come apparisce dal seguente quadro: 0
. . Proporzione p. · . ~I ~dm Medi~ su 1000 uomini , o porzione della forza c\elleriforme della forza dei mor ti
Anni
Da l '1 • (t) " ('1)
olt. 1863 al 30 sett. 1868 249200 1868
»
»
1872
I
»
'1876
»
1872 '18i500 1876 18500l) 1880 197096
51:0fi 5908 .3181 2568
21,69 32 17
13
16,69 '10,8& 12,26 ·J0,35
(I) Negli aqni 1868·69, 1877-'i'S non furono chiamate le ~· categorie; nel JS80 p~rle degli uomini di ~a ca tegoria delle classi 18)8 e 1S~9 fu ch iamata pel l O ottobre, qumd, <Jltre il tempo dell·ulti ma Relazione, onde oon fi gu,·ano nell'anno militare 1879-80.
8
LE RIFORME PER INABILITÀ F ISICA
Il gran numero di riformati nel primo e secondo periodo è dovuto in gran parte alla nuo.va chiamata sotto le armi di :molte an..: tiche classi di prima e seconda cat?goria per la guerra del 1866 e le vicende politiche del 1870 e 187 1; anche in altri anni sono in cl.usi i riformati di sefonda categoria, in buon numero dei quali, senza fallo , la causa della inabilità esisteva prima di cominciare il servizio . Togliendo questi riformati di seconda categoria e di alere classi chiamate provviso1:iamente sollo le armi, la proporzione resulterà molto minore, come. quest'altro specchio dimostra, si intende che nel tempo stesso si dovranno togliere le giornate di vesenza, vale a dire mettere da parte la forza delle categorie a cui essi appartenevano.
Si vede che dal 11868 i11 poi è andata diminuendo la proporzione delle rifoi·me; non nello stesso rapporto è diminuita quella della mortalità; p0ichè nel quadriennio 11872-76 si trova in aumento sal quadriennio precedente; torna a diminuire nei quattro anni successivi; ma, per dire tutta la verità, accenna: ad aumentare nell'ultimo anno •1879-80, in cui r·isalì. a 11, 13 ¼ essendo discesa a 9, 75 nel biennio 11877-79). Ora volgiamoci ali~ relazioni mediche sulle condizioni sanitarie dell'esercito. Lasciamo per le ragioni dette di sopra le relazioni anteriori al 11874. Ma anche quella pel 11874 non dà esatto il numero delle riforme, come ivi è francamente dichiarato . E poi questa e la seguente accolgono nella forza pure gli ufficiali, ·mentre le riforme non li riguardano, e oltre à ciò, annoverano anche i riformati éii seconda categoria dei quali solo una pari.e, e certo non la maggiore, è da eomputarsi fra le perdi te dell' esel'cito: In- conclu-· sione non rimllngono c:he le relazioni pel 1876 e 1877 in cui fidare; e anche per queste, come vedrerno , vi sarà da dire qualche cosa.. Ora ecco le l'iforme del triennio ,J 874-76 in cui sono compresi gli uomini di seconda categoria,':
1
1
1
1
1 1
0
Riformati delle classi pe1·ma11enti e di prima. categoria in rapporto alla loro forza compresa quella degli inscritti. Anni
'1868-72
1872-76 1876-80
Medi.I
della f0rza
Med ia dolle l'iforme
'16'1000 ·180700 197000
3242 2654 2:389
9
NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC.
1
Proporzione su \000 uom i11i delld forza
20;to 14,68 12,12
Ma dopo questa un'altra correzione è necessaria. Poichè non sono qui notate le riforme degli ùomini su cui non fo pron unciato il diswrico finale, è ragionevole che dalla forza, a cui le riforme si riferiscono debbano essere tolte le giornate di presenza di questi uomini durante quel tempo : al cbe si riesce in modo approssimaLivo Lenenclo conto del giorno in cui la classe fu C:h iamata sotto le armi e di quello in, c.ui furnno ch iuse le operaz ioni di leva si può così avere la sola forza dei solclaLi soggelJi a rassegna di rimando, con cui metLendo in rapporto le riforme, l.raggonsi queste altre medie qui sotto notate che sono, razionalmente, le più conformi allo stato vero delle cose. So bene che in queste riduzioni, coi'rezioni e manipolazioni di cifre l'esauez,m assol uta ci perde; ma, non ·facendt>le, si va certo incontro a inesattezze maggiori. · Ann i
Media della forza
Media delle riforme
P1·oporz1one su 1000 uom1m della fo1·za
1868-72 t8n76 187G-80
149000 161800 . 175000
3212 2654 2389
21,67 16,40 13,65
,
1
Anno
Forza
Nu mnro delle riforme
Proporzione del:e rifo rme su 1000 ri formati
1874 1875 1876
193G62 200524 190370
2494 32:3'1 2881
'12,87 16,11 15,13
La media del triennio è dunque H,70 e quella forse più esatta i[el bienn io 1875-7(') è 115,62. Senza le seconde categorie le riforme furono nel biennio ,J 876-77 : 1
Anno
Forza
Num ero delie riforme
Proporzione delle riforme su 1000 nomini della forza
1876 1877
:186420 '196192 101306
23:30 2468 2399
12,50 '12,58 '12,54
Media
.
Qui pure mancando tutti i ri fo rmati prima della sessione completi va, bisognerà fare sulla forza la stessa correz ione l'atta cli sopra; -e allora si troverà che nel bienn io 1876-77 la media dell ,t forza fu 1 176,500, e la media delle riforme •13,59 su 4000 della fo rza . Così: 1
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10
L E RIFORME PER INABILITÀ FISICA
Anno .
Forza
Numero dei riformati
Proporzione su 1!100 uomini
1876 1877 Media
174000 179000 176500
2330 2468 2399
13,39 13,79 13,59
Noto questa cifra 13,50 come quella. che, secondo me, rappresenta più da vicino la vera proporzione d~lle riforme delle classi 1
Muiane.
Aggiungendo i collocamenti a riposo e le giubilazioni che, come si ' . rileva dal le reiazioni de.I genera! Torre, danno un anno per l'allro la perdita dell'uno per mille, si arriva a 14,50. E aggiungendo ancor() i morti, la cui proporzione fu in questi clue anni •I 1,235 e 10,56·1, media 110,90, la perdita totale sì può calcolare a 25,50 per ¼o. La media proporzionale in rapporto ai gradi della bassa forza e agli ann i di servizio non si può raccogliere dalle nostre statistiche perchè non vi è la forza così divisa . Solo si può dire che nel ·1875 vi fu un sottufficiale riformato su 1107 caporali e soldati, compresa la 2• categoria; nel 11876 uno su 53, nel 11877 uno su 62. In quanto agli anni di servizio, nel ·I87?:> il maggior numero delle riforme toccò al primo anno \'' 29.2), il medio al secondo (H 06) e il minimo al terzo (?:>58) . Nel •I876 fu invece il secondo che ne ebbe la maggiore quantità (988), seguì il terzo (52 1) e poi il primo (4-8.2). Anche nel ·I877 il primo anno ne ebbe meno (535), più il secondo (954-) stando il terzo nel mezzo (668). Si intende come nel ·1875 il primo anno avesse molti più riformati, poichè vi furono in·ctusi anche quelli di seconda categoria e il minor numero clel 1876 e •I877 non ha alcun significato, po ichè vi mancano tuui i ri formali nei primi quattro o cinque mesi di servizio. Ora mettiamo i riformali in rapporto con l'arma a cui apparle. nevano; riscontrandoli insieme coi morti. 1
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NEL REGIO ESERC ITO ITA LIA NO ECC.
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LE RIFOR~IE PER I::-.ABILITÀ FISICA
Dopo i distretti, le cui eccessive perdite si comprendono di leggieri, hanno le compagnie di sanità il maggior numero di riformati dopo le quali yengono la fanter ia di linea e granatieri , a cui tien dietro da v.icino la cavalleria. L'artiglict·ia se ne distacca, per la su,L quota mollo minol'e, e anche un po' più se ne distaccano i bersaglieri. Le compagnie alpine hanno anche maggionantaggio, le riform e agguagliando in esse a mala pena. la metà. di quelle della fanteria, e la proporzione abbassa nnche più nel genio e nei carabinieri 1·eali. Raffrontando le rifo rme con la mortalità si osserva in generale fra . l'una e l'allra una notevole corrispondenza. So-lo i bersagli eri che non danno molle ri forme hanno una mortalità piuttosto eiernta la quale nel l81U sorpassò quella dellafanteria di li nea . Ma , corn o osserva acutamente il dolt. l?iori (,I), questo eccesso di mortal ità nei bersaglieri è imputab ile principalmente alle malattie infettive, le quali s<•no spesso dominate da circostanze esterne al tutto accidentali , che nulla possonilavere che f°al'e con laquali tù dell'arma. Senza queste, neanche i bersaglieri farebbero eccezione. Al contrario cli essi le compagn ie di sanitù con una mortali tà med ia hanno un numero grande di ri format i. Ancho nei distretli la mortnlitit non è in proporzione con le riform e. Danno ragiono della tenue perdita del genio e dei car,1.binieri, oltro la migliore scelta, il servizio diverso e pel genio più affine allo ordinarie consuetudini della vita, l'alloggio men tri sto, perchè ordinariamente clistnccati in piccoli drappelli , e perciò meno esposti ai danni che genern l'ingombro, e il maggior soldo, <li cui godono, che permette loro una più sostanziosa alimentazione e qualche altra maggiore comod ità del la ,ila. All'incontro si comprende l'elevata proporzione dell e riforme nelle compagnie di sanità per l'ambiente in cui Yi\'Ono o pel modo già. difettoso di rccl.utarlo. Ma qunl cn.usa può faré che i bersaglieri e gli alpini abbiano tanti meno riformati e gli ultimi anche tanti meno morti della fanteria di line:i.? Tullo è uguale in ques ti co rpi, il serviz io 6 anzi in quelli piu aspro e più faticoso . Altro dunque non saprebbesi trovare in loro cli di[erente fuorché la tempm diversa dogli uomini onde sono costituiti, essendo scelti gl i alpini e i bersaglieri fra i più 1
F10R1 tenente colonnello medico. - Di atcu11e cifre della statistica sanitarla militare {ultimi an11!), dal Gio1·11ale di ,,Ued icina mtitare. - Ma rzo 1$80. (!)
CRSA11 &
validi e res istenti, laddove pur troppo la fanteria cli linea accoglie il rifiuto delle altre armi . Ma oltre alcune cause generali e fac_ilmente valuta.bili, altre molte ve ne devono essere puramente accidentali , variabili e tal une anche facili a passare inossernte, le quali agendo tulle o parte insieme compongono una resultanle, i cui effetli non si potranno nè prevedere nè calcolare. Di questo ci convinceremo guardando anzichè le med ie O'e nerali di ogni arma. lemoclie parziali dei singoli reggimenti, poiché,, si troveranno tal i differenze nelle proporzioni delle riforme e delle morti tra reggimento e reggimento o fra un anno e l'altro nel 1 medesimo corpo, che non potrebbero altrimenti spiegarsi se non ammettendo questa moltepl icità e variabilità di circostanze. Così la scelta dei soldati, le condizioni delle caserme, il servizio ·or più or meno grnveepiu o meno bene ordinato, il tempo, il modo degli esercizi mi li tari, l'igiene più o meno scrupolosamente osservata nei ca.mpi e nelle guarnigi_oni, il luogo di provenienza dei soldati , il luogo del presidio e chi sa qnante altre, come dice il Guicla(,J), piccole cause inlluiscono sullo stato sanità.rio dell'esercito e quindi sulle sue perdite annuali. La ricerca. diligente di queste cause, in · OO' o n i rermimento o distaccamento, lo sludioponderato della parte di ciascuna nelle avvenute perdite sarebbe opera lunga, difficile e complicata, ma non mancherebbe di portare i suoi frutti , e sarebbe qnesta forse l'unica, via di spandere un po' cli luce in uno dei più intralci r.ti problemi di igiene militare. A questo tende il foglio sanitario cli recente istituzione . .Rispollo alle divisioni militari dell'esercito, la proporzione dei ri formati fu per •I 000 uomini della rispettiva forza negli anni: è)I')
Ancona Alessanclria Bari, Bologna Brescia Catanzaro.
1875
1876
1877
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il0,4,
12, 19 19,36
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20,58
9 ,J,J,9 113,2
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112 ,15,9 12,6
12,2 7,0
1
(Il S Gu1o,, Carii,ano medico. - su.Ila asserita minore attitudine {i8ica al sertit.:io • milita1•e ài alcune provincie it atiane ecc .. - 11ivista Militare Itatiana, luglio 1879.
14
N EL REGIO ESERCITO IT ALIANO ECC.
LA RIFORME PER INABILITÀ F ISICA
Chieti . Firenze Genova Milano Messina Napoli. Padova ,· Palermo Perugia Piacenza Roma . Salerno Torino. Verona
9,60 20,21 . 2:S,09 IJ7,66
13,73 ,1,1,83 24-,H 7,24 •1 6,77
8, •1 ·14,,5 14,5 115,6 •12,9 8,4
20,5
9,5 ,J-1,,9
))
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1:i:!,9 18,8 •18,3 1
1
7,/4. 22,9 ,9 •111,iH 6,0 13,8
8,5
6,8
16 . 6
22,1
1.6,29 47 ,8 1 1
17,93
7,3
16,2
1
9,2 9,6
12,96
1
1
1877
1876
1875
1
14,1
1
Come si vede, non si ha un r11pp)rto costante ecl uniforme. Così ;per esempio le divisioni di Genova e di Bologna che nel l 875 furono fra le prime per la proporzione delle rifo rme, tennero un posto ·di mezzo negli anni 11876 e 11877 ; la divisione di Torino che ,nel 4875 ebbe una proporzi one che si elevava sopra la media generale vi :scese molto al di sotto nel 1876 e più ancora nel 1877. ·r alune divisioni però si mantennero sempre giù per su sulla stessa •l inea. Così la divisione di Padova si è distinta in tutto il triennio 1875-77 per la~elevata proporzione delle 1:iforme; anche nelle divisioni di Milano e di, Verona questa proporzione superò la media generale. Al contrario poche riforme si ebbero sempre nelle divi:sioni di Palermo, cli Chieti e di Napoli, le altre non si partirono da una via di mezzo. l'\'lealio sarebbe che le. riforme fossero messe in rapporto col luogo D , . -di nascita dei riformati . Questo era indi cato nelle relazioni pel 4874 . e 1875 ; ma.a nulla serviva, poichè · essendo nella prima distinti i riformati secondo le grandi regioni del regno, nell'altra secondo le .di visioni militari da cui · provenivano, ma non essendovi unito lo · stato della forza secondo ciascuna provenienza mancava modo di .trarne u~a propoi'zione, la quale unita a quella dei morti, dovrebbe .°guidarci .a trovare il bandolo nella controversa questione della non 1
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1
15
uguale resistenza.degli Italiani aHa vita militare . Ma perchè questa nozione fosse veramente utile e non si riducesse a un.a sterile curiosità. non dovrebbe limitarsi alle divisioni militari che sono troppo estese, non hanno generalmente termin i' naturali , comp,rencl(ino un territorio vario per elevatezza di suolo, per condizioni geologiche, atmosferiche, igieniche, economiche ed etniche ancora. Perciò ·domanderei che a base di questi ragguagli fossero p'resi i distretti militari, o, se non fosse esigere troppo, ' i circon~ari; e così si avrebbe pure il vantaggio di potere mettere a riscontro le so1;t.i .dell'esercito con le operazioni di leva che pure son fatte per circondario. Conosciuto il numero delle riforme; importa moltissimo sapere da quali malat.tie sono cagionate. Qui so tto sono schierati i principali gruppi di queste malattie e la loro proporzione con la forza mediR dell'esercito e coi riformati in generale.
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1875'
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1874
1000 della
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Tisi polmonare . . . . . . . . . . . . . , Altre malattie croniche dell'apparato respiratorio i MalaLtie del cuore e grossi vasi . . Adenite e cachess·ia scrofolosa Effetti della cachessia palustre . Epilessia e altre nevrosi . . . Psicopatie . MalaLtie dell'organo dell' udito Id. de1la vista id. Id. della bocca e fauci . . . Id. del Iubo gastro-enterico . Id. dell'apparato genito-orinario . . Carie necrosi arlrocace . . • Dermatosi croniche . Heumalismo, artrite, idrartro . . Lesioni violenti . . Ernie .
4. 98
su
forz.a
100
riformati
.......~ SII SII
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17
NEL REGIO ESERC ITO ITALIANO ECC .
Tiene il primo posto in questa poco edifi cante litania cli miserie umane la tubercolosi e si può aggiungere senza scrupolo, « polmonare » pcl'cbè rarissima è In tubercolosi altrove che non sia anche o primitivamente nel polm(lne. Aggiunte alla tubercolosi la emottisi, la bronchite cronica, di essa strette parenti e consanguinee, cla comprendersi sollo l'unica denominaz ione di Lisi polmonare, si giunge alla ragguardevolep l'oporzioncd i 2,72, ccl unendovi le altre malattie croniche dell'apparato respiratorio la proporzione sale a 5,30. E a queste è pure dovuta la maggi9rè mortalità. Kel biennio 11876-77, morirono per tisi (tubercolosi e bronchi te cronica) ecl altri morbi cronici del polmone 2,3,1 per 11000 uomini; perdila totale 7,61 . Per ben vtilutare la importanza della tisi polmonare nell'esercito sarebbe mestieri meLLerla a riscont1·0 con la stessa malattia nei giovani della popolazione cirile di pari età dei soldati. E questo non potià farsi se non quando sarà dà qualche anno attuata in Italia la statistica delle cause di morte andata in vigore col ,188-1. Per ora non abbiamo che poche e monche notizie gui tisici d'Ilalia. Il professore Alfonso Corradi (11) nel il868, spogliando le slatistiche sanitari e del le principali citlà dell'alta l tolia, di Heno-va e di Sassari ragguagliava la morlalità per tisi in queste provincie a 2, 76 su •I 000 abilanti . La quale proporzione combina presso a poco con quella riportata in un recente scritLo del prof. Sorman i (2) per 113 città ital iane {3) nel decennio 1869-78, che è di 2,98 su •1000 ab itanti. Ma queste notizie non riguardano che una parte d'.I talia e si riferiscono a tutta la popolazione di ambo i sessi e di ogni età di modo che il confronto con l'esercito non tiene . Il nostro maggiore medico Tosi (4) dalla statistica medi ca di Milano peH 863-64-65 e di Torino pel 1186!1· ri ca.vò essere statn la mortalftà per Lisi nei maschi da 20 a 30 a Milano di 4,20 su ·I000 vi,,enti, a Torino di 3,60. Ma (1)
ALFONSO
Coi<n,101. -
De ll'igiene pubblica in Italia e degli studi degli Jtaf.iani in
p1·oposito in questi ultimi tempi. - Milano, ISGS (,innaii w1ivei·sal i <li Medicina) . (2) Lavoro in corso di stampa: Sttlla geografia, medica d'Italia. (3) Da quos1a media ho escluso la mortalità per tisi della città di Cosenza la qualo nel biennio 1817-78 aumentò alla incredibile proporzione di 17,2~ su 1000 abitanti e che tenderebbe ad aumentaro notevolmente la media generale. (4) Della frequen ta della tisi polmonare nell'esercito italiano in conf,·onto ad altri esercitt e alla popola.zione civile. (l,a Rivista clinica di Bologna, febbraio, 18i2) e opuscolo separato. ANNO Xlt.VJ, VOL. lii , ,
2
'LE RIFORM E PER INA DILITÀ FIS ICA
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nepp~re que~ti dati sono sufficienti , perchè si riferisc-ono a tempi ormai lontani e appartengono a popolose città, in cui la tisi suole fare maggior fracasso. Stando però a questi, parrebbe che la mortalità per tisi nell'esercito fosse alquanto minore. iVIa oltre i morti Yi sono i riformati che non è esagerazione riguardare la più parte condannati alla medesima sorte. Pres i insieme danno una perdita annuale cli 4,,8.l che oltrepasserebbe un poco ·1a perdita per tisi della gioventù maschile della nostra Italia, e la oltrepasserebbe più ancora se foss ero tolti dalla mortalità civi~i ti sici che vi fu rono versati dall'esercito come riformati - La differenza, se si vuole, non è grande, ma è eccessiva per una società che è l'eletta della nazione ed in cui nessuno dovrebbe entrare neppure col più lontano 0oerm; di questa malaUia. È qu~slione ardua e grave quella delle cause che promuovono nell'esercito lo svolgimento della tisi_ Le cause della tisi sono in aenerale di due specie, predisponenti è occasionali. Quelle consist:no in una. peculiare costituzione dell 'organismo che può essere innata congenita o ereditaria, co me l'abito scrofoloso, la debilità fisica , )a gracilità; onde l'obbligo di scartare dall'esercito i men che robusti; ma può essere anche provocata da estrinseche cagioni che sono tutte quelle che offendono direttamente o indirettamente la funzione respiratoria che gua:.lano il processo di nutrizione, che in qualunque modo prostrano o dissolvono Ja fibra organica, onde è tolto all'organismo il potere di resistere o reagire alle percosse delle cause occasionali. Di operar questo sull'esercito sono state accusate l'atloaaio l'alimentazione, il servizio, le fo.t iche, le angustie della vita militare. Per ora lascio da par te l'alimentazione e il servizio su cui vi sarebbe pur da dire qualche co:.a per fermarmi un poco sulle caserme, premendomi di ribattere la proposizi one sfuggita ad uno dei più stimati e slimabif'i nostri colleghi militari, al capitano medico cav. Guida {1) il quale in un suo gra re seritt.o sulla statistica sanitaria dell'esercito affermò: che due terzi degli inscritti venendo nell'esercito ci guadagnarono per l'alimentazione e pel vestiario, e ci guadagnarono anche per l'alloggio . N9n dubito del vestiario, taccio per ora dell a alimentazione, solo mi permett~ fare un po' di osser'
r"}f°')
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(I) La statiitica sanital'ia delresercito. - Rivista JJilitare Italiana, febbraio, l 8i9.
N E L REG IO F.SE RCJT O ITALIANO ECC .
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vazione circa l'alloggio. Per certi riguardi come di apparenza, di comodità. e simili ne com-engo pienamente che moltissimi ci guadagnano, ma per alfri che piLL al vivo toccano l'igiene con buona pace dell'amico mio, non posso trovarmi d'accordo con lui . Non ignoro che in certi luoghi ed in'certi quartieri di qualche nostra popolosa cittit, la povera gente 1msa la vita in luricl;. abit uri, spelonche piuttosto che rico vero di creature umane, dove uomini , dorme, ragazzi , con la giu nta di qualche animale domestico, dormono accatastati gl i uni sugli ::i Itri, in mezzo acl ogni genere di lordum . Ma non ignoro del pari che questi disgraziati sono quelli che porgono il maggior tri buto alla scrofola, alla rachitide, alla tubercolosi e ad altre cosifalle delizi e del genere umano, e non sono essi, la Dio mercè, da cui t rae il suo principale al ime11lo la coscrizione militare. Non dico che pure la maggior parte degli artigian i e dei campagnoli non sieno ,stivati in miserabili tuguri e molte fami glie non abbiano per riposare. che una. povera camernccia, di cui non è sempre la.prima qualità lo spazio e la nettezza. )fa. spesso le porte sgangherate e le mal ·connesse rinestre sovvengono abbastanza bene al rinnovamento dell'aria; ed in quanto a.gli agri coltori ed ai pastori che formano, come avverte il Guida, la maggior parte degli inscriLLi , si aggiunga. che ossi stanno chiusi in casa solo poche ore della noùe passando la maggior parte del tempo all'ari a pura e libera. dell a campagna, dalla quale i noci vi effetti dell'aria prima respirala sono non poco attenuati se non cancellati. Ed è poi un fatto innegabile benchè non ·del tutto ben chiaro ·che la. .forza e virulenza dei miasmi che sorgono -dai corpi animali crescono più in ragione del numero di questi corpi r iuniti insieme che dalla relativa limitazione dello spazio a ciascuno assegnato, lalchè una piccola caserma (o una casa) è meno pericolosa di una molto ,,asta, quando anche quella . sia. relativamente pi ù affollala . Ora di amo un'occhiata agli alloggi militari . Le stanze abitale sono per lo più lunghi carneron i, dove molti uomini passano insieme tutte le ore della notte e molle pure del giorno, di solito senza ventilatori, senza. caloriferi, senza nulla che assicuri la necessaria ra·zione di al'ia pura. E basta entrare pei· poco nelle ore del riposo in uno di questi dormitorii per capir sub ilo dal grave tanfo che sale all e nari, e dalla oppressione che si prova al respiro, quanto l'aria vi è
NEL REG[O ESEfl.ClTO ITAL!ANO ECC.
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LE RIFOR~H, PER INABILITÀ FISICA
guasta. E poi si aggiungano i corpi di guardia, posti a pian terreno, generalmente umidi, angusti e poco ventilati, f~[giungansi le prigioni che sono ancora in peggior condizione; sP aggiungano finalmente _gli effluvi delle latrine e delle stalle, nelle ca,erme di cavalleria; e poi mi si dica di grazia, questi alloggi sono dal lato della·. igiene, migliori delle abitazioni degli artigiani, degli agricoltori e· dei pastori ·( 4). Che poi l'aria così contaminata favorisca il· processo tubercoloso è un fatto dimostrato da. numerose osservazion i. Anche gli animali inferiori provano questo effetto. Cosi frequente è la tisi nelle scim-· mie che vivono in prigionia e nelle giovenche tenute chiuse nelle stalle. Che la scrofola, la. quale ha tanta affinità con la tubercolosi riceva impulso dall'aria mal rinnovata è un fatto notissimo e certissimo. I più insigni igienisti hanno sempre ritenuto che l'aria impura delle caserme sia la causa princi p'ale della frequenza. della tisi negli eserc.iti; e la commissione reale di Londra a cui fo affidato di studiare la rugione di questa frequenza. nell'esercito inglese, altra· ca.usa non seppe trovarvi che questa. Fu notato che l'unico esercitoin cui la mortalità non superava quella della popolazione civile e lii tisi vi si risconlrava rarissima, era, l'esercito indigeno dell'India. (i Cipai) che è il solo il quale non sia uccasermato. È notevole il fallo, accaduto una ventina d'anni fa nel collegi.o militare di Chelsea in Inghilterra. Quei giovanetti erano terri_bil mente decimati da.Ila tisi, il governo fece una inchiesla, e non fu trovato da poterla spiegare,. che l'ingo1~bro delle camere. Diradando il ntunero dei letti, procurando una migli ore venlilazione nei dormitori, la mortalità scesein breve tempo da 9,7 a 4,,80 per ·1000; e la costituzione degli alunni migliorò si.ffattarnente che mentre prima il numero di quelfi: che nnn raggiungevano le qualità fisiche per entrare nell'esercito era di Hl,40 per 11000. dopo i presi provvedimenli non fu che di 4,80. Da mollissimi e degnissimi scriltori sono narrati fatti simili in cui la tisi scoppiata nei collegi , nelle case, nei monasteri, non. aveva altra causa che il respirare l'aria -confinata. (1) Giustizia YUole che qui non ometta di dichiarare come anche il dott. Guida si mo-· stri in fondo penetrato della importanza dei quartieri e no;1 escluda la loro influenza sulla salute dell'esercito; po ichè dopo le parole sopra citate soggiunge: È vero però che in, Italia abbiamo non pochi locali impropri per disposizio ue ed ampiezza (più per questo) aa essere caserme. Non cono,cia mo ancora beoe quanto essi influ iscano nella morbidità; e stud i in proposito fatt: da chi sa e può sarebbero ~!ili, anzi necessari.
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Delle cause occasionali ne citerò una che merita, per c;rti riguardi, .-speciale considei'azione. La tisi del polm9ne può venire, nelle persone mal disposte, senza. ·alcuna di queste èàuse. È un processo che si ordisce insensibilmente subdolamente per poi conclune all e conseguenze che tutti sanno . Ma spesso una causa che le ha dato la spinta vi è ed è.manifesta. Fra queste cause quelle dei comuni raffreddori sono le più frequenti, perchè spesso la. tisi trae nascimento da un semplice catano bronchiale o trachea.le, il quale, propagandosi a poco a poco verso il polmone e trovandovi il terreno acconcio, vi prende radice, vi lavora. dentro lenta.mente ma. sicuramente e termina còn la ulcerazione di questo viscere, con la consunzione generale, con la tisi. Non credo di errare affermando che questa è la più comune origine della tisi nei giovani dell'esercito, i quali quanto frequen temente vadano esppsti alle cause di questi raffreddori non occorre dichiarare. Ed io ho per fermo che rimuovendo queste cause e curando .sul loro nascere questi piccol i mal i sarebbe allontanata una delle precipue sorgenti cli tisi nell'esercito, e di molto .scemate le morti e le riforme. / Non sono molte nel nostro esercito le perdite per malattie di cuore .dei grossi vasi. Però rispetto a gionmi che devonsi credere entrati .nell' esercifo ·coi visceri schietti e sani, non sono neppure da trascurarsi, tanto più se si riflette che la ferma. generalmente non arriva ora ai tre anni e che l'età del soldato se è quella dei palpiti non è quella delle malattie di cuore. Non è cla. negare però che qualcuno mala lo di cuore venga sotto le armi . Nel quadriennio 11874-77 furono riforma.li per malattia dell'apparato circolalorio 0,67-0,811 0,6 1 -0,67 per°fo0 ; nel biennio 11876-77, in cui non figurano quelli di seconda categoria in media: 0,63. Con le morti, la cui media fu 0,23, la perdita totale fu 0,88 per °I.o.. . . . ... La causa più frequente delle malattie d1 cuore nei gwva.rn e 11 -reumatismo delle articolazioni non raro nei solcla~i come ne fa fede :lo speccl1io del movimento dei malati negli ospe~la~i . M~ 1101: ~crt? tutti i rifol'mati soffrirono di artrile. L'abuso cle1 lrquon sp1ntos1, ia sifilide costitl1zione hanno pnre avuto questa imputa1. ione. Ma il nostro esercilo, diciamo lo a suo onore e a onore della veritit, è uno .dei più sobrii d'Europa; nè la sifilide vi ha gran presa, ed essendo 1
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LE R IFORME PER INABILITÀ FISICA
NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC,
curata a tempo, raramente t'rascorre a guasti interni. Importerebbe con?scere la parte che vi hanno le fatiche del servizio militare. Si ca~1sce come i gravi e prolungati esercizi, gli intensi sforzi muscolan alterando la circolazione e i moti del ·cuore possano a luno-o andare. modificarne_ la nutrizione e costituirlo in stato di malaLLia. Un medtco tedesco, 11 dottor Friihlzel ( 1) racconta di avere osservato al tempo della guerra franco-germanica alcuni uomini, riconosciuti perf:tl~mente sani al principio della campagna, durante la quale commctarono a provare disturbi di circolazione e alla fine furono trovati col cuore aumentato di volume e dilatato. Nel nostro esercito la fanteria è l'arma in cui si ha maggior numero di riformati per malaHie di cuore; solo nel 11877 il genio superò tutte le altre ed è pt~re· nella fanteria, presa tutta insieme, la maggiore mortalità: come si vede dal seguente speçchio:
. benefica ancora del cambiamento d'aria riparano d'ordinario con facilità ai tristi effetti del miasma palustre. I riformati per tali malattie nel sol ito quadriennio furono 0,50 - 0,48 - 0,511 - O,.U, , I in media (nel biennio 1876-77) 0,46 su 1000 della forza . La mortalità fu nello stesso periodo 0,46 - 0,511 - 0,39, in media 0,45, la perdita totale 0,9 1. Il numero dei malati e dei morti per queste malattie è andato cl iminuendo negli ultimi anni; mancano docmùenti per provare che lo stess9 sia delle rii'orm e, ma logicamente si deve crederlo . Negli anni 1867-69 fùrono curati negli ospedali militari per febbri periodiche '1117 su ,1000 uomini dell'esercito, negli anni 11870-73; 88 e negli ultimi 11874-11877 non più di 60 . Morti furono negli stessi periodi di tempo 0,48 - 0,38 e 0,47, notando che nell'ultimo so1io inclusi pure i morti fuori degli ospedali militari. Questo buon successo credo debbasi in parte ascrivere alle diminuite grnll'nigioni in luoghi palustri, ma in parte altresì alle maggiori cautele, onde oggi si cerca proteggere la salute del soldato . Fra i riformati dopo la chiusura delle operazioni di leva si noverano ogni anno alcuni per epilessia. Sono pochi, a dire la verità, perchè raggitrngono appena, un anno per l'altro, la proporzione di 0,29, co,mpresev i anche altre nenosi che però per la loro rarità si possono 1trascurare. Ma, comecchè tenue questa proporzione degli epilettici non sarebbe da passarvi sopra, se fossero cadute in questo sta.lo durante il servizio, e ad esso si dovesse· attribuirne la ca.usa. Ma non mi perito ad affermare che i più erano già epilettici prima d'indossa.re la divisa militare. La epilessia. non lascia generalmente tali impronte da polerla riconoscere fuori del momento degli assalti convulsivi che possono occorrere a fanghi intervalli anche di mesi e so·no per lo più brevissimi. È simulata facilmente e talora cosi bene che solo un medico esperto ed oculato può r iconoscere l'inganno . Alla leva non può essere provata se non con un atto di notorietà e con la osservazione in uno speélale. Ma degli atti di noto. rietà i consigli di leva, valendosi ·del loro diritto, ne tengono conto, e con ragione, fino a un certo limite, e per lo più mandono gli inscritti in osservazione. Ma l'accesso tante volle si fa aspettare per mesi e mesi, ed è così fuggevole che il medico non giunge a tempo a trovarsi presente. Così spesso, non potendo tenerli indefinita~
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Riformati per malattia di cuore. Hifornrntì ·
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1874 187511876
Morti 1877 Media
187~ 18751 1876
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'Molto estesa è disgrazi;tamente nel bel Paese la malaria 1 e molto. frequenti_quindi. anche nell'esercito le malauie di questa origine. Non corr,_spondentemente numerose sono però le. perdile massime le nforme, poiché l'azione benefica del chinino ~ qu;lla più (l) Yfrchow's A,·ch. 1873. (2) Notisi che nella statistica
del 1874 ci sono 301 morti per cause ignote .e 313 nel 1s15•
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mente allo spedale, sono fatti uscire, senza che siasi potuto affermare un giudizio. E solo in processo di tempo, r ipetendosi la convulsfone al corpo o ali o spedale, la malattia è fatta eh iara, .ed allora possono essere già ch iuse le operazioni cli leva e dichiarato il discarico finale, e così questi epilettici, non per ra3segna speciale, mn: per rassegna cli rimando, sono riformati. Un'altra malattia nervosa che più della precedente gioya conoscere in quale rapporto si trova col servizio militare, è la pazzia. Nel quadrienn io· 187.t,., -77 furono 1:iformati per alienazione mentale in media 0,30 per 'IOOO della forza, O, 29 nel biennio 1876-77. Nei sottunìciali queste riforme sono più frequenti che nei caporali e soldati, come si scorgemettendole in rapporto, non potendo con la respettiva f?rza, con la somma dei ritormali. Inf~Lti mentre r1ucsto rap.porto èd1 1,45 pei caporali e soldati, è cli 1,90 °/o pei sottuilìc'iali . Fra un'arma e l'altra non vi sono differenze notevoli. se si eccettunno le compagnie di disciplina e stabilimenti di pen~ e i carabinieri. Nei corpi di punizione la media è di 2.70, nei carabinieri di O,.U . Spiegano in quelli la gran frequenza della pazzia non solo il presente stato morale, ma . anche quakhe innato vizio del loro, cervello. Nei carabin ieri vi è la maggiore responsab ilità del servizio, una _certa maggior libertil unita a una più severa disciplina, qualche speranza delusa, il sospetto continuo in cui vivono o da cui sono circondati; nei sottufficial i la. età più provetta è più inclin e alla pazz-ia , amb izioni non soddisfatte, impazienti clesidel'ii, passioni represse, in taluno dissesLi economici, in altri forse l'alcoolismo. La qulslione della frequenza relativa della aliennidne mentale nel1' esercito non si può ancora l'isol vere perchè non abbia mo suffi.ciente materiale di, prova su cui fondare un giudizio. Da una parte mànca una statistica generale dei pazzi in Italia, e dall'a ltra è indubitabile ·che . ogni anno. entra nell' esercito qualcuno che aveva oaià. dato seono · d1 non avere il cervello a pos/:o. Il dottor Pietro· Grilli, stimabilissimo medico fiorentino, da alcune sue r icerche sui mii ilari accolti -nello speda le cli Bonifazio nel ventennio , 850- 1870 ehbe a rilevare che su 86 di bassa forza, in 23 era dimostrata la disposizione ereditaria, in 4f.S era dubbia, da esclud ersi solo in ,J 8·. In quattro l'alienazione era congen ita, diciannove erano stati già. pazzi e quattro non erano nuo vi al manicomio. In sedici potè scoprirsi avere con1
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NEL REGIO ESERCITO 1T ALIANO ECC .
LE R lFOR)rn PER INABILITA FISICA
tribuito a dare la spinta-alla pazzia rnotiYi di serviiio, cioè ai 18 ¼ , Fra le cause ipdipenclenti dal serv'izio sei volte fu notato l'abuso dei liquori spiritosi; sei volte la venere solitaria. Lo stesso si è osservato in altri eserciti . Il Labben in 67 mi litari ammessi nel_ manicomio di Halle r iconobbe 26 volle l'eredità, nove erano ò' erano stati già pazzi. Il Grilli crede la pazzia più rara nell'esercito che nel.le altre classi sociali. La proporzione dei miliLàri accolti nel manicomio di Firenze r iferita alla forza media stanziata nelle provincie che si valevano di qt1{:lsto manicomio, fu stimata del 0,522 per mille nel decennio "830-11860, del 0,478 dal 11860 al 11870; che sarebbe inferiore, secondo il Grilli stesso afferma., a quella della popolazione in c,enerale come delle diverse classi sociali ('I) e tanto più, aggiungo io, tiin quanto che vi sono compresi anche gli ufficiali, nei quali la pazzia sL1ole essere più frequente che nella bassa forza. Però questi dati' sono troppo parziali, riguardano tempi troppo lontani da quelli a cui si riferiscono le nostre statistiche militari perchè possano avere . un valo1:e positivo. Facciamo voli che il Gri lli prosegua le sue riceròe estendendole, conforme ne ha fatta promessa. all'ultimo decennio, come sareb be clesider~bile che fossero estese a tutti i manicomii del regno. Intanto qualunque senten:r.a su questo spinoso aroomento ·sarebbe troppo arrisch iata e in tempesti va. Solo quando av~emo um(sta.tistica comp iuta dei nostri manicomi, un simile ragguagl io sarà possibile; ma anche allora sarà d'uopo riGettere che non tutti i pazz i sono chiusi nei manicomi e che qualcuno se ne in'.lltra sempre nell'esercito, e il confronto dovrà esser fatto fra uomini della slessa. etit non solo, ma della stessa condizione socia,le, mestiere o professione, essendo diversa, in queste diverse cond izioni la proclivi là. alla, pazzia. Darò ora un cenno sulle riforme nell'esercito per malattie degli organi dei sensi. Quelle dell'apparecchio uditivo dettero nel biennio 1876-77 la proporzione cli O,Hl su 'IOOO uomini, quelle dell'apparecchio visivo 0,69 . Ques te ultime meritano più speciale attenzione non tanto per la ma,ggiore eccellenza dell'organo compromesso, qnauto per una delle loro cause, che è la congiuntivite granulosa, 1
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(I) La paz-.: ia net -milita1'i. - N,)tC statistiche ,Jel dottor Prnmo G!l11.u. Gioi·nale di medicinà militare, marzo 1S70,
26
flagello un tempo degli eserciti europei, e da cui anche il nostro fo, severamente travagliato nei primi anni della sua costituzione. In, virtù dei savi provvedimenti presi, ora il male non è così ara ve " come e!'a un tempo, ma rimane ancora molto da fare per estirpare· dall'esèrcito la mala pianta, e bisogna star bene con gli occhi aperti perchè si nota negli ultimi ann i una certa recrudescenza (,J). Terminerò questa rassegna delle riforme pel nostro esercì to con due parole sulle riforme per causa violenta (ferite, rotture di ossa, lussazi~ni ecc.) che figurano per una media di 0,118 ¼o, ed aggiungendovi le ernie, di 0,6 1. Queste però, benchè succedano di regola durante ur;io sforzo, e per questo lato si avvicinilio alle lesioni traumatiche, per un altro se ne allontanano, essendo necessaria una certa ~isposi.zione organica, senza la quale è dubbio se anche i pi~ grandi sforzi possano bastare a provoc11rle. Tale disposizione anche quando può riconoscersi non è sufficiente a escludere dal servlZlomilitare; l'ernia deve essere bene accertata, e quindi non è meraviglia se molti con questa disposizione entrano nell'esercito e le rif~rme per questa malattia.non sono rare, ·verificandosene poco meno dl un caso su 2000 uomini soLLo le armi. · Ed ora passiamo agli altri eserciti europei . Esercito francese. - Nell'esercito francese si hanno due modi di riforma. che si dicono congedo di rifot·mà N° ,1 e cono-edo di riforma. N° 2; quello allorchè le ferite o infermitit furono co~tratte durante il servizio e _accordano al fratello la esenzione dal servizio di attività. in tempo di pace, 'l'altro· quando le ferite o infermità. sono· anteriori all'arrnolamento o contratte fuori di servizio. A queste si aggiungono i congedi per ferite o infermità. cagionate da eventi dL ' servizio che danno diritto ad una. pensione. 1 Abbiamo dell'esercilo francese una statistica sanitaria che comincia t~a1_"863 ed arriva fino al 11877 con una interruzione per i d~ie.annt d1 guerra 1870-•187 1. Come consiglia il dolt. Marvaud (2), d1strngueremo questo tempo in due periodi, l'uno anteriore, l'altro 1
1
1
27 .
NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC.
LE RIFORME PER INABILITÀ FISICA
posteriore alla guena, poichè nel secondo le .no tizie sono state raccolte in modo più completo e ordinate con maggior cura ('i). Nel primo periodo, il rapporto dei riformati con la forza effettiva dell'esercito fu per congedo N° 1 di 3, 1Oper 1000 uomini; variando · da un anno all'altro fra un minimo di 2,44 e un massimo di 3,68; per congedo N° 2 di 3.07 (minimo 2,6 1, massimo 3,68); per riliri 0,62 (minimo 0,45, massimo 0,79). Media totale 7,79. Nel secondo periodo (11872-76) la proporzione delle riforme pel' · congedo N° 1 fu di 2,55 (min. 11,30, mass. 6,48); per congedo N° 2" di 8, 99 (minimo 7, 52, mass. 1 1"',00); per ritiri ,J ,113 (min . 0,20 ,. mass. 4,2 11). Presi insieme Lutti i congedati H ,67. La mortalità. dell'esercito di guarnigione in Francia fu nel primo·" periodo 110, 110, nel secondo 9, 118. 1
1
1
1
1 1
Riforme, ritiri e mortalità dal 1872 al 1877 su l 000 della forza effettiva. -RiformaU Ri formati K0 1 N° 2
Ritiri
Totale
- - - - -- - -1872 1873 1874 1875 1876 1877
Media
6 48 2'.81 1 65
; Ù>O
1,60 1,30
8,51 7,93 7,52 10,215 8 60
H'oo
' --- - -2/)5
8,99
I 1 ,67 4,21 0,4-2 0,29 0,23 0,20
H,59 9,42 12,H
1,13
Morti
-~ Francia
Algeria
~
1'1 ,98 9 ')'.) 10,76
'1 2,43
8,97 8,68 8,4C '10,76 10,04 8, 14
'12,55
9,18
tt,90
15,08
1'1,07
,--
14-,47 12,85 12,59
- -.- - - - - - - -
m 1l1ta1:1 fu di 11,68 °/oo, dal 1$71 al 1873 cli 7,03 é stata rial 18H al 1877 di 8 26. (2) Etmle étiologique statistiqi,e et c1·itique stw la p htisie dans l" a·r mée, p~r le doct. A. MAll•AUD. - Annales d'hyg. p1tblique. - Gennaio e marzo 1880. .
9,49 8 75 s ;n 'l'l,'16 10 31 s:65
--9,62
ta proporzione dei riformati, come si vede, è minore nell'esercito -, francese che nel nost1:o, ed è poi rnaravigliosamenle esigua quella per le riforme N° iJ; onde gioverebbe conoscere con qua.li criteri le · malattie sono giudicale esistenti, almeno in germe, avanti l'asso!- · damento, o venute dopo. {l) CoL1N, Morbidité militai-re nel Dictfon. e11cyclop. des sciences médic.
(lì Infatti _mentre dal 1867 al 1870 la proporzione dei granulosi accolta negli ospedalt
in genero le
28
LE RIFORME PER INA BILITÀ F ISI CA
29
NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC. 1874 e ~ ~ 1877 1863-69
8:..·o
Guardia imperiale. Guardia repubblic. Fanterja di linea .. Fanteria leggiera . . Cavalleria e r imonte. Ar tiglieria e treno di artiglieria ·. Genio . . . . Corpi speciali di Pa.:. rigi e Versailles . Treno . . . . .. Infermieri
~c-t
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2,91 . 3 26 3,59 4,27
0,44 4,37 2,77 3,62
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1872-74
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0,74 0,43 0,64 0,72
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Hitiri
3,09 2.23 )) 4)l6 8.06 '1 2,52 1,5f> 0,33 14,40 22,·15 7,00 3,13 8,00 0,99 12,'12 8,09 8,61 2,72 8,54. 0,82 12,08 1'1,68 ))
3,74 2.09 0,69 6,52 ::l,05 ·7,72 O,Oì '10,84, '12,23 4,'19 3,98 0,79 8,96 2,53 7,74 0,38 10,(:i5 9,84
1,59 0,22 0.72 1 2,73 2,28 2;18 4,1ft 2,41 9,72 8,79 2,72,21,2'1 2,90110,76 0.33 13,99 9,15 4,46 7,4·7 0,78,12,71 2,8'1 6,95 0,501'10,65 '15,67 ))
I
La causa principale delle riforme è pure nell'esercito francese la tisi polmonare. Negli anni ;I863-69 la proporzione per malattia contratta avanti l'arruolamento fu di 0,36 e per mal attia contratta dopo cli 0,44 per mille della forza, in tulto 0,80. Dal 11872 al ,1877 queste proporzioni furono 11,33 e 0,27, somma 11,60. Aggiungendo le morti per tisi che furono nel primo periodo 2, 11iS, nel secondo 1,70 per mille della forza , la perdita totale per questa malaLLia è rappresentata da 2,9/S e 3,30 per mill e .. Le maggiori perd ite per tisi, spettano anche nell'esercito francese alla fanteria e agli infermieri , come lo dimostra il seguente spece.h io per i due anni ·I876 e 1 1877 che ho tolto dalla citata memoria del dottor M.arvaud . · 1
Perdite per tisi nell'es.e1·oito fra.noese (morti e riforme). 1876
Guardia repubblicana. Gendarmeria mobile Zappatori pompieri Fanteria cli linea Cacciatori a piedi . Zuafi Bersaglieri (tirallem;s} algerini . Legione slran ier'a. .
4,,8
3,7 2 6,5 3,7 ,1
2,8 ,1,9
1877
3 ;1,9 2 5 4, ,[
»
3,2
1876
3,6 .4,4 4,9 3,5 3,6 3,8 6,0
Fanteria leggi era d' Affrica Cavalleria Artiglieria . Operai d'artiglieria Genio Treno Infermieri
1877
4 ,, 3,8 3,7 ))
3,4 3,3 5,8
Le riforme per malalLia cli cuorf\ e gros~i vasi furono nel primo periodo : per riforma N° ,1 = 0,2·17; per rifornHi N° 2 = 0,26/r, per 11000 uomini; totale 0,471!. Nel secondo periodo queste proporzioni furono 0,077 e 0,307, in tutto 0,384. Riformati per malattie di cuore: Riforme N° ;( Riforme N° 2 Totale
Media
1863-69
1872-77
0,22 0,26
0,09 0,76
O, 1iS · 0,5'1
0,48
0,85
0,66
1
Quindi da.Jl'esercito francese uscirono negli ultimi anni riformati, per malattia: cli cuore più che dall'esercito italiano, ma la maggior parte per riforma N° 2. Per epilessia furono congedati nel primo periodo: per rifo_rma N° ,[ in ragione cli 0,66, per r ifo r1i1a N° 2 di 0,;16; to_tale N° 0,22; nel secondo 0,08 e 0,36, totale 0,44. Anc:he cli questi .la proporzione è nel secondo periodo maggiore che nel primo, ma nella massima parte dei casi la malattia fu giudicata anteriore all'assoldamento . Congedati per alienazione mentale furono nel primo periodo per riformaN° 1I =0,08, peniformaN°2 =0,05 per 1IOOO della forza; totale O,il3; nel secondo 0,01! e 0,09 in tuLto 0, 11O. Aùche le riforme per alienazione mentale appariscono dunque meno numerose nell'esercii.o francese che nel nostro. Però questa non deve essere la somma totale degli al ienati nell'esercito francese; perchè si sa da altra parte che non vi è tanto rara la pazzia. Così il dott. Colin (1 ) ci fa sapere che nel quinquennio 11864-69 vi furono 9:iH alienati,
))
(l) Com Mo>·bidité militai>·e, nel Diction. encyel()p. des sciences médic.
·
31
LE RIFORME PEH I NAB ILITA F ISICA
NEL REGIO ESERCITO ITAL IANO ECC .
158 ufficiali, 1105 sottufficiali, 658 fra caporali e soldati, che secondo
Epi lessia . 0,47 su 1000 presenti. Alienazione mentale . . 0,15 id. id. Ernie . . 2,00 id. id. Eserc·ito inglese. - Molto diverse sono le condizioni dell'eser,cito che serve nell'interno del Regno Unito da quelle dell'esercito ,che presidia i possedimenti, e diversa pure è la proporzione delle foro perdite. Del primo nel decennio 1861-7 11 ebbero congedo per malattia ìn -media 29,87 uomini per 1000 della forza; nel
d30 1
la rispettiva forza costituiva la proporzione di 11,30 per 11000 dei primi, 0,60 dei secondi e 0,34 degli ultiini . Nel 11869 questa propor·zione fu per gli ufficiali di 11 su rnoo, pei soLlufGciali di 0,67, pei , caporali e soldati di 0,33: la media degli uomini di bassa forza ammessi negli stabilimenti speciali eguale a 0,39. Nel 11872 questa media salì a 0,50 , e l'aumento è a(tribuito agli sconvolgimenti po,.Jitici del 11870-7 1. Nel 11873 la proporzione fu _di 0,30 pei sotlufficiali, di 0,23pei caporali e soldati. Chi avesse vaghezza di conoscere altre cause di riforma nell'e:·sercito francese può dare un'occhiata all,.annesso quadro: 1
· Tisi polmonare . . . . . . . . Altre. malaltie dell'apparato respiratorio . . . . . . . . . . . Malattie di cuore . . . . . Cachessia e adenite scrofolosa Carie e necrosi . . . . . . . ...Malaltfe dell'.apparecchio visivo . . Malattie dell'organo uditivo· . . Epilessia . . . . _Alienazione menlale Ernia.
0,44 0,36 0,80 0;27 '1 ,33 t,60 0,08 0,22 0.19 0,09 0.23 0,06 0,06 0,08 0,-18
0,06 0,26 o.o5 0,05 0,19 0.07 o,t6 O05 0,2&
O,H 0,48 0,24 0;14 o,42 0,13 0,12 O·13 o'.44
0,25 0,09 o,01~ 0,09 0,10 0,03 0,08 O01 0:09
0,94 0,76 0,26 0,13 o,74 0,20 o,:{6 0,09 o,57
t.,19 0,85 o,so 0.22 · o:84 0,23 o,44 0,10 o,66
Esercito belga. - Nel piccolo esercito belga nel quinquennio -·rn70-74 le uscite definitive per malattia furono in ran-ione di ,11 1 · : s u 11000 de!la forza presente con un aumento di 0,215 sul biennio ,precedente, così ripartite: 8,3 per semplice riforma, 11per ritiro con pensione provvisori a e 1, 7 'con pensione vitalizia. Le man-o-iori per. ~~ , dite le ebbe il battaglione di amministrazione, le minori la scuola di , cavalleria e appresso a questa i carabinieri e il genio. Le malatlie che cagionarono le riforme furono nel 1870-74: Bronchite cronica ~mottisi e tisi 11,25 su 11000 presenti. Scrofola adenite . . 0,4.2 id. id. · .Malattie di cuore . O,U id. id. Reumatismo articolare e muscol. 1,17 id. id. è)
.
1
•
•
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1
18.7 2
1873
1874
1875
1876
1877
1878
25,26 29,66 25,80 26;45 .29,77 28,09
215,99
Si può dunque conchiudere che oltre il 25 per 11000 è la media · ,delle riforme nell'esercito inglese all'interno. Dai possedimenti, oltre i congedati sul luogo molti sono rimandati alla madre patria .come inabil i, i quali accolti nel grande ospedale di Nelley sono ,Poi per la maggior parLe delìnitivamente congedati, così:
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1864-73
1875
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S. Elena e Capo: . 10,56 22,19 30,24 ·1'1 ,93 18,'10 6,57 12,76 18,64 25,85 12 04 18 46 '1 0 84 26'1'1 '10,20 16 96 23,32
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Maurizio . .. ... 17,85 18,97 50,83 2,39 19 '1 3. 2,41 50,60 13,86 43 ,48 16,99 27,97 'l6,83 .,"0,8"1. 18,20 12,19 29,86 ),
Ceylan . .. ... . 2'1,95 22,38 44 11 9,05 34,20 12,68 42 59 '17 84 40,36 9,29 '14 ,81~ 9,85 28,57 '1 6,49 15,87 36,56
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China e Strello .. 34 ,97 32,67 72 65 20,62 48,29 :14,56 42 ~45 28,82 56,~0 17,89 37 '"19 39,07 88,,44 15 01 20,14 41.; 75
' lnclia ..· . . . . . . 24,22 .17,90 43,56 9 41 40,19 'l't ,6'1 46,24 '16,20 44,,0.0 15 4.4. 4'1 ,94 21 61 46 04 20 34 t5,56 42,61 ' I , ' ' )
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33
NEL REGIO ESERCITO ITA LIANO ECC .
La proporzione della 1:iforme rispetto all'arma fu nell'esercito qell'interno la seguente nei segl.\enti anni: 1864-73
1874
- - - - -Cavalleria scelta (Household Cavalry) Cavalleria di linea · Artiglieria . . . . . Genio (R . Engineers) . Guardia a piedi . . . Reggimenti di fanteria Infermieri (Army hospital corps). . . . Treno (Army service) . Deposito della brigata artiglieria . . . . Brigata artigl. di costa Depositi . . . . . .
16,02 27,94 30,18 13,76 24,74 25,98
1875
1876
- - - -
9,'13 5,81 16,70 3+61 28,78 33,27 26:62 22,86 2\34 20,19 17,74 13,96 19,44 19,78 H),82 27,29 26,13 24,23
15,84 16,30 13,41 16,85
"
"
29,62 64,70 • 8,18 8,38 " 37,60 69,91 53,81
20,27 13,70 32,25 3,8 43,51
1877
1878
--- --13,19 35,71 37,85 48,38 26,39 32,80 26,55 · 23,65 24,9:1 31,16 · 35,77(·i35,44(')
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Onde apparisce che, dopo i depositi, l'arma che dette il maggior numero cli invalidi fu.nel decen11io 1864-73 l'artiglieria, a cui tenne dietro la cavalleria cl i linea e la' fan teria; negli anni successivi la cavalleria di linea superò sensibilmente tutte le altre armi, eccetto sempre i depositi. Le malattie da cui furono causate le riforme nel quinquennio 187 1-75 si leggono in questo specchio: 1
(') Compresi i depo~iti .
ANNO XXVI, VOL. lii:
.
~
Malattie febbrili . . . . . . O,Q7 Id. costituzionali . . . 8,,3 Id. del sistema nervoso . 3,38 Id. degli occhi . . . . 0,75 Id. degli orecchi . . . 0,53 Id. del naso . . . . . . » Id. del sistema circolatorio 5,74 Id. del sistema assorben te. 0,034 Id. delle glandole linfatiche · 0,034 Id. del sistema Nspiratorio . 11,72 Id. del sistema digestivo . . 3M · Id. del sistema orinario . . ;o.62 Id . del sistema generativo. . 0,37 Id. degli organi della locomo- j zione . . . . . . . 0,96 Id. del tessuto cellulare . .. 10,17 Id. del s istema cutaneo . . 0,68 Debolezza costituzionale - 13,57 Lesioni violente . . . . . . 1,10
Onde emerge che le perdite per tisi sono predom inanti dopo i .depositi nella fanteria della guardia e nella cavalleria scelta che sono i-i corpi eh~ hanno stanza in Londra. In quanto alla frec1uenza della tisi nei possedimenti tolgo il se_guente quadro da una memoria del professore Ely de Beoumont ( 11) 1.relaLiva olle condizioni sanitarie dell"esercito inglese dal 181S9 al -11866.
lltledia
1872
1873
1874 1875
0,!5 8,,0 3,18 0,76 0,38 0,02 5,37 0,03
0,07 8.69. 3,38 0,75 0,53
1,72 2,86 0,73 0,23
o.o~ 8,02 3,30 0,70 0,28 0,02 4,38 0,02 0,02 1,50 2,54 0,46 0,25
5,75 0,02 0,03 1,75 3,52 O64 0:32
U7 0,10 0,60 1,72 1,00
0,7'1 0,20 0,42 2,77 1,04
0,98 0,92 0,95 0,17 0,13 0,16 0,67 0,tò 0,50" 3,54 3,4fl 3,08 1,10 0,-92 1,03
»
2,0610,065 ,,61[8,35 3,73 3,65 o,s1 1o,75 0,41 10,42 0,0'1 10,01 5,17/5,28 0,13 0,047 0,03 0,02 1,581,64 2,02 2,89 0,48 0,59 0,34 0,36
»
1
Mor"ti
per t isi
~Regno Unito . . . Meditenaneo. ·. . .America del Nord . Bermude . . . . Antille . . . . . . . S. Elena, Capo e Maurizio ,Ceylan . China . . . ·Giappone . . .I ndìa . . . . .Auslralic1 . . .Nuova Zelanda
Quindi nell'esercrto inglese il )naggior numero delle riforme è dato dalle ·malattie costituzionali che nel quinquennio 187·1-75 figurano con una media cli 8,3/S, in cui, ·è d'uopo notarlo, è inclusa lq tubercolosi che è pure frequente malattia. nell'eserc.ito della Gran Bretagna. Le riforme per malattie tubercolari (scrn.fola tisi) furono nel quadriennio 11867-'70 in ragione di 8,SH,3 per mille della forza, nel •187 1 di 3,696, nel 11872 di. 6,8'IO. Delle perdite per queste malattie secondo le armi si hanno notizie fìno al tl87i:S . Dopo non ci è modo di raccapezzare più nulla per questo riguardo . 1
Perdit e per tisi ed emottisi. 187 1-7 5
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8,24 4,79 5,58 4,6q
3,66 1,73 2,08
4,39 4,06
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9,48
2,09 2,31t 1,91 4,00
6,82 4,53 6,29 7,82
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4,94 1,62 2,88
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Sommo.
ii: - - -- -- -- - -
·Cavalleria s cella . Cavaller ia di linea Artiglieria Treno militare . ·G.uarclia a piedi Fanteria . . . Deposito d'arliglie~ia· .Altri ~eposili . . .
O,b8 3,39 ') ·~3
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5,43 4 80
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5,20 'J ,99 1,84 2,46 2,68 1,99 4,08 1;37 ))
1,53
4,65 ·
1,9:1
( 1) E LY. L'arm ée anglatse a l'i1ttéi-i.ettre et da-ns le possessions b·r flanniques (Rec11tit ,des mém . méd. milit., settembre 1869).
18 66-70
E
2,C2 1,20 1 45 ·2'.12
Riformati
: Dopo q,.uesto tempo non abbiamo più. notizia delle riforme per 1,tisi nei possedimenti; ma dei _p:torti e degli entrati allo spedale per da ste~sa malauia si hanno informazioni fino al •1878 dalle Mati,stiche ufficiali, dalle quali prendo questi doti.
1
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35
NEL flEGIO F.SElJCITQ ITALIANO ECC .
LE RIFORME PER INAB ILITÀ F IS ICA
34
3,66
7,32 6,12 6,14 ))
8,91 6 ,87. 8,20 11,82
1 •
36
LE RIFORME PER IN ABILITr\ FISICA
37
NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC.
Entrati agU ospedali e morti per s crofola, tisi, ecc.
---
1878
18 69-77
Malati
Mor ti
--
Gibilterra .Malta
Cipro . Canadà Bermude lnèlie occidentali .(lr°uppe .biànc:lle) Id. . . (truppe nere). . Africa occiden tale (truppe ner e) . Capo . e S. Elena . . . . . . Maurizio . . Ceylari . . . China e Stretto India
J,50 1,48 » " 5,8 1,15 1,7t 8,5 8,5 -J ,76 254 8,28 16'9 4,15 ' i,74 7,7i 8,3 2,30 10,1 1,90
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M.1 ln.ti
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1,53
1,72
MortL
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1,49 2,10 2,24 ·1,74 1,48· '1.793;58 -J,85 1,07 7,21 2,96· 3,26 -J,53,
8 9;1
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11,? 7,;:, 7,0 4,5
98
14'8 ' 7,1 12 11,8 51 7,4
13eaumonL avverte che in Francia non si designano come alienati se non gli uomini accolti negli stabilimenti speciali, lacld<JYe in Inghil.ierra vi sono compresi anche i casi' leggieri. Ma la difl'erenza. è · .troppo notevole per·poterla tutta am bhiare a que:>ta cau5a. Anche qui v'ha probabilmente molto che fare l'alcoolismo e la lunga durata .del servizio militai·.e. L(t statistica del ·1872 ci dà le ammissioni .agli ospedali e le riforme per pazzia secondo le anni. Così; Cavaller ia scelta
Cavalleria di linea
·\ ·r r . ' 1 ig iena
Guonlic
a piedi
l'anteria
Depositi
di artigHeria
Altri
depositi
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1,G'il 0,8:311,3310,5711,701 O,G21 o,s1J 0,8111,32) 0,81 14,9710,:3813,25: 1,69-
J.
Non può non recare meraviglia il gran numero cli inab ili che escedall'esercito inglese par malattie del sistema circolatorio, di cui la. media fu nel quinqueùnio ,f 87·1-75 di 5,28. E notisi che ne è pur grande la mortalità equivalendo a 1,46 e superando di molto, a[ dire dei dotti medici inglesi Parkes e Lawi on, quella civi le. La maggiore differenza riguarda gli aneurismi che nell'esercito danno una mortalità di 0,735 e fuori solo di 0,4~ su 'IOOO viventi. L'arma da: cui esce il maggior numero di riformati per mulatti-e del sistema circolatorio è l'artiglieria, e se ne dà causa. agli sforzi nel maneggiare il cannone. Presso di noi non è l'artiglieri,l, come abbiamo veduto, a cui spèua questa infausta preminenza. TI servizio e le fatiche della vita militare debbono certo avere la loro parte nel ge- . nerare queste malattie. Ma questa eccessiva frequenza ne]J'esercito inglese mi pare debbasi piuttosto h.scri%re all rL maggior dorata della ferma e alla età più avanzata dei soldati e più ancora all'abuso. mollo diffuso in quell'esercì to dei I iquori spiri tosi. Le ~tatistiche sanitarte fdel ·I 866 in poi non danno indicazione delle riforme per alienazione mentale, solo se ne trova un cenno nel 11872. Dal ·I 859 al "866 !!li alienati furono in raaione di ·1 68 I) per le truppe stanziate nel Regno Unito. Come si vede, la propor.zione è maggiore che nell'esercito italiano e nel francese. L'Ely de V
!
Nelle altre guarnigioni la proporzione degli alienati fu nello sre~so :periodo ,1839-66: :Medit~l'raneo . .America del nord . Antille (truppe bianche) Antil le (negri) •S. Elena Indie . .
1 1,45 iJ, ,f6 ,f ,72 3,49 §,22 2,83
Australia .. Bermude Trinità. Affrica occidentale Ceylan.
4,75 3,68 5,44 f, ,f5 2,32 1
Ese1:cito JJl'Ussiano. - La sta Li5tica clell'esercito prussiano (,1) ,comincia dal '1867; dal ,f 870 comprendendo anche il corpo Wur.ternherghese (,13°), ma per quest'nnno non lia che il primo seme::.;tre e pel ,(87,1 il $econdo . D:.lpo il ,(872 furono stabi litè nuove norme, fra cui è quella di cominci.tre l'anno sLalislico dal 1°aprile per met~ ,tere in armonia le condizioni san ita rie dell'e:;~rciLo con le stagioni. Così vi ha una Relazione pel primo Lrime3tre ,f 873 , a cui segue un'altra del ·1° aprile ,(873, al 3,1 marzo ·1874; e di cort4 ha veduto 'la luce quella del ,1° aprile ·187.il. al 3 1 marzo ,f 8:78 . Nell'esercito .:prussiano vi sono tre maniere di uscire dal servizio sanitario che sono la semplice inabilità. (Dienstuntiichtigkeit), la invalidi tà re-· 1
(I) S tatischer Sat1ilàts-Derichts ii&er di~ Prussische .~ rme e.
38
\
lativa o seminvalidit.à (Halbinvaliditiit), e la invaliditit assoluta.· (Ga.nzinoaliditiit). La invali~ita e la seminvalidità danno dirillo acli: una rimunerazione; la semi1walidità esclude dal servizio di campagna, ma consente un servizio di gna1;nigione, la invalidi là non comporla alcun servizio. Ciò preme5so ecco quanti furono ed in qual proporzione i con-· gedati per ciascuno dei rammentati modi. I 867·69
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Seminvalidità
2693
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I nvalidità.
8860 2953 tl/t5
8:209 28,90 36368 6675 20,92 '12{0
353ì
4,30
5569 '19,'16
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705
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8362 1673
5,27"
29085 ·96[)5 38,31 15018 52,36 45267 9058 28,411
Somma.
I
Nel triennio 1867-69 notasi una elevata proporzione di invali dii e di serninvalidi imputa.bile al ·1867 per la guerra dell'anno antecedente. Tolto di mezzo quest'anno, in cui la proporzione dei seminvalidi fu 4,,90 e degli invalidi 48,95, rest'erebbe nel biennio· 1868-69 la proporzione dei_seminvaliò.i 2,97 e degli inval idi 5,78,. e la. totale dei congedati 30,9t,, meno i seminval idi 27,98 . Anche. nel il 872 si fece sentire la influenza della guen a di fresc9 cessata. Dal { 0 apri le 11873 al 3·1 marzo 11878 la proporzione di tulti i congedati fu 28,4 1; senza i s·eminvalidi 26,if9 senza anche gli inval·idr 20,92. . Le statistiche prussiane distinguono a;1cora i congedati per inabilità secondochè erano stati prima o no solt~posti a cura medica. La prcworzione dei pri mi fu nel biennio ·I 868-69 di 113,4.-0, nel ·1872" di 12,35; ~.:d 1° aprile '1873 al 3 1 marzo "874- di 9,09; daH aprile 4874. al 311 marzo 1878 di 411, 75 per 1000 della forza. La mortalità fu dal 4867 al 11869 del 6,4-, nel 11873 del 7, '19; da.li 1
1
1
1
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5,35 1,05
6,7i5 1,04
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al 3 1 marzo 1874
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1872
Dal I O apr ile I B73
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187 3-74
1874-78
4,36 '1,H
5,6 -1,,io
La media dei congedi rispeLLo all'arma fu:
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1867-69
Per malattia Per disgrazia e suicidio
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17532 5844 23,25
I nabili là
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•1873 al 1874 del 6,70; dal 1874 al 1878 del 5,5 1
1
I O aprile 1873 · al 3 I marzo I 87 8
1872
39
NEL REGIO E SERC ITO ITÀLIANO ECC.
LE RIFORME PER INABILITÀ FISICA
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---- - Fanteria Ca valleria·: Artiglieria. Pionieri. . Treno
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Dal ·1~ aprile 1874 al 3 I marzo 187 8
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2,02 5,9 32,32 22,2 1,9 4~3 9,6 31 ,6 16,6 2,9 a 7,8 28,1 '17,9 ~~ 1,9 4,6 25,7 19,4 2,46 2,9 11,3 58,6 36,~ 3,8 '.
Si vede che il treno è l'arma che dà proporzionatamente alla. forza. il maggior numero di perdite; e viene quindi la fanteria. Il treno ebbe pur~ in a.mbedne i period i la. mortalità maggiore, la fanteri a occupò l'ultimo ed il penultimo gradino. · · · I l rapporto fra i sottuflìciali e gli altri u,omini fu nel biennio 1868-69 per inabi li.Là come 1:HiS; per seminvalidi tit come 6: 1, e per invalidità come 4 ,5: 11_nel quinquennio 11873-78 questi rapporti forono coine ,1:,!09,· come 2,5: 11 e come il ,t:f. Nell'esercito la proporzione fra i sottufficiali e la rimanente forza è come 1:8; onde risulta che per inabi lità sono congedati relativamente.più assai so~dati che sottufficiali inversamente per la seminvalidità e la invali di Là. In quant_o agli an~ i. di servizio, poi della metà dei riformatt per inabilità appartengono al primo anno; la maggior parte dei congedati per seminval_idilà e per invalidità è dovuta agli anni ulteriori. Le principali n:ialattie. onde provennero i conged i per imibilità ed invali ditit presi insieme sono qui sotto notate in rapporto alla forza: 1
1
1
1
40
LE RIFORME PER INABILITÀ FISICA
NEL REGIO .ESERCITO ITALIA~ O ECC.
l868-G9 I O nprilo 1873 1° aprile 1874 31 marzo 187-1 31 marzo 1Sì8
Tisi polmonare 3,13 Manifesta disposizione a.Ila tisi 0,99 Altre malattie <legli organi respiratori . 2,66 11,52 Malattie di cuore Malattie del basso ventre . 0,82 Adenite o cachessia scrofolosa 0,40 Reumatismo e arteite cronica 1,22 Malattie del cervello ed epilessia ·1,"3 Malattie dell'.organo visivo 2,74, ,J,,[O Malattie dell'organo udit;vo . Malat.Lie croniche ~ella pelle . 0,27 1 Ernie 1, 117
2,5.1, 0,55 .2,40 ,J,45 0,87 0,4-6
,J,6•1 1,07
1
3,09 !,30
0,28 ·1,24
2,20 0,59 2,24 1,50 0,82 1
0,4--1 0,86 0,90 2,65 1,43 0,28 ;I ,65
fra..
Anche nell'esercito prussiano la .tisi polmo~are è le malattie interne la sotgenle maggiore d'inabilità. E non so lo è causa di inabilità la tis·i confermata, ma. anche la manifesta d1.,posizione alta tisi. E questa è saggia disposizione che deve concon·ere ad abbassare la mortalità in generale e quella per Lisi in particolare, la qual~ nel biennio 1868-69 importò O, 91 ; e nel quinquennio ·I873-78 = 0,84, Non pochi altri sono pure congedati per altre malattie deo-li v organi respiratori, in ragione; nel ,J 868-69, di .2,66, e negli anni •1 873-78 di 2,32 °/ 00 • · Le malattie di cuore contano anche nell'esercito prussiano più che nel no$tro nella proporzione deHe riforme, la quale fu . in cpiel biennio di 1 ,53 e nel qu(nquennio di 1 ,48 . Con le morti 11. perdita per malattie di cuore fu rispfllt inmen te di ,1,59 e 1,56 . Non pochi vi sono pure congedati per reumatismo e artrite cronic.:d ,23 nel biennio, 1,n ne 0ali ultimi cinque anni la ma,wior parte dei quali congedati per invaiidità nel rapporto con gli altri di 5,8fj e di 5,75 a 11 e fra questi gran numero di sottnfficiali hel biennio (4 ) come ,J 4 a 11 rispetto ai rimanenti. Fra i riformati per malallie di occhi vi sono molti per malattie esterne 0,90 e O, 74 stl'f 000 della.forza, ~d alcuni per diminuzione 1
1
1
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.della facoltà visiva cagionala dalla oltàlmia contagiosa, che furono · nella proporzione di O, 20 e O, ·1Osu ,1000 nomini . Le riforme per malattie mentali, sono in tenue proporzioni 0,056 · .e O, 15 per al ienazione, e 0,25 e 0,33 per ottusità mentale. Qne5li è .certo che così furono accolli nell'esercito e solo raYVisati più tardi .inabili al servizio. .EsercUo anstro-1m,qarico - Non è agevol cosa trar fuori dalle statistiche austriache la proporzione dei riformati dell'esercito alti~;o; poicbè vi sono posti in un fascio con quelli in congedo temporaneo e della riserva. Mellendo questi riformati, come è stato fatto · da taluno in rapporto con h, forza presente la proporzione loro deve . naturalmente risultare esagerata. Cosìi1ppariscenel 187'2 di 35,72; · nel "873 di 34,39; nel 11874 di 46.i!O; nel rnw di 56,1:$0. H.aggua_gliandoli invece all a forza scriLLa sui ruoli la proporziol)e sarebbe molto lenue: nel ,J 87·1 di ,i •I; nel ·1872 di 40; nel ;j 873 di 9; nel ,J874 di 13; nel 1873 di 13 per mille. Ma in q11este non è compresa -che una piccolissima parte degli uomini divenuti inetti alle armi fuori del servizio allivo, poicM dovendo e~si stessi domandare la visi La e dovendo per questa anda're incontro a disagi ed a spese, e non ·soffrendo alcun danno nè menomazione di diritti a rima.nere sui ruoli ben pochi la domandano. Così accade in Italia, ed in Austria e non altriménti. Per vedere se si potesse in qualche maniera portare un po' di luce in quest.a 03c~1rità ho pensato di prenclare i riformali dei primi tre anni di se1·vizio, periodo della ferma, ragguagliandoli -nlla forza presenle ne ho dedotte delle proporzioni che sono senza dubbio inferiori al vero, poichè or sono nell'esercito auivo uomini -che hanno più di tre anni di servizi o come i sottuffìciali, ed nitri tra 1 qnali non po;;sono mancare di quelli me$:;i fuori di servizio per malattia. Così l'acendo ho trorn to che nel "873 la proporzione dei 1·iformati e giubilati nei primi tre anni di servizio fu di 20,58; nel 1874 di 30, 30; nel 11870 di 28, 9•1. Togliendo i congedati dei primi tre mesi della ferma che potrebbero equipararsi ai no:.t~i riformati _prima della chiusura delle operazioni d1 leva, si ha nel 11873 la proporzione -dei riformali di "9,5 11, nel ,J874 di ,J 9,'03, nel 11876 di 17,0 1. Queste proporzioni benchè al di sotto del vero, si vede che sono sempre superiori a quelle dell'esercito italiRno . Quindi senza :Pretendere di dare un rapporto esatto cli questi congedati dell'esèr1
1
1
(1) Nelle ul timo statistiche non si tro1·ano indicate le malatt ie per quanto rigu arda le rirorme secondo i gradi .
1
1
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4')-
LE RIFORME PER IN~BILJTÀ FISICA
cito austria~o, possiamo però affermare che in questo le perdite per 'acquisita inabilità: al servizio sono di non poco superiori a quelle dell'esercì Lo n<Jstro . Oltre i co·ngedati assolutamellte. molti al tri malati escono ogni .anno dall'esercito austriaco con congedo ~ernporaneo; i gliali som- · marano nel 187,1 e 1872 al 40 per 1IOOO ,dei presenti, nel.:1873 al 38 per 1000, nel 118'14 al 36, nel 1187~S al 38 e nel ;I876 a I 34- per· 11000 . La mortalità. fu nell'esercito austro-ungarico: 1871
'13 ,6 Per maialliit Per suicidio o accidenti 0,97 Totale
H,57
187G!
1873
1874
1875
H_.,7 11,03
,t5,8 ,1,09
H,8 1( ,3
15,73
rn,89
'13,'1
9,0 7,9· 11,5 1( s: ' 110,5 . 9,7
. .1872
-1
Tornando ai congedi assoluti si nota cl1e rispello all'arma, la frequenzir delle riforme fu maggiore negli anni ,(87 11~74 nella· cavalleria, minore ne~ treno (11Wi.tair-P.nhr-wesen8-Corps) . Dal ,(874 al "876 è andata diminuendo neli;i. cavalleria; nel 11875 la propo,rzione maggiore fu uei pionieri, ·nel '1876nellafanteria. Pei congedr · temporanei .al contrario .la maggior frequenza·fu nel triennio 1187,t -73 nel treno è artiglieria, nel 11874 e ,1876 iiel genio, nel 1875 net treno. e la minore in tutto il periodo ·187·1-76 fu 11el reggimènto pioni·eri. N.on vi è modo di ap])1·endere dlille statistiche austriache la frequenza relativa delle malallie cagionanti le uscite definitive dall'esercito attivo, perchè vi si tro vnno cumulate con ·quelle del rimanente esercito , nè si àv1:ebbe maggior vantaggio a riferire queste malat.Lie alla forza che è nei rnol1, po ichè questi congedi non corrispondono punto alle perdite effettive dell 'eserci to. Varrà dunLJue meglio, come è segLùto nell e statistiche stesse, rapportare queste . malattie alla somma di tutti i congedad. 1
187 3
Debolezza costituzionale Reumatismo cron ico . Cachessia palustre Scrofola
9ii:°/oo 1 12 27
1974 ·
102 °/00
1
43·.:
NEL REGIO ESERCITO ITAL IANO ECC.
1876
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7 ;10
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1873
Tisi polmonare 137 20 Fratture e lussazioni. Epi lessia 22 Catarro della congiuntiva 6 1 Tracoma 1,( Opacità corneali . 24 Catarro dell'orecchio medio 34 . Disturbi funzionali (per causa sconosciutaì degli orecch i . ,1I Catarro cronico dei bronchi 28 Malauie di cuore . 27 Infiammazione delle glandole linfatiche 7 Ernie » 1
1874
1876
109 22
88 22 ,19 ,, ,2(}, ,13
rn ))
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,o 29 28 10 »
Qnincli le malattie cbe nell'esercito austro-ungarico cla.nno piùt frequ entem ente motivo alle rif«i) rme'Sono la debolezza costituzionale, la tisi del polmone, e le ernie addominali. La propot'zione maggiore· dei congedati per queste infermil.à è nel primo anno cli serv izio, da: . cui il cons iglio degli igienisti austriaci come dei nostri, di essere· più rigo rosi nel!' accettazione dei coscritti. Qua.I parte spetti pi:ecisamente pelle riforme per tisi all'e~ercito attivo , non si può defin ire e quindi impossibi le il paragone con itltri eserciti. Alla forza presente solo è dato ragguagliare i malati tràttati ed i morti negli ospedali per questa ma lallia. Quelli furono nel 11872 in ragione cli H~, nel "873 di 10 , nel · 187i- di 8, nel 4875 : di 7, nel 1816 di 6 su 1000 presenti; i morti nel 1872 di 3,,1, nel 1 11873 di 2,5, nel '1871 di 2,3, nel 1875 di 2,4, nel ,187G di 2 su · ,1000 della forza presente. TI confronto col nostro esercito e con gli , altri è solo possibi le per la morl.alitil non per le rifo rme. Lo stesso è per le altre malattie, onde è inutile fermarl'is i sopra. _ Solo di,:ò· dell a pozzia, la. mi med ia anuuale nel sessennìo 1187·1-76 · fu di' 0,33 per 0 lao, oss ia nel 187 1 = 0,35, nel. 1872 = 0,34, nel ,(873 =0,3'.2, nel ·1874 = 0,33 , nel ·1876 = 0,30 su ,(000 della forza presente. Di questi nel "873 il 34. ¼ , nel 11874 il 4,1 e nel "876 il flper cento erano per imbecillità. Ammettendo che tuttk 1
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U: R IFORME PER I NABILIT,\ FISICA
quesLi fossero riformati, dal confronto coi riformati del nostro esercito se ne potrebbe trarre ht conclusione che è uguale nei dtre eser:.. citi la proporzione degli alienati . ilsercito nissa. - Ora un breve cenno sull'esercito russo. Nel •1872 uscirono 'per inabililit al servizio 18,77 per mille della forzn; '18,82 nel "87:3 e '19,'18 nel 1874. Il maggior numero relativo di Tiformali appartenne alla fanteria (22,8 Sll ,f 000)_, ìf minore al genio (9,7); e quanto all'età, la maggior freqt1enza fu fra il 23° e il 24° :anno, la minore al 35°. La bron5hile cronica (23,4-0 su cento invalidi), I.a, tubercolvsi {2·1,06), le le:;ior..i organiche degli occhi (6,2), le ernie (3,66), le rnalaLLie organiche rii cuore (3,36' , la epilessia (11,36}, costit.uiscono , prese insieme, la metà degli invalidi dell'esel'cito ru~so. La mortali lit fu in tullo J'e~ercit~: nel ,1872 di ·1.,1. 73 per ,1000 nel •1873 di :H,'10, nel ,1374 di 9,5, e nella sola p;rte in servizi~ :attivo di: 18,4.2 - :('i l,69- 10,'IO per /oo • Giunto al termine di que.,to umile lavoro, mi sconforta il pensiero del poco frut.Lo che ne è dato l'iJCcvgliere. La sola conseguenza sicura che da quanto sono venuto· lìn qui discorrendo si pllò ricavare .è questa: che . l'e.:;ercito italia)10, è dopo il francese ed il belga, ,que_llo dal_ quale ~sce m(nor numero di congedati e giubilati per cagione eh malatlta.; ma 1! vero rapporto di que.~te tali perdite nei d!''ersi ~.s~rciti nc~n vi è modo di stabilirlo. Abbiamo veduto quante d1ffico!La si sono incontra.te, quante considerazioni, quante correzioni, quante riduzioni abbiamo dovuto fare anche su i dati delle ·IlOSLre statistiche sanitarie, e quanti dubbi rimangono ancora., e quanti punti oscuri che non A staio possibile r ischiarare. Ora, dirò -col pi ù volle citato Guida (< se delle cose no~tre non possiamo essere ben certi in che coufronti possiamo meu.erle con quelle così poco ·note degli eserciti stranieri per tanti rispetti differenti dal nostrn >> • . Certo è bene che posto così in socio essere negli altri eserciti 'eu· ropei ~1aggiore _che nel 1.10sp·o la pro.Porzione dei congedali per malattia, ne denva que ,t altro corollar10 che la maggior mortalità .assegnata dalle statistiche al nostl'o e:sercito è esagerala; poichè s'intende cornei! largheggiare nelle riforme dehba abbassare la proporzione dei morti, essendo così levati' di mezzo molti elementi di debolezza e quindi di maggior probabile mortalità, taluni vanno a 1
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NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ECC.
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morire alle lor;o case che sarebbero sicuramente morti sotto le armi ' aggravando la mortalitàmilitarese per tempo non fossero stati eliminati dall'esercito .. Facendo poi il confronto con l'esercito prus-· siano, si può aggiungere, che in esso, non so se in altri ancor::i, sono registrati fra gli inabili e 11011 fra i morti tutti i riformati che, morirnno prima di uscire dallo spedale. Ora chi non vede,' se così· si facesse ancbe da noi, di quanto sarebl,e alleviata la mortalità del nostro esercito, aumentando nella. stessa ·ragione quella delle· riforme? qutLnti dopo aver passa.Lo ht rassegna di rimando o perchègià molto gravi o aggravatisi più lardi o per altre ragioni che· qui non è luogo di enumerare non possono essere folti uscire a . tempo, e ridotti ii1 condizione da non sostenere il viaggio periscono, allo spedale, porgendo cosi un tributo non nece.ssario alla mortalità dell'esercito. Dopo tutto è forza che noi siam'l ancora abbastanza bene illuminati sulle condizioni sanitarie respetti ve degli eserCtti europ~i .·Le· statistiche sanitarienon sono in grado di .fornirc i i necessari schiarimenti. Un accordo fra i governi sarebbe necessario per dare aqueste st,1tistiche una base comune, eguali norme direttiva. Prima di tutto dirò che il confronto dovrebbe e:;sere fatto fra gli ste5si periodi di tempo e questi comprendere una serie di molti anni. / · · La forza media degli eserciti è il fondamento d'ogni ragionevole· confronto. Sul modo di contare questtt forza.bisogiltt dunque intendersi. Si deve pigliare per unità di misura la forza elTelliva o la forza presente; vale a dire vi si devono comprender tulli gli uomini sotto le armi, inclnsi i malati, e quelli in licenza, ov-· vero soltanto coloro che sono realmente presenti al corpo? ])ovendo tener nota dei morti e dei ri fo rmali di tutto l'esercito, in servizio attivo, ,alla forza effelliva e non .alla presente brso-· gnerà ragguagliarli. E quesJa è infatti la regola seguita nella maggior parte delle statistiche sanitarie. Presso di noi non è· tenuto conto nella forza che degli' uomini con assegno da cui sono esclusi quelli mandali in licenza per più · di due mesi. I nostri rapporti sono dunqu·e riferiti ad una foria minore, e questa è un'altra ragione, per cui debbono apparire maggiori le perdite per ·mortalità. e per rifon~a.
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LE 111 FO l1ME PER IN ABI LIT,\ FIS ICA . NEL R EGIO ESERC ITO ECC_.
Secondo gl i slessi crilarii d9vrehbero essere lìssali dapperlutlo i casi cli l'iforma; ed e-,sere disti nte le malattie preesistent i allo as· : soldamenlo da. quelle con~par.;e durante il servizio. E cosi nelle nostre slaLi:-tiche dov rebbero trornre luogo al pari degli anziani i soldati novizi e quell i di seconda catego ria, cui la malatt_ia incolse essendo sollo le armi•, A togliere ogni incertezza., ogni ambiguità ai confronli le malattie .- dovrebbero in. Lntl e le statisti che, essere nel medes imo modo distinte e con la steml nomenclal.ura contrassegnate. Fra la divisione in grandi classi come è nell e statistiche inglesi, il soverchio smi-. nuzzarn ento delle stati stiche francesi ed austriache, è preferibile una via di mezzo, in cui spicchino i tipi più importanti di malalliu, · . e quella seguita nelle no~tre reluziol)i sanitarie mi sembra la mi,gliore. Come si.deYono considerare coloro che passarono all'altra vi la · negli slabjlimen ti sani 41ri militari dopo essere stati rifo rmati? Nella li~La dei morLi o dei riformali? Anche su quesLQ bisogna Yenire ad un accordo. Io di rei di seguire la proposta. del nostro Guida di tenerne cioè conLo separalo. Così vi si vedrebbe più chiaro. Un'altra ·1indicazione, che è nelle slatisti ché prussiane e che forse potrebbe · ,t ornare utile anche nelle altre, è quella dei coi1gedati dopo tratlamenfo curativo, e di quel li che ebbero il congedo senza essere sottoposti a questa prova. Fermati benequesLi punti cardinali molto più facili :;aranno i confronti ; moJto. più sicuri i giudizi e gli apprezzamenti. Ma per trarne delle nlili conclusioni intorno agli eITetli del.la vita militare occorrerit poi mettere in rapporto i resul tamen ti dell e statistiche sanìtarie con quelli delle operazioni di leva. E rimarranno poi sempre l'ordinamento diverso degli eserciti, le condizion i di verse delle popolazio'ni, le clifTerenze di luogo, di clima, di stirpe-, ..·d'jgiene pubblica e privata, ed allre ed altre ancora a intorbidare .·la questione. R ICCIAllDI
Maggiore medico .
DEL .METODO N HQLI
STUDI PER LA DIFESA TERRITORIALE
CAPO IV. Sull'impiego delle fortificazioni nella pèrmanente preparazione a difesa del territorio. · Questioni pregiudiziali.
Sul principio di questo lavoro noi cercammo di tracciare una . via che permettesse nel modo più ordinato ed economicq di esaminare il territorio cli ·uno Stato dal punto di vista dell'offesa e. della . difesa. Indi per scortare il lettore lungo il cammino prendemmo a considerare il tradursi in atlo dei principii fondamentali dell'arle ,della guerra nell'impiego degli eserciti sul terreno; e, per.age,,olare questo studio, rivolgemmo la nostra attenzione alle inlluenze che . possono esercitare sullo. sviluppo èlèll'azione milit\lre le diversegra,dazioni di ~erreno così nelle region i montane come in' quelle pianeggianti . .. Se la colivinzione che ci ha spinti a scriYere queste pagin.e non ;fq velo alla nostra ragione, ci lusinghiamo ch e cose dette pos. sano contribuire a. rendere meno )·igide talune :vedute, a dissipare qualche pregiudizio, ad agevolare in qualche modo una. razionale ,soluzione del complesso problema della nostra difesa. Sostenuti da questa speranza, e tenuto conto di quelle premesse, :passeremo ora a cÒnsiderare in quale misura _la fortificazione per::manente possa e debba concorrere alla preparazione a difes~ del
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territo.rio, all'attuazione di quéi concetti diretlivi, ai quali, come accennammo sul principio del capo III, dovrebbe oggi informarsi la difesa di uno Stato, e particolarmente quella del nostro. Nèl mettere il piede in questo campo irto cli difficoltà, a noi pare · di sentire un sussurro di voci sconfortanti, le quali celano sotto un'apparenza di vero, molti di quei pregiudi~i facili :ad attecchire fra la gente che non ha l'abitudine di andare a fondo e di scrutare l'intima ragione delle cose. Per sgombrarci il cammino, e porci in grado cli proced.ere liberamente e risolutamente verso la n'leta che ci siamo proposti, riporteremo·qui e discuteremo le più insistenti di quelle voci, quelle che sogliono farsi sentire più fortemente ogni qual volta è posta sul tappeto la questione della difesa dello Stato. Ecco presso a poco quello che si dice dagli oppositori : ,1 ° che le fortificazioni ornai sono inutili, perchè non resistono agli odierni mezzi d'attacco; . .2° che esse possono dare luogo a false manovre, esercitando un'attrazione dannosa sui generali ed impacciando la libertà di chi comanda l'esercito; 3° che esse assorbono troppe forze distraendole dall'esercito, il quale solo coll'impiego delle sue grandi:masse riunite può e deve decidere dell'esito della lotta; 4° che per le odierne esigenze esse riescono troppo costose, '
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L'in.ni/fìcienza delle fortificazioni di fronte ai mezzi odierni d'attacco.
I prngressi, relativamente, assai piccoli verificatisi nella prepara-· zione dei mezzi di difesa, di fronte ai perfezionamenti assai grandi introdotti nei mezzi d'attacco, la. grettezza delle idee scolastiche in materia di fortificazioni, contro la quale, dopo i bei tempi del San ·Micheli e dei Vauban, lottarono invano in parecchi Stati europei fino. quasi ai nostri giorni i migliori ingeg?i, tanto..che vedemmo nel 1870 la Francia munita ancora di piazze di vieta forma, mentre 1
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dietpo all'esercito tedesco sorgevano sul Reno piazze·moderne, ove le idee degli stessi luminari francesi, quali il Ca.rnot, il Chasseloup, il M!'.Hltalembert, opportunamente adattate al bisogno e modificate avevano tro vato applicazione; la naturale tendenza a seguire con celerità tutte le innovazioni che riguardano i mezzi mobili, e soprattutlo le artiglierie, ed a non innovare le cose stabili, come le fortificozioni; i cattivi servigi resi in qualche guerra recente da. qualche piazza mal preparata e mal difesa, i nessuni servigi, e quindi il danno arrecato in qualcuna dr tali guerre da molle piazze che più non avevano ragione di esistere e per le quali non si ebbe il coraggio di demolirle nè !'a-proposito di abbandonarle a suo tempo, masi Jasriarono in piedi quasi a ricordo dì un amore senza stima; (utte queste cause, a nostro avviso portarono un ceNo discr~dito, una ·diffidenza verso le fortiGcazioni, tanto che non solo ci avvenne di sentir dire che il tale o tal altro forte di sbarramento e persino qualche vecchia ma solida piazza di terra, anche discretaniente situala non avrebbe resistito che pod1e ·ore, od al più un . paio di giorni; ma, più volte, e ciò che è più grave, trattandosi di fortificazioni non ancora costrutte ffilt. Jolo progettate, sentimmo proclamare (e tenersene paghi ... !) che le nuove opere '.avrebbero 'potuto resistere solo P;°chi g(orni ed . al più una o due settimane f Su questa base, probabilmente, dovevano fondarsi taluni' progetti cli fortificazioni, per le,quali (sebbene esposte ad essere inve.stite fin dai primi giorni della guerra), sentimmo dire che si intendeva limitare a poche centinaia di colpi il munizionamento , reaov !anelo in conseguenza (per economia I) anche la co::.truzione delle polveriere, quasi per togliere •)gni· speranza di coneggere quegli errori ... Sulla stessa base udimm:o più di una volta proclamare dovesser;o venir predi!>poste le sussistenze ed i relativi magazzini tanto da bastare solo per pochi mesi alla alimentazione di uno scarso presidio. Sentimmo perfino proclamare che per talune fortificazioni di frontiera bastas.se costrnire delle opere capaci di resistere alle sole artiglierie leggiere delle avanguardie nemiche, quasi che queste dovessero proprio se,npre presentarsi ingenuamente, come la vangua1;dia di Lannes dinanzi al vilain-Chateay cleBard, ignorando gli ostacoli che si sarebbero loro parati davanti; quasi che un nemico, che ha. proprio sulla frontiera piazz~ offensive con magazzini ed arANNO XXVI, VOL. lll.
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DEL METODO NEGLI STUDI
PER. LA DI FESA Tl::RRITOR I ALE
senali non dovesse curarsi di far avanzare mezzi potenti d'attacco fin dai primi giorni, con tro i nostri fort i avanzati a poche ore od a qualche giornnJa da lla frontiera. No i non possiamo che alzare un grido d'allarme contro siffatte teorie che si vanno r ipetendo di bocca in bocca e che, ove fossero accolte, traccerebbero urni ben triste prospettiva a chi avrà un giorno l'onorevo le incarico di difendere i nostri baluardi . E ben vero che, per no,tra forturni, molli di quei bravi sold1:ti che non stanno a perder tempo in dollri.narie disquisizioni non sospellano tali enorm ità, ed avendo la buona ab ituéline piuttosto c1i fare che di ciarlare o di leggere troverebbero modo di resistere fi no agli estremi de_l possib ile e quan to l'onore detterebbe, nè si lascerehbel'O impressionare dagli spauraccl1i che si vanno oggi esagerando dagli avversari delle fortificrLz ioni. Però è necessario che almeno si pensi a non esporre il loro valore a troppo gravi prove, ne occorre dire che l'esporle pensatamente sare bbe una vera colpa. Noi non possiarno credere che t~erti errori passeranno dal campo teorico al carnpo pralico, ma de,,ideriamo che abbia persino a scomparirne ogni lontano sospel.Lo, aflìnchè non venga meno in alcuno quella fede che so la può esser ma.dre di rnascl1i propositi. · Spe6amo che qualche ufficia le più di noi competente nella mai teria prenda a combattere questa asserita insufficienza della difesa .delle fort ifi cazioni di fronte agli odiern,i mezzi d'attacco, insuflìciAnza che, considerat.a tecni camente e storicamente, abb iamo ragione di ritenere infondata; tìn d'ora però.crediai110 far opera buona esprimendo in pl'oposito le no:;Lre convinzioni. · Certamente la difesa deve oggi ispirat·:,i a modi nuovi, ricorrere a nuovi mezzi, preparare vasti ft:onl.i per l'azione lon1.ani1 nei siti aperli, preparare mezzi strapo Len li di resistenza nei siLi angusti, ed in ogni caso avere ampi r icorni·i, e fort i e sicu re dotazioni di munizioni e di viveri . - Ove poi la dife.s,i siaco.stretta .a pr~1fiLtare di vecchie p iazze, non deve cristall izzare secondo il ye·cch io sistema . Un difen~ore intelligente ed energico che, come il Denfertor son dieci anni a. Bélfort, sappia occupare a tempo delle po:-izioni avanzate, può dare ad. una pia.zw. i caraHeri con t.roffen:,ivi di cu i essa difetti, rendere lunghissimo il periodo della difesa lontana . Anche ridotta poi alla dife.sa vicina, non è a dire che la controf-
· fensiva debba creder5i condannata . I lavo ri cli contromina e cli ,contro approccio devono e possono dal'e ad irn attivo difensore un vantaggio sull'attaccante; infine anche dietro ad una breccia apet'ta, ·on difensore· energico può far sorgere novelli os1.àcoli e, fra mul'a cadenti,· tener alta. la sua bandiera come lo dimostrarono ai temp i nostri le difese di Venez ia e di Ronia nel ,184,9, e quella di Silistria ne, :1854,. Però , lo ripetiamo, sa t'ebbe una colp~t il cercare dagli estremi sforzi dell'ero ismo, ed a prezzo cli chi sa quanto s,111gue, ciò che può ..essere oLt.enulo, in condizion i normali, preparando i mezzi cli d iresa 1n giu::;t:t misura coi mez:,,i d'attacco, cosa che, ripetiamo pure, può .e deve fars i. . . · << È [t buon conto accertato, fa dire il Fambri ai prop ugnatori <t dell è fot'Lificazion i" e.ile clcil tirn lii1~go e preciso si vantaggia <' assai 'Più la difesa., mentre rimane fott' altr·o che accértato che <e ,nnovi approcci possano sttperare d'effìcacia gli antichi, e che i <C f'nlm,i;nati e le clincuniti ,valgcmo ·a· sopptantan la vecchia << .rnppa, ('i) . · « La supérieurité de la dMepse. scri veva diciotto anni or sono ir « Bri alrnonl. (2) résicle clans l'empio i judicieùx. de l'arlillerie et cles <t {·eto urs· offensifs bie'n plus que dans l'importance des obslacles « inerles, fossés au reveteme·n·Ls. L' ingénieur, aujonnUfrni doil. ctre / ' . « de t.oute nécess ité arti ll eur et tac~itien ». E più innanz i soggiun« ge,;a : cc NoLlS croyons, nous, que )es progrès clejà réal isés et ceux << qu'il ·est ·permis cl'enlrevoir dans nn aven ir prochain rendront « de nouveaux. la défense snpérieure à l'attaque ». · Speri aino che press~ cl i noi si arrivi presto ad ottenere questa super\oril.à; che, le esperienze tecniche (che da tanto tempo dur8.nO per ottene.ria a biion me1·cato) abbiano un termine; ed a:bb ia.·i,t diventare ·un fatto cornp.iuto l'avvenire clli accenna il Brialm.ont, avvenire che d;, mezzo seco lo ru invano ·pre.5agi l.o dal nostro Cavalli e da l · Pai x.ka.n~ . Speriamo che lo. diventi per tempo, prima t-he q1ialcuna cli quelle dolorose esperienze che si pagano a mil iardi non ci faccia pentiré di aver· troppo seguiti quegli etern i cercaLor'i del meglio che impediscono cli conseguire il bene.
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StuJ i po!itico -milit~ri di PAuto FAMoa,, .con ·prefa.zione di . (2) La défense des États, To m. I pag. 1.xv111 - Bruxelles 1863,
(1) LrJ, Vene:ia Giulia RQGGRKO JlONGfll -
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Venezia l880.
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01::L METODO ì'\EG LI STUDI
(( L'in ven tion qui, après les canons rayés exercera le plus d'influence sur la fortification, scrive il Brialmon t, est sans nul doutecelle des batteries cuirassés ». Qui, l'ipetiamo, sta il nodo della questione, e più che all'autorità dell'illustre scrittore noi appoggieremo, il nostro asserto all'esempio di quanto già f11 sperimen tato dalflnghi lterra nell ecosfruzioni corazzate di Porstmouth e di Plimoutb ,. dalla Germania in quelle di Magonza, del Forte della Sprea a Spandau, ed in a.ltre nuove piazze, e, già da tempo, dal Belgio in Anversa. Certamente, da coloro che hanno per cervello un portamonete, eche nelle questioni tecniche non vedono che il lato della spe::;a, si obbietterà che tali modi di fo rtificazione sono troppo costosi; ma noi risponderemo anzitutto che, se vi è un campo ove il motto poco ma biiono deve dominare quello si è delle fortificazioni permanenti, senza di che queste diventeranno un elemento di debolezza ed Lm peso anziché un elemento diforza ed un aiuto. D'altra varte considerando tecnicamente la questi one noi non . · possiamo comprendere perché tanto si indugi ud applicare allo studio dei mezzi d'attacco e difesa terrestri quei cri(eri che dopo lunghe e costose esperienze si stabilirono rispetlo alla guerra di mare. Pochi forti di sbarramento, situati sulle pochissime strade per le· quali l'invasore. può pronuncié1re con pienezza di mezzi i suoi granrlr attacchi, qualora costrutti con tale sol iclittt da paralizzare quesli, renderebbero for»e un servizio meno grande di quello che possiamo, sperare sul mare dalle nostre grandi corazzate? E se ciò è vero perchè si rifuggirà dal ricercare seriamente cli ollenere per terra ciò che si trova. razionale di ricercare sul mare?' Si aggiunga che un forte corazzato non costerà fo rse l'ottava o decima partè di quello che costano ciascuna cli quelle grandi' navi, e che l'attaccante non potrà per le strade rovinate e difficili delle montagne contrapporre così foci I mente come in mare mezzi d'attacco equipollenti. ·· Ci pensi cui spetta; per parte nostra nella speranza che ·altri più di noi competente prenda a trattare tecnicamente questa importante· questione, ci limi tiamo a questo cenno sul lato tecnico della medesima e mentre ci riserbiamo a risoltevarla a suo luogo dal punto di vista tattico e strategico, non aggiungeremo qui. che qualche osservazione desunta dalla storia.
PER LA DIFESA TER RITORIAL E
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Non avremmo gran fatica a dimostrare con numerosi esemp·i tolti da guerre recenti, come malgrado In sempre vantata superio,rità dei mezzi d'attacco, vi sia molto a riclire sulla asstlrita insuffidenza dei mezzi del l,l difesa, come bene spesso una energica ed ·oculata difesa seppe rendere su ffi cien ti dei mezzi di fortificazione ,scadenti, e potè uscire. spes3o vittori osa, sempre onorata, da lotte che. senza il sussidio di quei mezzi, non avrebbero potuto sostenersi. Ma trattnndosi di cose notH crediamo elle pochi e brevi cenni possano bastare ·a conferma del OO$lro asserto, e tanto più che non abb iamo bisogno d: uscire da casa nostra per trovare le necessar·ie prove. Nelle nostre guerre nazionali noi ab binmo .degli sp lendidi esempi -del profì lto che il gen io ed il valo re ital ian,) seppero trarre anche ,da vecch ie fortifi cazion i con tro nemici potenti e ben provvisti di ,ogni mezzo d'all.acr,o. Gli eroi ci ::;forzi fa tti venlidne anni or sono dai difensori di Mal'.ghera e dei fo rtini della Laguna , quell i dei difensori dell e vecchie mnra di Roma devono essere abbastanza noli perchè occorra di qui ~·ifarne la sto ria. Però ci nccontentiamo di riportare alcune parole di un nostro avversario d'al lora le quali varranno certamente a persùadere pers ino i lettori meno fidenti nelle armi nostre, di quanto si poss,l e si t appia fare anche dietro una vecchia cinta e con mezzi 1Jirn iLati:;s irni. Il generale Vaillont nel suo rapporto uffici ale sull'assedio di llorna (,1) mette in chiaro con quanta a bilità i nostri p!'ovvedessero alla difesa in q11elle contiizioni difficili e con quanta efficacia essi ,resiste:;sero colla dife:;:l vicina anche dopo ~saurito il periodo della 1difesa avanzi1ta e parte di quello della dife;;a vicina . dopo cioè l'assalto del 2 1 gi11gno, allorchè i Francesi si furono stab iliti sul corpo >{lell a piazza.<< En effet, scri ve il ·Vaillanl a pag. ;liS7 , àcetle époque alors que po ur i'ordinai ro l'artìll erie des défenseurs est à peu près 1·édui te .:tll silence, nous nous trouvàmes en foce d'uno vingtaine -0.e pièces tout à fait intactes et parfaitement servi es, dirigeant con tre nous· des feux concentriques qui bouleversaient nos chemmements ( I) Siége d~ nome par l'armée (rança tse, Jo1m1a/ des opérations de l'ai·t.i llerie et du19,!nie, publié avec J'3 utorisation du mi11ìstre d,o la guerl'e, l'aris 185 1.
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DEL ~IETODO NEGLI STUDI
!'EH LA DtrESA TERRITORIALE
i:t. la sape. Le com bat d'art.illerie, qui s'engage généralement enlre
ni Rom ani gran parto di quei rnezzi che va lgono a render lunga. la difesa vicina. anche di una semplice e vecchia cinta, e, che i di fensori, come dice lo :;tesso \'ailla11t, ebbero persino« à. regrctler d'avoir pas de morticrs » . Nel 18,ji,, Sili $lri a. al prin1~ipio della gnerra, era 111Ht piazza cadenlc pe r vecchiaia, dominata. da posizion i circostanli l'a \'o revoli~sime all'attacco . 11a i Turchi con opere in lerrn impronisate al comincia,· rl ell::t gnerm occuparono in tempo quell e posizion i, allaraarono il ra ou•n1 io d'azione della ·piazza, rinscirono per lnl mezzo a èl rendere incomplelo l'investimento, a man tenere verso sud durante tu tto l'assedio le comunicazioni con Schu mla. « Si les Rus,;es eu:;senl éto on posse:;s ion d'nu scu l des ouvrnge~ avancés (élévés au com mencemcnt de la guerre), dict\ il gancrn le Klaplrn. (·I), lesqucls éla ient. faibles et touL-it-fo iL in complels, In forlcre:::~e n'auraiL pu lenir longlemps, parce qu'elle est absolumcnt comma ndi)e par ces position~·». Come ù noto, co ntro (IUelle po:,; izioni avanzate urlarono in vnno per lunghi giorni i H.u ssi con l'uri o~ i nLLacchi , e, quando i difensori, allaccal i da forze sovcrchinnti e col massimo impelo, si videro ridotti a contrastare a. pa lmo a palmo il terreno co lla dife:m vici11n, ru dato qui dai T1.trch i 11110 splendido csernpi ojli q11an1 0 possa fnre in unn piazza. una gente ben decisa a dil'cncler:;i fin o all'estremo. Una delle più imporlanLi ridolle arnnzale verso csi (Arab Tabia) era giit qnasi di:;Lrullrt (2) per ell'elto della mina, ma tuttavia res istev:t ai fur iosi attacchi che dal il:! maggio al 113 giugno si rinnovarono quasi giornalmente. :'iell'interno delle opere, quasi distrulle, so1·sero come per incanto nnovi trinceramenti o la difesa ,-i polè prolrnrre di tanto eia \'Celere mnLarsi la situazion e generale, per la quale il 25 giugno i Russ i abbnndonarono l'ns~edio . ~el 1870, Strasburgo, una delle prime piazze di Francia, era stata la;;ciata senz,t l'orli sla~cati co i suoi oLtnntamila ahi tanti esposti al I.Jomba.rclamento. L'imprevidenza, fra.ncese nvea di gran lunga. oltrepassalo ogni precedente esempio. La piazza non fu preparala a sostenere un auacco, non fu provvista nè di ricoveri da combal-
la piace et Ics· balteries de la seconde parallèle, ne ptbl ·ici avoir lien qiiecinq jours après t'assa1it donné d l'enceinte; et ce ne fut que le 27, au m~t·in , qu o nos balL~ri es n. ,1O, 11, 1z et ·18 commcncèrent, avec celles de l'ennemi, cetle lu lle opini à1re et décisive dont le résnllat Mva it èlre pou r nous d'une si grande imporlance» . « ~Olt~ devons rendre justice à l'arlillerie 'romaine, et dire qn'clle snl parfaitement utili ser ses bouch cs it feu. Ello constrnisai,L un grrtnd nombre d'embra:;nres; et qunnd, aprés dcs sérieu:;e,- difficullés, nous nous ét ion» mi~ en rncsure de ronlre-baLtre les pièces qni no us lourm cntaient le plu,;, elle se IÌàLa iL,.dc les transpo rter sur d'autres poi nts (,I). Elle einploya a.in si l.rès-e·mcaccrnent son nrntériel de campagne. Ses batteries de den:v bastioiis dtb /i·ont d'àttaqiie conservèrent,{ort longtemps le1,r act.ion . Quànt it celles q1'e les cléfenswrs avaient constrnites, dès le commencement, su r les hauteurs de Tcslaccio et de Saint A.lexis, elle:; ne cessèrent pas cle til'er, et elles ne fw·ent jamais pliis iililes d l'enne1nf quc dans la clernière épfJque, lorsqn'elles prenaie1it d'écharpe, on mème de revers , nos étau lissements .rnr le front,, . · Come è nolo que! ladifesa era stata improvv isala con pochi mezzi rnccoglit icci, e Roma noH avcvaallra prolezionc che le sue vecchie · mura. Pure i nostri resistellero per ~ij giorni, da l 30 aprile, giorno nel quale le prime truppe frances i arri vate dinnanzi la· cillà tentaron o un primo nttacco, fino al 3 luglio , giorno nel quale Garibaldi usci da porta S. Q-iornnni, coi gloriosi :;upei·stiLi ili quella lolla. · Se anche si fa astrazione clel primo periodo e solo si calcolano le vere operazioni d'assedio, reslrt sempre il fatto ci1 e dall'apertura della trincea (notte dal 4 al o giugno) rillaoccuprizione decisiva (30 · giugno) dal bastione n. 8 che domina..$ . Pietro in ., rontorio e l'interno della piazza, passarono 26 giorni . « C'est bea.ucoup sans doute, dice lo stesso Vaill anL. si l'on consi<< dère que Ics )'orLificati ons de ceLLe plì1ce ne co nsisLaient qu'en une 4( encein te à peu prè3 sans dehors » e si aggiunga che mancarono 1
(l) 11u con ,iu esLo stesso spedi en1 0 del far c11 mhin1· posizione cl i fri,qucn tc oli o bocche aliu ~,:ande inferiorit-a delle suo artig!,cric (100 pezzi cir~a) ris1>etto a quellé d~ll'auaccan lc (510
(I) I,a, guerre d'Orien !, GBOnG e Kr.HK.l, ancien généra l hoogrois. 1$55.
borcho da fuoco).
(~ì Préci, h.islorique de la g,urre d'Orienl par
d,, fuoco che O,man,pu.sc iit ncll,1 d 1fùS11 di Plownn d mcdiò, in qualc he modo
.... lhPPOLl'TI
Vac~••ott.
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DEL METODO NEGLI STUDI
PER LA Dli:ESA TERRITORIALE
timento nè di ripari blindati e neppure delle necessarie tn1.Yerse. Non solo non si prepararonL• come a Silistria ed a Belfort, posizioni avanzate, ma si aspettò persino a tagliare.gli alberi nei viali circo stanti e ad abbattere gli ostacoli che ingombravano il campo di tiro quando già. si presenLavano dinanzi a Strasburgo le prime truppe nemiche. A. compier l'opera della imprevidenza, n0n si pensò neppure a presidiarla con venienternente, tiinto che non vi si trnva.rono dell 'arma del genio che venti zappatori enLralivi, disper:;;i dal l'armata. di Mac-Mahon, e sei ufficiali delln direzione locale ... Il presidio improvvisato (che risultò poi di 20,000 uomini) era un'arnalgama poco omogenea comp·osta in parte di dispersi dell'armata di Mac-Mahon (5,000 uomini) e di' g1bardici nazionale mobile (4-,400 uomin i) e per il rimanente composta di guardia nazionale sedentaria. Malgrado questo cumolo di imprevidenze, questa piazza, senza difese avanzate, senza preparnzioùe, col solo aiuto delle sue mura e del suo pre~idio raccogliticcio, parali.zzòper.cinqna1itadue giorn·i iin corpo d'assedio tedesco che raggiwise lei /'orza di cinqu,anta a sessanta, m,ila iwm,ini con 241 pezzi di artiglieria . Il caso è troppo recente ed istruttivo perchè non debba essere. seriamente ponderato; epperò mi permetto di ricordare al lettore alcune date. · L'investimento di Straslrnrgo era stato iniziato 1'8 agosto e 1:ompiuto il "3 dell o stésso mese. Al '14 si e1;a cominciato il bombarda.:. mento della piaua colle arLiglierie da campagna, bombardamento che dai 18 al 27, s'ern fauo più attivo e.micidiale per l' in;ervento delle gro.;se a,·tiglierie d'assedio. }Ialgrado la tempest.a dei pro iettili , mostrandosi la piazza. riso Iuta a resistere, l'assediante dovette allorn ricorrere ai regolari mezzi di assedio . Incominciati i lavori il 27 ngo.,to , solo dopo 2 1 giorni, e cioè il ,14 settembre, poi.è l'attaccante aprire, con tiri indiretti, la. breccia in una -lunetta avanzata, e solo il 23 -se.ttembre bauere in breccia con tiri iAdiretti le facce di due bastioni, le murature de' quali crollarono dopo tre giorni di fuoco. Soltanto al 27 settembre erano compiuti i preparativi per l'assa.lto, quando nel pomeriggio, gli assediati a.lzarono band iera bianca. Lct piazza fu pertanto occupata dai Tedesch i il 28 settembre e
/,
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-cioè ci1iqna1itadue _giorni dopo l' arri·vo delle prime trnppe nem1·che {d ivi3ione badese) in faccia a Strasburgo, quarantaquattro giorni ,dopo compiuto l'investimento, e ventotto giorni dopo l'rtpertura della prirna parallela. Ben nl1.ra avrebbe potuto essere la resistenza se si fosse prepa1·a-to la dil'esa lont:wa, e, se la mancanza di preparazione, la insutn:cienzit del personale tecnico non avessero resa nssai imperfelta ·anche la difesa vicina che non po tè valersi di contromine nè di -controapprocci per disputare l'avanzare dell'auacco erl il passaggio dei fossi e gli assalti. Nè le perdite (1) erano tali in Strasburgo al momenLo delia capitolazione da rendere irnpossihile nuùYe resis tenze anche dieLro qualche piccola breccia aperta , mentre la quasi totalità della piazza era an cora in tatta. Non erano certo iu peggiori ,condizioni i Turchi a Silistrfa quando dietro le brecce aperte ri· com inciarono un vittorioso periodo di resistenza. Ma qui con in-cred ibile insipienza si era lasciato ingombrare l'interno della piazza ,e mancava persino lo spaz io nece:;sario pe1: contromanovrare. In tantn jattura i difensori di Strasburgo focero tuttavia onorntamente il I.oro dovere e dimostrnrono al pari dei difensori di Venezia e di Roma che anche contro mezz i su periori d'attacco qual i furono quelli i mpi ega ti dai Prussiani, quando non fa difetto ÌI carallere' in ch i comanda, s'i può persino in una piazza mal preparata e mal presi<lia~a fare una di,;creta dil'esa, e che, come volevamo dimostrare, vi -è molto n. ridire sulla imufficienza delle fortificazioni di fronte ai niezzi odierni di al.tacco.
1
§ 2. ·
Il pe1·icolo cli ·nn' atvra.z ione delle pia-z ze /'orti sull' eseri;ito manovra-nte.
1
Noi comprendiamo che la relativa facilità che si incontra ad -arrampicarsi sopra un albero cli fico possa avere attratto il vendi(1) Pra morti e foriti: un ottavo del presidio ect un cinquntt,ittesimo dell a popola-
.zione
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DE L METODO NEG LI STUD I
PER LA DlfESA TERRITORIA LE
lore di Cristo ad imp iccarvisi ; ma in verità SéJremrno moll o imbarazzai.i se dovess imo dimostrnre, che l'esistenza di quel la specie d'albero si.:t Sli:tto il determ inante di quel suicidio. Presso a poco noi ci Lroviamo nello stesso imbarazzo quando ci forz iamo dr comp ren dere co loro che LrÒvano nella pinzza di Metz il deterrninnple della condotta di Bazaine, e quasi non paghi di ciò, vedono in ogni pinz;,,a di guerra una Metz col rcla Livo Bazaine. Parrà fo rse strano al lettore che da. noi :;i 1irino in scena di questi molini a vento, e li si chiam ino al la maniera di Don Chisciotte, veri giganti, per avere il gusLo di una fac ile vi~toria. Ma noi staremmo ben vo lentie1·i nel i10:-;1ro silenzio, dal quale tanLo ci ripugna di uscire, searl ogn i momento, e malgra do !@buone ragion i, omai tr'ite e ri trite, addo tte dai migliori trattatisti di foni ficn ione per combauere siffatti preqiudi::i. non vedessimo su pei giornali Lirato fuori questo speuro di Metz, per impensierire l'opi- · nione pubb lica con tro qu:ilsiasi progello di piazze fo rti venga posto in campo , e speci[Jlmente ove talune di queste trovinsi nelle provincie prossiprn alla frontiera. Il Brialmont, uno dei più caldi propugnatori della pà,rs-im.onia nell' ii.11piego delle fort ificaz ion i, dopo avere (,1) premesso che per lét difesa degli Star.i bisogila << constru ire à. la lim ite de chacque zone « d' invas ion une piace destinée à servir de dépot et de base d'ope<< ration à l'arniée lorsqu'elle devra se porter au dela des frontières n soggiungeva che tali devo no essere appunto per la Fran cia Lil la, Metz tl Strasburgo, in vista di operazioni V!~l'so il Belgio, nelle Ardenne, e versò la German ia. Secondo il Brialmont, aclunque, Metz era una piazza necessaria alla Francia ed il còmpito di essa era eh iara mente designato, men tre la sua pos izione centrale fra le al~re due piazze accennate, e sulla principale zona. d'invasione chiariv[t la sua speciale importanza. Ma a tutto ciò non badarono gli avversari delle fo rtificazioni e_neppure pensarono che Metz divenuta prussiana, e sebbene assai più (ed Hnche troppo se si vuole) vicina oggidì al la nuova frontiera, di quello che non fosse pei Frances i primR del ,, 870, fu dai Tedeschi, per le stesse ragioni sopra accennate; non solo conse1·Mta ma con
_gran dispendio am,plicita. Orn come va che quel matri colino in fatto di strategi.:t che si chiama Multke, non terne che la Metz tedesca non ese1·ciLi qualche fatale aHrazione sui suo i, nè s'impensiMisce · del pPricolo 'clie qualcuno dei suoi generali non venga dall e for tificazioni di }'letz tras[onnalo in un novello Bazaine'/ Abbiamo test.è nomi1rnlo lre piaize che il Brialmonl. propugmt:a per la Fnrncia con speciale veduta all e operazioni d'offensiv_a . Ne( ,1870 la Francia si lasciò togliere la mano, perdette l'occas1one di prendel'e l'iniziali va delle operazion i, e per conseguénza di tra ne da quel le piazze il massimo vantaggio ; tu ttav ia Lill a servì di ba~e · a Faidhe1·be, Strasburgo diede mezio a 20 mila uom ini raccog liticci' (i quali senza di quella piazza sarebbero !'or.,e andati p3rduti) cli parnliaar e una for1,a tedesca tre volte superiore, e ·no n attrasse l\fa~-M<1hon. Metz, non ern che un nucleo cli gran piazza, Bazaine l'allargò per polerv i stare, e se non ne uscì fu perchù non lo seppe 0 non lo volle quando 111) era in tempo e ne aveva i mezzi ed il dovere. Il che poteva fctre non so lo nelle pri me grandi giornate ~tltorno p. i'\Tetz, nrn anche in quella del 31 agosto e ·I scttemb l'e, quando arrivati i Francesi ,•ittori osamènt.e a Montoy, Flanv ille, No isseville, rollo il cen tro cli l\fanleufTel cessarono il cornb:.i.Ltimen to dopo un'o ra sola di lotta . « O non era appu1ù o quellp pei Fran.eesi il momento di raddoppiàfe i colpi con maggiori fo rze e con maggiore irnpetoJ (,1). Daza ine trovò, come si disse, a Metz un nucleo di piazza e l'alJaro-ò Osman pascià.non trovò ..a Plewna çhe una posir.ione e ne fece o ' un:1 piazza. Piazze o non pinze, }1etz e Pl ewna per un certo tempo compierono lo stesso ufficio, ma oltrepassato il momento opportuno ai difensori per uscirne, cliven nero una sciagura. Non è dunque l'avere od iÌ non avere una piaiza in un dato sito, ma l'immobilizzan isi al di là di un dato momento, il fare insomma un catLivo uso sia della piazza sia dell e posizioni, il considerarle quasi come un fine anzichè un mezzo, che può essere causa cli rovina. . Concluderemo pertanto eh.e vi sia o non vi ~ia in un dato punto · una piazw , la si trovi al completo, (} la si comp leti ed al largli i, o la si inventi di pianLa, po Lranno sempre presen tarsi. dei grav i inconveJ).ienti ove di esso punto si faccia un caLLivo uso. Se poi qualcuno,
O) Op. cit. Voi. I, pa g. 13.
O
I
(IJ Cons1, o~. cit . p. lii.
DEL METODO NEGLI STUDI
rpel timore di vederlo adoprato mafo, ne volesse dedurre la conveI~ie~za di non aver più piazze forti, noi non avremmo che un con. siglw. a. dargli, di propugnare cioè anche l'abolizione di tutti 0o-li . eserc1t1 , e, meglio delle guerre, perchè i primi se male condotti portano a rovesci, e le seconde alla rovina. . Ma, ~-a~ezie a parte, le piazze, per la protezione ~che danno, pei magazzin i che offrono, esercitano, anzi deb bono esercitare una le_giuima altraziùne, quella dell'appoggio, per chi vi manovra attorno. Se_ non che, come !.'uomo che si arramp ica sopra una vena, tasta . prima colla mano ht sporgenza di rocci,t o di gh iaccio o l'arbusto al quale sla per appoggiar::;i con tutto il.suo peso, e .solo vi si abbandoua quando ~en te che es:;;o tisponde al bisogno, così il ge~era le deve guardarsi dal mutare una ra:r.ionale direzione di marcia per ~ndare a cercare in una piazza un appoggio che essa non può dare m modo adeguato. Se il_ valor_oso duca di Magenta avesse pensato abbastanza qual razza dr crog1 uolo senzc1 uscite era la vecch ia Sédan, non sarebbe :. a1~dato certamente a pigiarvi dentro tutti i suoi soldati come si fa delle acciughe in un ba~·ile. Se per un piccolo ripari.o quella piazza ,· poteva essere un appoggio , per un esercito che vi si andasse a r in.. chiudere es~a non poteva es$e:·e che una tomba. La cosa è geometri. crnnente chia ra per ch i rifletta ai rapporti che devono uecessari<trr.1 en te o~serva rsi fra le.forze e gli spazi che si occupano , la esten.. s,one dei fron ti e la profondità necessaria a rispetta rsi neo-li ordini 0 di combattimen to. . • F~te che ogni generale cono::.ca bene tutte le piazze del reo-no, sappia entro quali limiti di fo rzaTesercito vi possa trovare ri co;ero e liberti~ di m.ano_vra, e lasciate ogni paura . Colui che vi porterà a -' sproposito a larv , battere sollo una pia;,:za, vi porterà anch e e peo-o-io 00 ad un disastro in campo aperto. · Pensiamo.dunque a conoscere bene i nostri. mezz i cli difesa ed a ·perfeziona!'l i, e non facciamoci di queste paure da bambino .... che /d'arma del babbo ci possa tagliare le mani I
P ER LA OIFl::SA Tf.HHITOR!ALE
61-
§ 3.
Il pericolo di scemar le for.ze dell'esercito dissemùiandotè i1i numerosi pres,idii di f01·tez.ze. · È questa una delle più gravi questioni, e ad un tempo delle più ,_ pericolose, se non la si tratta con criteri propri e con speciale riguardo all e odierne condizioni mi litari cli ciascuno stato . Da noi si ba sovente il vezzo di non badare abba:.tanzaal presente> e di prendere una situazione storica qual unque per trarne dell e con- seguenze, co rroboranclole di qualche frase napoleoni ca che non , manca mai e che tirata un po' pei capelli, arriva sempre, come il cacio sui maccheroni, a dar un po' di sapore strategico, ed a copri re . come bandiera ogn i mercanzia . È certo che, per esempio, quando pensiamo allo sperpero delle forze napoleoniche nelle molte piaz7.e da · Danzica alle bocche di Callaro, all 'aprirsi della campa gru del 11813, sperpero dovuto olla . triste situazi one nella qua le si metteva un conquistatore che vole fa coprire possessi in paese nemico, mentre avea dietro a sè un paese esausto cli for ze ed in pugno una l(lrva d'esercito, quando pensiamo . a tale situazione, troviamo, che sarebbe stato meglio per Napoleone che tutte quelle piazze non esistessero: e lo stesso taluno dice:· delle campagne del 18 1,~ e ,J s,15, quando la situazione dei Francesi era ancor più Lesa, ed il loro pae::,.e ancora più esausto di forz e. Non vi è dubbio che un centinaio di mila uomin i di più, nelle , mani dell'uomo di genio che reggeva la Francia avrebbero potuto . mutarne le sorti sui campi di Lipsia, su quelli della Sciampagna eda Waterloo . ~fa se da questi esempi si volessero trarre conse- guenze da appl icarsi alla difesa di un paese in istalo normale , di un paese il quale non abbia velleitit di conquiste, e voglia essen- zialrnente assicurare h1 pr')pria in.tegrità e-farsi rispettare, si an~ drebbe incontro al più colossale degli errori, mentre d'altra par te··· non si sarebbe poi ta:1.to sicuri di trovare li per lì un novello Napoleone, per mettel'lo a capo dell'esercito e dell'armata e fargli ripe- · tere qualcuno di quei miracoli che con tanta compiacenza si citano -ad esempio. 1
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' G3
DE L METùOO NE GLI ST UOl ·
P ER LA Dtf'CSA T E R RI TOR I AL E
Sia1110 adunque pruclenti nel riferirci a situazioni storich.e , ·e , fa cendolo, non climenLi chiamo di cercare i rapporti fra. quelle e le situazion i presum ibi li nostre. Ma anzitutto preoccupiamoci di queste. Più che a quel lo che fecero O· fa nno gli altri lmdiamo ~l quello che a noi fa bisogno . I n fat'to di fo rtiri cazioni permanenti ogni spreco è grandemente dannoso, ma.n·ello stesso tempo ogni lesinerìa può essere fa tale. Il · trascurare quell o che è nece5sario può mettere il paese nel pericolo di non arrivare a tempo a porre in ,1ssetto di gnerra tutLe le propri e fo rze e farl e manovr'are con vantaggio; il vo ler fare fin dal tempo di pace tutto ciò che può tornare uti le durante le n rie preS[rmibil i guerre, nm che po trebbe anche essere fo tto .durante la guena stessa, può esser causa di una dannosa dispersione di mezzi. Guard.iamoci dunque eguah\).ente qalle esagerazioni di chi vuole for tezze dappertuLto · e di chi crede di-farne senza. Come è no to, e non è m_olto tempo , era invalsa un po' anche presso di noi la smania di.demolire, e se jl demolire non avesse .costato milion i noi saremmo oggidì senza alcuna fo rtezza, nè vecchia nè nuova. Era.u mi tendenzaad imitare quello che pet· altre ragioni , ed i'n base ad una si tnazione ben .differente, sta va, facendo il Belgiò , il quale recentemente pose mn,no a demolire le piazze di Philippeville, .i\fa rienbo urg, Ath, Menin, Ypres, A.udenard, Nieuport, Mons, Charleroi·e Narn ur, per co.ncen t.rare le s ué difese ad una .estremità del paese .ad i nver:;a, cioè ad una, piazza adcloss,it.a al 1i1are. Ora , tutto ciò per il Belgio potrò. andare benissimo , perchè quel paese piccolo e contornato da Stati colossali, non può trovare in se stesso gli clementi di una vera difesa, ma deve contare .necessariamente s11ll;aiuto di estranei, in teressati a mantenerlo indipendente, co me vero elemento cli equili bri o; epperciò, pitLche a preparare elementi di manomt nell' in terno dello .S tato , sente il bisogno di mantenere anzitutto una porta :iperta agli aiuti della sua all eala natLlr~le, l'Ingh il terra, e(l un rifugio momentaneo ai propri mezzi. . · i\fa da no i il problema è ben di verso : le fÒr.ze 't>i·ve sntle qnali possiamo eclobbiamo contare sono tii tte nost,·e; e, se pensiamo ad · assicurarne la comp leta molrilitazione ecl adunata e prepararl.e e corroborarle con opportuni raITorzarnenti del terr~no esse posson~ bastare contro qnalsiai i_prepotenza lli StMi vicini . Da no i non è
questione di lasciar indifese delle frontier:e troppo aperte, e di troppo dispendiosa difes~ n•~ di riclnrci in una. Anvel'sa qualsiasi in attesa di e:;tranei aiuti. E invece questione di dar tempo a tutte le. nostre fo rze vive di raccogli ersi, e poi di porgere r:onvenien ti punti d'appoggio a.I libero manovrare di queste fo rze, e nel lo stesso tempo creare imbarazzi e togliere li b.ertà al manoHare delle fo rze nemiche~Noi poi, per un privil egio della natura, che ci ha protetti colle Alpi, ab bi amo lt1 fortun a di non dovere discntere piuLto:;to . col cl'Arçon che col No izet de Sa int Paul se per arrivare a tanto . occorrono piuttosto due che tre ordin-i di piaz1.e, a. fi ne di coprire . nna. estesa frontiera aperta; nè possiamo trovarci nel caso di consi- · derare col Vauuan St, il tenere un sì gran numero di piazze qual era ·quello dell a vecchi a fro ntiera di Francia ribbi a 11 11 giorno a ri durci a rinunciare all'offensiva , no n po Lendosi nello stesso tempo guardar tante pia1.ze e tener grandi arma te in campo. Posto cosi il nostro pro blema, e ch iaro che esso prest>.nterit delle esigenze assolu te, imprescindibili per quanto r iflette la permanente · preparazione delle fronti ere, sulle quali è necec;sa.ri o che tutto sia pronto fino dal tempo di pace; mentre nmmetterà. invece, rigLùtrdo· alle difese inLerne, una distinzione fra opere da prepararsi im mediatamenLe ed altre cla attuarsi· durante la guerra. Questa disLin- · zione che ar{rn1ette mm certa elasticità. darà. mezzo di proporzionare la preparazione delle difese alla· quanti lil..delle fo rz(3 e ·dell e risorse disponi bi lj. · · . E poichè una dell e preoccupaz ioni più gra.nçli è che« le fo rl.ifìca~ioni abbi ano ad assorbi r troppe forze )) esaminiamo quali sarebbero le forze nostre in cr,so di mob ili taziÒne e vediamo se e qual parte cli esse potreb be senza. danno e:;sere distratto a presidio delle for. tezze . Preven iamo il lello t'C che nei còmpu ti seguen li noi abbiamo cercato di ridurre a. valore presen te le fo rze delle di ver;;e classi, e che abbiamo tenuto conLo delle diminuz ioni che sogliono Yeri ficarsi nei momenti di rÌchiamo so u:o le armi e di entra.La in campagna, sicchè non gli re::hi meraviglia se troverà queste-cifre alqLtillHO inferiori a quelle che fi gurano nelle statistiche ove si suol dare la fo rza nominale.
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:we-rooo
OF.L
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PER LA DIFESA TERRITORIA L E
NEGLI STUDI
}[ilizia mobile. - 1O divisioni . · . 134,000 n · » di Sardegna . 9,000 1
Esercito di 1_a linea. . Sottolearmi.- Classi"860, 1!839,il858di 1acategoria per tutte le armi e 1857, 4856 di 1a categoria per la cavalleria In congedo illiinitato. - Classi ,J 857, 11856, 1853, "834-, 1853 di F categoria . · . Totale 4• categoria lde1n. Clas:;i 11860, 4839, ·1858, •1857, 11856 di 2a categoria . Ufficiali e sott-iiffìciali . Totale per l'esercito di ,1a linea 1
,t 80,000•
1
1
1
220,000· 400,000· 202,000 30,000 632,000·
il1il-izia mobile.
Classi 1852, 185 1, 1850 e 184-9 di 1• categoria, Classi '1853, rni:H , 11853, 11852 di 2" categoria, Ufficiali . Totale per la milizia mobile 1
1
1
1
1
1
127,000
1
,1oi1 ,ooo 2,000· 230,000
ilfiliz-ia terrìtoriale. Classi 1848, 1847, 1846, 184-5, •1844, 1843 di , a categoria, . Classi 118/H, 11850, 1184-.9, rn.i-8, 11847, 18,f.6 di 2a categoria, . Classi ,J860, 11859, 11858, 11857, 11856, 11855 (11) di 1" categoria, . Totale per ia milizia territoriale Se ora si considera. la forza attualmente inquadrabile si Esercito cli 1• linea. - Tre annate con 'IO corpi d'armata e truppe alpine . 337,000 Distretti, depositi carabinieri, . ri63,00Q parti d'istrnzione. 1
1
1
1
1
145,000·
1
170,000, · 250,000 565,000· trova
400,000 . . . 400,000· (1) La legge comincia solo dal 1855 ad obb ligare la 3" categoria, epperciò negli anni aHenire la forza della mil[z ia tct-ritoriale andrà crescendo per l'entrata di nuove classi> che si aggiungeranno alle ora detto.
20 compagnie artiglieria da for tezza e ifO compagnie zappatori . · · 6,000· Totale milizia mob ile. . 149,000 ... H9,000 1lfilizia terri'to1·iale. ·_ 300 batta-:glioni fanteria . . 3'1.2,000 1100 compagnie d'artiglieria . 20,000 Totale milizia territoriale: . .332,000 . . . 332,000 Totale generaleclella forza inquadrabile. . 88 11,000 Confrontando queste cifre colle precedenti che davano per Esercì Lo di .,I " linea . 632,000 uomini Milizia mobile 230,000 ». Milizia territoriale . 565,000 » Totale generale. . ,1,4-.27,000 uomini si ha che fra la forza disponibile ossia . ,J ,427,000 e queHa inquadrabile ossia· . 8iH ,000 passa una differenza di : 54-6,000 uomini che rimangono tuttora non organizzati e riescono certamente sovrabbondanti al bisogno per .il complemento El.elle forze organizzale. Una primi osservazione pertanto, emergente da questi rapporti numeri ci; si è che sul principio delle ostilità una parte enorme delle nostre forze vive non sarà. pronta, o Io sarà assai meno che non presso gli al tri Stati coi quali confiniamo. Per la qual cosa si rende per noi necessario il cercare ogni mezzo per tirare in lungo l'apertura del_le ostilità, od almeno gli atti più decisivi del la lotta, e nello stesso tempo di non abbandonare territorio al nemico fin dal principio, poich-è ciò equivarrebbe, oltre agli altri danni,. ad altrettanta diminuzione di forze, jnqua.ntochè le forze vive, non per anco organizzate, andrebbero in gran parte perdute nel territorio invaso dal nemico. · Una seconda osservazione che specialmente risponde al caso nostro, si è che in quel mezzo milione abbondante di uomini non inquadrati vi sarebbe larga messe per provvedere di presidi i un numero di · piazze di gran ·1µnga · maggiore ai bisogni di flualsiasi sistema di difesa . ANNO XXVI , . V?L, Il!.
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DEL i\'llff0DO NEGLI STUDI
Ma perchè ciò diventi attuabile è necessario che ci squ~ti_a ~o dall'inerzia, che organizziamo queste forze come truppe prestChane e che le assegniamo fin dal tempo di pace alle singole fortezze, sicchè alla rottltra delle ostilità ci·ascuno sapp ia il posto che deve prendere (1). Altre osservazioni potremmo svolgere, ma cì accontentiamo di accennarle non volendo uscire dai limiti di questo lavoro. Anzitutto i complementi (forza non inquadrata) sono in proporzioni troppo differenti fra.l'esercito permamente, la milizia mobile e quell a territoriale. . · . II primo dietro 400,000 inquadrati ne conta232,000 non inquadrati . La. seconda dietro il 49,000. inquadrati ne conta 8 1,000 non inquadrati. La terza dietro 332,000 inquadrati ne conta 233,000 non inquadrati . La mi lizia mobile è insufficiente affatto per numero e vorrebbe essere aumentata a spese della territoriale la quale è esuberante. Vista l'esiguità relativa della parte inquadrata dell'esercito permanente che non dà, come esercito di campagna, che soli 337,000 uomini, bisognerebbe provvedere a che tutta la milizia mobile concorresse fin dal primo momento della guerra alle operazioni dell'esercito di 11• linea, e che Lutto il senrizio di presidio potesse essere fin da.I principio assunto dall'esercito territoriale. Come si è visto gl i uomini non mancano, e · per ogni itfLliano onest·o.questa è la vera Nazione a·r mata. Anche le armi checchè se ne dica, possono già se non ba.stare ad ogni evenienza di lunga auerra ' dar. mez:w di cominciarla béoe, purchè l'apparecchio sia t;) fatto in tempo; ed infatti dalla relazione parlamentare presentala dal generale Berto lè Viale nella tornata del ~3 febbraìo 11880 troviamo·che si possedevano a.l '1 ° gennaio ,J 880: 1
P ER LA DIFESA TERRITORIA LE
I?ucil i e moschett.i di nuovo modello Fucili e carabine Lrasforrna.li a retrocari ca l\1oschel.Li e carab ine a retrocarica da. artigli eria ,.e da carabinieri.
G7 ,U.0, 000 57.2, 000 58,000
Armi parlatili a retrocari ca. . ,f ,070, 000 Fucili ad avancarica rimasti dei 350,000 ritira.Li alla. guardia nazionale . 137,000 Fucili della guardia nazionale, non ancora ritira.Li rnancanclo i fondi pet' il trasporto delle anni medesime ( 1) H9 ,"66 1
Totale generale
·1,656, 1166
Ch e queste cifre pn.rlino a tuLLi quegli Italiani che ancora non si mostrano degni di portare questo nome, e che non ricordano le parole di Re Vjttorio Emanuel e. « Fa d'uopo che l'Italia si faccia rispettare e temere » e tutLi gl i Jtalia.ni col sentimento della propria forza ·acquisteranno quello dell4- vera dignità. Siamo quasi .29 mi lion i di cittadi ni , abb iamo un milione e_mezzo di uomini assegnati all'esercito , più di un milione e meizo di fucili ed una causa santa da difendere. Prepar iamoci e Leniamo asciulle le polveri. Non imitiamo la. Francia che per lo spauracchio di un ,e.<;agerato militarismo (non temibile del resto in Italia) si presentò di:;armala nel 11870, senza preparazione nelle sue forze di .2a linea e colle piazze for i.i cadenti, male armate o prive di munizioni (2) . RiLornanclo al nostro argomento, consoliamoci, che per poco si pensino ad organizzare le truppe presidiarie, le nostre fortezze potranno essere guardate, anche se numerose, senza arrecare debolezza, ma anzi dando appoggio all'esercito di campagna.
~!) Vedi nota a pag. 47 ·della neta1.ione parlamentare citato.
(I) JI gen.eralo Ricc i , nei suoi appunti sulla difesa d' JtaUa proponeva che a qu~s.t'uopo s i assegnassero nelle piazze alle opere da d i fendere i nom i stessi dei distretti o pro,·incie o città che av,·ebbero forn ite le trùppe presidiari<", propos ta non solo importante per la ragione accennata ma anche per altre di ordine morale per la nobile gara cbo ·stabilitebbo nella d ifesa di posti por tanti i nomi dei Juoshi naW. ·
La Direzione ha rice,·u to questo articolo da oltre un mese, quando non era nncora p1,b b licata la Relazione sul bilancio definitivo dell a guerra pel J8SJ, dalla quale appa,.isce come il 10 genna io 1882 si avra nno 604,000 fucili o mosche tti d i nu C>ro mod ello. (2) Nella l\elazi one del grande s tato ma ggiore prussiano 3 po g. 8 \9 della 18a puntata -è detto che secondo dati francesi, il ,1 dicemlwe 1870 Te artiglierie della fortezza di Poronne non erano ancora provvi ste di munizioni ! - li Ru ox nel suo li bro " Siége de l'eronne » dice 11 pag. 54: « Les munitions l'éclamées 1rnr l es cannon iers arri r èrent ....... . une demie heure aprés la di spari t1on do l'ennemi ~.
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DEL MET ODO NEGLI STUDI
§ 4.
La spesa delle fortificazioni . Il nostro secolo è troppo mercan le pe'rchè parlando di spese sr possa sperare di persuadere il pubbl ico tenen.do altro _linguaggio, che quello del tornaconto . Per svolgere questo tema noi avremmo bisogno: 1°di conoscere la spesa totaled.elle fortificazioni veramente ,, necessarie alla difesa dello Stato: .2° di vedere se colla stessa spesa non si potrebbero ottenere alLrirnenti dei vantaggi equivalenti·. Dopo Io scioglimen to della Commissione permanente per Ia_cl1fesa dell o Stato che in un piano completo dimostrava necessaria una somma di circa 400 mil ioni ( 1) ed in un piano ridotto ne chiedeva alrÌ1eno 1183, e dopo i lavori di una giunta parlamentare che .era arrivata, nella relazione del 2 aprTie 1873, ad ammettere una spesa di ,[6 1 miìioni, ìl problema della nostra difesa, per quanto risulta pubhlicame~le non fu mai trattalo che a spizzico . Tuttavia, così all'ingrosso ed entro i limi li accennati , possiamo 1
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(I) Il piano ridotto della sciol ta commissione permanente di cJifesa pro poneva le segucn U spese: Per le sole forti ficazioni della fron tiera continen tale . . L. 16,800,000· ,. .. del litorale peninsulare ed insulare. u0,000,000 ,. ,. dell'Italia continen tale . » 47,200,000 ,. ,. peni nsulare . . » 28,500,000 L. J,(2,000,000 .,, 35,812,000 Per l"armam ento 5.000,000 > Per magazzini . L. is2,s1~.ooo Tota.le ' Nel piano campleto po i si proponevano: . L. 36,100,000 Per le sole fortificazioni della fron tiera continentalo . . > 108,100,000 del litorale peninsulare ed insolare . ,. Q2·500,000 dell'Italia con tinentale . . • » 70,100,000 .. peninsulare . . . . . Per le sole fortificaz ioni . . . L . 306,800,ooo Pei magazzi ni e stabilimen ti di produzione . . . . . . . . » 6,500,000 Per l'armamento non era presunla la spesa nel piano completo ma è a ri tenersi che se aum entava a 35 milion i per le fortificazion i del piano ri dotto che costavano 142 milioni aHebbe oltrepassa to i 100 per quelle . • 100.000,000 del piano completo le quali domano costare 806 mili oni . . Totole . . . L. 413,300,000
PER LA DIFESA 'tEf:UUT OR IALE
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tenere che quella spesa rappresenti un capitale il cui interesse annuo -oscillerebbe fra gli 8 ed i 20 milioni , ed ora anche meno, Lenendo ,conto delle fortifir,azioni già costruUe nell'ora decorso decenn io e facient.i parte di quei piani . Una tale·spcsa equivarrebbe presso a poco a quella riecessaria ·per mantenere permanentemente organizzate una o due divisioni -di più,. Ora se consideriamo che nel caso di guel"J'a localizzata fra l'Ilalia ed uno dei suoi potenti vicini, sarebbe necessario a noi un aumento di fon.~ cinque o sei volte maggiore di quello ora accennato, ed ,anche di più, per pareggia re la. partita, e che invece si potrebbe, ed almeno noi lo crediamo, arrivare, con un buon sislema di fortificazioni, ed un conveniente sviluppo di forze marittime (quale è assolutamen te necessario per l'avvenire del nostro paese), a. dare un tale c<iefficiente di resistenza alle nostre forze attive, da polere lottare con ùis~em. e e vantaggio, se si cons idera lul~o ciò, èda ritenersi che, per quanto mercante (purchè sia mercante intelligente), la nostra presente generazione abbia. ad affrettare coi suoi voti una soluzione, colla quale si trnlta cli dare fondamento sicuro al nos lro avvenire, e guanmtire la nostra dign ità della quale tutti parlano e per la quale da pocb i si accenna a fare. · Noi confidiamo che le cose delte abbiano almeno faLto pensare·il leltore al lato debole di molte di quelle fras i, le quali, snocciolate -da.i do ttrinari, accolte dalla gente cli facile contentatura. tendono a far credere le fort ificazion i una cosa inutile in faccia. ai magnificati mezzi odierni d'auacco, una cosa pericolosa per gli errori che possono far commettere a generali inetti, per l'assorb imento che eser·Citano delle forze di presidio, ed infine una. cosa rovinosa per la spesa. .che àrrecano . In questa fiduci a passeremo a considerare nel capo seguente i ,còmp iti che dovrebbero avere le fonilìcazioninella noslra difesa. Torino, maggio 188·1. G. PERRUCCHETTI Ma,ggiore dti stato m,aggio-re.
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STUDI F ERROVIARIO- MlLlTARI
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STUDI FERROVIARIO-MILITARI
III. Dell'impiego delle ferrovie nei trasporti militari.
La convenienza di un dato trasporto dipende principalmente, dalla sicurezza, dall'economia e dalla celerità del trasporto stesso_ · Pei bisogni commerciali prevale in importanza nel maggior nu- · mero cli casi il risparmio di spesa, e quest'elemento ha pure gran:.. dissima importania nei 1.t·asporti militari del tempo di pace; ma ne, trasporti per operazioni di guerra importano soprat~tLlo !asiciwezza.: · e la celerità. Le ferrovie soclisfonno quasi sempre a tutte le suespresse condizioni pei bisogni del pubb lico: pei trasporti militari però esse non sono sempre il mezzo di comunicazione più sicuro, nè quello pim celere, come vedremo più chiaramente in appre$SO, parlando dei trasporti in guerra. Pertanto diversa è la convenienza dell'imp iego delle ferrovie secondo il tempo in cui i trasporti si eseguiscono: io mi propongo di prendere in esame l'uso loro nei traspo1'li del tempo di pace, in quelli di preparazione della guerra ,e finalmente in quelli per 1·ifornim enLo e per operazioni di guerra (1). (I) Era mio divisamento, trattando dei trasporti per la l'ad una ta dell'esercito e di quelli per operazioni rti guerra, di recare i 1wincipaJi esemp i di traspor ti per ferrovia finora avvenuti. Me ne ha•d istolto la soverchia lunghezza che sarehbe risultata al presente studio e sopratu tto l'im possibil ità fn cui sarei stoto,. per l'armon ia del lavoro, di esamin3re particolareggiatamente le circostanze c he ha nno determinato e le modal ità con cu i furcno eseguiti i varii ·t,·a,porti. Rite ne ndo queste co nd izioni co me 'e sole capaci di rendere proficuo lo studio di t ali esernpi, mi sono risoluto d i farne oggetto di specia le trattazione: (Stu<lio Xl.).
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Jlfovùnenti
rnilita?·i in teinpo di tJace.
Il principale criterio per la scelta del sistema di comunicazione in tempo di pace è quello della rninima spesa: fra un punto e l'altro del Lerritotfo si deve di regola preferire la marcia per via ordinaria, o il trasporto per ferrovia 0 1 quando è possibile, quello per mare, secondochè uno pi ultosLo che_gli altri , è il più economico per lo Stato. Nel còmputo del costo del movimento deve porsi a calcolo ogni spesa, che sia fo sopmppit't, cli quelle che la truppa av1·ebbe richieste non rnovendo eh stanza . - La scelta del mezzo di comunicaz ìone in tempo di pace è lldunque interamente ima questìone cli tarifl'e e di assegni ; ed il càmbiare di questi due elementi può far mutare la convenìenza di preferire un mezzo, piuttosto che gli altri . L'indole . amministrativa delrDrgomento non deve però trattenerci dall'esaminarlo: se,;i riflette che annualmente in Italia l'amministrazione della guerra spende quasi un mil ione e mezzo di li re per trasporti militari, si ammetterà facilm~nte che il rendersi conto di sì ingente spesa non è privo d'importanza. Pei movimenti su via ordinaria il di più cli spesa giornaliera è dato dalla cli(flenza fi·a l' asse,gno fisso e l'inclennitci di trasferta ( 1), se trattasi di uomini isolat.i., e dal com.plesso clelle indennità cli marcia., se trattasi cli corpi di troppa. Aque.s ti elemen Li devesi aggi ungere il prezzo cli trasporto , quando si tratta di movimenti per ferrovia o per mare. 111O'Vimenti cli mili ta1;i: isolati. - Risulta chtl ·fin qui detto che il maggiQr costo degli uomini di Lrnppa isolati, che muovono per via ordinaria varia per ciascuno da Iire ,1,20 - O, 96 = 0,24., fino a lire ·I ,20 - 1,06 = 0,iJ 1·, ,;econdo l'arma cui essi appartengono. Ritenendo anche il numero più alto come misura del maggior costo, la via ordinaria, in base al ·sofo criterio della minima spesa, • dovrebbe srmpre essere preferita. Infatti, ammettendo pure un percorso medio giornaliero di soli 20 chilometri, il costo chilome1
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(1) ·11 corpo c he paga l'indennità dl trasfer ta, incassa tutto l'assegno fisso del militare di truppa: la vera spesa causata dal viaggio è adunq ue la differenza fra quella e questo, com'è sopra enunciato.
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STU DI
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FERROVIARIO- MILITAR[
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sti specchi possono trarsi. Ciò che colpisce subito è la proporzione, soverchiamente svantaggiosa per il trasporto in fen~ovia, . del costo di questa col costo della marcia su vie ordina.rie per le armi a cavallo. Infatti per la cavalleria il trasporto sL1lle ferrovie cagiona una spesa dalle 8 all e 6 volte maggiori che sulle vie ordinarie, e per l'artiglieria. la proporzione è ancor più svantaggiosa. Queste· condizioni sono per piccola parte il risul lato della considerevole percorrenza di marcia di tali arm.i e delle tariffe ferroviarie, soverchfamentc ele, ate per ciò che riguarda il trasporto dei cavalli e di certe categorie di carri ( 1); ma sopratutto sono da attribuirsi alla grande quantità di carreggio e di quadrupedi, che per via ordinaria non rich iede d1e lieve spesa , mentre ne è costosissimo il tra.sporto in fel'l'ovia. Per le armi a cavallo pertanto non può mai essere il caso, salvo circostanze· eccezionali, di r icorrere all'impiego delle ferrovie. La questione è differente per la fanteria. Anche per essa, contrariamente a quanto da alcuni si ritiene, la convenienza dal lato della spesa del t-raspo·l'to per ferrovia n.on vi è m,ai. Però il rapporto dei due costi non è oltremodo svantaggio.so per le ferrovie; e la. di-
trico della marcia per via ordinaria sarebbe di lire 0,24 : 20 ·0,0-12, Ìnentrè ·è di O,OH:125. il prezzo chi lometrico del trasporto in ferrovi;1,· ql quale ·aggiùngendo l'ali quota d'indenni tà di trasferta, si ha. il costo di lire 0,0 115 per chilometro. Ma, oltreché la tenue differenza. di costo fra i due casi e la poca entità dei movimenti di uomini isolati, tolgono importamrn.allaconsiderazione dellrt spesa, in questo caso devesi anche riflettere che . mentre per via ordinaria un percorso p~ e. di 1100 chi lometri non si può fare che in 5 gim·nate, per ferrov ia si fà in poche ore; ed è appunto nella considèràzione del tem,vo necessario ad e[eltuare . il vi aggio, èhe sta il criterio moderatore di quello della minim,a
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spesa. È evidente infatti , che ogni giornata di viaggio:Mgli uomini isolati, rappresenta una giornata perduta per la loro istruzione ed educazione, e sotto queslo aspeuo è perduta l'intera. somma che lo Stato spende in· tal giorno per essi. Per questa. categoria di movi. m'enti, si dov1:el)be quin.di sempre preferire il mezzo più celere, . benchè più costoso, a méno che anche per via ordinari a. non si arrivi a destinazione in una sola giornata. . · E[eltivamente vi è nn importante categoria di movimenti, amministrativamente considera.ti come mov.imenti di isolati, la quale non può dirsi di poca entiLà e per la. qmtle, dentrn certo -limite di giom i, non vale neanche h considerazi'one della perdita. di tempo . Sono i movimenti che si effettuano per l'invio delle reclute dai distretti a corpi e per l' invio dei congedandi dai corpi ai distretti . }fa anche per questi conviene il cri terio ge!'leralé; poichè i congedandi è urgente art'ivino· quanto più presto è possibil e a.i distreu.i epossano quindi, per il so llecito. congedamento, cessare di essere a carico dello Stato; e per le reciute, non sarebbe opportuno, potendo farne a meno, il souopor!e. a. lunghe fatiche ç,he destii10 in loro fin da pri ncipio un se11t(i'i1ei1to di ripugnanza per l'esercito. . Aiovimenti cli ùiteri corpi di triippa. - ·Per interi corpi di truppa la determinaz ione del costo compai'ativo della marcia su via .ordinaria e del trasporto in fenovia, si può fare in maniera suffi-cientemente precisa con sp·ecchi simil i a quelli , che seguono (specchi A, B, C, D, E, •F). Non è necessario ins istere molto sulle deduzioni > che da que-
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i)
(I) 'Le tòrilfe fetroviarie pel traspotto cli truppa, cnall i e carreggio dell'esercito, sono presso di no( assa i eleva te, e pochi a ltri traspor.t i so no si vantaggiosi per te amni'inistra zioni delle ferrovie , quanto quelli di tru ppe. - Infatti, m entre nei tras porti ordinari esso sono obbligate di impiegare considerevoli velocità (il che a umen ta la spesa) e non vedono occupati in media che un qua rto rirca dei posti che offrono, i trasporti mil ita,·i si eJTet tua no a len ta velocità (quell a.dei u·en i merce) e l'utilizzazio ne dei posti è quasi sempre pari a11'80 °;0 (32 su 40). Oltre alla poca veloci tà, contrillu isre a d iminuke ancora la spesa pe i treni .militari , l'assenza delle manovre ne llo s tazio111; poichè tali treni viaggiano completi dal 1>unto d i par tonza a q uello di destinazione, e non occorrono le manipolazioni c he in ogn i s tazione si fanno ai t,·en i merci. Di più il materiale de i treni militari, potendosi im piegare carri copert i con panche invece d i carrone di 3a classe, è generalmente d i minor valore ·cli quello dei tre ni ordinari - Non è perc iò un favore, ma soltan to un atto d i dovuta giustizia; l'avere accorda to u na speciale tai·ilTa militare, più m ite dell'ordina ria. La sua 'm itezza però non è a ncora quale pot1·ebbe essere : la tariffa mili tare francese p. es: ragguagliata a ' /, preciso di q uella ordi1wria, è pi(1 conve niente che la nostra. D'altra parte basta l'ill el.tere c he, dedotta l'i mposta del 13,20 ¾, il trasporto degli uom ini frutta alle feJTovie cent. 40 per carrozza o carro, quello dei cavall i 50 cent. e quello del carreggio da uu minimun di cent. 25 fluo a cent. 60, per convi ncers i dell'elevatezza di ques'te tariffe. Con esse l'introito net to · da· in,poste pe,· ogni chilometro-treno varia da L. 15 a 20 pe r te t;oee piane, fino a L. 8 a 10 per le linee a forte pendenza, mentre .la spesa di eserc izio, tutto computato, non aggiunge le I,. 3,'50. t certo che se le tariJTe fossero regolate in modo da dare a ca1·ico completo un prod otto d i ccnt. 40 per oghi vett.ura d i 30. classe o carro coper to e di ce,1t. 30 per ògni carro scoperto , te ferrovie trarrebbero dai traspor ti di truppe e di c lassi di l8 va u n utile ancora assa i elevato per · compensarle detta perdita c he possono avere nei trasporti d i isolaU.
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STUDI
spariLà diminuisce in modo sensibilissimo col crescere della distanza da percorrersi . Così, per un reggimento di fanteria (specchio Il) il trasporto in ferrovi a rispetto alla marcia per viaordinariacostaiJ 79 ¼ in più, se la distanza richiede una sola marcia, costa il oO ¼ e il 37 ¼ in più, se il percorso esige due o tre marce, e la differenza scende al n °/ e decresce ancora. fino a raggiung~re il 1 O¼ soltanto, quando la distanza richiede un maggior numero di mai·ce. Questo confronlo ci fornisce uno degli elementi per determinare flno a che limite sia preferi bile Ja scelta della via ordinaria per i movimenti di truppa a piedi. Da esso appare infalli, che, lìnchè il viaggio non esige più di tre giornate di marcia, la disparità di spesa rimane abbastanza sensibile in favore della via ordinaria; ma tale diJierenza si fa quasi insignificante quando il viaggio si prolunga di più, e in questo caso il risparmio di spesa non si può più_r itenere che valga a compensare il maggior consumo cli vestiario dell e truppe, nè il soverchio disagio e la, perdita di tempo, che cagiona una lunga serie di marcie. Eppertanto per distanze superiori a 75 km . circa, il trasporto in ferrovia è sempre da preferirvisi. Al contrario, quando il percorso si mantiene entro il limito accennato, si dovrà prefel' ire la marcia pel' ,·ia ordinaria, perchè il risparmio di spesa è assa i considerevole e perchè, li mitata in tal modo, la marcia è per la tru ppa un ulile esercizio e l'occasione di farlo deve ricercarsi anzichè evitarsi. Ne que3t.a convenienza. resta limi tata ai bt'cvi viaggi; ma. si estci1de a t~1tti quelli anche lungh issimi , pei quali si possa diminuire considerevolmente il lragillo per fe rrovia, iniziando o Lerminando questo ad una stazion e meglio coll ocata rispetto alla destinazione da raggiungere, di quell o clrn lo sia la sede della truppa. Così p. e. se un reggimento di fanteria dovesse trasferirsi da Aquila. a Firenze o a qualunque altro pa.,_ese dell:i. Toscana, non dovrebbe essere trasportalo in fe rrovia di rettamente, ma sarebbe da pròl'crirsi la marcia su Terni e il susseguente proseguim ento in ferrovia. La spesa che lo Stato sopporterebbe con quest'i tinerario sarebbe la seguente: 0
FERROVIAIUO-MILITARI
75 .
Da Aquila a Terni , via ordinaria km. 92 (3 giornate) L. 3 :< 287,90 9,HO X 92 L. ·1 774,50 · Da. Terni a Firenze, ferr. km . .260, a L. 26,42 al km., comprese le indennità . )) 6869,.20
+
Totale
L. 8643,70
Se invece si fa il trasporto in rerrovia direttamente da Aquila, la · spesa del viaggio risulta: Da Aquila a Firenze km. GOG, a L. ~6, 42 L. •16010,50 Vale a dire quasi il doppio della spesa. richiesla dall'altro itinerario. Allorchè i reggimenti di fanteria muovono per cambi di guarnigione, non hanno generalmente sotto le armi ell e due sole classi di • leva e per questa ragione, come pure per l'incompleto eJTelLivo di cavalli che assa i spesso si verifica, il coslo chilometrico tanto della marcia quanto del trasporlo in ferrovia non è quale r isulta dagli· specchi, ma circa. 1/ . minore. Il rapporto però della spesa nei due casi non resta al teralo di molto. Itineral'io cla segui-re. -Quando lrallasi di trasporti in ferrovia tanto di uomini isolati quanto di in teri corpi di truppa, la spesa del· viaggio si compone di due pa t'li, le quali sooo: il prezzo del trasporlo, che è un tanto pel' chilomet1·0, ecl il comp lesso delle inclenuilà di lrnsferta o cli marcia, che è un tanto pe1· gio,-.no. La. conven ienza della 1nini1na spesà, se si ba r iguardo alla sola prima parte, richi ede che l'itin erario da segui rsi sia quello deflavia più bre1Je e in un gran numero di casi ciò conviene. .\fa in molti al tri casi Ja non coincidenza dei treni omnibus o misti, che sono i sol i che gl i uomini di truppa possono prendere, obbligherebbe (qurllora si seguisse le vili più breve), a pro lungare il viaggio di una giornata in più di quanlo può richi edere un'altra via di maggior lunghezza . Questo fallo raramente potrà avere importanza per trasporti di grnssi corpi di lruppo, esigenti treni straordinari, iI cui ornrio viene appositamcn te scelLo per la circostanza; ma deve invece considerarsi, allorchè trallasi di rilevanti movimenti di drappelli di reclute o di congedandi. In simile circostanza, senz'aumenlo di spesa, si può risparmiare una giornata di viaggio coll'a llungare la via di l·anlo quanto corri-
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FERROVIA RfO·M ILrT AR.I
ST UOr
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2° L'itinerario da seguire in generale deve es5ere quello della . via più breve; ma quando per altra ·via si possa raggiungere la destinazione in gioma ta e ciò non sia possibile seguendo la via più breve, vi sa ril. convenienza di Lempo e di spesa ad abbandonare questa e seguire l'altra, purchè non si aumenti il percorso oltre i ,f 5 cbil9metri circa.
.sponde al risparm io dell'indennità di Lrasferla o di marcia per un giorno ( 1). Considerando p. es: il Lrasporto di drappell i di reclute, per le qua li la maggior spesa individuale inerente ad una giornata ,di viaggio è di lire 0,1M, la via polrit allungarsi da ·Io a 20 chi lo metri, secondo la necessiLà degli arrotondam enti. E se.si LraLlasse del Lr·asporto di un battaglione di fanteria, pel quale il comp lesso delle indennità giornaliere è di L. 84,, 90 ed ed il prezzo cliilomelrico del trasporlo in ferrovia è di L. 7,4·0, si
Impiego delle 'Vie di mare. - Esaminiamo ~1:a brevemente quale sia la convenienzti di impiegare, ove e quando è possibi le, fo via di mare invece della ferrovia. La celerità clel 'IJiag,qio è minore co i pirosco fi che co i treni omnibus delle fcnovi e; ma pei piccoli viaggi essa risulta poco difforenle, ed è solo nei Iunghi· percorsi che si impi ega assai più Lempo per mare, in causa anche delle lunghe fermale che-i piroscafi fanno · nei porli inle!·medi . La comodità di J.Jartenza è assai· magg.iorc ,per ferrovi a, perchè questa olTre. sempre varie corse giornaliere, mentre i piroscafi non ne fanno generalmente che una o due per.settimana, obbligando a r ilardare !';pesso a:;sai sensibilmente la parlenza. Dippi ù le probabilità cl'i.nterrnz ione di viaggio, che sono quasi nulle su lle fer rovie, sono frequenli per mare. Tutte queste ragioni dovrebbero sconsigliare l'uso delle vie di mare })0 1; i viaggi di mili tari isolati da un punlo all'a.llro c1clla costa contin entale, po ichè, come è stato già osser\rato, per essi il criterio · della breve dur/\ta del viaggio, dev~ preva lere su quell o della minima spesa. Quando però trattasi di grossi drappelli di reclute per le quali la considerazi one del tempo non !ia grande importanza, se . r isLreLla entro il limi te dei giorni necessal'i ali 'effettuazione del!' in- · tero mov imento dai disLrelli ai corpi, si deve assumere a guida il criterio della minima spesa , e l'impiego delle vie di mare può tornare giovevole. I trasporti per mare, regolali dalla convenz ione 15 dicembre 1877, presentano la si ngolarilà di un prezzo cl i Irasporto apparente, che è quello inscritto sul prontuario annesso alla convenzione e di un prezzo 1·ecile ,. che poi grandi perco_rsi è in(eriore al primo pel follo della somministrazione del viLLo a bordo. Nell'istituire il confronto di spesa fra il lrasporto in ferrovia e quello per mare, devesi
' .0·d'1spesaa Il ungare Ia.viac . 1·1 km . 84 .g = H ,~, po Lre)I besenzaggrav1 74 ' qualora con ciò si risparmiasse stilla. durata del viaggio tanto tempo ,da non dover intaccarn una. nnova giornata. L'abbandono dell a via più breve, oltrechè da ll a accennnla. con·venieuza di spesa e di tempo, può essere consiglinto anche dall'opporlunilit di raggruppa·re var i drappelli per trasportarl i con :ip posito tre.no straordinario. TI far ciò pe.rò non è in faco ltà che del Ministero della guerra o di r,h i per sua· delegazione predispone i vari trasporli. R,iass up1endo qnapto è stato esposto .sin qu i relativamente allo impieg~ delle vie ordinarie e delle fe rro.vie in tempo di pace, si può concludere che: ·I O Dal lato della spesa l' impie,qo delle ferro vie non ·conviene mcii; ma che però, Lenendo coùto del risparmi o di tempo e di forze che eE>'Sa procura, le si do vrà dare la. preferen,m, per gli isolati sempr~ quando la distania da superare rich ieda più di una giornnla di marcia, e pei corpi o frazioni di corpo di truppa a piedi sempre qua ndo occorrano più di tre giornale di marcia. Per le truppe a cavall o la ferrov.ia, qualunque sia il perco1·so, non è da impiegarsi che in casi alTauo eccezionali . (I) Per cita •·o un solo caso iu cui apparisce ev idente la con"onienza di abhn ndonare . la \'ia più bre,·o, occcnn er ò al v.loggiQ da Al ~sso ndl'ia a Pndova , pcl qu ale la via più breve s arebbe quella: Alessa ndria-Piacenia-Crcmona-)Jantova-Verona- Pado,•a, km . 319, menlre la più conve nienle per la ce leri là del viaggio ò ·quella Alcssandria-lfilan o-VeronaPadon, . km. 32~. l'er la prima , coll 'ororio del nove mbre 1880 e con quello d~I giugno 18$1 , pa rtendo da Al0$Sant.lria alle 5 nn t. e cambiando nccessariam on t~ treno a, Pi<1conzn, po i a Codogno, poi a Cremona , po·i a Mon to,·a, eppoi a Vet·orrn, si Hrl'i vci·cbbc a Padova alle oro ~,17 ant. del giorno dopo. Sci;:uendo la seconda invece ponendo da Alessnndria alle oro 4,45 am. e ca:nb iando treno solamente a Milano, si arriva a r actova alle s,21 di sera . dello slesso giorno.
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FERROVIARIO-MILITARI STU DI
·-·eviden temente Lenere con to del prezzo reale e non di quello appa·.rente. Valgano i due seguenti esempi, pel modo col quale il còm. pulo deve istituirsi
T·rasporto da Genova ci Livorno: a) Per ferrovia: In più dell'assegno giornaliero per una _giornata di indennitit trasferta L. 0,24 Prezzo del Lra sporLo su Km. 187 . » 2,65 Totale L. 2,89 1
b) Per mare: In più dell'assegno per i~dennità di Lra. sferla allo sbarco e all'imbarco (il viaggio dura dalle 1O di cS0ra alle 6 del nrnLt.ino) L. 0,4-8 Preno del trasporlo (reale ed apparent~) » 3.0 0 Totale . . . L. 3,48 Devesi quindi conchiudere che fra Genova e Livorno non con-~iene la via di mare. ·
Trasp Jrto da J'or·ùno a Napoli : a) Per ferrovia: In più dell'assegno giornaliero per le ..tre giornate di indennità di trasferta . . . . . . L. 0,72 Prezzo di trasposto per km . 929 . » ,13,115 Totale • L. 13,87 1
· b) Per ferrovia e per mare: Il via11gio da Torino a Genova effettuf\,ndosi in 7 ore, può farsi nella sle~sa giornata. cl' imbarco 'ep,percio_ deve co~p_ularsi ~~ so~rappiù d'assegno giornaliero pe;· due -s~le g1ornal~ d1. 11)~en_n1ta. d1 .trasferta, quella d' imbarco e quella ,.d: sbarco . D1 pp1ù, il v1agg10 d1 mare dura dalle 1O di sera del martedì o del venerdì finv all e 6 pom. del giovedì o dell a domen ica · epperciò per due intere giornate viene somministra to il villo ; bordo. Ii corpo che ha pagato il prezzo cli trasporto, incassa l'intero ·-a~segno n~so d?I s~Jclalo imbarcato, il quale assegno fisso, per le giornale d1nav1gaz1one comprese fra quelle di imbarco e quella di sbarco, cioè per quelle giornate per le quali il corpo non dà nien le , ~l solda_to, va totalmente in diminuzione.del prezzo di lrasporLo. La rndennrtà prescritta per la giornata di sbarco alcune volte; come nel · caso presente, riesce a totale vantaggio dei militari, che la intascano . a tarda sera senz'avere la necessità di spenderla. 1
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Il costo del trasporto da Torino a Napoli dovrà pertanto computarsi cosi : /}
In più dell'assegno giornaliero per due giornate di indenL. 0,4-8 nità di trasferta . Ferrovia Torino-Genova km. t 68 » 2,35 Prezzo di trasporto da Genova a ì.'\apoli . » rn,oo Totale Deducesi assegno Cisso per una giornata.
L. 111,83 » 0,96
Restano
L. "3,87
Il conf1'onto delle due spese di vinggio ci conduce a stab ilire che nel caso contemplato e in lutti gli altri analoghi è indifferente scegliere la via di mare o quella interamente per terra . I viaggi da un punto del contin ente ad altro delle isole non possono presentare incertezza , se non riguardo alla scelta del luogo di imbarco. Sia, per esempio, da andare da Brescia a Palermo: Lulla la difficn)Là consisterà. nel sapere se colla ferrovia si clovrà. far capo a Genova o a Napoli. Per risolverla devesi istituire il còmputo seguente:
a) Pel' Genoµa. In più dell'assegno giornaliero per L. 0,4·8 due giornale di indennità. di trasferta . )) 3,35 Ferrov ia Brescin-Genova, km. 235 » ,18,00 Trasporto da Genova a Palermo . Totale
L. 2 1,83
Il viaggio per mani dura dall e 11O pom. del martedì fin o alle ·1O ant. del sabalò; l'assegno che il corpo paganle il trasporto, riceve per le giornate di mercoldì, giovedì e venerdì deve pertanto computarsi in diminuzione del costo del viaggio Pertanlo da Deducendo L. 0,96 X 3 =
L. 211,83 » 2,88
. Rest.ano
L. ·18,95
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STUDI
b) Per Napoli. In più dell'assegno giornaliero per quattro giornate d'indennità di trasferta L. 0,96 Ferrovia Brescia-Napoli km . 9H » ,f2,90 Trasporto da Napoli a Palermo . » 6,35 Totale . . L. .20,211 . Il viaggio per mare dura dalle 5 pom. di un giorno fino alle 1O ant. cli qnell o seguente. epperciò, non durando alcuna intera giornata non vi è nulla da dedurre al totale sopra risultante . . . Si può quindi concludere che eh Brescia per recarsi a Palermo conviene prendere imbarco a Genova· piuttosto che a Napoli, allorchè siavi però comodità di partenza, il che non avviene che in due giorni della settimana. L'esame della convenienza della via di mare piotlosto che della ferrovia, per viaggi d'interi corpi di truppa si fa in modo perfettamente analogo a quello per i viaggi di isolali; il poco interesse che avrebbe tale es.:une fatto qui per un caso particolare e punimente ipotetico, mi dispensa dall'esporlo. Osserverò soltanto che siccome una discreta quantità di .bagaglio è trasportato gratuitamente e·che pel t imanente la tariffa è assai bassa, e siccome è pui· basso, rela·tivamente a quello delle ferrovie, il prezzo di trasporto dei cavalli e del carreggio; così per interi corpi la convenienza dell'iinpieao della via di mare è maggiore che non per drappelli di soli uomi;i, Contro questo vantaggio sta l'incomodo delle operazioni di imbarco e di sbarco. 1
P1·incipali m,ovùnenti del tempo di pace. - I più considerevoli movimenti militari, che si eseguiscono aimualmente coli' impiego delle ferrovie, possono riparti rsi nelle quattro seO11 uenti cateaorie· v · 11° Invio delle nuove reclute di leva dai distretti ai corpi; 2° Formazione di campi d'istruzione e scioglim~nto dei medesimi; 3° Invio dei congedandi dai corpi ai distretti; 4° Cambi dì guarnigione. Tutti i trasporli ferroviari che si eseguiscono in tempo di pace, a qualunque delle enumerate categorie appartengano, hanno per carattere comune il 1·ispetto clel movimento ferrovia1·io 01·d11nc1;rio: tu~ti inoltre devono eseguirsi con una quantità limitatissima di ma-
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FERROVIARIO-M ILITARI
terìale, non potendo le amministrazioni ferroviarie disporre che di quello che sopravanza ai bisogni del pubblico e ohe è assai poco presso di noi. · Il rispetto del movimento or:diriario riesce di grave impaccio a chi deve prestabilire il piano dei trasporti e gli itinerari pei diversi riparti, ed è causa di perturbazioni frequenti nel loro andamento: ma tale condizione è inevitabile, chè in tempo di pace la prece- · denza dei trasporti militari su quelli viaggiatori non potrebbe 5oiustificarsi ragionevolmente. La poca quantitiL di materiale d.isponibile obbliga a collegàre le partenze della truppa coi rinvii del materiale dei treni oià eseouiti . d l'> m mo o che non vi siano possibilmente viaggi a vuoto e che il ma.:. ~erial~ poss~ accorrere ove è necessario il suo impiego: bisogna mfatt1 supplire alla sua scarsità con un'attiva circolazione e con la completa sua ulilizzazi9ne. 1t questo un altro grave legame, che complica lo studio dei trasporti e che rende più diffici te l'asseanazione cli comode ore di partenza; e il conse 11uimento di un cerf·or. di~~ di. successione nelle partenze e negli a~rivi, quale le esigenze m1htan alcune volte .richiedono (p. e. nei cambì di guarnioione). I movimenti indicati ai numeri .2 e 4, risguardando iorpi cli truppa sono) più semplici; perchè il numero deali itinerari è sem0 pre limitato. L'in~·io dei _congedandi dai corpi ai distretti si effettua generalmente m due nprese, prima e dopo delle grandi manovre; epperciò non grava molto le ferrovie. D'altra parte la staoione in cui avvi'ene • l'> ' non s1 oppone ad un aumento di intensità di movimento ferroviario e.la disciplina degli uomini da trasportare e la loro voglia di ·arrivar presto a casa, agevolando il caricamento ed i trasbordi nelle stazioni, diminuiscono le probabilità di ritardi dei treni. Ma l'invio dai distretti ai corpi delle reclute di leva è un movimento complicati.ssi·mo, che abbraccia oltre '1.200 it.inerari diversi e cl:e è reso molto difficile, in primo luogo dalla necessità di suborclmarlo al movimento viaggiatori ordinario in .una stagione in cui q~esto risen~e quasi sempre perturbazioni·di regolarità; eppoi dalle e~1ge~ze militari relative alle fermate lungo la via, alfa ·durata del v~aggw ed alla scelta dei luoghi di pernotlazione; eppoi ancora dalla. ,. nstrettezza del tempo in cui conviene eseguirlo . e).
.ANNO
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VOL. IU ..
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ST UOl
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FERROVIA RIO-M ILIT.ARI
J~ infa.LLi di somma convenienza che tale movimenl_o si co~npi~ in pochi giorni, poichè si oUiene così ~n rilevante r1~parm10 d1 spesa, senza diminuzione della ferma u/tl~ del solda_to _(·I). Nelle noslrc condi1.ioni quanta a materiale ferrovia.rio, e q~an~o si ricorra all'impiego di quaUro conLemporanee corse straordma_n e · scafi e. Mcssma con piro , fl·a· , Ge·nova e Napoli da un lato, e Palermo . . . dall'altro, l'invio delle recl ute ai corpi, a meno d1straordrnanecircostanze avvei:se, può farsi in sei giorni; int~nde_ncl~ cl~c la s~ra del 60 aiorno tutti abbiano raggiun Lo le loro destrnaz1on1. ~1ò O~lbhga a ripa~Lire le parLenze su cinque_giorni_ al pi_ù,. e la mecha gion:a: liera dei parten~i col contingente eJiettivo d1 circa 60,000 uomm1 risulta di 112 mila: numero considerevole, che è per s~ s_tesso sufficiente misura del l'importanza dei trasporti da eseguirsi. . . Predisposizione cle·i trnsporti . - Ogni movimenLo ferrovcan o, qualunque sia la sua importanza, non può riuscire regol_are s~ _non è stato previsto e prestabilito in ogni su~ par Le: La pre~1sposrz10ne consiste nell'ordinare complessivamente 11 mov lmento_, 1_n_ m~do che nessuna parte intralci le allre, che i mezzi di~pon1?1h ri esc~1~0 sufficienti ai bisogni. e cbe il disagio , inseparab ile d:u tr_asp_ort1 1_n fenovia, si ridnca al minimo po·ssibil e per le truppe. Ch1 è rncancato di predisporre un trasporto mililare deve adunque fare una (l) ~a forma del soldaLo incomincia dal d\ i n c ui egli ar.-iva al distretto, chiamato alle armi, e finisce il dl in cui egli vi ritorna por ondaae a casa .sua. Durante !~tt_o questo lo Stato lo paga, ma non tntto questo tempo costituisce la {er~,a t,t,,~c '. la q11ole tcm 10 co;prenùo solo il temµo in cui il soldato riceve !" istruzione o l'e<l11co21oac ~1\itare'. c~e sono lo scopo della di lui chiamata alle armi. l o altre parole, la. r~r~a ~ulo cominc1_a dal giorno in coi <1gli, ardvato al corpo al quale ò assegnato, princ ,p1a 1. 1struz1one mimare e fin isce col g iorno in cui' annunciatogli il suo congedamento , egh attc.nde c l!e lo facciano partire pei suo distretto. Tutto il tcmp_o c he s i impiega nelle .op~raz10~1 ~1 roclutamenlo e nei viaggi o nell'attesa dei viaggi cos ta allo S tato, m,1 .,on g,o,a ali~ istruziono dol soldato; e 1iperta nto vi è tulto l' i nteresse a renderlo quanto si può p1u piccolo. . . t d . lass· L'amministrazio ne della r.uerra, nello swhìlire r o~oca d_, chiama a e 11 e nuove c t di leva, dovrebbe anzitutto pre fissare il g io1·no, 111 cui tutte l_e reclute dovendo es aere al"'rluate ai corpi, deue cominciare la loro idru~iont: eppoi, tenend_o con.lo che sei giorni s ono necessari per l'esecuzione del movi_mento_da i d1 s tre tt1 a1 corpi e che dieci e meno ancora posso no bas tare pe r le operuzto m (h •:ecl~ tome.~to \or,1 n? sono asseanati 14 ma niente se non una costosissima routute, g1 usl1fica I impiego di tanto t em;o) dovr~bbo stabili,'.e il giorno di chiama ta degli inscritti. ~osi p . e. volen~o che la % rma utile com inci col 1° Cebhraio, si po trc bbA fissare rei I~ _ge nna io c hia'.11ata1 ai distretti. Qualunque altro metodo è antieconomico: e bast.1 i 01p1 eg_are ~011 otto g 1orn in più del necessario nelle operazioni di leva o nei viaggi per is9endere rnot1lmente 111e.:.:o
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milione di lire.
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buona scelta dei treni , utilizzare bene il materi ale ferroviario e, riguardo ai singoli riparli, distribui re lungo il viaggio convenienti ferma te, limitare ia durala del percorso senza pernottazione e prestabilire la nutrizione delle truppe. La prima questione, che si presenta nell'esaminare questo tema, è di sapere a chi si dovrà assegnare il còmp ilo ·dello studio dei trasporti militari . Questa questione sarebbe puramente accademica in altri eserciti; ma nel nostro vi è molta incertezza di idee a questo proposito, in causa forse di un'organizzazione che non è semplice, sebbene funzi on i bene. È fuor di dubbio che le amministrazioni ferroviarie, alle quali incombe l'esecuzione dei trasporti, devono essere consultale e messe a parte dello studio preventivo. Questo infoui deve fars i in base ad elementi , alcuni dei quali , come la quantità del maLeriale disponibile, non possono essere conosciuti t.he da loro . Un'am mi nistrazione potrebbe predisporre anche totalmente una serie di trasporti, purchè non si estendessero iuori dei Iimi li della sml rete; e, quando sorpa,;sassero qnesti limiti, lo potrebbe ancora fare col mettersi essa in relazione colle allre amministrazioni interessate. lo quest'ultimo Ca!;O essa assumerebbe la direzione de-Ilo studio e le altre l'asseconderebbero, accettando le condizioni di movi mento da essa fi ssale. Ma se contemporan eamente ai trasporti di transi Lo, le altre amministrazion i ne avranno da fare degli altri per proprio conto, sarà loro impossibi le tli accettare integralmente di dar seguito alle disposizioni che una sola avesse preslabil ite. Di qui la necessilit di accordi in comune, dai qual i, se lascia.I.i a loro sol e, risulterebbero stabil ili i diversi movimenti con piena Lutela degl i interessi·e della comodità di serviz io delle ferrovie, ma co11 nessuna garanzia cli soddisfazione dei bisogni militari e della comodità cli viaggio delle Ln1ppe. Per evitare quest'inconven iente, è necessario che l'autorità mili tare non abdichi mai al la direzione- degl i accordi indispensabil i per ogni Lraspo1:Lo, e che conservi la soneglianza sull'esecuzione del movimento . Ma a quale speciale autorità mi li tare spetterà la predispo~iz ione dei LrasporLi? • Quando il movimento rimane circoscritto entro il terri torio di
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STUDI
una divisione o cli un corpo d'armata, spetta evidentemente a i co...: mandanti cli questi ogni previsione e disposizione pel trasporto. Ma quando esso si estende a molte circoscrizioni territoriali, come av viene per tuLti i movimenti delle quaLlro categorie state citate, la sola autorità, che può con piena cognizione dei bisogni mil itari e colla maggior sollecitudine possibile prestabilire .i (trasporti, è il :Ministero della guerra. Che se presso di noi ciò non avviene in modo chiaro, è perchè la Direzione trasporti è stata istituita come una speciale sezione del Comando del corpo di stato maggiore, sebbene poi funzioni effettivamente per conto del Minister,), dal quale r iceve ordini pel trami Le del Comando suddetto, e in nome del quale compila le tabelle e gli ·ordini di movimento. Quest'organizzazione non è scevra di inconvenienti , chè anzi ha quello gravissimo di so.ttrarre l'effettuazione del movimento alla sorveglianza e alla responsabilità di chi lo ha predisposto e di creare in tempo di pace una situazione differente da quella del tempo di guerra; ma, su ciò che risguarda la pura preparazione dei · .trasporti, non ha sostanziale influenza. Venendo a parlare delle modali tà. dei trasporti , sarebbe inutile estendersi sulla parte che rineLte l'ordinamento complessivo, ma non sarà. superfluo lo insistere sul fatto che la concf:iz,ione inevitabile di ri,Spetta;re il ·1novimen,to viaggiatori ordinario, sarà sempre causa di perturbazioni più o meno grandi dei movi~enti militari; specialmente se questi avvengono d'inverno; e che queste perturbazioni si possono solo in par ie ammortire col lasciare, spesso con disagio delle truppe, ,lunghe fermate nelle stazioni in cui fan capo i treni; ma in parte devonsi sopportare e non devono pertanto sorprenderci . La scelta dei treni militari non è libera in. tutto: sarebbe cleside· rabi le che potessero impiegarsi t1·en,i veloci , ma la necessità. di far h'eni geossi vi si oppone, ed è indispensabile lo adottare la velocità degli ordinari treni m·erci. Però devonsi per quanto si può , evi tare le freqllenti fermate di questi, concentrando piuttosto il tempo che esse richiederebbero , in lunghe fermate nelle più i·mporlanti stazioni , durante le qu.1li la truppa possa nutrirsi e distrarsi mome1ìtaneamente. Questa considerazione sconsiglia l'impiego dei treni
facoltativi che sono previsti negli orari di servizio delle ferrovie· p~~chè tali_t1.·eni, eh~ sono lasciati per bisogni straordinari del ser~ v1zt0 mere,, non sod,sfanno alla comodità di viaggio delle truppe: si dovrà piuttosto fare largo uso di t1·eni speciali. Rigllardo alla durata del percorso senza pernotlazione, è da osservarsi che, qualord. si volesse far pernottare la truppa ogni notte, si dovrebbe limitare la durnta dei viaggi parziali a 12 ore circa: i trasporti sarebbero spezzati su troppo piccoli tratti ·con soverchia spesa per lo Stato, con sensibile allungamento della durata del viag~io intero e sopratuUo con grave incaglio del movimento ferr~viario e del buon impiego del materiale. È .pertanto preferibile all unga1:e i viaggi parziali estendendoli anche lungo la notte. Siccome poi la massima parte del disagio del viaggio proviene dal vi_aggio di notte, e che quello di giorno è più sopportabile, perch~ più facili sono le distrazioni e più usufruibili le fermate; così, una volla ammesso che il viaggio debba prolungarsi al di là delle if .2 ore, non vi è motivo per arrestarsi se non al limite di 86, purchè ùi q1.iesto lasso di ternpo sia compresa 1.ma sola notte . Le fermale nelle stazioni ' sono indispensabili ai treni pe,, scambiare con altri diretti in senso opposto, o con altri più veloci diretti nello stesso senso, e per ri,ol'l1irsi .di acqua, c11mbiar locomotiva, atlaccare o staccare una macch ina di rinforzo ecc. Oltre a queste fermate, imposte da considerazioni tecniche, e durante le quali possono sodisfar~ i i piccoli bisogni corporali, altre ve ne sono necessarie per la nutrizione delle truppe e per la foraggiat~ e abbeverata dei cavalli. Se vi è cosa che sia stata finora trascurata nel nostro esercito, è senza dubbio la nutr.izione delle truppe nei viaggi per ferrovia; la quale merita al contrario la più seria attenzione. Mentre nelle marce per via. ordinaria si fa prendere alla truppa il suo rancio solito, si crede che un lungo viaggio in ferrovia possa sopportarsi con viveri a secco. Il contrario sarebbe assai più giusto; perchè nelle marce l'attività fisica conferisce vigore alle facoltà di·gestive e rende tollerabili anche dei cibi insoliti e poco graditi, mentre la completa passività dell'organismo nei trasporti in fe!'rovia, la molestia delle continue scosse, il soverchio freddo d'inverno o il caldo opprimente nell'estate, il fnmo e la polvere, il disagio dell'esser siipati entro una
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STUDI
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vettnra od un carro con panche mal aerato, ecc.,. sono tante cause di disturbi di stomaco, che predispongono a malattia La nutrizionein questa circostanza deve coneggere gli incoJnrenienti inerenti al modo di viaggiare e non aggravarli: epperLanto i cibi secch i non dovrebbero essere i soli impiegali, ma si dovrebbe sempre pro-· cnrare di distribuire caffè nel mattino, e brodo e carne nel pomeriggio. - Il rancio, qualunque sia, deve essere preparn.to per cura dei comandi territoriali del lnogo di fermata, deve esser pronto per l'ora prevista nell'itinerario della truppa, e deve essere distribuito caldo sotto apposite baracche stabili o improvvisate con tende o. con copertoni cerali. Presso tutti gli eserciti si fa così, è da noi soltanto che non si è ancora fatto nulla per la salute del soldato trasportato, in ferrovia; e meraviglia il sil enzio del c-orpo medico militare, il_; quale permette senza protesta che seguiti, p. es: l'uso barbaro di dare alle reclute lire 1,20 alla mano, facendole sfamare con tutti · quei rifiuti delle plebi cittadine, che i venditori girovaghi vendono, assai caramente ai soldati (·1) . Personale m,ilita1·e necessa1·io. - Da quanto è stato sopra esposto si scorge che anche per la predisposizione dei trasporli in, tempo di pace, oltrechè per la preparazione di quelli per la radunata dell'esercito , occorre un personale militare che li studi. tenendo, conto delle speciali condizioni cui essi devono soddisfare. È neces-· sario che questo personale conosca le condizioni del serviz;o ferroviario per trarne il massimo profìtto, pur rispettandone le esigenze. Occorre inoltre un'altra categoria di personale per provv~dere a tutti i dettagli di ordine militare che si connettono con l'esecuzione · dei traspor li , per sorvegli11rne il regolare andamento e per mantenere, ove sia il caso, la disciplina e l'online nelle stazioni. - Questo· personale deve conoscere del servizio ferroviario in genere e più specialmente del servizio di stazione, quel tanto che è necessario per
rendersi ben conto di ciò che può farsi e di quello che non si può ; per pretendere all'occasione il primo, senza intralciare il servizio con inopportune domande del secondo; per non essere infine mai di ostacolo al personale ferroviario nel disimpegno delle sue attribuzioni e pot(')rgli essere all'occasione di valevole aiuto. Il disim.pegno di quest'incarico richiede intelligenza e molta energia. . È noto come alla pi·eparazione delle due categorie di ufficiali, si provveda _annualmente coll'esecuzione di appositi corsi ferroviari, uno dei quali riflette più specialmente l'esercizio e la cognizione delle condizioni delle diverse linee e l'altro il servizio di stazione.
(!) È forse supcl' Ouo l'osserrare che , tl'atta ndosi di giovan i soldati repe nUnamente esposti a un forte cambiamen to di regim e e di clima, sarebbe bene fosse obbligatol'iO il di- · str ibu ir IOl'O la copel'ta da campo e i pantaloni di panno. Sarebbe por bene che molti degli uf!ìciali comandati alle reclute, si riimment assero che hanno da ad empiei·e ad una, missione e non da r icerrard delle comodità: pur troppo ogni anno non è l'aro lo spettacolo del disinteressamento dalle cure del, propl'io dr:,p11ello, e ciò ra.mmcnta tl'oppo le· .des~rizion i dello Jacqmin a proposito dei trasporti francesi nel 1870, per non riuscire ol-· ,t remodo doloroso.
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A - SPECCHIO comparativo della spesa di trasporto per ferrovia e di quella per la marcia s u via ordinaria .di un battaglione di fanteria. Prezzo chilometrico del trasporto in ferrovia . - . -
Indennità di
marcia Composi.zione
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Ufficiali superiori
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Ufficiali f Capilan i. . inferiori Subalterni . Sottufficiali . Caporali e soldati
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Indenni tà di mareia su via ordi10 naria . . 85 30 Id. id. in ferro48 via (1) . . . 84 90 1
Costo chilometrico Lolale del tra. sporto in ferrovia ~~ruppa e ba-
» 071
- - - » 1695 J 169 .. I - . . . . . .. ... 85 30 .. ~:818 1-
•
•
••
t.
.
.
-
- -
2 30
))
58 I
{l} Non vie n corrisposto supplemento foraggio ai cavalli.
Dati riassun tivi
....ci$I>
»/028 Undo comandi bal-
» 014125 5 777
60 •1 ~56 20 )) 070625
--
o$
c.
Cl.
50 3150
s·; o
Indenn ità chilometrica di 1° grado . pel trasporto bagaglio
~
4 2 50 10 00! )) 02034 14 2 00 28 00
.
.
e
Q)
00 00
gag 10) . . . . 7 40
(/)
i;
e
....o
Es~me :comparativo della spesa per divers.i percorsi. PEn 30
Via ordinaria (1 giornata): L. 85,30 Ferrovia (1 giornata): » 84,90
+30 x 2,30 + 30 X 7,40 p EH 55
Via ordinaria (2 giornate): L. 85,30 Ferrovia (l giornata): ». 84,90
CHILOMETRI
55 X 7,40 · 75
PER
+
PER
100
. (1 gio~nala): > 84,90
t
>
5,40 8 91
u
'
1
1~G6
-
"lj
t::l ::o ::o
o
...< ;i:.
428,40 639,90
»
»
5,71 8,53
)
1 1,49
-o -...r
!iJ ~
>-'i
-
>
656 ,50 821,90
:,:,
))
»
6 56 ' 8,25
-
1 1,26 .
r-1
CHILOMETRI
Via ordinaria ('10 giornate): L. 65,30 x 10 -1- 200 X 2,30 . = 1$13,00 Ferrovia
»
r-1
+
200
-
297,10 491,90
CHILOME·TR{
Via ordinaria (5 giornate): L. 85,30 X ;J 1- 100 X 2,30 Ferrovia (1 giornafa): » ·84,90 100 X 7,40 PER
-
CHILOMETRI
Via ordinaria (3 giornate): L. 85,30 X 3 75 X 2,30 Ferrovia (1 giornata): ,, 84,90 75 X 7,40
+
))
~HILOMETRI
x 2 + 55 X·2,30
t
-
f54,'.30; al chilom: 514 1 ' RapporL? t, 99 . 10,23 306,90
200 X 7i40
::::: 1564 90 )
))
»
6,56 7,82
))
Pei percorsi superiori il rapporlo è quasi costanlemenle pari a 6,56 : 7,68 :::: ,~ . 1 7
'
1 1,20 00 ~
B - SPECCHIO comparativo della spesa di trasporto in ferrovia e di quella per la marcia su via ordinaria di un reggimento di fanteria (piede di pace). Prezzo chilometl·ico del tra.sporto in ferrovia
lndennità di
marcia Composizione
~ ~
,,.. ,..... .... e;!
i:'d ......... ;-
lJfficiali ! Ca bitani. . . 16
. 43
inferiori I Su )alterni . Sottufficiali Caporali e soldati
1
'1 5 00
4
81
. "1919 ....,
Quadru- l d'ufficiali pedi I di truppa
.
16 3
Carri a due ruote.
..
3
__.-- --,,. _~-- - -----
5 00 coman141 Un 3 50 14 oot » 02825 do di regI gimenLo . DO » 30 2 50 40 001 02034 1 200 Un depo2 00 86 00 )) I sito 2 10 70 )) 20 16 201 014125 18 504 » 10122 90 » Trecomandi di bal» 20 3 20 » 1356 2 '170 taglione . ) 90 n 30 » 20 )) 60 » 070625 "212 - - - )) '1695 508 12oo·n1e~ompa. 6 00 1 44 - -· - - - )>
))
))
-
))
~
Totale
Dati riassunti vi
per
"Ò ::l
Ufficiali ~Colonnello . · . superiori Teo col. emagg.
Indennità chilometrica di 1° grado pel trasporto bagaglio
. . . .... ... . . 281 90 .. ...... 22 735
.
Complesso delle indennità di (J) ~ marcrn su via e ordln.aria . . 287 90 o... Compless0 delle indenni là su ferrovià ('1) . • 284, '10 Costo chilometri co totale (truppa e bagaglio) pel tra~porLo in ferrovia . . . 25 47
9 90 2 74
(l) In ferrovia non vien corrisposto il supplemento foraggio di 0,20 per cavallo. w
..... ...
"
.. . ... ·'"'·
,,,. ., •.• , .
·-·;.
.•.
. .
'
- ..
Esame comparativo della .spesa per diversi perco1'si. 30
PER
CHJLOMETRI
Via ordinaria (1 giornata): L. 287,90 -j- 9,90 X 30 Ferrovia (t giornata): » 284,10 25,47 X 30
+
55
PER
•
CHILOMETRI
+
Vi~ ordinaria (2 giornate): L. 287,90 X 2 9,90 X 55 Ferrovia (1 giornata): » 28t,10 25,47 X 55
+
=
584,90 al chilom. 19,50 1 Rapporto 1, 79 1047,20 34 91
== 1120,30
=168/i-,95
))
'
• Y>
»
20,37 30,64
))
1 1,50
'?l
t:l
:o ::o
75
P ER
vfa ordinaria Ferrovia
(3 ·giornate): L 287,90 X 3 -{- 9,90 X 75 (1 giornata): » 28410 25 47 X 75
'
+
'
PRR
100
'
21,4~ ))
))
29,25
1 1,37
;i,. ,:1
.... o ~
200
+
.... l"Ì > !D
CHILOMETRI
+
PER
= 1006,20 = 2194,,35
))
t"'
Via ordinaria (5 giornate): L. 287,90. X 5 9,90 X 100 Ferrovia (1 giornata): » 284,10 25,47 X 100
+
o ....<:
CHILOMETRI
= 2429,50
= 2831,10
» ))
24,29 28,32
))
1 1,·17
24,29 26,89
))
'1 t ·11
CHILOMETRI
Via ordinaria (10 giornate): L. 287,90 x 10 9,90 X 200 (1 giotnaLa): ,> 284,10 -{- 25,47 X 200 f erpovia
= 48ò9,00
=5378,10
))
))
. . . ·1 t . . . t t d l 24,30 1 P , er percorsi supe~~o~1 ~. rappgr o s~mantiene ~ua~: ?os an .~ ~ .. e~ua è a 26/~2== 1,09 .
)
....
i
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'
.
..
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'
.
'
.
.
C - SPECCHIO comparativo della spesa di trasporto in fertovia e di quella per la marcia su via ordinaria di un reggimento ber3aglieri. Prezzo r.hilometl'ico del trasporlo in ferrovia
Indennità di
mat·cia
,.....--_,..---
Composizione
·-
I -<
... ci$
-e, ::,
. . ...
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Ufficiali Colonnelli . . Ten. colonn. e superiori maggiori. Ufficiali f Capitani . . inferiori { SubalLcrni.
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1 ' ~
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P.arziale
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1 5 00 5
(/J
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Indenuità chilometrica di l O grado
pel trasporto bagaglio
, . .- - ---"'--~·.....-- ....-
per
\,)~
001
5 3 50 17 50
~t:l
::::a
20 9- o"'O 50 OOJ )) 02034 57 2 00 '114· 00
))
90
1
)J
4 -
.
»
1566 Un depo-
I
Totale
~
I
silo . . 2 10 1 Sottufficiali 100 » 20 20 00 Caporali e saldali . . 1590 )) 10 '159 001 )) 014125 25,871 4.dicomandi battaQuadru- \ d'ufficiali . 36 )) 20 7 20 » 135G 4 882 glione. . .:1 20 20 » 80 )) 070625 »1 282 pedi ì di truppa . . 4 Carri a due ruote
o~
.,... M ;.,
o
Un coman)) '169 do di rerrn gimento .
» 02825
' '"'c;l
- - - -
>>
169G
>>
678
. . 373 50 .. .. ... . 31448
1.6 compa-' gnie .
Datf riassunti vi
.o j
(1)1-4
~
l
cd
))
>>
Complesso delle Cl) inclennità giorH. e: 30 naliere di mart, .... eia P'}l' l' inLero reggimento su 70 via ordinaria . 373 50 Id. id. (detrazione fatta dei supple40 mento foraggio j ai cavalli) per ferrovia . . . 865 50
8 00 1 92
- - - -
Costo chilometl'i-
co totale del trasporto in ferro-
12 20 3 32 via .
. .
34 77
Esame compat·ativo della~spesa per diversi percorsi. p ER 30
Via ordinaria ('1 giornata): L. 373,50 Ferrovia (1 giornata): » 365,50
GHÌLOMETRI
+ 12,20 X 30 t
34, 77 X 30 55
P .c:R
==
739,50; al chi1om: 24:,65 1 Rapporto 1,90 '1 408 60 46 95
'
+
+
75
PER
I
))
>
25,78 41 42
1
))
1 60
'
'
CHJL0i\'1ETRI
+
Via ordinaria (3 giornate): L. 373,50 X 3 12,20 x ·75 Ferrovia (1 giornata): » 365,50 34,77 X 75
+
'
CIIILOMETRI
Via ordinaria (2 giornate): L. 373,50 X 2 12,20 x 55 :::: 1118,00 Ferrovia (l giornata): » 36~,50 31,,77 X 55 == 2277,85
•
))
= 2035,50 = 2973,25
) )I
27,14 39,64
1
))
146 I
"rj
t=l
::o ~
o ....~ > ~ .... o E: ,....
-> r'
PER
100
"Ì
CIIILOMETRI
+
Via ordinaria (5 giornate): L. 373,50 x 5 12,20 X 100 = 3087)50 Ferrovia ('1 giornatri): > 365,50 34,77 X 100 3842 50
+
PER
•
200
+
=
)
30)87 38,42
))
1 1,24
))
1 1,19
CIIILOMETRI
Via ordinaria ('JO giornate): L. 373,50 x '10 12,20 x 200 Ferrovia ('l giornata): > 365,50 34.,77. X 200
+
'
>
,.,....
= 6'175,00 = 7319,50
))
))
30,87
36,59
Per percorsi superiori, il rapporto fra ia spesa per la marcia su vie. ordinaria e quella pel trasporto per ferrovia ~i mantiene quasi costaqte ed eguale a ~ : 1,17. I due prezzt chilometrici tengono ~, diventare L . 30>8i e L. 36. ~ · l
• .
\
·b ~
-SPECCHIÒ comparativ~
·deiÌa spesa di trasport9 in ferrovia
di quella per la marcia su via ordinaria di. un~ brig~ta ~i batt~rie d'artiglieria (2 batterie da cent. 7 ed una da cent. 9) . Prezzo chilometrico del t.rasporto in ferrovia
Indennità
•
di
marcia
lndennit.ù. chilometrica di 1° grado pel trasporto bagaglio
Dati riassuutivi
Composizione al
' >
g·~
O!
Parziale
i::i.
Maggiori. . . .
:1 3 50
.
Ufficiali ) Capilani . . · inferiori I Subalterni . Sottufficiali ·. · Caporali e soldati Quadru- } crufficiali pedi I di truppa
·
:3 50
)>
02825
3 2 50 7 flOj ,, 02034 1t 2 00 22 00 20 » 20 4· OO~
. 2DO
»
tO 29
ooj
» 014125
>>
)>
0~8 Un comando <li bri285 gata di batteria
4. 879 3 batterie.
I •
» 1695
10 848
2825
2 54.2
n
. Totale . . . .. . .. ... '104 80 .. .. .. ... 33 798 I carri a 1 ruote di visi biti
so110
•
H
» ))
45
»
4.5 Id. id. sulle fer66 00 rov1e . . .
31 » 20 6 20 »11356 lt 1204 163 )) 20 32 60 "1070625, 1115t2
Carri a due ruote (t) . . 64 - 9- Carri a quattro ruote .
(l)
{/) Complesso delle '"1 e indennità cli o marcia su via '13 )) 13 ordinaria . . 104 80
Costo totale chilometrico del trasporto in ìeno. . 34, 38 via . .
·)) 58 )) 58
slati considerati finora nell'applicazione delle taritfe come due carri a due ruote.
Èsame comparativo della spesa per dlvet~si percorsi. PER
35
CHILOMETRI
Via ordinal'ia (1 giornata): L. 104,80 -1- 0,58 X 35 Ferrovia (1 giornata): » 66,00 ~- 31,38 X 35 PER
•
65
ClllLOMETHI
+
Via ordinaria (2 giornate): L. 104,80 x 2 0,58 X 65 . Ferrovia ('1 giornata): , G6,00 34,38 X G5
·+
125,10; al chilom: 3,57 1 = 1269)0 » 36,27 Rapporto 10,15
=
=
24i,30 2300,70
))
»
3,80 35,40
1 9, ;jO
))
"!j
tr1
::o ::rJ
PEn 95
+
Via ordinaria (3 giornate): L. '104,80 x 8 0,58 X 95 Ferrovia (1 giornata): )) 66,00 34,38 X 95
+
o
CHILOMETRI
=
3G9,50 3331,84
J ))
3 89 ' 35,07
1 ~Ò2
))
PER 125 OÙLOMETRI
.... oI ;s: ..... ....r 1-j
+ = 596,50 = 4363,50
Via ordinaria (5 giornate): L. 104,80 X 5 -f- 0,58 125 Ferrovia (1 giornala): » 66,00 -j- 34,38 X 12~
>
))
))
~
4,77 34 91
1 7 31 )
'
PER 250 CHILO:METRI
+
Via ordinaria ('10 giornale): L. 104,80 x 10 0,58 X 250 = 1193,00 Ferrovia (1 giornata): » G6 34,38 x 250 :-- 8GG1,00
+
-'1><:
))
»
4 i7 34 ,54
'
))
'1 = , . , 34,60 t, 9...
.& ,..,., . . 1·1 rappor to s1. man~1ene '. . Per percorsi. magg10n quasi. cos l anLemenLe eguaIe a - t, I, I
.
1 ,_ 796
)
w
'J
•
•
>-i
•
E - SPECCHIO comp arativo della spesa di trasporto per ferrovia e di quella per la marcia in via ordinaria di uno squadrone di cavalleria. Prezzo chilometrico del trasporto iu ferrovia·
Indennità . di
marcia Composizione
.
....
>-, .....
>
l
Ufficiali Capitani . . inferiori S~balterni .
.
Quadru- f d'ufficiali pedi di truppa
•
a· . .
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. .
5 . 155
. . '199.H . ,.,..,
.
1-
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. . . ..
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20 1 ooi 10 15 50
-
20 9 20 20 24 40
- - - -
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Dati
riassuntivi
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I
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1 2 50 2 50J 4 2 00 8 00
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s·;;; orn
Parziale
1/1
I
Carri a quattro ruote .
Totale
1>
I :,,.
I ....
- .....
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o
Cl)
·-c;1 'd;j C'(j
Sottufficiali . . . . Caporali e soldati
Indennità chilometrica di l O grado pel trasporto bagaglio
» 014125
))
102 Uno squadrone. .
))
15
Complesso delle '15 indennità g10rnaliere di mareia su via ordi-
l)
» 989
nar1a
Id. id.su ferrovia. 27 00
1 4.92 » 070525 8 816
» 1356
n
2825
. . . ,),t::'{ Go .. ... ...
» 282
Costo chilometrico totale d·e1traspo~Lo sulle ferrov1e . . . 11 83
'
- 1'1 681
. . . . 53 60
-
- - -
.
.
" 15
))
'1 5
rJ)
'"j
e
....t,
Esame comparativo della spesa per diversi percorsi. P &R
40
CHILOMETRI
=
Via ordinaria {'1 giornata): L. 03,60 ~- 0,15 X .40 Ferrovia (t giornata): » 27 11,83 x 40
+
......
P ER
~
•
80
-
CHILOM ETRI
+
Via ordinaria (2 giornate): L. 53,60 x 2 0,15 X 80 Ferrovia (1 giornata): 27 '11,83 X 80 f)
+
PER
59,60 al chilom. 1,49 1 500,20 » 12,~0 Rapporto· 8,34
-
1'19,20 973,40
)
1,49 . 12 '17
1
8,17 .
'
,,
115 CHILOMETRI
+
178,05 Via ordinaria (3 giornale): L. 5:\60 X 3 0,15 X~1'1 5 = 1387,45 Ferrovia (1 giornata): » 27 '11,83 X 1'15
+
»
» ))
1,55 12,06
) I
-r-> ~
PEn 150 CHILOMETRI
+
290,50 Via ordinaria (5 giornale): L. 53,60 x 5 0,15 X 150 (1 giornata): , 27 11,8;3 X 150 == 1801,50 Ferrovia
+
PER
300
+
li rapporl.o
»
1,94 12,01
»
1 94
)
1 )
6,20
CHILOMETRI
Via ordinar~a (10 giornat~): L. 53,60 X 1_0 0,15 X 300 (1 giornata): » 27 Ferrovia 11,83 X 300
+·
"Ì
581,00 --= 3576,00
»
1
' H '92 )
,~ si mantiene quasi cÙstante, per percorsi maggiori. 6 5
»
1 6,15 ~
::o ....
F ·- SPECCHIO comparativo della spesa ~i trasporto per ferrovia e di quelle per _la ·marcia su via ord.inaria di un reggimento di cavalleria. Prezzo chilomeLrico
Indennità di
Indennità, chilomatrica
dt-1 Lrasporto
marcia
in ferrovia
Dati riassunti vi
Composizione
,.......
. . .,Q
~;::s e 'd
H'"'
;,.
o
Q)
1 :>
,;..
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S'ih
Parziale
0(/)
0<11 OQI
...
o!p.
I
Colonnello . . superiori• Tr.n. c1~lo~n. e rnagg1or1 ,. . 3 3 50 '10 50
Ufficiali ~ Capitani . . inferiori l Subalterni .
12 2? 0500
per
~
1 5 00 5 00!
Ufficiali
di 1° grado
pel trasporto bagaglio
Un coman-
» 02825
n,'113 dodelreg-
gjmento . )) 30
~~
»
Complesso. delle indennità gior30 nalier-e di inareia sulle vie ordinarie. . . 385 90
w
...,e ....o
0000\ » 02034 i> 895 3 ~O~TI?~di 32 yl· ) d1cl1v1SJO· )) 39 ,, 39 Id. id. sulle fer50 )) 90 10 00~ ne · · SoUufficiali. .rovie . . . ~17 50 . 980 >) 10 98 OOi » O · l 4' 1 25 14 549 . Caporali e soldaLi . 6 comandi Costo chilomelri92 » 20 t8 40 >>'1 356 '12 475 d i s qu u· Quadru- \ d'ufficia li co totale del Lra. 7b0 >> 20150 00 >, Oi0625 ~2 969 drone . . ,i 90 ,i 90 sporlo pedi l ctJ Lruppa in ferrovia . . . . 86 30 Carri a due ruote . . 1 - - - - i>1695 » 169 Un depo6 - - - - )) 2825 1695 sito. . . Carri a quaLtro ruote . '
Tolale
. .
. . ..
.
J - -
.. ... 385 90 .. .. . .. . 82 865
...
3 43 3 43 '
Ésctme comparativo delld spesa per clwersi percorsi. 40
PER
CHILOMETRI
+
ò23;IO; al chilom: 13,08 1 Rapporto 7,01 91 74 366fJ,50
Via ordi1~aria (1 giornata): L. 385,90 3,43 X ltOf Ferrovia (1 giornafoJ: n 2·17,50 1- 86,30 X 40
80
PER
•
• I)
CIJILOMETRI
+
Via 01·dinaria (2 giornate): L. 385,90 X 2 3,1.:~ X 80 ('l gio1•nata): » 217,50 1- 86,30 X 80 Ferrovia PER
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+
150
1016,20 7121,50
= 15G~,t0 =10'11·2 00 )
=
300
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ST UDI F EIU10VI AR IO·MILI TARI
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Traspol'ti per la mdu,nata dell'esercito .
Decisa la' guerra, prima dì intraprendere in modo attivo le operazioni contro il nemico, hisogoa che le forze militari della nazionesiano mobilitate, cioè fa tte passare dagli effettivi di pace a quelli di guerra e dotate di tulti i servizi necessari a rendere le truppe indipendenti dai luoghi di stanza; bisogna inollre che ~iano radu,nate presso la frontiera minacciala. Quando la mobililazione e la radunala dell'esercito sono compi ute, il comandante supremo può in iziare in modo generale le operazioni mili tari, disponendo e muovendo l'esercito secondo i suoi fin i. Da quel momento comi ncia la guerra, serie di marce e di combattimenti; fi n allora non vi è stato che preparazione di guerra. cioè movimento di affluenza di uomini e cava lli su alcuni centri del paese e una filla serie di trasporti verso il confine. Presso gli altri eserciti la mobili taz ione e la radunala, cose sempre differenti , si comp iono anche in epoche differenti: non si inizia, la radunata fìnchè non è ultimata o quasi la mobilitazione. È questo il sistema che hanno seguito nel "866 e nel 1870 i Tedeschi e cheha per sè il vantaggio di un maggior ordine e, a raccolta compiutar anche quello della solidità e della fo rza . È noto pel'ò che presso di noi, in causa del la nostra ol'ganizzazione· mi liLal'e, che non ammette il sistema lerritoriale, nè completo com'è in Germania, nè parziale com:è in Francia, e sopratutto in conseguenza della confì gurn.zione del nostro paese e clelle condizioni delle nostre ferrovie, la. mob ili\azione e la rad~nata dell'esercito si c·ompiono simultaneamente. Questo secondo sistema ha per noi il rnntaggio di una maggiore rapidità cli assembramento e ci è consentito dalle speciali condizioni di sicurezza, che la forza naturale delle nostre fronti ere e le artificiali difese, che giova sperare vi siano apprestate, per un cerlo tempo ci garantiscono. La nostra radunata differisce adunque in modo essenziale da quella degli al trj eserciti , per i quali essa consiste in trasporti di complete· unità di guena già mobilitale, mentl'e per noi consta di trasporli •
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di elementi disgregati, che si uniranno e si salderanno dopo di essere stati trasportali. Ma per contro il nostro si::tema ci for nisce· fi n dai primi giorni sui siti di adunata considerevol i nuclei cli forze-' organ izzate, i cui offellivi vanno approssimandosi gradatamente ed ogni dì più; al piode cli gnerra (1ì, Il còrnpito dei lrnsporti militari in questa circostanza si rias- · sume adun que per noi nel foro confluire con sicnre-:za e ne.l piiè' breve tempo possibile su una determinata zona del nos1ro territorio · la massima quanlità di truppe o la necessaria quantità di uomini,. di cavalli e di materiale per r ifornirl e e completarle. La sicure.::a, prima condizione d'ogni trasporto, nella circostanza cli una radunala verso la front iera è in parte garantita dal' · fallo che i trasporti sono interni , cioè all'in dietro del contatlo nemico. Dico in parte, giacchè tale circostanza, che ha un ralore assoluto per gli Stati a territorio riunito, ove le gnrndi vie sono completamente interne e riparnte cla ogni insulto nem ico, ha per noi ~ olto minor valore. Infatti le nostre principali vie nella parte penmsulare, sebbene lontane da.Il a fro ntiera di terra , non sono interne, ma periferiche e litornnee, epperciò esposle a danni eveoLuali dalla~ parte del mare. Questo fallo esige speciali aHerlenze nella. scelta· delle linee di trasporto, e sopmlullo es ige che sia pl'edisposta un a~. regolare difesa della linea minacciata, tanto da terra che sul mare:
(I) L' inOuenza della contìgur.,zione del paese e delle condizioni di viabilità forrovlarlai:: cui ci _troviamo e ci troveremo aucora per mollissimi anni è si grande, che, qnon- . d.ancho s i a vesse il sistema te>'ritoi·ia le , non s ~robbe ma i ùn aspo tta ,·o ùi ave re co mpiu~ _1, ,:nobiliuizi on-,, per iniziare la radunac.1. Il sistema ,ttuale allunga la dural.8 della mob1htaz1ooe in confronto del sistema territoriale ; ma questa durita, che ora si compenotrn con quel lu dell a raùu nota, ln quale ò m osgiore e CIM res terehho cos ta nte co n_ qualunque si stemo, non ra sentire gra n elle la sua inOueoza sulla prontP1.Ul déll'csorcito ad_ operare. Qualora invece, col s istema ter,·itorialc, s i volesso completare lo m~b:ltt0iione· prima di cominciare la raduoot3, p~r quanto brc1·e sia la durat" della primo , si a1•rcbbo sempre un tempo in più ùa somnit1rsi con quello costante dei L1·asportì per ta raccolta alla froot:era . S i l'itarderchho oduoq11e ,H var i g iMoi il momento in c ui 1• ~s erc ito s a-· reb~o pronto por operare, il che C\'identomento s!rebbe tutt'altro c ho un vautaggio. Non si può adunque trarro per noi, dalla ncccssilà di uno pronta radunata, nessun argomento io favore del siste ma territoriale. Contro questo lnrnce starà sempre lo con- · ven,e nzo. di uo,1 dlsc minaro in tutto il tor,·itorìo il ma teria lo ùu g ue rn1 o i corpi di trup pe. ., a cav~llo, che s ono i più d1fncili a trasportarsi; ma d, tenerli invece permanentemen te, prossimi alle zone di radunata.
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STUDI
FERROVIARI0-)-1J.LITARI
. Protegqere la rad.11nata dell'esercito, è il p1·i1no còmpito della 1iost-ra marina: splendido e generoso còmpito, che le attribuisce la prece.,denza nella lotta e la affra tdla all'esercilo fin dal bel principio della guen·.;t. Q1iando all a flotta nemica sia reso impossibile il recar danno direttamente alle opere della ferrovia ed ai treni che vi transitano, la difesa delle nostre linee litoranee da terra non è difficile e -non richiede che un'alliva sorveglianza conlt'o -le piccole imbarcazioni , ch e ten tassero lo sbarco e la rapida distruz ione delle opere · della via. All'altra condiz ione del m,inor tempo possibile, ossia della cele_,,ritcì mcissima di movi·mento, provvedono la norme e i mezzi di mo·, bilitazione in ciò ch e rigLrnrda la dur·DLa dell'apprestamento alla -partenza, e prov,•edono le ferrovi~ e le disposizioni prese per bene ,. usufruirle, per ciò che rit1elle la durata-dei trasporti . · ·
Noi Italiani poi dobb iàmo loro qualche cosa di più che gli altri popoli: non è un paradosso il dire che le fe,rrovie sono condizione essenziale deUa nostra-1w1,ità, Prima delle ferrovie il concenframeoto alla frontiera delle forze combalten Li, per _essere sollecito e completo, esigeva una speciale conformazione del Lerritorio dello Stato; erano soltanto gli Sta ti a superficie riunita cltè potevano prestamente oliendere e prestamente difendersi; il che equivale a. dire che solo essi potevano sussistere come grandi Stati. In quelle condizioni l'Italia unita non sarebbe stata possibile, e Napoleone I era nel vero, quando pone,,a.·come condizione di esistenza di un unico Stato italiano , il ripiegamento nel golfo ligure della parte meridionale della pen isola . Al suo teinpo erù quello il su lo modo di far sì -che il Calabrese potesse accorrere a tempo in soccorso del Piemontese o cl~! Veneto; era quindi il solo modo cli rendere di mutua uti lità, epperciò di giustificare, l'unità politica. Ma Napoleone I non poteva prevedere che quel ravvicinamento, che egli giustamente stimava necessario, si sarebbe verificato senza l'assurdo riempimento del golfo ligure. La soverchia distanza fra il settentrione e il mezzogiorno 'd'Ita lia è stata (per dirla colla pru;ola comune e ines,tlla, ma assai espressiva) distrutta dalle fe rrovie, e i •I •I 00 km . 1di distanza fra Taranto e Torino non esigono più due mesi per essere percorsi , ma soltanto pcco più di due giorni. ·
I trasporti di radunala. sono il campo più grandioso e più utile in cui si manifesta la potenza delle ferrovie: in tal circostanza tutli i mezz.i di queste vengono assorbiti per conseguire l'allissimo scopo . di apprestare la difesa della paLria. Senza le fe1To,,ie le gtierre moderne, pur non essendo meno grosse, sarebbero più Junghe, epperciò più disastrose; senza cli esse alcuni Stati e primo fra questi 1'l'Italia, non potrebbero esistere. · Dall a grandezza dei servizi che le ferrovie rendono nel periodo · iniziale della guerra, alcuni furono indotti ad altribuire solo ad esse la possibilità delle grosse guerre e la riuni one delle grancli masse . comballenti. È incontestabile che le ferrovie hanno foci I itate queste , , cose, ma non è a loro che son dovuti gli straord inari eserciti che combatlono nelle guerre moderne; e:;se li hanno trovali, e ne sono prova le guerre della Rivoluzione e dell'Impero, nelle quali si manifesta ben decisa la tendenza ai grandissimi eserciti; e ne è. prova ancora .il sistema militare prussiRno, ora esteso a LuLLi gli Stati, si. sterna di rapida produzione di grandi masse, nato quando di ferrovie non si parlava nemmeno. Ciò che ad esse è dornto non è dunque la possibilità, ma è la rapidità di riunione dei grandi eserciti; epper··tanto anche l'a(frettamento dellrt decisione finale, con la qual cosa :·hanno reso. un benefizio segnalato alla ci viltà.
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L'impiego delle ferrovie per l'assembramento clellè forze, oltre che per la rapidità con cui questo si compie, ha influenza sull'andamento delle operazioni coll'obbligare a intraprendere le mosse cla quei punti che sono possibili come sLazioni cli scarico, e col determinare molte volte lct posizione non solo, ma la divisione delle forze c0mponenti l'esercì lo operante. A conferma di ciò, valgano gli esempi della radunala prussiana nel ,J 866 e di quelle del 1870, sia francese èhe tedesca. La reJazio;rn ufficiale prussiana, dopo aver accennato che:i « In « ogni caso bisognava aozitnllo trasportare i corpi d'armata quanto « più vicino al teatro cl' operazione era possibile » osserva: « .. .. In « realtà queste arterie s'arrestavano pei LrasporLi prussialii, a Zeitz, <e Ha.Ile, Herzberg, Gorlitz, Schweidn itz e Neisse. È su queste teste « di linea, foi·manti un arco di circolo di circa 60 miglia, che si era 1
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STUDI
« obbligati di sbarcare, per marciare in seguito )>. È noto che è slata questa posizione iniziai!) dell'esercilo che ha precipuamente determi nato la di visione dell 'esercito in due armale e l'entrata in Boemia per tre differenti linee. Riguardo al 1870 si può leggere nella famosa memoria del marescia llo v. Moltke che; (< Qualora i Francesi vogliano trarre il mas" simo prnri tto del loro sistema ferroviario per a!Treuare la raccolta « di tutte le loro forze, ve?'ran.n,o di necessità a formarsi in due « grandi grupp i presso Strasb urgo e )1etz, separati dai "\'osgi ».Ed · è precisamente così che, come ognuno sa, è avvenuto . E dalla parte tedesca le tre armale che dovevano procedere oITensivamente, perchè presero dapprima un fronte press'a poco ugLrnle di quello france3e, se non perchè subirono la condizione che le ferrovie imponevano ad una rapida raccolta'? - La disposizione della rete ferrovi aria rielle vicinanze della frontiera è a.dunque incontestabilmente un importante elemeulo da porsi a calcolo nel valutare una situazione strategica, ed è elemento al tutto nuovo e moderno . Un'altra influenza abbastanza importante si attribuisce da alcuni ali ' impiego delle ferrovie nel la raccolta del!' esercito: qu~lla della conservazione dette for.:re conibatteiiti. Le ferrovie risparmiano, si dice, le enorm i perdite che si fa rebbero raggiungendo la front iera a marce ordinarie. - Ciò è vero ed in parte è un bene, perchè effeLLinmeole in tulle le Iunghe marce a n engono perdi te di elementi anche buoni, come in ogni movimento fra i corpi vi sono perdite di fo rza per resistenza d'atlrito . Ma in parte è un male, perchò viene impedita la pri ma importante separazione dei buoni dai mediocri e dai nulli , separaz ione che avviene po i al vagl iod~lle primemarce. Colle ferrovie si trasportano Lutti, i forti e i deboli; ma siccome la guerra è e ri marrà il campo d'azione dei soli forti, fisicamente e moralmente, così av1rengono alie prime mosse sul Leat~·o di operazioni Je gravi perdite risparmiate fino all ora dall' impiego delle ferrorie. Il risullato finale è il subitaneo rigurgitare degli ospedali e il considerevole ingombro delle linee di tappa. Nei trasporli per la. radunata dell'esercito però, non è più il caso di fa re sotlili dist inzioni sulla convenienza di un mezzo di
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comunicazione piuttostochè di un altro: la conveni enza sLa nell'usarli tutli in quella misura che più è adatta ad accelerare il cùncentramenlo delle forze . Evidentemente trattandosi sopratutto di far ·presto e di raggiungere destinazi oni assai lontane primèggia l'impiego delle ferrovie. La via ordinaria è risern ta alle truppe che sono prossime ai luogh i di radunala; le vie di mare si impiegano per trasporti dall e isole e (quanclo po-ssono effettuarsi con sicurezzU;,, il che avverdt probabilmenLe per uno almeno dei nostri due maril servono, sebbene in misura assai scarsa, ad all eggerire il lavoro,straordinariamenle grande da cui sono gravaLe le ferro,ie. Questo lavoro, a giudicarne anche soltanto dalle prescrizioni di mobilitazione fatte di. pubbli èa ragione, deve essere effellivarnenLe grandissimo. -Mentre convergono verso la frontiera di guerra tutte le Lruppe di fanteria e di cavalleria &ul piecle di pace, si dirigono da tutte le parli del regno ai reggimenti di artiglieria e genio ed ai servizi di sani fa e di commissari ato i loro richiamati dal congedo, e comincia il trasporlo dei quadrupedi necessari a portare le truppe ed i traini sul piede di guerra. Questi invi i sono appena iniziati che gi à ha luogo l'affi uenza alla. fronti~ra degli uomini di fanteri a richiamali dal congedo ; dell e truppe di ~u'Liglieria. mobilitate, dei servizi cli sanità, di commissariato e di Lra.ino d'ogni specie. E i treni di Lruppe. di cav~lli, cli :uomini richiamali alle arm i, di materiale si seguono e si inc,dzan o in un senso , mentre nel senso inverso si succedono i treni di materiale vuoto. - lladi nell'estrema punta clella penisola, lutti quesli treni si inlìlliscono ma.no mano che avanzano Yerso il nord, e su certe linee, Yere strozzature del mo11 imento, la. sli.ccessione dei Lreni nei due sensi dovrà essere sì rapida, da sorpassare ogni fa tto ordinario, e da .sorprendere ehiunque, benchè del mestiere, non abbia che la conoscenza dell 'ordinario servizio ferroviario. Cionostante si può asserire francamente che, a meno di accidenti ~ impreyedibili e a meno di nC1n impedite o irrefrenab ili offese dal mare, i movimenti di adunata si effettueranno regolarmente e senza gravi inconvenienti; e ciòpèr la ragione che essi possono essere previsti, studi ati e preordinati in tutte le.loro parl.icola.rità fin dal Lempo di pace. - Là ovem.aggiore è il mov imento, si provvederà fi n dal principio a concentrare maggior quantità di personale e di
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STUDI
materiale di lrazione e, se si porrà mente a che il mo.vimento sulle vari e linee nou ecceda quel grado di intensità, che ancorripuò conciliarsi coll'osservanza di tu I.le le ordinarie condizion i di esercizio, e che sia lasciata una qualche latiludi ne di riparo ai liev i ineYitab ili inconvenienti giorn::Ì lieri, non vi s;-ii~t ragione di dllb itare della · buona riusci la dei tr•asporli. Questa certezza, frntto dell"ordine e della prev idenza, è un o dei grandi vantaggi dello studio preventivo : un altro è la migliore utilizzazione dei mezzi disponi bili, della quale consegue una maggiore celerità. Del 1·esto dopo la splendida radunata tedesca del ,1870 nesstrno oserebbe piit contestare la co~111enicnza, non.solo, ma l'assoluta necessità di prevedere completamente e di predisporre in ogni partico lare tutti i trasporli rin da l tempo di pace. Cond izi one essenziale per intraprendere od accettare con serietà ulla guerra è quello cli poter di re: « La nostra mobilita::rione è preparata sin nei minimi « pai·ticolari. Lè tabelle di moDÌm,ento 0 1; e è ind,:cato per ogni pa1'te « di tmppa il gior1io e l'ora della parten::a e dell'arrivo- sono « pl'onte » . (Memoria clel maresciallo illotcke 1868-1860. Il soddisfa cimento di questa condizione però, è pe1· noi ben altrimenli più difficile che non lo sia stalc in Germania e che non Jo sia per tutti gli eserciti, che separano nettamente le due operazioni cli mobilitazione e di radunala. · La radunal'.'. italian·a, simu ltanea co lla mobilitazione, è cosa si . complicala per quanto rigua rda i ti~asporti, da 11011 poter essere in alcun modo para1'?"onal.a con quella di altri eserciti. Il Msl.ro sisl.erna però non crea un pericolo, ch6 anz i tende a fugg ire qnello di un sovercl1io rital'do': costi tuisce sollanto una grnnde diffi coltà a chi ha il compito di prepa rare il progelto di Lulti i trasporli. · La. preparazione delle disposizioni di 1nòvini cnto consta cli due parti: preparazione mil itare e preparazione ferrovia ria. La prima assicurn l'ordine e la disciplina nei traspo rti; Ja seconda ne assicura i mezzi, ed è lanlo pi ù indispensabile q11nnto più questi sono scarsi e il movimento è _più compl icato : - Iuvero là dove la mc,bil ilaz ione precede l'adunnta, la preparazione fe rroviaria è meno importante e meno urgente, poichè i trasporti , tr:_itt.anclosi di unità di truppe oià formate e aventi su ogni linea direzione e destinazione identic~ e
F P.RROVIA R !O-M ILIT,Ull
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<Costante, riescono semplici e d'altra parte si ha il tempo di prepa.,rarli durante il periodo di mobili ta:r,ione che li precede. La preparazione ferrovial'ia potrebbe anche omeLtcrsi forse in un paese ricco di materiale e di line~ di molla produtLir iLà: cos). la radunala francese del 1870, presciDdeuclo dal disorcline prodoLLo dallti mancanza di preparazione militare, ha potuLo riuscire ferroviariarnente ab·bastanza bene anche non predisposta. i\Ja che avverrebbe da noi, se colle poche risorse che offre la nostra rnle, si aspettasse a mobilitazione decisa a stabilire i treni da e[etLuarsi, la ripartizi one -del materiale cli trazione , la dislocazione di quello da trasporto , i ri ,torni del malel'iale imp iegato , ecc., ecc.? La confos1on-0 e i ritardi nei trasporti progeUali non tarderebbero a fa.rei pentit;e della nostra ,trascuranza. Epperta.nto da noi la Direzione trasporli presso il Comando del ,corpo di stato maggiore deYe compilarn non solo le tabelle di movimento per le truppe, pei richio.mati all e armi e per ogni speciale .servizio militare; ma ben ancbe i quadri dei trasporti su ogn i linea, ,quelli della prima dislocazione del materiale, ecc.1 che sono neces.sari· per predisporre il regolare m0vimento ferroviario . Ciò non ,può essere che il risultato cli studi molteplici, laboriosi ed inces' ,santi. ' Questa preparazione vien fatta. Lenencl.o. conto delle condizioni 1preventivamente accetlate dalle amministrazion i ferroviarie per : .mezzo dei loro delegati, membri della Conimissione centrale tecnicoI ·militare (I ): il che è un'altra garanzia. della buona· r iuscita dei tra·sporti, perchè allontana ogn i peri co lo cli attriti e di malintesi e ast ,sicura il pronto concorso cli tutto il personale ferrovi ario. 1
Lo studio accurato del progeLLo di raclunat:J. dell'esercito, esige / anzituLLo una raziona.le determi nazione _d:11~ .lin o~ da impiegarsi, eppoi una perfetta conoscenza della qua_nt1la dr movJmento che esse, ,comp lessivamente consid'erate, possono permettere, cioè la cogni1 :zione della produttività (lei le di verse 1 li nee e cleLle risorse della rete I .quanto a personale e a materiale uLilizzahili. l
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(ll A questa commi~siooc ò 6lalo dato corpo e attribuzioni legali con decreto 'r1 ,maggio 1860·
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FER ROVJARIO ·MILITA RI
S TUDI
· ~a ~cel.t~ de!le linee di trasporto dipende sopratutto da cons ide'.'az10.m m1lrt~n; 1~a sulla d~terminazione del movimento possibil e1nfl11.1scono d1vers1 element,, alcuni d'indole puramente tecnica, i· quali devono essere costante oggetto di studio . Il vari.are di ta!i. ele~.enti, alterando le condizioni di trasporto, può obbligare a rifare 1 ,utero, progetto o a rimaneggiarlo sensibil1~1ente: Questo fatto può avvenire anch e per variazioni nell e diretLrve di .adunata; caso che p,·esso noi apporta un lavoro di rifaci'.n en to mcomparabilmente più grande che presso gli altri eserci~i, 111 ca usa del diverso sistema di mobi!i!azione. È pe1: questo che ho dett o più sopra che gl i studi della direz ionef trasr~o~t,. erano laboriosi ed incessanti. Del resto sebbene in misura assai ~ldlerente di quanto da noi è necessario, al lavoro di rimani-· pola~1one, nessuno può sfuggire completamente: in prova citerò solo Il seguente brano della Storia della giierm franco-german·ica pag. 80. ' «' Mercè le accurate disposizioni date per tutte le Iinee corrénti <e verso il teatro della guerra, ne$Suna di queste dovern rimanere <e r.osse ~1ure momentanea1?enLe, inutil e : anzi dovevasi trarre pro~ « r,I.Lo d, tulta la potenza dt ognuna. di quelle linee . Perciò con venne<c apprezzare il valore mi litare delle nuove ferrovie Lostochè furono « aperte; lo che, durante la pace, aveva richiesto una continua. ri« manipol azione dei quadri di movimento preparati per le sin (Yole « truppe. Questo lavo ro si accrebbe ancora, perciò che OCYni acc~le« ramento di mobilitazione di questa o quella pari.e d; H'esei·citO' <e rendeva necessari nuovi progelli pel trasporto delf 'esercìLo in« intiero, affine di poter utilizzare completamente tutte le linee to · « stochè le truppe si trovassero pronte». L'elemento di capik'lle importanza per fa radunata deli''esercilo cruello che ne determina. la durata., è la quantità di movimento rrior~ nt1li ero eh~ .la '.'ete uLil_izzabile permette, movimento che dip:nde d~l!e ~ond1z10~1 dell~ linee e dai mezzi per usufruil'ie. Queste cond,~1001 e que.;t1 mezzi devono essere valutati con esattezza. per com1~1surare ad essi il lavoro dei trasporti, giacchè·il massimo utile che si può trarre dalle ferrovie dipende dall' usufruimento di orrni ri0 sorsa nei limiti ordinari di loro potenza.
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Però il giusto apprezzamento delle condizi oni reali delle cose evidentemente non basta; ed affinchè i supremi interessi della difesa. nazionale fossero ben tutelati, bisognerebbe che tali condizioni r~ali corrispondessero veramente alle esigenze di una rapida mobilitazione e radunala dell'esercito. Disgra.ziatarri.enLe presso di noi l'autorità mii itarenon hainfliMnza di sorta nel migli orare le condizioni delle ferrovie esistenti, nè di quelle che son per costruir:;i, sebbene ad essa incomba. intera la .responsabilità dei provvedimènti per la patria difesa. Quali dovrebbero essere qu,elle condizioni, affinchè la noslra rete si presi.asse ad una. rap ida mobilitazione radunata dell'esercito, può dirsi assai brevemente. Basterebbe per questo : 11° Che talli i luoghi di presidio ed i centri di mohilitazione fossero allacciati alla rete ferroviaria ; 2° Che la rete peninsulare si sviluppasse verso nord con produttivi tà gradatamente crescente fino a raggiungere fa rete padana. e che le traversaLe del!' Appennino permettessero il sicnro e sollecito · sfogo di tulto il movimento di aftluenza dal sud; 3° Che facili linee tra.syersali pe.rrnettessero di sviluppare per · altre linee longitudinali il movimento cl\, per avventura soffrisse ingorgo sopra una di esse; ,i-0 lnfìge, che allo sviluppo della rete militarmente necessaria ed ai bisogni dei traspor Li militari corrispondessero la necessaria. / quantità di materiale di trazione e da trasporto. Quanta parte di queste condizioni principali resti insoddisfatta, . vedremo nello studio VIII 0 trattando della produttività di un'intera rete.
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La buona ri uscita dei trasporti , oltre ad una cleLlagliata prepara- · zione, richiede speciali attenzioni nell 'esecuzione. Anzitutto occorre che il personale delle ferrovie non sia. assottigliato precisamente nel momento che il lavoro si fa p'iù grande. Pertanto bisognerà ritardare la chiamata alle arm i di quella parte · di esso, che fos3e soggetta all'obbligo del servizio militare. È questa una disposizione che prendono tuLLi gli Stati e da noi si è provveduto a regolarne il compimento con decreto 16 maggio 1880. ' Occorre inoltre provvedere ad organizzare convenientemente la.
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STUDI
...·direzione e la sorveglianza degli_io tensi trasporti, che costituiscono una delle più importanti fasi della patria difesa. Nel periodo di ra, dunàta è razionale ed è giusto che ogni altra considerazione, ogni . ·àltro interesse , ceda alle considerazioni militari e all'ihteresse della difesa. Epperò l'autorità. militare deve potervalersi incondizionala,mente ed in modo assoluto di tolte le fe.rrovie per tutto quanto ha , ,relazione col movimento mi) itare, servendosi del consiglio e delì'o:pera. dei funz ionari superiori di ciascuna rete per tutto ciò che ri. guarda il lato lecnico dell'esercizio. Il serv izio del pubblico ctovri:t completamente cessare sulle lìnee fa cui capacità di trasporto è assorbita tulL·a dal movimento mili1 .. tare; sull e altre potrà segt1ila_re 1n quella misura che verrà reputata , -possibile. - È. bene però osservare che le i;i.ostre non prospere con, dizioni q~a~to a materiale di trazione, obbligheranno~ sospendere , , quasi completamenLe sp tutta la rete il servizio merci e passeggieri, con grave danno del commercio·,- delle grandi ciLtà e in · <J:Hirte- anche dell'esercito . Nessuno però potrebbe consigl iare di ritardare l'affiue11za dell'esercito alla frontiera pB'r isfuggire a simili . ·inconvenienti. Il solo modo legittimo cli evi tarli è quello di aumen.'(tare la dotazione di locomotive: ci pensi ch i ha la responsabil ità del bene pubblico. · L'organo della suprema autorità militare, che assume la direzione . dell'eserdz io ferroviario e che rego la tutti i lrasp~rti è la Di·tezione generale dei trasport·i, derivazione del la direzione trasporti del corpo , ,di stato maggiore, la quale pas~a a formare una speciale divisione del Ministero della guerra e chiama nel suo seno i principali fun• zionari dell e diverse amministrazioni ferroviarie. Per sor vegliare l'esecuzione degli ordini dati e provvedere a tutti i cas i imprevisti, vengono costituite sotto laclipendenzadellaD ire~ -zione generale trasporti delle Commissioni di linea. Anche queste .hanno, come la clireiiooe generale, composizione mista: a fianco ~ all'elemento militare vi è quello puramente ferroviario. Es8e ter- . , ranno il posto delle speciali direzioni di esercii io delle varie reti. Nei punti di maggiore o più compl icato.movimento, le commissioni di linea distaccheranno delle sotto-commissioni cli linea, specie di ·...;ispettorati. misti, incaricati di prov~edere a tutte le, anormali là che
F E RROVIARIO MILITAR I
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avvenissero sia nelle co rse dei treni, sia nelle operazion i di carico e di scarico. Le commissioni e le sollo-commi ssioni di linea adempi ono al loro ufficio seguendo le ·norme diretti.ve avute dall'a direzione generale: nei casi pi ù gravi, potendo, -riferiscono a questa e ch iedono ordini, ma se vi è urgeqza prima provvedono, poi riferiscono . Agli ordi ni · dell e comm ission i di li nea funiionano i Coina11,di di .slaz•ione, costitui Li con un pe1:sonale più o meno numeroso a seconda dell' importanza militare della stazione. Anche·in essi vi è riunione dcH'elemento mili tare e di qu ello ferrÒviar io e il caµo stuz.ione fa sempre parte del comando , anzi ne è capo se, come uffi-ciale di riserva, di c.omplemenlo o della rn ilizia 01obil e, ha un grado superiore a quello degli ufficiali acldeLti ,llla stazione. Non in tutte le stazioni dell e varie linee però vien costituito un ·comando cli stazione, 1~Ht solo in quelle ove è considereYole l'in- . tensità del movimento erl ove sono troppe o molli drappelli di rithiamati alle armi che pernottii no o che prendono il rancio. I comandi di stazione curano l'esecuzione degli ordi·ni delle commission i e sotto-commissioni .di linea, e le infonnano regolarmente di quanto a vvieoe in stazione; osservano che nei caricamenti escari camenti dei treni e nei trasbordi di trup pe si ·seguano le prescrizioni regblamentari; avvi sano i partenti dell'ora e del hiogo ove devono tnwarsi; al'visano delle avvenute partenze i comandi cli stazione cui ciò può interessare; conconono ad as,;icurare l,1. regol are distribuzione dei viveri alla truppa e pronedono alla sollecita abbeverala dei cavalli. Il coma1idante di stazìo11,e deve esserè consùlemto com~ 1m c_apoposto incaricato di far rispettare 1.ma consegna; i milùari ct,i ogni :g1·ado do'lìranno in· qiialwnqiie ctrcostmiza anmiilre alle sue ri,ehieste e farle ese{Ìiiire dai loro dipendenti-\arL. 17 del Regolamento .sul servizio dei trasporli in guerra) . L'insieme cli tutte queste disposizioni, frutto dell'esperienza delle ultime gnerre e imitazione dell'organizzazione germanica, sembra .atto ad assicurare la quona riuscila dei trasporti di adunata. II buon volere ed il concorso inl elligenle di Lulli ne agev9li ognor più !'.esecuzione. Se vi è momento in cui le soverchie esigenze e le
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STUDI FERROVIA RIO -MILITARI
scontentezze sieno fu ori posto, è quello supremo in cui l'esercito va alla frontiera in dif~sa della patria, in sostegno della pubblica salvezza. L'altissimo scopo e il ·pènsiero di non turbarne il conseguimento devono far tacere anche quelle esige!lZe, che in altri tempi sarebbero legittime. cc .Fra. tutti, si fa tutto ~ sia. la divisa d'ogni Corpo e d"ogni militare, e allora le difficoltà spariscono, · tutti 'glr ostacoli sono faci.Jmente sµperati e le forze di tutti si centuplica.no. Nessuno ignora quanto sia insoffribile la lentezza dell'avanzare, quando è grande il desiderio di arriva.re. Tale GOntra.rietà sarà assai sentita nei trasporti di adunata, poiché i treni mi!Ìtari sono lentissimi. Bisogna esservi preparali e pensare che i treni s~no lenti, perchè conviene farli grossi, e cpe si veriCica proprio il caso di dovere andare adagio per arrivare presto. · ' Nella noia delle lunghe ore di viaggio, delle frequenti fermate apparentemente non sempre necessarie, ma che per contro sono in-: dispensabili per molteplici ragioni di servizio ferroviario, si rammentino gli ufficiali che il treno,~col quale viaggiò il re cli Prussia per andare a prendere il comando dell'esercito tedesco nel ,, 870, non correva. più velocemente del I.oro. Infatti,« partito da.Berlino alle6 « pomeridiane del 311 luglio, toccando Magdeburg, Hannover e Co1 « Ionia, gi tì.Dse la. mattina del 2 agosto !l; Ma.gonza.» (chilometri 80·1j. «.Il viaggio fu relativamente lento, perch,è i sei treni speciali del . « ~ran quartiere furono incastrati nel movimento generale presta« bilito, in guisa da. non isconcertare menomamente il trasporto « delle truppe». (Storia della guerra f1·anco-germ.ar1ùa, pag. ,J25) . È bene avvertire che quei tr.eni speciali non erano che treni militari come gli altri, che. correvano parallelamente agli altri , cioè con eguale velo.cità. La velocità media fu di chilometl'i 22 all'ora e certo sarebbe stata ancora minore, se la linea. percorsa. non fosse stata a doppio binario.
Ing. L.
CONTI VECCHI .
Capitano di Stato 'i',fag,qiore.
LE NUOVE
ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO PER. LA. FANTE.RIA (I)
PARTE II. Scuola delle distanze.
Questa seconda parte della n~ova Istruzione, pur conservando t pregi di quella del 11874- reca alcune varianti; intese le une a perfezionarla, le altre a semplificarne lo svolgimento e coordinarlo ai nuovi precefo per l'impiego del fuoco. . Tali varianti consistono specialmente: a), nell'aver sostituito, per le le misurazioni, il passo ordinario al passo del metro ; b) nell'aver limitato a 500 metri gl i esercizi di estimazione da parte dei soldati; e) nell'aver a.boli te le scritturazioni giornaliere e riepilogative,. nonchè .i premi agli estimatori più abili di ciascuna compagnia. · (lÌ ·~:di ntvista ,ntlitart dispense ,di febbraio e ,mario. Spiacenti deÌla. lunga interruzione, causata da mala ttia, ne domandiamo venia ai lettori. Nelle det~o dispense occorre fare le co1-rezioni seguenti: l,'ebbraio pag. 301 linea ultima, invece di: gruppo, leggasi: uomo. . .. ,. 312 linea quint'ultima, invece di: ad altezza d"uomo, lena~i: a metà, • altezza d'uomo. . Marzo ~ 490 linea seconda, invece di: 41, leggasi: 21. ~ 492 linea ventesima, invece di: 235, Leggasi: 265 . » 492 linea ventunesima, invece di: 80, leggasi: 50,
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..t.NNO XXVI, VOL, lii.
s.
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LE NUOVE ! STRU ZION'l REGOLAMENTAHI SUL TIRO
La prima variante ci sembra assai opportuna. Si risparmia la lezione colla quale era necessario insegnare l'esecuzione di ·un passo 'formto; si sostitL1isce ad una unità di misura. diffici le ad ottenersi con esattezza, altra unità più facilmente · rettificabile e abituale al('uomo, quindi cosLante e calcolabile eziandio nei suoi errori; si rende possibile infine il prolungare gli esercizi di misurazione anche su terreni estesi, l'applicarli a -lunghi traui di marcia, l'accompagnal'li in ·tal modo .con discussioni ammaestra.tive più diffuse e proficue. Ad onta di tali vantaggi udimmo taluno dichiararlesi contrario, per la difficoltà di tradurre in metri il-numero dei passi èontati dopo l'ultirilo ettometro iutiero. ì\fa notiamo che la. seconda edizione della Istruzione, posta in vigore'il 23 febbraio del corrente anno, assegna questo. computo a.l solluffìciale. Inoltre ·non si tratta c1ui di ottenere misuratori perfetti, sibbene di abituare il soldato ad eseguire i suoi passi con lunghezza costante ed a ricordarsi a qu,rnti corrispondono cento metri. Ciò olt.enuto, ogni qualvolta or;correrà stabilite una misura con una certa accuratezza, del computo potranno occuparsi gli ufficiali od i sottuftìciali . Quando invece si voglia soltanto COMscere di quale alzo convenga servihi ,·per battere eventualmente un dato terreno con fuoco individuale, pel soldato isolato potrà bctslare il distinguere se l'ultimo tratto percorso sia una frazione piccola e quindi teascura.bile, se di qualche importanza, se infine sia molto prnssima ad un nuovo etlometro iu tiero . E ciò è facilmente avvertibile da chicchessia. Gli esercizi di estimazione per la generalità dei soldati , çbe già . si spingevano fi no a. ,1000 metri, si arrestano ora a 500. Così è possibile tratteners i più a lungo a giudit are le distanze D.!inot:i, impra· tichirv i meglio i soldati, coordinare la loro istruzione preparatoria colle facoltà ora più limitate relative al tiro individuale. Le norme di esecuzione di tali esercizi, se alquanto più concise, ci sembrano tuttavia pregevoli al pari cli quelle della Istruzione an- · tica. Acce@ano ai criteri essenziali senza sopraggra.vare la mente di da.ti Lropp9 minuti e facilmente mutevoli. Sarebbero però riuscite più complete ove si fosse dato qualche maggiore svolgimento a quanto si accenna al N. 69. Le infl uenze esercitate dalle diverse condizioni di atmosfera , di l.uce, di terreno ecc., sono infatti circo-.
PE R J.,A FANT E RIA
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stanze importanti di cui è d' uopo tener sempre calcolo. In ogni modo · alle ,norme in discorso aggiungono pregio le disposizioni .seguenti: a) la. raccomandazione perchè il graduàto non influisca sulle impressioni che ogni ~ingoio soldato r itrae, proporzionate alla propria potenza visi va; b) l'incominciare gli esercizi cli estimazione lasciando a termine cli confronto gli indicanti sul terreno; . e) sona.tutto la osservazione su squadriglie appostate al coperto o quasi, ed eseguenti il fuoco; estimazione codesta che riteniamo particolarmente proficua. Ammesso. il principio che la scuola delle distanze dovesse estendersi in proporzione delle facoltà spettanti a ciascuno nell'eseguire o nel dirigere il fuoco, appatve conveniente consenrare per tutli i gradnati le esercitazioni fì~o a mille metri. Il paragrafo che Lralla degli esercizi dai 500 metri ai ,1000 reca esso pure una varian te opportuna: ·1e osservazion i ,si devono fare non più su un solo pelotone, sibbene su una inliera compagnia e della fon.a di guerra. In tal modo riescono più facili i primi esercizi ed il direttore della istruzione ha mezzo cli far r iprodurre di poi con maggiore verosimiglianza le circostanze della pratica facendo presentare l'obbiettivo in ccilonna, in atto di spiegal'si, in linea, in formazione d'at·tacco ecc . Questo pal'agq1fo soggiLmge infine l'utilissim'1) invito perchè, ove possibile, si completino le osserv-azfoni anche su re•parti cli artiglieria e cavalleria. Durante gli esercizi di estimazione menzionati fin qui; prescriveva l'Istruzione ant.ica si regist!'assero gli ~pprezzamenti individuali i qual i servivano di base per l'aggiudicazione finale cli un premio ai due estimatori più abili di ciascuna compagnia. L'Istruzione nuova non ne parla: e 'Ciò, riteniamo, a scopo di semplicità. Per certo la quantità delle scritture richieste dall'antico regolamento era considerevole e forse non proporzionata alla. esiguità dei premi. Ma questi pro,,ocavano l' interesse del soldato , aggiungevano per esso nuova importanza a ta'le scuola, lo stimolavano a' dedicarvisi con attenzione, ad esercitarvisi anche cli propria. volontà. Una. delle pri ncipalissime cause per le quali tanLi colpi falliscono in guerra sta appunto nelle difficoltà di ben apprezzare
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LE NUOVE ISTRU ZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO
PER LA -FANTERIA
le distanze. Ora, poichè tutte le prescrizioni del nuovo regolament~ tendono a scemare le cause ora dette, col diffondere migliore istruzione pratica nel tiro, migliori criteri per la sua applicazione, migliori gar.anzie tattiche e disciplinari .nei modi di e!Iettuarlo, ci sembra sarebbe stato logicamente conforme al suo spirito il dare anche al la scuola delle distanze maggiore eflìcac\a : si sarebbero dovuti adottare i premi anzichè sopprimerli se prima non fossero· esistiti, esistendo sarebbe sta.to vantaggioso l'aumen tarli. La nuova: Istruzione inglese _(4·) stabilisce.per. ogni compagnia un premio di una·lirasterlina al più abile estimatore, ed un premio di dieci scellini: al ,J O¼ dei soldati che ritrae il maggiore profitto da questa scuola. In Germania, fra le migliorie che si vanno domandando v'ha pur quella della istituziòne di pi'emi o di distintivi pei piu provetti apprezzatori delle distanze (2). Che se colla soppressione si mira.va a liberare il nuovo regolamento da troppé pastoie, non era impossibile ottenere lo scopo anche senza gettar via il grande vantaggio dei premi_. Se a.I contrario si mirava all'economia, dovremmo obbiettare che il solo valore delle munizioni che potmnno esser brnciate inutilmente per errori di distanze nel corso di una guerra, sarò. di gran lunga superiore alla somma dei premi annuali anche computati per un periodo di 1Oo cli 115 anni . Essi ammontavano per una compagnia a lire 6 àl!'anno, onde corrispondevano dopo 11O o 115 anni al valore cli 530 o di 800 cartucce circa, cioè a tre od a quattro cartucce per ogni combattente. Durante l'ultirna guerra i Russi, pure sì limitali nello svii'uppo dei loro fuochi perchè poco provveduti di munizioni, ebbero corpi nei qLtali la media dei consumi fo di 243 colpi p·er fucile. L'esperienza insegna che i colpi uliti sul canipo non superano se non in circostrnze specialissime il 2 °lo dei colpi sparati. -Fra tanto sciupio, la parte considerevole che deve attribuirsi al giudizio rn"eno esatto della distanza non è di gran lunga superiore al rispar1nio, testb menzionato·? · Ancora un ·ultimo voto sulla scuola delle distanze: quello che si possa presto adottare un buon telemetro per la faMeria. L'efficacia
-dei fuochi alle grandi distanze, e sovrattutto la possibiltà di eseguirli ·L:on spreco di munizi'oni non rilevante, dipenderanno 111 gran parte .dalla sicurezza colla quale potranno estimarsi le distanze medesime. È un fattore la cui importanza. ha già indotto l'Austria, l'Inghilterra -e la Francia ad adott.are per le truppe di fanteria, la prima il telemetro Roksanclic, la seconda il Watkin , l'ultima il Labbez. La qui,stione non è però ,mcora matura, ed i risultati che si ottengono in Austria col Roksandic sono soventi molto lontani. dalla approssimazione che si desidera: ed è anche più n1alagevole a r isolversi per noi a cagione della natum dei nostri terreni, che, molto coperti di . vegetazione e freq11entementc colli11osi o montani, rendon difficile soventi, sia lo scorgere gl i obbiettivi dalle dive,:se. stazioni, sia il >trovare basi app ropriate, sia l'evitare gli errori inerenti alle variazioni altimetriche. Se tali considerazioni dovessero farci procedere pi~ lentamente in questa scellrl attendendo la comparsa di altri tipi più perfezionati, -se L'estimazione delle distanze dove:;se per conseguenza. basai-si per qualche tempo ancora principalmente sulla osservazione visiva, allora riterremmo ne.cessario,che gli esercizi di questa scuola, alle distanze maggiori di 11000 iuetri, menzionati al N. 89 del la nuova I struzione, potessero avere più proporzionato svolgimento e sovrattutto 1esegnirsi sulla osservazione di t.ruppe anzichè di oggetti ·immobili. E giudich eremmo assai vantaggioso se; rnercè opportune combinazioni J'ra le diverse armi dei presidì, si potessero fare col concorso dell'artiglieria non solo le ossèrvazioni sugli obbiettivi, mabetÌ anco le misurazio!}i d_i verifica le quali coglì eccellenti telemetri delle' batterie ri escono ad una approssimazione più che sufficiente per la pratica.
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(1) Part.e VII pag. 271 e 275. (2) Neue Mtlitarische Blatter, febbraio ISSI.
PAR.TE III. Scuola di tiro al be1·saglio.
Questa è la parte che più si scosta dall'Istruzione antica. Per :attuare i nuovi criteri circa l'esecuzione dei fuochi fu necessario rimutare il programma degli esercizi pratici del tiro. La convenienza
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LE N UOVE ISTRUZ ION I REGOLAMENTA R I SU L TIRO
di r ialzare la considerazione ed il profitto di tutta questa importantissima scuola indusse inoltre a numerosissimo varianti sulle disposizion i in uso (in qui. Vi troviamo perciò: a) innovato intieramenle quanto si riferisce ai bersagli ; b) aumentata la dotazione individuale delle cartucce; · e) distribuii.e diversamente le loz ioni dei vari tiri, preparatorio,. ordinario e speciale; d) mùtate afiauo· le disposizioni pel tiro di combaUimeuto: e) introdolle pei graduali le esperienze dimostrat ivo del tiro, d'istruzione; {) migliorato il concetto per la classificazione dei tiratori, ma . aument ate le esigenze per la concessione dei premi, dei diplomi, dei passaggi di classe. 1
Re1·sar;li.
Ai bersagli antichi sempre fogg iati a rettangolo, aventi soltanto una lontana relazione coi veri obbiellivi della guerra, la nuova Istruzi one ha sostitui to teloni · rettangolari meglio studiati ·e bersagli di figura. I rellangolari si distinguono in tre specie, diverse per ampiezza: le primo due sono per le lezioni preparatorie e per le ordinarie alle distanze minori di 300 metri; l'ultima per le distanze maggiori. Tuui poi· si prestano a combi nazioni varie, ecl in ciò anche co[ concorso dei bersagli figurati, per rappresenta1·e le formazioni nemiche nel Liro cli combaLtimento. · Abbiamo detto che i teloni rettangolari sono « meglio studiati ». Se imprcndiamo a esaminarli, vediamo innanzi tutto che sono foggia ti a larghe st.riscie vertica li di cu i la mediana è sempre bianca. e campeggiante su ti nte più oscure. Tale striscia mediana, ampia nei primi due 40, nell'ultimo 50 centimetri, ecl alla quanto il bersa glio, sostituisce i ci1·coli bianchi clie si co ll ocavano per l'add ietro s11l mezzo dei telon i per dare risalto al punto di mira. Tale sostituzione costituisce un miglioramento. Coi circo li, quan do per troppa elevazione si pro iettava il mirino più in alto del cent1·0, poteva risnlLa.re fa.cilm onl.e coperto anche il segmento bianco che avrebbe dovuto mantenersi appariscente al di-
PER LA FANTERIA
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sopra. dei punti cli mira.· Insieme alla giusk'l elevazione andava smarrita. in questo caso anche la giu$ta direzione, e tale inconveniente si faceva. più sentito allora appunl.o che pel crescere delle distanze sarebbe stato p iu necessario accrescer del pari la possibilità. di un puntamento accurato . Colle striscie bianche d~i bersagli nuovi tale inconveniente non · si riproduce: anzi si può dire che i riehi nmi i CJLtnli permettono l'accuratézza del puntamento spiccano forse meglio alle distanze maggiorì che non alle minori . A.Ilo. distanze pitLbrevi è sempre visibi le la freccia; mentre In sua punta serve di guida per l'elevazione, l,1 sua asta prolungantesi su lutla l'altezza del bersaglio facilik'l la. giusta direzione dell~t li oea di mi ra. Alle distanze maggiori poi , come è faci le dare alla linen. di mira la giusta altezza mercè il distacco assai visibile che intercede sulla li nea di terra fra. la. tinta. del bersaglio e quella clel suolo, così ed ancora. più è facile darle la giusta direzione mercè il risalto col quale la striscia bianca mediann spicca sulle attigue, r isalto sempre appariscente, quand'anche il mirino vi si proietti sopra con elevazione troppo forte: La stri,-cia bianca co.,tanto visil)ilc anche cla lungi tende inoltre a fissare fin da.I principi o nell'-occhio del soldato una immagine analoga per ampiezza all'obbiettivo vero di guerra, il corpo dell'uomo . Ma sovrattntlo tende a dare importanza alla correttezza laterale del punta mento, tende a sviluppare quasi un istinto di con er sempre colla mira su lla verticale mediana del bersaglio, o su quella più opportuna se l'arma porge deviazi.oni lnterali costanti. Ed e questa una cons ideraz ione di peso, avuto r iguardo alla. larghezza. del corpo dell 'uomo, quasi sempre assai limitata in confronto alle diverse allezze che que.<;ti può presentare al nem ico . Tale importante criterio ,_di attribui re nel t.i ro contro obiettivi isolati massima importanza alla direzione laterale della mira, è poi svolto nella mente del soldato anche mercè le disposizioni relative alla valutazione dei colp i. I bersagli N. ·1 e N. 2 presentano sulla striscia bianca mediana un rettango!o di larghezza eguale a quella della striscia. e di altezza varia, crescente collo distanze. Sul mezzo del rettangolo sta descriuo un circo lo il cui diamoLro è egnale alla lal'ghezza ora detta. Il centro com,me di queste due figure è più o meno sollevato da
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LE NUOVE ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL Tll'tO
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terra per modo da corrispondere nelle singole circostanze e con sufficien.te ,approssimazione, al punto di passaggio della traettoria media teorica. Per la valutazione dei colpi fu stabilito di considerare siccome migliori (tre pi1rnti) quelli che si raccolgono entro il circolo: siccome mediocri (due punti.) quellj che toccano .il rettangolo sopra e sotto al circolo: siccome scadenti {wn, punto) quelli che cadono su altra parte qualsias i ctel telone. In altri termini, pei colpi migliori e pegli s.cadenti si ammettono eguali deviazioni in ogni senso; pei mediocri ·SÌ concedono invece maggiori tolleranze nell'altezza. .I bersagli N. ,1 e N. .2 preparnti nella guisa anzidetta si impiegano nei primi esercizi fino a .250 metri. La tabella .2• ci avverte che nei tiri di esperienza, fino a queste distanze le rose dei -colpi assunsero forma circola,re. Parrebbe equo perciò il seguire qui un criterio uni co, quello di assegnar sempre eguale valore ai co lpi egualmente devianti. Su che si basa adunque ed a che tende la disposizione diversamente studiala che abbiamo ora riferito1 . Consideriamo i due casi in cui stieno a disposizione dei Lira.Lori anni e munizioni consèrrnte con cura, ovvero armi m8no · perfette e munizioni alquanto deteriorale. . Nel primo; o il tiratore è ab ile e allora, rientrandosi nelle condizioni cli tiri àccurati soLLo ogni rapporto, la rosa de'suoi colpi deve risultare paragonabi le a quella dei tiri di esperienza, può essere raccolta dal circo lo. Ovvero il tfrato1:e è mediocre e allora prevedendosi deviazioni maggiori è. giusto concentrai:e gli_' sforzi ad ottenere almeno un perfezionamento parziale, stimolare il soldato a ' curare principalmente la direzione del tirp, .a cerr.are che i $Uoi colpi, cruand'anche clevianL,i alquanto sensibilmente dalla Lraettoria teorica ideale, riescano ,pur nondimeno utili, rientrino ·cioè nella larghezza del corpo clell' uomo. Nel secondo caso conviene sÒlTermarsi· ad analizzare le diverse cause che recano alleraz.ione al tiro. In armi e munizioni rneno bene allest:te o consèrvale possono risÙltare: a) leggieri spostamenti dei punti di mira verso destt·a Òsinistra, squi libri laterali dell'arn~a, guasti ànche di poca entità su uno dei Iati della bocca delle canne .... ecc.; i quali adducono errori laterali di tiro, ma errori. costanti che il solda.to può prevedere, e quindi correggere durante il puntamento;
b) cattivi assestamenti della canna suU:incassatura, _mala applicazione delle fascette, allargamenti di calibro, impiombature del- • ,l'anima, deformazioni delle palloltole. ~-. ecc.; cause éhe possono dar luogo a deviazioni in qualunque senso; e) alterazioni nell'altezza dei punti di mira, instabilità. del ritto d'alzo, variazioni nella forza balistica della, polvere od incostanza ne' suoi effetti,·deperimenti delle cariche pel lungo con tallo colle pareti metalliche dei bossoli, per I'tlmidità. degli ambienti, per le continue scosse nei trasporti ... ecc.; argomenti numerosi' insomma . e soventi di molto peso i qua.li danno origine a variazioni sensib ili nell'altezza del tira. Per quanto dipende d,i-un armamento meno perfetto, le cause di • errori vèrtic,tli sono dunque sensibilm~nte più considerevoli, e porgono risultati meno prevedibili, che non qttelle .di errore laterale. È perciò ragionevole che in tal i circostanze si conc~da maggiore tolleranza nel senso' verticale che non nel laterale. E equo che .al buon tiratore, a colui che conosce gli errori costanti della propria arma e si sforza di correggerli, si offra modo di guadagnarsi se non tre punti, almeno due. Per clji è ·meno abile;. per chi alla minore accuratezza nel conservare la propria arma e nello studiarla aggiunge cause persona li e sensibili di fallacia, sarebbe troppo difficile anzi in.utile stabilire nuove g'radazioni di merito. Ma fra o-li araomenti che ca~ionano .alterazioni nel tiro non abn biamo menzionate le circostanze atmosferiche. Vuolsi però considerare che il vento e la luce agiscono talvolta nella di~·ezione tra·sversale talvolta in quella longitudinale del tir(I, adducono perciò errori non prevedibili in modo determinato. La densità., la temperatura e lo stato igrometrico dell'ar.ia invece esercitano una influenz a sensib ile sempre nell a sola direzione lo.ngitudinale ed agiscono indipendentemente dalla qualità delle armi, delle munizioni, dei tiratori. Queste ultime meritavano d'essere tenute a calcolo, onde deve appai·ire vieppiù opportuna la maggiore tolleranza concessa alle deviazioni verticali. · Tale disposiz ione di cose è a.dunque logica e sopratutto pratica. Se nel Liro reale contro un nemico isolato un colpo fallace per errore laterale anche piccolo è pur sempre un colpo perduto, è giusto che anche nelle esercitazioni preparatorie a questo tiro reale si coè)
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LE NUOVE ISTRUZIONI REGOL,HIENTAru · SUL TIRO
mincino :è! correre probabili Là analoghe, si slabi l.iscano cri teri pralicamente opporluni. Disposizione consimile, quantunque più semplice, è stata adottata anche pel bersagl io del N. 6. Traltandosi per esso di distanze a.lq[titnlo ·maggiori, non si son s(abi liti nè circoli nè reLlangoi i, ma si è assegnato ai diversi colpi il valore di t1·e, cli' dite, di 1.iri pwnto, secondochè cadono sulla slriscia bianca medi~na·, sulle rosse ad essa laterali, su ll e bigie estreme. · Il perfezionamento principale fa l'adozione dei bersagli figurali. Si è con essi che il tiro assume i maggiori ·caratteri di real.tà e che . il soldato si abitua agli obb ieLLivi di guerra. · L'eJieuo ot.tico, che parla alla sua immaginazione e ne concenlra l'interess:nnent.o, riuséirebbe forse maggiore se le (igure nnzichè dipinte su. teloni rettangolari fossero inlagli ate sul .loro contorno per modo da presenLare spiccato sull'orizzonle il profilo del corpo. Ma ciò addurrebbe maggiori r,omplicazioni all'insieme dei materiali per questa scuola. AccontenLiamoci do.nque di quaì1to s'è fatto .
Eserciz·i annuali di tiro. Gli esercizi annuali di tiro prescritti wl nuovo regolamento, quantunque assai modificati nei loro parlicolari in confronto cogli antichi, sono tuttavia 'distribuiti in grupp i avenli le slesse denominazioni e gli slessi scopi progfossrv i di quell i. Solo ai gruppi antichi s'è ora. aggiunto quello del tiro d'istruzion~. Per lo svolgimento del la pratica di questtl scuo la la Istrnzione del il87'f. assegnava 132 cartucce a ciascuno ascritto alla 11• od alla 2\ ,J28 sole a quelli della 3" classe ed alle reclute. Costoro pe1:ò, invece cli eseguire .le sei lezioni dei tiri speciali dovev;mo ripetere le prime cinqne dei tiri ordinari alle minori distanze. Simi le metodo, se era logico sotto taluni -punti cli v1sla, era sotto altri meuo coeren te ·ed opporluno. Giusto era il proporre ai meno esperti difficoltà meno sentite: poco conveniente invece era lo scindere indue periodi gli ammaestramenti elementari loro necessari ed il rimandarne il secondo a dopo esaurìlo Lutto il prog1;arnrna annuale, anzi a dopo qualche mese d'interruzione. Inoltre nessun soldato poteva intraprendere i tiri speciali se non dopo trascorsa la
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PER LA FANTERIA
prima metà della ferma; parecchi non li eseguivano se non negli· ultimi mesi di servizio; parecchi infine non vi si esercitavano affatto, sia perchè sempre assegnali all:t 3a classe, sia pen:hè soprag· o-iun,revano i licenziamenti an ticipati: n n . . Le dotazioni prescriLle dalla nuova Istrnzione sono aumentqle e-· ripartite con migliore crilerio; ammontano cioè a 1150 ca1·Lucce pei tiratori di P e 2" classe, a ,105 per quelli di 3a e per le reclute. Quesli a'ssegni sono considet:evoli, ecl anèhe sotto tale riguardo le' noslre truppe sono ora posLe in grado di procacciarsi abilità di tiro · eguale se non anche superiore a quella che si · può raggiungere mercè le disposizi onl dei regolamenti esteri . BasLi qui riferire lecifre seguenti le quali esprimono le dotazioni analoghe ora. ,;tabilite · presso i principali eserciti.
-------~ ~·! Ausu:ia
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Pei soldati anziani, o pei migliori ti~.atori
HO '150
Per le reclute, o pei tiratQri pili scadenti
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100 130
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Il maaaioh asseano l)er le reclute e pei tin,tori cli 3a classe si• 0 M · V combina con una clisposizione di cose più opportuna. Questi .Liratori meno esperti non devono più ripelere come in addietro parecchie lezioni di tiro elementare, ma.solo devono es·eguire, in più elle gli altri, nna lezione cli tiro preparatorio. D'altro lalo essi deb bono compiere di poi .il programma sta.bi lito pel rimanente della compngnia. Tale varianle sembra forse a prima. vista meno ragionala; si potrà temere che una differenza di cinque soli co lpi in più non basti a. .. porre in grado i soldati meno esperti, le reclutesovrattuLto, .di pro(Il Queste dotazioni, le qu nli sono m~rniori di qu elÌe stabi li te nella Istruzione del ISSO, furono prescl'iLte con un Generai o,·der emanato nel marzo del corre.nte anno. (2) Tale è la dotazione portata dalla Istruzione ,·ussn del 1879. l i mMar Woclle!1blatt : del 28 maggio u. s. avverte però che, con una disposizione del 20 marzo co,_-rente anno, ru alquanto ritoccato e lim itato il programma annuale del tiro allo sco~o pr, nc,palme~te-· che non faccia difetto il tempo per svolge,:lo corn o si conviene. Quanto11que nulla v1 s1 soggiunga circa la dotazione complessh·a delle carn,cce, non è tuttavia improbabile che · sia stata alquanto diminuita.
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LE NUOVE ISTRUZIONI REGOLAMENTA R I SUL TIHO
PER L A FANTER IA
.,-cedere alle difficoltà proposte ai tiratori più provetti. Senonchè vuolsi considerare in primo luogo che la lezione in più pei tiratori scadenti è ora an~eposta a qualsiasi altra eseréitazione di tiro, onde recherà a tempo opportuno quei maggiori frutti preparatori che · col regolamento antico non si aveva maniera di ottenere. In secondo luogo il nuovo programma del tiro ordinario prescrive per tutti, entro i limiti di 600 metri, un numero di spari maggiore di · quanti ne facessero complessivamente le stesse reclute nei due peTiocli contemplati dall'Istruzione antica . Per questi tiratori meno esperti non sono .dunque scemati i mezzi di abilitarsi , sibbene son · Cresciuti . Jn terzo luogo è ora el iminato l'inconveniente di avere r1ei ranghi nt1merosi so.ldati i qual i non abbiano mai tratto un colpo · contro un bersagiio in movimento . l\fa le cure clella Commissione che ricompilò questo regolamento non si limitaron_o ad un faci le aumento nell'assegno delle cartucce ed alla conseguente ,1.mpliazione del programma di tiro. Come il finanziere avvedu,to non solo procaccia nuovi cespiti d'entrata, ma cerca eziandio rendere sempre più fruttiferi i preesistenti, così il provvido pensiero che -accresceva i mezzi d'istruzione del so ldato prendev_a insieme a perfezionare vieppiù i criLeei coi quali app licarli. Nei tiri d'fosegnamenLo individuale (preparaLorio, ordinario e speciale) stabilisce la nuova IsLruzion e che le singole lezioni con . stino di cinque colpi; che non si debba eseguire pe( regola se non una lezione sola al giorno, in casi eccezionali. non più di due; che · la progress ione ,degli esercizi non possa, affatto invertirsi od alte- · rarsi; che nessuno -il quale sia stato assente per qualsiasi causa possa , di'poi unirsi agli altri nell'eseg-uire una data lezione se non ha prima "eseguite o compiute le precedenti. Prescrive inoltre che in ogni ~.compagnia non debbano mai presentarsi al tiro più di due squadriglie ad un tempo; che su ogn i singolo hersaglio non spari se non un soldato per volta; che ·ogni tiratore sia assis tito oltrechè. dall' istruttore, anche da un ufficiaie; che il tiratore stesso d,ebba· osser,:are il risultato d_el suo colpo e dichiararlo ad ·alta voce; che tale risultato debba essere segnato contemporaneamente da! capitano e cla)l'ufficiale, o di loro proprio pugno ·ovvero sotto la loro personale sorveglianza, sul registro di. compagnia e su un librello di ti ro che .sarà conservato dal soldato; che infine si rattoppino i fo ri d'ogni
bersaglio ogniqualvolta siano compiuti contro di esso gli spari di due tiratori. La sola enumerazione di tutte queste norme, ciascuna delle quali , rappresenta una novità od almeno una disposizione più rigorosa· che per l'addietro, basta a persuadere con quale sp irito di accura- · tezza vuolsi sia condotta per l'avvenire questa scuola. Ciascun eser- cizio di tiro si muta così in uno studio continuo per apprezzare la bontà ed i difetti dell'arma, pei· sorprendere anche le più léggiere · pecche nella posizione del corpo, per ponderare le influenze esteriori dello stato atmosferico ecc., per tenersi insomma via via al- · l'altezza delle eventuali e delle crescenti difficoltà. E tale studio, esegui to da ogni singolo individuo, non già colle sole deboli fol'ze del suo intelletto, ma colla assistenza illuminata, amorevole dell'ufficiale, non è chi non veda quanto dovrà tornare proficuo. Sarit sol tanto in lai modo che polrà svolgersi quel vero e proprio lavorio individuale nel quale si elaborino i criteri, l'inte- ressai;nento e l'abilità proporzionati ad un'arma detta a .buon diritto , di prbcisione I · Prima di pi'ocedere ad esaniinare ne' suoi parLicolari il nuovo · programma del 1.iro vogliamo soggiungere una parola su altra novità che, q,uantunque di lievé :momento, fu tuttavia oggetfo di os- · 1 servazione e talvoìLa di lagno. · << I sottiif(iciati debbono eseguire il ti1-o col repa1·to di tn1,ppa a cui apparten901J,o e sono i primi a tfrare >). Questa di spo~izione è da taluni criticata siccome quella che confondendo il sottufficialé col soldato ne s·cema in genere il prestigio, ma sòvratLuUo lo espone, · nel caso di cattivi risultati. a correzion i in presenza degli inferiori, a minore considerazione presso di questi: le correzioni ch'egli farà di poi ai soldati, si dice, saranno in questo caso meno apprezzate; · innanzi ai testimoni dei suoi insuccessi egli si sentirà minore libertà . morale per djscutere gli errori ch'essi commetteranno alla loro vo!La. Per certo in simi li obbiezioni si dee rjconoscere un fondamento di-, verQ. E1:a però degno di considerazione anche il lagno, giustamente;· rilevato dall'egregio maggiore Baratiéri in U:n suo scritto sul tiro al bersaglio (,J) , contro la di:;posizione che affidava all'aiutan~è mag- ._ (I)
nivista militare italiana, di,pens~ di fobbraio, mar zo ed aprile 1875.
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. giore il classifi care nel tiro i sottufficiaJi . ·Ed invero, non dovendo questi averli, nè in pace nè·in guerra, sotto la sua dipendenza irume,diata, ne risultava. un insieme pocu armonico e meno profi cuo. Si domandava che i soLLuffìciali .fossero esercitati e classificali almeno - p1~r battaglione. La nuova Istruzione, mentre non si oppone a che nelle parLi I• e Ie vengano appunto istruiti per battaglione anzichè ,per reggimento, li colloca po i nell'atto della esecuz ione del tiro so tto ·la direzione dei loro comandanti più immediati, siccome coloro che megl io di ahri qualsiansi sono intere,saLi al loro perfeiionamento , e possono trarre partito dall,t loro abilità in ogni circostanza. Ed il sottufficiale, alla presenza del proprio comandai;ite 4i compagn ia. verso ,il qual~lo legano i maggiori vincoIi di defe renza, allft presenza inoHre ,, di tutla la fomigli,t nella qttale si svolge. la sua esistema militare, si sentirà vieppiù sli molalo a guadagnarsi bella fo.ma. Se una istr1:1zione teorica più completa ed una pratica cli tiro più diuturna, se.la maggiore saldezza di J; r·accio che consegue dal trattare le armi da più lu,nga data, sono t.itoli che danno diritto ,t domandare risul tat i· maggiori, è ben giusLo ché questi si uliliuino proponendo li ad esempio ai soMati. Jnollre, per tutte le inno vazioni che s'aveva ib animo di acloLpre, ,andava face ndosi sempre più .gr·ave ·la quistione dµI tempo disponi,hile. L'aver lasciato i soLLufficiali coi rispettiyi reparti recò un van· . taggio anche sollo qu e~t'ultimo punto di vista..
Tiro_preparator itJ . Le prime esercitazioni prescritte son quel11e, del tiro preparatorio. ~Loro· scopo è lo stesso cui già si intendeva nell' I~truzi orie antica, ,.di assistere con maggiori cure il solfato durante lepri me difficolÙt, di abilitarlo così a progredire con sicurezza maggi ore al le eserciLazioni avvenire . A .raggiungere simile scopo è d'uopo distinguere i difetti ine.. renti ali' individuo e quelli inerenti ali' arma, due ricerche cui opportunamente mirano le · esercitazioni in discorso, E quanr., tunque già la Jstruzione antica porgesse modo di condurle con _giusto criterio, la nuova -ne ha tuttavia ampliato la 'importanza, e sovrattutto recato il soccorso del sostegno a gradini che tanto faci,lita il buon puntamen to nel la posizione ordinaria del corpo.
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In tal guisa anche la reclu_ta si trova condotta ad eseguire i suoi primi tiri al bersaglio senza dover affrontare alcuna novillt saliente che disorientandola le faccia smarrire p,el momento essenziale i ricordi cli quanto le è già stato insegnato , Ed apprendendo ad eseguirli, non già in una.posizione squilibrala e gravitante su un semplice puntello d'appoggio , ma riella posizione ordinaria, si trova preparata a progredire alle eserci lazioni successive evitando nuove difficoltà. In questi esercizi breve è la distanza, ben spiccato il punto da mirarsi. L'arma sorretta dal sostegno non affatica i muscoli: il saldalo può proceder lenlo nel mirare, e metter in pratica le correzioni più minuziose. In siffatte condizioni il tiro deve riusci1'.e in genere buono, e Lale da offrir fondamento a qualche argomentazione. Se si ossei·va incertezza di risulLati, assai probabilmente sarà il caso cl'insistere perchè si perfezioni il soldato. Se invece ri levasi costanza di errori , avrassi luogo a dubitare o di vizio permanente nella posiiione di lui, o di difetto dell'arma. Qualche colpo di _controllo eseguito d,i un Lirntore esperto terminerà di chiarire _questi apprezzamenti. E ciò, a nostro parere, do~'rtt potersi effettuare eziandio allorqua.nclo si tratta di reclute. Saranno in questo caso apprezzamenti meno accentuati; per pronunziarli converrà attendere forse la seconda lezi6ne., talvolta la terza.. l\fa acl ogni modo cominceranno ad avviaregiustamente le loro idee, a tnettére in luce almeno i principali difelLi cui sono proclivi, a chiarire almeno le più influenti fra le proprietà particolari dell'arml, pòrgendo insieme, fin élai primi mesi del servizio, un prezioso convincimen to della grande · importanza di conservarla nel modò il più ,accurato. A meglio raggiungere sì rilevanti risultati la nuova Istruzione pr.o,,vide inoltre mercè le cli~posizioni seguenti: assegnando ai tiratori meno esperti 1.5 colpi e ,J O ai rimanenti, in luogo degli 8 prescritti in ·addietro; riducendo la, distanza dell'uWma lezione da 200 a 150 metri; preséri vendo per quest'ultima l'alzo di 300 metri che porge occasione alle verifiche circa una. nuova linea di mira . 1
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Tiro ordina1·io. Ripetute nelle prime applicazioni pratiche di tiro tutte le avvertenze sul puntamento,· fat~o consapevole il soldato dei .propri difetti e di quelli dell'arma, è giunto il momento di dare principio a quei prolungati esercizi meréè. cui i giusti criteri della mente si trasformano in pratica abilitit'. Si passa perciò al tiro ordinario. Il programma per questo tiro ci si pi·esenta sensibil.mente variato dal precedent~. Mentre la Istruzione antiéa, redatta in un'epoca nella qua.le non s'avevano altri :POnceLli all'infuori di quelli del tiro ind-i-: vidnale isolato, prescriveva esercì tazioni individuali fino alle estreme distanze contemplate dall'alzo, la nuova, ispirata ad intendimenti più opportuni, limita questi esercizi entro quei con(ìni nei quali possono davvero tornare· proficui. Abbiamo già avuto occasione di notare (pag. 494 e 495, fascicolo di marzo) che colla regola di puntamento a.cloUat.a, la: sicurezza assoluta clel colpire c9l mo ~/o dei proieLtili contro bersagli d'altezza cl'uom:o si potè avere nei tiri ·di esperienza fino a 400 metr.i. Oltre questo limite gli spazi battuti dall'intiero fascio scemano in guisa che per continuare a fruirne· converrebbe conoscere con esattezza la di$tanza, ma sovrau.utto prescindere dalla regola costante del puntamento al pi~de e 'determinare di voWi in volta con lucido cri terio la linea di mira ed il punto a mirarsi affine di ricondnri'e l'asse clel fascio sul centro del be·rsaglio. Ove . possa ottenersi tutto ciò, la tabella 2• .dimostra che contrJ obbiettivi cli altezza d'uomo la sicurezza sopra menzionata· potrebbe ancora sussistere fino a6.00 metri. Al cli là non più, nemmeno con qualsiasi specialeavvertenza,perchè ·· 1e .dimensioni verticali del fascio eccedono, ·e sempre maggiormente., l'altezza dell'uomo. Quantunque alle trupp~ noh. si possa ·insegnf:l,re a servirsi delle · linee di mira in maniere speciali, e tanto meno a mutare il punto da mirarsi' gli è tuttavia certo che sui due 'b.revi tratti cli terreno i quali precedono immediat~mente i 500 ed i 600 metri si potrebbe an.cora rinvenire, se non la certezza del ~olpire col 100 ¼ dei proiettiji, però una probabi!ità ~egna di quakhe considerazione. Si è perci~ che neHa Appendice ali' Istruz.iope (pag. ,t 38 N. 35) è fatta 1
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facoltà cli estendere e~cezionalmeute il tiro individuale oltre i ,i-00 metri, fino .ai 600, nei soli cas i però « eccezionalissi.mi·in·g·nena » nei quali « le d-istM1,z.e sono esattamente conoscinte »('I). Per ottenere a queste due distanze ~a probabilità ora menzionata sarà però fuopo che il tiro riesca accm'ato, non si scosti di troppo dalle dì·spersiùlli registrale nelltt tabella 2a . Al cli là di 600 metri a.dunque il tiro indi viduale non: potrebbe or"ere più' nemmeno ii{ circostanze eccezionali, risultati degni di P Ò c·onsidera1,i'one.· Le dispersioni si fanno assai ampìe: l''inlluenza su es:;e esercitata dall'abilità del .tiratore scema assai: le correzioni che si credesse di fa.re proporz.ionatmnente a tali dispersioni, peccherebbero di troppa incertezza. 'Inoltre, a 1;accogliere i colp i sarebbe d'uopo preparare bersagli ò di altezza troppo copsiclerevole o disposti su linee successive: e èiò darebbe brigine aclidee contraddittorie colle regole d'impiego del ti'ro individuale. D':.tltronde lo scopo delle esercii.azioni pratiche nel tiro ordinario dev'esser quello innanzi tutto di formare del so ldato un buoi1 tiratore: nè ciò si può Otteriere se non trattenendolo a lungo a quelle distanze alle quali può essere specialmente messa in! nce l'influenza dell'abilità individuale. Pet qnesti motivi il peogrammn. d~I tiro ordinario fu ora svolto intienunente entro il limite di 600 metri . Forse iJ dover più tardi domandare al soldato l'esecuzione dei fuochi collellivi fino a cli stanze di 150,0, 1600 metri, senza averlo prima esercitato indi vidual)lienl.e, potra parere a taluno una disposizione mepo logica.· Ma quando egli sia statci ben istruito nel tiro · fino a 600 metri, quando nella scuola. cli punlamento non si sia trascurato cli fargli prencle1;e la mira e sparare coll'arma all'e mas sime elevazioni, è leci to lusingarsi ch'ei potrà eseguir bene anche il tiro a pallotlola contro gl i ampi bersagli che si proporranno in tali circostanze ai fuochi del suo reparto . D'altronde,. quahcl'.anche si volesse pr~ndere in considerazione, come forse ·10,meriterebbe; la speciale diffic~ltà di un puntamento col calcio non più appoggiat(} V
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(I) L' appendice soggilmge « eil a puntamento ben regolato • intendendo ~osl eh~ si· . possa sparare anche a tu tte le ù,istan?,e inlermèdie . Ci sembra che questo r egola!·e bene il puntame nto costituisca un,, difficoltà alquanto eccessiva e poco · ·'.·rn_oniz_zante c_olla reNola di rni r3re cbstat\temente sul la linea ùi terra. Kon si potrebbe hm1tars1 ad ut1l1z~. za~e soltanto i spni battu ti immedia tamente a nteriori a 500 ed a 600 metri, nelle, quali circosta nzo non. occo1TO mutare il puntamen to?
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LG NUOVI:: JST~UZIONI REGOLAMENTARI ~UL TrnO 130 alla spalla, l'istituzione di un tiro individuale per queste estreme distanze presenterebbe difficoltà molteplici e non certrunente proporzionate alle vaghe .decluzioni nè al debole profitto pratico che se ne poLrebbe ricavare. . Un tiro veramente istruttivo alle massime elevazioni .non potrebbe altrimenLi eseguirsi se non raccogliendo i colpì a breve distar1Zci. Allorn soltanto si po trebbero ottenere fondati crit.eri per giuste correzioni. A quest'uopo occorrerebbe però disporre di un p~111to di misa fittizio collocato sull'orizzonte dei tiratori e di un bersa.glio situato a considerevole alte~za. Colla. I inea di mira di 11600 metri e quando il telone fosse a 50 metri dai tiraLori, il suo centro dovrebbe esser rialzato di 6,43 al disopra del punto fitt izio preso per mira. E dovrebbe esserlo rispeltivamente di 112,7,J .... '19,03 .... 24 ,72 .... quando la distanza invece di 50 metri fosse , di mo .. .. 150 .. . : .200,. Ma simili disposizioni non potrebbero mandarsi ad eil'etto se non in località speciali, p. e. contro muràglie elevate, contro scoscendimenti montani ecc. Non sono quindi di natura tale da poter essere inserte in un.rego lamento d'indole generale. Forse su tale riguardo pfovvederà il tiro di cameràta. Speriamo che ciò sia. Il tiro ordinario altuale consta di ,1.i- lezioni. La prima si eseguisce col sostegno a grad ini: è perciò unari petizione del tiro preparaLorio coll'incentivo del premio. Le àltre sono ordinate secondo difficoltà opportuname1He progressi,;e. Mentre l'Istruzione antica sì.1 diciotto lezioni ne prescriveva tre ( 112 colpi) di tirò a.ccelerato, la nuova non ne contempla che una . Non .è rado udire su ciò qualche osservazione. Si obbietta che il Liro accelefato, volere o non, troverà sempre sul cantpo estesa applicazione, sarà con esso soltanto che.si r isolvenù_rno le crisi. Si ravviserebbe opportuno che il soldato vi fosse molto esercitato, per modo da non smarrirvi di poi la calma ed i gii1sti crileri del tiro. Su questo riguard9 abbiamo già avuto occasione di esprimere il nostro avviso allorchè toccamrpo della soppressione dei tiri acceler1tti colle cartucce da salve (pag. 480 , faséicolo di marzo). L'analisi del tiro individuale ci ha permesso di poi di ficonoscere che ,se' è relativamente facile il colpire fino alle distanze di 300, al massiino di ,f.00 metri a cagione della radenza della trn1?ttoria, ciò non è più appena si varchino questi limiti. Al di là, se il tiratore non vuol sciu1
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P\lre il suo colpo , deve prepara.rsi l'arma e puntare con cura._Ai numerosi stimoli che oaià agiscono sull'animo del soldato per rnclurlo . . alla precjpi tazione del fuoco, non aggiungia~no ~unq~e noi ste:s1 quelli che derive·rebbero dallo svilupp'.11·e 1:ab1tucl111e_d, questo tir? -celere. Ed inculchiamo invece il criterio dt astenersi per quanto e possibile da esso, e tutt'al più di accettarlo negli est_remi ~stanti di ,crisi all ora sollanto che le distanze si sieno fatte assai brev1. I premi ordin;iri di lezione debbono ora aggiudica1:si ~on critei·io diverso . Per l'addietro ne·veniva concesso uno solo m ciuscuna squadra a chi otteneva coi quattro colpi il.num~romaggioredi pu_nti. Ora si devono premiare indistintamente tutli coloro che raggmnaono un dato limi Le di meeiLo. Quest'ultima nonna è più equa, ;stende lo stimolo a ciascuno , sopprime il danno di un preventivo .scoraggiamento per la presenza nella squad~·a. di alt!'i più.a~ili. . Si obbi etta tuttavia e::;sere troppo elevati I punti a raggrnngers1 · ;per ottener Ii. . . . .. Conv iene qni osservare che tal i punti non furono stah1l1L1 se non ,-in seauito ai risultati ottenuti cla. una compagnia comaùdata nel 1879\d eserruire in Torino ,una ad una tutte le lezioni del nuovo IlegolamenL; e coi modi ·in esso_prèscri Lti. Lo $lato d~ll'atmosfer~ fo .allora felice; ma i soldati si trovarono. per la prnna volta d1 fronte a' nuovi bersagli, ller la prima volta inviU.tti a. pyntare sulla. linea di terra: le circostanze dunque si bilanciarono . E lecito spérare che i risulta.Li d'allora possano facil men te ottenersi anche in avvenire dalia generali Là. · . Ma, soffermiamoci ad indagare quale abili tà si richiegga in chi l'Uol esser distinto di premio. Facendo ricorso al calcolo ed applicandolo, sia ai bersagli reLtan- · ;golari, sia ai bersagl i figurati (scomponendo. qL~esti ultimi in m~lte porzio.ni sostituibili con a!Lrettanti rettangoli .d_, e?u~le s~perfi~te), veniamo alla conclusione che per raggiungere 1l lumte dt punti aL·.tualmente prescritto basterebbe che il tiratore. sapess~ collocai:e fotti i suoi colpi entro obbiettivi aventi per lati li doppio delle dimensioni delle rose vèrtical i registrate nella tabella 2a. Fa eccezione ~ questa nonna. costante la esigenza relativ_a alla prima lezione. In qnesla, avendo il Lirator.e l'arma appoggiata .s~l ~ostegno a gradini, essendo assai ~reve la distanza, eseguendosi Il tiro dopo
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J'irnmediota esperienza di altri cinque colpiifatfr in condizioni qu,asf, identiche, è giusto dorhandare risultati sensibilmente mig-liori: ed il ca lèolo avverte che il tiratore per ,consegui11e il premio dovrebbe· saper collocare tutLi ,i suoi colpi in un b·ersagli o avente per lati una volta e mezza le çlim ensioni registrai.e nel la tabella· or'a detta . . Fin qui le cose apparirebbero !ogiche nel loPo in~ieme e non talr certamente da indurre in lagnanze di eccessivo rigore. For.se nei confronti speyial i a ciascuna lezio1ie si potrebbe osservai•e esseré effeuivamente alquanto più serie delle riman enti le pi;ove richieste nell e lez ioni Hl" e Ha. Nell a :1.2" il tiratore che disponesse di una abilità quale :1bbiamo menzionato più indietro raggiungerebbe 15unt i: 11O, 70: conv iene però osservare che si Lratta della posizic,ne in ginocch io ed all'appoggio; è. ,perciò in qualche gu isfl. giustifica-La la maggiore esigenza per Ja quale si stab ili (li premiare so ltanto chi oti,iene HL Nell a 114," si r iproducono le stesse d rcosta me che nella . lezione t· aggiungendosi le difficolli1. del Liro accelerato, e sovrat'tuLlo dello squilibrio recato all'lwma dalla sciHbo lrt-baioneua. Quest'ùltima influisce in due modi; nello stancare assai più il braccio del tirai.ore rendendone più incerto il puntamento, e nell'alterare· la direzione di rinculo detranrnt adducendo deviaz ione costante del. proietLile dall a parte opposla a quella su cui si trova. essa applicai.a. Stando all' ipotesi di abiliLà ind icala più soprn, il L:ratore a. questa· distanza e contro il bersaglio N. 2 (a) dovrebbe ottenere esal.lamenlé· 11z, 00. Ma Je due circostanze ora menzionate devono influi re sensibilmen le, e ci sembra cbe l'a.'ver ridotto l'esigenza soltarùo di. un punto noil sia in armon ia colle maggiori diftìco't~it proposi.e. Invece·. di undici sai:ebbe forse stati> · ldgico stàb ilire 'qui nove, tutl'nJ piw dieci. Ma si dice elle nel tiro co)learmiportatiii il tremolio del braccio, impossibile a sopprimersi eziandio pei tiratori più provetti, adduce, sull o specch io intiero che raccoglie i cento colpi una.clistribuzione alquanto diversa d:1queHa che si ottiene colle artiglierie, immobili sul foro affusto . Si ossernt che ìa agglomeraz ione dei colpi nelle vicinanze del centro délla rosa riesce co ll e', prime alquanto meno fiLLa. c.he non con queste ultime. Per verità. ci sembra. che i menzionati -tremo lii, avverantisi in ogni sel),so ecl influenti sì sni colpi migliori che sui peggiori, nè sol-·
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;tanto per a:llontanarli dalla giusta mira ma' ez ianclio per ricondurveli quando ne li abb iamo scostati, debbano nel , complesso o non dar luogo a variante ·sensi bile, ovvero produrre u11 effetto analogo -a quello che si avrebbe coll e artiglierie quando serv ite da puntatori meno prqvebti o di vista meno acut.a. _Persuasi di ciò, conv inti che l'influenza dei teemolii dovesse addurre bensì un ampl iamento :allo specchio tota le necessario a raccogliere i cento colpi, ma non aià alterazioni nel modo reciproco clei'Joro distr ibuirsi snllo sp~cchio ~1edesimo, ci siamo au.enuLi finora alle leggi della probabi li tà or,dinaria. Ove pe'rò vogl iasi ammettere che la. ci.rcosl.anza ora menzionala, :anzichè ampliare IH rosa. complessivll d.ei cento colpi scemi invece l'ordinaria agg;lomerazione cli quest i. intorno al centro per collocarne CfUalcuno di più verso la periferin,, dovrebbesi eziandio ammettere ,che simi le faLtQ .si pi·oduca con gradazioni diverse secondo la mag~iore. o minore comodità del tiratore e stabilità complessiva ' deln . . !'arma. Dovrebbesi ritenere che se, in un Liro cla seduto e col incile poggiante su sos tegno , la melà miglipr.e dei colp i, invee.e di .racco,gliersi en tro una ampiezz:t ,rispondente a 0,25 della dispersione totale, occupa un'ampiezza di 0,33, .essa nel tiro all 'appoggio e nel . tiro a braccio scicil to debba poi occupare ampiezze via via maggiori cioè p, e/ cli 0,37., .. 0,40 se non anche più. 1n ql(esta ipotesi dov rer.nmo assegnare alle striscie del 50 p. ¼ 33 · nel'la. lez1one .. . one I li" i valori. rispettivi seguenti: '.I '" ,100 , neli,a Iez1 1
~·
40· nelle rima.nent1. 37. In allora le cl1mens1 · . ·on1· det· bersagl'I tol.a1·r ,100 . . . 100' esprimenti l'abil ità richiesta dalle prescrizioni cit"ca i premi sarebbero risp~itivamente e con molt,t approssimazione le seguen~i. Nella 4• lezione 11,2?5 di quelle recate dalla la.beli~ 2"; nella lezione 114" . ,t ,§0; nelle rimanen,Li 1,60: d'onde appare nuovamente il rigore, già. avvertito siccome for~e alquanto eccessivo, per la lezione ,14a , ·Nel loro insieme ta li cifre rappresenterebbero esi·genze alquanto miggiori . ~fa ove si considerasse clie iì dimensioni di 11,60 corrispondono superfici ampie più di due volle e mezza di quel le prese a. termine di confronto, tali esigenze non dovrebbero, nemmeno nella fatta ipotesi, apparire troppo· gravi. Il convincimento poi che l'i-
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potesi ora svi luppata sii'. più rigorosa del vero, e sovratutto la prova; cli fatto che i li mi ti dei quali discutiamo si basano su risultati realmente otlenuti da una compagnia di truppa, sono argomenti i qua li devono confortarci nella persuasione è he tali limiti sono per certo raggiungibili semprequando a bontà d'istrnzione si, colleghi premuroso interesse nella conservazione delle armi.
Contro bersagli coperti non potrebbe altrimenti eseguirsi il tiro se non in massa, nel signi fìcato più proprio di questa parola.. Il r~go~ lamento antico inve.ce ·adduceva idee erronee ci1:ca ,le occ~sio01 nelle qual i appl icare questi tiri e circa lamaniera. eh effeHua.rh.. . Con t.oncetti più propri il tiro indiretto, tolto dati~ eserc1t.az11m1 individua.li, è ora stato introdouo in quelle cli combatl1mento la dove appunto si svolgono le applicazioni dei fuochi in massa.
Tiri speciali. Tiro di ,;ombattimenfo . Poco ci rimane da aggiungere circa i tiri speciali. Per certo l' esempio di quanto si fa altrove avrebbe indotto il de·siderio di disposizioni più ampie e svariate riguardo al tiro contro bersagli mobili. Vi si opponevano però ragioni di tempo, di localitit, di mezzi . Inoltre la maggiore accurateiza coi la quale si svolgono le istruzioni precedenti, il maggiore indugiarvisi alle brevi distanze, preparano ora un più facile progresso eziandio in questi esercizi, qnaneranche limitati. Qui dunque nulla fu innovato delle prescrizioni essenziali gi-à in vigore. Le lievi varianti introdotte si riferiscono alle distanze nonché ai bersagli, ora diversi di lezione in lezione e talvolta figurati . Abbreviate però le distanze, il bersaglio marciante deve ora muoversi sempre colla velocità della corsa. Al contrario furono ora soppressi i tiri ficcanti. Le disposizioni che li concernevano non risaltavano invero per troppo logico raziocinio. Se al di là, di 600 metri il tiro individua.le é già a riguardarsi siccome poco proficuo contro un bersaglio scoperto, . tanto più doveva riuscire talec(,ntro nn bersagl io nascosto, soprnttutto quando ad eseguirlo mancava perfino un obbiettivo indirizzante il puntamento. Se in guerra si dan'no circostanze nelle quali si sia indotti a passar soprn alla considerazione del maggior consumo cl,i muniz ioni sempre ineren te ad un tiro indiretto, ciò sarà allorquando si tratti o di un nemico annidato là d'onde iinporti sloggiarlo a qualunque costo, ovvero ammas5ato in forza considerevole. In ambo questi casi il risultalo non si potrà raggiungere con qualche proiettile isolato; occorreranno tiri in gran -copia, sia percbè non si potràscu.otere l'avversario se non infliggendogl i perdite di qualche rilievo e sia perchè in un tiro indiretto sono cli gran lunga maggiori le cause di fall acia.
Compiula l'istruzione individuale, preparati c~n cura i singoli · elementi, è d'uo1jo procedere al loro uso nello scopo co1~une dell'azione contro il nemico. Si tratta di r icomporre le unità com- · battenli, di portarle su l campo, d'.iodicar loro. le maniere ~.er le quali collegando i precetti tatLici ai criteri del t.11:0 possano pm_razionalmenle comportarsi di frònte al nemico, ì.1lil1zzare la massima efficacia delle armi , ott_enere tutto ciò coi minori sacrifi7.i d' uomini e col minor consumo di rnuriizioni. Per l'addietro erano prescr;ille a. quest'uopo sei lezioni mercé le quali, in due giorni diversi, si riproducevano due sim~l~cri _cl'.a.ttacco iniziantisi da. lnnO'i con fuoco di ca tena, erisoh,ent1s1 da. v1cmo. / p con fuochi a comando in ordine chi uso. Il bersaglio, lungo 4O metn e all:o 1J ,80, non era molto atto a rendei' l'idea di una formazione nemica in ordine con1plesso di combattimento. Il processo delle lezioni, se opportuno nell'iniziarsi da lungi e nel serrarsi di ~o( ~ap~ presso al neinico, recava. tuttavia taluni particolari meno iehc1, 81 faceva p. e. retrocedere la compagnia.primadi distendere la. catena; l'apprezzamento della distanza · non spetta.va mai ai capi-reparto . ma sempre al capitano. Dall'insieme poi poteva r isullare la regola si dovesse di preferenza impiegare da lungi il tiro individuale, da vicino il' fuoco in massa. Nel m{ovo regolamento si dovevano attuare concetti più razionali, conveniva provvedel'e pei nnovi tiri alle grandi distanze, ma soprattutto si sentiva il bisogno di diffondere buona istruzione ci dettaglio per l'impiego dei ,fuoch i e di. prepanù'e i germi per uno sviluppo sempre più completo di que,,ti til'i di co~batt~n~ento eh~ costituiscono la sintesi così degli a.mmaestramenlt tatl1c1 come eh tnLla l'istrnzione. sul ,tiro:
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PER LA ·FAl\Tf.RlA
L E NUOVE ISTRUZlONl TÌE(,OLA)'lENTAl~ I SUL TIRO
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La' \'i,~ più naturai'e per sodcl'isfare a ciascuno di qtiesti còmp iti sai:ebhe forse stata quella_!li' scindere le esercì lazioni in due o tre serie .diverse come vedemmo nell' Isti·uzi'one austriaca. All ora, premesso qualche tiro alle graÌ1di distanze, sta bilita qualche lezione apposiLa circa la buona condotta dei reparti , si sarebbe stati di poi pjù liberi per delineare l'esercitazione finale: anzi si avrebbe · potuto lasciarne la intiera orditura alla iniziativa dei comandanti di corpo. · ' · Ma con èiò si sareblJe sconvolto tlltlo lo schema dell a Istruz ione, d'altronde 'ritenu to assai preferibile nelle rimanenti sue parli . Si sarebbe inoltre fatto a fichtnza sopra una si_tuazione comp lessiva di cose forse meno rispondente alla i·eallit. Si sarebbe anda ti incontro ' sull e prime a difficoltil troppo f1umerosc. · Fu:_ perciò aclot.Lat.o programma il qua le, mentre presentll. scomposto. l'insieme del tema nelle sue situazioni di det.tacrlio affine o di permettere un gradu,1 le insegnamento circa il Liro, delinea però tali situazion i nei soli. tratti salienti, slccltè lascia ma.rcrine a. sup• D post, tattici diversi e concede facoltà di colorire ogn i sino-olo at.1.o . ~ in modo svariato, verosimile, rispondente alle circostanze entro le quali si estrinseca. Se il bisogno di progre~sione nell'insegnamento fece ordinare tale prngramma- inversa.mente a quanto accade sul campo, esso presenta. però Lllla vera e propria anatom i,l dei combàttimento, si presta con molta opportunità. allo stud io di ogni particolare. Da qui al riassumere, il passo sarà breve e pr>trà esser fatto di poi con· magrJiore profitto. Le lezioni attuali sono oli.o. fai prima pone il so ldato nelle circostanze d' un tiro in dividuale isolalo; la seconda, d'un ti ro individuale quale potrà eseguii·si talvo!La quando, essendo brevi le dista.nze, non si debba tuttavia precipitare all a crisi risolutiva. Fanno seguito tre lezion i per ammaestrfl.re, prima la squadra poi il plotone, nei fuoch i collettiv i alle distanze medie contro Lln nem ico in fo rmazione di combattimento . Le ultime concernono più propriamente i fuoch i alle grandi distanze per esercitarvi, prima la mezzà compagnia poi la compagnia, a sorprendere il nemico ancora ·addensato in colonM, R batterne l'al'liglieria in azione, a disturbarlo infine con fuochi indiretti là ove si sia ammassato in posizioni co · perte. I bersagli sono sempre preparali secondo una formaz ione
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verosimil~ e risponden te ~Ilo scopo d'ogt1i lezione. Le distanze possono variare entro limiti molto più ~l!llpi di quelli entr? cui sp,1ziano ali errori di estimazione. I reparti sono della forza d1 guerra. Il modo di portarsi in .posizione, di steùdersi ; di aprire il fttoco è . quello più conveniente ed applicab ile su l campo. La successiqne degli eserci"i è po i stal.Jili~a per guisa che ciascun graduai.o ha ma~ niera di esercitarsi nella ·conclo Lt,r del fuoco sì a panse che a salve, facendolo eseguire una volta dal prop rio reparto isolalo, e-quindi una volta in so!.t'ordine nel repa't'to immediatamente mnggiore. Fin qui le pre~crizion i di cle t.taglio. . . . << T comancla-nt'i. di -corpo dovranno però approfUt,a:l'e di tcili le· zioni e special111,ente'delle nltime sei per tesservi intorno ·snJiposi,zioni tcittiche sempliéi, le qiiali valgano ci 1·iprocliwre con q1ialche rvàosi?niglianza alt-l'ettanti momenti specùili dell'azione snt cam.po di battaglicrn (N. ·I98), Queste disposizioni potranno.dunque essere completate coi1 coucetti che da una situazione offensiva, temporeggiante o difensiva, a.ccennino a singoli cò~11piti par'l.iali. La di.versa natura del terreno, util izzataiµarmonia .co i cancelli propo,,ti, porgerà suggerimenti diversi nell a scelta della posizione in q Li appo-· starsi, clel come clispor,vi i tiratori, delle lineedirniraondeservil'si . II ooiunò-"relcolht truJ)[)a in locali là d'onde si vechrno inasr)el.ta tamen Le i bersagli , l' improvvisa de, igna"itme di questo piuttosto che di quel repa.ho per aprire il fooco, lo stringere di ordini o supposizioni incalzanti, po rgeé,urno manièra di colorire di più i1~più ogn i singoìo esercizio. i\'lentre la di:;cussione che seguirà immed iata permetterit di tenere calcolo di ogn i circostanza, di spiegare ogni intendimenlo , di i-i.vverLire ogni errore, l'opportuno riferirs i alla situazione presupposta amp iie;·à le idee e porgerà. alla mente quegli acldentellati pci quali sarit possib ile ricostituire l' immagine com:plessi va del com b,~ttimt}nto cui iI programma attuale non peri11eue ancora di rappresentar~. Per certo, l'essere ri ssi i bersagli e prestabili te le formazioni nemiche, l'essere determinata a priori h1 forza .che dol'l'à. di volta in volta veniresercitata ·nei fuoch i ed il numero dei co lpi adesegui rsi,.sono circostanze che esci uderanno la possibili lit di più proficuo arnmaesLramen to. Non si poLrà abiluare ·la mente dei cap i-reparto a lla intuizione sol lecita di silnazioni per più modi improvvise . Manche• . ç) /
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LE NUOVE ISTRUZIO NI REGOLAMENTARI SU L T IRO
ranno ·1e occasioni a giudicare con colpo d'occhio pratico l'entità de~ nuovi obbiettivi , i risultati da ottenersi sovr' essi, la forza e le munizioni da impiegarsi, il tempo entro cui raggiungerli. Se tutto ciò costi tuisce un margine a perfezionamenti futuri del nostro re(J'olnmento non è ineno vero però che sono numerosi fin o ' aranrnenti intorno ai quàli è chiamata a svolgers i l'atten'ora ali d o o ~ zione individuale, quel la specialmente dei capi-reparto. Senonchè agli enumerati argomenti, altl'i se ue aggiungono a farci accogliere con soddisfazione le prescrizioni attuali, eziandio· se modeste e non per anco pervenute al loro completo sviluppo . Yoglinrno accennare ai criteri per .la concl6t.la dei fuocl1 i. Mai come al presente fu sentito così stringente il bisogno di ·disciplina sul campo, e mai come al presente furon o cosi gravi ledit:.. ficoltà per ottenerla. Da una parte· gli effetti mic.idiali del moderno armamento , soprattutto se usato come vedemmo nell'ultima guerra, sono cresciuti a tal limite che più non si snprebbe irnaginare e trasportnno l'uomo alla concitazione, alla febbre, ai parossismo. Dall'altra la giovinezza dei soldati e la minore esperienza guerresca dei graduati inferiori scemano forza a quell 'argine morale cui sarebbe supremamente necessario far ricorso p~r dominare situazioni, soventi assai critich e. Mentre dunque si afftclano alle truppe nrmi dal tiro celere, si accrescono le munizioni per esse disponibili sul campo, si ampli fica e si perfeziona la pblenza dei loro fuochi , è pur necessario agguerrirle contro gli e/Tetti deprimenti dell '.analogo perfezionani del nemico rimuovere le tendenze contro un uso disordinato delle armi,. porle' in grado cli valersene sempre nella gni~a più efficace, d'imporsi insomma per sa.lde.zza e per abil ità al nemico. Anche a questo importantissimo scopo intendono Je nuove norme, ora in esame. Su otto lezioni, due sole sono· assegnate id t.iro individuale: le altre sei gittano le basi di una nuova disciplina del combattimento. Mercè sua la condoua del fuoco anzichè a( gregari spettertquind'innanzi sempre al superiore, i tiri non saranno più eseO'uiLi alla rinfusa ma impiegati invece con unità d'indirizzo e V fatti converc,ere simultanei sopra determinati obbiettivi. Sarà gao . . rantita la eflìcacia del fuoco da abituali e frequenti interruzioni che pennelleranno il diradarsi del fumo, l'osservare i movimenti del ~~
PER LA F A NTERIA
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nemico, l'indicare ai tiratori, qu/:tndo occorra mutarli, i nuovi ber- · sagli. Si provvederà alla parsimonia circa le munizioni , sia coL porre i fuochi nella mano del superiore, sia coll'incu lcare al soldato l'abi tudine di numerarsi le cartucce innanzi cominciare il tiro. Si porterà la mente di questi a continua considerazione circa la di- · stanza e circa l'al1.o, cò l ricordargl i,quest'ultimo in ogni comando. Quando le truppe sieno da lunga mano accuratamente istruite · secondo simi li"criteri, non è chi non veda quali profitti ci si riser- bino nella condotta generale· di fronte :ti nemico. Allo sp irito d'iniziativa, o megli o alla fantasia degli individui, . sarà sostituito _sempre l'indirizzo di una mente più illuminata. I f~och~ non saranno sprecati sia per impossibìlil~ di puntamento, sia per inopportun ità di dispersione. Le munizioni ùsate r.on giusta . lente,zza daranno un r isultalo maggiore, nè mancheranno in quei supremi momenti in cui, allentato il freno ed usnli invece ()'li sti- ". moli ·come dal cavaliere nell' ultimo istante dell a carica, converrà· davvero comandare il fuoco accelerato per risolvere la crisi. Ma, ciò che più monta, si diffonder/t in tulla la condotta del combattimento quello·spirito di calma i·elativa, di saldezza , di confidenza, che mantenendo intatti gii OJ·dini ed attive tulle le fnnzioni disci- plinari, imporrà al nemico prima ancora che l'effìcaéia dei fuochi · lo dissolva, sarà faLLore efficacissimo di vittoria. Questo paragrafo · realizza perciò, a nosLrn parere, un sensibile · prog'.·esso sulle disposizion i antiche, tanto più fecondo, inquantochè · predtspone, speriamo , nuovi arnpliamenti di vedute, nuovo campo . alla illuminaLR iniziativa dei comandanti; e raccogliendo forze nu- merose a rimuo vere gli ostaco li molteplici, prepara anche presso di noi _l'adozione des.iderata di quelle esercita,.ioni di combattimento . in cui, astrazion fatta dalla natura degli obb ietLiVI e dalla assenza del pericolo, tutto si svolge fra i caratteri della più parlante verità. E dobbiamo insistere nell'esprimere un tale desiderio . JJerocchè · le maggiori di fficollit del buon governo dei nuovi fuochi associandosi alle esigenze della contemporanea soluzione di quesiti tattici i quali pure vorranno essere svo lti soventi entro un orizzonte più ampio e soventi entro lo stringere di crisi gravissime, costituiranno quind'in°nanzi, nel loro insieme, un carico ben maggiore di responsab ilità pei comandanti d'ogni grado. Ricordiamoci che· i rosei ri- ·
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LE NUO\"E: I S TRUZIOXI nEGOLA~IEN'l'Ant SUL TIRO
sullali del 60 ¼, clic siamo usi raccogliere fra la calma. e le comodità dei poligoni, scendono to3LO al I ?, al I O, all'8 % non appena alle preoccupaz ioni pel Liro si aggiungano tu lle le altre molteplici che sono inerenti ad un'azi one di combattimento alq11a11 to verosimile. È d'uopo sludi'rtre le catiso di :si considerevoli climinuzi~ni, è d'uopo alTron.lare le difficoltà che n danno origine, 1·in1t10,·erle. Abbiamo qui un margine immenso a progre3so : ma per realizzarlo conviene che lo stud io della LaLLicn porga. la mnno allé teoriche del Liro, che le loro applicazioni, folle oggello di comune srolgimenlo, si indirizzino sul se.nliero de!la. realtà.
1'iro cl'istrn:rione . È c1uesla una· no,·ilà. recala dal nno,·o reiolamenlo niit inlrodoltn però con 1u c1ggiore o minore sviluppo anche in quasi Lutti i regolamenti esteri recenti . Il suo scopo è chiaramente riassunto nel N. 22G: << dimostrare pmticammie agli ufficiali ed cii !Jl'aduati le 111·oprie1à balistiche del fnc ile e l'efliccicia dei fuochi in massa, rendendo a,qevole l'i1delligenza llelle norme sntrimpiego dell'al'ma, conclizione indi.~pensabile 11e1· clirige1·e con critàio il ftWC<l cl'1m reparto di tr11ppe ». E per certo, se v'ha ramo_d'insegnamento noi quale sia parlicolarmenle d'uopo basare lo spiegazion i teoriche sulle dimosl raz.ioni della praLica, si è questo del Lil'O presso le lruppe, perocclJè qni fa soYenLi direuo nei graduati inreriori la base d'una buona istruzione, qui inoltre è assai necessario imprin,ere i c1iteri derinili\"i non solo nell a. memo ria. ma ezian<lio nella immaginazione se si vuole che non vadano smarriti allora appunto in cui conrenà applicarli. Inoltro, l'apparente contraddizione fra le cifre impresse sulla graduazione dell'alzo e le distanze nlle qua li si comincia J'i rnpiego di . ciascuna I inea di mirn colp isce eh i non si addentri a rifieLLervi, e pel gradualo che deve snpersi réndonagionedi tullo, ha duopo cli sch iarimento. Le regole po ·le pel Liro indi,·iduale, come non furono slahilite a caso ma in corri spondenza colle dimens ioni dei fasci e co lle probabiliti1 di colpil'e, così è giusto vengano praticatamenle dimo. sLrate. Le t:ibelle cli erncaeia dell'arma, qunnlunquo re<lalle sollo la forma più parlante per lo scopo finale della pratica, non sono •
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PER L,\ FANTEfllA
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tutLa'vi a intelligi bi li se non per chi si sii i'OSO conto del come fu rono , ottenute od almeno di ciò che vogliono esprimere. La di ffìcollà infine di riscontrare gli elTetli del tiro alle estreme distanze, e la possihi· lilà che l.n l,vo!ta nei tiri dì co111ba1.timento, vuoi per çircost:mze atmosferi che, vuoi per errori d'estimazione. vnoi perminoreflb ilil à delle truppe, rnoi per terreno meno frworerole, vuoi per casuale deviazione dei nuclei dai brevi bersagli lii p1·cparali, si ottengano risultati mono fo lici, fcinno sentire la conven ienza di studiare in modo separato questi tiri stessi, di farne toccare con ma no la rea le efficacia, di fare conoscere insomma il valore prntico dell'armamento che sta in mnno delle truppe eia verit~i dei dati che s'insegnano circa il medesimo . E il 1i1·0 d'istruzi one proYl'ede a Lutto ciò. La prima parte del programma slabilisr,e esercizi aLLi a ch iarire i criteri del puntamento al piede nonchè q11elli inerenti al Liro individuale, cioè co ll o li nee di mirn di '.200, 300 e 4,00"'. Per ciascuna lin ea di mira ·un provello tiratore eseguisce ripetutamente una serie <li colpi, prima contro un bersaglio disposto a 50 metri , rr,11indi conlro un altro a ·I00, e cosi di seguito sino al mezzo ettornetr·o che precede il punto in bianco. Il tiro si fa da seduto, coi gomiti appoggiati su ·un tavolo, e coll 'nrma so1Tella iri avanti da un sosti~gno . )Iirandosi sempre a fior cl i terra le rose che si oltengono su ciascnn telone occupano la identica posizione che vi oc · cupereblJero se il lirntore, invece di essere seduto o di tenere la bocca dell'arma a circa I m dal suolo, stesso coricato e sr,inaesse i:, la linea di mira rasente al terreno su tuLLo il suo percorso . Nè può essere diversnmente, dnppo iche le or·dinaLe al disopra della linea di mira no n muLnno per li eve murare della sua inclinazione, e dappoichè tanto il tiratore seduto quanto il coricato mirerebbero sempre snllo ste.~so punto del bersagl io. Per lai gu i::;a drizzando di nuovo da ultimo tnLLi i teloni, determinando su ciascu no il centro della rosa onde fn co lpilo, e vo lgendoli lttlti a fronteggiare sullo . stesso lato, s'ha modo cli rappresentare al vero tutto il peréorso del fascio e della sua Lraeuoria media quale lo si sarebbe potuto ottenere ove si fossero innalzati Lutti i bersagli ad un tempo, ecl iI tiratore avesse eseguito una. sola serie di tiri dalla posizione di coricato. La diversa maniera di esecuzione non tende infatti se non
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LE NUOVE ISTRUZIONI REG O LAMENTATI( SUL T IRO
ad ottenere massima. giustezza di risultati. E questa' riuscirebbe ~er~a~nente minore ove il tiratore fosse steso a terra, ed ove i pro1elt1h dovessero attraversare successivamen te di versi teloni. La posizione del l.ira1ore sarebbe meno comoda, la sua vi:;ione sul piede del bersaglio meno nitida. La resistenza opposta dai si11goli teloni · al pr1ssaggio dei proiettil i scemerebbe la loro forza viva, sarehbe causa di abbassamenti sempre più senti ti, darebbe oricrine a deviazioni casuali crescenti di distanza. in distanza, influirebbe insomma ad alterare le rose, a presentarle via. via più. ampi e ecl irregolari. di quelle che si ottengono colpendo di primo urlo. La disposizione adottala è dunque razionale. · E razionale del pari è la prescrizion e che suggerisce di preparare rialzato durante il tiro l'ultimo bersaglio colla sua freccia, e di intercettare con c~rla oscura lo spaz io che ne separa il limite inferiore dal teneno. Le due prime tabelle della nuova. Istruzione ci avvertono che nei tiri accuratissimi di esperienza: . a) colla linea di mirn cli 200'" , e sul bersaglio a 1150"', i proietti piL1 bassi colpirono a so li 'IO cent. sopra il suolo, essendo di 117 cent. il loro abbassamento sotto il centro della -rosa; ~) colla li.nea di mira cli 3oom, e sul bersaglio a 21:>0m colpi rono a 24 cent. sopra il suolo, essendo di 29 cenl. il loro abbassamento; e) colla linea .di mira di 400m e sul be1·saglio a 350111 co lp irono a ,i.fS cent. circa sopra il suolo, essendo di 43 cent. il loro a.bb'as.samento. · Ma. conviene ammettere che tira.tori meno provetti di coloro che eseguirono i numerosi tiri d'esperienza., eziandio se disposti -c?n ~naloghe comod iLà, si'.1~0 per porgere dev iazioni alquanto magg1on: Inoltre anche su lll'l ben raggruppati agiscono talvol!.a. influenze abbassanti l'insieme del fascio: nè sarebbe qui il caso di ricercare co1Tezioni durante il pu!Hamento chè occorre qui assoluta -costanza e precisione di mira. -Per le tre distanze ora menziona.te si amo perciò vicini alla possibilità. che talun proiettile colpisca. sul terreno avanti a.I bersaglio . Se non si provvedesse a tenerne caJcolo, andrebbero alterate le proporzioni della rosa e sovrattutto alterata la determinazione del vero suo centro, perocchè si trascu.rerebbero quei colpi che più hanno influenza ad abbassarlo. La
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l?eR l,A FANTERI A
{lisposizione adottata permette cli raccogliere tutta intiera la. rosa e di stab ilirne con esattezza il centro: ricollocato di poi il bersa c•lio I • .l . " ,col suo pie( e sul terreno, esso concorre con tutti i rimanenti a rappresentare con esatta espressione il fasc io del tirn . Ragion i analoghe indussero a sopprime1;e il tiro alla distanza cli punto in bianco ed a rappresenta.re soltanto con un segno visibile, -collocato sul suolo alla predsa. distanza ora delta, il punto di caduta -0.ella traetloria centrale. Qui però osserv iamo che questo punto di caduta non sarà quello della vera trttettoria· media del fasc io, sibbene quello della. traettoria media. dei tiri d'esperienza. sui qual i furono ,determinati gli alz i. E qualora il fa~c io ottenuto fosse alquanto .alto od a.lquanLo basso, risulterebbe in questo pun to una discordanza forse sensibi le dell a realtà (,1). Manca inoltre il modo di constata.re la vera ampiezza della rosa a quest' ultima distan,.a, per cui conviene suppli rvi con·semplici argomentazioni , deducendo la cioè da. quella dei tir~ d'esperienza la qLrnle vorrà essere amplia~a. nella stessa proporzione coh cui lo sono le r imanenti rose ottenute alle distanze • minori. Comunque sia delle due mende· leggi ere om rilevate, l'insieme di questa esercitazione, completata col collocamento di uomini e cli ca.valieri accanto ai bersagli colpiti, porge modo : 1° di dimostrare praticamen(e di·quanto s'accrescano gli spazi bàttuti e la probabilità ,d~I colpire ove si punti a.I piede invece che sul centro del bersaglio: -climosLra,.ione che si otterrà di leggieri rip roducendo le diverse rose J)iù in alt.o, d'una quantità eguale alla metit dell'altezza dell'obbiettivo:_ '.a 0 di osservare in quale posizione del corpo sarebbe colpito il nemico alle successive distanze e quindi di stabilire i limiti ai quali conviene desistere dal tiro a.cciò le traettorie non sorvolino sopra il suo capo : .3° di paragonare le dispersioni dei colpi colla ampiez~a vulnerabile del neri1ico e qui ndi avvertire la varia probabiliti:t di colpirlo, ed i bersagli contro ai quali convenga di distanza in distanza rivolgere il tiro. 1
(l ) Se si fossero inser ti nella tabella 2"' i · valori delle tangenti degli angoli di cadu ta
,e 51 fosse avver tito che r·er riportare sul bersaglio verticale i colpi cort i tocca nti a terra ba.st a molt iplica re l'errorn in lunghezza pel valore della ta ngente, s'avrebbe potuto pre.s~uidere dalle preocc upazioni qui menzionate lasciando eseguire il tir, nelle s tesse condmon[ a. tutte le distanze , quella dì pun to in bianco com presa.
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PER LA FAKTERIA
LE NUOVE JSTRl,;Z:IOSI REGOLA~IE S TARI SUL TI RO
Dinw;trnzioni di queslo genere devono tornare di somma uti lità e valgono a fi ssa re nella mente dei grnduaLi le regole LuLt.e del Liro individuale assai meglio di qualsiasi istruzione semplicemente orale, per quanlo accurata . A ricavare però da esse tuLLo il frullo onde so no capaci sariLd' uopo condurre l'esercitazione con molta lentezza, rendere ragione passo passo di ogni particolare, diffondersi a pn~Lici confronti. In Lai gui~a anche le inLelligenze· meno pronte si troveranno portate ad intuire spontnneamen Le le conclusion i finali, nè queste saranno piu di menLicate. · La seconda parte del programma contempla due dislinti esercizi di Liro per riproclurr~ separatamente due delle serie recale dalla tabella ·/:t . Lo scopo è quello cJi mette1·e in rili evo la reale cmcacia del Liro in massa nonchò di chiarire praticamente ciò che esprimono la tabella ora detta e le seguenti 6· e 7a c~e ad esso si riferiscono. Per rendere chiara l'idea dei pericoli cui sarebbe esposto il nemico nel perco rrere tutta I.a zon,t bai.tuta da un Liro in massa eseguilo con una data linea di mira, fu giu;;t.·ùnenle adollato il criterio di registrare le successi1•e perdile che sub irebbe una compagnia in tulle. le successive posizioni, varianti cli dieci in dieci metri lungo 1a zona medes ima, quanclo si sparassero contro di essa cento colpi . fo L.'ll guisa, se si es'eguisce una sola salve con cento arm i, il nemico è toccalo per una volta sola da lauti pl'oieUili quanti ne stanno regi:>Lra,ti nella co lonna indicante la posizione da esso occupata sulla. zona nell'istante dello sparo. Se in vece le sa lve si ripeto no, il nemico subisce perdite ripetute, e queste sono rappresenLale da lla somma delle perdile pa,-liali relative alle -singole posizioni cla lui occupate nei diversi istanti in cui aHengono le !\Cariche. J~ superfluo aggiungere che cia:;cuna cli tal i perdile parziali dovriLessere· propo1-t ionala al successi1•0 diradarsi dei rangh i. Questo criterio fu seguito egual men Le, si pel caso in cui si consideri la compagnia nem ica in linea, esipel caso in cu i lasi con:;ideri in colonna scn ala. Al la pri1na fo rmazione si l'il'cl' isce la tabella i5U,. alla seconda la 6• . .Per conoscere da quanti proieuili sa rebbe colpila una compagnia formala in plotoni a distanza seiTaLa, basta cercare sulla ta bell a(? fa cifra registraL,L nella' colonna che es1Jrime la posizione occupata cla l plotone di testa lu1igo la zona baLLuta. Se infatti , posta l'ipotesi d'uno stesso 'Liro di cento colpi esegu ito colla
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linea di mira di ,1100'", e contro una compagnia giunta colla sua fronte p. e. alla distanza di 11090 111 dai tiratori, cerchiamo quali siano le perdi te registrate nelle due La.belle, troviamo che la compagnia in linea sarebbe colpita da. 115 proiettili, quella in colonna da 25 . I dieci proiettili in più indicati per quest'ultima sono appunto quelli che cadrebbero sui plotoni retrostanti i quali . sono in ·oran . o parte coperti da quello di testa. Stabiliti in questo modo i criteri esprimenti l'efficac.ia dell'arma, se si volesse riprodur re praticamente, e senza bisogno cli Ia,voro mentale un'intiera delle serie reca te dalla tabel la 5", sareb be d'uopo disporre cli k'lnti bersagli, quanli ne occorrono per rappresentare una fronte cli una compagnia su ogni dieci metri di percorso della intiera zona battuta. Per la li nea di mira 800m tale compagnia dovrebbe essere rappresentata 39 volte. E se si credesse cli arrestare la ricerca a quei limiti ai quali essa comincierà a ricevere più di cinque colpi, dovrebbe pur sempre essere riprodotta diciotto volte. Una tanta copia di materiale non può essere posta a dispos izione di ogni corpo di truppa: è perciò d'uopo procedere per ripieghi. ~ella ipotesi ora menzionata del Liro colla linea di mira di 800m, le diciotto li nee di bersagli dovrebbero. essere drizzate sulla porzione di terreno che corre fra la distanza di 850'" e quella di 680m dai tiratori. Ove si abbiano disponibil i tre linee solè di teloni, si potrà cominciare col col locarli alle distanze di 850, 840, 830m dai tiratori e si eseguiranno contro di essi cento colpi. Con ciò si avrà modo di rilevare le perdite inerenti alle tre posizioni ora dette ossia, in altri termini, le perdite che subirebbe una compagnia la quale si trovasse a 50, ovvero a 40, ovvero a 30mal di là del centro della ro~a dei colp.i sul terreno. Riparati i bersagli si trasporteranno di poi ad 8'.20, 8'10, 800m, od anche si faranno in loro vece avanzare i tiratori a quest'ultima distanza: eseguiti qui altri cento spari, si ricaveranno le perdite inerenti alle posizioni di 20 •1O zero metri dietro al centro della rosa. E chiaro che ripetendo eguale pr·oced·i- ,. mento altre quattro volte, sia col fa r avanzare oani volta i· bersaoJi • 0 d1 Lrenla metri, sia invece coll'avvici nare d'altrettanto i tiratori, si potra completare r eso.me pratico delle perdite che si recherebbero al nemico nel suo inoltrarsi di dieci in dieci metri. lmwo· o la 'rimanente porzione della zona. E registrando ogni volta il numero dei •
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J.NNO X XVI, VOL. lii:
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PEH LA FANTER IA .
LE NUOVE · ISTRUZION I REGOLAMENTARI S UL TIRO
punti colpiti su ogni singolo bersaglio si troverà alla fine ricostituita tutui la serie in guisa analoga a quella riferita dal I~ tabella. 1:>a. ·Forse, confrontando questo metodo con quello segu1t~ per ricavare la tabella ora detta, si potrà. obbiettare essere qui alquanto maggiore il numero clei proiettili che possono toccar~ di rimbalzo i teloni. Qualora invece tutta la zona battuta fosse mtercett.ala da bersagli, i proiettili rimbalzanti sare)) bero più presto anestal1, ~rodurrebbero tracce meno numerose. E pe1·ò questa una osservazione di assai lieve momento. Inoltre il processo qui riferito si avvicina rnealio alle circostanze della real là. X1tra osservazione potrà essere fatLa rigLrnrdo al puntamento. Nella ricerca della serie con un alzo rispondente a distanza maggiore . di 1ooom è prescritto che i tiratori si dispong:mo in ginocchio. Ove si dovesse seguire un metodo st1:ettamente conforme a quello usato per determinare la tabella 5", conYer'.eb?e pu~~are per gu!sa ~he lR linea di mirn passasse sempre per,il piede d un bersaglio situato alla distanza precisa di punto in bianco. Invece col procedi~1en~o testè descritto si mira al piede d'un bersaglio il quale muta via via di posizione. Conviene qui riflette.re: 11° che 1~ differen~e da ciò risultanti sono debolis?ime; 2°,che 11 loro massimo cornsponde alle estremitit della zona, là cioè dove i colpi toccanti i be!'sagl i sono così scarsi che difficilmente potrebbero mutare cli numero per lieve differenza n~l puntamento; 3° che infine questo spostarsi continuo della linea di mira per seguire i movimenti dell'obbiettivo, se non risponde esattamente al modo con cui fu ricavata la tabella, co~Ti- . sponde invece, e con maggiore verità., a quanto accade nella p1:·at1ca. Il procedimento di ripiego prescritto dalla, nuova Istruz10ne è perciò opportuno e pnò e~se!'e accHtat? con piena fidu.ci.a. S?ltanto sadt. d'uopo ramrnentar:;i che per la ricerca della sene a distanza maogiore di IOOOm, qnalora ,;i versi nella ipotesi posta dal regolame~to, si abbiano cioè d,sponibili 54m lineari di bersagli alti 1m,80, sarà preferibile disporli su due sole linee invece che su tre, mutando in questo caso le distanze di tiro di venti metri per volta. Questa avvertenza in E:ira ba una disposizione più armonizzante colla crescente ampiezza delle dispersioni laterali di tiri esegui ti da una fronte di soldati . A questo medesimo riguardo sarebbe anzi ·_a,~siderabile che fa tabella 7• recasse una nota per avvertire che i 1
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dati cola riferiti e relativi alla colonna serrata, a cominciare da rnoom fino .a 11600IU, si possono raccogliere piuttosto da un battaglione che non da una compagnia. L'Istruzione, dopo il cenno circa il procedimento ora analizuito, soggiunge la prescrizione di preparare sui bersagli le rette orizzontali che distinguono l'altezza del nemico in ginocchio e del nemico coricato. Condotta l'esercitazione secondo tut te le norme che· abbiamo menzionato, interrompendola di volta in volta per accompagnare i graduati a constatare i risultati parliali YiR vi:i ottenuti, non sarà difficile porlare la loro mente: 11° a formarsi un giusto concetto della estensione delle zone sulle quali torna efficace il tiro, e della gradazione di perdite che si subiscono sui diversi punti di essa; 2° ad ayyertire di quanto muti l'efficacia del tiro, secondo che il nemico sia ritto, ovvero in ginocchio, ovvero coricato; e quindi a rammentarsi di quanto si debba accrescere in questi ultimi casi il numero dei colpi acciò non scemino le perdite da infliggergli; 3° a conoscere l'ampiezza delle dispersioni laterali e quindi ·a distinguere quale fronte debbono avere 1gli obbiettivi perch è possano eMere , colpiti, se non da tutta., almeno dalla porzione più fil.La del fascio; 4° a distinguere, dal modo di distribuirsi complessivo dei colpi, quale sia la formazione pit't. opportuna per attraver::-are la zona bat tuta colle minori perdite. L'Istruzione aggiunge poi al N. 235 l'invi to di eseguire qualche esercizio analogo di tiro in massa, facendo uso di due linee di mira, ovvero applicandolo a terreni inclinati. La ricerca di serie combinate tornerà. per certo assai vantaggiosa essa pure. Ma quand'anche non la si possa esegltire · praticamente non sarà difficile condurre il pe.nsiero dei graduati a concepirne lo ,scopo e l'effe'tto, potendo bastar.e a lale uopo una ragionata discussione la quale prenda per punto di partenza quanto fu osservato nella zona battuta da una sola linea di mira. L'immaginare l'elietto -simultaneo d'un tiro con due· alzi quando si vede quello inerente acl un alzo solo, il rilevare i grandi vantaggi ch'esso può porgere nelle incer!ezze del combattimento, richiedono idee fortunatamente :assai facili a esprimersi, faci Ii ad es$ere intese. L'applicazione del tiro a terrèni variamente inclinati rispetto ali.a.
LE NUOVE ISTRUZIONI R EGOLAME NTARI SU L TIRO 148 linea di mira include il germe di nuovi criteri di somma importanza, i quali però hanno d'uopo di pratiche ed evidenti dimostrazioni. L'innalzarsi del terreno trasversalmente alle linee di mira, ovvero,. il suo· correre depresso con andamento approssimativamente parallelo ai rami scendenti delle traettorie, sono .circostanze delle qualr la prima addurrà sensibili diminu~1on1, la seconda invece sensibili · incrementi alla efficacia. del tiro. E questo un argomento sul qualenon saranno mai trop.pe le discussio111, gli stùdi. Da questi devon?' scendere non solo i criteri finali ·circa l'applicazione del Liro, ma eÌiandio i criteri di c1vvedutezza :nella scelta degli apposta.menti parziali, nella disposizione delle successive sch iere per la di fesa, nella condotla, insomma , . complessiva. delle truppe. Vorremmo perciò aggiunger peso a quest'ultima serie di eser~izi sicc?1~e gl~ unici che possano portare l'intelligenza dei graduati ad assirnda.rsL i eone.etti preziosi ai qua.li abbiamo ora accennato. . Questo tiro d'istruzione costituisce adunque, secondo noi , uno dei più importanti fra i pregi che vogliono riconosc.ersi al nuovo reaolamento . Mercè sua questo argomento dèl. tiro, fattore importa~tissimo della po lenza della fanteria, yotrà quincl'innanzi diventare oggetto di studio conlinno in ogni corpo. Tutti i graduali vi troveranno un mezzo di allargare le .loro idee per quanto lo consente la rispeLP:va capaci là; acquisteranno convinzioni, interessamento, abitudine di esame; ne r itrarranno concetti preziosi anche . pel loro ammaestramento tattico. . . E tale studio merita invero d'essere rialzato nella cons1deraz10ne generale : mentre è in sè sommamente complesso, è intimamente collegato con ~utti gl i altri rami deH'insegna.mento militare della fanteria; tiene fra essi principalissimo poslo, li soccorre co'suor dettami li spinge anzi in ragione de' suoi progressi a con tinui per· fezionamenti.
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P ER LA FANTERIA
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miglior à iterio di ·giustiz.ia, classificazioni , premi e distintivi, poniamo termine al nostro esame su questo ben studiato regolamento, (ln'cle fu ora dotala hi nostra fanteria. Ci rimarrebbe a toccare de.Ila Appendice che consideriamo siccome la pa rte più preziosa di tutto il volume e mercè la quale, scioltici defln itivamenle dall'empirismo anti co, possiamo indirizzare l'istrnzione teorica. dei quadri, secondo i pii1 aLLendibili dettami della scienza, proceder~ nella pratica sempre scortali dai più illumi,iati consigl i. . Senonchè questa parte della nuova Istruzione fu già di lucidata ed in modo egregio rnercè il lavoro dèl cap itano Garelli ( 1) del quale ,fu reso conto nella precedente dispensa.: ed alle ampie discussioni di questi difficilmente si potrebbero soggitmgcre cose nuove. Basata su dimostrazioni matematiche l'Appendice in discorso costituisce principalmente una pregevole raccolta di ciò che v'ha di p iù esse11ziale nella odierna dotLrina del tiro. Vi tengono dietro norme p1:ezic!se c;ull'impiego dell'arma. E queste. scese come corollari dalle dimostrazion i della scienza, non possono essere che ve1 e e deone di o . tutta la considerazione. Forse allo stato attuale delle cose la minore diffusione dei nuovi concetti, la loro applicazione non · per anco interamente sviluppal11, il non ancol'a eseguilo .riordinamento clelle norme taltiche, potranno dar origine a qualche lieve clifncollà, a cliscussione . J1acendo vo li perchè quest'u.Jtima si svolga ampiamente siccome il prezioso la vorìo mercè il quale si mo tura e· si generalizza ogni perfezionamento, approvia.mo frattanto · il pe·nsiero che volle così .completata la nuova Istruzione sul tiro. Persuasi che questa occupi un posto distinto fra quel le onde furono dotati di recente quasi LutLi gli eserciti europei, diamo opera .acciò riescano eminenti del pari i pratici progressi ai quali essa intende.
!. Ora, persuasi che le osservazioni·già. svolte possano bastare a: chiarire anche l' opportunità delle ,ulteriori varianti introdotte nelle prescrizioni finali, di quella principalmente . che distribuisce con ·,
V1GLEZZl
Capitano d'artiglieria . (I) h'ote t schiarimenti alla nuova /struziont ,ul tiro ptr la (anttria, di GaRLLl PonRo Mrnco ca,>itano d·aniglieria, segretario della Commissio no permanente per le armi .portatili. - Carlo Voghera, noma ISS I.
L'ESERCITO ALL'ESPOSIZWNE NAZIONALE DI MILANO
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L'ESERCITO ALL'F:SPOSIZIONE NAZIONALE DI MILANO
I.
Che cosa sia l'esposizione nazionale di Milano , della sua splendida riuscila, delle speranze legittime ch'essa fa nutrire per l'avvenire economico della palria, molli giornali , a quest'ora, hanno dello e ripetuto con comp iacenza . Anche l'esercito figura degnamente in quella gara delle industrie e non sono mancale nè mancano le ammirazioni e le lodi. Tutto quello che l'esercito ha esposto rappresenta special mente il lavoro serio prodotto in questi ultimi dieci anni cli studio e di raccoglimento . Si può alfermare che se a Parigi ecl a Vienna l' esercito nostro.Lenne degnamenleil suoposlo; la mostra di Milano è tale, anche per la parte militare, da farci guadagnare in considerazione all'interno ed all'eslero. Il Ministero della guerra affidando al colonnello d'artiglieria cav. Quagli a e al capitano d'artigl ieria signor Edoardo Sterpone la organizzazi one della mostra, fece indubitamente un·ottima scelta ed a.loro si deve se gl i oggetti vennero collocali nel modo più vantaggioso. Di questi oggetti non potremo dare qui che una _descrizi one molto sommnria; troppo ci vorrebbe ad illustrarli conven ientemene ed è necessario lim itar~i a quel tan.to clic è indispensab ile per farli. apprezzare.
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II.
Gli stabilimenti mili tari cli Torino sono rimasti all'altezza della foro fama. L' A,rsena!e di costru1.ione ha esposto: una grue a vite di 40 tonnellate destinata a facili tare le varie manovre richi este dalle bocche da fuoco di maggior cal ibro e segnatame1Ùe da.i cannoni da cm. 24 e 32 (Ret.); un affusto per cannoni dR cm. 7 BR (Ret.) da campagna; un avantreno da cm. 7 ~Ret. ) da campagna: un affusto da difesa per cannoni d,l cm. 115 e ·16 (ferro) : un affusto_da casamatta per cannoni da cm. ,15 lè R C (H.et.) rotante sulht volata (sisterim Biancardi): un affusto· in acciaio per cannoni da cm. 7 BR (Ret.) da montagna: alcune ruole dei N. ,1, 114, e 23, diversi saggi cli campion i di lamiera e saggi cl.i collauda'l.ione del ferro impiegato per chiodi e per aste da stantilffo , nonchè .varie parti di affusti e sotto-affusti fra cui diverse ri cava Le da un sol massello di ferro fabbricato con;1·ottame rninuto nei forni di raffineria: viene ulLimo un congegno per misurare il potere lubrifìcafrvo delle sostanze grasse. Quanto agli a[usli , l'arsenale ha raggiunto veramente l'ideale della leggerezza e anche dell'eleganza: è un materiale ottimo che gli stranieri c'invidiano e che, dal più al meno, è conosci uto nel nostro esercito; cosi cchè, non potendo estenderci troppo, riteniamo più utile dare um descrizione somnrnria della grue da 40 tonnellate e del congegno misuratore delle sostanze grasse. La grne venne studiata da una commissione, ma il merito principale è devoluto al maggiore d'artigl ieria cav. Biancardi (l''rntore dell'affusto da casamatta di sopra accennato, non accolto dal Ministero ma che pure raccoglie pregi non comuni); si compone di due cavalletti a vite con ruote e di una centina sopportata da due cavallelti alla quale si attacca il peso da sollevarsi . Questi cavalletti sono formati ciascuno da due ritti grnduati di quercia sostenuti inferiormente da una base o telaio formato con grosse travi anch'esse di quercia e riuniti nella parte superiore da un cappelletto in ferro fucina to: tra i due ritti è
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ALL'ESPOSIZIONE NAZIONALE DI MILANO
L'ESERCITO
situata una robusta vite di acciaio la quale si appoggia, inferiormente, sopra un ceppo di ghisa fissato al telaio, mentre superiormente è trattenuta in posizione vertica;le dal cappeìletto munito a tal fine di foro e bronzina. Sulla vite di ciascun cavalletto è investita una chiocciola di bronzo compresso su cui appoggia una traversa a bilico, d'acciaio, attraversata dalla vite stessa e che scorre lungo di essa unitamente alla chiocciola in bronzo quando la grne è in azione. Le due estremità delle traverse mobili hanno una scanalatura verticale in cui imbocca una guida di feiTo fissata, alla faccia interna di ciascun ritto del cavalletto, di maniera che la traversa, nel suo movimento lungo "--.. la vite, si mantiene sempre parallela a se stessa. Finalmente le due. traverse a bilico portano due staffe ciascuna sulle quali vengono ad appoggiarsi le estremitii della cènt:ina. La centina è rormata di due pasti uguali costi tu i te ciascuna. cli una doppia lamiera di ferro dello spessore di mm. 15 con una robusta sbarra cli ferro fucina.Lo che ne segue il contorno ed ba una sezione quadrata di 40 mm. di la.to. Queste due parti sono nella parte intermedia unite con chiocli, disgiunte però verso le estremità per potersi appoggiare sulle staffe delle traverse a bilico dei cavalletti. Affinchè la centina sia stabilmenteappoggiata sulle staffe delle traverse a bilico, ciascuna delle estremità della trave è munì ta di taccbe nella sue parte inferiore, disposte a distanza crescente dal centro delle centine: quelle più vicine corrispondono alla portata massima delle grue che è di .45 tonnellate; le più disLanti, alla portala di 30 tonnellp.te e le intermedie a 40. Il contorno superiore della centina, invece, presenta nel mezzo un tratto rettilineo orizzontale e. latera.lmenle, due altri tratti reLtilinei, pure orizzontali, alquanto più bassi: il primo serve di appoggio al congegno di sospensione quando si vuol maneggiare artiglierie di minbr calj\H"o: gli allri due, servono allo stesso scopo per le artiglierie maggiori. Abbiamo nominalo il congegno di sospensioi~e: si compone esso di due maniglie d'acciaio sospese per mezzo di 4 tiranti pure cl'acciaio a due coppie di rotelle in ghisa che si appoggiano e possono scorrere sui tratti rettilinei della centina. Due traverse ad occlfrservono a collegare le due coppie di roLelle suddette e regolano lo scostamento delle mani glie di sospensione dipendentemente dalla 1
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grossezza del cannone da sollevare. L'interno congegno può ricevere inoltre un movimento di traslazione per mezzo di due viti che attraversano le sale su cui sono montate le due coppie di rotelle e si maneggiano da terra con una leva a scatto con fune. Per mettere in azione la grue, basta dunque imprimere il moto alle due .viti verticali dei cavalletti, il che si ot~iene per mezzo di un piccolo ingranaggio fissato sulla base dei ca.valletti stessi e comandati da due ruote ordinarie che fanno ufficio di volante . A brevi ·distanze la grue pt1ò trasportarsi montati adattando apposite rotelle di ferraccio al piede di ciascun c~walletto. Per distanze considerevoli, invece, la gru e dev'essere smontata. e siccome ogni cavalletto è provvisto di due ruote. può essere trainato da un avantreno comune d'attacco e difesa: la centina si trasporta in un carro a parte. I dati pi·incipali della grue s.ono i . seguenti: portata massima, tonnellate 45 : altezza massima a cui può salire l'assedi sospensione m. 4: peso della trave centinata., km. •1253 : peso toLale di un cavalletto, km. '.26-IO: peso del congegno di sospensione, km . 3•1O: peso to Lale km . 6784. Prnzzo,lire 0,60 el km. uguale in complesso a !'ire 4070,40. , Quanto al congegno per misurare il potere lubrifica ti vo delle sostanze ~rasse, è basalo esso sul principio che una sostanza grassa, a parità. di pressione e velociLà ed a completa lubrificazione delle parti ingrassa.Le, ha un potere lubrificativo tanto più grande, quanto più facilmente lascia scorrere le parti medesime, epperciò quanto più è bassa la temperatuni che si sviluppa dal fregamento di esse . In conseguenm, l'apparecchio si compone principalmente: di una ruota piana girevole sul proprio asse la quale rappresenta un asse di trasmissione e prende il movimento dà. un motore: due ganasce o cuscinetti speciali che abbracci·ano la parte cil indrica del la ruota.: una stadera diITerenziale per strin gere le ganascie contro la ruota e la cui pressione viene indica.I.a in km. dalla posizione del romano sullo sti!O': un contatore per contare i giri della ruota nella unità di tempo essendo necessario per la maggiore esattezza ·delle prove che il movimento di rotazione sia, per quanto è possibile, uniforme: · un termometro col bulbo tangente alla periferia dellét ruota pe'r indicare la temperatura prodotta. dal frégamento delle rnot:e stesse colle ganasce: un cilindro lubrificatore per condurre la sostanza in
ALL'ESPOS IZ IOl'sE NAZIONALE DI MILANO
L'ESERCITO
· esperimento sulla ruota suddelta, cilindro che è graduato per determinare il consumo di questa sostanza ed indicare se la lubrificazione si effettua regolarmente. Il confronto del potere lubrificativo delle materie esperimentate si ri cava dal grado maggiore o minore cli calor·e a cui sale il termometro, avendo l'avvertenza che le prove debbono esser fatte ndle stesse condizioni di temperatura. Pertanto, qualora si facciano successive_prove, si dovrà sempre aver cura di lasciare fra una prova e l'altra e per un tempo sufficiente l'apparecchio in r iposo affinchè riprenda la temperatura ordinariadell'ambiente come;trovavasi · nel primo esperimento eseguito. Prima di provare una clala sostanza lubrificante si dovrà ben pulire le s)ngole parti dell'apparecchio per modo che non contengano residni di prove prec.edenti. · Questo congegno fo ideato e costrutto nell'arsenale di costruzione cli Torino diretto dal colonnello Galleani di Saint-Ambroise. Vengono dopo le cose esposte dalla direzione d'artiglieria della fonderia di Torino. IntePessantissimi sono i saggi di bronzi e ghise; ve ne sono tre di bronzo martellalo a freddo e altri tre di bronzo na.turale i quali fanno parte di L{na serie di saggi provenienti delle , materozze del cannone da cm . il.2. B Il col titolo 1111,5 di stagno per j'' di rame: vari saggi di bronzo compresso liberamente e in ma0 trice col titolo di 9 di $lagno per 0 /o di rame e un mezzo disco clello ste$SO metallo non compresso esposto per dare una giusta idea della struttura interna del bronzo foso in pretella. Fra i saggi cli ghisi.l ve ne ha uno della miscela special e impiegata nel 11872 pet' la fusione del primo cannone cla cm. 32 G R C (H.et.) e un altro estratto alla Spezi~i dalla culatta del cannone cla cm . 45 detto da 1100 tonnellate clue altri clel la miscela impiegata nellafondità dei cannoni da cm. 115 In una vetrina separata sono nove dischi espo1:ti come campioni di alcune fra le rni;;cele usate nella fonderia di Torino pee cannoni di ghisa : questi clischi sono spezzali in mezzo affinchè sia facile esaminarne la interna. struttura. Nella stessa vetrina si vedono quattro orecchioni di artiglierie estere: austriaca, francese inglese e svedese, artiglierie che entrano in quasi tutte le miscele: ,1° per esserne l'Italia largamente prov- . vista: 2° perchè unite alla ghisa Allione ed alle gh ise di 2• fusione di Torino, si migliorano a vicenda formando miscele ottime per bocche da fuoco.
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Di questa ghisa Allione sono esposti tre saggi, cioè: 1 a, 2• e 3· ' classe: è ghisa di prima fusione proveniente dall'alto forno cli Allione in Val Camonica appartenente al cav. Andrea Gregorini, è di.,,, eccellente qualità, molto omogenea, superiore non solo a tulle le · qualità naziormli, ma ancora alle estere, comprese le migliori qualità.-. inglesi e svedesi tanto rinomate. t la ghisa cli 11• fusione che entra nel caricamento dei forni per il getto di bocche da fuoco e ·· fino dal 118(H, entea in proporzi·oni variabili nella composizione cl.i; tutte le miscele. Riesce ottima anche adoperata dii sola mettendo·· però in certe prop:n·zioni le tre classi insieme: in massima 6/ ,t O · di 1a classe, 3/ ! O cli 2" classe e ,1/ 40 cli 3": perciò c1uando si cli ce · ghisa Allione s'intende ch'es5a entra nelle dette proporzioni. I nostri' cannoni, poi, quamlo contengono Allione, reggon o per uniformità di costrnzione e per qualità intrinseche il confronto cli quelli ' esteri i più riputati . Ravvi quindi una rnocchina da operare divisioni e da tagliare · denti di ruote e di accecatoi; un talpone ad espansione cla piani. normali di volala (cent. 16. ()R) che serve per tracciare linee normali all'asse delle arliglierie; ·una testa a rigare; una culatta ad otturatore tipo da cent. 24 GRC. (Ret.); un congegno per rettificare gli alloggiamenti nei cannoni a retrocarica con sistema di chiusura,,. a vite da ~ent. 24 GHC (Rei.. ). · . Fra questi congegni, interessantissimi tutti, havvene qualcuno che mei:itaspeciale attenzione . La testa a rigare p: e: è un cii in dro . . d'acciaio sca1;rnlato secondi> ìe generatrici e munito cli porta coltelli . rigato i. Nel corpo del cilindro, e secondo il suo asse, è praticato un · foro circolare che riceve una robusta mòlla ed un respintore. Eqtro ., a clne allogginmenti a settore rettangolare normale all'asse del cilindro, e diametralmente opposti, sono allogati clne pru·allelipipedi ; d'acciaio drn portano i coltelli rigatoi: i paraHelipipedi poggiano su di un prisma che scorre in un piano inclinato del respintore. Ad essi ~· è uniLo un ci Iind retto gra.duato con rocchetti e mole per registrare i coltelli alla posizione voluta: questi, po i, si alzano e si abbassano,-automaticamente sotto l'azione c1el respintore spinto dalla molla. Il~ respintore è unito al corpo del cilindro per mezzo di una ghiera ad ali ed è trattenuto nella posizione voluta da un dente di arresto~ . Per ogni· corsa dell'asta a ri'gare, .i coltelli, .giunti al termine delle ,· 1
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<righe di cui rappresentano la sezione, si abbassano automa.ticamente mediante l'urlo del respinto re contt·o apposito ostacolo, e amnchè la molla schiacci,i.ta non ricacci· indietro il respintore, questo viene arrestato dàl dente dello scatto a becco. Quando i co ltelli sono abbassati, rovesciando la trasmissione, si fa retrocedere la testa a ri.. gare e, giunta questa fuori dell'anima, si fa scattare il dente d'ar-reslo del respinlore i I quale,. spinto dalla molla, riprende la sua posizione. Anche il congegno per rellificare gli alloggiamenti nei cannoni a retrocarica è importantiJsimo. Consta esso cli un vit.one di ghisa., uù porta coltello di bronzo ed un congegno di rotazione. Il ,,itone è di dimensione precisamente uguale a quello dell'otturatore della bocca , a fuoco per cu i il congegno è destinato ed ha un foro circolare in'terno per il passaggio dell'asta che si unisce al porta-coltel lo. Questo ha sulla sua superficie convessa due camere a sezione reUangolare diametralmente opposte nelle quali si allogano i coltelli registrati · con apposite viti. Il congegno di rotazione per mezzo di una ruota dentata e cli una vite senza fine ché ingrana in detta ruota,' imprime al porta-coltello un movimento rota torio. Si fa agire il congegno cli rotazione per meao di due manubri situati all'estremità della vite senza fine od anche meccanicamente col mezzo di una carruco la che ;fa corpo colcongegno. All'estremità dell'asta, un piccolo volante serve a fare avanzare o retrocedere il coltello e porta sul mozzo una divisione che indica i piccoli mo1rimenti in 20ml di mill imetri. Al centro del volante · sporge fllori un piccolo cilindretto graduato a · millimetri che serve .. ad indicare l'avanzamento in mil limetri del porta-coÌtello: il con. gegno si applica come un otturatore ordinario sulla mensola stessa , della bocca a, fuoco. Introdotto il coligegno nella, ·culatta, si chiude il vitone con appos ita leva e lo si fi;;sa al punto voluto. )fettendosi · poscia in azione ai manubri e regolandosi sulla divisione circolare del congegno e su quella del cilindretto , si fa·mo tare il porta-coltello per rettificare così l'alloggiamento dell'0Lturato1:e facendo avanzare gradalamente il porta,-coltello per mezzo del volante. La fonderia di Genovn ha esposto una collezione di proieltili che ~ fra le cose più interessanti della mostra. J principali fra questi proiettili sono: la palla ,oblunga da 45 per
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cannone da 100 tonnellate (artiglieria da costa) del peso di ,1000 · chilogrammi, lo shrapnel da cent. 115 a diaframma, di 25 chi!. (sca- . rico) un altro delle stesse dimensioni (carico), la granata da cent. ,12; . lo shrapnel da cent. il.2; la gr:rnala da 24; lo shrapnel da 16; la . granata da 9; la palla da 32 e la granata da 32. Accanto a ciascuno. di questi proiettili havvene un altro identico, sezionato, affinchè . possa vedersene la interna costruzione. Vicino alla palla da 45 e a . quella da. 32 vedesi il carrettino elevatore del proiettile. Ven,:rono . . n osservati con curiosità gli shrapnel a diaframma, carichi , siccome . quelli che hanno il vantaggio di m11,ntenere più raccolte nell'aria . le pallottole della carica sicchè il tiro ne risulta più sicuro e più micidiale. La fonderia ha esposto anche, sotto una tenda innalzata nei giardini, gli strumenti necessari al modellamento dei proiettili: la tenda è c?perta di tela resa impermeabile, metà col sistema rego.,lamentare, metà con processo ideato dallo stabilimento. Molto osservali sono gli istrumenti delicatissimi esposti dal Laboratorio di precisione di Torino, cioè: alcuni strumenti verificatori d'~rm! portati Ii resi necessari clacchè, perfezionata ognor più la fab- bricaz1011e delle armi, specie dopo l'adozione di quelle a retrocarica; d_ivenne indispensabile eseguire verificazioni sempre più minute e . :rgoro~e. Vennero già introdotti in servizio 650 di questi strumenti 1 1 quah servopo a veri fica re: il fucile modello 11860 ridotto a retrocarica: il moschetto modello 1844, ridotto a retrocarica: il fuci le modello . · '1870 (Veterlì), il moschetto mod. "870 da fanteria.: il moschetto da . c~valleria: la pistola a rotazione mod. ,1874. Ulaboratorio provvede . d1 strnmenti le fabbriche d'armi e anche le direzioni territoriali d'artiglieria che hanno depositi di foci li e moschetti : i I loro valore . varia da poche lire fine, a 1100, esclusi alcuni di maggior prezzo che sono vere macchine e che si trovano solamente presso le fabbriche ~'armi . Vi sono anche strumenti ve1'ificatori per le artiglierie e per · 1 proiettili d'artiglieria. Dei primi, quelli introdotti in sèrvizio ammon_tano a circa 500, numero non straordinario se si pensa che le specte delle bocche da fuoco di modello regolamentare variabili secondo i progressi dell'arte sono presentemente 23 senza contare le . artiglierie di modello abbandonato ma conservate ancora in servizio· dei secondi, se ne usano circa 600, costrutti colla massinÌa accura~ tezza poichè le tollera11ze che si ammettono nella fabbricazione dei , 1
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f:proietti sono soltanto di pochi decimi di millimetro nelle dimensioni / principali. . Viene quindi una serie di mastii veri(katori di viti da metalli coi ri:;pettivi riscontri; una serie di compassi a verga con nonio fra cu.i .interessantissimo quello a nonio centesimale; un compasso di gros' sezza. delle lamiere, una bilancia di precisione della portata di 60 chilogrammi e sensibile a un centigramma; un micrometro cenlesi. male per misurare con esattezza la lunghezza degli intagli e dei rac, ·corciamenli nei IPliSttratori Rodman e Chrusher, usati per accertare r:.le pressioni che i gaz svolti nella.combustione della polvere esercitano • sulle pareti delle bocche da fuoco. Quest'istrnmento , di costruzione molto delicata, è veramente degno d'esame, come pur degni d'attenzione sono il circolo ra.pportatote con un nonio sessantesimale - ampio 59 sesti cli grado e che dà alla lellura l'angolo minimo cli ·I O minuti secondi, e la ·vite d,.,;{feren.z'iale a passo . varjabile ideala allo ~ scopo di ottenere, per mezzo del movimento di rotazione impresso . alla vi te stessa, lo spostamento sopra un piano e secondo una data legge di un'appendice o indice destinata alla valutazione di a?goli - od altro . Jfavvi quindi una pallottoliera per pallottole sferiche la qua.le :· serve per fondere pallotto le sferiche da shrapnel: il maneggio è molto semplice ed è dit osservarsi la combinazione ingegnosa del ,-nodo che riunisce a cerniera le due ganascie. Questa specie di nodo ,,,rende molto facile le rip,mlZion i della palloltoliera e ne prnlunga la durata. Un ma1·tinello a porrvpa con. carretto, da 1 O lonnellale, è destinalo al servizio delle grosse artiglierie;. i detta.gli della sua .. costruzione sono molto perfezionali. Una proéluzione che onora assaissimo il laboratorio di precisione •sè quella delle carlnccemetalliche per fucili, dei cannelli fu lminanti -d' innescame11Lo per le artiglierie è delle spo lette a percu:;:;ione ed a tempo. Il macchinario del laboratoriopuò l'aburicare gioma lrnente2~ mila cartucce a bossolo cli ottone, La cartuccia ulLi mala pesa grnmm1 .. 35 ,8 e costa 9 centesimi; il saggio esposlo ne fa vedere le varie ,parli negli sladii progressivi di fabbr icazione. Lo stesso macchinario · serve a produrre le cartucce per pistole a rotazione, in numero di · 25 mila al ocriorno e al costo di' cent. 0,57 ciascuna. I cannelli per . comunicare il fuoco alle cariche nelle artiglierie sono di e[etto pronto
.e sicuro; mediante un apposito macchinario il laboratorio può fab bricarne oltre a 4000 al giorno impiegandovi 35 clonne; ogni c,rnnello ultimato costa 5 centesimi e pesa -1 grammi . La spoletta a per,eiission.e 1nod . .f 879 destinata a produrre lo scopp io dellf1 granata nell' atto che percuote il terreno o altro ostacolo tendente a far diminuire la sua velocità, è uno dei modelli più perfetti del genere e dette sempre ollimi r isultali nello sparo mentre presenta grande -sicurezza nei trasporti e nel maneggio; è fabbri cai.a con un macchinario speciale prodotto dall'industria nazionale che dà fi no a 3000 spolette al giorno al prezzo cli li re 1. La spoletta a tempo m.ocl. 1876 è imece de:;tinata a produrre lo scoppio delle granate a pallottole o shrapnels a un punto prefisso della loro traiettoria: quella .esposta è del lipo detto a galleri~1 e i cleuagli della sua. costruzione sono ·stati talmente perfezionati, che fra le spolette estere congeneri quella italiana può ben dirsi non inferiore a nessun'altra; ,anzi la si può ritenere come superiore a molte per semplicità di co,strnzione, per garanziR contro scoppi premat.uri e sopratutto per regolarità ed uniformità di combust ione la cui velocità è sempre ·Costànte coll'approssima1.ione, di un decimo di minuto seconçlo per qualunque distanza la spoletta sia regolata. Il laboratorio costruisce fino a 1000 spolette al giorno al prezzo di lire 2,20 ciascuna. Tanto per le spolette quanto per i cannelli di rame, i saggi esposti permettono cli esami1_1arne le diverse parti nei vari sta.dii di fabbri-cazionè Quasi nel mezzo della sala si vedono un cannone da cent. 9 e un altro da cent. 7 di bronzo compresso . Il primo di questi cannoni è destinato a surrogare quello cli acciaio, stesso cali bro, sistema Krupp,. ottenendo così un van taggio sensibile qual è quello di renderci in cosa di tanta importanza indipendenti dall'estero e di potere utilizzare i pezzi non riuscitì o per qualsivoglia altra causa resi inservibili col rifondere il metallo, mentre ciò non può fars i coi cannoni d'acciaio. Proprio lì vicino è la macchimt per rigare le canne dei fucili; fu mandata ali' esposizione dalla fabbrica d'armi di Torre Annunziata. Le ·parti essenziali di essa sono: un banco, un carretto, la verga di rettrice -dell'elica a cui è fissata la bacchetta col ciii ndro porta-limetta; il .regolatore della sporgenza delle limette; i vari organi di ricezione
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e trasmissione del movimento mediante' i qual i la macchina compie il lavoro . Quesl'orclegno meriterebbe nna descrizione speciale; ma basterà di,re che scopo dell'invenzione fL1 quello cli sostituire la lavorazione a. mano con quella a macchina anche per la rigatura delle canoe da fucili; la macchina può fare da.Ue Hl alle ·I 3 corse di perforazione ogni ~ inuLo primo , e può, in una giornata di 11O ore, rigare fino a 14 canne. Nei laboratori riceve il suo movimento da un apposito asse di trasmissione e quindi non porta il volante; ma venne applicalo però a quella c~posta a Milano ariìnchè avesse potuto esser mc.<;sa in azione in qualunque luogo si fosse ritenuto necessario di collocarla. Gli egregi ufficiali or·ganizzatori della mostra, però, non credetlero opportuno di metterla in movimento. Due vetrine attaccale alla parete più prossima alla macchina che abbiamo descritta, accolgono i pezzi che corrispondono al processo irraduale di fabbricazione del manubrio eclella noce per il fucile Velrerli, nonchè quelli delle varie parti componenti la sciabola-baionetta clel fuci le medesimo. Molta gente alio llasi cli contin uo inlorn(} a queste vetrine; ciò dipende evidentemente clal faLL-0 che la disposizione progressiva dei pezzi fo capire con chiarezza anche ai profani Lutla la lavorazione necessaria per olleneregli oggeLLi compiuti. Qui termina laseri e degli oggetti esposti dall'arsenale di costruzione, dalla fonderia e dal tabora.torio di precisione cli Torino, non, che dalle fab briche d'armi cli Brescia e cli Torre Annunziata. Questi sa()'()'i sono Lalmente eloquenti cli per se stessi , da formare il migli~'e elogio degli stabil imenti che li hanno prodotti. Ogni anno· se()'na un proirresso notevole, reale, indiscutibile nelle nostre coo o slruzioni delle artiglierie e delle ar mi portatili; nulla o ben poco, ci resta per questo da invidiare agli sLrnnieri. 1
III.
Il comitato cl'arliglieria e genio ha voluto anch'esso prender· parte alla mostra di Milano esponendo i suoi album di cliseg'ni ottenuti con sistemi speciali di riproduzione. Vi sono lavori in auto-
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grafia, litografia, fotografia, fotolitografia, cromolitografia, e, interes$antissimc frn tutte, non ·poche riproduzioni eseguite sulla carta e sulla tela preparale al ferro prussiato . Tu LLi questi saggi provengono dai due laboratori di fotografia e litografia esistenti presso il comitato (ufficio tecnico) e cli cui è direttore il capitano del genio cav. Botto; è lì che si eseguiscono tulte le preparazioni relative ai vari lavori che si vogliono esegui re e pei quali si hanno tutte le macchine ed attrezzi necessari, sicchè non rimane che acquistare dal commercio le materie pr!me e manipolarle secondo i suggerimenti della scienza e anche secondo alcuni sistemi speciali ideali dall'officio tecnico. Dopoche nel 1839 il chimico inglese :.\l ongo . Ponton annunciò la proprietà da lui scope1ta nel bicromato di potassa col quale era riuscito ad ottenere dall'azione della luce una immagine persistente sopra un foglio di caria. imbevu to da una soluzione satura di detto sale, molli chimici e studiosi dell'arte foto grafìca quali erano tra gl'Inglesi l'Herschell ed il Poncey, tra gl' Italiani il signor Giuseppe Venanzio Sella e tra. i l.<'rances, l' ingegnere Alfonso Poitevin, si studiarono di applicare ed ·~stendere la scoperta per ottenere delle immagin i fotografiche senza ricorrere all'impiego dei sali d'argento. L'ufficio tecnico del comitato si vale di questi diversi sistemi con grande successo adoprando per la stampa sei torchi li tografici a pedale (fornit i dalla Di tta Bollito) o una macchina celere acquistata dall~i casa Sigl di Berlino capace di 3 o ,i. mila tirature al giorno sia in nero che in cromolitografia. Per la fotografia e la fotoli Lografia possi ede lutto il maLeriale occorrente e si notano quali tipi di precisione o so lidità il cavallelto porla-modelli ed il carrello. per la camera oscura più grande costrutti con accuratezza dal signor A.lamanno cli Torino sui disegni del colonnello del genio, ca v. Ca·Stelli. Negli album, esposti a Milano figurano disegni d'ogni genere, ma si è data la preferenza ai disegni artistici anzichè ai disegni li-. neari, qtuJ.li sono, in massima, quelli che si eseguiscono nei laboratori per i servizi d'artiglieria. e genio. Vi figurano poi gli albmn già mandati all'esposizione di Viennadel ,1873. I disegni in autografia rappresentano alcune tavole che illustrano le moderne macch ine dinamo-elettriche e un bell'astroANNO
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labio i~ bronzo di proprietà del conte Gian Carlo Conestabile di Perugia; le primo, vennero eseguile colla scorta di riduzioni fotooTao fiche ricMate da al1 1·i periodici italiani e stranieri; la riproduzione del secondo, venne fatta da un disegno preso dal vero . Ravvi la litografia clel cannone da cent. 45 <HlC (ReL.) eseguita col sistema detto a disegno litografico a ma_tita e fu presa da una riduzione fotografi ca falla da una fotografìa originale. Vedesi anche un saggio in cromol itografia rappresentante un affusto allualmcntein istudio, ed è moll o interessante percbè vi si scorgono associati, il disegno autografico, il disegno a matita grassa e la stampa litograrìco-policroma. Un atlante annesso alle relazioni intorno ai principali lttvori eseguiti nell'arsenale della Spezia, di cui una copia figura all'esposizione, basta a dimostrare la valentia degli incisori litografi addetLi all'ufficio tecnico clel comitato: le tavole sono eseguite in incisione litografica, sistema che è sempre da preferirsi nei lavori di precisione. Ma ciò cho forse havvi di più ammirab ile in tutta questa mostra del comitato è la serie dei.disegni ottenuti col sistema della impressione fotografica elle l'ufficio tecnico ottiene special mente su carta o su tela preparata col fen o prussiato. Questo sistema fu da e,;so studiato con amore per dieci anni facendolo oaoo0 ello di molle e dccisive esperienze. I saggi inviati a ~filano e contrassegnati colla lettera A furono oltenuti colla carta al ferro prussiato ; quelli distinti colla lettera B, si ebbero mediante l'impressione su lla tela. preparata ugualmente col ferro prussiato. Queste ultime prove sono tanto più interessanti inquantochè finora nò il Marion, nè quanti fanno commercio di questo genere di carta al ferro prussiato riuscirono a preparare la. tela e quindi consigliano a stampare su carta sotLilo, per attaccarla in seguilo sulla tela, quei disegni che altrimenti potrebbero presto esser logorati dall'uso. Le prime stampe in tela 'furono ottenute dall'ufficio tecnico fin o dal 11877, nella qual epoca fu riconosciuta la possibilità di annerire, con un bagno comune di tintura sul mordente ferruginoso, la impronta .fotografica prodotta dal ferro prussiato. A Parigi questi saggi su tela esposti dal nostro comitato d'artiglieria e genio furono ammirntissimi. Colla leLtern C sono contrassegnale le impressioni ottenute su ,carta photodecalqtbe vale a dire ricoperta con uno strato cli mu-
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163 cilagine commisto con materie coloranti e chimicamente inerti. Scarso è l'uso che vien fatto di questa carta la quale serve esclusivamente a sostituire la fotoli tografia quando occorro un numero assai limitato di cop ie sia di ·un disegno a trulli che di una carta. topogranca. Coll a lettera D furono distinte le riprocluzioni avute ,colla fotoli Lografia a cui l'ufficio tecnico rir,-01Te anche per riprodurre le La vole cli costruzione e i dettagli relati vi alle istrnzioni pral iche delle, due armi, perchè in tal caso non occorre l'idise,gnarle sul!a ?ietra._o ~ulla carta autografica; come pure per aggr~ppare 1nsien~e in una stessa tavola figure diverse, nel qual ultimo caso specialmente si appalosano tutte le risorse della fotolitografìa . Sono pure interessanti altri saggi ·esposti sotto 'la lettera D. Si traLta di riproduzioni ottenute colla macchina·Michelet a membrana di gomma. elastica. Con qnesta macchina si possono r icavare dalla ?iet1:a litogr~fica oppure dai rami incisi dei ricalchi impressi con rnch1ostro litografico da l.rasp0rlo sopra una souile membra,na di ,g~mma ~lastica convenientemente preparata, la quale poi, ingrandita o ndotta secondo un de,terminato rapporto fa sì che si possa ollenere con mezzi puramente meccanici l' ingrandimento o la riduzione di un disegno di cui si possa avere un ricalco in inchiostro li togra~ico cla. trasporto dalla pi etra, dal nu~e o dalla fotolitografia. l saggi esposti furono ricavati da una tavola di costruzione·relati va :a.i parafulmini e dall a riproduzione foto litograrìca di un'illustrazione : della Sacra Bibbia del Doré. . Potremmo estenderci anche maggiormente nel descrivere le cose esposte dal comi lai.o; preferiamo rimandare i lettori ad un eccell ente ai_ticolo ~ubblicato dal cap itano cav. Botto nel Giornale ·d'artiglien~ e g~nio, parte II, 1880, pag. '1.24 1-'1263, nel quale vengono s~1egat1 accuratamente i diver:;i sist~mi di riproduzione e data ra,g,one dei risultali. L'a~·ma del_ ge~io ha fatto un'esr,osizione speciale clei principali oggetti falib!'lcat1 dall'officina di Pavia. C'è un carro per il servizio telegra~co veramente ammirabile per leggerezza di costruzione: gli app~rat1 sono de' più recenti sistemi. Nelle gallerie laterali alla sala destinata all'esercito si vedono anche un carro da parèo· <3on caricamento telegrafico, un carro da parco del genio e un cà1To da ponte. colla barca mo d. ,1860. 1
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L'ESERCITO 164 Ma in queste gallerie laterali,· ciò che veramente interessa osservare è la mostra dell'Istituto topogrttfico militare. È noto cl1e, non molti anni indietro, l'Italia era il paese più povero in fatto di lavori' cartoaraficiv , l'esposiz.ione di Milano IJroverà una volta di più che questa inferiorita è ormai scomparsa. L'Istituto topografico, infatti, è riuscito a superare di gran lunga il-Dép6t cle ln giM1·1·e cli Parigt e a rivaleo·aiare coali istitLlli geoarnfici cli Vienna B cli Berlino che finora non temevano concorrenza, raggiungendo l'ultimo termine· della nitidezza e della precis ione. Nella galleria di destra colpisce· per la sua vastità, ma più ancora per la sua correttezrn una carta grandissima del la Sicilia foto incisa alla scala di ,J a 400,000, dal vero. Sono ugualmente notevo li i procedimenti fotograùci e gra.fici per portare a scale ma·ggiori e minori le carte d'Italia; sopraltulto degni cl'aHenzione due saggi di cromolitografia rappresentanti il' monte Vito ed i dintorni cli Lucca. Nella, gall eria di sinistra le pareti sono invece tappezzate da parecchi saggi di fotoin cisione (Termi ni Imerese, Castelletto Stura, Capri e Monterotondo); da una prova d'ingrandimento (con tavo le di rame) di un fo glio della carta dell'Italia Centrale; da 8 saggi bellissimi di foloz incografo1 coll e tavole· originali.di zinco; da due carte geodetiche clell'Enropa e del l'Italia~ da tre riduzioni molle accurate col cciontr;Jwnc; da due saggi di fotolitograCia e, infine, da clne esperimenti di fototipia, lutti e·gualmente riuscitissimi. t)t)
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ne ha ,12) si è trovalo il modo di sdoppiate il nostro ospedale di 200 lelli in due da 1100, uno dei qunli può restar fe rmo e l'altro ,seguire un nucleo di fo rze che evenlLtalmentc fosse distaccalo dal .corpo d'arm ata. Ciò spiega-perchè metà. del le casse e.sposLe a }f iInno hanno certe strisce bianche dip inte a verni ce SLtl copel'chio cd ai lati e perchè su. di esse la numernzione non è uguale a quella delle a.ltrt'l . Ma qnest0 sdoppiamento a1•reboe richi esto una somma ingenlissima ove si fosse resa necessaria una doppia dotazione di istrumenti e di medicinali. Si cercò qu indi un ripiego dovuto all'ttLtivilit ,e all'in del carJiLano- medico cav. Gui da cui dove.vasi J'idett . ocrerrno o -dello sdoppiamento del material e. Egli immaginò l'aggiunta di alcune casse suppleti rn contenenti appunlo gli oggel.Li indispensabili per rendere l'ospedale distaccato di ,fQO letti provvisto cli una dotazione perreuainen te identi ca a quella dell 'al tro che rimane stazionario. Se l'ospedale f'unzio ~Ht riunito, è chiaro che le casse suppletive non verranno adoperal.e, se invece l'ospedale deve scloppiar:si, è allora il 0aso di rid1iedel'le al deposito avanzato dove debbono conservarsi. La Jhvisui ha parlato giù, .ima vo lta ( 1) dei nuovi modelli di cofani e bMse di san ità. Fin d'allora il capitano cav . Guida vi a,1eva introdotto tali modificaiion i da renderli infinitamente più maneggel'ol'i e utili . Fra gli antichi e i nuovi r~ofani non vi sono, a dir vero, dill'erenze notevo li , ma per le bor.5e e gli zaini le varianti sono molte e tulle nLili :;:;ime: all7.i rn ques ti due ultimi anni fn sempl ifi cata ancor pi ù la disposizione in Lerna degli oggetti. Così 1uentre l'antico zaino di saniLil era di di!ficile apertu ra e diOìcile pure era la estrazione dei medici nali e degli strumenti, nel nuovo, non si ha .che da subb iare nna cinghia per aprirlo e avere a mano le cose·ne-·. cessarie. Mentre nelle antiche dopp ie borse per cava ll eria, doveva il soldato scendere da cavallo per aprirle, col nuovo modell o questa perdiL[t di tempo è risparmia ta perché la borsa, cli,,isain due pa.rti, è resa di pronta apertura per mèzzo cli unasemplici ssimafibbia. Ma la cosa più ammirab ile è la Lasca di saniHt per porta-feriLi, imrenzione anch'essa del capitano cav. Guida. Dn.'ll'epoca in cui ne fu parlato in questo periodico , la i.asca subi var ie moclificazioni che
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Passiamo ora al materiale :mnilririo intorno a cui si a1Tolla sempre il pubblico curioso. Vi sono le casse che costituiscono il necessario per un ospedale da campo, i nuovi modelli dei cofani, degli zaini e delle borse di sanità, una nuova tavola ch irurgica e un carro per 'trasporto di feriti gravi. Il materiale dell'ospedale da campo ha questo di speciale: che-per supplire alla pochezza dei nostri ospedali da campo (l'esercito, italiano ne ha 3 per ogni corpo d'armata mentre il prussiano, p . e ..
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{l ) nivista. D:spensa di ottobre 1878,
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vieppiù la perfezionarono. La lanterna p. e: fu muni ta di un meccanismo molto ingegnoso che la rende aua a. molti usi; la di sposizione interna degl i oggetti fu resa anche più comoda; sicchè nelle ultime grosse manovre fu la tasca medesima oggeuo di ammirnzione per parte di molti ufficiai i stranieri . Ne fu mandato un campione in 1.ì'rancia e Cl'edesi sarà adottata per quell'esercito. Molla genLe si ferma pure innanzi alla tavola ch irurgica, modello Guida, la qua.le segna real mente un notevo le progresso sull'antico letto di operazione. Abbiamo udito clei medici confrontarla con altre· tavole chirurgiche presentale all'esposizione ed espri mere la loro, preferenza per quella della sezione esercito. Bisogna premetter& che, seguendo sempre lo stesso principio dello sdoppiamento eventuale di uno speda le da campo, si è dovuto assegnare un letto d'operazione per ognnno dei due carri di sanità adcleui all'ospedale · stesso; ma nou bastando alla dotazione- i leLLi esistenti, invece di far costruire i mancanti, fu adottai.a, in sostituzione, una tavola chir urgica da campo un po· pi ù larga dell'antico letto, ma alla e lunga come quella e del peso di soli 25 chilogrammi: è così sP-mpli ce e comoda che dorrebbe esser presa a modello anche negl i ospedali. Si compone di un piaqo lungo.1 metro, largo 60 cenlimelri, sostenuto, da 4 gambe legai.e due a due da Lraverse sicchè ne .risultano due telai che, girando su perni, si ripiegano sotto la La.vofa quando deve tnt$portarsi. Uno sch ienale alto 45 cen timetri scorre sopra due fenditure longitudinali e sopra una serie di solch i trasversali. Mercè· un sost egno di fen o e un'asta dentata, lo schi enale può restar fermo e verticale o acquistare tulle le incl inazioni che si vogliono fin o a diven tare orizzon tale e parallelo colla tavola, la quale i·esta all ungata così" di 30 centimetri ~ può far l'ufficio di sedia e di letto, mentre lo schienale serve da spalliera o da guanciale. Un' incavatu ra fatta nel lato superiore di questo, sen•e a tener ferma la Lesta del ferito e rovesciarla indietro per le operazioni sul collo e per la cloroformizzazione. L'allungamento dato dallo schienale non _sarebbe però sufficiente alla misul'a di un uomo disteso e perciò all'oltro estrnmo del piano sono state aggiunte due append ici larghe ognuna 30 centimetri e lunghe 55 ;_sono esse articolate mediante cerni era cho permette di rovesciarle sul piano della tavola, quando questa è chiusa, completando insi eme collo schiena le abbas~ato un secondo
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piano soprapposto a quello ; quando poi la tavola è in servizio, essendo indipendenti l'una dall'altra, possono pendere in giù e porsi orizzontalmente tutte e due o una per volta per adagiarvi sopra ambo gli arti inferiori o quello solo su cui necessitasse un'operazione o una fasc iatura. In questa posizione orizzontale ciascuna delle appendici è sostenuta da un'asta di legno verticale la quale parte dalla Lravel'sa che unisce le due gambe anteriori . Il modo di spiegarle e tenerle ferme è semplicissimo : in queslo modo il piano acquista la lunghezza di circa due metri , suffici enti a farvi restare disteso qualunque ferito. Per rendere men9 duro al giacente il contatto della tavola vi si sovrappone un. materassino sottile, trapunto e ripieno di sughero in polvere, uguale, tranne qualche leggera modificazione, a quelli che so tto il nome di Corkueds furono usati nella spediz ione cli Cri~e.1. e che si trovano depositali nel magazzino centrale di Ton no ( 1). . Allenzione specialissima merita ora il nuovo carro da traspor.Lo pe,. feriti gravi. Pu ò contenere nell' interno quattro giacent'. su barelle (carro e barelle mod. Guida) ovvero due giacenti su barelle da un lato e tre uomini seduti dall'altro. Quando i feriti grari sono quauro o necessita rimangano distesi, allora le barelle sono disposte a due piani; ma quando da uno dei Iati o da tutti e due si vogliono tenere fer iti meno gravi, seduti, in questo caso da metà o da. tutto il carro spnriscono le barelle e ~i ri mettono nella posizione comune i due sedili (o uno secondo 1 cas~, i quali erano . stati capovolti all'ingiù girando su appositi perni) e così formal'e il piano su cui dispo l're le barelle inferiori . Se vi sono due soli feriti da caricare su barelle vencrono messi sempre l . ne P.mno infel'iol'e; se più, si caricano prima quelli del piano supe1:1ore nel quale, di rcgoln, si collocano i meno grLwi, poi quelli del piano sotloposto . Possono anche mellersi in una metà clel carro i giacenti sulle bal'elle, nell'altra met.à. 3 seduti. Qunndo il carro trasporta malati o feriti leggeri non deve caricarne più cli sei . Il concetLo principale da cui è pnrtit0 l'inven tore fu quello di trovar modo di co_llocare le barelle nel piano superiore senza che 1
e)
(!) Vedi Giornale di Medicina Militare -
febbraio 1879 , pag 215.
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L'ESERCITO
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il ferito potesse soffrirne. A. tale scopo fu disposto nella parete late-
Il colonnello Arena a cui orn il Min istero della guerra ha affidalo l'allestimento degli ospedali da campo, è un generoso filantropo che imp iega. tutta la SLW. attività, e senza coli1penso, per il bene dell'esercito; un uomo r<1ro a cui non mancherà, come non mancherà al cap itano Guida, la gratitudine dei poveri feriti. Abbandoninmo ora per poco lo scompartimento della guerra per trasportarci sollo le lunghe tettoie dov'è raccolto il materiale ferrnviario. Vi troveremo qualche cosa di mo lta importanza per l'esercito: ii treno ospedale esposto dalla società veneta di c~struzioni. Sarà utile [Lll po' d'esordio per comprendere bene lo scopo di questo treno. Durante la guerra del 1870-7 1 il Ministro dellagnerra, generale Ricotti, mandò in frerman ia il maggior generale-medico (allora ispettore) comm . Cortese ed il capi tano-medico cav. Bellina, affinché studiassero da vicino la organinazione sanitaria dell'esercito tedesco in campagna. Tornati, comp ilarnno un rapp0rto inLeressanti ssimo (11) che dimoslrò evidente la necessità d' occnparsi subito della quistione, magli studi principiarono solamente nel 11875. Nel ii877 · progredirono molto e il maggiore medico cav. To,,i potè presentare · una serie di proposte, mercè le quali sarebbe stato faci le trnsformare i carri merci in carri da trasporto pei feri ti (2). Non si fece nulla. L'qnno seguente riunivasi in Torino una commissione incari cala di studiare l'unificazione dei Lipi di materia le mobile; ne facevano parte alti impiegati delle forrovie e fu in quella, circostanza che venne chiamato il tenente colon nello cav. Di Lenna dello stato· maggiore affinchè, nella sua quali tà cli capo della sezione Lraspor:Li presso ìl comanclo del corpo, accennasse quali modificazioni sa rebbe stato necessario apportare al materiale esistente, e a quello dn: sostituirsi, per rendere i veicoli atti a servire ai vari usi militari in tempo di gue!'l'a. Questo distinto ufllciale propose varie di queste modi(ìeazioni che la commissione approvò in gran parte. Non mancò allora di
rale del carro un telaio girevole di ferro tenuto fermo da una correggia e da nn nottolino . Quando la correggia si scioglie e si alza il noLLolino, il telaio viene ad essere disposto orizzontalmente, ma dev·e~sere abbassato ancora dalla pane posteriore ossia d'ingresso del carro per quanto lo permettono una catena di sostegno e. un sottoposto gancio collocato più sotto . In tal modo il telaio viene ad inciinarsi ia avanti e ad abbassar:,i rendendo facile l'introduzione della barella anche ai porL,t- feriti di bassa statura. Si è così eli minato l' inconven iente che si riscontra in lutti .i carri da feriti in uso negli eserciti stranieri, co i quali carrj i porta-fe1'iti non possono introdurre le barelle nel piRno superiore senza montare sul carro producendo nelle manovre scosse insopportabi li ag-li infermi. Gli ufficiali esteri che esaminarono il carro italiano ebbero per l'inventore le più cordiali part.>le d'elogio . Ma questo non è il solo merito del carro Guida. In omaggio a una del iberazione presn dal congresso medico di Vienna nel 11873, le· lrnrel le furono costrutte colle stanghe. senza ch iodi e le tele che ne formano il letlo vennel'O lasciate mobili per poterle togliere e lavare ad ogni occorrenza: quando sono montate, le tele del piano superio re hanno sotto di esse una tela irnpermeabi le cb~im pedisce al sangue di colare. Si è pensato. anche alla ventil azione giacchè un finestrino aperto lateral111enle all'altezza del piano inferiore permette all'aria di circolare e rende possibi le ai porta-feriti che mrtrcianò intorno al carro di prestare qualsiasi soccorso agli infermi. S~ le barelle non vengono adoperate le si dispongono sull'i mperiale. Le armi dei feriti sono collocate negli appos iti ricetlncoli; gli or,getti di arredamento, nel vano che risulta CJTtanclo i sedil i sono 0(·,r rovesciati; gli zaini, sul davanti accanto al sedi le del conducente. A proposito cli barelle è degnissima di attenzione quella esposta dal colonnello medico cav. Arena (della ri;;erYa) e adol.lata dàl Ministero per le compagnie aìpine; è legge1·issirna e si può montare in due soli minuti: Si compone di due partì uguali e può essee portala a spalle come il fuQile. Anche l'allra barel la modello Arena a sistema rigido per gli ospedali da campo .e pei ~agoni del le strade ferrate, è molto da lodar::;i . Pesa sollanto cinque ch ilogrammi e può essere montata e smontala in breve tempo da un solo uomo.
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(1) Il gcne1·ale Cortese, pubblica,·a poco tempo dopo le suo im pressioni in un libro intitolato: Reminiscenze di un viaggio in Germania e il ca pitano Bellina ne imitava'l' esempio sol Giornale di medicina m iliia·re puhblica ndovi un a couf~renza dal titolo: I treni ospe-
dali 1tella Germania nella · gue,·ra. {l'a.nco·(lei·nianica. (2) Circ a le proposte dol maggior Tosi, vedi lo s cri tto pubbl ic ato dal capitano -m edico Sig. RoO"ae le Di-Fede: La dispersione dei malati e (e·r iti in gue,·.ra. Roma JSìO.
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venire in discussione anche il sistema di trasformazione per i carriferi ti e fu c~ncluso che si sarebbero costrutte a questo scopo vetture di 3a·classe con sedili longitudinali fa cilmente smontabi li e con po rle disposte in modo da servire al carico delle barelle e nello stesso tempo al servizio dei yiaggiatori; queste veLture sarebbero state po i uti lizzate dalle società ferroviarie per i servizi locali onde averle racèolte tulle in un punto (•I ). Pareva che ben presto il Ministero della guer1'a avesse potuto contare soprn un certo numero di veicoli così- costrniti ; ma nel marzo 1880, nel presentar:;i alla commissione cl' inchiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane (2), il tenente colonnello Di tènna dichiarava che niilla erasi fatto non solo per l'adauamenLo dei vàg>oui ad uso ambulanze nel modo convenuto a Torino, ma per tutte quelle modificaz ioni .raccomandate e accettate come indispensabili per ridurre il materiale ferrov iario mobile atto ai bisogni di guerra. . . Questi ritardi che tanto hanno nuociuto e nuocciono, si debbono attribuire . al Minislero dei lavori pubblici e non già - di chiarava il tenente colonnello Di Lenna - non già per opposizione malevola, ma per quel l'inerzia che sembra predominare in tutte le nostre amministrazioni, specialmente, avrebbe potuto soggiungere, quando si trntt.a. dei bisogn i dell'esercito. Comuncìues ia, niente si ò fatto nemmeno al giorno d'oggi e ri esce davvero inesplicabi le come no_n sia slalo possibile ancora un ctccordo cordiale fi;a il ~Iin istero della guerra e quello dei lavori pubblici per sciogliere una buona· volta un problema la cui soluzione s'impone come una necessili:t imprescindibile, Visto che non si faceva niente, l'ingegnere sig. Augusto Vanzetti della Società veneta di costruzioni richiamò nel ,J 879 l'allenzione del presidente com m. Breda sopra così importante questione, e fu dietro gen tilissima annuenza di questi, che furono subito principiali gli studi a' quali partecipò, per invilo dell1i società., quell o stessò capitano-medico cav. Dellina, cui dovevansi tan te preziose osservazioni sui treni -ospedal i tedeschi. Fu dunque decisa la costruzione cli un 1
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(li Vedi. Prima 1·e/a-iio11e al Ministero dei. lavori pubblici sugli studi del/.a Commls· sione riunti.ape,· l'uni(,ca:io11e dei tlJ>i del materiale mobile fey-.1·ovia1·lo; pag. 15-16. (~1 Atti · della com missione d'inc hiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane. Parte I, voi. Ili, pag. 340 e seguen ti.
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trenc,-sanitario formato con vetture di I , II e III classe di servizio.ordinario opportunamente modificate. QLrnsto treno, secondo il tipoideato, dev'esser composto così : 1°
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Locomotiva;
2° Carbone di scorta ( è il carro da carbone ordinat:io senza . modificaz ion i); 3° .Raga,qliaio e personale fe1·rovilwio (vettura bagagli ordì- · naria, aggiunte clue brande per riposo del personale); 4° Arredi militari (carro merci ordinario, coperto, aggiun- · ,fri•i tanti scaffali con N, cl:o rcline corrisponden te a quel!~ di ciascuna . barellaj ; · 0°, 6°, 7°, 8°, 9° Vetture ammàlati ( vetture ordinarie di III · classe. Si tra.sformano svitando e asportando tutti i sedili; si stende un tappeto impermeab ile, si applicano alle pareti e sul pavimento le · mensole e i cavalletti di sostegno delle barelle; si mettono a posto, alle'teste, gli·scaffali cogli utensili e stoviglie necessarie per la sala; si ahbas"ano i porta-bagagli, se necessario); · 10° Allogg1:o, niedici, frirmacia, n(ettorio, ciwina (carrozze miste cli nuovo modello) categ. S. V. R. li'. (I e II classe e bao-aofo1.io). Si trasformano col tMl iere le poltrone nel 1°0 coupè cli ,1a classe sostituendovi due letti-cli vano pei due medici; col levare le· poltrone nel 2° coupè cli ;p classe. sostituendovi un arma,dio a scaf- fali per uso farmacia e un letto-divano per il farmacista; col togliere-la parete tra il bagagliaio e il 1° coiipè di I classe e, nell'ambiente che ne risulta, liberato dai sedili, installarvi la cucina e fornello , tavole, scaffal i da rami, acquaio ecc. con :tutte le suppel le~tili necessarie; togliere i secli!i del .2° conpè di II classe e formare un salotto da pranzo mercè apposi te tarale, sedi li ed armad i; l'uno p_er · le stoviglie, !.'altro per le provvi;;te di cucina, ~erso la quale si apre · e comunica. 1 1° Da,ne, comitato di soccorso, siiore lZ.i carità, 1nagaz.zitiCY·· bianr;herici, oggetti di medicazione e 1nci,qazz'1:no viveri. (Vetture miste nuovo moclello come le suddette, l, II classe e bagagliaio). Si libera la veLlura di tutti i seclili , si prolunga il cs rridoio della I classe con parete o cancellata fino ·all'allro estremo clella vettura chiudendo le porte centrali nelle pareti ·che rimangono ed aprendo-" 1
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:in cia:;cheduna di esse la porta laterale che esiste già. Poi si vòlta .ad angolo per uscire sulla pe, •a del terrazzino. Restano così ch iusi tre am bi enti che servono da rn ,ganini: i due coupè cli I classe vengono assegi1ali, uno alle dame à1 soccor:;o, l'àllro alle suore di cari Là; ,12°, '13°, H 0 , 115~, 116°. Vett1 .re ammalati (come quelle de· .scritte ai N. 5 , 6,7, 8, 9); ;J 7,, Comandante it treno, medici cissistenti, dormitorio pel'sonalè im,[eriol'e (come la vettura descri tla al N. 11O). ,j8° Comanda.nte in .2°, niedici a.ss1:stenti e dor,nìtorio JJerson,ale inferiore (come SOJ)ra); · . H) 0 , 20°, '.:,H O , 22°, 23°. Yet~n/'e ammalati (come quelle de;Scritte ai N. 5 , 6, ,, 8, 9, Hl, 113, H·, rn, '16). 2,i-0 Dame di' soccol'so , si&ore cli carità ecc. (vettura còme .quella. descritta al N. 11·I); 25° Alloggi, fannacici e wcina (vettura come quella descritta ,al~. rn;; .26°, 27°, 28"' .29°, 30°. Vett ure cwinialati (come quell e de-· 1 1 90 ' 9 9.9. , "" 9.3) ·~ :SCI··Lle"· J Hl ·N, . 5 6 '"'1 8 9 ,J9 13 1"•.J:, F-v, 116 ' 119 ',.;.i ..;.i ,J, ....i~ 31° Càl'ro bagagli e persono,le ferroviario (come quello de.scritto al N. 3); 3:2° Arredi militciri (carro come quello descritto al N. 4.); .in totale 3'1 vettura e la locomotiva. Il primo vantaggio che µresenla queslo treno il quale, specialmente in territorio nemico, allorchè è urgente sgombrare i feriti, può procedere intero; è quel lo di potersi scindere in due sezioni, ciascuna delle quali può bastare a sè stessa avendo la propria cu.cina, il proprio magazzino, la farmacia e gli all oggi per il personale .di servizio . In queslo caso il con1andante in capo del Lreno va con una sezione e il c,cimandanle in 2' coll'altra. Si nnLerit che le cucine, ali allo = (rai dei medici, la farmacia e il piccolo inagazzino si trovano b . in mezzo a ciascuna sezione; in tal modo i soccorsi sono più pronti ed efficaci. Ogni sezione arnndo 11Ocurrozzeperferiti e ogni carrozza 18 barelle, ne consegue che può trasportare 180 fori ti e 360 _col .treno intero. Yentilazione, 1·iscaldam.ento e ill1miinazione. ·_ La ventilat
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ALL'r::sPos1z10:--1e N,\ZJONALE 01 MILA;s:o
zione si è ottenu ta mercè ventilatori automatici i quali funzionano altresì cla aspiratori secondo chesi tiene aperto un finestrinoanz ichè· un allro dei tre lucernari aperti nel cielo della vettura. L'aria, poi, circola entrando dalle persiane cli legno applicate al le finestre delle' vetture alle cui porte vennero poste dell e tende per moderare la ventilazione. Il riscaldamento si efieltun mediante una stufa la quale serve anche da asp iraLore per la circolazione dell'aria, proneduta com'è cli un mantello coslrnlto a questo scopo . L'illuminazione è falla con grosse candele steariche confìtte entro una coppa di vetr.o fissala ad un riverbero orizzontale. Vcmtciggi sni treni-ospeclali esteri. - Il treno della società. ve-:.neta. ne presenta due importantissimi. Non e' è bisogno come nei' treni sanitari esteri di sgttncinrc e disgiungere le vetlure tuue le volte che si deve caricare un ferito, poichè essendosi aperta una comunicaz ione fra due vetture consecutive in modo da formare nna· piaLLafonna , questa _riesce tanto ampia da permettere che una barella, introdotta per una scaletla laterale, possa girarsi su cli essa e imboccare la porla della vettura . Si è poi riesciti ad isolare le barelle dall e pareli e dal pavimento disp~nendole in modo che sia facile ir levarle indipendentemente l'u na dalle altre: si può cosi caricare e scaricare un ferito senza soLtoporlo a sofferenze crude! i, giacche il sapiente éoll ocamentò delle barelle gli risparmia le scosse prodotte dal movimento del treno. Personale. - Occorre per il servizio del treno il personale se-· guente: medici, dame cli soccorso e suote cli carità, perso.ne N. ;J 6; seraenti caporali, soldati, infennieri, aLtendenli e cucinieri, per" , sone N. (H; inservienti del treno, 7 . La società venela non ha esposto un treno-ospedale completo e neppure una sezione di Lreno, m~t solamente tre veicoli-tipi i quali. col'l'isponclono ai numeri o e seguenti ( veLlure ammalati), N. 'IO (al- · loooio-medici cucina fa rmacia ecc.) e N. 4 (arredi militari) . Gran 00 ' parte dell'arredamento del treno è dovuto ali' Ordine Gerosolomi- · tano ·dei cavaliel'i di Malta, il quale, sollecitato dalla società veneta, prestò il più nlido appoggio affinchè il tentativo riescisse. Ltt impress ione che si ritrae dopo aver visitato que:;to treno è favol'evolissima: fa bene al cuore vedere che qualcuno pensa àlla .
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L' ESERCITO
ALL'ESPOSIZIONE NAZIONALE DI MILANO
·~sorte dei poveri feriti in guerra e quando pensiamo che ancora non . si è potuto nell e sfere governative venire ad un accordo su cosa cli tan ta in~portanza, non possiamo a meno di deplorare col cuore la inesplicabile indifferenza (-1 ).
deve tagliarla: si tagliano cosi due gall ette per volta: La 111.acchina Bianchi richiede quattro operai; quella Besaccia due soli . La produzione è presso a poco uguàle. In sostanza i vantaggi sarebbero due e molto importanti: risparmio di metà personale; pesr> uguale della razione. Il dottore Cesare Bazzoni di Milano sollo, il nome di « pm ie Bazzoni >> ha esposto un pane-samgiie il quale, distribuito ai solda~i, secondo l'inventore, potrebbe sostituire la razione della carne. A noi sembra difficile, perchè il soldato n<,slro, abituato a sentirsi pieno lo stomaco, mal si persuade che sotto piccolo volume esistano elementi nutritivi a suflìcienza: eppoi perchè questi amalgama gli muovono lo stoma.c'o a nausea. Del resto anche la fabbricazione richiederebbe cure complica tissime e un ·nonm11la basterebbe perchè il sangue andasse a male poichè, non impastando sub ito, e più che .altro, non essendo pronti a sbattere immediatamente il sangue in modo da irnp~dirgli di coagularsi; questa coagulazione, ove avvenisse, renderebbe impossibile l' impast(l;mento. Economia, a dir vero, ci sarebbe, specialmente calcolando la razione carne al tasso stabilito per il tempo di guerra,; ma sarebbe economia forse disastrosa, perche le truppe che.,· special meni.e in campagna, h'anno bisogno di nutrizione abbondante, rifiuterebbero con tutta probabil'ità il pa~e-sarrgue e l'aniministrazione militare dovrebbe provvedere la carne a ogni ,modo; quindi doppia ·spesa e non poca. ])otrebbe forse presen.tare qualche vantaggio per le ·compagnie alpine; purchè ii soldati, ben inteso, si dimostrassero disposti a cibarsene. Tiene alta la sua fama in~ece all'esposizione la eccellentecarne in ·conserva della fabbrica cli Casaralta presso Bologna. Questo pro.dotto è così conosciuto nel nostro ese.rcito, che non occorrono troppe parole per dimostrarne la bontà e fa convenienza. I visitatori della mostra che attraversavano i giardini pubblici in prossimità dell'esposizione di floricol tura:, si ferrnaronò per vari giorni ad osservare con curiosità un nuovo forno iocomobile cla campagna sis.tema Crivelli col quale la direzione di comniissariato militare cli Milano potè fare, d'incarico del ministero della guerra, ripetuti esperimenti. Questo forno-sistema aereoterme - e a due piani che contengono 60 pani equi valenti a 11'.20 razioni di 735 grammi ciascuna. Non si può asserire che il pane possa cuocersi mentre il
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V. Da un lato della galleria, ra.ccol le in una vetrina, si vedonò i pro,•,v.otti in telerie dei reclusori di Gaeta e di Savona; così, pure a parte, ·.,i prodotti tipografici del reclusorio cli Savona e della tipografia ..addetta al comando degli stabilimenti militari di pena. Le tele ven. gono usate nell'esercito con notevole economia e sono cli eccellente fa ttura; i lavori tipografici sonò molto lodati dagli intelligenti che li Jsservano con piacere. In altro loco, depos_te sopra un banco, si vedono varie. cassette contenenti le galleue-biscollo fabbrica.te dal pnnifi cio militar·e di Mi lano; biscoLlo veramente ottimo e che s• ottiene . con spesa relativamente mite. Questo stabi limento ba dato· sempre . ·eccellenti risul ta.ti nonostan te non sia provveduto delle macchine che pur sareb bero necessarie. Per il biscotto viene usata adesso la niac- china Bianchi , ma presenta l' inconve\1iente di richiedere troppo .personale e di non dare alle gallette un pès_o uniforme.A questi difetti rimedierebbe, ove fosse adottata, la· macchina clel contabile _principale cav. Besaccia del panificio cli Brescia e che figura all'esposizione di Milano nel compartimento· della meccanica. Il congegno è molto semplice. Mentre col sist.ema Bianchi la pasta viene distesa sopra una tavola e. trasportata quindi dentro alla mac<· ,·ehina che cleve tagliarla e bucarla per ridu1~a in gallette, la qual cosa, . alterando l'al tezza della pasta, fa che i pezzi restino poi di peso ineguale; col sistema Besaccia, la pasta entra in una cassetta da . Jove, già cilindrata allo ~pessor!3 v?luto, _passa sol.lo il .coltello che (1) Ci vien detto che in quest-i ultimi tempi il minisccro doi lavo ri pubblici si è -..mostrato più arrendevole alle giusto esigenze del ministero della guer~a. Ma siamo ben lontani dal vedergli concedere ciò che pure è indisponsabilo e che viene urgentemcnto _, richiesto in ogni occasione dalla au torità. militare.
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ca.rro è in mov imento; perché questo sarà sempre forse un pio d!:lsiderio qualunque sia la perfezione del carro; ma è certo che gli esperimenti eseguiti a fermo dettero risulta.Li più che sod_di~facenti. Il modello esposto a Milano pre;;enta però due grosst mconve. nienti: è troppo pesante (2300 chi logrammi) ed ha una carreggiata troppo larga (2 metri). L'inventore per alLro si propone di diminuire il peso della metà e di ridurre la larghezza a 11 metro e 40. Da~e queste modificazioni e confrontato il forno Crivelli col forno Tadde1; il primo sta a paro col secondo e forse in qualche co~a lo sup:era. Nel compartimento delle armi da fuoco fra le quali predommano quelle da caccia, si notano diversi sistemi di alzi per Liri a ?rand~ distanze, un fucile Yeterli ridotto a ripetizione dal Macch1avelh capo-tecnico alla direzione delle armi portati li. cleHa regia marina a Venezia il quale ha pure esposto un nuovo fucile da guerra a retrocarica. a sistema eccentrico; una carabina per scuola cli puntamento, inviala da Giuseppe Perego che raccomnnda la sua arma per l' esercizio del tiro ridotto nelle àmernte. Fra ()'li oc,o·etti da scherma, disposti vicino alle armi da fuoco, è on " • •. de<l'na cld'attenzione la vetrina . del signor Boufil ei· e1·1 "lT , erona; vl sor~o fioretti solidi ed elegantissimi (sistema Monti, Rossi e Re· daelli), sciabole, spade, guanti, maschere e pettorali. Ma .le cose che richiamano di più l'attenzione sono un pettorale e una maschera a: sonaglio; oggeui che, appena toccati, accusano il colpo. Non di rado avviene nelle accaclemie di schérma che un avversario tocchi un altro senza che questi, pur non m;;i.ncando alle leggi della cavalleria accusi il colpo ricevuto . È appunto per ovviare a questo inconveniente che il Bouffìer inventò un pettorale e una maschera a sonaglio, che appena tocca:te, avvertono del colpo dato e ricevuto. Il pettorale segna ugualmente il colpo diretto al cuore, al' fiaiico ed al ventre: il congegno avvisatore può essere applicato · anche alla giubba. - La maschera a soneria segna il colpo di testa e di figtira; essa, provvista cli un congegno a barione elastico, _è, composta di pura maglia senza telaio, sicchè la vista dello schermitore è completamente libera; nell'interno del bo rione havvi un conelastico in modo che il colpo di sciabola non dà nessuna o(J'e(J'no cl scossa alla testa; la sciabola invece rel,J:ocede, il congegno suona, e il colpo è annunciato .
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U Raimondi di Milano ba esposta una sua particolare invenzione per fermare immediatamente e in modo sicuro un cavallo che abbia presa la mano al guidatore. Si I.ratta di ,un ordegno semplic.issimo. a cui si è data la forn1.a di un paio cli.lenti, prive s'intende di cri~ stalli . S'inforca quest'ordeguo sul naso del quadrupede io modo che i due circol i laterali premano leggermente sulle narici: a questi circoli si attaccano due redini disposte in modo che il cavaliere, tirando le con forza, riesce a serrare fra i due circoli, come ·in una morsa, le narici dell'animale. L'effetto è istantaneo: il citYallo a cui: manca, d'un tratto, la respirazione si ferma; po i cade sulle gambe davanti sicchè il caval iere può scencJere a suo beneplacito. Vennero fatti molli esperimenti in proposito e riuscirono tutti decisivi. A. Milano hanno ormai adot.tato il congegno Raimondi pei cavalli di molle velture private e pubbl iche; fu anche adottato da molti di coloro che fanno uso di cavalli da sella. L'inventore afferma che· potrebbe essere messo in opeÌ'a anche nell'esercito e con vantaggio, grandissimo. Prossimi all'oi:degno Raimondi, si vedono disposti in una vetrina alcuni ferri cla cavallo costruiti p.er riparare ad alcune imperfezioni comuni al piede di questo quò.drL1pede. Così havvene uno per piede inastellato, e un altro per rimediare all'ineguagl ianza della pianta. Ne è auto1~e il prof. Peliegrini della scuola veterinaria di Milano,. lodato autore di un trattato Sulle ferrnt-ure del ca-vallo. Nell,i sezione carrozzeria e selleria, vengono molto osservate alcune selle e bardaturé complete presentate da Giovanni Gilardini di Torino. Ve n'è una per carabinieri e un'altra per soldati di ca' e due egregiamente lavorate. valleria tutte Nell o scompartimento della chirurgia si trovano alcuni lei.Li da: operazione presentati dal Francia di Bologna, dal prof. Bassini incaricai.o cli clinica chirnrgica a Parma. Gl'intelligent.i però, preferì~ scono la tavola chirnrgica del capitano medico cav. Guida, del la quale fu ampiamente parlato. Il prof. Bassini ha esposto anche un letto meccanico per l'applicazione dell'apparecchio gessato nelle fratture. Inutile fare elogi alla ditta Lollini cli Bologna, generalmente conosciuta come la prima d'Italia per la costruzione cl'istrumenti chirurgici : essa ha esposto alcune cassette per ospedali da campo veramente degne di essere esaminate clagl'intelligent.i. 0
ANNO XXVI, vor,. · 111.
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In dirittura della sezione carrozzeria, venendo dalla. rotonda dov'è l'esposizione della ceramica, si vedono in lon~ananz.a i fantocci d;.lla sezione esercito, l'unica cosa che, a parere d1 molti, stuona coll msierne serissimo del rimanente. Quei fantocci, che pur costano una somma rispettab ile al Ministero della guerra, non rappresentano nulla all'infuori di una mostra di un iformi d'interesse mollo problematico . Ormai le uniformi dell'esercito sono conosciute da tutti nè v'era. biso,1no di farne umt esposizione speciale. Che se volevas i dare un· saggio dei lavori che escono dall'opificio di arredi mili lari di Torino, potevasi collocare questi saggi in una vetrina dov~ av1:e~bero avuto sede più adatta. Altra cosa sarebbe stata ove 11 !Vlrntstero avesse presentata una collezione delle antiche uniformi dell'esercito piemontese; che è, si può dire, il padre_dell'ese~·cito i~alia~o. Questa collezione avrebbe ricordate molte pagme gloriO'se d, stona; i visitatori avrebbero potuto rivivere nel passato e fa.re mentalmente, anche, uh confronto colle divise attuali e calcolarne le differenze. Le vecchie divise, i vecchi gaflon i del l'esereito sardo avrebbero parlato all'immaginazione, e racchiudendo per l'osservato.re un interesse reale, lo anebbero .costretto a fermarsi; a guardare, a pensare. Gi ranclo qua e là per le gallerie clell'.esposizione, s'incontrano varie cose che potrebbero riuscire cli utire applicazione per l'esercito; ma troppo ci vorreb be ad enumer:ule e, d'altra par~e, offrono esse u.n inlere:;se indiretto poichè lo se.opo clegl'inventor1 non fu scopo militare, e soltanto si potrebbe farne pro quando fosse riconosciuta pra.icamente la loro effìcacia. Tale sarebbe, acl es~mpio,. il conge~ gno presentato da Varano Pietro; congegno meclrante 1( ~1uale s'. potrebbe, in caso d'incendio, staccare ad un tratto tutti J cavalli di .uiui scuderia attaccati alla mangiatoia e assicurare cosi la loro I salvezza.
A LL'E SPOSIZ IONE NA ZIO NALE O! MI LANO
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VII.
Non rimane che dare un'occhiata alla esposizione cli Belle A1;ti, dove, a. dir vero, le opere cli soggetto militare sono sr.arse e di non molto valore. D'altronde, la mostra artistica, è ben lungi dal solfovare nell'animo gli entusia.smi che nascono spontanei nell'osservare la mostra industriale. Dopo il trionfo di Torino, dopo quel lavorìo intenso, ner,voso che 1o aveva preceduto, era indispensabile un lungo riposo . È facile intendere, però, qLrnl motivo indusse il comitato dell'esposizione in·dustrio.le ad o.ccogliere con premura l'ldea di una mostra artistica: ,esso volle che la festa delle industrie fosse irradiata dalla luce dell'arte. A Tot;ino c'erano vari quadri. di soggetto militare che imponevano; pareva che inchiodassero l'osservatore lì davanti e Io costrin.gevano a per1sare. Tal i, ad 'esenipio, la Batta,qtia d-i Past·renr;o del D'Alberti-s; il Qnadrato cli Villafranw del Fattori, l,t Carica delle ·guide del Rossi Scotti. - A Mi Iano di quadri simili non ce ne sono. Migliore fra tutti la Partenza dei cosc1·itt·i nel 18(]6 del (~irolamo fodnno ; ma è quadro vecch io e ormai conosciutissimo. · Dne .quatlr; del Sartori di Parma non sarebbero mal riusciti . Il primo rallìgura una t!!anovra di cavalleria . Uno squadrone fa le sue evoluzioni in _piazza ctarmi in presenza degli ufficiali. Il secondo rappresenta Unarnarcia del 'i0° fariteri.a . Il paesnggio .è ab!lastanza ben reso , ma quella marcia ha troppo del convenzionale. Un quadretto del Bartolena, Bersaglieri <Lccampati, è grazioso, ben couclotto e bene ideato; ma airnhe qui si avverte un po' i.E convenzionalismo. C'è il solito solda Lo che si fa radere all'aria aperta, 1l'altro che lo.va la giubba, il so lito gruppetto che gi uoca alle carte; .quadri di questo genere ne furono, a quest'ora, dipinti ~t centinaia. Se ha vvi un altro quadro che posso. sostenere il confronto con .quello dell'Induno, è la tela di Giovanni Fo.ttori, l'unico che in fo1Iia sappia clipingere soldati veri; come Io definì un illustre pit-
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L'ESERCITO ALL'ESPOSIZ IONE NAZIONALE
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tore. È una carica di ccvvallerici di buon effello, precisissi ma, al solito, in tutti gli accessori i più minuti, di colorito un po' fiacco, e· privo, pur troppo, di quella vita che manca in qua.si tutti i quadri del Fattori, ì quali pure ha.nno pregi così incontestab ili . Un altro qnadro fra i migliori è quello del conte Rossi -Scotti, B:i.corcli nii"zitcvri; uiia macchieita. non priva d'interesse e assai ben condolta: è .uirn ricognizione di. esploratori, Il D'Albertis ha mandato una.tela: rappresentante .ll generale Jlledici al 9 gennaio 1878: il generale è· a cavallo dietro il feretro del Gran Re e tiene stretta fra le mani la spada cli lui che fulminava a .Palestro. Una tela del J?'Albert1s non può mai esser cattiva, ma, certo , questa è mediocre. Prefer.ibile il quadro di Va.Jerio·Laccetti ; il noto pit.tòre di an imali, il quale ha vòluto rappresentare l'antitesi fra i vecchi e i nuovi so ldati. I nuovi soldati, tutti fanciulli della scuola elementare, sono schierati sul.la piazza del vi ll aggio e il maestro li p·assa in rivista; mentr~ i veterani , i reduci dall e ba.ttaglie d'indipendenza, seduti sulla porta del caffè li -guardano a manovrare con compia.cenza. Di scultura havvi anco r meno . Qualche testolina. di genere come·· ·. Jl figlio dell'al'lnala, e il Bel'saqliere : qualche gruppetto come L'onomcistico del non11io ·veterano; Un ferito del 1866 del Bertolla; Il giierriero dell'avve1ii1·e del Benvenuti. Di statue yeramenle importanti, nessuna; abbastanza lodevole, però, un gruppo del Caroni di I<irenze, rappresentante Le iiltirne ore di Vittorio EnianMele. L'episodio non potrebbe essere più commovente; l'espressione éhtta alla fisonomia del ry è indovinatissima, la posi,;·ione def corpo, natural e; natural'e anche l'atteggiamento raccolto del futuro sovrano d'Italia. I crilici biasimano però la, posizione delle mani ne'dne personaggi che è barocca e non razionale. Nel complesso fra qllesti soggeui militari, nulla di cattivo, ma nulla anche che meriti elogi speciali, nulla di cui l'al'te ital iana debba vantarsi come di un trionfo . È probabile che il premio elargitù da Cesare Cantù per un quadro sto ri co resterà indeliberato. - La pittura storica è morta, urlano i veri:;ti moderni, e alla pa.l'Le di Dio'> se non è morta, moribonda, a qLiel che pare, 10 è di sicuro.
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RIVISTA ESTERA -,~--
IL NUOVO ORDINAMENTO DELLA CAVALLERIA IN AUSTRIA-UNGH.ERIA
· Nello scorso mese di aprile vennero introdotte parecchie modifica·zion i nell'ordinamento della caval leria austrinc.i. Quc:;ta si c:ornpone di /i.·i reggimenti, cioè cli H reggimenti di ,dragoni, .-J,6 reggimenti di ussari, ·l 1 reggimenti di ulani. I singol i reggimenti portano il nonie deil'attuale loro proprietario, e il numero .successivo della loro specie ; gli ulani i numeri t!a ll' 1I all'S, e dal- · J',H al ·13, e perciò manca no semp1·e i reggimenti 9° e ,io0 . · Ogni rcgaimento di ca valleria consta di uno stato magiriore di 2 di,,isioni, a'' tre squadroni ciascuna, e cli 1 quadro di dc~osit~ (E1·gdnwngs-Kaclre), destin'ato a formare nel caso di mobilitazione uno squadrone di deposito cd 1 $({Uadl'One di complemento (Reseroe-Eska.d,ron), e 2 plotoni gu ide. Le divisioni portano i numeri ,1 e 2., gli ~squadroni i numeri dall' I al 6. Prnsso ogni reggimento havvi inoltre ,un plotone di znppatori, i cui uomini e cavall i contano, in tempo •di pace, nell'effetti vo degli squadroni, ed in guerra passano a far parte dello stato maggiore del reggimento. Il quadro di deposi to, in pace, ò particolarmente inco•nbenzato di tenere al corren te i rcgi$tri degli individui dcl l'intie.ro corpo che si trovano in congedo illi mitato, e di accudire alla manutenzione ed .amministrazione dHgli oggetti di equipaggiamento ed arredamento ne,cessari pel ,passaggio da l piede di pace a quello di guerra. Nel caso 1
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RIVI STA
ESTERA
di guerra lo squadrone di deposito, nel quale si sviluppa il: quadrodi deposito, ·ha per còrnpito principale di istruire g\ii uomini della, riserva e gli inscritti, di addestrare i cavalli incettati; e requisiti e dii fornire i necessari complementi, in uomini e cavalll, agli. squadroni da campagna: li comandante dello squadrone di deposiio hà pure· l'incarico della scelta e della · distribuzione dei cavalli allo squadrone· di complemento, a qu<·llo cli deposito, e ai · due plotoni guide. Gl i squadroni di complemento sono impiegati presso i corpi d'armata• sulle linee di lappa, quali truppe di guarnigione, e soltanto per eccezione nel servizio di guide. La composizione di uno squadrone sul piede di pace è la seguente:
i capitani di 2• classe, i teuenti ed i sottotenenti sono te1r_!ti di provvedersi di un second·o cavallo proprio . Giova però notare che sebbene la tabella di forma zione dello squadrone per il piede di guerra stabilisca la forza tanto degli uomini quanto dei cavall i, pur tutta vili nelle prescrizion i per il passaigio dal piede di pace a quel lo di gnerra è saggiarmnte disposto che gii · squadroni partenti del:rbano lasciare indietro gli uomi ni non compiutamente istruiti, erl i cavalli non atti al servizio di guerra, e che gli squadroni cli deposito li complettno in seguito di uomini e caval li, quando .sieno in grado di avviar loro uomini perfettamente istrui ti e cava lli addestrati cd in buono stato di forza . Da qui ne em(:)rge, cbe, acl onta de[la grande ricchezza di materiale cava lii che possiede l'AustriaUngheria, la ·stia caval leria non potrà entrare in campagna colla forza stabi lita per il piede di guerra . Il piede di pac,e dc.I quadro d:i depos-ito com prende: ,1 tenante, ,1 sottotenente, 17 indi vidui, (2 sottufficia li montati) di truppa , .6 cavall i ,(2 pci sottnflìciali e fi. , 2 di truppa e 2 propri i, degli ufficiali) .. La forza di gnena dello squadrone deposito è ide1l!lica a qnella 1 degli altri squadroni cam pali, ed è cioè di 17,1 · uomini, dei quali 45.0 mont.ati, 150 cavalli di truppa e 1,1 cavalli di proprietà degli ufficiali. Per contro lo sr1nadrone cli complemento, che, come abbiamo già detto, dev'essere rormato dal .qtwdr-o di deposito, ha un piede di guerra di '175 nomini, ,158 c_avalli di truppa , e ·H proprii degli ufficiali . Orrni plotone 0cruide si compone di: 1 tenente, 1 scni:ente, 2•capo-: ral i, 36 soldati monta li , e >i- smoutat.i, con un totale di H- nomini, 40 Cllvalli di truppa (39 per gli inchvidui di truppa, e 1 quale c;a-· vallo di carica del ['urfìcialc), e 2 di proprietà dell'ufficia le. Il piotene zappatori infine è comandato da un tenente, cd è formato da: 1 sergente, 3 ca porali, 2.Ò soldati zappatori montati, e 3 smontati; in totale 28 uomini, 26 caval li di truppa. 2 dell' ufficiale. Un reggimento di · cava lleria pertanto, sul piede di pace (stato 0 iori di div isione, macrcriore di recç;:;, mimcnLo ' 2 stati mag 6 squadroni bèl ~.. ~ da campo e il qu adro di dcpo,;ito), ba una forza totale di 42 ilrficiali, ·103 11 indi vidui di truppa (dei quali 9,1·1 combattenti) e· 96 11 cavaJli, compresi quelli degli ufficiali. Il reggimento poi sul piede di guerro (stato maggiore di reggimento, 2 stati maggiori di divisione, 1 plotone zappatori, 6 squadroni da campagna, squadrone di complemento, s~1uaclrone di deposito, 2 plotoni guide) , ba una forza totale di 57 ulficia li, H>02 individui dì trnppa ('I3H combaÌtenti) e H,95 cavalli .
C3v1rlli.
Uom ini:
Capitano di ,1• classe Capitano di 2• ch:isse E: Tenente ~ Sottotenente . ' Cadetto-ufficiale. . Furiere. Sergenti 3 e: o Caporali E g_. Trombettieri o.. Soldati. 2 E-< Furiere di amministrazione _,. cc< Soldati . . "i:: o Attendenti . .)E Maniscalco. . e: o e: Sellaio· .
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Sul piede di guerra la formazione dello scjuadronc non subisce alcuna rilevante modificazione: la forza uomini rimane la stessa in, ,17t, quella dei cava lli di truppa aumenta di uno da H,9 a ,150, perchè· anche il furi ere di amministrazione riceve un cavallo ; il numero infine dei cavalli di proprietà degli uffici,ali monta da 7 a H, poichè (I) Quattro squadron i .ba nno uh capitr.no d i 2a classe e un te ne nte, due squadr oni, due te nenti. I capitani cli 2a. classe, ore non comandin o interinalme.nte lo ·squadrone,. !anno serYizio da. subalterni.
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RIVISTA
ESTER A
Riguardo ali'armamento della cnvalleria è disposto: a) sieno arma ti di sciabola gli uffiziali e iutti gli individui di truppa, eccetto gli attendenti e gli uom ini smontati ; b) sieno armati di carabina tutti i dragoni e gli ussari sia montati sia smontati, e 48 uomini montati e tntti gli smontati di ogni squadrone di ulani, e gli ulani del plotc,ne zappatori. e) sieno armati cli ?"e;Volver tutti i sottufficiali montati e smontati, gli ulani montati armati di lancia, e i soldati dei plotoni guide; d) abbiano la lancia tutti gli ulani monta ti, i1on aventi la carabina, gli u lani smontati. Le lancie di cruesti ultimi servono di riserva agli squadroni. , Circa il munizionamento da guerra è prescritto che ·per ogni carabina devonsi avere 50 cartuccie modello 1877, ed ogni retoltiet 30 . Meritevoli · di considerazione ci sembrano le .disposizioni riguardanti la rimonta della cavalleria . I cava lli di servizio, in. tempo di pace, saranno acquistati secondo le norme vigenti dalle· commissioni di rimonta, ovvero direttamente dai reggimenti $Opra speciale permes~o del ministero della guerra; le ri monte però non dovranno avere un'altezza minore di 158 centimetri, nè 5uperare quella di Hi6. ]t concesso (I[ m,axvmurn un 5 per 0 ì 0 sopra l' intero con ti ngente annuo delle rimonte che non abbia l'allezza prescri tta cli il58 centimetri; ma in ogn i caso non potrà essere minore cli ~ 55 cent.imetri . Il rimpin zo annuo di cavalli per ogni reggimento cli caval leria è stabilito il mamrniim al 112 per cento dell'effetlivo fissato dal ·qtrndro cli pace, compresi 6 caval li di prezzo elevato da destinarsi come cavall i di carica per gli ufficiali . · È poi stabilito i·icevano il cava llo di ca ricà i capitani di 2.• classe e tutti gli uffizia li subal terni .
1rna campagna. Del resto si com prende che questa mezza mi-,.ura venne oi:a adottata in cotesti term1m per esigenze finan ziarie, ed è
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E ora ci siano concesse poche e brevi osservazioni . A.I postutto le va rianti di crualche rilievo introdotte nell'ordinamento della cavu lleria si riassumono nelle seguenti: aver ado ttato uua mezza misura per la formazione del plotone zappatori, ed in fatto, · n:ientre prima era il 4° plotone dei sesti squadroni che fungeva cla plotone zap patore, orn invece esso è assegnato al lo stato maggio1;l); ma fo rmato con uomini e cavall i presi dai vari squadroni, e che contano nell'effettivo uomini 1! cava lli dei medesimi. So ltanto in guerra il ploton·e za ppatori non conta nella forza degli squadroni del reggimento, ciò che vuol dirH che sono tanti uomini e tànti cavall i in più che debbono essere provveduti agl i squadroni al l'aprirsi di
a ritenersi che appena sarà po;;sibi le aumenta re la spesa per l'arma cli caval leria, il plotone zappatori sarit norma lmente costituito all'infuori della forza degli sqnuclroni. La seconda modi fica zione, che è pun~ la più importante è quella relativa all'introduzione nei quadri d'ogni singolo reggimento di 4 capitani cli 2• classe in luogo di 4 tenenti. Qnesta variante iilduhbiameq te sarà stàta bene accolta dagli uflìciali subalterni , che ne ri trarTanno grande vautnggio pel loro avanzamento, ma se l'adozione di essa non venne cònsiglia ta da urgerite ucce$:;itù di accelernre la car rien1 degli ufficiali snbalt~rni, non vediamo invero qual i ragioni mili tino a favore di cotesta mod ifi cazione. D'a ltrn parte come non ci sembra scevro d'inconvenienti d' porre-sotto l'immediata dipendenza del conrnilclante lo sri:nacl rone un ufiìcia ll~ .riyestito del lo stesso grado , -che oggi funzi ona da subalterno e domani da capitano, così è fuori <lubbio che al cap ir.nno in 2° si è creata una posizione assai diffic ile e delica ta , Le altre poche varianti non ci pare abbiano importanza ; il fatto essenziale ~: che il n umèro dr.gli 'squadron i da campo e la forza di essi rimane inalleruta, e che non ·venne adottato alcun tem peramento, onde assicu rare e facili tare il passaggio dei reggimen li di cavallerìa <da.I piede di pace al piede cli guerra : In Austria, come in I tal ia, si agita da m0ltÒ tempo la cruestione della riduzione dei reggin1enti a -cinque squadroni in pace da mobi li tarsi su quattro squadroni, giusta il principio pratico ado ttato ,da lla German ia · e da lla Francia che il reggimento di cava lleria deve avere in tempo di pace un numero di cava lli maggio!'e di quell o da portare in' ca iT1pagna ; e quanti si oc·cuparono di co testn qnestione dimostraronsi caldi fautori cli tale trusformazione. Bisogna dit·e che i riguardi fi nanziari hanno avuto il sopravv,mto; fr.Htanto ci è mestieri constatare che mercè il nuovo ordinamento la mobilitazione dcli~ cava lleria austriaca, anzichè avvantaggiarne, è resa più cliì'lìcilL\ dalla formazione dei plotoni guide, e da\l'assegnaiione del plotone zappatori allo slato maggiore del reggimento, astrazione fa tta anche dalla crea1,ione degli squudroni di deposito e di conÌplemcn to. ·Ri teniamo pertanto che gl i squadroni austriaci, lasciati indietro i canili giovani e cp1elli non in g!'aclo cli sop portare le fatiche di una campagna, non po tran no, all'inizio della guerra, avere una fo rza maggiore di poco pi ù che cento cavalli.
LIBRI E PERIODICI
LI BRI E PER IODICI
Bico,•tli dellti giovinez~,, tli L! lf'on,so Lta 11Ia1·H1o1•a,.
editi per cura di LUIGI
CJ.UALA. -
Volume 1°.
Chi ha letto la prima edizione di questo libro, ora compiutamente rifatto ed ampliato, avrà certo applaudito all o scopo che si è prefisso l'autore. Pochi libri infatti ne.i tempi che corrono destano come questo· vivo ìnteressc, virili e nobili sentimenti . I l Ghiaia, senza lunghe considerazioni e senza circondare ogni atto· del suo protagonista di no te ammirative, ci presen ta, con una serie di aneddoti, la bel la figura, il maschio e intemera to carattere di Alfonso .La Ma°rmora nell'et.à di lui nella quale, non preoccupato ancora delle gravi responsabilii-i\ degli all'ari clello Stato, uè dal succedersi di avve11imenti, nè dall'idea che i suoi atti potes:;ero un giorno venire conosciuti ed esaminati dal pubblico, egli si dimostrava quale la natura. lo aveva formato e il suo libero arbitrio perfezionato, un be[ tipo di urficia le, un nobile carattere; un cuor d'oro. · Il Chiala con amorosa pazienza raccolse da testimoni ancor viventi,. da lettere, da documenti sparsi, tutte le più minute notizie che si riferiscono alle occupazioni del La Marmora nei primi anni della sua li sforzi da lui fatti per rinlzare l'amor alle arm i Ca rriera<. mi litare ' OD' V , affievolitosi granclrm,cnte in Piemonte dopo la ristorazione. Ci espone, quindi tuue le innovazioni, con molti stenti introdo.tte dal La Marmora nei metodi d'istruzione dell'arma d'artiglieria, specia lmente per ciò che rio-uarda al tiro ed alla formazione delle batterie a cav:.1llo . o Dell'abnegazione poi, di cui doveva dare più avanti n·ella vita prove
così ragguardevoli , del suo rispeuo alla disciplina, della sua bontà di cuore ver,o amici ed inferiori, nel libro del Ghiaia sono c.itati nu-merosi esempi. Non è quindi a meravigliare se la lettura di questi Ricordi la:;cia, uell'aoimo oltre che ad un :;entirnento cli amrniraiione e di conforto, anche un · proposito virile, un t'ccitamento efficace a migliornr se stcss0° ed a seguire un così nobi le esempio. A questo primo volume, ché accompngna passo passo il La ì\iarmora, fino al l"aprir::;i del la campagna de-I ,184-8, cioè durante tutto il periodo · di preparazione e di lnvoro, ed al qn11le è un ito un co pioso ed interessante epistolnrio in cui sono raccolte lettere dei Duchi di Savoiae di Genova al La }lnrmor:.1 e di qnesti al Da norm ida, speriamo farà presto sc~guito il secondo. Intanto ,-i deve s:iper grado al Ghiaia di questo suo bel libro che arTicch isce la nostra letteratura militàre di un vcrn gioiel lo, e pochi saranno quel li ufficia li che leggendo lo non ne riporteranno una impressione durevole e èhe in cuor loro non,_ manderanno .al Ghiaia un sincero ringrazia mento.
Gli St,dt.ilt ,leUt1 ,Societi, -,uilit,u·e ·sufud11i"'·" del ' ' Fio1•c, 1 tlell',unao 134.' l, pubblicati da GAUDENZCO CLA-RE 'l'l'A . Torino 1881.
La storia mi li tnre ogni dì più si arricchisce di documenti impor'-tanti rnercè le ricerche indefesse di benemeriti ,tudiosi. -In ta l modo· si vanno rnan mano· riempiendo le Ìacnne lasciate dogli stori;i anche i· più coscienziosi e si perfeziona, si completa il patrimonio storico per-gli scriuori dell'avvenire. Oggi il barone Gnudcnzio Claretta, co lla puhblicazione degli Statuti della compagn ia del Fiore, ha r:.1tto conoscere l'esistenza di una eh rruelle·· compagnie di ventura delle quali il Bicott.i diedeJ,nnte e co,;ì belle notizie, e che al Ricoui, come :.1 Pietro Dalla, no toro d'una pre~evole storia. dei principi cl'i\c:iia fu cori1p lctamcnte ignota, mentre il Cihrario sol- tanto di volo l'accennava, :;;enza dirne altro. Qnesta compngni:.1 del Fiore pnossi riten~rla 'per la prima fra le-· compagnie:' di ven tura ch'ebhern po , i no01 i di compagn ia dell a Hosa,, del Ca ppelletto, corn pagnia IliM1ca, ccc,, perchè la sua i$tituzione ri- ·
E PERIODICI L IBR I 188 · sa i~ all'anno 1342 . Veniva ossa costituita in socictit tra il prin cipe J acopo d' Acaia cd i fratdli Manfredo o Teodoro cli Sai uzzo a scopo di difesa dei loro tlominii nei territori <li Lombardia e del Piemonte soggetti al re di Napoli, asso ldando vari capitani catalani od aragonesi chti allora si trovavano in Alba, Cherasco, Alessandria ccl in altri paesi circonvicin i, al servizio di ro .Roberto. Questi capitani, che in numero di ventidue sono nominati nell'atto di statuto, si obbl igavano cli forma re una compagnia, o por mogiio dire un a·eggimento, dai 900 ai ,1000 uomi ni po5to a cfoposizione dei soci contraenti. Il comandante aveva grado di maresciallo; v'erano !~ capitan i, H~ consiglieri, 2 tesorieri, o la bassa forza si componeva di 500 fanti armati di poi vero e balestra, di 200 barbt1te e ·di circa 250 servien ti per lo barbute (ogni barbuta aveva diritto a due ;;ervienti, ma i più gi limitavano a tenerne un solo). Anelando a guerreggiare la compagnia del Fiore doveva spiegare il vessi llo regio, quello cioè di re Roberto, sotto il cui auspicio essa era posta. In ogni altra occasiono cli riunione o di servizio ordinario faceva 11so d'una banrliera propria colle inscg1ic e· coi uomi di guerra dei capitani e con un nore carnpeggiantr. nel mezzo. Lo statuto consta di ,\.O capitol i et! in essi sono contemplati tutti ·i doveri, gli obblighi, i cliri lli dei com ponenti la così della Gùwa. Pri ncipale obbligo essere inesorabile co ntro i suoi avvcrsa rii, contro quelli cioè per combattero i qual i erti stata costituita; fra quesli il marchese di ~Ionrerrato, Tommaso di Saluzzo, il com une d'Asti ed i ,c11Stelli di 1piclla città con tut.ti i loro aderenti. Posta sotto l'egida del Redentore o della B. Vergin e, doveva poi difendere o custodire lo chiese, i monasteri, i luoghi pi i o religiosi. · L'atto di cui parliamo ,·eniva redatto nel c-astello. di Yigouc all:1 presenza di Odclonc, dei marchesi di Cova, di Peireto .Provana, di Dorghe'l'ino Horgese, Isoardo Crolli e Bartolomeo Vagnonc, tutti nobili piemontesi, invocati testimouii dei patti rorma ti con solenne giuramen to. I! Claretta non ha potuto trovare traccia dell'operato di r111e$la socioti1 mi litare subalpina, 11ò sa dire qnando possa essere stata sciolta. ·Opina però cho brevissima ne deve essere stata la esistenza • non tanto « perchè mancassero cl ' iudi in poi al principe d'Aca ia le occasioni di fare gpcrimento cli belliche imprcge, ma piullosto percbè la subita ·« morte di re Roberto di ~apoli , .aHen uta il 19 gennaio seguente, sotto ,(( i cui auspiz,i reggevasi la nostra sociot:'t, potrebbe aver dato altro in•(< dirizzo allo scopo oml'erasi costituita ».
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1.leposi,ti, 1.l '<dleva,nent o c 1., v1.illi in I t a lia. - Memoria redatta dal colonnello di cavalleria Doux CLEMENT E, . ispettore dei suddetti · depositi e membro della comm is- .
sione per il r iordinamento del s~r vizio . ippico. 1881, .tipografia ·Eredi Botta.
Roma,
Ch"iamato a far parte doll:1 speciale comm1,;s1onc inca!'ica ta di formulare un progetto di regolamento pel servizio ippico, l'autore ri- tenne utile compilare la presente memoria, onde fornire ai membri della comm issione suddéttn dati particolareggiati sul I' im portauza ed influenza dei depositi di allevameuto, consiclcrnti nel doppio loro còmpito di dare all'esercito buoni cavalli indigeni, o di assicttrare agli allevatori nu co~tante smc1·cio cle'loro prodotti . La memoria conticDc : 1° un breve cenno sull' istituzione di detti depositi io I talia, e sul loro regolamen to di servizio e cli amministrazione; 2° una succinta descrizione cli ciascun deposito, corredata da alcune notizie statistiche; 3° alcun e considerazioni e proposte tendenti a dare ai deposi ti stessi uno sviluppo che effical'ementc corrisponda al lo scopo della loro istituzione. Come è noto; i nostri tre deposi ti cli al levamento puledri sono quell i di Grosseto, cli .Porgano e di Palrna nnova: ceco alcuno notizi e , interessanti che qua o la spigoliamo· nel pregevole lavoro del colonnello Doux . Depo;;ito di Grosseto. - La superucio di terreni che lo costituiscono è di ettari 22112; di questi, i:iOO circa sono riservati poi raccolto · del fieno ccl nitri 500 por la colti vazione di avnna ed orzo , i rimanenti servono d,1 pascoli, eccetto 600 ettari che in parte sono ancora paludosi . Annualmente vi sono introdolli nei me:;i cl i maggio e gi ugno 900 puledri dai 3 ai /~ anni acquistati dalle commission i militari nella maremma toscana e nella ca mpagna romana , ed nltrettanti se ne mandano ~i reggimenti di cava lleria in due distinte spedizioni che hanno luogo normalmente in febbraio ed iu maggio. Presso ii deposito di Grosseto si alleva quintli annualmente allo stato brado una forza di circa ·1800 puledri ; ed in effétti la forza media annuale per il ses- scnnio 11875-8•1 fu di 11,769 cavalli, con una perdi ta media di 8,H . per cento, e precisamente :
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Il costo poi del cavallo al reggimento ammonta a L. 935,3,i., come :.appare dalla seguente dimostrazione: L. 600,00 Costo del puledrn ( 1) . )) 305,31~ .Mantenimento al deposito per due anni Spesa media pel tra:;porto in ferrovia Jìno al reg" 30,00 gimento, ca lcolata per ogni cavallo in . 1
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Totale.
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Deposito di Palmanova. - Il deposito in Palmanova venne costituito con regio decreto del 20 luglio 1879, per raccogliervi i puledri provenienti dall'Italia settentrionale, e allevarli col sistema semibrado -o stallino. Ad uso del deposito furono destinati i motti e vasti fab bricati governa ti vi già esistenti nella città di Palmanova e che facilmente poterono essere ridotti a scuderie ed a magazzini. Il deposito ha a sua disposizione tutto il perimetro della fortezza, ossia 158 ettari di terreno, dei quali 50 servono da pascolo, 30 pel raccolto dell'avena ed i restanti pet raccolto del fieno. Altri 13 ettari ,circ·a presi in affitto in prossim ità del deposito sono pure per la semina dell'ayena, e altri 300 di terreno boschivo di proprietà demaniale, saranno ceduti al deposito appena ultimato il dissodamento già in corso di attuazione. All'epoca dell'impianto del deposito, cioè nel secondo semestre 1819, furono acquistati :t.05 puledri, 469 furono comperati nel 1880 e nel corrente anno, tutti dell'età cli 3 a 4 anni, e 1i'.2 poterono già essere inviati ai reggimenti sul finire del 1880. I cavalli però allevali in questo deposito, altorchè compiuta l'età di 5 anni sono spediti ai ~orpi, vengono a costare al governo L. 1306 per capo, somma abbastanza rilevante; ma che scemerà d'assai allonruando il deposito potrà ricavare dall'e~ercizio dei terreni clt}lta tenui.a i generi necessari all'alimentazione dei puledri, cioè foraggi, paglia cd avena che finora si son dovuti acqni:;tare dal commerqio. Nelle .sue considerazioni e proposte intorno ai depositi di allevamento, il chiaro autore accenna al fatto che al presente, avendo tre sol i depositi, non è possibile di acquistare tutti i puledri dai 2 ai 4 anni che~ gli allevatori mettono in commercio; e perciò propone l'im: mediata istituzione di altri depositi di allevamento, ond<) favot:ire l'incremento e il miglioramento dell'industria equina . L'egregio colonnettl) rileva pure che col prezzo medio"stabilito per l'incetta dei puledri (L. 600 per capo comprese tutte le spese delta commissione) non è possibile di acquistare puledri distinti, chè anzi gli allevatori di ciò consapevoli sfiorano già prima i toro branchi, togliendone i migliori puledri che vendono poi ai privati; e perciò 1
Totale. Deposito di Persano . - La tenuta di Persano, sita a circa 1111 chi'1ometri al sud di Eboli ed a chi lometri 92. da Napoli, misura una superficie di 3,bo'I ettari. Il suo perimetro è di circa 50 chi lometri da est ad ovest, la sua lunghezza di circa 1t chilometri , e . la sua Jarghezw da nord a sud di 3 chilometri in media. La è quindi una tenuta immensa; ma la maggior parte d<~l t<~rreno , e precisamente ;1,969 ettari sono ancora compiutamente boschivi, e perciò non vi si allevano annua lmente che 850 puledri. Ecco la forza media annuale dei cava lli del detto rleposito durante il sessennio 1875- 80 : 1
Anno ,187µ » ))
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•1876I 1877 1878 ·1879 1880 1
Quadrupedi 1,083 Media delle perdite annuali 6,463 °lo 1
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950 8il8 8"8 799 - 390
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Il cavallo poi posto al reggimento viene a · costare al governo come si rileva dallo specchio seguente :
,L . . H 68,,16,
{I) Nel costo del puledro sono comprese le" spese della commissione incettatrice.
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LIBRI 192 propone che lo commissioni di rirnont~ sieno autorizzate a comperare ad un prezzo ·più elevato i pllleclri più d(stinti,. ~he p,otrnb~oro destinar;;i quali cavalli di agevolezza per gli u.ffic1ali, ~cl.I es~rc1to . Fra -le altre proposte notiamo qnr.lla relativa all 1stituzi~ne d1, n~i certo nwnero d·i conimi.~siorvi permancnlli per l'incetta dei pitled-ri,. le qual i dovroÌlboro percorrere prest:1bili~i mercati equin i nella ri;;;pet~ tiva zona o circolo di rimonta e recarsi anche occorrendo presso gli ste:;si all~vatori, come si pratica in Prussia, e l'a ltra, di capitale importanza, che il clr.manio consiclori la -direzione dei de~ositi con~e un privato allìttua lo, dando così ai medesimi il cnraucre eh vere aziende di campagna. Noi ci associamo intierameute a que:;te proposte ~he ci sembrano improntate a largo senso pratico, 11 0 1\' interesso, sia del.I' i_ndu.stria equina nazionale,· sia dei depositi stes$i_ di al ~evarnento, e n ~l11arn 1amo poi in modo particolare l'attenzione sttll'.ult~ma propo~ta n guar.dant~ l'amministrazione dei depositi, nella connnz1one che smo a quando 1 depositi non sar:rnno considerati come vere aziende di .cam pagna pri.vate, non prospereranno nè dar:rnno risultati compensanti spese. C1 r~ lJe11riamo fralllmlo coll'egregio colonn ello Doux, che m poche pagme se~pe dimostrare noi modo il più evidente l'ntilili1 dei depositi d'allevamento puledri e porgere un chiaro Cùncelto del _loro andamento e ciel loro servizio.
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Su diuu nuo ·v o u i otle llo tl/t11·1ne " fuoco , .,e,• l 't11•1n11· , li c,r.v,t.ll e , •i,r.. LoDRINJ. -
Considerazioni e proposte di
EMILIO
R om a, 1881, tip. Voghera.
Il ruam•iore Lodrini è profondamente conYinto che la cavalleria deve ess~; Jotata cli un'arme a fuoco a ripetizione; epperò vuole che gli ufficiali di cavalleria, come i soli competenti_ in argomento, dieno acrli uomin i tecnici i dati per la CO$truzione dcl l'arme . 0 L'ufficialo cli cavalleria deve perciò proporsi e risolvere i seguenti quesiti: ,i o come deve essere trasportata l'arme a fuoco cli lunga gittata ? 2° come deve essere puntata? 3° come deve essere sparata?
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E PERIODICI
4° come deve trasformnrsi in arme bianca? 5° e genericamen te, come dove essere per corrispondere alle esigenze del combatlime11to di cavalleria appiedata? L'egregio autore pigl ia in esame i suesposti quesiti, e viene alle , cleduzio11i seguenti : 11 Che l'arrne a fuo co di lunga gittata per la cavalleria deve essere trasportata sull'uomo ad armacollo ; 2. Che deve essere. mirata con ~untamen to naturale; 3 Che deve essere sparata mediante un meccanismo cli scauo laterale o superiore; 4- Che devo trasformar:;i in arme bianca, mediante una lama di lancia , fis$ata all'e;;tremità del fusto della cassa; 5 Che <leve essere a ripetizione, colle parti i11 acciaio abbrunate. Conveniamo pienamente coll'autore sui vantaggi clell'arme a ripetizione e sulle esigenze di puntamento e di sparo; non sul modo di portarla . Il Lodrini vuole che sia port"1ta dall'uomo ad armacollo : noi invece riteniamo preferibile sia normalmente assicurata alla sella, ma si abbia però il mezzo di metterla ad armacollo in presenza del nemico . Queste del resto sono differenze di non grande ri lievo; e perciò esprimiamo la lusinga, che quando si sostituirà al moschetto attuale la carnbina a ripetizione (so,ti tuzione alla qua le si dovrà pure venire fra breve) , si tenga calcolo delle pro poste e considerazioni svolte in questo opuscoletto. Il Lodrini approfiLla dell'occasione per ritornare sopra alla proposta, da lui giit fatta sin dal 1874, dell'armamento misto per la cavalleria. Che si possa sostenere l'armamento misto in Austria (che lo ha in fatto adottato) sino ad un certo punto lo comprendiamo, perchè ivi tutte le operazioni interne, tutto le istruzioni, da quella degli inscritti all'addestramento dei cavalli, si fanno per plotone; ma, astraendo anche compiutamente dagli inconvenienti che presenta in guerra, non vediamo come si possa appoggiare l'armamento misto in Italia, ove i plotoni non esistono che ammmistro.Livamente, ed ove lo stesso squadrone funziona regolarmente, per quanto concerne l'istruzione, 01 maxinwm due o tre mesi dell'anno. Lo squadrone.nostro fì no al mese di agosto, va in piazza d'armi formato, non co' snoi ·1°1 2°, 3° e 4° plotoni, ma bensì con lre distinLi reparti : di reclute, cavalli giovani e soldati anziani (BO a ,i,O compresi gl i allievi, trombettieri e volontari di un .anno) ; come si pnò pensare, in questo stato di cose, ad armare la 11• riga collo lancia e la 2• colla carabina? AN NO
xxvr,
VOL. Il!.
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LlURl
.Ttilu•biiclie,· fii,• tlie ,J,,•,nee 1n-11l lP.lti1·ine. -Secondo
trimestre 1881.
· La d'iscipHna dègl-i, eserciti 1·omani fino dagli iiltfoni tempi della repubblica . - Capitano Hoi,;N1G. Svilu1)po s,:orico delle forme cli comba,tlimento della fanteria relativamente al pre..~ente. - Capitano KELLELI. - L'aulore in tende di seguire la evoluzione successa nelle forze di combaltimenLo clai tempi in cui l'ordine profondo degli svizzeri ern base alla form azione della fanteria, fin o ai nostri tempi in cu i l'ordine rado è il mezzo di dare la 111assima efficaccia al fuoco. Gli archibugieri com inciano a combattere avanti alle fil e .dei picchieri : ma le armi da fuoco sono cosi primitive, che poco se ne spera dalla loro azione sul lo !\vflu ppo. del cornballime11Lo. Fat.to fuoco, gli uomini si ·rifugiano dietro alla profonda colonua dei picchieri, cu i spetta di decidere della battaglia. Perfeziona~dosi le armi da fu oco, esse divengono sempre più numerose nel baLLaglione, e detronizzano la picca, regin( delle battaglie ai tempi di Montecnccoli, mentre che gli ordini si assottigliano. L'ordinamenio dell' artigli.eria r-tlsSa, e l'impiego tatl'ico dti quest'arme nei principati fatti dell'ultima g·uerra. - Nel dare un giudizio complessivo sull' impiego dell'artiglieria russa nella guerra balcau ica, l'autore dopo cli avere rilevati i fotLi, conclude facendo vari app1rnti. Nè i comandanti superiori , nè gli ufficiali erano all'altezza della loro missione; infatti noi vediamo che il generale Skobelew prima della battaglia di Lovca incaricò il suo capo di stato maggiore della scelta di una posizione per le artiglierie, ed emanò disposizioni molto elementari sull'uso delle arLigliede. Mancarono in tutti i fa tti cli arme quelle potenti concentrazioni di fuochi tanto caratteristiche nella guena del 4870 . Non si trova esempio· nella guerra turco- russa di una riunione di 186 pezzi':;imile a quella di S. Privat. Si continuò a spezzare l'a rtiglieria su tutta la linea come all'epoca del la guerra di Crimea. Si cit-auo tra gl i altri i comba uimenti di Daghnu e di Ardahan in cnì la dispersione dei pezzi rammen ta i tempi di Turonna . Quasi in ogni combattimento fu forrmi ta una riserva cli bauerie. Nel!'Afganistan come nelle steppe deli 'Asia centrale potrà riuscire utile, se non nece~saria questa riserva d'artigl ieria per munirne piccole colonne· aggiranti, che yincano la resistenza presentata dall' av- .
195 versario sul fronte. i\fa casi consimili si presentano più raramente nelle grandi b:rnaglie com·baLLute conLro eserci ti regolari. Il vecchio pregiudizio, che fa sembrare troppo disonorevole la perdita di un pe1.zo trtiuenne troppo <!ddie11•0 le ba tterie, diminuì l'ellìcacia del loro fuoco , che non ri uscì a so~tenere I.' attacco delle fanterie. Questi sono i principali appunti che l'autore clcùuce e comprova coi fatti, non senza ammettere che le artiglierie turche erano più mobili e pi ù efficaci delle russr~, le q11ali perù avrebbero potuto di. minnire questa sproporzione di bontà coll 'e:;scr6' meglio impiegate. Lo wilu,pvo dcli.e {orze m.i.litari nella lliwiel-ia orientale. - Il creare di sana pin nta un esercito in uno stato nuovo incontra difficoltà enJrm i; ma queste difficoltà si aumentano in 1111 paese in cui di ver:;e nn1.ionaliti1 si mescoln110, e le religioni sono totalmen te di.ver~e. i\foncanclo . ~uasi generalmente le listA dello stato civi le, l'appl,caz,oue del serv1z10 obbl igatorio nella Rumelin orientale volle 11n lavoro straord inario, per deterrninnrc con qualche e~attczza le liste dei 50,862 ind i\•idni abili al servizio militare delle rn classi destinate ad essere ·incorporate nell'esercito. A costituire l'anzidetto numero cli. uomini iscritti nell'esercito concorrono 38,1589 bulgari, 2892. greci, 70 armeni, 8696 turchi, '190 israeliti, ,J07 zigauni e 3 18 pomaki (.razze mon tanare di credenza mussulmana, ma di lingua turen) . .Biso5na fondere nello stesso battaglione uomiui di razza così diversa. Mescolare i cristiani coi turchi , i qnali 1100 possono ma ngiare· rnaja lc, ~ nemmeno cibi cotti ove fu cotto il. maiale , nò possono scoprire il il capo , ma cle\'Ono fare il digiuno del ramandon . Disoana vincere il P.regincli1.io che allontana i ri cchi da l!' eso1·cito; vincer~ perGno le ren1~enz~ delle amministl'azioni, le quali aiutano a violare IU' giusta· appltcaz1one dell'obbl igo univcrs.'lle al servizio militare, sostituire elemen ti ru mcl ioti ai ru:;si clie sono nei C[ t\aclri. Iu un anno fu fotto molto, e la leva del 1880 procedette regolal'mente somministrando 40,~63 giova ni , tra i quali furono incorporati •l H8 per il servizio atti VO . A~plica;;io1:e <lella legge 11iilitcire del (j maggio 1880. - Dimostra1.1one delle conseguenze risu ltanLi pe!' I' orcliuamenlO dell'esercito e per il bilancio tede~co dall'aumento avvenuto colla predetta legge. ll canno1M - ANGAMos. v 1'1·e ann·i nel corpo dei caclett·i (1858,1860). Le anni e l'istruzione sul tiro dellCJ fante1'ia frnncesé paragonate a quelle della tedesca. - 1 fucili Grase ~fouser· si eq uivalgono tanto tecniwmente che bal isticamente, e corrispondon~ai bisogni tattici della fanteria. E. P ERIODICI
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Invece l'andamento della i.;;trnziooe diversifica essenzialmente da un paese all'altro, nè i vantaggi sono in quella fr:rncese. L'esistenza di un capitano istruttore- pel reggimento, di subalterni istruttori per i battaglioni nuoce alla libertà ed alla iniziativa dei comandanti di compagnia nel lo svolgimento della istrnzione. Anche ii metodo della istrnzione francese non conduce gradatamente i solJati a studiare e ad imparare quale sia il vero uso della loro arme. I bersagli francesi basati sulla probabilità di co lpire alle varie distanze, non hanno per scopo di insegnare la necessità di tenere il fucile in modo che ,la linea di mira e l'asse della canna sieno comprese nel piano di tiro, o che le traiettorie diminuiscano cli radenza coll'allungarsi del tiro come succçde coi bersagli tede,;chi. Anche il riparto in classi di tiro, non sogna presso la fa nteria francese un progresso 1rnl la i:;truzione individuale, ma serve piuttosto a scegliere alcuni tiratori sui qnali in deterrninate occasioni i comandanti di compagnia possono fare assegnamento . Tutte queste cd a)tre differenze tra l'andam~nto dell'istruzione nei due paesi fanno concludere che il metodo tedesco è superiore 'li francese. f L'autore ammette che l'istruzione sul tiro in Francia cerca di sviluppare in tutti i .modi l'amor proprio dell e truppe~ per aumentare la loro abilità . Trova anzi che in ciò si sorpassi quan to si .crederebbe possibile di fare ncil 'e~ercito tedesco, ove si riterrebbe nocivo alla disciplina ed al cameratismo una citazione all'ordine del giorno. Le tabelle di paragone dei risultati di tiro in Germania servono ai superiori per valutare gli. inferiori, e circolano tra gli ullìcial i senza esporre i comandanti cli compagnia al la critica dei loro dipendenti. Il tiro di eoncorso in Germania servo a valutar~ la capacità dell e trnppe; può essere ordi nato dal i\'.l:nistero cl~lla guerra, quando gli sembra opportuoo , senza che vi sieno premi di tiro, non essendo giusto di dare premi per i risultati cli una giornata che possono ascriversi a circostanze variabil issime. Inflne mancano nella istruzione francese nozioni precise circa l"i mpi ego del foci le come arma da fuoco; rnancanw tanto più grave, che anche i regolamenti cli esercizio non sono mo lto 'precisi a cp1esto riguardo . Nozioni generati C'irca gli shrapnel e le spolette a tempo nell' artigl-ierici cli ca,rnpagna. - Colonnello i\'lEnèlER. - Traduzione dal francese. Diswssioni topografiche. - Capitano R e 1CHEflT. L' appro·nvigionamento degH eserciti ùi campagna. - Ca pilano HENTSCH . - Ind ice di alcune fabbriche e di alcuni ritrovati per diminuire il vol ume viveri e per facil itari• il trasporto.
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Le torpedini nell'esercito ntsso. - A. v. DllYGALSKI. - Sulla traccia <li vari scritti russi si dà una idea dello stato presente . della questio1ie ·in r[nell·o,et·cito, cL3! i espi\;·irncnti , che vi si fa1rno, e de l) manovre~ stabi li te nelle stagioni estive. La spedizione dell'a,i utan te generale Skobeleio contro gli Achal-Teki·iitzen.
Net.ie · 11.lil-itii,•i sci!w Bliittm•. -
2° trimestre 1881.
Dei sistcm,i di calcalcare, dé/.la loro prati ca e delle loro /Jasi . · Jl 1nciresciallo 111ac-Jlfahon, e l' eserC'i,to france.se dopo il 187O :;tud!io psicolog'Ìco del capùano 1-foNTG (l<'ineJ.
Cenni sullo svilnppo dell'esercito cosacco. - I Cosacchi della Siberia vennero nei ,I 579 dal Volga chiamati in soc<'orso dd la colonia russa di Pc.rm. Ben presto si allarga rono, e spin$ero le loro spedizioni ueli'Asia settentrionale, dimodochè un secolo dopo urtarono contro i conGni chincsi. D'allora in poi, regolato questo con Gnc tra il mare di Ochoz e l'Irt.isch, fu dato a guardia dei cosacchi siberiani di cui fu aumentato il numero coll'aggiungere soldati in congedo, coi farv i arrivare di ~osacch i, e colla em igrazione di contadini russi e polacchi. I l confine da essi guardato si stende per '.2000 verste dal territorio dell'Urai a qne\!o dell'Amur, e consiste in una linea di grosse piazze costruite secondo il sistema poligonale e munite cli cittadella, ed in piccole ridotte collega te da posti cli guardia. Al posto cosacco gta generalmente di rronte un posto chinese, e da ambo le parti ogn i mattina le pattuglie pcrlustrilno i confi ni, i quali non devono essereattraversati, che in determinati punti. Ogni centr6 abitato ha il suo ,comandante, forma una sotn ia o porte di essa, mentre sei sotn ie formano un reggimento (polsck). Dopo il ,J808 la Russio , riunendo il territo'.·io dell'Amur, sp inse la guardia del confine lungo le sue sponde colle soh te norme. Oltre la guardia del confine i Cosacchi hanno i' incarico di scortare i viaoo-iatori e le carovane per garantirli contro i ladri. 0 I Cosacchi lcl i'Ural discendono da quei del Don e del Volga : non rinunciarono al loro governo democratico-eiettivo che nel '1176 dopo varie insunezioni . Una parte cli questi Cosacchi scese in I talia e Svizzera col Suvaroff nel 1799 . Oggi il loro territorio somministra 1
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1 O reggim enti e du e batterie a cavallo , ol tre ad 1.m centinaiQ di uomin i scelti che rnoutaDo la guard ia a Pfo troburgo e aù alcuni distaccam.~uti; che cooperano al servizio di pol izia nel.le principali cittù . dell im pero. I Cosaccl1i del Can ea-so derivano :111clH} o~si da qpelli clef Don o $i. stabilirono nel ·I 5GG sul bagso Terek ~eguendo le vicende della conquista ru,sa. sotto il nome di Cosaccl1i d.el Terelc Colla guerra persiana del 172'2 Pietro il grande a:-sicurò il possesso del territorio del Terek , ed allargò le sedi <tci Cosacchi sul medio Tel'()k e nel Kubane unendovi un numero di Co,-acch ì dell 'Ukran ia, e perfino di priùio~ . L . o n1er1 svccIe~1. a impera trice Ca teri na, per evitare insu rrezioui nel ri pri~tinamento del governo democn,tico, di vise i Cosacchi del Caucaso tra vari Ataman indip\)ndenti l'uno cl:lll'allro, ed assicurò la strada tra il Don ed il Torck per mezzo delle l'ortezw cl i Mosdak, .TekaLarinogrnd e Stavropol, nel qual luogo pO:'e la sedo del governo . Il nume;o dei Co.sacchi. aument~> .n11cora con. nno ve omi;rnioni, nllo sci0gl imonto, de, corpi aduriat, nelle guerre continuate fin o al 18o9 per il possesso del C:aucaso . Nel ·181~5 fo rmavano 17 reggimenti, che nel •1847 furono portati a 20. I Cosacch i del Cau cnso si stcudono da llo sbocco del Laba nel Kuban, a Kisliar sul Tcrek . La intera forza dell'esercito arriya a •180,000 uomini circa . Le bocche del Kuban erano rimaste lìno al 1806 in mano ai Turchi . • I Uu ssi pr>,r eviLaro l' inOuenza dannosn , che questi esercitavano sulle popol.azioni tnr~are e circa!-,e del Kuban, vi posero i Cosacchi che presero 11 nome d1 Tscherrnonori o Tscbcrnopiorzi. Disseminati lun"O la strada d! Tan~au- Koj ul-C,Hhariuoda r in :ilcuno staniLze fortifica~ per mezzo d1 foss ,, parapetti e siepi spinose, essi servono di scorta ai viaggiatori. Oltre ai 110 reggimenti di c11vall~ria costi tuiscono 9 battaglio~i cli fanteri.a; .\., ball~ric completano l'esercito. I Suporogi emigrati nel 1177/~ 111 111rcb1a, dopo la loro sollevazione 11cl 11806 tornarono alle loro sed i primi tive, e l'impera tore Alessand ro I se ne ~·a lse ~er fo~ma rr.c il nucleo di u~ nuovo esercito steso in Ilcssa rabia, lungo il coulrne tnrco, co l Dome d1 Cosacch i dei Dan uli'io. La forza ascende a "750 uomini ci rca, ccl ha l'obbligo cli fornire due reggimenti a cava llo per guar(lare l'isola rii Beta, spingere pattuglie i11 Odessa, e sostenere la polizi~ in Akkermann e Cher:;on ..\ Itri Saporogi nel ritornare nelle loro ant1e~1e godi _furouo stnbi li ti sul_m arc cli Azof ·cd impiega ti noi guardare 11 ~for Nero da lle scorrerie dei pirati turchi . I Co:;acchi del Rng Lli:;cendono da i cristian i disertati dell'esercito turco nel 11769 quando la Porta teu tò di 1·eclu tnrc il suo esercito anche fra i Greci, fra i Moldavi e fra i Valacchi . Essi furono muta li eia
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.Alessandro I in quattro reggimenti di ulani quando fu fatto 110 esperimento di col0D izza1.ione mili1.are. .La leggo del ·I 8H modificò e r~golò i I servizio dei Cosacch i. Esentandol i ·cta ogni im posi.a li obbligò a fornire un certo numero di soldati .a ll"esercito. I Cosacchi non devono e5sere considerati come una cavalleria irregolare nel v~ro senso della 1;a rola . Essi combattono in ordine rado , ma possono auaccare in li nea, sebbcnt! i loro movimenti non sicno e.osi regolari, nè la fronte così compatta, come quella dello .altre caval,lerin. I Cosacchi del Don formano una vera cavalleria re,golare: inv.ece gli altri per la naLu ra dei loro cavalli e del loro armamento sono più adaui al comb3uiml"nto indi viduale. , Igiene ·m:ili tare. Proposte di modi(,,cazioni neUa istrnzione sulla scherma di ba-ionetta. I ,confini &l'a la G·ermania e la F1;1:t,noia in relazione acZ llna g1ierra tra queste due nazion~. Dato che per una com binazione a5sai diffi,cile la Francia sia pronta :i lla guerra prima <lélla Germania, essa non può passare che al Dord o al sud dei Vosgi. Sbocc.,ndo al sud dei Vosgi, gli obbiettivi dell'esercito sono due; passando il .Reno ad Uninga, <lislurbare la German ia del sud, ovvero dirigersi contro Strosbnrgo. Nel _primo caso , a meno cli violare la neutralità svizzera non potrà spiegare grandi forzo, a causa delle pendi ci meridionali della FMesta Nera . Forse una operaz.ione di questa natura, si effettuerà come sc,conclarin per aiu Lare l'azi.?DC' principale dcdl'eserci to al nord dei Vosgi. Le numerose forze di CLii dispone la Francia le permeltono di operare una di versione si mile, e qui ndi parrebbe uti le cli ·co,;truire una testa di ponte ad UDinga. Una punta sopra Strasburgo è di lieve momento sui risu ltati delle guerra . A scueotrione dei Vosgi varie linee si aprono all'offensiva francese; ma ira quesle la preferita, sembra che dovrebbe essere quella che da Toul per S. M.ihiel va nella media Lorena, e nel Palatiuato bavarese. Al di là di questa regione l' Ocleowald obbliga l'esercito l'rancese a scegl iere tra le due liuee d'invasione che gli si parano innanzi, o pcl Ncckar verso la German ia meridionale, o pel Meno verso la Germania media e la settentrionale. Però l'esercito per arri\•are a questo bivio avrà superato serie difficoltà, lasc.i,Ha addietro una parte della sna forza per mascherare le fortezze di Magonza, di Metz e cl i Strasburgo, e varcato un fì urne co nsiderevole, come è il Reno. Tutte operazioni troppo serie per credere probabi le la buona ri uscita della invasione. Tra le linee che possono prendere i Tecle;chi per una offensiva.
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contro la Francia, anzi contr,i Parigi la più favorevoli'! è quella, che appoggiandosi a Metz ed a Strasburgo passa rer la media Lorena . Ma le operaziou i devono cominciure co ll'assedio di uno o due dei fofli di :;ba rramento, i quali formonn la barriera della Francia. Nelle più favorevol i circostanze la cad uta di uno di questi forti può esigere due o tre giorni di tempo; a ciò devono tendere tuui gli sforzi per ma ndare a vuoto le speranze illusorie, che i Francesi si sono formati sulla loro cinta di forti . L'attacco deve pronunciorsi in vori punti con temporaneamente, per losciare indeciso l'avversario sulla vera direzione delle forze, e toglier°1 ch'errli 0 i così un altro dei yautaooi 01:l O spera cli ritrarre dal le fortificazioni dei snoi confini. Ol trepassato la · cinta dei forti di confine le operazioni dipenderanno dai risu ltati cli uno scontro decisivo. I France,;i sperano di sfuggire a questa azione ritirandosi .verso il mezzogiorno, e collocandosi nella contrnda della Cote cl'Or od in quella elci Morvan, per rifare gli armamenti , e per impedire agli avversari di avanzarsi sopra Parigi, minacciandone il fian co . Ma è una im prudenza il basare un piano ùi guerra sui ri sultati di una prima granùo battnglia . Escurrioni militat-i sui campi di D1'esda. - Ricordi del 1843. I d·uc combattimenti 1na1~ittirwi della giierm americana. - 11lerimac e Jlfon:itor. -·- l(ea1·sage ed Alabama, di W. voN BECHTOLD. Il 1·iQ-rdinanumto dell'esercito Olandese in 1·elaziQ-1ie al s1w sistema d:i difesa . Schizzo dall'epoca del 1870-71 al pnsente, elci capitnno· F. IlèiN JG. - In questo primo articolo il brillante scriLLore descrivo l'avversione esisLente in Olanda allo sviluppo delle for.zo militari, e le lotte subite dai successivi ministri della guerra, che si sono rinnovellati con uua frequenza ~:traordinaria, per meuere l'esercito in armonia coi bisogni del pa·ese. Nuo·~i t"im ed:i ad itn 'l'!ecchio difetto in Frcinc'ia. - Gli effettivi delle com pagnie sono straordinariamente piccoli, e resi minori dal grave inconvenicnr.c degli uomini distra tti nei servizi di scritturale, cl~ pian tone, di orcli~a~1zc e via cli seguito. A questo riguardo le prov,,1denzc prese dal nwi,stro della guerra ebbero scarsi risultati. Per aum~ntare questi ~ffet_tivi si proposero vari rimedi organici i quali consistono nel lo sc10gl101cnto di alcuni reparti per fon derli nel resto. V1.1riano i riparti nei qua li si Yuol far cadere la soppressione. Chi diminuirebbe il numero dei rcggimen.ti, chi sopprimerebbe i battaglioni cacciatori, ovvero scioglierebbe le 17e· e 1ge comparruie dettecli deposito, od anche i quarti battaglioni. Questi rimedi sc~nvolrrono tolalmente le basi del l'ordinamen to, sono in opposizione alla legg; sui 1
201 ' ({Uadri, urtano molti interessi, ed in generalo non giungono allo scopo desiderato; perciò incontrano Lulli Yive opp0sizioni e fnnno si che la questione si prolungh i, per qnanto nrga una so luzione. Sem bra che· per ora la Francia si debba contentare cli ri med i palli:itivi; scioglierà forse le compagnie dopo$ito, aumen terà il contingente del la fanteria a carie.o delle altre armi, sorveglierà l'impiego degl i uomini nei reg- . gimen1i, finché non si risol verà a mutare l'ordinamento del "875. Si.Ile a.nw~ a ri,pet'izfone. - Il sistema a ripetizione ha due tipi · ~ralleri$tici: l'uno trasporta automaticamente lo cartucce dal rnagazzrno alla camera, e si può aclattarr. col sistema di chiusura .:i cilindro; l'altro invece consi:;te io un magazzin o cli munizioni pos·to in luogo . assai pro~si mo alla camera donde il soldato può faci lmente prendere le canucce e caricare il fucile . A quest'ultimo tipo appartiene il sistema Krnka. Occorsero 6 secondi per app lirare il magazzino al fu ci le, e .3 '/ , per gellarlo, quando era vuoto. Un tiratore ebbe bisogno da 45 second i a 1 mi11u10 o 28 secondi per sparare dicci cartucce. La massima celeri tf1 si ragiinnsc con .J2 co lpi al min uto· caricn11clo nel modo abi tnale, e H. adoperando il m~gazzino Krnka, ma i risultati non furono proporzional i. A ,i-00 n1elri si ebbero 213 colpi utili sparando 827 cartucce coll 'apparato Krnkn 1 e ·187 sparando 686 cnrtucce nel modo abituale, ossia il 26 per ,100 in un caso cd il 2.7 nel secondo . A 200 metri sparando colla linea cli mira di 300 metri e coll'apparato Krnka 1100 uorni11i in un minuto colpirono 29,J e 327 vol te adoperando 787 e 1000 ca rtucce, ossia ebbero il 37, ed il 32 per ,100; spa rando in vece nel modo abituale colpirono 288 e 315 vol te consu- · mando G88 o ,803 cartucce, il che corrisponde al risultato di 4·1 o 39 per cento. No/Jiz,ie sulle arnii cla. fuoco . - Capitano H1::N'rsca . E PERIO DICI
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ANNO XXVJ, ' 'OL. lll.
BU LL ETTINO BIB LTOGHAFI CO
BOLLETT I NO B I BLIOGRAF I CO
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~i cose n:1ilitari, e dopul-0to Le Faw·e si pubblica quesl'.opera, ideata eviden temente pe r sostituire in Francia il nolo lavoro annuo.le del colonnello Lo bell, g li J a hresberjc hle . In essa si rende conto dell e m odilìcazioni ed innovnzioni introdotte nell'esercito francese e nei principali eserciti esteri. · Eo:110NDE POYER.
,f 111uu,;,-u spécit,l de l 'a1•111e tle 1,,. ctrualn·ie /1'""!Yri.<u•. Paris, 1881, en vcutc, ruc Mo ntmiwtre
· F oUINEAU, commandant. Ta<'lique tl' i11/a11le rie ei ll icle-mémoil•,: ,le c,u117u,!1ue. Un vol. in-8° de 109 pages. - Paris , 188'1 , Ba udo in e t Co mp . - Jt un mn,iuale tnscobi le dn campag na, per l'ufficiale di fo.nleria, il qualo comprende: l'ordiname nto generale cli un corpo d'armata sul piede cli guerra, - le principnli formnzio ni n eig he c lriuse, - le fo1•ma71ioni no rmali di combattimento, - la fante ria in stazione, - la fanteria in mo.rcia, - generalità sul comballin:1ento moderno. ·. HENRI P uomET, licule nant de vnisseau. -
llp1urreil tlil•ectetu•
1u11•111 e llflut tle g <n, ve,• 11 e1• ,te t e,•re le.~ to,•11illes flll· t,>1uof>ile.~, - ll1111lic ation à ,,,, H 1it,du,,ut. -
,,..,,,;ue
Un voi. in-12° dc 80 pagcs e t 4 pl. - Pnris, 188L. Publi calion de 1a· Réunion dcs ofnciers. Baucloin et comp. - L'autore s tud ia l'impiego di to rpedini lanciate da batterie. da costa e pt'oponc un siste ma cli di rezione, col quale a s uo avviso, s i a,•rebl>e In sicurezza di dirigerle dn terra sino all'incontro delle navi n emiche che iwessero forza to l'ingr esso cli un porto difeso da to rpedin i fisse . llist<1i1•e ,te l'ex-co,·1,s ,t'état majo,·, par un ancien officier s upérie ue du corps, 1 voi. in-8°. - Paris, t88L r ue dc Grenelle Sainl-Marlin. - Prezzo L. 7.
L. CIIAMBEYRON, capi taine de fregate. ff/o lious ,l.·' l1y,l1•og,·t1pl,ie. - Exposè des m é thocles pratiques de levé et de couslruction employées en Kouvelle-Caledonie l voL in-8°. - Paris, 1881, Bcrger-Levr a ult. - Prezzo L. 5.
da ns le!':> burea ux d u .\ 1onitear· de l'armée. - Prezzo L. 5. _ Contie ne oltre la lista d'anzian ità degli ufficiali cli cavalleria tutte le leggi o dispo~izioni ministeriali e molte altre notizi~ ri;suarda nli l'arma cl.i cavalleria e il ser vizio di ri monta. ..Ea-,,,·c•i<'e.'I ,1•,,,,,,fi<•tllio 11 ,lu 11,•,·tJit:e e u '-'" •"l'"!l"e '1t1ns
'"·~ ,,,,.,;,,,nu1 tle 'l'oulm,, pa1· un officior s up61·icur avec 14 ca rtes e t 3. tublcHux. - To ulon, 188 1, libl'aiee Rumébre. _ - Prrzzo L. 3. - Studio cli tattica applicato ai dintorni cli :r olo'.rn, _nel quale _ l'auto r e espone un proprio s istemn, per 1s Lru 1r e I sol:lat: d1 fantrr ia, co n rispnr·rn io di tempo, nelle varie operaz1on1 del servizio di campagna. Originale è la proposta, che ancclie rebbc invero g randi vantaggi, che la Jci!.,.e s ulle req uisizio ni dia fncol,tù di cscguir·c le csc1·ci tazioni lìc:1e su tutti i tcri·e ni prossimi a lla guarn igione.
t;t-
vV11)0EnN . H nup tmann. ll1uull11wli fih• 'l',.,,1,. 1u•11 f'iilu• 1111t1 11ml a:,. fel,ltwbf,u.•mu!J· (Manuale pe r la
'CAHOJNAL VON
condotta delle truppe e prr la compilazione degli o rclini). Prezzo l,. 7. - Ve nne tes tò pubblicala lo 4 parte d1 questo pregevole lavoro del professore nlln scuola cli guerra di Metz, capitano \.Vidde rn, la quale é degna co mpagno delle tl'c parti, concerne nti l'esercito di J• linea. In essa é pr es0 in particofr1r egginto csmnc il sel'viz.io di Loppa: nei primi Cflpiloli è minutamente trattato dell'ordinamento e delle condizioni s trntegiclre del servi zio di Lappa; nei seguenti vi si tr·ova una specie ·c1i is teuzio11c per l'esecuzio ne dei s ingoli ra mi di cotesto servizio da parte delle truppe.
•G~ra, 1881,. R eiscwi~z. -
Poli.1i,'lrl&1! (,'o,·1·t>N/1tHul1•11z-ll,,if,,t,-ic/1s tles Gt•os.,;eu (Cor-
. L'ANNÉE :IIILI'l' AIRE . fft>tJUe cte11 /llits 1•elati/s (HfX a,-n,ée ,,.,u,CtliSe et. éh•trnt1 i!1•es , pub liée sous ln clircclio n dc M. AMEoi;: F: FAURE, député dc la Creuse. Quat1·iémc nnnée, 1880, t voi. in- 12". 440 pag. - Paris, 1881, Be1·ger Levrault. - Pre zzo L. 5. È il quarto anno c he s ollo lo. direzione d~l distinto scrilloi·c
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r1spondenzA politica di F ederico il Grande 5• volume). - Berlino, '1880, D eckcr. - Prezzo L. ·1,:W. - Sullo scor cio dell'anno scorso v idde la luce il 5• volume di quest'opera irnporta nte, che per l'avvenir e non po h'à a m eno cli esser e consultata da lutti coloro i quali vorranno occuparsi della storia del I
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BOLLET T l~O 131BI:.IOGRA'FICO
r égno del grande Re., I1 presente volume comprende ìM !et-· tere scritte da F ederico n• n egli ann i 1 ì46 o 1747, oltre la: metà delle quali dirette al ministro di s tato conte E nr\co v · P oclcwils. cd ai r appr esentan ti della Prus sia presso le corti estere cli Vienna, Londra, Parig i e m ,esda . U. vo N BoNIN, Gener ai' majòr Z'. Disp. l> i e L f" ltr<i ·u ou 'Ftit,; t11uf1 • 1Jk•·i e g f ii ,• 0/fi e i e,•e olfe , · H 111ge u . (Gli insegnamenti della guerra da for.tezza per gl i ufficiali cli tutte le armi) - Berlino, 1881, Mitlle r e figlio. - Pt>ezzo, L. 5; - F ra le molto p ubb li-· cazioni comparse in questi ultimi tempi intorno alln g uerra da fo1·tezza, questa del generale Bonin viene ad occnpm·e un posLo · principale. L.' autore basandosi in pnrticolnr mo LI O su gli esempi dello ultimo campagne esam_ina colla massima chiarezza tutte le questioni rig uardanti l'attacco e la difesa delle for-tezze, scendendo ai. più minuti particolGri delle s ingole operazioni. L'oper a consta cli un'in troduzione e cli cinque capitoli, i quali rispettivamen te tra Llano-: · il '1° delle fortezze ne' loro rapporti collo gro.ncle guerra: il 2• dell'obbiettivo cli comb_a ttimento; il 3° dello for·zo combaLtenli , dei m ezzi di comba.Ltimenlo, e del loro impiego; il li 0 del primo entra re cli una. for tezza nell'az_ione; il 5• finalmente dell'a ltacco_ formale di una fortezza· e della difesa contro la stessa. k . k. Hauptmann von Generalstabs-Corps, Die S f(111ts1.vclu•. IJ1i s,'i e 1u1cl• u ftic l, f" llut f"1·.<1uc l n u 19 eu tle r ,>f/ 'eut lic l•ett !l'elu•- ll nf1e le11e 11·l•eile11 . (Lo s tato mi-
G USTA V RATZENllOFER,
litare. Ricerche scienWìche intorno agli interessi pubblici militari). S tuttgar t, 1.881, Gotta. - ;Prezzo L. 4. - Il capitano dello s tato mAggior e austriaco Ro.tzenhorer · si 6 ·sobb;wcato a ben difficile compito, a quello eioé di esaminare i rapporti fra gli in teressi m ililm'i dello s lalo, e quel li delle· fam iglie, ciel popolo, e del governo s tesso, r1g~1ar<lanli g ii alLri r am i della sua azione. Il Direttore 0 1"tESTE BARATIERI
Maygio,·e nel BersagJtcrt:
Il geren,{e -
C.h.RL O DE MARCH I,
COMPAGNIE ALPINE E
BATTER IE DA M O NTAGNA
I. L'alpino allo scoppiar della guerra è chiamato ad accorrere alla frontiera e a copri rla dai primi atti dell'invasione contrapponendovi . un'azione sp iccatamente offensiva: Batlere, disturbare con ogni specie d'inganni le colonne nemiche e ritardarne la marcia mediante rapidi movimenti sul fi·oJllC, sui fianchi , alle spalle .... fa r insomma da cavalleria di montagna e, come questa in pianura, disimpegnare dapprincip io, in montagna, it vero servizio d'avanscoperta spinta il pi ù che è possibi le a fonclo. Tale· criterio ci viene suggerito dall'essenziale caratteristica propria clell'avanscoperta, di gu~dagnt~re il maggiore spazio tra la linea di schieramento che essa è destinata a coprire e la linea dell'avanscoperta avversaria., colla quale dovrà. misurarsi; in questo caso spazio è distanza ed è fattore di tempo, tempo utile e necessario, e che non è mai troppo per un esercite. nel cui seno ferve l'opera di mobilitazione·, dello accorrere alla fron tiera, del portarsi ai punti prestabiliti di schieramento strategico per po i prendere partito. È così che allo schieramento strategico dell'esercito intero pare debba rispondere una specie di offensiva strategica alpina, affidata per conseguenza ai guardiani delle Alpi. 4 NNO XXVI, VOI,. ~II.
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E BATT[rnm DA MONTA GNA
COMP AGNlt ALP I NE
Questi dovrann o sapel'e molti pl icarsi, divi dersi per sorvegliare, unirsi per combaLtere; lancia Lisi avanLi audaci nella mossa e prudenti nella posta, raramenLe attenderanno l'attacco dell'avversario, ma saprr,nno, prevenen dolo, mandarlo a vuoto; scomparsi da un punto appariranno inopinatamente in un altro a tendere insidia e nuovamente si spingeranno alt.ro,'e, o per lanciarsi a fondo, o sostenervisi ingannando e po: riLil'al'si a guisa del Pano che getta il dardo fuggendo. Ma non basta; un già cosi gr:"t°ve e logorante servizi o, proprio in ciasCLtna linea di operazione, in ciascuna vallata e che tende a guadagnar tem.po e distanza dall e basi d'operazione, sarebbe monco ed insufficiente se mancasse della vol uta espansione e non fosse congiunto a.ll 'alt.ro più grave del collegamento tea vallù valle, onde le operazioni procedano cospiranti i I meno imperfellamente che è possibile in base all'un ico concetto direttivo il quale abbraccerà la condotta delle operaz ioni in parecchie dell e vallate in buoni e necessari rapporti fra di loro . Yalgano ad esempio le tre mili Vermenagna, 8turn e Gesso, le tJuali hanno comune ·10 sbocco e che, affiancale dalle minori della Ma ira e della Vraita, formano un solo sistema, e nelle quali in conseguenza le operazioni bisogna procedano di accordo. . Ma come stabilire quest'accordo, quest'appoggio reciproco tra valle e vi:i.lle se i coul.rafforti che le di vidono sono aspri , dirupati e, specie nelle testale, quasi priv i di strade? Tale còmpito, tale senizio difficilissimo, e soltan,to possibile i1i. li1niti assai 1·istl'etti, sarà naturalmente a/'fìdal.o alle compagn ie alp ine, le quali procedendo per balz i e dirupi atLraverso dei contralforti devono trovars i in misura di operare tanto in una quanto nell'alLra dell e due vall i attigue e coll'aiuto cli segnal i da convenirsi, d'informare i difensori di una vallata di quanto succede nell'altra. E non è tlitlo; all'aprirsi di una campagna gli alpini sono i primi sotto mano e già in assetto di guerra; è quindi molto. probàb il e che essi vengano eh iamati a far saltare le mine, già anteri ormeute preparate dal gen io mili tare lungo la frontiera. E questo, mi pare, lo scopo a, cui mira e l'unico modo di uti lizzare l'istruzione speciale da minatore che annualmente si pratica nello compngnie, giacch è ogni altra improvvisazion e di lavoro in
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questo ramo speciale d' istruzione e di opere in quello generale da zappatore, che esca cla cel'Li limiti dell a gravina e della zappa, da ce[etluarsi precisamente sul luogo dell'azione all'atto della dichiarazione di guerra, non la ritenga effettuabile. Sarà già sufficiente in fallo di distruzione e di opere da zappa,tore impron isate li per lì sul luogo dell'azione, che l'alpino sappia rovinare o sbarrare freLLolosamente un dato passo resosi in quel momento cli particolare interesse, che egli sappia scavarsi una .ttana ed alzttre tin riparo in quellti località ove dovrà fermarsi e forse combattere; il domàndargli di più è illusione pericolosa. Or dunqne delinea to così il còmp ito dell'alpino in c1uesco primo -atto di guerra alpina ..... quale ha chi esserne il caraùere?Carnuere determinante di tale impiego è una spiccata mobili!à, :,celerità e spigliatezza assistite da resistenza a tnlta prova. E qual'è la naLurn, il carallero tecnico e fallico dell'artiglieria ,in generale e di c1uella di montagna in pruticolare? La poca mobil ifa e la regola tallica di studiare bene in prece.denia. ove mettere batteria, [a llo scopo di muoverla e spostarla poi il meno che è possibile d11rante lo fasi del combaLl.imento. Ma se la mobilità e maneggevolezza della ,lessa artiglieria da ·•campo, sebbene_vadano sempre aumentando, sono comparatiramente lim itate in presenza al servizio di avanscoperta in pianura, ,checosadire dell' artigli eria da montagna la cui mob ilità e ma neggevolezza non possono poi assolularnente nè prestarsi nè reggere al sopradescritto serv izio alpino cli avanscoperta? Ma nell' intercsse del quesilo a risoIversi, essendo necessario mettere in vista i particolari della lamentata ma. inevilabile deficienza, ,deri vante cla nien l'altro che dall nsua intima natura·- ciò sia<letl.o per lranquillare fiu dal suo nascere qual,;iasi susceuivilà - o dovendo non trascu,·are di segnalare gl'ind isculib ili pregi attinen ti al grado di locomoz ione e attività lccnico-inLerna ella le son propri , · desunti da replicata esperienza in duçstagioni che mi fu dato l'onore di a,1ore so Lto·i miei ordini un:1 batteria duranLc il pel'iodo delle esercitazioni LaLLiche del baLLaglione, diremo che: a) L'attitudine e resistenza dei muli dim ostrate a perconere il Lel'reno mont110so e a superare passi difficili furono mnssime e tale :veramente da poter classificare mulattieri quasi tutti i senti eri che
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COMPAGNIE ALPINE
in vario senso corrono la montagna; e se a quest'attitudine. si ao-giunge l'aiuto che nei passi maggior.mente critici può dare,· e la;gamente ha dato, il Lrnsporto a braccia del pezzo ed il lavoro deo-lt strumenLi da zappatore li per lì, nortè esagerazione il dire che :n capìtano d'artiglieria ardito e intelligente. porta la sua balleria ovunque. b) Ma la que.,tione sta, nel tempo, calcolalo in funzione de1 passo del fante e_di quello dell'alpino, che impìega il mulo a percorrere una data distanza, tempo gìà eccessivo nel primo rapporto e che cresce a dismisura nel secondo. E bisogna .tenere.pur conto del coefficiente rappresentato dalle piccole, quaiido si mantengono ta.l.i, ma frequenti avarie inevitabili nel carico del mulo durante la marcia. Gli è pur vero che col ripetuto esercizio queste seconde devono in gran part~ diminuire e che si deve pur correggere cli molt°' la naturale lentezza locomotiva di percorso; ciò bisogna ammetterlo, ma non però esagerarne la portata a rìsch io cli alterare la natura delle cose, e turbare l'econofrtìfl, animale delle forze; e, d'altroncl'e, fra gl'inconvenienti verificatisi e ognora verificabili non è questo il maggiore. e) II maggiore sta nella manovra, cioè allora che la batteria, gi~ in posizione in un ·punto, è costretta a. caricare i muli e lasciarla, sìa per andare a prenderp.e · altra più indietro, sia per ritirarsi; è un momento veramente critico e che può costare la perdita · dell'intera batteria, se non la si fì,l in tempo . · Guai a quella batteria che si sarà lasciata sorprendere a far tale opera~ione sollo il fuoco dell'avversario o semplic,~mente del cacciatore-alpino il quale sia riuscito a guadagnare inosservato un ap postàinento su di uno dei foH1ch i della 1nsizione. Egli, di là, colla calma che deriva da una certa qual sicurezza, procaciatasi con quella specie di nido, aggiusterà un tiro ugualmente calmo e sicuro, e, in breve tempo, quella batteria non avrà più modo di saivezza,. · percbè avrà perduto la maggior parte dei muli e dei serventi. Pochi cacciatori anni dati iri un buon. appostamento, sono iI peo-o-iore on nemico dell'artiglieria e, se non furono prevenuti nell'appostamento mede;;imo o in altro che lo controbatta, non si arriva più in tempo di andare a discacciameli, quand'anche vi fosse modo di farlo, perchè quel prezioso· tempo dell'andata., .. , naturalmente in
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salila, basterà coloro che son già postati a. raggiungere lo seopo. Dopo quanto si è premesso sulla mass ima mobilità delle compagnie alpine durante il primo atto, cioè al primo rompersi delle ostilità, è inutile aggiungere che i lamentati i11èonveniènti dell'artiglieria l'allontanano completamente dal primo teatro d'azione e che l'ullimo e più grave, riconosciuto taleperchèwl'ta coll'instabili:tà de,qt-i alpi·ni in posi.zione i·n qiMi momenti, viene a mettere in vista l'atto più pericoloso dell'artiglieria nel suo imp iego associata con la fanteria, od anche cogli alpini, quando, come diremo, impiegati in grossa colonna, dovessero, in grossa parte, rinunciare alla loro specialità. . Tenteremo dì mostrare in seguito come all'artiglieria da montagna convenga comportat·si nel sceglitre le sue posizioni, aggiungiamo · pertanto le seguenti considerazioni contro all;i discussa combinazione. Quando anche l)er altri motivi, nulla ostando le rao-ioni Jocriè> .., stiche e taniche già e::.presse, alpini ad arLigl ieria.fossero utilmente combinabili assieme, cap iterebbe all'artiglieria il più sovente che, giuntai mprovvisa s~ipiù alti contrafforti zenza averne conoscienza, circondata da una serie di cim~, non potrebbe e non saprebbe come metters i ìn batteria; non di rado cqrrereb be ri scb io di trovarsi i1·bersaglio sotto angoli di tiro tanto fortì da non poter far fuoco o farlo senza utilità, perchè troppo ficcante, talvolta non avrebbe campo di tiro per la s,ia portata e allor<} il fuoco di fuci leria è preferibile, Lai altra il campo cli tiro sarellbe troppo esteso, e il tiro non pr0ducendo elfett.i, dovrebbe l'artiglieria portarsi avanti incerta .della nuova posizione.
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Dopo che le compagnie alpine nella loro prima e più importante missione di avanscoperta avranno soddisfatto al loro mandato, avuto pure riguardo alla fo'.·za che rappresentano nell'econom ia generale dellct ~ifesa, dopo che avranno e,sauri to tutti gli sforzi di cui sono capaci per tratLenere e r itardare l'invas ione, e che avranno largamente cooperato a guaclagnarè, a dar tempo all'eserciLo nazionale •
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COMPAGNIE ALPJNE
di raggiungere i punti cli schieramento prest~biliti clopo Lut.to alcunr valichi sono superati dall'invaso1:e il quale entra nella re,rione de trii sfor~i di una ~rima.~zione campale. I vi avt'à. in faccia edov~itsupern~·eun sistema di fronti non molto regolari, anzi Len poco simmett'ich e, assai svariale nella fo rma e nell'occupazione, ma tutte che, in armon_ia in se_stesse c~gli accidenti del terreno e tra di loro nei rappc1rl.1 esterni, obbediranno alla legge natural e ecoslan tedi una pet'sonaliLà propria distinta, ma emanata e dipendente da quell'unica che tnl.le le comprende in una solh cl1e è l'uni La. di concetto e di di-· rezione. Qui, sopra ·una sch iena montuosa alquanto larga sta una baLt~ria, p1:~teL_La non molto discosto da gruppi di fanteria e spalleggiata alt rnd1 etro da una co lonna, la quale avanza e distende a destra e sinistra i suoi cacciatori e traLLiene sostegni e r iserva; std davanti della balleria alcuni appostamenti correggono i difetti dell'angolo IllOt'to della _posizione. A destra, più in alto, i! fianco destro della posizione, cioè il dilungantesi contrafforte è pure fortemente· occupato da. artiglieria e da fanteria, la quale sorveglia e batte il suo fron te e fiancheggia parte del fronte della posizione e cerca il collegamento a destra col fianco sinistro lontano o vici no di altra occupazione che essa ha sulla destra. A sinistra, più in allo ancora, u~a squadriglia di alpini bast.a a guarantire il fianco sinistro perchè dt natum aspro e scosceso. Ma una squadra cli qu0$tn truppa, vistò che più avanti, sul fronte o sui fianchi di quèslo seltore difensivo, esiste una località. di difficile accesso la quale rompe la marcia offens.iva dell'allaccan te e dalla quale ù possibile contrnffenderne un fianco o tulti e due, non tarda ad occuparla, e di là completa ed aggiunge così forza attiva all'insieme della posizione. Di tali settori alquanto dis$imil i per la forma che presenteranno nel loro complesso col risaltare i11 essi o i due fianchi o un so io a guisa di bastione, piuttostochè la, parte central e a guisa cli cortina , o viceversa - questi raramente - ma non molto dissimil i nelle par ti che li compongono, di tali settori, dico, ne avremo parecchi · lunghesso la fronte strategica d'operazione. . Alcuni si appoggeranno ad un ·gran capo saldo da cui si dipartirà la linea di displuvio principa.l~, quale grande separazion e tra una valle e l'altra: ivi si avrà un nodo controJTensivo di manovra
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assai considerevole o determinante, ove conseguentemente bisognerà concentrare forza maggio1:e. Non sempre questo nodo, questo punto culminante della linea strategi ca. sarò., sullti sua sommi là, di natura facile e facilmente accessibile, e, qualche volta, lo sarà appena alla truppa alpina; vuo l dire che la sunconfigurazi9ne 1.opografico- locale non collimerà coll'importanza clel_posto che gli viene dalla sua postazione nello scnccbiere strategico, e, iu 'Lai caso, senza. disconoscerne punto il valore, converrà stabilirvi in osservazio ne un'adeguata fo rza delln. della truppa, e la co lonna cli fanteria tene!'la alquanto più al basso, però il meno possibil e, e JJrecisamente là dove la parete montuosa serve ancora cli sicuro appoggio e la cui salita per raggiungeme la cima, in caso di bisogno, sia la minima. Al.cun altro sarà costitui to dalla testata cl'unn valle, testata aspra, scosce.o:a, trnrupata e quasi tolalmente rocciosa, attraversata per conseguenza da passi cli natura rnramente alpini: e un tale seLLol'e si trova purnondi meno cogli altri sulla. gran linea strategica, difensiva: ecco il c:1so di la~ciarlo completamente io mano della trnppa alpina. · Ci pare cosi di a,,er clato un' idea del come procede, a. parere nostro, quello che si potrebbe denominare il secondo alto delle operazioni difensive e del come vi entrino e vi funzion ino l'artiglieria, la funtel'ia e gli alpini . I~ egli necessario aggiungere che neppuee in questo secondo alto non si è mai trovato modo di mettere e di combinare assieme gli alpini coll'artiglieria eh montagna ? E notisi ancora che nel descrivere le variate fronti settori ali ove stabiliamo gr~tpp i di alpini sugli nl ti, lontani e difficili lianchi e sul cl<\vanti, con mandalo speciale, co l dar loro insomma una certa padronanza d'azione, perchè facciano da cavalleritl di monlagna, potremmo per avventura aver lasciato supporre che cli tale truppa si tenesse una parte fre:;ca alla mano da impiegarsi in questo secondo atlo." Soggiungiamo subilo che sono gli stessi alpini del primo i quali nel ritirarsi, tormentando sempre ai ·fianchi ecl alle·spalle l'avversario, devono sapersi destreggiare in modo da trovare il loro posto in questo primo ordine di combaLLi menlo mi sto, ove le tre armi, così ci si conceda chiamarle, sono impegnale. ()1~esta notata circostanza ,iimqne di 11wvim,ento e cornbatti-
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mmito continiw, co'rttiniiato e siwcessivo allontana ognora più gli atpini dall'artiglieria. Solamente nell'ultimo settore considei:ato di natura assoluLamenLe diversa dagli altri del fronte strategico, la combinazione tattica in discussione sarebbe effettuabile con successo , perocchè coll'averlo ' denominato quasi totalmente roccioso, e ciò essenzialmente allo scopo di accentuarne bene il distacco dagli al tri, non significa che esso sia impraticabile ali 'artiglieria. D'altronde è pure a considerarsi che esso potrebbe avere llll car:Htere montano sempre, ma meno aspro e trarripato, e, nell'economia generale della fronte difensiva, assumere una personalità particolarmente distinta; in allora la discussa combinazione tattica avrebbe ragione cli essere e anzi essere necessaria, però a pauo che esso si trovi in condizioni strategiche del massimo con to rispetto al nostro schieramento ed a quello cJell'avversario. Jal cosa ad esempio si verifica .luminosa· mente nello scacchiere rappresent.alo dalla parternonlana del Pi ave, cioè dalle Alpi Cadorine, sulla frontiera orientale - si affaccia pure, in condizioni però assai diverse e di minor conto, nella lunga e tlisastrosa linea di val d'Aosta - e in altra ancora, d'infimo grado, nella testata aspra, trarupata e rocciosa, ma pur access ibile all'artiglieria, della va llata del Gesso sull'altra frontiera occidentale. Ma in tal caso della truppa. alpina bisognerebbe formare una grossa colonna della quale, sebbene Lulta composta di truppa scelta e nel suo insieme aveni.e missione speciale, una parte sola disimpe· gnerebbe il servizio cl'.avanscoperta, di fiancheggiamento , di cavalleria alpina. , Si è detto più sopra. che entrata l'azione di guena nella regione dei primi sforzi, non $i han no truppealpinefresche alla mano per affiancare le colonne, ma che quelle in azione sono le stesse del primo atto dell'avanscoperta. Net' confermare tale asserzione - la quale potrebbe pa_tire eccezione, e sarebbe male che la patisse, pei balta- ti glioni alpini della frontiera non minacciata chiamati alla minacciata i quali vuol dire uon sarebbero' giunti in tempo per portarsi avanti cade qui in acconcio di notare che un certo numero di alpini freschi vi sa,;ebbe, e sarebbe rappresentato dagli alpini-guida alle colonne di fanteria e artiglieri a. · Si è messo così in vista un allro servizio sp~-ciale di spettanza
delle truppe alpine. È necessario che.le guide vengano scelte e stabilite nelle compagnie e trattenute in precedenza alla partenza delle medesime, per modo che fra tutte rispondano al terreno ove la guida è veramente necessaria e rispondano adeguatamente alle non poche domande che sorgeranno in quei momenti. Bisogna però mantenerne il numero nello stretto limite del puro necessario, onde non diminuire la forza delle compagnie e non levarne certi elementi che loto sono indispensabili.
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Riconosciutas i; nel!' ora descritto secondo a:tto d'invasione, l'associabilità dell'artiglieria da montagna colle colonne di fanteria, non è ora fuori di luogo , a conferma maggiore dP.l nostro asserto cioè la sua innassociabili Là cogli ·alpini, il domandarsi quale sarà il suo posto nel fronte di combattimento. Discorrendo in modo astratto_e in tesi genera] e del posto che dovrà prendere l'artiglieria. da montagna nell'ordine di combattimento, non crediamo sia age,,ole· dare delle regole fisse ...... e, da canto nostro, reputiamo prudenza li1nitarsi a mettere sott'occhio alcuni criteri di. massima suggeri ti ci da ccn1siderazioni e riflèssioni fatte praticamente in montagna presente la stessa artiglieria. Com' è peti'l'artigl ieria da camp(l.gna, il pensiero che deve dP-terminare la. presa di posizione per quella dù montagna è il campo di tiro - che il tiro 11011 sia ficcante - il concentramènlo dei pezzi o quanto meno del fuoco - e la necessaria stabilità locale in balleria una volta collocata. Non è difficile in montagna soddisfare alb -14 condizione. non è facile )"isponclere bene a.Ila 2a e alla 3· ed è, già lo dimostrammo dapprincipio, questione capitale la 4°. Quattro possono essere i tipi cli terreno ossia di ·posizione militare ove, in forza delle ragioni tat.tiche di un dato settore difensivo, l'àrtiglieria. dovrà cerca.re il suo posto in batteria sul fronte di combattimento: una sommità a cresta di and.amento uniformemente lineare di considerevo le estensione, èioè corrispondente all'opera più semplice conosciuta in fortificazione cbe è la. linea, una sommità sporgente a guisa di dente, una, sommità rientrante a guisa ditanaglia e i tre tipi combinati assieme formanti una specie di fronte bastionalo. Tutti e quaLl:ro possono essere o non essere terminati ai fianchi da rilevanti prominenze e avere cosi , ciascuno, uno o tutti
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e due i fianchi più ò meno ben appoggiati, secondo la natura della prominenza e la specie del dominio, o averl i uno o tutli due, come si suol dire, in aria. Questa distinzione di esistenza dei fianchi, per sè. stessa della massima importanza., a rigore di termini duplica i quattro tipi e li porta a o.uo, 1M siccome in pratica tutti qg,esti casi difficilmente si presentano , ed anzi è uno ~olo, come vedremo fra poco, il cas?·più frequente, e discorrendo di esso .si risponde ai quesiti che si pos-• sono fare relativmnente agli altri, cosi per .semplificare la cosa e schiv;tre ogni apparecchio sco.Iastico ci siamo limiLati a chiamarli . quaLLt'o. Sbriga'ndo ora con poche paro!~ quelli çhe raramente s'incontra.no, ci fermeremo alquanto sopra di un solo . . . La mancanza di fianchi naturali nei quattro ti1)i di posizione ennrrterati suggerisce la stretla osservanza della regola di aumentare, proporzionatamente alla loro importanza e debolezza, il numero deali uomini destinati a guardarli, i·afTorzancloli il più che è possibil~ con lavori di zappa. Quindi trat.tisi della semplice linea, del dente, della tanaglia 0 della combinazione di tutti e tre, l'artiglieria si posterà piuttos~o a destra che a sinistra, avanli, indietro o separata , secondo che potrà meglio soddisfare aIl e regole inal t~rabili da principio stabilite - campo , radenza e concentram~nto di tiro, sta· bilità cii posizione - ed ai criteri di mass ima che ci faremo ora a.cl . esporre pel caso più frequente e che, trattandosi di semplici criteri,. gli aìtri pure comprende. · . Il tipo di posizione più comune in montagntt è un avvallamento più o meno largo e lungo , più o meno profondo e più o men~ incl inato, formato da due contrafforti, 'i quali vanno a far capo ad un terzo, sia questo rappresentato dalla 1\nea principale ·c1i displuvio o da allra di ordine inferio1:e. Si sa che questo terzo, con_altro contrafforte suo pari, forma, a sua volta, un altro avvallamento ....... . e così. ..... via via ...... i1ì questa marea di rigonfiamenti e di ab._ ba.ssamenli si ha la regione mon tuosa ed il tipo più comune che ladi_. stingue. Alla sommi'.à dell'avvallamento il cuntrrtfforLe che al la.cci;. i due longitudinali pres'enta generalmente una grande, mediana o piccola depressione attraversata da uno o più. passi ed offre così in qualche modo l'aspetto della cortina del nostro front.e bastionato; i due con-
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trafiorti che si protendono in senso longitudinale, rappresentano i · due bastioni. Là cortina sarà più o meno estesa, presentel'à mag:- · aiore o minore profondità ed avrà davanti il proprio versante a ~endenza più o meno sentita. Diversi pure saranno i carati.eri dei due bastioni in fotto di dominio uno rispetto all'altro e l!ispelto alla cortina, in fallodi larghezza alla sommità e eh estensione e in fatto cli ripidezz:t di verfianti ; diversa polri1 esserne la natura, cioè uno colt.ivato e l'altro tenuto•semplicemente a pascolo, uno aspro, scosceso, trarupato e collelliforrne in cresta e l'altro no, o meno, oppur:e uno stesso contrafforte o tuLLi e due parteciperanno delle varie nature e saranno per conseguenza a seconda di tali nature e di ver. sità di pendenza attraversati aila sommità, corsi )ungo i versanti e al fondo qell'avvallamento da. com unicaz ione di mnggiore o minor conto. · Ora, in presenza di t,tnta varietà e disparità cli forme e di altri accidenti topografici, tnLti verificabili, dove stabilire l'artiglieria? Alla cortina o sopra uno dei bastioni o sopra tutti e due? Sui fianchi immediatamente soprastanti allp.. cortina, quando esistano e non sieno le sommità. stesse dei bastioni, o lungo i conlra(forti· portandola in avanti? L'art i,,] ieri a J)otrà trovar posto alla corti1fa o ai fianchi immediati • cl quando i veri fianchi superiori -e dominanti, ove si annodano i contrafforti, nel loro andamen to siano e si mantengano tuCti e due s'ti·etti in crestR e non o1Irano mezzi di .spiegamento e di manovra alle colonne di truppa. In tal caso un adeguato riparto di fanteria, o di alpini se il terreno lo richieclesse, è sufficiente per l'occupazione dei contrafforti; l'artiglieria postata alla. cortina o ai fianchi inferiori non mancherà, vuol dire, del suo campo di tiro, potrà ivi esercitare. e sviluppa.re efficacemente l'azione sua del fuoco lungo le facce dei due versanti interni dei contrafforti, ove l'attaccante sarà cdstretto presentarsi ed impegnarsi in maggior for;,,a, e contro il ver- · · sante che le starà davanti. Ivi, protetta dalla coloi1na di fanteria, tenuta in riserva, appoggerà. con un fuoco llen diretto il movimento ed il combatti men lo del grosso, spinto in avanti. Pare che una tale posizione, nel sffo insieme, presenti l'aspetto e i caratteri cli posizione di sharramènto . È un caso possibile, ma raramente· potrà verificarsi in una zona .
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Questa ripetizione di linee si· potrebbe mettere sott'occhio ed . esaminare co~ profitto, qualora fosse lecito discendere ad applica- · zioni di uno o più casi pratici, ma qui basta accennarla . Se ci fa- · cessimo a spiegare in astratto l'andamento difensivo di alcuno dei settori d'azione di uua seconda e terza linea, come si è fatto per la . prima, si cadrebbe in ripetizioni inuti li, perocchè .nella loro varietà, i tip i e gli accidenti di. terreno che costituiscono una linea, si r innovano in tulle le altre, e se non si viene all'applicazione di casV pratici, si dico.no sempre le medesime cose. Notisi per di più che · la montagna si rassomiglia ovunque, in ogni regione, e che quando.. si è studiata e si conosce Lene in una, non affermo che si conosca pure in un'altra, ma si ha, per così dire, la bussola per an- · darla a conoscere ed afferrarne i caratteri principali.
···di terreno da manoYra come è quello ove operano colonne di fan.teria ed artiglieria combinate assieme. È ben poco probabile che, se non Lutti due, almeno uno dei due contrafforti non si presti all'azione della fanter ia impiegata in.grosse o quanto meno considerevoli colonne, ed è anzi frequente il caso che, per la sua continui1tà in relazione più diret~a. con altri sett.ori difensivi, questo contrafi'urte sia la chia.v~ della posizione della quale fa ,, parte e costituisca un perno di manovra nell'econom ia generale -..della prima linea di difesa. · È qiiindi/ sopra di esso che l'artiglieria troverài,l migliore ecl il più ampio impiego d-i wi è ca.pace . .Migliore per dominio utile e .campo di tiro spazioso, per la ragione che non sarà semplicemente in allo, essa sola, co me qualche volta si crede basti mandare !'artiglieria in genere munita cli regolare scorta, ma alto, benchè domi. nato, sarà benanche il suo bersaglio e potrà, se lo avvicendarsi delle fasi del combattimento lo richiedesse, portarsi avanti e rispondere .così da parte sua alla manovra conlro[ensiva. Cogli esposti criteri, d'impiego dell'artigli eria nel fronte di com, battimento, abbiano dunque potuto maggiormente assodare la sua associabilità con la fanteria., e, nel corso delle enunciai.e riflessioni, ,nulla è sopraggi un Lo zt turbare la r.ostra coscienza intorno alla fatta ,-escl usione della sua associabilità con le t.rnppe alpine .
III.
Nelle nostre ipotesi si farebbe .cominciare l'atto terzo delle operazioni difensive dal momento in cui l'invasione è alle porle d'entrata nella regione cli sbocco e ·ivi cor1centra tutti gli sforzi che le è possibile mettere in azione per abbatlerle impadronirsene e slabi--· lirvisi per avanzare. Le stesse ragioni che ci hanno guidati a notare la possibili Là di avere più che una linea di resistenza nelle operazioni del secondo atto, ossia regione dei primi sforzi, e la differenza cli detto numero a seconda,cioè ~ell'anclamento che ·ha la Iinea d'invasione e le fronti che deve supenire, valgono ora qui, e in tutta la loro pienezza, a mettere in vista la ben poca o nessuna somi- · glianza. colla quale procederanno le operazioni tra le parecchie vall i e la_ difficoltà di stabili re dove avrà hwgo quel primo impeto di en- · trata nella regione di sbocco. Per alcune si eITetluèrà sulla linea principale di displuvio . ove sono in via ·di costruzione.o in progetto i forti così detti di sbarra- mento; per altre sarà nell'interno della valle, nella parte montana, ove pure esistono' i detti fortilizi; pe1: altre ancora, di minor conto e che di tali opere sono sprovviste, sarà dove il terreno presenta ostacoli difensivi naturali, ma infine il fatto avverrà in proporzioni 1
Riprendiamo ora per un. momento l'alto secondo al p~nto ove si è lasciato e chiudiamo lo. Si combatteva in linea dalle tre armi, l'ar-
tigli eria al centro e sopra di un ala, la fanteria lungo tutta la fronte, · gli alpini su l!' estremo fianco e sul cl,wanti ...... e ciò in coerenza . all'entrata che abbiamo fatto nel secondo atto denominandone il suo teatro la regione dei primi sforzi. Questa regione può dar luogo a più di una line~ strategica difensiva; ciò dipendedall'andamento e natura delle vallate ossia dell~ linee di operazione, daì di versi oggettivi che in esse si trovano -comp re:;i, dalle basi di operazione ...... ecc ...... . e, sovra tutto, dal .,come corre la linea di frontiera la. quale, come è noto, corre in un modo tullo particolare pur troppo sfavorevole da parte nostra, coi1 dei continui cunei e punte che dalla grande barriera naturale di di..spluvio vengono a confìccars i· nel versante del nostro territorio.
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in tempi ed in , locali là. naturalmente varie per le diverse vallate e sai'il seguilo d:t un ultimo supremo sforzo il quale per tutte si verificherà ana logamente allo sbocco. · Maggiori considerazioni al riguardo le tralasciamo perchè fuori del nostro còmpilo , notiamo però invece, ead esso in omaggio, che . le compagnie alpine le quali non hanno trovalo moclo cli associarsi all'artiglieria cla montagna nelle fas i del secondo atto Voli è tanto meno nelle fasi del terzo, nell'i nsieme rappresentato da un gnm movimento di onde invadenti e dighe tl':tttencnti, che , pur vo lendo :o, saranno in grado di Lroval'lo. Diciamo in grado po.ichè se si pensa al loro primo servizio d'avanscoperta, tanto logorante, a quello assai faticoso di azione fiancheggiante, e, sopra tutto, se si pensa alla loro fo rzi.1 numerica , della quale di remo fra poco, considernte in c1uel momento come m·assa organ ica, saranno ridotte a ben poca cosa . Ciò che ancora sapranno e dov'ranno fare, rendendo così e fino agli ultimi momenti segnalati servizi nell'azione generale dell'invasione, è da pungolo continuatamente tormentatore contro le grosse co lonne combattenti, contro quell e ancora indietro e contro il movimento logistico delle grosse artiglierie e delle impedime1lta tuttora incanala.Le nella valle. Questa loro specialità di guerreggiare lungo la linea di operazione, specialità man temita iri esercizio · uguallllente ed anzi con maggiore intensità a nemi co sboccato, è una caratteristica saliente delle truppe alp ine e, appl imta in proporzioni considerevoli con ardimento e slancio uniti a inlelli oenza, è uno dei fa ttori cl i qnella serie di piccole cause a cui qualcb: volta è forza al.tribuire assa i consid~revol i effetti nel campo pratico della guerra. Per le truppe alpine che conoscono a fondo la montagna e sanno trarne partito; e che sono famigl iari nel superare passi difficili la vi a di ritirata c'è sempre . . . •
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IV. Sciolta da parte nostra, in senso nega ti vo la quisli one dell'associabilitit _cle!le compagnie alpine colJe batterie da montagna, per quan(o s1riferisce ai caralLeri tecnici ed all'impiego tallico delle
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,due anni, ci rimane ora a trattare l,,t quistione so tto l'aspetto del numero. Ten teremo cfi dimostrare cioè che la forza 111umerica delle oompagnùrnlpine, ·rapportata allo svilitppo cli m~a.delle dite linee <li frontiera , non consente la lor(I associazione coll'artiglieria da monta_gna. Nient'altro che come semplice punto di partenr.a da ·un criterio' -a base larghissima, il quale ancl1'à mano mano prendendo le sne vere proporzioni, accenn iamo che la i)arriera alpina misura una di-: stesa di ·1500 chilometri in proiezio,ie 01·izzontate, e che, rappo rtandovi i 9000 uomini delle 36 compagnie alpine, ne'risulla la den-sit,à dì 1 uomo sopra 1166 metri. · Non mi fermo a notare che i ·1500 ch ilometri non rappresentano per niente nn terreno sempre prnticabile e tanto meno un utile linea di fuoco -- la cu i differenza in meno pèrò trovasi forse compensata dall'aumento che ne deri verebbe, se del terreno si calcolasse il profìlamento a vece che h proiezione orizzontale - ma non mi vi fermo per Ja ragione che le due frontiere non possono essere tutte e chie contemporaneamente impegnale . . . e proseguo oltre coll'assumere a. teaLro delle nostre consideraz.ioni la frontiera occidenUilo, il cui sviluppo è di 600 chilom etri circa . · Trasportali così tutti i 9000 uomini su di quesla frontiera , si. avrebbe la densità di 11 uo mo sopra 66 metri di fronte. Qnesta proporzi one la quale, trallandosi di fronte di comballimento, sfuggirebbe a.d ogni considerazione, perchè non presenLerebbe un rapporto tatticamente apprezzabile fra i tre dati estensionè, densi tiL e profondità, trattandosi invece di un fronte d'osservazione in avanscoperta è accettabile, e lo è maggiormente come criterio elfi cui prendere le mosse per entrare in qualche partico lare della proposizione che ci siamo posta a risolvere. A dare un 'idea militarmente più chiara della ril evata proporzione di il uomo sopra. una linea di 66 metri, a presentarla cioè sotto l'aspetto tatt.ico, nolo che un plotone - da considernrsi nelle I.ruppe alpine, a parere nostro, come unìtà LatLicadi combattimento - della forza di 60 uomini, avrebbe a Lener osscrYata una. distesa di circa 4 chi lometri , e . . . spingendosi più avanti in iscoperta, la.distesa aumen terebbe come arco di raggio maggiore. Ma è questo un criterio neanco ubbastanza determinato ed insuffi-
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cien Le a prova del nostro asserto. Basta, se si vuole, pel prim~ allo alpino dell'avanscoperta, e che d'altronde è quello dove l~t ~1~oslrazione è meno necessaria, perocchè è indubitato che l'art1gliena non vi entrerebbe, ma pel secondo, nel quale ci si presentano fronti di combattimento, non basta più. E siccome la barriera alpina è attraversata da pareéch i fasci di linee d'operazione, che l:t sonno~tano a! colli. passi ecc . ... . . così gli è dalla natura e dal numero dt questi che noi ci reaoleremo per svolgere la questione della poca forza numerica delle ~ompagnie alpine ad essi applicata, e che quindi , a parer nostro, non consente associare alle medesime artiglieria da montagna. · . . . . Per altra parte un criterio che suggel'ISce pure quesla dtre1 maniei·a di prendersela nel traltare la quistione è la dislocazione delle compagnie alpine alle sedi esti_ve, la quale _ris~onde , all'ent~·ata, all'andamento e sviluppo strategico delle varie linee cl operazione nel nostro territorio. · Senza entrare in graduazioni troppo minute, e che qui non sono necessarie, nella classificazione dei colli e passi, noi li considererem_o di tre specie: carreggiabili, mulattieri e semplicemente da pedon~. In tutto nella fron tiera. e linea cli displuvio principale che esaminiamo possiamo contarne .232 che varcano la cresta e .il,28 che varcano i contrafforti principali staccantisi dalla cre<.la. Trascurando i seconcli e sudcliviclendo i primi a seconda che appartengono. ad uno dei tre fasci clell_e J;n~e d'operazione nei ~uali supponiamo diviso·it territorio d'invasione pres~ a~ ~se~y10 4° fascio le linee del Piccolo S. Bernardo e del Cen1s10-Gmevra, ,20 fascio o fascio intermedio le linee dell' Argentera e del Tenda, 3° fasc io le linee littora.n ee -possiamo calcolarne 76 nel 1° fascio, 83 nel 2° e 73 nel 3°. Vediamo come distribuirvi le compagn ie provenienti dalla frontiAra non minacciata e poi, come già si è fatto per i 428 colli trascurai.i, sempre procedendo per eli minazione nelle porzio~i di terreno propizio all'azione alpina'. cerch iamo t~i ridurlo al min11no per dar~ cosi il massimo valore al fattore nume1·1co della forza. I mponencloc1 con tal modo i dati più sfavorevoli per giungere alla nostra asserzione, se giungeremo ugualmente a ,Provarn~ la verità, vu?l ~ire · che, cambiando essi in favore coll allargarsi clella zona d azione 1
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delle truppe alp.ine, fermo restando il numero di qu~ste, il quale non può aumentare, la cosa sarà maggiormente assodata. I battaglioni della frontiera non minacciata sono quattro: 3 di 4 compagnie ed 1 cli 3. Ne assegnerei 2 cli 4 compagnie al 1° fascio delle linee d'invasione e gli altri 2 al 2° fascio intermedio; nessuno per conseguenza al 3° il quale resterebbe col suo baLtaglione di sede legal e, per la ragione che mi riservo addurre a suo tempo. Con siffatta assegnazione avrei 5 battaglioni - ·18 compagnieossia 4500 uomini al 4° fascio, 4 battaglioni - H compagnie ossia 3500 uomini al 2° fascio e ·I battaglione di .q. compagnie ossia 11000 uom ini - al 3° fascio. Ora, se si calcolano 76 i colli e passi del 11° fascio, 4500 essendo gli uomini che vi rispondono, no risultano 60 circa uomini per colle, e se si calcolano 83 i colli e passi del 2° fascio, essendo 3500 gli uomini conispondenti ne risulLano 42 uomini per colle. Tanto nell'uno quanto nell'alLro fascio si sa rebbe potuto escludere dal calcolo i colli carreggiabili, i quali in tutto sono cinque, siccome quelli alla ctii difesa sono adibibi1 li colonne di fanteria. Si sarebbe aumentata. di ben poch i uomini la difesa di tutti gli altri, ma quel che più importa è che non si possono escludere gli alpin.i dalla difesa dei colli maggiori, perchè se perla loro natura sono difendi bili essenzialmente da truppa di fanter ia, non mancano però nel loro esteso raggio d'azione certe partico larità di terreno, generalmente sugli alti fianchi, ove gli alpini sono utili e necessari . Non solo, ma si può affermare, senza tema di commettere uno sbaglio, che i 60 o i 4,2 uomini risultati assegnabili a ciascun coll o senza distinzione d'ordine, assegnati ai colli cli 1° ordine saranno insufficienti al loro mandato e che anche moltiplicandone il numero si rimarrà sempre al disotto del vero bisogno. Ma l'ob ieiione che occorre prevenire è che non tutti i colli cli 2° e 3° ordine, specialmente questi ultimi che sono i più numerosi, vogliono essere occupati da 60 o 4.- 2 uomini e che alcuni di essi possono venire distrutti ed abbandonati. È verissima la prima parte dell'obiezione ed ò vera solo ·fino ad un certo punto la seconda; e se così non fosse non si saprel,be veramente ·come far fronte a tante esigenze, e in tal caso la barriera alpina perderebbe il più del suo valore difensivo. Appunto per tale 1
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favore vole condizione di terreno è possibile occupare colla voluta forza superiore ai 60 o 4,2 uomin i, oltre che i colli di •1° ordine, i passi principali e più importanti fra quelli di .2°, cioè mulattieri, e tenere gli altri semplicemente sorvegliati. Diciamo sorvegliati ed a proposito di tale sorveglianza giova l'ermarsi un momento per fare una riflessione. Nei discorsi e nelle relazioni di cose alpine renne, se non m'ingan no, ripetutamente manifestata l'idea che certi passi , di natura dif'.icile, bast[t distruggerli per èsserne sicuri. Tale idea vuol essere accolla con molta riserva e, francamente non la possiamo condividere, perchò non conviene fare troppo assegnamento sugli effetti a ottenersi dalle distruzioni di certi passi e reputarle tali da fidars i al punto di abbandonar!i compl etamente come se coll'averli, come si dice, per tagliar corto, distrutti , non vi fosse assolutamente pi(1 modo di passarli. ~otisi che di un passo, quando pure vi si applichi no le più larghe distruzioni e vi si accumolino le più grandi irnpedim enla, si pnò ri tardare il transito, n:w.non mai impedirlo in modo assoluto, perchè la natura delle cose non si cambia, e rifiettasi infine che l'efTetlo materiale e specialmenLe morale prodotto dal fauo del sopraggiungere inaspetlatamente ai fianchi o alle spa lle un nemico sbocca.lo da una parie creduta insuperab ile, produco un panico che può generare, nell'ordine dei fatti di cu i è parola, conseguenze di1-,asLrose; come del resto avviene sempre di tutti gl' imprevisti in ogni operazione di guerra. EnunciaLlt adunque la necessit_à cli mo.ltiplicare per i colli maggiori la forza aritmeLicamente ricavala dal nostro calcolo e stabililo che per buona ventnra non tutti gli altri richiedono una costante occupazione formuliamo il criterio pi ù chiaramente in cifre o assodiamo la risposta al quesito . I colli priucipali del •IO fascio sono 3 e 2 quelli del 2°. Non si peccherà certamente di esagerazione assegnando al servizi o di ciascuno un paio di compagnie alpine. Con ciò rimangono dedotti dai totali degli uomini dei rispettivi fasci 1500 uomini pel 1° e '1000 pel 2° e si è proYVeduto al servizio di cinque colli; però coll'assorbit'e, in.base al ricavato, comune a tutti i colli, cli 60 e 42 uomini . ·1 . ' . . . ( 11500) nel 11° per crnscuno, 1 quanti tativo necessano per 2b colli
Ma siccome calcolammo in totale 76 i colli del 11° fascio e 83 quelli -del 2°, deducendone 3 dai primi e 2 dai secondi, ai quali si è provve-duto ora, ne rimangono 73 ed 8 1 con la rispeltiva forza corrispondente ri dotta a 3000 e 2500 uomini. Richiamando ora. il già eletto al princip io del nostro calcolo numerico, che cioè il minor nucleo di alpini.operante ha da essere il plotone di GO uomini - i cui verificabili distaccamenti de,,ono trovarsi a una distanza da potersi raccogliere in bl'eve - e invertendone i termini col vedere quanti nuclei di questo minimo di 60 uomini si contengono nei lo lai i di 3000 e 2i500 uom ini, ne risulterà iI numero dei colli pel' i quali si ha fo rza direuamente disponibil e. Essi diventeranno 50 nel 1 ° fasc io e 42 nel 2° , e siccome in totale li dicemmo 73 ed 8 1, ne risullerebbero 23 e 39 da tenersi sempli cemente sorvegliati. Se si riflelle e si aggiunge ora che fra gli occupati, alcuni 1 e non poch i dei mulattieri, richiedono forza macr. 3 o g10re ciella qnotaLa di GO uomini , ne deriva che i colli non direllamenle guardati oltrepassano la meLà, e se si volessero citare derrli 0 esempi si vedrebbe che vanno ai 2/ 3 • E gli esempi non mancano, e se mi astengo dal citarli, ol treché per non infrange1:e il ri:;erbo imposto dalla materi a e per non dilungarmi di troppo, lo fo perchè per chi non conoscesse la località portala ad esempio bisognerebbe mandare a riconoscerla e constatare se veramente i miei apprezzamenti sono esalti, e per chi la conoscesse gli esempi non occorrono. Con le considerazioni fin qui esposte sulla fo rza numerica rap·portata al L&rreno e al terreno ridotto ai minimi termini, forse troppo, siamo ora giunti a ricanre direi matematicamente e quindi a stabilire i già da noi premess i limiti mini mo e massim o della forza dei reparti combal.tenLi, cioè il plotone e la compagnia. Sembra ora sottinteso che nè ad una compagnia nè li1mpoco ad :un plotone - riguardali indipendentemente dalla loro azione tattica ~peciale di truppa alpina ma semplicemen te tenuto conto del numero degli uomini di cui si compongono - è assegnabile un riparlo ·d'artiglieria, il quale richiede almeno la for1.a di 3 o 4 compagnie, cioè dai 600 agli 800 nomini. L'avere stabili to per limite massimo del riparlo alpino combattente la compagnia o non il bau.aglione, è un fatto che a prima
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. e per ~M ("000) nel · ~.0 • fasc10 42
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giunta potrà parere contestabile e forse il lettore andrà col pensiero all'idea del soverchio frazionamento della forza, e forse porterà in campo la oramai vecchia ma sempre nuova citazione della perico losa guerra di cordone. È questa un osservazione che in realtà fa pensare, ma più che infirmare i nostri ragionamenti, ci pa.re rivolta nd invocare un sistema di organizzazione cli pri1nci ·difesa alpina tale cla ovviare l'inconveniente che gli stessi nostri ·ragionamenti hanno messo in vista, cioè la ·mancanza cli nncki cli forza considerevole.e dislocati in modo da servire di nocciolo alle trnppe della prima difesa. Noi non abbiamo dedotti i nostri ragionamenti da criteri di massima stabilili senz'altro a p1·iori, 11111 li abb iamo necessariamente dedotti dall,t ineluttab ile ragione delle cifre. Le compagnie alpine sono le sentinelle avanzate, sono gli avamposti stabili ti lungo la front iera al le porte d'entratn del nostro paese. · Abbiamo contale le sentinelle, con tate le porte, e di queste abbiamo tenuto conto solo delle principali, cioè ne abbiamo lasciati i 2 / 3 quasi in abbandono; se dopo tale eliminazione non siamo riusciti a formare un riparto cornhattente maggiore della compagnia, vuol · dire, a parer nostro, che la. questione non dipende da idee prestabilite, da. apprezzamenti personali i quaii senza dubbio potrebbero, essere erronei, ma dipende dalla forza delle cose; .vuol dire che nel sistema di avamposti , nella difesa della nostra frontiera, le conipagnie alpine possono . provvedere al servizio dei piccoli posti ma non a quello delle gran guardie. A qiieste bisogna che proi,vedano le colonne cli fanteria. · L'appunto. riOeLtente la guerra di cordo,ne, qualora venisse fatto. vale per i piccoli eserciti del secolo scorso, nei quaìi, bisogna pur dire, un tal sistema di gnena era una necessitò, ma per gli eserciti di oggigiorno non regge . Per altra parte notiamo che nel corso di questa memoria, allorchè si patfa dell'impiego· tattico delle com·pagnie, nel riconoscere ed affermare In necessità in cui si trovano. di separarsi, allargarsi ed espandersi nei loro plotoni per sorvegliare e riconoscere, si accentua sempre la regola di unirsi per com-· battere in modo spiccatamente offensivo. È tempo ora di accennare brevemente al 3& fascio delle linee di operazione da noi lascialo a parte colle sue quattro compagnie di sede.legale. · ·
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Nel teatro dell a guerra il fascio delle linee litoranee si t~·ova in ..condizioni strategiche assai diverse dagli altri, e che non è qui il caso di far:; i ad apprezzare, ed ha· sviluppo inoltre in una zona cli terreno nella maggior 'parte di facile accesso e di manovra alle coIonne di fanteria, cioè non presenta, come gli altri, nei suoi lineamenti ;enerali, accidenti Lopografic.i considere,,oli che abbiano carnttere alpino spiccato. · in base a tal i due criteri pare che le 4 compagnie d~l 1• balta.glione, le quali rispondono alle linee dei colli di Nava, S. Bernardo, Melogno e Ca.dibona, al rompersi delle, os~ili tà, dovrebbero lasciare 1+ campo alle colonne di fanteria e spingersi ad operare nella parte al ta di quel tratto di frontiera che rompendo hruscatnente dall'andamento dell a linea scende a perpendicolo sullR strada della Cornice. Tali due criteri ci dispensano pure d1\l ripetere per questo 3° fascio l'a.naloga operazione fatta per gli allri due, di calcolare cioè e distinguere il numero dei co lli in ragione della forza alpina disponibile. Ce ne dispensano perchè dicono essi ch iaramente che, la zona del 3° fasc io delle li net) di operazione sviluppandosi in terreno ove possono manovrare a loro agio le colonne di fanteria, non· è certamente alle poche e rìecessariamente molto mob ili compagnie alpine a cui/s i accoppierebbe l'artiglieria dà montagna. 1
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In merito ora all'istituzione delle truppe alpine, per quanto ha tratto alla forza numerica che esse rappresentano nell'economia ge11eralo de.Ila difesa alpina, non crediamo foor di luogo far un'ultima ,osservazione. Dopo che le quistion i militari, come tul.te le altre che interess11.no la cosi pubblica, sono naturalmente entrate nel di lei dominio, ma non sempre però vi sono trattate colla voluta competenza e mandano pur non di meno wsi discusse un riflesso anche sul pubblico mil itare, il quale non può a rneno che essere lo specch io della società in mezzo al.la quale vive, ci pare opportuno fermare l'attenzione sopra una ciecosl.anza di molto intere,sse. TI carattere italiano a base fantastica, facile ad applaudire alle ~ose nuo,,e e che quando sentirà vivo spirito di nazionalità produrrà ullimi effetti nella coscienza e nell'azione pubb lica del paese, .accolse l'insti t.uzione delle truppe alpine con un senso di unanime,. •
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CO:\iPAGNIE AL PINE
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simpatia ...... per esse assai lusinghiero e compiacente. ) fa si è in, qualche modo cullato nell'idea che da quel momento non vi fosse· più a temere dalla parte delle Alpi, o, per Io meno, che, nell'eventualità di una guerra, con di tali baluardi e di simil i gua rdie; si potesse atLcndere tranquilli alla mobi litazione dell'esercito. L'opinione pubblica cadde di sua natura in un esageralo olt imismo e quindi pure in qualche scritto di cose militari, si è• 1rislo accogliere in senso alquanto ollimista I'insti Luzione delle truppe alpine dal Iato della fo rza numerica che essa rappresenta. Al principio della parte seçonda di questa memoria, toccando al mandato delle compagn ie alp ine, ho dello che esse cooperano a gua-· <lagnare, a dare il tempo necessario all'esercito della sua mobilitazione e schieramento strategico. Ho adoperato ad arte la parola cooperare, ed ora ne spiego il pensiero. Nel riconoscere ed affermare che la facollit essenziale delle tr uppe alpine è quella or ora espressa riflettente la mobilitazione, sono ciò nullameno dì parere che si può cadere nell'errore di esagerarne la. portata. Di rei a tal proposito che, unitamente al fattore dell e truppe alpine chiamato a guadagnare·ìl voluto tempo alla nostra mobilitazione, vi è pur quello della condir.ione in cui trovasi l'a\'versario di pensare alla. sua. Il primo è un fattore ·attivo da parte nostra, il secondo è un fal.torn passivo proprio delle due parti, che esse devono subire, e di cui entrambe, nel lavorio del tempo di pace, si studiano, di diminuire gli attriti. !\fa se è detto che l'esercito a11versario trovasi egli pure n~lla condizione di pensare alla sua mob ilitaz ione, non è però detto che la sua condizione sia identica alla nostra in faccia a tale problema; ci sarit differenza, e pur troppo differenza assai sensi bile a nosti:o svantaggio tra i due tempi, ed ecco che le compaon ie alpine messe nella bilancia coopereranno a ristabi lire l'equilibrio. Diciamo coopereranno, perocchè è a club i tarsi che lo possono ristabilire da sole, cioè senza che un certo numero di truppe si trovi al piùp1·esto sulla prima linea dì difesa. Non mancherit acl esempio l'avversario durante il tramestìo della mobilitazione, allo scopo di muovere ad un p1·i mo panico le nostre contrade, non mancherà, dico, di geuanri una qualche colonna .. . e cli considerevole momento; or bene le nostre compagnie alpine saranno in misurn di riceverla a dovere e di preveni rne 0ll'lì effetti coL tenerla a rispettosa distanza.
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È in quest'ordine d'idee ch'io vedo un helt'orizzonte sch iudersi davanti alle truppe alpine a.ll'aprirsi di una compagna. Ma al rompersi delle ostil ità, mi si potrebbe in ultima analisi obiettare, i 9000 uomini potrebbero essere dupl icati dalle seconde cctmpagnie gemelle formate r:on le class i in congedo. Vorrei che un tal fatto si verificasse, ma all'epoca elci riordinamento delle truppe alpine, il progelto ru ln$ciato a pa rte e le classi di ,f• categoria dopo 6 ann i, di cui 3 sotto le armi, sono versate nei reggi~ enli. Quindi sesi volesse attuare l'idea dell e compag~ie gemelle vi sarebbe tutto .<la fare e sovra ogni cosa pl'ovveclere ai quadri in ufficiali e so ttufficiali .. Ma ammettiamo per un momento dì ~veri~ dispo~ ibili, e che per conseguenza la forza delle truppe alprne sia dupli cata o quasi. Dopo i min uti particolari man mano esposti sulla distesa e caratteri della fronti era, dopo che vi abbiamo proiettato sopra. le at Luali 36 compagnie e ne abbiamo studiato particolareggiatamente gli atti e i movimenti, è ev idente che il problema, se così può chiamarsi , non cambia; l'indole, la specialità lattica delle truppe alpine è costante-. . Si tratterà sempre di avanscoperta . . . . . . . maggiormente nutrila , cli .un .velo . . . . . . . . che presenter~t degli strappi meno larghi, d1 fiancheggiamenti .. . . . . più attivi di coutroattacch i . . . . . . . più a1·cliti a fo ndo e replicati, il pungolo . L?nnenl.atore . . . . . . avrà messo doppio pungiglione . . . . s1 tratterà di nn generale movimento alp ino. più sen tito, ma non si tratterà mai di prima difesa della barri era alpina nel vero sionifi. o cato della parola; non s1 avranno cioè fronti di combattimento ove i tre daLi dell'eslensione della den,;ità e della profondità stiano fra di essi in qualche reciproco ra:pporto . · A mettere inune termine a queste co_nsiderazioni sulla forza nùmerica delle Lruppe alpine applicata alla fronliera, viene opportuna la dotta discussione sull'organamento dell'esercito svolt11si e clibat. tutasi alla camera elettiva all 'epoca della presentazione del bilancio dell_a guerra nell'anno ·1878. In essa la parte dedicata alle truppe alpme, nelle quali era fresco l'eseguitosi riordinamento co lle com~agnie da .24- pol'tate a 36 e la forza da ,100 a 250 uomini, fu assai mteressante e lusinghiera. 'fra le due opposte correnti, del sistema cioè strettamente terri-
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COMPAGNI8 ALPINE E BATT ERIE DA MON T AGNA
toriale, piccole compagnie permanenti e compagnie gemelle rifornite quelle e formate queste dalle classi in congedo, e del sistema misto o dimezzato colle grosse compagnie sempre sul piede di guerra, non è però mai' mancato uu punto comune di contauo, un punto sul quale tutti non cadessero d'accordo. Chi ne facern ha~e del suo ragionare, chi lo manifestava per incidenza, chi Io lasciava palesamente sottinteso, chi per un verso, chi per un altro, t~Lti insomma convennero nel fatto che non è con 6000 uomini 124 compagnie permanenti e 2.1, di milizia) nè con 9000 (leattuali '.36 com~ pagnie) nè duplicandole con altrettante di milizia nè con altri modi organici di si mii natura che si può pretenclere la di fesa di cosi vaste frontiere, ma che con di tali truppe nate, cresciute e naturalizzale alla montagna, colla loro maniera di combattere alla spicciolata audace e moltiplicantesi or qui, or là, or su, or giù di una· vali e, e sempre in movimento . . . . . si doveva guadagnare tempo alla mobilitazione dell'esercito. Imperocchè, cito e m'inchino all'autorevole parola del deputato generale Bertolè Viale - · per quanto ha tratto alla questione numerica - imperoccbè << ammessa anche l'i« potesi che fa. l'onorevole relatore nella sua relazione, in cui si dice e, che la nostra mobilitazione non sia ancora ass icurata e · su ciò ·« farei le mie riserve . .. : saranno forse 9000 uomini alle fron<< tie~e che impediranno alle masse francesi, m·obilizzate prima delle « nostre d'invadere il nostro paese? Evidentemente non saranno « nè 9, nè 10, nè 15 1p.ila; bisognR mandarvene degli altri e non « pochi, se si vorrà difendere la cre<;l.aalpina ».
·r1 LE
EVOLUZIONI DI PLOTONE E SQUADRONE NELLA . CAVALLERIA
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Fossano,
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aprile '188 1. 1
f. QUEIRAZZ A . Colo11,nello 31 ° fanteria .
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Nel manovi·are accade soveI\te, che si trascurino i principii fon damentali delle evoluzioili di 1cavalleria, e che si negligentino le norme, dall e quali cljpende essenz ialmente che le evoluzioni stesse, siano eseguite con calma. con ord·i ne, con i-nsieme; In gen~1~'ìle ; ; va pers~asi che la teoria si metta in pratica, 'razionalmente; e ciò avv iene pexchè non poche volte si resta ingannati dalle apparenze, cioè da quell'insieme fittizio e dall'ordine ill usorio con cui si manovra in pia,zza d'armi; ordini ed insieme che_scempaiono non appena si cambi terreno di manovra. In generale da no i le cose si osservano superficialmente, e non c'è abitudine di darsi ragione degli errori grossi e piccoli in cui si cade manovrando. Che si facciano eiTori, che si commettano sviste, nulla di più naturale; ma che le fnarÌovre succedano non gecon.do i principii che ne regolano lo scopo, e che si lascino propagare errori su tutto l'insieme dell'andam~nto delle evoluzioni, è cosa questa da evitarsi in modo assoluto. L'e$ecuzione corretta delle evoluzioni non deve dipendere dal caso; ma bensì dall'osservanza dei principii fondamentali che ne sono Io sp iri to e dalla raz ionale e costruite applicazione de~li stessi.
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DI CIRO IL VECCHIO
E DELLE SUE CONQUISTE
Dopo ciò il giovane capitano ritornò in MMia, passando accanto Babilonia, conducendo seco Gadata e molti cavalli - dei quali abbisognava per giunger~, come era suo continuo desiderio, all'ef.fettivo di dieci mila cavai.ieri persiani. Sul confine fra Media ed Assi;·ia treJortezze erano in mano agli Assiri: l'una cadde in un attacco di viva forza, e le altre due ce~dettero al vilicitore senza tentar resistenza. Carnbise e Ciro dopo tali successi pensarono di continuare la guena Nel frattempo il re di Babi l.onia erasi portato in Lidia, re-cando seco grandi somme d'oro e d'argento . Gli ambasciatori di India mandati a Ciro col.le testimonianze dell'amicizia del loro re pel popolo meclo-persiano, erano già tornati di Lidia, ove Ciro gli avea spediti come spioni, ed avevano riferito che Creso era stato ,eletto genéralissimo dagli alleati, fra i quali eranvi Traci, Egizi, Frigi, Licaoni, Paflagoni, Cappadoci, Arabi, Assiri, Ioni, Eoli e pressoché tulti i Greci abitanti nel.l'Asia. Riferi rono inoltre che -Creso stava stipulanclo trattati di alleanza con Sparta, e che l'eser. cito stava a·dunandosi presso Timbrea . .. Ciro, ordinato il suo esercito, mosse con lunghissima e faticosa marci,1 versi) il nemico e si schierò in battaglia di fronte a Creso ,appunto a Timbrea, presso Sardi. La fiera lotta che -ne seguì e dalla quale Ciro uscì vincitore, fu queUa che stabilì nell'Asia il dominio ,dei Persiani e la caduta del regno. assiro. - Creso battuto si ritirò a Sardi colle sue truppe. Assediata.Sardi, essa cadde tosto, perché uno schiavo persiano, già servo del governatore di q1,1ella. città, svelò una strada segreta che m'etteva nella cittadella. Ciro rimase nell'Asia minore insino a che non ebbe domati i popoli che abitavano dal mar Egeo all'Eufrate. Sottomise in seguito la Siria e l'Arabia, ed entrato nell'Assiria si avanzò verso Babilonia, la sola rimasta a vincere. Fingendo di p'orre a Babilonia· un assedio .regolare, pensò di ,sviare il corso dell'Eufrate e far enLl'are due corpi di truppa dalle ,due parti di ingresso e di uscita di detto fiume sotto le mura della ,città. Cosi fece, e prendendo occasione che gli assediati, sicuri nelle loro cento p_orte di bronzo sa'tdamente chiuse, gozzovigliavano so-lennizzando una loro festa, delli due corpi di armata, guidati da Ga~data l'uno, d~ Gobria l'altro, penetrarono nel centro della città,
·:fecero ressa al palazzo reale, assalirono e massacrarono la guardia, ,Uccisero il re facendo man bassa su tutta la comi tiva dei convitati a l reale banchetto. Colla caduta della superba metropoli, cadde l'impero babilonese, ,dopo aver durato 1H O anni, dal principio del regno di Nahuccodonosor suo fondatore. • Trascorsi due anni, Cias~are morì e Ciro ri tornato a Babilonia assunse il governo dell'impero che tenne ancora per sette anni sino alla sua morte avvenuta trent'anni dopo la sua uscita di Persia alla testa dei suoi 30 mi la fantaccini . La serie delle conquiste di Ciro è dunque compresa sommariamente in queste ultime cinq1ie pttgine precedenti, senza alterazione nel loro ordine cronologico, senza ommissione alcuna, senza - la baLLaglia di Timbrea eccettuala - che sia stato taciuto un particolare che interessi lo studio militare di quegli avvenimenti nei -quali campeggia, secondo Senofonte, la ~rande figura del duce persiano. La CÌrop_edia volgari~zata è compresa in un grosso volume in 8" di ,quattrocento pagine cli caratt'ere minuto . Se ricerchiamo in essa notizie di Ciro , dimenticandoci dell'autore del libro, troviamo ricca .messe a raccogliere: ma, se non perdiamo di vista il capitano greco, callora la Ciropedia come documento storico ci si sminuisce fra mano .e si riduc.e a pochissima cosa. Il Capo VI del libro I intitolato << Raofonamento di Ciro e di Cambise sull'uffizio di un capitano' gene.e raie» è specialmente meritevole dì nota; scorrendo quelle pagine vi si trovano a dovizia appunti militari preziosissimi. « Onde il capitano, o figliuolo, conviene che si guardi dal dir egli ·« cosa che non sappia di certo: che se altri le diranno tal volta, ·« potranno eglino per avventura produrre lo stesso effetto: ma ~ss~ « i conforti suoi come i più fededegni., riservar dee ne' magg10n ·« pericoli. « ..... .. Or bene, rispose Cambise, stt1diati, il più che è possi·« bile, di attaccare colla tua genle i nemici, quando tu sarai in or« dinanza ecl.essi disorclinati, tu in arme ed essi disarmati, tu desto ·« ed essi nel sonno, tu non veduto da loro, ed essi da te: ed appa« recchiati similmente a riceverli trovandoti tu in luogo sicuro, ed -<< essi in situazioni svantaggiose.· :Ma come, o padre, puote Elgli mai
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NELLA CAVALLER I A
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LE EVOLUZ IONI DI P L OTONE E SQCJADRONE
.sario che gli uomin i sappiano allinear5i con sicurezza, in modo -esatlo e pronto. Jlfarcia di fronte . - Nella marcia di fronte le norme per l'alliJ1eamen to, già accennate, sono le stesse cbe dovranno seguirsi. Gli uomini devono regolare la direzione e la cadenza del proprio ca·:vallo su quello del cavallo della guida, e l'istrullore stando dietro o davan ti il ploione e rare volle di fian co, sorveglierà che gli uom ini marcino coi cavalli nella direz ione voluta, non siano nè troppo .larghi nè troppo stretti, e che la 2· riga sia a capo fila ed abb ia la distanza; condizioni quasi tutte che l'istruttore marciando su uno dei fianchi del plotone non potrà osservare bene. Bisognerà pure -che il medesimo abbia l'avvertenza di far raddrizzare i cavalli ogni qual voiLa arresterà il plotont:; e tale ruisurn è necessaria perchè per essa si otLenà come risultalo eccellente, di abituare i cavalli a fermarsi prendendo da loro.la posizione corretta. La guida è lo spirito, la volontà del plotone, e bisogna insistere .acciò i so ldati si avvezzino a tenerla d'occh io per seguirla esattamente e scrupolosamente, qualunque sia il punto sul quaJe essa si dirigerit , qualunque sia la cadenza che essa prenderà. Conve1·sioni. - Facendo le con versioni come prescrive il regolamento, vi si incontrano diffiwltà a cagione che il soldato clere regolarsi in modo diverso a seconda delle diITerenze di esse. E quan tunque il 1;orrrnndo serva n.cl indjcare quale delle due conversioni de,'e eseguire il solclaLCl e per 1:onseguenza se egli debba regolare il proprio movimento sul perno o sull'ala marciante; pure non si può pretendere da lui che alTerri subito quali di queste due norme sia a·a seg uirsi, motivo per cn i succedono gli ineon ven ienti che così -spesso sono lamentati manovrando . ~elle conrersioni a perno fisso tutti debbono regolarsi sull'ala marciante e per poco che si insista, queste si eseguisconofacilmente bene. Bisogna però avere l'avvertenza di raccomandare sempre al graduato dell'ala che converge, di consen·are esallamente la cadenzo, percbè in generale si affrella il movimento, e che la guida non cerchi di fare l'arco di circolo che dovrebbe percorrere il cavali ere del centro; ma faccia un a destra o un a sinistra, a seconda della conrnrsione, e qu indi rallenti per aLLendere il plotone, rego.laodo il proprio movimento sul perno; in tal modo si troverà sempre .a posto .
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In quella a perno mobi le invece tutti debbono regolarsi sul perno, il quale deve girare sopra un arco di circolo di 16 pa::;si eirca(cosa che quasi mai succede); equi è mestieri costringere il graduato d'ala che è perno, a non occuparsi d'altro che di desc1'ivere col suo cavallo quest'nrco di circolo. Se il perno gira sopra un arco minore,. come sempre succedo, fa affreltare il m_ovimento all'ala ma rciante; per conseguenza la conversione al galoppo, se il perno non descrive l'arco di circolo pre:;tabili to, diviene impo~sibile. Diffatt1 facen dola esallamente, mentre il perno percorre al galoppo 116 passi, l'ali.r marciante ne deve percorrere 40 almeno e gi rerà con un'andatura di 852 metri per lninuto , velocità già forLe per cavall i d1 truppa . Credo sarebbe meglio che la due specie di conversione avessero·· una norma. unica, vale a dire che l'ala marciante dovesse sempre· conservare la cadenza dP,lla rnarcie e che sopra di quella tutti dovessero regolare il loro mov imen to. Cariche . - La cnrica in linea è il movimento più impo rtante del plotone; e queilo in cu i si fa pal ese l'ab il ità di una huona cavalleria, e come tale va. studiato con cura speciale arfinchè l'esecuzione ne avvenga sempre con ordine e compattezza. Secondo il mio modo di veder e e coll'appoggio anche cl i un certo grado di esperienza, la carica deve essere sv iluppata in modo progressivo, e non ad urti nè a sbalzi . Quando il plotone è bene istruito nelle marcie di fronte al galoppo all ungato, e che sa seguire esattamente la guida, allora solosi possono cominciare le cariche. La gu ida dovrà, al galoppo, allunocrare ocrradatamente l'andatura, in modo che al comando caricat i cavalli abbiano quasi raggiunto la velo.citò. della carica. Vorrei -insomma che al comanélo caricat, gli uomin i del plotone non avessero che da. abbassare le lancie o le sciabole, men tre i c,wall i stano<>' racrcriun"endo la velocità ma<rcriore del 1Za lot1)po. Se i so ldati saranno Dc> o on u . abituati a seguire scrupolosamente la guida cd a. regol.1rsi sempre· su di essa per la ca denza. e la direz ione, il plotone caricherà compatto. Nell' esercitare il plotone alla cari ca qualche volta sarà.bene farlo passare dal galoppo allunga to al I.rollo per incnlca"re negli µom inil'ubbidienza a.I proprio capo, ccl impedire così che si metta no alla, carica prima del tempo .
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LI:: EVOLU ZIO NI DI PLOTONE E SQUADRONE
Le cariche a stormi sono cli faci le esecuzione, e non hanno im;portanzà. che nella racco]ta. È cli gran momento, dice la teoria, ed io con essa, per la cavaller·ia il rio1·dinarsi 7Jresto e specialm,ente ?"'i{onnwre gli ordini .dopo ?.1,na ccirica; per cui mi pare sia necessasio prestabilire una .norma per esercitare i soldati a riordinarsi bene e con celerità. Ho visto praticare in qualche reggimento un metodo semplicis-simo il quale mi pare abbia dato risultati soddisfacenti. Il metodo è questo: il plotone in disordine segue a frotte il suo capo ; al comando in linea tutti i cavalieri che formano la 2a riga diminuì- . scono cli un grado l'andatura e si lasciano oll.repassare da quelli di ,ia riga, e quindi celeremente ognuno prende il rispeLLivo posto nel plotone che si forma dietro il capo. Questa istruzione particola:re la credo, più che utile, necessaria, perchè in campagna si sarà spesso costretti di condurre il plotone a frotte, ed i soldtiti cosi esercitati si riordineranno bene e presto acl un cenno del loro capo. In questo- caso il principio che l'uomo non perda mai di vista il capo, porterà un gran 'Vantaggio e facili terà la ricomposizione del plotone. Baccolta. - I l nostro regolamento d'esercizio dit alcune norme per eseguire la raccolta, le quali hanno bisogno di essere interpretate a dovere. Generalmen te in piazza d'armi, dopo eseguita la carica a stormi, :$i pratica di far sgQ.mbrare la fronte e si fa suonare la racco) La indietro . Su questo punto vari sono i pareri degli intelligenti , poichè ,chi vuole cl1e la frazione che ha eseguita la caeica si diviélà ritirandosi, c.hi vuolè che la si' ritiri tutta da un lato. Da qual parte sta la ragione? Io sono del parere che trattandosi di una carica a stormi, ,esegu.ita da un sol plotone, tutti gli stormi dovrebbero ritirarsi dalla parte dove si ritira il capo plotone, procurando di raggiu,ngerlo per la -Yia più breve, poichè di tal guisa il plotone si riordinerà presto e sarà. sempre alla mano del suo comandante. li capo dovrà quindi ritirarsi nella direzione più conveniente, ,sia per riordinare il plotone, sia per riprende:-e l'offensiva, se 10 ,creclerà necessario. Per eseguire ciò a dovere, è bene che egli mentre conduce il plotone all'auacco, pensi e studi da qual parte ,dovrà. ritirarsi, sia nel caso di do-Yer lasciare sgombra la fronte, sia .nel caso di insuccesso.
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Squadrone .
Come si è già detto, l'istruzione del plotone a cavallo è il fondamento delle 'eyolnzi0ni di rip'arti maggiori della cavalleria, ed è perciò che entrando il plotone a far parte. dell? scru~dr,~ne_si.:leve esiaere da esso l'osservanza. scrupolosa d1 tuth quei pnnc1pn che nelhndament6 della istruzione gli vennero inculcati; nè si deve permeLLere che per circostan1.a alcuna esso se ne scosti, nel qual -caso a che pro tutte le fatiche sostenute e tutte le cure prodi~ate: Ora è appunto in omaggio a tali P!·incipii che io crederei utile -introdurre nel regolamento delle evoluzioni di squadrone qualche piccola modificazione. Il testo prescrhre che nel!' ordina.mento dello squadrone, l'uffi.ciale più anziano deve stare dietro e al centro del mecle~i?1o. ~e non che durante l'istruzione mi sembra che il posto p1u razionale da essere occupato dal suddetto ufliciale sia quello destinato al capitano quando guida lo squadrone nelle evoluzioni o contro 1 41 nemico, come prescrivono i §§ 1'I 78 e 111198. . Le ragioni che mi fanno suggerire questa modificazione, che a me pare molto importante, sono le seguen ti: . . ~ •0 Lo squadrone nelle evoluzioni ba bisogno cli una gu1 da sulla quale i capi plotoiii possano regolarsi per la cadenz,t e la direzi~ne, e questa pauida non può essere il capitano il quale deve sorvegliare. l'istruzione: tanto meno il comandante il 2° plotone perchè quesLl non deve fare da guida che per eccezione e non per regola. Vedi § 1'178. · . 2° Il capitano nelle evoluzioni di reggimento deve mettP.rs'. ;presto e bene al suo posto, mantenervisi, affinchè lo squadrone s1 possa regolare sopra di lui per la. cadenza e- la direzione. - Ora quand'è che il capitano imparerà. a compiere per bene questo ufficio se non v:i è esercitato fino da tenente? Si otterrebbe con ciò che lo scruadroti.e si abituerà a seguire a dovere il proprio comandante, e che qaesti, sicuro di essere seguito da.Ilo squadrone, sarà
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costretto a mantenersi a posto per regolare la cadenza e la a·i rezione della marcia. · . 3° AfJinchè gli ufficiali possano sempre seguire bene il proprio capitano nelle marcie in linea e compiere i doveri· prescritti . dai §§ il ,J 54, 11,J 78, di segnare prontamente e 1·ettamente la linea di . /l'onte, e ben, conll-urre i loro plot.oni, dfregolare la loro marcia siil capitano, bisognerà pure che eglino sianvi preventivamente esercitati mettendo avanti dello squadro.ne un rappresent;nte del capo che faccia da guida . · fl capitano nelJe evoluzioni e con tro il nemico deve sempre rimanere, C(llne si è detto, al suo posto; potrà allontanarsene momentaneamente per dare qualche comando od avvertenza, ed allora non vi è il bisogno che un aHro faccia da gui('.a dello squ~drone. Mi si dfrà che nelle evoluzi9ni di reggimento molte volte i comandanti di squadrone sono co:;tretLi ad avvicinarsi al comandante il reggimento per sentire i comandi; ma io risponderò che per chi comanda un reggimento sono a sua disposizione mezzi tali da far sentire i comandi senza che vi sia bisogno che i comandanti di squadrone abbandonino il loro posto. · · L'essenziale è che si mantenga il silenzio, si faccia auenzione ai comandi per trasmetterli esaLLamente .. Le correzioni che fanno in i capitani allo squadrone nelle manovre di rear:,imento generale . .. sono mutili e dannose se fatte mentre si manovra. Qui non è il ca.so più di correggere, ma di raccogliere i frutti delle cure e degli sforzi che furono consacrati dagli istruttori nel perfezionare l'addestramento del plotone e dello squadrone. Nella scuola di squadrone V'Ì sono movimenti importanti sui quali . bisogna fermarsi più c.he sugli altri per ottenere che siano eseguiti nel modo più ordinato e preciso. Questi movimenti sono: L'alHneamento. Glisp-iegamenti. Lemarcie di fronte. Le cariche. La raccolta. Allineamento. - Ammesso che il tenente più anziano faccia da: guida al posto del capitano, i capi plotone, per segnare prontamente e rettamente la linea di fronte, si regolano sulla guida al comando di aUineamento (non avendo più ragione d'essere il destrriga). ~/')
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I c~pi plotoni centrali si mettono subito a posto regolandosi sulla guida, gli altri due su quelli, ed avranno tutti l'avvertenza di studiare sempre la distanza che li sepa1'a obbliquamente dalla guida. per imprimersela bene in mente. Il capitano osserva l'allineamento stando davanti e al centro dello squadrone, per gli stessi motivi a.ccennati quando si è parlato dell'allineamento del plotone. Facendo · l'allineamento in questo modo, senza allontanarsi dai precetLi spiegati nella manovra di plotone, si abitueranno anche i capi plotone al principio fondamentale di ali inearsi sul centro ed avanti, principio che se devesi sempre segu ire quando lo squadrone è in moto, dovrebbe, a mio modo di vedere, essere praticato anche quando lo squadrone si allinea di piè fermo . Mi si chiederà.: come farà il capitano nelle evoluzioni di reacri_mento ad. allineare lo squadrone dovendo essere nello stesso t~1~; 0 guida e capo? Non aYrà che da far fronte allo squadrone rimanendo al propri o posto; cosi tutti i capi plotone potranno regolarsi egualmente su di esso, ed. egli potrà verificare se l'allineamento sarà corretto. Spiegarnenti .- In massim,i uno squadrone manovrando di fronte . al nemico si spiega. solo quando vi è costretto dal fuoco, o quando ?iunge il 1~omento opporCuno per caricare, e questo è il caso più 1111porlante. . Lo squadrone per conseguenza dovrebbe rimanere in colonna dt plotoni pel-tempo maggiore possibile, siccome l'ordine più consentaneo per manovrare su qualunque terreno, e 11011 cadere nell'errore di spiegarsi troppo presto perchè in. tal modo si darebbe nn vantaggio .a ll'avversario. E poichè lo spiegamento si fa in generale per ollèndere, è necessario dare un carattere ed impulso o1Iensivo a questo movimento, vale a dire che appena l'ultimo plotone sta per giungere in linea bisogna aumentare l'andatura anziché diminuirla; cosa che rare volte ho visto mettere in pratica. In tal modo, oltre al dare aUo spiegamento il suo vero carattere, si affretta il movimento d'attacco, si impedisce all 'ultimo plotone di diminuire l'andatura per aumentarla nuovamente appena lo squadrone sia spiegato. Capisco che alle vl,Jte il terreno non permetterà di éseguire lo spiegamento in tale modo; ma biS'ogna sapere adattare i movimenti al terreno e fare soltanto gli spiegamenti a celeri andature, quando,
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si ha spazio sufficiente annti a sè per poter dare al movi mento il carattere richi esto. i\li cade qui un'osservazione cir ca ~Ila prescrizione ultimamenle stabil ita di spiegare lo squadrone, in ~aso di sorpresa, al galoppo allungato continuando la testa di colonna ad avanzare al galoppo . .A m~ pare che quanto minore è la difierenza di velocità tra testa e coda dello squadrone, tanto. più tempo e spazio ci vorranno perchè la coda raggiunga la testa. La differenza fra il ga loppo ed il galoppo allungato è di soli 4.2 metri per minuto, mentre fra il trotto ed il galoppo è di rn3 metri, onde se al galoppo si spiega lo squadrone in 20 secondi , al galoppo allungato ce ne vorranno sessanta ossia un minuto primo ; lo squadrone in questo frallempo(·l ')avrà percorso 3150 metri, il nemico si sarà avanzato di altreLLanto, in complesso · quindi di 700 metri circa; simile di stanza fra due cava llerie avversarie non pu ò deLerm:nare asso lutamente una sorpresa. Resla poi certo che codesto non è il ·mezzo più celere per ischie- · rarsi in linea il più prontamente possibile. 1Jfarcici di fronte. - La marcia di fronte di squadrone riuscirà ·sempre bene qualora gli ufficiali col loro plotone, istruito secondo i precetti accennati, sappiano segui re a dovere il proprio comandante di squadrone o la guida. Per oI.tenere ciò faci Imen le bisogn·erebbe far fare ai cnp1 plotone qualche esercizio di marcia in linea s,enza i plotoni dieLro ; in tal modo si abituerebbe l'occhio degli uffì.ciali subalterni n Lenere la dovuta distanza dal proprio capitano, nonchè l'intervallo necessario fra loro, e si toglierebbe quell-'abitudino comune a quasi Lulli di volersi occupare del plotone, d di regof,lrsi su di esso cercandone il centro, mentre invece doYrebbe essere il plotone che devo regolarsi sul suo capo. I graduati d'ala d'ogni plotone non devono regolarsi sul plotone che hanno lateralmente ; devono solo procurare di mantenere inquadrato il proprio e seguire il capo senza curarsi se il plotone sia un poco più indietro od un poco più avanti degli altri. Questa cosa è necessaria per mantenere lo squadrone il più. e il meglio che si può compatto. Infatti i caplplotone marciano alliueati a dovere cd allora lo squadrone avanzerà. in tegro su di una sola linea; i capi plotone non marciano con tutte le norme stabilite per l'allineamento ,
per esemp io uno è un po' più avanti o pi ù indietro dell'.alLro, ed a'llora anche, sebbene i plotoni non procederanno Lulli su di una sola linea, pure non mancherà in mezzo ad essi la compattezza . Così inlìne i capi plotone aumenteranno il dovuto intervallo, ma ·i graduati d'ala seguiranno il loro capo, si fo rmerà è vero un certo interva llo fra plotone e plotone senza però venirne alcun danno all'insieme compatto di ognuno cl i ess i; al contrario, succederà che i plotoni si apriranno e ne nascerà un fo t;.te scompiglio in mezzo alle fi le. Dunque per massima tutti i graduati d'ala dei plotoni devono seguire il loro capo , mantenere il contatto verso il centro senza curarsi dei plotoni laterali. Uno squadrone può in piazza. d'a rmi eseguire una marcia di front e senza guida, senza capi ploton i, ed eseguirla anche con sufficiente ordine, se nonchè siffallo ordi ne non è che illusorio, avvegnachè lo stesso squncl ronc porlaLo nelle stesse condizioni in un terreno un po rollo edondulnto, si sfascierà certamente e non saprà più in qunl modo riordinar:;i non avendo davanti a sè il capo il quale ne regoli la direzi one. i Istruendo lo squadrone secondo i precelLi accennali, si facilita di molto il còmpilo del c:ipilano nelle evoluzioni, il quale essendo sicuro che lo squadrone lo segua, non avrà da occupa rsi che cli dargli la direzione voluta e l'andatura che desidera . Se i capi plotone sanno seguire il loro copo nelle manovre cli grossi riparti, ch i sarlt responsabi le della cadenza e direzione sarà. sempre il cap itano, perchè è desso che ha istruito lo squadrone, che lo guida, che Io comanda, -ed è sn cli esso che ne dove cadere la. responsabi-liLà; per conseguenza dovrebbe essere lui solo e sempre l' unica. guida dello squadrone;· cosa del res to prescritta a ch iare note dal regolamento (Vedi §§ H 78 , 11329). In momenti diffic ili , il capitano preoccupato del terreno e del nemico collo squadrone istruilo ed abituato seconclo le norme suespresse, hon avrà che da prendere personalmente la direzione che ri terrà migliore, guida rlo dove vorrà senza aver bisogno di dare indicazitmi o comandi di sorta. Egli avrlt sempre lo squadrone alla mano, perchè i cap i plotone sapranno seguirlo a qualunque andatura. Prima di parlare delle cariche, apro una parentesi per dire due
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parole sulle convei·sioni di squadrone a perno moyente. Il nosLro, regolamenLo di esercizi e qi evoluzioni a § 1111189 dice che questo, movimento è di un impiego affatto eccezionale, ed io vi aggiungerei che nell'eccez ione non s, eseguirà che al passo; essendo, secondo il mio 1;nodo di vedere, l'unica conversione possibile çli squadrone a perno mohile. Il perno in queste conversioni deve girare sopra un arco di circolo cl i 24 pass i circa; l'ala marciante per conseguenza percone un arco di 1120 passi almeno; laonde meoLre il perno va al passo, l'ala marciantè deve prendere un'andatura di 500. meLri di .velocità al minuto; se il perno va al Lrotto; la velocità di,•enla di 11000 rueLri al minuto . Dunque le conversioni a perno movente non si possono eseguire· c)rn facendo marciare il perno al passo, ed anche ad un passo rallentalo. Non sarebbe bene, nelle conversioni di squadrone, cli regolare· sempre l'andaLura sull'ala marciante tanLo a per;no · fisso come a perno movente; o quanLo meno, se non si vogliono modificare leconversioni di plotone, prescrivere che non si facciano che al passo? ·A quesLo punto mi trovo nella impossibili Là di potermi spiegare· una prescrizione ultimamente slabilila nelle aggiunte e varianti al regolamento. Come farà lo squadrone ad eseguire una conversione a perno · · movente dal momento che il comandante del 2° plotone dalla parte . del perno deve descrivere un arco cli circolo di 115passi di ragg{oL Mi pare che dal centro del 2° plotone dalla parte del perno, fino al perno vi siano 22 passi almeJ10, percui il centro del 11° plotone sarà perno fisso, e da tal centro all'estremità dello squadrone, ala marciante indietro. Ccirir.he.. - Lo squadrone, come il. plotone, carica in linea ed a stormi. Nelle cariche in linea vorrei che la calma fosse tale da mettere i cavrdli progressivamenLe aun Luon galoppo allungalo e passar quindi alla. carica senza urti e senza scosse. Per ottenere ciò bisogna che il coinandanLe abitui il suo squadrone ad aumentare la cadenza del galoppo in modo che al momento di dare il oaricat lo squadrone sia quasi a quell'andatura che è richiesta dal comando. Se i capi plotoni sapranno seguire .a do, ere il corl)andante dt 7
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squadrone, unica guida, questi non avrà che ad aumentare come ,crederà pi'ù opportuno, ìa cadenza del galoppo, e lo squadrone si troverà sempre compaLto; e tal cadenza del galoppo doVI'à aumentarsi gradatamente man mano che la decisione di eseguire la carica a fondo si fa più accentuata. Il capitano poi quando istruisce lo squadrone e che il tenente .anziano lo rappresenta come guida, anzichè mettersi sul pro lungamento di un fianco per sorvegliare il movimento, è molto meglio .che vada a mettersi di fronte allo squadrone, e lo faccia caricare contro di sè, in modo che la guida che è avanti al centro dello squadrone li giunp;a direttamente sopra. È bene che qualche volta Ìa guida, -essendo lo squadrone al galoppo allungato, faccia qualc~e cambiamento di direzione insignificante, per abituare i capi plotone a prendere là nuova. direzione, senza aver bisogno di comando; e ciò riesce uti lissimo nelle cariche, specialmente quando accadrà di avvolgere un\ila del partito nemico. Non bisognerebbe mai cominciare l'esercizio dell e cariche, se non cp1ando lo squadrone sa ~seguire compauo e con càlma marcie di fronte al galoppo allungato. Siçcome dopo una carica ordinariamente ha luogo la mischia, così non·bifogna trascurare di esercitare lo squadrone a scomporsi dopo d.i aver caricalo, per abituarlo a riordinarsi prontamente, · sia per eseguire l' inseguimento ed impedire al nemico di rjaversi e raccogliersi, sia per rifargli testa -dopo una carica respinta. Raccolta. - Un autore dei più competenti in materia cli cavalleria, ha detto: « La cavalleria che sa raccogliersi e rifo rmarsi il più presto pos« sibile resta padròne del campo di baLtaglia e riporta sempre la « vittoria . « Si cerçherà dunque di abi tuare gli uomini a riunirsi rapida{< mente e riformarsi anche dopo una mischia ectun compleLo spar- . « pagliamento. Per cui bisogna abituarli ad obbedire prontamente « alle suonerie, orientarsi prestò, non perder di ,,ista il loro capo, « dirigere con sicurezza ed abilità il loro cavallo . Il morale e la di« sci plina faranno il resto )l. Se nelle eyoluzioni di ploLone si sono istruiti gli uomini secondo le norme accennata, il rannodare presto lo squadrone dopo una · •
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mischia dipende dai capi ploton e, i quali dovrebbero cercare di raggiungere, il più prontamente possibi le co i loro plotoni a ft'ollc il capitano, in qualunque direzione si faccia la raccolta. ~ Dopo una carica a stormi Io squadrone che deve sgombrare la fronte, può ritirarsi tntto da un lato o dividersi; dipenderà dal terreno. Io sono del parere che si possa eseguire il mov imento cli sgombrare la fronte in qualunque modo; ma è necessario meuere. per principio che gli uomini che fa nno parte di un plotone si ritireranno Lulli dalla. parte Ov , in ·cui si ritira il loro capo plotone, ratr"iungen.doIo per Ia via prù hreve. Così i plotoni potranno, ordinati, por-· lars, celeremente con facili tà dietro il comandante di squadrone.
linea spiegata, i ,;apitani debbono gu,idare i l loro sqnadrone in m,orlo che ma1·cino ad 1.ig1iale andatwra e 7Jarcillela1nente alla linea di fl'onte e che non si avrà soverchia cu.ra alla esatta conserva;;ione degli intervalli . Lo spirito di questo paragrafo è che· lo squadrone marci compaHo nella giusta direzio·ne seguendo il suo capo; poco imporla se sarit di qualche passo ~vanti od indi etro degl i altri, poco importa se l'interrnllo pres~ritlo tra gli squadroni non sarà conservato esattamente.. Lo squadrone dunque deve essere indipendente, deve segu ire scrupolosamente il suo capò non curandosi degli squadroni laterali . Il capitano deve sempré rim.anere al suo posto, non occupandosi che di essere guida costante ed wiica del proprio sqnadrone. In tal modo egli avrà sempre lo squadrone alla mano anche in terreni rolli ; gli sarà agevole cosa mantenerlo compauo mercè l'osservanza esaua delle norrne insegrnrte; di lai guisa infine si evi.terà che gli errori commessi da uno sqnadrone si propaghino negli altri , e se ne renderà in pari tempo più facilè il còrnpito delle correzioni. Se le evoluzioni di reggimento si eseguiranno cogl i squadroni istruiti secondo i veri pr.-incipii ed in tel'l'eni spazi osi, ove gli spiegamenti, i cam biamenti di fronte, le cariche, gli inseguimenti e le raccolte si possano fare a celerissime andature, allora si potrit essere certi cli raggiungere quel grado di perfezionam ento che si· richiede nelle manovre di schiere. A proposito di evo luzioni di reggimento mi permetto di esternare un mio parere. Genernlment~ ·simili evoluzioni si fanno in piazza d'arm.i, le qual i, meno pochissime eccezioni, non sono sufficientemente spaziose da permettere che le stesse siano eseguite razio_nalmente ed alle andature prescritte; no.n sarebbe meglio perfezionarsi nella piazza d'armi nelle evoluzioni cli riparti minori, ed eseguire quelle di reggimento su quei· terreni adalli che si trovano alle volte nei dintorn i del!&guarnigioni , od in mancanza. di qLtesti, ai campi d'isLruzione? Non sarebbe bene che ogni anno i 1;eggirnenti di cavalleria che non pos!>o no fare in pi azza 'd'.armi evoluz ioni di reggimento. per · mancanza di spaz io, fossero nrnndali per un periodo di tempo ad esercitar:;i nelle località adatte, tralasciando di fare tutte quelle altre
Lo squadrone nel reggimento.
Entrerò ora ad esporre brevi considerazion i sullo squadronequando prende parte alle evo! uzioni di reggimento. J~ ammesso da tutti che nella scuola di plot:mfl ognuno deve seguire scrupolosamen te il suo capo; abb iamo visto che nella st:uola di squadrone la g11ida è il capitano, e che su di esso i capi plotone· devono regolare la cadenza e la direzione; perchè non vediamo mettere in praticaq uesti pri ncipii nelle evoluzioni più importanti ? Pec qual motivo si deve sentire correggere e rimproverare i graduali d'ala pei·chè non hanno J'interyallo prescritto dagli squadroni laterali, o perchè rimproverare i comandanti di plotone se non si tengono allineali coi comandanti di plotone dello squadrone di direzione? . Facen_do tali ~o_rrezioni , non è forse un voler negare i principii: msegnat1e segu1t1 nelle evoluzioni dei riparti minori? Lo squadrone de,•e djpendere esclusivamente dal capitano; i capi. plotone devono segui rlo, regolandosi su di esso per la cadenza e la direzione; e nessuno di essi, nè graduato d'ala deve permettersi di alterare la cadenza e la direzione col pretesto di non perdere 0trii intervalli o per rimanere allineati coll o squadrone laterale. La teoria prescrive che in una marcia di reggimento avanti in.
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esercitazioni che si poss·ono esegu ire proficuamente nelle guarnigioni ~ Ed eccomi giunto al termine delle poche osservazioni da me raccolte, le quali , non nuove, tante volle diedero e daranno fecondo argomento di discussione fra uffi ciali dell'arma; sono desse in apparenza, cli un valore modesto; ma che non pertanto gravitano sull'anqamento delle esercitazioni o delle evoluzioni dell'arma un'importanza tale da assicurare o meno ad una cavalleria le buone qualità manovriere che la devono segnalare. Messe insieme così a spizzico e neglette nella fo rma, elleno tuttavia non mi sembrano indegne di fermare l'aLLenzione degli intetligenti; unico scopo che io mi sia prefisso nel dar loro l'onore dell a pubblicità. Una certa esperienza poi mi fa dedurre che dall'osservanza dei principii e delle no1·me in esse osservazioni contenute dipendono l' ordine, la compattezza e la flessi bili tà nei movimenti , doti caratteristiche dell'arma . .
AUG USTO ALVISI
Capùano nel regg. cavall. Vitt . Emanuele.
I SUGL I
STUDI PER LA FORMAZlONE DELL'UFFICIALE
--I
1. Sono molti anni oramai, che l'opinione pubblica in Italia e il pensiero clei1 militari s'interessano assai vivamente all'educazione del go]dato; non così accade per quello che riguarda laformazione dell'ufficiale, e a giudicare da. tale confronto, si potrebbe credere che l'nna cosa prema in generale più dell'altra : ma ~arebbe arri schiato l'affermarlo, mentre facilmente si spiega come nel civile !'.Ì consideri l'educazione cle.ll'ufficiale cosa troppo tecnica; nel militare troppo difficile per farne soggetto preferito di discussione. Infatti, sel'eclucazione del soldato ci sta a cuore perchè in esso si vede il difensore della patria, il citta.dino, il figlio, quanto non deve importare tutto quello che forma l'educatore cli cotesto soldato? che costi tuisce la robust~ ossatura di questa gran macchina che si chiama esercito '? Ha fatto dunque veramente bene l'autore del recente articolo, Alciine idee siill'.M·dinamento ,.legli studi m·i li tari (il), trattando questo tema: e il padare qui del suo scritto mi.porge occasione di (I) V. Rivista Militare, apl'ilc 1881.
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SUGLI STU;Dl
ri.cordare le cose dette, or sono quattro anni, in questo stesso peri o-· dico ~ sul ine.desimo arg?ment~ del tenente colonnello Sismondo (11). Il n110,p~ns1ero vorrei che mfine uscisse chiaro dall'esame dei) due seri tl1. · Non mi fermo su quello che i predetti autori dicono sul recluta-mento e sulla educazione degli ufficiali delle armi speciat,i: vo,,lio: p~rò notar~ come tale questione sembri camminare, almeno n:lla via -dell.e idee,. ad una soluzione. Perchè se allora il Sismondo ne· fa~ev~ ns.alta'.·e. 11. la.tomo.raie, notando il·clanno che una doppiacateè}o~1a.d1 t~f~1c1~!1 (1 q11a.h uscenti dai collegi l'autore chiama ingegneri rruscrt1 e mgegnéri mancali) porta all'armonia e alla consisl.enza di tutta l,'uffi.c ialità.' ora il Caveglia, ne tocca il lato tecnico, dicendo « ?he I enorme differenza di tempo di studio da 5 anni a. 2 « accade1ma e scuola militare, non c"rede sia proporzionata alle esi~ « g.enze delle cognizi.oni. eh~ strettamente sono necessarie per di« sunp~gnare le funz1ont dell'ufficiale subalterno nelle due armi ri« spelt1ve ». E chi scrive così, il lettore lo sa, è capitano del genio.
II.
Non ho memorict .di aver letto mai uno scritto nel quale, come in. questo del tenente colonnello Sismondo, si palesi così alto il concetto dell'ufficiale italiano. ~'.opera educa·~rice dell'ufficiale pel soldato « è subÌime e ardua:. « p1u ardua assm da noi che in !<'rancia e in Germania dove è p· · I ·1 l . ' m. « e evato I grac o d'istruzione popola.re, e di educazione cittadina: <' dove non vi è così forte il conflitto fra il sentimento re!io-io·o e r d. . r, :s « a~or I p.atria non•solo, ma dove la religione, fondamento di « ogm educaz~one morale. è più fortemente sentita che da noi ».. E cotesto a tale opera ha , è. vero , u11 ..,., è>Ul o- 'da ' 1 r ufficiale . nell'accingersi . ne coc ice, ne, regolamenti, ma egli si trova « a la.le ri o-uardo nelle « stesse condiz ioni del sacerdote, quando sorretto dai ii b'ri sacri, (l) V. Rivista Jlilitare ne i mes i giugno e luglio tS77.
PER LA FORMAZIONE DELL'UFFIC IALE
247 .
I
« deve tradurne i dettami alla portata delle an ime che ha in cura ;..: « l'uno e l'alLro traggono l' attitudine ad eserci tare la rispetLiva mis« sione educatri_ce prima di tutto dall'essere profondamente com- · « presi della sua santità ed altezza, e poi da quella coltura che li.' « mette in grado di ad9perare con efficacia gli alti e le parole nel « conseguimento dello scopo della rispetti va missione ». L'·ufficiale , attinge questo cara.ltere e quesla coltura « in un complesso di aspi« razioni ideali, che elevano l'anima al disopra del gretto egoismo . « e delle quasi animalesche preoccupazioni pella propria conserva,. « zione, pel pI'oprio benessere J) . E non basta.. Lo stesso coraggio in guerra,.cioè la somma del le virtù militari, il coraggio, chiamatelo pure valore, che oggi coi mezz i cli guerra è tutto morale« non può Mere altro fondamento all'infuori << di quel certo mondo ideale, che solleva ruomo al disopra delle·, « bestiali 11spiraiioni del mondo materiale ·)) . E questo modo di· guerra moderna non solo ha attutito il coraggio fisico « ma sul campo ·,. « di baUagli fi anche l'attrazione dell'ufficiale sul soldato non basta « sederi va. solamen te da quei vincoli di fiducia ed afietto elle ebbero,, « occasione di formarsi nel serv izio prestalo in comune nel tempo.~, « di pace; poichè cogli ine11 itabili frammischiamenti che si proclu« cono in c,osì larga scala nel com balli mento odierno. senza parlare .. <~ degli inevitabili spostamenti cli graduati al momento clellR mobi« litazione, è necessario che i solclati e i sottufficiali si rannodino .. « attorno a qualsiasi ufficiale venga a trovarsi loro vicino nelle vi- · « cencle del combattimento, e lo seguano e gli ubb idiscano· e ne « condividano la sorte in quelio stesso modo che farebbero verso « l'ufficiale della propria compagn ia, del proprio plotone. Qnesta « specie di culto, per così dire astratto, rifel'ito non solo alla per- ~< sona ma al grado, è frntto del lavoro di educazione, ma essen« zialmenLe detrascendenle che deve emanare dall'insieme delle · « qualità che costituiscono la tempra del co!'po degli ufficiali nel suo · « complesso ». L'autore poi guarda l'ufficiale dal lato tecnico : il lellore consideri: da .se stesso queste parole: «Equi non mi sàrebbe dil'fficile di fare ·« una disertazione abbastanza lunga per mettere· in evidenza la va- · <1 stità e la complessi là della scienza cli guerra, nei cui principi i ~ « l'ufficiale trova i criteri che la guidano nell'indirizzare le opera- -
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PER I.A FOl~MAZION.E DSLL' UFFIC IALE SUG LI STUDI
249 ~
« fra questo mi contento di accennare all'economia politi~~ e ali~
· « zioni dei soldati in guerra; per mettere in evidenza la larga copia
« statistica ... »; e nemnieno lo so mettere d'accordo con c,o che e scritto a pag. 34 « che l' ufficiale deve essere non solo moralmente · « educato a quella elevatezza di sentire, che in esso si richiede · « come a perfetto soldalo , ma ancora intellettualmente mitrito di. « quelli sÙidi letterari e filosofici che sviliippano nell'uomo l' atti« tiidine ad apprende-re ed eserr;ita-re l'arte dell'educare e del go- · << ve1·nare.altri 1u01nùni ». • . Entra l"autore nel merito degli studi militari per gli allievi della Scuola come l'arte militare, la geografia militare, e dice che qnei aiovani non si rendono alli a capirli« se prima di entrare nell'isli:- · : tuto, non fanno, come in Germania; un tirocinio pratico. che li « fam iliarizzi colle cose militari sulle quali si aggirano gli studi pro-- « fessionali >>. E cita in proposiL'o uno' ~cr;lto inedito del generafe · Ricci sullo stesso argomen to, il quale dopo aver cletlo che la lettura del programma-di arte mi litare nella Scuola e nel!' A~cadem i~t _de~e mer;i,rialiare.chiunque abbia anche poca conoscenza cl I cose m,lttan, dopo a;ere ripetuto che gli allievi sono pri vi affatto di cognizioni mi Li lari al di là.delle impressioni1 di qualche parata, o al più del maneaaio dell'arrna e clellascuola. di plotone imparati nei collegi, così vv .. ripiglia;<<. .. si può agevolrncnte immaginare a qualeesercJZ10 acro« batico siedo soltoposte 1~ menti di qll'ei poveri giovani, i quali si « vedono sfi lare dinanzi una ridda fanlaslica di cose che conoscono «amala pena ~li nome. Battaglioni , squadron i, batterie, reggi« menti, brigate, divisioni, corpi d'annata, che vanno o che .ven« gono in linea, in colonna, a scaglioni, cli fronte e cli :fianco: traini, « suss istenze, ambulanze, ponti, parchi, insomma una confusione « di cose da dare le vertigint a. chi, non cono;;cendole affatto o co« noscendole appena di nome, si trorn nella maleriale imposs ibil ità. « di tenéi·e dietro ai loro movimenti, di capirne l'imp iego , di ap- · « prezzarne gl i atti, anche superficia.Jmente ». Il Si mondo, in fine del suo scritto, cosi riassume le sue proposte: 1° Fare più far o-o apprezzamento snlla scelta. degli ufficiali di com- · plemento. 2° Ilendere gratuita. l'ammissione alla Scuola militare·. 3° Far del grnclo di capitano una posizione a « cui si possa. ani vare « dopo 114 anni di spali ine e che per agiatezza e autori tà ~orrisponcla « alle legittime aspirazioni di un giovane co!Lo e laborioso. »
« di sussidii che questa scienza dèlla guerra ritrae da tutti i rami
« più elevali del lo scibile uniano; e dopo una Lale. disertazione, io « porrei questa questione al lettore. Se l'altitudine ad imparare ed « il sapere necessario nell'ufficiale per spaziare nei vasti orizzonti - « delle scienze antropologiche e sociali, delle scienze naturali e delle - « scienze esatte, per apprendere e comprendere insomma la scienza <t della guerra, richieda minore sviluppo , minore preparazione di « coltura generale, di quan lo si reputa necessario pel medico, pel - « professore, pel giureconsulto e pell' ingegnere ».
III.
. Tutto questo si può dire quasi una premessa del Sismondo per · delineare il tipo dell'ufficiale . Procede po i l'autore all'esame di quello èhe si fa da noi per .formare cotesto ufficiale·' emettendo. come . . si è visto, il suo umcio all'altezza delle più alte professioni civili, Yorrebbe che i collegi militari fossero, negli studi, elevati fino - a quello che sono i licei, e la Scuo la mi litare fosse come una universiti1: e percìò fa un esame compa.rati1 0 fra questi istituti, da noi non solo, nia con l'estero. Parlando·dellascuola militare, divide gli studi che si fanno colà in tre grnppi e cioè: é1uelli .di coituea militare, quelli tecnici e regolamentari e quelli di « ·un sapen più · elevato» di co ltura militare; e dopo avere misuralo le ore di lezione - che ad ognuno di questi gruppi sono as:'legnale, soggiunge: « Jt « impossibile guardare a tali cifre (intendi le oi;e di lezione), senza « rima1iere colpiti dalla grossezza della parte fatta alla coltura ge« nerale nel!' insegnamento di qùesto i,,1 iLuto, nel quale le materie « veramente speciali alla professione mili.tare occupano soltanto il « 60 ¼ 'ci rea del numero comple%ivo delle lezioni». Lo che, davvero ,fo non so come si cou·cilii con quello che l'autore dice a pag. 99 ... « ma vi sono altre materie di studio non così. streltarilente, nè eosì . « :videntemente atlinenti alla professione militare e che a me pa.. « 1ono complementi utili, anzi necessari alla coltura dell'ufficiale, e ,
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SUGLI STUDI
IV. Il lettore ri corderà come il capitano Ca veglia, dopo aver consi·· clerata anch'esso la. somma di qualit1t morale, di coltura e di sa·pere tecn ico velluta nell'uflìciale moderno, nota. come queste esi- genze crescano ogni giorno, mentre cresce pure il bisogno nella ~1uantità di ufficiali e scema il t.empo per la loro formazione. Per uscire ·da questa urgente stretta. l'autore comincia coll'osservare che « .... altre sono le cogn izioni necessarie a chi percorre i primi *·« gradi della gerarchia., ed altre quelle desiderabili in chi avanza « sino ai grad i più elevati ». E perciò, dice, il corso alla Scuola mi/ lita.re dovrebbe dare il di ritto di avanza.mento solamente fino al . grado di ca.pilano. Per procedere oltre « .... dovrebbe esistere un « corso di studi superiori, al quale fossero chiamati, fra. i più di. « stinti per studi, quelli che nella prntica clel servizio avessero dato ·« prova di possedere le quali tà militari. Si toglierebbe in questo « modo l'inconveniente'di dover assoggettare ad esame i capitani ··« anziani: esami dai quali è ben raro possa risultare in modo sicuro · «la capacità individuale, e che sono penosi per ch i ha percorso più « lustri nei servizi cli guarnigione e si è logorato nella. vita dei ca mpi , · <t seoza aver quasi mai avuto tempo e mezzo di co lLivare studi, ma ·« pur sempre adempiendo con amore e zelo ai, suo i doveri ».
Y. Come è più amp io nel ragionamenLo, negli esempi, nelle cita1.ioni :-lo scritto del tenente colonnello Sismondo, cosi sono più ardite le sue ""proposte e, come suol dirsi, radicali. Se il lettore si è occupato dei ,· nostri istituti militari in questi ultimi anni, saprà. che per l'ammis' sione ai recenti col'Si accelerali alla. Scuola militare furono assunte
PER LA FORMAZIONE DELL'UFFICIALE
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alcune regole straordinarie che in part~ si avvicin~no ai desideri di ·cotesto ufficiale (il); si tralterebbe ora dt vedere se e bene e se è possibile di sanzionare e rendere normale quello che fu fatto per eccezione . Sarebbe da veder;;i per esempio se, considerato_lo ~ta.to ~ella ·eta' ital iana , si L!·overebbe la quantità. voluta d1. g1ovan1 chej' SO CI e • , avessero compito il corso del liceo, o gli an~i di u01ve1:s1la, _e g 1 avessero compiti seriamente e ne fossero usciti col medesimo _ng?re con cui ne escono quelli che s' incamm inanoyer a(tre profess~on1; ~ ,dopo questo, facessero sei mesi di servizio ai reggimento. prnna dt entrare alla Scuola. Questa sarebbe una aperla e valida conc?n:enza fotta all e pr~fessioni civili , quando cla una pctrte l'ainrn~sstone _a!la ScL~ola fosse oratuita e dall'altra resa pitì bella la carnera m1ltlarc. Certo che ;llora si' uscirebbe illc~i, in modo nello e sir.uro,_da.J_l',~cc~sa. ~he or ci muovono, di accogliere cioè i giovani arretr_at, nei l1~e1, _o m genere quelli che nella. fam iglia mostra.no_ mrnore att1Lud1ne a.Ilo ·studio; nonostante che, se male n0n sono informato, la cosa medesima accada. e in Francia e in Inghilterra. Pertanto io credo, che le condizioni per l'ammissione ali~ Scuola mili lare dovranno esser sempre varie e.diverse, perchè diverse e varie te fonti da cui ,;i allinge, pcrcbè abbondante deve essere la somma. La politica, gli effeui di una guerra, l'economia sociale e nazionale, tutto quello che interessa la vita pubblica.' varrà a far~ oscillare la quantità che quelle font i polranno via vta. dare. Suu·a nell'accoroimento, nell'acutezza cli chi volta per volta fi ssa. quelle condizioni il saper così bene interrogare il tempo suo, sì che quelle fonti geLli~o la. quantità chiesta con laqualitLl rnaggiorm~nte buona. Le troppe condizioni e lrnppo assolu~e 1_·idurr~~ber~ dt L'.'oppo la ,quantilil, come forse quella dei 6 mesi cli serv1z10 prema d1 entrare alla scttola.. . Tutto quesro bisognerà. lasciare alla fortun~ _dei te1~pi. ~fa ctò che potremmo fare cla noi stessi, è il formarsi 1clea ch1a1:a d1 quell o che intendiamo per ufficiale. co1isiderato i1i se stesso, rtspett? alla .società 1iostra, e 1itel sen izio che deve fare; e osservandolo poi nelle differenti posizioni ch'ei può prendere nella sua carriern, accorno(!) Lo studio del latino fu messo nei qu~Uro anni dei collegi militari.
SUGLI STUDI
da.re in conseguenza la quali Là e quantiLà di studi nella preparazione . Così, mentre sono d'acco rdo col Ca veglia. là ùove dii.:e delle differenti cogn izioni vo lute per le diverse serie di gradi e categorie, non so comprendere come poi parlando della preparazione che gli allievi fanno ·alla scuola, ·soggiunga .... « epp ure tutti dovranno « percorrere la stessa stra.da, poichè troppo gravi inconvenienti,. << difficoltà e pericoli s'incontrerebbero nell'accertare in seguito i « meriti di chi dovrebbe farla più breve per suo premio o per van« taggio dell'eserci to ». Chè anzi no, ed è sua la proposta; la Scuola militare <e non dia diritto di avanzamento che fino al grado di ca- · « pita.no ». d1rnque, dico io, non abiliti l'allievo che fino a tal grado (,J ). La quale partizione di carriera. può dirsi che ora accada di fatto : e col tempo forse vedremo semp re più, nelle promozioni al grado di capitano, prevalere lo scarto . ai gradi superiori !et scelta. E nemmeno capisco l'autore nella Scuola che, come si è vi:;Lo , vorrebbe istituire per l'avvanzamento _ai gradi superiori, men tre v'èappunto la Scnola di guerra.
VI.
Stando così le cose, divisa in dne categorie la C?rriera degli ufficia!i, fatto del grado di capitano posiz ione mo! to onorevo!e e ben ricompensata, si apre una domanda che dà origine al pt'esente :;crilL.o. Considerala la variabilità delle fonti che gettano giovani nella Scuola mili Lare, quali devono essere gl i studi, quale la preparazione movale, intellettuale e tecnica in essa Scuola? Se il bisogno della . quantità di uffic iali cresce, se crescono le esigenze del sapere tecnico e insieme di cul ltm.1. generale, e dall'altra parte si restringe il tempo per quella preparazione, a quali studi bisogna dare il predomi,nio, a quelli di coltura generale o a quelli professionali? E questi (l} Il IlAIN nel suo libro, La .scienza delt'educazi.on.e, e nel capito lo intitolato Una. cosa per volta e bene, così scrive: « In quasi tutti i rami di s tu dio \'i sono dei gradi di " acquisizio110, e ciascuno di questi suflìcen~i per u11 dato scopo ».
PER LA F ORMAZIONE DELL' UFFJCI AL E
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ultimi, considerato che l'allievo pel fatto di uscire dalla Scuola è preparato solamente fino al grado di capitano, q'uali lim iti possono avere? · Se il lettore potesse avere davanti a sè tutti i. programmi che si sono succeduti nei vari corsi di preparazione al grado di ufficiale dal 1860 ad oggi, potrebbe, credo, segnare questi lra tti generali. Da principio, ,cause politiche spingere la gioventù alle armi e attirarla poi alla carriera l'amore al mestiere, e un poetico sentimento bellico, indefinito ma torte : e perciò giovani di coltura generale soda en_trare nella Scuola. La scienza militare poco progredita ed estesa portare minori esigenze di studi militari superiori: i_regolamenti militari da mol (i anni non scossi per nuovi ordini di cri teri, e ultimi riwltali di guerre di gloriosa nazione; quindi studio accurato di essi e apprendimento perfetto. Poi la_ngue l'esercito per guerra sfortunata e insieme l'attrazione alle armi. Ad un tratto cresce e si generalizza la scienza di guerra, mentre cresce pure il bisogno di buoni e molti ufficiali; ma allora pure aumenta l'attività del paese e i tempi si fan no sempre più borghesi: perciò, prima scemare quanti lit e quali là, poi ahmentare molto quella, ma questa decrescere a vista d'occh io; e l'interesse individuale rimanere potenza nuda ed)solata per spingere i giovani alla Scuola. Ecco poi in . quest'istituto, aumentare gli studi di cultura. militare e di coltura generale via via: « tanto che ne segue, dice il capita.no Ca.veglia, un « affastellamento di idee, di parole, di dati, di fatti, di teorie, che « sfilano rapidamentedinnanziall'intelletto, non svolti colla richiesta « ampiezza, non corroborati colla riflessione e colle applicazioni e « perciò malamente intesi e assimilati, lascianti di sè poca traccia . 1
VII.
Prescindendo dall'educazione indiretta, che dalle regole, dalla disciplina, dal personale riceve l'allievo nella Scuola militare, tutto quello a cui egli si applica in modo diretto, si può dire consista: in studi di coltura generale: studi di coltura militare: regola.menti mi.umo
XXVI, VOL. ili.
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PER LA f'ORMA ZION E DELL' Uf'FICIA U:
SUGLI STUD I
li tari: pratica dei regolamenti: esercizi rnri del corpo . Equi si ripète la domanda; quale di questi gruppi debbcsi resecn.re, dato che gli allievi entrano alla Scuola nuovi di tutto quello che è mi litare, sprovvisti di co ltura generale, e che in tale Scuola si forma anzi tutto l'ufficiale consideralo in se stesso, 1·1:spetto alla soc'ietà, e col sapere milital"e abbisognevole fino cil grado di 1:apitano? Io non tardo a dirlo, dovrebbero essere gli studi di coltura militare . L'aver passato recentemente un periodo non breve nella Scuola militare come insegnante, mi. ha dimo5trato quanto abbia ra11ione o il .generai Ricci con quelle parole che ho qui trascritto, circa il poco frnlto che ri cevono gli allievi dalli studi militari superiori. Cotesti studi non concorrono a formare la mente dell'allievo, nè ad educarne l'animo: e che non si;tno corredo necessario di coirnizioni fino o al grado di capitano, incluso, basti a provarlo che gli esami poi per tale grado , sono di puri regolamenti; senza dire che il nostro regolamento di servizio interno nell"articolo intitolato, Istruzione degli iilficiali, dopo aver detto che l'ufficiale subalterno deve conoscere completamente i vari regolamenti, vcgga il lcLtore come è mite nell'esigenza di coltura militare, e come, e qni sta l'i mportante, non aggiunga niente di La le coltura al grado di capitano. Quando si avesse nell'allievo una coltura general e assodata, la coltura. mili ta re sarebbe opera individuale e maggiormente proficua in mezzo all'esperienza del mestiere, alle impression i costanti della vita nostra. Fra i corsi accelernti che la nostra rivoluzione ci fece istituì re con urgenza, çi furono quelli fotti subito dopo la guerra del 1859. Erano giovani colti assai e che avevano interroLLi gli studi universitari o compito bene il liceo . Nei pochissim i mesi di Scuola militare, non s'insegnò loro che i regolamerHi nell ajteoria e nella pratica , e vestirono la divisa di ufficiale senza sapere magari, che cosa. è una lunetta, nè del combattere per linee interne, nè tanto meno degli scacchieri strategi ci. Molti di .essi, impararono poi da se stessi quelle cose ed altre ancora : nè io mi perito di n.fTermare esser cotesto nucleo di ufficiali e per virtù e per sapere mi litare, una delle parti migliori della nostra ufficiali lit. « I.I capitan Ca,~eglia dice che è perniciosissimo l'abbandonare
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·"' alla sola volontà info,iduale, dopo il primitivo impulso avuto pel « consegnimento pel grado cli ufficiale, qualunque per(ezionamento -< estraneo ai ri stretti bi sogni del servizio ». - La storia ci mostra moltissimi esempi di splend idi elTelli dello studio individuale; ma ·lasciamo la storia e vediamo quello che ogg i giorno dice la scienza ~ducativà e lo dice con un eminente pensa tore d'un popo lo così fecondo di uomini d'a7.ione. « L'umanità. non ha progredito che col« l'istmirsi da sè, ed una prova continua che i migliori risultati « non si otlengono che quando essa progredisce in certo modo se« condo questo stesso sistema, ci viene offerta dal bnon successo a. « cui giungono uomini che si sono fatti da sè ». E alcune pagine dopo: 11 Aggiungiamo alcuni paragrafi per imprimere meglio nella -~ mente dei nostri lettori rruei dne principi i general i che sono i più ~ importanti e al tempo stesso quelli a cu i fo rse meno si bada ; cioè « il principio che nel corso della gioventù, come neHa prima in-<< fanzia e nella virilità, il prqcesso da seguirsi e :sei:npre quello ·« dell'istnizione da sè; e l'altro ..... ('I)» . Ch e se la swola è utile agli uomini perchè somministra a dosi ordinale il snpere, ,,quanta efficacia non ha e neJJ :approfondirc lo studi o, e nel!' ccluca-zione della mente, e·nella formaz ione del carattere lo studio indi<viduale ?
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VIII.
1
L'istituire alla Scuola mil it.are specie cli cattedre di arte mi litare, ·tlì geografia mil itare, di storia milita.re per esempio, fa sì:che ogni insegnante si schiuda. un proprio orizzonte, i limi ti del qu:1le si olla.rgono e l)er l'amore all'inseQ"na.mento e poi metodo storico O""i ùO in vigore; e si domanda: come forit l'allievo a capire ad apprezzare il tal fatto, il tal sistema, la tale idea se non conosce quello che si fece, si pensò nei s.ecoli scorsi? Così iI tenente colonnello Sismondo, nel suo scritto, mentre chiama colossale il prngrnmma di storia militare alla ~J
(l i Hsan &RT Srs ~ccn. Educa. ione intetlet111ale, morale, fisica . (Trad. l'onta nella).
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SUGL I ST UDI
Scuola, lo giudica po i misero dove tocca la storia aotica, la quale egli vorrebbe i:,stesa maggiormente, <• senza però sacrificare lo stuclio« di quella moderna ». - Questi orizzonti sono come tante orbite· in cui l'insegnante, quasi fo1~1.a centripeda, attrae volta per ,·olla a se l'allievo, che si trova a11 vo llo in una terminologia tuLLa speciale: e pri ma ch e l'intelletto possa percepire le idee, la memor ia è giàstanca . Nè que:Ho solo è il male di sì ampio ed elevalo studio di coltura, mili tare; ma ve n'è un altro e più grave : che mentre porta ad assegnare un nu1nero insignificante di lezion i sui regolamenti a petto a. quello per la cultura militare, conduce l'allievo a considerare nel proprio giudizio e nella propria alli viLà qual parte affatto secondaria, lo studio e la pratica cli quei regolamen ti. Che cosa è infatti il saper bene il nostro regolamento di disciplina co i suoi ctll egati, in con.fronto della grossa questione d'arte militare sull'unica linea, o doppia o tripla, di operazione? Cile cosa il saper bene comandare un plotone, una compagnia in piazza d'armi o coll'applicazione al terreno, in confronto degli ordini tattici di Federigo, o dei grandi concepimenti cli Napoleone? Eppure, quanLi sono gli allievi ni quali nel corso inti ero della loro vita mi li tare, non dico nemmeno, sarit uLile· nel loro officio tale coltura, ma solamente, che ne sentiranno l' importanza '? Eppure , giunti al reggimento cotes ti gio vani , coi soldati r.on ferma breve, coi solluffìciali deficenti in numero e in qualità, che cosa esigeranno i loro colonnell i, se non la pel'felta r:o noscenza dei regolarnen ti ?
IX. Giunto a questo punlo del mio ragionamento, io suppongo che ill lettore si senta portato a darmi ragione, ad eliminare cioè claglir studi per la formazione del nostro ufficiale quell i di coltura militare. Ma egl i mi ri 11olgerà questa domanda : e perchè vorresti tu conservare, anzi ampliare quelli cli co ltura generale e, se fosse possibile, assodarvi la mente del giovane?
PER LA F0ll)1AZION& OELI.' UFFICIALE
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Nessuno studio in credo alto a form are l'iiomo, come quello che noi inlendi amo per collura generale. Non dico cli fo rmar lo scenziato, il quale appartandosi dal mondo che lo circonda assorbe tutta la sua potema nella sola mente, ch'è in lui strnmenlo educato alla :scoperta o alla verifi ca del Yero; · ma col ui che deve muovervi in mezzo agli attriti della vita, degl i uom ini , che deve tene,;vi un dominio, bisognrt in sè contemperi tutte le sue faco ltà sì.da equili brarle .e insieme forma rne un fascio fortissimo, tronco e fusto della pianta uomo . Il tempo nosLro è eneiclopedi co ed ecclettico: e questo non ta nto per leggerezza e vacuità di pensiero; ma i maggiori legami di so<-,ie,,o lezza, l'interesse alla vita comune, il sentimento dei propri di•ritti , di(Ionclono il bisogno d'istrnzione varia e molteplice. La so,ciet1t divisa in dotti ed ignoranti, formava una aristocrazia del sapere, nemica di questa diffusione : e quasi sprezzandola di ceva, esser meol che il mezzo sapere. Ch è se questo può n io l" ianoranza n esser vero lit dove il sapere si cambia in scienza, non lo è del pari nell'ordine di idee morali , nelle quali il solo affacciar~i ad una CJ:Ue·stione apre un orizzonte alla mente, che poi nella vita, coll'esperienza e la riflessione, prende fìg urn determinata, Cotesto so.pere non si acmlomera e assoda nella mente, ma si ramifica in tulle le faoo . coltà dell'uomo, educandolo: e scende a still e a. stille come in tan ~i -seclimenti nell 'animo nostro, sì da fo rmarvi clelle forti convinzioni morali, base solidissima al cm·attere; francandosi in tal modo le ge·n erazioni nostre da qnella grave accusa che or ora faceva loro un ,grande, aver cioè il tempo nostro opini oni , non co nvin;r,ioni. E perchè in coteslo sapere ha parte principalissi ma l'elemento storico -e sociale, cosi conduce l'uomo a collegarsi co i pas~al.i, cogli avve:niri, a sentirsi parte viva e responsabi le dell'organ ismo sociale. Cotale sentimento, doYe esiste quello rel igioso, si concilia con esso -0 più altp in lui s' imbasa : clove manca., ne tiene il posto clandoci l'amore all'umani tà.. A taluno potrebbe parere esageratamen te al to il tipo di ufficiale che ci ha fatto vedere il maggiore Sismo ndo; potrnhhe dire che per ·governare dei soldati non e' è bisogno cli tanta elevatezza di educazione. Ma cli grazia, consideri costui l'uHìciale in se stesso; e ripensando a CJ:Uell o che fu detto e provato , sui _guasti che porla all'uom.o la vita delle armi come mesliere, vegga
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SUGLI ST UDI
~oi qu.anta so.mma a.bbisogni e quan ta robustezza di educazione per 1mped1re quei guast i, perchè non germogli il puro mestierante,. perchè il senti mento bo rghese del tornaconto non soffochi qualunque altro più nobile, più profondamente affettuoso. Se il tempo nostro è aLtra,,ersato da nna fiera corrente di quello che dices i utilitarismo, se questo rinnega la parte più alla del pensiero e dell'azione umana, e se l' ufficiale nosL1·0 è chiamalo anch'esso ad esercitare una infl uenza davvero non piccola sul popolo.. nostro, egli deve pure essere e senli 1·si capace di questo còmpito .. « E al giorno d'oggi quel prestigio che veni va alla carriera militare « dal monopolio, per cosi dire, del sacrifizio della vita a pro del « paese, è grandemente sfatalo da che a tale sacrif-izio in caso d~ « guerra sono eh iamati luLti i validi del la popolazione . Bisogna, << adunque che al prestigio derivante da ta le monopolio ne venaa. . . . o « sost1Lu1to un altro, e sia quell o del rispelLo di cui i cittadini de« vono circondare le per:-;one di coloro, che per elèvatezza di col-· << tura e di carattere sono degni llel nobiliss imo ufficio di educa rl i« e guidarli alle supreme prove della guerra ». Ma v'ha dì più. Ammansandosi nell'esercito' nostro, per la fomuL. ~~l nostro '.·eggim_ ento P?li Lico, per lo spi riLo delle nostre leggi, per 1 mdolc de, tempi nostri, quel sentimento bellicoso, quel milita1·ismo sempre pronto alla sciabola, quel milit.arismo a cu i era no-. pu~·e conne~se solide qua lità militari, hìsogna pure che rimanga in ~01 un senL1menlo guerresco se\'ero e inalterabile, il quale si nutre rn alte e profonde convinzioni. Se tremende ma rade si faranno le guerre, se la nazione tende a riposarsi delle tante passale sventure, rnenLre il benessere si spande, chi meglio dell'ufri ciale, coll'esercito. si nceramente nazionale, varrà a lener in sè, nell'animasuasempre · accesa la fiacco la della fierezza nar.ionale, del sentimen Lo guerresco, del[" indomabile alterezza del clirillo (,I), di quel blocco insomma cli vi rtù cittadine e guerri ere insieme, che tulLe si accendono e divampano nel momento della guerra, virtù da cui dipende la robuste-lza . della guerra stessa? Quelle parole di Re, di patria, di diritto, di legge, di società che· . (I) ... !·esercito ò la forza cho deve (Jr ri spettare i l dil'itto. Cor,o di leglsla:ione mì-· l ,t art. Capitano Fnescuu e te nente AR 11 u, pag . 161.
PER L A FORMA ZIONE DP.LL. UFFICIALE
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l'ufficiale pr?n1rnzia in faccia al soldato, perch~ ei le possa stampare nell'an ima cli cosLui con tutt,t l'effi cacia del loro si00'nificato' biso/)'na n pure che ne senta la pienezza e diciamo ne vegga il contenuto nell'ordine razionale e storico. Avemmo pure una generazione di ufficiali, lo accennai ma voglio ripeterlo, che cresciuti in mezzo alle ansie.della nostr,1 rivoluzione si educarono ai pio alti e vivi sentimenti patrii: ma quell i che or vengono sn, ignorano tuLLo questo e il solo interesse sembra chiamarli alla. vita militare. E da noi io Halia, con una coscienza. recentiss ima cli nazione, senza un cumolo cli memorie, cli glorie militari, senza una aristoCl'azia mili tare ereditaria, senza. lutto quello che sosti ene al di fuori e alimenta nell'in terno nostro la virLù militare, bisogna ch e l'ufficiale tragga tutta la sua potenza morale dalla sua vila interiore.
X.
Di queste cose parlavo con un dotto ufficiale, il quale dopo avermi amorevolmente ascollalo, tni fermò la pa rnl a dicendom i: « Ma che « cosa intendi tu veramente per coltura generale? Quando se ne « parla come di complemento ad una determinata istruzione pro« fessionale o come corredo di cogniz ioni utili o necessarie a vivel'e « nell~ società, può facilmente cap irsi; ma qu i si tratterebbe di « farne base ad un' inti erà educazione: bisogna definirla nello.mente « e prima cli tutto pensare, che la conoscenza di una Iingua clas<< sica è condizione necessaria a qualunque buona cultura>>. Costui aveva toccato il punto più formidabile del mio pensiero ed io vidi quanta, ragio ne egli avesse nel muovermi quella questione. Se non che il determinare la qualità e qnantiLit di questi studi, è soma maggiore alle mie spalle, è opera nella quale v'è grnnde uopo della sci enza dei limili , somma delle scienze. Ed io ritorn o a quello che ho detto e che forma il perchè di questo scritto, cioè che alla Scuola militare darei il predom ini o agli studi di co ltura generale che forman o l'uomo, ed eliminerei o darei posto affatto secondario a quel li di scienz.a miii tare. Ora alla Scuola si fanno e gli uni
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SUGLI STUDI
e gli altri, e agli uni e agli altri; notate ben questo, si dà la medesima importanza; e se è vera la sentenza del ·più gran genio di guerra, essere primo requisito dell'ingegno umano; il saper distinguere il principale del secondario, e' mi pare anche di arrisicare · troppo, a:ITennando quella primalità (11). Dissi che il tempo nostro è eclellico ed enciclopedi co, ma !e caratteristiche dei tempi variano: quella che pennane nella propri a natura è la mente nostra, la qua le nel suo svolgersi è essenzialmente progressiva; e inconsciente ma spontanea distingue quello che serve · a corredarla da ci·ò che vale alla sua formazione; r1uello è affidato principalmente alla memoria., questo alle sue facoltà assimilatri ci e nutritive; e quando l' una co,;a eccede l'nl tra, queste faco ltà s'isteri · liscono. Or noi vediamo che nella mente dell'a llievo, nuovo a tutto quello che è mi litare, gli studi di tale cultura cadono solamente come corredo. E qui, sia detto di passata, non ci pa re che il Sisrnondo abbia distinta abbastanza. la necessità dei due rami di studio, e ondeggi magn ificando or l' import_anza dell'uno or dell 'altro, trau.o dicerto a questo dalla bellezza del tipo di uliìciale che splende dinanzi a lui.
•
XI.
Pun\ esaminando quello che si fa. ora alla Scuola. mii ilare per gli studi di coltura generale, il lettore sa come in questi ultimi anni si siano at.cresciuti col corso di Complemento cli storia, che s' insegna ·al .2° anno; ~' meglio che filosofia della storia, stol'i a della civiltit. La mente dell'allievo spazia in 1111 disegno vasto, rna non. si srnar. risée; perchè una serie di idee determinate, sul vivere civile, sullo Stato, sulla moralità dell'uomo campeggia persistente in quell'insegnamento; e il fatto multiforme della lolla per la civilth, richiama quella mente ad un pensiero concreto. Ristretto com'è I.aie inse(Il Il IlAix d ice : « Ad esti mare Il valore di un dato ramo d i studio, non dobbia mo • · solo conside•·are qua nto c i dà, ma onche quanto ci toglie col rubarc i di tempo i.. (Op. cit.).
PER LA FORMAZ IONI:: DELL'UFFICIALE
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,gnamento nel 2° anno solamente, panni ingozzi la mente del giovane; ma se fosse cli viso nei due, sarebbe come il substrato che riassume, integra gli altri studi di cultura, collocando li nell'ordine logico e storico del pensiero e dell'az;ione umana (,1). Vi sono poi le Lettere italiane che nel primo unno occupa.no l'alhevo in ciò che ha attinenza coll'arte del Dire e dello Scrivere. E se il lettore in quella parola arte, volesse vedere qualche cosa cli troppo rettorico, sappia che quell 'insegnamento, s.e pure dà notizia delle varie forme letterarie n:elle quali via via si compose il pensiero e il .sentimento umano, è direLLo a considenire la parola.specialmente nella sua conne;;sione col pensiero e come rnanifestazione del carattere di lnllo l'uomo; è inLenzionalmenle svolto a somorn, educazione del giovane; e si può dire prevenga l'flzione educativa della vii.a, insegnando quello che si impara così a fatica, a non parla1·e, a non scrivere a caso. Nel secondo anno le Leller-e trattano della storia della let.teratura italiana. Tale insegnamento sfrondato da quel visibi lio di opere letterarie nelle quali pur troppo, s'indugiò, si trastul!ò il pensiero italiano nei vari secoli, corre ,f-apidarnente a trovare i sommi e vi si ferma. E ammettiamo pure che questo modo d'insegnamento non basti a di fenderci contro la proposta del Sismondo, che lo vorrebbe I tolto affauo dalla Scuola· (2); ma. do,·e tale insegnamento mostra la sua eccell enza educativa, si è nella sua connessione colla storia civile e politica. della patria nostra. Arrischio io troppo nel dii·e, che fra le moderne nazioni d'Europa, nessuna altra storia della letteratura. ,,i dft, come la nostra, lo specchio fedele di quella civi le e politica1 Certamente, come si possono intendere, sentire le glorie, le fiere passioni, i puerili folleggiamenti, le vergogne e i dolori del (I) Questo c oocec!erehbe all'insegna nte di fermars i, di estendersi maggiormonte nella s toria dei tempi nostri. lo credo cosa mollo impot· tan te che l'ufficia le conosca con cerea -esattezza cotesta storia; egli dov1·cbbe a,·ere il senso stoL"ico dei temp i nostri, respira rne ·.a larghi polm.o ni l'atmosfera. Se nell a storia greca e romana l'anima nostra contempla alti modelli. è nello srndio d ella nostra che la coscienza d i c ittadino s'integra. (2) Ora il s1H1detto autore nel suo libro App1m ti <li organ•ca cosl scrive nel capit olo L'1tf(ìciale: < Gli studi Ictte ral'i spec ia lmente sono, s i può çlke. il fondo comune < di tu t te le nozioni e la base di ogni ge11 ere di coltura; essi sono inoltre la via più s i« cura per giungere acl a pprezzare e padron egg iare gli a ffetti rlell' uomo; pei·c iò l'ufficiale < cho deve agire continuamen te sull'in telligenza e s ui s en timenti del soldato, educandolo 4 alle d ifficill prove d ella guerra , h~ b isogii"o più c he a ltri di colti\'are simili studi •.
poi
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SUGLI STUDI
popolo nostro, e insieme sali re colla mente agli alti sdegni, alle speranze sublimi, ai sentimenti immacolati che tratto tratto lampeggiano sulla cima del pensiero italiano, se non si conosce la storia della nos.tra letteratura? Da quale fonte più viva e abbor;dant_e derivare in noi l'amore alla Patria"? Come capire la pienezza della nostra ri vol uzione e sentirsi ora altamente i_taliano, se la mente nostra non ha contemplato quella storia, se la nostra coscienza cli cittadino non si è formata in essa? Di recente fu messo al .2° anno un breve corso di p,-icologiR e logica, insieme trattate. E a voler che tale insegnamento conservi oltre all'aspetto anche l'entità di una elementare filosoua, bisogna, parmi, sfuggire ogni e~ame, ogni critica di sistemi, nonchè le partizioni sotti li e scolastiche è la ricchezza delle citazioni di sentenze e di nomi('I); bisogna. trattare i puri fenomeni della coscienza, in qtrnntocosti tniscono la vita interiore dell' nomo , .e isolare affatto la psicologia, staccandola da um1 parte dalla metafisica e dall'altra dalla morale. · Bello sarebbe un metodo più largo. obiettivo e insieme compa- . rativo, che secondo la moderna e illustre scuola inglese, ·muova dall'etologia dell'individuo a quella delle razze; ma lutto questo· varcherebbe i limiti di un insegnamento elementare. E si noti che la psicologia trattata con modo astrat,to e sub biettivo , più facilmente si collega alla logica. La qirnle, ove I.asci le forme p1,etta1~1ente deduttive, il bagaglio di nomi oramai vieti dell'antica logica, e prenda il largo e rigoros<' metodo induttivo con abbondanza di esempi tolti dalla scienza moderna, tornerebbe, credo, molto utile agl i allievi. Questi sono i principali studi di coltura generale che si fanno alia Scuola mi litare. Il tenente colonnello Sismondo vorrebbe aggiunto, come vedemmo, un cor:;o breve di economia politica. La quale, considerata come insegnamento, ha una quali lit notevole, perché si adatta in limi ti umiIi ptÌt' conservando la sua efYicacia su Ila formàzione del cittadino; tanto è vero che_noi, ad ·esE)mpio di.altre nazioni, ne fa- , (Il Anche il B11N nel cap itolo: Le sclcn te pratiche, dico dell'eçonomia pol itica, « Tu tte le persone educate dol'rebbern essere edotte in alcun 'che di questo ,·amo di
« studio . .. (Op. cit.) "· E mi si conceda pure -di ricordare che in un art icolo intitola to L'esercito itatiano e la società moderna, lSì'.l, io proponeva corno studi per la formazione dell' uf!ìc iale, insieme alla storia e alla le tteratura, anche l'econo~1ia politica.
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PER LA FOR ll·!AZ!ONE DELL'OFFICIA L E
cemmo ammaestramento al popolo. Principii sani, chiar~zza ~i ide~e insieme significare alla mente clell'allievo il :alore d1 quei nomr che si usano tutti i giorni nel consorzio della vita com~ nell~ pub· blica stampa, ~arebbe l'eITelto di tale insegnamen~o. L uffic_rnle ne deriverebbe se non largo e retto ragionamento m '.na~eri~,. p~rsempre una certa largh ezza di veduta e prudenz~t di g1ud1z10 m Lutto quello che si attiene alla vita pubblica. ~d 10 per me ve_gg~ in tale insegnamento, un complemen to necessario a quelle .?oz_iom ·ai diritto, cli legge, di ordinamento sociale e statale che I allievo, apprende nel corso di legislazione mil itare("). ·
XII.
'
A me pare che se questi studi di coltura generale avess~ro il do-· minio nélla Scuola, e la rne1~te dell'.alli evo non fosse caricata con ali studi di scienza militare, noi avremmo una coltura generale ~moaenea in tutta l' ufficialità. Tale istruzione i11etterehbe una 1~0.g_aior; armonia, renderebbe meno dissimili intellettualmente gli ufficiali di complemento da q~elli y.irofessiona! i; e se u~a ~rossa guerra nazionale ci costringesse 6. corsi piuttosto I mprovv1saL1 :,lrn ~ccel~- . rati, e si rinnovasse in parte quello che accadde nel,18?~' _l _eq1ulibrio nelle qualità intellettLtali e morali cli tutta l o'(hc1ahta non sarebbe in se0 uilo tanto difficile. . . Lo spirito~ la pratica della clisciplina _militare alla_Scuola, 1 va'.'r esercizi di corpo, la perfetta .e completa conoscenz:l dei regolamenti, t utto insieme ci darebbe un ufficiale equilibrato 111 tutte le sue facoltà. morali, intellettnal i e fisiche e preparato alle prove della nostra vita. Ma perchè ho delto e ripetuto con insistenza su quest'insegna1
(I) Questa sobrietà nell'insegnamen~o, e non dico tanlo in quello ora le, quanto in quello-•· · · · 1·, · J• buona riuscita. Lo scolaro, l'alher o per scritto io la cre do qualrw essenzw 1,s1ma per " . , . . .. . che si ved~ dinanzi un o scritto d• testo, ir to d i termi ni difficili, 91 categorie, d1 d1strn• iioni sottili si scoraggisce, e prima di sian~arsi dello stucl10, sente t utto 11 peso della,_ Scuola,
PER LA FORMAZIONE DELL'UFFI C IALE
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SUGLI STUDI
mento dei regolar_nenti, mi si conceda qui una considerazione. Suol · dirsi: altro è conoscere lo spirito di una reno]a di una. Jeao-e altro à , t>i? ) ( è conoscerne la leUera. I l"egolamenti militari possono considerarsi -come l'ultimo stillato di quel corpo di dottrine, che soglionsi ch iamare scienza militare. ln tal . modo avrebbe raaione chi soncrinn· O O<> · g_esse: ~lunque se I' allievo, 'se l'ufficiale deve conoscere lo spiri Lo dei rngolamen ti, bisogna. pure che abbia cerla conoscenza ··di quella scienza militare. Al che si risponde: Conoscere si può u~a _legge, una regola, un fatto per se stessi, o anche per le loro rag1on1; e perch è le cause, le ragioni so1)0 mediale o immediate, remote o prossime, così descrivono una via. asrendentè che movendo · dal folto e rimontando all e modifìcazioni, alle trasformazioni con-duce all'origine sua. Prendasi, per esempio , la più elementare formazione, il più semp li ce movimento dell a. scuola di plotone O di q~ella di ?Ompagn ia; quanto non si po.Lrebbe dire, quanlo non ragionarv i sopra? Ma, <licia.mo la veritii, credele vo i che l'ufficiale · infe1:i o'.·e destinato a com,rndnre una così piccola frazione di truppa, sapra fal'l a manovrare meglio, quando abb ia compito un co1'so di . lattica? quando p. es . abbia sludiato le distinzioni della taLLica, afi · ordini divei:si, i diversi modi della colonna, e via di cendo di q;el grosso complesso di cose che si costringono in un corso di tattica? A me pare davvero di no. Cotesti termini, coteste immao-ini e forme tattic:he _c!1e l'~llievo spesso invano cerca di cap ire, 1~escono poi · cose facili assai , dopo sette o ouo anni di servizio, di vita militare. Mag~ior_e uti(ita,. io credo, ne risulterebbe all 'esercito se quel tempo ,che l alli evo ~-mpiega nel corso di lattica, lo impiegasse nell'imparare a mente r1 regol a.mento d'esercizio, e specialmente ad a.ccjuistare nella pr~tica del _comando ripetuta con qnotidiana costanza ·(") , quella sc10J[ezza della persona, quella sicurezza di azione e di comando, quella spontaneità risolula,che si aYVicina a ciò che noi vo. gliamo nel biwn istrnttore, e che l'allievo dovrebbe portar seco a.I !Il A que~ to ~on cro_ùo possano supplire i campi aun uali. Essi se1Tono cli complemen to all 1struz1011e m ili tare, rnsegnano la con dotta in guerra, non quella minuta eù esatta rstru..zrone che fol'!na Hs_oldalo in pe~e ; questo è il risulta lo della ripet izione qua U<lia na , contrnuata per annr rnt1er1. E orJ, mr pa1·e vada scemando nei qua dri dell'eserc ito nostro · quella conosce nza sicura cd esa tta dei regolamenti, che c'era una ,•o lta; perchè meotr~ i lauti camb iamenti l'han no cancellata più vol to negli anzianì;- i giovani davv~ro non sovvengono.
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reggimento. Lo stesso dicasi, o presso a poco , per gl i altri regolamenti: Un numero molto maggiore di lezioni su i regolamenti a:;se- gnato nell'anno scolastico, un co~fficiente maggiore dato nell'esame finale, _condurrebbe a resultati simili pel rnsto del servizio. Non riuscirebbe diJiicile all"ufficiale incaricato di tali insegnamenli, uomo tanto provetto nella prntica del serv izio , quanto colto nella scienza mi litare, di spiega re quei regolamenti, e percorrendo , così in via di discorso, una. parte della via ascendente a cui dianzi accennavo, giungere fin o a quel punto limite , che soddisfaccia la. mente dell'alli evo senza aggravarla. Or io in fine, Io dirò tutto in una volta : trallando della massa · degli ufficiai i, di quelIi che esercitano ve-ramente la pro{ess·ione o., se volete, il mestiere delle arm,i,io definirei l'ufficiale, un gionne, un uomo di caraltete serio , di mente colta, che conosce e pratica bene i regolamenti militari. Per progredire oHre il grado , di capitano , per indirizzarsi a carriere eccezional i vi sono modi speciali , e primo fra tutti la Scuola di guerra, nella. quale appunto · si fanno studi di scienza militare . Alla Scuola milita.re s' insegna. la teoria e la pratica di quello che realmente l'uffic iale dovrà o · potrà es;;er chiamalo a fa re al reggimento . Cosi nello studio di fortificazione il solo regolamento degli zappatori, pa.rmi, dovrebbe · bastare; nella topo-grafia, il sapere rìeces;;_;ario per leggere una carta, l'abili tà.di rilefltre a vista un tratto di terreno; senza che nessuna conoscenza. o maneggio d'islmmenti aggrav i la memoria. dell'all ievo. In' conclusione, eslendere la. coltura generale fino al limite del possibile per formare l'uomo, restringere il sapere militare fino a.I limite del necessario per il servizio al reggimento; questa a. me pare · la \'Ìa da.· Lener,;i. · RAF1''AELLO B IANCIARDI
Capita1io nel 1° regg. be1·saglier·i ..
t.' ARTIGLIEÌ{IA
L'ARTIGLIERIA NEI PASSAGGI DI CORSI D'ACQUA
...
r.
Allorchè un'armata irnprende a difendere un corso d'acqua ('I) .generalmente si dispone su tre linee. La prima situala. st1lla riva. stessa del fiume viene formata dalle pattuglie, dai posti di sic.urezza, ,d'avviso, ecc.; la seconda da riserve collocate in siti centrali, dai quali esse possono con facilità e celerità. recarsi nei punti minacciati; la terza infine viene formata da. unlt o più riserve genera ii (2). (l) Assai di rado si difende un fiume per tutto il suo corso, o per una conside1·evolo lunghezza di esso. Federico li lasciò scritto, che egli clifflc ilmen to avrebbe assun to la difesa di un fi ume per una lunghezza maggiore di otto leghe; con ciò il gran capi tano volle di certo fare all us ione alla difficoltà a cui si va incontro lungo i grandi fiumi, nel conciliare i l bisogno di garentit-si da. per tutto, con quello di non disperdere le pro!)rie forze. P.irciò si richiede, porcilè un fiume formi una buona linea. di difesa, ch e ·il suo corso s:a brevo, o per lo meno lo sia ii tratto più pel'ico loso, che urge garan tira e difrndere. (2) Come e.;;empi cli corsi d'acqul, la cui difosa merita di essere studiata crediamo , utile menzionare i seguenti: nel 1799 la Limmat dif~sa da l(ors~kolT contro Massena; noi 1800 il ·varo difeso eia Suchet contro una p31·te dell'armata di Melas; nel 1805 l' lller difoso da Mack, da Memmingen ad Ulma; nel lSO\l il Danubio difeso dall' Arciduca Carlo con tro· Napoleone J, nel 1$14 ii Mir,c io difeso dall·a,·mata del Principe Eugenio; nel 185! la Cernaia difesl dagli alleati co ntro i Russi; nel 1859 la Dora Dai tea difesa da Cialdini per coprire Torino; nel lS36 l'Iscr difeso da C!am-Gallas contro i Prussiani: nel 1870 il Loir, la Sartho e la Maycnne difesi da Chanzy; . nel 1877-78 il Danubio difeso d;ti Turchi contro i R\iss i.
NE,1 PASSAGGI DI CORSI D'A CQUA
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La prima quistione che ci si presenta è la distribuzione più conveniente dell'artigli eria dèlla difesa fra queste linee. Alla prima non va assegnala artiglieria. Non sarebbe buon consigl io recrolar5i diversamente, poichè; com'è facile il rendersene ragione, 0 ad essa non polreb besi destinru·e che alcune sezioni i Ie qual i venendo ripartite fra i vari posti di sicurezza, riusci rebbero pressochè inutili alla dife~a. Una sez ione iso lata non costituisce mai, e tanto meno in questo caso, nuclao :rnfficienl.e a produrre effeLLi. di qualche momento . . . All a seconda. linea vanno as,;egnate generalmente tutte le, bauerie della difesa, ripa.rtenclole equamente fra le varie riserve. Aprima vista pare assai opport.uno l'assegnare anche alla terza linea un delennim1to numero cli batterie, allo scopo di costit.uire una 0 pii:t masse generali d'arLiglieria. Esse riuscirebbero d'i'ncontestabile utilità, se avessero semp re o quasi sempre, moclo d'arrivare RI punto attaccato , così prestamente, com9 vien richiesto dal ~iso?no d'acrire efficacemente fino dal primo momento; ciò tuttavia. d1ffi,.,, . ,cilmente accadrà, poichè le dette masse, dovendo essere situale in posizioni e.entrali, rispeHo alle riserve della seconda linea, si troveranno naturalmente ad una distan.za non piccola dalla riva, sulla quale esse non potranno perciò giun·gere con grande Tapiclità, _pure ammeLtendo le più fav,orevoli condizioni di strade e terreno .· · Sarebbe per conseguenza dannosa in tal caso la formazione di questa specie di risene, che indebolirebbe sen1.'adegualo profitto le masse d'artiglieria destinate alla seconda linea, le quali entrando immecliai.a.menle in azione, importa rafforzare quanto è possibile. Non ·sapremmo quindi consigliare per massima l'assegnare arti_glieria all~ terza linea; ciò converrà solo in virtù di speciali circostanze e del possesso di numerose batterie. . La distanza a cui devono essere collocate l'una dall'altra le nset've della. . seconda linea, viene determinata dalla. necessità. che una almeno di es;;a giunga al sito minacciato, prima che l'avversario abbia avuto il tempo di condurre a buon porto le operazioni del passaggio. Questo · tempo dipende essenzialmente da quello necessario al gittamenlo dei ponti. Nelle generalità dei casi richiedesi non meno di due ore p~r.tale operazione; onde una di -
NEI PASSAGGI DI CORSI D'ACQUA
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sLanza variabile dai 112 ai H. chilometri, fra una riserva e la sua attigua, sembra conveniente, poichè in tal modo ciascuna di esse dovrà al massimo percorrere, per recarsi al punto minacciato, dai 6 a 7 chilometri, e po trà qnincli arri varvi prima che le operazioni del passaggio sieno molto innoltrate. Dividendo la lunghezza del tratto da difenders i per la distanza determinata, nel modo sopra detto fra le riserve, si avrà il numero, di esse occorrenti ad una ragionata difesa. . Sulla forza poi che deve costituirl e, vari sono i pareri derrli o seritori militari; e mentre alcani la ritengono sufficiente, quando essa conta dai cinque ai sei uomini per ogni metro lineare, altri vo rreb bero invece che ne contasse persino dieci; nè poi è da tacei-Bi, che la storia ci mogtra esempi, in cui per virtù di speciali circostanze, furono bastevoli al bisogno anche qualtro soli uomini per metro lineare. A seco nda di tali disparati criteri, dovrebbe la detta forza oscilla re fra i se.i mila ed i quattordici mila uomir_i,i; ma appigliandosi alla media fra questi estremi, cioè alla forza cli dieci mila uomini, si può esser siCllri, cli soddisfare nella maggior parte dei casi, ai bisogni della difesa. Nelle proporzion i ordinarie ad una simile forzo. corrisponde una brigata di tre o quattro batterie circa. Nelle circostanze però cli cui facciamo parola, è necessario aumentare sensibilmente una tale propor·zione, poichè solo una potente arLiglieria può dare In sicnrezza cli troncare fino dal loro iniziarsi i tentali vi di passaarrio on dell'avversario, come si richiede perchè essi non abbiano ad acquistare probabilità cli successo: e la storia c' insegna appunto, che i passaggi non troncati prestamente /ìn drtl principio, furon o quelli che ebbero riuscita, e che il difensore potè troncarli, salvo poche eccezioni, solo allorquando egli ebbe una decisa superiori tà in artiglieria. Così nel "809 l'arciduca Carlo riusci a mandare a vuoto il passaggio del Danub io, tentato la prima volta da Napoleone I, rimpetto l'isola di Lobau, solo in forza della sua preponderante artiglieria (300 pezzi contro 11150) . Qualunque pP.rò sia la quantità cl'artiglieria che la difesa ha a sua dispos izione, non sarà mai bene il frazionare le brigate fra varie riserve; e qualora non so ne avesse in numero sufficiente per de-
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sLinarne una intera a ciascuna di esse, sarit miglior partito, di lasciarle senza quelle che per le condizioni speciali del traLto a~ficla~o a loro difesa, banno minore prnbabilità ad entrare per l_o prime m azione. II caso di cui parliamo è ® o dei tanti, nei qualt per avere effetti utili è assolutamente nececessario l'impiegare l'artiglieria in masse d'u~a certa entità. Del resto non bisogna dimenticare, che l'eccessivo frazionamento è sopra ogni cosa dannoso, esponendo al rischio di essere con .facilità soprafaLti ovunque. Ai Turch i viene precisamente rimproverato dalle persone competenti, l'cn:ore cli essersi soverchiamente clisseminat_i longo le riv~ del Danubio nella difesa da essi fattane clurante l'ultima guerra d1 Ot:iente; per cui al momento del passaggio'. es~i non_ riuscirono a conclmTe in azione che una sola batteria cli se, pezzi, oltre quella della stessa forz~ precedentemente slabilitasul lnogo; quantità questa di certo troppo inferi ore al bisogno. · · . . II comandante d'artiglieria acldetta a. ciascuna nserva deve, in compagnia dei propri i capitani, riconosc~ro minutamente il tratto da difendersi ad essa assegnalo, per studiare accuratamente le posizioni nello quali il nemico potrebbe collocare art~gl ieria per la protezione del passaggio, e quelle più adatte al_la difesa per controbatterla; deve misurare o far misurare la cl1stanz~ che separa le dette posizioni, e porre ogni diligenza nel_ far ri_conoscere le strade d'accesso e tutti quelli altri particolan che n guardano la occupazioue di una posizione e la marcia ad essa. Studio_questo che importa assai il fare preventivamente, _P_oichè _n~l maggLOr numero delle volte, le batterie dovranno recarsi m posLZ1one nelle ore dell~ notte, essendo queste lu ore che per lo più si prescelgono da ch i vuol tentare I.in pa:ssaggio. . Deono d'encomio a tale riguarclQ è certamente 11 comandan te clella batteria turca alla sinistra di Sistow(nell'ultima guerra turco-russa .. Egli seppe sì bene stLtdiare in prececlen7:a il lm:reno co~trapposto, che al momento del pnssaggio, malgrado il fuoco predominante delle batterie rnsse (48 pozzi contro 6) e l'oscurità profo~~a clella notte, potè cagionare perdite assai significanti alla ·I 4,a dms1one russa ammassata in attesa clel passaggio . . In prev isione_appunto cli un combattimento di nottetempo deb~ bono essere prese tutte le misure opportune, non esclusa quella d1 19
2,0
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L' ART IGLI E!UA
NEI PASSAGGI DI CORSI D'ACQUA
tenere pronli apparecchi luminosi, per risch iarare la superfi~ie delle acque, on de viemegli o discernere i barconi , i pontoni, ecc. che trasportano le truppe. ·
poi coslrussero nell'ullirna guerra numerose batt~1·ie lungo la riva del Danu bio; non è però qui il caso di parlare di esse, poichè quelle opere, per la loro importanza e costruzione appartengono più alla fo rtifi cazi one perm anenle, che a quella di campagna. Durante la guerra di secessione gli American i provvidero alla d ifesa dei punti deboli sui loro fiumi , anche con batterie armate cli mitragliatrici Gatling, col proposito di diminuire la forza delle riserve mobi li; ed a quanto si assicura, essi ebbero motivo di ch iamarsi contenti della loro ri soluzione. Riesce quasi superfluo poi l'accennare come nello stnl.Jili re le batterie cli cui parliamo , devesi aver cura cli coordinare la loro azione con quella delle altre difese (nouiglie, torpedini, dighe ecc.), che nei grandi fì umi come il Danubio, il Reno, concorrono alla .difesa .
II.
Olti·e le accennale disposiz ioni generali di difesa, altre ne vanno prese per garanLire di rellnmente quei pnuti che per speciali condizion i sembran o più atLi n favorire un passaggio. Alla difesa di questi punti, che pari ai lati deboli di u11a fo rte;:za, debbono essere pienamente conosciuti, è obbli go principalmente dell'artiglieria di provvedere con la costruzione cli batterie e ripari da campagna. destina ti ad accogliere i pezzi della difesa al momento opportuno. La costrnz ionc di ripari in questo caso non è mai abbasta.nza raccomandata, nello scopo di sopperi re cop rendosi all a inferiorità numeri ca in cu i generalmente trovasi il di fensore rispetto all'attaccante, e per rimediare quanto è p•)ssibile ai cattivi requisiti delle pos izioni imposte dall'avversario, che avendo la scelta del punto di passaggio, non mancherà certo di trarne partito per tale riguardo. Come esempi o di batlerie costrnll.e a questo scopo meritano di essere ci tate quelle numerosissime fotte costruire nel 11809 <lall'arciduca Carlo, ri mpeuo l'isola. di. Lobau, per impedire in quel punto il passaggio del Danubio ai Fràncesi . La riva sinislradel fiume, da Aspern a ProbLdorf fu coperttt da una linea di tri nceramenti e batterie in forma di mezza luna, le cui al i s'appoggiarnno al nume e sembravano racch iudere l'isola come una immensn. circonvallazione di cui i bastioni crn.no Aspern ed Essling . ~on è raro riscontrare nella storia esempi di simil i batteriE: armate anche con bocche a fuoco d'assedio. Così nel ,18·1,&. l'artiglieria francese costrusse una baLteria da posizione rimpello l'imboccatura del Necker, per contrastare il passaggio del Reno in quel punto. ~o stesso fecero gl i alleati nel ·I8i>4 sulla Cernaia.in quelle locali lit do,·e rilenevHsi più fac ile un auacco da pa1'te dei Russi. I Turchi
III. Allorchò l'avversario tenta il passaggio del corso d'acqua , l'armai.a difensiva può opporvisi in tre modi diversi: 1° Può contrastare l'operazione sino clal suo in izìarsi. 2° Può lasciar passare in parle l'avversario, e ponendo a profitto favoreYoli circosLanze distrnggere i mezzi cli passaggi e sp ingere il nemico nel fiume. A Lai partito s'appigliò l'arciduca Carlo nel già ciLato pnssaggio del Dannl.J io nel 1809. Egli permise délpprimu ai corpi dei generali Massena e Lannes, dai lrenlaai quaranta mila uomini, di prender piecle sulla riva sinistra, e cogliendo .poi il momento prop izio , offe rtogli da lla rotlura del grn n ponte, causala da una piena subitanea elci fiume da lui preveduta, cercò co l fuoco concentrato di 300 pezzi , cl i geLLare nell 'acqna i Francesi, i quali riuscirono a riparare nell 'isola di Lobau, per l'ab ilità della loro arLiglierirr che sostenne il fuoco per ben trenta ore cli seguito . 3° L'armala difens iva può lasciar passare l'av,ersario con tulte le sue forze, ed aspeUandolo in posiz ir.ni assai vanlaggiose, dargli battaglia con probabililit di vittoria . 1
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272
L' ARTIGLIEfUA
In tal modo agì nel '1705 il duca di Vencl6me·contro il principe Eugenio nel tentativo da questi fatto per passare l'Adda al disotto . di Cassano. L'armata imperiale sorprendendo il difensore, aveva incominciala la costruzione dei ponti, _il duca cli Vendòme accorse per opporvis·i, ma non vi riuscì, perchè la sua artiglieria, troppo for te- · mente battu~a dall'avversario, non giunse a coll ocarsi in batteria sulla riva stessa del fiume; ciò vedendo il ·duca abbandonò la difesa diretta ed a~dò a prender posizione più irrclietro in località. assai vantaggiosa, dove si coprì. letteralmente cli trinceramenti e batterie, che condotLe a termine con prodigiosa rapidità in pari tempo della costruzione dei ponti, fecero rist_are il principe Eugenio dalla sua impresa, reputando egli troppo ardua cosa ·mandarla ad effetto in· quelle condizioni . Un simrle sistema seguì pure il generale Bertrand nel ,J8 13. Egli non potendo impedi re direttamente, a causa delle condi,zioni molto vantaggiose del punto prescelto, il passaggio dell'Elba. all'armata della Silesia a Wartembonrg, aspettò il suo 'nemico alla gola del rientrante formalo dal fiume jn quel silo tra il vill aggio di Bleddin ed il castello di Wartembourg . Il passaggio fu forzato, ma 1_0,000 uomini ne tennero -in iscacco 80,000, durante un'intera. giornata ('I). . . Come è naturale il modo di comportarsi clell'arLiglieria varia secondochè si presceglie l'uno o piuttoslo l'allro dei tre metodi detti di difesa. · Noi l'esamineremo distintamente per ciascuno di essi, cominciando dal primo. Pel migliore intendimento però di quanto verrà detto in prosieguo, si rende necessario qui l'accennare sommaria.mente, come d'ordi nario si sviluppa la difesa' in questo ca.so. Sulle prime col fuoco clelle batterie precedentemente stabil ite e con quello delle batterie delle riserve più vicine accorse prontamente, si procura di_sturbarn la concentrazione del nemico, ed impedire le sue prime 1
(I) Il metodo di difesa in parola è troppo pieno di pericoli, perchò possa venire aclot'. tato cli spontanea volont~; ben spesso il risu ltato potrebbe essere dilfèrcntc dal previsto. L'imperatore d'A ustria a suo· fratello l'Arciduca, che dicevagli di vo ler lascia r passare il Danubio ai Francesi, per po i geUm·li nel fiume, rispOSf?: -Sia pure, ma badate che non Jle passino poi tt·oppi (Battaglia di Wagrani). E così fu infatti.
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NEI PA SSAGGI DI éORSI D' ACQN:i\
manovre e la costruzione del ponte; quando poi l'avversario comincia. a prender piede sulla riva od a sboccare dai ponti, entra in azione la fanteria, tenuta sin'a.llora indietro acl una cet·La. distanza ,dal punto di passaggio, disposta su una o due linee con riserva, e mascherata quanto è possibil e; essa tent.a avviluppare le colonne nemiche ecl impedirne la spieg,unento : la cavalleria collocata generalmente più indietl'o ancora, viene mantenuta in riserva sino al moÌnento propizio di lanciarla. sul fianco delle colonne avversarie, tra la riva del fiume e le linee di fanteria, o di servirsene .per completa.re il successo nel caso di disfatLa del nemico ( 1). Ge11eralmente l'azione della difesa.si distingue in tre periodi, comprenùendosi nel primo l'azion~ precedente la costruzione del ponte, nel secondo quell a durante la medesima, nel terzo la successiva; seguiremo anche no i tale distinzione, che ci permette di definire ·senz'altro il modo di comportarsi de_ll'artiglieri a, tanto_ se essa giunge al sito del passaggio i)l·ima. che sia cominciata la costruzione del ponte, quanto se vi giunge ~opo, od anche quando essa è ultimala. -1 1° Perioçlo . - L'artiglieria. deve impedire lo stabi lirsi delle bat- · terie avvers~rie e controbauerle. A tale scopo essa s'imp.egnerà nel -combattimenLo· con tutle le sue forze sin dal principio; · sarebbe dannoso l'agire diversamente, poichè essa si espo·rrebbe al rischio d'essere parzialmente battuta senz'alcun profitto. Nel nostro caso non possono avei· valore le ragioni che consigl iano mantenere ha.t~ .terie in riserva.; qui rion è necessario d'aspettare a conoscere il punto cl'frrgzione, poichè esso è p;e.na.mente determinato fin dall'i- . niziarsi dell'azione; nè è a temersi d_'altra parte, che l'ar~i,glieria dell'atlaccante possa colla.sua preponderanza. ridurre quella della ,difesa a tali condizioni da non lasciarle più mezzo ad agir€\ contro la fanteria al momento opportuno; ia distanza a cui generalmente ha luogo questo duello è abbaslanza grande, perchè ·gti e1Ietti abbiano acl esserne veramente considerevoli specìalmenle se la difesa ha saputo prendere in tempo le .sue misure per coprirsi. Solo nel ca.so in cui il difensore fosse assolutamente . ~lebole in ai-tiglieria e 1
(lJ Questi principi i Ii troviamo messi in pratica da i Fràncesi alla baltDglia di Trac tir -ove però la cavalleria non fu lanciata alla cai'i~a per tema forse d'un secondo fatto "di Ilalacla va.
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NEI PA SSAGGI DI
L'ARTIG LIERIA
che le sue posizioni fossero lroppo vivamente ballute, potrà ritiscire utile il non impegnarsi a fondo nel duello d'nrtiglieria, e riservarsi ad agire contro la fanteria quando sia incominciato il passaggio di esc;a. Oltre a conLl'obaLtere le IJaLterie avversarie deve l'ari iolie1·ia im.pedi~·e la concen trazione del nemico, distruggere i me:zi di passaggio e mandarn a vuoto i tentaLÌ\'i, per fare attraversare il corso d'acqua da drappelJi di fanter ia, per mezzo di barche, pontoni ecc. Si destinerà perciò un adeqnato numel'o cli pezzi a. di simpeonare tali còmpiLi: Di essi alcuni batteranno qnei siti ove si vede o si suppone esservi trnppa ammassata. pel passaggio ( 1), altri le località che ragionevolmente si credono Iuoglt i di cl eposi t.o pel materiale, e quelli nelle quali succede l'imbarco, mentre i restanti pezzi pren~ernnno di mira i ga lleggianti che trasportano trnppe, per calarli a fondo cd anche incendiarli, avvertendo questi ultimi pezzi cli)1on abbandonare il IO!'O còmpito, per occuparsi dei piccoli drnppelli, che fossero riuscili a prender piede, lo sbarazzarsi àei quali deve essere_ c~ra. della fon_te:i~t data a scorta ed a sostegno dell 'a rtigliel'i::t. _In~1sttamo ~u!la d1ns1one _di bersagli fra le dirnrse parti dell'arLighena, perche 1mpo1:ta assai che le batterie non siano obbligate a vc,l gere la loro ottenz10nc ora sull'uno ora sull'altro dei bei-saali, a seconda dell'o~portunità; è facile comprendere come in q~esto modo le hauene procederebbero mollo incertamente nel loro tiro e corre1:e!lbero il rischio di non raggiungere alcuno degli scopi proposL1s1. 2°_ PeriOllo . - Cominciala la costruzione del ponle)e batterie della difesa devono ad ogni costo impedirne l:t continuazione. Perciò esse lasceranno tutte il duello con quelle dell'attaccante e non avranno altro intento che distruggere i materiuli di sostegno. I1: ~u~slo 1~ome~to, senza_ dubbio, l'a1tiglieria dell'offesa radcloppiera 1 suoi sforzi, per atl1raro a sé novellamente l'attenz io ne dei difensori, ai quali il suo fnoco produrrà danni niaaaiormente seni ili. po,chè non essendo essa più molestat,t dtll l'ar1.i glie1·ia dell a difesa, può procedere spedita .. e sicura noi suo tiro; ciò non pertanto non •
•
c,)r)
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. (I) ,nantm~nHamo. quanto abbiamo già dello del successo ottenuto dalla batteria ture.i
a s1n1stra d1 S1stowa.
consr D'ACQUA
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devesi perdere cli vista lo scopo principal e della distruzione del ponte, raggiunta la quale ogni operazione di passaggio è naturalmente abortita. Un bello esemp io di ferme'.lza a tale proposito ce l'o!Tre l'artiglieria fran cese clel corpo di Lannes al pa::;saggio del Dan ubio a RaLisbon~. Essa aV\'ertita che l'armala di Boemia passava. il Ciumo battendo in riti rala, accorse di galoppo e non curandosi delle perdite assai considerevoli che a lei cagionavano le batterie nemiche, tenne fermo nello scopo di distruggere il ponte e riusci ad incend1a1·lo. Altro bell'escmpio lo riscontriamo pure nella condoll.a dell'arti glieria austriaca al combatlimeoto cli Mi.inchegratz nel 1866, do,·e una batteria collocala sull'Horka-.Berg fece ogni possibile per impedire la cosl.l'Uzione di un ponte sull'Iser, malgrado il fuo co cli due batteri o prnss iane stabilitesi sulle alture dominunti di KleinPtejnow, ed avrebbe forse raggiunto lo scopo se non fosse stata costl'etta a. lasciare la sua pos izione. Alcuni autori consigl iano in questo periodo il tiro ashmpnels cd all'occorrenza qnollo a metraglia contro i pontieri addetti alla còstruzione elci ponte; a no i par~ però poco probabil e che questi si presentino in gl'uppi tal i da far ritene.re efficace quel genere di tiro; in ogni caso raggiungerà più sicuramente lo scopo il fuoco cli al- · cuni scelti puntatori. Rico rdiamo a tale l'igua.rdo l'operato degli ottanta cacciatori svizzeri al passaggio dell'Aar presso Dettingen, che resero impossibile la costruzione del ponte, prendendo di mira isolatamenle gli uomini che conducevano le barche. 3° Periodo - Quando ullimato il ponte l'avversario ne comincia il passaggio deve l'artiglieria contrastarlo; por tale ragione ossa batterà il po nte di fianco e d'infilata: deve inoltre impedire lo sp iegamento delle lrnppe passate e per questo incrocerà i foochi davanti allo sbocco del ponte, pur tuttavia nvrnrtendo di non frapporre ostacolo agli auacchi che la fanteria della dife;..a. non manca certo di fare sul fianco dell 'avvcrsal'io. In questo periodo più ancora che nel secondo è ne,:essario che le batterie non si lascino indurre a rispondere nl fuoco dell'offesa; siano gmnd i quanto si vogl ia i danni che essa a1Teca loro non dovranno perciò dimenticare, che il nemico rnramente pericoloso è la fanteria già passala, scompigliando la quale lo scopo può dirsi I
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L'AHT lGLlERlA
NEI P ASSAG GI DÌ CORSI D'.ACQU A
pienamente raggiunto. Rammentiamo qui il successo .ottenuto da una delle bauerie russe al passaggio della .Beresina. Essa riuscita . a collocarsi in posizione assai dominante, batteva sì efficacemen te il ponte da obbligare perfino a sospenderne il passaggio: ciò. vedendo l'artiglieria francese si frappose fra essa ed il ponte stesso e cercò d'aLtirare a sè la sua attenzione; quella batteria però giustamente non curandosi del fuoco vivissimo dei l<rancesi continuò a battei·e il ponte, tirando in arcata al disopra di essi, e qualcuno dei suoi proietti essendo caduto nella colonna del carreggio, vi prod~1sse lo scompiglio che fu causa delle .deplorevoli scene di quella g10rnata . Abbictmo così veduti i còmpiti assegi1ati all'artiglieria nei diversi periodi, ci resLa ora ad esamii1are come essa debba essere disposta per meglio disimpegnarli. fa_ disposizione più conveniente per essa è senza dubbio quella m cm una parte delle batterie è collocata ad arco intorno al punto di passaggio, mentre ]'.altra è dispostn parallellamente alla ri va del fiume, di fianco al detto arco, dai ~ne lati od anche da un solo di essi, a seconda delle circostanze; con tale disposizione le ha ti.eri e . laterali avranno tutta la possibile eflìcacia fino dal principio, quelle centrali invece, formant i l'arco, agirrumo più eflìcacemente solonel secondo e terzo periodo. I vantaggi che così si oUenrrono sono asSUI n levanLi , perchè si mantengono, per così dire, in riserva le haLterie del centro non esponendole troppo direLl:amente al duel lo d'artigliet:ia, e si ottiene la possibili til. cli continuare il fuoco senza interruiione anche nel momento più critico dell'attacco da vicino sul fianco dell e colonne avversarie, giaccb è la fanteria della difesa può passare nell'intervallo a tale scopo lasciato, fra le batterie del' l'arco e quelle laterali, e non impedidt perciò nè il tiro delle prime diretto ad infilare il ponte, nè quello delle seconde diretto obbliquamente sul ponte stesso e sugli accessi al medesimo. L'arco formato dalle batterie non deve essere soverchiamente prollmgato sui lar:i, per non esporre quelle d'ali al rischio di ven ire prese d'infilata, ed anche pér non inutilizzarle del tutto durante il combattimento d'artiglieria. Sarà poi formato ad una distanzadalla riva variabile fra gli 800 ed i 11500 metri , nei limiti cioè del fuoco assai efficace d'artiglieria quelli nei quali il fuoco c1, punta1ne1ito •
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della fanteria incomincia ad esserlo, e ciò allo scopo evidente di dare alle batterie tutta la loro potenza, pur mantenendole lontano dal tiro efficacé dellafuci leria. Le batterie laterali devono pure essere tenute alquanto discoste dalla riva, non però di tanto da non riman~re più a distanza conveniente, per raggiungere con un buon tiro il terreno della riva opposta. Jn tal guisa esse si manterranno· quanto è possibile lon. tane dalle batterie attaccanti, senza scapita.re perciò nella loro azione contro la fanteria ed il ~11ateriale galleggiante per tutta la zoria nella quale importa agire contro di esse; saranno inoltre maggiormente al sicuro da un colpo di mano di qualche drnppello riuscito a prender piede. Qiù cadeassai acconcio l'osservare che è assolntamente necessario garent.irn la sicurezza delle batterie con adeguate scorte. La natura sLessa del combattimento, l'ora ed il terreno in cui esso svolgesi favoriscono grandemente le sorprese, dalle quali bisogna che l'artiglieria si sappia premunita in modo certo, perchè possa por mente al suo fuoco colla calma r ichiesta dalle difficoltà della situazione . . La necessità delle scorte all'artiglieria in qnesto caso, ci sembra tint.o imperiosa, che vorremmo che vi si provvedesse in precedenza destinando in ciascuna riserva i riparti, che debbono formarla quando l'artigliel'ia yfone chiamata ad agire, Lalchè essa possa senza ritardo e senza preoccupazione di sorta avviarsi alla posizione. È bene prima di lasciare lo studio della maniera 'd'agire della difesa secondo il primo metodo a.vvertire che l'artigl ieria v'acquista· la caratteristica di arma principale, ed il suo scopo essendo essenzialmente difensivo essa ne subisce le conseguenze, rimanendo immobilizzata in guisa che i pezzi da campagna diventano altrettanti pezzi da posizione, e le altre anni non potranno nè dovranno agire che come grandi sostegni dell'artiglieria.
2i8
L'ARTIGLIERIA
IV.
Nel secondo e terzo metodo la difesa si svolge press'a poco in modo identico sia nell'uno che nell'altro caso; evidentemente essa assume tutto il carnttere d'un combattimento difens ivo, in cui al momento opportuno si prende l'offensiva per ricacciare il nemico e gettarlo possibilmente nell'acqua. Da ciò viene de(iuìto abbastanza chiaramente il modo di rego larsi dell'artiglieria, che come cli legg1eri sì comprende deve agire non diversamente, che se prendesse parte a batta.glie con scopi analoghi agli indicati. t super.Guo quindi lo spendere parole in propos ito e solo accenneremo alle due seguenti considerazion i consigli:tteci dal carattere affatto detenninato dei combattimenti cli cui ci occupiamo. ;1° Il punto in cui si vuole esercitare lo sforzo nel ritorno offensivo è nella generali tà dei casi precedentemente sta.b iI ito, poichè la sua scelta è subordinata alle condizion i topografiche del terreno più che alle manone dell'avversario. Sarà perciò opportuno con,. centrai·e fin dal principio, nella posizione o nelle posizioni più adatte, la massa d'artiglieriR destinata a preparare ed a sostenere l'offensiva. In questa guisa le batterie avranno agio ad impratìchirsi della loro posizione, e sarà evi tato l'inconveniente sempre dannoso di far muovere artiglieria durante il comballimento, ed in particolar modo quando vien ritirata da un punto per essere avviata ad un altro della li\rna di battaglia. Nè qui è a temersi che un tale preventivo concentramento possa rittscire nocivo alla prima parte dell'azione, alla parte cioè difensi va, poichè le posizioni essendo state scelte in vista della loro speciale attitudine alla dì l'~sa, il terreno avanti il centro nella linea di battag lia polrà essere baUulo dalle ali e viceversa quello avanti le ali potrà esserlo dal centro; requisito questo che, siccome è noto, trovasi fra i primi che contradistinguono una pos izione difensiva. Po tranno. perciò le batterie, siano esse concentrate al centro od alle ali della lineadi battaglia , sempré contribuire energicamente a respingere gli attacchi del nemico .
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NEI PASSAGGI 01 CORS I D'ACQUA
2° Le batterie anche a costo cli gravi sacrifìzi devono a~compagnare la fanteria nell'attacco . 9u~ n~n pu.ò nascere dubbio, sul proposi to, poichè soltanto i f ~och I cl '.'.rl1gl1ena posso~o a~e1 e! effi.a nece:,:,, ""ar·a ,ìcldossate cac1 1, I)et· bn,.LLere d1 lontn,no le truppe . · nemiche . . . .. al fiume od ammassate alla testa dei ponti per r1p~ssarl1; s~ la .fo~l~~·'.a non fosse sostenuta in tale supremo momento dal.I u?co dell ~rL1ghc_t '.'t, il nemico potrebbe so tto la protezione delle proprie batter'.e sLabil1t.e sull'altra riva ri Lcntare un'attacco, come avvenne a Fnecllancl al , , oo ·o del. I' ii..1 Ile nel ,1807 ' e per cui il generale· Senannont pa:,Scl~ 0 l cl · prese · .· la brillante ecl animosn, sua init.iativa a tul.l1 nota. E in og~i caso senza il fooco cl'arLiglieri,t anclrcbbe perd uto in bu.ona. parle il frutto del la riuscita dell'azione; e quanto proGtlo si possa r.1cl~va~e da quel fuoco, lo vediamo alla battaglia cli 'fr_acLir, clo v~ l'arl1JI 1er1a . francese si spinse anirnosarnente a breve cl1slanza, rnu Rus:,i, per gettarli nelb Cernaia.
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1
V. I
Dall'esame attento ed accurnto dei 1wmerosi esempi dì passa.ggi di corsi d'acqua che ci fornisce la sLoria militare in ogni epoca ('i) di corsi d'acqua meritc,·oli cli essere studiati, tratti dalla (I} Come csemp1· ,a·1 li~ssa"'Ni e , "" , . . .. .. storia militare di quesi.'ul timo secolo, possono essere citati I seguenti. nel l797 il passaggio ctel Po e del ~! i1icio eseguito da Napo l.eonc I; . , . " . . Ml 1799 il passaggio della Umma t eseguito da Massena; e 11 tenta.ti\ o d, passa.,g,o dell'Aar da parte dell'Arciduca Carlo; . net 1800 il passaggio <l~l Reno csegu, t.o da Mol'tlau; r • nel 1S05 il passagg)o dell' Adige esegu,to da ~fasscna a :~rona, . nel IS07 il ·pass 3 ggio dcll'Alte eseguito da Benmgsen a I• • 1edla11d, a nel JSOO il passaggio del Danubio eseguito in maggio e lu glio d Napoleone I a Lob~~/ 1812 il passa""io della Dercsina eseguito da Napoleone 1 a Stuclianka; ec · da BI"ne hc ,, a Wart nel 1813 il p3ssaggio deli'Elba eseguito , embOlll'"· ,,, , . nel 181'1 il passaggio del J\eno eseguito .da B11iche1· .a Ca'.ib; nel 1828 il passagg!O del Da nubio eseguito da, Russ.1 a Satuno~, ~· . . . . "". . nel 1831 il passaggio della Narew eseguirn da D1eb1tsch ad O,t, olenka, 11 passa.,.,10 della Vistola eseguito da Paskicwitsch ad Os,eh; . nel 1810 il passaggio del Raab eseguilo da Hai nau; ii passaggio della Thciss eso- -· guito du Hamberg a 1çanisa; •
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NEI PASSA GGI DI CORSI D' ACQUA
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L' ARTIGLIERIA
si Lrae la conclusione corla ccl incontestabile, che la macrrrior parte · 00 del successo in operazioni di tal genere è dovuta. all'aver saputo ò potuto scegliere un adatto punto pennandarle ad esecuzione. Ben a ragione quinclt si dà la .più grnn cle i mportanz·a allo studio dei requisiti che devono conlradislinguere il punto éla. scegliersi pcl passaggio, perchè esso favorisca nel 111 iglior modo il risullalo dell'operazione. ' Tale studio faremo anche noi , .limitandoci però a quello soltanlo dei requisiti che in teressa no direllamenle l' impiego dell'arliglieria e che po~sono essere ria ssunti nei quallro seguenti: . 1 1° E conveniente che il punto prescelto sin collocato al centro ~l'un arco, la cu i conénvità si rivolga al nem i.co. Ciò oltre a ra,•orire il concentramento dei fu och i. permcLLe cli proteocrere il uanco delle 00 colonne passale sull'altra. rirn, e di soslenei·ne efficacemente lo spiegaiµento, come avveniva a BièLikon sull a Limmat, a I?riedland, a Lobau, a Poniémon sul Niémen nel il812. A misura che cresce la cu rva tura dell'arco crescono naturalmenle i vantaggi accenna.Li. _Gli arch i pi ccol i però. prnsentano l' inconvenicn le d'esporre le balteri e d'ali al tiro d'inlìla1a, e quello di da1· ·modo al nemico cli circui1·e -facilrnenle il rientrante formalo dal fiume, come fece l'arciduca Carlo cont ro ~apoleone tra Aspern ecl Essling, ed il general e Bertrancl fra Bleclclin ed il castello di War:. tembourg; d'n lLt:a parte la gitlat.t dell e 1110.clerne arligli cri e offre mezzo al difensore di dominare an.che da lontano col loro fuoco gl i archi non ~roppo ampi. Per quesle mgioni riescono a preferenza convenienti pel passaggio gli archi di considerevole ampiezza; e tenuto con Lo della ncces?ilit per parte dell'offesa di poter batterè · efficacemcn 1.e tult6 il Lerre·no racchiuso in essi, sarà propriamente nel J854 il passaggio del ,Danub io eseguito dai Russi .:i. Galntz, eci· a Silis lrla il pas saggio d ella Cernui.i esegui to dagli stessi Ru ssi a Tractir; nel 1859 il passaggio del Ticino eseguito doi Fra ncesi a Turbigo ed al ponte s. Marcino; n~l 18SJ il pas_saggio della ~chlci ~~eguilo_ dai Prussiani ad Arnis; il passaggio del braccio d1 mare d1 Alsen eseguito dag.1 stessi Prussiani; nel 1866 il passagg io doll'Jsor eseguito dai Prnssiani: il passag" iO del Po ·CSC"llito dagli Ita li ani; " "' • nel 1870 il passagg io della Mosa eseg uito dall"armata germanica al disotto di -S édan; . nel 1877-,8 il passaggio del D~nubio escgu1lo clai nu_ssi a Sim initza cd a Draila.
preferibile quell'arco la cui corda'. .co i~presa la !_unghezza .~lel fium e· alle due estremità, non è lunga p1u dei _4000 o oO?.O met11. . Ciò perallro non va preso in senso assol~to, po1chè la co'.·da 1~ parola segua d'ordinario la p_osizi one delle prime Lr~J~P~ c_osL1LuenL1 )'avanguardi a passar.o sulla rm1. opposta, oncle s_L~hd1rv1s1 e procedere agli ulleriori attacch i. Ora se la det~a corda fos;;e Lroppo corta , rispètlo alla forza del corpo di passaggio, ne avverr_ebbe cl~e le truppe che seguono l'avanguardia, non tr?vando spazio sufficiente al loro spiegamento, sarebbero .obb ligale a riman~1·sene ammassate fra qnella corda e la riva del fium e, esponen~tos1 per L~tl modo al fuoc-0 straordinariamente mi.cidialedel la difesa. E necessarioa.dunque, che l'amp iezza dell'arco sia proporzionala alla quanti là della Lruppa che cleve eseguire. il passaggio, sicchè essa possa sempre regolarmente sp iegarsi; ·ed è naturale che Lalc consi_der~zionc ~bb i~ maggior valore di qualunque altra, noi far preferire I uno, p1utto:,LO che l'altro degli arch i. . . . 2° È conven iente che nel punto prescelto la nva occupata abbia un ~urficienle dominio sull'opposta. Ciò oltre al favori re, com'è noto. il .tiro d'àrtiglieria, permeLLe pure d'occupare la posi-. zione al coperto della vista del' nemico , come succede"\'tL aDietiskon, a Friedl ancl, a Stein sul Reno nel 1800, a Munchegratz snll'Iser nel 11866 acl Aillicourt sulla i\iosa nel ,J870 ( 11) . 3° Nei fiumi di una ce1"la grandezza è opportuno che il letto si rèstri ncra nel 1nmLo prescelto. I cor,-;i d'acqua di considerevole larghezza~ 0 ltre al _p resentare diflìcolLtt cl' ordine di ~erso,.come sarebbe la costrnzione del ponle, la quanlit.à. del malenale occorrente, I~ lentezza del passaggio di truppe in barca, ecc, non permeltono cli arlpoo-,riare potentemente l'operazione clall'altra riva, poicM iI fuoco 1· cl'arti olieria. riesce cli troppo affievoli to dalla eccess1\'a Cl1stanza; e pur a~meltenclo che esso conservi ancora sufficiente efficacia, per sostenere un duello d'artiglieria, non può cerlo aver quella necessaria a proLeggere convenicnteme,nto la fanteria passata dagl i attacchi delle truppe della difesa. Così le baLLerie russo che proteggevano il passaggio del Danubio <')<')
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(IJ va però nota lo che un t~ le domin io allo ,·olt~ può riuscire noci vo ol facile imbarco dello truppe, cd allo scaricamento del materialo da pon ti.
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L'AR T IG LIERIA
· a Siminitza nell'ultima guerra d'Oriente, nel mentre erano ,i di stanza efficace .(dai 3000 ai 4000 passi) per conLro battere l'artiglieria. lurca, non lo erano però per sostenere la loro fanter in; e se questa. fosse staia attaccata da forze superiori a quelle che elfel.tivamente l'assalirono , si sarebbe certamente trovala in assai critiche .condizioni, per la mancanza d'un ai uto efrìcace da parte della propria artiglieria. · A diminuire ed anche a logliere l'ora detto inconveniente giorn molto l'esistenza nel fiume d'una qualche isola, nella. qLrnle sia possibile lo stabilire alcune bauerie, che vi si fann,> passare precedentemente, oppure al ·momento stesso in cui ha principio l'operazione. In lal modo vediamo messo a profitto da Napoleone l'isola di Lobau, , e·dai Russi quella di Gbezel, dove essi trasportarono due batterie da campagna, che coperte eh spali°eggiamen li servirono a proteggere la. costruzione del ponte fra Brai la e l' isola stessa. 4° È uti le al tiro d'artiglieria che il Lerreno racch iuso nell'arco sulla riva opposta sia scoperto. Ciò per aHro è dannoso all'appiattamento delle prime truppe passate, le quali senza dubbio avreb bero modo di rafforzarsi, stabilendos i in qualche bosco· o vill aggio , . che si lrovasse in quel terreno . Fino ad u\1 certo punto non è difficile elle queste due opposte condizioni siano con temporaneamente soddisf'aue . Cosi a Dièlikon trova.vasi il bosco di Glanzenberg, quello di Hard ed il Closler-fahr; che offrivano ricovero ai Francesi passati, mentre lo spazio libero fra i due bosch i ed all'est cle' medesimi, lasciavano libero il campo al tiro dell'artiglieria della riYa sinistra . Il trovare riuni ti tutti quattro i requisili accenna.Li in uno stesso punlo, come a Dièlikon ed a Friedland, è una fortuna che ben di r ado viene concessa agli artiglieri; genera lmente qualcuno di quei requisiti fa difeuo , ed allora spetta a.Ila.sagacia ed all'abi li tà dell'artiglieria di porvi rimedio, traendo maggiorniente profitto da ogni altra favorevole circoslanza, come fece l'artiglieria fran cese a Loba.u, dove seppe colla buona condotta del tiro, rimediare all' inconveniente di occupare una ri va dominata. Del resto le considerazioni relative ad un buon impiego deil'arliglieria hanno e debbono avere gran peso nell a scelta del punto di .passaggio; ma su essa hanno pure influenza tante altre considerazioni d'ordine tecnico, tattico e strategico; che spesse volte esse
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prendono del LLllto il sopravvenLo nel far preferire ~n p~m~~ piutpiuttosto che un'altro . Cosi al passaggio del Dan_ub10 clrgg1~ menzionato a Si mini tza non troviamo alcuna delle c1rcosl.anze lavorevoli all' impiego dell'artiglieria; la riva era dominata da quella turca e scoperta per modo che da Sistowa era facile lo scorger: le tru?p~ che e11travano in Siminil.za, dippiù l'incrociamento dei fuochi s1 faceva da una distanza troppo grande. Quel punto però era. stato preferito per ·1e molte facilita Lecniche che esso pr~~0nta~a, e perch.è permetteva di raggiungere più sicurnmente e pm ra:p1damente ~I Quadril atero bulgarn ed i Balcani, inoltl'e una volta passaLo 11 Danubio, i Russi avevano a loro disposizione una buona base d'operazione.
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VI.
Un'a~mata ha tre modi cli versi di passare un corso d'acqua, cioè liberamente, per s,)rpresa, od a viva fo1·za. · . Il primo moclo evidentemente non ammclte la presenza del nenuco sul sito; ed1 allora tutto si riduce per parte dell'artiglieria a p!'endere ·qualche misura di sicurezza. Così nel 11859 gli Austriaci pa~sando liberamente il Po a Tonale, fecero costrurre dalla loro al't1glieria per precauzione due ba1.te1;ie, un~i i;:er :ciascuna parte dei .fianchi del ponte, servendosi a La.le scopo dell'argine stesso del fiume. Un passaggio per sorpresa richiede naturalmente che l'~Ltenzione ' del nemico sia attirata sopra altro. punto, e lontano dal ,prescelLo tanto, che il nemico, ria.vuLosi dalla sorpresa, non ahbitl pi:ì n!~do d'arrivare in tempo per opporsi energicamenle alle operazioni rncominciate. Fra i mezzi diversi che si mettono in pratica per indurre il nemico in errore, le dimostrazioni sono iodubitata:menlc di più sicuro effetto. Esse si disLinguono in strategiche e Laaiche. . Dimostrazioni strategiche sono quelle che si fanno a. grnn distanza dal punto reale di passaggio, e qualche giorno prima che
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esso abbia luogo . Ad esempio la dimostrazione falla a ~euvied rrel 1 1796 dall'armata di Sarnbre et Meusè tre giorni avanti quello del passaggio , che avveniva ad Urdingen a, 25 leghe lonLano. Come dimostrazione strategica citeremo anche, percbè ese()'uila con sola arti gli eria, quella fatta fare dal Grar)duca Nico l,t all'~prirs i :dell'ultima guerra d'Ori ente. Egli aveva stab ilito di passare il Danubio a Siminitza nella noLLe del 27 giugno, e ad ingannare maggiormente i Turchi , che per varie ragioni sospeLLavano già, ch e il passaggio avverebbe a Nicopolis e simultaneamente a Ci urgevo e ad Ol toni tza, egli fece nel giorno .24 incom inciare dalle batterie d'assedio di Giurgevo ed 01 tonitza il bomba rdamento di Rutsèhuch e Turtukan e nel successivo 2i> dalle batterie Tumu-)Iagurelli quello di l\i copolis. Questo bombardamento a cui i Turchi risposero bombardando alla loro volta le balterie russe, produsse l'effetto desiderato, poichè i Turch i ne trassero realmente motivo a confermarsi nel loro errore. Dimostrazioni tattiche poi sono queVe che si eseguiscono a Lreve distanza dal punto di passaggio e qualche ora prima soltanLo che questo abbia principio, come la dimoslrnzionc faLta dal generale Briin nel 11800 a :Pozzoli sul Mincio; mentre il passaggio avveniva a Monzambano a pochicbilometri lontano; la dimostrazione fatta a Nussdorf sul Danubio, mentre il passaggio aveya luogo acl Ebersclorf poco distante di là. Come dimostrazioile tattica può anche considerarsi il fuoco fallo dalle batterie russe di Braila contro )falschin nella notte dal 2 1 al 22 giugno, allo scopo di ~istrarre l'attenzione dei Turchi . dai drappelli che transitavano il Danubio a breve distanza da quel!~ piazza. Le dimostrazioni siano esse strateg iche o Lattiche debbono avere ogni apparenza di verità, pcrchè abb iano probab ili tà di riuscire a buon effetto (·I), epperò ad essi dovrà destinarsi quel maggior numero cli batterie che è possibile sottrane all'operazione reale, semm compromellerne il risultato. Notevole è il fatto che la dimostrazione eseguita dal generalo Saint-Hilaire, rimpetto l'isola di Scltwarz-
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Laken, and_ò fallita, perchè egli non aveva con sè artiglieria. Nel 1866 il generale Cialdini, avendo deciso di fare una dirnoslrazione
da Mesola verso Adria,. altra versò l'isola d'Ariano (fra il Po di Maestra ed il Po di Goro ) , rinforzò con molla artiglieria la divisione Franzini destinala ad eseguire la detta dimostrazione.· L'artiglieria che prende parte ad una dimostrazione deve reO'olarsi :il pari di quella che protegge un passaggio ·reale. Sicco~e. però il suo fuoco è destinalo più che a produrre danni, ~d inaannare il nemico sulla vera forza della dimostrazione, cosi sarà op;orluno cli accelerare il tiro ed aumen tare gli intervall i anch e al di là. dei limiLi regolamentari. Rammentiamo a lale proposito l'ordine dato dal generale i\Iassena alle truppe, che presero parte alle dimo-strazioni su Briigg e Vogelsang al passaggio della Limmat, dì di-sporsi sopra una sola linea, p·er maggiormente indurre il nemico in, errore. Allorchè il difensore è sorpreso complclamente. il passaggio si· esegue senza difficoltà; ciò però accade assai di rado, poichè l'avversario, sorpreso nel primo istante, non larda a riaversi e ad accorrere in forza sul punto atLaccaLo, per cui ii"passaggio.cominciaLo. per sorpresa si converte gcnera(mente in passaggio a viva forza . •
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(l ) Al passaggio della Ueresina, Kapoleo nc fe<:o fare dal seneralc Oudioot una din•ostr.azione, ~ perchè essa avesse tutto Il sembianto del vero, In fece eseguire a norisow, umca località voramente fnvorc"ole,.destinandovi quel poco mat.erialo da ponte cbo a;icora gli restava, mentre il passaggio a Studianka aveva luogo sul ponte cosll·uuo con legnami tolti a1 tetti di questo villogglo.
VII. Per esaminar meglio, come debba e;sere utilizzala l'artiglierianei passaggi a viva forza, è necessario promettere qui alcuni cenni sul modo col quale ess i vengo1io ordinariamente eseguili . ~ . Le operazioni relative si distinguono in tre periodi a somir,Jianza d1 quanto abbiamo detto parlando del primo metodo di difesa·. Nel primo periodo si comprendono le operazioni preparatorie, come la scelta dei luoghi di riunione per le truppe e pel materiale da ponti ; la desLinazione delle località d'imbarco; la scelta delle posizioni per le batterie. All'ora stab ilita, ordinariamente nella notte o ~ell~_prime ore del mattino, durante ie quali è più facile sorprendere la vigilanza del nemico, le ballerie vanno ad .occupare le loro, A.NNO XXVI, VOI, . Ili. '
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posizioni, le truppe ed il materiale da ponte vengono inviati e riuni ti nei luoghi ind.icaLi. Quando questi movimenti sono ultimati s'incomincia dal far passare con barche, f)arconi ecc., alcune compagnie di fanteria, che noi chiameremo d'avanguardia, le quali so~ stenute dal fuoco d'artiglieria dalla riva abbandonata, cercano d1 sloooiare i distaccamenti nemici, e d'impadronirsi d'una posizione 00 per stabilirvisi solidamente e coprire il punto in cui deve metter capo il ponte. . · Nel secondo periodo si comprende la costruzione del ponte. Nel terzo periodo si comprende il passaggio del grosso delle truppe. Spesse volte le operazioni da farsi alla, presenza del nem ico si limitano aquelle del primo periodo; e ciò quando è possibil e .far passare sull'altra riva, t;On barche od altro , una forza, sufficiente ad impadronirsi d' una posiziJne di tale importanza, da costringere il difensore a ritirarsi ed a non opporre altro ostacolo alle successive operazioni . In tal modo i Russi passarono ultimamente il Danubio a Siminitza ed a Braila. Da quanto abb iamo detto, benchè sommariamente, emergono con chiarezza. gl'incarichi affidati all'artiglieria in un passaggio a viva . • forza. Essa deve bcitLere le batterie clellci dife&a per porle nell'impossibilità d'impedire all'avanguardia di prender piede; sostenere quest'avanguardia, e prepararle l'attacco alla posizione da conquistare, per stabilirsi sullct· riva occupata . Ciò nel primo periodo. È evidente che sarà tanto più difficile di simpegnare tali incarichi , quanto più largo è il corso d'acqua, e quanto più lontano dalla rifa è situata la posizione da conquistare. Si potrà solo in tal caso. rimediare alla poca efficacia del tiro, falto da una distanza troppo grande, coll'aumentare il numero dei pezzi destinati ad eseguirlo; numero che dovrà n~turalmente esser tanto più considerevole, quanlo più forte è l'arligl ieria della difesa. Questa è la ragione perchè in occasione cli passaggi di corsi d'acqua trnviamo sempre posta in azione ragguardevole quantità. d'artiglieria, vedendo in tal modo in simili circostanze, messo in pratica assai prima d'oggi il principio dell'impiego dell'artiglieria in massa . Così a.cl Urdingen su 1 Reno nel 1796 vediamo messi in batteria 80 pezzi; nel 1809 a Lobau sul Danubio, 108 d'assedio oltre i numerosissimi da campagna; nel ,1864 ad Alsen 62 quasi tutti di grosso
,calibro (1); nel '1870 ad Aillicourt sulla Mosa 8,~; erl inone ne vediamo 48 a Similtza sul Danubio nel 4877. Fi no un certo punto nel caso del passaggio d'un corso d'acqua, può esser messo a profitto la lm1ga gi.ttata dogl i odierni fuci li. Indubitatamente la fanteria in queste circostanze si trova nelle migliori condizioni di Liro; complelamen!e riparala dagli allacchi nemici dal fiume, con molte facilità per coprirsi, senza essere coslrella a ca mbiare di posizione essa può dare al suo tir-o una sensibile efficacia, che non è difficile eslendere on'oltre i '1000 metri. Un tal limite di gillala però, nella. generalità dei casi, sarà solo sufficiente ad allontanare dalla riva i distaccamenti nemici, o rimanà perciò sempre tulLo intero all'artiglierìa l'incarico di sostenere l'ava·nguardia, e di prepamrle l'aLLacco alla-già menzionata posizione. Dopo quanto abbiamo detto or ora, riesce quasi superfluo l'aggiungere che sarebbe mal consigliato l'intraprendere un'operazione cli passaggio senzn, il concorso di numerose batlerie. Bisogna :5empre risovvenirsi che Gustavo Adolfo rimmziò al passaggio del Lech, e 'apoleone a quello del Dn ièper solo perchè essi non disponevano cl'unR potente artiglieri o. 11 comandante dell'artigliéria avuto comu nicazioue del punto stabililo pel passaggio, sui quale natura lmente egli viene anche consultalo, riconosce molto minutamente la locali tà e dà le opportune. disposizioni ai com(l.ndanti cla lui dipendenti pel coll ocamento delle batteri e. Questi comandanti fino a quelli di baLteri e, si recano alla loro volta a studiare la rispeltiva posizione riconoscendone accuratamente ogni particolarità, avendo presente che le baUerie dovranno occupare la posizione di nolletempo, e che occone perciò che essi sappia.no senza ,tema cli erra.re condurvele, di sporle e comunicar loro tutto ciò che ha attinenza alla posizione ed all'incarico a ciascuna batteria assegnato. Uno sbaglio ò sempre dannoso, ma jn questa circostanza potrebbe esserlo ·tanto da far perico lare ed .anche mandare a vuoto l'operazione, il cu i successo è bas.ato principalmente sull'accordo intelligente ed esatto di tulli coloro che vi
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(I) 11 passaggio del bt"accio di ma1·e d' Alsen pel modo col quale venne eseguito, può ~ssere annoverato fra i passaggi di fiu mi. Si adoperarono poi pezzi di grosso colibro, perchò ~ssi oltre a controbattere le batterie danesi di Alsen, dovevano agiro contro la OolLa, specialmen\o contro il Rolr· Krake, nel caso uesso tentato d'opporsi al passaggio.
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prendono parte. È poi bene avvertire che le ricognizi oni di cui abbiamo parlato, vanno falle assai cautamente, poichè il difensore quando ~gli è vigilante ed accorto, non tralascia di tener d''occhiò ogni movimento dell'avversario e potrebbe quindi scorgere gli' ufficiali in ricognizioni ed entrare faci lmente in sospetlo. All'ora stabilita le batLerie si recheranno al loro posto e tanto nella mrircia, quanto nell'occupare la posizione osserveranno il massima: silenzio, non tralasciando di prendere all"occorrenza te precauzioni necessario a diminuire il rumore che produce il loro marciare, e che nel silenzio della notte potrebbe destare J'auenzione di ..urm difesa benè ornanizzata. Ammirevole a tale riguardo fu l'artiglieria fran cese a Diètikon; essa condotla clallo stesso su() comandante colonnello l?oy occupò le sue posizioni con tante e t.ali· precauzioni, che la stessa armata francese non ne ebbe sentore. Quando le ba.tterie sono a posto, provvedute d'una scorta <li sicurezza che valga a ga"rantirle da qualche ardito colpo di mano del difensor~, le altre truppe cominceranno i loro movimen ti di concentrazion e nei luoghi assegnati per l'attesa dei passaggio. Ci sembrn della massima iiµportanza che tali movimenti abbiano principio dopo che le ballerie sono pronte a rispondere al fuoco deila difesa, giacchè supponendo il caso assai probabile, che alcuna delle batterie·avversarie, ad arte od anche per semplice casualità, comincia:;sc un tiro diretto sulle Lrnppc amrnnssnte in attesa clel passa0<Jgio, .ossa cagionereb be di sicuro danni assai nerravi ' poicbè non potendo essere controbattuta dalle batterie non ancora pninte, sarebbe la»ciata calma nel suo fuo co, che avrebbe perciò notevole ef., fica cia. . Le balleri e dell' offesa non com inceranno mai il fuoco per le prime e ciò allo scopo evidente di pronttare più lungamente dei benefizì della sorpresa. Qu est'avve!'tenza d'altronde la tro viamo sovente specificata, soLLo formn. di prescri2ione negli Ol'dini relativi ai passaggi di corsi d'acqua, come ad oseJJ.?pio in quelli della LioimaL è del brac.cio di mare d'Alsen . Ed a tale proposi'to non sappiamo renderci ragione, perclle all'ultimo passaggio del Danubio re- batterie russe si siano regolate diversamente. Quan~o il nemico dia segno d'essersi accorto del passaggio, le batterie cominceranno il tiro e Io continueranno con ener"ia di-
rigendolo sulle batterie avversarie, sui drappelli che si palesano col loro fuoco, e suLterreno avanti al punto di sbarco delle truppe, che auraversano il corso d'acqua in galleggianti, per obbligare il nemico che vi si fosse appiaLLato a ritirarsi, e dare così agio ad esse di prendere più faci lmente piede. Dovrà per conseguenza essere indicalo chiaramente alle batterie il punto di sbarco non solo, ma pure la via che percorreranno i battelli, acciocchè non abbiano a succedere inconvenienti, fra cui il minore sarebbe certamente quell o d'essere obbligati a sospendere il fuoco, per tema di colp ire nell'oscurità le proprie truppe, come accadde allo batterie prussiane al passaooio . I Ol:> CJtato eell.o stretto di Alsen . Tale perico lo diventa evidentemente più grave, quando l'a.vangna!'dia muove, dopo d'aver preso piede, contro i posti nemici; allora non è cosa facile il distinguere gl i amici dai nemici, e la cessazione del fuoco priva l'avanguardia d'un forte sostegno nel momento più critico. Al passaggio giit tante volte nominato della Limmat, le batterie francesi della riva si11istra dovettero cessare il fuo co appena sbarcale le prime truppe, perchè sulla riva destra fu udita battere la carica e non fu possibile comprendere se erano i Francesi che sboccavano dal Glanzenberg, oppure i Russi eh.e muovevano.all'attacco del bosco. Non ci sembra difficile eliminare almeno in buona parte l'inconveniente ora detto; bas terebbe perciò stabilire precedentemente degli appositi segnali, ad esempio dei razzi speciali, che lanciati di tratto in tratto varrebbero forse ad indièare alle batterie le posizioni occupate dalle proprie truppe con sufficiente precisione, pèrehè esse potessero sostenerle continuamen te ed efficacemente senza peri.colo. Allorché la posizione da conquistarsi dall'avanguardia è mollo lontano dalla riva, insieme alla fanteria si fa passare anche qualche batteria {1) come fecero i Russi a Siminitza per la conquista di Si-
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01 Col nostro matel'ialo da ponte si formono i cosi detti Treni di barche per il tresporto dell'artiglieria e cavJlleria: essi si rormano uon due barche o barconi di;i,ostl parallelamento l'uno accanto all'altro ad una qualche distanza, e da un tavolato rettangolare che si estende dalt'una all'altra barca o barcone. Un treno di duo barche mod. 1860, con taYo lato di 20 m, .g. traspor ta un pezzo senza pa riglie oppuro 8 cavalli: un tren~ di due barconi mod. l SOO, con· tavolato d i_70 m. q. trasporta una sezione d'artigltena oppure 2d cal'alli. Nell'ultima guerra d"Oriente, I Russi si servirono sul basso Danubio per trasportare truppe ed artiglieria di basUmonti mercantili ingegnosamente a(lalt3ti. Bssi ne a,•evano
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stowa, senza il possesso della quale non era possibile di cosLruzione del ponte, ed a Braj la per la conquista di Malschin dove do,·ea metter capo il ponte già costrutto fra Brajla e l'isola di Ghezet (4). ~Non è qui però il caso di occuparsi del modo di comportarsi di: queste batterie, poichè com'è facile comprendere esse clevono rerrolarsi come per l'attacco ·cl' una posizione qualsiasi. b ~el secondo e terzo periodo allorquando essi si svolgono ancora sotto l'azionedella difesa, l'artiglieria continuerà il suo tiro contro quella dell'avver.sario, ed in ispecial modo contro la fanteria che, tentasse un att.acco ,;u l fianco delle colonne sboccanti. Quando it passaggio è assodat,l, le ballerie traverseranno alla lqro ,olla il corso cl'acqua, avvertendo tuttavia di l::isciare in posizione sulla abbandonala qnalche balleria, alla a sostenere la ritirata in caso d'improvviso rovescio, come fece con gran . vantaggio l'artiglieria russa al passaggio dell'Allea Fri edland; ciò per altro solo finch è non sia del tutto assicurala la riuscila dell'operazione. Da ciò che abbiamo detto parlando dei requisiti. che devono con- · tradisti nguere il punto scelto del passaggio, si comprencle già cho le batterie debbono essere disposte in guisa da ottenere il migl ior concentramento di fuoco possibile. Aggiungeremo poi qui che alcune volte può riuscire assai ~antaggioso lo stabilire clello batterie lungo la riva del fiume, per battere la strada o le · strade che · dovrebbero percorrere le truppe della difesa, per recarsi al sit.o del passaggio . Così i Francesi nel tJ799 siabilirono sulla Li:mmat una. batteria da .(2 quasi rimpetto il villaggio di Oetweil cli dove passava la strada che avrebbe dovuto seguii·o il generale DurassolI, onde recarsi a Dietikon senza essere obbli gtito a fare un lungo giro, qualora la
dimostrazione fati.a da !\fézard contro di lui non fosse stata valevole a trattenerlo. Ad Oetweil la strada rasentava quasi il fiume, la cui riva scendeva a scarpa molto ripida, laonde non el'a possib ile percorrere quella·strada, senza passare sotto il fuoco della batteria francese, ed esporsi così a· perdite assai gravi; le com un icazion i fra il centro e ia, destra dei Russi furono per Lai .modo tagliate, e la loro resistenza ne restò di molto affievoli ta.
ri~mpili il fondo di cala con bolli mote, che permettevano al trasporto di galleggiare, se colpilo sotto la linea d'acqua; per proteggere gli uomini avea no costrnlli in coverta tutto all' intorno del bastingaggio una specie di blindamen to, composto di due file di paliizale rh·cslite di 1a·micra, o comr1·endenti fra loro uno strato di 20 centimetri di te,·,·o; un certo numero di feritoie praticalo nel blindamento, ed un cannoncino disposto a prua, da,·ano al trasporto una certa potenza offensiva. {I) Nell1 notte dal 21 al 22 giugno .i Russi fecero passare il Danubio, con trasporti come quelli qu i sopra ind icati <la un distaccamonto di.2000 uomi ni con una batterla leggicra, con incarico cl'ott~ccare lo posizioni turche di Tlon ,!jak a 20chilom. da Mats~hin allo scopo d: prendere di ro,·escio questa piazza. Dopo aver ca mminato tutta la notte in terreni inondati, ques to distaccamento. attaccò all'alba le posizioni turche e se ne impadronl, il che provocò lo sgombro di Matschin da parte dei Turchi.
VI II .
Noi ci siamo occupati sinora solo dei passaggi che vengono eseguiti su ponti militari da costruirsi. Il passaggio può aver luogo su ponti permanenti difesi dal nemico, come a Lodi, ad Arcole, acl Ebersbeg, ad Ostrolenka ecc. cosa questa oggi molto più facile a verificarsi che pel passalo, poicbè i bisogni della civiltà hanno molti pli cato d'assai il numero dei ponti anche su i più larghi fiumi. Noi non abbiamo tenuto parola di tali ponti e dei loro passaggi, giacchè l'impadronirsi di essi costituirà tult'al più il punto cuìminante d'un combattimento o d'una batLaglia, ma difficil mente darà luogo ad operazioni speciali, le quali soltanto hanno formato argomento di questo studio. Nel darvi ora termine, cade assai acconcio il richiamare l'attenzione sopra un fatto, eh~ forma quasi la conclusione naturale di ciò che siamo anelato man mano svolgendo in questo scritto. li faLLo vogliamo dire, della poca o nessuna inlluenza· che l'uso dell'armi perfezionate dei nostri giorni ha avuto sui principii che regolano i passaggi dei corsi d'acqua. Ed invero, .salvo alcune modificazioni di distanza e qualche considerazione derivante dalla cresciuta gittata cli quelle armi, come !id esempio la poca convenienza al giorno d'oggi degli archi piccoli, la diminuita importanza d'alcuni fiumi che per la loro larghezza non costituiscono più buone linee di difesa, salvo ripetiamo queste considernzioni e qualche altra di non cap itale importanza, nulla si può diro innovato di quanto veniva consigliato dai buoni tattici d'una volta. Questo fatto abbiamo tentato
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di mettere in evidenza, traendo ad arLe esempi dalla storia militare antica, e ponendoli a riscontro con altri scelti fra quelli della moderna. Dallo studio poi di questi emerge chiaramenle, che nelle recenti guerre, i passaggi di corsi d'acqua furono assai poco efficacemente contrastati dai di fensori, che non· vo_llero o non seppero darprova di quella risolutezza ed energia, che controdislinguono le operazioni di simil genere, .e di cui pure abbiamo tanti esempi ammirevoli fin dalla più remot8 epoca militare.
A. MAGLIANO Capitano d'artiglieria.
LA DISUGUAGLIANZA TATTICA
- -Chiamia,mo N ed n, il numero delle armi adoperato dalle due parti belÙgeranti , V e v il vaio re morale, A ed a quello d~lle armi, e P e p quello della. posizione; perchè un partito vinca l'altro, è d'uopo che: NX~XYX P >1iX a XvXp .
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Se supponiamo n > N, tanto più A· X V X P d·ovrà essere maggiore di a X v X p; e se 1i X v > N X Y, occorrerà che A X P sia tanto più grande di a X p . Se si fanno tutte. le combinazioni possibili, ad uno ad uno, a due a.due, a tre a Lre, 'dei quattro termini di "ciestra, perchè vi sia l'ineguaglianza, bisogna che il prodotto dei restanti termini di sinistra sia tanto più grande dei restanti di destra. Discorriamo partitamente sui quattro termini della disuguaglianza. Il numero delle armi rappresenta il fante che spara, e l'àrtiglieria, nel rapporto numerico d'effetti: onde il maggior vantaggio che si abbia copia d'artiglieria, perchè assai meglio potente; l'importanza di addurre faci lmente quesLa maggioranza di forza sul campo di battaglia. E allre conclusioni minori: il potere, con ben disposte artiglierie, supplire al difetto della fanteria; l'utilità. dei ripetuti e dc-nsi e larghi ordini di fuoco per questa; l'opportunità dei
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LA DISUGUAGLIANZA
fuochi a massa alle grandi distanze. Però non va dimenticato che,. se, per ottenere il massimo effetto dalle armi adoperate, torna opportuna una densità massima nella 1 a schiera di fanteria, ch'è quella che spara, necessità, altamente descritte nell'articolo: Estensione, densitit e profondità degli ordini di combattimento, pubblicato nella Rivista il1iti.tare Italiana del 'I 876, reclamano un rapporto d,1 rispettare fra quelle tre, condizioni I.attiche; vorrà dire· dunque che la maggior densità nella. ,1• schiera indicherà un noto vantaggio, del quale potrà, molte fiate, fruire la difesa., e, in certi casi di favorevoli coprimenti, l'attacco. Per altro, tanto l'attacco che I.a difesa, potranno, ove non torni loro raffiLLirej la ,p chiera di fanteria, ottenere il maggior numero possibile d'armi, adoprando largamente l'artiglieria, se non in massa di bocche da fuoco, che non sempre concede il terreno, con scelta d'egual i obbiettivi. Il valore morale del soldato è quale l'essenza morale del suo popolo comporta; ,r.-:.a soldati di ·poco coee o smagati, per battaglie perdute, possono fronteggiare il nemico e vincere, avvalendosi delle buone armi e in maggior numero, e delle eccellenli ·posi- . zioni. Il possedere un fucile, che tiri più lontano, e p.iù giusto e più rapidamente di quello del nemico, o un cannone che lanci, con maggiore radenza, un proietto piii divisibile del suo, è tale un rilevante vantaggio, che non è mestieri spendervi altre parole; , spetta ai due partiti di trovare ordini e modo, da approfittare cli tutta la. superiorità delle armi.. .La posizione è sopramoclo .importante, e specialmente argomento da difesa. Un uomo, riparato dietro un muro, ne uccide impunemente dieci , e, col sussidio della fortificazione passeggiera, può rendersi atto a difesa, in dipendenza della bontà natural~ intrinseca, ogni lerren.o. L'attaccante, che non ha il vantaggio della posizione, perchè viene scoperto, apbia quello del numero delle armi; abbatta a cannonate ostacoli e difensori, e, coi superstiti, muova all'assalto . Se è mente d'un partito vincere su tutto il fronte, è d'uopo che lungo tuLLo il fronte si avveri quella disuguaglianza tattica; ma, import~nclo ciò un grande impiego d'armati, ordinariamente si · cerca quella disuguaglianza, o successivamente, o solo in alcuna parte del campo di battaglia, come, ad esempio, contro il primCI
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obbiettivo; o contro la chiave della difesa; e sulle altre, a.fforzandosi·: con la posizione ,preponderan Le, si sta a difesa efficace. Vediamo adesso i vantaggi dell'aggiramento. A pa1'Le che sgo- menta quel vedersi minacciate le vie alla ritirata, se il .nemico ~a fuoco di fronte e di lato, si aumenta il numero delle armi nella chsuguaglianza. Importa quindi, o·a,ver le ali poggiate ,id ostacoli i~.- · superabili, o ritrarle indiétro e far fronte all'aggirante; tulloche, anche in I.al caso, 'l'ala ritratta sia infilala dai fuochi cli fronte. ' Ed ora ci occorre fare osservare che, nella disuguaglianza tatti ca, non può ritenersi difficile stabilire i val uri di N e cli 11,, poi che si potrebbero compi lare tabelle d'equiYalenza tra gli eff~tLi dei ca?noni da campagna e del fucile, avendo presente l'impiego estesissimo che quelli faranno dello· shrapnel. Così pure, ove si ahbia~o , dati sulle armi nemiche, potrà dedu1;si un coefficiente d'efficac1~ relativo ad A e ad a. Quello che certamente è assai meno faci le cli fissare sono i dati relati vi al valore difensivo cli urnt posiiione; onde " c~rcheremo di studiare tale quistione, riferendo la all'uso del fucile, eh 'è più generale. Le buone posizioni altre soi10 piane, altre dominanti. Le buone posizioni pia:ne sono munite d'ostacoli, trincee, muri , . alberi , fossi o altro, che riparano gli uomini . Poniamo, adunquè, il caso d'un soldato coricato dietro un riparo speditivo, alto om,20 ' e largo 0"',50; all'atto di farfuòèo, siccome ilsoldatoa terrasporg~ di om ,50 sul suolo, non risulterà di esposto che un quadrato cli om,30 di lato, nel quale, a ;rnom, valendoci dei dati della. tabella 2a dell'Istruzione i)rovvisoria sul tiro per la fanteria ('I 88,'l ), si vede ~ che andrà a colpire il 56 °/ .dei colpi sparati col fucile rnocl. '1870: · invece la vulnerabilità del soldato in piedi , alto ,1m ,80 e largo om ,50 che oli si avanzà contro, sarà espressa dal 95 ¼. Quindi po-·· I? tremo conchiuclere che il potere difensivo di quel riparo sta a quello dell'assalitore; come 44 sta a 5, come 8,8 sl:r ad ,J. E questo supposto è la meglio efficace protezione che può offrire un copri mento, o di trinceramento, o cli muro, o cl'onclnlazione del terreno, chè ap- · pena lascia esposto il puro necessario a spa,rare, ed è indipendente dalla altezza della massa coprente; dunque il valore difensivo cli 8,8 · sarà il massimo, sempre quando il soldato sia obbligato a tener fuori la testa. S'intende però che quanto abbiam considerato ri- · 0
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LA DISUGUAGLIANZA
··sponde al caso che il difensore stia in una sola riga; perchè, se stesse, per esempio, in due righe soprapposte, o in una riga di fronte od in una fiancheggiante, lasciando sollanto la testii da fuori, ..:il valore difensivo salirebbe a 17, 6. Il caso pili v:n.ntaggìoso assolutamente è quando il difensore, che ·supponiamo in una riga. sola, Testa·dietro ad un muro, aHo più di lui, e, per feritoie da non si imbroccare, spara addos:,;o ad un nemico espos to: allora il rapporto .,di vulnerabilità. sarà quello di O ¼ a 95 °/ 0 , e quello difensivo ··.di 100 a 5, ovvero di 20 a 11. · Passiamo adesso a considerare il caso delle posizioni dominanti. I vantaggi delle posizio;t dominanti sono di diverse maniere: ·alcuni fisici, chè l'assalitore giunge sul(erta trafelato e stanco; altri taLLici, perchè può anche non arrivarvi o malagevolfi!ente; altl'i ri. guardano il tiro, poichè dalla eminenza è concesso colpire le riserve · e le sec.onde schiere, locchè non è dato all'attaccante; e possono pur~ presentare i copri menti naturali o artificiali delle pos izioni in pianure: inconvenienti; l'aumento nell'angolo di caduta a dètri..: mento dello spazio battuto; e la facilità di procacciare angoli morti, · se non è possibil~ coronare addirittura l'orlo dell'alture, o se il ·pendio non è in linea retta. A calcolare il valore difensivo assoluto d'una posizione eminente potremo, dunque, ricercare una formola, .·tenendo presente che: · ·1° l'inaccessibililà d"ipendè dal rapporto dell'altezza alla base; 2° la faci lità. di veduta e di tii'o è in ragione dell'altezza; 3° lo spazio battuto è eguale al ber.saglio (P',80) diviso per la tangente dell'angolo di caduta, e la tangen(e dell'angolo di caduta è eguale all'altezza divisa per la distanza alla quale si tira. Notando con<i l'altezza, con b la}base e con D la distanza, la iormola, che potrebbe dinotare il valote assoluto difensiv:o di una posizione, sarebbe: 1
1
(
a
V=,; xax
•
1.80
a -
o
a· X ..f.80 X D b
Nell'ipotesi di a= ,J oom e di b = 400m, che, seconcl'o il quadro b ,della Istruzione per la manovra sulla carta, indica un'acclività prart icabile per fanteria in ordine sparso; per grnppi di cavalleria, e in
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TATTICA
massima impraticabile per l'artiglieria, tenendo conto del tiro· · del fu cile a 300m, avremo, come valore as.soluto della posizione, . V= 435 . Se invece s'intende, come per le piape, considerare il vantaggio , d'una posizione elevala solo in rapporto al coprimento offerto, indipendentemente dagli ostacoli naturali o arti fic iali, che possono presentarvisi, l'esser coi1cesso a chi st~ in alto. ritrar~i alqu.anto, e· non esporre che quel lanto di necessano a.far fuoco, nporta Il valore difensivo delle posizioni dominanti nella stessa ,specie delle posizioni ·piane, quando il soldato è dielro ad un riparo, con la tesla dac fuori· che dà un massimo difensivo di 8,8. V;niamo adess~ ad alcune applicazioni pratiche della disugua-gl ianza taLLica; e, per cominciare, vediamo il numero d'armat\ le- · deschi che sarebbe occorso per conqu istare le alture di Spicheren, , il gio;~o 6 agosto 11870, secondo la narrazione. che ne è. falla. ~ella . Giierro f1·anco-gennanica , compilala dalla sezione stonco-mtl'.lar~ . del grande sta.Lo maggiore germanico. Si è scelta la b11ttagl1a cl, .. Spi~lrnren , a preferenza di tutte Je altre, ~ercb è le unità. _ta.Llich~ -erano ancora intatte , non pa1(endo il caso d1 tener conto dei cadutL nel combattimenLD di Sa.arbriicken. A dife3a stavano: 39 lrn.Ltaglioni fanteria, 5 compagnie del genio, ,16 squadroni e '18 mitragli~re. Poichè (. battaglio~i franc~si.' al principio della campagna, s1 pote:ano ?akola.re. a 100 u~mm~ a detta della· relazione tedesca, ed I regg1ment1 d1 cavalleria a 000.. cavalli, si ha. un totale di 28425 tra fuci li e mos.chetti, compren-. dendo i due squadron i del 112° dragoni , appiedati interi e collocati al Kaninchen-Be,:g. Per tradnne in eITetLo di· fuc ili l'eJTicacia dei 72 cannoni; in difeuo cli dati opporturl'i, si è r icorso alle tabelle Ce D del!Tstn1zione per ia. manovra sulla carta,. onde si vede c!ie'. qual'era il noslro più pi.cr,olo cannone da cam.pagna~ a .800 -sud,~~~ tiri fatti, contro fanteria, con fortuna rned,a, ha 1 ,5 punti colpi t, , mentre col fuc il e, a.Ila stessa distanza, con efficacia. e con for tuna media, non vi sarebbe niente di colpito; ma,.siccome la. tabella C è co~pilala in ]Htse al fatto di tirare contro una lirrna di cacciatori co~ sosteani in condizioni ordinarie, e dal Roth erberg e dalle allme dr . Forb~ch si battevano, non solo le linee di cacci4tori ed i sostegni, ma efficacemente le ri serve e le seconde Iinee, potremo mettere che,... 1
'.',.
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, per ,100 colpi, si colpisca 0,5, quan.to è appun~o il caso del tiro a mediocre efficacia, con hL massima fot'luna; i 72 pezzi equivarranno dunque, a ;10800 fu cili. Dal Giornale cl'artiglieria, ,J87 l, parte 2.. · si trae che la mitragliera francese poteva eseguire 5 sah'e di 2i::i . colpi, cioè lanciare 125 proietti, in un minuto; se si ammette di 5 . colpi per minuto l'accelerazione media del soldato di fanteria, le I 8 mitragliere varranno come 450 fucili. Ammettiamo for::ìe discutibili queste riduzioni di effelto ·ai cannoni e di mitrngliere in emitto di . fucili, .ma vi siamo stretLi, per mancanza di altri dati; contenlandoci; · adunque, d'un calcolo approssimativo, potremo, nella disuguaglianza tattica, porre n, = 3967r5, cioè 40000 armi all'incirca. Il V, ·in quei primi giorni, può supporsi eguale: in quanto alle armi, lo Chassepot valeva più del fucile ad ago, ma l'artigl ieria tedesca, per converso, più della francese; si può, quindi, tenère pnri anche i dati A ed a. La posizione francese, a levan te della strada J!'o rbach-S<Larbrii. çken, era buona, perchè domimmte, e percbè i boschi, ond'erano coperte le erte settentrionali dell'altura, si offrivano opportun.?-mente al coprimento dei difensori; invece i Tedeschi erano obbliga\i a procedere scoperti per le strade provvenienti da Saarbrticken: a ponente di quella strada la posizione era di molto 'meno·erncace prntezione; chè la lunga serie .di boschi , che dalla Saar si stendevano fino oltre Forbach, concedeva ai Tedeschi di avanzare coperti allo ·accerchiamento di Stiring-Wendel. Tale buona posizione era stata munita, in alcuni punti, c!i trincee di battaglia e di interrate per ,·artiglierie; al Rother-berg ed al vi llaggio di Stiring sul fronte, al K,rninchen-berg sul. fianco sinistro. Potremo dunque porre, sul . complesso: P = 1 e p = 3 . Dalla disuguaglianza avremo N HlOOOO; cioè sarebbero oc· corsi più di ·120000 armi pel conquisto delle alture cH Spicheren. Vediamo adesso quante ne adoprarono . Dalla relazione si rileva che furono impegnati effetl.ivamente, net corsd .utile della battaglia, cioè dalle ,1,1 1/2 a. m. alle 6 ½ p. m. sul fronte Stiring-Spicheren, e, anche dopo, sul fianco, contro Forbach, 3'1 baLLaglioni e 78 pezzi: e poi che ì battaglioni prussiani potevansi calcolare a 970 uomini, ··si ha un primo totale di 30070 fucili. Per trovare poi l'equivalenza 1in fucili dei 78 cannoni, ci serviremo pure delle tabelle Ce D della 1
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TATTICA
LA DIS UGUA GLIANZA.
manovra sulla carta; e, in considerazione che, se i Tedeschi non 'f. ruivano del vantaggro che i Francesi traevano della loro posizione, .avevano però quello che i loro nemici manovravano in ordine profondo, si potrà ammettere che, su 1100 colpi sparati col fuci le a 8.oom, ,con efficacia e con fortune. medie, si colpisca 0. 1; d'onde si trae che i 78 pezzi co11rispondono a 58500 fucili. Ossia il ~umero totale d'armi impiegate sarebbe di 88570. E questo spiega il poco frutto ricavato, in qud giorno, dai Te.deschi. Nel suo rapporto sulle operazioni del 2° corpo dell'esercito . ,del Reno, il generale Frossard dice che il nemico era stato impotente a scacciare i Francesi dalle loro posizioni; esse, alle 11O di sera, erano ancora quasi le stesse di quelle occupate il mattino. E dalla stessa relazione germanica vien fatto rilevare che, dopo sette ore di pugna, i Tedeschi Ìlon si erano impossessati, su! fronte, che del Rother-berg, dai margini del (}ifert-Wald e del Pfatien-wald, e di tutto il villaggio di Stiring; sul fianco sinistro, del Kanincben-berg; cioè dalle opere staccate dell,i difesa; ma la vera e forle posizione, ,costituita dalle alture di Spicheren, era intatta, e appena minac•Ciata dalla conquista del Forbacberberg, di ci:.i il culmine era rimasto ai Francesi. Che differenza · di effetti da un'altra battaglia imprevista , pure combattuta in quel giomò , dalla battaglia di Worth! E a proposito della battaglia di Spicheren, come incidente, no- . teremo che, in qnello che le divisioni del 2° corpo francese si tro·varono a distanza giusta, per sovvenirsi durante la pugna, e che le ,divisioni del 3° corpo , fatalmente non giunsero, lo ,ivrebbero potuto, perchè non distavano che cli 116 chilometri dal campo di battaglia, i Tedeschi , tutlo.chè accorrenti al tuonar del cannone, si t rovarono in pochi cli fronte al nemico . D'onde se i;ie .ricava l'importanza èhe le divisioni d'uno stesso corpo debbano trovar$i sempre :a portata cl'immedi\J,ta reciproca prntezione, e che le divisioni di ,corpi diversi non più lontane di il2 o 16 chilometri, per giungere, dopo tre o quattro ore di marcia, a prender parte al combattimento, .al quale sono accorse. Così fa~endo, si para ai casi di battaglia im,prevedute, quale fu quella di Spicheren. Per venire, adesso, ad un esempio di posizione con valore difensivo assai più grande, si .è tolto un episodio della guerra russoturca del 1877-78. 1
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300 Com'è noto, i Russi iniziarono il pas~aggio del Danubio, col ·14° corpo, a Galatz-l3rai1a· il 19 giugno 1877., e, col·grosso dell'esercito, a Zimnica, presso 8istova, il 27. Il '16 luglio successivo il 9° corpo ottenne, per capitolazione·, Nicopoli, d~po che le alture ne erano state prese d'assalto; mentre la brigata dei Cosacchi del Caucaso . copriva, lungo il Wicl, quest'assedio, ebbe prova che Plevna era stanza a forze nemiche: infatti i giorni H, e 17 Osmàn ~ascià, proveniente da Widdino, occupava quella citla. Fu dato. ordine al ge. nerale Kriidner, comandante il 9° corpo,. d'impadronirsene. La mallina clel 20 l~iglio la 5• divisione russa, rinforzalo. dalla brigala cavalleria Cosaccl)i del Caucaso, comandata dal generale SchildnerSchuldner, altnécava, da setLentrione e da levante, In posizione di Plevna; ecl era completamente battuta. In seguito a quella vittoria, Osman Pascià. seguitando la gloriosa tradizione turca, con meravigliosa arte di concetto e d'npplicazioner in pochi giorni, coprì Plevna, già favo revolissimamente disposta a difesa da natura, cli una cerchia cl'improvrisate opere, che sfidò po i i vani assalti, e gli approcci d"assedio; onde Plev~a, ~ l~d~ de'. suoi difensori e clel Jbro duce, cadde per farne. In quer pnm1giorni d'apprestamento da parte dei Turd1i, il comando supremo russo, preoccupato della minaccia di tale una forza nemica presso ai passarrrri del ·nannbio, rinforzò il 9° corpo con truppe dell':l 11 ° e del 4°,• t"'>V · ecl ordinò asso lutamente al generale Kriidner, comechè questi rappresentasse le sue forze essere impari all'impresa, di ritentare la prova.del conquisto di Plevna. E la ba.Ltaglia ebbe luogo·il giorno 30 luglio, e fu diretta, co n attacco frontale, contro le opere erelte · sul fronte orientale cli Plel'na., ed ebbe a risultalo una nuova e grande disfaLta dalltt pane dei R11ssi. ~~ questa balla.glia che forma argomento della mostra applicazione. Seconde, il racconto fattone nel suo studio tallico sul Combatti11iento di Plevn,a clal criprtano Thilo von Trotha, le d~te parti belligeranli era.no forti di : 30000 uomini e·;J76 pezzi i !lussi, 4-0000 uomini e 80 pezzi i Turchi; e in quanto al valore relativo delle armi, ali' A e ali' a della disuguaglianza Lattica, scrive il collonnello Corsi nell'articolo sulla Gne1·rn d'Oriente, puùblicato nella R,i,vista Jlfilitare del .J878: (( Per ciò che riguarda le armi , in quest'ultima guerra, non LA DISUGUAGLlAN ZA
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vi fu un sensibile squilibrio di potenza fra le due parti»; onde potremo porre eguali quei due dati . A trovare il valore cli n., ed il numero d'armi, che effetlivamente i Russi adoprarono, potremo ragionare nel modo seguenLe: qualunque sia il rapporto numerico d'effeLti fra)J cannone ed il fucile, che era eguale dalle :me parti, potremo chiamarlo q; avremo allora chen, ossia.il numero d'armi impiegatoclai Turchi fu di 40000+8oq, e quello, veramente u:;alo clai Russi di 30000 + 476 q. In quanLo al valore morale (V e v), osserveremo che, rispetlo ai Russi, il nalurale coraggio , lo spiriLs d'abnegazione e di disciplina, gli event i fortunali dell'inizio della campagna, dornvano tenerlo alto; quantunque per coLesti all'attacco di Plevna dovesse pesare e lo sbaraglio del 20, e la. recente perdita di Lovca, e quella visLa delle opere turche, sorte lì per lì formidabi li , e la coscienza di sentirsi in i:;c.arso numero . In quanto ai Turchi, paiono invero clue grandi faL Lori di virlù mii ilare l'essere essi religiosi e fata listi ; ma qnell'abl.Jisognare cli tanti coprimenti non testimonia troppo in loro favore: certamente che, una volta fatti questi lasori, essi trovavano la calma di sLarvi dietro, e di sparare le 600 cartu cce, onde era munito ciascnn soldato, producendo così un fuoco d'inferno, non mai prima visto ; e se si tiene conto delle diverse ragioni, che avevano dovuto abbassare il morale degli aW1ccanti e sollevare quello degli attaccali, si potrà, anche in questo caso, porre eguali i due valori di V e di v . Veniamo alla posizione. Non è dato conoscere fino a qual punto i Turchi avessero progredito nei loro lavori il giorno 30 luglio; dal racconto della baltagl ia si sa della ridott.a Abclul-Kerim, che cinque volt.e assnlt.ata resistette agli sforzi dell'ala destra, crindotla dal comandan Le stesso generale Krticlner, e della riùotla Radi sevo e di altri trinceramenti, contro cui ebbe esito più venturoso l'ala sinistra russa ' comandata dal ocrenerale Schachowskoi; ma, dovendo stabilire un coeffi cien te numerico ci sarebbe me$Lieri cli meglio . Nella lellera, dirella dal generale Todleben, il vincitore cli Plevna, al generale .Brialmont, pubblicata nel Gionwle d'Artiglieria e Geni~ ,t 878, parte 2", si rileva che le trincee erano sta~ilite :>U diversi piani, e che i riclolli, nei loro punLi più importanti, ~resentavano tre linee di fuoco; quella del ramparo, quella del cammino coperto e ANNO XXVI, VOI,. lii.
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TATTI CA
LA DISUGUAGLIANZA
quella della scarpa, dove i soldati, coperti nel fosso, sal ivano su di un gradino . Probabilmente pel gioi:no 30 luglio tutlo ciò non era ancora si fattamente ordinato , chè, se lo fosse stato, il valpre difensivo della ·posiziòne, in tali punti,.ammess11 che i soldati turchi non cacciassero che solò la testa le braccia per sparare, sarebbe asceso a 26,4 con tro ,t .. Ma, ammettendo che la difesa non fosse tanto spinta, calcolando che non era in tnlti i punti così disposta, pot..emo dare a p il valore di 4i5, ed ad P q11ello di ,f. · Dalla disuguaglianza t.al. ticil. si ottiene, adunque, che il numero di armi, cheav't;ebbero dovuto im1)iegare i Russi avrebbe dovuto essere maggiore di.(iOOoo+soq) 15, maggiore, cioè, di 600000 ·1200 q; ed ess i vi adoperarono, come abbiamo visto, 30000 ,176 q: cioè i Russi non avrebbero mai poluto vin cere, qualunqu,e fosse stato il rapporto del caEnon1} al fuci le. · Ora abbiamo a considerare che posizioni così forti, come qnella di Plevna, importano un impiego cl i armi tanto .grande, che a forz a bisogna ri correre a pntenti concentrazioni d'artiglieria, poichè la fanteria, nel suo i'mp iego lattico, non può stringere la sua cntena a meno di clu~ passi fra le file delle squadriglie e meno di 6 fra squadriglia e squadrigli,i. E ceno, inolle volt.e, neppure l'artiglieria basta; e atlora è d'uopo afforzarsi con la posizione, onde :i procedimenti ed i trinceramenti dell'assedio regolare:· ed i Russi stessi a Plevna; se vollero venire a capo di quella ost.i nat.a r~sislenza, dovettero s~ettere da ogni ulteriore assalto, fortificarsi essi stessi, ed attendere la resa per fame. È indubitato che sarebbe a desiderare che ogni esercito, ridotto a difesa, sapesse munirsi ed adoprarsi come seppe quello d'Osman Pascià, che ottenne di primo acchito il 1:itorno del generale Gurko, che con la vanguarclia russa ,era passato di là dai '. Dalkani, e pel lasso di 1144 giorni rese immobile il maggior nerbo nemico intorno a quella piazza forte improvvisata . · Ma. per mettere, tani.o efficacemente, in istato di difesa un si lo scelto, occorre tempo parecchio, che non sempre è concesso ; le più più volte n,m .v'ha di disponibile che la notte, che precede la battaglia, o poche ore; sarà. sempre utilissima cosa afforzarsi di ridoLLi, coprirsi di trincee di battaglia, apprestare a difesa i caseggiati, che formano la nervatura della difesa. Nel suo articolo sulle Trin,cee di
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battaglia, pubblicalo nella Rivi'.sta ilf.ilitm·e del 11878, il generale
Massari dimostra matematicamente che, se ·I 00 d'un parli Lo attaccano 60 d'un altro, riparati dalle trincee cli ballaglia, alla fine dell'assalto, gli assalii.ori saranno ridoLLi a 42, e gli assaliti a .i8, e prosegue: « il difensore, con l'aiuto delle trincee, può talmente ridurre le sue perdite da accettare impavido l'assalto, con quasi certezza cl.i respingerlo >>. Oncle bisognerà per l'avvenire, come consiglia il genera.lo Brialmont, ricorrere in larga scala all'uso clella fortificazione improYYisala, intelligentemente applicata al ten eno, e validamente difesa, che. non torni però a sèmplice protezione passiva , come fecero i Turchi a Plevna, ma che s'avvivi di contraLtàcchi p_oderosi, e si sappia trarre pro dagli sbagli del nemico. . Finora s'è riguardata la fo rti ficazione passeggera. come essenza di sola difesa; d'oggi in poi, contro nemico che se ne vantaggi con arte e con rigore, sarit meslieri ricorrere allo stesso spedi ente, certo non nell a stessa misura, a meno di ottenere villoria a prezzo sang[!.inosissimo. I Russi stessi ~i Plevna ne sentirono l'al tiss imo bisogno, e gli Americani, nella guerra di secessione, ne fecero largo uso . ~on è la questione di apprestare i ~ o 3 eh ilornetri voluti tlal fronte cl'un corpo d'esercito in. difesa; è il ponte conqui stnlo, è la slnllfa ferrata, è il caseggiato preso, e la balza scosce.;a che, alla bella meglio e nel minor tempo possibile, si apparecchiano alla resistenza e si <;ollegano con trincee di batLaglia, fatte in tre quarti d' ora; e da tali jmprovvisati coprlmenti si ricacciano i ritorni offensivi del nemico, e se ne fanno base per procedere a nuovi acquisti. La battaglia campale diYenta rapidissimo assedio. E però la necessità, e per gli assa liti e per gli assalitori, di aver presti gli istrumenti; e la sola so luzion~ forse il portarli addosso, alla quale, in misura più o meno larga, cliversi eserciti sono venuti. Nel porre fine a questo nostro breve articolo, facciamo notare ,che l::l. disuguagli anza tattica rafferma cose note a tutti, ed ha il solo merito, se pllò ottenere applicazioni pratiche, di determinare limit.a.tamente quello che f intendeva complessivamente. Potrà qmisla formola avere una pratica utilità? Crediamo di sì. Intellelli meglio robusti progrediranno a passi di giganti in questa nuova via aperta. .alla scienza della guerra.
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LA DISUGUAGLIANZA TATTICA
Un'altra applicazione, a cui pare destinata, è di sovvenire il giudizio dei giudici di campo, durante le _grandi manovre; perchè essi, data un'occhiata alla fortezza del sito, tenendo conto del numero di armi adoperato dai due partiti, potranno dedurne chi abbia vinto o. chi perduto. DI
Roma, addì 3 1 maggio 188'1. 1
CIRO IL 'VECCHIO Il capitano d' artiglier·ia. ALFREDO DURELLI.
E DELLE SUE CONQUISTE
I. I
Babilonia, la superba << Ego swn, et non est pùiete1· me ampli-1.1,s: non sedebo vidna, et ignorabo ste·rilitate1n » la ciuà quadrata, i di cui hti ___..:. al dire di Erodoto - erano di sei leghe ciascuno, la città dalle cento po1te di bronzo, dal palazzo reale che misurava trenta stadi in circuito , dal temp io di Belo gareggiante in altezza colle piramicli egizie, dai giardini pensili i.ncantevoli, dall'Eufrate che, maestoso, la separava per mezzo, accavallato da un ponte lungo uno stadio e largo trenta piedi, nel mauino della cerimonia sacra era :animatissima. Ciro , il Vecchio, avea ordinato a Feraula Persiano di disporre circa alle forme del la solenne funzione . Trattava.si cli uscire all'aperto per sacrifica.re a Giove, al Sole, ed a.gli altri Dei, in rendimento di grazie per la non interrotta serie cli vittorie e di conquiste che aveano condotto alla costituzione del grande impero Persiano. Nelle vie si innalzavano steccati lateralmente ad impedire l'irrompere della folla tenuta in freno dai flagelliferi che battevano chi cercasse entrare nei recinti e far disordini. Quattro mila astati, schierati a qLtattro a quattro, erano innanzi al palazzo: ed altri d'¾e mila disposti lateralmente alle sue porte.
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E DELLE
DI CIRO IL VECCH IO
Tutti i cavalieri erano present.i, vestiti di splendidi ab iti all 'usanza Meda; i Persiani stavano alla destra, e gli altri alleali a sinistra della strada, e così pure i carri metà per parte. Aperlesi le porle del palazzo, la cavalcata cominciò col l'avanzarsi di molti tori bellissimi_, pr~ceclenti a quallro a quaUro, da sacrificarsi a Giove; e dopo I ton magn ifici caval li da immolare al Sole indi due carri bianchi con giogo d'oro ingliirlandri li , sacri a Gio~,e ed al Sole, ccl un terzo carro con destrieri coperti di scarlatto . Seguiva il fuoco sact'Oportato in nn braciere. Comparve successivameute Ciro sul suo cri1To con in capo la tiara, cinta di diadema, con tonaca mezzo di po1:pora e n~ezzo bianca . Al suo passaggio tutli si prosternarono come rn atto cl, adora7.ione. Dopo Ciro venivano trecento eunnchi a ~avall~ S\1p~rbri_men~e vestiti congiavellotli in mano, e dopo di essi 1 destriar1 dt Crro, m numero di duecento, condolti a man o, COif gualdrappe ricamate e freni d'oro. Seguivano i cavalli duemila alabardier!, e dietro questi i diecimila stati fatti pci primi cavalieri, a cento ~l, fronte e cento d'altezza, dei quali era condottiero Crisanta, e P?scia, nello stesso. ordine, diecim il a caval ieri cli Persia capitanati da Islaspa; segui va Datama che ne comandava allo stesso modo altri diecimila, e Gadata con altrettanti, e come questi seauivano pure a cavallo i Medi , gli At'meni, gli Ircani, i Cadu si ed Saci. I car~·i chiudevano la cavalcata procedendo a quattro a qualtro e guidati da Artabata Persiano. Giunti al campo consacrato agli Dei si iin molarono le vittime a G~ o.vc,. al.Solo,. alla Terra, ed ai semidei patroni e prolellori della S1r1a; 1 gruoclll e le corse dei cavalli e dei Cflni posero fine all'imponente cerimonia, dopo la qua le la cavalcata 1·ien trò in Babilonia collo stesso Ol'dine tenuto nell'uscirne. Il confin~ dell'imper~ di Ciro era l'[ndia a levante, il Mar Caspio al nord ed rl Ponto Eusrno, ad occidente l'Egeo , ed al mezzodì l'ELiopii.l ~cl i( ~far d'Arab ia. Centoventisette satrnp ie lo costituivano ammm1strat,vamente, cd il servizio postale, invenzione di Ciro, man.tene,,a (e l'ela~ioni fra esse e la capitale. Le truppe ascendevano a se1centomil afant,, a centoventim ila cavalli, e duem il a carri falcati. Quan~o .Ciro assun:eva il ?overno dell' impero, 53G a. C., por la morte cli Crassare e d1 Camb,so, non erano trascors i che .24 anni dalla sua uscila di Persia alla testa di un piccolo esel'cito di trenta-
t'
sue
307 . limiti del territorio Medo-
CO NQUI STE
:mila uomini di sola fan teria . I ristretti Persiano e le forze mil itari limitatissime a disposizi oni di quei due paesi, ci svelano in Ciro una delle più grandi personalità vissule in .quei temp i remoti, quando si pensi agli eserciti battuti, ai popoli domati e conquislati, alle sagge leggi emanai.e, ed all a fin e politica usata da lui per cattivarsi l'ammirazione, la. gratitudine e l'affeuo di popoli barbari e bellièosi, di principi .despoli, infidi e turbolenti, man mano incorporati i.n quel grande impero. Le piccole forze che..Ciro comandava al cominciare della sua càrriera e la sterminala sua potenza all'assumere le redini. clell'impe1:o includono un periodo storico e-0sì luminoso che ci rende accorti trattarsi qui dell'opera cli un uomo di genio spicca tissimo e di gran lunga superiore a quanto la storia a lui anteriore poleva insegnare nell'arle di creare vMti e solidi dominii e mantenedi poderosi e temuti . Dieci secoli prima di lui, Sesostri coo: seicep.to mila fanti , ventiqnauromi la 1:.'tvalli e ventisette mila carri, armando una lloqa di quattroc.ento vele, ttveva co npepito un progetto più grandioso cli quello di Ciro, quello cioè di conquistare il mondo , e lo scorazzò cli fatto per no,•e ann i, riducendosi in fine nei ristretti confini dell'Egitto d'oncle era partito. Ma cli tale precursore, che passò qual turbine su tanti paesi, che dominò tanti popo li , molti dei quali non tentarono purn cli far resistenza, non rimase, lu.i passato, come tra ccia delle sue conquiste, che q,w lche·colonria colla pretenziosa e vuota iscrizione « Sesoslri re dcli re e signore dei signori conquistò colle sue armi questo paese» . Sesoslri adunqu e non fu conquis,lalore, fu man mano possessore dei paesi che coprira, passando, coll'immane suo esercito~ dopo Ciro invece.troviamo dominan ti su l vasto ì'!1pero Persiano e Cambise e Dario e Serse ~cl una serie non interrotta per lunghi anni di dc,m inatori potenti e temuti . Le conq~Liste di Ciro dovrebbero essere certamente di vivo interesse e di qua lche utilità negli studi militari specialmente, 'se potess.ero v.en ir $eguite e stndiale co n suffici enti elementi storici , ma ventiquattro secoli ci $eparano da quegli al'vcniment.i, sui quali non si hanno che pocho nozion i e queste pure incer to e contrastate per quanto app unto si r iferisce a mili Lari i11segnamenti. •
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DI CIRO IL VECCH IO
Ad ogni modo per poter accogliere quelle re~ote notizie colle cautele volute, sarà bene scorrere per sommi capi in rasseo-na le sva:iate opinio~i di storici, filosofi ed eniditi che da quei te~pi ad ogg_1 cercarono il vero nelle pagine storiche di Erodoto d' Aiicamasse e d1 Senofonte, che trattano della vita e delle azioni di Ciro. Ll: Cirnpedia di Senofonte che ad ogni modo è il documento più ampio ~ completo sulla storia del grande Persiano, fu sempre attaccata e d1f:sa nella sua attendibilità con molta passione: per alcuni è vera storia, per altri poéo più di un romanzo didattico, per altri finalmente un mi$cuglio di vero e di supposto, di narrazioni storicl'e : di lezioni Socratiche, di nudità pensatamente ·coperte e di gemme mcast?nate ad arte per rendere più fulgido il diadema del suo protagonista. Là ove,:licesi ~he Senofonte nella Ciropedia « pensò piuttosto a f~n~are I idea di un gran re, che a scrivere le vere gesta, di Ciro» s1 risponde che non per questo le massime in quell'opera. tanto abbondantemente seminate non sono meno salutari, e si chiama in _aiuto Orazio il quale già di:;se di Omero « che nella sua Iliade e Odissea meglio insegna egli la morale, che non fanno nelle loro scritture i più solenni filosofi >l. , _Pl~Lo_~e scrisse nel_ libro III delle leggi, che Ciro ignorò i veri prrnc1pu della educazione dei fi gliuoli e del governo di casa; ma a. sì gran filosofo si fa l'appon to che nel contrari:ire Senofonte dimostra di voler far tri onfare i sno'i principi i della perfetta repubhlica sui prin cipi~ d_ell'.i perfetta monarchia sostenuti dal suo antagonista . E cos1 s11.mlmente quando Cicerone scrive a Quinto suo fratello « Cyn1s iUe a Xenophonte non acl histor·im fidem, sc·riptus, sed ad ef!igiem jiisti imperi1:, c11jits summa gravilas ab illo philosopho cmn s,ingnla1·i coniitate conjimgitur » si appone primieramente che esaminando con diligenza le ultime parole del grande oratore, si vede che tratta piuttosto del carattere personale di Ciro, che non sulla verità della narrazione di Senofonte, e poscia si conchiude che Cicerone era cc quanto parziale alle repubbliche, altrettanto avverso alle monarchie» epperciò proclive a credere abbellito il ritratto del grande conquistatore Persiano per« darci l'esempio di un buon re)) anziché pensai'e che le virtù di Ciro ed il suo amore del pubblico bene fossero possibili in un monarca.
E DELLE S UE CONQUISTE
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Così Platone, Dionisio d' Alicainasso, Ermogene, Cicerone, Ausonio ed altri dei critici antichi non ritengono l'opera intorno a Ciro come vera storia. Fra i cri Lici recenti che si occuparono cli tale materia, meritano speciale menzione il Fraguier (DissertMion stH' la Cyropedie de Xenophon), il E'rerct (Observation si.ir la Cyropedie de Xenophon), il Weiskc (Disputatio de natura et usn disciplince Cyri), il Sainte-Croix (Nowvelles observations sur la Cyropedie). Il Roll in nell a sua Swria antica, trattando di Ciro, dice esplicitamente che fra Senofonte ed Erodoto si attiene al primo che militò sotto Ciro 'il Giovane « il quale aveva nelle sue truppe un gran numero di signori Persiani» e che per tal modo ebbe mezzo di minutamente raccogliere molte informazioni su Ciro . Il B.ollin, citando un passo di Senofonte ove di ce « nè racconto cosa che non abbia inteso» si riti ene fortemente sostenuto nella questione di massima; ma v'ha subito chi di r imando nota come il passo citato di Senofonte non ha il senso datogli dal Rollii1, ma que_st'altro (t noi prenderemo a racconlare ciò che di Ciro abb iamo appreso, e ciò che noi crediamo saperne» e si soggiung9 che tali parole non si appongono all'idea che Senofonte non ha volu.Lo dare che un romanzo storico. E qui gli si lronn~ errori cron?logici , geografici, sloric:i, di costumi , di preceLLi nel governo e nella morale: Nella Ciropedia taluno sente parlare 1111 allievo di Socrate, specialmente là ove, trattandosi del re di Armenia che fece mettere à. morte un affettuoso amico del figliuol suo Tigrane per gelosia di tanta amicizia, Senofonte fa dire al condannato « O Tigrane, perchè -il padre tuo mi abbia a morte con~ dannato, non gliene voler male: ch'egli per alcuna malevoglianza noi fa, ma per ignoranza: e tutti quei mancamenti, che si commettono dagli uomini ignorantement.e, io per me son d'avviso che si commettono da essi mal volentieri)> . In questa morte ,Ìdunque si pretende veder ricordata da Seno fon le la morte del suo immortale maestro. Il Rollin di una natura mite e dolcissima, di fede santamente cristiana, d'animo squisitamente gentile e modesto, non poteva titubare nella scelta fra Erodoto e Senofonte. La sua storia specialmente intesa all'educazione della gioventù per la quale aveva impiegati i lunghi suoi anni di insegnamento, affezionato alla monardei cuori, a.Ila diffusione della crichia ' intento al mialioramento v
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stiana pietà, e schivo degli insegna~nenli che fanno procedere a sbalzi ·repelilini e pericolosi le turbe nella- via del progresso, lrovò nella Cirop·edia l'ottimo fra tutti i documenti per la sua storia: e lo dimostra dando all'opera di Senofonte un posto assai largo nei suor . seritti . Ma il llollin pure, anche.sorvolan do su molte. delle mende della Ciropedin, nonpuò sempre: trovare un accomodamento a certi fatti che non mantengono Ciro a quella altezza di equità. e di virtù che egli si comp iace di costantemente . sostenere agli occhi cléi suoi lettori. Quell'ideale di bon tà, di s}tggezza., di pietà alcune volte vien meno nella. narrazione di Seno.fonte e ·nell e cons1derazioni che succedono alle opere cli Ciro quali corollari alle pi·emesse storielle che formano la maggior gloria dì quel grande conquìsb.tore. Così dopo aver narrato che Ciro si serve di tre fra gli am basciatori venutigli dal re delle Indie, per mandarl i impun emente quali spioni nel campo dei nemi ci sotto finzione cli patteggiarvi alleanze in nome • del loro re, il Rollin confessa. di nori cap ire in Ciro tale perftdia di agire. Cosi raccontando cli Creso messo snl rogo per essere abhmcialb vivo presente Ciro e la sua çorle, il Rollin si fa premura di dire che non crede a tale na.iTazione « più meravigliosa che vera». fatta da Erodoto, mentre egli ritiene Giro incapace cli l[t)e enormità.. Finf).lmente quando iJ Rollin tratta delle prime cause della decadenza dell'impero Persi mo. scrive: « Lo dico con diffi« coltà e mal volentieri . Lo stesso Ciro temo. non contribuisse a « introdurre nei Pers iani'questa. fo ll e superbia. dei re, queste sei·<< vili adulazioni dei popoli. Nella pomposa cerimonia cli cui favellai « i Persiani fino allora gelosissimi della loro libertà, e affatto lon« tani dal volerla vergognosamente prostitui re C.OIJ. vili e basse ma« niere, piegarono per la prima volta le ginocchia al principe e si « abbassarono ad adorarlo>> . Narrando della pessima. educazione clie Ci ro fece dare ai suoi figli Cambise e Srnerdi, il,Rollin ha somma cura di rammentarci che « Tutto questo è racconto di Platone, perché Senofonte per rispel« tare, per quanto sembra, il suo eroe, non dice parola della ma« niera con cui furono educati questi principi, laddove descrisse si « a lungo r eclucazione che aveva ricevuto dal padre ». .
E DELLE SUE CON QUI STE
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Cosicché il tacere di Senofonte su lai condotta di Ciro, manifestamenle ci fa accorti che Senofonte stesso svolgeva colla ·sua Ciropedia una. tesi nella quale conveniva tacere gli argomenti contrari, ed il Rollin po i, quantunque facc ia entra re Platone su tale parti- colare, non impedisce affalto che altri scorga la sua conlrarieLit nel dover togliere tale inciampo al piano procedere della sua esposizione, tanto accuratamente conclolta, su i passi cli Sen.ofonte, per innalzare i1ella comune eslimazione il grnncle conquistà.tore Persiano. Per completare questi brevissimi cenni circa ai contrari giudizi · portati sulla Ciropeclia, mi conviene aggiungere come fra i rnocleru.i cri tici vi fu pnr~ un tal Giuseppe Scaligero « il quale con alterezza · incomportabile ·c.hiamò sciocchi, nonchè ignoranti coloro, che· verità cli stori a trar volessero da Senofonte» ed un Seto Calvisio il quale « con isfaccialissimo ard ire aITermò non esseryi pnr uno , che riputasse l'educ!}zione cli Ciro, Ciropedia, storicam ente scri lla ». Ma nel campo opposto milila no e Husserio e .\larshamo e Banier e Bossuet e Charpentier e Hutchinson ....... e chi. più ne st1 , più ne dica . In quanto ad Erodo to chcscri:;se pel primo la sto ria di Ci ro, pare che le sue pagine p iene di fav-o le non abbiano avuta molto., credenza e quindi troppa aulorilà . Cicerone ,nel I libro de.Ile leggi, eCLesia fra. gli altri non sono affallo favorevoli a quella 1rnrrazione cli Erodoto. v i sono troppi sogni ed oracoli e prodigi nelle pagine che traltal1'0 cli Ciro e la verità.' storica ne scap ita. in r:agione di retta del ma.raviglioso col quale la si voll e infiorare. Se t.ale storia di Eroclotò ·· trovò foìt una. a.ppo i C',reci. si dice doverne scorgere le cause nell'inimicizia ch·e i Greci stessi portavano ai Persiani. Fin qui non Jio toccato al giud izio sommari o che i critici di tulle le epoche posterio1;i a Ciro J)ortarono cli questo fon datore clell'im. pero Persia.no , come uomo Sollo ta le rapporto le divergenze sono poco sensibili e 1ni pare basti in proposito notare come fra gli antichi Cicerone scrivesse cli lui « Cnjns siùnmo i?i imperio 1ieino 11,nqiiam ·1Jel'bmri iilliun a~pel'ius cmdi.vit-p e· fra i modern i il Rollio asseverasse che il ritratto fa tto da l)Jini o hel panegirico a Traiano, assomiglia molto al ri trallo di Ciro « Nullmn est 1,raestabilius, et pnlclwùls Dei 1nimiis erga rnortales, q1uini cast'lls, et sanctus, et Deo simillim11s princeps_ ,, .
E DELLE SUE CONQlJISTE ~
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. Nqn ci meraviglia affatto lo sconcordante ai udizio critico deoli V . studiosi che presero ad esame le storie su Ciro il Vecchio; ci duole però che la luce non siasi Ql.tenuta sull a Yerità di quell'epoca; abi, tuati ogni giorno a dissertazioni critiche e svariatissime che trattano ·· di avvenimenti nella nostra epoca moderna aYVenuti, si comprende quanlo influir debbano ventiquaLl.ro secoli trascorsi attraver~o usi, , costumi, mutamenti sociali tanto numerosi e svariati e tanto scars i di mezzi per ·narrare una storia circostanziata , ordinata, vera . Quindi di fronte alle pagine di Erodoto e di ·Senofonte, pagine dio rarament~ trovano punti concordanti, non rimane 'di guida per raccogliere quel poco di indubbio che la scelta di quanto è concordante in tutto, poca cosa in vero, ma di somma importanza, e di quanto è differente solo nella forma, il che è assai di più, cercando , di Logli ere dalla narrazione quel tanto che si può ·altribui re, senza tema di anelar lungi dal vero , più agli storici, alla loro educazione, al,loro cnrattere, alle loro mire, che non alla storia di Ciro. Una dissertazione su tale materia, trattata nella sua massima estensione, non troverebbe il suo posto in queste pagine: non cosi qua.lora ci facc iamo a considerarne unicamente la parte militare, servendoci appena delle altre come ausiliari a render la prima non troppo sconnessa e interrotta da tante e vaste lacune. La conquista di un immenso paese, la costitu1.ione di nn potente impero, il dominio di tan ti popoli, la viltoria su tanti nem ici, richiamano l'attenzione su Ciro; che vediamo percorrere l'Asia per tan ti anni alla . te::;ta del suo esercito, e che tramanda a noi ·militari il suo nome di gran capitano, unito ai nomi famosi di Timbrea, di Sardi, di Babilonia. For.se, dopo qttesta breve scorsa, non ci troveremo completamente soddisfa tti nelle nostre aspettative, ma se per avventura non ci sarà dato scoprire in Ciro il capitano della nostra fantasia, vedremo più accentuato il carattere delle sue conquiste, più definito il pensiero costante del la sua mente, più chiara la sua politica conquistatrice. La Ciropedia cor:re sui. banchi di tutte le scuole, le militari comprese: la battaglia cli Timbrea è data nei trattai.i di arte militare come l'esempio il più antico sulla taLticct del combattimento, come ·<Ja sintesi degli ordinamenti. militari sul campo di battaol ia di tutto b : :i l vastissimo periodo storico-mili lare anteriore. È da Timbrea, .
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sempre da Timbrea « che si comincia la marcia » per lo studioso di ; cose militari, per giungere a Plevna, ed il rumore della presa di Babilonia echeggia oggi nella storia militare colla stessa sonorità dei tempi di Erodoto. Toccando appena la parte militare dell'epoca di Ciro, ci liberiamo senz'altro dalle mille pastoie fra le quali si dibattono a non uscirne più quei critici meticolosi ed analitici che spingono la smania di tutto conoscere dal numero dei pali che ·sostenevano la tenda della bella prigioniera moglie di Abradate, sino al trovar modo di accor- · darsi con Erodoto nel fare che 70 ann i comprendano venticinque mila dngento giorni , più mille e cinquanta giorni contenuti in 35 mesi bi,,estili . È difficile, consicleràndo la quisti.one dal lato militare, di raccordare le istori e di Erodoto con la Ciropedia nel periodo di formazione delì'impero per,,iano? Clio, la musa che ebbe da Erodoto in dedica il ,1° libro delle sue storie, non è troppo propizia a gettar luce sul periodo mili tare di Ciro il Vecch io, nè in qùel pochissimo che ne dice Erodoto pare vi sia maggior concordanza con Senofonte, di quanta se ne tro1ri in tutto il rimanente. Erodo to d'Alicarnasso natone! h-8&- a. C. fu di un'epoca assai vicina agli avv!nimenti che racconta sulla Persia e suW Asia minore. Ciro morto nel 529 a. C. lasciando il trono a Cambi se, non frappone più di quarantacinque anni colla nascita dello storico delle sue gesta , e quindi ben meno di un secolo col libro da Erodo lo éledicàto a Clio . Asua voi ta Senofonte nasceva in Erchia, borgo della tribù Egeide, circa l'anno 445 a. C. cioè quarant'anni dopo Erodoto, epperò in e.poca sempre vicina. a.Ile conquiste di Ciro, per quanto in allora un secolo fosse, in fatto di informazioni storiche, un trailo di tempo ben Più lun ao che in ooai. vn Erodoto e Senofonte, morti entrambi vecèhissimi, furono contemporanei per quasi me1.1.o secolo, epperciò l'antichità di Erodoto non rimane affatto un titolo di maggior fiducia nella sua narrazione, che anzi Senofonte colla scorta della narrazione erodo tea ebbe mezzo di studiare i particolari cli essa col confronto di · altre informazioni da lui aLLinte altrimenti . Stanno per Erodoto i suoi viaggi nell'Asia minore, nella Siria, nella Palestina, nell'Egitto, nella Libia, nell'Assiria, nella Colchide, . è)
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DI CIRO IL V)::CCHIO
· nella. Scizia e nella Tracia, e d'allro canto per Senofonte le sue cam;.pa.gne mi litari falle su buon lraLto della stena illustrata da Ciro il Vecchio. ,' Non conviene _dimenticare però in Erodoto questo pllsso: « Adesso .« hi ragione di questa storia ci chiama. a indagare chi fosse Ciro, . « distrulLore della potenza di Creso; e in che modo i Persiani arri···« vassero llll'impero dell'Asia. Ed io in queste ricerche voglio andar _ .« dietro a quegli scritlori che si mostrn.rono più studiosi della veri lit « che non intenti a ing1-,rndire la fama di Ciro. Dei quale so ben is. « simo che si potrebbero scrivere fino a tre vite diverse». Queste paro le mi sembra abbiano un gran peso. A cosi pochi anni di distanza., già la varia.gloria. dei Persiani aveva adombrata la verità , da rendere possibili tre vite di11erse di r.iro I · Quesla premessa. di Erodoto rnrrebbe a spiegarci le innumeri ed · importanti sconcordanze fra la sua storia su Ciro, e quella p. e. cli ,Senofonte che potrebbe essere un'altra delle I.re intesa. acl inr;ra-n·<dire la fama di Ciro . I contradiLtori di. Erodoto lo accusano per le molte favole intesse ·.nella sua storia, e. menano gran rumore se deuo storico narra che · Milete, re cli Sardi, non aveva fatto girare il leone, che gli aveva ,partorùo ima concubina, completamente attorno a)le mura della -, città per renderla inespugnabile; o perchè ci narrò di colombe nere ,,che, stando sopra un faggio, parlarono con voce. umana chiedendo · ' l'erezione di un tempio in onore di Giove. Ma se ben si leggono . quèl le 1stori·e, si vede .che chi le scrisse o non si occupa di confutare -simili panzane , Lenendosi nella stretta cerchia del narratore, certo ,che il lettore per farlo non abbia bisogno di aiuli, oppure ne spiega. .-., chiaramenle ,il vero senso , sceverando la verità da. quanto sente di .favoloso. Pel milita.re è a. deplorarsi la ~carsezza delle not_izie che Erodoto ,., ci tramanda sulle operazioni guerresche di Ciro; sia per mancanza cli. informazioni al riguarcl(), sia per mancanza di inclinazione allo stndio dell'arte militare, Erodoto, trattando di quel grande conqui. ---stalore, ripartisce ben male le proporiioni del suo prin.10 libro; impiega lunghe e noiose pagine a parlarci delle avventurose vicende 4ella nascita~ dell'infanzia di Ciro, e poi parlando della battaglia cli ;·fteria - che non può essere se non quella cli Timbrea - se ne sbriga
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con queste poche·parole: 11 Ma dopo ace1:ba lotta,_e molta slrage d~lle « due parti, fu sospesa la baltfiglia dal sopravvenll' della notte, prnna « che fosse chiaro da qual lato inclinasse la vi ltoria 1>. A compensar-e poi tanto }~eonismo si distende alqua~to nel narrar~i una sor~ · tita di Creso da Sardi contro i Persiani, ed lll essa parla d1 cammell1 messi di fronte alla cavalleria' dei Lidi, particolare quest? che mentre ci _riporta colla mente alla battaglia di Timbrea., a~1~enta ?i tanto la confusione se si tenta di far· col limare le sue nol1z1e storiche con quelle di Senofonte, il quale di tale sortita non ne parla alfatt?:. · L'afiidarsi ciecamente all'opera cli Senofonle non varrebbe gm a stiHli~re l'arle mililare ·del grande persiano,- ma quella di Senofonle stesso, _o per Lo meno un m,iscuglio di entra.n~be. - Per contrastare molti punti della Ciropedia, non si perdoo,a a Senofonte di essere s.tato a quindici anni a:llievo di ~ocrate, al quale fo dilettissimo e pel quale scrisse l'Apologia. Che non si potrebbe dire allora sulla parte inilitare della Ciropedia. trattandosi dell'.autore .dell' Jpparchico, e del capita.no e narratore della ~li~irata d_ei d-iecimila? ·G·nai sé ci formassimo a lungo in. tale pensiero, specialmente .colle parrine ·di Erodoto alla mF1,no . Chi non vorrebbe vedere una .filatess/ di avvenimenti guerreschi, succedentisi l'un l\dlro sulla · base vera, ma nuda, che Ciro fu il fondatore dell'impero persiano? Chi non vedhbbe spiegato tutto , ordinato lutto, congegnato tutto pel solo fatto ·a supporsi che tqtLo a qualche modo doveva essere congegna(o, ordi1uito, spiegato . È ben vei:o che Senofo~te non m~nca nella. narrazione di grandi lacune, ma~ pm' vero che l autore le tien_e quanto può velate, come è :vero che, a:d onta: di tali pecche, la C1ropedia. cì mera.viglia. per nriità di processo storico paragonata al sunto ~rodoteo che ci appar~ _assoluta.mente sconnesso e monco da tutte·le. parti. Senofonte termina il proemio -alla sua Ciropedia con queste pa-. role: « Tutlo quello a.dunque, che di lui - Ciro--:- e udii dite; e « giudico cli aver ben inteso, .m'ingegnerò io dira:'co_ntare ». ·~opo tale dichiar_azio~1e ~ semplice e v~ga, comm~,~ l,a ~u~ nar~ raz1onE.' che segue srno rn fme se,1za che :Senofonte c-it1l 011 gme di una notizia o ponga un nome in appoggio alle sue asserzioni. . Non. v'ha dubbio però che, gran cap itano egli stesso, se vane ·aggi-unte e variant'i pose di suo, non abbia trascurato pur una di
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DI CIRO IL VECC!IIO
E DBLLE SUE CONQUISTE .
quelle cautele a prendersi perchè il suo lavoro riuscisse il più chiaro e completo possibile nell'interesse storico-militare. Il Rollin ci dice che nell'esercilo di Ciro il Giovane poté Senofonte raccogliere dalla bocca degli ufficiali persian i ricca messe di notizie, e non sarebbe agevol cosa conoscere se le parti alterate delle conquiste cli cui discorriamo debbano attribuirsi tutte Òd alcune alla vanagloria di quegli ufficiali, od al preconcetto proposito dello storico cli Erchia. Premessi quesli pochi cenni sulla aLlenclibilità di quan to questi due storici ci tramandano su Ciro, panni si ubbia una guida a segui re nel percorrere con sullìcieute approssimazione le strade battute dagli eserciti persiani .per la c-ostituzione del loro Darande impero. Nelle pagine della Ciropedia non credo ommessa da Senofonte per una. delle operazioni milita1'i di Ciro delle quali ai suoi tempi ne fosse rimasta memoria, come credo avrà radiate dalle narrazioni a lui fatte qudle parti che sentivano cli favola e di meraviglioso. tanto spiegabili colla fantas ia cli quei popoli e col glorioso argomento di cui si trattava . Nella Ciropedia ben spesso traluce il sapere·mili-. tare del suo autore, e gli usi e gli ammaestramenti tattici dei suoi tempi ; ben spesso si scorge un anello di congiunzione fra due peri odi slegati nelle operazioni di Ciro, anello costrutto di sana pianta dal narratore, ma se queste intromissioni mìocono alla ragione storica, qnando fotte da un abile capitano profondamente edotto nelle discipline militari del tempo che descrive, non possono non essere in armonia colle rimanenti parti. che per tal modo si connettono in un tutto storicamente omogeneo, affatto accettabile per uno studio che si propone sinteticamente l'esame cli quel periodo della storia persiana, so lo pel' conoscervi quanta parte spelta all'azìone puramente militare nella costituzione del potente dominio cli Cir9.
dicarci primieramente se la serie delle sue conquiste fosse una risultante naturale di tale stessa situazione, o non piuttosto un effetto le di cui cause si comprendessero tupe nella mente di un uomo superiore. È provata fa verità dell'asserto che giunta a maturanza la soluzione di un problema sociale, la situazione delle cose crea l'uomo che trova la soluzione voluta, nè si nega che il periodo stc,rico di Ciro, non abbia - col debito regresso però che importano .24- secoli di antichitii - un riscontro storico moderno, ma. è necessario un certo grado di coltura perchè una situazione sociale possa creare ui:i uomo capace di dominarla e di spingerla verso il progresso. Una creazione,. se non vuol essere un aborto, richiede nell'ente creatore un grado .di perfezione, che alcune volte non ha e che gl i si attribuisce erroneamente; epperciò ritengo che in quei giorni nè le pro- · fezie di Daniello, nè la scienza astronomica di Zoroastro nè i aiardini pensili di Babilonia e tanto meno le autocrazie assolute di quei governi, potessero formare nell'ordine sociale una situazione crea. trice per sè sola di uomini grandi - mentre fermamente ritenoo ' i, che entro certi limi ti, e fino a certe epoche, gli uomini di superiore intelligenza lavorassero a costi uuire una società avente situazioni determinate e determinanti . - È solo dopo ciò che possono apparire grandi personalità aventi il tipo dell'epoca e l'indirizzo voluto dal progressi\ro sviluppo di questa. Da tali considerazioni mi il)duco a ritenere che la situazione storico-politica dell'epoca persiana assumesse profili determinati, e carattere proprio solo dopo la costituzione del grande impero fondato da Ciro, il quale sembrami abbia colla lunga e gloriosa sua opera riuniti dapprima i materiali del suo edificio - trovandone pochi sparsi sul suo cammino, e molti ed i migliori riuniti nel suo cervello - e poscia costruttolo di sua mano ad esempio storico imperituro, e acl imperitura memoria del suo gran nome. Al suo apparire nel mondo quale patrimonio storico trovò? Quale fu l'arte sua nella conquista, e quanta fu l'influenza militare delle sue armi? Ecco le poche domande, alle quali sembrami cura non sterile affatto quella di studiarvi una risposta che non discordi dalle memorie storiche, e dalle congetture che in mancanza di esse è lecito fare. Già Nino con un esercito, al dire di Cte~ia, di 11,700,000 fanti,· '
II. La situazione storico-po)iLica della Persia ai tempi della giovinezza di Ciro, e quella generale passata di tutti i paesi che poi caddero nel dominio di Ciro, o vi furono limitrofi, sembrami possa io-
ANNO XXVI, VOL, 111.
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E DELLE SUE CONQUI ST E
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200,000 cavalli e ,16,000 carri fal cati, dalle sponde del Tigri erasi spinto sino all'assedio di Ilatri - e Semiramide, la sedicente figlia della Dea Derceto, dopo dì lui. aveva conquistato l'Etiopi a, e precorritrice di A·Iessandro il grande, aveva osato dichiarare guerra al re delle Indie.e passare l'Indo. Dopo Ninia, che successe a Semiramide, si ebbero trenta generazioni la cui storia assira è avvolta nell'oscurità, nè il regno assiro in quel tempo cadde per le conquiste di Sesostri che lasciarono le cose come le avevano trovate. Veniamo così a Fui (77 1 C.) creduto padre di Sardanapal o, quest'ultimo vero fondatore della scuola verista·epicurea, giacchè aveva ordinato sulla sua tomba questi due versi per epitaffio : 1
a.
« Haec babeo gu ae edi, quaoque exsa turnta libido <
Ransit: aL illa jacent, multa, et praeclara rolicta , .
L'impero rovinò e si formarono i tre regni, dei Medi cioè, quello degli Assiri di Babilonia, che l'ebbe Belasi, e quello degli Assiri di Ninive che fu dato a Nino il Giovane. Da Beles i (74:7 a. C.) sino a Mesessimordaco abbiamo dieci re, tanto secondo Tolomeo, quanto secondo Sincello - e finisce la serie dei re di Babilonia. - Dei re di Ninive abbiamo Sennacherib che depredò l'Egitto, Asarhaddone che unisce all'impero aisiro la Siria e la Paleslina, e che regna 39 anni sugli Assiri e 13 sui Babilonesi. Nabucéoclonossor·e I che rompe in battaglia ordinal(l nella pianura di .Ragau il re dei Medi, espugna Ecbatana e manda Oloferne ad espu~ gnare Betulia che ci rammenta la ben nota Giuditta. Al suo successo re Saraco vien presa da Nabopolassare la parte dell'impero assiro di Babilon ia sulla quale vi domina per venlun'anni. Costui aveva falla lega con Ciassare re dei Medi (626 a. C.) per .assicurarsi l'esito della ribellione, ed assieme asseà.iano Nini.ve e la distruggono - Ba!,ilonia rimase cosi la sola capitale dell'impero assir.o; Giunti in questa sommaria rassegna a Nabopolassare, conviene far cenno di Necao re d'EgiLLo (6116 a. C.) che nelle imprese idrauliche è degno precursore di L'esseps, trattando del mar Rosso d1e voleva unire al Nilo per mezzo di un cana:e che dovea misurare .50 leghe di sviluppo; peri ti nel lavoro 120 mila uomini , l'impresa 1
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fo abbandonala per gli ostil i responsi di un oracolo . - Si allribuisce
Necao l' iniziativa del viaggio impreso <la alcuni marinai Fenici ;alle sue dipendenzfl, i quali partiti dal Mar Rosso compievano feli.cemente il giro dell'Africa ritornando in Egillo dopo 3 anni di navi,gazione - e senza busso la I Dicevamo adunque che convien qui dire di Necao in quanto ha tratto al la parte mi litare nella storia assira. Questo re, vedendo la potenza dei Babilonesi e dei Medi padroni di Ni nive, se ne intimorì -ed allestito un poderoso esercito, allravel'sò la Hiudea, ballè il re GiQsia a Mageddo - forse la Magclola cli Erodoto - batte i Babilonesi, prese Carcami de e presidiatala fortemente ri tornossene nei suoi domi nii. Nabopolassare per questa viLLoriosa escursione cli Necao, · si trovò ad aver perduto il suo dominio sulla Siria e sulla Palestina, epperciò inviò Nabucco suo Gglio a riprendere il perduto. Infatti questi batlè presso l'Eufrate le truppe di Necao, riprese Carcamide, e quind\ ridusse i ribelli all'antit.a obbedienza. Dopo ciò si impadronì di Gerusalemme. Qui abbiamo gli ebrei condolli schiavi in llabilonia, e fra essi Daniello. Nabuccodonossore successo.al padre nel dominio, possedeva la Caldea, l'Assiria, l'Arabia, la Siria e la Palestina, e vi regnò, secondo Tolomeo, 4.3 anni (603 a. C. ). Durante il suo regno avvenne la presa di Gerusalemme me!\sa a ribellione dal re Giochimo, e mantenutavi in tale sta to dal successore Gegonia suo figlio. Gerusalemme fu presa un'altra volla (589 a.. C.) regnanclovi Sedecia, e la ciLLà ed il tempio furon o saccheggiati ed arsi, e demolite le fortificazion i. Nel ~H O anno del regno di Nabucco, questo monarca imprese l'assedio di Tiro, detta da Isaia la fi.g lia di Sidone, e la conquistò dopo 13 anni di sì grandi sacrifici e fatich e che Ezecchiello, parlando degli assedianti ebbe a dire che per le loro fatiche « ogni testa divenne calva ed ogni spalla escoriata ». A Nabucco successe Evilmerodac che regnò due anni e fu messo .a morte da una. congiura. Neriglissore assunse al trono dopo di lui. Sotto il suo governo, che durò 4 anni, abbiamo la guerra da lui mossa contro i Medi - e Ciassare che chiama dalla Persia Ciro in suo aiuto . -a
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A Neriglissore . succede il cortissimo . regno di Laborosoareod (556 a. C.) e Losto dopo quello di Baldassare che durò sul trono. ~ 7 anni . Il suo governo ci rammenta le profezie di Daniello, il famoso convito, la presa cli Babiloni a e la fin e dell'impero Babilonese. (o38 a. C.) che avea durato 2·1Oanni dalla distruzione del grande impero degl i Assiri. J\Ii si permetta altre poche li nee sul regno dei Medi. Nella distruz ione del l'antico impero degl i Assiri, Arbace generale dell'esercito Medo era stato uno dei principali congiurati contro Sardanapalo. Vari opinano che prendesse allora il nome di re dei Medi. Erodoto però narra la cosa divers!lmente. Secondo tale storico la Media ribellatasi al dominio assiro si resse indipendente e costituita da sei Lribù. Dejoce figlio di Fraorle, medo di nazione. pensò di trar profiLto dalle turbolen1.e ineviLabi li fra tali tribù; da giudice del suo villaggio gLtadagnò tale nomea da divenire arbitro in ogni importante quistione. Quando si sentì necessario al governo, fin se di ritimrsi a vita privata e si dimise dall a cura pubbli ca addu..: cendo il bisogno dì curare le sue faccende domestiche. Lui riti rato, rinacquero i li tigi d' un tempo. l Mcd i si radunarono in assemblea per studiar modo di por riparo a tanta calamità . Dejoce nascosa- . mente istruì alc1mi suoi fì cli sul modo di comportarsi nella discussione. Insomma fu eletlo re. Tale commed ia non so se sia inventala acl Dejoce; ebbe però altre rappresentazioni in varie epoche e paesi e la storia. ci rammenta per protagonisti perfelti e fortunati. artisti. Il Rollin, quell'anima pura, .scrive « }fa prendere la maschera della modestia e della virtù per soddisfare la propria ambizione, « come fa qui Dejoce: affettar di comparire al di fuori ciò che non « si è al di dentro; ri cusa re anche per qualche Lempo e non accet« tare se non con una certa ripugnanza ciocchò ardentemente si de« sidera, e cioccbè si ha procuralo per vie insidiose ed occulte, è « una doppi ezza piena di vil tà e cli bassezza, che non può a meno (< di recar fastidio e che molto adombra lo splendore del meriLo che « altrimenti aver si potrebbe ». Evidentemente il Rollio non è allievo di l\facch iavelli . Dejoce, fattos i costrurre un bel palazzo, vi si rinchiude e si circpnd~ di . guardie; interpone un grande distacco fra sè ed i suoi leooi sudditi, ai quali si fa solo vivo coll'emanazione di sauoe 00 00 .
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La cillà di Ecbalana è costruita sul suo disegno . Alieno dalle conquiste, regna per 53 anni, consolidando il governo dei Medi. Fraorte suo figlio regnò 22 anni , e di questo re, abbellilc>rc di Ecbatana, e di natura bellico.sa, accenniamo al suo attacco mosso conlro i Persiani che vinse e sottomise al suo comando. Erodoto, sinteticamente. dice di Fraorte che soLLomise l'Asia . Mosse guerra agli Assiri, guerra che ci r·ammenla la giit citata battaglia cli R.agau, colla villoria cli Nabuccoclonosso r, la presa di Ecbatana, Betulia e la disfalla dell'esercito Assiro. A Fraorte successe Ciassare I. Rotti gl i Assiri, egli ne tirò profitto - si ristabiH nella Med ia, si impadronì dell'Asia superiore e mosse contro Nini ve per vendicare il padre. Battè gli Assiri e posi} assedio alla loro capitale - assedio che dovette levare per impedire il pt·ogredire aggressivo degli Sciti capitanati da l re Madics. M1t gli Scili non sostarono nella loro marcia vittoriosa e per 28 anni dominarono il popolo Medo. A sua volta questo si ribellò,, riprese le perdute provincie e mosse guerra ad Aliate re dei Lidi, che aveva favorevolmente accolto "ali Sciti sfu oogiti alla vendetta dei Medi. · Dopo 5 anni cli lotte, spaventati durante una baLlaglia da una. eccl issi solare, rientraronò nei respettivi domini, venendo fra di essi ad una, pace . ed aJleanza col matrimon io di A.riene , ficr o lia di Aliate, con Asliage figli o primogenito di Ciassare . Ciassa re, aHeato con Nabopolas,,arc re di Babilonia, riassediò Nin ive, la distrusse, uccidendone il suo re. Astiage suo successore· regnò 3f.> anni ed ebbe due figl'i, cioè Cias:-;are da A.riene, e Mandane dalla prima moglie. Ciassare successe al padre nel regno dei Med i e Mandane, data in isposa a Cambise, figlio di Achemene re dei Persiani, fu madre cli Ciro il Vecchio. Ancorn due cenni, gli ultimi e brevi, sui Lidi. Eroclolo vi mette i primi redisC<)Si da Ali: Lido suo fi glio diede il nome al paese. Gli Eracridi, discendenti da Ercole/successero a quelli. Argone, nipote ultimo d' Alr,eo figlio di Ercole, fu il primo che regnò nella Lidia fra gl-i Eraclidi, e Ca.ndaule fu ultimo, che perì in un complotto ordito ai suo i danni dalla moglie sua in unione a Gige, uno dei suoi ministri, Costui regnò 38 . anni e lasciò, morendo, il trono al figlio Ardiè, che lo occupò per anni 49. È a no-
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tarsi che soli.o il regno di Ardiè, i Cimmeri, scacciati dal proprie> paese dagli Sciti nomadi, passarono in Asia e presero Sardi. A;d Ardiè successe Sadiatte e dopo ·12 aoni Ali atte, che in 57 anni di regno fece guerra a Ciassare re dei Medi, e scacciò i Cimmeri dal)' Asia. Successegli Creso, che, di natura bellicosa, unì ai suoi Stati tutte le provincie vicine: la Frigia, la ~Iisia e la Paflaoonia la Bisinia, la Panfilia e tutto il paese dei <:ari, dei Jont dei 'Dori e degli Eoli. Creso, pieno di fidu cia nell'oracolo di Delfo , gli fece chiedere 1° se Creso doveva intraprendere la guerra contro i Persiani: 2<> se· doveva chiamare in suo soccorso. truppe ausiliari. Fu consigliato, alla guerra· ed alle alleanze. Vedremo fra poco l'esito di tali responsi.
III.
ln Asia adunque a tempo di Ciro non era nuovo l'esempio di grandi conquiste, di vast i domini i. Nè per tali imprese pare fosse· necessario un gran seguilo di battaglie e di vittorie. Evidentemente le campagne si vincevano allestendo un immane esercito e rovesciandolo come fiumana sui vari Stati indipendenti, isolati, retti, autocraLicamenLe: la guerra viveva della guerra, il numero soverchiante teneva luogo alla disciplina, alla virtù, alla scienza militare; il forte trovava nelle sue forze il pretesto per rompere in g·uerra~ opprimere il debole, e nella lotta vediamo ripetersi il fa tto che le offese sono strapotenti, le difese deboli, incerte, o nulle. I problemi, politici non complicati da situazioni complesse - la fede mancante per mancanza di giustizia, le buone l'isoluzioni inceppale, travisate,. annullate da responsi sibillini, ignoranti , o colpevoli di maai stregon i, oracoli e si mile genia ciarlatanesca - gli anhn i ;~1'.di all'equità, alla pietà, all'amore fraterno, perchè cresciuti ed educati a sen timenti di odio, di vendeua, di tradimenti, di egoismo. ·Pertulto autocrazia, ignoranza, superstizione, colpe e barbarie; il fasto,. l'ozio, la mollezza o l'inerzia conutrici ovunque·.. .
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Diamo pur larga parte ai contraddittori di Senofonte: Ciro non sarà stato buon pedagogo, fu però ottimo scolare. Licurgo e So· Ione sembrerebbero suoi condiscepoli e la Persia nel!' Asia tiene il posto di Sparta nell'epopea Greca. La sobrietà, il lavoro assiduo, il rispetto ai moestri, alle leggi , l'equi tà, la giustizia, lo sviluppo intellettuale e più il morale altamente apprezzati, le forze fisi che sviluppale colla ginnastica, l'ardire elevato coi pericol i a bello studio cercati, la saldezza del cuore ritemprata colle lotte, colla caccia, colle sofferenze volontariamente imposte. In tale ambiente crebbe Ciro. Non già che io pensi che i Persiani sfuggissero all'influenza endosmica dei paesi che gli attorniavano; molte leggi, mr,lti usi, molti costumi avranno avuti, anzi avevano certamente comuni con al Lri popoli in Asia - la superstizione, le fal se credenze li avranno spesso sviati, i"nceppati, fatti sostare nel loro progresso, ma non pertanw ammesso indubb io l'effeuo·che si estrinseca nella loro spiccata superiorità su i popoli vicini e lontani, le cause di tale effeuo si svelano spontaneamente. La natura del suolo innuì grandemente allo sviluppo fisi co e quindi alla sanità della mente, alla conoscenza cli sè, a'lla stima reciproca, all'apprezzamento, se non del vero, almeno del buono e del bello, ed ancora del mezzo per degnamente giungere a. possederli . Saltiamo a piè pari il dubbio sistema scolastico usato pei fanciulli Persiani, rimane indubbio che i vicini Medi loro alleati e con essi dividenti la gloria persiana, si sen tivano apertamente inferiori al paragone. I Medi non trascinati da Ciro alla conquista d~ll' Asia, valevano meno in allora degli Assiri di Bab ilonia, degli Arabi e dei Cappacloci; nè Ciassare loro re valeva un punto di più di quanto valessero tutti gli altri numerosi principi e sovrani che al suo tempo dominavano in Asia, escluso ben si intende Creso che colla sua potenza Lutti ecclissava. Quando Ciro è condotto nella Media alla corte di A.stinge, Seno· fonte prende pretesto per ri levare )"antitesi fra l'educazione Meda e la Persiana; ma non occupiamoci più che tanto sulla meraviglia del giovinetto al vedere la veste e la sopravveste di porpora, la col lana e le maniglie dell'avolo Astiage, o l'uso dei Medi cli fregarsi a tavola la bocca e le mani col tovagliuol9, nè se desse lezioni a Sacca coppiere sul modo di ver~re il vino.
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Ciro in.Media impara a cavalcare, si perfeziona nellà caccia ed in un~ fazione campale con truppe assire venute a depredare il territorio Medo, si misura giovan issimo coi nemici, guadagnandosi la generale estimazione. Fra il popolo Medo, Ciro comprese come un paludamento maestoso aggiunga prestigio e .fo!'Zét a chi comanda, e come coll'affelLo sincero , col disinteresse, colla gentilezza dei modi, colla semplicità dei costumi e coll 'amministrare equamente la giustizia si possa guadagnare la stima, l'amicizia, l'aITetto di tutti. Ritornato in Persia, Ciro non vi porla però la mollezza e le ab itudini Mede. Terminata la suci educazione giovanile vien nominato capitano generale di un esercito di trenta mila. uomini di sola fanteria - dieci mila coll'arco, diecimila colla from ba., e diecimila collo scudo-oltre a mille gentil uomini Persiani che necostilui,;ano i quadri di comando. In Media era mori.o Astiage, e Ciassare suo figlio era successo al trono - 560 aC . -Il re degli Assiri , soggiogala la Siria, assoggettato il re degli Arabi, e gli Ircan i, pensò· di procacciarsi alleati i Lidi , i Ca.ppadoci, i Frigi , i Cciri , i Paflagoni , gli In diani e quanti altri vicini e lontani. ai danni dei Medi e dei Pergi, sò Uo pretesto che costoro leg1J,ti da parentela e forti di domin io, minacciavano rovina agli altri popoli dell'Asia. Ciassare, saputo dell'addensarsi della. procella, non si stette neghittoso, ricorrendo tosto per aiuto alla Persia. Ciro, dalle informazioni avu~e da Ciassare, comprese che i nemici dJsponevano del doppio di fanter ia e più del triplo in cavalleria. E meritevole di nota specicile l'innovazione introdotta d11 Ciro nell'esercito . Ques to capitano pensando che tanto i nemici , quanto le truppe di Cicissare combattevano da lungi, cioè con giavellolti e che per tal modo il numero vince sulla qualità dei soldati 1 argomentò che qualora avesse ottenuto di combattere il nemico da presso, la qualita delle truppe l'avrebbe vinta sul numero dei nemici. Adottò pertanto la corav:a, lo scudo, la scimitarra e la picca e, smesso nelle truppe l'esercizio dell'arco e del giavellotto, le addestrò a servirsi ed a combattere colle nuove arm i. Fenendo i preparativi per l'imminente guerra, avvenne un fatto comune nella. storia
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quando i vari partiti stanno per schierarsi nell'uno o nell'altro campo, o cercano di disertarli ehlrambi, guidati dal loro interesse. Il re di Armenia tributario di Ciassarc, vedendo tanti nemici adunarsi ai danni del suo signore, pensò' di rifiutarg li tributo. Ciassare in quelle contingenze era in forse sul modo di contenersi col rivoltoso vassallo : temeva di crearsi un nemico di più, cercando a forza di condurlo all'antica obbedienza. Ma Ciro si decise subito sulla questione .. Mentre i nemici eran sempre lontani vide non solo possibile ma fac_ile, mettere il re d'Ar menia a dovere, gettandosi improvvisamente nei suoi domini con buon nerbo di truppe. All'uopo si bandì una gran caccia verso i confin i di Armenia, per òccultare il movimento; a poca dist.anz:t dai cacciatori venivano le truppe des tinate alla spedizione. Sapendo che in certe gole di monti i nemici avrebbero potuto ritirarsi, e resistere ad oltranza con trincera.menti, Ciro vi spedi in precedenza Crisanta con un pugno d'uomini scelti e cori alcune guide-pratiche di quei luoghi . La vitLoria fu per Ciro . Saputo il re d'Armenia l'avanzm·si dei Medi, mandò tosto nei monti il figlio minore Sa.bari colle mogli e le fig lie. Ma informalo poi che Ciro in persona dirigeva la spedizione, ne ebbe paura ecominciò a r iL ,i rarsi colb sua gente, la c1mtle pensò tosto a mettere in .salvo le robe preziose. Nel frattempo i rifugiati nei monti caddero in mano a Crisanta; il re cl' Armenia circuito su di un col le con · Poca o-ente venne a patti col Persiano . Al ll:i.ovane Ciro premeva rendersi am ici gl i Armeni, e colla rettitudine del suo operare, colici bontà delle sue parole, colla pietà del suo diporlarsi, si cattivò l'animo cli tutto quel popc:ilo: Nè di ciò pago, avendo ancor tempo innanzi a sè per le cose maggiori, volle estendere le sue relazioni amichevol i più lontano, ribadendo quella recente coll'Armenia. I Caldei scorazzavano soventi volte il territorio Armeno, mettendolo a ruba: fatto bottmo si ritiravano sui monti di Cl)nfine ecolassù trincerati non temevano attacchi . Informatosi Ciro delle ab itudini loro, delle forze., delle loro posizioni pred ilette nella difensiva, determinò cli gettarsi su quella gente senza indugi per non dar ' 1oro tempo ad apprestare maggiori difese delle consuete. Nè con vien sc.rvolare, in questa. piccola fazione, che Ciro, al dire cli Senofonte, si servi degli Armeni per trane i Ca ldei fuori dalle loro posizioni. ç)
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Argomentò Ciro che i Caldei, bellicosi ed espertissimi nel trar· d'arco, avrebbero, combavendo essi dall'alto e gli Armeni dal basso, messo in fuga gli assalitori, inseguendoli poscia giù per la china dei monti. Così fu; ma ben presto si trovarono i vi ncitori corpo a corpo coi Persiani e coi Medi armati di spada, costituenti la riserva per la riscossa, e l'esito fu quale Ciro sperava. I Caldèi battuti e la cresta dei monti guadagnata. I Caldei umanamente tratlati concludono la pace coili Armeni e divengono amici affezionati di Ciro. Sbrigata felicemente questa faccenda, il giovane condottiero persiano ritornossene alle cure maggiori recando seco denari in gran copia, ed il fiore delle truppe d'Armen ia e di Caldea. Ciassare appresU-1.to l'esercito marciò dunque contro l'esercito assiro, il qual_em.esso il campo, eravisi trincerato secondo l'uso, attendendo l'attacco . Ciro si portò di fron te agli Assiri tenendosi coperto da colline e borgate per celare l'inferiorità numerica delle sue truppe. E qui notiamo bene che Ciro, tanto amante di prendere l'iniziativa delle mosse e dell'attacco subitaneo, contro-l'opinione di Ciassare, usa prudenza e temporeggia, volendo trarre l'inimico a combattere in campo aperto. Così fu. I nemici usciti dai loro trinceramenti e dispostisi in ordine di battaglia. marciarono verso le trnppe di Ciassare e di Ciro, facendosi man mano precedere da nembi di giavelloUi. Allora Ciro alla testa dei suoi, che animava coll'esempio, si gettò contro le turbe nemiche e le sbaragli ò. Nel loro retrocedere, gli Assiri, per l'angustia delle entrate nel loro ca.mpo, perdettero molti uomini precipitati nel fosso che lo circuiva, e la carnificina f~t orrenda. Al_cuni nell'impeto dell'inseguim en~o entrarono coi fuggenti nel campo portandovi lo sgomento e la. morte. Nè Ciro si lasciò trascinare cla quell'esempio, cl~e anzi ordinò la r itirata ai suoi, ripren. dendo il perfetto ordine di battagl ia di prima a poca distanza dal campo avversario. Il re assiro era morto nell'azione, e con lui i migliori suoi guerrieri. 11 panico era generale e Creso cogli altri alleati, sfiduciati nella. riu~cila del!' impresa, di notte tempo colle loro trnppe tolsero gli alloggiamenti e cominciarono la ritirata. I Persian i entrarono pei primi nel campo abbandonato, e poscia vi entrarono i Medi. Si pensò ad inseguire il nemico, e Ciro ne fece proposta a Ciassare. Il
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r~ però era proclive dopo la vittoria « a darsi bel tempo » e fece-· lunaa Tisposta a Ciro, risposta. che in oggi è conc,retata nel noto· afo;isma : a nemico che fiigge, ponte d'oro. Ma Ciro non si piegò a quella teoria sintetica che· rion riesce mai a fatti completi, e Cias- · sare per non urtarlo gli permise di tentare l'impresa con quanta · o-ente avasse voluto volontariamente seguirlo. l') . • • In questo frattempo gl i Ircani di Babilonia,- da non scambiarsi con quell i del \\far Caspio, popolazione reputatissima per la_ sua ~a- · valleria e confinante cogli Assiri - mandarono ambascia.ton a Ciro, desiderosi di cambiar partito. Essi colla loro ca~alleria marciavano in coda all'esercito assiro in ritirata. Il re assll'O morto l'esercito decimrtto, sgomento e sconnesso - alle spalle un valoroso nemico incalzante; la situa7.ione era chiara: il ribellarsi era ingen:eroso, ma facile e rassicurante - e forse gli Ircani aggiustavano con quel volta faccia un qualche r.onlo vecchio coi capi che stavano per · disertare. I loro ambasciatori furono bene accol ti dit Ciro, che levò le sue truppe e le volontarie, e imprese, l'inseguimento. Si unì agli Jrca~i, . che erano accampati in coda, e dispose nella notte le sue genti a battaglia., la cavalleria alle ali. Allo spuntar del _gi orno la do'loros_a sorpresa, là paura e la confusione nel campo ~ss1ro furono P.~tenti. Creso re dei Lidi, ed il re cli Frigia se ne fuggJrono - che gm nella notte era.usi portati molto innà.nzi nella ri tirata. Il re dei Cappadoci · e quello degli Arabi furono uccisi. Ciro fece dai ~uoi cavali_eri at_torniare il campo nemico e ch iuse l'uscila a quanti v'erano nmas11. . 11 bottino fu abbondante, e ricchissimo . . La cavalleria dei Medi e dei Persiani nell'inseguimento aveva operato assai: i Persiani -non avevano· eavalleria ? Cir~ 1~e s~nt_i~a potente bisogno. Traendo partilo dei molti cavalh ~resi ai. nem1~1'. sceo-lie un corrispondente numero di soldati persiani e da fa ntaccrn r ' ne altrettanti cavalieri - ponendo in questa creazione tutta l'as· sidu1tit, la cura e l'energia del suo potente volere. Coi prigionieri Ciro nsa della sua ::.olita clemenza. e se ne fa altreu.anti a.m iei e soldati. Col distribui re con generosità e giustizia il ricco bottino rafferma sempre più la fede e !.'affetto nei suoi alleali. Fra le donne prigioniere e1·avi Pan tea la bellissima. e virtuosis- -· sima moglie di Abradate re della Susiana. Costei trattata nobil-
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mente dal vincitore ne scl'ive nl marito, che in riconoscenza mula ' l'!nimicizia in amore per Ciro e passa nel campo persiano alla testa d1 due mila cavalieri . Circa quel torno di tempo un vecchio cava·uere nomato Gobria con un seguito di gente a cavallo si presentò al campo di Ciro. Gobria governava il paese a mezzodì degli Arabi della Mesopotamia, al settentrione della città di Babilonia. A costui il figliuolo del re d'Ass iria aveva ucciso, mosso da gelosia durante una caccia, l'unico suo fi gli o. Morto in battaglia il re d'Ass iria, l'uccisore era salito al trono. Il vecchio veniva dunque a Ciro per farsene un polente alleato, tentando un aspra vendetta . . Il capitano di Persia accolse umanamente il querelante, e si mise 111 cammino· verso il paese di Gobria col suo esercito preceduto della s~a cavalleria persiana che giit contava due mi la cavalli. Gobria gli diede nelle mani la fortezza di cui era governatore e che era munit issima di viveri e di ricchezze, le quali fece presentare a Ciro in compenso <folla vendella che agognava. Uno dei punti spiccatissimi nelle operazioni mil itari di Ciro si è ·quell? in cui, assicurale alcune alleanze e tenu to consiglio con ·'Gobna e co ll'Ircano, decide di marciarn appunto su Bo bilonia, centro del le nemiche l'Ìsorse, fo colare della guerra, appo•JO'io formidabile degli Assiri . Senonchè, presentatosi in ordine di b~ttaglia sollo le m111rn . della immensa ciUà, gli Ass iri non uscirono alla · pugna, nè il loro re tenne la sfi da per una sinuolare tenzone che Ciro gli fece proporre. n Gobria, anteriormente interroga to da Ciro si, il re d'Assiria non avesse presso di sè nemici occulti , dai quali poter trar partito, aveva citato un principEI assai po lon le, di nome Gadata, stato da giovinet~o :- p~r g~losia di donne - eviralo per mano di quel re ·stesso , v1Ll1ma mfe!,ce che certamente da lungo tempo CO \'ava in seno propositi di vendetta per sì crudele o/Tesa patita. E poichè Gobria trovava impossibile l'unione di Ciro con detto p rincipe, causa l'interposto territorio di Babilonia, il condottiero persiano si era appun to deciso ad affrontare quest'ostacolo, ma senza esito di sorta, gli Assiri non avendo tenuto l'invito . Di fronte al paese dei Saci e degli Ircani gli Assiri aveano costrutla una fortezza per governare il paese ; Ciro pensò impos5essarsene coll' inganno ; spedi Gobria all'eunuco e questi fingendo ac-
correre in aiuto al governatore di eletta fortezza, vi en trò non sospettato e diede mezzo a Ciro di averla senza colpo fer ire. Avutala, ne fece subito un antemurale da quel lato contro gl i Assiri. I Cadusi, i Saci, e gli Ircani interessati a ta le possesso la munirono di comune accordo e i)oscia levarono un esercito di ventimi la fanti e quaLLro mila cavalli per parte dei Cadussi - di eci mila fon ti e due mi la cava!l i i Saci - e gl i Ircani quanla fanteria fu ancora loro possibil e di mettere assieme e due mila cavalli . In quel frangente il re d'Assiria, sentito il tradimen to di Gadata , la presa della fo rtezza e questa leva ta di armati, si mosse da Babi lonia per scorazzare il tert'itorio dell'Eunuco. Non poteva presentarsi a Ciro occasione più propizia per arar battaglia cogl i Assiri, difendendo nel con tempo i possessi del suo nuovo alleato. Le truppe si mi,,ero in marcia nell'ordine seguente : Crisanta cogli annali cli co razza, poscia Al'Labazo cogli scudati e saettatori di Persia - Andritmia Medo colla fan teria di ì\i edia - Emba che capitanava gli Armeni - Arcuta cogli Ircani - Tambrada coi Saci e . Damala coi Cadusi. Dopo venivano i Saccomanni colle bagaglie, indi l\1adata coli~ cavalleria persiana - Rambaca il Medo colla cavalleria meda -- Tigrane colla sua cavalleria: dopo i ca val ieri saci ,. e per ul timi i cavalieri caclusi con Alcheuna a capo. Gadata - il principe eviralo - era$i parti to innanzi sperando giungere a tempo per salvare le sue castelln e mun irle contro le vendette del re di Babilon ia. Scontratosi però cogli Assiri, Gadata, lratlo in inganno è battuto e ferito , e sarebbe sta to schiaccialo coi suoi senza il pronto accorrere di Ciro, giunto in tempo a cambiare affatto la situazione. Gli As~i ri piegano a questo attacco inalleso, si sbandano togliendo l'assedio già posto alla ciLl1t di Gadata, e se ne tornano a Babilonia. I Cadusi che erano alla retroguardia di Ciro, rimasti alquanto slaccati dal grosso, vollero clepred~,re le vic.inanze di Babi lon ia, ma iwl~ti ed incanti vennero, in una sortita degli Assiri, battuti e fugati . • Premeva a Ciro di accrescere le sue alleanze cli assicurare le fatte conquiste: tutelare il suo interesse che era io causa com une con quello dei suoi alleati, epperciò nssicurarn gli abi tànti del paese. in uno col libero possesso <lei loro averi . Ottenne dal re cl'Ass\ria che il paese non fosse reciprocamente depredato « Pace cogli agricoltori, guerra cogli armati ». •
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Dopo ciò il giovane capitano riLornò in Media, passando accanto . a Babilonia, conducendo . seco Gadata e molti cavalli - dei quali abbisognava per giungere , come era suo .continuo desiderio, all'ef_fettivo di dieci mila cavalieri persiani. Sul confine fra Media ed A;si,;·ia tre.fortezze erano in mano agli Assiri: l'una cadde in un attacco di viva forza, e le al tre due ce.,dettero al vincitore senza tentar resistenza. Cambise e Ciro dopo tali successi pensarono di continuare la __ guerra . Nel frattempo il re di Babilonia erasi portato in Lidia, re. cando seco grandi somme cl'oro e d'argento . . Gli ambasciatori di India mandati a Ciro col_le testimonianze dell'amicizia del loro re pel popolo medo-persiano, erano già tornati di Lidi a, ove Ciro gli avea spediti come spioni, ed avevano riferito che Creso era stato ,eleLLo gen&ralissimo dagli alleati , fra i quali eranvi Traci, Egizi, Frigi, Licaoni, Patlagoni, Cappadoci, Arabi, Assiri , Ioni, Eoli e pressochè tuLti i Greci abitanti nel.l'Asia. Riferiron o inoltre che -Creso stava stipuland9 trattati di alleanza con Sparta, e che l'eser. cito stava adunandosi presso Timbrea . .. Ciro, ordinato il suo eserci to, mosse con lunghissima e faticosa marcia verso il nemico e si schierò in battaglia di fronte a Creso appunto a Timbrea., presso Sardi. La fiera lotta che -ne seguì e dalla quale Ciro uscì vincitore, fu quella che sLabilì nell'Asia il dominio ,clei Persiani e la caduta del regno: assiro. - Creso battuto si r itirò a Sardi colle sue truppe. Assediata.Sardi, essa cadde Losto, perché uno schiavo persiano, già servo del governatore di q1,1ella città, svelò una strada segreta -che metteva nella cittadella.. Ciro rimase nell'Asia minore insino a che non ebbe domati i popoli che abitavano dal mar Egeo all'Eufrate. Sottomise in seguito la Siria e l'Arabia , ed entrato nell'Assiria si avanzò verso Babilonia, la sola rimasta a vincere. Fingendo di p·orre a :Babilonia · un assedio .regolare , pensò di : sviare il corso dell'Eufrate e far entrare due corpi di truppa da.Ile due parti di ingresso e di uscita di detto fiume sotto le mura della . città. Così fece, e prendendo occasione che gl i assedia:ti, sicuri nelle loro cento porte di bronzo sa'tdamente chiuse, gozzovigliavano so:1ennizzando una loro festa, delli due corpi di armata, gnidati da Ga~data l'uno, da Gobria l'altro, penetrarono nel centro della cittit,
E DELLE SUE CONQUISTE
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:fecero ressa al palazzo reale, assalirono e massacrarono la guardia, ,uccisero il re facendo man bassa su tutta la comitiva dei convitati ·al reale banchetto. Colla caduta della superba metropoli, cadde l'impero babilonese, ,dopo aver durato 2;1O anni, dal principio del regno di Nabuccodonosor suo fondatore. Trascorsi due anni, Cias~are morì e Ciro ri tornato a Babilonia assunse il trovérno dell'impero che tenne ancora per sette anni sino alla sua m~rte avvenuta trent'anni dopo la sua uscita di Persia alla testa dei suoi 30 mila fantaccini. La serie delle conquiste di Ciro è dunque compresa sommariamente in queste ultime cinque pagine precedenti, senza alterazione nel loro ordine cronologico , senza ommissione alcuna, senza - la batta(Jli,L di Timbrea eccettuata. - che sia stato taciuto. un paro . . ticolare che interessi lo studio militare di quegli avve111ment1 nei -quali campeggia, secondo Senofonte, la grande figura del duce persiano. La Ciropedia volgari~zata è compresa in un grosso volume in 8» ,di ,quattrocento pagine di carattere minuto. Se ricerchiamo in essa nòtizie di Ciro, dimenticandoci dell'autore del libro, troviamo ricca .messe a raccogliere: tnl~ se non perdiamo di vista il capitano greco, allora la C1fopedia come documento storico ci si sminuisce fra mano -e si riduc.e a pochissima cosa. Il Capo VI del libro I intitolato << Ra(Jionamento di Ciro ·e di Cambise sull' uffizio di un capitano gene-~ale » è specialmente meritevole di nota; scorrendo quelle pagine vi si trovàno à dovizia appunti mi litari preziosissimi. « Onde il capitano, o figliuolo, conviene che si guardi d,tl di r egli « cosa che non sappia di certo: che se altri le diranno tal volta, ·« potranno eglino per avventura produrre lo stesso effetto: ma ~ss~ « i conforti suoi come i più fededegni, riservar dee ne' magg10n « pericoli. « ..... .. Or bene, rispose Cambise, studiati, il più che è possi·<( bile, di attaccare colla tua gente i nemici, quando tu sarai in or« di n.anza ed.essi disordinati , tu in arine ed essi disarmati, tu desto ·« ed es,;i nel sonno, tu non veduto da loro, ed essi da te: ed appa« recchiati similmente a riceverli trovandoti tu in luogo sicuro, ed -<< essi in situazioni svantaggiose. Ma. come, o padre, puote.egli mai
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« accadere che uno colga i nemici in siffatti errori? Perchè, o fi« o-liuolo, necessariamente molti di questi casi e a voi, e a nemici « succedono. Che gl i uni e gli altri avete mestieri di pigliar cibo, « gli uni e gl i altri prender sonno, e quasi tuLLi quanti sul , far del « dì uscir fuori per le faccende che occorròno, e marciare per le « strade, quali esse sisieuo. Le quali cose considerando tu, fa d'uopo « che, quando conoschi esser voi debol issimi, allora tu stii massi« marnente in guardia; ed ove ti av.vegghi essere i nemici facilis« simi a vincer:,i, i vi soprattutto ti getti tu loro addosso ». Nel Capo IV, quando si tratta dell'impresa di Ciro contro l'Armeno ribelle, così parla il capitano persiano nel dare a Crisauta le istruzioni per l' imboscata: « E perchè tu ne vadi altre volt,e su pei « monti errando senza avere ch i ti serva di guida, e seguiti le fiere « ovunque ti precedano esse: non dei tu però anche ora andare a « questo modo ·per luoghi malagevol i, ma ordina.tu alle g11ide, che, « salvo che alcuna strada vi sia molto più corta assolutam1~nte, ti « conducano elleno per la più facile. Perocchè la strada più facile « pet· un esercito, ella è la più spedita ». Più oltre nella Ciropedia, quando tratLasi della guerra contro gli Assiri, si trova.la più bel.la pagina, credo, cli tutta l'opera, pagina nella quale Ciro parla a Ciassare. « .... Che a noi tutti pare, giacchè « siamo in punt0, di non aspettar a combattere · quando i nemici « entrati saranno nel tuo territorio, nè di doverli, senza far niente, « attendere in quello degli alleati; ma sì bene di. anelarli, quanto « più presto si può , a trova.re nel loro proprio. Peroccl1è dimorando. « ora nel tuo, noi, senza volerlo, facciam danno a molte delle tue « cose'. ma se in quel lo dei nemic(vi andremo, con piacer nostro « danneggeremo le cose lo ro. Oltre a ciò tua! presente, con ispender « molto ne mantieni: ma se uscirem fuori a gLrnrreggiare, saremo « a lor costo mantenuti. Che se là veramente maggior pericolo, che « qui, avesse ad essere per noi, sarebbe forse a prendere il partito, « che fosse il più sicuro. Ma. ed eglino sono per essere gli stessi, « tanto se gli aspetteremo qui, quanto se vi andremo incontro nel « loro paese, e noi pure saremo gli stessi a combattere così, se ve« nendoci essi alla ·volta, ne avremo qui l'impeto a sostenere, come « se andando noi verso cli essi, dovremo appiccare con loro la zuffa. « Se·non che avremo noi i soldati di cuore molto più ardito e più <')
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« saldo, $e apclremo contro coloro che si_odiano; e mostreremo di
« non appresentarci forzatamente in facci a ai nemi ci: all'incontro « quell i paventeran noi molto più, allorchè udirann o c~e noi non « ci fa.s"ciamo come timidi abbattere da loro standocene m casa ne« ghittosi: ma che informati del loro avanzarsi, eseondia1~0 ad in« contrarli, per venire il più tosto alle prese, e non aspettiamo che « rovinino essi il nostro paese, ma prevenendoli noi sacdieggiamo « criil.'il loro. Sicchè se a quelli veramente procacciari:io più fo rte « ;aura, e a noi stessi maggior a.rdrmento , io penso che questo sia « per noi un grande vantaggio; e per conseguente con molt9 più « cli ragione conch iuclo ,che a questo modo n:i.iuor ri~ico si correrà « da noi, e maggiore da' nimici ». · E Ciro in altro luogo dice anche qnes.to: « Pensate sì bene che « nulla vi ha che apporti maggior guadagno, che la vittoria. Pe« rocchè chi vince:, guaclàgna ir\sieme ogni cosa, e gli --uomini e le « donne, e le sostanz'e , e con ciò tutto il paese. Onde mirate uni<< camente a mantenervi nelìa vittoria : che questa racchi ude in sè « anco Io stesso predato.re » . · E così di bellezza in bellezz~ vi sarebbe Jnògo ad annotare tutta la Ciropedia. Ma c;osì facendo impariamo le teorie di Senofonte, non ,1ià quelle di Ciro. Le pagine di Senofònte scri tte con tanta natural~zza e ;empliciLà, facendo un fascio solo, nell'arte militare, dell'epoca posteriore g,rec;.con quella persiana dei tempi di Ci1~0 il Vecchio servono mira.bilmente ad attribuire al grande conquistatore, se' non affatto la costituzione delle milizie e le forme del combz.uimento posteriori cli un secolo e più, almeno tutta la do~tr~na militare cli Sencifontè, dottrina classica ed essa stessa precorritnce d'assai ai tempi mili tari posteriori nei suoi dettagli scientifici. · :Ma per poco che si proceda èauti nel la narrazione di Senofonte, si scorge èhe nei militari ragguagli che ci tramanda n?n segue se non Io spirito generale che informa. quel suo lavoro, c10è segue ~o spirito ·cli propagazione delle sue teorie, affermandole qua1:do puo , e spesso ancora qnando non può, con ce~ni storici , o stoncamente ammantati. . . L'educazione dei ragazzi, della gioventù, clell' nomo, v.i è com~Ie~ tamente trattata e svi Iuppata come tesi generale: l' educaz10ne qumch ANNO X~VI, VOL . III.
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E DEl,C,E SU E CONQUISTE
CIRO I[, VECCH IO
del soldaLo, la co~tituzione della milizia, l'a1'Le del combattere ne sono uni camente corollari, e quindi parli La mente trattati. Quando Senofo nte tocca dell' educaz ione della recluta, non si dimentica mai .di ri correre con esempi al buon governo delle.bestie: per Senofonte gli istin ti sono i moventi principal i delle grandi masse, e Seno (onte insegna a guidar questi istinti per ottenere uno scopo voluto, come il pastore tiene cura degli istinti del suo gregge per guidarlo e condurlo senia fatica al pasco lo. all'ovile, alla tosatura, al macello. Nel trattare una operazione che noi chi ameremmo di piccola guerra , Senofonte non si dimentica una sol volta di paragonare l'azione dell st truppa che vi si impiega a quella cli un manipolo di cacciatori che insidia, scova, insegue la fiera, e trova in questa tal.Lica adamitica, non solo punti cli contatto, ma la base addil'ittura di quei principi i che si usano in oggi, e che vestiti colle moderne indumenta sembrano el ementi di scienza nuova, e per taluni sono scambiati per scoperte e innovazioni di conio moderno. Senòfonle impiega lunghe pagine a trattare in ooenerale la tesi . essere l'equità, la gi ustizia, il disinteresse personale, l'esempio agli altri delle prnprie azioni, preziosissimi coefficienti per cattivarsi l'affetto, l'amore, l'obbedienza delle masse, e solo per affinità ci presenta Ciro cap itano, che di quei mezzi si serve quasi unicamente per poter dispo rre delle sue milizie çome di un sol uomo . E cosi in tuLlo: la costituzi one di un esercito saldo, ordinato, virtuoso , fo rte, non è che una faccia del prisma che costi luisce una società e forte, e virtuosa, ed ordinala. Tutti sanno, od almeno tutti dicono di sapere, che i _grandi principi i dell'al'le militare sono vecch i quanto la guerra e perennemente immutab ili ; ma vi sono altri elementi di quell'arte c11 e sono egualmente vecchi ;;enza essere grand i principii, ma semplicemente mi ~ nutissime emanazioni, tnLLo al più, di quelli: emanazio ni ch e prendono forma e sostanza nel nostro regolamento tattico, nel capo che concerne il servizio di sicurezza delle truppe in campagna, pattuglie, avamposti, ecc. « ..... pcrchè di notte bisogna più cogli orecch i, che cogl i occhi « ogni cosa comprendere, ed operare; e il disordine, che di notte « succeda, è di molto maggior momento, che di giorno, e più dif« ficile a rÌ'comporre: per questo e da osservare egli è il silenzio,
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« e da mantener; l'ordine. Similmente le sentinell e notturne, quando -<<
avrete di notte a levare il campo, convi en che si facciano sempre
« il più che si può brevi e spesse, affinchè lo stare in guardia !un< gamente non sia di incomodo poi ad al cuno per viaggiare; ..... » -e altrove « E sempre al ch iarore del dì cenavano, nè di notte ac« cendevano fuochi al di dentro del campo, bensì gli accendevano « al dinanzi, affinchè così, se mai di noLLe alcun si avanzasse, il
« vedessero senza esserne veduti ». · Se l'areostazia, la h1ce elettrica, le palle illuminanti fossero esistite allora, si sarebbero imp iegate negli usi di guerra non altrimenti che in oggi si impiegano. « Spesso anche ve li accendevano» i fuochi « al di dietrn per in« gannare. i nemici; talchè alcuna volta le spie davano nelle prime .« loro sentinelle, immagin::111dosi cli essere ancoradi scosLi dal campo, « per apparirne i fuochi al di dietro» . Disposizi on i quesLe tulle che si.anno, o potrebbero stare, ,in armonia col noslro progresso odierno nell'arte della guerra, senza cambiarvi una virgola, ad onta che quelle virgole vi siano poste da. ventitrè secoli, senza poi che si possa pensare di darne la paternità a Senofonte, per non turbare la pace della tomba a tanti general i cinesi che potrebbero reclamarla per essi anche a solo titolo di crn:. nologia. , « Ln, bibliotéque royale, di Parigi, reçut en 11766 un manuscrit chinois de l'an ·1·150 avant J. C. » sette secoli prima cli Senofonte « intitulé Art militaire cles Chinois, ou Recuil cl'anciens traités sur la guerre, par difiérent.s généraux chinois, avec les précep ts adressés aux troupes par l'empereur l ong-Tcheng: traduit par Amiot, jésuit, ,édité par Deguignes, in fl 0 , avec planches ~Ecl in Amiot si legge: « Le général chinois Hoang-Ti , qui vivait 2637 ansa vant l'ére chrèti enne » ventidue secoli prima di Senofonte -e quarantacinque prima di noi« il avait, dit-il , récluit la guerre en :art et fi t usage cle plusieurs arrnes de son invention ». È quindi precipua distiniione a farsi nella Ciropeclia. da Lutto quanto è patrimonio di arte militare, nei confini più este~i, a quanto .è inerente all'azione mili Lare conquistatrice cli Ciro. L'una cosa può essere di Senofonte quanto cli Ciro o del chincse Hoanrr-Ti· l'altra invece dovrebbe essere di Ciro e non d'altri e quindi o
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vr,:ccmo
E DELLE S UE CO:S.QU ISTE
nemmeno del suo storico. Che Senofonte poi abbia detto di Ciro più del dovuto anche là ove l<t soh storia dovrebbe parlare; e cbe altriabbia fauo dire a Senofonte cose da questi non dette, o vi abbia dato, uno sviluppo indebito od una spiegazione fo rzala ad una data mira: e che finalmente altri molti siano in contraddizione aperta collo storico, d'.Er·chia, senza essere schiavi alla versirme erodo tea, questa.è quist.1one d'altra natura, che mi proverò di trattare qui sotto.
RIVISTA ESTERA
(Contvnua}. G.
B1mr_E LLI.
SPESE PER GLI ISTITUTI MILITARI IN FRANCIA
In Francia si pone moltissima cura nel mantenere in ottime condizioni gli istituti militari, · per conservarM ed accrescerne il buon andamento onde assicura re l'eccellenza dei risultati, esercitando una attrattiv:i sulla gioventù desiderosa di servire cllìcaceme11te il paese; 1n ta l guisa si pro vvede periodicamente e nella giu::;ta misura al re-clutamento d'(:) gli ufficiali , scegliendoli tra gl i clementi migliori che nn mero=<i si presentano al concorso. ·· Il governo fran cese dii il mezzo a tutti i figli di ufficiali senza beni ,di fortuna e elci sottnflìcial i morti sul campo di battaglia o per causa di servizio, di ricevere gratuit.amente una buona educazione 'per la {lurata di otto anni, coll'am missione alla scnòla militare di La Flèche . In quest'istituto, detto « Pritaneo militare ,i vi sono 300 posti gratuiti e 100 scmi-grr,tuiti per lo scopo benefico ora accennato (V. Cronaca n't'il,i,tare ei>tem, dispensa "6 ottobre i!87t,., GN,istituti milùar,i, .~n Frnn<Yi-a, per CLE MENTE CASSONE, capitano d'artigHcria) . Dall'esame dei bilanci di questi ultimi anni è possibile dì dedurre elementi · sufficienti per determinare l'entità delle spese che il governo fran cese fa per il mantenimento de' suoi i,tituti militari e conseguentemente la spesa a cui iI governo sottostà per preparare e formarsi gli ufficiali delle ,,arie armi. Nel quadro seguente · sono indicati gli istituti militari francesi , il numero medio degl i. al lievi, la spesa normale media complessiva per l'istituto e quella corrispondente ad ogn i allievo.
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ESTERA
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RIVISTA :,. OQ)
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IS'l' ITUTI
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Spesa totale Spesa per l' istituto per ogni comprese allievo le pensioni
In base aì dati ora riportati si può desumere quale sia la spesa. che fa il governo francese per prepararsi g_li uffi~ia_li di cia~cun_a arma: È da considerare tale spesa per gli ufficiali provement1 dal Pritaneo militare e quella degli utliciali provenienti dai licei o dalle scuole
libere. Pritaneo militare (La Flèche) . . Scuola speciale militare (S.t-Cyr) . . . Scuola d'applicazione di stato maggiore (Paris) . . . . . . . . . . . . Scuola (apblicazione di artiglieria e genio (Fonta1ne leau) . . . . . . . . Scuola d'applicazione di cavalleria (Saumur) Scuola di medicina e formacia (Paris) Scuola politecnica (Paris) .
/i30 668000(1) 600 18•16000 (Il)
·1356 2.078
60
,1,2,4000
7067
iOO
•I 66·1000 •I 396000
,l,·153 .rn33 5,\.2,6 2.376
330 150 814-000 500 15·10000 13,
Le spese r!3ali, effettive degli istituti mi litari sono ancora più rilevanti di quelle suindicate, perchè queste non comprendc,no: a) La co,,trnzione e la manutenzione dei fabbricati . b) Il valore locativo dei fabbricati e dei terr,mi occupati e l'interesse del valore venale di questi immobili. · e) L'importo del valore dei cavalli addetti ai maneggi di alcuni dei predetti _istituti, le perdite per essi , la manutenzione loro per il foragg io, la ferratura e la bardatura. d} Il valore del materiale sco_lastico e di quello d'armamento, di istruzione e di manovra assegnato per le esercitazioni degli all ievi eche appartiene allo Stato . · Nelle spe5e per gli istituti sono compresi ,lo stipendio e gli assegnamenti dovuti al personale civile e militare addetto ai medesimi, per la direzioM, per l'insegnamento e per la disciplina. Per il personale militare è compresa l'indennità del terzo di :stipendio assegnato ·ai militari di ogni grado ed arma e loro assimi lati impiegati nelle scuole militari: oltrecciò lo stesso personale addetto alla scuola politecnica, alla scuola speciale militare ed alla scuola di applicazione di stato maggiore e di artiglieria e genio ed a quella di medicina, ha il soprassoldo d~ Parigi, come per gl i ufficiali di guarnigione in q:lClla città. L'importo di questo supplemento monta per gli istituti militari, su designati a L. 31-0000, delle ciuali L. 47(i,000 per il soprassoldo di Parigi e L. 166000 per l'indennità dt~I terzo di stipendio. (1) Pension i pagate dagli allieYi I.. 85COO·. /2)
>
•
(3)
,
>
» 570000. >
» 322000.
,1o Ufficiale antico allievo del Pritaneo militare: Sottoten~nte 8 anni al Pritaneo L. ·108!,8 l L ,1i · 004» !~H\6 1· . V di fanteria 2. ,, a S. t-Cyr 8 anni al Pritaneo » ·I OSi 8 ~ottotcnen~e 2 ,, a S.t-Cyr . i> -'i, "1:\6 L. I 92.37 d1 cavalleria ,1 anno a Saumur » q.2.33 . 8 anni al Pritaneo » ,108-'i,8 I Tenente di \ 2 ,, ' a s. t-Cyr ,. fi,,I 56 L. 29138 stato maggiore( 2 » al!ascu~la distato mag. ) H131Tenentc l 8 anni al Pritaneo . '' 108:i.-8 Ì d'artiglieria I 2. • alla scuola politecnica . " no2. {L. 2.3906 o del genio 2 » » d'applicaz. . " 8~06 J 2• Ul1i.ciale proveniente dai licei o dalle scuole hbere: · Sottotenente di fanteria - 2 :.inni a S.t- Cyt - L. ,~H\6. Sottotenente I 2. anni :.i S.t-Cyr , · L. ~: 5' 6 L. 8389 33 di cavalleria { 1 anno a Saumur . » '~"' · 4156 1 r ·182.90 Tenente di ( 2 anni a S.t-Cyr · · · · >> 1 stato maggiore( 2 » alla gcuola di stato mag. H-'13 ~ l ,. · Tenente I \ 2 anni alla scuola po 11tecrnca · · . r.11 '"'"-9 i> • v~ L. •13058 cl' artiglie~ia ) 2 d'applicai. . » 8306 ~ o del gemo \ , . . Si vede quindi che il Governo di Francia sottostà a spese n lcvant1 per la preparazione de' suoi ufficiali; esse variano _da L. fi'i56 a 1~290 . se i giovani provengono dai licei o dalle scuo)e_ libere, e da L: :~ bOO,~ a 29,138 se quelli provengono dal Pritaneo militare, es$endov1 cola rimasti per un periodo ,di otto anni.
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CLEMENTE CASSONE
Capitano d'artiglieria.
LI BRI E . PERICJOICI
L I B.R I E P E R I O OI CI
Cio,•nale tie lle OJ#e#·a~ioni tl'i gue 1·#'t1 eseger:ite titilla legion e tli 1;u ,u•tUtt Hfl~i o11,1de Htobile a tlife sa d ello Stelv io e Ton tt,le n e ll,, c ,n npttg ntt, tlel:18 66, r edatto da ARISTIDE CAJMI, già capitan o a iut ante
maggiore in pl'imo de lla legione. l'Opinfone, 1881.
Roma, i.ipografìa de!-
Quell'egregio uomo che lutti conoscono, il senalorc Enrico Guicciardi, già comandante de!la legione di guardia nazionale mobi le a ?ifos~ dello Stelvio e del Tonale nella campagna del 4866, ripubblica il Giomale ~ato alla· luce dal Caimi nel 1868, delle OJJerazioni; cli guerra eseguite dall'accennata legione, corredandolo di HO teleorammi e di alcuni documenti inediti . e> Le differenti ragioni di questa ristampa sono dal Guicciardi stesso inc~icate con quella semplicità e con quella modestia, che, doti nalurah dell'animo suo, lo rendono amato e altamente apprezzato da oon i 0 ordine di cittadini. Sorvolando :rnllo scopo di com pletare l'opera del Ca imi; di rendere e;ri~ente la gravezza dellè difficoltà contro delle quali dovè lottare la legwne; di. m~dilìcare il giudizio che an-lt pronunciato il pubblico intorno nl cli lei v:ilorn crnando la vide dal goverf!o retribuita inco mparabi lmente meno di quah!nquc ultro corpo, regolare ed irregolare, che prose parte alla campagna; da ultimo di ottenere da l ministero uua tarda riparazione alle ricompense troppo severamente distribuite, 1
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noi preferiamo di soffermarci su di un altro scopo che ~indichiamo di somma import:rnza e che una volta di più rende .mamfe~to co~1e il patriottismo del Guicciardi non venga ~ ai 1nc1~0 111 og1~1 contmgenza, picco:a o grande che sia, della patria . Cediamo a hu stesso la parola. . . . . . . « Ora poi, che il pensiero della difesa dei rnlich1 alprn1 preoccupa ·« il paese, e che si stanno .facendo .seri st.ucli a tal fin e.'. pa'.·,:e ali.o ·« scri vente, che il mettere 1n maggiore oVJdenza lo cond1z1on1 m Olll, .• nel ,1866 , si Ìél trovatn la legione incaricata della difesa dei passi <e del Tona i<! e dolio Stehrio; e lo svolgere più completamente i fatti <e che av,•ennero durante quella campagna, potesse toroare non del ~e tutto inuti le, potendo ciò dar luogo n considerazioni, ch e in qualche <e modo aiovnssero a mettere ch iarezza in talune qn istioni che si ri" fcrisse1~0 a provvedi men li <li difesa eia predisporre in quelle loc,i litit. « Stimo qnincli non inopportuno la ripnbblicazioue del Criornale de! « Caimi, correda ndolo di quei documeu ti che non poterono da riuesl1 ·« essere i:;pczion()ti >). • • • Noi poi aggiungiamo che q nesto monografie. de?l.1 e.rHsod1 delle guerre na1.ionali sono colonne sulle quali le genoraz1on1 rnc1dono le loro gesta, .Je rc«ioni gli atti vigorosi dei loro concitt:idini e restano monumenti cli es~mpi o fo nti di patriottico eutusiamo meglio che non siano le togate e stereotipate relazion i. ufficiali. Aggi~ngiam.o a!tresì c!i e: l'opera di quel volentuomo del Gnicciardi è tanto più patnott1ca oggi'. inc!uan~ tochè la conoscenza delle attitndini mil itari del suolo e degli ab1tant1 nazionali conforiril alla razionale ed afficaco attuazione dei tiri a segno, · ìsLi tuziono che temprerà gagliardPmento la fi bra ed il carat.tcrc degli I taliani. Sebbene il Giornale del Caimi, e le operazioni della legione di guardia nazionale mobile non possano nea nche lontauamente paragonarsi al lavoro ed alla classica campagna in Valtellina del duca cli Ilohan, pu r nondimeno offrono l'insigne vantaggio di parlarci dei nostri tempi e de' nostri coetanei e c,m evidente utilitit della nostra lelleratura militare. La modestia elci senatore G·uicciard i non si offenderà se noi gli tributiamo , e come patriota e come mili ta re, una parola ben mcri~ata di encomio per il necessa rio complemento che ha reca to allo .scritto del suo aiut:inte maggiore in primo nella legione della guardia n.azionale mobi le che difese nel 4866 i pnssi del Tonalo e dello StelY10, .assicurandolo che ci auguriamo froquonli le occasioni cli poter essere larghi di lodo r.orne qnosta.
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LIBRI
Impressioni militari /n viaggio, da Bologna ad Otranto per ferrovia, del capitano MICHELE
Le rive atlriaticlae. CARCANI. -
Roma, tipografia Voghera, 1881.
QO'<ridì che il · vapore muove uomini e cose con portentosa celerità, "o l'elettrico diffonde le idee e le notizie in poche ore da un capo all'altro del la terra, il patrimonio de! sapere ad ogni istante vertiginosamente si accurmila, l'attività umana è in preda ad agitazione febbrile; ognuno, e la società tutta intera, intende a vivere quanto mai è possibile in fretta. È facile comprendere come di tal vita frettolosa debba risentirsi ogni ordine di persone e di atti ch'emanano dai fig li di questo secolo, come a legge siffatta non possano sottrarsi le ragioni della scienza, delle lettere,, delle arti· che avrebbero. pur tanto d'uopo di quiete e cl.i tempo. E facile comprendere come 11 so. itario gabinetto · dello statista, del letterato, del finanziere si trasporti a· dì nostri ne' rumorosi vagoni delle strade ferrate e colà si possan?' ideare e compiere, non importa indagare con quanta maturità , atti, ne,,ozi libri destinati ad entrare nel dominio del ·1rnbblico. è) ' Da tal punto di vista il lavoro in ferrovia del Carcani, qualunque sia l'opinione di ch i scrive questo breve cenno critico intorno la letteratura cli vagone, troverà non pochi sostenitori, nè noi gliene muoviamo al tro appunto tranne quello clrn inveèe d'impressioni -militar-~, l'avremmo più esatta nient.e' intitolato r·iwrdi sto,rico-m,ihtcwiin'Viaggio. Conciossiachè assai rare s'incontrino in esso le descrizioni del suolo attuale e le considerazioni sulle attitndini militari che vi si riferiscono, ciò che propriamente avrebbe costituito le imp1·e.ssfoni -militari, mentre abbondano, e sono la parte principale del . libro, le narrazioni storiche· dei fatti di guerra cli cui furono teatro le localitì.1 percorse in ferrovia. E per questo riguardo lo scritto del cap itano Care.ani è ricco cli notizie e conferisce moltissimo alla precisa conoscP-nza del nostro paese. Niuuo certo supporrà che il libro sia stato redatto in fenovia, ma ognuno non può non 1'.iconoscere all'autore lunghi , pazienti studi e vasta coguizione di storia naziona le. Ognuno, viaggiando da Bologna ad Otranto, ritrarrà uti le notevole dal la le~tnra delle sue pagine. Se non sempre sarà pari il diletto, gli è forse perchè l'autore non sempre riuscì a sottrarsi alla monotona inllucnza cli un treno ferroviario, la
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quale spesso sbiadì fo tinte, o le rese troppo uniformi, della sua la--· volozza. L'egregio capitano Carcani ha ingegno, coltura o amore dell'arter . gode già di meritata ri putazionc nel mondo letterario per al tri prc- · gevoli scritti, non si aVl'il qni ndi per male se il nostro giudizio non, potè tutto approvare in que:;to nuovo lavoro, il qnale, lo ripetiamo, è inspirato ad uno scopo utili ssimo che non manca il più delle volte cli. conseguire. Rendcnélolo ùn po' più vario, un po' più brioso e fest.ante riuscirà anche una lettura più amena e di lettevo le, e l'antorepo1siede tutte le doti della mente e del cuore pe1· soddi sfare a tale-· esigenza.
B,•evi consi,le,·a~ioni se,gli · stipe,uli ,lell'ese,·- · cito ittilitiHO ed tdCtUle JIJ•oposte pet• il lOl'O 'IH'i- · glio,•tnHento , di ANGELO MAGNICO. F irenze , tipo- -
gra fil cooperativa 1881. I
La questione cli aumentare gli stipendi nello es3rcito italiano, di:· . proporzionarli al rincarato costo della vita, alle cresciute esigenze della società, di porli in fin.e allo stesso livello di quelli che lo Stato ha riconosciuto equo di dover eorrispondere ai suoi impiegati civili, è uua quest.ione che la st.ampa con innumerevoli pubblicazioni, il Par-.. lamento cd il Potere esecutivo con ripetuti voti e discn~sioni ed ordini del giorno hanno trionfalmente risoluto. Uu nuovo studio sui nostri stipendi mi litari sarebbe egli dunque opera vana, sarebbe, come suol dirsi, portar nottole ad Atene e vasi a Sarno? Niuno può ere- · derlo, giacchè la soluzione della questione non uscì sinora dal dominio delle teorie e dei pii desideri, i quali se valgono ad empire il cervello ed il cuore d'idee, di sogni leggiadri e cli speranze dorate, sono altreuanlo impoLenti a chetare gli stimoli di bisogni cli primo or--· cline insoddisfatti. Lo studio pertanto, di cui abbiamo preposto il titolo a questo $e.ritto giunge opportunissimo: esso non può aspirare di certo al , pre<rio della noviti1, ma per l'abbondanza dei dati comparativi, per fa seri~tà delle argomentazioni e per la evidente utilità delle proposte ha,.
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tu tt? il diritto che venga esam inato, siccome noi qui brevemen te ci proponrnmo di fa re. . Premesso che l'ufficiaJe, dai servizi che presta allo Stato debba rii:·ar:re quella retr.i buzione. che basti a sodd isfare in eqirn misura alI esigenze della vita e della società, il sig. 1\iagnico dimostra che al deprezzamento crescente della moneta si è notevolmente a;;~ociato l'aumcmt? progressivo de Il.a mercede, dei salari, delle paghe, degli stipen_d1, per modo. che 11 loro va lore intrinseco si ù triplicato senza .p~ro eh~ se ~rn .sia ~ran che van taggiato quello estrinseco, poichè col ··~nplo d1 oggi si owene . appena quanto con uno si poteva consegqire rn passa to. · D_i .questa legge, cui l'amministrazione della guerra obbedì nello · s tabi lire le paghe ai suoi impiegati civili - e l'autore lo prova presentando .la tabella _delle paghe_corrisposte nel •l856 eneH879ai Capi, · sotto capi ed operai delle sussistenze, nella quale si osserva che il capo ope1:aio n~l 56 a:eva lire 2,05 il giorno, nel 79 la giornata gli era cresc1~1ta smo a. lire ~J5 e tutt.i gl i altri operai in proporzione ,avevano ricevuto gh stessi aumenti - non tenne, rispeuo a"li ufficiai.i, qµe l conto che la giustizia distributiva ed il gradino della scala socJUlc occupato dagli ufficiali stessi avrebbero richiesto. · · E q~1 i, a d_imo.strazi.one di cosi fauo assunto, il sig. Magnico rifà la storia deglr stipendi colle tabelle alla mano, com inciando dal R. viglieuo 2.0 dicembre •183 1, continuando · col riordinamento del La Marmora nel •l850, colla · legge del •1859 sotto lo stesso min istro con -quella dell'anno appresso presentata dal Fanti, colle indenni tà d'a l"foggio pei suba ltern i sotto il generale Bertolè Viale, terminando colla legg~ del 1~7,i t'.1tt~ra iu vigore e concbiudendo che tutte queste sue, ces~1ve. moddìcaz1om non fu:-0110 informate a principii direttivi razionali , no tennero. conto dell'alterazione verificatasi nella · vita economica e civile della società, nè della posizione dell'ufficia le. La disparità poi di trauamento , massime nèi 11radi inferiori 1 fra gl i impiegati civili ed i militari è di un'evidenza incon testabil e, coll'aggrava1~te per questi ultimi e.be il sessennio s'ignora a qua li cri1.eri ed a quali proporzion i obbedisca, mentre quello degli impiegati civili .e/~ ra~guagha to ad 11/ 'IO dello stipendio, e talo sessennio è sempre su per10re a quello degli ufficiali. I ri me_di alle _sfavor~vol i condizioni degli sti pendi mi litari vengono dallo scrittore nassunt1 nelle seguenti proposte: ·1° Tipo unico di stipendio per tutte le arm i con L. 7,000 al ,,.colonnello, 5,500 al tenente colonnello, 4,500 al maggiore, 3,500 1
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al capitano di ,t • classe, 3,2.00 a quello di 2.•, 2,500 al tenente, 2.,000 · al sottotenente. 2° ~.liglior,ùncnto notevole recato ai gradi di tenrm te e capi tano; 3° Aumento dell'indennità di servizio a cavallo di L. 500 annue · per lo stato maggiore, i carabinieri e la cavalleria; 300 per l' artiglieria ed il genio; -lSO per la fanteria, corpo sani tario , veterinari e · commissari; ,i, 0 Elimi nazione dal bi lancio della guerra del soprassoldo di ser- · vizio dei carabinieri, da portarsi nel bilancio del ministero dell'interno. Discussa largamen te la razionali t1t cli queste proposte~, indicate tutte le parti te da porsi a credi to e a debito dello St.ato, la differenza che graverebbe il bilancio della guerra risulta di lire 3,::U7,·176.62, e · questa somma colle migliorate condizioni econom iche del paese non è certo i't1sopportabi le, nè eccessiva . · Lo studio del sig. Magnico µotrà offrire argomento a<l appunti dat lato della forma let.t.eraria, dal punto di vista però delle proposte, . queste non possono non riconoscersi razionali, opportune e pratiche; . merita poi una speciale parola di encomio l'esattezza ecl il modo com- · pleto onde sono compilate le tabelle comparative od ill ustrative che · costituiscono la parte assolutamente solida ed incon testabile del lavoro . .
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Hlenio,·ie s tii f a tti
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g u e ,•1•,1, tlal :1508 tf.l 1 5 .1.6 , .
regi~trate nel libro dei Sacrist i de lla cattedral e di Bell uno-· da G I ACOMO G I AMPJCCOL l e or a pubblicate c on n cte e documen ti dal prof. ab. FRA.NCESCO P ELLEGRINI. - ,Be ll uno,. tipog rafia Cavesago.
Sacristi erano cktti i due parrochi della cattedrale di B()lluno , i quali , dividendo i redditi delle prebende, disimpegnavano del pari gli uffici attinenti alle due parrocchie della città. TMevano anche a que' temfìi, quantnnque non ancora intervenute le prescrizioni del concilio di Trento, i rllgistri di nascita, di morte, di ma tri monio, che
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taglio). Conciossiachè là trovasse i Tedeschi ben fortificati , nel numero di oltre 2000, i qual i tutti furono uccisi, e quelli che ·riu« scirono a fu ggire si morirono di freddo e di fam e. Spettacolo mi~< serando! A detto di ognuno non fu mai vista simile strnge ai nostri ~< tempi . Molti rima~ero feriti de' nostri, ma morti soli cinque » • Fatto questo breve cenno della pubblicazione del Pellegrini, noi ne raccomandiamo la lettura a tutti gli studiosi di storia patria, mentre facciamo voti che l'egregio professore con tinui ad arricchjre la letteratura nazionale di lavori utili come il presente. «
,òenominavansi libr·i éanoniC'i. Giacomo Giampiccolo fu sacrista dal ·:I .i.92 a: 1528 ed ebbe compagno, dal 1502 al 152.8, Alessandrn da Ponte; pare però che quest'ultimo fosse uomo di poche lettere e la.'.sciasse al collega sacrista la cu.ra dei registri. D'altra parte è noto .che il Giampiccoli fu diligente trascrittore e raccoglitore di documenti; lasciò parecchi libri, tra' rp1ali due tuttora esist'3nti, l'uno di necrolo<>ie, l'altro sulie rendite della sacrestia; con fonda mento quindi si •.r itiene che le memorie di cui ci occupiamo fossero opera di lui e le venisse .;crivendo sui registri probabilmente de' morti e de' funerali. Il libro è perito, rna risu lta che verso il -1600 l'ebbe in mano lo storico Pilone, il quale dal foglio 251 al 867 ne trascrisse parecchi frammenti , che intitolò: Fragmenta chron'ica de belbis ·in territo1·io .bellunensi gestis ab a;nno 1508 ad i 5 J6 exccrpta e lib1·0 Sacristonw1-. Questo codice, che si riferisce ai più' grandi avvenimenti del la storia veneta, quell i della lega cambraica, ridotto alla più accurata lezione, · 1uustrato da annotazioni che interpretano il testo, colmano le lacune . e collegano i fatti, corredato da nnmerosi documenti inediti che con. ,cernono i fatti stessi di guerra, viene ora pubblicato dal professore Francesco Pellegrini, degli studi storici infaticabile e dotto cu ltore. E questa pubblicazione ha una singolare importanza, perocchè, essendo gli avvenimenti registrati dal Sacrista giorno per giorno come venivano a di lui notizia, può servire di riprova e di correzione ad . .altre narrazioni deil'epoca, o posteriori. All'accurato editore poi dovrà specialmente saper grado lo storico che si proponga lo seopo, non ...ancora conseguito, di sciogliere tutti i viluppi di quest'arruffata mata$Sa ch'è la guerrn cam braica , o lo scrittore che voglia far conoscere al pubblico in tutta la sua interezza la lìgura del generale Alviano, del quale ecc.o,. per saggio, come il Sacrista nella :sua sempli,cità descrive l'arditissima spedizione d'inverno in Cadore e la rotta seo~alata che inferse ai Tedeschi di Massimiliano nella pianura di Valle: ~' Anno -1508 (t.radueiamo in italiano il bai:ba1'0 latino del parroco) , '« a ·19 ore del 2 marzo venne un messo dal territorio cadorino che ···(< riferì come il magnifico conte Bartolomeo Orsino (d' Alviano), uomo « di "rande incregno, coll'astuzia, la forza e le armi avesse riconqnie ç . . « stato ai Veneti tutto il territorio del Cadote. Egli col suo esercito . « di ci rea 3000 fanti e cavalli andò per il capitanato di Zoldo a For. '" « nesighe e Cibiana es,endo la neve alta cinque piedi,· facendo la « strada colle pale, con i buoi e con i cavalli sino ·a Valle, e venne · « alla villa chiamata Tai ed al prato del lo stesso nome: quivi fece •« ciò che <[nel nome signifiea (tai in dialetto equivaie all'italiano 1
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A1•1nns po,•t,ìtiles tle r,eego, el niotlerno a1•1uaniento tle '" r,nite,•tte 'U su i ·n fl;ue1acia en el eo1nbate, per don FRANCISCO BARADO y don J uA~ GÉNOVA , oficiales del arma de _infanteria . Il libro di cu i abbiamo annunziato il ti tolo è di mole notevole, comprendendo non {neno di 823 pagine illustrate da !).00 ligure nel test.o ,e da 94 tnbelle. Per la tecnologia delle armi da fuoco portatili, divenuta oggidì cotanto complessa , così stra~rd inariamente multiforme da presentare agl i stuclioi'i, quasi direbbesi, una specie di labirinto di sistem i, di quistioni e di seutpnze fra di loro cozzanti, questo libro ,è di una uti li tà incontestabile. Conciossiachè riconducendo il lettore alle origini delle armi da fu oco e facendogli rifare il cammino istorico dei loro successivi perfezionamenti senza niuno trascurarne, esaminando i difTereu ti sistem.i delle armi regolamentari adottati dallll singole nazioni europee e dagli Stati Uniti d'America, esponendo le condizioni generali cui debbon·o soddisfare le migliori armi da guerra, sia per la loro costruzione, sia per il loro modo di comportarsi nel tiro, sia in quanto si riferisce alle cartucce, ponendo da ultin10 a conrronto i dati dell'armamento dello varie fanterie europee, vuoi per la. velocità iniziale, vuoi per la radenza della traiettoria, per la precisione, per la rapiditù del fuoco, g!i autori hannò saputo riunire in un sol corpo di dottrine tutta la materia, non poca invero, nè lieve,
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delle armi da fn oco portati li, che vagava ~parsa nella leueratnra militare delle difforenti nazion i. Ne. a questo scopo soltanto si è limitato il .còmpito impostosi da••l' i . . . o e?re~! scritlor1: .essi vol!ero completare l'opera loro esaminando quale sia I mfh tcn 7a che esercitano nel combatti mento le presenti armi della fanteria. Questione qnant'altra mai controversa cd irta di difficol tà! Eglino però ard itar;nente l'affrontano e dopo avere dimostrato come il mec, canisrno del combattimento venne successivamente modificandosi a seconda del progressivo per fezionamento delle ar mi portatili, discorrouo dei differenti fuochi della fa1Heria, della recente quistione del fuoco alle gra ndi dist::rnie e delle moltepl ici opi uiou i e~presse intorno acl essi, rilevano la parte che alle nuove t,~orie è stata fotta nei regola menti del tiro, discutono le formaz ioni ta ttiche, la tendenza della · tallica tedesca cd alcune ri fo rme di quella spagnuola, ria~sumono finalmea.tc i carnueri ge'.1erali del combattimento moderno. In una prima ap pend.1ce r?ud?t'. o poi conto c~eUe esperienze eseguite in Ispagna con le :irm1 a rrpet1zio11e, mentre m una seconda riferiscono quelle fatte nei poligoni delle principali nazioni d'Europa. · Sono aduncruo due traLtati, uno a complemento dell'altro, che co&titu iscono. un insieme, .i I quale può servire come ultim:i esprnssione delle dottn ne sulle armi da Cuoco portatili e sul combattimento dei giorni nostri . In tutlo il laYoro è manifesla la diligenza e la perseveranza usata dagli egregi scriLLori nel ricercare i d11 ti di fatto e nel presentare riuniti i più notevoli studi' che abbiano vista la luce e le più clispnra te opiuioni emesse intorno alle nuove teori e. . N.è con ciò _rnr.endiamo as:;erire che la scritto di cu i ci occupiamo sia immune cli mende, e molto meno che sia opera perfetta . In un campo cosi vasto di dottrine, cli fatti, cli e,perimeuti, di precetti , non era certamente ngcvol cosa non incorrere in qualche inesattezza. ~oi pot~·em~10 cit~rnc alcune relative al nostro armam ento, sopratutto al fucile , ,etlerli , modello 4870, iI qua le non è sempre ben descri uo e del quale s' ignorano lo ulti.me trasformazioni , gli ultimi esperimenti e l'ultimo regolamento. · Che se il lavoro non è perfetto, e la. perfezione non èqu.i liti1che appartenga alla natura umana, l'essenziale da notarsi si è che ri uscì ~ eno i_m~erfet.to cli quanto :orse. era possibile. No facciamo per111nto 1 nostn srncer1 rallegramenti agh autori e segnaliamo agli studiosi il lor~ volume, il ~uale può servire di manuale per trovare subito quei dati e confronti che possono occonere uclla materia . Gl i studiosi
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italiani , i quali per l'affinità delle due lingue anche non conoscendo la ::;pagnnola potranno intenderne il senso, se ne gioveranno con profit to per rendere meno aride e meno ristrette lo con l'erenze reggimentali sulle armi e sul tiro .
Dns · scliiepen d er r e ld tii•lille ,:ie (Il tiro dell'arti -
glieria di campagna) per H. RoHNE, maggiore nel se condo reggi mento d'artiglieria da campagna brandebu rghese N. 18 - Berlin, Mittler, 1881. L'autore si propone di facilitare la via agli uffi ciali , che non po1.erouo freq uentare a lungo la scuola di tiro dell'artiglieria prussiana, por conoscere le questioni di tiro, per osservare le diffico ltà che si riscontrano in quello studio, e di indicare come se ne superino le sc:1brositi1 e come si deve procedere ad utili innovazioni. Nella pri ma ·parte vengono svolte questioni generali di balistica, e studiato il movimenlo dei proietti determinato dalle leggi della fisica e della ma tematica; vengono lungamente presi in considerazione gli clementi che han no iolluenza sulle forme della traiettori.i e precisamente su lla velocità iniziale, l'angolo di proiezione, la gravità, la resistenza dell'aria, e la rotazione: sono esattamente descri tti i metod i per la determinazione cli queste quantità, riportando dati di confronto colle artiglieri<~ fran cesi ed austriache e presen tando esempi clcdolli dai calcoli balistici enunciali colla massima sicurezza. Siccome però i fa ttori che determ inano le traiettorie variano da colpo a colpo, così no viene che i risultati pra tici danuo luogo n,,n gilt ad una traiettoria unica, ma ad un foscio di tali curve o gli effctLi del tiro costitu isconò il così eletto cono cli spa rpagliamento ; !'·autore ne desume quindi lo studio della regolari tà, cieli.i precisione della traiettoria, le cause e la grandezza dello sparpagliamento, nonchè la determinazione delle lavole cli tiro. In questa parte del libro dopo aver trattata · la questione astrattamente, parlando del modo cli determinare le tavole cli tiro in genere, l'altezza della traiettoria ·e la sua rapprc~entazione grafica , il mag_giore Rohue applic~• le sue deduzioni alla granata pesante dell'artiglieria clu campagna prussiana, che tira a 2000 metri ed in uno sper,chio ne espone tutti dati balistici. AN NO XXVI, VOI.. lii .
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·E qui venendo a parlarn della pÌ'obabilità dì col pire, propone una modificazione ed una suddivisione, consigliando di chiamare capaC'i.tà di colpi'te quella probabilità generica che è calcolata nelle tavole di tiro, senza tener conto delle circostanze eventuali, ed invece p1·obcibilitd d:i, cotp,ire quel per cento di punti colpiti che con premEis:,e determinate, modificanti la capacità di colpire, si è in diritto di aspettarsi. Parlando della penetr~zione dei proietti e del modo di determinarla, l'autore con una transizione quasi inavvertita fa entrare il lettore nel campo, per quanto sempre teorico però meno astratto delle qnestioni di tiro propriamente detto. La penetrazione dei proietti si mani festa mediante: ,1° la forza di penetrazione di tutto il· proietto ; 2° la fo1:za di penetrazione di partì del proietto; 3° l't~ll'etto di scoppio a mina.· Queste tre azioni differenti sono analiz1.ate e quindi applicate al tiro a granat.a, nl tiro a shrapnel cd a quello a metraglia; questi effetti del tiro sono stud iati cosi mediante apprezziazioni teoriche come con rappresentazioni grafiche. Da queste ultime, ch i,1mate col loro nome milit.are tedesco: foli e, viene data una beu chiara risposta alle molteplici domande che fa sorgere lo studio del tiro a granata e a shrapnel. Intendesi per f'ol:ici una rappresentazion e grafica , fatta su cart.a da lucidare, dell'u ltimo trauo . della traiettoria di granate e shrapnels, nonchè dei bersagli più frequenti in tempo di guerra , riportati su lla stessa scala. Mediante la sovrapposizione delle {ohe trasparenti una sull'a ltra si riassumono dati di confronto, i quali dimostrano come l'effetto varii secondo la posizione della traiettoria mcùin rispetto al bersaglio. Nella seconda parte l'autore dà largo sviluppo alle norme per regolare il tiro, dedicando specia le cura allo scopo da conseguire ed al modo di eseguire le correzioni nel tiro a granata ecl in quello a shrapnel; tale~ studio viene suddiviso r)er i due casi di bersani l;) i fissi e bersagli mobili. · Del più vivo interesse all'ufficiale italiano riesce la lettura del capitolo relativo a siffatto bersaglio movente~i nella clirezioM del tiro · contro le batterie, nella direzione del tiro allontanandosi dalle })atteric in direzione perpendicolare ed obliqua, appunto perchè presso di noi questi perfezionamenti e queste movibilità dei.. bersagli sono 1Jncora in uno stato molt.o embrionale. · Le terza e quarta parte dell'opera , le più estese e le più notevoli che per- non essere esclusivamente teoriche e -balistiche possono for-
nire dati uti lissimi al lettore di qualunque arma per apprendere gli ordinamenti, ai riuali si informa l'a rtiglieria tedesca , sia durante il tempo di pace, sia in caso di guerrn . trauano del Liro pratico e degli esercìzi di Liro. Nella parte che riguarda iI tiro pratico sono svolte considerazioni assai minute ed esat.te su lle osservazioni di tiro, sulla disciplina del fuoco, sulla direzione del fnoco, sul servizio dei pezzi e snl tiro cont.ro bersagli coperti; in(ìne è clcsti11ato un articolo al tiro di una intera brigata d'artiglieria \l riesce interessantissima la lettura delle disposizioni da darsi w l terreno per il c.ol locamenlo dei pezzi di più batterie vicine e per l'esecuzione del fuo co, quando si rifletta quale missione si richiede oggi da i concentramenti d'artiglieria . Si aggiungono esem pi nei quali vengono considerati i vari e.asi cli tiro a granata ed a shrapnel contro bersagli fermi, contro bersagli mobil i, contro bersagli coperti e con tro diversi bersagli conteni poraneamente. In appositi specchi, redatti con grande dil igenzu , sono specificate tntte le serie di comandi per cominciare, regolare, e varial'C il ti1·0, suddi vi4endo questi specchi per tutti .i casi che si presentano nella pratica . · La quarta ed ult.ima parte del li bro tralla degli esercizi di tiro. La grande superiorità del materiale d'artiglieria tedesco rispetto a quello del nemico nella guerra fra nco-germanica oggi è scomparsa; il maggi_ore Rolrne non solo ~e conviene, ma fa pure osservare come conseguenza, che, anche per l'artiglieria tedesca, l'esercizio elci tiro oggi più che mai è la più importante di tutte le istruzion i di quell'arma , ed esterna un .lamento, che per noi Italiani assume un colore molto locale: egli deplora i limiti troppo ristretti di tempo, munizioni e denaro assegnati a tal uopo per l'artiglieria tedesca! · Poi tratta elci modo di formare dei buoni puntatori e fra le allre cose p1·opo11e un ingegnoso strumento per insegnare a puntare, stando in quartiere, contro un bersaglio mobi le: questo viene posto in movimento dalla rotazione di un disco, il cui diametro variabile per il passo dell'uomo o per il trot.to e galop po del cavallo, determina nel bersaglio mobi le una corsa differente ti seconda cli quanto rapprc~·enta . Dopo avere padato degli esercizi da farsi colle ba tteri o attaccate, delle istruzioni da impartirsi per desumere le distanze mediante il suono , l'autore tratta diffusamente delle scuole di tiro propriamente clP,tte e natumlmentc dedica maggiore sviluppo a quanto riguarda il tiro di combattimento, esa minando partitamente il còmpito d'ognuno a cominciare dal capo-pezzo ed a finire dal comandante della brigat.a, senza lr:ilasciare tutti particolari inerenti a questa istruzione per
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quanto riguarda bersagli , specchi, relazioni, rapporti, ecc. Sin oolari sono i di.aloghi.' fra il comandante della brigata ed i suoi capitani, durante I qua.li con rara valentia e .con casi variabilissimi sono discussi moltissimi esempi di tiro pratico. In appendice viene data descrizione di tutti i bersaali , una1 lunga , . 0 , cos~ pe: a Jant~ria c~me. per l'artiglieria, sia che si tratti di bersagli fissi, sia che s1 cons1dermo bersagli mobili; fra questi nit.im i sono pure distinti c1nel li che devono comparire o sc~mparire inaspettatamente .. La esattezza di costruzione di. questi strumenti e la precisione co~ cui _vengono maneggiati lascia facilmente comprendere quanto bene ess, cornspondano al loro scopo. Segue la descrizione di una specie di petardi, analoghi alle nostre castagnole, tanto p<~r artiglieria quanto per fanteria, i quali, collegati assieme e disposti nelle volute posizioni, accesi mediante miccie, servono a rappresentare il fuoco nemico. ., · L'appendice termina colla descrizione dei posti di osserva;,ione cli una batteria e coll'esposizione di alcuni dati risguardanti l' impiego del telefono. · Yari allegati servono a maggiormente <li.lucidare parecchie quistioni tra ttate nel testo. . Da questi allegati si scorge come pure al maggiore Rohne avyenne n~ ~nconveniente, che bene spesso succede a chi scriYe in argomento md1ta_re. Durante la pubblicazione dell'opera dal mini.stero della guena 1~russ1~no, essendo state emanate delle modificazioni ai regolamenti di tiro, _I autore non solo dovette rettificare alcuni capitoli, ma con accorto e b~n~ inteso r!piego, aggiunse in allegato le innovazioni, ponendo cosi il lettore 111 grado d1 confrontare il regolamento vecchio col nuo_vo -e cli formarsi ·un giudizio .personale sulle varie questioni . Pochi cenni, dati quasi a guisa di sommario, ma le possono poraere un'idea dei pregi contenu ti in questo libro, che alta discussione del le pi~ a1:icle qu~~.tioni bali.stiche, accoppia utilissime proposte pratiche e chiara esposizione delle varie questioni di tiro . . Nel segnalarlo pertanto alla lettura cli coloro che sono padroni della lmguà te~lesca; so,rge il desicle1~io che qualcuno fra questi irnpreuda la traduz1011e dell opera nella lmgua nostra.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFIC O·
LÉOUl.ON LE D ue . (,,'o,·respon,lance tlipfouwli~ftre clu b m·,•n
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L. B,BAUGÉ, major o.u G'l' de ligne. ,Ummel tle lebi.d"lio11, d 'ml• minist,•a.t imi ,:.l de em11ptal,ilité mtlita fres, à l'usage des sous-officiers de toutes armes. 'l voi. in-'12° - Paris, '1881., librail'e Dumaine-Baudoin . - Prezzo L. 2)0. DE Cr1ESNE1,, avcc supplément par E. D ue,1 11.. Dictiont1ire e11cucto1Jtldiqu~ ,les aruaées tle ter1•e e t cle n1e1• • - Po.ris, 188'1 , Ch. Gallet et C.;• - L'autore si è sobbarcato
M. A.
al difficile còmpito di riunir e in un'opero. non molto voluminosa le cognizioni necessarie ai militari d'ogni armo. Il lavoro consta di <lue volumi, nei. quali si trovano le più utili notizie sull'ordinomeuto degli eserciti antichi e rnodel'ni, sulle al'mi, sulla fortificazion e, sulla marina, sopra lo. s toria e la geografia, sullo tecnologia delle varie· armi, ccc. 1,700 disegni, interco.laLi 11el test.o, accrescono il pregio dell'opera.
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BIBLIOGRAFICO ·
BOL LETTINO
plice è svolta l'azione tattica del battaglione durante l'attacco, sia isolato, sia inquadrato nel reggimento. L'autore si inspira al principio che il comandonte di batlaglionc deve indicore alle singole compagnie il còmpito a raggiungersi, rna non i mezzi cui debbono ricorrere per raggiun gerlo.
L. COGENT, capitaine en retraite. Ét11des aur l'equi11ement tie l'i11fti11Ee,•ie et sut- le tt•tinspm•t inclivitluel et collecli/ des mu,ailions. - Limoges, 188'.l, libra.ire Lavanzelle. Prezzo 0,75. - È un'opuscoletto di poche pagine, nel quale
l'autore prende in esame le principali questioni concernenti l'equipaggiamento del soldato di fanteria . Le proposte di lui ci sembrano razionali e pratiche e in ogni modo mer itevoli di considerazione, trattandosi di un quesito, che può dirsi all'ordine del giorno in tutti gli eserciti.
355
D.' HERJNG. l11structio11sbuel, fii,• tleu H,•aul,e111J•ii9e,•. Mit
1l Holzschnitten. (Libro d'istruzione per i porta feriti. Con H figure). - Berlino, 1881, Mittler e figlio, -: Prezzo L. 1,25. -
Manuale scritto in stile semplice alla portata dei soldati, nel quale sono _d escritte le ferite che più usualmente si presentano in campagna, il modo di fo.sciarle, ccc.
E. PEREIN, capitaine d'artillerie. Essai su,• le tir fusanl des p,•oiectiles de campagne. - Paris, 1881, libraire BergerLevrault. - Prezzo L. 1,25.
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Carte e piani.
1vesen de,• Sehweiz.. (L'ordinamento militare della Svizzera. 2a edizione interamenté riveduta). - Zurigo, '1880, Orell Fussli e Prezzo L. 6.- - È l'opera più completa, pubblicata sino
c._a -
al g10rno d'oggi sull'ordinamento militare svizzero, adotto.lo clo.J l3 novembre '.l876. Essa componesi cli 16 capitoli, nei quali in modo particolareggiato si rende conto : dell'ordinamento del ministero, del r iparto territoriale militare del paese, degli obblighi militari degli svizzeri, della formazione dell'esercito, del servizio degli stati maggiori, dell'istruzione, delle scuole militari, e infine del reclutamento degli ufficiali e dei sottuffìciali. V1cToR voN REITZNER, K. K. ObersLlie11teno.nt, Lehrer an der Kadettenschule zu \Vien . Die Tert•ainlelwe, 1. Theil. (Lo studio del terreno, :t• parte, con 137 figure intercalate nel testo e 3 tavole). - Vienno., 1881, Seidcl e figlio . - Prezzo L. '10. - È il test.o per lo studio del terreno, adottato dal ministero della guerra austro-ungarico per gli istituti militari, le scuole dei cadetti e dc~i volontari di un anno. L'opera comprendera quattro parti, nelle quali l'autore si prefigge di tra ttare: del terreno in generale, della rappresentazione del terreno media nte i segni convenzionali, dell'orientamento sul terreno, e finalmente del valore e della descrizione del terreno. Die .411f9al1en des Bataillons im Gefecl1tsexercire11.Eiue t•e9leme111a,,•isel,e Studie. (I còmpiti del battaglione nelle
esercitazioili di combattimento. Studio regolamentare). - Hannover, '1880, Lipografia Helwing. - Prezzo L. t,25. - É un opùscoletto di sole 40 pagine, nel quale in modo chiaro e sem~
V. J. BARBIER Ca,•te de l'll'ft•ique pltis,i que, 1:20)00,000. Paris, 1880, Challome!. - Prezzo L. 2,25.
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DÉPÒT DE LA
Cote d' .4f,•ique. rie l'ile r•emba à l'tle 1Jlafia, comp,•en,1111 l'ile de, Zenq;ibtu•, ses cl,euaux et ses (flle1•t1ges. (N. 3713) . - Dn l,'a1, Delgatlo à Ras-Pehawi, (N. 3758). - Baies tle Lt.ium, 1Hm1da, ,,,11,a et l e m•11 ap1woclte11, (N. 3759). - P rezzo L. ·t. - ,,orts li.ilwa, lii.<Jitoani et Sauyar,m!J", (N. 3796) . - Prezzo L. '1 . Baie de Hisiuuigu, (N. 3786) - P rezzo L. 1. - Bllie., ,le l.a,mi, ,t lani:la, Patiti et liwyln,, (N. 3801). - P rezzo L . 1. - De l'ile ,Ua/111 au eap l)elgacfo, (N . 38-10). Prezzo L , 2. - · Pa ris , '1880 e ·1881., Challarnel.
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Politisel•e_SelmlwancU.a,•te vou Africa Carta . po!1t1·c·a· dell'Afri~a ad uso delle scuole, alla scala cli .1:800 000 6 fogli in cromolttobo-. - Berlino · , ·188·1, Re1·mer. - p rezzo L'. '10.
K1 E P~RT .
llfrie,, West coast. Slierb1•0 is land to ca 'Je ·J I .• will~plco,s. 1:29~,100 (N . '1363) . _ London H'yd;~:' 0 .Prezzo L. 2,50. ' ' ·
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I NTELLIGENCE BRANCH.
W . J. T~RNE~. llla_11 o/ ti.e l~i·ìlisl• ·c oton,i es and ad·ace) it ler1•,tm•,es e/ soul/1 ~ f,·ica. 1 :700 000 - L l 'J Silver. - Prezzo L. 1,50. ' . onc on, 1880, Il D'i.ret.tor-e ORESTE BARATIER I Maggiore nel B.ersaglteri.
Il
gerente -
§ 11. Difesa offensvva e difesa passiva. - Se la fortificazione è l'arte di porre il debole in grado di resistere al più forte in una data posizione, che importa mantenJre, egli è chiaro che dessa deve fornire al clebole quel tanto éli fo rza che gli occorre aél equiparare, ed a,nzi a supyrare il fo rte . E lo scopo viene tanto meglio raggiunto, quanto più permettesi éli limitare il numero clei difensori. Siccome però la fortificazione è per sua uatura immobile, inerte e passivR; così il suo effetto util{;) rimane necessariamente limiu1to alla località cui fu applicato; e la sua azione diretta non pL1ò estendersi al. di lò. della portata .utile delle bocche a fuoco delle quali è armata. · Ogni azione o.tknsiva al di là della zona battuta dall'armamento di una posizione fortificata è dovuta infatti a combinazioni strategiche e tauièhe di truppe mobil i combattenti; e la fortificazione si limit~1 per queste a fornire a;;sicurato il punto di partenza o l'appoggio di un fianco , od il rifugio in caso d'insuccesso; elementi questi tutti. cli carattere pass'i,'Vo rispetto alla riuscit~1 delle operazioni campali . Risulta d~1 queste.evidenti ecl elemcnLari preniesse che le piazze e posizioni for tificate non hanno nè possono aver pe1· se stesse alcun carattere ofiensivo, giacché non possono accrescere in modo alcuno, fuori del loro raggio difensivo, i me;:;1.i d'azione delle truppe mobili
CARLO DE MA RC HI. ANNO XXVI. VOI,.. III.
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GLI OSTACOLI NATURALI
ivi operanti; e ~he non possono applicarsi ad esse i principii, Je not:me_ e lo massime fondamen tali che regolano la ·condotta, le operazioni e le mosse degli eserciti in campagna. E fra queste massime e questi principii intendo di alludere sop~·al~tt~ al prin~ipio generico che la migliore difensiva è l'offensiva, g1usL1ss1mo ogni qualvollà è possibile attuarlo collo truppe mobi li e falso ed inapplicabile affatto nella costituz ione delle piazze forti ' o nella scelta delle posizioni da occupare e forLifical'C. ' Ciò c_he sopratullo devesi cercal'C nèl costi tu ire le posizioni forli~cate clt_ qualunq~e specie, sono le condizioni della massima e più sicura di{e1>a passwa; nffi nchè la forza destinata a tenerle, ed a rimanervi immobilizzata, pos:;a essere la minima in confronto di quella che eventualmente sia incaricata dell'attacco . Con ciò si ottiene che l~ truppe ~obili della difesa operanti in campagna aperta possono nsulLare più numerose e meno inferiori in forza alle nemiche· e c!ie meno diffici lmente si presenta la possibilità di ottenere tem'pora~eamente su queste l_a preponderanza numerica in qualche punto importante che non sra stato preventiva men Le da esse occupalo con f?rze ~ufficienr.i. ln tal guisa la maggiore forza passiva della fortificazione concorre a facilitare le operazioni o[ensive dell'esercito mobile, come ne rende pure più valide le difensive. . S_e vi è mocl_o di ren~ere impossibili affauo gli aécessi ad un'opera lort.1 ricata, a riserva cli uno solo sulla linea cli operazione e di ritirata, bisogna adottarlo, perchè così si riduce al minimo la forza del presidio ncccssJ.riu, e si aumentano d'altrettanto le truppe mobili. In u~a piazza già i~\'esLita ogni controlTensiva diretta del presidio contro 11 co rpo assediante, salvo quelle notturne sulle più vicine op~r~ d'a:sed'.o, non ha senso e non ha possibilità di riuscita; perchè clu s1 è nnchmso nel forte vi fu costretto da forza maggiore, cd il debole sarà sempre battuto dal più forte che non si lascia sorprendere. Sarebbe perciò nn errore gravissimo il trascurare nella costruzione delle opere validi elementi di clife~a passiva, ed ostacoli naturali ai progressi dell'attacco, col vano proposito cli lasciarsi aperto llilO ~hocco alle operaz ioni controffensive; giacché, in primo luogo queste sono di prcssochè impossibile riuscita, ed in secondo lu?go il maggiore numero dei varch i lasciali aperti al nemico obbligherebbe ad accrescere considerevolmente la forza immobilizzala
E LA FORT IFICAZ l01'E
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del presidi o a danno clell'e.sercìto mobile. Esagerando il principio dei numerosi sbocch i per la conlroffensiva si giungerebbe alla soppressione del fosso, e perfino a quella. del parapetto !!! ed all ora dove sarebbe la difesa del debole contro il più forte~. .. · La convenienza di uLilizzare sempre e in ogn i caso speciale Lutti i mezzi. naturali di resistenza passiva a benefizio della fort iricazione mie non solo pei forti isolati e per le pi ccole piazze, ma anche, cd a maggiore ragione, per le grandi piazze, i cttnipi I.l'incerati e le regioni fortificate. Se vi è modo di coprire estesi fro11ti delle piazze, ecl anche prcs sochè il circuito intiero, con rile\•anti ostacoli naturali che ne tengano forzatamente lontan i gli attacchi, bisogna assolutamente approfillnrne, senza preoccupar.si se verranno diminuiti così gli.sbocchi offensivi del p.residio. So vi è mezw cli copri re in quel modo gl i intervalli fra i forti più avanzati del perimetro cli un vasto campo tl'inceralo, o d'unti regione difensiva, bi sogna ugualmente approfittare nella misura più ampia e più efficace, senza preoccuparsi se tali ostacoli naturali potranno impacciare od escl udere le manovre cont1·ofl'ensive del presidio ( 1). E ciò essenzialmente: 11° perchè fino a tanto che il presidio è piiL debole clel l)ttlacco ogni sua operazi one ofTensiva non ha probabilità di riuscila e ridonderà in ultima analisi ad un maggiore indebolimenlo della difesa.; e perchè qmmdo venisse anche in segu ito considerevolmente rinforzalo, i lavori cli investimento eseguiti dall'attacco precluderebbero ·ogni uscita sul tel'l'eno conlrastato anche a forze superiori: e le parli contendemi sono dalla forza delle cose pareggiale in ciò: che r.iascuna può conLendere effì.caceme11t.e all'altra. ogni tumultuario ingresso nelle proprie linee; 2° perchè la. cliresa degli intervalli diviene allora assai più facile, e richiede un minore sviluppo cli forze a tutto vantaggio dell'armala mobile combattente. Quest'ultimo vantaggio può di,•enire rilevantissimo quando si 1
(1) A cbe valsero alla Francia i vas,i intenalli, tutti praticabili per la controffensiva , esistenti fra i ro1·ti distac~at i di Metz e di Parigi l L'investimento operato dal nemico ne chiuse risolutamente tutti i varchi e tutti i;li sbocchi; le sortite, tentate anche con forze imponent i, furono immediatamente respinte; ed intere armate, forza e risorsa estrema della nazione , dovettero lìo ire per arrendersi por fame! .. ..
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GLI OSTACOLI NATURA Ll
tratti di ,:,isli campi trincerati, o di regi.oni forti ficale, e può compensare m buona parte l'inferiorità delle forze in cui si lroYi la difesa. Sicché diviene cosa di vitale importanza, e specialmente per le nazioni confinanti con vicini mollo più potenti, lo assidere le pro~t:ie pi_azze ~ i prop_ri f?rfilizi ì_n posizi_on i tali che prestin o . alla fo1 l1ficaz1one I appoggio dr polenl! ostacoli naturali · ed il lrovai· 1~1odo di _co~rir~, ~ dappr~sso o da lontano, le proprie' capitali, le linee pnoc1pal1 d1 operazioni ed i punti più essenziali alla difesa dello Stato c0n fortificazioni solidamente afforzate da ostacoli di tale natura da tenersi possibilmente con forze assai limi tate. .. Le nazioni esi~ten Li da lunghi secoli, istruite dalle guerre e dalle vicende, or glonose or fun este, che hanno dornto attraversare, ~o~se~gono gi~, g~neralmente parlando, ,Piazze forti situate in pos1z1orn converuent1 per la miglioro difesa del loro tert'itorio e raffol'zate qual più qual meno dagli ostacoli naturali che fo r~ano Ja P'.'ima ed elementare fortifi cazione. Per queste il prob lema della ~rfesa ?enerale.dello ~lato è relatiramente assai semplice, giacchè 1 esperienza dei secolt ha loro ampiamente dimostrato quali siano le m_igi_iori e pi~t logiche lince d'operazione, quali i punti più e:;~en~iah da copt'l re, quali quelli da contraslare ad oltranza, e quali mfìne le migliori posizioni ove portare od acccllare la !oli.a risolutiva della battaglia con tutta probabilità di successo. TuLLo si riduce ad afforzare e lt'asformare le piazze esistenti ' e ad aooiunoerne oc· vn e> , correndo, altre che meglio complelino il sistema della difesa. Le nazioni invece costituitesi da poco tempo, e specialmente se, come 1a nostra, sortendo da uno stnto secolare di frazionamento e di ser".ilù, posseggono bensì molle piazze fo rti, e talune anche di queste alTorzate da validi ostricoli naturali e suscettibili anche di afforzamento maggiore; ma il sistema complessivo di queste piazze non è, nè può essere completo riguardo all'intero territorio nazionale, perchè gli interessi discordanti dei piccoli Stati an teriori crearono importanze militari non confacenti all'interesse della nazion~ u~ita, e scopi ed obbiettivi erronei e falsali, o non pi ù sussistenti mpctto a questa. Per queste nazioni adunque ìl problema della difesa è assai più difficile e complicato. Esso deve cominciare dallo stabilire per ogni piazza il nuovo e corretto obbiettivo cui deve servire, ed il suo modo di azione, o lé1 parte (1·òle) che la
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E LA FORTJFJCAZIONE
piazza deve rappresentare nella difesa generale dello Stato ; per venire in seguito a studiare il modo di alTorzarla e ridurla all'altezza delle moderne esigenze dell'arte; e finire poi completando il sistema con nuove piazze e posizioni fortifica le colà dove i nuovi interessi della difesa complessiva lo esigono per assieurare le basi più vaste e più solide, e le linee di operazioni più efficaci dal centro delle r isorse nazi onali agli scacchieri più probab ili dell a lolla difensiva. E nella scelta delle posizioni da occupare colle nuo,-e opere lungo queste linee occonerà sempre, e specialmente per le nazioni ·deboli, come requisito indispensabi le: che esse presentino le condi:zioni più favorevoli per po ter venire considerevolmente rafforzate da ostacoli naturali. Qneste condizioni, che [urono sempre ricercate e riconosciute necessarie pel passato e formarono, come dissi sopra, la prima ed elementare for l,ificazione dei tempi primitivi, crebbero d'importanza a misura che aumentò la potenza delle armi da getto, e che si perfezionarono i mezzi per espugnare le piazze; ed ora, in segu ito ai recenti e considerevolissimi progressi delle artiglierie da: alLacco ' e difesa, e di quelle perfino da campagna, risulta indispensabile più che mai che gli ostacoli naturali clavanLi gli approcci delle opere fortiGcate abb iano la massima forza cd estensione possibile, perchè ,Ja !ore protezione risulti veramente efficace. § 2. J.Yecessità attitale degli ostacoli naturali. - Dall'epoca di Vauban in poi e sino a tutta la. prima metà del secolo presente un fosso da30 a 50 metri di larghezza, ed una inondazione davanti allo spalto di qualche centinaio di metri , poteva considerarsi bastante a garantire lo opere esterne od un fronte di una piazza; ecl una distanza di uno a tre t.hilometri delle linee di fuoco nl limite esterno dell'abi\ato poteva salvare questo dagli e[clli disastrÒsi del bombardamento. Ma ora che la portala delle artiglierie è diyenut.a enormti, cd enorme pure è la loro potenza di penetrazi one (e basti notare che i cannòni di bronzo-acciaio austriaci da -12· cent. , calibro pressochè minimo per gl i assedi, portano al di' li di ,IO chilometri, vedi Giornale d'Artiglieria e Genio 1880, puntata 10" pagina 1"'10 é · seg.) le difese cl'una piazza o d'nna pos izione dovrebbero necessariamenle ven ire portate assai più avanti dell'abitalo ·o del ì·idotto • 1
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GLI OSTACOLI NATURALI
generale, se non vi fosse modo di confinare il nemico ad oltre ,1O chilometri meg.iar1te vaste inondazioni od altri ostacoli naturali opportunamente utilizzati, come laghi, fìum i, torrenti, o dorsi montuosi che sottraggano il nucleo alla vista od al fuo co nem ico. Arroge che la precisione delle modèrne artiglierie da assedio è pure ril evante assai, anche· alle grandi distanze; e che da alcune e.$perienze falle eseguire in Russia dal generale Todtleben risultò che a due ch ilometri circa cli distanza si può essere quasi certi di smontare in dioci colpi una bocca <fa fuoco in cannoni era sui parapeui delle opere, e con qualche tiro in più anche quelle in barbeua. E si comprenderà fac il mente come risulti ora piucchè ma i necessario e conveniente il tenere lontane possibil mente oltre due ch ilometri dalle opere le baLLerie dell'aUacco, ogni qualvolla si possa approfittare di ostacoli naturali abbastanza estesi, contro ai quali risultino inefficaci le operazioni nemiche; e come davanti a questa imprescindibile necessità debba scomparire ogn i velleità di facili contrattacchi direlli sulle operazioni degl i assedianti . Il che poi non esime certamente dall'obbligo di dare alle opere della difesa una consistenza assai maggiore di quanto bastava per l'addietro, perchè rt::sistano ai più potenti mezzi di distruzione, e perciò di ingrossare corn,iclerevolmente i parapetti, e cli dar loro ri lievi assai maggi.ot'i sul piano cli campagna, anche.perchè ne conservino uno sufficiente sulle balleria più lontane dell'allacco; di defilare ogni muratura dai tiri in arcata e ficcanti (che ora chia• m:rnsi .con poca feliciLii. d'eloquio indireLLi), e di procurare, tanto . sotto ai terrapieni che presso ai pezzi nelle traverse, ricoveri solidi e sicuri al presidio ccc. ecc. Lasciando a pm'Le per ora questi particolari di costt'uzione delle opere, sui quali torneremo a suo tempo, la necessità di ten"er lontane le batterie e le operazion i dell'attacco è fondata sovra due scopi principalissimi o distinti fra loro, ,e cioè: · ,t• Di salvare il nucleo abitato ed il ddouo della piazza o posizione fo1'li11cata dai danni del bombardamento; . .2°_ ~i diminuire in ragione della maggior distanza la precisione d1 Liro dell'attacco, affinchè i suo i co lpi riescano meno dannosi ai fronti od alle opere avanzate. Al primo scopo si può soddisfare portando le opere avanti al
E LA F ORTIFICAZIONE
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nucleo in modo che questo risulti ad ollo o dieci chilometri almeno dalle batterie dell'attacco, o non possa da queste essere vecluto ·e preso di mira grazie alle quote al Limetriche dei terren i antistanti e delle posizioni tenuto dalle opere avanzate. Al secondo scopo non si può soddisfare che mediante l'uLil ir.zazione e frapposizione di estesi e potenti ostacoli na,l.urali i quali non permettano all'attacco la costruzione delle sue batterie nella zona da loro occnpata, o la. rendano tanto penosa e difficile da poter esseto ,,aJ idamente impedita dal fuoco dell e opere. Ed ora verremo a parlare diffusamente delle varie specie di ostacol i naturali uLilizzabil i a profìllo della rortificazione, e del modo migliore cli servirsene nell' in teresse cli una buona e valida difesa . § 3. Classificazioni degli ostacoli,. -Gli oslacoli naturali utilizzabili a scopo di difesa possono di,iclersi nelle tre specie seguenti: Ostacoli acquei; Ostacoli, montuosi,; Ostacoli at1nosferici di insalubrittl . I numi, i lagbi, gli stagni molto estesi, le paludi e le inondazioni artificiali, il cui possesso stia nelle mani della difesa, costituiscono ad evidenza la prima specie; ed a questa è pu~ bene di aggiungere, per le piazze maritlime, i bassi fondi del mare e le rapide corren ti fra. calcne di scogli a fi or cl'acqua. Le creste montuose, e sopraLttllo quando sono assai dirnpate e presentano estesi sconscendimcnli a picco, sia al loro piede .nel fondo dell e valli , sia presso la loro sommità; i. profondi burroni, ed a_nche i dorsi prnlungati di colline con scarpe d'accesso ripide e frastagliate, formano la seconda specie di ostacoli . La malaria che domina in certe regioni, o perennemenlc, come nella campagna romana e paludi ostiensi, od in certe determinale stagioni come nell'estuario veneto e nelle maremme, e ne rende estremamente micidiale la permanenza forzata, specialmente nelle oro no tturne, costiLUiscc una terza specie di ostacolo che sarebbe assai improvvido il trascurare ogni qualvolta è possibilé di utilizzarla. § 4. Ostacoli acqiiei in pian11,ra. - (;li ostai:oli acquei sono, generalmente parlando, i più facili ed econom ici ad utilizzare nelle posizioni forti11cate di pianura; e l'abilità dell'ingegnere mil itare
364
GLI OSTACOLI NATURALI
deve consistere nello allargare quanto è possibile, e nel rendere continu~ le zone allagate naturalmente od artificialmente davanti alle opere; salvo quelle strade o stretti dorsi elevati ed insommergibili che possono vè.l).ire efficacemente infilati e battuti dalle opere stesse. La condizione utilissima e pressochè essenziale della continuità dell'ostacolo, salvo gli sbocchi battuti efficacemente dall'interno, obbliga necessariamente l'ingegnere a prescegliere quelle plaghe depresse di terreno le quali si prestano na turalmente colla loro giacitura e declivi a questa destinazione con abbondante · copia d'acque; ed è del r~sto assai faci le il riconoscerle e trovarle presso cli noi colà ove domina la coltivazione del riso ed ove esistono vaste 1iratèrre irrigabili, quasf dovunque interpolale a quelle. Il basso Piemonte, la Lombardia ed il Veneto, pre5entano quasi dovunque cop ia abbondantissima d'acqua, e regioni estesissime nelle qm1li la c.oltivazione asciutta viene alternata con quella umida a vantaggio dell'agricoltura; e dove risulta e[ettuabile 1a continu ità di un,t zona inondata ad altezza sufficiente per impedire ogni ope. razione di attacco contro piazze forti . L'agro mantovano ed il veronese abbondano pure d'acque e di terreni a coltivazione umida colle abbondantissime derivazioni del Mincio, dell'Adige e di altri ricchi corsi d'acque secondari . Un'alt"ra condizione a cui èleve pure cercare di soddisfare l'ingegnere militare si è queJla di allacci are solidamente le estremità della zona o fascia inondata a qualche corso d"acqmt importante od allro ostacolo che ne impedisca con sufficiente efficacia l'aggiramento . E con ciò otterrà che le opere costrutte dietro la vasta difes}t delle inonda7.ioni non rimarranno più esposte che.ai tiri tanto più lontani e meno efficaci, quanto più sarà grande la larghezza delle inondazioni stesse; e che potrà risparmiare in queste opere la maggior parte dei lavorì e difese indispensabili in quelle che rimangono esposte all'aggirainento dell'attacco, e all'a.uacco vicino. Ma dovrà per contro portare esta'bilirelesue opere lungo il margine insommergibile degli allagamenti e delle difese acquee, ed a distanza non troppo grande, perchè la loro azione, combinata colla fucileria delle truppe di guardia lungo il margine stesso, possa · contendere efficacemente all'attacco ogni operazione di forzamento
365 delle lunghissime strette delle strade o dorsi einergenti, o ·ai passaggio lumultuariò. e violento attraverso le inondazioni basse, o di gettata di ponti volanti, e costruzione di dighe auraverso le zone inondate. . § 5. Pregindizi do1ninanti sulla distanza delle opere. - Ma qui dovrà. necessariamen te urtare con tro nn altro pregiudizio, egualmente infondato come q11ello combattuto in principio di questo studio supa difesa oJiens.iva, il quale pregiudizio pretenderebbe di limitare a priori in modo assoluto e tassativo la distanza delle opere più ava.nzate dal nucleo o ridotto della difesa, senza tener conto delle speciali condizioni in cui. possa trovarsi il terreno oltre il limite da lui designato , e come se queste condizion i potessero ri sul.tare al tutto indifferenti per la difesa . Fonclamen Lo precipuo a questo pregiuclizi o si è iI.bisogno, ammissibile nel caso generai.e, che le opere più avanzate possano ricevere valido appoggio da quelle che lo sono meno, e così via via fin'o al corpo di piazza; il che obbligherebbe a moltiplicare le linee avanzale di difesa a seconda della maggior distanza a cui vogli·ansi spingere le prime, e clelle condizioni del terreno interpos.to . Ed un altro fondamento, che pure in astratto non manca di ragionevo lezza, si è la estensione considerevole che vengono così ad acquistare le linee più avanzate, ed il timore che debba occor-rere a guernil'le uno svi luppo troppo coosi,derevole di truppa e di materiali. · Ma nel caso da noi considerato di linee esterne fortemente proLette da vaste di fese acquee, egli è chiaro che questa pro tezione risulta assai più efficace cli quell a che può ottenersi da linee di opere arretrate ed agenti special mente negli intervalli aperti; e può essere anche tale da permettere nelle opere una consistenza assai minore cli quanto è indispensabile a quelle i cui fronti sono esposti ai procedimenti regolari di approccio vicine\ e possono venire circondati ed avvolti in tutto od in gran parte dai fuochi dell'attacco. Egl i è evidente infatti çhe un lago, una palude· od una inondazione artificiale, i quali coprano per una clistesa di clue o più chilometri tutto il fron te delle opere cli una linea difensiva, non permettono in modo alcuno all'attacco cli stabilire le sue batterie nell'area da essi occupata, ed impedi:Scono radicalmente ogni camminamento d'approccio sul fronte o sui fianchi; mentre le varie opere E LA F ORTIFICAZIONE
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possono proHedere da sé stesse çon molta prevalenza di fuochi ad ogni tentativo o camminamento d'appl'occio sulle strade e sui dorsi inso mmergibili che a loro conducono. E cl'allra parLe è sempre in faco ltà della di fcsà il rinforzaré l'azione delle proprie opere con batterie eventuali improYVisaLo lungo il margine inlol'no dell'allagamento per controbattere quelle altre che l'attacco possa costru ire a . grandi distanze onde oLlenere fuochi convergenti conl.ro le opere stesse; i quali fuochi ris.ulleranno però di necessillt sempre meno ellìcaci in ragione della loro crescente obliquità o distanza, o non potranno mai giungere ad avvolgere completamento le -opere, nè ad infilarne le faccie più irn portanLi. . Per queste opere pertanto le difeso dei fianchi ,· e sopratutto quelle di gola possono farsi assai più semplici ed economiche in confronto di quelle esposte ad es<;ere circuite; e pltrchè il fronte principale !'i volto all'esterno sia molto consistente, od abl1ia. parapetti di otto metri almeno di grossezza, e solide e nnmerose lo traverse, e ricoveri alla prova sollo i terrapieni, un dominio di al mono ·12 metri sulln. campagna per la linea cli fuoco, ed un po tente armamento , e le comunicazioni o piazze interne opportu11amenle deO late; le altre partico larità di costruzione potranno essere sempli ci ccl economiche p·otenclosi prescinclel'e dalle scarpe e controscarpe in muratura e dalle caponiere del fosso inondato, e riclune la clii usura di ~ la anche al solo parapeLLo fian cheggiato allo due estremità. da un prolungamen to dei fianch i, foggiato come un piccolo bastione ribassato per sottrarlo ai: fnoch i clirelli sul fronte prinr,ipale. Tali fo rti non sarebbero pertanto che grosse batterie chiuse alla gola . Mi. sono ·esteso a queste indicaz ioni speciali per ricavarne una maggiore confe,·ma che .queste opere situate dietro· vasti allagamenti non hanno alcun bisogno di sostegno e fiancheggiamento da altre di 2" linea, poichè possono venir costl'uitc in modo più semplice e più economico delle altre; e clic possono ven ir portate assai più avanti di quelle, aLtesochè la loro pr(ncipalissima forza e consistenza la ri cevono dall'ostacolo stesso al quale sono appoggiate, e conll'O al ,qnalc risulternnno sempt·e impotenti gli sforzi dell'attacco. La difesa degli intervalli fra le opere, coperti come si è dotto dalle difese acquee, risulterà. facilissima ed efficace mediante fre-
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quenti buche da tiratori preparate lungo il margine i~ter~o.clell~ inondazione, e non potrà mai richiedere una magg10r forza di quanto può occorrere a guemire quello sviluppo co~ ~na caten~ in ordine assai rado cli truppe di fanterin; e mentre dr grorno . ch1a1:o im pedirà. e conlraslerà in modo nssoluto ogni attacco tumullua1·10 ed ocrni tentativo cli attravel'sare l'inondazione colà dove è poco profond;, non potrlt mai andare soggetta a. sorpreso ùu'.·ante la nolle, pcrchè il rumore, inevitabile nel. pa~sa~?io a .guado delle acq_lle, mellerebbe prontamente sull'avviso I d1lenson o darebbe ten~po all'accorrere dalle vicine riserve. § 6. Confronti sui presiclii occo1Tenti ~- mar;gior~ distan,;e. Seconde linee. - Se ora ci facciamo a considerare la. Jorza. complessiva che possa occorrere a tenere vitlor:iosàme~le una. Iin.ca .dir~n~ siva coperln. eh rilevanti inondazioni od ostacolr acquei, cr rinserra mollo facile il ril evare come quella fo1vta risùltar debba sempre assai minoro di quella che occorre a. tenere linee successive tli forti in terreno aperto e pratical.Jile, sebbene queste possano a,cre uno sviluppo nssai minol'e; o come sia perciò infonc~n lo (1 pregiu~izio che vorrebbe li mitale in ogni caso lo distanze dcr fort i avanzati dal nucleo interno, nel timore di incorrere in un troppo vasto sviluppo di forze e di materiali. Suppongasi che una doppia Iincn di forti ap.pogg.inta ai d11~ estremi a due potenti ostacoli, co me p. es. le rive dt cluc fiumt largh i, rapidi e profondi, copra. un fronte ~i una pi.azza in. terren~ aper·to e tutto praLicabilc, e misuri. uno s,.iluppo d~ 12 chrlo.metn sul contomo esterno situalo a 4 ch1lometn dalla piazza o rrdollo centrnle. Suppongasi che ad 8 chi lometri dalla piazza es isLa e cominci una larga fascia di terreni a risaia, a. palude ocl in qualunque modo inonclabil i, la quale si estenda continua dall'uno all'altro fiume con llllO sviluppo di 24 chilomotl'i ·ci rca; e che i canali di alimentazione di queste ri saie ed nllagamenLi rimangaoo clal lato clella piazza e siano abbonclanLi d'acqua in ogni slagi.one. Pork'lnclo lo tlife;;e di questa piaiza fino al margme del terreno inondabile peronnementc, si deve gncrnire di forti o gr?sse !)a~Lcri~ uno sviluppo di 24 eh ilomcLri, e ne occorreranno pe~·c1ò se,. situati a ,i. chilometri all'incirca cli distanza l'uno dall'altro rn grazia della valida protezione delle antistanti zono inonchle. Col primo sYi•
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luppo invece in terreno aperto e praticabile dovunque, occorreranno certamenLe quattro fo rti in 1• linea e tre almeno in seconda, ed in tutto cosi sette fort i molto più vasti e molto più solidamente costrulli di quanto può occorrere pei primi . Il presidi o sLabile di questi forti più grandi, il cui armamento normale non potrà essere minore di 2t5 bocche da fuoco, esigerà almeno 500 uomini dell e vari e armi; il che dartt un complesso di 3500 uomini. La riserva per operare eventualmente negli intervalli e per opporsi con tuLLi i mezzi possibi li e con frequenti contratlacchi e sorprese ai progressi regolari dell'attacco (il quale potrà muoversi a volontà nel teneno tuLLo praticabile situato fra i forti e le risaie, e cioè per una distesa di 4 chil ometri) non potril essere certamcnLe minoro di 7000 uo mini. E cosi per la difesa del front.e più ristretto di 12 chilometri occor1:erà certamente una fo rza cli 11 Ot$00 uomini almeno cli tutte Ie armi. Il presidio stabile in vece dei piccoli fo rti situati dietro la zona inondata, il cui armamento non potrà contare più di 8 n, 12 pezzi per ciascuno, ed in media 4 O pezzi , perchè debbono battere un icameo te d'infilata le stra.de insommergibili a loro davanti, non polrà valutarsi a più cli 200 uomini per fo t"Le, e così a ;J200 uomini pei sei cletli . La sorveglianza del margino clegli allagamenti non pnò esigere certamente più di un posto di 4 uomini coperti entro una buca da tiratore per ogni 1100 metri di sviluppo ; ed il combattimento per impedi re ogni tentati vo di passaggio a guado non potrà rich iedere più di quallro buche da tiratori egualmente guern ite dalle ris~rve accorrenti per ogni 100 met.ri. Sovra lo sviluppo cl i 22 cbilometri circacho rimarrebbe a guernirsi, dedotto il posto dei sei fo rti e le loro immediate vicinanze sorvegliate da questi, occorrerà in ragione di 16 uomini per 1100 metri la fo rza totale di 3520 uomini. E volendo anche tenere una riserva di egual forz a, mentre ne basterebbe certamente la metà, si avrebbero in tolale, compresi altri 1200 uomini per risena ai forti, 9440 uomini, od anche 40000 uomini contando gli ufficial i e le armi _completive. Abbiamo perciò un risparmio inclub itato di 300 uomi ni o cli 1/ u malgrado uno sviluppo doppio da guernire; ed in realtà poi il risparmio potrebbe essere di circa 2!'.SOO uomini o d'un quarto circa, 1
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se riducessimo, come è più ragionevole, le riserve per le linee cli fanteria e pei presidi i dei for ti aliti metà. È perciò intera~1ente infondato il timore cli dover impiegare troppe forze alla difesa delln linee più avanzate, quando quoslo hanno davanti a sè_una valid~ cli fosa naturale dalla quale ritraggono un aumento cons1clerevole eh potenza difensiva; che anzi quesle linee possono tenersi con forze . . mmon . · · Ecl il pregiudizio che si oppone in massima ccl o, ~riori ~l portare le opere avanzate olLre i qu.:tllro o cinque ch1lo~etn della piazza è unicamente assurdo. La dislanza non può venir ?~ta _eh~ dal terreno il quale si impone all'ingegnere colle sue c~ndm om d1 giacitura. Volendo attenersi al fronte più prossimo e _ristrntto, davanti al quale si estenda una larga e profonda zona di_ter_reno praticabile in tutLi i sensi, si viene in sost.:mza a favonro 1mmensamenle l'attacco; perchè questo polrà iYi svilupparsi con tntli i suoi co modi, molliplicare a piacimento i suoi mezzi di dis truzione, a~vol«ere od infilare ed opprimere col suo fuoco le. opere .della d1n . fesa e ridurle in breve al silenzio, per potere po i cammmare r1solu,Lamente al loro assalto, ed al forzamen to dei loro intervalli colle forzo preponderanti di cui dispone. . . All orquando le artiglierie liscie cla assecl io non portavano al ~1 la di cllte a tre chilometri, e l'incerlozza clel Liro aumentava cons1clerevol mente, al di là del primo, una seconda linea di opere a mezzo chilometro indietro costitu iva un util issimo sostegno allo opere anteriori · e rimanendo pressochè intalla sui primordi dell 'assedio, poteva contrastare con grandissi ma efficacia og~i progresso dell'attacco nerrl i intervall i durante il periodo success1ro. 1\Ja . ora che la t, . . . pol·taln. clello artiglierio rigate o l,doro grancl,ssnn~ P:ec1_s1one sono arrivate al punto da non fare quasi differenza negli effetti ~.qLrnlche chilometro di maggiore distanza; le opere di seconda linea verranno batLute dall'alt.acco fino dal primo impianto delle sue batterie; o potranno venire complotrunente rovinat~ ne~lo st~sso periodo di tempo in cu i possono es.c;erlo quelle cli pn ma linea. E_d ocrni loro ai)porraio e sussidio n, questo rimane complelamenlo eltn oo I 1· minato come se tutte queste opere esistessero sovt'a una so a inca. ~on' è dunque piu applicabile ai tempi presenti il sislema delle doppio linea di difesa, perchè la seconda è sempre esposta orn a .
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venire distruLLa. contemporaneamenLealla pri ma, co me vi sarebbero esposti i ridoLLi nell'interno delle opere che talun autore e fra questi il B1·ialmont, perdurnno a voler consigliare con enor~i au1~e~Li di ~pesa nella C08truzione dell e opere e con impacci gravissnn1 alle rnl erne comun icazioni di queste.·
più fo rte, non lascia speranza di poterlo fare in una più debo le, e dopo avere sofferto perdite dolorosissime. In ogni modo una seconda linea di opere, sollratta alla vista ed alle prime offese clcll'aLlacco, finchè questo è Lrattenulo al cli là dell· ostaco lo, aggi110gerà semp re forza. alla cli fesa: perchè anche quando l'attaccante giunga a superare con isforzi e perdite straordinarie l'ostacolo di prima linea, se ne troverà. davanti una seconda co01pl etamonlc intatta, o quasi, e dovrà ricominciare contro questa nuove operazioni micidiali, rese ancor più diflicili ed incomodo dall'ostacolo superaLo, al quale si troverà necessariamente ad-
§ 7. Insussistenza del pregiudizio. -Linee mccessive. - Oualunqu~ '.'Olla pertanto si presenti il mezzo di coprire; ancl;e a. grandi dtstanzé, un fronte di una piazza o d'una posizione naturale in pianura con vaste inondazioni ed altre difese acquee solidamente a~)poggiate ai fianchi, bisogna assoliitainente portare le opere dietro al margine interno di quelli ostaco li, di spo nendole in una sola linea; la q1rnle riuscirà ciò nullameno forl is:-; ima, ricavando la propria forza da quella dell'ostacolo stesso; e biso"na aflidare la difesa degl.i intervalli a gruppi di Lirato,:i coperti :ntro apposite buche, o dietro alLre masse coprenti , ed alle artiglierie di campagna opportunamente condotte e situale dalle riserve al momento del1'atlacco. Ciò non impedisce che, se si vuole una seconda linea di difesa, e si hanno i mezzi ed il Lompo di costruirla, non si possa cri 0"erla . doIa però a due o più chìlomcLri indietro' perchè anc l1':ssa_, s1Luan non sia vJsta e battuta da ll'esterno, e tenendola indipendente affatto dalla linea più avanzata . Con ciò si avrà indnbitatamente un nuovo e potente mezzo di clifesn, specialmente pcrchè la co()'nizione 0 di esso pu? facilmen.Le. dissuadere il nemico dall'.al.tacco di quel fronte, ed mdurlo a hm1k1re le sue operazioni al semplice blocco. Ma se per una qualche fortuna ta combinazione o per uno sforzo d'energia straordinaria riuscisse per caso l'al.Lacco a forzare in qualclie punto le prime linee lungo le difese acquee, le opere arretrate potranno servire di buona base a ricacciarlo con O'ravissimo danno purché non sollenLri lo scoi·am enlo naturale .i.l ,; dere resi vani per una disgraziata comb inazione elementi cli difesa tanto imponenti. Che '5e poi ·questi contrallacchi, i quali dovrebbero essere energici e p~·onti al massimo grado, non avessero a riuscire, egl i è per m?a~sa1 problematico il giudi.care, se la resisLenza potesse avere m1glrore fortuna quando fosse ridotta alla seconda linea · e ciò perchè chi nc.n è stato capace di sostenersi in una posizion~ molto
tlossato.
La uti li tà. di una seconda linea cosi situatit risulta perLanlo incliscuLibi le quando si abb ia la possib ili tà di costrui rla : ma non è indispensabile. Da questa discussione però sulle linee successive di difesa parmi ,che si possa con tntla ragione dedur re il principio generale : che aLLualmente, attese le enormi portate e la grande precisione delle artiglierie, le linee successive di difesa delle piazze forti debbono venir situate a distanze tal i ed in posizioni tali, da rimanere sottratte pel maggior· tempo possibile, ed almeno per la massima parte, alla vista ecl ofTesc nemiche dirette sovra le lince anteriori, utilizzando opportunamente a tal uopo le accidentalità del terreno. § 8. Van,taggi clelle linee molto avanzate. - Considerando questo argomento degli ostacoli acquei e delle Iinee cli cli fesa successi ,,e dal suo lato più generale credo pure che divenga. 01·mai evidente: che quanto più lontana dal nucleo fortificato sia situala la zona continua, o che possa rendersi lai!;), occupala da un ostacolo acqueo, atlru.versata solt.nnto da un li mitato numero di sLrnde insommergibili e fortemente assicurata alle ali, tanto maggiore risulterà pet· la di fesa il vantag;,;io cli porla1·c la sua prima linea dietro al margine dell'ostaco lo stesso. Ed in fatto una maggiore distesa di terreno coperta e protetta a gran distanza dalle offese nemiche permetle, non solo di raddoppiare o triplicare all'occorrenza le proprie linee difensive, quando se ne abbiano i mezzi ed il tempo; ma procura all e trnppe della difesa le maggiol'i comoclitit pei loro accantonamenti al sicuro indietro in luoghi salubri, e pei depositi di rifornimenti d'ogni natura, e ne
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mantiene elevato il morale e fiorente la salute coll'alternato riposo, malgrado le fatiche ed istrapazzi delta guena; e procura infine nello stesso territorio accerchiato dal nemico risor:;;e preziosissime e più abbondanti pel mantenimento della truppa e per la dunita della resistenza. ()uest'ultimo vantaggio specialmente è d'una importanza capitale, e fu il precipuo fondamento del concetto con cui Sordello dei Visconti munì la ,sua patria Mantorn in modo da sottrarla radicalmente ad ogni pericolo di doversi arrendere per fame, come le era accaduto tante volte nei tempi a lui anteriori, e come le: accadde pure piu volte in seguito, dopo che interessi più ristretti, egoistici e dinastici lasciarono anelare in rovina le difese da lui costrutte, e ne fecero dimenticare il sàvio e patriottico concetto . . Sordello si valse in f~Ui delle naturali e vaste .difese acquee che contornano il serraglio. e p<;>rtò · 1e sue rocche e mura merlate sui dintorni di questo, assicurando cosi alla popolazione ed ai' difens ori combattenti il prodotto di oltre a 150 chilometri quadrati di.terreno colti va.bile ecl ubertoso. ·Attualmente la. limitata larghezza dei laghi e lo schermo delle . poche e ristrette opere esi~tenti al di là. di quest,i non sono più su.f. fici enti a salvare la città di Mantova da una completa distruzione per eITetto di bombardamento; e il concetto di Sordello abbisogna di essere completato pel teni torio che si estende al nord ed all'est dei tre laghi di Mantova. Ma fortunatamente es iste a sette od otto chilometri di distanza da questi una vasta fascia di terreni a risaia, a prati irrigabili ed a co ltivazione avvicendata umida e secca, con una abbondanza straordinaria d'acque derivate dal Mincio superiore; la quale zona o fascia può venire facilissimamente resa continua e completata., tanto contro il Mincio superiore poco al disoLto di Goito, quanto contro l' inferiore presso Barbasso e ponte Merlano con sicurezza d'all agamento per tempo indefinito. Questa zona di terreni inonclabili, attraversati da poche strade insommergibili, si estenderebbe ad uno sviluppo .interno di 22 chilometri appena, con una. larghezza quasi sempre superiore a due chi lometri, e racchiuderebbe una estensione coltivab ile di circa 1120 chilometri quadrati di terreno ubertosissimo e salulJre, seminato di ville signorili e di vasti e numerosissimi cascinali offrenti ogni genere di comodità e cli risorse all'armata dei difensori .
Di etro quanto ho finora esposto e discusso egli è evidente che le nuove difese di ~Iantova verso nord ed est debbano necessariamente venire portate dietro e lungo il mal'gine interno della zona or ora descritta, e che deve esser pure, necessariamente ripristinato rispetto al Serm_glio (come del resto se ne ha l'intenzione) il concelto di Sordello da cui ebbe quel nome assai signifi ca Livo e lo conservò costantemente lungo il corso di sette secoli. E si ottelTà inolLre il risu ltato importanlissiuio di rilegare solidamente il tuLLo alla nostra base principale d'ope·i·azione sulla destra del Po; costituendo ·così una vasta ed importantissima Lesta di ponte sul l?o e sul }lincio suscettibile di essere mantenuta con forr.e relativamente assai limitate, e sottratta in ogni modo a qualunque pericolo od eventualità di dovere mai venire costi·ctta ad arrendersi per fame. § 9. A.llaganienti poco profondi. - li lettore avrà forse più ,•olte fatta la riflessione che gli allagamenti artificiali di terreni a risaia, a prati irrigàbi li ecc., non potranno genera(mente farsi con mo lta altezza, cl'a.cqua, in modo da escludere completamente ogni violerito passaggio a guado cli truppe molto energiche e valorose . Ma se rifletterà che simili terreni sono generalmente intersecati da. larghi e profondi canali cli scolo, o da conduttori cl'acque o raccogli tori, e che questi non sarebbero più discernibili sotto l'allagamento generale eseguito anche all'altezza. di soli 30 o 40 centimetri che si pLlÒ inclub itatfùnenic raggiungere al m,inim,uin in tutti i casi; ecrl i si persuaderà foci Imen Le come un J)assag-gio violento a !!nado sotto un fuoco ben nutrito cli fucileria.emi traglia, per Llll percoi·so non minore di clue cb ilometri, presenterà nece5sariamente inciampi con tinui pel fondo p,mtanoso, e pericoli moltiplicati di annegamen ti in acque profonde, e tali da scoraggiare qualnnque trnppa anche la più energica, da slegame e sminuzzarne l'azione offensiva, e cfa assic1rnu-e costantemente la prevalenza. della difesa. E ciò si comprenderà. ancor più se si rifletta : che la difesa avrà. certamenle cmn. cli abbattere in prevenzione e cli abolire t.utLi i fi lari .di piante, cd altri segnali che possano dare indizio, solto l'allacramento, del corso dei canali colatori o. raccoglitori; si cchè •questi v . . . risulteranno in tierament.e inavvertiti agli -assa.lt ton, con grav1ss11uo pericolo pe·r quelli che fossero incapaci o poco esperti al nuoto . Un ultimo vantaggio, e non incliffe1·ente, degl i allaga.menti con ç)
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poca profon dità cli acqua si è che essi non possono ven ire LransiLati con galleggianti, come le a·cque piit profonde. Per or,iudi care della so lidi là é conveni enza di un ordin e di battarr!ia in terreno poco intersecato si usa di dividere per lo sviluppo del fronte il numero degli uomini di Lruppa destinati a guernirl o; e si giudica in m1J,ssima migl iore e più conveniente quello che dit _i l quoziente maggiore. Nei fronti fortificati invece i! migliore ~ ~VL~ dentem e11 te quello che può essere .Lenuto colla minore qunnl.rta dt trnppa, e poi qua le il rapporto fra jl numero d'uomini e Jo svi luppo dir i'enc min ore. Jel ·confronto fatto più sopra fra un fronte rav,;icinnto a(la piazza di rn chilometri di. sviluppr/gll ernjto :;oltnnto con opere di fo rtifi cazione in terreno accessibile da ogni parte, ed un altro più avanzato di 24 chil ometri di sviluppo protei.Loda inondazioni , la forza di 10600 uomini del presidio corrispondepel primo a 0,875 uomin i per ogni metro corrente del lo sviluppo; e qnclla, mass ima esuberànte, di ,J0,000 uomini corrisponde invece pel secondo a 0,4-16 per metro co rrenLe, ossia a meno della metà del primo. Il secondo fro nte è pertanto sempre preferibile al primo, · giacchè anche a sviluppo duppio consente un rispiwmio non in differente nelle fo rze immobilizzate per le difesa, oltre gl i altri tnnti ed essenziali vantaggi di cui ho ·a lungo trai.lato. § .fO. Insttlnbrità presunta ctei luoghi. - ~li resta ora a rispondere ocl a prevenire ttna obbiezione che nasce naturalme1'1te in chi consideri l'effetto di rnste inondazion i artificia li, e che mi é stata rea lmente fati.a in di verse occasioni di consimi li prov,,8dimcnli da me proposti. Queste vaste inondazioni , mi si disse, non possono a meno di riuscire pregiudizievoli alla salubri tà dei luoghi, e produrranno influenze di febb ri e malsanie anche nelle trnppe della di fesa con danno grave di questù. . In primo luogo noterò che-se questa ragione avesse realmente tanto peso da sconsigliare in modo assoluto quell~ difese acquee·, bisognereb be cominciare col rin unziare alla difesa di tutte le posizioni appoggiate a paludi od estensioni d'acqua malsana, od esistenti in plaghe infette da inlluenze ~leletel'ie; e per prima conseguenza si dovrebbe prescindere dal difendere l'estuario veneto, o la nostra sl. essn, capi!ale lloma i cui contorni sono:infetti da malaria., 1
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- Ciò equivale a dire che anche nel caso di piena sussistenza dell'inconveniente supposto, la inon.dazione donebbe pur sempre farsi senza preoccupar.si della malsania che ne potesse cleri vare; e .tanto più che questa sarebbe indubitatamente più nocirn all'attacco, obbligato, come sarebbe, a muoversi ed operare continuamente in plaghe infette. Ma la cosa non è qua le si pt·esumo o si teme, e la malsania delle risaie non ha luogo vernmente che nelle epoche in c~1i si toglie racqua a queste per la mietitura del prodotto e pe1· la colti rnziòne del suolo; mentre è mitissima, o qua$i nulla, durante le epoche in cui le risa ie sono Lutto coperte d'acqua. Le nuove inondaz ioni aggiunte per completare l'o~tacolo delle risaie ed altri terreni inonclabil i, e la mac,rriorc altezza a cui si cercher.\ di manlenervi i'acqna non posso1~; accrescere adum1ue sensibilmente la malaria dei luoghi, riuscendo di gra,·e danno anche alla saluto dei difensori; o questa malsania rimarrà prossimamente tale quale era prima; poichè durante la massima patte dell'anno, e nei calori più cocenti, le risaie rimanrrono tutte costa ntemente coperte dall'acqua. o . Vi saril però il vantaggio per la difesa di poter tenere sul margme interno dei terren i allagali soltan to le truppe di guardia agli allarramenti, e di presidio alle opere e batterie; scegliendosi indietro, ;er gli accantonamenti dell~ riserve, posizioni salubri e bene ven.tilate fuori dalle olTese nemiche; e Tiducendo co::i il dai:iuo alle sole :M ore del servizio giornulìero. Menlre in vece l'attacco dovrà ne-cessariamente lrovarsi sempre in mezzo a lerreni intersecati in tuLti i sensi da risaie inonclnLe ed asciutte ed a coltivazioni a vicenda ,estendcnLisi per molti chi lometri anche a:torno ai suoi alloggiamenti, come accade nell o regioni destinate a quelle co lliv_nzion i; dovrà. lavorare ::pesso nei pantani e nell'acqua di giorno e di n6lle ecc., ed il danno della nrn lsania riuscirà almeno triplo o quadruplo per lui di quanto possa esserlo pel difensore. . . . . Se po i queste regioni a coltivazione m~1ch s'. trovino a distanza -considererole dal nucleo fortificalo, crescera considerevolmente pure -per la difesa la facil ità di mantenere le sue rise'.·vo in t~tTeni,,nsciutLi e salnbri ove la truppa possa più facilmente hbet·ars1 dal! in flusso dei miasmi assorbili durante le poche ore della sua g~ardta presso le plaghe comunque infe rte. ·
E LA FORTIFICAZIONE GLI OSTACOLI N,\TURALl 3iG E questa è una ragione di più per porla re addiriLLUra le opere della difesa dietro le zone inondabili, senza preoccupar$i della distanza a cui queste possono trovarsi dal nucleo forti ricato. § 14. Ostacoli cl'acq1ie ,:orl'enti. -1'este di ponte. - A compiei.are questa discussione sugli ostacoli acquei e sul modo e conYenienza di uti li zzarl i, rimarrebbe a parlarepal'litamente dei (i umi, torrenti, laghi ecc., e di quel le 101'0 particolari fa che meglio si prestano ad una buona ed emcacedi fesa. Ma su questo argomento i principii da applicare sono Lanto·facili e di tanta eridenza, e gli esempi cd applicazioni ne sono tanto abbondanti e moltiplicati in Lutti i paesi ed in tutte le guene antiche e moderne; che temerei di venire a noia al lcltore se mi assumessi il carico di esporre minutamente le varie aYvertenze che debbonsi avere nell'utilizzare quegli ostacoli a vantaggio della fortificazione e della.difesa. delle vaste posizioni. ·11 principio generale di situare le opere della difesa diétro o lungo il margine interno di codesti ostacoli , e co lil dove meglio po$sono rafforzare l'ostacolo stesso ed agire efficacemente sul terreno al ·di là di questo, esempre applicabile in questi casi , cvme in quelli delle paludi o delle inondazion i. Dove però esistono ponti IÌssi o facilità di passaggi, che importi alla difesa. di t1rnersi aperti e sicuri, occonooo le teste di ponte che coprono ed assicurino gli sbocchi su i terreni esterni. Queste teste di poule debbono essere se1nplici, e cioè esistere soltanto sulla riva esterna. dell'ostacolo; non essendo,·i ragione a.I cuna. di avere nell'interno della. posizione protella dall'ostacolo, opere che possano agire contro la posizione ste~sa. T,1li opere non potrebbero, evidentemente, che servi re nl nemico quando gillngesse ad impadronirsene. Le grandi lince Ouriali le qual i coprono una base principale cl' operazione trova.nsi nello stesso coso di quelle ell e coprono estese posizioni difensire; ed al pari di queste debbono essere munite soltan to di teste di ponte sempl ici sulla riva. esterna. Il costrnidc doppi e e un grave errore, ,i mio credere, e può avere conseguenze funeste nel progrnsso delle operazion i. Le teste cli ponte che gli .lust1·iaci occuparono o cosLrnssero od utilizzarono, durnnte la loro dominazione in Italia, sulla destra. del Po, il quale copriva. la loro vasta base d'operazione contro la mcclia. Italia, furono tutto semplici
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meno che l'ultima costruita a MoLLeggiana e Borgoforte, la quale è doppia. Ed io credo che in quest'ultimo caso commisero un ~'ero errore, del quale noi arremmo potuto approfillar e assai più nel 1866 dopo l'abbandono forzato cli quella posizion e, se gli eventi fossero a noi stati più favorevo li . Si crede da molli che le leste di ponte in genere non siano abbastanza forti ecl efficaci se non sono doppie. Ciò è vero soltanto per quei corsi d'acqua i quali corrono in senso parallelo ad una linea principale d'operazione difensi,·a od oITensiva, per la cui riuscita è necessaria , esempre utile, la maggiore possibilità di operare a seconda. dei bisogni or sull 'una, or sull'altra riva del corso d'acq,u. In allon1. ognuna delle cl11e parti della tesla di ponlt: ha l'obbiell ivo speci ale di cop rire ed assicurare lo sbocco delle for;:e sulla riva che guernisce. Ma quando il corso Ourialc interseca ad angolo retto la linea naturale d'operazione e copre la base di questa, si comprende l'obbiettivo della parte cli tesla di ponte che niette all'esterno; ma non si comprende affaLlo l'obbiet tivo della parte opposta, la quale agirebbe contro le risorse agglomerale nella base, e contro la base stessa. Questa parte, ripeto, non può utilmente servire che al nemico, il quale solo potrebhe ri carnrne il più ampio frullo a danno del difensore; e questa considerazione è' di tale grarità da sconsigl iarne in modo assoluto la costruzione. Le teste cli poi1te sono fortificazion i destinale ad aintare sbocchi ecl operaiioni offen sive, e ·non debbono farsi che colà dore queste operazioni importino nell' interesse della difesa; e cioè nel senso dall'interno all'esterno, dal centro o nucleo delle risorse ai campi e scacchieri cli una lolla logica ed eOìcace. Il coslrnirne e prepararne qualcuna direLla'in senso inYerso non può a\'erc scusa nella idea di voler soddisfare a combinazioni eccezionali che possano darsi in una campagna, in for7.a del le quali un corpo p. es . tagliato fuori dal nemi co possa trorarsi nel caso di dover sbocca re oITensivamente contro la propria base da quel lo occupata. Questo corpo sarebbe in ogni modo perduto, perchè gin demoralizzato dalla perdita delle proprie comunicazioni; e non avrebbe probabilità. cli operare lo sforzo poderoso e violento che gli ò necessario a ri conquistarle. Quella erronea costruzione potrebbe d'altra parte falsare il con-
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GLI OSTt\COLl N ATU RA LI
cetto della difesa ed indurre in errore il generale in capo ocl alcuni dei suoi immediati luogotenenti , promuovendo operaz ioni azzardate· ed eccentriche con abbandono momenLaneo della base, nella lìducia di poter poi rientrarvi a fol'za so tto la protezione del la parle cli tesk't di pon te rivolta contro l'interno. In tesi generale, e sahro specialissime eccezioni, gl i sforzi efficaci per riconquistare la base perduta, o· momentaneamente occupata dal nemico , non possono ·venire che dall'interno del paese; e la loro direzione non può essere che dall'interno verso la base. Una for tificazione che agisca. in senso opposto a. questo, e che protegga uno sforzo dall'esterno verso la base, non può servire che eccezionalmente a truppe giit state tagliate dalla base (sulla cui azione· si ·può contare ben poco sia pel numero che per la energia) od al nemico; ed anzi questo solo, ripeto, può ricavare tutto intiel'o il frullo cli quella fortificazione, quando se ne sia impadronito. . . Eali è evidente ch e un buon generale dovrà sempre regolarsi IO mod~ da evitare simili disastrose eventualitl1, anche per una parte· soltanto delle forze a. lui allìdate; e non avrà bisogno di utilizzare l'azione di opere ri volte contro la sua hase ed i suoi centri di ri. sorse. Queste opere risul terebbero pertanto od inutili affatto in una clifesa ben concloua éd efficace, finché questa rimane in possesso della propria base o posiz:one fortificata; o dannose al massimo grado quando ne sia sloggiata in Lutto od in par,e dal 1~emico,_ ~nchc· perchè il loro presidio va in aumento della forza J1nmob11lzzata ed esposla a. rimanere prigioniera di guerr~. . . . . Dovrà lasciarsi perciò interamente sguern1la cli fort11ìcazion1la. riva interna del corso di acqua eh~ copre la posizione o la base di fron te alla testa di ponte sempl ice esterna? No certamente: ma dovrà essere munita soltanto di opere che ne assicurino il possesso materia le senza presenta re nel loro. co~nplesso alcuna convessità. verso l'intemo, ch e possa coprire o favorire· uno sbocco cli truppe. . . Queste opere dovranno perciò erigersi sol tanto lunga la n v~ stess~ dei corso d'acqna, e basterà d'ordinarioc.he siano in numel'O d'. tre, clt cui le estreme fiancheggino la tesla di ponte esterna, e quella di mezzo, assicuri il possesso della ri va alla testala interna del pon te centrai~, 0 del più centrale, se questi ponti sono moltiplicati . Esse costtllll-
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E LA F ORTl FICA,ZIO('!E
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ranno un utile rinforzo e difesa allét gbla della testa di ponte esterna, e potranno anche servire a proteggere la ritirata ocl il concentramento sulla riva interna cli forze l1mitateesuberanti al presidio della testa di ponte esterna, o transit;nti per questa; e ciò fin chè l' invasione della riva interna per parte qel nemi co non sia. estesa con fo rze rilevanti fino ai contorni di ess~ oper.e. Il pretendere che coprano lo $bocco cli fo rze rilevanti è fuori d1 ragione; gincchè queste forze non possono e non debbono ragionevolmente provenire che dall'interno elci paese.ed in direzione diametralmente opposta. E finchè queste operB non siano investite dalla invasione nemica potranno anche favor ire i rinforzi per la tesla di ponte esterna·. . § ·I·z. Eccez-ioni alht 1·egola. - La esclusione cli massima della testa di ponte interna pei corsi d'acquo che coprono una base principale cli operazione può avere però una eccezione, quando il carattere della testa di ponte e:':terna sia cli moHo superiore allo scopo limitato di coprire val idamente uno sbocco su quella riva, o di assicurare una piazza, forte, od il possesso del suolo. Se quella. testa cli ponte esterna sia per esempio vastissima ecostituisca un campo trincerato capace cli ricoverare un intero esercito; o sia iI ri dotto di una vasta regio11 e difensiva e fo rtificata; può in allora darsi logicamente il c.aso di dover shoccare offensivamente con fo rze rilevantissime da quella pos izione con tro il nemi co il quale avesse forzato altrove la )Jase e tentasse di aggirare da quel lato la posizione o la regione, e cli isol,ire l'esercito difenso re dal resto del ' . paese. B ciò dovrebbe logicamente fars i non appena si avesse rioti1. ia· del forzarnento della base, e prima che il nemico notevolmente vi si afforzasse, e solidamente vi. si stabilisse. Per questo caso speciale una tesla di ponte sulla riva, interna può e deve farsi perchè riuscirà alla. evenienza di capitale utilità al difensore a~sicurnndo il passaggio ed il concentramento di forze rilevanti a difesa diretta e contrasto della hase di operazione, ed allo scopo di sloggiare, se è pbssib ile, coll'aiuto delle riserve provenienti dall'interno, il nemico prima che possa sol idamente stabilirv isi. . Siccome però questa operazione non può durare che ben pochi giorni e sarà presto decisa, favorevo lmente o no; e siccome d'altra parte lo sbocco non potrfbbe essere con traslato val idamente in qu esto
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E LA FOHTI1"CAZIONE
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GLI OSTACOLI NATURALI,
primo periodo, e lo sarebbe poi complelamentecruando il nemico fosse giunto a respingere il contrattacco ed a stabilirsi solidamente nella base conquistala; così la lesta di ponte·da riserrnre sull a riva interna non donebbe avere grandi dimensioni richiedenti grande srìl uppo di [orze perla sria difesa. E ciò perchè la sua azione veramente utile non può durare che pochi giorni, anche quando le sorli arridano alla difesa; e dopo diviene inutile, e ricade inevitabilment.enel difetlo cli irnm?bilizzare ulteriori (orze nella difesa passi'va. Nellegrnncli regioni for ti ficate, o difens ive, tuLli i conlorni non possono essere muniti che di Leste di ponte semplici sui terreni esterni agli ostacoli di varia natura dai qmtli esse sono circondate. La ragione ne è ev idente, ecl è la. stessa la quale esclude assol uta~ente ogni Lesta di ponte interna sovra una bas~ principale cli operazione; at.Lesochè la regione fort ificala forma per propria natura unadi queste basi. Qt~anclo però esistano sui contorni della regione teste cli ponte .doppie costituenti grandi piazze o campi trincerati, queste po,;sono e!:isere integralmente conservnte in vista dei rilevanti vantaggi che arrecano al la difesa nel le manovre offensive nello scacch iere inlerno della regione, dopo che i suoi contorni fossero in qualche punto forz ati . Queste piazze cliverrebbero in all ora altrettante ba si eventuali di operazione, o meglio perni cli manovra per la controffensiva nell'interno della regione. · § 43. Riassnnto. - Riassumendo quanto ho finora svoli.o e discusso in qtiesta prima parte del mio lavoro, mi sembra che se ne possano logicamente dedurre i seguenti principii: ·I O La preoccupazione della difesa attiva non deve mai ridurre l'ingegnere fortificatore a trascurare tutti gli elementi della migliore e più efficace difesa passi'lia che la natura gli può orTrire, o che l'arte gli può ,;uggerire. - Il principio che lam,igliore difensiM è l'offensi'lia è applicab il e alle·operazioni delle truppe mobili, e non alle piazze forti. 2° La preoccupazione della distanza dal centro o nucleo fortificato non cleve mai trattenere l'ingegnere clal po rlare le sue difese dietro potenti ostacoli naturali , e specialmente vaste eslensioni coperte d'acqua , allorchè queste siano o possano rendersi continue, e colle ali solidamente appoggiate. La mttggi or distanza a cui vengono
portate le opere ridonda in tantaggio grandissimo della difesa, sia pel maggior numero di linee successive, che si possono preparare al coperto dai tiri esterni, sia per le grandissime comoclitil che offre agli alloggiamenti elci presidio in t.erreni e plaghe salubri , sia infine per le più ampie risorse che procura per l'alimentazione delle truppe e della popolnzione. 3" La distanza fra le lince successive cli clifesa deYe orn essere assai maggiore che pel passato e regolala in modo che una linea arretTata non possa veni re offesa o sensib(lmente danneggiata durante l'attacco della linea anteriore. 4, 0 Le teste di ponte sona corsi cl' acqua perpendicolari alle linee principali d'operazione, e che coprano basi principali d'operazione della difesa, debbono essere sem,pl-ici ed esistere perciò unicamente sulla rirn esterna. Solo per le yaste piazze o campi trincerati appoggiantisi ad una base principale d'operazione, o per le regioni forti fìcate in simile condizione si può ammettere una testa di ponte cli limitale dimensioni sulla riva interna . ANTONIO ARALDI
Jlaggiore generale.
DI t;;-.i REGOLAMENTO PEL SERVIZIO DI STATO \\IAGGIORE
DI UN
REG~LAMENTO PEL .SERVIlW DI ~TATO . MAGGIORE
Un regolamento pel se1·,,izio di slato maggiore farà pM'le cli quello di set vizio in gner·ra? Ecco una domanda che dovrebbe sernbmre superflua; eppure le massi1?e insegnate nelle scuole sino al 1866, e non ancora completamente dimesse, permettono i.I dubbio . Tuui rico rdnno quante volte ò stato ripetnlo ·che il servizio di slalo maggiore non po teva essere determinato da regolamentari prHscrizioni: l'azione dello stato m·aggiore, s'asseriva, essendo parte integrante di quella del comanclo, non può avere unn clelel'minala misura, risultando dal grado d'autoritiL concessa dal generale io nome del quale lo stato maggiore parla ed agisce; ò questione cli fiducia la quale non tollera. limiti prestabiliti. ' Un fallo degno d'osserva'zione è queslo che talvolta delle gratuite asserzioni s' infiltrano nelle massime della scuola e vi rivestono le parvenze cli principi i scientifici, quasi di dogmi çli fede ortodossa: da questo momento non si discutono più , sarebbe eresia, ma si accellano, si subiscono anzi in tulle le loro conseguenze. Quesla sorte è toccalQ. appnnto all'asserzione che l'auloritit dello sLalo maggiore derivi unicamente da quella del generale. Il generale Thiebauld, il primo redattore d'un m<uuiale pel servi7.io di stato maggiore, ispirandosi fo rse al genio asso rbente cli Na-
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poleone, fu anche il primo acl asserire che il capo cl i sLalo maggiore « dere mettere in azione tutto ciò che il generale concepisce, redi« gere tnlt.o ciò che il generale pensa (•I) ». li Réglemenl sw· le servi ce cles a-i·mées en ca,npa,.qne venne poco dopo a stabi lire che << le « funzioni cl'un cupo cli stato maggiore consistono nel trasmettere gli « ordini del generale, e nell'eseguire quelli che rice,·e personalmente « pei lavori eslerni , lo stabilimento dei campi, le ricogni7.ion.i, le « visite clei posti e le altre parli del servizio ». Il generale Gri moard, cons iderando che gli aiutanti di campo ( Aides-rle-camp cl'aniiées} elci tempi cli Luigi XIY erano, secondo dico il marchese di Fouquière, ufficiali d'esperi enza e portatori d'ordini, nei quali gli uffi ciali generali, sotto cui serrirnno, a, erano confidenza, ne concluse che i liLolari di silfaLLi impieghi supplivano eoidentemente gli stati maggi0ri stabilit i in seguito (2) . Tnfine la scuola francese ammise come indisctllibile la massima: non potersi nulla fissare d'uniforme nel senizio di slato maggiore, poichè esso dipende unicamenle dalla volontà clel genen1le che comanda (3) . ì\Ja mentre in Francia si condannava loslato maggiore alla passivi t~, in Pruss ia il colonnello Scharno1'.~l ch iedern, sin dal 1808, che le attribuzioni e le funz ioni degli uffìciai i di stai.o maggiore fosse ro determinate da un regolamento approvalo dal re, e porlate anche a conoscenza dei generali « nffinchè ciascuno sapesse ciò che deYe « fare, e sparisse pc1· l'avvenire ogni causa di malinteso, ogni con« flillo di potere, ogni insinuazione malevola, ogn i accusa» (4·) . Anche da noi, all'aprirsi della campagna del ·I866, si tentò con una pubbli cazione sem i-ufficiale di definire la funzione propria degli stati maggiori; ma, figl ia delle massime allora prevalenti, quella. pubblicnione, per quanto lodcrnle ne fosse l'intento, non riuscì a ch iarire ciò che forse non era chiaro neppure nella mente dei suoi compi latori . ~elle !\'orme e 1·icordi per l'ufficiale di stato mciggi1Jre in, campa.g-nci era detto:
(I) Manuel des adjudants gt>1é>"auz An
,·m de
la Républiquc.
rraité sur le se1·vice de i·eta.t-majo,· qé111frat dcs ann écs. (3ì LrnunE . - l'iotes sur le service des etats-rnajon (2)
(4) B•oss,11T voo StRILU~DORPF. -
/I ser~ì :io di italo maggiore.
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DI UN REGOLAMENTO
« Gli stati maggiori riempiono nell'esercito il còmpito d'inter« mediari autorevoli tra i generali e le truppe. « Essi, sotto l'impnlso clella 'volontà clei capi, fanno muovere ed ·«. agire le masse. « Il concetto di un'operazione militare nasce, si informa e si co<< lora nella mente del generale; ma esso n.on mole attuarsi se non « passando per la trafila degli stati maggiori. « G·li stati maggiori analizzano e suddividono il concetto primi·« tivo, a seconda degli o1'lli?ii 1·icevtiti ne affidano ripartiLamenLe <, l'esecuzione alle singole frazion i cli· truppa. « ... l'uffic iale di statu maggiore non debb'essere soltanto ese« cutore passivo ed intelliacnte della volontà del aenerale· ma eo]i Ò « debbe eziandio somministrargli i dati dei quali può all'occonenza { < abbisognare; egli, se 1rnre vuole riuscire veramente utile a chi « ha la missione di reggere il comando, deb be prevedere molte {< cose e pre,,enire molte eventualità. La diffi collà massima sL a ap<J. punto nel sapere sagacemente 7Jrevede re, nel sapere p1·opor-re 1.itil~< me1ite, ed anch e all'occorrenza spontaneamente operare. « Gli stati maggiori sono adunque i mezzi autorevol i, dei quali ·<< si valgono i generali per comunicare i loro ordini, ogni q1uilvolta << 1ion l'impartiscono ù1, persona». Non è nepp ure necessario rilevare come, r idotto il servizio di stato maggiore a quest'ultima conclusionale definizione, un regolamento qualunque anzichè impossibile r iuscirebbe aITatto inutile. Gioveril però notare come nelle espressioni delle Norme e .Ricordi si trovi incertezza e conù·addizione, e come rimane solamente afiermatci la nessuna autorità propria dello stato maggiore, il completo -assorbimento delle sue fu nzioni nell'anLorWt del generale. Cosa si vuole intenclere per intermediario ait-torevole? È questa una espressione che, volendo comprendere molto, fini sce per dire poco e, quello ch'è peggio, dit campo a sollintendere male. Non è raro il caso cli sentire talnno a ripetere in tutta buona fede che lo stato maggiore ha la missione di completare la personalità del ge''lterale, e ognuno che ha senso mili tare vede quanto pericolo alla disciplina può racchiudere que;;ta equivoca interpretazione, quanto ·danno al prestigio del comando senza riuscire di giovamento alcuno .a quello dello stesso stato maggiore. (,'
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PE L s1mvrz10 01 STATO :VlAGGIORE
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Come si può conciliare l'idea del sagacemente prevedere, ut.ilmente proporre e all 'occorrenza spontaneamente operare, con quella cli operare e:;;clusivamenle sotto l'impulso dell'autorità del generale e solamente secondo gl i ord ini ricevuti? L'iniziati va la quale altro non può, nè dev'essere che lo spontaneo esercizio della propria antorilà, non sì può chiedere in ch i autorità propria non ha; in chi, coll'ammeltere che il concetto del generale suole altuarsi passando per la. di lui tra(ìla siccome mezzo per comun icare gli ordini che non si ano per:ionalmente impartiti dallo stesso generale, si sconosce perfino .la necessità della sua funzione. . Così l'ufficiale di ~Lato maggiore è a volla a Yolt.a segretario, uffìciale d'ordinanza, coll aboratore, consigliere del suo generale, e all'occonenza anche vice-generale, po ichè infine, se la su(t a.utori tà c\er.iva tutta dal generale di cui non fa che trasmettere gli ordini , come po trà spontaneainente operare senza sostituirsi al generale stesso? E infatti non manca neppure ·chi afferma che l'uflìciale di stato maggiore compie l'una o l'altra cli ta li fonzioni, compresa ben inteso quella di vice-generale, a seconda clel grado di fiducia che snp rà meritnrsi dal generale. Ora è appunto questa incertezza ch'è l[t più dannosa. tnnto nelle relazioni fra il generale e il suo stato maggiore, quanto in quelle fra lo stato maggiore e le truppe. Essa genera titnbanza., cosi nel generale il quale, scorgendo nell'opera del suo stato maggiore co1ffusa l'opera propria, teme cli addossarsi la responsabilitit di errori non propri, come nello stato maggiore il quale, dovendo sempre attribuire l'opera propritt all'autorità del generale, teme mostrarsi invo.clente e tli meri tare il rimprovero d'a])llso di fiducia; genera nelle t.rnppe una cel'ta di ffidenm difficil e n defìnirsi, ma sempre dannosa al servizio e tafro lla perfìno alla franchezza del tratto mi litare, poichè scorge nell'ufficiale di stato magooiore un deJen0 ato del generale, crnasi un mandatar io ·alla cui infl ueur.a si è pt'Ocl ivi ad aLll'il>uire ogni osservazione, ogni lieve {·improvero del generale. Tutto c,iò produce attorno allo stato maggiol'e quell'ambiente pieno cli clifficoltit, che sempre rrnoce, spesso impedisce affatto il libero compimen to della sua missione. Questo intermediario che non ha determinata autorità regolamentnre, ma nn'autorità convenzionnle assai variabile, serve il più soventi a coprire l'altrui responsabiliLà senza potersene addossare • i,
PEL SERVI Z IO DI S T ATO MAGGIOHE
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DI U:sl REGOLAMENTO
·direttamente alcuna . La responsabilità dello stato maggiore è cosa in fatti cli cui si ragiona continuamente, ma che non si riesce mai a defini l'e; mancandon e la certa determinazione. Ecco come_il colonnello Decker dipinge la condizione dell'ufficiale cli stato maggiore e come giudica la cli lL1i responsabilità(,!): « La posizione dell 'ufr.ciale di stato maggiore in g11erra è assai'« cri tica, essendoYi annessa molta responsabilità. Egli deYe godere « la piena fiduc ia del suo genel'ale, senza far comparire ch'egli la « posseggn; richies to della. suR op inione non si cfiu il tono di con« sigliere; dc,·e arerc una certa infiuenzascnza che traspiri. Tullo « il bene ch'ugli procura alle truppe non gli compon e mai una co« rona d'alloro, mentre Lutto il ma leche per venluraqueste soffrono « gli te::se incvit.abilmcnte una corona di spine. Egli ha clorunque « a !ollare con lo sfìduciamento e soventi gli si richi edono anni per « ·vi ncerlo: Egli dere f.1 re giustizia a tuLli, senza trovar mai la. benchè « menoma gratitudine. Perciò gli è necessaria l'abnegazione cli se « stesso, quantunque cli questa virtù, dura a praticarsi quanto indi« spensa bile, tacciano i traltati, e invano in essi si ricercherebbe il « modo d'impnrarla . « )la queste pure non sono che le minori difficoltà del suo me« sLiere; ben altre e più grandi stanno nella mancanza. di detenni« nati ordini, mancanza inseparabile clRlla condizione clel suo ser« vizio .... « Gli ufficiati di linea hanno il regolamento proprio dell'arma « rispettiva come base dei loro doveri in servizio, e là dove non « gi unge il regolamen to, ri provvedono istruzioni e prescrizioni « apposite: Le più mindtè gradazioni cli servizio sono rego;ale da << forme speciali cui l'ul'ncia le non ha che ad atteno1·si, e dovo esse « non bastino, vi suppliscono istruzioni complementari. Finalmente « una cieca obbedienza garantisce l'ufficiale di linea, nella maggior « parte clei cas i, da ogni responsab ilità; ma è ben altra la condizi one « elci serYizio cli guerrn dell'ufficiale di stato maggiore. Qu~nto dif« ficilmenle si può s,·olgere in regolamento la sua condottai E anche « le istruzi oni che riceve, per la natura stessa del loro oggelto, non « ponno compilarsi so non in senso generale. La cicca obbedienza (1) Sei·ui:io 1waticÒ degli 11flìcla,li di sta,to maag ioi·e.
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non gli 5'l'Cbbe sufficiente, poichè anche nel suo tacere s' include « implicitan-icnte la condizione del suo giudizio ; questa vale dunque « t[uanto obbedire, ma sotto la. dipendenza e l'nffermativa elci pro« prio giudizio. QuesL' incarico è diJiìcil e essendo qui sinonimi il « non obbedire e l'obbedire senza. gi udi zi~, ~ i fatti d'ommissione « equivalgono a quelli cli disobbecliem:a. Ab bandonato a se stesso, « l'ltffic iale di stato maggiore trovasi sempre nel caso di dornr agire << dietro il propri o criterio e la propria responsa.bili tà. D'altronde « questa responsabilitit ha il più soventi limiti appena discern.ibili, « nnzi talvolta torna in discorso degli ann i dopo , eccitala dalla se«. vera penna della storia >> . Cosi, quelli i qual i negano la. possibi lità di specificare,mediante un regolamento le funzion i dell 'uffic.iale di stato maggiore, -sono condotti all'assurdo di addossare alla responsabilità di questo anche l'esecuzione clegl i ordini che per ventura non incon trassero il di lui favo revole giudiz io, responsabi lità tanto più fi1cilc ad addossarglisi in quanto che poi si è costretti a riconoscerla inconsistente. E se tnl uno si fosse fatto a domandare: quale saritdunque la guida per navigare in un co·siffatto mare cli difficoltà? Si aveva una risposta preparata: lei sq·uisitez:a del tatto, la quale in linguaggio pratico poteva liberamente tradursi per sapersi barcamenare. Ora tutto ciò non 13 nè bene uè logico. 'Per avere un servizio di stato maggiore è necessario un regolamento organico che speci/ìchi quali ne sono gli uffici, quale l'a.utorita concessa per disimpegnarli: senza una giusta relaziorie fra questi due termini no n sarebbe poss ibile alcuna responsabilità. · La.più gran parte dell e clefinizion i date del servizio di stato maggiore, ,,oJendo scolpire in poche parole tutto quell o che deve fare l'ufficiale di sLato rna.ggiore, riescono o troppo vaghe o incomplete, sempre poi variabili secondo il concetto che ciascuno si fo rma. dei mezzi e elci mocli imp iegabi li con gli usi, il carattere e l'insieme della costituzione di un dato esercito. Invece, allorrruando si vuole defi nire ogni altro servi zio, s'usa generalmente indicare soltanto cruale è il bisogi10 dell'esercito, a -cui il servizio stesso dere soddisfare. Così, per esempio, si definisce il servizio delle tappe: « quello che pro:vvecle al collegamento del-
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DI UN REGOLA MENTO PEL SERVIZIO 0 1 ST A T O MAGGIORE
l'esercito operante coi suo i cenLri di rifornimento e coi siti di sgombero ». Questo secondo metodo ha il vantaggio di fissare immediamente e circoscrivere lo scopo che si vuole co nseguire; i mezzi e i modi da mettere in azione possono variare, ma resta sempre in evidenza la ragione del loro essere . Seguendo questo metodo, il servizio di stato maggiore si può defin fre : Qtbel~o che ha per iscopo di p~·owr.ar~ al ?e.nerale. tutte le no·tizie che gli occorrono a base clei m oi gindizi , e di sollevarlo dellct cura di pa1·ticolari se~on,dari inere-n ti alL'eseciizione degli ordini che cllÌ . Convenendo su questa de(ìn izione, che in sostanza è il substraLo I comnne di tutte quelle (ìnora enunciate, si è condotti immediatamente a considerare il servizio di stato maggiore, non più come una emanazione del comàndo, ma come unà razfonalc r ipar tizione del lavoro del comando , e tanto pi(t necessaria quanto più vasti sono gli esercì ti e per ciò più complicati i modi cli loro azione; lo stato maggiore non è cosa elci generale, di cu i si serve come e qti"ando vuole; esso ha una missione propria, la quale può esser più o meno estesa, ma sempre perfettamente determinabile; una missionea.utonoma. almeno quanto quella. di ogni altro sen•i1.io e comando subalLerno, giacchè come ogni altro servizio e comando subalterno ha un'azione che, nella esecllZi one degli ordini elci generale, si svolge sollo l'i mpulso e la cliretta responsabilità del pro. prio capo . L' idea cli autonomia nel servizio cli stato maggiore include anche quella di competenza e cli autorità. Così, se è assurdo che il capo cli stato maggiore possa sostituirsi al proprio generale, deve considerarsi per lo meno come dannosa anomalia che il generale compia. atti cl1e sono di competenza cd aL1loriLà del proprio capo di stalo maggiore; allo stesso modo che sarebbe anomalia dannosa a.I regolare funz ionamento della gerarch ia militare che il generale si sostituisse, per esemp io, ad un colonnello nel comanclo del r ispeltivo reggimento. fn una parola, fra il generale e il suo capo di sLalo maggiore, fra il genera.le e il servizio cli stato maggiore, può e deve coreere la stessil relazione che fra il genernle e un alt.ro capo cli corpo o di servizio qualunque che gli dipenda., fra il generale e l'ancfamenlo interno di questo corpo o serviz io.
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Ammessa la possibilità di assegnare al servizio cli sta to rna<Hriore missione de(iniLa, autonomia ed autori tà, si ammette impl~itamente la. possibilità di redazione di un regolamento, come lo hanno cli giiL molti a.)tri ser vizi dell'esercito . Perocchè è bene intenders i su ciò, che un regolamento pel servizio di stato maggiore non saprebbe, nè potrebbe essere un trallato cli scicnz,t dello stato ma"'giore, come il regolllmento cli servi:do sani tario, per esempi o, n~n è, nè saprebbe essere un lraLtato cli scienza medica: in altri termini la sola conoscenza, per quanto completa, elci re•rolamento non sa~ p~·ebbe_abi litare l'ufficiale a clisi1upegnàre il ser~izi o cli stato nu1gg1ore; !I regolamento però gli prescriverebbe cosa egli deve fare nelle diverso contingenze del suo servizio, quale l'autorità che in lui dev'es;;e1·e da Lulli riconosci uLa., qlutle l'altrni competenza ch'c.,.li non deve attribuirsi. n E a. dimos trare la possibilità di specificare gli uffici de.,.li stati . o maggiori, b:merà enumerare quell i i11erenti al servizio in ,~amp~?na . .Del resto .il servizio in pace non dev'essere che la preparaz10ne a. c1ucllo cli gtterra., e deve avere un .funzionamento simile, per quanto lo consentono le condizioni speciali di pace e 0«Ji 0"'getti sui qua li può rivolgersi la sua attività. Ricordando la defi nizione data è infatti possibile precisare ordinatamente: IO quali notizie devono essere raccolLe e presentale al generale secondo che a qttesti occorrono; 2° di qual i cure dev'essere sol~evato il generale per l'c~ecuzione degli ordini che dà. Si potrà cost formulare una serie cli capitoli nei quali si riassumeranno gli uffi ci degl i sLaLi maggiori.
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In primo luogo al generale occorrerà ad ogni momento la cogn izi~ne esu:tLa della .reale c_c,n~lizi?n~ della forza che comanda, della sua d1slocaz1one, de, mezzi cli cui dispone; sapere con tutta. preci sione le condizioni Lattiche, logisticl1e e stnLisLicbe del paese su cui opera; avere infi ne le nolizie piLt prcci:;e che sarà possibile procucarsi del nemico contro cui agisce. ()ucsta situazione generale. dell'ambiente nel quale deve srn lger;; i l'azione del comando dev'essere sempre presente alla men Le clel generale, ma a procurarsi le notizie occorrenli, a.ppnrnl'lo e mantenerle sempre ordinale occorre un lavoro lungo, paziente, ~uasi pedantesco, cli cui il genera le non ha
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PEL SERV IZIO 01 STATO MAGGIORE
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il ten{po d'occuparsi: si ha così un prii11q soggetto su cui deve ri,,olgersi l'attività dello stato maggiore. . I n conseguenza il capo di stato maggiore deve avere l'aut.orità e lf l'obbligo cli chiedere a tutti i corpi e uffici che dipendono dal comando gli specchi della forza e delle dislocazioni , gli stati clegÌi armamenti, eqtiipaggiamenti ed approvvigionamenti d'ogni natura, le relazion i sul la condizione dei vari servizi, su ! utti i fotti che possono intei·essare il benessere, la salute, la disciplina, il moraJe dell e truppe, i lorn presumi bi li tfr,ogni futuri; obbligo dev'essere cli ogni capo di corpo o d'ufficio di avvisare immediatamente if capo di stato maggioie di ogni fatto imprevisto modificante in un modo qualunque quesla che _può dirsi la-situazione generale clel lefor1.e, ed eguali partecipazioni si dovranno tra loi·a gerarchici@ente gli stessi cap i cli stato maggiore. Siffatta specie d'ùtformazione interna può essere in gran parte prestabilitR ed umforme; nondimeno va lasciata ad ogni capo di stato maggiore piena facoltà.cli regolarla nel modo che crede più semplice e pi'ù efficace, essendone egli solo responsabile verso il generale. Il capo di stato ma~giore deve inoltre avere l'autorità e l' obbligo ' di far eseguire dal personale di cni dispone, o, che può eventual- ; mente impiega.re; le ri_cognizioni d'ogni specie che crederà necessarie;, Egli cleve ten~rg raccolte e ordinate le monografie che già esistessero, e procurarsi le notizie che potessero per aHentura dare migliori i[!dicazioni sul paese; le carte e i documenti statistici devono per sua cura essere tenuti a giorno; deve procurarsi le necessarie guide del paese e ordinarne UJ1 regolare servizio. Infine al capo di stato maggiore devono giungere tutle le notizie e le informazioni che comunque provengano dal nemico. Egli deve avere la faco ltà di ordinare e regol,ire il servizi o di avanscoperta, cli esplorazione e d' infonnazioni segrete, affinchè dal confronto delle notizie pervenute da diverse fonti possa formarsi il gi11dizio necessario a determinare l'attendi bili Là delle notizie avute . Ciò non toglie che ciascun ramo del servizio d'informazion e, e particolarmente quell i dell'avanscoperta, degli avamposti, dei distaccamenti, dei partiti, ecc. debba godere della necessaria autonomia sotto la responsabilità della sua speciale direzione; solo lo stato maggiore, clove que$lÌ rami si riuniscono, . può e deve dare loro il più utile indirizzo.
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In secondo luogo, o:correrà al generale, così nella preparazione ,come durante lo -svolgnnento di ogni operazione militare che i suoi ,ordini siano ripartiti a tutti i corpi, distaccamenti ed uffici che vi d~von~ con?o1-r:re;. gli occorre inoi tre di completare questi ordini d.1 tultl quei mmon particolari i quali, senza esserne parte essenzi ale, concorrono nondimeno a rendei'ne agevole l'esecuzione e talvolta possibil~ taluna sua parte. Come è chiaro, la cura minuziosa, attenta, previdènle, opportuna della ripartizione degl i ordini e del loro .completamento nella parte di loro secondarie conseauenzè. ~on pnò .a:ersi dallo stesso generale senza impiegal'vi quella con~ t1.nua att1V1tà r.hè va rivolta a più alta e serena vigilanza compless1va dell'andamen to delle operazioni stesse: essa pertanto deve cadere nelle attribuz ioni dello stato maa"io1·e 0 1:> • _. La ripartizi.orie degli ordini del generale esigé da parte del capo dt s.Lato maggiore la pi~ scrupolosa attenzione, essendo egli responsab ile che pervengano rn tempo op11ortuno e con la debita chiarezza -e pre~isione a tutti. quelli che devono eseg1.lirli, ciascuno per !a parte propria; ma non richi ede altra. autorità oltre quella cli accertare la ,mtentic!tà dell_a. pr?venienza da parte del generale. Egli è incli·spensabile stabd ire m modo assoluto e irrvari.abile che gli ordini del g.enerale non devono essere in nessun modo e per crualsiàsi raaione . /1 . . o sospesi , a tera ti o m qualunque maniera modifi cati dallo stato maa. . . ù g10re: se circostanze dt fatto non note al generale o sopravvenute dopo emanalo l'ordine rendano necessario sospenderne o modificarne l'esecuzione, .od anche agire contrariamente ali' ordine stesso la completa iniziativa come la completa responsabi lità dev'essern~ !~sciata a chi deve eseguirlo. In q11esti .casi l'ufficiale di stato maggiore portatore dell'ordine deve informare chi lo riceve cli tutte le ·circostanze di fatto che potessero essere ignorate e che valessero a meglio chiarirne l'importanza e l'opportunità, ma deve all'esecutore la~ciare tuttala responsabilità che gli appartiene, senza influ ire nè coi su~ i consigli, nè coi stwi apprezzamenti, tanLo meno poi avval~n~os1 della facoltà di p.arlare a nome del generale. In una parola I'- I az1?ne c~el_lo stato maggi ore nella esecuzione della parte sostanziale degli ordmt del generale, se può essere agevolatrice, non deve,rn ai intervenire nel senso di coprire l'a.llrui responsabil ità. o cli sosti- tui_re_il pr~prio appre7:za~ento a quello perfettamente· competente \ cle1 srngoh comandapt1 d1 truppe o capi di servizio.
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DI UN REGO LAME NTO
Il completamento degli ordini del generale nella parte di loro secondaria conseguenza, dev'essere invece attribuito alla diretta autorità del capo di stato maggiore, e tulti i fatli che si producono in. conseguenza della esecuzione degli ordini de.I generale come tuui i bisogni che ne scaturiscono devono essere da lui continuamente vigilati, diretti e prevenuti. Per la enumer~zione di queste attri lrnzioni sarà. uti le riferirsi all e varie specialiLft di operazioni; epperò· spetta allo stato maggiore: . A.) Nelle marcie; . 1° Stabilire, in conseguenza degli ordini del generale, gli itinerari o i grafici cli marcia; · .2° Comunicare l'ordine par.ticolareggiato di marcia ai direttori cli yari serv izi, e prendere con essi i concerti e quindi fissare le speciali modalità del funzionamento dei servizi stessi durante la marcia e all'arrivo alla tappa; 3° Fi ssare il modo di consumazione dell'ordinario di ocrni 1') singola truppa, secondo l'ora di rispettiva partenza od altre speciali ragioni; 4° Regolare l' uscita delle trnppe dai campi e il loro incolonnamento sulla via o sulle vie di marcia; 5° Regolare secondo i bisogni la distt:ibuzione del carreggio nelle colonne, e la formazione degli scaglioni dei cani; 6° Provvedere e assegnare le guide occorrenti; 7• Prevedere possibilmente e prestabil ire i mezzi cli provvedere ngli speciali bisogni della marcia, come riparazioni della vici, costruzione di passaggi , getta.mento cli ponti, ecc. ecc .; 8° Vigi lare alla esecuzione degli alt secondo fu stabili to dagli itinerari o gl'afici. di marcia, per evi tare anormali allungamenti o . agglomerazioni negli scaglion i. ProVYedere a prudentemente r imediarvi quando si fossero prodotti; 9'' Regolare l'entrata e l'uscita delle truppe dai siti fissati pel gmncl' alt; 10° Determinare le precedenze cli passaggio in caso d'in, contro di colonne, e ricorrere ai ripieghi dettati dalle circostanze, ' ..così in questo, come nel caso di sviamenti, oda.Itri impreveduti; 1111° Regolare il passaggio delle strette dove 'le colonne dovessero subire sensibili allungamenti, e la riformazione di queste dopo il passaggio; · 1
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,1.2~ Stabilire e comunicare a tutti i corpi durante Ja marcia, -se no'.1 s1, e ~otuto farlo pL'ima, gli ol'dini per Io stabilimento dei ,campi al[ •anwo , e segnatamente per ciò che ricruaré!a i servizi· di • 1'> avamposti, ,;1vel'i, foragg i, ammalati, pol izia, ecc. B) Nei trasporti ferroviat'i o mai'itLimi : 1 1° Pr~n~er~ i ~0~1ce~'Li con la direzione generale dei traspol'ti, .co.n le co_mm1ss101~i I~t(tta~1 ~i lin~a o direzioni dei trasporti d'armar.a, ~ot comandi m1[1tan d1 stazione, trattandosi di trasporto fer ... rovrnrio; prendere_ ana.loghi concerti col capo di stato maggiore .clell~ ~otta o del d1part1mento mariuimo, trattandosi di traspol'to mariltlmo; 2° Partecipare ai vari corpi o servizi l'ora e il sito cli carica.mento o d'imbarco, e le particolari avvertenze che fossero richieste .oltre quelle normali ; , 3," ~r~sen~iare l'atto del caricamento o dell'imbarco per provvedere ai r1ptegh1 opportuni in caso d'imp reveduti inconvenienti· 4° l~egolare tutti ì servizi analogamente a quanto si è det;o per la marcw., compatibilmente a.Ila natura del movimento; · 5° Presenziare l'atto dello scaricamento o dello sbarco e regolare la riformazione delle truppe e dei servizi . ' · · C) A,ll'arriV(, alla tappa: · 1 1° Ordinare i servizi di sicu·rezza: avamposti, e$plorazioni, -ricognizion i, ecc.; 2° Assegnare gli accarnpamenli e gli accantonamenti· · . . .3° Concertare edeterminare l'attuazione immediata di tutti 1 servizi durante la stazione. D) Nelle stazioni : ,1° Armonizzare il funzionamen to dei vari servizi in maniera ~he, te~uto conto delle particolari esigenze di ciasCL1110, ne risulti tl maggwr benessere alle truppe; · . . 2° Pro:veder~ a tut_ti i rifornimenti necessari alle truppe: uomini , cavalli , annt, munizioni, vestiari, carreggi, ecc.
. Scopo ultimo dell'azione militare, sanzione della preparazione organtca, del concetto strategico e della condotta logistica è la battaglia . . Ess.° mett~ in ~videnza il valore dei congegni organici, della d1rez1one det cari, delle virtù individuali ; è i[ dominio delle
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DI UN R EGOLAMENTO
- massime responsabilità e delle più legittime ambizioni. Tutte le, funzioni militari vi devono perlanto essere perfettamente specificate;. ognuno deve sapere precisamente la parte di responsabilità che gli spella, la parte di merito che può sperare. .A determinare nella natura e limitare nella estensione il ·còrnpitodello stato maggiore durante il combaLlimentoi basterà osservare, che questo còmpito non è, nè potrebbe essere altro che la continuazione e quasi l'epilogo delle attribuzioni che gl i sono proprie in ogni altra circostanza, siccome il combattimento stesso è l'epilogo e la conseguenzadellaprecedentepreparazione. Ri assumendo quindi tutti· gl i incarichi dello stato maggiore ed applicandoli alle condizi oni dell'azione tatLica, si potranno specificare quelli che gli sono propri durante il coni baLtimento. Nella previsione del combattimento, tutto quanto· si r:iferisce all'impiego dei mezzi disponibili rispetto alla situazione concreta del momento, conie la dislocazione .delle forze, il mandato a ciascuna trnppa affidato, le predisposizioni in vista di possibili avvenimenti e risùltati, in una·parola l'insieme delle disposizioni che si_suole denominare piano di bcittaglia, è cli competenza del comando: J(} stato maggiore non deve che ripartirne gli ordini e, come sempre, completarne i particolari d'esecuzione _per ciò che si riferisce alle secondarie conseguenze che essi producono. Ollre a ciò, il servizio di s~'tto maggiore, comequello che tende essenzialmente a portare e mantenere le truppe nelle migliori condizioni per agire, se ha funzionato regolarmente non dovrebbe avere ait:·o a predisporre in previsione del combattimento. Nondimeno, siccome tutti i servizi durante il combattimentovanno incontro alle maggiori difficoltà per funzionare regolarmente, così la massima attenzione tlello slalo maggiore sarà rivolta a prevedere possibilmente e predisporre ogni cosa per superare tali cliflì · coltà e massimamente per quei serviz i che, o non possono soffrire· dilazione, com è le sussistenze, o acquistan·o di loro natura una particolare importanza, come lo sgombero e la sistemazione delle retroJinee, il rifornimento delle munizioni, o infine assumono uno svolgimento assai maggiore, come la rapida trasmissione degli ord_ini, il servizio sanitario. · Durante l'azione tattica lo. sta.lo maggiore deve potere in ogni
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ist.ante rappresentare al generale lasituazioné particolareggiata delle forze che ne dipendono; informarlo cli ciò che il nemico fa e mostra sue forze , è:,r,l i indizi e le notizie che se ne hanno; poterlo rag- . delle . ' auar•liare della condizione topografica del campo di battaglia rispetto o ,., all'azione che vi si svolge. Il capo cli stato maggiore, tenendosi sempre presso la persona del generale, deve tener nota di lutti gl i ordini dati, di Lntti i movimenti e avvenimenti che si succedono. A lui devono essere comunica.ti tulli gl i ordini del generale, a lui devono pervenire tutti i rapporti' diretti al comando. L,l' mancanza di rapporti però non giustifica il capo cli stato magaiore dell'ignoranza dei fatti importanti che avvengono sul campo di battagli[~: il più delle volte le truppe non hanno elementi suffici€mli a v~1Iutare l'importanza relativa degli avvenimenti, DOf!, sempre hanno tempo e modo di farli conoscere al comando: spetta allo stato maggiore di vigilare dappertutto e prender nota di tutto. Nè basta che di ogni avvenimento glì ufficiali cli stato maggiore ne ra1.raua,rlino il loro capone informino • imn1e. N:> <':> ., occorre benanche . diatamente i corpi, distaccamenti o servizi cui quell'avvenimento potesse interessare, pur sempre lasciando che'i comandanti cli truppe si regolino come lo.ro eletta il dovere e la responsabilità. . 1 Qt1esto còmpito di ·non. aspett.are i rapporti, ma di andar quasi incontro aali o eventi della battai:dià per informarne il comando ed anche prevederne le immediate conseguenze per avvisarne le .parti dell'esercito che vi potessero essere interessate, è uno dei più importanti e più ~utili dello stato maggiore nel coJ11battimento ('1). Al ~
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(1) L'autore vole scrittore delle Note sopra alcune particolarità, della battaglia Gravel-otte-St. Privat, f11 osservare a questo proposito: « Lo sta.to maggior e generale aveva spedito presso il comando della II ·armata un ufficiale superiot·o cli stato maggiore ,~oen inteso, con varie ordinanz.e ) perché lo tenesse avve rtito di quanto ·colà succedeva. E questa precauzione otuma e da 1·acco mandars1 anche per unità inferiori. ,Sovente avviene che chi comand_a, pr_eoccupato degli av_venimenti che si svolgono, pensando a ciò che deve fare, aglt ord1m da dare, cllment1ca, e sovente si dimenticherà, d'informare il capo da cu i dipende della rrisi del momento, ed intan to il comando lontano rimarrebbe ·a1 buio di ciò cbe succede sul campo d'azione nel mome nto più importar.te; mentre c he se un ufCiciale è cspr_essam_ente_ ~om_andato per. tale oggetto, questi, non avendo altrn missi~ne o preoccup~ztone che d1 rtfer~r_e sollecitamente quanto succede, certo non potrà falltre al suo mancato». (Rw,sta .1111-ttare, dispensa di ottobre 1875).
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capo · di stato maggiore devono per ciò essere lasciati disponibili , assolutamente tuui i suoi ufficiali , così per la diramazione. degli ordini, come per la vigilanza sul campo di battaglia; gli dev'essere lasciata l'alta direzione di tulte le esplornzioni verso il nemico, deve darglisi la facoltà di .ordinare quelle che potesse credere necessarie. Anche per la conoscenza dell e condizioni tattiche del terreno deve possibihnenle non aspettare che, venuto il bisogno di fare eseguire un importante movimento; debba il generale richiedere un'apposita ricognizione dei siti e delle comunicazioni. Se gli ufficiali di sLato maggiore sono ,ihituati ad osservare e ad annotare tutto ciò che in qualunqtte modo e ,)ccasione cade sotto i loro sensi pee riferiì·ne ordinatamente al loro capo , questi avrà presto un sufficiente corredo di ùotizie per poter rispondere nella maggior parte dei casi e con tulta sicurezza alla l'ichiesta del generale, ed ai bisogni del proprio servizio. Volendo specificare le più ordinarie funzioni dell o stato maggiore tendenti al completamento degli ordini del generale nella parte dì loro secondarie conseguenze, si possono formare i seguenti gruppi: A) Per lo spiegamento delle forze: 1 1° Indicare a l.utli i corpi Ja direzione qi marcia loro assegnata; il posto che do,,ranno occupare a spiegamento finito; i corpi che avranno ai fia11ch i; la dipendenza gerarchica, quando eventualmente fosse.variala quella no1·male; la formazione che dovranno assumere, qu<J,nclo fosse necessario assegnarne una determinata, com~ spesso può avvenire ai corpi che rimangono in formazione di riserva ; 2° Provvedere all'apertura cli passaggi e cli sbocchi che potessero essere necessari ; 3° Prendere i concerti coi rispettivi capi cli servizio pel funz ionamento dei servizi cli sanità e dei parchi d'artiglieria, e darne corrispondente notizia alle truppe di prima linea; 4° Indicare a tutti i corpi e servizi· il sito dove trovasi il comandante per la trasmissione dei rapporti; 5° Ordinare il servizio di sic1Ìrezza e cli collegamento ai ~anchi;
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6° Eseguire le necessarie esplorazioni verso iJ nemico e riconoscere gli accessi oltre Ja fronte. R) Durante lo svolgimento dell'azione: 1 1° Assicurarsi personalmente dell'importanza che assumono i singo li fatti d'arme sul fronte; · 2° r.ercare con ogni mezzo di avere le più certe no tizie di quanto opera il nemico, e dove mostra le maggiori forze; 3° Avvertire i corpi dei soccorsi sui quali possono fare assegnamento; 4° Guidare i rinforzi che dalla.riserva passano alla linea di azione, ed ove ne fosse il caso, le colonne destinate ad attacchi parziali o a riprese offensive; 5° Tenet·si in continua relazione col comandante. C) Alla crisi: 1 ° Avvisare tutti i corpi sulla linea combattente dei movimenti ordinati per condurre alta decisione dell'azione; · 2° Guidare le riserve allo scopo indicato dal generale; 3° Vigilare attentamente all'andamento dell'azione per mandare immediati avvisi al genernle degli avvenimenti che possono direttamente int1uire sull'esito del co1nbauimento . D. Negli inseguimenti: 1° Indicare al generale quali truppe per condizioni fisiche e morali possono essere impiegate per l'inseguimento; 2° .Ordinare sollecitamente, secondo gli ordini del generale, le colonne d'inseguimento; 3° Provvedere immediatamente al servizio delle sussistenze per tali colonne, poscia a quelli di sanità e delle munizioni qualora ne difettassero . ' · E) Nella ritirata: 1 1" Mandare in tempo avvisi per lo sgombero immediato delle retrovie; 2° Guidare nella posizione indicata dal generalè le truppe destinale a forma1'e la retroguardia, e provvedere ai bisogni di queste truppe; ' 3° Raccogliere, ordinare nel miglior modo possibile, ed avviare le altre truppe sulle vie di ritirata: 1
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UN REGOLAMENTO
, 4° Provvedere con tlltti i mezzi possibili al riordinamentodei servizi e specialmente a quello delle sussistenze. F) Dopo la battaglia: · . ,1° Cercare con ogni mezzo di portar e le truppe al loro ordine normale di formazione , e far rientrare ai loro corpi i dista-ccamenti, le frazioni e i dispersi; 2. Provvedere ai modi più opportuni per lo sgombero ' dei feriti e la sistemazione del servizio fii sanità; · 3° Provvedere ai modi di far funzionare immediatamente il servizio delle sussistenze; 4° Prendere i concerti per r ifon1ire cli munizion i le truppe· e i parchi; · · · · 5° Prendere conoscenza cli tutli gli altr'i bisogni dei servizi e delle truppe per proHedervi a misura della possibi lità.
PEL SERVIZIO DI STATO MAGGIORE
giore. Suo scopo è solamente quello di richiamare l'attenzione su-. tale problema e dimostrare nello stesso tempo la possibilità cli- risolverlo; dimostrare la possibili tà cli compilare un regolamento ab-· ( bastanza completo per essere sufficiente a dare al servizio cli stato·. · \. maggiore autonomia, autorità e responsabilità.
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Il servizio.di stato maggiore incontra due· specie cli difficoltà:· una è assoluta. ed inerente al servizio stesso, e dev'essere vi1;ta metfornte la severa scelta di ufficiali capaci, intelligenti, attivi, assai pratici clell'orga,nismo interno e della funzione spettante ~ ciascun elemento dell'esercito , per doti d'animo e di mente stimevoli .e stimati; l'altra è cli relazione, ecl è separabile ~al servizio, poichè la completa attitudine a disimpegnarlo non è valevole <I: farla supMare . Questa specie di diffico ltà è costitL1ita appunto dallil mancanza clideterminata autorità propria del l'nfnciale cli stato maggiore, dall'incertezza dei suoi incarichi. Non v'è nell'esercìLo · altro ufficiale che, come quello di stato· maggiore sia in posizione cli poter temere nello stesso tempo e per uno stesso atto, il rimprovero di eccessiva ingerenza e cli colpevole omissione; nè a lui vaie, come per gli a.Itri, il coraggio .cli sapere, occorrendo, affrontare ogni grave résponsabi lità, poichè sa che iL più delle volte tale respon5abi.lità si riflette anche sop1·a alt1:i . La titubanza, e l'incertezza non può essere tolta altrimenti che da· un regolamento il quale determini i doveri dell'ufficiale di stato mal)'• ' . è> giore, le sue relazioni verso il comando, verso le truppe, verso i servizi. Questo breve studio non ha la p1:etesa, di risolvere il problema cli pumei·are e specificare tuUi i compiti del servizio ,di stato mag-·
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GeNNARO MORENO
1lfaggiore di stato maggiore.
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IL MOSCHETTO NET REGGIMÉNTI DI CAVA LLER I A
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IL J\IIOSCBETTO .NEI REGGIMENTI DI CAVALLERIA
Siamo fo rse alla vigilia di dare anche ai nostri reggimenti lan·ceri un'arma da fuoco di precisione e di lunga portata, e già sono comparsi parecchi pregevoli studi in argomento. Sempre favorevole a forni re tuttala nostra cavalleria di un'arma da fuoco che aumenti il suo valore in guerra, quasi come seguito alle mie memorie pubblicate nel 11873 e '1875 nelh Bi·vista Jfil'itare ltalianci, sento oggi il bisogno di esporre alcune idee circa l'iiso · p1·atico del moschetto perchè se esse fossero giuste, varrebbero a suggerire alcune modifi cazioni s·u1 modo di servirsene nei reggimenti che già ne sono armati, nonchè il mezzo più' oppo rtuno per provvedere della stessa arma anche i reggimenti lanceri. Dividerò pertànto questo mio lavoro in tre parti ; dirò nella · prima le considerazioni generali che mi hanno suggerito il presente studio e sulle quali sono basate le mie proposte circa l'uso del moschetto in generale nei reggimenti di cavalleria. Proì)orrò nella seconda parte le niodi ficàzioni che ritengo utili nell'istruzione e nell'uso del moschetto nei dieci ultimi nostri reggimenti di caval·'leria; esporrò infine il modo che a mio avviso sarebbe il più op~ portuno per forni re convenientemente e colla maggior sollecitudine ~ed economia anche i nostri reggimenti lane.eri di un'arma da fuoco ~di lunga. portata e precisio~e.
Perchè l'arma cla fiioco di lnngci portata e precisi0ne a/ficla.tw alla cavalleria, possa nel suo impiego niggiungere lo -<tcopo suo, è· •necessario che essa sia iisa.ta cla cavalieri molto esperti nel' tiro a segno; JJochi tiratori d·i tal fatta per ogni squadrone basteranno e· ·varTa,nmo in gne1Ta assai più cli molti m,ecliom·i e cattivi. Trasportiamoci ora col pensiero in guerra vera; considel'ia:mo pe1· un momento le condizioni speciali che in massima. si possono ritenere proprie dei combattimenti a fooco della cavalletia; consideriamo la fo rza che vi sarà ordinari~mente impiegata, le difficoltà e i pericoli che li a.ccompag9eranno, e per essi lo stato morale det soldato :tppiedato per combattere, e da siffatte considerazioni vediamo se questa premessa è attendibile. La cavalleria appiedatR (ed ogni voli.a che uso la parola appie-:· clata intenderò sempre f Olti.nteso per combattere a pied'i col moschetto) non dovrà mai combattere colla tattica della fan te ria., nè · con gr.ossi, nè contro grossi riparti di truppa; se dovesse essere cliver.samente, ognuno vede che tali combatlimenti non potrebbero , più essere compi to suo, parchè e.:;sa si troverebbe nella falsa posizione di dover combattere in modo troppo contrario alla sua natura, e troverebbe pur senipre nel suo materiale stesso il più grave ostacolo all'attuazione di siffatti combattimenti . Se pensiamo infatti alle no~tre esercì tazioni campali,.difficilmente ricorderemo che uno o pià squadroni abbiano · manovrato colle loro squadriglie in ordine-chiuso od aperto prima di aprire il fuoco e durante il combattimentc,; come pnre non ricorderemo che uno o più squadroni abbiano appiedato piLL di un terzo della loro forza. Ab.biamo sempre· visto invece fa r occupare subi to dai tiratori e colla massima prestezza la posizione più adatta da dove agire col maggiore effeU:o dei loro fuoch i, e lasciare la maggior forza a cavallo, per· essere impiegata come sostegno e riserva, oncie meglio provve- ·
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dere a quella sicurezza che· deve infondere fiducia nei tiratori, e concorrere con loro alla buona riuscita delBoperazione. P1·onto e giulhzioso apposta1ne1ito dei tiratori, e fuoco a tempo . debito e ben diretto, ecco a mio avviso le due uniche azioni in cui devono risolversi i combattimenti a fuoco della cavalleria. Colpo d'occhio e decisione pronta in chi comanda nella scelta della locali tà pel maggior effetto del ftwco; pochi tircito·l'i m,ascelti, s~elti,_a1·~it-~ e ~icuri di colpire 1iel berscigl·io.loro .fissato, ecco a mio cnteno 1 mezzi per la migliore riescit~i dei nostri appiedamenti. In proporzione alla fo rza che no i impiegherèmo in massima nei combattimenti a fuoco, sarà pure limitata anche quella del !1emico 1 che · dovremo combattere; se fosse diversamente, la sproporzione assoluta non ci permetterebbe un combattimento che non avrebbe · la probabi lità di favorevole riuscita. La poca fo rza nemica, la forma . con cui essa si presenterà pe!' combattere e la sua facilità di coprirsi colle accidentalità del terreno sono tutte circostanze per cui dobbiamo in massima. ritenere che i bersagli che il nemico presenterà ai nost1·i tiratori, saramio p·iccol-i etl anche difficili ; contro siffatti bersagli come potremo $pera.re esiti favorevoli se per colpirli non potremo di::;porre di valent'i tiratori? Per la fanter ia, che in via normale avrà in guerra grandi bersagli su cui dirigere' i suoi fuochi, anche i m,ediocri ed anche i cattlivi tiratori, ponno considerarsi come utili valori ; ma per noi sì gli uni che gli altri non saranno che valori perduti per combattere da cavallo. Allorquando nelle esercitazioni di pa~e, dal complesso delle circosta.nze giudichiamo dell'opportunità di un appiedamento , è indubitato, che come faLtore principale per l'esito suo favorevole, noi . supponiamo sempre di poLere impiegare tirai.ori che sappiano colpire nel bersaglio presLa,bilito, e con questo mezzo raggiungere lo scopo dell'appiedamento. Ma quando ili guerra vera dovremo basare i.nostri, giudizi sull a realtà, e pur tropp9 sapremo di non poter disporre di siffatti tiratori; quand'è che troveremo l'oppoetLmiLà. per. far mo del nostrn moschetto'? Moli.o difficilmente e forse mai. Il soldato di cavàlleria sen te in guerra più che mai uno speciale · attaccamento al proprio cavallo, e tanto più cresce in lui questo . sentimene~ qua.nto più si lrova vicino al nemico . Q~iando in simili
momenli, per appiedare, lo distacchiamo dal proprio cavallo, come potrà egli vìncere il naturale turbamento se non avrh ima ,grande co,nfidenzci nella propria abilità di tiro ? I noslri combattimenti a fuoco .succederanno quasi sempre nelle -critiche condiz ioni di isolame~to, .molto in prossimità del nemico e· sempre sotto la minaccia di sorprese:per pa1:te cleilù sua cavalleria. Queste diffièoltit e questi pericoli agiranno sul morale di tutta· fa fr~ppa impiegata nel combaLtìmento, nè vi sarà rimedio più potente·per ;mralizza1·ne gli effetti se non una strnordinaria ficlucia nell'e/Tetto del ,fiwco a/fidcito ai 1wslri 1nosc~tettieri; ma questa -straordin;ria. fidÙcia come potrà essa nascere se avremo già la c.on;inzione di non possedere valenti tiratori ? E in siffa~te condizioni cli dubbiezze, di volere e non potere, quanto danno ne risenterà anche l'azione puramente offensiva della nostra cavalleria~ · Jt giàsconfortante il pensie!'O che per mancam:a del necessario svi luppo , una delle nostre istruzioni r10n possa trovare nella sua pratica applicazione in guen·a quel grado _cli utilità che yur cl~vrehbe avere; ma quandò per lo stesso motivo nasce pure il dubb10 che una data istruzione, oltre il non esser utile quanto dovrebbe, può in certi casi riescire fino dannosa, .panni che lo studiarne il rimedio debba considerarsi una incontrastabile necessità . .
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II. Il quesito che primo a :noi si presenta in co nseguenza della mas:sima sopra stabilila è il seguente: Nei nostri ultimi dieci reggimenti di cavalleria e per quanto si riferisce al moschetto, possiamo noi credere d'esse.re oggi nelle condizioni desiderate? e se n~n lo· siamo è egli possibile l'a.rriv'arvi'? , 'consultando l'esito dei nostri t iri a segno noi possiamo dire con · molta approssimaiione al vero, che in. ogni squadrone abbiamo da 4 a 6 tiratori buoni, da 40 a, 1:>0 mediocri e il. l'esto al disotto della medioe,riLà o cattivi; nel complesso dei risultati ci troviamo aclunque
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talmenle lon~a~i dai nostri deside1:i e dai nostri bisog~i, che potremmo quasi ritenere come affatto rnfruttuoso lo speciale armamento ~er c~mbaLtere app iedali. Nè una più lunga ed anche più accurata 1struz10ne nel tiro a segno, impartita a tuui i soldati dello squadrone potrà portare i più al grado necessario di .abilità. Per quanto ci possa essere accordato a vantaggio di questa istruzione-, pur tuttavia nei limiti sempre relallvamente ristretti dentro i quali essa dovrtt svilupparsi non potrà nw.i a1"rivcire al grado di abilità cla noi 'IJofoto se non q·uell'aUievo, che avrà in sè stesso ima marcetta ncit1.1;1·ale predisposizione per riesci1··vi . Basati pertanto sul fatto che uno squadrone non userà in via normale mai più di 30 o 40 moschetti in qualunque combattimento ~ fuoco'. par~i che il modo più semplice e razionale per sciogliere 1l quesito sia quello, di concentrare siv 40 indivicliiì cli ogni squaclrone, che han;no meglio sortito cla natiwa 1ina speciale zn·edisposizione pel tiro a segno, tntte le 1riaggiori ciwe e s~ese ed in tale 1~odo arrivar~ colla maggiore economia di tempo e d1 spesa alla desiderata meta cli dare ad ogni squadrone il sufficiente numero di scelti tiratori , Un così fatto espediente è desso possibile e pratico? vediamo . Chiunque di noi si è dedicato con diligenza all'istruzione del tiro a segno e~l ha ~edit~to sui risultati che s~ possono avere quanto più questa 1struz1one, e accurata, coscenziosa, convenientemente prolungata ed esercitata su individui naturalmente inclinati ad appren'" derla, non può a meno di ammettere che chi ·r iesce un niediocr-e ti'l'ato1·e coll'at,t,iuil'e nostl'a istnizione, clivmTàim valeiite ti?-atore qucinclo pe1· lui si spendano qitelte 1na,ggio1·i cU1·e che abbiamo più · soprci accennate . Col numero di tiratori buoni e mediocri che attualmente abbia.mo. e scegliendo tra questi ultimi· i migliori, non può restare nesstin cl11bl;io sulla possibilità e sulla pratici Lit di fomire40 tiratori scelti per oani squadrone. Se a qàeste considerazioni aggiungiamo che avre~o ancora come valido fattore per la. buona riuscita l'interessamento· speciale e l'amor proprio degli istruttori, l'esi to stesso favorevoie della sci1ola di tiro che invoglierà ogni allievo l'emulazione anche tra squadrone e squadrone e fra un reggimento e l'altro, parmi dì poter concludere che l'espedien te da me pr()posto dovrà dare risul-
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tati non certamente inferiori ad ogni nostra più lusinghiera. aspettativa. Ma l'avere il numero neeessario di siffatti tiratori ancora non basta; il servizio speciale che essi devono prestare in campagna è tale da esigere anche una loro speciale ripartizione nello squadrone; tale cioè che mentre non arrechi inconvenienti per tutti gli altri servizi ed operazioni dell'arma, presenti in pari tempo la maggiore facil ità, perchè gli appiedamenti possono essere eseguili con tutta • là necessaria prontezza ed il minor scompiglio dello squadrone'. ·· Tra i diversi sislemi, due a mio giudizio meriterebbe1;0 la preferenza. L'uno sarebbe quello cli ripartire un egual numero di tiratori scelti per ogni plotone; l'altro quello di ripartirli in due soli plotoni. Avremo quindi nel primo caso dieci tiratori scelti per ogni plotone e nel secondo caso venti tiratori per ognuno dei due plotoni, a ciò destinati. Il primo sistema present,l il vantaggio di mettere ad ogni evenienza ciascun plotone nella possibilità di disporrre di un dato numero di tiratori scelti, e cli non intaccare colle.nuove proposte l'attuale ordina1nento dei plotoni; avrebbe però 1'ii1conveniente, che ad ogni app~edamento si dovrebbero riordinare i plotoni e che per le istruzioni ed esercitazioni special i dei tiratori scelti abbisognerebbero sempre apposite riunioni . Il secondo sistema lascia dne plotoni nello squadrone senza tiratori sceiti e tocca in parte l'attuale orclinamento; presenta però il vantaggio di disporre con maggior prontezza di una parte ed anche di tutte i tira.tori scelti senza il minimo scompiglio nel resto dello squadrone rimasto a cavallo, offrendo inoltre tuue le faciLità e tutti i vantaggi per la speciale istruzione dei moschettieri. Se nel confronto dei vantaggi e svantaggi dei. due sistemi mettiamo nella bilancia la considerazione, che un plotone isolato assai difficilmente dovrit impiegarsi in un combattimento a fuoco, perché troppo arrischievole e compromettente in causa della sua poca forza, e quindi poco rilevante il vantaggio d'essere fornito di un dato numero di tiratori; se consideriamo che i due plotoni dei tiratori scelLi pel solo motivo d'essere già riuniti e di . avere istruttori ed ufficiali maggiormente responsabili, saranno più facilmente e più ANNO XXVI, VOI,. Il i.
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spesso esel'citati e molto meg!io islrnui, cosicchè ries~i~-anno a disimpegnare ogni loro servizio speciale con quella prec1s10ne, prontezza ed intelligenza che invoglierà il comandante dello squ~clrone a servirsene in ogni favorevole circostanza ... ; non credo s1 possa restare titubanti nel dare la preferenza a quest' ultimo sistema, tanto più, che per sè stesso, non_ élev~ porta'.'e nes_sl~n'al~ra va_ria'.1te nell'andamento ordinario degli altri nostn servizi ed istruz1on1. Trovato fìn qui il numero dei tiratori scehi, provat1:1: la possibi~ lità di istruire bene e suggerito anche il modo col quale essi dovrebbero essere riparti ti nello.sqnadrone, resta ancora un quesi t~ da scioo-Jiere e cioè : il modo più conveniente per potere, entro J o . . . limiti di tempo e di spesa, impartìre loro quella maggiore 1strnz1one nel tiro a segno che deve portarli pritiia e mantenerli poi al necessario grado di abilità. · . · Premesso che pei nostri servizi in guerra og111 soldato deve essere munito di un'arma a fuo co e ch e hl sa.ppia usare all'occorrenza, e che non convenga quindi di variare l'attuale sistema dei nosLri ultimi 1IO reggimenti, panni che per la soluzione del quesito sopra~cennato il mezzo più razional e e proficuo non possa essere che 11 seauente: in base· cdl'attiiale regolwnento ml tiro, ridiwn cil mini~io le lezioni di iìro per la generalità clei soldati clelto sq1iadrone ed accrescere ùtvece per i tiratori scelti il nii1nero delle ' . . lezioni cli ti?·o di tanto quanto lo pennette approssirnatvvamen,te la dotazione anniicile di 1nwnizioni pel tiro a se,gno in base alla fori a tot(J,le del reg,gimento. E più precis~n~ente ~ssare _a q~a1:anla ci rca le lezion i annual i di Liro a -segno pe1 ttraton scelL1; l1m1tare invece a cinque lez ioni l'istruzione annuale di Liro per tutli gli altri soldati dello squadrone. . . Per i confronLi Lra questa proposta e le le1,ioni cli Liro ora slab1li te per tutti i sold::iti indistinLamente cli uno squadrone, e per i calcoli circa al com-umo delle mnnizioui, aggiungo che auualrnente ogni soldato nei reggi men Li di cavall eria deve f.::re 113 lez_ioni cli ti~o all'anno a qua.Uro colpi ciascuna, e che un reggnnento clt cavallena ha annualmente assegnato per munizioni da, consumare N. 68 cartucce a pallottola per ogni individuo. . Senza aumento di spesa, senza spreco di tempo e senza danneggiare il grado d'istrnzione necessari o per tutti gli altri soldati dello
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squadrone, relativamente ai servizi clrn Glovrebbero prestare in guerra coH'anna da fuoc@, parmi non vi sia dubbio che noi riescirenio in questo mo.do ad istruire ed esercitare i nostri tiratori scelti quanto basta per portal'li al grado di abili tà da noi desiderato. Se vorremmo poi considerare le diffìco llit che in molte guarnigioni si incontrano per il tiro a segno; specialmente per i tiri oltre i 200 metri, non eh è quelle relati ve alla ristrettezza del tempo nel -quale spesse vo!Le si de,,e ultimare l'i str1,1zione in discorso, facilmente . constateremo essere un altro vantaggio del sistema propugnato quello cli diminuire anche queste ultime .difficoltà. Mi si obb ietterà che IR creazione cli una nuova specie di soldati, cioè ti-ra.to1·i sèelti, in aggiunta alle tante altre già es istenti negli squadroni, potrebbe portare maggiore complicazione nel personale · · " e nelle relative istrnzion i. Ma. la. mi.~ proposta non esige di ~reare nè un personale nuovo, nè una nuo~'a istruzione, nè esercizi nuovi; pe,· la sua applicazione essa non impiega che quanto giò. esiste e non si riduce quindi che al semplice fatto, di coltivare con maggiori cure ed in modo spé·Ciale un germe giù esìstente in ogni squadroI'le, onde questo germe si svilnppi , cresca e dia i maggiori frulli . Siccome poi anclie il tempo e le 1fiaggiori cure che lo squadrone consacrerà ai tiratori ·s celti saranno ad usura compensDti dalle lezioni di Liro risparmiate· .per tutti gli altri soldati dello squadrone, così sarà pur facile convincersi che la propo~ta fin qui discussa non potrit coll a sua auua-2iòne creare nè dannose complicazioni nè soverchio lavoro . Riassumo quanto ho detto fin qui colle seguenti propos te: a) Lasciare l'armamento degli squadroni tale e quale l'abbiamo presentemente; b} Scegli ere in ogni squadrone tra i soldati più esperti nel tiro t rentadue tiratori ed otto alliev.i tiratori per essere gli uni e gli' ,altri nominati tcili; fregiati di un. clist~ntivo; 1-iJpartiti·in pci1·i mi~ 1nero nel 1° e nel 3° plotone e teniiti sem,pre 1iel n1.b11iero stabilito -con nuove nomine da. farsi all'occorrenza; e) Pei tiratori scelf;i ed allievi tiratori stabilire come esercitazioni annuali non meno cli 40 lezioni di tiro a. quattro colpi ciascuna. Per tutti gli altri soldati dello squadrone cinque .lezion i a,nnuali di t iro a quattro colpi cia·SfLllla;
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cl) Far eseguire cfa.i tiratori scelti ed allievi Liratori da otto a dieci lezioni col ca:vallo· a mano, passà.ndo le redini del filetto nel · braccio destro o sinistro come sal'i1. più comodo al tirat,>re; e) Abolire la scuola: 'di squadriglia, e ridurre invece a poche norme puramente direttive l'j struzione.così detta in cacciatori, onde potere in modo più pratico e razionale istruire ed esercitare chi comanda a trovare con prontezza in terre.no adatto : 1° j1 posto più vantaggioso per collocare i tiratori .in relazione al bersaglio sul quale dovranno concentrare i loro fuochi; 2° il posto più opportuno per i cavalli smontali e pel sostegno; 3° la strada. di ritirata; e per . istruire ed esercitare i soldati moschettieri: 1° a lasciare i loro cava.Ili e riprenderli coila· massima. sveltezza., senza perdita cli tempo per prendere o rimettere l'arma a fuoco; 2° a sa.persi valere con criterio delle accidentalità del terreno loro fis~alo per agire col fuoco; 3° a. sapere tirare, di concertò tra loro, sul bersaglio indicato · per ritrarre dai loro fuochi il rnaggior possibile va1Haggio; f) Stabi lire per massima di praticare il combattimento a fuoco senza che il.cavaliere appiedato abbandoni il proprio cavallo, ogni qual volta l'opportùnifa del terreno od.al tre cause favorevoli ci fanho reputare possibile ed utile ùn siffatto s,istema. _ g) Chiudere ogni ,umo le esercitazioni di tiro a.segno con gare a premio in sostituzione dei premi attuali . 1
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III. Tutte le considerazioni ·svol te fin qui pei nostri reggimenti già. armati di moschet.lo, devono a mio giudizio valere anche pei reggimenti lancieri; dirò anzi che se le mie proposte sono giudicate buone per i primi, l'applicazione delle medesime per i secondi deve presentarsi come una necessità, perchè esse mirano precisamente a dare ai nostri reggimenti di cavalleria il vero valore·di un'arma da fuoco di lunga porLata e precisione, nel minor tempo possibile, colla maggiore eçonornia di tempo e di spesa e senza menomamente intaccare il loro valore caratt.eristico offensivo.
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Anche pe1· armare i regginienti lancieri si dovrà dunque partire dal principio che .in guerra, non saranno che i tiratori scelti che potranno rendere utili servizi col moschetto. Anc.he, per ogni squadrone lancieri occorreranno quindi 3'2 tiratori scelti ed 8 allìevi tiratori, gli lllÌì e gli nitri .armati di sola sciabola e moschetto . Anche per questi occorreranno le ~tesse lezioni di tiro, gli stessi distintivi, le stesse ga.re .e l' os:;ervanza di tutte le altre norme. Per quanto però riguarda la loro rip;1rtizione nello squadrone; ritengo possa essere conveniente un diverso sistema perchè, essendo mia profonda convinzione che il so ldato armato di moschetto non lo debba essere anche cli lancia, ed essendo del pari una necess ità che lo squadrone lanciere abbia le lance disp'oste in prima. riga ogni qualvolta deve combattere coll'urto, così nel riparto in ·quesLione .è pure una necessit~ proneclere anche per siffatta disposizione . Il sistema. che per l'accennata consicleraziQne si presenta come il più adatto e naturale per la riparLizione dei moschettieri nello squadrone, sarebbe senza dubbio quello di distribuirli in pari numero per ogni plotone, cioè oH,o tiratori scelti e due allievi per ogni plotone e destinarli a fornire !;1. seconda. riga; in questo modo oltre l'assicurare la disposizione delle lancie sempre in prima riga, si avrebbe il vantaggio di dotare ogni plo tone d'una squadra di tiratori scelti e' di attivare il nuovo ordinamento senz,1. mutare sostanzialmente nulla di quello in vigore. Ma di fronte a questi vantaggi, l'inconveniente di dover riordi·nare i plotoni rimasti senza, 2° riga ogni q1rnlvolta appiederanno due o piLL squadre, e il danno che dovrà. risentire l'istruzione speciale dei moschèuieri, pel fatto solo di non essere riuniti in un riparto speciale, mi si presentano come svantaggi, così grandi, principalmenLe il secondo, che io rimango in dubbio sulla convenienza di accettare la ripartizione suaccennata. Ed in vero come potrà riescire facile, accurata., interessata.un'istruzione, quando si debba ogni volta passare per tante difficoltà onde riunire gli allievi dispersi per Lutto lo squadrone? Come potrà essere spinta al massimo grado di sviluppo quando non vi siano istruttori direttamente responsabili ed anima Li dalla. sicu,;ezza della buona riescita dell' insegnamento Loro affidato? Qùale spi nta al loro perfezionamento potremo noi sperare che sen-· tano i nostri 1uoschettiéri, quando essi medesimi si à,ccorgeranno di
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non essere da tutti. i foro superiori egual,mente assecondati per-raggiungerlo? Nelle istruzioni tattiche dello squadrone, come potranno i moschettieri essereconLinuamente esercitati nei lo ro servi.: i speciali sé sara,nno dispersi nei quattro plotoni? Come potrà nascere in une quell 'amor proprio , quella gara, quello spiri lo d'arma speciale,. dir& così, che pur devono essere all.reuanle fo rze per il miglior esito di tulte le nostre istruzioni, se non meLLe1:emo,la propugnata riforma nelle condizioni lepiù favorevo li per prom,noveresiffat ti sentimenti?' Un altro sistema, che risponderebbe forse meglio al complesso delle consideraz ioni che si devono aver cli mirn per· la· ripartizione· dei moschettieri in uno squadrone lancj;eri,. panni sarebbe qutll o, di riunirli tLltti in un sol plotone. Questo sistema men~re presenta in realtà tutti i vantaggi che possono riforksi· tanto alle istruzioni ed esercitazioni speciali pei moschettieri,. quanto alla facili là di servirsene .colla ntaggiore·prontezza e senza il menomo scompiglio dello squadrone, esso intacca anche poco sensibi lmente la prerogativa., della lancia nel caso di una carica dello sq.uadrone. Si tratterebbe im·,ero di avere senza lancie la fronte di un solo plotone il quale molte volte potrà anche essere impiegato diversamente o in servizio d'esplorazione, o come fiancheggiatore, o come · plotone di rincalzo, o come riserva, e che all 'occorrenza potrebbe anche scambiare la sua prima riga colla seconda riga del plotone· più vicino per avere così lo squadrone col<la steS;sa fronte di lancie come se fosse composta di quat.tro plotoni lancieri. Un'altra osserYazione però contro questo mo.do di riparLizione dei moschettieri potrebbe essere fatta circa alla maggior forza che il plotone dei tiratori scel~i avrebbe in confronto degli altri plotoni dello squadrone; esso verrebbe realmente ad a vere da otto a dieci, uomini in più. Ognuno vede .però anche subito e faci lmente,. che consideralo il plotone come unitit amministrativa q;uesta maggior forza. non può portare .inconvenienti di sorta.; considerato invece come unità tattica, dessa non ;;arit mai esuberante pel tempo di paée per le molte catise.che impBdiscono la simultanea presenza alle ist.ruzioui ·di tutti gli uomint del .plotone; pel tempo di guerra. invece dovrà ritenersi come [itlt.o vantaggioso se avremo il nostro, plotone specia le di qualche fi la più forte degli altri Lre. Non vogl io tuttavia escludere che vi possano essere altri sistemi;
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meritevoli di preferenza; io mi dichiaro fin d'ora. dispos'to ad accettare qualunque altro sistema purchè per esso sieno osservale le ma~sime che io ri•,engo indispensabili e cioè; tiratori pochi mR scelt.1; armati di so la sciabola e moschetto; assicurate al massimo grado l'esito della loro istruzione speciale sia per la fac ilità di praticarla sia per l'interessamento dell'ufficiale e dei graduali che ne devono direttamente rispondere, sia per la spinta d'amor proprio e d'emulazione che deve nascere negli alliev·i stessi. Supposto intanto che il sistema da preferi1:si sia quello cl'i 1.1t1iplotone moschettieri per og·iii sq1,uiclrone, ecco le 111)rme che dovreb bero regolarne l'attuazione: · . La nomina dei Lira tori scelti e rispettivi allievi sarà proposta dal comandante lo sqLrnàrone in base ai risultati del Liro a segno eseguito colla pistola a rotazione. Possibil mente anch~ i graduati del plotone dovranno avere i requisì ti dei tiratori scelti, ed in questo caso conteranno come tal i nella forza del ploton e. Il comandante dello sqnaéirone, nel formare il plotone moschetti eri, dovrà r:Urare che anche la scelta dei cavalli risponda nel mil>'lior modo al servizio speciale cui soni> destinati : e così il nuovo• I) orrranamento, oltre provvedere allo specia le armamento, presenlera anche il vantaggio di rip:1rtire i valori dello squackone 111 uomrnl e cavalli pe~· quel serv izio che loro sarà più addatto . Avremo quindi ogni squadrone formato di tre plotoni. Lanceri coafi o uomini armati di lancia, sciabola e pistola a rotazione, ed un plotone moschettieri armati di sciabola o moschetto. In _tu~te le evoluzion i di squadrone e di !'eggimento il plotone moschett1en manovra come ali altri tre plotoni e come questi è pure istrulto e reaolato nei diversi servizi ed istruzioni comuni per tutti i soldati dello squadrone; per tutte le istnv: ioni e servi:r,i speci~l i del!a sn~ arma da. fuoco serviranno le norme già in vigore pe1 reggnuenl.l c,tvalleO'aeri colle proposte modiDcazioni. è naturale che nelle eser- . cit.azio;t' tattiche ecl in campagna sarit in massima preferito il plotone moschellieri per LL1Lti quei serv izi che si presenteranno più adatti al suo arma.mento; saril. infine il comandante lo squadrone che co l suo ref.to criterio dovrà sapersi servire di questo nuovo organamento in modo che, nulla. togliendo al valore attuale del suo I)
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squadrone come lancere, ne sappià invece aumentare la potenza ogni qualvolta questo possa dipendere dall'uso bene applicato della nuova arma da fuoco a lui affidata .
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Ed ora mi sia permesso aggiungere ancora un'icl9a, questa pnre non nuova nè da me suggerira pel primo, e cioè che l'arma da fuoco di lunga portata e precisione più adatta e convenien.te pei moschet. tieri scelli dovrebbe essere il m,oschetto ci ripetizione. Per le brevi distanze a cui si ~ovrà spesso combattere, sia per la gittata stessa della nostra arma, sia per la speciali tà dei nostri combaHimenti a fuoco, avremo spesso il bisogno di far uso del fuoco ·_accelerato, ed in questi c·asi quali straordinari vantaggi non potremo no i ritrarne~ Le difficoltà principali per l'uso pratico delle armi a ripetizione ·sono quelle di impedire lo spreco delle munizioni e di pro·v-vedere al rifornimento delle medesime; il fatto di aflidare l'arma in questione a Lira tori scelti, per cui si può ritenere assicurato il buon uso dei colp i, ed il fatto pure cheper essere questi . tiratori a cavallo si possono forn ire, senza gravi inconvenienti, di un forte numero di cartucce, parmi ris.,}lvano nel modo più conveniente ambedue le diffìcol tà soprannotale. Conchiudo. Sesi potesse immaginare un organamento della nostra. ·cavalleria per il quale ogni squadrone fosse accompagnato sempre -da un plotone di fanteria. forle cli 40 tira.Lori e quindi' ogni nostro reggiménto disponesse ad ogni occorrenza. cli 240 soldati di fan.: teria, non è egli vero che ognuno di noi, giudicherebbe un siffatto organamento come atlo a soddisfare ai nostri bisogni in guerra per quanto essi si ril'eriscono al necessario concorso di un'arma da fuoco -di lunga porlata e precisione1 ·se è vero che le mie proP9sle si risolvono precisamenle in un fatlo consimile, e che hanno per di più la probabili Là di presentare dei vantaggi ancora più. grandi, perchè i 40 tira.Lori devono essere
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anche scelti e perfezionati nel loro servizio speciale e megli'o armati, non mi si faccia una colpa, se io ho abusato della benevolenza del mio lettore L'ufficiale che spesso medita sui miglioramenti nelle nostre sva riale istruzioni ; ché sa quanto poco rende, .in confronto de.i bisogni, l'attuale istruzione del tiro a segno per molte cause nori sempre a noi stessi imputabi li; che è abituato a giudicare ogni nostro lavoro in pace in relazione all'L1Li li Là che deve produrre in guerra; l'ufficiale, che spesso medita sui portentosi effetti che ponno produrre 'in guerra ·la confidenza del solda tç., nel proprio valore e la reciproca f1clucia Lra chi comanda e i suoi dipendenti, non vorrii io spero negare il suo appoggio, per sostenere le modificazioni da me pro-· poste, se egli pure le giudica inspirate a siffatti principi i. Ognuno di noi sa cpe l'arma nostra. ha troppo bisogno di non arrestarsi mai nella via del progresso, usufrue~1elo di ogni idea che valga ad accrescere il suo valore. Ognuno di noi sa pure che l'arma nostra{ al pari di ogn i altra oltremodo sensibile e delicata, attraversando oggi una crisi non abbastanza favorevole al suo sviluppo, ·cerca ansante nello studio e nella operosità di rinfrancarsi nel la fede di un pi'-onto avven ire più adatto ai suoi bisogni . Ogni nostro interessamento anche in questioni secondarie può in qualche modo soddisfar! i suaccennati bisogni; ecco il perchè, .pur riconoscendolo di ben poco pregio, mi son deciso con sacrare il presente studio all'arma di cavalleria . S,
DELF UATE
}fa.ggiore .
DI CIHO IL VECCHIO E DELLE SUE CONQUISTE
DI
CIRO . IL ·vEOOI-IIO ·E DELLE SUE CONQUISTE (Conlinu azione e fin e).
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Due principal i partico'lari dell a slorill. di Ciro conviene toccare, facendone il confronto fra la narra1,ione di Erodo to e quella di Senofonte. Sorvo.lo sull a nascita e sulle vicende dell'infanzia di Ciro. Secondo Erodoto Ciro, giun to a. matura età, ordisce una trama con Arpago generale di Astiage, suo avolo materno, sbalza costui dal trono e si impossessa della }Iedia. Perchè Arpago tramava e tradiva il suo signore? Perchè AsLiage lo aveva punilo - per non avere Arpago messo a mo rte Ciro ancora bamb ino, come :wevangli suggerito .i Magi, in ispiegazione di un suo segno - col fargli mangiare, in un banchetto, delle carn i dell'unico suo figl io, barbaramente scannalo. Ed Ari)aao nella .I; V ' storia cli Erodoto, dopo Ciro, occupa il primo posto nelle conquiste persiane. Senofonte per contro prima di fa.re uscire Ciro dalla Persia alla testa del suo piccolo esercito di 30 mila fanti, dice: « Quindi in processo di tempo muor·e AsLiage in Me'dia, e Ciassa re figliuolo di Astiage, e fratello della nrn.dre di Ciro, prese in mano il governo dei .Medi ». Dopo il passaggio dei Medi nel dominio persiano, El'odoto si '
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sbriga sul seguito della ·storia d,i Astiage col dire : (< E Ciro tenne · presso di sè Astiage finchè visse, ·Lrnttandolo umanamente ». ·E na:turale conseguenza ne ·yiene dopo ciò che per Erodoto, Ciassàre re ·, dei li'Iedi è un personaggio conosc i~1to. · L'altro principale particolare quello si è-della morte di Ciro; secondo 'Sei1ofonte, il potenle·monarca, muore sul trono in mezzo alla prosperi là clel suo vasto dominio ed al co lmo della sua gloria e potenza.. Erodoto lo fa per contro morire in battaglia dandoci il mi.serando spettacolo d'una regina c·be fa barbaro ,strazio delle spoglie · mortali di quel valoroso guerriero_ Chi è Ciassare per Erodoto? Chi è Arpàgo per Senofonte? Chi dei due storici è nel vero circa alla fine di Ciro? Il certo si è; che fra gli sLol'ici moderni, il Roll in è ben felice di non trovare in Senofonte un Ciro che detronizza il padre della sua· genitrice: come è lieto cli aver semp re alla· mano un re Ciassare, molle, incerto, incapace di per sè solo di quals iasi ·grande azione: per-;onaggio che serve mirabilmente per istitui re Lln paragone dal quale Ciro sempre più luminosamente emerga. Di frorHe a tali enormi sconcordanze, delle quali la. seconda è meno compal.ib ile della prima, perchè di t:rnti anni più prossimo avveni-· menLo a.ll 'epo9a nella quale ·quelle istorie si scrissero, è lecita qualunque disparata opinione in una posterità così lon tana da faLti av- · volti in lrnio fitto sin dal loro nascere. Arpa.go scomparendo dalla Ciropeclia lascia, secondo Senofon te, meglio delineala. la fìgura di Ciro, unico aut0re diretto e materiale · delle sue conquiste. Ciro, non detronizzando i I re Medo, si mostra fin dall'esordire della. sua cat'l'iera: virtuoso, giusto , umano, come lo voleva Senofonte che non i nsegnim t essere Il fine giustifi catoredei mezz i a. raggiui1gerlo . E Ciro muore come la Provvidenza, clovl'ebbe chiudere sempre l'esistenza dell' uomo giusto . Chi vuole contrariare ErncloLo ci rammenta che vi Jurono dopo, Ciro ben altre guerre fra Medi e l)ersiani , e che Senofonte, nella sua lWfrata cfoi clieci 1ni la, parlando di una. guerra fra Medi e Per--· si ani, allL1de al l' epoca posteriore ad Astiage; e,che per nulla intende di appoggiare l'opinione erodo tea. ·È però man ifesto chiaramente· che lo storico cli Alicarnasso scrivendo i I libro, tratta questo monarca senza la preconcetta idea di costituirne un. perwnaggio che servire,,.
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DI CIRO IL VJ,:CCHIO E DELLE SUE CO,NQl: JSTE
d_ebba di modello ai reggitori delle so1ti · dei popoli ;. consideraz1on~ questa che ci fa accorti potervi essere in quel poco che ce , ne dice piit veri_ttl di quante non ne costituisca a belio studio l'allievo· di Socrate. Per buona. sorte questi punti della discussione non sono aITaLLo i principali nell'interesse militare: solo ci servono di oauidapei nostri . apprezzamenti che riguardano appunto le notizie di quell'epoca che alla parte mili Lare si riferi scono. Faccio teso~·o di quanto scrive Erodoto $U Ciassare figlio di Fraorte. « Esso pel pr,mo cominciò a distribuire le milizie asiatiche in ma« nipoti ed in coorti, e assegnò un posto distinto nell e ordinanze « agli astati, agli arcieri ed ai cavalli: mentre dianzi si metteva tutto ·« in un fascio con incredibile confus ione» . Ecco-un.ver.oecapita le progresso nell'arte del combattere, dovuto ad un'epoca anteriore a Ciro. · · V_i ~ nell'oper~ cli Senofonte una. nota ri petula spesso ed accent~al1ssnna ~ho m, ~are essere a scopo di vera e grande lode pel capitano persiano. Discorrendo Ciro con Ciassare sullo stato delle forze loro e nemiche, e sul modo di w mballere, ecco quanto Senofon te · fa dire a Ciro: « Or dimmi la maniera di combauero di ciascuno di « cotesti popoli Lenula, quale ella è? E Ciassare: la medesima a un ·- « dipresso che Longono tulli. Perocchè l'arco e il giarellotto ado- . · « prano e i so ldati loro e i nostri. Or, soggiunse Ciro, .sì folto es« sendo le armi, sarà mestieri co mbattere di lontano ... . Dunque Ja « villo~·ia sa1:à ~~I cant.o dei ~i_ù numerosi. Che pochi per niano di « molli assat p,u presto fer1L1 cadranno, che molti per mano cli «poch i... Io per verità se foss i te, farei che quanto prima·pertutti i -« Po,·si, che si appressano, fare armi , onclo vestili ne venaono i nostri « genLiluomini. E queste sono la corazza intorno al pett~, e lo scudo « per _la sinistra, e la. scimiL_arra, o la scure per la des tra : te quali ... « armi provvedendo ottetTa1, che noi potremo iìenza Li more nessuno « i nemici affrontare, e i nemici ameranno meglio fuggire, c.he star ~ saldi·. A questo modo ci mettiamo noi stessi in ordine contro quelli, « che s1eno.per Lenere fermo, e lasciamo a Yoi, e alta caval leria il « ca rico cli quelli, cbe vogliano dar le spalle, talchè non a1lbiano -« luogo nè a fuggire, nè a rivolgersi ». In queste linee è compresa Lutla l'innovazione apportata sul modo
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di combattere per la fanteria, come vi è compreso l'ufficio proprio. , alla cavalleria e segnata l'importanza tattica di quest'arma sul campo di battaglia. In tulto il grosso volume della f.iropeclia non si legge neppure u.na data : questo è il più grave appunto che fa r si possa ad una narrazione storica, e nel contempo_il precipuo avvertimento per procedere cai,tamente nel_tenere per vere molle delle pagine che la compon·gono. Col la.mancanza·di date si perde inoltre un preziosissim o elemento cli gi·udizio in torno alle operazroni mil itari clel· I'epoca. Fra la guerra mossa agli Armeni e ai Caldei, eia guerra vitLoriosamente condotta contro gli Assiri, non sembrerebbe essyrvi passalo più tempo cli quanto richiedevasi .per ritornare cli Caldea sul tenitorio assiro. La doterm inaziorie di inseguire i fuggia.sch i tiene subito dietro alla villoria avuta nella ballaglia: l'inseguimento è iniziato senz'altro; e d,t questo punto come fa Senofont.o per ·condurci alla baltagli:1; di Timbrea? Ci racconta che il capitano persiano fo rma la sua ca.Yalleria - che Ciro è mite verso i prigionieri - che i Persiani sono temperanti nel cibo - ci narra del modo imposto cla Ciro ai Mecli e agli Ircani per diviclere il b<;>ttino fatto sugli Assiri. Senofonte . dice che Gobria si arrende a Ciro - d~corre sull'amore, se esso sia volontario o non - noia che A.raspa è mandalo a spiare gli anclamen~i elci nemici - e facendoci sapere che Ciro cammina a grandi giornate e con grande rmt.iveggema, ci fa. giungere colla leLLura nè più nè meno che al libro settimo degli otto che costituiscono tutta l'opei-a. E qui almeno trovassimo compenso a tanta corsa veloce, ma invece si arriva a Sardi e, di ritorno , si en tra in Babilonia. · Vengono dopo nella narrazione le« Lodi dell'obbedienza» le « Mnltip lici liberalit.à cli Ciro » la superba cavalcala, cbe-a.nnotai in principio a queste pagine - il matrimon io del grande capitano - le sue ultime conquiste, così narrate: « ..... si mosse a questa spedi« zio ne, nella quale si conta che ridusse soLLo la sua ubbidienza LuLLe « le nazioni , quanle dal principio della Siria abitano sino al mar « Rosso . 'Poi rimise, secondo si dice. lo stuolo verso l'Egitto, e ne « lo soggiogò . E d'allora il suo imperio verso oriente confinava al « mar Rosso, verso settentrione al mar Nero, ve'rso occidente a « Cipro e all'Egitto, e ver.so mezzodì all'Etiopia. ». In tale forma e partizione la Ciropeclia comprende, dall'uscita di -
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DI CIRO IL VECCHIO
«Ciro dalla Persia per soccorrere Oiassare, fino alla sua morte, trenta anni press'a poco, non una data che ci dia mùdea del tempo mi-. . suratore di quelle successive conquisLe, fattore capitale per tale genere di studi: non un itinerario anche il più sintetico che ci auidi in quelle line<~ di operazione, non un confronto fra i contendenti su quei teatri di guerra. Le operazioni tattiche, le logistiche, le ~trategiche, più ·che nell'indeterminato sfumano nel nulla. :E Senofonte non era tale ifa non sapere raccogliere di tali notizie se lo avesse po tuto, costretto come fu a doverle surroaare col narrnrci il modo cli distribuire il rancio ai soldati, col dir~i del·suiciclio del la bella Pantea, e col provarci la felidtà di farci seppellire sot·1erra. << Che maggior felicità che il mescolarci colla terra, la.quale è « pur quel la che tnLto il bello e tuttoilbuonoproclucee nut1:isce?». ·Senofont~ sarà stato ben dolente di non a,;er conos\·.iute le t;:i.ppe · dell'esercito persiano· fra il territorio di Ninive e quello di Sardi; nè quelle del r itorno da Sardi a J3abilonia; quanto rincrescimento per lui, lo storico di Ciro, di non avere avute novelle sulla durata dei preparativi a laute imprese - :mll'azione po litica. combinata -·colla mi li tare, come elemento efficacissimo nei tanti successivi e favorevoli risultati. Quanta11·i luLlanza pel capita.no greco nel dovere ·Ticorr~re a mezzi puerili, a notizie di troppo lieve interesse per la posterità onde colmare le lacune della narrazione di Erodoto! Il ·.s~lo conforto a. lui possibile, e del quale largamen te usò, quello sì fo d1 fare della filosolìa socratica ad ogrii piè sospinto, e di esporci l'arte militare degli eserciti di Ciro il g.iovane. compensando co ll'armonia gii anacronismi che ne dovevano scaturire. La battaglia di Tirnbrea che ·a tutti è nota nei minimi partico·'lari, innalza Crro alla fama del più grande manovriero dei tempi ·s uoi. Senofonte nel descriverla non dimentica alcun minimo ragguaglio riferentesi ùlla composizione delle truppe - alla loro di·sposizione sul campo, ed alle diverse vicende del cornbn ttimento; ma non è in questo punto, a mio vedere; nè Lroppo ordina to, nè troppo fel ice nell'esposizione, per le quali cause si dura fatica a --concretizzare. il concetto direLti.vo di quella battaglia., ed a distinguer~ i profili principali di essa, che giacciono sconùessamente sepolti fra mezzo ,a dialo.ghi, discorsi e considerazioni le più svariate ,-e: le più analitiche.
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Il signor Freret dell'Accademia delle belle lettere francese, in una accuratissima dissertazione sulla battaglia.di Timbrea - accompagnata da uno schizzo dimostrativo sulla disposizione delle truppe sul terreno del combattimento, rifà la descrizione di Senofonte in modo da renderla pi it spigliata e concisa e eh iara; ad essa dissertazi one mi attengo per sommi capi onde rilomare su quella battaglia che Senofonte ci lramanda come bauaglia classica dell'epoca . L'armata di Ciro, tutto sommato, contava centonoventasei mila . combattenti; fra Persiani ·vi erano dieci mila .corazzieri a cavallo, ven ti mila corazzieri a piedi, ven ti mila astati e venti mila. armati all a leggera; i rimanenti comprendevano venti mila caval ieri Medi, Armeni ed Arabi di Babilonia, e cento mila. fanti della medesima nazione. Inoltre contavansi trecen to carri falcati a quattro cavalli cli fro nte, bardali a. prova di dardo. Del.li carri era,10 montati dai più valar,)si nell'annata. Vi <~rano altri carri più vasti portanti torri alte qui.ndici piedi parigini, su ciascuna delle quali stavano appostati venti arcieri . Det_ti cani erano trainati cla sedici buoi attaccati di fronte . Creso comandava ad un esercito di quattrocento. mila uomini. nel quale eranvi 60 mila fanti fra Fenici, Cipri, Cilici, Licaoni, ' l)aflagoni, Traci e J'oni e 340 mila fra Babilonesi, Lidi, Frigi , Cappadoci, Egizi ed abitanti deJl'.Ellesponto. - L'armata era disposta su di una sola linea; il centro formato da 12 grossi corpi Egizi di 11Omila uomini ciascuno disposti a il 00 uomini di fronte per 1100 di profondità; alle ali degli Egizi l'altra fan~eria a 30 di profondità - ai fianch i della fanteria la cavalleria pure a 30 cavalieri di profondità. Una. linea di carri falcati precedeva il fronte di batLaglia, il quale in estensione misurava quaranta stadi press'a poco. La 11a linea di Ciro comprendeva 93 mila combRttenti di fanteria disposti a 112 di profondità ed occupava il 9 stadi di fronle. Dietro a questa e vicinissima era. una seconda linea di 65 mila uomini ar,mati alla leggera .. All'ala destra circa 20 mila cavalieri su 24 di profondità., dei quali i quattro mila all'esLremit.à esterna erano Omot.imi, dell'ordine dei nobili di Persia, corazzieri. Sedici mila cavalieri all'aia sinistra. L'estens ione totale del fronte 32 stadi fronte superato da quello dell'avversario di quattro stadi pel' parte. 1
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I carri Per::;iani arm~li cli falci erano di visi in lre corpi cli 100 cadauno; Abradate comandava il primo e marciava in tesla parallelamen té al fronte - gli altri due erano collocati . alle estremità delle ali per difendere i fianchi . Alle spalle delle lruppe di Ciro eranvi le tòrri « elle formavano una linea eguale e parallela a quella « dell'armata, e servivano non solamente a molestare il nemico « collo scoccare continuo degli ai'cierì di cui erano guernile, ma << potevano ancora ·essere considerate quali fortini mobili , sotto di « cui le truppe Persiane riordinerebbersi in caso di ròlta )) FRERET. « Dietro ed imme\liatamente presso di queste torri vi erano due « altre linee parallèle ed eguali alla fronte dell'armata formate dai « carri destinati alle bagaglie, i quali marciavano a piccolissima << distanza fra essi . Queste due linee lascia:vano fra di loro uno « spazio vuoto in cui erano rinchiuse tutte le persone inutili nel« l'atto del combattimento, e le eslremità cli esso spazio a dritta ecl « a sinistra venivano rinserrate da due altre. linee di éarri cl! modo « che potevasi rassomigliare ad un parco o campo ambulante di« sposto in lungo rettangolo e chiuso da tutte le parli. I carri che « formavano questo trinceramento erano montati da militari con « armi dà tiro, e da tutte le persone capaci ad impedirne gli at. (( tacchi; fossero queste schiavi, inservienti, conducenti cli carri e « truppe destinate alla custodia degli equipaggi. « Tale trincea mobile serviva a coprire le spalle ed i fianchi del« l'armata cli Ciro, e nel conlempo toglieva a quesla ogni possibi lità .« cli fuga; bisognava o vincere o morire. Dietro alle estremitàclell'ul« tima linea del trincer:amento, Ciro aveva colloèato mille fanti e mille << cavalieri scelti · fra corazzieri Persiani: essi marciavano !un<~ ah esso i carri in modo da essere inosservati, stando nella pianura. ~ . « Alla sinistra. oltre i due mila Persiani anzidetti , nascondevasi un · « grosso corp~ di cammelli, ciascheduno montato .dtt due aecieri « arabi posti a ritroso cli maniera che l'uno risguardava la testa e « l'altro la groppa del cammello )l. Creso sapendosi di tanto numericamente superiore al nemico aveva formato un adeguato piano· di balt&.glia, il quale consisteva nel far convergere le ali del suo esercilo sui fianchi dell 'avversario e spuntar questo alle ali, ripieg;mdolo alle spalle, per tal modo striogenclolo da tutte le parti. Era la tattica più elementare: l'ab1
braccio di un atleta che soffoca fra le sue· strette un avv·ersario mingherlino. Questo dice chiaramente Senofonle nel suo dialogo fra Araspa - stato inviato, sotto menlilo nome di disertore, come spione nell'esercito nemico __: e Ciro. « Creso, a vero dire:, molto « mal suo grado acconsentì che si schierassero - gli Egizi - di « tal fatta, poichè ei voleva quarilo gli era possibile estendere la « fronte della sua falange, più die non fosse quella del vostro eser<< cito. Ma perchè, disse Ciro, aveva egli si gran voglia? E Araspa, « per cingervi, in fe' di Dio, nel _suo gran numero ». · Le fasi del combattimento sono inclic;ite molto per sommi capi. Creso opera il suo movimento; i fianchi di Ciro, fronte. in fuori, forti pei carri sostengono l'urto : le riserve di Ciro, ~Ila lor volta, da un'ala animali dalla presenia ·di Ciro·, dall'altra aiutate dall'apparire dei cammelli che inspiro."no disgùsto e paura ai cavalli nemici, cadono sui fianchi delle ali di Creso, che si metlono in rotta scoprendo il centro cli battaglia.. A Ciro rimane libera la manovra: di · gettarsi su q~ella estremi lit indifese del grosso e di sbaragli arlo. Creso è fugato coi suoi; rimangono peròint.atte le faiangi ·Egizie, che dopo aspra resistenza scendono coi nemici a patli onorevolissimi . Con questa batta'.glia si vogliono accentuare i due passi più importanti nel prog\·esso dell a tattica del combattimento, attribuili a Ciro e comunemente noti. L'aver ridolfo. l'ordinanza della sua fanteria da.Ha, profondità di 2l file a quella di 112, e l'aver usato cli i"iserve tattiche per un contrattacco,, c,on soli due mi la cavalli e duf:l mila fonti, sono innovazioni così felicemen te sancite dal risultato che dimostrano splendidamento in uno e l'effetto cli un attacco improvviso, e quelli aucorrnaggior di un altacco su flanchi scoperti, come pure che le ieggi della profonclilà :nell'ordinanz::i. sono subordinate strettamente all'uso di combattere ed alla,qualitit delle armi che vengono adoperate . · Senofonte mostra somma cura nel prepararci, durante la sua narrazione a quesle logiche risultanze· del cambiamento nell'istruzione tattica dà Ciro voluto per la sua fanteria. Quando un capitano di diecimila osserva a Ciro che passando da 24 a 112 cli profondità non àvrebhesi potuto reggere all'urto di falange sì profonda, Ciro risponde « Le falangi : che sono più profonde, di quel che ANNO XXVI, VOL. III.
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E DELLE SUE CONQ UISTE
« bisogna per aggingnere coll'armi à nimici, che danno credi tu << poter fare à nimici e che pro agli (unici? Io per me vot'rei ben,
·ridolto a tal segno, Senofonte non ha mezzi fra man·o per cavarsi d'impaccio col giustificare la costiluzione di qnel vasto impero traendone le origini dal talento militare di Ciro; e non potendolo lui, come lo possono coloro che unicamente nella Ciropedia. affermano in 'Vel'ba magistl'i? Il Roll in fra. gli altri ci offre uno splendido esempio del come si possa, parLendo da una. preçoncetla idea, ·ridurre la stori a a camminare di conserla colle sacre carte e colle profezie, senza il me.nomo urto, la più lieve dissonanza . Nè io seguirò tale storico nella .sua dissertazione che ci prova es~ere quel grande monarca lo strumento potente della provvidenza divina, e per tale preconizzalo e predicalo da Daniele, lsaia, Ezech iello. Il sunto stori co col quale abbiamo ripassala a grandi t.raui l'epoca anteriore a Ciro, se non ci presentò esempio di nulla di simile all'epopea r'ersinna all'epoca di Ciro, ci servì p-er raffigurarci l'ambiente nel quale tale epopea ebbe vita e vigore. Ciro, Per~iàno, svegliato di ingegno, f'orte di fibra, d'animo valoroso , di carattere intraprendente, di natura aggressira, amatissimo dai suoi soldati - pei qual i era costante modell o di intrep idezza, di lavoro, di giustizia, di gra titudine, di atth•ilà - questa bella e virtuosa figura. umana, mi stuona completamente quando la veggo per lunghi anni combattere vittoriosamente per Ciassare, al quale si mantiene, più che amica f'd alleata, devota, ossequiente e pazientemente subord.inata. Ciro era Persi~no e principe, rammentiamcelo, non suddito modo. 1\1 i stuona anche più la condotta di Ciro col suo carattere e colla fama della sua spada, quando Senofonte si compiace di presentarlo al lettore supplicante Ciassare perchè gli conceda, a lui vittorioso degli Assiri , di poter inseguire i nemici con quanta gente avesse voluto rnloulariaq1ente segui rlo. Quando poi Ciro, sempre più vittol'Ìoso, o per dir più corTellamente, conquistatore e potentissimo, di ritorno dalle mura di Babilonia - che aveva. rasentala venendo verso Media - si riconcilia con un bacio fraterno a. Cias~are divenuto sospeltoso ed invidioso della gloria del suo parente, bacio, rifiutatogli dapprima da questo re fannu llone, e solo concessogli in base a mille schiarimenti e preghiere, trovo la situazione così urtante colla Yerità logica che inclino
« che colesti, armati cli grave armatura i11vece di essere :t cenlo cli <1
allezza schierati, il fossero piullosto a diecimi la: che in lai guisa
« avremmo con poch issimi a combattere. Ma con la profondità che
io dò all a nostra falange, penso che la renderò lutta alliva e alla a soccorrersi vicendernlmente.. Dietro agli armati di corazza di« sporrò i lanciatori, e dietro a quesli i sagittari 1> • • • • << e gli « un i hmciando e gli allt'i snelLando al di soprn cli tutti qL1elli di« nunzi, porleran nocumento ~1 nimici. Certo, qunnto uno può nuo« cere agli avrersari, altrellanto è Yiene a sollevar i compn"n ,., i ». . Ciro sminuendo la profond ilù del suo schieramento .cli ballaalia o ) mirava ad uno scopo giuslissimo « e obbligherò i nimici, quando « pur ne vogliano cingere, a fare il giro maggiore: quanto poi gi« reranno ess i più ln.rgo lratto cli paese, tanto più dovranno neces« sariamen l.e in fìevo lire ». E circa ai contrattacchi su i (i~nd1i, ecco le sue istruzioni ad Artegesa ed a Farnuco che comandavano i mille fanli ed i mille cavalli alla sinistra dell'ordine di battaglia « E (< quando accortivi sareLe che io mi gelLo su quell i dell'ala destra, « allora anche mi assaliate quei che vi sono dirimpetto: combatte<( rele contro un angolo, dove l'e:;ercito si trova più debole e per « essere più possenti vi tenete in forma di falan ge» . 1<
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DI CIRO I L VECCII JO
Se il periodo sLorico or ora esaminalo lo si consullasst' soltanLo negli scritti del Rollin e di altri suoi plagiari, mentre, da un lato, ci si farebbe un opinione ben elevata sull e qualità morali cli Ciro, si terrebbe, dall'altro, in conto ben maggiore la serie delle sue conquiste - e, radiando dai coefficienti di queste quella parte che a hello studio il Rollin tace - e che pure con preconcetto proposito Senofonte, se non tace, maschera e soffoca con mi lle di s,1ressioni r:, d'ogni va ,·ia specie - non rimarrebbe che quanto dovrebbe spettare all'azi one puramente militare . - Abbiamo però vedl,ltO che,
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a creder'e in ErodoLo che, senzamezzi termini, sopprime questo personaggio, da compélrsa inutile, dalla scena, e ci dice aver Ciro sbalzato Astiage dal soglio regale di Media. E gridi pure contrariamente Senofonte ed il Rollin con lui, che entrambi hanno ben altre partite ad aggiustare colla narrazione erodotea. Il Rollin poi, tacendo su molti punti della Ciropedia, finisce in conclusione col far dire a Senofonte, quello che Senofonte veramente non disse, che lo storico d'Erchia, certamente mal suo grado sparse nelle pagine del suo lavoro molto materiale di cui nessmio si saprebbe servire per costrurne un panegirico. quale volle fare e fece. il Rollin, ispirato unicamente alla cris.tiana carità. Da buon politico, da buon conoscitore delle umane passioni, Ciro, - nella. Ciropedia -non.trascura nulla per raggiunger lo scopo suo: forse in principio alla sua. caniera. tale scopo grandioso era aimebbiato ed anche informe, e solo col processo delle vicende l'orizzonte si rischiarò e lo sèopo prese forma e sostanza ed apparve netto e .preciso allo sguardo penetrante di quel giovane conquistatore; m~t fattoè che Senofonte ci addi ta i mezzi e gli struinenti di cui Ciro avrà dovuto s.ervirsi nelle circostanze di tempo, di !t10go e di persone fra le quali operava. Senofonte non profetizzò un Roll in e non si curò più che tanto ad alleviar le fatiche di questo storico francese perchè le azioni di Ciro dovessero esatta.mente collimare colle carte sacre e profane. Quali sono gli insegnamenti che Ciro ebbe dal padre sulle arti· della guerra? cc Or dei sa.pere che chi in questa. ha da riuscire, debb'essere e « insidiatore, e dissimulatore, e fraudolente, e ingannatore, e ladro, cc e rapace, e in ogni cosa più avvantaggiato di quello che sieno cc nemici )) . CrnoP. Rifugge forse l'animo cli Ciro da tali teorie paterne? Quali sono le istruzioni che Ciro dà a Gohria per indurre Gadata l'eunuco a passare d~tl suo pa.rtito1 « .... vanne da lui .... se cono« scemi che voglia esser nostro amico, dovrai studiarti, che il sia. « senza che a.ppaja: perciocchè ne55un amico potrà mai altrimenti cc fare in guerra servigi maggiori, che col mostrare di° essere ne<< mico: nè altri mai potrà altrimenti dare a' nemici maggior briga,. « che col far vista di essere amico» .
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Qliando Ciro manda Ara~pa spione nel campo .~i Cre~o, così gli -dice: « .... dichiarerai loro il nostro procedere, e Il farai per modo :1 che quel che loro dirai, sia a loro disegni di grandissi~o impedic< mento . E il sarà se tu dirai che noi ci mettiamo a ordme per get·« tarci in qualche lnogo sul loro territorio: che c.iò sent_endo essi, <e men fac ilmente si uniranno insieme con loro forze totali, temendo <e ciascuno anci1e per lo stato di casa sua. In oltre ti fermerai fra essi cc il più. a lungo che fia possibile: perciocchè ~u~nto più. .~ssi ne fiano « da. vicino, tanto più a noi metterà. conto d1 nsaper c10 che allora. cc faranno . Li cons iglierai similmente di ordinare le squadre a quella cc rrnisit.che tu criucl:cherai essere la migliore: perocchè quando te « one vernii viantu, eglino ancorchè ti reputiqo del rnocl o.c1·1 1~ro o~·~< dinanza informato, saranno costretti di rimanere ordmat1 cosi: « perchè non s'attenteranno di far~i carnbi_ amento:_ e s_e p~re in e< . crimlche .altra maniera il fa.ra.nnq, fìano a un tr~tto rn ~1sord11~e >'. . Duramente ammaestra.ti agli usi di guerra dei tempi antenon, crli Armeni all a clemenza dimostrata da Ciro, rimangono compresi maraviglia e pieni di gratitudine per tanta genero_sità. _I Calde~ ~redono a, stento al nuovo modo di condurre le trattative d1 pace di tin vii1citore col vinto - e mentre Armeni e Calde\ debellati e saccheo·CJ'iali sarebbero rimasti implacabi li nemicj, çiro raccoglie cla esst't7micizia,· soldati, tesori. - La diserzione degli Ircani lo aiuta a compiere la. rotta degli Assiri. Ciro si fa vendicatore cli Gobria, vendicatore dell'eunuco, e così cresce di fama e di potenza, ed ha mezzo di me~lio conoscere gli usi dei popoli vicini·, i costumi delle loro trnppe, "i modi di governo dei capi,· le scisst1r'e intern~ fr_a i partiti, le debolezze da a,ccarezzare, le passioni _d_a tener _vive,· le vendeue da compiere ed i patti miglion da stab il ire per un compenso ali' opera sua. · . . . Ritornan.do in Media vede le superbe mura-clt Babdoma che racchiudono il rrrosso dei suoi nemici, il nucleo clella potenza rivale alla sua; no; troppÒ forte per un attacco, ricorre al suo va.lor persòn;tle, alla forza. del suo braccio, al colpo ruinoso della sua picca. infallibile, e tenta decidere la sorte del suo paese e la sua gloria alle vicende di una sfida a singolar tenzone col re cli Babilonia - nella certezza che ~e la partita è accettata la vittoria è per lui. . , Nella stessa battaglia di Ti mb rea - come ce la narra Senofonte-
da
E DEL LE sui, CONQUISTE
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DI CIRO IL VECCHIO
si nota in Ciro l'uomo pratico e veramente accorto. I dodici qua-· drati egizi di dieci mila uomini ciascuno reggono da soli e vittoriosamente il p~r~ilo di Cre~o . Ciro li cinge, ma sospende la lotta, quai1~ tunque cert1ssnna la loro sconfitta; manda parlamentari perchè si arrendano senz'altro combattere. Gli Egizi accellono a patto cli rimaner neutrali; non volendo volger le armi contro Creso loro alleat?, e Ciro accetta senz'altro : vincitore non detta patti, quasi li subisce. Per tal modo sono cento e più mila valorosi guerrieri tolti alle file nemiche, e quanti non sono contro cli lui, sono con lni. . La sobrietà. lo rende più famigliare, più caro, più ammirevole ai suoi soldati, ed egli si mantiene sobl·io. La castità mantenuta colle he~lissime prigioniere nemiche è mezzo certo di amicizia coi marit i, coi congiunti loro: Ciro si 111antiene castissimo, e mariti, amanti, fratelli lasciano il campo loro, cambiano pal'Lilo ed a Ciro ne venaono colla fede cli veri amici, colla forza delle loro milizie. A Sardi arride la villoria, Creso è prigione. Lo si danna a morte . ' o si porta sul rogo e poi Io si grazia; non già per aver il re dei Lidi 1 esclamato Solone! Solone! Solone! ma per fargli toccare con mano in uno e le propria potenza e la proverbiale clemenza in oo-ni sua azione. Così Ciro si rende Creso amico leale, alleato polente~e colla si.la fede guadagna la fede cli tutta l'Asia Minore. · « Non havvi poi gente più facile dei Persian i ad ammettere usi e « istituzioni straniere. Trovan bello il vestiario dei Medi, ecl essi << l'adottano; comoda la lorica egizimrn ed essi l'usano in guerra J) . Questa nota cli Erodoto è preziosissima; l'epoca romana ci mostra quali grandi vantaggi si tragga da un popolo che fa sue le istituzioni straniere, le mili tari specialmente, quando vengono riconosciute buone clall'esperienza. · Per Ciro, sembra, nessun insegnamento anelava perduto. Prima di lui Creso aLtraverst1 coll'esercito il fiume Alì, svoltando il corso dell'acqua alle sue spalle; la. reginaNitocri fa scava re.il letto per un lago, dello sviluppo peri metrico di · venti sta.di, per raccogliere le acc1ue dell'Eufrate e così ne asciuga il fondo nell' interno della città e vi a.ggiust::t gli argini, le cale, vi fabb rica. il ponte. Ciro ha impa. rata questa manovr-a. e si serve dello stesso lago per dar mezzo alle sue lrnppe di entrare nella. cillà assediata pei vani, sotto le mura, c0ve prima entrava. ed usciva la massa delle acqne del!' Eufrate. n <')
Rollin quindi è in errore quando scrive: « Ciro con un slratagemma sino allora, e anche di poi senza esempio , svierà il corso del fiume, disseccherà il suo leLto ... . ». E Geremia quanclo dice: « Desertwn faciain mare ejns, et siccabo vencun ejiis .... J) non profetizza per conto di Ciro. Al nuovo impero persiano. mancava una grande capitale e Babilonia. soltanto poteva esser quella. In odio a Bab ilonia. però Isaia aveva gridato: « attacca.le quell'empia citl{t.... sterminate tutte le .« sue I.ruppe. Sarà. ucciso chi unqo e sarà trovato dentro le sue mura: « passeranno a fil di spada tutti coloro che si presenteranno per di« fenderla. Saranno sugli occh i loro schiacciati in terra i fan ciulli: « le case ne saran poste a ruba e le mogli violate. Susciterò contro « cli essi i Mecli.... che trafiggeranno coi loro dardi i fanciull i, senza « aver compassione di quelli che ancor saranno dentro l'uter~ ma<< terno, nè la. perdoneranno a' bambinelli nascenti... . Babi lon ia non «sarà.più abitata , nè giammai rifabbricata .... 'L,t renderò il sog« giorno degli istrici >J . Mn. Ciro ha. bisogno cli una gran capitale monda dagli istrici, e nauseato dalla beccheria di innocenti -creature invocala da l profeta, pensa che i b,unbinelli nascenti in Bab ilonia saranno un giorno difensori de! suo possente impero, ed ba somma cura di prendere ed occupare la metropoli assira col minor danno possibile agli ab itanti ed all'a.bitat.o, e rende Brtbilooia ricca, rìorentc, popolata e po!.enlissima. Il Ilollin per rneU.ere in accor-clo i falti narrati su Ciro colle profezie che li 1·iguardano, scrive: « La guida invisi bile, che aveva pro« messo a Ci.ro d'aprirgli tutte le porte, si era servita della, negli« genz,1 e del disordine, che regnavano pe1· tutto in quella noi.te cli << dissolutezza, per lasciar apel'le le porte di bronzo che chiudevano « le discese delle ripe clel fiume, che sole avrebbero potuto altra« versare la sua presa. ». La guida iwvisib·ile si può adoperare sr,r.ivenclo novelle, non scrivendo la storia; Senofonte almeno salta a piè pari quesìa difficoltà e, dall'alveo del 11ume, ci fa d' un tratto assistere alla scena clelle Lrnppe che irrompono nella reggia di Baldassare . Quanto superiore a Senofonte è in questo punto, per franchezza cli narrazione, Erodoto I
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0 1 CIRO IL VECC II!O
« .... i Persiani .... avendo vedute le acque dell'Eu frate cosi sce<< mate che appena Ii toccavano a mezza coscia, senza più penetra« rono in Babilonia, guadando il lìume. Ma se i Babilonesi avessero « po tuto antivedere; o anche solo avve1·Lire sul fatto l'operazi one di « Ciro, ?è i Persiani entravano liberamente nella città, ne Babilouia « cadeva senza rimedio. Conciossiachè bastava che i Babilonesi aves« sero agio di chi ude.re le porlicelle ch e danno adito al fiume, e di « sali re sopra il muro che fa riparo all'Eufrate, perchè i Persiani << fosse ro presi come dentro ad unrt reté. M:a i Persiani li colsero alla « sprovveduta .. .. ». Ora - senza nulla togliere all'autenticiUt delle mis teriose tre par9le apparse sul muro nella sala del convito di Baldassare - è le. c_ito trovar so rprendente che ness un bab il onese avvertisse il ropentmo scemai· delle acqu e del fiu me nella ciW1, e più sorprendente ancora che luUi gli incaricati di chi udere le porticine che davano al fium e, ven rssero co lpili dalla comune smemora!ez.za del debito loro, e le lasciassero aperte. Per con601:dare all'atto colla ni.1.tTali one di Senofonte, il Rollin, alJ uden do a quan to scrive Erodoto sulla morle di Ciro, che parrebbe anenuta in ba traglia con!.ro i )lassaget i, dice: « Quanto alla sua « morte, qual verisim iglianza v' ha mai che un principe sì si:ieri« mentato nella guerra, e ancor più lo.de,,ole per prudenza e co« raggio, sia caduto in tal guisa nelle imboscale lesegli da una fom« mina?. » . Questa argomentazione non rn i pare più seria e fondata p. e. di quesl'Ftltra, che calzereb be esattamente al paragone: qual verisimiglianza v' ha mai che Napoleone I si sperimentato nella guerra sia caduto in tal guisa nell'imboscata di Moscn? Trovo stran issima la creduta necessità di far riuscire tutte bene le imprese di U/1 uomo , per farne un uomo grande, come trovo illecito argomentare si leggermente per scalzare le memorie storiche di · Erodoto, che sono, specialruente su questo punto, circostanziale, di[use, ed in lutto, non so lo probabil i e possibili, ma logicam ente naturali e storicamente provate molte , oll e posteriormen!e.
E DE;LLE S UE CONQUIS TE
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VI.
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L' impo rtanza dell'assunto storico, l'uni !.à del conceu~ , la ric.chezza dei particolari, la piana e facile esposizione, l'a rmonia costante delle parti , lo scopo dell'opera, raccomandan o la Ciropedia -come buon elemen to storico, ma solo nel senso; sembrami , il più gen erale e sinteti co. La sosti tuzione di un domi nio unico, a parèc_chi .altri sva1iiati - il fonda1·si ·di una potente dinastia, mercè elementi moll~plic( che tutti si personifi cano in Ciro, :rormano la salda base di tàle periodo storico. Su Lale base indubbia, .nulla, o €fUasi )1 ulla di accertato ri si erge, e ne sia prorn evidente tullo quanto si· riferisce allo stesso Ciro, sull e opere·d.el quale era impegnai.o l'in~eresse -di tulla l'Asia, e fisso -lo sguardo di Lulli gli" storici suoi contempo. . ranei. Quel complesso di avvenimeriLi comunque avvenuti, comùnque capi Li, narmti, fa lsat i, regge armonicame!lte come fondamerr.to al dominio persiano che ·tutti li ep iloga, e ciascun d'essi scompare nella sua individualità, noli? su1L at.tendìbilità. Epperò il trattarl i singolarmente con forma e ves te di vera stQria mi pare assunto sp ino~o e tale da presentare largo bersaglio ai critici che certo non diserta.sono la Ciropedi a quale scopo ai loro tiri. L'elemento storico-~ ilitare della Ciropedia, trattalo singolarmente ·non sfu gge alla sorte .deofi altri clementi tutti dcì libro di Senofonte che per questa parte no~ è più.attendibile del rimanerùe, perché se l'autorità mili La re di Senofonte è più che rnlevole ad esporre con una breve formola una vasta ,teoria di mil itare discipl ina, non può efficacemente servire a. dare appoggio e verilà a notizi e troppo cleboli per esser sostenute e troppo iii verosim ili perchè si. possano cred:1:e. Quel!~ che_saro?be pueri le discutere tniltanclosi cli una espo~1z1on ? s~or~ ca srn ~etrca'. assume :importanza sentita qualora i singoli fat11 v1 siano d1spost'. per ordine, narrati con minuti ragguagli , rigiclament~ con~a tenat1 -colla sÙccessività. di cause ed efielli dist intamenLo spec1ficat1. Leggendo Erodoto , tt·ov(amo l'espos izione su Ciro sempre man-
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tenuta alla stregua delle rimanenti parti d1•.l suo primo libro . Non è un'apologia la sua; parla di Ciro come parla di Creso o di A.rpago,
consemplicità e con freddezza; enumera le conquiste, ma non le illustra; per incidenza frammischi a. alla narrazione altri elementi che staccano ed all ontanano gli episodi fra. loro, generando stanchezza nel le.ttore. È però indubbio che in Erodoto si sente che la narrnione non è affatto romantica: tolte le favole, alle quali lo storico non crede, e ce ne avverte, rimangono gli elementi slorici, che potranno andare errati, ma che Erodoto certairiente non inventò, o non storpiò per far servire ad un fine prestabiti~o. Questa è certaniente la superiorità. sua su Senofonte. Non è ella grave colpa, si domanda; per Erodoto, di çtver sorvolalo sul periodo mili tare di Ciro che fu tra i più celebri conquistatori dell'antichità, come se si trattas;,e di notizie di nessun interesse e valore? Guardi si per contro la .Ciropedia: i capitan i sono presi da fanciulli, i soldati da reclute e Senofonte ce Ii presenta, ce li fa crescere sotto gli occhi, li mette in falange, li fa combal.lere e vincere e ci fa assistere da vicino a quella gloriosa epopea . Il giovane capitano di Persia scorre tutta l'Asia trionfalmente e Senofonte ci accompagna per mano su quelle orme gloriose; Timbrea è circostanziata come una battaglia moderna: Sardi e Babilonia son cirite, espugnate, fatte docili e sommesse e nulla è sfuggito alla. cura di Senofonte che le riguardi stori camente. L'armamento, le formazioni cli marcia, le manovre tattiche, i vasti disegni strategici, sono accuratamente enumerati e trattati per modo da costituire un documento prezioso per la storia mi li tai·e dell'epoca. Tutto ciò è detto, è scritto, è insegnato, ma non tutto ciò è vero, nè tutto è verosimile. Senz'allri preat11boli, attacchiamo la Ciropedi,Lnelle sue mili lari notizie. Questo grcisso libro già lo dissi non porta nepp ure una data. Vi troviRmo una sequela di alleanze, di combattimenti, di annession i, di imprese tutteesempreegregiamenteriL1::;cite. Tulto mirabi lmente si presta al trionfo della virtù e del valore e Seno fonte a tale trionfo vi a1~riva. senza urti, senza difficoltà; ma i ternpi sono sopp1:essi, le distanze radiate, le manovre sintetiche per eccel lenza. Cadere celerernente s·idl'avvel'sa1·io , portatl'e la giiena ,ml terri-
· E DELLE SUE CONQUISTE
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torfo riernico, sono le due note favorite che Senofonte fa battere costantemente a Ciro . .Ma se tali erano le teorie di Ciro, quali Senofonte ha cura parli · colare di farci sapere, Erodoto ben più felicemente di lui riesce a · dimostrarcelo coi fatti, che narra in tutta opposta man iera. Nella rrra.nde impresa conlro Creso, il Frerett[ice «Ciro .... dopo · « una m~rcia di quindici giomi altra.verso Ri deserti della Meso~o~ « lamia, si impadronì dei passi la cui difesa era stala trascurala dai . « Lidi, i quali non opinavano che queslo pri.ncipe con .un'armata. « pari alla metà della loro osasse ire a cimenlarli nel proprio pa~s~.)) . E sempre secondo Senofonte noi sappia~10 che l'arm~L~ ~i Ciro qi ia nltlinqiie giimta celeremente n~lle ?1anure d~lla. f r~g'.a.: non aveva colto Creso alla sprovveduta; 1 soli centoventi mtla Eg1z1, e lo provarono nella battaglia, valevano quanto tntta la tanteria cl.i C~ro: eppure erano la sola quarta. parte della ~orza cle1 c?llegat1. Cosi ·a.dunque, stando alle notizie della Ciroped1.a, un c.ap1tano accorl.o come Ciro, si stacca tanto dalh sua base eh operazione, con Babilonia minacciosa alle spalle, con ,t 5 giorni .cli ritirata in un deserto, per trovarsi nel cuore del paese 1:~m(co, di .fronte a~ un ~vver~ario più che doppio in numero, ~u~11t1ssnno cli cav.al.leria, cl, ca1:n falcati, di fanteria egizia, la m1gl1ore che allora v1 fosse, e. capitanato · da Creso che comunque si sia. in allora era sempre ritenuto per · uomo ca{rn.cissimo di cos!3 guerresche. Ed è a prezzo di tutti questi errori grossolani che si vuol vedere una marcia celere, e la guerra . . . . portata sul territorio nemico? Non consideriamo la quistione dopo la v1ttona d1 Tnnbrea, della quale appositamente diremo; consideriamola piutt?st~ dopo !~sconfi tta possibi le di Timbrea, per conta.re quanti Persian'. e ~ledi e Ar~ meni e Ircani e Saci, e gli altri tutti, sarebbero grnnt1 it casa a . ·. . , . . portar novelle della disfatta subìta. Quindi per innalzare la fama della v1LLor1a d1 fnn~r~a, s1 ammette un colossale enore strategico e logisti co , che certissnnamente Ciro non poteva commettere, e si annulla. d'un tratto il m~rito della marcia veloce e del repentino entrare in Frigia dell'eserc1to medop~rsiano . Se l'inferiorità numerica del.l'esercito vilto'.·ioso .è coeffìcente che accresce il merito della. vittoria, la manovra e pero sempre· quella che forma questo merito da sola; nè il merito della marcia ve-
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DI CIRO Il, VECClllO
E OE!,l,E SUB CONQU IS TE
l~ce ~ei i\Iedo-Persiani diminuiva di va.iore, che anzi cresceva d assai, ~e fosse.ro sta_ti in numero assai maggiore di quello ~he Senofonte.si compiace d1 mantenere. E si vorrebbe paragonare questo passo ~i S~nofo~te a quello analogo di Erodoto? Erodoto, detto della batlagl.,a d1 Pteria, rimasta con esito incerto, dice<< che Creso, non . ·«.soddi sfatto della, forza numerica del suo esercito, molto inferio·i·e « per qiiesto capo ai Persiani, si decise a dar volta e rientrare in ~Sardi» .
menti tattici al puro caso. Infatti, esso dfoe, tale misura venne presa dal duce persiano perchè l'estensione .del fronte dell'eser.cito suo" non fosse troppo '.nferi ore a quella del.fronte nem iw, onde accre- · scere a questo le difficoltà. dell'accerchiamento idealo da Creso. È ben vero che Senofonte nellà Ciropedia ha cura di avvertirci assai prima di Timbrea su tale argomento dello sdoppiare le file, perchè Ciro faceva gran distinzione fra il numero dei soldati ·presenLi all'a,.. zione e quelli realmente comballenti, ma nessuno tiene in molto con Lo tali precedenti dichiarazion i, e si crede generalmente che Ciro abbia solo dopo un esperimento casuale' fatto tesoro di quella inno-vazione importantissima. Che se per conti'o l'esercito di Ciro fosse stato, come Erodoto af- · ferma, superiore in numero all'avversario, lo sdoppiamento clell 'ordinauza della fanteria non avrebbe avula altra ragione di essere che quella appunto di una appl icazione, fatta scienlemenle, di. una novità. Lattica caratl0ristica cli quell'epoca . D'altra parte il trincerarsi di Ciro tuU'allorno al suo esercito ci indicherebbe che non si teneva punto sicuro alle spalle anche dopo allungato il suo fronte di battaglia, e che tale ~aggiore sviluppo non lo avera specialmente dato per lo scopo cli ·impediré il 111inao- . ciato accerch iamento . Se avesse .precipuamente miralo a Ciro, Ciro avrebbe pure adoperalo lo sdoppiamento sull'ordinanza della sua e:avalleria., il che sembra non àbbia fatto, tacendone Lauto Sebofonte · quanto gli altri tutti. Co l rimpi cciolire adunque l'eserci to mede-persiano a Timbrea, Senofonte anzichè aggiungere merito a Ciro, gli con lesta, involonlariamenle al certo, una felice idea della sua men le, non riuscendo·a rivendicarla a chi di ragione ad onla cli lunghe e speéificate dis.sertazioni preparatorie. La battaglia di Timbrea va più famosa per la nianov'i:a delle piccole riserve taLliche di Ciro, che per aver da:o il tracollo alla po lenza del monarca cli Lidia. Questi mille fantaccin i e mille cavalieri che smascherandosi dai cani dell'ultima linea di battaglia, cadono improv,,isamente sui fian chi delle truppe cli Cresomanovranli alle ali, aITermano, ~econdo la narrazione della Ciropedia, un grandissimo progresso nella lat- · tica d'allora. Se tali manovre non fossero state anteriori all'epoca
. t.co~ì, e ~on alr~·imenti, che si sp iega.per un buon capitano un aggress'.one m territori o' nem i~o: essere superiore almeno per iin capo all a~gresso, mentre sappiamo éhe per gli altri capi Creso non ~~edeva d1 essere superalo, anz i di superare, come lo proverebbe l mcerlezza della ba.I.taglia. Ammetto che perla villoria di Ciro non fosse necessaria una superiorità. numericà di truppe sull'avversario nè con traslo qui i.miracolosi risultati delta manovra di fitmco ideat~ da.Ciro, dico solo ~he le operiizioni an{eriori alla ballaglia non sono . ta_li da acc~·escere fama al capitano di Persia, e che sui campi di Trmbre!l Ciro, colla manovra, corresse quei aravi errori ma non fece di_m~nticare di averli commessi, o per s :nofonte di 'averli inventali . . Dopo ~'effet~i.vo conibattente, veniamo al cenno più importante ci rca la .d1~p,is1.zwne delle.truppe.' Già si vide che Ciro aveva preso tale or~linam~n~o c!a non pe1:metL~re all'e,sercito suo altro scampo da quello mfuon d1 vmcere o. d1 monre. St1:ana situazione questa per un comandante che ha per sè l'iniziati va. delle mosse e che. muove all'all~cco è che .combatle in guerra offen~iva sul tenitorio nemico. L_e mi_sure per costringere un esercito ad usciré clall~ lotta O colla ·v,ttona ~ colla '.1101~te, I~ st?r!a ci insegna essere spesso state prese quan~o s1 cade rn s1luaz1on1 inaspettate e deplorevoli,.non mai di . propna Yolo_ntà e_d in iz~ativa: ed ecco quindi . che quell'immenso r~tlangolo dt carn f~ Jcat1 , ·cli torri ambulanti, cTi- bagaglie, di imped1menta, che comprende tutto ·un esercito tenendovelo strello ·· ob~ bligato, prigione,, urta colle logiche cleri vanti che nascono spon~anee dalle premesse a quell'impresa di Ci ro; ma basta cli ciò. · ~ 11 0 storicomi!i~are moderno, ed allri prima di lui, acceunaildo all ~1Te~tualo sdoppiamento della profondità. delle file nella fanteria, attr1bmsce questo passo fatto fare da Ciro al proçresso negli ordina-
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·,di Senofonte, quesl.i avrebbe saputo rivendicarle ali ' epoca loro reale; ma non solo Senofonte ne attribuisce il meritò di una saggia applicaziotie 1 Ciro, ma ancora altri autori a lui anteriori. Giova pe.rò premettere che sin dalla. prima giovinezza di Ciro, gli autori si compiacciono di far manovrare questo guerriero persiano sui fianchi .. dell'nvversario; Ciro fa le sue prime armi combattendo gli Assiri e manovra sui fianchi con un .puguo di cavalieri; batte gli Armeni manovrando con poca gente sui fianchi, ed in ogni sua operazione, se .non mi autore, un altro ci ammannisce la fazione con una manovra sul fian co, fatta con poc·a gente. E non solo ciò in Asia e per dire più propriamente quando manovra per .conto delle sue conquiste, ma sì ancora. quando ma.n.ovra pel gusto di combattere ·e per la gloria, 'irt paese straniero. Alla battaglia di Menfi vediamo Ciro prestare l'opera sua ad Apri o, .. combattendo ai danni di Amasi; e Ciro ed Araspe con diecimila Cari i sforzano i posti avanzati nemici e nel forte della mischia Ciro alla tesi.a del fiore della cavalleria manovra sui fianchi dell'a vversario e ne esce vittorioso . Alla bàltaglia fra Spartani e Tegeani tro viamo Ciro man ovrante nei piani di Mantinea. Alleato di Leonida, propone cli passare a . guado l'Eurota, che scorre fra i due ca,mpi nemici, e lo passa di notte con un corpo scelto di caval leria. Allo spuntar del giomo si impegna baHaglia e l' ala sinistra degli Spartani comandata da Ciro rompe b~n presto il destrn fianco dei Tegeani . Ed alla battaglia navale d1 Falera, Ciro, tenendo il partito di Pisistrato, è sulla flotta . degli Ateniesi co1Hro i Corinti. Se il giovane Peesiano non fosse caduto in mare, a rischio di annegarvi, era prevedibile che qualche narratore della. battagl ia lion si sarebbe fermato a dire che Ci ro in. cendia Megacle - il ribell e Ateniese - con uno strale infuocato. ma lo avrebbe fatto manovrare con una nave sui fianchi della flolt;t nemica.. Pare dunque che questo animoso gueniero, prese le disposizioni . generali per l'andamento della pugna, amasse, una volta ingaggiai.o il combauimento, di agire i:;olatamente coi migliori dei suoi , fi~dando molto nella sua personale bravura e fidando ancor più ap,.pun.to nell'effetto del suo apparire improvviso, del suo manovrare indipendente, del suo investire nei fianchi. Qual migliore occasione
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della. battaglia di Timbrea - la sola clescri ltaci con minuti rag.guagli - per affermare tale manovra? E mentre appunto Ciro comball<:: ad un'al~L e quasi indipendente, come cli suo costume, dall'azione del grosso del suo esercito, abbi:imo i due mila fanti ed i due .mila cavalli che operano quel prodigio tllltico , che giunge a noi ad -esemp io imperituro. Noµ sarebbe faticoso, ad ogni modo, provare che qui Senofon te ricorre ad tma fine astuzia per accentuare segmttamente il vantaggio , delle piccole riserve talli che manovranLi all'improvviso e sui fianchi dell'avversario . L'azione di mille cavalieri troppo poco poteva, nola od improvvisa, di fianco, cli fronte od alle spalle, contro le pesantissime masse di cavalleria dei Lidi e dei Babilonesi: non .cercando cli escludere l'azione di tali riserve, è dubiLarsi fo rtemente che Ciro si ripromettesse da quelle il risultalo che Sen ofonte ac.cenna. . Una manovra in quelle condi zioni .cli modo ed in quelle propor:zioni cli combauenLi, avrebbe desta to tal gri·clo che Erodoto l'an·ebbe udito, per quanto poco inclinalo alle considerazioni sulla milizia. 1\Ia Erodoto non ne parla, e così ne tacciano tutti quelli che non presero l'imboccala da Senofonte. La stessa bal.laglia di Timbrea poi, che ·impugniamo per la proporzione delle forze avverse, per le canse dello sdoppiamento clelle ordinanze, per l'azione strapotente di poch i fanti e pochi cavall i, è, -come giit dicemmo impugnabi le nel suo risultato finale, viuorioso per la Ciropedia, dubbio per Erodoto. Questi non vi fa entrare l'azione dei cammell i, Senofonte per contro _ne 'Lrne grande partito. Non sarebbe per avventura la battaglia di Timbrea da considerarsi per la battaglia di Pteria, come Erodoto ce la racconta? E' Timbrea o Pteria che dir si voglia, raffazzonala da Senofonte, non servirebbe per sintetizzare tutte le innovazi oni nelle armi, nelle mac.ch ine da gt1erra, negli ordinamenLi delle truppe, nella disposizione · della ba,ttaglia, nell'azione della cavalleria, nelle manc,vre alle ali, nell' impiego clei cammelli , delle piccole riserve, delle torri ecc,. ecc.? Sembrerebbe, leggendo storici più antichi cli Senofonte, e di Erodoto ancora, che parecch i particolari innestali a Timbren, nella battaglia, secondo la Ciropeclia, non fossero nuovi cli gello : che .anzi, invece di appartenere all'epoca. in cui stava per compi.ersi il
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glorioso perioclo clelle conquiste Persiane, sarebbero elevo! ute a quanclo Ciro muoveva i primi passi sulla scena delle suearclimentose . ' · imp,rese.. . · E qui alludo alla guerra fra Medi e Persian i; neg:ita da Senofonte, ammessa da pressochè gli altri storici tutti e da Erodoto pu!·e. Astiage col suo esercito muove attraverso al' cleserlo cli Isa7.icle per entrare in Persia da quella parte. Ciro lo previene con mera1>iglio;a celerità; e a Ltra versate alpestri montagne arriva ·nelle pianure cli Passagarde « pone il suo campo vicino a una catena di monti che lo difendono da una parte e lo·fortifica dall'altra con una cloppia trincea ». Il cavaliere Ramsay scrisse: l'iaggi di Ciro. Una nuovà ed[zioneitaliana. porta la data di Vénezia ,1828 . Poichè non lutti-lo possono avere sul proprio tavolino pe1· consullarlo, credo bene stralciarne una pagina e porla qui. ritenendo che non sarebbe facilè trovarne un altra che meglio va-lesse a confolare la verità storica della battaglia di Timbrea nei inocli e nelle forme narrateci da Senofonte. Altri potrà, volendo, risali1:e alle fonti cu i il .Ramsay attinse le abboncl~nLi e ricchissime notizie sue. · .« 1lfitm condiicitore e sal·vatore, ft1 il motto che diede a tulle le truppe, o monlalo poi a ·ca-rallo, comandò a ciascuno di prendere il suo posto. Le corazze de' soldati erano di lamina cli ferro dipinto con diversi colori e simili alla scagl ia di pe~ci; un bianco pennacchio orna\'a i loro cimieri cli rame; aveano i turcassi pendenti al cli sollo dei scudi tessuti di VLnchi, e inL1 eccin.l.i di vermena; lunghi eran gli archi, corti i dardi, le ffecce cli canna, e sopra la diritta coscia pendeva la scimitarra. Il reale ves$i llo era un aquila cli oro colle alì spiegale: insegna che da quel gior'ùo iD: poi fo conservata dai re persiani. Col favor della notle Ciro leva rl suo campo e ~elle ·pianure si innoltra di Passagarde. Astiage, credonclo che fuggisse da lui,.si alTrettò d'inseguirlo e·s11l levai· del sole il raggiunge.. Ciro dispone subito i.n ordine di baLtaglia l'esercito in modo ché i clanli e te {l'ecce dell'idtime file colpir potessèl'O il nemico, e tutte le parti sostenersi a vicenda e senza confusion e soccorrersi. « Da ciascun baUaglione sceglie una compagnia dei migli ori soldati, e formata di questi, all'uso dei Greci, una triangolare falange, mette questo co1··po cli 1'iservci ctietro cill'esercito con orcline cli non
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muovere im passo sen.::ct mo espresso comando. La pianura era coperta di polvere e di arena, e spi rava un vento gagliardo dalla parte sellenLrionale. Ciro volge un poco l'esercito, e si pianl~ co~ tale vantaggio, r.ho la polvere era portala dal vento nella faccia dei ~ledi e favoriva il meditato suo stratagemma. Arpago aveva il comando del destro fianco, e Idaspe del sinistro: Araspo slava nel centro dell'esercito, e Ciro accorreva da pe,· tutto. L'ese1~cito dei Medi era composto di molti battaglioni quadrati, e i carri armati di falci taglienti att.a-ccale agli assi stavano di fronte. Ciro ordina ad Idaspo e· ad Arpago di stendere a poco a poco i due fianchi a fine cl' inviluppare il nemico, e nel proferire il comando sente tiwncir il cielo. Grande Oroma.::e, noi ti segtiiamo, egli esclama; e nel pimto stesso intuona l'inno detta battaglia, 'ci cui tiitto l'esel'cito, invocando il dio .llitra, rispose: Ciro, per ingannar ,Astiage, presenta in rella linea cli fronte le schiere, ma fcieendo marciare con maggiol'e lente.::za il centro, e JJÌÙ velocemente i due fianchi, l'esel'cito prese forma cli mia me:za luna. 1 .l[edi, passati .a tra'Verso le prime fi,le del centl'o, pen,etranclo fino alle Hltime, coininciavano già a gl'idare vittoria; ma Ciro si avari~a col suo col'po <li risel'va, mentre Iclasde ecl Arpago circonclano 'il 1iem,ico cille parti, e si ·rinnova la pugna. . . . . . « La per:;iana triangolare faJange rompe I baLLagl1oni dei Medi, e rovesci,t i carri falcati. Il principe di Persia montato sopra un destriero focoso yola cli fila in fila: la vì vaciLà dei suoi sguardi infonde il coraggio nei soldati, e la tranquillità del SllO volto la sicurezza; ed ecrl i nel boli or della pugna, attivo, placido, e sempre a se ste:;so pres;nte, anima gli uni colle parole, gli altri coi cenni,_ e tiene Lutti fermi al loro posto. I Medi, circondati da ogni parte, s1 trovano attaccati cli fronte, alle spalle ecl ai lìanchi. I Persiani gli incalzano o gli tagliano a pezzi; altro non si sente ~he lo s~repiLo delle armi~ i rremiti dei moribondi: un torrente d1 sangue moncla la campagna, e clispo1·azionc. il furore e la crncloltit porlano d.a ?er tulto ln straae e la morte. Il solo Ciro sente 1ma generosci pieta >> . C~sì il Ramsny, così a!cuni storici ai quali Erodoto si a~tenne come più veritieri . E non siamo con questa pagina in piena Ciropedia, in mezzo ai roleanli carri falcati della battaglia ~i T.im~rea? È vero che bisogna fare clelle. trasposizioni e clelle sost1tuz1orn, ma
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da l)assagarde a Timbrea sono interposti luoghi anni, e la confusione dei fatti si cela nella caligine del tempo. Non sarebbero argomen ti valevol i per confutare le storiche condizioni di quella battaglia, nè l'intonare il Peana, nè il rumoreggiare del tuono, nè la esclamazione di Ciro, nè il contegno del capitano persiano durante la mischi a, argomenti che potevano essere comuni a tulle le battaglie, ma il lhmsay ci traduce qui assai più del bisognevole per iscoprire in Timbrea, una battaglia architettata da Senofonte, se non ditile :fon damenta , poco pi ù su. I grossi quadrnti cli fa nteria meda sono le dodici fa langi imponenti degli Egizi; e sono gli Egizi quei )fedi che sfondano il centro della linea persiana e che· gridano al la vittoria; la triangolare falange di Ciro messa in riserva coperta dal grosso non è per Senofonte che le due piccole ri5erve di due mila uomini ciascuna; la manovra di Ciro di accerchiamento, a danno dei Medi, è la. precisissima manovra cli Creso a danno cli Ciro e persino la generosa pietà sentita da Cir0 pei Medi accerchiati e decimali dalla morte, non è se non la generosa pietà che consigliò a Ciro cli torsi cli sulle braccia quei centomila Egizi che non volevano piegare, venendo a patti con essi. Di tutte le confu tazioni all'autorità storica della Ciropedia. sui passi non concernenti la milizitl, nessuna a mio credere può fondarsi·su e·lementi tanto solidi quanto questa che tende a provare come Senofonte, erudi tissimo nelle militari discipline d'allora, pur di esporle nei modi i meglio chiari ed ordi nati e complessi , sia passato trascuratamente sopra a persona ggi, a nomi, a luoghi, a date, a tutti gli elementi insomma dei quali una vera storìa non può andarne spoglia . Che se ancora si volesse ammettere con Senofonte che Ciro ed Astiage non fossero stati mai in guerra fra loro, rimarrebbe pur sempre questa batta.gl ia, se non data a Passagarde, combattutasi altrove, ma però avente sempre le forme di Timbrea, la manovra di Timbrea, le rise.rvecli Tim brea, i risultati cli Timbrea. - E fa tta astrazione da ogni altra considerazione, trasportiamo nei pian i di Timbrea l'azione dei piani di Passagarde, nè altro ci resta a fare per Lrovare ,il tutto armonico con una guerra offensiva, logico coll'esperien'za militare di Ciro, razionale colle condizioni fo ndamentali di quella campagna.
VII. Gli autori più fededegni concordano nell'affermare Arpago ~uale personaggio principale, dopo Ciro, sul teatro delle operazioni militari dell'esercito persiano . Senofonte, tacendo cli lui, troppo chiaramente palesa che per la sua Ciropedia era meglio radiare il nome di un comprimario nelle conquiste, perchè la figura clél protagonista spi ccasse più nettamente. Senonchè tale esclusione dalle pagine del la Ciropeclia aiTecò nocumento alla verità cli quel lavoro col prestar mezzi maggiori per diminuirne l'autorità. "Non già che Senofonte dovesse mostrarsi grato ·ad Arpago per quanto costui aveva. operato e patito per ht causa di Ciro, ma per fare a meno di lui, bisognava esser tanto preciso quanto Erodoto nel parlare delle conquiste successive alla presa cli Sardi. Aquesto solo prezzo Se. nofonte pote,,a attribuirne il merito- personalmente a Ciro. Ma Senofonte impacciato per questa sostituzione, accenna alla conquista dell'Asia Minore con poche righe che non saprebbero essere nè più vaghe, nè più sconclusionate, nè più lontane dal carattere di storia. Sewndo Eroclo \o gi1Ldicèmmo che Arpago, per salvare Ci ro ancora bambino, aven, vedute apprestate a. convito le carni del suo unico fìglio; secondo altri Arpago sarebbe stato presentato a convito col suo secondogenito tagliato a pezzi, e ciò per avere Arpa.go fa tto avvertita Cassandane, l'amémte cli Ciro, delle insidie preparatele da Ciassare. Ma usciamo da queste discordi notizie: era destino che Arpago mangiasse i figliuoli, o per lo meno destino ch·e gli storici si compiacesscrn di nutri do in tal modo. La narrazione erodo tea è troppo chiara, esplicita, sicura per tramandare Arpago alla posterita colla fama dovutagli, senza bisogno di notizie estranee alla sua vita militare. L'assedio cli F\1cea e fa ritirata per mare verso Clùo dei Focesi, avvenne per opera cli Arpago. La città cli Teo è assediata da Arpago: i cittadini montanò sulle navi, vanno verso Tracia, riedifì-
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cano la ciLL4 di Ebdera. « Ma tuLLi gli altri popoli della Jonia, atl « eccezione dei Milesi vennero con Arpago alla prova delle armi, « con vigore pari a quello mostrato dagli esulanti : e difesero ognuno « strenuamente la propria terra: ma Lutlochè superati e disfatti, « non si mossero dalle antiche sedi, abbandonandosi interamente « all'arbitrio del vincitore il . « Arpago, dopo aver soggiogata la ,Tonia, voÌtò le armi contro i .« Cari, i Cauni ed i Lici » ..... « I Cari caUclero senza gloria sotto << il giogo persiano » .. ... « Ed i Pedasi furono i soli fra i Cari che << per qualche tempo resistettero ad Arpag0, e lo mettessero a du« rissime prove: avendo fortemente munito di opere difensive il <( monte che si chiama Licla » ..... « I Lici, qur.nclo videro Arpago spingere· il suo esercito nel ter« ritorio di Xanto, uscirono ·fuor i: e benché inferiori ·c1i numero « pugùarono con esimi o valore. Ma finalmente superati e respinti « fin .dentro alle mura della città, radunarono nella rocca le donne, « i fanciulli, i sen'i e quanto di prezioso poterono, e poi le appie« carono il fuoco perché andasse in cenere tutta quanta ... ~· Tale « fu la fine di Xanto e presso a poco eguale quèlla di Cauno. Ar« pago dunque riuscì a domare l'Asia Minore e Ciro conquistò da « se stesso la superiore ». · E queste linee tolsi frammezzo a lunghe pagine fitte di nomi, di citazioni, di descrizioni, di genealogie; di successioni cli domini, di fatti guerreschi narrati con evidenza, con esattezza, con armonia inappuntabili . S.enofonte che non dimentica, se gli torna conto, il nome di un coppiere, cli un capocinque, di , un cavaliere spione, tace sul nome di Arpagol Questo silenzio completo sarebbe stato, causato per non dover c~nfessare che l'impiego dei cammell i ìn battaglia contro la cavall: ria fu idea di Arpago e noi:J. di Cit:o, a seconda delle notizie di Erodoto? Dopo aver tanto parlalo delle conquiste sui Caldei, sui Cadusi, sui Saci, e sugldrcani è possibile che Senofonte·voglia considerar· 1~ operazioni .di conquista nell'Asia Minore come non degne di speciale menzione? Eppure l'Asia Minore era la miglior parte del vasto, dominio persiano, Persiani i soldati di Arpago e la Jonia, la Caria, la Licia altrettante gemme che risplendevano nel serto regale di Ciro quando questi mostravasi in Babilonia alle turbe plaudenti egenuflesse!
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Agli am1rnti di studi storici ~ntichi in genere raccomando o-li autori cl~e enumerai in principio se vogliono ad ogni pagina d~lla Ciroped,a trovar mòtivo di contestazione pro e contro. Alcune volte i sostenitori di quella relazione sto rica si appi'1'liano ad aro-omenti ., ·cI1e, colla loro leggerezza, provano la mancanza di validi sosteo-ni al loro i::9mpito. , "' Accennai l'impugnazione del Rollin per la morte di Ciro, dettaci da Erodoto. · • . Un guerriero valoroso, intraprendente, belligero come Ciro, gw~to al ~o~mo di .sua _possanza, abituato a vivere di conquiste, ad innalzarsi sovra di esse sovrapponendole l'una aìl'altra, trova angusto il suo dominio, basso il piedistallo alla sua o-loria· e si spinge al di_là, del!' Araxe, in guena con Tomiri regina dei \1assageti, e combattendo vi muore « nè credo » dice Erodoto « che vi abbia memoria di ])attaglia barbarica più fiera e sanguinosa di questa». Nulla di J?iù conuine nella storia di queste fin.i infelici per conquistatori e guerrieri. , Il vincitore del Granico , d'Isso, d'Ùbela, ' Alessandro - altro dei conquistatori di Babiionia, f<'J, un passo falso nella corsa verso il Gange e se ne torpa in Ba.bilonia per n1orirvi, forse di veleno, nel fiore dell'età! Annibale dominatore dei Romani per ,15 anni, se non dominatore di Roma, battuto a Zama, 'finisce la gloriosa esistenza miserissimamente. E Napoleone? Ma nè lo scoglio cli S. Elena, nè Zama, nè il Gange to lgono una sol fogl ia d'aUoro alle corone di c1uei sommi. . Perchè dunque il Rollin non crede alla versione erodotea? La sconfitta patita da Ciro confro i Massa.geti, Erodoto ce la tramanda, ma non si crede di adombrare 1;erciò la gloria di Ciro, quantunque non ne faccia il panegirico. Trova naturale che un nomo vissuto in guer!'a, in guerra muoia, nè poteva credere non virtuosa la con. quista della corona della regina Tomfri, mentre il Senofonte ed il Rollin trovano vi rtuose le conqui:,te di . quelle di Creso e di Bal' dassare. È tanto bello, tanto poetico, tanto militare il far morire un o-uerriero colla picca in mano, sopra un macch io di nemici auetrati I Almeno in questo ad Erod9to si poLev:i credere; che il padre Ilo llin rifugga dal sangue, si cal)isce, ma Senofonlel .... ~
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.. Cujus .s:l1m~o in. imperio 1i~mo imqiiarn ·ve·rbum, iillwn aspe1 ~t~s a-i~divit cli~e Cicerone, scnvenclo del grande Persiano, e non. v1 e eh, I_o ~eg_ln che anzi appare manifestamente che la sua equi là, la sua aJiabt111.a e dolcezza furono grandi fattori nelle sue conquiste: ma an~he con Cicerone ammelliamo verissime le parole che eo!r mette 111 _bocca a Lisandro in risposta a Ciro Recte vero te, Cy1~e, _beatiin: fer_i0it; q1lM1,iarn virtuti tuw fortuna co1ijucta est. Jt qui il Roll1~1 :1 lamenta che sia mancata alla gloria di Ciro qualche contraneta, che alcuna non ne ebbe pur di piccolissime. Se il Roll in non avesse sposala in tutto la versione di Senofonte avrebbe trovata in Er~~ot?· ap~unt~ ltt fine di Ciro, che ca lzav~ a proposito. << Sangue s1t1st1 ed 10 di sangue t'emp io » esclamò ht reaina Tomiri_tuffando il capo reciso di Ciro in un sacco di sangue~ Poteva darsi contrarietà maggiore per completare la !rloria del arancle Persiano? " <> · Senofonte si lascia tuttavia sfuggire nella. stia narrazione alcune infor~azioni ~he pel Rollin. sono penose a credere ed a spiegare, pcrche urtanti col personaggio creatosi nella sua fantas ia tutta bontà e virtù. Le teorie sulle arti del !luerrerraiare sull'im1) ieao éleo-11· arnbasciaton , l'adoperare gli splendidi vestiti all'uso di Media. le labbra, le gote, gli occhi tinti, il diadem,t fulgido sulla fronte: la bassa adorazione delle plebi, la pessima educazione data ai fioli~oli sono pel Rollin contrarietà amare, per Senol'onte notizie i1~differenti e per Erocloto cose piane e naturali in .quei tempi di fanc iulli s~an'.1a~i, di ?ente vesti~a di pelli , di roghi per incenerire i re prigiomeri, e di lusso bab!lonese non degenere affatto dal lusso postavi da Sardanapalo . E quindi se credo in Ciro che mangia parcatamente · all'aperta cam~agna Hl comunanza co i suoi soldati, nei prim i tempi. della sua carriera, credo pure in quanto scrive Erodoto sul viaaaio cli Ciro ritornando di Lidia per muovere co1Hro gli Assiri di B:bilonia. « Il gran re poi va alla guerra tirandosi dietro dal suo paese perfino l'acqiia del fiume Coaspe che scorre vicino a Susa, essendo la sola qualità. d'acqua ch'ei be\ra. Oncl'è che molte quadrio-be tirate da muli e cariche di vasi, seguitano Ciro, dovunque ·e ;li si porti ». Raccomando quel perfino !'acqua, per chi si accinrre alla lettura 0 della Ciropedia come a.cl una lettura sto1·ica. ,
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Ciro giovanetto desina a pane e radici, ma in Babilonia i cavalli del gran re, di suo uso privato « e non inservienli alla guerra }> erano ottocento stalloni e sedici mila cavalle. Nè le lodate virtù di parsimonia predicat~~ da Senofonte impedivano che nei lontani dominì di Persia. si morisse di fame e che Ciro in Babilonia mantenesse tale una moltitudine di cani « che quattro grandi ville del territorio babilonese enrno esclusivamente destinate ad alimentarli, ed esenti per questo elci ogn i altro balzello }>Misi dir~ e~ser queste le solite notizie di Erodoto; è vero epperciò finisco con una notizia dataci da Senofonte. << Ciro p,assando la vita. nell' interno dei paesi « conquistati, d' inverno dimorava. in Babi lonia sette mesi - che « codesto clima è temperato - di primavera tre mesi in Susa: e « di r;;.ezza estate due mesi in Ecbatana: in questa guisa, a.dope<< ranch> egli, dicono che sua vita menasse tra il caldo ed il freddo « di una perpetua primavera )) . Ha, ragione il Roll in di lamentare la mancanza della più piccola contrariettd Le affermazioni di Seto Calvisio e di Giuseppe Scaligero che negano alla Ciropedia la benc.hè menomlt autorità storica e le impugnazioni di altri mo lti su vari punti di quello scritto mi fecero accorto che la qnistione militare pm·a era la meno confutata; che ~tnzi il Freret ordinava ed illustmn la battaglia di Timhrea con somma diligenza e chiarezza senza la. più piccola variazione alla versione cli Senofonte. !t ben vero che la base della .Ciropedia è la trattazione delle conquiste del monarca di Persia, ma già dissi che quella base risullò qùasi aff<)tto sepo lta da tutti gl i altri arcromenti 0 che Senofonte vi posò e sv.iluppò nel modo il più ampio . Per la qual cosa, mentre il ricamo fu l'oggetto della critica. dei più, solo pochi si occuparono del canevaccio, per modo che mentre p. es. è notissima la discussione sul matrimonio di Ciro, cioè se fatto prima delle sue conquiste o dopo, o l' altra se i Persiani avessero l'uso o meno di sacrificare all'a:perlo, o l'altra ancora sull'intuonare il Peana prima della pugna, discussioni tutte sterilissime per noi militari, quanto ha tratto invece alla milizia è poco o punto contestato, sembrando che a tale i-ignardo Senofonte presenti in sè e per sè sufficiente gRranzia di esattezza e veri lù. · 1\fo se il Calvisio e lo Scaligero nella loro esclusione vi compre.
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sero pure la parte militare, per le cose anzidetto e per le molte allre che sento di non arnr saputo dire, non saprei in modo alcuno schierarmi nel campo ad e:-si opposto. Stollo sarebbe il non ammettere che Ciro in tanti anni di do mini o e di guert'e, ed amantissimo di cose attinenti alla mili zia, non abb ia, di suo sapere, e migl iorali i carri falcali, ed inrenlate le torre mobili in ballagl ia, ed addestrati gli arcieri a combatLere stando accoppiati suVe due gobbe di un cammello; nè saggio sarebbe negare il variato ordine di combattimento, fa. disposizione delle truppe nei ranghi, la buona amministrazione nell'esercito, la giustizia posta ministra nel giudicato dei capi, la clemenr.a usata coi vinti . Ma non pertanto devesi, perchè Ciro si assise potentissimo sul trono di 13abilonia, ritenere i fatti avvenuLi nei modi narrati o per le cause volute e coi mezzi a quello scopo preparati da lunga mano da uno storico che ha per tema accertato, non la vera storia cli un monarca . ma l' esposizione delle dottri ne del suo m:1estro e sue. Quando Senofonte trnlta di cose militari pensa con mente superiore, scrive con manù maestra, insegna con sapiente dottrina: ma che crei e non narri è pure palese ad ogni periodo. È quindi unicamente sul senso storico che si attacca l'opera di Senofonte, ben sa.pendo che come maestro di cose di guerra ha in ogg i forse maggior fama che non ne risuonasse presso i suoi contemporanei. Ciro, come Semiramide, come altri parecchi, rappresenta t.ut.to un periodo storico, sintetizza tutta un'epoca, person ioca la, storia di uno o piLt popol i io tutti i suo i più srnriati aspelti . Cosi essendo la sua mano è artefice d'ogni progresso meccanico; le sue azion i il rifl esso d'ogni atto glorioso, capitale, progressivo verso la, perfetti bi~ li ti~; la sua mente ricca d'ogn i umano sapere, adorna cli ogni virtù, splendente di rag:::i fecondi. Il pas:;ato storico tace, assorbito dal presente: q11ello servi solo a costruire il presente, che è perfeuo '\'ri ogni sua parte. I nemici sono progressivamente baLLuti, i paesi loro progressivamente annessi, il dominio consolidato, il Lri°onfo delle virtù in voga affermato . Ciro è la risul tante dei conquistatori passati, l'ori gine dei conquistatori futuri, il creatore di uno sterminalo potere, cli una gloriosa dinastia, cli una epoca nuova, esuberante cli vita, di sapere, di potenza. Ciro in fasce è argomento di profezie pei Magi: fanciullo, uc-
cicle tigri e pantere come coni gli: a sedici anni balte i nemici, e sempre giornneLLo viaggia all'estero per istruirsi e portare in patria il palrim,m io di tutta l'umana sap ienza. Comincia il filosofo Zoroastro a narrargli dei suoi amori con Sei ima e della feli ciLà che gli amanti fedeli godono nell'empireo; a fargli conoscere la sapienza infinita che si scopre nella formazione degli insetti; a parlargli del grande Oromaze, del dio Mitra, di Psiche, di Erimane e del pianeta l\Iercurio. Ciro in Egiuo impara da Arnenori un mondo di cose: la , formazione cléi. sali quondo la materia eterea si insinua fra le particelle del puro fuoco e quelle ·della Lerra; la formazione dei mela Ili ; Lulta una teoria su i fuochi interni : Impara clai sacerdoti Egizi le tre efa della storia dei loro re - i sacrifici al grande Osiride ~ i giroglifici di Trismegistro. - In isparta Chitone ammaestra Ciro sulle sagge leggi di Licurgo: in ALeoe l'isitralo accoglie benignamente il giovane principe Persiano o lo presenL::t a Solone che per discorrere più liberamente coll'osp ite illustre lo conduce sull a cima di un collo & lo fa sedere ai pied i di una quercia sacra. cominciando la storia da Deucalione, parlagli dei re d'Atene, del governo degli Arconti, dell'Areopago e delle dissol uLezze sue nei suoi verdi anni. E Ciro è min utamente informalo sul come ca mminassero le cose sulla terra sotto il regno di Saturno e sollo quel lo di Gi oYe e quali cause originassero le savie leggi emanate dal suo interlocutore. In Atene. ass iste in teatro alla rappresentazione della libera::ione di Andromeda; Ciro, sbarcato a Cl'ela, e fatta una visita al laberinto cli Dedalo ed al tempio cli Giove Olimpico, delle quali rarità va famoso Gnosso, fa conoscenza con Pitagora, il saggi o di Samo, dal quale impara tutta la mitologia Greca, ed è minutamente informalo delle sue discussioni filosofiche sostenute contro Anassimadro . PiLagora gli spiegò poscia la forma dell'antico governq di Creta e dei suoi :successori di Minosse. Nel momento di separarsi dal giovane Ciro , Pitagora così gli parla« Voi dil aterete, o Ciro , le vostre conquiste, come dagli oracoli vi fu predetto . Possano gli Dei preservan i dal pernicioso veleno dell'ambizione, quando sarete inrnstilo della sovrana autoriLit 1l . Lascia to :Pitagora, il giovane principe veleggia all a volta di Tiro ove ritrova Amenofi , che lo presenta al re Ecnibale, il quale intrnlliene Ci ro cql parlargli dei negozi, del commercio e della flo-
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ridezza di quel porto. Il llamsay ci dice che Ciro in quelle conversazioni con Ecnibale « acquistò molto utili idee, e appreso tali prin« cipii di governo , che non aveva trovato fra le altre nazioni, e che « gli furono di molto uso, allorchè, dopo la pl'esa di Sardi, volle « che si baLLesse la moneta di oro, e camb iò in ispezie i tesori del « re di Lidia n . Nè contento Ciro delle nozion i mitologiche su Yenere e su Adone avute in Grecia, prega Amenosi di spiegargli il vero senso delle cerimonie fen icie. Qualche tempo dopo anelò aBahilon ia a riverire la moglie di Na.buccoclonosor nel tempo della pazzia cli questo superbo .monarca, ed in quell'occasione stringe conoscenza con Eleazaro, il filosofo ebreo che sarebbe lo sLrnmenLo del qLrnle si servì Icldio per mettere Ciro in istato di ricevere le istruzioni del profeta Daniello . Cominciò Eleazaro a. spiegare al principe la religione ebraica, la sfera dei Cherubini, l'attesa. venuta del :.\iessia, e finì co l dirgli che D1niello aveva dei libri sacri da fargli leggere nei qua li centocinquanta anni priirni Isaia aveva scri tto le profezie su Ciro e sul suo impero e governo . « Cosl disse il Signore al suo nolo, a Ciro: io riserbai la sua « destra per far cadere sotto al sno po tere le nazion i, e .fa r fuggire « in11an:1.i a lu i i re della terra. lo aprirò innanzi a lui i due can« celti delle porte, e le porte non resteranno più chius-e. [o li pre« cederò, um il ierò tut.li i grnndi della tel'l'a, spezzerò le porte di « bronzo e liquefarò le sbarre cli ferro . . . . Egli fabhricherit la « mia città e renderà liberi lutti i miei schiavi non per prezzo, nè « per ricompensa: disse il Dio degli eserciti». E qui facc io punto, e ce ne avanza mi pare per essere · convinti che nel nome di Ciro si fusero le tradizioni passale e quelle dei temp i suoi; si personificarono aVl'eni menti molteplici e sl'ariali , si accentrarono scoperte scienLiDche, dispute fi losofiche, precetti di governo, insegnameilli guerreschi, teorie sociaIi e asiruserie politiche. Si comprende che la tendenza al soprannaturale abbia avvolto la sua nascita e la sua morte nel buio, abbia tramnndaLe a noi confosament.e le sue gesta, ahbia. costrutto un Ciro con forme mitiche percbè meglio si prestasse ai voli della fantasia orientale. E noi militari cerchiamo in Senofonte un iCinerario di marcia,
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discutiamo una mossa di fianco, accettiamo per oro in verga la battaglia di Ti mb rea I Ed il Rollin, con Eleazaro, con Daniele e con l'inconscio Isaia, che centocinquanta anni clopo morto sì presta alla manorra, non sa spiegare la loro politica finissima di oLtE-nere colle profezie un alleato potente in Ciro; e con Babilon ia popolata di Ebrei che tramano per liberarsi da sch iavitù, non sa. spiegare l'apertura delle porte di bronzo se non col mezzo della guida invisibile! È forse sconfortante non poter gustare le candide pagine del Roll in, non aver fede nei profeLi , non _crederc che atl'evide.nza., ma mi consolo nella certezza che Ciro nella guerra oJTensi,·a conLro il òominio cli Creso, non si lasciò cogliere sul campo di battaglia. con truppe in numero tanto scarso, con nessun'altra risorsa da quell a infuori di cli iuder.,i in un quadrato cli carri; come son lielo· nella convinzione che la -parte militare della Ciropedia Ya strettamente ed unicamente considerala come i più considerano la rimanente, destituita cioè del carnttere storico, e le conquiste di Ciro narrate solo come mezzo per espo l're e propagare doltrine devolute alla capacità militare notissima cli quello storico che diresse Lari- tirata dei dieci1nila.
G.
BERTELLI.
STUDI FERROVIARIO-M!LlTARI
a) Trasporti di seconcla linea.
STUDI FERROVIARIO-~IILITARI 3° Trasporti i?i gner1·a (,1 ).
Dopo la radunata dell'esercito, le ferrovie rendono segnalati servizi in due distinte maniere: ci) Servono a trasportare prontamente all'esercito operante · veltovaglie, mLtnizioni, vesti, armi, carreggio, cavolli ed uomini a .seconda dei bisogni che si manifestano, ed a portarne via i malati, · i feriti, i prigionieri cli guerra, ecc. b) Si prestano all'esegui mento cli rapidi spostamenti di truppe ·da un teatro d'operazione ad un altro o da un punto ad un altro dello stesso teatro, quando siano assai lontani. Questi due uffi ci delle ferrovie soho d'indole affatto diversa fra loro: il primo può essere permanente, il secondo ~ sempre eventuale; l'uno risguarcla il funzionamento dei servizi di intendenza, l'altro invece apparlipne alla categoria delle manovre di guerra. Mal si potrebbe pertanto istituire un paragùne fra loro e precisare quale dei due abb ia maggior irnportam:a. Tutti e due però influiscÒno .sull'andamento delle operazioni, pòicbè la facilità dei rifornimenti mantiene sempre completamente atto alla guerra l'esercito e gli conferisce maggior libertà d'azione; e la possibilità di potere spostare rapidamente considerevoli forze per parare ad attaéchi -eventuali, permeLLe di· non immobilizzarle permanentemente per tale scopo e consente quindi un migliore impiego di esse. questa parte procurerò cli esaminare parti tamente l'uso delle ferrovie per gli accennati due scopi , trattenendomi un poco di più sui trasporti cli rifornimento, dei quali non avremo più occasione di parlare, mentre che i trasporti strategici formeranno oggetto di uno studio speciale.
In
(1) Seguito dello studio li I. Vedi Rivista Jlfilitare, luglio 1881.
Le ferrov ie hanno apportato nei mezzi di rifornimento di un esercito le stesse facilitazioni e vantaggi arrecati al commercio: rapiditàdi trasporto e grandezza di masse trasportate con piccolo ingombro. Qualora sia pdssibile disporre alle spalle dell'esercito di una ferrovia che lo colleghi con centri di produzione o di commercio anche· assai lontani, nulla può mancargli : vetto vaglie, munizioni, armi, tutto può affiuirvi facilmente e prestamente. - È per questo motivo ben più che per la facilità. di radunarli, che le ferrovie hanno influito a sviluppa.re e a mantenere quell'ingrandimento de~i esercili moderni, che altre cause hanno: prodollo: senza le ferrovie infatti i <">"Tossi eserciti potrebbero formarsi e riunirsi, ma difficilmente potrebbero vivere, poichè sarebbe impossibile, colla poca: potenza, di trasporto delle vie ordinarie, provvedere ai bisogni, og. gidì fattisi ,relativamente ancora più grandi, delle grosse masse che li costituiscono. Di tutti i rifornimenti il più importante per enti tà e per continuitit è il vettovagliamento, che è anche il solo cui si può provvedere colle risorse dei paesi occupati. Ma con queste un'armata, che non possa spostarsi, non può vivere che un numero limitato cli giorni, il quale sarà tanto più piccolo quanto più il paesè sarà o poco popolato o esaurito da precedenti occupazioni, e quanto più la pros· simiti:L del nemico restringerk la cerchia di requisizione. Dopo un certo numero di giorni cli viene impossibile permanere anche nella contrada la più fertile, se alla sussistenza deWesercito non si provvede con l'inviò di viveri o di derrate, tratte da apposi Li magazzini ,. stabiliti sul di dieLro del fronte di operazione. E dai depositi del proprio paese bisogna in qualunque c,lso trarre, sebbene cori maggiore inlermiltenza, le munizioni, il vestiario, il materiale d'as~edio, ecc. e verso il proprio paese bisogna inviare i malati e i feriti, disperdendoli in vari luoghi, per évitare il facile sviluppo di morbi più micidiali delle battagl ie. I trasporti necessari a· questi diversi servizi potrebbero farsi per via ordinaria, anche quando trattasi di arandi eserèi ti, anzi generalmente si sarà quasi sempre costretti' a r:rli in tal modo per lunghezze più o meno considerevoli: ma i,
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mezzi che essi necessilano divèrrebbero esorbita1Hi, se la distanza da percorrere SLl Yia ordinaria fosse molto grnncle e se presto la fer·· roviri. non venisse in suo soccorso . Assai più che l'entità dei trasporti influisce infaLti sulla clifGcoltà. loro, sull e vie ordinarie, la clistnnza . da percorrere. I principali vanLaggi che le ferrovie hanno apportalo nel fun zionamento dei servizi di seconda linea, possono riassumersi nei seguen ti: •1° Grande allontanamento dei g1·ossi -maga.:r.:rini di approuvigi~namento dalla zona di opera.:rioni . Quaido la l'errovia colleg,t le armate coi loro magazz ini principali cli approvvigionamento, questi quando pur fossero a 200 0 300 chilometri indietro, sarebbero sempre più prestamente utilizzabili di quanto polrebbero se, col collegamento per via ordinaria, fossero a GO od a 80 chilometri soltanto. - Di qu i la convenienza di scegliere• per l'i mpianto dei depositi centrali quei siti che merrlio si • e, prestmo per sicurezza, per prontezzfl. di acquisti o di produzione e per mezzi di conservazione, senza troppo curarsi della vicinanza al l'e:;ercito. operante, la quaie diviene condizione secondaria e·potrebbe anche essere dannosa in caso di rovesci e di precipitala ritirata . Il g~nerale J om i.ni '. nel suo celebre Précis de l'art de la guen·è, a p1:opos1~0 del(e ba si d1 oper?zionc, dice: << Toute base puur etre parfa1te ~01t 01Tr1r cl~ux ou tro1s places d'une capacité suffisante pour y é'.a!)lir des ~ag~.sins, cles dépòts, etc. ». C?lle fen·o,·ie questa con~ d1z~one non e pm _slretl~t~e,.lle necessaria: i magazzini possono porsi al sicuro tenencloh assai md1et.ro dalla base d'operazione nell'interno del paese. Le piazze forti sarà bene vi siano _per a[orzaro Ja base clifensiva dell'esercito, e sarà pur bene che siano fornito di buoni magazzini pe~ sopperi.r~ all'occasione ai bisogni delle truppe di tl ifesa : ma che tal , magazzini debbano essere quelli di rifornimento dell'esercito, non è più necessario. La base di approvvigionamento ordinariamen_to 1~?n coinciderà più colla base d'operazione, ma potrà essere assai pm anelrala; e potrà. avvenire che i treni ferroviari diretti all'esercito ottraversino la base d'operazione .senza neanche arrestarvisi, e lo tolgano così qualunque rnlore che non sia inerente alla sua posizione strategica ed aJJa sua fo rza tattica .
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2° Facilità grande1nente acc·resciuia di costi,tnire gmnd•i 111,agazzini di approvoigionamento e conseg1iente dùninii.:rione del ·vcilore di qiiesti . Una volla la lentezza e la poca potenza dei trasporli rendeva assai cli('(ìci le la formaz ione cli grandi magnnini ; perché, volendo estendere l[t ricerca dei generi necessari in vaste regi on i, richiedevasi molto tempo e grandi mezzi cli trasporlo, e se si limitavano gli acquisti a risLrette zone, nllora, pur stremando ogni risorsa delle popolazion i, non con!'. cguivasi che assai ra ramente di l'accogl iere quanto bisognaYa. Tale difficoltà di formazione clava grande importanza. ai magazzini costituiti, perchè essi riunivano tutte le risorse su cui un esercito, dopo aver esaurito il paese occupalo, poteva contare. - Ora invece le ferrovie, ramificandosi in ogni parte, chiamano Lutto il proprio paese a contribui re in ciò che occorre all'esercito e prestamenLe portano su punti conven ientemente scelli quanto in ogni regione è stato raccollo. Quanto ai mezzi, essi sono quasi insignificanti rispetto alla grandezza dello scopo che si consegue: bosti l'osservare che una. sola linea a semplice binario può bastare, se esclusivamente impiegala in ciò, per accumulare in tre giorni un mese cli vi veri per un'armata di 100 mila. uomini e 22 mila cavalli; e siccome i depositi central i si collocano generalmente alla confluenza · cli Yarie linee, ne risulta che in un sol giorno si potrebbe ora costituire un grosso magazzino di vellovagliamento, alla fo rmazione del quale non sarebbero bastale, senza le ferrovie, varie settiman e. L~ prontezza con cni si può raccogliere e la facilità con cui si può trasportare quanto giornalmeolc occorre all'esercito, banno evidentemente diminuita l'importanza dei grandi depositi d'approvvigionamenLo, i qua li non possono più avere per l'esercito quella preziosi Là quasi asso luta, che pel passato loro si annetteva. Le ferrovie hanno reso possibile di considera.re l' intero paese come un permanente grandissimo magaizin o, rispetto al quale i depositi centrali delle armate non hanno che un'importanza cli piccoli serbatoi. a valore delle sorgenti. di approvvigionamento dai grandi maga;;.zini è pa.ssato aU.e ferrovie, e quelli non sono più elle LLn organo necessario di buona amm ini strazione ecl una gara.nzia di regolarità dei rifornimenti . Benchè infatti le vettornglie, le munizioni, ecc. possano essere tratti direttamente dalle viscere del paese, non sa-
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rebhe prudente il vivere così alla giornata, senza opportuni serbatoi, che ammortizzino le perturbazioni dei rifornimenti, quali possono risultare da speciali condizioni dei merca.ti o da impedimento dell'uso della ferrovia, sia per guasti che la sua fragilità non rende che troppo probabili, sia perchè completamente assorbita da altri trasporti. La previs ione del! ' entità delle peeturbazi on i possibili,, dà la misura della grandezza dei magazzini che convie~e costituire. 3° Possib'ilità di iina reale dispersione clei ,m,alati e feriti . (< Sono oramai note a Lutti le tristi conseguenze dell'agglomerazione dei malati e feriti in un dato luogo ed i pericoli, più gravi delle ferite stesse, che minacciano codesti individui. All'infezione derivante dalle emana,zioni cutanee e po lmonari, si a()'()'iun()'ono nn <? , trattandosi di feriti , i prodotti di decomposizione dei liqpidi segregati dalle piaghe, atti a corrompere l'aria e quindi a generare e diffondere còntagi e miasmi péricolosi e a sviluppare morbi indicati col nome di morbi nosocom,iali. La piemia, la risipola e Ja gangrena d'ospedale appartengono a tal sorta di morbi e quanto la loro comparsa sia infesta in un ospedale da guetTa'ì1on è mestieri che qui lo ripeta. - Ogni ferito grave, dice Esmarch , porla con sè i germ i che possono dare origine e sviluppo a tali malattie; ma cotesti germi poco mo lesti allo stesso individuo, diventano pericç,losissimi quando molte persone sono riunite sotto il medesimo tetto. - Sembra che la intensa mescolanza di diversi prodotli di decomposizione ne accresca immensamente gli effetti deleteri. e, Al giorno d'oggi non v'ha chirurgo che disconvenga essere di. importanza maggiore sull'andamento' e guarigione ~lel!e ferite le condizioni degli ospedali, che gli atti operativi . Ora invece di escogitare nuovi processi e metodi tendenti ad aumentare ht numerosa serie di cui va ricca l'odierna chirurgia, bisogna rivoìgere tutte le proprie eme all'igiene clei feriti, onde arrestare in genere i morbi infettivi che compromettono spesso l'esito delle più felici operazioni » (1). · Le guerre moderne, a motivo delle grandi masse di combattenti e del rapido suc,cedersi delle battaglie e dei combattimenti, produ(I) La cl1spersio11e dei malati e fe·r iti ,f a guerra ed -i ti·eni ospedali, del capitano medico D1 Fzos (Giornale di medicina militar e, anno 1$79, pag. 628).
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cono in breve tempo un gran numero di fer iti; e d'altra parte le influenze tell ul'iche, l'azione prolungala del freddo o del caldo, anche in circostJ-nze apparentemente favorevo lit contribuiscono, all' infuori di ogni epidemia, ad aumentare il numero degli ammalati ed a popolare gli ospedal i. Se poi un esercito è costreUo a stazional'enel medesimo luogo, se la guel'l'a si prolunga con fo rtuna varin,se le eond izion i materi,tli d'esistern:a dtvenLano difficil i, allora si vedono sorgere e propagarsi fac il mente frn Je Lrnppe dei germi epidemici originati snl posto (dissenteria, febbri tifoidee, scorbuto) (,J ) o importati da lungi (cholern, vaiuolo) , , · (< Ad ovv iare quindi al pericoloso ingombro degl i ospedali di guerra di pl'ima !inea e ad impedire l'origrne e Ja di[usione dei germi morbigeni enunciali, giova la dispersione dei maiali e feri ti nel l'interno del pitese, eseguita su hwga scala, come ne abbiamo avnto l'esempio n~lla guena americana, nella franco-germanica ed ultimaiùe11te in quella Lur·co-rnssa. Questo principio, guardato dapprima con una certa diffidenza dai militari pel timore che individui colpiti da 1mlnttia cli rapida guarigione, si fo~sero sott1·alLi facilmente al loro dovere, all ontanandosi per lungo tempo dalle file dell'e~ercito, ha guadagnato prontamente molti proseiiti, talchè ora non v'lrn più alcuno che ne disconosca gli innumernvoli vantaggi » (2). Una vera cl'ispersion~ non si potrebbe però fare son;::a l'impiego delle fol'rovi e, infatti essa, non è mai stata possibile prima della loro invenzione e prima che a loro si ricorresse. Mediante le fer1·0,1 ie si può ora far in modo, che non restino negli ospedal i da campo che . i soli fer iti gravi non trasportab ili, e siano così tolti agli amma. lati stessi , e più ancora alle truppe, i perico li r1sultanli da grandi agglomerazioni formanti Con Li d' infezione; che immediatamente a!Je spali-e delFesercilo non siavi ingombro di non valori; e che i mezzi sanitari di cui esso dispone non siano distratti dal loro \1Hìciò normale. Col!' invio nel!' interno del paese élei feriti e dei Inalati, si
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(!) Nel 1S70 l'armata di investimento di Metz., la quale stazionava su un campo g remito d i cadaveri, che le iucCS$ll nti piogge del settembre avevano in gran numero messi allo scoperto, vide dfradare le sue fìlc d~lla dissenteria e dal tifo ed il numero dei malati sall sino al J5 per cen to. . (2) D1 FBnn - ltivista lifedica citata, •
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of):re a questi una cura di gran lunga superiore a quella che avrebbero pnLuto raccogliere in mezzo alla confusi one ed .all'ingombro del teatro di opei'azione, e si possono usufruire le poten~i . risor:;e della carità cittadina, mostrando al soldato che la palna non abbandona. coloro che per es~a diedero il loro sangue o ;'acrificarono la loro salute. . · , I trasporli a braccia o con vei coli d'ambulanza sen'ono per le brevi inevitabili distanze dal campo di battaglia ai luoghi cli medicatura e da questi agli ospedal i od alla più vicina s~azione di fer- . rovia. Dopo, la parte del lavoro ancor rimanente e che è la più grande, vien disimpegna.La. dai treni ferroviari ordinari ed in parte dai treni -ospedale, con i quali i feriti possono essere trasportati p.er vari giorni di seguito senza interruzione della loro cura. 4° Soppressione di 1m'ingente q·uantitcì di trailno sulle linee di tappa. • Questo vantaggio, unitqmente a quello d~lla maggior celeri tà di trasporto, ma assai più di egso, dà la misura clei vantaggi ~h e si lYO'ono dall'impiecro delle ferrovie nei servizi di seconda linea, l ·i tra.()t'> V quando esse si spingono fin presso alle trnppe: chi ha presen ti le dedu;:i oni. risultanti cla.l paragone delle ferrovie colle vie ordinarie fatto nello studio I, ne può facilmente apprezzare il grande valore. Vedremo .fra breve che il solo rifornimento viveri· ad un'arma.La ,di 1100 mila uomini e ~2 mila cavalli (3 corpi d'armata ed 1 divisione di cavalleria) pùò richiedere, se fatto con ferrovia, un paio cli treni al giorno, movimento aITaLto insignificante per qualunque linea. Se però il vettovagliamento dovesse farsi con trasporti per via ordinaria, oltre ad un grosso convoglio di buoi, occorrerebbero (quasi sempre più che meno) circa 300 ·carri a due cavalli, cioè un convoglio di 300 carri e 600 cavalli. s e·supponiamo ora che il deposito centrale sia a tre marce dai servizi cli ,1n linea (65-75 chilometri), anch e non teo.endo nessun conto della parie di carreggio e quadrupedi necessaria come riserva, un sà·vizio contimiato e regolare richiederà sianvi sempre tre convogli carichi in andata ed al Lri tre vuoti in ri torno, cioè un totale cli ·~800 carr i e 3600 cavalli ! Questi numeri crescerebbero in ragione di 600 carri e '1200 cavalli per ogni giornata di marcia in più, che esigesse la distanza clei depositi dall' esercito. ·
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Bisogna figurarsi l'ingombro e la confusione che ques~i lenti e crossi convooli di bovi e di carreggio in · doppio senso producono :ulle li nee di tappa, per valutare tutli i vantaggi di una ferrovia immediatamente alle spalle dell'esercito o per lo 'meno a lui prossima , e questo astrazione fatta dal r isparmio di tempo e cli forza che dal suo impiego risulta. - Che se poi pensiamo a quanto avviene in circostanze speciali, come dopo una battaglia, quando devono farsi rifornimenti straordinari di materiale da guerra,· di muniiioni, ecc. e devono farsi sgombrare i feriti_, e se imaginiamo · il danno e l'ingrato spettacolo dei lunghi e pur sempre insufficienti convoali che li trasportano . . . allora il concetto · dei servizi che una f:iTovia può rendere si fa sempre più grande e $empre più giusto. AO'li enumerati vantaggi dell'impiego delle ferrovie fa contrapposL~ il grave inconveniente del perico!o se~npre _assai_ pr?babi!~ d'interruzione del servizio. Esse sono 10fatt1 strumenti s1 fragili e si complicati che ben poco basta a guastarli, e l'audacia di un sol uomo può talvolta arrecare gran danno acl un'armata intera, quando invece i pesanti convogli delle vie ordinarie non temono gli insulti dei pochi. . L'importanza di una ferrovia alle spalle dell'esercito è tanta'. .che il renderla inservibile al nemico diventa scopo importante cli ardite operazioni. La cavalleria in pianura e le truppe alp!nè nei siti montuosi, hanno qLti un bel campo aperto alla loro azione, e nessun scopo può essere migliore per un'ardita scorreria. Riuscire sia con lungo gi ro, sia per sorpresa o per forza a penetrare {lietro le linee nemiche e spingersi arditamente verso la ferrovi a, senza lasciarsi sviare da scopi diversi e senza curare il proprio pericolo; cacciarne i guaàliani e far saltar le opere cl'~rt~, pro_durre frane , distruggere tutto quanto si incontra con rab·bta '.ntell1gente in modo cla rendere. inservibile la linea per qualche settimana.... ecco il piano di una brillante operazione che p~ò. c~~r nome a chi sappia èonch1rla a buon fine. - Al ritorno da s1m1h lffiprese non clev~ pensarsi che dopo averle compiute:. q_uan~'anche,. c?me può essere probabile, il tornarne fosse imposs1b1le, 1 coragg1os1 che le intraprendono sanno che l'avere gettato il disordine alle spali? del
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nemico e l'avergli rE)cato danno grandiss imo sono compensi sumcienti alla loro libertit od alla loro vita . - La guerra franco-germanica non ci ha mosLrato che un solo esempio di si mili scorrede all'in izio delle ope.razion i (·I); ma q1:1elte fuLure saranno assai più feconde di imprese contro le fe rrovie, anche perché la stessa guerrah1t mostrato a qual tenue. fi lo fossero affida le la salvezzà. tlell'eser::cit.o germanico e la riuscila delle più importanti operaz ioni. Quando la guerra è portata sul territorio nern.ico, le ferroviesono esposte non solo al pericolo cli scorrerie di truppe regoìar i, ma ben anche a quello di attn.cchi da parte di hunde di volontari, oppure di .r isoluti, patrioti, c.he pospongano ogn i ~lt.r~ consiclernzion~ a quella. di ·nuocere al nem1co del loro paese. Se ,e operazioni s1 svol gono fra popo la,,ioni r isolute, l' uso della fe l'rovia può divenire imp;ssibi!e acl un invasore, poichè ad ogn i momento pochi individui pos:,;ono cagiona.re dan ni, che esigono molti giorni per essere r iparati. L' invasore potrit fare fucilflzioni in massa, potrà mettet'e taglie da guerra, inr,endiare paesi , mn. non canceller à. in tal modo · i dann i patiti, nè potrà esimersi dall'impaccio che il timo re di altri danni gli arrechel'à. - Buon ])Cl' lui se riuscirà a seminare il ter· rore e ad impedire così nuovi attacch i: se la popo lazione cede, ginstificherit il suo operato. Ma guai a lui se troverù. uomini coraggiosi ch e comp rendano che alcun i paesi e anche molte vite non valgono la patri a, cd energic,imen te e tenacemente procnrino cli spezzargli fra mano l'arma potentiss ima di cui si gio va in danno di lei! Oua.lora si r iesca a. mantenere l'invasore slacr,ato dal suo suolo, tnt~ le sue opcrn.zion i ne risentiranno impaccio ed egli dovl'à. con( I) T.,e c o m uriiC37.ÌO!lÌ dei l;'rancesi fui'OI\O 3SSai SpO.SSO intCt'l'Otle dnlla CJrn! l~ri!l tci.lcs.c~ opel'an,e da,.anti 0 1 grosso Llc!lc nrnia w , nia un solo fatto ha 11 ca rattere dt scor:·eria, del rnro 1·aid., ed e quello comri1no doi Tedeschi la notte doi 23 luglio 18i0 pe,: mter~ r o mper e la li nea Hagenau-Sarreguemines, collega nte 11arallelamcnto alla fro,w era I grnpp1 di ro,·r.c francesi, che si sarcbbel'O 1·ispeuivame nte 1·oduna ti attorno a ~JeLz e a Strasbu1·go. Nella nol te dal iS al 19 lt1gl10 pervenne a Sa,1rbrUck l'ordine cli inte1Tompere tale linea. f ul'OnO sce lti all'uo110 30. ulani dlll , 0 reggimento, sotto g li ordini di un u i!ìciale, i quali partirono subito per Oeux Pon ts; là si aggregarono due ingegneri chiamali da Neun~ kirchcn ed nlcuni opera i minatOl'i. e la sera del 2-0 parti,·ono· con due c<1rr1 porta nti glt utensil i e :;li opo,·ai. - l,a vigilìrnr.a degli ,1ramposli f,·ancesi im pedl per due sel'e !_'opera-: zione. Dopo apposita ricognizione fu 1·iprcso il te nto ti vo la notte del 23, _senza cat'l't. o tutlt 3 cava llo, gli ul3 ni attaccarono e respinsero gli ;,vamposti e gli operai lll'epal'arono intanto Je mine che fecero salta re dopo poco rovina udo \t n viadotto. Kcllo · $tesso tempo parte de.gli ulani e.on dina:nite scon rolsc gran tratto dt via. All'accorrere dei Francesi il distac-· mento si ritit·ò al galoppo sema perdere un sol uomo.
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FEHROVI ARIO- '.l.1lLITA fi l
sumare mollo tempo e molte fon:e pe1' ripa.rare a.i guasLi e per provve-. derc, se lo potrà, all a sicurezza dell e sue comunicazioni ; frattant.o la d ifesa, èhe !Ja invece il libero uso di qw,si iuu.a la reLe del paese, ptlò r iordinarsi, radunare nuovi contingenti e nuove armi e opporre al nemico -eserciti che conti nuamente si r in novell ano e si afforznno_ È qt1e.sta umt co ndizionf che meritfl, di essere ri levata: le fe1'?'01;ie hanno affo1',mta oltre1nodo la clif'esu degli Stati, senza m.olto giovare alt'attcicco, cu i un 'azione previdente ed energica può renderne impossibile l'uso sul teatro d'operazione. La campagna del ·l 870-7·!, nella r1rta le le fe rrovie resero seni zi eminenti ali 'esercito german ico , sembra contraddire alla seconda parte di questa proposizione , put' essendo un 'esempio lum inoso della pl'i ma . Ma. se i Tedeschi Lrassero tanto partito delle linee conquisLate, lo si clere sopratutto , dapprima all' incoscienzn. ~el. ''.nlore loro da pane deli e truppe francesi, eppoi alla. nessuna m1zint1va delle popolazioni assoggel.L aLe. La Frnncia ha. mostrato una. grande· vitali tà nel rilent.are, caduto l'impero, la riscossa dello stran iero: ma Je popolazioni della Lorena e della Champagne mancarono di ener<>in. patr-i ottica , la loro resistenza pas:1iva alle prestaz ioni d'o· 0 pera, fu affollo mediocre, e n~lla .fo da loro .tenta Lo in_danno dei_ Tedeschi . Ta li ,sono le vere ragwrn dei grandt vantagg i che questi poterono trnrre dalle strade fe1Tnte: la lorn razionale e potente organizzaz ione militare, che provvedeva alla co~tiLuzione di appos it') personale Lecn ico e di solide truppe cli seconda. li_nea,, ha certamente nÌollo con Lr ibuito; ma essa sllrebbe stata. msnl fic1en te agant:1 Lirei mezzi occorrenti per l'i nLt'apresa di gigantesche operazioni, · se l'insipienza. e l' inerzia dei lo1·o'nem ici nonfosse1:o ~'~n~1te in loro aiuto. Un r11pido sgt1ardo agli avvenimenti che si r'.fer'.scono allo sta bi Ii mento delle éomunica7,ion i alle spa Ile dell' cserCJLo ima.dente, chiarirà Jn veri tà cli quest'asserzione . L'esercito tedesco fin pt·ima clcll' i1westimento di ì\ietz (fìn dal 12 agosto) po t.è disporre li beramente dcl ~a . fcrrnvia Sa,1'.'bruck-Metz fino alla stazione di I<'aulquemont, eppoi frno a quella di Courcell es , assai vicina alla piazza, e così gli fu possi bile pro vvedere senza molla di ffico ltà a tulti i ri fo rnimenti ed ai trasporli di materiale o~cOL'renti alle Lmppe di investimenLo, allo. sgombe'.'O dei numeros issimi mnJati e feriti, e all'inv.io cli rinforzi dalla Germania in com-
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penso delle gravi perdite subite dalle truppe n~lle battaglie attorno a l\fotz. A sbarrare presso la frontiera con opportuni fortilizi una linea di tanta importanza nessuno aveva pensato e nessuno_pensò a distruggerla seriamente prima di abbandonarla al nemico, La sua poca lunghezza, trattandosi di provvedere ai rifornimenti necessarr ad un'armata di 160 mila uomini, non ne rendeva meno !,prezioso il possesso ai Tedeschi, che poterono mediante tal linea alleviare d'assai le privazioni cagionate loro dall'insufficiente sviluppo della rete renana, cngione di incagli con~iderevoli nel vettovagliamento delle diverse armate. Qualora i trasporti di viveri, munizioni, ecc. avesgero dovuto farsi per via ordinaria oltre Saarbriick, le difficoltà: del vettovagliamento sarebbero state enormi e.d i mezzi sarebbE:ro certamente mancati, se si giudica della quantità. grandi ssima di traino che fu necessario pel servizio delle truppe dalle stazioni teste di li nea (,1) agli accantonamenti. La ferrovia di Weissembourg per Nancy fino ai dintorni di Toul, cadde purè in potere dei Tedeschi senza altri guasti che quelli da essi stessi fatli per danneggiare le comunicazioni dei Francesi . I grandi tunnels dei Vosgi furono ab bando nati senza neppure pensare a romperi i, cosa che parve sì strana ai Tedeschi, che non vi potevano prestar fede e supponevano ch'essa nascondesse un'insidia: la loro gioia fu ben grande quando ebbero la sicurezza di possedere la piena libertà di passaggio! - Quando si considera che fino all'apertura della ferrovia pr()vvisoria da Remilly a Pont-à-1\'.Iusson, costrutta per girare la piazza cli Metz, cioè fino verso la fine di settembre, la )inea attraverso ai. Vosgi è stata la sola cpmunicazione colla Germania, di cui poteva disporre l'esercito assediante Parigi, e che tutti i grandi rifornimenti a questo necessari e tutlo il materiale d'assedio è passato per tale linea, non si può a meno di restare stupiti di tanta imprevidenza da parte dei Francesi; ed il pensiero corre naturalmente all'ipotesi del differente andamento, che probabilmente avrebbe preso la guerra, se quella ferrovia fosse stat..-i, come lo poteva, interrotta per alcuni mesi. Un esercito sì straorçlinariamente grande non avrebbe avu to per molto tempo nessuna comu1
(IJ Courcelles per lo truppe della I armata e Henry e l\emilly per quelle ,della II. E da queste stazioni alle truppe dislocate sulla sinistra della Mosa, che le diC!icoltà di traino furono assai grandi.
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nicazione potente e celere. colla madre patria, ed il suo stazionamento sotto Parigi e l'investimento di questa città sarebbero stati forse impossibili. Prima dell'apertura al servizio regolare della linea provvisoria Remilly-PonHt-Mussop, cadeva il .23 settemb re la fortezza di Toul, che sbarrava la fe1·w\•ia da Nancy a Parigi: .il tratto cli questa fra Toul e Nauteuil-sur·Marne era già stato riattato dei piccol i guasti subiti e c·osì a tal epoca potè stabilirsi una comun icazione in1ute1:· rolla dalla Germania fino a c.(Uest'ulLima stazione. A Nautenil-sur-Marne si riscontra il primo guasto serio che i Francesi abbiano cagionato alle linee abbandonate, l'osw11zione cioè, di un tunnel, che non poté essere riaperto e che obbligò i Tedeschi a intraprendern la costruzione di apposita linea per gi· rare'l'altura in cui era praticato. L'interruzione del tunnel cli Nauteuil creò ai Tedeschi un ingombro indescrivibile. Per ciò che riguarda i rifornimenti delle varie armate, siccome la stazione cli .Nogent-l' Artaucl assegnata in principio per lo scarico dei viveri, malgrado i miglioramenti apportativi, non serviva che per lo scarico dì poco più di 30 vagoni, • mentre ve ne erano più cli 100 da vuotare giornalmente, così fu necessario di assegnare come sussidiarie le stazioni di Chateàu Thierry (armata della Mosa), Épernay (divisioni b,waresi e wurtemberghesi) e persino Chàlons; da queste stazioni , assai lontane dalle trnppe, i trasporli seguitavano su cattive vie ordinarie per alLri tre o quattro giorni. Per quanto poi riguarda il trasporto del materiale d'assedio per Parigi, ecc0 come il maggior W. Blume, addetto al grande stato mauiziore prussiano ( 1) descrive le difficoltà incontrate: « La o ~, . cc grande difficoltà. dell'attacco contro il fronte sud di Parigi, stava cc nella considerevole distanza clel fronte cl'ahacco da Nanteuil« sur-Marne, la più prossima stazione di fel'Ì'ovia. La ·s~rada or« dinaria da Nauteuil a Villacouhlay, dove si doveva stabilire « il parco cl'assedio, ha una lunghezza di 83 ch ilometri con alcuni « passaggi abbastanza difficili . I carri impiegavano 8 giorni per 1
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(1) Le OJ>eraiioni cle!7li eserciti tedeschi dalla battaglia .cli Sédan fino alla fin e della
guen·a. - Traduzione di D. Ton~AGUJ, pag. !G).
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un giro su questo tratto (andar caricaLi a Yillacoublav e riLor-
« nare vuoti). Ln neve, le strade gèlate e le rnomen tan~e roLture
« del porite di barche presso Villeneu,,e, cagionate dal ghiacci·o trascinato cl alla Senna, col contin un.re successi rn dei Lrasport i, prolungarono più tardi no tevolmente tale lasso di tempo . L'at« tacco conLro il fron te sud, secondo il piano stab ili to, non poteva « comi nciare fino a tanto che fossero a posto almeno 250 pezz i di « assedio col primo muni7,ionarnemo, Yale a dire 500 colp i.per ogni << pezzo. !?atta asLrnzione dagl i specinli mezzi di trasporlo che si « ri ch iedevano per i grossi pe7,zi, occorrevano cit·ca 5000 veicoli « per il traspo rto del materiale da. paio] i, delle mnnizioni e degli « accessori . In Udi condi7. ioni, per putere .in qualche maniera ef« fettuare il traspo rto del materialo da .NauLcui! a Villacoub lav sa,« rebbe occorso un nurnero assai grande di cani e di cavai.li ;da t« tttti . Finchè la ferrovia non ave~.se poLuto portar più vicino qu::mto << abbisognava alle annflte, queste non potevano somministrare · « che qua lch e parigli a delle colonne munizi oni, ma carri no asso« lutamente. Ad utilizzare la fe rrovia pel trasporto di veico li e di « cavall i dalla Germania, non ci si poteva pensare a cagione delle << alt.re urgemi sped izioni, cui a,ppena bnstava l'unico. fe rrovia esi ·· • « stente. Si dòvette perciò cercare di riun ire carri e cava lli del «paese ... . . )). Siccome però i ca1Ti a qua Uro cavalli sono assai rari in Francia, e, dei cani a due ruo te, i p iù piccoli non erano abb,btanza forti pel l.rasporto delle posan Li munizioni e i pi ù gro,ss( r ichiedevano cavalli alti e robusti, dei quali assai pochi t.rovavansi ancora in pae.:;e, essendo stati per lo più portati via. dagl i a biLan~i stessi; così, costretti ad imp iegare i piccoli cavalli ::lie le armate pol'tavano seco loro e che si fiaccavano in gran qL1antith sol.lo i pesanti carri requisiLi, i trasporti procedettero con gran lentezza ed al princip io di novembre si era bensì r iusciti a condurre tutti i pezzi al parco d'assedi o di Villacoublay, ma ancora non vi era gi unta che una quanti Lit insi 0c,nifican te di munizioni . « La UI armata non aveva potuto'raccogliere pel ira sporto del le « munizioni che 300 carri servibili, dei quali 84: sollanLo a 4 ruote. « Si avevano bensì in vista alLri '1000 veicoli da l'equisire in di« verse parli e l'avanzare clella I e II armala di ede occasione dì far « <e
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F ERROVIA RlO- )ilLIT ARI
« in paese ulteriori ricerche di cani , ma dieLrn l'esperienza folta, · « si po Levn appena sperare di riuscire con ques(o mezzo allo scopo . « A.nàie dalla oramai imminente apertura dell a ferrovia fi no a. (( Larrnv non v'era da aspettarsi un essenz iale acceleramento nel o J . . " « trasporto delle munizioni, poichè lc'.tto il pn n:o m~m~r~name1'.to, « clal cu i trasporto a Villacoublay dipendeva il pnnc1p10 dell at(C 1.:1cco, ~ra. giit stato scarica.Lo a NanLeui l; inoltre i _ cavalli e cnrri « delle colonne vi veri . di parte clei quali si creden cli poter disporre « dopo aver portato più viciiìo il punLo di scaricamento dalla fer« rovia, ernno tcdmenie ridotti cli -nurne1·0 pel /'orzato la1Joro pre« cedente, che non si poteva lYiù sottrarne alcuno . « In Lali cit·coslanze bisognò finalmen te decidersi a formare in « p:ttl'ia dell e colonne da munizi oni speciali p~r l'a1yg1ie_r} a d'as(< sedio ecl n farle veni1·e a poco a poco per lerrcmn . C,o parve « tanlo niù necessario, perch è anche dopo l'arri~'O clel primo mu« nizion~'lmento, hisognaYa che fosse assi0urato l'invio regolare cli « ulteriori munizioni prima che cominciasse 1'a,ttacco , od a questo « sr,opo, compresi i carri pel servizio tra il parco e le batLer:ie, fii« rnno impiegati, 1750 'veicoli ». . . · · Le colonne da. trasporto delle munizioni fatte yenire dalla Germania furo noI 2./i·, ciascuna cli kO·carri a ti.- cavalli (960 carri a 4. , . • • nwLe). Anche il :rnmero dei mezzi di trasporto 1:equ,s1t1 1n pa.ese aumentò i'n graz ia. agli sl'orzi,delle armale operanL_, nel nord esul!a to irn. e con quelli si formarono delle colon!l.e, sernt.e da compagnie del treno appositamente 1nr)biliz;mte . Fra Villacou_b(ay? Nautenil '. e piLt lardi Lagny, fu organ izzato un regolare se~·yi;,;'.o eh trasporti a r icambi (relais) e cosJ per la fine dell'armo s, nusc1 lt Lrnsportare a Vilifl.coublay il ·1° munizionamento (500 colpi per pezzo) e acl assicurare l'ulteriore invio delle. occonenti mnn i;,ioni . Il trasporto del parco d'assedi o avea cominciato sulla Iì'.1e cli set~ temb re, dopo la cadL1La di Toul: furono achmque necessari tre mes'. per effettuarlo, e cli ciò fu causa precipua la rotLura del ~u~ne~ ~1 Nanteuil. - Cosa sarebbe avvem1to se, oltre che a Nanteuil, ,a fe1rovia fosse stata inlerrotla in uno o due altri pLlnti più addietro~ Devesi notri.re che sempre fino al 2 1 genl'1aio ;J87 !, nel qual rriorno fo riaperta. al servizio la Jinen ::\ictz-Th i(1nvill e-)1ézièresReims, 1.uLl<~ !e comunicazioni ferroYia ri e élelle arma.Le tedesche 1
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S TU DI
immettevano da una parte e si staccavano dall'altra dall'un~co tratto · Frouard-Chà.lons e più tardi Frouard-Blesme, e che pertanto un guasto cagionato in questo tratto avrebbe privato tutte le armate del necessario, che giit ricevevano in misura assai scarsa. - I Francesi non ianoravano questa situazione, ma in quasi sei mesi che essa durò~ nulla fecero per aggravarla e per ti~arne partito . Se _si toalie un attacco di franchi-tiratori sul tronc') Epernay-Chftlons, m · u; tratto del quale levarono il 29 settembre le stecche di giunzione delle rotaie, cagionando lo sviamento cli un treno , nulla fu più tentato fino al 22 gennaio 187 1; nel qual giorno fu fatto saltare da una compaanià di franchi-tiratori (2150 ttomini) il viadotto di Fontenoy sulla Mosella, poco lungi da Toul. Questa interrnzione poteva essere assai dannosa se fatta prima, ma disgraziatamente per la Francia, essa fo operata il giorno dopo che la linea di Mézières era stata riaperta; eppertanlo non, -un solo giorno l'esercito tedesco mancò di comunicazione ferroviaria colla. Germania. Sì completa inazione dei l?rancesi per sei mesi riesce inesplicabile, 0 almeno non si spiega altrimenti che ammettendo un'assoluta incapacità di azione nelle popolazioni, senza il sostegno di forze organizzate. Al nord di Parigi e nei pressi delle fortezze verso la frontiera belga, i colpi di mano contro le comunicazioni ferroviarie e Je linee di tappa furono abbastanza frequenti, perchè ivi era il sostegno dell'armata del nord e dei pre.sidii delle fortezze. Essi furoM sempre fatti da nuclei di forze assai numerosi. Ma non si riscontra mai un atto ostile ove mancavano truppe; le popolazioni non mostrarono che della rassegnazione e mai si è sentito parlare di comitati seareti locali , mai si è vista l'azione dei pochi. Eppure nelle guerre d'oggi, in cui si impiegano strumen ti delicatissimi contro i quali si può disporre di potenti mezzi di distruzione, l'azione individuale, lo spirito di sacrifizio personale può apportare risulta.i assai più splendidi che pel passato, e senza di essi non si salva in molte circostanze la patria. - Senza pretendere dei Pietro Micca che operino il sacrifizio della propria vita di loro iniziativa·, una nazione che vuol vivere deve produrre uomini che, in mancanza del-: l'azione governativa, sappiano agire e sacrificarsi pe1; mandato collettivo, in obbedienza ad una direzione che mira ad un grande scopo e che coordina i vari atti individuali. - Questo è mancalo 1
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FERROVIARIO-MILITARI
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alla Francia e questo poteva essere fatale ai Tedeschi ; i quali. lo,-· sentivano sì bene, che nulla trascurarono per impedirlo, e per prima cosa cercarono d'intimorire le popolazioni . Le fortissime contribu · zioni di guerra, gli incendi dei villaggi dai quali muovevano i franchi -tiratori e la semibarbara m_isura deg11 ostaggi sulle locomoti ve ( 1), presa in seguito ai colpi di mano contro le ferrovi~ nel nord della Francia, sono ch iara manifestazione dell'importanza che · il comando supremo degli eserciti germanici annetteva alla sicurezza delle linee ferrov iarie: quando altro fosse mancato, quelli atti, invece · che arrestare, avrebbero dovuto spingere i l?rancesi a più energica azione. . La campagna del ,J 870-7 1 da parte francese non ci fornisce però riguardo alle ferrovie soltanto insegnamenti negativi; ammirabile è· stata la sollecitudine delle società ferroviarie pel ritiro del mate- · riale di trnzione e da trasporto, ·con .che crearono seri imbarazzi ai Tedeschi, obbl igandoli perfino a ricorrere alla trazione con cavalli; . il personale delle linee abbandonò pure, per la maggior parLe, il proprio pos:o, rendendo nece~saria. la chiamat~t di numeroso per- · sonate dalla Germania, il quale fu preso più specin.lmenle dalle lontane ferrovie della Slesia (2). ,Quella campagna ci mostra inoltre · 1
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(I ) La rottura del viadotto di Fontonoy fu punita coll'imposizione di 10 milioni ~i franchi di contribuzione straordinaria alla Lorena, coll'incendio per mezzo ,de~ pctl'Oll~ del villaggio d i Jlontenoy e con·estcnsione alle linee dell'est del sistema_ degh ostaggi sui treni. - A proposito di questa nusura, i Francesi hanno molto grid~to e .m.olto scritto, sempre protes tando contro tan ta barbal'ie. Ma rE~1·opa è re~tata rnscns1bilc a queste pro teste, poiché essi stessi, colla loro inazio ne, leg1tt1 marono ~ ordine del Cancel· Jiere tedesco. A che infatti pr ote.s tare contro una misura che non cagionò nessun dan no ·· anli innocui cittadini trainali sulle looomoth·e, e che, d'altra parte, si mostrò e~coce p;otettrice delia sicurezza dei Tedeschi? Bisognava eh~ gli ost~ggi n.on avessero impedito le ostili tà con tro le ferrovie, che fosse stato manifesto che ess, corr~van_o un pericolo, allora l'opìnione pubblica si sarebbe commossa. La gu~n:a si fa _cogh a_tt, e a poco · servono le parole quando questi sono mancati . - .Barbaro. e I atto d1 Fede11co Darbarossa alrassedio di Crema, ma perchè fu ine(ttcace. I Francesi dovevano re~dere inefficac~ quella disposizione e l'Europa in tera avrebbJ gridato con~ro la barbar10 d~1Tedeschi; anzi si può esser .cer tì cbe costoro stessi avrebbero cessato d1 adoperare un sistema, che non • arrecava loro alcun vantaggio. · . . .. · ('.!) Rigua,-do al . personale fer:oviario il governo francese n~n diede nes~u~a d1sposmone e le soc ietà lasciarono a ciascuno la libertà di restar e al proprio pos to o d11·1t1rars1_al~lr.'-c-hè . la linea cadeva in potere del nemico. Sarebbe bisogoato prescrtrere cbe tutti s1 ritirassero. 11 personale ferroviario in guerra è una specie di persona.le milil.are, che deve seguire l'esercito, ritirandosi quando questo si t"iti ra .. li ~a,· differentemente agevola 11 còmpito del nem ico e questo deve se mpre 1mped1rs1. D altra .part~, anche come semplice questione di patriottismo, è indecçn te spettacolo que~lo d1 nai,onah che accettano · di servire lo slroniero, quando questo calpesta la loro patria .
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S T UD i
l'impol'ta~z~ deile p iccole fortezze sbarranti le ferrovie le quali hanno elfott:vamente frena lo l'impeto 'dell'invasore ed hanno conconcorso .a dar modo al!fi: Francia di Lenta re, dopo perduto tutto il suo eserct to rego lare, la ricosti Luzione delle forze e iI proseguimento della lotta, lit quale avrebbe forse potuto avere un esito differente se non fosse mancata una più abile direzione. '
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trasporti per. riforn imento all e armate non presentano singolan la. n marcbevoh , essendo la conti nuazione e compiendosi colle stes~e. mo~ali tà degl i ordinari trasporti merri. Solo i trasporti pel servizi o dr VeUOYagltamen!.o, come quell i che sono più imDOrlan li pe'.·.entità e c.onlinui l.ù, e quelli dei pa rch i d'assedi o, che asSOl .bono me1.z1 cons iderevoli, possono rj chiamare speci:lle nltcnz ione. Dei trasp?l'. ll .d'. sgombero solo quelJi per la dispers ione e internamento dei fer1t,. e malati hanno speciale organizzazione; a que.sii soltanto hast.erà adu nque accennare . .· ~e·rv~.::io di vetto.vaglimnen,lo. - Appu nto perchè questo serv1z10 es:ge I t·~1spol'l1 a.ss~i. ri lcvant.i quando vi si deve provvedere con .convoglt en lr da lontani ma()'11zzini bisoO'i a cruando ·t l' .,proven1 .. o ' o1 , < rnezz1 e rspo111..o il1 sono scarsi come CJlUS i sempre avviene nella guerr_a, non n~on·ere a questi, se·non quando non possa fars i altrimenti; .ed ogrn volta ch e ciò è possibile, deve procurn1·si di vivere sul paese tanto nel proprio ten -itorio, che su quello nemico . Se V I è.cosa ~ui l'esercito prussianu meriti di essere imital.o è nel suo sistema cl.i vett.ovngl ia,!llenlo in· camp·10'na . 'o· , 1·1 q·iale ,, , co :ne tante al t.re cose di quell'eset'cito, non è che nna I)iù ai"rnde J' <"\()'OI . . . d . . ti ' "o a r 1zzflz_10ne el rnlemn seguìto dagli eserciti napoleo11 ici neì!e più splendide guerre dell'impero . Nel ·l 866 dopo Sadowa e precisamente dal 5 al rn J u()' l io. la 1 arirn1~a·e l'armata dell '.Elha, so u~ il comando del principe \recle11co Cat I.o, hanno marcrnLo su Vienna, atlraver:3o la Boemia e 1~ Mo:·avia . Q~iella : tupen~a marcia. dall'Elba al Danu bio (km. 300) e::,egulla m qurnd1c1 g1orrn con un solo riposo, fu effca uata senza soccorso .alcuno di magazzini ; poichè i trasporli per ferroYia non pot~vans1 fare, essendo le linee sbarrale da fortezze, e per via ordinaria non er~ neanche da pensarvi quando l' esercito a.vanzavw con tale velocità (22 krù . in media) che non sarebbe slalo possibile
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FERl",OV!Af.(O · M ILTT ARl
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raggiungerlo . Le due armate seppero vivere com pleta.m ente sul paese e le operazioni militari non ri:;entirono il minimo incaglio da una situazione, che sarebbe stata delle più difficili per la sussistenza. di f!Ualunque altro esercito. Nel ,i 8'70 la Hlannnta (Principe ereditario) e l'armata dellaMosa, ma più speciaimentc la prima, nella loro marcia su Sédan, eppoi su P:Higi, ripeterono l'esempio di Ùna.celeriss ima. operazione di guert'fl , vivendo esclusivamente sul paese. La III annata, che la. sera. del 25 agosto era dislocata tra Bar-le-Due e Vitry, giunse !rL sera del 3•! presso Sédan dopo aver percorso in sei giorni circa 130 km. attriwcrso alle Argonne, con un tempo sfavorevole e su sLrade stempera te cla!!'acqua. . Es;:;a aveva. qualche maga,zzino a. Commercy e i magazzin i principal i ernno a PonL-it-)lusson, stazione testa della linea Weisscmbonrg-Nancy attravc1·so icl i Yosgi ; rna non polè mai servirsene ('I) . 11 grosso delle due armate rin dal giorno dopo della capitolazione di Sécbn , cioè dat' maLtino del 3 settembre, vo lgern verso Partgi, per Rctliel e Reims e lo investini dal H> al 19 settembre. Peì' Lutto questo Lernpo, cioè pc1· lo spaz io di 2fS giorni, esse non aYevano potuto r icevere f'.llcun r ifornimento dai loro magazzini e non lo poterono per altro tempo ancora, po ichè com'è noto, tutte le lince ferroviarie erano interrotte. I prirni soccorsi non arrivarono che dopo il 28 scLtemlwe, quando pel' la caduta di Toul si aprì fino a Nanteuil la linea dell' est. Questo primo periodo sotto Parigi Cu uno dei più cattivi per le due armate, for ti di circa H>O mil a nomini; perchè, dovendo sLa.zionarce trovando il paese affa tto sprovvisto di risor:,e e non aYendo • rnrigazzini , la sussisLcnrn divenne assa i difficile. « Le truppe anela.vano già brnmosamente l' istante in cui il risticlbi limento della. ferrov ia av1'eh9e permesso cli fa r ven ire ciò che occon eva per soddisfare ai loro bisogni, ed anche l'intendenz,L , fo rse non senza i nquietuclin i. sospirava quel morn cnlo nell'i n tere;;se del vettovagliamento dell'an~ata sotto Parigi. Il nutrimento di masse fo rti e s~rettamen te concentrate doveva far sorgere gravi cliffi c;oltà.. In un raggio di 5 migl ia (38 km . cirça) all'infnori del vino non si trova·1
(1) soù.o ~édan lu lungtiezzo d~lle linee di tappa divenne <li 140 km. circa: i con rogli chc,a van:,;avano so esso se,·Yir ono per vettovaglia re l' esercito fr,incesc fatto prigioniero ed i pochi corpi ted~schi res Lati a guardarlo.
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va.no provvigioni degne di nota. · Fino all'apertura delle comunica:.zio.ni ferroviarie si dovette star paghi di aiutarsi con quanto, -col mezzo di piccole spedizioni mandate a grandi distanze, poteva esser fatto venire pagando a caro prezzo. Così l'esercito viveva alla giornata; bisognava pel momento rinunciare quasi del tutto a riempire i magazzini di riserva tanto necessari ed era da prevedersi che anche il procacciarsi il più necessario nel paese ·nemico avrebbe presto incontrato maggiori difficoltà » ( 1). ·così arrestato nel suo avanzare, l'esercito prussiano ha risentito, .- come qualunque altro esercito, gli inconvenienti della mancanza di magazzini :· ma anche in simile situazione seppe trarsi d'impaccio per circa mezzo Ill€!Se, con compere e ben ordinate requisizioni su di una estesa zona. attorno a lui: mentre poi nelle rapide operazioni di guerra non fo mai incagliato per quanto lunghe esse fossero, dalla mancanza dei viveri. - Qual è il segreto di questa . sua indipendenza? Un ben compreso sistema di .vellovagliamento, in cui tutti i metodi saggiamente si alternano secondo le circostanze, ma in cui il predominio è dato sempre, specialmente quando si ese. guiscono rapide operazioni, al metodo del!'accantonam,e-nto coll'obbligo all'abitante di fornire il vitto a·i militari. - Nelle campagne dell'esercito tedesco, il classico precetto di dividersi per vivere e riunirsi per combattere è sempre rigorosamente praticato (2) . Le marce, fuori del contatto. col nemico, vengono regolate in modo che Ia pernottazione dei vari corpi cada sempre in un luogo abitato e . secondo che la ricchezza del paese è più o meno gran(le, la disper. sione delle truppe è minore o maggiore. Ogni grande unità o riparto di essa .ra dopo la marcia ad occupare un comune; la truppa vien ripartita _nelle varie case, e gli · abitanti, per mezzo delle autorità municipali o dei notabili del paese, vengono informati di ciò che devono dare. Chi ha poco va a prender . da chi ha di più e certo non manca man forte al povero che debba rifornirsi dal ricco; ma, anche perchè queste fornitm;e vengono pa-
gate, le difficoltà che s'incontrano non sono mai graYi. Per tal modo si trae profitto da tulle le risorse del paese, si dà un buon àlloggio al soldato, lo si nutrisce prestamente, ed esso, rinforzato ,e riposato, è l'indoman i in caso di riprendere la marcia in buonissime condizioni. Qual ora il paese offra risorse sovrabbondanti, la truppa ne approfitta per rifornire le colonne di sussistenza; se invece :-i attraversa una zona povera o ::,popolata o esaurita, si suppi isce alle scarse risorse locali coi viveri cli riserva. Assai spesso le truppe che preceJono l'esercito in avanscoperla, ordinano in siti opportun i la fabbrkazionedi molte razioni.di pane, e questo vien distribuito nel caso che all'abitante siano mancali o il tempo o i mezzi per provvedersene. L'armata. del principe Federico Carlo (II armata) dopo la capitolazione cli Metz, nella sua rapida marcia ve1·so Forilai_nebl eau e Orléans, consumò parzialmente e ricompletò varie volte i viveri -delle colonne di sussistenze colle risorse sovrabbondanti trovate in alcuni paesi. . Allorchè non sf può o non conviene accantonarsi, o bisogna sostare, e non si può v:ivere sull'abitante le cui risorse sono esaurì te, si vive ancora sul paese operando requisizioni nei prossimi comuni. Affinchè tutto proceda regolarmente, il comando supremo ,delle truppe fissa le zone v,1rciii ogni corpo d'armata o clivisionep1w ,estende'l'e le vroprie req·uisizioni: i confini di tali zone non possono essere oltrepassati. Le autorità dei vari paesi vengono. informate di ciò che devono dare e generalmente gli abitanti stessi vengono incaricati di portare le derrate richieste, sotto scorta di truppa. La requisizione viene adunque fatta dalle truppe e l'intendenza non vi entra che per regolarizzare le distribuzioni e pagare, se ne è il caso. Nei primi giorni .sotto Parigi fu appunto per requ"isizione diretta, irradiando in ogni senso delle colonne di requisizione (generalmente una brigata fanteria, con una batteria d'artiglieria e con uno squadrone di cavalleria), che l'esercito tedesco visse. Fu pure a.doperato il sistema di bandire dei mercati, fissando alti prezzi alle derrate, e sempre, tanto sotto Parigi èhe ad Orléans, l'esercito polè acquis~are quanto gli abbisognava. È inutile osservare che quello dei mercati è un
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- - - -· Le oper,uioni degli e!erciti tede!chi, pag. 33. (2} Le direttive, emanate dal gran quartier generale, rammenta no qualche volta la convenienza dell'espansione, sebbene non ve ne dovesse essere certamente bisogno. Cosl . .quelle emanate in previsione della caduta di Metz alla I e H armata, dicono: , En. • trarobe le armale marceranno stt fronte estesa, affine di facilitare la sussistenza ed af· - • frettare per quanto possibile la marcia :.. (l) B1.u1u. -
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· sistema come un allro di vivere sul paese, poiehè il pagamento vien fatto ·col danal'o r icavato dalle contri.buzioni di guerra. Nel nostro esercito si ha ben poca idea dell'accantonamento coll'obb li go del vitto, ed il nuovo rego lamento sui servizi di intendenza in anena non lo considera quas i affatto . Solo una volta (pag. 222} vi è un platon ico accenno , ma sì con fu.samenLe e sì dubitativamenle espres:;o do: mostrare quanto fosse il sacro orrore del compilatore nel dovere nom inare un simile sistema(!). Per noi il non ?Jltis 'lbltm della bon!it dei metodi di guerra, con_siste nell'attendarsi e nell'aspettare la dislribuzione dei viveri . E un sistemlt che abbiamo copia to senz '.1llro dai Françesi e che questi han seguito fino al 1870, offrendo lo spettaco lo di essere impacciati nelle loro mosse per non vo let·si allontanare di troppo da i convogli , e di patire per rli più la fame, mentre i loro nemici avanzavano arditamente e comodamente in mezzo ad un paese le cui risorse erano state lasciate provvidenzialmente intatte! Sebbene l'ins istere su quest'argomento esca tt'oppo dni lim iti del presente studio, pure di tanto grande interesse mi sembra questa, questione, che non so nstenenn.i dal citare due pagine di un eminente scrittore di amm inistrazione mili tare, A. J3aratier (2), scritte nel ,187,1 quando la memoria cl i quanto egli avea visto praticare dai nemici del suo paese era ancora freschi ssima: « Les deux grandes causes qui permeuent à l'armée prussienne « de faire ce que nous ne fa isons pas, sont, je n'ésiLe pas il le dire, << en premier lieu: t'usar/e régulier dn cantonneinent avec l'oblci.ga« tion de la 1wn1T ifore im,posée cttbX habitants; e1i second !i'eu, la « rléte?'1nination journalière des zones cl'alùnentation de chaque « hri<racle comb inée avec ì' nsai:re régulier de l'actfon .'tndivicluelle t) « et cli?'ecte cles coips' de troiipes. « Au::;si !es divisions prussiennes en opérntion, lo in de tout at« tendre de l'action un ique de leur administration, ooL-elles tL peine « besoin d'un service administeatifa u milie11 d'e!les. Les généraux, « la statistique on majn, assignent tels villages à telle division otL J
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(!) È detto : " .... cd in molto circostanze saril anclle da darsi la preferenza, ove speciali condi:ioni lo, r enclano praticamente possibile senza g,•avi inconvenienti, alla som ministrazion (i ' del vitto da parte clcll'allitantc che alloggia, quando ne sia a caso: . . ». (;J) L' intendance militai?'e pendant la aue1-re cle 18ì0-7t.
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« brigade. Le cantonnement s'opère avec la méthodè que !'on sai t;
on piace quelque sentinelles chez !es rnarchancls de vin, d'épiceries, de charcnterie, chez les bouchers et les boulangers, afin de <C clonner aux hàbitants eux-méme là possibilité de s·approvisionner « et l'on ne s'occupe plus du reste; chaqne famille a reçu son con<c tin o-ent de soldats et doit !es nourrir. . v , « Alors, il nes'agit pllts, comme chez nou\ de dél!vrer au soldat « son invariable ration de pain , riz, sei, sucre, café et viancle · « fraìche: tout est mis à contribution: le jambon que l' on fume « sous la cheminée, le lard qui est en reserve sur la planche, les « oignons. clu jardin, la poule de la basse-cour, .les choux, !es cenfs, « Jes chMaignes, les fruì ts, le vin ou la bière, la farine dont ont « fait ~me gaiette: tout y passe, avec un peu d'inegalité, il est vrai, « suivant les chances du cantonnement; mais aussi le but est atteint, « les troupes abritées contre Jes intempéries sont commodément et << rapidernent nourries ('I). . << Il est éviclent que lorsque dix ou douze mille hommes viennent « ainsi s'abaLLre, commc une ,rnée de sauterelles, .sur une petite « commune de 800 a '1000 àmes, et imposer à chaquc ètre l'obli<c "ation d'en nourrir clix ou quinze, il ne peul rester le lenclemain « de grancles ressources à exploiter de no uveau. - · L'application « de celte méthode pousse clone le général en chef à faire marcher « chaqnejonr en avant ses· colonnes, afìn de changer de place_, et « tanclis qL 1'a.vec nos convois, nous tendons toujours à ralent,r la « marche cles armées, eux tendent touJours à l'acèélérer. << <<
« «
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« Le solclat mieux. abrité se repose davantage: il prépare beau« coup mieux ses repas . Si !'on persiste ~ r~je~er cette ~nétho~e « sous prétexte qu'elle exige beaucoup de cl1scrpl111e, et quelle fa1t « peser un poids trop lourcl sur )es populations q~e l'~n doit épa~·« gner, du moins chez soi , je dirai qn'il faut savoll' fall'e cles sacn« fices pour ne pas subir des cléfaites autrement lourdes et j'ajou(1) llico de plus simple que cle payer ccs sortes de. four~i tures si variées, Cha~ue
corps de troupe dépose ù la mairie un bon de tant de iournees. de nournture, que I on rombours'l à raison do l fr., 1 ft'. 515 , ou l fr. 50, suirant le tar,f que fixe le général en chef. ANNO XXVI, VOL. III,
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« terai que si le tempérament de l'armée et celui de la nation ne
Ma gli inconvenienti cli quel sistema cli vettova.gliamen to non· s i manifestarono soltanto colla fermata del giorno 23. - In quella le truppe ricevettero da 3 a 5 giorni cli pane, 3 .gi·ornale di viveri di campagna e due di carne fresca. I numerosi carri che portavano ,questi generi vennero nelle marce tenuti addietro, affinchè non dessero inibarazzo, e le forti piogge bagnarono fin da principio tutti i viveri , specialmente il pane. Cosicchè le trnppe, giunte all'accampamento, dovevano lnngmnente aspettare per ricevere dei viveri , deteriorati, ed i soldati che avevano l'acc1ua alla pelle, trovavano per unico giaciglio la terra bagnata. In queste co11dizioni sopportarono il giorno 2\J il combattimento cli Beaumont, che decise il ripiegamento su Sédan. Tutti i corpi dell'armata vissero malissirù~ Ja giornata del 30 e si trovaTono affatto privi cli risorse pei giorni .seguenti. - Questo mentre l' esercito tedesco a.vanz,ava rapidamente contro di essi, senza pesanti co1wogli, ben nutrito e bene alloggiato!
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sont pas suscepti bles de supporter cetLe épreuve, il faut alors re« noncer à, faire la guene, parce cjue, de ce seul chef, l'ennemi « au1·a toujonrs sur nous une superiorité marquée J) . La marcia dell'armata di Chàlom (Mac-Mahon) verso la. frontiera bel oo-a per ..,cri rare l'esercì Lo tedesco e portarsi a. soccorrere Metz, è la prova pìù conci udente della verità cli quest'ultima. asserzione. - Se mai operazione cli guerra doveva essere compiuta con rapiclilà fu lminea, era certamente quella; poichè le scarse probabilità cli riuscila. basavano tutte sulla celerità d'esecuzione del movimento . Invece quell'a1:mata, partita da Reims (ove aveva già perduto una gior?ata) il 23 agosto, giunse a llethel il 2/~ e vi si dovette firmare tiitta la giorr~cita clel 25 per dar tenipo ai ,va1·i corpi d'armata di anelare alla stazione a riforf1,i1·si cli -viveri . Un brillante scrittore tedesco assai giusLa1i1ente osserva a proposito cli questa fermala (:I): « Come in tempo d.i pace i Francesi sono abituati a ric~vere dal« l'alto orclini bell'è fatti per ciascuno dei casi, che possono presen« tarsi nei diver;;i rami del servizio dello Stato, così in guerra, al« meno a quanto sembra, essi aspettano dall'alto non solo gli or« clini, ma ancora le munizioni, i viveri, Lutto insomma; pigl ian« dosi tutto al più la briga di ricordare ai loro capi ciò cli cui ab « bisognano. Noi troviamo inoltre in loro, può darsi come remini« scenza dei loro numerosi campi di manovra, una disposizione a « stabilirsi al bivacco per grandi masse, che siano o no nella « vicinanza del nemico . Essi si privano così cli tiitte le risorse che « presenta il paese per l'cilloggio delle trnppe. Quelle poi cl!_e pre« senta per il loro mantenimento, non sono uti lizzate che dopo es<c sere state clapp1·ima riunùe a gran pena, eppoi 1·inviate ai loro « pimti cli partenza per le regolari dist1·ibu.zioni . Il risultato cli ciò. « è una considerevole perdita cli tempo ed una grande fatica per le « trnppe. L'osservare minuziosamente questi dettagli, è voler ren« clere impossibile ogni rapida marcia i> .
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La convenienza di vivere quanto è più possibile sul paese risulta .anche da una considera:lion~ d.i altro ordine, ed è che, quando :5i debba muovere indietro, se si sono esaurite le risorse locali, si crea. ;al nemico avanzante un serio imbarazzo; se no gli si riservano i . mezzi di snfsistenza, che forse non potrebbe avere altrimenti . Un ,tal mezzo è il più polep.te ausiliario della distruzione della viabilità; .è anzi il solo modo cli render questo efficace. A che giova infatti rompere ponti e creare ostacoli, se si lascia al nemico un paese ricco, da cui può trarre risorse tali da vivere senza immediato bi. .·sogno cli servirsi delle strade? La guerra va fatta a fondo, senza scrupoli, senza mezze misure, senza riguardi che turhino il conseguimento dello scopo principale: se dietro di sè non si lascia la fame, non si lascia, come suol dirsi, il deserto, tulle le altr~ previdenze non serviranno che a metà e spesso serviranno a niente . - L' eser,cito tedesco ha vissuto e si è riforniLo in paesi (Rethel, Reims, ecc.) .stati attraversati 'quattro o cinque giorni prima da una densa arma.La. .francese: ma. quando ha dovuto inseguire un · nemico che viveva .sul paese, come è stato il caso per la II armata operante contro ,l'armata della Loira (Chctnzy), aJlora ha risentito tutti gli ìmbctrazzi .Jlrovenienti dalla scarsezza dei viveri , e non è stato tolto da una si-
(I) Guer,·a del 1870•71. - Studio militare deU'auto1·e della « Guerra attornv a Met~. • è stato attribuito
- Quest.o lib ·o, uno dei più limpidi staU scritti su quest'argomento, al generale v. Kameke, l'at tuale ministro della guerra in Prussia . .
I.
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FERROVIARlO- MILITARl
472
STUDI
tuazione veramente grave, che per la presa di Le Mans, ove trov& magazzini di vettovaglie e materiale ferroviario per procurarsen.e in seguilo. Dal momenL_o che l'esercito s'arresla, il velLovagliamento coi convogli diviene il solo possibile. Questi comogli possono essere riforniti per qualche tempo colle risorse locali o vicine, requisite o comprate, ma arriva presto il momento in cui il rifornhnerito è necessario arrivi dalle linee di tappa. Se quest.e sono vie ordinarie, può darsi che i primi arrivi por-lino ancora ,riveri raccolti sul paese,. provenienti o dalle singole lo0alit.à di tappa o da magazzini iuter:. medi i stabiliti in seguito ad estese ·requisizioni o compere. Ma se presto s'incontra la · ferrovia, l'armata vivrà il più delle volte su questa, riserbando le risorse raccolte nel paese pei casi cl'interruzioni o della linea o dei trasporti di vetLovaglie. È inutile insistere nel far ho tare che la via ordinaria sarà sempre· l'ausiliaria della ferrovia, poichè ben raramente questa si spingerà fino ai limiti della prima linea cioè fino a portata del carreggio dei corpi d'annata; anzi assai frequentemenle la ferrÒvia potrk presentare, anche lungo il suo percorso, delle ii1terruzioni necessitanti un · tr11sbordo con carri ordinari. Ne consegue che sarà sempre necessaria un'organizzazione cli trasporti per via ordinaria, che servano, di continuazione o di sussidio a quelli pei: ferrovia. Pertanto volendo avere un'idea dei r,iezzi necessari al trasporto del vettovagliamento per un'armata, accanto al còmputo clei veicoli ferroviari a tal uopo occorrenti, è bene indicare i carri ordinari necessari alla continuazione del trasporto per via ordinaria. Con tal criterio è slato composto lo specchio A indicante, in varie ipotesi· cli composizione della razione giornaliera, i mezzi occorrenti al trasporto cli una giornata di viveri per un'arnrnta di 100 mila uomini e 22 mila cavalli (tre corpi d'armata e una divisione di cavalleria). Quando invece si tratti di costituire i depositi centrali della base di approvvigionamento, i trasporli si eseguirannò quasi sempre esclu-va'mente per ferrovia; poiché, come· è già. stato osservato, tali depositi converrà colloca.rii, ove è affluenza di comunicazion i ferro·viarie. Lo specchio B contiene l'indicazione dei mezzi ferroviari ne'" cessari alla costituzione di uno di tali depositi centrali, con un mese 1
4i3
1:li viveri per una armata composta come sopra è stato detto (1). Come rilevasi da quest'ultimo specchio·, si possono accumulare considerevoli quantità di derrate con mezzi relativamente scarsi: ·i nfatti i -1300 veicoli occorrenti, costituiscono sulle nostre linee mediamente piane dai 40 ai 45 treni, eppertanto, computando a ,14 il numero dei treni giornalieri su di una linea a semplice binario, sarebbe, necessario sopra una sola linea un lavoro cli trasporlo continuato di tre giorni. Sicconi.e però i depositi centrali ,,engono posti alla confluen~a di variP. linee, così a rigore di termini, molto meno tempo sarebbe necessari~: un giorno solo potrebbe bastare. 1\fa devesi notare che non mai le linee ferrov iarie potranpo essere assorbite in tal modo dai trasporti di vettovagliamento, a mer.o che questi non si effettuino prima di iniziare la radunata dell'esercito; ed anche-in questo caso, senza alterare gli orari delle varie li nee, non si potrebbero mai eseguire 14 trerii al giorno per ciascuna cli esse. Una volta iniziata la radunata, dei treni disponibili ne rimarranno assai pochi; però non sarà forse impossibile continuare in modesta misura i trasporti di vettovagliamento , se si avrà l'avvertenza di completare con vagoni di derrate, il carico di alcuni treni affluenti ai luoghi cli adunala. Nella prima costituzione dei depositi centrali nella vali i).la del Po, la rinnion/di molti generi fra quelli annoverati nello specchio B, · spedalmente dei fo raggi , poJrà farsi per mezzo delle vie ordinarie, stante la abbondanza dei prodotti in ogn i zo1HL di quella ricca vallata. Con Lai mezzo potrà ,radunarsi pure gran parte del bestiame, e così il numero dei vagoni da impiegarsi si ridµ rrebbe di quasi 2/ 3 del totale trovalo . I trasporti pel vettovagliamento giornaliero (specchio A) esigono natm·almente mezzi assai differenti a seconda della composizione ,della razione. Il trasporto del pane è quello che richiede, in pro·porzione al peso trasportato, il più gran nume,;o di vagoni; si dovra J)ert,anto procurare peP quant'è poss ibile di farlo sul posto. - Lo 1
{lJ I due specchi A e B sono stati compos ti in analogia à i a ltri redatti dal colonnello commissario cav . Novelli, senza apportarvi modificazioni sostanziali. Non ò qui il caso di_ discutere le loro particolarità, che potrebbero forse essere modiCicatc: al loro scopo di ·;fornirà un"idea approsSil)lat~ dei mezzi di t~aspo,rto necessari pel vettovagliamento_di un'armata, essi possono soddisfare abbastanza cosi come sono.
474
STU DI
stesso dicasi del fieno, cl~e con minor difficoltà ancora si potrà acqui:.. stare o requisire nei luoghi occupati dalle. truppe. Tolto il fieno, (colonna i5 dello specchio A) i mezzi necessari al vettovagliamento giornaliero di un'armata si riducono a meno di due treni al giorno. La razione di viveri a secco è naturalmente quella che richiede· il minor numero di vagoni: eppertanto la razione viveri della truppa tanto più dovrà avvicinarsi ad essa, quanto minori saranno i mezzi fer roviRri dispon ib ili. - Nella, campagna del ·1870-7•1, l'esercito· tedesco, che doveva riforn it·si col mezzo di una sola linen, il cui: movimento era anche assorbito in gran parte dai trasporti per altri· rifornimenti oltre quell.i viveri, e che doveva ricorrere ai trasporti per vie ordinarie su lunghi tratti, sentì tuLLa la convenienza di ridurre al minimo possibile il peso e il volume dei viveri trasportati. A spingerlo nella stessa via concorse anche un poco la peste bovina, scoppiata in .Germania, che per molto tempo impedì il trasporto hl-· l'eserci to del bestiame vivo; ma deve sopratutto attribuirsi alla difficoltit dei· trasporti il grande uso fatto durante quella campagna dr carne in conserva, e più ancora di conse1:va cli legumi, come il famoso salcicciòtto di piselli, che costituì il consumo predominante durante tuLlo l'inveslimento di Parigi. - Le tavolette di caffè, preparate in modo che non vi fosse che a sciogli erle nell'acqua per avere una bevanda rinfrescante e ristorante, che desse tempo di aspettare la preparazione del vitto, furono trovale di somma convenienza, ind ipende1Ìtemenle da ogni al tra considerazione. L'esperienza fa tta della difficoltà dei trasporti, spiega il gran sviluppo dato alla fabbricazione delle conserve alimentari in G·ermania: la grandiosa fabbrica di Magonza fu certamente ideata sotto Parigi, quando stremati di mezzi di trasporlo, si toccava con mano quanto fosse neces~ario ridurre al minimo possibile la quantifa delle cose da trasportarsi. Il vettovagliamento in montagna ha per noi uno speciale interesse, poiché· s,irà necessario provvedervi in caso di difesa delle frontiere alpine. In molti luogh i la prosecuz ione dei trasporti ferroviari, difficilmente potrà più effettuarsi con carri ordinari; il trasporto a dorso di mulo prenderà spesso la prevalenza. In simili condizioni converrà l'uso della came in piedi, perchè i bovi salgono
FERROVIARIO - MILITARI
475
senza dov~rli portare, e l' uso cli altri generi poco voluminosi: sopratutto sarà da provvedersi alla preparazione del pane presso le tmppe, po ichè così :I trasporto da far:5i a, tal uopo sarà solo cli farina e presenterà difficoltà minore. Le razioni giorneliere viveri ordinari per una armata, meno la carne e il pane, ma col vino, esigerebbero pel. trasporto in montagna circa 330 muli. Il trasporto delle farine (555 quintal i) ne richiederebbe circa 500 altri. Tenendo conto che non vi sarebbe cavalleria, con Si.SO muli in anelata e 850 in ritorno (·I), si potrebbe provvedere ai trasporti necessari per vettovagl iare 1100 mila uomini, anche ammesso che l'i mpiego dei carri non fosse possibile in nessun hwgo, e che si tenesse tanta forza s<;hierata permanentemente in siti sì pocoaccessibili. Siccome IOO mila uomini sulle creste alpine terrebbero un'esten$ione grandissima (giacchè non potrebbe essere che in qualche caso speciali ssimo e per poco tempo che potrebbe essere concen~ratti unasimi le l'orza su poco spazio), così per l'effettuazione dei trasporti a loeo necessari, si potrebbe cli~porre di varie strade, e il movimento su ognuna di esse non sarebbe mollo intenso. - Sembra adunque che, qm1.ndo la truppa possa trovare là in alto acqua e riparo dalle intemperie, la sua sussistenza presenterà difficoltà min,ori, cli quanto a primo aspetto po trebbe parere. 1
(I) u n mulo porta da 110 a 130 Kg. - I 350 muli, sopra compu tati, sono necessari in ca;;o di sost' tuzione del vino al caffè: 140 occorrono pel riso, il lardo e i condimen ti , 2 10 poi vino, 11 computo stato fatto suppone che non sia vi c he una giornata d i d is tanza da superare c ol s omeggio . Se ne occorressero due o più , bisogncrebl)e moltiplicare per le giornate d i viaggio i mezzi necessari per l'a ndata e il ritorno in u na di esse ,
SPECCHIO
l.
. Còmputo dei veicoli ferroviari ed ordinari (a. due ruote) necessari per trasportare le razioni viveri e foraggi gio1·nalmente occorrenti ad un'armata di 100 mila uomini e 22 mila cavalli. 1
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Razione Razione Razione Razione Razione ordinm·ia con 01·clinaria con con per gli Viveri carne uomini, (carne carne biscotto in a e sola conserva in piedi in invece e . a\·ena secco o pane) conserva del pane biscotto C8pei V8lli
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Totale por 100 mil a uomini . Per 22 mih cavalli. razioni di: Avena, port.i ta a Kg. 5; tonnella te 110, 10 per rngone o O.S per carro Fieno) ridotto aKg. 3_;. tonnellate, 66 a 5 per vogune in balle com presse e 0,8 per carro .
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Totale per 22 mila cavalli Totale per l'intera armata
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- - - - 2 8 - 50 -143 -35 -185 - 27 -78 --12 -120 -50 -H3 - 12 -105 -- - - - - - - - - - - -
Annotazioni
-
Qualora invece dei carri del treno borghese, si dovessero fai·e i traspol'Li con rouli, ne <.la sette aotto 11 JSS 11 138 11 13S 11 138 11 138 1l 138 occorrerebbero P<'r ogni ca rro, se il percosso è in forte salita, come nei sen· 13 82 13 82 13 82 13 82 - - - tieri di mou tagna. - -138 24 220 24 220 24 2.20 24 220 11 11 138
-
-74 -3G3 - 59 -405 -
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-
51 298
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86 34.0 Cìl 281 23 248
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SPECCHIO
B.
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Còmputo ciei veiooii ferrovia1·i · necessari per trasportare i generi occor1·enti alla. formazione di un d.eposito centi·ale con un mese di viveri e forag·gi per un'armata di 100 mila uomini e 22 mila cavalli.
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F~rina abburattata per ½ mese T. 830 a IO T. per Vi.lgo ne Grano crivellato per ¼ d1 tn<'S~ ) 5li a IO 1> Biscotto per I h di mese. . . . . casse 5000 a l20 per \'ngone BUOI· pe1· 1/ 2 mese , • , , . • . lN° "2· • o0 <\· 8 " '11 Carne in conserva per 1/ 4 di moso . c;1ssc 5COO a 170 li Formaggio per 1/ 4 di mese. . 'f. 56,25 i.l 10 li 240 i.l 10 Riso per 2/ 3 di mese . » lOiJ a G Pasta per 1/ 3 di mese "
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Lardo per un mese. Sale » » . » Pepe )) Caffè per 1/ 1 mese. .
Zucchero per '/ 2 mese
Vino per 1/ 4 di moso • Rhum per 1/ 4 di mese.
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Annotazioni
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Qu:11ità e qunntità cielle derrate .
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Un quintale <li fa rina eia 180 razioni pane da Kg. 0,750. · Un quin tale di grnno, depura ud o la farina <lei 20 per °lo 42 di crusc11, dà un pi-oùoLto di U5 razioni. 81 Ogni cassa di biscotto coutiene 150 1·11zioni da grammi 1100, 230 (l gni bovc si ri tiene fornisca G67 razioni carne c1a grammi 300. G Ogni ca::;sctta di carne in conserva contieno 150 scatolette di una razione cinscuna. ~ Per lu difficoltà di trnspol'to del tìeno ò stato computa to l Kg. di avena In piu, 1·iducendo a S()li 3 Kg. In raziono fieno . 5 5 La com posizione òella r~ziono noi VM'i casi è stai.o ritenuto 1 in analogia a quanto ru fatto nella cc1mpilgna del 18GG, potesse farsi cc,n: · 3 3 gra mmi 300 c'a rnè 31 ,, 200 Carne in conserva . > 75 Focmaggio .
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Pano . . . Totale vogoni pe!' le derrate alimentari degli uomini
Avena per .m mese (r azione di 5 i g.J . . . . T. 3300 a 10 per vagono Fieno in balle compresse per uu mese (raz. di 3Kg.) ,, rn~oa 5 ,. 1
Totale vagoni per trasporto foraggi Totale generale
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FERROVIARIO - MILITAR!
STUDI
Trasporto di ,parchi cl' assedio. :._ t' entitit' di questi trasporti per· ferrovia vari,t natural mente col numero delle bocche da fuoco e delle loro dotazioni di munizioni : varia ancora secondochè tutto o parte· del parco è accompagnato o no da apposito carreggio per il proseguimento del trasporto sulle vie ordinarie; iI quale sarà quasi sempre necessario, essendo poco ammissibile che la clifesa di una piazza che sta pet' essei·e investita, non pensi a distruggere a fondo· le ferrovie che vi accedono. Quanto sia convenien te possedere speciali colonne di traino per parco d'assedio, le difficoltà che abbiamo visto aver incontrato i Tedeschi pé riunire il carreggio necessarioal trasporto del parco d'assedio cli Parigi da Nauteuil a Villacoublay, lo rendono manifesto. . Un parco d_'assedio si compone di vai·ie specie di bocche da fuoco, cannoni, obici, mortai e spesso anche fucili cht ramparo, di una certa dotazione di munizioni per ciascuna di esse, di painoli , attre?,zi, macch ine e strumenti per lo stabilimento delle batterie, dei magazzini, dei laboratori, e per il servizio e la manovra delle bocche· da fuoco, il ricambio del materiale rotto , ecc .. Nla per cominciare il fuoco contro la piazza, nc,n sarà necessario aspettare che tuLto questo materiale e specialmente che Lutte le munizioni, le quali presumibilmente si dovranno consumare, siano state tnisportate sul silo; basterà che sia assicuraLa la continui là del fuoco da una prima do-· tazione e dall'organizzazione di un regolare rifornimento. I Tedeschi hanno per regola cli non aprire il fuoco, finchè non abbiano snl posto 500 colpi per pezzo; quesLa puòe$sereuna bnona precauzione in molLi casi , ma è forse cosa soverch·ia il tenere tante munizioni presso la piazza, quando sia slata riattata una linea fer. roviaria e quando si possa disporre di un paio di treni al giorno. È infatti un sensib ile vantaggio, che offrono le ferrovie in queste circostanze, quello di rendere superflu i i grandi depositi di munizioni e di materiali. I magazzini ed i laboratori pel confezionamento delle munizioni, il materiale di ricambio, ecc. possono essere lasciati a 200 o 300 chilometri addietro della fortezza assediala, non tener~do vicino che quanto può occorrere per quatLro o cinque giorni soltanto; e(l allora il trasporlo del parco d'assedio è facilitato, le installazioni sono minori ·e vi sono meno cose cla dover proteggere e da rischiare di perdere.
Con 500 colpi per bocca da fuoco e tutto i'l materiale per l'armamento delle balLerie, il trasporto in ferrovia del parco per l'assedio di Parigi ha esat.to poco più cli cinque veicoli ferroviari per ogni pezzo. Da ciò può rilevarsi come i mezzi ferroviari uccorrenli per il trasporto, anche di un grosso parco di 2.50 bocche da fuoco, non siano· poi molti: circa 25 treni cli 50 veicoli ciascuno possono bastare, e, se si raffronLa questo dato col numero straordinariamente grande cli' veicoli ordinari, che furono necessari per trasportare a Villacoublay il parco di Parigi , si avrà la misura dei vantaggi che arrecano in questi trasporti le ferrovie. - La sola difficoltà seria che si incontra. è quella del caricamento e dello 'scaricamento dei treni. In media, disponendo di buoni piani caricatori e di solide grue, non ci vogl iono meno cli 24 a 30 ore per scaricare o caricare un grosso treno, eciò rende necessariamente lungo l'intero movimento ferroviario. Presso cli noi (I) il parco d'assedio normale è composto di 20(}· bocche da fuoco ed è ripartito in sezioni indipendenti per facilitarne il trasporto ed il serv izio. Le sezioni sono 33, ·cioè: 6 cli cannoni da cent. ,16 cm, cli 11Opezzi ciascuna, con 2,1Ocolpi per pezzo. Due sono provviste çli 64 carri cla parco ciascuna pel' trasporto del loro completo materiale sn vie ordinarie. Pel traino e la condotta dei pezzi e dei carri occorrono 382 cavall i per ogni sezione; 5 di cannoni da cent. 112 BR, cli 20 pezzi ciascuna, con 2·1Ocolpi per pezzo . Due sono provviste di 60 carri da parco ciascuna e pel traino e condotta su via ordinaria occorrono 364 cavalli per sezione; 6 di obici dacent. 22 BR, di 5 pezzi ciascuna, con 211Oco lpi per pezzo. Due sono provviste di 14 carri da parco ciascuna e pel traino e condotta su via 01·dinaria occorrono 382 cavalli per sezione; 1 di mortai da cent. 115 BL, di '10 pezzi con 505 colpi per pezzo; 1
(1) Giornale d'artiglieria e ge,iio, 1874, parta ufficiale. - Accenno alla composizione· attuale del parco d'assedio, sebbene si sappia che non sarà probabilmente con le bocche· da fuoco in questa contemplate. che verrà esso costituito fra qualche anno. Per qualche tempo però, la composizione regolamentare ciel 1874 non verrà alterata, e del resto essa serve quanto un'altra per dare un'idea dei mezzi necessari ai trasporti di questo genere.
_,·480
.,..
STUDI
5 di munizioni_ da cent. 16 ; 73.20 colpi per· sezione, cioè in m o~n_una 122 colpi per pezzo·. Una è pro:vista dl'I Ocarri da parco .. cope1 t,, non pel s_uo I.ras porto su vie ordinarie, ma per completamento de!la dot:a~10~e carri necessarfa al parco; 4 cli mumz1on1 da cent. 112; 117 873 colpi per sezione c1oe m og'.1un~ 1179 col~i per pez'.'o. Una è provvista di 11O carri da parco coperti, affine di completare la necessaria dotazione carri· · 3 d~ munizioni da cent. 2.2; 3600 per sezione, cioè oo-nuna - 1120 colp , per pezzo; · 2 di ricambi ecl attrezzi· ' ,J pe1; laboratori. La proporzione del munizionamento è per ogni pezzo: ...
481.
FERRO\l°IARIO-MlLITARI
1
------Per ciascuna
,,.._,._...._~
·sezioni di
in
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da cent. 116 » ,12 )) ))
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820 colpi 925 l)
570 505
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Il p_es~ dell_e singole sezioni da trasportar~i e il numero di veicoli ::Jerroviart a c,ò necessari risultano dal seguente specchietto:
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·~ N. dei o, ·eneltate vagoni -"-o s •• Ton-
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Os servazioni
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'Cannoni da cent. 46 205146 74 33 280 Id.
id. 4i 176112'1 74 31
Obici da c~nt. 22 2001131 79 30 Mortai da èent. H5 -
46 - '11 1
Munizionidacent.46 295 2_85 68 62 Id.
id.
1
42 272 262163 60 1
Id.
Ricambi
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id. 22
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attrezzi
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Pei laboratori
. .
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Se si fa a$lrazione dal nu cne1·0 di vagoni · necessari pe i carri da trasporto, che è di 277 e so si diminuiscono lo sezioni munizioni · 2'!:1 fino a ridurre il numero dei colpi per pezzo a soli 500, con che occorrono in meno va978 goni 150 per 1e· munizioni da cent. 16, 115 ~ per quello da cen t. 12 e 35 per quelle da 22 cellt. c ioè in tutto circa 330 vagoni, il:,. 1'1 numern totale di questi, necessario al trasporto del mate·riale del parco con 500 colpi · J)er pezzo, si rid u ce a c irca 1075, ossia a 316 · 5 1/ 3 pe r bocca da f11oco . So io,•cce non solo si considera il tra-949 spo,·to del mate riale ciel parco c olle muw uizioni e con i carri da trasporto asseguat igli, ma s i pone a calcolo anc he il trasporto '195 in ferrovia dei cavalli e conduce nti pe,· wli carri (almeno 3 compagnie treno da 718 cavalli ciascuna) e del personale eia asse gnarsi · 60 a l parco (22 com pagoie d'artiglieria da fortezza) al numero _dei vagoni 'trova to deve 52 ancora aggi u ngersi: . Per tro compagnie treno. . vagoni 315 Per ll brigate al'l. da fort. > 155 1.
Totale dei vagoni necessari al trasporto dell' intero parco '16~2
T•llale va~on i 470 Con que sti, il nu mero complessivo sale a 2 150, c ioè a 10,75 per bocca da .fuoco.
Trnsporti per lo sgo1nbern dei malati e feri ti. - Il movimento per il lrasporto verso l'rnterno del paese dei malati e feriti, si sovrappone a quello pei' rifornimenti diversi di cui abbisognano le armate, e concorre con esso ad occupare considere\'ol mente, in certe epoèhe della campagna, le ferrovie. Per l'esercito un tale movimento avv iene in senso inverso a quello di rifornimento , ma per le ferrovie vi è vera sovrapposizione; poichè non ha per esse valore diverso, quanto all'impegno che ne risulta, un treno vuoto in un senso piuttostochè in un altro . Avendo riguardo al solo movimento ferroviario, sarebbe desiderabile che i treni, che hannq portato in un senso viveri o munizioni o truppa di complemento, ecc. servissero nel ritorno verso l'interno
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FE RROVIAR IO- ;ll!LIT ARI
S TUDI
del paese a trasporlare qualunque sorla di ammalati e feriti, come servono p. es . al trasporto cli prigionieri di guf1rra . D'altra parte l'ide~le dal lato sanitario è che il loro trasporto avvenga per la massima parte con appositi treni , veri ospeda li mobili , dir,!Ui da med ici, senili da infermieri, aventi una propria cucina ed una farmacia, adattati in modo da permette1·e la circo lazione.interna da un capo all'altro e da rendere quant'è possibile leggiere lo scosse che i trasportati risentono in causa del mov imento del treno · in maniera insomma che sia possibile, senza interruzione di cura, ~orlare gli ammalat.i e i feriti fino nelle più interne regioni del paese. Alla guerra però si fa. quello che si può e non quello che si vorrebbe : eppertanto si trasportano anche ammal:ili e feriti col materiale .di ritorno dei treni di rifornimento, sia perchè non si possono avere in dati momenti i treni-ospedali (come avriene quando non si di spone che di una o poche linee, su cni il movimento per imperiose necessità m.ilitari è già assai intenso); sia perchè questi sarebbero insufficien Li ai bisogni . La ?a1~1pagna del 11870-7 11, per le speciali difficoltà dei tr;:isporti fe rroviari , ha dovuLo di necessità offrir~ numerosi esempi di quesli trasporti con materiale d"occasìone e ciò succederà assai spesso in qualunque altra. campagna . Sta alla direzione sanitaria il regolare quali individui possonot ra!:portarsi, il limitarne il viaggio, il richiedere lo stabilimento di opportune stazioni di alimenlazione e dì ricovero, di infermerie intermedie per quelli che non po3sono proseguil'e il viagg io, infine il prendere lLlLte le precauz ion i, affinchè riescano il meno possibile dannosi; ma evidentemente i trasporti occasionali sui treni di rifornimenlo, che tornano a vuoto, non si possono escludere. « Rapporta il Pellzer che dalla stazione di Nancy .. ' ov'eo-li o si tro« vava in qualità di medico militare di tappa, passarono dal 23 « agosto 11870 al 5 maggio ~ 87 ·1 , 83 tren i con 117,385 fori Li e ma<1 lati gravi . E ques ti Lren i-ospedali non rappresentano che una « parte min ima, sebbene importante, dello straordinario movi« mento di ammalati effettuatos i alle spalle dell'esercilo combaL« tente. Nel periodo di tempo citato, a testimonianza dallo stesso ··« Pellzer, transi!.arono da Nancy altri 301> treni comuni con 1'.ì7,ti8.2
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« malati o feriti» (,I ). Quei lmii-comimi non potevano naturalmente essere che quelli che circola.ano allora sulla ferro ria NancYWeissemhou rg, la quale, come abbiamo 1risLo , riusciva appena sufficiente pei rifornimenti alle arma le; erano adunque per lo piìt treni merci e solo in piccola parte freni per truppe di complemento. I Lreni ·O!-pedali impiegati dai Tedesch i in quella campagna (in numero di 2·1_fra 1.uui), esclu si i 3 treni bavares i, che fecero pochi viaggi ad Ifagenau fino dall'agosto, non poterono funzionare che . assai tardi; i O treni prussiani comi nciarono ad apparire sul teatro cli guenn. nel mese di clecembre. Quasi tul.lo il movimento di sgombe1·0 prima di quest'epoca dovè pertanto effetLuarsi con treni -ordinari. Il non poter fare a meno dell'impiego cli treni ordinari, anche per trasporti cli malati e di fer iti spesso abbastanza gravi, rende necessario dal lato sani I.a rio di pronedere al miglior modo di trarne profitto. - 'Pee quelli indiyiclui il cui stato permette cli viaggiare seduti, si possono adoperare le carrozze da viaggiatori o i carri con panche, come nei trasporti di truppa: il viaggio si effettua durante il giorno, :arrestandosi la. noLLe in apposile stazioni , ove deve essere preventivmnente organizzato un serYizio pc! villo e pel ricovero degli infermi. - Se invece si LraUa di trasportare indi1•idui cbe debbano viaggiare sdraiali , è necessario usare mezzi speciali per l'adattamento'dei veicoli . Finora il migliorpro.vvedimento a questo riguardo è quello ideato dal generale russo Zarndowski, che ha dato assai-buoni risultati nell'ultim,i. guerra russo-turca. Col medesimo. si riduce fa·Cil mente qualunque vagone merci a carro d'ambulanza, mediante quaUro grossi canap i tesi fra otto robusti ganci opportunamente fissati alle par~ti laterali. Ad ogni canapo si lega una stanga di legno elastico, faggio per es. , o da ess:i si fanno pendere acl ansa dell e funi, che servono alla sospensione delle barelle. Queste si dispongono in dud pian i (otto per carro) ed ogni coppia di barelle sovrapposle viene fissata con fun icelle al pavimento del vagone; così restano impedite le oscillazioni laterali , nel tempo stesso che l'elasticità delle funi e delle slanghe ammortizza gli effetti della so.erchia rigidezza ,delle molle clel veicolo. - Questo sistema è stato trovato e:;sere il
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(I ) Di Fzoe. Rivista medica, IS7!l, pag. 530.
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più sicuro ed il più rapido per trasformare, con mezzi che è facile, possedere, il ma~eriale degli ord inarrtreni merci, in modo che questi possano servire per il trasporto di ammalati o feriti. Siccome però questi treni non posseggono l'intercomunicàzione· longitudinale (per la qual cosa pochi medici ed infermieri non bastano a prestar la dovuta assistenza ad un numeroso convoalio di feriti) e non pi·esentano che ben poche agevolezze di medi~~tura, non possono esse1~e.impiegati senza qualche inconveniente su assai grandi distanze. I treni-ospedale richiamano in particolar modo l'attenzi(Jne pei· g_li_speciali ~dattame.nti, .che richiede il loro materia.le, e la :compo_s1z1one spec1ale ·che devono avere. L~ sorveglianza e lit cura degli ammalati ~la parte del personale sanitario es igono la libera cir,;olazione interna da un capo all'altro del treno, condizione eh~ non è soddisfatta se noh nel caso che i veicoli abbiano le porte di accesso nelle loro testate, che non siano divisi in iscornpartimenti e che siano muni ti di appo.$ito ponticello pel passaggjo da un veicolo all'altro . - In ciascun treno devono~sserv i, oltre ai :eicoli destinati ai malati o feriti, altri vagoni per 11 pel'sonal~ medico, per gli insenrienti , per la cucina, per un piccolo magazzino di biancheria e coperte , per dispensa e picéola ghiacc_iaia, ecc. Sì apprnfìLta della necessità di ·questi veicoli per munirli di freno, lasciandone possibilmente senza i vagoni per 111alati; e così si possono comporre treni che, senza avere bisogno di modificazioni, possono percorrere con sicurezza la maggior parte delle· linee del paese. I v~goni per malati devono avere una buona sospensione elastica per ammortire le scosse che il movimento cagiona, ad onta della picc~là velocità dei treni mil itari, in questo caso assai prnvvida. - E pertanto necesssario, o impieaare carrozze da viaaofa. O 00 tori, modificandone l'interno col sopprimere le divisioni a scompartime1Hi, o, .se si usano carri merci , che per molti riguardi possono· . convenire, è necessario dat;e maggiore elastici ti:t, alle molle di sospensione, diminuendo in esse il numero delle fo.or,Jie o lamine resistenti' pur lasciandone intatto il· numero totale; ciò che si ottiene assai facilmente col semplice ripiego di variare la loro distribuzione.
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È inoltre necessario provvedere alla sospensione dei lettucci, il
che si può fare in diversi modi : da noi sembra siasi data la preferenza alla sospensione con leggiere mensole in ferro, da fissarsi alle pareti laterali dei vagoni. Ogni vagone deve contenere otto letti-barelle e servire al trasporlo di otto malati gravi . Il movimento di sgombero, che si può effettuare con treni-ospedali non può essere che assai limitalo, sebbene sia di sommo va~ !ore. In o~nuno di essi vi possono essere da ,t 8 a 20 vagoni per · malati o feriti , e di questi se ne possono perciò trasportare, quando si tratta di uomini gravemente infermi, cla ,J50 a ,f 60 per treno ; ammesso che in media i treni-ospedali possano fare un viaaaio ooani 00 3 giorni, la media giornaliera. degli individui trasportati si riduce· a soli 50 per treno-ospedale La continuità dei viaggi porta, aÌla fine di una·campagna, a cifre considernvoli il movimento complessivo di sgombero eseguito anche con pochi treni e dal lato sanitario questo movimento è assai importante, perchè si tratta sempre di malati o feriti gravi . Nulla deve perlinto essere risparmiato per provvedere convenientemente alla costituzione , altamente benefica, di numerosi e ben oroanizzati o . treni-ospedali. - . Considerando però la questione dal lato del solo movimento ferro viario, devesi nuovamente insistere su ciò, che i treni-ospedali, dando grande ingombro alle linee in causa della moltiplicita.dei loro viaggi, non provvedono che al trasporto di un piccolo numero d'infermi, mentre col materiale dei treni ordinari cli rifornimento si possono eseguire grandi Ùasporti, con nessun mag.gioi· ingombro delle ferrovie. 8 pert:1nto ancora più necessario della ç,osLituzione dei treni-ospedali, il provvedere a.d avere sempre disponibile buona quantità di ganci, canapi e funicell e per potere improvvisare l'adattamento dei carri merci a vagoni d'ambulanza. b) Trasporto di truppe per opemzìoni cli gue1'?'ci.
L'uso delle ferrovie sul teatro cli guerra per l'esecuzione di importanti movimenti strateg,ici fa la sua decisiva comparsa in America nella guerra di secessione degli Stati Uniti . Effettivamente prima d'allora, e precisamente nel ,1859 in Italia, oltre ad aver servito pel trasporto dell'esercito francese in :Piemonte, le A1'NO X1'VI, VOI,. III.
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ferro vie furono anche impiegate per ispostamenti di forze sul teatro stesso di operazioni; ma quesL'esempio, non mollo saliente, passò quasi inosservato. Dopo la guerra ameri cana, escludendo dalla categoria di trasporti che esa1uiniamoquelli dell'adunata prussiana nel 1866 e dell'adunata tedesca nel 1870, la più bella applicazione delle ferrovie per ispostamenti strategici è stata fatta dagli Austriaci nel 1866, dapprima dal teatro d'operazioni sud verso quello nord, per portare l'armata d'I talia a difesa di Vienna (dal 5 al 26 luglio), eppoi dopo l'armistizio coi Prussiani (dal 2 al 17 agosto) nel senso inverso, per portare contro l'esercito italiano il grosso delle forze raclunate sotto Vienna. Fu pure eseguita una rapidissima ritirata dell'armata d·eI nord {tre corpi d'armata) dalla Moravia su Vienna, contemporaneamente -al primo degli a,:cennati movimenti (dal 5 al ~5 luglio). La riunione della massima parte delle due armate fu operata sotto Vienna in 18 giorni. Nella campagna del 1870-74 le applicazioni che furono fatte sono di poca importanza da parte tedesca, e o poco opportune, o addirittura errate da parte francese; per la qual cosa il doppio spostamento degli Austriaci e la loro ritirata dal nord su Vienna .restano ancora i più belli esempi di trasporti ferroviari in guerra.
·Circostanze; quando invece si effettui colla fenovia, non può più cambiarsi da che è iniziato, e, se a un dato punto cl!esecuzione si voJesse mutare obbiettivo, clovrehbesi rifare il movimento, distrug.gendo la parte di esso già eseguito. In altre parole, il movimento di \ un esercito a marce ordinarie è assai flessibile, potendo piegarsi ad improvvisi mutamenti: per ferrovia è invece estremamente ?'igido, non potendo la sua direzione essere alterata che con grandissima ~~onfusione e perdita di tempo. · Inoltre, quando un esercito si sposta per via ordinaria, il suo movimento non si segnala vicino all'obbiellivo, se non quando quesCo ,sta per essere raggiunto: per ferrovia invece, il movimento è continuo lungo tutto il percorso e per vari giorni, e ciò costituisce una maggior probabilità pel nemico di accorgersi dello s.poslamento che -si sta operando. E non solo l'arrivo di truppe all'obbiettivo fi n dai primi giorni, può svelare questo al nemico; ma egli Io potri). pure indovinare facilmente, se il movimento gli è segnalato in un.punto qualunque, anche assai lontano, della linea percorsa, e ciò badando alla direzione generale della ferrovia impiegat~. La poca segretezza dei movimenti per ferrovia e la facili tà con cui svelano al nemico le intenzioni cli chi li effettua, ne costituiscono u~ inconveniente, che in dati momenti potrebb'essere grave, e che non può con .qualche certezza evitarsi, se non quando la direzione della ferrovia impiegata·è normale al fronte cli operazioni . Questa situazione però, è più faci le si verifichi nei trasporti dall'interno del paese all'esercito, che non nei trasporti da ùn punto ad un altro dello stesso teatro <1' operazione. Quando lo spostamento delle truppe deve elietLuarsi in prossimità. del nemico, gli inconvenienti-dell'impiego delle ferrovie possono farsi assai gravi. È necessario infatli por mente che, mentre nelle marce per via ordinaria un esercito può faci lmente coprirsi e, se sorpreso nel suo movimento, può apprestal'si a combattere con tutte le forze; nel trasporto per ferrovia invece, le truppe sono passive, il movimento deve essere protetto da altre truppe e il nemico può avere agio cli attaccare una sola parte delle forze, senza -che le altre, molto lontane, possano prestare soccorso. Si può riassumere questa condizione dic~ndo, che un esercito in marcia si difende da sè ed ha invece bisogno di essere difeso quando è traspor• . tato per ferrovià.
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La conveni enza di usare le ferrovie per l'esecuzione cli grandi ,operazioni militari dipende sopratutto dalle condizioni cli sicurezza e di celerità, che esse olTrono rispetto alle vie ordinarie; le quali condizioni dovranno volta per volta porsi a calcolo, tenendo in ·vista le principali differenze esistenLi fra le due specie di movimento. Essenziale fra queste differenze è quella che per 'Via ordinaria le t1·uppe si spostano tiitte contempomneame,nte e fonnano sempre una sola 1nassa, mentre peri· ferrovia lo spostarnento avviene per successi'Vi scaglioni, e le truppe, finchè i l movimento ?ion è i"ltimato, -vengono a tro·varsi dfoise in·due nuclei a gran distan,. a e .di forza continuame1ite -variabile. Conseoue priniieramente da ciò che, mentre un movimento su vie ordi~arie, a qualunque punto· d'esecuzione esso sia, può mutarsi, dandogli una differente direzione, se così vogliono improvvise
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Dall e esposte osservaz ioni si può concl udere che anzitutto non devonsi impiegare le ferrovie se non per operai ioni ben stabilite e che non hanno probabilità di subire.alterazioni durant.e l'esecuzione del 111ovimento; ed in secondo luogo, allorchè non si è lontani dal nem ico, devesi evitare l'uso delle ferro';rie per l'eseguimento di movimenti, che si vogliono segreti o che siano poco protetti. La poca segretezza dei movimenti per ferrovia è giit elemento morale di poca sicurezza: ma un altro ve ne ha di puramente materiale, dipendente dalla fragilifa e delicatezza dello strumento che si impiega. Un guasto di un ponte, la rottura di un trauo di via, non arrestano un esercito in marcia su via ordinaria, perchè o ne fa a meno o·li riatta facilmente a motivo della poca solidità che è necessaria; ma in una ferrov ia essi possono arrecare lungo impedimento, nè sempre può indiretlamente superarsi l'ostacolo con trasbordi o con giri per altra via, perch è a ciò rn,:e occorrono mezzi specia li. Tutto quello di cui consta una ferrovia è necessario, niente può togliersi senza impedirne l'uso, e le riparazioni esigono un materiale speciale, non sempre vicino e disponibile: anche i guasti della via possono essere più frequenti in causa della molliplicità di alti argini, cli profonde trincee e cli opere d'arte, alcune delle quali sono vere specialità delle ferrovie. Si comprende pertanto come possa esservi la possibilititche un lungo movimentoperferrov iasu~ bisca degli incagli , tanto in consegnenza della insolita intensità di movimento sulla linea, quanto per opera cli f.CO rrerie del nemico, o di suoi mandatari. QuesLe considerazion i devono sconsigliare l'uso delle forrovi e in quei casi in cui l'acqui sto di tempo, che può ripromettersi in confronto della marcia ordinaria, non sia molto rilevante. - Molte volle un'allrn.considerazione ancora bisogna avere presente, di ordine assa i diverso dalle precedenti, ed è che il trasporto in ferrovia non è educativo , non giova alla disciplina e alla compattezza delle truppe e può essere anzi di grave nocumento per esse, specialmente se si trat.ta di truppe o giovani o scosse nel loro morale. In ferrovia il soldato è completamente passivo e astrello ad un lungo ozio: gli elemei1ti più cattivi prendono il sopravvento sui blwni ; la cri t.ica e la derisione dei superiori e dei loro atti sono le sole influenze morali, che il soldato risente. Una giornata cli fe rrovia è, in da Le condizion i,
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che lo separ~ dall'obbietti,,o stesso,
i'o sarà la durata del movimento
espressa in giorni . A questa durata bisogna aggiungere il tem))o ne,eessario affinchè la cocla delle colonne di marcia racrrriuncra la testa ll O O delle medesime, tempo il quale, amm ettendo che le varie colonne siano costituite da un corpo d·armata ciascuna, può computarsi c1d un giorno. La durata totale del movimento a marce ordinarie sarà a dunque di giorn i
Per istabilire la durata di un movimento per fetTOYia ci conviene prendere in esame un mnggiornumero di elementi.-Le Lruppe muovono per scaglioni successiri, di forza Yariabile secondo la càpacitit che possono avere i treni sulle varie linee; e dei treni ne possono partire un numero li mitato per giorno, dipendente dall 'altitud ine che presentano le stazioni di partenza e di arrivo per il carico e lo scarico delle truppe, dei cavalli e del carreggio , e dall'attitudine della linea ad un movimento pi ù o meno intenso. La grossezza dei treni, che le condizioni della linea e la potenza delle locomotire determi nano, ecl il numero cli essi che giornalmente può parLire, mi-surano ciò che si chiama la produttività della ferrovia. Epperciò Ja. grossezza d'ogni scaglione di lruppà. trasportalo ed il numero giornaliero di scaglioni che possono partire, o in altre parole la quanti Là di truppa che giornalmente può essere trasportala, dipende dalla produttività della linea. Questa aclunque ha una sensi bile influenza sulla élurata del movimento.
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Su questa inflp.isce pure, evidentemente, la quantità totale di: truppe da spostare; poichòè chiaro che non potendosene trasportareche una deter~inala · quan"tità per giorno, quanto maggiore e la fo rza totale, tanto più grande sarà il numero di giorni necessari a spostarla. Se indichiamo con N il numero totale di treni necessario a trasportare le tmppe che devono muovere (numero che dipende· dalla quantità .delle truppe stesse e dalla grossezza dei treni), e con ,n il numero giornaliero dei treni che può effettuarsi, il quoziente· N : ,;i, ci dà il numero dei giorni necessari ad 1tltimare la pm·tenza· delle 'fruppe da sportarsi. Ma tale tempo non è ancora tutto quello necéssario a compiere il movimento; perchè, quando tutti i treni sono pai·titi, non sonoancora tutti arrivati: ad esso bisogna aggiungere il tempo neces.sario a percorrere la distanza fra la stazione di partenza e quella di arrivo . - I treni militari non possono correre senza. interruzionetutte le 24 ore del giorno; prescindendo dalle piccole fermate per lo scambio con i treni, diretti in senso opposto, nelle stazioni di incrociamento e per i rifornimenti d'acqua alle locomi tive (fermate· che vengono comprese nella velocità media dei treni), altre ne sono necessarie"per ammortizzare le irregolarità di corsa dei treni e garantire le coincidenze, per abbeverare i cavalli, per far mangiare la truppa ecc.; di modo che si può ritenere che, delle 24 ore, 18 sole all'incirca siano di effettivo viaggio. Eppertanto se indichiamo con L. la distanza da percorrersi e con V-la velocità media dei treni all'ora, 118 X V sarà il numero cli chilometri percorsi in una giornata, ed L: ,18 V sarà il tempo, espresso in giorni , necessario ad elTeLtuare il percorso totale. - La durata complessiva del movimento perferrovia si può adunque esprimere con
Se al momento che si decide il movimento, non si fosse apprestato il materiale necessario o non fossero date Lutte le disposizioni per eseguirlo, al tempo T, dovrebbesi aggiungere il tempo occorrente a radunare il materiale e a dare tutte le disposizioni necessarie· · ad iniziareil trasporto. Sul num~ro N nulla può dirsi, dipendendo esso, co1rie si è detto,.
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dall'entità del trasporlo da farsi e dalla grossezza dei treni, la quale è principalmente determinata dalle pendenze della linea e dalla
forza di trazione delle locomitive da impiegarsi. Per fermare le idee basti qui l'accennare che, allorquando possono effettuarsi treni mili tari di 40 veicol i (pesanti.360 tonnellate circa, macchina e tender esclusi), il trasporto di un corpo d'armata nella fo rmazione regolamentare di guerra, richiede 60 tren i; e ne richiede soltanto 4.7 all'incirca se, invece cli trasportarlo al completo, si lasciano indietro alcuni servizi di corpo d'armata, come può avvenire al'lorchè lo spostamento deve essere assai rapido, avendo in mira un immediato combattimento. Il numero n è più determinalo, sebbene su esso abbia grande infl uenzala produttivitàdellalinea, sulla quale nulla può dirsia prio1·i. i\'Ia a determinarlo concorrono anche altri elementi, quali la durata delle operazioni 'di carico e di scarico dei treni e le precauzioni necessarie alla sic1irezza ed alla regolarità del movimento, i quali possono limitarlo indipendentemente dalle condizion i della linea. Le condizioni della maggior parte delle linee a semplice binario difficilmente permettono un numero maggiore di ,I 6 a 18 treni al giorno in ciascun senso, dillìci lmente cioè, permetterebbero cli spedire verso una data direzi one treni a intervalli minori di l .30mocli ,,I °,~0'". Nè è cla pensare a spedire treni tutti in un ·solo senso, senza farne in senso contrario, poichè trattandosi di considerevoli trasporti, i qual i soli meritano di essere presi seriamente in esame, ben presto mancherebbe. il materiale per seguitare il movimento, se non si provvedesse al ritomo dei veicoli e delle locomotive già impiegate; ed ammesso pur anche che del 111ateriale se ne avesse a esuberanza, se non si effet'tuasse il ritorno cli quello già scaricalo, questo, ingombrando le stazioni d'arrivo e la linea, finirebbe ben presto;per rendere impossibile un ulteriore scarico della truppa e del materiale. D'altra parte difficilmente le condizioni della stazione cli partenza e di quella d'arrivo permettono di caricare e cli scaricare più di un treno ogni due o tre ore e spesso ancor più. Com'è naturale, sono i treni con carreggio e cavalli che richiedono tanto tempo; ma il complesso del movimento deve essere regolato in base alle esigenze di tali trasporti, poichè essi occupano circa i 2/ 3 del numero Lotale cli treni , necessari al trasporto delle grandi unità di truppa. - Al-
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ternando ·razionalmente i treni di uomini (truppe di ·fanteria) con quelli di cavalli e carreggio (truppe a cavallo e servizi di traino) e servendosi , quando occorra, di due o più stazioni vicine per il carico e lo scarico dei treni, si potrà riuscire ad apprestarne per la partenza ed a scaricarne all'arrivo uno ·ogni ora e mezza; ma calcolando su un numero maggiore, ·si rischierebbe il più delle volte di vedere alterato e disordinato il movimento in causa di arrischiate previsioni, e ciò sarebb~) nconveniente assai maggiore del prolungare di poche ore la durata del movimento complessivo. Le esigenze di sicur~zza e di buona conservazione della via concorrono esse pure nel limitare il numero dei treni giornalieri. Bisogna infatti, che l'intervallo fra essi sia tale c1adar tempo ai guardiani della linea di visitarla ogni tanto, e da permettere di eseguire i piccoli assestamenti, quali il rincalzo delle traverse, il serramento dei dadi delle chiavarde presso le stecche di giunzione ecc. L'intervallo di 11°,30m nei treni aventi la stessa direzione, il quale si riduce d'assai in causa dei treni venienti in s·enso contrario, non è affatto sovercl1io per ciò fare, nè riducendolo di molto si avrebbe più la sicurezza, che qualche guasto improvviso non venga a perturbare gravemente il seguito del movimento. ' Oltre a ciò, indipendentemente dall'intervallo fra i treni , è ne...: cessario che nella giornata la linea abbia un riposo di 4 a 5 ore, durante le quali si possano eseguire le necessarie riparazioni alla via, e si possono ammorlizzare le irregolarità di movimento, che per una causa qualunque si fossero prodotte. Questa sospensione cli movimento è anche necessaria pel personale della linea e delle stazioni, sulle cui forze e resistenza .non si può fare un assegnamento illimitato, per quanto numeroso esso sia. Risulta da tuUo ciò che, tanto l'attitudine al movimento della maggior parte delle linee a semplice binario, quanto la capacità cli carico e di scarico delle stazion i e le precauzioni necessarie alla buona conservazione della via, limitano a ,f 0 ,3om, o 1l°,20m al minimo, l'intervallo fra i tre,ni aventi una stessa direzione; eppertanto il numero giornaliero di questi treni viene a risulr.ai:e di 116 o di 18 al massimo. Le condizioni della massima parte delle nostre linee limitano questo numero a ,f 6. - Tenendo conto della necessitit di sospendere per alcune ore il movimento, epperciò di non
effettuate alcuni di tali treni, il numero effettivo giornaliero n, si riduce a 12 o a ,14 al massimo ( 11). Evidentemente questo numero dovrà essere ancora. più piccolo su quelle linee, e ve ne sono diverse, sulle quali l'intervallo fra i treni successivi non può essere minore di 11°,45 01 o di 2°. Le linee a .doppio binario non risentono il legame, cheladi5tanza fra le stazioni vicine di incrociamento impone al movimento sulle vie a semplice binario: esse hanno, teoricamente parlando, una . capàcità di mo,,imento quasi illimitata, ed, anche volendo come misura di sicurezza indispensabile in grandi movimenti, seguire la nonna di marciare a via libera, di non ammettere cioè fra due stazioni successive mai più cli un sol treno per ogni senso del mo,,imento, il numero dei treni giornalieri potrebbe essere doppio, a parità delle altre condizioni, di ciò che è su una linea a semplice binario. Però anche le linee a doppio binario risentono le limitazioni provenienti dalla capacità di carico e di scarico delle stazioni estreme e dal mantenimento della via e, specialmente per la prima di queste, sarebbe assai difficile potere superare il numero di 16 a ,J 8 treni al giorno anche disponendo di linee assai produttive. La convenienza di sospendere per akune ore il movimento sulla linea, non resta affatto diminuita dall'essere questa a doppio binario, epperciò anche su queste ferrovie 1i non potrà essere granchè superiore a 114. - Se moltiplicando oppurtunamente le stazioni di carico e di scarico, il che n9n è sempre possibile, o servendosi di grandi e ben di,;poste stazioni estreme, si potessero agevolare di
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(1) La troppo grande differenza fra queste deduzioni e quanto intorno alleffettuaziooe dei trasporti militari per ferrovia, può rilevarsi dai llicordi tattici e log·i stici della scuola · di guerra, mi fa un dovere di uscire dalla riserva che la mia poca autorità mi imponeva, di astenermi cioè, da qualunqu!) giudizio su quanto finora è stato scritto intorno all'impiego militHe .delle ferrovie. Sarebbe. però pericoloso, trattandosi di una pubblicazione semi ufficiale, assai diffusa e per moltissimi la ti mcrilamente stimata, il tacere che i grandi movimenti ferroviari, come in detti Rico.r ili sono descritti, non sono .mai avvenuti e non potranno mai avvenire. Non è infatti possibile il poter far susseguire su una stessa linea molti trllni e gruppi di troni con piccolo intervallo uno da ll'altro. Le previsioni che si basassero sull'idea di una sitraordinaria potenza delle ferrovie, quale i ci tati R1co1·di possono generare, potre bbero condurre a dannose conseguenze. Meno il caso di manifesta con•,enienza, in cu i si tratti di spostamenti a grandissima distanza, una moderata diffidenza sulla potenza di uno strumen to si complica to e fragile, qual'è la ferrovia, sarà sempro pi(1 ytile di una illimitata fiducia. Questa desii errori ne ha già p1·odotti e no son prova trasporti nost.ri nel 1866 e francesi nel 1870: quella non ne ha ancora cagionati e sarà asss i d irficile no produca di grandi.
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molto le operazioni del caricamento e dello scaricamento dei treni, si potrebbe su una linea a doppio binario aumentare il movimento in pari misura: è però assai improbabile che si possa riuscire a superare il numero cli il8 treni effettivi al giorno, qualunque'siano le agevolezze che si incontrano. Alcuni scrittori militari tedeschi ammettono come normale n =8sulle linee a seUlplice binario e n = 12 su quelle a doppio: sarebbe però eccessiva tanta limitazione di movimento, ove le condizioni delle linee impediscono di fare i grossi treni di 50 a 60 veicoli, che essi fanno. Mediante questi essi ottengono di eseguire giornalmente considerevoli trasporti di trnppe occupando poco la linea o permeLtcndo le quindi di poter fare qualche altrò trasporto, frequentemente pure di interesse-militare. Ma la soverchia riduzione del numero dei treni, ove questi devono essere necessariamente piccoli, sarebbe dannosa al movimento totale. Gli Austriaci , che hanno linee per la maggior parte non facili, tendono piuttosto a sorpassare il numero di treni che ho accennato come normale, che non a restarvi al disotto . La velocità1'n,edia, V, risulta dalla velocità di corsa dei treni militari, ridotta iri conseguenza delle fermate nelle stazioni intermedie; e, siccome la convenienza di fare treni grossi obbliga ad adottare la veìocità di corsa degli ordinarii treni merci, cioè 30 km. all'orà ed anche meno su alcune lince; così la velocità media non può essere che relativamente piccola. La perdita di veloci tà, cagionata dalle fermate nelle stazioni, è piccola sulle linee a doppio binario, non avenclosi la necessità degli incroci in stazione; e sulle linee a semplice binario è tanto più 'grande-quanto maggiore è ,il numero dei treni giornalieri; poichè in ragione di essi cresce il numero delle stazioni d'incrociamento, epperciò il numero delle fermate d'ogni treno. Tale riduzione è anche tanto più grande qu(l.nto maggiore è la differenza nelle distanze fra le successive stazioni di incrociamento. Come media sufficientemente esatta nel maggior nume1:o dei casi, si può ri tenere V= 20 km . all'ora. Esaminiamo ora nel suo insieme la forma la esprimente la durata di un movimento per ferrovia, cioè
e paragoniamola a quella che può servire per le vie ordinarie.
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Il termine ~, come può dedursi da quanto è stato sopra esposto, esprime sempre, quando si tratta di trasporti cli qualche entità, una . . Il . L . . L durata d.I van. gwrm. termme , V mvece, pal'l a , quan18 360 d'anche si tralli di una distanza di 360 km., (che sarebbe all'incirca quella cla perconersi per anelare dal Piemonte nel Veneto o · nella Toscana) raggiunge appena il valore di un giorno, ed è pertanto quasi Lrascnrabile in confronL~ del termine
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Consegue da ciò che, mentre lad1irata delntovimentope·r viaordvnaria dipende quasi esclusivamente dal rapporto della dista1iza alla velocità di rnarcia, per ferrovia i?wece la. dm·ata dei trasporti si 1·isente assai poco di q1,esti due elementi. Dipende~do il tempo T. principalmente dal termine~. ed essendo ·n il numero N, peruna da~a via, tanto più grande quanto maggiore è la quantità di truppe da trasportarsi, ne risulta ancora che, mentre la cliwata. di im movimento pe1· via O?'dvn,aria è quasi ind·ipendente dalla for:ra che muove, per ferrovia invece essa è proporzioiiale a tale forza. Il nu,11ero n, che rappresenta una costante per ~ma data via, aumenta quando le linee che possono impiegarsi sono due, nel qual caso generalmente ra.ddoppierà, triplicherà se sono tre, ecc ..Di qui ancora quest'altra differenza che, menlre per 'lfia ordinaria la rnoll'iplicit,à delle vie che possono perco?'rersi non ridtMe che in piccola mis1wa la durata totale del nwvimento, ver ferrovia invece questa d1irata viene 1'idotta alla metà, al terzo ecc., secondo che invece cli it,na si hanno due , t1:e ecc. linee disponibili. Naturalmente ciò suppone che le st!).zioni di partenza e di arrivo possano essere differenti per ciascuna linea e che perciò le difficoltà di carico escarico non apportino limitazione al movimento delle singole linee (,1). {IJ La questiono se, potendo disporre di due linee, convP.nga fare su entrambe il movimento in doppio senso, oppure su di una il mo"imonto di andata a carico o sull'altra qu ello di ritorno a ,·uoto, sarà esaminata quando si tratterà della produuività delle linee.
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Allorchè debba effettuar3i uno spostamento di grandi unità di guerra e che le considerazioni di sicurezza e di convenienza i:norale 110n escl~1dano .il tras~orto per ferrovia, prima di scegliere questo mezzo, s1 doY!'a considerare se siavi vantaggio di celerità nel.J'esecuzione del movimento; e ciò si farà ·calcolando il tempo T, e paragonandolo con quello T1 necessario pervia ordinaria. La variabilità degli elementi da porre in calcolo e specialmente l'incertezza sul valore di N, numero totale dei treni occorrenti, il -quale dipende dalla grossezza di tali treni, impediscono di enunciare una reaola ·Che comprenda i vari casi. In generale può dirsi che la conveni~nz; di impiegare esclusivamente la ferrovia, dal lato della celerità del movimento è tanto maggiore, quanto è più grande la di~ta.nza da superare, e tanto minore, quanto più grande è la quantità di truppe da spostare. · · Anche i'a q.ualità ,.dell~ truppe ha influenza sul rendere più 0 m~no convemente l unp,ego delle ferrovie. Le truppe a piedi ri· cluedo~o sempre un nu~ero di treni relativamente piccolo, rispetto :a q.u~lh che. son necessari pel trasporto delle trnppe a cavallo e dei ·trami: 1~erc1? la c?n:~nienza di impiegare la ferrovia p.e! trasporto ·delle pnme e assai pm grande che non per i secondi (,J).
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La conclusione sa,:à però favorevole'. per la più gran parte dei casi, al movimento in doppio senso su ciascuna dello due ltnee, e c.iò perché: .1•. ~erme~te,.. in. caso di differente produWvità, di trar profi tto della somma delle pro·dut.t1v1tàyamah1 p1uttostochè del doppio della produttività minore. 2° S1 possono me~li? utilizzare differenti stazioni di carico e di ~carico senza che il •mov1ment_o, che ha ong,ne o fino su una di esse, sia intr alciat~ da quello che parte d · a -altre, 3° Io ~aso di in_terruzione del movimento in un qualche punto , non si devono so·spendere l trasporti che su una sola, linea, invece che su entrambe come aYVerrebbe fa·cendo un solo circuito. 4° Finahneu.te; non ·si alterano le condizioni usuali di servizio e non si creano novità che pel'lurbrno 11 basso personate ferroviario. · 1 P~s~ono però essen·i circostanze in cui convenga il movimento in un sol senso per ,ogm hnea; come p. e., quando una di esse sia piana e l'altra abbia sensibili pendenze, net qual c.aso potrebbe fo rse convenire far grossi treni carichi sulla prima, facendoli tornare "uot, per la seconda, ,Cl! r.:a ~-isu~~ relativa ,dei mez~i, che occo.rr~no .al trasporto dello varie armi, s i può ,a\e1c cons1de1,mJo che ,o un veicolo ferrovrano s1 trasportano O 32 uomini, 0 8 cavalli, -o 2 ca1T1 a due ruote (carrette). o 1 carro a quattro ruote, Perciò, fer1·o"1aria mente parando, s1 hanno le seguent1·equ1valenze: Un carro equivale a 32 uomini Una carretta P 16 uomini Un cavallo » 4 uomini.
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Per le truppe a piedi spariscono inoltre molte delle ditlìcoltà. di· caricamento e di scaricamento dei treni, per la qual cosa, qualora si tratli di effettuare trasport{ in cui esse abbiano il predominio·, se· le condiz·ioni della li1iea 1wn vi si oppongono, si potranno ri- , durre sensibilmente anche gli intervalli fra i I.reni successivi equindi aumentare il numero giornal iero di essi. Uno dei vantaggi, che in certi casi possono offrire i trasporti per ferrovia, è quello di gettare subito su un punto lontano e minacciato dei rinforzi, che vanno gradatamente crescendo e che non potrebbero in nessun.altro modo arrivarvi . Quando si voglia raggiun-· gere questo scopo, ~parisce evidentemente ogni ragione di considerazioni relative al percorso ed anche per brevi dis.lanze l'impiego, della ferrovia può essere utilissimo. In questi · casi converrà. il più delle volte avviare a marce ordinarie le armi a cavallo e trasportare colla strada ferrata la fanteria. L'impiego misto delle due vie, allorchè si tratta di superare distanze non molto grandi e per le quali non sarebbe conveniente, l'uso esct-nsivo della ferrovia, pt.~ò prudLLrre rilevanti vantaggi di celerità. Le armi a cavallo, in un movimento di' pochi giorni, possono percorrere in media dai 30 ai 35 km. al giorno senza soverchio sforzo: in quattro giorni esse possono avere avanzato di ,120 a ,140 km. ed in pari tempo per ferrovia possono essere stati trasportati da -1:0 a 50 mila uomini di truppe a piedi. ,Queste rapide operazion i possono a.vere, in certe situazioni militari, dei risuHati decisivi. Anche per grandi di;,tanze, quando si abbia facilità. di trasporto, su varie linee fino a un certo punto, eppoi si incontrino solo poche· linee di limitala produttività., come può avvenire nell'attraversare p. e. una catena di monti, quale i nostri A-pennini, l'impiego misto della fenovi a e della via ordinaria può imporsi. In questi casi, se l'inlerruz.ione deve essere grande, converrà. far percorrere la via ordinaria alle armi a cavallo che la supereranno più presto, e se· può essere breve, converrà farla percorrere alla fan teria, come Tenenilo ·conto della co01plessi1·a composiiio ne di un corpo d'a rm3 ta, si trova che, avuto, riouardo alla sola sua forza in uomini, occorro per trasportarlo un 1·eicolo ferroviario ogni soldati in med ia. n corpo ct·armata prussiano e quello francese, in causa della maggiorquantità di carreggio di cui sono dotati, esigono un vagone ogni 10 uomini all'incirca,
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. quella che offre minori difficoltà e 1:ichiede minor tempo per le operazioni di sc.aricamento e di caricamento dei treni. Ove la potenza delle ferrovie apparisce con vera vO'randiosità è . negli spostamenti strat.egici--cla un teatro d'operazioni ad un altro, .,come sono stati quelli austriaci del 1866 e come potrebbero essere i nos_tri dalla valle del Po ad un_lontano punto della penisola. E noto che la Commission~ per la difesa dello Stato, ammettendo .l'ipotesi di uno sbarco nemico sulle coste della Toscana,' della provincia romana o della C.ampania, ha essa stessa additato il còmpito ·Cui devono adempiere le ferrovie: quello di permettere, cioè, un ra. pido spostamento, di alcuni corpi d'esercito dalla valle del Po su F.irenze, su Roµia o su Napoli. · In ognuno .di questi punti, astrazione fatta dalla ferrovia litoranea ,ligure-tirrena, concorrono due differenti linee, che possono essere impieg,ate nei trasporti di truppe; e qualora lo Stato pr-ovvedesse a migliorare le condizioni di tali linee, come i supremi i1ìteressi del · paese richiedono; si potrebbe all'occasione effettuare uno splendido movimento verso uno dei suaccennati obbiettivi ('I). Sarà ben difficile che in guerra si presenti una situazione sì chiaramente pro. pizia all'impiego delle ferrovie; perchè è ben difficile, a meno che uno stato debba sostenere una doppia guerra, che si presenti il caso , di spostamenti a sì considerevoli distanze. 1
Tutte le preparazioni e le modalità di esecuzione dei grandi trasporti militari formeranno oggetto di apposito·studio. Qui basterà . accennare alle principali disposizioni ed operazioni, che sono necessarie per la loro eJTettuazione. (1) Mi sia P~:me~s~ osservare come lo spettro di uno sbarco sulle nostre coste, quando ·· alla difesa alpina si sia provveduto seriame nte, perderà gran parto di sua consistenza per effetto appunto della possibilità di un ra pido sposi.amento di forze dalla valle del Po alla zona mi nacciata. Anche, con mezzi potentissimi, non si potranno sbarcare che due o tre corpi d'armata, e contro questi in pochi giorni si potrà portare -con le ferrovie la r_orza c_ombat!ente di quattro o cinque corpi d'armata. In simile situazione chi starà peggio? . E inutile pero osserva~e eh~ simile spostamento di forze non pot.rà aver luogo, se non quando la fron_tiera alpma sia validamente afforzata e non siavi probabilità di imminente grande battaglia: che se i principali passi fossero perduti e potesse esser prossimo uno sb?cc? d~lle vallate alpine, allora come potrebbe diminuirsi l'esercito che fronteggia le pnnc1pah forze del nemico?_Questa considerazione parmi renda manifestamente vero che le_ nostre. co_ste si di(en'd.0110 dalle ,Hpt e ciò deve persuadere il paese a non ri. sparmiar s~cr1~z1 per rendere inespugnabile quel già si forte nostro baluardo, pur non perdendo d1 nsta le vere ferrovie strategiche e lo sviluppo della nostra marina.
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Anzitutto, in base alle condizioni della linea ed alla potenza delie locomotive bisogna stabilire la grossezza dei treni da effettuarsi, cioè il numero massimo dei veLcoli di cui essi possono comporsi. Bisogna quindi proHedere ad assicurare il viaggio dei treni nei due sensi, stabilendo l'orario della linea in base alla sua produttività. Eppoi, tenendo conto della capacità cli ·carico e di scarico che banno le stazioni estreme e del riposo giornaliero da accordarsi alla via, devesi stabilire il numerò giomaliero dei treni da effettuarsi ed av•vertirne il personale della linea. Le truppe da trasportarsi devono -essere ripartite in scaglioni corrispondenti al carico di un treno, e , dopo tuttociò, si procede alla compilazione degli ordini di movimento dei di versi riparti . Frattanto si sarà provveduto a riunire il materiale occorrente e ordinarlo in treni, formati in corrispondenza dei bisogn~ dei successivi scaglioni partenti. Il materiale che è necessario aver disponibile e chiamare successiva:mente, deve essere in quanti Là tale che basti ad elTettuare i trasporti fiiio ai primi ritorni del materiale già impiegato: dopo cli che evidentemente si stabilisce un circuito continuo enon sono più necessarie che piccole manipolazioni e cambiamenti di veicoli nei singoli treni. · . .Prese tutte questè disposizioni preliminari non resta che eseguire le operazioni di caricamento e di scaricamento dopo il viaggio, e quindi provvedere al rinvio del materiale vuoto . Basta solo enunciare quanto è da farsi prima di iniziare un trasporto, per comprendere che, se esso si presentasse all'improvviso, non potrebbe eseguirsi subito (·1). Però siccome i trasporti per fer- · · rovia, come si ammetterà facilmente dopo .quanto è stato esposto, non possono comprendersi fra le ordinarie operazioni di guerra, ma rispondono più o _meno solo a certe determinate situazioni, così· sarà possibile nella maggior parte dei casi provvedere in anticipazione a molte clelle disposizioni necessarie all'esecuzione loro. P. e: la ripartizione delle truppe in treni potrà essere permanentemente fatta, secondo diverse composizioni di treni, le più frequenti; e l'orario delle cli verse linee potrà essere stabilito, stampato (I) I trasporti austriaci dell'agosto 18GB sono anche esempìo di un improvviso movimento, che ha esatto una rapida (preparazione. È citato a meritato onore di chi vi sopraintcndeYa, che essi poterono cominciare $Olo 36 ore dopo di essere stati decisi.
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e distribuito permanentemente. Cosi possono evitarsi le due più lunghe operazioni e se si può prevedere di dovere prima o poi ricorrere all'impiego delle ferrovie, si dovrà permanentemente tenere solto mano il materiale necessario ad iniziare i trasporti e dovranno · già essere compilati gli ordini d1 trasporto per tutti i corpi che devono presurnibilmente muovere. P~r tal modo questo genere di trasporti, che è stato sempre considerato come il più difficile, può ridursi ad essere ollremodo semplice e facile. Di ffic ili saranno sempre i trasporti per la nostra ad~nata, perchè complicati e richiedenti molteplici operazioni di sm1stament(): ma i trasporti per ispostamenti strategici, come quelli dell 'adunata tedesca, po tranno essere brillanti e parere difficili; ma non l_o saranno effettivamente mai, se_ad essi presiede un personale . previdente ed attivo. L'impi ego delle ferrovie in guena può trovar luogo pel conseguimento cli scop i tauici, ossia può essere efficace sul campo di battaglia? - .A que~ta questione non si può evidentemente dare una risposta recisa; le speciali condizioni che la realizzazione di un tal folto esige, la rendono diffici le; ma non potrebbe escludersi il caso in cui disponendosi dietro il fronte di battaglia cli una buona ferrovia e del necessari o materiale, si trovasse conveniente di eseguire degli spostamenti cli fo rze, specialmente di fanteria, da un punto acl un altro . In quesLo caso, eontrariamente a quanto è stalo detto pei trasporli stratetigi, l' impiego delle ferrov ie potrebbe convenire anche per brevi distanze ed essere giusti fìcato dal lo scopo non solo di portare .rapidamente rinfor1.i su un dato punto, ma ancora di risparmiare le forze delle Lruppe, non istancand,ole con celeri marce. Generalmente parlando però, un piano di battaglia archi tettato sulle ferrovie non pare nè serio, nè possibile (if). (I) Forse il movime nto di maggio;·e import.a nzo, fra q uell i d'indolo ,·eramcnlc tatticJ, è quello 1·cpon tinameote eseguito dagli Aus triaci nel mattino del 23 giu.,no 1866 per tras~ortare_ la brigata Scadier dal fronto di difesa verso il Po a quello ;ull' .ldig~ , da Rongo a Veronn. Questo movimento, cominciato alla mezzanotte o finito alle 11 antimeridiane, presenta una singolarità d i esecuzione meritevole di essere accenn ata. I treni carichi, portanti ognuuo un battaglione di fanteria, ad un dato momento avanzavano tutti d~ una s_taziono all'altra nel senso verso Padova e Verona, quindi si fermavano cd i t.rea i d1 materiale moto avanzavano essi da una stazione all'altra verso Rovigo. Ciò fu fatto, perchò l'improvvisa decisione del movimento non permise che l'emanazione d i ordini telegrafici, e reso im possibìl9 l'att.uazione di un orario regolare.
GOt Per esaurire l'argoment? dei trasporti in guena·, rimane da far cenno del personale che li dirige, che li agevola e che in alcuni casi Ii eseguisce. Ultimata la radunata dell'esercito, la Di?-ezione gerterale dei trasporti lascia una parte del suo personale al Min istero della guerra, per la sorveglianza sui trasporti militari nell'interno del paese ed il loro coordinamento a quelli che avvengono in prossimi Là della zona di operazione; ed essa passa agl i ordini dell'intendente generale ed . asslllne la direzione di Lutti i Lrasporti, che si effettuano lungo Ie comunicazioni dell'esercito, siano esse ferroviarie, rotabili od acquee . Le ferrovie della zona prossima all'esercito, che sono soLlo l'assolula dipendenza della direzione trasporli, mantengono l'orario militare; le altre ritornano all'esercizio ordinario come in tempo di pace. Le stazioni che segnano il passaggio da. un sistema all'altro si dicono stazioni di transito. . ' Sono organi esecutivi dipendenti dalla direzione generale, le di1·ezioni traspotti d'a1·mata, che dirigono il servizio dei trasporti e di esercizio delle ferrovie nella zona di tappa cleil'armat.a cui sono addette. Esse provvedono al pronto e rego lare trasporto/ clalla tappa cli base fino a portata del carreggio proprio delle truppe, dei convogli e delle spedizioni cl' ogni genere, dirette alla propria armata, ed allo sgombero v~rso l'interno del paese di quanto par.te ,da questa. La direz ione generale, dei tr~sporti ripartisce, a tal uopo, fra le varie direzioni d'armala il materiale ecl il personale ferroviario e forn isce loro i mezzi per il ristabil imento o l'impianto del servizio ferroviario, ove fosse necessario. Per tulli i trasporti cli riforn imento sono possibilmente assegnate alle singole armale linee di tappa·indipendenti; quando però ciò non fosse possibile ecl una stessa linea di tappa dovesse essere assegnata a due o più armale, la direzione generale dei trasporti dirige e sorveglia essa stessa l'esecuzione dei trasporli, e provvede alla ripartizione dei convogli diversi direLLi alle annate. Nelle stazioni $ulle linee di tappa vi sono eomandi cli stazi~ne, perfettamente in analogia a quanto avviene durante i trasporti di radunata: essi dipendono immediatamente dalle direzioni trasporti d'armata. A Lutti i trasporli diretti o provenienti dall'esercilo, che cleYono farsi all'indietro delle stazion i di transito, provrede il Ministero FERROVIARIO-MILITARI
ANNO XXVI, VOL. III.
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della guerra, ponendosi in relazione colle amministrazioni ferroviarie. Quando però devonsi eseguire traspol'ti cli truppe dell'esercito operante, per iscopo di operazioni militari, la direzione generare dei traspoi'li assume l'esercizio diretto di tutte le linee, anche interne, che son necessarie per la loro effettuazione. Pel riattamento delle ferrovie e per la loro costruzione o distruzione, oye fosse necessario, la direzione generale trasporti, dispone, della brigata ferrovieri, da lei dipendente. Essa ne ripartisce le compagnie fra le direzioni trasporti d'armata in quella misura che è richiesta dai particolari bisogni d'ognuna. Dalla direzione generale trasporti dipendono altresì delle cornpagnie d'esercizio costituite con personale ferroviario, soggetto all'obbligo del servizio militare, e con altri impiegati delle amministrazioni ferroviarie. Delle co"mpagnie soùo destinate ad esercitare quelle linee che, in seguito agli eventi di guerra, fossero rimaste in parte o del tutto prive del necessario personale d'esercizio. La Direzione generale dei trasporti impiega e distribuisce fe coinpagnie {li esercizio secondo i bisogni, che si manifestano sulle varie linee.
Capitano, L. fioNTI-Y_ECCHI.
RIVISTA ESTERA
·NOTIZIE STATISTICHE SULL'1ESERCITO AUSTRO-UNGARICO
D'ordine del ministero della guerra austro ungarico fu pubblicato \l'Annuario stati,stico niil!itar·e diviso in due · parti. . La parte prima si" riferisce all'anno 1876. Troviarno in essa estesamente esposti i risultati del reclutamento dal punto di vista polittico, militare ed amministrativo; lo stato · e il movimento dei vari .gradi ·ed impieghi n'ell'esercito e da ultimo tutto r,iò che riguarda le pensioni degli ufficiali, dei soldati ed impiegati, degli° invalidi, delle Nedove ed o·rfani. Nel '1876 furouo inseri tti sulle liste 747,562; di questi 7°·1, 7;15 = 96 °/ oo forono temporaneamente dispensati, 68,907 92 ¼o non compar. vero sotto le armi con o senza giustificazione; 489,752 656 °loo furono rimandati o riformati per difetti fisici e 1H ,580 = 149 °/ oo .trovati abili al servizio; degli altri 5,608 = 7 .¼o non era stato .emesso alcun definitivo giudizio,alla chiusura della sessione. L'obbligo di leva nel 11876 cadde sopra un maggior nnmero d'in<dividni che non nei due anni precedenti, e ciò si spiega pe_r l'epi- . ,tlemia colerosa che dominò negli anni •1854-55, anni di nascita delle ,corrispondenti classi. Relativamente al grado d'istruzione e capacità degli individui arrolati rileviamo che 46, 126 = 5"8 ¼o sapevano leggere e scrivere (qnesto numero è un po'inferi'ore e quello degli anni precedenti). Il comando militare di Zara diede il maggior numero di analfabeti, il ,comando . militare di Vienna ne diede il minore. I risultati d~lla visita medica praticata sugli iscritti furono i se;-gueuti:
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Abili 11 ,1,519 = ·18t ¾o arrolati, esclusi 6·1 i quali non possedendo il minimo della statura si sono però trovati abili a servire nella marina o negli arsenali . Ilimandati per difetto cli statura (metri 1,55,4) 75,020 = 12t per mille visitati. Rimandati o riformati per difetti e infermità fi siche 4H ,732 = 683 per mille. In tutte e tre le classi del ·1874-75-76 il maggior contingente di abili al servizio fu somministrato dal comando generale di Trieste; il minore dal comando generale di Lemberg per i due anni ·187i e 1876, e dal comando generale di Hermannstadt per l'anno 1875. QtJ.~ti.tuz'ione fisica dei 'Vi.sitati secondo la statttt'a e il peri1net1·0 toracico . - Sopra mille visitati, 867 raggiungevano o sorpassavano il minimum prescritto della statura . Nelle cirre dei visitati , la prescri tta statura fu minima per tutte e tre le classi nei comandi generali di Lemberg e Krakau, massima nei comandi generali di Trieste e Zara. Le più grandi stature da 1,70,5'" in su si trovarono più rrequenti noi comando generale di Zara . Il perimetro toracico in 575 per mille dei visitati raggiunse la metà della statura; o questa stessa condizione si verifi cò sopra 820 per mi lle dei riconosciuti abili. Merita poi di essere presa in c.onsiderazioue l'abiiità al servizio in rapporto alle più favorevoli condizioni di statura e di perimetro toracico . Degli individui visitati che presentarono una statura da 1m ,554in su ne furono riconosciuti abili 226 por mille. Le stature che con·corsero a somministrare il maggior numero cli abil i fnrouo quello da ,1,605 a 180,0. Le stature straordinariamente alle invece diedero una cifra di abili relativamente assai debole. Dalle quali stature si ricavò un picco!,, conti ngente di abili e precisamente il "44 ¾o · In modo ancor più singolare l'abil ità al servizio ò influenzata' dal perimetro toracico . Tra gl'inscritti in cui il perimetro toracico raggiungeva la rnoLà della statura ne forano riconosciuti abili 224, ¼o; tra quelli che presentavano dimensioni toraciche n:iaggiori se ne trovarono idonei 3t3 ¼ o; coloro invece che presenta\rario un torace di dimensioni inferiori alla mezza statura non fornirono che 90 ¼o di abili. La pri ma classe d'inscritli visitati forn ì 1 t9 °loo individui al di sotto della statura prescritta. La seconda classe no diede 1·12 °loo, . o la terza soltanto 88 ¾ I rimandati o riformati per difetti fisici furono in media 683 °/oo dei visitati, e 788 di questi rimandati o riformati roggiuogevano l'altezza cli 1,5M. 1
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Quali furono le infermità che diodei-o luogo ai rimandi e alle riforme lo dimostra uno specchio comparativo delle trn classi ·1874--7576 . Togliamo da questo specchio i difetti ed infermità più importanti , quelli cioè che motivarono il rinvio e la riforma di un numero relativamente grande di 'inscritti. La gracili là e debolezza costituzionale ci oiTre il maggior numero di riforma ti , cioè ·422 per la classe •I 870, 398 per la classe 1875, e (i. 1O per quella del 1875. Altré delle più importanti malattie ed imperfezioni sarebbero: 1
Malattie
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Morbi costituzionali e cachessie. t2 Esiti di lesioni traumatiche . 1O ì\Ialattie dogli occhi 24 Malattie dell'apparato circolatore 83 l\'lalauie clegli organi digerenti e loro annessi 32 Malattie degli organi sessuali 23 Malattie croniche della pelle 20 Malattie delle articolozioni 421 Deformità congenite . ~3
1875
1374
13
10
,15 111
')" ,.;)
25
83 31 23 2·1
77
426 ~3
3·1 21
20 H9 ~3
It notevolo che le malattie delle articolazioni sembrano crescere in numero di anno in anno. Anche la gracilità e debolezza costituzionale nella classe 1876 figura con una cirra maggiore di riformati che negli altri anni. Finalmente viene presa in considernzione la costituzione fisica degli inscritti secondo le loro nazionalità. Dai relativi quadri rileviamo i seguenti più notevoli particolari: Le più grandi stature si osservarono tra li Czechi perchè 769 ¼o dei visitati prosentavano un'altezza di 1,605 o più, 231 ¼ 0 erano al disotto cli 1,605. Le altre nazionalità presentarono le seguenti condizioni rispetto alla statura: Croati Tedeschi. Slovacchi Rumeni Magiari . Ruteoi Polacchi .
272 213 37•1
403 42·1 487
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per ¼o aI di sotto di metri 1,605. 1
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RIVISTA
ESTERA
Sopra 1000 polacchi visitati se ne trovarono 4-99 di statura inferiore· a metri 1,60,5, quindi un numero maggiore che nelle altre nazionalitL I Magiari diedero il maggior contingente di inabili, e tra gli idonei di questa popolazione predominarono le stature mediocri, mentre gli idonei appartenenti alle altre nazioni si distinguevano per la loro statura pmttosto alta. Non si osservò la medesima disuguaglianza riguardo al perimetro toracico; in tutte le nazionalità sumpientovate la · capacità toracica fu il vero indice della idoneità al servizio, poichè senza eccezione gli idonei furono anche quelli che possedevano il maggior perimetro toracico. Il maggior numero dei gracili appartiene ai .Croati; i Tedeschi ne ebbero il numero minore. La seconda parte ha per oggetto le condizioni sanitarie dell'esercito nell'anno 1877. La forza dei presenti ascese nell'anno 1877 a 258,985 uomini e· nel corso dello stesso anno si verificarono 390,373 malattie, equivalenti ad 1,507 ¼o della forza media dei presenti, mentre. nell'anno precedente la morbosità fn cli ··1,t94- ¼o e nell'anno ·1875 fu cli 1,32.9 ¼o, La massima morbosit_à si manifestò nell'anno 1877, nel mese di giugno con •I 52 ·0/oo, Il minor numero di malattie invece si osservò con •I05 0; 00 ·della forza media dei presenti. In quanto ai circondari militari territoriali che fornirono le malattie, troviamo che le stesse raggiunsero il loro massimo cli frequenza nel ·1877 nf{I comando di Agram, il minimo nel comando di Vienna . Dei. 390,373 indi,ridui che ammalarono nel corso dell'anno 1877 e dei :ì.,302. rima,sti dall'anno precedente furono licenziati dagli spedali· 185,H,t, ciò. che equivale a 44-4- 0/(,o della forza media . . In riguardo al grado degli individui malati nell'anno ,1877 rileviamo, le seguenti proporzioni:
La mortalità fu minore in ques(anno che nell'anno precedente (7, 9¾o) e dell'anno ·1875 (9,2 °I.o) (1).. I decessi ascesero in media a ,!, , 9 0/oo dei cura ti. Jn relazione alle ~tagioui trovia1no -che il numero complessivo dei decessi si ripartisce come segne:
506 1
1
1
1
1
1
Ufficiali 8; Sottufficiali 96; Soldati 896 per_mille malati. Pel trattamento di tutti gl'infermi occorsero comples3ivamente .i,737, 7·19 giornate, computandovi anche quelle dei malati delle infermerie di corpo. Per conseguenza ogni uomo in media fu nell'anno, 1877 inabilitato al servizio per 1 1 giorni. Mortali tà. - Nei quartieri e abitazioni private morirono ,J 36, neglr stabilimenti sanitari 1828, in totale 196,t ~ 7,6 Ofoo della forza media. 1
1
Primavera Estate Autunno Inverno
707 485 3511 4~·1
casi = 36 °lo; casi= 25 °lo ; casi 18 ¾; casi 2·1 °fo.
=
=
Tra questi morti si rileva che: •I'.2.9 •163 ·H 72
= = =
6,6 °lo erano ufficiali; 8, 3 °/o erano sottufficiali; 85 ~/0 erano soldati .
Le principali malattie di cui si occupa ~pecialmente la stat1st1ca nosografica rappresentataci da numerose tavole numeriche e grafiche sono l'ileo-tifo, la febbre intermittente e il tracoma. Per ciascuna '.di queste tre malattie troviamo limiti topografici bene spiccati , entro i quali poi le altre due non compaiono che periodicamente. Il dominio della febbre malarica è il più esteso ed abbraccia tutta la parte ·orientale e meridionale della monarchia. In queste regioni il tifo è limitatissimo. Vi troviamo anche il tracoma, ma non come malattia autoctoni!, bensì importata dai reggimenti provenienti dalla Galizia, punto d'origine e di diffusione di questa malattia. La morbosità malarica si comporta all'opposto della tifica rispetto al tempo della comparsa. La ' malaria è al suo ,culmine in agosto e settembre. e da quest'epoca la sua curva grafica si abbassa quasi perpendicolarmente. · Movimenti de-i malati negl:i stabil-iinenti: Il complessJYo numero· dei malati _nell'anno •1877 negli stabilimenti sanitari fu di 15 1,757 uomini, Ne uscirono '14,3,355, dei quali 4-,800 fecero passaggio in altri speda li. Una tabella dimostra il movimento dei malati rispettivamente ai mesi; da questa ci risulta che il maggior movimento fu quello i)l ottobre, il minore in febbraio. L'esito delle cure degli usciti dagli speciali (dedotti i non appa'r. tenenti àll'esercito) può essere r3ppresentato dal seguente specchio: 1
1
(1) Si verificarono inoltre 307 suicidi e 115 morti accidentali violente.
508
RIVISTA
Guariti . H3,H2 = Rientrati al servizio non perfettamente guariti . . . 3,784 Con licen'za qi convalescenza 5,,107 Riformati 4,261 _ Morti ,1,828 =
= =
(·
883 30 40 33 14
per
0/
oo,
Suicidi, t&ntati suioid'i., mut·ilazi.oni, alienazioni mentali, morbi accidentali. · Tutte queste forme -vengono tratt-ate in un solo capitolo. Il numero dei suicidi è nell'esercito austriaco sempre rilevante e si 1~an.tenne in _questi tre ultimi anni press'a poco nelle stesse :proporz1001. In fatti nel ,1871 si verificarono 307 suicidi = · •I , ·1 8 o/00 della f~rza media dei presenti. Nell'anno innanzi si ebbe una proporzione di_ 1_,~o ¼o, .e •I ,•14 ¼o nel ·1875. L'arma ~doperata per compiere il sUJc1d1_0 _fu pnì frequentemente l'arma da fuoco (79 ¾) , l\'Iotm del suicidio furono: il . In •I'.20 casi, sconosciuti; negli altri 189 la causa più probabile fu timore delle punizioni, debi ti, avversione .al servizio. Straordina. rian~ente gran~e è il numero dei sottufficiali ·nei suicidi. Rispetto alle armi, quella d1 cavalleria ne conta il maggior numero. ~ tentativi di suicidio si verificarono nella proporzione di 0,23 ¼o e d1 0,28 °loo negli anni precedenti, , . ~e. mutilaz!oni volont~rie occorsero nel numero di 1 f i 0,45 ¼o, c10.e _m -~agg10r proporzione che nei due ·anni addietro (0,3 1 ¼o), Gli mcl1~1dui .che vi si riferiscono erano tutti non graduati. La maggior p_a~te_ dei -?asi occorsero nei mP,si di ottobre e novembre, in qnei mesi c1~~ m cm recinte sono incorporate e ricevono la prima istruzione militare. Gh strumeu~i adoperati furono Je armi da taglio: · la causa probabile avversione al servizio. Ali&nazione mentati. - Si osser1 arono psicopatie sopra 81 individui 0:33 ¼o, press'a poco la stessa pl'oporzione dei dne anni precedenti. Forme predominanti: imbecillità, malinconia e·mania. Le cause non. si poter.ono scoprire nella metà circa dei casi. Nell'altra l'eredità parve ~hei v_i entra~se come mo~1ento eziologico principale. . Morti a_cc'bdentali per ca·usa '1;1,olenta. - Furono •I15 = · O,H ¼oP1~ .della. metà .dei casi occorsero per annegamento; quindi nei mesi est1v1 troviamo 11 massimo numero di queste morti. · , lu uno speciale capi tolo sono esposti i da ti statistici suÌla invaliòità temporaria e permanente. Per ragione di malattia furono inviati
=
1
!e
1
=
· 509
ESTEkA
'in licenza 9,187 uomim =35 °/oo della forza media dei presenti. Pressochè ugual numero di licenze per lo stesso · motivo · furono accordate ·uei due anni precedenti', cioè 34- 0 / 00 nell'anno •I876 e 35 nel 1875. Rispetto ai gradi, quelli che fruirono di. convalescenza possono essere così ripartiti:
l
Ufficial i ; •164- - 2 554- = 6 per ¼o,. Sottufficiali 8,!169 = . 92 Soldati Nel complessivo numero degli inviati in licenza per· malattia si trovarono 665 ~ 72 °loo con meno di tre mesi di servizio e 3, 082.= 336 °loo ,con un servizio cli oltre tre mesi. Le principali malattie che motivarono le licenze di convalescenza figurano in appositi quadri; tra queste meritano di essere menzionate come le più freq uenti il deterioramento costituzionale, il reumatismo ,cronico, l'ileo-tifo, le febbri· periodiche, la scrofola, le affezion.i cro. .niche dell'apparato respiratorio. Per invalidità. permanente furono congedati 13,013 uomini, i quali rispetto ai quadri vengono cos_ì ripartiti:
l
Ufficiali 573 = U • 99·0 76 per %o, SottufficiaTi ,H ,/150 880 : Soldati Oltre il terzo-del numero complessivo dei congedi per invalidità permanente si rjferisce ad uomini che non avevano ancor compiuto il loro primo anno di servizio. Le infermità che resero necessario il congedo assoluto furono più frequentemente il deterioramenfo fisiço , la tisi polmonare e le ernie. . . A queste tre cause morbose si riferiscono 292 ¾ o dei riformati. Di ,tutte .le riforme per le tre ora menzionate infermità 340 °loo si riferiscono a individui con meno di un ·anno di servizio militare. Gasi di mo,rte:occorti tra gli indi'Didui sotto le ar,mi, i~ li~nza e nella r'i-ser,va: · · Sotto le armi morìrono, come fu già notato ,. 1,964 individui, in -congedo e nella. riserva altri :5,il:88 in seguito a malattia, comples. -sivamente adunque 7,4-22 uomini = 8,6 °/oo sul totale ,dei quadri . Tutti i decessi', rigna_rdo al grado si ripartiscono come segue : 183 = ~5 Ufficiali . ' S0ttufficiàl1 807 = ,i 09 per ò;00 • Soldati . 6,42.2. = 866
=·
=
l .
.
.
· MO
RIVISTA
'
EST ERA
Le , perdite touili, · escluse le morti violenti, suicidi, ecc., avvenute nell'esercito tanto per gli individui sotto le armi, come in conge.cl.o e nella riserva, ci sono rappresentate da uno specchio com parativo riferentesi al triennio •1875-76-77, cioè: 1877
l~76
Inviati in liceQza di convalescenza 9,187 Congedati per invalidit.à ·permanente 13,0·13 7 ,4.2.'z Morti in seguito a malattia Totale delle perdite
.'
2.9, 62.2.
".
1875
8,7•13 9,H7 113,3,\.;1 ; H,,1,73 8,11,2.49,.368 30,fi.8·1
-32.,988 - -
Lè dimiuuzioni naturali dell'esercito furono adunque in quest'anno minori che negli anni innanzi. Il numero degli inviati in licenza fu ~n poco superiore a quello degli anni suddetti; ma nel _numero delle morti troviamo invece una rimarchevole diminuzione. Le perdite considerate rispettivamente alle armi, per mille degli iiiscritti nei quadri, ci appaiono nel seguente quadro pure comparativo dei tre anni. '
· Fanteria Cacciatori . Cavalleria · Artiglieria Genio Pontonieri Sanità . Treno
1877
1Si6
1$75
2.6 ~A 2.,i-
27 23
29 24
20
23 ·19
2.,1 25 2·1
_ %....
26 ~3
.J7 27
15
'16
2J 29 27 16 1
Ebbero le perdite maggiori nel •I877 la fanteria, nel 1876 le truppe di sanità, nel ,, 875 la fanteria ed i pontieri . . · Le perdite minori si riferiscono riel 1876 'al corpo del treno per tutti i tre anni. Gli uomini assentati né! 1876 hanno concorso a qneste perdite nel modo _seguente: 3,77•1 2.,fi.51 800
Licenze Congedi Morti Totale
7,034
\
511':.
Vaccinazioni e ri,vaccinazioni. - Furono vaccinati 3,380 uomini che non presentavano alcuna traccia di vaccinazione subita anteriormente, e si innestarono 16,588 individui nei quali erano visibili le · cicatrici vacciniche. Le v_accinazìoni ebbero in media il 4-5 ¾, le ri-vaccinazioni il 29 ¼ di buoni risullati. Operazi oni chirurgiche. .- Negli stabilimenti militari furono praticate operazioni chirurgiche sopra 706 individui ed operazioni d'oculista sopra .f6 . Dei,primi guarirono 633 (90 °lo) , migliorarono 2.5 (3 °lo), non migliorarono 9 (1 ¼), morirono 39 (6 ¼). Delle operazioni • oculistiche1,i. sortirono risultati completi, solo 2. ebbero risultati parziali~-
LIBRI E PERIODICI ·
LI 8 R I E P E R ·1O DICI
...Pront1e,11•io pei• il se,•vi~iò tlel genio ·i n 1.111e1•1•t1 :
-
C.ompilat? da F. APROSIO e C. D u RELLI, capitani del genio. Roma 188 1, Voghera Carlo.
Chi è al corrente della nostra letteratura militare contemporanea, ..avrà certamente più ·volte notato la scarsi tà, per non dire la quasi assoluta mancanza presso di noi, di quei preziosi libri che diconsi manuali tascabili, i. quali riepilogando le principali cifre e regole delle singole discipline militari , contengono in piccolo volume tutti quei ,dati tattici, logistici e tecnici che- .possono occorrere lì per lì all'ufficiale in campagna. E difatti, accanto alle numerosissime guide, prontuari, manuali di contabilità e qi amministrazione che circolano e si ·rin11ovano di frequente nei nostri uffici militari, noi non possiamo · Citare, pel servizio di. .guerra, se non i ben noti Rièordi tattic'i e -logi,stici e l'ottim~ Vade-mecwn delFufJìciale d'artiglieria . SifTatt.a mancanza, sentita in genere dagli ufficiali di tutte le armi, lo era poi particolarmente · da quelli dei genio, la cui missione coi -~ ontinui -progressi delle scienzè applicate alla guerra, è andata mano mano crescendo d'importanza, tanto per la varietà dei compi ti al genio assegnati, quanto per le spedali difficoltà che. questi còmpiti presen-. ·1ano al giorno d'oggi, in cui l'elettricità, il vapore e le nuove so..:.stan_ze esplosive 'han reso così complicata l'arte dell'ingegnere militare. . N~ di molto sussidio potevano essere i manuali in uso presso altri 1
J
eserc1t1, per la diversità degli ordinamenti, dell e . ist.ruzioni, dei ma- teriali e dei ti pi regolarnent(lri . A ·tale lamentato inconveniente intesero di porre riparo gli egregi autori del prontuario pel servizio del genio in guerra : e dobbiamo dire a loro lode, che essi hanno in gran parte raggiunto lo scopo ~Detto prontuario è diviso in dodici capi così intitolati: Capo I.. Se-rvizfo ed ordinarne-nto d.el geni.o in guerra . .:- IL Accampamenti. III. Strade. - IV. Ponti 111;ilitaii·,i. - V. Serviz-io telegrafìco. VI. Forti.ficaz'ione campale. - VII. Lwvo,•,i, d:i mi,na. VIII. -Lavori d'assedio:. • _ IX. Attacco delle piazze forti. -· X. Difesa delle piaz:e forti . XL - Materiale d'artigl'le1via. - XII. Notizie diverse. La trattazione cli questi diversi argomenti occupa un volume di oltre 600 pagine, al quale è unito un atlante di 78 tavole cli nitidissimi disegni fotolitografati. Il metodo espositivo ha forma generalmente concisa, sussidfata opportunamente da freqµenti tabelle: per le materie che formano oggetto di istruzioni ufficiali; i vari capitoli del prontuario non sono che un riep!lop;o ~ed:le: dei libri . .r~gola- · mentari; quanto ai rimanenti capi, gh autori sni;mo attnnut1 a1 trat-tati piCL riputati e recenti, .cor_ne quelli_ e~e_l Brunne~ e del Brialo~ont, ed hanno riferito i risultati più attend1btl1 delle diverse esperienze · fa tte così all'estero come presso di noi. Premessi questo esame generale, vorre.rnmo ora passare ad un esame più Jarao del prontuario, ma la materia ili esso svolta è 'cosi vasta, che usciremmo certamente dai li miti di una s~mplice rassegna hibliO-·· C/rafica · bastino alcune osservazioni. · , ~ I ca~i I ; III, V, VH, ci semlmrno i meglio r!nsciti per la ricchezza ,· delle notizie. e cifre, nonchè per la concisione clell:p_stile; il III capo specialLnente, che tratta delle strade _milira_ri e del\~ tr~zi_on~ a va~ore è nna breve ma , completissima esposiz1onc _ eh tutte le qmst10n1 tecmche · relative ai tnisporti militari in guerra e calclarnente ne raccomandiamo · la lettura, non solo agli ufficiali del genio, ma altresi a quelli di· stato maggiore e cl;artiglieria, cui siffatte quistioni, riguardano tanto , da vicino. Il capo II (accampamenti) contiene alcune ine~attezze nelle cifre~ relative alla fronte e profondità occnpate negli attendamenti dalle unità delle varie armi; citiamo particolarmente quanto si riferisce alla compaguià e brigata del genio, per le. qua!i sono i~i~ati i tipi della vecchia istrnzione la quale si basava sn d1 un effettrvo , per cow- · pagnia, di Hil uom!ni, mentre ora tale e_IT~ttivo è· di ~04 so.ldati'. occorrerebbe quindi aumentare le profond1ta date dal prontuario eh
' 514
,circa '.I 7ril., Non sarebbe poi stato superfluo l'accennare lo spazio 11e·Cessar10 all accampamento delle grosse nnità, divisione e . corpo d'armata. . Il capo I V (Ponti militari) è a nostro parere eccessivamente limo-o e, anzichè J1n riassunto, costituisce un vero e completo trattato; man~a perciò ad _esso la principale qualità richiesta nei prontuari, vooliam dire ~a f~cilità di ,ious~ltazione; ed invero_riesce tutt'altro che \ 1gevole 11 rteercare una cifra. od un disegno in 9,i, pa<:'ine di fitto testo .ed iu ,f 5 tavole di disegni . In mezzo poi a tanti el' interessanti dati abbiamo cercato invano quello che si riferisce al tempo occorrent; nei casi più ordinari al gittamento di ponti con materiale rco-olao menta re. , . Egua!i appunti ·dobbiamo fare al capo VI (fortificazione campale). ·Convemamo che la esposizion~ in ristretto di questo importantissimo · .ramo dell'arte dell'ingegnere militare, è cosa oltre~nodo difficile 0 ,;._ .gidì specialmente, che i trattati . gli opuscoli· P. gli articoli in ~r<Y~mento possono contarsi a migliaia, mentre d'altro canto mane: a noi una recente e completa istruzione r_egolamentare e solo abbiamo ·l'ottimo, ma limitato ~annate degli zappatori di fanteria e cavalleria: Tuttavia ci sembra, che gli egregi autori troppo strettamente abbiano ·seguito il Manuel dc {ort'i.fication de can~pagne del Brialmont, libro ,eccelleute sotto molti rispetti, ma nel quale non mancano le cos.e superfiu~ ed ove alcuni ti pi, particolarmente di fortificazione speditiva, ·non l'Jsultauo molto pratici, sia per il tempo occorrente alla loro costruzione (tempo che per quanto si è esperimentato i;resso di noi ..supera ~i gr~n lunga ~nello indicato dall'autore) sia per la qt~antità necess~r~a dei Javora_ton e p~r le altre ragioni di sicurezza e di opportun1ta. Non sappiamo poi per quale motivo n.on abbiano oli au·t~ri. del ?rontnario . indicato fra i ripari per pezzi da car~pagna, l ou1mo. r1 paro prussiano e quello i;iorma le della, nostra artiglieria . I capi VII, IX, e X (guerra d'assedio) hanno anch'essi un ecc-essivo :sviluppo e, dato lo scopo del prontuario di ricordare anzichè di ·i nsegnare, , crediamo che con molta utilità potrebbero ·farvisi delle ·sen. sibili riduzioni. ~l _capo XI (materiale d'artiglieria) contiene pure molte . cifre e notlZle superflue, mentre gli importantissimi dati sul tiro delle nostre armi- portatili e delle artiglierie non sono, a nostro parere, abbastanza _completi; mancano poi le tavole di efficacia dei fucili regolamentari delle potenze finitime, Austria-Ungheria e Francia e nulla è ,detto delle bocche a fuoco principali adottate da tali potenze. ·
515
E PERIODI.CI
LIBRI
t capo XII, che contiene dati tattici e logis~ici e for~ole per 1~ risoluzione dei problemi più usuali di geometria meccamca ecc., c1 sembra difetti alquanto di ordine e · fonda insieme clementi troppo dissimili e disparati . Accenniamo, fra le cose principalmente desiderabili ·io questo capo, alcune norme sul servizio di sic,urezza in campagna. · . Una lacuna poi che vorremmo vivamente veder colmata in questa opera, è quella che si riferisce alle operazioni_topografic.h~, di cui ?I eo-reo-i autori non fanno parola; in un prontuario pel serv1z10 del gemo a · 1 . 1o su taIe •ine> o-nerra, cred,iamo sia indispensabile uno spec,a e capito aro~mento, particolarmente per ciò che ha tratto ai rilievi speditivi, al~ misura delle distanze e delle pendenze, nonchè al maneggio dei . ' relativi istrumenti. Sarebbero pure utilissimi alcuni cenni sul)e carte topografiche estere e loro .segni . convenz1onali, massime per quelle dei territori con noi confinanti . Tutte le piccole imperfezioni e lacune che siamo andati mano mano accennando., trovano la loro più ampia giustificazion~ nella vastità e difficoità dell'opera, di cui certamente non menomano i singolari pregi. Esse d'altronde potranno scomparire in una nuova edizione, che non tarderà molto a vedere la luce a giudicare dalla favorevole accoaJienza avuta nel pubblico militare dal presente prontuario. Noi sentiamo infine il dovere nel chiudere questa rassegna di porgere sinceri riogr:iziamenti ai capitani Aprosio e Durelli per essersi sobbar~ati a ;;ilfatto penosissimo lavoro di compilazione ed avere provveduto 1 loro colleghi del genio cli un buon manuale da campagna .
Lti tatticti. stu,ditilti. c ·o n gli ese1npi. Bticcolta di r11tti ed e11isotli d ·i 911,~1·1·11 tles11,nti tltille isto,•ie, atl ,un11it1est-i•ti1nento tlegl-i 1.,.rficiaU ,i ,n cti11apa- , gH,tt
del colonnello
PIETRO VALLE;
vol~me 2° - Firenze,
Successori Le Monnier, 1881.
-
Chi ha seguito attentamente il movimento letterarìo militare del nostro paese avrà senza dubbio osservato la frequenza onde si succedono da parecchi anni nella pubblicità i lavori del colonnelo Valle.
516
E PERIODICI
LIBRI
Chi poi abbia esaminati quei lavori non avrà mancato per fermo di rilevare un'impronta comune a tutti, uno scopo a cui tutti sono concordemente indirizzati, impronta e scopo che dimostrano l'amore che l'autore porta all'esercito, il desi,der\o che l'anima a contribuire per l'incremento della sua coltura tecnica e morale. I trattati di tattica sono una necessità riconosciuta e soddisfatta sin da qt1ando le civi ltà èolte incommciarono ad organizzare le i~ro forze armate; n'ebbero i Greci, n'ebbero i ~omani, ne comparvero all'epoca del rinascimento, si moltipl icaronc, ad ogni ~uccessivo svolgimento del l'arte della guerra, finchè dopo gli avvenim,mti di :Federico, di Napoleone, dei Tedeschi odierni <;e ne sono addirittura ripieni gli scaffali delle biblioteche. ~ come ve n'hanno de' mediocri e dimenticati, così, antichi e recenti, ne esistono di classici, di autorità imperitura e fonti perenni di utilissimi studi . Vero è bene che la tattica ha una parte mutabile e caduca che il ·progresso delle arti, delle industrie, delle scienze rinnova modificando e variando conseguentemente la maniera di combattere; non è però men vero che v'abbia un'altra parte, la qua le resiste immutabile al passa-ggio dei secoli, al succedersi delle generazioni, delle civiltà, e se fu classicamente scritta duemila anni fa , è classica anche oggi. Al comparire d'ogni trattato di tattica, le considerazioni che precedono suggeriscono spontanea la domanda : che cosa verrà a dirci di nuovo? Ben poco dirà di nuovo, ma se si presenta sotto una buona forma, con un btion '1netodo, sono già qualità che meritano attenzione. Se non che i trattati d'ogni argomento, antichi e moderni, hanno iutti comune . un difetto origina le, quello cioè, che per il loro fare precettivo e scolastico non sono punto dilettevoli . Napoleone lasciò scritto che la tattica deve apprendersi collo studio delle campagne di guerra; vale a dire, oltre l'utilità porre a servizio della tattica il diletto della storia , dal racconto de' fatti desumer norme e precetti. Tale a.ppunto è il metodo seguito dal colonnello Valle, metodo seguito ormai da altri molti e perciò non può di certo aspirare al merito d'invenzione, ma dove il libro che esaminiamo si differenzia da quelli che l'hanno preceduto si è nella scelta degli esempi . Egli ha saputo spigolare largamente nel campo delle nostre guerre d'indipendenza e trarne episodi che fanno vibrare la corda del sentimento nazionale. Invano voi ricercate nel libro il metodo didattico; si può dire che l'autore non siasi vincolato àd alcun metodo : vi· racconta molteplici contingenze di guerra. in cui si son trovate le differenti
517
armi e vi conduce . quasi naturalmente a giudicare da voi stesso se esse seguirono ,una san~ od un'erronea tattica, se voi . in casi simili dovete imitarne o fuggirne l'esempio. Questo del colonnello Valle non . è libro che si presti a studi ordinati e completi, come son quelli cni si attende negli istituti mili_: ta1•i, i quali servir debbono di fondamento alla solida coltura dell'ufficiale, ma, fatti quegli studi, è libro di lettura ist~uttiva e dilettevole, sopratutto perchè [)One il lettore immediatamente a contatto colle pratiche della guerra. · Per la scelta degli esèmpi poi, lo dicemmo già, e libro patriottico, epperò non dubitiamo che gli ufficiali dell'esercito sarànno per fargli onesta e lieta accoglienza . ,
Disco,•si ,1,i un ca1.1itano ai s,eoi sol,lt1ti, dettati dal
colonnello
PIETRO
1881.
.
VALLE. - Firenze, Successori Le Monnier,
Il grado di coltu'ta clelle nostre popolazi.oni, che forniscono i-soldaii al paes.e, pur tropp.o si mantiene ancora assai basso, e il còmpito dell'istruzione e dell'educazione che incombe agli ufficiali non è lieve, nè breve . Il còmpito sopraiutto dell'educazione, dalla quale dipende essenzialmente la ·solidità del l'esercito, si rende oltremodo difficile e peno:;o, poichè immenso è !'intervallo che separa il pensiero ed il linguaggio dell'educatore dal pe,nsicro e dal lingnaggio dell' educando. I nostri inscritti giungono, la maggior parte dalle campagne, nell'esercito privi d'.ogni concetto, d'ogni nozione di patria, d:istituzioni nazionali, d'ogni sentimento definito, cosciente, di vera e soda moralità., e per di più non intendono il significato completo delle parole che tutto ciò esprimono. Un'ìntelligenza colta, qual è quella dell'uf-. ficiale, riuscirà sempre a scendere alla pari con quella del soldato, e .stabilire fra sè e l'altro quella corrente d'idee e di parole intcll~gibili, .come si richiede perchè l'insegnamento si renda efficace? È qu,esto un ideale, un desiderato èhc nella pluralità dc' casi è lungi dal tro- . vare nella prntica generali riscontri . Tanto è vero che quando il regolamento' impose ai capitani l'obbligo personale dell'insegnameI?,tO ANNO XXVI, VQL. lii,
35
E PERIODICI
LIBRI
5t8
morale alle rispettive compagnie, moltissimi di essi, ed erano persone di studi e di sapere, si trovarono non poco imbarazzati . Parecchi si diedero a leggere ed a spiegare ai soldaii il regolamento di disciplina, al tri si studiarono di parlare alla buona intorno a qualche argomento morale, ma tutt.i sentirono la necessità di una guida, di un metodo e, per~hè fosse uniforme e da tutti seguito, se lo aspettavano dal M.inistero, il quaìe, per rispetto forse al principio sancito dell'iniziativa e della responsabil itit, non si mosse. Si fece innanzi allora l'iniziativa privata e comparvero intorno all'argomento pregevoli pubblicazioni, alle quali si aggiunge ofa questa del colonnello Valle. Noi non dir·emo che sia migliore delle altre, ma i temi dei discorsi sono appropria~i alla intelligenza del soldato, le parole sono facil i; semplici, comuni, siamo quindi cl'ayviso che i capitani se ne potranno giovare e fra il patrimonio loro proprio e questo che offre loro il colonnello Valle, ne guadagnerà di certo l'educazione del soldato.
Bi•evi intliet1~io11,i' 11e1• i,, lettu,1·t1 tielle ·ecn•te to-
dal colonnello Firenze, Successori Le Monnier, 1881 .
pogt•tt./fo/1,e e geog1•tt.ficl1,e, dettate
PIETRO VALLE. -
Ecco nu'altra. pubblicazione dell'infaticabile colonnello Valle. Non si tratta che di ùn libriccino di poche pagine, sono nozioni molto elementari , ma chiare ed utilissime per la scuola degli a.spiranti ser~enti . . . . Si sa come l'autore si ~ia dedicato con amore allo stnd10 del1a topog1·afia, e come egli sia competente in tale argomento , si co~os~o~~ di Jui altre pubblicazioni se non id1mtiche per lo menn assa.1 s.rnnh alla presente, che ·vennero accolte con favore ; non sono qumd1 ingiustificate le di lui speranze di poter fare con questo lavoro opM'~ che roalga ad esse1·e cli efficace uti/,i tà . E noi glielo auguriamo cli cuore.
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<Je'l'ini. ci1•eti le eo·n cl-i~ioni tlellc1, 1•i1n•otl·H ~ione ·e
tlell'tt.lle·v ~nnento ,lell" ,.,,~~" C(IIJCt.llinti, bovintt.~ ovintt., sui1u1 e dli 11oll,1,io nelle 1n·o ·v ineie ,li Jre,•onct., J7,icen~ti e p,,,,lo·vtt. e ,•eltt.f'ivi sugge1•iu-ienti ~ootecnici, per il dott. BrANGHI
tenen.te veterinaio. -
CALI.MERO,· Chieti, tipografia Del Vecchio, 1881.
Di questa Memoria, premiata dal Ministe1:o di agricoltura, indu-stria e commercio con medaglia d'oro, terremo breve proposito per .,ciò che concerne soltanto la parte ippica, non già perchò le altre · non siano pregevoli e degne di discorso, ma perchè i lettori u'ii!itari, a' qual i s'indirizza specialmente questa Rfo,ista, non potrebbero ,, tranne rare eccezioni, interessarsene, non sarebbero competenti a giudicarne, non ne trarrebbero l'utilità che ricercano ne' loro studi . Tntte le ,questioni però che riguardano la prodnzione e l'allevamento equino hanno per essi una singolare importanza conoscendo ognuno che larga pa-rte e quale alto còmpito abbia a:;segnato l'arte militare al cavallo nella costituzione degli eserciti e nella condotta delle guerre. Ranno poi specialissima importanza per i lettori italiani, . i quali ·-si preoccupano della deficienza delle risorse cavalline del loro pae::;e. L'autore·, come del resto si scorge dal titolo del suo lavoro, li 1nita ·i suoi studi alle provincie cli Verona, Vicenza e Padova, le quali però sono più ricche di popolazione cava llina d'ogni altra provincia della penis~la. Descritta la razza del cavallo dominante nelle tre pro1vincie assunte ad esame, rilevatine i caratteri zoologici · e zootecnici , eg.ti- fa conoscere quali metodi si seguano in cruelle local ità per la riproduzione e l'alleva mento, enumera le condizioni che favoriscono o ·s i oppongono· alla riproduzione e all'al levamento stesso, le cause che vantaggiano od osreggianò il· miglioramento della razza, i pregiudizi .e gl i errori vigenti intorno alla riproduzione e all'allevamento. In un.a serie di interessanti capitoli l'autore espone utili suggerimenti, dettati da ll'arte e dall'esperienza, che valgono all'incremento della popolazione equina migliorata nel riprodursi e nell'allevarsi. La quistione degli stalloni, l'influenza della nutrizione, il trattamento delle cavalle pregne{ e del puledro, le condizioni cli vita in cui questo sarà tenuto, il governo della mano, la tosatura , i ricoveri sono altrettanti punti interessantissimi ch'egli tratta con acutezza di mente e con molto :senso pratico .
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. Questo cenno sommario non ci consente d'intrattenerci sui particolari del libro, esprimendone però il nostro giudizio riassuntivo non possiamo a meno di constatarne l'accurat"6zza e la maturità di studi e di esperienze onde venite redatto, l'utilità che possono trarne gli ·ufficiali tecnici nell'argomento e ti.llli gli altri delle armi a cavallo, senza poi tener conto del vantaggio che può derivarne agli studi generali statistici del regno . Al tenente veterinario dott. Calimero non può pertanto mancare la p~rola di lode e d'incoraggiamento di·questa Ri'oista.
al chiarassimo autore, il quale, con rara pazienza e grande criterio, h_a :olu_t~ s~pplire a una la_cun~ verifi.~tasi fin qui nelle pubblicaz1on1 mil1tar1, non essendovi cln non sia persuaso della capitale impor~nza esercitata, sì in pace che in guerra, da una beu intesa e razionale organizzazione del servizio di conispondenza segreta.
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L e S11ectc1te u1• 11iil'itflfre. Fasc1coli di maggio, giugno
e luglio. - Parigi 1881.
Hantlb11,eli ~,e ,• B.1·upt og1•aph·a e. A•ile itung e 1un . Clii ff1•i1•e11 un,.l D.ecli·l ff1•i1:en v on G e lie i.i1selu•ifte11, ( Manuale di crittografia. Arte di cifrare 0
e decifrare scritti riservati), pel colonnello B. FLEISSNER DI WosTRowrrz. - Vienna, Seidel e fi glio, 1881. È un volume di circa ~00 pagine corrednto da molte tabelle e da mimerosi esempi. JeJla prim,a parte sono passati in rassegùa tutti i, metodi fin qui usati, e ancora in uso, per la corrispondenza segreta. . Questi metodi, accuratamente raccolti in gruppi e sollo gruppi, a seconda .della loro affini tà, recano, ciascuno, uno o più esempi che ne· facilitano assai l'intelligenza e sono seguiti da util i apprezzamenti sul ri~pettivo merito e sulla loro conseguente applicazione; il tutto esposto con grande ordine e chiarezza. Nella seconda parte del libro è sviluppato un metodo particolare, non nuovo ma perfezionato dall'autore, fondato sul perforamento cli appositi cartoncini; la preparazione e l'uso · di questi formano ogget,to di' regole:minuziose e diligenti. Per nltimQ, in nna terza part,e, viene dettagliamentè spiegata l'arte di decifrare dispacci segreti , ~cri tti in lingua tedesca. Nell'insieme è questo un laYoro molto uti le a consultarsi, specie ai nostri giorni in cui la corrispondenza segreta si è svi luppata non solo negl i eserciti e nella diplomazia, ma anche in altre· classi della società, al punto di divenire di frequentissinia applicazione, e prossochè di assoluta necessità. Gli studiosi di cose militari ne saranno quindi particolarènente grati
illoltepticità dei gradi nella cavalle1'ia. - Si dimostra che 4-5 ufficiali per ogni reggimento sono esuberan ti, e si propone cli sopprimere un capo di squadrone. Ciò non recherebbe danno all'avanzamento, se si applicasse la legge sui collocamenti a ri poso e $i raddoppiassero altri mezzi non difficili a trovarsi per ricompensare i sen·izi [Jrestati. Gli ufficiali superiori per reggimento ~arebbero ridotti a tre; un colonnello o Lenente colonnello comandante, un comandante in secondo, ~cl un maggiore incaricato dell'amministra1.ione. Anche il capitano 1strn ttore ·dovrebbe essere soppresso , essendo oggi il comandante lo squadrone il solo re3ponsabile della prepa!·azione e condott.a in guerrà dei suoi di pendenti. La stessa sorte spetterebbe al porla stendardo, i cui uffici sono non solo riconosciuti inutili, ma pure inferiori alla dignità del grado. Saggio sopra un Jisegno cli tiro e snlla parte cize ha ·il tfro nella tcittica di combattimento . ~ Con metodo grafico e facili calcoli ~o pra dati forniti dall'esperienza, s'insegna a risolvere vari problem i relat1v1 all'esecuzione doi fuochi effi caci radenti tanto per l'attacco quanto per la difesa. Se ne ded uce la delimitazione della linea cli resistenza sopra_ u~'alturn e la sua di:;tanza necessaria dalla cresta; la quale non vnols1 sia nbbandonata perchè sarebbe una ri nunzia ai vantaaai ciel .. ' 1!)0 comaacI o el e[I a pos1z1one. E alla cresta che si deve stabi lire tutta l'artigliP,ria del corpo d'armata della difesa e più ancora se ne abbisogna, essentlo quell'arma la più aclntta per aprire il tiro a grandi distanze, molestare la marcia dello colonn·e ed obbligarle a spiegarsi. Quando potrà soffri re dalla fuci leria nemica do\'l'à cedere il posto alla fanteria, affinchè questa so:;titnisca i stioi fuochi a salve. Fra 500 e 1000 ~etri 1
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dalla cresta occorre clèterminare la linea cli resistenza. I bauaglioni della 4• linea della clife$a sono divisi in due gruppi : uno comprende le frazioni destinate ad e$eguire i fuochi radenti; l'altro le unità che occnpano i centri cli resistenza. Altre truppe in forti località debbono esser pronte ai ritorni offensivi. Alla '.z• linea spetta l'azione decisiva del contrattacco : perciò deve essere sottoposta allo stesso comando della ,1a linea, cioè la stes~a grande unità fornisce gli elemcnt.i all'una cd all'altra. La 3• li11ea ha il còmpito come riserva di dil'cnderc i fianchi della posizione e sarà composta dclii~ trd armi. Anche la tattica clell'ofTensiva consiglia la divisione delle forze su tre li nee. La prima eseguiscc l'attacco; la seconda respinge il contro-allacco della 2• linea della difesa, occupa la posizione conquistata e vi resiste; la terza situata nlle ali o ad un'ala destinata a rompere la linea cli resistenza, a ritrarla e compiere il successo . Si conclude che la difesa può distruggere i vantaggi dell'attacco mediante le micidiali proprict.à radenti elci tiro inclinato, ma essa non deve esser passiva. La si raccomanda corno tattica vantaggiosa pet la 11raucia nelle future guerre con tro il suo presumibi le nemico. Gli elementi di, una b1wna legge s1dl'a11uninistrazione clell'csercito . N. L. CARON. - Si ar,prova il concorso degli ufficiali d·amministrazionc nel corpo dell'intendenza e vuol~i richiamare l'ordinamento dei servizi amministrativi a quegli elementi ed incon testabili principÌli che furono sperimentati fi n dalla restaurazione. Il comando dirige l'amministrazione e l'intendente gli è subordinato come un copo di stato maggiore goncrale amministrativo e deve avere una respons!)bilit.it pubblica, che gli suggerisce cli fronte al comandante la fermezza dello osservazioni fon date sulla competenza e sull'indipendenza moro.le. È :illa scuola del commercio e degli affa ri, e non dall'esercito, che il personale della gestione e della direzione d~vc essere formato , come pure alla scuola degli affari e del diritto deve farsi il -personale di c-0ntrollo. Bisogno. associare agli sforzi dello stato quelli dell'interesse e elci commercio, servendosi di un corpo com posto di negozianti , commissionari, idonei , interessati, compratori,· coùsorvatori e fabbricanti, per modo che il ministero della guerra abbia ogni momen to sui mercati la 'preponderanza con l'informazione e la competenza . Un corpo clirellivo speciale cli una provata esperienza largamente rimuncrnto, perchè al di fuori di ogni speculazione, dovrebbe contribuire al reclu tamento dell'intendenza, elle rop prescnterchbc la direzione generale, e sarebbr un corpo civile in fa tto circoncl:Ho dr prestigio. Infine un corpo di conlrollo del tutto civile e indipendente avrebbe la suprema ispezione.
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La strntegia ed ,;, valloni . - W1unm or, Fo]s vI.eLLE . - Notasi che il problema per utilizzare un P.allone a scopo militare è quello stesso di cui debbono occuparsi i fi sici, di scandagliare l'atmosfera , cli rendersi conto dell'estensione ecl al ternativi dr.Ilo co rrenti aeree, d'indovinare i sintomi del tempo, conoscenze utilis$ime ad un comandante di un corpo di truppe incaricato di operazion i mili tari difficili. Il pallone per rendersi uti le dovrebbe contenere costantemente il suo gas senM pressione per potcr~cnc servire ad ogni occorrenza, ed essere suscettibile di eseguire elci movimcnLi meccanici in un senso qualunque sicuri ecl effi caci. Senza pretendere di costrui re aereostati perfettamente dirigibili a giorni fissi, se no possono avere però eia questi va levoli per gli usi militar, e scientifici. Cosi è facile con un giusto mezzo di di rezione, apptofìttanclo di un vento favorevole, poter penetrare in uoa cittit neutrale, cd in caso di assedio il pallone può rendere grandi sen·igi. Si accennano i principii sui quali dovrebbe essere cos Lr uito. Unci 'OÌS'Ìta nelle cciserrne cvi n omci. - G DE c. L'esposi:;ione del 1881. - È una breve rassegna di quadri militari . Stuclio sul vettovagliamento delle tr uppe in ccimpagtia . - G. DE Conrnv. - Il sistema per vettovagliare le trnppe in guerra dipende da molto circostanza ccl elementi , cli cui le principali sono così enumerai.e; le condizion i nelle quali si trova il teatro dello operazioni; la stagione ed il clima; la maniera di fa re la guerra, cioè se offensiva o clirensiva; la· lunghezza della linea d'operazione; la rapidit1t dei movimenti dell'esercito; l'ordinamento amministrativo del teatro della guerra; lo spiri to delle pop-olazioni. Le ultime campagne hanno dimostrato che se la popolazione di una località è eguale al numero delle truppe che vi operano. non si potrebbero vettovagliare che per quattro o sci giorni; se di due volte maggiore vi si poLrnnno al imentare da otto a quindici giorni, e se le truppe non sono che il quarto, yi potranno vivere per tre o quallro settimane. Un corpo cli 60000 nomini può fa cilmente vivere in un paese i cui abitanti siano nel rapporto di 3000 per miglio quadra to; ma a condizione che non sia di fo rma concentrica. Se la popolazione è disseminata, i movimenti delle truppe debbono <>seguirsi secondo un raggio molto esteso . Grandissinrn ù l' influenza delle comnnicazioni, do nde la necessità di migliora rlo, ove occol'ra, o cli cercnrc ove manchino . Esaminato il servizio elci viveri in Russia, in Germania e nell'Austrio.-Ungheria, si studia qnole debba essere la 'luantità giomaliera della proYYisione per
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un esercito di un dato effettivo, e per quanti giorni dev'essere provveduto; dove le provviste debbono essere riunite, ed in quale assegnato tempo o donde tnirle; come si possono trasportare stii punti di concentramen to ed in quanto tempo per distribuire i viveri, le misure per la regolare distribuzione di essi e successiva sostituzione; dove e quando bisogna stabi lire dei magazzini mobili . Due error·i, di Saint-Simon (Continuazione) SAINT-AUBIN. - Si concludo facendo una severa critica di Saint-Simon, come storico e come carattere. I telemetri, (Continuazione). - N. PAronNr. - Vi si studiano·i limiti in cui i telemetri possono costruire alla base un angolo pross~ a poco esatto, e ·si determinano le condizioni alle quali questi istrumenti debbono soddisfare. Le origini della tattica francese. - X. O. - È un cenno bibliogr:ifico sull'opera di recente pubblicata dal maggiore Hardy, come il seguente: Bonaparte ed i l suo tempo delle tenente colonnello J UNG . Necrologi.a del generale baro1ie Uchatitts. Vit« del generale ìlia'rgue1~itte. - Generale PH1LEOBnT. Il treno degbi eqitipa.ggi 1nibita·r i 1880- 1881. - J. C. - Dagli ultimi fatti tunisini 5j trae argomento por criticare i vizi organici del corpo trasporti militari. Le compagnie inviate· in AJrica hanno i loro quadri incompleti malgrado si siano rafforzate col soccorso delle altre rimasto in Francia per assicurare il servizio norma.le. Oggi l'efiettivo, secondo il bilancio pel corpo del treno, è di 6980 uomini e 7~00 quadrupedi. Si propùne, senza mutare il sistema di reclutamen to o mobilitazione, di aumentare quc;;to effettivo di oOOÒ uomini e 2000 quadrupedi. Con tali risorse si formerebbero delle compagnie miste, 10 di 1H O individui e ~00 quadru pedi e 4 squadroni indipendenti. Le une, e. gli altri do,;rebbero esser pronti a tutte le eventualità ad usò delle division i cli cavalleria indipendente. Levando da rn a 20 uomini per ogni reggimento si avrebbe il pc1·:;onale necessa rio per la costituzione di dette compagnie. Si dà lo schema di un largo ordinamento del corpo dei trasporti per la Francia e per ]' Algeria, traendo profitto in r1uest.a nili ma . degli Arabi adattatissimi come conducenti. In ~1ltimo si fa la storia delle difficoltà che questo corpo ha incontrato al suo miglioramento o sviIn ppo, dimostrando come dalla sua buona ·organizzazione dipendono la disciplina, la con[ìdenza, il cornggio delle truppe od il successo dolle operazioni militari. 1
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Jo11rnal tles sciences ,,dlitai,•es . Fascicoli di maggio,
giugno ~ luglio. - Parigi, -Dumaine, 1881. 1'att'ica delle ·informazioni . (Continuazione). Generalo LEWAL. Trattasi del servizio di una punta d'esplorazione regolare, e vuolsi le sia indicato l'itinerario, la velocità media, l'ora cui de,,e trovarsi in una data località. Oltre all'avanzninta, cui spetta l'incarico prin~ipale di esplorare, simili frazioùi debbono essere diramate in tutti i i sensi, il più che sia possibile lontano, ma senza perdere il collegamento fra loro. La rete composta di duo, tre o quattro punto riunisco i vantaggi della disposizione a ventaglio. I diretr.ori di esse sono i capi-squadroni che le foruiscono e servono a tenerle collegate con la testa d'avanguardia, a riunirle, eregolarne i cambiamenti cli fronte ecc. La formazione semicircolare è preferibile alla rettilinea. Le punte debbono essere moltiplicate, estesi~ o ristrette secondo lo circostanze ed il terreno che percorrono, avanzare, assalire il nemico se debole, retrocedere e dileguarsi so forte; tale è la loro azione. Si considera erroneo l'impiego cl i una o due divisioni di cavalleria pel servizio di esplorazione e por coprire una armata. ì\Ieglio è che ogni corpo d'armata provveda alla sua sicurezza con parte dei propri · squadro111. Circa la cavalleria· operante isolatamente si bandisce ogni dispersione e separazione. La colonna unica è la sola che possa concentrarsi ad ogni momenLo; chiunque si separa corre rischio di essere battuto prima di riunirsi. . . St·ud:io sommario delle basi di un niwvo regolamento sul sen;izio d-elle piazze da, gwwra. - Si dimostra J'insuffìcienza del regolamento in vigore perchè opera del tempo di pace, che tratta più di cose generiche che dell'assedio. Per le piazze forti non occorre designare altro stato tranne quello normale e quello di guerra. Esse debbono avere uno c;copo difensivo preciso ed essere ordinate per regioni, avente ognuna di queste un comandante generale. La guarnigione di ogni piazza dev'essere fissata contempor:rneamente ~i progetti per Je opere di fo rtifi cazione. e çostitnita con truppe di tutte te armi dell'esercito attivo e de.ll'esercilo t6rritoriale. La · piazza stessa dev'essere centro cli inobilitazione e cli concenlramento sia d·elle truppe, sia dei militari isolati che debbono comporre la guarnigione. Durante la guerra, quando è determinato il teatro delle operazìoni si debboncJ designare le guarnigioni che possono dare distaccamenti . Si
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constata il progresso della prossima formazione dei reggimenti o bat~glioni d'arliglicri a piedi, e vuolsi un corpo d'operai da fortezza. E necessario regolare i rapporti fra le diverse autorità militari ed i comandanti le piazze, non che il rapido passaggio cl:illo &tato cli 1~ace a quello di guerra. Il piano della difesa dcv' essere prestabilito ~ com~ lek~m~nte _determinato. Il corpo dei zappatori- pompieri conviene sia rnrn1to a quello del genio. L'armamento e le pro,·visi_oni. ~ indispensabile che si 111,,ntengano in permanenza. Si propone di d1v1dore le truppe della guarnigione così: ,Jo guardia delle posizioni esterne o della linea dei forti; 2° guaruigione elci le posizioni iutermedi0 e del corpo di piazza: 3° riserva generale. Ordinata la mobilitazione, i lavori d'occupazione dei posti osterui dchbono essere con celerit/1 intrapresi su tuttà la lincn. Conosciuto il pun111 d'att.acco è} neces,;ario e-0ncentrarvi tulti gl i sforzi della resistenza, 1,ervenc\osi dell'armamento dei forti per stabilirlo ,11 cli ruori. Il nuovo reaolamento deve pre~crivere che chi si limita alla di fesa passiva cli u;a piazza no11 compie il suo dovere. Le li nee difensive cd il corpo della piaua saranno d.ivise in s~ttori. ~osi quelle marittime adoperandovi truppe della marma . Le misure più severe occorrono per ia conservazione dei viveri e delle munizioni . Infine bisogna s1Jpprimere il consi11l io della di fcs~ il quale tende a distruggere la 1·ospo11sahi lìtil det corn~ndante la piazza. Le {ol'tifìcazi.oni nell<i Soi:;;::rera. - È una riproduzione sommaria di larori già pubblicati, donde risulta il timore che la neutralità svizzera possa . correre perico lo ncll'avvéniro. La Francia non può agire co1Hro la. Germania sulla linea Parigi-Mctz-Ilerlino, e si eS[lOrrebbe a gra,·i danni violando il territorio belga od il Lussemburgo. Il suo obbietti;-o non può essere Berlino, ma è al sud del Meno per effettuare il distacco degli stati meridionali da ll'egemon ia prussiana. Il rapido passaggio attrn verso la confederazione elvetica è dunque indispensabi le all'offensiva fran cese. Queste sono le inquietudini de111i scrittori svizzeri, C[,Usa te dalle fortificazioni che si erigono sulla lo~·o frontiera dalla parte della Francia e dallo ;;vi luppo che vi si dà alla rote ferroviaria. Lo scriLLore dimostra la dcbolezw del sistema militare eh-etico, o quindi la facilit.it cli una invasione germauica per le vie al sud elci Reno in Francia, cd il dovere che ha questa nazione di premunirsi contro ogni po~sibilc aLtacco (I).
lmyiego della {ortifìcaztionenell'ultimag uer-ra d'Oriente. (Fine). Capitano Bon:sEEQUE. - Contiene le conclusioni del lavoro e le norme avrnlorale dai recenti esempi per l'uso della fortificazione nell'olÌ'en- . siva, nella clifeugiva, per l'c, ttacco e la difesa delle posizioni fort ificate, e la maniera di organizzarle. Alimento razionale clel caocillo di truppa. - E. l\i. - Dopo un'analisi chimica degli elementi che cosLituiscono la razione regolamentare, si dimostra la convenienza cli sostituire al modo di calcolarla mediante · il peso dcll'ave1Ja , del fi eno, della paglia, quello delle partì centesimali di sostanze ali mentarie che contengono. Questo metodo pcrmcue cli usare alLre mescolanzQ di materie nutritive sperimentate, come le fave cavalline, le carrnbo, il mit is ecc.: nella gi usta quantità, perchè kt razione riempia anche sufficientemente lo stomaco . Tale sostituzione cli foraggi, chimicamente equ iva lenti agli attuali, porterebbe l'economia di ~ O milioni sopra 7'0 milioni, cui ammonta la $pesa annuale per questo capitolo nei bilancio della guerra francese. Il reclutamento e la mobil-itaz'ionc. - G. L. M. - Se ne mostra H nesso, e la convenienza che la chiamata delle classi alle armi sia conforme a quella delle reclute. Grossi effettivi e grande rapidità sono le essenzial i condizioni per la supremazia . nel l'odierna guerra . Oggi un esercito in t~mpo cli pace ha tutti i suoi clementi sparsi nel paese. Per riunirli presto occorre c.he il loro po<;to sia ben determinato e · che vi si trovino vicioi . L'aggruppamento delle divcr!-e unit:1 in Francia non è esalto. fiisogna che ognuna di esse abbia i suoi elemen ti cli mobilitazione !Jen definiti, che gli uomini cli complemento siano clcsigno ti prima e inscritti sui ruoli, che ogni uuiti1 risieda in tempo cli pace nella regione dove sono le sue riserve. In principio ciò è stabilito, ma in pratica non si fo . I cambiamenti di guarnigione sono dannosi alla celerità de!la mobilitazione ccl al l'erario. R·icerche siiUa penetraz·ione clei 17roiettili. - Maggiore generale Fnown;-. - È la traduzione di un laYoro russo in cu i si studia il carallcre dei fori o delle impressioni prodolle da proiettili, che non attraversano i parapetti in terra, i muri ed i rivestimenti in pietra cd in legno; e si esamina l'azione dei proir-ttili perforanti le corazze in ferro. Median te formole matematiche si risolvono una quantità cli problemi secondo leggi diverse da quelle seguite dalla maggior parle degli autori. Osse1'vazio1vi sulla J)'l'etesa neutrnHtà deU'a/.ta Sa'Uo'Ì-a. ·- È un articolo in cu i commentandosi con premedi tato sistema la storia ed i trattati, con poca simpatia alla no;;tra unità politica e meno ossequio al
(ll V. I progetti di difesa del territorio svizzero a proposito di alcuno recenti pubblicazioni. - Rivista Mitita,·e, dispensa di maggio 1880. I 11uovi progetti tll (o rtifica~ione del territol'io svt.. :ero, maggio ISSL
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diritto internazionale, su cui poggia c1uella neutralità, si pretenda di giustificare che essa più non esiste. La rete telegmfica fmncese dal punto di vista della difesa delle coste e delta frontiera. - E. N.<1.VES. -L'esteusione della rete telegrafica · francese è di 12:0,000 chilometri in piena attività con centro a Parigi. Si lavora per mettere in comunicazione con (1uesta capitale tutte le fortezze e piazze da guerra; ma la rete costiera è insufficiente, e cosi quella della frontiera orientale. Vuolsi quindi l'adozio~e di una trlegrafia ottica e di segna li più elementari per la celerità della trasmissione, giovandosi della luce elettrica. Ciò non basta, perchè tali mezzi in molte occasioni possono diventare illusori. Bisogna moltiplicare fra i semafori stazioni intermedie molto ravvicinate e valersi de' telefoni lungo le coste. Ist1"uzione della tnippa · pel combattimento. - Nella scuola del soldato s'insegna l'uso e l'economia delle canucce. La batta,:,Jia decisiva è fra i ~00 e ,iOO metri di distanza dalla linea dell'av:ersario : non è quindi da illudersi che si possa distruggere il nemico da lontano. Il ~·ero tiro di guerra per la fanteria comincia a ,1000 metri . In azione un buon soldato non deve tirare un sol colpo senza orùine. Nella difensiva occorre costruirsi dei ripari in terra per coprirsi ed avere quattro volte più la probabi lità di non essere colpiti . Nell'attacco si deve aumentare la provvista di cartucce pronte ed ecci tare lo slancio e l'ent.usiasmo. A 2.00 metri dal nemico, quando comincia il ft~oco rapido, ogni _soldato deve mettere la baionetta al fucile, per servirsene quando la distanza fra i· combatt.enti sparisce. Contro la -cavalleria irrorn pente all'improvviso bisogna far fuoco con calma·, e quando giunge a 20 metri, giova prendere la posizione di coricati, -scansandosi così ogni pericoio. Si raccomanda la resistenza al proprio posto, la calma nel fuoco . Nella scuola della squadra s'inse,:,na a dividere il combattimento offensivo in cinrpw fasi . La prima ric,;arda l'aziono · dell'artiglieria da 3000 a ,1000 metri dal nemico: si da~no rego le per •avanzare. La seconda si svolge dai 1000 ai 600 metri: è il periodo del fuoco di gruppo e di salve. La terza fase avviene fra i 600 ed i 200 metri : dall'avversario. '11 fnoco diventa più efficace e si alterna con la marcia; non è piu po:;sibile la formazione su due righe, ed il soldato deve approfittare del terreno ·per coprirsi . Ita quarta fase è quella del fuoco rapido e dell'assalto; la quinta consiste nell'insegni mento, che per parte della fan. te ria si fa mediante il fuoco. Resoconti delle conferenze. fatte a Toiws sotto la presidenza del ge. nerale di divisione De Galliffet. - Vi si trattano importanti que1
stioni relative alla cavalleria; si dimostra la convenienza di abolire i corazzieri, e si svolgono osservaz.ioni sulle manone e sull'ordinamento della cavalleria tedesca ed au~tro-ungarica , sulle manovre coi quadri, sull'esercito russo e sull'italiano. La guerra e la sua sto1·ia. - Colonneilo M..1.nsELll.
, Jou,•ntil oftlie Boytil Vnited Se,•vice lnstUHtion ...
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Vol. XXIV, fascicoli num. 107 e 108_
Marcia dall'Indo all'Jellmend (fiume) e vicevers~ negli, anni 18781879. - Maggiore generale A. BrnouLPH. - Tratta delle operazioni, dell'eserç,ito anglo indiano nell'Afganistan, e segnatamente dell'occupazione di Quetta e Kanda har. Un episoclio della guerra afgana. Marcia del l·uogotenente generale Stewart da Kandahc1Jr a Ghazni e combattimenti di Ah·rned Khel ed Urzu. - Capitano R. EL!AS . Utensili da .zappatori. - Tenente-colonnello G. UnoN Pruon. Condizioni esse.oziali sono: faéilità di maneggio e facilità di trasporto.. Quanto a maneggevolezza non vi sarebbe di meglio che poter adottar& per gli strumenti da Z!t.ppat.ore (pala, vanga, piccozza, ecc.) quella steqsa forma che è suggerita dall'esperienza e da)l'uso. continuo, quotidiano che ne fann.o i terrazzieri . A ciò per altro si oppone la condizione del facile trasporto . Per conciliare una cosa coll'altra e conservare agli strumenti stessi la più conveniente misura di peso e di grandezza, non resta altro che comporli di più pcz1.i ciascu~10. Solo è ovvio che il numero dei pezzi dovrà essere il minore possibile, cioè non più di due, altrimenti se i vari pezzi dovessero essere distribuiti fra più uomini, ne nascerebbe una certa difficwltà nel metterli insieme. Relativamente alla specie, è sopra ogni altro necessario la. pala o vanga, e taluni eserciti si limitano a questo solo strumento (vanghetta Linnemanu). Ma nella maggior parte dei terreni l'uso def piccone, in sussidio alla pala, è non solo utile ma indispensabi le, sopratutto se trattasi d'innalzare un trince.ramento con una certa rapidità. Un terzo oggetto è pur esso pressochè indispensabile alle truppe, vale a dire l'ascia o scure, che torna specialmente uti le nella costruzione di piccoli ponti è nei lavori inerenti alla messa in istato di difesc,1 di località. Piccone ed ascia si possono però benissimo combinare 'insieme in un solo strumento, facendone.
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cwe una piccozza; e per maggiore semplicità si può anche fare in modo che pale e picozze abbiano i manici perfettamente uguali (da fissarsi per avvitamento). Così si risparmierebbe il trasporto cli un certo nnmero cli manici ,·essendo difficile che avvenga il caso cli dover impiegare pale e piccozze in egual proporzione; ed "in ogni caso volendoli trasportare in numero completo ( corrispondente a quello degli strumen ti), se ne avrà sempre una buon.a riserva per far fronte alle eventua li perdite, guasti, ecc. . In conclusione il suesposto sistema di utensili da zappàtori offrirebbe i seguenti vantaggi: a) Il soldato non ha che un carico relativamente piccolo cli attrezzi • da zappatore; b) Gli utensili sono di conveniente peso e grandezzà, quindi agevolano .il lavoro; · e) In caso di perdite parziali è sempre un pezzo solo ·e non un intero strnmento che viene a mancare; d) Ogni unità. di truppa (battaglione) puù avere una sufficiente dotazione di utensili da bastare a se ste~sa . Condotta tattica clelle torped-iniere (Traduzione dal tedesco). - Deputato T HOMAS P 1ussEY . - · Le torpedini furono impiegate su vasta scala per la prima volta durante la guerra · d'America, nella quale non meno cli {i.O navi andarono per tal mezzo distrutte. La maggior parte perù di queste navi furono fatte saltare in aria da torpedini difensive fisse : nn piccolissimo numero sòltanto da torpedini aggressive. Xon fu che nell'ultima campagna rnsso-turca che si appalesò in tutto il suo valore la loro terribile potenza offensiva . Nove .furono gli attacchi eseguiti da torpediniere russe contro navi turche, e tutti coronati da SU('Cesso pi lt o meno buono. Incoraggiata da questi risultati, la Russia foce già cos1.n1ire non meno di 12.0 barche porta-torpedini, ,12 delle quali vennero l' anno scorso riunite in sisquadra per servire alle esperienze rela tive all'impiego tattico delle torpedini. Tali esperienze hanno condotto alle : seglienti conclnsioni ·generali: ·1 ° Attacchi isolati da parte cli singole torpediniere non debbono . essere tentati che come u!Limo spedi ente. 2° L'attacco vuol essere eseguito secondo un piano accuratamente stabilito. . 3° Fa mestieri armare le torpedi niere con torpedini del sistema · Whitehead, oppure con torped ini ad asta (spar-). i 0 Ogni squadra di ·torpediniere va divisa in tre gru ppi, cioè: _punta, grosso e riserva.
. 5° L'accensione delle torpedin.i deve fa rsi automaticamente e solo ·quando questo mezzo viene a fallire, mediante apparecchi elett.rici. · 6° È d'uopo lanciare l'attacco simultaneanrnnte da vari punti, .ad un dato segnale del comandante. 7° La veìocità delle torpediniere avanti l'attacco, e sino a tanto che non abbiano raggiunta la posizione rispettivamente loro assegnata, va regolata secondo quella della torpediniera meno veloce. 8° Il comandante della squadra deve rimanere indietro col gruppo torpediniere costituente la riserva . 9° Le torpedini devono essere spinte a contatto colla carena oppure colle estremitit non corazzate della nave nemica . Ser1yizfo trasporti adatto per r apid;i 1novimenfli e soprattiltto per .le overazioni ·in India . - Maggiore A. R. H EYLAKD . - Esso dovrebbe avere: a) Organizzazione faci le e pronta , suscettibi le di un graduale .sviluppo, co,;ì rispetto al numero cli carri, come dei quadrupedi da tragporto ; quadro di per:;;onale relati va mente poco numeroso. b) Mobilità ugua le, se non sup1~riore, alle truppe cui il servizio trasporti è adibito. e) Quad ru pedi resistenti provvisti di bardatura ugualmente adatta al tiro e al someggio. d) Carri solidi , ma semplici e leggeri, facili anche ad essere tirati a Jn·accia d'uomini caso rnai venissero a mancare i quadrupedi: scomponibili in pezzi, pel più facile trasporto in mare ed in ferrovia. · 1l1'itraglùwe Norclenfelt (sistema Pa/t,;ierantz). - F. NonDENFELT. - Queste mitragliere o cannoncini a macchina (machine guns), come le chiama il Nordenfclt, sono a tiro in termittente ed hanno le canne fi sse, a differenza delle mitragliere Gatling che rappresentano il tipo opposto, ossia il sistema a rotazione con fuoco continuo. Le canne stesse sono disposte sopra un telaretto orizzontale o leggermente arcuato e l'intero meccani·smo di caricamento e cli sparo è comandato da un manubrio il quale pnù con tutta facilità essere mosso avanti e indietro colla sola mano destra, mentre la sinistra rimane libera per maneggiare la vite di mira. Il tiro può farsi tanto a colpi semplici, quanto ad intere salve di proietti; nel tiro a salve però i colpi non partono esattamente nello stesso momento, ma .si · succedono l'un l'altro in modo rapidissimo, ottenendosi in tal guisa di diminuire di un terzo circa la forza cli rinculo. Un congegno automatico serve. ad imprimere al fuoco la voluta dispersione nel senso orizzontale, sopratu tto quando t.rattasi cli sparare contro bersagli poco densi e re-
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533 terra ti facendone delle abbattute naturali. A Debe Neke, ,i O miglia da King William!s Town, trasformarono pure un grosso edifizio in un solido laager. Il bestiame fu collocato di fuori entro un quadrato fo rmato di grossi alberi abbattnti, disposti coi rami verso l'esterno; tale quadrato era fiancheggiato ai due lati dall'edifizio principale e gli altri lati appoggiavansi alla sponda di un profondo corso d'ac.qua. Ancha ad Utrecht nel Transvaal solevano gl i abitanti, durante la guerra del 11879 , ri fugiarsi la notte in uno di questi laagei·, il quale non era altro che un vecchio forte olandese pieno zeppo di carri e tende entro cui dormivano le famiglie. La difesa ne era affidata alla milizia ( IJurgher -Force). L'ospedale militare e le provvigioni erano collocati in un secondo forte, e le truppe accampavano sul terreno esterno . Tutti i deposi ti d'approvvigionamento situati sui confini del Zululand e lungo le linee di marcia delle truppe inglesi erano fortificati in modo speditivo, :id uso laager·; criterio direttivo nella costruzione era quello di difendere la maggior quantità di prov-vigioni col minor numero di uomini (non però al disotto· di una compagnia, la quale unità non doveva mai essere spezzata). Nella campagna cout.ro gli Zulù era ordine generale che ogm reparto dovesse sempre trincerarsi durante la notle. L'esperienza di quella guerra ha dimostrato che disponendo di molta truppa e avendo relativamente poco carreggio giova circondare il parco dei carri con un trinceramento difensivo e quivi fàr resistenza in caso di attacco; invece avendo poca forza e numeroso carreggio, è preferibil e tenere la linea dei carri. In quest'ultimo caso si scava solo un fosso triangolare tutt'intorno ol parco e rasente le ruote dei carri, ammassando la ten a dello scavo sotto i carri stessi. La truppa fa fuoco dall'alto dei carri oppure anche da :;otto ai medesimi puntando fra i razzi delle ruote esterne che all'uopo si lasciano sgombre da terra. Per tal modo si può improvvisare un'eccellente difesa. Corpi portato1'i e coolies (facchini chinesi) impiegati nella Cina in India, ed A{iica negli anni 1860-1879. - Maggiore G. SALIS ScuwAnE . Tali corpi furono per fa prima volta organizzati in Cina, per la spedizione anglo-francese del 1860; gli Inglesi ebbero poi frequenti occasioni di servirsene nelle continue loro guerre in Asia ed Africa e segnatamente nelle seguenti spedizioni mi litari: Spedizioni d'Abissinia ( 11867); » contro le tribù di Lushai in India (•I81·1 -72); contro gli Ascianti (1873); • contro i Zulù ('1879). E PERIO DICI
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lativamente molto estesi. Le mitragliere Norden felt possono essere adoperato così per terra come per mare, e se ne ·raccomanda l'uso specialmente per difendere le navi dagli attacchi dell e torpediniere. La ditta Nordenfo lt- Palmerantz ha costrutto mitragliere di quattro differenti calibri, i particolari delle quali si possono rilevare del seguente specchietto: Mitragliere del cal ibro di pollici (1 pollice ·= 25,mm 89).
-
1(
I• I ~ l /2
. 4 1 Nnmoro delle canne . . Peso del proietto in chilogrammi. . 0,205 0,800 Peso della carica (polvere) iii ch ilogrammi . . . . . . . 0,040 o,9."" ....oo 3 ,•) Lungl101.za del proietto in calibri. 2,7 Velocitù iniziale in metri . . . . 457 488 Penetrazione alla distanza di 300 yards (275"}, òssia spessore della corazza che il proietto è in grado di perforare, millimetri . . . . . . 25,39 50,78 Celerità di tiro, ossia numero dei colpi per ogni minuto· (tirando in mare). 80-1( 00110- 11o Peso dell'intera mitragliera, chi log. 203 427
,851 1
3
-
,(
,1,600 5,498 0,688 2,720 3,5
G64
-
599
76, 117 ,12.6,95
10' 1 8-10
254
6-10
A ppunt·i cit'ca ·le difese speditive usate nelt' A(r·ica meridionale. Maggiore W. C. F .. l\fotYNEux. - Nel!' Africa del sud chiamasi « laaget' >> (parola olandese che equivale a « {orte 1)) qualsiasi opera di . natura difensiva, sia essa un semplice trinceramento in terra o un forte in muratura, come puro una casa , ch iesa o un edifizio qualunque in istato di difesa. E. chiamasi laager anche un convoglio di carri ·parcato in modo da essere facilmente difeso e fornire in pari tempo protezione ai rispeuivi animali da tiro. Nella guerra di Caffriria del ,f 878 gli abitanti dei paesi insorti mettevano al coperto in cosiffa tti laager lo proprie famiglie, le prOV\'isioni , i carri, il bestiame, ccc. Cosi p. c. a Francoforte, distante 15 miglia da King William's Town, fecero della chiosa il ioro magazzino e ridotto centrale, innalzandovi tutto intorno un trinceramento in terra con relativo fosso che venne afforzato con bottiglie e vetri rotti; i' carri vennero utilizza ti per formarne un ricinto .atto a rinchiudere il bestiame, o gli alberi nonchè i cespugli che potevano offrire al nemico una cèrta copertura furono at-
ANNO XXVI , VOL. III.
36
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LIBRI E · PER IODIC I
Colb1u•1i's V n ited Se1•vi.ce 1'.laga~ine. -
1° seme-
stre 1881.
Gennaio. Avviamento all'adoz-ione c/;i, 11,n codice di guerra. - Professore F. E. HouAND. La corvetta corazzata Almirante Brown della repubblica Argentina. ll sistema militare inglese dal punto d:i ,vista del recbutamento. Un ufficiale in ritiro. Gl-i 1i{fìciali del/: esercito inglese, loro passato e presente. 'Posizione del soldato ·inglese. - Luogotenente colonnello KNOLLYS . Ricordi di i tn ex-ztiavo rnlla gnerm del 1870-71. - Traduzione del maggior generale F. E. Iùwx. Febbra•io. ll 1·,1,vporto sul naii{rag•io dell'Atalanta (nave-scuola). 1 nostr·i er1·or-i nvilitari. - M. LA1NG l\hA SON. Un g'ittd'izio francese sulla •vita. al ca-inpo d·i Aldershot. - Luogotenente colonnello KNOLLrs . L'imperiale yacht r·usso Li vadia. Marzo. Le cond·izioni delle nostre forze combattenti, proposte relati·ve. Generale G. A. Sc110MnEnG . La regia na;ve .Resoluté. Rcicconto 'V er·il!iero delle reg-ion·i artiche -
W. H. J.urns WHEELHONSE . I nostri disastri nell'Africa tW.strnle. -
Un ufficiale in ritiro.
Aprile. Le vromozfoni a scelta nell' eser<Jito inglese. - Luogotenente CO. lounello W. H. KNOLLYP. S1tl 1·il!iro obbhgatorio. - Un u!Jìciale di stato maggiore. Fa;nteria montata. - JOHN W. HVNNAY luogotenente americano Lq, nuova orga111izzazione militare inglese. - Un ufficiale. ilfaggio. Di alcune nali'i antiche e moderne. - Luogotenente C. R. Low. Da Peshav1i1· a .Te/.lalabad. - Maggiore DuTTON. G-iugno. Le leggi sulla guerra. - Traduzione dal manuale pubblicato dall'istituto di diritto internazionale a Bruxelles. L' Tnghilterra bloccata. - E. ANrnonus.
,
somlABIO DELLE ftlATERIE
ton tenute nelle dispense di luglio, agosto, sellembre 1881.
LE RlFORl'l-[E PER INABI LITÀ F ISICA NEI, R . ESERCITO ITALIANO E NE:GL ! ALTRI ESERCITI E UROPEI. Blcclardl, maggiore
mechco . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.
DEL METODO NEGLI STUDI PER LA DIFE SA TERRITORIALE: LE FORTI.FlCAZJONl. G. l"erruechetlf , maggiore di stato maggiore . . . . . . . . . . . . . . . . . » STUDI FERROVIARIO-MILITARI. III. DELL'IMPIEGO DELLE FERROV!t ~ E l TRASPO RTI MIL ITARI. - I ,. t.:onli-l'ec(!Jai, capi-
tano d1 stato magg10re . . . . . . . . . . .
»
5 47 _
'
70-448 -
LE NUOVE ISTRUZIONI 'REGOLAMENTARI SUL TIRO PER L A FANTER IA . I . l'tglezzi, capitano d'artiglieria. . . . . » L'E SERC! T Q ALL'.ESPOSI ZIONE NAZIONALE DI MILANO. - I'. . » lL NUOVO ORDINAMENTO DELLA CAVALLERIA IN ~i\USTRJA-UNGHER!A .•••. . .. ... •••. . , • » COMPAGNI(;: ALPINE E BATTERIE DA MONTAGNA . - 1''. Quelrazza
113 _ 150_
3/,' f:' 181 /' · · -
colonnello nel 31 ° fanteria . . . . . . . . . . . ,; 205 -
LE EVOLUZIONI DI PLOTONE E SQUADRONE NELLA CAVALLERIA. -
ilu~uslo .tlwlsl, capitano nel reggif11ento cavalleria Vit-
torw Emanuele . . · . . . . . . . . . . . . .
. SUGLI ST UDI PER LA FORMAZIONE DELL' UFFICIA LE. -
»
llaO'aello
229 -
Hianr.iardl, capilano nel '1 • reggimento bersaglieri. . ,. 245 _ A ..Ha:.;llano, '
L'ARTIG_LlERIA ,NEI_ P~SS_AGGI DI CORS I D'ACQUA. -
co.pitano d art1gher1a . . . . . . . . . . . . . » 266 illfrel,lo Durelll, capitano d'arl1gher1a . . . . . . . . . . . . . . . . • . » 293 -
LA Dl_SU~W:\GLI ANZA TATTI CA. -
,, 305-414_ (.'.as,;:, ~ soae, capitano cl art1gher1a . . . . . . . . . . . » 337 /7, . GLI OSTACOLI NATURALI E LA FORTIFICAZIONE, .lnlonfo ilraldl, maggiore generale . . . . . . . . . " 857 _ Dr UN REGOLAMENTO PEL SERVJZIJO DI STATO l\'lAGGIORE. - Gennaro rtloreno, maggiore di stato maggiore. . . . . » 382 IL MOSCH~TTO !'!El REGGI~ENTl DI CAVALLERIA. - S . Del Frate, Dr CIRO IL VECCHIO E DELLE SUE CONQUISTE. - G. Hertelli. SPESE PER GLl _lSTITU;'l JV!IL~TA_RI IN F RANCIA . - Clemente
. . . . . . . . . .
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N OTIZIE STATISTICHE SULL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO
maggiore d1 cavalleria
»
400
- J/
503 ft. }:_
Libl'i e p e rio di c i .
Italiani. Ricordi della g iovinezza di Alfonso L a Marmara. - LUIGI C1-11ALA . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 180, Gli statuti della sociela militare subalpina del Fiore, dell'anno 1342. - GAUOENZIO CLARETTA . . . . . . . . . . ,. 187 I depositi di allevamento cavalli in Italia. - Doux CLEMENTE. 189 Su di un n uovo modello di arme a fuoco per l'arma di cavalleria. - EMILIO LODRINI . . . . . . . . . . . . » 192 Giornale delle operazioni cli guerr a eseguile dalla legione di guardia naz10nale mobile a difesa dolio Stelvio e T onale, nella campagna del 1866. - ARISTIDE CAJMI » 340 Le rive adriatiche. - MICHELE CARCANI . . . . . . . • 342 Brevi considerazioni su~li stipendi dell'esercito italiano ed !)1cune proposte per ii loro miglioramento. - A NGELO 1"1AGN1co . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 343 Memoria s ui fatti di guerra dal 1508 al 1516. - G1Aco:..m G1A~rP1ccoL1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 345 Prontuario per il servizio del genio in -guerra. - F. A PRos10 O C. D URELLI . . . . . . . . . . . . . . . . » 512 La tattica studiata con gli esemJ?i , Raccolta cli falli ed episodii di guer ra desunti dalle istor1e, nd ammaestramento degli ufficiali in campngna. - PIETRO VALLE . . . . . . » 51;5. Discorsi di un capitano ai s uoi solda ti. - P IETRO VALLE .· » 517 Brevi indicazioni per la lettura delle carte topografiche e geog rafiche. - P IETRO V ALLE. . . . . . . . . . . » 5'18 Cenni circa le condizioni della riproduzione e dell'alleva.mento della razza cavallina, bovina, ovina, suina e da pollaio nelle provincie di Verona, Vicenza e P adovn e r elativi suggerimenti zootecnici. - BIANCHI CALIMERO " 519 Francesi. L e Spectat.eur milita.ire . . . . » 521 » 525 J ournal des sciences mililaires . T edeschi. Jahrbùcher fiìr die deutsche Armee und Marine » 194Neue MiliUirische Bla.tter. · . . . . . . . . " 197 Das Schiessen der Feld Artillerie. _.:_ H. R oHNE . . . . » 349 Handbuch der Kryptographie. Anleitung zum Cbiffriren und Decl1i ffriren von Geh eimschriften. - B. FLEISSNER D1 W oSTROw1-rz > 520, Spag nuoli. Armas portàtiles de fuego, el moderno nrmamen.to de la fanteria y su influe ncia en el combo.te. - F RANCESCO BARADO Y DON JUAN GENOVA » 347 Inglesi. 1> 521) Journal of the Royal Uniled Service Insiitul,ion » 534Colburn's U nited Service .Magazine . . . . .
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