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RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE
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DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI
.. I Seri~ III. -
A n no XXVI
Tomo I . .
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' ROMA, 1881 VOGHERA CARLO, TIPOGRÀF9 -EDITORE Via Nazio nale .
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REGOLAMENTO TATTILO PER LA NO~TRA FANTERIA
P roprietà letteraria.
Ogni regolamento tattico è l'espressione delle idee di tattica, che han reso prevalenti l'esperienza e l'armamento in uso all'epoca nella quale è redatto. Se non che le sperienze si accumulano, farmamento si perfeziona e le idee cambiano in conseguenza., mentre il regolamento non può seguire pas'so passo i progre&si della scienza, perocchè ogni suo cambiamento di sturba inevitabilmente le abitudini d'.ordine nyll'istruzione della truppa. e produce una crisi più o meno lunga, i finché le nuove idee non siano accetta.te da tutti e le modificazioni penet1:ate nella comune consuetudine. Quando però la discrepanza fra il regolamento e le idee generalmente ammesse ed accettate, fra la legge positiva, per così dire, e la scienza, è tale da far giudicare il danno della conservazione maggiore di quello derivante dalla momentaneJ crisi, non vi può esser dubbio nella scelta e bisogna assolutamente modificare il regolamento in modo che, pur cercando di disturbare il meno possibile, segnatamente nella parte formale, le abitudini e le tradizioni, riescano sanzionati nella sostanza tutti i progressi adottati dalla scienza. È dunque fato di questo regolamento di rimanere indietro alla scienza tallica tanto più quanto più .invecchia, mi surandosi la sua v.ecchiezza non già dal numero d'anni trascorsi dalla sua adozione, ma dal numero e dall'importanza degli esperimenli di guerra e dalle .sopravvenute modi ficazioni all'armamento : è fato di questo regolamento che gli attacchi e le critiche, segno appunto ed espressione
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delle modificate idee di tattica, devono indicarne ogni ritocco e quasi forzarvi la mano. · Sin dal principio del · 1877 la Rivista -milita1·e accolse un mio scritto ( 1) col quale cercai appunto di dimostrare che il regolamento d'esercizi per la nostra fanteria, oltre ad essere solamente una 1iuo,va ecli,zione di quello del 4 dicembre "869, e però rispondente alle idee prevalenti innanzi alla tanto profittevole sperienza della guerra del 11870-7 11, è anche diretta fig liazione del regolamento d'esercizio e di evoluzione pei bersaglieri del 18 marzo 1~66 e quindi, salvo poche nuove modificazioni che non ebbero forza di cambiarne l'indole fondarnentrtle, rispondente alle idee anteriori ancora alla guerra di quello stesso anno 11866, dove per la prima volta cominciarono ad apprezzare i portati del nuovo armamento a tiro rapido. In sostanza il regolamento in vigore, esprimendo le idee degli osservatori in ritardo della guerra ,J 859, doveva trovarsi abbastanza in disaccordo con quelle pre,?alse dopo due guerre colossali e le armi cambiate per meritare di essere riformato sostanzialmente. I rinnovamenti introdotti nel "873, quelli tentati nel 1875 e quelli mantenuti nella nuova edizione del 11876 non furono che di forma· il così detto ordine sparso rimase un ordine coprente, essendosi' pervenuti solamente ad applicarlo al combattimento in , online chiuso. Fui mosso allora ad esprimere la mia modesta opinione sembrandomi assai lllile la discn:;sione di un argomento che ogni ufficiale deve cercare cli render::;i famig liare, ed opportuno che ognuno esponesse francamente Ie ragioni su cui basava i propri convincimenti quando fra i sostenitori delle antiche tradizionali abitudini e quelli del le. nuove esigenze di tattica, non era nato ancora quell'accordo che deriva.dall'essersi reciprocamente intesi. D'allora molti autorevoli scritti sono apparsi, i quali o direttamente o indirettamente han dimostrato ·la necessità di venire a radicali cambiamenti. Fra questi, per l'importanza delle idee svolte e la incontrastata autori lit degli autori, bast(¼rebbe ricordare il recente opuscolo del generale Ricci (2), e i lavori del niaggiore Sismondo (3).
Ed oggi credo non inopportuno ritornare sopr(l, un argomento che si avvia ad una definitiva soluzione mediante l'unanime consentimento, affine cli riassumerlo neÌle più sostanziali ed importanti conclusioni.
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(l) Regolamento tatttco pe,· ,a nost·r a fanteria, dispense .:!i febbraio e ma!"lo 1877. (2) La brigata di (ante1·ia nel combattimento. - Loescher, 1880. (3) flivista ,llilitare, dispe nsJ di ottobre e novembre 1879; di giugno e luglio 1880.
Le conclusioni più generali che la grande tattica può dedurre dalla contemplazioni della battag!ia sono: 1° Le forze mobil i, il terreno e l'impiego delle forze mobili rispetto allo scopo al terreno ed ali' azione del nemico, sono i fattori della forza Lallica. Ciascuno di questi fattori può diversamente influire per dare un determinato valore al prodotto forza,. 2° L'equilibrio fra le forze di due eserciti a fronte può essere rotto su tutta la fronte, rompen,dolo con sufficiente evidenza solamente in un·punto, purchè in al lri punti non venga contemporaneamente rotto in senso contrario. 3° Una truppa può sempre costringere altra truppa di eguale forza (prodotto dei tre fattor i) a rimanere impegnata nell'azione con equilibrio tattico. Quindi una data quantità di forze mobili; avvalendosi del terreno favorevole e dell'abilità nell'impiego, può fare equilibrio ad. una quantità di forze mobili maggior~, che non sa o non può avvalersi di eguali vantaggi sussidiari . 4° Mecfonte l'esatto~ sapiente apprezzamento del valore assoluto e del valore relativo di tutte le contingenze determinanti la complessa condizione di. un dato combattimento in un dato momento dell'azione, si pnò giudicare e precisare il punto del campo di battagli a, sul quale prevalendo in forza, si recheranno al nemico i massimi danni tattici, logistici ed organici, si può cioè determinare ciò che dicesi il ptmto clecisi'Vo. 5° La battaglia si risolve a favore cli quell'esercito i'l quale possa e sappia, con l'impiego delle minime- forze mobi li , stabilire l'equilibrio tattico su tutti i punti della fronte d'azione facendovi impegnare le massime forze· mobili avver&arie, e che in tale momento 1
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(m,011ie11,to decisivo) conservi ancora forze mobili sufficienti afl'inchè
e organismo differente: l'una (truppe impegnate) ha l'azione dimostrativa e si scinde in più corpi organici secondari simili fra loro; l'altra (truppe in riserva) somministra. i rinforzi necessari per modificare all'occorrenza il combattimento sulla fron!e e la massa per deciderlo. Tutto ciò va inteso non soltanto considerando la battaglia nel suo complesso o l'esercito nella sua total ità, ma benanche considerando gli episodi particolari nei quali la battagl ia si può scomporre, e gli elementi organici di vario ordine di Clli l'esercito si forma. Infatti , ogni corpo secondario ha un mandato il quale collega bensì la di lui azione dimostrati va nello scopo, nello spazio e nel tempo, direttamenLe o indirettamenLe all'obbieLLivo tattico principale dell a battaglia, ma rima.no sempre scopo supremo della di lui particolare azione. Pel conseguimento di tale scopo il corpo secondario dovrà combattere e svolgere un'azione da potersi e doversi considerare come completa ed autonoma, do\'l'i~, cioè, prefiggersi un parLicolrtre scopo tattico per raggiungere il quale agirà dimostrativamente su tutta la fronte assegnatagli e farà sforzo decisivo sopra un punto speciale. Tutto qun.nto è stato eletto rispetto nJ la totali tà dell'esercito si può quindi ripetere per cia;;cuno dei suoi corpi organici secondari, e siamo condotti alla considerazione di corpi organi ci di terzo ordine, i qual i svolgono una completa n.zione partico lare che si comporla, rispelto all'azione dei corpi di secondo ordine, come l'azione particolare di questi si comporta. rispetto all'az ione generale; similmente procedendo si avranno corpi ed azioni complete di qm1rlo, di qu into ordine ecc., sino, cioè, acl arrivare a quelle particolari azioni complete svolte dalle singole unitcì di combattimento, che por la loro somplicitit siamo indotti a considerare come elemen tar i. Su tale principio, secondanclo le esigenze d'indole logistica. amministrativa e disciplinare, sì fondano le ragioni del l'ordinamento taltico degli eserciti nel loro complesso, e delle varie armi nelle loro specialità. · Per la fanteria e sino alla compagnia, possiamo e dobb iamo ritener vero che ciascuno dei snoi aggregati organici nel combattimento si scinde in due parti, l'una per l'11nz ionare con azione dimostrativa, l'altra per modificare, occorrendo, quest'azione ecl essenzialmente per funziona re come azion e decisiva.
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impegnate tnlte sul punto decisivo contro quelle rimaste disponibili al nemico, vi prevalgano evidentemente. Perciò l'indole dell'azione dell e truppe sul campo di haLtaglia, rispelto alla l'unzione che disimpegnano. è o dimostratira o risolutiva, o mira a stabilire l'equilibrio tallico su tutta la fronte impegnando le massime forze mob ili del nemico con le min ime proprie, o mira a rompere l'equilibrio tattico -;opra un cleLerminato punto con la massima evidenza e però impiegandovi tutte le forze disponibili. Rispetto al tempo, l'azione dimostrativa si svolge più o meno lentamente e precede l'azione risolutiva, questa comincia appunto quando l'altra ha compiuto la sua funzione e si svolge il più rapidamente possibile per riuscire della massima efficacia: rispetto alla spazio, l'azione dimostrativa si svolge su tutla la fronte, qnella risolutiva sopra un determinato punto. In altri termini, l'una impiega successivamente le forze moloili sufficienti in un esteso e determi nato spazio, l'altra impiega contemporaneamente le forze mobili disponibili nel minimo spazio sufficiente. Considerando che la capacità di dirigere efficacemente lo fo rze mob ili è limitata, non Lan to dalla grandezza assoluta della massa, quanto dalla estensione della fronte su cui agisce, si donit inoltre concludere che l'azione dimostra.ti va svolgendosi appunto su fronte relativaimente estesa, n·on può essere efficacemente diretta da un solo capo e le truppe che la disimpegnano devono spezzarsi in due o più elemementi organici souoposti ciascuno ad un capo speciale dipendente direttamente dal capo supremo . L'azione di oanuno cli tali corpi secondari è collegata al concetto generale dell; ballaglia nello ~copo, nello spazio e nel tempo, mediante il manllato che il capo snprem o affida a ciascuno di loro, gli orclini che potrà far loro giungere du rante l'azione, e i 1·inforzi che potrà riconoscere necessari, sia per rendere possibile l'esecuzione degli ordini dati, sia pel' adattare l'azi one propria al modo di pronunciarsi di quella nemica. L'azione decisiva, dovendo invece svolgersi nel minimo spazio. nel minimo tempo, o con fa massima contemporaneità éli sforzi, può e deve.esser direll.a. unicamente dal capo supremo. . . . . . . . Così, ogni truppa combattente s1 d1V1de m due parti con funz1orn
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Al di sotto della cornpagnia non è impossibile la distinzione delle si.esse funzioni, giacchè se così fosse sarebbe anche imposs.ibile combattere con massa minore; solo che, allorquando è impiegata almeno la forza di una compagnia, non è convenien te farlo pee non sminuzzare eccessivamente e senza bisogno quest'arma nel combauimento. Il plotone sarà quindi impiegato unito e tutto ad un modo: solo qua.ndo la forza impiegata sia in qualunque modo minore della compagnia, purchè rappresenti ancora un elemento orga11ico colleUivo; doV!'à scindersi per distinguere le fonzioni · necessarie al combattimento completo, quasi fosse una piccola compagnia.
accorrere lit dove più intenso si manifesterà l'attacco. Le prime truppe impegnate devono quindi fare sforzi poderosi affine di costringere la difesa a manifestarsi e ad impegnare la maggior parte delle riserve; potranno, ove occorra, ricevere qualche rinforzo; ma è evidente che a questo momento l'azione continua ad essere da esse sostenuta, giacchè a!Littaccante interessa di fare ogni risparmio di forze mobili per aver poì la massima superiorità sul punto decisivo . È pure evidente che il 1i10do migliore per riuscire nell'intento d'impegnare le massime forze nemiche con le minime proprie .c.onsiste nel dirigere gli sforzi delle prime truppe impegnale su punti di lale vitalità pel nemico e con tale impelo ed apparato che il difensore sìa cosfretto a contl'opporre val idissimi mezzi dì resi stenza sotto pena dì danni incalcolabili. È così che l'azione delle prime truppe impegnate, mentre '. mantiene l'indole dimostrativa rispello al combauimento complessiv'amente considerato, sì traduce ìn se stessa in una seri e dì azioni particolari eomplete. Ma per questo fatto anche l'azione generale si volge alla decisione, perocchè gli attacchi parziali sulla fronte esaurendo i loro me7,zi sarebbei'o presLo soprafatti dalla: difesa: si arriva cioè aJ momento decisivo, al momento ìn coi il difensore, avendo 'impegnate tutte o la massima parte delle sue forze, se non è battuto è Lrnscdrnto esso stesso a prendere l'ofiensivit e di venire a sua volla aggressore, al momento infine ìn cuì ìl temporeggiamento o l'inerzia diventano sopra ogni altro partito esiziali. In questo momento, se l'azione dimostrativa dell'attaccante è riuscita nel suo còmpito, la condizione del difensore è compleLamente determinata e può essere apprezzata in tutte le sue conlìngeme; all'attaccante non resta_che a far agire col massimo impeto tulle le forze sul punLo decisivo per rompere l'equilibrio lattico su tutta la fronte d'azione. Da parte sua, .colui che agisce tatticamente in difensiva inizia l'azione traendo il massimo profillo dalla po,;izione prescella e preparata; s11 questa esso asp~Lta l' urLo . La fonim che assume la sua fronte è determinata pertànto ·dalla condizione del terreno rispetto al la possibilità degli attacchi. Esso però non può determinare nè il momento, nè il punto dove l'attaccante eserciterà il massimo sforzo: h disposizione delle sue trnppe dovrà essere perciò tale da facilmen te e prontamente piegarsi alle esigenze deri vanti dal
Il combattirl').enLo nelle sue costituzionali funzioni , si distingue ancora rispetto all'indole che può assumere relativamente all'obbiettivo Lattico. Così l'azio_ne dimostrativa come la decisi va, le quali del resto devono sempre considerarsi inseparabili per costituire l'azione completa, possono avere in mira o l'acquisto cl' un obbiettivo posseduto e difeso dal nemico, o la conservazione d'un obbiett.ivo di cui si ba già il po~ esso :'"" il primo modo di agire C)stitnisce il combattimento offensivo, il secondo il combattimento di fensivo. . Chi agisce tatticamente in offensiva può sapere più o meno esattamente dov_e il nemico abbia raccolte le forze, può anche avere l'esatta conoscenza delle forme topografiche del terreno occupato, ma in generale manca della notizia del come il nemico abbia disposte le truppe e quale sia ìl cli lui sistema di difesa; del resto dato pure che non gli manchi questa notizia, gli sarebbe pressochè inutile sino a tanto che il nemico conserva la facoltà cli modificare il ' suo atteggiamento difensivo . L'attaccante deve pertanto portare au- · zitutto la sua fronte d'azione contro quella dell'avversario per venirne al con tatto tattico : questa fronte si modellerà. naturalmente da prima su quella adotLata dal difensore, poscia l'azione andrit man mano raggrnppandosi attorn'ò ·i pl.l}l tì di massima resi$Umza . Per tal modo l'attaccante può avere una prima cogrnz,one della disposizione generale del fronte di difesa e dei punti di maggiore importanza tattica, ma non ancora Cfl1ell:t del dove e del come il difensore terrà le riserve, e deve anz i aspettarsi di tro,,arle pl'onte ad
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modo di presentarsi l'altacco, dovrà, cioè, mantenere disponibile una parte delle forze mobili per far le accorrere su quel punto, o su quei punti, dove l'azione aV\'ersaria sarà per indicarne il bisogno. Ciò egli può fare con relativa facili Lii (ed è questo infatti il principale se non l'unico vantaggio della difesa sull'attacco) traendo profi tto del terreno prescelto e preparalo, il quale dovrà so ttrarre alla vista del nemico le proprie ri serve, e permettergli , con una forza mobi le relativamente piccola, di resistere efficacemente ai primi conati clell'attaccante su qualunque punto della fronte d'azione. Ri uscilo in ciò, la difesa dovrà ancora resistere specialmente su quei punti dove si determineranno gli attacchi parziali. Qn esti mirano a t'ar impegnare alla difesa la massima quantiLà diforze mobil i, possibil mente le ulti1rie riserve; la difesa quindi dovrà cercare di farne sostenere l'urlo dalle prime truppe impegnale, opportunamente soccorse, ove sia indi spensab ile, da parte delle truppe in riserva. Se la clife~a avrit sapulo resistere su tut.ta.la fronte e controbattere gli attacchi parziali dell'oJTensore, conservando truppe disponibili suffìcien ti da oppol're a quelle rimaste disponibili all'attaccante, potrà ai1cora respingere l'attacco lì oale sul punto decisivo; se inoltre sarà riuscita a logo1>::1 re nei primi tentai.ivi la massima parte delle fo rze attaccanti, potrà pure, con la risul Lante superiori Là di truppe disponibili, camb iare in oll'ensirn la propria azione difensi va, aggredire a sua vol ta e battere l'avversario. Alla decisione succede la ritirata da parte del perdente e l'inse.guimenlo da parte del vincitore. li comballimento propriamente detto no n pL'oduce, in generale, che lo squil ibrio tattico per cui uno dei due partiti è costretto cedere il campo all'alt1·0; ma i maggiori trofei sono raccolti dall o esercito vittorioso che alla battaglia sa far seguire un attivo ed ardito inseguimento, come, per contro, i maggiori disastri toccano all'esercii.o perdente appunto quando non sappia proteggere la p1'opria ritirala contro l' inseguimento. Questa speciale azione che seguii la battaglia. non è quindi per le conseguenze che può produrre , di minore imporktnza della battaglia stessa. Sembra pertanto, e taluno non titL1ba a consigliarlo come norma coslante di condotta Lattica, che una parte delle forze mob ili debba dura·nte la bnttaglia esser sempre tenuta come ultima ri serva, per
impiegal'la o nell'inseguimento dopo la vi ttoria o a proteggere la ritirata. dopo la disfalla. Ma conviene o~ser vare che ogni truppa non impiegata nella vera lotta, potreb:ie far mancare lo scopo più importante, ch' è la ri tloria : prima devesi pensare a vincere, e per questo le forze non sono mai in eccesso, poi si potrà pensare a raccogliere i maggiori frulli dalla vittoria, o a mitigare i danni della disfatta. Del resto le • fo rze imp iegate nella lotta, non vanno neppur perdute per le conseguenze della lotta stessa : quanto più rapida ed evidente sarà stata la vittoria, tanto più facile sarà il compito dell 'inseguimenlo per la macrcriore demoralizzazione prodotta nell'avversario ; viceversa, on . . .. . quanto più lunga ed ostinala sarà stat-a la resistenza, tanto pm s1 è sicuri che il vincitore non sarà in grado di molestare sensibilmente la ritirata. Da ciò deriva che, in generale, le stesse truppe le quali decidono l'azione devono poi anche sostenere l'ultimo còrnpito . eh' è l'i nseguimento o la protezione della ritirata. Dall'anologia e. somi,glianza delle fnnzicrn i fra lo sviluppo dell'azione offensiva e quello dell'azione difensiva chiaro emerge che i due modi d'azione, anche se considerati astrattamente e come indipendenti fra loro, non possono ammettere una sostanziale diversità di estrinsecazione; in altri tt:mnini ambedue useranno fo rme ecruali nersrli ordini loro occorrenti. Ma se si osserva inoltre che ogni. o o azione offensiva deve sempre avere in sè i mezzi per trasformarsi in tutto o in parte in azione difensiva, e yiciversa che ogni azione difensiva devo essenzialmente mirnre a risolversi in offesa per trarre un util e positi vo dall'impiego della forza ; se si osserva che .il modo d'azione non è lo stesso, nè per tutti gli aggregati simili di un esercito, nè per quelli d'ordine gerarchicamente dipendenti, e che in sostanza ciascuno degli elementi tattici dell'esercito durante l'azione si trova a dover modificare più volle forse o camb iare il suo modo d'azi one; risul ta esubcrantcme,nte comprovato la possibil ità nun solo, ma la necessità che i due modi d'azione, offensivo e clifensiv-o sebbene differiscano nello scopo che si propongono, abbiano a svolgersi sollo forme sostanzialmenLe eguali.
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Un'ultima specialità del com l;a.ttimento è quello derivante dall'essere la truppa che lo produce. isolata o inqur1drata in un corpo organico gerarchicamente superiore. Già parlando del frazionarsi succe:;sivo dell'azione tattica è stato dimostrato che ciascuno degli elementi organici di cui si coinpone l'esercito, a qualunque ordine appartenga, svolge un'azione completa, la quale può in se stessa considerarsi come autonoma ed indipendente, e solo collegata all'azione generale mediante lo scopo a cui mirf1. Per questo riguardo quindi e in tesi generale devesi concludere che· nessuna essenziale diJTerenza può caratterizzare I' estrinseca manifestazione del combattimento svolto da una truppa, sia dessa isolata, sia inquadrata ad·altra truppa. Tuttavia non saranno inutili alcune considerazioni. · Ed anzitutto è da nota.re "the, allorqnando si parla di combattimenti di truppe isola.te, si suole intendere di alcuni combaLtimenti d'indole e di ~copo affatto sp,eéiale, e così si sfugge la questione nella. :ma generalitit, per considera.re a.ppunto le specialità spettanti all'indole e allo scopo di tali combatl.i menti. Per mantenere la questione nei suoi termini più generali potrà così esprimersi: un battaglio né che attacca o difende un determinato posto adotterà. fo rmazione diversa secondo che agisce isolatamente, ò in urnt linefl. di f)iù batta.glioni costituenti insieme un grosso reparto organico dell 'esercito? · Il nostro re.golamento prescrive infatti alcune differenze: il pio. ton11, esso dice, e la compagnia, se isola.Li. oltre il sostegno, avranno anche una riserva (N. 32 11_e 424 ), la quale non dovrà essere impegnata salvo n~ll'ultimo atto risolutivo o per proteggere la ritirata (N . 3iH e 439); il battaglione, ·se iso la.lo, oltre il grosso , lascia pur esso una riserva di mezza .compagnia, un'intera. compagnia od anche più, per occupare la posìzione se J'auacco riesce, o per proteggere la ri Lirata (N . 53 ·1). Che la riserva debba essere impiegata nell'atto risolutivo del combal.tirnento non è affatto una spec ialità della compagnia isolata, perocchè ai1che per quel la inqlladrata lo stesso rego lamento prescrive che il sostegno, oltre a dover rinforzare la catena secondo il bisogno dell'azione (N. 436), enlra nella linea di fuoco nei momenti decisivi (N. 439) .
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La questione di mantenere un'ultima riserva per proteggere la ritirata è stata già discussa.; ma si può aggiungere che la prescrizione di mantenerla iutatta contiene in se stessa una contraddizione. Quale giudizio dovrà. infatti determinare il comandante la compagnia a tener la riserva per proteggere la ritirata piuttosto che impegnarla nell'atto risolutivo? Se egli PllÒ giudicare che per la sca:·sezza della sua forza è probabile che t'attacco o la difesa non riusciranno, pinltosto che tenere in disparte una riserva a proteggere la ritirata, sarà logico d'impegnare sin l'ultima baionetta nella decisione per allontanare ·siffa !.ta probabili là. Se poi può giudicare che anche impegnando tutta la truppa disponibile nella decisione, la probabililà dell' insuccesso non si scongiura., conservando un'ultima riserva non farà che ' tra.durre questa probab ilità in certezza; varrebbe me()'lio non tentare in nessuna maniera la decisione, ma temporeggiare nel combattimento o ritirarsi avanti d'impegnare tanto la prima che l'ultima riserva . Infine non si saprebbe vedere nessun bisogno che imponga al battagl ione di ~were una riserva ,per occupare la posizione nel caso che l'attacco riesca, perocchè la posizione sarà tanto meglio occupata quanto più evidente sarà stata nell'attacco là rotta del difensore, per cui1il miglior mezzo è sempre quello d'impiega.re tutte le forze disponi bili. Il regolamento accenna bena.nche ad un'altra · specialità dei reparti isolati in combaltimento. Esso dice che la compagnia ecl il ·battaglione, se isolati provvedono con piccoli posti pattuglie o drappelli alla sicurezza dei loro fianchi e a tergo. Questa è veramente una esigenza speci'ale all e truppe isolate; ma non costituisce però una differenza. cli forma nel modo di combattere della truppa effettivamente in az ione. Essa non rappresanta che una sottrazione cli fo1;za; devesi. cioè, aver presente in generale éhe ogni truppa isolata. oltre ad a.vere la forza necessaria a compiere. il suo mandato, deve a~erne anche un soprappiù per provvedet·e al suo piccolo ordine di sicurezza. Dalla questione genera.le passando alle particolarità dei combattimenti isolati, si portano comunemente in esempio quelli d'indole affatto speciale che possono occorrer" al compimento di operazioni di piccola guerra., come sono gli avamposti, le avanguardie, i')
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le retroguardi,e,_ i fiancheggia menti, le scorte, le tolte, le ricognizioni ecc. ecc. E eYidente che in siffatti combattimenti la specialità non deriva già dall'essere la truppa.isolata, si bbene o dalla determinata natura degli scopi che tali combattimenti si proponiono, o dal moclo di essere della truppa nell'atto d'impegnarsi: nelle scorte, tolte, ricognizioni e simili lo scopo non è it.combattere, anzi si cerca di evi lare questo mezzo estremo; una volta impegnata l'~zione ::;i cerca generalmentepot.erne -disistere alpitì presto; negli avamposti, av;anguardie e in tutti gli ordini cli sicurezza, la truppa incomincia . l'azione .prima di trasformare tali ordini in quello normale .di coµibattimento; sua prima cura è appunto quella cli pervenire a tale trasformazione. Per la loro indole quindi tali combattimenti possono, ·e sono generalmente considerati in modo particolare nei reaolamenti e nei trattati: e non devono essere citati per dedurne conseguenze gen erali , per gli ordinari combattimenti di truppe isolate il cui mandato si traduce. generalmente nell'acquisto o riella difesa di un determinato obbiettivo tattico . Da quanto precede sembra potersi logicamente dedurre una importante conclusione, ed è che il combattimento non ha div.ersa esplicazione formafe nè · in conseguenza dell'indole rispetto alla funzione, nè in conseguenza del modo rispetto allo scopo, nè in conseguenza della condizione rispetto alla truppa operan te; e quindi il regolamenlo può e deve limi tarsi ad assegnare per la fanteria una sola formazione di combattimen to, la quale abbia essenzialmente in mira di dare alla truppa la .massima attitudine ~a trarre profitto del proprio armamento, indipendenlemente dall'essere la sua funzione dimostratiya o risolutiva, il suo moclo d'agire offensivo o difensivo, la sua condizione isolata o inquadral.a, a patto però che tale formazione risponda alle segu~nti esigen.ze: 1" Essere suscetti bde di funzionare in limiti di spazio assai diversi, cioè fra il limite massimo ch'è CfLte!Io da presentare forza sufficiente r ispetto allo spazio da .occuparsi, e il limi Le minimo ch'è quello cli avere spazio sut'fir.iente alla forza da impiegarsi. 2° Potere l'ordine di combattimento di ogni corpo orga~ico esser parte costiLuente l'analogo ordine del corpo d'ordine gerar-. chico immediatamente superiore. 1')
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, Ogni trnppa com battente si divi de in due pa.rti con funzione diversa. Ciò è vero sempre, quando si considera la Lruppa complessivamente; se però si con:;iderano le armi separatamente, l'asserz ione non regge p iù per l'artiglieria, e generalmente neppure per la cavalleria, a meno che quest'arma non agisca in modo aatonomo; ma si m~wtiene vera per la fa nteria in qualm1quc condizione questa combaLta. · È risaputo infatti che ·1e diverse armi non s' impegnano in eguale misura nell'azione : questa condizione, per cui una truppa che combatteinc@tra più o meno sensibi le diffìcoltàamo.clificare J'azione o a sottrarv isi, è dipendente dai mezzi che ciascun'arma adopera. La ca;valloria quando com.batte carica a fondo; lanciata .alla carica in una determinata direzione non è piLL governabile, riuscirii a rompere la fronte nemica o sarà resp inta; per restare governabile dove rimanere affatto fuori del l'azione. L'artigli0ria combatLe da lungi e senza mai venire a. contatto immediato col nemico, anzi, senza neppure avvicinars i molto alla di lui fronte, può graduare l' intensità della propria azione fra limiti assai estesi; essa non s'i mpegna mai in modo inevocabile e conser va sempre un alto grado di governabilità. CfLUultunque tutta in azione. La fanter ia partecipa delle dne nature; fìnchè è lontana dal la fro nle nemica si mantiene abbastanza governa.bi le, ma per aùmentare !.'intensità della sua azione deve avvicinarsi, e a misura che si avvicina s·· impegna sempre più sino a cli venire affalto indisponibile; essa non può pertanto essere impiegata tLLtta contemporaneamenle nell'azione, fuorcbè o 1!._~ caso che si sia molto lontano dalla fronte nemica, o in quello _,che voglia produrre uno sforzo massimo e irrevocabilmente decisivo in una determinala. direzione. Così l'artiglieria e la cavallerià possono, ciascuna considerata isolala.mente, ricevere impiegi,conlemporaneo, la prima rimanendo tutta in azione durante tutto il combattimento, !'altra r imendo tutta · ANNO XXVI, VOI .. I .
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sottratta dall'azione fino al momento del suo impiego simultaneo e decisivo . 1'1a la fa nteria che sottoposta all 'azione erricace della fronte 1~emica dev'essere impiegata imccessivarnente nel comballimento, si scinde in due parti, l'una direllamente impegnala e perciò per se stessa 'i ncapa ce di modificare la propria azione, l'altra in riserva destinata a modificare occorrendo quest'azione, è pl'incipalmente a intervenire per deciderla nel modo e nel punto opportuno. Questa scissione de,1 esi pertanto riscontrare in ogni aggregato organico di fanteria in ordinedi conÌbaUimento: an'zi, pe1'. essere indispensabile nell'azione tatti ca completa, essa è la caratteristica degli aggregati organici che hanno personalità Lattica. Secondff questo cri terio il nostro regolamento concede personalità tattica solamente alla compagnia, al battaglione e imperfettamente alla brigata. In quanto al ploton e, e stafo già detto, si può presumere inutil e, e quin di dannoso, dargli una maggioro importanza tauica di quella che può derivargli' dalla sna funzione di elemento di combattimento della cornpagili a (almeno nnchè la fo rr.a impiegala non sin. inferiore al la compagnia~tessa), e quindi, p~rnon frazionare eccessivamente la truppa, il pioton~, che no1f sia isolato, sarà. o tutto impegnato o tutto in r iserva. ~on così del reggimento . II nostro regolamento prescrive che la brigala in ar.ione ahb ia un reggimento in ·16 linea ed un reggimento in 2" linea (,J). Ora, un corpo allorquando costituisce linea evidentemente .o è tullo in riserva, o è lntlo impugnato; o è completament-e disponibile, ma non combatte, o combatte, ma la. sn:t az ione tonde i,l.'revocabilmente alla decisione e sfugge più o meno all'infl uenza del capo . F inché i due reggimenti della brigata son l'uno in ,J 0 e. l'altro in 2• Ìinen , l'ente.brigata ha tutta la capacità. di svo lgere l'azione, ma cessa aù'atto la personali tà tattica dei reggimenti . Quale, infatti, può essere la funzione dei comandanti di linea? Il cmhandante della 11' linea non può che o intervenire nella direzione di ciascun battaglione in particolareassorbenclo leattrihuzioni 1
(!) È appun to questa an tica tradizionale disposizione su due lince che dà ragione alla forma:i:one della brigata su due soli reggimenti.
PF, R L A NOSTRA F /\NTE l~I A
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dei rispettiYi comandanti di battaglione, o disporre delle truppe c~i 2• 1inea assorbendo invece lo attribuzioni del comandante della lmgata, al quale solo spetta sopravvedere. all'ind_iriz~o g~uer~le clell'a~ zione sulla fr,1nte. o ridursi a on semplice ed Jllatile npet1tore clel lt ordini del co mancluute del la brigata. Ln. f_unzione dol comandante della 2a linea nei casi µiù freq uenti si riduce a vedersi togliere ad uno acl uno i suoi battagli oni i qun.li passano in 1u linea, e non gli resta cl1 e a muòvere col suo ultim.o battaglione sostituendosi al comandante di quo!-to . In sostanza il nostro regolamento considera nel fatto la bri gata come un corpo tattico composto di un certo numero di battag_lioni, non già di duo reggimenti ( I ), e cosi, oltr~ a scema~·e l'effica~ta- del com ando della brig;ita, il quale deve coordmare l'azione part1co lrtre di un numero troppo granclo di clementi simili , aunu lla la personali tà tattica· di uno degli aggregati organici più atti ad esercita rla inter:t, come import:11Hissimo centro educativo, amministrativo e discipl inare, come unico corpo a cui è affidatala bandiera, e1~blema dell a patl'ia, ricordo di nob ili tra.di zioni, segno dt raccol ta, sunbolo dell o spirito cli corpo, stimolo 'morale a grandi fatti. . . ;\'lessi a confronto il reggimento e la brigata, s~ fosse 11 caso clt sac1·ifi.care l'importanza tattica. di uno di questi corpi a vantaggi.o dell'altro, non pare cl11bbia .la scelta; anzi èclft credere che cl~ndo ~I reggimento la massima importanza tattica, tre o quattro re~g1ment1, a quattro o tre baUaglioni l'nno, potrebbero esser racc~lt1 sotto un unico comando di hrigata, il quale cosi diventerebbe 11 comando dell'arma di fanteria nella divisione. Una siffatta organizzazione farebbe più libero il comandante di divisione!~ cui r.un~ione si ridm:rebbe, quale dev'essere di sua natura, a combinare l azione delle varie armi nell\mico scopo, e non quella cli coordinare l'azi~ne di. d~e corpi della stessa arma, per cui, del 1:e.st~, gli n~ancano I mezz i; farebbe più efficace il comando stesso cli brigata, _11 quale, d1~ponendo di tre o quattro elementi tattici, ])Qtrebbe me?l10 proporzionare la funzi one delle riset've rispetto alle Lrnppe nnpegnate, secondo lo svolgersi del combattimenLo . (I ) Manca perciò di una cvoluziono di reggi monto, e ·q.uella di briga!a • riguarda i meiii d'aziono tattica dei corpi di ph'l d'un ba ttaglione d1 fJ(lterta" N. o60.
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ANCORA IL REGOLAMENTO TATTICO
Ad ogi1i modo, anche senza tòccare l'organizzazione attuale della: brigata, è necèssario che il regolamento faccia del reggimento il nerbo principale del combattimento di fanteria,. assegni a questo un proprio ordine di combattimento, e consideri ia brigata come l'aggregato di due reggimenti.
Ciò posto, sarà utile di comincia.re a considerare la compagnia in combattimento. Essa avrà alcuni dei suoi plotòni direttamente impegnati nell'azione, i rimanenli in ri$et'Va. Finchè ha. in riserva l'ultimo plotone il comandante la compagnia conserva la facoltà di modificare l'azione della truppa impegnata.- Egli domina quindi quest'azione e la dirige; untt volta però che tutta.la forza detta compagnia è impegnata cessa riel.suo comandante questa faco ltà; egli può ancora vigilare 4'tffinchè la sua truppa continui ad esercitare !a massima intensità cl' azicine, · ma non puÒ' più modificarne e tanto meno cmnhiarne l'indirizzo; in altri ·termini la com-: pagnia che ~a già impègnata tuUà la sua forza può continuare a combattere, ma non manovra più. Deriva da ciò ch e la compagnia la quale conserva ancora una parte di sè dispon ibile può sempre considerarsi come autono1,na e dir-eHa verso un particolare e proprio scopo ta,ttico , quanélo ha irnpegnata. tutta la l'orza può ancora considerarsi come autonoma pet tempo relativamente assai breve . neèessario a decidere il combattimento irr-evocabilmenfe nella presa direzione: ma da questo momento, non potendo più per se stessa modificare la propria. a,,ione, deve o cessare l'azione .stessa per pensare qll'inseguimento o alla r itirata, o continunrta per conto dell'elemento organico d'ordine superiore: il. primo caso si verifica con la compagnia isolata, iI secondo con la compagnia inquadrnta. La compagn ia che fa parte d'un battaglione, compie un combatti. mento completo con iscopo 12arziale proprio nel quale si considera come automornà, fin chè avrà impegnato tutle te sue forze: da questo momento cessa h1 stia autonomia, si con,,idera parte costituente dell'ordine di combatLimcnto del battaglione, e continua a comba'ttere con funzione dimostrati'va risp_et.to allo scopo Jattico a' ordine più eleva.Lo proprio del bauaglione; la facoltà di dirigere e modificare l'azione sulla fronte stessa passa intera dai comandanti di eompagnia al comandante del battaglione; in una parola; il combattimento non è più svolto per compagn ie ma per battaglioni. ·
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PER LA NOSTRA FANTEHIA
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È superfluo. 'notare che questo fç1.tto può accadere anche prima ,che nel combattimento dell,1 compagnia .inqnadrata sia avvenuta propriamente ona decisione, potendo infatti occorrere che la compagnia esaurisca tutta-la sua riserva nei successivi rinforzi alla linea combattente prima ~i aver raggi u:qto lo scopo delta propria azione particolare; ma anche in questo ca.so la compagnia cessa di .funzionare in nioclo autonomo e continua nell'azione come parte inte,granLe del battaglione. Tutto ciò çhe si dice per la compagnia pnò ripetersi pel battaglione rispetto al reggimento, pel reggimento rispe,LLo alla brigata . . Il combattimento è iniziato dalle compagnie delle prime trnppe impegnate; essendo molto frazionato, ·sono piccoli reparti, plotoni, che dai sostegni passano a rinforzare la linea combattente. Le prime .e frazion ale riserve presto si esauriscono, ma nello stesso tempo il combattimento si actenLra verso punti p'iù determinati e importanti; sono i comandanti di battaglionechediri gonò personalmente l'azione, . · intere compagnie dai grnssi passano a rinforzare la linea di fuoco. Proseguendo, il combattimento ·si determina e si accentra sempre più; i comandanti di regg.i!nentò assumono la direzione d'importanti epfaodii particolari, interi battaglloni sono lanciati nella · mischia; l'artiglieria che ha sempre accompagnat11 e facilitata l'azione alla fanteria, vede oramai determinato il suo scopo e vi concentra tutta la potenza del s110 fuoco; la cavalleria comincia a trovar. mezzo cli far concorrere l'efficace suo urto; i grossi corpi trovano impiego . contemporaneo su limitati spazi di terreno; la battaglià infine si · riassume nell'urlo gagliardo della più grossa massa. Secondo i vari momenti _dell'azione, ogni elemento organico di fanteria può clunqlte trovarsi in una delle tre seguenti condizioni: o tutto in riserva e in questa condizione deve considerarsi sempre come parte integrante di ùn corpo d'ordine gerarchico immedial.atamente superiore, di cui una parle è già irnpègnata; o con una parte della trnppa impegnata e l'altra in riserva, e in questa condizione svolge una particolare fase dèl combattimento e si considera come autonomo flnchè tutta la sua riesrva non sia enirata in azione, o infine tutto impegnato, e in quesLa condizione deve ritornare a ·Considerarsi parte integrante d'un corpo d'orcline gerarch ico immediatamente superiore ,di cui unfl. parte è ancora in riserva, salvo il.
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ANCORA IL REGOLA~1E;NTO T AT TICO
P ER LA NOSTR A FANTER IA
ca$O di combalLimento Lanto da lontano da potersi fare a meno di r iserva. II regolamento dlrnque deve considerare i vari aggregati organ ici in queste tre diverse condizioni e pr·escrivere il modo di compoi:- · tarsi in consegnenza: deve precisare cioè per ciascun aggregato (compagnia. ballagli on e, reggimento. brigata) la man ieÌ'a nella quale svolge un'azi one completa, la funziono propria della truppa impegnata e di quell a in riserva; prescri vere come gli aggregati dipendenti (il plotone, la compagnia, il bntlaglione, il reggimento, ecl · anche la brigala considerata come parte della fanteria divisionale) devono comportarsi per combattere o per manovrare secondo che sono o impegnati o in riserva . Evidentemente l'orcliue espositivo ed il metodo del rego lamento possono essere ,,ari . In quanto ali' ordine si de.ve però considerare essere assai utile · che sia quello stesso secoi1 do cui tlevono succedersi le esercitazioni della truppa, e sembra pot'ciò il pitL razionale quello già segui to clall'attuale regolamento, salvo ad aggiungere l'eroluzione di reggi>nento fra qur.lla di battaglione o quella di brigata.· Non tenendo conto dell' istruzione individuale che esce dall'argomen to, fra le isLruzioni collettive, quella del plotone può ritenersi la olemenlare. Come è stato eletto, il plotone, meno nel caso di trovc11·si isola~o, non -isvolge un'azione completa, e quindi non ha un ordine proprio di combattimento; per esso bas1·a il regolamen to presci-iva delle formazioni adatte alla marcia, alla manorrn o al combattimento , considerandolo sempl'e éome parte integrante clell'orcline di un corpo maggiore (,1). Le evoluzfoni di compa·gnia, cli battaglione, di reggimento e di brrgata devono compreoclel'e: I ° Considerando ciascuno. cli tali corpi come tutto in riserva - lét detenuinazione del le formazioni o clelte trasformazion i necessarie alla m:1 novra, e i modi cli passaggio all'ordin e di combattimento;
2° Cons iderando gli stessi corp i yorne svolgenti ciascuno una complela azione aulonoma - la determinazione dell'ordine normale cli combattimento e il modo di funzionare delle diYer:;e SlLe parti nelle vari e contingenze dell'azio ne; 3° Considerando infine ciascun corpo come tuLLo impegnato - la determinazione dei mocli speciali cli combattere in tale condi. zione, sia per proseguire la lotta, sia pr:ncipa lmente per deciderla. In quantci al nteLodo si può no tare che l'edizione del 4. dicembre ,J-'869 del regolameuto, ad ogni prescrizione aggiungeva un cenno delle considerazioni Lattiche le quali ne consigliavano il dettato, e che invece l'edizione elci 30 giugno 1876, orn in vigore, ha soppresso. qnesLo brevi co 11siderazioni ill ustrativo, proponendosi di rac· coglierle ordinatamente in uua seconda parte del regolamento, per l'applica.:ione delle euolu,:rioni . Ambedue questi metodi prescnLano vancaggi ed inconvenienti speciali. Il primo scolpisce meglio la po.rtrtl.a di ogni prescrizione e le considerazioni, ri\'e3Lendo il carattere di semplici dicl1ittrazioni dell'idea informatrice, sfuggono acl ogni al'bilrario apprezzamento: ma pel' contro quesLe consideraz ioni devono mantenersi nel campo della parLicol.arilà son;,:a potersi logicamente ordinare attorno a principi i generali . Il secondo metodo conserva ad ogni prescrizione quel carattere tassativo che meglio si aclatla alla comune intelligenza dei gl'acluati che devon o impartire l'insegnamento clei minimi particolari, menLre poi le considerazioni tattiche possono trovare un più logico ordinamento là dove, Lratlando;;i di applicazion i, il regolamento si ri,·olgc all'inlelligenza dei graduati più elevai.i nell'ordine gerarch ico; ma. qu e::;ta parte delle considcnù.ioni ta ttiche e delle applicazioni, rilletLendo la mente clel compilatore, può l'élcilmcntc as· sumere la forma d'un Lraltato cli Lattica, proscriYerc la li bertà d'ùpprezznmento, sostituire ia scienza ufiiciale alla libera çli scussione. Ambedue i metod i possono dunc[ue essere eccellenti , quando cli ciascuno si· sappia cogliere il buono ed ev iLare i difett i: senonché del primo abbiamo un esempio assai bene riuscito nella citala edizione del 1869 ; la seconda parte clel regolamento invece, che doveva attuare l'altro metodo, è ancora n.llo staLo cli semplice progctLo. Qualunque però sia il metodo secondo cn i si voglia far trovare posto nel regolamento alle consiclerazioni tattiche ed alle applica-
(I) Il rego lame11 to vuole oppun to in dicare all n concfizione d i considerare il plotone sompre come frazione e non como unità tattico, quanclo allo prcsct'izioni cho lo riguardano dà il nome d'ist1·11:io11e cli plotone, o non di evohuione come fa pe r le analoghe prescrizioni che riOctLono
la
compagnia, il battaglione e la brigata.
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ANCORA IL REGOLAMENTO 'l'A TTICO PER LA J'!OSTR A FANTER IA
zioni, l'imp_orlante è che la parte prescl'itti va sia della massima semplicità: lutto ciò che non è nssolntamente necessario dev'css,ere bandi~~- li ~·egolamenl~ d_'eset'cizi e di evo luzioni presiede non solo ali 1struz1one, ma pn~c,pafm~nte all'educazione tattica della truppa; esso deve creare l'abtto tattico, _la seconda natura nel soldato di mantene,..si in quelle forme, di riconere a quegli atti che in poche e determ mate ctrcostanze d'indole all'atto generale sono convenienti. Il regolamento che volesse entrare nella considerazione di tutte Je modalità dell 'azione ed en tt'are nel dom.inio della scienza tattica applicata, non riuscirebbe che ad accrescere la mole dei suo dettato, a creare difficoltà ed imbarazzo all'alto della prntica.
DEL METODO :Of!GLI
STUDI PER LA DIFESA TERRITORIALE
-(Coniùiua) GENNARO MORENO
j)faqgiore 1iel 06° regg . fanteria.
In un piccolo saggio, pubblicato in questa Ri~ista fin o dal ·I 874', ' tracciammo le linee generali cli un metodo, che a noi era parso convenienle, per ottenere che gli studi di geografia militare riuscissero, colla maggiore semplicità cd economia, a dare un'idea delle condizioni dell'oITesa e della difes~t degli Stati, per lutto quanto ha rapporto al terreno. • )fa i brevissimi cenni da noi dati sul metodo, sebbene largamente interpretati dal )Iar:,elli ( 1) ed illustrati dal Goiran (2) richiedono, a. nostro avviso, qllalche nuova spiegazione affinché lo Stlldioso, non solo si addentri nello spirito di quel metodo ,·ma trovi una guida per applicarlo. Egli è perciò che sottoponiamo al lettore alcune considerazioni: 1° Sul metodo proposto per gli studi cli geografia mil itare. 2" Sul modo d°i interpretare i principii dell'arte della guerra nelle applicazioni che se ne fan no pet' lo studio del terreno. 3° Sull'attuazione di alcuni concett.i direttivi nella difesa territoriale. 1
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(1) La gtterra e la s11a Storia, di N. M!11ssu.i, volume Il, Capitolo Il. La geog,·a(ìa militare e la statistica. (!) Nello suo Le:io11i di Geografia .Uilitare esposte agli urficiali allievi della Scuola di
Guerra.
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DEL YIETOOO NEGLI STUDI PER LA DIFES A T~: RRITORIA L E
CAPO I. Sul metodo proposto pe1· gli studi di geogn.fìa militare. ·
Posta come meta dei nostri studi la conoscen..rn rlel!e condizioni" di o(festi e difesri del cerl'itorio degli Stati, ne veni, a di conseguenza che, pel' dare a siffatti lill'01.·i un fo ndamento concreto, si doyessé per studiarn militai·men~e i[ territorio di uno Slato, e per esempio del nostro, supporlo in guer1-.Lcon uno cl~gli Stati ricini e cjoè coli' Austria o colla Francia. ~ella consideraz ione poi che le condizion i della dife·a sono per ogni Stalo'subordinate a quella dell'offesa degli Stati vicini co nveni va, nei casi c~tali, per lo studio del territorio no:;tro: prendere ad esame gl i interi teatri di glterrai'isn ltanti dalle ipotesi fatte; ricercal'e anzitullo quali ohbietti,·i la pol-itica potrchhe ·fissare alla guerra , quali forze potrebbero tro,ral'si di fronte, quali mez:!.Ì potrebbero dall'una e dall'altra. parte porsi in azione per accelerare l'impiego delle forzc;.indi, pàssare a considerare le altitudini che il tei:ritorio di ciaswno Sta.I.o presenterebbe allo sviluppo cletl'offcsa edella. difesa, cominciandò dalt'e:;ame dei dati di cn.rallere· piit genoralee comprensiro a,·enli influenza sulla mobilitazione, sull'adunata, sullo sch iel'amento delle l'ol'zo e, fino ad un co1'Lo punLo sull'andamento generale delle operazioni , qttali sarebbero : la configurazione planimetrica, l'estensione, il contorno di ciascuno Stato, il suo con tallo 90n al lri Stati, la dislocazione delle forze su l piede cli pace. il sistema delle strade ordinarie e delle ferrovie (nei loro rapporli co lla dislocazione clel piede di paco, cogli apparecchi di guerra e colladislri huzione della popolazié,ne), l'ubicazione dei grnncli ostacoli naturali e delle forLificazioni 1·ispello alle fronti ere e rispetto ai centri cli potenza.. SLabilite, coll 'esame di questi clementi, le basi di partenza dell'aziono n1i lita1·e ccl i suoi obbiellivi, nelle diYerse ipotesi di operazioni presumibili , conveniva: abbracciare con nno sguardo lcpossibili linee di marcia e di ostacolo, ed, a second,l dei loro caratteri e della
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loro distri bnzione, dividere iI teatro di guerra in teatri di operazione, e questi iu scacci) ieri parziali o campi strategici, delimila.ti da ostacoli o da. li nee cosliLuenLi obbieui,·i parziali o determinanti premmibili periodi d'operazione; ind i, per ciascuno di questi riparti, esaminare gli elementi geografici, coordinali per linee di marcìa. e pel' linee di resistenza, nell'ordine stesso col tJuale sarebbero probabilmente incontrati dall'azione miliLnro . - Sla.bil ito così il valore mii ilare dei singoli elomep.Li ·era poss ibi le. rif'aceudo il cammino percorso , veniro a conclusioni razionali sui can1tteri o sull eatlitudini dei singoli scacchieri parziali, dei Lcal1:i di operazioni e de i tcaLri di guerra; in poche parol_e, all a coscienza delle condizioni cli offesn e di difesa. dol territorio . Con ciò siamo ben lontani dal presumere di fo rmat·e dei veri p iani di guerra, mae;;sem:ialmente tendiamo asotlrarre agli apprezzamenti arb itrari gl i elementi geografici ed a fondare sulla ragione m.ilitaro le prevision i clie si pos~ono fare collo studio del Lel'reno. Que.,lo metodo non è una nov ilù , ma un'estensione ed applicazione a studi puramente geografico-mili tari, cli quello che (in modo p iù o meno èomp leto)apparepraticato da grandi capitani o da autorevoii scrillori nelle descrizioni dei teatri di guerra . nelle memorie militari sull e frontiere, nei piani di guena ed in parecchi studi di carattere geografico-strategico (,I). . (I) Cesnre nei Commentn1·i ahbraccia col s 11 0 sguardo d'aquila la conlìgu,·aiiono. !"estens ione e la s trnltura dolio Gallie e doll' Elvezia. Na[)Oleono, descri vendò l'!Lalia, ,10 collside,·a l' ubicazione, la ·stru tturn, le relazioni di questi da ti gcogrtifìci colla sua storia o col suo a\\·enire, e noi cenno che premetto alla campagna del li97, dà coo pochi i.·at.ti un conceuo della rete forma ta ..tallo lince d'operazione o dai lpro collei;o menti; cost1·o isco in somm a a g1·andi tratti lo sch eletro do!. teat,·o d'opera,.io11i. r: Arciduca Ca,·l o nella descrizione del tootro di gocrn1 del J7n9 comi ncio da U-abboiza1·e le 1·eln7,lo.111 fra lo gra ndi linco d'ost acolo, e la si"1azione delle fon.e b,,Jligeranti. Il ~laresciallo Moltke colla celebro Memoria compilata nell'ìn1·erno del 1868 cltmos trando fino a qual pun to lo studio approfo ndi to di u_na _rete di st,·a?e fer,·ate e del terreno in generale pern1etta ùi s tabilire delle prcvis1om .sulle aùunate dell e forze l un go le fronlie1·e e su l primo andamento dcll'uzione militore, dà un esempio che non può essere neglelto dal geografo- militare e che apre un nuovo ori1.zonte alte in vestigazioni destinate a rorre in evidenza i rapporti del te,,.eno co ll a p1·c))a1·a:-tone del la guerra, rapporti 110 11 se mrro abbasta nza curati per lo· addietro qua nùo , fatte poche eccezioni, solum outc si s tu diava il terrnno quale teatro• allo svolgimento delle grandi ope1·a.:io11i di gue,.ra.. - Fra gli scrittori che meriLano l'ora detta ccccziono vogliono qui spccialmcn lc essere 11nnove,·ati il Lloyd od il Oource t. TI Ll oyd es pone nello suo Mémoil·cs mtlitai,·es et potWques (I \T o V Parte) un modello por lo stuùio ùelle frontiere in relazione cogli obbiettivi e colle basi delle duo J>arti. Il Bouroot, che colle _sue IJeruorie illustl'ò pdt il primo la se1.ione occidontale delle Alpi, diede un modello comrleto di studi sia nelle sue Memorie sia colla ;,;cuoia da !ui diretta nel ·1767
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DEL METODO NEGLI STUDI
PER LA DIFESA TERRITORIALI::
Nel determinare siffatto meloùo e nell'estenderlo ngli sLudi geografico-militari noi avemmo di mira l'ordine e l'economia del lavoro, ed a quest'ordine ed a ques La economia raccomandiamo al lettore di attenersi ogni qualvolta, trovandolo buono, crcderi~di applicarlo. Il geografo-milita.re . non deve a nosLro avviso piegarsi che alle esigenze impostegli dalla ragione militare. It terreno non è ai suoi occhi che il campo ore l'azionemilit.are tende a svi lupparsi, in tutte ·.e sue fas i, non esclusa la preparazione della guerra, epperò non deve esso occuparsi che di quanto può, sul terreno, agevolare od impecfoo quello sviluppo. La geografia fisica, la statistica, la geologia, la storia, la politica potranno lJortare al geogra fo-mili tare largo tributo cli notizie e spiegazi one di fotL i; ed esso se ne vruTà, ma secondo l'ordine che gli sarà traccialo dalla ragione militare, ordine che, per l'economia del lavoro, dovrà come dic:emuio favorire nn primo concetto dell'insi eme per poten•i orient.arc le parli e ricercarne le funzioni; e quindi presenlare ali 'analisi i singoli soggetti geografici mantenendoli possibilmente nell'ordi ne stesso col quale l'azione mi liLare ne potrebbe subire l'i nll uenza. Ciò premesso, pei· megl io chiarire al lettore le ragioni e l'essenza del metodo adotlato, gli faremo seguire la strada che noi stessi percorrommo, cominciando dalle osservazioni che ci clistolser.o dal seguire altra via . . . Una prima osservazioiie, fatLa su alcuni libri di questa materiasi fu che: nel traLLare di un paese o di una regione, il geografo-militare non sempre considerava Lutti quei dati.di caratLere generale e com-
' prensivo che, come accennammo, so li possono da1~e una prima i~ea degli spazi e dell.c loro conclizi~ni ~encral.i o giudicar~ all un prnn~ orientamento, quali sono: l'ub1 caz1one e il contatto d1 un ~aese. o d1 una regione rispetto ai paesi vièini , la conrtgurnzionc p_ta~u11etnca. e la estensione superficiale, la di stribuzione delle grandi hnee ~sLrut~ tm·a fis ica o configurazione altimetrica) che segnano a gran_di Lrattt la fìsonom ia di un p,te:;e, la naturale distribuzione delle ncchezze e delle forze vitali sulla superficie del pae:;e ste:;so, il :;istema delle comunicazioni, osam.inato nel sno complesso, e simili. Col trascurare quc5ti dati veniva evidentemente a m~,ncare tm criwiopo~ilivo per tracciare le bfl si clell'~ffe~~ e dell a cl1lesa, e ne segniYano·apprezzamenLi infondati ocl arb1tran che pote,,ano ingenerare idee fallaci. Col voler vedere, per esempio, la vitri.l itil di nn pae5e tuua concentrata su linee o punti, fissali a1·b itrariamente (tprior_i,. si cade_va sovente noll 'incovenic1ue di attribuire nn valore dec1s1vo a lrncc o punti torri tori al i, concetto che non occorro insi ste1:e mollo per chi~ri re ffl lince e pericoloso : fciUace, perchè Io forze clt un paoi\c drl~cilcilmente possono trovarsi tutte raccolte, anche volcnd_o '. su ~1, un punto od una linea, mentre del resto una sola cr~~a è tlec1s.1va,. c1oe la perdita dell'esercito; e nessuna linea o punto cl i un te'.'ritor~.o ~)ossono inclndere. a priori, colla loro cadnta quelle dcli esercito, p~1·icoloso percl1è con simili credenze si possono, in dal~ ~on:ent 1, per la. perdita cli un punto o di una li ne~ o cli nna :r.ro~mc,a. 1ng~nernre nel paese O nell'ese.rr.it.o eccess ive apprensioni e sfì cluc1e fatali. ~on i• ncce!;sario ricordare. a questo proposito, molte frasi che hanno fatto il loro tempo, come quello che: percliita la valle clel Po tu-tto è percl1ito ( I/ e simi li. : . ., fn un paese che ha il sentimento della propna d1gn11:a e della patria, t11tto lo Stalo rnole es~ere co'.1siclcraLo ba,se tilla d1 fesa, .non deve ammettersi il più lontano pen::;1cro che per la caduta cli un punto o cl i unn. linea. elci territorio si possa . ~nai palleggiare con sLraniera inflncnza. Finchè resta nn lembo d1 terra o d1 mare da
a Grenoble, nella qo61e i giova ~i destinati al servizio d ogli stati maggiori era no assoggett<1ti a quatt1·0 succossive campJgne, impiegate : la 1• in ricognizioni sulle frontiere; la 2a alla det.orminazione dei punti d'offonsi,,a o difensiva; la sa alla combinaziono delle marcia, traspor ti e sussiste nze; la 1J& al pinno dolle operazioni (ved i MONTANNEL. Docu-ments i>ledits 1·e latl( au Dauphiné) . Molti altri concetti ai quali informammo il nostro studio erano intra,·visti dal Pepe nella sua Italia illllftare ed os1wessi come un deslde1·atum eia Oi·sin i nella prefaiione alla sua GeofJrnfìa ICilttai·e Jnllne piir ampiamente erano svil~ppati: dai fratelli Me,ia~apo nel loro St11di Topogra(lct e Strategici su r Italia, e particolarmente nella in troduzione e nella .2a rorLc di quel libro; dal colonn ell o Sironi, clre nel suo Saggio di Geografia Stra te(Jica si sourasse più volte alla soggezione dell'ordine idrografico cd ini ziò gli studi sull',l~uropa esam!nandone mili tarmento i fronti, la confignrazìone geno,o ie, e le grandi lin oo d'i nl'as ione hottute di 11opoli c he d all' Orie nte la invasero soccessivamont-e e poP.olarono; infine d ,I colonnello Haymerle negli studi sui rapporti strategici fra l'Aus Lria e la l\ussla e fra la S vizzera e gl i Stati vicini.
(O
(!)
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1rr~se combattuta
fino d~I !S59 negli Studi sti·ategici e top!lgra(lci s1111" /tQ.lia, per
. 1.UIOI P. C.UlW ~1 1!7.7.,ICAPO .
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01::L METODO · NF.GLI STUDI
PER LA DIFESA TERRITORIALE
cui trarre aiu ti o sul quale ripiegarn com bal.Lendo , nessuna bandiel'a potrà piegarsi senza vergogna. Se quest.o sentimento non è di,iso cla tutti, se manca la fccle nerrli sforzi comuni come polriL germogliare in alcuno la virLiL del O , sacrificio'? Un altro inconveniente clovlito alla cau:;a poc'anzi accennata era il seguente: per difetto cli metodo, nello studiare il proprio paese si arresi.Mano talora arbilrnriament.e le considerazioni fissando a caso per li mite unD.' linen. qnn.lsinsi del te1Teno, oppure la fronti era. Pel' la qua l cosa no,i potendosi giustamente apprezzare nè quali lati il nemico presentasse vnlnerabili SL1l suo territorio nè quale facilità esso avesse ad accnmnlare le proprie minaccie in una od altra direzione ocl a spostarle, ne segnivn che nel problema clell'offesa e della difesa non ,•euisse apprezzalo LrnÒ dei dati più determinanti . e si incorresse in erronei ed arbitrari apprezzamenti o non se ne facesse alcuno di attuazione probabi le, epperò di pratica utilità. Trascurandosi i clati di carallere geùeralo sopra. esposti manca.v·n dnnque il mezzo per heno orientarsi in un teatro.di guerra, per riconoscere in qnali direzioni snrcbbero più probabili dei _movimenti su grancle o . su piccola scala, mancava iosomu~a. una misura por formulare un prnlico apprezzamento mii iLat·e degli oggetti geogrnfìci :sia. presi isolatamente, sia in ra.pporlo con altri oggetti del teatro di gnorra. Finrilmente mancando in parecchi libri un ordine veramente mi litare, secondo i) qL1nle passare in rassegna gli oggoLLi geogrnfìci, ne segniva che hone spesso si raccozzassero elementi che nessuna rachiamavaa raHicinare e si esaminassero a parto eleo11ione militare . meni i che militarmente aHebbero dovuto stare riuniti. Seguendo per os~mpio l'ordiJ1e della geograon fisica, di descrivere la terra per bDcini idrografici, si consideravano a parte in capitoli differenti, i due versanti di una stessa catena cli monti comecchè appartenenti a bacio i idrografici diversi, onde.io studio di una strada che neil'ntLrnversare i monti costituisce-una sola. lin ea d'operazione quale per esempio, è quella. da Pinerolo a.. Greooble veniva spezzato in parecchi capitoli, tenuti fra. loro discosti qual i potevano essere quelli che trattavano dei bacini del Chisone, della Dora, dell a. Durnnce e della Romanche; l'esame cli una linea cli collegnmento come quell a per esempio di v i',steria, la. quale, sebbene costituita da valli ap-
partenenti a bacini diversi, Rie11zn (nito Adige) e Drava (Danub io) , mili lal'mcnte è una sola cosa, ed anche fisicamente forma una sola vallala e non pre-enta. distacco appariscente fra bacino e bacino, veni va spezzato in clne pcrchè appartenente a due bacini idrografici . Men tre poi per tal modo si disgiungevano cose che avrebbero dovuto stare unite, e considerate di seguito, con lo stesso ordine cioè col qua.le l'azione militare le potrebbe incontrare, si tenevano ravvicinate cose alfal.Lo disparate, e per esempio nell'esame del bacino del · Reno il Pichat, autore clel resto pregevolissimo, ravvicinava, pel' tenersi snlla stessa rirn del lleno, la descrizione cli alr.une parti dei teatri cli guerra della. Svizzem, della Francia e dell'Olanda, nei primi capitoli del su.o libro, e le spostavn rispetti vamente dalle corrispondenti regioni che stanno sulla riva opposta. In causa cli qtiesto distacco, nasceva poi la necessità, allorchè si pDssava dalla descrizione all'apprezia.mento elci terreno, di ripetere in gran parte In descriiione gia fauc1., con evidente d1mno all'economia del lavoro, danno ell e si sarebbe evitato qualora, lo r ipetiamo, si fosse seguila la sola scorta della ragione mili tare e procednt.o cioè sulla via che no i tracciammo in principio di qnesto capitolo, ad un esame prel iminare degli elementi più complessivi di tutto nn teatro, dividendo in seguito l'intero teatro di guerra in teatri speciali d'operazioni, e questi in ~cacch ieri e campi strategici, aven Li ciascuno caratteri speciali o determinati obbiettivi, ed, in ciascuno dei qual i i singo li clementi elci Lerrenq venissero cool'dinati per lin ce di marcia e li nee di resistenza : sicchè lo studioso li troYasse addirittura riuniti ecl ordinati per linee di operazione e linee di difesa, e per ciascuno di essi, potesse alla descrizione far scg11ire immediatamente l'apprezzamento mi li tare. A noi pare evidente che solo in tal modo si sarebbe potuto preparare economic.1.mente col lDYOro di analisi il lavoro cli sintesi ed agevolare veramente la conoscenza delle condizioni d' orTesa. e difesa .d'un intero terrilorio.
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CAPO II. Sul modo di interpreta.re i principii dell'arte della.guerra, nelle a.pplica.zioni che se ne fa.nno per lo studio del terreno.
Nell" cntrare in argomento così del icato crediamo bene di richiamare anzitutto l'attenzione dei più giovani fra i nostri lettori s11i pericoli che esso presenl a se non è trq.Uato con quella. onesta parsimonia e reLtitucline cli giudizio cho rende parchi nel sentenziare, ·pl'llclenti nel risoivere ma sicuri , Jermi e decisi nell'esegui re. « Le g1·an,lli frasi swi gmndi principi,1, hanno talvoltct mandato in rovin.a gli, Stati !> soleva dire il conte di Cavour, e francamente noi crediamo poter estenclere quel concetto osservando che le frasi dottrinariamente sonore sui r,randi principi.i dell' a1·te delta.guerra hanno fatto danni non rninO?'Ì nel cam,po delle idee rnilita1·i. La smania di catech izzare ha portato sovente a formulare numerosi precetti cui si dava il pretenzioso nome di principii mentre non erano talora che dedùzioni incomplete ed affatto superficiali. « Il faut se déf~ndre, diceva Talleyrand, des 11remières aperçus, ces axiomes de la paresse et de l' ignorance, se c1Mier do ces principes ambitieux qui venlent tout ombrasse1' » . Il scg1·eto per vincere sempre ed in .modo sicuro non esiste. Eserciti. inferiori pet' numero, in cattive situazioni strategiche, sono usciti talvolta vittoriosi; onde fu detto « la strategia è ·una ,qrnnde a?'te, ma quello che rlecide dell'esito è l'i11rto tattico» (BuGRAUD). Il prohlema della guerra è talmente con~plesso che ben di rado ed a pochi eleUi è dato ahbrncciarno intera.mente i termini ed esatlamenlo rnlularli . Porhi dati, quali la forza numerica, le formazioni tall:iche, l'u.bicazione dell e forze, gli spazi da percorrere, sono rappresentabili con numeri, linee o rigure e possono, quando sieno ben conosciuti, venire assoggettati n calcolo positivo: altri sonu di natura 1.l'Oppo diffi<~ilmente ponderabile e troppo variabile, sicché qualche volta solo l'uomo di genio arriva ad indovinarli ed apprez-
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zarli sia nell'esercito proprio sia nel nemico. Gli effetti dell'entusiasmo e del panico, l'indole od il co lpo d'occhio di chi comanda, possono scombussolare le meglio architettate combinazioni. Perfino l'intervento di cause accidentali, di fenomeni meteoro.l ogici, ebbe talora una influenza determinante! Onde fu scritto che « all'infuori della scienza e dell'arte, al dii>opra dell'ingegno e clel valore, havvi qualche cosa di misterioso, .d'indefinibile, d' ignoto. havvi un fato che sovrasta ai destini delle batlaglie )> . Tutto questo però se deve rendere il. mi lita1·e prudente nel formula.re i suoi gi udizi , peri toso nel dare ai suoi apprezzamenti un carattere assoluto, non lo dispensa dal fare tutte quell e indagini che valgano a rendere noti nèl rnaggiornumero possibile i termini del problema complesso della guerra, per il quale, l'allarg:mi delle indagini e delle previ sioni renderà sempre più angusto il campo élegli azznrdi ..« Accumulando « la maggiore somma possibile di cognizioni pratiche e teoriche, « ri Lrnendo lo studio all'esperi enza, conoscendo del pari i li brj, il « terreno e il soldato, ed educando l'animo loro a quella tempra, a « quella forza di carattere che richiedono i supremi comandi, si sarà « fatto quanto l'onesto militare deve rare per mettersi in grado di « ervire la paLria e di combatterne i nemici . Di più non si potrebbe « benchè ciò non basti sempre » ( 1). È con queste raccomandazioni e queste attenuanti che noi presentiamo qui un precétto sanzionato da secolnre esperienza, e che per la sua ·evideuza assiomatfo·a vuol essere considerato come fondamentale, e non pretern\essò senza prima pensare seriamente alla rnsponsahilità che assumerebbe chi se ne scostasse senza fo ndata ragione. Esso può venire formulato così: Operare 111, g1.vi,-sa di 1irtan il nemico colta niaggio1· somma di forza (2) relativa. nelle rrvigliori condizioni di spiegamento, e, con direzione tale da rendere 7Jossibilmente decisivi gli eflètti della .vittoria. Questo prncetto contiene tre proposizioni che noi esamineremo partitamente, ricercando per ciascuna cli esse quale parte potrà avere il terreno nella Joro appli cazion e. 1
(I) Le manovre autunnali del 1• cot·po ,!'esercito nel!'am10 1869. Rapporto d i S. E. i generale 1.01N1. (2) Forza numerica, tecnica, intellettuale, morale, in due parole qualit.ativa e quaotilatil'a come ò scriLto nell'opera La guerra e la .ma storia. Voi. II,§ 4, di N. M•nseu c.
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ANN_o xxv i , vo,•. 1
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sfacenti. Evidentemente al diminuire del numero delle strade, aumentando la profondità delle colonne aumenteranno o·li allun(l'amenti e la velocità di marcia diminuirà, il tempo necessario agli schieramenti diventerà _maggiore, e l'alimenLazione sia per rifornimen to sia per reqnisizione si farà più diffici le. Quest'ultima varieTà poi anche secondo la ricchezza del paese e la possibili Là di vedere il servizio delle retrovie sussidiato da strade ferrate . Mancando le fe1tovie, si farà sentire per una marcia rapida la necessità di allargarsi per vivere, e l'allargamento sarà maggiore o minore secondo che saranno più o meno grandi e piuttosLo intatte che esaurite o distrutte le risorse del paese che si percorre. Si può ritenere però che anche in paese vinto, e specialmente in paese nemico, viste le difficoltà di organizzare rapidamente e su grande scala le requisizioni, un grande esercito che marci compatto su fronte ristretto, ed abbia esaurito gli approvigionamenti che ciascuna armata porta con sè, non potrà eseguire lunghe e rapide operazioni se non sussidiato da una ferrovia, O dovrà, allargandosi per vivere, perdere la compattezza necessaria pel combattimento (11) . Queste poche considerazioni possono dare un'idea della influenza determinante che il terreno esercita, specialmente · di fronte alla mole degli pclierni eserciti, sulia attuazione della prima parte del precetlo artnunciato, relativo all' impiego della massa, e bastano a dimostrare Ja necessità di esaminare coHa più grande altemione la rete stradale di un teatro, di ·guerra in tutti i suoi particolari, ed i dati statistici delle diverse contrade. e)
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Urtwl'e il nem,ico colla maggior sòrnrna di forza 1·elati1)a. Premettiamo che solo un gfost,) apprezzamento delle qualità tecll'ithe e morali degli eserciti belligeeanti potrà permettere di decidere le relazioni numeriche di forza secondo le quali sarà prudente pi·est'.nriere di aLtaccare il nemico con succe~so . Supposto risolto questo quesito dal punto di vista della forza, co1wiene qui considerare due ca·si: quello in cui il nemico possa Lròvarsi rfonito e quello i·n cui egli sia frazionato . / · Nel primo caso, perchè sia polsibile l'urto col'la maggior somma di forzà converrà. considerare/ iul terreno se il numero delle strade che co'n'dtiri:ebb'ero a produrre l'urto nelle condizioni volute sia propoTzionato alle forz_e e tale da permettere il contemporaneo impiego éti tu.tte contro quella parte della posizione nemica che si sarà giudicato opportuno di attaccare. E, qui notiamo come colla mole degli eserciti odierni, un esel'cito 'per es. di 300,000 uomini, quale potrà essere il nostro, o quello dei nostri presumibili avversari avrebbe bisogno di pùtere disporre di circa 1Ostrade indipendenti perchè ciascuna delle colonne percorrenti una strada (con profond'i-tà media di 25 a 30 chilometri, compre?i gli allungamenti) potesse durante una giornata di battaglia portare in campo tutte le proprie forze (,J). Sarann·o necessarie poi, anche in lontananza del nemico, circa 5 strade pet u:n sii/Tatto esercito, afilnchè esso possa avarnrnre èon una sufficen te velocità. ecl in èorìdizioni di sussistenza soddi 1
(l) Il tenente maresciàllo Gallina ne·H'opera L'eseecito i1t 11wvimento (D:e A·dnee-iii del' JJeveg-ung) calcola a 520 chilo metri la nrofond ità ro tale di una colonna di 300,000 uomini dando là,'g~ parte ai magazzini mobìli di s ussistenza (con '10 giorni di vil'eri), ai parchi gBncrali, ospedali da campo, ecc. Eccone i partico lari: chilom. 288 18 divisioni a 16,000 uomini (~88,000 uomini) occuperebbero 8 division i di c::n•alleria (a 4 reggimenti e 2 oatterie} id. 25 Quartier generale co mando esercito id. . . . . . . . . 2,100 1,500 Intendenza d'esel'Cito id. . . . . . . . . . . . . . Artigliel'ia di r iser va (con JO batterie) ic!, . . . . . . . 3 6,5 Parco generale muni'l.ioni e 10 colonne munizioni con 4~0 carri id .. Colonna riforn imento della riserva generale d'artiglieria parco munizioni 'generale icl. . . . . . . . . . . . . . . . . 2,25
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10 equipaggi da pont i 200 carri id. . . . . . . . . . . . ch ilom. 3,75 Magazzino mobile sussistenze per 10 giorni sema contare le bevande, (12,000cai·ri). {8 colonne a 1500 carri, chilom . .22 '/, per col6nna) id. 180 18 ospedali da ,,~mpo (due divisibili, uno indivisibile per corpo d'a1·mata) id. . . . . . . . . . . . 4,500 Parco generale munizioni, riserva id. . . . . . . . . . . . ,. 8,250 In una colonna sola. (23 giornate di marcia a chilom. 23) profond ità chilom . 520 Su cinque strade 100 chilometri di profondità per colonna. Togliendo le maggiori im1Jeclimenta e cioè le colo nne viveri, ambulanze, pa rchi geuo.rali, rimane ancora una profondit.à di 350 chilometri, che divisa per 5 colonne, dà 66 chilometri cli profondità dalla testa di colonna tru ppe alla testa di colonna sussistenze. {Il Vedasi L'<wt de ravitaille·r l~s grandes a1·,nées par M. A. ThnA1·ren . Si notino rrn r t icolarmente gli esempi delle marcie delle armate prussiane nelle ca mpagne del 1866 e 1870-71. Pag. 58-116.
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Un secondo caso che, dicen:pno, vuol ~ssere considerato, è quellC> in cui il nemico non avendo potuto o 1roluto procedere riunito si trovi diviso in due o pià masse. In questo caso converrà esamina re il numero e le condizioni looistiche delle strade che ciascuna massa nemica potrà adoperare v per i propri movimenti e vedere se e quale influenza questi dati po trn,nno esercitare sull'i mp iego . delle singole masse nemiche e sulla loro riunione. Ciò fatto, converrà con~iclerare la disposizione della rete stradale e degli ostacoli dal proprio pun to cli vista, per l'applicazione del. precetto accennato, il quale troverebbe la sua migliore attuazione qualora per le condizioni del terreno fosse effettuabile con vantaggio la così dettfl manovra per lipee interne per l'effettuazione della quale .è necessario1avere sul nemico un marcato vantaggio di celerità ecl insieme ~lé mosse, vantaggio che potrà essere determinato clall'esistema di ostacoli che rendano lento e difficile il riunirsi delle massé'~emiche, e da condizion i di viabilità (numero e direiione di st!'ade ordinarie e ferrate) che agevolino il contrattacco, . con maggior somma di forza relativa. sulle singole masse nemiche per moclo di batterle separatamente. Ove le accennate due coniliz ioni non si veri fichi.no, sarà difficile .impedire la successiva congiunzione delle masse e tanto più difficile quanto maggiore.sarà il numero di queste. In tal caso la posizione centrale potrà presentare tutti gli inconvenienti cli umt posizi one avvilt1ppata(,f)circostanza chespecialmeute·si aggrava coi grossi eserciti d'oggi, tanto più lenti nei movimenti quanto pià sono ammucchiati in formazione concentrata. Infatti, in tal caso essi non sempre possono essere favoriti da una rete di strade abbastanza. ricca per . consentire celeri movimenti in ogni direzione, qttali soltanto sono effettuabili con colonne non troppo profoncle e ben coll egate. Anche in questo caso adunq11e saranno le condizioni del terreno quelle che determineranno la convenienza e possib ilità di appl.icare la prima parte del precetto relati vo all'impiego delle masse, e noi dovremo tenerne conto nelle indagini che faremo per porre in evidenza. i caratteri controffensivi e difensivi delle linee che potfanno essere occupate dalle parti belligeranti. (1) Su questo a,·gomento esorto il lettore a consultare La difesa deUa nostra f rontiera occidentale in ,·ela,zione agli ordinamenti milit1wi odierni, ài V. E. DAoonMJOA.
PER L A DIFESA TERRITORIALE
§ .2. La seconda delle proposizioni contenute nell'accennato precetto è iwtare nelle rnigliori condizioni di schieram,enio il nemico . Anche sotto questo rapporto i I terreno è vep.nto oggidì acquistando una più determinante influenza per la cresciuta mole degli eserciti e per la necessità (inerente all a 1,naggiore efficacia delle armi odierne) di non superarn nell'attacco e nella diCesa delle posizioni certi limiti cli densità per metro lineare del fronte d'attacco, nell'impiego della forza, limiti assai inferiori alla densità che in altri tempi poteva e·sserecònveniente:e che, prima della invenzione delle armi da fuoco, aveva trovato nella falange la sua massima espressione. Per dare una idea dei limiti di dens ità convenienti negli odierni ordini di schieramento, ri feriremo qui alcun i hrani di uno scritto (11) <lovuto alla penna di trno fra i più illustri nostri uomini di guerra, scritto che il lettore farà bene di consultare aLLentamente e per intero . « La natura del terreno su cui si combatte, l' importanza, l'esten« sione del(a posh ione che si intende occupare, gli accessi, il do<< minio, gli appoggi d'ala, lo scopo cui. si mira, le forze di cui si « dispone, la solidità loro rispetto a quell a dell'avversa.rio, sono « altrettante condizioni le quali possono in varia. misura influire <e Sll'tlé1 maggiore o minore densità e profondità, secondo cui vuolsi « disporre una truppa in ordine di battaglia >>. · Pe1· ciò l'autore reputa impossibile stab.ilire « una regola app licab il e in tutte le eveni enze » ma suggerisce alcuni limiti razionali entro i qua.li ragione ed esperienza consigliano sieno compresi i rapporti fra l'estensione, la densità e la profondità degli ordini di combattimento. Detti limiti concretati sugli esempi delle campagne pai;sate, vengono riassunti come segue: (\) E. C. Estensione, densità, e pJ·ofond.Uci. degli ordini di combattimento. militare ·i taliana. Aprtle 1876.
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Rfvista
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PER LA DIFESA TEHR!TORIALE
DEL METODO NEGLI STUDI
« Partendo da un minimo di 2 a. 3 uomini per metro lineare per <<
unità di forza pari od inferiore al baLtaglione, la ·densità di occu-
« pazione va man mano ascendendo ed oscillando per le ma•Y~iori {'.lv
unità fra un minimo di 4 a 5 nomini .ed un massimo di 9 a '10, « per raggiungere in taluni casi, quando si tratti della riunione di « più armate, un massimo di 12 uomini ( 1). « Un maggiore addensamento di for:ze non sempre può tornare « vantaggioso, poichè se talvol.La. dà abilità di portare innanzi « truppe fresche e riparare così ai parziali scacchi sotl'erti, d'altra cc però non tutte le forze di cui si dispone potranno sempre entrare << in azione e svilupparsi su di un fronte proporzionato, rimanendo <e per tal modo inoperose, mentre avrebbero forse potuLo essere « efficacemente .impi_egate altrov~, ch3/non le truppe presenti, ma « le combattenti decidono dell'es1to nelle battaglie. « Per conLro il disseminare _poé&e forze su di un fronte eccessi« vamente esteso se talvolta può permettere di appoggiare i fianchi « a qua.lche osta.colo natur;ile e reridern<'l cosi più difficile al nemico « l'attacco d'ala, d'altra. parte però ne risulterebbe tale fraziona« mento che le truppe potrebbero faci~menle sfuggire di mano, e « tale'indebolimento su tutto i"! fronte che il nemico avrebbe faci« lità di sfondarlo in uno o più punti, prima che _possa essere in « tempo rinforzato . « Come coll'aumenta.re della forza combattente a.umenLa. la den(< sità in uomini , così e nello stesso rapporto altresì aumenta. la <, profondità del\'ordine di batLa.glia. « Se per un battaglione che si stenda, su di un fronte di 260m <<° può essere sufficiente una profondità di 350m; . se per 3-o 4 bat« taglioni basteranno da 600·.a 700"', per una brigala, una divi« sione, un corpo d'armala da 1000 a 11500m, per una o più a.r« mate occorreranno non meno di 3 a 4 eh ilo metri . · « Ove si tratti di grandi mass-e sarà poi anche conveniente che « le riserve generali non solo sieno a tale distanza da non subire il « fooco d'artiglieria e da non essere travolte nei movimenti dalle « schiere antistanti, ma che specialmente ove constino di 2 0 3 <(
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..,,, (I) Appunto nelle tl'e battaglie di Colombey-Bol'ny, di Mars la Tour, di S.t- Pri,•at, la
densità d'occupazione oscillò fra un minimo di 6,2 ed un massi.mo di 12,7 con una media 8,7 pel' i Tedeschi e di 9,2 per i Francesi.
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« corpi, sieno divise in due ( 1) o tre grupp\, di cui uno verso le « ali , anziché averle riunite in una sola massa. In tal modo si ot« terrà una assai maggiore :mobilità, maggiore prontezza a soccor« rere i punti minacciati, a riparare agli r,cacchi parziali sofferti; « nè d'altra pàrLe da code"sto frazionamento potrà risultarne serio « pericolo chè, trattandosi di corpi d'armata, di unità cioè molto « considerevoli di forze complete, non tornerà loro difficile affron« tare qualunque sforzo netilico, trattenerlo fino a che una o due « ore dipoi non sieno giunti in suo rinforzo gli altri nuclei della << riserva generale ». se·si tiene conto di siffatte esigenze, si fa palese l'influenza che il terreno dovrà e~ercitare sull.'impiego dei gra.ndi eserciti odierni, secondochè co lla sua praLica.bilità e _colla esLensione delle posizioni che presenterà, renderà possibi le uµ buon impiego della forza negli accennali limiti di densità e di profondità richiesti per un buon ordine di combatLimento. · Nei limiti di densità. sopra accennati, potendo pe~· es. un esercito di 300000 uomini occupare una. est~nsione di fronLè variante da 23 chilometri a 60 e persino a 75, è chiaro che, tenendo anche conto clei tratti affatto inattaccab ili, si potranno cogli eserciti odierni occupare per intero e tenere linee difensive che in altri :,empi non potevano ess~re oècnpaLe che pn.rzia]mente, e difese con modi diversi da quelli oggidì convenienti. Il bisogno poi sentito oggidì, per eserciLi si/Iatti, di ripartire in due o più gruppi le riserve general i, rende necessario di trovare all' indietro dei fronti due o più nodi di strade irradianti con direzione ed in numero convenienti, lacldove altra. volta con piccoli eserciti uno solo di tali nodi bastava. Anche da questo punto cli vista pertanto le condizioni del terreno , e specialmente della rete stfodale, si sono fatte più die mai determinanti, ecl il militare dovrà avervi 1
(Il In tal modo disposel'O i Tedeschi i tre corpi di riserva generale alla battaglia d i S. t-Privat: cioè il II dictrn la I" armata; il lJl dietro la destra della 2• armata verso il· bosco di Desoouilles , ed il X dietro il centro della 2• armata a llatilly. Gli Austriaci invece a Koniggratz avendo tenuta riunita in una sola · massa la loro riserva generale ·(I e VI corpo) ed in tropra vicin anza (1200 a 1400m) dalle riserve parzialhion poterono trarne alcun giovamento, benchè tale riserva fosse forte di o brigate, poichè queste non solo ebbero a soffrire anzi tempo del fuoco nemico, ma furono in parte travol te indietro dalla corrente dei corpi in ritirata che era no in I a e 2a sc hiera .
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sommo riguùdo, astenendosi dal cadere nelle esa.gerazion i. che talvolta si commettono col supporre che da un punto solo si possano fare miracoli, ·quasichè fosse oggi cosa possibi le concentrare attomo ad un solo nodo stradale una grande riserva generale (per" es . di 3 corpi d'armata) e lanciarla ·celeremente in :ogni :direzione; mentre, di fatto, da quel nodo stradale non vi sarà probabilmente che una sola strada che permetterà di muovere al bisogno in Uml stessa direzione, sicchè più di 1{11 corpo d'armata non potrebbe essere in tempo utilizzato. Per questa stessa ragione si farà sentire su tutto il fronte d' operazione oggi più che mai l'influenza della ricchezza del la rete stra.dale, si~1 pei movimenti in avanti, sia pei cp.mbiamenti di fronte, i quali solo saranno consentiti quando il 1yfmero delle strade sia proporzionato alle forze e la direzione deJJ,é medesime conveniente. · Onde si. può conchiudere cl~teguerre odierne il terreno avrà un'influenza veeamente determinan te nell'applicazione del precetto di arrivare sul.nemico in tali condizioni di schieramento che permettano il più vantaggioso _impiego del la forza. Sotto questo punto di visttt converrà rammentare che il casò più desiderabile è di urtare incondizi-oni di schieramento proporzionate alla propria forza un nemico che si trovi in condizioni di schieramento meno prop izie. Cosa che in generale, r~ parità di forze, si _otterrà ogni qualvolta con una bene proporiionata. densità per metro lineare, si atLa.ccherà nn Mmico avente clensità insufficiente e forse, per conseguenza, fronte troppo es Leso, offerente lacune o punti deboli e facili a sfondare; oppure, un nemico avente densità eccessiva e forse, per conseguenza, fronte troppo ristretto epperò avvil uppabile. Eri·ori che, il più delle volte, sa.ranno stati occasionati da un imperfetto apprezza.mento del terreno nella scelta delle linee da dil'end!3re e del modo di occuparle, ovvero da un cattivo impiego della rete stradale nelle ma.rcie precedenti lo.. spiegamento. Finalmente, e sopratutto nei terreni di montagna, il caso ora accennato come il più favorevole potrà sovente verificarsi, e dare i massimi risultati non solo per l'utile imp iego di forze relativamente superiori, ma anche per quello di forze di gran lunga inferiori. Ed infatti se si avranno forze ab bastanztt·considerevoli da spiegare non mancheranno di presentarsi vantaggiosamente: sul fonclo delle
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PER LA l)ffESA TERRITORIALE ·
valli, gli aUargctinenti che f1·onteggiano lo sbocco di strette da cwi dovrà, il nem,ico uscire; e, sulle ·schiene dei cont1·a/J'o·l'ti, i larghi doss·i prnticabil'i clai q1tali è possibile accogl·iere con énvpfo f1·on·te di fuoco ·u1i neniiGo che avanzi per creste sottili . Se invece si avranno forze li mitate, si potrà : o guadagnar tempo nella. difesa entro alle strette, obbligando il nemico a Lentarne l'aggiramento, o, piombare cli fiauço sullesLreLte stesse, p;trticolarmente• con trnppe special i, ed attaccare i I nemico inJ_pegnaLo a sfilare fra luoghi angosci ove la superiorititdellesue forzenon troverebbe impiego. Manovre cli questo genere potranno essere tentate anche in pianni·a., là ove fìtte foreste o terren i inon da bil i o paludosi limitino la praticabili tà del terreno . Si rammenti Arco le. Una perfetta conoscenza ed abitudine a leggere ( 1) in quel li bro difricilissimo che si 1:hiama iJ terreno avrà dunque anche dal punto di visla dell'urtare il nemico in da.Le condizioni di schieramento, una n~tevole importanza e acl essa dovranno ispirarsi in gran pnr·te i concetti dell'offesa e della difesa del paese. 1
§ 3. La terza.'p1;eposizione contenuta nel precetto già enunciato è: wrta1·e·il nemico con cli1·ezione tale da 1·endere possibi.lrnente decisivi gli effetti della vi:ttor'ia. ' La direzione che pienamente soddisfa a questo conceuo è evi dentemente quella che porterebbe il vincitore a preciudere la ritirata a.I vinto . ~la l'impegnarsi in una tale direzione non è sempre senza pericolo per poco che sia dubbio l'esito del la lotta, poiché, come · suol dirsi chi aggira può trovasi aggirato; e d'a ltra. parte l'impegnarsi in una piuttosto che in altra dil'ezione è cosa che si è costretti. a. fare assai prima dell'urto che deciderà della vittori a, cioè nei 1110YimentistraLegici che precedono e peeparano l'urto stesso. Fu detto (1) A. questo noi cerchiamo di. iniziare il letto,·c tracciandogli un metodo di studio - ma siamo ben lungi dal pretendere di procurargli la conoscenza che s1 desidera - la_ qualo: sopra tutto per chi deve comandare, non sarà mai suf(ìcienle se non acquistata coi propr, occhi. « Ii n'y a ricn de tel quo d'avoir vu sol mèmo .. scriveva Napoleone a Bea.urharnais.
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DEL METODO NEGLI STUDI
PER LA DIFESA TERRITORIALE
perciò doversi_: operare per quanto possibile sulle comunicazioni dell'avversario senza espon·e le proprie. Ora la possibilità materiale di far ciò è determinata dalla pos tura delle parti belligeranti considorate ciascuna rispetto all'altra, e rispetto alle linee sulle quali es5e possono trovare appoggio, agli spaii praticabili ed alle strade lungo le quali i belligeranti hanno facoltà di operare offensivamente e di ripiegare in caso di insucce~so, fo.coltà che per essere.completa deve essere però pr-eparata con opportuni provvedimenti, in qmtnto che non basta che il terreno olira strade e spaz i praticabili tali da rendere,materialmente possibili i movimenti offensivi od in ritirata, nelle volute direzioni, ma bisogna che con previdenti misure lo si sia preparato a funz iona1:e da base cl'opàazione rispetto a quelle direzioni nelle quaii si h.a intenzione \ · di manovrare. Per meglio chiarire come l'applicazio~ie del precetto reljativo_ alle comunicazioni sia subordinata alla reciproca postltra delle lmee cli ritirata. delle fo rze combattenti, e delle linee cui queste possono appoggiarsi. sottopongo all'attenzione del lettore i due casi se • guenti: · . ,1° Caso. Un esercito postato in A' dispone cli linee di ritirata nelle direzioni it e 2. Esso potrà, se il terreno interposto fra 11, 2, 3, 4 è sgombro, assumere impumente iIfronte A11 e manovrare senza pericolo contro un avversario il qùale non disponendo di linee di
si collocherà in B' o più.ad oriente, cioè in posizione meno avviluppata rispetto alle direzioni 1 e 2. 2° Caso. Suppongasi che restando pari Je altre condizioni, if terreno sia solcato da un serio ostacolo fluviale a b e cl, che opportunamente preparalo sui lati a e ed a b favorisca i movimenti dell'esercito B nei settori d a b e cl a e, e dando faco ltà a questo esercito cli ripigliare al bisogno le proprie linee di ritirala 3 e 4, gl i
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consenta di assumere posizioni simile alle B" B"' tendenti a spostare· il nemico dalle sue direzioni 1 e 2 di ri tirata. Si supponga per di più che il ramo a d produca una seria separazione fra le due diverse direzioni di ritirala dell'esercito A, e che l'esercito J;l padroneggi mediante una testa cli ponte il nodo idrografico a. . Evidentemente in questo caso l'esistenza della linea fluvial e nelle indicate condizioni a favore dell'esercito B avrà paralizzato i vantaggi che nel caso precedenteavea l'esercito A, ed invertite le parti. Dagli e:;empi esposti risulta ch iaramente come possano darsi condizioni di terreno che agevolino per una delle parti belligeranti manovre tali da creare seria minaccia alle comunicazioni dell'avversario senza comproniettere le proprie; ma evidentemente non sempre tali vantaggi potranno favorire in modo così spiccato una .
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-----,'-'l> 4 ritirata che nelle direzioni 3 e 4 s·i fosse postato in B. - Dalle posizioni A" potrà adunque il primo di detti eserciti minacciare le co-. municazioni del nemico senza esporre le proprie. -Questo stato di cose si modificherà. evidentemente se il secondo di quegli eserciti
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DEL METO DO NEGL [ STUDI
PER L A O[FESA TERRITORIA LE
dell e parti. Sarà anzi frequente il caso che due avversari marcino l'uno contro l'altro seguendo linee aventi presso a poco umi stessa direzione, per modo che l'urto avvenga frontalmente e che ciascuna parte abbia alle spalle le prop rie linee di rilirata quas i esawnnenle normal i al fronte di battaglia, epperò copene. Ma anche in tal caso avverrà diillci lrnente che alcun oggetto geografico o la praticabilità del terreno o la rete stradale non diano qualche vantaggio ad una delle parti nell'eseguire in modo sicuro qualche utile cambiamento di fronte e qualche efficace manovra. Pe11 ciò, qualunque siaJ'andamenLo generale dei fronti che si considerano non si doVl'à mai trasct1rare di esam inare attentamente il terreno, sia sul dinanzi, sia sui fianch i, sia alle spRlle allo scopo di constatare i vantaggi o.cl i pericoli .che po ti·anrio derivare da manovre nostre o nemiche.basate sul precetto che abb iamo ora considerato . Laddove manch ino i favori accennati, e le condizioni geograficomilitari sieno pari , ogni tentalivo sulle eonrnnicazioni dell'avversario po trà diventare arrisch iai.o e pieno di responsabili tà per chi comanda, il che non Vt\Ol dire però ehe debba essere irremissibilmente condannato ci priori come usarono seriLtori dottrin::wi . La storia allesta come in certe circostauze quel precetto possa essere violato: ma, rari e pieni di responsabilità sono i casi nei CJ~Lali quelle ci rcoslanze possono ripetersi . Ad ogni modo, non sari-l prudente avvenLurarsi senza una fondata superi"orità morale o materiàle la quale, ass icurando l'esi to dell'urto, garantisca il mezzo di riprendere le propriè comun icazioni passando sul corpo al nemico, tentativo che d'altra parte vorrà essere però considerato come una necessità allorchè il prossimo esa.urimento della base cui si è appoggiati tolga la speranza di pro lungare con s_ucces:;o una resislenza; e manchi altra. via per tenere alta la propria bandiera. Agatocle, re di Siracusa, assediato e presso a soccombere, passa in Afri ca, dopo avere lasciato in Siracusa solo lo slretto necessa.rio . Sba.rcato, br ucia la flo lta., e postosi 11ellanecessifa di vincere, batte il nemico , trova alleati, mette Cartagine in perieolo. Sr~ipione Africano su quel la stessa Lerra, e 1Cesare co llo sbarco in Britannia lasciarono memorabili ·esempi di nperazioni consimili; ma si chiamavano Scipione e Cesare e conuw ,;wano a soldati agguerri ti, che aveano insegnato al mondo il valore del sangue latino!
Una osservazione però vuole essere fatta ed è che, con eserciti di gran mole quali sono gli odierni, questi grandi ardiment,i, ehe trovano nelle celerjtà e nella sorp resa il segreto della riuscita, vanno' diven":inclo sempre più difficil i sopraLutL:J quando si tratti di perconere. grandi spazi, con grandi forze, aLbandooando la basi primiLi,,amen te organizzate ; e che ani i. in molti casi , senza il concor;;o di strade ferra.te o di flotte, o l'appoggio di popolazioni amiche non sarebbero attuabili. Ad ogni modo, solo fa perfetta conoscenza del terreno e degli uomini ai quali si comanda o contro i quali si dovrà lottare, po trà dare fo ndamento sicuro ed essere isp iratrice a silTatti ardimenti .
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Colle osservazioni sommariamente esposte in queslo capitolo ebbiù10 in mira. di mostrare al lettore dove ed vn quale rnisiira convenga spingere le indagini perchè lo studio del terreno riesca in armonia co i principii fondamental i della gnerra. Solo per tale via, a nostro giudizio, gli sLudi geografico-militari potranno svelare, in modo positivo le altitudini del lerreno all o sviluppo dell'offesa e della difesa e permettere di stabilire sani·criteri direltivi per la difesa del territorio. Di queJ 'ulti1~10 argomento ci occuperemo nel_eapitolo seguente. Torino, ottobre 11880. G.
PERHUCCHETTl
. iffagyi ore di Stato J}faggio?'e.
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STUDI SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
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STUDI SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
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III. Ordinamento.
Co nl'e ogni altra arma dell'esercito l'artiglieria campale, per vi,vere ed operare come corpo organico in tempo di pace, e sopratutto per diventare uno strumento maneggevole per il comando in tempo di guerra; ha bisogno cli essere suddivisa ècl ordinata in nudei di varia forza, i quali devono soddisfare ad un tempo alle esigenze di buon governo del personale ed a quelle di un buon impiego tattico .dell'arma. Il pezzo, essendo l'unità elementare della truppa d'artiglieria, còme'là bocca da fuoco ne è l'arma unica, è quello che serve cli base alla formazione di tJ:uesti nuclei. Da solo, benchè rappresenti già per sè stesso un elemento di forza non disprezzabile, esso non potrebbe mai costituire un'unità indipendente nè dal lato amministrativo nè ·dal lato tattico; dal lato amministrativo perchè evidentemente troppo piccolo, dal lato tattico ·perchè ·impotente a risolvere, senza l'appoggio di altri pezzi, qualsiasi còmpito nel combattimento. Giova notare a questo proposito che l'artiglieria si trova, per l'impiego tattico·delle piccole unità, in condizi.oni assai diverse da quelle della fanteria e della cavalleria, le quali hanno ~pesso occasione d'impiegare opportunamenleanche i più piccoli nuclei. L'artiglieria .invece non acquista un certo grado :d'indipendenza, se non quando ,
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ha mezzo di fare un fooco ben nudrito, ed ha la possibilità di ovviare allo stato d'impotenza in cui la colloca il movimen to, appoggiando, con parte dei suoi pezzi trattenuti in posizione, quelli che . devono avanzare o retrocedere per soddisfare agli scop i del com·batLimento . Ciò impone all'arti glieria (salvo si tratti di còmpiti afi'atto speciali per cui richiedansi pochi colpi da una sola posizione, nel qual easo baster~bbero due soli pezzi) la necessità di combattere riunita in nuclei di almeno 4 bocche da fuoco . Un tal nucleo, diviso in due sezion1:, delle quali l'una è destinata ad appoggiare l'altra col suo fuoco , è cluncrue il minimo che possa ragionevolmente costituire l'n,nità cM combattùne'J'l;tO clell'a1"tiglieria, ossia la batte1·ia. Se nonche, per avere 4 pezzi conLinuamente disponibili presso la batteria, conviene essere in grado di sostituire immediatamente quelli che il fuoco nemico od altra causa qualsiasi rendesse, anche so1o teimpo1iaJoeari1ente, iùlipotenti a far fuoco . Perciò deve ritenersi che so'lo un n·ucleo di 6 pe'lzi può dare all'artiglieria forza sufficiente per formare un'unità capace di proporti la soluzione di uri còmpito ,proprio nel cdmbattimento. · Ma nel combattimento non si è mai trol)l)O forti l)er rac wiun ~aere "1') lo scopo . Ppciò ·è sempre ut'ìle (tmche prescindendo dalle considerazioni finanziarie relative al la composizione dei quadri) che un'imità di èombattiniento siit la massima possibile. Vale quindi la pena di esamirrare se anche il nmnero di 6 pe,zzi non possa con vantaggio 'essere aumentato . La convenienza di ta:le aumento dipende evidentemente dalla possibil'ità tlì soddisfare 'èon un maggior numero ìi pezzi alla condizione cli una im,m,ed,iata ed effìcace direzione })et parte di. un solo capo. Qhesta condizione, affatto indispensabile in una unità di combattimento, non può 1essere soddisfatta,, se non si assegnano a.Ila medesima anche 'le funzioni di 1.111tità.dì go1Je1·nò . Solo infatti chi gove1·1ia !;j, u1rettamen_te un da:to riucleo di truppe può aver modo di .conoscere perfettamente tutti i mezzi dì cui dispone come è indispensabil e per cavarne il massimo profi Uo; egli soltanto può acquistare ed esercitare sufl'à1iimo dei conibattenti tutta l'influenza che è necessaria nei momenti scabrosi per indirizzare e coordinare gli sforzi cli tt1tti ad un solo scopo. • .
S TUDI
Perciò la questione dell'aumento dei pezzi nell« batteria deve essere esnmina,ta considerando quest' nltima non solo come unità di combattimento dell'a1'Li glieria, ma anche come unità di governo, precisa rnente come lo squadrone e la Cilll1pagn ia, Per costituire una vera e propria unità di combaLtimenlo, la batteria de\'e avere presso di sè tanti mezzi che bastino a darle qut:l modesto grado d'indipendemm, senza del quale non potrebbe avere una personal iLà propria. Essa quindi de,e possedere un sufficiente muni1.ionarnenLo e l'occorrente per far vivere e mantenere in buono stato uomini e cavalli. Trattandosi di bocche clafuoco, che abbiano a. un dipresso il grado di potenza di cui si è parlato nello studio precedente, cioè che lancino un pro ietto di circa 7 ch ilogramm i con carica alta a forn irgli le grosse veloci til rich ieste oggidì.,.non basta a portare un sufficiente munizionamento un solo cassone per pezzo, eccello che si voglia oltrepassare per questi carri Ll ll peso compatib il e con una sufficiente mobili l1t. Perciò è necessario che una batteria cli 6 pe1.zi abbia seco almeno 8 cassoni ( I) . 'Pel traspor Lo dei bagagli , viveri, foraigi ed allrezzi occorrono poi non meno cli tre vetture (cani cla. batteria); ed un altro carro, che prende il nome di fiic i;na. e pure necessario per la ferratura e l'igiene elci cava lli. Sono dunque almeno il8 veLl.ure, che occorrono ad una .bc1 tteria di 6 pezzi (quale noi la intendiamo), per darle i mezzi cli funzionare come un tutlo indipendente, ossia come un corpo avente organi propri i, che gli permoUano cl i vivere e di operare da sè; condizione· questa, senza la quale una batteria non potrebbe essere una vera e propri 11, iinità cli combattimento . Il sel'vizio cli una batteria così costituita, ammesso che ogni vettura (salvo forse i carri da batteria che possono trainarsi a 4, ca.valli) sia attaccata a 3 parigli e, richiede già, stando al puro necessario . un numel'o d'uomini e di quadrupedi considerevole. }la a quesLo numero bisogna nggiungere una.riserva d'uomini e di cavalli
(I) Stando ai dati già es11osti 11 0110 studio inti tolato mbilità, ed efficacia (Vedi 11idi dicembre), con un solo cassone per pezzo si avrebbe un munizionamento di soli : 10 a 120 colpi per bocca da fuoco. il che noo può ritenersi sufficiente.
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SU LL' ART!G L!F.RIA CA.\'tPALE
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abbastanza forte, per mantenere la batteria in grado cli muoversi e di combattere anche dopo i primi scontri (!). Tutto ciò porta l'elfettivo di una batteria montata di 6 pe1.zi ad un numern d'uomini superioro a quelli dello squadrone sul piede di guerra e ad un numero di cavalli circa eguale. Per conseguenza, anche a pari tà delle altre circostanze, le stesse ragioni di buon governo del personale, che consigliano a non aumentare l'effettivo cli uno squadrone; valgono per non accrescere quello di una batteria (2) . )la non è da tacersi una circostanza, la cruale sotto molti a1-pelli, e parlicolal'mente sotto quello del bLwn governo ecl impiego del personale, ha in campagna un grandissimo significato. Questa è la differen1.a fra l'effeuivo di pace e quello di guena, minima per la cavalleria e grandissima por l'artiglieria in :quasi tutti gli eserciLi. Ne segue che il comandante di uno squadrone entra in campagna con uomini e cavalli per la massima parte già perfettamente conosciuti, mentre il comandante cli una batteria. vede, per lo meno racldoppiaLi, all'atto della mobi lita.~ione, gli uomini e i quadrupedi di cui dispone .in tempo di pace. Ora, se per gli uomini si può ritenere molto ridotto l'i nconve7 niente quando il comandante della batteria esercita da lungo tempo il comando della propria unità (il che non avviene frequentemente), la difficoltà rimane pur sempre piena ed intera per ciò che riguarda i cavalli, la cui perfeLta conoscenza non è meno indispensabile di quella degli uomini . Tenuto conto di questa circostanza , è lecito il conch iuclere che, sotto l'aspetto del buon governo ed impiego del personale, l'e/Tet-
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(Il In molle bat!.aglie della guerra Franco-Germanica alcune batterie tedesche soffrirono perdite enorm i. Por es.• a Mors-la-Tour la l" ba tteria pesa nte del 8° reggim ento ebbe I ufficiale, 40 uomin i e 4.0 cavalli tra mo rti e feriti; la 2"' pesante dello stesso reggimento 3 ufficia li, 43 uomini e 50 cavalli. A Gravelloitc la 2" pesante del 9° reggimento ebbe fuori di combattimenw I ufficia le, ~5 uomini e 70 cavalli; la l" leggera 4 ufnciali 39 uom ini e 62 ca valli. Durante l'intera campagna la 5a leggera dell'S0 reggimento perde tte o ufficiali, 77 uomini e 76 ca1·alli: la 2" pesante del s•, 5 ufficiali 70 uomini e GG cavalli; la 2a leggera dello stesso reggimento 9 ufficiali, 60 uomini e 56 ca,•alli; 1°8" pesante del 1° reggi mento baverese 6 ufficia li, 65 uomini e 67 cuv1 lli; la 4a leggera dello stesso reggime nto 4 ufficia-li ·18 uomini e 84 cavalli. (2) La questioue non mu ta gran ratto quand' anche, invece di 8 cassoni se ne assegni no alla batteria soltanto 6. ANNO XXVI, VOL. 1 .
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tivo di guerra di una batteria dovrebbe essere piuttosto inferiore che superiore a quello di uno squadrone. Se poi si considera la questione dal lato tattico, si è pur forzati a e.onchiudere che la baue,·ia, per rispondere al concetto di vera e propria unità di combauimento, non cleve essere composta di un numero maggioi·ecli 6 pezzi; poi chè, se si oltrepassa questo numero, non è più possihi le o diventa oltrem.odo di fTìcile un'unica ecl efficace clireziooe. Una balleria di 6 pezz i composta, come si è detto, di 118 vetture occupa infatti non meno di 268 metri in colonna per pezzo senza allungamento. Sicchè ammettendo un allungamento minimo di circa 1/ , 0 , come è indicato nel Vade -mecum, per l'1,~ffioiale cl'art1:glié1·ia (il che è otten ibile soltanto con balleria perfettamente clisciplinate ecl istrutte) essa occupa almeno 28 I metri; e se si ammette l'allungamento di 1/ 6 , come è detto nei Ricordi tattici e lo,gistici dei maggiori J3es@zzi e Sisrnot1cl@, si arri va a circa 3113 metri. Ora uno squadrone di ,J20 cavali i occupa di piè fermo in colonna per clue 493 111 , in colonna per quattro 96m, con l'allungamento di 1/ , rispettivam ente 2-i,O e 120 metri. . Una compagnia di 200 uomini cli (i,anco per due o per quattro ha di piè fermo Lilla lunghezza cli ,om; in marcia con l'allungamento di¼ una lunghezza di 88 metri. È dunque chiaro che nelle m::ircie le difficoltà di sorveglianzai sono maggiori pel coma,lildante di una batteri et di 6 pezzi che per quello cli uno squadro no o di una compagnia, anche tenendo conto che, rispeLLo a quest'ultimo della circostanza che il comandante della batteria ha il Ntntaggro di essere a cavallo. MetLiamo ora a confronto gli spn?,i occupati da ognuna delle tre accennate unità cli combauimento nelle formazic,ni più generalmente impiegate durante le evolLtzioni. Nel fare questo confronto supporremo, per rimanere d'accol'do col nostro regolamento di evoluzioni per l'artiglieria, ehe duo cassoni siano passati alla riser·va; cosicchè la batteria di m.ano1>ra, come suol chiamarsi da noi, sia composta di 6 pezzi e 6 cassoni soltanto. Una bnLLerìa così formata occupa in colpnna per sezione '.iH20 m. q.; in colonna pel' mezza battetia 2960 m. q,. Uno squadrone cli 120 cavalli occupa in colonna per plotoni 672 m. q.; in colonna di mezzi squadroni 932 m. q.; in linea336m· q ..
SUL L'ARTIGLIERIA CAMPALE
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· Una compagnia di 200 uomini occupa in colonna per pioioni a distanza inLera 11·'120 m . q., a mezza distanza 490 m. q., serrata 262 m. q; in colonna per mezze compagnie a dislanza intera 128:J m. q., a mezza distanza 608 m. q., serrata 220 m q. ; in linea (marciando) 1'1.2. m. q .. · · Queste cifre dimostl'ano all'evidenza che il comandanle di tma batteriadi 6 pezzi incontra nelle evoluzioni maggiorì difficoltà per la sorveglianza diretta dei suoi dipendenti, che i comandanti di una compagnia o di uno scruadrone. Per ciò che riguarda il combattimento, l'artiglieria si trova in condizioni cosi speciali, non foss'altro pel fatto che essa combatte solo da ferma e col fuoco, cbe il paragone con le altre armi, o pal'ticolarmente con la cavalleria, non potrebbe condurre ad attendibili conclusioni. Tuttavia non saranno inopportune le seguenti considera.zioni .limitate al co mbatti meni.o a fuoco della fant~wia. e dell'aetiglieria. Non v'ha dubbio che la sola circostanza di combattere cla ferma, anche prescincendo dalle altre proprietà inerenti alla natura dell'arma, basta a far si che, .a parii,à cli spazio oecupato, l'artiglieria riesca nel combattime·nto più faci lmente sorveglia.bile e c0mandabil0 della fanter ia. Ma è pur vero d'altronde che I' indole affatLo speciale del combaLLimento a fuoco dell'artiglieria esige nell'unìtà di combattimento di CfLlest'arma una sensibi lità cosi grande ai cenni del capo, che non havvi confronto da questo lato con ciò che basta (non diciamo con ciò che sarebbe desiderabile) per la fanteria. Ond'è che sebbene la compagnìa in catena abbia non di rado un fronte maggiore di una hn.Ll.cria cli 6 pezzi, il suo comandante può ancora assumere la responsabilità cli guidarla nel combattimento, mentre il comandante della batteria potrebbe difficilmente mantenere sotto la. sua direzione un numero maggiore di 6 pezzi . Vediamoné le ragioni . E $),mmesso gencrnlmente che la fanter ia, quantunque nella maggior parte dei casi le convenga disporsi molto prima in ordine di combattimento, non deve aprire il fuoco della catena se non a cominciare dalle distanze a. cui pttò riusci re offlcrtce il fooco mirato. Ora a queste rdistanze, che al massimo possono giungere a 600 o 650 metri, lo scopo clel combatti mento e la direzione secondo cui
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STUDI
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la fanteria deve avanzarsi sono già perfettamente determinati. In simili condizioni la catena sa già che in massima essa deve tirare contro Je truppe che ha davanti a sè; e la posizione di queste truppe è così chiaramente delineata, non foss'altro dal fumo dei cacciatori e delle artiglierie, che non può guarì cader dubbio sui. punti ove deve dirio-ersi il fuoco. Ma anche ammesso che il bersa~lio debba ad ogni volta essere indicato, è chiaro che Sl]. tutta l'estensione di esso il singolo cacciatore può scegliere senza danno il punto di mi ra che meglio gli conviene. Anzi è appunto questa latitudine lasciata al puntamento in direzione che assiCLlra una giusta ripartizione dei colpi su tutta !'es.tensione del bersaglio. Gli errori di puntamento, che hanno una rea.le influenza sugli effetti del tiro, sono quelli d'elevazione (alzo). :Ma questi errori derivanti da. imperizia o da trepidazione llel tiratore, ovvero da inesatto apprezza.mento della distanza, non possono esserA controllali da chi dirige il fuo co perchè manca in generale la possibi lità di osservare i punti di caduta dei proietti. Dunque la direzione del fuoco, per ciò che riguarda il puntamento, non può, una volta indicati il bersaglio e lR distanzR, tenere mollo occupati gli ufficiRli che trovans:i sull,i catena. L'Rzione di que.:;ti ufficiali sarà piuttosto rivoltRRmantenere la disciplina del fu0co, nel senso che lo si incominci o si interrompa a tempo debito e non lo si Rcceleri più del dovere. Ma questo, più che attenzione da parte dell'ufficiale, richiede energia ed influenza_personale acquistata sulla trnppa nella preparazione del tempo di pRce ('I ). Le cose si presenlano ben diversamente nel combattimento del-. l'Rrtiglieria. Prima di tutto essR comincia il fuoco R distanze t,di che i bersRgli le appaiono quasi indistinti , poichè da lontano i contorni degli. oggetti si perdono per lo pilt nelle sfumature del terreno. Di questi bersagli nel lontano oriz1.on te, o proiettati quR e là sulla falda. d'una collina, sul margine cli un bosco o su altro oggetto più o meno appariscente, se ne presentano .d'ordinario pRrecchi al comandante dell'artiglieria. Tra questi egli deve scegliere il più in:i,•
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(1) Abbiamo parlat o di ufficiali c he tro vansi su ll a catena (ca pi plotone) e non del comandante della compagnia, parc hi! quest' ultimo, dovendo occuparsi dell'insieme e non potendo perciò assumere personalmente nè la direzione, nè il mantenimento della disciplina del fuoco sul la catena ; delega in massima quest'incarico ai suoi uftlciali.
portante, RVuLo riguRrclo alle concli_zioni ed allo scopo del combattimento, poi deve incli çarlo ai suoi dipendenti. Ma. il comandante di una batteria non può contentar~i :di una indicazione genericR del bersaglio prescelto; egli deve, nel cominciare il tiro, far conoscere con p1·ecisionè Rnche il punto di mira. E qnesla non è sempre per tutti i capi-pezzo operazione facile e ::;pedita. L'indicazione di un punto di mira comune a tutti i pezzi è imposta, quando si apre il fuoco, dalla necessità di aggùMtare. il Liro in relazione con la distanzR, la specie, la fo rm~t e le dirnenzioni del bersagl io. E clician:Ìo necessità perchè, essendo possibile all'artiglieria, massime con le aLtuRli granate _che scoppiano per mezzo di spolette a perrussione, di distinguere i punti di caduta dei suoi proietti, sarebbe assurdo che essa non profittasse cli questo vRntaggio per determinare con lR maggiore e:-.attezza possibile i dRti di plmtamento dei suoi pezzi. Ora è indispensabile, per fare in breve tempo questa operazione, di farvi concorrere successivamente tutti i pezzi della balleria; ed è necessario , per compierla con esattezza, :che questi pezzi siano tutti puntati contro lo stesso scopo ( 1). Solamente quando il tiro è aggiustato si può ripartire il fuo co dei vari pezzi sul bersaglio nel modo che si reputa più oppporLuno battendolo, secondo i casi, successivamente o contempornneamenLe in tutta la sul estensione. L'indicazione del bersaglio e la scelta del punto di mira, come pure tutte le operazioni occorrenti per l'aggiustamento e la rettifi-: cazione del Liro, devono sempre essere fatte sotto la direzione immediat<1 od al comando del capo della batteria. Ed anche dopo l'Rggi ustamenlo e la rettificazione del tiro la. direzione del fuoco deve sempre rimanere nelle sue mani perchè egli possa opportunamente far modificare il puntamento, la celerità del tiro o la specie del proietto, ovvero far sospendere il fuoco per cambiare il bersaglio o la posizione dellR batteria. Affinchè tutto ciò possa compiersi con la necessaria prontezza e 1
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(I) In quesm facoltà dell'artiglieria di aggiustare il suo tiro risiede il più solido fondamen to clell'e fficacia de l suo fuoco e la p1·incipale ragione della s upel'iorìtà che essa ha ed avrà sempre contro la fanteria alle distanze in c~i, mentre la tra iettoria del fuc ile ha perduta la sua radenza, sono al te mpo stesso cresciute le probabilit.à di errore nel'l'appreziamento della distanza .
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precisione, si richiede evidentemente che i pezzi della batteria noru siano molto numerosi nè occupino troppo spazio, poiché altrimenti, ad onta della più perfetta disciplina, non sarebbe possibile al co-· mandanLe della batteDia cli averli tutLi abbastanza pronti e sensibili ai suoi cenni; la qual cosa è tanto più necessaria per lui , inquaJ}tochè la sua atLenzione deve essere rivolta, non solo alla buona esecÙzione del tiro, ma anche ed in gran parte, all'andamento generale del combattimento. Perciò, se si tien conto dello spazio occupato da 6 pezzi ancl1e coi soli intervalli regolamentari , ~ell' impossibi lità in cui si trova il comandante della batteria di farsi intendere a. voce fra il r umore delle cannonate, e della conseguente· necessi tà di mandare i suoi· avvertimenti da altri, a rischio di essere maJe inteso, o di portarli egli stesso, mentre abitualmente· egli deve stare all 'infuori di un'ala per osservare il risultato dei tiri e tener d'occhio je fasi del combattimento, parrà giustificata la eone] usione che non convenga aumentare al di là cli 6 .le bocche da fuoco di una batteria. Alla stessa conclusione si è condotti riflettendo che, col l'accrescer~ il numero delle bocche da fuoco, aumenta la difficoltà di trovare una posizione adatta a mantenere riunita la batteria sotto gli ordini r del suo comandante e cresce per conseguenza la probabilità di dover ricorrere a distaccamenti conLrari .all'indole di un'arma che molti\ plica la sua forza col combattere a massa, e più ancoraafsignificato \\ di vera e propria 'U111tità di co-mbattvmento che ha e deve avere la \\ batteria. S'intende che questa. considerazione ha tanto maggiore importanza, quanto più è coperto il paese dove si è chiamati a oombattere, e quanto più l'are per conseguenza sono le posizioni che offrono spazio bastante pel collocamento di una grossa batteria e al tempo stesso un sufficiente campo di tiro. Ma quand'anche non esista l'assoluta necessiLii cli fare distaccamenti, le grosse batterie offrono pur sempre ai comandanti cli trupp~ la tentazione di farne. E questo è un male da.evitarsi con ogni ~tudio, perchè conduce ad impiegare l'arti glieria per sezioni come ci fL1 rimproverato nel 11866, benchè le nostre batterie non fossero allora che di 6 pez;,zi ('I).
'
(1) Vedi
1'actique de l'artille1·ie pendant la. gue1·1·e de 1866 del maggiore J. BnuGìrns;
(Re·u «e d' Artillt:rie 18;5).
Dunque, sia che si esamini la quistione sotto l'aspetto del buon governo del personale, sia che 1·a si consideri dal lato deWim]Di ego tattico dell'arma, non pare da consigliarsi la riunione cli più di 6 b0cche da fuoco per formare l'iinità di combattirnento dell'artiglieria. . , ·se nondimeno troviamo ancora in parecchi eserciti batterie di 8 pezzi, ciò deve attribuirsi essenzialmente a motivi di economia, poichè è naturale che, crescendo il numero dei pezzi i quali conc0trono a formare l'unità di combattimento, diminuiscano di qL1alche poco le spese pei quadri . Ma questa non sarebbe che una lieve economia, se abitualmente gli eITetti vi di pace delle batterie d,i 8 pezzi non si tenessero eguali a quelli delle batterie di 6 pezzi. Il che vuol dire che, mentre il maggior numero cli bocche da fuoco rende più difficile il comando di una batleria di 8 pezzi, si aumentano ancora queste difficoltà. col darle, al momento di entrare in campagna, un·numero pilLconsiderevole di quadrnpedi nuovi e di uomini disabituati al servizio che alla batteria di 6 pezzi . Ammesso clnnque che i 6 pezzi non debbano essere oltrepassati nel formare l'unitiL di combattipient.o dell'artiglieria.campale, a costo d'andare incontro a soverchie difficoltà di governo e d'impiego tattico, resta a vedersi come possano raggrupparsi insieme le unità cli combattiménto per formare altre unil.à d'ordine superiore, capaci di soddisfare alla condizione imposta all'artiglieria di combattere in massa. Sembra a prima vista che questa condizione sia tanto meglio soddisfatta, quanto più sarà. grande il lJumero delIe batterie insieme riunite. :Ma è chi aro che per rispondere al concetto di un combattimento a massa razionalmente condotto, tutti gli elementi della massa devono poter agire sotto un'unica direzione. Ora è-provato dall'esperienza, ché anche quando le batLerie cori.'Ìbattono in contiguità, un solo capo non può far agire sotto il suo comando diretto (ben inteso aiutandosi con avvisi e segnali) più di 2.i- pezzi. Questi infatti occupano in formazione di combattimento, con gli in- · tervalli regolamentar i, un fronte di oltre 400 nietri, ed è evidente che un fronte simi le deve già presentare non poche difficoltà ad essere comandato e sorvegliato da un uomo solo. Quando poi, come avviene il più delle volte nei terreni acciclentati e coperti , non è 1
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possibile disporre le batterie l' una. accanlo a(l'altr~, il comandante di una tal massa d'arLìglieria è costretto a rinunziare al comando direUo delle suo truppe per conservarne unicarnente l'alta sorveglianza e la clirezione d'insieme. ~ e se<rue che la riunic,ne di 3 o 4.- batterie (secondochè constano di 8 o di 6 pezzi) costit11isce il massimo limite pe~ la fol'lnaz ion_e di una massa d'artiglieria posta direttamente sotto 11 comando clt un solo. li limite minimo è poi dato naturalmente dall a riunione di due batterie, poichè al disouo di questo limito cessa l'idea della massa. Un <rruppo di 2 a i, bauerie poste soli.o gl i ordin i di un unico comanda~te è dunque il nucleo che costituisce l'un ità d'ordine imroediataruenle superiore alla batteria. A quest.a unità suolsi dare da · noi il nome cli Migata. Jn Germania, per accentuare il prìncipio che l'artigli eria deve combattere a massa, si tende da alcuni anni a considerare la brigata come l'tM1titlÌ tattica clell'at'liglieria, mentre pel passato solevasi, in <renerale dare una simile qual ificazione alla batteria. In verità, nello :lato att~iale della tattica, sembra cho la batteria sia. dosignala in modo più rispondente al suo carattere ed al suo impiego, chianum dola come noi abbiamo fatto, 1u1,it1ì di combattimento. Quanlo aJla brig~La noi preferiarn.o chiamarla unità din~anovm, perché il, no~e di wnità tattica pt·ima applicato alla batteria. può, sla.nclo ali anL1co si11nifìcato di quesk'l espressione, essere inLorpreLraLo nel senso c]~e la brigala debba sempre combatLerc riuni_ta. Ora. nei nostri ~erreni l'rasLagliati e coperti. ciò si verifica così di raro da formare p1utloslo l'eccezione che la regola. Il nomo cli wnitcì di,ma11,0vra sembra invece indicare più chiaramente che la brigata elevo bensì ngire (muove1·si e combattere) ,,otto una direzione un!ca, 1~a. ~o~serva la fa coltà cli scegliere contempornneamenLe diversi obh1etlm concorrenti in massima allo stesso scopo (invece cli un solo come la batteria) e quella. di r ipartirsi nello spazio secondo le esigenze del terreno e del combaLLimento. Per rendere più efficace l'azione del comandant~ cli briga.l~l sui suoi dipenclenti, sarebbe certamente opportuno che t~ gruppo _d'. batterie sotto i suoi ordini costituisse eziandio un' umtà ammm1straLiva e cli governo avente per:;onalilà propria e indipendente, come
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avviene nella cavalleria per la riunione di 4, a 6 squadroni. Imperocchè non v'ha dubbio che il riassumere in sè la cura degli interessi fisici , morali e materiali delle truppe fo rnisce a chi comanda una leva potente per far valere la propria. influenza., ed assicLtra.re in ogni caso quell 'unità d'azione che, nell'artiglieria sopratutto, è la prima condizione del successo. )la ragioni d'economia. fanno togl iere generalmente alla bri gata ogni personalità amministrativa, lasciandole solamente (ed anche questo con un grado limitato d' indipenclen~) il ca.rnttere di unit..1. di governo. L'amministrazione delle batterie fa quindi capo ad un centro maggiore, il quale i-isulta dalla riunione cli più bri gate e prencle il nome cli regginumto, come nella fanteria la riunione di . più battaglioni. Se non che nel reggi mento d'artiglieria il carattere di corpo armninislrativo si accentua. maggiormente, e predomina su quello di corpo Lattico assai più che nel reggimento di fanteria o di cavalleria. Però, quantunque il reggimento d'artiglieria non abb ia. generalmente una personalilà tattica. molto spiccata, concorrono a determinare la sua costitniione anche considerazioni d'ordine tattico . Poichè è naturale che, se l'ordinamento tattico corrisponde a quello amministrativo, non solo si possono utilizzare in guerra tulli i fattori morali, che si sviluppano in un gran corpo per la viLa in comune, ma si può dare alla preparazione del tempo cli pac.e (educazione clellè trnppe al combattimento) un impulso più energicq ed un indirizzo più conforme alle idee di ehi comanderà in guerra. Ciò posto, è naturale che, prima di parlare della costituzione dei reggimenti d'artiglieria, si esamini qual è l'ordinamento tattico che conviene adottare per l'artiglieria all'esercito. Se non che, per risolvere tale quesito in modo concreLo, dovremo anzitutto ricercare in qual proporzione l'arti glieria debba entrare nella composizione degli eserciti . È chiaro in fatti che senza fissare le idee su questo punto ci mancherebbero gli elementi del giudizio. Eccoci dunque forza ti ad arrestarci cli fronte a due fra le più grosse questioni che possano interessare un uomo di guerra, prima cli potet·e continuare il fi lo dell o nostre considerazioni. Riguardo alla proporzione dell'artiglieria all'esercito non si possono indicare cifre precise ecr assolute, poichèseconclo la natura del
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Lef\,lro di guen a, secondo J'armamenlO proprio e f(nello del nemico,, secondo la solidità del le truppe dei due par titi , può variare la convenienza di avere una dotazione più o meno r icca cli bocche da fuoco . Tuttavia , dando uno sguardo al passato e tenendo conto delle mulazioni successivame1iLe avvenute nell e anni.da fuoco e nella tattica, polremo avere una gu ida abbastanza sicura, se non per slabilire un rapporto esaLLo, almeno per indicare entro qual i limiti tale rapporto può oscillare secondo i casi. · La storia c'insegna che dal mo1t1ento in Clli, accoppiando alla potenza una sufficiente mobilità, l'artiglieria di,,entò una vera arma da bauaglia, essa andò via ,ia crescendo di importanza e di numero negli eserciti. I più grandi ca pitani dell 'epoca moderna, Federico e Napoleone, apprezzarono al più alto grado il valore di qnest'arma e seppero ricavare dall'opportuno suo impiego r isultati straordinari, Anzi può dirsi che da Federico in poi le epoche, in cui J'a1'Liglieria ebbe parte meno im poet.ante nelle battaglie, segnano periodi di decadenza nella storia dell'arte. Fu però soltanto nella guerra dei sette anni che Federico apprese a valutare, e quindi ad util izzare opportunamente nella bauaglia, il potere distruttivo dell'ttrtiglieria. Nell e prime guerre cli Silesia la preparazione dell'atto risolt1tivo e talvolta anche la decisione (Mollwi tz, Ezaslan), erano lasciate alla fanteria. Più tardi (HohenfriedbergJ egli cominciò ad affida re a quest'ultima so ltan to iÌ còmp ito della preparazione e diede alla cavalleria l'incar.icò della decisione. Quanto all'artiglieria, parte dispersa sulla fron te, parte concentrata sulle ali per rinforzarle e per sostenere la ca.all eria, non aveva che una parte secondaria, Quando però nelle ba.LI.a.glie della guerra dei sette anni-Federico si trovò di fronte la numeroga artiglieria degli Austriaci e ne esperimentò dolorosamente gli effetti (Lowositz, Praga, Kolin) egli comprese la necessità di affi dare a quest'arma il còmpito che prima era esclusivamente riservato alla. fanteria (preparazione dell'atLo risolut.ivo) . Perciò, sebbene la sua pesante-,artiglieria si prestasse solo imperfettamente allo scopo, egli ne aumentò considerevolmente il numero e ne perfezionò l'organizzazione. Infatti a Zorndorf (,f 758) Io vediamo combattere con più cli 4 pezzi per 1000 uomini cl'elfe'ttivo (il che vuol aire almeno opezzi per 4 000 combatlenti), mentre nelle
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.prime guerre di Silesia la proporzione dell 'artiglieria nell'esercilo prussiano era cli 2, 5 a 3 pezzi per rnoo uomini. :.'1apoleone, dal canto suo, aveva trovato all'epoca della ri,·oluzione poca arti glieria nelle armate fran cesi, e nei primi temp i dell'impero nou si era curato suf'rrcientemente di aumentarla (11). Ma la dura esperienza di Eilau, dove il corpo cli Augereau fu pressochè distrulto dell'artiglieria russa; quella di Friedla.nd, dove eguale disastro all'incirca loccò ·al corpo di Ney, prima che la grande batteria di Sènarmont, fornmla in frella co lle batterie divisionali elci corpo di Victor, ristabilisse le sorLi della battaglia; quella di Aspern (Essling) dove il corpo cli Lannes fu quasi annientalo e il maresciallo stesso fu ucciso, gli forn irono poi le prove più convincenti del valore che ha per un esercito una numerosa artigliel'ia. Infatti, dopo averne aumentata la: propo1v1.ione in seguito alla ballagl ia di Eilau, egli l'accrebbe ancora notevohnenle nell'intervallo fra .\spern e Wagram per 1woteggere il passaggio del Oanul,io. I cam biamenli di organizzaz ione comp iuLi da Napoleone prima e dopo la ballagl ia cli Wagram, nella quale è nolo il grandioso impiego che egli fece dell'artiglieria, portarono la proporzione di quest'arma nell 'esercito francese a 3 pezzi per 1000, menlre_ prima non aveva mai oltrepassato il 2 per ·I000 (2). Fu detto che t.an Lo Federico come 1apoleone avevano aumentalo l'arliglieria nelle ultime loro campagne, per rimedia; e al crescente peggioramento della fanteria, causato Elalla sostituzione di tanti soldati giovani ai veterani caduti. Ma in rea ltà tanto l'uno come l'altro accrebbero l'artiglieria, qnaodo le loro fonterieerano tutt'altro che in decadenza. Bisogna dunque conchiudere che lo facessero persuasi da un'intima necessit/1, cioè in omaggio all'influenza cbe l'artigli eria (1) Le battaglie dalla rivoluzione furono pressoché esclusiva me nte combat tu te dallo. fant el'ia. Ciò risponde va meglio all'indole di quell e truppe, poic hé lascfova più la rgo. ca mpo all'iniziativa individuale. Del res to , in Francia sì e bbe se mpre pel passato molta fede nello slancio del fantaccino e nell 'efficacia della ba ione tta, ta lc hè no n s i fu in ni molto inclinati, neanche sotto il primo Napoleone, ad accrescerci di molto la proporzio ne dell'art iglieria. (2) Qui parliamo rJell'cffcttlvo dei comba ttenti sul tota le dell'eserci to e non degli uomi ni realme nte p resenti il g iorno d ell a ba ttaglia. Compu tando solamente q uesti nlti mi, lo propc rzione l'iesce notevo lmen te cambiata, Cosi ad Bilau . p,·ima che Napoleone a umentasse la propria ar tiglieria, su 54,0CO uomini prese nti, J Francesi disponevano di ~ pezzi, ossia di 3, 7 bocche da fuoco per 1000 .
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può per se stessa esercì Lare nella batLaglia. Dol resto , se Federi co non fosse stato persuaso che tale aumento era imposto da ragioni superiori all'opportunità del · momento, non avrebbe consorrnto un'artiglieria così numerosa (5 a 6 pezzi per 11000 combauenti) · .uella guerra di successione della B,tviera ( 1778), quando lo ferite della guerra dei sette anni erano completamente rimarginate. Nelle gLierre napoleoniche i nemici della Francia furono sempre (salvo a Waterloo) più abbondantemente provvisti di artiglieria che gli eserciLi francesi. l russi ad Eilau avernno 4-50 pezzi su 80,000 combattenti, ossia 5,6 pezzi per ·1000; alla )Ioskowa no avevano 610 su 133,000 uomini, ossia 4,8 per ·1000. Gli Auslriac i ad Aspern, con un esercito di 93,000 uomini , mi sero in aziono 288 bocçho da fuoco, ossia 3 pezzi per 11000. Nella compagna del ·18·13 gli alleati avevano al ,1O agosto la dotazione di bocche da fuoco che appare dalla seguente tabella :
~ella guerra d'Italia del 1859 la fo rza dell'artiglieria prima dell ~ battaglia di Solferino ammontava a 5 pezzi per 1000 combaLtentr nell'esercito d'operazione austriaco, ed a 3 pezzi per I 000 nell'esercito Franco-Sardo . Nella campagna di Boemia del 1866, da parte prussiana la I armata coniava 300 pezzi su 93,300 uom ini cli fanter ia e di cavalleria, ossia 3, 23 per ·I000; la II arma La 34-8 pezzi su I 15,000 ossia 3, 03 per '1000; l'arnrn.tadell'ElbaH4 pezzi su 46,000 uomini , ossia3 ,rl3 per 11000. ~ella stessa campagna, da parte austriaca, escluso il corpo d'armata Sassone, si avevano 752 pezzi su ~7·1,000 combattenti, os5ia 2,8 per 1000 (,I). . . A Custoza nel •1866, escluso il corpo delgenerale Cucch1an, che non prese parte alla battaglia, noi avevamo 7 1,5 1~ comb_a.tt~nti e ·156 pezzi, ossia 2, 18 bocche da fuoco per ·1000; gll Aust1·1ac1 avevano 72,063 comha.Uenti e I H pezzi, ossia 2,27 bocche da fuo co per ·I000 (2' . ~ei primordi della. campagna. del 1870 l'armata francese del Reno contava su 270,000 uomini 924 pezzi, ossia 3,4-2 per 1000 (3). Le trn armate tedesche che le erano contrapposte possedevano ·1'?06 pezzi su 338,000 uomini, ossia. 3,56 por '1000. [ dati che abbiamo nddottali dimostrano che la proporzione dell'ar1 iglie1·ia. negli eserciti é pel passato andata soggetta n notevoli oscillazion i. Essa raggiunse il suo massimo (o a 6 bocche da fuoco per 1000) verso lari.ne della guerra dei sello anni , e questr~ proporzione si mantenne nell'esercito prnssiano sino verso la fine del secolo passn lo. La soppressione dell e grosse artiglierie trainate al seguito degli eserciti, e la: creazione cli una vera artigli eria da campagna orclii1ata in batterio, in sostituzione dei pezzi reggimentali o di hatLaglione, rurono le cause principali della considerevole diminuzioqe che avennc dopo (4,).
1
1
I-----:;--.._.---.,_ Totalll
Indicazione do!l·esercito
Esercito di Silesia
os
l I
[
Armata austriaca
~
per ogni
ì ·-..
Q.
Ossen·uioni
1000 combattenti
.,,
I
I
134.,000
270
2,13
id.
russa
4.5,500
sool
6,6
id.
prnssiano
4 l,100
uis[
2,77
8,09
I cosacchi non sono comp~Lati.
----- I
Armata russa id.
rrussiono
I .
l!serci to dol Nord (
.g_g
<)
- --I Esercito degli alleati Boemia
1-~
Bocche da fuoco
Armata svedese
4 1,18-l
252
35,8~1
101
22,295
I
I
S,7} 2,ll
- ":-1,nl
id .
russa
13,'171
112
8,3
id.
prussiar.a
76,550
16(;
2,1
23,485
53
Corpo di Wallmodcn
1,2
1
1
1
1
1
1
2,8
'
(I l la campagna del 1866 in Germania. Reo.la Ila da Ila sezione storica del grande
2,25
I
Nella guerra di Crimea la proporzione d1.::le bocche da fuoco con la forza della fanteria e della cavalleria era nell'esercito francese di ·soli 2, 4: pezzi per ·IOOO.
stato maggiore. - Berlino 12;1. (2) Le, campagna det 1BGG in Ttal.ia. RedntLn
·
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da ila seziono storica del corpo d1 stato
maggio,·e. - no ma 1875. (3) Sono compreso in questo calcolo 144 mitragliere. ,. . (4) È noto che Federico li trainava al seguito dell'esercito e tro\'ava modo d 1mp1egaro nella bamglia delle grosse batterie di "ere boccho da fuoco da muro.
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S'f UD!
SULL'AHT!GLJG l~I A CAM P ,\LB
Le ultime guerre del primo impero segnano un nuovo aumento nella proporzione dell'artiglieria, ·massime da parte degli alleati. Ma iI lungo periodo di ·pace che le seguì condusse di nuovo alla diminuzione di un'at'ma, di cui in tempo di pace non si vedono che gli inconv:eni enti, cioè il costo e la difficoltà di servirsene in paragone delle altre truppe. ' . Più· tardi gl i splendidi esempi di buon impiego dati dall'artiglieria austriaca nel if 866, e sopratutto la terribile apparizione del fucil e ad ago sui campi di Boemia, richiamarono nuovamente l'attenzionè dei Lattici sull' importanza dell'artiglieria. i\fa spettava a.Ila. guerra del 180'0 , nella quale l'artigli eria tedesca sostenne una par,te così brillante, e sopratutto alla. generale introduzione dei fucili perfezi onati a Liro rapido, il còmpilo di ·dimoslrare anche ai meno veo-. ò genti là necessità di avere un artiglieria mollo più potente che in addietro per soddisfare alle esigenze del moderno combauimento. · A cruelle esigenze si poteva.. proì'vedere sia coll'accrescere la potenza delle singole bocche da fuoco sia coll'accrescerne il numero. Ma l'aumento richiesto era così notevole, che uno solo di quei dL1 e mezzi non poteva bastare allo scopo senza gravi inconvenienti. Difatti alla potenza delle bocche da fuooo è imposto un limi Le dalla condizione della sii/ficìente mobili tà, e al loro numero dall'in o-ombro che porta. seco un carreggio troppo numeroso. Così ess·endo le cose, era naturale che fra i due mezzi testè accennati si preferisse, e qui ndi si facesse concorrere in maggior misura, quello che wesentava minori inconvenienti, e questo è·sènza. dubbio l'aumento di potenza delle singole bocche dR fubco. Infatti , adempiuta. la condizione di una sufficiente mobil ità, ogni accrescimen to di potenza.delle bocche da fuoco va a vantaggio della somma d'effifìeacia da esse rappresentata, senza aumentare i così detti im,ped,i ment,i deH'esercito . Quindi un tal mezzo non può incontrare seri e obbiezion i dal lato tattico . A ciò si aggiunge che un aumento di P?,tenza dell_e singole bocche da fuoco si,;resenta souo un aspetto prn vantaggioso che un aumento d·el loro numero anche da.I Iato -economico. Poichè le spese occorrenti pel cambio del material e (per quanto in grazia della perfezione di lavoro e di materia oo-o·i richiesta _n~ll e costruzioni d'artiglieria esse, ammontino a gro;~t s?mma) s1 lanno una volta tanto , mentre quelle che occorrono per ,riforme organiche (aumento delle batterie) sono permanenti . 1
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P.er questi moHivi le principali potenze mi li tari d' Europa cercarono in generale di sfrutta.re tutti i vantaggi offerti da una rifo rma del materiale nel senso dell'efficacia, prima.di abbrncciare il partito d,i accrescere il numero delle bocche da fuoco . Ma anche un tal mezzo non fu trascurato dalla maggior parte di esse; chè anzi cla quasi tutte noi lo vediamo impiegate più o meno largamente in concorrenza con l'altro. Se non che, mentre dalla trasformazione del materiale fu in ~o-enerale ricavato tutto ciò che a. un dipresso è ragionevole . di pretendere nello stato attua.le delle costruzioni, l'a.ltro mezzo offre .ancora un margine abbastanza considerevole, prima di arriva"re a quel lim ite oltre il quale l'aumento degl i impedimenti potrebbe -essere sconsigliato da riguardi tattici e iogistici. Le potenze che si misero più risolutamente nella via di accrescere, -olLre all'efficacia, anche il numero delle bocche da fuo co , sono la Francia e la Germania. La prima possiede ora circa. 3 .75 bocche da fuoco per 10-00 uomini di fanteria e di cavalleria dell'intero esercito di prima linea; la seconda ne ha, stando all'ultimo ordinamento, <Circa 3:56 per4 000 ( 1). Ciò vuol dire che in caso di guerra la proporzione delle bocche da fuo co presso le armale in campagna sarà da ambo le parti assai maggiore. Per quanto tale ,dotazione possa sembrare abbondante, non è men vero che, {econ:do il parere dei tattici più autorevoli, le odierne condiizioni del combattimento esigono una proporzione d'artiglieria an cora maggiore. Il co lonnello Scherff nella. sua opera Die Lehre von de·r 1'riipp"enve1·we-nd·wng dimostra -che l'arti glieria, per dare si1 ogni punto del fronte di battagl"ia sufficiente appoggio alla ]fal'l te-. ria, deve essere, rispetto a quest'arma, nella f roporzione di 4 pezzi almeno e di 6 pezzi al più per ogni 11000 uomin_i. Il generale Lewal nei suoi St1icli di ,q,1.ie1·rn calcola a non meno -d~ 126 pezzi necessari ad nn corpo d'arma.la di .24 battaglioni composti ognuno di 880 uomini presenbi in linea:(2). Ciò conduce alla 1
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(!) Nel fa.-e questo compu to si sono ritenuti da à mbo le parti tutli i ba ttagiioni attivi di 1000 uom ini e gli squadroni d i l oO c,1valli. Notisi poi che sebbene in Francia i quarti ba ttaglioni sembrino destinati a fornire il nucleo di formazioni speciali, q ui sono stati messi in conto con gli al tri. Inoltre furono co mµ uta ti da ambo le parti a nche i Qtiinti squadroni, benc hé in massima tanto in Francia c·he io Ger m~nia i r~ggimenti di cava lleria siano des tinati ad e ntrare in campagna con soli quattro squadroni. (2) Joiwnal des sciences militaires del maggio 1873, pag. 17.
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STUDI
SU LL'ART IGLIER IA CA~IPALE
proporzione di 6 pezzi per I000 baionette; e se invece di riferirei! numero dell e bocche da fuoco a quello degli uomini realmente· presenti in linea, lo si riferisce all'effettivo della fanteria del corpo d'armata, si arriva pur sempre all.1 cifr::1 rispettabile di 4. ·I 5 pezzi per 11000. Ciò posto riassumiamo la discussione. Lo sguardo da noi geLLato aJ passato ha messo in ehiaro i seguenti punti : 1° È già esistita pre;;so alcuni eserciti una proporzione di hoccbeda fuoco mo lto più considerevole cheal presente, senza che risulti dalla !>tori a ne sia rlerivato sensibi le danno alla loro mobilità. È bensì vero che <l'allora in po i la mole degli eserciti è aumcn lata,. ma anche io stato della viabilità è grandemente migliorato, rendendo possibile di moltiplicare in proporzione il numero delle colonne di marcia. Oltre di ciò, mentre da un lato le ferrovie hanno alleggerito gli eserciti di una quantità di carreggio prima indispensab il e per farli vivere, dall'altro la mo bili tà dell 'artiglieria è notevolmente aumentata . '.2° L'esperienza di lunghe guerre ha consigliato ai du e più grandi capitani dell' epoca moderna, Federico e Napoleone, i quali fecero la guerra pi ù mobile che si conosca, di aumentarel'artiglieria. Im•ece la diminur.ione di quest'arma costosa e difficile a maneggiarsi nellr. manovre, ebbe luogo nei lunghi periodi di pnce. quando l'efficacia del cannone non ha più modo di farsi sentil'e ed i suoi inconvenienti sono invece sensib ili ssimi . :llentre la storia ci dice questo da un lato, dall'altro la discussione che ha preceduto Ila messo in ovidenr.a non po tersi, nello ·stato attuale della tattica, controbilanciare la cresciuta efficacia del fuoco di fanter ia o l'azi one dissolvente che essa esercita nel combattimento. senza l'a.r concorrere, insieme coi perfezionamenti di recente compi uti nel materiale, anche un aumento delle bocche da fuoco assegnate all'esercito. Il quale aumento, preconizzato dai più autorevoli scrittori militari, è tanto più necessario ai dì ·nostri, in quanto che solo l'appoggio di una nurnerosn. e potente artiglieria - l'arma della stabilità- può compensare la mediocre consistenza delle moderne fanterie, frutto delle ferme r\dotl.c. Quanto ai limiti nei quali deve essere contenuto un Lale aumento, possiamo ormai ritenere giustificate le seguenti conclusioni :
·I • Un esercito moderno non può considerarsi sufficientemente dotato d'artiglieria, quand'anche il SllO materia le possegga LuLta J'eflicacia compatibile con una sufficiente mob ilità, se la proporzione di quest'arma con la fanteria non è lli circa 4 pezzi per 1000 ('I). 2° Il superare tale dotazione, avvicinandosi al limite di 6 pezzi per 11000 voluto dal Lewal e oltrepassato ( rispetto al] a fanteria) da Federico, può essere utile allorchè si debba guerreggiare in paesi molto aperti, i quali permettano un fac ile maneggio ed impiego dell'artigli eria; ma non è da consigliarsi in paesi come il nostro, dove la folta alberatura è sovente di ostacolo all'impiego di grandi masse d'artiglieria. Anzi deve ri tenersi che nei tea Ll'i di guerra italiani la proporzione di 4 pezzi per ,1000 sarebbe piuttosto abbondante che scarsa. Fi ssati così i limiti, entro i quali può essere contenuta la proporzione delle bocche da fuoco rispello agli uomini di fanteria, ci resta da esaminnre quale sia la migli ore ripartizione tatti ca dell'artiglieria presso l'esercito in campagna. La tradizione napoleonica, ricca di esempi in cui l'impi ego di gross~ masse d'artiglieria, fatto opportunamente nei momenti critici della battaglia, aveva dato splendidi risultati, fece per lungo tempo prevalere la massima che convenisse lasciare a disposizione del comandante in capo una gran massa di bocche da fuoco, avente nome ed impiego di ·riserva genei·ale d'a1·tiglieria dell 'esercito o dell'armata. Con ciò si voleva non solo imitare, ma perfezionare la creazione napoleonica di una potente artiglieria della Guardia, destinata in massima ad essere impiegala come riserva, sebbene non manchino esempi in cui venne adoperata come !'artiglieri.a di qualsia.c;i altro corpo d'armata. E si credette, ponendo nelle mani del comandantesnpremo quella gran massa d'artiglieria, sottratta alla dipendenza dei capi minori, di poter rinnovare le gesta di Friedlancl e di Wagram, senza incorrere nel difetto tante volte rimproverato al grande capitano., di formar~ quelle SL1e celebri batterie sul campo di battaglia, togliendo nei momenti critici h loro artiglieria alle divi-
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(l) Ben inteso che questa conclusione è applicabile agli ordinari teatri di guerra d'Europa e non a quelli eccozionalmante difficili. ANNO XXVI, VOL. I.
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STUDI
.SULL'ARTIGLIERIA CA\'lPALE.
sìoni od aì corpi d'armata, con rischìo di seminare il malcontento o di generare confusione e mal intesi. .Ma l'esperienza ha dimostrato che l'impiego di quelle pesanti masse trainate à distanza al seguito degli esercitì, poteva. difficìlmente, massìme nell'offensiva, essere fatto a luogo e tempo opportuno. Anzi è avvenuto pìù di una volta che la riserva generale d'artiglieria, lasciata troppo indietro perchè quasi considerata come un imbarazzo, non potesse neanche giungere .in linea il giorno della bar.taglìa, oppure vi giungesse troppo tardi (Solferino, Custoza, ,Sadowa). Le disillusioni avute a questo riguardo, e pi~ di tutto la inassima oggidì ammessa universalmente che l'artìglieria, almeno nell'offensiva, debba essere impiegala nella sua totalità fin dal principio del combattimento, fecero ormai abbandonare il sistema delle riserve generali d'artìglieria, cosìcchè ìn tutta Europ,1, l'artiglieria da cam-· pagna è oggidì ripartita fra i si1,1goli corpi d'armala ( 1) . Ammesso questo modo di ripa.rtizione dell'artiglieria all'esercito, resta a v-edersi. come l'artiglieria del. corpo d'armala debba essa stessa ven ire suddivisa. \ L'estrema con·seguenza della massima sovra accennata sarebbe quella di assegnare tutta l'artiglieria del corpo d'armata alle divisionì. Così infatti, meglio che in altro modo, sarebbe assicurato l'arrivo in linea di tutte le batterie fin dal principio del combattimento . Questa opinìone èsoslenuta da tattici valenti, in testaai qual i sla lo Scherff. Questi ìnfatti, dopo averla dìfesa strenuamente neì suoi Stiidi sulla 1vuova tatticadell(L f'a1ite1·ia , vi ritorna e vi insiste nella sua Teoria dell'ùnpiego délle f!r'l.ippe . Ma adottando questo sìstema,
sì va incontro ad un arave inconveniente che tutte le raaìoni addotte dallo Scherff non valgono ad attenuare. Per quanto sia razionale di impegnare l'artiglìeria in grandi proporzioni fin dal principio dell'azione, sta sempre il fatto che finchè questa non abbia acquistato un certo sviluppo, è quasi impossibile il più delle volte di determinare su quali punti convenga concentrare la maggior massa dì fuochi. È ver9 che i cannoni d'oggidì, se il terreno non è coperto, permettono di far convergere i tiri ·dove si vuole da puntì assai discosti del fronte di battaglia; ma quando anche si verifichi questo caso, se si applica strettamente la 1i1assima di mettere in linea .tutta l'artiglieria fin dal principìo dell' azione, è ben difficile non avvenga, i;iel corso del combattimento, di dover fare degl i spostamentì di batterie, o meglio di intere brigate, da un punto all'altro del fronte, per rinforzare qnelle parti dove si vuol agire con maggiore energia. Ora ammettendo anche, come afferma l'Hoffbauer dietro l'esperienza della guerra del 4870, che tali spostamenti possa.no farsi sotto il fuoco (ben ìnteso della sola artiglieria) senza grave pericolo, hani sempre l'inconvenìente, che se tutta l'artiglìeria dispoi1ibile è organicamente assegnata alle divisioni, i comandanti di queste si abitueranno a considerarla come roba loro, sicché il toglìerla ad essi in un momento difficile per impiegarla altrove, quando crederanno di averne bisogno per raggiungere il loro scopo, darà luogo ad attriti , a ma.lumori e fo rse a scoraggiamento da parto delle truppe. In ogni caso si romperanno quei legami tattici, che si adducono come uno deì principali' motivi, per assegnare permanentemente alle divisioni tutta l'artiglìeria del corpo d'armata. D'allronde, se il comandante dì queJtO non ha a propria disposizione un forte nucleo d'artiglieria, dì quell'arma. cioè, che meglio di ogni altra è atta ad esercita.re le fnnzioni di regolatore del combattimento e quindi è in particolar modo l'arma del comando, gli mancherà il me1.zo più efficace di collegare l'a1.ìone delle sue divisioni, di gravitare con preponderanza. di fuochì ove.meglio crede, di dare insomma al combattimento qUell'indirizzo,che reputa più opportuno. È bensì yero che, senza distrarre l'artiglieria dalle divisioni il giorno della battaglia, il comandante del corpo d'armata può, in previsione di un combattiment~ formarsi questo nucleo ,nel modo che più corriV
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(1 ) Per veri~à la Francia e la Germania posseggono un numerò abbastanza considerevole di batterie dell'esercito permanente, le quali, in via normale, non ·sembrano destinate in tempo di guerra a far parte dell'artigli eria dei corpi d'armata, a cu i, secondo l'orcl iilarneHto in vigore, sono assegnate in tempo di pace. No n è quind i escluso completamente il caso (almeno in Francia dove la tradizione napoleonica ha più radici) che tali batterie siano eventua lmente impiegate a formare - o tutt.e o fo parte - delle riserve genel'ali da assegnarsi alle armate, che si costituirebbero in caso di guerra. Ma è più probabile che esse servano ad aumenta!·e, secondo il caso , l'ar tigli eria dei corpi d'arruata destinati a combattere nei teatri di guerra più favorevoli all' im piego di molte bocche da fuoco ovvero a cos~ittiire la dotazione d'artigl ieria di nuov i corpi d'armata da formarsi durant; le ostilità, con le tru ppe esuberanti, •J finalmente a concorrere con le bocr,be da fuoco eia muro all'attacco e alla difesa ùolle piazze.
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Sfl'UDI
Sl:LL'ARTJGLJEHIA CAMPALE
sponde aii suoi disegni; ma,in 'tal g,uisa n@n si riesce che ad .attenuare gli inconvenienti già segnalati pel 1caso che 1ciò avvenga sul campo di ·battaglia, senza eivita11e dì rompere i lel!ami tattici 0ai:à stabi liti anzi romipen<iloVi .per .sistema. iÈ durnque manifesta la con~enienza di ,ripartire l'artiglieria deJcorpo d'armai.a jn V<\ri nuclei, uno dei quali rimanga permanentemente nelle mani del comandante del corpo, e gli altri vengano pure stabilmente es segnati alle divisi0ni. Ben. inteso che l'artiglieria ·di corpo non de:v.e in questo sistema essere considerata come riserva I}è essere tenuta indietro nelle colonne di marcia. Suo scopo è di partecipare il pvù p1•esto possitn:le al combattimento, in s0stegI\o dell'artiglie'Pia divisionale, cioè di prendervi parte appena il comand0 è in grado di decidere dove può 11a:gionevolmente essere impiegata. Se non che, a differenza di ciò che avviene per l'artiglieria divisionale, questa decisione così importante per l'indirizzo che pu~ imp>rimere al combattimento del . ~orpo d'aumata, dev'essere pi-esa ·dal comandante del COlìPO ·e non dai comandanti di ·divisione. .Per tal ,modo l'avviamento deU'azfone ,tocca in massima all'ar-. ~igl,ieria divisionale. ·Questa dunque, per no~ soccombere, o in 0gni caso ,per non soffrire eccessivamente nel combattimento d'artigli.eria, prima che vi intervenga l'artiglieria di corpo, dev;e essere fortemente costituita. E lo deve essere tanto più, se il terreno dove si combatte è rotto ed impedrito, così da obbligare l'artiglienia di - co~ipo ,a fare, per ·giu;0gere1in linea, dei giri piuttosto lunghi . 1PeJ1ciò, dato un corpo d'armata 1a due di·visioni, come sono generalmente quelli usati ora in Europa, sembra che la m·igliore ripartizione dell'a11tiglieria sia in ti·e gruppi,. possibilmente di egual forza, uno dei €fnali costituiscararbiglieria 1di oorpo,,e gli altri due siano assegnati al1le divisi0ni . Ognuno di quesni gruppi, per soddisfare alla massima fondamen~ Lale che l'ol'di,namento di pace coruisponda a quello di guerra, sicchè non av•:venga, ·al momento di entrare in,campagna, di •dover rompere i ·wincoli or@ai~ici per sostituirvi legaimi tatt.iei Jiìttizi, deve natuirwlmente formare uh ,co1:po a ·sè, cioè 'COsti~uire ·un':unit.à stabilmente ordiinata ,in ,modo da poter 'viver.e di vita ipr@pria anche in itempo d1i pa:oe. 1
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Ed eccoci m grado di poter formulare attendibili conclusioni sul più opportuno raggruppamento dell'arbiglieria campale ;in reggimenti, avuto rigual'do alla necessità, o per lo meno all'estrema convenienza, di far corrispondere la nucleazione organica a quella tattica. Stando a ciò che precede, l'arLigl ieriadi un corpo d'armata a 2 cl.ivisioni, fo1'1.e di 25,000 a 26,000 uomini di fanteria come per lo più si usa oggidì; non può in massima essere minore di 117 babterie, e preferibilmente deve arrivare a 118, formando così U:n totale cli 1 108 pezzi. In paesi coperti come il nostro può bastare una dotazione alquanto minore, ma sarebbe dannoso rirnane1:e al disotto cli 115 batterie, ci0è di 90 pezzi per corpo d'armata. Ammessa una dotazione di ,18 batterie, la forza di ognuno dei gruppi lesLè accennali risulterebbe di 6 bal.Lerie. Ora un nucleo siffatto è già talmente importante da potere, anz i da dovere ràzionalmente, formare un reggimento. Perciò l'artiglieria del corpo di armala sarebbbe raggruppata. in tre, reggimenti eguali, di cui due sarebbero divisionali ed uno cli corpo. Ogni reggimento sarebbeordinato in due brigate di tre batterie ciascuna!; Lutti e tre questi reggimenti yerrebbero sottoposti !in dal tempo di pace ad un generale, che slrebbe in caso cli guerra il comandante l'arLiglieria del corpo d'armata. Siffatto ordinamento potrebbe adattarsi perfettamente anche o,l caso di una dotazione di sole 11 ij batterie per corpo d'armata. Ogni · reo-;,.imento consterebbe allora cli 5 bRLterie ordinate in due bri- . no gate, l'una a due, l'altra a tre batterie. Questi reggimHn ti, stando alle vecchie consuetudini, possono sembrare un po' piccoli, ma dal punto di vista dell'istruzioùe e del l'impiego tattico ciò è tutt'altro che un male. D'altronde è da notarsi che ogni reggimento dovrebbe avere una batteria deposito ed-ttrta compagnia di treno d'artiglieria; sicchè in realtà sarebbero 7 invece cli o le unità cli cui esso si comporrebbe. Con simile formazione il reggimento d'artiglieria sarebbe pur sempre un organismo più complesso ed una macchina più pesante che il reggimento di cavalleria, quale è universalmente ammesso oggidì. Solo· dunque l'abitudine dei reggimenti colossali, che una
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STUDI
economia m~le intesa ha imposti pel passato all'artiglieria, quando questa era piuttosto una corporazione che un'arma, può far sembrare troppo piccoli i reggimenti cl1e propugniamo (-1). E qui, giacchè l'amore alle cose nostre ci ha indotti a lasciar trapelare abbastanza chiarmnente quali sono le nostre idee sulla proporzione numerica e sul l'ordinamento che mealio converrebbero a~l'ar_tiglieria italiana, ci si consenta d'abbandonate per poco il punto dr v,s~a ganerale, da cui finora abbiamo considerate le quistioni s;olt~ '~ ~uesto studio, per ritornare su un argomento (la dotazione d artiglieria del corpo d'armata italiano), che dianzi appena toccammo. Saril. una breve digressione, dopo la qua.le torneremo a metterci in carreggiata. Hav~i _presentem~nte in Ilalia una corrente d'opinioni guidata da uomrn1 autorevoli , secondo la quale i nostri terreni sarebbero c~sì poco adatti all'impiego déll'artiglieria, da esigere una dotazione d1 bocche da fuoco sensibilmente infe1·iore a quella da noi indi cata (90 per cor~o d'ar°:ata~, ~oLLo pena di non poterle adoperare e di veder_le ?erc1ò cambia.te m imbarazzo per l'esercito anzichè in aiuto. . Nor riconosciamo che i nostri terren i, pel sistema di coltivazione muso _cl~ noi, s~no_in generale più coperti di quelli degli altri paesi; ma crediamo vr sia nelle conseguenze, che se ne vo,71iono dedune per l'i mpiego dell'artiglieria molta esagerazion/ Tali consegu_enze sono d'ordinario il frutto di difficoltà incoutrate in ca::;i p~1:t1 colari (per lo più nelle esercitazioni tattiche che si. fanno in v1c11~an_za_ dei luoghi di guarnigione, dove i caseggiati, i giardini, i n:1U1."1 d1 cmta sono più frequenti che altrove e la coltivazione intensis~,m~), _c~_e si ha poi il torto di voler generalizzare, ricavandone der pnnc1pu valevoli in Lutti i casi. I~ !tal_ia abbonda~o i terreni collinosi, e questi, sebbene coperti ~a :1l'., s1 prestano, m generalo, all'imp iego di una numerosa art,gl,er,a. ~el •I81>9 a Solferino i Francesi seppero impieirare utilmente_gr~sse mass_e d'a1Y,gl ieria, fra cui rammentiamo ]~ grande battel'la d1 80 pezzi stab1lrta al campo di Medole. E se gli Austriaci avessero saputo far giungere in linea la loro riserva· generale d'ar_(l ) Anche il maggiore_ bavarese TnOR11m1 nei suoi Studi Sllll'artiglieria campale sostiene _la convenicn;a <h ordinare l'artiglieria del corpo d'arenata in tré reggimenti.
SULL'ART IGLI ER IA CAMPALE
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tiglieria ( I00 pezzi), anzichè essere imbarazzati nell'impiegarla, se ne sarebbero trovati altrettanto bene come noi a CusLoza nel ,f 866, se avessimo avuto a disposizione la noslra. Anche gli Austriaci, del resto, trovarono modo nella giornata di Solferino di impiegare con vantaggio qualche gl'O:,sa batteria. Esempio quella di 30 pezzi fatta co llocare da Benedek a Corbu di so tto por respingere l'assa lto della divisione Cucch iari, alla cui ala sinistra fu tanto micidiale. Ma po icl1è abbiamo rarnment:Ho Custoza, vogliamo ·insistervi maggiormente. E dici'amo che in quella battaglia, lungi dall'incontrare difficoltà per trovar posto all'artiglieria, ne abbiamo sentita dolorosamente lit deficienza. Una. gro.n massa d'artiglieria stil Monte ì\lamaor - lo dice il Còrsi - ci avrebbe grandemente aiutali a trattenere la destra ed il centro soverch ianti del nemi co , mentre una altra grnn massa poteva renderci più fac ile la villoria verso Som- · macampagna. Anche gli Austriaci avrebbero tr,lvato modo d'impiegare in quella hattaglia assai più pezzi che non a,,evano; ed è probabile che se ave-;sero disposto di artiglieria sufficiente per meglio preparare il pl'imo attacco di Mo nte Croce, esso non sarebbe anelato fallito; come pure la ritirata della brigata Scudi er sarebbe stata meno disastrosa, se ci fosse stata da parte austriaca artiglieria disponibile per sotenerla. È vero che nei terreni dì pianura è più di fucile trovar modo di collocare utilmente. numerose batterie che nei terreni co llinosi; ma il fatto dì una ·baltaglia data in terreno ·perfettamente piano è un caso abbastanza raro. Del resto a Magenta, dove il terreno é piano e molto coperto cln. alberatura, gli Austriaci avevano, su 8G, '147 uomini di fanter ia e cavalleria presenti alla bal:laglia, nientemeno di 368 bocche da fuoco (non compresa la riserva tli artiglieria); il che dà una JJÌ'oporzione di 4,25 pezzi per 11000. Or bene in quella battaglia, non solo gli Austria.ci non soffrirono di sovrabbondanza di artigl ieria, ma vi furono momenti in cui ne lamentarono la clefìcenza. Certo che essi, invece di impiegare a spizzico e per batterie successivamente sonaggiungenti l'artiglieria che possedevano, avrebbero potuto rarne,;niglior uso. )fa il cattivo impiego non toglie la possibilità di un impiego migliore. Così una grossa balleria davanLi a Bu[aJora, congiunta ad un attacco di fianco contro.
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STU DI
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Mac Mahon da parte delle divisioni Lilia e Mensdorff, avrebbe potuto far mutare l'a:;petto al la battaglia. Non v'ha dubbio ch e nei nostri terreni l'artiglieria avrà sovente un campo di tiro limitato, e si troverà più spesso esposta che negli altri paesi al pericolo cli venir presa a fucilate da reparti di fanteria, riusciti ad avvicinarsi di nascosto a 600 o 700 metri ed anche meno. E certo da queste distanze, appiattati in un fosso o dietro una siepe essi, potrebbero far molto male all'artiglieria se non fossero disturbati. Ma chi non sa che, in terreni come i nostri, l'artiglieria. deve più raramente che altrove essere senza scorta? Ora una scorta opportunamente adoperata può risparmiare molte di queste spiacevol i sorprese all'artiglieria, e in ogni caso può attenuarne grandemente gli effetti. Forse, se le cose vn.n male,perderemo qualche pezzo . Ma dovremo noi rinunziare all'enorme vantaggio, che può dare nella maggior parte dei casi l'appoggio cli tlna potente artiglieria, pernon esporci a questo pericolo? Sarebbe uno strano procedimento, quello di portare poche bocche da fuoco in campagna per non correre il ri sch io di farsele prendere. Tanto vanebbe non portarvi i battaglioni, perchè adoperali imprudentemente si fanno prendere anch'essi. Esempio, per tacere di tanti altri, il battaglione austriaco uscito da Peschiera il gio\·no di Custoza (1866). Del resto un pezzo, che non può salvarsi dopo aver fatto fino all'ul Limo il suo dovere, gli è un onore di perderlo. L'artigli eria di riserva austriaca. fu presa in gran parte a Sadowa., perchè volle sacrificarsi a proteggere la ritirala del resto dell'esercito . Cii'.> fu una glo,ria e non un disonore per lei; nè gl i Austriaci rinunziano per questo a portare in campagna tanta artiglieria, quanta ne può loro consentire lo stato pòco prospero della. finanza, poiché essi sanno che, entrando in campagna coli una dotazione d'artigfieria insufficiente, si conservano forse i pezzi più facilmente, ma si perdono le l)a!.Laglie. Anche in Francia, per tradizione lasciata dalle guerre della rivoluzione, non corretta neanche dai prodigi operati dall'artiglieria sotto il primo Napoleone, regnò lungamente il pregiudizio che la fanteria potesse basLare a tuuo: On 'lte s'vnqitiétait pas beauc01ip du canon, qu'en ,r,énéral on ne savait 71as employer, dice il Léwal.
,U'lt dlicton de cette époqiie préte;ndait qiM pl1is on am&ne de pièces, phltS l' e1nnenii en vous p1·end. Ma i Francesi dopo iI 4870 compresero il loro torto. D'altl'onde bisogna pur dire che non sempre le difficoltà che si incontrano nell'impiegare l'artiglieria provengono dal terreno. Talvolta ne ha colpa l'insufficiente istruz,ione tatl ica degli ufficiali di artiglieria, talvolta la poca pratica nel maneggio di quest'arma da parte cli chi comanda. E questo non avviene solo in Italia. « Nell'ultima guerra, dice l'::rnLore dello Sguardo tattico 1·etro. « spettivo al .J 866, non possiamo vantarci dì avere ottenuto una ·« cooperazione assai efficace dal la nostra arLiglieria. Richiamiamo « alla memoria tutti i combattimenti . Non ostante le numerose bat« ter.ie che avevamo, ben di ra.do la nostra artigli eria è rit1scita a « sostenersi in faccia agli Austriaci. Cerlo era imponente il num ero ·« delle batterie che avevamo mobilizzate; ma si calcoli quante di ·« esse siano state rea !mente impegnate. Esse 1mt0vevano cli qua e << di là, dattorno e vicino a.Ila riserva, e nessun luogo sapevano « trovare ove spiegarsi . Ha dell'umoristico iI voler far valere a scusa « una simile ragione. « A TrautenaL1non vi ern terreno propizio all'arti glieria. Ciò mal« òO'rado, in questo lungo e sanguinoso. combattimento, l'artiglieria « austriaca non lasciò un momento di cannoneggiare, mentre invece « dal canto dei Prussiani scarsiss imo fu il numero delle batterie « che vennero impiegate « Certissi mamente non difettava il cornggio personale agli uffì« ciali che comandavano la nostra artigli eria , ma il terreno era tro« valo sconv~niente ed arrischiato: non si voleva esporre !'arti« glieria a.d un pericolo probabile. Onde è che la massima parte « delle bocche da fuoco neppur giunse sul luogo del combattimento, « e quel che è più, le poche batterie impegnate si'riLirarono a.l mo« mento appunto in cui doveva cominciare il loro vere, còmpito >). In questo brano l'autore è stato ingiusto perchè diede la colpa di tuuo ai soli ufficiali d'artiglieria, mentre una parte ne spettava pur'anco alle circostanze ed un'altra ai comandanti delle truppe a cui l'artiglieria era addetta. Ma le parole dello scrittore tedesco ba.stano a provare che - almeno ~ Prussia - non sempre sono le difficoltà del terreno che si oppongono ad un buon impiego dell'ar• · tiglieria.
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STUDI SU LL'ARTIGLIERIA CAMPALE
Ammesso che un tal fotto, ad onta della buona volontà di tutti, pÒssa talora verificarsi anche in Italia - e gli ufficiali i tali ani sono certamente. così modesti da ammetterlo - non ci resta che da augurare al nostro paese la pronta realizzazione dei progressi, che la Prussia ha così felicemente compiuti dopo il il866. Allora non dubitiamo che anche da noi spariranno in gran parte, o ·si alten neranno di molto, le difficoltà che ora si attribuiscono al terreno .
.? LA
RIMONTA DEI CAVALLI DA TRUPPA.
( Continiia). A.. MAZZA
...
JJfaggiore nel 9° <wtiglie1·ia.
1n un precedente artico lo (O ci siamo occupati dell a rimontaca valli per gli ufficiai i e a bbiarno procurato di dimostrare come sia1 necessario ed urgente di adottare nuove disposizioni per le qua li sii agevolino all'ufficiale i mezzi di provvedersi dei cavalli di cui ba bisogno. Non meno importante è la quistione relativa alla rimonta dei cavalli di truppa. Lungi dal propugnare radicali riforme tendenti a cambiare ri sistema attualmente in vigore, miriamo soltanto a sostenere ta_lune modificazioni e ·inno·vazioni, a vantaggio dell'esercitoe dell'.erario.
I. Gettiamo uno sguardo a ciò che si fa fuori di casa nostra. Nell'Austria-Ungheria in tempo cli pace la provvista dei cavalli si fa in massima o mediante acquisti dalle Com,missioni di rimonta (Remonten-Assent-Kommissionen) o mediante compere dirette da
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(I) V. dispensa di otto/re 1880 della Jlivista mitita·re italiana : Rimonta dei cavalli per sii uffi ciali.
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DEI CAVALLI DA TR UPPA
LA RIMONTA
taluni corpi di truppa a ciò autorizzati. La direzi~ne si,prema del .servizio di rimonta spetta al ministero della guerra, il cruale ne affida la sorveglianza tecnica ad un ispettore ,generale delle rimonte (il), residente in Vienna. Questi interviene in quando in quando, personalmente agli acquisti più notevoli per accertarsi dell'andamento del servizio, e del,la capacità dei membri componenti le commissioni. Agevola l'istruzione nel servizio delle ri monte a quegli altri ufficiali e veterinari che all'uopo assistono agi i acquisti. Sorveglia le compere fatte dalle commissioni e dai corpi, visita le nuove .ri.monte ed informa il ministèro sulla riuscita dei cavalli acquistati. Succedendo il rifiuto dei cavalli, il mi nistero ordina la constatazione delle cause del rifiuto per mezzo dell'ispettore generale il cui giudizio è inappellabile. Le Commissioni di rimonta sono istituì te secondo il bisogno ed in accordo colle esigenze dell'industria equina. Constano di un ufficiale superiore presidente, di un ufficiale inferiore, per ln. contabi lità assistili da sottufficiali, e di un veterinario milita1;e. All e commission i più importanti viene aggiunto un ufficiale superiore od inferiore per sostituire il presidente; così pure n.gli acquisti più rilevanti possono intervenire uno o due altri ufficiali specialmente di cavalleria, quando ve ne hanno nel presidio e veterinari per istruirsi nelle operazioni della rimonta. Le commissioni di rimonta curano tutti gli affari relativi al servizio cli rimonta a cominciare dal reclutamento doi cavalli fino alla loro consegna ai corpi ed agli stabilimenti. Esse d'ordinario fanno acquisti per libera concorrenza; ed ove questa non basti si rivolgono ai forn itori ed agli allevatori . L'acquisto diretto dagli allevatori mira ad ottenere soggetti più scelti; onde le commissioni di rimonta lianno facoltà di visitare le mandrie più accredi tate, i mercati più importanti .e di procedere alle compere, anche fuori della rispettiva residenza . All'uopo inviano al ministero, a.I 1° dicembre d'ogni ·anno, un progetto del viaggio che intendono compiere nell'anno successivo col calcolo preventivo delle spese di viaggio . Esse procedono agli acquisti senza
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filetta, ma procurano ch e ciascun corpo riceva il proprio contingente col minor numero di spedizioni possibile: epperò esse non acquistano tutti i giorni ma soltanto in giorni determinati. Di massima in primavera ed in estate si li mi tano gl i acquist i al puro necessario per far fronte ajle perdite eventuali; le rimonte di maggior momento si riservano per l'autunno. Le commissioni di rimonta infine sono intieramente responsabili del loro operato; se un cavallo, mandato ad un r,orpo o stab ilimento, viene rifiutalo entro il limite di tempo stabilito per difetto di statura, etil od altro, e le autorità competenti lo abbiano veramente riconosciuto inabi le al servizio, il ministero della guerra, chieste spiegazioni alla commissio11e di rimonta, addebita e determina J'indennii zo da pagarsi dai membri responsabi li ; oppure, quando vi siano motivi speciali , lo condona. Per gli acquisti poi cla farsi direttamente dai corpi di cavalleria e di artiglieria vi sono le commissioni reggimentali (composte di un un tiificiale superiore o di un capitano presidente, di un capitano o di un ufficiale subalterno per la contabili tà, e di un veterinario militare o di un maniscalco), le quali seguono le stesse norme sta- · bili le per le commissioni di rimonta. Tuttavia la compem diretta per parte dei corpi ha luogo soltanto per acquistare quei cavalli che presentano una parli('.olare altitudine, ed il ministero della glterra determina ogni anno il li mite di cotesti acquisti. In massima i ca-· valli da incettarsi devono aver compiuto i cinque annni ; tuttavia per la cavalleria è concesso che per il 50 °lo dei cavalli bastino· quattro anni compiuti. Come si vede il ministero della guerra non ha che la parte amministrativa nel servizio' d~lle rimonte; la parte tecnica invece è di intera competenza dell'ispettore generale . Ma non pare che in Austria siano mollo contenti dei risultati. La cavalleria si lagna della scadente qualità. dei cavalli che le sonoprovvisti dalle cornmi~sioni cli rimonta, e l'amministrazione· della guerra riconobbe l'utilità di costituire depositi di allevamento pei puledri, quali esistono in quasi tutti gl i altri eserciti europei . Egli
(!) Giova qui notare cho l'ispe ttore generale delle rìmonte è ìl maggior generale co nte Grnvenilz, il quale è in pari tempo il dlreuore dell'ufficio allevamento cavalli presso il ministero di agricol tura.
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LA R IMONTA
è cosi che $Ìn dall'anno scorso venne impiantato, a titolo d'esperimenLo, un deposito di allevamento a Piber, presso Gratz ( 1).
Passiamo alla Germania. lvi l'ordinamento del servizio delle rimonte è pressochè ana logo a quello austriaco. ma è ancora più completo . Infatti presso l'esercito ledesco troviamo: 1° Ufricio del servizio delle rimonte presso il ministero della guerra; 2° Commissioni di rimonta; 3° Depositi di cavalli giovani. L'ufficio pel servizio delle rimonte (A.btheilung-I1e1nonte-1Vesen) è altuàlmente diretto dal tenente generale v. Rauch. I presidenti delle commissioni di rimonta (tutli ufficiali superiori e capitan i di cava lleria) vi sono adeui e vi lavorano nei mesi d' inverno. È dal ministero che partono tu tte Je disposizi,oni riflettenti l'incetta-cavalli, alle quali serve di base la prescrizione regolamentare che annualmente ogni reggimento di cavalleriadeve ricevere 63 cavalli giovani; >) » d'artiglieria di linea a 9 batterie (comprese le 3 a cavallo) . 55 » >> » d'artiglieria di li nea a 8 39 . )) batteri e . l'istituto militare cli equitazione 4-5 » la scuola di tiro dell'artiglieria e la batteria d' i~truzione ogni due anni.. . 7 o8 » 1
(lì Ecco r.ome ebbe ad esprimersi il ministro della guerra su questa gravo questione , In seguito ai conlinni lamenti della cavalleria per le scadenti qualità dei cavalli di rimonta, l'amministrazione della guerra ba il dovere c!i ricerca re i mezzi i quali possano porro un termine a questo stato di cose. Due mozzi ~i presentano: 1° aumontu re il prezzo di rimonta; 2° creare dei depositi di rimonta. L'aumento del prez1.o di rimonta, notte attuali circostanze, dovrebbe raggiungere · 100 fiorini per cavallo, ma anche questo mezzo, secondo l'opinione di molte persone compeLenti, potrebbe non avere altro risulta to che quello di provocare un'ugual e aumento ·nel prezzo offerto dai paesi vicini, i quali tutti, eccetto la Russia, domandano ali' AustriaUnghe1·ia il loro complemento di cava lli. È oùu nquo necessario di ricorrere all'altro mezzo, cioè all'istituzione dei depositi di ri monta, che banno per essi la s anzione dell'esperienui, imperocchè lutti gli eserciti eu-
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DEI CAVAl, LI DA TR UPPA
Le com.missioni di rimonta (llernontetn-Ankaii/'s-Cornmissionen) sono in numero di sei e sono composte in modo permanente di un presidente e di tre membri, due Lenenti e. un veterinario, i quali sono presi, all'epoca dell'acquisto dei pul edri , fra i reggimenti di .cavalleria, e sono scelti fra gli urn ciali che hanno una particolare cognizione di cavalli. Per impratichirli in questo speciale servizio. , e per avere più tardi degli uffi cia li atti a coprire la ciÌ,rica di presidenti dell e commission i di rimonta, generalmente si comandano in rimonta per parecchi anni consecutivi gli slessi urlìciali. Sono inoltre addetti alle commissioni degli scrivani e dei soldati di cavalleria. L'incetta-cavalli è fa.tta direttamente da queste commissioni di rimonla, a ciascuna delle quali è assegnata una data zona di paese. Ogni commissione, · prima d'intraprendere il suo giro, fa pubblicare le località ed i giorni ove si terranno i così detti mercati o fiere delle rimonte ( llemonte-Jlf.arkte). Nel giorno stabililo essa si reca al luogo indicalo, e compera i cavalli che le sono presentati. I cavalli da comperarsi non possono avet'e più cli 3 anni , e appena acquistati sòno inviali ai depositi, ove rimangono più di un MM .
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I depositi di rimonta (Remonte-Depots) formano pertanto la vera hase, come presso di noi, del servizio di rimonta nell'esercito tedesco; ve ne sono 11o (11), ciascuno dei qltal i contiene dà 300 a 500 puledri. Da essi esclusivamente si traggono i quadrupedi nenessari alla cava lleria, all'artigli eria ed al treno, e la sola provincia della Prussia orientale ne contiene sette (i primi sette notati qui ropei li hanno ado ttati da molto tempo, e danno loro un'estensione proporzionale ai loro bisogni. Sebbene il nostro esercito non posseda depositi di rimonta, tuttavia bisogna ricono· -scere l'esistenza indiretta di questa istituzione in ciascun squadrone, poichè i due terzi circa dei cava lli della rimonta sono forzatamen te comperati al disotto dell'età regolamentare e, s iccome ò vietato di sottoporli all' addestramento prima che abbiano compiuto i cinque anni, sono mantenuti e governati duran te più di un anno senia rornire alcun lavoro >. . • (I J I 15 depositi di rimon ta di cu i sopra, sono tuttti in Prussia. e sono quelli di Jurgaitschen, Neuhof.Ra gniti, Kattenau , Drnukuponen, Preus . Mark, Sperling, Liesckon, Nouhof-TrepLow, FercÌinonclshof, Wirsi tz, ll!k enklau , Arandsee, Herrn stnd t (Weh1·so). Hunnesruck, Ulrichstein. Altri quattro ve ne sono in Ba\jera , e precisamente a Steingaden, Sohwaiganger. Benedicthouren, !'Orstenreld .
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LA RIMONTA
DE I CAVALLI DA TRUPPA
sotto), i quali forniscono la metà dei cavalli necessari alle lruppè· prussiane. Questi depositi di rimonta dipendono dal minisLero della guerra, ma sono relti dalle stesse norme che sono in vigore per le razze dello Stato (;J), cioè possedono vaste lenute, delle quali hanno libera amministrazione, e il cui prodotto deve in gran parte coprire le spese del loro mantenimento. Il loro personale è limitatissimo: consta soltanto di un amministratore, il quale è un impiegato civile, e di un veterinario mili tare, eccetto due o tre depositi che per la loro importanza ne hanno due. Nei depositi, dice il colonnello Kaulbars (2), i cavalli sono tenuti tutto l'.anno al regime del foraggio secco , e sono ricoverati in scuderie, ciascuna delle quali ne contiene 25. Ma, benchè queste scuderie siano fornite di poste, i cavalli non vi sono attaccati, e vi passeggiano liberamente. Ogni cavallo ha appeso al collo una piastra di latta con un numero che seguirà l'animale sino al termine della sua carriera militare; numeri che annualmente sono fissati per ciascuna rimonla, e che sono differenti per ogni deposito, diguisachè si possa sempre sapere immediatamente da qual deposito provenga il cavallo, e cla clii fu acquistato . · L'ispettore delle rimonte ripartisce pure i cavalli fra le varie armi,. e perciò deve visitare in tempo tutti i depositi. Crediamo sia difficile organizzare in migl ior modo il servizio delle rimonte, e però ci preme di rilevare che i deposi Li ne sono la base essenziale, e che per essi è adottato il sistema non solo il più conveniente, ma ancora il più economico. Ed è indiscutibile che splendidi risu ltati hanno coronalo quest'opera intelligente, digu isachè i cavalli dell'esercito tedesco sono rinomati per la loro bellezza e, quello che più monta, per la loro resistenza alle fatiche. Ma il servizio delle rimonte è l'oggetto costante dello studio e delle cure cli
uno spe:ial e ufficio composto inlieramente di ufficiali forniti di speciali cogoizi!)Ili e destinali a quel solo servii io . .\on è un ufficio puramente amministralivo, come è la nostra divisione di cavalleria presso il ministero della guerra, ma è un ufficio completo, il quale non solo imparte le sue i:;trnzioni ed i suoi ordini, ma ha pure i mezzi di controllare e sorvegliare tutte le operazioni relati ve alla compera dei puledri, all'andamento dei depositi, ecc. Onde gli splendidi risultati non solo si clevono alle ottime contingeme di prndllzione equina, ma eziandio all'eccellente sistema direttivo . Traendo partito della ricchezza sua in cavalli, la Russia ne affida l'acquisto ai singol i corpi delle armi a cavallo, i quali ricevono in denaro una data indennità. annuale per ogni ca.vallo che devono acquistare. La rimonta annuale è ragguagliata al 9 °/o della forza quadrupedi portata dalle tabelle organiche. 1 cavalli sono comperati dagli ufficiali di 1·imonta {'I), nomina~i in ciascun reggimento della Guardia dai comandanti del corpo, coll'approvazione dei generali comandanti le divisioni . Pet' i reggimenti di Iinea è il comandante della brigata cli ca vali eri a cli deposito (2), il quale .destina un ufficiale di rimonta ogni due squadroni di deposi Lo . Ogni ufficiale di rimonl.a ha 1111 a_ggiunto, il qualo resta sempre a·I deposi to cli rimonta, e conduce e consegna i cavalli ai corpi. V'è poi un certo numern di soldaLi per il governo e la sorveglianza. Gli ufficiali di rimnnta, oltre allo stipendio d~l loro grado, hanno diritto ogni anno ad un'indennità di trasferta di 700 rubli (2,800 lire), e ad un'indennità per spese cli tavola cli 600 rnbli (2,400 I.); i loro aggiunti ad un'incl~nnità di trasferla cli 400 rubl i (·1,600), e all' indennità per spese di tavola cli 24-0 rubli (900 1.). Ogni urriciale cli rimonta, per riunirvi i cavall i acquistati e il distaccamento di soldati messo a sua disposizione, forma u~n deposito
(1) Oltre alle molte razze pai·ticolari, il governo prussiano no poss i ede tre, organizzate su vasi.a scala: quelle di Trakenen nella Prussia orientale, di Neustadt sulla Doss, e di Graditz presso Torgau nella .Sassonia prussiana. I primi due sono per i cavalli di mezzo-sangue, l'ultimo per quelli di puro sangue. Queste razze banno puramente por iscopo di produrre buoni stalloni, da distribuirsi, poi nei molti depositi-stalloni, rìpartiti su tutto il territorio del regno. (2) Vedi: Rapport sur l'armée allemande par lo colone! baron KAULB!Rs, traduit du russe par G. LE 1>1ARc1uNo capi Laino d'artillerio. - Pari,s, Dumaine, 188o.
(]) Vedi: Les forces militail'es de ta nussie, par le ca1>ito ine WE11.. - Paris, Dumaine, 1880. · (2) Como ò noto ogni reggimento di cava lleria russa si compone di 4 squadroni atti\'i e di uno di deposito o complemento staccato dal corpo. Questi squadroni di deposito sono riuniti per gruppo di 6 in 9 brigate di cavalleria di deposito o complemento .
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àNNO XXVJ, VOL. I.
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LA ftliV!ONTA
di 1·i1nonta nella località stata designata dai comandanti delle circoscrizioni mi litari, previo accordo fra le autorità militari e le civili. Le somme necessarie per la, rimonta sono versate ai reggimenti della Guardia o alle brigate di deposi~o il 11° settembre. Le indennità accordale sono differenti , giusta il prezzo maxim,,umi stabililo dal. regolamento il cruale è cli 300 rubli (,J,200 1.) per i cavalli della cl.ivisione corazzieri della Guardia, cli 1185,a ~07 rubli (i 40,a 828 I.) per i cavalli @ella cavalleria leggiera della Guardia, e fìmtlm ente di Hl5 J'ubli (500 1.) per i cavalli dei reggimenti di linea. Con queste somme i corpi devono non solo acqL1istare i cavalli, ma fare fronte ancora alle spese necessarie per il loro mantenimento durante il tempo che pas$ano presso il deposito di rimonta, e alle spese di trasporto dal deposito sino alla stanza del corpo. GI i ufficiali di rimonta tuUavia, per coprire le spese di tras,porto clei cavalli dalla località ove furono comperati al deposito, hanno un'indennità di 4 rubli per ogni cavallo della Guardia e cli 3 rubli per gli altri .. X fondi di rimonta sono messi a disposizione dell'ufficiale di rimonta, il quale è libero di comperare dove e quando egli lo stima conveniente e vantaggioso: non rende conto delle .somme che ha ' spese, ed è solamente obbligato di fornire ai corpi il numero stabilito di cavall i aventi le qualità prescritte. I cavalli così àcquistati sono inviati ogni anno nell'autunno agli squadroni di deposito dei rispetti vi reggimenti , ove s.ono rice\Ìuti da speciali commissioni, delle quali fanno parte, per la cavalleria della Gua.rdia: i comandanti delle divisioni di caVillleria, i memb ri designati dal comandante in· capo del c,orpo della Guardia e l'ispettore generale della cavalleria .. Per le 7 brigate di cavalleria di deposito so.nvi invece due commissioni, presiedute ciascuna da un generale scelto dall'ispeLtore generale della cavalleria, e. composte da due membri, cli cui uno è il generale comandante una delle divisioni attive di cavalleria e l'altro il comandante la brigata di cavalleria di deposito,, incarica~o di ricevere le rimonte. Queste commissioni accettano o rifiutano i cavalli a maggioranza di voti; nel caso di divergenza decide il voto del presidente. I cavalli giovani rimangono durante un anno presso gli squadroni di deposito, dal '15 settembre al ,J5 ottobre sono quindi versati nei reggimenti attivi.
OEI CAVALLI DA TRUPPA
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II. Noi non abbiamo alcun regolamento sul servizio di rimonta, ciò ,che non è certamente un piccolo inconveniente. Tuttavia è d'uopo riconoscere che il nostro sistema è buonissimo e p1,1ò · divenire eccellente, introducendovi quelle poche modificazioni che la pratica ·esperienza: degli ultimi anni ci suggerisce. In effetti esso si basa sui depositi di allevamento di cavalli giovani, i quali sono acquistati alf'eta di 3 él .{. anni da speciali commissioni nominate a momento opportuno; commissioni che si recano alle principali fiere dei cavalli, o comperano direttamente dagli allevatori. Gli appunti che si po:3sono muovere a questo sistema sono i se,guenti : a) di permettere che le operazioni delle commissioni di rimonta sfuggano a qualsiasi cohtrollo, relativamente alle qualità dei -cavalli incettati. Il ministero infatti non ha mezzo di sapere se le commissio9i hanno comperato bene o!l hanno ·comperato male, poichè desse, acquistati i puledri, li inviano immediatamente ai ,depositi; b) di non esservi sia presso il ministero della guerra sia all'in: fuori di esso, una commissione di persone competenti, composta di generali ed ufficiali del l'arma cli cavalleria, incaricata èli studiare tutte le quistioni relative al servizio di rimonta, e di visitare gli acquisti fatti dalle commissioni di rimonta. Per rimediarvi proponiamo: 1 a) lo sviluppo dei depositi di allevamento, in guisa che per meizo di essi sia assicurata la rimonta annuale; b) l'istituzione di un ispettorato generale del servizio di rimonta. Nessuno certamente vorrà contestare l'utilitit dei deposi ti di allevamento ed i grandi vantaggi che ci arrecano; · ciò non pertanto vuolsi tener conto degli appunti che muovono loro gli oppositori e ·vedere se per avventura le loro ragioni abbiano qualche fondamento onde reparvi rimedio. È noto, purtroppo, che le condizioni dell'in.dustria h vallina in Ittlia ·non sono molto fiorenti; quantunque in
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questi ultimi anni si noti un sensi bile progresso, pur tuttavia siamoancora lungi le mi lle miglia da una situazione appena soddisfacente, e ciò principalmente per le ingenti· spese dell'allevamento cavallino, spese che lo renclon::> poi poco rimuneratore. Di qui ne viene che l'allevatore, il quale naturalmente deve accµd ire i propri interessi, cerca disfarsi de'suoi prodotti il più prontamenLe possib ile, e li vende non appena hanno raggiunto i due o tre anni, poichè usando differentemente anzichè guadagnare finerebbe col rimettervi. AIIJ Stato pertanto, che è il principale consumatore cli cavalli del paese, è posto questo di lemma : o comperare cavalli giovani di tre· anni e ma11tenerseli sino a che hanno compiuto l'età prescritta per essere versati nei reggimenti; o comperare cavalli già fatti, così detti cli pronto servizio, ma gia logori e stanchi per il lavoro cui furono sottoposti precocemente. È evidente che al governo s'impone la necessità di acquistare i cavalli giovani; e questo mezzo non solo risponde al bisogno di -ave1;eanimali freschi e vercrini di lavoro ma risponde ancora ad un ben inteso spirito di economia, imperocchè i cavalli a cinque anni compiutì bisogna pagarìi un prezzo• assai più elevato, e seryono Un numéro assai minore di anni.· I depositi di allevamento adunque non solo sono utili ma indispensabi li: ad essi si sta per ricorrere in Austria ed in Francia, che, pur sono paesi ri cchiss imi di cavalli. È inutile dire che se tale necess1ta s nnpone a quei paesi, essas nnponeamille doppi all'Italia. E notisi che tutto questo ragionamento non riflette che il governo, considerato come il principale acquirente di cavalli. Ora, se non temessimo di andar troppo per le lunghe, dovremmo dire molte ma molte cose intorno ali' obbligo che ha il governo di favorire e svi-· luppare l'industria cavallina; ma ci limitiamo ad accennare che il mantenimento dei depositi deve pure essere c_onsiderato come uno dei mezzi più efficaci adottato dallo Stato per promuovere tale industria. Il govemo quindi fece ottimamente d'istituire i depositi di allevamento, e assai bene fece l'anno scorso d'impiantaà1e un'aHro,, oltre a quelli di Persano e di Grosseto, a Palmanova, particolar- · mente per cavalli stalloni. Ora è a Yedersi se questi depositi sieno in grado o no di soddisfare ai bisogni annuali della rimonta, e quali · t.emperamenti sia mestieri cli adottare perchè non costino troppo .. ~
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DEI CAVALLI DA TR UPPA
LA RIMONTA
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Ma quanti cavalli ci sono necessari ogni anno? Mentre il regolamento au-striaco stabilisce il rinnovamento annuo del ,J2 per ¼ ·per; i cavalli da sel la, quello germanico del 9 per ¼, il russo del 1 10 per¼, noi non abbiamo alcuna prescrizione al riguardo. L'acquisto delle rimonte non è solo subordinato al concetto di rimpiazzare le perdite annuali sofferte, ma per la maggior parte dipende dalle somme che si hanno disponibili. Ora ci pare che questo sistema non sia nè conveniente nè economico. Non é economico perchè i corpi, sapendo che, per quanto è. possibile, il ministero procurerà di colmare le perdite verificatesi nell'anno, approffittano della facoltà illimitata loro concessa per ri. forma.re un grande numero di ca.valli; non è convenien te perchè non è definitivamente ass icurato il servizio delle rimonte, potendo 'il relativo capitolo del bilancio della guerra subire rilevanti variazioni. Il quadro C della dimostrazione delle diminuzioni anenute nei .cavalli della cavalleria ( 1) nel il879 inserto nel Giorna,lè 1nilit<1;re ufficiale (Parte 2a N. 119) di quest'anno ci porge i seguenti daLi: 1
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LA R IMONT A
Dalla tabella comp.arafliva dei conguagli ¼ delle perdite e dellevendite per riforma avvenute nei quadrupedi del R. esercito rispettivamente alla media clella. fo rza e ciò durnnte gli ultimi ifO· anni rilevasi:
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Cavalleria e scuola norm . 6.289 14,413 9,721 9,272 10,235 9,768 9,879 13,087 11 .672 10,538
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non solo potranno mantenere 4-000 puledri , ma un numero anche maggiore. Oggidì noi abbiamo, in cifre rotonde: ,I 900 puledri a Grosseto
900 400
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DEI CAVA LL I OA TRUPPA
id. icl.
a J?ersano a Palmanova
Totale 3200 puledri .
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Ma il deposito di Persano comprende un'esteosi~ne di _nientemeno che 361O eLLari, e di questi In, maggi or parte, si può dire, _non sen,ono per il pascolo degli animali, perchè cop~rti da folti b_oschi ('~). È assoI utamente indispensabile che l'azienda mm acl avere il maggior nnmero di buoni prati, e perciò che si pratichi sulla maggiol' scal~ possibile il disboscamento e dissodamento. dei te1~ren i e che q_uesti ultimi sieno sottoposti all'avvicendamento agrario. In allora. il deposito di Persano, invece cli 900 puledri, n_e _potrit ~o n~encre oltre a 2000; in allora i terreni saranno produll1v1, e anz1che por~are u~ aumento di spese ._e ne avrà. una diminuzione. )la.. ... . q111 havv1 proprio un gran m,a. . .. Ecco ciò che avv iene coll'attualo nostra legge d1 contabil1tà. dello St!tto. Le Lenute di Persano e di Grosseto che servoJ10 a deposito di allevamen to sono di proprietà demaniale, ed in conseguenza le spese tutte che devono fa rsi sono a carico del ministero della guerra, e quanto si ricava dove versarsi al tesoro dell? Stato. Di q_ui n~ vie1ie che il ministero della guerra, il quale ha già. nel suo b1lanc10 una somma insufficiente pei depositi (non dispone che di 570,000 lire mentre ne occonerebberocirca 800,000) si limita alle spese puramente indispensab ili , trascura affatto l'avvicendamento agrario, e coltiva soltanto qualche campo ad a.vena, perchè fo rtunatamente è concesso che essa serva. ai cavalli, invece di essere venduta a vantaggio delle finanze dell'erario . . . Onde ta,luno riportando la spesa dei depositi sui ca.valli , ed a torto
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Le perdite in cavalli della cavalleria furono a.dunque, in generalo, di circa il 1O ¼ ; epperò, appoggiati sopra quesLe notizie ufficiaii, crediamo non andare errati asserendo che la rimonta annuale debba essere del 9 ¼ della forza organica. In effetti è mestieri tener calcolo che ormai siitmo entrati in condizioni normali, imperoccbè tutti i reggimenti hanno il numero di cavalli portato dai quadri di pace, oud'è a prevedersi che usando i dovuti riguardi al cava ll o, e non dovendo più rico rrere a grandi incette cli cavall i, ciò che naturalmente arreca un aumento nel!e perdite, queste ultime potrann o essere mantenute in limiti più ristretti. Calcolando aclunque che la rimonta sia il 9 °/o della forza organica, e questa essendo, per l'arma di cavallet'ia, cli H,,000 cavalli, abbiamo un fa bisogno an nuo di c.it'ca 11350 cavalli, numero che vogliamo portare a 2000 cavalli, sia per tener conto dei cavalli di agevolezza da distribuirsi agl i ufficiali , e di maggiori perdite che eventualmente abbia potuto solTrire un reggimento, sia perchè amiamo meglio fa re dei calcoli assai ampii. In bnse a questi dati, sa,rebbe a.dunque necessario che j depositi, di allevamento fossero in grado cli mantenere 4000 puledri, poichè non dovrebbero essere avviati ai reggimenti che dopo più di un anno di perruanenza al deposito. Certamente nelle attuali .condizioni, sarf}bbe assai difficile, per non dire addirittura impossibile, che i nostri depositi cli all evamento . ricoverassero un numero così ingente di puledri , ma migliorate tali condizioni, e lo si può fare con spesa non troppo rilevante, essi 1
(l) EtTetUvamontc a Persano si hanno : otturi a pascolo 530, i11 affitto 1100; colLivati , a "eno ,120· nd a.veno 232 ; boschivi 2-128. · A Grosse;o invece si hanno: onor i a pascolo_ t,179, in orfi tto 2358: colti\·aU a fieno 4i0; ad a,,ena 2t0; inondati e boschivi 537.
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LA !\!MONTA
DEI CAVALLI DA TRUPPA
comprendendo in e~s,e il prezzo di disboscamento, di dissodamento, ne inferisce ch'essi costano un prezzo esorbitante, e che varreb be meglio comperare cavalli di pronto servizio, i quali, tutto sommato, si avrebbero a migliori condizioni . Si conceda al ministero della guerra la libera proprietà delle tenute di Persano e di Grosseto ed allora, esegui ti i lavori la cui spesa p~ò ascendere a circa un milione, i dapositi vivranno l)er la maggior parte di rendita propria come i depositi saggiamente amministrati dalla Germania, e allora avranno la capacità di fornirci i 4000 cavalli annualmente necessari. Così oltre all'aver assicurato, colle risorse del paese, la rimonta annuale (ciò che riLeniarnocostituire giàper sèso lo un grandissimo vanl:aggio), avremmo ancora una diminuzione sensibile di spesa. ·P erchè adunque, quando queste ide~ fossero riconosciute giusLe, come abbiam ragione di credere che lo siano, non si dovrebbe pensare a tradurle in alto? · Veniamo fi nalmente alla nostra seconda premessa, concernente la necessità di stab ili?·e 1Mi ispettorato gene1·ate del !Jervizio di 1·inionta. A questo riguardo potremmo invocare l'esempio degli altri eserciti europei, presso i quali iuesto importante servizio è intieramei;ite affidato ad uffiziali dell'arma di cavalleria, cioè a persone tecniche competenti; ma non havvene bisogno . Valgano invece le seguenti brevi considerazioni. Noi ammettiamo che impiegati civili possono in seguito all 'esperienza fatta, acqnistare sufficiente praiica cli qLiesto servizio, ma non avvi dubbio che ove fosse affidato a persone veramente competenti, le quali oltre all'emanare tulle le necessarie disposizioni , si rechino tal voiLa sul posto a controllare le compere fa Ile, non havvi dubbio, ripetiamo, che si otterrebbero ben altri risultati . Tutte le operazion i, tutti gli alfari che si compiono nell'esercito sono soggetti a controllo; perchè l'incetta dei puledri, per le quali si spendono tanti danari , e che tanto interessa le armi a cavallo, deve andarne esente? Basta forse il controllo amministrativo? certamente no. Non è sufficiente si renda ragione del danaro spéso: l'essenziale per noi è che il danaro sia stato speso bene, .e che i puledri acquistati rispondano ai requisiti cui devono soddisfa re.
Questo d'altra parte è un lato solo della questione, ve ne sono altri e non meno importanti. Il servizi o delle rimonte richiede un continuo studio, specialmente in Italia, che abbraccia tutto quanto ha tratto alla produzione cavallina, ed ai migliori mezzi da adottarsi per trar profitto di essa. Ma questo studio non può esser fatto a dovere che da persone tecniche, esperimentale, e che possono visitare le varie localilà per formarsi un esatto concetlo delle risorse del pa.ese, ecc. Noi abb iamo molte question i, e tutte di cap itale .interesse per le armi a cavallo, le qual i furono so llevate in questi ultimi anni , ma non forano mai risolte. Così, a mo' d'esempio, fu ventilato l'impiego dei cavall i intieri, onde trar prolìtto della produzione equi ria del napoletano, e non si venne mai ad alcuna decisione; si discusse mol to intorno alla necessiHt d'impiantare depo · siti di allevamento nella Sardegna ed in Sicilia, affine di aiutare il mi glioramento di quelle razze, ora scadute, ma che migliorate po-. trebbero fomire eccellenti cavall i di truppa; epperò non se ne conchiuse nulla . Ecco pertanto nn vasto campo di stu dio che sarebbe aperto ad un ispet.torato del le rimonte; sLudi o che ben fa tto riuscirebbe a vantaggio dell'esercito e del paese stesso . Ma e la spP.sà? Non si tratterebbe, secondo il nostro parere, d'istituire un ufficio con numeroso personale, ma bensì di trar profitto di quello già .esistente. L'anno scorso si fece ottima cosa col nominare presso il ministero un'ispettore dei depos iti di allevamento, destinando a coprire tale impiego un colonnello di cavalleria. Perchè non si allargh erebbero le sue funzioni, e oltre ai deposi Li di allevamento non si metterebbe alla sua dipendenza tutto il servizio di rimonta., In bnse a questo concetto noi vorremmo che l'ispettorato del servizio delle rimonte, che avrebbe il proprio ufficio presso il ministero della guerra, fosse in modo permanente composto : di un ispettore generale, che sarebbe il colonnello di cav,lllerfa addetto al ministero, e dell'ispettore veterinario, t he pure trovasi già. presso il ministero. Ne farebbero poi parte come membri non permanenti tre o quattro ufficiali superiori e capitani di cavalleria da chiamarsi eventualmente a Roma, qnando LrnLtisi di stabilire le
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LA RIMONTA DEI CAVALLI DA TRUPPA
disposizioni per l'incetta dei cavall i, odi studiare qualche importante questione. Tutte le pratiche relative al materiale cavalli dovrebbero essere di spettanza dell'ispettorato delle rimonte, il quale risponderebbe direttamente .al ministro dell'andamento di tale servizio. Rispetto poi all'incetta dei puledri, spetterebbe aJl'ispettore di determinare le zone nelle quali dovrebbe comperare ciascuna commissione di rimonta, e di sorvealiare ch'esse osservino riaorosa<• mente le prescrizioni impartite. All'ispettore inoltre incomberebbe di visitare le giovani rimonte acquistate dopo che furono inviate ai depositi, e di ripartire gli animali da spedirsi ai corpi. Riepilogando questo brevissimo studio èrediamo necessario ed. urgente : ,1° Di compilare un regolamento sL1I servizio di rimonta ; 2° Di istituire presso il ministero della guerra un ispettorato generale d1 cotesto servizio; 3° Di dare maggiore sviluppo ai depositi di allevamento, per modo ch'essi siano in grado di fornire l'inti era rimonta annuale; 4° Di cedere le tenute di Per.sano e di Grosset; in libera pr~-, prietà al ministero della guerra . .
UNO SGUARDO ALL A.
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MARZIALE BIANCHI
STORIA DEL RECLUTAMENTO<'t
Af'finchè l'organizzazione di un esercit.o corrisponda al suo scopo, che è di preparare le forze di un paese e porle in condiz ione· d'imprendere la guerra e.olla m~ssima potenza d'azione, è mestieri anzitut.to che l'orgnnizzatore tlisponga d'un personale scello, capace di sopportare le fatiche ed i disagi della vita militare, fermo e valoroso nei peric_oli della gnena. L'uomo quindi considerato sotto il duplice aspetto della sua forza fisica e morale ne è l'elemento principale. E dico forza fisica e nwrale, imperocchè la potenza onde una nazione guerriera soverchia e vince un altra non è ripo~ta solameme nella fo1'.za bruta e materiale del numero dei combat.ten ti, nella gagliardia e durezza de' loro musco Ii; ma concorrono a costituirla anche altri elementi d'ordine mo.:. raie, fra i quali il grado di civiltà. del paese," l'educazione politica e patriottica. la fierezza del carattere, l'ingegno e la coltura dei ci ttadini. Errerebbe perlanto grandemente colui, il quale intendesse la guerra siccome un ·urto meccani co di due forze contrapposte, giacché in questo caso ei non guarderebbe eh~ alla nozione, all'apparenza della lotta, ai mezzi, agli strumenti materiali dell'azìone mili lare.
n'AonA
Capitano di cavalleria.
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!lì Questo seri lto forma parte di una conferenza d i presid io su l Reclutamento, dal Ministero della Gue,rra giudicata meritevole di essere pubblicata nella 11ivista ,llilitare.
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UNO SGUAR DO
La quantità e la vigoria fisica dei combatten ti, sono, è vero, tra le cause più effica ci d'un buon successo in guerra; ma ad ottenere falli rilevanti e decisivi bisogna aggiungere acl es:;e anche quelle~ cause d 1e hanno rad ice nel cuore e nella mente umana, cioè quelle forze morali e int.ellett.uali , la cui origine sta nel complesso delle condizi oni sociali e sono l'anima che muove e dirige ogni impresa gtrnrresca. Nè altrimenti si potrebbero spiegare le ge5ta gloriose dei Greci di Milziade, i miracoli operati da Alessandro co ntro la moltitudine dei barbari del l'Asia, da Cesare nelle Gallie ed in tempi a noi pi ù vicini da Federi co II in Germania, da Napoleone I in tanta parte d'Europa , da Moltke in Boemia ecl in Francia: tutti fatti memorabili , ad ottenere i quali più del numero e della forza fisica delle mas&e, contrib uirono il valore, la disciplina, lo spirito militare delle truppe od il genio clei capi. Raccoali n ore ed ordinare tali elementi di forza è il primo . incarico dell'organizzatore militare, e l'insieme dell e operazioni colle quali si fa quesl'accolta, nel linguaggio mi litare, prende la denominnzione di reclutamento. 11 reclutamento, come base della costituzione dogli eserciti, trae la sua origine dal bisogno che hanno le associazioni umane, politicamente ordinate, di provvedere co ll e proprie forz e alla loro sicurezza interna ed esterna e tutelare nel loro seno lo sviluppo dell'attivi tà produttiva, le fonti preziose dello pubb li ca prosperità. Il r11clutamento è istituzione poli.ti ca e militare allo stesso tempo , e ciò in causa dei grandi interessi so~iali e militari che hanno rapporto con esso e per la grande influenza che esercita sulla valitudine delle forze miiilari, sulle condizioni economiche delle popolazioni e sulle finanze dello Stalo . Le questioni infatti riferentesi al redutamento interessano in grado eminente l'esercito, perchè il suo valore e la sua solidità dipendono dalla quantità e quali tà delle forze reclutate; interessano l'economia delle popolazioni, poichò dove la distrazione che si fa delle braccia più vigorose dal lnvoro dei campi, dalle industrie, dai commerci e dalle arti non fosse regolata saviamente e con equità, ne avverrebbe gran nocumento al normale s,1 iluppo della vita sociale; interessano le finan ze, perchè le forze da recl utarsi devono essere in proporzione colle finanze dello Stato.
ALL A STOnl/\ 0 1;:L RE CLUTA)'lENTO
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Pert.anto una buonct legge di reclutamento, oltre di dare regole giuste e rigorose per la scelta del per:;onale mililare e per stabilire i doveri dei ciLLadini relativamente al servizio, deve anclie avei'-e di mi ra la conciliazione, in tutti i casi po:;sibil i, degl' interessi della società e della famiglia con quell i dell'esercito, pra5cegliendo appunto quel sistemn che torni piLLacconcio ad assicurare all'esercito la massima fo rza in guerra, senza ledere di soverchio lo stato :;ociale nei periodi cli pace . Qui sla, ed è evidente, la grande cliffìcoltil del problema. I sistemi di recl II tamento usati oggi presso i vari Stati d'Europa, :; i possono riassumere in due: quell o che obbliga tutti indistintamente i cittadini, che ne abbiano la vol uta attitudine, al servizio militare per:;onale: quello che esclude ogni obbligo di servizio, ed ammette all'arruolamento solamen te quelli che si prestano volontari , · Illed iante un compenso in danaro , - l'ingaggio. :le! primQ caso, il servizio militare è riguardato come un dovere sacro por ogn: cittadino, e l'esercito che ne risulta costituisce la vera rap pre:-entanza armata della nazione, poggia sul tenono solido, ha hasi forme ed incroll:1bili ed offre sicura guarenlia in ogni tempo e di fronte a qualsiasi eventualità. Nel secondo caso invece, il servizi o è ritenut ) come un mestiere che viene abbracciato da una minima parte di cittadini, e l'ese1·cito, cosi formato, non può essere· che un'istituzione speciale, un impiego pubblico le cui fo ndamenta sono poco sol ide e la vita precaria ed incerta. È evidente che, messi a confronto i due sistemi, qLlello del servizio obbligatorio e personale sarà sempre preferibile a quello volontario per ingaggio. Ed eccone alcune ragioni. 11 sistema dell'obbligo generale e personale, mentre non apporta grav i incQnl'enieoli in società, soddisfa pienamente alle esigenze tattiche dell'arte mili tare moderna, ponendo a disposizione degli eserciti l.utte le forze vivo di un paese, e mettendo in pari tempo una. nazione in condizioni ta li da olleuere, di fronte alle altre, quella importanza politica e militare ch e deve avere una grande potenza. Il sistema de! reclutamento obbligatorio è basato su principi i d'eguaglianza, essendo informato a quel sommo precel.Lo del giure pubblico moderno, che vuole i cittadini cli uno Stato ugnali, nei doveri come nei dirilli ; ed è quindi eminentemente giusto. E anche moral e,
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UNO SGUARDO
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escludendo dal senr1z10 delle armi ogn i hassa idea di mesliere, di lucro e di casta avente Lenclenze Pd aspiraz ioni cl i,,er3e da quelle del rimanente della cittadinanza: il che eleva la dignità personale del sol.lato e tiene lontano da infl uenze perniciose il JJresti"gio dell'esercito. L'applicazione d'altronde di questo sistema, malgl'ado il momentaneo disturbo che pnò portare nel congegno dell'o1·ganismo sociale in tempo di guerm, produce tali e tan ti benefizi duratnri nella vita intima delle nazioni ; da renderlo sempre più degno di considerazione. E sono grandi benefizi qnelli che la comunanza della vita mili Lare - scuola d'istrnzione e d'educazione - produce in società, col modifica re iI carattere, l' indole e le abitudini, nnn sempre buone, dei cittadini, piegando gli ani mi, anche i più pervicaci, a sentimenti d'ordine, di rispetto alle autorità delle leggi, di deferenza verso le persone colte e diibbene, affor,mndo lo spi rito di solidarietà e di fratellanza tra le varie clas:;i sociali, inspirando sensi di lealtà, -di decoro, di dignità e d'onoratezza in tutti. Il sistema del reclutamento volontario invece, se favori sce gli inloressi peculiari dei singol i cittadini, i qùali possono attendere nlle loro professioni ed ai loro mestieri senza che il pensiero del serv izio 1nilitare, o poggio, quello della guerra ne turbi i sonn i lranquilli , nuoce però alla q1w.lità e qnantità delle forze militari ed arreca danno manifesto ed il'l'epnrnbile alla di fesa nazionale , appunto perchè i voloillari non si possono reclutnre faci lmenle ed in numero sufficiente q11andt1 se ne senle pi~ forte ed urgente il bisogno . Vedremo in seJnito qnali altri inconvenienti apporti questo modo di reclutamento volontario .
tema di andare et'l'ato, che questo sLesso pri ncipio, per ·lo più si man ifestò in tempi di ciYiltà non co1Tolta, venne meno in età. povere di virtù civili e riapparve quando la civiltà moderna volle ordinarsi sulle bas i del diri tto e della giustizia. Presso gli antichi popoli , fra i quali il privi legio della cittadinanza era accordato alla soia parle eletta della popolazione e ciiniegato alla moltitudine smisurata degli schiavi, alla milizia non potevano appartenere che i soli citLadini·, -poichè difendere la patria colle armi era allora riLenuLo co111e un diritlo civile, una prerogativa onorifica della quale i cittadini erano molto gelosi. Però i cittadini, senza eccer.ione cli nas.cita, di classe e di censo, se validi, erano obbligati al servizio militare dalla prima giovinezza sino a che conservavano la robustezza e l'attitudine per la guerra. La Grecia ai Lempi gloriosi che trascorsero da Liéurgo a Epaminonda, dn Milziade a Temistocle, si può dire, · che foss e un vasto istituto mili tare. Le leggi licurghi ane dannavano alla morte i nati con imperfezioni fisiche che li rendessero non adatti al servizio della patria, e tutti gli altri dai 16 ai 30 anni venivano esercitati nei puhblici ginnasi nella ginna:;tica, nel maneggio delle anni, nell'arte di combattere e nella lotta, spesso con armi offensive. In Atene i cittadini erano vincolati al servizio mi litare dai 116 ai 60 anni; in Sparta dai 20 ai 60, ma per la difesa della patria prendevano le armi anche i giovanetti ed i, vecchi. Filippo il Ma.cedono costituì la milizia stai.l ile ed i suoi soldati sceglieva fra i migliori per robustezza di membra e sveltezza. In Roma i citta dini erano votati alla difesa della patria, ed appena raggiunLo lo sviluppo· delle forze fisiche, erano tenuti a prendere parte alle esercitazioni cli Campo 1lf arzio, dove erano addestrati nella ginnastica, nel maneggio dell 'asta e della daga, a trarre il pilo e le armi da getto, alla corsa, al salto coll'armatura pesante, al nuoto e nei veri modi di combattere adopora.ndo armi più gravi di quelle che usavansi in guerra . . II delectum, ch'era il modo di reclutamento dei romani, secondo Polibio ('I) consisteva nella cerna che i Tribuni faceva.no degli uomini per la formazione clelle legioni che occo rrevano per la guerra.
Onde riuscire però allo scopo principale che mi sono proposto con questo scritto, considererò ora il sistema dell'obbligo gene1·ale e personale al servi.zio militare da un punto di visLa più allo, e la sloria, che è il codice delle nazioni civili, mi servi rà di guidfr. t storicamente accertalo che l'adozione del principio dall'obbligo generale al servizio delle armi, formò io tutli i tempi la gloria e la grandezza dell e nazioni guerriere; menLre per contro l'abbandono cli esso segnò un primo sintomo della loro decadenza politica e mi- . li Lare, fu la c.agione efficiente della loro ruina. Dirò di più, e senza
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(l) Frammento ciel Libro VI
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da Caracalla a coloro che fasevano parte dell'ordine dei curiali ed ai loro figliuoli, ai coloni e ad altri, resero il clelettò crenerale impossibile e difficile più che mai l'attuazione dell'obblig; di servizio. Per tal fatto gl'Imperatori che successero si trovarono nella necessità di rinunziare adirittura. al servizio obbligatorio e personale ed adossarono alle varie provincie l'obbli.cro di somministrare un . ~ . dato numero di uomini per la milizia \11 ), il quale numero in molte ' provincie non altrimenti potevasi radunare che reclutando schiavi spesso tra quelli che i padroni ripudiavano, o barbari. Ed infatti una grande quantità di barbari entrò nelle legioni sotto Claudio II, soUo Probo e Costanzo Cloro. ~~a, coll'andare del tempo, crescendo nella provincia, come nella capitale, la reluttanza dei cittadini a servire nelle leo-ioni e non trovando d'~ltroride troppo facile reclutare volontari :enza' compenso, fu forza tmporre tasse ai facoltosi, onde procurare, mediante danaro, il contingente richiesto; ed in conseguenza J'arrnolament•J non solo ~i schiavi e di affrancali, ma anche di prigionieri di gue~-ra, d1 malviventi, di facinorosi d'ogni risma e dei più vili rifiut1 della società. Costantino '1 per impedire la dissoluzione delle sue legioni dava la caccia a quanti non avevano mezzi di vivere e li condannava a servire f,Jrzatamente. E siccome con tale razza di ribaldi, indigeni o stranieri, avvenivano soventi diserzioni, ordinava che alle nuove recl11te s'imprimesse un marchio indelebile sulle mani ond'essere riconosciuti, e se disertassero si classe loro la morte (2). I plebei che nascondevano un disertore erano condan~ nati ai lavori forzati nelle miniere, ed i ricchi alla perdita della metà delle loro sostanze ..Ma non ·ostante le diserzioni continuarono~ e,~ad~lo:e !a forza ~iusciva ad impedirle, fomentava peggiori atti d md1sc1phna, fra I quali la insohordinaziorie e le sedizioni che p~1:turb~rono soventi l'ordine delle legioni. A quest'epoca il servizio lllllitare era ritenuto cotanto odioso che , i cittadini romani,, seco1;do attesta Ammiano Marcellino, ricorrevano alla mutilazione del pollice. per sottrarsene (3). Ad arrestare il male che acce.leraya la ruina della .Potenza ro~
Il numero richiesto per ogni legione era di 4500 o di 5000, secondo le circostanze. Nei primi tempi s'incominciava il deletto dei fanti, ed indi facevasi quello dei cavalieri; in seguito i Censori fecero prima la scelta dei cavalieri fra i nobi li ed i più ricchi censiti ed il rimanente era assegnato alla fanteria. L'obbligo del servizio era fissato dai 117 ai 45 anni ; però dopo 116 anni di servizio continuo i legionari_erano sciolti dall'obbligo di servizio nei tempi normali~ in tempo di guerra però tutti ·riprendevano le armi come e'Oocati. Esenti in pace erano i magistrati, i sacerdoti e gli auguri; esci.usi gl'infami, gli schiavi, i libe1~ti ed i barbari. Iu tale maniera facevasi il reclutamento nei tempi più liberi di Roma. All'epoca delle guerre civili, o più specialmente al principio dell'impero, si manifestò in Roma un sintomo di rilassamento mora.le, un primo segno di quella lunga agonia che trasse allo sfacelo l'iinp~rio d'Occidente. Ed una causa di questo fatto potrebbe ascriversi ~Ile modificazioni introdotte nel reclutamento. Ottaviano Augusto, mancando di mezzi pronti per rifornire di combattenti le legioni di Germania dopo la disfatta di Varo, ricorse al peggiqre degli espedienti, che fu quello di arruolare schiavi, affrancati e barbari. Che se un simile mCldo di r{3clutamento produsse un indebolimento nello spirito di corpo, cotanto profondamente radicato nell'animo del legionario, ai giorni di Cajo Mario, in epoca di maggiore corruttela non poteva che distrnggere il prestigio delle vecchie legioni. Il che ebbe per effetto, che il servizio militare, già di venuto pesante per le grandi e continue fatiche e per i sacrifizi che imponeva, divevenisse anche odioso ai cittadini romani, i quali con ripugnanza si vedevano cunrn1ati cogli uomini più spregevoli dell'impero. e peg· gio, coi barbari mercenari. E questa ripugnanza andò sempre aumentando coi sussseguenti Imperatori. Tiberio lamentava la mancanza di cittadini che s'assoggettassero volonterosi al servizio delle legioni. Nel censo eseguito dall'Imperatòre Claudio (48 anni dopo C.), mentre si numeravano 3 milioni e più di cittadini atti alle ai mi, si vide nonostante il triste spettacolo di dover completare l'arruolamento delle legioni con gente ignobile e spregievole, che una volta era riguardata indegna di eppartenervi. Né questo difetto di citta:dini cessò quando la cittadinanza fu estesa a tutta Italia. Le esenzioni accordate anzi
(I) Codice teodosiano: Lih. XII T1 t. 8-3. (21 Id. VII e XVIII.
(3) Lib. XIII, Cop. 4 . ANNO XXVI, VOL. ).
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mana, invano scrissero Quintili.àno, Plinio, Giovenale e Tacito. Invano, a rialzare lo spirito militare, cotanto depresso nelle legioni, Vegezio Renato, nel secolo 1v, tentò far rivivere le tradizioni gloriose e l'arte _della guerra dei bei tempi di Roma col sno libro Epito1ne 1·ei rnilita,,1·is: il marcio era nell'organismo sociale, era nelle ossa del corroso colosso dell'impero, nè questi avrebbe potuto sanare una piaga incancrenila, come non lo a,,evano potuto, prima di lui, Sesto Giulio Frontino ed Eliano coi loro stupendi libri (1 ). Inso mma quando appunto l' impero s'avvicinava all a fine, i Cesari, reluttanLi i cittadini romani, 'doveLLeroaffida1:ne la difesa alla fede sleale cli barbari mercenari, la maggior parte dei quali era:no germanici, nemici accerrimi ed .irreconciliabili di Roma; e ne avvenne che, mal difeso il grand'imperio cl' 0ccidente crollò , e la potenza e la civiltà latina si dileguarono·e sparjrono dinanzi alle irruzioni devastatrici dei barbari vincitori.
Questo sistema di reclutare Je forze per la guerra, durò per Lutto il periodo più barbaro del medio-evo; disparve col rinascimento ' nadelle libertà comunali, primo barlume d'una novella civiJtà scente. Coi liberi comuni riapparve l'obbligo generale del servizio mii itare; imperocchè a tutelare le franL:higie conquistate fu d'uopo· ritornare all'antico modo di reclutamento, armare Lutti gli uomini validi .per la guerra e farli combattere. Una legge provvida di questo tempo costringeva gli uomini dai ,J 7 ai '70 Mni di accorrere in arme alla difesa delle patrie mura tutte ,,olle che la campana della parrocchia suonava a. stormo. Ogni quartiere aveva il suo gonfalone, attorno al quale s'adunavano gli armati e si formaYano in compagnie sotto capi da loro eletti . I ricchi componevano le compagnie dei cavalieri; gli altri, parte armati di picca e d'alabarda, parte d'arco e di balestra, costituivano la milizia che in Italia si chiamava orcli:na11,za. Caduti anche i comuni, i fendi si ricostituirono; ma lo sminuzzamento anteriore si ricompose in corpi maggiori che furono chiamati principati. ducati , regni , repubbliche. Allora cessarono le guerre tra città e città, trn barone e barone ed incominciarono quelle più importanti tra Sta.to e Stato. Quindi il bisogno di forze maggiori per far fronte agli avvenimenti guerreschi di maggior mole. Vi si provvide levando per forza uomini dalle città soLtoposte direttamente alla suprema auloritii del sovrano e dalle terre feudali: l'obbligo genera.le· del servizio ora spartito per la seconda volta. Un.tale sistema non poteva dare i risultati che i capi dei nuovi Stati si ripromettevano, opponendovisi risolutamente il Yolere deicittadini, i quali non intendevano prendere le armi per una .causa che non era la propria. Ed una tale opposizione non poteva vincersi, nè coi mezzi di rigore, .perchè generale, nè coi modi blandi del la persu~sione, perchè inefficaci tra il padrone assoluto ed il suddito oppresso che si ribella. Fu quindi necessità provvedere a nu<•ve milizie assoldando uomini che si dedicavano di loro elezione al mestiere · delle armi; cl' onde l'origine delle bande mercenarie, o compcignie di vent1.wa. Qualche Stato ebbe mercenarie solamente le truppe; qualche altro il capitano. Ma quando il capitano di ventura divenne un mestiere
Caduta Roma, successe il medio evo, età in cui erasi estinto quasi ogni lume di civiltà, e l'obbligo al !iervizio militare sparì interamente dalle terre concruistale. Allora, solamente il popolo vincitore stava in armi e sempre pronto a combattere al primo cenno del suo capo; i vinti, i l1egeneri nipoti dei conquistatori del mondo, furono privati delle armi, P,erchè spogli d'ogni diritto civile. Alle ·legioni romane subentrò una miliziacomposta di soli barbari, senza ordini e male armata, ma animata da spiTito guerriero. Questa miJizia formò l'ai1èllo intermedio tra la milizia romana e la feudale. Nel feudalismo, il popolo, affisso al suolo e fa.tto sch iavo della gleba, dipendeva in tutto dal volere del su.o $ignore diretto, baro o :ba-rone. Ciascheduno di cotesti signorotti, soggetti pur essi per ragione feudale, al sovrano (Tmpetatore o Re), era in obbligo, in caso di guerra, . di somministrare un certo numero d'uomini d'armi scèlti ne;i comuni a lui sottoposti. La raccolta di qt1este torme feudali si faceva in forza dell'eribdno, che era l'ordine dato dal barone per la chiamata sotto le armi degli uomini designati alla milizia. La pedonaglia armata ed arredata dai suoi padroni, era condotta in campo dai padroni medesimi. .(1 J Sl1·atagematicon -
De instruenqis arcibus.
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lucroso, ciascun capitano ingaggiava, a sue spese, la propria compagnia e la portava al soldo dello Stato che pagava meglio . In Italift, in causa deWinfiacchimento morale dei cittadini, queste compagnie di venturieri o, per meglio dire, queste bande di masnadieri, oggi accolta di soldati, . domani di predoni, oggi al servizio d'uno Stato, domani contro di esso, pigliarono proporzioni esorbitanti, desolando le terre ed immiserendo popoli e Stati. I soli duchi di Savoia non sentirono mai il bisogno di' questi mercenari, poichè eglino levavano le loro milizie nelle proprie terre e ne erano i condottieri in guerra. · · Però, a vero dire, le compagnie di ventura che in pieno ser,olo xv erano ancora il flagello dei paesi che le assoldavano, infami. e.scellerati in Italia, pur senz~i volerlo , nè saperlo, opporlarono·un progresso nelle arti di guerra, da tanto tempo stazionarie, gettando il primo germe del rinascimento degli eserciti permanenti.
Nel secolo xvr gli Spagnuoli tennero il primato delle armi, sopra tutto per là bontà della loro fanteria levaLa per forza dai villaggi e dalle campagne a 17 anni e costretta a senire sino ai 40 . A questa epoca in Ispagna, per quanto guardava il reclutamento, si conservava ancora qualche a,1anzo del medio e,;o, e::;senclovi clei paesi, la Castiglia ad·esemp io, dove i signori erano ancora in obbligo di somministrare al Re, in tempo cli guerra, un numero di 200 lance, di cavalleggieri e di giannetti. L'Inghilterra raccoglieva le sue trnppe da suoi contadi per foria e pet' armolamento volontario cli nazionali e stranieri. I pedoni reclutati per la guerra raggiunsero spesso un grande numero . << In · << uno dei 39 contadi Iie1 qnali è divisa l'Inghil terra, in quello di « Jork, scrive il Micheli ambasciato1·e veneto (11) è famasiano stati << inscritti nei momenti di bisogno 70, 000 uomini. )) E parlando dì quelli che si arruolavano· volontariamente, soggiunge: « Anche « costoro sariano stati molti, essendosi osservato, che gl·i eserciti << volontari che più volte hanno passato il mare colle genti del Re <( (c()me quelli di Enrico VIII nelle imprese del 15·12 e 11544) an:i« va.rono al numern di 50,000,, e sariano $lati molto più se no,n si « fosse avuto rispetto alla spesa mandandoli fuori del regno >l . Vere truppe stabi°Ji ebbero anche la Russia e la Turchia, le qnali contraevano' per una metà la ferma pern:ianente per lf 2 anni e per l'altrtt rest~wano semplicem~nte ins<~ritte per la guerra. Si chiamavano sterliui quelle stabili dell a prima e giMinizze-ri quelle_ della seconda. Nel 1545 Francesco I di-Valois, volle organizzare con soli Francesi le sue legi oni, di,pa;rtim,e;r1,tali , formate·ad imitazione delle le- · gioni romane. Ogni legione era composta di 6000 uomini presi per forza e generalmente mendicanti, vagabondi e gente cli mal fare. Carlo IX, nel 11570, trasformò le legioni in reggimenti; e quando la guerra di religione infieriva più che mai in Francia, t;iLenenclo queste truppe nazionali, o partigiane o poco fide, le disciolse e ritornò all'art'Uola.mento di mercenari sviizeri e valloni, co i quali costituì le insegne di 2300 archibugieri con ferma permanente, tenendo le milizie provinciali in congedo, co1110 truppe completive per la gnerra. ·
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Dopo la vittoria di Calais (4J-50) e la cacciata degli Inglesi dal territorio francese, Carlo VII formò una milizia nazionale, una parte della quale, la cavalleria, che fu chiamata geindarme1·ia, o com,pag·nie d'ord:inanza, ebbe forma permanente e costituì il nerbo principale dell'esercito , e'l'a.ltra, i franchi arcieri , forma temporanea coll'obbligo di servire solo in guena . Le compagnie · d'ordinanza erano volontarie e scelte tra le chtssi atte della cittadinanza; i franchi arcieri invece, presi preferibilmente tra coloro che ave,,anoserv ito nelle mi lizie comunali omercènarie, erano provveduti dalle provincie, in ragione di un uomo per ogni M fuochi, ed erano armati, vestiti e pagaLi dalle proprie parrocchie. Questa fanter ia non potendo acqnistare, restando alle proprie case, nè istruzione sufficiente, nè disciplina fu sciolta da Luigi XI e riformata di Svizzeri . · Al tempo di Carlo VIII la fanteria francese era composta di battaglioni svizzeri e tedeschi e di fanti leggieri francesi , specialmente gnasconi, arruolati per ingaggio. . Carlo il Temerario ebbe anch'esso compagnie d'ordinanza e fanterie formate di mercenari tedeschi, inglesi ed italiani. Il reclutamento dei tedeschi, come quello dei vari Stati d'Italia, si faceva per mezzo di i;onclotte, meno i V~eziani che traevano le loro miliz ie per forza dalle loro provincie continentali ed ingaggiavano fanti schiavoni e cavalieri albanesi e greci, chiamati gtadioti.
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Ma i n~e~·cenari svizzeri e valloni non soddisl'ecero ai bisogni ~ella guerra cmle, perchè non in numero sufliciente. Ristabilitos i quindi l'ordine per_l'ab iura di Enrico IV, R.ir~helieu allargò le basi del reclut ~n~ento m m_odo da assicurare alla. !<'rancia, in ogni contingenza possibile, una riserva nazionale di 60,000 uomini, presi dalle arti e c~ai mestieri , _r,.'a i più acconci al servizio militare. E queste forze un1_tc alle .stabi li b_astaro~o a togliere ai protestanti ,la Roccclla, a ~mcere_11 duca d1 Savoia e dettare ai Tedeschi ed agli Spagnuoli la pace eh Cherasco. Conservando questo stesso sistema di reclut.:tmento, la Francia polè pure fronteggiare i pericoli della /)'uerra della Fr0ndn che intorbid? il principio del regno di Lui; ( XI V. Ma quando le guerre _si resero grosse ~cl il regno en't investito ed assalito d'ogni parte, il gran Ile provvide alla salute delllo Stato con una leva nazionale, che obbligava ogni comune a dare un numero d'uomini arma~i ed equipaggiati per due anni, in propol'zione della loro popolazione. Q~testa l~va. aumentò le fot~11e attive di ·I5,000 comballenti, i quali corrlr1bu1rono a porre la,- Francia in buona condizione da schermirsi co11tro gli sforzi po.tenti e simultanei dei suoi nem ici. Queste truppe fu'.·ono 1iconziale dopo la pace di Ryswyk; ma si t~rnò allo stesso sistema al cominciare della guerra della :successione dt Spagna, nel qual tempo si raccolsero 3i,OOO uomini, che restarono sotto le band iere sino all a pace di Utrecht. ~~I ·1~26, P.~r fa·pri~a :olta, le leve si resero annuali in Francia . ~U1g1 nefl intento eh rimediare al dissesto portato nelle file del1e~erc1Lo de! mal. gov~rno della Reggenzn, volle ricostituirlo., con s~I1 efem~ntt nni1onal1 per mezzo della coscrizione. Ottimo provved11nento invero, che avrebbe potuto dare buoni risultati · faddo, ·1 r . . d' ' ' 'e l 1avo_nt1s~o ~· 1 co~·te c_he infeudava i gr~~li d~ll'alta gerarchia agiova'.11. va~1to:,1 ed me~L1, sol perchè nobili e ricchi, le esenzioni ed i pr1V1 legi che s:accord~van~ ai. fi~l i dei gentiluomini , a quanti indoss~v~no la ''. ''rea duna fam iglia nobile, al clero, ed ai pubb lici ammin_1stratori non ne_ ave~s~ro paralizzato la retta applicazione. I~ ogm modo una tale d1spos1z1one, che faceva graviLal'e sulla classe prù povera il servizio mili taro, fu esegttita rigorosamente. Non ammessa sostituzione di sorta e vietato l'arruolamento volontario, Ja
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sorte doveva decidere dei giovani inscritLi a n anni. Cb i non si pr~entava alla ch iamata era condannato a fare il soldato per vita; chi, dopo arruolato, si rendeva disertore, era punito cli morte. L_a durata del servizio sollo le armi fu fissala, in sulle prime, a /4. anni, ma le varie · classi si rinnuovavano per la meLà dopo due anni cli servizio. Nel 1736 il serl'izio attivo fu portato a 6 anni continui ed il rimanente del tempo del vincolo i soldati lo passavano in congedo illimita.to, nè erano chiamati sotto le bandiere che per qnalcbe mese, per la propria istÌ'uzi one; in caso di guerra q nesta truppa in congedo che si chiamava mili:ri(i prooinciale, veniva fusa nel la linea, la quale era costituita da truppa stabile, reclutata per danaro da stranieri e tlall ll plebe di Parigi. Un qualche progresso tro viamo in Prusi;ia dopo la. morte cli Federico Guglielmo l. Federico IT fatto re, coll'occhio intelligente dell'uomo filosofo e politico fissa lo sguardo nell'anenire e v' intravede la possihil ihil cli dare maggiore estensione alla sua potenza. V'era in ciò un intcl'csse vitale, imperoccltè il suo terri lorio che si stenclel'a sul Weser, sull'Oder, sull'Elba e sul Reno, era interrollo, slegato, di viso nelle sue parti , moncanLe di fÌ·ontiere naturali e cli comunicazioni dirette : il che evidentemente era causa di debolezza ecl un pericolo pennanenle contro la sicurezza del suo Stato circondato dalle più grandi potenze, come la Francia, la S,•e;1,in, la Russia. e l'Austria. Federico formò nella sua mente un grnncle progetto cl i co nquista. Egli aveva ereditalo un esercito cli 70,000 nomini islrntto e disciplinato, ma non educato alla vitit mili tare, non rotto ai disagi dei campi, non fatto alla guerra. E suo primo allo di governo fu quello cli mirrliorarne le condizioni , senza far ca mbiamenti essem: iali nel o . suo organamento, ma regolando con leggi la coscrizione, formando i reggimenti di sol i tedeschi, ingaggiando forestieri solo per tenere al completo la fo rza cli guerra, sop1·aLutto quella dei cacciatori, i cui battaglioni erano l'orinati di uomini valorosi e provati, scelti fra i guarda cacce, fra guardie forestali usi all earmi e provetti tiratori ed anche fra i disertori nemici, che accettando l'assoldamento davano prove sicure di risolutezza e di · valore. Dnt'a.nte la guerra dei sette anni, oltre i cacciatori regolari Federico ingaggiava batLaglioni interi cli corpi franchi da contrapporre alle bande dei par-
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tigiawi croati ed ungheresi cho infestavano vari punti della frontiera. In tal modo il Re di un piccolo Stato di 6 mili oni d'ab itanti, potò intraprendere la prima guerra di Slesia con 80,000 uomini, i quali _nella guerra dei sette anni mggiunsero i 200,000. I quadri di questo esercito erano molto ristretti, poichè Federico aveva per massima pochi generali, non molti iiffì,ciali, molti e buoni soldati . L'ammirazione per l'?ederico n e pel suo esercito, si propagò fra i suoi nemici, ed i Francesi in specie posero ogni impegno per imitarne l'organizzazione, la tattica, le regole stesse di disciplina e sino le di,,ise delle varie armi e la immobilità noi ranghi ; ciò che fece dire a Lukner : voi tormentate inintilmente i vostri soldati, ma non 1·iusci-rete mai a farne dei 1'edeschi. Ecl era vero. La Francia, di ssanguala per le lunghe guerre, stremala nelle finanze por il lusso o lo spreco diso uesLo del danaro fatto dalla Reggenza e da Luigi XV , infiacchita cl'animo e di corpo per la co rruzione -genera le, al tempo cli Luigi XVL aveva perduto la sua superiorità militare e la fama di nazione gnerri era. Il duca cli Choiseul, ministro della guerra, volle rendere le leve più giusLe e meno onerose, cercando cli eliminare, o quan to meno, scemare gli ostacoli che i privilegi opponevan.o al regolare reclutumento dei quadri o delle truppe; ma_falli allo scopo, porchè era ìmpossibile sradicare con simile espedienLe un malo inveterato e profondo. IntanLo il malcontento cresceva in !?rancia, ccl i prnni statomi, precursori della tempesta, èransi manifestali appunto in quei momenti in cui lo spirito di emancipazione e cli libertà si rivelava potente. . E non andò mo lto inf'atLi, che le idee filosofiche, che furono la caratteristica dello scorcio del secolo xnn, ayessero ht loro pratica appli cazione. Colla ri,,oluzione del 11789 la Francia ruppe l'anello che.le stringeva al medio evo, e la moderna civ,iltà pigliava. nuovi atteggiamen ti e si componeva a nuove forme. Rinata a liborlit, la Francia sentì subi lo il bisogno d'innovare quanto appa rteneva alle istituzioni sì politi che che mi litari del passato. Stabilito infaLLi , come primo clovere del ciLtadino di(enclere la patria collo armi, appena si manifestò la necessil~t di pronti provvedimenti contro le minac00 occulte o palesi del!' Europa, la Conven-
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zione, con decreto del 22 aprile tl79 1I , estendendo a tutti indistintamente i ciltadin.i l'obbligo personale al servi-zio militare, ordinava una leva qi 300,000 uomini por la formazione d'un esercito nazionale. Nello stesso anno decretava un altra levata di i!00,000 t~omini per sostituire le mil izie pl'Ovincial i della inonarchia che erano state abolite. E quando la procella si scaricava furiosa contro la giovine repubblica, ed un esercito prussiano comandato clal vecchio generalo Brunswick, appoggialo da nn grosso corpo austriaco, passava il Reno e s'avanzava verso le Ardenne; quando i Piemontesi si mostravano sulle Alpi in armi , gli Spagnuoli guardavano i Pirenei ed il naviglio inglese correva le acque delle coste francesi in contegno tutL'altro che amichevole, allora la difosa della indipendenza. nazionale richiedeva maggiori sacrifizi d'oro e cli sangue, e questi non potevano sgomentare un popolo acceso di passioni violente ed intento a far rispettare i suoi diritti a qualunque costo. A toner testa. alla. formidab ile coal izione dell'Europa, con decreto del '.ilO luglio ,179'2, la Convenzione ~lichiarava la patria in pericolo ed ordinava una leva generale, pena la morte ai refrattari od ai disertori. I buoni cittadini corsoro vo lentieri alle armi per amore di patria e per clìsdegno contro l'ingiusto intervento degli strauieri, altri per la speranza di rapidi avanzamenti, molti por paura della ghigliottina. In ogni modo si oLlenne in breve tempo di riunire tanti soldati i'mprovvisati, da formarne le ·H armale, le quali con miracoli d'eroismo, non solo difesero l' indipendema respingendo dai violati confini gli eso1'citi invaso ri , ma vittoriose portarono nei paesi nemici la. guerra e lo stendn.l'do della liberi.il.. L'epoca così bene iniziata dalla grande rivoluzione, fu continuata dal genio di Napoleone I. Gift _sino dal suo Consolato egli avova proYveduto a dare ordini regolari alla molti tudine dei combattenti Lumultuari'amente reclutati. Salito sul trono, no rese perfetti in ogni parte gli ordinamenti . Una delle qualità eminenti che clislinguevano Napoleone, era la incomparabile abili tà cli saper Ct'eare, raccogliere, ordinare e clare forza e valore ai snoi mezzi d'azione. Egli regolò la coscrizione a sorteggio, consentonclo però ogni genere cli sostituzione. Eseguì le leve senza urtare gli interessi sociali finch è le sorti della guerra corsero prop izie all'impero ; ma dopo gl' insuc-
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cessi di Spagna, dopo la catastrofe del ,18 12 fu forza ricorrere a mezzi straordinari , anticipando le leve ed aumentandone cli mollo il con tingente. Nonostante l'esercito francese fu vint0 anche a Lipsia, e quindi nuove imposte di sangue alla Francia, la quale, dopo 2~ anni di guerra aggressiva, era costretta a lottare in casa sua per clifendere la sua esistenza. Nel 118114 Napoleone affrontò i nemici vittorio$i con un pugno di coscritti, molti dei quali non avevano toccato i 19 anni; rinnuo vò gli splendidi fnLti del 1796, ma inutilmente, chè a lungo andare prevalse il numero e la tenacità cle'sltOi nemici. Nel 1815, tra il ·1° aprile ecl il ·1° giugno , riorgan izzò un esercito di 200,000 uomini, pari.e presi dagl i avanzi dal 118H·, parte da leve anticipato ed un grosso numero cla vecchi soldati elle volonterosi si o[ri,1 ano a servire l'imperatore; ma cadde per l'ultima volta, non per difetto di valore, o cli sapienza militare e pol iti ca, sibbene per un concor,:,o di fatti cui lo stes,:,o genio è impotente a vincere.
ereditario e diretta da Scharnhorst. E S~harnhorst, datto a buon cliriLLo il ristauratore della potenza militare del la Pruss ia, procedette con cura ed intelligenza nel suo lavol'o clandestino e nel ·18 1O potè .presentare al Re il progetto d'una nuova organ izznione mili tare, basata sul sistema regionale, che permetteva alla Prussia di tenere in pace una forza proporzionata alle sue ristrette finanze e cli avere in guerra un esercito numeroso ed istruito . Iufa.ui essa, lenendo sollo le armi l'effettivo impostogli di 42000 uomini. ma mandando in congedo illimitato le vecchie cla:;si, mano mano cho acquistavano sufriciente istruzione e sostituendo le colle nuove, dopo il decorso di 3 anni, cioè nel!' aprile del ,1813, aveva in pronto un ese1·cito di 120,000 comb1tllenti, ol Lre ad un· grosso corpo di cacciatori volontari improvvisati. Questo primo ordinamento era denominato krainpe1· system e mirava alla costituzione d'una forte riserva. Nel 18 1,i., dopo prescritta l'istruzione obbligatoria per tutto il 1·0gno, il Re di Prussia , colla leggo del 3 soLtembre stabil iva che l'esercito fosse la scuola di guerra della nazione in pace, e che in tempo di guerra Lutti indistintamente i ciLLaclini fossero tenui.i al serv izio mi Iitare. l n forza di questo nuovo ordinamento che fu dett0 landwehr syste1n, o clell' armaniento n-azioncile, cessato ogni privi legio ed abolita. ogni esenzione, i cittadini atti alle armi, furono vincolati al serviz io dai n ai 50 anni . Le forze mili tari della Prus;;ia furono in conseguenza divise in esercito e tandsturni. L'esercito si sudd ivideva: in esercito stanziale, che era formato dalla linea, cioè dalle 5 più giovan i classi dai 20 ai 25 anni cli età, e servivano 3 anni sotto le armi e 2 in ri serva ; in landweh:r. destinata acl a!Torzare l'esercito stanziale in guerra, che comprendera le Lrnppe che avevano servito in quest'eserciLo e si suddivideva : in 1° bando, clt e r iuoiva gli uomin i validi dai .23 ai 32 anni cli età, ed in 2° bando del quale racevano parte coloro che avevano servito nella linea e nel ·IO bando della landivehr o cbe non avevano oltrepassato il fi,0° anno d'età. li lanclursttirm, o leva in massa, era composta di tuLLi gl i 110mini dai 17ai 20 anni e dai ~.o ai i50, dagli esci usi per difetto d'attiLudine fisica dalla linea e dalla landwehr, e era chiamala solamenLe, in casi eccezionali , pel serv izio presidiale nell 'interno. TI contingente annuo era di k0,000 uomini; quindi
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Lo grandi vicende cli guerra dell'epoca napoleonica furono oggetto cli studi severi, e dappertutto in Eu ropa, meno che in Francia, , si fecel'o radicali mutamenti nelle militari istituzioni, e si accrebbe senza misura la mole degli eserciti, rendendoli in pari tempo mobi li eèl adatti a quel giuoco dell a massa che fn uno dei segreti dell e ,ittorie di ]apoleone. La Prussia, per la prima, diede tale sviluppo alle sue forze militari da sorprendere, a fatto cornpiut.o, l'Europa, e lo stesso ~apoleone. Yinta ed umi liata a Jena nel 1807, spogliata, pel trattato di Tilsit, delle provincie posseduto tra il Reno e l'Elba, ridolla acl nn piccolo Stato di /4. milioni e mezzo d'ab itanti e senza frontiere naturali, obhligata, per garanzia del vincitore a non tenere sotto le armi più di /~2, 000 uomini, fece proposito di reagire contro la.prepotenza. del nemico e rivendicare l'indipendenza. perduta. Essa, la. erede necessaria delle glori e cli Federico II, la quale nelle sue tradizioni mili tari contava i'e giornate cli Rosbak, di Leu ten e cli Torgau, non poteva indietreggiare per le grandi cliffìcolti1 che opponeva alla sua impresa la sorveglianza sospettosa cl i Napoleone, e confidente e risoluta si pose ali' opra. A tale oggetto, il re l?ederico Guglielmo III convoca·va segretamente una commissione presieduta dal Principe
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un esercito stanziale di Hl0,000 combatte1Hi con 60,000 di riserva ,e 200,000 di 11° bcindo; in totale: 380,000 uomini istrniti e disciplinati. L'esempio della Prnssia, non.fu seguito dalle altre potenze europee. L'Austria, dopo il trattato del 1181'!5, sciolse i suoi corpi d'armata ·e licenziò anche le truppe confina1·,ie, tenendo però sotto le armi una forza maggiore di quella che era nsa tenere prima della rivoluzione francese. Senonchè dopo pochi anni i movimen!i politici d'Italia la posero in seria apprensione e le fecero sentire il bisogno di ricostituire le brigate, le divisioni ed i corpi d'armala sul piede mobile. L'esercito austriiico che, al principio delle guerre della ri voluzione, era di 380,000 uomini, a quest'epoca ne contava 700,000, vari di razza, di rel igione, di ìingue. Il reclutamento ed ordinamento era basato, come quello del la Prussia, sul sistema regionale; ma alcune armi erano preferì bilmen te reclutate in determina te provincie per ragione di spe~iale attitudine. Così in Austria ed in Mo· ravia si levn.,•a la cavalleria pesante, in Ungheria ed in Polonia si reclutavano gli Usseri e gli Ulani, ne1 Tirolo ottimi cacciatori per valore, per destrezza ed abilità nel tiro, nelle provincie italiane i granatieri ed in Dalmazia i marinai e la fanteria di marina. Negli antichi Stati ereditari, tutti i ciLLadini erano tenuti al servizio militare, eccettuati i nob ili, il clero, i pubblici amministratori, i medici e gli avvocati; la durata_ del senizio era di ,J 4. anni sotlQ le anni e di 6 nella landwehr. In Ungheria non vi era regola di co scrizione: i cittadini val idi erano soldati ,per tutta la yj La. ,Solo dopo il 11830 quest'obbligo fu limitato a ,J O anni, e colla legge del 11840 fu adottato anche la leva per sorteggio. La nobiltà ungherese non era tenuta a prestare servizio nella. linea che volontaria, ed il clero era esente, meno in caso d'insurrezione, in cui Lutl.i i cittadini validi erano chiamati sotLo le armi. L' Ungheria non aveva landwehr. I cacciatori tirolesi che formavano un reggirne1Ho di 4 battaglioµi (Kaiser ,Téiger) servivano 8 anni; ma il Tirolo doveva a.vere 20,000 uomini di milizia (Landes-schùtzen) destinat<.1. in guerra alht difesa dei passi· alpini, ed era. fornuLa da caccia.Lori congeda.ti e da co loro che per esenz ione no.n avevano prestato servizio sotto le arm i. I confinari erano legali al servizi o dài 18 ai 50 anni, e di La.li soldati
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agricoli 8 reggimen ti erano recluta.ti ed avevano stanza in Croazia, 3 in Transilvania, e nel banato di Temeswar, 3 in Schiavonia (11), ed erano mobilitati solo nei casi imperiosi di guerra, specialmente nell'interno . Gl'Haliani et:ano obbligati a servire nell'esercito dai 20 ai 28 anni, e quindi venivano definitivamente congedati. Le · leve erano regolate nelle provincie italiane all'uso francese, e ne~snno,• aveva diritto ad esenzioni; anche i nobili erano tenuti aprestare servizio nei cadetti. Dopo il 1830 la durata del servizio mili. tare sotto le arm i venne ridotto in lutto l'Impero ad 8 anni, a 6 iD Tirolo. La Russia adottò il recluta.mento per le truppe regolari, le qual i; erano levate nelle provincie più popolose del vasto impero ed erano, vincolate al servizio per 20 anni, ,, 5, nel le trnppe attive e o nella riserva. Però un nkase po~teriore sostituì reclutamenti parziali, secondo il bisogno. Erano esenti: il clero, la nobi I tit, gli artieri; gli, altri cittadini, se libe1·i, potevano fars i sostituire; per il che·il servizio militare pesava esclusivamente sui servi e sui vassalli. Gl'irregolai·i, somministrati dal le, Siberie, dal Caucaso, cl.alla Filandia e daH'Oremburg, non avevano coscrizione, ma erano assoldati dalla prima giovinezza sino a che conserva.,:;sero le forze a prestare utili servizi . 9opo la rivoluzione del if 83 11 furono istituiti colonie mi-· litari, organizzate sul sistema dei co_nfinari austriaci, neUa estesa zona spopolata che si stende dal mar Baltico al mar Nero . Anche l'esercito turco, a questi tempi, fu organizzato a.ll'europe~, ed i pri1ni passi furono la. distruzione dei giannizzeri e l'adozione d'un arrnolamento re~olare. Però quantunque l'impero tmco con.-· tasse oltre a 36 milioni d'abita:nti, per la coscrizione non aveva dispo:qibili che "8,000 uomini, essendo esclusi dal servizio militare i Greci, gli ebrei e tutti gli altri cittadin i di religione non musulmana. Per i musulmani il serviz io era obb ligatorio e personale, meno in taluni e.asi prescriHi dalla legge. Non e$istevasurrogazione, ma mediante il pagamento cli mo lire turche (2300 franchi) al-· l'erario, il soldato della P riserva poteva passare alla 2". Il musulmano era soldato dai 20 ai .1-0 anni; · 6 anni nell'esercito attivo 1
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(I) Il corifine mil itare aust riaco comprende gra n par te dei CaHra stativa stabi liti dagli antichi Romani per la difesa d el la frontiera contro i barbRri.
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(nizarn} 6 nella riserva (redifs) ed 8 nella :2a riserrn (.~ta/fos). L'esercito regolare era reclutato tra i cittadini musulmani senza eccezione di sorta; l'irregolare era costituito in tempo di guerra dagli uomini che non erario in senrizio nell'esercito ed era. formato di fanteria raccolta dai pascùì, cln i vaivodi e dagli agà nei propri governi e di cavalleria composta per lo più di disertori audaci, abi lissimi nel cavalcare e ciecamente obbedienti . Gl'irregolari. erano armati ed equ ipaggiati a proprie spese. La Francia, dopo il ritorno de.i Borboni, pel puerile pensiero d'escludere dalle sue i;ti Luzion i monarchico-leggittirn iste quanto aveva appartenuto alla rivoluzione, sostituì alla coscrizione l'arruolamento per ingaggio e tornò alle legioni dipatt.imentali del secolo xvr, formando di più la guardia reale di mercenari svizzeri. La rivoluz ione del ,1830 rovesciò queste innovazioni che urtavano contro il sentimento li berale della Francia e rimise in vigore il sistema di reclutamento e gl i ordinamenti dei tempi napol eonici. In Italia, nel regno cli Sardegna, si riprese il vecchio ordinamento provinciale estendendolo a tuLLa la fanteria, la quale era reclutata in tanti circonda.ri di leva, quante erano le provincie continentali , meno il reggimento cacciatori g1w,rdie che era formato da volontari anuolati per ingaggio in Sardegna. L'esercito aveva soldati d'ordi.nanza con ferma di 8 anni e sold ati p1'ovinciali, eletti anche contingenti, con ferma di IO anni, dei qliali soli 14 mesi si passavano sollo le armi nella fanteria, 2 anni nella cavalleria, 3 nell'ar. Liglieria e nel genio per istruzione. I provinciali erano 'chiamati in tempo di guerra per completare l'esercito aLLivo. Xel regno di ~apoli , si ncloLtarono i sistem i d'arrnolamenl:o della Francia, e quelli dell' Auslria in Toscana e nei duca ti. Nel 1848 e 4,.0 la rivoluzione che la Santa alleanza avea àecluto spenta per la forza del le armi, rialzò la testa più ardimen tosa che mai invocando i nomi cli libertà e di nazionalitit . Furono moti a scompi glio in Francia, in Italia ed in Germania, e dappertutto furono soverchiati e vinti dalle fo rze rego lari. In Francia, abbattuto il trono di Lui gi Filippo, fu proclamata la seconda repubhlica la quale, clopo 'una vita breve ecl ingloriosa, cadde colla strage del 2 settembre. Napol eone III, fatto Imperatore lasciò le vecch ie istituzioni militari della Francia come stayano,
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contentandosi cli cattivarsi l'affetto degli ufficiali dell'esercito aumentandone cli poco gli stipendi e cli migliorare la condizion e materiale delle truppe rendendo il servizio militare un mestiere utile per mezzo del riassoldamento, che mira,,a a conservare nelle file i vecchi troit,pùw brontoloni e spavaldi. · L'esercito sardò corse in aiulo delle città lombarde che erano insorte contro lo straniero e fll vinto dal numero dei nemici e dalla capacità militare del felcl-maresciallo Radesctzky; ma la guerra ad oltranza tra il piccolo Stato ed il potente impero continuò accanita e pertinace. Senonchè, ad oLtenere vantaggi decisivi, .era d'uopo allargare i quadri (lell'eserciLo e migliorarne l'ordinamento. Ciò fece il .generale La )Iarmora colla legge di reclutamento del 20 maggio 11853 , colla quale, ammenttel'ldo come principio l' obbligo cli tutti i cittadini al sen-izio militare ed eccezionalmen te l'armolamenlo volontario, di ede senza dubbio, un grande impulso al miglionunenlo degli ordinamenti militari. Abolita h milizia provinciale, divise il contingente annuo in due distinte categorie. La 1a categoria costituiva l'esercito pennanente ed er-a fo rmalo da soldati d'ordinanza con ferma di 8 ann i se di fanteria, di 9 se cli cavall eria, e da soldati provinciali, per i qùali la durata del servizi o era di 11 anni, cli cui 5 sotto le armi e 6 in congedo illimitato. La 2" categoria, che era la riserva cli complemento dell'esercito permanente. cornprendern il r imanente degli inscritti di. ·leva, non compresi nel numero richiesto per la ,1° categoria., ed era legata al servizio per o anni -che passava in congedo, meno 1,,0 i giorni che restava sotto le armi per la loro istrm:ione. · Questa legge però, che era basala su d'un principio d'uguaglianza, al caso pratico, ne restingeva di molto l'appli cazione, ammeLLendo esenzioni dal servizio e rimandando libera da ogni legame quella porzione degli inscritti di lev[i non compresa nel contingente dell'una e dell'altra categoria. Fu modifica lit in parLe dalla legge 113 luglio 11857, la quale prescriveva., che nessun inscritto poLesse liberarsi dal servizio per la sola estrazione del numero. Ma era un espediente che non pork1.va un rimedio radicale al male. I difetti delle leggi di reclutamento furono .in parte emendati dal 4860 al 4868 in Francia, in Italia in ·Austria e negli altri piccoli .Stati europei; ma l'adozione dell'obbligo generale e personale del 1
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UNO SGUA RDO
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servizio militare era ancora nei voti di pochi intelligenti. Ci vollero proprio gli e,enti del ·1866 e quelli della guerra Franco-Germa~ica del ,J 870-711, per indurre le grandi potenze mil iLari d'Ei;iropa a dal'e al loro modo di reclutamento una maggiore latitudine, stabilendo, come base cardinale, il principio, già tante volle ripetuto, dell'obbligo personale e generale al servizio . L'Austria, dopo i ri sultati della campagna del ,1866, s'era persuasa della bontà. di tale principio, e la. ammetteva colla legge del ,.1868; la !?rancia l'ammetteva nel 11872, eclotla anch'essa dall'esperienza dei subìti disastri. L'Italia, ne accettò in massima il pri ncipio; ma non trovò prudente l'aliron Lare recisamente una tale ràdicale modificazione e risolvere con un tratto di penna un problema così complesso e difficile. Venne però a siffalla riforma gradatamente, evitando le scosse che potevano tornare dannose aoli ordinamenti del suo gio\ ine esercito. Un primo passo fu fatto c~lla legge del 119 luglio 18711, che aboliva la surrogazione ordinari a e modiJìcava l'affrancazione nel senso più conforme all'obbligo clel senizio; ma non raggiunse la meta che coll a puhblicazione della Jerr<re 7 aiuano ,f 875, e con c1uella del 26 luglio ,1876~ che ri un iva in un so lo Leslo le buone disposizioni delle leggi anteriori e prescriveva nel suo arL. ·1° : I cittadini dello Stato che conco·1Tono alla leva di terra, idonei alle arnii, sono personalmente· obbligati al sernizio militare . Questo principio fu adottato pure dalle altre grandi potenze ed anche clai piccoli StaLi d' Europa. Solamente i'Jngbillerra, per le condizioni a lei speciali e create dalla sua tradizione storica, dalla sua situazione geog1·afica e dall'interesse Mi suoi commerci e delle sue industrie, non ammise il sistema clel reclutamento obbl igatol'io e provvede Lutt.avia alla costi tuzione del suo eserci to con arruolamenti volontari per ingaggio.. CerLo è che questo sistema, considerato dal punto di vista dei diritt.i e degli interessi individuali e della prosperil.à sociale, apporla grandi vantaggi all'Ingh"ilterra, emporio commerciale ed industriale· per eccellenza. ) fa sollo il rapporto dell'in teresse militare ~sso, com o già seriveva l'egregio generale Ricci, non è morale, nè econo1nico, 1u) snfficiente, Non è morale, ecl è facile dimostrarlo. In inghjlterra le classi fa-
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coltose, l'industriale, gli onesti operai che campano dal sudore onorato cl.el loro lavoro, non abbandonerebbero la posizione li bera ed indipendente per indossare volontariamente la divisa elci soldato . Ora, una vol ta che manchi alla formazione dell'esercito britannico questa parte elett,t d'uomini intelligenti, ricchi, labori osi ed educati al culto del proprio dovere, quale alLro elemento resterebbe disponibi le per l'arruolamento militare in un paese avverso per indole e per una lungét tradizione di secoli al mestiere delle armi ? ]on resterebbe che l'element.o ozioso, nemico ·del lavot'o, che vive fra il bagordo e lo stravizzo nei oassi fondi del Regno unito; ed è appunlo di questo elemento che si reclutano l'esercito regolare e le forze a11.,silian della Gran Breltagna. E per effettuare un tale reclulamento, il Governo della Regina non adoperava mezzi onesti prima della promulgazione della legge mi litare del ·I 879 (,frmy Discipline and Re_qtdation Acte), quando inr,arrofato re poteva usare tutle le arti della perfidia Cioè il seroente n o oo · per accalappiare oziosi ed infingardi per conto dell'esercito; non li adopera oooi, quantunque il deLto sergente sia solamente nuloriz-. . 00 zalo a far ri cerca d'individui ·atti alle armi ed inclurl_i a presentarsi ad un magistrato per essere arruolati: imperocchè anche in quest.o caso non è il sentimento spontaneo cli sèvire la pat~·ia che spinge i malcapitati a contrarre l'arruola.mento, ma piuttosto l'avidità del denaro dell 'ingaggio, le lusinghe e le promesse. Prima della cennata. legge l'arr u.ola.Lo, se si pentiva del passo falso, poteva liberarsi mediante il pagamento cli ,12 scellini ('15 franchi); oggi invece, sotto una legge più liberale, per ottenere la liberazione è mestieri che ei sborsi la somma cli '10 sterline (2o0 franchi; : ciò che rende illusorio il provvedimenlo. Disciplinare questi soldati volontari non è poi opera ~i poco momento, non solo perchè essi, per lo più adulti, vi'l.iaLi e d' indole orgogliosa, sono poco tolleranti dei freni disciplinari; ma anche perchè il sentimento dell'ordine, lo spirito d'abnegazione e la pieghevolezza all'obbedienza non si possono inspirare facilmente in chi non acquista la coscienza dei propri doveri che dopo le dure pene e le seve1·e punizioni che s' infliggono nell'esercito inglese ai protervi viol:ttori delle leuui e reoolamenli militari, i quali sono in molti e 00 O AN NO XXVI, VOL. I.
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spesso incorreggibili ( 1). Il lasch, che è lo stnimenlo di Lorturache più degrada l'uomo, fu usato nella ciYile Inghi ltel'ra da tempo molto remoto. Wellington , il D1Ma di. /er-ro, gelosissimo della disciplina militare, ma anche della dignità umana, r idnsse a soli 50 colpi il massimo delle frustate, le qual i, prima di lui si potevano estendere a 300 ed, a seconda dei casi, anchè sino a 11000 ; entro il limite però da lui prefisso se ne serv't lungamente sopratutto nelle guerre cli Spagna contt·o la indi sciplina, la rapacità., la intemperanza e la brutale lib idine dei suoi soldati , di quei soldati valoros i, i qual i, per altro sul campo cli bar.taglia seppero, più cl' una volla, coprire cli gloria la bandiera d'Inghilterra. Il Duca cli Cambridge abolì il lasch nei reggimenti e lo con servò nell.e compagnie di disciplina; ma non andò molto che i gra vi danni che apportava nelle file dell'esercito In mancanza d'un freno sì efficace consigliassero al governo cli' rimeuerlo in vigore, ed oggi funzigna come per lo passato; i! che proya sempre meglio il bisogno che si sente di questo mezzo vituperevo le in mi esercito, ch e dà ricetto a quanto il paese ha di più incolto, ignob ile ed immorale. E la storia dei fatt i che lo resero indispensabile si ripete tutti i giorni e con un crescendo continuo. Senza riandare le atrocità commesse dai soldaCi inglesi nelle due g1iene contro l' Afganistan, quando con foi'ze preponderan Li poterono far vendelLa delle sconfitte e delle onte patite, basta ri,·olgere · uno sguardo all' ullima guerra combattuta nel paese degli Zulù per per:;uaderci che cotesti soldati, ai ·quali non fa diffello il coraggio nè l'intrepidezza, in momenti. suprem i di pericolo, presi da panico, abbiano potuto infrangere i sani vincoli della disciplina e siansi mostrati indegni d'una grande potenza che sente tanlo il decoro e l'onoratezza nazionale. I 1
( I) Sei 1$78 fu1·ono convocati nel 1\egno Un ito 16,500 Oo,·ti ma,,-:iati per giudicare 25,701 reati, c ioò: 826,t rea ti di disc,:7.ioue, 20lì 11' insubordinaz ione, 3\8 di disobbedienza, 588 d i abbandono di posto, 16-2-1 di ubbriachezza in s c,·,·izio arniato, 2477 di Ùbbriaohezza fuori s ervizio, 1043-di condotta disonore vole, 3903 di nsseoza senza licenza, 56 17 d i alienazione d 'effotti m ilita ri, od il rimanente <li a ltl'i ratti dh·e1·si. Dello sentenze prollunziate solo 302 furono aòsolu wrie . Di quelle d i condanna ~ I portavano · !a pena dei lavol'i fot za ti, 13,281 di ca rcere cou o s e nza la,oro penoso, 2010 la fustiga,.iono, 1 la fustigazione ed il carcere, 2200 la retrocessione dal grado (soti'ufficia li), 359 la retrocessione ecl i l carce1·c e le a ltro pene minori. r.e puniz ion i ùisci1:linal'i in · lli,lo oollo stesso a nno furono 285.0<15, ne l quale numero sono incluso 49,1 12 multP. , i nOiite, a 25,556 g,·egari per ubbl'i achezia . - Mmua,l'io statisti.ca 11f{ìciale dctl'eserclto in.g lese 1879.
• ALLA STORIA DE L RECL UTAMEN T O
dispacci di Russel al Daily telegrn1Jh che annunziavano la rotta delle .truppe inglesi nel campo d'Isandula (2.2 gennaio 1879), commossero J'Europa, nè valsero a scemarne l,1 pessima impressione le smentite forma,l i date dalle autorità militari e dal Govemo, perchè rimangono sempre inesorabilmente logici ed eloquenti questi fatLi: che un esercito britann ico, munito di potenti artiglierie, e a.i fucili di precisione e di tulle le altre r isorse che presenta una regol~re organizzazione militare, fu costretto, scosso nella disciplinfi, a formarsi in quadrati per f'ar [1·onte ad ordil di selvaggi, senza ordini, senza direzione, ed armai.i di zagaglie; che avendo un gran numero dei soldati indigeni disertato le file, attaccato dai Zulù il campo d'Isandula, gl'Inglesi, perduta con i legami del lv disciplina la loro abitual e fermezza ed inLrepidez1.a, vi furono sopr.1fatti e vinti; iu conseguenza cli che, rntt.i gli ordini, chi non cadde sotto i co lpi della .zagaglia. si salvò colla fuga, lasciando in potere dei vincitori la bandiera del '.iH-0 reggimento di fanteria, · tutta l'artigli eria, 'IOOO fucili , 250,000 cartucce e 4,02 vetture di vettovaglie . E le severe censure fatte dall e due Camere' al governo inglese per avere alttÒrizzato una guerra così ingiusLa ecl averla intrapresa quando non erano ancora decise le vertenze de[J,a gnerra afgi:ùrn e la questione d'Oriente, non colpirono nel segno ; posciachè nè il Governo, nè il generale Chelmsford che fu incaricato del comando delle truppe del Capo possono dirsi in co lpa della sconfit:ta: la quale ebbe invece le principali cause nella poca disciplina di soldati non addestrati e non educati militarmente e nella nessuna a11torevolezzn dei sott'ufficiali, troppo giovani per il loro grado ed inesperti. Il sistema cli reclutamento inglese non è neanche economico e la statistica ci somministra, a questo riguardo, le prove p iù. lmnpanti. L'Ingh ilterra, in propor1.ione dell a sua popolazione, ha on numero ·ai solclat.i mol Lo inferiore a quello delle altre potenze militari d' Europa,; nondimeno il suo esercito costa più cli quello di alcune di esse potenze. Infatti, mentre in Francia Jé forze mili.tari mobilita.bili stanno nel rap1)orto di 4,'.iH colla popolaz ione, in G·ermania di 2, 78, in Austria-Ungheria di 2,59 ed in Ititlia di 1,83, in Inghilterra, ove potesse mobilitare tutte te forz e regolari del Regno Unito, il che è assol11tamente imposibi le, il rapporto sarebbe appena di ,1,47, con un~ popolaz ione S!Jperiore a quella dell,'Italia, di 1
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UNO SGUARDO
poco inferiore a quella dell'Austria-Ungheria e clella Francia e di un quinto meno di quella della Germania. Eppure l'Inghilterra 5pende per l'esercito, poc·o meno di quello che spende la Germania, oltre un terzo di più cli quello che spende l'Austria, più ciel doppio di di quello che spende l'Italia. E questa somma, che è certo enorme relativa.mente alla forza effettiva clell'esel'cito di pace del Regno Unito, che è di 137,886 uomini, compresi gli ufficiali, si spende in Inghilterra per lo stipendio degli ufficiali , per la paga, il vitLo e l'accasermamentc della truppa, per il materiale di guerra, per gl i istituti militari e per alLri asse. gnamenti eccezionali inerenti alla speciale organizzazione dell'esercito. Un ufficia.le generale inglese in se1·vizio attivo può trovarsi ascritto ad un reggimento di fanter ia o di cavalleria con impiego onorifico di colonnello che gli dà diritto ad un grosso assegno aimuo, indipendente dallo Stipendio, anche quando cessi per ragione di età (70 anni) dal servizio attivo; gli ufficiali superiori ed inferiori inscritti in un reggimento, se impiegati fuori del corpo, ollre l'assegno reggimentale percepiscono anche quell,) dell'impiego; e se il "rado superiore. è conferito a brevetto dà diriLLo ad un soprasoldo. l;) Nell'esercito inglese il soldato, oltre alla paga giornaliera ed alla miglio·r qua lità e quantità del viLLo, che è d'una libbra e mezza di pane e cli 3/ 4 di libbra di carne, riceve nn soprasoldo giornaliero di I pence (,1O centesimi) se si clistingue per buona condotta. Tutte volte che il so ldato viene adoperato in lavori pubblici per conto dello Stato riceve un compenso in denaro; ba pure ricompense in danaro per fatti di valore compiuli in guerra: i soldati che, per i primi, supel'arono la breccia di Delhi nel 11857 ricevettero una lira. steri i na e ·16 scellini ciascuno , ed iI Tùnes biasimò acremente il governo peeessersi mostrato così poco largo coi valorosi . Il soldato inglese con fer1nabreve passalo alla riserva. continnaa. percepire 6 pence al giorno; quello con ferma lunga (12 anni) può essere ammesso a rafferme con premio sino a compiere 2·1anni di servizio, nelqnate·caso acqu.ista un diritto acl una pensione viLalizia, oppure ad essere collocato, se impotente al lavoro proficuo, nell'istituto dei veterani cli Cheslea, fondato da Carlo II nel ~ 685, e che costa all'erari o la somma di ~ 20000 sterline ( 3000000 cli franchi). 1n caso di guerra poi, stante le grandi difficoltà che l'Inghilterra
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incontrò sempre per portare al completo le sue forze militari, ha dovuto spendere so mme enormi , oltre il b)lancio slabilito. Le guerre contro ~apoleoneaggravarono l'erario puhblico inglese di900.000,000 di sterline (22 .50opoo,ooo di fran chi) di debito_, ad eslinguer~ il qu~ile il Re..,no Unilo sottostò ad una lassa annua d1 31000000 d1 sterline (750000000 di franchi ) per circa 30 anni. I~ quesLa una spesa co• . . .in tantol esorbitante che avrebbe prodotto una cataslrot'e 6nanz1ana O"ni altro paese che non posseòosse le grandi risorse cloll'Inghilt:rra. Anche la guerra di Crimea abbassò lanto la rendita pubblica inglese da apportare grave danno al commercio ed alle inclust1:ie nazionali. Nel il 878, nella previsione d'una guerra contro la Russia, il bilancio della guerra fu aumentato di 50 milioni di fran chi. Incalcolabili sono pure le spese fatte dall'Inghilterra nelle · guerre contro l'Abissinia, nelle due guerre contro ('Afganistan e oell'ullima contro gli Zulu. Ot·bene, malgrado le grosse somme spese dalla Gran Dreltagna, per porre le sue forze in piede di guerra e mantenel'ie in cam0 paona o ' esse nelle o uerre che ebbero a sostenere sentirono gl i effetti pernici osi del loro vizioso organamenlo, né poterono combat-. battere nel continente europeo che fiancheggiati da forze alleate. E la i:agione per le quale l'Inghilterra, lanto polon i.e in mare, destò e tuttavia desta poco timore alle altre potenze militari d'Europa, sta in gran parte in ciò, che il suo sistema di rcclutame1Ùo non le permette cli dare alle sue forze militari tutto quello sviluppo che oggi, più che mai, è richi esto dall e esigenze dell'arte della guerra: Guardando la storia militare, dallo scorcio clel secolo passalo a1 giorni nostri, troviamo l'Ingh ilterra agitarsi in tuLLc le loLle che insanguinarono l'Europa, allo scopo cli lutelare i suoi sterminati interessi; la ved iamo fare sforzi inauditi e sacrifizi cli ogni genere, onde prendere parle efficace ai confiitti del continente, ma il massimo della forza che essa si trovò mobilitabile non oltrepassò mai, nè lo potrebbe al presenle, i 30000 uomini, un corpo d'armata di soldati valorosi, ma non disciplinati, e mancanti della necessaria arti..,lieria· la vediamo in momenti di veri pericoli, poco. fidente o ' . nelle proprie forze ricorrere alle arti più scaltre della d1plomaz1a per suscilare lempeste a danno dei suo i nemici, sommuoverne l'Europa e somministrare oro in mancanza di uomini armati.
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UNO SGUARDO ALLA STORIA DEL RECLUTAMENTO
Insomma in Inghilterra, in questo paese tanto avanzato nella civillit e dove il sentimento _della digni,tà personale e l'orgoglio nar.ionalE- toccano l'esagerazione, men tre nelle istituzioni civili tutto vi si trova in progresso ed all'altezza richiesta dallo spirito dei .tempi , nelle istituzioni militari per contro, si ,1 uole restare inch iodati ai sistemi oramai decrepiti, e si corre rischio di pregiudicare la difesa nazionale anzichè moditì care un modo cli reclutamento che è di molto arretrato, di fronte ai grandi progressi'faui ai giorni nostri dall'arte militare. E questa posizione anormale dell'Inghilterra, conchiuclerò con Deluzy, uno dei più severi giudici delle cose militari degl i Inglesi, «non fa che peggiorare sempre, perchè il sistema del suo recluta« mento si rende sempre più diflìcile ed inadeguato ...... Solo un « nuovo sistema militare, e sopra tutto la coscrizione, potrebbero« salv~re 1'Inghi!Lerra-)>.
G. LEONI }faggiore 11,el 37° fante1·ia.
L A SPEDIZIONE RUS -SA. NEL PAESE DEI TEKÉ
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Quando nel ,I 876, il colonnello Baker, nel suo rapporto strategico e politico suile condizioni dell'Asia Centrale C,I), mandava un g1·ido d'allarme sul pericolo a cui, in un prossimo avvenire, sarebbero stati esposti i possedimenti inglesi · nelle Indie, non vi ftt forse abitante del Regno Unito ·che_non provasse un son.timento dì sorpresa nell'apprende5e clte la potenza britannica era, .a cosi breve distanza, minacciata da quella Russia alla qnale Napoleone, dallo scoglio di Sant'Elena, prediceva i più~al ti destini. Convien dire che, da quel tempo, gli avvenimenti precipit.arono.' Nel "879 una spedizione russa, avendo Merw per obiettivo, tendevà ad avvicinarsi a Herat che, secondo una frase espressiva dello stesso colonnello Baker, « è la chicwe elette Indie com.e J11env è la chia!lìe di He1·at » . Non vinta, ma costretta a retrocedere per mancanza di viveri e di munizioni, la colonna russa ritornava nello valli dell'Atreck e del Sumbar per riorganizzarsi e 1;icomiuciare la lotta . Ma la stagione era ormai inoltrata e la spedizione venne sospesa 6nchè, l'anno scorso, un ordine del minìst1·0 della guerra prescriveva di apparecchiare le truppe della regione Transcaspìana ad una nuova in vasione nel paese, dei Turcomanni. E tutto indnce a erodere che la
., (l) BAK&~. - Clonds fa the East Tra'Vels and adventures on the l'e1·so-Tu1'Coinan frontie1· . - 1876.
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LA SPEDIZIONE .RUSSA
NEL PAESE DEI TEKÉ
Russia riuscirà questa volta nel suo proposito recai1do un nuovo è più terribile contraccolpo agli interessi inglesi nell'Indostan. . Il colonnello Baker non lo ha punto dissimulato: il peric.:olo esiste e serissimo. « Il tratto caratteristico delle razze indiane (egli dice) è « quello di mettersi sempre dalla parte del più forte. Avere la Russia « padrona di Herat significa dunque sopportare un crollo tremendo « alla nostra potenza nelle Indie. La facil ità con cui abbiamo finora « governato questo paese proviene dal suo isolameuto rapporto alla « politica europea e dalla mancanza cli uno Stato rivale; ma :;ippena « il territorio russo confinerà col nostro in Oriente, ci troveremo « costretti rivaleggiare di numero colle armate dello Czar, a com<c batterle e a vincerle, sotto pena, in caso di sconfitta, di ritornare< cene alla madre patria ». In questo quadro non c'è nulla di esagerato . Tenuto conio della comunicazione fluviale del Murghab che corre quasi da per tutto navigabile, dai dintorni di ·Iforat all'oasi di Merw; i Russi, padroni di questo importante puntò strategico, sarebbero distanti appena 386 chilometri da quella località ; laddove gl'Inglesi, per giungervi , avrebbero ~a percorrere 870 chilometri - più del doppio - in modo che non sarebbero in tempo ad opporsi contro una conquista. Ora é assai probabile che, una ,;o[ta stabi li ta a Herat, la Russia possa con sue- · cesso suscitare le popolazioni indiane a ribellione contro il dominio britannico. In uno studio pregevolissimo comparso di recen1.e nel Jou1·nal des soiences militaires (1) il capitano Weil, dopo aver riprodotto i giudizi del colouuello Baker, e quelli che, su lla situazione fatta agli Inglesi nelle Indie, ebbe. ad esprimere il signor Wilson nel Fmzer' s Magaz,ine; si pone risolntameute dalla parte del la Russia dimostrando che la vittoria definitiva non può .esser dubbia. L'autore si basa specialmente sul fatto che « la pretesa civiltà inglese » (com'egli la chiama) ha fondato nell'Indostan un sistema cli governo diretto soltanto ad arricchire gli industriali della Gran Bretagna, spogliando gli iuclige1~i sehza civilizzarli, opprin~endoli invece di rialzarli negli averi e. nella coscienza. L'ideale di questo sistema apparisce tutto (sempre secondo il capitano ,veil) noli.e seguenti parole indiri:r,zate da un vescovo inglese ad alcuni missionari diretti alle Indie « Allez mes f1·è1·es; enseignez leiw les principes de la rel;ig,ì,on; enseigne'¾ lewr sourtoiit la pudeur, car iLs se 'Vétvront et nous leur 'Vend1·ons nos étoffes >).
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(l) La Tourkmènie et les J'ourkmènes, par le capitain Wm.
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I Russi hanno seguìto in Asia una condotta diametralmente opposta . Hanno cercato di accattivarsi le razze indigene annodando se~ loro elazioui amichevoli e transazioni commerciali . Con questo sistema ~anrio potuto anneuersi, in 50 anni, .venti mi lioni cli ~siatici . Tutti i territori conquistati vengono immechatamente aggregati ad una provincia o ne formano una nuova e sono colonizzati in breve tempo. Invece di basarsi soltanto sulla forza dell'oro, inv(~Ce di spogliare i nuovi sudditi con imposte insopportabili, apportano il benessere nei paesi conducendovi l'acqua ed aprendo canali _d'irri~a:r,i?nc .c!1e trasformano a poco a poco i deserti e le steppe m reg10111 fert.1'1 e produttive. Nè basta. Mentre l'Inghilterra non ha messo nelle Indie che un numero esiguo di forze europee, incorporando nella sua armata in-: diana una ·quantità considerevole cl'indigeni; rnen~rc ha permesso a1 pÌ'incipi feudatarii cli mantenere per conto proprio delle armate con organizzazione affatto speciale; la Russia ha confidato a trnppe sue proprie Ja guardia dei suoi vasti possedimenti asiat1c1. Ne ~~1segt~e che la conquista ha liberato gli indigeni dall'obli~o c~el serv1z1~ m1li1are e, permettendo loro di consacr:arsi al ~ommerc10, fonte d1 prosperità per le varie tribù, ha, fatto ch'esse s1 assoggettassero volentieri al dominio dello Cza1' bianco. . · Secondo i calcol i del colonnello Baker e secondo lo (< Stateme,nt exhibiflimg the moral <md 1nate;rial prngress of èondifli.on of India " le trnppe ldell'Indostan ascendono a ·193,000 uomini di cui ·128,000 indigeni e 65,000 inglesi . A parere del Baker, però, questa forza mobilizzata, si ridurrebbe appena a 30,000 uomini e mal potrebbe mantenere il suo eff;ttivo in, tempo di guerra. La forza delle arma.te mantenute dai principi indiani ascende a 300 ,000 uomini, vale a dire è superiore per numero all'armata inglese propriamente dett~ Nulla fa dubitare, per ora, del la fedeltà di questi feudatari, ma, data una guerra fra l'Ingh.ilterra e la Russia, potrèbbero le loro tr~tppe costituire un serio pericolo per quella potenza o, almeno, , -obbhgare il vice-re a immobilizzare nua parte delle forze di cui dispone per sorvetr]iare dei vassalli così potenti e che, sottomessi oggi, sarebbero v probabilmente tentati a profittare della prima occasione favorevole pe,r rivendicare colle armi alla mano la loro ind ipend~nza. perduta. La Russia, dal cauto suo, ha nel Caucaso, un'armata d, 1'12.,000 uomini in tempo di pace e di f06,000 in tempo di guerra. Un~ parte di queste truppe verrebbe indubbiamente mobilizzata per una campagna nell'Asia centrale. Se si vuol calcolare, poi, il totale delle
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LA SP EOIZlONE R USSA
NEL PAESE DEI TEKÉ
trup pe stanziate nei possedimeuti russi io Asia, comprendendovi, cioè, il Turkestan, la circoscrizione d' Oreiuburg, la Siberia occidentale e orient.ale, la cifra si eleva a ·162,000 uomini in pace e a 308,000, con 570 cannoni, in caso di mobilitàzione. La maggior parte cli qnesLi 308,000 uomini potrebbe, all'occorrenza, prender parte a una campagna, anche lontana, senza aver nulla da temere per la tranqui llitit delle provincie abbanclonnte, e più cli ·150,000 potrebbero recarsi fino nel cuore dell'Asia centra le senza che vi fosse bisogno di surrogarle con altre truppe. L'Inghilterra, al contrario, disponendo snl piede di guerra di soli 193,000 uomini, di cui '/ , appena di trnppe europee, sarebbe nella necessit.à di mantenere una parte del le sue forze nelle provincie per assicurarne la fedeltà. Si è giit detto che il concorso -dei 300,000 uomini che obbediscono ai principi indiani sarebbe dubbio e pericoloso. Di _questa verità sono ormai persuasi in Inghilterra, giacchè il Tim,es in un recentissimo articolo diceva : « La discussione sulla nostra armata delle << Indie deve ricordarci che esiste laggiù una vera armata o, piut« tosto una riunione di armate (quelle dei principi tributari) che « sfuggono completamente al nostro controllo e al le qua li le nostre « proprie truppe sono destinate soltanto a fare da conlra ppeso » . Confessione scoraggiante e che rivela come, in caso di una grossa guerra contro la Russia, l'InghilLerra potrebbe far poco o nessuno assegnamento sulle forze de' suoi vassa lli . · Che la potenza militare dell'Iogb ilterra non sia così grande come per lungo ·tempo si è preteso, è un fawi notato ormai da molti SCI'ittori. Lo accennava recentemente la l)eutsche Ileeres Z~t·ung ('I); lo aveva prima dimostrato e stupendamente il Kirchammer (2) . Ma se, per questa parte, il capi tano Wei l può esser nel vero scorgendo tanto buio sull'orizzonte dell'Inghilterra, non conviene neppure dissimulare ch'egli apparisce troppo ottimista quando assicura che i popoli cieli' Asia si assoggettano volentieri al governo dello. Czar. La storia di questi ultimi dieci anni (per parlare di prove recentl) ci dice ben chiaro che i Turcoma))ni, se fnrono qua lche volta consigliati dalla paura a sottomettersi e anche a spontaneamente dedicarsi ai Russi, non rifuggirono dall'esser ribell i e fed ifraghi non nppena allontanato il pericolo. Pe_ggiori di ti1tti i Turcomanni Teké dell'oasi di Merw, 1
(I ) i\lar1.o 1880. - L'ingllilte1-ra come potenza mittta-rc. (2) o,·gan der Milita,· w1sse-nscha{tliche11 Yei·eine in IJ'ien, Voi. XIX . 18i9. - Poten~a
milita,1·e e politica dell'Inghiltei·,·a.
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quali resist.ettero a lusinghe e a minac.cie, opponendo la forza allaforza è spi ngendo l'audacia fino a recare la rapina e la morte nei paesi russi snlle coste del Caspio. Non è faci le presagire quando avverrà l'urto fra le due potenze; benchè la forza fatale degli avven imenti spinga la Russia a completare le conquista dell'Asia Centrale; ma prima di giungere ad una· lotta formidabile per il possesso dell'Indostan, dovrà correre ancora del tempo. Se il governo russo ha esita to dieci anni prima di muover guerra ai Turcomanni di Menv, esi terebbe ben più a lungo prima di cozzare colla potenza inglese . Comunque sia, è innegabile che la Russia ha ormai risoluto d'im- . padronirsi di Merw e che a questo scopo essa dirige attualmente ogni sforzò. La Tiussia segue con inesorabile tl:lnac.ia il grandioso programma di Pietro il Grande, e se Ol ivieJ'o Cromwell potè, col con- . cepire !'audace progetto della ,conquista, clan> le Indie agli Inglesi ; potrebbe bene un qualche Czar del futuro concepire ed effettuare quello di prendersele.
II. Che cos'r1 Je Tm:comenia? Uno studio del tenente- colonnello Kouropatkine che vide prima la luce .nel Voi eny-Sbornilc e fu quindi tradotto dal ca pitano Weil peril già citato lavoro del Jou1·nctl des sc-iences m.ilitavres, offre u4 guadro verarnent.e completo delle condizioni topografiche, etnografiche e 's to-riche del paese dei Tutcomanni. Rimandando gli stndiosi alla lettura di quell'opera, ci limiteremo ad accennare qui le notizie che più cisembrano indispensabili. La Turcomenia è quel vasto territorio confina nte all' ovest -col mar Caspio, al sud collà Pe1·sia e I' Afganistan , al · nord-est coi possedimenti di Kiva e di Bpcara, al nord colla penisoia di Manghyscblak ; 1~1isura quagi 9000 miglia quadrate e racchiude una popolazione di circa un mi lione di Turcomanni . Alla sua parte più vicina al mar Caspio è dato il nome di paese transcaspiwno . Si divide in due zone distinte: la occidentale e la orientale. Nella prima - quella che più. si avvicina al Caspio - eccettuati i vast.i terreni sabbiosi e sparsi di pa ludi salate - si trova qualche ondulazione di terreno: nella.
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seconda, tutto è desel'to, e Ìlforw, la cui popolazione si compone, in ,gr,an parte, di Turcomanni predoni, è ili sola oasi considerevole · perchè fertile e coltivata . Tra ·i golfi ~i Kara- Bugaz e di Krasnovodsk (Turcomenia occidentale) _e prec1sameote all'estremità sud-est del Tchink (1) si attacca la 11nportante cateJJa dei Balcaui che corre verso l'est estendendosi per circa 2 13 chilometri. Al sud dei Balcani cominciano i mo~lti del Kopet-Dagh o Kiurren-Dagb i quali si dirigono anche es_s1 _ve~so l'_est ravvicinandosi all'Elburs e alle montagne del Korassan. A_, p1~ch d~1 contrafforti del Kiurren-Dagh si spargono un'infinità di piccoli corsi d'acqna che inigauo una stretta lino-ua di terra luno-a 267 chilometri la quale porta il nomo di oasi del Teké. E qui che sorgono le tende e le abitazioni degli Akbal-Teké. lJscendo · dalle steppe deserte e sabbiose, l'oasi del Teké sembra u~a c~ntrada privilegiat~ . Numerosi giai·dini circondltno i villaggi, e gli orti s~no _pi~ni cli peschi, di albicocchi e cli vigne; i campi danno r~cco_lt? n cch1ss1rne. Questi villaggi si stendono a ·priùcipiare da l forte d, K17,Jl-Arvat verso la provincia persiana cli Dereo-hez, in modo che Je -estreme llbi~azi?ni d_ei Turcomanni e dei Persiani so1:o separate solamente da un ter~·itor10 d1 2·13 chi lometri il qua le forma un triangolo dove ,ora non _si _trova ~essuna trac~ia di colonie. Un tempo fu occupato dai Persiam, ma 1 Turc-omanm del Teké distrussero i villaatti e massacrarono gli abitanti, senza poi avere il coraggio cli st;l:ili rsi in qilelle terre dove li aspet.t.ava la vendetta degli offesi. . La parte sud di questo territorio è bagnata dal I'Atrek, fin me che ~orge n.ella pr?vincia persiana. cli Kutcbane, e dopo aver percorso circa ~00 cb1l?metri , riceve le_ acque del Sumbar finchè, proseguendo verso · l ovest, si getta nel Casp10. Questi due fiumi alimentano numerosi canali che irrigano i carn pi turcomanni. La maggior parte delle terre bagnate clall'Atrek sono ricche cli messi e di pasco li. Altre tribù turco~rnnne abitano la regione che si esÌende fra l'Atrek e ~a Gurgnène. fino. a Kara-Sù. La Gurguène corre parallelamente ali Atrek da cm è distante da 43 a 63 chilometri. Il terreno è fertilissimo . La parte sud- est della Turcornenia è formata, al contrario, da un · d.e~erto ~abbioso di 215 chilometri. Due ti.umi, il Murghab e l'HeriRnd, che nascono nell'Afganistan, vi penetrano perdendosi uelle sabbie.
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Merw, città intorno alla quale si estende, carne già s1 e detto, l'oasi più importante della Turcomenia, è situata sul Murghab che alimenta numerosi e.anali cli irrigazione. Essa è circondata per ogni lat.o da un deserto che la protegge assai meglio di qualunque fortifìc~zione. Le steppe- dei Tnrcomanni hanno diverse strade battute dalle ca- · rovane; strade che mettono in cornuniea1,fone i kanati di Kiva e cli Bocara colle coste del Caspio, la Persia e l' Afganistan. Lungo qneste vie che si estendono por centinaia di chi lometri in meno alla sabbia , vennero a mala pena scava ii dei pozzi la cuì profondit.à · giunge talvolta :fino a 65 metri . Quelli scavati nelle sabbie però :.ono menoprofoncli; in tutta la parte ovest dell e steppe si trova l'acqua a _due metri sotto terra . Le vie che eonducono a questi pozzi sono appena segnate dal passaggio dei camelli e spesso le sabbie le ricoprono. Esse, quindi, non sono praticabi li che ·da eorpi di truppa i cui bagagli ed i viveri sono portati dai cammelli e siccome manca lungo il cammino acqua sufficiente, il foraggio e il combustibile; le truppe non vi possono marciare cbo a piccoli gruppi di qualche eentinaio · d'uom ini. Sarebbe impo$sibile p. e. farle percorrere dalla cavalleria russa; mentre i e.avall i· dei Tu~comanni, abituai.i al paese, traversa·no con incredibile rapidità le. più: gràndi distanze percorrendo sentieri dove i pozzi sono lorHani perfino 70 verste l'uno dall'altro. Le strade prìnci pali che traversano la Turco men ia sono le se/ . gul3nti: Da Jfrasnovodsk ('I) a Kima. Venne sistemata nel ·1876 dal generale Loma kiuo ed è lnnga 566 chilo1i1etri: lo ~tesso generale potè trovarne però una più e.orta (50 1 chilc,metri) passando più al nord.Da lfrasnovodsk a Kizil-Arr-at. Conduce all'oasi del Teké dirigendosi verso le ruine cli \VIonela-Kari; gira al nord dei Balcani e_ arriYa Kizi l-A'rvat a' piedi ciel Kinrren-Dagh . È lunga 256 chilometri. Il forte fu distrntto nel ,1870 dai Russi . La via che daI forte , medesimo mena nei luoghi abitati dai Teké è conosciuta per Ùn tratto di 64, chilometri fino a Burma. Queila cbe attraversa l'oasi del Téke serve a varie colonie. che, nelle vicinanze di Askiabad e di Gok-Tepé, sono veramente considerevoli. Dei Tschi kischliar (2) al (orte citi Tchat e cli là a Kizil --.Arvat. È lunga '149 ehilom. (fino a Tchat) ed è parallela al cor:;o dell'Alrek. 1
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(IJ li Tchink foroia 110a specie cli cortina taglien te cbe serve di frontiera etnonrafica 0 ,.tra i Ki··ghisi o i Turcomanni.
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(I) Krasnovodsk è un forte occupato dai Russi fino clal 1869. È di qui che generai-mento partono t utte le spedizioni mil itari russe di rotte verso la Turcomenia. · (2) Tschikichliar, villaggio russo sul mar Caspio .
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LA SPEDIZION E RUSSA
Da Tchat lungo il Swnba1·. - Si estende lino a Khocljama-Kala, piccolo fo1'1,e distante ti.:3 chilorn da K_izil-Arvat . .È lunga 128 chilom. Da Bocarn a :lfeschkhed pe1' Merw . - ·Passa il fiume Amu -Dnria a Tchardjoni; quindi s'inoltra in mezzo al deserto fino al fi ume Ì\lurghab lìnchò trova Khodia-Abdalla villaggio che ra parte dell'oasi di ll[erw. Da Tchardjoni a Merw corrono 2.i.O chilom .; da ~forw alla frnnt.i era persiana, 72 ch ilom. Da T\_ùJct a Herat ve1· clferw, Shakespeare e .lbbot. - La distanza da Kiva i:\ Menv ò doppia di r1uella da 11:Iorw a Bocara. La via l inoitra in mezzo alle steppe. Da XCerw a llerat traversn uua regione meno deserta; si tiene a poca distnnza dal )'[ mgltab e percorre lnoghi dove In popolazione tnrcomauna è assa i clens:i . Dal forte A.leJ·andro//'slc ci ffranosMdslc lungo ,i[ 1na1· Caspio. È lunga 6\.9 chilom . ~ou si tron acqua che nei pozzi !;itu:iti a 85 chilorn . l'uno dal l'altro. La popolazioue dei Turcomanni, asceude, come dicemmo, a ·I milione . Parlano Wlti la medosima lingua, hanno la stessa religione (maomeltaui sunniLi) e gli stessi costumi . Si dividono in tribù e le tribù in ·fam iglie. Le principnli razze sono: i Teké, gli Erssa,res, gli fo mucli,, i Tchodores, gli Els-Eli, i Sarikhs, i Solore.s, i Goklanes. Ciascuna di rruesto rane occupa una ioua determinata . I Tul'coma1111i Teké si suddividono in due grnncli branche: turcoma11ni dcl l'..-ikhalTeké e Tu1:comaun i cli Meno . Gli Ersares occupano la riv:1 sinistra dell'Amu-Daria fra Kiva e l'Afgauistan . .\Ietà dogli {ornudi è stabil ita sulla costa sncl-est del mar Caspio siuo alla fro nti era clelln Persia e nello spazio f'ra l'Atrck e la Gnrguèue; l'altra metà abita l'oasi di Kiva . I Tchodores conducono una vita nomade oell' Ust-Urt ed in nna parte dell'oasi cli Kiva . I Goklanes vivono lungo il corso su periore dell'A Lreke lungo lo:) ri,·c del Sumbar. Gl i Els-El i errano al nord tlell'Afganistnn . I So lo!'cs si trovano nell'a 11go lo sud-ovest del la Tnrcomenia . Gli Ersars dipendono da Bocara ma a mal incuore; quei di Ki va obbediscono al Kan ma si ribellerebbero senza l'intcrrnnto dei Russi; la Persia non ha che nna so,rranità nom inale sugli [omud i o sui Goklanes. t un anti co detto dei 'f'urcornanni et Nessnn Pers-ilino p1tò enl'rar~ nella Turcomenia se non all'estre,nità di unci COl'dfi » . I Tcké, da l Cllnto ioro, non riconoscono ·nessuna sovranitil. Altrettanto può dirsi <lei Solores e dei Sarikl.1s. I Tnrcomnnni indipendenti non hanno governo orga ninato . Gl i indi vidui più inOuenti per va lore portano il titolo cli aksakals, ma In loro infinenza e nulla; sono tollerati, ecco tntto, fìncliè il piit delle volto muoiono pee mano dei loro
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sudditi. Il clè/Ja ( prete) ha su loro un maggiore asce11dente. Il bri"ant.a<rnio ·è l'unica occupnzione dei Turcomanni. Se1npre in. lotta colle i, ot> • l' . popolazioni limitrofo, i Turcom~nui _si straziano nou_c 11neno '.u gucne intestine: l'od io che le rnne tribù s1 portano fra d1 loro e appen~ vinto da quello che tutti i Tul'COmanni in gencl'e nutrono COlltt'o gli stranieri. I Turcomanni si dividono in nomnd:i e in senlii-sedentar·i . I primi si occupano nell'allernrc il bestiame e ;:;on detti Tcho1:oe.s; gli. alt_r,i :;i consacrano all'agricoltura e si chiamano Tchomii·t 'h: 1 secondi p1u poveri e meno influenti clei primi . ~on appena gli è possibile, l'alY ricoltore ritorna alla vito nomade. Quando è costretto a lavorare la ferra per Yivere, chiude una snperlìcie di terr~no, la i'.·riga, ne fa ~Hl podere1 ma invece cli costrui1·c una casa, cont111ua a vivere uella sua jourta (tenda) . Allorchè la messe è matura, d?po avei_· battuto _il. H~O grano e dopo averlo sepolto i'lJ u n luogo cog1uto ~ lt1 '. solo, r'.p1gli~ la .-ita nomade, finché, consumate le pro,·v1g1oni, ritorna 31 suoi campi. . . . . . La Russia, l'A. fgauis ta11 e la Persia hanno 1u questi ult1m1 tempt inflitte ai Turcomanni perdite non. indifferenti. Ln conquista di Kiva pe1' parte della Russia ~bbe 1111 immenso conlraccolpo i11 Lutta la Tu1·co111enia privando i Teké del principale mercat~ su_l rrual_e vendevnn~ i loro ,ch iavi. Ciò ha fatto si che l'autorità d1 K1va, cli flocara e di Teheran siasi alqunnto :ifl'ermata. I Toké <li ~ierw ascendono a 200,000 e si dividono i11 quattro tribù perpetuamente in lotta fra loro . Gli Akal-Teké ammontano a i0,000 . Le loro tende si all ungano Hl di unn sola li nea per tutta la lunghezza dell'oasi . Si calcola che nei dintorni di Ook- Tepé esista un grnppo di ,15,000 tonde. . .. Dicemmo già che i Turcomanni sono mortalmente nem1c1 fra loro; ma l'nvvicioarsi dei Russi decise ln mnggior p.i rte di quelle popolazioni a mollar fin e alle loro lotte o ad annodare relazioni amichevoli con Kiva, cou Bocara, col la Pot'sin o perfino a chiedere protezione allo Czar. Mn se un partito della. paco e della sottomissione ha potuto formnrsi fra i Turcomanui, è un fatto incontestabi le ehe la grn11cle macrgioranza si mostra assolutamenLe ribelle a qualunque transazione coi"0rroverno moscovita e sostiene la indipendenza del Telzé c;olla protesta :,:u lle labbra e colle armi nel pugno.
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LA S PEDIZIONE RUSSA
III.
Prima di scendere a parlare dogli ultimi avvenimenti svoltisi nella Turcomenia, conviene gettare un colpo d'occhio retro5pettivo sulla storia della prevalenza russa nell'Asia Centrale. Nel 1839 la Russia tentava di conquistare Ki,·a, ma il rigore della stagiono im pedì il successo . Nonostanw il Kan, sceso a patti, potè ritardare di molti anni la catastrofe. Kiva doveva e-0dere nel 118'13 . I Russi, frauanto, ~vevano spinte serie ricognizioni nel ·paese dei Turcomanni, aumentando sempre d' influenza . Difesero spesso gli Iomucli e i Ooklanes contro le rapine dei Telfo, la qual cosa riusci ad amicare alla Russia una parte dei Ttircomanni e ad incutere lo spavento negli al tri . Nel 181~. Sofì-Kan recossi a Krasnovodsk con una. deputazione cli Akhal-Teké a protestare cleYozione allo Czar a nome delle tribù; ma nallo. stesso tempo un'orda di Teké s01·prendeva una colonia di Iom udi e la distruggeva. I Russi lo inseguirono e la sconfissero. Da quel tempo gli Iomudi riguardarono i bianch·i come loro all eati naturali . ~ cl febb raio -1871>, i capi dogli Akhal- Teké si recarono un'a ltr~ volta a Krasnovodsk dichiarando di sottomettersi alla Russia. Poco dopo il generale Loma kine venne a sapore che gli Akhal avevano annodato tratt-ative col Kau cli Kiva e coi Turcomanni di ì\forw. Quest'ultimo avvenìmento costituiva un serio pericolo. Koschan-Kan, capo principale di quei di M.erw, mandò a dichiara re agli Akhal-Teké ch'egli proibiva assolntamenl-e qualunque sottomissione alla Russia; altrimenti avrebbe inYiate truppe numerose per sterminarli. Principiarono allora preparativi di guerra, ma bastò l'avvicinarsi di una colonna russa per raffreddare tant-0 ardore guerriero. Quei di nlerw ritornnrono alla loro oasi e gli Akhal protestarono nuovamente obbedienza allo Czar'. · )fa le discordie fervevano noli' Akhal-Teké. I quattro capi dei distretti erano in loua con Nur-Verdi Kan partigiano elci Russi. Un consiglio riunito a Gop-Tepé nominava costui capo di tutte le tribù; ma l'assassinio di t.re Kurdi (·I), recatisi a complimentarlo, suscitò (1) 1 Kurdi popolano il Korassan da lii-O anni. Bellicosi quanto i Turcomanni, seppero sempro farsi rispettare da loro riportando consiùerovoli vittorie.
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N8L PAESE DE I TEKÉ
nuo,•1 disordini. La popolazione si diviso allora in clne partiti, l'uno obbediente a Nur-Yerdi, l'altro ai quattro kan. Questi torbidi persuasero la Russia che la maggioranza dogli Akhal Tespingeva il suo protettorato. Appunto per questo, nel •I 877, un piccolo corpo partito da Krasnovodsk si spinse fino al fo rte di Kizil-Arvat impadronendosene. Ma giunsero presto notizie allarmanti cla Oop-'l'epé dove i preti eccitavano la popolazione contro i Russi. Varie migliaia di Turcomanni assalirono gli invasori ma furono battùti . 1 Kau più vicini si recarono allora a far atto di souomissionc. La debolezza degli Aklrnl era evidente : diecimila di loro er:ino stat.i sconfitti da 4: compagnie e da due 2 ~otnie di Cosacchi. Nel ·1878, attese le agitozioni delle tribù, le truppe rnsse occuparono la linea dell'Atrok fino al conlluente del Snmbar, costruendo due forti importanti a Tchat o a Tchikschliar sul mar Cnspio . Varie volte i Turcomanni assali rono i Rnssi spingendosi fin o n Tchikischliar, ma vennero sempre respinti. I l timore delle invasion i turcomanne aveva intan to arrestato ogn i commercio fra Kiva e il Jittorale . ' dùl Casp,u. Il 1 aprile 1879 circa '1500 cavalieri tcké osarono mostrarsi vicino a Krasnovodsk impnrlronendosi di uiolt.o bestiame. Unn colonna russa li raggiunRe e li sconfisse, ripi~liando le nrnndrie predate. Era evidente che un tale 'llato di cose non pote,a durare. Xel giugno dell o stes:;o anno, il generale Lazercff veniva inrnricato cli una nuova :;pecli1.ione, avendo ai suoi ordi ni 8 batt.igli oni circa di fan bcria, 2 squadroni e 7 sotnie di cavalleria, 1 compagnia-genio e O cannoni . Poi trasporti si riunirono ··I 0,000 cammelli . Morto Lazereff, il gernmile Lomaki ne assumeva il coma nel o. Ii 11Il (26) agosto il corpo russo era~i spinto lungo I' Atrek fin o a Kodiam-· Kalà e a Dom-Oluni . Dopo una scaramn('cia sostenuta da ll'avanguardia, i Turcomouni si riti rarono sul versante opposto del Kurricn-Dagh. 1'·1I (23) l'arnnguardia si stabili a Banclescn . Il generale, lasciate alcune forze qui e n Kocliam-Ka la, lasciati in ri serva una parte degli approvv.igionamenti , formò le truppe in duo colonne ( portando seco dne giornate di viveri) e il 22 e 23 ago:;to si dire&;c su Ba mi-Burma. La 1• colonna e l'avanguardia, sotto il comando del colonnello principe Delgorukoff arriva rono a Duruin il 25 ogosLo (6 settembre) per aspeltarvi la 2a colonna comandata dal generale Rorkh cbe al'l'ivò colà · il giorno appresso. Da Tchickischliar a Durum, Yalc a dire per· % chilom., i Russi 110n avevano t.rovato nessuna traccia di Turcomanni. La popola1.ione aveva disertato trasportando ogni cosa a Gok-1'epé, ove gli Akhal concentrarono, a quanto clicovasi, tutte le loro forze.
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ANN(> XXVI. VOL. I.
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LA SPEDIZIONE R liSSA
NEL PAESE Dl::I TEKI::
La colonna ~i mise in cammino il 27 agosto (8 settembre) nello stesso orci ine. LI 2.8 (,19) l'avangu:1rd ia si portò a i:i cl, ilom . sulla strada di Gok-Tepé. Le truppe, per essere più libero, non portarono srco cho r:rli :mimal i nccess(lri ·al trasporto dolio mnnizioni, dell'acqua e del f~raggio . I soldati non pr<'.sero che 2. giornate di biscotto . Il resto fu lasciato al convoglio che ma rciava dietro la 2." co lonna protetto da alcune compagnie di fanteria, cavalleria o artiglie:ia. .. . A H chilorn . dal rorte di Dcngh il-Tepé, verso 11 quale cl1rigevas1 r avauguardia, ma~so di cavatl~ria turcomanna si ~110straron_o ai lati . Il Lornakine, supponendq che volessero nttaccare il convoglio, mandò ad anertirne i! comandant,e. Alle ,10 qel matti1_1-0 i cava lieri tcké si r:rcLtarouo inl':itli su lla ~corta del convoglio . Uua sotnia cli Co~acchi, ~ostenut:i da 3 compagnie e dall'artiglieria, li respinse. Quasi nello stcs~o momento, altra caval leria turcomanna auaccava i fiancheggiatori dell::t 1• colonna, ma, respinti, si ritirnrono verso Donghil-Topò. Giunti i Russi colil si accorsero che tutto i I terreno prossimo alla cinta del villaggio era gremito di Turcomanni. L'avanguardia sostò :illora a ,1250 metri dal lato ovest della colonna . Si lanciarono alcnne r:rranato o dopo un'ora cli riposo lo tru ppe si nvanzarono fino a 7/i,il ~1 ctri . pic,;a la formazione cli combatti mento, tnua l'artiglieria di questa avnngunrdia aprì il fuoco . Dne sotnic cli cavalleria in cgolarè, i draaoni e alcuni obici abboro incarico cli spazzare il terreno occupato dalla c:wal lerin nem ica n norrl cli Deughi l-Topé. Allora r:rrosso masse di fant:iccini turcomanni, proHoduti d'armi é . . ' biancho o protetti dal fnoco ·dei trincorarnent1, s1 gettarono contro 1 Russi, ma fuggirono ben presto incalzati dalla fanteria; mentre l'arti i:tlieria a cava llo, spi11 tasi a fi,25 metri, fulminava i ripnri del nemico . E;a ,impossibile prendere d'a:;snlto il villaggio colle solo forze della ,1• colonna e fu risoluto di nspeuare. I Turcomanni or~1110 respinti dentro la cinla forl,ificatn. A 3·ore dopo rnozzogiomo la 2" colonna arrinn•a mottendosi iu linea . 1.:artiglieria erasi disposta all'o-rost d,oi trincorame.nti. Il vil la1rr:rio fu in breve coperto cli proiellili o gli effetti furono terribili. 1 t'perdite dei Turcomanni ascendevano a p:wecchic migliaia rii p~rsone, giacchè gl'ichane.ç avevnno condotto noi recinto le donne e i fanci ulÌ i per obblig:11·0 i T.oké a vincere o a morire. Ciò spiega il pcrchè cleUa insolita tenacia . Jt da noLar~i che la cavalleria turcomanna non era rientrata a Denghil-Tepé ma erasi spinta Yorso Askhabad cloro erano giunte parecchie migliaia cli quei cli Merw.
Il i;(encralo Lomaki110 ·credi: giunto il rnomonto di 11 11 col po doci~!vo oncle impedire al nemico cli fuggire col fnYoro dellla notte. Alle o la fanteria russa si fo rmò in linea di colo~uià di compagnia , prncedut:i dn uni\ caten~ cli caccia tori eh" apriYa il ·fuoco, '.sostenuta · dall'art i glicria . Le truppe di Dolgorokoff si lancia rono all'assallo del lato ovest . e il nemico non potò sostcnel'~i. I granati eri si aprirono un passaggio alla baionetta nell'interno riel villaggio, ma trovarono a sini:;tra un fosso prnfondo e la rgo .j. metri elio invo no icu tarono di passa 1·e. Le altre i.ruppe che nrnvano <1ssalito il lato norcl erausi imbattuto an~he -0:ise in o,;tacoli di ogni specie difesi con accn ni rnonto lla un nemico dieci Yolte più nnmcroso rl<'gli assalitori . Era impo~sibilc ottenere Jtwwi sforzi dallo trn ppe o venne decisa la ritirnta . Ciò inroraggiò i Tnrcomanni che si lnnciarono fuori del -vil laggio sopra la fa ~teria che ripicgaYa, e fu solo in _grazia dell'~rtiglieria che i b1ttaglioni, riannodati, poterono o~egu1ro una carica alla baioneila chu respinse i Teké fin clont.ro alla cwta . Lo slesso Lonlativo crasi fatto inutilm·cuto contro lo botterie a cavallo. Un battaglione lasciato in riserva, si ayauzò per sostenere la ritirata, ma ebbe .ordine ben presto di retrncedorc. Una co rica di clrogoni e alcune scariche cli artiglieria errno bm;lale a rigettare ì Teké e a togliere loro la volon tà di un iuscgnirnento·. . I Rnssi accamparono alla notte n ·I chilom. da Donghil-Tcpé senza essere inquietati. Lo grida dei cMnmell i avvertirono i Russi che i Tu rcomanni sgombrnrnno il .-illi.ggio. Le perd ite dei Ru ssi erano state rilevanti. Sopra :302/i. uomini, di cui "34- u11ìciali, :;i anivano 7 ufficiali e 170 soldat i uccisi, 20 uffì ciaii e 21\.8 so lda ti feri ti e 8 scomparsi. Il generale Lomakinc, resosi conto delle risorse che, il. corpo posscclcvn in viveri e muniiio11 i, compreso elio sarebhe .slùto imprudente restare. D'atronde i rapporti annnncinvano essersi manifestata l'e piwozia noi canrn,cl li che portavano i viveri di risnrva . Ln ritirata era ~dunque indispensabile : essn vot1ne e,;eguita a p'iccol,} marcie cli ·1·1 o 13 chi lom . , scuz:i ncssu11a molestia. Il ~ ('16 seitembro) i Ru:;~i arrivnrono a Bami-Burma; quindi, dopo avere percor,;o nuovamente le val li dcll'A.trok e del Sumbar, giungevano n Tcr:;-Akan. Poco dopo le truppe veniv:ino diretto :i Dam- Oluni e tli là invinte a TchaL e a Tchikischliar.
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NEL PAESE DEI TEKÉ
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LA SPEDIZ IONE B USSA
IV.
Questa spedizione infruttu O$a era, in realtà, uno scacco pei Russi .. Infatti i Turcomanni ::iurnen tarouo presto di audacia osando ,;pingersi. anche una volt::i fino nei dintorni di Tchikisch liar. Il governo russo, da l canto suo, non restava inoper:Qso davanti alla necessità di una nuova · campagna. i'fel dicembre ,f 879 fu deciso eh.e il generale Kauffmann avrebbe avuto il comando di due colonne che sarebbero partite: · l'una, da Taschkent; l'altra, da Oremburg dirette su Merw. Esse avrebbero avuto un effettivo di 20,000; mentre un'altra colonna di nn qu/;lsi' uguale effettivo sarebbe partita da lle r ive del Caspio. · . .La tensione delle relazioni fra la Russia e la· China a proposito clic-I territorio di Kulclja pareva però dovessero decidere il governo russo· a sop1;Hs,edere ne' suoi divisamenti ( 11) . Nel gennaio del ,f880. invece, giungeva a Tiflis il genera le Tergouka$SOW con incarico di definire il carattere dà darsi alle operazioni contro i Turcomanni. Un consiglio cli guerra aveva opinato che, atteso lo scarso numero di ca mell·i disponibi li, sarebbe stato diffìcile prendere l'offcmsiva ; ma nulla eravi ancora di deciso . Il generale Skobelew, l'eroe della guerra turco- rnssa, comandava le truppe nelle vicinanze cli Gok-Tepé. Ammala tosi Tergoukassow, il comando interinale delle trnppe venne affidato al generale von Scbak; quindi al generale ì\'Iurawie,v. · ·. Il 2 (14) febbraio, Nlourawie:w con 2 sotnie e 3 compagnie respingeva una banda di Tmcomanni che tentava impadronirsi cli un convoglio cli cammelli. Il ,12 (24) giungeva notizia essersi tenuta in Metw una riunione di vari kan turcomanni i quali avevano deciso di mettere insieme 60 mi la combattenti reclutando i giovani che avevano compito 115 anni. Un solo corpo cli 25 mila uomini sotto il comando cli J\forda c, pri mogenito del kan di Merw, aveva avuto incarico cli difendere la linea da Ohnmi a Tepé-Eci n \l6 chi lom . al nord di j)forw, occtrpando questi dne punti . Un'altr:-1 colonna avrebbe difesa la val le clell'Atrek (I ) La I1 us~ia ce,·cò hon presto, e vi riuscì, di ·vcmire ad nn accomodamento colla China onoi e esser li bera ,i i agi,·e nel!' Asia Contra i,.
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formando un campo trincerato a Pissara e a-Itri qua Uro campi sulle 1'ive dell'Amu-baria . Il kan di Merw, dal canto suo, preparavasi a fortificare la capitale e ad assumere il comando di tutte le truppe. Diverse migliaia di Turcomanni occupavano frat.tanto Dasba-Berdi aìl9 scopo d'intercettare all'armata russa una stra·da eccellente che poteva .metterla in cornuuicazione con regioni mo lto feconde, ricche d'acqua e di r1ascoli , P. dominare, ad un tempo, la linea 'cli comunicazione'fra la costa e gli. avampo$ti dei Russi . Messaggeri speciali furono mandati in P~rsia e nell'India a domandare soccorsi, dacchè i Turcomanni non ,posseggono artiglieria, ma so ltanto fn~ili' di antichissimo modello."' Avvicil)andosi sempre più l'cp_oca della spedizioùe ( aprile ,1880), tenuto conto che le forze russe nell'Asia Centrale ascendeva.no a 70,000 uomi-ni circa, si calcolò che, per il solo servizi.o delle guarnigioni, oc-correvano 42,000 uomini così ripartiti : 5000 sulla!linea del Sir-Daria; -5000 .i Te,chencl; 5000 a Samarcanda; 110,000 a- Fergane; 110,000 a Seminechenk; 5000 a Narinskac e 2000 sùll'Arr\n-Daria . Una forza di 30,000 uom'ini, circa restava così disponibile per le operazioni al sud della front?era, senonché, essendo , indispensabi le fare guardare da 40,000 uomini le posizioni di Salk e cli Sadalshan (all '. est di Merw) soli 20,000 uomini con 50 pezzi d'artiglieria ,;arebbero rimasti pronti per la campiigna . . Una parte di questa forza doveva avanzare da Kasola pel ~fonte Ural per quindi risalire l'Oxus; mentre il corpo principale si sarebbe diretto da,Samarcanda per gi ungere a Boe.ara (384- chilom. di distanza) . I corpi poterono conceutrai·si a Chardjoni soltan to alla fìne di aprile· ,per quindi trovarsi disposti ·.il primo · cenno per avanzare sn Merw. Nei primi giorni di luglio, il movimento aveva prese serie proporzioni. Organizzavansi in gran frrrna ·i serYizi di saniti.1 e cl'inten·denza e Skobelew, che aveva avnto il comando di tut.ta la spedizione se ne interessava personalmente. In poco tern po Hgli era divenuro popolare nel suo nuovo corpo d'armata come lo era stato già sul 'Danubio. Il 28 maggio (9 giugno) il genera le aveva oeèupato Codgian- Kalà coll'avanguardia . L',t ,1 (2.2.) giugno si stabiliva a Bami fortificaudola e impiaùtanclovi un deposito. Un telegramma cli Skohelew _in data ,f8 {30) .luglio annunciava che, volendo riconoscere la forza e la pòsizi@e dei Turcomanni concentra ti a Gok-Tepè e distruggere le raccolte del nemico, egli personalmente lasciato Barni-Burma il 11 ( 113) luglio, conduceva · seco 3 compagnie di fanteria e' 3 sotnie cli co·sacchi con 7 ,pezzi d'artigÙerià dirigendosi verso Gok-Tepè. Gli avamposti eransi
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LA SPED IZION E RUSSA
impegnati colla cavalleria turcomanna presso Artcham . Il 5 (•17) luglio la colonna si era . impadrouita di ltghany e di Batyr-Ka li1; quin di , dopo a,,er for1.ir.cat,1 questo punto, aveva spinla la ricognizione fin o a Dénghil e Gok-Tepè - AUaccati · dalla cavn lleria nemica , i Russi si avvicinarono tut.ta,•ia fi no a mille metri· da quelle località e, dopo 11verne rilevuti i piani, ri tornav:'liio nelle posizioni conquistate. Il 7 (·I Ò) i Turcomanni avevnno attaccMi nuovamente i Rlissi ma invano. Le trup pe ri tornarono a Bami il 10 (22) dopo avei' distru tle nioite raccolte sul loro passaggio . ~e venne che i •IO mila Tekè concentrati a Gok- Tepè 'mancarono hcn presto di viveri. Dopo crueste brillanti ricogni1.ioni, credevasi generalmente che la spedi1.ionc venisse condott::i con J igore. Non fu ·cosi. Forse l'offensiva presa per un momento da Skobelcw era prematura _e si comprese che occorreva anzitutto stnhil ire nna b~se d'operazione ben solida. A dò si prùvvecle oggi colla costruzione di una fcr~oviu destinata u mettrr".l le truppe in comunicazione diret.t.a col inar Caspio. La linea si purte dal la ba ia di i'l:lik.ailoff dirigendosi su Kizil-Arvat. L'impresa è consiclerevole. Quando nel gennaio '1880 l' ingt!g11ere Ohunen propose la· costrnzione della linea, le autor.i tù tnu~ dell,a circoscrizione transcaspiana ne ri-mascro eutu:;iaste. Il solo Skohelew _pareva non esserne partigiano; ma il generale AnncnkolT, direttore del movimento fer rÒvi::irio mi litare al ministero della guerra, profouclamente persuaso dell'importanza di quest'opern, se ne è incaric/lto giuiando di far la riuscire a qualunque .cos~ . _ La pri roa e più diffici le sezione della linea (2.7 chilorn.) fu aperta· recentemente; orn ha varcato la zonft delle sabbio mobi li (•I) ed il lavoro non pnò che diventare più celere a misurn che diventa più facile. Nul la si è trascurato circa il materiale. Le officine rnsse ebb1:;·o incarico cli provvedere 16 milion~ cli èhi log. di rotaie (2) come pure 2·1 locomotive, 2.75 vagoni meì·ci coperti e 225 tntlt.h. Il cantiere principale dei lavori è a Krasnovodsk. Il ininistr9 della guena ha accord,ìto un credi to di 7,800,000 rubli per la prosecuzione delle opere· le quali sono aWdate od uri battaglioue ferro vieri . Quando la linea sari1 compiu ta .allora arri veranno i rinforzi giii pronti sulla costa occident.alc del mar C::ispio. Per oi·a il generale in capo, reputa che bastera nno ,1Omila uom ini con ·l 00 can noni per impadronirsi c[j GokTepè. 1
(I) I tecn!~i avversari della linea opina,·ano che lo sabbie del deserto avrcb!Joro r icoperl.e lo r()(.n1c ,·cndcndo impossibile l'esercizio - l,a (ll'Ova li ha sconressaLi. (2) 1: binari sollo centlti· la rghi metri l;i3.
135 Notizie r·ecenti annunciarono c.he, in questi giorn i, Skohelew aveva \ . _co~inciato un movimen to .in avanti da Barni verso Gok-Tepè. Egli intend0 prendere posiziorrc a nord-est 'di questa piazza, costruendo un campo trincera to il quale avrebbe anche lo :;co po di tagl iare ai Turcomanni Je vie di . foraggiamento. Siccome poi, come già dicern~10, un'altra colonna russa proven iente da Samarcanda dovrà· marciare anch'essa su Menv, sarà affidata ad essn _il còrnpito di tagl iare le comunicazion i fra Gok-Tepè e la grande ciLLà di Teke capitale della tribù . . Nonostante . <\ da ritenersi che la s1rndizione russa non muoverà seriament.e avant.i ch,e nella prossi ma primavera. Ormai la stagione è di troppo avanzata. E chiaro, del resto, che i Russi hanno tutto t interesse a ritardare le operazioni fino al completo compimen to dei preparati vi. · La quistione consiste ora nel sapere se i Tt;rcornanni lasceranno compiere rp1ello clic si prepai:a ai loro danni. ~otizie recent.i informano, infot.t.i , che il_primogenito del Kan di .Ylerw t.rovasi. -con 9 mila nomini pre~so ta riviera di Tachkeut aspetta ndo il momento opportuno per marciare contro Skobcifnv. n fratello più giovane, dal canto suo, fornrn un secondo corpo desti nato a sostenere il primo. Quando questi due corp i S;t l'anno riuniti, è molto pro_babi le che i Turcomanni non t::irderanne a raggiungere le loro posizioni strategiche · pet' prendere l'offensiva . · Gòk-Tepè· intanto è ·ora più sol idameute fortificata, essendovisi post.i 60 cannoni presi f,ii1 da vari aùni ai Persiani e altri 60 provenienti <la°ll'Afgnnistan. . Malgrado questi preparativi di resistènza è facile prevedere che Merw cadri, , ma i Russi dovranno, pr11· rinséirvi, and; re incontro a ostacoli non pochi e- comp iere sacrifizi rilevanti di denaro .e di sangue. Questa ~ituazione non poteva cambiar-e n_eppure clo1io che un telegrnrnrna del 9 dicembre ci avvertiva essersi i Bussi irnr)ach·oni ti ' do1rn lun"O . e ed accan!to combattimento , del villaggio fortificato rii !<arys, sconfiggendo com1>rntamente_i Tekè. Infatti il telegramma soggiungeva che truppe numerose con artiglieria accorrevano da M.erw in soccorso dei vinti. I fatti hanno di poi confermato i pi;onostici. Un tefegram rna del 28 dicembre annunciava che ·1a colonna russa proveniente .dn Samarcanda era giunta in prossimità delle trnppe di Skob~lew, do pq di che i Turcomanni, consirl<Jrato che ogni indugio ~on faceva che rendere più formidabile il nemico, lo hanno assa lito m vicinanza cli Gok-Tepé e precisamente nel Garnpo trincerat.o,· non ancora compiuto, costrutto dal generalissimo r·us~o . NEL l'AE.S i:: DE! T F:Kf
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LA SPEDIZIONE RUSSA NEL PAESE DEI TEKÉ
Un .altro dispaccio del 6 gennaio diretto al Tirnes ,da Teheran , informa che i Russi pe1:dettero più di 3000 uomini nella baitaglia . Tutte le tribù ,militari dei Turcomanni che si estendono fino oltre i\'.[erw hanno stretto al leanw coi Teké e si fi{ la loro presenza improvvisa sul campo, quando .meno i Ru.ssi se lo aspettavano, che decise il ro vescio delle trùppe com,andate personalmente dal generale Skobelew. · Mancano, -per ora, particolari più estesi. i '.Ia le perdìte sen;,ibi lissime sofferte dai Russi ci dicono che la battaglia ebbe 0orandi proporzioni e fu combatt.uta con accanimento. Il telcgram111a da Teheran soggiunge che le perdite dei Turcomanni furono leggierc. Ciò significherebbe ch'essi erano infinitamente superiori cli numer.o ai loro avversari. Nonostante sarà bene tener co.nto che le notizie pubblicate dai giornali inglesi relativamynte alle operazioni dei Russi nell 'Asia Centrale, debbono sempre accettarsi con riserva; sapendosi ormai che è vezzo della sta mpa inglese rimpiccioiire le vittorie della Russia ed esageranie le sco1rfitte. · . .Iutanto un telegramma da Pietroburgo in data ·I 3 corrente, anni,rnzia che un dispaccio offi cia le ciel granduca Michele naiTa la resa in modo diverso . I Russ[ avrebbero posto la prima parallela davanti a GokTepé la mattina del ,\. gennaio. I Turtomanni li avrebbero assaliti ma il vantaggio sarebbe rimasto alle truppe di Skpbelew. Il dispaccio termina colle parole: « La prima parallela sarà rinforzc);ta » . Ciò indicherebbe ché i Ru~sì, malgrado il vantaggio cbe diéouo a vere otte-· nuto, non avrebbero progredito cli un passo. Come si vede, le notizie sono contràdittorie ed è necessario aspett.are più ampi ragguagli per ben giudicare della situazione. C. O. P
Il RIPARTO DELLA CLASSE 1879 E IL SERVIZIO DI 40. ME SI IN FRANCIA
Nelle note da noi ·pubblicate sul bilancio delJa guerra francese del abbiamo accennato ·alle varie prÒposte fatte in quel parla. mento per ris.olverè in modo couv~iente la grave questione degli effettivi di pace; Indicamrùo auch!~ come la camera , pur· riserba11-0osi · di stahilire ulteriormente la durata della forma , per la quale è ora al lo studio presso una commissione il progettò di legge del cl<~piitato . Laisant, approvasse le idee del generale Farre, attuale ministro della guerra, circa l'aumento del contingente anmio della fanteria ed Ù servizio di 4.0 m.esi. • Ora le proposte dc( generale Farre hanno avuto un principio di esecuzione col riparto del cont.ingente della classe 1'879, testè ill'corporata, e il ministro ha inoltre ordinato l'esperimento del ::;ervizio di 40 mesi esponendo in due circolari questo suo importante progetto {2.).. · · ' Siccome ta\i nuove disposiz10ni hanno capitale valore per la de_:terminazione dell'effettivo di pace e . delle ,sue annuali oscillazioni, noi crediamo opportuno riportarle qui per sunto colle debite osservazioni, valendoci dei documenti ufficiali (3) e dei .numeròsi articoli ,J884· ( 11),
tl / Vedi fascicolo d i ottobre 1880. (2) ~ircolaro 20"oLtobre e circ olare i,1 decembre JSSO. (3) I documenti ufficial i pubblica ti, consistono nelle circolari soprac itate sul servizio di 40 mesi e nella c ircolare 8 ottobre sul 1·ipa rto de l contigente. Avve iuamo ,,erò il let.tore che nel Gfornale milita1·e sor;o date solo norme d i massima, o tutto quanto si riferisce alle cifre del contingenta e loro riparto, for ma oggetto cli comunicazioni riservate spe~iali ; solo a operazioni compiute viene pubblicata del ministro apposita relazione statistica, la quale pera ltro non dà è bo il riparto per arma e non specifica ne l'incorporazione reale per ogni corpo di truppa, nà le suddivisioni di regione che forniscono dì recluto ciascun corpo. L~ c ifre di dott3glio esposto iu questo la,·oro. sono de$nnte dai giornali ..trmée Francalse, ,tveriir UiHtai1:e, Rép1tbliqi,e Francaise e altri minori .
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Il, RlPAltTO OE:LLA CLASSE
E IL SERVIZIO 0 1
1879
pubblica li in proposi to da alcun i giornali militari o politici francesi. Il contiugouto chiamato qucsl'anuo sollo le armi, noll'csorcito frauce;;e, comprende ·.rn totale di tr>8,54-8 uomini di cni 113,•168 tli prima porzione o (1 5,380 di ~ccond:i porzione. La prima porzione ?3 costituita <la ·I 04, 300 nomini dcli,! classe 1879, da 63 18 aggiornati del •1878 e da 2550 aggiornati del 1877; la seconda porzione si compone di ,. 2,6'22 uoiniui rlHlla classo tlol •1879, di •1820 uomini aggiornati ciel ~ 878 e 838 id em idcni elci •I 871. Deducendo i cosiddetti uon valori, per dispense, proroghe, riforme, ecc. si ottengono le cifre seguenti le qm1 li daun,> l'incorporazione reale; · Prima porzione. Seconda » Incorporazione reale · .
•
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. mm11110 p~r 5/'IOdel contingemc )) Artiglieria per 3/•I O » )) ( per 2/ 1O » » Genio e .operni militari ferrovia ri . »
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,1I ,"',66 . r, ,6 .. , 1 60
Ecco ora come ,ruo:;to contingeti.te fn ripartito fra le varie anni : Fanteria CaYalleria . · Artigl ierin . Gen io Trono :\mmini:;tl'azioue .
..
1• porzione
2~ porziono
TotalCl
6Hl93 166,i.O ,1001:io
33150
98 11..3 166,10 24700 275,\, 20 1i 4268
9650
2i5.'i.
20 12 35o·I
711
l3D
ì'.,1ES! IN FRANC IA
Corazzieri .
405,000 uomini ,\.3,5•17 )) totale ,tti.8,5-17
40
I limiti di stn'tura sono stati così Jìssn ti:
Il ri parto delle reclute fra
-
I critori seguili por l'asseg11a1.ione dolle recln to alle · ,·arie armi sono specificati da una lunga circolare ministeriale, ove si prescl'ivc ai direttOl'i degli nffì ci di reclutamento di dest·inare alle ann·i· coinbattent·i e pa1·t-icolnrmente ·nlln fanteria, gl·i uomin-i più uigoros·i e più adatti al sen izio IJ(l aliti marcia. Per la carnlleria ~ono assolutame11to vietate le eccedo11zo di statura oltre il massimo prescritto, sono invece toller:llc le defì ciouzc nou più di 2 centimetri per coloro ·che sappiano montare à cava llo; debbono rifiutarsi i miilcouformati, i corpulenti, ecc. Ai reggimenti d'artiglieria e gon i·o si assegneranno nella maggiore quanLità possibile gli operai in legno e fe rro, barcainoli e si mil i. Alle truppe d'amministrazione dovranno . destinarsi lullo quello reclule lo quali, quantunque dotale di surtìconto ist~llzione, si mostreranno per costitnzionè fisica meno adatte nlle fa tiche del sorvi1.io auivo.
I ·1· ·1 ò .:;tu)l . 1to 1 mas::;11no
· non
non è stabilito il ma:ssi1no mas;;imo pei dragoni 110 ,68 ma~:c;imo pei cacciatori cl' Africa Jrn,68, por gli altri ·I "',6,1. nonòstabil itoun mas:.-imo.
vari éorpi di truppe fn cosi eseguito :
Fanteria di linea , incorpo1·a1.ione rea le Cacciatori a piedi id . Zua, i id .. Tiratori algeri ni id .. Legione straniera itl . R1u Leria leggera cL\.fÌ'ica ili. Scuola speciale militare .id .
13 porzione
:.1 3 porzione
i>6(i6fl 57~8 2.2H 300
30070 80
,
3 2
z
Se questo cifre ~i confrontano con r[uCl le forn ite dalle classi precedenti del 1878· e del 1877, si ,·edrit <1ua1Ho :;iasi avvantaggiata la fonteria francc,;é, dal punto cli vista tlcgli effctti Yi. Infatti lo incorporazioni definiti ve o reali dellà cl:i~:;o. del 1878 amu;ontorooo a 82 ,376 nomini di prima e seconda porzioue, quello della classe ·i 877 diedero alla ste::sa arma cin'a 78,000 uomini, e-0sicchè nella incorporazione l'eale della classe 11879 si ha nn aumento cli 011.re 15,000 uomini nel contina:cntc di fanteria, in confronto dell'anaJoO"a cifra l:) della classe 1878, e questo aumento è di '20,000 uomini so si confrouta col contingento della classe del 1877. Ciascun rog-gimento cli fanto r·ia di lin ea ha ri cevuto le reclute di prima porzione_ da :J o ft. smhli visioni ,di regione generalmente cliV
,
massimo 1"',80
•
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·-
HO
IL IUPAHTO DELLA CLASSE
'1 879
e
stanti le u ne dalle alLt·c lontone ezian<lio dallu sede del reggimento st.esso . Il numero delle reclute varia da ~50 a 800 , con una media .di circa ei-00. Le recinte di seconda porziqne invece, assegna te a ciascun reggimento, provengono dalla suddi,·isione ove il reggi mento è stanziato, fotta eccezione per i corpi di trnppa dC\i governi militari di P:1rigi e Lione. La media delle reclu Lc ora dette è cli circa 220 per reggi. mento . La media poi degli incorporati di pri ma e seconda porzione per ciascuna compagnia di. fanteria di linea risulta di 34- uomini rnenLre che, nello sco rso auuo, tale media non fn che di 28 uomini. I treni~ battaglion i di cacciatori a piedi ricevono in media 200 recinte ciascuno; di r1ue::;ti baw1glioni i cinque stanziati a i\'.forsiglia, Lione, Embrun, Charnbéry e Villafra uca ricevono in proporzione variabile da 9 a 35 reclute del ln seconda porzione; i rimanenti 25 battagliorl i rion 1·icevono uomini di tale categoria. Richi:imio mò l'attenzione del letlorc su questa particolarissima disposizione, che riflette i battagl ioni cacciatori sianziat.i noi t.erritorii del XIV e XV corpo cost.itnenti la zona di frontiera sud-est della F rancia. La media poi degli incorporati per ogni compagnia cacciatori è di 38 uom ini . I quattro rcggi_monti zuavi ncevouo 550. recinte in media per èiascuuo, ciò che dà per eompaguia una medi:i di 3,1 recluta. Se si raffrontano le medio per compagnia ora citate, con gli effetti vi di pace stabili ti dalla legge del ,J875 i quali sono, per fa linea 82 uomini cl i truppa, pci cacciatori a piedi ,t H e per gli zuavi H, 7, si avrà nuovn conferm:i della considerevole parte assegan t.a dal Farre . alle com.pagnie di. fanteria cl i linea : quanto al min.,ore incremento delle quote dei cacciatori e dogli zuavi, q~eslo, a seconda di ciò che riferiscono i giornali milit:iri francesi, è compensato dal maggior un.mero di arruolamenti yolontari verificatosi in quei corpi di truppa. In complesso, questo disposizioni del ministro Farre mostrano ch iaramon t.e avere egli cercato, noi limiti concessi dalla legge del 4875 , .. di rialzare le condizioni della fanteria. Fino ad oggi il conti ngente :assegnato a quest'arma era, per comune consenso, giudicato insufficiente per numero e per qnalitit; l'artiglieria, la cavalleria, il gen io, il treno e perfino le truppo d'ammi nistrazione, prendevano le ·reclute più robuste cd inLell igcnLi, il resto era dcstinaLo alla fantori~. La stampa militare e politica, nonchè molti membri del rarlamento, avovano più volte vivacem.ente critica to questo stnto cli cu.,;.:, ma è solo col ripa rto di quest'anno che si ò cercal,P di prol'l'cdere ai bisogni più urgenti.
E IL S ERVIZIO DI
•
40
~l ESI l:-1 F RANCI A
In fa tti la fo nteria riceve da lla classe del 1879 ,16 ,000 uomnu cli più cho da quella del 11878, di questi 116 ,000 , ,J' ,'1- ,000 provengono dal~ l'aumento del contingente, aumento che è nndato tutto a beneficio della fanteri:i, e 2.000 pro vengono do modincnzioni del riparto e sono stati sottratti sopratu tLo rlallc co mpagnie treno equi paggi, cui antecedentemente er:isi dato uno sviluppo eccessivo . Questo aumento del cou tingente della fonteria, agevolerà pure il reclu tamento dei graduati; il quale si era reso in qnesLi ultim i temp i assai diffi cile; a ciò concorrerà ancora la eccelleul.C mi::;ura prescritta dal Pa rre 11 i comancfonti degli uflìci di recln tmnento, di ripartù·e pr·opo1·zionatmnente nelle '1Jet1·ie arnvi, quelle nctute che in ragione della loro istruzione sarebbero gittdie<ite siiscetti/Jili rli raggi11ngel'e i l gmdo di, brigatliere, capo1·'a.lf!,, ecc. Passiamo alle altrn nrmi. Il ri parto delle reclute della c.wallcria fu il seguente: Corazzieri, incorporazione reti le 2826 uom ini di prima por:>:io1ie· 0992 Dragoni, id. n fi.268 Cacciatori, id. )) 2'290 Usseri , id. n 9·17 Cacciato1·i cl' A l'rica, id. 3!~l Compagnie di rimout-0, id . Scuola di applica7.ionc cli cnfi v:illot·ia, id. I reggimenti di Sp;i his si reclutano solo mediante volout.ari. La media degli uomini incorporati per sqnndrone 1) di 47 poi corazzieri , 39 poi dragoni, !~2 pei cacciatori , 38 poi cac.ciatori cl' Africa o per gli usseri . Lo leggere di fferenze che si risco ntrano fra rprnste <ruote, che dovrebbero essere eguali cs5cmlo egua li gli effettivi di paco degli squadro11i dellfi diverse specie di canllcria, sono colmate dagli arruolamenti volontari, particoh11·01cn le numerosi nei cacciatori d' Af'rica e negli ussc1'i. Come poi passato i reggimenti di cavalleria ricèYono le recinto da sudd ivisioni (li regio110 rrn loro distan ti o lontanodalla sede del reggi mento. r:arti"lic1 'ia ha avuLo il suo contin !?ente cosi ripartito: V ))
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V
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Reggimonti d'artiglieria, i11corpor,11.ione reale ,1 pontieri , ·id. Compagni~ del treno, id . >> oporni, id. . >i artificif!h , id.
! a porzione
2• porzione
,1z 9t~3
8350
872 l 12 1
·1 ;!00
102 ,12
IL RIPARTO 01·:LLA CLASSE 1879 H2 La media di incorporazione reale risL~ltante è di ~6 uomini per batteria, 3 1 per compagoia pontieri, ~O per compagnia del trcuo. Le truppe d'artigl ieria si reclutano con sistema regionale per corpo d':mnata , faùe pochi$simo eccezioni. I reooinwnti del !!euio riccYooo 26 14. recinte unicamente di prima 00 ,, por1.iooe, e 1io reclute della stessa cntcgoria sono :issegnate alle quattro compagnie opera i mi li Lari Jcrroviari. Mentre nello scor:,;o onno erano state destinate al genio recinte dolln prima e della seconda porzione, quc~L'auno i nuovi inscritti sono tutti di pi:i rno porzione. L~ quota di recinte per compognia risulta di 33 uomini cd ò inforiore di due uomini alla c1uota (lnaloga della classe dd 1878. Difficile è poi il r~ndcr:;i co nto del moti l'O elio ha indotto il ministero (l pre~crivere un minimo di statura co:-ì clevoto per le truppe del genio. I.a sta tura di 1111 ,66 non è romuJ)C certamcn tt! nelle cla~si opcrnie, e così si vcdrnnno c,;cl usi do questo corpo essenzia lmente tecnico, clementi prc1.iosi . Le compngnie clol treno eqnipaggi ri cevono 2012 uomini di p1'ima por1.iooe, ciò che dii per compagnia una quot(l di 3~ uomini. Qui si può in proposito notare come i criteri srguiti nell'assct1n:1ziouc del le recinte olle compngnie del treno equipaggi e alle compagnie dPI treno Hli~lieria sono in qualche modo contraclcliuorie, giacché per la grande annlogia dei servizi, collie si sono a;segn:iti .non1ini delle du e porzioni nl treno artiglieria, ugual cosn avrebbe dor'\lto farsi poi treno ·equipaggi. Il moti,•o di questa diversit'1 di tr,,ll'lmento ci sfugge intcrnmcutc. In confronto clel contingente dell'anno scor~o, le c-0mpagnic treno equi paggi ·hanno subito una notevoiissima riduzione, giacchi) lo classe del 1878 fornì loro ,\.756 reclute, di cui 2-118 di prima porzione e 2631 di seconda . · l,e tru ppe d·a mmi 11 i~trnzione ricevono fi.:268 ree!utc, di cni :i:.>tH di prima por1.ionc e 711 di seconda porzione; queste sono così ripartite: 1
1•
Se1.ione operai e commessi Sezione iurermicri
por1.ion~
2' 1101·1.iono
2 108 1H3
Ded nconclo la quot:i por ciascuna sezione si trorn, per le sc1.ioui operai r commes~i 9 1 reclute o per :e sezioni infermieri 79 reclute. Per comodi tà di lettum abhinmo nella segnen tc tabellll rnggrnppa te le cifre rillati,·e al riparto del contingente dell(l clns~o 1879.
e
IL SERVIZIO Dl
40
143
.v!ESI lt-: F RANCIA
TABELLA indicante il r·iparto delle reclute della classe 187.9 r·ealmente incorpor·ale nei oari corpi di truppa dell'esel'ci lo J rancese. Quo I.e medie
Cont.iugeute Corpi di tl'Uppa l"
2•
porzione
porzion~
- -
300
»
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"
2
-,
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Totale fanteria . Corazzieri Dragoni Cacciatori Usseri . Cacciatori. d'Af; ica: Compagnie di rimonta' . . . . ~cuoia d'applicuziorrn di èavalleri a Totale cavalleria. Reggimenti d'artiglieria . . Reggi menti pootieri . . . Com~agnie treno artig lieria. 1d. operai id. . . id. art1 ficieri Totale artiglieria . ~e~gi~1enti del genio. . . . ~ ez10111 operai militari ferrovia ri Tot.aie genio. Coo:ipagnie treno equipaggi - Totali' . Sezioni oporai e commessi d'amministrazione 88zioni ief,m.aie~i : : : : : Totale truppa d'amministrazi ooe Totale generale.
•
58281
~300
1
3,
')'
))
))
47 39 42 38 38
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16640\
12\H:l 872 1121
8350
212931 8,2
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2421 1
·.1 02, ·
2754 -
". 1 - »
46 31
40
___::I
150501 9'650
26HO 141 .
..
282G 5!)92 4,208' 2:!901
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34 38 31
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,.» ,
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batterla o sezione.
· 39,:H
»
I
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compagn ia\
sq u ad 1·oue ,
- - -·- I
649931 33150 2826 5!)92 42081 2200
-
Tot.aie
56661- 330,0 574,8 80 2i'i4, "
Fanteria di linea Cacciatori a piedi . Zuavi . Tiratori alzeriui Legione str;niera Fante1·ia legg<1ra d' Africa Scuola specialu militare .
cli incor· po razione reale
24700)
"
26'4i HO
33
2754/
•
li
2012
•
2012
33
21 08 1-H3
17/4. 5-1-3
2282 1986
79
355 1
717
4268
"
1050001 43517
148517
- - - ---
91
~
•
E IL SERVIZIO DI
144
IL R IPA RT O DELLA CLASSE
18i9
Circa i I riparto del contingente della classe del 1879 non crediamo inopportuno aggiungere qui la nota delle reclute fornite dalle singole circoscrizioni cli corpo d'armata. -'fole elenco ~i riferisce bene inteso alla chiamata e non al la incorporazione reale. 4° corpo . '.zO ))
1'1 2.20 uomini 6373 )) 6 156 )) 660·1 )) 6292. » 8566 )) 7196 » 9046 )) · 8386· »
30 "
1
so )) 90 }) 40° )) ,1,, o
))
7604
))
8975
))
12° corpo . ,130 )) ,140 )) 4 5° )) ·16° )) 17° )) 18° )) Seilna . Senna e Oise Rodano 1
8 12.,1 uomini ·1103 1 )) 7578 » 1
1
H 476
>i
7446 7284 9506 8464 2147 1203
)) )) »
)) ))
145
MESI IN FRANCIA
3°) Si concederanno licenze di 3 mesi subito dopo le manovre di autu9no, alla metà di ciascuna delle classi entrate nel loro 3° o .&,o anno d,i servizio. · 4°) Si concederanno liÙnze di 3 mesi, dal '15 dicembre o ·dal 10 gennaio, seconde le regioni, alle rimanenti metà delle classi en. itrate nel loro 3° o 4° anno di ser vizio. Queste diminuzioni periodiche dell'effettivo sotto le armi , permetteranno di portare d'Òra in poi a ,105,000 uomini il contingente annuo di ~ • pimione rimanendo i I resto del contingente alla 2• porzione. Riassumi-amo in due' tabelle le sopra esposte disposfaioni : T AB ELLA dei mesi di p1·esenza e di assenza durante la fer ma di 5 anni r idotta a 40 'mesi di .servizio. Anni
di servizio
Mesi di presenza
Mesi di assenza
al corpo
da:! corpo
»
Come si ved<~, il riparto territoriale dei riservisti presenta delle forti differenze fra un corpo d'armata e l'altro, co:siccbè il sistema francese, che vorrebbe rea lizzare i vantaggi del siste~na nazionale e di quello regiona le, non va scevro di molti inconvenienti , di cmi principale quello di richiedere all'atto deUa mobilitazione uno scambio cli riservisti .fra corpi d'armata diversi, inconveniente questo che si era precisamente avuto in mira cli evitare, col reclutamento regionale dei · riservi$ti e delle disponibilità.
40
H (non ancora incorporati) .
4'
4'!
30
5•
9
3 (in licenza).
9
3 (in licenza).
9
3 (in congedo).
.iO
Totale.
20
TABELLA delle classi p resenti ai corpi nei oa,·i per:iodi dell'anno . '' ' ' , '
Veniamo ora alle circolHri del mm,stro, relative al servizio di 40 mesi. La prima circolare, in da ta 2.0 ottobre, benchè riservata, fu resa di pubblica ragione, ed eccone le disposizioni essenziali. AIlo scopo di ottenere forti effettivi pel periodo annuale corrispondente alla ripresa delle istruzioni delle lt'UJ)pe, sarà adow1 to in via .di esperimento il servizio di iO mesi di presenza al corpo, colle norme seguenti: ,1°) Dopo le manovre di autunno e cioè dal ,15 settembre al 1° ottobre, secondo le rtJgioni, saranno inviate in congedo la ,1a porzione della classe entrata nel suo quinto anno di servizio e la 2.• porzione dell 'ultima classe chiamata. 2. 0 ) La 1• e 2.• porzione de! contingente annuo saranno chiamate fra il 15 novembre e il 1° dicembre.
Classi presenti ai corpi
Periodi ·annuali
Dal 1 ° ottobre al 4° dicemlire (effettivo minimo) Dal ~· dicembre al 4° aprile (effettivo i!}vernale) Dal 4° aprile al ·4° ottobre ( effettivo estivo)
1
I Prima e seconda porzione dei\a 4• classe; Prima porzione della. 2• classe . ~ Metà delle prime porzioni della 3' e ,• cl. I \ Prima e seconda porzione della 4' classe. l Prime porzioni della i ' , 3' e 4' classe.
I
1
•
, Prima porziomi della 2' classe. Métà della prima porzione della 3' chisse. ~ Metà della prima porzione della ,i' classe.
10
ANNO XXVI, VOL 1.
•
,.
'146 IL RIPARTO DELLA Cl,ASSE 1879 Dunque l'oscillazione dell'elfettivo annuale . è assai sensibile; da un minimo di circa due · prime porzioni, durante il bimestre ottobrenovembre, giunge ad un massimo di quattro prim'e · porzioni ed una seconda porzione! durante il semestre aprile-settembre.- L'èffettivo intermedio è detto invernale, il massimo estivo . Bene i1iteso che per ottenere l'effettivo totale dovrà a1?vO0-iungersi a"'li · O effettivi ora accennati la parte permanente. Questo pr.ogetto del Farre presenta a parere del ministro i note.:.. voli vantaggi di favorire le istruzioni autunnali ed estive ·e. di agevolare la mobilitazione, se q11esta dovesse farsi nel semestre aprile!-ettembrc. D'altra parto però il sistema alquanto complicato delle licenze, obbligherà, pel semestre ottobre-marzo, a modificare l'attuale riparto delle istruzioni, ed il generale Farre dà in proposito alcunè norme di massima, secondo le qual i, nei mesi di ottobre e novembre dovrà attendersi alla istruzione dei quadri inferiori. e si potranno, in ragione del poco numero di uomini sotto le armi , concedere licenze agli ufficiali; da dicembre a marzo si curerà sopratutto l'istruzione cd educazione delle reclute che dovranno pel mese d'aprile t.rovar:ì,i iu grado di seguire le istruzioni dei soldati anziani; anche p;r questo periodo si potranno coùceder~ licenze agli ufficiali. Nel 'periodo estivo poi, le licenze dovranno essere limitate ai casi· di assoluta necessità. · La circolare termina poi formuiando una serie di quesiti da :;ciogliersi dai comandanti di corpo d'armata e governa.tori militari di Parigi e Lione, e relat.ivi appunto al riparto delle istruzioni, alle licenze degli ufficia]i, ecc. In seguito ai rapporti provocati dal Fane colla prima cjrcolare, una nuova circolare in data H. dicembre specifica meolio le norme por l'attuazione del servizio di 40 mesi. Questa secoud~ circolare dichiara anzitutto che le licenze trimestrali da conc.edersi al ,t O gennaio ,t 881 alle classi 3"· e 4n, che ora sarebbero le classi ·del 4 876 e ,t 877 dovranno comprendere non · gi~ il 50 °lo dell'effettivo, ma sibbe;1e il 2,1 Ofo. Il 50 °lo infatti indicato dalla prima circolare costitt1isce la cifra normale, la quale dovrà essere raggiunta solo quando il sistema del servigio di 40 mesi sia entrato nel periodo cli completa rotazione e ttìtte le classi di prima porzione incorporate abbiano l'effettivo di rn5,000 uomini. Quanto alle licenze poi, esse dovranno essere con-eesse nel modo seguente: • Ciascun corpo di truppa• dovrà inviare in licenza parte degli
E IL SERVIZIO DI 4Ù MESI IN FRANCIA
uotnlOI delle cl.issi 1876 o 1877, accordando permessi di durata variabile di 30, 45, 60 o· 90 ·giorni in guisa però otteneré il risultato che si otterrebbe' concedendo licenze al 2,,1 ·¼ di dette classi per 90 giorni. In crueste licenz:i non saranno, · b;;ne inteso, comprese quelle per convalescenza e per i sostegni di fam iglia: I .graduati e gli uomini . elci quadri cli dette classi potranno partecipare alle licenze, rimanendo in facoltà dei comandanti di corpo di regolarle in guisn, da non hiiocere al servizio o0 enerale ed alla ' istruzione: anzi queste licenze potranno venir concesse anche dopo il primo trimestre, secondo crederanno ·opportuno i comandanti ,;udcletti. Rimane poi stabilito che gli uomm1 m licenza non riceveranno al'cuna paga e dovranno pure a loro ·spese fare i viaggi di andata. e ritorno. Agli ufficiali, anche ·nel primo trimestre potranno essere concesse licenze di due mesi, compatibilmente colle esigenze del servizio·. Il progetto Farro, da quanto rileviamo dalla stampa mi li tare francese, non ha incontrato approvazioni unanimi e lo si acctisa principalmente di essere artificioso e di dare al grave problema della ferma una soluzione incompleta . Il servizio risulta eliettivamentè dr 46 mesi, di cui sei sono passati in licenza, . e non può dirsi certo che queste licenze di 3 mesi àlleggeriscano in modo scmsibile il peso della· ferma ; dal punto di vista quindi dell'interesse delle persone, il progetto Farre si mostra inferiore di gran lunga n quello Laisant che propugna la ferma di 3 anni. Quant.o agli interessi militari, il gi uoco largo degli effettivi è assai bene combinato colle esigenze del· bi làncio e certo l'effettivo d'estate renderà molto più proficue le manovre e faciliterà· cli , assai le oper~zioni cli · mòbi.litazione, daùclo iu pari tempo alle compagn ie mo_!)ilizzate una consistenza rri.olto maggiore, clipe.ndentemente dal minor numero di riservisti occorrenti per raggiungere· il piede di guerra . Tuttavia, se la mobilitazione dovesse avvenire nel periodo ottòbremarzo, ciò ché pure è possibile se non probabile, gl i inconvenienti . che ora si . lamentano col sistema attuale, si farebbero assai più gravi con quello del ministro Farre. Passando alle ·questioni per così dire interne (ma cbe pure hanno particolare importanza). e riflettenti il primo periodo d'istruzione della classe Llitiroa chiamata, l'amministrazione dei corpi cli truppa ccc., è agevole vedere come l'adozione della ferma cli a.O mesi, a causa del particolare sistema di licenze, non vi sia molto favorevo.le e ne complichi l'andamento. . 1
da
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147
•
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IL. R IPARTO DELLA CLASSE
E IL SERVIZIO DI
1879
Infatti sécondo una statistica del!' A·venir Militaire,, la metà dei s~ttuffici~li (esclusi i ringaggiàti) e '/J déi capcirali cli un reggirirento di fantena aippartengò'no alle due cla·ssi più anzim1e; ver conseO'tienza, se una metà di tali classi fosse inviata in congedo al ,f o ottob?-e, ·ciascuna compagnia •per~ère1>be -in media :2 sergenti ed 11 a 2 caporali, cosicchè ristruzione delle rèclute ve1'rebbe ad essere fartta da pochi gradua ri e prcci5amente chi più giovani fra cruesfr. Danni anafoofa di'riverebbero agli uffici di contabilità cli compagnia, ·di reggimento e~c. S, noti pure !'. influenza, non certo trascurabile, che eserciteranno i tre mes, d'i licenza sui solda~i .ali;rziaui è particolarmente sui O'raduati; influenza che non sarù l'avorevole nè alla loro istruzione, nè :11a loro disciplina. . Al sisteù'ta del,generale Farrn si rimlprovera inoltre di non essere, con llagraute violazione ·della legge del •1872, che una ·nuova edizione ·delle antiche licenze semestra·li, le qùa'li furono in Fra-ncia abolite come runestissime alla disciplina 'ed all'istruzione dell'·esercito. M~ v' ha cli ·più: esse licenze ·se. non a'ltro, costi~uivano per Ja po.?olaz,?n;~ un vero ·~lleviamento del sr{rviz.io 1111litàre, il quà'le-a-ll'Gpoca rn cu I esse erano w vigore, aggrava,-ra solo una ,parte 'clrelfa na<z.joite e l'aggravava per lungo ~empo, ess1:.\ndo la ferma sotto le armi di 7 armi·; ciò che certo non può dirsi clelie ;licenze crrmestrali attiualmente adottate. Infatti nei limiti indicati dalla seconda 1circofore, non sarà clifficil-e tro.vare soldati_ che abbiano '.n~zzi per fare a proprie spese il 'viaggio clalJ foogo dove sono eh guarmg,one alle loro .1case e viciversa, nonchè per mante·oersi dura.nte il Lempò che essi rimarranno 'Ìn permesso, ma le disposizioni della -z• circolare sono transitorie e fra 3 o ·(t. anni bisocrnerà per rorza mandare in ìicenza il 50 ¼ cli.ciascuna delle classi 3a<>e -4-•_ Al lora si presenterà 'l'ahèrnaLiva, o di mandare d'autòrità in 1permessò un certo numero di uomini, che non hanno i mezzi all'uopo occoi·~enti, ovvero di ri_ma1~clare m~ovamente in licenza G{nelli ·che già l hanno ,goduta. Cos1cch:e nel pr1mtJ caso, il governo dovrà spendere almeno per i viaggi e scontenterà molte famiglie, nel secondo caso comnwtterà una patente ingiustizia . ' La seconda circolare mette poi In rilievo •gli inconvenienti che risuHeranno ,pier 'l'istruzione, allorquando 'le disposizioni della prima ,potranno andare in vigore. Difatti se attualmente è costretto il ministero della . guerra a inviare in 'licenza una parte dei graduati, anche dopo spirato il primo tl'imestre, ciò che la ·prima circolare espliéitamente vietava, cosa avverrà quando invece del 2·1 ù/ 0 élei graduati dovrà inviarsi in licenza il 50 o;.?
40
11ms1 IN F RANCIA
149
Il vantaggio poi di poter portare a M5,000 tÌomiui il contingente d,i prima porzione è eziandio contestato da alcuni giornal i militari. L'Av&nii: militaire infatti stabilisce il calcolo see:uente : Le. 4 classi sotto le armi col contingente iniziale di ,105,000 uomini di prima porzione e 34,000 uomini di seconda porzione -danno un totale di /~32,li:OO uomini, tenuto conto deHe perdite e cioè:
l
1• classe {39, 0,00 2a » 100,800 3a » 97 , 800 Ml2, ,WO nomini ,i.~ » 94,800 ;
•
Ora le ult1me due classi godono una licenza di 3 mesi, va le a dire non sono mantenute per '/ , dell'anno; ciò equivale a mantenere per un anno intero i '/ , di dette classi ossia H4,H>0 uomini. L'effettivo risulterebbe quindi, col sistema di r~o mesi, cli 384,250; se vi si aggiunge il totale degli elementi permanenti che è cli H3,000 uomini si ha come forza totale bilanciata, la cifra cli 527,'250 ·uomini. Evidentemente questa forza eccede cli molto quella attualmente stabilita di 497,800 ed esigerebbe un aumento del hilancio cli circa ,J 5,000,000 di franchi! Se questo aumento non fosse consentito, occorrebbe diminuire il contingente . di prima porzione, il che equi varrebbe a tornare allo statu-quo , rinunciando acì uno dei principa li vantaggi dal sistema ora messo in esperimento dal Farre, di avere cioè una prima porzione cli 105, 000 uomini.
i/
1
Trattandosi cli un sistema nuovo e che non ha ancora la sanzione dell'esperienza, noi non possiamo, dopo aver riportate I le principali critiche dei periodici francesi , esprimere qui un giudizio definitivo sul servizio di ,iO mesi, quale è stato ideato dal Farre; tuttavia l'accusa principale che si fa :.t questo progetto di essere artificioso e complicato, ci sembra assai fonda ta ed i fautori della ferma di tre anni sapraùno trarre senza alcun dubbio da ciò, nuovo argomento in appoggio delle loro proposte. Malgrado la prosperità economica della :Francia, la legge del 1872, per quanto riguarda la ferma, è un fardello troppo pesante per le spalle della nazione; agli inconvenienti che ne potevano derivare si è dovuto via via porre riparo con mezzi t.ermini, i quali dipendendo
,
•
150
IL RI PART O DELLA CLASSE
1879 E IL SERVIZ IO, ECC.
dalle idee del ministro della guerra, variavano col variare di que:;to; cosi le chiarn.ate venivano posticipate, anticipati i congedamenti e ultimamente. abbiamo visto il servizio di 3 anni, iniziato in via di esperimento dal generale Gresley, esser~ abbandonato poi dopo pochi mesi . dal Farro, il quale propone ora il servi.zio di ii-O mesi . Fatta pure astrazione dal merito e dai risultati di queste mezze misure, è innegabile che esse colpiscono due dei requisiti più importanti della legge di reclutamento, e cioè la se1nplicùà e la stabilità. Ciò è ora vivamente sentito in Francia e l'idea di adouare una ferma effettiva di tre anni va acquistando ogni giorno terreno . Vedremo a suo tempo quale accoglienza faranno le camere al progetto · Laisant, che propone specialmente tale importante modifiéazione alla attuale legge di reclutament-0.
LA
RICOSTITUZIONE DEL MATERIALE MILITARE IN FR,.ANCIA· (187 1-1880)
M.
Il rapporto Riant, presenta to al l'as~emblea nazionale il ,l, aprile ·1813, dichiarava che al principio deJle ostilità nel 1870 non si era riesciti ·a mobilizzare più di :f 50 batterie da campagna, che il numero dei fticili a retrocarica non raggiungeva il mil ione, che la dotazione di :cartucce, era di soli 1~0 . colpi per arma, ecc., « nulla » scriveva il relatore in quelle circostanze « può egi iagbiare l 1•ilinprucfonza di coloro che hanno p1·01,ocato· la giwr1-ci ». . Allorchè la pace fn firmata, il còmpito di creare. i mezzi cli difesa era dei più ardui, giacchè occorreva, non soltanto riparare le perdite subite dnrante la guerra , ma costituire eziandio per la prima volta , tutti gli approvvigionamenti necessari ai bisogni di un eser- · cito avente per base il servizio obbligatorio fino . a /lO anni e compost-0 di truppe ~ttive e di truppe territoriali; ed era pure mestieri edificare nuove e numerose piazze forti per proteggere le frontiere tracciate alla. F1:ancia clalli.i ·spada ciel vincitore. . Per far fronte a codesti bisogni non bastavano i proventi dei bilanci ordinari e fu necessario istituire un bilancio straordinario, il quale prese successivamente i nomi di ,1° conto di liquidazione, 2° conto di liquidazione ; bilancio su risorse straordinarie. Un resoconto specificato di tutte queste spese eccezionali, nonchè del prodotto dei prestiti, emis3ioni, ecc., creati per farvi fronte, venne presentato dall'attuale ministro delle finanze Magni n, al presidente della repubblica francese, nel luglio 1880 . 1
•
•
152
LA H ICOSTI TUZ IONE
Benchè abbiano grande importanza tutte le cifre esposte iu tale voluminoso rapporto, noi ci limiteremo a riferire iu particolare quelle relat.ive all'esercito· e alla marina; delle rimanenti accenneremo soltanto l'ammontare complessivo. Conto di biquìd(l,zione (1" Parte) . - !I conto cli liquidazione (prima par\e) abbraccia il periodo corrente clal 6 sett~ brc 118711 al •IO dicembre ·1875, o comprende una serie cli crediti aperti ai ministri delle finanze, delì'interno, della guerra, della marina e dei lavori pubblici , per la somma complessiva cli Fr. 9,i.1 ,860,032: 0 1, di cui Fr. 944-,675,000. 00, costituiti da crediti legislativi e Fr. 27,rn5,032 . O~, costituiti da crediti aperti mediante decreti presidenziali al ministero della guerra, sopra i cosidctti fondi di concorso provenienti dallo sovvenzioni offerte dalle città e dipartimenti pel servizio dell'artiglieria e per l'acquartieramento delle. truppe. Questi Fr . 94 1,860,032 . 04 non furono tutti destinaL1 al periodo d'esercizio sopra citato, ma una parte di es:;i, ammontante a Fr. 96,·127, 159. 39, venne riportata, mediaute disposizioni legisl~tive, agli esercizi ulteriori, cosicchè i crediti aperti sul primo conto di liquidazione ammontarono effettivamenteal la cifre di Fr. 8,i.5,132,872,62. Di questa somurn al 3•1 dicembre 4879, erano già stati spesi Fr. 827,527, 802.. fk2, e dovevansi ancora pagare Fr. ·1,930,7 15. 70 ; rimase quindi, come credito disponibile, la somma di Fr. 46,274-,35i. 50 che a tenore di legge, dovrà venire annullata. Dedotta pertanto questa somma si ricava che ; le spese d-ella prùna parte deL conto di liquidazione hanno mgg'iimto la oifra di Fr. 829,458,518. 12. Ecco in una piccola tabella la dimostrazione generale del conto di liquidazione che abbiamo esaminato : 1
1
1
1
,Conto di liquidazione l ~ parte.
.~ Crediti
riservati
Eccedenti
o.redi ti Ministeri
Fr.
Interni Guorrn Mariua
. . .
.
. .
. .
.
Lavo ri pubblici
.
.
.
. ..
.
pagamenti
ulteriori, da dedursi dalla
31 dice,mbre 1879
C.
.
(3)
Fr.
(4)
c.
3,000.000 00
2,956,868. 86
Fr.
-
c.
colonna {4) (5) Fr.
.
c.
-
43,131. 14
2.55.2i5,000. 00 241, 164,350, 58 11, 1101649. 42 ·559,078,889. 89 552,420,0)2, 87
.
Crediti rimanen ti da annullarsi F'r .
.. .. . !
c.
6,658;877. 02
:13,131. 14
1,607,862. 50
-
.
17,078,,982. 73i 17,078,982. 73
. .
.
11,300,000. 00 10,90i,587. 38
6,658,877. 02
-
-
322,852. 20
39~,412. 62
----
-
•
9,502,786. 92
a
-
j
69)59. 42 ·,
. 845,732,872. 62 827,527,802. 42
Totali
.
é.1.l
.
,
per
.
... .....
. . . . .
crediti
etrettuati
(2)
(1)
di
Pagamen~i
effettivamente aperti
• Finanze .
'
~-
I
1s,20 s,010. 20
1,930,7 14. 70
16,274,354. 50
154
LA RJCOSTJTl..iZIONE
Per fa r fronte . a queste spese, vennero destinate al 1° conto di liquidazione le seguenti risorse; 1
•1° Eccedenti d'entrata esercizio 18.69 . . Fr. 2° Fondi disponibili su l prestito della banca di Francia (esercizio .•1870) . ,, 3° Fondi dìsponibili sul prestiio della banca di Francia (esercizio •187•1) . >) ft. 0 Residuo dell'imprestito dì 3 miliardi . >) . 5° Prodotto del!' alienazione dolle rendite
d'ammortizzamento .
»
57,973,567.70 384- ,989,289. 26 ·H 3,730,052, 97 12 1,262,:il(t.0. 42 1
108,6'1:2,002. 41
6° P rodotlo dell' alienazione delle rendite 7°
cassa cli dotazione dell'armata Prodotto di una sottoscrizione per acr1uisto di cannoni (1870-7 1) .· . Residuo dell' iqiprestito di 429 milioni (4868) . Prodo tto deli'a vendita di immobi li demaniali Prodotto della con versione pre5ti to Nlorgan
)) 46,661,68 1. .05 1
1
8° 9° ,10°
»
,i.99,,1:28. 72
»
z,068,94.0 . 08
,,
"3,5H,54-6 . 40 66,839,8,\.9. 33
· » ·
Totale . . Fr. 9·16,18 1,598. 34 Fondi di concorso· versa ti per l'artiglieria e casermaggio .. » 27,185,032'. 0·1 1
Tota le generale . Fr. 94-3,366,630. 35 Crediti riportati alla i• Parte del conto di liquidazione. >> 96,127,159.39 Entrata netta
. Ft·. 847,239,470. 96
Veniamo ora al deÙaglio dei crediti e pagamenti fatti ai ministeri della guerra e della marina; p~rciò . riepilogheremo le cifre della relazione nAlla segnente tabella :
Conto di liquldaiione 1• parte. -:- Guerra e Marina. 11
CrediU
CAPITOLI
- - -- -- - -- -- -- · - - - - ---Capitolo '1 ° Artiglieria, approv.vigiooamenti, armamento 11 9° Geo1 · ·0 e acquart·1eramen t o . . ... . . . . ... { ,> 3° Sussistenze militari. . . . . . . . . . " 4° Ospedali militari . . . . . . . . . .,.... » 5°· Bardature. .. .. » 6°, Arredam~nto e accampamento ""' )) · · 6°bts Lett·I IDI·1·tI art· . . . ·, . . • .; ,, . 7° Stipendi,· ufficiali in soprannumero. . """o » 7°bts Letti militari . . . . . . . . . . . ...~ >, • 8° rr·uppe tede.sche. . . . · . . . • . ... • :o 9° Censimento del· materiale. . . . .s :a n 'l0° Massa· so~corso alla gendarmeria ,, H Dèposito della ·{?uèrra . . . . . n 12° Socco_rsi ·alle ·m~sse generali di manutenzioM 1> 13° Indennità. per ~rmi reintegrate· negli arsenali . \ i> H Amministrazione centrale. . . . . . . . . 4)
::,
•
IO
O
0
Totali ministero guerra .
l
efl'ettivam ente aperti
Pagamenti effettuati
Residui da
annullarsi
- ·- -- - -- -C. - ----1--Fr. Fr. C.
c.
Fr .
.,
248,•i·'14,28?.. 09 248,4'14,,282. 09 '107,789,4,91. 86 H)7,788,7ii. 65 714. 21 H,714-,759. 06 H,7'14,,675. 82 83.24 4,462,030. i3 4:,461,0b3. 09 9i1. 64 '• . '10,130,000. 00 10;129,955. 00 4,5. 00 9 68,0,7,3.41. 84· 68,074,,918.12 9 4 3 7':) 58i,500. 00 579;106. 55 8,393. 45 9,000,000. 00 2,890,260. 63 6.,109,739. 37 . . 1,600,000. 00 1,099,330. '1 5 669. 85 92,'1'1 2,500: 00 Ul,604:,'186. 68 508,313. 32 '"17 , 99 . .. 400,000. 00 372,4,82. 78 •2.., I ,v ..,.. , . '1,000,000.00 1,000,000. 00 '139,932.60 ·139,932. 60 :3',238,'164-. 00 :\238,164. 00 . 4.iI0,205. 9·1 .4,10,205. 91 . . . 2,681. 80 2,68'1. 80 • ,
1--
-
-
M
··- -- - - - - - --
______- - ------'--
559,078,889.89 552,420,012.87
,
'
....i
-
6,658,877. 02
Capitolo '1 ° Salari d'operai . . . .• . . . . . · . . . 556,74,6. 02 5~6,74:6. 02 ,, 2°· Approv,'.igio~a~e~ti generali della flotta, costruzioni · navali artiglieria . .. .. . . . : . . . . '16,523,236. 71 16,52:\236. 71 - -- - - - - -- - - - --·-- -
Totali ministero marina
Totali pei ministeri della guerra e della marina
17,079,982. 73 17,079,982. 73
- - -·-- - - - - - - -·--
. 576,158,872. 62 569,499,995. 60
6,658,877. 02
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•
156
LA RICOSTITUZIONE
Conto di liquidazione (2a Parte) . - La seconda parte del conto di liquidazione comprende; 1° una serie di crediti legislativi per .la somma di Fr. 985,497,808.00, aperti sugli esercizi 1876, 1877 e 1878 ai ministeri i;lella guerra e della marina; 2° crediti riportati dalla pri ma parte del conto di liquida1.ione, nella somma già citata di Fr. 9.6,12:7, 1159. ~.9; 3° infine la somma di Fr. 83,563,8113. 93 assegnata, mecliaoLe deci:eLO presiden~iale al ministero della guerra, sopra i ~oncli di concorso provenienti dalle sovvenzioni offerte dalle ciu1~ e dipartimenti, pel servizio dell'artiglieria e dell'acquartieramento delle. truppe. La somma com plessiva raggiunge quindi la rispetta bi le ci fra di Fr. 1164-,888,78'1. 32. Tutti questi credi ti. debbono però esaurirsi nel quinquennio 1876-•I880 col riparto seguente: 1
Es e rt!izi
Mariua
Guerra
Totali
-Esercì zio 1876
Id. Id. Id. Id.
1877 1878 1879 1880
290,884,768. 285,2611,839. 230,2!~0,4-00. 1184:,509,329. 92.,200,4-26.
00 23,2.63, 758. H 9,988,94-7 . 69 21\.,12 11,828 . 52 2.ii,393, 1-75. 70 27,306.
-
70 4:3 37 85 92
314-,14-5,526. 295,250,786. 254. ,362,229 . 2.08,902,505. 92,227,733.
70 57 06 37 62
T otali . . 1,083,,093, 764. 45 81,795,017.27 1,164,888,781. 32 A queste spese si è dovuto e dovrà provvedere con le entrate se. guenti : ,t o Prodotto dell'emissione di obbligazioni a breve scadenza . Fr. 98Ji.,642 ,808. 00 ,. 2.° Cessione alla città di Lìlle dell'arsenale d'artiglieria . 585,000. 00 3° Risorse riportate da Ila prima parte del conto di licruidazione . 96,,12.1,,159. 391 ti° Fondi di concorso delle città e d:ipartimemi . . 83,56,3,8'13. 93, ,-cÌic diurno appunto un totale eguale ai crediti Fr. 1 , 16.\ ,88,8 , 781. 32. aperti, di ))
))
))
Passiamo ora ai crediti e pagamenti aperti e fatti ai ministeri della guerra e della marina ;
Conto di liquidazione
aaparte -
Guerra e Marina. .
-· 1-:=::==_=====::;:;;:-:;:::;;:; __;:::::;:_==;: _~ .-~=======::::::::===== CAPITOLI
...-
--
' Cap. 1° Artiglieria, app11ovigionamenti armamenti i> 2° Geoio e acqu,artieramento a0 Sussistenze militari . . ......rs » 4° Ospedid i e ambulanze . e 0 Rimonta e bardature · . "' e.i )) 6° Arredamento . . . 0 o ... >> i Trasporti generali . cii Drposito della guerra . . :s::r.l >>>) 9°8° Indennità· per armi reintegrate negli arsrnali >> 10° Amministrazione centrale . . , » 11° Soccorsi alle mass~ genera li di manutenzione •· 1
>>
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Fr.
Fr.
--a:
92, 786,873. 48 38,~:ll ,395. 74 7,57;3,673. 82 653,406. 98 3,800,277. 00 ·12,'120,562. 49 :349,608. 83 4~7,046. 42 202,902. /~9 t~,475. 3} 8,486. 00
____________ ___
____,:;
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1,083,093,764. 05 926,867,055.49 156,226,708. 56 ; e:,
53,4,25,017. 27 4·5,497,012. Of) 1·,927,105. 22 14·;695,000. 00 '10,877,279, H7 3,8'1 7,720. 03' 3,000,000. 00 2,236,470. 52 763,529. 48
))
(
o
Cl
))
.;; d
•
Cap. '1 ° Materiale navale. . )) 2° Lavori d~i po~ti . . 3° Costituzione di uno stock- di viveri ,wg_li arsenali . 4°· Formazione di un appro~igionamento di sacchi e d't)quipaggiamento .. . 5° I.avori di fortificazione . . 6° Regolarinazionc dei prestiti di matl1 riale d'artiglieria fatti dal ministero della: guerra e ·acquisto di armi . . ))
.!!
-
c. F1-. G. . 5.45,:H0,717. 9·1 452,523,844.43 . 360,633,SM. 08 :322,4,02,458. 34. 26,788,548. 94 '19,'214,8i5. 12 3,937,969. 2i 3,.984 . ,·569..... :,)9 .· H,34-i ,000. 00 . '1 O,Oli·6, 723. 00 .. 1'19,866,658. 16 '107,746,095. 67 '10,2;)0,00Q. 00 9,900,39'1. ·J7 /i,O;J,020. 98 860,067. 4,0 ' ·136,891. 60 339,794·. 09 '19i,318. 20 ·154,842. 89 .~ 561,836. 00 553,:350. 00,
Totali pel ministero della guerra fil
Crediti aperti
Eccedenti· di crediti al 81 dicem. 1879
Pagamenti effettua~i
...,/
e,,
>>
~~
II
4,750,000. 00 325,000. 00
4,5'13,:3!~9. 79 95,319. 9:3
236,650. 21 229,680.07
\600,000. 00
~,599,976. 69
23. 3'1
l)
I
-
· Totali pcl ministero della marina
81 ,795,0l't. 27 68,820,308. 95 12,974,108; 32
Tota·Ji pei ministeri drlla della guerra e·della marina
I, 164',888,78 l. 32 9951687,364. 44 169,201 ,4 16. 88
~ C)1
-.1
•
I
159
DEL MATERI ALE MILITARE IN FRANCIA LA R[COSTlTU Z!ONE 158 Bilancio sii risorse strao rdinarie. - A partire dal 3,1 dicem·hre 1878, le spese straordinarie pei vari ministeri vennero, colle entrate analoghe, comprese in un apposito bilancio denominalo bila:ìcio di spese su risorse straordii;arie. Il rapporto del ministro Magnin, che stiamo .esaminando, dà per il bilancio su risorse straordinarie del 1879 le cifre seguenti ;
I
1
Ministeri
Crediti votati
c.
Fr.
3,500,000. 00
Interni
Credili re~tanti da. impiegarsi fino a chiusu ra di esercizio
Pagamenti effettuati a tutto il 31 dicembre
c.
Fr.
Fr.
3,2'L0,585 , 00
20,390,884. 00
Marino LaYori Pubblici
1,842,090. 00 18,548,794. Oo
40J,;'.l21,808. 83 224,4'18,656, '10 176,903,152. i 3 612,273,192.83 266,407,531 . 31 345,865,661. 52
A queste spese si è dovuto o si dovrà proHedere con le risorse . straordinarie seguenti : . Fr. 1° Riporti dagli esercizi ·1877 e •I878 » 2° Entrate sui fondi di concorso pel 1879 3° Eccedenti di risorse provenienti dal lo· imprestito di Fr. tl39.878,54.7, (1878) . 4. 0 Prodotto da realizzarsi di un nuovo imprestito di rendita 3 °lo ammortizzabile . » ))
Totale .
75,4-4-4,991.. 39 70,730',639. ,\.,\.
50,877,3/i,6. 55 4-15,220,2•12. fl5
. Fr. 6 12,273, 102. 83 1
1
Ecco ora il quadro dei bilanci sn risorse straordinarie dei ministeri -della guerra e del la marina per 1879 ;· 1
( t • Approvigiona-
i;
menti, armamenti, artiglieri a . 2° Genio . 6° Arreda mento . 7° Trasporti gonerali .
g,
..
~ o
o
=
si
T otali ministero guerra .
c.
Pagamenti Crediti restanti da impiegarsi effettuati a tutto lloo a chiusura il 31 dicembre dell'esercizio
c. Fr. c. 100,000,000. 00 16,611,000. 21 83,388,999. 79 78,560,500, 00 19,485.700. 00 59,074,800. 00 4,,000,000. 00 79,500. 00 3,920,500. 00 Fr.
4,500,000. 00
Fr.
760,000.00
3, 74,0,000. 00
· 187,060,500.00 36,936,200. 21 150, 124,299. 79
289,415.00
Totali
Crediti votati
l
c.
187,060,500.00 36,936,200. 21 150,124,299. 79
Guerra
Capitoli
~ •
·s'
) 1' "'''"'''' vale . . .. .
18,890,88<1,, 00
.::
_2° Lav ?ri dei port, . . . .
1,500,000.00
j1'
1,842,090. 00 17,048,794.00
-
1,500,000.00
- -Totali ministero mari na.
20,390,884. 00
1,842,090. 00 18,548,794. 00
- -Totali pci minister i g uerra e marina.
207,45 1,384. 00 38,778,290.21
·,ss,s1a,os3. 79
Se ora riepi loghiamo le cifre esposte nelle antecedenLi tabelle, ricaveremo che ·i. crediti aperti a tutto il 3,J decembre /879 wnmontano pel ministero della guel'ra alla som,ma di F1·. 1,822,574,277. 32 (dedotti i crediti da annullarsi sul 11° conto di liquidazione) e pel -ministero della maid;na alla somma d;i, Fr. 1-/9,265,884 . 00. · · A questa data del 31 decembre 1819 si arresta il rapporto )fagnin; però è unita, a guisa di allegato, una interessalltissima uota relativa alla ricostituzione del materiale mi litare france~e fino al giugno 11880,
nota che crediamo opportuno di qui riassumere, completandola con quelle poche notizie che ~ono a que$tO proposito contenute nei rapporti sui bi lanci waord1nar·i della guerra pel 181H e del 1880 fatti dalle commissioni parlamentari. La ricostituzione del materiale militare venne iniziata non appena couchiusa la pace colla G·ermania . L'assemblea nazionale votò dapprima una serie di leggi che aprtrono al ministero della guerra un credito complessivo di Fr. 775,685,000.00 dei quali Fr.109,250,000 1
•
1
LA RICOSTITUZIONE 160 furono -destìnaJì a lla liqiiiaazione ·aene spese -dellà -~filerra -e -i -rimanenti Fr. '666,435,000 furono destinati alla ricostituzione del ma.: teriale militare. Mentre lo 'stato si sobbarcava a tali enormi sacrificii, le città e i dipartim1mti dovettero dal canto loro concorrere nelle spese riguardanti l'accasermamento delle truppe e l'impianto di magazzini, fabbriche d'armi, ecc., costituendo quel cespite particolare di entrate. cbe venne chiamato dei fondi ,i,i conctwso, mediante l'offerta di sussidi i a titolo gratuito e· di anticipazioni coll'interes$e massimò del 5 °lo e riroborsibìli in 15 anni. ' Questi fondi ammontarono nlla somma dì Fr. 11 1,259,674. 94. · Nel 1875 venne poi istituita una commissione incaricata di controllare le operazioni relative all'i mpiego dei crediti destinati alla ricostituzione dello stato mi litare della Francia. Questa commissione eìn i·se l'avviso, che oltre ''ai cre·diti ·già assegnati a tale scopo,. occor. rrevano Fr. 1,22·8,545,143, e aumentò poi qheste previsioni nel 1876 di F1·. 37,650,000. ~è qui si arrestarono gli aumenti, giacchè altri poi ne sopravvennero e cioè, uno ·nel bilancio straordinario del 187"9 di Fr. '4 ,643,308 ed un altro nel bilancio del · •1880, che accrebbe le . previsionj per servizi amministrativi di Fr. 64,42.6,968 e di Fr. 105,7~1,032 pei servizi del genio, sussistenze, ospedali ambulanze e arrench@euto . Il totale quindi delle spese previste raggiunse la cifra di Fr. 2..107,(1.2 1,451 . Ora i crediti aperti at ministero della -guerra mediante disposiziòni legisl~ùive, fatta astrazione cioè dai fond i di concorso, ammontavano a tutto giugno 1880 alla gomma complessiva di Fr. 1,835,584,308, com preso il bilanci9 straordinario per l'esercizio del 1880 (·I ); rimangono per conseguenza disponibili ancora per gli esercizi ·1881 e seguen ti Fr. ~7·1,837,H-3. Se quindi questo residuo disponibile non verrà aumentato con nuovi crediti , pollrà dvrsi che : la ricostituzione de/ 1nate1·iale da gu.erra, frnncese avrà costatq a quella nazione la enorme· som,ma di, P.r. 2,218,681,,[27 ..94 compresi bene inteso i fondi di concorso·. N'ella seguente tabella abbiamo poi riunito le varie cifre riflette1ùi la ricostituzione del materiale milit.are, e cioè le previsioni, r i· • crediti aperti, quelli rimanenti ancora da aprirsi ed infine i pagamenti fatti a tutto il 3 1 dicembre 1879 ; · 1
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l
(I) Il bilancio straordinario della guerra pel 1880 fu approvato nelle cifre seguenti:: · èapitolo 1° Artigli'eria, ecc . . . . . •· . Fr. 'so,ooc,ooo , 2° Genio . . . . . . • 79,850,000 · 3° Sussistenze . . . . • • 27,000,0CO ,1° 'ospedali e ambulanze . " 10,000.000 Fr. 2'l6,S'50,oo'o. 6° :Agredamento. . . . • · 25,ooo:òoo • 7° Trasporti generali. > 4,500,000
Ricostituzione del materiale mUitare, previsioni, crediti e pagamenti. 1,
. Indicaiione dei capitoli
o<
.
t"'
.
Credi ti aperti
compresi i fondi
fino al
di con'é:orso
31 marzo l880
l!'r.
c.
Fr.
Paga menti fatti Crediti da ap1·irsi fluo al ulteriormente
c.
Fr.
Il J
31 dic embre 1879
c.
Fr.
C..
~ap. '1 ° Artiglieria. approvvigionamenti, armamenti I, 142,714,143. 00 978,690,000. 00 '169,024,,143. 00 717, 549,126. 73 2° Cenio 685,1 92,676 . 94 626,239,176. 94 58,953,500. 00 44.f) ,676,935. UH 3° Sussisteoze .. 85,503,308. 00 G5,503,:108. 00 20,000,000. 00 . 30 929,550. · 01 ' >> 1° Ospedali ed ·amhulanze 18,400,000. 00 tS,400,000. 00 -7, 7!~5,6t5. 38 5° Rimoota e bardatura . 24,471,000 . oo· 24,,4,77,000. 00 ·20,J76,u78. oo 0
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P1·evisioni
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.
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6" Ar,;edamento .
~
i '1 Trasporti g:enei·ali .
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))
8° Deposito deHa guerra .
234,944,000. 00 2'16,944,000. 00
'
9~ lodennità per armi reintegrate negli arsenali
)/
·10° Amministrazione centr:i.le
))
1'1° Soccorsi aJle masse generali di mauuteozionc
'19,250,000. 00
1,000,ono. oo
1,000,000. 00
200,000. 00
Totali .
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.. .
26,250,000. 00
-
200,000.00
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·18,000,000. uo 17;),!)00,513. i9 . 7,000,000. 00 10 oG0,:30· 1. 17 .... z· 54-2,952. 98 ~ )
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2,218,681 ,127. 94 1,945,703,484.94 272,977,643. 00 1,413,339,289.67
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L A HICOSTlTlJZION E
DEL MATEHIALE Mll,L'J'AHI:;' IN FRANC IA
Dalia precedente tabella si deduce quindi che, per lei rico:stituzione cld mate·r iale contemplr.1,to nel 1° cap·ito/o, sono già sta/Ji ·vo tati i c.h cù·cci de·i crediti 1ieces;a1'"Ì; pel mciteriali: e se1·vciz,io del genio (capitolo 2°) sono stat'i già votat'i. ,i, ' /o dei C1'editi necessa?'i,; per le sussis!.enze, (cap,ito /.o 8°) ·id. i 3/ 4, pe-1· l' arredanient,o ( ccipitolo 6°) id. ·i 121i.~ : pel materiale inct'icato negl·i alt1'i cap i,toh, i crediti votavi eg·aagliano le pre1Yisiorà,. Pa1:agonando i totah s·i ·vede ancora che i o1'ed·it'Ì complessiva·mente votat-i sono circa i 7/a delle prevision-i; il rriganùsco lavoro wi rcicost'ituz,ione p1.lò dirsi quind1i qiiafl'i ultima.tQ . Ecco del resto, circa l'andamento Ml lavoro cli rieosti tu zione , · quanto rileviamo claile rclnioni cli bilanci strl,)or:din.ari per il Hl7~, e pel 1880 . · CAt>1tor.o I. - ;lpprovvigionumenti, arma:ment'i, a1·1Jiglierùi. Nella relazione del bilancio del 1879 è d'etto che I.a ricost.itmione del rnato.ria le indicato da questo capitolo, fn iniziata nel' 11872 e procedette poi alacremente. - L'artigli.eria da campagna ha giù ricevuto le nuovo batterio in accia io a ret.rocarica del ca lihl.'o di 90 mi llimetri, in sostittnione di quelli da 7 m;I I. , e riceverà quan to pri ma (ora ba gii1 · ricevuto) le batteria da 80 mil limetri in sostiiuzioue di quelle d.a 5. Il rnnteria le da ·7 e da 5 verrf.t deS:tinato alla mi lir,ia tenitoriale e per la difesa mob ile delle piazze forti . - Si 51.:1· ulti mando la costrnz,i.one dei cannoni d'acciaio da 1155 miliimetl'i e da 1:20 milli metri, per completare e sostituire, in pa1·t.e, l'attualo armamento delle piazze forti, costituito unicamente da can1ioni cli bronzo ._ - La fabbricazione dei fucil i modello •187!~ e la trasformazione di quell i 1866, procrcle con gra ndissima atti,,itit, e l'approvvigionamento delle cartuccie è quasi completato. La rela7,ione del bilancio del ·1880 è più ::;carsa di i1otizie e si limita ad asserirq come, dal comples:;o delle dich iarazioo.i del mi1tistro, risulti evidente che la rieostituzione del materiale da campagna e cli 1'isen'a prosegue in moclò soddisfacente. . CAPITOLO II. - ·Genio . - Quirnto allè fortificaz ioni , là relazione del 1879 dava affermazioni assai vaghe ; « le fortificazioni di .Parigi e quelle delle fronfJiere S'Ud.:..est ecl est, sembm siano pi•esso al lo1·0 comp'iirtento e gbi, sforzi del se1·1yizio del gervio, dov1·ann.a essere d: orci in a l)etnfJi consac1'ati alle fortificazioni della frnntieractel norcl>>. La Relazione del 1880 è più esplicita. E.ssa riconti come nel ~ 875, il ministero della guel'ra fosse ~bbliga to a presentare. al la commissione del conto tli liquidazione, una esposizione cle.ttagliata delle spese,
tanto per le poche opere giù iniziate, quanto per le ri manenti an•oora da farsi. Questi da ti non potev.:ino essere che approssimativi e gli studi posteriori, nonché J'esect.\zione stessa dei lavori, · do vevano modificare naturalmente le previ$il)ni. I noltre r,er ragioni di economia sulla spesa prevista di mo mi lioni si era calcolata una riserra di 27 milioni, sperandosi di potere con questa fa r fronte a Lntte le eventual ità; malgrado però l' economia .arrecata nella esecuzione dei lavori, questa riserva risultò insufficien te. Ciò deve auribni r::;i, sc,,condo I;; Relazione, a cause di vario genere fra cui principali lc1 concliiioni scrn prè più sf,t vorcvoli degli appaiti , le impreviste diffico lt:1 di certi lavori speciali, particolarmente a Parigi, Reims e Verdun, le coudi;,,ioni pol itiche che obbligarono ad accele- · rare i lavori, ecc. Aggiungasi poi e.be sc1mpre per ragioni di economia si erano lascia ti . indietro alcnni lavori indisp<msab iti di comp letamento, quali la costruzione nei f,>rti di magazzin i per l'artigl ieria e il rivesti rnentò in mu ra r.Lira di tu tte le .scarpe dei foss i lasciate provviooriamente non ri vesti te, per la na tura rocciosa del suolo e delle .,controscarpe non i1itcrarnente impraticabili. Quan to ali' acquartieramento delle tru ppe, la Relazione del i 879 ,constatava essere e$SO già in gra n pane com piuto · secondo 113 basi fissate dalla. legge dei quadri. Se nouchè, come ri f'erisce la Relazione del. '1880, nuovi bisogni si 11rnnifest:m1110 sia in causa della sop pre~sione dei campi permanenti ; che dovevano veni r sostitui ti con nuove casen ùe, sia per riparare le vecchie caserme, adattandole alle esi:genze · attua li del servizio e del la igiene, sia infine per riparare i baraccamenti dei ca mpi di tiro. I ·maga~zini di viveri, foraggi e ogget.ti di corredo e vestiario e gli ospeda li non sono ancora ult.imati, e pel +880 furono aumeutate di Fr. 3•1, 150,000 le previsioni primitive. Pel materiale dei parchi le provviste so.no compiute e sono c,Òstituiti fino dal 187,~ i parchi del genio dei corpi d'armata attivi; sul bilancio straordinario del ,J 879 fu inoltre stanziai.a la somma di · Fr. 630,000, clte uni ta al credito residuo del con to di lirp1idazione cli Fr. 11,800,000, fu destinata alla costitu zione dei parchi tlel genio per alcuni corpi d'armata territoriale e per la dotazione c\i utensili da za ppatori ed altri a mesi da guastatore da · assegnarsi alle trnppe cli fa nteria. . Pei lavori ferroviarii, consistenti in piani ca rica tori, stazion i mili tari, acrrnisto di materia le, ecc., le prevìsioni preventive in Fr. 17,800,000 sono pressochè raggiunte, non rimanendo per gli esercizi 188 1 e se,gùenti che Fr. 2,2.00,000 .
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LA RICOSTIT UZIONE DEL MATERIALI,: l\ULITARE IN FRANCIA
Per la telegr~fia ed aereostazia militare , l'e prev,isioni prif)1itive esnpplemontari '$ono state già r::i.gginnte nélla somme di Fr. 11,500,000, ma cimt.inuano attivissi1ni studi alla scuola speciale cl' aereostazia di l'\foudon ed un nn ovo credito venne ad aumentare le previsioni primitive di Fr . 2,500,000 . 00 . Questo verrà destinato allo impianto delle colombaie rnilit.ari, degli ,apparati ottici e al servizio aereostatico. Pel bi lancio 11880 fu destinato il credi to di 11,000,000. CAPITOLI 1II, IV, VI. Questi capitoli abbracciano l' importantissimo ràrno dei servizi amministrativi. Essi diedero occasione alla commissione parlamentare del bilancio clel ·I 879 di infliggere un biasimo severo all'ammin istrazione militare per nn defki,t constatato negli approvvigirmamenti di articoli di vestiario e arredamr.nto cli riserva, per la somma di circa Fr. 36,000,000, .di cui l'amministrazione stessa n.on seppe indicare con precisione le cause. Questo clefìcit dovevas.i a parere del la commissione attribuire lld irregola'ri prelevamenti sui raneli di riseì-va -per sopperire a deficanze di bilanci ordinarii; inoltre si sono ·già constatati errori gravi . e diversi nelle oparazioni cli contabilità dei passati esercizii e nel corso del 1880 una commf$sione nominata dal genera le Farre, ha attivamento lavorato per la reyisione dei conti. Ricordi in proposito il lettore come il nuovo ministro facesse casa niwM, nell'assumere la direzione del dicastero dcli/\ guerra , uno d'ei fu nzionari del qua le si suicidò. Quanto alta ricostituzione di questi diversi approvvigionllrn enti essa, come risulta dalla tabella 3opra riportata, trovasi ad ottimo punto. Qni terminiamo7i pochi commenti coi. qua li abbiamo creclnto utile di accompagnare l'esposizione delle spese straoriinarie che la Fraiicia si è imi)osta per ricostituire il proprio stato militare; ·ogni nostra parola d'altronde sarebbe superflua dinanzi all'eloquenza delle cifre le quali metttmo Ùi viva luce la sa lda unione cli tutti' i cittadini di ogni 1jartito di fronte allo scòpo di fare riacquistare a quella naz_ion e la pe.r1luta potenza.
NOTIZIE SULL'ESERCITO RUSSO
Gerarchia, disciplina, stipendi.
I. '
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M.
La gerarchia mil itare russa ·e poc,) dissimile dalla germanica; vi si riscontrano infatti l'appuntato, tre gradi di sottufficiale, il cadetto, <eiuque gradi cli uflìciale inferiore, tre gradi di ufficiale su pariore e tre di gencrn le. , · I sottufficiali si dividono in varie categorie sacoudo le rispettive ,classi di coltura, cioè 6 per i pi'ovenienti da lla leva .e 3 . pei · volontari. I primi pòssono venir promossi ufficiali dopo aver servito rispettivamente ·6 mesi, 1 anno e ri1ez.zo, 3 anni, 4, di cui -I! eia sot-tufficiala e 6 cli cui :2. da sotttifficiale: i secondi possono · essere nominati ufficiali dopo 3 mesi , 6 mesi, o 3 anni cli ·servizio . Gli ascritti all'ultima categoria dei prÒvenienti dalla leva vengono sempre destinati iu ri.osizioni seclentai·ie ed in guafoigioni di poco momento, per gui6a che rari sono quelli che si preserHauo agli esami, prnferendo la maggior parte prencleré il riassoldamento come sottufficiali; i sottufficiali occupano in medill nella fantaria e cavalleria i quattro quinti dei posti da subaltarno. I. sottufficiali prinrn di essere _promos~i ufficiali nelle at·mi di linea devono fare un corso di due anni in nnll dellt: scuole dei cadetti ('I), e nelle scuole di artiglieria e genio quelli che aspirano a queste armi; (l) Vi sono 17 ·sacchi. ,
scuole di c adet~i: 13 per ia· fa nteria, 3 per la cava lleria ed I per i· co:.
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NOTIZIE
SULL'ESERCITO H USSO
oppure prendere diretta mente I' ()Same finale; quindi soltanto gli ultimi possono ' in pochi me:;i divenire ufficiali . Oltre alle scuole dei cadetLi esistono le scuole mil itari che hanno· egualmente lo :;copo di fornire ufficiali per-le varie armi ; ess() corrisponclou9 alh:1 nostra scuola cli Modena e · al-l'accademia di Torino. Vi sono· fl scuole militari per la fantéria, una per la cavalleria, una per l'artiglieria ed nna pel gen io. Il corso· in e:;se dura due anni. Nella càvalle1·ia non esiste il gr'ado di $Otlotenente; nel la vecchia e giovine guardia, nell 'a rtiglieria , nel genio e n()llo stato maggiore non esiste quello di. maggiore; nella v~cchia gu::i rclia infine tion tisiste quello di tenente c0founcllo ('I). Oltre a ciò gli \tflìcial i inferiori della giovane griardia hauno il rango, J'ispetto alla fant~r ia, rl'un grado superiore, e quelli della vecch ia guni·dia di due gradi . Irdiu dei conti i gradi, non sono che titoli dati senza norme stabilite per leggè; i diversi impieglli invee.e sono assegnati secondo norrne particolari basate ,ull'attitudine e sul!'anzian1tà di servizio. E siccome. il grado non dà il diritto a corrispopdente impiego, così esistono, _due· carrierP. distinte, quella del grado e q nella dell'impiego . Dalla qual distinzione risulta che veggonsi i battaglioni, gli squadroni e le batterie cornandatè indifferentemente da maggiori', da tenenti. colonnelli o da colonnelli (2).·. Il comando di un reggimen to pera ltro no_n è affidato che a un colonnello (o ad uù generale nella guardia) , che soddisfi a certe condizioni d'attjtudine ,e di servizio (3) . L'àvanzamento è ad anziani tà' [)Cl' gli unì ciali inferiori, ed a, scelta per gli ufficiali superiori e gen~rali . 11 rango d'anzianità è per cor()O per gli uflìciali su ba Itemi, per divisione per i capita11Ì' (eccettuati quefli d61la cava lleria della guardia che hanno anzianità p.er reggimento). I capi tani dei èaccià tori hanl)o anzi.ai1ità per bauaglione. Gli imp,iegh i che possono "e,,~ere affidati agli ufficia li genera li con comando di trn ppe sono i seguenti : 11° Ministro rlel/a guetra; 2° Conicindant•i, rl:i, circoscrizione militare: quello della· circoscrjzioue di Pietroburgo hit i I titolo di comandante in capo della guard'ia e delle_truppe della circoscrizione; quelli di Varsavia e del Canea.so
hanno pure~ il tir.olo di comandan ti in c~ po delle rispetti'i•e truppe;· g_li altri ,J,1 hanno invece soltimente il titolo di. comandanti. 3° Comandanti di corpo d'arnuita . 4- a Coinandci1Ìti delle tri1;pve terr'ito1·foli e di- 1'iser'Oa. 5° Coma,ndcinii d,i di rùioiie, di brigata, e di regg·imento o d·i 1ino stabibirnento 1rL'i.htare.
(I) Mancand<> nella vecchia guard ia il gn,do di maggiore e quello ,11 tenente cÒ lonel lo ' i capita ni so11 0 promossi dir.ettamen t~ co lon nelli. · (2) Nell(, cava lleria e nell'artigl ieria i capitani sono con,a11ùanti in secon,10 dpg li' squadroni c. dol i e batterie. (3) Si riscontra no de: colonne ll i che uon arri vano ma i ·a comanda1·e un reggimento .
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Il.
Il regolamento del 26 giugno ,J879 sta bi lisci:! le segn&nti punmoni: Per i criporçdi e soldat•i, la consegna, le cén·vèes, la guardia f'nori turuo, la prigione semplicr,; la prigione cli rigore, la· prigione forzata; ed infine la rNrocessione dal grado per i .c.apora li, e rrnella ad una cli1sse inf'eriore di p,)ga per i soldati . . Per i sott1.tf'ficùtli: le pnhizioni o,:a indicate menQ le corvées; ed inoltre il rimprovero, la sospensione temporanea da l gh1do, _la re- . . . trocessione e l'csciusioue dall'a vanzarne11Lo ad ufficia le. I sergenti, maggiori peraltro ~cl i sottuffì ciali ringaggiati non .11oi,so1io essere messi · uella prigio1H~ di rigore, e questi ulti mi non possono essere sospesi. Per i .;ottuf'6ciali, pei caporali e soldati che si ad<limostrano incor. reggibil i' esiste ancora la ptinizione delle verga tè; ma devono prima venire ascritti alla- classe (li pun izione. · servizi_ Per gli u/Ywial~ infine: il. rim provero verba le o scritto, fuori turno, gli arresti Jn camera _od in quartiere (11 ) , la so~pensione dall'avanzamento ed ii1fine la rivocazione da l comando e dall 'imp iego . Ogni gràduato può p'unire i suoi clip<~r1denti nel modo e nell e mi-sure segttent.i : a) il . so ttuf'fìciale di 2~ clasl:e può infliggere un giorno cli co1isegna, una .co1·vi!e, ed un servizio fuori turno di 24 ore; . b) il sottufficiale-di ,1a classe: çlne giorni cli consegna e du.e di servizio fuori turno ai sottufficiali di 2• classe, ai caporali ed ai s_ol-; dati e due co·r:vies ai. caporali ed ai solda ti; . e) il sergen te maggiore: quattro giomi cli Consegna, tre di servizio fuori t.urno, ,J giorno di prigione sem plice dn .scontarsi nelle camerate ed infi ne tre.corvées ai soli caporali e soldati; /
O) Gli arresti in quar tiere vengono scon tat i nel corpo di -guardia degli ufficiali oò in altra cainora, ma in quest'u lti,wi caso con la sentine ll a a lla po1·1a.
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NOTIZIE
SULL'ESE RCITO RUSSO
d) l'ufficia le inferioéo ed Ì cadetti in serv1z10: otto giorni .di consegna, qnaLLro di servizio fuori turno, c1w1uro corvées e duo giorni di prigione semplice ai milita,:i di truppa della compagnia; e) il comandante di compagnia: trenta giorni di consegna, otto di ~ervizio fuori turno, otto corvées, cinérue aiorni di ilrigiouo semplice e dì rigore, dne di forznta e quindici vergace (agli individui della squadra 'di punizione) ai militari di truppa della compagnia; ed agli ufficiali: il rìinprovero, dne sen •izi fuori turno ecl un gioruq d'arresto ; f) il coma nclantc1 di ba ttaglione: i.re mesi dì consegna, dicci giorn i cli prigiofie semplice e dì rigore, quattro di forzata e 25 yergate; ed agli ufficiali, il rimp,;ovoro a rapporto, tre servizi fuori turno e tre giorni d'arresti in ·camera o in -quartiere ai soli subal terui· g) il còmandante di reggimento: la cunsegna indeterr~1inata, un mesù di prigione semplice, venti giorni cli rigore, otto di fomita, la sospensione p,:;r tre mesi, la retrocessione e l'esclusione da ll'avanzamento per i sottufficiali, la cassazione per i caporali ed infine 50 verga te; e por gli uffi ciali: sei !?ervizi fuori turno ai snbalterni, sette giorni di arresti agli Llflìc'ial i ìnl'eriori e tre ni superiori, la sospensione dal comando dei comandanti di compagn ia e di .battaglione; · h) il comandante di brigata: le stesse punizioni dei comandanti cli reggimento alla truppa ed agli uffi cial i, quattordici giorn i cl'ar.:. resti agii inferiori e sette a·i superiori, la sospensione dal comnntlo della compagnia, elci battaglione ed in tempo di guerra del reggimen to; i) il comandante di di\'i:;ione; la cassazione ai sottuffi ciali olt.re al le punizioni inflitte dai comandanti di reggimento; ed agli ufficia li, trenta giorni d'arresti agli inferiori e quattordici ai superiori, e la sospensione dal comando pure, in caso d'urgenza, ai generali di brigata; IJ il comandante di corpo d'armata: le punizioni precedenti colla difTercnza che possono infliggere venti giorni d'arresti agli ufficiali superiori c~cl in caso d'urgenza pure in tempo di pace la sospe11sione dal comando ai generali cli divisione; in) il comandante di circoscrizione: I~ stesse punizioni dei precedenti, colla differenza che possono infliggere trenta giorni d'arresti agli ufG ciali superiori, proporre il licenziarn e11to dal servizio degli ul'ficìali inferiori e superiori, esclu:;i i comanclauti di reggimento, ed inCìue proporro all'imperatore, se non hàvvi mgouza, . la sospensione dal comaudo dei generali cli c-0rpo d'armata; n) dal minisLro delln guerra lo stesse . pu nizioni dei precedenti. Gli ufficiali general i, i r.omandanti di reggi mento ed i capi di ser-
vizio a qnesti assimi lati non pos:;ono essere messi agli arrt!sti cJ1 e ordine dell' imperatore. Il superiore che rileva la mancanza ne fi ssa le pun1Z1one, pùrchè essa non sia tale da oltrepassnre i suoi poteri, nel qual caso deve farne rapporto alle autorità co111peteuti. È assolutamente proibito diminuire od nnnu lla1'.e una pun1Z1one inflitta da un graduato quando questi non ha varcati i limi ti dei suoi poteri di sci pi in ari. ie punizioni, salvo il rimprovero, sono comunicate alla · truppa per mezzo dell'ordine del giorno o mediante l'insc,•iziono su registro dei puniti ed agli ufCìciali con lettera sngellata od a rapporto. Il su pori ore che ftssa una puuiz,ione deve notificarla al capo del -corpo por la Yia gerar·cl}ica.
per
1II.
Sono degni di menzione i t9'ibunali del corpo degli 1-tf{iciali , corri -sponcleu i.i ai tribunali d'onqro dell'esercito germanico. . V~ ne ha uno per reggimento di fanteria è 'cavalleria. per briga ta -di artiglieria ( 6 banorie), per baltagl ionc antonorno e por riparto od ufficio che abbia un certo numero dì ufCìciali . La loro composizion<l è la seguente: a) nei reggimenti: sette rncmhri ·eletti tra gli ul'ficiali superiori ed i capitani; b) nelle brigate d'artiglieria: tre membri scelti tra gli ufficiali superiori e ca pitani e due tra i tenenti; è) noi reparti autonomi: genora 1Ii1entc corne i procedenti . In _ogni tribunale ha vvi inoltre uno o due membri supplenti. L'elezione dei membri è fau~ annual mente dal corpo degli ufficiali ('I) sotto la direzione del proprio comandante ed ogni membro è !ieleggibilc. Il mcoo anziano o i due · meno anziani degli eletti I'Ìmangouo supp leUli. · Quando mi ufficiale inferiore corninelle una mancau1.a che intacca la sua onorab_ilità, il tribunale di propria iniziativa, o per ordine del (1) Gli uffici ali assent i clo l corpo all 'epoca dell'elezione maodano la scheda in plico su~gellato. ·
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-
1ì0 NOT!ZJc: comondante del corpo, fa una diligente inchiest(l, in seguito all~ qu(l lo riferisce a quest'u lLimo se è il caso, o no, di chiamare l' ufficiale a discolparsi innanzi al tribunale. Se l'ufficia le viene chiam:ito, il tribo11ale esamina minutamente i fatti, sente- lo discolpe clell'accnsato e prende poi le snc decisioni alla maggioranza dei voli. 11 risultato del processo viene tosto cumunicat-0 per iscritto al l'interessa to e dal co111andante riel corpo, e Je sne couclusioui possono essere:
Per gli ufficia li : 1 1° Avanzamento di un grado; 2° Ordine CRvalleresco; 3° 13:11.comio sovrano; i 0 Sciabo la dora la; 5° Rimunerazione in denaro. - Gli urGciali ricevono inoltremcdaglic e croci corrispondenti a. quelle indicato per la truppa . AIJ'utto ciel c?llocamonto a riposo, gl i ufficiali possono ri covero qnesle ricompcusl\: a) A7::i nza111ento di 1111 grado al qua le hanno diritto tuLLi gli ufficiali inferiori od i maggiori, i tenenti colonnell i con 11 anno di grado o i colo11nelli C-On 5. - b) Facoltà cli vestire l'uniforme d,iui a tutti gl i 11fficin\i fregiati dell'online di S:in Giorgio, o decora ti di sciabola do1·,1ta, o giubi lati per for ito, ed inoltre a tutti quelli che hanno 1O nnni cli ::pa!liue o 20 cli servizio. - e) La pensione cli riposo.
1° Per il licenziam ento c1a 1 servizio; 2° Per l'c~pulsione da l reggimenlo ( I) ; 3• Per il rimprovero.
L'ufficiale co 11d:rnn:ito non può appellar~i contro lo decisioni dol tribunale, ma solo comro gli errori di procedura, i quali risultando veri, il processo viene rifatto. Le mancanze contro l'onore commesso dagli urficial i superiori sfuggouo all'autorità del trihunalc del corpo degli ufficial i, e sono punite dai superiori diretti e dall' imperat9re quando comportano la pena del licen1.iamento 'ùal servizio.
1
V.
Lo stipend io degl i nf'flcia li comprende; la paga e l''inclenn'ità mènsa. La p,1ga può es:;erc orclinaria o amnentctt<i secondo che l'nl'fi cia le trovasi 1wll'ioteroo dell'impero o in CRmpagua fuor i dei confini di esso . ·Cosi pure ricevo no la paga aumenta ta gli ufficiali nel Caucaso, nel Turcht1:1Lan ti ucll::i Siberia orientale. Lo stipondio degli urlìciali (esclusa la guard ia) è il seguente per tutte le armi;
IV. Nell 'cserc,to russo sì usuno le seguenti ricompen:;c: Por la trnppu: IO Medaglie e croci commemorative di bauaglie e CRmpagne. 20 ;'lfcdagl ie di servizio, d'arg6uto ai· soldati e caporali per ·1O anni di ferma in più delJ'obbligat.oria; cl' oro ai sottufficiali con 20, d'argento e d'oro con oltre 25 anni cli servi1,:io aLLivo ; 3°. ~Ieàaglie d'oro o d'argento por aLLi valorosi di filantropia . -tro 11 distintivo dell'ord ine di S. Anna a c-0rn penso cli speciali aui di valore e servizi· comr,iuti in tempo di par,e. 50 1l disti ntivo dell'orcline mi litare per aLLi cl i valore in gnerra (ve n'ha di t~ classi) . Vi sono pure 'dei piccoli distintivi da portarsi sulle contro~palline per ogni anno cli l'erma in più dell'obbli gatorio . (lJ Lo diffcrenia u·a il licenziamen to e l'espu lsione consiste nel dirit,o che nel secondo caso l'ufficialo conser\·a ad una pensione proporzionata agli anni dì ser\'iiio.
17 l
SULL' ESF:RCITO RU SSO
Ordi na1·io
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Geoct·alo d'e:;crcito 'renente generale ~Iaggior genera le Colon nello 1.'enenl.C colonnello -'1a;rgiore Capitano di t • classe Capitano di 2a clas,;c Tenente Sottotenente Alfiere
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NOTIZIE SULL'ESERCITO RUS SO
La indennità mensa è stabilita come seaue: .
V
Generale comandante di corpo d'armata ·. Generale di divisione · Maggior generale comandante di brigata Comandante di reggimento o brigata d'artiglieria . Coman1an te di battaglione o squadrone isolato da Comandante di. battaglione non isolato . Comandante di compagnia o squadrone . Tutti gli altri ufficiali uon compresi nei precedenti .
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LA DIFESA MARITTIMA IN ITALIA
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384
Gli ufficiali superiori ed inferiori delia guardia ricevono una paga quasi doppia. Gli ufficial i montati ricevono inoltre le razioni foraggio da ·1 a 3 secondo i gradi, in natura o in contanti. Il prezzo della i:azioue foraggio è stabilito dai consigli militari dell.e circoscrizioni e cambia secondo le epoche dr1ll'nnno. Tntti gli u(ficiali hanno diritto all'alloggio nel sito dove trovansi a far sel'vizio. Sottò iI nome di :-dloggio viene compreso i I locale con mobilia, il ri$caldamento e l'illuminazione. I locali sono in generale costrutti · espi'essamente; speciali disposiiioni regolan~ il numero del le camere e la quantità cli combusti bile cui ogni .u!lìciale ha dir-i tto, senza distinzione fra ufficiali con famiglia o celibi. Quando l'ufficiale non può essere alloggiato nei lòcali governativi, (eq1H>,sto è il cas.o più, comune) riceve una inrlennitit d'.aJlocrcrio eo colla quale deve provvedere a quanto gl i -occoPrè. L'importo clell' indennit'l d'alloggio varià secondo il grndo dell'ufficial0 ed il suo soggiorno. I l generale d'e3ercito può ric.evere ·da 2.000 a 8000 lire, _i l tenente generale cJa lire- ·I 600 a 6000, il maggior generale da 4200 a 4000, il é0maudante di corpo da 1000 a 32.00, l'ufficiale superiore da 400 a •I 200 e l'.uffìciale inferiore da 280 a 800 . L'indennità massima è data agli ufficiali cli sede a Mosca , Pietroburgo e Odessa ; in generale si può dire che l'uflì cialc riceve una .inden1iità annua le che è media fra le surriferite, poichè d'elle 5 ca t_egorie in cui vengono a tale scopo di vise le città della Russia, il n~aggiornumero delle guarnigioni trovasi nelle città di 2.• e 3· classe. Le competenze dell'ufficialù non sono ,;oggettc a tassa di sorta.
Il Bonarnico in questo lavoro coordina gli studi della difesa marittillla ,1gli studi della difesa terrestr,e, cercando di stabili re>, fra qnesti due grandi _mezzi dell 'azione milittire quell'equilibrio, (LUCIia concorre~za d1 at.t1, che deve appunto inspi rare e chire vita al problema complesso della difesa nazionale. ·· · A fa r questo, l'autore era anche porta_to naturalmen te da quella sit.uazione, 9he si (JOtl'ehbc chiamare psicologica, nella quale viviamo e_nella _quàle_operia mo per cercare il vero; sitrn1zione c1·ea1a dalla lunga d1s~uss1011e tau.a nt_tomo alle cose della di l"esa nazionale, doi progressi rap1d1 e g1gantesch1 clelle scionze affini all'arte del la guerra , e dell'arte stessa della gnerra . 1 tem pi nostri più che ana'lisi dc;;ideran-o sintesi; pi ù che lavori spezzati, lavori d'insi<rn1e; più che_ idee buttate alla venturn, nn sistema <li pensieri. Se non and iamo errati ci r~~re <li_ potere affermare: che il mondo mi litare, pur non cessando dal1 in vest,gare, hrnmerebbe, e darebbe prefcrenzn, a voce autorevole e sapiente_clrn riassumendo i concetti , le discu:;sioni, gli intendimen ti; pronunziasse la fonnolci .sintetica della cbifesa nazionale . per rispetto alla prer,a r11ziono org:inica di essa -ed nll'azione. Forse il ,pronunciarsi così recisame1tt(~ Sll problema tanto complesso sarebbe opera som mamente difficile; forse ostacoli dl diversa natura sorgerebbero, e tali da arrestar<~ i pi ù nobili 'in tendimenti; ma pure sarebbe tempo che la di/e.sa naz·ionale cessasse dall'es:;ere un'idea va"a ¼I
(l ì Roma - Tipogra fìa di G. llarbera,
P.
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1881.
Un "O lume di 'JS5 pagine con tavole.
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LA DIFESA MAR ITTIMA IN I TA LIA
una parola, per diventare un concetto concreto, un /'atto compiuto . Ma per ciò fare, piuuosio ché grandi entusiasmi del momento sono necessari lavori pensati e ideo costantemente seguite. . La d'ifesa marittimci ·dell'Italia del Bonam ico, è appunto la voro di sintesi, ed è àppunto sintctizzaudo eh,~l'Autore ha potuto porre di ·rronte prìucipi i astratti di scienza colle applicazioni cliver::;e che. di e.ssi si volevano fare alla difesa marittima dell'Italia, e dedhrne i monumti principali che egli chiama, forse con parola troppo spenceriana, l'idea ..e,voltitiva della difesa naziona le. · . Le flotte sono per la. d·ifci;a delle coste quello che l'esercito é p1w la difesa della firoiilieru te1··ri,to1··iale. Le flotte so1io emimentemente offensive ed il loro carattere d:i,(ensivo più ·i.1.hisorio che reale. Partendo da que:;;ti pri r1cipi i che sono la base di tutto il lavo ro, il Bonam ico trov:i necessario, nello studio d~I problema del.la difesa ma- · ritti ma, di segili r·c lo stesso metodo col quale gli studi geografico-militari nioderni insegnano ad esam inare m1 teatro .di guerra terrestre. Come dalla posizione dei grandi obbieu.ivi e dalle disposizioni delle grandi li n,~e d'o:;taco lo una fro ntiera terrestre può . scomporsi in teatri speciali di guerrà, co,i uo~ rrontien1 marittima, per le condizioni idrografiche e per gli obbiettivi che si .rossono raggiungere, può scomporsi in zomi navali diverse per imponanza mi litare. · Gli ste;si criteri strategici e tattiç,i che servono a determinare i grandi centri :;trategici per l'eserci to, serv,rno, tenuto natru'almcntc conto del la diversità degli elementi 1~ei quali si opera, a regolare ln scelta dei centri stra tegici nava li. ·Le fl oue, come gli eserciti, debbono avere una grande bnse strategico.-organ ica attorno alla quale devono gra vitare, · e da lla quale muo vere per operare olfonsivan1enie. . La difesa 11,nicentr'icci è quasi sempre pre feribi le alla difesa policentrica. Cioè, la difesa a grande raggio d'azione converrit a quelle nazioni la cui front iera marittima ba gra nde svil uppo , e non fa. vorisc-0 geograficàrnentc l'adozione dei piccoli centri, 11011 ,si pre::;!(1 all'i rnpiego dei picco li mezzi ,· non accordando a quest.i una zona d'azione al sic.nro dagli insulti nemici; insomma, Cl)nverrà sempre quando vi sia mas-;ima fociIit;\ di oITesa, difficile pos~ibi Iit.à cli di J'esa . Essa conYiene in genernle al le nazioni mediterranee dell'Europ;i . In Italia le persone intel ligenti della qtwstione, dopo avere concesso un hrev,e fHore all e. notte policentriche e vagheggiate idealmente quelle dicentriche, si raccolgono a poco a p0co attorno al sist<rn1n unicentrico.
Sf:CONDO GLI STUDI DI D. BONAMICO
175
Le. flL•tte '.li fc nsi ve-offensive megl io condizionate sono quelle che alla massima a,tti tudme strategica (mobi lità} aggiungono la massima atti.tndine tattica ( potenza cf'azione). , . · St>condo il .concetto del Bonarnico, è in un sistema difen~ivo uni,ceutric? .e con notte difensive-offe11sive, nella sc,111.a dC'i grandi centri strateg1c1, nn arsenale è sempre uti le, ma non neoissario. Gli arsenali, come piazze di protezione, di rifugio o di allestimen to debbono presentare mi litarmente e topograficamente dei carn tteri che si trovano dillìc.i lrnentc riun iti a quel li distintivi dei centri strategici. L'arsenale cd 11 centrò strategico rappresenta no · maritti rnamente ciò che una piana cli riscossa o di rifugio, e una grande piazza-posiz ione, rappresentano nella difesa territoriale, benchè forse tanto l'arsenale quanto il centro str:itegico siano cp1a lche cosa di più strettamente.coll~gato ed immedesimato alla flotta. Si deve perciò respingere l'aforisma : che gli arsenali sono le grandi basi delle oper,a:.ioni della flotta, perchè essi ·non sono in realtit ehe cent1·i difensi1,i che possono evcnt,ualmen te utilizzarsi nella diJ'esa nava le, ma che non debbono vincola.re le operazioni del la flotta. Le ba;i navali devono e~sr!re piazze. strategiche per la loro giacitura iclrografico- rniliwre. In esse si richied:e . un ~aci'.10, molto e scelto carbone e ben gtìardato , spaziosi local.1 . m eu1 stJvare utili e nurn.erosi approvvigionmnent.i , un piccolo stabli1mento meta li urgico per rir,arazioni rninn te e buone condizioni tattiche. Scendendo ali.o studio geografico- marittimo del le nostre coste, per det.erll) inare le basi d'operazioni della fl otta, l'.:iu tore trova che, geografi.c~mente, I.a posizione dei nostri centri mìll'ittirni può raggrnjJ- · ~arsi m tre z.one navali o tea tri di riparazioni marittime: l'Adriati co, 11 .Ton io ed il Tirreno.· a) 1tclriatico . Il bae.ino dell'Adriatico uon offre alcuna posizione s(ra tegicu . Il nostro centro str::ttegico è sulle coste orientali, ed il centro difensi vo princi pale, V~nez~a , è poco felicem en,te situato e si presta poch issimo, per na tura di s~rn.gg1a, arl assicurare e proteggere le operazioni strategiche. Venezia è prnttosto una piazza di frontiera marittima, alla qua le si appoggi un'armata operante offensivamente anzichè difensivame11te. Ove il centro delle nostr,e operazi'oni gravitasse vers,o il sud, si potrebh.e avere per centro dil'rmsivo Brindisi ecl anche eventualmente Ta-
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1,6
LA DI FESA MARITTIMA IN ITALIA
ranto, mrmtre il centro strategico persiste ad essere sulle coste oriental i. Ancona non può essere considerato come un punto militare-marittimo import-ante nell'Adriatico.
b).Tonio. Nel _Jonio le condizioni difensive di. Taranto sono ottime e quelle strategwhe poco meno che pessime. Augusw e Siracusa non sono che semplici stazioni secondarie, che possono tornare uti li in una campagna, ma che non hanno tutti i caratteri cli un centro st:ra ter:rico. )fossina i~_la vera base strategica del Jonio; la sola base ;he costringa l'armata nemica a dividersi in due flotte indipendenti per bloc. carla e non mai in caso di potersi soccorrere. Un arco cli cerchio tirato con un raggio cli 1180 migl ia comprende ' tutta l'isola cli Sicilia sboccando per il nord ·o per il :;ud; tutta la costa meridionale dell'Italia fino all'imboccat.ara ciel ·golfo di Taranto: tutta la costa occidentale fino a Napoli; l'isola di Malta. Questo punto di Messina è perciò in eccellenti condizioni strategiche, e se si conside·ra la Madda lena come la base strategica · ciel Tirreno, essa si trova a 34-5 miglia · da l Faro, e quindi in buona condizione per coordinare l'azione dei dun centri strategici. Le condizioni organiche di l)ll e::;sina sono del pari buone; ma diffi cil i le t,1ttiche. e) Ti.rreno .
Jt il bacino più importan te; quello che dobbiamo più strenuamente contendere al nemico e quello nel quale presentemente deve conc.entra r,i la massima potenziali tà clifensi,Ta. ' Il centro g,iografìco di questo bacino è rappresenta to dà lla Maddalena. Un raggio di 2.00 miglia, comprende tutta la· costa Tirrena da Marsiglia a Gaeta ; cioè la · possibil ità cli giuugere rapidamente sulla co:;ta minacciata da · uno sbarco. Il bacino circoscritto dalle coste della Sardegna r, dalle isole cli Caprera e della Maddalena, che ha per centro l'isolotto di Santo Stefano, che ha due imboccature, una a maestro e l'altra a scirocco, della · targh,~zza di un chilometro circa, è. sufficientemente vasto e forte per raccogliere e difendere contro un v igoroso colpo di mano, tentato da qualsivoglia nemico, la flotta cd il materiale in esso raccolto . È iri condizioni favorevoli per impedire che il nemico, durante l'assenza
'177
S€COND0 GLI STUDI DI D. BONAMICO
della nostra flotta , giunga a prender possesso ciel bacino interno e v1 si stabilisca fortemente prima che il ri torno della nostra flotta, appoggiata alle· difese del luogo, lo forzi a ritirarsi. M.a senza il eone.orso di. una fl ottiglia di cannoniere e torpediniere checostringano la flotta d'assedio a mantenersi lontana, sarà diffi cile impedire un bombardamento . Ed ilBonamico, di fron te a questa eventnalitt, , si domanda: i pericoli di un bombardamento, interrotto·a varie riprese, potrebbero farci desistere dal prop~1g11are la grande base d'operazione che sola può assicurare il còmpito del la fl otta? .ln quanto al la Spezia non vi· ha dufibio su lla sua importanza continenta le e m.arittima ; ma essa non pnò essere considerata quale base d'operazione nava le e bisogna combattere contro quella tendenza che compromette l'avvenire dell'armata, abituandoci ad un falso concet.tò della sua. ca pacità difensiva . La im portanza della Spezia, nella difesa nazionale, è più continentale che marittima, cd il fronte più debole non t~ ·quello marittimo, ma quello orientale, tì.nchè la flotta non è in grado di coprire la penisola. L'importanza mi li tare della Spezia deriva dal l'essere il ridotto estremo de!le- forze navali; la posizione più opportuna come ce1ùro organicò; il perno logistico delle diversir;ini strategiche fra la valle dell'Arno e quella del Po; il caposaldo dell'Appennino; considerato qua le elemento dir,giuntivo fra Ja · penisola e il co:B!.inente. Riassumpndo: le basi d'operazione per la tlom1 si riducono a dne. M.essina n la Maddalena, colle quali però devono far sistema le piazze di fensive della Spezia, cli Taranto, di Venezia ed even tualmente di Rrindisi. . Stabi liti così i centri strategici e quel li difensivi che cost1tu1scono 11 fondam eato della difesa navale, il Bonamico esamina la difesa dell; c?~te _co~e complementare alla di fesa navale, considerando cioè le pos1zwn_i_ cli Vad~, Genova, Baia, Gaeta e Monte Argentaro, in ·rapporto a~la. cllles~ cont11~enwl_e, ~er su_r ~li re alla mancanza di una flotta capace d_1 1~ped1re le mvas1om mamt1me,. ed è tratto alle seguenti conclns10n1: . Le fort.ificazioni dell'Elba sono 1.1,11,a qv,esl!Ìone di esistenza. - Le opere cli 'Monte- Argentano e quelle di Portofii10 sono utili, m~ non necessarie. - La piazza di Genova è . una necessità derivante dalla ~io~e~tanea insirffi~ienza navale. - La piazza di Vado non puo . soso:,titn,re quella d1 Genova nelle condizioni presenti, e nel sistema generale è necessaria quale piazza di sbarramento della Cornice. ANNO
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L A DI FESA MARIT T I MA JN l'l' ALIA
La piazza di Yado come quella di Genova dev'essere interna; in luogo di appoggiarsi sul mare r.Ieve addo:;;sa i·si sui monti, mantenendo un dominio sufficiente sulla spiaggia e sull 'ancoraggio. - Tulle le altre piazze proposte non sono necessarie alla floHa, e pooo interessano la difesa continentale. Determinata la posizione, lo sviluppo dei grandi elementi della di fesa 1na,1,ittimw pe,nncinente dell'Italia, il Bonamico entra in uua scc•l_nda fase del suo lavoro, e sLudia il problema dell:i d!if'esamobile mciri ttima i n funzione - colla difesa 1nobile terr'estre·,· prendendo per teatro d'opernzioni il bacino Tirre110 , come quello che è il più importante di tutti, quello nel quaie dovromo quasi esclu<;ivament.e limitarci ad operazioni difensive, quello che maggiormant.e si presta ad uno studio di tulle le imprese marittime. - Ma pl'endenclo per ~a.se il bacino del Tirreno, egli suppone co,;trutte le difese dell'El ba, po:;;sibile una grande operazione difBnsiva di sbarco sulla costa fra -ri:Iassa e Tevei-e, possibi le l'invasione lungo la costa ligure, occupata dal nemico· fino a Vado ed anche fi no a Genova la riviera di ponente, completata ·la difesa permanenLe dell'Appennino ligure, ultimHta la piazza della Spezia, assicurato alla nostra noua il centro strategico della :'1Iaddalena .e co::;tituita la piazzu strategica di ~Tessina. Secondo il Bonamico le moda lità della guerra na,·ale po~souo classificarsi: ,10 In operazion i d'insieme, alle 4uali concorra tutta o la maggior parte dell'armata , e questa modalità d' azione è specialmente distinta dall'im portanza tattica; 2° ln opernzioni por ri parti , nelle quali viene impegnata una frazione cl~lla !lotta, e possono distinguersi in operazioni por squadra il'aziono o per grnppi, e questa modalità è cara tterizzata ilagli ordinamenti stra tegici; 3° 1n operazioni spicciolale, con.1pi ut.e da singole navi, ma col:. legate rin un medesimo sistema clireLLi vo, e questa modalità d'azione è distinta dalla indipendenza delle navi, caratterizzata. dalla loi-o altitudine alle operazioni co_rsiere. Queste tre l'orme delle operazioni navali possouo trovare applica zione co,,ì nell 'offensiva come nella difensiva marittima ; ma l'i mportanza di una forma più dcll 'alira sorà dcte1'minata dagli obbiettivi che si vogliono raggiungere o. coprire e daì mezzi di cui si dispone. E tenendo appunto conto principa lissicno degli obbiettivi , le operazioni offensive si possono ancora classiGcare: ,1° In offesa esterna. - Quella che ha tutti i suoi obbiettivi sul mare - e contro di essa la sola difesa possibile è la navale.
S F.CONDO GL I STUDI DI D. BONAMICO
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~ 0 In offesa costi era. -,- Quella che ha i suoi obbiettivi lungo la costa - e contro di . essa è possibi le una di fesa int.eramente o parzialmente navale o costiera; ,3° In offensiva in terna. - Quella che ha prr li nea d' invasione_ il mare, per base d'operazione una tratto di costa e per obbiettivo principale un punto strategico interno, nI quale si tende direttamente dopo compiuta l'operazione transiLoria nava·le - e contro di essa è possibile tanto una difesa navale, quanto <1uella costiera l' narnle.
L'o(f'en.~ioa esternet contro l'Italia sarà la grande guerra, la guerr~ di crociera, la guerra corsiera? Dat.e le condizioni di forze na1;ali dell'Ita lia per rapporto alle nitre grandi potenze marittime, l'a uacco contro di essa avrà il carattere della grande guerra: predominio dell'azione tattica, la quale si risolve od in una bcittagli.a decisi-va. o nel blocco effettivo. Noi dobbiamo evitni-e la ba ttaglia decisiva; non dobbiamo rinunciare nlle operazioni speciali offensive all'iniziarsi delle ostiliti1 : dobbiamo prepara rci a momento opporLuno a spezzare il blocco. Per bloccare la Spezia occorrono almeno 18 cora1.zate e navi minori ; per bloccare la Maddalenn e Messina occorre almono una forza doppia: cioè la quasi totalità della forza nemica che pot.ri1 operare uel ~1rr~no. In questa difonsiva-olfensiva tutto, per noi, dipende dal grado dt attitudine alla mobi litar.ione marittima che si possiede nel periodo iniziale. La corazza cli om,60 ed i cannoni di 1Ì 00 tonnellate non giovano a fonare il passo guardato e difeso, e provocano invece l'azione tattica che si cl~vrebbc evit11 re, tra,;cinando fata lmente alla grande guorr/\ . Il determinante estemo del nostro ord inamento marittimo, nella di fosa stratcgiconavale,,esclnde gli. eccessi ta tti,;i, le costru~ioni gigantesche, le eccessive accentraziÒni organiche, cd im pone, in vece, lo svi lu ppo di quelle funzioni e di quelle forze mobili che in virtù del numero, della velocità'. drll' indipc11denza, dell'atti tudine.a -tutte le imprese, ecc., consentono di tradurre in pratica. il Ma1·inete tempestatis procellae nost1•is sen;it 1·e11vi.gilis. L'offensioa costiera può avere per scopo: di $Yilupparc lungo _una sottile zona di costa una linea d'invasione, alimentata da comunicazioni interne e costiere; assumere una zona costiera qua le base di operazione maritti ma e fo1:temente ~ sti.Luirla contro ~li attacchi d_ell~ fl oua difensiva, onde assicurare il piet10 sviluppo delle operaz10m continentali che non possono avei-e, od hanno in modo insufficiente, alimentazione terrestre; operare il. bombardamento di una piazza o
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SECONDO GLI STUD I Dl D. BONA~IICO
181)
LA DI FESA M Al~ITTIMA IN ITALI A
ciui1 marittima; intraprendere coDtro. una piazza di guerra maritl1ma un'operazione cli assedio; forzare l'entrata di un fiume o di uno stretto. Tutto <fueste varietà dcll'oil'oDsiva costiera possono esorcit.arsi contro l'Italia; - ma la conclolta navale dell,1 difesa è di fferente secondo la modalità dell'azione nemica . Nell'offensiva newica contro wn trntto di costa (es. Liguria), il principale fattore difensivo è la fl otta e l'obbiettivo delle nostro operazi0J1i navali non dev'essere l'armata nemica, rna bensì la zona 1·0stiera, i convogli, la base· di operazione nem ica , ccc. ~ ci bombardamenti, cli miuata la possibili tà di sottrarne tutto le nostre città marittime colla creazione di uu ·rronto difensivo marittimo, uon rimane altro fat tore difens ivo che la floua e le flottiglie locali, le quali dovranno affrontare taUicamonte l'armata nemica . 111a , in questo caso, i• necessario dirlo altamente, è necessario salvare l'armata e sacrificare la città. La distrnzione dell'armata è il dMicleratnm del uemico. Le grandi piazze difensive debbono bastare a sH stesse, e respingere e resistere eia sole all'attacco. L'ultimo scopo dolle flotte moderno è la loro cooperaziouc alla difesa delle piazze marittime.
J,' o/limsira interno, può essere interamente continentale, parzi,11111 1,u to con.tineutalc e rnariuirna; in ternmento marittima. Il parare alle offese intornrnentc coHtinentali ::.petta nll' esercito, e
nelle offese mari ttime-continentali concorrouti , la migliore difesa è la minaccia dello basi cl'operazion i dalle quali deve partire l'offesn . L'iuvasione ma rittirn.a di versiva è quella che si pre?outa colla maggior~ graviti1, perchè tende al suo massimo di potenzialità; implica il dom inio assoluto del mare e lo è indispensabile una sicura base ,l'operazione sulla costa . Un'operazione siffa tta potrebbe essere preparata cd effettuata, ad esempio, dalla Francia con uoa forza di ·15,000 uomini un mese dopo la dichiarazione cli gli.erra. E di fronte a simi le aLtacco, qua11clo la difesa non possa opporre una resistenza sicura sulla wna minacciata, non vi è che un solo niezzo al quale ricorrere nel·· momento supremo : il sacrifi,z,io della flotta. L'osarne che il Bonamico fa di questo tre formo delle operazioui navali per rispeuo alla clife5a marittima, lo portano alle conclusioni . e classificazioni seguen ti: Con l'offensi,,a esterna si può: ,1° Compromettere por terra e per ma re la mobilitazione clcll'eser<;ito; 2° Separare completamente le nostre maggiori isole da l con-
tinente, coll' impedire ogni comunicazione, e prenderne intero o limitato possesso ; · . . 30 Distrugaere nei nostri porti le navi non raccolte noi centri. 0 difensiyi, C.'l tturare i vapori, paralizzare il commercio, im possessarsi della proprietà nazionale e privala esposta lungo le spiaggio a facile ra pina . Con l'offensiva costiera si pnò: ·I " Alimentare marittimamcnte una :1.ona tl' invnsiono od u11a base d'ope1·azione marittima; 2° Bombardare le nostre città costiere; 3° Investire una piazza marittima; F:we operazioni .Otn•iali poi collegamento degli eserciti operan ti presso le foci del Po e del Tevere. Con l'oITensiva iutcrna si pnò fare : 1o Invasione di versi va operando su Ila costa to5ciuia o romana <fo lla Spezia a Napoli ; 20 ltl\ asionc concorrente lung,o la costiera ligure da Vado a Sestri-Leva nte; , 3° I nvasione costiertl lungo la Comico dal coufì ne alla pitlzza di Vado; l 0 Invasione adriatica , qualunque sia il nemico che la tonti ; 5° Invasione meridionale. Nu deriva , per conseguenza, che il sistema difensivo stratey·ico, secondo il Uonamico, dev'essere la hase del nostro ordinamento navale; eh@cioè: ·iln wncro delle na:oi cli ca1'ica dovrebbe essere trvplo d:i quello delle na1;-i, di linea - e che si, debba prontainente pi·eparm·e /-e basi Wraterpiche necessar·ie all' a9·mata cos-i costituita.
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Raccomandiamo la lcttun1 del libro del Bonamìco agli uffi ciali del=l'esercito. - Le idee nuove, o che sembrano tali , meritano di essere accolto, e::;am inate cou calma e con imparzialità, anche quando abbiano l'apparenza di ribellar~i a tutto un passato ed a tu Ue le autorità.
G. Z.
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scesse qm:ilche fuoco della specie della polvere nostra. Poi riporta 11opinione del Petrarca il quale attribuì. l'invenz ione delle artiglierie· ad Archimede nell'assedio cli Siracusa. Tutt0 prov.a il contrario, poichè nessuno degli storici di quell'assedio ha lasciato un ricordo qualunque su l riguardo; ma questa n0tizia può valere quanto le altre che la seguono, tutte ba8atc~ sopra tradizioni od oscurissimi passi di scrittori i quali non avrebbero al cerro mancato di fare delle descrizioni più. minute e particolareggiate sopra un fatto di tanta importanza. Il libro del M.oritz-Mcyer, ebbe, per la novità del tema e per la ricchezza delle notizie, un certo grido. Ciò inclus~e il Rieffo l, p.rofessore alla scuola d'artiglieria di Vinc~nnes à tradurlo, a commentarlo e ad arricchirlo di documenti e cl i. notizie rifer ibi li alla storia delle artiglierie frnncesi ; ma tanto l'uno quanto l'àltro scrittore non oltrepassarono i limiti del proprio paese. Ora, il signor Cesare Qnarenghi , uno. dei nostri colti e stndiosi ufficiali, [)ensando come l'Italia fu, senza contrasto, la cu lla delle p1'ime nrtiglierie, non solo decise di riempire le lacune, ma stabi li di fare addirittura un nuovo lavoro, tutto cli no tizie puramente italiane e scelte fra le sincrone ed inconfutabili, perchè basate non snll'asserzione di leggieri scri ttori, sihbene su ll'autori tà cli documenti . Giovandosi dei molti scritti pubblicati sull'argomento da l do tto maggiore d'artiglieria Angelo Angelucci e facendo prò di ricerche diligenti negl i archivi del regno, riesci a comporre un li bro notevolissimo vuoi per copia di notizie, vuoi per sicurezza cd acume di critica,. vuoi per pazienza e costanza di stncli. Il Quarengh i r ifiuta tutte le notizie che non· sono basate sopra documenti o sopra · autorità uon sospette; nella prefazione ne · dice j motivi. Fra le altre ragioni ed osservazioni ne ha nna che ci scmbrn nuova e molto arguta, quella riferibile a l /ùow qi·eco, dal qual~ taluni pretesero essere derivata la polvere da cannone. « Co1n e ma i, egl i dice, da un com posto di materie vischiose, grasse e bituminose, quali sono gli olii, il mastice, la pece, la naf1a ed i hitnmi pnò essere derivato un altro composto di materie aride, qna li il salnitro , lo zolfo ed il carbone? " Il nostro autore colloca la prima notizia italiana fra gli anni 350 e 4:00 , e cioè ai tempi dell'i mpera tore Teodosio il grand~ e in Roma. Secondo Claudio Claudiano. scrittore verace serio e festeggiandosi i I consolato di Flavio Man lio Teodoro, si bruciarono dei fuochi artificiali sconenti in mi lle for me, a sprazzi, a schioppetti i, a serpentelli, senza danneggiare il legno sul qua le stavano appesi. La descrizione
LIBRI E PERIODICI
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T eeno-c1•onog1•t•/i.t• tielle n1•1ni tlt1, rHOCO ittelitn~e con ,,g11iu,nt,,, tli ·i aot'~ie i•.to,•no t•gli sc,•itto,•i . ,,,, ,i1•tigl'ie1•ie e t.U r,~1·tifictt~it111·i , per C ESARE QUARENGH0I,
ufficiale dell'esercito, parte 1 .a
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Napol i 1880.
Dissipata la leggenda del monaco Schwartz, incertissima rimane la storia dell'invenzione della poi vere pirica . Assai ricerche furono fatte e parecchie ipotesi furono poste in campo . Chi muovendo i passi dallo Scbwartz per risalire man mano più avanti si incontrò in Ruggicro Bacone, il quale preconizzava di distruggere una città se avesse potuto adoperare il cat'1)0n1i p1tlmerir trito misto collo zolfo e col salnitro (anno 1268); e poi in Marco Greco, aut.ore d'una ricetta per la fabbricazione della polvere, ben cliff~r.ente da q~1e.l la in~icata _rei fuoco greco. Altri volle trovare l'appanz~one ~lei. pmco 1~1sct~g.ho \)l'esso gl i Alemanni , poi presso gli . Arab,, quindi presso 1 sol1t1 Chmesi. Altri infine pretese di aver trovato l'esistenza di armi da fuoco piroba listiche fin nella p·iù remota antichità. E vonnfll'O in campo Greci, Persiani, Latini, Indiani, Romani , ecc. . A p~rre u~1 po' di ?rdine nei _faui cronologici sorse un dotto prussiano, 11 capitano Mor1tz-Meyer, 11 C[tiale in un suo mC1;nuale stoi'·ico dellct tecn?logia cl~lle ~r-1n-i da {1wco, notò anno por anno quanto gli fu dato cli raccogliere rn argomento. Il iVIoritz-Meyer accenna sì ai tempi anteriori all'èra cristiana, dicendo che da 1111 gran numorQ di indizii si può snpporre che si impiegassero in guerra fuochi di diversa specie, preparati infiammabili e dannosi, ma nega c11c si couo1
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di Claudiano ci ricorda la famosa Girandola di Castel Saul' Angolo ed essa è tanto chiara da escludere ogni dubbio che quei fuochi non dovessero essere prodotti dal miscuglio di zolfo, carbono e salni Lro. Non era ancora la pohrere da guerra; ma ne era certam<'nte il rndimento, più naturale di quello del fuoco greco. Scorsero parecchi secoli. La vera polvere da gL1e1Ta colla sua prero"ativa di forza proiettiva nou la si incontra che nel secolo x111, io u: alle nuove armi che ci si presentano col nome di bombarde. A Bolog11n l'anno 112Hi si combatteva collo bombarde, o bombardo vi erano in Sioua nel '1 230, a Bologna ancora nel 11239, a 11irenze nel •1253, dorn por la scoperta del celebre documento dell'anno "3'26, fa lla dal Gaye. si potèl stabil ire che vi era una completa fonderia di artigl ierie, o per la susseguita scoperta fatta dall'Angelucci si conobbero i nomi dei fonditori ed i patti del contratto per le fusioni. Ogni notizia del QunrenglJi porta la data, il nome della cillit alla ,1uale iJ rifo1·ibi le ccl u11 breve e succinto com monto. Ciù scrv~ a dimo:-,trare come l'autore non siasi limitato al :,emplice lavoro d1 coml) ilaziono, ma abbia ben a fondo studiato l'argomento. Il li bro ci insegna 111olte cose, tra lo quali ne indichiamo alcune poche: Essore fuoi'Ì d'ogni dubbio l'origine italiana delle artiglierie, perchè lo di notano i nomi stessi di C(Ltc:;to genere di armi, quali bombal'da, cannone, schioppo, archibugio, spingm·da, ecc., non es ·endo possibili lo altre 01.imologic imposte dai Tedeschi o dai 11rancesi. Che ::;'iuganuarono cli mollo i nostri ·;torici 9 cronisti quando sosteuncro che le artiglierie italiane erano inferiori a quelle francesi al l'epoca della calata di Carlo VHI , e che so lo dopo i[uOI tempo si introd ucesse in [talia l'uso delle palio di ferro. l nnumcrcvoli sono i documc:nti che pro,•ano il contrario; a Firenze ucl 1325 si fabbricavano le· palloctas f'erreas e nel 132,"l a Gassi no v'en1 no le balotaB 7>lomber,s per le armi manesche. Che le notizie cli :;chioµpi e di schioppettieri risalgono all'anno H8~; quello delle spingarde al 1306; che il nome di archibugio seO'nato dal Mori tz-Meyor all'.111 110 1:ns ò troppo prematuro; che il viro : segno in Itr,lia risulta anteriore di duo anni a quello tanto c-elobrato di Norimberga, tonuto 1tell'a 11no H-30 ; che lo 1wine a pol'Vel'e..... Ma occorrol'cbbero troppe pagine per rilevare e metle·re in mostra le notizie tulle, inteute a stnbilirc in modo po:-itivo la prioritii italiana . ) I pregcYolc libro non si limita alle sole uotizie ris~uardanti l'ar-
tiglieria; vi sono pure quelle che si riferiscono al le fortificazioni, ai fonditori, agli ingegneri militari, ai bombardieri, ecc. '.E ciò è giustissimo. I nostri antichi ingegneri militari erano anche bombardieri o fonditori, e nel mentre essi disegnavano approcci e parallele, denti e lunette, e quei famosi bastioni che compar vero in rudimento alla Castellina del Chianti e ben formati cd a fi anchi duplicati nella fqrtezza di Civitavecch ia sul finire del secolo xv , nou sdegnavano di fo ndere le 3rtiglieric, di prova rle e di collocnrle in batteria, di puntarle ed anche, al bisogno, di scaricarle sul nemico accorrente all'attacco. · Col la fusione di queste notizie di fortificazione e di artiglierie, lo su1dioso può trovare di che esserne contento. Coll'ai uto dell'indice egli J1a un bel elenco di opere militari oggidì poco conosc;iute ed i nomi di molti va lenti gettatori, ingegneri e ·scrittori , che il tempo reco dimenticare, bcnchò vi siano documenti imperituri del talento e delle opere loro . Non s'i ll nda però il signor Quarenghi d'aver fatto u11 lavoro senza pecche e senza mende. Tult'altro; vi sono degli errori, delle dimenticanze ed alcune i11esatte1.w. Però siamo i primi a convenire che in lavori di rruesto genere lo pecche e le inesattezze sono inevitabi li, per quanto sia la cura o la perizia dell'autore; epperciò sarà bene che egli procuri di toccare e ritoccare l'opera sua, di plasmarla e di pulirla, perchè nell' interesso degli . studi storici giova sperare iu una seco nda edizione·.
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. Lette,•e ,,;, F . D. C11e1•1•11~~; - a cura di GIOSUÈ Roma ·- Libreria Bocca - 1880 .
.li \'igo, operoso editore livornese, ha pubblicato teste in .un volum~ la prima serie di molle lcllorc scritte rla 11. D. Gncrrazz1 a parenti e ad amici - Le !cuore abbracciano il periodo dal 1827 al 1853, e furono coordinate e, in qualche punto, annoiate da Giosuè Carducci, cbo è quanto dire, obbero esso un raccogl ito1·c scru poloso e. fidato . Questo epistolario sparge una luce nuoYa e inaspettata sulla ~,11a dell'illustre scrittore livornese; anche coloro i quali , pure amm1ranrlone l'ingegno, ne deplornvan? le aberrazioni e, stimando il letterato, ripudiavano l' uomo loggcudo tanti sfoghi angosciosi, sinceri perchè 1
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CARDUCCI
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intimi, vedendo messi al nudo a$pirazioni e pri ncipii, lo riabiliteraDDo in grnn parte; lo compatiranno nel resto. Poche ,,ono le lettere scritte prima del ;J 848; copiose quelle dal ,t-848 al 1185S. Quelle scritte da Volterra e dal carcere delle ~forate sono le più belle ed in terei'santi, e ci most.rano anche più delle opere, come sa pesse maneggiare la 11ostra lingua quell'uomo ne' cui libri i cri~ici poterono trovare le esagerazioni della fantasia, mai però nè frase nè idea che italiana non fosse. Da lle ~fo rato specia lmente, egli svela i moventi della sua condoua passata, esprime i giudizi sulla società pol itica d'allora, si ce,mmuove, si sd<'gna, si gim,tifica. Le lettere, insomma, servono, più che altro, alla storia fa1.n iliare di cbi le scri~se e a giustifica rne l' operato nel · suo governo dolk1 Toscana; sicchè non presenterebbero che uu interesse relativo per la nostra Rivista e pei :ettori dell'esercito, se l'autore dell'Assedio, nello scri vere spesso al nipote Fraucesco Michele Guerrazzi, il <rmde, volenteroso di darsi alla mi lizh1, era ito a Torino per entrare nell'Accademia )1ilitarc, non avesse avuto campo di spiegare le sue idee intorno alla vita mi litare, al còmpito riservato agli eserciti, alla necessità cli averli for ti e numerosi . Le parole ch'egli scris:;e sorprendono in un uom" che aveva fama di turbolento o di pervertitore del volgo ; uè sal'ebbe male che i declamatori contno gli eserciti , · i qua li forse hanno ritenuto il Guerrazzi come uno de' lol'o, ne facessero pro. Quando il 11 ipote gli esprime la prima volta il desiderio di fa rsi so Ida to, lo zio così risponde (I) « lo non clisse11 to che tn scelga la « milizia; perchè, sebhene il cuore dolga, comprendo che i nostri « figl i nou devono attendere ad altro, chè di parole ne sono state « fatte troppe e ormai ogni uomo ne è ristucco, e approvo ezianclio « che tu ,ada in Piemonte.» Più tardi (z) lo incoraggia va dicendo'' Su, da bravo ; sono otto anni di studio ; u~ci rai a :24; a 26 Na« poleoue aveva conquistata l'Ital.ia . Lo studio a cui ti sci consacrato « è l'nnic-0 che, per ora, convenga a chiunque senta la su:1 dignità. « Tn comprenderai agovolme11te come l'artiglieria form i la base della ·moderna milizia; e tutto è calco lo : la scieDza militare corrisponde « esaunmente ad un problema che si scioglie fra nna tempesta di ferro « e cli fuoco; o tu vedrai qitanlo s'ia /'o lle impresa pretendere soste« nere imprese giwrresche col solo impeto cli wn cieco e itndiscipi'i" nato (cinatismo ". (<
{I) 6 agosto 1819, pag. 60. (2) 20 ottobre 1819, png. SO.
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.\ llorchè -'lichele :;crivevagli di voler raggiungere ad ogni costo una meta e di pigliarsi a modello 1111 uomo grande nella milizia, Guerrazzi rispondeva (.f ) « Sta bene; mn ciò stia chi uso nel tuo cuore : « l'acqua bollente prorompe fuori del vaso, e scema dentro . .. bai (< capito".' :Xapoleone, da giovinetto, a Brienne, stava taciturno e leggeva Plutarco. Tu, fatti completo; impara i modi della milizia (< greca, romana, francese, italiana, prussiana; confronta le battaglie « diverse, i modi t1·nuti dai capitani; le cagioni clell:i perdita o della « vittoria. Tll leggesLi le imprese dei generali di Lu igi XIV e di Na(< poleone; ma furono lettera morta: clirertiti a conoscerne le ragioni; " ma poco per volta, con metodo; il metodo è alla mente rruello che " ili dis<Jip lina è alla in-i.tizia . » Poi, avveniva che il .nipote si lagna-;se talvolta dei rigori a cu i lo assoggettavano i professori; e lo zio inrariabilmente lo a01111oniva Bimbo mio, avvezzati ad oLbcdirr. se vnoi imparare a comandare». E nel ·I850, entralo Michele nell'Accademia per la protezione usatagli da Vittorio Emanuele, Guerrazzi, al 11ipot.e che. parlavagli di midinconic e di scon forto, :;criveva << Serba cari gli affetti ; sono la parte migliore dell'uomo e tanto più, hanno a cu..stocti?·si da 1m soldato, ·in quanto che, senza ']1telli, forse, troppo in.tigrerebbe l'.anima (<
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StUt "·
Poco tempo dopo il giovinetto esprime allo zio l'idea di andare al campo, se si rompe la guerra. Gnerr:izzi si oppone :;crivendo (2) Tu « so' troppo giovano, eppoi 11è tu nù io dobb iamo de~icle rnro che tu « riesca soltanto un soldato di pralica. Un soldat.o di pratica cli rado « perviene a gradi superiori, e se vi giunge, <prn lu11C1ue sin il suo « ingegno naturale, va a ta:;toni, rnnnca cli mi lle ri pieghi ; .da lla for tuna « [lrospera non sa trarre tutto il partilo; nel l'avversaria, si perdo. ·Dei u marescialli di Napoleone,· gl i uscit.i dal le !ìle divontarono buoui « esewtor i., ma, lasciati soli , perderono 1la fama , trnnne :\'!assona a (( Zurigo. Ricorda che quello che 110C(1ur massimamente a noi nelle « nostre p:issate sven tnre fu l'ardore e la presunzione ... I Romani « e Napoleone vinsero con clne cose: disciplina e scienza ... Però tu « hai da proporti di diventare un generale conclouiero di eserci'ti, non il· c.apitano di una compagnia cli dragoni; per ciò , a <ruesti « tempi, basterebbe bevere secco, bostemmiare alto o sciabolare da « ciechi. Dunque studio profondo, stndio indefesso e ,;tudio che non « insegnano i maestri ... » (<
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(I) 2L no,•embre 1819, pag. 95. {2) 15 maggio 1850, pag. 169 .
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E' cerca quindi di frenare gli entusiasm i del nipote ammonendolo ('1): « L'cuLnsiasmo ci ha fatto troppo male per non dovercene guarire « quasi infermità. Nlontecuccoli·, nou so con crtianta religione, ma, « corto, con molta inudligenza, diceva: cbc Dio si dichiara ~empre « proteuore elci battaglioni più forti. l modi anticbi di gµerra non " hanno a faro più nulla coi no~tri, tranne l'arte del cam peggiare . ·" J trecento al le Ter111op ili ai giomi d'oggi nou possono rirmovar~i in « guerre europee ... ; voi dovete combattere guerre di scienza in aperta « c:unpagua cou moltu lince natura li... perèi impnratc 111.o lto, studiate « molto: voi avete un gran maestro, .\Tapoleone stesso, che dettò le « :mc imprc~e d'Italia. Ricordatevi che ogn i ora sottra tla allo studio « è rubat.a a!la vostra mndrc J.ta lia .. ... » Così scriveva quest' uomo, e al Lre nobil i cose ci dettava che qui sa.rebbc fuori di luogo il trascri vere. Giit dicemmo che, nelle letlere, il Gu.crrazzi si rivelavo completa mente diverso dn quello che fu dipinto n creduto: chè ~e, prima e dopc, il suo governo in Toscana, errò in moltQ cose, l'epistolario dimostra come la esperienza avesse mitigato le teorie, come la coscienza d' ltaliauo, couosciLore savio òellc cos_e o degl i uomini , avesse ripre:;o il sopravvento. Cade colla pubblicazione di queste leuere gran parte di ciò che, del ()uerrazzi, lasciarouo sc1:itto, a scopi diversi, il Mo11tanclli o il Gualte,i:io (2.); cade il g1 11clizio che, all'epoca in cu i il Livornese visitava \'ittorio Emanuele in .Firenz!', formulaYa su lui il Salvagnoli scrivendo al Paniz1.i (:3). Ciò che avvenne dopo è noto; rrnel lo che indusse il Guerrazzi alle rappresaglie i; rnanifcsLo. Ma noi, dovendo giudicare il libro ora pubblicato, rosi, com'è, senza perderci in disquisizioni su lla condotla dell' uomo, rrua lche vol ta e rnolte volte l'orso in contrnclclizionc colle idee, clobbia!ilO clire che l'Epi.~tolM·io ·del Guerrazzi e i :li'ieiR-icordi del D'.\zeglio sono probabilmente i libri più mcrite,oli di nndare fra le lllan i de' giovani. Pei militari, basti sapore che Guerrazzi , in fama di demagogo, l'iputò necessari all'Italia gli eserciti forti e rise degl' indisciJJlinati entus'iasini, add itando. come un ici e pi ù possenti fattor i di vittoria: la discipli na e la scienza.
L es ro,•ces , ,..,..,,,,,,,es de '" ff11,11sie, par le capitaine WEIL . . Paris 1880, Dumaine. - Prezzo L. 12. Mentre sono numerosissime le pubblicazioni le quali trattano dell'ordinamento militnrc del la Germania, dell'A nstria, della Francia e dell'Italia, sono invoco assa i scarse quelle riguardanti l'esercito 1·usso, ed anche queste, ove si ecceuui il pregevole lavoro pubblicato dalla sezione statistica del nostro stato maggiore ( I). lasciano assai a desirlcrare. l i ca pitano Wei\ si ò prefi sso 'd i c0lmaro la lacuna; e indubbiamen te vi è riuscito, imperocchè il suo lavoro è il più completo in argomento. L'opera consta cli due grossi volum i : nel primo è preso in esame l'ordinamento delle truppe, nel secondo l'organ izza1.ione del comando e dei $Crvi1.i accessori io pace ed in guerra . A porgere al lettore un' idea cieli' importanza del libro, lauto più che al suo contenuto 110 11 si presta ad un semplice rias~unto, valga il seguente brevissimo ·sommario. Nei, primi tre capitoli del 1° vo lume si getta uno sguardo storico retrospetlivo ali' ordinamento milit.:ire del 1869, alla popolazione e bilancio, e al reclutamento in baso all'ultima legge militare del 187ft.. Il capitolo ,~ 0 riguarda l' ord inamento delle tn1ppe regolari, ciot: delle trtlppe da cainpagna ( fanteria, cavalleria, ar tiglieria , parchi di artiglieria, artiglieria d'assedio, genio, parch i di campagna dl!I genio, pa1·C'hi cl'nssedio del genio, porchi Lolografici di campagna, treno, stabilimenti mobi li dell'artiglieria,. stabi li menti sanitari , medici e truppe cli saniti1, battaglioni di fronti era) e truppe di 2• linea (truppe di l'ortezza, loca li , di riserva , di deposito, di istruzione) . li cap itolo 5° prende in esa me gli stabilimenti locnli d'artiglieria, del genio, del sen •izio di sanitit, dell'intendenza, ecc., il 6~ gli istituti militari; il 70 f.'opoltchénié o mil izia rlcll' impcro; 1'8° innnc le truppe irrngolari, valo a dire il loro reclutamento ed orclinamentc,. li 2° volume, il più notevo le, è ripartit.o in '17 caprtoli. li 1° capiLolo tratta doll'ordin.:imeuto riel comando supremo, e contiene minuti ragguagli ioto1·no ai numerosi uffici del ministero della guerra , e cioè intorno al quartiere generale imperiale, al consiglio superiore della guerra, alla corte suprema della giustizia mil itare, alla canee!1
(I/ 20 agosto 1850, p~g. 19(,. (2) Gi useppe Monta nelli - Memo1·ie - 1849. (3) F. Gualterio - Gliuttimi rivolgimenti italia11i, Firenze 1850 - edi tore Le llonnler·vol. I. ,,~rte !. pag. ~,o o seguent i. (4) Lettere ad Antonio Paniui - FÌl'en1.c 1880. - 13arbèra edi t.
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(I) Ta-0etle relative alla costftu:tone del!'eserclto riuso. -
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Roma ,
Voghera,
1879.
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feria del mio istero della guerra, allo stato maggiore generale, alle direzioni dell'intendenza, dell'artiglieria, del genio, del servizio di san ità, delle scuole militari, delle truppe cosacche, e infine intorno all'ispezion e genera le della cavol leria , ali' ispezione generale del tiro , al com itato di soccorso ai feriti . Il 2° capitolo· si occupa delle circoscrizioni mili tare, o non solo porge notizie intorno ai comandanti e agli stati maggiori delle medesimo, ma vi è contemplate, i! servizio J'intondenzn , dell'artigli uria, del gen io, di sanit:1, o l'ispeziono degli ospedali della circo~crizionc. Il 3° capitolo tratta dei comand i territoriali, il.q. 0 dei comand i territorial i nei woisslcos cosacchi, il · 5° dei comandi delle truppe, e precisamente dei corpi d'armata, di divisione, dello brigate cli fante ria e di ca va Ileria e dei regginico ti. Il o0 capitolo, che comprende oltre a settanta pagine . esamina le basi del comando in tempo di guerra, a cominciare dal comaudantc in c_:apo sino al conrnndnntc del servizio delle guido, cd i l'Omand i dc' ,·nri serrizi di pendeuti dall' intendenza, ·dell 'artiolicria ciel t:>oenio) e del ca po dello stato maggiore genera lo. Negli altri ca pitoli troviamo descritte le uniformi delle varie armi, ed accennato ali' ordinamento clei servizi del vestiario, tlclle sussistenze, degl i stipendi, all'acc;isermamcnto, alla giustizia mili tare. Quest'o pera, con~e avverte lo stesso autore, ba costato non mono cli due :inni cli lavoro, durante i quali non poche o rilevanti modificazioni furono introdoltc nell'ordinamento mi li tare russo. Il capitano Weil, per ovviare nll'inconv()nicnte che taluno parti del suo libro riuscissero perciò inesatte, ha tenuto conto di tutte lo varianti avvenute, e le ha registrate in un'appendice, posta in fine di ciascun dei due volumi. Por tal modo egli ha accresiuto il valore della sua pubbli cazione da rnccomandarsi ngli ufficiali studiosi e alle hibl ioteche militari. è)
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D ie Felilselisswi,•Ti.HUfl un,l tlns l11/i11ite1•i e
li'eue,•
,,,,,f ,le,11 Scl, 1,,,cT,tfet,le (L'azione dei colpi sperduti,
ed il fuoco di fanteria sul campo di battaglz'a) per FERD. Darmstadt e Lipsia. Zernin 188 1.
f'.:" voN HESSERT tenente colonnello. -
Durante il com battimento varie cause fanno deviare i proiettili della fucileri a dal punt.o ove dovrebbero cadere secondo le in tenzioni di
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chi spara, ed a di:;perdorli sopra una superficie sproporzionatamente superiore a quella prevista. Perciò attorno ali' obbiettivo dei colpi si forma una larga zona tanto più largamente e densamente battuta quanto sono meno esperte e meno calme le truppe, e qua11to minore interesse hanno a fare economie delle loro munizioni. Questa zona è quella dei colpi sperduti. Essa può essere considerata come d(vi,;~ in due zone, l'una dinanzi , l'altra a tergo delle truppe prese d1 nma . La prima è la zona dei colpi corti , la cui influenr.a si manifesta solamente col p1·odurre qualche titubanza nella marcia dell'nggressore. La seconda è la zona iloi colpi lunghi ; zona che non ebbe grande importanza rinchè il tiro della fuci leria l'n lento, e si mantennero brevi i limiti del la sua gittat:i . ~ divenuta invece micidialissima oggi, che il numero dei coli:ii compensa la poca precisione del Liro, e che i proiettili cadendo molto curvi, in ragion.e della distanza, rendono poco sicuri i luo"h i scelti per il collocamento delle riserve. o h. È possibile lo studiare in qual modo si eserciti l'a1.ionc dei lung 1 tiri della fu cileria? L'autore cerca di sciogliere l'anlno pr9blema. In un altro suo librelto, cli cu i la Ril'li!ita non mancò di far cenno, mirò con paziente investigazione a stabi lire con es11ttezza gli effetti del fuoco cli fuci leria snl campo di battnglia, prendendo per soggcuo quanto avvenne a Gravelou.e. Nulla fu tra,,curato di ciò che po'tcva rendere precisa l'anal isi. Veramente i tempi corrono propizi. :igli studi analiti ci anche nel cmnpo militare, e bi,,ogaa convenire che so ne ebbero utili risul tati . Informino iu proposito le teorie elci fuo chi a massa . Il conoscere la legge di dispersione elci, colpi sbagliati, sarebbe un nuovo passo per risolvere il difficile pMhloma dell' impiego delle lruppe.snl campo cli !)attaglia. Tuttavia non ,,i può asserire di aver t.ro,·ato questa legge, fìnch è non si sappin qnnl grado di· esattezza abbiasi raggiunto nell'esame di un fenomeno così complesso. Perciò l'autore ritorna alla ricerca di quelle conclusioni alle quali era venuto nel sno precedente la voro; e ne fa in certo modo la prova movonclo per altra via . Allora analizzava una delle più grandi battaglie della guerra franco-gcrmanicn: oggi esamina In teoria del tiro sottoponendola a condizioni nnaloghe a quelle che si verificano sul campo di battaglia. !· Non è da credere che in questo morlo lo scrittore possa dare ragione delle innumerevoli traiettorie , che solcano per ogni verso il il campo dei combattenti. Egli si contenta di rileva re gli elementi, determinando gli effetti del tiro, e la cui azione è prevedibile e quindi moderabile.
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Tra questi elementi uno. dei più importanti è la conformazione del terreno. Noi siamo abituati ad esercitarci nel tiro sopra bersagli scelti con cura in terreno piano, ove riesce difficile lo studiare gli effetti che la differenza di livello tra il tiratore ed il bersaglio produce sul tiro, specialmente quando si tratta del fuoco simul taneo di molti tiratori riuniti. Tuttavia quello che non si può sperimentare sul bersaglio, si può stnd!are a tavolino usando del compasso e della riga. L'btersezione del terreno col fascio delle traiettorie, a distanze eguali, varia assai in ragione dell'angolo che fo il terreno colla linfla di mira. Ma se la configurnzione del terreno è più com plessa ed i piani sì alternano coi declivi, allora l' efficacia <lei tiro si modifi cherà ancor più notevolmente. Dietro alla · linea dei cacciatori nemici si genererà una larga zona totalmente sicura dai co lpi di fucileria, i quali invece µa ssando sopra quella zona andranno a cadere molto più addietro, ed a seminare col tiro curvo il disordine tra le riserve, che credennsi perfetta mente riparate . Ciò spiegherebbe geometricamente la tendenza che nelle ultime guerre le linee più lontane avevano cli spingersi innanzi, e di confondersi coi cacciatori: insomma di fuggire. 'Ùn a;i;a,nti , come rn detto con una frase assa i caratteristica. Questa venne r;òn una determinata formarli terreno; una configurazione diversa conduce a diversi risultati, non tutti apprezzabili co l ragionamento e colle teorie. Ecco dunque che gfr effetti di una notevole parte di quei col pi che pi ù s'allon tanano dalìa traiottoria media possono essere preveduti. Non è il caso che dà loro un'efficacia,' sulla quale non si contava . E il · terreno che det<~rm:ina il loro raggruppamento, ed il comandante delle truppe non deve dimenticarlo nell'impiegare le sue forze·. Come il terreno, altri elementi esercitano sugli effetti dei colpi sperduti una ìullnenza calcolabi le. La tendenza delle traiettorie a confo ndersi coll'allungarsi delle ·distanze, la dif'ficoltit sempre crescente di colpire in ragione inversa delle dimensioni del bersaglio, e via cli segu ito, sono altrettanti fatti i quali mimttamente studiati tendono a spiegare una gran parte dei fenomeni del tirn. Perciò ristretti sempre più i limiti dell'ignoto e del vago, l'autore passa ad alcune conclusioni, e fa alcune proposte sull'impiego delle · truppe. Egli comincia a distinguere l'azione ·dél fuoco lontano da quella del l'noco vicino .. L'uno serve acl indebolire il nem ico, l'altro a distruggerlo. Non si può contare sulle stesse truppe per eseg11ire così l'uno come l'altro. Le perdite che subirà il reparto incaricato del fuoc()
193 lontano saranno tali da render necessario non solo di rinforzal'lo, ma addirittura di sostituirlo, quando comincia il periodo del fuoco vicino. . Dunque le trnpp~ devono essere ripartit~ nel senso della profondità, e .d.are successivamente le schiere pel fuoco lontano, quelle pel fuoco v1cmo, e finalmente quelle per incalzare il nemico e render compi]!ta la vittoria . Ed il frarnrnisch iamento? Come evitare questo terribile scoglio che impensierisce tanto i tattici? Mediante l'ordine di foxmazionù. Po ichè l'azione si esercita in senso perpendicolare alla fronte, anche la suci-· divisione dèi reparti, ed il loro collocamen to deve succedere nello stesso senso. Ecco quindi i nuovi ordini proposti dallo scrittore : Una compagnia di "9'.:& soldati si dispone in quattro righe, e contiene 48 fi le. Si divide in due plçtoni di '.M fi le l'uno. Le righe di ogni plotone formano a due a due un mezzo plotone, ed ognuna di e'\Se è divisa in due squadriglie. Cosi disposta la compagnia, e in caso di evitare per un certo tempo gli inconvenienti dei frammischiamenti , ed ha il vantaggio cli poter eseguire un fuoco di quattro riahe in caso di sorpresa, di fronteggiare da ogni lato un assall.o di ca;alleria, di provvedere ai fiancheggiatori col distaccare le fi le estreme. Nello svolgersi dell'azione le squadriglie si compenetrano; ma i mezzi plotoni si devono stendere _l'uno accanto all'altro, dimodochè il rinforzo avvenga per prolungamento delle ali. Quindi bisogna conservare il posto ai mc~zzi plotoni, che verranno più tardi a rinforzare la linea di battaglia. Piccolo male, dice l'autore, perchè .tutti cruesti intervalli saranno utilmente clifos_i .dal fnoco incrociato dei ·cacciatori vicini . Serio iuconvenir.nte risponderemo noi, per la necessità d'interrompere il contatto nella linea del combattimento, se pure sarà possibile cli farlo durante l'azione. · . Più tardi però nuove truppe vengono a sostenere quelle di prima linea, già esauste pel combattimento sostenuto. Allora succederà quanto per un certo tempo si è potuto evitare per mezzo cli una artificiosa forma zione. Lo seri ttore lo comprende e tollera questo male inevitabile, ma, perchè riesca meno dannoso, raccomanda che almeno non si mescolino i reparti d'un reggimento coll'altro . Perciò il combattimento dovrebbe succedere sempre per ala, ed ogni reggimento bastare a fornire le due schiere, che agiscono nelle tre fasi più importan ti pèr il fuoco lontano, per il fuoco vicino, e per la decisione. Anzi meglio sarebbe se la schiera chiamat.a alla decisione fosse compost.a di un reparto indipendente dal reggimento . E PERIODICI
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Queste schiere successive non devono figurarsi nè come linee geometriche e $tmmetriche, o linee di colonne, nè tra esse deve correre un legarne troppo rigido. Tocca al co,mandante superiore il çlecidere quando rlebba cominciare l'azione d'ognuna di esse; tocca alle circostanze i l determina re la quantit.à dei reparti che devono fo rmarle per raggiungere lo sco po. · Queste idee non sono nu~ve, nè lo scri ttore pretende che lo sieno; anzi sono quelle che agitano la letteratura mi litare tedesca riguardo al modo di impegnare le trnppe nel combattimento. Rimane sempre all'autore il merito di averle raccolte e di averle fondate sovra una teoria dedotta dai fenomeni del tiro. L'importanza assunta dal fuoco della fu cileria sul ca mpo di batta· glia ha cambiato alquanto le condizioni del combattin~en\o. Ni,1.0vi problemi sono sorti , e nuovi dubbi si sono generati in coloro i quali studiano quale debba essere il contegno delle fanterie davanti alle mutate condizioni. Quanto espone l'autore ~asta a risolvere questi dubbi e questi ,problemi ? Diciamolo francamen te : non ci pare. Nè questo, nè altri studi valgo1;t0 a toglierci il timore, che l'esperienza distrngga le conclusioni trovate speculativamente, od a cancellare la convinzione, che il cuore abbia una parte tacita, larga nelle azioni di guerra , da rovesciare inopinatai;nente le previs.ioni pitì saggiamente concepite. Tuttavia il timore di veder interrotto od alterato dall'accidentalità l'ordine naturale dcltl i avvenimenti in ,Vi:ruerra non deve distoo-liere ~ ' . o . dallo studio e dalla meditazione. Solamente coìla profonda conoscenza dello strumento di guerra sarà possibile di rimediare e di volgere a nostro prò gli avvenimenti più straordiu~ri e più impensati . In ciò sta il merito ed il vantaggio dei lavori analitici, come è quello di cui abbiamo parlato. ·
1V~ue 11:1~l'itii,1•iscìie Bliitte1·, fascicolo
del dicembre 1880.
Due proposte ginnq,stiche. . Le relazioni dell?, flussia e dell' Ing hfÙerra nell'Asia centrale ep, q,,nteriore - l;{òNJG - La P13rsia tra la ,Russia e l'Inghil terra rassomiglia ad una sposa contesa tra cln~ aspiranti gelosi l'uno dell'altro; finora è incerto a .quale dei due porgerà la mano. La Persia è una
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provincia popolata da 9 a 1O milioni cli abita oti, piena di spirito e di tradizioni naz.ionali, con un esercito di 77. reggimenti di fanteria, di 79 reggimenti di cavalleria, 30 cli artiglieria cd uno di zappatori , i quali formano in tutto un centinaio di mi la nomini e 2.00 bocr.l1e a fuoco: Questo esercito, dietro a cui staùno altri 10,000 uomini di rjserva, migliora tli giorno in giorno sotto la direzione di ufficiali europei . La Russia comprende che la ·rersia sarebbe il suo migliore e potente allealo nell'Asia centrale. Perciò cercherà di attrarla nella sua orbita, e di obbligarla ad agire insieme a lei ; ma non si risolverà mai ad attraversarla per ç.ercare uno sbocco sul mare. L'Inghilterra manca di eserci to, ed il non aver volctto comprendere q,uale forza sia per le nazion i l'obbligo generale al servizio militare, sarà per lei di grave danno, e le impedirà cli attuare i grandi pi'ogetti al" cni compimento aspira, e cli mantenere la posi7,ione acquistata nel mondo . Dne poeti sv1wi d:isewtori. - Questi due poeti sono lo Schiller, e. l'Herwegh. . J NON vALEUHS nella fanteria francese. È riportato l'ordine del ministro della guerra in Francia diretto a diminuire la piaga dei soldati sprecati in servizi inutili o di poca utilità. Notizie sulle armi da f1wco - Cap'itcmo H EUTSCH . Sulle 1·elaziorvi trn ia cinta ,ed i fo1·ti, e s·ulla loro pos,i,z,ione.
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,Talu·f,uclie1· 'd'ii.1· ,lie tletitsclie .tl.1•,nee llnttl 11~tn•itrie~
dicembre 1880.
La spedizione fmncese 'Ì,n Egitto (179~- 1801) - GE0PcEv1-er1 Continua l'anali!"i o meglio il processo di questa memorabile spedi- zione. Kleher cade sotto il pugnale di un fanatico mussulmano . Gli succede Menou, incapace per irresolu tez1.a e per mancanza di giusti crit.eri. L'autore non dice sul conto di questo generale, nè sull'ass~ss.inìo del suo predecessore, cose che non fossero registrate. dagli ,;torici da Marmont in poi . , Appunti sul modo cli cornbattere clegf;i, Jimer-ican-i nella giierra di sece..çsione - Il difetto di strade ordinarie in America contribui a dare una grande importanza alle comunicazioni ferroviari e e fluviatili. Le op-erazioni ebbero talora a scopo la conquista o la difesa· cli un nodo di ferrovie, e la flotta per unica base. Si videro anche grosse
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Oottiglie prendervi parte percorrendo l'Ohio, il Tenessee, il Cumberland, ed il ~1ississi pì. Gli eserciti dovevano vivere in generale a spese dei magazzini in una regione in cui spesso s'attraversano luugl1i tratti disabitati, e le popo!nzioni si raggrnppavauo in località assai discoste, concentrandovi i mezzi di vita e la azione produLLiva del suòlo. Dimodochè allontanandosi da questi punti, ardua impresa era provviggionarsi senza speciali depo!>iti. Ali' opposto della massima generale, le trup pe invece di dividersi , concent·ranans·i per vivere, Quindi le operazioni si rattrappivano per evitare le diffkoltà dell'approv,•igionamento. Non si parlava nemmeno d'un servizio di avamposti ripartito su varie linee successive cli difesa, Alcuni posti di quattro uomini l'uno , erano stesi lungo gli accampamenti, e ad un centinaio di passi avanti alla loro fronte, .I, soldati postivi a guardia passavano il loro tempo leggendo i giornal i, giuocando ai dadi ed alle carte, e gettando di tanto in tanto una occhiata verso la parte elci nemiéo, Chi si sognava di far pauuglie? I colpi di fuci le passavano inosservati, perchè vicino agli accampamenti talvolta si tirava a segno per esercizio o diletto; si .andava perfino a caccia. Il modo cli coudurre la guerra era, e specie nei pnm1 tempi, sproporzionato alle forze dei doe Stati . Il Nord volendo accerchiare i l'ibelli ciel Sud, il Sud volendo contrapporre dovunque lo stesso sforzo. Era assai meglio da un lato mirare alla distruzione dell'esercito avversario , clall' altro scagliare dritto il colpo contro Wahsington, Del resto non ebbe piccola influenza l'azione che esercitavaqo rispettivamente i gabinetti col dirigere i due movimenti delle truppe, e le operazioni, le quali cominciarono ad assumere uo aspetto deciso solamente più tardi , quando il comando dell'esercito fu affidato al generale Grant, Il seruiz,io d'informazioni ai tempi della guerra dei 7 anni, ed i n queUa (mnco-germanica del 1870-71 , - Le notir,ie che ]<'e derico II aYeva sopra i suoi avversarii erano più precise di quelle che aveva lo stato maggiore tedesco sopra l'esercito francese nella guerra del . ,1870. Ciò dipende dall'essere gli eserciti dei nostri giorni più numerosi, più complicati negli ordinamenti , e nel tempo stesso più mobili e più trasformabili che nel secolo passato. Perciò non è agevole l'arguire quale nucleo cli truppe stia davanti·, se esso sia sparso sopra una estesa superficie di terreno, e pos;:a con molta rapidi tà spostarsi e fo rmare distaccamenti . Gli spioni e gli esploratori hanno ormai una scarsa inOucnza nel somministrare le notizie; un po' maggiore l' hanno
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i giornali , e talora un uomo cli genio può indovinare molte cose da una breve notizia telegrafica , Tuttavo lta le migliori 110LJZ1e si avranno coll'andarle a corcarc presso il nemico, obbliganclolo mediante fa forza a spiegarsi ed a far conoscere le sue intenzi oni , · La telegrafici di guerra e la sua importanza per l'esero·ito,- Ecco come si esplica l'azione della telegrafia in campagna: ,J o Xella prima zona le linee iclegrafìchl, stabili servono a c-01legare i grandi quartieri genera li coi puuti cenlrali del paese. io i\"ella seconda zona le linee telegrafiche di tappa collegano i grandi quartieri generali coi comandi d'eserciLo e di cnrpo d'armata, e coi pnnti militarmente notevoli, come le fortezze, i campi trincerati · e via di seguito. 30 Xella terza zona per mezzo di linee volanti, e cli materiale essenzialmente mi litare, i comaucli generali si congiungono con quelli delle di visiooi. . t~o ~ella quarta zona gli avamposti, le avanguardie o le retroguardie cd i distaccamen ti comunicano telegraficamente coi grossi e coi comandi superiori; anzi il telegrafo può perfino riuscire utile per inviare ordini sul campo di hnt,taglia , Le /'orze ntsse e chine.si nel presente conflitto.- Nell'Asia la Russia tiene corpi speciali i qua li fin ora agirono ria soli, mono che nella spedizione di Skobclcff verso Mcrw, cui presero parte anche truppe euro pee. Ad una guerra tra la China e la Rttssia interverranno per la prima volta le truppe dislocate :Qei governi generali ciel Turchestan e delle due Siberie, l' occidentale e l' orienta le, Le trn ppe del Kasan, dcll' Orcmbnrg e <lei Caucaso non verrebbero che in seconda linea, Secondo il progetto cli.mobilitazione dovrebbero essere disponibili nella Russia asiatica in caso di guerra 6-1 banaglioni cli fan teria della forza complessiva di 38 ,969 combattenti ; •128 so tnie con 19,162 combattenti a cavallo; 17 batterie da campagna con HH bocche a fuoco, con 42,\.8 uom ini; 3 compagnie del genio, ed i servizii accessori del treno ecc., ossia iu tullo 63 , 1,i,9 uomini, cui se ne possono aggiu ngere altri 32,305 destinati al servizio di presidio. La maggior parte di queste truppe è disloca la uel Turchcstan, Nel maggio scorso comincinrono alcuni preparativi cli guerra col concentramento cli una certo forza presso Kuldscha, e piìì tardi nel territorio dell' Arnur $Opra Chabarowka , col distaccare alcuni drappelli d' os.<;ervazionc nella Transbnikalia , e lungo il confi ne presso Sai :;:rn , o col rendere più sicuri i due punli csLrcmi di Wla<liwostok e di Kochan , La distanza tra Wladiwostok e Koclian ahbraccia tutta la frontiera settentrionale 1
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della China e toccn forse i 6,000 chilometri, trovandosi la prima sul more del Giappone, la seconda sul versante ori entalo dei monti Celesti. Kochan è importan tissima per la sua posizione, per la fertilità dei suoi contorni, per la vicinanza al Kaschgar. Ma la sua popolazione non mostrando benevolo co11tegno, il presidio f rJ ultimame11te accrescin to d'n~sai. Le fortificazioni di Wladiwostok rurono rinfozate snl fronte di terra e ~a guariiigi~ne ch'era di uu battoglioue fu aumentata con la flotta del 1ivlontani, che portò 300 uomini d'artigl ieria da piazza, e dovrà arrivare a disporro di 5,000 uomini per la di resa dello opere di terra . Nel territo l'io doli' Amnr o delle provincie litoraneo fu nominato a goverm1toro il generale Tichmeigcw c·olla sede in Chabarowka (nel punto ove I'Amur lascia la frontiera chinese). Sembra che sia nelle ii~te~zioni del gov?rno ru_sso di separa re l'amministr(1zione dello provrncie poste ad oriente dei monti Sranowai, e di formn roe un governo a parte. Presso a Chabarowka cominciarono a concentrarsi truppe, che ora possono ascendere a ilO batt:iglioni (8904 uomini) 3 bntterie, ('.2•¼ p_ezzi), _'.26_ sotnie (39'!0 uomini a cavallo) cd ·I compagnia di zappatori, ossia 10 tulto 13,000 combattenti circa che dovrebbero essere portati a 30, 000 secondo quando dicono i R ussi . Nel Turchestan invece Guo da questa primavera furono invialo dall'Europa 2 14 reclute per ogni battagl ione di cacciatori; il oeuerale Knufmann l:ii trasportò a Kuldscha. Le sue trnppe sono divise°in foe gruppi, uno dei qua li forma il corpo d'osservazione del territorio di Kuldscha, e l'altro, sollo il com:mdo del generale Abramow, è concentrato nella Fergana. Le fo rti guarnigioni cl i Kara- Kal, di Issykknl e ?el _fo rte <li Xaryn collegano tra loro i due corpi. Si puù ri tenere eh~ Il distaccamento del generale Abramow ascenda a 9,000 uomini e 2 0 bocche a fuoco , e che quello d'osservazione u Kuldscl1a sia composto di ·15,000 uomini e 62 bocche a fuoco . · le spese straordinarie toccano giil i 12 milioni di rubli . Allo forze di ton a conviene 11ggiungen} la flotta adunatn nei maei asiatici sotto il comando dell'ammiraglio Lessowski, composta di '13 grandi navi·, di 4 cannouiere e di 6 torpediniere. Sembra che in caso di "uerra si abbia in tenzione di fare agire molto attivamente le fo rze 'di l)rnnre. Sulle truppe chinesi corro assai varia la fama; esso però non sono nè tanto addietro d' istrnzionc, come le descrivono i Russi, nè tanto perfezionate corno le vogliono gl'Inglesi. Si tratta di nn esercito in via di svolgimento, o nelle ç:ui fi le esistono truppe d' ogni "Onere dagl i scorridori mougoli, armati tli scucio e di freccie , alle r: uterie
199 provvisto di fucili Romington e disciplinato coi regolamenti europei . Presentemente Ja China può mettere sul piede di guerra 250,000 uomini circa . Tra lfUesti, 70, 000 stanno all' intori10 di Pechi no sotto gli ordini del grnerale Li, col doppio scopo di guardare la capit.alo, e di sostr.nore altri 300 uomini distaccati nella Maudschuria. Nella Mongol ia setteniriouale stanno 16,000 uomini sostenuti da lla cavalleria irregolare, il cui numero non si può computare. Un altro nucleo di 56, 000 uomini sotto gli ordini del generale Tso sta in faccia a Kudscha, e sem bra che si conti sopra osso per una energica punta nel territorio contestato. Altre truppe sono disseminate a difesa delle coste. Stucl:io sopra 'ttn completmnento del s'istema di/ensimo dei confimi nord- orie1itali dell<i Francici. - Traduziouo di uu articolo inserito nel Joiwnat des soiènces mibitaires del marzo dello scorso anno. Ra:;segna della letteratiwa -mili tare estei·a. E PERIODIC I
01·g,ui tle1• 1'l ilitii1• -misse1asclu,rttìclien
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Jle1•eitie.
Tomo XXI, fascicolo 4°.
I.e qnalità guernsche deyli ese·r oit'i rnode,rni. - RATZENUOFEn, capitano di stato maggiore. - Gli jn teressi material i rormano la vcr'a causa delle guerre modem c, sebbene il soldato non combalta per un guadagno materiale. Solo lo Stato ve lo trova . Le calamità della guerra sooo tali che vi devouo essere ragion i più potenti per suscitare e tener Yivo nello milizie la forza di re~istcnza necessaria . Lo spirito di s~grifì cio per il bene e la riputazione del propri~ paese, il senti mento marziale e l'ambir.ione d'essere di più di un altro sono le principali . La prima mirando solo a scopi conservativi, rappresenta in lato scuso la di fesa; le altre l'attacco . Negli Stati primitivi queste qualità si trovavttno spesso in ogu ì singolo guerriero; più tardi, col crescere della civiltà, quando lo Stato spinse i suoi mercenari ·alla guerra senza che sa pessero nè la cagione nè con chi avevano a fare , ncll' individuo sparirono così Io spi rito marziale come r ambizione. Vennero poi gli C$erciti permanenti , i quali :tl laro-audo la ioro ba::.e . o si trasformarono in eserciti cittadini. Lo Stato attua le 1100 può lagnarsi se i ·cittadini non natron,) sentimel)ti d'al:>negnzione nel senso mi li ta re; nè può curare nel popolo lo spirito bell icoso o l'ambizione. Bisogna
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~liment.are le forze morali del soldato e garantire Ja loro esplicazion<1 rn g.u~rr~ .. Le. virtù .militari di coraggio ed ambizione sono graduate negli md.lVldm secondo lo sviluppo della civiltà . Ma nelle nazioni colte l'individuo aspira al man tenimento od alla creazione di certe continuenze politiche. Epperò gli eserciti sonvi sorretti dal volonteroso sacrificio · cli mo!Li e lo spirito l}bllicoso vi alita mosso da ragioni son·uettive. La civiltà sostituisce all'azione individuale inerente alle societr'primitive, !stituzioui organicbe, mediante le quali ad ognuno è possib ile compiere 1~ modo migliore i propri obb lighi. L'esercito ha appunto il còmpito d1 rafforzare lo spi rito bellicoso ., La disciplina è il primo fra i mezzi impiegati . La scienza del la guerra scende a patti coi fattpri morali e le forme tattiche tendono ad (:rJuiJibrare la mancanza del sen timento bellicoso. Anche~ l'armamento moderno ha contribuito a dimi·nuire lo spirito marziale. La palla mette a repent:aglio la vita del codardo ~om~ del .valoroso. Il sentimento della conservazione ha più campo a farsi sentire, che allorquando l'arma bianca era sovrana . Il combattimento ora più che passione personale, deve portare nella lotta il senti?1ento. del dovere .. A crearlo e mantenerlo vivo nei popoli , nulla d1 me~l10 del principio del servizio mi litare obbligatorio per tutti. Uno studio su Costantinopoh. - KuSTENFF.Lo, capitano di stato maggiore. - Costantinopoli. esercita da 25 secoli una forza d'attrazione. Il sorgere e fiorire d'una città mondiale, indica l'esistenza cli concli.zioni speciali, locali e generali . I vantaggi del porto sono: La posizione sul Bosforo trace, quindi nel punto più com~do e natura le per traghettare in Asia; la situazione all'es~remità interiore del Bo-. sforo a rovescio del Mar Nero, per cui è poco esposto alle minacce delle flotte ed alle tempeste di quel mare; le proporzioni favorevolissime per lnngbezza e larghezza; l'entrata libera, protetta da una strozzatura facile a difendersi. Lungo otto chilometri , , largo da 500 a •1500 passi, il porto offre sicuro rifugio a molte centinaia cli navi. Havvi ancora: la sua grande e costante profonditi!, che pennet.te ai legni di maggior immersione, l'ancoraggio vicino alle sponde. Eccellente fondo, clima relativamente doke, ricchezza di pesca . Aggiungendo a questi recp1isiti, che in cp1eHa zona sul litora le asiatico ed europeo non esiste un porto che possa emularlo, si comprende come abbia acquistata tanta importanza . La penisola ali' incontro bagn~ta dai flutti del Corno cl' oro , da quelli del canale di S. Giorgio e dalla Propontide, è eminentemente propizia così per costruirvi una città come per difenderla . La forma plastica del suolo roccioso presenta due elevazioni .fra le quali scorre una misera vena d'acqua (i l rn-
201 scello Topdschilar dagli antichi detto Lykus). Considerando il terreno con occhio militare , si comprende come facile ne sia la difesa. Trattavasi semplicemente di tracciare una linea retta (lunga 8600 passi) da Propontide a Krfsokeras e di munirla dei mezzi poliorcetici: più di fortificare -i punti meglio acconci della costa pèninsulare ('17, 500 passi). La difesa della città contro attacchi da mare, ha però la sua massima efficacia agli streui del Bosforo e dell'~llesponto. In ' que,,to senso sursero le fortificazioni romane. La città spesse volte assediata ed attaccata, rare volte fu conquistata, l'ultima da Maometto II (H:53). Gli Osmanli , che mai poterono pareggiare in mare i loro nemici (sopra tutto i Veneziani), volsero molta cura a proteggere la nuova capitale specialmente lungo il tonuoso e stretto Bosforo, rotto sulle due sponde da seni, che a vicenda si · fiancheggiano . Al forte cli Guselclsche-Hissar, già esistente sulla sponda asiatica, opposero sull'europea nel •I 4ti,I, il castello cli Boghaskesc~i1: nel Ì 464 i vece.bi castr.lli dei Dardanelli, Sedi! Bahr e Schilnak-Kulessi ed infine nel ,1559 i nuovi forti dei Dardanelli, nomati Kilid Bahr e Kum- Ka leh. Nel 1770 si ottennero fuochi incrociati nello stretto di Schanak.- Kalessi mediante l'erezione cli c1uattro batterie. Malgrado ciò gli Inglesi forzarono il passo nel 1807 ed andarono ad ancorare all'isola del Principe, ma nel ritorno ebbero a pàgare caro l'ardimento. La Rivista militare ( 1) descrive lo stato delle fortificazioni sul Bosforo duran te l'ultima guerra turco- russa in modo non dissimile da quello che fa l'autore dello scritto, il quale aggiunge alcune considerazioni per diinostrare la gravissima difficoltà di attaccare Costanl tino poli dalla parte di mare. L'unica via minacciante gli streui è quella che proviene per terra da occidente e che dà di cozzo fra il mar di Marmara e il mar Nero nella chiave della di fesa dell'intero Cbersoneso, vale a dire nella linea Bogak- Cekmedir-Derkos, già da noi descritta. Le niwve. leggi m'ilitari tedesche ed il loro ·t isultato (2). Siill'irnpi ego dell'a1·tiglieria a cavallo. - Maggiore Carlo WRtSSMAN. - Le batterie a cavallo non dovranno essere im piegate a seguire l'attacco dei cavalieri, poichè dato pure l'ambiente più favorevol e non potrannJ mai prepararlo che con pochissimi colpi, correndo pochissimo tempo fra lo schieramento della cavalleria e la carica. E PERIO DICI
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( l) fL ,·idotto detta difesa delta 1'1t1·chia « Costant-inopoli e Gallipoli ». - flivista mitita1·e, dispensa di agosto 1877. (2) Leggasi nella Rivista milita-,·e, d ispensa d i aprile 1880, l'~reicolo in Utolato: La nuova legge milita,·e germanica e il discorso del rna-resciallo Moltl,c .
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H maggiore Iloffbauer dopo aver consigliato che le batterie seguano nell'a ttaçco la loro cava lleria, soggiunge che però nella campagna ciel 70-1 1, ricca cli audaci combattimenti a ca, allo, non v'ò un solo esempio di simile im piego . Questo, rispetto agli scoutri dei grossi corpi , Lendenti ad avvolgere le ali e u·anovrare sulla linea di ritirata del nemico. I corpi invece cl1e stauuo dietro la linea di battaglia, vengono impi,ogati solo per l' inseguimento, oppure por dar fìato nlla propria fanteria e.cl artiglieria prossime a cedere. In questo caso l'attacc;o, che equi vale la loro 1listruzione, somiglia nu razzo il quale veloce s'innnlza a straordinaria altezza per sciogliersi, nstinta d'un subito la sua fo rza, in pioggia d' innocue sci nti lle. È quindi ch iaro ell e specioli batterie non possono essere loro cli alcun utile, una rapidità fulminea essendo la condizione indispensabile cli questo cariche. Onde le grosse frazioni di ct1valleria hanno bensì bisogno dell'a1tiglioria, ma l'azione delle due armi non è simullanea . Nel servizio d'avanscoperta e di sicurezza e quando le divisioui coprono la ritirata, nrtiglieria e 'cavalleria sono in molti terreni un'ottima combinazione. Ma se occorre sloggia re da una posizione o Lraucuere il uemico incalzat1te, l'a rtiglierin ha la pa rte principale e la cavalleria la protegge ed attende pazientement~ i risultati del fuoco dcll ' nrma sorella . Qui ndi azioHH sepnrata. Si sciolgano senza timore i legami organici fra artiglieria e cavalleria, quando questa è richiamata alla riserva . Le batterie a caval lo si assegnino allora all'arLiglieria di corpo onde combattano. Le divisioni di cavalleria, che giungono sul campo a lotta impegnata, specl i~cano senz'altro le loro batterie avanti, percM entrino in linea sollecitamen te. Così ad un dipresso fecero i Prussiani a Vionville. Le bocche da fnoco per a!'"tiglieria a cavallo vogliono essere cli efficacia prossima a qnella della bocca pesante: mobil i da poter seguire a lungo i movimellli della c.avalleria: con ricca dotazione di cariche nell'avanLreno per poter , far seuza il carro da munizione. È d'uopo che ad ogn i bocca a fuoco siano assegnati cinque servien ti (due o tutto al più tre dei quali a cavallo) e che per faciliLarne il comando e Ja pronta mobilitazione, sieno organizzate su sei soli pezzi . 0
E PERIODICI
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tattica e che di fo tto i gruppi di lolla esistano cli loro 11atm:a. Ma egli mira ad altro . Ad aggruppare le. truppe e dar. loro con~1stenz1'. ed unità cli comnnclo , con una maggiore p1·o[ond1t.1 su_lln_ hnea ~1 fuo co stessa , vale a dire a stabilire una linea a g~ancl1 rnter vall1 , dife~i mediante fuochi incrociati dai punti d'appoggio, mentre stando ai regolamenti in vigore la linea dei cacciaLOri : i:sce cor~tiuua e almeno -ull'csordio del combattimento di eguale dens1La . E!-pr1me ancor~ una :,oJta la sua conviniione che l'esercito che prima modulerà l'istrnzioue della sua fante1·io in cr ncsto senso, anit pt'r questo solo una evidente prevalenza sugli, altri . La guerr« nelle steppe ('I) . Raccolta di docnment·i tiwchi sull'ultima gnerm ./877- 78, per Acu~1r.o Nlw1-1AT EmNor.
Sulla tcittica dei 1mnti d'appoggio, r·ispetti'Vamente il sistemci dei gnippi cippl<icato alla tcitt-ica. -~Iaggiore RossEnr 01 Ross.\XEGG . L'au tore si difende contro le acerbe critiche mosse al suo nuovo sistema tatLico dal maggioro Czerlien (Vedi Rivista militan, mese di settem bre, pag. ll30). Conviene che il principio di una disuguale riparti zione clelJ e forze su l ca mpo di battaglia sia vecchio ccl esp licitamente riconosciuto in ogni regolamento di manovra o trattalo di
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
BOLLETTINO BI B.LIO_GRAFICO
l,utru~ti,n, sm• l'em1>loi, le chargement, la marque, l'an
tret1en, la réparation e t le remplacement des outils de toute na ture mis en s ervice dans les troupes d'infanterie . Approu vée par le . rninisfre de la g uerre, le 8 aoùt 1880. - P aris, 1880, Dumame. illanuel tlti eo11unan ,tenaeut daus l'iuf a1tlerie. -
Paris,
1880, Dumaine . De l'm•r1anisat.fon mililciit•e de la li't•anee au 1>oiul ,le vece socitsl. - Pat'is, 1880, Dumaine. - L'anonimo autore propugna caldamen te il reclutamento regionale.
A. DuMONT, chef dH bataillon. L'iufaute,•ie e u cam,,a,1ue 1 voi. in-8• . - Paris, 1880, Dumaine. - È un volume di.lrOO ;agine, nel quale l'autore ha raccolto tutlociò che riflette l'alimentazione, l'armamento, la misura delle distanze, il ves tiario, il carreggio, ecc., per l'orma di fanteria in campagna. Pubblicazione di non du bbio vantaggio per l'ufficiale cli fanteria. R. LUAt~IN DE Vi,:RNKUIL, capitaine cl'élat-major. L',n-mée en lì'1•<1uee de1mis (}Ju11•les F II ju.<1qu'tì lti , •évolutioti. 1 voi. in-8° - Paris, ·1880, Dumain . - L'autore in modo assai ch iaro e con mol to ordine prende in esame tu tte le vicende subìle dall'eserci to francese dal!' epoca cli CaPlo VII che pel primo is tituì un esercito per manente, sino al 1789. L'impiego tattico delle tr uppe sui differenti campi di ballaglia è oggetlo di singolare sludio, e costituisce una delle partì più notevoli del lib1·0. Ein ll'o,•I iibe ,• ,Ue .411sbil1l1mg tler lnfm1terie im Geb,•a,cc /1 vo11 Seliiitq;eugriibeu tou l tibet• Ve1•1.v entlung vou Scl1iileentp•iiben . (Una parola sct ll'is truzione della fan-
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Per un ufficiale di fanteria). Hannover, "1880, Helwing . - Prezzo L. 1. - È un opuscoletto di poche pagine, nel quale l'autore non dice cose nuove, ma ispirandosi ad un giusto sens o pr a tico, ricorda che se utili s ono le buche da cacciatol"i per ripar ar si dal fuoco, il loro impiego però non Jeve menomare lo spirito offensivo, il qualé soltanto può condurre alla vittoria. Spella appunto al l'istruzione del Lempo cli pace d'insegnare a servirsene con venientemcnle. 11 libro si divide in quattro capitoli: 1° Istruzione della truppa; 2• Is truzione degli ufficiali; 3° Idee gen~rali sulla costruzione delle buche; 4' C1·iteri di v«ri profili. E. HoFFMEISTER, K. K. major. Dit> mililiirise l,e R etleutmag des Terrai11s, ,tessen Beeo9n.osei1•u11g uud Be11rtl1eil11119 i11, tal,tis,J/1 e n Si1111 e im. ft•eien l<'elt.le und auf li11rte11. - (lmporlanza militare del lerreno; modo di
r iconoscerlo e di formarsene un concetto tatLico sia col vederlo sia col leggere le carte) . Seconda edizione. - Vienna, 1880, Serpe!. - P r ezzo L. 2,75. Il libro ha due parti. La prima divis a in pareçchi capiloli, tratta del modo di trar profitto del Ler reno, delle varie fo rme cli esso, della sua imporlanza dal punlo di vista militar e, delle ricognizioni ecc. La seconda parte prende in esame gli esercizi per orientarsi a leggere le car te, per riconoscere con esse il terreno e per g iudicarne in base alle carte stess~. È lavoro assai bene compilato ed assai utile per gli ufficiali . . Fon Plewna bis 11 ,tf'i;,,.opel. (Da Plewna ad Adrianopoli.
S toria della 2' parte della guerra d'Oriente, avuto speciale r iguardo alla Lattica russ&). F . voN .fAGWITz, tenente. - Berlino, 1880, Luck hardt. - È opera commendevole, animata da s pirito moderno; sarebbe a desiderarsi tuttavia una più profonda e studiata conclusione. P,tlilis clrn GescJ,fol,te t.ler ,§e~·b en in llu.f1arn. (Storia po-
lilica dei Serbi in Ungher ia). D. Sc11w1cKER. - Bucla-Pesl, 1880, Ludovico Aigner. ·- Forma una pubblicazione mollo istrutti va, che segue i Serbi nello svolg imen to della loro naziona lità in Ung her ia. Sopratutto il periodo dal 1690 al 1792, cioè dall'epoca della grande immigrazione serba soLto il patriarca A1·senio Csernovies sino al loro riconoscimento quali ciLladin i dell'impP-ro, è tra Ltato con maestria e coscienzosa investigazione della verità storica .
teria nell'uso delle buche da caccia lori e sull'impiego di queste.
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BO LLETTINO
Bil3LIOGRAFICO
20i
"-·"'''le de,• lfmt1egeu,l von Gottiuge11. Car ta dei dintorni di Gottingen, in 4 fogli alla scala di 1 :25,000. Compila ta dallo
stato maggiore prussiano. Carte e pi~ni.
lfm!1ebm,.gslrn:rle ,mn llle1•ma1m;<Jll«d_1 . Carta dei dintorni di Hermarinstadt, alla scala di 1:i5,000. Compilata dall'istituto geografico militare. - Prezzo L. 2,50.
Speciali.arte ,te,• i,s,1e,;,,e fo(•i1el, -m,gm•isel, en ,llona't,'eliie.
Carta speciale della monar chia .austro-ungarica, alla scala di 1:75,000, compilata dall'i. r . isLilulo lopografk;o militare. 15"'
pun Lala. Zona 5, fo g lio X III Kopig ratz, Elbeleinitz e Pordubitz; f. XVll Freudenthal; f'. X V Brilssau e Gevvits ch; f. ]ç.Vlll Neu tischein; f. XVII Rabka e Tymbarck; f. XIV Trebisch e Kroroau, XVI Aus terl itz, XXI Liplo-Szt. Miklos; XXIV Kis-Szeben; 10 XXIIl Jglo e Wagendrussel, XXVI Homonna; _22 VIII S trassoldo pnesso Palmanova; 28 VJII Porto-Buso. - Prezzo di ciascu11 foglie . L. l ,50 . Special B.m•te von llngm•n . Carta speciale dell' Ungheria , alla scala di 1:144,000, compila ta dall'is tituto to pografico militare 15' puntata . H. 15, Din torni di Mitrovic e Ruma; L. '13 Kar ansebes e Bogsan, L. 15 Uj-Moldova e Szazkabanya. P rezzo di ciascun foglio L. 1,40. Die resler,•eieliisc/1-uny,u•i.<Jelien Eisenl>aliuen clet• Ge . gemv<n·l u11.d Zukuuft. Le ferrovie a ustro-ungariche a t-
tuali e future. - Vi si trovano notali i tronchi fereoviar-i in eseecizio, e quelli in costruzione e progeLLali. Nuova r ecente edizione 1880. - Vienna, Artaria e C.' - p r ezzo L. 2,50. C11A VANNE, Ceutt•til .41.<Jien . Carta dell' Asia. centrale compi lata in base alle ulLime notizie alle scafo di 1:5,000,000. -- Vienna, '1880, Hartleben. - Prezzo L. 6.
,D.' J OSEPH
l.lt•ombel'g. Carta dei dintorni di Bromberg, in 4 ' fo gli alla s cala . di '1:25000. Compilata dallo
H11,rte (l.er fjm!Jegentl
JJOu
s ta to maggiore prussiano. .H.at•letler l!mgeg endtHfll 'l'lrnt•n . Carta dei di ritorni di Thorn, in 4 fogli alla scala di t :25,000. C0mpilata da ilo stato maggior e
prussiano.
H.
BERGHA us. !I. llge11,-,eiHf!
il'e-lll"Jrf.e . Carta generale del ro:ondo . 3• edizione, in cromolitografia . - Gotha, 1880, J ustus Perthes, - Prezzo L 6.
·G.
Bt~VAN,
R oyal Relief /ltla .<1. Atlante di 31 carte. - Londra, 1880, Sonnenschel'n. - Prezzo L. 30.
.Stiele1·'·" lllX-ml- !.ltlas. Atlante di Si.ieler, nuova edizione a di-
s pense, 95 carte colorale in rame. - Gotila, Justus Perthes, 18i9 e 1880. 16"' dispensa: N . 31. Italia supe1·iore e cen trale di A. Petermann, alla scala d i
l : 1850,000. N. 58. ASia: Ca i·ta d'insie,ine di A. Petermaun, allr, scala di _l:Sp,000,000. N. 85. Stati Uoitì di Am eri ca i n 6 fogli; foglio 3• di A. Petermauo, alla scala di 1:3,700 ,000; car te uni te: Boston e din torn i a lla scala di 1:1,000,000; NewYork e dintor ni, alla scala di 1:1,000,000. 17a dispensa,:' N . 2. Siste ma planeéario _settentri onale di Stiele r e Bruhns. N. 35. Francia: foglio 2° Nord-est della Fra.acia, di Voge! a lla scala d i 1:5.500,000. N. 38. Carta d'insie me de lla Spagoa e del Portogallo di Voge!, alla scala di :,,700,000.
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18" dispe nsa: N. 17 . Ge rm an ia : carla d'insi e:ne dell'impero germanico, di Berghaus, alla scala di J:3,700,000 N. 23. Sassonia Turin gia, e paesi Ji mit1·0J1, di · voge!, all a sca la di 1:925,000. N. 5<1. Europa orientale. N . 55. Sud-o:vest della
Russ ia e pe nisola balcanica, cli Petei·maun, alla scala di l :S,700,000; ca1·te uuHe: Odessa e d into i:n i, alla sca la di J:500,000. 19a dispensa : N. s. Sis tema planetario merid ion!lle. Per Bar e Bruhns . N. 12. Oc:eano atlantico settentrionale ,H Berghans a lla scala di I :28,000,00o . N. 14. Il mar Medite r raneo e l' Afrba del nord: foglio orie ntale di À. Peterman n alla scala di 1:7,500,000; carte unite: il Delta del Nilo e l'istmo di Suez alla sca.la di 1:1,500,000. 20a dispe nsa : N. 49. Russia e Scandinavia, di A. Pe-te rm aun a. 10,000,000; car te uni te: Pietrob urgo e dintorni, alla scala ,H 1:\50,000; Mosca e dintorni , al la scala di 1:500,000. N. 73. Aus tralia cli Petermann a lla scala di I :I 0,000,000; cai·te u nite: Sydney e Porto Yackson, a l 150,000. N. 78. Carte d'insieme de ll'A· meri ca del uord, di Petermann, al 25,000,000.
21 "dispe nsa: N. 7. Carta mondiale dei commerc1 e delle correnti mar ine, di Be r ohaus alla scala d i J: i 11,000,000. Impero germ anico i n 1 fogli, foglio 3° di Vog~l, alla scal a d i 1:1 ,500,000. N. 29. Paesi della Corona ungarica: Ungheria, Transilvania, Slavooia e una parte dèll a Croazia di Berghaus, alla s cala di 1:1,850,000; carta .annessa: Buda-Pest, all'l :soo,ooo .
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BOLL ETTINO BIDLIOGRAFICO 208 D.' A. PETER'.\'IAN:.'s 1Uillheilm19en. 26 volumi 1880, 12' dispensa. Avvi annessa la:
Carta d'ass ieme dell a spedizione di o. Rohlf nella Tripolitania, Barka ed i gruppi den·oasi di Kufra, dicembre 1878 sino all'ottobre 1879. Compilata e disegnata da Hassenst.ein, alla scala di 1:4,000,000. Car ta annessa: Hlnerario da Sokna a Djalo, compilala dal D. Rohlf. alla , cala di 1:2.000,000.
N eue G(>neral - ll.«rte tle,• llnter - Donau und Ball,an-Liimle,• (Carta genP-rale del Danubio inferiore e
KIEPERT.
DELLA GUERRA OI MONTAGNA
della regione dei Balconi cogli ultimi confini di Serbia, Bulgaria e Rumelia orientale, secondo i lavori ufficiali eseguiti nel 1879). - Berlino, Dietrich-Reimer, 1880. Prezzo L. 4,50. I
Il Direttore ORESTE BARATIERI
Maggiore net Bersaglieri.
DEMARCHI CARLO,
gerente.
La mon tagna. è nn'eccellente arme difensiva per chi sa adoperarla. J\on v'è cerlamènte militare, che conosca un poco, per esempio, le Alpi e gli A.pennini, e non ne sia. persuaso. 1'la l'adoperare bene tale arme è molto 'dir(ìcil e. Il generale Kuhn, maesLro in ciò, lo pone come assioma nella prima pagina del ·suo classico li bro sulla Guel'ra lli, mmitagna. Ci vogliono capi bene adn.tti di men Le, spirito e corpo e hen prepara.Li per istLlcl io e praLica., e Lruppeadclestrate edassuefotte a quell'uopo, che abbiano occh io, gambe e poi moni educati nei monti. Perchè dunque nel 184,8 mandammo noi nelle Alpi lombarde, stil fianco sinistro dell'esercito nostro quelle milizie improvvisate di gente rad,unaticc:in., quasi tu.Lta del pia.no e dell e città, soLLo capi che poco o nulla sapevano di quel genere di guerra, tranne il Durando (Giacomo) e qLrnlcun'a.ltro che avea guerreggiato in lspagna? eperchèfacernmo presso a poco loslesso, più in graode, nel 11866? Prima cli Lutto nel 48 noi non avevamo precisa idea di ciò che dovessimo fare da quella parte. Assicurare le valli lombarde e minacciare gli Austriaci nel Trentino doveva essere ed era lo scopo, questo s' inLende: ed a ciò miravano infaLLi i giudiziosi disegni del Durando: ma nel qnartier generale del re quel concetto non avea nelti contorn i, e làssù nei monti, tra coloro che doveano attuarlo, si perdeva in un pelago d'ignoranza, indisciplinatezza, poverlà e conANNO
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VOL. I.
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DELLA GUERRA
fusi~ne, di miserie insomma. Poi non si voleva scemar l'esercito che dovea far la guerra grossa nella pianura, e appena vi bastava. E si avea fede nel concorso dei popoli della montagna, che pareva si dovessero levar su cmne 1Mi sol uomo , come allora si diceva, contro lo straniero, l'oppre:;sore, il barbaro e.cc. Era fresca la memoria di male prove di truppe assoldate contro turbe sorte a furore; era un articolo di fede per moltissimi. specialmente dopo le famose giornate di Milano e la ritirata degli Austriaci, che le armi popolari, benchè tumultuarie, dovessero valer molto più delle regolari. Pat1·ia e Popolo scioglìevan la questione come il brandà di Alessandro. Nel 1866, Garibaldi: questo nome vale cento ragioni. Chi avrebbe osato dubitare allora che Garibaldi (nonostante Aspromonte) coi suoi 40,000 (che tanti si dicevano) volontari dovesse in pochi giorni entrare in Trento ed empir di camicie 1;osse la Valle 1 dell'Adige, il Brenner, il Toblach, la Val Sugana, la Val dì Fiemme? Io credo che nessuno ragionevolmente possa negare al Garibaldi d'allora:, benchè già sofferente della ferita del 11862, una singolare attitudine alla guerra di montagna dentro certi limiti; anzi credo.che <>ne.be ,poMebbe dare 0ttime lezioi;ti su tale argomento : "' . o<mi oe forse ecrli 0 . ~na, foss'eg li pure quel.somn;10 capitano che i suoi apologisti dicono, ( gli (nstrnmentì ch'egli ebbe per qnella irn,p,resa del il 866, sonab) hondauti per quantità, almeno sulle .prime, erano insufficienti per ( gualilà; perc;b.è nella ,guerra in generale, e tanto più poi nella monil patriottismo e la brnvura personale non bastano a com( ta(Jna r., ' p.ensare la mancanza.del criterio e del sapere militare nei capi d'ogni ordine, della forte ~o~n_pagine, della ?nona discipl!n:1 e della milì~are ( eclucazìone n,elle md1z1e, d.ell(!. espe1·1enza, dell ab ito delle gr:ancl, fa/ ticJ1e e dei grandi stenti della guerra in tutti. Bensì la guerra fu breve ,tr:oppo per quella impresa, e mo!Lì e gravi furono gli inciampi 'jier G:ari baldi ~ quei suoi: nè io oserej dìre che iI J,(uhn con quelle sue pQc,he migliaìa .d.ì soldçi,tì potesse a lungo :mantenersi di qu.a da T1;1;lnto, ~g.tH,tndo .anc.he il Medici cou due buone divisioJ1i non gli fo&se venuto ·.alle spaUe per la Val S,u.gana . .A, quella ste~sa impres11 erasi provveduto m0lto m~glio, a mio cr,e.derce, . ne,! ,J85t) , mandandoYi ol,~re GaribaJéLi coi suoi bravi cacCÌIJ.~w·i ~ellp ~!pi, anc~e ì.l Cialdini colla sua div,isio,1;te, ~1,1tLa g~n~e, se p,1;1r non ;pratic<J. delta rnonfagµ(t, agguerrita oramai e di1
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DI MONTAGNA
sciplinata o molto o,abbastaJi,za. A_llora, in ])llev,ssimo tempo, muovendo con iarga fronte, senza soverchio ringorgo di forze sulle vie di invasione, la naturale ìngegnositit degli Italiani avrebbe potuto svolgersi e·d,H' buon frutto. Ma gli Austriaci erano padroni di Rocca d' Anfo ed .avevano forze molte soverchianti nel Tirolo . Ci sarebbe voluto un ,rinforzo di almeno '10,000 uomini da parte nostra. Lo avrebbe consentito l'i,mperaLore Napoleone, che guardava con un occhio l'Adigee coll'altro il Reno·? Qt1ìndi la esperienrnnostra e l'esempio stesso dell'Austria ci mossero ad applaudire alla istituzione delle milizie alpine, col desiderio però che el la abbia quel massimo sviluppo che la. sua ragione -medesima, se bene intesa, rìchìede. Ma la ~cruerradi monta<Jna ac1uestì tempi vuol grande apparecchio, ~ studi, opere, spese. · Uno Stato che ha sul suo scacchiere strategico montagne p~r centinaia di chilometri di fronte e diecìne di chilometri dì fondo, solcate da valli popolose e fertili, attraversate da strade e ferro'vie, non può , senza commetter peccato di impreveggenza ,e volontario danno a se medesimo, di stoltezza . a dir breve, rinunziare per deliberato proposito a quel potente mezzo di difesa, od esporsi a perderlo dopo un breve seguito di avvisaglie,. semprechè non abbia\1 ciò qualche ragione molto piLL potente o militarmente pìù saggia del desiclerio dì rìsparmiarè qualche milione. Ma su tale argomento mi gioverit rngìonar poi più per disteso. . Non intendo però dire che non clebbasi far pure molto assegnamento, o meglio quel tanto che la perfetta conoscenza dei lu~ghi ~ degli abitanti consiglia, sulla cooperazione di questi e sul sussidio delle difese improvvisate d'ogni sorta. La storia delle g,uerre al- · pine, in Italia, nel Tirolo, nella. Svizzera, e quella delle guerre iberiche ci dicono quanto possano valere quegli aiuti, · che di per sè soli non varrebbero a far le veci d_ì una difesa bene predis.posta e condotta colle arti e coi mezz i della ordinala milizia. Io non voglio quì nipetere ciò che dice il libro del Kuhn, del quale debbo supporre abb ia già cogniz ione chi legge queste paginfl;. che .anzi prendo_la mossa appunto da quanto è detto in - quel prezioso libro, e mi domando se dopo ch'esso fu pubblicato non sia avvenuta qualche novità nel gran campo dell'arte· bellica, per conseguen-~a '
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DI MONTAGNA
DELLA GUERRA
della quale debbasi fare qualche aggiunta o tòlta o modiucazione a: ciò ch'ei dice. Veramente in questi ultimi diecì anni, anche per quanto può riferirsi alla guerra di montagna, s'è pensato, discoi·so e operato non poco: i Fì'a.ncesi col munire la loro frontiera alpina.verso di noi , gli Austriaci colle loro nuove fortificazioni nel Trentino e colle operazioni per la occupazione detta Bosnia e dell'Erzeoovina, noi colla istituzione delle mili7.ie alpine e le nuove chiuse che andiamo edificando, gli Spagnuoli colle loro lotte civili nella regione pirenaica e segnatamente in Biscaglia e Navarra, Russi; Turchi, Serbi nei Balcan i. Abbiamo dunque veduto ·vaste applicazioni di quella che no i chia.mia1110 fortificazione occasionale; vediamo tuuodì esempi di fortificazione permanente e mista applicata é!.i paesi montuosi; le idee intorno all a difesa di tali paesi . hanno avuto rnmpo a svolgersi in fa tto di studi, provvidenie ed apparecchi .. Ma le dottrine che quel li uro contiene sono così. larahe o ·ed elastiche ' e così bene corrispondono ai caratteri delht guerra od iema, che tutto quanto è sopravvenuto dappoichè esse furono compilate v'entra agiata.mente. Pnre eerte cose le- quali piuttostochè alla sublime e serena sferadellateoriaappar·tengono al terreno scuro erouo dell a pratica, meritano ora, a parer mio, di essere esaminate e trattale , a modo di commenti espli1.;ativi o di corollari, e per maggiormente chiarir re idee circa le condizion i odierne della guerra di montagna. E tale sarebbe il proposito di questo scritto.
I. L'apprestamento a difesa. di nna gran regione uiont-a.na vuol essete, l~ome rn.gion ch iede, commisurato alto scopo cui deve intendere la difesa di quell a. regione. Ora questo :;copo si desume principal·menle dalla situazione geografica della regione medesima, strategicarnente considerata . S'elta è sul fianco dello scacchiere della difesa., o sul · prolungamento della fronte oltre _il fianco. egli è foor d'ogni dubbio che l'ap. parecchio difensivo debba esservi portato alla massima potenza, sino
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.a.I p11uto da potere offrire base ad operazioni offens ive con iscopo determinato e vicino, qualora ciò sia con.sig\i ato da condizioni di luogo edi momento . Se invece quella regione è sulla fronte, su. tutta la fronte, l'idea più ovvia è di valersene per difesa. lunga sino all'estremo del p·os:Sibile, per non cederterreno al nem ico, per mandare in lungo la guerm ed aspettare altri eventi, ·forse con gran vantaggio nostro e ,con dannò grave dell'avversario, r.ome nel caso d'un all eato che indugi, d'un interl'ento d'altrepotenze a noi vantaggioso, o cli qualche disturbo interno che impacci noi o il nemico, pur non e:ssendo noi, .bene imeso, in qLtesto secondo caso, in grado di prendere l'offensiva. Ma tale guerra frontale nelle montagne tra dne grandi eserciti, nonostante c_he possa assumere, appunto dallo essere così prolungata, una: vera importanza strategica, tuttavia non può dare presto risultati decisivi, e d'altra pari.e quell o est.remo sfor1.o d'arme che la guena. odierna richiede è sommamente dispendioso, tanto da ri·c1urre a mal parlito in poco tempo le facoltà cl'uno Stato. Quindi, radunalo l'esercito nelI. a piap.ura, mess•)lo nel mig-li ore atteggiamen lo per difesa conlroITensiva·, non es,:;endovi pi.ù alcun buon motivo per protrarre i grandi atti riso lutivi, potrà convenfreal difensore -da.r la stura al nemico, ma forse su certe vie e in certe valli, ,e non in certe altre, per isconoeltere la sua oITensi va in _quel modo ,che più giovi al difensore medesimo. Ecco dunque due estremi, un rnassim,o ed un rninimo di resistenza., tra i quali è pure dato immaginare anche un grado medio; ed ecco pure quei due mede-· simi estrem i applicati contem])oraneamen te a diverse _pari.i d'una · s tessa gran regione montana, vale a dire a diverse vie d'in-vasione. Ma ciò è r ifer ibile alla. condotta della difesa pi ultostochè all'apparecchio, il quale, perchè possa rispondere bene ad ogni bi sogno, vuoi essere poderoso anche nelle regioni montane frontali. Deve esserlo tanto più. quanto più lo Stalo che se ne fa schermo sia ilebole, o tale si creda. Propongasi ad un Parlamento oggil a scelta tra quei dtte modi di difesa che ho detto, uno più ardito, più breve,. più risolutivo, e l'altro più lento e più lungo, ma più prudente e {l'aspetto m~no rischioso : preferirò. molto pro.bahilmenle quest'ultimo, che ha carattere più strettamente difens ivo . Non così un buon capitano che abb ia fede in sè e nelle·sue truppe e cui non faccia paura la tremendaresponsabilità. .
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Una i-egione montana . interna, se la guerra possa giungervi, perchènon dovrà essere preparata anch'essa a difesa? Ma non sarà necessario che l'apparecchio vi sia così pieno e compiuto sin dal tempo di pace come se fosse frontiera. Quanto ai modi, l'apprestamento difensivo dei paesi di montagna p0trà essere diverso, anche molto, secondo le condizioni topografiche di questo o quel paese e secondo lo spirito della popolazione. Ciò che può bastare nelle Alpi non basterebbe nei Vosgi , nè la Francia vorrebbe costituire la difesa dei Pirenei nel modo stesso che potrebbe costituirla la Spagna. Potrà pure esser diverso l'assetto delle varie parti d'una stessa gran regione; conforme alla diversa loro importanza strategica, che è · massima, come tutti sanno, là dove passano le grandi linee d'invasione determinate dalle condizioni geografiche e dalle leggi della strategia, e mini ma dove l'accesso e il passaggio sono molto difficili e lo sbocco conduce in parte remota e non vitale dello scacchiere difensivo. Così il Kuhn stesso accenna. per la difesa austriaqa del Trentino la suprema .importanza della parte centrale della cintura montana di quel paese, verso mezzodì, e la infima della parte occidentale {Alto Adige), per ragioni di giacitura rispetto al centro geografico e strategico di quella regione, di maggiore o minore difficoltà. della difesa, della predominanza dell'elemento italiano a mezzodì, dell'elemento tedesco a settentrione, della vicinanza della Svizzera neutrale da quest'ultima parte. , Perchè l'apparecchio difensivo di una regione montana possa dirsi perfetto è necessario che comprenda tutto dò che non solo sia indispensabile ma anche soltanto possa essere uti le affinché quella regione sia in grado di sostenere bene la guerra sin dal primissimo momento, quand'anche scoppi all'improvviso, con mezzi, per così dire, suoi proprii, così sl.llbi li, come mobiìi, sufficienti per ogni bi-. sogno prevedibile, preparati, predisposti, pronti , con ampio rifornimento facile e perfettamente assicurato, come se fosse una piccola potenza mili ture in compiuto assetto da guerra e sempre all 'ordine per entrare di subito in campo. Le operazioni di mobilitazione e radunata dell'esercito.e tutto il grande apparecchio di guerra dello Stato non debbono in quel gravissimo momento iniziale patire disturbo dai provvedimenti per la difesa delle regioni montane di
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frontiera, nè questa deve trovarsi esposta: alle febb rili incertezze di disposizioni date lì per lì, con pericolo di dimenticanze o rit'ardi. Quindi è che un perfetto apparecchio dHensivo di una di quelle re11ioni deve consistere degli elementi che ora dit·ò . . e> 1° Corna11,do. - Il comando nelle regioni montane di confine, sul fronte o sul fianco di un dato sc:w~hiere strategico, dovrà essere' ttabile, ed affidato ad ufficiali di conveniente gra'do {colonnelli o rrenerali) eletti per singolare altitudine alla guerra cH montagna, ~he in tempo cli pace, secondo le istruzioni che loro saranno date, sia çlal rispettivo comando cli corpo d'armala, sia dal coma~d.o supremo dell'esercito, o dallo stato maggiore ~eneraleo ~lai. M1111stero della guerra, studieranno il loro ·terreno e 11 terreno hm1trofo oltre confine e si prepareranno a fare nel miglicfr modo possibile la parte loro assegnata nella gue1',a, si~ ~life'.1si~a sia offens'.va, speci,dm~n~e . per quanto concerne quel per10do rn1z1ale che puo ~ss~re d.ete'. m'.na:to a priori, almeno all'ingrosso. ·natali comandt d1pendera dtrettamente ogni cosa militare che appartenga al loro tenimento o· eventualmenie vi si trovi. La partizione loro dovrà essere fatta per regione geografica e strategica. Così per una regione foggiata a conca, ove le linee d'invasione concorrano ad uno stesso punto, cosicché la difesa richieda una forte unità. di direzione, come per l'Austria lTirolo (,I), si avrà un solo comando, m:entre una lunga front iera montana attraversata da linee d'invasione parallele, in massima, o d'ivergenti, e non legate sul territorio oltre confine~~. vicina concorrenza aél uno stesso obbiettivo, dovrà essere spartlla in più zone, ognuna clell e quali abbia un comando suo proprio. :raie_ sarebbe·, per esempio, il caso dei Carpazii per l'Austria, che voghon.~ esser divisi almeno in tre zone, cioè Transilvailia a destra, Carpazu settentrionali a sinistra, e' Carpazii centrali nel mezzo . Così pure a nessun mi litare potrebbe venire in mente di sottoporre ad un solo comando immediato tutta la regione pirenaica tra Francia e Spagna, o tutta la regione alpina francése verso di noi, o tutt.a la nostrafron-
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(1) Per brev i tà io chiamerò regione accentri~a quella i n cui lo linee d' invasione concorrano ad uno s tesso pun to, regione dicent1·ica quella ove le linee ora dett~ pl'oce- . dano parallelo o d iver<>enti, ·regione i solabile que lla che possa coniinuare ll difendel'si , anche quando l'avvers:.·io l'abbia aggirata e isola ta. Per analogia dirò pure, quando mi giovi, opera;rtont o mosse accent•·iche o dicen/.riche
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· tiera verso Francia, ecc . Si cap isce, sempre a modo cl' esempio, che u~ comando ~ni co per le due valli della Dora Baitea e Dora Riparia 1·1 sulterebbe msufnciente. mentre invece sarebbe oppo1'lt1nissimo per l~ altre due della Dora Riparia e del Chisonc. Del resto la direzione superiore delle operazioni, anche so_pra nna frontiera molto estesa, è oggi immensamente. agevolata dal telegrafo ..Se ·poi l'ordinamento a.mmin isti-ii tivo po tosse combinare perfettamente coll 'ordinamento mili Lare nelle regioni in discorso, sarebbe anche questo u~ vanrag~io. Ad ogni modo però dovrebbe in tendersi che in tempo di guerra rl com:rndante della zona prenderebbe il governo del paese nel modo più assoluto, appunto come un comandante cli fortezza in islato d'assedio . .2° Milizie. - Tuua la popolazione maschile in grado di portare Ie armi, entro i li miti della regione montana, dovrit essere ascritta, per ragione d'età, alle milizie di prima, seconda e terza linea della rispettiva zona. Per le mi lizie cli prim a linea si potranno avere, se necessario, complementi da altri paesi cli montagna di altre pa1'Li dello Stato. Ogni zona avrà i suoi centri di reclutamento e mobilitazione sul suo territorio, forse sul lem bo estremo verso l'interno dello Star.o. I quadri delle mi liz ie di vario ordine saranno costituiti e mantenuti a numero anche in tempo di pace. Le milizie di prima linea dovranno trovarsi nella zona rispettiva dalla primavera all'autunno, mn potranno esserne tolte nel resto dell'anno, per oggiungerle ai più vicini grossi presiclii della pianura, se la barriera montana sia raie da non potere essere superala nella stagione dell e nevi, o se non siavi possibil ità cli guerra repentina. Quell e milizie dovranno essere adoperabili sin dal primo momento del la guerra. Le altre di seconda linea lo dovranno essere pure all a prima chiamata nello spazio di pochi giorni. OueJl e po i di terza linea, tocaliz.zate, cioè ordinate per co muni (o per parrocchi e), potranno essere raccolte ed armate_da un momento all'altro, a suono di campa na e per mezzo di segnaii e messi. Le mi lizie di prima o di seconda linea comprenderanno, oltre la fanteria, anche una data quantità, sufficiente per la guerra di montagna, di truppe d'artiglieria, dol genio, di cavalleria (pel servizio d'o1·dina-nza), di Sfl.nità, del treno, e drappelli cli telegrafisti, segna tisi.i e provvigion ieri. Può servir cli guida l'assetto speciale degli Austriaci per la guerra cli montagna (Gebirgs-A usriist1,1,ng) .
3° A,l'lni e mivni.=iorvi. - Buoni fucili cli lunga e sicura portata, per le milizie dei tre ordini. Le armi e munizioni dei militi in congedo, e così pure le vestim.enta e tutto il loro co rredo militare, dovrebbero essere conservati da i militi medesimi e di tanto in Lanto visilati, riunendo i militi elci singol i comuni e delle singole vall i, e dell'intera zona ,l rassegne ordi1ial'ie o straordi,narie. Dove ciò non fosse applicabi le, per giustificato timore di sperdi menti o guasti, o·per altri moti,·i, armi. mun izi oni e vesti si terranno o nei forti o nllesedi dei comuni, oppure ni centri di mobil itazione, oveadogni modo converrà sia tenuta sernp r'e una discreta riserva di quegli oggetti . Si avranno artigli erie da montagna e da posizione, da costituire sezioni o bnt.Lerie (4· pez~i), che insieme colle rispettive munizioni snranno custodi te nei fo rti, specialmente cli seconda o terza linea. Tutto considerato, non mi sembra eccessiva la proporziono di 3-11pezzi per ogni 2000 uom ini cli prima e ~econdn. linea, nè sragionata l"alrra di '13 a b/ 4 artiglieria da montag11a e 'ha 1/ ~ artigliel'ia da posizione. ln tempo cli pace una parte soltantÒ cli tali artiglierie sarà data alla milizia e provvist,t di quadrnpecli, per l'istruzione e gl i esercizi. Anche le spvngarcle ~·I) in certi casi potrebbero essere utili nelle montagne. 4° Q1uuirnpecli.- Si terrà nota dei muli, cavall i ed asini dct tiro o da baslo, aLLi al servizio militare in ciascuna zona, per poter procedere senza indugio, in 1:a:;o di guerra, all a Lolla dell a quantità necessa ri!\. pei 1ra1ni e le salmerie. Si faranno compensi, se necessario, tra una zona e l'a!Lra, e si procureranno complemen ti dall'interno dolio Stalo. 5° l"t>lture eq altl'i materiali mobili . - L~ vetture, i basti, le bardature poi traini e le salmerie di compagn ia, cli battaglione, di brigata, di riserva, e così puro gli oggetti da campo , da marcia, da lavoro , ecc., per la perfella mobilitazione e pel ri fornimento, compreso anche il rnal.eriale sanil.ario di primo momento, saranno tenuti pronti a1 centri di rnobiliLazione. Si tetTtt pur nota di Lutto ciò che può dare il paese io fatto cli materiali adoperab ili a quegli usi, spe-
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(!) Ad opro qui il rncabolo spinga,·da per indicard quel grosso archibugio che i Fra ncesi chiamano (1,sil de rempart o i Tedeschi WaUbilchse e io Piemonte si diceva fuci~ da r amparo. ·
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cialmente pei traini e le salmerie d'approvvigionamento e rifornimento. · 6°. Addestirwmento. - I. soldati debbono di venire gran cam minatori per monti e valli e superare ogni ostacolo, tira.Lori tranquilli e precisi anche alle massime distanze, sapersi raccapezzàre prontamente nei terreni piL't scuri ed intricati, imparare bene a guerrigliare e combattere. Dai sottufficiali si richiede una perfetta · cognizione della tattica di montagna, un'idea giusta del modo co·n cui procede la guerra, e la si prepara e la.si conduce, nei paesi montuo.,i, poichè debbono essere capaci di fare le veci degli ufficiali e bene spesso si troveranno nel caso. Vuolsi dunque in loro una particola.re attitudine ed un'abili tà. molto maggiore di quella che può bastare nei sottufficiali delle altre truppe pedestri; e perciò è necessario innanzi tutLo che siano bene scelti. Gli ufficiali debbono conoscere perfettamente la guerra cli montagna, la propria zona e le attigue, ed anche, per quanto possibile, il paese vicino di là. dal confine. Dovranno studiare con gran cura il prob lema della difesa e dell'offesa; pel che gioverà cl1e il comandante della zona tenga conferenze, nelle quali dià. agli studii dei suoi dipendenti quell'inclirizzo che a lui pa.re migliore. L'artiglieria avrà bisogno di molto esercizio di marcia e di posizione. Potrà anche trovare occasione, prendendo le necessarie precauzioni, di esercitarsi al tiro a. gran distanza sull'alto dei monti o in qualche valle deserta. Dovrà esser bene ammaestrata ad operare cl' accordo colla fanteria., il che in montagna è molto difficile. Gli zappatori o pionieri (genio) debhono essere molto instruiti nella fortificaz ione occasionale e nel o·ua$Lare e racconciare le strade e le ferrovie; debbono pure essere capaci di .eseguire quei ristauri sbrigativi che potessero occorrere alle opere di fortificazione permanente. 1\fa l'assetto a difesa improvvisa dei posti e delle posizioni deve essere compreso nell'adde~tramento di tutta la fanteria. L'esercizio del tiro deve e;;sere favorito 1· )er oani modo tra i popoli della montagna, specie coll'istituire grandi gare con ogni mezzo di richiamo e grossi prern ii. 7° Segnali. - Dovrassi avere.un sistema di segnali diu;·ni e notturni. In tempo di guerra si avranno drappelli di segna.listi che parte andranno colle truppe e parte saranno assegnati ai forti. Questi segna.listi debbonò addestrarsi in tempo di pace e prendere +
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parte alle esercitazioni delle truppe nelle montagne. Sarà bene che conoscano anche il sistema di segnal i usato dalle milizie d'oltre confine. Ogni drnppello avrà i suoi materiali, portati a. basto, per potere piantare la sua stazione dovunque sia, da. un istante all'altro. b molta pratica è la migliore condizione, anzi la condizione indispensabile per trar profi tto cU tale sussidio, che compensa il telegrafo in luoghi e in momenti assolutamente inaccessibi li a questo . 8° Guwrclie di :polizia, di dogana, car,ipest1·,i, forestali . In tempo di guena si metteranno agli ordini del comandante della zona, il quale pofrà ricavare qualche partito dai loro servizi , adoperandoli, secondo i casi, come esploratori, o come guide, o pede tòlte, o per sopravvegliare al moto di approvvigionamento, o per iscortare prigionieri, ecc. In tempo di pace le guardie del confine (polizia e dogana) riferiranno al comandante della zona. tutto ciò che veggouo od odono che possano supporre abbi'a qualche valore per lui . Quando la popolazione della montagna sia tutta ordinata mili tarmente, non sarà più il caso, come lo fu per noi nel 66, di servirsi dei gendarmi , doganieri, ecc. per metterli a.Il a testa di manipoli improvvisati di vo lontari . 9° Informazioni. - Poichè ho accennato qui sopra il vantaggio che si può ri cavare dalle guardie di confine servendosene come esplor.atori , dirò qui, senza aspettare più oltre, che i comandanti di frontiera debbono usare ogni mezzo per tener:5i a.I fatto di · ciò che avviene di là. dal confine, specialmente quando il cielo da quella parte si rabbuia. Del resto ·ella è cosa che L11tti sanno e· tuiti fanno o in un modo o in un altro. ,io Strnde. -01 tre le grandi strade rotabili che venendo d'oltre.confine attraver;;o la mon~agna scenderanno per le valli principali \\ dal la nostra parte, vi sarà qualche ferrovia, e non si potrà impedire a lnngo ~rnda1;e che altre consimili vie ·secondarie si aprano attraverso ad altri colli ove ora valicano soltanto vie mulattiere. Di tali linee, tutte le principali dovranno essere sbarra.Le e minate nei punti a ciò più adatti (quelle segnatamente che possono essere a noi vantaggiose per l'offensiva), le altre preparate a rovina. in pctrecchi luoghi, in modo da farle sparire a un dato momento . Quanto alle ferrovie, che pur furono per taluno uno spauracchio da turbare i I sonni , come se il foro del Frej us, per esempio , fosse stato proprio 0
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la porta d'llalia per un grande esercito francese, quanto alle ferrovie, dico, per ridurre fa cosa ai suoi veri termini basta pens(lre che non possono aver _valore, se non meschinissimo, come vie ordinarie, specie nelle montagne, e che a paragone delle strade rotabil i molto più facile è guastarle e mo lto più difficile racc.onciarle. Una ferrovia di montagna p11ò es:;ere in hreve ora. rovinata in modo da non potere essei-e r iaperta se non che u1; bel tratto di teinpo dopo fin ita la guet:ra. - - Avremo buone strade trasversali, per gli spostamenti laterali (le Bokaclelin,ie% del generale Kulrn) (11) le quali pure sa · ranno chiusedovep iù a noi giovi, almeno con fortiOcazioni occas ionali e potranno anche esser mina.ti lit dove fossero troppo fac ilmente accessibili al nemico . Di g:ues!e trasversali giove~-à averne almeno due, co rrispondenti alle linee seconda e terza dell'ordine difensivo in tre linee; e nessuna invece lungo la fronte vicino alla prima linea, dOve il nemico po_trebbe averne vantaggio. Ma non bisogna poi spinger lo scrupolo sin o all'eccesso e condanna re i valligiani arima11èr privi del beneficio delle buone strade dove si Lratti di semplici tronchi nel fondo delle con valli , che non scavalchino i dorsi dei mo1n.i, e quindi non possano formar linea continua con ali.ti ed offrire al nemico buone vie d' invasione o di spostamento. Sta bene però che non si fidi troppo in fatlo cli strade nell e mine che non siano a portata dei fort i, perché quantunq11e elleno siano invero un mezzo cli difesa èfficacissimo, pur tuttavia possono, per qualcuno di quei tanti casi imprevisti che in guerra si danno, esser tras~11rate o non fa tte brillare, o preoccupat~ e sventate dall'avversario . Anche questa è una ragione perchè convenga preparare in vari punti, anche lungi dal confine, la distruzione delle strncle che di là vengono. - I ponti nelle v~ll i dovranno pure esser _minati, dove non sia facile il guado . - Sarebbe un corollario facile a desumersi da quanto precede che non convenffa, per le più ovvie ragioni, spendere più dello stretto necessa rio n;lla costruzione delle strade in q11ei paesi di montagna che sono per la giacitura loro e:;posti a divenire teatro d'operazioni militari sino dallo (I) Actopro, secondo che mi torni meglio a volt.a a volta, i Yocaboli spostamento ed arroccamento per indicare quelle mosse o quelle operaiio"i che si eseguiscono in senso parallelo al fronte, cioè per vie trasve1·sal i. Preforisco fra i due il secondo vocabolo nel senso più largo d.i mosse ed operazioni laterali, o vie· a ciò adatte, su tutta quan ta la • largb0zza della regione. /
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inizio d'una guerra prevedibile. Imperocchè i punti ove più probabilmente, perchè più uti lmente, si volgerebbe l'opera della distrnzione sarebbero precisamente quelI i iri cui l' ingegnere avrebbe ratto maggiore sfoggio d'arte monumenta le. - Finalmente, stL1diate le posizioni atte a difesa , in tutta la zona, voglio dire non solo quelle che si impongono da loro stesse, per la loro situazione e struttura, come capisaldi·necessa l'i della difesa., ma le al t.re pure che po!.rebbero offrire buoni appigli eventLtali, converrà che vi si abbiano.buone vie d'accesso e di ri tirata, sia migliorando e adattando a qllell'u.opo quelle che già vi siano, sia cosLruenclo qualche tronco apposi tamentè. H 0 Telegrnfi. - Linee telegr(l.fìche in tulle le valli, che facciano capo ai p~~l~ capitali delle zone e qnivi si annodino con quelle che vanno al comando supremo. Alcune cli tali linee dovranno essere improvvisate in caso di guerra. Bisogna dunque avere i ma!eria.Ji e le persone: 12° fi'orlificazioni,. - Un sistema compito di fortificazione per una. regione montana comprende : \ a) Forti o fortezze (grupp i di l'ot>ti) cli sbarramento (chiuse) sulle linee d'invasione.; r-obusLe opere stab ili, ben armate, difendibili con picco lo presidio (relativamente picco lo), talune capaci di un presiclio. più forte per guerrigliamento controffensivo, atte a buona difela di rnvescio ed a servir di appoggio ad operazioni offens ive, o come si suol dire, a difesa attiva; b) Forti di protez ione, per assicurare le operazioni sulle linee di arroccamento, ai nodi di queste colle linee d'invasione; opere sta.: bi li od occasionali , secondo la giacitura od importanza loro, tenibili con piccolo p;'esid io, · capaci di una resistenza cli alcuni giorni, esiti rati e coslrniti in modo da non incagliare, an:;~i da favorire le operazioni controffensive; e) Forti o fortezze cli fianco,alleesLremit.àclellelineediarroccamento, sé que,:.te siano esposte agli atLacchi nemici; opere del genere di q11elle di sbarramento , nelle quali però il carattere difensivo dov6i assolntamente prNlominare, cosicché si possa promettersene resistenza mol~o protratta (11); (I) Nel 1866 quando l'armata austriaca del sud sgombrò dal Veneto, il comando del Tirolo dovette improvvisare difese ,li lìanco verso est per potere ron1inuare la difesa di qua d'a lpe .
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regione montana: la parte i.o.dispensabile, cui ,,uolsi provvedere inQanzi la gt,terra, è quella dei fo rti di sbarramento. Ma sono da tener per regole di buono assetto : 1" che le opere esposte ai primi attacchi del nemico siano stabili; 2° che anche le occasionali di prima e seconda linea, siano complementari di q11elle prime o per sè . stanti, debbano essere non sol amente divisa.te ma eseguite in tempo di pace, ogniqualvolta si preveda possibili tà, benchè non profìsima., di guerra su quella tal frontiera; 3~ che pur quelle di terza linea o di ridotto siano fatte prima della guerra, se la potenza: li mit.rofa non sia a~leata sicura o fede le amica , e i popoli del paese siano ostil i o di dubbia fede .. In sostanza allora l'occasione per ht fortificaziqne eventuale invece di so rgere improvvi sa si mostrerà anticipata e perdurerà, e la fortificazi,one che vi risponde si distingu erà di buon tratto dalla eventuale improvvisata e prenderà. c:;i.raLtere di stabili tà, almeno per 1,n certo tempo Così opere che avranno nome di occasionali verranno ad essere cli fatto opere di fortificaz ione m.ista o mezzana. A confronto della for ti ficaz ione permanente, si avrà minor potenza difensiva, minor durata, minor comodità, ma più pronta costruzione e molto minore spesa.. Determinare dove conver,1ga adoperar l'una e dove l'altra è cosa di criterio 1nili tare. . ;J3° Approvvigìona1nento e ·1nwnizioname1ito. - L'ottimo gj,. ~tema del g~neral Kuhn si riduce in sostanza a questo : caricare il soldato meno che sia. possibile (vi~tovaglirt per 'due soli giorni), ridurre ai minimi termini i traini e le salmerie di provvigione a seguito delle truppe mobili, aver depositi di vittovaglie e munizioni per le truppe mobili, sufficienti per ogni bisogno prevedibile (.1, à 6 giorni di viveri per l'intera forza delle riserve strategiche) nei fortie luogh i più importanti sulle linee d'invasione e di arroccamento, cqstitui re magazzini di distribuzione sulla linea principale di arrocc.ainento, magazzini centrali cli rifornimento (di base) sulle grandi linee d'invasione, stazioni d'approvvigionamento per la raccolta dei generi nei luoghi p,iù adatti ~~ ciò, e traini cli trasporto. Vi aggiungerei depositi in quelle posizioni di fianco che ho accennato alla lett,era g) clelri;i.rticolo ,12 (Forti ricazioni), ed ancbe la costituzione di sguadre,di portatori, oltre le salmerie, da comporsi con uomini della milizia ~i ~el'za linea od esenti dal servizio ed ancbe con donne e ragazzi, dove ne sia il caso, che potranno essere molto utili nelle
rl) In una region~ eccentrica un ridotto centrale, sulla linea d'inv.asione principale, fa. dove concorrono le altre strade. che sarà
pure generalmente il punto d'incontro della l'inea pri~cipale di arroccamento colla principale d'invasione; in una regione dicentrica ridotti sulle diverse vie d'invasione, tra cui forse uno principale suita primaria di quelle. QuesLi ridotti (basi della di fesa) saranno, secondo i cas i, forti o fortezze stabili, da completarsi con opere occasionali. Le opere onde saranno costituiti dovranno ayere qualche valore di sbarramento ed essere di.fendibili con piccoli presidi i, ma nel loro insieme offriranno campo sicuro ed appoaaio a . ad un corpo di truppe relativamente grosso, di cu\ oo d1·resa attiva potranno, al bisogno, cuoprire .la ritirata. Ne abbiamo un esempio qui dinanzi agli occhi, Trento; due altri ·ce ne offrono Albertville e Grenoble in Savo ia; Briançon invece è una fo rtezza di sbarramento, atta a servire come base offensiva. Non si pretenda far di tali ridotti posizioni inesp1.ign,abili; il loro carattere spiccante deve esser quello di cam,pi t1·incerati od anche di places dii rnoment, vecch i nom i il cui signifìcato è notissimo ai militari ; perciò ti àdopero. ~ et resto qu.esti ridotti potranno essere, in qualche caso, per ,necessttà geografica o per considerazioni strategiche, situati sul lembo posteriore della zona 0 regione montana; . eì Se traU,isi di ,regi one o zona isola bile, converrà. che ne siano sbarrati gli accessi anche da tergo, al che potrà concorrere.anche il ridotto, qualora sia situato come ho detto qui sopra ; () Se abbiasi piede di là dai monti, e il paese quivi ci offra qualc-he buona p0sizio.ne avanzata, si potrà avere qualche fortezza di cuoprimento, ottima base offensiva e controffensiva: esempio · Plevna nell'ultima guerra d'Oriente, Sciumla per la Turchia, Verona per l'Austria, Cuneo, Saluzzo, Pinerolo per la Francia in passato; , · g) For3e qualche opera .per assiCllrare taluna posizione prescelta nei monti sul fianco di qualche linea d'invasione o nello intervallo tra due ,linee, utile come intoppo allo in vasore e come base ad atti controffensivi di fianco e di rovescio : esempio l' Assietta tra le valli della Dora Ri paria. e del Chisone. S'intende che un tale sistema così vasto è dato qui come un tipo perfetto, ma non è applicabile in tutte le sue parti ad ogni zona o
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operazioni di là dal confine, e tanto più quanto più le trnppe si al-
r. lontaneranno dai sopradetti deposi Li di vittovaglie e munizioni. Una parte di Lali provvidenze può e deve éssere predisposta in tempo di pace; cosicchAal principio della guerra n?n si abbia. difetto di quelle cose di necessità suprema e si eviti la. confusione del frettoloso provvedere. Se poi si tratti di regione isolabile, bisognerà pensare per tempo a raccogliervi in quantità snfiìciente per una. lunga difesa tutto il bisogn.evol e non solo per le milizie, ma ancora. per la intera popolazione, come si farebbe per una l'ortezza che si prepara 'à sostenere un lungo assedio. La preveggenza de.I comandante dovrà in tal caso tener conto di tutti i bisogni prevedibili e cli .tLltte le facoltà. del paese,· e trovar modo di supplire come si possa meglio a ciò che manchi. Così preparata, governata da un uomo di polso, condona da capi pari al loro compito e da milizie devote e valenti, la difes~1 montana potrà. durar molto tempo . Raccolla in se medesima, isolata, accerchiata, minacciata da ogni lato, ma. formidabilmente mnnita dalla natnrn e dall'arte, custodita da un forte presidio, e largamente provvista di tutto, ella sa:rà infatti come un'i rumensa, r6cca che sfida 1?crii assalti e non teme le sorprnse. Con quanto meno seppero i Cadorini nel "848 tener chi usa agli Austriaci parecchio tempo la strada di Alemagna I
II. L'ordinamento locale dellR difesa del le regioni montane, per quanto si riferisce alle milizie da adoperarvi, oltre a.i vantaggi. che presentR a prima vista, quelli cioè di adoperare alla guerra nella montagna gente che v'è nata e vissuta, che ne ha perfetta cognizione, che vi ha proprio le sue are e i suoi fuochi, di aver sul posto e alla mano lì subito, per ogni improvviso bisogno, le forze occorrenti pei presidii dei luogh i fortificati e per la difesa attiva, sino ad _ un certo punto, e di risparmiare spezzature, sconnessioni e diminuzioni di forza a.ll'esercito che deve sostenere la guerra campale, altri pure ne offre di natura propriamente morale.
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La guerra di montagna, coi suoi minuti spicciolamenl.i, coi suoi sparpagli inevitabili, coi suoi fieri ardimenti, colle sue grandi fatiche, le sue privazioni , i suoi stenti, i suoi pericoli d'ogni genere, spesso tenebrosi, repentini, fantastici; richiede menti tranquille, cuori sani, animi fidi, devoti, pet;severanti, insomma certe qualità,, e dovrei dire v'Ì,r tù, serie, maschie, fel'l'igne, e dirò pure primitive e verginali. Queste qualità, queste virtù, non soverchiate nè attenuate da vizi i o difetti che possano scemarne l' alto valore militare, si trovano tu.ttora predominanti tra le genti delle montagne, alcune delle quali , e per tempra d'1!,nimo e per tradizioni, vi aggiungono un forte sentir di sè ed un fervente patrjottismo. La molle e scettica civiltà. odierna, che ha già menato tanto gu::isto negli spiÌ'i ti e nel costumi dei popoli della pianura, non ha fatto sinora gran cammino nei monti, e dove giunge là. dentro, nelle valli, nei maggiori abitati, perde in quell'ambiente così puro la sua potenza infettiva. Gli adulatori delle plebi cittadine non conoscono i montanari o non sono in grado di apprezzarli; non sanno scorgervi altro che ignoranza, bigotteria e grettezza miserrima d'idee. Ma l'osservatore coscienzioso, spassionato, il milit~rè sopra tutti, non può fare a meno di vedervi il germe dell'eroismo vero, pratico, la sacra scintilla della. virtù bellica, modesta., inconscia, istintiva, ma salda e sicura. Quell'uomo che crede e spera in una vita avvenire, che rnetle l'animo in pace sulla parola del Vangelo e del sacerdote, che s'affida a Dio, alla Vergine, ai Santi, persuaso che lo veggano e possano aiutarlo in qualunque luogo, in qualunque momento, che non è ayyezzo a · farsi beffe di tutto e cercare in ogni cosa il lato più triviale e ridicolo, che persino non capisce quel tristo vezzo, che non n'ha idea., ·che non sente quelle voglie smaniose e quelle feroci invidie oncl'è tormentato il popolano delle città, nè pro,,a alcuna ripugna'nza ad obbedire ai maggiori , quello è il vero guerriero della montagna, il difensore .Per eccellenza della frontiera montana. Egli non maledirà a!la milizia, alla guerra, alla patria quando doni passare i giorni e le notti sulle vette dei monti e sui ciglioni dei precipizi; non lo sgomenteranno i lunghi digiuni e il cattivo cibo; starà. all'ascòlta come il cacciatore alla post~i; farà le sue dieci ore di cammino per balzi e borri e non ne rimarrà moribondo, attraverserà rupi e ghiacci per piombare sui fianchi o alle spalle del nemico; non vorrà pace sino ANNO
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a che piede straniero calpesti i suoi monti, sin che la difesa non divenga impossibile. Condizioni d'immenso valore dove le forze vanno contate non a fucili, all'usanza dei numeristi, ma ad uomi1'11i. Un altro elemento morale non ispregevole, se pur non primissimo, di potenza difensiva ed offensiva ·si trova generalmente nei montanari di frontiera, voglio di re l'odio e i I disprezzo pei loro vicini d'oltre confine, derivanti da diversità d'origine, di linguaggio, di sorti, dalla ri cordanza del molto male avuto e recato nei tempi trascorsi, in guerra e in pace. Io ebbi occasione di notarlo in molti luoghi, e particolarmente nei Vosgi settentrionali nel 118711. Tanto più poi se vi si aggiunga differènza di religione. Ma La.li virtù guerresche si cercherebbero invano in quelle regioni montane ove la guerra sia ignota da secoli, e dove per conseguenza manchi da grandiss imo tempo ogni argomento di educazione bellica. Ciò si incontra per solito nelle montagne interne dei grandi Stati, per esempio da noi se confrontia@o i montanari degli Appennini con quelli delle Alpi. Pi:u· nondimeno anche in q11ei popoli più paeifici troveremo sempre qualità fisiche e morali che li rendono atti ·alla guerra di montagna più delle genti del piano o delle regioni collinose, agevoli e agiaLe. Così noi per le nostre mi lizie alpine preferiremo sempre Lrarre i complementi che fossero necessari i, per esempio dai monti liguri, dalla Lunigiana, dalla Gai... fagnana, dal Frignano, pi uttostòehè dal Monferrato, dalle basse del Lombardo-Veneto e dell'Emilia, da.Ile colline romagnole o toscane. È necessario che le genti della montagna siano bene addestrate nel tiro, eomè. già dissi; ed è bene che godano riputazione di molta abilità in tale esercizio. Abb iamo l'esempio del Tirolesi , che nelle passa.te guerre ebbero gran vantaggio morale dallc1 fede che avevano dessi medesimi nelle loro carab ine e dalla rinomanza di ottimi tiratori di cvi godevano. Lo stesso si può dire degli Svizzeh, per quel poco che hanno avuto occasione di fare ai tempi nostri. Quindi giova far gare di tiro con pompa e richiamo di tiratori d'altri paesi .e mandare i migliori tra i nostri alle gare degli stranieri . .Ma in certe regioni" o zone montane di frontiera di grande importanza strategica, dove con venga fare gagliarda difesa atti va, le · milir.ie locali potranno essere inferiori al bisogno. Allora i rinforzi occorrenti si trarranno, sempreohè e finehè possibile, da altre zone
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o regioni montane, forse da una frontiera non minacciata. Queste milizie di soccorso, se non saranno native e pratiehe dei luoghi, se non combatteranno propria.mente p1'0 a1·is et foC'is nel più stretto senso di tale espressione, possederanno bensì tutte le altre qualità volute dalla guerra di montagna. Se i loro condottieri e gli altri ufficiali avranno già qualche cognizione del paese ove sono chiamate a guerreggiare, tanto meglio; se no , a gente espertissima dei monti non riuscirà difficile raccapezzarsi presto anche in quelli, e in brevissimo tempo trovarcisi come in casa propria. Così infatti è avvenuto ai Tirolesi , agli Stiriani e tanto più agli uomini del!' Alpe Giulia, nei monti della Bosnia e dell'Erzegovina, dopo i primi giorni, ,quantunque fossero in paese nemico. Dove poi il soccorso di milizie di montagna d'altre parti non · basti per quello che si vuol fare , bisognerà pure mandar truppe dall' esercito campale , eome hanno fatto sempre gli Austriaci nel Tirolo. Le quali trnppe ragion vuole si scelgano tra quelle che siano più atte alla guerra di montagna, come cacci~tori o bersaglieri, e la cui mancanza faccia minor vuoto nell'ordinanza dell'esercito. Le si ' adopreranno come riserve, specialmente per quelle che il Kuhn ehiama 1·ise,rve strntegiche, cioè in terza linea . pei maggiori atti controffensivi. Dovranno fare lunghe e rapide marcie, per istrade non sempre facili , a salita e scesa; e perciò sarà bene prepararvele se abbiasene il tempo; come appunto fam,1 0 gli Austhaci con quei reggimenti di fanteria di linea che tengono di stanza nel Tii'olo. Ad ogni modo però, le operazioni di quelle riserve, per quanto possano essere faticose,_ saranno generalmente di breve durata, cosicchè tra l'una e l'altra vi saranno riposi sufficienti in istanze relativamente comode e ben provvedute, menlr.e le milizie montane di prima e seeond·a linea continueranno senza posa i loro faticosi uffici d'osservare, ,molestare, ·resistere per monti e valli. Ho fermissima convinzione che la nostra fanteria di linea in poco tempo possa riuscire egregiamente nelle grosse fazioni offensive, nelle valli e sui dorsi inferiori e mediani; e tanto più i bersaglieri, quando siano affiatati coi monti; ma gli Alpini rimarranno i veri padroni della montagna, che per loro non avrà segreti e sarà schermo od arme secondochè loro giovi, e dove ei sapranno marciar lungo
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e combatter sodo e faticare e patire più giorni di seguito senza ridursi in quello stato in cui vidi nell'autunno del 1848 una colonna di ottima fanteria austriaca, di quella che avea vinto a Novara, mandata a scorrazzare nell'Appennino centrale per dar la caccia ai Garibaldini. Un'altra considerazione a favo re dell'ordinamento locale della difesa montana, accessibile ad ogni intelletto, è quella della parte grandissima e vivissima che per conseguenza di quello viene a prendere nella difesa tutta quanta la popolazione, cioè non quella sola ch'è in arme ma anche l'altra che resta a casa, e che in altre· condizioni rimarrebbe inerte e pauro5a spettatrfoe: i ragazzi, i vecchi, g~i ecclesiastici, le donne. I cru.ali, avendo fratelli, figli, parenti, amici, compaesani, parrocchiani tra i combattenti, spontaneamente, con passione si fanno premura di render loro, ai loro compagni, a tutte le milizie nazionali che làsi trovano ed alla causa per cui combattono tanti di·versi servigi utilissimi. Quei paeselli divengono focolari di patriottismo operoso, ospedali, ricoveri, fortezie al bisogno, e centri di spionaggio e d'insidie contro il nemico che se ne impossessi. Cosi la resistenza è portata al massimo grado, e allora si pu.ò dire davvero, senza esagerazione, che il paese sorge tutto come wn sol iwmo . 1
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Cò.RSI
DEL METODO NEGLI
STUDI PER .LA DIFESA ---TERRITORIALE
CAPO III. Di alcuni concetti direttivi nella difesa terdtoriale, e della loro attuazione.
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Malgrado la luce portata da.una lunga e feconda discussione suìla difesa degli Stati, luce che valse a dissipare 1nolti enonei apprezzamenti, ed a stabilire alcuni concetti sui sistemi difensivi, restano tuttora divisi1 i pareri sopra il modo di applicare quei concetti sia per la difesa terrestre sia per quella marittima, che d'alt.ra parte, non sempre vengono dagli studiosi abbracciate in un solo pensiero (11) quello della difesa generale dello Stato. · I punti sui quali può dirsi oggidì. bene stabilito l'accordo sono i seguenti: ·I. Assicurare con opportuni provvedimenti sulle frontiere di terra. e di mare il completo sviluppo delle operazioni di inobilita_zione, adunata e schieramento strategico, delle forze. di terra e di mare . .2. l)reparare l'offensiva, considerata come il miglior modo di difendersi; e, quando questa, per speciali condizioni geografico(1) A ques to scopo mirava provvid.:tmente l'istituzione del r.ostro Co"mitato cli Stato Maggiore Generale, il quale, quando si trattano le grandi questioni che i nteressano la di fesa generale dello Stato, deve riunire le alte cariche dell ·esercito e dell'armata in un solo consesso.
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militari o per altre considerazioni, non sia effettuabile in buone condizioni al di là delle front iere, esplicarla cli qua di esse, senza scoprire soverchiamente il paese e per modo che la difensiva possa raggiungere il massimo grado di attività ed un carattere energicamente controffensivo. 3. Porsi in grado di profittare nell'interno del paese di Lutti gli elementi che possano dare solido appoggio alla difesa e creare ostacolo o disgiunzione all'inva.sionenemica, ma non preparare permanentemente che poche linee, scaglionate a conveniente distanza fra loro, ed atte a coprire seriamente la basi d'operazione. ~fa se l'accordo esiste-sulla· convenienza di raggiungere tali scopi non esiste però abbastanza sul modo di conseguirli . Ed infatti se a raggiungere il primo degli scopi accennati si è riconosciuto necessario e sufficiente per quasi tutta la nostra frontiera di terra lo stabilire dei forti di sbarramento nella zona ove le Alpi proteggono il nostro paese, incerti ancora sono nel pubblico militare le opinioni snl modo di guardare quella piccola parte di detta frontiera, sulla quale lo straniero occupa non solo il veTsante ital iano delle Alpi ma perfino un lembo della pianura al di qua di esse, come avviene sulla dèstra del basso Isonzo. Per le frontiere marittime poi se si fu d'accordo sulla necessità di assicurare almeno un rifugio ed una protezione ai mezzi mobili della marina, non si diede per anco abbastanza valore all'urgenza di preparare sufficienti e ben disposti punti d'appoggio per le manovre strategiche e per le misure necessarie in ordine agli scopi sopra accennati. Si credette, per ~n certo tempo, che potrebbe bastare il proteggere i fronti marittimi con una difesa diretta da terra, credenza alla quale contribuì il risultato della difesa delle coste germaniche nel 1870. Ma il confronto delle condizioni di altaèco e difesa di quelle coste colle nostre, distrnsse quella credenza, e per cl.i più la grande estensione dei fronti vulnerabili lungo il litorale nostro , e la cresciuta probabilità dì grosse operazioni di sbarco, dovuta al continuo e crescente sviluppo dei mezzi di trasporto marittimi pressò diverse nazioni, hanno fatta palese la necessità .di rendere possibile il raggiungimento del primo e secondo fra gli scopi sopra accennati, col dare sopratutto facoltà alla marina combattente di tenere lungamente il mare anche contro forze superiori. Al quale uopo,
(ammesso che le navi rispondano tecnicamente e numericamente alla bisogna) non basta però, avere uri unico punto di appoggio e di rifugio, dove le forze potrebbero anche trovarsi bloccate, ma si rende necessaria una grande libertà dì manovre, non conseguibile che col creare alcuni punti atti a dare buon appoggio alle operazion i marittime in diverse direzioni.; scopo che nel ì\'.lediterruneo, per esempio, ~oi potremmo conseguire, in modo amm irabile, pro, fittando di punti strategicamente ben situati e tatticamente bene costituiti da na.Lura quali lo stretto di Messina ed il gruppo d'isole della Maddalena ('!). Riserbandoci a ritornare più tardi sul tema delle fortifi cazioni ci limitiamo per ora a questo semplice cenno. Quanto al secondo degli scopi da raggiungersi sulla fron tiera di terra, si fu d'accordo nel proposito di attuare la controffensiva in modo di profittare della separazione ·inevi tabi le per !'in vaso re nel passaggio delle Alpi, ma nel pubblico mi litare sono ancora divisi i pareri sul modo di conseguire un tal e risultato; reputandosi dagli uni possibile e preferibile una grande manovra per linee interne fatta nella pianura contro le colonne sepa1:ate dell'invasore sboccante dai monti, e dagli altri, una serie di .energiche manovre controffensive per entro ai monti stessi nelle località. più adatte e preparate. Infine, quanto al modo di raggiunger~ il terzo degli sco.pi sopra accennati, regnano ancora nel ptrbblico militare talune disparità d'opinione dovute, in parte, al di verso modo di apprezzare l'attitudine delle nostre montagne e quella delle nostre pianure alle grandi manovre controffensive e difensive. La gravità dell'argomento ed il desiderio di concorrere in qualché modo ad una soluzione razion.ale ci inducono ad esporre qui alcune considerazioni, che forse varranno a dissipare qua lche pregiudizio, a rendere meno rigid,e le disparità accennate.
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(1) Ved . Riv ista militare 1879·80. Studi del tenente di vascello Domenico Bonamico .
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§ •1. L'azfone ·1n.ilitare nei terreni di rnontagna . Come si è deLto, sono divisi tuttora i pareri, sul ,nodo di utilizzare .militarmente lenos1re montagne, e, poichè varie ed autorevoli ragioni fu rono esposte in proposito, ne tratteremo qui brevemente, affinchè nello studi0 del territorio sieno tenute presenLi e si veda in quali casi piutlosto le une che le altre possano trovare applicazione. Secondo uno dei più corretti interpreti (•I) della prima fra le accennale maniere di difesa dei momi: « Le montagne sono l'ostacolo naturale che maggiormente 8epara « gli Stati e ritardà le operazioni militari ma non sono terreni da « grandi soluzioni; l~t loro struttura pone gl i eserciti · in condizioni « opposte a quelle richieste per muoversi con faci lità,, concentrarsi « con rapiditil e schierarsi con age·volezza » . « Il carattere delle montagne è di ·obbligare l'offensore ad una « separazione di forze che .il difensore deve evi tare, chi volesse « difendere una frori ti era mon Luosa sparpagliando l'esercì I.o in fra« zioni e cacciandolo in mezzo è su pei monti affiderebbe all'acci« dente dei piccoli scontri, alla destrezza dc~ì guerriglieri, quella « soluzione che egli deve cercare nelle manovre della massa abil« mente condotta. n sistema di, far la d·ifesa m,.ontana proprio in « mezzo aimM1;ti può essei·e segui:to solo da, chi d'ebba ver necessità « e1yi,tare i colpi clecisivi; ma qiiando si hci fondcit'a speranzn d·i << potere opera1·e con forze rfanite cont1:o forze separnte, cillora « /'a mestieri pigli(J/l'e il lcwgo senza lascia1·si scorafe dalla supe« 1·,iorità dell' esei·<Yito nem,ico ». Questi concetti contengono un vero indiscutibile e, per tutti ì casi in cui sieno applicabili ·pe1· 'intero, tracciano chiaramente la via da seguire. Ma chi unque credesse di considerarne una parte sola e di farne delle deduzioni sul modo di difendere in generale qualunque sistema di montagne, andrebbe grandemente errato . (l)
MARSF.1.1. 1. -
La guerra e ta sua sto1·ia. Voi. II. pag . 136 e seg.
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Chi ha qualche idea dei diversi sistemi montani d'Europa (4) sa d1e non sempre le montagne creano per l'invasore una separazione seria, che non sempre creano per la difesa la necessità di sparpagliarsi fra gli alti monti, che non sempre presentano nel loro interno siti cosi angusti da dar solo luogo a piccoli scontri di guerriglieri (2) che non .sempre creano eguali condizioni di separaziop.e per l'invasore e pel difensore; il quale ultimo d'Ùltronde può sul patrio suolo, riuscire col mezzo di fortificazioni e di strade ordinarie e ferrate, ad aumentare per i! nemico e diminuire per se stesso quella separazione. Così per esempio chi !'la qualche idea della zona montana interposta fra ia nostra frontiera, la pianura. ungarica, l'altipiano svizzero, e l'ampia vallata del Rodano, e ricorda le numerose campagne delle quali fu teatro, non penserà certamente che ad alcuno dei nostri presumibili nemici, possa mai venire in mente di aspettare agli sbocchi alpini in quelle pianure una invasione che partisse dall'Italia. Basti considerare il sistema di fortificazioni e di feno vie, · colle quali Francia ed Austria hanno preparato quelle zone montane per persuadersi che ne l'nna ne l'altra dì quelle po Lenze vorrebbero aspettare l'tiserci to .nostro nelle pianure del Danubio e del Rodano, per trovarvi un te!'reno da g·m ndi soluzioni, e che invece hanno CJ'eclL1to migliore consiglio prepararsi la facoltà di combattere con vantaggio su campi, ove, se non si potrà, su ciascuno di essi, svolgere una bactaglia da giganti, si potranno però conseguire dei risultati considerevoli, non mancando anche fra quelle montagne siti abbastanza spaziosi per dae luogo ad operazioni di grande mo: mento . Ma anche ammesso il caso di zone montane pit1 aspre, Llll pru.::denEe ma energico difensore non trascurerà di ponderare seria.mente le due condizìoni così opportunamente poste dal Tlfarselli nèlla esposizione del suo concetto, e cioè: la necessità cli evit(J/re, colpi decisi'Vi e la fondata speranza di operare 1·iibniti conwo 1iemico ditiiso . Solo eh i bene pondera queste due condizioni, ed ha un'esatta conoscenza della zona montana da difendere, potrà fare tesoro di. (Il Bastì rammentar e la marcia dell'armata del p1·incipe realo di Prnssia fatta attraverso i Monti Boe mi su o col onne, ed attraverso i Vosgi su 7 colonne sopra un fronte , · · che vadano da 12 a 30 chil ometri. (2) I_·nomi -dell' Assietta, dell'Authion di Monteno tte, lo attestano
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quel conceuo, che, lo ripetiamo, contiene un grande vero, m~t che seriamente ponderato, chiarisce essere solo in dati ca:;i attuabile la difesa dei monti fatta dalla.pianura, e non potersi applicare a qualunque regione montana, ne in qualsiasi condizione morale, numerica, tecnica, intellettuale di eserciti. La prima condizione: necessità di e-vita1·e colpi decisivi pare a noi, essere di capitale importanza, ed inevitabile all'inizio della guerra, con esercito giovane, e sopratutto dopo lunghi periodi di pace. Su questo riguardo lasciamo volentieri la parola all'uomo che, mezzo secolo fa, nei tristi giorni dell'esilio, con fede inconcussa nei fllturi destini della patria riunita, ne tracciava da vero Italiano il concetto della difesa, e mentre propugnava un sistema di difesa ad ol tranza basato sulla penisola, avente al bisogno per ridotti estremi le terre estreme cli Calabria e Sicilia scriveva, (1) accennando alle Alpi « nelle prime guerre che sosterremo la nostra sai ate riposta << andrebbe in quel sistema difensivo, che di scuola serve a schiere « nuove, e che sfugge le azioni che menar potrebbero a peTdite con<( siderevoli le quali sgomentano forze non use al fuoco. (ili azzardi <( in guena van bene a principi ·e éapilani, cui febbre di conquista << o di gloria benda gli occhi su disastri probabili». ~fa a questa necessità di evitare sull'inizio delle guerre i colpi decisivi, necessità che a noi pare non discutibile, si aggiunge altra e fortissima ragione di opportiinità, basata sull'applicazione di una fra le meno discutib ili massime cli guerra, cruella cioè di preferire per l'azione, ogni qualvolta sia possibile, un terreno ove trovino specialmente utile impiego le armi delle quali si ha prevalenza per qualità e dovizia, e non abbiano invece simile vanlaggfo quelle nelle quali il nemico è superiore. << Avec une armée inférieure en nombre, inférieure en cavalerie. « et en artillerie, il faut éviter une bataille génèrale, suppléer au « nombre par la rapidité des marches, au manque cl'arlillerie par la <( nature des manoeuvres, à l'inferiorité de la cavalerie par le choix << des positions. Dans une pareille situation le mora! du solclat fait << beaucoup. >> Questa massima di Napoleone trova il suo compie1
(l) L'Italia militare e la guerra d~ sollevazione di Parigi 1836. - 2"' Edizione. Venezia 1849, pog. 14.
Gur.LIBLMO PHPB
1a Edizione.
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mento in quest'altra di Montecuccoli : << Une posi ti on est avanta<< geuse, lorsque loutes les armes sont. placée:, de rnanière qu'elles << puissent faire leur devoir, sans qu'aucune demeure inutile. On << doit prendre posi ti on: dans !es pla.ines et da11s les pays decouverts « si on est plus fort en cavnlerie; dans !es lieux couverl:s et cliffici-· « Jes, si on a plus d'infanterie; dans !es lieux etroits si on a moius « de troupes; et dans !es endroits spatieux si on est superieur en ·« nombre. Avec une armèe tout à fait inferieure il faut rechercher· << un passage difficile, l'occuper et s'y retrancher. n Pensi ora il lettore alle proporzioni esistenti frn. le diverse anni che compongono l'esercito italiano e gli eserciti degli Stati confinanti di l?rancia e d'Austria e deduca se non sia il caso di tenere conto delle massime ora esposte, badando alla inferiorità numerica della nostra cavalleria che sta all'austriaca come 2 a 4, alla francese come 2 a 5. Se non sia il caso di tenere un conto speciale della. relativa ubbondanza numetica, e della abilità (ammirata da tutti gli stranieri) della nostra fanteria a manovral'e nei terreni dillicili, ed infine all'imp iego di uno strumento tecnica.mente insuperato ed invidiato a noi dagli altri eserci'ti quali sono i nostri bersaglieri e le nostre compagnie alpine. Con L11tto ciò, e per esanrire l'esame del concetto sopra riferito resta a vedere se la sper011i,za di operar·e in pianura co-n forze riunite cont1·0 nem,iço dfo,iso possa agevolmente t1·ova1·e -tt1'i fondamento.
Appunto nell'opera citata il Marselli venendo all'applicazione del concetto seri veva : « Pare che basti ioipedire lo sbocco di qualche colonna colà ove forze minori possono tèn.ere in i~cacco forze maggiori ;e col rimanente dell'armata piombare sui corpi sboccati pr ima, epperò non ancora collegati con gl i altri ». Certamente l'egregio· autore pen,,ava con ciò alla necessità di ottenere preventivamente, col concorso anche delle fortificazioni, una resistenza ad uno od a parecchi sbocchi centrali , per modo di assicurare la separazione fra le colonne estreme e dare così una fondata speranza di riuscita alla manovra per linea interna. Ma se ciò è -facile ottenersi quando sono assai pochi gli sbocchi per i quali il nemico può procedere, non pertanto converrebbe essere troppo corrivi a dedurne una norma generale per ogni caso di guerra nel quale le operazioni dovrebbero,
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necessariamente altraversa1·e una regione montana. Noi, terremo dunque presente quei concetto, ma prima di cercare di applicarlo ·esami neremo: se la natura delle regioni montane permetta vera.: mente di farlo fondatamente ed in ogni modo ci guarderemo dal · farn e una applicazione inco mpleta. Non ci accontenteremo cli ripetere che le montaane non sono. terreno da grandi soluzioni,. ma o ricercheremo a qual i condizioni si possa avere interesse o, giusta le parole del Marselli, fondata spera1iza di cercare fuori rlalle montagne una migliore soluzione. Notammo già come, per un esercito che aLlrarel'si una reg ione montana, si rendR necessario al momento di sboccare da i monti un dato numero di strade. 0l'a dobbiamo aggiungere che a parità di num ero di strade ·1Jarienmno noteuolm ente le condiz ionli di q1tell'esercito, seconcl,1 il modo col quale si tl'overanno distribuite le strade stesse sidla falda della regione mmi,tann. . Ed infatti ove gl i sbocchi in pianura si trovino tl poche ore di distanza l'uno dall'altro, per modo che nella giornnta le colonne sbocéanti possano prestarsi mutuo appoggio ; in ta l caso vi sarà ~ondizione presso che pari fra altacci1nte e difensore, e l'operazione dello sboccare in pianura polrà essere tentata. senza pericolo. Invece, quando la di stanza fra gli sbocchi sia tale da non ammettere quel mntuo appoggio , o da ammetterlo solo parzi_almente ~ra alcun'. rrruppi di strade, ne ri snlterh per l'attaccante, giunto agli sbocchi in pianura, una sepanrnione in un numero più o meno grande di masse, e si ·potrà pt:esenlare allora per il di fensore la possibil ità di manovrare ancora con vantaggio nella pianu ra colle proprie masse riunite contro quelle separate del nemico . Ma queslo vantaggio varierà: secondo che la Iinea che Lmisce gli sbocchi (e.che per il momento costituisce il fronte e copre la base cl'operar.1one dell 'attaccante) sarà fogg iala in modo cla favorire o no le mosse dell'invasore, tendenti a convergere verso la pianuni secondo che sarà marrrriore o minore la separazione cagionata dalle distanze degli sbo~~hi ; ed in fi ne, secondo che il difensore LroYerà nella pianura appoggi tali e così preparati da servire ad arrestare con poch~ forze una parte delle forze nemiche, mentre il grosso clell.e grandi riserve sarà lancialo contro I 'o Itra parte. Avendo già accennato più indietro alle facoltà di manovra, ine-
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renli a fronti di operazione avviJuppanli od avviluppati od obliqui , ed essendo quei ragionamenti applicabili alla linea degli sbocchi alpini, non li ripeteremo qui e passeremo a considerare l'inOuema che può eserci Lare la ubicazione degli sbocchi. A parità cli estensione cli fronte la peggiore condizione per l'atLaccante, quando non abbia forze superiori più che del doppio a quelle del difensore, è quella cli doversi presentare i o due sole masse, sboccanti per le estremità del fronte od alm eno con separar.ione considerevole per distanza od ostacoli interposti. Ed in vero, in tal caso il nemico può tenere riunita la maggior pai'le delle sue forze in una sola massa in posizione centrale e portar questa contro una delle masse nemiche e soverchiarla, mentre con forze minori tenterà rallentare almeno la ma rcia clell'allra massa. Se in vece l'attaccante si presentasse su quel fronte colle sue masse divi se in tre parti , il difensore dovrebbe o formare due riserve per te11ere separate le tre masse nemiche, ed in tal caso non potrehbe avere le condizioni di superioriLà che accennammo poc'anzi , od esporsi all'eventualità di vedere, d11l'ante l'azione impegnata contro una delle wasse laterali, arrivare le altre due a riunirsi, oppure di dovere, durante l'azione impegnata contro la massa centrale, lasciar avvicinare le altre due masse. Se poi l'attaccante, sempre a parità di estensione di fronte si presentasse su di un numero maggiore di colonoe, o gruppi cli colonne, potl'ehbe questi avere anche maggiore .probabilità di ri uscfre successivamente a ravvicinare le colonne sboccate dai fasci stradali estremi e far massa verso quelle centrali. In ogni caso avrai1n o un va lol'e assai grande, e talora delenni nante, le condizioni del terreno di pianura fronteggiante gli sbocchi dena regione montana. Ed in vero le manovre della difesa saranno .o no vantaggiose secondo che vi sarà o no qualche li nea fluvi ale od altro considerevole ostacolo ch e man.tenendo la separazion~ fra le colonne dell'invasore shoccanti dai monti , darà mezzo alla difesa cli appoggian•isi per arrestare con forze relativamente piccole qualcuna di tali colonne, mentre si cercherà di far mas·sa sull e altre. Ove tali condizroni non si verificassero, o non fossero conveniente mente preparate, potrà l'invasore eludere l'aspettazione della difesa coll'iniziare solo la sua marcia generale in avanti nella pianura,
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d~ Stara, l'Authion, lel\1illeforche, il Campo del Barcon df Marta, celebri in tante guerre (1 ). Indi una terza e qualche volta una quarta linea costituita da forti di sbarrament0 o da piccole piazze, quali furono il forte di ~font Jovet sostituito poi da quello di Bard e la cibtà murata di Ivrea per la valle cl' A@sta, la Brunetta e il Castello d'A vigl1iana nella valle di Susa, Demonte e Cuneo per quella di Stura ecc. Questo sistema per quanto cercasse di rimediare col·sussidio delle fortificazioni alla pochezza delle forze disponibili sopra frontiera assai estesa, non pot.eva certamente sempre raggiungere il suo scopo, appunto in causa della pochezza. delle forze combattenti, e tendeva ad assorbirle e sparpagliarle in modo tale da non lasciare più disponibile alcuna grande riserva. Per contro poteva avvenire, nello vista la pochezza delle forze che ordinariamente ficruravano v attacco durante q1ie!le campagne (50 a 60 mi.Ja uomini), che riuscito l'attaccante a fare un buco in quella maglia di ferro, ne uscisse per questo la quasi totalità delle forze della invasione (Triulzio e Francesco I per l' Argentera ~ l'Agnello, Contì per I' Argentera, ~faillebois per la Bocchetta, e, qtiasi sulle orme cli questo, Napoleone per Cadibo11a e per il Gran S. Bernardo) e sfondasse o girasse il così detto cordone della difesa. Coloro però che da tale osservazione o da. quella di un più es~gerat.o disperclimento di forze (campagna degli eserciti francesi contro i coalizzati disseminati dalla contea cli Nizza fino all'estrema Olanda) trassero, in termini generali, argomento di condanna contro siffatto sistema, non sempre ponderarono abbastanza i vantaggi che ·con quelle resistenze si ottennero più di una volta sulle Alpi· e che resero gloriosi per le armi italiane i nomi dell'Assietta e dell'Authion e .la difesa di Cuneo. Non rammentarono che: malo-rado crli ii;conveo ti menti di un disperclimento di forze (non certainente imitabile nelle sue esagerazioni) e di una mancanza di riserve generali (mancanza c?e colla mole d~gli eserciti odierni si potrebbe evitare (2) poichè rimarrebbero disponibili nella pianura forze tali da soverchiare un
quando tutti gli sbocchi sieno in suo possesso, e col regolarne il movimento (mediante il telegrafo stabilito alle spalle di ciascuna colonna) per modo di r ifiutare un'azione decisiva prima che sia eJfoLtuato lo sbocco e prepa1,·ata la congiunzione delle varie colonne; ciò che potrà creare al lct posi"ione interna della difesa tutti gli svantaggi ed i pericoli di una posizione a,vvil uppata, pericoli che si faranno poi sempre maggiori quanto più l'ampiezza e le condizioni ,topografiche della regione pianeggiante consentiranno al nemico di spiegare una prevalente forza di cavalleria. . Considerati così i vantaggi e gli inconvenienti che nei vari casi '. possono presentarsi per la difesa delle regioni montane fatta dalla pianura, esaminiamo il sistema opposto.
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È avvenuto qui quello che suole avvenire quando da considera-
zioni su casi speciali si vogliono trarre deduzioni di ordine generale, o, ciò che è peggio, si vogliono formulare principii. Dall'osservazione: che nei terreni a forme collinose chi possiede i nodi orografici può spesse volte (ma non sempre) scendere con ·Cos.tante comando e vantaggio tattico lungo la schiena dei contrafforti fino agli sbocchi delle valli; e che in alcµne campagne ·(11), piccoli es.erci ti rannicchiali nei monti poterono coglierei! momento opportuno per uscire dai loro rifugi e battere il nemico· nella pianura, si volle trarre l'assioma che: chi è paclrone delle s01·genti lo è delle foci. · Da una esagerata appl icazione di questo asserto ne venne quella che fu chiamata« la guerra sistemali ca di cordone>'. In omaggio ad essa nelle campagne dei due secoli scorsi furono coperte cli piccoli trinceramènti e di ricoveri ( dei quali si vedono ancora numerose ruine lungo la frontiera italo-franca, segnate nella carta al '/ ~0000 col nome di Baraccon) tutti i valichi alpilii che mettevano dal Piemonte in Francia e talora anche su vette elevatissime si videro i nostri soldati, per:sino nella stagione invernale, lottare per lunghe notti contro la inclemenza del clima. Dietro a quel primo cordone di posti situato ordinariamente sulla cresta, si stendeva una linea di posizioni trincerate, quali furono i trinceramenti del principe Tommaso, al di qua del Piccolo S. Bernardo, le Barricate di Susa, l' Assietta, le Barricate
m (I)_ V. _Ravet, La g_uerre dans les A.lpes Niçardes; S.
S1MON,
Campa.gne de 1744; Jfe-
d, BBnw1c&, d1 Cu1Nu, S1wzzo, Cosu 01 lle,unRG!i\O, P!NBL1.1 ecc. , (2) Questo argomento fu con molto maggiore ampiezza trattato dal Dabormida nelI opera citata, e ad essa rimandiamo il lettore. · O·rie
(I) Si ricordino le imprese di. Catinat - - Marsaglia e Sta0'1rda I
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DEL METODO NEGLI STUDI
novello Maillèbois ed un novello Napoleone il quale tentasse oggidì per una strada o due di girare le Alpi) non rammentarono dico che, malgrado questi inconvenienti, quel sistema bastò nelle gloriose mani di Cario Emanllele III a far fronte dal 174,2 a1'1747 alle forze . coalizzate di Francia e Spagna, e più tardi fra il 11792 ed 11 11796 valse ad arrestare per tre anni gli eserciti della repubblica francese. Napoleone si.esso ci descrive nelle sue Memorie in quale stato fossero ridotti questi eserciti dinanzi a queila resistenza (< L'armata « d'Italia nel iJ794 periva di miseria e di malattie. Anche i ca.val li « soffrivano. L'aria e i' ~equa gelata e cruda delle regioni elevate « erano caD'itme a molte malattie. Le perdite che subiva l'armata « negl i osp~dali, trimestralmente, a:vi:ebbero eguagliato quelle di << una grande baÙaglia. La difensiva era più onerosa per 1~ finanze « e più pericolosa per gli uomini che una campagna offens1va ». E ch i conosce quell'e campagne sa che più cli una volta l'offensiva fu tentata dai Francesi ma invano fino al 1796. Ora noi domandiamo: quando non si abbia una ben fondata speranza di battere il nemico in pianura e sia dato, senza incorrere nello sparpagli_a.mento .eccessivo delle forze su gli alti monti, di trovare modo dt ottenere una somma di risultati parziali considerevole senza perdere il vantaggio di avere disponibili delle grosse riser-ve riel la pianu ra, ma cercando an.zi la possibilità di farle muovere con fac ilità e rapidità e schierare con agevolezza maggiore che non sia consentito al nemico , su posi· · zioni da Ill>i preparate nélla regione montana, dovremo noi rinunziare a cogliere risultati siffatti, ancorché modesti? · Come si le½ge negli St1.~di copografici e strate,qi.ci dei fratelli Mezzac1:lpo su l'Italia (11) « se vi è assurdità nei sistemi opposti di oc« cupar~ tutti i passi c~n un debole cordone, o di abbandonare inte« ramente i monti e tenere le forze tutte riunite indietro, non se ·ne « può trarre la conseguel}za che codesta fronti era delle . Alpi sia un << debole ostacolo come linea di difesa. << Conviene anzitutto esaminare se adoperando altri mezzi infor« mati. ai vari pt:incipii cl.ella guerra in pa.esi di montagna non pos« sano i difensori, avvantaggiandosi delle circostanze di forme e di « luoghi, della fronti era in discorso, riunirsi in tempo nelle posi-
PE R LA OIF l':SA T ERRITORIALE
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(! ) ·Edizione 1859, pag. 387
« zi9ni importanti e contendere agli attaccanti i passi (4) dei « monti » E questo esame noi dovremo fare, alieni di ogni idea preconcetta, guardandoci egualmen te dalle esagerazioni di chi vede in ogni stretta le Termopili , e da chi . con poca esattezza storica, e senza riguardo a ci rcostanze ed a tempi, suol ripetere che le Alpi furono sempre aperte agli invasori· cl'Ilalia. Si ccome però, a giudizio nostro, molli degli erronei a.pprez1.amenti che corrono, provengono da. false idee sui caratteri delle regioni montane e :rnlle differenze di :sistema fra I.e guerre di montagna e quelle di pianura, noi cercheremo di pol'tare qualche luce su ques~o argomen to riferendoci ai detti di grand,i i:apitani che mostral'ono coi fati.i cli avere bene compreso cosa sia la guerra di montagna e riportando il frutto delle impress ioni che riportammo, esaminando quelle imprese sui luoghi che ne furono il teatro. Ammesso che <( La migliore difesa è senza dubbio l'offesa, e che: << Avrà sempre buon giuoco chi lotta con un nem ico immobil e (2) » non esitiamo a dichiarare essere sopratutto in montagna opportuna e necessaria una larga applicazione di questa massima. Chi per la primà volta percorl'e le valli delle Alpi, ed ignora., per non dire cli fa i.ti troppo remoti o troppo recenti , le imprese di Yit.torio Amedeo II, di Cm·lo Emanuele III, del Bel'vick, del Lesdigui ère, del Catinat, del Triulzio, di Napoleone, di Lecour be, di Souwaroff, di ~Iacclonald, del duca di llohan, dell ' Alviano e del Callri, non .puòsupporre che quei luoghi aspri, quelle strette t.erribil i, sieno stati superati o girati , che per viottoli appena tracciati sieno passati ·· parchi d'assedio; che per sentieri angusti, coperti di neve e di ghiaccio si sieno !'atte sdrucciolare delle arti glierie, traendo appunto vantaggio dalla neve e dal ghiaccio; che in siti for tissimi ma esposti ad ogni ingiuria atmosferica si sìeno mantenuti dei posti d'osservazione persino durante l'i nverno. Eppure è così! · Se qm\lche incredulo all:t storia del passato vuole coi propri occhi persuadersi cli ciò che valga l'ardi mento nelle Alpi, non ho
- - -- . (I) Qui. e,·identemente s i <Ìeve intenclere per passi dti monti l:1 trave1·sata della iona monta na, non già 'ctei s oli valichi d ell a cresta princ i pale. (2) V. Relazione cita ta delle JJanovn a·u llmnali del 1• corpo d'c~crc ito nel 1869. ANNO XXV J, VOJ.. 1
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PER LA DIFESA Tf;:RR!TORIALE
DEL METODO :><EGLI · snml
che a seguire i ·ripacti delle nostre Lruppe alpine e della nostra ;irtiglieria da monLagna nelle loro e:;cursioni estive. Ma cediamo la penmi a chi è c,)mpetente e riferiamo anzi Lutto ciò che, a proposito di montagne che sono cerLamenLe fra le più aspre delle· Alpi (quelle fra i Grigioni e la Valtellina), il duca di llohan scrivèva, dopo aYerle fatte alten_larnente riconoscere dalle persone più esperle: <<. ... les passages :;e irouverenl inriombrables. Et c'est « bien lor;-;, qu'on reconnuL ,,éritaple que !es montagnes sont comme · <e plaines; et qu'elles u'o1H pas seulement les cbemins accoutumés « eL fréquentés mais plusieur:s auLre$, lesquels bien qu'ils ne soienL << pas connu .:1.ux élrangers, le sont aux: gens ·c1u pays (se pure lo << sono) par le moycn de~quels on sera mené au lien qu'on désire « en ·dépit de ceux qui s'y voudr:ont opposer : de sorte qu'un sage « cap iLaine ne se hatera jan:iais à garder des passages, mais bien << se résoudra-t-if plutot il. attendre son ennemi en campagne (,1) « pour le combaLtre; ce qui peut sembler èLrange à qui n'en a pas << vu le succès par expérience. Aus:;i en la présente occasion, ou « l'on croyait ètre assurè de-; montagnes, comme ,iutant de for« LE}resses, il se trouva qu'on était omiert de tous c6Les, et qu'à ({ mesure qu'on bouchait un trou ou en découvrait dix. ii. Nello stesso s~nso si esprimeva il maresciallo di Sassonia, secondo il quale: « quelque affreuses que parais;;ent les montagnes !'on y tro11ve des <( passages en cherchant: les hommes qui les habitent ne le con« naissent pas eux memes, parceque la ne?essilé ne lesa pas obligés « à faire des pareilles recherches, et qu'ils ne connaissent ordinai« reinent !es choses que par tradition. J'ai souvenL reconnu leur« ignorance et !'imposture de leur recits: il faut, en parei! cas, << chercher et voir soi-meme (2), ou employer des gens qui nes'ef(1) Non occorre dimos tr3re come il l\obao non intendesse qo i per campagne l'aperta piaoora, ma bensì i siti ove anche fra le montagne si pote,•ano tenere riuni te· ed impiegare le risen •e. Dasia infatti rammentare come <>sso app licasse q uesto precett o non dissem inn ndo già in sottile . cordone le sue .forze, ma facendola conco_rre re a massa nei momenti risolutivi, or11 nella valle di Livigno, ora nella valle di Fracle, ora s ul fondo ,cli Vnltellino (combattimenti cli Mazzo e di Morbegno) . , (2 ) In piit d i un luogo delle nostre ;\lp i riparti _di truppe alpine in pieno asse tto d i_gucrra .comparvero i1wspeltati e con grande stupore degli stessi abitan t i della montagno per ,passi ìgnol'at i da questi, e scoper ti dai valen ti ufficiali c h e le comandavano . 11 sentìm~nto d ella guerra di montagna è istintivo M i nosti·ì, e non indorno i nostri padri trac,c iavano a noi, col loro sangue la via.
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« fraient point des difficulLé. On Lrouve presque toujours lorsqu'on
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(< cherche ces choses : et l'eunemi, qui lui meme ne les connait pas, « ne sait quelle .mesure prendre et s'enfuit parcequ'il n'a pas compLé « que sur !es chos_ es ordinaires qui sont les chemins practìcables il . « C'est Là sur'Lo ut (scrive, _parlando delle montagne l'anonimo « auLore della Campag%e dans la Valtelin,e en 1635, pubblicata ad « Amsterdam nel '1878) qu'avec peu de troupes ou peut tenir téLe « i:t des- armées nombreuses, !es baUre meine, ou les detruire en « détail >> . Questi apprezzamen t.i, che la stor.ia delle guerre di montagna confermano, applicabili anche alle regioni più aspre delle Alpi e dei ·Pirenei, ossia,dei monti più elevati d'Europa, devono persuadere .il lettore che se qualche cosa è lecito dire sull'indirizzo .speciale che possono avere le operazioni in monLagna, essenzialmente ed anzitutto è raccomandabile, sia che si lrntli di 'contestare all'i1wasore il territorio nostro sia di ìnva,clere quello straniero, la massima. mobi· lità ed attività.. Le 1nontagnè: colla loro massa inerte, colla grande appariscenz:t della diffico ltà che oppongono allè mosse per l'angustia e per la scarsità sia delle comunicazioni, sia degli spazi per accampare e la pochezza delle r·isorse, ed infine collà grande attrazione che eserciLa'.10 a pre1idere posizione nei sili apparentemente fo1:ti che, ad ogni passo, vi si incontrano; tentano continuamente chi opera per esse ad immob ilizzarsi . Nè il.vincere siffatta LenLazione è e.osa ag~vole anche ad uomini dotati di una grande forza di carattere, ed assecondatì da truppe eccellenti, se non è perfetta in essi la conoscenza del terreno, la quale solo può dare la.chiave cli quelle difficollà. Ma. siffaLta conoscenza se è diffi cile sempre ad ottenersi, lo è tal-. menLe in un paese di mòntagna (11) nemico, da potersi ritenere che a parità di sforzi per procurarsela, avrà sempre noLevole . . vantacrnio o~ · (I) Il gene1;a1e Dource t, che, nato nella nostra valle. di P ragelc to quando qu esta e ra occupata da i France.s i, fu il più profondo conoscitore delle sue Alpi '1lti ve, e per il posto occupato ricgli s tati maggiori di Franc ia, ebbe tutta l' opponun ità è i coltivarne lo studio scrhe"a, accennaudo a lla sola zona a lpina inter posta fra la Francia e l'lla lia: « Il fa u; • presque la vie d'un horum e po11t· connaitrc e xactement une ctcnd ue en louguer de cin • quante a soixante lieucs de montagnes lorsquc !es differentes cha\n es forme nt une « largeur de vingt a trente lie ii es telles que les Alpes ~-
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DF,L :VJETOJ)O NEGLI ·s T UDI
PER LA DIFESA TERR ITORIALE
imll'Mversario colui che (\pera snl patrio suolo e fra. popolazion i favorevòli. S·i potranno fare eseguire ricognizioni' fino d-al Lemp·ò dr pace, studiare anLicipalamente operazioni tli oJiesa e difesa, m;i non mai si arrriverà ad avere, in pae5c rremico, durante la guerra quella perfetta._conoscenza delle condizioni del momento che·si può sempre.mantenere nel proprio paese, quando sopratutto vi funzioni · rego t·armente fìno dal lempo di pace, 'un O'['(linamento territoriale della: difesa, che, nel çaso nostro, pnò -tron re nelle milizi~ al1)ine i · più abili ecl' energici interpreti . Ora è chiaro che una conoscenza perfetta quale è·qu ella che con incompàrabile vantaggio Sl~llo st.ra.niero, noi possiamo avere della. zona italiana delle :tipi, potrà rendere le,nostre qrnnovre cosi at,ti~,e ed,efficaèi in quella zona da ridurre l'invasore hen presto alla difensiva e wntratlaccarlo con deciso -vnntaggio . Se a ciò si aggittnge éhe il concorso patriottico delle popolazioni alpirrn ed un'opportuna preparnZìonerlel teneno , posso no i nostri . monti fac il it.are le nost1;e rnimovre e creare imbarazzi,in'lp11e:Visti ali.e · neniiche; ·ç1daLt11.ndo per noi posizioni ed ·accessi a.lle mecl~sii.ne, prepai·ando interruzion i su lle vie più prop izie al nemico, l'acenclo sparire dinanzi all'invasorr., e rar:cogliendo oppo·rtunamente per noi tutte le risorse alimentari che il paese presenta; diventa sempre più chiaro corri:e i difensori del patrio suolo potranno con marcato van.taggio sul nemico attuare quel genere attivo cl.i rnanove~ che, se è , :sempre uLil e, è nelle guerre di montagna. nna necessitit assoluta per conseguire un felice risultato. Per.ò, intendiamoci bene, tutto ciò acquista un valore veramente spiccato quando si tratLa di una regione montana ·che ·debba n.ecessariai.nmite essere attraversata dall'invasione e sia abbastanza profonda e di fo rme aspre e struttura 'intricata; ma perdet~ebbe di pregio ove quell.e condi~ion i mnncassero, esi traltasse·di montagne coperte da ricca.rete sl.1'adal e, ove le singole colonne di un invasore potessero t~nersi in continuo rapportò ed appoggiarsi, ove le fonne ed il cctrnttere genei:ii.le di praticabi li til. del suolo fossero lali da ctgevolare· do--vunque gli schieramenti· eriìJ1pìego delle diverse armi : dove insomma l'invasione potesse occupare sistematicamente · la zona che altravrrsa e procedere, senza preoccupazioni per le pro. pri e retrovie; cosa che se sarà possib ile e forse agevole, come di-
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cemmo sui ·monti Boemi e sui' Vosgi, non lo è di certo fra _le nost1·e Alpi. · Sotlo questo pmlto di vis.tu noi troviamo, per ciò, .ess,ere cosa pericolosa il sentenziare come. t.alvolla si fa in termini o-enerali sulle guerre di montagna, senza badare che: quasi ogni sistema di 1uontagne avendo caratteri propri, richiederebbe apposito ragionamento. . D'altra parte sia nella :montagna sia nella. pianura, la guerra non potrà mai ragionevolmente scostarsi' dall'osservanza dei precett:i che notammo come fondamentali, ma solo nella scelt.a. dei mezzi dovrà · piegarsi alle condizio11,i locali le quali: così nelle montagne come neJie pia,nure; possono presentfi°re .l e piìf grande varietà. Per tutto ciò., . anzieh è . perderci in distinzioni scolastiche fra la 1'cruerra di · montagna. e quella di pianura, cercheremo di poiTe in evidenza le · condizioni che essenzialmente rendono spiccati .i caral.teri di una regione, sia essa di montagna sia essa di piann,·a, e tendono ad imprimere allo svi_luppo dell'azion e mil itare unri impron ta. particolare. I
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Ripel.i~mo che all,'occhio çlel militare·11011 vi ò rngi.onevole distinzion~ a fare fra oggeni geografici, all'infuori di . quella di eler~enti . che aiutano il riunirsi, Io ·gtanziare, il viv·er:e, il marciare, lo scliierarsi ed il manovrare de_l le truppe, oppure che vi creaùo impedimen~. · · Sotto questo punto cli vistct il terreno presenta una. netta distinzione per speciali ..cctratteri fra le regioni montane veran'l.ente· asp1:e, ed alpestri, e le regioni di pianurn unila escoperta; ed infatti mentre nelle prime ·gli elementi /av01·evot1: allo sviluppo delle operazioni sono rappresentati da sottili, #l'isce praticabi li d'ordinario .sul fondo delle·valli, e gli elementi s(avore'V oli da spcizi occupati dalle masse rocciose o dcti gh iacciai; nelle seconde invece gli elementi favo?'evoli sono rappresentati da spazi, costituiti dai t; rren i ctperti e praticabili in ogni senso, e gli sfcwo?'evoli da lin'ee, formate dai corsi d'acqua . ,terreni sifì"atti non rnppreseutàno che gli e::-;!remi di hna séala oflerent.e una gradazione di terreni che'p~r essere foggiati a co lline, a_Lernizzi o ~d ·altipiani,,per essere coperti di boschi, o per essere prnttosLo coltiva Li ,1 granaglia od a pascoli ascilll.Li od a vigneti oq a risaie, od .à ,prati a marci ta, o ingombri di paludi , o fac ili ad innon..:
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DEL METODO NEGLI $ T uoi
dare, posspn,o offerire ·1e più svariate condizìoni allo sviluppo dell'azione mi li tare, e per es~mpio: presenlare in regione montana vasti altipiani .s.ui quali si può manoyrare .come in pianura, ed in pianura laberinti di canali, di 6saie, di paludi obbliganti a manovrare quasi esclusivamente per le strade, imbarazzanti ogni spi'egamento, costituenti delle vere stretle, ed in somma'uri complesso di circostanze poco dissimili, per gli efTf tl.i ché producono sull'impiego1lelle truppe, da quelle che presentano le alte montagne. . . Questo breve cenno può a nostro avviso dimostrare il pericolo che vi sare.bbe ove èon 1.rnppa faci lifa si niettesse1:o a fascio le regioni mo'r1tane da una pa1te:e le pianeggianti dall'altra, .ed a ciascu.nà di qn~ste due categorie si volessero applicaÌ·e teorie sulla guerra cli monlagna o su quella di pianura. Alieni da queste distinzioni, che.a noi paiono lroppo scolastiche, r_ipel:i'.1mo non esservi che uno stesso'1witerìo diretti 110 per la guena ma essere indispensab ile per applicarlo ragionevo lmente inda<Yare o volta per volta le condizioni di praLicabilil~ delle' regioni di cui si tratta, sia essa di montagna sia essa di pianura.· , Per agevolare questo compitò e le necessariè distinzioni, esporremo qui alcuni criteri per l'esame dell.e ,regior{ di montagnR e dì quelle di-pianura. , · <.,1
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Un prim_o criterio egua~mente.applicabile a. regioni di qualsil-i.si nat1Ha e che può dare una misura quasi sicura dei caratteri di praficabili\à, è quello.che si p'nò stàhi lire col l'atte11tò esàme delle 1;eti stradali . · In Lutti i pa.esi ove la ciYi ltlt lottando colli:i.' n:lturs, è arrivata per quanto fu possibile ,~ dominar1a, lo sviluppo delle rete stradale è' proporzionato alla generale prr~ticabilità. del suolo, ullo svi luppo dell'agricoltur,, e quindi della. produzione, allo sviluppo delle industrie, dei commerci' eppei·ò ilella ricchezza. . Insomma la rete stradale, in tali casi pt.i'ò esser presa come la misura della praticabi lità e de.i faui eco,nom ici r}he interessano iÌ'Jnilìlare ; cosicclrè si pol.rà r itenere, che là ove sono fitte le strade carreggiabili e le ferra.te sarà agevolato, in generale, lo sviluppo dell'az ione mili ta.re, sia per la preparazione, . sia per la eondot.ta della gu~rra, e parlicolarmenle per l'impiego sl.rategico delle ma.sse,
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DIFES.~ TERRITOR\ALE
~ ciò.·n@ solo avu.to riguanio alla possibilità di perco1T-ere il suolo
. ma anche alla probabile esistenza di 1·isoi:-se locali. · Per contro là dove si presenteranno vasti spazi sprovvisti di qualsiasi genere di strade, si polr~ inv-ece 9-rguire che si a.ccunn1lit~o ost.acol i d'.ogni sori.a e d'altr~. part~ lo scarso numero dell~ ·comunicazioni é la distap'za .che le separa claùrnno un primo· criterio sulla. di 11isi·one che subi, re.bbero le ma&se che vi dovessero operare; cli è . la grande guerra · . , si fa sulle ~trade. . . . · · P.erò. non in Lui.I.i i p_aesi lo.svilurpo economicò ha raggiunto un ( . eguale livel_lo; epperò I.a ret.e slradalc non basteril in geiiei·ale n dare sempre una misura siCllra della praLicabilitit del suolo. Si aggiunga che mentre i gr~ndi movimenti e l'alimentazione degli eserciti si fanno sulle stra~le, le necessità .di accanipare e .di comblittere, obbligano a prqfìttare degli spazi latera li al\e st.ra:df;) , · ep-· però l'azione militare non può avere faèile I} celere sriluppo se non trova in questi spazi qnanto ·è necessario per s·ta1niare, vivere, manovrare . · . . . . s·otto questo d~ppio punto di vista la prima èlistinz ione che salta all'occhio è quell.a fra te1Tenl. di montagna e t.er:reni di pianura; ma, .come giil dicemmo, qne:;ttt clistin.zionè,. milita.rm.ente parlando, non ha valore assollùo, perchè wsì la montagna come la pianura. ,ùnmeltono troppe varietà di condizion i e sarà perciò opportunQ· vedere con quali norme conyenga procedere per ric.onoscere ciò che vi sia di. mil it~rmente èarau.~ristic;J cosi nelle regipn i montane come in .quel le di pianura. .. . . ' . . · C9minciando dalleregion·i montane notiamo che lo svilu,ppo (lél. l'azione mi litare può 'frovarv i ostacolò essenz ialn;en Le per le cause seguenti: 1° i f.eno1neni meleorologici ; 3° l'.asperità del suolo; ::J 0 !'esislenza di fitte ed. intricnte boscaglie ; 4° la sèarsiltt dei prodotti del suolo, di abitazioni; di mezzi di trasporlo. · . Una parte di questi falti essendo inerenti alle dilÌerenze di alti.:. tudine possono essere apprezzati colla sc01:la di t~Ì1a cnrta ipsometrica, purchè si sappiano le relazioni che passano fra te.altezze sul mci.re ed alcuni fenomeni naturali . . · , Un'altra part~ essendo iner~nte a.Ile forme del suolo al ,~aggrùp-· _pai:nento degli abitati ed ai· generi .di coltura, pi:tò essere apprezzata !
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DEL ~IETODO NEGI..I STUDI
Ono ad un certo punto colla scorta delle carte topogra(ich e ove quei dati sogliono es~ere rappresenta,ti. . Finalmente parecchie notizie potranno essere fornite dalla stati stica, quali: la densità della. popolazione ed il suo raggr uppmnentp; i rapporti fra la popolaz io11~ ed i prodotti del suolo (se questi ba.: stino per una parte o per Lntto l'anno); l'orclinqmento dei servizi pubblici per la manutenzione delle strade nelle di verse stagioni, i mezzi gi trasporto,, i commerci ed i deppsiti di generi e di materiali che pos'sOno tor:nar utili i'n guerra. ' · Supponendo che lo studioso non trascuri di ricorrere a t1tLLe questi fonti, noi ci limiteremo qui ad esporre poche notizie e con· siderazioni che lo .ai.u ter:i nno sull-e sue ricerche. Co'minceremo daWosservnre e-0ri1e ·~,i sieno fenomeni meteorologici i quali tendono con intensità tanto maggiore quan to più grande è l'a ltezza delle montagne, a far sentire la loro iÌ1011enza sullo sviluppo dell'azione militare ( I). Anzitlltto noLasi che la rarefazione del l'aria, sui monti d'Eu ,:opa rende penosa la respirazione al disopra dei 3000m e cbe la temperatura si fa lanto più rigida quanto più si sale per modo da impe..: dire u1HLlunga permanenza di truppe al çlisopra cl i certe nltiLudini. Sebbene l'intensità dei raggi del sole sia a un dipresso la stessa nelle pianurè e sulle cime dei più alti monti, pure il calore dell'atmosfera dim inuisce in ragione dell'a ltezza sopra il li,tello del urnre, fallo dov11 to, ed alle diverse densità dell'arin. nmbiente, che più rarefa tta nei siti alti meno si presla a mantenere il calore riflesso dal suolo, ed alla minore superficie riOeLtente che il suolo pi·esenta sulle al.Le creste dei· monti , aJ paragone dei nsli ma più depre3.si altipia ni o delle estese pianure d,e ,si incontrano J)iù. iri basso . ' ' da ciò, nelle monlagne d'Europa allè altitudin i Di pendentemente superiori a 3000moltre ad essere peno::ia la respirazione è cosi intenso il freddo, sop1'al.utto nelle ore notturne, da rende1'e impossibile il pernottarvi a lungo, anche nell'estate, senza buoni ricoveri·e grande
PEH L A DI F ESA TERRI'F.O H I A L E -
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iconsumo cli com bus.ti bi le, cose cfte non si. trovano a quelle elevazioni poichè.verso i 2100m, ed anche p iù in basso su molte montagne, cessa la vegetazione arborea, mentre difficilmente e scarsamente s'iJiconLrano ricoveri ul di sopra dei 2.000"' . Ma anche più in basso, e cioè .fin o ai '1800"', se non scino più. sensibili gli effeùi dell?, rarefazione dell'aria, la temperalunt è ~osi rigida di nolle e presenta variazion i così grandi e repentine anche nella buona stagione, da rendere se non impossibile assai pernicioso a. truppe noq abituate allé montagne il pernottai'vi a. lungo colla sola protezione delle tende da campo . Un tale stato di cose non manca di far sentire nella cerchia alpina una forte infhtenz,Lsull'azione militare in quanto che appunto nella zona compresa fra i 260Òm ed i 1800"' cl i altitudine si trovano in massima parte i passi di qualche· importanza mi litare cosi lungo · la ci:esta principale che·lungo le maggiori sue diramazioni (·I ) , epperò la occupazione di essi e .dei terreni ,che li dorninp.no non può essere mantenuta lungamente sc11za una. lunga preparazione, quale fu più, olte praticata nelle guerre dei secol i scorsi, durante le qm,1 li, ancli e nella stagione invernale malgrado tempera.ture altissime (a mezzo gennaio , ,17 e 18 grndi) vennero permanenteri1onto occÙpRl:i siti elevatissimi, mediante baraccon i dei quali :;i vedono ~ncora numerose vestigia. Se però simili spedienli :;ono attuabili per forze assai limil,tte 11011 lo sono affatto per grossi corpi, i ·ciua.li ove si trovassero , per forza maggiore im.rn.obiliz,.aLi sulle alte regioi1 i (l.lpi11e andrebbero soggetti ad un logoramento che, sopratutto nella cattiva stagione, potrebbe arere fatali conseguenze. Ma più ancora che il clima altre cause aventi rapporLo çoll'altitudine concorrono a rcndere· dirfici le ed anche·acl impedire l'azione militare. e sopi;~tutto la permc1nenza sllgli alt i monti. Fra queste vogliono essere annoverate anzitutto le nevi che per ln1ona parte deH'anuo coproµo le alte montagne d1Europa e special mente le Alpi, sulle quali ostruiscoùo in modo c'ompleLo alcuni passaggi, e riducono 1
1
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Su questo argomento esorUnmo il let\ore a leggere i capitoli 1 e 5 dell'orero I.e che ci119ono l'Italia co,isiderate militarmente, così nell'antica come 11ella p,·esente· · lo,·o condi r.ione; c,I u cons,.il1n,·e le '!'obe lle ,n.,teoro logiche, ruhhli cate nei 13olleUini dal Club Alpino, nello quali sono mensilmente nportale le ossel'va1.ion i fatte in molte stazioni delle Alri ( I)
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{I) Nello Alpi verso Fra ncia i valichi ca,.;·cg~ iabili sono tutti compresi fra 1819 e 2$17 metri ,r ~ltit.,,d ine, cù i mulo Uieri pel' In mussima partu fra !SOO e 2500 .. Verso Svi1.1.en1 i carreggiab ili fra 1Sl l e 213 1 od i mulattieri, fra· 1900 o 2000; verso Austria {esclu so 11 s olo Stelvio che è a 2i57"') i carreggiabili fra 560 o 2000 circa ed i mulatLieri fra 1500 e 2200.
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DEL METOD O NEGLI STUDI
PER LA OIF'8SA T~:R'R ITORI ,\ LE
i rimanenti a non poLere essere allraversati che con speciali mezzi,
di Lraino (slitte) o con espedienti non altmtbi\ i per opernzioni su; grancle scala. Sulle Alpi sono sgombri clalle ne,, i per circa sei mesi dell'anno i· solj valichi inferiori a.i 1800"' cli allituqine; .fra i 1800 ccl ,j rnoom sono ingombr; per. 7 mesi dcJl'anno, M1 i ·1900-ed i 2300 per 8_mesi, fra i 2300 ed i :H-00 per 9 ;nesi. Al d: sopra cli queste altitudini pochi sono i valichi cbc restino sgombri , ed in _tal caso non losono che per uno o due mesi. Questi ·dati dedotti da l confrontò di quelli cspost per le singole st.raéle ,1lpine nell'opèra: Le A.lpi che cingono l'ltcdia, esprimono però solo una media delle osservazion i fatte, ma non vanno presi aJla lettera troppo Ì·i gidamente, od in se11so. asso lnto poichè secondo le annate più o meno ri_gi'dc varia la clurata delle ne,,j, ed nn co lle che fu in una buona annata sgombro dai primi di maggio alla fìne d'ottobte può in trn'annat,L ·catti va esserlo solo .da mezzo giu gno . a mezzo settembre. ' Si aggiunga- a ciò che tutla la massa montana ed anche il fo ndo delle va.Ili che abbiàno alLi Ludi ne superiore· ai 11000"'. sono ordina-. riamente copc1'li di neveper 5 o 6 mesi dell'anno. -L'ingombro delle · ne, i'però se concorre colla inclemenza del cli ma a rendere se!npre più dirncile là permanenza di grossi corpi nelle alte region i alpine, · non impedisce sempre, ma solo mÒdifica. le condizion i del transito, sopratutto quanclo la zo11a-di altitudine superiore ai ,, ooom, da ,attrn.vei'sare su terreno nem ico, non è molto profonda. Infatti sulle strade ;arreggia.bili può, malgrado le nevi, contin uare · il transito dei veicoli purchè questi sieno adalla ti à sii tta. Se non ell e ·· per un grosso n:tOYÌmenLO questa trasformazione non manca di ri chiedere una as·sa i lunga preparazione,, ~. ciò che è ancora. più grave, il transito può subire jlelle seri e peetubazioni, sia per l'alluggamen to straordinario portato nelle colonne dalla difficoltà di mantenere fra sii lta e slitLa nelle discese distanze regolari come si farebbe fra carro e carro, sia per le frequenti interruzion i alle strade, prodotte dalle valanghe· di neve, sempre Lemib ili dopo una pioggia. ocl una recente nevicata, ma sopra.Lutto nell'inverno per gelo inLenso che .allo spuntare clel giorno fa screpolare il ghiaccio e le roccie; e, nella prima.: vera per ~gelo, nelle ore calde della giornata. 1
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In fine un nemico ancora più terri bile: la tormenta, .prodotta davent~ turbinoso, che, rotta.la s·uperficie sottil mente agghiacciata delle nevi, ne trasporla nembi di mioltlissimi cristalli , oscura l'aria, fa smanire In ,,ia, e t.utlo abbatte ed assid~rn sul suo cammino ( 1.). TulLO.CJl.teslci però se tende a rendere ~emp re più e\ti~ente la_ difficoltà di grosse operazioni nelle Alp i nella cattiva. stagione, d11uoslra sovratut.Lo la difficoltà di stanzian1 i pcl' qualche tempo, e se non esclude alratto la possibi lità di q1J'a.lche Leo_lati vo ed obb liga la difesa ad essere vigilante anche nell'inverno e a ~1011 fidar.si dei soli· gi.ga1iti di ghiacc_i~, eh~ secon do la f'rn.se napol~onic~ gua~·clano le Alpi, una oosà·essenzialmenlè dimostra ed è la s1Luaz1one disastrosa · in cui si troverebbero le colon ne di un invasore, sopra tutto nella catti va stn"ione se in<rolfaté nelle valli ·a lpine, quando le uscile> nella è> ' l'l • pianura fossero precluse dalla difesa . [n tale sitÙa?.ionc gio,ra nncora. notare come .verrebh<? a pregenlarsi un pèri colo ancora maggio11c per il l'a tto seguente: Sulle montagne coperte cli ne,,e, e specialmente se questa è caduta di fre.,èo,' quando siano abbattuti i co:;ì detLi pali clella neve· che si sogliono tenere infilli nel suo lo per indicare al vianda'nte la direzione dellè strade, non è dato che a.-gento assai pratica dei luoghi, di tentare la marcia in qualsiasi direzi one, e· sopralullo aaraverso ai conlra[orti che fiancheggi~rno le grandi vallate. Si può anzi asserire cl)e in generale i soli abitan ti di uirn vallata (2), e le relati 1•e trnppe alpine po tranno arrischi arsi sulle.ne.vi vergini ed alte, all'infuori della linea tracciata dalle grandi strade; per modo chel1) Contro s iffatti nemici nes,uoa umana fol'Ut può lottare, ogni movimento deve ·arrestarsi, o solo i;uò cercarsi sal~·e·rn1 i o mez1.o i'I franare delle ,alaoshe col rifugiare lo t ruppe sulle schiene dei contrafforti, schirnndo cos\ tutte le lince d' im pluvio che possano diventare straua all e .nevi franù nti , o foccndo coricare per ·te1·r11 gli uomini ove la · · to,·meuta inrul'ia. ·Quando la neve è recente {e, se non lo si sa, lo si vede dall'esserne gli alberi stracarich i) ogni piccolo rumore scuotendo l'aria può determinare uua valung~ . In simili eme~·~ genzo i mand riani tolgono le campanelle ai coll ari dol loro best iame, e _sfil ano nel prn grande silenzio quando, costret ti u passare nei siti pericolosi aù essi no ti. lla una truppa, specialmente se assai numerosa, ùirtlcilmc111c può usaru tulte lo ,,ceessario precauzioni. (2) Metto110 all'u opo sotto ai piedi elci cerchi d,i legno assa i solidi, sui quali ~ooo avvol te a guisa di t e.ssu to clcllo c6rreggid. Con questi, all argundo la busc del piede si l'Ìescll lpurchè si c:umm irii presto) a non affondare. Ma per muo,•crc colla necessaria rapidità conviene una certa pratica, ignot.n alla gemo doli<: pianure e che tutto al piu lo t.ruppo· alpine .hanno occa~ione di acquistare;
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PEB ·L~\
l)E L , METO OO NEGLI STUDI
tutlo il terreno monlano laterale alla via percorsa clall'inrasore, potriì in causa delle nevi diventare per queslo impraticabile, mentre ri marrà. aperto alle gucniglie della difesa che ad ogni momento, e specialmente di notte, porteranno Lo scompiglio sulle comnni~azioni del ne1ni co. 'Por tt1llo ciò aclunque si può concludere che i renomeni meteoro logi ci sopra accennali (i quali acquislano. sempre un'intens itit con siderornle fra i monti nella stagione invernale e per buona parte della prima,·era e dell'autunno, pe1: poco che si oltrepn !<si una alti tudine di niille metri :;oltanto) possono costituire sul patrio suolo uo polente aiuto alla difensiva, pu'l-chè questa sappia mantenersi · attiva, e concorrono a rendere eccessivam e1~te pericolose. e difficili le trrrindi opernzioni di un invasione. Per'avere unu misura cli que:;te · difficoltà snrit con "eniente nell'e:;ame delle regioni montane. miwrare !<nlle carte ipsom ~triche n~lle direz_ioni dell e opera7.ioni pre.;umibili le profondit i1delle zone a,;enti alLitudini superiori ai l 000 ed ai '.2000 "'. · Altra.delle cause che Lenllono n.d .impedire lo sviluppo dell'azione militare rra le montagne accennnmmo essere l'nsperilà del ·suolo. Qne,-ta può pre:.enlar,,i co n dilferenLi caratlel'i a seconda delle cause che l'hanno determinata. Cosi: :-i possono trovnre vasti spazi occupati da 'grancli ma:,3e rocciose sormontale spesso da ghi acciai , ai nodi p1:incipali delle grandi montagne, ai punti d'incontro cioè di parecchie linee determiùaLe clnl primit ivo sollevamenlo·del suolo, per es . il mas,;o del ')fon te Bianco, quello dell'Ortegl io, quelli) d~_I Tri corno (Tcrglon); si po:,sqno ill'yece incop.l1\arè catene semplici, di soll evamento, formanti colle rreste alte e rocciose dell e li nee continue d'ostacolo, relati vamente sotti li ma aspris:;ime, come le crrste alpine fra la conca di Bardonecchia o l'insellatura del Monginen-o; infine si pp~sono incontrare delle vere piramidi cli roccia, a base angusta sorgenti a gni;;a cli aguglie isolat~ sopra altipiani , cosa che . si veri fica in genera le fr11 i mon ti dolomitici, Ch i ,1 ede da lontano, e nel loro nssiern e delle masse montane di qualunque di queste lre specie \rn ò f,vere una falsa idea dei loro c:iralteri mili tari, pnichè· in generale il pro iettarsi di crc:;tè sop l'a creste nella prospeLLivà induce facilmente a credere alla continui tà dcll'o,-tacolo. menlre è 7
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253'.
OIF.ESA TF:RRl'PO!l!ALE
chiaro come le prime formino dei veri spazi impraticabili, le seconde cl.elle vere linee di ostacolo. le Lerze solo ostacoli isolati, atti LuLLo al più a servi1'e da punti d'appoggio momentaneo. Vi possono invece essere montagne, a form e tondeggianti a su. perficie poco inclinala e praticabili, quali si notano in, generale sul1' Appennino e sui Balcani , non oJierenLi a chi le guarda di lontano alcuna apparenza di serio ostacolo, ma solcate da burroni profondi~simi a fianchi ripidi , roccios i o fran osi,. tagliate_a gradini rocciosi e ripidi ·come m~raglie, surfir ienli ad arrestare le pilt ardite ofTensive. Una così variat.a distrib uzione delle asperilà. clel suolo non p uò a meno di.creare fra le montagne dell e differenze caratteristi che, e lo sluclioso deve tenerne conto per constatare quali ostacoli si prestino, combinati fra loro a costibu ire linee difensive, che per le tose.dett~ non potr~nno in generrile Lro,•arsi belle e Lracciate.clalla natura nelle · linee (facili a riconoscersi a prima. vista) costi Lu i te da l displuv io o dalln falda dei nÌonti, ma vo1·'i-:rnno' co,n lungo e rninuto studio es- ~ sere élete1:ininate esaminaòclo i ,~aralleri tattici dei· singoli elementi ' che le costiLniscono, · . Natu.ralrnente seconda elci co1~ceLLi più o meno tenclenLi all'offen ~ siva ed alla clifensira , a se.conda della maggiore probabili là di contare dietro l'una. o l'altra.· parte delln fronle, $nll'impiego di forze più o meno· grandi, si avrit no rma per prel'eeire posi7.ion i che age,·olino qua lo sbarram~nlo del fronte con mezzi limitali colàun'azion~ controO'ensiya c(;n grahài mezzi . Si dovrà .in nna parokcercare di fare del lel'reno uno slrurnento ai propri fini , e non piegarsi a subirne l'inf11tenza lasciandoci ciecamente trascinare dall'idea di occupare le. creste, ~ di 1rnmovrare in pianurà conLro le falde -deliri 1;e~ gione montana. Ma per~fare ciò_occorre una perfetta conoscen7.a. der terreno, per la quale moli.o si può fare collo studio delle carte ma pìù ancora collà. vista dei luoghi· ('I). · ·
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(l) Come notnva il s. Stmon, c he a IÙ1igo guerreggiò sulle nostre Alpi « L'in eg&l ité e.s t telle <1uo pour fuire d~ bon s plans ou des C3rt8S e.i:actes du pays d e montagnes il faudrait y joiudre des coupes ot des pro6ls, c omme à des pla ns d e fortiflcalions " · Oggidì colle carte à curve · orizzoutoli e prorriste .di molte quote, si tende ad a.?evoloro assai quosto l~voro, ma per molto regioni sim ili corte non esistono a ncora, o so no a s ~ala non nbb·1stanz;i grande per roppresentare · i particolar( d i valo,·fl. tnt tico. Epporò rimane sempre 11ccessa rio d1 a nalizzare con pazienti ricognizioni il terre no, , Pòrchè po i i fruiti di tali ric ognizioni si possa no comu~,icarc con focilità e prolltto è van-
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'· DE°Lc iù;;:rooo ~EGLI STUDI
PEH LA D\FESA TERRITORI.A L E .
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·: Jt ihÒl ti-e ·necessàrfo, per ·a!'l'i vare a pratic'i risultali i1on a Yel'e fit-ls.e idee_s,u.lla,io1praticabilita,di certi .lenerii e sapei·e distinguere i siti ove piu.ttosto le trupi)e alpine o I~ di verse al'm'i combinale possono trovare irn piego in misuça' ib basts1:nza ·grande. per, conseglti re buoni ris9llati . . .· . · · .' , , · · Ènoto ·che non vi è cima nelle Alpi ,che non sia stata superata da qnal\t)le ardito alp inista e che molte lo furono persino nel cuore dell'inverno , malgrado il freddo e le:ne·fr, Però ·OOJl è no~o egty-i.lmente con qnali mezzi .e con quali sforzi ciò si possa ottener~. Per esserebrevi no i cìiremo che qu_esti ·r i_s.ultaJi straordinltri ~i possono . in · gen.erale speral'e soJo._ da trappe a lpine, pe1· poco ~ieno lunghe le distanze a. pércorrersi fra. ie cliffiwltà alpestr~ e speciali i mezzi da imp_iegare'per ottenere lo•scopo. Ma ·però anèhe .le ·altre truppe a piedi possono pas::,a.re in motp siti .rep utati impratiqthili , e colla: efucacia dellé• anni odien1e tentare con vantaggLo l'attacco I di posi •· . ,. zioni àltre vòlte imprendibili, ço_mechè favo ri te qa l\>rle comando, Con vel'rà pertanto ·apprezzal'e queste q1~estioni, · esaininare i caral- · teri di pt'aticnbili.Là e difend!bilità del te1:rèno.sema perdere di vista le portate delle armi odierne e gli efTeui che; en tro i limiti di quelle, si po tranno spèsso ottenere~da sili estesi e. praticabili sebbene dominati, contro posizioni doÌninan.ti. ma risl.i-ew;i. · ·, Da questi brevi cenni trnspare: come co i mezz i odierl)i la gL~erra tenderà sempre più a far.s i mo~ile anyh.e nell(} montagne: come l)fo1:i_sma: mci1wvrare offen,sivarnente e conibq,tte1·e cli{ensivam,ente, andrà diventando di app li ca,zione sempre più difficile, nella sua se,. condii parte; come insomma· le asperità_ mont,me dovranno sempre ·più considerarsi come os.tacolì.da utilizzare nei ,rapidi spostanienti laterali fat ti al coperto di essi, -che come elementi da. occnpatsi permanentemente. Lo studioso perciò dovrò., nel coJ1sideraÌ'e gli spazi m,ontani im.pratic.ab il i per l'asp~rità cìell~ forn1e; avere c1H·a speciale di esa minare in qua le rapporto essi sieno .coi vicini spazi praticabi li e oolle .stt:ade, ed an5he fo10 a qual punto p'er le condizioni altimetriche 1
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taggi oso ·che coloro i quali· le esèg.uiscouo (spec ial mente ·in mo,,ta gna) ·a bbiano..qualche abilità ,rei ·disegno di .raeso. Pocl\e linee di p,>ospettiva bene tracciate, un p1·ofilo di una · vallata. o cli una posizione, possono assa i meglio di qualu nque altra cosa Ill us trare un .,·· terreno mpotano cho so lo sia n1ppresentatò In ·pr_oiezionc ori1.io111a10 du una carta.
possaho i fenomeni metereologièi , aument~re o. d,imi.uuire l'e~t,tà : ,dell'ostacolo e la facilità di muovere attorno e presso ad esso_. ~ . Come si ,disse, òl trE) all'~lspèdtà natu rale del suolo an~he l'esi~tenza di-fi lte -ed -ititric().l.e .foreste può. creare diflìcòltà ailo.svilùpp·o . dell'azion~ militare. Però non basta qualéhe generica notizia . a; stabilire un criteffo in proposito'. . Ci limitei-èmo qui ad. osservare :cb/in generale i boschi d'alto fusto (i-i:ll)eizi r'esinosi) che ·si i9con'lrano suile Atp-i a.Ile al Li Ludini fra 11200 , e 2il001l) su no ,più, di aiuto .- che di ostacolo a.ll'offeri.siva, forne~clo ad un tempo ed 1rn :r iparo ,contrq i proiettili:ed· nn ,ap'poggio cb1i app_igliarsi nel, supei'are_le forti pendente; che invece, ad altitudini minori nelle fi tle J?osca.glie di alberi a, sp:ine, o di quercie nane (chénes niboiigris, qùali si in·Cont1:ano specialmente· sui Balcani) si può trovare lin vero . ostacolQ non· superabile.. celeremente se ( ùon . per i pochi .-v-iottoli che vi · si possono ,irtcontrare. . . . .. . . . . -- . I!1fine.~_i ~otò che la.scarsità, dei p110~ott~ de( suolo, cti abitazi_oni e di 1nt zzi ·d1 traspor.lo possono assumere m montagna nna speciale impo,rtania, . · ' · ·· · · · Sebbene la popolazione ~ia é'lssai scarsà nella montagna (?ull e Alpi 20 à 30 àb itanti per chilomèti'ò quadrato) e·l.an to più. quanto mag. giore ne è l'altitudine; i prodotti loca.li del suolo in cereali~ legnµii (rica.va.li in generale clap_iccoli càmpi·colttvaii sul fondo.delle valli e sui versanl_ipiu esposti al sole)·ri.on bas.tano ordina.ri~nwn_te ai bi . sogni della popolazione per più di 6 mesi dell'anno ; e per la rima_:- . i:iente parte viene attivalo uno scambio fra. i prodotti montani :delle' s.elyè, del caseificio; clell'allevamento del bestiame ed i cer~ali del!~ pianura: Ne segue da ciò che .verso fa fipe di' settembre (epoca del '.i'acco!Lo det cereali e dei legumi nella rno1ùagna un pò alta) ·si tròva.no riuniti nei casola1{di montagna viveri· e fol'aggi sufficienti persfamàre _durante tutto l'invernò:,Ja popolazione eìi'il bestiàme, e che a prìii1avera, esàuriti gl i approv·vigionamentì debba incomin-' -cia:re l'importazione dei cereali dalla pianura, pel' !'. intera popqlazione, :meò.tre il bestiame viene avviato agli alti pascoli. . . Per conseguenza fra gli alti monli: solo nei mesi nei quali Fazione militare~ resa difficile dalle 'intemperie, si pofrebbero trovare viveri, " foraggi e bestiame (4) riuniti nèlle· borgr\te lung,o l~ linee d: opera.:. '
{!) BÙona ' part~ dì questo però •
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viene' mandato a svernare nella, pìanura.
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DEL M,ETO ÒO NEGLI STUDI
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I .zioi).e; mé~tr~e élalla ·primitv~ra all'au,t_tmy:o, (groslcorpi d.i< truppe-
operaiùi in mon.tagna ·non potrebbero contare che · su be11 pochériso1\sè, alcune dell.e quali, c(5m~ ilbéstiame ed i pochi foraggi sopravvanzà1i, possono essere fatte sparire;-sicchè l'invasione i;ssenzia~rpente non 'potrebbe contare che. sul ,foraggio' ,,erde il qu(lle si · i11cori.tra· talor;a in a.bboi1dan:w. fino ad oltre 220011l sul mare. Se pertanto s.i osserva·:' chè le, pache J'iso.rse, sparse ordiimriamente fra piccoli gruppi di abitati, ed in, buona parte fuod dalle , granai s.,trade, in siti. di accesso difficile; mentre po,Lnurn.o sempre sèrv1re al.difensore del patl'LO, suolo, scompari'ranno, trasportati sugli altopiani e nei nascondigJi della montagna, e non saranno reperibili. . per l'in•raso.re; si può r ite11ere come, .sotto il puntò di vista della alinientazione·le grosse operazioni in.. paes.e cli :montagùa nemico assn:. .· merannò uno·straordinario caratte1'.e di clifficolta. · Si aggiungà a ci.( çhe! specialmeqt~ fra i :mo1Ùi , n11 i:egoÌaré sen'.izio ,fra le. basi cl( ·operazione e le eruppe operanti. i'ncontrn ,l;'J. . màssirna ,difficoi tà: sia l nngo I.e grandi artE)r:ie; petiI.fatto che quasì. tutte !e strade .alpinç,' ai,èncfo' per tratti consi1erevoÌ1 delle pendenze superiori al1'8 per .çentq, rendono iiecessa.ri, per i trasporti , dei · mezzi di ·traino presso cl1e 'àoppì cli quellì che oécorrerèbhero in pianura; sia' nei terreni latéraH alle grandi arterie,' pei:chè rÙro i~ il c:;iso ,di' t,rova}e stradeI·caTreggiabili clie dalle prime, co1iducano su ,. .. . • • • pei contrafforti , verso gli allopiarìi: ~i quali co11viene perciò di wisportare ogni còsa pei: mezzo di tieÙie.d.a s,omà . .Nè n, .r.aJi (Ùtliéoltà è facile sperare di trovare in montiana un co rrettivo 'nell'.impiecro , " ' o di ferl'ovie qual~ si rie:sc.e quasi. sempre, per le··gramli op.etazioni ; a~l. ouenere in pj~1.nura, perch;~ nella ·1Jrnntag11a·1è st1'.ade feri·ate oltre ad essèe assai scarse, .'peesentano aci. ogni passo· punti vulnerabili, nei qua.li una ·previdente difesa ri'on .manca mai di prepa1'àre serie e· numerose in tenuzroni, di ria,tt~mento · lungo e difficile, ·. · . Aqueste diffi coltà, seinpre grav i, sopratutto, per grosse _operazio1ii · si aggiunge, in · paese nemico; . la. _quasi assoluta ùnposs·ibilità di · piir,qare 1b1t ·paese' cli 11iontagnà r.lall',i,nsidie cle~le guer·1·iglie. Se i r.1 pianura durante una marcia m~todica su .ampto fronte si può, snssidiàti da cavalleri:-i mimérosa ha.Etere tutte le strade e non lasciar . angolo inosservato, ciò è,i1ffatto·.imposs.ibile in ~10ntagna,· ove le guerriglie paesane trovano sempr~ · ricoveri 1'inèsplorati_ ~ passi ., 0
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PE-R LA DIFESA T.,ERRl'tO,R!AL_F: ·
ignqti per·~piombar~ inattesi sulle retroyie deU'in_vasore,'roi1.were i fili :telegrafici, le strade, métterè in disordine i convogli , incendiare i magazzin:i. Napoleone nel 1809 e~a entrato . vittorioso a Vi.enna, .avea dappertutto fiac~ato'in ca,mpo apel'to le fo1;ze delJ' impero austriaco, .ma.il .Tiro'lo stava,tutt'ora in arn1L Le grosse colonne -vi passcl.\vano aprendosi la via col ferro e col fuoco, .ma die'tro a q_uelle, fra l~ fumanti ruine clei·viliag:gi si. rinnovtpmno I~ insidie paesane, i mas~ sacri dei dis(accari1'enti francesi. . ' Se tuUo Qi,ò può dare una misura· dei risultati eh~, mediante una buona preparazione., una v:igilante difesa può o_Ltènere sul patl'io suolo fra i, moriti, e delle clifficoltà .·che ~un'invasione può ,incontrapvi, ~9n bisogna però essere troppo corrhr. i'a cred(;lre che· queste senza quellit possano bastare. Nè fa·cattiva stagione, -nè l'aspre~~a dei monti; nè lo, stato deJle stt'.ade malagevoli è ·talora.malam~nte attra versabi I( con • béstie , da soma , hanno · mai bastato ad at'résta.re • • l un eserctto ben preparatQ ed ,eneqpcamente condotto. Macdonald attràversò .con 4 piccole divisioni ( Girc,a 30 mila : uomini) ·nel cuo:re - dell',in·ve'r·no (il) tutti i monti fra Qoira e Trento aiirendosi la via' fra le nevi sullo Spluga,:·s.ull' Aprica e·sui monti fra- Vaicamonica e ya1 1'rompia., battendo stràda '.in allo.1:a p essima e·per· molti tratti . mula~tierà, l\fa le .popolazioni gli erapo , dappertutto favorevoli ·e l nelle pian-qre ,d.el P,o, verso .la quale avanzava, stavano ai tre truppe amiche _e vi ri_su.o;navà ancora-l'eco di Marengo-. ' · :. '. Basta studiare quella memoranda operazione in tutti i suoi particolari qua.li· s~n·o riportati fedelmente dall'_abile. penna Segùr ,(che ·ne fu testimonio e parte) per acquislare la convinzione éhe la più picéola r.e~istenza od insidia !_ungo il paese attra:versato avrebbe potutò occasionare un di~stro. - Sì rammer~ti che nel solo punto ove trovò resistenza seria, al Tonale il suo attacco fallì~ e .do-vette cam:. ~iar linea. Eppure quella colonna di Macdo.nald àveva tutto l'irilpeto . d'una va~·anga. ' . . 1 . Catinat, ai primi cli novembre 1690, dopò ~ver fin fo ritirar~i per il ~hisorr~ verso il_De!fina~o., traversò repentinamente i monti fra Ch1sone e D.ora, per il· Pf1;SSO delle Fi.nestre (alto 2211~m sul mare), 1
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. Il) LnsciòÌ.l 24 novembre 1800 Thusis ed arrivò ai primi di gennaio in VaJ·cti SRbbia , l'mttP~g S8au11. Campagne, dans les Grisòns. ' ANNO XXVI,
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. DEL
METODO· NEGLI STUDI .,
e malgrado·il rrg,ore della stagione. P.iombò ·sopra' Susa che _pochi. giorni dopo, ai H novembre, dovetté capitolare. Però conviene ri~ cardare che la vall,e del Chìsone era già da tempo .occupa!a dai Francesi e da essi preparata à servire di ·base a -simili . operazioni, e d'altra pat·te non s~ trattavache di una-traversata effe_ttu~bile in ~na criornata. -~la bei~ più lunga è la storia dell.e op~raz1oni rese d1sç1.;ti·oset)er, il rigoré della stagione. Ne/ dicembre cleI .1742 lo stesso Carlo Emanuele III, che può clirsi ·il Leone delle .Alpi, Qbblig~to a ritirarsi dalla Savoia per il Moncenisio,"vide·per poco converl:i!a la propria. ritirata in ·un disastro: sebbene ~perasse in 'casapropria. La ritirata., scrive il Costa da Beauregard ('I), fo più' di.sastro~a che-una b'a,ttaglia perd1Ùa,' l\irma ta struggeva.si per malattie, si . arrivò al di_ qua delle Alpi. al 1° gennaio; molti ammala~i morirono di fre~clo. Il '°cenerate De Villette che viaggi;1:V-a co lla febbreaddosso mon ar. (' . rivando a Sus.a. Molti soldati vali di ebbero rt1embra gelate, sopra'. tutto nel passarl:i il:Ceni~io . l\'.Ialgrad9· tu!te le .cm:e prese ~1~i q~artieri d'inverno, terribili mal.a ttie si manifes1arono a marcia finita e gi'an parte di quella Lruypa:'ne ft.i distrutta. Convie.ne però rammentare che il verno era stato eccessi.vamente 1:igido in gùeil'.anno, e che sul Cenisio, dur:antf} -il pa-sso.ggio ·infuri~va la ~orpienta·, le qµali d1,1e circostanze se non bastarò~o·a rendere' impossibil~ ('.operazione, la _ · resero piùmicidia!e: · ·Nè meno disastrosa fu 1iel novemb1'eA 744 la ritir'ata del· CoÌltì per l' Argentera. · · · · , , ·. . · . -Narra il s: Simòn (2) che furono trovat1 assiderati sul Colle_tutti "'li uomini ed i cavalli cl1è trasportavano il iesoro, dell'armata, e ~be le soffe,.-epze dei Gallo-:lspa:pi non furono ih g~neralc minor~. di quelle patite da.i Sa.rdi nell'inv~rriQ, p1;ècedente. · , . In epoca più recénL~, · alla meLir del gennaio 1797 '. .un dtsastr~ non minore fu sublwdagli Austriaci nel tentativo dr sbocco d,u .monti, per le aspre vii:i ·del Baldo per val d'Adige, verso l'alti , · . piano di Rivoli. --. ·, · Questo nome richiama ·d'oi·dinario al militare la sola parte leggenda;riamente brillante di .1quella st,rana .battaglia, ricorda Bona1
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(l)' V. ,Item. de 'costa <le Dea•tr'ega~(l voi. ,Ili . {2) S. S1Mo~ Cam~agna del 1741.
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PER · LA DlFESÀ ' TERRITO'RfÀLE .
parte eh~ con mossa fulminea vennè, · vinse, ; ripartì per rmnè.et·E\ sotto Mant<1va alla Favorita. Ma non tutti rammentano egualn1ente il ~,ontèbaldo coperto dalla' heve. iecente, caduta per due _giorr1i di seguito, e le condizioni 'tristissime nélle q'irnl,i dovet.iero ~rovarsi 'ìe· (';Olonne'·austriaèhe alla ;igilià d'ell.a ·bauaglia, ed ancor più nel rical-;. caì·e ,coll'animo oppi·esso dallc.1 ,sco'i1fit1:a quelle vie disagevoli in cÒtidizfoni 11:i più penose. ) ' puèsti e~ altri eseinpi di opetazionj tentate con varia fortuna:nella cattiva · stagione ·àttraverso passi aipini ,elevat.i da .2000 a .2500 metri, sul'niare,. s,e mòsfrano da una parte la mate·riale possìbilità di si1nili tentativi per parte di corpi di truppa no'n moì Lo nume_rosi, pérmettoqo, a nostro ~vviso, di confermare .quanto premettemr1!o:chè cioè ben più .disast1:'osè potrebbero :essere·le ~onseguenze di un'opera:zione tentata su scala più v,istp. pui·chè la 1:esistenza fosse preparata. . Cosa cli e deve essere bene ponderata da c9loro .che pensano: · bastare tl'invemo i giganti di ghiaccio a guardare ·re n-ostre Alpi. In conclusione, gli elementi' ca1:atLeristici deile montagne prese11tano ·cond_ii iofli e nàt1.ira così svariali che il volere dettare reg9le fisse e gene.rali sul.modo di difenderle può portare ad ·erronei apprezzamenti. Le cose delle dimostrano abbastanza che le ·grandi ope1~1zioni ed éssenzialmente·i.pèriodi c1~-lminanti d_eÌla dife~a' potrani:ro svolg_ersi o dentro ò fuori dai monti a second'a dai caratteri cli questi : Moltt3 norme potranno essj re ' clate .sia pei· l'una éhe per l'altra difesa;· ~ co,ne tali potranno- essei:·e apprezzate quelle che.il genel'ale Kphn forniulava ·pei· paesi di montagna foggiati siaa conéa, sia a caten·e successi ve. 'rerò, ripetiamo, ùna cieéa app!i- · cazione di queÌle· massi me pòrtèrebbe al più colossale cl:egli errori: quando ;i.Ila stessa. stregua si· calcolasse per esempio una ·conca ,i·istretta cit·èondàta da alte montagne ed iì1gombra di ostacoli', come · q_uella di· Trento, eét: una ·. vasta, concà come quella di Boemia circondala, in parte, ·piuttosto da ·colline che da montagne;· qnando abbastanza non_s.i pèrisasse ai rapporti geq1_netrici frà J'·estensioné del fronte -cqe può essere te11uto dall'~sercito operante, e quella dei terreni nei quali si doves~e operare. Una cosa soprattutto però noi Italiani dobbianJo ricordare ,ed · è · che il mass.imo vantaggio che possano offrire. le montagne è subordinato alle condizioni seguenti:
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DEL METODO NEGLI STUD.I. PER LA , D_IFESÀ TERRITbRIALE .
· ,1° Che debbano·essère"necessafia;nente attrave!'sate dàl grosso dell'invasio.ne ; , ,· · _ · .2°, qhe:obblighii1o il ·ne:tnico a · diviqersi assumendo· dh;erse lince d'operazione, ~Lrategicamente :;legate; · , . 3° Che tolgano ogni spei·anzaall'ih,,as-o~e·di far vi vere la guefra colla ~auen;a; . · , · ·· ·. . .. . . . !f° Che rendano pl'essochè impossibile la loro completa occupazi94e.e diano piodò alle gu~rriglie_paesane,. di annidarvisi. e 1;imanén•i· anéhe dopo che .ii gl'OSSO .dell',invasiqne· I~ abbia auraVérs;,Ì.Le ; · . . . , 5° Che pr~senti.çio su ciasç~na .o ;·su parecchie almeno ~elle: linee d'operazione; l(lcalità opportune a grandi atti controffensivi, situate a buona poi-tata dalla piànui·ri. ·sicchè le riserve ·vi accot·rano CO~ celeritt possilJi'lmente sussidiate da ferrovie. :. . LJL ma~sima parte di questi · favori è a: noi --concessa dalla datura: lungo la ··cerchia delle Alpi; spella alÌ'Halia di completarne J' opera con un b1~òn ·assetto·.delle fortific'a):foni' e delle ferrovie, ·c61_. l'addestrm11enlo clelle popolaziqni. alpine ,aJle armi' con tale sviluppo ,delle forze di mare· cla. assicurare il 'libero_impiegò ·<Ù tutto I' eseni,to stblle f1·ont{ere. di· tm·a. ·· ·· <:
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·Maggim·e di stato maggiore . . ' .
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~Una truppa ron ancora irnpe.gnata nel combattimento dé;'essere . ,affatto dispon!bi.le, e perc_iò soddisfar.e alle condizioni di· completa ,;omandabilità, d~ massùna mobilità, . di mi·ninui 'Vttl-nernbilità. '-L'espe.rienza in~egna: Jl'0 .che l'àutoritiÌ materi,lle e . mohtle direttamente _esercitata cl:t uh solo capo ,non è sufficiente soprn una fronte eccèdente i 1100 rnet6,' ed anzi questo limite va conside~·ato come un massimo _fprse eccessivo; .2° che una. tfoppa raccolta._ m ~onnazio~e om.ogenea, per muove1;e con facilità; rapiditir ed· ordrne n~n deve eccedere la fronte di 20 metri; 3° che, i;it>pet.Lo ai __ ~uo_chi dell'ai·tiglierifl e .a quelli dejla farùeri !t a gi·andi distanie, i' soh che poss.ono colpire truppe non ·irripegn~te, la vulnenibiliti cresce·. molto più coL crescere la profondità della formaz ione, che ' non col creseere l'estensione frontale. , · ·· - . . . .Ciò. posto'; 'perch.è una truppa soddisfi alle condizioni elementari riehiest~ _nella ma'.noyra,. deve assuni~{·e forma in cui, pur ce\·caridò la minima profonclità, pres~nti @a fronte non superiore ai 100 metri per s-tare, e non superiore ai .20 p'er muovere: Ja. fronte su. perio~e ai 1100 metri non permettè un unico comand9 diretto; quella: s1,1per1ore ai 20 metri è mestieri si. rompa in parti distintè e ind.i- . pendenti pe1; muovere lib,eramente. · , · · ·...· .
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ANCORA \u REGOL AMENTO
TATTrèo
.La riga d_i 28 s.olctati di.. froriie ràpprésenter~hbe il tipo teorico ..el~mentare di tutte le formazioni di manovra, come quello che ha la minima profondità,. è assai lontano dàl limite massiffi<) di frontecomandabile, raggi u~ge appunto il limite di frontemobi!e·;·s.enonchè la fonnazione ele.mentt'lre _.da manovra composta di un così piccolo nùmero. di solcfati porterebbe ad un 1rni'ssimo .frazionamento che, nelle formazioni complesse, si tradu1:rebbe poi in un·eccesso di proJondità e quindi ·maggiore vulne.rabilit1, giacchè nelle·. formazioni ' di manovra viene:.sempré e nec~sariamente·sacrificata la.minima vuhforàbi!jtà, alla sumcieni:e cornandabilità ,e massima mobilità. . · Il p·loto~e di 24- file in ' linea su due'ri-ghe..è la forma elementa1·e da. manovra stabilita. dal nostro iegolamento, ed . è quella generalmente adottata .in pressochè· tu'tti gli altri eserciti. In èssa la truppa :conserva i ·caratt~ri. di pe,rfetta çomandabilita e d.i sufficiente µiobilità, ·e il lieve a~i11ent'o di pi:ofo~dità le conferisce una:. certas~al1ilità e compatezza che non avrebbe. su di· una s·ola riga. .Il -plotone il.linea sta, ;muove di front.è; cambia di direzione. P,er . muovere éli fianco subisce una lrà&formazione, rad4oppia cioè.le file, se-vuole evitare un ·ecçessivo allungamento dui·ante la ma'rcia, o una faticosa andatura; ·ma fale trasf9rmazione è così facjle e tanto rapida che si ritiene inutilé cercare di evitarla. La formazione d·ì fianco per qiiatt1·0; ·essendo piij comoda a-1 soldato in moto e adattandosi 111egli10 a qtialunqu.e ter.reno,. è qu~lla che il plotone aélopent cli preferen;rn, qµa,.ndo o la màggio_re vtilnerabilità, o le esigenze della.,formaiione complessa, di c.ui è elemento, · noir consigliano I~ forma nqrrnale lineare. , Una truppa che combatte deve: 11° poter sv.iluppare o la massima . efficacia di.fuoco, o la, massima potenza· él1 urto, secondochè gli ·· oc~ corra adoperare o l' u.no o l'altr9 mezzo d'azione; 2° presentare la . minima vulnerabilità all'azione nemica; 3° mantene;·e efficace· il C(!mando e la .vigilanza da parte dei ca.pi. 'i~ evidenfe che.il massimo effetto utile del fuoco della fanteria si _ottiene q11àndo alla massima efflcacia degli spari individuali si unìsce fa massima quantità di spa_ri-nella'unità di tempo e d.i front.è. Alcune condizioni· irìfluenii sull'efficacia cli·ciascuno sparo indiyiduale come · cl'inélole organica sono fuoÌ·i dei .dominio della tauicà, sebbene il . ;
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. PF;Ì~ •'LA NOSTRA F A°NTERIA
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tattico debba tenerne conto; altre inveée sono.m'ere condizioni tattiche le .quali pm,sono essere mochficate così dalla forma tattica, come da.t m·odo éii .eseguire i fuochi. · · · · · ( · . Si · supponga·. che una truppa· faccia fuoco a circa 800 m~tri dalla.fronte nemica. Ad una tale distanza l'angolo di caduta dei proiettili è· èosì grand,e, ;l'angolo visuale sotteso dal bersaglio . è cos(pii,;colo, che ogpi condizione sfavorevole alla migli9re esplicazione del fnoco può tanto scemarnel'efficacia_da renderla "Qressochè nulla·' siffatta distanza è necessarib che il tiratore faccia fuoco-con . . ' . la massima calma e comodità per ·ottel)ere la massima precisione, e p.13réiò. abbisog1~~ di sufficiente spazio per scegliervi l'a:ppostament.o · più sicu{o più comodo, di sufficiènte libertà. per tirare a ~ernpo e modo opportuno, lentameµte e con-preciso .puntamento:_tutte queste condizi@i si .ottengonò solamente .con · forma tat.tica assai rara, e,,. coi fuoco (lssai lento e a volontà. · Se invece supponia~o .il tiratore trasp~rLato ad una' distanza minima. daÌlà fronte nemica, a 200 .metri per esempio., è evidente che, ameno di~çceziorialissimi -càsi sperim'entabili·p'iù di frequente riella difes~ che nell'attacco ' .tutte le condizioni favorevoli. ·a.ll'effi·' c.acia del Cirò iildividUale non sono più completainente·conseguibili, nè con la forma tattica, nè •con la specie dei fuochi; alle bre-hssime distanze la concitazione d'animo. è al colmo, non .si vede attrà maniera 1~ m~ttersi·.al 'riparo dalle offese che risolvenclo l'azione ·a1 .più presto; è già rri.qlto se in tali condizion_iil soldato carichi l'arma_ a 'dovere..\~ punti orizzontalµiénte. innami a sè, ,Per contro però, a dista,nze miùinie la traiettoria.dei proietti.è così radente, l'angolo visuale sotteso·~al bersaglio è così grande, che si può ottenere una sufficiente ·efficacia da ciascuno sparo individuale a:n;che se esegùito . n:elle,i1iù sfavorevoliconitingenze; si potrà a'llora accre~cere al mas- · simò il numero dei tiri· rispetto all'unità di tempo e di fronte, coll'accrescere la densità della · foòna~ione, ·coH'ac-ce.lerare il tiro ed anche, o~e convenga,, con l'uso cteì fuochi .a coman_do . . ,.. ~ra i clue acceirnati estremi., dalle masiirne distanze alla quale si ritie~e ancora. utile il fuoco mirato, alle più ,brevi dove ancora è possibile sostener~ l'aiione di fuoco, .havvi una continua grada1,ione ·. nellé condizioni ·che possono deterrni nare la forma tattica e la specie dei fuochi. Se ne deve quindi concludere che rispetto alla efficacia ·
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ANCO~A (L REGOLAMENT? TATTICO , ·
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. del fuo~o f l'a fa,nteria,adotterà, a cominciare dà. circa 800m 'dalla front~ r1emica, forma- assài r~ra · e fuoco a vol~Ùtà assai · leJ:1to; per andare man mano che s'avvicina, raffitlet1do Ja formazjone' e accelerarldo il fiwco, sino ad arrivaré ·alla p,iù ;;;·eve dista~za: d( circa 2~0 metri, con forma compittt.à ed es·egl).endo fuoco accelerato sia a volonlà, sia a cornanclo. Ogni precoce addensamento· della formai tattica o aècelèramento-'cl_el fuoco individuale non accresce l'efficacia del fuocp co-Jlètti'vo, cor11·e ogni risparmfo .di forze e cli in uniz.ioni alle bi·evis.fime distanze è uria ·di mi1iuzio,ne cl' efficacia deU' azione d,i fuooo. ì: , Ognurìo sa che-al di' Jà degli 800 rnOetri non è ·co~1 veni~nte spera1;e una sufficiepte effiecacia dal fuoco mirato, nondimeno afle grandissime· distanze, fra gli 8(10 e i '1600 m,etl'i, si può anch~-Mréa1;e uà c9.mpenso col por~a,·e ai massimo il numerò degli s'pa.fi ~t.essi rispetto alla fro1ùe,ed al !empo. Infatti a tali : distanz.è ·,a truppa è-fuori la ,portata dei tiri più efficaci ~lella f~ntèri;i nimica, e può, ·sino a,d .un certo·limité ri:ga,;arsi'.al fuòc~ ·dell'artiglieria adÒLLando forlll'!t assai soltile' e mobile; godendo quindi di un relativQgrado' cli siqurez'z,t indipendentemente d\1,i ripari, eventuali che· od're ·i.I ·terreno ai singol i tiratori, . ptio adottare la forma densa é sotlile, 'Tutta:via anche in siffatta condfa ione non cleves:i usare un fuoco ,t1'oppo celere, oè.:. : correndo pùi1tare almeno con ,quella. precision~ nec:essaria, per ·servirsi della opportuna linea 'di mira, come -pm:e non .è convenienbe US~tr~ il fuoco a Volonta perchè' questo presto degenera fuoco accelerato, copi·e di fumo la froute, dislurba il tiro individuale coi movimenti non contempoi·anei' fatti-dai Ùnuori messi a quasi a con~atto fra loro . fo éonclusion~·i fuoqhi a grandi distanze per essere utiti dovi·arino· essere a comando, sufficiei1tenrente len~i e ,nediànte fo rn~azici'ne lin~are cpiJip~U(l.. . . r.
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PER LA NOST RA FANT.ERI·A"
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La inassima potenza d'urtò ?6.n può essel'e spiega.fa da·una tnippa se 11on q tiando essa presenta h( massi n,1a: compaLtez1.a unita. aIla ·massima velocità : è una veri.là che ,tulti sentono e comprendo1io; ma d'altra parte ognuno seni.è e èomprende che in questa forma , nelle · condii.ioni dell'odie1~no arrnarhe~to, sarebbe irripò~sil}ile aHicina.rsi . alla fronte di fuoco ·niimicia_·senià. sub{r tali gnwi~sime perdite da :togÌi'ere alla fqrmazione stessa · ogni potere pel' urtare. Senza rivan- ·
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··· gare Ja· storia della: tattica éteH'urtQ, ,si _puq as~erirè che oggi, pérchè · . un atlacco Fiesca,,bisogna che sia vididainen_te preparato dal fuoco; in altre parole, bisogna,. che l'attaccante possa' col fuocq produrre taii 'ctairni al difensori da renderlo im:potente a contrastare con Jo stesso mezzo;l'azionè dell'urtò: l'esito dell',tttacco è 'pertanto determinato daJla precedente azione fontana, . l'urlo !~On s'erve 'èhe a mèLtèrlo in evidenza e comprovare la. prevlìlenza di .forza. · · Dirnque, una, ti:nppa ·che va all'atlacco, deve prima impiegare tutti i suo i !nezzi per spiegarè la massin:).a po lenza di, fuoco; solamerite da :tale premessa; le è 'lecito ripromettersi trn favorevole risultato dali:a.::ione d'urtò; ma. ciò'.nontoglie che l'urto stesso va · portato cdrì la massima. vèe,mern~a, ,e perçiò, con ia . massima forza · mobile in for·mazione compatta, altrimenti la 1'nà.teriale dimosl11a:z.ione del risultato jJrecèdent.eri1~nte oltenuto verrebb.e a mancare · pel' ~ifett6 del i:nezzo in1piegafo . ., . · ln. lesi generale, si ·.possono da · cÌ'ò dedurre le segue{lti. conseguenze : :.,1_0 la stessa fruj)pa che pr;eparà:.col fuoco l'attacco deve proceder1é'all'urto, peròcchè in arnbedue i monienti bisqgna.spiegare ' la inassinia forza, e· qùincli ; 2° la Lruppa.,cht:Ùtttac.ca,. deve a.dopei'are ·una formazione tattica, meclianle la · qu'ale .·si possa, senza transa- . ~iohe;p.asJaÙ irnmediatamenle dall'azion.e di fuoco a .èrnelhr d'urto. · .ta·.formazione or orà dimostrata. iùtile al plotone' per. l'a.ziOJl'? di· ,fuoco, ·gli·- è duJ1que conveniente-anche per l'urto, comr,- qttella che, ra:i'a alle m_aggiori distanze del fuoco rnira~o della _fanteria, ya man man.o raffiuenc1osi per giung~re h1 fÒnna compau.a e 1nobilissima a quella .disla111.a minima a ctii s'inizia l'assalto propriàrn~1ite delto_, e quindi.l'azione·t (\rt.o . · Studiandò la. fòrn:uizione più utile,al coù1ba.ttimento sùtto Faspettò della vulnerabilità, si è genernhnente esaget·t}ta, dopo l"adoiione del °fucile a ti·rorapido, Ja necessilà dell,dornut ·as9ai ra1·.a,. di modo che ogg'i non è .insolito vede1'e nelle ·esercitazioìri, con l'u;iO ·delle sottili ·e deb.oli catene, l'.abuso delle . fronti necessariamente estese·, . délle risern~ numerose, frazio.rrat.e · e· 1nòperose. Egli è sola.mente questo abuso che fornisce·un solìdo argomento ai .s0sten itori ,dell~ cg,tene ·coprenti le ,;1uisse wm,battenti, ai ·tementi della dispersione delle forze, là quale· asseriscono come inevi ta bilmenle d,erivante dalte catene· 'combàitenti ·e masse . manov'ranti.. · ·'
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PER LA NOSTRA FANTEfl'I/\
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Per ·reagite tontrò !;abusiva tènden;,a alla dispe1;sione.dèlle forze, basta considerare che qualora la mi.nima vulnerabilità .si voglia copséguire-unican1ente col diminuire la·densità., /alle minime distanze . la formazione dovtebhe ·present<!.Ì'e la. massima rarezza, pr'esentarè, cioè, .lit condizione in cui l'azione del ,fuoco è. miI?,ima, nulla quella dell'ur:to. ·. La vecchi~-~cuola consi~liava, e l'attuale regolamento prescrive (N. 529), che per l'assalto una parte soltanto della truppa. sia principalmenteincaricata della,prepa.razione col fuoco,. pÒrtan.doii sparsa in catena sino.a .brevissima distanza dal,làJrnnte nemica; la rimanente, tenuta in riserva sino a.'q'uél 1nomento, fatto sgom,b1·an . ,_la fl'onte, dovesse poi i l'l'Ornpere in for1:n,a c9rnpatta senza per nulla partecipare al f~oco . A. questa ma,ilovra si aurib.Ùisce un. doppio vantaggio : la frupp_a impiegata ar fuoco, non élovendo che sussidia~ riam~nte partecipare dall'nr:to, può a-dottare la forma .meno vulnerabile; la. truppa destinata ad Urtare, cop.serva'.ndosì intatta sino all'ultiino momento, può coT.1 più vigore frrornpere sul nemico. ~ È però fac ile dimostrare .che, .data tu'ia ,.certa quantità d1 forza mobile, impiegn.ndone parte n'ella sola azione eh· fuoco e parte nella sola azione d'urto, s'i avrà necessa.damente ima prepai'azione meno . sufficiente e quindi un'inu~ione -più diffici le e,più·dehole, tbenon. ·impiegaado la stessa forza tltHa in amhedue ·Je funzio11i, e segnatamente in quella clellà p'reparazione, che,',come si è detto., è Iwdeter·· ·minante 'f'es.ito, dèH'attacco. La 1ninima vulnerabilità si ·può e si d~ve procui:are medi.ante la rarezza della foi·mazi on~, · _sola.~1~nte ~qµando- e: sir10 a che ·qu~sta . non giunge a scemate -là. potenza. dei -m~zzi d'azione deÌla trupp,a,'; oltre ·questo limi te sarè9be assurdo; tanto ·varrebbe che per risparmiare i soldati si lasciassero a: casa. A scemare le perdi te vi sono altri due mez~i di cui non è mai abbastail,za consiglig.to l'uso: evi-' tare d.'in!Pegna.re forzl:\, senza un evjclente e determinato scopo; determinato tino scopo, cercare di conseguirlo nel minor tempo pos~ibi_le e perciò senza rispi}rmiare la truppa disponibile. Ut dove i) nemico presenta tenacissima · resistenza, sono masse- d'annaÙ che possono superarla, non tenui catene, atte bensì a tasta-re, m9lestare, ingannare il nem,ico,' deciderlo ad unà falsa'manovra,, ma non mai · romper.I.o violentemente e dimostrài·e evidente la prevalenza. di fopza.
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Il piotone, ?Ome ele1~~11t0' delle formazion i complesse ~ssèndo o· ìutto· impegnato o tutt.o in rise1;,va, non potendo variare la suà. forza. . as.soluta, clov,rà variarè la suà forza rela.tivamen_te. alla fronte occq, paia: Ogni voi.La' che ·si chiede un'azione più intensa, è indispensabile· che il ploton,e si avvicini alla fronte nemica e restringa. la sua fÒ.rmazione .. Ma· con ciò esso si rende ineviLabilmente .sempre piit vulnerabile, e fa sempre più _sentire il bisogno .di riso I.vere I';ùìone per abbreviq.reJa durata 1del combattimento e dim_inuire il .numerò . assoluto delle perdite. Js' cruesta~necessilà dell'azione della fanteria la cagione int.i'rna del gin. 11otato carattere distintivo di-quest'arma: essa, a discreta 4ist.an'za dalla fronte nemica, può ancora considerarsi disponibile; ma volendo modificare f'intensit4 d·ella propria ·3:zione deve avvicinarsi, e av_vicinandosi s'impegnasempre·più sino divenire indisponib ile.per.essere inèlul.tabilmente trascinata.a de.:. ·cidere l'àzi~ne nell'ass,unl.a direzione.. .
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Consid~rand9 infine.,la .formÙ-- tattica ·eieinentare pel comba,btirnento sotto l'aspetto. dell'effic;cia del ··coJ}Ìando·; si può oss_ervare che ·l'inflÙenz,i. dei capi devesi fai'sentire in una doppia m,aniera; in rappoi'to ,·cioè all'indi~izio ·dell'azione collettiva di lJllta la tr.tÌppa, e in rapporto ·all'esplicazione dell'azione. particolare di ogni sing0lo individU:9 '. ·La, p\.irri.a maniera s_cema solamente con l'estendersi deHa -' fi:onte Sll CUl; Si ~sercita, e si ritiene divenii·e insufficiente quando questa fronte· eccede i ,100. ., metri ; la seco11da maniera scema. crisi .co·u l'itumentare òella fronte, come principalmente co~ crescere del numéro cfegli 'indhridni ; .nell 'attuale condizione crarrnamento; si ritiene di v~ni r'e insufficiente per tÌn gr'uppo superiore ai 12 uo111in i. . . Ciò posto, it plotone,. nella sua a~ionè collettiva, peressere CO,. -.m_andato efficacemente da un-unico capo non dovrit occupare, nellà (òrma cli massimo diradamento, un froìHe superiore ai mo metri·. · Tale diradamento . del resto comporta tra le 'file l'iiùervallo inedio di quasi sei passi stabilitÒ~ppunLo cow~ massimo del ..regolamento _(N . 286); senonchè lo stesso regolamento permeLte ancora (N.305) che l' in ~erva llo di squadriglia fissato normalmente a sei passi, p_ossa . . « in cerLe circos~tinze )> ·allargarsi sino ad eguagliare la 'fro'nte d'una squacfrigliéi d_istesa; e però. dalle circostar,,ze fav_orevoli all'aliti{: gamento degli intervall i di squa4,:iglia ,de,•e .essere esclusa quella
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·268 ·•
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ANCORA IL REGOLAME NTO TATl'ICO
in bui· l' interva/Ì~ di fila ~fo. già massi~o, chi porte~e1;~bb·~la .fronte di un plotone di 24 file si.no a circa
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1
--che quando il terreno, piano, unito e. scoperto,, non offre allt} mezzi di riparo a\ singol i tiraLÒri; ma nf:ìÌle ordinar-ie contingenze in chi i.tiratori possono trovare almeno un mediocre rip'aio anche 1~elle aécidentalità del. terreno, la fronte del plptone ,può ridursi a -60 mè!Ì'i., · ch'è app~nto _quella normale stabilìtà 1al ;·egolameilto .. .Per quanto riguarda la clireziOJi'e degli alti ·e mòvih{enti indivi- · . ,duai'i, non è più sufficiente l'autori tà di "un solo capo, ·epperò il plotone si suddivideinquatirosquadriglie. I.c'omandanti di queste , vigilano ~lirettamentf.!_ sull' eséèuzione 1el f\10cotjndiv-iduale, sull\ippostameiito dei tii·atori .e sui movimenti, del piccolo aggregàt0 per l'.esecuzioné' degli ordini del capo plotone. Ma là sLi1divìsione del plÒtorì'e in sq·uadriglie non cieve far dirnenti~are che lo scopo suo si limiUl. ttlla vigilanza immediata· sugji atti incli v.iclurlli, e oltre . (questa la squ~driglia non ha altra i1npo rtanza .Lattica .. . Dalle fotte premesse, si ?onclLtdè cl_1e,_il plotone, \'aggrega_to ele.mentare.. della manov1:a e del combartnne.nto de)la ·fanteria, ha per formazion·e fonchwien talè la lim,ea. r ) "· In linea sta, muove .di fi·onte ,o,indietro, c.aml;ia direyi one; dalla ,linea· volge d.i fianco per: qùiuro, e in questa O:no_va forma muo,,e di fianco, cambia direzione per filè e ritorna;. in linea' fronte a destra . . . o a sinistrtL · . In linea, esegue fuochi a comand~ cp1a.n10 è a 'lunga. portata dal fuoco -deÙa. fucilei:ia nemica; 'dalla. linea, eiHrando neila ' zona del . fuo co mirat9 dellà. fa11Ler i,l', ·~ ,;Ìrc;~ 800 n'leLri., si clistènd~. in caL~na a ìntervaHi massimi, ripartito in quattro squadriglie, e in questa nuova forma tirei·à'lentamen te a volontà., s1a,,~nz'l.a sbah i: neÌl'es·e,·cuzione di ogni movimentò.avanzando'i·estringe gl'iptervalli progressivàmei:ite in ,mani.ei·a ché ·essi risultin9 presso a poco i,.seguenti : '
'
.
(I) Qui e in appresso gl'intervallÌ sono calcofa ti da petto a petto dei capifila, senza cioè·t e'hcr c·outo· degli spazi òccupati d agli stessi •:ap1fila , siècome s'Ùsa in' pratica di .misurare sul terreno l'estensione d'una catena.· J · )
cli lìla
Intèr,va lli -
di sqi1adriglia .
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Fronte del_plotpnc
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800
600
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metri
6 6
60 a 100 45 a 69 .i,5 30' _a 45
9. .
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a 2
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300 200
6
in linea
30 17
~d a ·misura che ·restringe. gl'intervall i avviciùa'ndosi aWdé'onLe ne- . mica accelera il fuoco; ritorriat.o al la ·Tormazione lineare, ·fa fllooo ceiererriente a volontà od'anche' a comando , attaoc.a: a!la-baibnetta·. i'I plotone ohe, ·entrancl'o .in a·zione, .va a far parte d'una Jinea ·ch e· aià combaLtè la formà coh'ispondente alla distanz'a in cui. V . . ) adotta·· • . . trova la fri:nite nemica. I
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lli'tervalli '
Dist~nza
dal nemico
160 metri d'estensione ('1) .: necessari a . La fronte11iassimadi 100 metri non è .tuttaviarremmeno ....
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269·
Pf,R LJ.'' NO.STRA FANTERIA·
•
. · IV.
t stato d·etto che·l'òrdine più il.attfrale . secondo cui il regola~ niento deve presérivere gli aùi e dnovi111enti propri i della comp~gnia, co'rn,1;) dei corpi · 'inaggiori, è ..quello il quale 1neglio si' pl'es~a . · .a,tl'istruzione dellùru'pp~, e q:uindi considerai·e,-prim a la compagnia butta sottratta a(l'azioìw yerciò ·paf·te dell'ordine di combattimento d'un corpo 'supel'iore, poi i'mpegnata· 1~ejlo s,volgiménto d'una fase còn so.opo speciai'e e perciò considerataautononia e nell'ordine normaie di combattimento, infine cqmpleLaù1enLe impegna.ta. e perciò· nuovamente considerai.a come· parte integrante·dell'ord,ne di combatbimento di un corpo maggiore. t stalo·ailchè detto che ·la co~pagn1à, come la più -piccola 1~n.ità di combattimento, dip~nde tutta immediatamente dagli ordini del capitano, ·e quindi in qtialunql!,e condizione si trovi deve s·ocldisfare alle condizioni di presentare fronte non superiore ai ·,100 mefri per la comandabilifa, fronte non superiòre Ùi 20 metri per la mobilità, profondità ininima consen:t_ita 'dalle çilfre due condizioni. Ciò' rammentato facile diviene l'esame d.elle formaz io·ni opportune alla compàgnia .
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. ANCORA ÌL
~EGÒL:~IENTO
. ,PER L~ NOSTRA_ FAì'fT,E R(A·
T<'.\;rTICO
La formazion·e in· linea dà per I~ compagnia (4 ' plotoni con 24 · file ognuno) una frorite di -ci1'ca 70 metri è la minima profondità.. Essa perfantò è an_còra nei limiti di sufficiente eomandabilità, e ·pre;:;énta. la miIJima rnlnerabiJità ·ai -tiÌ·_i· lontani . clèlla fanteria e -clèll'artiglierfo. ,·mil. non si pre$ta all;l faci le inobiJi.ta : ognun'.l sa infalli quanto incomodo e quanto difficile sia la marcia fronLale d1 una li_Ì1e5t di tale estensi·one anche sul teneno d~lla piaz~a d'armi. La compagn ia cfonque può usar~ la foi'majn linea scilamente di'pi è fermo: per muovere deve trasformarsi. · . . , · . · . · Le p_iu naturali 'trò·sformazi~n i ché in' taÌ C{4;o pt1ò adoperare sono: · ,J O Volgere tutta di fianco per qnatt~:o e· cambiare di,:ezione per fìfe (fianco destro.e· per fila asinist:r"a). 111 questà nuo-va forma il mov(mènto è perfettamente libero e facile,· J'allungan1ento .déllaforrhazione in myt,o è quasi ins~nsifiiJe; ma presenta l'inconveniente d''una èccessiva profondità e divie'ne pet;ciò a.ssai vulnerabÙe ai tiri !ontani dell'artiglieria. È pertanto .adopéi'abile utilmente o fuori Ja portata éf/ìcace dai fuocf1 i d'ar'Liglieria .0 di,versamente al coperto da questi: Deve poi necessari amen te- e.ssere.adope"i·ata qua'ncto il teri'èno non consente altra fornìa. . . - ·. . , ' . . . . '. . La'seniplice trasformazio_ne,di fianco è pure utile, per gli sposta. menti laterali, nelle sJesse cii·costanze in cui utilesiritiene Ja forma in linea a ferµ10. · 2° Volgere 'i · plqtoni di fianco per quattro e far loro ,tam, bi'ai·e direzione per fil_e (plotoni, fianco destro e pe·r fila a' s1:ni.stra). Questa forma in -linea di plotoni · di fianco ha il vanla<mio · che cia:scimò 1ei plòfoni . muove ,con la 1hassim.a ag~volezza la · compagnia. pre3enta un bersaglio. as·sai diFadal:o e meno profondo; ma per cont1:o, in ,t~1T~ni alquanto -fra~tagliati .e coperri·, !"unità. della compagni~ resta Lroppo di'sgfegata, per cùi il movimento d'ins_ieme risulla ·_come ti tubante,. quin.di dif'ficile e soggelto a disordine; segnatrunente poi si presta poco ai _cambia,n'eDJ;i . d-i··direzione. E pertanto assai utile pei rnoyimenti fron_tali non troppo estes i, su terreni uni Li e scop,erti .tormentati dai fuochi dell'artioJierìa. - · . ' . " . 3° Infine piegarsi in · colonn~ ,serrafa per ploton'i. QuestJ. for~azione ha_117 metri di fronte e ·,i ,i. di profonqità, e pei;ò riimisce tutti , i requisiti richiesti per la manovra, cioè mi~ima profondità compa.ti bile con la c0Iidizionè . di perfelta mobil°ilà; ~è)
271,
Ìn essa la CÒJl!pagnia è; come s{ dice, alla mano del ca:pitano, 'si muove in, tutti i sensi con la massi~a facilità, può camb.iaì·e· di direzione od ancl1e volgere di fianco _senza ·mai disoi;dinarsi, si · trasforn~a pres_ta.mente in qu?lunque altra ~ormazìo~e. È per··eccellenzµ. la forma adatta alla compagnia non impegnata. · La colonmi pei mezze compagnie prescritta d·,u nostro regola- . mento ha beosl) I vantaggio d'una Ìninore ·profondità. di quella per · plotoni , mah~ il .grave inconveniente di m.u9vere c~rn·sotnma'diffi. co!Là. Ad essa è preferibile Jt doppia. ,colonna (cotohna di. plotoni · pre~critta dal regolamento francese), ot,tenuta dal piega1nento· dei plotof.li d'ala su q~telli . cent1·.a li; cosi, ciascu.na ·me_zza .compagi1ia _restando .. in ~olonna per plotoni e s_vincolata ·.daff altra:, il movimento risulta assai più facile . ,Nondimeno è dà credere che il lieve _ · vantaggio.presentato da c1ue~ta formazione rispetto alla vulnerabilità. ·. noµ. compeiJsi ·rinconyeriiente d'ingombrare. il regolamento di un ,. · ·.altro non indispensabile meccanismo di manovra. · La comp~.gnia ili formazione di-manovra, dovend.osi, come spesso si è ricordato, ·semp1:e considerare come dipendente è intimamen~e colleg~ta'cla unico comando superfore ad ui1 breve tratto cli fin ea combattente, non Jtvrà bisogno di .altre eh:~luzioni che quelle oceor:renti per /muovere innanzi o in r_itir~tta, spOstitrsi lareralmente, cambiar dire_zione essendo in rlloto , nè di·altre trasformazioni oltre q.nelle occorrenti per passa.re da ognuna delle accennate quattro forme o ad una delle rinianenti, o all'ordine di c.' ombattimento. . .. . ,
Per co111ba~tere 1 Ja compagnia .posta clalla fronte· nemica · a di·stanza superiore deUa portata efficace dèl ruuco 1nirato della fanteria, . · oltre gli 800 metri, può far come il plotone, dei fuochi ,a coman1q, . d'insierne, o meglio per· plotoni_.·successivame·nte standÒ in line~: I1rquesta. co nèlizio!rn, i) combattimento non -impegna ancora fa fanteria, -quindi_9,pil"vi è 1;agione .di tenere_mia parte della forza sot'tratta: all 'azione, e tuLla la compagnia può essere . irnpiegaL,1 . con7 temporaneamente. Ma appena enLra nella zona dei'fuochi mirati, verso gli 800 nie,. ':tri, :devè necessariamente sottrarre una parte della forza-dall'azione facendo la passare in riserva, 1e ciò Lanto per e\'ilare perditè inutil i e sviluppare nello stesso tempo a parità di fronte, un fuoco più effì-
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' I 272
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' ANCORA IL REGOLAM EN TO TATTICO
cace, quanto principalmente per conservare i mézzi. necess~ri .alla manovra ·e non vedersi trascinala presta.mente a decidere 1 azione i_nopportunamente e però inefficacemente. . . ,AIJfl distanza massima del fuo co mirato la r,ompagnia,. dovendo presentare al nemico unafonnazione della ~in ima densi_tà, o doven~o inoltre essere sempre sollo il comando diretto del capitano e perciò di una fronte non si1periore ai -IOQ metri, non impiegherà che un solo plotone in catena. . . · . . A misura che la distanza si ristringe ;;i. sente il bisogno e s1 r1co~ nosce l'opportunità di accresc1we l'intensità. gell'~zione aument~ndo il numero dei tiratori sulla rronte e acceleranclo il fuoco . Perciò a circa 500 metri dal nemico u~ secondo plotone ~alla riservà passerà in ca.tena. ·Tutta la manovra che p't:iò speltare alla co o:ipagnia si riduce <reneralmentea deteiminare, secondo l,e cond izioni- cle_l combatti1;ento e lo scopo in mira, se questo - primo· rinforzo deve entrare a destra o a sinistnl della primitiva fronte, se e ~ovç un altro plotone debba essere impie~to nell'azione_ av~nti, ancora di decicle1'la. Qualora un terzo plot<me dovesse entrare in catena durante la fase dimòstrativa, intervenà generalmente verso i 300 metri dalla fronte 'nemica o poco prima. La distanza cli 300 metri va consideratn. come la mi_nima, anche nelle più favorevoli condizioni, ~n Qui è ~ncora p~ssib_il e ~'azione dimostrativa. Ad una tale distanza le perdite sono. inevitabilmente lanto gravi, la fanteria si trova cosi impegnat~, che non si ?uò a lunoo temporeggiare ._Devesi nec.essai:iamerite spmgere- al massimo l'inte~sità. del [uoco, e perciò avvicinarsi' cli più con · un ultimo sfoi·zo poi'lànclo ·in li nea t'utta la truppa ancora disponibile, per preparare C?Sì l'atto risolutivo e -c9mpierlo nel minor tempo pos,... sibilo. A.i 200 metri tutta la-compagnia è in linea;. L'ultima parte della riserva ent'rerà in azione preferibilmente verso un'ala, ma del resto su qualunque pu1ìto della fronte di · f!;lcico. In ques_t'ulti ~o caso -si . aYrà.Ùna parte della linea 1_-addoppiala, una formaz1o~e 10 c,ilonµ:a se è ancora permesso il nome di una formazione· regolare ed ordinata, perocchè in qu,est'ultima fase dell'azione è in gualunque modo 'impossibile evitare la confusione prodotta. se no_n da altro dalle gravissime. perdite che inevitabilmente si devono JUcontrare. 1
.
273
PER LA NOSTRA FANTERI A
L'importante è che ['ultimo rinforzo, quello che ancora meno ha sofferlo , s'acconci in modo da fare il massimo fuoco, prima d'irrompere sul nemi.co con la maggiore possibile contemporan ei tà. Per ciò che r iguarda il sostegno devesi considerare in primo lnogo la forma, che evidentemente sadt una di quelle da manovra già indicate, in secondo luogo la distanza dalla linea combattente. Questa seconda questione è della. massima irnpor·tanza; ma ·a risolverla basterà aver presente che Lale distanza deve sotll'arre le riserve dal l'azione diretta sulla linea ~omba,ttente , compatib ilmente al bisogno di tenerle a portala di potei' accorrere opportunamente . e di mantenersi semp re in legame tattico con la. linea. Le truppe possono essere ~ottratte all 'azione in due modi, con la distanza e coi ripari; di questo secondo modo sal'it utilissimo usare, ma non abusare, perocchè una ri serv~ assai vicina alla linen. combattente può essere inopportunamente trascinata per questo solo fatto nell '.azione, anche se perfeLtàmenLe al riparo dal fuoco nemico. Considenwdo le di stn nze indipendentemente dai ripari che servono mediocremente a ~liminuirla, si può stabilire: 1° Che una distanza superiore ai i:> 00 met.ri distruggerebbe o allenterebbe la .necessal'ia relazione tauica fra la linea combnuenr.e e la propria riservrt; 2° Che una distanza inferiore ai 200 metri coinvolgerebbe la r·iserya nell'azione diretta contro la propria linea combattente; 3° Infine 'che la distanw ·della riserva dalla· propria linea combattente deve in tutti i. casi essere -minore di q.uella che separa questa li nea dalla fronte nemica, affin e d'essere in tempo cli accor- ' rervi opportunamente. Per la compagnia in partico lare si può ancora aggiungere la considerazione dei liT)1 itatissimi mezzi sussidiari di cui dispone un cn.pilano per esercì lare il comando e mantenere stretti i legami tattici, per cui la distanza all a quale dovl'à tenersi il sostegno si avvici~ierll meglio alla minima che alla massima, e può rissarsi in tesi generale fra i 300 e i 200 metri. · Una compagnia che per le condizioni del combattimento abbia finito per impegnare tutLa la Slla forza,'o sia chiamata a impegnarla 1
Al<NO Jl'.Jl'.VI, VO r,. l ,
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·
18
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27-i,
tutta contemporaneamente, combatte, ma non manovra più. Essa cioè continua nell'azione intrapresa, ma ogn i moditìcazione all'intensità e all'indole di questa non dipende più da se stessa, sibbene dal corpo maggiore di cui fn p~rte. Non è più un'unità. comb~ltent.e, ma Ja frazione di un corpo maggioré, un'elemenLo dell'azione, e perciò entra perfettamenLe nelle condizioni del _piolone rispelto alla compagnia e deve comportarsi in, analoga mamera. . Come norma general e, nna compagnia che dalla riserva passa alla linea combattente, va a prendere quella formazion~ che alla linea stesso. conviene rispetto .alle contingenze del comb~ttimento e alla distanza dalla fronte nemica. . Dovendosi impegnare tutta contemporaneamente per concorrere all'azione decisiva, cercherà di arrivàre sulla linea combatt~nte subendo le minime perdite, ed esercitarvi il massimo fuoco pnma di irrompere in forma compatta per urtare con la massima po~enza. Pertanto si avanzerà in quella formaz ione da, manovra ' eh~ 11 terreno con ·enlirà come meno vulnerabile; assumerà poscia forma lineare per far fuoco e assaltare ~11a baionett~. Qua~do il terreno o la condizione delle truppe lo esigono, la compagnia può assaltare formata in colonna, ma in questo caso_l'aziope di fuoco che precede immediatamente l'urto sarà sviluppata .dall!!, \Sola sezione di testa, perocchè alle brevissi~e distanze sono assolutam~ille ~a ~vitarsi le trasformazioni, le quah genererebbero non solo l mev1tabil~ confusione, ma probabi lmente il totale scompa.gin~mento. . . Riassumendo le cose dette, può concludersi che per le evoluz1on1 di compagnia il regolamento deve pre~crivere: ,t O Le forme di manovra: la linea di fronte per stare a portata del tiro lonlano della fanteria e dell'artiglieria:; la linea di fianco per muovere latera1'11ente nella stessa condizione'. ~d ~nche .per muovere perpendicolarmen!e fuori la portata de.ll'~rt1glter,_a; la lmea per plotoni di fianco per stare o per muovere di fronte m terreno il.mito e scoperto a portala dei tiri efficaci clel~'a~tiglieria e~ anche ,delJa fucileria; la colonna serrata per plotom d, fronte ed, fianco per stare o muovere in og?i altra condizione; , . 2° Le trasformazioni per passare da una dAlle acc~nnate ad .ognuna delle rimanenti. forme, o all'ordine di combattime.nto. . .3° Le forme di combattimento: la linea per esegull'e fuqch1
275
PER LA Nos\·nA. FANT ERIA
ANCORA tL RE:GOLAMEN TO TATT I CO
a coman~o alle distanze superiori agli 800 m·etri;, l'ordine normale cli combaLLimento che assumerà una delle seguenti disposizioni a seconda della distanza dalla fronte nemica: Distanzi dal nemico metri
800 600 500 400 300 200
PloLo nì impegnati
lntervnlli di plo~oni _ passi
»
Fro ,ite d ell a compJ flnia metri
60 a 100 )) 45 a 60 . 95 6 6 a 50 (1) 65 a 95 6 i!OO in linea 70
1 ·I 2
2 3, 4
1
l)ist,, nia del sostegno metri
300 300 250 250 200 ~
4- 0 Le norme pel éombattimento contempotaneo di tutta la
compagnia, e segnatamente quando interviene per decidere l'azione assaltando alla baionetta.
Y.
Nel combattimento il battaglione si comporla in modo assai simile alla compagnia, salvo che il primo, componendosi di unità capaci ciascuna di svolgere un combattimento completo, deve bensì ricevere impulso e direzione del suo comandante, ma può nel combaltimento considerarsi come ~cisso nelle compagnie che funzionano autonomamente. Per tal modo l'azione direttiva del comandante del battaglione può, nel combattimento, estendersi sopra una fronte assai maggiore che non sia quella consèntiLa dalla efficacia dell'immediato comando; maggiore fronte proporzionata all'importanza della missione del comandante e dei mezzi sussidiari onde dispone. Ciò nondimeno' è necessario che nella manovra •il hattaglione conservi ancora la caratteristica di unità dipendente direttamente dall'unico e.ornando, affinchè possa sempre muovere risolutamente, (I) Osclllorà rra questi limiti secondo cho i due plot<1ni serrano separatamente ciascuno verso un'ala o verso il centro della compagnia .
•
PER LA NOSTRA FA NTERIA ANCOR.A I L REGO L AMENTO T ATTICO
•
guidato da una sola mano e da un unico giudizio verso i punti dove la sua nzione sia ri ch iesta. In cònseguenza cli· quest'ultima considerazione, la. forma in linea con le compagnie spi egate, sebbene debba. essere compresa in quelle proprie al battaglione, non può essere considerata come formazione di manovra; perchè il battaglione (4 compagnie) assnmendo una. fronte estesn 286 metri sfu ggirebbe all' influenza dell'unico comando diretlo. La form,t .che invece riunisce per eccellenza tutte le proprieLà rich ieste per la manovra, è la. linea di colowne di co1npagnia (per plotoni oserrate) a inte?'lJalli rist1·etti, perchè presentando fronte di 77 metri e a. profondi Là di 'I 4 resta in pugno al comandante . perchè ogni compagnia rimane svincolata dall e vicine, perche nel movimento su terreno oppoi·tnno l'inte(·a fo rmazione. partecipa delle prerogative proprie alla colonna di compagnja. La linea di colonna di compagnie a intervalli ristretti è quindi la fo rmazione normale del battaglione tutto in riserva; ma per gli spostamenti laterali torna assai opportuna la for mazione in colonna (por plµton i e serrala) la quale qualche, volta si r~nde necessn.ria anche pei movimenti verso il nemico, quanclo il 'terreno non consente la linea di colonne.· Siccome i princjpali movimenti d'un battaglione in r iserva si· riducono alla marcia frontale e alla marcia laterale, sarebbe assai ac·~oncio che la forma di linea di colonne di compagnie a intervalli risfretti Cosse trasl'o rrnabile in qualla cli colonna serrata di battaglione per plotoni. li nostro regolamento non ammelle in alcun caso che tale trasformazione si esegua direttamen te (N. 1H 2, 5 13 e 5 17) e ciò per due ragioni : la prima clie esso considera la I inea. di colonne ùi compagnia a intervalli di spiegamento come la normale ; la seconda che essendo' fissa la profondità della colonnà. serrnta. e variabil e la fronte clella linea di coloone a intervalli ristretti (a 4. passi) insieme alla estensione del fronte dei plotoni, ne deriverebbe che con plotoni a fr:onte piccola (co me avviene comunemente con lo compagnie sul piede cli pace) sarebbe impossibile il pa~saggio dall a linet~ alla colonna. L'incon veniente sarebbe di leggieri eliminato fissando che l'intervallo minimo fra le ·colonne in li.nea sia, non già di ,i passi, ma. di 28 passi meno In. fronte cl'Lm plotone; in tal caso infatLi così la 1
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f1:~nte della linea co~e lR profondità della colonna (propriamente, c10 che basta, lo spazio rra le guide di egunle nome del ,1° e uÌti mo P.lo.ton~} sar~bbero ~guaii , e la diretta trasformazione sarebbe poss1 ,.bile 111 Jognil caso; molt1·e per plotoni della forza di i,auet·ra,,.-,9J4- fìil e' I 1nte~vailo eelle colonne in linea risulterebbe poco più dei 4 passi fissati dal regolamento, e nella. istruzionè di pace, si avrebbe s~mpre la fronte della linea eguale a quella occorrente per la forza d1 gtterra (,1). · . Un' ~I tra fo rmazione pur neco:;saria al baltaglione è quella della lmea. di fia~ico, q~iando le strade e gl i shocchi non consentano la. ma~·c1.a col lronle di plotone. Que»ta l'orma utili ssima nelle rnal·cie log1s.t1che, e forse anche sul campo di bauaglia. in lontananza del n.01~1.co e fuo1:i n!!'atto élell~ di lui azione, presenta jnvece gravissim~ rnc.on.ve~1ent1se usala tn prossimi tà ùel nem ico e sotto l'azione dell art1glier1a; . negli spostam enti laLerali ·assume tale lunghezza cl~e le compagn ie sfuggono all'inrluenza del comandante del battaglione,,. ne'. m~:im~nli p~rpenclicolm:i, ol tre a Late svantaggio, presenta I alti o p1u guwe d1 una eccessiva vnlnerabilità. Essa quindi n.un sarà usata che quando assolutamente le al tl'e fo rmazioni non siano adoperabi li per imprescindibile causa delle condizioni del terreno. Al tra fo n~azione propugnata pel battaglione è quella della colonna doppia amm~sa dal regolamento fran cese (due colonne di ~ezzo batta?lione . in I inea ad intervallo di 6 passi), ·la quale si ottiene dalla lmea di colonne a in tervalli ristretti mediante il pierra1~ento clcll.e .colonne d'ala su quell e central i. Questa forma ha 111;..,~ giore mob1 1l tà della linea di co lonne, minore vulnerabilità delia colonna, ed occupa il minimo spazio . Può essere adoperata utilmente ~e'.: compor~·e le grosse rise1;ve di fan teria; ma anche qui , come p,trl.u1do dell analoga fo rmtt della comparrnia nasce il dubb io se p~r lievi vantaggi convenga ingombrare itrerr~Iamento di for0 mazioni non indispensab ili . te,(~ai'1 Rcg.ola men~o fra ncese hn, cvi.tato lo stesso inconveniente fissando a. 2d p3 ssi l'infra lo no, :nal.e f'. u lo colon no in linea, e aIla fronte di s~ziono più 6 passi la distanza I: compagnie 111 colonna; cpperc1ò ha cosi una lin ea cl i colonne di compa"n ie che non · Il'' c1· · " ba tt.a li e nè ad . ·rn t ~·a . ' s~1csamento, nè 3d intervalli minimi, 011 una colonna di g one a p1 ofond1!à va r1ab1h, ma sempre co nsiderevoli .
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ANCORA IL REGOLAMENTO · TATTICO \
Infine la formazione Ì'/J, linea d·i colonne cli compag1}ia. w i11,~er.·valli dì. spieg.amento, per la sua minor densità, é assai. meno vulnerabile della stessa formazione a intervalli ristretti, e quindi riesce utile a maggiore ·vicinanza .dal nemico. Ciascuna coionna vi ha la massima mobi lità conseguente dal suo completo svincolamento, ma per contro, per questa stessa cagione, rallentandosi i legami ,tattici fra le· compagnie, scemi.t la mobilità dell'intera fornì.azione considerata come unità. Oltre a ciò, la fronte estendendosi sino a.285 metri, l'efficacia del comando unico scema grnndemente -e le compagnje . tendono ciaswna a còmportarsi indipendentemente. Questa formazione va qùindi conside1:ata c·ome, transitoria fr.a quelle dft manovra propriamente e quelle da coinbattimento: a misura che il battaglior1e si avvicina alla fronté nemica con lo scopo determinato di prendere parte all'azione, può man mano séemare la vulnerabilità della forma e prepararsi alle condizioni in cui an·drà a. trovare il cornbattime1ùo, aumentando gl'i'ntervalli e lasciando maggiore autonomia 'alle compagnie . Queste ·allora potral)no meglio: ada.Ltarsi alle condizioni local i adoperando forme proprie, e ne ri- · sulterà piuttosto un 01·dine separato per compagn.ià che una linea di .colonne nello stes~0 senso dél la.par9la: '
Nel eombattimento il· battagli,one si sci9de nelle·'sùe compagnie. Questa p1;Qprietà dà un'ill'.!pronta ·assai di versa all'indole del combattimento del battaglione in confronto a quello della compagnia; ma, per ciò che riguarda la forma·, si tradute nella facoltà di occ11- , pa}'e una front~ molto piiì estesa di quella deteàµinata come fimi te all'efficacia' del comando diretto. · La ·prima conseguenza di tale facoltà 'è che il battaglione; anche con catena diradata al massimo, · può subito impegnare più d'uria compàgnia, così.che l'ordine normale di combattimento pel battaglione è con clne coÌnpagnie impegnate e.dùe in riserva/ Ma, come la compagnia, il battaglione prima. di usare la' formazione diradata, impiega quella in linea pei fuochi a grandi distanze; è inteso però, in questa come 'in ogni' altra con-dizione di . combattimento, che ciascunu. compagnia, pur agendo secondo j'indirizzo determinato dal comandante del battaglione, conserva la propria autonomia., e si comporta di propria iniziativa in conseguenza delle
PER LA NOSTRA FANTERIA
27,9
condizioni risultanti dal suo posto· nella.. linea. Pi.uttoslo che un batlaglionè in linea, sono quattro compagnie spiegate l'una .a fianco dell'altra. · Le compagnie i1npegnate per le prime nell'ordine noqnale di combattimento, agiscono neltindirizzo segnato dal comandante del battaglionç, ciascnna come isolata. Quindi ò che l'intervallo fra le due compagnie può variare sensibilmente; iiondimeno', . essendo necess~rio che il maggiore mantenga sempre intimamente leg~ta all'unico scçpo l' azione delle compagnie impegn~te le prime, e ciò senza esaurire tutta la propria riserva, si può stabilire, come massima l'Ìspondeiùe al la maggior parte dei casi·, che l'intervallo di compagnia non debba eccedere il fronte di una compagnia distesa., affinchè con l'impiego d'una sola compagnia del grosso si possa colmaire la lacuna. La distaÌnadel gros::;o dai sostegni può in massima, e ripetendo ·1e os_servazioni fatte per la compagnia, essere .egual~ a quella dei SO$tegni, così che quando questi sono entrati completamente in Iinea, il grosso li rimpiazza nella loro funziòne. A quale distanza dalla fronte nemica: è n~ce~sario che il grosso . entri tutto nella 'linea di fuoco per decidere l'azione propria. del battaglìone? La questione posta in questi termini non ammette diversa risposta di quella data pel sostegno 'della compagnia. cioè, che.giunta la cateM a 200 metri dal ·nemico tutta la 1·iserva deve essere·pass.ata nella linea combattenfe, perocchè quando l'azione di fuoQo è giunta a tali distanze la decisione s' impone da se stessa e · giova prepararne il risultato coi maggiori mezzi . Ma, sebbene l'intervento dei -sostegni e del grosso avvi ene alla stessa distanza dal nemico, non' se ne può concludere che avvenga pure. n~llo stesso tempo. · Se, infatti, l' intervento dei sostegni decide il combattimento proprio delle compagn ie impegnate, ne deriverà necessariamente una perturbazi@'e nella relazione di distanza con la fronte irnmica, giacch~ uno dei due _partiti av·rà dovuto cedere terreno. L'ente bat;taglione allora, raccogliendo i risultati dell'azione delle sue compagnie impegnate, continuerà il combattimento conformemente alla. nuon.condiz1one créatasi, e sarà s.olo da questo momen to che, rispetto all'impiego del grosso, si dovrà tener conto deùa distanza fra la catena e la. fronte nemica .
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. ~. 280
ANCORA IL REGQLA!'{E N'l:O TATTICO
Può anche avvenfre eh.e l'inipiego dei sostegni non produca una decisione per equi li brio di forza fra le clue parti, e allora il battaglione interverrà per fare preponderanza coi propri mezzi; ma anche in que.~Lo caso; per l'impiego del gr osso, si' dovrà tener conto del.la distanzadella fronte nemica solamente dopo che i .sostegni sono già in caten!).. In conclusione, dal momen to che la prima çatena entra nello spazio battuto dal fuoco a breve portata comincia il.pe-r·,;odo decisivo, nel quale le riser.vE· sono cost1:ette successivamente a . intervenire, (salvo che questo spazio venga nuovamente ad aumentare pel fatto stesso di tali interventi. . Le forme. che usa il grosso quando consta di più compagn ie sono quelle stesse indicate pel battaglione. Siccome però ogni conipagnia può avere una. maggiore indipendenza pel fauo della maggiore vicinanza all'azione, si usano pure forme meno vulnerabili: co,sì, per esempio, tanto la linea spiegata, quanto la lin~a coi plotoni di fianco, trovano in tale condizione utilissimo impiego.
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28'1
PER LA NOSTRA FANT ER IA
1° Le _ formazion i proprie per la manovra: la linea di colonne ·di compagnia (per plotoni, settate, a intervalli di 28 passi meno la fronte di plotone)per la marcia·frontale e in 11ititiràta; Ìa colonna (per plotoni e serrata) per gli spostamenti lateral i, ed anche per la · marcia frontale quando non è usabile la linea di colonne; la colonna per quattro pei· movimenti in lontananza dal nemico, ed anche in presenza di questo quàndo asso! utamente non è adoperabile altra formazione. 2° Le evoluzioni. necessarie per passare dall'una all'altra delle accènnate forme e ftll'ordine cli combattimento. Fra queste comprendere la disposizione in linea tìi colonne di compagnia a intervalli di spiegamento, per muovere verso il nemico con l'intento determinato di prendere parte all'azione. 3° L'ordine normale di comba.ttimento, corrispondente alle varie distanze dalia fronte nemica c6me appresso: ·1 Distanza dal Co mpagnie Intervalli di itronte riel ne mico · i mpegnate com pagnia ·ba ttaglione
Distanza dol grosso dai sostegni
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Il battaglione che dalla riserva passa a. far parte dèUa linea com-
_battente vi, entra. generalmente nell'ordine normale di combaLtimento, assumendo quella particola.i'~ l'orma che risul(a necessaria in conseguenza della condizione in cui trova. il combattiment.o già impegnato dallà linea. . Può nond~meno essere chiamato· a entra:re tutto unito nella linea cli fuoco per concorrere alla decisione. Jn tal caso il battaglione dovr~ prima percorrere rapidamente uno spazio più o meno graride pèr raggiungere la linea combattente e poi concorrere al l'azione sopra un trauo di fronte su cui generalmente già combatte altra lrt1ppa. Come è stato ·accennato, questo è il caso in cui più utilmente viene impiegata la.linea di colonne cli c.ompagnia a interva.llo di spiega.mento: le compagnie arri.ve'ra.nno così sul determinato tratto d i lineit di fuoco avendÒ sub ito i minimi danni, e con la suHìciente autonomia. per regolarsi ciÌ1scuna secondo la particola.re condjzione locale e adattarvisi convenevolmente . Oa questo momento le compagn ie si comportono come isolate. · Riepilogando, il regolamen to, pei· quanto si r in.ette al battaglione, basta che contenga le seguenti disposizioni: ·
metri
metri
s·oo
2
600 1500 400' . ·I 300
2 Q ,., I
Per: decis:
' metri
5 a _ilOO ·,125 a 300 5 a 1.00 95 lì 220 5 a 100 ,195 a .290
3
i.>
205 a 300
3 4
5 5
295
3'10
.
PrO'fond ità wtale
me tri
mNri
300 300 250 250 200
600 600 500 500 400
))
>)
4° Le norme per la condotta dèl battaglione che dalla riserva va a far parte d'una linea combattente.
VI.
Stabilite dal regolamento le evoluzioni di compagnia e di battaglione con quella precisionè che ha. in mira di far contrarre ane truppe l'abito dell'azione tattica, le .prescrizioni riflettenti il reggimento e la brigata possono ridursi a poche e della massima semplicità.
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282
283
ANCORA IL REGOLAMENTO TATTICO
PER LA NOSTRA FANT ER IA
Deve certamente impressionare il fatto che, dal momento che le truppe cominciano ad esercitarsi sulla piazza d'armi nelle evoluzioni di più battaglioni ri uniti, si vedono belli ed. ordinati movimenti , che alle granè\i manovre, dove l'esercitazione cerca di avvicinarsi per quanto possibile alla praLica di guerra, spariscono affatto. La ragione n~ è chiara. Codeste evoluzioni del regolamento considerano le catene come gingill i appiccicati alla fronte o ai · fianchi delle formazi oni compalte, destinati unicamente a coprirle e proteggerle; .quindi spesso le dimentica, mai suppone che possano essere viyamente impegnate. " Come mai, domanda il « generale Ricci, si potranno avere dei battaglioni di prima linea « tutti spiegati in linea onde adoperare i l massimo (1.1,oco (let.(< tera a N. 588), o parte in colonna e pm·te in l{nea quando « ·vogliansi avere fuo chi di battaglione spieyati(leuera e N. 588) se « a portata del nemico la prima linea sa1·à sempre coperta da « truppe che ·1nano1yrano e coniba,ttono in ordine spa:rso (N. 605)? « Contro quale bersaglio sarà adoperato i l massimo fuoco dei batc1 taglioni spiegati, se a portata del nemico, questi saranno sempre « coperti da truppa che conibatte in ordine sparso? (·1). Come mai, si può ancora domandare, sarà possibile la manoyra a scagli oni" con l'intervallo di spiegamento e la distanza della fronte del battaglione più 20 passi, se questi che il regolamento ~hiama battaglioni non sono che grossi, riserve di una linea combattente, · che devono avanzare, appoggiare o retrocedere non a proprio talento, ma secondo i bisogni e le fluttuazi oni che iJ combattimento impone alla linea dei fuochi? Come si può credere che una linea di più battaglioni volendo sposlarsi per un considerevole tratto a destra o a sin istra sarà coperta sul· fian co dalle catene che marceranno anch'esse dalla medesima parte? · ~ella evoluzione di battaglione lo stesso regolamento concede almeno che i movimenti del grosso possono talvolta essere soggetti a quelli della catena; nella evoluzione di più battaglioni riuniti le catene dipendono sempre dai grossi, devono secondarne tnLLi i movimenti a guisa di ava nguardie o fiancheggio.Lori . Ma se si ammelle che nel combatLimento odierno non vi sono più catene coprenti. , rna
truppe combattenti in formazione più o mena sparsa, è ovvio -che· la maggil)r parte delle e,,oluzioni cli più battaglioni prescritti dal regolamento sono ad un tempo inopportune ed ineseguibili. Non si può imniaginare un reggimento Lutto in riserva, tanto· meno una brigata, senza supporre che si trovino fuori la porlata dell'artiglieria nem ica; se fosse diversamente que;;ti grossi corpi, comunque disposti, sarebbero presto disordinati o costretti ad entrare in azione. i.e fo rmazioni proprie delle grosse riserve senLono dunque e soprattutto il bisoguo di occupar poco spazio e di essere pronti al movimento. .Pel reggimento la. formaz ione più acconcia fl, tale uopo ò l'o1·di1ne ristretto come è prescritto dal rego lamento, coi ballaglioni in colonna serrala per plotoni: in questa formazione il reggimento di 3 battaglioni presenta una fronte di 80 metri e ci re.a altrel.lanlo di profondità.; l'intervallo di 30 pass i co nsente una distinta persof\ali tà. a ciascun battaglione, ;;enza sotLrarlo alla dirella autorità del colonnello; così ogni singolo battaglione come l'intero reggimento possono muo·rere con facilità; vi si perviene con Lui.La naturalezza dall'ordine di ·marcia arres tando e senando sulla tesla ogni singolo battaglione, e poi facendolo avanzare sulla. linea. La brigata può adottare la stessa formazione· portando i reggimenti sulla stessa linea, oppltre diF-ponendol i uno dietro l'allro, secondo sarà per consentirlo il ten eno. Dalla formaz ione di riserva le truppe avanzando in direzione più o menq normale alla fronLe, entrano nel periodo della manovra propriamente eletta, e i b:1tLaglioni guadagnano intervallo per agire li-· beramente. Da questo momento i battaglioni seguono le istruzioni e gli ordini dei colonnelli, ma si comportano in quanto all' uso delle formazioni come se fossero isolati. Le manovre di reggimento e di brigata consistono nell 'alluazione degli ordini ~ istruzioni dati .dai rispettivi comandanti , ma non si possono tradurre in comandi regolamentari ecl e,,oluzioni tassati ,,amenle prescritte: sono l)allaglioni che coi mezzi di cui dispongono attuano il concetto loro espresso , dai colonnelli. Quest.o infatti si vede così in guerra come all e grandi. manovre.
(I) L3 brigata di fanteria pag. 21 e 22.
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ANCORA JL REGOLAMENTO TAT'f!CO
Un re.oo l'.rl'.rimenlo può entrare in azione o successivamente. o con. fomponmeamente; nel primo caso, ch'è il più frequente, impegna uno o due dei suoi battaglioni e consçna gli ,altri o l'altro in riserva, e tu tti si comportano, in quanto alle forme, come se fossero isolati; il secondo caso si verifìu rruando il reggimento è eh iamato a concorrere col peso della sua massa a decidere d'un combattimento giit -vivamente impegnato da altre truppe. · L'azione del reggimento che co"ntemporaneamen te s'impegna è dunque della massima importanza. Intervenendo generalmente sopra un tratto_cli fronte già occupato da altre trnppe che .stanno -per esaurire i loro sforzi, e dovendo riai~fm~re quest~ trnppe_ ~er nuovamente traseinarle nella lotta, il reggimento Ila bisogno d1 fo rmazion i compatte, di densi nuclei in' grad(1d'innestars i nella-linea -combattente ed esercitarvi la massima potenza d'azione. Non si tratta di forma regolare e simmetrica, ma di necess ità, anche in questo caso, si dontt dare l' indiriuo ai singoli b,\ttaglioni e hlscia1:e a questi la massima autonomi:-{ per adattarsi ciascuno _all~t condi zione locale del combattimento. In sostanza, i b,iLtagl10n1 devono ·comport;trsi come nell'analoga condizione del battaglione isolato, indipendenti nell'atto, co llegati dall'unico indirizzo e impulso del comandante del reggimento . La brio·ata entra in azione o con un reggimento per vo lta o con ambedue'\ rel'.ri!imenti . Il primo modo si ha quando il reggimen to di testa sbocc;~do sul campo di battaglia, o conrnnque i'ncontrando il nemico . s' impegna adottando ortHne cli combattimento; in ta l caso il secondo reo·l'.r imento assurne ordine ristretto e coslitui~ce la.riserva O c> 1 . della brio·ata. Il . secondo modo deriva dal primo quanc o .impegnato ~ . ·un reggimento se ne prolungit Ja fronte _col reggimento. rn r1se~·va. Si hanno così due ordini da combatti merito per la brigata: l uno a fron te ri.stretta e con esuberanti risorse a cli:;posizione del suo co· mandante, l'altro a fronte più spaziosa, con sufficienti risorse ri:parlile fra i reggimenti, _ma ~riv~ di una riserva ~enera_le. Ambedue possono trovare util issuno nnp1ego, nelle svanate c1rcos.tanze _di combauimento in cui può trn11arsi il più g-rosso corpo dt fanteria; l'uno se~natamente qu.,mdo si voglia esercitare sopra un det.erm i.nato pu1;·Lo uno sfor1.0 po tentissimo per densità ~li '.orze e pe~· unità ,d'impulso, l'allro nelle più ordina.rie concliziom d1 combattimento su larga fronte.
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PER LA NOSTRA FANTER I A
UO altr'ordine di cornbattim~nto pure propugnato per la brigata ed ammesso dal regolamento francese, è quello dei due reggimenti. affiancati, ciascuno con un battaglione in prima linea, uno in seconda, ed uno in terza; ossia, ngn\ reggimento con un battaglione impegnato ed unr. in rise1:va, i rimanenti due terzi Lai.taglion i costituenti la riserva della brigata.. Così si hanno i vantaggi della formazione per ala e si corregge il difetto di riserva di brigata. Senonchè' quest'ordine di combattimento presenta pure due sensibili inco!lvenienti. In primo luogo i reggimenti perdono molto della loro importanza tattica; con u11 battaglione impegnato ed uno in riserva, il colonnello non può modificare l'azione del 1° batta· glione che o sprovvedendosi sub ito della r/serva, o _spezzando il 2° · per impiegarlo a. compagnie le qual i passerebbero successivamente sotto il comando del maggiore del 11° battaglione. In secondo luogo si ha una riserva di brigata composta di battaglioni di diverso reggimento, perci,ò debo lmen te costituita e tendente a disgregarsi; il migliore impiego che potrebbe farne il comandante.della brigata, sarebbe quello di seconda.re appunto tale tendenza, rinforzando·, venuto il bisogno, ciascun reggi merito co'l suo proprio terzo batta.girone; ma ciò non sarebbe altro ché limitare le attribuzioni proprie di ciascun comandante <V reggimento . Insomma, la brigata ord inata su tre linee toglie molto dell'autonomia, della consistenza e defl'o1·ganica costituzione dei reggimenti senza nulla accordare alla b·rigata, Ja quale resta sempre come un corpo, artiflcìosamente costituito. Una delle caratteristiche che deve possedere o~_ni risen;a è quella di essere un corpo organico completo e indipendente da ciascuno, in particolare, dei corpi impegnati sulla linea, aflìne di -essere completamente disponibile e sotto la mano del comandante superiore. La brigata quindi, finchè è composta di due reggimenti. non può a.vere ·una riserva. in ~ltro modo · che impegnando un ·solo regin1en1.o e mantenendo dispon ibile l'altro:. l'ordine per ala non ammette riserva di brigata, almeno finchè non si voglia sacrificare alla brigata la personalità LatLica dei reggimenti. Una brigata non entra mai tulta contemporaneamente in azione, a meno che così non voglia intendersi quando impegna ambedue i reggimenti ad una volta per occupare una più vasta fronte. Chiainat.a a decidere un'azione preparata da. altre truppe, ent.ra in linea. 1
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ANCORA IL REGOLAMENTO TATT ICO 286 'in tino degli ordinari ordini di combattimento, e preferibilmente ,quello che lascia àl comandante di brigata un intero reggimento di.sponi bile, affinch-è questo possa rinca'iza.re l'azione del primo reggimenlo i1mpegna.lo sopra una fronte relativamente ristretta, ed eser-. ,ci tare cosi sforzo potentissimo.
Pel reggimento e pei· la brigata basta dunque che il regolamento ,contenga le prescrizioni necessarie p~r '!'·ordine ristretto, ch 'è pro.Prio di tali ·corpi, e per l'ordine di combabtimento . Nell' ord'Ìne ristretto possono occorrere lievi movimenti, liev.i carn· biamenli di fronte, la trasformazione ali' ordine éli marcia e viceversa. · Per la manovra prop1;iamente detta, che comprende lo schieramento ,e l'·anicinamento al la fronte nemica, la brigata si scinde in reggimenti e quesi:i in battaglioni : la unit1i di manovra è il battaglione, ,Je brigate e i reggimenti, considerati come tini Là, non manovrano. · Nell'ordine di combattimento il reggimento può impegnare subito nell'azione uno o due battaglioni . Ciò che maggiormente influirà .ad assurn·ere'l'una o .l'rdtra disposizione e la . clist.anza della fronte nemica al momento in cui il reggimento entra in azione. Si può .dire in generale che incominciando ·il combattimento alle maggiori distanze, il reggimento impegnr, subilo un battaglione e tiene gli -altri due disponibi li; ne impegna due quando entra in combaU.imenlo a minor d'istanza clal nemico o vi perviene con la precedente :azione. L'ordine di cornbattimento quindi, tenuto conto di quanto si è .eletto pel battaglione nel periodo decisivo. presenta le seguenti mo,dalità: . . Distanza Fronte della riserva l>istanza Battagl1om . Intervalli .della fronte nemica impegnati d1 battaghone del reggimento dai grossi metri
metri
800 {3'00
500 400 300 Per dieci:
1 1 2 2 2 3
1
»
met.-i
Hl5a28·1 >> 95 a286 15 a 300 205 a 880 15 a 300 70'0 a 900 15 a 300 665 a 900 1 15 900 1
metri
600· 600 4'00
·1200
))
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La brigala può normalmente adottare due ordini di combattimento . Il primo è quello che impegnando ambedue i reggimenti sulla stessa linea, ognuno di questi si comporta come quando è isolato. li secondo è quello che, impegnando un solo reggimento in principio dell'azione, l'altro può essere poi impiegato o a fianco del primo, e in tal caso quest'ordine si trasforma nel pi·ecedente, o sulla: stessa fron'Le del primo , e si ha così l'impiego ili due reggimenti uno che s'.impegna successivamenle, · l'altro contemporaneamente, ma ognuno si comporta nei modi propri indicati pei reggimento, Nell'uno e nell'altro ordine non si ha una rn'odalitii. speciale alla brigata.
GENNARO MORENO
Maggiore nel 66° fanteria.
'Profondità totale
metri
400 200
PER LA NOSTRA FANTERIA
1200 900 900 'VOO
1
))
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LE NUOV~~ ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO ECC .
LE NUOVE
ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO PER. L A
FANTE.RIA
I. Colla adozione delle nuove armi, mentre si cercò dovunque di oLtenere buoni funzionamenti meccanici i qLiali ass icurassero per mezzo della retrocarica la celerilà. del tiro e la intensità dei fuochi, l'urono insieme raggiunti rilevantissimi progressi balistici. Ed invern, mentre per le proporzioni meglio studiate dellacà.nna e della cartuccia si avvertiva un sensibile incremento nel la radenza e nella del Liro, la non lieve riduzione del calibro rendeva possioo'instezza bile una combinaz ione di dati pei qual i le gittate dell e nuove anni risultavano quasi triplicate in confronto con quelle che si ottenevano coi calihri precedenti . E ciascuno di questi diversi perfezionamenti doveva esercitare su ll'arte del combattere la propria influenza. Qnantunque infatti le maggiori preoccupazioni si volgessero sulle prime quasi esclusivamente all'enorme incremento nella intensiLà dei fuochi', l'esperienza del campo di battaglia venne ben tosto ad avvertire non potersi trascurare il grande ampliamento che avevano subìto la sfera, d'azione dei fuochi medesimi e la zona pericolosa dell'attacco. Tutti rammentiamo le perdite che le truppe germaniche ebbero a soffrire durante il primo periodo della guerra del ·1870 ogni qualvo lta al comincia.re dei combattimenti esse penetravano ancora acl-
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densate nelle estr1;me zone d'e~fìcacia dei fucili Chassepot: tutti ricordiamo che tali perdite salirono in breve ora a St.. PrivaL,' pel solo corpo d'armata della guard ia prussiana, a.d oltre 7000 uomini. Una simile esperienza fu perciò di stimolo alla Prussia, non solo ad allestire nuove armi più potenti e perfezionate, ma ben a.neo a muni rle di alzi atti al puntamento fino a ben '1600 metri cli distanza. Quesk't innovazi-0ne, alla quale era stata sacrificata, d'assai la semplicità, in codesti ordigni tanto necessaria, l'u giudi cata senza. dubbio ardita. Si creava con essa una grave discordanza fra i limiti, anche quelli più estesi, ai quali si riteneva possibile giungere colle esercitazioni nel tiro, ed i mezzi pratici affidati alle truppe. Si domandava quale fosse la giustezza del colpire di questi fucili Ma.user. coi quali pareva promessa la sicurezza del coglier nel segno a distanze così considerevoli e così maggiori dell'usato. Riguardo al tiro esisteva però una lacuna fra il grado cui già erano pe1·venute le app licazioni 'pratiche su l campo di battaglia, edi limiti cui si doveva giungere secondo le previsioni dei regolamenti. Questi t1ltimi erano rimasti in addietro. Era perciò stringente la necessiLà di ricollocare gli studi teorici alla direzione della pratjca: laonde, quantunque ancora non se ne prnvedesseil modo, si aveva tuttavia fiduc ia che si sarebbe pervenùt'i a ri sospingerl i innanzi. Il nuovo alzo risolutamente adottato era così una testimonianza della. certezza che la Prussia nutriva circa tale riuscita, ed un incitamento ai suoi ufficiali a raccogliere il quesito e correr la gara di scioglierlo. Posta per tal modo la quistione, incominciavano le discussioni. La sorpresa recata da q'uesti alzi germanici clovea presto cedere il campo . a sorpresa anche maggiore, d:nanzi a quelli dei nuovi fuci li francesi graduati oramai fino ai ·I 800 metri. Mentre la Prussia procedeva all'uopo ad estese esperienze, anche l'Austria, timorosa di inferiori·Là, poneva allo studio una m10va cartuccia più rispondente ai bisogni dei tiri lontani ed emanava al riguardo apposite prescrizioni provvisorie. Questo logico desiderio di utilizzare il maggior rag_gio d'azione delle nuove anni e di recare o:IIesa al nemico non appena sia possibile colpirlo, era perciò divenuto il problema principale. _E già si pi:incipiava ad applica!'e presso gli eserciti germanici le ANNO XXVI , VOJ,, I,
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PER LA FANTERIA
LE NUOVE ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO
conclusioni t.eoriche eme lo risolvevano, quando nu.ovi.avvenim.enti · vennero a confermare la persuasione del.la sua capitale importanza, a porgergli ben a.nzi .quasi \lll -particolare ca..rattere d'urgenza. Chè la soluzione di questo tema, cercala perfino da truppe sì poco am,maes~rate quali le tw·yhe e da q~st.er<l,ggiuntain quel modo rozzo e confusp che per esse era so)o possibile, coµtribuivain L;l.nta parte ad arrestare per parecchi mesi, dinanzi ad un baluardo qmtsi ignoto e ra,[orzaLo da semplici opere in terra, gli eserciti potenli e valorosi iella Russia, ecl a recar Loro in bl'eve volgere di inutili attacchi la perdii.a· en~rnle di ben trentamila Cll,,duti I J;o.pportunità ad~mque de1le nuove idee e clei nupvi studi riel frattempo maturati non ayeva bisogno certam1mte qi ult13riori prOi'e per essere acceltata, non più oramai nella sola &èrm.ani~, m1J. presso ogni esercito. ;Facciamoci ora ad es.amin~rli. Chi p1·endeva per I'addie~ro a cqnsic}erare il Li1ro delle armi nei sQ.oi rftppoiti colla pratiCil del!~. guerri'l,, no» rinveniva nei manuali teorici i.ll~r i dati se non quelli d~sunti dagli accqratissimi til'i di esperienza e t'iferibiij aU' arma considerata sem.pre come esemplare isolato. L'ar.gome11to prinpipale, quasi esclusivo. SL1I quale si basa,v,i ogni discussione se fosse o nori fosse effic,tce il tiro alle varie .distanze era quello clella ampiezza dello spazio b.attuto. Della gi u- _ ·stez.za poco si parl4 v: 4: o tutto al pii\ ess.a serviva soltanto siccome termine di un confronto non ancora ben deterrni.nato per apprezzare l'abilità. di ogni si)i)..golo in.dividuo nel tir.o. Che dai valori cli questa giustezza fosse possibile desun,i.ere a)1ne1Jo il nl].mero dei proiettili .che era necessario lanciare, anche nel tiro indivicluale, per colpire alle varie .cl.istanze nn bersaglio ,di tn:ia cletermit)ata estensione, non .si faceva parola. D.ei riS1-1ltati pratici effetti.va.mente attendibili clal fuoco delle truppe nelle circostani.e di guerra, meno <1.)lcora. ·rutto si niducevit a fissare nella mente l'idea di quell'unica traet.toria teorica sulla .quale si era1}0 determinati gl:i alzi; e la pratica del tiro altro non era se no1;1 un tentativo di a.vvicinarsi. in ogni circostanza, alla riprodu;iiop.e di sim.i.le traettoria teori~a ed i$olata. Ond'è che mancava1:i.o i eriter.i .pre.cisi coi quali deterrµinare le (},iv.erse probabiJktà. di coJpi,re ii,!le diyei:se distanz.e, mauicava quell'apprez~ament,o il q~ale p.ermettess~ di distingµ,er.e ciò cJ1e plJ,ò JÌ<).re l'aJiWa da ciò cl1e si ,pu.ò att~n..d~1;e .~1).1 tini.tore, epperpiò impe-
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disse di domandare talvolta a quest'ulti.m.o risultati superiori alle sue faco ltà, di trascurare tal al tra effetti facilmente otlenibili. Con ·dati di apprezzamento così incompleti, quando si traUava di distanze alquant.o gràndi ovvero non esattamente conosciute, il colpire veniva considerato come effetto del caso più che conseguenza di una prevedibile e bene uti lizzata probabilità. Per·ciò in tali circostanze non solo si riLene, ano sprecati i colpi di fuoco isolati, ma si reputan di ninna pratica e calco labile efficacia anche il tiro d'insieme, poicbè ad altro non lo si riferiva, per app rezzarne il valore se non alle ampiezze degli spazi battuti, .le quali diminui scono così rapidamenLe allora appunto che col crescere delle dista.nze si fanno più sensibili le incertezze nella valutazione di queste. Così accadeva dm con anni capaci di porre foori di combattimento nomini e cavalli a due e mezzo, a tre chilometri, non si reputasse conveniente o non si sapesse il come recare offesa al nemico già a soli 600 o 700 metri di distanza, LuLt'al più a 1IOOO. Main questi ultimi anni la balistica, fattasi più particolarmente pratica, ha recato dovizia di conclusioni preziose. Il calcolo dell e probabililit applicato ai risultati del tiro ha riempito ruoltè lacune; ha permesso allo stuclioso di abbracciare col pensiero non . più la sola traettoria teorica, ma l'insieme delle diverse traettorie che fa stessa arma porge effettivamente di sparù in sparo, nonchè l' insieme di quelle prodotte dal tiro simultaneo cli diverse armi; ha offerto il modo insomma cli tenere calcolo dei veri, degli immanchevoli fattori pratici di cui dispongono sia il tirntorè isolato, sia il comandante di una frazione di trnppa. Tali progressi venivano ampiamente· confermati dai risultamenti del tiro indi..:~ viduale sì con una che con diverse armi alle distanze ordinarie, ecl aprivano la via allo studio dèi tiri d'insieme ed alle loro applicazioni a distanze maggiori. Il capitano havare$e Mieg infatti -domandava ed otteneva di poter procedere ad esperienze di tiro estesissime, allo scopo di constatare se anche i fuochi d'insieme, eseguiti in circostame prossime a quell e di guerra, influenzati cioè dalle tante cause che fanno scemare l'accuratezza della loro esecuzione e la bontà dei risultati di cui è ca- . pace ogni singola arma, rispondessero in qualche modo alle previsioni del ca lcolo delle probabilità, ovvero non offerissero se non 1
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risultamenti casuali, irregolari, e perciò non riassumibili con alcuna ,legge costante. Tali esperienze diedero in generale risultati uniformi. La gran- · dine dei proiettili andava sempre disponendosi sopra zone di terreno la figura e l'ampiezza delle quali apparivano subordinate ad una certa regolarità. Sovratutto poi la distribuzione dei colpi sulle diverse porzioni della zona, se presentava nei suoi particolari frequente alternativa di piccoli nuclei e di piccole lacune, risultav.. però nel suo complesso informata ad analogia con quel raggrnppamento sempre crescente dai lembi esteriori verso una porzione me- diana Ghe costituisce appunto la previsione caratteristica del calcolo delle probabi lità. E ciò anche alle maggiori distanze, alle quali anzi si osservava corrispondere zone alquanto più brevi e meglio battute da colpi un pò più fitti ed eziandio più uniformemente ripartiti. I risnlLati di queste esperienze, porgendosi la mano coi progressi della balistica., recavano così lo sfacelo alle povere massime che avevan regolato fino allora l'impiego deifuochi. ·na un lato infatti il rigoroso esame della.probabilità del colpire, permettendo di prevedere le di verse proporzioni cli efficacia relative ad ogni diversa ampiezza di bersagli, indicavano quali fossero i limiti asso I uti da assegnarsi al tiro individuale se si voleva che esso non degenerasse in ispreco di munizioni; e dall'altro le convinzioni accolte circa i tiri cl' insieme rendevano palese come fosse possibile per essi estendere l'applicazione del fuoco al di ià dei confini del tiro individuale e fino alle maggiori distanze, regolandolo per modo da procedere sempre su previsioni attendibili cli efficacia proporzionala. L'innovazione dei principii volse tuttavia e più spedalmente su questo secondo argomento sul quale fu completa. Ed invero, se nelle considerazioni del Liro isolato la grande' dispersione inerente alle grandi distanze ern ragione per c:ui su ber- · sagli molto lontani si rinunziasse dal trarre, nelle considerazioni invece del tiro d'insieme questa dispersione stessa appariva siccom; argomentò incoraggiante alla esecuzione dei fuochi, perchè offeriva modo d'involgere con certezza il nemico entro un ampio fascio di traeuorie e.fficaci. Se per coloro che si riferivano al proiettile isolato, coll'allontanarsi del bersaglio cresceva il bisogno di ricor-
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rere ai. so_Ji tiratori_ più abili, di ricercare armi e munizioni perfette, d1 _disporre gli alzi in esatto accordo colle distanze precisamente nl~v~te, per coloro invece che st1idiavano il tiro d'insieme alle grandi distanze appariva utilizzabile anche tuttociò che veniva lasciato in disparte d_ai primi. Anzi risulta.va perfino opportun~ adottare per questo t11:o una norma di esecuzione la quale a primo aspetto parrebbe scemare il pregio in cui meritamenLe teniamo la precisi?ne delle anni, l'abilità dei tiratori, la conoscenza precisa d~lle d.1sta.nze e l'esatta disposizione degli alzi: prescivere cioè con discordanza studiata le linee di mira ai diversi gruppi di tiratori . E_d ~ qn_est_a apparente contraclizione di idee non mancarono di app1ghars1 gli oppositori. Considerando però l'andamento della traettoria e le principali fra le cause che possono sovr'essa esercitare inflll.enza, si osserva che: • ,1o brevi ed in parte anche alle medie distanze sono di minore nl1evo gli errori nel giudicarle; la radenza del la Lraettoria è gra~Hle ~ vale a correggerne gli effetti dannosi; infine le variazioni -0rd 1nar1e dell'atmosfera non hanno il tempo dì modificare di tanto l'~ndam:nt~ del pr~ie!t!le ~a· allontanarlo sensibilmente dal punto P1teS0 di mir~. :,\, SIIU di distanze anche il proiettile isolato può po1:g~r_e b;10111 rm1ltamenti ptfrchè lanciato da un'arma in buone con,d1z1~m. e purch~ di1:ett? ~on accurato puntamento. y; questa la ~f:e~a cl azione del tiro mdmcluale e, perchè ne siano considerevoli 1 risultati, è da raccomandarsi la maggiore accuratezza in tutto quanto può esercitare influenza sulla sua precisione. :.il° Col 1!rog1·edire dcdle distanz e medie alle maggiori vanno cr~scendo gli errori nel giudicarle: gli spazi battibti diminuiscono '€ .s,1 fanno sensibilmente più brevi di tali errori, sicchè non possono pm valere a correggerne gli eITetti: le variazioni anche ordinarie -0:ll'ati~osfera agiscono più a lungo sul proiettile e possono esercitare_ 1~0u_enze più sentite: il proiettile isolato va perciò, con ~ra~~1ss11na pro~abilità, a colpire lungi dal punto mirato. Il tiro mdm~uale non porgerebbe qui previsioni di alcuna apprezzabile efficaci~ e co9-viene desistere dall'attuarlo. Se però, giunti a tale conc!us1one, volgiamo il pensiero al tiro d'insieme, ritroviamo ·che 1 punti di caduta del fascio delle traettorie vanno clistribuen,dosi su una zona di teneno sensibilmente estesa la cui lunghezza,
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sommamlòsi a (iueJI.a dello spazio battwto, fa che l@spaziro pe·r-icolos0 complessivo ridiventi di nuovo molb0 c0,nsiderev~le. Q-1rnsM ~iro d'i·asieme adunque ci può off!'iTe di nuovo, non più ffelfa sola radenza ma bensì specialmente nella dispersi-one oppo-I,Ul!fname11te utilizzata, quel correttivo.che sia pr0porzir0nato ai cresciuti effetti dannosi e della incertezza circa la distanza e tr~li;e influenze atmosferiche. È questa perciò la sfera d'azione del tiro d'insiemecoi:i una sola linea di mira. Eperchè si possa far cadere sul bersaglio la parte centrale del fascio nella quale i proiettili sono più numerosi ed agglomerati, è qui pure cli grande momento il non trascurare cure nel ben estimare la distanza e nel ben puntare. 3° A.lle rnassim,e distanze infine, mentre per una parte si accentuano viemaggiormente tutte le cause di fall acia inerenti alla estimazione visiva ed allA influenze atmosferiche, per ·l'altra non ritroviamo nella zona pericolosa complessiva quegli accrescimenti. che sarebbero necessari perchè essa valga ancora a compensar'e i maggiori spostamenti che può :;ubire l'intiero fascio rispetto al bersaglio preso di mira. Ché anzi, per le maggiori distanze, ad eguali errori nell'angolo di proiezione del proiettile, ossia acl eguali Glifetti nel puntare e nello scattare le armi, corrispondono spostamenti longitudinali dei punti colpiti via via assai minori che alle distanze brevi ('I) . Onde gli aumen. ti che i-1 Liro di guerra reca alla dispersione dei tiri di esaLter.za sono, a queste distanze, meno sensi·bili che alle distanze minori ; si deve inoltre considerare che essendo · maggiori gli angoli di caduta, il fascio delle traiettorie vi incontra il terreno secondo .sezioni meno obliqu:e e quindi meno allungate, altra causa che influisce a presentare, nei tiri da lungi, rose di colpi meno estese r.he non nei tiri a distanze minori. Si aggiunga che anche gli spazii · battuti vanno raccorciandosi sempre più. La zona pericolosa con:iplessiva adunque, influenzata da tntte queste cause le quali tendono a ·liri1itarla, non offre incrementi di lunghez~a, ma riesce dapI)'rima sta~ionariaquirnl.i s'immiserisce. Per cercare compenso ai maggiori errori nella sti'ma delle distanze ed agli (1) A convincersi di ci ò basti rammentare che per ottenere gli stessi aumenti di 100 in JOO rneu•i .(li gitta:ta, occorre aumen tare l'angolo di elevaziono di quanti'tà sempre .maggiori col crescere delle distanze. Ciò iodica che a p~ri va l'ianto nell'angolo di elevazione corrispondono, alle grandi distanze, minori incrementi di gittata che non alle distanze bhwi.
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effetti più, sentiti delle vatiazioni atmosferiéhe è d'ùopo procaooiare un tmovo ampliamento a quella dfapers ione che torna, q:unrrdo ben ·regolata, così vàntaMiosa. Ossia è d'ul!rpo estendere i dati cl,~ punta:·· mento a lim iti i quàli già pi·evedano e comprendano fta loro gli er-' rori dovuti alle cause ora rammentate. È quesk'°t a:dnnque la sfera d'azione del Liro d'insieme con du-e 0 con più linee di mira. E poiché a tale manieta di fuochi corrisponde anche una distribuzione più unifor1ne dei punti colpiti, potrà preseJ?'larsi il caso che si voglia farvi ricorso anche q1tando, sicuri circa -la distanza e rlon impensieriti da vei·una circostanza atmosferica dannosa, non avremo a ricercare compensi ad alcun errore prevedibile di qualche rilievo. È chiaro infatti che, ove si .taccia uso di due o più li nee di mira, si geHano sr~l terreno nemico d!le a più fasci di traettorie ciascuno dei qnaH, cdnsi'derato in se stesso, vi determina In propria zona battuta, ossia il p1'oprfo noccio'lo centrale, cl'onde irradia unai rosa cli colpi via via più diradati. 0.ta, siccome per l'ordinario ciascuna rostt o zona: parziale si estende nel tiro di guerra, a lunghezze maggiori di cento metri, eioè più.ampie degli inte1'valli fra le distanze esatte cui si rife1:iscorio le suecessive linee di mira, perciòciasc1ma rosa sovro/ppone i suoi lembi a quelli della rosa seguente. In . . tal modo la zona complessiva soggetta al tiro con più linee cli mira ri&Ulta ben:sì fo rmata da d11e o più nuclei alquan:to fhtamente battati, ma questi sono congiun;ti da; porzioni pur esse ber1 colpi te! sicché nel suo insieme la distl'ibuzione dei colpi vi assume un aspetto abbastanza uniforme. Questo tiro a più' linee di mira può quindi essere eseguito cosi aHe grandi distRnze come alle medie. Alle grandi ha per iscopo precipuo d'i ovviare alle maggiori incertezze ad esse inerènti. Alle medie ha p-er iscopo o l'ovviat'e ad incertezze cli risultati , csd una d~stril1uiione più unifonrre dei colpi sc>pra bersagli cli nna certa profondità. Nel primo caso le linee di mira possono di fferi re di centinaia intiere di mètri ; nel secondo· sarebbe bene potessero variare anche di cinquanta in cinquanta metri soli ; ma può otte· nie1·si analogo effetto c0n una giudiziosa assegnazione di punti diivers"i da prender di mira. In ogn i circostanza. però, sia che si d~sideri un ampliamento della zona, sia che si ri cerchi 1111a distri1
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buzione più uniforme dei colp i, se vonemo evitare gli eccessi o di dispersioni troppo considerevoli, o di raggruppamenti non proporz ionati alla specialità della circostanza, sarà d'uopo aver anche qui cura particolare della esattezza del puntare in proporzione colle cresciute cliflicoltà di ottenerla. Il tiro d'insieme non è perciò un modo cli trarre all'impazzata, per il qnale abb iano perduto importanza la bontà delle armi, l'abilità clei tiratot>i, la periz ia nello estimare le distanze. Tul.t'altro ! Ché le cresciute difficoltà di puntamento su obiettivi molto lontani e le influenze dannose che possono esercitarsi più forti durante il percorso di gittate assai ampliate, rendono de:;iderabile i_nvece la maggiore accùratezza sotto ogni riguardo. Soltanto potremo ammettere che, essendo qui circostanza.di minore rilievo se ogni singolo proiettile colpisca, esattamente piuttosto l'un punto che l'altro della zona proposta.ci, questo tiro stesso, qualunque r isulti ,potrà essere impiegato con vantaggio anche ove si disponga di armi non assolutamente perfeUe o di tii·atori non abilis$imi. Epperò accadrit di questi fuochi, assai più che cli quelli individnali, che i migliori risultati ed il minor consumo di munizioni saranno sempre per quelle truppe che, meglio ammaestrate nel tiro durante la pace, vi recheranno in guerra la maggior-e calma e la maggiore attenzione. Per certo il dover considerare ora, non più la 1.raettoria teorica isolata, ma bensì un intiero fascio di traettorie pratiche, non più la effettiva superficie del bersaglio a battersi, ma piuttosto l'estensione rli una zona pericolosa, sens ibilmente più amp ia~e che certamente lo comprenda, fa correre il pensiero all'enorme consumo di munizioni. E forse induce in seri dubbi sulla possibili Là di dotazioni proporzionate, dubbi però non intieramente giustificati. Anzi, a ben riflettere, devono cedere in parte il campo a considerazioni contrarie. Ed invero, l'apri re i fuochi da distanze maggiori che per l'addietro sarà causa di maggiore consumo di cartucce, perocchè ne riceveranno incremento sia il raggio entro ·cui si s,,olge il combattimento propriamente detto, sia la qnanlilà delle circostanze nelle qual i convenga prendere a bersagliare il nemico , sia il tempo durante cui occorrerà alle trnppe cli valersi di questo mezzo di offesa: ma se, considerando lo svolgersi dell'azione allorchè si entri nelle
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distanze di combattimento ordinarie, poniamo mente all'esperienza di tutte le guerre passate , dobbiamo pure rammentare come, coi modi di condotta dei fuochi delle fanterie usati in addietro, i risultati medi effettivamente otten uti sui campi di battaglia si sieno sempre mantenuti fra il O, 9 ed il 2 °lo delle munizioni consumate, nè mai abbiano oltrepassato queste proporzioni così esigue se non in ispecialissime circostanze. Laonde, per le distanze ordinarie, noi troviamo nelle munizioni inutilmente sprecate del passato· un margine immenso: punto di partenza specialissimo per le considerazioni dei fuo ch i avveni.re. Il tiro d'insieme che ora si va sostituendo al tiro individu~le nei tre quarti circa dello sviluppo totale del combattimento altro non è se non un modo di ben coordinare, e di far convergereascopi certamente raggiungi bili, la grande quantità di colpi che per l'addietro, lasciati alla iniziativa o megli o alla eccitabilità individua.le, venivano lanciati alla cieca verso le posizioni occupate dal nemico senza verun giusto criterio delle distanze, senza vernn riguardo agli alzi .ed ai punli ·a mfra.rsi via via più opportuni, senza alcuna di quelle cure ~olteplici che sono tanto necessarie per un mezzo cli offesa delicato ad usarsi qua.nto il tiro. I fuochi d'insieme studiati ed eseguiti nei poligoni Lenendo già a calcolo gran parte dei. fattori che esercitano dannosa influenza in guerra, noh subiscono quelle diminuzioni enormi di risultati che si dovevano subire coi fu~(:hi fatti secondo i vaghi criteri del tiro individuale. I loro effetti sul campo saranno sempre assai prossimi a quelli prevedibili mercè gli ammaestramenti di pace, anzi osiamo dire che talvolta potranno ben anco superarli , sia p~r la probab ilità che attigu e batterie diano giusta notizia circa la distanza; sia per gli effetti più avverlibili sulle truppe nemiche già scosse od ancora incolumi il che permetterà. soventi efficacissima persistenza, od opportune conezioni nel tiro; sia infine pel maggiore impegno che la seria importanza del fine potrà sviluppare in quanti dirigono od eseguiscono il fuoco . ' In ultima analisi adun·que, ove si discuta delle distanze ordinarie si può asserire eh&, a parità di danni da recarsi al nemico, occorrerà coi nuovi mod i di tÌl'o lanciare minore copia di proiettili che non per l'addietro; anzi il convergere di questi su uno stesso · obbiettivo ed il concentrarvi le perdite gioverà pure all'effetto mo-
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LE NUOVE tSTRUZIONl REGOLAMENTARI SUL TIRO 298 · raie, sicchè l'efficacia finale dei nuMi fuochi saiPà, itnche. per qaast'altra via, cresciuta. Se adunque è forza in oggi preoccuparsi delbl maggiore · copia di munizioni occorrenti sul campo di battaglia, ciò, per le distanze ordinarie, è imputabile soltanto alla cresciuta celerità di tiro delle 11rrni attuali e non già alle nuove teorie sulla condotta dei fuochi : chè per l'opposto queste ultime valgono a frenare la cre:;ciuta fac i1ità di consÙmi. Lo stesso non può cl'irsi per le grandi distanze: perchè qui !.'incremento recato dalle nuove teorie al raggio di azione dei fuochj incf ude ùn incremento assoluto al consumo delle munizionì. Ma, se volaiamo il perisièto agii effetti di tali fuochi noi dobbiamo qui pln~ congratularci del progresso recato d:1 tali teorie peroccbè i 1'esultati che essi ci permettono di ottenere sono assai importanti e tali cla far affievol ire la considerazirme deOa maggior copia di cartucce da impiegarsi, specialtnente. ove sia ordinato il !,ervizfo del loro rifornimento come oramai lo è dovunque e lo sarà per certo ànche presso di nòi. Mércè i nuovi fuochi a massa, qnalsiasi compàgnia, sqnadrone o batteria si presenti allo scoperto entro il raggio d'azione degli alzi, e sovratul,to se in formazione densa ovvero in colonna di una certa ptofondità nel senso del Liro, potrà essere tosto presa a bersaglio e potrà subire in breve, per opera anche di soli trenta o quaranta tiratori perdite assai sensibili. Una batleriR manovranLe per recarsi in posizione ed alla quale si faccia.no cadere simultaneamente alcuni uomini e cavalli sarà grnvemente impacciata, costretta adanestàrsi e con ciò trattenuta sotto fuochi ulteriori che Le!'mineranno per metterv i fuori di combattimento la più parte degli uomini e dei quadrupedi, per scompaginarla e ridurla. alla impotenza. Una batteria già appostata ed in azione, quando si trovi -d'improvviso coinvolta in una fitta grandine di proiettili potrà essere in breve talmente sco'ssa e danneggiata da ·non poter più· perdurare in un tiro efficace nè mutar posizione per 1·iprendere il combattimento. Questi fuo chi obbligheranno perciò l'artiglieria a·scegliere le sue prime posizioni a distanze assai maggiori· che per l'addietro, alle qnali corrispondono precisione ed efficacia di tfro sensibilmente minori. E potranno di poi renderle più grave l'avanzare alle posizioni ulteriMi,
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ritardando così la preparazione e lo sviluppo déll'attacco . I corpi di fanteria incaricati di questo attacco saranno costreni a diradai'e gli ordini ed a stendere la .loro prima schiera mentre ancora si trovano alle massime distanze, ossia saranno costretti a rallentare assai più presto i vincoli che tengono il soldato nella mano dell'ufficiale, il che ne renderà più malagevole la con-dotta. E poichè a quelle distanze non clovranno più temere soltanto, qualche rado proiettile sviato o perduto, ma dovranno prevedere· di essere colpiti da tiri nurnernsi, determinatamente indirizzati, e seriamente efficaci, perciò questi coi'pi attaccanti dovranno preoccuparsi ben .tosto anche della sicurezza delle seconde e delle terze sohiere, ammassandole dietro eventuali r ipari ovvero stendendole esse pure in .ordini diradati. Ma frazioni di truppe co11venientemente appostate potranno-recare gravi perdite a queste schiere sia al loro smascherarsi, sia al loro progredire attraverso alle successive zone del campo di battaglia. In allora, indeboli te di effettivi, scosse di morale, la loro azione èli rincalzo a quelle che le precedettero, e sulla quale si fa tanto assegnamento pér la riuscita finale ,dell'impresa, risulterà sensibilmente affievolita, probabilmente inadeguata allo scopo. Il tiro d:7 lungi riuscirà inoltre di particolare opportunità ove si tvatLi di colpire un nemico appiattato dietro ripari, cosa quindi innanzi ben frequenteiue~1te prevedibile. Un fascio di traettorie dalla lnnga gittata e dall'angolo di caduta considerevole potrà frugare assai più efficacemente e rendere pericolosi quegli spazf .addossati a parapetti che sarebbero intieramente al sicuro dalle· traettorie radenti delle distanze più brevi.. E risultati àncora più appre;1,zahili potrà offr ire questo tiro così all'attaccante come al difensore nella guerra di fortezza, Jà guerÌ'a dalle distanze conosciute e dagli appostamenti invariabili. Ed invero, qualora posizioni lontane ed inaccessibili all'artiglieria dell'attacco avessero offerto pee l'addieti-o opportunità di appoggio alle opere della difesa, potranno ora essere utilizzate per lanciare sulla parte più vulnerabile delle opere medesime una grandine di proietti li assai paragonabile nei suoi effetti ad un buon tiro a shrapnels inat~ Leso. ,I fuochi da lungi si presteranno assai bene a battere , e nei primordi e nel progredire dell'attacco, le località di raccolta. delle,
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· colonne per le sortite, i punti di ricovero dei riparti per la difef-a delle opere. E mentre il cannone abbatterà gli osta.coli accumulali contro l'irrompere delle colonne d'assallo, il tiro a massa eseguito -con calma da lungi e da posizioni opportunam ente avvolgenti, decimerà. i difensori e sarà argomento di valida cooperazione apreparare la possibilità del l'assnlto medesimo. Dalla parte contl'aria poi, organizzato uno speciale servizio per l'impiego cli questi fuochi , si pot.rà rendere più difficile all'attaccante l'apertura delle :;ue·linee lonLane, &i potrà contrastargli con maggiore perti nacia il progredire, tenere ben battuti i suoi approcci, rendere mal servibili le batterie, mal sicuri i parchi, si potrà insomma obbligarlo a sviluppo maggiore di lavori e di mezzi e costringerlo a maggiori sacrifizi. E simile servizio, oltre al riuscire di si effi cace cooperazione, potrà inoltre perdurare fino agli ultimi periodi della difesa~perchè le ('razioni di truppe che ne saranno incaricate, apposta bi I i dovunque e .non esposte in permanenza all'opera distrnLlrice delle artiglierie nemiche, non saranno soggette a venir meno come lo sono lutti i rimanenti mezzi di difesa in opere e materiali. Risultati di questo genere, anche quelli soli relativi alla guerra in aperta campagna, sono adunque di seria importanza e per ottenerli non sarà davvero a discutere se vi occorrano alcune centinaia di cartucce, se si corra pericolo di spreco di munizioni. Chè anzi dobbiamo qui considerare come questi tiri, eseguiti assai da lungi, coll'animo calmo, con ordini saldi e disciplinati , con libertit di scelt.~t delle posizioni, coll'uso soventi possibile di mezzi d'aiuto nella misura delle distanze, col la comodità per;;ino di veri fica re, . ove si vogli a, tutti gli alzi prima di aprire il fuoco, non potranno porgere se non risullati eccellenti e per nulla inferiori a quelli del tempo di pace. , · Non sarà a.dunque per certo a queste distanze che dovremo impensierirci di un comumo di mun izioni alquanto sentito o che .avremo a temere riescano queste inutilmente sprecate. Anzi alle maggiori distanze sarà faci le il rifornimento . Ma con ciò non intendiamo di perdere di vista l'importanza relativa delle varie specie di fo ochi. E se abbiamo presentato sì lunga .serie di argomenti, ciò fu per giustificare i pregi molleplici delle nuove teorie sul tiro e per chiarire qu anto sia ampio l'orizzonte
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sul quale il comandante di una truppa può ora far senti.re l'influenza dei suoi fuochi, non già per attri'buire a questi tiri da lungi l'importa.nza principale nel combattimento. Ché ques·ta vonà semr,re essere riconosciuta al tir-o dalle disla,nze· più brevi, a quel tiro cioè, che 'solo puè accelerare la crisi e risolverla. Laonde se l'opportunità si offre di ottenere col tiro da lungi risultati degni di considerazione, le truppe debbono essere ammaestrate ad eseguirlo : ma il comandante che lo prescrive avrà sempre cma o di procacciare il pr;onto rifornimento delle munizioni o di limitare tale consumo per modo che la maggior parte del.le dotazioni disponibili siano conservate per le fasi ulteriori dell'azione.
Il. Le innovazioni recate dai progressi ai quali abbiamo accenna,to, cominciarono ad essere attuate nella istruzione sul tiro emanata in Prussia nel 187o ; e lo furono di poi in maniera completa nella pregevolissima •Istruzione definitiva che venne a sostituirsi alla precedente Idopo soli due anni, nel 11877. In essa troviamo stabilito, . come cardine di ogni ,esercitazione nel , tiro e di ogni norma per rimpiego delle armi, il principio chequest~non debbano altrimenti usarsi se non in quelle condizioni e con quelle maniere per le quali . soltanto è prevedibHe una p1:opor2ionata efficacia del fuoco . Peroiò, sull'appoggio di tabelle le quali ·diml)st1•ano l'andamento _ della traettoria e le dispersioni delle rose dei colpi, -vi si •prescrive eh-e il tiro individuale debba cessare: a) contro uomini coricati, a 200 metri; b) contro uomini isolati coperti ·per metà altezza, a 250 metri; e) contro gruppi coperti ·per metà altezza, a 35'0 metri ; d) contro gruppi scoperti, a 400 o 450 metri. Tali'limiti sono stati posti affinché il soldato non debba eseguire il fuoco individuale se non quando si trova in quelle condizioni alle quali corrisponde una massima od almeno una sufficiente probabilità di colpire . Consideriamo infatti il tiro .contro un gruppo coperto per metà 1
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altezza poslo, per esempio, alla distanza di 270 metri. In questo caso, che è il confine cui cessa l'uso della piastret~a fissa e comincia quello dell a piccola piastretta mobile, puntando al piede colla prima si fa passare la. traettoria media pel limi te inferiore del bersaglio, colla seconda la-si fa passare a O, 9i- più in alto, cioè all'incir1)a pel limite superiore. A questa distanza la migliore metà. dei colpi si distribu isce nei tiri cli esattezza su 1/i.2 mm. Posto . che nel combattimen to la dispersione di venga doppia cli quella dei tiri d'esattezza, la migliore metà dei colpi si distribuirà entro slrisciE\ larghe 0, 28 . Usando la piastretta, fissa il so ldato potrà for cadere sulla parte inferiore del bersaglio il mezzo fascio superiore: supposto il bersaglio largo 0, 50, lo potrà colpire con 39 proiettili 0 /o. Usando la pia.stretta mobile gitl.eràsul capo del nemico il mezzo fascio inferiore : supposta di 0,25 la larghezza del capo, potrà colpirlo con 23 prcJi'ettili °/o. Questo caso ora considerato è · uno dei più svantaggiosi. In ogni modo si riconoscerà essere razionali le regole accennate più indietro, le qua li obbli gano il soldato a desistere dal tiro quando per colpire una vol.ta già si deve consumare, non una o due, ma bensì tre o c1uat1:m cartucce. Questi limiti furono poi ragionevolmente modificati anche ~econdo la varietà dell e circostanze, giacchè vi fu pure prescri tto che ove la distanza sia esattamente conosciuta non solo, ma corrisponda opportunamente alla linea_ di mira dell'arma, il tiro individuale possa estendersf anche fin o a MiO metri contro i gruppi mezzo cope1ti ,_ e fino a 600 metri contro i gruppi.scoperti. · Al di là di tali distanze l'Istruzione pruss iana prescri sse senz'altro il tiro simultaneo di più armi. 8 qui pure, presentò tabelle nelle quali sono esposti gli effetti cli questo modo di tiro; la estensione delle zone battute; il distribuirsi dei proiet.tiii sui 'Vari punti cli esse; le perdite che si possono recare al nemico nelle diverse sue formazioni sia in linea, sia in colonna, vuoi in piedi, vuoi coricato, lungo i diversi punti delle zone medesime; ed infine il 111:nnero delle linee cli mira e la quantità delle munizioni da impiegarsi in ogni circostanza. Questo fuoco d'ins ieme, che fn stabilito debba usarsi d'ordinario non appena le distanze siano ,maggiori di 400 metri , fu pure preveduto e regolato perchè possa esercitarsi a cominciare dalla distanza di HOO metri dal nemico. E per eseguirlo si prescrisse che
il tivo con ~n-a sola lim,ea di mi·rç,, fosse Iimitato ai casi .eccaz.ional.i in cni il b,eitsag:lio sia fer,rnp ed ip. cui concorrano tµHe, quelle ,a-ltr;e
opport1m.jt~ .di 'tempo, cli c.a1ma, di terreno, le quali possono conr tribuire a rendere più aggiustato il tiro. Nelle circostanze comwii inv:lil,ce fu stabilito sj ,debba serripre far uso di dtie lvriee di -m,ira a coniinciar,e i~ifl, dai 4.00 ,e nno ai '.700 11).,6tri ; e di (re liriee di m·i,r·a per le ~Hstan1,e maggiQ1 i. Nèclob'biamo meravigliarci.di prescrizioni così cosui.nti per ampliam i dati di puntamento. Pero..cchè, ~e volgiamo -lo sguardo .alle cli/;persioni dei colpi ed alle lu,nghezze .~elle z.one inernnti ad_,una inia linea di mi.ra (Tabella 1•e ~· Al legato I 1 pag. 9'.i?). e se ei faccii;tp1p a CPP.i'ìiclerare quale inJ)Qenza eserci terebbeno sulla ef!iQaeia del fuoco errori anche ,CPIJ1Uni nella stin,1.a. della disi.anz.a ov;vàro infh1enze.atmosferi11he alquanto sei1ti.t~, dohb.iamo convincePci che, ove si 11sasse ,una sola linea di mir;.i: ,JO alle niedie distanze verrebbe per essi spostata la parte più fitta del fase.io <:lelle traettorie dal p11r11to del terreno occup\lto (1. 41 nemico,, sic11hè questi ;non sarebbe c,olpito se non dai proiettili poco numerosi cadenti verso i lembi della zona; ~ 0 alle ,qr·Midi dù;ta1iz~ verrebbe spostato tutto, o quafii, il fasciQ delle tra.etto1,ie.cla.Ua porzione cli terren.o occQ.pata dal nemic.o, sfochi il tiro rius,cirebbe inutile affatto, o di ris1Jsltati non apprez~bjlj . / ' A s.i,ffatti .ciiiteri essen.ziah, l'Istruz.ione prussiaJ1a aggiunse un s-ueuo:so cor11pendio di JJlasg jme per la condotta dei fuochi nel combattimento, sicché può dirsi il vero Manuale $<;ienti ficamente pratic;o n@I quale si tPova raecolta. e.d opportunamente combinai.a, l'essenza così degli studi balisti ci come delle tattiche discipline. Per portare le truppe a questo grado cli abilità finale, l'Istruzione prussiana prescrisse naturalmente arnrnaestramenti progres· sivi. E questi sono la scuola del puntamento completata dal tiro cli camerata, gli esercizi ordinari cli tiro· al bersaglio , il tiro di combattimento. Anche nella. scuola di puntamento campeggia l'indirizzo esclusivamente pratico di tutta questa Istruzione, il eui scopo principale si è quello di ottenere in guerra i maggiori risultati da ogni specie di fn@chi. Infatti vi è stabilito che in ogni circostanza il punto di mira debba essere scelto al limite inferiore del bersaglio visibile, 1
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305 tuno. Per tali esercitazioni sono assegnate dieci cartucce ad ogni soldato pel tiro individuale e venti pel tiro d'insieme. Tale Istruzione merita lode infìne anche per un ultimo titolo, e secondo noi importante. Coerente infatti alle caratteristiche proprie dell'esercito germanico, quali sono la coltura scienti fica e l'accuratezza del persuadere ovunque si tratti di ammaestrare, recò sviluppata una nuova serie di applicazioni dimostraLive del tiro, prezioso anello fra gli astratti principii della teol'ia e le finali applicazioni della pratica. Mercè tali applicazioni si ricercano ogni anno ed in ciascun corpo: a) le traettorie rispondenti alle diverse linee di mira che si impiegano nel tiro individuale e quindi i diversi spazi· battuti contro le di verse arnpiezze di bersagli: il che vale a dimostrare . praticamente la necessità delle regole stabilite per l'impiego di queste linee di mil'a; b) le dispersioni delle rose dei colpi alle diverse distanze ass-egnate al tiro individuale; cori che si rende palese la convenienza dei limiti imposti a questo tiro secondo le varie ampiezze degli obbiettivi; e) le ilterazioni recate ai risultati del tiro dall'avere, o non, innastata la sciabola-baionetta sul fucile; cl) gli effetti del tiro d'insieme sopra bersagli in linea, specialmente a 400 e 500 metri ; ciò che persuade circa l'opportunità. di appigliarsi ai fuochi d'ins,ieme piuttosto che agli individuali ogni qualvolta riesca possi bile, anche alle distanze minori; e chiarisce· le norme per la esecuzione dei fuochi stessi; e) gli effeLti dei tiri d'insieme su bersagli in linea ed in colonna fino alle maggiori distanze: esercitazione che dimostra il procedimento seguìto per determinare le tabelle di efficacia dell'arma e permette un più minuto esame della distribuzione dei colpi, della disposizione del nocciuolo centrale, della compenetrazione delle zor1e quando si usano più linee di mira, ecc. a profitto sempre maggiore della intelligenza circa fapplicaz ione di questi fuochi. Riepilogando questi brevissimi cenni sulla nuova Istruzione PER LA F ANTERIA
argomento quesLo il quale, avvicinando vieppiù al · suolo le traettorie dei tiri, vale quanto un accrescimento della radenza, ed offre fra le incertezze dei dati durante il combattimento maggiori probabilità di colpi efficaci. Il tiro ordinario, i cui risultati saranno sempre proporzionati alla probabilità di colpire inerente ad un proiettile isolato, è stabilito entro limiti analoghi a quelli posti pel tiro individuale in guerra. Si estende dunque solamente fino a 400 metri pei tiratori meno abili (3a classe), fino ai 500 pei mediocri (2~ classe), e fino ai 600 pei tiratori più abili W classe). Ogni lezione di questo tiro viene eseguita, non già sparando un dato numero di cartucce, sibbene continuando finchè si siano ottenuti i risultati prescritti per la lezione medesima, perocchè è questa una condizione che vuol essere sodisfatta innanzi procedere alla lezione successiva ( 1) •. Per tal modo .anche l'avanzamento dalla 3a alla 2° ed alla 1a classe è concesso, non già a chi ottenga un maggior numero di punti, ma a chi raggiunga date somme di ris[dlati con un numero di colpi minore di alcuni limiti prestabiliti. Dopo queste lezioni di tiro di scuola si prescrivono le esercitazioni di tiro. secondo le modalità del combattimento vero . ~ qui l'Istruzione prussiana, informata a quella larghezza di vedute che vale cotanto a svolgere l'iniziaLiva dei superiori d'ogni grado, si limita ad accennare· i criteri dei quali importa curare l'applicazione; ma lascia çhe le par ticolarità di ogni tema siano stabilite dai rispettivi comandanti con quella progressione e varietà che la lo ro illuminata esperienza concreterà certamente in modo oppor-
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{1) Questo metodo, che ha le sue ragioni di opportunità, no n è però scevro d'inconvenie ntì. f'arecchi soldati avendo minore attitudine a diventare abili tiratol'i si indugia no troppo sulle eserci tazion i preliminari e non possono più percorrere l'intiera serie delle lezioni c he sarebbe pu r necessario eseguire per prender parte con profitto al tiro cli combattimen to. Si muovono speciali lagnanze contro le prescrizioni della lezione 4" pi·epara toria per le reclute, la prima nella quale si faccia loro tirare a braccio sciolto. La distanza è cli 100 metri. Vi si esige che il soldato colpisca duran te la stessa esercitazione cinque volte en tro la striscia alta 1,80 e larga 0,40; e che fra questi cinque colp i ve no siano due compresi eo tro il rettangolo med iano alto 0;60 e due e n tro i l circo lo ceotrale <li 0,20 di raggio. I:eserci tn ione non pu ò essere protratta oltre il consumo d i di eci ca,·tucce. Ed i risulla ti ora me nzionati devon essere otte nuti con cin·q ue colpi ut ili tutti cli segui to . Si cita no soldati che dopo aver sparato in o tto gionri diversi be n 61 cartucce non erano ancora riusciti a socldisfare a tale prescrizione ( Vedi Neuc Militiiri.sche Blatte,·. - Gennaio 1&81).
ANNO XXV I, VO L. 1.
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prussiana, intovno alla•qnale pe11ò i lettori '. diiquesl:ai ~ivista gi~;' sono stati altranvoi ta in trai.tenuti·, e ·da,scnttore . eg~·e?10 1: ~ a.ssa1 ,, competente ('l j, vorrem.mo esprimere di essa un g1ud1z10 ·~1 mt1era approvazione, perocchè ci sembri ~he in questo sia~o stat~·· felicemente,coneordate le nuove-esigenze, clella.,teo1 rn ~c1enL1:1ca~coI bisogpi, molteplùr.i di un'· applicazione inti:eramente 1pratica. 1
v~~;~e.
III.
M:entre la Prussia elaborava così la: sua.,pregevole,Istruzione su~ tiro per ta fanteria, I' Aus~ria-Ungheria _seguiva da.pp~esso, .'questi studi non solo, ma poneva. a, se stessa 11 pro?le~a di ace, escere la· potenza balistica del,, suo . armamento. E, .ciò r1spond:va.'.a:d u.~ bisoano particolarmente sentito nel suo esercito dopo so1 ta !a qm . stio;e dei tiri .aUe, grandi distanze e-dopo la ,comparsa dei n~ov1 fur,ili germanici e francesi ch.e se~brav~no mirare in modo speciale · ad una estesa applicazione d1 tah fuoch1. .. Ecl invero, nei suoi confronti coi mwvi fucili .M~user e Gras, ed eziandio-'nei . confronti, col nostro fucile -VeU~rh_,, . il Wernd!l usa~o •colle cartucce l\fod. 1867 offri va, alle· gran~1 d1stan~e, t~·aettone assai meno radenti e giustezza -di tiro sensi b1,lme~te. rnf~n~re; nel compJesso,, perciò un'efficacia. molto .mi~o11e. Gli ang?li clt ~lev~zione çLS:Sai. più ,amw rendevano 1seJJ10 li, problema d1 mod1ficare. ral~o,. La.1 maggiore dif.ficoltà che ne consegui:\1a ,nel· puntamen~o dell'arma scemava indirettamente vieppiù la già.limiuita,, pr0bab1· lità clel colpir@., J~'A.ustria adunqut,pme.ntremanclav.a. acl efiet..to ~no da1'1873 sulst~? fucil~ WierndlJquelle ,modificaz.ioni che1lo riducevano alquanto p1~ semplice, ma sovratutto 11ne,, accresoevano 1la,1·obust~zza ~o~trQ gh effetti 7 dello spai;o,, dovette ,, aprire una ,lunga , sene. di, ri cerc~e per1 uua .nuo.va carluccia1più p.otente la 1quale,,rendesse,meno cl1f-,· ficile l' ese.cuzj,one de~, tiri , alle ,, gi;.an.di dist~nze1:e ,ne aumentasse,la. • 1
(A), Rivi§ta,,Jiltijitare,Italiana1,fascicol.o ,:di settembre· 1878.
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efllcacia.· Le condizfoni però sott~ le' qtiali si ' poneva.' il problema erarfo imbarazzanti . D,i' una parte iI bisognd' di utilizzare le ingenti ,dotazidni di ·ca1itucèe ]\Ìlocl. ,J 867 (nel 118'75 ne esistevano' 150' milioni) impedì vano · si recasse alla'. carnera del fucile alcun allar,ganiento nel senso dei diametri . Dkll'altra le dil::hensioni p1'eesistenti . di parncch ìe part1 deHa chiusu1·a imponehno un Jim'ite rislretto alla libertà di prolungare 'allnen'o adclèdtro la canha lo svasamento della cmnefa. e di appìgllarsi co'sì ad una cartuccia sensibiln'lente piu hihga. Per tali motivi la cartuccia. concretata, clopo quattro anni di Lentati vi e di esperienze; nel 1877,. non potè raggiungere intierafnenLe ·quelle opportune proporzioni di polvere e cli piombo per le quali in Italia, in Germania, in Francia, già si erano ottenute traettùrie radénti ' e considerevoli giustezze di tiro con angoli di elévazione''abb'astanza limitati. Questa nuova cartuècia, se realizzò sensi bìli miglioramenti in confronto' colla sua precedente del 11867, :risultò tuttavia inferiore in pesb e perciò anche in efficacia, a quelle dei focili Mauser e Gras colle quali ha quasi comune il calibro. E nei suoi confronti colla cartuccia itali.ana (rispeLto alla quale corre ·differenza di calibro), l'austriaca }fod. 1877 quantunque la oltrepassi sensibilmente nel peso (polvere gr. 5 di cui 3 compressi, e proiettile gr. 24) non riusci tuttavia a·porgere tanta riduzione negli angoli di ·elevaziòne da oltrnpassai'e co'n vantaggio, 'per veruna distanw, quei 'liiniti"così ·oppoi-ttini che•costiluiscono :nefl'armarn'.ento ·italiano un · pregio ancora più meritorio, come'crlè ottenuto con cal'Lucce assai più leggiere' di quasi"tutt'e le alfré dell'estero. Sù: questo 'argomento :adtinque degli angoli di el'evllzione riferiremo soltanto ' che mentre ·Colla ca1•thccia antica, per sparhrè alle distanzé di. ,J350 e di 1500 métri 'sarebbe staio necessa\·io eleva:re la canna.del Werndl rispettivamente di 7° 115' o di 9° 501, ora colla cartuccia nuova basta elevarla soltanto di 5° 4·11 ovvero di 6° 45'. Ed a quelle stesse distanze''gli angoli cli mira richiesti col nostro fucile sono di 5°'28' e .di 6° 34'. . Ma è pur sempte preferibile ed efficace l'armamento italiano . Prendiamo infàtti a considerare quanto accade alle estreme distanze alle quali la nuova cartuccia austriaca realizza più sensibili i miglioramenti ottenuti nel tiro ed alle quali 11 nuovo proiettile au:Striaco, più pesante del nostro, de'Ve presentare Mi risultati le 1
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maggiori differenze a suo vantaggio. Scelta la p~nultima distanza di 2000 passi siccome quella che corrisponde esattamente alla nostra di 11500 metri, noi troviamo nella elaborata Relazione del capitano Carlo Grossmann (1mttheilwngen, fase. 7° ed 8° del ·1880, pag. 2.57) che lo spazio battuto dalla traettoria austriaca contro un bersaglio alto 11m,80 è di passi 112 ossia di metri 9,00. Lo spazio battuto in condizioni identiche dalla traettoria nostra è di metri 8, 90 ( tabella 2" della nuova Istruzione). Ciò dimostraadunquechela radenza della nuova traettoria del Werndl comincia bensì a quella estrema distanza ad essere alquanto maggiore di quella del Vetterli i tali ano, ma cli quantità così leggiera che può dirsi trascurabile. Sé consicleri11-mo però che a tale distanza stessa le nuove cartucce austriache, forse dannosamente influenzate dal ripiegò cui fu forza appigliarsi di comprimere nel bossolo la maggior parte della carica. cl·isperdono il fascio in ti ero dei proiettili su ben 1129 passi di profondi tà (pari a metri 96) e su metri '7.30 cli larghezza (Mittheilimgen pag. 264-). laddove colla. nostra arma lo otteniamo raccollo su metri 611 di. profondi Là. e metri 5,'18 di larghezza, si può di leggi eri comprendere quanto si conservino maggiori la precisione del tiro e l' efficac ia complessiva del nostro armamento ( ~) . Infatti, se ci facciamo a ricercare quale numero di cart ucce sarebbe d'uopo sparare rispettivamente colle due armi per colpire in un tiro cli esattezza con cento proiettili un bersaglio profondo p. e. 15 metri (eziandio facendo astrazione dalla sua larghezza), noi troviamo che mentre col fucile austriaco occorrerebbe sparare 300 delle nuove cartucce .basterebbe' invece spararne col fucile italiano sole 200 {2) . Aggiungasi a ciò la considerazione che 300 cartucce nuove austriache (pesanti gr. 42,5 ciascuna) corrispondono, a pa~·ità di peso com-
plessivo, a 370 cartucce italiane, e si vedrà come in finale riassunto sia possibile coll'arma nostra ottenere anche alle estreme distanze gli stessi risultati consLnp.ando una qnantità complessiva di munizioni che corrisponde a poco più deJJa metà cli quanto occorre coll'arma austriaca. E la nostra car'Luccia cosi leggiera, così effìficace, ha insieme il pregio di poter servire indiITerentemente per tutte le armi da fuoco lunghe della fanteria, delle truppe speciali e della cavalleria, vantaggio questo cli cui non fruisce alcun altro dei principali eserciti I Se dopo questi confronti così parlanti volgiamo il pensiero alla limitata efGcacia del Werndl, del Vetterli svizzero, del llemington e di tutte le armi a cmtuccia metallica che esistevano allorquando fu <leterminato il nostro attuale armamento, non possiamo a meno di congratularci per l' assoluta preminenza e pel grande progresso allora raggiunto da noi . Ed un simile progresso, mentre ci terrà in -condizioni di grande superiorità di fronte al Werndl austriaco finchè per esso si farà. uso (e sarà per parecchio tempo ancora) delle sue munizioni. antiche che esistono in copia. così abbondante, ci mette pnr anche in grado di competere sem:a tema di inferiori là alcuna, anzi con diversi titoli di seri vantaggi, colle combinazioni più potepti escogitate all'estero più tardi. Ultirr{ati gli studi circa la cartuccia, l' Austna ha intrapreso .il lento 1avoro di modificai·e per là seconda volta nel breve girÒ di pochi anni tutte le sue armi del ~istema Werncll per renderle atte alrimpiego delle nuove munizioni, ed ha pur essa rinnovata l'Istruzione regolamentare snl tiro . Circa le nuove varianti alle armi ci limiteremo ad osservare come, per estendere il puntamento fino ai 2,100 passi, pur·conservando la stessa disposizione primitiva di un zoccol.o d'alzo agra-' -clini e di un ri LLo con cursore, sia stato adottato un ripiego eguale a quello già applicato srii fucili germanici e francesi, l'aggiunta cioè di una lunga appendice, sc~rrevole lungo il ri tto entro il quale si annida. Tale appendice fu foggiata molto analogamente a quella del Gras, a lunga finestra mediana per permettere il passaggio delle visuali determinate dal cursore per le distanze fra 600 e 4300 passi. Ma quest'alzo ci pare lasci a desiderare per le difficoltà di estrazione dell'a:ppenclice; per la complicazione del dover ricercare
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(1) In tendiamo qui parlare delle dispersìoni ottenute nei tiri di esattezza, le uniche le quali davvero dipendono da l sistema d"armamento. Le dispersio ni invece dei t iri esegui ti da frazioni di truppe no n sarebbero paragonabili, sice,oroe quelle che sono troppo influenzate dalla di versa ab ilità dei soldati e dalle circostanze var ie nelle quali possono essere eseguiti i tiri. {2) Que~to computo è basato sulla legge di dispersione ordinaria per la quale la stri soia del 50 o;. corrisponde ad '/, della dispersione tota le. Se l'avessimo basata sulla legge riferita dal Grossmann a pag. 268 del fascicol o citato più sopra, il r isultato del confronto sarebbe s tato ancora più favorevole all'arma italiana. E risu ltau del pari piì1 favorevoli per la 'nostra ar ma avremmo potuto ottenere quando avessimo porta to la supposizione p. e. su una colonna di fronte ristretta , per m,>dO da dover tener ca lcolo anche della dispersione laterale.
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ali indici delle linee cli mira ora sullo zoccolo ora sul ritto smuo<> vendo talvolta il cursore talvolta l'appendice; per l'incertezza del loro giusto collocamento perocchè conviene ripetere i tentati vi innanzi riuscirvi esattamente; e sovrattutto per la possibilità che il soldato scambi, nel puntare, una tacca coll'altra, offrendosene due· al suo occhio. La nuova Tstribzione Stbl tfro per le flrwppe cli fan,terici e (le·i cacciatori , fu pubblicata in Vienna nel 1879. I principi i generali ai quali essa pure si informa sono quelli appmHo già accennati più indietro, di i.imitare il tiro individuale entro i confini posti dalla probabilità del col.pire, e di trarre quindi prouUo da( tiri d'insieme secondo tutti i criteri loro inerenti . Questo regolamento .però, se testifica la paziente accuratezza colla. quale sogliono impartirsi le istruzioni n:nche in quell'esercito e se dà prova delle soll eci tudini colle quali quel governo provvede, anche a costo di spese ingenti, a. questo ramo importantissimo del lnilitare ammaestramento, non ci sembra tutLavià così bene elaborato in taluni punti essei;izia.li, nè cosi felicementè pratico; come ci parve l'Istruzione prussiana. Tale nòstro giudizio si fonda sull'esame di tre argomenti: le prescrizioni circa il punta.mento; i particolari delle regole per l'applicazione dei fuochi; i I valore significa.tivo delle tabelle d'efficacia dell'arma. . · Per quanto rigua.rda infa tti le prescrizioni circa il puntamento noi troviamo che il compilatore della Istruzione austriaca, dopo di avere enunciata, come massima fondamentale , la regola assoluta che si debba se1npre pimtare là dove si vuole colpùre (N . 32,pag. Hl), stretto poi dalle necessità della pratici~ pose a. questa regola eccezioni così numerose che la sua applicazione r imase indirettamente proscritta e tutt'al più ammessa come concessione in un sol caso soltanto. E la conclusione finale si è questa, che nella. pratica quella regola, che era. stata posta. come generale, non è a.tluabil~, ma nove volte su dieci invece di mirare sul punto che si vuole colpire conviene mirare al disotto , cioè a.I' liJnite inferiore della. pa1'Le visibile del bersaglio. Infatti questo regolamento austriaco comincia. coli' insegnare a dirigere il puntamento non già al ce:ntro del circolo nero abbastanza ampio che si .stab il isce siccome obbiettivo delle visuali, 1
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sibbene al punto più basso della sua periferia; sottile. ·gra'daziorre .codesta cui non sappiamo quale importanza valga la pena di attrilbuire. Quindi passando in rivista tutti i bersagli possibili .di guerra prescrive che lo scegliere la mira su un puntMnediano dell'a.ltezza del bersaglio sia limitalo al solo caso in cui si spari ,contro l'uomo in piedi ed alle brevissime distanze inferiori a 375 metFi (500 passi). Contro l'uomo in ginocchio o coperto per metà, contro l'u.omo coricato o coperto quasi intieramente prescrive subilo che sempre, anche entro le brevissime distanze ora ,menzionate, si punti al limite inferiore d.el bersaglio visibile. A cominciare poi dai 375 metri e per tutte le dist.anz.e maggiori , stabiJisae che si miri al piede del bersaglio in qualsiasi circostanza, · rqualunque sia l'altezza dell'obbiettivo su cui si spara. E per·sino contro la cavalleria attaccante reca la prescrizione che si debba mirare sempre al limite inferiore, anche entro tutte le distanze da 600 passi fino alla bocca dell'arma, facendo uso della sola linea di mira di 500 passi (N. 84 pag. H-6) (11). In tale man iera la ,regola diviene nella pnitica una. vera eccezione, e le menti sono portate ad un continuo contrasto fra due massime diverse, l'una delle quali è inalzata ad una importanza. generale dallo spirito del -regolamento, l'altra è inalzaLa ad eguale importanza dalla. continua -e generalé applicazi011e sua nella pratica. Dubitiamo che le menti . dei soldati o quelle degli stessi graduati possano disporre di sufficiente raziocinio ecl istruzione per assimiiarsi il lungo processo di ragiona.menti pel quale la pratica inverte il rigoroso principio dellà teoria astratta.. Non sarebbe stato più logico costituire la regola in armonia colla generaliUt delle circostanze, e rappresentare le circostanze specia li siccome l'eccezione? Ma ciò non è ·tutto, ché l'Istruzione austriaca, mentre insiste su questi puntamenti al piede del bersagl-io, non suggerisce mai di far uso d'una linea cli mira corrispondente a distanza superiore a quella ·cui si troya il bersaglio stesso. E soltanto, dopo aver eletto che la (1) Ci si a qui pel'messo espr imcl'e sorpresa nel vec.lere che insieme al · puntamento al piede si prescriva l'uso e.l'una li nea di mira, corrisponden te a dis tanza in feriol'e a quella del bersaglio. Quantunque sia desiderabile che il solda to, di fronte a cavalleria attaccante, non debba perdere tempo a mutare l' alzo, tu ttavia un a Istrnzionè basa ta su principi esatti avrebbe dovuto prescrircl'e che si aprisse il fuoco a 400 o 450 passi, se lo si deve esegui re coll'alzo d i 500 mirando al piede .
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linea di mira deve corrispondere alla distanza dell'obbiettivo, soggiunge a guisa di osservazione generica doversi tuttavia ritenere come più opportuno quell'alzo col quale si riesca a far cadere il centro della rosa o la parte più fitta del fasci'o sul mezzo del bersaglio, onero avanti a questo quando siano· efficaci i rimbalzi. t pratica questa regola? 8 possibi le in guerra vedere nella generalità dei casi dove colpisca ogni singolo proiettile, e regolare su tale osservazione le correzioni dell'alzo? Questa Istruzione poi induce le truppe in un'altra equivoca opinione. Spiega giustamente che quanto è meno elevato il bersaglio e tanto è minore lo spazio lungo il quale la traettoria lo può incontrare : perciò avverte eh~ il nemico cercherà sempre, ove possibile, di diminuire la propria altezza vulnerabile col porsi in ginocchio od a terra. E qui soggiunge il consiglio di procacciare un nuovo allungamento a questo spazio battuto col far abbassare alla loro volta anche i tiratori . (Pag. Hl9 N. 17 e 48). Ma quando iI nemico sia in ginocchio o coricato, non è prescritto il puntamento al piede? E se i tiratori punteranno al piede del nemico quale guadagno otterranno col collocarsi in ginocchio od a tena piuttosto che rimanere diritti? Nessuno. Quando la linea di mira è diretta al piede, da qualsiasi altezza parta il colpo il proiettile colpisce assai prossimamente sempre nello stesso punto del bersaglio. Una Istruzione che volesse essere esatta nei suoi insegnamenti avrebbe dovuto soggiungere che questo consigl io ha valore soltanto quando si punLa al centro del bersaglio: ossi,1 quando i tiratori non o·bbediscono alle prescrizioni circa il modo cli dirigere la mira. Sicchè, riepilogando, l'Istruzione austriaca dà importanza fondamentale.al puntamento al centro, ·ma non fa mai esercitare il soldato a puntare al vero centro : prescrive i puntamenti al limite inferiore del bersaglio, ma non insegna mai nelle esercitazioni preliminari a dirigere la linea di mira verso terra e lascia invece che il soldato contragga l'abitudine di spianare l'arma spingendo la visuale ad altezza d'uomo: vuole infine che le trnppe facciano uso quasi esclusivo del puntamento al piede del nemico, ma rton prescrive le linee di mira da· usarsi acciò questo modo cli puntamento così pratico porga davvero pratici ris11ltati; e per contro lascia ingenerare nelle truppe apprezzamenti meno esa.tti.
Circa le regole per l'applicazione dei fuochi, diremo brevemente cbe ci sembrano troppo brevi e generiche; sicchè non garantiscono in modo abbastanza efficace la osservanza di quel principio che sta a base pur anco cli cotesta Istruzione come della prussiana, non clovei:si cioè eseguire il tiro se non in quelle condizioni alle quali corrisponde una sufficiente probabilità di colpire. L'aver compendiato in una regola sola quanto concerne il tiro contro cavalieri e contro fantaccini isolati, qualunque sia l'altezza ch'essi espongono scoperta, e l'aver prescritto in modo coliettivo che in tu1.ti questi casi ogni singolo soldato possa eseguire fuoco individuale fino alla distanza cli 500 passi (375 metri) ci sembra uha semplificazione inopportuna. })er certo sarebbe stato preferibile porre limiti p1ù ristretti almeno al tiro contro uomini coricati od in gran parte coperti, come più giustamente è prescritto nella Istruzione prussiana. Quanto alle tabelle cli efficacia clell'arm!l dobbiamo soggiungere che non sono state dettate dallo stesso spirito pratico che traspare da quelle offerteci pel fucile Manser. Delle rose cli dispersione dei colpi ottenute nei tiri d'insieme, non si riferiscono se non le lunghezze massime; e queste pure arrotondate con tale regolarità e ridotte a limi I.i scemanti così esattamente di 50 in 50 passi col érescere delle distanze, che davvero non sarebbe stato necessario eseguire praticamente le esperienze di tiro per ricavarle. Il solo buonsenso avrebbe potuto bastare per lasciar intravedere p. e. che se a 2000 passi, la dispersione dei colpi ottenuta nei tiò d'esattezza era di 1129 passi (cartuccia '1877) in un tiro d'insieme fatto in circostanze prossime a quelle di guerra avrebbe dovnto manifestarsi approssimativamente almeno raddoppiata, essere cioè di circa 250 passi . E la Tabella VI reca appunto 250 passi. In questa tabella poi non è fatta menzione alcuna del numero di cartucce che occorre per ottenere alle varie distanze la zona sufficientemente battuta; non della quanti tà dei colpi cui si troverebbero via via esposte le varie formar.ioni nemiche nel loro progredire lungo la medesima; non infine della diversa elficacia inerente all'uso di due o più linee .di mira ad un tempo. Ci reca inoltre sorpresa che, mentre nell'ultima colonna della tabella stessa è riferito che i tiri co i quali fu stabilita vennero sempre eseguiti con
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LE NUOVE ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO
-puntamento ,r idotto al piede di bersaglio, e menlre ,nella -nota al rfondo della pagina è detto ,che furono sparati ·eontrq una serie 1di bersagli disposti su 400 passi di profondità, sia poi ripetuta1mente indicato che i nocciuoli delle diverse rose corrispondono alle precise distanze di punto in bianco delle linee di mira successivamente usate. E ciò tanto pel bersaglio alto ,:J m,80 quanto per quello ,alto 2"', 70. Come si conciliano queste idee? Se la linea di mira p. e. •per la distanza di 800 p. ha il suo punto in bianco a cli stanza esatta, .quando si punti al piede del bersaglio si vedrà il nocciuolo del fascio ,cadere sul terreno alla precisa distanza ora.detta. Ma se conside1riamo un bersaglio alto ·I m,80, questo per raccogliere in pieno petto la parte mediana e più fi tta del fascio dovrà avanzare di metà dello -spazio battuto dalla traettoria teori ca, ossià almeno di 32 passi. 1Ed il .bersaglio alto 2m,70 dovrà avanzare ancor più, cioè almeno 47 o 4,8 passi (Tabella Il" a) . Adunque il dire che Gontro il bersaglio alto 11m,80 e contro quello alto 2m,70 la dislanza del nocciuolo da.Ila -stazione dei tiratori è sempre di 800 passi è una asserzione poco esaua.. - Ci sembra per~iò che i risultati riferiti nella Tabella VI debbano essere sla.li rimaneggiati, ovvero debbano essere stati riassunti in guisa molto generica. Ed in ogni caso, çonfrontando i dati di questa Tabella con quelli offerti dalla Istruzione prussiana non possiamo a meno di giudicarli alquanto vaghi ,l)oco espressivi, poco convincenti. La conseguenza naturale delle osservazioni esposte fin qui si è adunque qLiesta: che la nuova Istruzione austriaca non è abbastanza perentoria. nè abbastanza praticà nelle sue prescrizioni. Mentre è tutta reda.Lla in conformità colle .nuove teorie, non reca copia di dati. sufficiente per trasfondere la maggiore convinzione possibile in chi ,deve a.ltingere da essa i criteri per la propria condotta e per l'altrui -sul campo di batta.glia. Mentre vuole che ogni app licazione dei .fuochi sia sempre subordinata alle considerazioni circa la. probabilità del colpi re, non sempre è poi coerente alle rigorose esigenze di questa massima. Mentre pone in rilie;vo la preferenza da darsi ai fuochi d' insieme a cominciare da 375metri (pag. '1i53, N. '119, 4° alinea) e la convenienza di eseguirli generalmenle con più . linee di mira (pag. 11>6 N. ,J26 2a a.linea), accenna tutl.o ciò piultoslo siccome consiglio che siccome prescrizione, ed anzi giunge a lale da
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,a,µimettere che il soldato posst-1. eseguire contro gruppi o riparli, il fuoco indi vidnale anche fino a 11000 pnssi (pag. HS3 , N. H 9, 11° alinea.). Ciò non è molto armonico; quest'ulti ma disposizione non è ,molto atta a predisporre buona disciplina di fuochi e nernmeno con~ corda colla preparazione data nella scuola dell e distarize, dove è· prescritto che alla g~nerafilò. dei so ldati si ,insegni l'estimazione 'soltanto fino a 600 passi (png. 25, N. 52) . .Evidentemente è questo un complesso di disposizioni indecise, titubanti, ci.tte non già a troncare ma piuttosto a pro lungare le passive resi:;tenze eh.e nasco110 dalle viete a.bitudini dfll passalo. Oggigiorno in cui il ricordo del comodo empirismo antico ed il bisogno di studio per assimilarsi tutta inliern la dottrina del tiro, rendono malagevole la tàmsizione alle nuove discipline, occorrono prescrizioni perentorie, assolute. L'ollenere al più presto la più sever::i, disciplina. dei fuochi, l'uti:lizzare colla maggiore sagacia le munizioni delle quali non si avrà mai lrcmpa copia sul campo di battaglia, sono argomenti troppo seri perché il compilatore di un Regolamento sul tiro debba rimanere dubbioso e non abbia ad adotta.reespressioni asso iute. Dicemmo però che anche l'Istruzione austriaca è ricca di pregevoli esempi. Kquesti sono per noi, l'opportunità didattica de i modi coi _quali si conducono la scuola del p1mtaniento, la scuola delle distanze, il tiro' di camer1tta, e sovratutto le esercitazioni nel tiro vero. Circa c1ueste ulti me rammeDteremo innanzi tutto la grande accuratezza colla quale è determinato ogni particolare relativo ai bersagli , per guisa che in qualsiasi circostanza di spazio o di nalura del terreno sempre si riesca a predisporre tutti gli obbiettivi, fiss i o semoventi, che sono conlempla.ti nel programma delle esercitazioni. Ma ciò che pi·ù dobbiamo riconoscere siccome giudiziosamente elal)Orato è la progressione di queste eserciI.azioni rnedesim.e. In essa infatti. posta la solita d.islinzione fra esercizi di tiro ordinario· od individuale ed eserciz i di tiro di combattimento, ,e stabi liti ,i primi enlro i limi li della vera. efficacia individuale cioè fra 200.e 600 passi, si aggiungono allre norme ed esercizi speciali particolal'mente rispondenti a speciali bisogni, C'-ioè : a) un tiro cli prova delle armi nuove, delle armi riparate, <;lelle anni riposte da lungo nei magazzini; tiro le cui prescrizioni;
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sono così perentorie da essere inchise nel Regolamento speciale per l'ufficiale d'armamento e per )'annainolo, eda esigere che si incidano sugl i alzi perfino nuove tacche di correzione. Quest'ultima disposizione non ci sembra tutta via abbastanza giusti ficabile coi pochi colpi su cui possono basarsi si [atte correz ioni. b) ·otto lezioni di ti1·0 i1idividuale.pei soli ·m,i,gliori tiratori, oltre quelle assegnate alla generalità dei 1,oldati . e) dodici ti1·i a sal've cli sciwla, pei soli soldati dell'ultima classe di leva, da eseguirsi a quattro distanze fra 700 e 21100 passi (cartuccia ,1877) o fré1; ·700 e 1400 passi (cartuccia 1867) . In questa esercitazione si insegnano i particolari per la migliore esecuzione di questi l'Llochi, si segnalano di salva in saiva i risultati, si rettificano i dati di puntamento. si accompagnano in ullimo i tiratori ai -bersagli a.cciò vedano gli e[eui dei loro colpi. Questa esercitD;,.ione ha perciò il doppio scopo di insegnamento esecutivo, edi istru1.ione dimostrativa, e ti ene luogo, in parte, delle appl icaz ioni dimostrative recate dalla Istruzione prnssiana. cl) un tiro preparatorio di co1nbattirnento, pei soli soldati tlell'ullima classe di leva e pei tiratori più scadenti riuniti sotto il comando degli ufficiali e dei graduati di nomina recente, da eseguirsi con 2,1 cartucce pÙ indi viduo. In questa esercitazione si insegnano lentamente tutte le 1101:me per la condotta della squadra, pel suo collocamento in ordine serrato ed aperto, per la esecuzione dei fuochi a salve, dei fuochi d~tiratori isolati, dei fuochi generali di catena. Comincia dalle distanze minori e procede alle maggiori. ·Ci sembra questa una esercitazione pregevole, siccome quella ehe di[ondendo una ragionata istruzione di dettaglio, pennette poi la libera condotta del tiro di combattimento propriamente dello con nrnggiore verosimiglianza e profitto. Ed invero il Liro di combattimento prescritto di poi per J'intiern . co~11p~gnia de. ve c~m. inciar~ cl~i[[e ,?r~ndi_ cti_stanze e procecler~a.lle mmorJ senz_a altre mterruz,0111 ali rn!uor1 dr quelle portale nat ralmente dallo sviluppo del tema. Per stabilire questo tema però l' I ' lruzione austriaca si rimette essa pure opportunamente all'iniziativa di ogni singolo comandante. Laonde si limita a tracciare le norme sommarie che rendono più proficua l'esercita1.ione e più conforme alla verità . E suggerisce perfino di produrre improvvise mutazioni 1
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nei bersagli per rappresentare il ritirarsi di truppe scosse o l'entrare in azione di nuovi rinforzi. Durante questo tiro è pure prescritto che si effettui il rifornimento delle muni1.ioni . È questo u11 complesso di disposi1.ioni che torna ,t lode di qucll'e:;ercito al qude sono impartite, perocchè testificano ch'esso dispone cli quella diffusione e maturità di criteri pei quali soltanto può tornare proficua tanta larghezza di vedute. Conviene riconoscere che l'esempio pregevole di tiro di combattimento dato tre anni or sono dal maggiore llaurizio von Schmiclt è stato tenuto in quel calcolo che bene si meritava. . E qui vogliamo ancora soggiungere che le munizioni assegnate al soldato austriaco pei suoi annuali esercizi constano di 11,[ O cartucce pei corpi di fanter ia e di 150 pei battaglioni cacciatori. Ogni recluta ne riceve ,12 in più. La dotazione · ordinaria si consuma come segue: nel tiro individuale 70 colpi per la fanteria, ,100 . pei cacciatori : nel tiro eh combattimento rispetti vàmente 33 e 43 colpi. Sono assegnate dotazioni relativamente ~d.>bondanti pure alle categorie ch iamate per sole otto settimane di istrnzione ed ai riservisti. Anche per gli ufficiali è stab ilita una dotazione individuale di 60 cartucce. E qui notiamo come qnesto regolamento promuova nella ufficialità il ma;;simo interesse per le personal i esercitazioni, osservando bene a faoione di· quanta efficacia riescano le correzioni del n . superiore quando egli, tolto il Cucile cli mano al soldato, possa con sicurezza fargli federe come si otten~ano buoni risultati, convincerlo circa la bontà dell'arma, avvertirlo che risiede s9ltanto nel tiratorP la causa della lamentata fallacia. Tale è la' nuova Istrnzione austriaca. E quantunque essa ci abbia offerto occasione a discutere l'opportunità di taluna sua particolare prescrizione, nel suo insieme è tuttavia una vDlida testimonianza di qu~nto siano stati accettati anche in Austria i nuovi criteri che abbiamo ria.ssunto circa le applicazioni del ti.ro . Ed ora prima di svo lgere la seconda parte del nostro lavoro vorremmo ricordare quanto validamente, e fino dal loro primo sv ilupparsi, fossero propugnati questi criteri stessi da taluna mente eletta anche presso l'esercito russo, ove le tradizioni brillanti del Suvarov mantenevano disgraziatamente troppo scoi1fìnata ed esclusiva la confidenza nel Vfllot'e ·personale e nell'arma bianca. Vorremmo 1
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l)foge1\e i toccanti ep isodi. nei quali, a prezzo· di sacri fizi immen:;i, fu maturata la resipiscenza da' questa ormai mendace fiducia. Vor~ remmo ·discorrere delle conseguenze imm1edfate e successive di'tali avven imenti; e delle innovazioni moltepl'ici cui giaadd ivehne anche ·Codesto esercito, specialmente mercè la sua nuova Istruzibne sul tiro ' del 11879 ( 11). E spin.gendoci a più largo orizzonte, ci sarebbe pur grato tener _parola delle' novita ana loghe attuale in Olancta; cli quelle auuate in Irlghiltérra col nuovo Reaòlamento della scorsa primavera·' de"IÌ ....... studi applicati al terreno, delle esperienze e delle tacite disposizio1ìi dtcui· giunse n6tizia' dalla Francia ; del sensibile e fo'rse esagerato ampliamento che il Belgio, in attesa cli'una nuova Istrnzione sul1tiro, sta recando ai dati ed ·a.i congegni di mira de11e sue armi (2); del Javorìo che va rnanifesl.andosi in Ispagna'dove tutto si ricolloca sul · tappeto, la organizzazione della scuola dhi ro di Toledo, il 'modello stesso dell'arma d'ordinanza, (3), ed il Reaolamenlo pel tiro · deali studi della Svizzera pel' aumentare e meglio usufruire l'efficacia dell~ sue armi, dei·criteri molto opportun'i coi quali sono'state stabi lite le proporzioni balistiche del nuovo fucile a riperizione Jarman studialo in Isvezia e Norvegia, così efficace sovratluUo alle grandi distanze; ..... . di tutti insomma i progressi gia realizzati od in corso di studio in ogni parte d'E uropa ' su questo importante argomento ,delle Istruzioni sul 'ti1:o, argomentb che ben a ragione costituisce la base principale della potenza dè1Ia fanteria: Ma se non ci è dato estènderci a sgua1·do così complet:o , e recare a quanto abbiamo riferito più indietro l'aiuto efficace di una tanta copia di nuovi ese1i1pi , vogliamo tuttavia ritenere che si~ matura oramai anche presso di noi la convinzione circa l'opportu·nità di un nuovo rimutamento nelle nostre discìplinè del tiro .
Laonde, ora che queste discipline sono appunto state rinnovate da ,Commissione assai compel.en te, n.ell' accingerci a farne rapido esame, ne salutiamo la comparsa ed esprimiamo l'augurio ch'esse possano mantenere l'esercito nostro a quella altezza di progresso cui già ebbero a collocarlo e l'armamento felicissimo e l'ottima Istruzione sul .tiro del 1874-.
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(Continiia)
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l. VIGLEZZI Capitano di a;rtiglieria.
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(I) Di questa Istruzion~ russa che .è in ,massima parte modellata sulla p; ussiana \)olla . aggi'ìlnta d, qualche ampl iamento o d1 qualche esercitazione in più, com'e sarebbe il tiro indiretto a dis tanze oltre i 1000 passi, già. fù tenuto pa rola in quest3 Tti·vista nel fase colo di settembre u. s. ' (2) Si graduano pel puntamento Ono a 2100 metl'i ! E ciò anche a costo 'di ricorrere per le .dista.nze superi or.i ai 1400 metri, ad un secondo mirino e ad una appendice d'alz~ later~h. e _più rarnc,~at, fra I.or~, analogamente a quanto. s·'.1sa per le artiglierie. (3) V1 s1 se~ fe 11 b1sogn.o, d1 r,cerca~e altro tipo d1 fucile 111 quale s ia innanzi tutto più potente nel tiro, e quindi più sohdo 10 t.utte le sue parti di quanto non lo s ia l'attuale Remington E vi si esperimentano fucili a ripetizione del sistema Pieri.
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QUISTJONI URGENTI - CART UCCE EP ATTREZZI PORTATILI DA TRINCEA
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I.
QUISTI01\TI ·URGENTI
CARTUCCE ED ATTREZZI PORTATILI DA TRINCEA
Sono questioni già state, almeno in parte, ri solte presso gli altri eserciti, e intorno alle quali si attende ancorn, qui in Italia, una decisione. È certo eh lamentarsi questo ritardo, il quale, pur troppo non è il solo in ciò che si riferisce a'nostri ordinamenti di guerra; ma poichè esso è avvenuto, e, fortunatamente, senza danno, mostriamo di averlo saputo utilizzare. col prendere disposizioni che siano migli ori delle già introdotte altrove. Non ci muova il desiderio di imitare servilmente qualcuno degli eserciti che tengono in oggi il primo posto. Vi ha sempre qualche cosa da perfezionare in ciè che altri han già h tto; e il copiare val quanto dichiararsi impotenti ad auuare gli ulteriori possibili progressi . · · / Alcuni idee, frutto di accurati studi e confronti, ci permettiamo di qui brevemente esporre al riguardo, augttrandoci che esse ab- / biano a riuscire di una qualche utilità.
È quasi superfluo il ricordare come l'accresciuta e.fficacia del fu~co dell e armi a retrocarica a tiro rapido e l'impiego , che va sempre più perfezionandosi e generalizzandosi, dei proietti a mitraglia dell'artiglieria campale, abbiano profondamente modificato la tattica delle tre armi, offrendo nuovi e seri argomenti in favore dei trinceramenti del campo di battaglia o trinceramenti improvvisati, da eseguirsi dalla fanleria stessa, con strumenti che deve aver subito alla mano nel momento del bisogno. « La fanteria è oggi convinta, in Lutti i paesi; che la vanga è uti le qu anto il fucile, e che col sudore versato dal soldato nella costruzione di trincee sul campo di battaglia, si aumentano le probabilità del successo e si risparmiano vite. « Il comandante d'esercito che sconoscesse questa grande verità si esporrebbe a crndeli disinganni, poichè alla guerra bisogna sempre mettere dalla propria parte tutte le pl'obabilità favorevoli e lasciare alla fortuna solo cruello che non le si può togliere » (11). Gli strumenti di c~i abbisogna la fanteria per l'esecuzione dei lavori di trincea possono essere cru·icati su carri ordinati in colonne da strumenti a somiglianza delle colonne da munizioni, ma possono anche essere distribuiti e portati dalle truppe che debbono adoperarli . Se si passa in rassegna ciò che ora è stabilito a tale riguardo presso i vari eserciti (2), si scorge come non vi sia su questo punto concorda1na di vedute. Più generalmente seguito è però il secondo dei due sistemi. che noi pure crediamo il prefe11 ibile. « Quando· una truppa di fanteria prende posizione e non è esposta ad attacco immediato, essa si deciderà faci lmente a costruire delle trincee di hattaglia se potrà cominciarle nel momento stesso; non Manuel de (ortification de campagne. (2J Veggasi l'ultima parto di questo scritto.
{I) BR1u110Nr. -
ANNO
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VOL. J.
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QU!STIO NI URGE NTI
lo farà probabilmente se dovrà attendere per molte ore l'arrivo e la distribuzione degli ulensili. Nella maggior parte dei casi essa rinunzierà allora a coprirsi per tema che i badili giungano troppo tardi o che il soldato si trovi stanco al momento dell'attacco, quando · appunto avrà bisogno di tutta la sua energia» (11). Ammesso che gli strumenti abbiano ad ·essere portati dagli uomini dovrà ogni soldato esserne provvisto o basterà dotarne una sol.a porzione delle truppe? Anche su questo punto i pareri sono divisi, ma prepondern il secondo , al quale non tardiamo a dichiararci contrari. Uno dei fattori sµi quali è basata· Ja convenienza delle trincee di battaglia è certo quello della celerità di esecuzione. Non senza motivo ch iamaronsi improvvisate. Ma a raggiungere questa celerita bisogna far concorrere molte braccia ad un tempo, bisogna cioè disporre del maggior numero possibile di lavoratori e quindi di attrezzi . · È cosa nota che il soldato conserva con cura quei soli oggetti che gli appartengono per suo uso esclusivo ; condizione la quale non sarebbe soddisfatta col contrario sistema, dovendo l'utensile esser passato dall'uno all 'altro individuo. / L'unifc'.rmità· del ?aricament? ili ogni soldato, la quale non i1l"tenera ne malumori, nè gelosie, deve a_nche ess~r presa in consi1èrazione; e sarebbe difficile il vederla raggiunta in modo da non dar luogo a lamenti, se il numero degli utensili fosse limitato. Ogni combattente abbia adunque, compagno indivisibile, al pari del fucile, il suo. strumento da trincea, mezzo di offesa l'uno e di difesa l'altro: Con ciò non vogliamo tuttavia che lo strumento sia di un'unica specie. Perchè possa sempre praticarsi la trincea, anche cruando il terreno si presenta consistenLe e duro, il solo badile non è suffic~ente; occ01?·e di far prece~ere al lavoro dei badili quello. delle gra- / vme, affine di smuovere pnma la terra per paleggiarla dopo (2). Tenendo conto che in non poche circostanze il terreno richiederà/
La fo>·tif!cation du champ de bataille. (2) Le gravine riescono anche di somma utilità nei lavori occorren ti a porre in istato di difesa caseggiati. Con esse difatti si possono abbattere muri, apl"ire feritoie, ecc. (I) BnTAT.MONT. -
CARTUCCE ED ATTREZZ I PORTATILI DA TRINCEA
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maggior lavoro dai badili che dalle gravine, sembraci che la proporzione fra i due strumenti possa esser fissata ad una di queste per duo degli alLri. Il desideriò <li far portare dal soldato l'utensile con bastante comodiLà e senza aumentare di troppo il peso del suo equipaggiamento, ha consigliato, quasi dapertutto, l'adozione di vanghe- e di picconi a ~anico corto e di peso inferiore al chi logramma (11}. Ma è chiaro che questi utensi li non possono dare il lavoro che ricavasi da quelli di costruzione ord inaria e riescono inoltre d'impiego più difficile. Anche i loro fautori ne riconoscono gl' inconvenienti, ed ammettòno che essi non danno risultati disci·eti se non nell'esecuzione dei piccoli profili. D' onde la necessità di trasportare su carri degli utensili ordinari da zappatori, da adoperarsi in queHe circostanze in cui richieggonsi lavori di maggior sviluppo; utensili che mai forse si avranno a disposizione al momento di doverli usare, chè il solo fatto dell'esservene altri presso le truppe contribuirà a farli tenere in una certa trascuranza. Or bene è nostro avviso che all'impiego di uno strumento imperl'etto, da non potersi usare che in circostanze speciali, sarebbe preferibile il non averne alcuno. Ma poichè siamo convinti della suprema nec'essità di possederne uno e buono, così crediamo s',àbbia a cercar ogni modo per soddisfare a questa necess ità. Ed il modo esiste, lo si vedrà fra poco. · Intanto stabiliamo che gli st1·1.Mne1iti da tri1icea da darsi ai soldati di fante;ria, wno per ciascuno, debbono essere della robustezza e dell'effica1;ia degl1; ordinari da zappatori, divisi: in badili e gravine, nella proporzione di .2 ad 1, o i1i quell'altra che Vtn'espe,rienza cla acquistarsi con adatte eserci taz-ioni var1·à ,ad i11,dica1·e. Distribuendo alcune pi ccozze, seghe a catena, segacci, mannaresi e succhi ad uomini scelti fra quelli del mestiere, i quali non avrebhero più lo strumento da trincea, rimarrebliero di natura aboliti. gli attuali zappatori. Tutti gli uomini della compagnia a,vrebbero la (I) Le vanghette del tipo Linnemann o deri vato, in d istribuzio ne ai soldati di fanteria in Austria, Germania, Russia, Francia, Svizzera, Danimarca, r,esano in media 800 grammi; e di poco superiore, è il peso del piccone che in alcuni eserci ti accompagna la vanghetta .
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CARTUCCE . ED ATTREZZI PORTATILI DA T R INCEA
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QUISTIONI URGENTI
stessa àrma, il fucile; tutti porterebbero la stesso numero di cartucce compresi i sottufficiali , ai quali non si darebbe alcun utensile, ed i trombettieri che avrebbero, invece dell'utensile, la loro tromba.
Il.
La convenienza di un aumento nel munizionamento in cartucce presso gli eserciti in campagna, che l'adozione dell e armi rigate avea fautl presentire, ebbe a manifestarsi in modo più evidente dopo , l'introdùzione delle nutNearmi a retrocarica; la guerra del ,J 870-'7'1 e più specialmente quella 11877-78 informino. Ma un altro elemento di somma importanza si è ora aggiunto per affermarla: il tiro alle g1'aridi distanze. Non sarà che col porre a disposizione cle,l solclato un numero di cartucce notevolmente superiore a eco.elio stabililo per l'addietro, che la fanteria potrà ricavàre LlLLto l'utile clai perfez iona.menti arrecati al fuc ile, ossia dalle nuov'e proprietà di cui il medesim o fu dotatb'; lasemplicitàe facìlità clel caricamento, la speditezza del .tiro, la grandissima estensi·one d'elle gittate. Precisare quale debba essere il munizionamento per ogni fucile, affinchè esso s'o'cldisfi alle nuove esigenze, non è certo fac.ile cosa. Però l~ sttitlio d'ei fatti avvenuti durante le ultime guèrr'e e i più recenti pre·cetti tattici sul modo di regolare il tiro della fanteri a, conducoho a stabilirlo in non m·eno di 200 cartucce, numero che taluni votrebbero · far salire a 250, ed altri più in su ancora. Il numero di 200, che l).Oi crediamo suffici ente, sempre quando aittteno i pai'chi di corpo d'armata possano rifornirsi con prontezza dai parchi cli riserva o da altri eventuali depositi, non supera di :oiolto cp:1ello stabilito dalle .nostre vigenti Istruzioni_di mobilizza-/ z'i one; ·e basterebbe a raggmngerlo un aumento d1 16 cartucce pei"soldati d,ei ·reggimenti di fanteria e di 64 per i bersaglieri (4 ). _ 1
1
(I) È noto che da noi il soldato d i fant eria · irasporta con sè 88 cartucce, all e quali aggiungendo le 4S clie trovansi nel parco d'artiglieria divisionale e le altrettante del
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Determinato l'intero munizionament.o, ri1nane a studiare il modo di convenientemente ripartirlo e trasportarlo . La regola che d'ordinario si segue è quella di suddividerlo in quattro porzioni: la 11", ad immediata disposizioM del soldato, è da questi portata nella giberna e nello zaino; la 2a, Lraspontata su .carri o carrette da munizioni od anche ,someggiata, deve seg~fre le .truppe sulla linea di battaglia per rifornirle durante il combattimento; la 3a, nelle colonne di muniz.ioni dei parchi divisionali; la 4\ per ultimo, nei parchi di corpo d'armata. Fra le due prime suddivisioni deye trovarsi la metà almeno dell'intero munizionamento, vale a dire il presumibile necessario per una gran ~iornata di combattimento; .Ja seconda metà fra le altre due. I veicoli che si destinano al trasporto della seconda suddivisione del munizionamento appartengono alle· stesse truppe di fanter ia. Talora ne è assegnato uno a ciascuna compagnia; altre volte in.vece si hanno carri da c11rtucce di battaglione o di reggimento. N,el.nostro esercito manca finora questo treno di munizioni;· ma :v'ha chi lo ammetterebbe; e già furono fatti studi .e prove nell'intento di veclére il come dovrebbe essere organizzato . Noi , per contrario, siamo di parere del tutto opposto; ed anzi è la circostanza del non essere stata. presa alcuna decisione in proposito, dell 'aver, cioè, · trovato il campo libero, che ci ha spinti a rendere pubblica la nostra · opinione, nella speranza di poter fare ancora dei proseliti . Condizione indispensab ile perchè il rifornimento di cartucce, pe.r mezzo dei carri destinati a seguire le compagnie o ìl batta~1.ione al fuoco, possa realmente àver luogo, è quella di spingere i ,ca11ri s.tessi a breve- di_stanza dalla linea occupata dalle trnppe e di far loro·segu ire passo, passo, i movimenti di queste. Ora, chiediamo noi, vi sarà seinpre la possibilità di soddisfare a tale condiparco di corpo d'ar ma ta, si raggiunge il numero d i 184.\P erò i reggimenti cli bersagli.eri, ~~e sono nelle truppe ~uppletive dei c9rpi d'armata, no11 t1anpo che !e 48 cartucce d,el
parco di co'rpo d'arma ta . Oen inteso che non ci occupiamo delle cartucce che possono trovarsi in terza linea nel parco d'armata o in depositi di riser·va.
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QUISTJONI URGENTI
zione? Portandoci col pensiero ai teatri su cui furono comhatlute molle delle nostre bauaglie, siamo costretti a dire di no. E ad un giudizio non di,,cr:;o ci conducono le conclusioni che credettero di dover dedurre dalla o11 uerra russa-turca ufficiali che v·I , pre~ero ~arte. E là difatti che, vista la somma difucoltà di procedere al ri~o~mme~to cli cartucce ~ul campo di bauaglia mercè i carri da mumz1one, s, pensò al someggio. Rimedio che non consi ,,lieremmo ad alcu_no, ma molto meno al nostro esercito; poiché, ad ~guai peso nel car,.co da tra.<;~or~ws!, esso t~plica di certo il numero dei quadrupedi occorrent,, n ch,ede ammali adatti, aumenta il numero degli uomini necessari al servizio del rifornimento, fa. cadere in~omrna'. ir'. inco~venienti che, per essere di natura diversa da q'uelli merent, a, carri, non sono perciò di minore importanza . i\>fa ammesso pure che la configurazione del terreno sia tale da non oppor~i ad una mar~i~ sufficientemente rapida dei carri, po- · tranno essi prendere posmone ovunque, anche rimanendo esposti al Liro nemico? E no~ si ~ensa è~lla ~o?fusione che naturalmente ingenera la presen~a cl, tuu, questi carl'1? alla preoccupazione che nascerà nei comanc~an ti i singoli reparti pe1·. accertarsi che i veicoli siano sempre a poi tata delle truppe che ess, conducono al fuoco? ài ritardi che · ne potranno deri vare per l'offensiva? ~è. va.dimenticato che il maggior numero cli carri i quali nelle ~ar~1~ s1 troveranno _necessariamente frammisti alle truppe, anche in v,cinan~a del nemico, renderà più lento e rneno facile lo spiegamento d, queste. . I limiti che ci .siamo impo~ti all'estensione di questo scritto non ci. per'.1rntto.no d, svol?ere co~ maggiore ampiezza una tale ques~,~~e,_ abb,a~o t~1tta~ra fiducia che il. poco da. noi eletto servirà per pone lll sul! a~vi~o '.' lettore e fargli ved~re la ragionevolezza delle nostre obb1e:'10~1; le qLtali alla fin fine sono inspirate ad un concetto, sulla .cui _gmstezza non v'ha dubbio, quello di lasciar int~tto _alla fan tena ciò che ~orma una delle sue migliori prerogative, I 1!)d1pendenza della sua azwne dalle fol'mo ed accidentalità del tor reno e dalle mille eventualità cui può anelar so()'aetta la marcia Olc> delle colonne di impedimenta.
CA RT UCCE ED ATT REZZI PORTATILI DA TRI NCEA
H2ì
E concludiamo col dire che le cartucce, le quali, pe1·chè ritemite qi,e.cessarie ad alimentare il combattùnento pe1· tutta la sua dumta, vogl'ionsi a'tJere in prima linea, debbono, al pari dell'1itensile da tri?icea, essef trasportate tiitte dal soldato.
III. . Gi unti a questo punto, è naturale ci si chiegga come riusciremo a far portare dal soldato questo munizionamento, che, cc,me già dicemmo, deve essere della metil. almeno del to tale, ossia non inferiore alle I00 cartucce, ed insieme ad esso lo strumento da trincea, che vogliamo cli costruzione ordinaria e non ·a lleggerita. La soluzione· cli un lai problema è più semplice di quanto possa parere a primo aspetto. Essa è basala sul pri ncipio di far portare dal soldato lo stretto necessario per una giornata di combaLLimenLo, e di caricare tutti i rimanenti oggetti cli aliarclellamento e di accampamento su carri, i quali, oltre ad essere cli assai più facile concloLta dei carri da cartucce ed al poter trasportare uu maggior carico per il minor grado di mobilità·che il loro stesso servizio richiede, non arrecheranno disturbo ai movimenti delle truppe in vicinanza ecl in ·presenza del nemi co, e non sarà grave incoveniente ·se talora alcune frazioni di truppe avranno a pronrne la momentanea mancanza . Sviluppiamo la nostra proposta anche un po' nei suoi particolari cl'attuazione. Secondo noi, il soldato cli fanteria dovrebbe, astrazion fatta dal fucil e e dalla baionetta, trasportar seco: "2 pacchetti, ossia ,104 cartucèe, allogale in apposita carcartucciera; · l'utensile da trincea; una tasca o bisaccia, con entro due razioni di vi veri di riserva, l'indispensabile per una prima medicazione ed alcuni altri oggetti de'quali si sente di continuo il bisogno e che verranno in seguito specificati ;
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328
QUISTIONI URGENTI
CARTUCCE ED · ATTREZZI PORTJA:TILI DA TRINC EA
la gavetta-marmitta ; la coperta da campo. La cartucciera, di pelle, avrebbe forma di una lunga 'borsa, da tenersi aderente alla vita al disopra delle an-che, sosten ùla però da adatte bretelle-cinghie passanti sulle spalle. Una correggia tesa fra le bretelle, nella parte anteriore, servirebbe per fissarvi una ventina di piccoli astucci da contenere cartucce sciolte. Lo strumento da trincea sarebbe disposto in una guaina a bandoliera da portarsi da sinistra a destra. La tasca verrebbe portata, come ora, da destra a sinistrn. Do·vrebbe riuscire alquanto più ampia dell'attuale, fatta di materia. impermeabile all'acqua e divisa in vari scompartimenti. La coperta da c;impo si porterebbe arrotolata al disopra della borsa-cartucciera nella pal'te posteriore di questa. Vediamo a quanto saiirebbe il peso di un tale caricamento:
inferiore a quello di ,17,295 dell'attuale affardellamento, ohe diverrebbe ;di 118,255 coll'aggiunta della vanghetta Linnemann (4.). Ma al vantaggio del minor peso si unirebbe l'altro di una diposi·zione più conveniente. Il soldato potrebbe sempre portarlo in qualsiasi fase del combattimento. Non si sarebbe costretti, come soventi in oggi, a .6ar .deporre gli zaini, correndo il pòricolo di non più ritrovarli o 'di non poterli più riprendere, e, quel che . è peggio dimenticandovi entro, nella fretta, o per non saper dove allogarle altrimenti, Lutee o in parte le cartucce c~e esso contiene. .Quan to agli oggetti che il solda.to non potrebbe aver seco col proposto metodo di affardellamento, essi dovrebbero prender posto .su
13 pacchetti di cartucce Borsa-cartuccera Tasca a pane
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(1) È bene lo specificarlo :
. chil. 4,100 » 1,000 n 0,600
I
'2 ra:zioni viveri di riserva. chi!. 1,400 11 borraccia di vetro rivestita di latta, con bicchiere . » 1,000 )) ·0,025 •I cucchiaio di ferro )) 1 berretto di panno 0,"60 » 2,845 )) . 0,'160 ( •I asciugatoio . )) 0,080 pezzuole da piedi. . . \ 1 pacchetto di medicazione » 0,020 1
C<iperta da campo. Strumento da zappatore . Guaina a bandoliera dello &lrumento Gavetta di lamiera.
)) .2,000 » 2 ,•120 (·1 ) » 0,400 )) 0,800
Chi!. '13,865
/
In totale adungue meno di 14 chilogrammi, .peso di .non JJo.co I 1
(1) Questo è il peso del badile ora regolamentare pei zappatori. La gravina pesa un . buon terzo di più, ma potrebbe essere alquanto alleggerita.
..
Giberna . . . . . Il pacchetti di cartucce Vanghetta Linnérriann . Guaina della vanghetta. Zaino v~oto (quello nuovo da bersaglieri 2,400)" Asciugatoio . . . . . . Berretto di panno . . . . . Borsa completa di pulizia . 4 bottoni gemelli di ottone. Camicia . . . . . / Cravatta da collo . Cucchiaio di ferrn . Farse tto .a maglia . Libretto personale . Oggetti contenuti Pacchetto di medicazione nello zaino Pa11ta loni di panno. . . ?ezzuole da pierti . . . , 2 sacchetti per la galletta l paio scarpe. . . . · Scatoletta per nero di scarpe. Sottopiede di cuoio . . . SpazzÒla . . . . . . . . 1 paio uose di tela. . · . . 2 razioni v: veri di riserva . Assortimen ti . . . . . ( Telo da tenda con picchetti (il Qggetti disposti ) au menta di 1/ 3 se bagnato) sullo zaino I Bastoni da tenda . . . . . . \ Coperta d!l, campo . . . . . Tasca a pane vuota . . Tazza di latta, uella tasca a pane. Borraccia piena
"
chil. 0,450 " • " '
13,450 0,800 0,160 2,2"';:,0
»
5,940.
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3.810
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0,310 0,085 1,000
chil. 0.160 ._
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0,160 O, 120 0,015 0,500 0,040 0,025· O, 700
o,oso· 0.020 0,900 0,080 0,030 1,100 O, 130 0,015 0,\00 0,225 1,400 0,140
Ì
peso· \ . . chil. J.210 f . . ,. 0,600 ) • . ,. 2,000 .
» »
ch il. 18,255
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330
QUJSTIONI URGENTI
CART UCCE ED ATTREZZI PORTATILI DA TRINCE A
di una carretta-bagagli da assegnarsi in proprio a ciascuna compagnia. Il peso totale; per"individuo, di questi oggetti sarebbe at tualmente di chilogrammi 8,'140, di cui chi!. .2,250 pe~o dello zaino, 1 1,811O peso del telo da tenda, picchetti e bastoni e 4,080 peso degli oggetti da riporsi nello zaino. Senonchè una diminuzione notevolissima potrebbe arrecarsi al medesimo. Difatti dovendo il trasporto esser falto su carri, si può sostituire allo zaino trn sacchetto di tela, portante scritto in grosse lettere il nome dell'individuo cui appartiene, che non peserebbe più di un 250 grammi, onde una prima riduzione di 2 chilogrammi. Un'altrarichlzionerilevante si avrebbe :col sostituire agli attuali teli e relativi bastoni, delle tende che servissero per un maggior numero d'uomini, ad esempio per dieci o venti. L'economia che si fai·ebbe nella tela e nei bastoni sarebbe tale dç1. ridurre il peso di una metà circa, da rich iedere, cioè per ciascun soldato non più di i( chilogramma a vece di. ,J ,8 1O. Un'ul. tima diminuzione la si potrebbe fare col ridurre di numero alcuni · oggetti, costituendo per essi un fondo di compagnia, come ad esempio le scarpe, le uose, i sottopiedi, i bottoni gemelli, il nero da scarpe ecc. Crediamo quindi di non andar errati facendo cala. colo su di un peso di 4 chilogrammi in tutto per uomo, e di 800 chilogrammi al ~assimo per il totale della compagnia. Peso questo che permetterebbe di caricare eziandio sulla carretta gli arnesi di cucina della compagnia, la cucina, le cassette e le tende degli ufficiali. All'occorrenza poi potrebbe la carretta senrire al trasporto dei viveri per la giornata ( 1) . Così la compagnia, anche quando distaccata dal battaglione, potrebbe esser seguita dalla sua vettura con tutto l' occonente per la marcia e l'accamparsi . E non si vedrebbero più i soldati sovraccaricati con ogge 1t.i di cucina ed altri di peso non lieve. Delle Lre carrette, che le Istrnzioni sulla moli ilitazione Jra assegnano al battaglione, una potrebbe esser soppressa; e il reale aumento nel numero dei veicoli sarebbe di tre per battaglione. Se si adottasse invece il partito di lasciare al soldato il carico attuale.aumentato della vanghetta, e di sovvenire al rifornimento di
cartucce con carrette da munizione, sarebbe sufficiente una cli queste· ad O"ni battacrl ione per tras1Jo1·tare il rifornimento delle 'I 6 car tucce occorrenti per raggiungere le 1104 da noi stabilite. Ma se sv tien conto delf'estensione e profondità che le attuali formazioni di combattimento richieggono, se per di più si pensa che sarà soventi .volte il caso di rifornire compagnie o mezzi battaglioni isolati, non si tétrda a convincersi della convenienza di avere almeno due di tali carrette per .battaglione. Ben è vero che le cartucce portate in più nel!a seconda carretla saranno tanto di meno che si dovrà portare al parco; ma siceome il peso utile delle carrette . c!i. prima_ line~ va ritenuto circa la metà di quell o delle carrette dei parclH, cosi in definitiva potremo dire che l'numento arrecato nel numero clei veicoli sarebbe non di un solo per battaglione, ma di uno e mezzo . E pertanto solo di altrettanto sarebbe il vantaggio che il sistema in discorso presenterebbe su quello da noi proposto in riguardo al numero dei veicoli. Un tal vantaggio, che si traduce quasi unicamente in un'economia di materiale, sarebbe cèrto superato da quelli posseduti dal sistema da noi sostenuto, vaµtagg i che non sarà superfluo di qui enumerare nuovamente. Essi sono : ,J0 l'a1•er reso indipendente da ogni possibi le eventualità il fabisogno in cartucce d'ogni soldato per una gra~ giornata camp.ale; . 2° l'aver assicurata la costruzione delle trmcee di battaglia, d1 pi ccolo e grande· profilo: in qualunque specie cli terreno, provvedendo il soldato di adatti strumenti che porta sempre con sè; 3° l'aver cli;uinuito di circa un terzo il carico del soldato, e dato al medesimo una distribuzione più adatta al ll'a.<Jporto; 4° l'aver reso questo carico uniforme per lutti i· soldati, uniforme pure l'ar-mamento e la dotazione in cartucce C,1); , 5° l'aver tolto l' inconveniente che si verificava ormai con troppa frequenza (2) ed ammesso del resto come necessario in ta- · luni casi, cli dover far deporre alle truppe lo zaino prima del combattimento o durante il medesimo; l')
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•
(lì L'uniformità del munizioMmento arrecherebbe u n aomento non d ispregevole in esso , · Sono difatti 22 g li ind ividui della compagnia ~he ora portano 64 .sole ca l'tucce o che ne · riceverebber,) 40 di p'ù. Sarebbe dunque in totale un a umento d1 880 cartucce. (2) Veggasi la storia delle ultime guerre.
(I) È be ne osserval'e c he ìl caricamento esterno della carretta in strumenti da zappa-
t ori potrebbe essere in massima parte aboli to.
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~
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QUISTIONI URGENTI
6° ~·aver soddisfatto, per ultimo, ad un vero bisogno della compagnia, qual è quello di possedere in proprio un carro che le dia modo di curare, sotto la responsabilità del suo comandante il trasporlo di quegli oggetti che le sono di assoluta necessità. ' È quasi superfluo l'aggiungere che nulla sarebbe irrnovato di quanto è ora prescri tto per ciò che si riferisce al trasporto delle 96 cartucce che costituirebbero la seconda porzione del munizionam~n t~ dei reggi men Li di fanteria, cartucce le quali trovansi distribu1 te 1n parti eg~ali fra i parchi di divisione e qt1elli di corpo d'armat~ (_11). Solo bisognerebbe pensare a rendere eguale a questo il mun,z,onamento dei reggimenti bersaglieri coll'aumentare il numero dei carri da cartucce del parco d'artiglieria del corpo d'armata.
IV. Un'esposizione di quanto è stabilito presso ali altri eserciti in ·rigu~rdo al_ ~ervizi? delle munizioni e alla distribuzione e trasporto ,degh utensili da trmcea, non riuscirà qu i inopportuna. Germ,ania. - Le cartucce sono trasportate: dal soldato, clalla vetturn-bagagli delle compagnie, dalla vettura a cartucce dei batta«lioni ' dalle colonne di munizioni del corpo d'armata. In ~oldato-~ort~ con sè 80 cartucce, 20 in ciascuna delle due,pic?ole gi berne ~ 1 cu,.è munit? e 4,0 nello zaino, distribui te per metà m due casse~Lme d, latta esistenti contro i fianchi dello zaino stesso. J _Tedesc~1, fede!i al principio dell'autonomia della compagn ia in st.az1one ~d 1~ marct~ come al combattimento, hanno da molto tempo ·adottato il sistema d1 daire ad essa una vettura da bagagli a quauro mote attaccata a due cavalli. È in questa vebtura che la compagnia trova la seconda parte del suo munizionamento. Ciascuna vettura porta 2880 cartucce, ossia 111,o c:1rtucce per uomo. (')
CARTUCCE ED ATT REZZI PO RTATI LI DA TRINCEA
J
La vetlura a cartucce da baLtaglione è un carro a quattro ruote attaccato a tre pariglie; contiene 19200 cartucce, ossia •I9,2 per soldato. Addizi onando questi tre parziali quantitativi di cartucce, si raggi unge la cifra di H O, 7 cartuace, che dovrebbero rappresentare iI munizionamento a disposizione del soldato durante il combattimento. l\'la bisogna dedurne le 1111,tf cartucce dei carri-bagagli delle compagnie, i quali ràramente seguono le truppe al fuoco. La poca mobilità del carro da munizione del battaglione fa poi seriamente dubitare che esso possa sempre·raggiungere il suo scopo. Tre uomini almeno, sotto la direzione di un graduato, sono, per ogni compagnia·, distolti dal fuoco per recarsi alla Yeltt1ra, e là, deposte le armi e lo zaino, ricevono una borsa con entro 1>00 cartucce (carico massimo ammessibile), che portano alla compagnia, per ritornare poi a rifornirsi alla. vettura, e così di seguito. Le cartucce trasportate dalte colonne cli munizioni del parco di corpo d'armata, in ragione di 60 per combattente, costituiscono il munizionamento cli seconda linea; cbe fa salire a il 7 1 il munizionamento totale. . Le compagnie de' cacciatori, disponendo di due carri-bagagli, hanno un munizionamento di 179 colpi per individuo. I sottufficiali sia di fanteria sia dei cacciatori non porLano che 30 cartncce. Gli utensili da pioniere in distribuzione a ciascuna compagnia di ianteria ( I), e che i soldati portano in gua ine a bandoliera sulla S)Dalla destra, sono : 50 va.ngbette, del genere Linnemann, o piccoli picconi-accette, 5 piccozzini. Aclunquo 60 attrezzi portatili in una compagnia di 250 uomini, e 240 nel battaglione di 1000. Un certo numero di strumenti ordinari da zappatore ciascun battoglione conduce seco su carri, vale a dire: o!laclili, ,t gravine, 1
1
1
°/
(I)
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Vedi la nota di pag. 324-. (1) Le compagnie di cacciatori ne hanno qualcuno di più .
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.334
QUJSTIONI URGENTI
12 scuri, 27 piccozze. Non esiste il plotone speciale di zappatori.
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CARTUCCE ED ATTREZZI PORTATILI DA TR INCEA
J
F'rancia. - Il soldato porta tre pacchetti di sei cartucce in cia:$Cnna delle sue due giberne, e sette pacchetti nello zaino; in tutto 78 cartucce. Dispone poi di : "8, 1 cartucce nel carro da cartucce del battaglione, 4-6,4 cartucce nel 1° scaglione del parco d'artiglieria del -corpo d'armata, . 3 1,5 cartucce nel 2° scaglione dello stesso parco. Un totale adunque di 1174 cartucce. Sono però in corso di esecu.zione delle sperienze con nuove cartucdere, le quali permetterebbero di far portare dal soldato 96 cartucce; ciò che farebbe salire l'intero munizionamento a 1192 cartucce. Il carro da cartucce del battaglioM è un cassone a tre cofani, attaccato a quattro cavalli, e contiene 481144 cartucce, più un numero ragguardevole cli bisacce di tela destinate al trasporto delle cartucce dal sito di fermat.a del carro alle truppe; trasporto che si fa con uo.mini analogamente a quanto già si è detto pella fanteria prussiana. I sottufficiali armati di fucile portano lo stesso numero di cartucce dei soldati. Gli utensili adoperati dalla fanteria francese, divisi in tre diversi . g~uppi, vengono trasportati in tre modi pure differenti. $onvi 48 strumenti portatili, distribuiti agli uomini della compagnia, di cui 40 vanghette del peso ciascuna di circa 1 chilogramma ed 8 attrezzi da guastatore ripartiti in 4 gravine piccole, 3 picozzini ed 1 segaa catena (11). Ciascuna compagnia è poi seguita da un mulo .che trasporta a ·. basto '18 badi li e 12 gravine. .Per ultimo un carro, per ogni reggimento, è destinato al trasporto di altri 131 utensili , fra cui: 25 picconi; 50 badili;
20 piccozze; 20 roncole; 3 grandi gravine; e il rimanente di piccoli sLrument.i C,1).
1
A1.1rstr·ia. - Il soldato porta con sè 70 cartucce distribuite in due ., giberne, in una delle quali colloca pure un ampoll ino da olio, un cacciaviti ed uno strofinaccio. I sottufficiali non hanno che 20 cartucc~. Ciascun battaglione di fanteria o c·acciatori . possiede in proprio due can;i da munizioni a quattro cavalli, carichi ambedue di 2 1000 cartucce, ossia 52,5 cartucce per uomo . . }t prescritto che, quando l'azione sta per incominciare, si dia ad oO'ni combattente un pacchetto supplementare di 11O cartucce pres~ d~llcassoni di battaglione; ciò che porta a 30 il numero delle cartucce di cui il soldato pnò disporre immediatamente. Il parco d~i munizioni divisionario porta)l2,5 cartucce per uomo; .e 15 quello di corpo d'armata. : . In totale adunque un munizionamento di 160 cartucce. delle quah 122,5 in prima linea e 36,5 in seconda.
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La fanteria austriaca ha adottata la vanghetta Linnemann, a taglio· su di un lato ed a sega dall'altro, che porta appesa al cinturino. (I) Un ufficiale francese, in uno stud io pubblicato dal Jotwnat des scienc~s militati-es .(rn79. Tomo :H), giudica nel seguente modo l'organiziazionecolit adottata a nguardo deglt
1
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(1) Qu este seghe a catena riconosciute molto utili nel segar. alberi per far ahbatturn 0 ponti, dovl'ebbero sperimentarsi anche da noi .
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· utensili da zappatori. . , . . , _ . " La question de l'outillage est une de celles qut on t etc le plus cl1scu_tee,,. D1sons . . d'abord que la substit<ltion récente de mulets de_ compagnie, por teurs d'outils: au mode de t,·a nsport pa,· voiture, ne nous paralt pas resoudre completement la que_st,on . ~ne ·bète <le some supporte un poicls moitié moi~s lourd et le transportera mo1L1é morns vite que si elle était attelée. Eosuite le biìt ,;>ccasionera des b\essures plu~ nombreuses et plus graves que !es traits, à des animaux qui ne.sont nulleme?t ha~1tu~s. à ';e. mode de transport et qui sont co nduits par des hommes moxpenmentes ..s, I on i ornt ,1 cela."~ règime différent, ctes fati gues plus grandes, on est en d1·01t de crau1drn que la plu?ai t des mulets ou chovaux de bàt ne soien t hors de service en très-peu de i ours, au debut d'une campagne. Nous ne pa rlons que, pour mémoire de la difficulté de se remonter en muler.& dans le com·s d'une campagne. . « Quant à la naturo µes outils, nous n'attribuons q u'une efficacité restreiute à des outtls lé.gers et peti ts. L"effef utile d'un outil est. jusq'à un certaiu poin.t, en ra,son d1recte de eon poids et de ses ~imensions. Le type clu bon outil, c·est cel~• en_usage .d~ns .le ,scr.vice du gèoie1 avec dette d ifférence que le fer de la pelle devratt ét1o mod1fie et <>VOlr - il peu près la fornrn d"une béche, tout en gardant !es mémes dimensions superflcielles ,.,
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CART UCCE ED ATTRE:l:ll PORTATILI DA TRINCEA
QUISTJONI URGEN 'fl
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però conservata, per essere adoperata in lavori di fortifica. zione campale, l'antica dotazione di compagnia co11~istente in : 10 badili, 24 gravine, 3 vanghe, 3 picconi, 1 leva, attrezzi i quali continuano ad essere trasportati sui carri da cartucce. Fll
Ve ne ha 99 per compagnia. I soldati di prima riga portano la vanghetta, quelli di seconda. l'arnese di cucina. Sei pionieri, in ciascuna compagnia, trasportano 1O utensili, di cui alcuni da terrazziere ed altri da falegname . .
1
R111Ssùi. - Il soldato di fanteria dell'esercito russo porta seco 60 cartucce, 30 in ognuna delle due giberne del cinturino. Altre 11Ocartncce circa per combauenLe trovansi nel carro da munizioni di compagnia, che ne contiene 1,1340. Per ultimo una riserva, di 52 cartucce è trasportata da due sezioni del parco volante della divisione. Si avrebbe quindi un munizfonamento totale di circa 1172 cartucce. . Trattasi però in Russia, in seguito all'esperienza dell'ultima guerra, di aumentare il numero delle cartucce portate dai so.ldato e di assicurare meglio il rifornimento sul campo di battaglia. Fra le proposte fatte per raggiungere il primo intento vi fu quella di dare al soldato, oltre alle due giberne, una cartucciera a bandoliera, nella quale le cartucce sciolte troverebbero posto in altrettanti piccoli astucci . Dovendo la bandoliera poter girare attorno al busto, verrebbe abolito lo zaino e sostituito da due bisaccie di tela portate a tracolla. Per ciò che si riferisce a.l rifornimento, ritiensi come cosa chiaramente prnvata, l'essere gli attuali cassoni a quattro ruote mancanti della voluta mobilità. Venne da taluni proposto di adoperare bestie da soma. Altri vorrebbero invece delle carrette attaccate a tre cavalli di fronte, uno di stanga e due laterali, i. quali due ultimi sarebbèro adoperati per someggiare le munizioni dalla posizione di fermata della carretta aJla linea occupala dalle truppe ('1).
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Per disposizioni emanate dopo l'ultima guerra, ciascuna compagnia di fanteria e dei cacciatori riceve 1100 attrezzi portatili, vale a dire 80 vanghette Linnemann e '.!lO piccole piccozze, da portarsi le une e le altre in apposita guaina appesa al cinturino. (I) V. Il trasporto di cart·ucce sulla linea di fuoco in llussia, articolo che si pubblica in questa stessa dispensa.
Svizzera. - I soldati di fantèr.ia, fucilieri e carabin ieri, portano seco 100 cartucce, 10 nella giberna e 60 nello zaino. . . Du~ me.zzi-cassoni, contenenti ciascuno 12000 cartucce e quattro b1sacc1e d1 ~eia, sono destinati al servizio di rifornimento in prima linea di ciascun battaglione. ,Il so ldato viene così ad avere altre 35 cartucce. I sei n:iezzi-cassoni di un reggimento si riuniscono per formare lo sca.glwne o treno cli munizioni del reggimento. Due altri mezzi-casson i per battaglione con lo stesso numero cli cartucce Lrovansi in seconda linea al parco di divisione. Pertanto il munizionamento totale risulta di 1170 cartucc1e. 1
1
~
I
Nello scorso anno , :1880, il Consiglio Federale ha presa la decisione .di dare a. ciascuna. compagnia di fanteria ,rn vanghette modello Lmnemann, 20 piccoli picconi e 8 piccozzini, che il soldato porterebbe senza alcuna guaina sotto la coperta dello zaino . Per un battaglione si avrebbero quindi : ;J 60 vanghette, 80 piccoli picconi, 32 piccozzin i. In totale 272 attrezzi. A questi utensili, i qual i non basterebbero eh e pei casi più ur.:renti e pei lavori cli minor importanza, sidovrebbero aggiungere per 1\secuzione di lavori più estesi, come, ad esempio, il trinceramento di un campo di battaglia, altri :> tr umenti di maggior robustezza. da portarsi, in parte da,l plotone pionieri del battaglione, in altra parte dai carri a, bagaglio e dai carri da, cartucce. Questi strumenti sarebbero in numero di 90; onde il battaglione potrebbe '-1:hsporre in totale di 362 stt\menti. ANNO
xxvi,
VOL. I .
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22·
338
QUISTIONI URGBNTI - CART UCCE EO ATTRE;ZZIPORTAT ILI DA TRl:-ICEA
~TUOI SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
V. A lacililare il paragone dei dati relaLivi al munizio11amento ed agli utensili da z,tpJ)at:ore presso i vari eserciLi è quelli che risulterebbero per l'esercito italia110 secondo le nostre proposle, serv i1·à il <;eguente specchio:
~
-~ M . ) Cat·t ucce [ nella giberna. . u O1 • po1'tate · z1onamento dal soldato ne llo zaino. . d_i , Cartucce Rei car1·i di ba!ti a lrne,t taglione e di compagnia. Munizionam ento d i 2" linea nei carri a muniiione dei parchi . Totale delle cartucce
.
.
.Piccoli sn·uruenti portati dal soldato.
.:::
I
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1 70
60
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·, ~ ~., C~Q
! .~ ,] jfJ _::_I_-,! ___ _!!:__1 M. °' ~
40
36
10
12
~
40
60
I
I
104
:·~ :::: I:::: -:- : j ,. 170,7 171,0 160,0
172
170
·18
100
68
41
15
141
91
CO
I
Struro enti portati dal soldato. . ordi nari . da zappatori( su veicoli o muli . .
28
38
Tota le ctegli strumenti .
8S
86
99
IO
109
8
Ordina.mento.(!) (conti nuazione).
Dotazione in cartucce del soldato ed in sfrumen'ti da. zappatore di una compagnia.
.~-
IV.
200
178
178
Osservazioni - Coll"ordinamento proposto oon ,•i sarebbero nè carr i da cart ucce, oè carri da utensili in l" linea; il carico normale de l soldato sarebbe d i circa 14 ch ilogrnmmi, m entre ri esce presso i vari eserciti di\.:( a 20 chilogrammi fatta es trazione dal fucile e baion etta o sciabola baionetta. .
Cr,AVARINO
Capitano d'a1·tiglieria.
Ciò che si è eletto nel precedente articolo riguarda in massima l'artiglieria monLata, sicco me quella che nell'artiglieria campale costituisce la speciali tà di gran lunga più importante. Le alt1·e dlte specialità che, a rigor di termine, sono comprese nell'arLigl ieria da campo, l'artiglieria a cavallo e quella da montagna, non meritano una trattazione a parte, penhè tanto all'una che ali· altra sono appli cabili la maggi or parte delle considerazioni già svolte sull'artigli eria montata. Ad esse quindi dedicheremo solo poche parole. Prima del ,J870 l'utilità delle batterie a cavallo era da alcuni assai contestata, sembrando che la spesa maggiore che esse i,mportano a confronto delle batterie montate non fosse compensata da sufficienti vantaggi, nè giustificata da una evidente necessità. · I grandi servir.i resi da codeste batteri e nella guerra franco-germanica valsero bensì a r imetterle in onore, ma non tolsero i dubbi (I) .'Iota della Dfre~ione. - Nella prìcna · par te di questo s tudio (Vedi Rivi$ta di gennaio) sono sfuggiti alcuni errori di sta mpa, che certamen te no n saranno passati inavvertiti dai lettori. . A pagina 50, linea 25 e 26, è eletto: anche tenendo conto che 1·ispetto a quest'ultimo della ch-costron.:a. che il comandante della, batteria ha it vanlaggio di esse,·e a cavallo, in"ece di: anche te nendo conto d<>lla circostanza che, risp~tto a quest'\1ltimo, il comandante della batteria ha il vantaggio di essere a cavallo. A pagin a 61, li'nea 22 ò. detto : i dati che abbiamo addottat!, invece di: i dati che abbiamo addotti ... . . . A pagina 68, linea SO, è detto: a non meno di 126 pez:::i necessari ecc., invece di: a non meno 126 i pezii necessari . . . . ... . A p.agina 73,'linea 1 e 2, è eletto: Un dicton de cette époq·u eprétenda'it queplus on amén.e de piéces plus l'enemi en vou.s prrnd, invece di: Un dicton de cetto époque prétendait que plus on améne de piéces, plus l'ennecni vous en prend .
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:34-0
341 L'artigli eria a CMallo, ridolta, c.orne si disse, al minimo strettamen té indispeiisabile per la cavalleria, deve, a 1iostro avviso, essere ,organizzata a parte e costituire, secondo il numero delle batterie ,disponibili , brigate o reggim enti indipendenti. Queste batterie hanno infatti così speciali esigenze in fallo di cavalli e di istruzione, -che non vi si potrebbe soddisfare in reggimenti misti senza detrimento delle batterie montate. li colonn eHo Schell, noto autore di un pregevole studio snlla taui ca dell 'artiglieria campale, che ebbe l'onore di 011'01.tirna ver-sione italiana dovuta al capitano Pedrazzoli, si manifesta contrario a siffatto ordinamento dell 'arLiglieria a cavallo pel timore che questa, ~ nna volta sottratta al con tallo immediato della rimanente artiglieria, /) perda lo spirilo dell'arma e diventi in certo qual modo cavalleria armata di cannone. Ma dat,L l'uniformitit di istrnzione e di reclutamento nel corpo degl i ufficiali. data, come si ha in Germania e come si dovrebbe avere an che alLrove, una scuoln, cenLrale di tiro, ,dove si mantenga Yivo il tecnicismo dell'arma nella parte essen- // ziale (la teoria e la prati ca del tiro) noi non sappiamo dil'idere quel timore. Perciò insistiamo nuovamente, per quanto sia grande il nostro rispetto per le opin ioni del dotto colonnello prussiano, sulla. tonvenienza di avere corpi speciali d'al'Li glieria a cava ll o, affatto cl.istinti da quelli dell'artiglieria montata. Anche l'artiglieria. da montagna guadagnerebbe ad essere ordinata in corpi a parte, anzichè a rimanere confusa con l'artiglieria da fo rtezza o con la rimanente artiglieria da campagna, come per fo più si usa oggidì per motivi di economia. lt ciò sarebbe tan to più da consigliarsi in I talia, dove l'esistenza di corpi autonomi di fanteria e;;pressamen te .destinati all a guerra alpina dà alle batterie -da montagna una specie di diritto ad una cosliluzione autonoma, o più ·corrispondente anche nel sistema di reclutamento a quella delle truppe con cui sono chiamate a combattere. Al che si aggiunge che la grande estensi,rne della zona montuosa, che biparte e contornia il patri o tenitorio, dà all 'artiglieria da montagna italiana un'importanza maggiore per la difesa dello Stato che negli altri grandi paesi cl' Europa, eccettuata forse la Spagna. Ond'è che essa, an che per tale r;igione, dern avere presso di noi cure maggiori che altrove . Un'altra questione che interessa l'ordinamento dell'artiglieria SULL' ARTIGLIEHIA CA MPALE
ST UDI
sulla possibilità di .sostituirle con batterie montate,. rese pi ù mobili· delle ordinarie con opportuni ripiegh i. Se non che le esperienze fatte in Austria nel ·1874 e quelle fatte da noi nel 11880 all e grandi manovre di cavalleria vennero poi a dimostrare, colla prnva di fatti irrefragabili, che le batterie montale, quand'anche alleggerite Ano all'estremo limite del possibile, non haslano a seguire con la voluta prontezza i rapidi movimenti della cavalleria. Dopo queste prove, ammesso, come lutti consentono oa"idì che i grossi corpi di cavalleria lanciati sul davanti delle armate pel ser,. vizio di avanscoperta, o tenuti su i fia nchi durante la ballaglia per proteggere i propri o minacciase quelli del nemico, abbiano biso"no • 1'> dell'appoggio dell'artigl ieria, non è più lecito di negare l'assoluta necessità dell'artiglieria a cavallo . Questa però è la sola ragione di essere di siITatta. arLiglieria, la quale·ordinariamente è meno efficace dell'artiglieria montata pel. minor peso che esige il suo materiale, e al tempo stesso è moli.o più costosa. L'assegnare alcune batterio a cavallo all'artiglieria di corpo,. come si usa presso alcuni eserciti, può essere utile solo nel ·senso che cosi si ha il mezzo di mandare più rapidamente in avanti qualche batteria,. allorquando urge di recare pronto soccorso all'artiglier ia divisionale. i\Ia se questa è fortemente costituita, come deve essere, i casi di tanta urgenzà saranno ben rari . D'altronde, mantenendo abbastanza innanzi l'artiglieria di corpo nelle colonne di marcia, i tratti di strada che essa dovrà percorrere per recarsi in linea non saranno mai mollo lunghi. E allora il guadagno di tempo fornito dalle batterie a cavallo rispetr.o alle montate diventa così piccolo da non avere importanza. Siffaue batterie sono dunque necessarie all'eserciLo, ma tale necessità deve intendersi lirnitflla a quel tanto che è strettamente indispensabile per dotame la cavalleria. Il di più può essere accettato, ma è ben lungi dall 'essere necessario. Anzi un paese ch e non sia abbondantemente provvisto di artiglieria.montata, commetterebbe un grave errore sperperando le sue risorse in un eccesso di batterie a cavallo. Queste infa tti, a parità di spesa, potrebhero essere sostituite con vantaggio da un molto maaaior ..,., numero di batte'rie montate, le quali naturalmente rapp ,·esenLernbbero a. loro confronto una somma di potenza distruttiva assai più grande. l')\")
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342 ·
STUDI
campale, oltre quelle già svolte o toccate in questo studio, è la preparazione dei mezzi che occorrono pel rifornimento dell e munizioni durante e dopo la battaglia. È noto infatti che il servizio delle munizioni è in tutti gli eserciti affidato all'artigl ieria da campo, la quale vi provvede per tutte le. armi col mezzo di colonne cli munizioni o cli parchi opporLunamenLe scagl ionati sulle Iii1ee cl'operazioni, nelle colonne di marcia o dietro le truppe com battenti, secondo che si considera la questione dal fato organico, logistico o tattico . Qui per·ò non è il caso di approfondire tale argomen to, troppo speciale per trovar posto in uno studio d'indole generale cernie il presente. A noi basta accennare che del numeroso personale ocf:orrente ad assicurare in guerra il servizio delle munizioni. è sufficiente . che presso i reggimenti d'artiglieria esistano in tempo cli pace soltanto i quadri . E parchi e colonne di munizioni si costituiscono poi sul piede normale al momento di entrare in cainpagna, con personale incorporato all'atto della mobilitazione. Ciò che importa si è di avere tutto il materiale completamente allestito, suddiviso in ri parti e pronto a partire, ])recisamente come il ·materiale di complemento delle batterie. Quanto alla migliore formazione in personale e materiale di codesti riparti noi tralasciamo di discuterla, per la ragione stessa ch e ci trattiene dall'adqeritrarci nelle al tre questioni relati ve al servizio delle 1nunizioni. Però, siccome a complemento di questo stndio crediamo indispensabile di far seguire una rapida rassegna dell"ordinamento effettivamente dato ali' artiglieria da campagna nei principali eserciti europei, avremo presto occasione di accennare · come sono risolte molte di tali questioni. E così gli esempi pratici suppliranno in certo qual modo la lacuna lasciata dalla teoria. Incominciamo ora tale rassegna, studiandoci di renderla breve il più possibile. Per quanto contenuta in limiti ristretti, essa ci servirà a riconoscere fin0 a qual punto sono oggidì applicati in Europa i principi i da noi clis,:ussi e al tempo stesso ci fornirà materia ad utili raffronti.
SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
343
ITALIA . OrclincimenlO . - Dieci reggimenti composti ognnno di 4 batterie dù cent. 9 ·ARC (Ret.), 6 bauerie da cent. 7 BR (Ret.), ,1 batteria deposito, 3 compagnie treno. Non esiste artiglieria a ca.va llo." Le ,1O batterie auive·cl'ogni reggimento so no riunite in 3 brigaJe, delle quali la ,1a e l,i 2a constano di 2 .batterie da cenL. 7 ed 11 da cent. 9; la 3a cli 2 batterie da cent. 7 e 2 da cent. 9. Le 3 compagnie treno formano nna brigatn . . è comandato da un colonnello, le brigate da un. Il re"rrimento 00 . maggiore, le batterie e compagn ie treno cla un capitano. Batter,ia. - Le batterie d'ambo i calibri possono assumere sul piede di guerra due diverse fornuzioni, l'un.i su 6, l'altra su 8 pezzi. Quest'ultima·è la normale. Per determinare il numero dei cavalli ocwrrenti al le nost11e batterie valgono i dati seguenti: Nelle batterie da cenL. 9 tutte le vetture sono trainate a 3 pa~ riolie eccetto i carri da batteria che sono trai nati a 2 sole. 0 · Nelletbalterie da cent. 7 il traino è fatto a 2 pariglie, salvo per la fucina c:he è tr·ainata da 6 _cavalli come nell e batterie da cent. 9. I capi-pezzo, i cap i-cassoni, i trombettieri sono a cavallo. . Al numero cli quadrupedi ottenuto tenendo conto di questi dati, è necessario aggiungerne alcuni (almeno. 1 / , 0 ) di riserva (11). Quanto agli uomini valgono le seguenti indicazioni : Pel servizio del cannone da cent. ·1 occorrono 5 serventi (caporali e soldati), 11 capo-peZ7/> (sergente o per lo meno caporal maggiore) e ,J guarda-munizioni (capora,le o soldato). Pel servizio del cannone da cent. 9 occorrono 6 serventi, ·I capo-pezzo, ,1 guarda-munizioni. \l ì Notiamo .qui cbe la riserva di 1/ 10 ammessa presso ùi noi nelle batterie da 7 (per le batterie. da 9 è ancora mino,·e), se poteva rit.encrsi sufGciente pel passato,non lo è più ora (come dimostra la cam pagna del 1870-71) di fronte alle enormi perdite a cu i deve altendersi l'artigliel"ia , per poco voglia inoltrarsi :oella zona ba ttuta dalla fucil eria .
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I l
• 344
340
STUOI
SUL!/ ARTIGLIERIA CAMPAL E
Al numero d'uomini così calcolato bisognaaggiungere i capi-cassoni, i conducenti, i trombettieri, i maniscalchi, i sellai, gli .attendenti, più una certa quantità d'uomini di riserva per far fronte alle perdi te ed ai servizi straordinari. Ciò posto, ecco qual è la composizione in personale, quadruperli e materiale delle nostre batterie da cent. 7 e da cent. 9; tanto sul piede di pace che su quello di gu~rra .
b) La 3• brigata, la quale costituisce l'artiglieria di corpo, 2-vvero, come suol dirsi da noi, delle truppe suppletive (,I); e) Due parchi d'artiglieria divisionali (2); d) Un p,u·co d'artiglieria di corpo d'armatèi (3); Servizio dei t·rasporti. - È fatto dal treno d'artiglieria, benché sil;I. estrnneo al servizio dell'arma. La brigata. treno del reggimento deve provvedere per ogni divisione ai trasporli (4): Dello stato maggiore della divisione; Della direzione di commissariato; Della sezione di sanità; Della sezione sussistenze; pel corpo d'armata ai trasporti (5): Dello stato maggiore di corpo d'Rrmata; Del comando d'artiglieria di co rpo d'armata; Del comando del genio cli corpo d'annata; Della direzione di commissariato di corpo d'arll:!,ata; Della colonna. traino pane cli corpo d'armata; Della sezione sanità di corpo d'armata; Della sezione sussistenze di coepo d'armata. Inoltre i dieci reggimen ti d'artiglieria devono provvedere ai servizi .seguenti, calcolati sulla ripartizione dell'esercito in tre armate:
Composizione in personale, quadrupedi e materiale delle batterie da cent. 7 BR (Ret.) e da cent. 9 ARC (Ret.) sul piede di pace e sul pied_e di guerra. Batterie da 7 <I)
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Q uadrupedi
Pezzi.
e assoni. ·C.arri da balleria. F ucina
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Heggi1ne1tlo.
20
Ripartizione tattica. - Ogni 1·eggirnento d'artiglieria da campagna corrisponde nell'ordinamento dell'esercito ad un corpo d'armata, al q1u~le deve [c,rnire i servizi d'artiglieria e quelli dei trasporti. Se1·vizio d'art-i,qlieria - Un reggimento somministra al proprio ' co rpo d'armala: a) Le prime due brigate di batterie, una per divisione;
Allo stato maggiore del gran quartiere generale ; A.I comando generale d'artiglieria; Al comando generale del genio ; {I) Finchè non si pro,•veda presso d i noi a lla formazione di un su fficiento numero di batterie a cava llo, una delle batterie da cent. 7 d i questa brigata sarà in generale di· s taccata presso la cavalleria delle tru ppe supple tive (I brigata di 8 squadroni) . A questa cavalleria, si voglia o no raggrupparla in grossi corpi (d ivisioni indipendenti), spetta infatti il còmpito dell'esplorazione lontana e del combattimento a massa; c9mpiti questi per cui la cavalleria non può far senza dell'appoggio dell'artiglieria. La vera artiglieria di corpo si riduco quin di in Ita lia a sole 3 barterie, se non in tutti almeno nella maggior parte dei cm·pi d 'armata. (2) Questi parchi sono serviti da una delle compagnie treno. (8) Questo parco è servito da un'a ltra com pagnia treno. (4) A. questi servizi provvede la stessa co mpagnia treno che dà i parchi divisionali. (5) A questi servizi provvecie la 3"' compagnia treno ciel reggimento .
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3i6
STUDI
Allo stato maggiore d'intendenza generale; · Alla direzione generale dei trasporti. 3 Reggimenti.
Allo stato maggiore d'armata ; Al comando d'artiglieria d'armata; Al comando del genio d'armata.
suu,' ARTIGLIERlA
a) i\1unizionamento di ,1a linea.(o di battaglia}, t.rasportato dalle · . . , . batterie coi pezzi e coi cassoni ; b) Munizionamento di 2a linea, trasportato dai parch i d art1o}ieria di divisione e di corpo d'armata; . e e) :Munizionamento di 3° I inea, portato dai parchi d'arLigliena . . . . d'armala (mobilizzati solo in parte). Ecco ora sommariamen te la composizione in matenale dei parchi , di divisione e di corpo d'armata:
6 Reggirnenti. Allo sta to maggiore d' intendenza d'armata; Alla direzione san ità d'armata; Alla direzi one del commissariato d'armata; Al parco d'at'tiglieria d\1smata (·I). 1 comancli d'cl!l't(qlùJ·1··ia all'esercito sono i seguenti: Comando' genemle d'cwtighe·l'ia, il quale ha giurisdizione str tutta l'artiglieria all'esercito; Comando d'a1·tiglier·ia d'cwmata ~,f per armata) il quÌ1le sovrintende a.i servizi d'artiglieria d'armata; Com,anclo cl'artiql-ieriadi corpo cl'arrncitci, il cfuale ·è esercito dal comandante del reggimento assegnato al corpo d'armata; Comanclo d' artiglie1·i a cli cl·i1,isione, coperto dal comandante la. brigata di batterie assegnata alla divisione. Servizio del ·1nimizionaniento. - È ripart ito in tre linee, che si succedono come segue: (l) I se,·vizi /ìnora en um erati sono quelli c he l'artiglieri a da campagna italiana deve fornire all'ese,·clto d i l" linea . Ma in caso d i guerra ogni r eggimento de ve anche provvedere a i servi,.i d'ar tiglieria e di t rasporti ntcessa,·i ad u na d ivisione d i milizia · mobile, cjoò: Una brig,,ta di batterie (da cent. 9 BR .); Un parco d'artiglieria divis ionale; Una compagnia treno . Quest'ultim a somm inistra i serv izi di t,·asporto: Per il parco cli di\• isione; Per lo stato maggiore d i divisione; Per la d irezione del comm issariato; Per la sezione d i san ità; Per la sez ione sussi:; tonze .
CAMPA L E
Pal'CO di-vis ionale. Carri a munizi(me cla cent. 7 Carri a munizione da cent. 9 Carri per cartuccie Fucine Cnni da batleri~i Carri da t.rasporLo rnod. ,1876 (da foraggio) Carrette da battaglione
N.
9
)) 6 » ,18 ))
,1
)) ))
))
Totale :N .
39
Pcirco cli co-rpo d' arm.a.ta. Cannoni da cent. 9 (di ricambio) con a[usto N. 2 ed avantreno . Cannoni da cent. 7 (di ricambio) con affusto ed )) 4 avanLreno . 24, )) Carri a 1.mmizione da cenL 9 )) 20 Carri a munizione da cent. 7 )) ' 28 Ca rri per carLuccie )) 2.4Carrette per munizioni da. cent. 9 )) 26 Carrette per munizioni da cent. 7 )) 28 Canelte per cartuccie . Carri diversi a 4 ruote (fucine, carri da batter ia, )) ,16 da trasporto ecc.). l) 4 C,n retl.e da battaglione . Totale N. 1176-
•
3i
STU DI
Conseguenza di quesla formazione è il seguenle riparto del munizìonamenlo .
SUL L 'ART!GLl l::R!A CAM PAL E
3{9
e 2 batterie leggiere. Il deposilo contiene i quadr i per la fot'mazione di '.2 batterie pesanti (14a e Io•) ( I) . Sul piede di guerra i reggimenti N. a, ES, 9, ·I ·I e 13 constano di 6 brigate e di I deposito; gli al tri8 di o briga te ed I deposilo . Ogni reggimento C-Onla inoltre I batteria da monl.agna, che viene formata all'atto della mobi li taz ione. Di qnesta batteria però non esi-· stono neanche i quadri in tempo di pace (2) . Le prime qualtro brig,1te sono egualmente co::;titnite in l1LLti i t'eggimenti . La I\ 2a e3" conslano di 3 batleriepesanti e 2 colonne di munizioni ciascuna; la. 4.• di 2 batterie leggiere. La o• brigata si compone di 2 batterie pesanti nei reggimenti ~. 3, :j _ 9, 11, e ·I3; di 4 baLLerie pesanti negli altri 8 reggimen ti. l<'i nnlmente la 6" brigata, nei reggimenti 3, 5, 9, 11 e 13, che soli la posseggono, consta cli 2 batlerie a cavall o. In conclusione ognuno dei 13 reggimenti dell'artiglieria da campagna. au::;triaca forni sce sul piede di guerra: I[1 haLLeTie da. campri gnn. (2 delle quali di nuova for nrnzìone), I batteria da montagna (pure cli nuova formazione) e 6 colonne di munizioni. Delle baLl.erìe da campagna I•I sono pesanti, 2 lcggierc e2 a cavallo in 5reggimentì (3°, ij", 9°, ·I·I e 13") e sono i vi ordinale in 6 brigate. Negli altri 8 reggimenli vi sono 13 batterie pesan li e 2 leggiere, ordinate in 5 brigate. L'a rtiglieria da campagna austriaca. (non contando le batterie da monlagna, che C-Ostìtuìscono unaspecialilà a parte nei singoli reggi1
Riparto del munizionamento d'artiglieria di 1 • e 2 ' linea nell'esercito italiano.
An11ota ztont I
Q)/du cenl.7 divisionali
561
'102j,3001
_
1-8 300 trasport~te coi pezzi di r ican.bio
j
»
»
s_uppletive
142 142
<D
»
9divisionali
130
72 100 302
»
»
suppletive
130
-
,l!l
Nel fare qu esto computo s i tenne couto anche delle munizioni
O
assegnati a l parco d i corpo d'armata A v verti a.~o p_oi cbe il riparto d e llo mun1z1001 d a 7 nel parco Id i corpo d 'a rmata $i è fatto nel 172 302 l' ipotesi che siano 2 le batLerie di questo calibro assegnate alle truppe s uppl~tive; i,I che non avveri·à che ne i c orpl d' armata i quali non dovranno di staccar e u na batteri a da 7 pr.,sso la cavalleria adddtta alle a rm ato (div isioni d i cava lleri a in dipe ndenti).
I
O
AUSTIU.-L . ~rdinament~ . :-- L'artiglieria da campagna austriaca consta, .sia ,n pace che in guerra, dì '13 reggimenti. Sul piedfl di pacb ogni reggimento si co mpone di 4 bri "ate e di ;I depo_sito. ~e p:·ìme tre brigaLe sono egualmente costitui rei, in tutti i regg11~ent1: esse constano ognuna di 3 batterie da cenl. 9 e dei ~uadri per la formazione di 2 colonne dì munizioni. La J." brir,ata wvecc t,i. Ne,· 1-e~m·. ,non ha.. eguale composiz ione in tutli i re,rnimen on 00 1 3 me_ol1 . , i:>, 9, '1. 1 _e 13 ess_a consl.a dì 2 batteri e leggierE' e 2 bal.ten e a cavallo; nei r1 111anent1essa si compone di 2 lJalteric pesanti
(l) I.a formazione della 14a o 15a batteria in caso di guerra è stab1l;J.a da pt·escrizioni urtìciali che sono , come suol dirs i, di dominio pubbli co. Però da infot'mazioni particolari recentissime, che. per la fonte a cui furono auin to, abbia mo l'agio,10 di c redere esa tte, ci risulterebbe che l' Aus tria sta regola ndo lo cose in modo da poter formare, in ca so di guc l'ra, altl'O 3 hattcl'ie pesan ti (16• , 17", 1sa) por regg irno,ito. Queste batteri e s a rebf.\ero destinate, prolMbilmcnte, a costituire la Jowzione d'artigli eri a delle divisioni d i fon clwohr, c he l'Austria sembra in tenzionotn d'incorporar<l eventualmente all'esercito di l" Jin()a . ~la ad on ta della a ttendib ilità <lolle notizie tcstè acconn.te, s iccome non hav•i ancora nulla di ufficialo circa 1Jueste nuove formazioni, non terremo conto di esse ne i raffronti che Faremo in seguito . (2) Tutti i reggiment i da ca mpagnll ~ustrinc i sono do tati del mat<,ria le occorrente per la formazione <li l batteria da montagna. In tompo rii pace un certo numero d' uomini a ppartene nti alle ba t terie da ca mpag na esi s te nti viene ammaestra to nel ser vizio di Qùel m ateria le. in caso J i guc1·ra s i intende poi costi tu ire In nuova batter in col personale cosi istruito. Ma ò da no torsi che la mancanza di° quadri permanen temente costituiti e la necessiti\ ,t'i ncettare i quadrupedi all'atto dello. mobilitazione re nderanno quest a operazione lunga e difHcile .
•
351
STUDI
SULL' AR'J'LGUER IA CAMPALE
menti) comprende dunque tre sorta di batterie: pesanti, leggiere ed . a cavallo. Le prime sono armate di cannoni da cent. 9, le altre di cannoni da cent. 8. Le baLterie montate (pesanti e leggiere) eonstanò sul piede di , guerra di;
Delle 6 colonne di munizioni del reggimento, la 11•, 2" e 5" for111.ano i parch i divisionali, la 3" il parco di corpo d'a.rmat.a. La 4a e Ja 6" concorrono a formare i parchi d'armata. La distribuzione del munizionamento presso questi riparti è la .seguente:
-350
---
8 pezzi . \ tra.111at1 . . a cayalli 6 8 <:assoni , 6 carri diversi trainati a 4 cavalli
pesanti
Numero dei colpi per pezzo trasportati con la batteria Numero dei colp i per pezw tra.sporta.Li nei parch i divisionali e nel parco del corpo d'armata Numero dei colpi per pezzo trasportati nel parco d'annata
Totale 22 vetture Le batterie a cavallo sono invece composte come segue: . 6 pezzi ' . . l trainali a 6 ca val! i 6 cassom ) 7 carri diversi trainati a 4 cavalli
Batterie
----------leggi ere
'191 1148
a r.av1 !o .
483 2HS
Il reggimento è comandato da un colonnello , le brigate (2 a ,i, batterie) da un tenente colonnello o th un ma,ro-iore le balterie- da un capitano. . .llipartizione, tC11tti ca. - Ad ogni 1·eggimento d'aniglieria corrisponde nell' ordinamento dell'esercito un corpo d'armata a 3 divisioni cli fanteria. La ,t•, la 2• e la Ba brigata costituiscono l'artiglieria divisionale. La 3• e la 4" brigata formano l'artiglieria di corpo. La 6" brigata (2 baUerie a cavallo) è assegnata ad una delle divisioni di cavalleria che si formano in caso di guerra. il[wnizionarnento. - Il munizionamento è ripartito analoaamente a quanto avviene da noi, fra le batterie, i parchi di visionali, i parchi di corpo d'armata, i parchi di armata e i depositi centrali o magazzini dell'interno (Parco di 1:iser,va d'armata e, Deposito ai t)(j)
a ca va llo
81
73
30
30
1
30 253
Notiamo che le munizioni trasportate dal parco d'a.rma.ta sono ·da consid~rarsi come di 3• Iinea; sicchè il munizionamento cli 11" e di 2• linea è costituito semplicemente da un totale di 209 colpi per le batterie pesanti, di 220 perle leggere e di 223 per le batterie a ,cavallo. ' . ·
Lél composizione in personale è la seguente: pesanti
leggiel'e
'128
239
Totale 119 vetture
uomini ca valli
Batlel'ie --........__..........__.._.....-_
GERMANIA..
'
,
Orainamento. - L'artiglieria da campo tèdesca è, .fino al momento in cui scriviamo, ordinata come. sègue: Essa consta di 36 reggimenti così. raggruppati: 116 bri haale a 2 reaainÌ.enti. òè) ' 11 id. a 3 id.; 1 reggimento isolato (i l 15°). Dei due reggimenti. che in massima compongono la brigata, l'uno <è detto divtsionale, l'aHro di. corpo. Il reggimento divisionale è per lo più · composto di 2 Abthei.fongen (le nostre brigate)/ognuna delle qual i consta di 4 batterie montate.
è)
'l'l'litmizioni da carrlipagna dell'eserci'o).
• /
352
STUDI
SULL' ARTJGL IEFIIA CAMPAL E
Il reggimento di corpo è in massima formato di 3 Abtheil1.1/11,gen,
353
Questa è la composizione tipica o normale. 2° L' ,J,1 a brigala comprenderà.: d) Il 27° reggimento (artiglieria divisionale) a due Abih. di quattro batterie montate ciascuna; · e) Il .25° reggimento (artiglieria della divisione Assiana) a due Abth., la prima di tre batterie montate, la seconda di due batterie montate ed una a cavallo; / ) L',11° reggimento {artigli~ria di corpo) a due A.bth. di quattro batterie montate ognuna, più una Abth. di tre batterie a · cavallo. 1 In totale questa brigata avrà 2 1 batterie montate e 4 a cavallo. 3° La· ,12a brigata comprenderà: g) 1l 28° reggimento (artiglieria divisionale) composto di due A.bth. di quattro batterie montate ciascuna. h) Il ,12° reggimento (artiglieria di corpo) a due Atbh. di cinque batterie montate ciascuna, più una Abth. di due batterie a cavallo . Totale ,J8 batterie montate e,due a cavallo. 4° La 113" brigata avrà: l) Il 29° reggimento (artiglieria divisionale) composto di due Abth. a quattro batterie montate cia$Cuna; m) Il 113° reggimento (artiglieria di corpo) composto come il 29°. Totale 116 batterie montate. 5° La 114a brigata avrà: n) Il 30° reggimento (artiglieria divisionale} a due Abth. di quattro -batterie montate ciascuna; o) Il H 0 reggimento (artiglieria dicorpo)aclue Abth., l'una di quattro batterie montate; l'altra di tre batterie montate ed una a cavallo . Totale 115 batterie montate ed ,J a. cava.Ilo . 6° La 115a brigata comprenderà: p} Il 3 1° reggimento (artiglieria divisionale) a due Abth. di quattro batterie montate ciascuna; q) Il H:S 0 reggimento (artiglieria di corpo) composto come il 311°. Totale ,16 batterie montate.
delle qua.li 2 composte di 3 batterie montate, ed 11 cli 3 batterie a cavallo. Vi sono però delle eccezioni. Così nel ,13° reggimento (Wurtemberg) inanca la brigata a cavallo. nel 12° (Sassone) essa consta cli 2 sole batterie. Tutte le A.btheil'tmgen sono unicamente composte di ballerie montate o di batterie a cavallo. Fanno eccezione due sole, l'una del 25°, l'altra del u.0 reggimento, che hanno ognuna 11 batteria a ca ,,allo. In complesso, dei 36 reggimenti che fi nora compongono l'artitiglieria da campo tedesca, 114 sono a 3 brigate (Abtheilungen) di 3 batterie ciascuna; ,19 a 2 brigate cli 4 batterie; 2 a 2 brigate di 3. batterie; 11 a 2 brigate cli 4 batterie ed 11 brigata cli 2 batterie. In totale, per ora, si hanno dunque 300 batterie, delle quali 46 a cavallo e 25.t montate. Questa però non è che l'og,tnizzr~zione del momento . Co l 11° aprile ,188 11 saranno create altre 40 batterie montate, le quali saranno distribuite come segue. Otto di esse forme ranno un nuovo reggimento (il 311°), che unito al 115° (attualmente iso lato ) darà luogo alla creazion e di una nuova brigata (la 115"), che farà parte del ·I 5° corpod'armata (Strasburgo). Le altre 32 batterie saranno distribuite, due a due, fra i 16reggimentiseguenti: 11°dellaGuardia, 11°, 2°, 3°. .. 111° (prussiani), 112° (sassone), 113° ( wurtemberghese) , ·1 ° e 2° .(bavaresi); i quali reggimenti costituiscono nel corpo d'armata a cui appartengono l'artiglieria di corpo . Dette batterie saranno in ognj reggimento assegnate, una per ognuna, alle dite 1.l-btheilm,,.qen di batterie montate già esistentì. Ne segue che al 11° aprile 1188i l'artiglieria da campo tedesca avrà l'organizzazione sotto indicata: 1° Le brigate d'artiglieria della Guardia, del 11°, 2°, 3°, 4°, 5", 6°, 7°, 8°, 9° e 110° co rpo d'armata prnssiani, non che del 1° e 2° bavaresi (113 brigate) comprenderanno : a) Un reggimento (artigli eria divisionale) a due Atbheilimgen, di quattro batterie montate ciascuna; b) Un reggimento (artiglieria di corpo) a. due Abtheilwn.qen di quattro batterie montate ciascuna, più una Abtheilwng di tre batterie a. ca.vallo . Totale ;J 6 batterie a piedi e tre a cavallo per ogni brigata. 1
1
1
1
1
A NNO :X:X VI,
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I
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23
3M
STUDI
Carri da munizioni Carri da batteria Fucine
gnate alle divisioni di cavalleria indipendenti, in ragione di 3 per divisione (11). Le batterie di complemento (3 montate ed 1 a èavallo) e.le batterie di riserva {3 batterie montate) di ogni brigata rimangono a disposizione del comando supremo per quell e eventuali formazioni che possono mostrarsi necessarie dnrante la guerra . iVb.Miizionamento. - Le due Kolonnen-Abtheilungen della bri--. gatn d'artiglieria assegnata ad ogni corpo d'armata si dividono ognona. in 5 colonne cli muni%ioni, 3 dell e quali d'artiglieria a 26 cani caduna e '2 di fanteria. a.24, carri ciascuna. l n totale ogni corpo d'armata ha quindi 'IO colonne di munizioni . Di queste, 3 d'artiglieria e 2 di fanteria Kolonnen-Abtheil1vng) formano il primo scagl ione e seguono le truppe da vicino; le altre (.2" Kolo%nen-A.btheihJ,ng) formano il secondo scaglione e si mantengono pilt indietro. Il secondo scaglio ne si riforniscP- al Parco delle m,wni..zion:i-cli,1·ise1··va da cmnpagna, il quale per un'armata di 3 o 4 corpi consta di 8 colonne di munizioni di 20 carri ciascuna. Quesli pa.rchi si riforniscono a loro vo i ta al Deposito delle m,ivizfoni. cli 1·iserva, il quale non viene tra inato al seguito dell'esercito ed è suddiviso in tre 1 piazze. La ripartizione del le mnnizioni d'artiglieria in 11• e 2a linea è la seguente: 1
;l
trn ;na,; a 6 par;g1 ;,.
Totale 118 vetture.
u·
La composizione in personale è la seguente : Batterie mon tale . ·
355
SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
Le balterie a cavallo sono annate di cannoni da cent. 8, quelle montale di cannoni da cent. 9. Fra queste .ultime fanno eccezione 8 batterie bavaresi e 7 wurternburghesi, le quali sono armale di cannoni da cent 8. Le batterie tedesche hanno tt1tte la seguente composizione m materiale: 6 ' . Carrnoni
Batterie a cava Ilo.
167 . Uomin i 230 . Cavalli Le batterie sono comandate da capitani, le Abtheil!1vngen da ma<s,,.iori i rea,,.imenti da colonnelli. o tenenti colonnelli, le brigale aò , ~ò da generali . . In tempo di guerra ogni reggi men lo forma una Kolom1,e1i-Abthe1l·wng ed una Reserve wncl Ersatz-Abtheilwng . La Kolonne-11,- Abtheilun,g è destinata al serv izi o delle munizioni di 2" linea; la Heserve ,.1,nd Rrsat.z-Abtheilwng a quello di 3• linea, pel quale scopo essa possiede un certo nucleo di opèrai. I.a .Resen)e nncl Ersatz-Abtheil1.mg fo rma inoltre nel reggimento di visionale 2 batterie montate di comp lemento e 2 batterie montate di riserva; nel reggimento di corpo ,1 haueria montata ed ,J batteria a cavallo di comp!emento non che •1 batteria montata di n sena. Hiparti.zione tattica. - Ad ogni ~orpo d'armata è in massima assegna.t.a una brigala d'artiglieria di due reggimenti, l'uno di visionale l'altro dì corpo. Il reggimento divisionale dà unaAbtheihin,g di ,S. batterie ad ognuna delle due di visioni di fan teria del corpo d'armata.. Il reggimento di corpo costituisce poi la cosidetta a·1·tiglieria di corpo, la. quale in guerra come in pace è per lo più suddivisa in 3 A.btheilunge,i formanti un totale di 8 ad ,11 batterie. Da queste sono da dedursi le batterie a cavallo, che vengono asse1
Batterie da cent. 9.
Numero dei colpi per pezzo in 11a · linea (presso le baltel'ie) Numero dei colpi per pezzo in 2~ linea (presso le colonne di mu nizioni) Totale . ,
Ratlerie da cent. S,
135
'1/53
122
1
1
135
1
257
....
288
(ll Le di visio ni di ca valleria tedesche sono io massima di 3 bt·igate a 2 regg imenti di squadroni ciascuno (24 squad,·oni). . · . . Notiamo qui che gli aumenti i quali saranno appor tati all a foria clell'eserc1to attivo co l 1° ap,·ile 1881 danno alla German ia la possibililà di entrare m campagna con 20 corp, d'armata a due divisioni, an1.ichè con 18, più la divisione ass,ana, come avverebbe presentemente. Sembra nerò che l'o• dinamento adottato per l'ar tiglieria sia tale da escludere <l
356
357
STUD I
SUL L'ARTIGLIERIA CAi\l PAL,E
Per mezzo dol Parco delle niw.iizioni di riseroa da, campagna si porta poi questo munizionamento a circa 350 colpi per pezzo.
cannoni da 90. Esse possono sdoppiarsi in caso di guerra formando ciascuna una batter ia deposi Lo (H" e •I5a). La compagnia dol treno è anch'essa ordinata in modo da potersi :;doppiare all'alt.o della mobilitazione. · I 1·eggimenti di corpo consta no ciascu no di: 13 batterie: 2 compagn ie lreno. Le !1: prime IJaLl.erio sono montate e formano 91··11,ppo insieme. H loro armamento è di cannoni da 90. La 2a, 3• e .i • sono ordinate in modo da sdoppiarsi e formare: la 2· nna sezione di munizioni di artiglieria (N . ::S); la 3• una. sezione a piedi cli -I0·1 nomini; la 4.0 una sezione di munizioni d'artiglieria 6). Le 2 baLLerie che portano i numerisegnenti (i:>a e 611 ) sono anche esse montate ed armate di cannoni da 90 ( I) . Esse formnno gnippo insieme con due delle L!'e batterie a cavallo del reggimento. La loro organizzazione è tnle che possono sdoppiarsi e formare: la /ja una balleria bis a p_iecli, identica a quelle che provengono dall o sdoppia monto dell e batlerie a piedi del rcggimenro divisionale; la 6• 0 una sezione di munizioni cl'attigli eria 7, riservala). La 7• e 1'8" batteria sono egualmenienwntate. Il loro armamento varia secondo la brigata a cui appa1teng0Ho. Esse sono ordinate in modo da poLersi $doppiare, form ando ognuna 11 batte1·ia bis a piedi. eguale a quelle già menzionaLe. Le clue batterie seguenti (9n e fO•) sono par imenLi montate. Il loro armamento è di cannoni da 95, da 90 D da 80, secondo la briga la a cui appa rtengono. Esse possono sdoppiar-si, formando ognuna una batteria deposito (iJ4.• e rn•) . Le tre rimanenti batterie ( 11 a, ·12• e 13a) sono a cavallo. li loro armamento ò di cannoni da 80. Le due compagnie treno del reggimento hanno un'org1mizzazione tale da potersi sdoppiare, formandone altre due in caso di guerra . Tutte le bauerie (montate ed a cavallo) dell'esercito francese comprendono:
FRANCIA .
Ordinamento. - L'artiglieria. da campagna fra!lcese è ordinata i'n 38 reggimenti, i quali due a due fanno· brigata (·I) . li primo reggimento d'ogni brigata è deuo divisionale, il secondo di corpo. I reggimenti divisionali sono così composri: ·13 batter:ie; 1 compagnia treno. Le prime tre batterie sono a piedi e c<1rrispondono in massima nlle nostre compagnie da for~ezza. Esse sono per la maggior parte così oriiinate da potersi sdoppiare·all'auo della nwbil:tazione formando una batterici principale e una batteria bis. Le 4 battei;ie aventi i numeri 4, 5, 6 e 7 sono montate e formano gntppo insieme (2) La i:t e la 7a batteria sono ordinate in modo da sdoppiarsi e formare: la 5a una o;ezione di munizioni d'artiglieria (N. 0 3), la 7a unc1 sezione di munizioni di fanteria (N. ,J) . Tutte queste batLerie sono armate di cannoni da 90. Le 4 batterie seguenti (8", 9\ 10° e 1111°) sono pure montate e formano ,grnppo. Il loro armamento e cli cannoni da 90. La 9" ed 1·1a si sdoppiano all'atto della mobilitazione e ·forni scono: la ga una sezione di munizioni d'artiglieria (N . .i,), l' l ·I"" una sezione di munizioni di fanteria (N . 2). La 112" e la 113• baLteria '-Ono montate ed armate anch'esse di 1
1
1
c he la Germania abbia per ora l'intenzione di aumentare il nu mero dei suoi corpi ,d'armata. Pt·c bobilmcuto i nuo vi 1·ei;gi111cnti d i fanteria o serviranno rii nucleo per la formazione ~i corpi di dscrva. dest111oti a rincalzo dell'e~e,·cito di l" linea, ovvero saranno impiegali 111 concorrenza della lanwher nella difesa delle piazze più imporu,n ti, scaosan,Jo cosi la necessità d i indebolire a tal uopo i l'iparti dell'esercito attivo. Nei ra tTronti che fa 1·e mo in seguilo, partira mo quindi dolla bàso che i corpi d'arma ta tedeschi corrispondano • I nume,·o delle brigate ct·artiglìerio esistenti. (I) Da remo maggiori particolari sull'artiglieria francese che su qudla degli altr i paesi perchè molti <li questi purticolari erano finora poço conosciuti. (2) In Frnncin d ic cs i grupp o di batterie r.iò che noi chia miamo brigata d'artig tierta.
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e~.
(I) Sino a poco tempo fa ques1e baLlerie erano arma te <li cannoni d:1 95, ma una circolare ministeria le del~ settembre 18i9 ha ordinato la sostituzione graduale di qnelle bocche da fuoco co n ctin noni da 90.
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358
STUDJ
:359
SULL'ARTIGLIERI A CAMPA LE
6 pezzi, 9 cassoni, ,1 carro da balteria, ,1 carro da foraggio, 1 fucina.
renza di composizione rispelto alle batterie a cavallo . clell'.artiaJieria. di corpo . Tutte quante cioè hanno un carro a. mumz1om per :rmi po rtatili in luogo di ,1 cassone d'artiglieria, ed una. _di per divisione porta inoltre ,J carro cla. batteria per dinamite 111 pm~elle altre. Questa batteria ha quindi 49 vetture d'artiglieria invece d1 ·18. tEpM·tizione tcittica. - Ogrrnna delle ,19 briga~.e d'a.rLig,lieria esistenti in Francia corrisponde, nel l'ordinamento eh pace dell eserdilo di 1· linea, ad un corpo d'armata, il qua.le in tempo cli guerra riceve dalla rispetLi va brigata tutti i servizi (l'ètrtiglieria. Il reggimento divisionale d'ogni brigala fornisce ad ambedue le divisioni del corpo d'armata un gruppo cli4, batt.erie montate da 90 · La 4a, 5°, 6a e 7• batteria formano il primo gruppo : 1'8> 9•, .'I?~ ed H • il ;;econdo. La ,12• e la ,13• ba.tleria rimangono cl1spon1b1h (réservées) per quell'uso che le circostanze consiglieran no. Le tre batterie a. piedi del reggimento e1•, 2" e 3•) sen'ono per la difesa delle piazze e per la. formazione dei parchi d'assedio (,I}.. La compagnia 'del treno, sdoppiatasi, traina con la compagn~a N. 2 l'equipaggio da ponte del corpo d'armata, con la compagnia N. 0 ,j un mez1.o equipaggio da ponte d'armata . Il reggimento di corpo dà, come indica il suo nome, l'artiglieria di corpo . Ouesta è normalmente formata come segue (2.): · ~ ,1° gruppo: ,J•, 2•, 3• e 4• baLteria (monlate da 60); . 2° gruppo : 5• e 6" balteria (montate da. 90) e 2 batterie a cava.Ho (da 80). La 7• e 1'8• batteria sono in massima. destinale alla difesa delle . piazze e delle coste. La 9• e la. ,100. bat1.eria (montale da 95 o eh 90) sono 1·,1se1·vate,
e:~e
1
Tolale ,18 vetture a··artiglieria, tutte trainate a 6 cavalli. Inoltre ogni batteria montata dell 'artiglieria divisionale porta con sè 3 carri viveri a 2 cavalli, più 11 carro a bagagli a. 2 cavalli , ovvero 11 carro da cantiniere ad 11 ca.vallo ( 11). Lo stesso numero cli vetture supplementari è porlato anche dalle bauerie montale delr artiglieria di co rpo . Però la 2· e lfi 6" batteriR hanno 4 carri viveri invece',cli 3. Le batterie a cavallo, se assegnale all'artiglieria di corpo, portano ognuna 4 carri viveri a 2 cavalli , onero 3 carri yiveri ed 1 carro bagagli a 2 ca.valli ; se appartenenti ad una divisione di cavalleria indipendente. portano 2 carri viveri ed ,J carro a bagagli a 2 cavalli per ciascuna. · Notiamo che quesle ultime hanno ancora qualche leggiera diJTe1
0
(1) Questi carri (fou1·gons modèle 1874 se a 2 cavalli, o ·voitm·cs régimentai,·es modèle 181.t se ad 1 cava llo) appar te ngono al materiale del treno degli equ ipaggi., ma sono at-
taccati con cavalli delle batterie e fanno pane d i esse, sebbene marcino d'ord inario se• parati dal l'esto della batteria. La distrib uzione di questi ca rl"i è così regolata c he in ogn i gru ppo vi sia un cal'ro da cantiniere, più l carro a bagagli ogni 2 batterie a ù isposizi,,ne degli uiliciali. Inoltre vi ha un cal'ro a bagagli assegnato allo s tato maggiore de l gruppo. Profittiamo dell'occasione offertac i da questa nota pel' r.ile vare come sia da de1>loral'si presso i nostri comand i d'al'tiglieria clì d ivisione la mancanza d i un carro, il quale serva a trasporta,·e i bagag li degli ufficia li che vi .sono addetti, 11011 che la cassa , la cancelleria, e l'alfardella me r.to degli uomio i a piedi assegnati a l co mando stesso ('.? attendenti ed I ol'd iuanza n'uffic io). Ta le mancanza è se nsibile sopratutto pel maggiol'e e per l'aiu tante maggi ol'e in 2°, i q uali devono per lo più rimaoe,·e presso il quartie r genel'ale della divisione, sa lvo il caso cli combattinicntv; imperocchè essi l'ima ngon o senza bagaglio ogn i qualvolta le bat.terie de lla brigat.a sono accampate od· accantonate in lu ogo diverso eia quello dove ba sede il quart;,i,· generale delln divisione . Crediamo quindi che l'assegnare un carro allo stato maggiore dell'a rtiglieria divisionale, ad imitazione d i ciò che si p,·a tica non ,olo ne ll"a rt·glieria francese rna anche nell'austriaca e in altre a1'Liglicl'ie europee, sa,·ebbe cosa u tile ert equa. Così si rispa rmie1·ebbe a l maggiore !"al ternativa o di rimanere senza hagaglìo, senza r.assa e senza oggetti d i cancelle,·in al mom<m to ciel b isogno, Ol'vCro di pl'ivarn una <!elle sue ba tterie di un o dcii tre indispensabili ca rri da batteria d i c ui sono provviste. Notisi c ho non si t1·attcrchbe <l i grave sacrithio pcrc h è un a carl'etta da battaglione basterebbe a soddisfare tutti i bisogni .
·
(I) Alcune batterie a piedi, distaccato i n Algeria, sono organii1.ate in battel'ie da montagna ed anche in batterie montate. . . . . ('.l) Quesra è la forma1.ione ultima,nante si"bilitil per l'art.igli ena d'. corpo . Pmna lll:ec~ essa e ra divisa in tni gru ppi. dei qua li il 1° comprendeva 2 ba tte n e mon tate da 9~ e 2 baltel"ie montate da 90, il 2° 4 batterio montate da 90 , e il !l 0 2 battel'le monta te da SO. Furono dunque tolto a ll'artigliel'ia cli ~orpo 2 butteri e montate da P5. . . . Però tale sottl'azione non imrilica necessaria mente u n indebo limento dell'art1gh er1a all'esercito: Infatti, con tutt.a probabilità, 1m .certo munero di batterio da 95~a rà trainato 1 al seguito delle al'mate in campagna, per servire, occol'rendo, come pa rco d assedio mobrle, sempre a portata d ell a mano del comandante in capo, Ol'vero, ne lla battaglia, come l'lse,·va genol'ale d'artigliel'ia.
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I
360
36'1
STUDI
SULL'ARTIGLIBRIA CAMPALE
col'ne si è già detto per la Hl" e la ,13a balleria del reggimento divisionale. La batteria a cavallo, che ancora rimane, viene, in massima, assegnata ad una di visione di cavalleria indipendente. Le compagnie del treno, sdoppiatesi e diventate 4 all'epoca della mobilitazione, sono. destinate a trainare una sezione da parco del corpo d'armata per ciascuna. In conclusione, lasciando da parte i servizi eventuali e quelli estranei al corpo d'annata, ogni brigata d'artiglieria fornisce al rispetti vo corpo 116 bauerie (14 montai.e da 90 e 2 a cavallo da 80 ) divise in 4 gruppi' di 4 batterie ciascuno. Di que~ti gruppi, 2 costituiscono l'artiglieria divisionale e 2 quella di corpo . Inoltre la bri gata provvede al servizio delle munizioni e a quello dell'equipaggio da ponte del corpo d'armata. Munizioname11,to. - Il munizionamento di b~tl.aglia, o dì ,1a linea, è portato, come al solito, dalle batterie·. Il numero dei colpi per pezzo che trovasi presso di esse è il seguente: BatLerie da 90 (montate) . 1126 Batterie da 90 (montate) . 154 Balterie da 80 (a cavallo) addette all'artiglieria di corpo 165 Batterie da 80 (a cavallo) assegnate .ad umi divisione di cavalleria . 1tsO Il munizionamento di 2" linea è traspo rtato dal parco di corpo d'armata, il quale è diviso in due scaglioni . Prùno scaglione. - t~ destinato a fomfre al la fante ria ed all'artiglieria di corpo d'a:rmata un primo approvvigionamènto. Consta di 2 sezioni di munizioni di fanteria e di 4 sezioni di munizioni d'artiglieria. Le due sezioni di munizioni di fanteria portano i numeri ,1 e 2 . Ognuna di esse è composta come segue:
Tutte queste vetture sono trainate a 4 cavalli, salvo il carro ~ ;i,oracraio che ne ha 6. Amb~due le sezioni portano inoltre 3• carri l c)c) • viveri a 2 cavalli. Di più la sezione N. 2 traina 1 carro da cantrn,ere .ad ·1 cavallo: Le 4 sezioni di munizioni d'artiglieria portano i m1meri 3, 4, ts e 6. Le sezioni N. 3 e N. 4 hanno la seguente formazione:
1
1
Carri a munizioni dafanteria(rnod. 1858) 3.2 . Carro da batteria 1 Carro a foraggio Fu<~ina . Totale
\
35 carri d'artiglieria.
1
Cannone da 90 (di ricambio) sul suo affusto Affusti da 90 ( cli ricambio) senza pezzo . Affusto da80 (di ricamb io) senza pezzo . Carri a rò.unizioni da 90 Carri a munizioni da 80 Carro da batteria C,mo a foraggi . ,. Fucina
,J
2 ,t
12 3
1
,,1 ,J
Totale . 22 vetture d'artiglieria le quali sono tuLte trainate a 6 cavalli, salvo i affusti di ricambio, che ne hanno 4 soltanto.
a
Le sezioni N. ts e N. 6 si compongono come segue : Cannone da 90 (di ricambio) sul suo affusto Cannon~ da 80 (di ricambio) sul suo affuslp Affusti da 90 (di ricambio) senza pezzo Cassoni da 90 Cassoni da 80 Carro da batteria Carro a foraggiò . Fucina Totale . 22 vetture d'artio-lieria trainate a 3 pariglie, salvo i due affusti di ricambio, che o . sono attaccati a 2 sole pariglie . OO'ni sezione di munizioni d'artiglieria (N. 3, 4, 5 e 6) porta inol~·e 3 carri viver-i a 2 cavalli; la sezione N. 4 v i aggiunge ancora ,1 r,arro da cantiniere a.d ,1 cavallo.
Seco1·ido .scaglione. - Porta, le munizioni . di fan.teria e d'~rtiglieria necessarie pel rifomimento delle seziorn del primo scaglione.
•
362.
STUDI
Ino_ltre esso porta i materiali di ricambio e gli oggetti necessari alle· riparazioni del materiale d'artiglieria e di quello degl i equipaggi mililari. I l secondo scaglione comprende ·I 75 vetture d'artiglieria suddi-· vise in 4, sezioni dette da parco, le quali portano i numeri 11, 2, 3e4(,l). La sez ione da parco N. 1 conta le vetture seguenti : 1
.
363
SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
Cannone da 90 (di ricamb io) sul suo affusto 4 (a 6 C,tvalJ i) Cannone da 80 ( di ricarn bio) sul suo affusto •1 (a 4- id. ) Q (a 6 ,., Affusti da 90 (di ricambio) senza pe~zo . id . ) 1 Cassoni da 90 18 (a 6 id. ) Cassoni da 80 4 (a 4- id. ) Carri a munizioni di fanteria (mod. 4858) ·I 5 (a 4 id. } ,f (a. 4 id . Carri a munizioni da pistole a rotazione . ,, (a 6 id . )) Carro da parco Carro a foraggio I (a 6 id . ) ,, (a 6 id. )' Fucina Totale
41:i vetture d'art. .
·l"o (a 6 Cas:wni da 90 Carri da baUeria (pel trasporlo della dinamite) ,.,9. (a 4 8 (a 6 FLtcine (d'artiglieria) 7 (a 6 Carri da parco (d'artiglieria) 4 (a 4 Carri da parco (d'artiglieria) 11 (a 6 Carro a foraggi 2 (a 4Fucine (degli equipaggi militari) 4 (a 4Carri da parco (degli equ ipaggi militari) .
II servizio del par.:.o c,omprende inoltre : una sezione a piedi fornita dalla 3" baLteria del reggimento di corpo (•I 0 1 nomini), un distaccamen Lo d'operai d'artiglieria ('I 00 uomin i); un distaccamento, cl'artiricieri [15 uomin i). In complesso il parco di corpo d'armata pori.a con sè le seguenti munizioni d'artiglieria (") : 1
Per ogn i pezzo da 90 del corpo d'armata , colpi N. >> da 80 >' >>
•152 169 1
le quali munizioni sono così suddivise fra i due scaglioni del parco:
Le sezioni da parco N . 2 e 3 comprendono egualmente 45 vetture d'artiglieria, le quali sono così ripartite: Cannone da 90 (di ricambio) sul suo affusto . ,1 (a 6 cavalli) Affusti da 90 (di r icambio) senza pezzo 2 (a 4 id. ) Affusti dà 80 (di ricambio) senza pezzo ,1 (a 4 id. ) Cassoni da 90 •18 (a 6 id . ) Cassoni da 80 4 (a 4 id . ) ,15 (a 4 id. ) Carri a munizion i di fantèria (mod. 11858ì ,1 (a 4 id. ) Carri a munizioni da pistole a rotazione . ,, (a 6 id. ) Cano da parco Cano a foraggio ,J (a 6 id . ) ,, (a 6 id. ) Fucina
cavaHi) id. ) id . ) id. ) id. ) id. ) id . ) id. )
:Per ogni pezzo da 90, colpi . » da 80, >l
col I scaglione
col 2 scaglione
52 ,, 00
72 97
La sezione da parco N. 4 consta di sole 40 vetture . Esse sono le seguenti :
Ripwrtizione del corncmdo . - Tulti i riparti su1~1menz!onati, più l'equipaggio da ponte cli corpo d'ar mata, sono posti so t1.o 11 comandosuperiore del comanda.nte l'artiglieri_a del corp? ~'a1:mata, che non è altro se non il comandante l,t bngata d'artiglieria assegnata al corpo . · . . Egli ha quindi sotto i suoi ordini : ,f O L'artiglieria della. 11a divisione cli fanteria. Questo gruppo è comandato dal colonnello del reggimento divisionale, secondalo· da un capitano. On maggiore coacfotvato da. un uffic ia.le di riserva diri,:;e sotto i suoi ordini le 4· batterie del gruppo ; 2° L'a.1\ iglieria della 2• divisione cli J'ànteria.. Essa è comandata dal tenente colonnello del reggimento divisionale, secondato da un
(! ) Si lenne con to in questo computo anche delle munizioni portate con gli affusti ·e co i cannoni di ricambio.
(IJ Sono le sezioni da pa1·co trainate dalle .J compagnic treno, che fornisce il reggimento di corpo i n caso cl i go erra. /
\.
e)
•
,364:
,oapitano. Un maggiore, ai quale è addetto un ufficiale di riserva, ,dirige sotto i suoi ot41lini le 4 batterie dei groppo; 3° L'artiglieria di corpo. Que,,ta è comandata dal colonnello tdel reggimento di corpo secondato ·da un capitano. Ognuno dei due gruppi di 4 batterie in cui essa si suddivide è comandato da un tmaggiore seconda.to da un ufficiale di riserva; 4° ll parco di corpo d'arma!ta. Esso è comandato dal direttore ,della SCllola d'artiglieria della -brigata, ii quale, per lo più, ha il _grado di tenente colonnello. Egli ha sotto i suo i ordini: a) Un maggiore del reggimento di corpo, secondato da un ufficiale di riserva. Questo maggiore comanda le 6 sezioni di munizioni, che compongono il 1° scaglione del parco; b} Il maggiore del treno d'artiglier ia della. brigata, il quale -comanda il .2° scaglione del parco; · e) Il capitano in 2° della 113a batteria del reggimento di corpo e il capitano in 2° della compagnia pontieri addetta all'equipaggio da ponte del corpo d'armata ; Ogni sezione di munizioni è comandala da on capitano in 2° avente sotto i suoi ordini 2 ufficial i di riserv a. La sezione a piedi del parco è comandata da un capitano in 2° -del reggimento di corpo, secondato da un ufficiale di riserra. II distaccamento operai è comandato da un capitano in 2° o dal .tenente più anziano della compagnia che lo fornisce. Il distàccamenLo artifi cieri è comandato da un sottufficiale. 1
........._
------
.RUSSIA. Ordinamento . - L'artiglieria da campagna, russa si divide in ·r~golare ed ir~·egolare. Noi non ci occuperemo ·che della prima, e ,d1 questa considereremo soltanto quella parte che appartiene a.Il' esercito attivo d'Europa ( 11). L'artiglieria a piedi [monta.ta} dell'esercito ru5so non è ordinata ·in reggimenti, ma in briga~e. Quelle di esse che appartengono al· · (l j _'Fra le _truppe rego~al'i, oltre l'eserci to d'Europa ch e solo ci può ·Jn te,·es~are, la
'1\ussia possiede anco,·;, I esercito del Caucaso, quello del Turkesta n e quello d i S iberia.
365,
S ULL'ARTJGLIEHJA CAMPALE
STUDI
l'esercito àtlivo d'Europa sono in numero di 41 : 3 della guardia, 3 dei granatieri e 3iS di linea ( 1). Ogni brigata è composta di 6 batLe1 ie, 3 delle quali sono pesanti (da cenL. 1O,G7) e 3 leggi ere (rla cent. 8, 7) (2). L'artiglieria a cavallo regolare consta, per l'esercito d'Europa, di 26_bauerie (5 della guardia e 2 11 di linea). Le sole 5 della.guardia sono riunite in brigata; le altre sono assegnate, o isolatamente o duea due, alle divisioni di cavalleria fin dal tempo di prtce. L'armamento delle bauerie a cavallo è costituito da cannoni da cen t. 8,7 assai più leggieri cli quelli delle batterie montate di pari ca,libro. La composizione in materiale dell e batterie russe è la seguente \,3): 1
1
--
pesa nti
N. Pezzi )) Cassoni. )) Affusti di r icambi.o (4,) )) Carri da trasporlo (&) )) Carri diversi (6) Totale delleveuure componenti N. la ba,tteria
8 16
1
·1
Datteri e
leggi ere.
8 ·12,,
a ca vallo
6 9
,
J,
4-
&.
5
0
6
3&,
30
26
(I) Tralasciamo di oarlare del'e brigate ~i riserva, presso le quali og:1i sezione deve· in tempo di guerra formare una battori,1, perchè ess·: no ~ appartengono all'eserci to at- · ti1•0, ma sono destin3te a somministra re l'artigl ieria alle 2;J division i di riserva cle lrcsercito russo. 12) Il Giornate ct'ai·tiglteria, !S80, parte 2", puntata IO", indica corno composiz ione normalo delle brig;; te 1·ussc quella di 2 ba tteri e pesanti e 1 loggierc. Ma jl libro del capitano Becke rhi nn Die Feld-,frtWer ie Osterreichs, Deutschla;,ds, E11glands, Russla11ds, Italicns itnd F,·ankl'etclls, la Revue militafre de L'ét,·anoe1· e le Tabelle d-1 forma z ione delL'eserctto r1,sso pubblicate dal nostro corpo di stato niaggiore danno la formazione da noi indicata. Noi credia mo· più attendibili a qu Rsto riguardo i dati forniti dalle tre pubblicazioni testé nccennate, perchò (come dir,e in una no ia lo stesso Gio,·nale ci'ar · tlglleria, la proporzione fra lo batterie pesanti e le leggiere nell'esercito russo fu modificata ,·luran te la gue1-ra d'O rie nte d onrlo la preponderan1,a al maggior calibro. Ciò am messo, no11 ci sembra r •·obahile c he i Russi a bbiano nell 'ord ina mento di pa~e modiflcato pi(, tardi una di sposhione che poco prima ave,·ano ravvisata necessaria per
!a guerr~.
·
Diamo quesw composizione, alquanto di ve,·sa da quella indi cata dal Beckerh ino e dalle 1abelle del nostro corpo d i s tato magg iore, sulla Cede de l Gfor11ale d',wtigllert a, il q uale afferma '. che sebbene non s ia ancora attu a t,i, essa vuol l'itenersi sLabi li ta, dietro le recenti proposte del comitato d'artiglieria, approvate dal gran mastro. (4) Durante la guerra <l'Orie nte gli affusti di rica mbio assegnati a·1 ogni batterfa erano due. L'esperienza dell11 guerra avrebbe poi consi~li at o di l'idurli a rt uno solo. (5J Uno di qu esti card sen·e per r.rasportare la fucina coi suoi accessori. (6) Qu eHi carl'i , fra i quali san vene 2 adibi ti al t,·asporto d_ei bagagli, 2 pei viveri. (3)
366
367
SULL' ARTI G LI ER IA CAM PALE
STGDI
Tutti i pezzi e i casson i sono trainati a 6 cavalli, l'affusto di ri.cambio e i carri cht trasporto a .4, cavalli., gli altri carri parte ad 1, ,pane a 2 pariglie . La composizione in personale è quella sotto indicata:
con le batteri e (la linea)
1
Pel cannone pesante · . col pi N. Pel cannone leggiero » Pel cannoned'artiglieriaacaval lo »
1
126
coi parchi (2" lin ea)
1 08
·161:>
,11[6
465
11 16 '
Oatterie
__,.._
Uomini Cavalli
pesa nti
leggi ere
a cavallo
337 ~H9
.288 1 189
289 256
Le brigate sono comandale da un generale, le batterie da un ·colonnello o tenente colonnello, coadiu,·ato da 3 cap itani e 3 ufficiali subalterni. Ripartizione tattica: - Ad ogni div isione di fanter ia è assegnata una brigata d'artiglieria montata. Non havvi artiglieria di corpo (4 ì. Le batterie a cavallo sono assegnate afle divisioni cli cavalleria · (generalmente 2 per divisione). J!ft/111,ziona-men,to. - Il munizionamento di 11a linea è, come al solito, trasportato dalle batterie ; quello di 2" linea è portato dai parch i volanti divisionali (,1 per di visione di fanteria), dalle sezioni di pai·co volante cli cavalleria ('I per brigat.a cli cavalleria) e dalle sezioni di parco vo lante di cacciatori ('I per brigata di cacciatori). . I parchi vo lanti di,,isionali si compongono di 2 sezioni di mu--.._........._____ nizioni p~r fanteria e 3 sezioni di munizioni per artiglieria. In totale essi contano •157 vetture . Le sezioni di parco volante di cavalleria constano di 3,1 carri; le sezioni di parco volante di cacciatori di· :iM . Di tutte queste fo rmazioni esistono i quadri in tempo di pace. Le munizioni d'artiglieria trasportate con le batterie e coi parchi sovra inclicat_i sono rispettivamente: ed_ l .Pei_ malati, sono trainati e servi U da un personal e specia le appartenente all'arti ghena. 11 quale è esc lus ivame nte des t inato a ca le servizio. L'insieme di questi carri cos tituisce una specie cli tre110 d'intendenza assego,1 to alla ba tter ia. /1) I corpi d 'armata russi c onstano senera lme11 te di 2 o 3 dh•isioni di fa n teria ed \ d_ivis io ne cli cavalleria. Fa eccezione il corpo della guardia, che si compone di 3 divi--s:on1 clt rantel'ia, I brigata .d i ca~cia tori e 3 di,•isioni di cava lle,·ia.
li munizionnmento di 3" linea è affi dato (per la par~e. c_~re~giata) ai pa rchi mobili , i quali si r_ifornisc?n~ ai depositi . d", n: .serva dell' interno. Ognuno di questi parcl11 st compone d1 4 se zioni , ogni sez ione di M· vetture . . . . . , Dei parchi mobili non esiste che il materiale in Lempo cli p<tce. Il personale è messo i11sieme all'alto della mobili Lazione.
INGHILTERRA.. · lese si· comp~ne. d'_1 6 briaale cl'arL'arLigl ieria. da campagna. mg 6' . 19 tialieriR a cavallo (horse-a1·tillery) a iS batteri~ c1a:-cun3..: e di v brigate d'artigli eria da campagna (t.,ietd-art 1ll, ery) •c1. 1 hal.Lerie ,ciascuna (1). , . . . . O'l , Tutte quesLe bri gate, insieme col res:o dell nrt1~lter1 a ~nl:' ese (113 brÌ"aLe d'n rLi•rlieifa pre$ idinria, ,J bi 1gaLa deposito, ,t 1st1 Lut_o d'equ itr~1.inne, ·I !~rigata cla costaì, for mano il ~osi dello lloyal reg1ment of artillery, ~he c~'.Tisponde a 11:1 d.1pre;~o, saiv~ Io ~en maggiori proporzioni, a c10 che era nell antico I 1emon Le il Cmpo reale d'a:rt·iglierici (2) . . . . . . Per comp iere l'analogia il reggimento reale_d'art1gli~n a e 111 Inahilteera comanclato dal Duca di Cam bridge, 1! quale e contemp?·;aneamente il col.Da.Ad~nte in capo dell' esercito _ingle~e, come lll Piemonte il corpo ren.le d'arLigl ieria t'u per alcuni an ni comandato da s. A. R.. il compianto Duca di Geno_va.. . , . rrLe brio-ate da campagna constano d1 1- ballen e pesan~1 e 3 1.eo _gerie, ov;ero di 4 batterie leggiere e 3 pesanti: Le batterie leggieee 1
,Cl
.. (I) Circa la metà dell'arLiglie1·ia inglcso è_ distnccota. nell'India 1 Il~ nost,·a arciglieria da (2) l,'a r~i glieria prc~idiaria ( garrison arttllet·y) c orns pon<e a fo1:tez1.a. . . . ct· b1'soono un·1 b1·igata presid ia ria possa venir trasfoi·mata E stab1h to c he. in caso 1 " , ' 1- con d uctn i 1.· · . ndolo il numero occorrente ct, cavali, o e, <1n brigata da can, pagna, assogna
•
368
sono armate di cannoni da 9 libbre, le pesanti di cannoni da ,J 6 libbre (,1). Il raggruppamento delle batterie in br.igate non è in Inghilterra subordinato ad alcuna considerazione tattica. La brigata inglese è· puramente e semplicemente un'unità amministrativa e di croyerno che corrisponde sotto questo aspetLo a ciò che negli altri :sere iti il reggimento . Se non che, mentre altrove il reggimento l1a ancheuna personalità tattica più o meno spi.ccata, alla brigata inglese manca affatto questo carat.Lere. La composizione in materiale e personale de!Ja batteria inglese & la seguente: ·
Queste 15 batterie sono così distribuite: 11a di visione di fanteria 3 batterie montate; ')• )) )) )) » 3 ... )) )) )) )) 3• 3 )) a. ca.vallo; Brigata di cavalleria 1
è
bat terie pesanti
Pezzi Carri da munizioni Fucina . Carri da batteria Totale
leggiere
6 6'
6 6
6
,1
,1
,1
2
2
2
15 198 1
1
Riserva d'artiglieria
!";
))
))
))
montate.
1lfu,nizionamento. - Il munizionamento trasportato al seguito · del corpo d'armattt in campagnR appare dal seguente specc!1io: da
da
9 libbre
16 l ibbre
Numero dei colpi per pezzo con la batteria. . . .· Numero dei colpi per pezzo con la riserva di visionale (Division-Reserve) . . . . . . Numero dei colpi per pezzo con la riserva di corpo ( Oorps-Oolumn-Reserve) . .
H8
100
Totale
300
a cavano.
6
115 "79 11;54. 1.28 179 1 l pezzi da 16 libbre sono trainati ad 8 cavalli, quelli da 9 libbre· e.tutte le altre vetture a 6 cavalli. La brigata è nominalmente ·comandata da un colonnello, effetti-· va mente dal Lenente co lonnello più anziano (2) . Un gruppo di 2. a 3 batterie è comandato· dai tenenti colonnelli meno anziani della ----............__ brigata (3). Le batterie sono comandati da un maggiore . Ripa1·tizione tattica. - Gli Inglesi assegnano 115 batterie ad ogni corpo d'armata formato come segue: 3 divisioni di fanteria, 11 brigata di cavalleria.
Uomini. Cavalli
::!69
SULL'ARTIGLIERIA CAMPAL1;':
STUDI
15 172 1
1
108 i80
La rapida rassegna che ba preceduto offi·e l'occasione di rilevare quanto segue: ,1° L'Austria, la Russia e l'Italia sono le sole potenze che alrbiano batterie da 8 pezzi. Tutte le altre, come la Germania, la Francia, l'Inghilterra (e qui aggiungiorno anche le potenze minori d'Europa) hanno batterie di 6 pezzi. Le 6 bocche da fuoco non sono però mai oltrepassate per'le batterie a cavallo ( 1). 2° I cassoni della batteria corrispondono esattamente al numero 1
.\
/ 1) I c,inn on i inglesi da 9 e da 16 libbre sono ad avancai·ica o datano dal !S70. L'art iglieria inglese è la sola in Europa che abbia ancora cannon i carica ntisi dalla· bocca. Però essa trovasi in procinto di cambiare nu ova mente tutto il suo armamento
ritornanr\o al s istema a retrocarica. (2) Fino al 1875 la brigata era effetti vamente comandata dal colonnello. Da qull'epoca però i colonnelli furono distaccati dalle rispettive brigate e posti in vari distretti a capo dei differenti servizi d'Mt.iglioria ivi esistenti , come ad Alder.s hot, f)over, Portsmout h, Mancester, Chatham, Irel.and, ecc. · (3) Esistono d tenenti colonnelli per brigata .
72
' /
(I) s ecoudo una corrispondenza da Pietroburgo alla Gazzetta di Mosca deH' Il sc:tem~ bre ISSO. ri portata. dalla Reviie militaf,•e de t étranger, sarebbero allo studio impo, taot1 rno,Jificazion i nell'artig!ieria russa. . . secondo il nuovo progetto anche le batterie. montate si comporrebbero. ~1 6 pew ; .4 batterie formerebbero un reggimento; 2 reggimenti costit uirebbero una .brigato. Le brigate sarebbero comandate da maggior generali; i reggimen ti da colonnelli; lo batterie da capitani o da tenenti colonnelli. . . . , . Fi nora però noo risulta che questo progetto abbia avuto un prrnc1pio d attuazione. ANNO XXVI, VOL: I . • .
t
24
370
ST UDI
dei pezzi in Italia, Austria ecl Inghilterra. Tnvece in Francia ed in Russia la proporzione è di ·I 1/! a 2 cassoni per pezzo; ed in Germania di ,1 cassone ed 1/ 3 per pezzo. 3° Nessuna delle potenze europee, eccetto la Russia, assegna alla batteria affusti di ricRmbio. In generale tutte si contentano di purlare un numero assai limik'lto di tali affusti presso i parchi o le colonne di mun izioni. In realtà, considerando che l'artiglieria da campagna moderna basa, in massima, la sua efficacia sulla divisibilità dei proietti, an- . zichè sull'urto dei colpi in pieno, si è portati a conchiudere che il dotare normalmente le batterie di un afTusto di ricambio sia una precauzione eccessiva. La guena del 11870, fatta, è vero, con artiglierie meno precise delle attual i, offre così pochi esempi cli affusti resi inservibili dal f'uoco, che ci sembra giustificata tal conciusione. I Russi d'altronde furono indoui dopo la guerra d'Oriente a rinunziare acl uno dei due affusti che prima portavano con la batteria, e noi crediamo che le guerre avvenire li indurranno probabilmente a rinunziarvi del tutto . 4° L'Austria, la Russia, la Francia sono le polenze che dotano la batteria di un maggior numero cli carri supplern enLari, oltre le rntture di combattimenLo {pezzi e cassoni). Così esse provvedono la batteria di mezzi pL'oprì, non solo per la buona conservazione degli ufficiali, dei cavalli e del materiale (carri a bagagli , fucine, carri da trasporto per foraggi, attrezzi, bardature, asso1timenti, ecc.), --......._ ma provvedono ezianclio con una certa larghezza per h cooservaz-ione dell'uomo di truppa, dotando la batteria cli carri viveri eperfino (la Russia) di carri per malati . Invece l'Italia, la Germania, l' Ingh ilterra affidano il servi zio di sussisLenza e di sanità delle batterie a riparti ed a truppe speciali estranee all'artiglieria. Il primo sistema dà alla batteria un grado maggiore di indipendenza, tanLo da farle acquistare una personalità più spiccala quale unità di combattimento. In compenso esso rende la batteria alquanto più pesante che uel secondo sistema. Questo inconven iente rimane però grandemente attenuato, se non soppresso, quando nelle marcie :in vicinanza llel nemico si avverta di alleggerire la batteria di tutte le vetture inulili pel ·combattimento. Perciò il sistema francese ed austriaco sembra preferi liil<'l al nostro ed al germanico, tanto più che 1'e.sperienza inseg-na come le batterie in campacrna si Irovino sovente .
V
371
SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
C)
so tto il rapporto dei viveri, in condizioni peggiori delle altre truppe. 5° Il numero complessivo delle vetlure componenti la batteria varia d11 un minimo di 115 (Inghilterra) ad un massimo di 34(Russia) . È innegabi le che la batteria russa, con tale strascico di vetture, deve riuscire poco maneggevole. Comandata da un ufficiale superiore e provvista di due capitani, essa può bensì venire dimezzata facilmente e paragonarsi in certo qual modo ad una brigata. Ma come brigata è troppo piccola, come batteria (unità di combattim ento) è troppo grande. E lo è tanto più, considerando che la batteria, oltre ad essere uni tà di combattimento, è anche unità di governo di primo ordine. 6° II numero degli uomini e dei cavalli spettanti ad ogni pezzo nella batteria varia notevolmente presso i principali eserciti europei, come risulta dal seguenle specchio: Specchio dimostrativo degli uomini e dei ca.valli assegna.ti ad ogni pezzo presso le batterie delle principali potenze europee. Datterie pesanti
f'OTENZE
Batterie leggiere
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Inghilterra.
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? 16'1 27
-
(Il Vi sono compresi anche gli ufllcfali. . . . . (2) Non si conosce r esatta formazio ne d i guerra dall~ bat.te r1e f~ances1 1n fatto di personale. Solo sappi.1mo che , a 1>arte gli uffic1a l1 ed 1 ~uad)'l, ta nto le batterie montate, come le battnrit! a cavallo comprendono 60 s ei ventl ed 82 couducemi. . le. sono classi. .fi ca(e f ra l e pes an t·1 a nc h e 1e ba t(3) Vis to il peso del. mate1:1a terie da cent. 8,7, che 1 Jt uss1 chiamano legg1ere.
•
)
1 .
372
STUDI
Da questo specchio rilevasi: a) Che per le baLterie pesanti il numero degli uomini oscilla fra un massimo di 42 per pezzo (Russia) e un minimo di .25, 1 (Austria); quello dei cavalli varia fra un massimo di 27,4 (Russia) e un minimo di 117,6 (Italia). b} Per le batterie leggiere il numero d'uomini è compreso fra un massimo di ;29,'I (Germania) e un minimo di '.iH ,,1 (I tali a); i cavalli variano fra un massimo di 25 ·(Germania) e un minimo di 4 3, 6 (Italia). e) Per le batterie a cavallo gli uomini oscillano fra un massimo di ~-8 (Russia) ed un minimo di 28.(Germania); i cavalli variano fra un mass imo di 42, 7 (Russia) e un minimo di .29,8 (Inghilterra). Queste cifre confermano ciò che dicevamo in principio di cruesto studio, cioè che il pezzo, l' unità elementare dell'artiglieria, costituisce già per sè stesso un nu,cleo di forza piuttosto l:onsiderevole. 7° Il raggruppamento delle batterie in unità amministrative e di goyerno d'ordine superiore, benchè, parte per tradizione, parte per economia, abbia luogo (salvo in Russia ed in Inghil · terra) per nuclei troppo grossi, è in generale influenzato anche da riguardi tattici, cioè dal modo con cui l'artiglieria viene ripartila presso l'esercito in campagna. L'unica eccezione è offerta dall;InghilLerra. presso 1a quale non è ancora prevalsa la massima, ormai riconosciuta ed adottata in tutto il resto d'Europa, che l'ordinamento di pace debba corrispondere a que!Jo di guerra. Questa massima, ovvia per sè e consacrata nei suoi effetti dall'esperienza, è però lungi élal trovare un'applicazione egltalmente estesa presso le varie potenze. Tale applicazione, per ciò che riguarda l'artigiieria, è certamen te più completa in Russia che altrove. Poi vengono la Germania e la lrrancia che hanno due reggimenti per corpo d'armata, uno dei quali entra in campagna tuuo riunito sotto il comando del proprio colonnello. 'Però il reggimento divisionale nell'uno e nell 'alLro esercito si scinde in due, rompendo per tutta la duni.ta della guerra quei legami organici, elle sono così utili a rafforzare le compagine di un ripa.rto qualunque di truppa. In Francia poi il reggimento tlivisionale haancorn il difetto di essere complicato da una specialità estranea all'artiglieria campale, quale è quella delle batterie a piedi (compagnie da fortezza).
I
SULL' ARTIGLIERlA CAMPALE
373
Un difetto meno grave, ma pur sempre un difetto ha il re$girnen to di corpo dei cl.ue paesi , per la coesistenza delle batterie a caYallo con le batterie montate. Però, finchè dura l'assegnamento di batterie a cavallo all'artiglieria di corpo, un tal fatto non è che la conseguenza della massima sovra enuncia.La, poichè solo in tal guisa l'ordinamento di pace può corrispondere a quello di guerra. L'Austria e l'Italia, (due paesi di cu i l'ordinamento militare fu più fortemente influenzato da considerazioni finanzia_ri~, s.ono le potenze dove quella massima trova, ~er ~·iguar.cl.o all'art.1.gher~a, u~a applicazione più limi tata. Tale applicazione s1 _arresta mfatt1 al! esistenza di un reggimento d'artiglieria per corpo d'armata. Ma questo reggimento, all'atto di entrare in campagna, è costretto a dividers~ in parecch i gruppi affatto indipendenti l'uno dall'altro, nessuno dei quali rimane più sotto il comando diretto del colonnell o. Il quale, nella. sua qual ità. di comandante l'artiglieria del corpo d'a.rmata, èonsetva b~nsi un'alta giurisdizione sulle sue batterie, ma più di forma che di sosta.nza perché la sua in/llienza sulla maggior parte di esse è soverchiata, se non distrutta., da quella dei generali di divisione. Ne segue che il vantaggio di aver riunite nella stessa. persona le qualità di comandante del reggimento in pace e c~i com~ndante l'artiglieria del corpo d'armata in guerra non ha m pratica . 0oran valore Oltre di ciò la mole del reggimento austriaco e del reggimento italiano è così grande, che il colonnello, sopraffatto dalle cnre am~inistrative può difficilmente attendere quanto basta alla preparazione del tem~o di pace, nella parte così importante che riguarda i'e~lncazione delle truppe al cornbatLirnento (preparazione morale, istruzione tecnica e Lattica clei suoi dipendeati). In caso di mobilitazione è poi cosj enorme il lavoro da compiersi in_ que( ?r~ssi . '.'eggimenti d'artigl ieria, elle difficilmente po tranno ev1tars1 1 nt~rdt e le confusioni . Ciò è sopratutto da. temersi in Italia per la circostanza che il reo-"imento italiano , oltre a tutti ·i servizi di artiglieria del corpo 0 d' ar;ata, deve iìnche provvedere ad una grande moltepli ci~à. cli servizi di trasporto, i quali negli altri eserciti d'Europa son_o ~1s~rvati ad un corpo del Lreno speciale ed indipendente datl;art1ghe.rm. La qua.le circostanza, prod11cendo fin dal tempo di p~ce unamagg1?'.'~ complicazione della macchina. ammini straliva, resLrmge sernp rep,u 1
•
374
s·runi
limiti dell'azione immediata che il colonnell o può esercitare sull'istruzione e, in genere, sul buon governo del suo reggimenlo. L'organizzazione italiana ed austriaca sono dunque le più difettose; ma fra le due, l'agginnla del servizio. dei trasporti per l'intero eserci to rende forse peggiore l'italiana("). 8. La ripartizione tattica dell'artiglieria ·all'esercito è basata sui medesimi principii presso tutte le pqlenze, eccettuata la Russia. Si assegnano, in generale, 24 pezzi per divisione di fanteria, e il resto dell'artiglieria del corpo d'aemata si riunisce ·in un nucleo formante l'artiglieria di corpo, onero , come dicesi tuttora in Inghilterra, la riserva d'arLiglieria del corpo. Gli Inglesi non hanno che 118 pezzi per di visione, ma le loro di visioni di fanteria sono molto più piccole di quelle presentemente adottat.e negli eserciti continentali. La RL1ssia è la sola potenza d'Europa che non abbia artiglieria di c,>rpo. Essa assegna tutta !a'sua artiglieria montata alle di visioni di fanteria, in ragione di 48 pezzi per ciascuna, il che cost.iluisce un'artiglieria div.isionale doppia di quella delle alt11e potenze. 9° Alle divisioni di cavalleria si sogliono assegnare da 2 a 3 batterie a cavallo ('12 a 18 pezzi) in tutti gli eserciti, salvo il nostro. L'Italia è la sola fra le grandi potenze che non possegga artiglieria a cavallo (2) . '10° Il munizionamento d'artiglieria è riparLi to fra le batterie e i parchi in 2a linea, come appate dal seguente specchio riasstintivo. (1) È vero che il reggimento austri aco deve formijre in caso di guerrn nuove batterie, chll non esitono in tempo di pace, ma a q uesta obbl igazione fa r iscontro nel reggimento italiano l'incal'ico di provvedere i servizi d'artiglieria e di trasporto ad una divisione d1milizia mobile. (3) Anche l'A us tria era alcuni anni addietro s provvista d'arti~lieria a cavallo. Essa rimed ia va a questa mancanza per mezzo cli batterie da 4 dette di cavalleria, in cui il trai r,o delle vetture era fatto a 3 pa riglie invece che a 2, ed i serventi erano trasportati sui cof~ni come nello batterie montate. Ma po i, vista l'impossihili tà di percorrere terreni accidentati alle forti andilture della cava ll eria e tanto più di fa ,·e passaggi dirncil i senza sbalza.re i serventi dai coian i o sottoporli in ogni caso a troppo grave tormento, essa s i decise, poco dopo l'adozione del nuovo materiale a retrocarica, a creare le 10 batterie a cavallo che ora possiede.
l
375
suu.'ARTIGUER!A CAMPALE
"·
Distribuzione del munfzionamentc d'artiglieria in l' e 2• U.neil, presso i prJncipali eserciti europei. Batterie a cav,lilo Batterie leggiel'e Batterie pesanti n° dc1 colpi pc,· pezzo n• dei co lpi per pezzo n• dei colpi per pezzo .~
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50(6) 169
319
Francia.
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234
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-
-
-
-
-
Russia (7) .
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281
-
-
-·
165
116
281
Inghilterra .
1'100 180
280 1'148
148 1152
300
I
152 1300
Risulla dallo specchio precedente: . a) d1e salvo l'Inghilterra, la quale ha una dotazione di munizioni in ,1a linea eccezionalmente limitata (1100 colpi per pezzo), le altre potenze hanno per le batterie pesanti un munizionamento cli battaglia. che oscilla fra un minimo di 11 '.36 colpi (Russia, cannoni
(I) cannone da 95 ,milL (~-) Cannone da 90 mill. (3) Cannone da cent. 10,67. (4)
Cannone da cent. 8,7.
(5) Batterie ;)ddette all'ar t igli eria di corpo. (6)
Bacte1•ie addet.te ad una divisione di cavalleria indipendente.
(7) Visto il. peso del materi ale russo da cent. 8,7, seguitiamo a m ettere fra le
pesanti le batterie di tal calibro che i Russi chiamano Je.g g1ere .
•
316
SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
STUDI
377
Numero dei pezzi per 1000 uomini di fanteria esistenti nei principali eserciti europei presso il corpo d'armata.
da cent. 10,67) ed un massimo di 1165 colpi per pezzo (Russia, cannoni da cent. 8, 7). b) Che il munizionamento portato dalle batterie leggiere od a cavallo varia fra un minimo di '142 colpi per pezzo (Halia) ed un massimo di 1165 (Francia, Russia). e) Che In somma del munizionamento di 1a e di 2• linea varia per le batterie pesanti fra un minimo di 209 colpi per pezzo (Austria) ed un massimo di 306 (Francia); mentre per le balterie leggi ere od a cavallo oscilla fra un minimo di 223 colpi (Austria) e un massimo di 334 (Franciai. Le differenze, come si vede, sono sensibili. L'Italia ( a ragione secondo noi) si avvicina molto più al limite massimo che al minimo. 11 11° La proporzione delle bocche da fuoco nel corpo d'armata, rispetto alla fanteria, è presso i vari eserciti quale risulta dal seguente specchio.
Annotazioni
Potenze
1
80 (4)
23914 (2); 72 (5)
Italia.
( 80 (4) 25851/3),
t 72 (5)
I
41556
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(6)1
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10-1 (9)
1120 (8)
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Francia
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1 17 Russia . /
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(108(16) ( )
35258(18)
I
Ioo,.,, )
8,S4
(ll Vi sono comp resi anche gli ufficiali e i non combattenti. · (2J Computando la forza secondo le tabelle 3,01 di mobilitazione (3JSupposte le compagnie non a900uomini , come è s tabilito ne ll e tabell e di mobilita3,09 zione, ma a230 come saranno, per lo meno, con l'attual e contingen te di 1• categ., qualora .non si ".O~liano senza ragi.oqe plausi bil_e 2,77 lasciare nei aepos1t1 gl1 uom1111 esuberanti, quantunque au1 ad ent rar subito iocampa,r,:na (4) Pe i corpi d'armata che non hanno una batteria da 7 distaccata presso i gross i corpi di caval leria. • 2,88 (5) Pei corpi d'a1·mata aventi una llatteria da 7 distaccata presso i grossi corpi di ca· valleria '2,50 {ò) Ammettendo cbe si elfoUui !'annun ciata forr:ia1.ione de ll'esercito austriaco su 13 corpi d'armata, facendovi concorrere delle di •i3 ,53 sioni d1 Iandwer(ll secondo il progetto)sicchè o~ni corpo d'arm_ata risulti compost.o di 3 div1s1om d, fantel'la. . 3,05 (7) Nell'ipotesi che i 18 corpi d'armata si formino soltanto con le truppe i nquadrate dell'esercito permanente (450 battaglionij. (S) Pe1• gli .8 corpi d' armata a cui sono forniti i sorvizi d'artigliel'ia dai reggimenti 4,09 che Don hanno batter ie a cava llo. (9) Pei 5 corpi d'armata che hanno batterie a cavallo distaccate presso le di visioni di 3,63 cavaJI.,1·ia indipendeoti. (10) Dotazione normale ner 18 corpi d'armata, riteoe11do che una del!~ tre batterie a 3,63 cavallo esistenti sia distaccata presso una division e di cavalleria indipendente. Altri 2 coq,i d'armata avranno probabilmente e3,91 guale dotazione. (Ili Dotaz ione minima stabilita per soli 3 corpi d'a1·mata (13°, u•, 1s•J. 3,65 (12J Dotazione normale Si avverte però che essa non rappresenta che un mi nimo, poirhè ognuna delle brigate d'artiglieria ,1ddette ai singoli corpi d'a1•mata francesi conserva ancora disponibili 7 batterie atti ve, dopç 2,94 aver fornito lo batterie al proprio corpo d1 armata. . (13) Computando la batteri~ a cavallo ad7 .2,50 detta alla brigata cli cavalleria del corpo d1 armata (14) Non computandola. 3,06 {15) Per un corpo d'armata a 3 divisioni di fanteria. '16) Comprendendovi le 2 batte r ie a cavallo 2,s:, addette a lla divisione di cavalJ. del corpo d'armata . . (17! Non comprend en dole (18) Per un corpo d·armata a 2 divisioni di fanteria.
I
378
STUDI
Questo specchio dimostra: a) Che rispetto al numero dei pezzi la Russia è la potenza che si trova in condizioni peggiori. Però è da notarsi che nel corpo d'armata russo il numero dei non combattenti di fan teria è relativamente più grande che negli altri ,eserciti . Basti iIdire che ve ne sono circa ,J ,100 per divisione. Ne segue che, se il computo vien fatto rispetto al numero dei combattenti , la proporzione delle bocche da fuoco diventa più favorevo le alla Russia. • b) Dopo la Russia vien.e l'Austria, qualora si considerino come facienl i parte del suo esercito di ,1a linea anche le divisioni di , ilandwehr, che sembra abbiasi ·intenzione di combi nare con quelle dell'esercito permanente per formane tutti i corpi d'armala a 3 divisioni. Se invece si tien c@nto de11e sole truppe inquadrate nel l'esercito permanente, come si è fatto per tutti gli altri Ieserciti, allora l'Austria diventa superiore all'Italia e questa prende il posto idi .quella subito dopo la Russia (11). e) La potenza più riccamente dotata di bocche da f~oco è la Germania, che oltrepassa sensibilmente la proporzione di ·,1. pezzi per !I 000. Avvertiamo per altro che questa conclusione non ha valore che risµetto al corpo d'armata in campagna, e rammentiamo che la Francia tiene in riserva 7 batterie per corpo d'armata, il cui impiego (tolta la batteriaa cavallo) dipenderà dalle circostanze. ;J 2° li numero delle bocche da fuoco è però un criLer;io affatto insufficiente per giudicare del la somma di potenza distruttiva rappresentata òall'artiglieria campale di c:ui dispongono presentemente gli eserciti europei. Ciò poteva valere grossoìanamente al tempo delle artiglierie liscie, quando una ' palla, fosse ella da 8 o da 116, agiva sempre coll'urto diretto nel bersaglio, senza frazionarsi menoma.mente, talchè nel tiro contro truppe l'effetto era fino ad un
certo punto indipendente dal calibro. Ma coi proietti scoppianti e grandemente divisibili d'oggidì ben altro è _I' ~ffetto che può ot.t~nen;i con due proietti di peso diiierente, lanc1at1 nelle stesse condizioni d'i tfro da due bocche da fuoco di diverso calibro. · Si è o-ià dimostrato nello studio intitolato ilfobilità ed efficacia che tal: effetto, arn11nesse nelle bocche da fuoco eg1,iali proprietà balistiche e nei proùtti egiiale divisibilità, si può, contro i bersagli 1della o-nerra cli campagna, ritenere proporzionale al peso dei proietti Ì:nciati. E si è concluso che, in forza di questo principio, 'date due rnasse d'artiglieria, composte rJ;i bocche da fuoco di di11e1·so calibro, ma dolate di p1·oprietà balistiche poco d'iff°etl'enti e di proietti circa egiial1nente divisibil-i ·l'iszJetto al peso, si può avere un'idea molto approssimata dell'efficacia relativa delle due masse (.identicamente impiegate, bene inteso), paragonando il peso dei proietti che sono capaci di lanciare in una salva (1 ). Ora nessun ufficiale cl'artiglieria ignora che le bocche da fuoco le quali costituiscono l'odierno armamento delle potenze europee si tro,'.ano in complesso nelle condizioni contemplate da _quel p~st·u~ lato· esse cioè sono dotate di proprietà balistiche poco d1fferent1 e d1 proi~Lti circaegualmente divisibi li_ris?etto ~I ~e~o (2). Dunque noi potremo assumere il peso dei pro1ett1 lanciaL1 m u~a salva c01~e termine di confronto per giudicare della potenza relativa delle vane artio-fierie europee. Con ciò noì avremo nn criterio che, se non può dirsi matematicamente esatto, è certo più approssimato di quello lforni to dal numero delle bocche da fuoco (3). Ciò posto ecco lo specchio di confronto.
1
(I) È probabile che l'Austria si deciderebbe ad impiegarep n ia linea delle divisioni di lanclwe hr, le q uali c orrispondono alle ncs tre di milìzia mobile, solo nel caso che avess~ cJa fa r guerra contro forzo eguali o s uperi orl. In caso analogo ò probabil e che anche noi, concedendolo il tempo, c i affretteremmo a ' r inforiare l'esercito di l " linea con divis ioni d i mil izia mobile . Queste però , invoco cti ave re come in Austria una dotazione d' artiglie ria tra tta da ll'eserc ito permanente , dovrebbero ont,·are in camoagna con bat terie da cent, 9 (B R avancarica) da c 1·oarsi di sana pianta all'atto della mobilitazione,
379
S ULL'A RTIGLIERIA CAMPALE
(1) Rammentia mo che, prendendo come t ermino di confronto il peso doi proio_t~ì lanciati in una sa lva, non si fa altro che ammettere nelle d ue masse una egu a le rap1dit,1 di fuoco, comunque sia regolata l'esecuzione del tiro . . . . (2) La sola Inghil terra è in cond izioni veramente infer1on alle altre ,potenze,. si~ per le proprietà balistiche delle bocche da ruoco, . che per la divisihilità dm pro1,e~h. Ma anc he per essa le diflèrenze non sono così grandi, eia non poterla _ammettere a.I pa, agon~. Solo è da ritenersi che ne l conrronto essa rim ane piu ravor,ta d1 tu tte le altie potenze. (8/ Qui è b ene :I - notare che , siccome nel nostro armamen to prepondera un cannon.e '. il q uale per radenza di . tiro e per ,·elocità res ta nte è notevolmente. 1nfen ~~e a t~tt, 1 cannoni p esan ti che invece prepond erano nell'a rma men to delle a lt, e rotenz: em opee come è inferiore a nche ad alcuni leggie ri (q u~li il tedesco da cen t. 8 ed 11 ances e tla mili. 80), così il criterio ailottato ten de a dare un idea piuttosto esagerata che scarsa della po te nza rela tiva della nos tra artiglieria campale
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•
380
STUDI
SULL'ARTIGLIERIA ·CAMPALE
Potenza relativa dell' artiglieria di un corpo d' armata nei principali eserciti europei per ogni 1000 uomini di fanteria.
I
POTE NZA
Peso dei proietti Nudme ro Numero la nciati in una salva Pote n1.a 11 _ eg . • I = = = = = = == re lati va _u9 m1 ,,i_ dei pezzi per dl fan te1·ia per corpo . 1. per 1000 lOOO uomini _co!·p.o d'armata , Je! r~~ .u~mi n i di fanterial a r mata ch·I f~o ter1a (a) 1 og. d1 ch1log. . · .
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'17, 52 ·16,09 16,20 H,89 17, 52 15, 08 21, 4-0
1~:ii 25 44 2s ; 0·1 20, 77 I 19, 73 I 28,09 26, 54 . 28,.84, 26,54
'l, 17
1, 08 1,09 1,00 '.I , '17
1,01 ·1, 43 1, 24 1,85 'l, 70 1 8~ 1'. 39 'l,32 1,88 1, 80 1 93 1' 80
'
(1) Cosi suddivis i: 48 pezzi da cent. 7 e 32 da ce nt. 9.
(2J
(3) (4)
• » »
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7 e 32 8 e 10•1 8 e 88 S e 96
~ 9 » 9. • .9 ,. !).(s11.l..-one11oe"•corpo
(5) » . 12 » d'armata pa vares1 e ne l lo" v·u rte mberghese dove esiste u n maggior7rnme1·0 di cannon1 da cent. 8). ' ·. atl~rfosi suddi visi: 90 pezzi_ da cent. ~ (salvo nel 14• corpo, dove si ha una a a ca~all (? ,:ta cent. 8_ 10vece di una batte i·ia montata da cent 9/ b (7) Cosi suud1v1s1: !2 pezz i da m ili . 80 e 84 da mi ll . 90. · · (8) • o4 • da llbbre 9 e 8(l da 16 Jil,bre. (!JJ ,. 48 ,. • 9 e 36 » (IO) • 72 > leggieri rda cent 8 7) 72 pesanti (da cent · 10 67 e 12 d'artiglieria_ a__ca,va ll? _(da c,, nt._ 8,7 cortiJ: ' · . · ' J (\_lJ) Cosi s udd1 v1s1 . 7:, pezzi legg1e1·1 (da cent. 8,7) 72 pesanti (da cent. 10 07). (1 4~ » • » 4.8 ~ ' • e 12 d'artiglieria a cavallo. . " (13 al) CQosi ~uddi visi: :18 p~zzi l~g~ieri (da cent . 8,7) 48 pe~allLi /da cen t. 10,G7) . uest1 ra~,po, ti fu1ono tJC!vatl _prenden do per unità Ja potenza distrut1 tiva (rapp reseo t~ta _d:11 peso de1. proietti lanciati i n una siiJvaJ r.h~ si ha ne l ~~r fco bda ar~a ta _ll~.llano per ogo1 1000 uom ,ni di font,<>ri a, rie l caso elle una tte11e da cen_t. 7 sia d_1staccat ,, presse I g rossi corpi di cavalleria e supposte .le compa!{ n1e della /orza d1 230 uom i ni. ' A vv ertrnmo che 1 confronti devono essere fatti fra ti,rmin i omog,, nei Co··· i rapporti trovar.i per corpi d'armata dove sono compu'tate le ba tte ~i e cI!. v_al ,ear·ss~gnate alla ca~ a ller 1a, nou d_evono essere para"onaCi coD quel li che S 1 1 1,. 1scono a_ corpi d armata da cui le batterie distac"cate presso Ja cava!: teria fut·ono gia sottratte.
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Risulta da questo specchio che, tenendo conto non solo del numero delle bocche da fuoco, ma anche della potenza distruttiva da esse rappresentala, cambia notevolmente l'ordine con cui si seguono i vari eserciti nel confronto dei pezzi a5segnati al corpo d'armata, Cosi lti Russia, che nello specchio precedente appariva inferiore a tutti gli altri Stati, occupa ora il terzo po sto : la Francia, che era terza. rispeLto al numero clei pezzi, diventa la prima, e la Germania che era prim,1 diventa seconda, cedendo il posto alla !?rancia. Giova notare per altro che le differenze risultanti fra queste tre naz ioni, nel confrontare la potenza distruttiva dell'artiglieria aclcleLl:a ai singoli corpi d'armala, sono cosi leggiere, che possono venire non solo compensate ma superate da altri fattori, quali sono (poichè qui prescindiamo clalla bontà dell'impiego tattico e cla tutte le altre considerazioni cl' ordine morale e materi,tle che hanno influenza sulla vittoria anche nella lotta d'artiglieria) le qtialità balistiche delle bocche d.a fuo co, il modo di comportarsi dei proieLti e sopratutto la mobili tà. clel mater-iale. Diremo anzi che sotto questo ultimo aspeLto la Germania si trova in condizioni così vantaggiose rispetto alle altre drre potenze, le quali hanno preferi to ottenere la stessa somma di efucacia con un minor numero cli hocche da fuoco necessar iamente più pesanti, che noi non esite1:emrno a darle la preminenza.' Chi infatti ci ha seguito finora nei nostri studi rammenterà che il materiale francese e la met1t del materiale russo (batterie montate) superr.no sensibilmente quei limiti di peso che a noi sono sembrati più adatti a soddisfa re la condizio11e della:rnassima effica,cià cong1>unta a sufficiente mobili tà. Seguitando i confronti trov iamo che l'Italia viene ultima nella scala della potenza, ed arriva solamente a li vello clell' Austria, qualora si computino da parte di qrresta anche le clivision~cli landwehr che essa. sembra disposta ad inc orporare °'ell'eserci Lo di ,1a linea. Ma si badi che in queslo caso il confronto sarebbe fatto fra termini ·eterogenei. Paragonata alla Francia, alla f,erman ia ecl alla Russia, l'Italia ha una dotazione d' ar-tiglieria, la quale, per ogni 1000 uomini di fanteria, rappresenta una potenza distruttiva così infei'iore a quella cli cui dispongono le Ut'tzioni summenzionate (poco più della metà) da meritare di dar luogo· alle più serie considerazioni.
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STUDI SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
Ed ora il lettore si attenderà forse di veder terminare questo scritto con un grido di allarme, col motto dell'antica Roma: Cavean.t consivles. Ma no, la nostra intenzione nel fare queste osservazioni è stata più modesta. Abbiamo voluto semplicemente che uno studio teorico, come quello che abbiamo compiuto, avesse almeno un Iato pratico: quello di servire a dissipare certe illusioni, che a un momento dato potrebbero riuscire pericolose.
A. MAZZA. Dfaggio1·e nel 9° artiglie1·ia.
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RIVISTA ESTERA
LA GRECIA MILITARE
Non si parìa qui che del trattato di Berlino - scriveva verso la fine del 1879, da Atene, Giuseppe Reinach che doveva quindi raccogliere le sue impressioni cli viaggio e i suoi giudizi politici sulla Grecia in un'opera pregevolissima (1); - non si parla che del trattato di Berlinp e le discussioni del pubblico recano tutta l'impronta cli una legi ttima amarezza. Un uomo di Stato, greco, diceva allo stes»o Reinach: « Il grande vizio della politica orientale in Europa è quello delle mezzi~ misure » Ed aveva ragione. Infa tti il vizio delle mezze· misure è cominciato, riguardo alla Grecia, fino dal ,1828. Gnizot ha raccontato come a Londra, per . rassegnarsi ad una Grecia libera, cerca vasi con ogni mezzo non apparente cli sostenere la Turchia; mentre a Pietroburgo si era lietissimi cli acquistare negli Elleni dei clienti nemici degli Ottomanni, ma non volevasi a nessun costo nn vicino indipendente e capace di diventare un rivale. Si fu con tali disposizioni d'animo che i governan ti europei permisero alla Grecia cli rinascere; a condizione, cioè, ch'essa rimanesse sì piccina e sì debole da non poter sviluppare e neppur vivere. È altrettanto vel'o che fo lamente a questo deplorabile tracciato di frontiere _i Greci clebbo1'io le loro febbri pqlitiche, le loro agitazioni (1) ÙIUSBVPR RRINACH.
Voyage en Orient. Paris, Charp~ntier Ed . ,1879 .
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incessanti, i loro eterni lamenti, la loro miseria economica . Essi dicono: « Dateci la Tessaglia, la Macedonia, Creta e le isole i cui abitanti da tanti anni ci st<'ndono invano lo braccia ; dateci l'Epiro coi suoi Sulioui che conservarono intaui por cinquanta secoli i costumi clegl i Eraclidi » E non hanno torto. Stanno in loro favore rao'ioni militari, mora li e politiche. Impedire la invasione dogli Slavi; m~tter fine a un'oppressione secolare e inaudita; dare ua contrappeso a questo Slavismo irrompen te: eccu tre grandi argomenti e tre 0ci·andi problemi. Se l'Europa riguardasse la quistione greca, corno taluno la rigua rda, corno, cioè, il nodo gordiano da tagliarsi per sapere se la Russia davanti a Costantinopoli e l'Austria -che, oltrepassa ta la Sava, minaccia Salonicco e il mare Egeo, vogliono dire, per il futuro, lo Slavismo e il Germanismo prevalenti colla forza ,mlle razze latine, a quest'ora la soluzione si sarebbe trovata . Ma ciò non è, e non essendo, l'Europa assisterà, almeno provvisoriamente, impassibile· allo svolgersi naturnle delle cose. Convien dunque prepararci a ,•edere la Turchia e la Grecia sostenere la loro causa colle armi. Per noi che dovremo fare la parte ~'inerti spettatori non sarà inutile esaminare i_n ogni suo lato questa famosa vcrten1.a greca, cercando avere un concetto abbastanza chiaro, non solamente della que$tione, ma anche delle forze della Grecia o della Turchia, e conoscere Lui.ti quei dati che possono meglio fa rci apprezzare le condizioni dei due paesi.
I.
Il regno di Grecia consiste in una doppia penisola cui si aggiungono le numerose isole adiacenti, comprese le Jonie. La frontiera seueotriona le della Grecia, quando gl i antich i Romani dettero questo nome alla intera contrada degli Elleni, era la linea che separava la Tessaglia o l'Epiro dall'Ill iria e dalla Macedonia. La fronti era nord dell'attuale regno di Grecia, quale fu stabilita dal le potenze nel 4832, si estende dal mezzo del Golfo di Volo lungo ia cresta I monte OLi ro al monto Veluchi, traversando a sghembo là·val lata ll'Aspropotamos fino al golfo di Arta . Questo confine taglia fuori Ilo Stato ellenico tutta fa Tessaglia e l'Epiro. I plenipotenziari dol
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Congresso di Berlino indicar ono una nuova linea, intermedia fra le altre due, seguendo le vallate del Peneo e del Kalamas. Di queste tre li nee, quella esterna è la vera storica ccl etnografica visibil mente tracciata dalla natura. La linea media - quella del trattato di Berl ino - non è nè storica, nè etnografica, nè ben difinita. La stretta porzione continentale dello Grecia ha circa 48 miglia di larghezza e 200 miglia di lunghezza; una estensione cioè di 7700 miglia quadrate con una popolazione di 450,000 abitanti. La penisola del Peloponneso o Morea è separata dalle provi ncie continental i, ·dai golfi di Patrasso, di Corinto o di Sa lonicco. L' istmo di Corinto che unisce le due terre ha una larghezza che varia dalle tre alle otto miglia. La ostension~ della Morea ò di 8ft.OO miglia quadrate con una popolazione di circa 700 ,\100 abitanti . Le isole sono divise in quattro gruppi: le Sporadi nell'arcipelago settoa triooale; le Ciclad i nell'areipelago meridionale; le Ionie afl 'ovesL e molte grandi e picco le isole adiacenti in vicinanza delle cos.te. La estensione generale delle isole è di 3300 miglia quadrate con una popolazione di quasi 460,000 abitanti. Il censimento del ,1879, ra ascendere la tota.lo popolazione della Grecia a ,1, 654., 072 ahi tanti , compresi 23,1, 174 delle Isole Ionie. In confronto del ,1870, la popolazione ebbe un incremento di 22•1,861 abitanti. Rapporto all'estensione, la Grecia ba 85 abitanti per ocni miglio quadrato. Il nurno,ro di coloro che esercitano professioni ~ccortate ascende a 5o6,507, cioè: 218,.027 contadini , H,532 pastori, 4-8, ·129 operai nello manifa tture, 28JOO lavoratori alla ventura (22 ,665 uomini e 5,735 don ne) 31,23,\. proprietari, ·18,952 mercanti , 25, ~78 marinai, 28,290 domesti ci d'ambo i sessi, 6.649 ecclesiastici, 5,343 funzionari pubblici, 4, 109 impiegati municipali , 13,735 militari (fra esercito e marina), 73,580 scolari dei due SP.ssi, 2,253 maestri, 1,H-1 avvocati, 958 artisti, 797 medici e 4,378 clas:;ificati sotto altri mestieri. Il numero degli stranieri residenti in Grec:a era - sempre secondo il censimento del ·1879 - di '19 ,958, di cui '15,05 1 Turchi , 2.000 Inglesi, 1539 Ital iani, ·H 05 fra Tedeschi, Francesi, Russi e American i e 469 d'altro nazionalità (4). Si contnno attua lmente in Grecia 1,H 1,81 Osudditi di religione grecoscismatica, 12,585 cristiani d'altro comunioni o 34-99 fra ebrei e altri non cristiani. Sulla massa , 67,9t 1I persone non parlano il greco. Di queste 37,598 parlano l'albanese e 1247 il valacco. Però la grande 1
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/ (I ) L sw1s Senou.M.T. Forcign Countries anà JJri!ish colonies. (Greece) London, 1880. ANNO XXVI , VOL. I.
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maggioranza si accosta rapidamente all'uso della lingua greca. La . stessa tendenza si nota nella Tessaglia e nell'Epiro dove la iufluenza ciel grrveruo greco sulle popolazioni sì fa sempre più accentuata. La Grecia è divisa in '13 provincie, "9 manclament.i e 366 comuni. Le suddivisioni provinciali sono : l'Attica e Beozia, ca polnogo Atene, Ftiodite e Focide, capoluogo Lamia; Acarnania ed Etolia, · capoluogo Missolungi; Acaia ecl Elide, capoluogo Patrasso; Arcadia, capoluogo Tripolitza ; Argolicle . e Corinzia , capoluogo Nauplia; Messenia, capoluogo Kalamata; Laconia, capoluogo Spani; Eubèa, colle Sporadi ~ settentrionali , capoluogo Cha lkis; le Cicladi, capoluogo Sira; l' isola di Zante, capoluogo Zante; Cefalonia, capoluogo Argostoli ; Corfù colle isole di Paxo, Anti paxo e Leucade, capoluogo Corfù. Il suolo della Grecia continenta le è montagnoso. La maggior parte cli queste alturè è coperta di pasture e di foreste; le quali però cli• minniscono ogni giorno per l'abitudine pi·esa da i pastori · d1 bruciarle per trasformarle in pascoli. Le montagne, comprese quelle delle isole·, sono ricche di marmi. Il clima, una volta sì decantato, offre la varietà delle nostre stagioni ma con apparenze diverse. L'avvicinarsi della primavera si annuncia fino dal gennaio colla fioritura dei mandorli; in febbraio piove molto, qualche volta nevica,, ma il sole è ardente e il calore si fa già séntire. In marzo la primavera è, pei· solito, in tutto il suo splendoi·e e le _praterie si coprono di fiori che si succedono fino alla fine di aprile. Il mese cli maggio vede comparire l'esta te; in giugno si fa la raccolta dei cereali; a luglio sopravviene quasi sempre una siccità che inaridisce le sorgenti e dissecca le piante. Si veudemwia in settembre, e in ottobrtl cadono le prime piogge che in dicembre diventano continue, tanto che i fiumi e i ruscelli straripano. Allora cessa affatto il lavoro dei campi. Il freddo però è raramente rigoroso. All'estrernità dell'istmo che ,forma il fondo dei due golfi di Lepanto e di Egina, si eleva Corinto con 15 mila abitanti. La sua posizione commerciale è superba, e la sua vasta fortezza domina l'ingresso del Peloponneso . Sulla riva _del golfo al quale dà il suo nome trovasi Nauplia o Napoli di Romania con •IO mila abitanti; in fondo ai golfo, Argos che ba conservato del suo antico splendore una fortezza e un teatro. La patria di Agamennone, il re dei re, conta ormai appeQ.a 2000 abit-anti. Dopo avere oltrepassato 11 capo Mat-apan, ecco Corone; poi, Modon, l'antica Pylos del vecchio Nestore; ecco Calamata, posta a' piedi di colli fioriti e circondata da uliveti: è dessa .la città dalle b~lle fanciulle greche dai pittoreschi costumi. Le Cicladi, come lo
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indica il loro nome, sono aggruppate in cerchio. La più considerevole è Naxo, l'antica, ora Hasia, sparsa di montagne. Vogando a sud-ovest ·
apparisce Amorgo priva di b.oschi e Hampalia ricca di vigne; pitì àll'ovest, Santorino, l'isola vulcanica: al nord, Paros, celebre per i suoi marmi; Nio, l'antica Ios dagl i abili piloti; Milo dove fu scoperta la famosa Venere <;he orna il museo del Louvre. Volgendo verso la Attica, Serifo, l' isola dell~ roccie, dove la testa di Medusa aveva, dicono, pietrificatCl tutto, perfino gli abitanti . Poi, Termia, l'antica Cythnos; Coluri che la storia chiamerà eternamente Salamina; Egina popolata di uccelli rariss\mi; Hydra la patriottica, Erm.opoli, Delo, Tine, Negroponte. Nella parte settentrionale delhl Grecia le isole sono più sparse. Ecco là Scyro ricca cli marmi e famosa per aver servito di ritirata ad Achille fanciullo; Skiato, Scopeto dai vini famosi e clai divini orizzonti . La costi tuzio11n geografica di un paese influisce sul carattere degli abitanti e sui prodotti della loro intelligenza. Il bel cielo, quel mare dai dolci contorni, quelle colline armoniosamente disegnate nell'orizzonte, inspirano, eccitano !"immaginazione. Invano le foreste e le praterie sono gcomparse; invano i laghi si sono trasformati in paludi e l'onda dai fiumi, resi celebri dalla mitologia, si sono disseccati o impoveriti; invano Atene è clh1entata una città dove tutto ha l'impront.;i della prosaica vita moderna; - il ·paese è rimasto lo stesso . - Tutto là è poesia, tutto evoca ancora i grandi ricordi dell'antica Grecia, tutto ramm'enta le forti battaglie, le potenze dell'arte, il mistico fascino di una religione sepolta, tutto richiama alla mente le opere magnanime e ì canti immòrtali . . . Qual meraviglia se il popolo di questo paese, inspirandosi alla sua storia., intende riacquistare la pr;oprja unità, quella unità rappresentata dalla Ellade antica? ·
II .
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Lo stendardo cli San Marco aveva sventolato lungo tempo su tutti i mari della G;-ecia, quando Ahmed III, dpresa al principio del xvm secolo là _Morea ai Veneziani, sottopose nuovamente la intera Ellade alla dominazione di Costantinopoli. Ma non tutta la popolazione piegò la fronte al giogo. Uomini in-
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RIVISTA 888 trepidi si ritirarono nelle montagne e là si perpetuarono sQtto il nome di J(lepti in una guerra continua contro i conquistatori. Le masse sotto il nome di Raid furono costrette a lavorare le terre dei nuovi proprietari. La barbarie invase il paese e la Grecia dormì un lungo soono di . morte finchè la rivoluzione francese risvegliò a nuova vit.a gli Elleni. La nazione, intanto, si preparava alla riscossa col lavoro e coll'energia; noi primi anni del secolo xcx riusci,,a a formarsi una marina mercantile di circa 600 vascelli. Tre nomini, Scufas, Zantos o Direo fondano allora un'associazione sotto il nome di Eter-ia cui scopo era quello di assopire le inimicizie che dividevano le famiglie greche per sollevarle contro il nemico comune. Nel 48·18 la Eteria era già potente e il suo capo Alessandro Ypsilanti, nel presentarsi allo Czar Alessandro per domandargli di aiutare la patria infelice, poteva assicurarlo che il popolo ora pronto ad insorgere come un sol'uomo. Si voleva ritardare il movimento per meglio prepararlo, quando Alì di Tebelen pascià di Giannina, riuscito a costituirsi nel cuore dell'Epiro una specie di sovranità indipendente, richiamò su cli sò le ire del sultano Mabmud. Ciò fece sì che lo sollevazione precipitasse. Chiamato in Costantinopoli a scolparsi innanzi al sog lio d01·ato della felicità, Alì rispose chiamando sotto le/armi tutti i capi cristiani tanto greci che albanesi . Per venti anni il feroce pascià era stato il persecutore dei Greci in Epiro; ma bastò il sapere che egli avrebbe combattuto contro la dom inazione di Co:;tantinopoli perchè i Greci dimenticassero i delitti di Alì e i ricordi infami di Chainitza e dì Kamco. D'altronde Ypsi lanli a~•eva dato l'aiuto dello Czar come certo e nella Ellade "era ancor viva la tradizione popolare la quale cc mwl d•is//rutto l'•i,mp&ro . ottonianno da una nazione b'ionda, nominata Ros, pro'Veniente dal nord e che è 1mi ta ai cristiani d' Oriente per rapport·i di rel•igione ,, ( 1) cioò a dire dalla Russia. Alì erasi fatto ascrivere alla Eteria, quando un giorno i suoi agenti intercettarono una lettera diretta a hmael pascià nella quale venivano denunciati i capi dell'associazione. Questi, avvertiti da Tebelcn, poterono salvarsi colla fuga e, recatisi presso Ypsilanti, ottennero da lui d'iniziare il movi~ento rivoluzionario. Mancavano armi, danaro, fl otta e munizioni; nondimeno, a un segnale dato dai capi Eteristi, le popolazioni greche si sollevarono in massa. 1
(I) Pouou2v1LL1. Storia del RlsO'l'gimento della th'ecla, Voi . I, peg. 31.
389 Era il 24 marzo rn2L Ypsilanti avverte lo Czar d'avere spiegato lo stendardo della croco, ma l'imperatore, messo in sospetto da fa lsi rappo,rti con tro <rii Eteristi, sconfessa apertamente d'aver promesso aiuto agli Ell~ni. Nono~lante _la sollevazione· non cessa e alle barbarie dei Turchi rispondono 1 Greci correndo alle armi. Le isole dell'arcipelago armano numerosi navigli e Tombasis viene nominato ammiraglio degli insorti. lVIa la fl ou~ turca era composta di grandi navigli, mentre gli Elioni non avevano da op porre che leggere imbarcazioni. I brulotti /Jreci carichi di materio csplosi,re mettono fuoco allora ai legni ottoman~i. Intanto Demetrio Ypsilanti , fratello di Alessandro caduto nelle maui <leali Austriaci, Colocotroni ccl altri capi Eterisli s'impadroniscono succ~ssivaments di Patrasso, Nanplia, Navarrino e Tri politza. Marco notzaris, . alla testa dei Suliotti, blocca Rassan pascià in Arta, fa prigion ieri tremila Albanesi e mette in rotta sei mi la soldati scelti al ponte di Bassena. Ucciso Alì a tradimento, la causa dei Greci ebbe un colpo fata le. K:urcl~id pascià bauè gli insorti ad Arta, e la flotta turca s'impadrouì d1 Ch1os passando la popolazione a fil di spada. Ma Canaris pen,;a a vendicare le vittime. Montato sul suo brulotto, si caccia in mezzo alla flotta ottomana agghindata a festa per il ·ramadan, mette fuo co al vascello ammiraglio e ad altri bastimenti, sicchè il mare apparisce coperto da migliaia di braccia, di gambe e di teste. . Frattanto gli sguardi dell' Europa si erano rivolti ansiosi vcr·so quel piccolo paese che lottava con tanto eroismo contro un nemico cento volte di lui più possente. Per due anni era stata un'alternativa di successi e di rovesci ; ma i Greci, massac.rati, pareva risorgessero dalle loro ~eueri. Alla fine del 1823, gli Elleni avevano disperse sei armale e distrutte due flotte, e il sultano Mahumd avrebbe dovuto sospendere le ostilità, se l'A ustria non avesse consigliata la Porta a valersi delle forze egiziane per domare la insurrezione. Negli ultimi giorni di luglio •I 824-, circa 8000 Egiziani, montati sopra sessantatre bastimenti, si unirono alla flotta ot.tomana nelle acque di Rodi. I Greci •non avevano che sessanta vele · nonostante si avanzarono risolutamente contro i Turchi;· preceduti da cinque brulolli. ~on appena i Turchi videro le barche incendiarie, ricusarono di hatter~i e diversi navigli del Sultano p1·esero la fu ga . Canaris, fattosi sopra la nave ammiraglia, la incendiò. Anche la marina egiziana, malgrado gli sforzi d'Ibrahim Pascià suo comandante, seguì l'esempio di quella ottomana . ESTERA
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Venuta la primavera del ,I 825, Ibrahim sbarca i. suoi 8000 uomini sotto le mura di Moclon, e con 800 s'impadronisce delle . montague a tergo cli Navarriu9. La notizia atterrisce i Greci, ma, riavutisi, nominano Giorgio Concluriottis generale in capo degli insorti. Questi dirige in fretta alcune truppe su Navarrino e· riesce a farvi penetrare 2000 uomini; buon numero di Rumeliotti e di Suliotti, comandati da Tzavellas e da Costantino Botzaris, prendono posizione alle spalle del nemico che circonda Navarriuo. 'tutto è inutile. Dopo una di.fesa eroica, la città capitola il 26 aprile -,1825 e la intera l\forea ritorna in potere dei Turchi. P,adrone delfa Morea, Ibrahim potè consacrarsi tutto all'assedio di Missolungi. Non v'è àlcuno, certo, che ignori qual pagina gloriosa . sia nella storia dei Greci. la difesa e la caduta di Missolungi, la città sacra agli Elleni. Cinquemila difensori comandati da Sturnaris, iYiackris, Costantino Botzaris e Tzavellas resisterono lungo tempo contro forze quadruple. Invitati ad arrendersi gli assediati risposero che preferivano :;altare in aria. Il 22 aprile 1826 la colonna dei difensori si scagliava sui nemici colla sciabola alla mano, mentre il comandante turco, saputo del disegno dei Greci per il tradimento di un Bnlgaro, lanciava una forte colonna de' suoi contro le famiglie greche che si allontanavano in folla dalla città sventurata , Il massacro fu orribile e sollevò un grido cli raccapriccio in tutta l'Europa civile .. Intanto le discordie interne dilaniavano il paese. Due assemblee rivali si adunarono ; una a Egina, l'altra a Ermione, dichiarandosi , a vicenda usurpatrici e faziose. Ibrahim Pascià proseguiva dal canto suo con vantaggio la guerra in l\forea e Reschid, malgrado la eroica difesa di un proscritto illustre, il colonnello Fabvi~r. potè impadronirsi di Atene. · Sir Richard Church e lord Cochrane, giunti in Grecia, poterono pacificare le due assemblee e il gabinetto britannico si fece mediatore per la cessazione della guerra , Allora si costituì a Damala un'assemblea unica, la quale, per far cosa grata a Russia e a Inghilterra, nominò a capo del governo, sotto il titolo di presidente, Giovanni Capo d'Istria, delle Isole Ionie, accetto ad ambedue le nazioni. Ma in breve le discordie' si scatenarono più feroci . Nauplia era occupata da due partiti nemici ; Corinto era coi Rumeliotti; le isole di Samo, d'Hydraedi Spezia formavano tre repubbliche indipendenti. Gran parte ·dei marinai che negli anni antecedenti, si erano distinti sui mari in una guerra onorevole, si erano dati alla pirat~ria ed al saccheggio anche contro i connazionali. La Grecia era prossima alla sua rovina 1
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e si sarebbe perduta se le rivalità fra
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Ibrahim e Reschid non avessero ritardata la ri~onqnista del paese. Francia , Russia e Inghilterra notificarono alla Porta il trattato del 6 lnglio ,182.6. I principali governi europei , che ·prima avevano veduto di mal'~cchio l'insnrrezione greca, si sent.irono anch'essi tra~por·tati nella corrente dell'opinione pubblica, e ·nel trattato conchiuso si im pegnarono ad ottenere a qualunque costo un accomodamento definitivo e una pace durevo!e. ' · · Ma il sultano Mahumd rispose non ammettere ingerenza straniera e voler trau.are i Greci da sudditi ribelli qual' erano . Nello stesso tempo ordinò a Ibrahim e a Reschid d'ottenere ad ogni costo la sottomissione della Grecia e bandì una leva generale in tutto l'impero . Nonostante lii propria situazione favorevole, Ibrahi m aveva consentito ad un arm istizio fìnchè gli ginrigesse1:o ordini del Sultano ; ma non tenne i patti e continuò una guerra di sterminio, Dopo inuti.li avvertimenti, lord Codrington indirizzò a Ibrahim una lettera nella quale, a nome anche deg:li ambasciatori cli Francia e di Russia, lo dichiarava fuori della legge che rego]a i r1tpporti fra le nazioni, Ibrahim, eccitato dai nuovi ordini del Sultano, ricevuti rinforzi dall'Egitto da dove erano parti.ti 3000 Arabi, sdegnò gli avvertimenti delle potenze e, proseguendo i suoi disegni, fece sortire dal porto di Navarrino una divisione navale incaricata di rifornire Patrasso. Un'altra divisione ayeva il còmpito di sbarcare $ll vari punti della costa altre truppe destina te a devastare il territorio. Gli ammirag! i inglese e francese , informati di questo movimento, lasciati colle loro navi i paraggi cli Zante, andarono incontro alle divisioni turche; ma qu1~ste, vedute le forze imponenti degli alleati, rientrarono a Navarrino_. Il 20 ottobre ,f 827 combattevasi quella celebre battaglia di Navar., rino ( 1) che doveva decidere della lil~ertà greca. · , Fu decreto .di Dio: L'Inghilterra non voleva la distruzione della flott.a turca che faceva del Mar Nero un lago Russo . Navarrino doveva rendere più tardi inevitabile la campagna cli Crimea. Ma intanto, m.entre lord Codrington veniva biasimata', mentre veuivagli 'ingiustamente to.lto il comando, la Grecia, rassicurata sui propri destini, poteva darsi alla ricerca eh un goverllo sol ido e rispettato che fosse base .e sicurtà delJa riacquistata indi peucleuza. Si trattava cli fondare uno Stato indipendente in una terra di schiavi, 1
(I) A Narnrri no moriva Santorre Santarosa,
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RIVISTA 392 di creare una nazione là dove erano soltanto istinti di nazionalità. Capo d'Istria giunse a Nauplia salutato con grande entusiasmo, ma, in realtà, i partiti erano ancora di visi. Nonostante il presidente giunse ad organizzare un'amministrazione abbastanza regolare creando dal nulla un esercito e una marina. La Grecia si rico<,titniva dichiarando che non si sarebbe mai rassegnata a rientrare sotto la dominazione dei Turchi. Mabumd, dal canto suo, si ostinava a difendere i · suoi diritti sugli Elleni. Soltanto la forza delle armi poteva ormai assicurare la esecuzione del trattato di Londra . Il Sultano, ridotto a mal partito, spiegò lo stendardo del Profeta e si mise alla testa delle truppe. Intanto a Tolone si preparava una spedizione francese: essa partì da quel porto il 17 agosto 182.8. Il 30 due brigate sbarcarono a Corone; la terza giunse i.I 16 settembre. Le truppe egiziane, per una convenzione passata fra il vicerè e l'ammiraglio inglese, rientrarono in patria. I francesi s'impadronirono ben presto di Modon e di Navarrino; quindi, attese le gelosie dell'Inghilterra, ritornarono in Francia. Un protocollo stabi lì allora che la Grecia avrebbe formato uno Stato indipend~nte ; che la sua frontiera a occidente sarebbe _tracciata dall'imboccatura òel fiume Aspropotamus fino a quello dello Sperchius; che l'isola di Negroponte e qualche altra isolett.a vicina le avrebbe appartennto e che il suo governo sarebbe stato monarchico ereditario. Capo d'Istria, sospettato a ragione di voler fare della Grecia una provincia russa, venne ucciso a tradimento. Subito dopo il Senato di Nauplia nominò un governo provvisorio composto di A~Otitino Capo d'Istria, fratello dell'ex. presidente, di Colocotroni e di -Coletti. Ma i torbidi riprincipiarono presto. Un'altra assemblea formata specialmente di Rumeliotti si riunì in Argos e Ja Grecia piombò in una nuova anarchia. Finalmente il 7 marzo ,1832 un secondo protocollo nominava re il principe Ottone, secondogenito del re di Baviera. Allora una nuova assemblea di tutti partiti, riunitasi a Nauplia, riconobbe il re Ottone; poi si occupò nel gettare le basi di una costituzione definitiva dello Stato. Il sovrano sbarcava a Nauplia il 6 febbraio 1833. Egli aveva appena '18 anni. Subito dopo l'arrivo, tre bavaresi, Armansperg, Maurer ·e Heicleck formarono la reggenza che doveva governare in nome del re durante la sua minorità. Questa reggenza non comprese il carattere greco, dilapidò le finanze, si fece odiare dal popolo. Ciò cond~sse ,ad una
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cospirazione che si manifestò colla rivoluzione del ,1843 alla quale si unirono le truppe. Il re dovette rinviare i tre bavaresi e chiamare al governo un ministero presiednto da Maurocordato: quindi, fu convocata un'assemblea naziona le e per la prima volta dopo, la conquista romana, la Grecia riprese la dignità di vero e serio governo legale. La costituzione del ,18U., segnò un gran passo nelle libertà popolari. Ma i ministri cominciarono a prestar mano ad atti illega li; si giunse perlìno a dubitare della loro complicità coi più famosi briganti che, in quell'epoca, infestavano il paese. Brigantaggio, insurrezione, · ammutinamento per le paghe ritardate ai solda,ti, rappresentarono in breve lo stato normale delle Grecia. Sorte nel 1853 le prime querele fra la Russia e la Turchia, i Greci videro in ciò un'occasione propizia per la realizzazione della « grande idea : » unire la Tessaglia e l'Epiro alla patria . Le ai:rnate russe passavano il Pruth nel giugno del ,1 853 e i Greci si accinsero a invadere la Turchia . Malgrado il governo fingesse di disapprovare il movimento, numerose·bande d'insorti recavansi alla fronl.i era; tanto che Francia e Inghi lterra riputarono necessarie energiche misure per impedire un'alleanza formale fra la Grecia e la Russia. Nel maggio ·1854 una flotta franco- inglese stanziò ,al Pi reo restandovi fino al febbraio 1857. Il re dovette cambiare il ministero e promettere solenMmente « di osservare .la più stretta neutralità verso i Turchi » . Nel •186;;i una formidabile rivolu zione cacciò re Ottone dal trono. Questa rivoluzione era stat.a evidentemente inspirata da quella it.aliana ,1859- 60-6'1. Il popolo greco simpatizzava per la causa italiana mentre il re non na;;;concleva le sue simpatie per l'Austria. Da q·1i le prime osti lità popolari che scoppiarono poi in aperta rivolta quando il governo, per sostenere una candidatura della Corte, osò con rninaccie impedire la elezione qel vecchio patriott.a Cauaris. Nel febbraio ,186~ la guarnigione di Nauplia si ammutinò; in ottobre, . profittando della lontananza _dei sovr"ni dalla capitale, le truppe di Atene si ribellarono. Fu costituito un governo provvisorio che proclamò la decadenza di re Ottona. Allora Francia, Russia e Inghilterra scelsero un'altro re per gli Elleni nella persona di Giorgio di Danimarca. Una nuova costituzione veniva approvata nel 1864, anno in cui gli Inglesi trasferirono alla Grecia il possesso delle isole Ionie. Nel ,1866-69 le insurrezioni dei Cretesi provocarono un'altra volta l'intervento d'Inghilterra e di Francia . Nel ,1878, profittando della nuova guerra fra la Russia e la Turchia, i patriotti greci suscitarono una insurrezione nell'Epiro e nella Tessaglia, insurrezione che fu vinta facilmènte dai ~rchi. 1
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III. Nella sed~ta del ò lnglio ,t878 il Congresso di Berlino prendeva in esame l'art. XV del Trattato di San Stefano. Il rappresentante di Francia, signor Waddington, principiò col dimostrare come fosse necessario per la Turchia accordare qualche concessione alla Grecia, aderendo ad una rettifica delle frontiere. Secondo questo concetto, egli sottoponeva alle delibera1,ioni dell'assemblea , la proposta seguente : « Il Congresso invita la Sublime Porta a intendersi colla Grecia per una rettificazione di frontiere in Tessaglia e in Epiro; ed è di parere che questa rettificazione potrebbe seguire la vallata di Salambria (antico Penet>) sul versante del mare Egeo e quella cli Kalamata dal lato del mare Ionio. Il Congresso ha fiducia che le parti interessate riusciranno a mettersi d'accordo. Tuttavia le Potenze sono pronte a offrire la loro mediazione diretta verso le due parti i>. Questa proposta veniva energicamente appoggiata dal plenipotenziario italiano conte Corti. Il rappresentante della Porta Caratheodori · Effendi, negò, dal canto sno, alia Grecia il ~iritto di domandare aumenti cli territorio, espose che i movimenti·· insurrezionali del passato avevano avuto cause indipendenti dall'azione del la Turchia e che la Tessaglia e l'Epiro non desideravano di meglio che restar suddite del Sultano. Nonostante, il Congresso, dopo avere approvato l'articolo XV del Trattato di Santo Stefano, il quale stabilì l'obbligo d'introdurre nell'Epiro e nella Tessaglia un regolamento speciale adatto ai bisogni locali; persuaso da.Ile eloquenti ragioni esposte da lord Beaconsfielcl e. dal principe Gortcbacow, approvò la proposta Waddington che il solo rappresentante ottomano . dichiarò di respihgere mancando egli delle necessarie istruzioni. Il 5 ('17) luglio, la Grecia rivolgevasi alla Turchia chiedendo nominasse i- suoi commissari per delineare i nuovi confini. La Porta non rispose, ma si rivolse alte potenze dichiarando non esser disposta a nessuna concessione ; vivere la Tessaglia e l'Epiro fel ici sotto la dominazione ottomana. Rinnovata invano la sua domanda, la G·recia invocò, secondo i trattati, la mediazione delle Potenze. Il sig. Waddington prese l'iniziat.iva di questa mediazione; ma le cose si trascinarono in lungo finchè la Turchia procedette fina lmen te alla !lO-
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mina dei suoi commissari. Ma l'adunanza coi commissari greci non potè aver luogo e la Porta offrì più tardi un' accomodamento derisorio , - com'ebbe a chiamarlo il signor Wadclington - proponendo una insignificante rettificazione di frontiere in Tessaglia. Avendo la Grecia rinnovata all'Europa formale domanda di mediazione, le Potenze invitarono la Grecia e la Turchia a nominare i commissari rispettivi per riprendere le trattative. La prima riunione ebbe luogo il 22 ago$tO 1879. l)opo nove adunanze inconcludenti, i commissari greci domandarono ai turchi ·qual' era, in sostanza, la linea che avevano mandato di proporre, ma i rappresentanti · della Porta risposero non poterne proporre nessuna . ;La Francia dichiarò allora questi negoziati esauriti e, volendo concretare i termini che dovevano servire di base alla mediazione, propo~e un nuovo confine mediante il quale la Grecia, oltre guadagnare una discreta superficie di territorio in Tessaglia, acquista va Metzovo in E piro, posizione importantissima: dal punto di vista strategico, rinunciando a Giannina . Mentre questa propo$ta era oggetto di discussioni fra le potenze, la Turchia invitava la Grecia a riprendere i negoziali, proponendo una frontiera a triangolo avente per base \ma linea tracciata dal golfo cli Prevesa a qnello cli Volo in modo da lasciare queste due città al Sultano e senza entrare in particolari sul resto della frontiera. Non si concluse nulla . Prevalse allora una proposta di !<'rancia perchè si radunasse ùna' conferenzà degli ambasciatori residenti a Berlino. Questa conferenza si radunò 1'8 giugno ,1880· e dopo sette sedute, coadiuvata dalla commissione tecnica, adottava un tracciato, secondo il quale venivano lascit•ti. a me~zoclì Larissa, Prevesa, il lago di Giannina e tutti i · suoi allluenti, come pure Metzovo, che rimanevano acquisiti. alla Grecia. La Turchia, però, fino dalle prime sedute dichiarava che non avrebbe . abbandonate mai queste città, e il 27 giugno inviava la più forma le protesta. Il ·16 luglio le potenze mandavano a Costantinopoli e ad Atene una nota invitando i due governi ad uniformarvisi. La Turchia respinse ancora l'ingiunzione e dichiarando che per deferenza verno le potenze amiche si sarebbe indotta a fare concessioni alla Grecia, pregava aflìnc~è . i ra~presentàuti delle potenze estere avessero facilitato r1uesti negoziati. . La question montenegrina fece sì c.he passasse l'autunno del ·1 880 senza che le potenze potessero occupa1;si degli affari ellenici. Frattanto re Giorgio, dopo aver c'o mpiuto un viaggio attraverso l'Europa e aver espressi .i propositi del suo governo, tornato ad Atene, aveva spinto
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396 RIVISTA i ministri ad accelerare gli armamenti e a preparare il paese alla guerra. La Turchi.a, allora, con nota del ,t dicembre richiarry.ò l'attenzione. dell'Europa sulle misure bellicose.della Grecia domandando che le potenze cercassero influire sul governo di Atene affinchè rinunciasse ai suoi preparativi di guerra. Confidenzialmente poi la Subli me Porta si dichiarava ancora dispos,ta a qualche ristretta cessione di territorio, escluse sempre però le principali città dell'Epiro e della Tessaglia. Precedentemente a queste dichiarazioni, il governo turco aveva riunito buon numero di truppe in vicinanza della fronti era. La Francia, presa onco una volta l'iniziat.iva dei negoziati, propose u11 arbitrato. Le potenze accettarono di buon grado la propost1.1, ma nè la Grecia nè la Turchia sono disposte ad acconciarvisi . In un suo ultimatum la Grecia ha dichiarato non poter recedere <fai diritti accordatile da l trattato di Berlino e contare ancora sulla mediazione dell'Europ.a per ottenere la frontiera -intlicata dal trattato medesimo. I l 'governo del SuJt.ano, dal canto suo, ha, in data 14 gennaio ,t 88-1., inviata ~!le potenze una Nota nella quale fa notare anzitutto lo stato anormale della Grecia e !'ansietà che ne risulta per tutti, con:;lata che la situazione è irta di pericoli e che gli armamenti greci sono una sijda ai sentimeJ1ti di conciliazione da cui è animata l'Europa. Soggiunge che farà prova sino all'ultimo di pazienza e di moderazione, ma ove la guerra gli s'imponesse come un dovere, saprà compiere questo dovere con energìa. Conclude dicendo che il mezzo migliore per giungere a un riosultato pratico e soddisfacente è quello di aprire delle trattative fra la Sublime Porta e gli ambasciatori delle sei grandi potenze a Costantino poli; sperare che le potenze invieranno al ·più presto istruzioni in questo senso ai loro rappresentanti . Questa nota del governo turco venne inviata mentre le potenze si accingevano a proporre ii{fìcialmente l'arbitrato ad Aiene e a Costantinop~i. . La proposta fat.ta dalla Sublime Porta è stata accolta favorevolmente ed i ·governi europei sarebbero presentemente oécupati ad esaminare le condizioni relative alla prossima conferenza degli ambasciia'tori a Costantinopoli ; condizioni che, si dice, sarebbero le seguenti: segreto assoluto delle deliberazioni; ammissione del rappresentante crreco alla Conferenza; invito da farsi alla Porta d'indicare la nuova linea di frontiera che è disposta a concedere; invitare egualmente il governo ottomano a indicare i mezzi che intende adottare per trasferire il territorio da cedersi per la linea frontiera che potrà essere scelta; informare la Grecia ohe l'Europa non si- sentirà più a lungo ç)
397 impegnata verso di essa nel caso rifiutasse le decisioni della Conferenza. È ormai certo ohe la Grecia non accetterà la proposta di questa nuova forma di arbitrato che- potrehbe menomarle i vantaggi promessile col trattato di Berlino. Comonduros lo dichiarò francamente alla Camera nella seduta del 31 gennaio. La minaccia d'essere abbandonata dalle potenze è certamente molto grave pel governo di Atene; ma non è nuova e gli Elleni vi sono preparati . Il libro-giallo pubblicato testè a Parigi, .ci rivela che in una serie di, dispacci il signor di Barthelt1my Saint-Hilaire dichiara che la Francia, come pure le altre potenze, mentre non negano il loro impegno morale, non voglion'o essere trascinate in avventure, assicurando che l'Europa abbandonerebbe la Grecia a se stessa nel caso fosse la prima ad attaccare. Identiche dichiarazioni faceva il ministro francese alla Camera nella seduta del 3 febbraio rispondendo ad una interrogazione del deputato Proust. L'Inghilterra e la Germania tentano ora d'imporre categoricamente alla Porta una soluzione della vertenza ' in maniera da non discostarsi troppo dal tracciato stabilii~ nel Congresso di Berlino. I signori Goeschen e di Hatzfelcl, a cui ,credesi si aggiungerà il conte Corti, sono incaricati di questa missione. La Turchia sarebbe invit~ta a presentare un'ultima proposta sulla quale si domanderebbe il parere del governo ellenico. Ove la proposta venisse respinta, l'inviato tede;;co avrebbe facoltà di proporre un nuovo .tracciato accettabile da ambo le parti. A Costantinopoli e } cl Atene si ritiene che anche queste trattative falliranno e che le ostilità non tarderanno a scoppiare, giacohè se la Turchia ha quasi esaL1rite le sue risorse pel •mantenimento delle truppe, la Grecia si rovinerebbe finanziariamente ove dovesse restare ancora molto terppo sul piede di guerra . ESTERA
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IV. 1'11,tti, ramm ~tano quale sviluppo inatteso di forze mi.litari. per-: 1 mise ailla Turch~, durante Fultima sua guerra contro la Russrn, cl, conteueFe per molto tempo ia invasione .nemica. L'impero turco mise a.lJora in campagna un e~ercito di 750.,000 uomini. Esso compren-
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deva truppe di linea (nizam), riserva di linea (iohti;fat), truppe di landwher (1·cdif), truppe di landsturm {mt1,Stahfiz), e truppe irregolari (bachi-bazouks). Alla fine çlel la guerra restavano appena 120,000 uomm1 aggruppati in formazioni regolari . Le finanze erano in cattivo stato, e per quanto col rimpatrio dei prigionieri di guerra l'esercito aumentasse di numero, si dovettero licenziare molte migliaia di soldati. Al principio del ,1880 le truppe stanziate nella penisola dei ]3alcani ascendevano appena a HW ,000 uomini. La forza media dei battaglioni calcolavasi a ,\.00 uomini circa ; gli squadroni avevauo appena 50 ca,mlli e non esistevano che 50 cavalieri moutati . Vero è che le truppe rimaste souo le armi erano composte quasi interamente d'antichi soldati , rotti alle fatiche e alle privazioni. Nonostante la Turchia non o,sò in quel tempo invadere e conquistare la Rumelia come ne aveva il pensiero. Nella primrvera ciel •1880 ebbero luogo altri congedi: l'effettivo dei· battaglioni · si ridusse così a 350 uomini. Osman Pascià (il vittorioso di Plewna) chia_mato ai' minis'tero della guerra per riorganizzare l'eser. cito, non riusciva che a disfarlo . Un progetto di riforme present.ato da Nedjib-Pascià, fu da Osman ri.mandato al le èalende greche e il suo autore inviato a Creta . Non miglior fortuna ebbe un altro pro-.. getto clovutn al capitano del genio Dreyssé. Osman , surrogato da HasseinHusnà-Pa~cià, potè in pochi mesi rea lizzare progressi incontestabili. La forza dell'armata aumentò _nuovamente senza spesa soverch ia per l'erario e la organizzazione riebbe per base l'antica divisione territoriale. Così le forze furono divise in 6 Corpi, comprendendo in ciascuno 6 reggim(:)nti cli fanteria a 3 battaglioni; 6 battaglioni di cacciatori; ,i. reggimenti di cavalleria a 6 squadroni; 1 reggimento d'artiglieria da campagna a 12. batterie; infine l'artiglieria da fortezza e le truppe del genio. I sei grandi co1nandi furono stabi liti a Costantinopoli, Chumla, .:Monastir, Erzeru~, Damasco e Bagdad; città ·cbe divennero anche centri di regione per il reclutamento dei vari corpi. A metà giugno del ·1880 erano effettivamente sotto le armi e stan- · ziati· nelle varie provincie dell'impero turco circa 14-0,000 uomini, di . cui 100,000, con i,500 cavalli, nella penisola def Balcani e 40,000 in Asia e in Creta. I cento mila uomini della Turchia Europea erano co<;ì ripart.iti: 2.1,000 circa a Costantinopoli ; :2.6,000 in Tessaglia e in E piro, •I 0,000 ad Adrianopoli; '16,000 sulla frontiera montenegrina e 1:2,000 intorno a Salonicco. Queste truppe si dividevano in 45·j bat-
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taglioni (,12.5 in Europa e 2.6 in Asia), H 7 squadroni (93 in Enropa e M in Asia) , 83 batterie da campagna (7 1 in Europa e 12 in Asia), cui si agg1'.rngevano pochi distaccamenti cl'(!r.tiglieria da fortezza e di truppe del genio. Il servir.io sanitario e del treno mancava asssolntamen.te. I battaglioni di fanteria non avevano che il debole effettivo di 350 uomini, molti dei quali avevano già raggiunta l'età per passare nei redi{ (riserva) ; gli squadroni non avevano più di 50 cavalli. Il 24- giugno il genera le comandante ad Adrianopoli riceveva l'O!'dine di mobilizzare il suo corpo d'armata (i l 2°). Qualche giorno dopo vennero chiamate le reclute la cui incorporazione era st'aLa sospesa nei due anni precedenti per ragione d'economia e si ordinò che in tutta l'armata l'effettivo dei llattaglioni fosse portato a 800 uomini. Fu rinnncia_to· provvisoriamente a formare corpi particolari di red!if, ma fu disposto in vece per la creazione di battagl ioni cli mitstafr,tz compo'Sti di volont-ari. Una requisizione generale di cavalli fornì i quadrnpedi alla cavalleria e al servizio dei trasporti . Alla fine di luglio, notizie di Costantinopoli annunciavano che i :l'.25 battaglioni di fante!'ia (niza,rn) st-anziati in Europa avevano raggiunto il voluto effettivo di 800 uomini. Forse allora quell'assicurazione era prernat.ura, ma attualmente può ritenersi corne esatta, cosicchè la Turchia avrebbe nella penisola dei Balcani ·100,000 uomini di fanteria . Per la cava lleria l'e~èttivo d'ogni sqnadrone ha raggiunto ormai i ,ioo cavall i. La reqnisiziohe dei quadnipedi incontrava i più seri ostaco li non solamente nella penuria di animali , ma anche per il triste stato delle finanze. Quanto all'artiglieria, esistevano ai primi d'agosto 63 batterie montate, 2:'I batteria 'a cavallo e 7 eia montagna; in totale 9 1 batterie ciascuna a sci peizi in acciaio fuso . Nel settembre erano nella Turchia . Europea 79 batterie co11 un totale di Hl pezzi di tre calibri differenti. Gli arsenali contengono anche alcuni cannoni Krupp, varie mitragliatrici e un certo numero di cannoni Withworth. L'approvvigionamento delle munizioni è largamente. assicurato. Le truppe del genio sono addette ai lavori cli fortificazione intrapresi ad Arta e a Lnrissa presso la frontiera grer,a come pure sulle due rive dei Dardanelli. Le prime cli queste fortifi cazioni sono ora compiute. Furo~o aggiunti al geuio alcuni distaccamenti di pionie1·i d!i c,irnpagna, ~rù.~pa finora sconosciuta nell'esercito turco. L'artiglieria da for~ezza, di cui ·è difiìc ile valutare l'effettì l'o, possiede un 1batcriale eccellente. 1
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di munizioni e di viveri. Ai primi di dicembre e"sisteva in Giannina tutto quanto poteva occorrere .a 40,000 uomini per sei settimane. A Salonicco trovavasi una collezione completa di 25,000 vestiari nuovi. Alla stessa epoca le trnppe turche stanziate in Tessaglia e in Epiro erano valutate a circa 30 mila uomini, con 1,600 cavalli e 2,16 cannoni. La Tessaglia aveva meno truppe dell'Epiro. Le forze maggiori custodi vano Larissa e Giannina. Le trnppe erano e sono comandate da Hidayet-Pasciit che ha fama d'uomo energico (1). Egli ha spinto attivamente la formazione di corpi volontari . Riunii.e per circoscrizione di terri torio sotto gli ordini delt.loro capi tribù, queste truppe indigene sono destinate a custodire i passaggi che, ~ttra verso le montagne, conducono dalla Grecia in Tessaglia e in Epiro . Il governo turco spera trarre così 30,000 combattenti volontari ai quali si possono aggiungere gli 1,1,000 circa che vennero forniti dalle popolazioni prossime alla frontiera montenegrina . Intanto furono chiamati alle armi i red/4{ dell'Epiro e della Tessaglia, nonchè quelli del III corpo. Nello stesso tempo si è spintp con grande attività l'an uolamento delle reclute, si ~ono ordinate 60,000 uniformi d'inverno, si è perfezionato l'armamento delle batterie ai Dardanelli. La Porta ha deciso di aumentare fino a 4.2.,000 uomini l'effettivo delle truppe in Tessaglia e in Epiro ; le quali. truppe sarebbero sostenute dai 4,,1,000 volontari indigeni. Alla me!à di dicembre venne ordinato l'invio cli 1,000 quadrupedi e di 2,000 casse d'armi verso la frontiera greca, si decretarono le fortificazion i di Kono poti e di Peta, posizioni strategiche vicinissime al confine; si for mò a Kaksuli un magazzino · di materia le da guerra; si dispose infine per la sommersione di torpedini nel Bosforo e nei Dardanelli. Essendo l'armata turca completamente sprovvista di treno regolarmente organizzato, fu recentemente decisa la formazione di squadroni del treno addeui ai corpi d'arma i.a d'Europa, vietando con temporaneamente l'esportazione dei cavalli perfino da una provincia all'altra dell'impero. Notizie del 20 dicembre recavano che 13,000 uomini dovevano esser trasportati in Europa dall'Bedjiaz e dall'Yemen. Bisogna anche notare che do po la cession0 di Dulcigno, la Turchia ha disponibili le truppe già inviate nell'Alta Albania .
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A Larissa, a Metzovo. a Giannina furono stabiliti magazzini militari
Dervisch-Pascià fu nominato governatore generale dell'Epiro e della Tessagl ia, specialmente perchè molto popolare in quelle provincie. Un telegramma dello St.andard annuncia che, i quartieri generali del corpo d'operazione furono trasportati: quello di Epiro ad Arta e quello di Tessaglia ad Armyro. I giornali turchi assicurano che le misure militari saranno in breve compiute. Al servizio sanitario si è già pensato, in parte, aprendo ai primi di gennaio ,1881, un concorso per 100 posti di chirurgo mili tare. Si spinge con alacrità l'acquisto dei cavalli: una commissione speciale riunita a Costantinopoli si occupa nel comprare ·1,000 cavall i dai 4 ai 9 anni; altri 6,000 ne venanno acquistati per la cavalleria. Assaf-Pascià è andato nei Dardanelli a spingervi i lavori di for tifi cazione. Alcune corazzate turche incrociano nelle acque di Creta ,e di Volo. Notizie dell'8 gennaio recano che un gran· numero di torpedi·ni furono immerse nei Dardanelli allo scopo di chiudere gli stretti dalla parte del mare. · · Un telegramma del Journal des Débats, in dat.a ,1,1 gennaio , accennava che i Turchi innalzavano in fretta alcune fortificazi oni intorno a Domoco. Nuove batterie erausi inviate da Monastir. in Tessaglia e in Epiro . : È chiaro che la Turchia trovasi di già, rimpetto alla Grecia, in for te posizione di fensiva. Se ai 41,000 vofontari sui· quali il governo turco ·crede fare assegnamento n~lle due provincie che si prepara a difendere, si aggiuÙgono le truppe regolari che si è disposti ad inviarvi fino all'effetti vo di 42.,000 uomini e quelle altre truppe, ugualmente regolari, che vi si potrebbero concentrare eventualmente dalle altre provincie dell'impero; le forze combattenti che potrebbero riunirsi sul teatro delle operazioni ascenderebbero a 100,000 soldati. Mobilizzando completamente l'armata, la Turchia potrebbe, in caso dispe~ato, contare sopra una forza totale di 300,000 combattenti: Pare intanto si vogliano mobilizzare if10,000 uomini di cui ,135,000 coritro la Grecia, 25,000 di fronte alla Rumelia e 10,000 in Creta . · Notizie più recenti portano che ,11: battaglioni furono trasferiti da Scutari a Giannina. Anche le trnppe di Salonicco hanno ricevuti rinforz i. A Volo furono diretti vari squadroni di cavalleria. Nello stesso te.mpo si è messo mano a riorganizzare l'armata navale. La Turchia dispone attualmente di 7 fregate e di due corvette corazzate, di '" monitors e di '30 -irasporti a vaporè. Numerose torpedini 1
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{I) Pare che il comando supremo di tutto l'esercito d'operazione sarà affidato ad Ahmed h!Ùktar Pascià oppure a Osman ·Pascià, il vittorioso di Plewna.
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furono collocate nei Dardanell1' e nel Bosforo, come pure noIl e v1·c1· nanze delle rade cl i Smi rnr. e di Salonicco. . In Tessaglia la maggior parte delle truppe è concentrata nel campo ci, Domoco. Questo campo .venne formato in pr\:)viclenza cl'un'invasione greca attraverso il passo di Pnrka, provenendo da Lamia. La strad.i che qui attraversa la montagna è la migliore f;a quante conducono al confi ne greco-turco ; anzi è runica praticabile clal lato della Tessaglia. Il comando tu.reo ha fatto ~ostruire lavori in terra che padroneggiano quella strada m modo che I Greci, passando il confine, v'incontrer~bbero tosto ~I campo ottomano situato in posizione molio vantaggiosa per la difesa. In' Armyro vi sono tre o qnattro battarrlioui; in Lari~sa: t~oYasi, invece, u~a scar~a guarnigione composta spe~ialmeate d.art1gl,eria. Lungo la via cli c conduce nella valle di Tempe,· stazionano truppe numerose, certo per opporsi, all'evenienza , a un'insurre1,ione dui ~·,·cci o dei Ya!a_cchi i quali vi formano la maggior parte della popolazione. La cond!z1one delle truppe è infelicissima: non ricevono paga da vari n1esi; il vettovagliamento è irrerrolare- rr['impresari nou soddi$fat~i'. rifiutano ~i provvedere nuove dirrate.': le truppe: non eccettuati , moslems, rinomati per la loro abnegazione, principiano a mormorare ('I ). I battaglion i della Tessaglia sono formati in "Tan parte ~li 1\rab_i i. cr.uali.non hanno mai dimostrata molta clevozion: poi Turch1. L art,gl,er•a s1 mostra pi ù solida della fanteria ma mancano i ~oraggi pei ca valli, sempre perchè gl' impresari rifi n;ano le somministrazioni. In Epiro i battagl ioni sono pi ù deboli. Nell'Al bania, la Porta ha _ricevuto fi nora appena il 20 ¼ delle reclute chia mate sotto le armi. La Lega Albanese ha proibito pubblicamente agli Albanesi cli rinforzarn_ l'~serci~ del _Sultano. Essa dicesi pro1Ùa a formare battaglion i spec1ah e giura d1 non prestare ainto al Ca liffo se eali rifiuta all'Albania i diritti di una semi-autonomia. Quanto alle fo;zo turche nel1'.E?iro, sono esse concen.trate al ~ud di Giannina. P resso Pentipigadia s1 o formato_ ~n _vasto campo trincerato di feso da artiglieria pesante. Questa. locahta g1~~0. a metà ~tracia fra Arta e Giannina . Piccoli posti staccai.i sono stabtl1t1 nello vte viciniori che convergono a Giannina dal sud .e ~all'.est. Le a~1torità turche sembrano temere un auacco per parte dei Greci anche d1 fronte a Corfù onde sorprendere allo spalle 1
(I ) Militai· Wochen,btatt, del 2 rebbraio 1881. Dic n;rkische Ch'enn.
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irmee an, der griechischen
l'armata ottomana &tanziata ai confini, e però hanno collocato dell'artiglieria pesante sulle tre strade che dalla spiaggia si dirigono verso l'ovest. Il ·I O febb raio venne richiamata sotto le armi la prima classe riserva della guardia imperiale.
V. Mentre le guerre e le insurrezioni desolavano l'impero turco, la Grecia modificava le SllO istituzioni militari e nemmeno la soluzione 'pacifica data alla vertenza turco-greca nel marzo del 1878 bastò a rnllontare l'atti vità ,lei Parlamento di Atene riguardo alla riorganizzazione dell'esercito. Eransi già approvate due leggi fra cui importante quella sulle riserve straordinarie; ma si aggiunse bea presto un'altra. legge sulle misure militari provvisorie: poi, verso ottobre, altre sulla organizzazione delle truppe e sulla istruzione da impartirsi agli uomini <li 22, 23 e 2/~ anni . Con questi provvedimenti, la Grecia non aveva ancora sancito il principio del servi1.io militare obbligatorio e personale; ma il 2.7 novembre il Parlamento vota va una legge sul reclutamento basata appunto su questo principio; la quale, secondo i giornali greci - metteva a disposizione del governo 12.0,000 uom.ini d'esercito attivo e di riserva nonchè 50,000 guardie nazionali. Questa legge fu calcata su quella francese del 2.7 luglio ·1872 , rigettando naturalmente quelle disposizioni che male si sarebbero attagliato all'indole del popolo greco, e divenne .obbligatoria soltanto col 1° gennaio 1880 , dopo cioè che il censimento ciel 4879, potè fornire i dati per la compilazione delle liste di leva . Prima del 1879 la Grecia non aveva mai posseduto i registri dello stato civile. La guardia nazionale venne formata con legge provvisoria del •1879, dividendola in· guardia nazionale rnobile e in guardia sedentaria. La prima è in servizio regolare e si compone di ciuadini dai 20 ai 51 anno; lo seconda è chiamala in casi straordinari o si forma cogli uomini dai 18 · ai 19 anni e dai il'I in avanti (1) . Le guardie nazionali mobili pO$Sono venire incorporate nell'esercito attivo. La legge 1
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(1) P. A. MoumNIS, La Grèce telle qu' elie tlt.
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sul reclutamento ciel 2.7 novembre 1878 ('I) stabilì che ogni anno sarebbero state chiamate a sorte 8000 guardie mobili dai 2.2. ai 2.1~ anni che non avessero ancora servito nell'esercito; il che venne fatto appunto nel gennaio "879. La stessa legge provvisoria del •1879, richiamò alle prescrizioni delle leggi sul reclutamento del ,t83.8 e del 4859 secondo le quali i giovani dai 18 ai 2.4 anni dovevano esser chiamati annualmente all'estrazione del numero per servir poi per 6 anni di cui tre nell'esercito attiv,) e tre nella riserva. Questa riserva può esser chiamata sotto le armi in caso di bisogno. Vi sono riservisti ordinari e riservisti straordinari. - I primi sono quelli destinati a passare t.re anni in questa posizione, dopo ugual tem po passato "in attività; i secondi, a tenore della legge ·17 dicembre '1878 sono scel ti fra coloro che hanno compito i tre anni nella riserva ordinaria e fino al limite di 30 anni di età. Messe una voi ta in vigore queste leggi diverse, l'esercito greco contava alla fine del giugno ,f 880 una forza totale di i12.,80o uomini compresi 894 .ufficiali, "94 aiutanti e 11717 fra sotto-ufficiali e soldati. Aggiungendo a questa forza gli 11569 uomini della riserva strnordinaria e gli 8499 delle gua1·dia nazionale mob,ile, tenuto conto della forza necessaria per la gendarmeria, i depositi , guarnigioni, compagnie operai, infermieri ecc.; calcolate anche le perdite per malattie e diserzioni, rimane esatto quanto diceva il nuovo ministro della guerra Tricupis quando nel luglio dichiarava che la Grecia poteva, in 1;1.n periodo di 2.0 giorni, mettere iu campagna 35000 uomini in completo assetto di guerra . Questi 35000 nomini rappresentauo la forza di cui il .Governo ellenico avrebbe potuto valersi prima della mobilitazione; vale a dire li:11ita~d?si -~ ?hiat~~re semplicemente sotto le bandiere i contingenti d uomm, gia 1strmt1. Ma decretata la mobilitazione al 1° di agosto, l'effettivo andò subito ·gradatamente aumentando. Imperocchè avendo immatricolata una forza di circa 80000 uomini appartenenti alle sei classi della riserva, il Governo potè trarne abbondantemente da questa altri 10000, coi quali l'esercito ebbe una forza di' ,~5000 uomini. À questi si aggiunsero ben presto coloro i quali, pur non essendo ob. bligati al servizio militare, ·si arruolarono spontaneamente, nonchè i 1
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(1) Questa legge abrogò le disposizioni di quella in data 18 marzo 1877, la q~ale ,. con. . teneva disposizioni diverse circa la formazione l!!elle riserve straordinarie. ,
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volontari giunti da vari paesi d'Europa e quelli numerosissimi venuti dall'Epiro e dalla Tessaglia. Il 2. novembre 300 volontari giung6vano da Galatz; al 17, si contava che gli Epiroti arruolati nell' esercito greco ascendevano a 2500. I ter,ritori vicini a Suli, malgrado le preca uzioni prese dalle autorità turche, avevano dati numerosi disertori ai cacciatori greci stanziati in · vicinanza della frontiera. L'Egitto là l'Asia Minore avevano già fornito 1000 volontari; altri ne erano ginnti dalla Rnssia, dall'Italia e anche da Marsiglia. La convocazione dei riservisti già i:;truiti, lasciati provvisoriamente alle loro case, avr,1bbe bastato fio d'allora a raggiungere e anche àd oltrepassare la cifra di 60000 uomini stabilita dal decreto di mobilitazione. Ma bisogna notare che tutti i nuovi corpi di cui il decreto stesso prescriveva la formazione, erano già ordinati a novembre. Il ritorno dei renitenti e la continuazione degli arruolamenti prescritti, fecero oltrepassare sempre più nei corpi l'effettivo prescritto. È così che ai 25 novembre gli uomin i presenti sotto le armi ascendevano a 55073, compresi 1262. ufficiali e 6332 sotto-ufficiali e caporali. Da una partr il Governo rfouqciava a convocare i riservisti esercitati; dal l'altra, cercò le misure necessarie per mantenere sotto le bandiere gli uomini nuovamente arruolati fino alla cifra · di 60000 combattenti. Per riuscirvi, la Camern approvò si creasse il supplemento di quadri nécessario per bastare a un esercito di 80000 uomini. Si crearono quindi 1O nuovi battaglioni di fanteria e quattro nuove batterie da campagna. La Casa Krupp ebbe incarico di fornire . il materiale occorrente a Lre nuove batterie da montagna, a 5 nuove batterie da campagna e a d1ie nuove batterie · da posizione, con tutti i cassoni e vetture accessorie. S'i dette mano ad· un te1!}po ad aumentare i quadri della cavalleria. Per completare l'armamento deHe· truppe presenti e provvederne quel le di nuova formaiione ven- · nero ·Ordinati al.l'estero · 3'6000 fucili Gras e 9000 revolvet con 50 milioni di cartuccie Grass. ' La Camera in data 2 dicembre accordava un credito di 7. milioni e mezzo per acquisto di vestiario; verso la fine di qLiel mese, mettevasi all'asta in Atene l'approvvigionamento in viveri d'ogni natura per un esercito di 80000 uomini. È evidente dunque che, in caso di guerra , questa forza di 80000 uomini che il Governo sembra siasi imposto come limite estremo, sarà ben'armata, ben nu,trita; e bene ,equipaggiata. Le iuarnigioni dei principaJi centri miljt.ari vennero rinforzate. 1
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Venne anche iniziato il · trasporto delle truppe verso la frontiera, specialmente verso Lamia, divenuta il centro di un importante agglomeramentò di truppe. Il 3 o-ennaio '188,1 il Minigtero fece firmare al re un decreto che convoca~'a tutti i riservisti. Comonduros, presidente del Consiglio, dichiarò che il decreto stesso non sarebbe stato immediatamente eseguito; tuttavia furono dati gli ordini per preparare il ricevimento degli uomini. 11 •I O, veniva decisa la formazione çli un nuovo squa· drone di cavalleria e veniva comunicato alla Camera il decreto reale relativo alla com posizione dell'armata attiva. Conformemente a questa lègge l'esercito fu aumentato di 11 battaglioni; il reggimento d'artiglieria venne di viso in 5 battaglioni. L'effettivo dell'armata fu portato a 72350 uomini, non compresa .la gendarmeria. . Una t,rande rivista passata il 22 gennaio dal re nel campo di Marte in Aten"e eh.be il più grande successo. Erano raccolti circa ,10000 uomini, e la impressione fn ottima. Comandava il ministro della guena colonnello Mauromichalis. Dopo i recentissimi decreti che fanno asèendere· la forza dell'e.,,ercito attivo a 72000 uomini da por.t.arsi a 82000 colla chiamata ultima dei riservisti, l'esercito greco è così costituito - Fanteria - 3,1 battao-lioni di linea a ,i compagnie (questi battaglioni verranno portati a 40° quando sarà completa la formazi·one dei quadri) - 9 battaglioni cacciatori a 4 compagnie - Ca'Valleria - 3 divisioni di 5 squadroni ciascuna - A.rl!iglie1'ia - i battaglioni da 4 ~atterie ciascuna ( ogni batterìa ha 6 pezzi Krupp a retrocarica) - Genio - 3 battaglioni. Gli 82000 uomini sui quali la Grecia può fare assegnamento, compresi i volontari, racchiudoo,o elementi di valore diverso, cioè: esercito permanente formato dalle tre classi sotto le armi: le tre classi che furono chiamate straordinariamente sotto le armi allo scoppiare dei primi torbidi d'Erzegovina nel 1875, e che vennero rimandati sei mesi indietro: le prime e seconde categorie delle nnove leve. Di questi tre elementi, il secondo è il migliore e costituisce la vera falange sacra dell'esercito. E non a torto poichè i 25000 circa combattenti effettivi di cui si compone quella truppa rimasero tre anni alla frontiera turca bivaccando come in vera guerra, combattendo spesso contro . scorrerie turche o contro i briganti, sopportando tutti i disagi e le fatiche di una lunga campagna . La forza sarebbe numericamente così ripartita: Fanteria 57825 uomini . - cavalleria 2.956 uomini con 2.4-87 cavalli. - Artiglieria 6935. -
Stati maggiori 4.63il: . - Servizi generali 204 . - Servizio di sanità Trt1ppe d'amministrazione H 76 . - })oste e telegrafi ,18, Giustizia militare ,102. . - Gendarmeria 53il:3. - Servizio religioso , 32. . ·- Totale s ,1970 ('I). Il materiale è eccellente. La situ·azione generale delle armi al giorno d'oggi è presso a poco la seguente: 105557 fucili Gras; 2.565 carabine Gras; 32.23 moschettoni Gras; 234-76 fucili Chassepot, 4,12. carabine Chassepot; 5863 fucili Mylonas; 2.5 carabine Mylonas e 12000 revolver. Le cartuccie ammontano a 106,948,200 pel fuci le Gras; a M~,335,800 pei fuci li Chasscpot; a il:83,500 pei fucili Mylonas ; a 6,000,000 pei revolver. - L'artiglieria si compone di 72 pezzi sistema Krupp, calibro 7 c. 5; ·12. pezzi .di riserva Krnpp, calibro 8 c. 7; 36 pezzi di riserva, sistema La Hitte. ...:.._ senza contare i cannoni ordinati di recente, come già dicemn10, alla Casa Krupp per ie batterie di nuova formazione. L'approvvigionamento proiettili per cannoni è al completo.· I cavall i, non bastando le risorse locali, furono coniprati in Ungheria. Se ne hai:ino ora circa 3000. In questi giorni si fanne) compre per coù.1pletare la provvista dei muli . Gli effetti di vestiario esistenti nei magazzini; insieme con quelli recentemente ordinati , sono .più che bastanti ai bisogni. ' Per mettere al riparo l'arsen'ale cli Phaneromeni si lavora a un sistema di · fortificazioni destinato a difendere Prytallia e parte dell'isola I di Salamina. Il lato debole dell'esercito greco è senza dubbio il servizio dei trasporti. L'organizz.azione attua~ è completamente insufficiente e tut.t.i temono che, al momento di una dichiarazione di guerra, debba riprodursi il fatto del 1878 quando il generale Soutzo si trovò imbarazzato per mancanza cli provvigioni dopo aver , marciato per ,1:z chilometri sul territorio turco. Le difficoltà nascono anzitutto dal pessimo stato delle strade. Il Governo però se ne preoccupa e prevedendo che i trasporti dovranno esegnirsi , pilt che alti·o, a dorso di mulo, cerca di acquistare almeno 6 o 7000 di questi animali. Quanto alla mancanza di organizzazione nei servizi d'intendenza, · segnalata da vari giornali, cred iamo sia insussistente. Dicemmo ?i~ essersi passati i contratti per l'approvigiorn1mento di 80000 uomrnt per la durata eventuale della campagna; i personali d'intendenza delle
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(1) Times del 13 gennaio.
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sussistenze e delle compagnie operai sono organizzati secondo la lerrO'e sulla mobilitazione; si penserà ora a riunire i veicoli <• i quadrup~di per i trasporti . Quello che manca è, piuttosto, un sistema razionale di vettovagliamef!to secondo le regole della moderna logistica ed è a questo che il ministro Mauromichalis dovrebbe pensare. Riguardo alla marina, la _Grecia non possiede che una fregat.a in legno, · Kellas, due corvette corazzate Re G'iorgio e Regina Olga, un yact rea le Amfitr·ite e 4 cannoniere di poca importanza, nonchè altre due che si costruiscono in Inghilterra e che porteranno un cannone Krupp da 27 centimetri. A questa flou.a saranno aggiunte fra breve barche torpediniere già ordinate all'estero, insieme con 425 torpedini Whitehead. Ogn i nave da guerra .sarà munita di lancia-siluri. La forza della marina è quasi al completo. L'uso delle torpedini è studiato attentamente dagli ufficiali e dalla ciurma. L' uso delle torpedini sarà di grande vantaggio per la Grecia giacchè è per essa il. mezzo migliore onde difendere i suoi porti quasi tutti esposti al nemico. Nauplia è il solo punto . passabilmente fortificato. In questi giorni "i è dato l'ordine di ampliare que~te fortificazioni, di erigere batterie sulle colline di Muchynia e di Pryttalia noncbè di erigere opere d'arte e impiantar cannoni per difendere i due ingressi della rada di Salamina. Il più importante sarebbe di proteggere il Pireo e d'interdire l'accesso al golfo di Lepanto . Si provvede adesso con fortificazioni difese da batterie da costa e colla immersione delle torpedini. È difficile valutare qu~le potrà essere approssimativamente la forza d"un'armata greca d'operazione destinata a passare la frontiera. Attualmente si farebbe assegnamento su 30000 uomini :;;ufficientemente preparati . Qursta cifra si accrescerà senza dubbio fra non molto. Intanto si annuncia che buon · numero di ricchi greci ha sborsato somme considerevoli per organizzare un corpo volante destinato a promuovere la insur:ezione nell'Epiro e nella Tessaglia. Quest'ultima notizia. è molto importante giacchè è indubitato che un corpo autonomo e scelto di volontari potrebbe essere di preziosissimo aiuto all'esercito regolare impegnato al di là dei confini. Intanto un decreto del 7 feh.hraio ha chiamato in attività le guardie · nazionali del regno dai 3 1 ai 40 anni. La chiamata comprende ,113993 uomini; forza non disprezzabile e di cui una parte potrà essere un ausiliare prP,zioso per l'esercito attivo. Un altro decreto del 5 stabilisce la forza totale delle truppe regolari attive a 82824 uomini.
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Esaminato così succintamente il parallelo delle forze militari dei due Stati avversari, cc,nvien dire essere · opinione generale che i Turchi possano resistere ad un'invasione greca, ma non sieno in grado di attaccare la Grecia. È egli vero? pna corrispondenza del Daily News da Atene accennava di recente ritenersi nella capitale greca che i Turchi non potrebbero disporre per un attacco che di 15000 uomini privi di viveri e di mezzi di t1:asporto. Queste previsioni sono evidentemente troppo rosee. Vedemmo già che la Porta potrebbe successivamente inviare sul teatro d'operazioni fino a 100000 uomini di truppe regolari, cui si devono aggiungere le irregolari. Inutile ffire assegnamento sul pessimo stato in cui trovansi i Turchi riguardo alle paghe, alle sussistenze, al vestiario, imperocchè la gtierra russo-turca ha insegnato ahpastanza come sappiano battersi gli Ottomani, anche in simili condizioni', quando · sono eccitati dallo spirito di religione. La sproporzione quindi è evidente; ma la stessa corrispondenza del Daily News afferma che gl i Elleni possono contare sulle popolazioni cristiane tes/ale ed epirote che insorgerebbero appena vedessero l'uniforme greca. • Quest'ultima affermazione ha bisogno di' un po' d'esame, e per giudicare con sicurezza 'se e q Lrnnto essa è ·nel vero, conviene ricordare brevemente l'ultima insurrezione Dvvenuta in Tessaglia e in Epiro, quella del· ,1878, d~~ che le vittorie russe avevano lasciata la Turchia lacera e sfinita. Allorchè la colonna del generai Soutzo la quale, formata di forze regolari, aveva, per ordine del Governo, oltrepa5sata la frontiera con propositi bellicosi, fu impossibilittta a procedere nel territorio turco, dov'era penetrata, per il cattivo stato delle strade, per · la mancanza dei trasporti e per qualche ragione ancor più potente ( 1); il popolo greco protestò contro quella ritirata che si · credeva ignomm10sa p~r 1
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(l) Le proteste dell'I':uropa e specialmente le minaccie della Francia la_quale avvertiva che avrebbe occupato il Pireo.
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RIVISTA 410 la patria o bande di volontari si mantennero uel territorio nemico attaccando e fugando le bando dei Basci-Buzuch . Due comitati centrali, formati a Corfù o a Santa Maura, aiutavano la insurrezione alla quale il Governo greco prestava nascostamente soccorso. Un Italiano ('I) reca tosi in Grecia per combattere in favore di quel ,popolo, e che tanto in breve tempo si distinse da meritare il comando dello schiere· rivoluzionarie in Epiro, ha confessato in un'opera molto interessante (2) che, recandosi in Tessaglia e in Epiro, i volontari · greci non andavano ad aiutare una rivoluzione come Garibaldi in Sicilia, ma bensì a p?·omuoverla, a {omenta1·lci e elle per qLtanto le idee di patria, di libcrLà, di 1:eligione sieno leva potente, esse perdono il loro valore allorchè si indirizzano a popol i in cui la schiavitù e l'ignoranza hanno quasi assopito ogni umano sentimento. La forza materiale è l'unica cosa che rispettano e che li può trascinare sul campò di battaglia. · Per quanto il comitato di Corfù avesse assicurato che, appena sbarcati in Epiro, i volontari greci avrebbero trovato centinaia d'incligeui da vestirvi ed armarvi, non fu incontralo nè un uomo nè una guida. Entrati in Tcinka , villaggio abitato da rajà, i Greci furono accolti con grande freddezza. Da Dibri, dislretto cristiano, avrebbero dovuto giungere rinforzi ; ma pochissimi si mostrarono. l?azu l-Agà, fo rtifièavasi nel suo konak di Karalibey o accennava a difendersi. Si volle parlamentare e si perdettero così vari giorni durante i quali i rari abitanti cli Dibri elio avevano raggiunLo i volontari, dopo aver ricevute delle eccellenti carabine inglesi, se no erano ripartiti promettendo di ri voluzionare tutti i distretti cristiani cui appartenevano, sema che se ne avesse notizia più mai. I volontari conquistarono il konak di Fazul-Agà - impresa non molto difficile - e nello stesso giorno s'impadronirono anche di Diaska. Pochi giorni dopo, quando si trattava d'inoltrarsi per proseguire con vigore la campagna, i capi principali elci volontari, con scuse diver.;e presero altre vie coi loro uomini dicendo volere agiro per proprio conto. Così le forze si assottigliarono; i distretti cristiani non mandarono un uomo e la colonna principale dei volontari, dopo essersi battuta con molta bravura a Licursi contro 3000 nizam e ·1500
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regolari, dispersa, inseguita, si dileguò cercando ciascuno di raggiungere la spiaggia e di là guadagnare Corfù. Stefanos, uno degli eroi dell'iusurrez:ione, raggranellati una cinquantina d'uomini , principiò la sua ritirata auraverso l'Epiro, una ritirata degna di poema. Peonazzi <:d altl'i si salvarono a Corfù. ì\'asso-Pino - l'eroe della montagna potè salvarsi anch'egli e, confiscategli le capanne o gli · armenti dal governo Lurco, vive ora meschino a Santa Maura. Gino Gonfalonieri conte di Conturbia, giovine e prode italiano, moriva a Licursi. L'Italia e la Grecia possono unire il suo nome a quello di Santorre Santarosa. Prima della battaglia di Licursi le popolazioni mussulmane dell'Epiro si erano levate in massa per sch iacciare lo coionne grech~, senza che le popolazioni cristiane accennassero a muover~i. Nulla di meglio in Tessaglia. Anche colà le popolazioni cristiane erano rimaste indifferenti; e lo bande di volontari greci, non aiutate, erano rimaste facilmente sconfitte o disperse. Il norno di Grecia non aveva dunque potuto svegliare i cristiani dcll'Epiro e della Tessaglia; lo stendardo della croce non era riuscito a trascinarli alla lotta; nulla avevano potuto le au rattive della ·libertà e dell'indipendenza. Può darsi che le popolazioni cristiane delle due provincie non si muovessero allora per mancanza cli fede nelle scarse forze dei volontari; per la sicurezza, cioè, che il movimento non sarebbe riuscito. L'effetto sarebbe forse diverso quando l'esercito greco oltrepassasse la frontiera e forze regolari, numerose e bene armate chiamass01·0 i Tessali e gli Epiroti alla riscossa ? Giova sperarlo.
VII.
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(1) Il conte Luigi Pe nnazzi. . (2) La G·recta moderna e la ,·tvolu.tione epi?-ota e tessale del 1878. - Mila::o 1879. -
11atelli Treves, editori.
In prospetliva di una gm'l rra noìr sarà inutile una succinta descrizione dell'Epiro e della Tessaglia; provincie poco conosciute anche dai viaggiatori. L'Epiro ( 7000 miglia quadrate con 450 mila abitanti) ha per limiti dalla parte della Tessaglia, sommità celebri quali il Pindo ecl il Pelio; dal lato del mare ha una barriera selvaggia nei monti Acrocerauni, battuti da continue tempeste. I porti principali sono Parga, Butrinte, Salagora, Preve~a ed Aulona. Le flotte possono bloccare quesLi porti,
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• RIVIS1'A 412 sbarcare delle truppe senza che gli assalitori possano impadronirsi del paese e neppme oltrepassare la catena delle roccie. La provincia si trova divisa in tanti piccoli cantoni che ~i amministrano da loro stessi, comunicando semplicemente col pascià incaricato di riscuotere le imposte per la Turchia. Le diverse catene di montagne di cui è irto l'Epiro hanno servito a 5tabi lire questa infinità di distretti che hanno tutti la loro fisouomia particolare, il loro c.arattere proprio e che non è facile sottomettere a governo regolare. · All'ultima frontiera dell'Epiro si trova Met~ovo, il focolare del fanatismo greco . 1 tre fi umi principa li dell'Epiro sono l'Aspropotanos , !'Arta, la Vo'iousca. L'Acheronte percorre una gran parte dell'Epiro e gira intorno alle montagne di Su\ì per poi gettarsi nel mare. Scendendo al sud di i\'letzovo si trova la vallata di Sarrina cni si accede per quatlro strade. ,Il cantone di Sulì, che ha una fama storica e che fu immortalato da Marco Botzaris, è di_accesso difficilissi mo: è una vera rete di gole, di mont<1gne, di Termopili, un laberinto inestricabile in cui solamente gli abitanti del paese possono raccapezzarsi. Dietro i monti che servono di riparo a questo eroico cantone trovansi Paramitia , Parga e Butrinte. Non si devono di menticare i monti Agrafa riguardati come i più inaccessibili dell'Epiro e che di venterebbero infallibilmente le Forche Caudi!1e dei battagl!oni che fossero tanto temerari da avventurarvisi. Tutte le gole dell'Epiro risalgono e convergono verso tm bacino interno donde scaturi.scono i fiumi •principali. In questo bacino, dominato' dalle scoscese vette del Pindo, havvi uu lago - il lago di Giannina - situato proprio nel centro del paese. La città lì prossima che Byron chiama il cervello della Grecia, non. è che una ruina. Essa dorme un· mortifero sonno nelle braccia della Turchia. Varcato il Drisko, Giannina si present.a spiegando, quale sciarpa multiculore, lungo le rive del· placido lago, le sue case variopinte. Giannina è più pittoresca di Atene perchè .si è conservata più turca. Nelle sue strade si alternano ca pr.nne di legno e case di pietra, facciate cilestri o di fango rossiccio; piene zeppe di una folla screziata che sembra uscire .dal cervello di qualche decoratore teatrale esube- · rante di fantasia (1). Sono Arabi, Asiatici, Bulgari e Zingari indiani. ·
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PBNNUZ!.
ESTERA 413 Gli indigeni sono Greci ed Albanesi che da un pezzo sarebbero padroni della città se l'apostasia non avesse giuato nel campo ne1nico 2.5,000 cristiani . Giannina è un campo chiuso dove lottano due civiltà o, meglio, due religioni. L'a vvenire ci dirà a quale delle due spet· terà la vittoria. È degno di nota che Giannina, la quale si trova nel centro delle montagne, non è tuttavia al riparo da \lU colpo di mano, attesochè i monti che , ]a circondano nascondono un'infinità di uscite sotterranee per le quali truppe d'invasione po_ss,mo sempre insinuarsi fino . nel ouòre del paese. La Tessaglia possiede come l'Epiro un gran numero di montagne di difficile accesso. Esse circondano un vasto bacino che nei tempi preist.orici formava un lago immenso. Ma prodottasi una fessura, le acque scolarono ·verso il mare, e il suolo, rimasto a:;ciutto e coltivato, è divenuto di una fertilità iper~wigliosa . Si trovano quindi in questa provincia .maggiori traccie di civilizzazione e cli cultura che nelle provineie vicine. Il territorio tessalo (9000 miglia quadrate con 350,000 abitanti) ·1ia per capoluogo Larissa. Altre. città principali sono Trikala, Tyrnovo e Vo lo. Vicino a Larissa è Farsaglia , celebre per la vittoria ripQrtatavi da Cesare su Pom peo . . Il carattere dei Te.ssali e i 101·0 costumi hanno molta analogia con quelli deglì Epiroti. Però gli abitanti delle rive ciel Pindo sùno più indomabili d} quel li che occupano Volo e Larissa . Più si avvicinano :i_l mare, Te_ssali ed Epiroti perdono i loro istinti di ferocia e diventano più socievoli e umani. Sarebbe impossibile negare che, s,Pecialmènte nelle . città principali dell'Epiro, alita lo spirito greco. Giannina · specialn1ente, è ancora il serbatoio· della :::cienza el lenica . Il sonno ch'essa dorme è sonno po. litico, poichè, all'infuori della politica, l'elemento greco ha per sè ~utto; sopra o?n_i cosa, la_ vi_ta d~ll'intelligenza . Ii T111'rco percepisce I~ imposte, amm1mstra e grnd1ca; 11 Greco reclama per\ sè la facoltà eh jnsegnamento e di sttidio. È così che, a poco a poco, l'ellenismo. pènetrerà nei distretti come ha penetrato nei centri . Intanto è solar mente dai centri epiroti e forse da qualcuno dei centri tessali che l'esercito greco potrebbe s~erare qualche serio aiuto oltrepassando la ·Jron~ierà.
Opera citata.
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415 dei Pari . Le sottoscrizioni erano aperte in tutte le città, a Parigi, a Londra, a Ginevra, a Milano, a Firenze. I doni piovevano da ogni parte. Le donne pit\ · distinte per nascita, per spirito, per beltà andaYano di porta in porta, nei saloni, negl i studi degl i artisti e nelle officine reclamando l'obolo per la Grecia . In tuLta Europa si ballava per la Grecia , si cantava per la G-recia, si facevano lotterie per la G·recia e per la prima volta, fo rse, si videro un'i nsurrezione e una lunga guerra sostenute soltanto dai doni dei privati . Ora la situazione è diversa. Per quanto la causa greca possa ancora inspirare forti simpatie, è innegabile che l'entusiasmo mantenutosi vivo in Europa dal 182 1 al ·1832. in favore degli Elleni non trova presentemente riscontro in nessuna pubblica manifestazione. I governi europei non hanno più, come allora, lo stimolo dell'opi. nione pubblica; ma sono e si mantengono liberi di appigliarsi al partito "pi ù consentaneo ai loro interessi; e questo partito è l'inerzia. Un secondo Navarrino, oggi, sarebbe impossibile. Nella stessa Grecia le disposizioni del popolo sono molto cambiate. Un regno greco, sia pur piccolo, esiste e vive di vita propria; la schiavitù di un tempo è appena un ricordo; il benessere sociale si fa strada ; i commerci" si amp liano; l'istruzione si diffonde; la libertà sorride ed è feconda di continui progressi. Certo, l'Ellenismo, ossia l'unione in un sol corpo di cinque o sei milioni di Elleni e di Albanesi ellenizzati che popolano l'Europa e l' Asia anteriore, è ancora una generosa aspirazione che fa palpitare il cuore di ogni Greco. Data una campagna, la Grecia faril. il suo dovere; il popolo tutto seconclerà lo svolgersi della lotta; mo. è dubbio se ciò avverrà coll'entusiasmo, coll'abnegazione, . collo slancio selvaggio che caratterizzarono la prima guerra di risurrezioni). D'altronde, anche la situazione mi'litare è ora diversa. Se loua av.viene, saranno questa volta di fronte forze regolari secondate da una parte e dall'altra da schiere volonta rie; ma il nucleo sarà for te e serio. Se la Grecia fida nel proprio esercito, ed ha ragione di fid arvi, non conviene disconoscere neppure che le truppe turche d'oggidì fuon sono più quali erano nel 1si,1 (1). La guer·ra russo-turca informi. Ma, a parte queste considerazioni, non possiamo che far voti afESTERA
VIII.
C'è chi vuol p_arago~are I~ s!tuazione attuale dolla Grecia con quella d_el ,J 821 . ~ ffrettia moc1 a dichiarare che questa si tuazione è essenzrnlmente diversa. L_a_ rivo_lta d~I •t_ 82f trovò la Grecia invasa dalla barbarie, schiava, a:v1hta. La m1geria era al colmo, gli Elleni non conservavano la vita che per maledirla. Vivere in quel modo era pe1mio che morire. Lo spirito della ri~el lione era entrato noi popolo e"'bastò un cenno perchè l'incendio divampasse. D'a ltronde i 40,000 uomini di Alì Te~elen, se non erano Greci che in picéolo numero, ·combattevano contro ti sultano ed er~ quella una forza ragguardevole su cui potevasi contare . La Grecia fece sforzi inauditi di valore; ma la sua fortuna precipitava a Missolu11gi. Vero è che, disfatto Alì , non restavano al paese che le sole forze insurrezionali. Tuttavia so Navarrino non era la Grecia non sarebbe. Ora, Navarrino fu vittoria· di Francia Russi; e_ Inghilterr~ i cui Gover~ì no11 avrebbero fotto sparare un s~l colpo d1 cannone m favore degh Elleni, se la opinione pubblica dell'Europa non ve li avesse costretti . La c_Iassc dei_ l~tt~rati; che .esercita sempre sì grande influenza, aveva fin da pnnc1p10 applaudito con trasporto alla risurrezione di quel popolo greco i cui antichi annal i infiammavano tutti i cuori . Non era sola mente l'idea politica che creava partigiani alla Grecia ma anche, e più f~r~e, l'idea _classica . Quando l'insurrezione parv~ soccombere, s1 st"8.bil1rono comitati a Parigi per riscattare dalla schiavitù lt: donne e i fanciull i greci che i Turchi vendevano sui mercati d! Smirne. e di Costantinop?li. L'opposizione liberale prese l'iniziativa d1 questa unmensa opera d1 carità. I poeti cantavano i Greci. Victor Hugo esaltava Canaris; Delavigne celebrava l'eroica cadut-a di l\lissolun_gi; Ga_y e Béranger ritraevano in strofe ardenti la lotta degli E1Jen1; la litografia. allora appena nata, la pittura, la musica il teatro popolarizzav?no gl~ avveni~ e~ti. e gli eroi di quella guerr~ i quali trovavano difensori ardent1ss1m1 nei giornali del liberalismo. Alla tribuna della Camera francese voci eloquenti peroravano la causa della Grecia. Chateaubriand elettrizzava con focoso parole la Camera
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(1) li Pouqu eville ci hn losci.ito una s tupenda ed esa ttissima descrizione di ciò che
fosso un'armata turca i n quell'epoca. Vedi Pouousn Lr.•. Storta del ntsorgtmrnto della Grecia. Voi. V. pag. 4 e seguenti.
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417
RIVISTA
ESTERA
fincbè la indipendenza ellenica si affermi e, affermandosi, riesca a raccogliere in un sol fascio quanti elementi greci ospitano le provincie dell'antica Etlade . ancora soggette alla Turchia. Non siamo noi Italiani risorti in vir.ttì del principio di nazionalità che possiamo veder di mal'occhio la risurrezione completa di una nazione che ci è sorella nella storia e nell'arte. Irriperocchè, pur riconoscendo nel popolo greco quei difetti di cui con tanto spirito e con tanta sagacia ha scritto Edmondo About (1 ), non si può a meno di riconoscerlo degno cli destini migliori; di essere, per esempio, colpiti da meràviglia nel vede.re, oltre tanti altri progressi, lo sviluppo portentoso preso in Grecia dalla pubblica istrnzr-0ue. Questa. smania d'i 3truirsi è innata nello spirito greco. Canaris, diventato uno degli uomini più gloriosi del suo paese, imparava u leggere dopo la guerra d'indipendenza: aveva 50 ~nni. In Grecia tutti vogliono imparare, farsi una posizione, migliorare il loro stato. Un regno così piccolo e che prima del 182 1 non aveva che rarissime scuole, ai primi del 11880 conta va,. colle isole Jonie, HOO stabilimenti di pubblica istruiione con 93588 allievi (2). TuHo ciò per poco pili · di Ùn milione di abitanti. In Grecia furono costruite in pochi anni cento mila case, messi a cultura parecchi milioni d'ettari di terre incolte; fondate tre grandi città (Pireo, Syra, · Patrasso), creata una marina mercantile di 6000 bastimenti, raddoppiate le esportazioni. Un popolo che mostra tanta vitalità ha diritto di avere spazio e luce per espandersi entro. frontiere più vaste. Già nel 1878 il :colonnello Grivas, che fu varie volte ministro della guerra·, credeva la gn~rra inevitabile, « La giLe1·1·e nous est necessaire - egli diceva al conte Pennazzi - nous n'avons 1·i en à perdre ·
Nè linguaggio diverso teneva il •I 5 gennaio il Comonduros, presidente del consiglio, parlando col corrispondente della Gazzetta di Colonia. « Qui sera'i,t mai ntenant assez f01·t pour Hcencier notre armée d.e 60000 homrnes? No tre rwine fì1ianciére n' en serait pas moins compléte, et une catast1·ophe inter"ieiL1·e d.eviendrcvit inevitable ".
Se )a guerra è. dunque decisa nei consigli del governo di Atene, debbono i Greci ricordarsi che la discordia fu, per il passato, il più potente dei l~ro. ntJmici. Nei fra ngenti più terribili della patria, essi non sep pero mai astenersi dalle meschine dissen:;ioni. Così fu nel •182.•I; così nel ·185-1- e nel 1878. Giacchè piace loro paragonare la Grecia al Piemonte, pensino che ['.Italia si è fatta per la meravigliosa concordia degli Italiani. Porre la salute della patria al cli sopra delle gare e delle gelosie personali: questo è il voto migliore che gli amici della Grecia possono fare per il forte paese degli Amanti e dei Klepti.
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et tout à gagnet·; nòiis sommes ab.çolur,wnt dans la posi,tion du Piemont en i848 et · en i849 ». Questa opinione è ora anche più radicata. In un colloqnici avuto pochi. giorni indietro dallo stesso _Grivas col corrispondet1te dello Standard egli dichiarava che la guerra è ormai co~a certa « La lotta è fatale- il colonnello così si e,;presse sarà una gue1-ra nazi onale bunga e sanguinosa, '{inchè la disunita E·uropa interverrà all'ultimo stadio. L'Ep'iro dfoer1·à teatro d'impre,.çe terribili, giacchè i;n qitella. provi,ncia la Tnrchia concentrerà tutta la resi.stenza pe1: salvare Giannina, i'tfetzovo e Pre,vesa ». (1) Aeour. La Gréce contemporatne. L1w11 S111ouN'I'. Opera citata.
(2)
C ARLO O SVA LDO PAGANI. .
IL BILANCIO DELLA GUERRA FRANCESE PEL 1881 I
Note complementari (~) ,
Il bilancio ordinario della guerra per Fesercizio ·1881, venne approvato dal senato francese nella seduta del 2 dicembre 11880. La discussione fu lnnga e vivacissima dal lato politico, e vennero pure trnttate le seguenti quistioni militari: soppressione dei cornzzieri; abolizione dei tambwri; cond!izi owi del reclutamènto dei sottufficiali-; uffi~ia,li assenti dai corpi; condizioni dei magazzini d' a1-redaviento regg·imentali ; razione ordinaria della truppa. Ecco poi quaJtto pro e
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contro ·venne detto da vari oratori relativamente a tali quistioni. L'onorevole Auclr-an de Kerdrel accusò il Farre di avere con l'abolizione dei corazzieri violata la legge dei quadri, la quale fa menzione di 13 reggimenti corazzieri, mentre 6 di questi ora non hanno più la corazza. Secondo l'oratore, l'utilità di tale specie di cavalleria non può esserti contestata nei combattimenti all'arma bianca; la coraiza 1
(1) Vedi 1<i11ista estera, ottobre 1880, 4NNO XXVI, VOL, I.
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RIVISTA 418 poi , se non ha un valore materiale assoluto di fronte alle attuali armi da fuoco, ne ha ccr_to uno morale considerevole, ingenerando nel corazzìere la fiducia di una quasi invulnerabilità! Il generale Robert insistette partìcolarmente sulla violazione della legge dei quadri . Il ministro Farre rispose che tale legge prevede è vero e stabilisce i quadri di tutto J'esercìto, ma non dà alcuna indicazìone sull'armamento dei vari'corpi di truppa --:-- cìtò iu prova alcuni reggin1enti di cavalleria armati cli corazza, che furono per lungo tempo chiamati carabinieri , benchè non avessero carabina! Egli d'altronde fu vivamente sollecitato a tali innovazioni dal comitato di cavalleria che proponeva l'abolizione completa dei corazzieri: malgrado ciò egli credette opportuno di procedere prima ad un esperimento. « lo <>re.io,, soggiunse, che coll'attuale « modo di combatl&re della ca'Vall&ria sia necessa1·i-O ridurre al mi" nim;U?n il numero de i, 1'eg gif1nenti sprovvisti di un'arma da fUOCO >J , Il marésciallo Canrohert biasimò vivacemente l'abolizione dei tamburi la qua le fil non soltanto itn erro•re, ma anche iin'·irngratititdine. Lo stesso sostenne il generale Robert il quale riguardò pure tale misura co,me una violazione alla fogge sui quadri. A questi oratori rispose il generale Parre avere proceduto in siffatta questione con la massima ponderatezza . I comandanti di corpo d'armata, interpellati in proposito, risposero unanirnameute essere oggidì preferibi le la tromba al tamburo, . sia perchè la prima si impara più faci lmente a suonare, sia perchè i segnali di tromba sono assai più adatti alla scuola cli cacciatori; inoltre i trombettieri possono venire armati cli fucile, ecc. Il generale d'Ancllau a proposito del capitolo IV del bilancio, portante nna maggiore spesa di 660,500 franchi in confronto dell'ana looo capitolo del bilancio 1880, per l'aumento cl(1i quadri dell'intendenza , fece aspre critiche. Ricordò come quando fu discussa dal senato la legge pel servizio di stato maggiore, il relatore del progetto cli legge, d'accordo con molti colleghi, proponeva di fissare a 400 il numero degli ufficiali destinati a tale servizio, tenendo specialmente conto del part\re dei generali Chareton e Billot. Il ministro della guerra invece si màntenne irremovibi le sul numero di 300 , ed é si1igolare, esclamò il d'Andlau, che si dia oggi all'i1itendenza qiiell'auniento di qitadr i che si volle rifiutare allo stato -maggiore. li generale Parre rispose al d' A.udlau che tale aumento era indispensabile e che d'altronde la Camera stessa ed il Senato lo avevano approvato, quando veniva discussa la legge supplementare pei crediti speciali sul bilancio 1880, nel luglio ultimo scorso. Sul capitolo VI il generale d'Andlau notando l'economia ri:;ultante
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, ESTERA
dagli incompleti quadri degli aiutantì ('1) di compagnia, parlò delle cattive condizioni del reclutamento dei sottufficiali . La legge del 1878, . disse, coll'abolizione degli aiutanti di battaglione e colla ·creazione di quelli cli compagnia, ha recato grave incaglio al reclutamento dei sergenti maggiori, che costituiscono uno degli organi più importanti della mobilitazione; nè ha raggiunto lo scopo principale propostosi dal generale Bore!, allora ministro, di avere in ogni compagnia uu vecchio sottufficiale, che fosse l'istruttore dei giovani, rappresentasse la tradizione ed il rego!amento 1 e coma ridasse la quarta sezione. .Difatti in pressochè tutti i· reggimenti , in luogo di . nominare. aiutanti i vecchi sottufficiali, che d'altronde sono rarissimi, si dà tale grado ai migliori sottufficiali, ai serge_nti maggiori, a rp!Clli che hanno maggiori proba. hilità di divenire ufficiali. I · nuovi · aiutanti dopo pochi m·esi lasciano pertanto il corpo, per recarsi aJJa scuola di S.t-i\faixent, e i reggimenti sono costretti a nominare sergenti maggiori cli 21 a 22 anni i qual i non hanno nè J'e5perienzà voluta, nè la necessaria autorità. Ad ogni congedamento di classe, aggiunse l'onorevole <l'Andlau, gran numero di sottufficiali lasciano le bandiere; essi se ne vanno perchè la legge pel . riassoldamento (rengagemem,t) non offre loro condizioni sufficientemente favorevoli, perchè sopratutto r.i lusingano cli trovare con facilità nuovi impieghi nelle carriere civili e nelle amministrazioni. Ma pochissimi sono i fortunati e molti invece i pentiti : e s.e la legge permettesse il riassolda,mento anche ai conged11ti, è molto probabi le che parecchi cli questi sottufficiali ritorner,ebbero sollo le bandiere, con vantaggio loro e con utile per l'esercito. Su qnesta questione il Farre si dichiarò dello stesso parere del d' Andlau; disse anzi aver terminato un progetto di legge sui sottufficiali , il quale verrà ben presto presentato alle Camere (2) . 1
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(I) L'adjudant è il prim o dei sottufficiali e 11el battaglione disim pegna lo mansioni che sono afn date presso di noi al furiere maggiore; nella compagnia l'a.djudant è il capo dei sottu fficiali e comanda la 4.a. sezione . Il sergent-,najor e i l sergent-(ourrie·•· corl'ispo ndono al nostro furiere e al caporale furiere; manca nelle nostre compagnie un sott'uflicia le co1·rispondente all'adjudant., (2)· Ecco il sunto di tale progetto: / È crea LO uno s tato dei sottufficiali: questi quindi acquistan o/la proprietà del gra do, che non potrà essc1·e loro tolta, se non in forma legale e previo consiglio d'i nchiesta . . . .. (disciplina) . 1 sottufficiali rimast.i in servizio per 25 anni, riceveranno una pcns1onc 11 cui muumo sarà <li 1000 franchi per gli aiutanti, 900 per i sergenti maggiol'i , 800 pei sergenti e 20 l ire in più per ogni campagna. La metà della pensione l'iversib ile alla vedova. I sot tufficiali commissionati (sono -quelli che ricevono un im piego nei corpi e amministraz1oui mi litari e civil i dopo 15 anni di servizio) saranno autorizzati ad ammogliarsi , alloggeranno fuori q ua~li ere e potranno dare le dimiss ioni. 1 Riassoldamenti potranno prendersi dopo_8 anni di servizio. dopo 18 mesi dalla prima partonza dal corpo, ed anche 3 mesi dopo terminato ifprimo o secondo ingaggio. .
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Il generale · d' Ancllau insistette poi par~icolarmeute sul.le vacanz.e nei quadri dei corpi di truppa, causata da lla abitudine cli destinàre numerosi ufficia li a servizi speciali, con patente danno dell'istruzione. Fra le di vere categorie di comandati , citò specialmente gli ufficiali assegnati ai volontari, qnelli distacca ti alle briga te topografiche, impiegati a ric0gn izioni statistiche e nella determinazione delle zone di tiro delle piazze forti; i comandati alle scnole di tiro, di gi nnastica, alla scuola zap patori a Versailles, agl i arsenali d'artiglieria ecc. Se a questi assenti si aggiungono gli arnma l_ati e quelli in permesso, il totale dei mancant.i costit1,1isce circa il quarto dell'effettivo; ciò evidentemente arreca_ al servizio un danno non trascurabile. Il generale Farre ! ispose essersi egli pure preoccupa to di diminui re, per quanto possibile, il numero degli ufficiali assenti; ma il bisogno cli. accrescere il corredo delle cognizioni pratiche degli ufficial i delle aÌ'mi di linea, specialmente per quanto riguarda l'armamento, i lavori cli campagna ecc. pone di neces3itit un lirpite a tale diminuzione. I l general_e cl'Andla1i parlò p·ure a lnngo del servizio di arredamento presso i reggimenti di fanteria. Egli disse che i magazzini reggimentali hanno oggidì acquistato uno sviluppo enorme, dovendo contenere non solo gli effetti destinati alle reclute e al consumo annua le, ma quelli anche per gl i uomini della riserva e dell'esercito territoriale. Tali nwgazzini comprendono attualmente un consiclere. volissimo stock di 10 a 12 mi la serie di arredi, i quali rappresentano la somma complessiva di 15 a 16 milioni! Tuttavia mentre i materiali in magazzino quaclruplicavansi, il persona le addetto a tale servizio rimaneva invariabilmen,te composto di 1 capitano, 1 sergente ed -1 caporale ed all'aumento di lavoro risultan te, anzichè provvedere le<>islativamente, si è ricorso al sol ito espediente di clestinarea ll 'arreda:ento ufficiali e graduati del le compagnie con manifesto danno del servizi~ ~ d~ll'istruzio~e _delle. truppe. A qne_ sto stato di cose anormale propose ti cl Ancllau cli rimechare colla i:reaz,one di un personale speciale d'arreclameiito. Il ministro rispondendo, ammise la necessità di provvedere al personale dei magazzini reggimentali, la cni gestione è fatico-si ,sima per l'enorme movimento annuale di effetti risultante dalle chiamate e congeclamento di riservisti e territoria li. Egli dichiarò pure essere d'accordo circa la convenienza di affidare intieramente ta li magazzin i al personale di ammini~t.razion~; ma prima cli · inoltrarsi per questa via, l'_on~revole ministro const1ltò in_proposito i coma~clanti di corpo i qwili s1 dnnostrarono poco favorevoli a ta le innovazione. Il generale d'Andlau ha terminato il suo lungo discorso spronando 1
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ÈSTERA
vivamente il mm1stro a provvedere al 1niglioramento dei letti niilitari e ricordando come l'approvvigionamento dei lei.ti nelle regioni cli corpo d'armata sia incompleto e molt\ soldati debbano dol'mire alla paglia all'epoca della chiama ta delle classi. ' Il ministro ha dichiarato avere già. in gran parte provveduto ,i t;hC questo· inconveniente non si . ripeta. , Il senatore Leone! ha fa tto alcune osservazioni sulla razione. Egli lw notato come l'at'ttlalc regime per le trnppe di t13rra sia, a causa della mancanza del vi no, alquanto debilitante con danno dc~lla salute degli uomini ed anche del paese, ora clic i'I servizio è obb ligatorio per tutti . .L'.onorevole Leonel: tenendo conto degli eccedenti annuali d'entrata elci bilancio , propose che nna parte di essi venga destinata . a migliorare la razione ordinaria . Con circa n mi lioni si potrebbe dare giorna lmente alle t.ruppe una razione di vino. Il ministro della guerra rispose preoccuparsi costantemente del miglioramento della razione, ma farvi per ora ostacolo l'enormità della spesa . Annunciò intarùo di aver posto allo st.udio nn progetto, per dare all e truppe una razione giornaliera di caffè. I_I rimanente della dif;cussione si aggirò su soggetti già trattati ,1lla Camera, ovvero fu cli carattere politico. L'intero progetto _di legge venne quindi approvato dal Senato senza alcuna mod ificazione delle ci fre proposte. N_ell'articolo già citato della dispensa d'ottobre 1880 abbiamo sta. biliti tal udi confronti fra il bi lancio del ·1880 e quello del ,188··1, tenendo conto, per l'esercizio 1880 dei crediti supplementari accordati colla legge del ,13 giugno nhirnò scorso . Siccon1e nuovi crediti su pplementar_i furono accordati con leggi del 17 e "9 luglio cd altri aÙcora approvati da lla Camera nella seduta del 18 dicembre, crediamo utile presentare nuovamente al lettore lo specchio dei crediti notati in ciascuno dei clue bilanci , a lìne di rettificare i suddetti confront1. L'annessa tabella indica come il bilancio ordinario del ,188·1 sia in~ feriore di fr. 8,73[>,730 a quello del ,1880; questa differenza però verrà senza dubbio diminuita dai crediti . straordinari e SLlpplementari che saranno rich iesti durante l'esercizio 188 1. Qnanto all'entità di questi non è ora possibile stabilirla: tutt"'1via pu_ò dirsi, se è ve1;0, come Jlichiarò il relatore del bilancio, che le. previsioni per il 188·1 sono state fatte con mo lta accuratezza, che l'aumento del bilancio del 1881 sarà inferiore a quello del '1880, il quale da fr. 567,98!~, :i-H, si è portato' in dodici mesi a fr. 579 ,Q,t 5,8 15. 1
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ES:t:ERA
RIVISTA .
TABELLA indicante I crediti accordati al ministro della guerra. nel bilancio ordinario del 1881 e confronto fra. questi crediti e quelli accordati nel bilancio del 1880. ·
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IL TRASPORTO DI CARTUCCE SULLA LINEA DI FUOCO
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2,463,700 2,461,200 Ministro ed amminis traz. centrale 805,000 805,000 MaLeriale de li·am m iuis traz. centl'11le 488,700 5~3,700 Deposito deJJ:, guen•a 23,901 ,0 79 23,396,040 Sta1i maggiori . . 40,179,224 .40,309.114 Gendarméria 19 1,259,891 rnl,469,4S)9 Sti1jendi 99 ,264,2 31 98,729, 5fJ4 Viveri . . . , . . . . . . · J 4,075,356 ,i, 154.,249 R i.scaldamento e illuminazione . 7 1,653, 3 3 I 74,098.99.2 For11igi . . . . . 12,253,282 13,81S,O·H Ospedali militari 9,484,824 1I ,7t6,760 Servi1.io di marcia·. 39,488,996 ,t0.315,0S2 Ar,redam euto e accampam ento 6,396,466 6,576,102 Letti milHal'i . . . . . . · · · 3,659 ,5 00 3,971,~00 Traspon i generali . . . . · . . . Rechitamento riserva e esercito ter860,500 866,960 r itol'iale . . . . 980 ,061 93~,690 Giustizia m ilitare . . . . . · . Rimonta ed equ ipaggiam en[ò . : , 15,1 82,961 ' 15,050,747 110,000 Requisizione ve tture e quadrupedi SLabilimenti e ooat<lri&le d'art1ghe' r1a e equipaggi . . . . . . . 16 ,850 ;49 I 16,705,786 5,265,114 5,192.406 Polveri e nitri . . . . . .· . , 20,000 Ahbattimeo10 dei bastioni di Sedan Stabilimenti e materia le del gi,n io I 5,127,000 15,131<,088 715,(;00 · Casnma della Visitazione a Nantes 3 ,798 ,21,8 3,865.801 Scuole militari 81S.034 816,315 Jn validi . . . . . . . · · · 1,282,405 1,278,105 Stipendi di non attivi tà e riforma 3, I 11,000 S,,11 1,000 Soccorsi . . . . . . 1,332,440 l,332,4oi0 Sovvenzioni. . . . . 300,000 300,000 Spese· segrete . . . . 6~0,000 Cas.,rma di Tourelles. 5,000 58G,667 39,772
od
'Esèrèizi s~actuti ·a~n~llati. Spese di esercizi chiusi . . . Totali
Dill'er. pel 1881 in confronto ,d el 1880
2,500 95,000 505 ,034 534,691
129,890 209,608 78,893 2,445,611 I ,059, 760 2,24 J,936 856 ,086 179,636 312,0 00 6,460
41,371 132,2 14 144,705 72,708
6 ,281 4,300
110,lioo
20,000, 11 ,088/ ,7 45,000 67,083
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570,280,085 579,015,815 1,443,8 I O I o, 179,540
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in meno 8,735 ,730
A Pietroburgo si ' è riunita nell'estate ·scorsa una commissione coll'inca1;ico di compilare un progetto di 1;egol~mento sul trasporto delle cartucce durante il combattimento. Non essendo aucora stabilito un tipo di carro a cartucce, la comrilissione dovette formu lare varie proposte· secondo i modelli. di carri in uso . Appena finite, le man.òvre di cavalleria presso Krassnoe Selo cominci.arono le esperienze. All'uopo una parte delle cartucce a pallottola fu tolta e sostituita, così nei carri a munizione come nelle casse da basto, da c.artucce a salve. Inoltre, per le esperienze del trasporto immediatamente sulla linea di fuoco, , furono p_reparati dei sacchi contenenti H~ pacchi, fissando per ogni cassone a 4 eavàlli 24sacchi e per gli altri '12. L'esperimento aveva un doppio scopo di: a) provare per mezzo di confronti l'attitudine dei carri e delle bestie da soma a sormont.are gli ostacoli del terreno ed a tener dietro alle truppe; · b) stabilire le regole pel trasporto delle cartucce sulla linea di combattimento. · Per soddisfare al primo scopo fu fotta eseguire una serie di movimenti dai carri e dalle bestie da soma sulle strade, pei campi e sui declivi ~i terreno presso Krassnoe Selo, Da questo esperimento si dedusse quanto segue: a) Rispetto a rapid·ità, di movimento e ad ag1J1volezza di sonnontare ostacoli sono da preferire i ca1:ri alle bestie da sorna, specie in sito piano e sulle stradç. · Cosl alla manovra esegui ta il '17 luglio i carri di cartucce e i muli addetti al 2° battaglione cacciatori della guardia partirono dal campo alcune ore dopo della truppa ; iJ battaglione venne a trovarsi stremo
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425 2° I cassoni, le· carrette e i trasporti a soma permanenti, Be si prescrive, di a~1ere cli questi nei reggimenti, si dividono in dne scaglioni : Il 1°0 scaglione è formato dalle carrette, dai traspbrti a soma e da nn cassone a · cartucce per ba ttaglionè. Se non si addottano le carrette e i trasporti a soma, il ·1° scagli on A è formato dai 2. cassoni per battaglione. Il 2. 0 scaglione è f9rmato dai rimanenti cassoni a cartucce. 3° Il ,1° scaglionç nei reggimenti di fanteria segue immediatatamente il reggimento, il '.2, 0 · scaglione segue in coda a tutta la colonna. 4° Il ,t O scaglione è sotto gli ordini dell'ufficiale addetto alle armi, 0 · il 2. di un ufficiale .scelto dal comandante del corpo. 5° Ogni battaglione ha due graduati conduttori a cavallo; inoltre presso ogni carro ed ogni due muli da .basto vi ha un soldato conducentè. 6° In rn:arcia i muli da basto vanno per quattro; nella formazione in ordine ristretto i muli da ba~to e le carrette a due ruote stanno dietro il reggimento in ,t~ linea, e i cassoni del ,t 0 scaglione stanno in 2.a linea; se i cassoni del 2. scaglione trovansi presso la truppa, essi si mettono in 3a linea·. La distanza fra le linee è cÙ . '10 a 15 passi . 7° Al cominciare ciel combattimento il ,t O scaglione si met.te, se è possibile, all'altezza dei carri da munizione d'artiglieria di ·1 • linea, al. coperto. · 8° L'ufficiale d'armamento, disposto 1\ suo scaglipne ne'! modo indicato e ceduto il comando al più anziano dei due conduttori'., si porta a dar notizia al comandante del reggimento del sito dove trovasi lo sc:iglione e. ne riceve gli ordini; sì nell'andata che nel ritorno egli e$amina la strada più conveniente pér far muovere le carrette e-d ,i muli. Le carrette ed i muli da basto possono essere riparìiti, d'ordine del comandante il reggimento, fra i vari battaglioni , e allora il còmpito dell' ufficia le d'armamento è dato ad un ufficiale d'ogni battaglioM. 9° _Se presso il corpo non trovansi nè éarrette nè trasporti a basto permane'nti, e il rifornimento di cartucce sulla linea di fuoco debba essere fatto con trasporti a basto provvisorii; allora , contemporan:eamente all'avviso del -1° scaglione, si ìncomincia a '~etterf\ le cartucce dai cassoni nei sacchi e questi vengono addattati sul basto dei cavalli di volata . Su ·ogni cavallo si mettono 6 sacchi e.on 24 pacchi per :ciascuno. Il collocamento delle cartucce nei pacchi può farsi, in caso di bisogno, anche durante la marcia.
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ES'l"ERA
di munizioni, tutti i carri al trotto giunsero in · tempo per fare ·1a distribuzione, r.nentre i muli non potendo muo:vere che al pass,o arri varono assai · più tardi. E così nella ritirata , avendo· ., avuto cognizione del sito dove il battaglione si sarebbe radunato, i carri poterono corrnrvi al trotto e lù preparar<~ una seconda dì_strìbuzione. I muli dovettero ritirarsi insieme alla truppa esposti continuamente al fuoco . In località difficilmente accessibili i muli sarebbero forse più adatti. . Rispetto ad agevolezza di sormont-l!_re ostacoli,, è preferibile il carro a due ruote·, che potè seguire ovnnque le truppe. Al carro a due ruote tien dietro il cassone a cartucce tirato da una pariglia.'Ma fa d'uopo osservare che esso è specialmente desti_nato al movimento sulle strade e deve scansare, per non %porsi a rotture, i .terreni accidentati . Il cassone di ferro (costrutto , s'i1l sistema dell~ disgiunzion~, per potere in terreno difficile essere diviso in due carrette a due ruote) presenta qualità non dubbie rispetto alla libçrtà dei movimenti , alla flessibilità, celerità ed :i.Jla leggerezza ; ma nello stesso tempo ha il difetto, comùne a tutti i veicoli cli questo tipo, della forte _pressione pel garrese del cavallo . Il carro a cartucc13 ,a quattro cavalli è l)léno atto a sormontare gli ostacoli che non queJlo a due,, quantunque dia mezzò di seryirsi dei cavalli di volata pel trasporto delle muniziqni a soma. Tenendo conto di tutte queste considerazioni si venne alla conclusione che, eccettuata la carretta a due r"uot<1, gli altri due tipi d_i carri a cartucce, essendo destinati , , per la loro costruzione, ai movimenti sulle strade e soltanto in casi eccezionali a quelli pei campi, non ri. spondono ai 1:equisiti che deve avere un carro a cartucce. b) Rispetto a 1'ifornimiento di ca1·tucce nel combattimento: il°modo di disporre i veicoli e le b~stie da soma presso le truppe e così pure il modo, di alimentare con cartucce la linea di fuoco furono formulati nel progetto di regolamento, le cui norme addirnostrarouo in pratica la loro utilità. [n ogni caso è inclispeni;abile stabilire come regola che fra le eserc'itazioni da esegitfrs•i çlitrante i campi debba esser-vi costantemente qiiella del ri/m·nimento delle ca1·tucce, poichè soltanto coll' acqitisto della neces-~<1;ria espelienz?, si può sp&rare 'ltn' adeguata alirnentazione d:i 1nimizioni dwrante il combattimento. Ecco ora il progetto regolamentare: ,t 0 Le cartucce si trasportano: a)" con cassoni da cartucce; b) con carrette a due mote e e) con bestie' da soma. ' · Nota. - I trasporti a soma sono permanenti .o provvisori; nei quali ultimi i sacchi a cartucce teµute nei cassoni vengono addauati sui cavalli di volata .
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10° Man mano che due o tre cassoni rimangono vuoti si mandano al sito dove trovasi il 2° scaglione. . 1,1° All'arrivo dell'ordine di inviare cartucce alla linea di fuoco , le carrette, come pure i trasporti a :;orna permanenti o provvisori, si mettono in movimento sotto il comando dell' ufficiale d'armamento. Per non offrire' grosso bersaglio al nemico, all'entrare nella zona di fucileria, le cunette e i mliii da basto si allontanano una trentina.di passi gli uni dagli altri (in luogo scoperto) e sono diretti ai rispettivi riparti secondo gli ordini dell'ufficiale d'armamento . ,12° All'arrivo delle carrette o dei trasporti a basto presso le compagnie di riserva del battaglione, il comandante di questo, secondo le locali tà e le ·condizioni del combattimento, li invia alle compagnie di ,Ja linea, oppure destina a ciò dei ,dislaccamenti presi dalla riserva e comandati da graduati. Consegnate le cartucce, i quadrupedi.da basto e le carrette ritornano immediatamente :al po~to dove prima· erano. ·13° A misura che ritornano le carrette e i quaclrnpedi da basto, si incomincia subito a ricaricarli, di nuove cartucce, gli uomini e cavalli perduti vengono rimpiazzati con quelli che arrivano dal 2° scaglione. H,0 Il 2° scaglione; all'arrivo sul sito di combattimcnt(), si mette all'infuori della zona di fuoco, a non . più di un chilometro però dal 1° scaglione; sgombra, se possibile, la strada , e si stabilisce presso di essa con fronte rovesciato. Appena messo a posto, il comandante dello scaglione manda un graduato a notificare al comandante del reggimento il sito dove , si trova, e corirnnica la stessa cosa al comandante del •IO scagliooé. 15° Al giungere dei cassoni vuoti del ·1° scaglione, ,) al ricevimento cli un ordine, ir comandante del 2° scaglione invia immediadiatamente un numero corrispondente di cassoni al 1° ~caglione. ,16° Il parco volante. divisionale prende tutte le disposizioni ondé trovarsi a tempo pel luogo del combattimento e si stabilisce al pos~o indicatogli dal comandante la divisione. -17° Il comandante del 2° s~glione al ritorùo dii propri cassoni vuoti li invia al parco volante per rifornirsi di munizioni e di cavalli.
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ESTERA
ANCORA SULLA SPEDIZIONE RUSSA NEL PAESE DEI TEKÉ
Le notizie dateci dal · telegrafo e dai giornali russi ed inglesi ci permettono cli completare la narrazione degli avvenimenti relativi alla guerra fra i Russi e le popolazioni del Teké ('1). . Operata la congiunzione della colonna Kouropatkine colle f~rze del generale Skobelew, questi partì il 2.,i- dicembre per una ricognizione. Il 2 gennaio tre colonne sloggiavano il nem ico da un'opera avanzata innanzi a Gok-Tepé, nonostante il forte fosse solidamen te costrutto e protetto , da un largo fossato pieno d'acqua. L' ind<,tnf\,ni i Turcomanni teutnrono valorosamente di riprendere questa forti fi cazione, ma furono respinti. Il . il- gennaio i I generale in capo spinse le sue truppe ai piedi delle mura di Gok-T~pé; quindi circondò interamente la città con 8000 uomi e 58 cannoni , lasciando scoperto il solo lato a nord confinante col deserto . La prima parallela fu aperta a 568 metri (800 passi) dalla cinta principale di Gok-Tepé. Il combattimento fu terribile, ·giacchè i Turcomanni, rinforzati da 5000 cli quei di Menv. fecero la più accanita resisténza . .Nella notte dal 7 all'S, la seconda parallela fu aperta a 400 passi dalla. cinta. Fratt.anto omtiuuava non interrotto il bombardamento. Veduto la grande quantità di .cadaveri in putrefazione giacenti davanti e a tergo delle posizioni russe e vista la impossibili tà di portarli via senza esporsi a nuove perdite, Skobelew parlarrientò 1'8 gennaio coi Turcomanni dall'alto d'un osservatorio situato a 40 ·braccia dai trinceramenti principali, proponendo loro un breve armistizio per trasportare i morti. La tregua venne stabilita per un'ora. Per evitare i malintesi fu convenuto che il fuoco non sarebbe ricominciato se non quando le truppe avessero riprese le loro posizioni. Il patto fu serbato e quindi la lotta ricominciò collo stesso accanimento.
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(1) Vedi la Rivista JJilitare Italiana paese del Teké
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ge nnaio 1881. -
La spedtztone . 1-ussa nel
428 RIVISTA Alle 8 pom. dell' 11 gennaio, mentre i Russi era rio intenti ai lavori d'assedio, i Turcomanni, usciti· in massa dai loro trinceramenti, l>i precipi tarono all' improvviso su l campo nemico attaccando le trurrpe ,di Skohelcw ai due fianchi e anche, con una mossa ardita, alle spalle. Il combattimento dnrò fin o a mezzanotte e mezzo e fn orribile. Gli assa litori vennero respinti eia ogn i parto e cac.ciati da un ridollo russo di cui erano riusciti ad impadroni rsi. Poterono però conquistare un cannone che difendeva quest'opera . Il bombardamenLo al lora continuò con più forza o il c:,mpo rnsso fu fatto avanzare nno alla prima patallola. Xella notte dal 45 al 16, i Russi s'impadron irono delle fortifìcnz ioni tnrcomanne a ,\.2 metri dalla piazza. l a sera del 46 i Teké e ~roffO un assalto generale, ma senza fortuna. La lotta all 'a rma ------lria11ca fn sanguinosa. Si coutiunò il lavoro delle t.rincee, lavoro penoso attesochò il numero degli assedianti era almeno dicci volte meno forte cli quello degli assediali. Il 28 gennaio i Russi conquista vano al l'ass,dto tutt<~ le posizioni fo rtificate che costituiscono Gok-Tepé e Dengliil- Tepé. 11 nemico fu messo in fu ga su tutta la linea ed i11se.. gui to per ,15 leghe. Le perdile dei Turcomanni furouo enormi. Un gran numero furono massacrati du rante la fuga . 'ella fo rtezza si trovarono più di 4-000 cadaveri. Un grnn numero di fuci li , cannoni e mun izioni caddero nelle mani dei Russi. Furono fatte prigioniere 4000 fa migl ie turcoman ne. Le perdite dei Russi dal 1° al 2t gennaio fu rono di 16 ufficia li e 67 soldati morti, 55 ufficiali e 778 uomini fe ri ti. Si constntò che 64-00 cadaveri furono sepolti a Dcnghil-Tepé; 8000 uomini erano periti durante l'assedio e 2000 circa durante la fuga . I Russi erano in numero di 2600 contro 30,000 Turcomanni cbo si batterono con tutto l'accanimento della disperazione. La vittoria degl i assalitori si dovette speciahnente alla numerosa artiglieria. Gli assediati attaccarono cli notte secondo la loro tattica. Essi erano egregiamente armati con fu ci!i Sneider; ma difettavano del tutto di cannoni; giac.chò a poco o nulla serv irono i sessatila antichissimi cannoni persiani che difendevano la citti,. Dopo la })attaglia, Skohelew indirizzò nn proclama ai Teké invitandoli a ritornare alle loro dimore. L'effettc, fu in parte ou.enuto poichè mohi Turcomanni ritornarono dnl deserto consegnando le armi. Si calcola che le fam iglie ritornate nscenclono a 7000 . I principali ca pi dei Teké. rest.arono nel Askahad, piccolo paese al di là di Gok-Tepò occupalo dai Russi e ciò spinse al ritorno le famiglie dei Turc<>man11i. Esse vengono rifornite del necessario.
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Skobelew lasciò ad Askabad e a Gok-Tepé alcuni distaccamenti e ritornò a Ilami col grosso delle sue forze. La conquista cli qneste formidabil i posizioni non può che produrre un grande effetto nell'Asia Centrale. Le sconfitte di Lomakino e di Tergukassoff socio ormai vonclicate o il prestigio ·delle armi russe, o(foscato alquanto agli occhi dei Turcomanni dagli ani.ecedcnti insuccessi, torna ad esercitare su di loro una seria influenza . Questa vittoria toglie il corpo spedizionario russo da una cnt1ca posiziono; poichè, per qnanto il genera le Skobelew avesse cercato di assicurarsi una base d'operazione e di valersi del tronco di ferrovia già costrutti> nonchè d'un immenso convoglio di ~6,000 cammelli egli erasi nondimeno trow1to di fron te a diffico ltà imprevedute. Ì Turcoma nni si clifendevllno di,;pnratl\mente; i loro clistaccamo't!t,i tagliavano_ alla not~e i fili del telegrafo russo cl:i carn p;gna; sorprendevano I convogli e, su cento 1iomini di scorta che partivano da Krasnodosk, venti o trenta appena arrivavano a destinazione. I forniL~~i era~10 _di_venuti esigenti ; si ern rlovut.o triplicare i prezzi pa ga ti al prrnc1p10 della ca mpagna. Uno degli ulti mi trasporti arrivati a B_a~!· era sta_to inseguito per uno spazio di 80 chi lometri da drappelli cl, cavalleria nemica . La scorta aveva già consumate tutte le munizioni o stava per ancndersi, 'quando un di.staccamento mandato da Skobelew ginnse in soccorso. L'imperatore Alessandro, dopo essersi congratulato per lettera con Skobelew, ,1~ha nominato ·generale cli fan teria . Skobelew ha conquistalo defìn,t, vamento la sua popolarità fra i soldati che lo chiaruano il generai.e bianco a. moti vo del coloro per cui si distinguono il suo costume e il sno cavallo favori to. Il segreto del suo successo sta in questo : che mentre i suoi predecessori portavano migl iaia cli uomini n~!Jc steppe l'acendoli segnire dai vi vcl'i; rgli ha pensa to prima a rin1111·? grar~di quantità di vettovaglie alla base e lungo la linea d'operaz,o~e, _m ~1odo che ~n_est~ volta nou furono i soldati che aspettarono 1 viveri e le mu111z1om, ma furono le derrate e il materiale che atte_sero i_ solclll ti . Co~ì, compiuti i preparativi , conclotta a buon punto I~ Jerrov,a. Trun~caspiana , egli potè portare le suo truppe fresche e riposate dai paes, al di <Jua del Caspio, dove attendevano il momento dell'azione, fino davanti D Gok-Tepé. È un fatto che Skobelew ha sapn to trio~fore di o~tacoli _grandissim i e anchb coloro che Jo riputavano semplicemente un ard ito 5olclato d'avangnardi11 e un temibile s~bre·u1·, sono ora pronti a riconoscere in lui tutte le più solide qualità dell'organizzatore.
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430 RIVISTA Colla vittoria di Gok-Tepé e colla presa della piazza, lo scopo della spedizione rmsa è stato brillantemente roggiunto. Che cosa farà ora il gover!lO russo ? È difficile il dirlo; ma si pnò logicamente giudicare che le decisioni ul teriori, in quanto concerne le conseguenze pratiche della spedizione e del successo, dipenderanno essenzia lmente dalle informazioni che il generale Skobelew manderà certo dai luogh i. Può immaginarsi che la Russia abbia desiderio vivissimo di spingersi fino a Merw, ma l'esecuzione di questo disegno può di pendere da due circostanze importanti: l'atteggiamento dell'Inghilterra di fronte ai sncc.es:;i russi: la pos,;ibi lità di spingere molto innanzi la costruzione della ferrovia transcaspiana. Quanto alla prima, se havvi un momento in cui la potenza inglese sia meno temibile è certament.e·. questo in cui 1~ posizione fa uale nell' Afganistan e la guerra nel Transwaal - gner a poco felice invero . per le sue armi - preoccurauo la Gran Bretagna e ne assorbono in gran parte le forzo. Per la seconda, informazioni/'ecenti recano che la costruzione della linea progredisce senza intop pi sotto l'impulso di volontà ferm e ed energiche. Le pendenze délla linea non superano i metri 0,0 1, e non s'incontrano curve di raggio inferiore a 6i0 metri. Dove l'acqua manca, si scavano d~i pozzi. Nel forte Mika"ilovski fu costruito un edificio io Je<>no per contenere cruattro locomotive e diverse officine destinate (') alle ri parazioni. Gli operai ammontao<" a 900. _ I soldati del battaglione ferroviario sono impiegati nella sistemazione dei binari e nell'esercizio della linea . Tutto il materiale per la costruzione viene trasportato dalla Russia. Le spedizioni soffrono molti ritardi poichè i materiali vengono trasbordati tre volte durante il ,•iaggio. La fer- . rovia avrà presso a poco una di rezione perpendice1lare alla Caspiana. A partire dd M:ollah-Hara, seguirà una linea che conduce e KizilArvat. La lunghezza totale dev'essere di 260 chilometri. Non si troverà acqua potabile senonchè al 78° chilometro delJa via. Fin là i servizi e gli operai la ricaveranno da serbatoi contenenti l'acqua distillata a macchina proveniente da Krasnovodsk. Si crede che l'intero tronco sarà in grado di funzionare entro febbraio. Ciò potrebl.Je essere senza dubbio una grande t~ntazione por proseguire una guerra che, compiuta con successo, segnerebbe un passo gigantesco per la politica russa noli' Asia Centrale. · È da notarsi che la stampa russa è unani-me nel credere che essendo ormai i paesi lungo il Caspio al coperto dalle escursioni dei nomadi; escursioni che dettero origine all'auuale campagna, e avendo le truppe russe riacquistato tutto il loro prestigio nell'Asia centrale;
ESTERA 431 il Governo si accontenterà dell'importante risultato ottenùto; senza spingersi a' ulteriori concruiste. Questa risoluzione e tanto più probabile, inquantochè un nuovo dispaccio avverte che i ca·pi di i.Vlerw decisero di resistere fino agli estremi. Essi concentrano tutte le loro forze per difendere il passaggio di Tijend P. chiesero rinforzi a Candahar. '
GLI STUDI GEOGRAFICO-MILITARI IN FRANCIA <11 N1ox. Géog,-o.phie lllilitaire (2)
Il terzo volume degli studi geografici militari del Niox è consacrato all'Europa centrale propriamente detta, cioè: all'Impero Tedesco, all'Olanda ed alla Danimarca. L'autore crede opportuno riconfermare la necessità ~i porre a base di studi siffatti la geologia. Riconosce che in questo còmpito la Francia ha ·di molto progredito, e se ne congr~tula cogli ufficiali studiosi, e e si augura che il metodo si propaghi dalle scuole superiori al le inferiori. ' · Tuttavia una dich iarazione, del Noix, ci fa ripensare .al già detto in ordine alla geologia come fondamento degli studi geografico-militari: « Bisogna svincolarsi da qualsiasi esagerazione, la quale oon-
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dur1·ebbe f'atalm,ente allò spirito di sisfema, paralizzando ima 1·iforma feconda, gi à in parte reabi.zzcita i>.
E ciò risponde precisamente al nostro concetto. La geologia è, certamente, grande elemento negli studi geografico-milit~ri , i quali avendo per base l' osta,colo - questo può essere, ed è quasi sempre, d11finito e limitato dalla sua costituzione geologica. Ma non è il solo dato: altri, di diversa natura, concorrono a dare all'ostacolo quel Yalore o strategico o logistico o· tatflico che è il determinante del.,. l'azione militare. Egli è perciò che, pure riconoscendo l'utile grandissimo che rie sarebbe derivato agli studi geografico-militari, associandoli a quelli geologici, 'abbiamo subito c.ombattuto per impedire
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(!) Rivtsta milita,·e
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(2) Voi.
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1s1,.1sso.
Paris, Dumaine 1880. -
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320 pagino con carte .
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che il nuovo sistema precipitasse ìn esagerazione. La dichiarazione del Noix ci reca, in conseguenza, piacere perchè si associa ai desideri da noi pure espressi. Il nuovo volume ha per i Francesi un'importanza speciale, ed è questa : che la maggior parte di esso è dedicato all'impero tedesco. Sarebbe un errore chiudere gli occhi alla evidenza delle co.;;e: nessuna pubblicazione militare in Francia lascia sfuggire l'occasione di ricordare con dolore gli -avvenimenti del 1870- 7 1 e di mostrare un desiderio vivissimo di riacquistare quella gloria, quella supremazia · che si ritiene pHrdut.a. Jt uno sta to psicologico grave; segna, per la Francia, quel lavorio latente di preparazione moraie, i cui effetti si manifestano poi, in quel paese, improvvisamente, come gli séoppi della fo lgore. Il Niox tocca esso pure la piaga; ma con calma e con previgenza « lo studio della geografia mi li tare dell'impero tedesco, egli dice, ha << un interesse su l· quale è inutile insistere; ma esso tocca questioni « delicate di strategia e di politica, che non si devono affrontare che « con circospezio1ie ». E ciò affermando, egli si pone da un punto di vista che consona precisamente .coll'indirizzo che, da qualche tempo, si è dato in Francia agli studi strategici: la rnaggiore parsimonia, cioè, di gùulizi e la maggio-re ri,s.ervatezza nella pubbbicazione di dati 1
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interessanti la dife,sa della Stato.
La linea che partendo dalle bocche del Niemen, sul Baltico, arriva a quella Dnieper,' sul mar- Nero , divide l'Europa in due parti distinte per condizioni oro-idrografiche. All'est le ondulate pianure della Russia; all'ovest i grandi sistemi orografici . La porzione cli questa regione occidentale che è limitata da un lato dal Reno e dall'altro dalle grandi Alpi, costituisce l'Europa centrale propriamente detta, o l' Eilropa gerrnamica , secondo il Niòx, per la preponderanza politica che vi esercita la razza tedesca . Costituiscono questa regione gli elementi geologici seguenti: 10 L'altipiano boemo: il quale è rispetto all'Europa centra le, ciò che il massiccio cl' Auvergne è per la Francia. Da questo massiccio sorgono appunto da una parte il Fichtel-Berg e dall'altra i RiesènGehirge ed i Sucleti, cioè i poli principali di divergenza delle acque germaniche. I monti boemi che formano la muraglia del sud-ovest, limitano da un lato il bacino superiore del Danubio, da Ratisbona a Durrenstein, il quale ha forma triangolare allungata, limitato al nord-ovest dal
Giura tedesco, al nord-est dai monti boemi, al sud dalle grandi Alpi , e formante le pianure svizzere e bavaresi. 2.0- La piannra onc/;ulata della Germania centrale, ìimitata da un lato al Giura tedesco, addossata all'est all'a Iti piano boemo e tenni- · nata all'ovest dal Rtlno, è profondamente solcata al nord dalle rive del mare terziario. L'Harz ed il Tentoburger vValcl ne sono i promontori più avanzati. 3° _L'altipiano del Reno, limitato al nord e sulla sinistra del fiume dal bac_ino litant,racico eh~ si stende da Mons a Charleroi , Liège . e Aix-la-Chapelle. Sulla destra del Reno, si ha nel bacino della Rtlhr lo stesso fenomeno. geologico ed il limite, da quel lato, dell'alLipiano: i 0 Le ,nwsse &i terreni triasici, chc-5 formano il terrazzo che si eleva sopra ai cercini giurassici dl~lla Lorena, all'ovest; della Baviera ~ della Francia, e chl1 avviluppano al .sud, all'ovest c1cl all'est, l'altipiano del Reno. ., 5° Le p,ianmre del mare del Nord e del -mwr .Rcilt,i,co, uniformi e monotone. L'Europa germanica comprende percii; quattro regioni ben distinte, per natura geologica, per clima e per caratteri topografici: a) La Germania del sud; cioè le pendici nordiche delle Alpi ed il bacino superiore del Danubio; · b) La G,e,rman·ia del centro ; che occupa il sistema orografico . meno· accentuato che si stende al nord della preced~n·te: . e) La Gernianfo del n01'd; che si adagia sulle rive del Baltico e del mare del Nord; d) Il /Jaci,1w del Reno; che fiancheggia, all'ovest, le precedenti, e delle quali partecipa dei vanta-ggi e degli inconvenienti geografici, Nello· stnclio della geografia mi li tare dell'Europa centrale, l'aut~re prende per basi queste divisioni naturali, le quali segnano i limiti di altrettanLi scacchieri di operazioni e .li eS.amina partitamente. I. -
IMPERO GERMANICO.
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La Gèrmania è un'unità geografica ed etnografica : sarebbe err9re il credere altrimenti -- comè fu errore il credere che la linea del Meno potesse spezzare qliesta unità. I grandi obbiettivi cli qu~sta regione sono dati dalle condizioni geografiche e dal le vicissitudini storiche dei grandi elementi componenti l'imJPero tedesco;' ma vi è un nuovo e grande obftiettivo geografico del quale è necessario tenere conto: quello di Leipzig. ANNO XXV!, VOL, ).
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Leipzig è, infatti, la capit.a le intellettuale della Germania; è un grande cen tro strategico; è il centro naturale di movimento a cui faranno capo le operazioni provenienti dall'est e dall 'ovest - Leipzio rappresenterà forse nell'avvenire il centro di gravità ciel nuovo impor/'
Queste linee sono · collegate fra loro dalle linee a doppio binario delle due rivè del Reno. Si hanno, cioè, da parte t,eclesca eccellenti condizioni logistiche per la radunata e lo schieramento. La piazza cli ilfetz rappresenta per i Tecleschi la base di ri fornimento dell'offensiva strategica. Difensivamente siffatta im port.anza diminuisce, perchè una battaglia perduta fra Nane)' ed .Épinal, farebbe sì che gli eserciti francesi cadrebbero allo spalle della pia1.za . Una battaglia perdut.a dai Tedeschi fra :Vletz e Lunevìlle, permetterebbe sempre loro di raccogliersi attorno a Sarrelouis, appoggiando la destra a Conzarbriick e la sinistra a Sarreguemines, e far testa all'offensiva francese, mentre la strada ferrata dell'Eisel, quelle di Sarrebriick, cli Strasbourg, cli Germersheim, permetterebbero pronti soccorsi . Passata la Sarre, per spingere innanzi l'offensiva, bisognerebbe esser padroni delle strade clell'Hardt, occupare Treves o l'Hnsruck e guadagnare i punti cli Berncastel, cli Trarbach e Zeli, operazioni non facili. L'offensiva f'rancese nella direzione del 'Reno, fra Mayence e Mannheim non è, pertanto, faci le. In Alsazia, cioè tra i Vosgi ed il Reno, non possono operare che forze di importanza seconda rin. La linea del Rouo, pert11nto, tra Baie e Dusseldorf, che i Tedeschi avevano, altra volt.a, l'abitudine di considerare solamen te come barriera contro gli anacchi della Francia, è diventata, dopo il il 870-7'1, una base d'operazione che essi preparano continuamente. Strasbourg, Magonza, Colonia, sono diventate vaste piazze di approvvigionamento. Magonza, il centro principa le di questo concentramento di materiali e di viveri.
a) Scacchiere della 1-iva sinistra del Reno.
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. Una linea condot~a da M:ezières a Belfort, passa per le posizioni eh Verdun , Toul, Epinal e traccia il nuovo ,fronte difensivo della Francia. Xella . regi~oe che si stende al nord-est di questa linea, Gno al Reno, s1 fora la radunata e lo schieramento strategico dell'esercito tedesco. Il Reno è pure l'obbiettivo pri mo di un'offensiva francese. Le, linee. d'ost.acolo si dispongono in quest.a zona in guisa da lasciare ali offensiva tedesca , la scelta fra le tre direzioni: ·I· Di Cologne-Aix- la-Chapelle-Namur, al nord dell' Ei fel· 2• Di Magonza-Metz, fra Hnsruck e l'Hardt· ' 3a Dì Strasbourg-Nancy, per la dcppression~ dei Vosai. ~e cperazioni tedesc~e portate al nord dell' Eifel, perme~tono una r~ p1cl~ raduna!~ fra 1~1x-la-Cbapelle e Yenloo, e per ìl nord della · Francrn e per d Belg10, una offensiva vigorosa sul fianco ed alle spall e delle difese francesi. . Tale direz_ion_e non sa~ebbe di così grande utilità per i Francesi. Lo operaz1on1 per la lrnea di Mayence-Metz e quelle per la linea Strasbourg-Nancy $Ollo convorg1mti e saranno condotte simultaneamente, ora che i Vosgi non co~tituiscono più fra esse elemen'to sep_aratore. Si p~ò a~mettere a priori che le masse principali dell'eserc1t~ ~edesco s, schiereranno pel fronte Thionvi lle-Motz-Strasboug , pe1?he app 1~nto su questo fronte convergono otto linee ferroviarie rnd1ponclent1; 1• linea, a due b!nar_i; Kehl-Strasboug-Sarrebowg; 2a linea, a due brnar, ; Mannbeim-Sarrebriick-Romilles-Metz· 3a linea, a duo binari; Coblenza-Troves-)fetz· ' 4" linea, a un binario; Dingen-San elouis- Jlf;tz (non terminata ancora) ; l~nea, a un h!nar(o; Treves-Sarrebriick-Sarrebourg; 6 linea, a un brnarw; J.\fayence-T(aiserslantern· t,~nea, a un b!nar~o; Gormersheim-Deux-Pon(-sarreguemines; 8 l'lll~ea, a u~ hmarw; ~foxau-Wissembourg-Hagenau-BitcheSarreguemrnes-/Jening;
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b) Germania del sud e del ctntro. La Germania del sud comprende la pianura bavarese, parte della regione renana e l'altipiano svevo bavarese. La pianura bavarese forma l'alto bacino del Danubio, di così grande importanza strategica, quando il oentro di gravità tedesco era a Vienna . I limiti di questa pianura !\Ono: al nord il Giura tedesco; al nordest i monti della Boemia; al sud le grandi Alpi. Essa ha pendenza sensibilissima da sud a nord, od è nècessariamente inclinata da ovest verso est. L~ acque del bac!no 'fono, per~iò, gettate_di preferenza verso iI nord, scavando contmuar?ent.e la riva setten trionale. ANNO XXVI, VOL. l e
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RIVISTA
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Quando si considera la pianura bavarese dall'Iller fino all'Inn, si scorge, per la forma a ventaglio del.le acque che r,ssa altro non è che un immen~o cono di deiezione, del quale la curva del Danubio ne traccia i li miti. La piazza di Ulina è il punto di ,ùaggiore importanza greograficostrategica di questo bacino.
unantenersi padroni della Baviera, e vi hanno, infatti , comando e presitlio. . La difesa dello scacchiere del centro, aveva, fino al •1870, poi appoggio le piazze di Minden ed Erfurt . L~ fronti or~ ted~sca esse~do ,stai.a spinta più all'ovest, l'importanza d1 quell~ piazze e s~ompa1sa, ed i Tedeschi le hanno demolite. D'altra parte ti paese fra 11 Reno e ,l'Elba è facile a difendersi per la sua naLura geogra.fica_ e topoqra;fica. Infatti, le linee naturali d'invasione della GermanHl g,rauo questa ;zona al nord per il Wesel, Hannover, Brunswick; al sud per la vali~ · -del ~1ain. La linea Fraocfort-Cassel-Magdeburgo, post~ al _centro d1 ,queste due linee di manovra, forma il fronte naturale d1fens1vo-offen.sivo dello scacchiere.
I limiti della G1mnania del centro, sono: al nord la ferrovia Magdebnrgo-Krei1men-Paderborn- Dusseldorf; all'est la Saa le e l'Elba; all'ovest il Reno. Il Reno è all'ovest la vera fronti era militare della Germanin. Si è nel tratto chiuso fra l'Hunsruck ed il Taunus, che si incontrano lo migliori condizioni topografiche per il passaggio del fiu me; ma vi ha defici enza di vie d'accesso ed i collegamento. I Tedes<',hi, da qualche anno, pongono cura speci.:ile nell'accrescere i ponti sul Reno e collegare così la rete ferroviaria che si svolge sulle due rive. Stra:;b·ourg, Magonza, Colonia sono i grandi centri militari di questa linea , determinanti, per la loro posizione rispettiva, una vasto ianaglia strategica,· 1a quale costituisco una formidabi le barriera difensiva, o la pi ù possente base offensiva che sia fo rse esisti ta. In questa region e dell'Europa centrale., lo Schwarzwald e l'Odenwald fan no spalla alla linea del Reno, mentre un dedalo di montagne e colli ne c-0pre la zona fra il Reno e l'Elba; dedalo che si risolve nel masso del f1i chtel-Rerg, centro orografico pri.ncipalo della regione, dal quale scende la Saale al nord, il Main all'ovest, il Naab al sud e l'Eger all 'est. Fan no ca po nl Fich.tel-Berg quattro direzioni principali di sollevamenti: quello del Taunus-HrUck; quello clelln Foresta Nera; dèl Giura tedesco e del Tburinger-'\-Vald. Questi quattro sistemi orografici disegnnno un quadrilatero irregolare, nell' interno del qttale le corrosioni ed i sollevamenti sono congiunti alle eruzioni delle roccie ignee. La Germania del sud e quella del centro costituiscono per la disposizione delle linee d'ostacolo, due scacchieri di operazioni speciali. Lo scacchiere del sud, che aveva tanta importanza militare in una lotta fra la Francia e l'Austria quando il centro di gravità tedesco era a Vienna, l'ha perdula <lacchè il centro di gravità tedesco si è portato più al nord, a Berli no . La piazza di Ulma che era indispensabi le a Napoleone per organizzare la guerra nel bacino del Danubio, non può essere per i Tedesch i prussiani, che un centro strategico pe_r
c) Germani a del nord . Nella pianura della Germania del nord, gli osta?ol.i. pr!ncipali sono: ·1 '" 1 l' Elba ' l' Oder ' la Vistola e le ondulaz1om. d1 ten. eno .J n esc ' Il che corrono parallelamente alle coste nordiche, ed alla linea d1 so evameoto dellll grandi Alpi. , . Una pri ma ondulazione è nettamente disegnata dal Reno-Canale, ,dal Finow-Canal, dalla vVarthe, dalla Netze e dal cana!e di Brnnberg. Più al sud, una ~econda linea di ondulazioni è tracciata dati' ~avei, d· Ila Sprea dal canale Francesco-Guglielmo, da un tratto dell Oder, ,d:lle paludi, e canale dell'Obra, da un tratto delia Warthe, della Ner ,e della Dzura. . . L'Elba , però, divide questo scacchiere in due zone d1:tmte. All'ovest la parte più viva ed industriale della Germama. Le a~~e ,del mare del Nord vi penetrarono, altre volte, molto addentro, 101mando i grandi golfi del Reno e Mosa, . d~lla WesL!'alia, del Wes~r e dell'Elba, i quali vi lasciarono per vest1g'.e, le antiche coste marine. ,numerose torbirwo, grandi paludi, e nebbie. All'esl dell'Elba, pianure agricole, maremme e popolazione rustica ma positi va e tenace per proposi ti. . .. Il mare del Nord allontanandosi dalla pianura monotona'. !asc10 .coste basse, con poca acqua, con banchi di sa~bi~: cond1z1on1 n~~ buone per sbarchi militari. Soli punti fav~rev?h d1 .sbarco sono oh la bocca . del .estuan· dci· fi umi· e, pr·incipalmente'. la baia d1 Jahde, . W esel e dell'Elba, le quali però sono sbarrate e d1_fese da b~tterie. e .da forti. Le coste occidentali dell'Halstein, sono, naut1camentc 1mprall-
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cabili per legni di sbarco. In questo scacchiere, perciò, il possesso ,del mare sarebbe di vantaggio secondario. La debolezza dr.Ila frontiera occidentale della Germania, fatta astra~ione del~a neutralit/1 del Belgio, sta perciò nello sp:i:i:io che corre fra Colonia e Wesel. Questo lato debole i Tedeschi pensano a difenderlo coll'esercito e colle fe rrovie, più c~e colle fortificazioni. Tre linee indipendenti o diversi tronchi vi fanno , infatti , capo : 1" linea a due bin.ari: ~erlino-ì\'Iagdeburg- Dusseldorf, la quale rappre~enta la gr.ande d.ire~tr,ce ~elle operazioni militari tra il Belgio e Rerlmo, e la lmea prmc1 pale eh concentramento delle forze tedesche sul Reno inferiore ; .2• linea a due binari : Berlino-Standel-Hannover- Duisburr, che 0 raddoppia la precedente a breve distanza; ' 3• linea a un binario: Hamburg-1\foster-Wesel-Yenloo, che completa la rete strategica. · '-La iVIosa, da Maestricht a Namur, la Sarnbra e l'Oise ser,nano una linea cli operazione fra la Germania del nord e la Fr~nci: che fu ~ià seguita molte volte: Essa è, però, intercettata dal Belgi~. .Veoloo, Maestrich t e Liege sono i punti· principali pei quali verr_ebbero a convergere gli attacchi tedeschi diretti contro il Belgio. La h~1,ea della Mosa dev'ess~re, perciò, quell_a prescelta dai Belgi per dllendere da questo lato 11 !,oro paese. Presa nel suo insieme la frontiera franco-tedesca è fortissima da una parte fra .M:ezières e Belfort dall'a.ltra fra Colonia e Strasburgo. La girabilità di queste difese _essa possibile sia ·per l'una come per l'altra potenza belligerante? La è ; ma a patto cli violare o la neutralità svizzera o la neutra lità· belga . A questa eventualità il Niox, non risponde che .coll'accennare come siffatto atto politico sia così grave da non ammetterne la possibilità che · m casi .ecc~ziona li.' La violazione del territorio belga porterebbe con se la violazione d1 quello olandese, 1)er la influenza che es13rciterebbe sulle operazioni il punto strategico di Maestricht. La parte .di Germania del nord, che si stende fra ,l'E lba e la linea Vistola , Bny e Narew, forma il versante del Baltico. I l Baltico è, in certa ~_nisa,- ~n granèle lago interno, chiuso clappe~tutto, eccet_to :che negli st:ett~ della Danimarca. Navigazione. difficile; mare d1 lreguente ghiacciato nell'invernt,. Punti della costa . notevoli: lo sbocco della Trane col porto di Travemiinde e la stazi_one marittima di Vismar; il porto di .Rostock; la piazza di Stralsund; 1'1sola di R(igen.; lo sbocco dell'Oder, col .golfo di Stettin; Colberg;
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Rugenmalde ; Stolpemiinde, la baia di Danzig'e quella di Frische- Hoff·. Le coste tedesche sono accompagnate da Emclen a Memues da una linea ferroviaria . Il centro difensi,ro di queste coste è Altona . Fra l'Elba e la Vistola si hanno le grandi pianure della Prussia, della Pomerania, del Brandenburg, cli Posen e della Slesia:ed il cuore della monarchia prusssiana . Al nord- est si stende il duca to del Meck lemburg ; al sud-ovest il regno Sassone, che s'addossa agli Erz-Gehirge. La frontiera austro- gerornnic'a si presenta sotto tali condizioni stra'.. tegiche da non permettere all'Austria- Ungheria di so ttrarsi all'influenza della politica tedesca , a meno. di grandi complicazioni europee. Sulla frontiera tedesco-russa, i punti di Konigsbcrg, Thorn e .Posen formano la base della difensiva tedesca. La linea ferroviaria che collega questi tre punti indica .il fronte di schieramento.· degli eserciti tedeschi. Anche da questo lato i Tedeschi hanno organizza to una base formidabile offensiva-difensiva. Dietro la linea di fronti1::ra hanno creato una socoùcla ed eccellente linea appoggiata all'Oder ed alle piazze di Glogau, Ci.ist.rin e Stettin. Ma l'azione tedesca sarà eminentemente offensin1, perchè nella Germania, lo :;;viluppo delle linee strategiche ferroviarie e .la formazìone di grandi base organiche, non I hanno Hltro scopo che q11ello di preparare e facilitare l'offensiva . 'È quindi naturale l'aspettarsi un'azione offensiva, da parte tedesca , partente dai punti di Konigsberg, di Thorn e di Po.,en, tendenti a separare l'esercito russo in Polonia, I dalle altre. provincie dell'impero.
II.
OLANDA E DA NIMAHCA.
L'Olanda, che occnpa \"autico golfo del }fono, rappresenta una conqu ista dell'uomo sul mare ; un paese artiGciale che gli Olandesi hanno creato; che sussiste perchè gli Olandesi vi si.anno a guardia ; che scomparirebbe se essi l'abbandonassero. In questo paese d'acrrua è natnrale che il problema della di fesa t.erritoriale prendesse per base le innondazioni, e che le fortificazioni, come le dighe e gli edifizi , fossero eretti in terra, su pali<~ su mas·sicciate di fasci ne, poco elevati e cli poco spessore. Basandosi sul princi pio della manovra raccolta, gli Olandesi rinunciarono alla difesa delle provincie della riva sinistra della Mosa e quelle della riva d<{stra delr'Yessel, raccogliendo le restistenze ad Utrecht cd Amsterdam . Questo nuo·vo sist0ma difensivo h'a per base la legge del ·1871~ . L'attacco che maggiormente deve temer l'Olanda è sulla .sua fron-
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,. 440
RIVISTA ESTERA
tiera orientale, perchè l' Olanda fu sempre considerata dai Tedeschi; come un'a ppendice geografica della Germania, come ìo sbocco commerciale principale di questa nazione all'ovest. Il lato èst della frontiera è ancora mi'litarmente il più vulnerabile: tutte le guerre portate in Olanda, meno quella di Dumolìiez e di Pichegrue, furono· tentate da codesta parte. Il bacino del mare del nord, che i Danesi chiamavano mare dell'ovest, è separato dal mare Baltico, detto, <:la essi mare dell'est, dalla, penisola Cimbrica e delle isole Damri. La pemsola Cimbrica comprende· il Jutland e lo Schlegswig-Holstein. Dopo la guerra del ·1864 la Danimarca si'°può dire caduta . Essa, non pensò più alla propria difesa che nel ,f8791, quando si presentò: un progetto di legge per riordinare l'esercito e compiere alcune for.,.. tificazioni ('I). La' Danimarca ha una missione: quèlla di conservare a se le chiavi del Baltico. Per ciò fare , essa deve specialmente basare· il suo sistema difensivo nell'ordinamento marrttimo.
u r LIBRI E PERIODICI
di B. BRIN. fratelli Bocca 188 1. Un volume di 213 pag .
La ,. -ostl•a nu11•·bia 111iHta1•e
E così, colla maggiore concisione possibile, toccandb solo i punti, salienti del libro, siamo giunti alla fin e del 3.0 volume dèll'opcra del· Niox. Ci risèrviamo, a lavoro compiuto, di riassumer.e a concretare in· alcuni priD"cipii il metodo e le idee strategiche che successi·vamente vediamo svolgere dal professore della Scuola superiore di:guerra francese ..
Roma,
Nello scritto, non è guari, pubblicato sulla· nostra marina militare, l'onorevol e Brin si propone di rispondere alle inquietudini che si sono manifestate eia noi, in e/nesti ultimi tempi, sulla uti litfl ed efficacia delle grandi navi corazzate, e ·di giustificare indiretta men te l'oµerato proprio quale ministro della marina.
G. Z.
O) Le forze milita re Jella Danimarca. -
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L'introduzione del va pore nelle costruzioni navali è stata ca usa di incessanti e rapidi rinnovamenti nel materiale da guerra; rinnovamenti che impensierivano e tengono tuttora preoccupati e governi e parlamenti, i qua li , richiamati alla necessità di operare mutamenti nelle costruzioni e negli ordinamenti riavali , ne lasciano, per il tecnicismo · di siffatte questioni, la responsabilità agli uomini speciali, giudicando l'operato di essi dalla concord ia o dalla discordia dei pareri emessi. Lo stato di fiducia si mantenne ·da noi per lungo periodo d'anni, dall'amministrazione Ribotty a quella del Brin , durante il c1uale la marina italiana s'avviò, per rispe!.to alle costruzioni nava li , sulla via di condotta che portò alla messa in cantiere delle corazzate il DuiJio, il Dandolo, l'Italia ed il Lepanto. Poi, quasi d'un tratto, sorsero voci a negare, dapprima, le qualità nautiche del Duilio, ed in seguito a combattere, con critkhe talora mordaci, tutto l'indirizzo dato dal ,1873 ad oggi a\Je costruzioni navali. La questione che si presenta in questa disparità di opinioni è gra-
Rfoista militare,. dispensa di giugno 1880,
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vissima per rispetto alle èondìzioui na,;alì, finanziari e e scientifiche di essa; ma cruestì dubbi, queste lotte, sorsero sem pre ogniqualvolta u~ nuov~ principi~ dovette passare dallo star.o di pensiero a quello d1 esecuz10ne. Cosi avvenne al Joiuville quandù propose di trasformare la marina a vela francese in marina a vapore; al Paixhans, !nglese q.uando propose i cannoni atti a lanciare granate; al Grey, ~ m America, quando propose la corazzatura delle navi; al nostro Saint-Bon quando propose, nel ·1875, di alienare le navi da guerra non atte a tenere militarmente il piare, per sostituirvene altre, basate sui nuovi principi dì guerrn nava le. . Il decidere fra queste opinioni diverse, secondo il Brìn , spetta al Parlamento, perchè egli è quello che deve fissare gli scopi cui il naviglio da guerra deve servire; determinare i precisi limi ti · della sua sfera di azione; dichiarare se lo vuole destinato soltanto alla dì fesa dei nostri confini sul mare, o, con più largo concetto, alla dìfosa dei nostri mari, o con più largo concetto ancora, all 'olfasa dei mari altrui , e fin dove e per cruali motivi e per quali interessi. E il Par.lamento infotti trattò e discusse tutte lJUeste cruìstìoni , quando nel 187o approvò i provvedimenti presentati dal Saint-Bon: Fu lotta acerba ~rnche allora, perché fu lotta fra il pa.ssato e l'am>enire; ed il Parlamento · approvanclo le proposte dell'allora ministro della marina, approvµ va ancora che le qmil ità fondamentali della nave da 11uerra sono: 'O elo<;ità grande, per essere padroni delle offese ed ess~re in grado di scansare quelle delle nuove armi insìdìose cannoni 11011 iùferior,i agli altrui; corazze che 11011 sìeno forate dai cannoni altrui. La nazione, dicf\ il Brin, che allo scoppiare della guerra, posse-: desse poche navi costrnite su queste basi, potrebbe esser sicura di vincere contro un mimero indeterminato di navi che siffatte qualità non possedessoro . Non è esatto l'affermare che il numero· costituisca per se stesso, una forza indipendentemente dalla forza assoluti1 d'ogni· singola unità che lo compon<\ e non è argomento ·efficace, quello delle mwrnte di legno con cu01··i ·di , fer•ro . La storia lo dimostra. ·E l'autore, lanciandosi, aura verso alla storia delle ultime guerre ed in particolare dì quelle d'America , ··prova appunto che le qualità fondamentali delle navi eia battaglia di prim'ordine sono ·quelle ,sopra 'indicate Il D1iilio, il Dandolo, Fltalia ed il Lepanto rispondono a queste esigenze. Il modificare qualcuna di queste qual ità altro non vorrebbe dire clic rinunciare ad avere navi da guerra di primo ordine, rispondenti ai progressi della scienza e1, ai bisogni della guerra navale moderna. 1;
Non è neppure vera. l'asserzione che il peccato mortaie delle nos,tre quattro navi. i;naggiori sia la pescagione. Le grandi navUran.,cesi e le ultime costrnzìoni au:;triache, Lissa, e T~gethoff, pescano quanto il Duilio, non /}Vendo a bordo che t4età carbone e metà provviste. Le corazzate inglesi hanno generalmente im mersioni un poco minori. D'altra parte, le grandi immersioni procurano ancora grandi vantaggi nautici nelle navi ad. elica. L'Inghilterra costruì una grande nave cli battaglia di relati.vamente . piccola pescagione, l'Inµexi ble (7"',15); ma l'Inghi lterra la costrnsse espressamente per uno scopo speciale, quello, cioè, di potere attraversare con una grande ·nave da guerra il can(lle di Suez,, per por.tarla prontamente nelle sue possessioni delle Indie Orientali. . , Nei nostri porti· principali le na1ri corazzate a grande pescagione v1 hanno facil e entrata, e l'avranno tanto maggiore coll'andare del tempo, inquanloçhè i lavori che continuamente si ìnt1:aprend~no in essi. o v~ si progettano., hanno per iscopo I~ f\SCavaziom e le s1:;temaz10111 . ~e1 bacini. Dopo che si è scavato il qanale di Suez, sarebbe str,;1no che si rinunciasse a grandi vantaggi navali solo perché i porti che permettono l'entrata di navi a grand i pescagioni sono i prìnc~pali. Il pro•rresso nelle grnndi costrn.zionì navali porta con sè, naturalmente, il ;i,ogresso nella sistemazioae dei. punti di stazione ~li q'.ies.te navi . La pescagione di 9 metri circa era già quella degli aut1c.h1:ascelh di primo . rap.go a vela, e si sapeva gi~ allora che i luoglu d.1 ancoraggio qei vascelli non er~no quelli delle. freg~te. Sono queste le iclee principali che svolge il Brin nel suq lavoro. Scritto destinato a rispondere a parecchie accuse, cd a megl io chiarire alcuni concetti, ed a preparare in parte le cliscuss.ioni che si do"'. vevano svolgere in Parlamento sull'indirizzo delle nostre cose marit~ time, si risente, diJ'(~rno così, dell'ambiente in cui è sta ta portata la lotta, e più che un'azione unitaria e complessa $VOi ta con procedimento metodico, quello del Brin è un contro attacco a fondo nelle direzioni delle accuse principa li mossll all'ordinamento marittimo mi litare che dal >t873 si venne svolgendo ti no ad oggi . Sarebbe, perciò, cosa sommamente diffici le il seguire l'autore in' tutte le sue dissertazioni e tecniche e finanziarie 6 storiche. Rimandiamo·, quindi, i lettori al lib;·o, affinchè, dopo sentite le parti, possano giudicare della questione con conoscenza di causa e con imparzialità. ·
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E PERI ODIC I LI BRI
Tabelle rel,.tive alltr costitueio••e tlell'ese ,•cilo aust,•o-u,aga,•ico, pubblicate dal corpo di stato mag-
giorP, 3a ed izione, Roma, Voghera. 1880. Il tempo ha convalidato il nostro giudizio sull' uli lità di quest" genere di pubblicazioni statistiche fin da quando vennero per la prima volta alla luce. Le edizioni si succedono non solo per la rinnovazione di fa tti che occorre rcgi$trare, e pcl miglioramento dell'opera, ma ben anche pcrchè si esauriscono con faci lità; il che prova come si cli !Tonclano nel no:.tro esercito le cognizioni sugli ordinamenti mi litari stranieri. La di visione del lavoro di cu i onnunziamo la ristampa, non ha" subito, com'era naturale, alcuna modificazione, ma ciascuna delle parti, Reclutam1mto, OrdinMnento, Quadri ed eff'ettfoi, non che !' Appendice, è più ampiamente svolta,. sia per maf{gior copia di avvertenze, note e dati relativi ai cambiamenti avveratisi fin o ad oggi nell'esercito austro-ungarico, sia per nuove aggiunte sulle funzioni di vari ser vizi. Cosicchò nella ,1• parte sono compendiate molte importanti noLizie circa le posizioni degli ufficial i, oltre ad un interessante quadro sinottico ciel loro reclutamento norrnaie per le varie ar.mi dell'esercito attivo, le quali cose mancavano nella 1• edizione. Non è possibile certo por brevi tà di spazio r iprodurre in questo rapido cenno tutti i principali dati che presentano qualche di versità da quel:i già prima conosciuti; ma il darne un saggio varrà a porre sempre più in rilievo la neces:;i tit mani festatasi di rimodernare tratto tratto l' importante volumetto cli statistica ch3 present.iamo ai lettori della Ri'Vista A!ilitan
La legge 5 dicembre -1868 (Wehrgesetze) prorogata fino a tutto il 1889, ha fissato pel decennio, duran te il quale deve ri manere in vigore, il seguen te numero cl'inscritti di leva: all'esercito attivo cd alla marina 95,i7.ialla riserva di complemento . 9,547 aggiungendo a qncste cirre il numero degl'inscritti della Landwher . 2·1,306 i ri vedibili o inabi li 575,16•1 gli as:;enti illega lmente 74,303 gli assenti temporaneamente 65,029 gli ar ruolati d'autorità . iH si ha un totale di 8,i.1 ,281
L' Au:stria con trentasette milioni e mezzo di abitanti fornisç:e ogni anno all'esercito permanente un numero cli reclute superiore al contingente ·annuo di ,J• cate~oria lcwato in .It~lia, i( qual~ ri:petto alla po,- . polazione dovrebb'essere d1 68,000 uomini, a_nz1chè d1 60,0.00. Ma . pe~ contro noi abbiamo relativamente una forz.a d1 guerra maggiore, po1che mentre in 'Austria i giovani servono 3 anni nell'esercito :ittivo, 7 nella riserva e 2 nella landwhor, in Italia ~ono obbligati a far par~e dell'esercito attivo per 8 anni, della milizia m?bile per i_, .della milizia terri toriale per gli ulti mi 7 anni dell'obbligo al serv1z~o . Il bilancio ordinario della guerra pcl 4881 nella monarchia austro.-· un "arica è stato upproYato in lire 234-,703, 532 , e la parte ~traord 1na;ia in lire -17 ,39:\.,582. Il bilancio dei ministeri della difesa del paesn p·roposlo pel corrente anno è in lire ,i0,~·1,7, 84-7. . L'elTettivo di "norra del l'esercito e della marrna (truppe attive e riserva esclusa la riser va di complemento) , pel decennio 1879-·1889 è dalla' Jearre stabilita come normale in 800 ,000 uomini. "'" il periodo ptir il i;ieno effetto della legge, ci.'ò cie l si· a vCompiuto 0 vera in quest'anno, si ha la seguente forza, dedotte le perdite del fi. /o su 12. classi di leva: 87•1,:\.9"7 esercito permanente '13,879 marina da guerra . 335,655 Landwher compresi i tiratori naziona li del Tirolo . totale 1,22·1,03-1 Pero la fo rza organica sul piede di pace, com presa la parte per,,... rnancnte della Landwher, consta di: 15,fi.35 265 ,04-6
ufficia li truppa cavalli
,i9,5·16.
La forza disponibile per l'esercito mobilizzato è co:;ì composto: eserci to permanente: umcial i truppa cavalli pezzi da campagna A riporta1·s-i,
•
16,2·12 630,937 H7,863 1,714
6,1:7,14-9
i n,863
1,71-1
·446
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Rvporto
M7,il•9
Landwhe·r:
ufficiali truppa ca valli
1,71'1
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5,·1 52.
2.1,i, 538 H,,907
totale 86'6 ,839 ai depositi: uffi'cial i· truppa cavalli pezzi
'162,770
1 ,7H
5,•164 199 ,100
.Per.: qare un'ic~ea,completa della ,pot.enza militare dell'Austria f1tr_ono raccolte nelle tabelle;i di cui si tratta i principali dati, concernenti la m~rina, la quale ha comune con l'esercito la dipendenza dal ministero della guerra. · · Dai medesimi togliamo che il bilancib ordinario della marina pel · ~ 88,1· è stato approvato in lire ·I 9, 5·1~,662 , e la parte · -straordinaria in lire 3,6·18 ,682.. La flotta è composta di H navi corazzate, 2 fregate, 8 corvette,. 9' cannoniere 2 navi a r'uote, 2 avvisi a vapor~, 3 trasport\ ~•.vapore,. 1 nave officina , 2 jacht, 2. monitor pel l)anubro, ·1 O.navi scuqle, 11 navi onerarie, ·I ri~orchiatore . e 5 battelli a vapore, con 237 cannoni pes11nti e. 9·1 leggieri iii complesso. Le notizie condensate , in .questo nuovo volumetto statistico sono. utili ad ogni ufficiale che voglia attendere a seri studi _coi:riparati:isucr!i ordinamenti degli eserciti stranieri; ma le principali dr esse d1ve~tano indispensabili per chiunque voglia farsi un'idea dei mezzi· impiegati da una' naìione vicina per lo sviluppo della sua potenza,. militare. •.
11 ,259 36
Tot.al e generale 1 ,071 , 103
17,i-,029
1,747
In Austria . il servizio ' effettivo sotto le armi prestato dai vari con.'.. ·tingenti, è così ripartito : L'esercito permauonte serve tre anni nei corpi attivi e stabilimenti . ! Gli assegna ti alla riserva :;ono chiamati per scopo d'istruzione· 'tre .volte (ogni due anni) per un periodo non mag&iore di quattro ;:, .sett1mane. La riser va di complemento dovrebbe ricevere un'istruzione di otto settimane. La fanteria della Landwher riceve una prima· istruzione di otto settimane, la cavalleria della stessa un'istruzione di tre mesi . Ogni due armi -le prime 6 classi sono ch iamate 14 giorn i per vol ta per gli esercizi di cornp?gnia e di battaglione e tre settimane tutte le classi per la scuola di battaglione o le. grandi manovre in unione alle . truppe dell'esercito permanente. · L'ordinamento del [andstu1·m, non è un iforme per tut.ta la monarchia . Il Landstwrm del Tirolo e del Voralberg è composto di tutti gli uomini atti alle armi dai 18 anni ai 45 compiuti ,, non assegnati al1'esercito od ai Landsschutzen. Il Landstur,n ungherese è fo rmato e,clusivamente di volonta1:i e di guardie cli finanza e, di pubblica sicurezza, obbligate ad arruolarvisi •quando lr> richieggono le circostanze. Per la parte cieli~ monarchia a_l di qua della Leitha il parlamento mon ha ancora votat'a nessuna legge su l Landstm·m.
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chef d'escadron 'd'artillerie. Carnet de pocl,e de•· officièrs d'arlillerie. 1 voi. in-12, d.'environ 200 pages. Paris, 188), Berger Levr.a ult et Ci•. - Prezzo L. 3,50.
PLESSIX,
H . PLESS JX chef d'escadr qn d'arlill~rie. Ca,•net de pocl,e : à · .. l'tisag~ ,le., so,.~:oificie;.,,' d '' artillerie, pouva,nt, servir· de livre t de chef de pièce. 1 voi. in-12 . de lf;>O pages. P atis, :1881, Bergé1; Levrau) t el Pre~zo L. 2,5~.
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C~r;,e, à l'usage ,les offic iers de marine pour . 18~1. 1 voi. in-'18 de 380 page\,. ~ Paris, 188'1., Berg~r. .L_ e vrault. -'-
Prezzo L. 3,50
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BIBLIOGl-\Af'ICO
BOLLETTINO
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tUp lon iati e p r us.,ieirne, d ep u is l a p'aix de Prèsbmirg j 1111'! ,1'au tra ilé ,tè Tilsi ll . Un voi. in -8° de 3;16 pages. _ Par1s, '1880, Dentu. - L'autore, già favo revolmente noto per la sua precedente pubblicazione l:.e., c apit't'tla·t iot1 s naili-· lttires · de l a 1•,·u1111e e n t80G-:1S0 7, ba testè dato alla luce questo_ suo n uovo lavor o storico, nel quale espone la CO(ldotla d~lla diplomazia francese dalla pace di Pr esburgo al tra ttato di 1 Jls1tt, . ed è soprattutto interessan te perché compilato in base a, mol~1 d~cumenti, . la mag-gior parte inediti~ ricavati dagli a1ch1vi dei mmisten della guerra e de.gli esteri.
·v ASSILl~ N,
lieuten~nl d'~ r Lilh'::rie dans l'ar mée roumaine. O p é• r,".1·, 0~111 ,le . l a1·u1ee rottuu1,i u e 11e,ul,u it ltr g uerre de I _uulependtu lf:1•. J ou1•11al tl'11n <>//icier. Un voi. in-8• de bO pages avec cartes. - Pat>is, 1880, Dumaine. - Giorno per giorno, sono narrate le operazioni corri piute dall'e:5er ci to ru . mano nell'ultima g uerra d'Oriente.
.Èlud_e sur l a . f orti/ foalio u semi-pernattneut e, · par un offic1~r d_u genie, avec de nombreuses tìgures dans le texte. Pu bhcatwn de la Rétrnfou d e s o fficie,•s . - Paris, '1880, Dumame. - ;rezw L. 2. -- St~clio ~otevole, in cui l'autore prende m_esame lunp1ego d_ella fort1ficaz1one ·semi-permanente, ed esa. mina q ua_h _n~ siano I profìl1 ed i tracciati più utili. Vi si trovano ~olle not1z1e mtorno a ll'impiego della for tificazione nelle guerre d1 questo s ecolo, specie m quella d'O riente del 1877. ..MÌNISTÈRE
DE LA GUERRE, Gt·(U)Ull tr fre e t com1,0 11itfo1t f r~11çt1it1e. ln-18°, de 324 pag. - Prezzo L. 2.
llr_illu11étique e t s istèm e m étr itjue. ln-·18°, de 230 pag. _ Prezzo L. '1,60. · G é ouÌétrie . In -18°, de197 pagesavecfio-ures dansle texte P l"èzzo L. '1,60. " · · ,. , Tupograp/Ui!. l n-18°, de 182 pag. avec figures dans le texte. · fablea ux et cartes. - Prezzo L. ::!.
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For Ufication de c am11agne . In '18°, de '191 pag. avec figures dans le lexte. - P r ezzo L. 2. GéorJ ra.ph ie . In-18°, de174 pages avec' carte~. - Prezzo L 3 - Paris, '1881, Dumaine. .li'el d- Tascl,,•,1bucl, / iir Ge11 ie - 1•i1d Pio11ier-Offizi e1•e. Ver-
fassl. von mehreren Offizieren des k. k. Gen ie-\Vaffe und des k. k. P ionier-Regimenls. (Manuale da campo tascabile per gli ufficiali del genio e dei pionieri, compilato da parecchi ufficiali dell'arma del genio e del re ggi mento pionieri). - Vienna, 1881, W aldeim . - Il lihN comprende d ue parti: nella prima sono in modo s ucci nto, rna assai chiaro, raccolte le notizie più necessarie ad avere sott'occhio riguardan ti l'es e1;cilo in campagna, il servizio campale, la tattica, e le competenze; nella seconda, la più estesa e che abbraccia 541 pagine, trovasi tu ttociò che interessa il s ervizio del genio e dei pionie1·i in guerra, specie per la compìlazione di disposizioni e di progetti, la _d irezione di lavori ecc. B: un pregevole lavoro che tornerà di somma utilità non solo agli ufficiali del gen io, ma pur anco a quelli delle armi di linea comandanti i plotoni zappatori . '172 tavole e numerose fi gut·e intercalate nel tes to ne accrescono il pregio. I
.J. H EILMANN, Generalmajor. l<'el dmar 11clu 1II l<'iirs t lflred e. (Il mareHciallo p1·incipe Wrede) - Lipsia, 1881, Ducker e Humblott. - P r·ezzo L. t5. - li maresciallo \Vrede ebbe la ventura di guidare le truppe bavaresi dapprima sotto gli ordini dell'imperatore d'Austria, poi cli Na poleone I, e fina lmenle degli alleali, e d'essere da tutti stimalo e onorato. La sua carrit:lra polilico-mil itare fu delle più brillanti ed abbraccia uno dei periodi più interessanti de lla s toria della Germania. li generale Heilmann ne tesse una particolareggiai.a biografia, e mette in r ilievo le esimie doli del maresciallo non solo corne soldato, m a anche come uomo politico, nello s tesso. tempo in cui fa un'esame rimarchevole delle condizioni militari e politiche della Germania e s egnatam11nte della Baviera in quell'epoca . .R.'W1 LLE, major in der F ussa1•tillerie. l!e b er d i e Alew a(/ìm u g ,ler l<'eldat•t ill e r i*'. \Dell'armamen to dell'artiglieria da campagna) . - Berlino, 1880, Bath. - Prezzo L. 9. - L'opera del maggiore Wille (già favorevol mente noto nella letteratura militare pel suo precedente lavoro· « ll materiale d'artiglieria da campdJ tedesca dal 1873, " del quale venne poco tempo addietro fatta u na seconda edizione) si ~i vide in due parti. Nella prima son presi"in ..esame i principii generali dei vari sistemi d'armamento, relati-
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BOLLETTINO
BIBLI0GRAF100
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vam~~te al calibro, alla proprietà balistiche, alla mobilità e al ~umz1onamento dei pezzi, adoLtati presso le principali poLenze di Europa. ,La seconda parte tratta minutamente della costruzione dei cannoni. È lavoro assai commendevole. ·
1J,m,ebtmgs;lu:1rle von Pre~ysl. Carta dei dintorni di Premysl ~Ila scala di 1:75,000. Compilata dall'istituto topografico militare 1 foglio . - Prezzo·L. 1,40 in nero, e L. 2,10 in colori.
RaHg•und Qm~rtierliste der . liaiserlichen 1l'larine fiir das Jal,r t.881. (Annuario della marina i,mperiale per l'anno 1881). - Berlmo, 1880, Mittler figlio. - Prezz,i L. 3,75.
lfmgebungskarte von liascluiu. Carta dei dintorni di Kaschau, alla scala di '1 :75,000. Compilata dall'istituto topografico militare. 1 foglio. - Prezzo L. 1;,w in nero e L. 2,10 in colori.
E.
Le Sahara occi1le11lal. Carte d'après trois pèlerins de l'Adrar, 1 feuille jésus. - Paris, 1881, Chalamel. - Prezzo L. 3,50. .
iVJASQUERA·{.
Carte e piarii.
J. B. BARBIER. Carte de l' Afrique phisìque, 1 feuille raisin, 3 couleurs. - Pal'is, 1881, Cballamel. - L. 2 ,§peciall.arle.,ler ,,.,,terreicl,iscl,-ungarisclien 11:lonarc · h te. · e ar ta speciale della monar:chia austro-ungarica alla scala di ·1:75,000, compilata dall'i. r. is~iluto topografie~ militare. 16" puntata. Zona 2, foglio X Bodenbach e Tetschen, 2 XIII . H_~rrachsdorf; 3 XIV Trautenau e Politz, 3 XV Schonau pressò Bobm-Braunau, 4 XII .Tungbunzlau e Libau, 5 XV Senftenberg, 6 ,XIJI Caslau e Chrudim, 7 XVII Weisskirchen in Moravia, 7 XIX : eschen, Mistek e Jablunkau, 8 XII Kamenitz, .8 XV ~osko,~11Lz e Blansko, 8 XVI Prossnitz e vVischau, 8 X ~II I'1..r'3ms1~r e Prer~u, 9 XI '.Viltingau e l\foldauthein, 9 XV II Ungar1sch-Hrad1sch e Ungarisch-Brod 9 XXII Hohe Tatr~, 10 XI Budweis e Gratzen, 'l'.l XXI Dettv~ e Libethen _ Prezzo di ciascun foglio L. 1,50. ·
llllgemeiner Handatlas in 86 liat•te,a ,nit e,•ltiute,•udem Text. Atlante generale in 86 carte con testo s piegativo. Si pubblica dallo stabilimento geografico di Velhagen e Klasing in Lipsia, ed esce in '10 puntate, al prezzo ciascuna di L. 3. 1' Puntata: Carta delle· popolazioni del mondo, carta della religione del mondo. Carta della regione polare settentrionale , alla scala di ·1:20:000,000. Carte annesse: Nowaja Semlja, sud-ovest della Groenlandia, Spitzbergen, e le isole degli Orsi. Costa est della Groenlandia fra il 72° e 77' di latitudine nord. Secondo i rilievi della seconda spedizione tedesca al polo del nord '1869-1870. Carta della r egione polare meridionale , alla scala di 1,73,000,000. Carte annesse: Isole di Kerguelen, il territorio di Vittoria, gruppi delle isolè della Polinesia. Carla della provincia della Slesia alla scala di 1:1,250,000. Hannover, Schleswig-Holslein e piccoli stati della Germania settentrionale, alla scala di 1:1,000,000. Carte annesse: Principato di Birkenfeld. . Carta della provincia di Brandeburg e dì Posen, alla scala d1 U,3;50,000. I paesi del Nilo alla scala di 1:12;000,000. Carta dell'Africa, alla scala di 1 :23,000,000. Carta della Senegambia, alla scala di 1:8,000,000. Coste dell'Oro e territorio del Capo alla scala di 1:8,000,000. Africa del sud, alla scala di 1:13,250,000.
RtCHARO ANORÉÉ's .
Specialkm•te von llt1garn. Carta speciale dell'Ungheria alla scala d1 1:144,000, compilata dalltistituto topoo-rafico militare · 16a puntata. G 14 Dintorni di Palanka e Vukov;r G 15 R ·. V r banJe, · .F .·14 n·Ja Jwv~r e Samac, L 14 Krassova' e Sleierdorf.aca e Prezzo d1 ciascun foglio L. 1,40. · Barie ,Jet• limgeget1d tmn Scl1leswig in G lllii.ller e t d . d' t . d' .... ara ~1 m orm I Schleswi~ in 6 fogli, alla scala di '1:25,000. Compilata dallo stato magg10re· prussiano. _ Prezzo di c· · ~ 0'1· L 9 "O 1ascun 10., IO ••,o • Barie det• limgeget1d von Gostar in ,t Blii.tteru. Carta . dei di~torni di Go~lar in 4 fo~li, alla scala di 1:25,000. Compilata dallo stato magg10re prussrnno. - Prezzo di ciascun foglio _ L. 2,50.
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. BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
7'opor1rap~i·i scl1er .4 tla.i ,te,• Scluoeitz. Atlante topografico della Svizzera, alla scala di '1 :25,000, compilalo dallo stato magg,o:e svizzero, ;l4" puntata. Fogli: 8 Muttenz, 13 Schlei tbe1rn, io Neunkirch, 65 ,vinlerthur, 67 Kiburg, 159Schwatnendmgen, 2'10 Yolketswil, 217 Lichtensleig, 218 Fla\vil, 220 Brunnadern, 231 WatLwil, 234 Kappel. - Prezzo della puntata L. 22.
DELLA GUERRA DI MONTAGNA /
III. Non per far teorica inutile, ma pel' mettere nei più precisi termini che mi sia possibile uno ,degli argomenti principalissimi della guerra di montagna, quello cioè del concorso dell'arte ingegneresca nella difesa, io dirò : la difensiva. montana, bene intesa, deve consistere di i/n insieme di atti essenzialmente 'difensivi e di atti offensivi. Qual parte convenga assegnare a quelli e quale a questi lo sappiamo benissimo, lo dicono i luogh i, il buon senso, la esperienza, la storia, lo insegna maestrevolmente il libro del Kuhn; qi6anta, dipenderà dalle condizioni dei lLwghi stessi, dai casi, dalla quantiU.1. e qualità dei mezzi difensivi ed offensivi di cu i può fare uso tu difesa, dal carattere e dallo spirito d~i popoli e delle mil izie, dall'indole della guerra. In tesi generale però, si vorrà, mediante una combinazione della natura e dell'arte, opporre alla invasione quell:l maggior resistenza.che sarà possibile cogli intoppi frontali, cogli attacchi di costa, di rovescio, operando sui suoi fianchi e nei suoi interval li . Le milizie e le strade ( cioè tutte le vie che si offrono a piede umano) sono gli elementi primi della difesa attiva; quelli della difesa passiva, per quanto spetta all'arte, vale u dire come complemento u quanto ha fatto la natura, sono le fortificazioni, e le rotte delle strade, col sussidio dell'artiglieria. Questi mezzi materiali, for-
Il Direttore ORESTE BARATIERI Maugtore net Bersaglteri.
ANNO XXVI, VOL. I .
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DELLA. GUERRA
DI MONTAGNA
tificazione, artiglieria; rotte, nella difensiva, in paese impedito anche più che in paese sgombro, valgono sino ad un certo punto a con{pens~r? la m~ncanza o il ri~parmio di una maggiore o minore quantità d, lorza viva. Ma la fortificazione e l'artigl ieria possono essere adoperate~ in rn~do assolutamente difensivo, cioè per impedire il passo al '.iem~co,_ o 1~ ~odo da poter servire anche di base ed appoggio agli atti offens1v1; mentre le l'otte non poss@M aver altro valore l~caJe che di assoluta difesa passiva. Da ciò la distinzione delle opere d1 sbarramento e'delle opere di protezione o d'ap'poggio, e quindi · pure le opere di carattere misto, che servono a quei due offi.cii. Ciò posto, è egli vero che non si abbiano ancora idee chiare e abbastanza p_re~:s~ intorno alla fortificazione di montagna, dappoichè le nuove art1g!tene sono venute a sconvol"ere la teorica dell'arte mgegneresca? Dopo che si è tanto discorso, studiato e lavorato, speci_almente in Francia, iu Austria e in Italia, in quest'ultimo decenmo? - Non esito a rispondere di no. Quando il cannone d'assedio prussiano, dieci anni or sono, colla sua gran portata e precisione e co!l'effettò formidabile dei suoi pco·ietti, venne a confermare peu tante riprove ciò che aveva "Ìà accenaato il.cannone it,a1iano dieci anni prima, ad Ancona e aGae.~a e a destare l'ingegneria militaue dal sopore in cui la avevano iin~ mersa le accademiche disquisizioni sul merito relativo dsi sistemi, l~a~tionato _e ~oligonale, .la fortificazione montana presentava tre t1p1, o gradi ,, c10è : 11° la vecchia lirvea di sbarramen to ehe chiudeva ermeticamente, nel modo più assolwto, i,J passo p~r una valle ~btravers~ta da una strada rotabile; 2° la vecchia fortezza (o groS"so fort-e bastionato), neUe valli o agli sbocchi; 3° iI piccolo forte di sbaii-ramento, nucl'eo difensivo posto a "Uardia d'una strada come certi antichi castelli-, ma derivato d\l,lle- idee mo·dellne della fo~'tifìe'a- ' zione poligonaJle. Quest'ultimo tipo ci si offriva se"natamenbe sulla frontiera austriaca verso l1Italia nelle montaO'ne ~neridiona;li dell'alta valle dell'Adige; gli altri due nelle nostr: Alpi occidenta.li in Franciiai, in lspagna ed altrove. . ' Contro il nu~vo ca~111on~ tutto ciò che prilna esisteva nun poteva bastare, perche la s1tl.laz1one e la potenza delle opere si,no allora cos~rui te erano basate sulla gittata e sugli effetti delle antiche artiglierie. Ora lo, assalitore poteva trovare luoghi •adatti, fuori, del ter•
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reno padroneggiato dall'opera del difensore, per piantarvi le sue batterie a lunga gi ttata, e in breve tempo po tea ridurre un mucchio di rovine quell'opera· che mostrava tanto muro ed offriva cosi buon bersaglio. Fu proclamato addirittura il trionfo del cannone sulla, fortificazione, e trascorrendo, secondo il solito, all'esagerazione, si venne a dire inutile spender tesori in forti e fortezze anche nei monti, cui conveniva sostituire semplici batterie ben situate ed armate di buone artiglierie; che in sostanza l'elemento primo della difesa doveva essere, non quell'opera di muro o terra, ma il cannone. C'hiuder dunque i passi principalmente c,ol cannone; sommini.stràre appoggi alla difesa attiva principalmente col cannone; pel che doveano bastare p9ste da artigl ieria nei luoghi a ciò adatti, costruite a modo di batterie da assedio o da costa, e strade per andarvi. O· al più al più, per le batterie più arrischiate, per quelle di prima linea, di sbarramento, che potevano essere avvolte e isolate, una forma d'opera difensiva chiusa alla gola, da poter resistere per al,cuni giorni ad attacchi di fianco e di rovescio di semplice fanteria. Al resto provvederebbe la d\fesa attiva. Tale spediente quadrava benissimo a chi si trovava con qualche tratto di frontiera montana aperta e con qualche sospetto di guerra vicina, mancandogli il tempo ad afforzarsi in altro modo; e dovea pure piacere a chi considerava la difesa montana frontale ~oltanto come un sussidio di primo momento per guadagnar qualche giorno nella preparazioRe della guerra grossa campale risolutiva, come ac-' cennai da principio. Ammesso tale concetto, la fortificazione montana poteva benissimo, anzi doveva, ridursi a quei minimi termini, -eccettochè forse in qualche punto ove convenisse far tenace resistenza per isconnettere l'offensiva nemica. :Ma svanito il primo sgomento, l'ingegnere militare non ebbe a durare gran fatica a dimostrare che l'opera sua poteva !essere ancora molto utile per la difesa montana, per altri modi che quel semplice sussidio all'artiglieria e la rovina delle strade. Fu fatto osservare che le antiche opere ~i fortificazione, specialmente le chiuse, con certe modificazioni ed aggiunte, avrébhero potuto soddisfare anche per lo avvenire al compito loro, o per lo meno non sarebbero rimaste affatto inutili, purchè fos·sero munite di potenti artii lierie. Nuove forme e nuovi spedienti di costruzione furono pro-
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DEL!,A GUERR A
posti per dare maggior potenza resistiva alle opere di forLificazione; cuoprirne le muraglie, interrarle, cornzzarle di ferro, ridurle a sotterranei coronati di torri metalliche, fisse o girevoli , aumentare le dimensioni e la solidità delle parti e:;poste al cannone nemico in proporzione dell'aumenlata potenza di questo, tanto più che dalle esperienze fatte ris(Lltava che questa potenza aveva un limite cui l'arte della fortificazione poteva fare buon r iscontro senza uno sproposita.o eccesso di lavoro e di spesa, e la semplice terra offriva pur sempre un'ottima materia da riparo contro l'artigl ieria. Finalmente poi il prob lema capitale della ingegneria militare per In difesa montana rimaneva lo stesso di prima; ridurre al minimo possibile lo spazio utile per l'attacco, ed avere su quel minimo sp'azio un tale predominio di fuo co da rendere, se non impossibile, almeno moltissimo difficile pericoloso e dannoso all'avversario lo stabilirvisi con truppe ed ar~ tiglierie. Dei tre termini fondamentnli di quel problema, uno il . . ' pnnc1pale, la montagna, è immutabile, e se il sito di una od altra vecchia opera non è più atto al bisogno e non può esser corretto, altri se ne possono trovare migliori per nuove opere; gli altri due tannini , la rol)ustezza delle opere e la potenza del fuoco , hanno un punto sicuro di riscontro, la potenza cioè dei mezzi di distruzione di cui possa far uso il nemico, e quindi sono interamente soggetti al la volontà della di fesa . Non potersi accetr.aee, nello interesse della difesa stessa, la sostituzione in ogni luogo o caso di semplici batterie messe al sicuro da un soprassalto di poca fanteria ad opere che sbarrano effettivamente e colla massima efficacia le strade, che possono resistere a lungo agli attacch i frontali, di fianco, di rovescio di truppe e artiglierie, somministrare appoggio ed anche rifugio, sino ad un certo punto, a truppe mobili, risparmiare la precipitosa rovina delle slrnde, e da ultimo conservare in certo qual moclo il dominio militare del paese anche quando il nemico lo abb ia maLerialmente occupato , pel caso d' Lm cambiamento della sorte della gu erra, o come peso in bilancia nelle trauative per la pace. Le batterie poter si essere utile complemento acl opere maggiori, per avei· fnochi su certi punti che sfuggono all'azione cli queste, o lìant:heggiamento, o fuochi di rovescio, o massa di fuoch i '.convergenti colà dove l'avversario potrebbe porre le sue batterie; ed utili pure in taluni punti predestinati a servir di appoggi o capisaldi. a certe prefisse posizioni difens ive.
DI '.IIONTAGNA
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Frattanto però i recenli esempi i étella validità delle opere di terra improvvisate, prima nella guerra germano-franca, poi in Ispagna, e da ultimo nella guerra d'Oriente, davano gran credito alla fortificazione occasionale, che si può appunto improvvisare quasi dappertutto, a modo di sorpl'esa, in pochissimo tempo e con ispesa minima. Tanto ella è seducente, che le menti più svelte parvero correre sino a volerla sostituire di pianta al la fortificaz ione stabile: e in questo·sem:o fu detta fortificazione dell'ao'IJenire. Ma lo usarla proprio sul confin e, serbandola all'ultimo momento, appariva un eccesso di fiducia e d'audacia anche al_più comune buon senso; e la questione si ridusse allo adoprarla sì anche a quell'uopo, ma prepararla per tempo : aver così opere di minor durata delle permanenti, ma delle stesse dimensioni, clellastessa forma su per giù e cli suffici ente robustezza, e con gran risparmi o cli tempo e denaro. Ne derivò una fortificazione veramente mista, molto più massiccia o completa della improvvisatn e di quella che veramente merita l'epitelo di occasionale, una fortificazione che rich iede non già poch i giorni, ma settiman e ecl anche mesi di lavoro, e può durare alcuni anni senza bisogno di grandi ristauri. Ma nell'attacco da presso, per la difesa sino agli eslremi, ella è sensibilmente inferiore al la fortificazione permanente, la quale inollre offre molto maggiol'i e migliori ricoveri per alloggia.mento e riposte. La vera fortificaz ione occasionale nei paesi montani rimane serbata a complemento della for Li ftcazione stabile o mista in seconda o terza linea , là dove insomma non sia da temersi attaccc, nemico di primo momento, ed allo npprestamento a difesa di posizion i eventuali sul principio o nel seguito delle operazioni. Oggi si hanno dnnque i seguenti tipi di fortifi cazione montana: a) Nuovo forte cli sbarramento; b) Antico forlc _di sbatTamento con modificazion i ed aggiunLe; e) Antica linea di sbarramento, con modificazioni ed aggiunte; , d) Tagliata, opera secondaria attraverso alle strade, complemenlare di opera maggiore; e) Batteria, .complemenlare di opera maggiore, o d'appoggio, sia per battere qualche stretta o passo, o spalleggiare qualche rotta, sia per rafforzare a:ualche posizione da difendersi colle truppe;
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DELLE GUERRA
/) Forti e fortezze di protezione o di base, d'antico tipo . modificato e corl'etto, o di nuovo tipo (grnppi di opere, fot'se anche semplici batterie). Ma nell'applicazione, dopo avere provveduto a ciò che è assolutamonte indispensabile, e poi a ciò che appare necessario ad occhio. scrutatore, e poi a ciò che potrebbe esser utile, a misura che sopravanzi tempo, perdm:ando i timori, si scivola di leggiei·i al superfluo, come sempre, e si giunge a non credersi sicuri se non si turino tutti i buchi:. si ritòrna insomma per altro yerso ai cordonì dìfènsì'V"i. Non dico che siamo già tanto innanzi, oh no; ma v'è chi cammina già per quella via, se non m'inganno. Se non che, appunto nell'applicazione vediamo sorgere, o meglio già sorti, due concetti informati a temperanza, quindi contrari aiffatto a quell'abuso. Son pochi anni che il ·Kuhn 1·accomanclava per la montagna i piccoli forti da tenersi con piccolissimo presidio (40 a 50 uomini) per evitare soverchio sparpaglio cli forza viva. Ora vi è chi pensa che possano bastare, come apparecchio per la difesa montana, robuste opere di sbarramento sulle principali linee d'invasione, a qualche distanza dal c·onfine, poderosamente armate e capaci cli alcune centinaia d'uomini, e che al resto, più indietro, si potrà provvedere poi, a suo tempo, a misura del bisogno, colla fortificazione occasionale, 9 meglio improv':isata. L'applicazione della fortificaz ione stabile si ridurrebbe dunque ad una sola linea. Si fa assegnamento, è vero, suJ concorso delle rotte, e più ancora su quello della difesa attiva. Pur non di meno si può domandare se contro nn nemico ardito e impetuoso, che faccia punta sui monti negli intervalli tra quei forLi, il giuoco della difesa attiva, che non può eseguirsi per altro modo che mediante spostamenti delle riserve, debba credersi abbastanza assicurato per virtù di quei soli forti di prima linea e di qualche fortificazione costrutta lì per lì, in fretta, cui potrebbero mancare il tempo e le braccia, e che ad ogni modo, pei:chè non sia presa di soprassalto mentre le truppe di riserva ne sono discoste, richiederà maggiore presidio di quello che occorrerebbe per opere molto più solide costruite prima. Non potrebbe darsi il caso che una riserva tornando da una impresa sulla periferia del suo scacchiere trovasse il nem ico nel suo nido e dovesse combattere ancora per rimettervisi? E non riuscisse? Oppure
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ch'ella dovesse rinunciare ad uno di quegli efficacissimi atti controffensivi, o troncarlo a mezzo, appunto percbè la sua posizione di base fosse minacciata da truppe avanzantisi per la montagna? Ma ecco che per rimediare a ciò ·sorge l'altra idea di fonder~ insieme e ridurre una cosa sola lo $barramento e la base della difesa atti va; adoperare cioè la fortificazione stabile a ~repar~:e ba_si di difesa attira che sbarrino nel tempo stesso le lmee d mvasione. Questo ripiego però ~on è applicabile dovunque, e~ è . facile che conduca all;uno o all'altro di questi due inconvenienti: o sbarramenLi troppo ritratti, o basi troppo.avanzate. Di vantaggi certi si ha. questo solo : risparmiare opere, spese e spicciolamento. ~ta a vedere se militarmente parlando, questo sia compenso sufficiente aali svant~<rni che possono ·risultare alla difesa, sia dal ristringere o oo , I · t volontariamente il proprio campo ed accrescere cosi a nem~co ~ facilità della convergenza delle sue forze, sia dal portare , suoi centri cl' azione nella sfera dei più faci li aggir.1menLi dell'avversario. Pure, tanto di verse possono essere le condi zioni topografiche dei paesi montani, che non si può esclucl~rè, ~ po.re: mio, dal novero delle sensate applicazioni dP.lla' forl1ficaz1one dt montagn~ n~ l'uno nè l'altro -di quei due modi, specialmente per quelle reg1om ove i monti siano aspri ed impervii in sommo grado . Per ciò ne ho parlato a parte, come di eccezi one alla regola generalo. . Quanto all'altro mezzo di difesa, le rotte, che veramente m passal; non fu usato nei monti in così grandi proporzioni come pare che lo si voalia usare nelle future guerre, ricavarne più vantaggio che dannù dipended1. dal criterio e dalla calma di chi ~o adope~·a. La strada rotta non serve al nemico, ma neppure a no1. La mtna vicina al confine può esser fatta scoppiare troppo presto, o senza vero bisogno, forse senza ordine o contrariamente agli ordini cli chi dirioe la difesa locale o generale; oppure può essere abbandonata, sve~tala, occupata dal nemico, insomma restare inutile. Ad un'a l~ra mina più indietro alcuno può dar fuoco mentre qualche partito della difesa si trova tuttavia più oltre, o vien da tergo per !J,Vanzarsi appunto per quella ·via. E da una. all'al~ra, nel~o. spazio ,cli poche ore, può nascerne un tal rovinio da tagltare la 1:itirata. o I a~1inzata a chi sa qllanti e quali drappelli o colonne, lorse con se-
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guito di traini o salmerie, e produrre qualche grave sconcerto e danno. E come rimediarvi allora? ... . Ad ogni modo la difesa attiva ne rimarrà incagliata, é tanto piu I)Oi il passao-o-io o~ all'offensiva , · quando fosse opportuno. Percliè, o si tratta di piccole rotte isolate, come sarebbe un ponte fatto saltare, e allora se a noi sarà far,ile riaprire il passo, Jo sarà pure al nemico, dunque danno inutile; o la rotta è. tale da annullare affatto la strada, rompendola per gran tratto rn luogo difficilissimo o in molti punti di se1ruito e in tal_ caso, lo ripeto, il nemico dovrà sì rinunciare a q~ella vi~, ma noi pure dovremo rinunciarvi . E pure le rotte efficaci sono, senza dubbio alcuno, queste seconde. Ma, si dice, almeno sulle vie principali le mine si porranno sotto il ti_ro di qualche opera, cosicchè con poco guasto, facilmente riparabile da parte nostra, opporremo al nemico un ostacolo che gli , sarà ben difficile superare; e di più avremo proprio la miccia in pugno, e la mina non brillerà nè tNppo presto nè troppo .tardi. È però ovvio chiedere se in quelle condizioni debba essere davvero necessario, o mo lto utile, romper la strada. Io son d·avviso che le opere cli sbarramento debbono avere per iscopo non solo di chiudere la via, ma ancora cli conservarla in potei· nostro , almeno sin che portano i loro cannoni. Rompere le strade è già un segno cli debolezza e di rinunzia al vigoroso operare. Può sorridere tale idea come un ripiego temporane~ per chi non abbia miglior mezzo di difesa sopra un tratto di frontiera aperta, mancandogli il tempo o la voglia (non dirò il danaro, chè sarebbe ingiuria in. questo caso) , a provvedere altrimenti alla propria difesa. E può essere conveniente e giudizioso il farlo, purché a momento o~portllno, su certe 'linee troppo più vantaggiose all'attacco che alla difesa, e su certi tratti di una lunga e svariata frontiera mori.tana, ai ·quali veramente si confaccia in ogni ca:;Ò la. difesa assollltamente passiva. Allora quel tratto di frontiera poLrà · essere custodito con pochissima gente, e le milizie saranno meo-lio 0 raccolte là. dove sia piil utile la loro presenza. Insomma le rotte non debbono essere considerate come principal mezzo di difesa, ma soltanto come un complemento delle fortificazioni. Val quanto dire che non $0 ne deve far uso se non quando , quanto e dove sia propriamente necessario e indubbia-
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mente vantaggioso. Oltre di che, tutto il servizio delle mine (custodia, vigilanza, caricamento, accensione) donà essere preordinato stabilmente, affidato a persone sicure e tranquille, di quelle a cui non si scalda la testa, e sottoposto a ·nonne semplici e precise che determinino la dipendenza dai comandi dei forti o delle truppe più vicine e dal comando della zona. È chiaro il vantaggio dello avere da presso a ciascuna mina staccata o serie cli mine una stazione telegrafica od ottica per corrispondere coi sopradetti comandi. In una zona accentrica non troppo ampia, il servizio delle mine, eccettuate forse quelle di prima linea, potrà. far capo direttamente al comandante della zona. · Da questo breve cenno analitico dei mezzi cli difesa ferma nei monti, venendo ora ad una sintesi anche più breve, per quanto concerne l'appli cazione in granclè dei mezzi medesimi, farò osservare: ,1°.Che quanto più una regione o zona o partita montana sarà alpestre, dirotta, impervia, e tanto minor campo vi troverà. I~ fortificazione, riducendosi a qualche piccola opera, come tagliate e batterie, e tanto maggiore invece ve lo troverà la rotta delle stra.de; ,2° Che all'opposto le regioni montane yiù agevoli vorr~nno più fortificazio~i e meno rotte; , . . 3·• Che in una regione monta.na mollo estesa, smuosa e diversa si potranno· avere tratti ove-predomini l'uno di quei due mezzi, e tratti ove soverchi l'altro. Così, per e$empio, in certe parti rientranti, non atte a.gli sbocchi offensivi, ma. corrispondenti a minacciose sporgenze del territorio onde può venire l'avversario, e così .pure sui fianchi di q1ialche parte sporgente, bene adatta all' offensiva, potrà essere conveniente lo adoperare a preferenza le rotte, mrntre alla fronte delle parti sporgenti o.retti linee si converrà l'uso delle fortitìcazioni; 4° Che le rotte potranno essere adoperate, come mezzo di est.rema difesa, anche là dove da prima fosse preferibile \:uso delle fortificazioni, a.llorchè questo o rimanga vano o sia esaurito, o che il difensore si vef('ga costretto a togliere la massima parte delie sue f~rze mobili (le riserve) da una parte del suo campo d'azione per pprtarla in altra alquanto lontana, mentre anche quella prima si~ dnll'avve,:ario _• non abbastanza difesa fortift-
ì\iata
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cazioJ?,i. In tal caso le rotte potranno essere predisposte sin dal tempo di pace o improvvisate, anche sul terreno già occupato dal nemico, :mediante scorrerie di audaci drappelli o col cònoorso degli abi:tanti; 5° Che sopra una stessa gran fronte montana la fortificazione :potrà essere applicata in modo, o meglio in grado diverso, per delibera.lo proposito derivante da considerazioni di convenienza strategica, cioè con maggiore ampiezza e solidità in alcuni tratti, come principal mezzo di difesa (per esempio alle aÙ o al centro) e più parcamente e alla leggiera, come mezzo di difesa accessorio, negli altri tratti. Ne verrà di conseguenza che in questi ultimi la intensità eladuratadelladifesa dipenderanno dalla quantità delle truppe che vi saranno impiegate, vale a dire dalla volontà del difensore. E qui la preparazione delle rotte potrà essere un argomento sussidiario molto conveniente pel caso che le intenzioni del difensore circa il grado della resistenza da opporsi allo invasore in quelle parti cambiassero da ultimo, per qualsiv0glia motivo strategico o politico, perocchè anche in quel caso le rotte verrebbero a supplire alla mancanza o alla insufficienza della fortificazione. Ma se questi aiuti materiali di cui parlo sono efficacissimi per la difesa delle montagne, non ne viene di conseguenza, no, che non si possa e non si debba difendere vigorosamente quella regione montana ov'es.;i non siano stati preparati innanzi tempo; che deb· basi considerarla aperta perchè non sia seminata di forti e di ruine. Le mpi e le strette vi sono, e se v'è anche gente di cuore e di polso, . cui non manchino i capi, le armi, gli ordini, molto si dovrà sperare di quella potenza. che nasce dallo accordo delle tre grandi forze vive, mente, cuore e braccio, e al cannone, dove manchi, supplirà la carabina, e quei materiali aiuti d'opere manuali che siano più acconci a rafforzar la difesa, non perfetti ma sufficienti , saranno :mprovvisati. Perchè non dovrebbero sapere e poter fare per la difesa del loro paese i fieri montanari delle Alpi o dei Pirenei ciò che fecero non ha guarì Tùrchi e Russi in paese straniero e in luoghi assai meno inaccessibili? Nol se'pperò e nol poterono quei delle Alpi dinariohe ultimamente, perché troppo, troppo loro mancava: numero, accordo, capi, disegno, arte, disciplina, e ·pet·chè que11e ·10ro montagne, strane e difficili quanto si voglia; mentre hanno pendii aspri e dirotti , hanno però a breve altezza ripiani e dossi ampii, pratica-
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bili, su cui si può marciare e combattere. - Se dunque quegli aiuti vi saranno. tanto meglio; e debbono infat.Li esser procurati: ma non, dimentichiamo che anche nei monti, sopra tutto nei monti. lo istrumento primissimo di guerra, sia per difesa, sia per offesa, è tuttora, . come sempre, quello che pensa, sente ed opera, l'iwmo.
IV. Dopo che si videro, dal 096 in poi, eserciti, non molto grosfìi a dir vero, attraversar le montagne con facilità meravigliosa e cac- · ciarne il nemico alla spiccia, come forse non avrebbero potuto fare,. se si fosse trattato d'un gran fiume, le lungaggini di certe guerre di montagna dei passati tempi parvero strane ed •assurde, da non poLersi spiegare che pel modo on d'erano allora costituiti gli eserciti · e composti i quadri e per quello in cui allora si faceva fa guerra. Si misero in conto i vincoli imposti dalle Corti ai capitani, la. svo~ gliatezza e indisciplinaLezza di quei boriosi generali e ufficiali cortigiani, gli spiriti e gli interessi delle milizie mercenarie, i lunghis.. · simi quartieri tl'inverho, le brevissime èampagne, oltre le pessime · strade e le difficoltà della vittova.glia; se ne concludeva inutile farne oggetto di studio, e si abbandonavano ai topi quei libracci che ne trattavano . I nostri 1iori e i nostri maestri ci dicevano: do\'e passa u.na capra deve saper passare un uomo; e poi: tlove passa un uomo passa un ·esercito; .... ergo dove passa una capra passa un esercito. Non c'è che dire! Era insomma uno sproposito più madornale di quelli che sono stati detti poi intorno alla onnipotenza del cannone e all' inutilità delle fortezze: e doveano bastare a. dimostrarlo la guerra elvetica del 1799, la difesa del Tirolo, le guerre iberiche, quella ·del Caucaso e persino certi momenti della guerra ellenica. Ora la guerr di montagna venà.a presentare un aspetto che per alcuni riguardi1 qualche rassomiglianza con quello ch'ella presentò nei secoli assati, specialmente nelle Alpi occidentali. - Venga oggi un ~apoleone con 300 e più mila uomini ad imbattersi in una gran rè~ne. montana, larg,a e profonda, preparata a
;,rà
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-difesé1 come ho detto nelle pagine precedenti, e vedremo se potrà rinnuovare i miracoli del 11796 e 97, del 11800, del 11806, del 11808 ed esigere dai suoi luogotenenti operazioni come quelle di Macdo-nald nel ,f 800, di. Beauharnais nel "805, di Marmon t nel 1809. Io voglio qui ritrane, quale me lo ·dipinge la mente, il quadro -della futura guerra montana, supponendo, com'è ragi~nevole, che le due potenze avverse vi siano del pari bene apparecchiate, che vi adoperino quelle fone che sono necessarie, cioè 1wn poche, o meglio niolte, relativament~ non tanto ·allaforza totale di ciascuno dei due eserciti quanto a quella che in passato solevasi adoperare a quello uopo, che abbian(I ambedue buone milizie da montagna e da battaglia, che affidino la condotta delle operazioni a capi ugualmente ·abili, come oggimai è lecito supporre .. Darò risalto particolarmente agli atti della difesa, riserbandomi di ragionare poi dell'attacco in un paragrafo a parte. La di fesa presenta dunque al nemico la sua gran fronte di montagne, dove più, dove meno aspre; alle, erte, inaccessibili, o quasi, in talune parti, in altre invece basse ed agevoli; attraversata da qualèhe ferrovia, da varie strade, da parecchie mulattiere, da molti sentieri, guernita di un rado cordone di guardie quasi invisibili, spiccate da drappelli collocati più indietro, sulle strade e sui monti che le separano, coll~gati tra loro è coi loro sostegni (riserve tattiche) mediante segnali o altrimenti, in alcun luogo (sulle strade) mediante comunicazione telegrafica. A nessuno è permesso attraversare quel cordone, senza una carta di pn:sso munita della firma del comandante della zona. Le prime guardie nemiche sono lì non molto disLanii, nei monti, nelle valli: si veggono, o almeno si sa all'incirca dove sono. Le strade sono tutte chiuse, a qualche distanza dal confine (più o meno) da forti opern cli sbarramento bene armate e in ottimo assetto da guerra. Le mine sono preparate e custodite. Le truppe di prima e seconda linea (1) sono ai loro posti. I forti di protezione e 1
(l)Sembra a me conveniente, fler ragio~e tattica, dare il nome di t·r nwe a.van.rnte a quelle destinate veramente all'ufficio di avamposti, che il generale Kuhn dice di pi·ima linea., e quello di t,·uppc di prima lmea, o sosle!Jni, od anche ,·iseYve pa,·ziali, a q~ elle ch'egli dice truppe di seconda linea, o ,•iserve. ta ttiche. Chiamerei t-r·upve di seconda .linea, o sempl iccmente riser·ve o r iserve generali quelle che il Kuhn chiama truppe di
ter,a _line.z o ,·tu1·ve st,·ateglche.
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di base e i depositi e magazzini sono pure all'ordine; lo approvviaionamento e il rifornimento assicurato. Tutta la mi lizia l.ocale è in°arme; i rinforzi occorrenti sono giunti o stanno per giungere. Il comando mili lare ha preso il governo del paese. Ogni zona è divisa in partite, una per ogni linea di invasione; ad ogni parti ta è asseanato un piccolo corpo di truppe ( 1, 2, 3 battaglioni, oppure 4 a H? ~ più compagnie, con qualche sezione d'artiglieria da rn?~tagua, qualche drappello del genio ed alcuni cavalieri) che somm~rnstra ~e· auardie sulla smi fronte, qualche posto di collegamento sn1 fiancb 1,. : col nerbo delie sue forze costituisce nucleo di prima linea o riserva parziale nella sua partita, mettendolo, sia sulla line~ d'invas_ione che la attraversa, o da fianco ad essa, sia nelle adiacenze d1 un forte di sbarramento, o ad un nodo di strade, sia sui monti nell'intervallo tra le strade e tra i forti, ottima situazione questa che· s'adatta alle difese e cootroffese di fianco rispetto ad una o a due linee d'invasione. Taluno di questi nuclei sta molto innanzi, anche vicinissimo al confine, a difesa di un sito importante, come sarebbe un colle o 1rn dosso predominante. Le posizioni difensive cli quelle truppe di prima linea sono munite con opere improvvisate. Si pr~parano intiinto altre posizioni più indietro; vi lavor~n~, sotto I~ _d'.rezione del gel),io, zappc1tori delle truppe stasse, uo~in1 _delle m1ll~1e di terza linea ed altri di quei luoghi. Questo !avono s1 estende mdietrÒ sino alla base della difesa. Le truppe della riserva generale in ciasCllna zona accent.rica son_o. raccolte-o disposte a grnppi in posizione centrale; nelle zone dicentriche sono riparli te tra le diverse linee d'invasione, in ragione-· d°ella importanza relativa di queste. Tullo è prr.nto. . Alcuni drappelli (pattuglie, plotoni, mez7:e com~agme) erom_po~o: qua e Jà dalla fronte e fanno punta innan~1, spec'.alm~nte nei s1t1. più alti, per esplorare e molestare il_nem1co'. e gli ,echi de_lle montagne propagano col fragore delle pn_me fuc1~ate l annunzio che la aL1erra è cominciata. Qualche guanba nemi ca. cede. ~fa ecco da ~gni par~ , per ~e strade, pei se1:tie1'i, per le_ pendi_ci_, perle giogaie, .appariscor~~.;.zavanzano stormi e drappelli nem1c1, e _su_ qualch_e via si veggl~ a~ià da lungi sfilar colonne. l clrap~el11 d'. gnard~a sono in ar( ' ai loro post~ da com battimento, ben "parali, atten", 1
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·OOnfine. Nella notte comincia a costruire una batteria. Il giorno dopo, l'a:ttiglieria della difesa gli guasta il lavoro, e continua poi a tener sotto fuoco çruel punto. Nena notte e nel mattino seguente il difensore .assale alla sua volta l'ala destra del nemico, per piombargli poi .sù'.l fianco; ma senza prò. Nuovo attacco dell'invasore, an~he questo · ·respinto. Siamo al sesto giorno dal principio dell'ostilità: l'assalitore lavora a racconciare le vie guaste e ad aprir qualche tronco per .accedere a luoghi adatti per le sue artiglierie. Intanto fa correr le montagne da suoi partiti che· appariscono dalla larga sui fianchi dei . ,difensore. Succe.dono scaramuccie senza notevoli risultati. In a' (~entro) ove passano una strada di primo ordine ed una ferrovia (già rotta in val'Ì punti) v'è un robusto forte nuovo. munito di pote11te artiglieria, che do1nina con questa lo sboèco di una stretta, donde la valle si allarga in qua. Le pendici dei monti d'ambo i lati sono piuttosto agevoli, non così le sommi Là,, rocciose ed asprissime. Le truppe di prima linea del difensore hanno preso po- · sizione a . qualche chilometro dietro al forte, a cavallo alle due stra.de, sulla falda dei monti d'ambo le parti del torrente. I loro posti avanzati sono mollo innanzi, i posti laterali si stendono molto ,in fuori. II nemico si è spiegato , s'avanza dalle due ali. È molto forte. I posti a:vànzati del difensore si ritirano dinanzi a lui. Egli cinge il _ forte; ma il tlifensore ne assale suceessivamente le due ali avvolgenti e le ricaccia indietro. Mentre l'assalitore, nel quarto giorno dal principio dell'ostilità - che già il forte ha avuto occasione di far pat'lare i-suoi cannoni - si accinge ad aggirar questo colla ,sua ala manca rinforzata per assalire le trùppe appostate là dietro, Ie sue guardie del fianco destro annunziano il nemico, sono assalite, cacciate ..... Un corpo di truppe nemiche apparisce sull'alto su quel fianco. È quello della partita a" (ala sinistra) che trovandosi ·. disoccupato, perchè il nemico da quella parte par debole e timido, 'S'è recato là, con una rapida mossa laterale a destra, a soccorso di a'. Il forte tira; le truppe di a: si avanzano dalla loro destra. L'assalitore tenta il contrattacco sul suo fianco destro, poi vorrebbe sostenersi sulle alture di sinistra, finalmente scosso e scompigliato si ritira sin oltre il couline, inseguito sin là dalle truppe di a', che il giorno dopo . (5°) si . ritirano alla loro posizione di prima, perchè <lrappelli delia 7 lonna :emica c e opera in a stormeggiano sul suo
.Non è possibil~ però capire dove miri principalmente l'attacco, Vanno rapporti dalle avanzate ai comandi di partita, da questi ai ,.comandi di zona. Il ne1~ico è a tiro! fuoco I - Sarà semplice avvisaglia? sarà vero ,.com ba tt1mento?.... . Il nemico insiste. O prima o poi le truppe avanzate si ritirano . Ecco incominciano gli scoppi delle mine; ecco qua, Jà, rotto· il ,passo, la montagna fa ::;barra per lungo tratto come un solo aran ,,macigno'. e non s} può più attraversarla che alla spicciolata,~con molta fatica e pencolo. Ma non è già così dappertutto. L'assalitore · continua ad a van,zarsi; l'e sue punte sono separate da intervalli larahi l~rghissimi, pe~· _effetto ~i q~elle rovine, ma egli manda drap;elli d1 fianco p~r ass1curars1, e m capo a qualche tempo qualche brano · pure_ appansce degli altri cui scoppiaron dinanzi le vie, qualche manipolo ?h~ a poco a poco cresce. Nel r:itirarsi però le truppe avan:zate s'app1ghano a quanto loro si offre per rifar testa e trattenere gli avversa.ri, sino a che non si veggono minacciate di avvolgimento. Le avanguardie dell'invasore giungono a vista dei forti di sbar. ramento. Egl-i sa benissimo dove sono, che cosa sono e. quanto valgono. La zona A ne ha tre, sulle tre strade che in essa concorrono, I? a (ala destra) un antico forte, modificato, completato con una ' t~ghata ;d una ba~~eri.a_. ~ destra la montagna dirupata e quasi a picco, d accesso d1ffic1hss1mo sul dinanzi, ed oltremodo malaaevole :anche in alto, sino alla vetta; a sinistra il torrente o-iù bas~o e il ~ont~ più,praticabil~ ai pedoni, specialmente sul dors~. Le truppe · d'. prima l'.nea d~l difensore (cio~ quelle cui · è commessa la difesa · d'. quella hnea d'mv~si?n.e) si sono messe in una posizione formidabile _su quel monte d1 sm,s~ra; la montagna di destra è tenuta da un partito abbastanza forte. Vi sono guardie sai fianchi vicino e lontano. ~n~ via. d'~ggiramento sulla destra è stata rotta; un'altra. sulla s1rnstra e mmata e guardata; ma la rovina n'è serbata all'ultimo mom~nto, pe~·ch.è la riserva generale può giovarsi di quella via. - II nemico c?mmc1a con una ~i~og~izione su tutta la fronte, dopo la quale ,tenta l attacco d_elle pos1z,10u1 di sinistra (della difesa). È respinto. Tenta P'.Ire, ma mvano, dt metter piede sulla montagna di destra. Ha ,però spiegato le sue truppe. Sono già tre giorni che ha passato il
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fianco destro. II partito di a" è già ritornato al suo posto. Nei sesto giorno il nemico battuto due dì prima_manda appena piccoli drappell i ad esplorare sulla strada e nei monti . Ma certamente tornerà ad avanzar:;i . . In a" uu·antica linea di sbarramento, corretta e completala con due opere alte, scende per due falde dei due versanti che s'incontrano sul torrente. Ifa molta artiglieria e buon campo di tiro,. ma le stanno a fronte a buona portata di cannone altre due falde più basse, che stringono la sLrada giù nel fondo della valle. Le pen. dici sono a!'pre ma non impervie; i dorsi larghi, prativi, lievemente ondulati. Non v'è miglior posizione µi quella in tuLta la valle. Il nemico da quella partes' è avanzato sino al confine, ma rion l'ha varcato. Il difensore è rimasto in posizione sui monti a destra della strada, più innanzi della linea di sbarramento, ma ha già preparato due buone posizioni sui due fianchi di quella linea. Nel terzo giorno della guerra, visto che il nemico non si fa vivo, saputo dagli esploratori ch'ei non dà cenno di muoversi e pare debole, e avendo pure avuto notizia di ciò che accade in a', il comandante di quella partita propone per telegrafo al comandante della zona quell'atto ardito che ho già detto, e ottenuto l'assenso di lui, lo eseguisce. Nel 5° giorno egli è già tornato; ma il nemico s'avanza nella valle e pei monti cl'ambe le parti, così rapido c~eamalapenaegli(ildifensore) può giungere con una metà delle sue forze sulla sua posizione di sinistra a tempo per respingere un primo attacco . Nuovo assalto nel pomeriggio del sesto giorno. Il difensore è cacciato dalla sua posizione di sinistra; .ne prende un'altra più indietro. L'opera alta da quel lato tiene in rispetto il vincitore. .Ma insomqia il comandante della zona nel sesto ~iorno non sa ancora con precisione quale dei tre attacchi sia il pr~1cipale; suppone bensì che debba essere quest'ultimo, che minaccia la sua ala · sinistra, ove appunto passa la linea d'invasione più conveniente per l'avversario. Non vuole indugiare a prendere l'offensiva. Nel pomeriggio del sesto giorno egli muove colle sue truppe di riserva, parte ne conduce per la strada a', e un'altra parte ne manda per altra via a sinistra nei monti, disegnando é!i volger poi a manca per una strada trasversale che da a' conduce ad a" e può condurlo sul fianco sinistro del nemico in quell'ultima direzione. Gli gio-
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verà pure la via percorsa qualche giorno prima dal partito a'' per l'attacco cli fìanco dinanzi ad a' . A sera riceve dal comandante del partito a' l'avviso che il nemico s'è avanzato di nuovo, molto grosso, ed è a vista del forte. Allora il comandante della zona risolve di attaccare quel corpo nemico la mattina dell'ottavo giorno, non potendo giungere a tempo il settimo. La colonna eh' egli conduce si spiegherit avanzando a destra e a sinistra del fo1ite e assalirà pei due versanti e pel fondo della valle; qLlella di sinistra for marà ala manca nei monti per avvolgere la destra nemica; il partito a' si sposterà a destra cli prima mattina., dopo aver coperto sino allora lo appressare della riserva, e formerà ala diritta sui monti, con intento pure di avvolgimento . Nel settimo giorno il nemico avanza le ali. Nell'ottavo avviene l'attacco divisato, col snssidio dell'artiglieria del forte, e riesce a meraviglia. Il comandante della zona lascia al partito a' la cura dello insegLlirnento sino al confine, e nel pomeriggio del nono giorno apparisce sul fianco dell'altro corpo nemico dinanzi ,td e{ . Ma questo è già sull'avviso sin dal dì prima ; i suoi scorridori di sinistra lo hanno tenuto al fatto cli quanto avveniva da quella parte, ed egli ha ritratto per tempo il grosso delle · sue forze, lasciando soltanto una retroguardia a cuoprire la sua riti rata, la quale trattiene il partito a" e si ritira anch'essa allo appressarsi delle riserve nemiche. Così si torna al principio. Ora sarebbe il momento cli prendere addirittura l'offensiva, se lo andamento generale della lotta lo imponesse o lo permette~se. Ma no. Nella notte da'llo undecimo al dodicesimo giorno le riserve rientrano nei loro alloggiamenti; ·i partiti a' e a". sono ai loro posti, colle loro guardie molto innanzi, e il primo ne ha una forte sulla sua destra, ove continua il contrasto tra il partito a e il corpo ne- . mico di sinistra. Frattanto qualche cosa sarà accaduto sul gran campo ove debbono decidersi le sorti della guerra. Ma supponiamo pùre che la cosa vada per le lunghe, che l'invasore torni ad avanzarsi contro a' e d', che cacci dalle loro posizioni le truppe di prima linea, che respinga gli attacchi delle riserve. Tutto quello armeggiare e la resistenza dei forti avranno per conseguenza di assottigliar le forze sulle strade, nelle valli, ed attrarle e addensarle nei monti frapposLi, su tutte le vie, i~ tutti gli spazi accessibili. E qui nuove rovine, quindi ANNO xxvr;voL .
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nuovi intoppi all'invaso1;e; e lavori e scaramuccie e combattimenti spezzati, strani : e i giorni passeranno .. i\lJ:a la guerra continua. Le tmppedel di:fensore, soverchiate di numero dal nemico, hanno dovuto abbandonare a loro stessi anche i forti di seconda linea e le loro linee d'arroccamento sino alla principale. Le hanno bensì rotte, ri-numdarrdo,oramai alla controffensiva e mirando soltanto ad opporre quanti più possano ostacofr al nemico e guadagnar tempo . Costr:e~to a scansare tutti quegli inciampi e andar per la montagna, l'invaso-re s'avanza sì a stormi, a frotte, ma senza artiglierie, o soltanto con qualche pezzo da montagna, chè lo raggiung~, Dio sa come, dopo qualctre tempo '. 11), ed è costretto ad indebolirsi sempre più lasciando partiti ad osservare i forti di seconda linea, ecc., mentre assedia quelli di prima linea, e a custodire certe posizioni di appoggio o di fianco, certi nodi di strade, yerti abitati., per sua propria sicurezza. Delle difficoltà dello approvvigionamento, dello stato delle vesti, della. calzatura, ecc., del-la salute, del servizio sanitario non istò a parlare I Invece il difensare, che ha le strade aperte di-etro di sè, oltre agli appigli dei forti e delle posi21ioni già preparate, può muoversi in buon ordine, in buòn accord0, per vie diverse, ed ha il potente aiuto delle sue artiglierie. Qualche drappello ne sarà fo rse rimasto indietro nascosto nella montagna, fuor di mano, chi sa <ilove, e poi a un tratto piomberà, come un branco d'avvoltoi, alle spalle dello invasore, a tagliargli le vittovaglie, a distruggergli i con vagli, a, togliergli le salmerie, a,, guastargli le strade,, a sorprendere le sue stazioni; i suoi maga,zzini, insomma a fargli danno e scompiglio. Le stesse mifaiie di terza linea sono adattatissime per tali imprese. E pure io suppongo che, per virtù di numero, di gran valore e di una perseveranza sotnma, l'invasore giunga sino a costringere il difensqre a raccogliersi sulla sua base, e che la guerra non sia · peranco risoluta. La zona A è a<l-centrica. Ecco ora il difensore raggruppato in quel suo gran campo forte sotto la protezione di poderose artiglierie. L'invasore gli fa siepe d.inanzi (l) A. questo punto potr'ebbero esser buoni a qualcosa i razzi e le spingarde.
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e sui fianchi, ammettiamolo pure, ma dalla lontana, e sta. a guar-
darlo, perchè i tanto desiderati cannoni non an:ivan~. Qualcuno dei forti di sbarramento è già caduto ; anche tutti se s1 vuol~ ; m~ :vi sono gli altri intoppi più indietro, e per prendere questi alt1:1 forti e raccomodar le strade ci vuol tempo, e quanto! E fraLtanto 11 dif~nsore si ristora, riceve soccorsi, e un bel giorno esce a dar battaalia. Se vince, è difficile immaginarsi in quale stato sia per trovarsi l'invasore, in mezzo a nemici , in quelle cond" 1z1om. che ho .detto; se no, in breve ora il difensore è di nuovo al sicuro, e il nemico non può impedirglielo. .. . Quando arriveranno le artiglierie, anche le grosse, le mumz1om, i traini di provvigione L... . . . .. È inutile che io seguiti più oltre. A.i tempi nostri troppi mot1v1· vi sono perchè le guerre non vadano molto per le ltmghe. . Ma che singolari e nuovi aspetti può prendere la guerra d1 monta<rna ai nosti·i tempi! o è)
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V. I
Da quanto ·precede risulta;no le immense difficoltà, non esagera.te, credo, che l'attacco può incontrare in una regione montana dove la difesa sia perfettamente preparata e ben condotta. Ma non è detto che queste ottime condizioni debbano semp1•e avverarsi. La diversità stessa dei paesi, dei popoli, dei monienti politici mostra .la. possibilità di molte e diverse eccezioni, da cui possa derivai:e .diminuzione, anche molto sensibile, di vantaggi dal lato della difesa, e quindi di svantaggi da quello dell'attacco . Nè da per tutto le montaane sonò così m:il praticabili fuori delle vie battute 'come ho suppo~o nel quadro che ho abbozzato qu! prima; nè la. ro'.'ina ,delle strade può in ogni luogo opporre all'mvasore ostacoli tali da non poter essere superati o scansati in ~emp~ relat_ivamen:e breve .;· nè saranno sempre e dovunque pred1spost1 tutti quegli elementi che costituiscono un perfetto apparecchio difensivo . Abbiamo visto non ba guarì " le r;ioni dinaro-balcaniche strade non isba.rrate
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e non minate, popoli non preparati ad un repentino e pure orclin~.to so llevamento generale, mancanza di capi, di accordo, di previdenza per condurre e sostenere a tungo la difesa. Pos.siamo supporre in talune regioni la popolazione ostile, o per lo meno non affezionala al difensore . . Non possiamo escludere il caso di qualche Stato che, o per eccessiva fiduci a o lievità politica, o per amor di economia, o per sola inerzia, o per tulli questi motivi , o per altri , trascuri o indugi lo apprestamento della difesa montana, forse in tale parte che gli sembri abbastanzn sicura , o si ristringa ad un assetto parziale, incompleto. E. vi sono vecchie fortificazion i di montagna non più atte a lunga difesa, che o non possono esser corrette in modo da soddisfare bene 'all'ufficio loro, o non lo sanrnno per tempo; ed anche tra le nuove taluna può essere difettosa, insufficiente. )lilizie che cedano, che dopo una prima batosta non aspettin o la seconda, o non la reggano, che troppo facilmente si scompigl_ino e troppo 'difficilmente si riordinino, fortezze che non resistano, mine che non siano caricate a tempo, o siano abbandonate, o non iscoppino, o non producano efl'etto non l'acilmente rimediabile, sono cose possibili Luttodì I Ad ogni modo, in ogn i ca.so, le condizion i primissime per .la buona ri uscita dell'attacco saranno sempre queste : forze sufficienti , per quantità e quali tà, per azione poderosa; buona. scella della direzione in cui debba eseguil'si l'atta.eco principale ; tenere incerto su quella il nemico qua.nto più sia possibile, medit nte attacchi su tutta la fronte; opel'are col massimo vigore, J.\ On badando a sacrifici i quando il risultato possa compensal'li; conoscere rrli svantaggi della ~i.fesa ed appro11ttarne senza indugio; pl'ovv:dere per tempo e copiosamente per l'approvvigionamento e il rifornimento, tenendo conio delle massi me difficoltà che possono opporre il terreno ed il nemico . Sopra tutto nessun risparmio di quanto sia necessario o possa esserP- utile, ed energia risoluta, pronta, insistente, osti?ata, nei disegni e negli atLi . Ed aggiungo : molte truppe del gemo . Se l'assali tore ha pur esso mi lizie montane, gli gioverà naLurnl°:1ente metterle innanzi e sui fianchi, specialmente negl i intervalli tra le colonne, a. far punta nei monti tra le strade, piuttosto
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come stuoli a. parte con mandato offensivo che come fiancheggiatori delle colonne che seguono le strade. Quelle milizie, o le truppe Jeggiere che doves5.i):o farne le veci, debbono muover rapide, a drappelli abbasta.nia forti e spalleggiati da sostegni, per cacciarsi dinanzi i partiti nemici, impedire la rovina delle strade, prendere o distruggere depositi o magazzini, snidare gli avversarii dai loro rifugi montani, preoccupare qualche buon sito, spargere lo scompiglio nel paese, e persino lenlare di sorprendere o prendere di soprassalto qualche fo1·te o batteria. Si capisce come a tali fazioni siano atte in sommo grado le milizie di montagna d'una regione limitrofa a quella che si invade, le qua li conoscono quei monti, quell e genti, quei costumi, quel linguaggio , sanno dove sono i fo l'ti, le vie, le mine, i casali, ecc., insomma copiscono per-: fetlamenle quel paese e Yi leggono a prima occhiata come in un libro stampato. l loro capi saranno benissimo preparati a ciò che cla loro si r ichi ede . Dalle loro fiJe si trarranno ottimi esploratori , ottime guide. Bensì queslo vantaggio di singolare attitudine di quelle milizie a paragone delle altre della medesima specie, ma di regioni più lontane, scemer(J. a misura che l'invasione s'addentri nel territorio nemico . In sostanza l'ordine d'attacco generale più conYeniente per la invasione cli una regione montana, parmi che possa venir così disegnato: a) Colonne sulle strade, non più forti di una divisione, partite a ~caglioni separati da distanze più o meno lunghe ; insomma, per r isparmiar parole, ordina.te come usaron o gli Austriaci nella ' loro ultima impresa nella regione dinarica; fiancheggiate d'ambo i la.Li da forti partiti che si frazion eranno al lJisogno in drappelli separati, tanto in fronte qua.nlo in fondo; collegamento cos tante se possibile, se no intermittente, su tutta la fronte; truppe del genio all'avanguardia; alla coda le artiglierie per l'attacco dei forti; b) Parti ti piuttosto gross i di milizia da montagna o fanteria leggiera nei monti (da un minimo di 11-2 compagnia a un massimo di 6-8) con qualche sezione d'artiglieria da montagna, negli intervalli fra. le colonne, con mandato speciale, come già dissi, di ardita e vigorosa offensi va (le vere punte dell'attacco), legati alle colonne piuttosto dnllo spirito dello indirizzo generale delle operazioni e
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dall'obbligo di riferire alle colonne stesse, che da stretto vincolo dr clipendenzà. In ogni caso, sarebbe da indicarsi a volta a volta da quale delle due colonne tra cui si tro-va debba ricevere gli ordinf questo o quello di tali partiti , o se piuttosto debba direttamente dipendere dal comando superiote. Anche qui in taluni casi pottà esser utile qualche drappello del genio. Partiti consimili sui fianco, esterno delle colonne d'ala ; e) Riserve, marcianti a scaglioni a seguito delle colonne, specialmente gulla via principale d' invasione; con esse parecchietruppe del genio, la maggior parte delle artiglierie e la cavalleria,. che dovrà. poi portarsi innanzi quando si sbocchi all'aperto; d) Truppe presidiali, alla coda, per costituire le stazioni d~ presidio e di collegamento a tergo delle truppe operanti. La fronte generale di tale _ordine d'attacco non sarà in massima: rettilinea, ma sporgente sui monti e rientrante sulle strade, e da: principio fo1;se alquanto ritratta sulla via principale d'invasione. I partiti montani (b) prenderanno a volta a volta quegli ordini e quelle forme che siano più acconcie ai luoghi ; talvolta marcieranno uniti, più spesso alla spezzata, ora a drappelli, ora a frotte, ora alla sfilata per uomo o a gruppi, con precursori , s'intende, e fi'ancheggiatori, dove allargandosi, dove ristringendosi, quando affrettando i passi, quando rallentandoli o fermandosi, pronti sempread aggirare o avvolgere ed attac6are i partiti nemici che incontrino. Non iscenderanno alla strada senza assoluto bisogno o manifesta opportun'ità, come sarebbe per preoccupare nn buon posto, impedire una rotta, sorprendere un convoglio o un drappello, scompigliare una colonna : ma anche in tal caso dovranno badare che la montagna non rimanga sguernita e per conseguen·za aperta alle controffese del nemico . Nè dovranno impensierirsi troppo della distanza che in qualche momento li separi da altre truppe della loro· parte, se possano con ciò ottenere qualche profitto di sorpresa, d'acquisto o di spavento. · Grave difficoltà nell'offensiva montana è lo approvvigionamento e il rifornimento. Ogni uomo, specie quelli che vanno pei mo'iiti, dovrebbe portare indosso 'lìive1·i di 1·ise1·va per tre o quattro.giorni. Vi saranno traini e salmerie di vittovaglie e munizioni a seguito delle truppe,e di approvvigionamento e rifornimento in moto sulle retrovie-.
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Vi saranno magazzini mobili di distribuzione è di raccolta. e rifornimento sulle strade a qualche giornata di distanza dalle truppe operanti. Si formeranno anche depositi fermi in luoghi presidfati a mano a mano che la fovasione procederà. Vi sarà ·grande assetto e gran moto di provvidenze e trasporti sulla base di operazione e nel proprio paese dietro a quella. Ma un utile complemento per la montagna saranno queUe squadre di portatori di cui già parlai, le.vate nel proprio paese, nei monti vicino al confine, e composte a preferenza d'uomini delle milizie di secondo o terzo ordine, le quali recheranno il bisognevole là dove non possano anelare i quadrupedi · o suppliranno al difeUo di questi. n procedimento dell'attacco emerge chiaro, così almeno mi pare, dal sin qui detto. L'attacco fa cuneo dove trovi minore resistenza, e di là opera c0n parte delle sue fo rze corit110 i fianchi e le spalle delle parti resistenti della difesa, continuando pur tuttavia col 11esto a premere innanzi negli intervalli . .Quanto maggiore intoppo trovi sulle strade (nei .forti e nelle rotte) e tanto più è tratto' ad add-en~ sarsi e far punta nei monti, e;pi~ cresco~o, sino all'estr~~o ~imite del possibile, le difficoltà delle v1ttovaglte e delle mun1z10n1. Ma queste, mentre saranno massime nel primo momento - e sarebbero insuperabip senza i viveri di riserva di cui debbono esse~e pro:-visti gli uomini, che trovano allora appunto la loro maggiore ut1~ lità- scemano poi a misura; che i rifornimenti arrivano, e la grave bisoo-na non tarda .a prendere buon andamento, se però ella sia bene~ ordinata, senza alcun riguardo di spesa, con abbondanza d'1 mezzi d'ogn,i sorta, e vigoro:mmente condotta e vigilata. In ciò -si debbono esigere miracoli, che non sono impossibili. Un'altra cosa di molta ~mportanza è lo impianto detle comunicazioni telegrafiche ed ottiche per render possibile l'accordo e la unità di direzione. Ai contrattacchi della difesa converrà opporre, sempre che lo si possa, atti offensivi, o misti, ma con prevalenza dell'azione offensiva. I combattimenti per l'invasore, non che temibili, sono desiderabili, per le più ovvie ragioni, accessibili al più vo lgare buon senso. Sì, egli vuol combattere, perchè ,vuol vincere ed lia bisogno di far presto. Motivo di più per evitare gli accalcamenti nelle valli e le disposizioni troppo profonde. Bisogna. esser sempre in grado di pre-
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sentare al nemico fronte larga e densa, quanto i luoghi rich iedono o consentono, e ben sostenuta, ali offensive, minacciose, fianchi forti e sicuri, e far concorrere al combattimento quante più forze si possa, convergenti sui fianchi e alle spalle del nemico . E dopo la vittoria, incalzare da fronte e da fianco, specialmente da fianco, quanto si può, quanto permettono il terreno, le vittovaglie e le munizioni, e procurare di prevenir l'avversario sulle sue posizioni di spalla, SL1lle sue linee di spostamento o d'arroccamento, sulla sua base, se possibile, insomma tagliargli la ritirata, metterlo a sbaraglio e fargli massimo clan.no. i\'.Ia questo sfruttar la vittoria è difficilissimo nelle montagne, dove il terreno scuro e impedito, la resistenza o il contrattacco d'un meschino drappello, la stanchezza e la mancanza di cibo, di bevanda e di cartuccie, e quella ancora dell'aiuto del cannone, spesso arrestano ben presto il vincitore stanco, disordinato, ignaro del vero stato delle cose. Poche truppe dovranno quindi esser lanciate ad inseguir subito, le più riposate, le più destre; quelle cli montagna piuttosto che altre, se fattibile; e pur molte volte non lo sarà., perchè nella guerra da montagna il caso è despota. Se invece il combattimento ha malo esito, non v'è cla far altro che ciò che fece il generale prussiano Bonin a Trautenau nel 11866, vale a dire disimpegnarsi e clare addietro . Lo scacco avuto sopra una linea d'invasione può esser compensato ampiamente da un altro o più altri dati all'avversario sopra altre linee, come appunto avvenne in Boemia nel 1866. Allora, sapendo approfittare prontamente del vanLaggio o clei vantaggi ottenuti si potrà volgere a danno del nemico stesso la vittoria ch'ei conseguì; più difficilmente però in paese montuoso che in paese aperto. Uno scacco parziale, come ho detto ora, o la molta resistenza che s'incontri sulla via principale d'invasione, potrebbe anche indurre lo assalitore a trasferire le sue riserve principali sopra un'altra via, approfittando di strade trasversali che il paese gli offra, e così spostare il centro di gravità delle sue operazioni. Quando le due linee d'mvasione su cui avvenga quello scambio siano abbastanza vicine tra loro, l'effetto di quello spostamento potrebbe essere assai grande, tanto più se le clue linee divergano entro il paese nemico . Ma tanto nelle montagne quanto nello uscirne poi all'aperto l'assalitore deve porre gran cura alla sicurezza dei suoi fianchi e delle .sue spalle, cui non può altrimenti provvedere che con ali forti 1
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,e guardinghe
e col presidiare fortemente e disarmare il paese. I presidii debbono essere estesi lateralmente sin o!Lre le estreme linee d'invasione, in guisa da cuoprir queste nel modo più efficace possibile contro le minaccie che potrebbero venire da altre zone o regioni non tocche dalla guerra. . O non potrà a·vvenire che l'imrasore, arrestato sulla strada dai forti ecc. si fermi addirittura, spieghi le sue forze sopra una buona linea di fronte di là da quegli intoppi e non si avanzi, neppure per le montagne, sino a che non abbia esp~gnato i forti e racconciato le strade, contentandosi frattanto cli guerrigliare e respingere gli attacchi del difensore"? In tal caso la difesa avrebbe ottenuto gran perder tempo, e, cambiate le parti, "cioè traltener l'inva:;ore e fargli perder tempo, e, cambiate le parti, valendosi del vantaggio dell'ini:1;iativa che per tal modo le verrebbe ·ceduta dall'avversario stesso, sul suo proprio terreno , potrebbe scegliere a suo talento quei modi di azione che fossero più opportuni pel' soccorrere i stwi _forti e· ottenere qualche buon vantaggio d'arme. -Con ciò avrei terminato di di\'e quanto mi era proposto, ma ripensando alle condìz ioni in cui può tròvarsi l'atta.eco per via della chiusura cleHe strade, piacemi aggiungere qui per ultimo che !'in~ geguo degli /n'Ventor·i deve studiare ogni modo cli rimediare a quegli svantaggi della offensiva montana, e segnatamente adoperarsi intorno a questi tre problemi, a) trovare un'artiglieria che possa al bisogno essere trasportata · pei monti anche da soli uomini, e tuttavia superare d'assai il fucile per gittatae potenza distruttiva; b) aumentare sino all'estremo limite clèl possibi le la potenza dei mezzi acloperabili contro le opere di fortificazione stabile nella montagna; e) perfezionare le conserve alimentari, in guisa da avere un massimo cli sostanza nutriente con un minimo di folume e di peso. Non mi arrischio a dire altro, benché in fatto di spedienti e trovati materiali i confini del possibile siansi ormai tanto allargati . · Non vorrei che il lettore dicesse ch'i o chiudo con una facezia, o peggio, questo scritto sopra un argomento cosi serio.
c. CòRSI.
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LE NUOVE ISTRUZIONI REGOLA;\1ENTARI SUL TIRO ECC,
1° Analizzare il tiro delle nostre armi fino alle estreme distanze per stabilire razionalmente : . . .. a) i limiti fino ai quali è convemente utlhzzare la potenza dei nostri fuochi; b} le diverse regole circa i modi di loro esecuzione onde riescano sempre di una conveniente efficacia. . 20 Indirizzare tutto Io spirito della istruzione a ben rispondere alle vere esigenze della pratica sul campo di battaglia; perciò.: e) scegliere fra le maniere di puntam_ento que!la che ,porge una maggiore probabilità complessiva di colpire al_le distanze eventuali e svariatissime che si presentano nel combatt11nento; , d) stabilire gli ammaestramenti ~el tiro ordinario in concordanza colle regole che devono osservars1sul caI?po; . . . · . e) svolgere con maggiore estensione e veros1m1gl'.anza gl'l • esercizi speciali del tiro di combattimenlo e porgere occas10ne con essi allo sviluppo· della importantissima disciplina del fuoco. . · 3° Aumentare nelle truppe la considerazione e crescerne l'ahi- · lità.in tutto quanto si riferisce ~l t~ro; quindi: . . . .. f) curare l'istruzione teor1c~_e persuas1_va _quadr1_somministrando nozioni circa i principn e le appl!caz1om del tiro, 0" dimostrandone loro praticamente l'efficacia ; g) aumentare le dotazioni _di .cartucce ~er _gli eserclZl an- · nuali di tiro, ampliare le disposiz10m ,che ass1curmo acc~ratezza, . elevare le esigenze circa i risultati da ottenersi, svolgere m~o~~~ · · maggiormente tutto quanto può contribuire .ad accrescere l ab1hta . finale del soldato e dei riparti nel :valersi dell'attuale armamento. L'opportunità pratica delle tabelle recate d_all'Istruzione siana ci indusse ad indi rizzare le nostre esperienze secondo I euteri medesimi, coi quali erano sLfl.te condotte quelle estes!ssi_me ese- · guite a Spandau Per noi però non era più quest!o_n_e d1 ricercare se crl'inseO'namenti astratti del calcolo delle probab11ita avessero co_-· sta71te ri;contro nei risultati della pratica: a noi non spett~va 11 còmpito di istituire dalle fonda~ent~ t~tta u~a ~~ova teor_ia. ?1ò e~a già stato fatto da altri e la ver1ta dei r1s~ltat1 g1a_ ottenuti all _este1 o era ormai comprovata anche dalla pratica espenenz~. A noi dlm.,. que dovevano bastare serie di tiri di semplice ,venfica per con-· statare :
LE NUOVE
ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL TIRO PER LA FANTE.RIA
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(I)
IV. L'Istruzione italiana sul tiro per la fanteria emanata nel ·,1874. prescrivendo per la priu~a in Europa esercitazioni al bersaglio fino a ,t 000 metri e tiri di combattimento estensibili fino a metri 900, aveva già permesso al nostro esercito di ottenere un sensibile progresso rispetto agli altri eserciti, e ci aveva po;o;~o in grado di seguire con una relativa tranquillità gli studi di cui tenemmo parola e di attenderne non solo le conclusioni, ma ben anco le prove della pratica applicazione presso le altre naz10ni. · Per riconoscere appunto l'importanza di questi studi, e per constatare quale efficacia offrisse .il nostro armamento dal punto di vista dei nuovi fuochi d'insieme, il Ministero della guerra faceva eseguire; nel 1878, esperienze di tiro a massa a tutte le distanze fra 400 e 1000 metri. q:uindi le faceva ripetere e proseguire nel 1879 fino alla distanza di ,1800 metri. I buoni risultati in esse ottenuti mentre posero meglio in rilievo le eccellenti qualità del fucile italiano, permisero di apprezzare l'opportunità di una gran parte delle innovazioni ultimamente adottate all'estero. II Ministero della guerra dispose perciò che l'Istruzione sul tiro per la fanteria fosse ricompilata in guisa da tenere a calcolo ' tutti i recenti progressi su tale argomento . I criteri principali intorno ai quali si svolse tale lavo.ro di revisione, sono i seguenti :
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(l) Vedi llivista Milttare, dispensa di febbraio. \
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. LE NUOVE JSTRUZIONl REGO LAMENTAR! SUL T IRO
,1° quale efficacia reale potesse effettivamente attendersi dal nostro armamento nelle mani delle truppe sul campo di battaglia; '.z 0 quali fossero la giustezza e la radenza di tiro delle nostre armi, allo scopo di paragonarle colle straniere ed analizzare i risultati di cui sarebbero rispettivamente capaci le armi nostre e le estere quando fossern usate in circostanze affatto identiche. Occorrevano a.dunque in primo luogo serie di tiri eseguiti da frazioni di truppe, ed a tale scopo si ·esegui vano le esperienze spe-ciali d·e1 '1878-79; ed inoltre serie di tiri accuratissimi, e questi già fatti in gran parte dalla Commissione. incaricata dello studio delle armi portatili, venivano poi da essa completati specialmente sotto il punto di vista comparativo. Si aveva però in mira di offrire all'esercito dati i quali non .diffondessero illusio.ni, ma esprimessero con verità. quanto potrà. effettivameMe ottenere qualsiasi corpo di truppa, .anche in contingenze meno felici. Le esperienze a quest'uopo furono perciò efi'et-tuate con compagnie qLialsiasi, composte di tiratori buoni e sct denti come realmente portavano i loro quadri. E sovratutto si eseguirono senza dare ai soldati alcuna preparazione per renderli più esperti nei tiri d'insieme, e limitando a brevissimo sviluppo una esercitazione di puntamento per le sole massime distanze, di cui non si era ad essi mai parlato prima d'al101:a. La relativa brevità di coteste esperienze influiva Jnoltre ad impedire che questi soldati .acquistassero, almeno durante la loro esecuzione, quella abi lità di ,cui forse già erano dotati i tiratori germanici, che avevano eseguite le esperienze di Spandau, abilità che in ogni modo doveva essere -venuta crescendo coi tiri stessi che ascesero a ben 50,000 colpi. A queste circostanze meno vantaggiose che si conoscevano a prio1·i e determinatamente si accettavano, s'aggiunse di poi anche l'influenza di un'atmosfera quasi di continuo agitata. I risultati così ottenuti non dovevano rappresentare l'efficacia rispondente ad una massima abiliti~, come forse esprimono le tabelle prussiane, ma sibbene ad un'abilità media, quale si può raggiungere coll'ordinaria istruzione. E così fu realmente : le zone battute da quelle serie di tiri risu Itaro no tutte più lunghe e quindi meno fi ttnri1ente colpi te di qua.n to appaia coi tiri dei focili germanici. È però lecito prevedere che, al sopraggiungere di influenze svantaggiose, i risu!Lati riferiti dalla
PER LA F ANTER!A
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Isfruzione prussiana andranno soggetti a diminuzioni molto più di quelli sui quali fu basata la no8tra Istruzione attuale. Simile opinione è validamente ra(Iorzata dal confronto della · giustezza di tiro onde sono c,apaci i due sistemi di armamento, il nostro ed il germanico. Perocchè sia questa la sola maniera coìla qu:ale è possibile istituire un paragone fra armi cfo1 erse, escludendo cioè ogni circostanza esteriore variabile e riferendosi ai risultati dei tiri eseguiti d'ambo le parti, léntamente e all'appoggio, da tiratori. · di speciale ab ilità. Le esperienze intese a questo secondo scopo dimostrano infatti che le nostre armi sono capaci di una precisione la quale a cominciare dai 700 metri, e per tutte le distanze maggiori, non solo è eguale, ma può eziandio superare di alCLln eh~ quella delle armi germaniche. Se volgiamo lo sguardo alla tabella G 3 della Istruzione prussiana troviamo che le dimensioni clylle rose verticali in essa registrate, per stabilire le quali furono trascurati i colpi isolati piùlontani dal centro (fino al rn ed al 12 °/o), son tutte da 700 metri in a.vanti, alquanto maggiori delle nostre, pur computando per noi anche i colpi più dispersi. E maggiori del pari sono i raggi dei circoli contenenti la migliore metà dei punti colpi ti . Si può quindi ritenere, che,1 ove i tiri in massa fatti a S. Maurizio fossero stati eseguiti in condizioni identiche, per quantità di cartucce, per abilità di tiratori, per circostanze esteriori d'ogni sorta, a quelli di Spandau, le nostre armi dotate di eguale precisione di quelle ·germaniche ci avrebbero offerto zone battute egualmente brevi e colpi egualmente addensati . Avremmo così ottenuto serie finali di punti colpiti analoghe a quelle date dalla Istruzione prussiana. Perocchè, quan' tunque a stabilire le serie entrino nel computo anche gli spazi baL- . tuti dalla traiettoria teorica, questi tuttavia presentano fra le due armi differenze leggiere, che non possono far variare sensibi lmente le lunghezze delle zone complessive pericolose. Basta ricordare che gli angoli cli caduta dei nostri proiettili sono bensì alquanto maggiori di quelli dei proiettili germanici, ma con differenza sempre minore di l5' a tutte le distanze fra ,100 e ,J 600 metri , eccettuando quella di H\00, alla quale raggi unge ~ 0 7'. l\fa serie le qna1 i facessero menzione di una efficacia difficile a raggiungersi al solo presentarsi di circostanze dannose ad un buon 1
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LE NUOVE IS TRUZIONI R E GOLAM ENTARI S UL TIR O
:tiro, avrebbero diffus o idee erronee, specialmente imbarazzanti ;per coloro cui s.pelta la direzione dei fuoGhi. Le esperienze ·sui tiri d'insieme non si limi tarono però a ·riassumere per ci:ascuna linea di mira il modo di disporsi delle rose dei · colpi sul teneno o su numerose fronti di bersagli drizzati successivamente a dieci metri gli uni dietro gli altri. Furono invece completate con altri tiri di riprova eseguiti ripetutamente e da distanze -diverse (fra 500 e 1550 metri) confro bersagli rappresentanti al vero le fo rmazioni nemiche, come: fanteria in ginocchio in ordine ·sparso con linee di sostegni a 150 o 200 metri più addietro; fan·teria in linea coricata; compagnia in colonna serrata od a mezza . distanza, in piedi; mezza batteria in colonna per pezzo, o già in po:·sizione per far fuoco . E qnant.unque in tali seri e tli tiri non si registrassero più tutti i colpi caduti sulla intiera superficie di bersagli rettangolari, ma quelli soltanlo che erano c0mpresi entro il contorno delle figure degli uomini o dei cavalli, tuttavia i risultali furono : sempre non solo conformi ma soventi superiori a quanto era prevedibile in base alle tabelle g-eneriche già calcolate. Se adunque le verifiche circa la precisione di cui sono capaci le nostre armi già incoraggiavano ·ad accettare siccome immanchevoli anche nelle circostanze della pratica le cifre d'efficacia ottenute nella prima serie delle esperienze, gli ultimi risultati test.è riferiti per. suadevano definitivamente sulla convenienza di adottare, oome base per la nuova Istruzione sul tiro, i criteri t1.1tti circa il modo .,d'esecuzione dei fuochi che già erano stati applicali nelle nuove Istruzioni straniere e secondo i quali erano appunto state indirizzate le nostre stesse esperienze. · Per la nuova Istruzione si stabilì: 1 1° di ammettere l'impiego dei fuochi alle grandi distanze e di fissarne, per le circostanze di straordinaria opportunità, i limiti . estremi verso i 1500 o ,J 600 metri. 2° di prescrivere che i fuochi si ese,iuiscano bensì secondo , diverse moda_lità rispondenti alle diverse circostanze, ·ma sempre a massa e pel'Clò anche sempre sot_to l'indirizzo dei superiori: e così ·si faccia anche alle brevi distanze finchè ri'esca possibile. 3° di limitare il tiro individuale, quello cioè, durante cui il ,soldato non è assistito dall'indirizzo dei capi, a quelle sole brevis-
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.-sime · distanze alle quali è possibile, negli esercizi accurati di pace toccare il bersaglio con ogni singolo proiettile o quasi : cui quindi risponde, anche nelle circostanze del combattimento, una probabilità sufficiente di colpire. Ma esaminiamo il nuovo volume secondo l'ordine medesimo di .sua compilazione. · ·
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PARTE I. Scuola. di punta.mento. -
Questa prima parte ci ripresenta quasi tulto il buon procedimento didattico della Istruzione antica; Ne differisce però: a) per l'introduzione del sostegno di puntamento: b) per la soppressione dei tiri accelerati colle cartucce da salve: e) per la soppressione ,dell'esame finale circa rabilità acquistata nel puntare: d) per le regole pratiche nel!' impiego delle linee di mira. L'introduzione del sostegno a gradini già in uso nell'esercito germanico, già adottato secondo un tipo più perfetto e più costoso per le truppe au~triache, già prescritto da.Ila nuova Istruzione rus<;a, tende ad offrire un leggiero appoggio al sbldato durante le minute .correzioni che l'istruttore fa alla sua posizione di punt, gli per. mette di rimanere più a lungo coll'arma spianata, di ricercare più pazientemente ed accuratamente la giusta mira, di apprendere ad -eseguire lo scatto _colla vo luta lenteiza e stabilità; è insomma l'anello opportuno fra i diversi insegnamenti parziali circa le maniere di ben disporre i punti di mira Tispetto al bersaglio, di collocarsi col corpo per ben sorreggere l'arma, di ben determinarne l'esplosione. E qui ci cade in accondo di esprimere un voto. L'Istruzione prussiana così felicemente concisa in tutto il suo sviluppo, dedica ,dieci pagine a questo argomento dell'istruire il soldato a ben puntare: e dedica sovratutto due pagine e mezzo alla descrizione minuta della posizione di pwn,t e delle avvertenze a questa relative. Ci pare cbe ogni particolarità su tale argomento sia troppo importante e meriti troppo di essere minutamente sviluppata percbè si possa _giudicare pr.eferibile la norma seguita dalla Istruzione austriaca e
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dalla nostra di nulla dire su ciò, e di rimandare l'istruttore al Regolamento di esercizi. Ma si è sovratutto sul modo di colloca.re il tiratore che intendiamo parlare. L'Istrazione prussiana comincia a descrivere la posizione di piint ci b1·accio sciolto colle seguenti parole (pag. O) « il soldato, coll' a1·ma al piede, esegiiisce iin mezzo a desfra, clispone il pi:ede destro a circa mezzo passo ve1·so destra s1illa cli·rezione del mwvo fronte e volge le pwnte de,i, piecli alqiwm,to in dent1·0 .... . .. ». L'Istruzione russa reca prescrizione e figura analoga. L' istruzioneinglese (pag. 94 fig. XXVI) spiega con parole alquanto diverse e rappresenta una disposizione dei piedi simile a quella del!' Istruzione prus.siana eòcetto nella distanza fra l'un piede e l'altro che per gli Inglesi si limita a '10 pollici. Gli Austriaci si dispongono in medesima guisa. Il soldato francese (iJfoniMl cle l' Instructeiir de 1'i1·, pa.g. 133) deve spo~tare 'la gamba destra ali' indi etro e ,ver·so destra. Non sappiamo quali prescrizioni rechino i regolamenti dei rimanenti esercì ti; ma poiché sono tutti modella ti su quelli delleprincipali potenze non è prnbabile ne differiscano su un argomento sul quale le ultime sono concordi. Così mentre in tutti i paesi del mondo chi si dispone a tira.re con un fucile e desidera sovratutto ovviare alle oscillazioni laterali, più dannose nel tiro contro bersagli elevati e ristretti, cerca al proprio corpo una base opportuna specialmente nel senso laterale, al soldato italiano si insegna a disporsi con ambo i piedi sulla direttrice del tiro per modo che nulla lo sorregge nelle oscillazioni del suo corpo trasversali alladirettricestessa. Mentre chi deve sostenere un peso gravitante all'infuori della linea mediana del corpo sente l'istinto di puntellarsi in qualche modo verso tale parte, si vuole che il nostro tfra.tore non ricerchi questo punto· d'appoggio razionale, ma' ritiri i suoi piedi su una linea la qua.le trovasi all'infuori della verticale che scende dal centro di gravità dell'arma.. Q'uanclo il pattinatore sente di cadere verso destra ritira egli il piede destro verso il sinistro, ovvero si aiuta ricercando base più ampia verso quel lato? Così questo piede ritratto sulla direttrice del tiro non solo non offre appoggio contro il tremolìo già naturale in qualsiasi senso e specialmente dannoso nel senso trasversa.le, ma obbliga anzi il puntatore ad uno sforzo di muscoli per sorregger.e l'\l,rma all'infuori della base del corpo: è causa di tremolìo 1
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maggiore. Mentre dovunque, per res.istere alla spi_nt~ data dal~ l'arma nel momento dello sparo alla spalla destra, s1 dispongono 1 piedi su una linea non molto divergente da quella delle spalle, al nostro soldato si fanno invece collocare su una linea che forma quasi un angolo retto con quest'ullima. Se in tale posizione si ab.:. bandonasse il corpo a se stesso privo di volontà, il movimento che gli sarebbe più istintivo per obbedire alla chiamata clei muscoli sarebbe appunto quello cli girar sulle anche ritraendo la spalla destra ed avanzando la sinistra per riprendere la posizione na.tnrale di fronte. E questo movimento è precisamente qnello chit importa impedire se si vuole che il tiro non devii verso destra. Tali rao'ioni particolarmente avvalorate dalle quasi costanti e sensibili deviazioni verso destra che si notano nei tiri delle nostre truppe e che furono osserva.te anche in tutte le esperienze di fuochi d'insieme eseauite a San Maurizio, ci indt1cono ad esprimere vivis- . <.':l simo voto che la nostra posizione di punt venga ripresa in esame e venga migliorata. Ed a quest'uopo saremmo lieti cli vedere esegnire esperienze comparative, ma abbastanza prolungate perchè la nuova posizione, con cui si farà il confronto, divenga abitua.le a quei soldati che ne avranno· l'incarico, come è abituale quella ora prescritta dal Regolamento d'esercizi. Ove non siavi parità. di condizioni male si istituirebtie un confronto, · E poichè si dovrà rivedere codesto Regoia.mento nutriamo la speranza si possano anche introdurre prescrizioni per prolunga.ti esercizi di crinnastica col fucile sostenuto alla. posizione di punt, o · n sorretto a braccia distese, allo scopo di rendere più robusti i mu. scoli che debbono tener ferma l'arma durante il tiro. Simili esercizi sono in vigore anche presso gli altri eserciti, e l'Istruzione prnssiana prescrive (pag. ,12 N. 2) che si facciano, nei primi tempi, separati dalle lezioni sul. punlament.o. La soppressione dei tiri accelerati con cartuccia da salve ci sembra raziona.le. Qnantm1que si dica che i fuochi accelerati vanno prendendo sul campo una pat'te assai ampia, e che perciò è d'uopo esercitarvi a lungo le truppe, ritenevano invece necessario diffondere la convinzione della loro minore opportunità. Parecchie cause concorrono a scemarne il valore: Un fumo assai denso impedisce ben presto di <")
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scorgere e mirare il nern:ico·: il frasbuono ·non'. a:lternato da pmtsè impedisce di dare anche i soli comandi riflettenti gli alzi, onde non havvi speranza ch·e spianandosi le armi colla linea di mira: indfrizzata sia pure ipoteticamente ve1-so il piede dell'avversario esse si dispongarro almeno colla voluta elevazione: l'impressione morale di un tiro disordinato e frenetico è deprimente per noi ed incoraggiante pel nemico, perchè rivela allentata la disciplina, sfuggiti i soldati dalle mani dei capi. Vedremmo pe1:ciò volentieri èlie in tutte le pratiche esercitazioni questa. specie di fuochi si limitasse decisamente alle circostanze specialissime, o di grande vicinanza Ml nemico, o di straotdinaria estensione dei bersagli. · Comunque sia, sarebbe errore insegnare al soldato ch'ei possa sopprimere o trascurare il puntamento. L'accelerazione è soltan to ammissibile nei movimenti della carica. È quindi logico eseguire ·questo ammaestramento colla sola.cartuccia d'esercitazione la quale non p1'oducendo fumo permette al solditto di mirare sempre sul bersaglio, edifissarsinell[!. mente che prim,idi sparare ::i deve sempre, anche nei ti t·i accel~rati, interporre una pausa pe1· occuparsi del pl.mtardento Contratta tal~ ab itudine, quando egli nel fumo non ,,edrà l'obbiettivo, rifletterà almMo se la sua arma sia spianata nel modo più. conveniente. Non si deve inoltre perdere di vista che si sentiva il bisogno di éscludere dalla nuova Istruzione tuttb quanto non era strettamente necessario . A tale bisogno si deve attribuire anche la soppressione dell'esame circa l'abilità raggiunta nel puntamento. Vogliamo però lusingarci ébe la parte pratica di tutta questa scuola possa venir presto completala cogli ~sercizi di un tiro di camerata, come già si pratica in quasi tutti gli eserciti stranieri. Allora i comandanti di compagnia e di battaglione avranno opportunità.di constatare in modo più pratico l'abilità eomplessiva di ogni individuo nel puntare e nello scattare l'arma. n controllo potrà esercitarsi di nuovo ed in maniera migiiore. ta più importante fra le innovaziòni introdotte nella prima parte della nuova teoria è quella del punta-mento nl piede anzichè al centro del bersaglio. Se per og'ni vàri'aziòne di dieci o tutt'al più di venti metri nelle
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di!ìtanze corrispiwde.ssero sugl i alzi dei fucili altrettante linee di mir.a -distinte e ~e le distanze fossero sempre esauamente conosciute, la regola del puntar sempre al centro potrebbe ammettersi siccome capace di risultati sovente esatti, in ogni caso abbastanza approssimati. l\fa linee di mira così numerose non potrebbero ottenersi ' sulle armi portatili nemmeno cogli alzi a curwre adottali all'estero, così lenti ad essere preparati e così_equivoci nel loro uso; lo stabilirle sarebbe cosa di tale mi nutezza che troppo discorderebbe colle facoltà intellettuali del soldato, colle contingenze imbarazzanti fra le quali si eseguisce il tiro, e perfino coll e incertezze che accompagnano sempre il giudizio circa le distanze. Per learmi portatil i è forza ammettere un numero limitato di linee di mira, le quali si riferiscano saltuariamente a poche distanze principali, stabil ite per comodità in centinaia precise di metri (o di passi, o d'altra misura abituale 1tlle truppe) . Fra le numerosissime. infinite, gradazioni di lontananza alle quali si trovano sul campo gli obbi eLtivi del tiro, rarissime.sono adunque quelle cui corrispondono sull'arma,linee ·cli mira esaLtamenl.e appropriate . Nella assoluta generaHtà dei casi è forza valersi di una pos izione di alzo rispondente a distanza diversa. E se si desidera esattezza di risultati è d'uopo indirizzare la mira su un punto diverso da quello in cui :;i brama colpire e spostato da questo di una quantità che vuol essere espressamente calcolata per ogni circo;;tanza. Senonch è, il prevedere siffatte circostanze, ed il prevederle con gradazione sufficientemente minuta, ci obbligherebbe a stabilire cifre di correzioni ·Così numerose che soltanto potrebbern essere registrate in un manuale, non mandate a memoria. - Col soldato, e sul campo di battaglia, è forza prescindere da un tale sistema di correzioni, è forza ammettere che in ogni caso egl i diriga le sue visuali io una data maniera costante e divenura per lui istintiva. Se fu amma.estrato a arrli t> Puntare a mezza altezza del bersa"rrlio conviene ci rasseO'niamo effetti di un tiro eseguito colla linea di mira sempre diretta a punti alti dal suolo di ,Jm, 25 . .. di o•n, 90 ... cli om ,60 secondochè il nemico è a cavallo, ritto in piedi, ovvero in ginocch io. Ossia conviene ci rassegn iamo a vedere i nostri colpi sor volare assai cli frequente sul capo dell'avversario, fallire il bersagli o che importa innanzi tu.tto di colpire, perchè il wù vicino ed il più minaccioso. Ci rimarrà e
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bensì talvolta la speranza che alcun nostro proiettile perduto possa: nel suo percorso ulteriore incontrare altri nemici: ma ove il terreno alle spalle della prima linea contro cui si spara si elevasse con andamento poco farnrevole al nostl'O tiro anche tale speranza andrebbe fallita. A ben riflettere però, fra il dover apprendere al soldato tutte le· correzioni opportune ad ogni gradazione di distanza, ed il rassegnarsi a non approfittare di alcuna, havvi campo a guadagnare· qualche cosa. Fra il suggerire al soldato di ricercare vagamente sul bersaglio punti a mirarsi non ben determinati, ed il p1'oporre al suo occhio la parte più spiccata e visibile del!' obbiettivo, corre una differenza rilevante la quale si traduce in ben . di versa sicurezza di buon puntamento. Scopo di ogni correzione dovrebbe esser quello di far passare il proiettile pel centro del bersaglio. Ma se invece di colpire il nemico snl petto, ci' venisse fatto di colpirlo sul ventre, sulle coscie od anche sulle ginocchia, dovremmo lagnarci come di tiri meno eflìcaci? Se in,•ece di presc rivere al soldato di mirarea4-0 .. 50 .. 6(} cen tim. sotto al centro gli prescrivessimo di puntare sempre sulla .linea spiccatissima dei piedi, commetteremmo seri errori, perderemmo in probabilità di colpire? Vediamo : e facciamo un confronto fra qmmto accada coi due modi ili puntamento entro le distanze del tiro individuale, Linea di m,ira di 400 nielri: puntando al centro contro un nemico· ritto che si avanza, la traiettoria media comincia ad incontrarne i piedi alla distanza di 44,0 metri e cessa dall'incontrarne il capo alla: distanza di 350: ci offre adunque circa 90 metri di spazio battuto. ·pu_ntando invece sempre sullii linea di_ lel'l'a in tutte le nuove posizioni assunte dal nemico che si avama, la traiettoria media non comincia ad incontrarne i piedi se non a 400 metri, ma continua a colpirlo fino a quella di circa 220: ci offre cioè, ben ·I 80 metri di spazio battuto. Ciò pel ramo discendente de!la Lraettoria. Pel ramo ascendente vediamo che, puntando al centro, il nemico potrebbe avanzare fino a circa 60 metri dalla bocca dell'arma prima d'essere incontrato per la seconda volta dalla traettoria media: puntando invece ~l piede lo sarebbe già verso i 202 o 204- metri dal tiratore. Colla prima maniera, dalla distanza di ,H.() metri a cui comincia
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ad aver azione la linea di mira qui considerata, fino alla bocca dell'arma, abbiamo uno spazio battuto complessivo di soli circa 150 metri . Colla seconda, sopra un per<:orso di 400 metri, lo spazio battuto è in totale da circa 382 a 384 metri. Chi punta al ·centro o ,deve mutar l'alzo o deve lasciare al nemico ben 290 metri di Lerreno in cui va incolume dai colpi e può riordinarsi. Chi punta al piede può prescindere da ogni . ulteriore preoccupazione circa l'alzo e può perdurare. nel tiro perchè tien soggetta ai suoi colpi tutta oramai la zona che lo separa dal nemico. Ed invero, quantunque nel brevissimo tratto che intercede fra i 204 ed i .220 metri l'altezza dell'avver::;ario non sia più incontrata dalla traettoria media, lo è tuttavia pur sempre dalle traeltorie inferiori del fascio. Ma poichè col puntamento al piede si rinunzia al vantaggio dello spazio battuto più lontano, fra i 4-40 ed i 400 metri, e si utilizza in suo luogo un Lratto di spazio battuto più vicino, fra i 350 ed i 220 metri che invano si ricercherebbe col puntamento al centro, facciamo un confronto fra la porzione \di efficacia che trascuriamo di utilizzare e quella che veniamo a guadagnare in simile ,scambio, arrestando il computo ai limiti di .distanza ora detti . Ve.diamo cioè entro quali cifre ~ari la probabilit.il del colpire, sia lun!{o 1 quaranta metri di spazio battuto che abbandoniamo da lontano sia lungo i c,entotrenla metri che otteniamo in .lor vece da vicino. Poniarho pure l'ipotesi che i tiri riescano tantò esatti quanto lo furono quelli dai cui rist~ltati è stata desunta la tabella 26, sicchè le ,dispersioni dei colpi sieno consimili a quelle registrate nelle colonne terzultima e penultima della tabella medesima. E supponiamo che ii corpo del nemico presenti le larghezze medie seguenti: ai piedi 30 centim., r,l tronco 65 centim., al capo 25 centim. Col puntamento al centro, alla distanza di 440 metri la traetloria .media sfiora la punta dei piedi dell'avversario; i proiettili che lo possono colpire appartengono al solo rnezzo fascio superiore largo circa 1,08; egli può essere toccato da 27 proiettili ogni cento. A ioo metri .Ja traettoria media incontra l'avversario .sul mezzo del tronco; il fascio è largo O, 98 ed il nemico è esposto egualmente ai .colpi il.e! mezzo fascio superiore come a quelli del mezzo fascio in.feriore; egli può esser toccato da 92 proiettili ogni cento. La por,z1one adunque di spazio battt1.to che trascuriamo di utilizzare mu1
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laudo I.a regola del puntamento è lunga 40 metri e presenta una'ef~ frcacia variante fra il 47 ed il 92 °/ Col puntamento al' piede alla distanr.a di 350 metri la traettoria medi'a incontra il corpo dell'uomo sul mezzo del tronco; la larghe1.za. del fascio è ridotta a 0,84, ; l'avversario pu'ò essere colpi'to da 97 proiettili per cento. Alla distanza infine di 220 metri alla quale la traettoria media comincia a sorvolare oltre il capo del nemico, il fascio è largo soltanto 0,50 ed i proiettili del mezzo fascio inferiore che lo possono colpire sono ancora 41 ¼. La porzione adunque di spazio battuto che veniamo ad assicurarci in più, adol-· tando i! puntamento al piede, è di 130 rnet1·i e la probabilità di colpire vi si mantiene a lungo verso il 97 e più 0 / 0 e non scende mai al disotto del ,U ¼. Simile cdìlfronto sarebbe già convincente. Senonchè vogliamo notare che questo còmputo è stato arrestato ai li miti seghati daali incontri della traettoria media colle estremità inferiore e superio~·e del bersaglio. A tener calcolo di tutto avremmo ;nvece dovuto incominciare l'osservazione dall'istante in cui il nemico che s'avanza è colpito dai proiettili più alti del fascio e continuarla finchè il ne:.. mico è ancora \'!Sposto alle traettorie più ba:sse. Ed il calcolo istituito in quest'ultima guisa avrebbe rese di gran lunga più decisive le conclusioni testè riférite. Basta invero ricordare che col crescere della distanza crescono le dispersioni del fa~ci~ ?ssia cade ~u par: ampiezza di bersaglio un numero di pro1ett!l1 sempre mmore, per comprendere quanto rapida.mente debba scemare la probabilità di colpire ove si considerino, col puntamen~o al centro, le dis.tanze maggiori di .uo metri alle quali la porzione de! mezzo fas~10 superiore che può involgere il bersaglio v~ f~cen~os1 sempre. mmore. - A questa debolissima proporzione d1 efficaci~ che abbiamo o~esso di computare a vantaggio dèl metodo d1 puntamento antico, fa riscontro la proporzione sensibilissima che continua ad oITrirci il puntamento a.I piede anche al di qua dei· 2.20 metri: quest'ultima è tanto sensibile che anche sul mezzo dell'intervallo dei 116 o '18 metri abbandonati dalla traettoria media, si conserva del 32 °/o. Anzi già verso la distanza di 194.. metri circa troviamo ricondotta sul bersaglio tutta l'altezza verticale del faiicio e ben presto coll'avanzare del nemico al di qua di 0
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questo punto la part.e superior.e e ,più delicata d.el suo co,rpo ,pu9 .es.sere incontrata dal cento per cento ,dei proiettili lancia,ti. · Nei tiri di guerra, la giustezza e fa. probabilità di colpi1:e risulteranno per certo minori di q,uelle poste a base della presente di~cussione. Ma se mu,ter.apno le cifre assolute indicanti , l'efficacil,l del ti1:o alle singole distanie, non muteranno per questo di gran lunga i rapporti fra le cifre medesime, anzi muteranpo in gui~l). sempre più favorevole al p,untamento sulla linea di terra, col quaJ.e~ utilizzandosi gli spazi battuti vicini piuttosto cl}.e i lontani, scemano le difficoltà del ben mirare e le cause che possono far deviare il proiellile dal suo giusto cammino (1). Riassumendo adunq:ue, questo puntamento al piede clel bersaglio offre, colla linea di mira presa a considerare e contro un nemico che si avanza una probabilità di colpire di gran lunga superiore a quella data dal puntamento al centro. Anzi, ove fosse lecito parlare in modo approssimato, potrèbbesi asserire che questa. line~ - di mira può essere usata contro il bersaglio alto ·1,80 per tutta la .distanza che corre dal punto in bianco fino alla bocca dell'arma. E questa pratica superiorità:' del nuovo modo di puntamento sull'antico si proverebbe facilmente anche ove si prendesse a considerare, pe1; la linea di mira di cui parliamo, il bersaglio dell'uomo a ca:'vallo. Basti rammentare che per l'addietro la linea dj mira di .wo metri offriva, ~ontro la cavalleria, soltanto 1147 -metri di spazio battuto. Ora, se col nuovo puntamento si può ritenere efficace su tutto il percorso dal punto in bianr.o fino aHI). bo.cca delrarma contro l'uomo in piedi, a maggior ragione lo è sempre contro al cavaliere : e lo è in modo da offrire su quasi tutto tale percorsR (cioé per cfrca 375 metri) la massima probabilità di colpire pe~ rocchè fa cadere sempre sul bersaglio l'altezza totale del fascio. Linea di mira di 300 metri. - Senza dilunc,arci ad e()'uale svin o (1) Ove prendessimo a considerare tiri di una dispersione doppia di quella reca ta
dalla tabella 2&, i limiti en tro cui variei·ehbe la ·probabiiità di colpire nelle circostanze · testè menzionate sarebbero rispettivamenbe del 15 °;0 a 440 metri e del 63 °;0 a 400 r;net;i pu~tando al c"ntro; del 70 ¾ a 350 metri o del 2~ ¼ a 220 me tri puntando al piode. Istituendo le proporzioni Z'T : 15 41.: a; e 92: 63 97 : a:' dalle quali si ricaverebbe ~ =:= 22e~ a:' =_5C, si vede elle, so la diminuzione della probabili tà di colpire p,,ssando a t1r1 d, minore g,ustozza stasse nella medesim a proporzion!) a .tutto le distanze, si dOYr,ebbe avere a ~20 metri il 22 ¾ ed a 350 il ~6 o;.. Invece .a q11este dista.nze, coroecbè .minori, abbiamo il, 2<> ¼ ecl il 70 o;..
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luppo di considerazioni riteniamo sia ora suffi ciente osservare che: 1° Puntando al centro la traettoria media colpirebbe l'uomo in piedi dai 350 fino ai 192 metri e l'uomo in ginocchi o dai 335 fino ai 235 metri: porgerebbe cioè contro il primo 158 metri e :ontro il secondo 100 metri di spazio battuto. Puntando al piede invece, la traettoria stessa, la quale ha ordinate tutte minori di O, 90 al di sopra della linea di mira, incontra sempre non solo l'altezza, di 1,80, ma anche quella di 1,20 su tutto il percorso dalla distanza di 300 metri fino alla bocca dell'arma; 2° La probabilità massinia di colpire, quella cioè che s'ottiene allorchè tutta l'altezza del fascio si sovrappone all'altezza del bersaglio comincia ad ottenersi, contro l'uomo in pi edi e col puntamento sul centro, alla distanza di circa -835 metri e cessa verso i 240 metri : si mantiene cioè soltanto per circa 95 metri. Puntando invece sulla linea di ten a, e çontro lo stesso bersaglio, comincia ad ottenersi verso i 275 metri, ma si conserva tale fino alla bocca dell'arma; 3° ta ·stessa probabilità massima di colpire, comi ncia a verificarsi contro l'uomo in ginocchio e col puntamento al centro , verso la distanza di 34 5 metri e cessa verso quella di 235 : si mantiene cioè soltanto per circa 80 metri. Puntando al piede e contro l'uomo in ginocchio accade analogamente come contro l'uomo ritto, comincia cioè aèl effettuarsi verso i 275 metri , ma si conserva tale fino alla bocca dell'arma. Mentre adunque colla regola di puntamento antico la linea di mira di 300 metri non poteva più servire contro l'uomo in ginocchio e nemmeno conLro l'uomo in piedi allorquando il nemico si fosse avvicinato a distanze rispettivamente minori di 235 metri o di 192 metri, sicchè conveniva o mutar l'alzo o rinunziare a colpire l'avversario per un certo tratto di terreno, col puntamento ora prescritto il soldato che tiene l'arma preparata pel tiro a 300 metri può prescindere da ogni cambiamento d'alzo (eccettochè il nemico si collochi a terra) e continuare a sparare, ben convinto che le condizioni entro· le quali egli tira son quelle cui corrisponde la maggiore probabilità di colpire. Linea di mira di 200 metri. - Consideriamo qui soltanto l'uomo a terra, perocchè circa ai bersagli più alli, se già erano a 1
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queste distanze soggetti al tiro fatto colle linee di mira !\upenor1, tanto più lo dovranno essere ove si faccia uso di quella di 200. Contro l'uomo a terra alto 0,50 il puntamento :.i.I centro offre uno spazio battuto di circa 60 metri , entro le distanze di 215 e 155 metri. Di questi 60 metri, soltanto 9 sono bauuti con effi cacia massima. li puntamento al piede offre invece uno spazio battuto misurante tut.ti i 200 metri·sui quali ha azione la linea di mira, e di questi ne porge ben ·165 circa battuti con efficacia massima. Questa nuova regola di puntamento dispensa quindi il soldato dal cerc~re vagamente il punto di mira all'infuori da quello cui è abituato, condizione questa indispensabile in addietro se pur si voleva colpire un nemico coricato a 1100 metri circa di distanza. Nè ciò soltanto, ma riportando via via le traettorie medie sempre sui punti del bersagl io di media altezza questo modo dì puntamento fa. cadere l'intiero l'ascio sulla superficie del nemico quindi porge probabililà di colpire con ogni singolo proiettile. · Circa questa probabilità del colpire è qui il caso di osservare che conll:o l'uomo in piedi pot,·eb be a questa. distanza ri tenersi forse preferibile un puntamento più alto. Ma le ampiezze del fascio sono qui talmente piccole che, quand'anche il fascio stesso venga ad inconl,rare le gambe invece del petto, si avrà pur sempre una probabil ità di colpire assai rilevante. Inoltre sarà questa ia zona sulla quale i proietti, cadendo al suolo colla minore inclinazione, avranno I~ ~aggiore probabil ità di rimbalzare. La loro forza d'urlo, grand1ss1ma a queste brevi distanze, produrrà alle gambe ferite altrettanto gravi quanto quelle che produrrebbe colpendo altre parli del corpo. I leggieri guadagn i che ci sarebbero consentiti in queHo specialissimo caso da un punLamemo più alto non son tali da con fortarci a rompere l'uniformità della regola, e prescrivere al soldato due maniere diverse di puntamento. Questo puntamento al piede adunque, pel quale $Ì modifica continuamente la depressione df311a linea di mira a seconda dell'avanzarsi del nemico lungo il terreno dell'attacco, ha per effetto principale di dirigere la lmettoria verso punti del corpo nemico i quali non possono mai distare dal terreno di altezza maggiore di quella dell'ordinala relativa alla di:;tanza reale del bersaglio. Col nuovo
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puntamento il proieuiJe balle sempre più in basso che non col puntamento antico, e più basso d'una quantità egµale a mezza altezza dell'obbiettivo. Quantunque la traettoria non muti per certo di curvatura, I'effello di questo mirare sulla linea di terra e di questo spazzare coi proiettili a minore altezza dal suolo vale quanto accrescere Ja radenza della lraettoria. E nel fa llo abbiamo veduto per le tre linee di mira prese in esame quanto sian cre:;ciuti gli spazi battuti quasichè alla traettoria attuale avessimo trovato maniera di sostituirne una nuova assai meno incurvata, sempre tesa con pochissima inclinazione rispetto al suolo. E ciò senza perdere nulla nella probabilità di colpire ad ogni singola successiva distanza, anzi vedendola sempre sensibilmente avvantaggiata. La discussione condotta fin qui circa l'efficacia del Liro attenendosi all'una piuttosto che all'altra maniera di puntare ci ha già permesso di accennare ai diversi spazi battuti ed alle diverse probabilità di colpire che si possono ottenere entro la distanza del tiro individuale. La certezza di colpire assolutamente con ogni singolo proiettile lanciato s.i può avere soltanto allora che le dimensioni del bersagli o superino od almeno eguaglino le dispersioni del fascio e allorquando la traettoria media incontri il bersaglio medesimo in un pnnLo discoslo dalla estremità superiore od inferiore e dai lati di od almeno eguali a metà delle. dispersi,,ni vertiquantità mam,iori on cale e laterale. Nei tiri accuratissimi d'esperienza si può fare assegnamento su tale probabilità del 100 °/ a) contro l'uomo isolat-0 fino a 200 metri soltanto: a distanza marrrriore le ampiezze del fascio cominciano a divenire più grandi 1!)0 della superfice esposta dal nemico ove questi si gitti a terra; inolLre quand'anche egli si mantenga ritto, non sempre si può dirigere il fas cio sul di lui petto ; ed ove sia diretto sulle gambe sfuggirebbero lateralmente numerose traettorie. A di-,tanza maggiore di 200 metri, se si vuol colpire con ogni proiellile, è forza limitarsi a tirare soltanto su bersagli di larghezza maggiore di quella d'un uomo. b) contrÒ due o più iwrnin,i in, gmocchio (alt. 11 20) fino a circa 300 metri soltanto: al di là di tale distanza la linea di mira di .300 metri non avrebbe più azione e quella di 400 soll everebbe 0 :
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le traettorie per lungo tratto a troppa altezza sicchè sorvolerebbero sopra il bersaglio, ed i tratti di teneno entro i quali s~1re~be_ possibile far cadere l'inLi ero fascio sul corpo dell'a vversarto s1 ridurrebbero a troppo breve cammino. c) contro due o più uomi-ni irn piedi ocl a ca~allo ~no. a circa ~.oo metri soltanto: al di la di questo limi te la linea d1 mira di 400 metri non avrebbe più azione e quella di 500 comincierebbe a offrire spazi baLluti più bre,•i. Con quest'ultima linea di mira accadrebbe ben presi.o che, anche contro l'uomo a cavallo, buona parte delle 1.raettorie superiori del fascio ;;orvolehbero su l capo dell'avversario. . . . . .. OILt·e a questi limiti adunque il vo ler proporsi di co lpire con tm individuali singoli nemici sarebbe cosa inammissibile anche ove il tiro avesse luoO'O con massima accuratezza. E tanto meno è ammissibile allorqu~ndo si considerino i tiri di guerra, nei quali essendo le dis1Jorsioni sempre sensibilmente maggiori di quelle dei tiri d'esperienza, non si possono ottenere a parità di _di~tanza_e di. ber: saglio, se non probabilità di colpire s~mpre s~ns~h1h.nent~ m1~or.1: Oltre ai limiti ora menzionati conviene app1gl1ars1 al tiro cl, pm armi e, col crescere delle distanze, al tiro con piit linee di mira: Sono perciò ben logiche le regole poste al N. 63 di questa prima parte dell:i nuova Istruzione le quali prescrivono appunto che il soldato non faccia fuoco isolatamente. . a) contro uomini isolnti in qualsiasi posizi one al di là di 200 metri· b) contro due o più uomini in gi nocchio ed a contati.o, al di là di 300 metri; e) contro due o più uomini in piedi od a cavallo ed a contai.lo, al di là di 400 metri. Nulla soggiungiamo circa le regole date al successivo .N. 6g, relative alle linee cli mira di cui convien far uso alle diverse distanze e contro i diversi bersagli nei confini del tiro individuale, perchè non abbiamo che a richiamarci alle pagine precedenti. Soltanto avvertiamo che la nuova Istruzione, ispirata. a concelti esatti ha limitato l'uso della linea di mirn di ~.oo metrì contro bersagli ~l'altezza d'uomo in piedi, entro lo distanze di 400 e di 300 metri. Ciò risponde anche alla condizione <li ottenere sempre l\l'
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LE NUOVE 1S1'RUZ10NI REGOLAMENTARI SUL T!Rù ECC.
massima probabilità di colpire. Però abbiamo già dimostrato che la linea di mira di 400 metri ha azione contro l'uomo in piedi fino a 220 metri, e quindi di nuovo dai 202 o 204 metri fino alla bocca dell'arma. In circostanze di frangenti sarà ·perciò di poco danno se contro il nemico irrompente il soldato non si arresterà a smuovere l'alzo ma continuerà a far fuoco colla linea di mira di 400 metri.
DALLA ·COSTA ORIENTALE DELL'ADRIATICO AL DANUBIO
(Contim,ua). · 1. V1GLEZZl Capitano d'artiglùw,ia .
NOTF: DI GEOGRAFIA MILITARE
rt trattato di Berlino ha sospesa ki guerra nella penisola dei
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Balkani, ma non ha annul late le cause che la rifaranno scoppiare in un tempo più o meno lontano . Il trattato di Berlino non è che un armistizio destinato a scongiurare una' gue1Ta univer:,ale, confusa per diriUi, per nazionalità, e per fini diversi; esso è destinato, cioè, a scongiurare la gravissima responsabilità di averfa provocata o spalleggiata di fronte al giu.dizio del mondo civile e della. storia. · Nel le condizioni presenti della politica europea, la penisola dei Balkani rima.ne, pertanto, l'ob'bietti1Jo pobitico di maggiore valore, come quella che può diventare , da un istante all'altro, il /'atto determvnante cli un'azione militare, l'importanza della quale non si può a priori precisamente determina.re, ma che potrebbe essere grandissima. La. t'egione cl1e si stenèle all'ovest e(t al sud del Danubio e che si adagia sull'Adriatico, sul!' Egeo e sul Mar Nero, è, perciò, di troppo grande importanza militare, perchè essa non diventi oggetto costante di studi e cli osservazioni . Tenendo conto degli obbiettivi politico-geografici e delle grandi linee d'ostacolo, si hanno in questa regione tre scacchieri d'operazioni distinti :
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AL D ANUBIO
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OALLA COSTA ORI ENTAL E OE Ll.' AORIATICO
il serbo-croato-ungarico; il trace-bulgaro; l'ellenico-albanese-rumeno, il quale, intermedio ed appendice dei due primi , li collega, ne diventa, in parte, un elemento comune ene subisce le influenze. Lo studio geografico-militare completo del teatro di guerra all'ovest ed al sud del Danubio, dovrebbe, pertanto, risolversi nello studio di questi tre scacchieri. l\fa non è nostro intendimento di ciò fare. Nostro scopo è quello di sLudiare una sola ipotesi relativa allo scacchiere serbo-croato-ungarico: quella, cioè, di operazioni che avendo per base parte della costa orientale del!' Adriatico tendono raggiungere la linea del Danubio. Siffatta ipotesi è essa razionale? Basta gettare uno sguardo su di una c·arta dell'Europa sud-orientale, tenendo con Lo della vita. storica degli Stati che la compongono, dell e tendenze reciproche, delle aspirazioni, degli interessi più immediati, piti vivi, per persuadersi della razionali tà dell'ipotesi non solo, ma della importanza militare di cosi speciale ipotesi. Siffatta operazione è essa pos~ibile? Ecco quanto ci proponiamo di vedere nel modo più sintetico, ma in pari tempo più chiaro che ci sarà possibile.
I. (\)
Lo scacchi ere che forma oggetto dei nostri appunti geograficomilitari, ha per limiti al nord-ovest la retta che congiunge Trieste con Raab ; al sud-est la retta che cong_ìunge Dulcigno con la stretta (1) Su. - Ethnographische Karte tùr Buropiiischen Turk~i. - Wien 18i8. K1a,ur. - Yolker ima Sprachen Karte 110n Oesterrelch und cter :ur,t,r-D0nau-Lil11der. -
nerlln ISGì.
K1.vur. - Ethnographische Uberslchts Karte des R1t1·opaisclten Orients. - Berlin t876. R. IluNnm. - IL congresso di Berlino. - Milono 1878. o. BARATt1111. - La sltua:ione militare in Oriente in seguilo al congresso di Berlino - Nuoua, Antologia - Anno 1878. hc1N1. Un po' ài commenti sttl trallato d i Ber lino.
-i-99
,di Orsova; al nord ed all'est la linea del Danubio dalla confluenza della Raab alla stretta di Orsova; all'ovest ed al sud-est la costa orientale del l'Adriatico, dal golfo di Trieste a quello di Dulcigno. La impo rtanza politica di questo scacchiere è specialmente determinata: dalla sua posizione geografica per rispetto ai grandi ce-ntri politico-economici dell'Europa sud-orientale: . . dalla i,mportanza politù;a, di1·etta od indiretta, deglielementi etnografici che l' occu;pano. Posto <J.l.18Si sulla rel,tache congiunge Vienna con Costantinop,11i, · cioè sulla relta che congiunge il centro,di un impero che sembra chiamato a gravitare verso oriente di tanto quanto la razza turca sembra destinata a restringersi verso la costa. asiatica, non può a meno di non subire le infl uenze e politiche ed economièhe che l' uno e l'altro di questi due grandi centri sono chiamati ad esercitare nella Europa sud-orientale. A.diagiandosi con uno dei suoi lati maggiori sull' Adriati~o, non può a meno di non senti re gli effetti del progresso econom1 ~0 che si V'e ri fica nell'Europa mediterranea, sia a causa delle grandi correnti commerciali che immettono nel Mediterraneo, sia, e specialmente a causa della nazionalità. italiana, sia per espansione propria delle ~opolazioni viventi nello scacchiere, o per espansi.one indiretta delle pop,olazioni viventi sulle rive della grande lmea commercrale del Danubio. Geograficamente Buda-Pest e Belgrado sembrano chiamali a rac·co11liere questi elementi di espansione. Buda-Pest come il centro com1;ne degli elementi sparsi piti al nord dell' Europa sud-orientale; Belorado come il centro comune degli elementi sparsi più al sud del~ regione. Buda-Pest, grande centro ferrovia rio, destinato a far sentire la sua azione nella. pianura del medio Danubio e su parte dell e coste dell'Adriatico; Belgrado destinato a raccogl iere, come ad un punto comune di convergenza, h1 grandi linee commerciali del ba!-sO Danubio, della Maritza, di Salonicco e di una parte dell'Adriatico . Due elementi etnografici pr incipali occupano lo scacchiere: l'unglterese e lo slavo.
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500
DALLA COSTA ORIENTALE DELL' AOR IATlCO
AL DANUBIO
L'elemento unaherese abiLa la bassa pianura del medio Danubio, stendendosi versi sud fino alla Drava. L'elemento slav;o abita la regione collinC1sa e montana che dalla Drava e dal Danubio giunge ali' Adriatico . .Ma vi ha un terzo elemento etnografico del quale è necessario tenere conto. ed è l'elemento italiano, il quale, espandendosi secondo le ~ara~di linee tracciate dalla natura e dalla potenza della sua . civiltà antica, si è stabilito lungo la costa dell'Istria e della Dalmazia. Politicamente sono perciò tre i centri d'espansione che s.i verificano nello scacchiere: l'ungherese, lo slavo e l'iLaliano. Ma questa espansione politica è diversa, in ogni unità etnografica, per intensità e per estenf ione, a seconda degli elementi di civiltà e di forza che ciascuna di esse possiede. lt Gli unghel'esi hanno per centro. geografico Bada-PesL e costituiscono una nazionalità spiccata ed affatLo speciale. Sono rappresentati da un nucleo di 5,700, 000 a~itanti circa, ed esercitano una in fluenza rilevante, nella costituzione politica, dell'impero austro-ungarico, di fronte alle nazionalità cliverse che lo compongono. La forza d'espansione del popolo ungherese non è, però, e non può e<,sere vigorosa, e non sorpasserà forse~mai i co~fini . d~I te~·r.i~ · torio occupato, perchè mancano ad esso gh elementi prmc1pali d1 una civiltà d'espansione, cioè: vastità dell'unità. etnografica, si.tuazione geografica fa.vorevole al moto politico, per rispetto · alle altre popolazioni confinanti, e potenza ewnomica. Chiusa da ogni. parte da popoli, le aspirazioni dei quali souo in opposizione alle tradizioni ed alla vita politica dell'Ungheria, essa è destinata ad esercitare solo quel tanto cli influenza che le è data dalla sua situazione politica per rispetto alla specialità di costituzione dell'impero austro-ungarico. L'elemento slavo forma l'unità etnografica preponde.rante nello scacchiere, per vastità di territorio occupato e per numero di popolazione ('1 ). Ma questa unità è spezzata in .di.le dal sentimento religioso, il quale combatte un'aspra battaglia politica nella regione che si stende fra la Drava, il Danubio e l'Adriatico. L'elemento slavo cattolico e l'elemento slavo ortodosso, dimenLicando la stessa ori-
gine etnografica, si guardano di mal viso e si raggruppano attorno a due centri parziali di formazione politica. L'elemento slavo cattolico è raccolto nell'antico regno croato e nella Dalmazia settentrionale, ed ha per punto geografico e politico principale Agram; l'elemento ortodosso è sparso nella Slavonia, nella Bosnia, nella Erzegovina, nel Montenegro, nella Dalmazia del sud, e nella Serbia, ed ha per centro geografico e politico principale Belgrado. L'elemenLo slavo cattolico è, approssimativamente, rappresentato da un nucleo di due milioni di abitanti; quello ortodosso da un nucleo di ci nq1M milioni. , ,;ti slavi cattolici aspirano ad una attività politica personale. Le loro aspirazioni nazionali, infatti, si risolvono in un desiderio ardentissimo di avere parte {maggiore nella vita politica dell'impero austro-ungarico al quale portano , da qualche tempo, largo tributo di attività intellettuale ed economica. · Gli slavi ortodossi aspiranoa loro volta a costituireuna:nazionalitàdistinta, gravitando verso la famiglia serba, la quale, per il suo ordinamento a principato libero, crea un centro di atLrazione, po1 liticamente costituito, altorno al quale graviteranno indubbiamente le parti della nuova nazione, quando sarà giunto il momenLo storico dalla sua formazione. La formazione e le apirazioni nazionali di questa giovane Slavia, costituiscono uno dei fatti preponderanti della questione di Oriente. Un el'rore politico . llell' Austria-Ungheria potrebbe esserne il fatto determinante. Belgrado di venterebbe, naturalmente, il !cenLro politico di questa nuova formazione, come ne è il centro geografico . · ed economico. L'elemento italiano non rappresenta nello scacchiere che un elemento secondario per se stesso. La sua importanza è subordinata alla influenia diretta od indiretta che su di esso può esercitare la nazionalità italiana, considerata come grande unità etnografica e geografica, e come nuovo e grande centro di attività politica ed economica nell'Adriatico. La estremità settentrionale del seno adi:iatico, avvicinandosi, coi golfi di Trieste, di Pola. e di Fiume, al centro di potenza dell'in:tpero austro-ungarico, ha fatto sì che i trentasette milioni di abitanti, di cui si compone l'impero, gravitino di preferénza sulla linea di
(l) Circa 7,800,000 abita nti.
I
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. ANNO XXVI, VOL. I.
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50Z
AL Dn'NIJBlO
DALLA COST A OR[ENTALE ·DELL' ADRIATICO
cotriin'ercio pi1ù vasta, più facile , ·e ·più vicin~. La pot~nza austria:oa nell'Adriatico sette.n'trionale deriva infatti dalla sitùazione a-eoi:rrao o fida elei grandi golfi di Venezia e del Q.uàrnero per rispetto alle pro~ vincie dall'imip,wo, e dalt;:t massa di popolaz,i(}ne che le abita. Ma gli uHimi avvenimenti 'nella p·eniso'l'a clei B-aJ ka:ni modi'fìcheranno sensibilmente la sìtu,artione econo'lll'ica d~ll'impel'o au:sttoungarrico nell'Adriatico, spostando ed aprendo verso il st1d d·i questo mare nuove li'nee commerciali. Il tralitato di .Berlino ha stabilito, ed il governo di Vienna la domanda con insistenza, che una nuova linea ferroviaria unisca B~daPest con .Belgrado, e che, }Yer Sofia, si .spinga fiho :à?Costantinopoli . . Q1rnsta nuo:va linea fenovia:ria apre verso il su'd e verso l'Egeo, urra nuova corrente commerciale, la quale è destinata a collegarsi, in Helg1"ado, alla corrente del Oanub~0 . In Dalmazi~L si domanda che la. cosfla sia u:ni ra all'altipiano d'ella: Bosnia mere.è linee ferroviari·e ch·e devono p~rcotTere l'a vallata della Krka, della Narenta e dell'altipiano di Sul.orina, per le quali linee si sviluppane, appunto i ràp'porti co1mt1erciali fra I' Adria:tico e la bassa Sa.va. La linea ferroviaria Brod-Serajevo , la quale saTà fra poco compiuta nel suo ultimo tratto, si conr!iunaerà così da un lato coi porti delta Dalmazia, e dall'allro, per la pianura cli Novi~Baza:r, a ~likov·i>(za ed a Salonicco sull'Egeo. Belgrado al sud dello s.cacchie1·e, come Bucla-Pest al nord di esso, diventerà un nuo,,o e grande centro ferroviario, .il quale avrà base all'Adria.tico, nei porti di Catturo, di Spalato, di Sebenico e nell'arcipelago di Li$sa ; avrà base nel Mar N·ero, nelle bocche d'el Dèlnubio; avrà base nel rnnr di Màrmara e nell'Egeo, a Costantinopol1i, a l\'liegri , ,a Salon icco . La costa orienta.le del!' Adriatico si spartirà, così, natura:lmente·, in due zone : quella più settentrionale suà centro dei rapporti poliùcoi-economici del!' Adriatico col medio· Danubio e colle provincie tedesche dell' im.{i)eM austro- unga:rico ; quella meri.dionale sarà centro dei rapporti politico-economici delt'Ad11iatico oolla Slavi-a del sud e col rimaueJ1te della penisola Balcanica: Buda-P'es~ e Belgrado saranno i due grandi centri geografici, p·olit:ici ed eco1wmioi dello scacchiere. V
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U.
Geografìcarmente , lo soacd1·iere oemprende due parti ben distinte: /
la costa; l'vntenio deUo scacchiere. Le esamineremo partitamente (1) . La costa orientale dell'Adriatico, da Trieste a Dulcigno, ha direzione generale di nord-ovest a sucl-est, non .interrotta che dalla pe·nisola istriana e da un dedalo di isole. La penisola istriana appartiene, orograficamente, al sistema degli ~ltopiani del Carso (2) . Ha forma triangolare la cui base è fra Trieste ecl il porlo ·ai Voloscfi, ed il vertice in Pola. La base del triangolo misura 50 chilometri cil'ca ; l'altezza ne misura 85. 1 L'altipiano dell 'Istria, che ha per punto culminante ì\'I . Maggiore c,1396'\'), è formato, geologicamente, da tre regioni distinte: 11° l' <J;~tipiano calcare di 1 1r. 'Afaggiore; 2° la zona arenaria m,cir.fi' tosa che dal golfo di Trieste, .con .direzione nord-ovest-sud-est, si dirige al lago di f.epic: 3° l'altipiano calcare che si stende fra la punta del Salvore, il capo Promontore e l'insenatura di ' Flaccona. L'altipiano calcare di !\'f. l\faggiore·scende, da un'altez1.aoscillante fra i ·1000 e 1200m, verso la regione centrale a gradinate successive, fino a terminare in un terrazzo frastagliatissimo, in media alto 600m, che si stende da Oollino a Cannedo, a Nugla ecl a Voragna. 11 1\1. ;waggiore si erge, qual dosso alpestre, all'estremità sud(I) Generai Ka,·te Adriati sches Mee,1· - Wien , 1867-75
Srt 1,u,uss11 - Hypsometrische Wandl,arte von .tfiitel Europa - Wien, 18i7. , liANSr.AB - Tfyµsometrische J(a,·te llos,.ien der Hercegovina van Serbien und Jfo,1tenegro - Wien 1880, Carta delL'.Eu,·o·pa cent·r ale at 300/m, , STACIIRR - Geologische Uebe,·sichtskarte der Kiist.enlo.nder von Oesterretc/1.-Ungarn und der angrenzenden Gebiete 110n Krain, Steiermarlt und Kraotien - Wicn 1878, (2) T,11.,,r.1.r.r - Carta geologica delt'Tstrta e dell'isola ai Quarnero - Milano 18i8. Id . De1crtztone geognoslica det ~,a; graviato d'Istria - Milano 1878,
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DALLA COSTA OH JENTALE DELL ' ADRIATICO
ori entale di questo alLipiano , prolungandosi verso il sud coi dossi di Bergut e di S ifso . La falda di lVT. Maggiore che scende ripida sul Quarnero è incisa profondamente da burroni , nei quali si geltano le acque che cadono da quesLo lato; l,Lfalda occident.n !e é invece a dolce decli vio, e sen~a idrografì a superficiale, le vallette che ne risu llano non avendo sbocco. ~: quesLo iu generale il carattere dell'altipiano calcare, frastagliato, a detriti e senza vegetazione. La regione arenaria-marnosa é formala da due zone distinte, essendo strozzala a rnelà, a PignenLe, dagli altopian i calcari. La parte occidentale cli qnesta regione forma la testata del la Ora.gogna e dei bacini di Trieste e Capo cl'lsLria; quella orientale forma la te~ta.tfl. del l{otlonega, della Faiba e della Bagliunal izza. Queste regione é costituita da terreno collinoso, con ramificar.ioni tortuose, alto in med ia da 37:; a 4,85 01 , solcato in ogni dire,,ione da, letti di torrenti, coltivato a hoschi , a pascoli ed anche a vigneti; ed ha per limiti al sud-ovest i punti di Carcan, di Sdregna. di ,tontona. cli Verno, di Pedana. ed il lago di Cepic. · Le acque rhe, originate da questa regione centrale , si gettano all'ovest ed al ~ud della penisola, hanno prodotto quattro profonde solcatnre nell'allip iano calcare che si protende fra la pllnta di Salvore. il capo Promonto1:e o la insenalura di Flaccona. e sono quelle del Oragona, del Quieto, quella dell'anlico letto della Foiba (canal e di Lemme) e dell' Ars:t. Qneste pro l'onde incisioni dividono appunto l'altipiano calcare del sud in altrettanti altipian i parziali : I O l'alti.pirino di B1~je. fra la Dragogna ed il Quieto; '3° l'altipiano di 1lfontepaderno, fra il Quieto e l'antico letto delln Voi ba ; :1° l'ciltipiano di Di,qnano, fra la Foiba e l'Arsa; 0 ~. l'altipinno rli A lbona. fra I' Ar:-:a. e l'insenntura di Flaccona , Qnesti al tipian i, che hanno altezza media dai 300 ai 400'", sono leggermente ondulati, lentamente volgenti al mare, cribrati da un infinito numero di cavità imbutiformi , solcati da valli d'erosione e privi di vegetazione. Una retta che congiunga Pola coll e bocche del Po, lascia al nord il golfo di Venezia. con coste basse, paludose e con banchi di sabbia
AL OANUDIO
505
-dal Po fino a Grado; con coste rocciose, a promontori, ad insenature, a canali , frastagliate, difficili , fino a Pola. Una retta che congiunga Pola con Zara, la~cia al nord il golfo di Quarnero, con costa rocciosa, ad insenature e frastagliala fino all ' insenatura di Flaccona; poi con monti seenclenLi a picco sul ma re 'fino a Voloi;ca, per continuare rocciosa, frastagliala o nuda fino a Zara . I porti principal i che fanno corona alla penisola istriaua, sono quelli di Trieste, Pola e Fiume. All'infuori di essi, le migliori condir.ioni di ancoraggio sono le insenature, le quali, talvo lta, hanno aspeuo di vere strette marine. Le i sole numerosissime che, dal Quarnero a Hagusa, accompagrrnno e formano quasi una lineèt avanzala della costa, sono disparatissime fra loro per estensione e per importanza. Le une lunghe e sLrelle ; le altre piccole e ravvicinate a guisa cli scogliere; alcune vicinissime al la costa; altre staccate e poste quasi in mezzo all'Adriatico. Prose nel loro insieme fol'mano, pel' così dire, due arcipelaghi distin ti : l'a;rcipelago del Quarnero, fra Pola e Zara, e l'arcipelago di Lissa, fra Spalato e Ragusa. Le isole che formano l'arcipelago del Quarnel'O hanno la stessa caratteristica : lunghe e strette, con coste frastagliate e rocciose. Si dispongono su due li nee parallele alla costa, scompartenclo il golfo di Quarnel'O in canali diversi per condizioni nautiche. La prima linea a.vanzata è formata: ,1° Oall'isole Cherso e Li,ssin, non separale che dall o sLreUo canale cli Ossero, epperò formanti sistema fra loro ; 2° Dall e isole Niilada, Grossa, lnco l'onata, Pasman, U,qliano, Eso e Sest1·ugo, te· qun li, sepal'ate da slreltissimi cnna li , formano un solo sistema che si addossa alla costa di Zara e di Sobcn ico, co l complesso delle isole minori che stanno in nanzi a Sebenico. 3° J)al gruppo dell e isole Premuda, Selve ed Ulbo, de:;Li nate a chiudere l' intervallo fra i due sistemi precedenti, ed a non lasciare fra essi che il passaggio princip'a le fra Selv~ e lo scoglio dell'Asinello. La seconda linea è fol'mata : dall 'isola Veglia, dall'isola Arbe e dall'isola Pa.go , le quali si addossan·o all a costa fra Bucca ri e Nona. {,'arcipelago del Quarnero ori gina, perciò, un mare interno fra
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la co~ta istri_ana ~ que_lla di Sebenico, il qualo può diventare base offe~srv~ e _drf~ns'. va dr operazioni marittime, appoggiandosi ai due porti prmc,pali dr Pola e di Sebeni co. Q.uesto r~are inL_erno , fo1·mato da. due canali principali , quello compreso_ fra la prima e la seconda linea delle isole, e quello fra la seconda linea e la CM,ta, presenta tre sbocchi principali : O I ll canale di F'aras'i.na, fra Pola e le isole Cherso e Lussi n ; 2° il canale centrale, fra lo scoglio dell'Asinello e l'isola di J>remucla; 3° T passaggi /1·a l'hicoronata ed i l can,ale di Sebenico. . _Lo _sbo_~o della Farasina e quello reni.raie sono spaziosi e facili ; .PJU d1fficd1 , per scogliere e per bassi l'ondi, i canali di Verzo dr Zara e di Zuri. ' Le isole Brazza, l isina , Curzola, Lagosta, Sabbionelto e Jfetada, ~he si scaglionano successiva.mente da nord verso sud, presentando _il loro asse maggiore in direzione da ovest verso est, chi,udo~o 11largo se1~0. che la costa dalmata forma fra la punta di Plauka e d, Ragusa, or1g,nando canali , a loro volta, paralleli e scaglionati !;lssi pure da nord a sud . L' isola di Lissa, sp inta innanzi verso il mare, ed allo sbocco del canale centrale , domina questo e fa sentire la sua azione su quelli pi ù a sud e più a nord. Rappresenta il punto 0,;eoo-ra(ìcamente più importante del sistema. L'arcipelago di Lissa è fiancheqofato a nord-ovest dal porto di ,Sebenico; a sud-est dalle bocche d1°Cattaro. La costa_ è frastagliata, i·occiosa ed a basse pianure agli sbocchi qella Naren ta e del Drin. La. ~osta orientale del!' Adriatico si presenta perciò divi sa in tre seltori : . 1 ° Il golfo di Venezia ; 2° L'arcipelago ed il golfo di Quarnero ; 3° L'arcipelago di Lissa. Mililar~eute_ considerata, tre sono i port.i che maggiormente pos~ono ese~c,tare m_Ouenza nelle operazioni marittime·: quello di Pola, mtermed10; fra rl golfo di Venez ia e l'arcipela"o di Quarnero. quello di Sebenù;o, inter:medio, e temnine comune~ ·dell 'arcipelag~ del Quarnero e dell 'arcipelago di Lissa; quello di Catta1·o che fianc_heggia l'arcipelago di -Lissa e che fa sentire la sua inO:ienza nautica fino al golfo di Drin . .
;:io,
A l. DA.NUE)I O
DALL A COSTA ORIENTALI, OELL ' ADRIATICO
Due sono le basi offensivo-controffensive che i,i presentano ad operazioni marittime e di sbarco ; quella dell'a1·cipelag,> di, Quarnero e quella del!' m·c-ipelago d'i L issa. I venti che con maggiore fo rza e frequenza soffiano nel!' Adriatico, sono il bora ed il siroccale. li bora si scatena, specialmen te nei mesi d·inverno, improvvisamente, e forma suoi centri d'azione il golfo di Trieste, il Quarnoro e la costa di Cauaro, rendendo in quei punti pericolosa la nav igazione e gli ancoraggi. Il scirocca.le non è così pericoloso come il bora; ma r ie3ce inopportuno e dan noso alla navigazion e prolungata. 1 L'interno dello scacchiere è formalo dai seguenti elementi geografici ( 1): ·1° 1 massi, orngrafici che sorgono fra la costa, la Sava e la }lo rava bulgara; 2° T g·nippi 01·ografioi che sorgono fra la Sava, il Danubio e la Raab ; 3° La Sava., la Drava ed il Danubio. quesLo da Buda-Pest a.d Orsova. I massi orografici che sorgono fra la costa e la Sava, occupano tutto lo spazio tr iangolare che ba per base la retta che unisce Dulcigno con Orsovn, e per vertice il Targlou . · L'asse principale di questo sistema montagnoso ha, perciò, direzione generale da nord-ovest a sud-est, cioè la stessa direzione della costa istriana e dalmata. Questi massi ~i possono raggruppare in tre sistemi montaoi, diversi per natura orografica : 1° Il sistema montano che si stende fra la Sava. l'Unna e la Zennanja; 1
1
(lj RtcLus -
Géographle univer,elle -
Pa ris, 1878.
S1110~, - Geogra~a atrateg1ca - Torino, 1876. KHN• C•c - B?snia, Bcrzegovlna e Croa•ia turca -
Zara , 1802.
Bu us uuR - Yoyage 1111/tlat.-e dans /'empire othoman - Po.ris, 1829. Uu11o~T - le Balhan et Ltdrlalique - Paris, 1.874. Ra,N:.co - La Serbt a ti le Jfonténegro - Pa ris, !Si 6. SnKN RCU Geog rt>{lsche rerhallnlsse, Commtinlcalionen unti da• ntt, en 1n Bo,nf~n, der Be:r cegovina und .llontenegro - Wi,,n 1877.
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0
DALLA COSTA ORIENTALE DC::LL ADRIATICO
2° Quello che forma le testate dell'Unna, della Vrbas, della Bosna, della Narenta e della Orina. 3° Quello che si stende fra le testale della Orina, il Orio e In Morava serba. Il sistema montano che si sviluppa fra la Sava, l' Unna e la Zerman"ia, è formato dalla successione dei massi del Monte Nevoso (1376m), del Bittoray (I 309m}, della grande Kappella(t 6.i3m), della piccola Rappella (11282"') e del Wellebick ( 1758m), i quali conservano al sistema quel carattere di altopiano ca1·sico, che è proprio delle A°lpi sud-orientali. Le punte montagnose si mantengono sempre nella direzione di sud-est ed all'allezzamedia di ,12oom. Solo il Wellebick si scosta alquanto dalla direzione generale dei massi, e si serra contro la costa dell'Adriatico sulla quale cade a picco. Il sistema che si stende fra l'Unna, la Narenta, la Bosna e la Orina, comprende quell'insieme di montagne che è conosciuto col nome di alpi Oinariche e di montagne della Bosnia e dell'Herzegovina. Questo sistema, dei quale ii 1\1. Oinara (13 I I m) ed il M. Orbjen (1898m) formano i punti cuhninauti, non si eleva a grandi massi isolati; ma a catene successive, parallele le une alle altre, come il Giura della Francia. Le maggiori allezze si mantengono verso il sud; mentre l'altezza media cl.egli altipiani oscilla fra i 11000 ed i ·1500m. Le solcature. formate dalle valli hanno direzione di sud-est a nordest. La discesa delle acque si fa a cascale successive per e!Tetto delle frequenti chiuse. Una sola di queste valli non segue la direzione generale di sud-est nord-est ecl è quella della ~al'cnta. Il sistema montano fra la Orina. il Drin e la Morava. ,-erba, ha per base principale il grande masso orografico del. Proklatia, il quale spi nge le cime dalomiziche del Darmi tor a 170001 ; quella dol Kom a 2850m e quella del Gli eh a 4760m. A.I centro del massiccio giace il lago di Plava. · Dal Proklatia si staccano in tutte lo direzioni, quegli altipiani che, a guisa di larghe gradinale, scendono sulla Sava e fanno corona alla Lesi.ala della Morava serba. La parte più alpestre, più difficile del masso, chiude all'est il Montenegro. Dalla stretta di Orsova alla regione lacusu·e di Och rida , tre massi principali si dispongono da nord a sud; quello dello Stok, fra il l>a1
Al. DANURIO
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nubio e la Morava bulgara; quello del Kopaonik fra le due ~forave e quello dello Scardo, fra il Wardac, le Morave e il Orin. P.er la loro disposizione, questi massi limitano all'est ed al sud lo scacchiere che esaminiamo. ~fa fra il masso del Proklatia e quelli or ora accennati si stende uri largo e facile altipiano , quell o di Kussovo, antico lago disseccato, il quale segna la zona dei più faci li rapporti, fra il bacino di Salonicco, la pianura di Belgrado e la costa di Skutari La regione fra Adriati co e Sava, ci presenta perLnnLo una dorsale montana a foggia di larghi altipiani tormeutati per fessure, per cavità imbutiformi, e di valli parallele, incise profondamente dalle acque; dorsale che si mantiene, coll e cime pili alte: di preferenza in vicinanza della costa dell'Adriatico, sulla quale o cade a picco , o vi fa scendere brevi e rapidissimi b111Toni, dei qual i solo la Zermania, la Narenta, la Modacca, il Dt·in possono chiamarsi valli. li versnnte verso Sava è generalmente boschivo; quello verso Adriatico è quasi sempre nudo e privo di vegetazione, la quale si ri fn ocre nelle parti basse della Dalmazia e del l'Albania. - Il ba1;so Orin è pahtdoso, difficile e pe:;tilenziale nei mesi caldi. Ona caratteristica degli allipi,rni della Carniola, dell a Kapell a, dei Wellebik e delle montagne Dinariche è quella della povertà dell'acqua. Le acque cadute sulla. superficie di quelle regioni spariscono per le molte fessure del terreno carsico e formano una rimarchevole idrografia soU,erranea . In quelle regioni , la profondità media nella quale si trovano sorgive è di 300m. l gruppi orografici che sorgono tra la Sava, la Drava, il Danubio e la Raab, sono altipiani collino,;i, circondati da pianure basse che formn.110 la continuazione della pianura ,rngherese. Le colline fra Dava e Sava sono pl'Olungamento dei Karavanka che, al nord di Agram, ces5ano di avere l'altezza superiore ni ,Jooom. Al nor~ deiia fenovia .Brad-Yukovar queste coli ine si confondono colla pianura paludosa che corre fra Sava e Danubio, dalla qual~ emer~e, a guisa d' isola, il terrazzo collinoso di Syrmien contro cm corre d Oant1bio da Vukovar a Belgrado . Le colline che ocC11pano lo spa~io compreso fra la Raab, la Drava ed il Danubio, racchiudono in mezw il -la.go di Plauen, e so no formate sulla riva nordica del lago dai monti Dakoni ; sulla via meridionale dal gruppo dei Mecseb . l')l)
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DALLA COST A OFUENTALE OELL'ADRTATICO
La pianura che è rinchiusa fra il Danubio e la linea Essek-BrodMitrovitz è Belgrado è sog,getta alle inondazioni ed è a metà copert.a da paludi epperò difficilissima. Il Danubio, che limita all'est lo scacchiere, ha larghezza di. circa 50011) a Pest, e larghezza che osciHa fra i 900 ed i ,J ooom dopo. La profondità varia dai 5 ai 13m. Da Witzen fino a Mohacs e da Vakovar fino a Belgrado, la sponda destra è dominante. La Drava e la Sava arrivano al Danubio correndo parallelamente dall'ovest verso est. La Drava entra nel Danubi o a valle di Essèk; la Sava a Belgrado. . La Sava ha and?.m,ento tortuosjssimo; il suo corso è di 1062 cliiilometri; la differenza d'acqua in ali.azza, fra la magra e la piena è. di metri 9,39. Su centinaia di chilometri, tra Sisek e Belgrado, il terreno è percorso dalla sinuosità del fiume. e da,rami abbandonati. Le inondazioni si estendono talvolta a ifO e 20 chilometri dalle rive d.el fiume e rendono i passaggi difficilissim i. In due soli punti U fiume è incanalcato a Brod ed ·a Mitroviz; da ciò la grande importa~na militare di qùesti due punti. In tutto lo scacchiere, e specialrilente in vicinanza della costa, \'Ì ha povertà di risorse economiche; ma la Croazia, la Bosnia e la Serbia vanno giornalmente _crescendo in prosperità per effetto delle condizioni uaturali del terreno e per l'auivi là sempre crescente dellepop0Iazioni. Riassumendo, a grandi tratti, le condizioni geografiche dello scacchiere, possiamo dire: 1 1° Siilla costa: il golfo di Venezia; l'arcipelago ed il golfo di Quarnero; l'arcipelago di Lissa ed i punti capitali di Pola, Sebenico e Cattaro. La penisola istriana, stacyata dal carso triestino, lanciata verso sud nel!' Adriatico, legata al rimanente dello scacchiere dalla linea Trieste Yolosca, forma parte integrante della costa ed e,lemento comune del golfo di Venezia e di quello del Quarnero. 2° Nell',i,nterno tre zone distinte: la 'zona montagnosa a forma triangolare che ha base fra ·Orsova e Dulcigno·e vertice al Tergloù . formata da un sistema. orogmfico ad altipian1i con punte e massi elevati al sud, di natura tormentata, e in grande parte priva di. acqua;
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la zona collinosa che da ovest verso est corre fra Sruva e Urava risolventesi in una regione paludosa e facilmente inonda,bile nelle vicinanze del Danubio; Ja zona collinosa fra la Raab, la Drava e la Sava, la quale spingendosi in direzione di nord-est, ver~o il grande ?omito ~he il Danubio forma a BL1da-Pest, ne accompagna e domma la riva destra da quel punto fino alla confluenza della Drava. . . Pex queste condizioni geografiche, e per la natura carat~enst1ca ilegli elementi .geografici e per la loro disposizione parziale,,_ le · grandi linee geografiche naturali dei rapporti, fra la costa e l rnterno dello scacchiere sono segnate : ,1° Dalla penisola istriana, golfi di Venezia e Quamero, verso la Sava; 2° Dall'arcipelago di Lissa e dai pressi di Sebenico, Spalato, Raousa e Cattaro venso la Sava.fra la confluenza della Bosna e o . de,llii Morava Serba.
III.
L'esa1~e delle co.ndizioni politico-economiche dello scacchiere ci ha permesso di determinarne gli obbiettivi poli~ico-ec~nom~ci ~r~ponderanti e le li1iee di espansione economica di q_uest1 ~bb1ett1V1 '. l' esame delle éondizioni geografiche dello scacchiere, rnvece, c~ ha permesso. di determinare la estensione ed i ca'.·atteri genera.li deali elementi aeoorafici principali, in quanto essi possono costi-· tu~·e ostacoli al -m~iYimento . Questi clati sono sufficienti per a~bracciare in quadro sintetico l'importanza ed il carat,tere _pa_rtic.olare delle operazioni militari, che, avendo base sull Adriatico, tendono raggiungere la linea del medio Danubio. · . Que sono gli obbiettivi preponderanti dello scacchiere: Huda. .Pest e Begrado. Le linee d'espansione economica partenti da Bucla-Pest verso ]' Adriatico, fanno capo al golfo di Venezia da un lato, a quell~ di Quarnero dall'altra. Le linee d'espansione economica partenti
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DALLA COSTA ORIENTALE • Dls l,L' ADR IATICO
da Belgrado fanno capo al !rallo di costa che ha per punti capitali Sebenico, Ragusa e Callaro. M:1 I.e linee d'operazioni militari coincidendo colle linee di espansione economica, si hanno due linee d' operazioni distin Le : q'1ieUa isiriana-croatlM11ngarica; quella dalmata-bosna-serba. La retta che unisce Pola con Buda-Pest., misura 500 chilometri ; la spezzata che unisce Trieste con Pola e Pola con Zara misura 220 chilometri. - La prima distanza dà im' idea approssimativa della· profo ndità,' de!Ja linea d'operazione, come la secondà dà un'idea approssimativa dell'estensione della base dalla quale pat'le la linea delle opera1.ioni. La base d'operazione abbraccia, pettanlo, la penisola. istriana e l'arcipelago del Quarnern . I punti principali marittimi di questa .base sono indicati da Trieste, da Pola e da Fiume coi porti e rade che verso sud-est si prolungano nel mare interno formalo dati' arcipelago . Tri este, più specialmente rada che porto, non presentanè buone condizioni nautiche, nè topografiche favorevol i acl una buona difesa del porto. li portò è formato da lla rada propriamente detta e dal vallone di Muggia. Le rada, dal Castello di Nuzancar alla punta S. Andrea, misura 7200"'; il vallone cli Muggia. dalla punlci S. Andrea alla punta Olmi, misura 360000 • Dal laLo di terra, Trieste è chiusa al nord ecl all'est, dall'alto te1Taz1.o del Carso, il quale, coi monti Pri1nas, Opchina, Col e Spacca lo, :; i manti ene ad un'altezza che oscilla fra i 230m ai 4,30m (1). - Dopo il vallone cli Muggia chiudono al sud il porto di Trieste le colline di )}'I. e d'Oro ( 55m) e di M. ° Castellier (227m). A difesa del porto di Trieste furono eretti i forti di Kressich, il Castello, il forte Olmi e la balleria Michele. Queste fort ificazioni non raggiungono però lo scopo per le condizion i topograuclrncldla costa che racch iucle il bacino cli Triei'-~e. Infatti il generale Herroann, del genio austriaco, ha presentato, non è molto , un progetto di nuove fortifica:tioni destinate a chiudere clfeuivamente l'interno del porlo. (IJ M• Prim3S 2'29m, e M• Col 43'7'" ·
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Questo progetto consisterebbe nel munire di forti le due punte· estreme del golfo, cioè la punta formata dalla Mula di Muggia e la punta del Sa.lvore. In questo fronte di ·I9 eh ilometri si devono creare due isole artiriciali, da servi,·e di base alla erezione di due altri forti ; negli intervalli un sistema di torpedini. Un siffatto progetto non ha però la probabi lità di essere posto in esecuzi one. Il porto cli Pola rappresenta il punto cap itale della base di operazione. Porto eminentemente militare, la cui azione strategica si fa ugualmente sentire nei due golfi di Venezia e del Qnarnero, ed in condizioni nautiche e topografiche eccellenti per una difensiva manovrata. E l'Austria-Ungheria riconoscendo appunto la somma importanza di Pola, l'ha (~reata base mariUima. e piazza principale· nell'Adriatico . Il bacino cli Pola ha la forma di un elisse, aperto verso nord-ovest, il cu i asse maggiore misura 3600m e quello minore 2600m. Tre · scogli , quello cli S! Catterina, quello Grande e quello cli S. Pietro, disponendosi sn uno stesso asse, fra la batteria )fonumenli e la costa del fo rte Max, formano una linea ritirata per rispetto all'ent1 ata del porto, e quasi la chiudono, mentre un quarto scoglio , quello degli 01 ivi, prospetta la ciuà. di . Pola e contiene parte dell'arsenale. Dal lato cli terra il terreno che si stende verso nord, verso est e verso sud è ondulato, formg.to cla una serie di cocuzzoli collinosi e di depressioni; un insieme orograucamente confuso . l punti culminanti cli questo sistema collinoso sono quell i sui qun li sorgono i forti del Musi[ (72m} e Grosso (65m). Le fortificaz ioni destinate a proteggere il bacino di Pola, sono disposte su di un arco avente raggio di 3000m , e centro allo scoglio Granrle. Si compongono di forti e batterie. Fanno fronte verso terra le batterie T11rnlla, Castellier e Castion, destinate a. battere il terreno che si stende a cavallo della strada di Fasana ; delle batterie Cerella, ~Iontegrande e Giorgeua per battere il terreno che si stende a cavallo della strada di Dignano; dei forti S. Giorgio, Movidal per battere la strada cli Altura e dei fort i S. Michele e Cosmo Vecchi e batteria Conciale per battere le strade di Medolin e di .Pomer. Fanno ' fronte a mare il fo rte del Cristo, il forte Grosso, il forte l\'lunide, lungo la costa settentrionale del canale d'entrata,.
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DA LL A COST A ORIENT ALE DELL' ADR IAT ICO
làrgo 800m; ed i forti !'tfaria Luisa e l'tlax sulla costa meridionale del canale d'enlrnta. - La batteria Monumenti, la batteria Pisella. il forte Franz e la batteria S. Pietro, completano il sistema difensi, o dell'entrak'l. del porto . li forte i\Iusil, · 1a balt~ria Stoie, ed il forte Bourguignon completano verso sud-ovesL la difesa della costa co mpresa fra il capo :Brancorso e il !\'J. e Viradella. Ma quello che maggiormente allarg(l. Ja sfera d'azione della p iazza di Pola, e le dà altitudi ne controffensiva è l'esistenza delle isole .Brioni, che giaciono a nord-ovest della imboccatura def porlo, ad una distanza di 1200m dalla pun La del Crigto, ed a una distanza di 3200111 dal . capo Comparo. 'Queste isole fo rmano colla costa dell'~stria il canal e di Fasana largo in medi o 2400m . - Sono poco elevate, il punto culminante del la maggiore non avendo che nn'alLezza di 4.5m, ed accompagnate Iungo la loro costa occidentale da scogli , qualcuno fino alla distanza eh più di _sooom. e da secche. Si hanno buoni ancoraggi nel canale di Fasana e buon i ancoraggi per l'esistere alla bora, all'ovest degli scogli Vanga ed Orsiera. Strategicamente le Isole Brioni danno alla flotta che s'apporraia è)è) alln. piazza di Pola, la facoltit di sboccare offensivamente fra il porto di Pola e le isole; o per il canale di Pasana verso il nord. nel momento in cui si tentasse da una· flotta. r1 i sbarco m1' opera;ione sulla costa istr iana . In mano di chi possiede Pola, queste isole allargano il raggio d'azione della flotta che vi si rifugge e rendono diffi1)ilissimo, se una battaglia navale non è ancora giunta n romperne la l:ompagc Qrganica, il blocco effetlivo della fl olla stessa . La iniporLanza militare delle Bri on i apparve appunto agli Austriaci nel 1859 quando le fl uLte all eate, giunte nell'Acl rialico, accennarono ad una operazione di sbarco sulla costa clell'lstria, ed a un altacco di Pola. li forte di ThegetofT, posto sul punto culrù inan te dell'isola maggiore, serve acl affermarne il pos!;esso cd a coll egare le isole alle difese della piazza. Il pol'IOdi Fiume, qu ollo di .Ouccari , il porto Re, fo rmano nel mare interno dell'arcipelago del Quarnel'o i punti principali di sbarco. Le isole, Vegl ia, Cherso. Lussi n e quell e minori che fo rmano le linee avanzate del golfo del Qua1·nero costitui scono una buona base difensiva. La più impol'tante militarmente, è quello di Lussin ,
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perchè sta all'apertnra ·principale del golfo e presen_ta n~l suo s~no un sicuro ancoraggio ad ,ma flotta di grosse nav1, Siffatta importanza apparve specialmente nel 48~9 quando la flolta francese, per fronteggiare le difese austriache d1 Pol_a e ~repararò una: base eventuale di sbarco, occupò i porli di Lussm, v1 sbal'cò un distaccamento. e vi stabilì maòazzini di vivffri e depositi di munizioni. Quesli tre punti principali della base marittima, Trie~te-Pola1.'l i urne, sono fra di l'oro c'oll egttti d'a i tronchi ferroviari Trieste-San Peter-Fiume e P.ola-Di vezza. E questo collegamento è co mplet.at.o ,dalla rete :;Ll'adale Ol'd"inal'i,1 In qu1le ha per centro di inadiamento Pisi'rlO. La linea d'operazione che parte da que.'ita b~se e. cl~e si _diri~ all'obbiettivo Ruda-Pest, sr.aval'Ca l'a lLipiano car,;1co trlestmo, 1 mass1 del Montenevoso, della piccola e grande Kap-pella per. giungere la Sava. na questo fiume alla Drava, atll'aversa gli altipiani ~i Agram, pel' dirigersi poi al Danubio, sia pa~sando a .nord-ovest sia: a sud-est del lago di Pla tten . Essa è accompagna.La, fino alla ~rava, dall e due linee ferroviarie : Tri este-Laibach-Pettau, e FrumeAgram- Zakanj . Dalla Drnva al Dannbio r, accompagnala_dalla f~rrovia Zakanj-G. Kanizza-Buda-Pe:-1., lè! qnale corre lungo 11 margme sud-est del lago cli l)latten. Le principali linee di marcia che dalla base d'operazione conduducono alla Orava, sono le seguenti :
A) Dalla costa alla Sa1Ja. 1• lin ea. 111·ieste Adelsberg-Laibach- 81 chil. Finme-Castello di Scheeneherg-Laibach-103 chil. 2• :i• )) Piume-Delnice-Gottschec-RotschaH 88 chil. 4-a )) · Porto Jle-Lokvec/\-Sevcì·in-G'U,ri.fed-207 chil. chi!. Oa )) Noni-O"ulin-Knrlstad-tigrnm-158 o . Ze-n:egg-Briincll-Sa.:radnichObecovo-225 chll. oa )) ))
B) Dalla Sava alla Dra1Ja. P linea Raschat-Cilli-Pettau-115 chi I. 2a >l f? urkfeld-RoKitsGh- r'ettau-96 chil.
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DALLA COSTA ORIENTALE DELL' ADRIATICO
3° linea Agram-Lepaglova-Varasdiu-,124 chi!. 4,a J) Agram-I\fojerburg-Legrad-71 chil. 5a )) AgrnmKrenz-Le,qrad-109 chilogrammi. Dalla Dr:tva, la rete stradale che conduce al Danubio, segue tre direzioni principali: 1° La parte più fiua, logisticamente meglio condizionata, fatta base su Pettau e Legrad, passa la H.aab fra Feldbarch ed Einsenburg e marcia su Vienna. Lunghezza media del fasci,) 240 chilometri. 2° Un secondo fasèio stradale, facendo base sulla Mur, fr11. Legrad e Badkersburg,' si volge fra la Raab ed il lago di Platten, dirigendosi su Raab, Komorn e Buda-Pest. La lun gh~zza media di questo fascio è cli 290 chilometri, ed è formato dalle linee principali di 111arcia seguenti: a) Badker sbwrg-Zarkersclorf- Egyed-Raab, svolgendosi a cavallo della Raab. b) ilfora-Zalvegersgeg-Papa-Raab; e) Leteiiye-Keszthely-Papa-Komorn; d) le,qrnd-Tapolca-Veszprim-Buda-Pest. . . 3" U11 ultimo fascio, che facendo hase StL Legrad si dirige al . Danubio, a Bacla-Pest, sfi lando fra il lago di Platteu ed il fiume. La direttrice di questo fascio è rappresentata dalla ferrovia G. KanizzaBuda-Pest, ha una lunghezza media di 240 chilometri , ed è formato dalle due linee principal: seguenti : a) le,q1·ad-Baglar-Stu hl weissernburg- Biida- f'est ; b} legrad-Kapowar-Ozo,,a-Biula-Pest. · Riabbracciando ora l'andamento generale della linea cl'operazione, notiamo: 1° Delle sei direttrici principali cli marcia che pai'tono dalla base cl'operazione marittima, cinqi M hanno origine al golfo di Quanero, uria a quello di Tri este. 2° La linea di Trieste, accompagnata dalla ferrovia di Laibach , è ancora s~paraLa da qtlelle del Quarnero, dal masso impervio del. Monte Nevoso. 3° La linea d'operazione giunge alla Sava su. di un fronte che da Laibac ad Oberovo misura 162 ch ilometri circa. Ma se notiamo che delle ~ei linee di marcia due si raggruppano a Laibach e quattro 1
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a Ratschat-Oberovo, il fronte principale di marcia si riduce a circa 80 chilometri. La linea d'operazione, pertanto, dalla basemarittirna alla Sava si scompone in due direzioni di marcia, delle quali una principale: l?iume-Agram; l'altra sussidiaria o speciale: TriesteLaibach. 4° Alla Drava la linea d'operazione vi arriva con e>inque linee di marcia principali, raggruppantisi attorno a tre punti : a Pettau diie; a Varasdin u.ma; a Legrad clue. Il fronte che ne risulta misura circa 86 chilometri, dei quali 46 fra Varasdin e Legrad. 5° I due fronti della Sava e della Drava si presentano, però, per rispetto all'obbiettivo Buda-Pest con la sinistra ritirata e ladestra avanzata, direzione che sarebbe invece favorevole airobbiettivo Vienna, quando le operazioni d,wessero divergere in quella direzione. Questo fatto dell'obliquità del fronte di marcia principale per rispetto all'obbiettivo geografico, fa sì che le operazioni giunte sulla Drava, debbano subire uno spostamento, col centro e colla sinistra verso nord-est e prendere per base ulteriore di marcia la linea della Mur. 6° Dalla Mur a Buda-Pest, fra la Raab ed il lago di Platten, le condizioni di marcia non sono così favorevoli: la linea d'operazione si riduce a tre strade principali, delle quali una· svolgentisi I a cavallo della Raab. 7° Se le operazioni volessero seguire la riva sud-orientale del lago di Pltttten, le condizioni logistiche sarebbero del pari poco favorevoli, e la base strategica cli questa ulteriore marcia non sarebbe che rappresentata dal punto di Legracl. Si abbandonerebbe l'asse principale e naturale delle operazioni, per sciegliere una linea estrema dello scacchiere di marcia; cioè una direzione eccentrica per rispetto ai più facili rapporti colla base di operazione marittima. 9° La profondità della linea di operazioni, dalla base alla Sava, varia dalle ,r 2 alle '11S giornate di marcia; dalla.Sa va alla Drava dalle 5 alle 9 giornate e dalla Drava al Danubio dalle 11O alle 115 giornate. Questa profondità e ht disposizione degli ostaco.li geografici indicano le fasi :nelle quali si scomporranno le operazioni nell'interno dello scacchiere. Cioè: Un primo periodo cli marcie lunghe e faticose per raggiungere sulla Sava. gli obbiettivi speciali di A.grame Laibach; ANNO
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DALLA COSTA O RIENTAL E DELL'ADRIATICO
Un secondo periodo di operazioni diviso in due fasi: la costit11zione di una base di operazioni secondaria sulla Sava e la marcia offensiva sulla Drava. per raggiungere gli obbiettivi principali di Pettau e Legrand. Un terzo pel'iodo di operazioni esso pure diviso in ciue fa si: la costituzione di una base di operazioni secondaria sulla linea l\lurDrava e la marcia offensiva sul Danubio. 10° Logisticamente l'e condizioni della rete stradale compl.)nente la linea d'operazione, si possono riassumere così: buone condizioni di tecnica stradale (larghezza-pendenze e manutenzione); povertà d'acqua negli allipiani carsici; vasLi accampamenti auo rno a t aibach , KadstadL ed Agram sulla Sava; facilità di accampamenti dippoi fino at Danubio.
La retta che unisce lo sbocco della Narenta con .Belgrado misura 160 ·chilometri ; quella che unisce Sebeni co colle Bocche di Cattnro
ne misura '140. (J ueste duo dimensioni danno un'idea approssimativa della profondità della linea di operazione dalmata-bosno-serba e della es tensione della sua base marittima. Ltt base d'operazione, fo1·mata dal la costa frastagliata della l)almazia, presenta molti punti di ancot'aggio e di sbarco, fra i due principali di Sebenico e di Cattaro, specialmente a Spalato, ad Al111isa1 ed a Ragusa. Questa base d'opel'azione è proteLta, nella sua part.e centl'ale e verso ovest, dall'al'cipelago di Lissa, il quale disponendosi . parallelamente alla cosLa, fra Spalato e Ragusa, fo rma un'eccellente base ini~iale di operazioni mai·iLLime ed una buona linea coprente la cosi.a, fiancheggiata al nord-ovest ed al sud-est dai due porli mililari pl'incipali di Sebenico e di Cattaro. L'isola di Lissa inòltl'andosi verso ovest, all'infuori delle altre isole dell 'arcipelago, costituisce uu punito avanzato , intermedio ai due principali di Sebeni co e di Cattaro, e strategicamente in buone condizioni di collecramento con 1> . essi. I punti, perciò, di Sebenico, di Lissa e di Cattaro, costituiscono gli elementi principali delle ope1,azioni mari ttime nella base dalmata. Il porto di Sebenico è fo rmato dal canale di S. Antonio e dal bacino di Sel,enico. Il canale di S. Antonio misura 2200m di !un-
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,ghezza, ~ 50'" di strozzatura ali' entrata. nel canale, 1OoOm di larghezza massima nell'interno e 90m di strozzatul'a all'entrata nel bacino. Il bacino ha forma di canale lungo otto chilometri in di rezione nord-ovest sud-est, largo ·1200m., e comunican te al nord col lago di Proklian , nel quale si scarica il fiume Kerka. Il canale ·di S. Antonio può dare passaggio, per profondità. d'acqua, alle grosse navi, ed il pol'lo è in buone condizioni d'ancoraggio, sebbene vi domini violenLemente la borea. Dal lato di terra, il bacino di Sebenico è chiuso a nord da una serie di colline aventi direzione parallela al!a. cosla, il cui punto pi ù elevato è dato dal .M. Galderniak (224,m). Su queste coll in e sorgono appunto il forte S. Giovanni ed il forte Baume, destinati a dominare la. città e batlere lo sbocco del canale di S. Anlonio. Sulla. riva occidentale del bacin o, si eleva una linea di piccole colline, le quali, alte in media 65-70111 , coprono da questo lato il bacino, e dominano la pianura che, verso il mare, fia ncheggia il canale cli S. Antonio. L'imbocco del canale di S. Antonio è difeso dal forte S. Nicolò. Una linea avanzala, dinanzi nll'enLrat.a del canale di S. Antonio, è .fo rmata dalle isole Proricia e Zia.rin e dagli scogli che si elevano fra quest'ulLima e la punta. Ostrica. grande. Questa linea avanzata origina, fra essa e la costa , il canale di Sebenico, il quale presenta. ancoraggi nella rada di Vadico, ad oriente dello scoglio di Lupas ed a sud-est dell'isola Zlari n. Le condizioni topografico-mwtiche del porto di Sebeni co, sono tali da poterlo tr asformare in un grande e sicuro porto mili tare. L'arcipelago di Lissa, disponendosi dinnanzi ed in prossimi tà .della costa dalmata, dove questa presenta huon numero di facili approdi costiLuisce una linea difensiva avanzata della costa, e costituisce una buona base di operazioni mari ttime. Queslo arcipe· lago, abbandonato a se stesso, senza di fesa diretta, può diventare base iniziale di un attacco marittimo contro la. costa dalmata. Il punto più importante di questo arcipelago è rappresentato dall'isola di Lissa, distante 80 eh ilometri dal porto di Sebenico, ~MO chilometri dalle bocche cli ,Cattal'o, 265 chi lom. da Ancona, 1135 chilom. dalla punta del Gargano. La massima lunghezza dèll'isola , dalla punl-a Stoneica alla punta Stup iski, è di ,17 chilom., la massima
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DALLA COSTA OR IENTALE DELL'ADRIATICO
AL DANUBIO
larghezza è di 7 chilom. L'isola è montuosa e coperta di boschi; ha forma di un altipiano ondulalo scendente dolcemente verso est, e rapidamente verso ovest. I punti più elevati sono: il Vrani Kamik (4Hm) ed il M. Hum (t$79a'). Verso ovest la punta Stupiski e la punta Magnaremi formano il vallone di Comi sa, bacino largo 3600m lungo 2400in sul margine del quale si innalzano a falde ripidissime i fianchi del monte Hum e del Vrarìi Kani k. All'estremità orientale del margine settentrionale dell'isola, s'interna il bacino cli Lissa, il quale misura ,12oom di larghezza all'entrata ed una lunghezza di ~Hoom. Il vallone di Comisa sehbenepresenti, perprofonditàd'acqua, buone condizioni cli approdo per grosse navi, è però in cattive condizioni di ancoraggio perchè esposto ai venti cli ponente e libeccio che introducono il mare agitato. Il porto di Lissa, o di S. Giorgio, è in buone condizioni di ancoraggio per ogni sorta di naviglio non essendo battuto che dal vento Greco che è la traversia; ma non vi entra molto mare agitato. L'imporlanza militare dell'isola di Lissa essendo sempres tata riconosciuta nella. difesa attiva della costa dalmata, vi si sono costr uite delle forti ficazioni , specialmente a difesa de' po:to di Lissa, come: il forte Giorgio, la batteria Bentiùk, la batteria Zuparina, la batteria Schmidt ed il fo rte Wellington. Per bauere il vallone di Comisa si è costrutto il for te ì\lax alla testata orientale de\ vallone. Le bocche di Cattaro (11) sono fo rmate da tre grandi bacini: la baia cli Topla, la baia di Teodo ed il golfo di Catturo, il quale si scompone nel vallone di Risano e nel golfo di Cattaro propriamente detto. La baia di Topla ha forma triangolare la cui base misura 4800m e l'altezza 4,000: la baia di Tendo è essa pure cli forma triangolare con base cli 8000m metri ed altezza di 4800. La baia Risano ha larghezza massima' di 3200 metri e lunghezza di 3200m; il golfo di Cau.aro ha lunghezza di 9600me larghezza massima di 3200 metri. Mettono in comunicazioni questi tre bacini i due canali interni cli Kombur e delle Catene; il primo lungo 2400"' e largo 800 metri; il secondo lungo 2200m e con larghezza minima di ·240 metri. Dal lato di terra fanno corona alle Bocche di Cattaro un sistema di colline aspre le quali si trasformano rapidamente verso il bacino cli
Cattaro in monti, alti più di 600 me~ri, che si innalzano a guisa di bastione insuperabile verso est e nord-est. A difesa delle bocche cli Cattaro furono erette in cl'iverse epoche delle fortificazion i, le qual i si possono cosi raggruppare. Per la difesa dell'imbocco del bacino di l'opia: 4 batterie alla punta d'Osno; il forte Mannula, le batterie della punta d' Arza, il forte MarteIJo, il forte e la batteria di Lustizza, le batterie cli Kaballa ed il fone Spagnuolo al nord di Castelnuovo. Nel bacino .di Teodo: le opere di Traste, cli Radovic, di Posale, cli Gorascla e di Crbail, destinate specialmente a coprire la baia da un colpo di mano per la ,,alle della Zupa o da uno sbarco improvviso nella baia di Traste." Le fortificazioni de! bacino di Cattaro sono s·pecialmente destinate a coprirla da un attacco· proveniente dal Montenegro, e consistono in caserme difensive a Ledenize, in post.i di guardia a Zrkviza, a Hau ed a Grahovo e nel fo rte Dragai I; mentre la città di Cattaro è difesa dalla cittadella, dal forte Trinita, da quello di Gorasda, dal ridotto Pozula e dal forte Vernaz. La importanza militare delle Bocche di Cattaro è devoluta alla sua posizione geografica nel bacino dell 'Adriatico ed alle condizioni topografico-marittime dei bacini che.le formano . A Napoleone I, nel 1806, occorrendo una località nell'Adriatico per farne base di operazioni navali contro l'Inghilterra e l'Austria, mandò a sceglierla il celebre idrografo Beautemps-Beaupré, il quale, visitato l'Adriati co, scelse Pola: ma Napo,leone opinando essere quel punto troppo addentro nel golfo, diede la preferenza ad un porto., che fosse più nel mezzo dell'Adriatico, e preferì le Bocche di Cattaro. I pLtuti principali della costa fo rmante la base d'operazione, non sono fra di loro collegati che da una sola strada carreggiabile: quella Sebenico-Spalato-Metkrovic-Ragusa e Castelnuovo (Bocche di Cattaro ). I rapporti, però, fra Sebenico e Spalato, all'estremit.à nordovest della base, sono maggiormente facilitati dal tronco ferroviario che congiunge questi due punti e dal tro~co stradale che passa pèr Trau. I rapporti fra Melkrovic (Narenta) Ragusa, e Cal:taro all'estremità sud-orientale della base, sono, in certa guisa, ancora facilitati dai seguenti tronchi stradali e mulattiere: '1° i}lulattiera-Metkrovic-Tovo, per il Papovopolje, fino alla rotabile Trebinje-Ragusa;
(1) J.e Bocche di Ga~taro - Rivista Marittima - Dicembre ISSO.
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DA L LA COSTA ORIENTALE OELL 'AOR JATICO
A.L DA NUBIO
2c Carreggiabile-Pociselj-Ljnhinje e mulattiera poi fino a Trebi nje; 3° Carreggiabile (non mantenuta in tutto il trauo) StolacBi lek-Trebin,ie; 4,0 Jlfo,lattiere-Trchinje-Castelnuovo e Trebinje-Risano (Ca1.taro). La base d'operazione dell 'a rcipelago di Lissa presenta, perciò, buon-i collegamenti fra i suoi punti estremi del nord-ovest; medi-Ocri fra i suoi punti estremi del sud-est;wnsolo legame al centro.
l'al tipiano formato da comunicazioni difficili, mulattiere o strade senza fondo, e da sole due strade rotabili: quelle Spalato-Serajevo e ì\fitkrovic-Serajevo . - Un secondo tratto, dall'altipiano di Uzice a Belgrado, formato da più strade rotabili fra di loro sufficientemente collegate. Queste condizion i logistiche della linea d'operazione segnano anche le fas i principali delle operazioni dirette su Belgrado. Marcie difficili, faticose, attraverso alle alpi Dinariche fino all'ocoupazione dei due obbiettivi secondari di Serajevo e Uzice. Marcia offensiva dall'altip iano di Uzice su .Belgrado, fatta in buono condizioni logistiche. Le operazioni militari lungo questa linea dovranno essere improntate alla guerra di montagna. Le recenti operazioni degli Austriaci in Bosnia ed Erzegovina possano servire di grande ammaestramento. In un tempo, però, non mollo lontano, siffatta condizione di cose subir/i notevoli modi ficazioni per effetto della occupazione austriaca in Bosnia, e per lo sviluppo economico e politico sempre crescente della famiglia Serba. Nuove· comunicazioni e ferroviarie e ordinarie ven anno a collegare le belle rivè dell'Adriatico colla. pianura ondulata e paludosa della bassa Sava, e allora si modificheranno sensibi lmente i rapporti mili tari fra la costa Dalmata e I' obbiettivo di Belgrado.
La. retta eh.e cou~innge ;\~ etkrovic con Belgrado segna l'asse geografico della linea d, operazione che pa1'le da questa baso marittima. Tale asse passa per le test.ate delle valli della Narenta, della Bosna e_ della 'Orina, urtando nei massi montani p iù difficili e più elevati d1 questa parte dello scacchier·e. Questo fatto spieaa come tulle le . . . . D comu01 caz1on1 che collegano la costa del!' Adri atico alla Sava, fra Brod e Belgrado, si ridu.cano a due sole rotabili che entrano in 'Bosnia, e siano specia lmente form ate da mulattiere, ove più ed ove ~en~ difficili ,. le quali .si 1:a~gruppano attomo a_ due punti princ1pal r: a Sera,1evo e sul! altipiano di Uzice. Da S~rajevo_ si può mar~iare.~ulla Sava, fra Brod e Sahac, per lestrade dt D0bo1, d, Gracanica, dt Vlosenica e per mezzo della mulattiera cli Kladanj. Dall'altipiano di U1.ice si può marciare su Mitrovi c e ~u B_elgrado, per la rotabile cli Zvornik , di Voljevo-Obrenovac, dt }i1lano!aca-Belgrado e di Kragujevac-Belgraclo . Per chi, pn.rtendo dalle base mariLLi ma di Sebeni co-Cattaro, ha .Per obbiettivo Belgrado, la di ro1.ione più utile delle operazionj è q'.iella c.h~ da essa base porta all'altipiano di Uzice. Da qDesto altipiano, c10e dalla. testata della )forava Serha e della Ori na seauendo gli altipiani che vanno abbassandosi veeso la Sava ed il Òad~bio si domina e si a\'viluppa verso sud Belgrado . Il punto di Mitrovic, sulla Sava: potrebbe di ventare eventualmente ~ obbiettivo pa~ziale di operazioni manovrate, come solo luogo sicuro nel quale si possono gettare ponti sulla bassa Sava senza pPncolo dell e inondazioni. · La linea d'operazione che passa per l'altipiano di Uzice si scompone perciò in due tratti ben distinti: un primo tratto dalla. costa al-
n. Riassumendo ora quanto si venne toccando, cosi per sommi capi , delle condizioni geografico-mi litari dello scacchiere ed in particolare del problema che ci siamo proposti di esaminare, si può dire: ,JO La costa 01·,ientale dell' Adriatùo si presenta in buone condizioni nauti che e geografico-mil itari per compiervi delle grandi operazioni di sbarco . Queste buone condizioni si riscontrano specialmente nella penisola istriana, nel golfo di Quarnero e nella parte settentrionale dell'Adriatico; nella costa di Sebenico, di Spalato, di Cattaro e nell'arcipelago di Lissa, nella parte centrale di questo mare .
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DALLA· COSTA ORIENTALE DELL'ADRIATICO AL DANUBIO
Queste condizioni favorevoli di sbarco possono essere _P.erò controbilanciate da buo1uJ condizioni dif&nsive della costa stessa, la quale dà mezzo di preparare buone basi ·1na1·ittirne di(e11,sive e controffen,sive per le flotte che fossero incaricate di difenderla è di crearvi due o più piazze rnarittirne di primo ordine,, come a Pola, a Sebenico a Cattaro, 2° Dalla costa le operazioni possono essere dirette contro diM grandi obbiettivi politico-rnilita1·i: quello di Buda-Pest (eventualmente anche Vienna) e quello di Belgrado; 3° La marcia sull'obbiettivo Buda-Pest si può compiere in b'l.wne condizioni logistiche e con quel 1nassim,o di forze che il problema marittimo avrà. permesso di sbarcare, - La marcia sull'obbietLivo Belgrado non si può compiere (almeno nelle conqizioni presenti) che in catti'lie co1idizioni logistiche, e con corpi di truppe specialmente organizzati per la guerra di montagna, - Sia poi su l'una come sull'altr'a linea di operazione la marcia offensiva richiederebbe un ordinamento logistico speciale per ciò che si riferisce al vettovagliamento delle truppe, perchè destinate ad operare in regioni rel~tivamente povere di risorse. E questo ordinamento logistico della marcia offensiva è, in parte, facilitato sulla linea d'opé-. razione dalmata-croata-ungarica, dai tronchi di linee ferroviarie che si dirigono sulla Sava. È, invece, dif!icil1:s,sirno ordinarlo sulla linea d'operazione più meridionale; ' 4° Nelle presenti condizioni politiche dell'Europa sud-orientale, le operazioni che hanno per base la costa del!' Adriatico possono costituire, nell'eventuaìità di complicazioni politico-militari, delle dvversioni di 1b1W, i1ifliienza conside1·evole sulle operazioni che dal centro de.lJ'Impero austro-ungarico fossero dirette verso il sud-est ; o possono costi.luire opera.zioni sussidia1·ie rilevanti, quando si trattasse di operazioni co1·1·enti ad uno stesso obbiettivo, sia questo Buda-Pest {Vienna), ,sia questo Belgrado, Capitano G.
ZAVATTARI,
LA BANDIERA
Q:ome il grano lanciato dal pieno Ventilabro nell'aria s i spande, Tale intorno per l'ampio terreno Si sparpagliano i vinti guer1·icr.
Da questi v;ersi cl' Alessandro Manzoni, che si recitano in quasi tutte le scuole, noi potemmo fin da piccini farci un'idea di ciò che avviene in o.n campo di battaglia qùando le schiere scorate cedono il cam.po al ,1ernico. A dir vero una ritirata in disordine è sempre cosa disonorevole, che con truppe disciplinate si può e si deve evitare, ma non' ostante in tutte le campagne si hanno pur troppo a deplorare esempi di battaglie nelle quali o l'uno o l'altro dei corpi di truppa combattenti si ruppa all'urto del. preponderante ed irruente ne.mico; anzi d'ordinario non solo il vinto è messo in' iscompiglio, ma anche una buona parte del vittorioso esercito si sbranca inse. ·guendo i fuggenti . Per raccogliere prontamente in ordine i soldati sparpagliati pel campo è necessario che ogni corpo di truppa abbia un segno particolare, yisibile a distanza, al quale i medesimi possano dirigersi. Da ciò nacque l'uso della insegna, del vessillo, dello stendardo o della bandiera, uso quasi tanto antico quanto è antica la guerra. La forma delle insegne varia da secolo a secolo, da popolo a popolo; e presso uno stesso popolo da un corpo di truppa. all'altro . Le insegne,primitive erano semplici, direi anzi rozze come le armi di quei tempi . Servirono d'insegna un ramo d'albero, un animale imbalsamato, un elmo od una corazza alzati in cima d'un'asta, Aga-
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mennone all'assedio di Troia inalberò un pezzo di porpora a fine di raccogliere intorno a sè i suoi guerrieri. Un manipolo di fieno legato in cima d'una pertica, fu la prima insegna dell'esercito romano ; naturalmente la forma del manipolo variava da schiera a schiera affinchè ciascuno potesse, anche da lontano, riconoscere quello del proprio corpo. Man mano che un popolo progrediNa nella civiltà, perfezionava ad un tempo le proprie armi e cambiava le proprie insegne in altre· sempre più eleganti. Sotto l' impero le legioni romane non avevano più il fastello di fieno, m.a un'aquila d'oro o d'argento colle ali spiegate ed i fulmini negli artigli, inalberata in cima d'un asta sopra un piccolo piedistallo quadrato che portava inciso Hnome della legione. È perciò che si suol clire le aquile romane per indicare le legioni che componevano l'esercito di quel potentissimo impero. È pnre molto antico l'uso di aggiungere alle insegne un drappo il quale mosso dal vento renda l'insegna visibile da maggiore distanza, nè si tardò a scrivere su questo drappo .qualche nome, a ricamarvi qualche simbolo. La Bibbia ci narra che le ,J2 tribù di f:sraele avevano ciascuna Lma propria bandiera siJngidi pe1· t1wmas signa atq·11te vexilla castmmet11,buntti1· filii lsrael {Mosè capitolo 2° dei Numeri) e c,.msistevano quelle bandiere in un drappo del colore assegnato alla tribù, con sopra dipintovi il simbolo che distingueva la tribù medesima secondo la profezia di Giacobbe; per esempio la tribù di Giuda aveva per insegna il leone, quella d'Isachar le stelle clel firmamento. I Greci adoperavano bandiere non solo pe1· l'esercito di terra, ma ancora per distinguere le navi in mare. Gli Ateniesi avevano per inseana l'olivo, i Corinti il cavallo alato, i Lacedemoni un A.. i Meso seni un M ossia la lettera iniziale del loro nome. Sceltq un'emblema qualsiasi come segno di r iunione per i vari corpi cli truppa, non si tardò a riguardare questo segno come l' emblema del corpo stesso, e saggiamente i capi d'esercito fin dai tempi antichi sempre cercarono come cercano tuttora di inspirare nei loro s9ldati un grande rispetto, anzi un culto spechi.le per la propria bandiera, e ciò allo scopo di procurarsi un mezzo potente per invigorire lo spirito di corpo ed incorare il soldato nella pugna. Quanto più profonda è la venerazione che una truppa ha per la bandiera,
ta:nto magg10re è l'effetto morale che questai produce sul campo; molti, grazie alla bandiera, riportarono vittorie che forse altrimenti. non avrebbero conseguite. Vibio Accio, acl esempio, combattendo contro i Cartaginesi, gettò la bandiera oltre il nllo nemico, ed i suo i soldati, p iut.losto che perderla, si slanciarono èroicamente flll'assalto, riconquistarono la bandiera e con essa la vittl)ria. II perdere la bandiera è on ta gravissima, è una macchia che non si può cancell are se non prendendone un'altra al nemico, e qualche grande capitano non s'aècontentò neppure di questo. _Napoleone I, ad esempio, dopo lti battaglia d'Austerlitz, passando a. rassegna le · truppe vide un rei gimento senza la sua bandiera ed esclamò « Soldati del 4° dove è la bandiera che io vi diedi? » Il colonnello ne presentò 6 che il reggimento stesso aveva preso agli Austro-Russi, e Napoleone soggiunse : « ciò prova che vili non foste, ma forse imprudenti: quelle 6 bandiere non compensnno la perdita dell'aquila mia)). Per accrescere nei soldati lh venerazione per la propria bandiera si ricorse anche al sentimento religioso . Molti popoli antichi effigiavano sulle loro insegne i propri dèi o qnegli animali che essi ritenevano per sacri; così gl i Assiri so levano effigiarvi la colomba, gli Egiziani,il coccodrillo. . . I Romani consideravano le insegne a diriltura come gh dè, delle legioni; in tempo di pace le legioni che non erano in servizio, le depositavano nel Lesoro pubblico per ripigl iarle quando tornava~o so tto le armi; i Romani profumavano le loro . insegne, facevano dinanzi ad esse dei sagrifici, e chi · avesse temuto di qualche violenza trovava sotto la bandiera un asi lo che nessnno osava violare; l'a bhandonarla nel pericolo era delitto cn.pitale, e colui che aveva giurato sulla propria bandiera si guardava. dal rendersi spergiuro più che se avesse giurato sul proprio ca:po. l,a principale bandiera dei Turchi è quella stessa che aveva Mao-· metto, e la venerazione che i soldati, anzi tutl.a la popolazione, ebbero sempre per quella bandiera fu tale che quando avveniva nell'esercito o nel popolo qualche sommossa, bastava andare incontro ai ribelli colla bandiera del profeta per ri chiamarli all'ordine. ln Francia si aveva un culto speciale per S. Martino, che fu vescovo di Tours, e· si pensò di fare una bandiera colla cappa di;
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quel santo, e la cappa rossa di S. Martino fu la principale e la più antica bandiera dell'esercito francese. Verso il H37 la milizia comunale francese era ordinata per parrocchie, ed ogni corpo aveva pe1· insegna la croce della parrocchia rispettiva alln. quale ;ii attac~ cava un drappo che d'ordinario portava dipinto il santo patrono .dell a pan occhia medesima. In quel tempo era la mi lizia ordinala per comuni anche in Italia, ·ed i:1 Haiin, si portò sul campo come insegna l'altare tutto intero. Il primo a .farlo fu Eriberto arcivescovo di )Jilàno. L'altare era eretto sopra un grandissimo carro tirato da buo.i, dal cqi centro si innalzava un'alta antenna terminante in croce od in un globo clorato; dall'alto dell'antenna sventolava un drappo sul quale era dipinto lo stemma del comune, a mezz'asta pendeva un crocifìsso di naturale grandezza. Sull'altare un sacerdote celebrava. la messa e dava 1'aS$Oluzione ai morenti. Quest'insegnachiamavasi il ca1Toccio, ~d era una vera immagine dell'arca che portavano anticamente in campo gli Ebrei. « Il carroccio, scrisse il Carbone, era ritenuto clai popoli italia1ii come il palladio della lo1·0 im,clipenden.za, e non vi a'ììeva igno-niinia maggiore di quella di lasciarlo in, preda ai n-eniici, e però il fiore dei conibattenti ·radwnavasi into1·1w a qiMsta i?ise,qna presso la quale si decideva soven-te ~a sorte della gioniata ». Anche gli Inglesi avevano nel X.II secolo qualche cosa di simile, poiché in una battaglia che diedero nel '1438 avevano in campo un carro che portava un al hero di nave con un crocifisso appeso attorno al quale sventolavano tre stendardi. Un'alLro mezzo al quale si ricorse fin dai tempi antichi per accrescere l'effet.to morale della bandiera sulla truppa, consiste nel rimarcarvi sopra qualche leggenda, nell'appendervi degli ornamenti in memoria cli qualche generosa azione compiuta dalla truppa a cui la bandi.era. stessa appartiene. Troviamo omamenli a val'ie bandiere scolpite sulla colonna Traiana. Consistevano questi ornamenti in tavolette, dischi, pennacchi ecc., alcuni servivano semplicemente come disLintivo , ma alll'i erano vere ricompense per atti valoro:;i. Un giorno l'esercito di Cesare fu preso da spaYento per gli elefanti che il re Giuba aveva condoni in campo; la 5a legione ehiese di esservi schierata di fronte; l'ottenne, e li combattè con tanto valore da assicurare la vittoria; Cesare in ri compens:, ordinò che si ponesse
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l'el efante nell'insegna di quella legione. Parigi fece fare delle p1:eziose corone d'oro per distribuire ai reggimenti della grande ·armata reduce dai campi d'Austerlitz, di Jena, di Friedland, e Napoleone le fece appendere alle bandiere dei reggimenti stessi. Oggidì 'IOP. si sogliono appiccare alle bandiere se non decorazioni e medaglie al i•alore; anzi il nostro tegolamento non ammette altro fregio che le medagli e al ;ralor mili tare, b.en intes~ quando siano meritate e decretate. Napoleone Ili con ordme del giorno 27 lu ll'lio ,1859 stabi lì che un reggimento quando prende una bandiera at nemico ha diritto di fregiare la propria colla croce della Legion d'Onore ; ed il primo a fregiarsene fo il 2° reggimen to degli zu~vi, stesso che ha la bandiera decorala della nostra quel recnimento on . d1 , ,· • medaglia d'oro al valor militare statagli decretata a. re 1LLor10 Emanuele per la brillante condotta che il reggimento stesso tenne a Palestro. Fra le bandiere del nostro esercito ne abbiamo 33 fregiate d'una o più medaglie al valor milita.re; .4-6 di queste me~· . daglie, fra le quali 9 d'oro, furono conquistate nelle guerre che s1. combatterono per il nazionale riscatto. L'uso delle iscrizioni sulle bandiere è, se non più antico, certo pi ù esteso di quello degli ?rnamenti .ora a~cennati .. Le une ~.on.o destinate unicamente a fai' riconoscere 11 reggunento, d corpo, I 1st1tuto, ecc., a cui la bandiera appartiene: altre tendono ad inspirare al solda.to il valore, la disciplina, l'entusiasmo, l'amore per il proprio capv; altre infine a ricordare gloriosi falli, splendide a-tioni · compiute e ad eccitare così l'emulazione fra corpo e corpo . Sono della prima specie l'indicazione clell 'eserciLo, il numero del reggimento, ecc. . Appartengono alla seconda quelle iscrizioni che erano molto ll1 · uso nei secoli scorsi, come sarebbero per esempio : Retrocedeie ne,c lt. Omnia vincit. Viver libero o morire. Dulce ot decorum est pro pa tria mori. Infrac\us fraogit.
Con logge .del 17 maggio 4799 in Francia si clistrillui al le forze di terra e di mare una insegna su lla quale stava scritto che la nazione francese, oltraggiala nella persona dei suoi plenipotenziari 1
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assassinati a Rastadt dai satelliti del!' Austria, gl'ida vendetta; e sulle bandiere che si erano distribuite ai nuovi battaglioni della leva in massa decretata nel 23 agosto 1793 si scrisse : le peU!ple français debout contre tes tyrans. Mai condottiero d'esercito seppe ca_ttivarsi il cuore dei soldati , destare l'entusiasmo, suscitare l'emulaz ione fra col'po e corpo meglio cli Napoleone I , ed il precipuo mezzo a cui ebbe ricorso per riuscirvi furono appunto le bandiere. Trovatosi a capo dell'esercito d'Italia \'olle tosto cambi ar quelle che i corpi avevano avute dal Di rettorio con altre che distribuì egli stesso, e sulle quali obbe per primo la felice idea di far scrivere il nome dei fatti d'armi in cui il corpo si era distinto; più Lardi poi, cioè nel 112 febbraio 118H?, ordinò che vi si scrivessero soltanto i nomi delle villol'ie riportale da lui in persona, al conseguimen to delle quali il corpo avesse specialmente contribuito. Le parate, le feste che si solennizzarono per suo ordine ad ogn i distribuzione di nuove bandiere erano quanto · si può immaginare di più grandioso e di più attraente. Per la distribuzione che ebbe luogo il 14 luglio 1796 quando sostituì le sue bandiere a quelle del Dil'eUorio fece èostrnire sulla piazza Castello a Milano una gran piram ide sull e cui faccie erano scritti i nomi dei prodi che i corpi di truppa presenti alla solennità avevano perduto sul campo nelle uItime batt.aglie ; la piramide ~ra adorna inoltre di emblemi o trofei al lusivi ai fasti militari della sua armata, e presso la medesima si trovavano raccolti i \'eterani ed i feriti; il resto della truppa era disposta in quadrato. Napoleone volle distribuire le bandiere di propria mano . La distribuzione fu preceduta da manovre e seguita dallo sfilare in parata delle so ldatescl1e. Chiugero la festa giochi militari, illuminaz ioni, canti d'inni patriouic( tiri al bersaglio, danze e corse ed u:1 banchetto in cui ~apoleone foce un brindisi fl i generai i ed a tutLi i valorosi rimnsti sul campo di battagli a. Questa festa destò in tutta l'armata un vero entusiasmo pel suo ca po. Fu allora che Napo leone, distribuendo le band iere alle· tre coorti dei Cisalpini , pronunciò qu este parole che ogni giovane italiano dovrebbe portare bene impresse nel cuore : Cisalpini I che le vostre le!JÌOni si distimgiiano per la disciplina, e siano Le colorvne itncrollabili delta libertà e della indipendenza; e quei nostri
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padri non fallirono alle speranze che in loro aveva ?ost? il grande capiLano; difatti nel 37° bollettino del grande eserc1Lo si legge : - 1 I popoli itali ani hanno mostrato moltissima energia. L'imperato1~e ha spessissime volle ripetuto : T miei popoli ital~an!· ?~corr:~anrarino gloriosa'tnente sulla S(Jena del mondo . Pieni d1, spvrito e d;i. passioni, essi possedono tutte le doti e le qual~tà necess~rie_per essere otti-lni soldati . J ca1wwnieri della gua1·d1a 1·eale italiana alla, batcaglia d'1iuste1·litz s·i sono coperti di gloI·ia, ed ·h~·1w_io meritato l'ammirazione dei più pr()!l)etti ca1vno11,ieri francesi. E Francesco I , quando sciolse i corpi delle milizie italiane, fece dir loro clal maresciallo Bellegarcle nell'ordine del giorno del 30 maogio 1814- che la fedeltà e la bravura di cui l'esercito italiano o . '.1veva dato prova per lo paS'Sato erano per l'imperatore una ga1:anzi~ di utili servigi per l'avvenire. Quanto fosse l'attac~ame~to cl, .que'. prodi alla bandiera italiana r isulta dal fatto che prnna .d1 separarsi abbruciarono le loro band.i ere e se ne divi sero le cenen. .Fu pure una splendidissima festa militarn quella che ~be l~ogo quando agl i emblemi repubblicani si feces?stituirel'aqt'.il~1rnper1ale. Una crran tribuna fu costruita sul campo cli Marte a Par1g1 sorretta,cla. quaL~·o colonne adorne di figure allegoriche che rap~resentavano le :-ue viti.ori e; un enorme scalone con statue colossal r meLLeva capo al trono imperiale. I rappresentanti di Lutti i reggimenti della guardia nazionale e di tutti i collegi eletLorali della Fr~ncia occupavano i gradini del trono tenendo in mano le nuove insegne sulle quali prestarono poscia il giuramento di fedeltà. On ~ran n~mero di truppe faceva ala a destra e a si nislra del Lr_ono schierate 1~ colonna serrata; la guardia nazionale 01:cupava Il centro ; Lermrnata. la cerimonia le truppe sftlarono in parata al cospetlo dell'i mperatore. Non meno solenne fu la distribuzione che fece il principe Napoleone sullo stesso campo di Marte il 20 aprile del 11848; il numero delle persone che sfilarono in parata in quel giorno (truppa e bor: ll'hesi) fu calcolato a 400 ,000, ecl invero la marcia alla sfilata d1 b . . tutta quella folla durò ,12 ore mt1ere. . .. . Tornando a Napoleone I dirò che per vieppiù a1Tez1onars1 1 van reggimenti, e per destare maggiormente l'emulazione fra corpo e corpo soleva far scrivere sulle bandiere qualche frase che pronun-
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·ziata da lui stesso in date circostanze, erasi ,n seguito divulgata nel reggimento, e -ri era rimasta come un titolo di gloria. Per ese~pio, alla battaglia della Favorita egli aveva dato all'a 57" mezza brigata ii soprannome cl; terri.bUe; questo soprannc-'11e ordinò che fosse poi scritlo sulla sua bandiera. Nel 11805 meni.re alla vigilia della battaglia di Austerl itz passava le truppe in rassegna, disse alla 57a: Ricordate·vi che sono mol# anni. che 'Vi ho soprannomlim,ato la Ter1·ibile; è jn questo ·1nodo che Napoleone portava al colmo l'entusiasmo e l'emulazione. Quando Napoleone tornò dall'isola d'Elba si occupò prima d'ogni altra cosa delle bandiere; d:faui scrisse tosto un proclama in cui dichiaravv di ripigliare :e bandiere cbe erano state durante il suo esilio aboli te; esortava i so ldati a lacerare i colori che la nazione aveva proscritti, ed :nalberare nuovamente quella bandiera tricolore che aveva trionfato nelle grandi battaglie d'Ulma, d' Austerlitz, cli .Tena, ecc. Sulle bandiere che si distribuirono nell'anno scorso ai reggimenti della Repubblica :francese si scrissero nuovamente i fatti d'armi che già vi aveva fatto segnare Napoleone I, a~giungendovi però anche quel!; posteriori nei quali il reggimento s; era egualmente segnalaLo. Così sulla bandiera del 57°, per esempio, sta scritto: Valeggio 1800. Wagram 1809. Sépasto pol 1855. Magenta 1859.
e su quello dell'84-0 : Marengo 1800. Friedland 1807. Gratz (1 contre IO) 1809. Montebello 1859.
È da notarsi che in nessuna di queste bandiere trovasi ricordata l'infausk1. campagna ·del 11870-711.
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II.
In questi ultimi anni molto si è discusso sulla origine clei colori della bandiera francese. Alcuni dicono che il rosso ed il turchino furono tolti dalle più antiche e rinomate ba.ncliere francesi, rossa essendo la cappa cli S. Martino ed azzurra la bandiera di Carlo Magno, e che alla bandiera turchina e rossa decretata il 113 luglio 1789 si aggiunse poi il bianco con legge clel ,J 9 luglio ,J79 1, per indicare l'unione fra i cittadini e l'esercito·; secondo altri il bianco ha origine da un'altra antica e gloriosa bandiera francese, dalla bandiera di Giovanna cl' Arco. Yi è clippiù ·chi ammettendo sempre che il rosso venga dalla cappa di San Martino, vuole i1nvece che l'azzurro sia stato preso dall'orifiamma di San Denis ed il bianco dai Borboni; e per ultimo chi sostiene che ì tre colori dell'attuale bandiera francese siano nati incastrando il bianco nei colori della città cli Parigi, che sono appunto il 1:osso e l'azzurro, di incognita origine. · · · L'anno scorso il professore cli storia navale nel Royal Naval College d'Inghilterra pubblicò un articolo in un accreditato periodico militare inglese sostenendo che l'Italia adopera i tre colori, che le era.no stati assegnati, da Napoleone I nel fondar~ il regno d'Italia, e che la nostra bandiera eviclentemente non è che una modificazione della fra.ncese,essendosi sostituito il verde all'azzurro per semplice ghiribizzo dell'imperatore, se pur non ha relazione colla famiglia di Lorena, imparentata colle case che allora regnavano in Toscana e nel Napoletano. · Fortnnalamente la nostra bandierà·h,a un'originie più nobile, più clignitosaper l'Italia. Ed ecco quale. NeH 794alcuni generosi avevano divisato cli liberare Bologna dal dominio del papa; e ad imitazione cli quanto si era fatto in Francia vollero anch'essi, come segno cli un'era novella, innalzare una nuova bandiera, ed inalberarono perciò la bandiera bianca, rossa e verde, ai colori della città cli Bologna, che sono appunto il rosso ed il bianco, associando il verde 1
ANNO XXVI, VOL. 1.
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come simbolo della speranza che tutto il popolo italiano avrebbe fatto con loro causa comune per redimere l'Italia e costituirla in dignità di nazione libera ed indipendente. · Benc~1è quel moto a tutta prima non abbia avuLo seguito, pure non fallirono le speranze che quei precursori della nazionale redenzione aveano simboleggiate nel verde della loro bandìèra, càntata poi da un poeta coi seguenti versi pieni di patriottico entusiasmo: Il verde è la speinc tonti anni rasciuta, li rosso è la gioia d'averla compiuta, .
Il bianco è la rede fraterna d'amor.
Nel 9 luglio del 1797 nel. Lazzaret~o di Milano si inaugurava solennemente quella repubblica che Bonaparte volle chiamar Cisal· pina ?e~ ri~vegliar la m~moria delle generose azioni compiute dai guer~·ien .d1 quelle provmcie venti secoli prima, quando per sot.:. 1.rnrsi al giogo romano s'allearono con Annibale, e tanto si seonalaro~o al _T_r~ime~o ed ~-Can~e. Vi intervennero i rappresenfa.nti d~gli undici ~1part1menll m cu., era divisa la repubblica, e quelli di ciascun reg~1mento . dell'esercito repubblicano. Là ricomparve la nostra bandiera, e dopo essere sLata per la prima volta beneneua dall'arcivescovo Visconti, fu distribuita ai reggimenti, auspice Bonaparte. Avea la banda verde lungo l'asta, in mezzo la bianca e per ultimo la rossa; la. punta dell'asta era bianca ed il rimanente tricolorato a spirale. Nel 11802 fu scelta per le fortezze una bandiera. formata da un quadràlo rosso nel mezzo dal quale spiccava un romllO bianco con entro_ un quadrato verde; e per i legni da o-uerra la. fiamma a tre colon. a Questa b,:tndiera. si coprì di gloria nelle campagne del primo impero quale msegna dei soldati italiani ed in seguito fu costantemente quella che si innalberò in ogni tentativo per l'indipendenza ed unità. d'Italia, fu costantemente il segno a cui si rivolgevano le italiane speranze ed il simbolo della redenzione ed unità. nazionale. Nel ,f 848 Carlo Alberto ordinò alle truppe che conduceva contro I' ~ustria. n combattere le prime guerre per l'indipendenza italiana d mnalber~re,_ app~na_ponessero il piede sul suolo lombardo, qual segM delt wnwne 1taliana la bandiera bianca, rossa e verde collo
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·scudo di Savoia nel mezzo; e pochi giorni dopo sostituì questa bandiera in tutto lo Stato all'antica bandiera azzurra del Regno Sardo. Sotto quella bandiera i Piemontesi, anzi dirò gli Italiani, poichè ormai si combatteva sotto la bandiera nazionale, e coi soldati del Piemonte militavano pure i prodi accors i dalle altre regioni d'Italia, i'ecero prodigi. Le giornate di Goito e di Pastrengo saranno sempre due fra le più belle pagine nella storia del nostro risorgimento . Vittorio Emanuele nell'ordine del giorno dir.etto all'esercito il 2 .giugno 486,1 in occasione della distribuzione delle nuove bandiere scrisse a questo proposito: furono bensì quelle brillanti ·vittorie arrestate per tm, momento (t,i co-nt1·a1·ia fort·wna. illa la forza delle virtù e la costan.zadei propositi fecero sMn.tola;re ruiovamen,te gloriosa la nos~ra ban,diera in lonta1ie regioni accanto alle ÙJ;Segne · dei più potenti ese1'citi. d'Eu1·opa. Poscia 1·icalcando i campi lombardì mernori ancora, d·i Goito e di Pastrengo, 'fJOi, coglieste splendidi allori insi.em,e alle illust1·i aquile francesi. Nuova ltice di ,qloria ·1·i(1il.se allorci sulla ,j,ntiera penisola, ed i popoli, d'Ttalia stringendosi con voi al vessillo dell'im,dipenden.za nazi-0nale com,pieron-0 opere e fatti che i piiì. tardi nepoti l'icm·deranno con 1·iconoscen.za ed amore. Sul principio del secolo attuale non si avevano ancora norme fisse circa iÌ numero e la forma delle bandiere; ogni reggimento ne aveva diverse. Napoleone I il 20 ottobre 118·1,1 scriveva: non 'fJ'ha che un solo cM1,siglio d'amministrazione, im solo capo per og1ii corpo, non biso.qna avere che iin'aquila; e C:arlo Alberto nel iJ 4giugno 11848 ordinava: che d'ora inna11,zi li COl'pi tiitti di ·l'egia Vl'uppa non clovesse 1·0 più 0/t)e?' e che wna sola bandiera per ogni ,·eggùnento. Presentemente nel nostro esercito non sono muniti di bandiera che i fortiliz i ed i reggimenti di fanteria; non l'hanno gli altri reggimenti perchè sono destinati a combatLere suddivisi in più frazioni. Però l'arma d'artiglieria ha una bandiera ed è quella dell'antica artiglieria piemontese di cui ereditò le gloriose tradizioni , quella bandiera. è fregiata già di due medaglie al valore militare, l'una d'oro p~r l'otLima condotta tenuta dall'artiglieria nel!~ cam1
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pagne del ,J.848-4,9; l'altra d'argento per i segnalati servigi resi dalla arti~lieria nella campagna del 11859. La forma e le dimensioni delle bandiere in uso nel nostro esercito sono stabi lite drri decreti clel 25 marzo e 22 maggio ,1860, 16 marzo •I 863 e 24, luglio 1868, decreti che si possono riassumere nel seguente modo : La bandiera si compone di un'asta, un drappo, una fascia, un cordone ed una punta di ferro dorato. L'asta per le fortezze ha di- · mensioni proporzionate al sito dove la bandiera deve essern piantata, per la fanteria è luriga 2'°, 50 ed è rivestita di velluto azzurro ed ornata di bullette d'ottone disposte a spirale. Il drappo è di sLamigna per le fortezze, lungo i 2/ 3 della larghez1.a e per i reggim~nti di seta, di forma quadrata con ,1m, 20 di lato. Il drappo consiste di 3 bande d'uguale largh ezza che scendono par~llelamente all'ask't, la verde accanto all'asta, la bianca nel mezzo e la rossa all'estremità opposta. Al centro del campo bianco spicca l'icamato di seta nelle bctndiere dei reggimenti e di lana in CfLtelle delle fortezze, lo scL1do di Savoia, ossia una croce bianca in campo rosso, contornata d'azzurro e sormontata dalla corona reale. In cima dell'asta e sotto la punta è avvolta una fascia cli seta turchina annodata con due striscie, e nelle bandiere dei reggimenti si aggiungono due cordoni d'argento grossi 4 millimetri , lunghi in tutto ,tm,50ed ornMi cli fiocchi. La fascia o··cravatta ora non è che una semplice guarnizione; nei tempi andati ·~I porta insegna l'usava nelle zuffe a legarsi la bandiera intorno al corpo per tema che gli venisse. tolta daJ nemico . La punta è considerata come la parte più importante della bandiera; ha nel centro lo stemma reale e termina in un gambo alf. facce sulle quali trovasi scritta la storia del reggimento , cioè' sotto qual nome ed in quale anno abbia av uto luogo la sua prima formazione, quai nomi abbia successivamente preso ed in quali epoche; quali . campagne di gue1;ra abbia fatto, e quali menzioni onorevoli abbia ottenuto per importanti sel'vigi resi alla patria. In queste iscrizioni non si fa cenno naturalmente delle medaglie perchè possono scorgersi appese alla fascia della bandiera. 1
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Concentrando in un punto solo tutta l'importanza morale della bandiera si ottennero due notevoli · scopi; 11° si rese più facile al reggimento, trovandosi in grave pericolo, il sottrarre la propria bandiera al nemico; 2° si rese possibile il rinnovare il drappo, l'asta, la fascia ed i cordoni, ossia tulle le parti della bandiera soggette· ad essere lacerate in campo, e logorate dall'uso lasciando intatta al reggimento quella parte della bandiera che gli ricorda i giorni avventurosi ed i nefasti, e che pei· ·le iscrizioni che porta inciso è per esso un vero monumento storico. La saggia idea di concentrare in un punto solo della bandiera l'onore del corpo s'affacciò anche alla mente di Napoleone I quando nel suo ordine del giorno ,12 febbraio 118'12 avendo fatto rinnovare le bandiere dei reggimenti scrisse le seguenti parole: Les aigles ne semnt pa,s re1io·u1Jelées et elles se1·ont le povnt de ,ralliement atbqtiel sera att<icM l' honneiw d1i co1·ps. L'articolo 53 del nostro regolamento di disciplina militare concerne la custodi·a della bandiera, e prescrive che in guarnigione debba essere sempre custodita nell'ufficio del comandante del corpo, ed in marcia, in campo o negli accantonamenti abbil1 a riman ere nell'alloggio o nella tenda del comauda'nte medesimo. Stab ilisce inoltre che)a bandiera in campagna debba esser portata dal sottotenente più anziano fra i presenti al corpo, e non titolare di altro impiego speciale; così si ha nel porta bandiera la robustezza ad un tempo e l'esperienza, L'ufficiale porla-bandiera ha un sottuflìciale. per aiutarlo quando le ferite o I~ stanchezza gli impedi:=;sero cli continuare a reggere la bandiera di propria mano. L'articolo H3° di detto regolamento è così concepito: essa (alludendo alla bandiera) non de1ie anelar mai separata dal reggirnento; nel c01nbatiùnen,to 1Juol essere gnardata con somma sollecìtiidine e difesa a tiitta olt·rwn.za. Nei 1nome·n ti decisvtJi, portata ove piiì ferve la lotta, essa infiam,rna i CtbO?'i dei soldati ed ùnprirne slancio e forza all'azione cornwne. Coloro c1.1ti 1ie è affidata la gua1·clia devono reca1·si a gloria cli percle-r lei ·vita.a,,n.z·ichè ceclerla. Sotto gli anti'chi romani i porla insegna erano scelti fra i più ro- · busti , non solo perchè nella mischia potessero difenderla con più energia, ma anche perchè le insegne romane erano molto pesanti,
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quantunque le aquile d'ordinario si facessero vuote internamente a fine di renderle più leggere; e dovevano inoltre essere soldati di specchiata probità e d'indomito valore, perché nelle loro mani era appunto affidato l'onore e la gloria deHa legione. Napoleone I diede sempre molta importanza alla scelta del porta-bandiera, e verso il 1808 prescrisse che avesse a cadere sopra un'ufficiale subalterno da ,JOanni almeno in servizio, e che avesse fatto le campagne d'Ulma. d'Austerlitz, di Jena e di Friedland; questo primo porta-bandiera ne aggiunse un 2° ed un 3° scelti fra i soldati più. brav i, i quali dovevano anch ' essi avere almeno 11O anni di servizio come il primo . La bandiera marcia sempre circondata da una guardia; è sempre· ricevuta e rimandata con solennità, cioè schierando il reggimento in battaglia e face ndo presentare le armi e dar fiato agli strumenti musicali. , Non solo i militari , ma tulti gli Italiani debbono avere per la loro bandiera la massima venerazione. La bandiera bianca, rossa e verde e lo statuto del regno sono le fondamenta inconcusse gettate dal magnanimo re Carlo Alberto, sulle quali Vittorio Emanuele, il padre· della patria, coadi uvato da tutti gli Italiani (senza distinzione di . colore politico) innalzò l'edificio della nostra grandezza. Gioberti scrisse nel suo primato: Siccome cadibtoci di m,ano pe1· la prima volta lo scettro, potemmo ripigliarlo e cu,stodirlo pe1· molti secoli , nùnte ci vieta, volendo, l'acq1bista1'lo di 'n11hovo, e scalt1·iti da doppia p1·ova se1·barl9ci perpetiw.men~e. L'abbiamo infatti l'iconquistaLo, e per serbarloci in perpetuo è necessario inspirare profondamente nel popolo, e speciahnenLe nella gioventù, lo spirito nazionale e la virtù militare. Padri e madri di fam iglia, istitutori e maestri conducete i vostri figl i ed i giovan i a voi affidati alle riviste militari perchè imparino quale sia il cultù dovuto alla nostra bandiera. Giusta l'articolo 33 dal nostro regolamento di ilisciplina ogni militare deve il saluto alle bandiere clell' esercito e della regia marina. Napoleone il grande fu, credo, il primo a dar l'esempio di un monarca che saluta le bandiere nazionali; ecl il nostro giovane sovran9 non manca mai di render loro il dovuto onore. Oh Italiani tutti sia
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clall'allo; s~lutate Sempre vostro vanto il seguire l'esempio che vien > OQL buon I sempre la nostra bandiera nazionale; essa è orgog.f10 d' . ~o . . Italiano; essa è per l'Italia ciò che è la croce per il cnstianes1roo' essa simboleggia l' Italia rappresentando: 11 bianco I' Al po, il rosso i due vulcani Il verde l'erba dei lombardi piani.
Firenze,· 188 1. 1
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S ADL"'I O STELL A
Capitano d'artiglieria.
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IL MONTENEGRO PRIMA
IL lIONTENE GRO PRIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO n1
X.
Dopo tre anni di continue incertezze ed una successione non interrotta di progetti, di minaccie, di resisten1.e, di speranze e di sconforti , l'Europa potè assistere ad un principio di sistemazione dell'eterna controversia turco-montenegrina. · Resa impossibile l'applicazione del trattato di S. Stefano subìto dal Sultano sotto la minaccia della compiei.a distruzione della potenza ottomana; resa malagevole l'applicazione del trattato di Berlino per la meno perfetta conoscenza che si aveva delle condizioni topografiche ed etnografiche del paese; reso inapplicabile il Jfemorandwrn di Costantinopoli per l'opposizione armata degli al ba(I) V, dispensa novembre 1880. Si chiedo ve~1la al lettore per t.alune inesattezze che r autore assente non potò correggere nel primo articolo e nell'annesso schizzo. N~I t_esto a pag. 165, linea 4', s i sostituisca l'unico · con il.; a pag. 166 ultima linea, si sost1tu1sca la parola .(ìum.e con forte. Nello schizzo: o) sul 1'. Zeta manca un ponte avanti Sputz. b) -~el tratto cl_1e _riproduce _il distrett~ ~i Dulcigno, si facciano le seguenti modificazioni: I) l31cem Zog_ai ~1a s_osmmto dalla dicitura Lago SM. 2) Dal punto più orient.ale di questo lago s1 d'.segn1 un torrentello che ha foce nel risvolto che corl"isponde alla le ttera finale a d1 JJo;ana P. 3) Presso la foce e sul torrente stesso esiste il l'onte di s. G-iorgio traversato dalla mulattiera Dulcigno-Scutari. e) A sud del lago stesso e precisamente immed iatamente a-nord dell' Odi Dulciano va segnato il L. Zogat sopra il quale passa la strada 1>er Scutari. . d)__Infìn ~.dal punto piu rien_trante dol potto di Antivari (ove esistono pochi caseggiati) si faccia pa1 t1re un_a .bella rota l!1lc che conduce al paese omonimo e dalla quale, un chilometi·o prima d1 An t1van, s1 stacca qu2lla pure rotablle nuova che si arrampioa a suturman e continuerà poi fino a Vir Bazar sul lago di Scutari.
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DOPO IL T RATTATO 01 BERLINO
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Jesi sus;idiati dalla Sublime Porta, dopo molle tergiversazioni ed u.:a serie infinita di difficoltà. creale cc1n fi ne accorgimento, riuscì finalmente possibile di indune la Turchia a rinunciare ai p1·opri diritli sul territorio della Kutca Kraina, ed a comegnare Dulcigno ed il suo ),\.i,,tret.>o al Montenegro. Allof , ,èt',.umediazione della Gran Brettagn~, il Sultano . ~i decise a li..:,.", v ·ifìcio ad onta del parere contrano delle autor1ta locali e del gran t 1ore elevato dagli Scularini e dai fieri JMali~sori, non scarso fu il nut,."l'O di coloro che dubitarono di ved~re mantenuta fede alla fatta. prv111essn,. Sospettavas i elle la volontà de'I sovrano potesse venire neutralizzata dalle disposizioni dei suoi ministri: come si avera [onda.to motivo di ritenere che la famosa Lega Albanese, sempre in arme per impedire la c·essione di qualsiasi parte del proprio tenitorio, venisse, se non apertamente come in passato, almeno occultamente soccorsa di armi , di munizioni e di yiveri dal governo milita.re di Scutal'i. Ad avvalorare "in taluni ed in a.Itri a far nascere codesti dubbi, concorse altresì il fatto della scelta del commissario incaricato della cessione nella persona del generale di brigata Rizà pascià, elevato al grado di aenerale di divisione nel corso della non riuscita missione. Egli, grado di colonnello, negli anni 11876-78, fo capo di stato m~gofore del aòvernatore di Scutari, e come tale ebbe parte grand1s:ima nel11.i.'\oua. turco-montenegrina; come tale organizzò la difesa delle montagne albanesi e l'armamento di quell e fiere popolazioni; come tale contribuì all'ordinamento della Lega; come tale prestò l'opera sua nelle difficoltà. (rimosse poi dal conte?no en~rgi~o della Russia) apposte alla. acceltata cessione di parte del terntono albanese e sopra.luUo del campo trincerato di Podgoritza.. : . . È palese pertanto che, più di ogni altro, il generale R1zà pe1 suo'. precedenti era legato da vincoli strettissimi agli indigeni i quah in lui, come in Husseim pascià già governatore di Scutari, riconoscevano da tempo uno dei principali fau tori e sostegni della Lega A.lbanese. Nè 0 1i atti suoi valsero a chiàrire meno fondate le idee attribuitegli. nulla invero giovarono le man ifeste sollecitazioni del suo governo; a nulla approdarono le trattati v~ _aperte col governo montene,,rino su basi per questo inaccettab1h; a nulla con, dusséro le ~·ipe~ute inti mazioni del comandante la flotta internazio-
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nale. Non soltanto per nessun indizio di probabilità si poteva sperare nella consegna d1 Dulcigno, ma per conLro la Lega, rafforzatasi in uomini ed in armi, !-i imponeva al paese ed era riuscita a levare un corpo regolarmenle ordinato, il quale accampato e fortificato sulla posizione della Mozura-planina, bloccava il territorio di quel distretto. Il pubblico si chiedeva: il generale Riza serba tale atleggiamento inerte di sua iniziativa e contro il volere del suo governo coprendo la propria condotta sotto il. manto di esagerate difficoltà; oppure le sue istruzioni segrete lo autorizzano a lasciare fare ed a temporeggiare? Ma a troncare ogni maggior indugio venne il maresciallo Dervisch pascià, pe'r grande energia, per sommo accorgimento e per sperimentata capacità militare, noto e temuto anche in Albania, ove fin dal 1185'2 sollo il famoso Omer pascià e ancora recentemen:.e nel ·1876 operò di fronte alle milizie montenegrine (,1). Non più temporeggiamenti, non più inerzia, non più studio di accaltare vana popolarità con ingannevoli speranze date agli Al banesi; ma energia contro gli atti della Lega e impedimenti reali di soccorerla o rafforzarla; infine abilità di disposizioni e di mosse per disgregare quelle turbe e allontanarne i caporioni, mirando diritto allo scòpo anche co ll'uso delle arri1i. · Per tal guisa l'energico Dervisch pascià, ai primi di novembre quando ancora. le popolazioni indigene potevano sperare il ripètersi di ingannevol i promosse, potè mettersi a campo e ordinare le sue truppe mobili fuori Scutari interponendosi fra cotesta base dell 'insurrezione e .Dnlcigno; poi allontanare la maggior parte dellè genti in arme sostituendosi a queste nella posizione della Mozura; infine il .22 novembre cadere all'improvviso sn Dulcigno che occupò dopo una scaramuccia sosLenuta da pochi insorti che sfumarono più che altro al molto rumore dei cannoni e della fucileria. Codesto atto di energia che preludeva alla consegna pacifica, riusci per tutti inaspettato. Anzi erasene tanto smarrita la speranza, (I) Merita di essere segnalata la parte presa da D6rvicb pascià nella campagna IS76. In allora egli comandava l'armata <1· Alban ia, forte di 54 botLoglioni di rante,·ia o di 50 pozzi d'artiglieria, mentre Muktar pascià campeggio.va in Erzegovina. Fronteggiavo Derwicll l'ordito Milanof, che guerreggiava sulle montagne dei Plperi e dei Kutci, e l'abile Boso Petrovic che manovra va con ben meritata fortuna nella valle della Zeta,
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che il Mon leneiro per non soggiacere ancora a spese ingenti lungamente sostenute, era poco prima venuto nel cli visamenLo cli sciogliere il suo campo cli 4-8000 uomini srabilit.o a Suturman sopra Antivari. Perlocchè, invitato dal maresciallo Dervisch a prendere possesso del nuovo territorio pel giorno .26 novembre, esso dovette in fretta ed in furia chiamare a raccolta le sue milizie dai lenitori più prossimi acl Antivari . E qui giova ad onor del vero ed a conferma dello spirito guerriero e del se11timento di :eclel~à e dì ~atri~ttismo di quei fieri montanari, riportare l~ test1mo~'.a~za d1 chi eb?e la fortuna di assistere alla raccolta cli quelle m1ltz1e, e potè ammirare la prontezza nell'accorrere, la celerità e l'istancabilità ~e.lle.marcie , la resistenza alle fatiche: l'entusiasmo e la gara nob1hss1ma con cui senza distinzione di età dai piLt vecchi agli adolescenti, da i più spe;·imentati guerrieri ai giovani impazienti di mis~ra.rsi coll_'~terno nemico ciascuno accorreva in pieno assetto peroffnre a serv1z10 del princip~ e del paese tutto se s.tesso. Nè valse a. f!·eno di co~les.to mi~ rabi lé entusiasmo la chiamata improvvisa, la distanza dei d1slrett1 più lontan i e le grandi difficoltit cli traversare regioni impervi~, aspre e selvaggia; chè quanto 1maggiori erano gli os~aco!i L~nto mag~ criore era le affrettarsi ed il camminare senza requie d1 giorno e d1 ~otte per rispondere all'appello del principe. Oncl'è che il coma.ndante Boso Petrovich, ai casolari cli Kunia (sul versante settontnonale e ad t ora dalla )lozura, a ore 2 1/! da Antivari ed a 4 da Dulci(l'no) ove, recatosi con poch i milit.i , aveva fissato laraccol-ta, vedeva d; momen to a momento crescere le schiere dei suo i, i quali non appena giunti e riforniti di munizioni e di viver! r~cat.i ~a depositi di Antivari (,1), proseguivano pronti e volonteros1 ai cenni del capo. (I) Al 11ontenegro la mobilitaziono è presto fatta . Si parte col .fucile. dato dall~ Stato,. col consueto arsenale di nrm1 bianche alla cintu,·a e fra d1. esse 11 terribile Kand1a,·! co-· perte le spallo collo strunka (sciallo lu.ngo e stre.t_to fatto m mon t~gna con pelo ·d• cara) e con poche provviste io tasca. Ciascun ca pita a o col r1speu1, o Bayraklar o porta ~andiera riuni$Ce i suoi: nessuno ma nca di chi sa portare un'arma; chi Io facesse sarehbo da tutti spregiato e reietto. . 1r1no a poco tempo ra In tutte le operazioni di guerra si vedeva_i10 nume.rose schrnr~ di Jonoe al seguito Jelle milizie per accompagnare i propri parenti e rifornire questi d1 viveri mediante un continuo via vai dal campi> alle rispettivo case.. Negli ul limi tempi il governo organizzò in porte talB scrv1z10 mechante numerose provviste di forino, di galletto e di riso che faceva someg~ìaro.su l p.osto. o~e arnv~vo no, .sempre cbe l)ossibìle, anche sufficienti gregge ~i mo~to~1 e d1 11.uo1. Per I occu?az,.one d1.Dul ~ .cigno, i depositi erano preparati al porto d1 Anuvari, ove s, vedevano att1vat1 I forni per il conreziooamen t.o del pano. ·
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PRIMA E DOPO IL TRATTATO DI DERLIN O IL MONTE:-IEGRO
E sì fu app unto con questo pugno d'uomini risoluti e valorosi, da principio non più di 1500, i quali seguivano la traccia segnakt dalle bandiere portale dai forti bayrnkt0J1· orgogliosi cli far sventolare ancora una volta il drappo crivellato da mille proieLti in mille combaUimenti, che si poLè effettuare l'occupazione del .i;\JJ.OVO territorio. Tutlo procedette col massimo ordine, colla maggiore regolarità alla presenza di taluni commissari militari all'uopo delegati, ossia fer la Russia il colonnello Solougub; per l'Italia il tenente colonnello Ottolengh i; per l'Inghilterra il capitano Sale col tenente Caillard. Al_le truppe turche, che successi vamenLe si ripiegavano, si sostituivano pure successivamente punto per punto le milizie montenegl'ine. Cl voivoda Boso Petrovich, con lodevole av,•edimenlo mi litare, occupò anzitullo la posizione della ì\tozura ; poi staccò un corpo che doveva procedere verso Dulcigno, mentre egli teneva forte su quelle alture a riserva e tutela del corpo avanzato . Eseguita pacificamente la presa di .possesso della citti.t e delle alture :circostanti , nulla più si opponeva all'occupazione di Lutto il distretto di Dulcigno. La linea della Mozuea planinn, che copre e sbarra Hversante marittimo di Dulcigno, consla di una massa alpeslre, nuda, rocciosa, impervia, a pendenze ripidissime. La sua cresta, con uno s1riluppo di circa H chilom., è formakt da alti poggi tondeggianti, alternantisi a tratti quasi retl.ilinei foggiat i a. cortine :che li uniscono. Gli approcci ne sono malagevoli da ogni parte, di là potendosi concontrastare gli attacch i ver:;o qual~iasi fronte con assoluto dom ini o di l'isla e di "fuoco. La fol'za naturale del luogo era stata di molto accresciuta dalle milizie albanesi con trinceramenti nei tratti rettilinei e ridotte con capanne sui poggi: il Lutto mediante muri a secco awmciamente adattati al terreno. Quei trinceramenti vennero lasciati intatti all'atto dello sgombro della posizione. Secondo il tracciato prima progettato, la nuova frontiern avrebbe dovato, muol'endo dalla sponda occiden tale del Lago di Scutari , lasciare alla Turchia l'isolollo Gorica Topa! e le importanti alture cli Pjat Ubal; poi, raggiunto il punto piL1 ori entale del Monte Rasadac (Cn1La), cor1'ere lungo la cresla di questo, scendere nel ·piano di Merkovic a monte del ponte sul T. Megl,rad; oltrepassato questo
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rimontare e seguire la linea displuviate delle alture a destra del torrente fino al con fluente nella Bojana del torrentello che sbocca dal lago di Sas; in~ne da codesto confluente scendere secondo il thalweg della Bojana fino ali' Adriatico. Ma molto più razionalmente venne poi fissato di seguire una line_a topograficamenle ben marcata che non potess: dare luogo adubb1'. od app iglio a contestazioni ed a lotte; locchè s1 otteneva col valersi per segnare il con11ne del corso stesso del T. Megured. . . Il nuovo tracciato lascia Gorica Topal e l'altura d1 PJat Ubal. alla Turchia; poi volge a sud-ovest sulla prossima altura {segnata nello schizzo) della Bretovica o di Kaliman-)legured; di là (a 4--i:Schilometri a monte del ponte di Merkovic) scende e si accompagna. all'affiuento più.orientale del T. )legured che costeggia l'altura Kaliman-Kokot, per seguire la destra di questo torrente e dell 'inclusovi Lago Sas fino alla Ilojana; infine scende secondo il thalweg di qncsto fiume fino al mare. . . . Appianata per tal guisa con s:odd1sfaz1ooe comune_la controversi~ che fu per lnngo tempo oggetto di dispute a,cc~siss'.me fra. le pa1t1 interessate o di imbarazzi pei gabinetti d'Europa, rimangono assodate due cose: 1° La ·parte albanese del distretto di Goussignè-_Plava_ resta alla Turchia in cambio di quello ceduLo e consegnato d1Dulc1gno . 2° n territorio di Kutca Kraioa, non so lo di fatto ma altresì di cliritto, l'esta definitivamente al Montenegro. Ma con ciò non tutte le difficoltà trovansi risolte. Infatti lo statu quo nella pian1ira di Podgoritza fra la sponda orienk'lle del ~ago di Scutari e le alture cli Dinosc, è ancora tal quale venne a nsultare dopo che le tribù albanesi, per prevenire la minacciata occupazione delle alture di Hnrn, di l\falah oti, di Planinik e delle co lline fronteooianti di Vraina, di Schipsani k e Rogami, occuparono fortemente qt~~ to posizioni e scesero anche al pia.no ad occidente delle colline stesse. Qualunque però sia per risultare la confinazione definitiva di tal fronte, non muterà. per certo considerevolmente', sopratutto dal punto dj vista militare, la situozione rispel.Liva d_ei due paesi; posciachè il possesso delle alture che comandano la prnnura della bassa Moratca debbono rimanere in poteredellaTurchia. In conseguenza
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IL MONTENEGRO
PRIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO
riesce possibile, anche al presente, il formarsi un concetto esatto della frontiera definitiva del MonLenegro e mettere sommariamente in chiaro le nuove condizioni topografico-militari di quel principato.
~st) alla Piva e marciare direttamente verso la Tara. Se non che i ·governi austro-ungarico e montenegrino molto razionalmente si a~.cordarono nel far coincidere l'estremo punto nord del fronte occi:dentale alla confluenza dei due corsi d'acqua. Si è al M. Volujak che si raccorda l'importante linea orogratica (parte delle Dinariche) che corre in direzione nord-ovest sotto i nomi -di Cemerno , Visocic, Radusa, Vitorog, Sator-planina etc. Dessa in parte separal'Erzegovina dalla Bosnia, corrispondentemente: da un versante ai bacini della Narenta (che bagna Mostar capo luogo dell'Erzegovina) dall'altro ai bacini del Drin e della Bosna (che bagna Serajevo o Bosna Serai capitale della Bosnia); da una parte al bacino chiuso di Livno, e dall'altra alla valle del Verbas (Banialuka). Attraver:,o quesla aspra montagna, non scarseggiano le comunicazioni e fra esse giova notare : la rotabile Mostar-Serajevo che da una parte prosegue all'Adriatico a Metkovic-porto di Klek, dall'altro va alla Sava per Visoka, Zenica, Zepce, :Magliai, Doboj, Brod; la linea che ormai deve ·pure essere tutta rotabile Livno-Banjaluka, che prosegue poi da un lato verso la Dalmazia ove al nodo di Sinj si irradia una ricca rete str'ti.dale, fra cui il tronco ferroviario Sebenico-Spalato, verso l'Adriatico; dall'altro tocca Alt Gradisca e Novi; quest'ultima linea anch'es~a con tronco ferroviario. Le conclizioni topografico logistiche del fronte ovest sono quali risultano da ·eccezionali· condizioni di terreno e da scarse comunicazioni sLradali, al cui maggior sviluppo si oppongon le difficoltà stesse del luogo. Infatti da 1\1. Orien a. M. Volujak ,qualsiasi operazione urterebbe contro una ma.ssamontuosa, elevata, rocciosa, aspra, irta, .a pendenze ripide, poverissima cli vegetazione e di acqua, priva affatto di comunicazioni rotabili. Si contano soltanto mulaLtiere difficili o sentieri disastrosi per comunicare fra i due paesi conlìnanti. Tali sono quelli Klobuk-Grahovo (,l); Bilek-Pilatova; Korita-UbliKrestac; Metokia-Ravni-Lisina.
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XI.
È noto che le difficoltà di applicare il Lesto degli articoli XX.VIII ,e XXIX del traLtàto di Berlino si verificarono solLanto per il fronte confinante coli' Albania; dal che le vivissime con.troversie per Io scambio cli territorio che condussero alla cessione del distretto di Dulcigno.. Pertanto l'attuale frontiera generale del Montenegro rimane così fissata.
8. 0 Ad occidente tocca .l'Erzegovina nel territorio nominalmente turèo ma effettivamente austro-ungarico, la cui amministrazione politico-miliLare è quale si addice a chi giudica di-operare in casa propria e nel proprio interesse. Movendo dal punto già. trirezionale di M. Orien, ove per Io passato si davano la mano il Montenegro, la Turchia e l'Austria, il confine attuale corre per un tratto (20 chilometri) secondo J'auticafrontiera fino ·ad Illibroclo a nord di Klobuk; da Illibrodo incomincia il nuovo traccialo che scende alla Trebinicica (5 chi!.); rirnouta poi in parte questo torrente (8 chi!.); si arramp ica in seguito sulle allure che costeggiano ad oriente la rotabile recentemente costrutta Bilek-Korita, manLenendosi dalla medesima a circa 6 chi!. dì disLanza fino al colle fra S0mii1a P.lanina e Curilo (35 chi!.); da qui la Iineavolge in direzione nord-est fino al\1 . Orline ('10 chil.); infine si avanza verso nord-nord-esLetraversàndo 1\1. Lebèrsnic e M. Volujak arriva al confluente della Piva nella Tara (40 chil.). Su.questo fronte abbiamo pertanto uno sviluppo lineare di ,circa 120- 125 chil. che tocca il territorio erzegovese-bosniaèo occupato dal governo austriaco. Si avverte qui che secondo l'articolo XXVIII, dal M: Volujak là 'linea frontiera doveva scendere quasi ad angolo retto (direzione 1
(1) La for tezza di Ì<lobuk dominata del tutto dalle mon tagne del Montenegro, venne ..demòli ta dagli Austriaci che roccuparono dopo energica resistenia degli insorti. A metà del primo ramo della rotabile Trebigne-Bilek, si s tacca la pessima mulaWera , samp~e domina ta e stretta fra alture dirup~te, elle guida a J{lobuk correndo per circa 10 chtl. · sulla des tra e poi per altri" 4 sulla sinistra del T. Trebinicica. Il forte dalle alte torri er• gevasi al sommo di un rinido e scosceso poggio che spunta sulla d~stra del t?rrent ello ·Susica, mentt·o il villaggio ononimo giace ai pie1ii del vérsante nord del pogg10 stesso,
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IL MONTENEGRO
Chi dal Montenegro, ossia dalle regioni di Grahovo, di Baniani, di Rudine-Duga e della Piva volesse entrare in Erzegovina, dovrebbe affrontare nella zona frontiera. le cliffiroltà testè accennate; ma. vinte queste, vedrebbesi aperto un ampio orizzonte in paese relativai;nente mollo piri ricco in risorsa d'ogni genere e molto più facile per le sue comunicazioni stradali, non scarse nella valle della Narenta (Mostar) e nell'ubertoso ba.cigno di Trebigne. Se nonchè codesti stessi vantaggi, da un la.lo possono venire male usufruiti da esei:ci.ti scarsi per numero e per mezzi logistici; dall'altro giovano a maggior ragione per chi debba contrastare lo avanzare, quando sovrabbondano e mezzi e forze; e per di più, sia per virtù dei numerosi fortilizi (kula) esistenti sulle linee di operazione Trebigne, Klobuk, Bi lek e Metokia, o da erigersi al momento; sia per virtù di ben intese reti strada.li quali sono: ht rotabile di sposta.mento Ragosa.-Trebignei\'I elokia. (Gasko) tangente alla frontiera., e le linee che, centro a Mostar, si irradia.no alla frontiera stessa o vi arrivano dalla Bosnia e dalla Dalmazia., il difensore può manovra.re con grande superiorità. Per ora nesHtna. linea ferrovi<)..ria solca la regione erzegovese; ma venà giorno in cui la vaporiera che fra non mollo sbu!ferà a Serrajevo, traverserà anche quella regione per arr-ivare in Dalmazia. Anzi le popolazioni di questa provincia fanno ogni possa per raggiungere tale scopo, e già vi pensò il comune di Ragusa allo scopo di attivare interessi economici evidenti. Chi .tentar volesse il passo nel ~fontenegro, potrebbe nell'Erzegovina fare grandi apparecchi e avere un'ottima.base cli operazione mercè le risorse di facile raccolta e il ben inteso sistema stradale che vuolsi ognor più perfezionare per chiarissime ragioni economiche e mi litari. Ma non fa mestièri dimostra.re le straordinarie difficoltà che il popolo montenegrino oppoàebbe a qualunque tanto osasse; nè occorre dire come il valore di quelle genti saprebbe maestrevohnente avvantaggiarsi dell e risorse di un terreno che anche nell'interno si presenta così aspro e selvaggio e povero di qualsiasi risorsa, specialmente per far fronte ai bisogni di I.ruppe regolari, le cui operazioni sareb bero in ogni guisa attravers<;lte e impedite dal forte patriottismo della fortissima razza.. 2 . Il fronte nord è acconci amente segnato anzi lutto per quasi,,J 00· chilometri del thalweg del F. Tara (il quale dopo a.vere ricevuto il 0
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tributo della Piva forma il F.Drina (1)); poi dall'alpestre regione che da Moicovac a Seculare (circa 35 chilometri) sbarra il passo delle due testate della Tara e del Lim avendo- come appoggio retrostante il F. Kolacin; infine, traversato il Lim, il confine si arrampica e corre lungo le creste del versante destro del 'f. Secula fino all'altura di Mokra-planina per circa altri 2'0 chilometri. Notisi lihe appunto da Mok.r!:].-planina si stacca. sulla destra del F. Ibar, il contrafforte lungo la cui cresta si sviluppa il confine fra il Sangiacato di Novi Bar.are l'alta Albania. Perciò Mokra-planina diventa mililarmente punto triregionale (Montenegro-Novi Bazar-Albania). In complesso pertanto si ha uno sv.iluppo lineare di circa 455· 1160 chilometri. 25 circa dei quali, dalla. confluenza. della Piva nella Tara e rimontando la Tara. stessa, toccano ancora l'Erzegovina: per tutto il resto il fronte nord è a.!contatto col sangiacatodi Novi Bazar. Questo, come è noto, è costituito da quella notevole regione centrale della penisola balcanica traversata dal Lime dall'Ibar, che a foggia di stretto corridoio, separa -nel senso trasversale (50-60 chi!.) il Montenegt'O dalla Serbia,/ e nel senso longitudinale (4150-480 chilom.) la regione Bosniana dall'alta Albania. Presso l'estremo sud del Sa.ngiacato nel territorio stesso di NoviBazar, si trova la stazione di Mitrovitza, testa di linea della ferrovia che quivi giunge da Salonico sul Mare Egeo. A questo proposito torna acconcio non dimenticare la premurostt attività spie0o-ata dal "overno austriaco nel colmare le arandi lacune del sistema di viabili tà anche nel distretto di NQvi-Ba.zar sul quale, con singolare accorgimento, esso si attribuì il diritto di cui già si vale di tenere guarnirrioni e di costrurre strade militari . Alle vie ordina.rie si dà ~pera ;enza interrnzione; colle fe1:rovie ~i ~ira.. all'obbietti:o di raggiungere al più presto ' la staz10ne di M1trovtt1.a, allacciando questa alle reti della ~onarchié). Al qual _uopo venner~ t~tè stanziati i' fondi pel troncoZenica-Ravna.-SeraJevo (a Ravna la linea Brod si incontra colla longitudinale Banjaluka-Mitrovitza), da cui sr dovrà proseguire cogli irradiamenti per Mitrovitza, Ragusa e Ban1:)
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(l) p . Drina aflluente del Danubio versante del Mar Nero.' ~a non conrond.ersi col ~· Drin cbe bagna l'alta Albania e versa le sue acque ncll' Adriatico sotto Alessio presso 11 porto di s. Giovanni di Medua . ANNO XXVI, VOI,. 1.
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jaluka. Da Banjaluka le reti bosniache si allacceranno alle linee della Dalmazia del nord alla stazione di Siveric. Attualmente esistono i seguenti tronchi ferroviari: a) Zen1ica-Brod (Sava) che prosegue su Dlaja (Drava) ove affluiscono le line~ ungheresi. Il tratto Zenica-Brod è a tipo ridotto; quello per Serrajevo si farà a sistema normale stante la sua grande importa.nza. commerciale-militare. b) Ba1ijaliika-Novi-Dobrot11n, ferrovia militare che per unirsi all e linee deila Croazia manca del solo tronco DobrotinSissek (Sa.va) già progettato. e) Il tronco isolato della Dalmazia settentrionale Seben,ico-Spala;to, dal quale, alla stazione di Perkovic, si stacca la linea Dernù-Siveric.
-di ben scarso valore; come da quelle due stesse si irradiano sent ier i che attraversano in diverso senso la regione fra Piva e l'alto Lim da una parte, e fra Drina e basso Lim dall'altra, ossia fra la ,regione N. E. del Montenegro e quella erzegove~e-No_v i-Bazar. Il poco eletto sulle attuali condizioni di viabilità del territorio bosniaco-erzegovese e della sua appendice Novi-Bazar, ed il cenno sull'attiva opera spiegata nel migliorarle, fanno presagire non lontano il momento in cui il principato montenegrino sarà anche sul ,fronte nord toccato molto dappresso da ottime rotabili e da una ,linea ferroviaria : tutte concorrenti verso Mitrovitza e tutte allacciate alle reti ungheresi , croate e dalmate . Perlocchè le risorse che ,in quelle regioni si potranno anche ft:ettol osamente accumulare saranno tali da concedere a chi ne è padrone una superiorità tanto più incontestabile, quanto minore è nel paese vicino la ricchezza in mezzi di comunicazione ed in risorse maleriali. Quali conseguenze potrebbero emergere·da codesto stato di cose? Il Montenegro, date le condizioni topografiche favorevoli, da~o l'eroismo dei cittadini, dato l'elevato sentimento di patriottismo che li anima e li ren,qe orgogliosan,iente insofferenti di dominio straniero, saprà sempre vantaggiosamente difendere il proprio territorio. Ma per contro, finchè durano le attuali contingenze, desso deve di necessità srnett.ere ogni speranza di dar mano e porgere orecchio ai fratelli slavi dell'Erzegovina e del sangiacato di NoviBazar. La linea mil itare Priepolj-Mit.rovitza che si incastra come ,cuneo fra Serbia e Montenegro, forma aHresì la base dello sbarramento politico-militare sanzionato dal trattato di Berlino.
Difficilmente s'i potrebbe immaginare una frontiera meo-lio deli. < o neata e topograficamente tanto felice da salvaguardare gli interessi della difesa delle due parti. La linea idrografica della Tara si può mi lita rmente ritenere per quasi inaccessi bile, vuoi nel senso longitudinale, vuoi nel senso trasversale: il fondo del tortuosissirno letto è roccioso, accidentato, profondo; le parei.i ne sono ripidissime: il terreno circostante si presenta impervio e asprissimo; ovunque si intontrano regioni povere; scarsissime si contano di linee di comunicazione e tutte di carattere alpestre. Nè di più facile accesso sono i contraITo-rLi fra Tara e Lim da Moikovac a Sekulare, e fra Lim e Ibar da Sekulare a Mokra-planina. Fra i pochi sentieri che faticosamente si aprono strada a traverso il fronte nord, giova segnalare i seguenti . Quello che rimonta il F. Drina, arrivanclo al punto di frontiera se~nato dal villac)c) o-o io erzegovese di Hum (con forte) presso la confluenza Tara-Piva, per addentrarsi poi fra questi due corsi d'acqua e in due rami serpeggiare attorno al Dormi tor proseguendo poi da un lato verso Kolacin , dall'altro verso Niksic. Quello che segue l'alto Lim (Novi-Bazar) e del nodo di Bielopolj si spartisce in due rami : l'uno abbandona il Lim per $eguire un suo affluente di sinistra, scavalcare il contrafforte fra questo e la Tara e rimontare questa da iVloikovac (punto di frontiera) a Kolacin; l'altro continua a rimontare il Lim toccando successivamente Berame (punto di frontie1:a foi't ificato) Andrievicae, Pepice, per addentrarsi nel già tanto contestato territorio di PlavaGoussigné. Fra le due accennate linee trasversali, ne esistono altre V
3° Il lago di Sculari suddivide in tre parti inuguali il fronte orienta.le, il cui sviluppo fino al mare può calcolarsi di circa 1160-175 -ehi lom. La prim11 parte, la maggiore, di circa 105+10 chilometri, muove da Mokra-planina ed arriva fino là dove la pianura di Podgoritza si bagna in quelle acque sulla sponda orientale del lago; la .seconda è costitui ta dalle acque stesse del lago; la terza dalla sponda occidentale rimonta presso il M. Mnured sulla cresta della Rumia (spartiacque fra il lago ed il mare Adriatico), poi corre sulla destra .del T. Megured, infine segue il thalweg dell a Boja.na .
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La prima parte non è ancora ben· d'elimitata; anzi è ora ta le, quale risulta. dal /atto 1rmterù1,le dell'irruzione e della occupazione da parte degli Albanesi che tenne dietto alla fallita esecuzione del 1Jfeinorat1,durn, ,12 aprile 1880. La seco.nda mm ha mai dato 1mtivo a cdntestazioni. La 'terza 'venne sistemata in virtù della cessione'del distretto di Dulcigno. La linea divisoria che si stacca dal punto tril'egionale di Mokraplanina sce11de con direzione N.-S. presso Pepice al F. Lim, d'onde rimonta al Visi tor (20 chilom.); poi con direzione E. O. segue là cresta delle alture che separano l'alto Lim da uno dei suoi p'rincip'ali amuenti di sinistra; e gira attorno alle sorgenti del T. Sern fino al L. Ricovac (30 ch il om.). Da codesto punto, con direzione sensibilmente N.-S.-0. si confonde colla separazione dei Kutci dalle tribù Alban~si dei Klementi e Gt!rdi (35 a 40 chi lom.) ·sulla destra del T. Sem, seguentlo'pi·ima una serie di alture poi il LOl'rerlte stesso presso l'osteria (Han) Grabon, ìnfìne rimontando sulle alture di Suka-Gurda e di qui scendendo al poggio cli Sere ad oriente (a meno di 4 chilom.) della c.ittà di Podgotitza. Dal poggio di Sere si caila con di1;ezione N.-S. n'ella pianu l'!.1..(20 chilom.) 'traversando il ponte in muratura sul T. Sem e costeggiando di poi le colline altrove ricordate di Rogami, Schipsanik e Vmina, tuttora in po~sesso degli Albanesi . li tralLo Mokra planina-Visitator-L. Ricovac, è formato nel suo insieme da una immensa muraglia rocciosa che separa la ridente ed ubertosa conca dell'alto Lim (distrellò albanese di Plava-Gussigné) dal territorio slavo dei Vassoievici. Atlraverso codesta regione esiste il solo passo sLreLtissimo che le acque del Lim faticosamente si aprono per accedere appunLo alla conca di Pia va. Quanto il tentarlo possa riuscit'e malagevole, venne anche l'ecentemente ch iarito dagli inutili sforzi sia dei Montenegrini sin degli Albanesi, che in questi tempi vennero alle mani; i primi per occupa.re il contestato kaza di .Plava-Goussigné; i secondi per riconquistare il perduto tratto del dislretto fra Velica-Pep ice e And1•ievica.
Dal Lago di R.icovac alle alture di Suka Gruda fra il Sem e l'an-
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t ico territorio del principato, ·si incontrano elevatissimi e ,,asti altipiani a pascolo, ricchi di foreste, non scarsi di abitati, e coronati da frequenti alture, dominio delle nevi per molti mesi dell'anJì,O . Qua e là poi, e specialmente -nei pressi degli abitati , nQn mancar~ tert'eni coltivati e mediocremente ferti li. Verso il T.Sem poi quegli altipiani scendono quasi ovunque a picco, formando pareti rocciose verticali altissime che nessuno potrebbe scalare, se non là dove o per la minor ripidezza ed asprez1,a del terreno o per il lav~rio,d~lle a.cql1e torrenziali , o mercè l'industria dell'uomo_ as_tr~tt~v1 d~ imperiosi bisogni, si trova qualche varco_(sk~.la) d1 ~m si gro_,,a_,L pastore per condurre il gregge ai verdeggianti pascoli che costitu1scono la principale l'i cchezza _della Kutca-Kraina. . . . La regione a ca.vallo del Sem ove domrnano rn quasi perfeua autonomia i temuti Malissori, non è meno alpestre nè meno scarsa di comunicazioni. Onde chiaro apparisce che il tratto di frontiera 1n esame offre per le due parti che stanno a fronte, · grandissime difficoltà in virtù dell"asprezza ed inospitalità di luoghi , cui non di rado si aggiunge la mancanza di acqua . · . Oui torna acconcio ricordare il gin. detto a proposito della smaol;re condizione fatta al Montenegro col lasciare alla Turchia le : 1ture di Dinosc, le quali sono quasi a conlalto di Podgorilza e privano per di più il principato d'una delle due mulatt.iere che da que11a città adclucono alla Kutca Kraina: l'una passando appunto da presso ai caseggiati distrutti di Dinosc; l'altra più a nord dalla stretta e F. Medun. Nell'ultima parte di questo tratto di fron tiera. a nord del lago, il tr11ttato di Berlino ha attribuito al Montenegro un territorio quasi interamente pianeggiante cli molto valor_e, vuoi p~r fertilità, vuoi per numero di abitanti e centri popolosi (Podgor~tza, Sputz Zabliak), vuoi per maggior estensione sulla sponda onentale del Lac,o di Scutari che è una delle principali vie di rifornimento della moi:,ntagna nera, vuoi infine per avere strappato alla Turch ia le, po~ sizioni di Podooritza-Sputz e di Zabliak che fu rono pel passato (ìbasi . cli invasione del principato. Ma è pure evidente che al bene 1c1~ di ordine economico non corrisponde in pari misura quello d1 ordine militare: ciò è troppo chiaro e palese. Infatti nella pianura di Podgoritza il )fontenegro si trova in tutto e per tutto sotto l)
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l'azione diretta non sollanto delle elevate montagne degli Hoti e dei· Gruda che sorgono fra il golfo di Kastrati-Hoti ed il T. Sem ; ma altresì sotto quella delle colline avanzate più volte ricordate. E poichè fortissime posizioni sono di loro natura le prime e ottimi ~osti ava~~a~i le s~co~de: ~ tulte vennero rafforzate da appropriate fort1hz1 e arricchite eh strade rotabil i, di caseggiati, di magazzm, e di ricoveri; emerge di subito la grande superiorità militare di chi può giovarsi del territorio delle tribù albanesi, ~t fronte di chi non avrebbe mezzo di tener fermo nel piano senza precedentemente rendersi padrone almeno delle colline soprastanti . Alla domanda: Podgoritza di cui si suol vantare la c:rrande forza . ~ ' e la rocca d1 Spntz alle sue spalle, che mai per virtù di armi , caddero nelle mani dei ~1ontenegrini ed il cu i complesso costituisce il già fa moso cwneo di Sp-utz, non potrebbero giovare quale assoluto sbarramento della linea di invasione della Zeta e come salda base di difesa della pianura sulla sinistra della Moraca? si può risolutamente rispondere 1io. Podgoritza ( I) già cinta da mura con cinque porle di fese da torri flancheggianti, e munita di forte cittadella al sagliente N.-S. sopra I~ c.onfluenza del T. Ribnica ~el F. Moraca, può aversi ora qualec,tta aperta. Delle mura non s1 hanno che ruderi cadenti e la cittadella. già rov!nata venne de.I tut to distrutta per clietto di scoppio di polveriera cag10nata da fulmme caduto nel 1878. D'altronde, sita. in basso e dominat~ a portata d~lle circostanti alture , <lessa non potrebbe sostenersi neppure se intatte fossero la for tezza e la cinta. Da ciò venne i I concetto e la necessità di trasformare l'an Lica città fortificala in un campo trincerato relativamente esteso, mercé : le forti operechi useinmuratura erette sullecolli nea nord(Veli e .Mafr Cerdo e Gorica a cava.Ilo.della Moraca e fra i torrenti Zeta e Sitnica) e lungo la streltf• cost1lu1ta dalia strada di Sputz; le opere in terra. ed in pietrame (.QJ.uri a. secco) di buon profilo trac;:;ia.te sull e colline· (Liescopole, Daibabii, Lubovic) più a valle a cavallo della ì\l oraca, ed un certo numero di ridotte in terra erette più a sud in pianura. 1
(I) La città venne edificata noi XV secolo d'ordin e di Mao meLLo 1J con materiali della, tam.osa Dioc!ea, di cui si ammirano ancora i ruderi pochi chilometri più a valle di PodGOril za alla r.onOuenza della Ze1a nella illoratca.
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Anche in collina abbondano strade rotabili utili al trasporto delle artiglierie. Altro però è il valore della posizione secondo che il fronte di difesa è volto a.cl oriente o ad occidente. È evidente infatti che il perno del sistema riposa esclusivamente sulle colline a nord e nordest, la quali col forte avanzalo di Sputz sbarravano completamente a fav01·e della Turchia lo sbocco della Zeta. Pel Montenegro pertanto Poclgoritza rimane assolutamente allo scoperLo tanto più quando in altre mani stanno le fortissime e dominanti montagne albanesi, in difoLto delle quali il valol'e del campo trincerato è anientato per chi deve guardarsi da oriente. In conseguenza il principflto pott'à soltanto appoggiarsi a quelle colline, e dovrà abbandonare e perdere ad un tempo la città. .e la pianura; po i far perno alla posizione ·ai Sputz, per sbarrare il passo del T. Zeta (valle cli Bielopa.vi tj) il cui letto rimontando si restringe ognor più e si trasforma in stretta . · Il pa1:,se di Sputz serrato da mura a feritoie con ton i fiancheggianti, giace a _due ore da Podgoritza, sulla destra ed in una insenatura formata dalle spire tortnose del T. Zeta, il cui corso nel . punto di entrata dell'abitato si ristringe a segno da lasciare soltanto lo spazio necessario alla strada. Questa, percorso l'asse del paese, traversa il torrente su di un ponte in legno e passa sulla sinistra immediatamente dominata da un cono roccioso alta circa 100 metri, sul quale spicca l'anti ca for tezza a forma ottagonale, i cui fuochi possono svilupparsi in ogni direzione. Tutt'intorno, nella limitata pianura che circonda il for te sulla sin istra della Zeta E- corrispondente rtll 'antica fronti era , sorgono 8 blokau.s (kulè) ereui nel 1181H. Il territorio di Sputz prima della occupazi one turca en1 ri cordato per la sua gran fe rtil ità, per la molta popolazione e pe1· la eccellenza delle famiglie le quali erano legate da vincoli di parentela a nobili veneziani. Il for te di Zabl ial che pure su di un r.ono roccioso si eleva. frammezzo ai bassi, ubertosi, in taluni punti pa ludosi e tulli non infrequentemente allagati terreni, trovasi opportunamente situato a protezione della. bassa Moratca, e concone indirettamente alla. difesa della linea Rieka-Cettigne. Za.bliak, gilt capitale clel principato della Zeta. è ora ridallo :'. miserabile e spopolato villaggio, a nord 1
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del quale sorge il forte volta a volta distrutto e riedificato. Questo torreggia al sommo di una piramide alpestre che anche da lungi può facilmente venir riconosciuta. Il forte, privo di ricoveri e con tutte le batterie alla scoperto, non potrebbe resistere ad artiglierie poste sulle vicine e dominanti alture. Non sarebbe tuLtavia agevole lo impadronirsene di viva forza( 1I) stante la gran ripidezza ed altezza delle scarpe rivestite in muratura. Sembra che in antico il forte fosse unito al villaggio sottostante, per mezzo di una cinta di cui si trovano tracce e ruderi .
,di Antivari, e dagli altipiani sulla destra del T. Megured di assicurare Dulcigno col porto omonimo e quello V. Noce.
Nel lago di Scutari (fronte di HHW chilom.) mal si potrebbe stabil ire una separazione di frontiera ben deliminata. l\ia ivi si ha il fatto notevole che colla testata del lago stesso, passarono in possesso del principato le isole Vranina, Lesendra e Gromajur fortificate con opere permanenti, le quali possono sbarrare il passo e proteggere gli accessi alla bassa Moraca, alla linea :Rieka-Cettigne, alla Cermnica per Vir Bazar e ad altr·e vie che clnlla sponda occidentale salgono verso Suturman, Non è a tacersi rispetto a questo tratto di frontiera la notevole superiorità mi litate della Turchia che nella città di Scutari, nelle · cannoniere armate che tiene sul lago e nelle tribù albanesi cli montagna, può trarre abbondauti mezzi di difesa e di offesa. · L'ultima parte (chilom.. 40-45} del fronte orientale, dal lago e con direzione nord-sud sale per una serie di alture successivamente più elevate fino alle sor~enti del T. J\Ieoured (11O chilom •;, 'I - d'onde ) O volge verso est seguendo la destra del torrente stesso (20-25 chilom .); infine corre s~condo il Lhalweg del F. Bojana ("2-H> chilom.). Qui le condizioni topografico-milita!'i sembrano ugualmente favorevoli alle due parti; imperocchè la Turchia può proteggere m_olto efficncemente la importante città rli Scutari colle posizioni in cresta di Pjat-Ubal-Tarabosc, e colla stretta cli Katerkol e cli Gorica sul versante a mare; mentre il :VlonLenegro ba mezzo colle alture della Ilumia e Lissin di coprire la posizione di Suturman e il porto V
(!) La storia narra porò che appunto per mezio di scalata fa lta di sorpresa, po~hi ardili montenegrini si impadronirono del forte di Zabliak nel 1851!.
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4° Il fronte meridionale consta delconfine terrestre (•I00 ehilom.) fra Montenegro e Dalmazia da l\L Orien a M. Suturman o Mala Vrsul.a, in nulla mutato da quanto era prima della guerra 11876-78. Dal Suturman esso scende al mare seguendo il letto del torrentello Zeliesnika. (chilom. 4), il quale ha foce ad 'oriente della punta ove spiccano le rovine dell'antico convento di Santa Maria; poi segue la frontiera marittima dalla rada di Antivari alla-foce del F. Bojana (chilom. 70). I vantaggi economici conseguenti dal Principato coi fertili . ed ubertosi territori ed i due centri popolosi di Antivari e Dulcigno , sono considerevoli. Non è però da tacersi che ragioni di ordine topografico ed idrografico avrebbero voluto che da Antivari non si fosse staccata la piècoln. rada, con popolazione esclIJ.sivamente slava, di Spitza (i cui abitati sul mare portano la denominazione di Sutwnor); le due località. costituendone una sola, caduta. nel 11877 in mano delle valorose milizie m0ntenegrine che conquistarono pe1· v.irtù di armi Lutto questo territorio, come più tardi occuparono il paese fino alla Bojana, minacciando da vicino la stessa Scutari. La rada Spitza-Antivari nell'insieme forma un'unica insenatura delimitnta ad occidente da punta di C~rniet spinta in mare dallo sperone roccioso di Zagadje (altura di Veligrad); ad oriente dalla pÙnta di Voluvica. L'arte stessa, secondando le esigenze del terreno, ha viemaggiormente avvaloqi.ta codesto fatto, coll'erigere $Ul cono brulIo e roccioso elevantesi soli tario a nord del Veligrad, iI forte cli Nehai che, torreggiante e scoperto da lungi dai navigante, sbarra la stretta da e per Budua; mentre i fuochi della batteria che spicca sul rossegg~ante spianato di Golobrodo e quelli delle opere erette alla punta cli Voluvica si incrociano nelle acque dìtutLa la rada. Il govervo austro-ungarico non so!Lanto polè aggregare quel nuovo territorio alla Dalmazia meridionale; ma per di più, in virtù dell'art. XXIX del trattato di Berlino, tenere in suo potere la polizia marittima e sanitaria anche clel litorale del Montenegro, il quale ne pou1··ra a'lJoir 11,i, batiments ni pa'lJi.tlon de guerre; mentre quelle acque 1·esteront fermées aux batiments de giberre de toiites Les na-
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i,i,ons. Nè basta; chè lo stesso governo dovrebbe intendersi col Principato sur le dro'it de construire et cl' e,ntreten,ir çì trave,rs le nouvea1h territoire ·monté-né91·vn wne 1·oute et wn chemin de fei· . In conseguenza, tenuto conto dei diritti acquisiti dal governo ausLriaco per un lato, e per l'altro delle scarse risorse finanziarie e· della completa mancanza di mezzi marittimi del Montenegro, è facile il pr•ofetizzare che il gabinetto di Vienna eserciterà non poca influenza nell'andamento degli affari del Principato. Ma lasciando ogni considerazione di ordine politi co , torna opportuno un breve cenno sulla frontiera marittima da Antivari alla foce della Bojana ('I). Il versante a mare, il quale nel territorio dalmato si presenta in generale nudo, roccioso e poverissimo, non appena giralo la punta Cerniet, muta. d'aspello aprendosi tratto tratto ad ubertosi terreni pianeggianti, coprendosi di praterie e di colture svariate, e vestendosi di alberature verdeggianti fra le quali spicca abbondantissimo l'olivo e non scarso il tabacco . La baia cli Antiv;iri dal lato idrografico è dimolto superiore a quella di Spitza, aperta ed esposta com'è questa ai venti del sud e turbata da f1;equenti burrasche, senza possibilitit di ancoraggio. Fr.x la punta del distrutto convento di· S. Maria e quella di Voluvica, dessa si sviluppa a vasto sen~icircolo a ridosso di tutti i venti, ect:ezione fatta di.quelli di libeccio e di ponente. La lingua cli terra che a foggia di diga si protende fino alla punta di Voluvica, la protegge del tuttò, dai venti del sud; sicchè basterebbe il crea.re artificialmente un'altra diga dalla parte opposta ~per formare un ottimo porto, che andreb·be però purgato dai grandi interramenti di fango e di sabbia che ora lo ingombra, ed obbliga i bastimenti ad ancorare nel mezzo della baia. Il porto di Antivari, sbocc~ naturale di tutto il Montenegro di mezzodì, è ottimo sc;ilo di commercio ed egregiamente si tuato come ,. emporio e stazione di traffico; di là potendosi irradiare le vie di · (l ì Con~ult.are sull'argomento nella Rivista Ma·1·tttfo1a gennaio 1881, il pregevolissimo· scritto; I pori'! det llfonteneg,·odo vuto a chi sotto il pseudon imo di E. TsnGBTTt copre il ne me· di un valente scrittore ben competente nelle cose marinaresche, e molto versato e studioso delle questioni d'Oriente.
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comunicazione che sboccando al lago di Scutari (da aversi quale porto interno del Principato e di parte dell'a~ia A!ba~ia) si. allacciano alle linee della Rieka e della MoraLca coi suoi tributari dell;i Zeta e del Sem. Onde sembrerebbe doversi presagire possibile pel Principato lo emanciparsi in grin parte dal monopolio, dalla dipendenz1!,, dal vincolo e dalla soggezione d~ganal~ fino ad or~ su~ bìta, quando privo di sbocco al mare, quasi tutto 11 commerc.10, dr importazione ed esportazione doveva far capo o ali~ bocche. dr Cat.,0 ' ovvero (.al lao·o di Scutari passando per la Bo1ana e piegando tal ( ( i? . • ~ a mo lestie e vessazioni senza fine. In tale fortunata eventualtta, la stessa Anti vari potrebbe riacquistare il perduto splendore. Antivari città antichissiina, già colonia romana e ripetutamente soggetta a Venezia, nel 111S7 I fu presa a forza dall'amm.iraglio Ali pascià dopo e ad onta della sconfi tt;i memoranda ~li Lepanto: Sembra fosse edificata sulla riva del mare ove ora esistono pochi caseggiati (una locanda, l'ufficio del Loy~ ~ust'.·o-u.n.ga~·ico ~ I~ ca~ pitrrneria di porto), e che per isfuggire a1 p1rat1 gli ,a?1tant1 s'.ens'. raccolti presso la rocca scos,cesa ove esiste l'attuale .crttà . .Ant1van in posizione pittoresca a circa 4 chilom. dal mare sr a~agu~ su· due isolati, rientrariti ed elevati poggi (da-150 a ·180m d1 alt1tudtne)· staccantisi dai contrafforti meridiona!i del!' alta Rumia. La città consta della parte antica stretta da cinta che faticosamente si arrampica sn cli un fondo roccioso, la. quale al sagliente. nord,_ ossia nella parte più a'1la, è coronala da una cittadella ; e dt -moltr sob-· borghi i quali con strade alpestri ripidissime t_utt'intorn~ !a ser· rano e più popolosi si fanno a piedi delle coli me che _digradano sulla destnt del T. Bunar. La città murata, che per architettura ed· i frequenti stemmi col leone alato ricorda i gl~r.·iosi _giorni di Venezia, era esclusivamente abitata da Mussulmam 1 quali avevano· trasformata la famosa chiesa cli S. Giorgio in moschea dai torregc,ianti minareti . Ma circondata com'è tutt' in!omo da alture più;levate, <lessa venne completamente rovinata dalle .artiglierie ~on~ tenec,rine nel '1877-78. La stessa cittadella ove smo a poco fa s1 tene~ano polveriere, venne distrntta da un fulmine scoppiato alla fine del 11880. Ma perchè Antivari si rialzi dal basso stato in cui è precipitata, oceorre anzitntLo risanare l'insenatura terrestre del porto ove, a ca1
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gione delle acque che si tmpaludano, domina110 perniciosiss~me le. febbri; ed in pàri tempo dare il massimo incremento alla viabilità per la quale si è fatto troppo poco in confronto ai molti bisogni. In-· fatti attualmente in tutto il principato, oltre alla gran strada CattaroCettigne, esiste soltanto la rotabile ·Ant-ivari (mare)-Sutivrnian (20 ,chilom.), la quale proseguirà fino a Vir-Baza1· (115 cbilom.): paesetto unito al lago per mezzo di un lungo canale a·poco fondo (cont inuazione del T. Cermnica) solo percorribile da barcaccie (lontre). Sono poi in progetto: la linea· Cettigne-Rieka ('15 chilom.} ora appena attaccata alle due estremità; la. 1-lieka-Podgoritza (affine di evitare il lungo giro del lago); la. Podguritza-Sputz-Dànilocrrad~iksic in val Bielopavitj (Zeta); la Cettigne-Danilograd, sta~can. dola dalla esistente Cattaro-Cettigne al sommo della Bucovica, punto culminante di tutta questa strada. Ma: non è mest,eri dimostrare come l'esecuzione dei laYori di bonificazione e di codesta insufficiente rete stradale, alla qua.le o~·a si. dovrebbero aggiungere altresì la linea Antiva'.ri-Dulcigno, richied~ una lunga serie di anni, sia per le enormi difficoltà del terreno, sia per gli scarsi mezzi llnanziari del Principato (1). Per locchè non si può sperare molto prossimo il momento della perfetta libertà ,commerciale d'el Montenegro; come per la stessa ragione, troppo scarsa messe troverebbero gli scambi ed i movimenti mariLLimi fra le due coste del!' Adriatico, che in caso contrario con molto vantaacrio l:')è) reciproco potrebbero stabilirsi fra l'Italia ed il' Montenegro. Val di Noce che si presenta fra le due punte Mav;·ian e Meders con apertura ad occidente come la rada dì Antival'i, offre un ·abbastanza vasto bacino con buono e comodo ancoraggio ben protetto dai venti del sud. Il fondo vi è buon tenitore. L'entrata però riesce stretta e difficile in tempi burrascosi; ragiòne per la quale il Loyd austr.o-unga.i·ico aveva abbandonato qL1ello scalo (a 4 chilom.
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da Uulcigno) sebbéne si trovì in diretta comunioaizione con Scutàri, preferendo -ad esso l'ottimo e'd ampio porto tli S. Giovanni tlì · Medua poco lungì da Alessio e dalla foce 'del Drin. A rendere più sicuro il porto di Val Noce basterebbe chiuderlo con una diga dalla punta Meders: Il piccolo ed aperto porto di Dnlcigno ha sca!'so fondo e pessimo , ancoraggio, per bastimenti superiori alle 200 tonnellate: vi dominano sovrani i venti di ponente e di libeccio. Quando imperversano i sciroccali riesce assolutamente impossibile neppure lo avvicinarsi alle coste battute da ,,iolentissime ondate. Le raffi.che di bora poi che imperversano rabbiosamente sulla costa ·adriatica non risparmiano neppure le rade del Montenegro a segno da rendere talvolta impossibile alle stesse solide e leggere barche condotte dagli arditi dulcignotti che ne sono altresì gli abilissimi costruttori, di uscire dai porti per raggiungere gli ancoraggi. dei basttmenti. Ad og'ni modo Val Noce-Dulcigno-Antivari da una parte e la libera navigazio~e della Bojana dall'altra potrebbero formare pel Montenegro un' ottima. base di commercio, e mezzo, poderoso per attivare gli _scambi che sono stimolo al lavoro e origine di prog,;esso economico e civile. Quali sono le condizioni difensive della costa ~10ntenegrina? A petto dell'Austria la quale con accortezza finissima seppe me.ttersi in condizione di dominarlo in tutto e pèr tutto, non occorre soffermarsi. Sul fronte della Bojana le condizioni topografico-militari si possono ritenere contro bi lanciate dalle due parti; ma sta sempre à favore della Tµrchia la possibilità di padroneggiare il mare colle·· forze navali mobili.
XII. (ll Il giornale di Cettigne, eta.< C:trnogorcra « Yoce det Jfontenegro » in uno degli ul· t imi suoi nume1:i, raceva appello ai .capitali esteri per aw,r modo di attivare lo sviluppo morale e materiale del paese e scm•ova .: Sapppiamo benissimo che non ci arlìderebbero' · un_ sold~ se si trattasse ~i fare la guerra ; ma speriamo di trovare in Europa de i capitait surtic1ept1 per costruire le nost.re strade, per disseccare le nostre maremme, per · Sfruttare le nostre fores te, per rondare delle scuole e delle fabbriche e per migliorare Ja -nostra agricoltura »,
Da questo sommario esame delle condizioni fatte al Montenegro dal trattato di Berlino, venne a risultare che il principato allargò e meglio assicurò i suoi confini , e potè annettersi nuove terre fertili
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,e popolose, e rendersi padrone di buona distesa di mare. Ma del pari si rese chiaro che le molte maggiori aspirazioni di lui furono soffocale, come le più ardite speranze concepite dopo l:L guerra turco-russa, vennero troncate. Onde non si andrà lungi dal vero nel ritenere che così il popolo come il suo valoroso principe subiscono per necessità di eventi, ma non sono soddisfatti dell'assetto attuale. .Prevedere l'avvenire politico della regione balcanica, le cui passioni vivacissime appena appena ebbero campo di manifestarsi in questi ultimi anni, ed ancor per lungo tempo turberanno la tranquillità ,dell'Europa, è ben malagevole cosa! -Se le popolazioni slave delle regioni bosniache sapranno di buon ·grado definitivamente acconciarsi alla dominazione della corte di Vienna, . solo il tempo potrà sentenziare I Il problema si presenta mollo complicato in paese ove cozzano e si urtano tante nazionalità e tutte vorrebbero acquistare -0 umi decisi va supremazia od un'assoluta autonomia; problema che rispetto alle provincie testè occupate si complica maggiormente per ,ragione di razza, di religione e di lingua e delle singolarissime condizioni economiche. - Quale assetto definitivo avrà la nobi le razza .al bane::se che orgogliosa della propria spi ccata nazionalità, tenace nel proposito di afferm are ognor più la propria autonomia e sempre in arme rnmoreggia ai cònfini della montagna nera e del t.erritorio -0.i Novi Bazar, non è dato certo per ora il profetare! Ma pur non avendo gran fede nella stabilità delle faccende oriental i, vuolsi ora prendere atto del fatto che · le frontiere del Montenegro si possono tenere per buone d'ogni intorno, eccezione fatta del lato orientale ove rimasero in potere degli Albanesi posizioni del ·,tutto dominanti e minacciose pel nuovo territorio del Principato. La quale cosa viene resa più grave dalla circostanza che in parte del territoriù annesso e specialmente a Podgoritza, ad Antivari ed a Dulcigno si contano fam igli e albanesi per razza e mussulmani per religione, le quali si facilmente non sapranno vincere il sentimento di repul sione pelnuovo Stato . Solo il tempo, lesapienti cure e le prudenti misure del govern0 potranno consentire al Principato di assimilarsi quegli elementi che per il momento rappre5entano una f9rza .centrifuga . I,,addove poi le frontiere si presentano in buone condizioni difensive, ossia su tre la.li del quadrilatero montenegrino, trovasi ora accampato un poderoso vicino che d'ogni parte lo stringe
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.con un cerchio di ferr~ il quale all'evenienza anzi potrebbe premere con assoluta preponderanza. di forza, per soffocare le aspirazioni .suscitate in popolazione che per omogeità di origine, e per lingua provano ed esercitano una reciproca e vicendevole attrazione. Nè per ora sarebbe lecito nutrire dubbio sulla continuità dell'occupa.zione austriaca, essendo manifesta. la somma importanza che quel governo giustamente attribuisce al dominio pieno ed assoluto del grande altipiano balcanico, in virtù del quale gli viene assicurato il ,possesso militare e con questo il politico e commBrciale della penisola, la sicurezza della Dalmazia mercè la diretla unione di essa al centro dell'impero, infine la possibilità cli puntare su Salonico per aprire .al commercio proprio la via più diretta per Suez ed il mare delle Indie; con qt1ale grave minaccia al traffico commerciale marittimo d'Italia non occorre dimostrare. In complesso adunque su tre lati per ragione di forze preponderanti e snperioriLà di ordinamenti; sul quarto per spiccata differenza ,di nazionalità, il Montenegro si trova sbarrata. la via ad ogni ulteriore incremento. È pertanto interesse suo supremo il di:;togliere :l'animo da altre imprese per volgere la mente ad assodare i suoi ordini politico-ci vili, a legarsi con vincoli di fraterna simpatia ai non molti elementi albanesi e mussulmani che gli sono soggetti (,1 ), a svilupparé la massima attività delle sue popolazioni a maggior incremento del benessere materiale ed intellettuale; infine a proseguire nell'appena intrapresa opera della viabi lità che deve favorire l'industria ed il commercio e liberarlo dalla soggezione doganale e .dagli incagli che potrebbero venirgli creati a Cattaro o sulla linea della Bojana. A tal uopo gioverà non poco il conservare buoni rapporti coi vi.cirri. Il governo austro-ungarico si dimostrò sempre in questi ultimi ·tempi premuroso cli secondare i desider.i ed i bisogni del Principato ed anche recentemente il gabinetto di Vienna cedette al Montenegro 20000 carabine Werncll con relativi mnnizionamenti, per offrirgh mezzo di cambiare il vetusto e scarso armamento. delle sue milizie. Perlocchè non è punto a dubitarsi che per ragione di reciproco (I) Di essi la Turchia cerca di favorire l'emigi·azione a Scutari ed a Tusi. Ma a porre treno a tale tendenza, concorre la legge del Pl'incipato che vieta agli stranieri di posse·dere immobili nPI territorio montenegrino .
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interesse, nuUa venga a turbare codeste b~one relazioni che permettano al Mont~negro di dare impulso alle arti della pace, e offmno mezzo all'imposta amministraz-ione deUa Bosnia e dell'Ezegovina di ,:issodarsi nel paese. La quale cosa non sarà invero tanto facile impresa. anohe dopo che quella regione venne faticosamente· e con grande saci·ificio in uomini e in denari, dal valoroso esercitodell'iimpero conquistato di fronte ad un popolo bellicoso, che eccitato da odio e da fanatismo di religione e di razza non misurò mai· nè le forze pro'J)rie nè le altrui ·e con indomito corall'aio sostenne· lotte tenaci e furibonde con abnegazione degna di a~;irazione. L'alta Albania 19er contro è sempre sull'avviso, mal fidando anC'he· de! gov~rno_ ot:o~a_no ~al quale non vede abbastanza_favorite le propne asp1raz1om d1 md1pendenza e di autonomia. E noto come la ~orta _coll'usa~o ~cco1:g_imento abbia saputo avvantaggiarsi [del repentrno r1destars1 d1 sopiti sentimenti e iiinfocolare l'odio dei valorosi· schipetari contro i prodi e non meno irrequieti vicini. Dal che eh.:. bero origine. gli a_tti della_famosa Lega, la cui inifluenza per un, ~omen_to P?t~ ve~1re dom'.~ata: e, forse per sorpresa, repressa dOJi1 1energia d1 Oerv1ch pasc1a senza che dessa cessasse di stare inarmi e di gi~vars~ d~l malcontento che regna fra quelle popolazioni. La Lega e fort1ss1ma per m1mero e per influenza. Nei distretti di Goussigné-l~lava, Djakova, Ipek, Prisrerrd,e -nibra, chegfacciono, sul versante nord del nodo montuoso detto Sca1'do ed a sud del Sangia-cati di Novi Bazar, sta il suo centro e la sua base di formazione. De~si_sono~i quasi completa.mente svincolati dall'autorità del governo (V1laJet) d1 Kossovo .. Ne è capo Alì pascià di (;oussigné, il quale· an~h_e recentemente fece bottino di armi, ruppe le linee telegrafiche e si impadronì della stazione ferroviaria di Uskup, scacciandone le· truppe. Per _quanto composta di soli elementi mussulmani, Ja Lega pnò fare pieno ~s~egnam~nto ~d è stretta in intimi rapporti c~lle autonome tnbu cattoliche d1 montagna ben note sotto i nomi dt Malissori e di Jfir·diti. I primi insieme agli abitanti del distretto· di Goussigné Pia.va, stringono a stretta fascia il fronte orientale del · Montenegro, mentre i secondi stanno immediatamente a rincalzo · dei primi. . . I 1lfalissori so~o serrati_ fra·la Drin:assa, il Drin, Goussigné-Plava, 11 T. Seme la pianura d.1 Scutari. Essi abbracciano '19 tribù con
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una popolazione di oltre 50000 .abitanti, di cui più di un terzo maomettani e poche centinaia cli greci ortodossi. Famose sopra le allre sono le tribù di a oti, Grudi e Klementi, e più celebre fra esse quella degli Hoti, cui spetta il primo posto in guerra per privilegio guadagnato con eroico valore . I il fi·rditi e le vicine tribù di D-tikascin e di 1lfath'ia che ne seguono la bandiera, abitano IP, altissime montagne fra il Drin (sinistra) e il Mathi: verso il mare toccano il territorio di Alessio (sul Drin) ed il porto di San Giovanni di Medua . La Mirdisia spartita in 8 bayrak (comuni) conta circa 25ÙOO abitanti, tutti cattolici ad eccezione di 2000 maomettani: un quinto di essi è atto alle armi. Ne è capo col titolo di capit(tnO, il principe Bib-Doda.v1) per diritto ereditario. Dukascin, spartito in 3 bayrak, conta 8000 abitanti circa di cui 3000 mussulmani e gli altri cattolici. Mathia, su circa 11!:>000 abitanti , ne conta oltre la metà di mussulmani . Le tribù Albanesi delle due sponde del Drin vivono sotto un regime patriarcale e con quasi perfetta autonomia. In tutta l'Alta Albania l'autorità della Turchia è più che altro nominale e non si esercita dire,ttamente ed efficacemente che nel Lago di Scutari, nelle maggiori città, nei luoghi fortificati e nella costa marittima. In ragione dell'indole, clei sentimenti di nazionalità e delle aspirazioni delle fieri popolazioni albanesi, si può ritenere per certo che il Montenegro non potrà vivere in pacee attendere alla sistemazione del paese che a condizione di non lurbare la tranquillità e rispeWtre ia nazionalità di quelle tribù, studiando modo, mercè reci. proche concessioni fatte nell'interesse comune, di sistemare quanto di anormale e di. mal sicuro pel Pricipato presenta ancora la. sua frontiera orientale. Po5sa il valoroso Principe Nikita, possa il guerriero ed eroico suo popolo, non soltanto nelle arti della guerra ma altresì nelle in(1) L'attuale ('renk Bib Doda pascià venne educato a Costantinopoli e poi rimase a Scutari sotto la vigilanza di quel governatore. Recentemente egli venne per inganno accompagnato di nuovo a Costantinopoli sotto l'apparente accusa di avere disobbedito agli or dini del Sultano, ma in realtà per sottrarlo all'influenza dei suoi partigiani cbe vorreb~ bero servizi di lui per affrancarsi del tutto dalla soggezione della Porta. .&J'!ilNO :XXVI, VOI.. 1
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~ustrie d~Ila pace, spiegare l'ammirabile abnegazione, la costanza rns~ancab1le che nelle tradizionali, eroiche e secolari lotte sostenute a difesa. della ban~iera slava, hanno reso immortale e giustamente temuto 11 nome dei generosi figli della Montagna Nera.
G. O.
LA VANGHETTA LINNEMANN(I) ·- ~ -
I. La vanghetta Linnemann consiste in una specie di paletta munita di un manico, avente in complesso la lunghezza di 51 centim. ed il peso di 750 a 800 grammi. Vi~he portata dal soldato mediante una guaina di cuoio del peso di ,160 grammi, o adattandola allo zaino o sospendenclola al cinturino (2). · Due sono 1 gli strumenti . sussidiari alla vanghetta, la zappa e la piccozza: La zappa ha il peso di chilogrammi 2,60 (compresavi la correggia di cuoio per portarla a spalla, del peso approssimativo di grammi · 380). La piccozza ha il peso di chilog. 2, 1O (con la correggia, circa gr. 3'10).
------ · (I) La questione degli attrezzi portatili da trincee ha assunto per noi l'importanza di una questione urgente in segoito alle esperienze ed agli esempi altrui, alle prove fatte nella scorsa estate da ,•enti battaglioni di ranteria, ai rapport:i ed alle discussioni che ne ei:rbero origine. La questione tocca da vicino le racoltà morali e fisiche del nostro sola dato, si complica coll'addestramento e col modo di combattere, risolleva .una longa serio .di quesiti tattici, Onde la direzione della Rivista mlUtare, lasciando come è suo pro·,gramma, libero campo alle diverse opinioni, ~a incominciato col pubblicare il parere fa-vorevole. del capitano Clavarino per dare poi la parola in merito al tenente Cerroti, seb,beno lo scritto di questo egregio ufficiale sia giunto ;all'ufficio qualche giorno prima dell'altro. (2) In pratica peraltro, dopo diversi saggi, si potò avverare che il peso della vanghetta, ..compreso quello della guaina, no11 è inferiore I) chilogrammi 1,20.
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LA VANGHETTA
La vanghetta si nsa come strumenlo paleggiatore, come strumento rompitore o come strumento da confezionar materiali. Come str·umento paleggiatore e troppo piccola. Infatti la lnnghez.za del(o sbraccio dipende essenzialmente dalla lunghezza del manico, e ti volume della terra paleggiata dipende dalla .mago iore o minore superficie della lama la quale rimuove la terra. L'i;truzione accenna a sbracci orizzontai i di 2 metri ed a verticali di un metro; in pratica non si può fare assegnamento su tali risultati che in terre eccezionalmente vantaggiose. Nei terreni ahiaiosi o spat·si di grossi ciouoli e sa!\si, il paleggiamento si rend; quasi impossibile: giacche, o la vanghetta, per la sua piccolezza, non ha forza di rimuovere i sassi, o, per effetto della forma quadra della lama, non ha il modo d'incai;trarsi fra loro. In terroni poi di simile na.Lura 6 impossibile far ricorso all'espediente accennato dalla Istruzione, di trascinare cioè la terra verso la massa coprente, servendosi dello strumento a guisa di scopa. Come strnnumto rompitoi·e ess.t si dimostrn molto inre1·iore a<rli strumenti ordinari, e questo por elTetlo della sua forma qn:tdra e delle sue dimensioni: ciò che impedisceall'utensile di penetrare sufficientemente nella terra.. L?orse allungando di un .20 centimetri il manico (quanto dire porgere al lavoranle il mezzo d'impugnarla in guisa che una mano sin, a maggior distanza clall'altra) sarà possibile al soldato di e.;;orcilaro maggior· forza, e quindi di ottenere un lavoro maggiore; ma qnesla •modificazione potrebbe nuocere all'efficacia della vanghella quando si adopera. per lavorare legnami, ciò . alterando il suo giusto 11quilibro. Come strnme,nto da confez,io1ia1· materiali la vangheua ripete il suo valore più clall'elTetto del colpo che non da quello del taglio, ondosi presta. meglio a tagliar legnami di una certa consistenza, di quello che sia rami flessibili e cedevoli. Così per e/Iello del suo colpo (dovuto alla cortezza clel manico ecl al peso ben equi librato dell.t lama) si adalla assai bene a far punte a pali, tagliar trasversalmenle fusti o travicelli di misura limitata, e se ne olliene un lavoro pressocM pari a quello del mannarese; il quale più efficacemente della. vanghetta si adopera in guastar siepi vive, vimini, ecc. La vanghetk1. usata per lavorar legnami si dimoslra dunque piu
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utile che non negli altri dne casi, giacchè può agevolare l'opera degli zappatori: nel preparare passaggi, nell'apprestar ·mezzi di difesa addizionale, quali a.bbaltute, palizzate, paletti, ecç.; nell'eseg~i1:e la~ori d'a_ccampall).ento; come pure nello sgombrare il campo d1 tiro dmnanz1 al fronte; ma in particolar modo può riuscir ut.ile, nel preparare a difesa i caseggiati. A questo. punto viene spontanea la domanda ·se la vanahetta {.in~ nemann sia proprio lo strumento che corrisponde allo scopo me(rlio 0 <li quanti ne sono stati proposli. C1·eden,dosi necessai·fo .di far po1·tare ad o.qni soldato im ar1iese da trincea, è d'llopo rispondere subito affermativamente, perché essa ad una discreta leggerezza unisce il pregio di una grande solidità. Soltanto adottandola nella quantità proposta di 80 per compagnia, c~nver.re~be pel' avventura accrescere il numero delle zappe e dei p1ccont, m modo da avere uno di questi strumenti più efficaci ogn i 8 o I O vanghelle. Parrebbe pul'e convenien te veni sse compilata pei soldati e onduati una hrevissima Tstruzione, restringendola alle cose di ptima necessità. Cosi riguardo a,lla descrizione dell'utensile, essa potrebbe venir limitata alle denominazioni indispensabili per comprendere <rii 01·dini durante il lavoro. Al soldato sarit utile parlal'e delle dime~sioni della vanghetta, acciocchè egli si sel'va poi di questa come di unitit di mis11ra; laddove sal'à inutile tenergli parola del peso, della qualità del legno o del metallo di questo o quel pezzo, o degli uffici delle parti secondarie. Un cenno sulla distribuzione degli strumenti, e ,mila maniera di portarli pare che basti. Converrà fissare brevemente il modo con cui deve essere impiegata; riferil'e per intero ciò che è dello nell'attuale Isl ruzione sui la,,ori da eseguirsi. Quanto ai profili sembrerebbe utile ridurne il numero, p. e a due, quello delle trincee per tiratori in ginocchio e quello delle trincee ordinarie, sopprimendo l'altro delle trincee per tiratori coricati, poco conveniente per cuoprire, giacchè un buon terzo del soldato risulta esposto al tiro dello sh rapnel (il cui angolo cli caduta arriva fino a 25°) e poco adatto pel' tirare, come fu provato recentemente nelle
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LA VANGHETTA
P-sperienze sullo Steinfeld (·1). Col tempo e colla direzione <leali· ufficiali si sarà sempre ai caso di insegnarè a costruire trincee di / dimensioni maggiori delle ordinarie, a gente avyezza in generale all'agricoltura. La cosa più utile che il soldato impara in questi esercizi si è l'ordine ed il sistema: ed a questo si perviene anche impiegando profili limitati . · Converrebbe far cenno in modo regolanientare di qualche dato sugli scompartimenti, sul lritcciamento e sui comandi per l'esecuzione dei lavoro. Le buche da bersagliere, sembrano una cosa di · lusso, non già pel tempo che richiedono, perchè in pratica ben raramente occorre d'impiegarle. Sarebbe poi molto utile ab1tuare i soldati a preparar lavori in legname dentro !imiti di tempo· stabilito. Intorno al modo di conservar la vanghetta, pare sufficiente quello che·è detto nell'attuale Istruzione provvisoria. Sarebbe forse bene estendere alquanto l'insegnamento dei vari profili ai graduati; in particolar modo insegnar loro le norme che regolano lo svolgersi del lavoro . Dai graduati dipende, più che da a.Itri , la regolare esecuzione deL lavoro e l'ordine fra i soldati, e per conseguenza la celerità; l'ufficiale, intento a sorvegliare una linea d'una certa estensione, non può arrivare coi soli suoi mezzi ad ottenere esattezza nelle sinaole parti è> e uni"forme speditezza, massime di notte, ove non sia coadiuvato da graduati intelligenti, attivi ed istruì ti.
ma
U.
Ecco il peso che il soldato porta in guerra : -(I) In un ,·ecentissimo scritto si nota la seguente conclusiooe: il comandante che si accontenta di una trincea per tiratori coricati, m erita d'essere tradotto innanzi ad un, consiglio di guel'ra. - Rin Wort ii.ber Ausbitdung der In(anterie im Gebrauch von schùt~engrllben. 4 Ha11nove·r 1880.
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LINNEMA NN
In
Equipaggiamento, viveri e vestiario Clliiog.
Austria . . . .
Ger mania . . Francia .. . Russia .. . Italia . . . . .
18,500 20,60ù 17.617 23, 249 18/175
Fucile
Numero delle cartucce
e
peso di ciascuna di esse
e
sciabola · Chilog.
4,700 , 5.235 ,4, 760 4,688 4. 8-15
I I
Il
Peso complessivo Peso delle cartucce senza .l'invoglio totale e cartoncino dei pacchi Cbllog.
Cllilog.
.
(72 ·da gram mi (80 • ~ (78 • > (90 (l) >
(88.
•
42,50) 42 ,69) 43,80! 39,80 85,00
3,060 3,d15
3 ,426 3,587 3,080
26,260
1 29,950
, 25, 70B 31,424 26,500
l
Nel peso totale riportato all'ultima colonna non. è compreso quello .di a.lcuoi etti acr.esssorii delle compagnie, come lanterne, secchie, grosse gamelle, btdom ecc . }~ ·bu'ti soltanto parzialmente a qualche indi viduo. - · Riguardo allo stesso peso totale è l~~~e ~a osservarsi éome per l'Italia sia realmente il minimo inalterabn~, mentre per gli altri S ta ti esso è piuttosto appare~te. In Russia p. e., v: sono cosi m cui 11 sol: dato può d iminuire il corredo e scambiare lo zarno (c_h. I, Sia) con un sacco spec,al,e (chil. 0,601), e quindi scemare il carico complessl'o d1 qualc he .ch1logram'.11a. In ?e,mania ed io Russia si hanno ca1·ri da bagaglio 6n nelle compag01e, . 1 quah certam.nto ·in. casi speciali possono in qualche :nodo, essere im piegati a "antagg10 del soldato. N.B.
0
Duncrue ilnostro soldato, sebbene non sia fra i piùsop1:accaricati, tutta.via. porta ch ilogr. 27,700 se colla vanghetta Lmnemann, chito.0o-r. 28.600 se colla piccozzp., ch\logr. 39, 1100 se con zappa: · anzi , se si ;ggiunge il peso degli' undici cartoncini formanti i p_acchi (2a,1 gr. in totale), la razione pane e la coperta da camp~ (ch1J. 2), 1 esso portereb)Je un peso complessivo di ~2 chilog. ~ /_2 circa._ Peso che potrebbe :iccrescersi di molto ove il suo vest,.~no ed 11 suo equipaggiamento venissero ad inzupparsi. Ora è dimostrato .che il sÒJdato non può compiere lunghe marce con .un peso n1agg1ore di 3:S. chilogr. Onde la vanghetta gr:werebbe di soverchio. i\fa vi è pure un'altra ragione r.ontro la vanghetta, e questa sta nella stru.ttura speciale del nostro suolo, costitui to essenzialmente da lievi alture e monti elevali e da valli limita.le .' Nelle valli può di rsi la vanghetta raggiunga il massimo della sua eflìcacia. per la natura vegetale del terreno, teoricamente più favorevole che no? nelle alture dove il suolo è in massima parte o ricoperto o costituito da sas~i. E questa affermazione, espressa colla formula empi:(li In seguito alle decisioni d'una commisstone convocata dal minister? del_la guerr~, il soldato ru·s so dovrà portare con so 120 cartucce (Berdan N._ 2) c~s\ nparll te: 80 ~n
ciascuna delle due cartucciere e 60 in uoa saccoccia speciale ~, cooio o nelle saccocc1e le. •• • militaire de Vetrange·r , 1 fév·r ier 1881, l'i . li20). ,Per conseguenza . . . d e1· panta·1om.· (11-•u• cifre delle colonne 40. 5" e 6", quando l'equipaggiamento non Yemsse d1m1nulto, s1 cambierebbero cosi: ( 120 - S9,SO} - 4,716 - 32 G02 .
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LA VANGHETTA
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rica che« l'efficacia della vanghetta decresce col crescere delle quote)) venne sancita dalle esperienze; nelle quali,, pt'endendo pel' unità di confronto gli strumenti ordinari da zappatore, si trovò che, mentre iI lavoro delia vanghetta rispetto a quello delle pale e gravine, in terren i piani, e perciò di media consistenza, sta nel rapporto di 1: 2 e forse al di sotto, in quelli più elevati, o ciò che equivale sparsi di sassi o ricoperti di sottile strato di terra vegetale, detto rapporto si cambia succ~ssivamente in ,J: 3, •1: 3 1/ 1 , 4: 4, secondo . che gli esperimenti furono fatti su terreni leggermente mossi, su colline o sulle falde di monti . · Ma questo non è tuLto, chè le valli principali stesse, gii1 di per sè più limitate che non nelle altre regioni, per la. grande frequenza dei fiumi o torrenti, sono spesso ricoperte da strati di sedimento, cioè da plaghe di ciottoli , di detriti di terra arida, induri ta alternati va mente dall'acqua e dal sole, nonchè da altre materie trascinate dalle acque; difficilissime a smuoversi; ovvero, a contrasto delle pianure della Germania, dell'Ungheria, del!' Austria ecc., monotone, brulle, spopolate ed uniformi, in Italia e massime nell'Italia superiore, presentano uno svariato spetLacolo di campi alberati; di prati irrigati; di vigne, orti e giardini cintati; di case, ville e paesetti; di muri , siepi, argini, fossi e canali; di strade con fossi, strade in trincea ed in rialzo; di lievi alture coltivate a gradini , di ciglioni , di balze od altre in increspature, presentano cioè lo spettacolo d'una innumerevole quantità di ostacoli, di ripari naturali di entità forse superiore a quella dei, ripari eretti ad arte. In terreni cosiffatti, sarà indispensabile l'impiego d'uno strumento per accrescere il numero dei ripari esistenti? Nelle esperienze fa tte con scopi Lattici da qualche battaglione·, il problema più difficile da risolvere, si era quello di saper dove dar di capo per fare una trincea, senza cader nell'assurdo di crears i, col sudore, dei ripari, là dove la natura ne offriva dei già. fatti ad ogni piè sosp into. V'è altresì. una terza considerazione. Fu detto innanzi come i pesi della vanghetta, della piccozza e della zappa, tutto Qompreso , siano rispetLivamente chilog. •1, 20, 2,20 e 2,60. D'altra parte è pur noto come un pacco di munizione
di 8 cartucce, compreso il suo invoglio di cartoncino, pesi 29.5 grammi, onde risulta: . . ·1 ° Che il peso di una vanghetta equi va)e a quello d1 circa 4 pacchi di c~rtucce (32 colpi); . . . 2° Che il peso cli 1ma pi ccozza. equivale a qtiello d,, circa 7 pacchi di cartucce (56 colpi ). · _ 3° Che il peso di u·na. zappa equivale a quello di circa 9 pacclu di cartucce ('72 colpi). Una compagnia dunque, provveduta per ipotesi di 80 vanghette, ,J zappa ed 1 piccozza, trasporta un peso lordo di ciré\a itOO eh ilogrammi rappresentante un numero di 2800 colpi: Dunque, ammesso che la tattica d'oggidì sia quella del /1.wco, e . supposto inoltre che l'importanza di questo elemento primissimo della vittoria Mbba sempre andare crescendo coll'aumentars1 delle distanze e colla possibile innovazione di clotare gli eserciti di fucile a ripetizione, non sarebbe egli utile abbandonare ogni ide.a sulle vanghette, per rimettere in campo la questione tante volte dtscussa di dare al soldato una rnaggiore,quantità di cartucce? Anzichè attaccare il nemico cbn una. compagnia sopraccarica di un quintale di ferro (11) per dare ad esso il meschino spettacolo di raspar terra,,d'innalzare innocui ripari e quello ancora più pa~sivo d'andarvisi a rannicchiare, non sarà egli più conveniente avere disponibile un quintale di piombo, per soverchiarlo col fuoco, ed abbreviato cosi i l te1npo delle angosciose perplessità, dar mezzo ad essa di piombare risolutamente sul di lui appostamento e sloggiarnelo?
1
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III. La vangi1etta nou sarà mai un elemento indispensabile di vittoria, ma piuttosto un semplice sussidiario temporaneo ed eventuale di qualche parziale episodio. · Non sarà mai da stabilire che « la co(L) Si ricorda qui la famosa sentenza del maggiore Pl_6~nies:. ~ Chi si tr~va in ~rad_o dt gettare sul nemico, a parità d'i tempo, maggior quant1t,i di piombo, avra !a v ittoria • .
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struzione delle trincee _debba d'ora innanzi far parte integrante,. della tattica e delle manovre anzi chè della fortificazione », e che (< debba considerarsi come necessità imprescindibile di munire il soldato di un mezzo che lo ripari dai tiri del combattimE;)nto a quel, modo che una volta si nrnniva dello scudo con tro le freccie >>. L'espediente più utile per diminuire le perdite è quello di abbrevia1·e i m,om,e-nti di strage e d1dissoluzion·e , e non quello di appressarsi al nemico metodicamente con lavori d'approccio, con parallele e camminamenti, quasi si trattasse di operazioni d'assedio. SiJiatto modo di combattere non ci ricorda egli i remoti tempi di Vercingetorige e non ci condurrebbe esso alla tattica delle giierre di posto, alla tatti ca del principe di Nassau, di Turenna, di Gustavo Adolfo; alle guerre povere, ·impacciate e di cordone? Alle meravigl iose vittorie dei Tedesch i in Francia contribuirono, splendida.mente, la ottima con-dotta strategica, il corretto funzionare di ogni cosa, ma vi contribuì ancora, ed in gran parte, il coraggio e la risolutezza. Talchè non solo sono doVL1te alla buona direzione; alla soverchianza di truppe o d'artiglierie, al buon impiego di queste e quelle ed all'arte di giovarsi del ter,·eno, ma eziandio· all'Manzar deciso, senza badar ad osta.coli, difficoltà o pericoli: onde fu detto, (< cbe i Tedesch i si fecero sempre addosso alle posizioni francesi , quasi vi fossero attraui da forze irresistibi li >i. Se le truppe germa.nit:he vinsero si fu perchè, dopo aver preparato l'attacco con un ben concentrato fuoco d'artiglieria, corsero all'assalto superando, distese di terreno anche scoperte, nude e spoglie o povere di protezione, senza perdersi a tasteggiare, e nel tempo pi;ù, breve che ru loro possibil e. Se a Plewna vediamo i Turchi sostenere dalle trincee una tenace difesa. oppure contro.di esse lanciare l' offèsa al ternata da mosse e da soste, si .dovrà forse affermare che tutte le battaglie campali si svol. ge_ranno ornai sempre attorno ad un dato pemo di manovra; che questo sarit sempre in quelle date condizioni topografiche, che i difensod saranno sempre i passivi Turchi, forniti di ceste di cartucce, e gli agg~essori s~mpre gl'_intrepi~i ed automatici Russi? Se a Dobo~ aPaklanrca Planrna, a KI,1 uc vediamo Austriaci o Maomettani scavar . trincee.o eriger Karanlas, dobbiamo forse inferirne che le oo-eandi . battagli e si svo lgeranno cl' ora. in poi fra i meandri d'intricate catene
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di monti e combattersi contro stormi accog~iticci d'insorti, ignari d'ogni arte e d'ogni disciplina? : · . Per quanto s'abbia l'animo disposto ad ardimento quando s1 sta dietro un riparo, per uscirne, anche semplicemente al fine di correre ad altro poco discosto, bisogna vincere l'inevitabile lotta fra l'istinto. della conservazione che inchioda ed il senso del dovere che sprona· innanzi: alternativa questa, la quale anche con ottime truppe può, produrre esitazioni od almeno I'itardi nell'avanza.re . Allora che si .è dietro trincee o dietro altri ripari e si vede avanzare l'avversano senza che sia possibile trattenerlo nella stia marcia, naturale sorge· la sfiducia. nell'effetto del proprio fuoco od il dubbio d'aver a fare con esseri invulnerabili (si rico.r dino i Turchi a Lowtscha) . Chi sta fer mo ha sempre sotto gli occhi lo spettacolo dei caduti e . ne sente i gemiti; chi invece avanza., siccome .il pericolo att1:ae e~ assorbe ogni facoltà, così poco vede quelli, e meno può sentire gh altri, perchè continuamente se ne allontana. · Ma gli altri eserciti hanno pure adottato la vanghetta, obbietterà taluno. Perchè le imitazioni possano stare nel limite del ragionevole·, rispondiamo noi, contentiamoci 1di prender dagli ~ltri_non tut~o ci_ò· che serve loro, ma quel tanto cli esso , che presso di noi possa nusc1r pratico, nel ~enso della nostra indole e delle nostre abit~dini, d(?lla configurazione topografica del nostro paese e fin del cluna nostro. il rill'ido clima ed altre circostanze potranno . (( Nelle nordiche reo-ioni o o << forse permettere tale innovazione {disse il g~nerale Massari nel « suo articolo sulle trincee di battaglia) (11), sotto tanti riguardi uti« Jissima.; ma in un clima come il nostro, che particolarmente nelle· · (< provincie meridionali è caldo e spossante. è dubbio assai, se, t~« nuto conto d'ogni cosa, l'aggiungere ai 26· chi!. cli cui è gravato ti « soldato, il peso di una pala o di una gravina sia di vantaggio o di « danno, tanto più in un'epoca in Clti la sorte delle battaglie dipende· « in grandissima parte dalla mobi lità delle truppe ». Non bisogna. dimenticare che .il nostro soldato è impressionabile; .il solo ariclo di al forte, al forte {Ancona. ·1860), sorto spontanea.mente i soldati, spinse poche compagnie ad impadronirsi di viva: foria dei forti di Monte Polito e ~fonte Gardetto, sotto gli occhi dei,
fra
·,,,
(l ) v. Rivista Mili tare aprilo 1878 .
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.capi intenti a discutere sul miglior modo di attaccarli regolarmente. È una sempliceparticolal'ilà, è vero, ma pure da considerarsi. Quale sarà la sorte preparata alle nostre vanghette, non dico dopo una campagna, ma soltanto dopo averle adoprate nel primo combattimento? Verranno _esse, sotto il. grandinar delle palle, raccolte e -con stoica flemma riaffibbiate sullo zaino? Ma che dico al primo combattimento? Egli forse al primo entrarè in campagna sarà tentato a gettar lungi da sè uno strumento, il quale, essendo a lui di peso, non è valevole nè a difender lui stesso, nè ad offendere altrui; i mezzi disciplinari arriveranno forse troppo tardi per evitare l'inconveniente (i). · « L'uso della vanghetta è conveniènte nella difesa, nel combatti·« mento temporeggiante, nel rafforzare una posizione guadagnata, « nell'assicurare colla fanteria le posizioni dell'artiglieria, ma 1ion -<< ce1·to nell'attacco tatt-ico (Boguslawski) (2).
non possono altendere un sussidio di utensili da ~appatore se non ' da:! parco del genio del ·corpo cl'arìnata. "2° Che ·in Germania, sebbene non siano assegnati carri speci~li al rifornimènlo di utensili da zappatori, si utilizzano, oltre che ai carri da munizidne del ba:ttàgli<1ne ed ai carri da bagaglio delle compagnie, anche i carri d'ambulanza. 3° Che fra le potenze le quali adottarono piccoli strnmenti portatili, la 'Germania è quella che stabilì un rapporto fra gli strumenti smuo,,itori e rompitori meglio rispondente alle esigenze dei casi prati.ci; cioè un rapporto di 20 picconi per 200 piccoli badHi, valeadire 1l piccone ogni 1fO badili. 4° Che in motti Stati si pone gran cura nell'accrescere e perfezionare strumenti da lavorar legname ecladistruzioHe, come scuri, accette, roncole, ecc. (11). 5° Che presso i principali Stati (v . colonna2°) il rapporto tra le · vanghette e gli uomini della .:.ompagnia ·cui spetta portarle· (appuntati e soldati) è: · in Francia 40: 2'1'9 = circa ad 1 vanghetta ogni 5 soldati ed 1,/3 , in Austria 100 : 2 13 = ci rca ad 1 vanghetta ogni 2 soldati ed in Germania50: 226=circaad 4 vanghetta ogni 4 soldati ed 1/ 1 . in llussia 80 : 2,.12 = circa ad 11vanghetta ogni 2 soldati ed~;~. in Italia 80: "6 11 = ci rca ad ,f rnnghetta ogni 2 soldati. Onde risulta, che in Italia, dove per ragioni topografiche e fisio·logiche sarebbe opportuno non sovraccaricare il soldato di pesi maggiori a quelli già ragguardevoli che porta, qui appunto si avvera che le compagnie hanno la maggiore dotazione. . 'Facendo tesoro delle lezioni altrui, si assegni ad _ogni compagnia tanti strumenti da poter fare una trincea corrispondente al suo fronte (70metri). Ora, siccome uno zappatore coi suoi strumenti, fa per lo n\.eno tre volte tanto lavoro che colle vanghette, portando il nnmero degli zappatori da 5 ad 8 (come era nell'esercito francese) e mantenendo gli scompartimenti per le vanghette di m. 11,40; si
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IV.
Ma i vantaggi che effettivamente provengono dall'aver sempre .alla mano un considerevole numero di strumenti atti a lavorar terra .ed a tagliar legnami e l'esempio degli altri eserciti potrebbero spingerci ad adottarli . Pel quale caso ci sia lecito ' di' studiare il modo ,perchè gli inconvenienti siano ridotti nei minimi termini . L'esame degli specchi N. 11 e N. 2 dà luogo ad osservare: ·1° Che la sola Italia ed Austria non impiega.no carri per trasportare utensili al seguito dei corpi; ma tuttavia che in Austria (specchio N. 2) i corpi, se non altro, sono seguili da carri da muni:zione, onde essi volendo polrebbero lrarne vantaggio per caricarvi i loro attrezzamenti da campo, mentre i reggimenti del nostro esercito (I) Vi sono degli esempi recenti. li generale Skobeleff nel suo rapporto dice, che i soldati russi andavano disperdendo per la campagna, non solo cappolti, pa le ed altri -utensili, ma persino i viveri di riset,·a. · (2) Die Haupwaffe tn Form u11d Wesen.
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---..(I) A conferma di ' quanto sopra _si può aggiungere come io Prussia fin dal 1871 venne prèse1~o che ogni reggimento di fanteria avesse sciabole baionett~ foggiate a sega in ragione dèl'{O •/.delle armi possedute _da ogn i co~po: e come. io Bav~era_, con_ ord!nanza_ del 7"mar,zb 1879, sia stata·fissata pe1 reggimenti raoterla, pe1 battaghom cacciatori e pe1 battaglioni della landwerh l'adozione di sciabole baionette sul modello prussiano, in ragione del 6 ¼ dei fucili dei co1·pi stessi.
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,avrebbe che gli 8 zappatori di quel dato profilo ed in quel dato tempo farebbero circa 34 metri; onde in tal caso basterebbe aver 'tante vanghette quante ne occorrono per fare 36 metri, vale a dire 25. . E qui incidentalmente osserviamo come l'attuale attrezzamento ,(di 3 gravine ed 1 badile (v. specchio 'ff. 1)per compagnia non corrisponda a nessuno dei casi contemplati dall'Istruzione dei zappatori ,,di fanteria e cavalleria (e non abbia riscontro presso alcun esercito) •(v. specchio N. 1) nei casi cioè di terre leggere, mezzane e fo1·ti; le •quali, sempre in conformità dell'accennata Istruzione, rich iedono: nel primo caso ogni badile 1/ 3 tutt'al più di gravina; nel. secondo ogni badile ,1/ 2 gravina, nel terzo, ogni badile 1 i:rravina e 1/2. Vi è dunque in tutti i casi un'esuberanza di ·gravine; ciò che ·viene confermato dalla pratica, . dacchè nei lavori risulta sempre ozioso qualche badile. Tuttavia nel caso attuale sarebbe conveniente :·avere un buon numero di quegli strumenti efficaci nello smuover 'terra, per procedere poi alla soppressione completa dei sussidiari alla vanghetta (piccozze e zappe). Un numero di 25 vanghette, aggiunto a quello proposto per gli .zappatori (8) sembra soddisfi a qualsiasi bisogno, cosi per lavori.in :terr·a, come per lavori di legname, occorrenti~alta compagnia sul campo di battaglia od altrove; nel tempo stesso darebbe sul totale della compagnia un rapporto .di 11/7 o di ,Jj6 tutt'al più di uomini ~ggravati di maggior peso. Le 25 vanghette poi servirebbero in qualche modo a colmare la facuna di · strumenti da distruzione del!' attuale nostro attrezzamento.
·potranno avere 230 strumenti ben altrimenti utili per la fortificazione della fanteria». La deficenza di quadrupedi, la ristrettezza delle nostre finanze, le -condizioni topografiche non permettono ano i di risolvere tanfo semplicemente la questione. Non è peraltro men vero che, ammessa' I.a. necessità di'possedere strumenti da zappatore, questi debbono essere tanto efficaci da procurare il massimo lavoro nel minimo tempo, ,ed il loro trasporto deve essei:e il meno possibile a detrimento del vigore del soldato. , Or b~ne dall'esame della vanghetta risulta come essa quanto ad e€flìcacia valga 1/ 3 e forse meno degli strumenti ordinari, e come essa graviti sulle spalle del soldato per chil. ,1,20; mentre è noto come ·presso i parchi del nostro genio siavi un nuovo badile di dimensione ordinaria, ma di forma e di qualità tanto convenientemente ·studiata, ·che il suo peso non oltrepassa i chi!. ,t ,80 come pure una gravina del peso di chiL 2,80. D'altra parte potendosi considerare non molto remoto il tempo i1i'cui conver~·~t accrescere l'attuale munizionamento (,1} siamo d'aTviso che per arrivarvi ci convenga fin d!ora non aggravare ulteriormente di qualsiasi carico non indispensabile il nostro soldato. Partendo da siffatte considerazioni,·proponiamo di sostituire alle
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V.
Il capitap.o del genio francese I. Born~cque disse testè nel suo ·scritto << Emploi de la pelle de l'i1if'a·nterie: E utile che il soldato abbia uno strumento da zappatore, ma è dannoso che lo porti sulle spalle. aum~nta~do un carico già grave, per avere uno strumento insufficiente. Con quattro muli ed una vettura per battaglione si
(1) Dice il generale russo barone Zeddeler a proposito dei consumo di cartucce:« Du·« raute le manovre nel IS7S dell'XI corpo ,lell'es<ircito germanico, dove ftlrontl 3pplicati
·« su grande scala i principii della nuova tattica del ruoco, si osservò che in ciascuna
-. delle t re manovre, la cui durata non oltrepassò le 3 o 1 ore, furono consumate cil'ca • · 110 cartucce per uomo; cifra enorme se s i c,onsidera la maniera economica , intèlligente « e seria con cui venn ero eseguiti · i fuochi >. · · E soggiunge ancora che nella campagna 1877;78 si provò co,ue la dotazione di 60 car1.ucce portate dagli uomini era insufficiente acl alim entare i l fuoco durante il combattimento; benchè le truppe fossero in generale pro\Vedut.e di ruci le (Kl'inka) con alzo ·g raduato sol~an to lino ad 800 passi, ci,iò til'assero a brevi d istanze, e nella maggior parte dei casi. contro nemici cope,·ti da ripari . Onde si fu costretti àist,·Uniire ai soldatt da ·no a 105 cartucce. , Si rileva alt1·esi elle il consumo medio delle 23 divisioni componenti l'esercito ·« russo nella campagna del 1877 78 fu di 55 colpi per fucile >. Per; tro non sembra questo ·il dat.o giusto per stabilire i criteri; valo meglio essere pessimisti ,j esaminare perciò i casi più sfavorevoli. Abbiamo . e. che nella 16a di"isiooe si ebbero fino a 155 colpi sparati da ogni ·fucile; che il l· a.0 rnggicnento rantel'ia, ne! solo ratto d'armi presso Kara-Hassan-Kioi (18 agosto), consumò 94 cartucce per fucile; che la 3" brigata cacciatori durante la campagna ne consumò 243; che 1'11° battaglione cacciatol'i sparò il 2S dicembre a Scinova ·120 colpi per carabina ed il 13° batt3glione cacciatori. all'attacco di Scipka, avvenuto nello stesso gi <;, no, arrivò a farne 122.
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LA VANGHETTA
UNNEMIANN
vanghette strumenti più eftìcaei da caricarsi su qualcuno dei carri destinati ora al servizio della truppa. Qnanto al numero ed al riparto degli strumenti, supponendo soppressi gli attuali zappatori ( V. quanto praticasi in Germania, Tab . 1) facc iamo l'ipotesi di aver fissato 118 strumenti ordinari per · compagnia. Ciascuno strumento essendo capace in un dato tempo di tre volte il ·1avoro della vanghetta, cioè capace di preparare un tratto 'di trincea pari a 3 scompartimenti di questo utensile (3 X ,J ,40=4,20), così i' ,18 soldati muniti degli strumenti ordinari farebbero, nel tempo dato, una trincea di 76 metri lineari : estensione più che sufficiente per coprire il fronte della compagnia (70) . Se dei '18 strumenti, H fossero badili, e 4 gravine e piccozze (le piccozze hanno pressapoco il peso della gravina, chilog. 2,80), ' si avrebbe, per i primi un peso di chilog. 25,20, per le secoride di chi!. '19,20; vale a. dire un peso complessivo in cifra tonda di chi!. 36 1/ ~. Tale dotazione poi di strumenti da terraiuolo della conipagnia, caricata sopra un carro, verrebbe completata con un numero secondo il bisogno maggiore o minore di utensili da distruzione, da prelevarsi sul totale assegnato al battaglione. Colle proposte sopra indicate, stabilito èhe fosse di dotare anche gli attuali 3 zappatori di fuci le, parve possitbile. di raggiungere i vantaggi: dell'uniformità nell'armamento e nel carico del soldato (il zappatore, malgrado la dotazione ridotta delle cartucce, trasporta un paio di chilog. di più degli altri soldati); del guadagno per ogni compagnia di 1120 colpi (il zappatore porta 64 colpi invece di 88 come gli altri soldati) , ed infine di distrarre pei lavori di trincea una piccola quantità di uomini, piccolissima in confronto di quella occorrente nei lavori colla sola vanghetta Linnemann. . Quanto poi al modo di caricare gli utensili delle 12 o 116 compagnie, considerato che del carreggio reggimentale (1l) sollanto la car-
retta di sanità segue sempre ·il propri.o wrpo, la prima idea· che si presenu1.sj ,è di ·valersi di quel veieolo, an~logamente a ·q1:11rnto •viene praticato in Germania (V. specohio ~0 ) . Ora ,supponendo di fa.1· ripartine gH zn.in.i idei malati fra ·i vari carr'i del ,regg;imen:to che segU'<mo Je divisioni (-li); la ,carrettùisulterebbe d.isponàlbile per ~rasportare gl,i utensili da .zappa!t0're: rappresenta:nt'i, per un reg;gimewto ~i fanleri,a, i1 ipeso in cffre tonde di chilog. ·.U,(i), per un «'eg.gimento bersaglieri qùeHo rdi c.hifog. '585. Sul v-eicolo ~n discoTSo, poiché :il ipeso certo ·è di "790 -chilog., a i:ag~iungere il .p:eso 1tassaU~,o di ~15'00 c·hiit. si hMTl.'O ancora 7 11O chil . disponibi:Ji: onde caricandovi gii <strumenti ,ora detti si avrebbe tuttavia una rdifferenza utilizzabile (ilij 9l70 o di .11'~5 chil6g. secondo che trattasi di carretta cli sanità di qn reggimento di fanteria O di un reggimento bersaglieri . . Valendosi di tale rclifferenza, sulla cai-retta i;on verrebbe caricare una suffìci:ente,quan:,t'ità di :S•b111menti da distruzione (lo specchio N. 1 potrebbe servire di qualche norma e particolarmente il razionale riparto adottalo nel Belgio), come scuri od accette (p. e. 20 0 30). roncole (,IO o 15), qualche sega /articolata secondo il sistema fi·ancese. Dovrebbero poi completare la dotazione della carretta 3 0 4 salme di forma convenientemente stabilita colle relative bardature , pel caso di distaccamento di qualche battaglione.
580
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/l) Ad ogni reggimeoto fanteria sono assegnate 18 rarrotte, e 28 ad ogni reggimento bersaglieri : di queste, 6 della fanteria di linea ed 8 dei bersaglieri passano al p11rco viveri di riserva del corpo d'a,·mata, cioe ad un ~5 o 3 0 chilom.; cosicchè i corpi su di esse non possono fare più a.lcuno assegnamento, forse per tutta la durata della campagna . Restano ad ogni reggimento faoteria 12 carrette e 15 ad ognuno dei reggimenti bersaglieri: e queste sono riparti te in numero di 3 allo stato maggiore di ciascun batbaglione e 8 allo stato maggiore del reggimen to. - La carretta nella 2a. e 3" formazione è ·t rainata da due q uadrupedi; il suo peso regolamentare è di 458 chilog.; quello complessivo della carretta e del carico non deve oltrepassare 1500 chilog.
1
Le 3 carrette dello stato ma15gfore del reggime11to bann·o le denominazioni e car ichi aeguenti:
Carretta da bagaglio con carico massimo 1116 chilug. , . Carretta da cuci na id . · id. 935 » / compreso 11 peso Carretta di sanità coJ1 carico certo 790 » j della carretta Le tre carrette dello stat<l maggiore dei battaglioni hanno le denominazioni e corichi seguenti: Carrett.a da hagaglio con carico massimo 1329 chilog. ) ·. Carretta da cucina id. id . 1158 " ( compreso ,1 peso Carretta da vi veri id. id. 1524 " ) della c3rretta Le carrette sopra enumerate, ove trattasi di marcia in prossimità del nemico, seguonoin coda allo rispettive d ivisioni, ili ordine d'anzianità di corpo , cioè adr un 18 o IO chi!. dalla testa della colonna. La carretta dt sanità sta sempre col rispettivo corpo: trasporta tutti gli zaini dei malati ed un Jimit to carico ( Specchio N° 73, Tomo 2 del!' Istruzione per la mobilitazione). li suo peso ~ssimo non è stabilito, dipendendo dal numero degli zaini che vi stanno sopra: tuttavia se ne conosce il carico certo, fissato a chilog. 790. (I) Questi carri prima d i raggiungere il peso di 1500 chilog. (Nota 1) possono ancora sopportare, i pesi di: chilog. 945 i due carri dello stato maggiore del reggimento; cbilog. 1467, e 1956 rispettivamente i nove o dodièi carri dei battaglioni di linea o dei bersaglieri . .A NNO XXTJ, TOL. I .
•
582
LINNEMANN
LA VANGHETTA
Ri spetto infine ai quadrupedi da soma da usarsi in questi casi eccezionali, si potrebbe ricorrere, per analogia al disposto dall'Istruzione sulla mobi litazione (Nota allo specchio N° 73, volume 2°), cioè· valersi dei mul i destinati al traino dei carri reggimentali. Ed ove questa misura sembrasse insufficiente, si ricordi che, a norma dei calcoli del colonnello CorveLlo, la provvista delle vangheLLe per l'intero esercito costerebbe un milione e mezzo e la manutenzione apporterebbe una spesa annua di mezzo milione; onde quando realmente non si adottassero questi strumenti, il risparmio potrebbe dare fondi, non solo per provvedere ogni corpo dei quadrupedi necessari, ma eziandio per far fronte nlle maggiori spese inerenti ali' accrescimento degli utensili ordinari innanzi proposto.
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SPECCHI
Tenente nel I 0° be:rsaglieri.
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583
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Per ogni battaglione fanteria. . . . . . N ptccolo badile adotiato nel 1874, è lungo metri 0,585 e pesa grammi soo. Ha il ferro tagliente da una parte, y0siçchè può essere impiegato a guisa d'accetta. Ha manico corto, si adopra in ginocchio e qui odi occorrono r icambi ! frequt!nti. Le mute di ricambio non superano 1/ , dell'effett1vo. · 1 Il piccone-accetta (Bei lpicke), adottato nel 1877, co11siste, ! in un ferr.o terminato ad una estremità con un piccone ed un'altra con una accetta, ed è a~sicurato .,illa parte 1 [ centrale ad un )1lanico di legno. Serve ad apri re feui toie ' nei muri ed a preparar lavoro ai badili nei ter11eni duri I I o ghiaiosi. ; NB. Non. e sis te un plotone zappato'ri permanente me nte costitu ito. Quando devesi eseguire qualche lavoro di.Jlì.- I cilè, vengono apposHamente riu niti gli uomini, che, per • la profqssione già da essi esercitata, p1,esentano maggior I atti tudine , e lor o vengono distribuiti gli strumenti ctì • riserva. Jl bilancio di prima previsìoue per I/a nno 1880-Sl, pre· 1, senta 10 al Landta11, dà, per la fan~eria., un aumento alla r dotazione d'utensili portati! i da zappatori. Col nuovo ere· dito otte1rnto di marchi 1,075000, es~a ver.r.eb.be qua.s i rad· do1>piata, cioè portata a 400 piccoli badili . .io gravi ne t! 20 piccozze per batta:iliooe. Jn totale ogni regg imento (·1 battagl.) viene ad a vere 1464 utensili. · .
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Dai soldati della compagnia . . . . . . . . . . . La vanghetta è portata dagli uomini di 2a riga armati di fucile, cicè io rHgione di uoa. ogn_i due solda ti. Un lato è foggiato a s~ga, l'alcro serve di scure. Pesa 700-SOOgrammi, la guaina pesa 250-300 grammi, è lunga metri 0.50; una vangh etta è mezzo= metri 0,75, cioè 1 passo austriaco, onde e~sa serve di misura. È appesa al cinturino. S' adopra con un ginocchio posato a terra. La fanteria inoltre può cootare sugli strumenti di una compagnia del genio divis,ouale, che trasporta 450 utensili per Javoracori, ed in caso di bisogno viene anche destinata al corpo d'armata una colonna d' attrezzi del parco del corpo d'armata. _In to tale ogoi .reggimen:o (a 3 baU.ag,) può disporre di circa 1375 Utens111. .
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. . . . . . .' . . . . Questi utensili sono caricati su due congegni che s'àggaociaoo al basto; il carico compreso basto, viveri e sacco del conducente è di chilog. 130. . · · Dat car,·0-11,tensm (ad 1 cavaHo) del reggimento . . . _l i carro _porta_inolt.re uni\ cassa di ferri d'arte, 40 ma~ nicb1 a 1 r1camb10 da pale, zappe ecc. e 2 la naglie. Dai 12_zappatort del reggimento. (Il caporale por:a una sega articolata colla sua fima) . , . , . . . . . . . . In totale il reggimento possiede 915 utensili da terraiuolo e 150 da distruzione. Dai 4 pton-tert d'ogni compagnia
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Continua ad essere portata sul carro-muntztoni della compagnia ed è destinata all'esecuziooe dei lavori di fortifii::azion~ passeggiera aventi pro.fili maggiori. . . . . V1 è pJU d1 una leva d1 ferro. I conducenti delle varie armi in luogo della sciabola portano una piccola accetta. La compagma inoltre ha H grosse scuri , le quali, non trovando posto sul carro-m unizioni, sono caricate su un altro carro, unitamente agli utensili della 16" compagnia: dei re_ggi_menti a 4 baU.aglion i, la quale non ha carromuo1z1001. NB. Anch_e i così ·detti tm~orti da intendenza, corrispondente rn _certo modo alle colonne carreggio viveri 1 sono provvisti _d i u t~nsili da campo, cioè: dì 200 piccoli bad1h, 40 groSS) bad1h, 4 v,anghe ed 8 leve di ferro. In totale ogni reggimento (a 4 battagl.) può disporre di 2256 utensili. Dai 5 zappatort di ciascuna comifugnia
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da gravina; I zappatore con attrezzamento da badile, ed J zappatore con attrezzamento da fiiccozza. Ogni reggimento di 3 battaglioni ( inea) dispone in tot.aie di 1074 utensili ed ogoi reggimento bersa~lieri (4 battaglionil di 1432: ed essi potranno disporre r1speW vamente d i li 16 e 1488 utensili , quando sotto I carretta di ogni battaglione venissero adauat,i 14 strumenti ordinari rom· pitor1, e.ome si praticò nelle esperienze della vanghetta.
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Dat 2 capo,·au dello stato maggiore del bat taglione . . NB. L'attrez1,amenlo da gravina si compone di I gravina. L'attrezzamento da piccozza si com poni:, dì I piccozza ed 1 mannarese. L'attrezzamento da badile si compone di J badile ed un mannarese. Ogni zappatore inoltre è provveduto di 12 metri di funicella . In tempo di guerra il riparto è fatto in modo che ogni compagnia venga ad avere: 8 zappatori con attrezzamento
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lii Danimarca fin dal 1874 fu adottato un piccolo badile e distribuito ai soldati in ragio ntil di 100 per compagnia (uno per fi la). Negli Stati Uniti d'America oglli battaglione è provveduto di 200 vanghette, le quali sono portate per turno da due compagnie.
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Nel Belgio i soldati della compag nia portano 30 piccoli badil i, 6 picconi, 12 a cceHe , 9 roncole e 3 seghe articolate. 111 Svizzera con ordinanza del 'Il marzo 1879 vennero assegnate ad ogni battaglione: 20 pale tonde, 10 picconi, IO accette e 5 s eghe a doppio manico. In Turcbia dura nte l'ultima guerra ciascuna compagnia era provveduta di un mulo, il quale a basto trasportava 5 picconi ordinari e 20 pale tonde.
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Presso ogni compagnia: Carro mun izione da compagnia .
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li carro munizione da battaglione, t irato da 4 cavalli, è provveduto di serventi a cavallo e trasporta 18, I colpi per fucile. · iu8tria. - !I carro cartucce da battaglione è a 4 ~avalh; la ca rretta m unizione da battaglione è ad I c~vallo. I due carri traspor ta no 52,5 colpi per fucilé. Germania. - Rsiston.o due niodelli per carri-c;rrtu,,ce, uno modello 1859 l'altro model!o 1874; tutti e d11e sono a 6 cavalli o ciascuno porta 19200 cartucce (19,2 col;i per fucile). Il carr? bagaglio da com_pagn:a, modello 1870, è a 2 cava,li ; esso oltre al bairaglio . degll ufllc1al1 della compagnia. parte doJ . vestiari o di riserva e le coperte dei malati, t rasporta ancora 2880 cartucce. N.B, - Sul Cal'ro munizione del battaglione e su quelli bagaglio delle compagnie (come pure sul carro ambulanza) sono caricati g li strumenti d:J zappatore di r iserva. Russi.a. - Il carro muniziono da compagnia è a 4 cavalli e trasporta 60 colpi per fucile ed inoltre l'antica dotazione di strumenti da zappatore. ' N.B. - La compagnia poi è segui ta da 1 carro bagaglio a 4 cavalli, e da un traino eventuale non maggiore di una carretta (ad 1 cavallo) pel bagaglio degli ufficiali o d i 2 carrette (I cavalloj dcll'artieln;i obos (carretta del com~nfl, pcl'chè comprata coi fondi . d' ordina~io della compagnia) , sullo quali sono caricati gli og1,etti di cucina, i v1ver1 comprati dai soldati ecl all'occorrenza gli oggotti di bagaglio min uto. Fr~ncia. -
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Presso ogni battaglione: Carro.cartucce da battaglione modello IS63-7:l. . . . . ' Carretta da munizione da bat· taglione (Kleingewebr-Munitioos-Wagon) . . . Presso ~gni com~agnia :
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Dopo la·guerra del ·1866, la Prussia cominciò ad attirare in modd' speciale l'attenzione di tutti coloro che si occupano di questioni militari. Quella successiva del 1870 e ·187'1 contro la Francia, sia per le continuate e strepitose villorie degli eserciti tedesch i, sia per la rapida e matematica precisione dei loro movimenti strategici e tattici, sia infine per le prove d'istruzione, di coltura e di discipli na, assicurò al nuovo Impero il primato, fra tutte le nazioni, in cose militaTi. SenoncJ1è in quel paese qualsiasi questione che si riferisca. a ordinamenti di guerra o ad argomenti di difesa viene discussa e messa. in atto sottò urr punto di vista così complesso, che se ne possono l,rarre uri li ammaestramenti non soltanto per la P.a rte relati va agli eserci ti e alla difesa terrestre, ma henanco per quella che concerne la difesa mariti.ima,. consi derata questa. nel suo significato il più ampio .'~ cnmpleto. In falli la difesa delle coste con ope1·e permanenti cli fortificazioni - l'impiego di mezzi accessorii - l'armamento dei forti di mare la difesa delle basi d'operazione della flotta. - la. migliore composizione del naviglio cli glÌerra - la più adatta costru1,ione delle navi - lo sviluppo di quelle industrie meccaniche e metallurgiche indispensabili per avere nel proprio paese i me1,zi di difesa e di offesa in una parola, tuttociò che costituisce la vera difesa marittima dii nno Stato - tutto venne in Germania organizzato e preparato da )) 'lcgga:ii Rivisla clei' dicembre l880. f2) Seguo il paragrafo l'X~
590
DELLE COSTE
LA DffESA
lunga mano e così saggiamente, da potere servire appunto di esempio e ammaestramento anche per quegli Stati che in causa delia loro condizione geografica dovrebbero conoscere più esattamente e provvedere più opportunamente a quanto riflette le cose marittime di guerra. Nè merita soltanto attenzione il modo con il quale t1:ovasi in Germania ordinata la difesa marittima: benanco il concetto eminentemente nazionale e unitario che ha guidato sempre la Prussia nel suo sistema di difesa litoranea. Per bene apprezzare questo fatto, uopo è avere presenti due circostanze: l'una che la Prussia, più ancora che l'odierno impero germanico doveva considerarsi potenr.a eminentemente terrestre. Ragione questa che non potrebbe da alcuno attribuirsi a colpa di quello Stato, se avesse trascurato di provvedere alla difesa delle proprie coste, rivolgendo invece esclusivamente le propie cure alle sue difese terrestri, ai suoi ordinamenti militari. - L'allra circostanza da tenersi presente per formarsi un criterio esatLo della linea di condotta tenuta dalla Prussia nella difesa delle coste, quanto delle difficoltà che dovette incontrare, per rivolgere questo argomento a nno scopo nazionale, si è quella che riflette le condizioni politiche della Germania in questi ultimi tempi, le successive trasformazioni alle quali andò soggetta la Confederazione germanica quale era slata costituita dagli avvenimenti del "8HS in sostituzione alla Confede1·azione del lleno . Dei vari Stati che componevano la nuova Confederazione germanica, la Prussia e l'Austria esercitavano nella medesima la maggiore influenza, sebbene l'Austria non entrasse nel patto federale se non con una parte soltanto delle sue provincie. Questi due Stali, come è facile comprendere, avevano scopi e tendenze diverse - quindi un continuo antagonismo presso il potere centrale, la Dieta di Francoforte. La Prussia appoggia vasi sopra gli Stati settentrional i eccezione fatta per l'Hannover -- l'Austria sopra quelli meridionali. Questa condizione di cose durò fino al 1866: e in tale periodo di tempo la Prussia ebbe a sostenere due guerre contro la Dan imarca - nel 1848, cioè, e nel 1864.. La guerra del 1866 tra la Prussia, alleala dell'Italia, e l'Austria ebbe per conseguenza la dissoluzione dell'antica Confederazione germanica, l'esclusione dell'Austria d,1 qualsiasi partecipazione o 1
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inoerenza negli affari germanici, la costituzione infine della Confedé~azione Germanica del Nord. Quest'ultimo fatto poneva sotto la dipendenza della Prussia tutta la frontiera marittima della Ger-· mania . .. Nel 1870 la Prussia seppe attirare nella sua politica non sol~ tanto ()"li Stati della Confeclerazione del nord, ma benanco quelli della Germania meridiona le. L'unità germanica era così ~ondata. Le coste dell'impero germanico trovansi parte sul Bal~1co e ?arte snl Mare del Nord separale tra loro dallt1 Danimarca. Gli Sta~1 ~el l' anLica Confederazione che componevano questa [rontiera mar1U1ma erano: sul mare del nord, l'Annover - l'Oldemburg - Brem_a e Amburgo - e i ducati di Holstein e Schleswig. - Sul Baltico , · l'altra parte dei due ducati e clell'Oldenburg - Lubecca.- Mecklenburg - e la Prussia.. La parte continentale del.la D~nima.r_ca forma una penisola che attaccanàosi alla Germania .chmde 11 ~alt,co verso occidenLe, spezzando così il litorale germarn co per guisa eh~ dalle coste del Balti co, onde entrare nel Mare del Nord, non havv1 altro passaggio se non quello dei que Belt e del ~und .. Il ~iare del Nord comunica liberamente con l'Oceano med1aotc il canale della Manica. - Più di due terzi dello sviluppo totale delle coste tedesche stanno snl Baltico. . La navigazione in questo mare riesce pericolosa ~er cau~a de1 banchi di sabbia e delle nebbie. Durante l'inverno rimane 1mp~dita l'entrata in quei porti a motivo dei ghiacci. - Anche _la nav1(yazione sul Mare del Nord è pericolosa sia per mancanza cl, ccinve~iente profondità. sia per i numerosi bassi fondi che si estendono a grande distanza dal litorale. . . . La concfo.ione delle coste germ aniche ·sul Baltico, le quali si stendono nel mare con pendenze dolcissime, cosl.ituis.ce perci~ una valida e importante difesa naturale contro I~ ope~·az'.on~ nemiche,. poich è le acqne sufficientemente prof?nde, quali s1 1·1ch1edo~o p.e1 le navi (li una qualche portata, non s1 trovano se non a cons1de1 ?vole clisLc'lnza dal litorale. Quelle coste non si prestano adun_que 1~ generale ad una operazione di sbarco, sebbene vi s_i~~,o t~l~n~ ~~nt1 ove questa si potrebbe tentare con qualche _Pr~hab1hta cl~ 1lll:>Ct~a. }la tulli i punti presso ai quali le navi cli grand~ 1~mer~1one possono avvicinarsi, sono difesi da opere permanenti d1 fortifica-
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OELI.J:; COSTE l,A DIFESA
z,ione, e negli altri tratti, per la grande distanza rimarrebbe affaLtò inefficace l'artiglieria d:i una flotta. Inoltre il tragi~to delle truppe di sbarco, dalle navi a ter1,a, riesce c0nsiderevolmente lungo, e:pperciò difficile a essere intrapreso senza inconvenienti e con pr~babilità di successo. Anche la costa germanica del Mare del Nord non offre, eccetto ·all'imboccatura del'l'Elha, del Weser, .del11a ;Jahde e dell'Ems , al· CUD punto fa cilmente accessibile a un attacco dal ma1 ;e o a un·o sbMco. Le navi dii una forte immersione non possono anche sopra .quel litoral'e avvicinarsi se non a pochi punti i quali però sono Lutti pro~etti da numeros·e @pere, armate con cannoni di grossa portata. Alla difesa di queste posizioni posso no inoltre concorrere valida.:. mente le navi speoiali che troverebbero sopra quella costa, luoghi ·1!lpporLunissimi per rifugiarvisi e quindi ?ffen~ere il nemico, senz(!. ri-manere troppo esposte. Una fl:olta da trasporto che ' tentasse di avvicinare un qualche ·altro punto da quelli che sono già difesi', per farvi uno sbarco, sarebbe obbligat,L di ancorare al largo onde non essere gittata sopra i bassi fondi. Un'altra particolarità di quelle coste, che contribuisce potentemente alla difesa , si è quella che i bassi fondi sono così svìluppati e i canali tra i medesimi così lunghi e strelti , che le scia-·liuppe destinate a portare a terra le truppe da sbarco dovrebbero rimanere per lungo tempo esposte alle batterie cli ter>ra. Le coste verso il confine olandese e quelle dell'antico Stato di Qldemburg potrebbero forse prestarsi ad un-o sùa1·co da-Ile isole che le prnspet ·tano: ma le grandi palndi che con terminano quel litorale rendereb,.. I.Jero assai difficile l'avanzarsi delle truppe sbarcate: e in caso di ,rovescio, l'esercit0 invasore non avrebbe inoltre assicurato il mezzo per ritirarsi. Ma la difesa delle coste per uno St}l,to, t{uale si è la Germania, -assume· invero una speciale importanza purchè vogliasi considerare la sua posizione geografica. 0i fronte agJii Stati Scandinnvi, confinan te con taluno di essi e con la Russia - poco discosta dalla Francia e dall' Inghil terra - la Germania con il suo litorale diviso, può avere motivo per temere una im'asi·one dalle sue coste, tanto più che la Russia e la Francia oitre ed essere potenze navali, sono .benanco potenze militari.
La Prussia fino dall'epoca deHa Confederaiione "ermanica cercò più volte che la difosa delle oosLe venisse presa in\eria con~ideJTazione dalll). Dieta; i:na questi Le1Hativi , i quali manifestavano d:iiwramente J~ sue. a::.piraz!o:ni uni tari!' e nazi0nali , rriu ~cirono sempre infruttu,os1, poie,hè venivano cli cont1muo avversani dagLi Sfa,tii meridfona,l,i . - Fra gli S,l,Mi della Confederazione i quali p.o&sedevano .una .frnntjera. litoraneU, sHI m,are del Nord, il più notevol,e era il re(fno dell':.\.~nover, il ~uale aspirando al maggiore ·s,vih1ppo di pote~½a n~f!.~'1 bt1~1:1, cont.rar1a,~a. tutte le prop0ste della Prus,,ia. Non erra pos&1l~1le vincer.e questi rnJeressi speciali e queste infhl! enze rivaLi: per~i? la Prussi,a pensò i.DJLant.o di intraprendere per conto prnprio la ,d1fosa del suo litorale ~ul ,Baltic0. ~la nel decidervisi nom abbandonò il concetto nazionale di provvedere in pari tempo a quei mezzì che avrebbero potuto un giorno riuscire util i alla completa difesa maritlima di una Germania unificata. · La guena della Danimairca del 4848 aveva fa.Ho conosoere alla P!ìu.ssia quanto fo'-se per lei neces;ario possedere una marina mi1,i,Lare: quanto questa marina dovesse con più ragione essere indispensabile allorchè la grand~ patria tedesca si fosse tutta riunita in nazione. Anche questo concetto di una marina mil itare, dapprima a.cceLtato dalla Dieta, venne poi osteggialo e non potè attuarsi. La flo tta della, Confederazione creata da una deliberazione dell'assèmb lea nazionale di Francoforte iI H gi ugno 1848 e insieme da nna r isoluzione dell'ar~Lica. Dieta germanica, che ancora non eras·i s.ciolta e deliberava a lato della assemblea cosbi,tuente, cessò di esi- · . stere il ::H m.a,rzo ,185.2. Alcune navi che la componevano furono comperate dalla. Pru~sia, altre alienate. La Prussia adunque si trovò obbliga.L;J a provvedere da se sLessa non so·l.o alla difesa de!Je proprie. cos•.e, ma benaoco al la cost,iLuzione di una marina da guerra senza la quale non può concepirs.i una seria difesa litoranea . Ma l'esistenza e la conti nuazi one di una marina rion sono possibili senza gli arse1rn.li convenien ti per provvedere a1lla conservazione e alfa ri produzi 1me del naviglio che la compone. :_ Non si può d'altro canto ammettere di awere pr:ovveduLo alla diifesa marittima di uno Stato, senzachè la flotta abbia i suoi porti mffitari ben premuniti ~ le sue stazioni navali ben protette e difese - rappresantando queste località le vere basi di operazione per le squadre e per le navi - · i veri punti di l'ifugio delle medesime . 1
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DELLE COSTE
LA DIFESA
Anche nel provvedere a questo primo e essenziale bisogno di una marina da guerra, la Prussia prese una determinazione cosi eminentemente nazionale e unitaria che non può essere dimenticata nel trattare questo argomento, poichè da solo basterebbe a dimostrare ,tutte le tendenze politiche di quello Stato che, sotto ci1:coslanze diverse e modi differenti, rappresentava nella patria tedesca quella parte che nella nostra penisola era cosi degnamente e all.amente ·sostenuta dal Piemonte. Il solo arsenale marittimo posseduto dalla Prussia era quello di Danzica, sulle coste del Balti co: arsenale che se un tempo poteva bastare per le poche navi della marina di quel regno, non si pre·stava più nè alle nuove esigenze delle flotte e meno ancora a un presumibile sviluppo nelle forze navali. D'altronde le coste germaniche -si stendono benanco sul Mare del Nord: onde la Prussia vi rivolse lo sguardo. Fra gli Stati della Confederazione, notevole sotto l'aspetto èommerciafe e marittimo era l'Oldelnbourg, che trovandosi inquadrato nel territorio dell'Annover, separava le coste di questo regno, ostile ·alle tendenze nazionali della Prussia. L'Oldemùurg favorevole invece a questa politica presentava il vantaggio benanco di avere le coste sull'altro mare ove la l)russia non possedeva litorale di sorta. Si· fu a.dunque con l'Olclemburg che venne il 20 lugli o 11853 stipuilato un trattato per la cessione di due territori nel golfo della Jahde, tra le foci dell'Ems e quelle del Weser, allo scopo di formarvi un porto di guerra prussiano. Il trattalo fu definitivamente firmato al 1° dicembre '1853 . I due territori erano necessari per erigervi ·sopra l'uno l'arsenale marittimo, per stabilire sull'aitro, opposto al primo, alcune opere di difesa di contro a quelle della sponda occidentale ove doveva sorgere il nuovo stabilimento marittimo. È singolare la coincidenza delle vedute riguardo al pregio marittimo. di quella posizione. Alforchè nel ,f 81111 quel !rallo di litorale che era .compreso nel dipartimento delle Bocche del Weser, faceva parte dell'impero francese, Napoleone I ebbe il pensiero di cos"Lrurre un gran porto militare sulla Jahde. Furo.no allora erette alcune fortificazioni. Magli avvenimenti del 1813 e del 118"4· impedirono di .attuare il progetto. Anchel'a.mmini:Hrazione marittima della Confe,derazione germanica nel 11848 ebbe la ·medesima idea di adoperare
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il golfo della Jahde per sede di un arsenale marittimo: però l'attua. zione di questo concetto era riservala alla Prussia. Il trattato con l'Oldemburg, oltre alla vendita dei due territori, -stabiliva anche l'obbligo alla Prussia di proteggere quello Stato dal lato del mare e stipulava pu!'e la concessione di una ferrovia destinata a mettere il nuovo arsenale ·in comunicazione con la rete ferroviaria prussiana. Sottoposto il trattalo alle Camere prussiane, venne da queste approvato alla quasi unanimità, avendo i soli deputati polacchi votato contro. Fu subito dato mano ai lavori del nuovo porto militare, e 116 anni dopo, nel giugno 1869, il re Guglielmo poteva inaugurarlo, dandogli lo stesso Suo nome - Wilheimshafe1i. Non così avvenne per la ferrovia che doveva traversare il territorio clell'Annover. SOio d9po la guerra del 11866 essa poté eseguirsi, dacchè la Prussia era entrata di fatto in possesso ·di Lutti i territori degli Stati germanici al cli là del Meno. Mentre hi Prussin fondava il suo arsenale di Wilhelmsbafen, istituiva i.n pari tempo una co,mmissione, presieduta dal generale l\foltke, per studiare e suggerire i mezzi più adatti onde difendere le ptoprie frontiere marittime sul Baltico . Questi fatti non passarono inosservati all'Annover, che non potendo contrariarli nella Dieta, essendo essi di spettanza interna del regno di Prussia, attendeva l'occasione favorevole per controbilanciare l'effetto loro con qualche progetto cli propria iniziativa. L'occasione sembrò presentarsi con la guerra franco·italiana del ,f 859 contro l'Austria, tanto più che le tendenze della Dieta germanica erano favorevoli a quest'ultima potenza. L' Annover quindi in quella occasione manifestò il proprio intendimento di provvedere da sè alla difesa del 5uo litorale, e così trovarsi sul Mare del Nord in condizioni analoghe a quelle della Prussia sul Baltico, scemando in pari tempo quella influenza che la Prussia poteva acquistarsi con il possesso del territorio cedutole dall'Oldemburgo. Ma la proposta dell'Annover non venne approvata dalla seconda Camera di quel regno, la quale senza opporsi direttamente alla iniziativa del Govérno, rimandò l'esame del progetto alla sessione ordinaria degli Stati, ritenendo che la sua urgenza non fosse così manifesta da do1
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verl_o discute1;e in una sessione straordinaria quale era quella in cui vemva proposto. Frattanto in Prussia si elabora va, con la cooperazione delle aut~rità di mari~a, un progetto completo di difesa delle coste germamche anche d1 quell e non appartenenti alla Prussia. Oltre a ciò nel gennaio 11860, riunivasi a Berlino una conferenza per trattar~ questo arg~mento di accordo con tutti gli Stati litoranei interessati. Questo oggetto, implicando la. difesa comune della Germania era per sua natura di spettanza della J)ieta, epperciò nel ,J 8611 fu~·ono, presentate ~l!a med_esima, per parte della Prussia, talune proposte concernenti 1 lavon da eseguirsi sul Baltico, sulle coste del Mecklemburg e di Lubecca, e sul 1~are del Nord alla bocca dell'Elba, .dei Weser, della Jahde e dell'iEms, oltre a quelle che la Prussia si proponeva di esegui.re sul proprio· litorale. Senoochè questa proposta genera:e e completa, sollevò la. diffidenza della Dieta, <lacchè una parte dei suoi membri, deleaati dai vari Stati germanici, ma:nifestò il timore che per tal modo ~eni sse· compromessa l'indipendenza di quei paesi che possedevano una frontiera mari ttima. · . Approfittando di questo dissenso, l'Annoverpresen~ava alla.Dieta. il progetto di costrurre venti cannoniere, di concerto con le città anseaLiche,oncle essere addette alla difesa del litorale di queali Stati e più specialmente delle foci dell'Elba, dell'Ems e del Wese~- men~re gli altri Stati, non prussiani, ne avrebbero dovuto costrurr~ trenta. Questa flotti glia di cinquanta cannoniere, doveva essere costnitta e manten uta a spese di tutta la Confererazione. La Prussia combattè queste proposte nella seduta dieta.le del ,r 4 n_ovembre ,J_8~4. La Di~ta perciò, nel 4862, nominava una spe-· ciale commissione, presieduta pure dal maresciallo Moltke allo scopo di pro Heclere alla difesa del litorale tedesco sul .Baltico e sul Mare del Nord. La commissione riunitasi ad Amburao il ·12 0 a-prile 1862, proponeva il 24 maggio quanto segue: 1° che la di fesa delle coste germaniche debba consistere in fortificazion i, in navi special i, in ferrovie e in truppe; 2° che le opere di fortificazioni sul Baltico debbano proteaoere Warnemiinde e Travemtinde sul territorio di Lubecca, e W~~ar sulle coste del Meèklemburgo; . 1
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DELL,E COSTE
LA OJFeSA
3° che le opere di fort ificazione da erigersi sul Mare del Nord ·debbano servire a difendere lé imboccature dell'Elba, del Weser e dell'Ems; · 4° che per tali opere venga assegnata la somma di 1O milioni di lire; 5° che si costruiscano otto cannoniere corazzate con la spesa di H-,800,000 di lire; 6° che si compiano parecchi tronchi di ferrovia per mettere in comunicazione ·i punti principali del litorale con la rete ferro• viaria della Germania; 7° che la Prussi'a abbia per proprio conto a provvedere alla difesa delle sue coste. La guerra del 11864 modificò ben tosto questi progetti, ritardandone benanco l'eseguimento . ln base al trattato di pace, conchiuso a Vienna il 30 ottobre 11864con il quale mettevasi fine alla guerra tra la Prussia e l'Austria con la Danimarca, i ducati tedeschi venivano ceduti in comune alle predette due potenze formanti parte della Confederazione Germanica. Senonché la successiva Convenzione di Gastein del 14. agosto 1865 · poneva il ducato del!' Hostein sotto la dipendenza diretta del1' Austria. Però l'articolo 2° della Convenzione stabi liva quanto segue: << l due contraenti hanno la volontà di proporre alla Dieta federale la creazione di una flotta germanica, e di as5egnare a questa il porto di Kiel, quale por to federale. Fino alla esecuzione delle decisioni acl hoc della. Dieta federale, le navi da guerra delle due . potenze la.ranno uso di qltel porto: il comando e la polizia vi saranno esercitati dalla Prussia. La Prussia è autorizzai.a a costrnrre le fortificazioni necessarie alla difesa dirimpetto il pass(1 di l?riedid1sort e di impiantare, sulla. riva holsteinese della baia, gli stabi limenti marittimi adatti alle esigenze del porto di guerra. Queste fortificazioni e ({lle~ti · stabilimenti saranno del pari sot.topogti al comando della. .Prussia: le truppe di marina e gli equipaggi necessari alla loro sorveglianza possono essere alloggiati a Kiel e nei dintorni». In ({ltesto modo la Prussia seppe giungere in p,ossesso del magnifico golfo di K.iel, e quindi della località la più adatta sul Baltico, 1
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LA DIFESA
per farne la sede di un grande stabilimento navale. Ma prima che si compilasse il progetto per la costruzione di quell'arsenale, la Prussia provvedeva già alla difesa di quel golfo. Il progettb d~fihitivo per tale scopo venne pres·entato nei primi mesi del 11866 e comprendeva benanco la continuazione delle opere difensive per l'altro porto sulla ,Jahae. La difesa di questa posizione era.valuLata a 12 milioni di lire: quella di Riel a 8,718, 000: le somme furono ripartite in sei esercizi successivi. E i lavori per la difesa di Riel si cominciarono nello stesso anno •1866: mentre quelli dell'arsenale lo furono soltanto nel 1868. Ma risultati di ben maggiore importanza raggiunse la Prussia dalla guerra del 11866. Con la incorporazione dell' Annover la Prussia divenne padrona di tutte quante le coste germaniche tanto sul Baltico quanto sul l\'J are del Nord, e così si trovò in condizione di compiere il suo vaghèggiato progetto. Un prestito di 4.-0 milioni di lire votato dal Reichsr'ath era inteso a provvedere ai 4ue seguenti scopi: 0 ~ costruné nel Baltico alcune grandi stazioni fortificate; 2° stabilire alla foce dei grandi fiumi alcuni depositi fortifi cati nei quali le navi da guerra' potessero trovare il mezzo di rifornire I lorò approvvigionamenti e riparare le avarie di minore momento . Nè solo le preoccupazioni della Prussia erano rivolte a difendere il litorale con opere permanenti di fortifì caziòne, benanco prendeva le opportune misure per armare ·quei porti con artigliet'ie di nuovo modello. - I punti nei quali maggiormente importa.va alla Prus~ia di co\\\pleture la difesa erano il pol'to mil itare di Kiel e la posizion'e di Wilhelmshafen sulla Jahde. Ad onta di tutti questi sforzi e di tutta que,gta attivilà allorchè scoppiò la guerra del ,f 870, il pÒrto milital'e sulla Jah do era ancorn in cosLrnzione e la sua difesa consisteva soltanto nelle fortificazion i al Capo Hoppens e in alcune poche opel'e verso il mal'e. Vennero subito erette talune battel'ie di costa a protezione del porto - erano però opere provvisorie che cessata Ja guerra dòvevano dar luogo a una difesa più stabile e più completa. Lè fortificazidni inoltre dei due porti militari gemianici non erano ancora completamente armate, e quindi in condizioni vere di difesa. Siccome la squadra fran cese lrovavasi pronta a prendere il i~1are, così la Pl'ussia, pe\· la grnnde infe1·io1·ità della sua marina
DELLE COST E
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in confronto a quella della Francia, dovette rassegnarsi sul mare a una parte purament~ difensiva. Le navi da guerra prussiane, che per l'improvvisa dich iarazione delle ostilità da parte della Francia, non avevano potuto essere rich iamate in tempo, · dovettero ricoverarsi in qualche porto neutrale. Quelle invece che trovavansi nello Stato furono destinate a proteggere i due porti militari di Kiel e della ,Jahde, dopochè l'entrata dei medesimi venne c.hiusa per mezzo di barricate. La migliore difesa delle coste è certamente quella che proviene dalle condizioni naturali idrografiche di un litorale. Però sarebbe errore, a mio credere, quello di volere attribuire soltanto alla natura delle coste 1'incolumità che nella guerra del 1870 ebbe a aodere il litorale della Germania. Sarebbe parimenti errore l'attribuire l'inazione della marina francese al fatto delle opere di fortifi cazione -0 a quegli altri mezzi eventuali e accessori che di fendevano le coste germaniche. Al collegamento di queste due circostanze - natura idrografica - difesa preparata del litorale:_ se ne aggiunse pure una terza, la mancania cioè nella flotta francese di navi che per la loro immersione fossero in condizioni per potersi avvicinare opportunamente alie coste nemiche. Il naviglio di quella marina fu concr~tato in astratto, non sulle pro·babili eventualità del campo di azione nel quale poteva essere chiamato a esercitare la sua influenza sia poli tica, sia militare. E la Francia se ne accorse troppo tardi quando non vi era più tempo per proYveclere -quando per l'incn lzarsi degli avvenimenti sarebbe stato inutile e senza effetto qualunque ulteriore ten tativo. La flotta fu richiamata nei porti di Francia e i _mar~n~i. destinati a mostrare .il loro valore, la forte loro organizzazione militare, la loro ammirabile disciplina e abnegazione nella difesa te1Testre di Pariai. Si è adunque al concorso di tutte queste tre circostanze - che da un lato _la Germania ha potuto rimanere tranquilla dalla parte del mare, mentre dall'altro la flotta francese fu costretta a rimanere inattiva e limitarsi all'ingrato ufficio di bloccare i porti germanici, <lacchè le era sfuggita l'occasione di compiere la impresa veramente utile che avrebbe potuto tentare al primo aprirsi delle ostilità quella cioè di effettuare uno sbarco sulle coste germaniche. Più tardi questa operazi one era di venula impossibile, dacché la Francia n'on aveva trnpp·e bas.anti neppure per difendersi al Reno l è)
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LA DIFESA
Ma la Prussia aveva provveduto ad ogni eventualità. In data 20 luglio ,(870 il comando di tuLte le truppe che si trovavano _nelle provi_nci? limitrofe al mare venne affidato al generale Vogel dt l7alken8tenr. Sotto i suoi ordini, e con il litolo di comandante in capo dell'esercito del Nord, stava il Granduca Mecklemburg-Schwerin quale comandante delle cinque clivisioni incaricate di dj~endere le coste in _caso di sbarco delle truppe francesi. Il quartiere generai~ e1:a ~tabili I.o ad Annover. Al 23 luglio fu fatto appello alle popolaz1on1 litoranee dei due mari per la formazione di un corpo volontario di guarda-coste ch1,1 doveva serviva a co!Jeaare trn loro 29 località sul litorale del Baltico, erene in stazioni ~leg'.·aocbe e _in pos~i di oss~~vazi~~e. Una delle prime cure fu quella dr far togliere dai loro s1t1 tutti I fanali, i tari, i gavitelli, le mede e qualsiasi altro segnale atto a far conoscere l'andamento dei canali o ~resenza di bassi fondi. Furonc, richiamati tutti i piloti cost1er1. - Venne dato ordine di chiudere per mezzo di catene e di torpedini, i canali navigabili e le imboccature della .Jabde. del Wrser, dell'Elba e di Kiel. In tutti questi ·punti furono messi in istato di armamento i forti a mare. - Nel tempo stesso in cui s· davano queste disposizioni vennero accelerati i lavori di difesa ~ Kiel, a Amburgo, a Cuxhaven, a Flensburg, a Alsen. Però l'armamento di queste p~sizioni non fu compiuto se non ai primi di settembre. La disposizione delle truppe per difesa delle coste era la se()'uente: una. divisione di fanteria trovavasi a Amburgo con distacca;enti di osservazione aNewmlinster e Lubecca: tre dh isioni della landwehr erano scaglionale l'una sulla ferrovia annoverese da HannoYer a Netzen per Celle, un'altra fra Brema e Nieuburg, la terza tra Lubecca e Wism~r: Tutte c~ues~e truppe, oltre a quelle che componevan? ta,guarnt~t~n~ terrrtor1ale, er_ano di<iposte con lo scopo di impedire I avanzarst dt un 0orpo nemico che avesse sbarcato, anzichè con quello di opporsi allo $barco. Quando i timori di. una invasione francese dalle coste furono dileguati, la maggior parte delle predette truppe venne inviata in Francia sul teatro delht guerra, finchè con il richiamo a Cherbourr, il_~ dic~mbr:, della flotta francese, non essendovi più alcun moti;c'i dr mqu,etudme furono mantenute lungo le coste le sole truppe di
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g·uarnigione. restando ferme però tutte le misure di precauzione . \ antenormente prese. Dopo Berlino la città più importante dell'impero germanico, per numero di popolazione, è Amburgo, che in pari tempo é il più grande emporio commerciale della Germania. Sebbene distante 41 O chilometri dalla costa, Amburgo, per mez:w dell 'Elba, è in diretta comunicazione con il mare donde possono giungere i navigli della più grande immersione. Dm·ante la guerra del 1870 Lutto il movimento commerciale mariuimo di Amburgo .rimase sospeso , dacché alla foce dell'Elba stava ancorata una divisione di corazzate francesi che teneva bloccalo quel porto. Per maggiore difesa di quella posizione, oltre di avere tolto tutti i segnali che indicano la via da seguirsi per le navi che vanno a Amburgo, e senza dei quali non é possibile evitare i bassi fondj e quindi l'investimento, tulto il canale fu seminato di torpedini, e a Cuxhafen , che .sta quasi all'imboccatura dell'Elba, venne stabilita una stazione di cannoniere. È anche da notarsi come nel canale di Cuxhafen non possa entrare se' non una sola nave alla volta. 1 Cessata la guerra, le fortificazio'ni provvisorie vennero conservate per tutte le evenienze, con l'intendimento però di sostiluirle poco a poco con alli:e opere definiti ve e di carattere·permanente. Nel 1187 1 venne quindi nominata. una nuova commissione di difesa per le frontiere marittime. Essa cominciò i suoi lavori a Berlino nella seconda metà di quell'anno, in coincidenza con quelli intrapresi dalla commissione per la difesa generale dell'impero, pi·esieduta dal Principe imperiale. A seconda delle proposi.e di questa commission_e - che mai venne sciolta - furono cnncretati e condotti a termine i vari lavori che completano la difesa dei punti principali delle coste germaniche, i qnali servono così per base di appoggio a quei lavori provvisori di difesa che in caso di guerra si trovasse necessario eseguire per mettere al coperto qualche altra posizione. I punti del litorale che trovansi difesi con opere permanenti sono j seguenti: SLtl mare Baltico. - l'entrala del Ku1:ische-Haff presso Memel e quella del Friesche-haff presso Pillau in sostegno della fortezza di Konigsberg 1
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situata sul fiume Pregel a 7 chilometri dal suo sbocco nel FriescheHaff; - l'imboccatura della Weichsel, Weichselmtinde e NeQfaJ1rwasser che si appoggiano sopra Danzi ca; - Rtigenwalde; - Colberg; - l'entrata del grande e del piccolo Haff presso Swinemiinde e Peenemunde; - Stralsund; - il porto militare di Kiel; - Flensburg; - le opere di Duppel e Son.del'burg a difesa del passaggio trai l'isola di Alsen e la costa dello Schleswig. . sul Mare del Nord. - i lavori alle foci dell'Elba, del Weser e dell'Ems: - le fortificazioni della Jahde e dell'arsenale militare di Wilhelmshafen. · Tutti questi forti che da un capo all'altro .:_ dal confine russo ~ quello olandese - cingono le coste germaniche,· sono arm1ti di cannoni della maggior portata, e J.e opere di forti.fica.zione furono costrutte a seconda dei metodi più recenti e i più adaui per resistere agli attacchi delle odierne navi corazzate. Però la difesa litoranea della Germa1)ia non consiste soltanto in oper.e di fortificazione,. ma bénanco nell'ampio impiego dei mezzi accessori come torpedini, torpediniere e ostruzioni artificiali da impiegarsi , in caso di guerra, per chiudere le bocche dei vari ca~ nali di navigazione che danno accesso ai porti. Nel venturo anno la Germania avrà 30 torpediniere: 12 per il Mare del Nord, 118 per il Ba.Itico. Queste ultime devono formare tre divisioni con sede a Alsen-Sonderburg, a Swi.nemtinde .e a Danzica. - Altona sarà il centro per regolare la difesa delle coste. Le cpndizioni inoi tre nelle quali trovasi il litorale della Germania situato sopra clue mari diversi e tagliato dalla Danimarca, fece sor~ ·gere il concetto, sia per una migliore difesa, sia per una magfiore 0 libertà nell'impiego delle forze navali, di costrurre un canale che dal Mare clel Nord• conducesse al 13aJti.co, offrendo così un appocrofo • • • 0('> sicuro e coperto, m ogni evenienza, alle più grosse navi della flotta.
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Ma non sembra che all'attuazione di questp pr9ge~to trovinsi di
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accordo i d~e uomini che in G1m~ania es~rcit~no \;t maggiqre iqfluenza nelle cose cli Stato e in quelle militari. Il principe di Bismark. infatti, sarebb,e favorevol~ \\ questo, ~qn.ale di congiunzione tra i due mari n,on soltanto sotto 11 punto d1 v1sL<l,, della difesa, ma benanco come opera eminentemente industriale ~ commerciale. Per l'opposto il maresci!l,llo Moltke vi è contrario, ~ fino dal ,J 8,73, nella discussione del bilq,ncio de\Ja marina, mentre si faceva allusione a questo progetto, ebbe a di_re che se la German,a fosse disposta. a consacrare per la marina militare la _so~ma_ di 5~ o forse anche di 60 milioni di talleri, sarebbe meglio unp1ega.rh direllamente nella flotta, anzichè spenderli per la costruzione di un canale che dovesse poi servire alla ijotta stessa. 11e osservàzion\ di una così eminente celebrità in fatto di co,;e militari, sembql ab, biano prevalso, dacché nulla accenna che la Germania inlfl?da ac: cinoersi a questa opera colossale e che&. primo aspetto può ritenersi di :rande utilità nel senso militare servendo à ritlnire con un Cl)., nal~ coperto i due n),aggiori arsenali suoi. çiuello di Wilhel.11sl;lafe~-. con l'altro di Kiel e indiretçf\J11ente quindi con Danzic!l,, ove t.rova,s1 l'antico arsenale della Prussia. . · Oqe circo;;Lanz\l possono fqrse indurrequell'i n:ipero a, sop,1:q§sedere a, questo laf oro. La libertà nei movimenti delle ijoLte si ottiene as, sicurando alle medesime h1:,ntigliore difesa nelle loro b!lsi cl'operp,, ~ione, le quali sono gli arsenali e le stazioni navali . Or~ que~te due cirç,ostanie la G-ennania ha potuto e saputo raggiunger~. n~~ mpqg migliore. I due nuovi porti militp,ri çli Wilhelmshafen e di Kiel_ po~-; seggono il più impol'tante dei reqgisiti che ne assicurano la c},Jfe~a, quello cioè cli trovarsi internati dal litorale, lontani quiwli qµl tll'~ efficace e dire~to delle navi. L'accesso ai meé\esimi non può aversi rs~ non percorrendo canali lunghi e strelli, i quali a ogni evenienz1! possono facihnente difendersi oggidì, e r,hiudersi per mezzo. cli ostri}.--: zioni artificiali. Oltre i suoi tre porti militari, la Germania ha an. cora nove stazioni nq,vali fortificate e ben difese: delle quali cinque wovansi sul Bal tico, ·e qm1~ti;o sul ~111,r~ del Nord. Tutto questo sis.~em3: penriette ce1:taJJ}.ente all1=t flotta la più ampia libert4 cli azjprw .qej suo~ m,çiyipienti, pw1nr~ ip pari tempo le assi(mra, a brevi dh st;v1i..e l\111go !~ c9ste, i l1.1og)1i di rifqgio.
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Ma ad ammaestramento ed esempio credo ora opportuno riepilogare quanto ha fatto la Germania per la difesa delle sue frontiere marittime. La Germania che per la forza della sua marina e anche per lo sviluppo al qual e è destinata avrebbe potuto lim itarsi a, un solo por'l:n militare, pure, avendo due mari da difender~, costrusse un arsenale per ciascuno di questi, erogandovi ingenti spese tanto per gli sl,abilimeJJLi navali, quanto per la loro difesa, militare. Non SP,mbra adunqne che quell'Impero ritenga cosa utile la wnicità oe~li arsenali marittimi. A rovescio di quanto si è fatto in qualche altro paese, pr·ima ancora di iniziare le opere mar:ttime per gli arsenali, venne inv~ce pensato dalla Germania a difendere le località ove questi ed i1ìci dovevano sorgere, onde co~ì si trovassero già proi etti tostochè si fossero costrutti. Oltre ai veri porti mil itari vennero anche fortili cate tafone altre posizioni le quali sono adatte per eventuali stazion i di una flotta. Furono difesi tutti i punti del litorale che .possono presentare qualcl!e possibilità per 11110 sbè1rco, nonchè quelli che per la loro profondità possono venire avvi ci nati dalle grosse navi. Si fortificarono tutte le entrate dei fìumi e dei canali che in quei mari permettono l'accesso ~I le mvi di una flotta. Si pensò pure a difendere i centri principali del commercio marittimo germa11ico e per accrescere questo sistema di difesa pem1anente venne prevista la combinazione di quei mezzi accessori che oggidì possono adoperarsi efficacemente a vantaggio della difesa e nel tempo stesso a offesa dell e flotte, come torpedini mobi li e navi torpediniere. La composizione del naviglio della Germania è concepito non in astrai.lo, ma per qualità e tipo di navi col'l'ispcmde alle condizi oni idrografiche del litorale, al campo probabile di azione nel quale pnò venire adoperato, allo scopo infine che ebbe la Germania nel crearsi una floWi . Tutti i porti militari, tulle le stazioni navali sono conaiunte v direttamente con le reti ferroviarie che traversnno la Germania a varia distanza tra loro in senso quasi parallelo alle coste. Con un tale sistema ferrov iario, concepito essenzialmente in vantaoofo della lit> difesa interna e li toranea, riesce agevole alla Germania di traspor•
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tare e concentrare sopra qualunque punto delle sue coste quel . nerbo di forze terrestri, capaci di impedire uno sbarco o quanto meno di opporsi all'avanzarsi di un esercito che avesse trovato il modo di sbarcare. Da quanto ho esposto fin qui risulta evidente come la Germania abbia provveduto con avvedutezza e sagacia a.Ila . difesa . delle sue frontiere marittime tenendo conto delle operazron, compiute nelle guerre contro la Danimarca, per ciò che risguarda la difesa sul Baltico e dei timori che nel 1870 poteva destare la presenza della flotta fran,cese nei due mari sui qua.li giace il suo litorale . .(lisulLa parimenti come avendo premuniLo così ,•aJidamente le sue coste, da questo lato quell'Impero non abbia mot!vo di preocc~pazione in qualsiasi evenienza. Affinchè la G·ermarna potesse nutr,re qualche inquietudine dal lato di mare in caso di guerra fa1:e~be d'uop,1~b~ si trovasse di fronte a una potenza o a una coalrzrone, capa.e, dr tenere irnperrnate por terra tutte quante le forze militari clel suo numeroso eser~i to, e per mare essere in caso di contemporan~men~e bloccare tutti i porti nei quali ?i tr~vassero le n.avi ge'.·man1c~1~, disponendo di altra forza navale e dr un corpo eh ~serc'.to su1I1C1 ente l'una per proteggere lo sbarco, l'altro per esegull'lo rn forze sufficienti, vincendo insieme le difficoltà naturali che presentano quelle coste per consimili operazioni. Eventuali tà cli questo genere.s~uggono a qualsiasi previsione, poichè inammissibili e per la pos1z101:e che occupa l:.t Germania tra le Potenze d'Europa e per la sua politica e per le relazioni che quella Nazione ha contratto con altre. 6° Russia . La condizione della Russia rispetto alle sue coste, dal punto d( vista g~ogratico, è la peggiore di qualsiasi altro Stato ~uropeo. Infatti l'Impero Jlu&'>O ha il suo litorale sopra quatLro ~nan - Ocean~ del Nord - mar Baltico - mar Nero - Oceano Pacifico~ s~parat, tr~ loro da vasti continenti e da Stati diversi o da cond1z10111 natur~l, così difficili , da impedire la libera navigazione da un mare all'al_tro 1_n 11ni circostanza come.sarebbe il pa ·saggio dalle coste della Srbena 0 s~l mare Artico 'a quelle sui mari del Giappone. Oltre a ciò la Russia
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possiede un vasto !llttre interno, il rµar Caspio, che nel suo litorale, meridionale confina con la Persia. La difesa adunque delle costerusse assume una particolarilà singolare per il grande distacco tra i vari suoi litorali e per la speciale importanza di ciascuno dei medesimi . Le cosLe russe del Baltico, sono come le coste germa·niche sullo. stesso mare, formate quasi intieramente di sabbie e di lande, e· protette da dune poco elevate. I due Golfi di Botnia e di Finlandia sono seminati di scogli, di isole e di rompenti. La navigazione vi è poi impedita durante la stagione invernale per causa dei ghiacci. Le coste del mar Nero, parte sono basse, sabbiose e intersecate· da stagni, parte sono dirupate come nella costa meridionale della Crimea. Sul litorale verso il Caucaso trovansi frequenti .scogl i, mentre abbondano i banchi di sabbia a occidente di Odessa. Nebbie molto dense coprono il mar Nero durante l'i nvemo. Nel març di Azof, dipendenza del mar Nero, la mancanza di profondità e i bassi fondi mettono ostacolo alla navigazione, prescindendo dalla circostanza che durante l'inverno quel mare trovasi comunemente gelato. In generale il mar Nero con le sue dipendenze veniva in addietro consideralo molto pericoloso dai naviganti, e ciò per difello di esatte carte idrografiche 'e per le incertezze che accompagnano la . navigazione a vela in mari ristretti, dominati da forti correnti sprovvisti di buoni ancor[\ggi. Ora. con le navi a vapore e con progressi della idrograaa gran parte di questi inconvenienti tro-· vansi eliminali. Esaminando in generale le condizion i delle coste della Russia in • quei mari che possono p1·esLarsi a invasioni da potenze Europee, devesi dedurre che difficilmente esse si prestano a operazioni nemiche di questo genere, ad attacchi efficaci da pal'te delle noue, essendo queste, in ispecie nel Baltico, obbligate a tenersi a 0oroncli distanze dai litorali. · Non pertanto, sulle coste meridionali della Russia, venne eseguita la più importante operazione di sbarco che registrino gli an nali marittimi. Però il fauo dello sbarco in Crimea non deve considerarsi s:ccome esempio che possa ripetersi così facilmente: bisogna tenere conto delle circostanze eccezionali che permisero di elTet-
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tuarlo. Contro· la Russia erano alleaL.e le due pii:t potenti nazioni i marittime del mondo, l'InghilLerra e la Francia: - la Francia, che · in quell'epoca era inoltre la più forte potenza militare. - Queste du,e nazioni sostenevano la Turchia, paes_e limitrofo alla Russia, iJl possesso di una grande parte del litorale del mar Nero. Tutti gli Stati di Europa rimasero neutrali, eccetto il Piemonte, che unendosi agli alleati obbligava l'Europa a riconoscere cosi, la questione italiana. Era adunque una generale coalizione contro la llussia; e come.nel I 8U. e "8 15 gli eserciti della Francia non poterono resistere alla coalizione militare europea, cosi nel 11854- nulla poteva bastare per opporsi alla coalizione militare marittiroa europea contro la Russia. A tutto ciò devesi aggiungere la condizione nella quale era quel vasto Impero rispetto alle vie di comunicazione. Ma queste circostanze · possono forse nuovamente riprodursi? E quand'anche il fatto storico si rinnovasse, pon è sopra consimili combinazioni eccezionali c,be si devono stabilire le probabilità. eventuali cli una guerra, e · quindi le congetture sul sistema di difesa di uoo Stato, sulla potenza. militare e maritLima del mede.-,imo, sulla efficacia dei mezzi impiegati per la sua difesa. · Dalrepoca nella quale la Russia cominciò a estendersi sul Bal.tico e sulle cosle del mar Nero, essa cercò di dominare ambedue questi mari, che per una singolare coincidenza ge_ografica trovansi tutti due ch iusi.da stl'etti che stanno in mano di altre Potenze. La conquista della Finlandia, che pose la Russia non soltan~o in possesso di quel golfo ma benanco del mare di Botnia - l'occupazione dello isole di Aland dall e quali si domina la Svezia - la presa della penisola òi Crimea nel '1784 - sono altrettanti fatti che derivano dagli intendimenti della. Russia di avere, cioè, il predominio sopra i due mari europei che toccano il suo litorale - la continuazione perenne e costante della politica di Pieiro il Grande. Mano 1nano che quest~ conquiste avvenivano, la Ru$sia, senza perdita di tempo, premuniva le coste con opere di çli.fesa le meglip adatte a resistere alle offese marittime. J..a più notevole operazione di mare che si.asi compiuta durante la guet'ra di Crimea è quella senza club bi o dello sbarco. l\1a è pur nece~sario d'altra parte riconoscere corne le imponenti forze navali .degli alle;iti si sieno limitate a ben poche offese contro i litorali del mar Nero e del .aalJico. Le flotte· 1
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spedite in quest'ultimo mare non si sono mai avventurate a un attacco contro di Kronsta.dt, il centro principale della potenza maritt ima rnssa nel Baltico. Nel 11854 quelle flotte presero Bomarsund ·con il concorso di un corpo da sbarco. Le forze marittime alleate in quello stesso anno bombardarono Odessa e attaccaronù una sola volta Sebastopo li, altro centro principale della forza navale rnssa sul mar Nero - il '17 ottobre - alla distanza di "200 metri - nè durante tutto il periodo di assedio si impegnarono in altri attacchi -contro la fortezza. - Nel successivo anno 11855 nel Baltico venne ·bombardata $weaborg alla distanza rispettabile di 3000 metri , impiegando,,i un naviglio speciale . Nel mar Nero le squadre alleate si impossessarono delle foci del Dnieper. Tut.tociò permette di ritenere che tanto pel' la natura idl'ografica dei litorali contro i quali dovevano agire gli alleati, quanto per le condizion i di quei mari, come altt'esì per il sistema adottato dall:1 Russia nel difendere le sue coste, dovesse ri uscire impossibile eseguire altre operazioni marittime all'infuori di qnelle poche testé accennate. Dure assai, e direi anche umilianti, furono le condizioni imposte alla Russia con, il trattato · di pace firm ato in Parigi il 30 marzo 11856. Gli articoli H O e "3° del medesimo miravano ad impedirle cli avere una marina miliLare nel mar Nero. Nè flotta , nè arsenali di guerl'a essa poteva più possedere in quel mare che bagna le sue frontiere meridionali. Il con tegno diplomatico di quel vasto impero dopo la pace di Parigi è conosciuto con la frase m cco,glimento della Riissia. E infatti essa si raccolse per tenere conto delle dure lezioni avute - per riparare i gravi danni sofferti - per ri ordinare la sua potenza niili. tare in modo più conforme alle esi genze dell'epoca moderna e delle sue condizioni territoriali e geografiche .. I popoli non si umiliano impunemente I Nel 1870 due grandi nazioni ri ,,endicàrono le anti che umiliazioni subite - la Prussia con la guerra contro la Francia - la Russia con la denuncia del trattato cli Parigi in quella parte che concerneva la neutralizzazione del mar Nero . - Il nuovo trattato firmato a Londra il 13 marzo 187 1, abrogando gli articoli ·1 11° e ·13° della pace di Parigi, permetteva alla Russia di possedere per l'avvenire una flotta di guerra nel mar Nero. I fatti di Crimea :avevano abbastanza dimostrato gli inconvenienti cosi mili tari , come 1
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DELLE COSTE
LA DIFESA
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marittimi del porto di Sebastopoli. Situato all'estremità cli una penisola, P.sso può facilmente essere tagliato fuori dal resto dell'impero; e per impedire questo fatto sarebbe necessario difendere tutti, i punti di apprndo della Crimea, nei quali riesca possibile uno. sbarco. Inoltre il porto di Sebastopol i presenta il gravissimo inconveniente di essere esposto ai bombardamenti. Con -le odierne· artiglierie, più ancora che non nel 1854, un arsenale non è più sicuro in quel porto: può essere facilmente bersaglio dei tiri nemici mentre le navi si tengono discoste dai forti in guisa da non avere probabilità di rimanere seriamente da.nne.ggiate. Questi motivi indussero la Russia a rinunciare alla ricostruzione del porlo militare di Sebastopoli e cercare, dopo il 1187·1, una locali là più adatta sopra quelle coste ove erigere il suo stabilimento marittimo mi lit.are per· il mar Nero . La località prescelta fu il porto di Nicolajeff che anche in passato era il porto net quale la flotta del mar Nero veniva costrutla, preparata e armata, mentre Sebastopoli era il porto di stazione delle· fiot.tegiàallestite. Non potendo, dopo la pace di Parigi, più e,,islere Sebastopoli, nè alcun altro po1:to di guerra analogo, la Russia dovette pure rinunciare a Nicolaje[, ove dal 1856 al 487·1 i10n: furono più co~lrnLti se non navigli di piccola dimensione, quàl~ erano stati acconsentiti dal trattato di Parigi. Ma dopo il 187,1 la Russia si accinse all'ingrandimento di quell'arsenale, onde metterlo in condizione da potere costruree le odierne navi corazzate. ~i colaje[ è situalo al conll uente dell'Ingul e del Bug, alla dista.mm di 20 miglia dallo sbocco del Bug nel Dnieper. Da questo· punto alla foce del Dnieper, e quindi al mare, vi sono circa 16 ~i olia per cui Nicolajeffsi trova internato dal litoral.e qnasi 70 chilome~ri. La foce del On ieper che costituisce l'entrata per Nicolajelf non. giunge a quauro ch ilometri di targhezza. ed è difesa dalle due fortezze cli Otchakov e di Kinbourn situate da una e clall'allra parte. Queste due opere fnt·onq attaccate dalle squadre alleate durante la guerra di Crimea. Nicolajelf oggidì costi tuisce a.dunque l'arsenale e· il port.o militare della Russia sul mar Nero . I cantieri di costruzione per la flotta del Baltico sono a Pietroburgo sulla ~ewa - le navi dopo costrutte vengono allestite e armate a Kronstadt, a 22 chi lometri dalla foce della Newa. In quel1
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LA DIFESA
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·l'isola, cpiave di Pietroburgo, Pietro il Grande fondò nel 1710, uno · stabilimento marittimo. Un éahale lungo, stretto e sinuoso, nel quale . le navi non possono presentarsi di fronte se non una alla vol.ta, forma l'accesso di KronstaclL: e questo canale è dominato da forti, -costrutti secondo i più recenti sistemi e armati di 700 cannonì di grosso calibro. · Ambedue gli arsenali adunque della Russia sono validamente di· fesi e situati lontani dal litorale, oltrechè protetti naturalmente dalle , condizioni idrografiche delle rispettive coste. Oltre a questi due stabilimenti nei mat·i d'Europa, la Russia ha costrntto di· recente sulle coste del Pacifico un nuovo porto militare. La stazione navale per quelle coste trovavasi nel mare di Okotsh, posizione sfavorevole tanto per la rigidezza del clima, quanto per condizione idrografica. Sulla costa della Manl'>chiure, che la Cina cedette alla Russia, venne prescelto il porto di Wladiwostock per erigervi un arsenale e quindi un porto militare. Il sito è adatto a facile difesa e ha uno. speciale importanza strategica in caso di guerra della Russia contro una potenza commercialmente· interessata nei mari della China e del Giappone, offrendo comoda base di operazione per le navi cli crociera. e per una flotta armata in corsa, èome la Russia stav~ appunto prep~rando nel 1878. Ma oltre à premunire gli arsenali, la Russia hà avuto sempre cura di provveaere benanco alla difesa di altri punti del suo esteso litorale. Allorchè scoppiò la guerra d1 Crimea, venne subito riconosciuta la inefficacia delle piccole batterie di costa: epperciò tutti i forti isolati posti sul litorale del mar Nero vennero disarmati e distrutti. Rinuncia.vasi CO$Ì ·a una inutile difesa dinnanzi alle potenti flotte .degli alleati . Le coste settentrionali della Russia sul Baltico presentando invece, per la natura lorò, condizioni idrografiche assai · vantaggiose alla difesa, vennero messe in istato di armamento, in ispecie quelle della Finlandia, istituendo puranco in quel Golfo e · in ttuello di Botnia una flottiglia a remi come naviglio accessorio di difesa litoranea. Dopo la pace di Parigi le prime cure della Russia · furono rivolte alla costruzione delle ferrovie, le quali tutte vennero tracciate giustà . concetti e scopi strategici per la pronta concentrazione di truppe 1
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tanto sul litoraie dei mar Nero, quanto sopra le coste del Baitìco, ,tendendo esse· a porre in comunicazione le fortezze di Kertch e di Kiew su'i basso Dnieper con Mosca, e quelle di Sweaborg e Vibofg ,in Finlandia con Pietroburgo. Se il porto di Sebastopoli. non può oggidi essere più adatto quale porto militare di guerra, può sempre servire, in date ci.rcostanz~, ,come base di operazioni navali o come eventuale punto d1 appoggio per una squadra. Esso verine quindi scavato allo ·scopo di dare . accesso nel medesimo alle più grandi navi corazzate. - Lo stretto di Jenikalé che congiunge il mar Nero con quello di Azof fn pure :approfondito, e questo lavoro continua anche oggidì: così pari.menti lo furono le foci dei Don e quelle del Dnieper. Perchè le arosse navi da auerra possano giungere a Pietroburgo, si provvide -~ o .puranco alla escavazione della Newa. . In quest'ullimo decennio vennero rinforzate le opere di difesa, aià per se stesse formidabili, di Krostadt, e così pure di Nikolajeff, .i§ Tiducendo Kertch a fortezza di primo ordine, e premunendo il passo ,df Jenil~alé con opere analoghe, per importanza a quelle di Kron·stadt. - Furono pure sistemate talune stazioni navali di rifugio per la flotta nel Baltico, nel mare di Azof e nel mar Bianco, le quali in tempo di pace agevolano puranco la navigazione commerciale. L'insurreziorie della Hercegovina nel ,J 875 risvegliò senz'altro ila questione .d'Oriente. Prevedendo una guerra éon la Turchia, la Russia i·ivolse di preferenza la sua attività ad accrescere le fortificazioni di quei punti che stanno sulle sue frontiere meri-dionali. Nuove opere vennero costrutte a Otchakow, il gran perno ,della difesa di NikolajefI: venne pure premunito il porlo comrner·ciale di Odessa collegandolo nel sistema difensivo con la fortezza di Akkerman sul Dniester: si fortificarono l'istmo <Ìi Perekop e vari punti sulÌe coste della Crimea: si aumentarono infine le· difese dello stretto di .Tenikalé e quelle sulle coste del Caucaso. La Convenzione, annessa al trèl.ttato di pace 6rmato a Parigi dopo fa guerra di Crimea, relativamente alle hole di Aland, obbligava la Russia a non fortificarle nè a mantenervi o crearvi alcun stabilimento militare o marittimo. In quelle isole, di contro alia costa Svedese, che dominano 'rentrata del golfo di Botnia, slava la fortezza di Bom irsund che fu presa dagli aileati nel 11854.. La Russia
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DELLE COSTE
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non fortificò più nè quelle isole, nè alcun altro punto della costa occidentale di Finlandia. Però qu·eue coste non si prestano a verun tentativo di invasione : la natura loro rappresenta una sufficiente difesa. Negl i altri golfi e mari che bagnano il litorale europeo della Rnssia la difesa si appoggia sopra i seguenti punti: nel golfo di Finlandia; - Sveaborg, fortezza di 11° ordine, che copre Helsingfors, capitale della Finlandia, e la sua rada, posizione questa nella quale potrebbesi eseguire nna qualche operazione di sbarco; - Wiborg, piazza forte di 2° ordine al fondo del golfo dello stesso nome, che serve a difendere la rada di Transund la quale pure si presta a un tentativo di invasione dal litoral.e; - Kronstàdt, a protezione della capitale e dell'arsenale marittimo di Pietroburgo; - Revel; - lhinamiinde, che difende la città e il golfo di Riga. nel ma,,r Ne1·0 e sue dipendenze; - Nikolajeff, arsenale marittimo; - Otchakov e Kimburn che difendono l'entrata del Dnieper e cruindi Ni lrnlajeff; . - l'istmo di Perekop: - Kertch che coman.da lo stretto di ;r enikalé e quindi difende il passaggio dal mar Nero a quello di Azof; - Sewastopoli e alcune altre fortificazioni sulla costa della Crimea: · - Odessa e Akkerman a difesa deile foci del Dniester e della stessa città di Odessa. Al pari di tutte le altre nazioni marittime, anche la Russia non fece consistere la difesa litoranea soltan10 in opere di forti ficazione, ma nel sno sistema difensivo trovano largo impiego quei mezzi che si presta,no alla difesa sussidiaria e ranicinata delle coste, come torpedini. torpediniere e navi speciali, ~ ne fece uso appunto nella · recente guerra del 11877 , in ispecie nelle operazioni sul Danubio. Con l'intendimento concreto di provvedere alla difesa particolare delle due posizioni le più notevoli del mar Nero, lo stretto di Kertch e la foce del Dnieper, l'ammiraglio Russo Popof imaginò le sue navi.
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circolari, che dal nome suo vengono dette Popofke, singolarmente adatte alla difesa mobile delle coste per quei pnnti che hanno una limitata profondità. Dal fin qui detto emerge comé anche la Russia abbia seguito gli stessi metodi che tutte le altre potenze marittime ritennero necessario adottare per la loro difesa litoranea, e come vi abbia provveduto mettendo al coperto i propri arsenali e quei punti de!Je coste che prasentano qualche probabil ità per una invasione o che hanno uno speciale valore strategico. '7° Svezia Norvegia.
, La penisola scandinava è auaccata alla Russia dalla parte della Finlandia tra il ì\fa1:e Glaciale e il golfo di Botnia. Le sue coste sono quindi bagnate dall'Oceano Artico, dall'Atlantico, dai mari che servono di comunicazione tra l'Atlantico e il Baltico, dal mar Baltico e dal golfo di Botnia. Sulle coste della Norvegia il /mare ha scavato, lun·go il litorale, simwsità profonde, formando così i.n tutto quel tratto che è bagnato dall'Atlantico una. quantità di golfi e di seni le cui rive sono per la massima patte alte, scoscese e tagliate a picco . Le coste della Svezia, quantunque ugualmente rocciose al pari di quelle della Norvegia, sono però molto più basse di queste. Un gran numero di isolotti, scogli, rompenti, alcuni sotto acqua, altri che sorgono appena dal mare, circondano e proteggono il litorale così della Norvegia come della Svezia, opponendosi in tal modo a qualsiasi tentativo di sbarco. · -li regno di Svezia e Norvegia poco si intromette negli affari diplomatici che agitano l'Europa .. I suoi interessi e le sue aspi razioni stanno in modo speciale e quasi esclusivo nel Baltico. Ma anche senza concepire speranze di rivendi cazione delle provincie Svedesi cednte alla Russia: senza mettersi alla testa di un movimento nazionale dei popoli scandinavi, la Svezia non può fare a meno dal premunirsi contro l' impero russo e trovarsi sempre pronta a quelle eventualità che forse un giorno potrebbe essere chiamata a guidare e a concretare. ANNO XXVI ,
vo'.I.. I.
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LA DIF ESA DELL.E COSTE
È difficile conoep.ì,re una invasione di quella 1penisola dall'unica
sua frontiera terrestre, poiché le condizioni del cl ima e del suolo la mancanza di ogni· risorsa necessaria ad un esercito invasore, la garantiscono abhastall'ha. Perciò la Svezia ha •cl'uopo d~ l"ivolgere la sua attenzionesoltainto alle offese pr<:>venienti dal mat'e. D'altrond.e le guerre sostenute dalla Svezia, in ispecie quelle i-q sul finire dello seo1:s0 secolo, dim0strano comè le ostilità contro quello Stato abbianp pèr campo di azione e per mezzo diretto iii mare, e come per premun irsi dalle medesime ri esca indispcnsabiie provvedere alla propria difesa marittima in analogia alle sue condizioni geografiche e idrografiche. Il sistema· difensivo delln, Svezia e Norvegia è qLlindi basato sopr,t i seguenti criteri: ·,1° possedere un naviglio speciale atto a impedire uno sbarco; 2° forLificare talune isole di importanza strategica, in particolare modo queJle che servono a protezione delle due capitali. 3° difendere gli arsenali e i porti militari. Gli stabilimenti marittimi sono: per la S\•ezia, a Càlscerona e all'isola di Skeppskolm di fronte a Stoccolma: per la Norvegìa, a Horten nel golfo di Cristiania. Quesle località trovansi tutte fortificate e difese; le opere di Hol'ten servono inoltre a difesa di CristiaQia: i passi e canali che conducono a, Stoccolma, sono validamente fo1•ti fica ti. Fra le duecapitali, a metà della penisola, bavvi Carlsborg, ridotLo centrale della difesa del regno e nel tempo stesso punto di appoggio e di sostegno alla difesa litoranea. Tanto la marina svedese, quanto quella di Norvegia,, dacchè in quello Stato le due ID(trine hanno autonomia propl'ia, sono costitui te allo scopo principale di provvedel'e alla difesa ravvicinata delle coste per mezzo di. monitors e piccole navi corazzate, di torpediniere e di cannoniere a vapore. La difesa quindi di quel regno - tenuto conto delle sue speciali condìzioni - non diJie11isce nei concetti e nei mezzi dal sistema ovunque adottato.
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8° Da11,irriarrc.a.
La Danimarca, come Stato, trovitsi costituita in modo sinrrolare è> :<lacchè si compone cli parecchie isole e di, un territorio, il Jutland, unito rtl continente europeo. I mari che la bagnano sono il Balti'co, il Cattegat e il mare del Nord. La comunicazione tra il Catterrat e il Baltico si effettua per mezzo del Sund che separa a brevi;sima dìstanza l'isola danese -di Seeland dalla costa della Svezia, .fra quest'isola e l'altra di Fionia havvi il Gran Belt, e tra la Fionia e ·il Jutland l'altro passaggio detto .i l Pìccolo Ilelt. Le coste delle isole danesi sono in parte scoscesi e alte, in parte basse e sabbiose per guisa che in taluni punti si elevano appena dal mare. La .costa del continente danese sul mare del Nord è paludosa o sabbiosa: quella orientale è più alta, con spiaggie scoscesi e dirupate. Ùna quantità di seni s'addentra in queste coste, le quali sulla parte occidentale, si prolungano sott'acqua con una pendenza così dolce, che solo alla distanza di treni.a miglìa trovasi la profondità di appena 30 metri . Molti bassi. fondi pericolosissimi impediscono alle navi cli avvicinarsi al litorale. Iu tutta la p,misolà del ,Tutland, ,sul mare del nord, non havvi un porto sicm·o per le grosse navi . Il passaggìo dal mare del Nord al Baltico per lo Skager Rak si effettua sempre al !argo dalle coste della Danimarca. . Se gli Stati che hanno .la loro capitale si tuata sul mal'e sentono maggiore il bisogno di possedere una marina di gu erra, e quindi q,uesto fatto torna a vanta.ggio dello syiluppo delle loro forze navali, consimile circostanza presenta da un'altra parte non pochi inconvenien I.i per ciò clfe conce1me la difesa. Infatti per quegli Stati rìesce necessario fortìficare la loro·capitale, perchè il centro principale di un paese ove ha sede il Governo, non può rimanere esposto a.ali attacchi di qualsiasì nave nemica. Ma in oggi non ri esce ~osa facile proteggere una città marittima, quando la natura non vi concorre. Oggiàì per far lo, è d'uopo che essa trovisi abbastanza discosta dal litorale, in guisa r,he per giungervi occorra passare per canali lunghi, stretti e tortuosi, che la costa sia protetta da bassi fondi,· che la na-
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oHf
LA DIFESA
DEL LE COSTE
Lura infine abbia provveduto alla difesa della città con ostacoli avanzali e lontani. Copenhagen possiede qtlalcuno di questi requisiti - non tutti. La sua posizione adunquo non è delle pili favorevoli. Non è nemmen.o la più adatta come centro del Governo, essendo alla estremità del regno. sopra un'isola, disgiunta così non soltanto dalla parte continentale dello Stato, ma separata pur anco dalla stessa mediante tw'allra i~ola, parimenti di grande estensione. Copenhagen ., Più che la capitale della Danimarca ricorda come al principio di questo secolo la Norvegia ~i trnvasse unitn. alla monarch ia danese. Oggidì più che in passalo quella capitale è esposta e minacciata da bombardamenti marittimi anche perché contiene l'arsenale navate, e qui ndi il centro della sua po tenza marittima. Esaminando le w odiiioni speciali dei territori che costituiscono ht mona1·chia danese si 1>11ù dedurre come un attacco contro la medesima pnò prefiggersi i seguenti scopi: bombardare lacapiLnle, i11Lerceuare le comunicazioni tra le rnrie pa:-ti del regno e tra qneste e la capitale - invadere la JJarle continentale del reono cioè il i, ' .Jutland - eseguire infine uno sbarco nelle due grandi isole di Fionia e di Seelancl sulla quale trovasi l,1 capitale del regno. L'attacco di Copenhagen del 2 aprile 180·1, dopochè In. squadra · iugle.-;e aveva forzato il passaggio del S1mcl, costituisce uno dei falli gloriosi di ~elson . Pu eseguito esclusivamente dalla flotta e compiuto innanzi che le bombarde e cannoniere prendessern posizioue. Nel ·I807 invece Copeuhaghen do1rette cedere dinanzi a un assedio regolare avendo gli Inglesi sbarcato 27 mila uomin i sull'i,;ola di Seeland. Questi due fatti dimostrano come Copenha•~en . possa essere minacciata sia semplicemente dalle operazioni di una llotta, sm dall'azione combinata delle navi con le lrnppe di terra che avessero invasa l'isola sulla quale è situala. Le guerre che la Danimarca ebbe a sostenere nel ·I848 e 1849 contro la Prussia e la Confederazione germanica, e nel 186fi. contro la Prussia e l'Austria, dimostrano per contro come la Danimarca possa essere attaccata da un esercito che penetrasse dalla sua parte continenutle. Le operazioni in quel,le due circostanze furono quasi per iutiero sostenute dalle trnppe di terra poicbè la Prussia non poteva in allora disporre di una forza navale sufficiente per ~
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meglio combinare i movimenLi degli eserciti con fatti navali , e ,l'Austria aveva inviato contro la Danimarca una squadra di navi che se aveva lo scopo di opporsi alln. flotta Danese, per la loro qualità non si prestava a operazioni di guerra negli stretti della Dani:marca e sui vari litoral i cli quel regno. L'esperienza di queste guerre e il fatto che oggidi la Germania .oltre di possedere una notta, per l'a nnessione dei due ducati, domina 1a Fionia e il piccolo Bell, obbligarono la Danimarca a rivo lgere la propria attenzione principalmente a difendere e garantire la capitale. Allorchè fu concretato un progetto cli difesa nazionale per la Danimarca, la lotta dei parli ti nella seconcln Camera e le divef'genze tra le npinioni del Ministero della guerra con quelle del comitato di difesa impedirono che le proposte del Governo venissero approvate: ed è recente il ricordo delle c,risi ministeriali , dell o sciogl imento della camera, delle dimissioni dei ministeri, per l'opposizione incon trala da quel progetto di legge. Il Governo senza rinunziare ai suoi disegni pensò, nel ,J 876, di l'aggiungere lo stesso scopo per mezzo di credili straordinari da inscriversi annuahnente sui bilanci _ della guerra e della marina. .' Il piano di difesa progettato consisteva: 1° in fortificazioni sul Grande e sul Piccolo Belt; 2° nel rinforzare con altre ballerie la posizione di Kronborg che è il punto più dappresso alla costa svedese e domina perciò il passaggio del Sund. Si è questa pusizione che la squadra inglese :nel 180·1 dovette forzare per rècarsi all'attacco di Copen hagei1. Si fu il governatore di Kron~org che diede allora all'ammiraglio inglese Parker, che gli chiedeva ·se al'esse l'o1·dine cli opporsi al passaggio della sua squadra, la· risposta che «egli soldato non si immischiava_di politi ca, ma che non gli era permesso di lasciar passare impunemente sotto ai suoi cannoni una flotta della qnnle non conosceva le intenzioni ». La portata delle artiglierie di quell'epoca non bastò a impedire il passaggio alla llotla ingl ese che si tenne dappresso alla costa, svedese. La distanza tra questa e Kronhorg è di soli 4142 metri. Si comprende adunque l'importanza eccezio· nale di quella posizione; 3° nell'aumentare le fortificazioni di Copenhagen; 4° nello stabilire sul Grande Belt, nel canale di Aggersti, una
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sLazi@e navale fortifi cata per le navi che dovessero operare a difesa: di quel passaggio e quindi dellà costa occidentale dell'isola di Seeland; ,f.0 nel cingere Copen hagen di torpedini fisse. Senonché la Danimarca, al pari della Svezia e Norvegia, oltre alla difesa delle coste con opere permanenti e con mezzi accessori, sviluppò e costituì benanco il proprio naviglio di guerra in guisa da poter contare sopra un naviglio speciale per la difes1t ravvicinata·. 9° Olanda. I
Que3Lo paese situaLO sul .Mare del Nord, attraversato da Lre grandi fiumi , penetrato da un golfo enorme, è frastag liato da ca"nali, paludi e laghi per guisa che Ja tena e le acque sembra confonde1:visi. Quest& vasta pianura ha la forma di un triangolo irregolare, la cui ·base si appoggia al rnare e i cui lati che sLanno all'est e al sud confinano l'uno con la Germania, l'altro con il Belgio . Per la più gran parte giace molto al disotto del lfrello del mare e dei corsi d'acqua che la solcano. Donde la loua continua degli abitanti contro l'invasione dei fluLli, lotta che corrisponde a quella sostenuta per opporsi alle in vasioni nemiche dalla parte del mare, E queste posizioni, t;he per le prime caddero in mano degli insorti, dopo il giuramento di lJLi'ecbt del 4379, decidendo cosi delle sorti e dell'indipendenza di quel popolo, sono ancora in oggi i punt.i più·adatti per concrètare la difesa litoranea dell'Ol;mda. Le coste olandesi sono tulle protette d:1. dnne o dighe naturali di sabbia, ammontichialavi dal mare, o da eriormi dighe costn1tte dall 'arte. Consimili coslruzioili iclrauliche mentre servono di riparo dalle inondazioni possono sel'"vire qlrn le mezzo di difesa, dacchè tagliandole si ha il modo di allagare larghi tratti cli territorio. Tale sistema fu più volte adottalo dagli Olandesi . Sebbene quel Iitarale travisi pet'ciò in condi,.ioni sufficienti di . difesa ·per 6pera della natura e dell'arte idraulica, ciò non pertàntÒ non venne trascurato mai di premunirlo anche tloìl foitifica~ioni pEWmanenti. Quancl6 gli Inglesi abbandtJnaron'O Flessinga, dopo averne dislnttti gli stabili menti militai\ Napt>ledne I, ol'tlinò la ricostru-
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zione lor@ in vaste pP0porzion,i, e riosì parimenti di tutte h~ Gperè di difesa che se1tvivano a proteggere quella importante p@si~ione. fJ,a chinve dell'Olanda sta all' Helder sulla punta settenLtionale deno Zuyder-Zee: in quelle vicinanze, a Nieuve.,Oiep, Napoleone fece tra,. sporta.re l'arsenale per la marina, 1'iriforzando le opere di difesa che proteggono quel mare interno per guisa che Nieuve-Diep dovesse riuscire per importanza militare pari ad Anversa. Le operazioni di sbarco c@rnpiutesi sopra così ampia scala e con tanta rapidi là e esattezza durante la guerra di Crimea richiamò l'attenzione di tutte le nazioni marittime sopra i pericoli ai quali posstJno andare incontro quegli Stati che non provvedono sufficientemente alla difesa delle proprie frontiere sul mare. Per un popolo che, come l'olandese, acquistò la propria indipendenza a prezzo tli ~anti sacrifici e di tanto eroismo, tutte le questioni che riflettono la difesa nazionale acquistano la maggiore importanza. Le evidenti aspirazioni della Prnssia per condurre alla unità la naztone germanica dovevano benanco formare oggetto di serie riflessioni pel' l'Ò-lancla, che si sarebbe trovata •a confinare con una potente e bcrrande nazione. Perciò fino dalla. guerra di Danimarca del 11864 fu nominata una commissione per; suggerire ai mezzi più adatti per difendere le cos,te ·contro le navi corazzate che in quell'epoca co111i11ciavano già a entrare nella composizione del naviglio di guerra delle principali potenze. G~i studi concretati in Olanda per la migliore difesa del suo litor,tle si aggirano sopra i segu~nti punti: 1 1° costrnzione d_i navi speciali con limitala immersione, per concorrere alla difesa delle acque interne; · 2° preparazione del materiale necessario per sbarra.menti _onde impedire alle navi di penetrare nello Zuyderzee e nei grandi fimni; 3° impiegq di torpedini fisse e di art.iglierie di gran portata per armare le fortificazioni di costa: 4° costruzione di una reLe telegrafica e di ferrovie che per celerità nei tràsporti possano suppl ire alle limitale forze dell'eser-. cito; 5° forLifìcare le posizioni de.!J'Helder, dello Zuyderzee e di Amsterdam, le bocohe della Mo$a e mantenere la fortez.:a di ·:p1 essinga.
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L'ordine di queste proposte dimostra abbastanza come nel sistema suggerito, siasi tenuto conto innanzi tutto delle condizioni specia.li del litorale e del territorio. Il progetto di forti{ìcazioni · per la difesa g.enerale venne app_rovato . nel 187.t, e i relativi lavori dovevano compiersi nel periodo d, otto anni. Se ora si vogliono esaminare i punti scelti a difesa nella costa di Ola~da si vedrà come anche in quello Stato ·non si abbiano ·ad_o~tat1 nnovi principii, ma sieno state seguite quelle norme semphc1 e elementari che dovunque regolano la difesa litoranea. Uno dei punti più importanti sotto l'aspetto strategico si è quello dell'Helder che già accennai poc'anzi. Le fortificazioni sue hanno infatti i seguenti scopi : _,f'" .d~. impe~ire a un~ lloLta nemica l'accesso allo Zuyderzee, e qurnd1 ~ mvest1rnento d1 Amsterdam dal lato cli questo mare; . 2° d1. p1.'oteggere i_l yorto ci.i Nieuwe-Diep ove la marina possiede cant1en e rnagazzm1, e che offre sicnro rifugio alle navi da. guerra; 3° di interdire al nemico il possesso del canale che dal l'Helder conduce a Amsterdam. Ora gli stabilimenti marittimi e i porti militari dell'Olanda sono: Ami:terdam con Nieuwe-Diep; Texel e Medenblik: Rotterdam con Hel~v~estluys ; Willemsoord ; Flessinga. Il_ 5° p~mto che costitui$ce le opere petmaneuti da erigersi per la difesa 1,_toranea_ è ~ntesa a proteggere tutte queste posizioni rappresentanti le basi d, operazione, i punti di appoggio e di rifugio delle flotte. 10° Belgio .
Questo regno, di territorio assai limitato, con una frontiera marittima di pochi chilometri, la cui indipendenza e neutralità sono garantite da tratlati internazionali, è il primo Stato che abbia adot-
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tato un nuovo sistema di difesa generale, quello cioè di abbandonare le piazze forti di frontiera, concentrando tutta la difesa sua in una città marittima, Anversa, riducendola a. fortezza della massima imp(lrtanza.. Anversa però non può . dirsi che rimanga sul Jitorale del Belgio; essa è per molte miglia discosta dal mare, sebbenB comunichi col medesimo per mezzo dell'Escaut: anzi il territorio che traversa questo fiume dà Anversa alla sua foce non appartiene al Belgio , esso spella all'Olanda. Il litorale Belga, in base appunto al sistema cli difesa generale adot.tato per quel Regno, trovasi sprovvisto affatto di opere di fortificazione. Ma l'esempio del Belgio di concentrare tutte le difese in una città marittima non panni possa efficacemente essere invocato, sia perchè Stato neutrale, sia perchè non aveva piena libertà di azione nel prescegli e.re il piano per la propria difesa. Con ciò non intendo dedurre che il sistema sia stato imposto da pressioni estere e meno ancora cli combatterlo o condannarlo. Voglio soltanto rilevare come quel Paese siasi trovato in condizioni affatto eccezionali. Dopochè l'Austria, la Prussja, l'Inghiltena e la Russia, per mezzo di trattati, si erano rese garailti della indipendenza e neutralità del Belgio, venne dalle predette potenze, di accordo con il nuovo Stato, firmata a /Londra la Convenzione del 14 dicembre ·183 11, la quale determinava la demolizione di La.lune fortezze, che fronteggiavano la Francia, ed obbligava il Belgio a conservare e mantenere in buono stato tutte le altre fortezze comprese nel suo territorio. Ma perché questo patLo internazionale~ La Convenzione segreta di Acquisgrana, stipulata in conseguenza dello sgombro degli alleati dalla Francia {118 118) allo scopo di prevenire le conseguenze di un movirnenLo insurrezionale nel territorio francese, stabili va che alcune fortezze del Belgio su Ila costa e sull'Escaut dovessero, in tale ipotesi essere occupate 'dalle truppe inalesi ' altre da. c1uelle della Prussia: queste e1:ano i punti fortificati è) sulla Mosa. · Ma nulla successe di quanto temevasi . Senouchè sopravvenuta la rivoluzi~ne del Belgio nel 11830, quella Convenzione non sarebbe stctta più possibile richiamarla in vigore io una qualche evenienza, poichè le potenze che l'avevano firmata, si erano nel tempo stesso rese garanti della indipendenza e della neutralità del nuovo Stato.
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Però i tiinOJ'i dai quali fu suggerita la CoM•enzione del "8'18, essendosi ridestai.i più fo1-Li in seguito alla rivoluzione francese del luglio "830 ·e pel· il controcolpo avuto appunto nel movimento inslirrezionale di Bruxelles, venne concbi usa la Con venzione df· I dicembre ,J83·1 che stabiliva la demolizione di quelle . fortezze che ,ion si voleva cadessero in mano della Francia, mentr·e d'altra partè· non si aveva fiducia che il Belgio fosse in caso di opporsi militarmente a un Lale fatLo. Sebbene Luigi Filippodall'alto della tribuna fra.ncese, riferendosi ·a quesla nuova Convenzione, nel discorso d'apertura ·dellDJ Session e 183 11 dicesse: L~s places élé,;ées powr menacer la Frnnce, etn,on pour protége1· la Belrrique; seron1tdémoliés: pure l'opini one pubblica tanto in Francia ljUanLo nel Belgio si mostrò tu tt'altro che favo revole a coosi'mili stipulazi oni. Non si credette quind i opportuno di insistere perchè f@sser·o attuale, tanto più che il contegno del m1ovo pop0lo Belga, divenuto libero e indipendente, fece subi to scemare le pteocupazioni delle quattro potenze. Si fu soltanto nel ·1835, all orché li .Belrrio o {\Ominciò la cosLi·uzi one di alcune fortifi cazioni intese a staMl ire llll Huovo sistema difensivo del suo territorio con oj1lere verso la fronti era dell'Olanda:, tra l'Escant e la Mosa, che l'I'i1gl1i1Lerra reclamò esplicitamente l'os5ervanza della Convenzione, reclamo che venne più tardi ripetuto da tutte le quabtro potenze, tostochè il trattato del 19 ·aprile 11839 ristabilì la pace tra l'Olanda e il Belgio. Ma anche questa seconda intimazi òne rimase senza effetto per le· .spiegazioni date dal Belgio. D'altra parte gli avvenimenti di Oriente nel il 839 e le alleanze che ne furono la conseguenza - alleanze dalle quali la Francia venne esclusa - suggerirono alle potenze alleate di sopr-assedere sull'attuazione di una misura che avrebbe forse maggiormente inasprita k1. Francia. . Però nel 18{-3 quando il Belgio inserisse un credito sul bilancio della. guerra. pér manuteoz.ione delle sue fortezze, l'Inghilterra, I' Austria e la Prussia tornarono a- chiedere la demolizione di q.nelle piazze che dovevano essere smantellate. Mà anche questa volta per l'avveduLezza. e per la sagacia del Governo belga, si trovò modo di di Iazionare. La rivoluzione francese del 1848 permise al Belgio di addurre nuove ragioni. Ma dopo il colpo di Stato del 2 dicembre, ternen-'1
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dosi sul serio che Napoleone, di venuto imperaLore, volesse estendere le frontiere 'della Francia linò a Aaversa, l'Ihghil terra iropose· cli nuovo la clemolìzione delle fortezze. Sehonchè la guen;a di Cr·imea e poco dopo quella del 1859 furono allretl.ante circos la11ze che impedirono .di me~terl'i mano . Ed è naturale ch e così dovesse · succedere. Questa diversa alternati va nel considerare la questione e la importanza delle fortezze del Belgio dipendeva dalle condizioni poli,tiche nelle quali si ritrovava1io rispettivamente' la Francia e l'ln-· ghi lterra, e quindi dal fatto o di non portare una offesa .diretta a un allear.o allorchè le relazioni tra queste due potenze formavano ·l'e11,te·nte cordliale, o di non accrescere con un faLto consimile i motivi di complicazione tra i due paesi, nei ìnomenti nei quali l'accordo non era completo. . Uopo è purnnco ricordare come in Lutto il periodo di tempo · trascorso dalla Convenzione del '14 dicembre ,J 8311, segnata _,_ checchè .se tte elica - in odio alla J?rancia, o quanto meno per · sos[letto contro la medesima, le ~ue grandi pòtenze di occidente non si fossero mai riti'ovate in apèrta os.tilità tra loro. Dopo il 1183,l, venne suggerita e proposta una 111,1.ova linea clidifesa verso la parte settentrionale del Belgio, la quale ·appog:giandosi a Aiversa, riuscisse parallela alla linea delle fortèzze che · dovevano essere demolite. li sistema di difesa , da un lato si appoggiava così alla Gerinania, e dall'altro al mare. Si fu nel darvi un principio di esecuz ione. èioè nel cdstrn1Te la piazza forte cli Diest, èhe sorsero nel ,J835 le obb iezioni da parte del Govenio inglese, delle quali precedentemente ho parlato. Nel 1184-7 venne istituita una speciale Commi:;sioile incarica.La di studiare un piano di difesa del regno . Altra Com1ìlissione intesà alto stesso scbpo fu pure nominata imi 11852 la quale propose di co:nsei'vare thtte le piazze forti dèll~ Schelda (Escaut} e della Mosà, cioè qu~lle che si appoggiario al màre e alltt Germahia. Vennepure· stabil ito, come prinèipio fondamentale, che per le nuove ope1'e tla cO'St1'11iJ·si, i I .Belgio dovesse erigere soltaìllo quelle new;satie per · . la propria difesa prescindendo da ligili altra cohsiderazione. Cosi si poneva tet'rnine, dopo tanti anni, a una qnestiorie complicata, pe1 chè in(e1~zionale, senza che la dignità del paese ne fosse · lesa. • 1
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LA OIF~:SA
DELLE COSTE
Ed infatti, ad eccezione della fortezza di Mons, la commissione a unanimità propose di smantellare t.utte le altre fortezze stabilite dalla Convenzione del '14 dicembre 183·1, aggiungendovi puranco .quella di Bouillon che trovasi di contro alla storica Sédan. A venti leghe dal mare sull'Escault è situata la città di Amrersa. Quel fiume di grande ampiezza ha la profondità di 1O m&tri , per cui è atto alla navigazione delle più grandi navi da guerra. l>er posizione geografica e per condizi one topografica Anversa ebbe sempre un grande valore militare. Senza ri correre .a epoche troppo lontane basta ricordare i memorabili assedi i sostenuti nel secolo attua.le da .quella città, durante gli anni 18114 e 1832. Napoleone [ in meno di ouo anni vi rece costrnrre un arsenale marittimo di prima importanza con venti scali da costruzione, e bacini per ricoverare le grosse navi durante la stagione dei ghiacci. Nelle istruzioni date da Napoleone al duca d,i Vicenza nel '18·14 pel' il congresso di Chatillon trovasi esplicitamente l'ingiunzione di in&istere perchè alla Francia non fossero imposti gl i antichi confìni , osgervando come senzn i dipartimenti del Reno , senza il Belgio, senza A.in-versa . si diminuirebbe grandemente I~ potenza della Francia riducendola ai dnè terzi di quella che relativamente aveva ·venti anni prima . La difesa di Anversa è stata sempre oggetto di studio e di preoccupazione per il Governo del Belgio e di sommo interessamento per quel saggio, prndente e liberale Monarca. Nè poteva avvenire di- · versa.mente, dacchè nella questione della difesa di Anversa trovarnsi i implicato non solo un ai·gomento militare, ma benanco una questione .di politica internazionale. La necessità dell e fort ilìcazioni di Anversa era stata riconoiiciuta fino dal 1184-8 dal Comitatò di difesa e qui ndi nel ·l 81>'1 dalla commissione speciale. Nel 11855 fu presentato perciò un progetto di ·legge che stab ili va doversi considerare Anversa siccome il punto di :appoggin per l'esercito Belga e di rifugio per il Governo in caso di invasione. Altri progetti analoghi furono pure presentati successi-.vamenle e sempre senza risultato, .sia per l'aggiornamento della questione, sia per il rigelto della legge, come avvenne il 4 agosto 1858, quantunque in epoca precedente fossero stati accot'dati al,,eun i fondi per forti staccati e per un campo trincerato in torno di 1
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Anversa. Però nel sncce,;sivo anno 1859 fu di nuovo presentato il progetto per le fortificazioni di quella città, e '.n quell'anno la legg~· fu finalmen te approvata. In base alla medesnna e per precedenti lavori o progetti, la élifesa di Anversa consis_te OJgic~: ·Io nella cinta esterna dei forti distaccati, sulla riva destra del la Schelda, che forma il campo trincerato: 3° nella cinla interna del territorio della città e nelle opere· sulla sinistra del fiume stesso; . . 3°nelle fortificazioni della bassa Schelda e del Rh ede. Cosi Anversa rimane potentemente muni ta anche dal lato.di marK epperciò il .ministro della guerra in Belgio, il generale ~hazal ,_ ha potuto dire nel 186{- dinnanzi alla Camera, che Anversa e una P'.azzaforte invincibile purchè lasi voglia difendere, e che essa è la pmna fortezza del mondo. Il sistema difensivo del Belgio si basa ~tdunque in oggi intiera.-· mente sopra di Anversa. Delle antiche fo_rLezze hll'ono solo conser~ vate le piazze di Tennonde. che forma sistema con Anv~rsa, .e d1 Di est, nonchè le cittadelle di Lieg!3 e di Namur, essen~os1 cosi demoli te le piazze frontiere e le fortificazioni che trovavans1 sulla costa, a NieuporL e a Ostenda. . . Q este demolizioni cominciarono tostochè venne ado ttato li nuovo siste~a di difesa, e per tale scopo fi no ~al 1186·1 venne richiesto u~ credito ·straordinario. Però a c1uesti lavori di smantellamento non s1 pose mano se non gradatamente . . . . . .. t natura.le che la posizione di Anversa e le sue !orm1dab ili d1 lese debbano formare di quella città l'Lmico centro marittimo militare del Belgio. . . 11 litor:ale cli quello Stato è bagnato da.I mare del Nord ed ha. l~ lùn"hezza di soli 67 chilometri, i quali per la posizione appunto di An;ersa così internata, possono ritenersi difesi da. CJLtesta . fort~zza senza bisogno di altre opere sni punti d'el litorale. stesso. E poi d~ notare che i sistema fe rroviario del Belgio è cosi completo che s1 presta facil me: te a trasportare un corpo di truppe in ~~a.lu_nque punto delle coste. -e:. Ostenda, già rinomat.a._nelle gue_rre .d1 md1p~n-· denz.a dei Paesi Bassi. per il suo memorabile assedw d1 treanm e per la suaeroica difesa contro gl i Spagnuoli al principio ~el seco~o decimosettimo, giace in riva al ma.re e non presenta perciò condi-· 1
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LA DIPESA
:,zjoni favorevoli per up.a v11Jjda difesa contro gli attuali mezzi di attacch i Tllarittimi. Fu qµindi una necessità abbandonare quelle ,opere che la difendevano i11 passato: .così dic:;isi di Ni.enport, E infalti -qu:dora si considerino le circostanze special i di uno Stato come il Belgio, fa d'uopo riconosç,ere come sarebbe riuscito un vano e superfluo tentativo quello di volere premunire tutto il territorio d:i invasioni terrestri o m,arittime. L'unico sistema da adottarsi era pre,,cisamente quello che il Belgio ha seguito: una pia-zzaforte formidabile nella quale Governo e esercito possano trovare rifugio dinnanzi .una in vasi one - attenderyi gli eventi, conservando sempre gli ele:J:p.enLi di uno Stato inclipende11te, Nè vuolsi dimenticaee che tra le Potenze guanti d~l Belgio ve ne hanno due che si può dire conlì nanti con lo stesso - la Germani~, che per terra ha. le sue frontiere appoggiate al Belgio - l'Inghilterra, che per mare può sempre ·accorrere a sostegno cli Anversa, a protezione delle coste belghe ·qu;=tlora foss.ero minacciate. E l'applicazione di crueste considerazioni la abbiamo veduta nel 1870, durante la guerra tra Francia e Germania, per mezzo del trattato anglo-prui\siano del 9 agosto di quell'anno , Di tutti gli Stati ·,che abbiano fronliere marittime, il Belgio - e non bisogna mai dimenticarlo - è il solo che in foi·za di· trattati può contare sull'ap;poggio di altre potenzi> qualora la sua integrità fosse minacciata .
Fra le potenze d'Europa delle quali non ho parlalo vi sono il Portogallo, la Spagna, la Grecia e la Turchia , Tutti questi Stati posseggono estese frontiere marini me, taluni in moclo assoluto, altri ·in relazione· ali' ampiezza dei loro territori. La ragione per la quale ho ommesso cli esriminare le loro conclizioni difensive marittime si è perchè non parrni che nei medesimi siasi peranco adot- . tato un sistema regolare e recente per la difesa delle coste, da potere invocarsi ad esempio. :Però anche i predetti quattro Slati posseggono taluni plmti sulle loro cost.e nei qua.li vennero conservate quelle opere di difesa di altri . tempi che si erigevano per premu.nirsi dalle opera~ion i navali . Tutli gli arsenali e porti militari .cli quelle nazi9ni t.rovansi per tal gµisa protetti, Così lo è Lisbona
DELLE COSTI::
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·sul Tago, oy,e trovas i l'a11senale della marina portoghese: Cadice il Ferrol, Car:tagena, che sono i tre po!'ti mili tari d;ll a Spagna, ,quale ,p1~re a~1!overa altri punti fortificati nel golfo di Biscaglia, sul mare çl, Galtz1a, allo stretto di Gibilterra e sul Medit.enaneo, La -difesa dei Ii)ardanelli pet' ,quanto incompleta dimostra come anche la Turchia ritenga necessario dil'end.ere la sua capitai.e e il SJJO ,wsenale di Costantinopo li al Corno d'Ot'O. . Dell'Ameri~a ho esaminato solo gli Stati~Uniti, sia per la grande importanza d1 quel paese; sia perché nella guerra di secessione ·I.e varie operazioni ~i attacchi sulle coste e quindi la difesa delle .stesse ebbero vasto campo di pre$entarsi. Però anche altri. Stati nel Nuovo Mondo provvidero in qualche modo a talune opere difensive sui loro litorali, JI Brasile ha difesa da forti e da batterie ,di éosta l'entrata di Rio ,foneiro dove trovasi un arsenale marittimo : così pure l'arsenale di Lodario nella provincia cli Matto-grosso sul Paraguay è ben difeso e più validamente che non lo siano crli altri tre stabilimenti di Parà, Pemambuco e B~hia. .., La _recente guerra tra il .Perù e il Chili obbligò quei paesi a improvvisare qualche fortifìcazione !il ·accrescere talune difese in certe posizioni già. munite di qualche opera difensiva. Gran parte delle operazioni militari di quella guerra ebbe Iuoao per mez7,0 di sbarchi, di att,acchi marittimi, di combinazioni ~·a forze terrestri · e forze navali, . An.che nell'_estremo Orieute i due imperi, China e Giappone, per 1,loro _rapporti con le potenze europee, sentirono il bisogno sia di crears1 ~Lialche stabilimento, navale e qiuindi proteggerlo, sia di premumre con opere di difesa talune importanti posizioni delle loro ~oste . T. due arsenal i della China a Shangai e a. Fou-Tcheou ~o,n,0 1n~lt_re ?o,llocati n~ll'intemo del Ii torale sopra fiumi. e quindi rn cond1z10m lavo-t1evolt per la difesa, I Ch inasi inoHre per difendere le loro coste fanno un gmnde uso cli torpedini, Le principali fortificazioni sono a Thiom-Tsin per l'entrata del fiume a Pei-bo e a Canton dove però in virtù di un trattato con l'Ingh ilterra non possono erigersi opere di difesa sul braccio del fiume chiama~o B~cca-'fig_ris, :~?~r~i~ ne _furo~o elevate sull'altro_ braccio ~elto Sm-K~m1~. NeÌ'it-8-7.Q. 1 Chmes1 cominciarono pure a difendere . l arsenale di Fou-Tcheou ,
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LA DIFESA DELLE COS'l'E
Il Giappone, al pari dellà China, sviluppa la sua marina sotto il principale punto di vista da essere utilizzata nella difsea ra.vvicinala delle coste e quindi in condizione per prestarsi alla difesa. del suo grande arsenale mariltimo di Yokaha nel Golfo di Yeddo e degli altri suoi stabilimenti navali di Yokohama, dipendenza del precedente, di Nagasaki e di Kobé. Per la difesa dei possedimenti nelle Indie, gli Inglesi e gli Olandesi , oltre ad a-vere protetto con opere permanenti alcuni punti strategici di quelle vaste regioni, adoperano a tale scopo anche un numeroso naviglio speciale, combinando questa difesa mobile con l'impiego di torpedini. Da quanto ho adunque esposto sulla difesa delle coste nei' paesi esteri risulta dimostrato ali' evidenza come tutti quanti gli Stati, i quali posseggono un litorale, non trascurino di difenderlo, e come per farlo si valgano di quei metodi, di quei mezzi e di quei sistemi che costituiscono i principii generali per la difesa delle coste quali ,furono da me riassunti nel paragrafo VIII, adattandoli alla loro posizione geografica e alle speciali condizioni idrografiche e topografiche. Non è adunque un vecchio pregiudizio, un attaccamento alle abitudini del passato , quello che induce tutte le nazioni del mondo a seguire le stesse regole per la loi·o difesa litoranea. È.invece la neces$ità da tutti riconosciuti di non allontanarsi da quei principii dedotti dalla scienza e dall'arte militare, avvalorati dalla pratica e dall'esperienza, per tentare nuove norme in un argomento così vitale quale è la difesa del ·proprio litorale. Gli esperimenti in materia consimile po;;sono pagar:,i a caro prezzo, compromettendo in pari tempo l'onore nazionale. E ora che bo esaminato le condizioni nelle quali trovasi la difesa delle coste presso gli Stati esteri, uopo è vedere come questa difesa trovisi costituita nel Paese nostro.
MALDJNJ
Deputato al Pa-rlame,nto.
RIVISTA ESTERA
LA GUERRA DEGLI INGLESI CONTRO I BOERI
La notizia dei disastri subiti dagli Inglesi nel Transwaal, ha avuta un'eco dolorosa nel Regno Unito.~ tanto più dolorosa, poi, inquantochè le sconfitte bri tanniche sembra facciano affliggente coll(.rapposto alle vittorie russe nell'Asia centrale. In poco più di due r,nesi le truppe inglesi nella colonia di Nata!, furono ridotte nelle più tristi condizioni; i Boeri, imbaldanziti pei risultati ottenuti, crescono di numero e di audacia e nulla accenna ad una pronta soluzione della guerra, per ·cruanto col la nomina del Roberts a comandante geMrale, il Governo britannico dimostri esser deciso a venire possibilmente ad nn onor,wole accomodamento. _ _,.,..,._,.,,.,..,: I possedimenti bri tannici del Transwaal furono annessi nel ,1877 ai . · territori inglesi del l'Africa meridiona le. Questo paese è limitato al nord e all'ovest dalle regioni quasi inesplorate dell'Africa centrale; all'est, dai possedimenti portoghesi e dal Znlnland ; à l sod coi paesi di Nata!, dello Stato libero del fiume Orange e cnl Gi:iqualand. Le frontiere naturali del Transwaal sono disegnate; all'est, dai monti Lobombo; al sud dal corso del Buffalo e da quello del Waa l; al nord, dalJ corso del Lim popo, tributario dell'Oéeano indiano; all'ovest, dalla riviera di ~otuani che si getta nel Limpopo . J;,a superficie del paese è /alcolata a circa 34 0,0.00 chilometri qna~rati;. pr~ss? _a poco la sup/rficie del Regno Umto; ha 40,000 ab1tant1 d ongme europea e 250, 000 indigeni. Il Transwaal è diviso in tredici distretti aventi
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ANNO XXVI, VOL. 1
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631 Le truppe inglesi nel Transwaal erano ai primi di febbraio divise in tre distaccamenti; l'uno sotto gli ordin i del generai Colley al campo ,di Lang's-Nek; un secondo fra Newcastle e Ladysrnit.h; il terzo fra Ladysmith e Peterrnaritzburg. J Boeri occupavano gl'inten°alli (1) . Il numero di questi ·ultimi veniva calcolato a 8000 divisi in tre gru ppi: · il primo ·che sorvegliava la frontiera della provincia di Natal aveva jl suo quartier generale a Meck, a 50 ch ilometri jal nord di Newcastle; un altro, incaricato cli direndere Ja ri\'iera di Waterfnl l, affluente .a destra del fiume Giallo (Waal,) era stabilito a Heidelberg :i 100 ,chilometri eia Pretoria; l'ultimo, bloccava il distaccamen to rinchiuso .nel rorte di Potscuerstroom a '.260 chilometri all'ovest di Newcastle. Il governo · inglese dicesi domandasso a quello del Portogallo l'au·torizzazione di rar passare le proprio truppe a traverso la colonia ,Portoghese di Lorenz .Marques. La (;wzzettn -nvil'i,ta.re porto_qhese, anmuociando che l'autorizzazione ora stata accord:i ta, aveva un articolo ·violento contro questa misura la quale avrebbe potuto invogliare gli Jnglesi a impadronirsi di quel por.t.o che apre l'ingresso alle vaste ,colonie -britanni che; ma il H gemwio il souo-segretario cli Stnto per gli affari esteri dichiarava invece alla Carnera dei Comuni che il G·abincLto nori .aveva nessuns intenzione di domandare faci li tazioni cli tal ·genere al governo del re LuigL Certo che uno sbarco di truppe -nella baia cli Delagoa avrebbe immensam ente fac ilitnto il cùmpi to degli .Inglesi i quali , da quel lato, si sarebbero trovnti alla distanza di appena 4-0 chilometri da lla frontiera orirmtale del Transwaal e avrebbero potuto prendere a rovescio i Roe,'i. Comunque sia , sir Colley stabilì ,la . prima base d'operazione a. Newca!itle, al nord di Nntal, non lontano dal la fro,uiern del Transwaal: fortifi cò in fretta questa città e si preparò, senza aspettare i rinforzi, a liberare le guarnigioni inglesi .assediate in Pretoria, Potscherstroom, Wesselstroom e Standorton (3). Il 2.,\. gennaio ,;ir Colley muoveva cqn 1000 nomini e fi cannoni da Newc.istle verso la rrontiera del Transwaal , onde prendere i'offeosiva; ·1 27 sw.bi lì il suo campo sull'attipiano di Uatley detto anche Pro· ect-Hi ll n 30 chilometri circa dalla base d'operazione. I Boeri ESTERA
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RIVISTA
ciascuno uu capoluogo. Pretoria, sede del governatore inglese, è la capitale. La popolazione non indigena è d'origine olandese: essa emigrò succe,;sivamente dal Capo e dal Nata!, incalzata dalla invasione inglese, e nel 1858, fondò la repubblica transwaaliana. L'Inghilterra unì questo territorio ai suoi possessi sfricani in seguito a complicazioni poliiiche che diedero luogo sd energiche proteste per parte dei Boeri, i quali si sollevarono il 46 dicembre :1880 proclamando in Heidelberg il ristabilimento della cessata repubblica, elessero un triu-mv,irato e si prepararono arditamente a sostenere la lotta. Giunta notizia dell'insurrezione al governatore del Transwaai, ·questi non potè disporre che di tre battaglioni di l'.anteria e d'una :batteria d'artiglieria che trovavansi disseminati nel territorio: egli stesso era isolato in Pretoria. Ordinò subito al 9-1° di venirlo a raggiungere; ma i 80 uon'lini che scortavano un convoglio furono quasi tutti uccisi : nello stesso tempo un distaccamento di 20 uomini veniva fatto prigioniero a Potchefstroorn; il rimanente della guarnigione chiudevasi nella cittadella che fu circ-0ndata dai Boeri . Alla notizia di questo primo disastro, il Governo inglese pensò subito a iI1viarti numerosi rinforzi nel Natal. Ai 21 dicembre Q agli ·H e , 12 gennaio partirono il 97° reggimento fanteria, il 6° dragoni, una ,, balleria d'artiglieria, un dis_taccamento di 425 uomini forniti da div-ersi battaglioni e destinati a formare un corpo di fanteria montata (1), un dist.accamento di servizi ausiliari (treno e corpo di sanità), una compagnia di porta-feriti e 50 marinai destinati a rinforzare un corpo di sbarco dato dalla corvetta 800.dicea. Ai ·10 e ai 15 gennaio, poi, partivano da Bombay e da Vingurla due altri troopscb,ips che trasportavano il 2° battaglione del 60° rifies (2) 1'83° reggimento fanteria , il 92,0, il ,t 5° reggimento us~ari e una batteria d'artiglieria montàta. In totale circa 136 ufficiali e HOO uomini. Gli ussai:i, i 1·ifles e il ·92° sono u·uppe agguerrite che hanno fatto le ultime campagne. del. I' Afganistan. Insieme alle truppe l"ur~no dirette su Nat.al ricche prov. viste di viveri e di munizioni. Quasi tutte queste forze giunsero a destinazione verso la metà di febbraio . (I)' La Rèvue· Jtililaire de 't' É)ranger nota che l' us o della fanteria mon'ta ta; inaagurato 'dàl' Rciberts •riell'Afganistan, tende a generalizzarsi nell'esercito inglese. , (~) Il GO• reggiroentp, insieme colla Ri/1.c JJrigade, prese il nome çli nt{le regtment perché una volta era armato di fucili rigati quando tutti gli altri reggimenti avevano ancora i fucili ·a bocca liscia . Ha r,onservàto' questo t itolo con un colore s peciale d' unifor mo {verdi scuro) peri quanto tutta la fanteria possegga ora lo stesso armi.
(I) Daily Telegraph. del 7 febbraio. (2) Al 1° gennaio la guarnigione di Pretoria (120 uomini coman!lati dal colonnello Bella irs) ave va ancora viveri per un meso. Potschefstl·oom era difesa. da 300 soldat.i. -Wosselstro orn trovasi s ulla strada da Newcastlc a Lydcmburg a c irca 40 chilometri dalli. <frontiera de l Na ta!. Standerton è s ituata sul. Vaal a 120· ch ilometri dalla frontiera di Nata! ed è uno doi punti principali sulla strada da Newcastlc o. He idelberg. La sc~rsa ,guarn ig ione di L:rden~urg si arrendeva ai Dueri il , g e nnaio.
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ESTERA RIVI STA
occupavano le alture di Laing's-\lek shal'rando la ,;trada del Tnl.llsw11al. R.isolvetto di 11ttacca l'ii, e il 28 alle 6 e ,1; 2 del nwttino mosso colle sue forze, diminuite di dne compagnie lasciate in riserva, per slnggiare il nemic:o dallo alture situnte a 8 chilometri circa dal campo ingiese; posizioni formidabi li che i Boeri avevano fortifì c~to. Allo 9 la colon11a. composta del 3° battaglione del 60° 1·ifles, del 58° reggimento e dist~1ccamento nava le, ;;piegav11si a ,1500 metri dal c:.nnpo nemico. Un fuoco d'artiglieria continuato per un'ora e mezzo non produs5e alcun ri:mltato. I Boeri, perfettamente riparati, non rispondevano. Gli Inglesi decisero all ora d'impadronirs i d'una specie cli sprone sulla ~inistra delle posizioni ~,vvorsarie ('I) . Giunti all'ultimo gradino rlella montagna, un distaccamento del 58° e pochi uomini di cava lleria appiedati che formavano l'avanguardia, si trovarono cli fronte alle alture di Laing's-Nek difese da Yarie migliaia di Boeri. Questi furono da prima respill[.i; ma poi, ripre$a l'offensiva, inflissero agli Inglesi gravissime perdite. Questi ultimi erano sa li ti all'::(ssalto sotto un vivo fu oco di moschetteria; il colonnello comandante, gli nrfìciali di stato maggiore e t.nt.ti gli ufficia li a cavul lo caddero morti o fer iti durante l'azione (2) . Un nitro piccolo corp0 di cava lleria clrn faceva una carica cli fi anco, ,,enne anch'esso respinto, dopo essere ~iumo fino a :300 metri dalla sommità, perdendo 17 uomini e 32 cavalli . Cinque compagnie del 58° che avevano assa lito il f'ronte, arr3mpicundo~i a fa tica su per l'erta sopra un terreno mal formo, furono accolte da un terribile fuoco; nonostante non indietreggiarono ma, tentando una carica alla baionetta che sir Giorgio Col ley nel suo. rapporto ufficiale disse quasi coronata cl3 successo, giun5ero a 20 tMtri dalle trincee occupate da l nemico; però dopo una resistenza di cir~a ,.\.O minuti, Cl)lpite, decimate dai Boeri, dovettero battere in ritirata, non solo per le p~rclit.e subite, ma anche. per la mancanza di munizion i che erano sci volate dalle. giberne durante .l'assalto. Allora i Boeri uscenrlo dai loro ripari inseguirono gli Inglesi; senonchò il fuoco clell'artiglieriu , ammirabile per precisione, valse a rat.t.enerli. Ciò rose inutile l'intervento del 60° ,ri,{les che voleva portarsi a vanti por proteggere larit.irata . Erano le ·I ,J 1/ 2. La coionna ritornò al campo cli Hatley senzo essere molestata : essa contava 17 ufficiali uccisi, 2. feriti e 186 uomini tra feriti ed ·uccisi, di cui 117/J. appartenenti al 5~0 • Il tentativo era fallito (3) . ()) nevu.c mtlitatre cle l'Ét·1·ange1· (2) Times del 6 febbraio 1881. (3) Stanclarct'det 6 febbra io.
del ! " m nrzo 1881.
Il combattimento di Lang's- Nek non ebbe certamente una importanza capitale; ma va lse a dimostrare che gli Inglesi avevano di fronte avversari destri, capaci, bene armati e ben guida ti che conoscono a perfezione il paese e a tutto decisi pur di riacquistore la loro indipendenza .. Era certo, d'al\ronde, che bisognava riprendere al più pres'.o la rivincit.a , imperocchè un ritardo avrebbe poLuto produrre delle agitazioni negli altri possedimenti inglesi e deterrn i'nare perfino nna rivolta generale. È innegabile che il Lent~ti~o di sir Colley fu generoso,_'.no temerario. EO'i i comprendevo be111ss1mo che colle $Ole sue forze dil fi -. o . . ci lmente avrebbe potuto vincere i numerosi avversari; tuttavia s1 lasciò tl'ascinare prematuramente alla lotta dal nobile pe·nsiero di salvare le guarnigioni inglesi assediate, di cui taluna era ridotta alle estreme risorse ( 1). Lang's- Nek, punto strategico importantissimo, unisce due grandi catene di montagne ed è tagliato da lla strada che eia Newcastle mette nel Transwaal. Nel fondo havvi una stretta molto pericolosa che si estende per alcune miglia sino al Coldstro1H~1 ove si . t~ovan~ v~ste pianure. La strada attraversa r1uest.a stretta che ha a sm1stra 11 dmipato Drakenberg; a destra, il prof'onc\o letto del finm_e Bttffalo . Il corrispondente della Pall /11aU (;azette_(2) la chiama una :c_ern~ degna d'esser descritta da Dante. Lo con~msta ~, queste pos1z1on1 sarebbe slatn dunque preziosissima per gh Inglesi: essa avrebbe loro permesso di, penetrare nel Transwaal e di combauere ìn aperta (lia_nura, manténendovisi per qualche tempo, anche contro forze supenor,, fin chè i nuovi rinforzi non fossero anelati a raggiungerli. 1
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II.
Dopo questo fatto d'armi, Inglesi 0 Boeri r imasero su lla dif_ensiv~ . Lo scacco subito dal genera le Co lley poneva l'esercito colonwle m una critica situazione. Le truppe cli rinforzo dirette eia Gibilterra per l'Africa dei sud, sbarcate allora a Durban, si erano appena messe ·in via per Petermaritzbnrg. Da Petermaritzburg a Ne,v~stle. esse avevono a percorrere, senz'altro mezzo cli trasporto che 1 c~rwgg1 _1n:1mitivi, una distanza da 125 a ·1 fiO leghe, distanza che era 1mposs1bile percorrere prima di 20 o 25 giorni . Ciò vuol dire che gli ovanzi 1
del 6 febbraio . ('l) Pali ,!fati Gazette de l l;, gennaio.
(1) Times
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t,STEHA RIVISTA
dei rnoo uomini di sir Colley dovevano tener testa ancora per molto, tempo ai 6000 Boeri e più rimasti concentrati a Laing's- Nek. Fn allora che il governo Inglese dispose telegraficamente affinchè fosse prelevato un nuovo contingente sull'esrwcito delle Indie. Una volta giunte le truppe sbarcate a Durban, sir Colley avnlbbc potuto contare su 3500 uomini circa coi crua li riprendere l',iffonsiva . Nulla avvenne per qualche giorno, senonchè i Boeri intercctrnvan(P i corrieri minacciando le com unicazioni. Il 5 febbraio essi riuscirono. a _impedire le comunicazioni posta li tra il campo inglese e Newcastle, ed accennavano a tagliare i fi li telegra fici. Un corpo di Boeri di circa 4000 uomini era giunto alla retroguardia cl.ella colonna inglese. Evidentemente aveva dovuto attraversare il territorio dello Stato libero di Orange collo scopo di assalire il forte Amiei e staccare vaÌi In11lesi dal la V loro base d'operazione (-1) . . La posizi?ne diveniva sempre più pericolosa .. L'8 febbraio sir Colley nsolvette d1 fare una '·dirnostrazione verso Newcasr.le, e alte 8 del mattino con 500 uomini del 60° 1•ifles, 2 c:annon i da montagna e un piccolo distaccamento di cavalleria avanzò verso la parte sud del campo . A cinque chilometri cima da Hatley l:,i strada incontra l'Iogogo che può guadarsi in due punti (2). Il generale lasciò sulle alture che dominano la riva sinistra di questo fiume una compagnia del 60• e· i 2 cannoni da m9ntagna; il resto della colonna trnver:;ò la rivi era e cominciò a salire l'erta che conduce all'altipiano .di Schains Hoogtc} dove, appena giunto, gli esploratori segnalarono al le viste il nemico .. Era circa mezzogiorno. J: Boeri che erano a cavallo, misero piede a terr::i e si schierarono in cacciatori sbarrando la strada di Newca,tle. Il fuoco cli moschetteria du rò fino a notte col la ·1wrnio de,,.li lnrriesi .. 00 t'l 0 ' poichè gl i avversari, oltre distinguersi nella precisione del · tiro , avevano scelte posizioni vantaggiosissime dominanti quelle delln truppe britann iche. Il tiro dei Boeri era ta lmente preciso, che a f]uasi nulla ·· valse l'uso dell'artiglieria , bench è fosse a distanza di sol1 500 metri: i serventi dei cannoni non avevano che a mostrarsi per restare uccisi sul p0$to; gli stessi ufficiali e i conduttori furono presto messi fuori st.ato di ~ombattere. Si riparò mandando a servire i pezzi gli uomini d1 fanter111, ma non ebbero fortuna migliore. I Boeri cerc11vano avviluppare completamente gli .Inglesi: nori"ostante (i) Times doll'S febbraio 1881.
(2) La profondi<à di questi guadi , quando le acque 5ono l:>asse, è di circ3 O"',~O; Ja loro arghezza di IO rnetri. Nella stagione delle pioggie, il passaggio diventa pericoloso e spesso·
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non si avvicin:irono mai più di 500 metri, specialmente perché, prevedendo lo scoppiare di un uragano, parev:i facessero a_ssegnamento snl c:oncor:,o degl<i elementi per tagliare al nemico la ritirata. La tempesta si scatenò verso le cinque e l'Ingogo, ingrossato fuor di misura , era di diffici lissimo passaggio. La situazione era tremenda. Non c'era che {lU espediente: aspettare la noue ecl eseguire una marcia fati cosa e piena di pericoli per raggiungere Hatley. La colonna !;Ì mise in, movimento alle 9; attraversò a stento la ri viera perdendo molti uornini nei Ontti, e finalm ente giunse al campo , lasciando però sulfo riva dritta un:i vettura di muni'zioni e i feriti i quali furono trasportati il mattino seguen te e condotti a Newcastle senza che i Boeri vi si opponessero. L'insuccesso di Sehains-Hoogke era molto più serio di quello di .Laing's-Nek. Newcastle, dov'erano le munizioni di sir Colley, trova vasi minacciata e la guarnigione non sarebbe stau~in grado di opporre resistenza ai Boeri ove i rinforzi spediti si fossero fatti attendere a lungo. Per fortuna , le truppe di i·inforzo sbarcav-ano verso la rnetù di febbraio. .Cl ,15, la colonn:i de! colonnello Wood trovavasi n sud dei monti Biggasberg e mettevasi in marcia verso le 1·ive del!'Iugagan facendo coprire il suo fronte da squadroni del ~ 5° reggimento ussari. Passate te alture, la colonna che aveva percorse 28 miglia, fece alto v rso mezzanotte, quindi ripigliò la sua strada fino alle rive del fiume che trov indiCese. La cavalleria si spinse attraverso i guadi; un distaccamento del 92° con due pezzi occupò un rialto; altri riparti di tru ppe presero altre posizioni per sostenere il pDssaggio iu caso di resistenza; ma il nemico non comparve. Le colonne seguenti passarono· coi loro barra,,.li e . prima del mat.tino si trovavano snlla strada di · o o Newcastle dove entrarono il ·I 8 febbraio. Sir Cciltey raggiunse tosto il colonncllQ Wood ; cosicchè la strada di Prospect-Hill rimase abbandonata. ai Boeri i quali si mostrarono in forze fra quest'ultima località e Newcast.le (,I) . . La colonna Wood era composta del 2° battaglione (60° rifles), 92° reggimento fante ria, 2 squadroni del ,15° ussari e 50 uomini di marina con due cannoni . Sir Colley e il colonnello Wood , riso!vettero di. non riprendere l'offensiva senoo quando la toW lità dei rin forzi fosse giupta , a Newca, tle. 11 generale in capo avrebbe potuto disporre allora di) circa 4-000 uomini di fanteria , 4000 di cavalleria e 18 pezzi di cannone. 1
(1) Army and Navy Gaiettt del 19 fobbra10.
limpraticabile,
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Il ·19 febbraio d colonnello Wood operò una ri·cognizìoue che ebbe ottimo risultato e che dimostrò prezioso il sussidio dei due :;quadroni di cavalleria. Con 100 ussari, protetti da due compagnie del 92° i quali assicurnrono il passaggio del Buffalo, il colonnello, partito co'suoi a mezzanotte, si trovò all'alba a 48 chilometri nell'interno del Tran:;waal spingendosi fino a 16 chilometri da Wesselstroom . La colonna, montata sulle alture che dominano Utrecht, trovò il paese deserto; tutti i Boeri di questa regione si erano concentrati a Laiug's- Nek ed a Mcck ,(1) . Questa ricognizione · pareva rivelasse il concetto di attaccare poi con tutte le forze i Boeri movendo su · due colonne; l'una, destinata a forzare il passaggio di Laing's-Nck; l'altra , per operare un movimento giran te per il Buffalo e Wasselstroom, in modo da prendere a rovescio i difensori del passaggio che volevasi conquistare. Il gen erale Wood - egli era stato promosso temporauca n1ente brigadiere-genernle - era intan to tor.nato a Pieter Maritzburg per sorvegliare la organizzazione e la marcia delle colonne dircu.e ~u ~ ewcastle. Il 2 ;1 egli poteva passare in rassegn11 le truppe allora giunte dnlle Indie e congratularsi con loro per il sangue freddo spiegato negli u ltimi fatti d'arme (2).
III. II generale \Yood e sir Co!ley, dopo aver rinsa nguate le proprie colonne colle trnppe recentemente arrivate, si conceutrarooo a &font.'sProspect e precisamente nelle posizion i che dominano le stret.tc di Lanig's-Nck e di Spitzkop; mentre i Boeri :;i rafforzavano a 1:-ai~g\~ Nek risoluti a resistère a oltranza. Nutrivausi a dir vero sen t1mor1 a proposito dell'attitudine che avrebbe potuto assumere lo Stato libero d'Oraoge il quale, dicevasi, aspettare il 23 febbraio, anniversario delln proclamazione d'indipendenza , per dare aiuto ai ~ratel_li del Tra_nswaal. Ciò avrebbe resa infinitamente più diflìcile la s1tnawrne ed esigeva le maggiori precauzioni (3). .. .. , . .. .. . .. . . Non essendosi realizzato quanto si sospettava, i gen,~~~h 111gles1 decisero il movimento in avanti. Nella notte dal 25 al iov febbraio sorpresero gli avamposti dei Boeri e s'impadronirono della collina di Spitzkop, (I) Standard del 20 febbl'aio. 12) Pali Matt Ga:euii del 22 febbraio. (3) Times del 19 febbraio.
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R I V(STA
EST ERA
ma all'a lba r1uesti si mostrarono pronti a di fendersi. Gli Inglesi ·avevano da su perare una grande difficoltà : l'erta era ri pidissima e mol to pericolosa, poichè il terreno era co perto di grosse pietre che rotolavano sotto i piedi dr1i ,:oldati carichi d'armi , di munizioni e di viveri per tre giorni. Dalle sette alle undici, i Boeri, circondarono la collina di Sp itzko p mautcnendo un fuoco vivissimo ; alle· ,11 le perdite erano insignificanti per gli Inglesi che rispondevano egregiamente al fuoco nemico . Ciò prosegui Jìuo a mezzogiorno, qua~do i Boeri , ri uforzata la I~ro Jinea di battaglia per precipitarsi all'assalto, dopo un'altra scanca rnicidiale sa lirono con furia l'erta del la colli na. I soldati inglesi della prima fila ritna$e1;0 tutti uccisi; i restanti si ritirarono sul la posizione principa le. . Inva no tentarono di riunirsi; il fuoco dei Boeri li decimava . E:;auritc le mnuizioni si cornbattè all'arma bianca finchè_gli Inglesi J'urono posti in rotta comp leta . Si i' Colley che trovavasi su ll'altura del la -c.ollin~'.1 c;ou ,JOO/ de' suoi, era cad uto morto combat.tenc.lo va lorosamente '3' QJl, ndo t;rnniziord mancarono agli Inglesi, i Boeri recero di essi una Mribile :;trago. 11 60•) 1·•i,fles combattendo con slancio disperato potè. ginngere al campo, ma nell,1 sua ritirata era circondato dai nemici che ne facevano strage. I potenti cannoni che difendevano il campo inglese ,poterono a mala pena arrestare l'inseguimento. Subito dopc/ il cornbat.timerito fu concln::.o un armi;;;t.izio per riconoscere le perdite e sotterrare i morti. Si trovò che i feriti inglesi aveva110 piaghe orribili prodotte dai colpi di , fuoco tirati a breve distanzn. li 500 aveva avuto 1100 nomini fuori cornh::it.timento; il 9,1o più cli 200, il distaccamento navale, H morti e 118 ~eri~i; _il 58°'. di~ strutto . Le perdite dei Boeri :furono relativamente ms1gn1fi cant1 . I Boeri, impadro11itìsi del corpo di sir Colley, lo fecero trasportare a! l<iro cnmpo di Ln iug's-Nek; ma si dich iararono pronti a restituirlo, quando il nuovo comandante ne avesse fatta domanda s_cri tta,_ che avvenne (2). Si scoprirono per mo!ti giorni nuov( morti<' feriti nella sinuosità della montagna . I Boeri si stab.ilirono solidamente sul picco di l.\'Iajuba, punto di grandè va lore strategico. 0
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(1) Times del ·1 marzo
1881.
(2) Daily Telegraph del 1° marzo.
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RIVJSTA
Un uffièìale del 58° reggìmento fanteria che prese parte all'azione, così descrive il punto più sa liente della battaglia « Al tocco, un fuoco terribile di moschetteria ci colse sulla nostra sinistra. Tutte le nostre riserve vennero a sostenerci e rispondemmoal fuoco per 10 minuti. C'erano 50 uomini della brigata navale, parte del 92° e del 58° contro 2.000 Boeri. Questi tiravano egregiamente e i nostri uomini erano colpiti con precisione dalle loro palle. Verso la nostra sinistra, tutti trovavansi esposti ; ogni uomo vedeva pioversi almeno una dozzina di palle intorno alla testa. Gli uffìciali gridavano · « Tenete1Ji sulla 'Vostra ,iri.tta I,, ma essi invece cercavano.\ aoofon. , 99 gere la retroguardia a tlinistra dove era il generale · coi 50 uomini della brigata navide. Pareva si beffassero della mortè e giunti sulla cresta della collina dov'erano il colonnell9 Stewart, il maggior Fraser, 11 ca~itano Mac-Gregor, lo stato maggiore nonchè molti altri ufficia li-, · questi col revolver in pugno incoraggiavano gli uomini alla lotta. Il fuoc:o dei Boeri era interamente concentrato sul nostro· ultimo punto di difesa. Gli u~rnini si affollavano dietro un riparo formato da un mucchio. cli pietre; ma gli ufficiali , ch iamandoli e dirigendo loro leggeri rimproveri, li istigavano a prevenire il uemicodifendendo i fl an.chi della collina ,, . << La 11ostra retroguardia era in uu altro punto del bacino, e nou contava che ·15 o 20 uomini ; le prime fi le del nostro frontene:rvevailo, ancor meno, mentre i Boeri era no in gran numero. Era però ancora libera. davanti a noi una certa estensione d·i terreno. In direzi.one della, retroguardia, il terreno era ripidissimo, Nonostante i Boeri parve si, decidessero a prendere questo pi.lnto e tu tti i loro sforzi si concentraron,1 verso la nostra 8inistra. Il maggior Fraser gridò « Soldati del 92°; incannate le 'Vostre baionette! " Il colonnello Stewart chiamò il 58'0 ; il capitano Mac-G·regor fece avanzare la brignta navale. Il generale Colley dirigeva ;1 movimento con tanta calma come si fo~se t.rattato di una ri vista . Gli uomini incanna rono la baionetta e ,;i disposero in semicflrchio rispondendo con alte grida .a cia scun grido del nemi<,'O . Numerosi gli assa!Jtori; ma gli assaliti attesero a piè fermo. Questi ultimi si :;ostennero per ·1Ominuti, finché, cioè, durarono le munizioni; tenendo conto ch'essi non avevano ch·e 70 cartucceper uno nelle loro tasche ". « Una pane dei Boeri si gettò sopra .iO uomini circa del nostro fron te ;
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(I) Il luogotene me Bill.
ESTE RA
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questi caricarono alla baionetta, ma la morte li colpiva da una sorprendente distanza . Col generale erano rimasti 100 uomini circa: gli ufficiali li incoraggiavano; e quando i Boeri au.accandoc.i da ,,icino piombarono sn di noi gettando alte grida , :;ir Colley domandi> gli si desse nna baionetta per poter~i difendere. Fu qne:;to l'nlti mo comando che intesi dalle sue labbra. In un momento i, nostri · poveri camerati furono incalzati giù I ungo la china del poggio in direzione della retroguardi.1. Alcuni potern110 fuggire al campo lasciandosi andare , a precipizio da un'altezza di quasi .'lO piedi e noì via a fnria lungo una strada copert3 di sterpi e di pietre, ,;otto una . pioggia di palle proveoienti eia tutte le direzioni. li rnmore delle fu cilate veniva inteso dal campo, e l'artiglieria, vedendo arrivare i fuggitivi, corniuciò a tirare in direzione del nemico che si avanzava inseguendo, e lo trattenne. Un certo nnrnero dei no<;tri venne scoperto dai Boeri e do\'ette ,1bbassare le armi. Io era con loro. Il capo mi parlò cortese- : rnentc. Io lo avevo già veduto nelle ri le nemiche al cornba tti m1·mto di Laing's- ~ek ». " Era il generale dei Boeri Joubert che mi promi,;c di lasciarmi in libertà a condizione che rispondessi alle .me domande. Egli mi dis"e « Chi è r1nell'nfficiale l'cri1to? Risposi >) Conducetemi presso. di lui e ve lo dirò » Andammo r, vidi un corpo diste::,o colln faccia coperta dall'elmetto. Dagli abiti, ricouobbi subito il corpo e alzando l'elmo vidi la fa ccia del no:;tro povero generale, l'eroe della giornata ; l'uomo che tutti avevano nnw to e $limato . I Boeri ne dubit~vano, e dovetti dare la rnia parola d'ono're che il. morto ern veramente sir C<)lley ....,)ç Allora ~i ,lccontentarono, ma non 11 11 · motto U$CÌ dalle loro lablrni che tradisse In gioia per la 11l<)rte di 1111 nemico . » Rimasero foriti molti gentiluomioi fra i vostri - non è vero ? - .Si, 1nol ti; ri-,posi. Uno· dei Boeri soggi unse . Hanno combattuto da va lorosi » ( 1) . La rrotizia di questo· disa,tro pro,.lu::;se una profon.da irnpre:;sione in lnghiltcrra. L'opinione pubbl ica reclamò nel subito una pronta rivinci ta, roa preva ls~ro poi consigli più miti . fotanto il generale Roberts, ill nstrato::-i ·nelle recenti guerre ncll'Afgnnistan, ven~e nominato con'Ìandanto generale delle truppe nel Natal e nel Transwaa l. Orclini venMro dati af6nchè il 99°, l'fl50 e il 102° reggimento <li fanteria si rechi110 immediatamente a Natal. · Si diceva che i Boeri avevano avanwto progetti di pace chiedendo · di riacquistare la propria ind ipcndrmza e incaricando come arbitro il (l) St. Jamts Ga,·ette de l , marzo .
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RIVISTA
Brandt, presidente del libero .Stato d'Orango; si diceva anche che gli I1~g_les! non _erano alieni dal trattare su queste basi, pure esigendo -condmom specwl1. Ma i preparativi guerreschi, l'invio del Roberts; la continua spedizione di nuove forze, dimostrano · come il Governo inglese voglia trovarsi sempre pront:o ad un eventuale prosegnime11to della guena qualora la pace che vi, ,ne offerta sia incompatibile col decoro della nazione. 1 Boeri, dal canto loro, si afforzano sempre più a Majuba risolnti .a combauere, ove occorra, fino agli estremi. Nel comba ttimento di Laing's- Nek, erano essi riusciti ad im. padronirsi di una bandiera che gli Inglesi dovettero riéonqni<;tarc colla punta della baionetta. 1 Boéri trattano i f; riti con grande umanit.à, tengono rnolto ad ess<'.r magnanimi e se ne vantano con orgoglio. Curano con affetto • anche i feriti Inglesi e quando fanno dei prigionieri, li rimandano ' a! campo britannico. Il GoYerno inglese ha ordinato, p~r questo, di riconoscerli ('Ome belligeranti. I giudizi recati sui Boeri e sul loro valore come soldati erano fin qui molto discordi, alcuni dicendoli coraggiosi e destri; alt.ri vi li e da poco. Gli ultimi avvenimenti hanno mostrato che i Boeri, sono eccellenti solda ti e---1l.!1Illini-i grande carattere che combattono con convinzione e fervore per il trionfo della loro causa . :· · I cornb?uimenti_di _L_aing's-N~k, di Schains- Hoogtc e cli Spitzkop hanno poi messo lil rilievo un rnsegnam<~nto che non dovrebbe andar perduto; vale a dire che una fanteria composta di ·buoni tiratori e non sostenuta dell'artiglieria, può difendersi contro una fanteria sussidiata da cannoni. li genera i Roberts è già arrivato a Nata l. Col sO'praggiungerc del le nuove truppe saranno colà sei reggimenti di fanter ia; nonostante il genern le dichiarato che senza nuovi e poderosi rinforzi egl i non potrebbe mt.raprendere una nuova campagna. · In seguito a ciò il minist1~ro della guerra inglese ha dato ordine al •I~<> reggim.ento ~ssari. stanziato al le Indie di partire per Dnrban Altri tre regg1ment1 partiranno da Gibilterra e da M:alta. · Per fortuna un telegramma del 6 marzo da Newcastle reca che in seguito ad un colloquio avvenuto fra il generale Wood e il comandante dei '.B?eri, J.oubert'. fu concluso un armistizio fino al H . Le posizioni inveStit.C', dai Bocn poterono essere rifornite di viveri per 8 "iorni ma non -di muniz!oni. Gli otto giorni_ de_corsero dall'arrivo delle pl;)rovvigion i. · I Boeri domandarono la md1pendcnza e l'amnistia .
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Nella seduta dell'8 marzo sir Law~on della Camera dei Comuni interrogò Glalcbtone sullo stato delle trattative per la · pace coi Boeri e ::mlla portata delia risposta che il G6verno intendeva di fare . Il ministro rispnse che fino dal ,13 febbra io il Governo aveva in;ri:ito al govematorc del N<1tal un telegramma così concepito . « Senza voler· · limitare i vostri poteri discrezionali, vorremmo che iniziaste delle· trattative per risparmiare una effusione di sangue >> . Egli lesse qnindi il tP.legramma del generai Wood col quale questo annunciava il concluso armistizio nei termini già acè.enuati, soggiungendo che foubert 'si era impegnato a indurre gli altri comandanti dei Boeri a restituire i feriti inglesi. Il signor G!aldstone soggiunse che le trattative di pace sarebbero continuate. . Un telegramma, però, avverte che nonostante le migliori intenzioni in pro della .pace, le operazioni militari contro i Boeri sono riprincipiate.
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LA BATTAGLIA lnI LAING'S NEK /
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È avve11uto in questi giorni laggiù in fondo all'Africa un fatto no-tevole pei militari. Il soldato ingle$e fu ' sinora esa ltato, a ragione, come un modello, d'inti·epidezza, fermo e freddo al fuoco, non curante del numero e della fm'ia dei nemici, inaccessibile ai terrori repentini, da farne · massa cap.:ice di frangere ogni più grosso e impetuoso assalto, ::i gnisa · di rupe contro il furore del vento e del mare, insomma un soldato di ferro, fatto a posta per la difesa delle posizioni e per le ritirate in pe{·fetto · ordine a passi contati sotto la tempesta de' proietti. Così nelle guerre napoleµniche, eosi nelle Indie, e tra gli Afghani, e in Africa e dovunque. · X Ed ecco t.ruppc regolari inglesi che· da mi lizie raccogliticce di pacifici co loni dcli' Africa meridionale, non eccessivamente soverchianti di 1rnrnero, di giorno chiaro, senz.:i Rorpresa, sono cacciate a forza, · per assalt.o, da una posizione predominante, cli non facile accesso, rormidabile insomma, a detta degli Inglesi stessi, e si sbandano, fuggono, presi da spavento con perdite gravissime .
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Non ci sono ancora ben noti i particolari di questo fatto sorprendente; pure d_a quello che già ne sappiamo dai fogli inglesi, possiamo sin d'ora capirne le principali cagioni, le quali, se non erriamo, sarebbero tali da offrirci, non già insegn3menti nuovi, ma nuovi argomenti a conferma e riprova cl' alcuni dei prmcipii più essenziali dellà tattica odierun di battaglia. Vedia mo infatti sostenuti e respinti colla solita fermezza britannica _gl i assalti frontali, benchè fossero preparati con un gran fuoco di moschetteria di lunga durata ed eseguiti con persistente vigore. Ma i Boeri cambiano la direzione dei loro aLt.accbi, e fina lmente riescono -con una parte dei loro (un'ala, a quanto pare, o un partito · aggi.rante) a porre il pied~ s·.l) ciglio della posizione inglese, sul fiarico e alle spa lle del nerbo principale delle forze nemiche. Questo successo è loro agevolato dalla sca rsezza dei difensori su quel punto e dal la mancanza cli riserve inglesi, inquat1tod1è tntte le truppe di~ponibili -,contro di loro s~rno giù in prima linea per conseguenz~ della foga e della insistenza dei loro attacch i. Allora gli Inglesi, sopraffatti dn an fuoco micid in le di costa e di rovescio, convergente con qnello che conJ,.inna <la fronte, si vcggouo costretti a sgombrare senza indug-ie,-fapùlame-nte, la loro posizioun: voltano le spalle al nemico, prendono la corsa, e questa, sotto quel gran fuoco, diviene sbaraglio e fuga . · La prima idea che viene i11 mente è quel la medesima che da gran tempo oramai primeggia semprechè l'attenzione dei militari è richia - · mata da quakhe fatto di gllerra degli Inglesi nei loro domiuii di Asia e di Africa e nei finitimi paesi, cioù questa: ecr,esso d'Hdimento - e quiudi d'im prudenza - ·difctt.o di forze; mettersi a graodi:;simo cimento con mezzi ottimi di qualità , se vtiolsi, ma scarsissimi di numero; dnuque esagerata fiducia in ,è, e nn improvvido scherzo coi pericol i. Nel caso in discorso, il comandante inglese dovea saper benissimo che gente fossero quei Boeri, quanti nomin i potessero mettere in campo, come armarli, come adoperarli , va le a dire quali forze, ,quali armi , qual, arti egli avrebbe avuto contro di sè. Ed ecco che. non coc;tretto, va a minacciadi da presso, 00n quei pochi soldati che egli ha tra le mani, se_nza aspettare i soccorsi che non tarderanno a · giungere dall'In~h ilterrn, prende posizione sopra il campo dei nemici, li ·vede, può contarli , e rimane lì a lasciarsi assalire con sì poche forze, che ben presto si vede costretto a metter tutto in prima linea soprn uoa posizione ristrettis$ima , senza modo di assicurarsi i fianchi e le spalle. E lo avvolgimento, sped ieute ormai notissimo ed ovvio, riesce a meraviglia , e i Boeri danno agli Inglesi una lezione che, per
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un certo vcr:;o, !'assomiglin a quelle che i poveri pjcchieri e balestrieri delle Svizzera dettero ai p(odi cavalieri d'Au:;tria . -~ ..... Veclesi poi palpabile- lo ~vantaggio delle posizi.oni poco spaziose e , mol to spar.zatè contro le nrmi a tiro lungo e pre:1s? e la con~eguen'..~ I.attica d'avvolgimento . Giungr: un istante che 11 luoco . nerr11co v1 ~1 accumula da varie parti in modo terribile, quantunque la fanteri_a nemica non sia ancora n petto a petto col difensore. Allora, ~llre 11 danno dei morti e dei reriti e lo impedimento allf.l mosse or~1nate e , tranqu ille, se uon sieno risçrve sufficienti, la ~confitta . è_ quas1._cert1'., . perchè non si può più colle stesse_ trnp~e ributtar, pr~ma I ,ìttncco da fronte, per e:;ern pio, e ~olgers, poscia contro I alti o da fian?o, _come era possibile di fare con bµone _n~ilizie a tempo delle arm1 ~ 11 breve gitto. Quella rm1 cosa da, Inglesi! ?ra toccn a loro, corno a~li ,),Itri, comportarsi in guisa da non dover,1 tronn·e a quelle strett~,, m cui il val,)re freddo, on,de, hanno cosi prezioso tesoro, se non g10va meno, certo 0011; giova p)ù del valore più bol lente. . . Gli effetti più tremendi delle armi a tiro lungo, prec1so_e rapido 'si provano nc-illo abbandonare le posizion~, cede1~cl_o n_lla pressione ~lei,'.~ attacco nemico . Un tempo lo sgombro s1 eseguiva tetrocetle~_c~o ,1 11 prese, lentament~ c;ompatti e ~piegati, e ri racendo fron~e ogm tant~, con quei modi c;he si ch iarnardno marcfa .in /Jattagl~~ _e fuoco 111_~ ·ritirata e linee s-uc.cessfoe in ritirata. Oggi, quanto p1u d teneno e ~coperto e il 1 rwmico 1ricino, ianto più bisogna scioglier$i e ~orrere sino ·a che (1 terreno stesso non presenti qualche buon appiglio ove rattesLarsi e riprendere il c~mbattimento a piè fermo, se I~ incalzare del nemico lo permetta . Cii i sia previggente, dove mancl11no c!u.egl i aiuti loca li , vi supplirà con trincee d~ battnglia ed altri lnvor1 1~provvi::.i, secondochè abbia tempo e mezzi_?a ciò, e terrà trupp: m .secon.da e terza linea per assicurare la r1t1rata con . res,st<mze succes,;ive di nuclei fermi, riposati e predisposti. Cosi non fecero e non potevano fare perché pocbi, stanchi e stretti dal te,_npo ~r?ppo breve, crii [n\tlesi a Laing's Nek. Di più essi hanno poca d1spos1z1one a quel ,; eiier; di provvidenze. Del resto, tutto ciò non vnle a rendere pos;ibile la ritirata len ta e ordinata quando la difesa, mentre attende a sostenere tò attacco dn fronte, si lascia sopraffare e s~ri_ngere da at:tacchi di fianco O di rovescio, come ~ppunt~ nvvenn_e_ m qu~I ~aso. Questi , attacchi portano una owssa di fuochi, r~on p1u come pnma, sopra ~ 1reve tratto del terreno tenul? d_a,I ~1fenso'.'e, ma su t~~tta quanta l'area d'una posizione che non abbia p'.u d, un ch.tlometro e mezzo ,di fronte, sin dal primo momento che ne mtaccano 11 lembo. Allora
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RIVISTA ESTERA
. lo sgombro rapidissimo diviene necessità. Ma se la nuova posizione è lontana. e non designata, se il terreno . da percorrere per giungervi è scoperto, se non v'è una riserva da opporre al vincitore, quel repentino volger le spalle al fuoco, quello sparpagliarsi, ·quel darsela a gambe sotto una grandine cli r.iomho che fa strage continua per n;iinuti e minuti cli seguito, sono tali incentivi allo scompiglio, allo spavento, alla fuga, che le più valorose e più intrepide milizie del mondo debbono augurarsi di non esser ridotte mai a cotal prova. Ridursi a quel punto può essere talvolta un atto d'eroismo, ma di un eroismo temerario, cieco e folle, e quantunque la teoria possa suggerire dei I'ipieghi per uscirne a salvamento, in pratica si risolve in voler esser battuto a tutto spiano, ed esserlo cli fatto. · Riflettendo sul modo di guerreggiare degli Ingle$i in quelle regioni transoceaniche, torniamo sempre a domandarci: è egli possibile aver maggior disprezzo pei propri avversarii? e poi: sono elleno ben condotte le forze di S. M. britannica in quei paesi?
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LIBRI E PERIODICI
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Lan,arnaora. Pagine nuove. - Ricordi storici della campagna di Crimea per OsvALDo PAGANI. -
...t lfon•o
Roma, Vo~,h·e·fa 1880. Più che aneddoti biografici palpitanti di esclusivo interesse individuale, questo nuovo libro . contiene pagine di storia riflettente un importante periodo della vita politica e militare del Piemonte; cli quella storia cui intimamente 5i collegano non solo il nome illustre, dal quale la iecente pubblicazione s'intitola, ma anche i ricordi dei . primi avventurosi slanci nel nostro risoi·gimento nazionale. · È or5era compilata con lo studio coscienzioso di interessanti documenti inediti , e intesa a far sparire delle lacune esistenti in autorevoli lavori stranieri sulla campagna di Crimea; nei quali rimangono 1roppo nell'ombta, o non vi sono narrate con la . vera imparzialità storica avvenimenti pure degni di larga e speciale menzione, quali appunto quelli riguardanti la partecipazione dell'esercito sardo alla guerra d'Oriente. L'autore non si perde molto intorno ai particolari dell'azione diplomatica che preparò l'alleanza del Piemonte con la Francia e l'Ino-hilterra; altri trattarono diffusamente questo soggetto, confutando te :rronee asserzioni sostenute al · riguardo da critici meno esatti, e rivendicando tutta la dignità e !'indi pendenza di quelle armi, che sui campi cli Balaclava rappresentarono il valore italiano. Egli non entra in controversie; narra con semplicità i fatti, accennando delle cause ANNO XXYl, 'l'OL. J.
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LIBRI
di essi quel tanto che è necessario al nesso storico ed alla chiara conoscenza dei medesimi. Il suo 5copo è quello di mettere in luce_le poche e gloriose operazioni militari compiute dal corpo di spedizione piemontese; ma più che altro di porgere un quadro completo della grande operosità amministrativa, che fu spiegata per provvedere le truppe iri quelle inospiti e lontane regioni di · tutto ciò che era necessario per vivere, e per tener alto il decoro della loro bandiera. Ed è precisamente ln q:uestà parte del. suo temà dov'egli svolge la sua maggior competenza, raccogliendo ed ordinando in una metodica esposizione una serie di interessanti particolari dal punto di vista logist.ico, utili a chiunque voglin non solo formarsi umi giusta idea delle immense difficoltà che costò quella spedizione, ma studiare esempi di · at.tiYi tà , di previdenza, di zelo e di mezzi im piegati per vincerle. Qui pure l'autore fa risplendere la sagace, illuminata e sempre pronta direzione del comandante l'armata sarda in Oriente, c()n parole tanto giuste t(11anto patriottiche. Riportata là cdrive1ìzione mi lifare fi'à il re di Sardegna e le potenze occide~ta li ed ac_cennati ~li acc?rdi s~1ccessivi st~b~er . 1~ riuscita dell'impresa, 11 Pagam descnve mmutamente-,preparat1v1 pet la spedizione e la scarsezia delle risorse in cui trovavasi allòra la Crimea, facendo ri'Saltare l'importanza dei servi1.i amrninistrlltivi che si dovettero organizìare. Però quantunque egli, attratto daHa familiarità, che mostra di avere con tale argomento, dedièhi ad éssi gran parte del suo lavoro, tuttavia la sua narrazione non stanca , non . essendovi trascurato ciò ohe non può fare a meno di .d,estare il maggiore interesse, cioè l'azione guerresca s-v-oha su quei memorabili campi, Ponendo in luce la parte che ebbe il Lamarmora nel piano ideato dal Pélissier e le operazioni militari del corpo piemontese, le qua li avvantaggiavano assai la situazione strategica degli alleati con estenderla stilla Cernaia è verso Baidar, lo scrhtore compie il dovere di storico esatto e di conservatore delle memorie che onorano il paese, Una critica però ci sia permesso di fargli, la quale traspare fin dalle prime linee di questo cenno, ed è che egli volendo, avrebbe pobuto dare alla sua opera forc:t1a più completa, dopo le recenti pubhlicazioni sia generali, sia parziali sulla guerra di Crimea, e fondere addirittura la sto11ia de.Jla spedizione sardà. La n'lol teplicità delle cosé ~be si collegano per vero dire con ordine e chiarezza col tema d·a.
647 lui svolto, fanno sparire da questo ogni carattere biografico, e danno ~I libro un'importanza più generica . Ad ogpi modo le modeste ,rroporzioni µi gµest.o lavoro non lo raccomandano meno, corrispondendo esse anche alla sc rnp)i.ci\à della for1:1a .cl1e gli 'fu dato. f. PERIODICI
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Ltn11vet1usa. - Tt>nente EDOARDO AVOGADRO 01 VJGLLA NO. Napoli ti.pogrn fì a del R. a;l bergo d.ei poveri, 1880.
{!J,n lembo di terra italiana, intorno 'cui fluttua l'ardente mare afri·Cano, benchè piccola e lontana dalla madre patria, meritava di essere l'oggetto di un attento studio, poichè al rigòroso risveglio della vita nazionale politica ed economica, contribuiscono anche i min imi in teressi capaci di progressivo sviluppo. Non poteva ·quindi !"autore mostrare meglio di aver reso proficuo il tempo da lui passato in distaccamento in quell'isola, eh~ pubblicanélo le più importanti notizie che la riguardono. La sua descrizione non è artistica, ma sobrià, bene ordinata, concisa, e rivela l'atteniioue nel non trascurar cose che possono in,teressare chi 1ha vaghezza d,i farsi un concetto etnografico del piccolo comune di Lampedusa, insuflìciente . a provvedere alla propria esistenza. I l clima, la natura del suolo, la configurazione di Hsso, la popola.zione, la storia antica e moderna per sommi ·capi, le risorse del paese, ed altri) formano svariati soggetti svolti con poche. ma chiare r.agior1 i tecniche. Dagli scogli dell'estrema ptmta meridiona le dell'Europa lo scrittore getta lo sguardo su lle coste più vicine dell'Africa, rna non vi scorge punto d'appoggio donde possa iniziarsi un' utile corrente commerciale. 1am pedusa è •misera ed attende anch'essa la benefica opera ·.governativa, che muti l'annuo sussidio dato all'isola, in mezzi efficaci al miglioramento agricolo. Egli accenna però il modo per vin.r.,ere l'avara natura del suolo, proponendo altresì un riordinamento d-el sistema penìtenziar-io stabil itovi, eél approfi!tta di questa ·occa&ione ,per respingere un po' troppo alla lesta la pena de'I dorrìiéilio coatto.
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I.IBR I
Fascicoli di dicembre 1880, di gennaio e febbraio 1881. - Parigi, Dumaine.
Jow••nnl de• s-,ièn-,e• nailitaires.
Ta,ttica delle informazion,i,. (Continuaz .). Generale LEWAL. - .Per ben raccoglierle ed utilizzarle è necessario un metodo nel servizio . Il gra nde ;;tato maggiore di un esercito può dare la direzione, ma i particolari lo aggraverebbero troppo ::;enza alcuu vantaggio. La sua azione si esercita per mezzo degli stati maggiori subordinati dei col'pi d'armata e di divisione. Anche la brigata per la sua autonomia, ac.qnistata in grazia degli a1uneut,Hi effettivi, dev'essere dotata di uno stato maggiore, perchè divenga organo motore e di Cùncentramento del sen·izio d'informazioni . L'autore va più in là, e vuole questo ~ervizio organizz:ito in modo speciale pnre oel reggimento , che si trova più vicino al nemico, come avanguardia , come Gent~..e"' gnir.ioni, come uni tà operante isolatarnentn.. . P ropone di aggiungere agli stati maggiori parziali uno o due ufficiali di riserva, che parlino la lingua del paese nemico, e in difetto di essi qualche interprete, non difficile a trovarsi st.ante l'attuale ordinamento. Infine vorrnbbe dei cava lieri speciali di scorta pel comandante, da organizzarsi al momento della guerra e.on uomini della riserva o della milizia territoriale, i qual.i dovrebbero vivere di requi$izioni . Svolge in seguito i differenti metodi d'informazione. Come- bisogna prnwdere nello st1tdio delle leggi, d'ordina·mento militare. G. L. M. - Vi si segna la la necessiti, di rimediare ai difetti dell'ordinamento mi li tare in Francia, .crea to in fretta e non del tu.tto arfr1onico. Si e~amina lo scopo essenziale delle istituzioni militari , che è quello di preparare un egercito atto tanto ad assalire un paese nemico, quanto a difendere il proprio, cioè fati.o per la guerra. Quando bù;ogna rifondere le leggi, occorre cbe i costum i, le abitudini, le idee nazionali si pieghino alle esigenze di essa, poichè le razze che uou sanno trasformarsi non possono aspi rare alla vittoria. Qggi si sacrifica la qualità a1 numero dei combattenti' ; quindi i prin-· cipii fondamen tali che debbono presiedere all'ordinamento delle forze armate sono mutati da quelli di una volta . · Bisogna costituire per conseguenza un esercito che possa raggiungere la massima potenza in guerra col minimo aggravio sul piede di
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pac;e. Ciò non può ottenersi se non ch e stabilendo un intimo nesso. fra le ~olur.ioni dei problemi che riguardano i quadri e gli effettivi di pace e quelli di guerra, la durata del servizio atti vo, e qnella del .,ervizio rni litare. Risolvere sep,m1tnmente tali qu(~stitlni è opera incompleta. bnpiego del/.ci fo1·tificazimie ne.U' uUima wiierra d'Oriente. (Continuar..). Capitano J. BoRNECQUE. - A Plevna la potenza della difesa consisteva più nel le trincee da ·battaglia che nelle ridotte. I Turch i a Lowtscha diedero uUo splendiclo esempio di fort ificazione impr:ovvisata nell'allacco. Dopo il combattimento essi non ristavano di rafforzare e migliorare le loro linee difensive. Quantunque ben preparato l'auacco dei Russi, l'u fo llia tentarlo , specie dopo l'esperienza fa llita. L'artiglieria aveva guaste le opere, ma formate di forti profi li, munite di traverse, di ripari tenevano i difensori al coperto fino al momento dell'assalto. Un esercit,o di 90,000 nomini con ,WO bocche da fuoco non potè attaccare di fronte le posizioni di Osman- pascià, difese eia 60,000 Turchi. Lo st.ato maggiòre russo commise molti sbagli , abbandonò a se stesso per due giorni $kobeleff. La mancanza di nten:-ili da zappatore impedì ai Russi di organizzare bene la difesa delle posizioui conquistate. Essi avevano poc~e truppe del genio. D'altra parte se Plevna fosse stai.a fortificata prima, non occoneva immobilizzare 50,000 uomini . G'uerra ~i pa1·t,igiawi,, s'uo 1Jassaio, suo aJJvenùre. (Fine) . A. DEVA·um:1s . - Segue la storia dei loro fasti dal ,18,15 ai nostri giorni. Dopo la caduta di Napoleone, alla pratica delle cose di guerra suc.~ cessero gli studi speculativi, le regole fisse , le~ formolo astraite. La gueh'a di ,;ece,;sioue negli Stati-Uniti, trnscurata nelle scnole, merìta la più grande attenzione, perchè vi si seg1wlaro110 brillan ti fotti di · partigiani guidati da c~p i arditi. La spedizione ciel Messico offre pure qualche notevole esempio di questa specie di g1H1rriilie. Havvene pure nel la campagna del 1870- iil. L'autore giudica più imparzialmente di parecchi suoi concitt.adiui, le operazioni dP.i volontari di Gariba ldi nel ì\:lorvan e nella Costa d'Oro, riconoscendo i vantaggi che essi ottennero dal punto di vista tattico. Dallo studio' del territorio francese e del reclutamento dei corpi franc hi, lo scrittore trae argomento a proporre l'i:;ti tnzioue di troppe partigia:rrn convenientemente scaglionate uelle Ardenne, nelle Argonne, nei Vosgi , nel Morvan , nel Jura contro l'iu:vnsione germanica. Spiegamento strategi,co pro/labile de/.lr. forze tede.sche .mlla f'ronl!iera 1
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/ra,naese. L. K. - &allo s·tudio delle reti ferroviarie si desume che in un:a nuova ~u·erra fran~o_-tedesca le forze ger maniche è ~robabile che s1 aggruppino nelle v1cmuuze del Reno in tre grandi masse: la prima al nord tra Colonnia e Cobleuza; la seconda al centro , nel triangolo .M:agonza-Francoforte- 1\faun heim ; la terza al sud, neÌla regione Saverne-Colmar. Dodici giorni dopo l'ordine di mobilitazione, i Tedeschi n?n pot,_·ebbero ancora preseutare attorno a Metz ohe due corpi, l,a guardia ed d VII, più .una di visione dell'YIII, circa 66 battaglioni; 56 .S1.flHt~rou1 e 42 b~tterie. Due o tre giorni dopo vi si aggiungerebbero 11 X corpo ed Il III con la seconda divisione dell'VIII. Ma ciù è discutibile essendo talvolta esagerate le proprietà offensive della base di concentramento Metz-Thionville. ~elio stesso periodo di 12 giorni potrebbero riuni;re fra RemiHy e Sa.rrebourg, sopra un fronte di 50 chilome.tri appena, un esercito di t~e corp_i, il Il .bavarese !'XI ed il IV prnssiano, seguiti a due giorni d1 marc~a dal corp~ d'armata sasson.e. L'insieme d,i queste forze può valntars1 a .f18 battaglioni, 8,i- squadroni, 74 batterie. S~.ude c:he nel 1' periodo della campagna la parte offensiva spetta pin alla seconda armata tedesca che alla prima : Per impedire una invasioue da parte della Gerrrianio nella regione fra i Vosgi e la Nlosa :;'indicano i seguenti mezzi : . · ~inforzare le guarnigion i di Pont-à..~fousson, Lunéville, Na ncy, Epmal , Saint-Dié, Saint-Nicolas; crearne altre gn lla Yleurthe e la Mortagne; organizzarle in maniera che in qualche orn possano mobi litarsi e fa r fronte fino atl'arrivo dei corpi in temi, almeno sul corso della MortagM. Molti J)li?are le ferrovie che fan capo alla riva sinistra della Mosel la, fra Epinal e Nancy. Creare sulla ri va destra della Meurt~·1e, av~nti a Nancy; una testa di ponte permanente, appoggiata alla piazza eh Toni ed alte opere già costrntte a Pont-Saint-Vincent e f'rouard . La III armata tedesca potrebbe e~ser pronta due giorni prinra della seconda. Se no deduce che avrà per missione la sor veglianza dei Vosgi e dell'Alsazia, e il suo movimento offensivo sarà subordinato, e collegato con queHo della seconda armala. L'autore studia partic:olarmen te la marcia offensiva per tappe di queste tre armate e conclude così : « Un'armata tedesca di 5 corpi, co11centrata sulla Moselta tra Metz e Thion vìl je, può apparire davanti a Toul e a Verdun fin dal 9-0 giorno della mobilitazione, e riunire tre oorpi d'armata davanti la linea clell'Othain il 15° od il '16° giorno. Un'armata di 5 corpi può occupare Nancy 6 giorni dopo l'ordine di . mobilitazione, presentare
E ~F.HIODICI ·
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fin dall'8f g1orno un coJJpo d'armMa sulla MoseHa, fra Épinal e Font Saint-Vinoont., e tentare jl passaggio con ,tu tµi le stie forze, i,! 149, 0 45° giorno. «Un'armata.cl.i A cor-pi·può cominciare l'investimento d'Épinal 9 giorni dopo l'ordine di mobilitazione e ri;uniré sulla Meurthe, Yerso il H P giorno, 3 corpi d'armata che, all'occorreuza, ser vir~bbero di riserva all'armata della Mos.ella ». Impiego dei fuochi di fanteiria. H. - Vi si considerano come il solo mezzo di corubatte1·e di quest'arma. L'assalto non è ohe l'accerta:ment,t> di un risubat<? già ottenuto lJOl fuoco . Bisogna regolarlo rii meglio possibile. Quello a volontà dev'essere limitnto a distanze inr feriori a 800 metl'i. Più in là si i1saoo i ftiochi di sezione, perehè quelli d1 compagnia le obbligherebbero ad estendersi ed a pren<ilere . quindi una forrno p.oco m.aneggev.ole. T,a d-ist;rnza di ,1MO m!}:Wi è il !imite dei tiri efficaci della fanteria. Si ammettono .i soli fuo c,hi a salY"l per distanze sup.eriori a 600 metri alm.eno, e i fuochi a volontà per le minori. Il 1.iro rapido ò bandito. Si I'é\CC0man:da la disciplina d~l fnoco. Il recl1~tamento dell' eseirpito dUJrliri,te !,a ri;poluzù;me e l' irnp!!ll,·p. QuA.RflÈ PE YERN.EUJ.L, Con~iene UJlil seriB d~ dati relativi ag.J i ef[e1ti de.!Je leggi di Jev;i in quel tem po, 8 sullit fop1{~ QU)Wlrjca dell,it truppe.
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Le Spectt1tetc1· 'kn•lit11fre. -
ge11n.ai,) .e febb,r·a io ,188}. -
FasciçQl.i di diçe,nbre 1'3801 l\ 1.rig i.
Studi siil/.'esercito francese. - Amm·Ìin'i.straz,ione e ordi ri,(.l,u~ ntQ rietfAçf!rilito . ( Conti11uaz.). O. J;I. - D,isti1Jti i~ ervi~i am<mi;i,istra!,ivi, se tie aggindicu la dir!lziQne :iJ corpo .clel)'i1HenrJ.en;1,1, il qµ,a)e doT Yrgb~e essere rechJt/li,o fra uJpoiç1Ji sµper:iori {lr,Jl'e,serc:ito e t\w.iivuarii çjvili, .$!:Htppoueµdp lj a una ger~re!1 ia s.e.uza assin)i !azione a gr(ldi militari . &i dovrebb~ro creare .d.egli agenti çontapili e Jruppe d' s1mminb traiiPl!fl, pJ;,;:ia operai pfJr le ~yssi,~t~.Q.ze, pe} ser·vizio qel ve,stiarip ~ dell3 hardainra; e i1;1 fim~ $t¼grei[lri # !)QQlW#;,si .P~r ogni specie d.i l.lfJipi_p d~lr ir;H~J.}àen:i;p.. ·Ad ~Wli 4ivii,io:ne ,sj avrol>b.e \lll iptepdeJ)t() cpu unfl çpu1pagi:1i1J ·
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LIBRI
di 80 uomini fra operai' e segretari : ad. ogni corpo d'armata un intendente e quattro di quelle compagnie. La direzione del servizi<1 sanitario spetterebbe ai medici. Un ospedale regionale sarebbe istituito a ogni capoluogo di corpo d'armata, e servirebbe a preparare le ambulanze dei corpi e delle divisioni. I servizi che hanno più attinenza con la guerra dovrebbero essere diretti da ufficia li fuori quadri, appartenenti alle diverse armi , che fanno uso del mate1;iale riguardante quel dato servizio. Un corpo d.i controllo, dipendente dal Ministero, estenderebbe la sua azione a tutti i rami amministrativi e su ciò che si riferisce aIle spese. Storia dell'ex-corpo di stato maggiore. (Continuaz.) . A. D. Ricorda le azioni e i nomi degli ufficiali di quel corpo i quali presero parte all'assedio di Sebastopoli, ed alle campagne della grande . Kabilia nel 1857 e d'Italia. nel ·1859. · Le 'Vallate 'Valdes·i. (Continuaz.) . A OE RocHAs. - Seguono i tentativi dei Valdesi per rientrare nelle loro valli, e le i.s.tr.nzi.tmrdel capitano Janavel ai . loro capi, le quali sono un esempio di preveggenza e di astuzie per le guerriglie di quei tempi . Vi si narrano quindi le loro vicende nelle vallate di Saint-Martin, di Luserue, di Queiras, riportando testualmente varie descrizioni fattane dal capitano Robert,, che comandava una delle venti compagnie valdesi . Spese probabili pel niiglioramento dtlle pensioni degli iiffìcia,li a riposo pritma del 1878. (Continaaz.). MARTIN DE BnETTES. Colonna doppia, formazione del quadrato nella cavalforia. Generale
barone d'AzÈ)tAR. - Rispondendo ad alcune critiche mossegl i, ~ostiene l'utilità dell'una · e dell'altro. Tattica applicata del f>attaglfone. - Confrontata cp1ella prescritta dal regolamento francese con la tedesca, si riconosce la su premnia di 'luest'ultima, più sobria fl più determinata. · Nell'offensiva si distinguono due casi; il battaglione in quadrato, il battaglione isolato. Nel primo caso è inutile consacrare alla pre. parazione del combattimento un numero considerevole di forze, al-'lorchè si tratta di azione frontale. Le truppe che preparano la loti.a debbono estendersi più in larghezza che in prqfondità. Bisogna evitar<1 i rinforzi ed il raddoppiamento delle sezioni. Qna~do una catena deve guadagnare un'altra posizione, il movi mento dey'essere preparato da un fuoco più intenso dai cacciatori e di una o due sezioni. Se il battaglione appartiene ad una truppa incaricata dell'attacco, prevale la formazioné profonda, e .bisogna concentrare i fuochi
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sopra uno spazio relativamente stretto, cioè sul punto che si vuole sfondare e aumentarli gradatamente niediante la favorevole disposizione in profondità. Se il battaglione è isolato, conserva una compagnia in riserva, finch è la forza e le ripartizioni del nemico non siano conosciute. Al momento dell'attacco decisivo oc.corre impiegare fino all'ultimo uomo. Nella difensiva il battaglione in quadrato che fa pafte di un corpo di truppa incaricato della difesa sul fronte, ,se deve resistere puramente su questo , si estenderà in larghezza, spiegando in catena e sostegno tre compagnie; l'altra dovendo formare una riserva . Qualora il battaglione ' faccia parte di truppe incaricate del contro attacco principale. la riserva della difesa si metterà in prossimità del punto di attacco in modo da poter agire · per sorpresa contro l'assalitore. Quando il battaglione nella difensiva è isolato, deve schierarsi in profonditi, come qualÌmque altro corpo di tru ppa indipenden te. Nella prima linea spiegherà due compagnie con due sezioni in catena eia:.. scuna, un'altra compagnia in seconda linea e l'ultima sari1 in riserva. L'ideale della difesa consiste nel guadagnar tempo, fa cendo subire molte perdite al nemico . Nuo•va formazione nell'eserm,to tedesco a datare dal 1 aprile 1881 .
G. De CoRLAY. - Nei primi giorni del prossimo mese saranno creati in Germania altri ·I ·1 reggimenti di fan teria, ,i. batterie da caln pagna, 2 battaglioqj d'artiglieria a piedi ed ,f battaglione di pionieri. Il fucile prnssiano cli Sadowa ha fatto il suo tempo e la Germania in un prossimo avvenire avrà la fanteria armata di fucile a ripetizione. Le nuove truppe create andranno a rinforzare le frontiere verso la Francia e la Russia, ed ammonteranno a 25,615 1iomini. I telemetri. (Continuaz.) . A. PA'i'ORN I. fgiene e pulizia. NoEL DESMAYSONS . - Se ne dimostra l'intimo nes~o e la necessità di correggere degli usi nocivi ai soldati . Due er·rori di SAtNT- SJMON . - SAINT-A.UHIN. - Rivelano lo storico talvolta poco esatto e facile a trasportarsi ad apprezzamenti appassionati, quali appunto alcuni intor.no al maresciallo Cavoy e sua madre. La Svizzera forti'(ì,cata. D. N. - Da qualche tempo ·si agita la questione di fortifica re terri torio della confederazione elvetica. La sua neutralità non sembra a taluni sufficiente per proteggerla. L'autore esamina un recente libro di Luclwig von. Winterfeld, nel quale lavoro si esprime l'opinione che il maggior pericolo per la SviZJ:era viene dalla parte della Fraocia, e vi si propongono i mezzi per far
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front.e alle possibili e-0utiugenze. La prima cosa a rarsi sarebbe uu ordinamento difensivo in armonia con gli auuali principii. In ognuna delle otto circoscriz,ioni militori della Svizzera bisognerebbe organizzare un reg.gimento di fanteria, uno squadrone di cavalleria, clue bat1erie d'artiglieria, una compagnia del genio, un'ambulanza ed una suddi visione del treno, in modo da costituire con tutte queste forze un coFpo di ar.mata da 15,000 a 30,000 uomini. Le ci ttà di Ginovra e di Basi lea dovrebbero e-sero fortifica te. La cooperazione delle truppe di fortezr.a con l'esercito di campagn~ si effettuerebbe così. Il primo giorno dalla mobilitazione il corpo d'armata permanente sarebbe concentrato ~ulla frontiera minacciata. Tre giorni dopo le truppe della riserva, formate noi loro depositi, do,' rebbero disporsi pre:.so i pa:,saggi del Giura, cho co:;tituisce la seconda linea difensiva dietro lo fron tiera nord-est. Dopo i primi otto giorni, due corpi d'armata di landwher ~arebbero riuniti dietro la linea formata dal lago di Ginevra, Verey, l'Orbe. il lagn di ~cuenburg, l'Aar. Quattordici giorni dopo il principio della guerra quattro corpi d'armata dellaìITiti~treb,bero P.ssore organizzati nelle grandi piazze cttntrali. pronti al bisogno. =====---
BOLLETTINO 8.1BLIOGRAFICO
OOLLETTINO BIBLIOGRAFICO 655 dei mezzi atti a promuovere l'indus tria privala, sembrano meritevoli di seria considerazione. MINISTÈRI::
LA GUERRE, Écoles règimentaires. Cour• t>repalli11to ire nailitaire. ln-8° de 246 pages avec 12 cartes tirées en 5 couleurs. - Paris, 1881 , Dumaine. - Prezzo L. 6. DE
paratoire•. -
HENRI WOLFF, vP.lérinaire. lligiè11 e du che val de troupe, ou méthode (raisonnée, U1éorique el prali,1ue dcproduire,d'élever, d'améliorer Jes chevaux de guerre et de prolonger la durée de leur bons services. l n-8° de 427 pages a vec 4 cartes hors Lexte el de nombreuses fi~ures. - Paris. ·1881, Dumaine. ·Prezzo L. 12. - Lavoro ir1leressanle ed isLruUivo, non solo per gli ufficiali veleri11a1·i, ma ancortì per Lu tti 4uelli delle armi a cavallo.
,t,u, o/,/lcler11 d't1t•tille rie, -i·' édition. ChapìLre Xl. Mat.ériel <les éq uipages mìlitaires en service dans les équipag-es d'a.rtillerie (I" oclobre 1880). - Broch. in-8° de 4:3 pages avec 8 planches. - Prezzo 75 cent. ' Chapìtre X I V. Serv ice de l'artillerie en Lemps de guerre. i1°' oclobre 1880) - Brocl1. in-8° de l:i3 pages. - Prezzo tiO cent ChapìLre XIX. Reconnaissances mililafres. LecLure et emploi des carles. Instr uments et rnéll1odes de levers (1•' oclobre J~80). - Broch. rie 26 pages avec 11 planches. - Prezzo 75 cent.
Aide-mé11wire à l 'tu,age
Hui,;, capilaine du se1·vice d'étal-major. .tf taaly•e d e 11 ,,,·inc ipaG.
Dosso, già capitano di cavalleria. Ca1111lle ria i•• guerra, Torino, 1881, Tipografia Borgarelli. - E: un epilogo q.,elle cognizioni principali relative all'orientamento, alla le LLurtt delle carte, alla scuola delle distanze e alle formazioni di marcia, indispensabili ad ogni ufficiale dell'arma. :Vla sono porhe notizie interamente lolle dall'IstruzioneregolamentarP.
Ecc11EL1 DEL
CARLO COSTA, ufficiale di cavalleria. ,llemoria ippic a . Roma, ·1881, Barbèra. - li lenente Costa in poche pagine svolge praticamente ed in modo assai commendevole quanto si riferir::ce all'industria equina. Le atlnali condizioni dell'allevamento cavallino vi sono chiaramente riassun te, e le moùifìcazioni e riforme proposte pe1· ottenere un più razionale ordinamento
le11 ram1,a.!1ne 11 c o11duile11 en Eurt>pe ,le pui s Loui11 XIF ;u11qu 'à •w• ·;our11. - Un voi. in-12° de 388 pag. - Paris,
1880, Dumaine. - &: un sommario storico delle campagne dal 161-2 al 1878. Compilato con sufficiente cura ed esattezza, può riuscir" utile quale svegliarino della memoria. BARON A. LAHUR~:, major. illi11•i ou ,le la c avallerie pendant la mo(,ilis,,lima de l'armée. - Bruxelles, 188'1, Guyot. L'aut,,l'e, convinlo che in una fuLura guerra fra la Francia e la Ge1·ma11ia difficilmente sarà rispetltlltl la neutralità del Belgio, studia il compilo che spetterebbe 11lla cavalleria in Lale eventualità, cioè quello di cop11i1·e e sorvegliare la fronti e1·a, durante la mobiliLa;:ione ed adnnata delle forze naziomali. È uno sluilio nssai prPgevole, che può interessare gli ufficiali di ogni
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BJBLJOGHA FICO
BOLLETTINO
esercito pet'chè contiene norme pratiche ed istruttive sull'impiego della cavalleria all'iniziarsi di una campagna.
657
flaie d' !ljaecio, Corse (N° 37-60. -· Le Tré · port et ses environs (N° :-!771 ). - Baie de la Somme, còte N de France (N° 378:3). Paris, 1880, Challamel.
DE P ÒT DE LA MARINE,
.JoSEPH
V. KRZYSZTOFOWICZ . E111111ehtmg, Entwichlung und lleilmag der periodi11cl,e,a 11.uge,aentziindmag. (1Hon.dblindheil bei Pferden) (FOI'mazione, sviluppo e cura della
10alattia della luna presso i cavalli). - Vienna, ·1881, Faesy. L'autore, allevatore di cavalli, poté constatare che la malattia della luna è prodotta da una specie di funghi che germoglia e si sviluppa sulla cornea dell'animale. Egli assicura di aver· curato la terribile malatt.ia con una miscela di petrolio e di acido fenico, ottenendone costantemente i più Jfavorevoli risultati. Egli appunto rende conto in questo opuscoletto d i talP. sua scoperta, la quale riescirebbe assai vantaggiosa. H. HtNZE, Hauplmann. · Gu,•ko u11d Suleimaun Pa11cha. Die ru1111ich-lih•hische11 011e1•alio1u'tt ;,. B t i ' ~ u n d Runaelien (Gurko e Solimano Pascià. Le opera:i::ioni russo-
"turche in Bulgaria e Rumelia durante la guerra del 1877-78. Studio critico sull'odierno modo di combattere. Con una carta d'insieme e cinque piani). ·- Berlino, 1880, Milller e figlio. Prezzo L. 9,00. - I/opera consta di tre parti: Nella prima si prendono in esame i due eserciti avversari e le condizioni strategiche generali dal principio delle osli lilà sino al 15 luglio 1877. Nella seconda sono svolte le operazioni dei pascia Reuf e Solimano .contro Gurko nel luglio 1877; nella terza finalmente sono narraLe le operazioni di Solimano nei mesi di agosto e settembre dello stesso anno. È pregevole lavoro, al quale è assicurato un notevole posto fra le numerose pubblicazioni che trattarono dell'ultima guerra d'01·iente.
· Carte e pianì.
J
(,.'a.r tr. du dèpar1,1n1e11I iSei11e-et-Oi11e comm,mes. - Versailles, 1880, Cerf.
8.ROCHET.
T. I I/ d'Oue1111,01t au Pouliguen. :H. Cart,~s. ·-- Pa1•is, 1880, Challameì. -- Prezzo d'ogni carta ,
ATLAS 01,s PORTS DE FRANCE.
I .. 2, 7f)'.
A. C1v1ALE. Ctf.r le des .41pe•, ,J.e la Savoic, d11 Da1111hi11é, de I' Itali#!, ,le la S11i1111e '-'' du Ty,·ol, '1 :600,000. - Paris, 1880, Rothschild. - Prezzo L. 18. Topog. ll.tla11 derSchu,eiz. Atlante topograJico della Svizzera,
alla scala di t :25,000. Puntata XVI, fog. 56: Pfin, 57: Marstetten, 58: Frauenfeld, 59 : Busnang 70: Tobel, 72: Wil, 73: Neukirch, 126: Solothurn, 233: Uznacb, 236: Ebnat, 282: Còte· a ux-Fées, 284: Maubor7et. - Berna, 1880, Dalp. - Prezzo della puntata T.. 15 der oeste,•refol,-utag. u,11H1rcl, ie, Carta speciale della monarchia austro ungarica, alla scala di 1:7f>,000 compilata dall'i~lituto militare geografico. Zone 1, Col. X: Lobendau, XI: Schluckenau, XII: Tschernbausen - 4 XIII: Horitz, XIV: Josephstadt XI: Prag XII: Neu-Koli n, X! V: Reicbenau; XVII: Jilgerndorf- 6 XIV: Hohenmaulb, - 7 XIII : Deutschbrod, - 8 XIV: Gr.-Meser itsch, X V. Boskovitz, XVI: Pcosmit-z, XV!l : Kremsier, B: XIII: Datschitz, XXII: Robe Tatra 10 Xl: Budweis, XX: Mosoc, 11 XXI: Det.tva, -20 Xll: Prass. berg, 21 IX: Dolmein, X:Bischotlack, Xl: Laib~ch'.22IX: ?or~, 2:{ JX: Triest. - Yienna, 1880. - Prezzo d1 ciascun fogho
SPF.:CI A l.l(ARTE
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L. l,;'JO. · SPECIALKARTE VON
,,Carie de li'rauce dre1111ée par le 11ervice vicinlfl, par ordre
du ministre de l'intérieur 1:100,000, X Vlll 9: · SL Quentin, 10: Chauny, 'll: Soissons, 12: Crepy-en-Valois, 13: Coulommiers XIX 9: Guise, 10: Laon, J 1: Fismes, 12: Chàlheau-Thièr1•y, '13: Montmirail XX 9: Vervins, ·IO: Chàlheau-Porcien . - Paris, 1880, Erharcl. - Prezz<) di ciascun foglio L. 1,25.
par·
VNGARN.
,:a.ria speciale ,J.ell'llttyl,e.-ia, .
alla s r.ala di ·I :·144,000, compilat&. dall'istituto militare geografico. fogli: F. 1:3: Esseg, G. ·1:3: Apalin. - Vienna, 1880. - P1·ezzo di ciascun ì'oglio L. 1.,75. Generalsta.bsharte des Deut11che11 Reicl,e11. Carla dell'im -
pero tedesco compilala dallo stato maggiore :rene1•ale, alla scala , di 1:100,000, Sez. 6: Gramm, 7: Hader sleben, 23: Flensburg, 58:
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
. Kiel, 1i4: Lti'beck, 115: Scholilberg i) M., 116: Vjsmar, 335: Einbeck, 3361 Goslar, 385: Heiligenstadt; 435: Hersfeld, 460: Giessen. - Berlino, 1880, S:chropp . .,- Prezzo di :ciascun foglio LA ,50.
~Gar11i11onkarten des Deutacl,·en Bet(',he•. Carte delle guaf'nigioni dell'impero tedesco alla scala di 1:25,000. •L ubecca 6 fogli,
SòMMlRIO BELLE Mi\TERIE
Sonderburg 4 fogli, Flensburg 6 fogli, - _Berlino, 1880, Schropp. - Prezzo di ciascu.n foglio L . 2,50.
,contenule nelle dispense di gennaio, febbraio, marzo t88L
~Geolog . .'ipecialkarte de• N.ònigr. Sac/uen. Carla speciale geologica del regno di Sassonia. Compilata da H. Credner. Sez . 28: Grimma, 115: Zschapau. Prezzo L. 3,00.
Lipsia 1880, Enghelmarm. -
'
,D.' A. PETERMAN'S •liltl,eilÌmgen, 1881. Seconda dis~a . Contiene la carta delle strade attraverso la valleae1Cl10r Baraka nella,provincia egiziana di Taka, a spie~azione del viaggio comp iuto nel marzo '1876 dal D.' Junkers nel nord-es.t dell'Africa e neJ.l' Africa centrale. Compilala e disegnata da B. H assenstein, alla scala di 1:1,000,0000.
ANCORA IL REGOLAMENTO TATTlCO PEH. LA NOSTRA FANTt:RIA. -- Gennaro !tlore110, maggiore nel 66° reggimento fon, teda . . · . Pag . 5-261DEL METODO NEGLI STUDI PER LA OIFE·SA TERRITORIALE. - G. Perrucchelli, maggiore di stato maggi ore .. . . » 25-229 STUDI SULL'ARTIGUERU CAl\!PALE: Ili. ORDINAMENTO . ...c. ,I, .Huzza, maggiore d'aeliglieria . » 46·339_ LA RIMONTA DEI CÀVAbLJ DA TRUPPA . -'- :llardale Hiaot~bi d'.Qdda, capilano di cavalleria . . . . . . . . . • .{)i//LA SPEDIZ10NE RUSSA NEL PAESI!: DEI TEKÈ. '--'- C. 0. P. • 119-42i _ IL RIPARTO DELLA CLASSE 1879 E IL SERVIZ(O DI 40 MESI IN FRANCIA, - :Il. » 137 _, LA RICOSTITUZIONE DEL MATERIAU: MILITARE IN FRANCIA (18ì1188Q). - ili . • 151 NOTIZIE SULL'ESBRCITO RUSSO: GERARCITTA, DISCIPLINA, STIPENDI. - I"'. . » 165' _ LA DIFESA MARITTIMA IN ITALIA SECONDO GLI STUDI DI D. BoNAMICO. - G. 'I', . • 17:J DELLA GUF.:RRA 01 MONTAGNA. - C\ ( :òrsi . " 209-453 LE NUOVE ISTRUZIONI REGOLAMENTARI SUL Tl-RO PER LA FANTERIA. - I. '7igl.ezzì, capitano d'artiglieria " 288-478 _ QÙISTIONI ,URGENTI: CARTUCCIE ED AT'fTEZZI PORTATILI DA TRINCEA. - ·Clavarino, capitano d'arliglieria . • tOO J 2.,o LA GRECIA MILITARE. - (;arlo Oswàldo ì:"n~à'ui . » 383 /l F. lL BILANCIO DELLA GUERRA FRANCESE PEL 1881: NOTE COMPLEMENTARI. - ~Il. . . . . . . • , • • . • 417 lL TRASPORTO 01 CARTUCCIE SULLA LINEA DI FUOCO IN RUSSIA • 42:} GLI STUDI GEOGRAFICO ·M!LITAHI IN FRANCIA. - G. T. . • 431 /27. f.'_,
Il Diret.tore
ORESTE BARATIERl 'Maggtore net BersagUert .
Il gerente - ,CARLO DE MARCEtl.
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-COSTA ORIENTALE DELL' ADRIATICO AL DANUBIO: NOTE m GEOGRAFIA MILfrARE. _,_ Zavaltari, capitano . 497_ LA BANDIERA. - Stella Sabino, capitano d'artiglieria ,, 525l L MONTENEGRO PRIMA E DOPO. IL TRATTATO DI BERLINO. G . O.. ~ 540 LA VANGHETTA L!NNEMANN. Olta•io (Jerrott, tenente nel 10• b ersaglieri ,, 567LA DIFESA DELLE COSTE: LA DIFESA L ITORA.NEA ALL'ESTERO E IN ITALIA. - Maldioi, deputato al Parlamento \ LA GUERRA DEGLI INGLESI CONTRO I BOERI . - P. LA BATTAGLIA DI L AINGZ'S NEK. - • :. · ·òrsi DA LLA
))
Libri e periodiei.
Iialiani. T ecuo-cronografia delle armi <la f uoco i taliane con aggiunta di notizie intorn o agli scrittori cli artiglier ie e di fortificaz ioni . - CESARE Q uERENGHI . Pag. LetLere d i F. D. Guer1·azzi . - GIOSUÈ CARDUCCI • La nostra maei na militare. - B. BRJN . ,, Tabelle rel ative alla costitm:ion e dell'esercito austro-ungarico» A l fonso La Marmor a - Osv,o.Loo PAGANI · ,, Lamp A<lusa. - EDOARDO AVOGADRO DI· V IGLIANO »
182' 185· 441
444 645 647 l
P rancesi. Les forces militaires de l a Russie. J ou rnal des sciences mjJjtaires. Spectatueur mìlitaire
\.VEIL.
P ag. ·189
.... .
648 »
651
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Tedeschi .
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Die Fehlschusswirkung und das infanterie Feuer .aut' Jem Schlacht'feld . - FERD. voN HESSERT Pag. 190 Neue M i lit.ari sch e B latter . 194 Jahrbticher filr die deustche Armee und Marine 195 Organ q.er . M.iliUir wissenchaftli chen V ereine . 199
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