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RIVISTA MILITARE 1879 TOMO IV

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RIVISTA MILITARE ,

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ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI 'S CI ENZA, AR.TE E STORIA MILIT ARI

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ROMA, 1879 VOGHER A. CARLO, T I POGRAFO - EDITORE Via Nazionale.

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ALCUNE IDEE SULL'ORGANIZZAZIONE DEL

SERVIZIO DELLE LOCOIIOTIVE STRADALI PRESSO IL NOSTRO ESERCITO

Proprietà letteraria. S0r.rnAR1o: Introduzione. - In quali termini si presenti il problema. - Esame· del lato tecnico-oi·gaitico. - Lato logistico ed economico. - Organizzazione del servizio del personale, delle macchine, del carreggio. - Esecuzione del servizio e preordina mento delle linee di tappa. - Correlazione fra le ferrovie a sezione ridotta e le locomotive stradali. - Conciusione.

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Invrocl11,zione. _:_ Sono ora.mai trascorsi sette anni dacchè, per ordine del Ministero llella guerra, si cominciarono a Verona espe·r ienze con una loco1~otiva stradale Avel ing pei· riconoscere fino a qual punto queste macchine fossero in grÉtdo di servire come forza. traente nei traini militari alle spalle dell'eseréito, iu sosLituzione di cavalli. Durante questi sette anni si sono sperimentate varie locomotive <lella ca-sa Aveling, rnunile di ruote A.darns doLaLe cli una certa elasticità, e l'anno scorso si sperimenLò con buon successo una locomotiva Facoler fornita di doppio cilindro, di aspiratore Horting e di grandi ruote motrici clel diametro di due metri circa e così costrutte da offrire anch'esse un sufficiente gra.do di elas~icità. per permettere alla macchina di percornere senza danno sensibile, strade seloiate e diseguali con una velocità di marcia di 6 a 7 èhilorn,etri .all'ora.


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DEL SERV IZI O DELLE LOCOMOTlVE ST P.Aù ,\LJ

· ALCCNE ID EE SçJLL'ORGANlZZAZ IONE

Attua.lmente si stanno eseguendo prove comparaLive fra alcuni nuovi tipi di locomoLive stradali e quelli sopra menzionali, nell'intento di determinare quale fl'a tutti presenti maggiori vantaggi so Uo il rnpporto della forza traente, della velocitit compa.tib ile colla loro struttura, della solidità e resistenza dei loro organi e della racilifa di maneggio. Senonchè panni che ollre al lato pnramente tecn ico d~l problema c' interessi rivolgere seriamente la nostra attenzione alle non meno importanti questioni clelJ'irnpiego delle locomoti\'e e ilell'organizzazione del loro servizio fin dal tempo di pace, in modo che le medesime direnlino un mezzo efficace per accelerare ht nostra mobilitazione. Sette anni di prove e riprove abbastanza costose fatte con una dozzina di lpcornotive ·ed in isvariaLe circostanze, hanno senza dubbio condotLo a determinare esatte tavole di prest(lzione, dalle quali risulti con che carico ciascutia di esse possa percorrere una data strada in un dato tempo, o viceve1;sa con q1:iale. velocità esse sieno in grado di percorrerla, dato il peso da trainare . · Qnes_te tavole di prestm:ione e la conoscenza. dei bisogni delle locomotive per .il loro mar1Je!)!J'ÌO e conservazione, per la loro alimentazione e per la loro nHrnntenzione, sono gli elementi indispensab ili e sufficienti per poter a priori determinare il lavoro normale che le medesime possono sviluppare; le condizioni più favorevoli al loro inlipiego; gl i im.prescindib il i bisogn i di esse. È mio oggetto nel presente suitto il far vedere come da questi primi dati fondamentali ; ponendoli in rapporto con riflessioni dr natura organica. e logistica, si possa dedurre a quali servizi militari sia conveniente applicare le macchine in qnistione, tenendo presente che il risultato da. conseguirsi è di poter coi cavalli requisihili nel nostro paese in un dato numero cli giorni mobi li tare completamente l'esercito di ,.,,. linea e porlo in grado di manovrare senza. preoccupazioni nè tattiche, nè mmninis-trati ve per ciò che riguarda i' mezzi di tt'aino. § 1° Come si p1·esent'i ,i,l p1·oblem.a . - Sappiamo .infatti che ci abbisognano almeno 33,000 caHlli per mobilitare l'esercito di 1" linea e che nel 11866, ponendo in opera. tutti i mezz·i, si riuscì dal 23 marzo al 4 maggio a provvedere cieca 25,000 quadrupedi da

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tiro, comprendendo fra essi· 3,300 circa del lreno borghese ed 8,500 acquistati all'estero. Oggidì il problema da risolvere è ben più se1:io, :perchè si tratta di dover in un tempo metà (20 giorni al

piu) trovare esclu,si'Varnente in paese un numero cli cavall i supe1;iore al doppio di quelli che si poterono avere nell'epoc;a cui ho or ora accennata . È vero che dal 66 in poi l'annessione élella provincia Romana e delle Venete ha aumentato il numero dei cavalli alti al servizio militare sui qual i si può contare; è purè vero che l'iscri:i:ione e la requisizione dei cavalli fanno oramai parte della nostra legislazione e che il Min istero della guerra e.on visite straordinarie parziali o genera]i ha modo di correggere le sLaListiche, ab ituare le auLoritit ed i proprietàri cl.i equini ad ottemperal'e alle prescrizioni della legge; tntl.o ciò è verissimo, e non si poteva far meglio per prepamre e rendere pronta e sicura la requisizione dei caq1lli in caso di mobilitazione; m.a co1npetènti scrittori hanno post,o in dubbio l'at.lendi- bilità delle sta.tistiche sul le quali è fondato il riparlo dei cavalli. reqnisibili fra le di,,erse provincie dello stnto , nè, che io sappia, furono res i di pubblica ragione i risultali della visita sLraordinaria pas::;ata ai cavalli stessi durante l'amministrazione dell'iJlustre generale )fezzacapo ('I) . Quando i.n vero si pensa che la statisLica dei cavali i atti al . serv izio militare venne fatta nel 74- per mezzo clei carabinieri reali, e c;he i da.ti per giudicare deH'alJilità. di un cavallo o cl.i un mulo al servizio mili tare, [urono che i medesimi avessero statura snperiore ad 11111 ,16 e peso superiore a.3t)() ch il og., non è a meravigliarsi se - · il colonnello Nobili, direttore del deposito slallon i di Reggio Emi lia in un suo articolo (Ri:vista militcire clet 1876) sn.lla qoeslione cl.elle rimonte pell'eserci to, abbia espressa l'opinione che solo il 20 °lo dei cavalli requisibili eri. iscritti come abili al servizio militare in tempo di guena, sieno veramente tali. 'La statistica in parola,, base attuale del riparto in vigore dei quadruped.i che ogni provincia deve fornire in caso di mobilitazione, porta a 59 ,000 i ca.valli e muli r.equisib il.i; ora è da notarsi che di essi 18,000 sono nelle isole od a. sud dei' parallelo di Salerno, il che riduce a 4 1,000 i quadrupedi che :;i potrebbero avere eptro 20 giorni 1

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(1) Cl'ede lo scrivente che tali risultati furono poco conforta m i.


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ALCUNE IDEE SULL'ORGANJZZAZIONE

a disposizizione dell'esercito mobilizzato e concentrato' verso una delle nostre frontiere continentali. Di questi 411,000 cavalli e muli (che pesano 35Q chilog.) quanti saranno realmente atti al servizio? - Il colonnello Nobili li ridurrebbe ad un numero assai esiguo tenendo conto naturalmente di quelli che fossero ammalali all'epoca della requisizione, di quelli dolosamente feriti, delle cavalle gravide ecc. ecc.: per esser ottimisti crediamo che difficilmente più dei due terzi di quei cavalli sarebbero utilizzabili per l'esercito, anche prendendo tutti i quadrupedi che offrano qualche probabilità. di poter almeno per qualche tempo render qualche servizio.Nè vale l'obbiettare che la legge ha previste le frodi e prescrive di sostituire a carico dei proprietari o dei comuni i cavalli non presentati, con altri acquistati a loro carico, ma la difficoltà sta nel trovar la merce, e certo la nostra ricchezn cavallina d~'LI 66 in qua non può essersi aumentata per modo da permetterci di seria.mente contare sulla possibilità. di ricavar ora da,l paese, in un tem,po -metà un 11umero più che doppio di cavalli ! ' · V' ha poi un'altra grave quistione che stre!tamente si connette alla nostra povertà iri cavalli J:tHi a sen•izio militare, e che ·ne ha subito l'incubo in un modo che potrebbe un .giorno per un altro verso esserci fata le. Il lettore ha gat capito che alludo alla nostra artiglieria da campagna da 7, la quale trainala come è da due sole pariglie non è più mobile del pezzo da 9 da campagm1 francese trainato da tre pariglie, mentre la efiicacia del tiro di questo è incomparabilmente. supedore a quella del primo. · È vero che le ultime modificazioni fotte al .proietto del nostro pezzo da campagna e da poco tempo esperimentate, hanno dato ri-' suita.ti già cl:J;tempo p1:evisti dall'egregio generale Araldi, e che per ·esse sia la gittata, sia la forza d'urto della granata da 7 si sono considereyolmente avvantaggiate; ma nulla impedirà. ai Francesi di fare qualche cosa di analogo col loro pezzo da 9 ed allora l'attuale squilibrio fra le due artiglierie i.n parola si ristabilirà a nostro danno. Meno male se colla maggior mobilità del nostro pezzo da campagna ci fosse modo di equi librare fino a un certo punto la. maggior potenza ed efficacia di Liro dell'artiglieria da campo francese, sia col prender posizioni inaccessibili a questa; sia colla facilità di ma-

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DEL SERVIZIO DELLE LOCOMOTIVE STRA DALI

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novrare dove questa noir si potrebbe muovere che con ripieghi e perdite di t.empo; ma pur troppo il fatto capitale che ci ha imposto il calibro da 7 è quel I.o stesso eh~ ci ha appena permesso di dare al nostro pezzo da campagna la mo,bililit di quello di maggior calibro della nostra potente vici na, cioè la nostra poverfa in cavalli. . Io non so se vado errato; ma panni che appena le nostre finanze ,ce lo permetteranno, saremo dalla necessità delle cose tratti ad aumentare il calibro della nostra artiglieria da campo e conseguentemente a ritornire al traino tre pariglie. E questo, per me non lontano, ritorno al passato, aggraverà per un altro verso la già grave questione di trovare in paese in 20 giorni -di tempo i cavalli nece-ssari a .completamente mobilita.rei. Il ritorno dal traino a due a quello di tre pariglie, oltre alle altre -conseguenze sulla maggior ferma necessaria per formare buoni conducenti, ci obbligherit a clestina!'e altri 4 o 5,000 cavalli alla sola artiglieria da campagna. Attualmente abbiamo bisogno, come dissi, di 33,000 quadrupedi per l'eserci to di 11a linea e non possiamo contare che su 25 a.28 ,000 requisibili in paese in 20 giorni; ce ne mancano dnnque almeno 5,000 e ce ne mancheranno da 9 a 10,000 quando saremo ritornati .al traino a tre pariglie pella nostra artigl_ieria da campagna. Il problema aclunque dell'applicazione delle locomotive stradali alla nostra mobilitazione, astrazione fatta dall'esercito di 2a linea e da molti altri servizi che pure richiedono quadrupedi da tiro, si_ riduce a. trovar modo di sostituire con esse 5,000 cavalli almeno e quindi a studiare a quali servizi le medes4~ne potrebbero venir ap-_ plicate Lenendo conto di tutte le esigenze intrinseche-alle locomotive da un lato, e dei servizi stessi dalt'altro. Gli è soltanto rii;olvendo ac;conciainente questo problema cli e potremo calcolare di presentarci tre settimane dopo l'ordine di mobilitazione sulla frontiera. minacciata, con Lntti i servizi di 1" linea organizzati e coll'artiglieria in seconda formazione. Nel 66 , ancora alla. vigilia del 24 giugno, vi erano batterie .che non avevano rice. vnlo tutti i loro Cftvalli, eppure erano trascorsi tre mesi dalla data ,dei primi acquisti di cavalii e si era ricorso a tutti i mezzi, perfino ,all'arruolamento del treno borghese, d'infausta memol'ia, per provvedere ngli altri bisogni dell'esercito I

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AL CUNE lOEE SULL'ORGANN1ZZAZI0NE

§ 2° Esame clel lét,to tecn:ico-o1'ganico del prnblerna. - I servizi cui parmi si possano applicare le locomotive stradali sarebbero: Tre intendenze d'armata . . . . 2,658 cavalli del treno borghese e 900 del treno mi litare. Press9 ,1Ocolonne Lraino pan·e dei servizi sussidiari cli corpo d'armata . . , . . . . . . . . : 2,500 <',avalli circa. · id. Presso ,1 Oparchi viveri di riserva 11,000 Totale .. 7, 058 cavalli da tiro.

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Lasciando ancora 2,000 cavalli ripartiti fra questi servlZI, i rimanenti 5,000 dovrebbero, seeondo me, poLersi sosLituire con loc;omoti ve slrndali . Prenclendo per ba1,e i dati più attendi bil i, frutlo delle svariaLe esperi em,c degli ultim i 7 anni, si ha che in un servizio. continuo e· regolare, organin ato 1ungo una linea cli tappa., non si pos~a. ca lcolare di pereorrere colle locomoLive A. vel ing più di .rn c!1i lornetri nelle 24 ore, e ciò nella supposi1.ione di ])'oter disporre di tre maech inisLi per locomotiva, cosiechù se qnesla. è della fo rz,t di 6 unll ivapore nominali, poco su poco giu essa farà. nella giornata il l~vorodi :20 cavn lli da tiro. Ci vorrebbero adunque almeno 250 locomotive stradali di quella forza e '750 111acchjnisli per sosti tuire i 5,000 ca.valli di cui sopra. L'i mportan,,a dello seopo da ragginn,g-ere, gli jnteressi vitali in giuoco, mi hanno a p iù ripl'ese ricoi1dotto ll studiare questo argomento ed a rivolgerlo nella mia men te so l:Lo lutti i suoi" aspetti, e . chiedo venìa al letto!'e se sarò cosLretto a r ipetere cons iderazioni che già ho avuto occasione di esporre in quest.a stessa Hi·oi8ta,; mi le convinzioni colle qual i nel 7 1 io presentava. al i\1 inistero <lella, guerra il mio progetto cli un traino militare a vnpo ro, non si . sono fatte che pi.ù ferme nel mi.o animo e tuLte le prove rane da no i finora colle locorn otive·stradali mi eonferrnano ehe ci souo ancora. molti punti neri da chiarire e da discutere, prima di poter r iso lutamente prendere una via ben detenninata nella soluzione di questa import1t1ite quistione. Fin on1 non molto $i è falLo per reclutare, istruire e conservare il necessario personale dirigente ed esecutivo; poeo si è fatto per 1

DEL SEl-\VJ 7.I0 DELLE LOCOMOTIVE ST RA1lALI

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determina.re le norme él' impiego in tempo di guerra. cli questo potenLe r\J.ezzo cli 1.ra1.ione; poco progresso si è faLLo, secondo me, anche ;;o tLo l'aspetto puramente tecnieo . Si sono provati mohi tipi di macch ina; si ù passato dalle nrncchine pieeole da 1- c. v. n. n. quelle da H3; tfa ruote mOleici di 11111 ,50 di diametro a ruote di 2"' per guadagnare in aderenza e veloei tlt; ma rimane scmp l'e il fatto cap itale cbe un macchinista. non resiste in vùi normale acl 11,n sen>izio conti?'mo di più di due o tre ore per volta sulla macehina. Le scosse e le vibrazion i prodo tte dalla strach e trasmesse alla locomotiva claHe sue ruote rigide o solta.nto sem i-elastiche, rendono insopportabile il serviiio della medesima pe_r un piu lungo tratto di tempo. Da ciò la. necessilit di aver più macchinisti addelli all a stessa locomotiva chtninte ìllnO stesso ·1;iag,c;io anche qtHindo la dw·ata n '(1 di poche ore. Non v' h,1 dubbio alcuno che le grandi ruote appl icate all e locomotive A.vel ing ullinrnmcn Le esperimentate sollo l' inteli igenLe ed attiva di re/,ione del capitano Bertoldo, presenLarono in certa misura molti dei vantaggi che sono jiroprii della ruota motl'ice a cerch ione elosl.ico eslerno. Esse invero ,aumentano la superGcie di con tatto col suolo, acr;rescono l'aderenza, permettono velocità maggiore di marcia per un d,Ho numero di giri dell'a lbero rnotorn e rendono meno sensib ili le scosse ed i sus~ulti derivanti dalle ineguaglian1,e del suolo stradale; e tutlo ~iò senz,t importare nel costo della. locomotiva se non l'aumen to corrispondcn.Le alla differenza di pc,:;o fra le ruote motrici prirnitive e le nuove. Senonè.hè quesle grandi ruote pesano cii·ca duo lonnellat.e di piLL delle pri me e non sono applicab ili alle loeornol.i.ve da 4 c. v. n., le quali per sè stesse pesano aLLual·rnente da 4 1/ ~ a i> tonnella Le a carico conrpleto, e verrebbero perciò gravate in modo -sproporzionato al.la loro fo rza motrice di un peso che va n tot1tle diminuzione del peso utile che Je medesime possono Lrainare. Questo fatlo ha condoLto a preferire, negli ulLimi acquisti, loco motive potenti e pesant.i 1O, ,l'.z e ,f 4 tonne! laL1~, le quali a mio modo cli vedere r isponderanno benissimo pel traino dei grossi pesi a piccole velocità. (2k1N e perciò nei ser vizi d'arsenale, nelJe pinzze fort i, ai po ligoni d'artiglieria, pell'arrnamento delle batterie da eosta ccc.; ma non rispondono ai bisogni generali clei traini al segui to delle truppe mobilizzaLe. 1


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Al.CUNE IDEE SULL'ORGANIZZAZIONE

Quelle grandi mRcchine pellR loro lunghezza, pelta loro caneg_giala, pel loro peso non polranno far servizio che sulle grandi arterie, mentre è indispensabile che le locomotive stradali destinate ai servizi generali stati enumerali, sieno in grado di viaggiare e di esser manovrate su strade più strette, a curve più sentite, niunite :·spesso di ponti non calcolati per resistere a 1Otonnellate di pressione istantanea ecc. In due parole queste grandi ruote, alle quali io sono lontano dal voler contestare i molti pregi, jn virtù del loro enorme peso hanno condol.lo naturalmente a dar la preferenza alle grosse locomotive le quali per la loro stessa natura non rispondono che ad un -caso particola.re del proplema da risolvere. I macchinisti che haùno fatto servizio su qneste ul time locomotive sono unanimi nell'aITermare che essi risentono sulle meclesime molto meno l'effMto delle scosse e delle vibrazioni, a paragone di ,quanto soffriva.no sulle locomotive mtinite cli ruote a diametro piccolo anche semielastiche, benchè su queste le scosse siano molto più dolci e toll erabili che colle ruote dello stesso diametro llHt' Illteramenle rigide. I grandi diametri nelle ruote motrici hanno adunque reso più tollerabile il senizio dei conduttori delle nostre locomotive stradali, ma malgrado ciò è difficile pretendere in un se1·vizio contin,1io e n golare che un uomo si a:;soggel:Li per più di t.re ore di seguito a sì dura prova. · E che la prova sia dura ne abbiamo la dimostrazione nel fatto che i macchinisti teglè licenziati perchè appartenenti alla classe del ,J 8156. rifiutarono tutti l'oITerta di 200 lire al mese fatta loro da varie ,dii.Le che si valgono di locomotive Aveling al )loncenisio e vicino a Massa. Ora la quistione di aver macchin isti abili per le locomotive stradali è ancora più seria che non quella di forma.rii pelle locomotiv·e ordinarie delle ferrovie, sia pelle maggiori difficoità che offrono le prime per esser ben manovrai.e e ben mantenute, sia ~ncora pella. ma11gior fat.ica eclil maggiore ' tormento che la locornoLJVa stradale infli11c1e al suo conduttore, pelle ragioni già accennate e per lari.stre11; zzà della piattaforma la quale lo obb liga a tenersi a disagio e troppo addossato al focolaio. 1

DEL SERVIZIO DELLE LOCOMOTIVE STRADALI

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Attualmente succede che appena i nostri macchinisti hanno acqui-stata una sufficiente pratica della locomotiva cui sono assegnali, essi partono in congedo e generalmente vanno a servire come operai meccanici o come macchinisti presso le compagnie delle strade ferrate, ed i nostri uilìciali del genio addetti alle locomotive stradali sono condannati à.Jla pena di Sisifo e sono sempre daccapo I . Nè ad assicurare il reclutamento dei macchinisti e-fuochisti pelle nostre locomotive stradali basterà l'offrir loro un trattamento ed un avvenire analogo a quanto si pratica dalle soci eta ferroviarie; troppo· dispai'i sono le' condizioni di servizio degli uni paragonate con quelle de.gli altri. . . . . Di dt1e'cose l'mia: o si cercherà di rendere tollerabile 11 servizio della. locomotiva stradale limitando a poche ore il lavoro giornaliero del macchinista, ed allora bisognerà pensa.re ad assicurare per ogni macchina almeno tre macchinisti e due fuochisti contando la gior-· nata a ,12 ore di lavoro (1 O ore di viaggio e 2 di pulitura ordinaria, e piccole ripa:i'azioni), ed un numero doppio di essi, se si vorrà far viaggiare la macchina .20 ore sulle :24. . . Oppure bisognerà venirne alla ruota a cerchione esterno elastico munito di scarpe indipenden'ti, ruota che oltre a parecchie prerogative ha quella di rendere lungamente sopportabile il s~rvizio del macchinis),a poichè in virtù di essa fa locomotiva è contmuamente nelle condizioni in cui sarebbe ove con ruote rigide camminasse su ruotaie di caoutchouc. Io sono stato delle giornate intiere sulle lo_comotive ·a ruote elastiche a Thetford, e mi riuscì sempre mentre si camminav.a su strade a.bbastanza aspre e con velocità di 7 ad 8 ch ilometri all'ora, di scrivere sul mio taccuino lt~ vai·iazioni di pressione segnate dal manometro . la dolcezza dei movimenti della macchina mi colpì, mentre quando più tardi per ragioni di servizio doveW viaggiare sulle macch ine delle nostre società ferrov'i:1.rie, fui colpito invece dall'jntensità delle scosse e vibrazioni cui deve sottosta.re il macchinista, scosse e vibrazioni che sono zucchero in paragone di quelle che le attuali locomotive stradali inlliggono ai loro conduttori. § 3. Lato economico e logistico del problem,a .-:-- Non esito quin(~i a. dire che colla ruota elastica si potrà economizzare almeno meta del persona.le dei macchinisti e che per ciò solo, in un anno di ser-


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ALCUNE ID E E SULL'ORGAN IZZAZIONE

DEL SERV IZIO DELLP. L OCOMO TI VE STRADALI

vi1.io il maggior costo del cerèhi one (6000) sarà più che compenslito dal fatto che un solo macchinisùi invece di tre potrà far per più giorni di seguito un servizio.regolare di ,io a Hl ore cli vi,Lggio senza soffrire. Ciò senza porre in calcolo che il reclutamento del necessario personale esecut ivo pel. servizi.o di cui trallo, ne verrà grandemente facilitalo non solo, ma reso po::;si bile, 1Ìrnntrc nelle attuali cond izi oni di cose un tale reclutamento si può affermare es· sere impossibile. In altri miei scritti io ho a.naliuati e dimostrali i vantaggi tecnici della ruota elastica in ordine a.l problema dei grandi trnsporti militari colle locomotive stradali, ed ho voluto ritornare sull'argomento perchè studi;rndo il Jat.o organ ico cli questo problema si vede che è solo in vir tù delle proprietà di lale ruota che sarà possibil e U1Ìa soluzione, quale le nostre ci['(:ostanze c' impongono di trovarla. Altro è rar serv i1.io per poche ore al giori10, con poche macch ine, .con inl:erva.lli fra un viaggio e l'altl'o come succede alle cave di marmo, nei rJ.ocks, ai poligoni d'artigliel'ia, negli arsenali, dove le distan1.e sono piccole, le strade preparale ad hoc e dove !a velocità di marcia può esser senza inconvenienti riclotla a 2 chilom . '!~all'ora, ed altro è nn servizi<J regohre di tra,;porli militari a vapore su una linea di lappa ad orario fisso e per un lungo periodo di tempo e quando si tra.Lia di trane dal le JocomoLive a disposizione tutto il lavoro utile possibile! Nel primo caso un maccliinisLa ed un fuochista sono sufficienti per ogni locomotiva, tanto più che queste possono a.llora esser munite di grandi ruote, perchè si traLla appunto di trajnar e grossi pesi a piccola velocilà, .e tali ruo te godono come gitt si disse in certa misura di alcu ne delle propri eLit caratteristiclrn delle ruote elastiche; ma nel secondo caso la quislionè è ben di 11 ersa e le gra:ndi ruote non condurranno che R macch ine troppo pesanli pel servizio general e dei traini militari, a veiocilà troppo limil.ate pella natura dei servizi stessi e renderanno impossibile il reclutamento dei macchinisti in numero sufTicienle al bisogno. Poco soddisfacente risultato imero sarà quello di avei' locomotive delle quali non potremo (rar parlito per più éli 1Oore sulle 24., per la ragione che i rnacch iilist.i disponibili. sono insufficienti per numero a prestare l'opera loro pe.r un numero maggi.ol'e di ore I E·

tuttociò perchè le raote elastiche costano assai. Mn il maggioi· costo · ora detto è non solo ampiamente c·ompensato dall'economia nel personale, dalla maggiore utilizzaz ione che con essc1 si può trarre dalle macchine con un dato personale, da tutti i vantag_gi tecnici dell e ruote medesime considerate in sè stesse; ma esse sole permetteranno di risolvere il problema organico del reclutamento e della conservnzione élel necessario personale esecutivo . Per l'agricoltore, per l'industriale nei suoi cantieri, per i servizi speciali m:ililari cui ho più volle accennato , nol nego, il cerchione elastico non è necessario specialmente dopo le recenti prove fatte colle ruote a o"rande diametro;' ma c1uanclo si prende a trattate il probl ema dei traini militari sotto il suo aspetto più generale e quale noi interessa vitalmente il doverlo considerare, è solo nel cerchi one elastico che troveremo la soluzione delle mo!te diflico ltit di ordine tecnico , logistiche ed organiche contro le qu.Dli si sono spun. tati finora tutti gli sforzi delle commissioni incaricate di ~perimentare le locomotive strad,tli presso di noi. E questa verità che emerge ora luminosamente dopo tante prove e riprove, io non ho cessato cl i senti rla profondamente (in dai primi tempi in cui mi ow1p,li di questa quistione, e mi ricordo che quando seppi che alle mie proposLe dirette all'illLLStre generale Ricotti nel "87 1, si stava per dare un principio di attuazione coll'acqu isto cli m~a. locomotiva a ruole rigide, io ne rimasi amareggi,ito perchè sentiva che la soluzione del problema che io avea tratlata ne veniva singol~irmente speciali1.zala . Di poi si sentì che l;Aveling a mote r igide dava luogo a freq,uenti rotture nelle ruote, che la. velociLà di marcia non era bastevole, che il macchinista soffriva troppo in macchina, che l'aderenza delle ruote motrici era insufficiente sul selcia.Lo, e si andò tentando di causare questi inconvenienti da:pprima co ll' introduzione delle ruote se1Ùielastiche Adams e fina lmente coll e ruote a grande diametro . In selLe anni si è fatto qualche progresso; ma non si è usciti dalla soluzione clel problema del traino dei gnìncli pesi a piccolissime velocità, e come ho giù eletto altrove, a noi interessa poter r isolvere LU) problermt molto pìù genernle. Ho specificati più innan'l. i i servizi f:ni parmi le' locomotive stradali sieno applicab ili per rimp iazzare almeno 5,000 ca.mlii da tiro ,

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ALCUNE IDEE SULL'ORGANIZZ AZIONE

in caso di mobilitazione, ed è facile vedere che per quei servizi non è sufficiente una velocità media finale di marcia di 3 chilometri alt' ora e d'altra parte ho fatto vedere come. anche ammettendo talevelocità finale media siccome sufficiente, rimane il nodo della quistione da risolversi, quello del reclutamento dei macchinisti. Ora qual(:) dei due sistemi è preferibile, l'usare 250 locomotive a ruote rigide, epperciò servite da 3 macchinisti ciascuna ogni 1Ooredi lavoro, o .250 locomotive della stessa forza munite cli cerchione elastico e capaci perciò di far lo stesso servizio con un macchinista solo? A parte l'impossibilità,di procurarci in paese 750 macchinisti ca.paci; senza supporre spesf molto forti per riuscire a conservarli in servizio e rimunerarli convenientemente, anche sotto il solo punto di vista economico, quale dei due sistemi è il migliore? In un anno solo, lo ripeto, i due macchinisti in piiL per ogni macchina retribuiti come sarà necessèu·io cli farlo se vorremo un bel giorrio organizzare ciuesto servizio, rappresentano il maggior costo del cerchione elastico. Fatto così risaltare il nesso che strettamente connette la questione · tecnicct colla quistione organica, passerò a trattare . brevemente di quest'ultima non senza esprimere il voto che quanto sono andato esponendo venga preso in benevola considerazione dai iniei oppositori, se non altro pei·chè è in me sinèera e,profonda la convinzione di e$sere nel vero . Essi potranno sempre rispondermi che la ruota Thompson-Burrel è oramai wduta in disuso an~he in Inghilterra, e fino ad un certo punto ciò è vero; ma li prego di tener ben presente che il problemct agricolo ed industriale sciolto dalla locomotivct st1·adale a ruote ri- . gide. non è il problema militare del quale a noi importa trovare una soluzione completa, ed ho cercato nelle pagine che precedono di ben scolpire questa idea considerandola sotto tutti i suoi aspetti a costo di esser tacciato di prolissità. § 4. Orga1ti.z.za.zione del ser,vi.zio . - Del personale. - Venendo al lato puramente orgctnico del problema lo tratterò sotto l'aspetto del personale, del materiale e dell'ordinamento delle linee di tappa pel servizio dei treni stradali a vapore. · Divido il personale in due grandi categorie, quello di direzione

OEL SERVIZIO DELCE LOCOMOTIVE STHADALI

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costitt1ito dagli ufficiali del genio destinati alla br.igata ferrovieri, e quello di esecuzione che comprende i machinisti, i fuochisti e gli o·perai meccanici. · Intorno agli ufficictl i incaricati di dirigere tecnicamente, economicamente e logistièamente cpiesto servizio, esporrò un mio dubbio che si riattacca ad un'altra questione hen più generale, a quella cioè della specializzazione di alcmii servizi tanto nel genio quanto nell'artiglieria e al rimaneggiamento del riparto degli studi nei nostri isti tuti superiori di educazione militare. Non tratterò qui questo problema, ma è un fatto che per quanta buona volontà ed inteJJigenza si voglia supporre nei nostri ufficiali del genio, è materialmente impossibile che i medesimi sieno contemporaneamente buoni ingegneri costruttori, capaci ingegneri meccan i.ci ed idraulici, esser versa ti nell'arte fo rtificatoria. nel servizio dei ponti militari, · in quello dei telegrafi e nelle faraggine delle alLre loro mansioni presso le direzioni e comandi territo1;iali dell'aòna. · D'altra parte troppo incompleto è il modo in cui vien trattata la teoria delle macchine a vapore' e la. tecnòlogia meccanicct, alla scuola di applicazione d'artiglierict e genio, perché si possa con ,,, fondamento asserire che un giovane ufficiale del genio, abbia ricevuto uscendo da quella scuola, un sufficiente corredo di istrnzione tecnica e scientifica, per poter in poco tempo orientarsi nel servizio cui egli deve attendere presso la brigata ferrovieri, . si.a egli o non addetto al servizio delle locomotive stradali. · Non è che ai più iutelligenti, ai meglio dotati dalla. natura che v.errà fallo dt poter dopo un paio d'anni di studio indefesso e di pratica quotidiana, prestare un . servizio . utile. e paragonabile a quello che prestano presso le rerrovie gli ingegneri della trazione e della manutenzione, dopo lllQlti anni di esperienza e di st.udi . .Parmi dunque razionale che alla scuola d'applicazione d'artiglieria. e genio debbano ve.nfr istituiti coi·si spe~iali facoltativi di macchine a vapore e di tecnologia meccanica, col necessario complemento di pratiche esercitazioni presso i nostri arsenctli e presso la stessa brigata ferrovieri . : Si otterrebbe così di preparre di lunga. mano un certo numero di ufficiali i quali per vocazione naturale e per istudi fatti, olTrirebA NNo XX IV, VOL . IV .


ALCUNE IDEE SULL'O RGAN IZZ AZIONE t8 bero serie garanzie di esser all'altezza delle loro speciali mansioni. Questi ufficiali dovrebhero rimanere per un tempo relativamente lungo addetti alla brigata fenovieri, poiché é solo a quésta condizione che essi potranno disimpegnare bene il loro difficile servizio. Quanto sono venuto dicendo intorno agli ufficial i del genio in rapporto col servizio speciale di cui tratto, è in una misura ancora più considerevole applicabile al personale esecutivo e specialmente ai macchinisti ed agli operai meccanici; non vale illudersi, se si vogliono le locomotive straclali bisogna esser logici e volere i macch inisti . La condotta e la conservazione in buono stato di servizio di una di queste macchine, richiede molto maggior pratica. e molto maggior cura che per le locomotive ordinarie, ed oltre a ciò la tenzione mentale ed il tormento, fisico del loro machinista, sono molto più sensibili su quelle che non su queste. Ed invero il conduttore della locomotiva stradale oltre alle })l'eoccupazioni del suo confratello delle strade ferrate, h,t que lla di dirigere e sterzare la sua macchimL, e.ha l'attenzione in uno stato continno di Lenzione ed oltre a ciò ha. d~t vincere la. difficoltà non piccola cli manovrare a ritroso colla macchina sciolta, cosa questa che richiede molta abilità,. Le nuove macchine esperimentate, munite di due cilindri sono molto più obbedienti e maneggievoli delle primitive Aveling ad un ci lindro solo, le quali muovono a scatto ogni volta che si tratta di rovesciare il movimento per superare il punto morto; ma ciò non toglie che solo una lunga prat.ica possa formare il nostro macchinista, e certamente un tirocinio di due anni é appena sufficiente all'uopo, dal momento che sulle ferrovie tale è la chtrata minima normale del servizio dell'allievo macchinista. Oltre a ciò , la locomotiva stradale, per le molte cause di lievi guasti c·ui va soggetta anche in condizioni normali ( 1), richiede in chi la conduce e M ha la responsabilità più che cura un vero e 1

(I) Colla ruota rigida così frequenti sono questi guas ti che nove volte almeno su dieci non si può contare su un lavoro· continuato dalla macch ina della durnta cli oltre 12 ore su 24, esscndochè il buon governo della medesima richiede che il macchinista ripari immedia tamen to a tali lievi sconcerti dovu ti, come già si disse, in gran parte alle scosse e vibrazioni cagionate (lalle reaiioni del suolo stradale.

DEL SEHVIZIO DELLE LOCOMOTIVE STRADALI

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proprio amore, cosa che non si può pretendere in chi sa che dopo due anni non a.vrà più che fare, né colla macchina che egli serve, nè col regolamento di disciplina. Dunque pei mad1inisti delle nostre locomotive stradali è indispensabile una ferma lunga, ed è appnnto qui il nodo della quistione orga;nica da risolverei · Per riuscire ad allettarli a rimanee in sen'izi o ed a prendere amore alla macchina loro affìdata,, bisogna. rimunenarli equamente e far loro una posizione paragonabile a quell,t dei loro confratelli delle strade ferrate e forse bisognerà fare qualche cosa di. più! E condizione essenziale per riuscire nel reclutarnento e nella conservazione di questo personale, è, senza dubbio, l'offrir loro delle macchine iI cui· servizio sin meno penoso che non sulle attuali . E come ciò si possa ottenere con seri vantaggi tecnici ed economici 11011 è d'uopo che io il ripeta cli. nuovo. E noti si .che, la maggior spesa per aver buoni macchinisti sarà in gran parte compensata alla lunga, dalla migliore conservazione delle macchine poste nelle loro man i. Del resl.o è questa una condizione, sine qiia non per oUenere una soluzione qualunque di questo problema, ed il continuare nel sistema provvisorio attuale è un voler affidare cavalli a fantaccini · ' è disconoscere la natura stessa delle locomoLive stradali e del loro servizio. Dunque, per ciò che riguarda il personale concluderò esprimendo il voto che gli ufficiali del genio ricevano alla scuola d'applicazione la necessaria preparazione scientifica e tecnologica, e che una vo!La addet.ti al servizio delle locomotive stradali. vi sieno lasciati per lo meno 6 anni, come è prescritto per i servi;i speciali nel corpo di stato maggiore. Per ciò che riguarda i macchiiiisti converrit considerarli come allievi per tutta la. durata della. loro ferma ordinaria e promuoverli macchini sti effettivi con una paga ragionevole e crescente in ragione del numero. degli anni di servizio e dell'abi li tà dimostrata, imponendo loro una ferma minima di 5 anni, prolungabili successivamente con rafferme di un anno come già si pra.tica in altri rami di servizio. § 5. Delle macchine. - Esaurito così quanto di essenziale mi premea esporre inLorno al personale, parlerò brevemente del ma-


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AL CUNE IDEE S ULL'ORGANIZZA ZIONE

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teriale, cioè delle macchine, dei carri -scorta del carreggio e suoi accessori . Intorno alle macchine convìen distinguere quelle destinate al traino delle pesanti artiglierie negli arsenali, nelle piazze for ti , batterie da costa od ai. poligoni, da quelle a. destinarsi a sostituire i ca.valli in alcuni servizi (ho enumerati quali secondo me) al seguito dell'esercito mobilizzato. Le prime è conveniente sieno potenti e del tipo dell'Aveling a grandi ruote della forza di 46 cavalli effetl:ivi (circa '1.2 noniina.li) e del peso di 11 tonnellate circa; il genere di servizio che le medesime sono chiamate a disimpegnare rende superfl uo per esse il cerchione elastico. Le seconde è duopo sieno molto più leggiere e di dimensioni molto 111inori per poter manovrare con maggior facilità, percorrere strade più strette, e sulle <prnli s'incontrano dì frequente opere d'arte relativa.mente poco resistenti, e per esser in grado di utilizzare per esse i ponti militari su quelle linee di comunicazione ove non esistessero ponti stab ili o dove questi rossero stati distrut~1 o semplicemente r iparali in modo provvisorio. Sappiamo infatti che la resistenza all'immersi.one di un impalcata di ponte militare per barche successive è di 7550 chilog. circa; clunque -il peso clella locomotiva stradale d:1 campagna a carico completo, non dovrà oltrepassare le 7 tonnellate. A questo limite di pesò corr ispondono locomotive stradali della forza nominale di 6 acl 8 cavalli (24.- a 32 cavalli effettivi), equivalenti in forza. traente a 20 o 30 cavalli da tiro e perciò capaci cli trainare in condizioni medie 8 a. ,J O carri ordinari del freno cari chi e calcolat{ ciascuno del peso medio cli 2000 chilog. D'altra parle l'esperienza ha provato come anche su strnde tortuose e con isvoltate ad angolo retto e di larghezza inferiore ai quattro metri, la manovra di q,iesti convogli è facile e sicura., cosicchè il tipo di locomotiva per questo importante servizio è queÙo da 6 cavalli nominali (24 .effettivi). Oltrepassando di molto questo limite ci metteremo in. mille impicci; molte strade buone o mediocri non si potranno utilizzare perché troppo strette; le manovre diventeranno più difficili là dove ci sarà ristrettezza di spazio; saremo obbligali a far conv9gli troppo 1

DE L SERVIZIO DELLE LOCOMOTIV E S TRADAL I

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lungbi per utili:r.iarc tutta. la forza trnen te della macchina: ci troveremo nell'impossih ililà di passare sui ponti 1n ili tari o ;ui ponti riparati in modo proVvisol'io ecc. ecc. Ciò per la forza ed il limit0 di peso di queste locom_otive che chiamerò da campagna, per distinguerle dalle prime destinale come ilissi piutt.osto a manopere di forza che a vero e proprio servizio da traino. · Quanto al tipo di macchina, vorrei il doppio cilindro, le due velocità, l'asp iratore HorLing, la caldaia orizzontale, la piat.Laforma più grande per comodità del macchinista e del fochista, e co.rne condizione sine qwi non la ruota elastka a cerch ione estern o w otetLo dalle scarpe indipendenti Burrell . · Non ri tornerò sui motivi e sull\ considerazioni di vario ordine· . che nii hannc5 condotto a quest'ultima conclusione, dirò solo che la conservazione della macchina e .J'economia del personale nòn so lo. ma la possibilità stessa del servizio ne dipendono. Le rnote grandi soddisfano pella prima categoria delle macchine pesanti, benchè un :wmento di oltre a due tonnellate, di peso I\}orto mi pare un'esagerazione, essendoché si potrebbe aver con ruote di minor diametro lo stesso peso aderente, aumentando quello degli organi elle interessano la fo rza della macchina; Lanto pi.ù ct1e pella, piccola velocità 21c 1/ 2 a Bk ¼ alle quali basta. che esse possan lavorare nei servizi speciali cui sono ada.tte, i vantaggi della grande ruota sono pressoch é inutili. Ho in ,t!Lri miei scritti defi;1ito ciò che io intenda per grandi velocità nel servizio delle locomotive stradali : intendo tuLt'al più 8 a 11O ch ilometi;i all'ora nelle condizioni le più favorevo li della strada, e come velocità media finale 5 f~hilometri all'ora anziché 3 : come la si ottiene appena in un serYizio continuato coll e attuali macchine. a ruote r igide. ' Ho pure r isposto altrove, 'prevenendola, all 'obbiezi one che volendo con una data macchina raaaiunaere una maaaioivelocita' C,<? converrà diminuire il peso che essa traina, facendo osservare come il massimo carico col quale è lecjto camminare con una locomotiva stradale in vista delle pendenze che s'incontreranno e dei tratLi selciati da attraversare, é . (sa.Ivo il caso di una strada perfettamente uniforme in tulle le sue parti) in media di 1/ 3 inferiore al massimo carico che quella stessa locomotiva potrebbe trainare su un piano orizzontale mackadamizzato. l;'. I C,

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DEL SERVIZIO DELLE LOCOMOT I VE S'fHADALI

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ALCUNE IDEE SU LL'ORGANI ZZAZIONE

Ora se la locomotìva ha ruote rigide, nei tratti facì li della strada: essa non saprebbe oltrepassare per qualche tempo la velocità di 6, chilometri all'ora,, perchè la sua struttura noi permetterebbe senza danno della macchina e soverch io tormento pel macch inista; nel mentre quando la medesima è cerch iata di ruote elastiche: essa è precisamente nelle volute condizioni per poter trasfo:·1nare '.n veloci l.à l'eccesso di for1.a motrice posseduta dalla macch rna e dico posseduta, pre(:ìsamente perçhè il suo carico è inizi::~lmente di '. la in~ feriore al massimo peso che essa potrebbe rimorchiare su quei tratti di strada che offrono le migliori condizioni. . Tenendo poi conto del fatto che .la locomotiv,i a ruote rigide è obbliaata a ràJlentare la sua già J,irnitata. velocità, sia sul selciato, sia st~i tratti della strada d1e sono in meno buone condiiioni (cd in · guerra si sa che cosa diventano in breve le migliori_ strad_e), ne! mentre la ruota elastica permette di percorrere quegli stessi trat.lt senza preoccupazione nè per la macchina nè pel macchinista, si comprenderà agevolmente che non sarà difficìle con queste ruote l'ottenere una velocità media fìnale di 5 anzichè di sol i :3 ch ilometriall'ora. Nè panni qui il caso di risollevare i timori alt.ra,,olta espressi dai mieì contraclditori, che, cioè, 110 cbilomel.ri anche consìderati come un massimo, sono troppo per un convoglio a vapore su una strada, orclinai'ia , poichè l'espc~rienza ha provato che quel piccolo trotto non ha, nulla di pericoloso in pratica e che il macchinista è com pletamente padrone del suo convoglio ~ncl~e a vel_oci t.à maggiori .. I vani timori intorno allo spaventarsi dei cavalh debbono orama1esser scomparsi anch'essi, dal momento che vediamo le nostre strade principali percorse in molti llloghì dalle locomotive dei tnunway a vapore e da quelle delle ferrovie economiche, e la stessa. via di Po in Torino percorsa in tutte le ore del giorno dal tramway a vapore di J\foncalieri . Qualche incidente si presenterà sempre, ma glì incidenti andranno, sempre facendosi più rari col progressivo affratellarsi dei motori animali coi motori a vapori , e quanto ai cavalli dell'artigl ieria e della cavalleria, è chiaro che come essi ·si debbono abituare al fuoco della moschetteria ed al tuonare del cannone, finiranno pur~ per· abituarsi alle locomotive stradali.

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Ed ho insistilo su questo elemento<~ Velocità media fi nale di marcia », perchè pel servizio al seguito delle trnppe rnobilìzzate è indispensabile il poter calcolare sopra un 5 anzichè sopra un 3, e se non vi fossero a dovi1.ia altre ragioni di maggiore importanza ancom, questa sola, basterebbe per giust,ificare la mia coscienziosa insistenza sul valore delle ruote elastiche. Tante infaLti sono già in tempi normali, con un convoglìo solo e quando si fanno delle semplici esperienze, le cause dì perdite di tempo in marcia, cç,me, ad . esempio, il. bisogno di far acqua ogni 15 chilometri, le fermate per por riparo a piccolì guasti, i rallentamenti per lascìar passare cavalli ombrosi, ecc., che è faci le il concepire come con ri101Li convogli, sopra una linea di lappa battuta da colonne che muovono in senso opposto, la possibilità dì contrordini . ecc .. debbano contribuire in modo molto sensibile a rendere problernatìco l'arrivo in tempo a destinazione dei convogli stessi; se le macchine non sono in grado di compensa.re tntle quelle perdite cli tempo colla. maggìor velocità media finale di marcia . Non mi dilungherò oltre su questo punto della questione, sembrandomi evidente a priori quanto sono venuto 'esponendo , ed ag0aiun,:rerò solo che il ritorno a. vuoto dei convogli o il.elle macchine sciolte, si potrà fare, se queste sono munite di ruote elastiche, in un tempo circa rnelà che quando noi sono, e render cosi disponibile mollo tempo prima sia il materiale rotabile, siano le macchine sl.esse per altri servìzi od un nuovo trasporto, e lo si noti, ciò si risolve in una forte economia, sia del primo che delle uHime, per eseguire un_ dato trasporto ili un tempo dato . § 6. Del carreggio . - Parlerò ora brevissimamente del materiale rotabile; e qui _1ni duole dover far scaturire dai miei ragionameilti precedenti una conseguenza che non è in armonia con quanto si è fauo finora presso cli.noi, forse perchè abbiamo attraversato soltanto un periodo di prove e di esperimenti. Ho dimostrato, secondo me, che i convoali stradali debbono esser capaci di camminare con una o l. velocità' media cli 5 chilometri all'.ora, a ciò implica che per mo t1 tratti della via essi avranno una velocità di marcia che supererà spesso gli 8 chilometri all'ora, e che pbtrà raggiungere ta\c,ra i ,1O chilometri ; senza·di ciò un servizio ad orario fi s·so nelle condizioni · in éui bisogna farlo su una linea dì tappa in tempo dì guerra, non è possibile pelle ragioni vedute. <')

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ALC UNE IDE E SU L!.'O RGA N IZZAZIONE

Ora da ciò decorre immediatamente, che se si vogliono le locomotiv·e stradali, oltre al voler i macchinisti, come già dissi, bisogna pur voler il materiale rotéi.bile ad hoc, cioè cani ad ùitelaiatura di ferro e montati s1i nwte a grnndi mo:zi contenenti nell'interno una fasciatura di caoutchouc, come in quelli di cer ti carrozzoni di lusso in uso snlle ferrovie russe, e ciò nell'intento di :5ostitu ire le ordinarie molle di sospensione indispensabili nei veicoli destinati a camminare con velocil.ll. suprriore agli 8 c,hilometri in media. L'i ntelaiaturn di ferro è i.ndispensal1i le per poter dar al carro la voluta resistenza alle tensioni longitudina li, cui il medesimo va soggetto specialmente quando esso è direumnente connesso eo!Ja nrn.cchina, per modo da dover reggere a tntto lo sfo rzo traente di questa. durante la marcia del conroglio; ed il mozzo elastico, come le connetliture elasti che fra carr9 e carro giit in uso, hanno per iscopo di preserrare il materiale cla un pronto deteriora1~ento per ~ansa delle reazioni della strada. Ciò non richi ede si cambi il tipo genel'ico del uostrn earro ila. trasporlo ordinario, 111\ che si rinnnci nl rantaggio di polr1· prom iscuamnnLc adoperare lo ;;Lesso cn,.,.c6gio per 1'01"11arc i ron rn,ili a vapore e per gli usi c,onsueti , sopprimendo il congegno cl'nniooc e rimettendo a sito i timoni, co:;icchè pnrmi sia ndla logira delle 1·1)se il prOV\'eclerc annualrnent<,} , e poco alla rolla, carri da trn ,-porr·o modì.ficati nel senso sopra indicatn. · Come stanno le cose oggidì, ci lrorinmo nel ca·so singolare cli aver poste delle restrizioni 1J.ll'utilizzazione delle locomotive stradali assoggettandone 1'11so al traino di un veicolo tutto rigido e non costruito nè per sopportare grandi sforzi longitudi nali, nè per c:amminare in via normale che colla velocità di 4, o 5 eh ilometri all'ora. sulle migliori sl racle (,1). Le conseguenze del sistema in uso le vertiamo tuttodi nella pratica e tul.Li i. momenti si hanno cani di testa che si sfasciano, malgrado l'azione delle caLene continue di 'tensione, colle quali si cerca di (1) Il nuovo carro da trasporlo ha bonsi l'iute!aiatura in f~rro, ma la medesima non e combinata in modo da dara al medesimo la volu ta resistenza nel senso longitudinale, né

da facilita,·o la form n1.ione dei co nvogli st,·,Hlali a vapore. Lievi modilìcozioni, le qunli lmporte,·ebbe ro un poco sens'bilo' aumento noi peso di c1uel carrn, pe,·mette,·obbcro, parmi, di raggiungere le desiderate condizioni.

DEL S E R VIZIO DEL LE LOCO MOTIVE ST RAD AL I

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trasmettere e ripartire unifo rmemente su LuLli i carri del convoglio Jo sforzo traente della macchina, e dippiù i sussulti e le scosse cui va sogget! Q il materiale tulle le volle che si cammina con velocità un poco forte su strade selciate o disuguali, ne determinano visibilmente il pronto deterioramento . Non propongo di :;ospcnclcre su molle i carri dà lrasporLo per il servizio clelle locomotive stradali, perchè molto piit semplice ed affatto suITTcicnte pc,· lo scopo che si ha. di mirn, è il cosl.rurne le rnote a grande mozzo metallico coll'indicato cuscino tronco conico di caoutchouc. Ciò non solo per maggior -semplicità ccl economia, ma anche perchè le molle non rispònderebbero così bene nel caso presente. a causa delle forti oscillazio.ni che i carri si trasmettono l'un J'a lLr~ nel senso della lunghezza. del convoglio durante la marcia, oscillazi oni le quali, componendosi con quelle provenienti 'direttamente dalle reazioni del piano slraclale su ogni singolo veicolo, ne rendono irregolare la marcia e sono cagione di frequenti sviamenti. Ogni volta che nella composizione di un tonvogli o a scopo di islruzi one o di esperienza. si introd11ssero i nostri carri malati, sospes i, come si sa, su molle piu~tosto cedevoli , si ebbero a verilì<:are gli indicali inconvenienti appena la velocità di marcia oltrepassava i 6 chilometri all'òra. Rafforz;nndo e costruendo le molle in analogia a quanto si pratica pelle vetture delle strade l'errate, si ri uscirebbe certamenLe a risolvere ugualmente il problemn ; ma è più semplice e 1iiù economico il mozzo che io propongo, quello dei mozzi 'cli ferraccio o di bronzo a cuscino clastico .. Intorno ai carri scorta, attualmente in uso per facilitare le espe~ rienzc e le esercitazi oni dei rnacchinisli , nulla avrei cla osservare e godo di poter dire che i meélesimi sono, a mio parere, co.,truili con molta soliclilA e precisamente colla intelaiatur:t di fer ri a T eda U; sarebbe so lo desiclernbil e in essi 1u1a maggior leggerezza. li carro scorta però non deve, a. mio modo di vedere, considerarsi come nn elemento inseparabile da ogni convoglio; ed è, secondo me, malfatto l'abiLuarsi a non muovere per un dato servizio senza esserne segui ti , poichè in un set'I' izio regolare sopra una Iinca cl i Lappa, tutto, come dirò in apprcs~o, dovrit essere preordinato per modo, che del carro scorta si possa fare a meno, o lull'al più sarà sufficiente averne


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ALC UNP. !DEI:: SU Ll..'OH GAN IZZAZI0NE

~o. ogni v·o 6_convogli , per coprire evcnl uali lit impreviste e servir dr l'J covcro agt, uf'fì.ciali incaricati della. condotta dei convogli stessi. D altra parte :-a rebbe_poco economico il trainare un buon sesLo del peso del convoglio, pel gusto cli a, er con sè quelle provviste di acqu_a, di com~u.stibi le, di grasso, di utensili e di pezzi cli ri cambio, che m un serv1Z10 hen organizzalo dehbono già trovarsi dislocali opportunamente sulla strada da percol'rcre. Ciò mi conduce in modo naturale a parlare delle norme O'enerali d'. impiego delle locomotive strndali in lempo di guena e del preordina~enlo all' uopo delle linee di tappa, e la~cierò l'nrO'ornciHo del materiale rotab ile, c~primendo il voto che si vo«lia Lene~ conto delle due semplicissime idee che ho esposte, essendo evidente che c,hi vuo~ _trarre il maggior utile da una macchina, deve ci for::iori subordmare a qu esta ciò che relativamente ad essa è un accessorio e non fare il rorescio. Auualrncnte capila che un convoglio in mal'cia polrehbe aument:_1.re I~ sna velociLit di rn:~rcia, perchò, ad esempio, è stato allegger rlo d, pa1·1e elci suo canco e la sua locomotiva è a ruote elastiche· ma no, ciò non si può fare per non rovinare il carrem•io f'iie e" 1,1·~ '1 O . on • ' . g1c ?· ppure. capiterà di aver fol'za mol rice in eccedenza rispetto al cnrrco, ~ercl~e au.mcnta~èlo questo si ri schia cl i sottopot're a tensioni troppo forti ,I verco lo dr testa e di vederlo sfasciarsj, come è avvenuto più volte durante ·1e sue esperienze dirette dall'egregio capitano Bertoldo. § 7. Eseciizione del setvizio e preordinamento delle linee di tappa . .~ L'i mpiego delle locomotive stradali per un servizio regol~re e cl1 ~na durata notevole di tempo, implica tnnto per ciò che riguarda 11 perso~ale, qm.1nto per le macchine e la .-ia da percotTere, norme e p1·ovvedrrnenti annloghi a quclli che si usano sulle strade ferrale. 'Per il personale esecutivo bisognerà. stabilire turni di servizio regolare ed in armonia coli' intensik1 della fatica materiale e morale e delle molte cure imposte ai macchinisti e fllt)chisti . :Per le_ macchine bisognerà aver preparate tabelle cl i prestazione che ne d1eno la forza traente alle varie velocita di marcia e sulle vari e pendenze. Ogn i macchina dovrebbe essere affidata ad un macchinista capo 1

DE L S ERVJ 7.10 DELL E LOCOMOTlVP. STRADALI

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sussidiato da un suJTiciente numero di macch inisti, sempre fissi a quella nmcchina e direttamente dipendenti ila Irti. La strada do\'rà essere ripartita in tappe cli 30 o i>O chilometri secondo le difficolUi cl.a vincersi, ogni tappa provv ista ad ogni ·12 a 15 chilometri d'inr.ervallo dei necessari mezzi (tini , mastelli , ecc.) per permeltere alle macch ine di fa.r acqua; il tulto disposto pre, enti'vamente per modo da tlnr agio al maggior numero possibile cli esse di far acqua contemporaneamente, per econom inare tempo. Presso ogni luogo di l.appn dovranno esistere deposiLi di cnrbone, di grasso e di tutto t'occorrente pella puli tura e buon governo delle locomo I.i ve. Ogni gruppo di 2 a 3 stazioni di tappa dovrebbero essei· assegnati macch inisti e locomotive di riserva e piccole officine pelle riparazion i che il macchin ista non può fare co i mezzi a sua disposizione durante il viaggio od il suo turno di servizio. Le regole per la conclolta tlei convogli, gli intervalli a tenersi, i --segnali èlura1He la marcia, il modo di regolarsi negli incrociarnenti . e negli incontri con altri convogli o con co lonne delle varie armi, e le norme per la polizia della strada, son cose 1.u1.1.e che dovranno essere stabilite in modo preciso e sopratuuo faue osservare anche nei servizi del l.empo di pace, pet' farle penetrare nelle abitudini del personale tulio. Dunque, in mas5 ima, prima di intr'aprenclere un servizio quahmque lungo una linea di tappa, questa dovrà. esser riconosciuta dnpprima pet' curn dell'ufficiale del genio incaricato di organiz,mre il servizio e prontamente preordina la all 'uopo nel senso. sopra indicato, e quando si Lralterà di oltrepassare la te.,ttt cli linea. di tappa, pet' raggiungere (orclinnriarnenle 50 a 60 chilometri, i magazzini di corpo d'armata, allora il preordinamento ora detto dovrlt esser fatto in modo spedit i\' O e per ciò che riguarda le sta.:ioni a.cqna colle riso\'se che li per ll si possono requisire lungo l:t sLt'acfo . l\essun convoglio stradale a vapon~ dovrà ollrepassa re i magazzini di corpo d'anua.ta., salvo rruelli l'ormati pelle colonne traino pane, i quali appunto per poter percorrere i I;j o 20 chilometri al più che separano i centri cli panificaz ione dai centri di distribuz ione alle truppe, dovranno esser dotati di sufficiente velocilà, per poler eseguire quel servizi o d'un fiato, andata e ritorno, nello spazio di


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ALCUNE IDEE SULL ' ORGANIZZAZIONE

DEl, SERVIZIO DELLE LOCO:\IOT!VE STRADAL I

poche ore (7 al più), per ingombrare per il minimo tempo la zona compresa fra i quartieri generali di corpo d'armata ed i magazzini eventuali o divisionali. Q_uesto servizio; materialmente impossibile colte locornoLive peshnh ed a picéola velocità, diventa po%ibile e facile colla locomotiva da campagna a ruote el~stiche, e quanto si disse per le colonne traino pane è in una certa misura applicabile anche alle colonne viveri di riserrn, ai carreggi del!' intendenza d'armata ed agli equipaggi da ponti di riserva, e chiaramente risulta da ciò come I.a necessità di destinare subito ;:iH'artiglieria da campagna i cavalli provenienti dalla requisizione, tragga seco la necessità del cerchione elastico per poter .assegnare ai servizi sudde!.ti le locomotive invece dei cavalli. con seria garanzia di ri.uscita.. E noLisi che nel c;:ilcolare a 5000 soltanto i cavalli da tiro che ci urge sostiLuire nell'interesse della mob ilitazione in tempo utile della nos(.ra artiglieria e dei traini di primissima linea, io credo di esser stato assai moderato, perchè ho fatta astrazione da una quantità di servizi di seconda linea, cui bisognerà pur provvedere e {:ui non si potrà provvedel'e che in pane coi cavalli che la requisizi one fornirà dopo i pri mi veni.i giorni di mob ilitazione. Per sostituire quei 5000 caval li reci notare come potrebbel'O ba stare .250 lo com oti \'e .strada!i a ruote r igide, posi.o che si calco!i. di poter a~s_egnare a macchinisti. e 2 fuoch isti per macch ina, onde poterle u1.1l1zzare almeno ,J2 ore sulle .2,f., ma anche ammettendo che con sae;rifizi pecuniari e con grandi cure si riesca a dar a questo servizio una seria oi;ganiuazione, possiamo noi contare su 750 macchinisti? E supponend.o di poter fa.r assegnamento sn di essi, quali saranno le conseguenze di un ::;ervizio fatto con macchine troppo lente e troppo soggeLLe ai guasti cagionati dalle reozioni della strada? Da un lato si ha una spesa forLissimiL pel personale e d,dl'aHro conLinui ritardi ~ macchine su cui non si può far un sufficiente assegna- , mento per c~usa dei guasti cui sono Lroppo, esposte. Stringendo dunque tutte le fila dei miei precedenti rao-ionamenti . . n giungo sempre alla medesima ed identica conclusione; e siccome .coll:L ruota ela::;tica ecl uno stesso personale esecutivo .a disposizione, si può tra.t'l'e dalla locornoLiva un servizio per lo meno dopp io (20 ore sulle 2.f. per qua.lche gio rno di segui 1:0) , cosi, in d1~fini ti va la meschina 0

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questione del maggior costo delle ruote cerchia.te di caoutchouc, si· risolve in una vera ed intelligente economia, e ciò indipendentemente da tutte le altre considerazioni tecni che, organiche e logistiche che pesano in suo favore. t evidente che250 locomotive utilizzabili per ,1Oa ·I2 ore sulle 24, equivalgono appena. a. 125 di esse, quando la l,oro struttura permette· cli utilizzarle collo stesso p~rsonale durante 20 ore sulle 24; dunque panni va lga la pena di esperimentare una. buona volta, queste ruote genza le qual i la locomotiva stradale non avrà mai le qualità tecnicomilitari indispensab ili perchè ci riesca di farne quella larga applicazione che le nostre peculiari circostanze ci portano a considerare quasi come una questione di essere o di non essere in caso di mobilitazione. § 8. Correlazione fra Le locomotive stradali e le ferro vie a sezione ridotta. - Ma come potrà il go:verno acquistare e conservare in tempo di pace un numero sl ingente di locomotive stl'adali, delle quali egli non si servirit che una volta og1)i dieci, ogni vent'anni '? Facendo tali acqnisti, e con gravi sagrifìzi pecuniari, non si rischia di dover, dopo pochi anni, mutare sistema di macchine per tener èlietro ai progressi delle industrie meccaniche1 Non varrebbe forse meglio dedicare ali' incremento delle nostre razze cavalline il cnpitale immobilizzato dalle numerose locomotive · stradali comperate '? Sono queste obbiezioni serie e cui , nel mio progetto di un Lraino militare a vapore del ,187,1, io cercava di antivenire facendo noi.are come una volta fatte delle esperienze serie, il governo dando la 1nassimci pubblicità ai risnltati temici ed economici ottenuti, non avrebbe durato fat. ica a promuovere l'introduzione , jn paese di queste locomotive, sia per il servizio jnterno dei grandi stabilimenti industriali, sia per iscopo agricolo, sia per soslit.u ire cavalli nel J;raino dei grandi pesi nelle cave di marmo o dovunque fossero in cammino ingenti lavori di costruzioni civili o militari, e sia fina lmente pel servizio dei trannnLy R vapore e delle ferrovie economiche. Quando io seri vea queste cose non esisteva in Italin, a.le una locomotiva stradale, nè alcun tramway a vapore: sette anni di. coraggiosa iniziativa hanno fatto sì. che oggidì molte sono le im~rnse industriali che hanno al loro servizio delle locomotive stradali, e, per 1


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ALCUNE IDEE SULL.'ORGANIZZAZIONE

citarne cfoe, rammenterò l'impresa dei lavori di. fortificazione del l\fonceni.sio ed una società che estrae i massi di marmo nelle vicinanze di Carrara. I tramway a vapore e le ferrovie economiche od a sezione ridotta, hanno poi iniziata una nuova era nei nostri mezzi di comunicazione e di trasporto, e l'avvenire é per essi dovunque l'entità dei traffici o bisogni strategici od internazionali non rendono necessa.ria una ferrovia ordinaria. · Ma, mi si domanderà, che nesso esiste fra le locomotive stradali e le ferrovie a sezione ridoLta, o coi tramway a vap9re? Questo nesso, secondo me, é strettissimo ed ho cercai.o nel ,J 872 con uno scrilto intitolalo : La .locomotiV(t Tftomson in1·a.pporto colle fer'l'Ovie cl' interesse locale e colici 1nobil'ita.zione dell'esercito di farlo risaltare; né abuserò qui della benevola attenzione del lettore per ripetere in disteso le cose da me esposte in quell'articolo. Riassumendone il contenuto, dirò· solo che una stessa e medesima locomotiva può servire eg!.ialmenle bene pel servi zio delle ferrovie a sezione ridotta e come locomotiva stradale, ma ad una condizione che, cioè, quesla abbia le ruote motrici fasciate di caoutchouc. JI distinto ingegnere Cottrau. ideò appunto, ann i addietro, una locomotiva destinata alle ferrovie economiche a sezione ridotta, a foni pendenze ed a curve strette, la cui caratteristica era cli aver le ruote motrici appoggiate sul suolo stradale lateralmente alle ruotaie destinate ai veicoli del convoglio, e le ruote d'avantreno poggianti sulle ruotai e stesse per gu idare la rnaccb ina. Co11 ciò quest'ultima è nelle migliori condizioni per poter sviluppare molta forza. traente ed il convoglio invece nelle migliori per facilitare il traino. Se rtonchè il servizio dei passeggicri sulle ferr0Vie a sezione ri dotta o sui Lramway a vapore richiede delle velocilit di marcia superiori in media ai 40 e più kilometri, cosicchè la conservazione della locomotiva e del suolo stradale non solo , ma la possibilità stessa di questo servizio fece sentire al Cottrau la necessità di dotare le rnole motrici della sua locomotiva della fasciatura. di caoutchouc protetta dé1lle necessarie scarpe indipendenti. Lo stesso servizio delle mere.i sulle ferrovie a sezione ridotta ri,chiede una veloci tà di marcia di ,J Oa. 112 eh iIJmeLri all'ora ; cosicchè

DEL SERVlZ!O O.ELLE LOCOMOT IVE STRADALI

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nulla vieta che una locon1otìva Cottrau destinata al servizio ora detto po:-sa trasformarsi in una locomotiva stradale cambiandonesemplicernente le ruote d'a.vanlreno, purchè questo sia munito del. necessario apparecchio per sterzare la macchina nelle sue nuove condizioni. La resistenza al traino di un convoglio di un dato peso, i cui ·veicoli pocnrino su ruotaie di ferro ' , essendo circa 16 volte minore . i."'H) . di quando q1ielli son posti sul mackadam della strada, ne viene che la locomotiva Cottrau destinat~L al servizio merci su una ferrovia. economica ed i cui wnvogli pesino complessivamente duecento tonnellate, s.arà. capace di trainarne solo Ha 116, oltre il proprio peso, su una strada ordinarin, ossia '7 ad 8 carri del treno carichi. Parmi aclunque che strettissimo sia il nesso fra le fenovie economiche e la locomotiva stradale e che siccome quelle in nn avvenire non ]ontano , specialmente in segui lo alle ultime leggi sulle costruzioni ferroviarie già. sanzionate dal Re, prenderanno un notevole sviluppo, così interessa sommamente al minis~ero dell~L guerra il promuovere l'attuazione dell'idea del Cottrat1. E un problema degno dell'ingegno del mio collega il ca.pilano Bertoldo, e glielo propongo, Risolto questo prnblcma tecnico, l'incremento naturale delle ferrovie economiche co i loro motof'i requisì.bi li in caso eh mobilitazione, Llarà spontanea.mente al governo il mezzo di. sostituire elììcacemente ed economicamente, in un tempo non lontano, i cava.lii che gli mancano per la, mobilitazione. · Tutto ciò però alla condizione che le locomotive Coltrau siano fornite delle due velocità, delt'appareeehio per sterza.rie e sopratutto_ del cerchione elastico, senza il quale esse non potrebbero fare il loro servizio che con delle velocit~t che renderrebbero illusori in pinte i vantaggi delle ferrovie economiche, , . Invertendo la questione, si vede pure come lo sviluppo prossimo delle ferrovie economiche dia m.oclo al governo di utilfazare in tempo di pace le locomotive stradali di eui esso si fosse provvisto pei bisogni dell'esercito in caso di guerra; ma ciò evidentemente alla condizione che delle locomotive siano munite clelhL ruota. elastica. Senza. cfr ciò iI loro allogament.o presso le società delle ferrovie economiche sarit impossibile, e sarà più dilftcile al governo il trovare un impiego utile in tempi ordinari i delle locomotive acquistate. 1


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ALCUNF. I DEE SULL'C,HGANIZZAZI ONE

DEL SERVIZIO DELLE LOCOMOTIVE STHA DALI

Mi per.metto dunqLte di richiamare l'attenzione del ministero della guerra sulla locomotiva CoLtrau, perchè essa è l'anello di congiunzione fra la lomotiva stradale o le nascenti ferrovie a sezione ridotta. So che mo!Lc difficolLà ed obbiezioni d'indole tecnica ed economica si possono opporre a queste mie idee; ma ho fede che il problema sia solubile con un poco di perduranza. · § 9. Conclusione. - Porrò ora termine a. quesLe mie idee sul servizio delle.locomotive stradali, riassumendo in poche parole quanto mi pare meriti ht considerazione degli intelligenti in questa materia. Il problema da risolvere è duplice e due tipi diversi di locomotiva rispondono al ~ervizio speciale delle grosse artiglierie ed nl servizio generale cli campagna. Nel primo ca~o ci vogliono 1nacd1 ine potenti, munite di grue e di argano pelle manopere cli forza, e per es~e sono piu che sufficienti le ruote motrici rigide . Nel secondo non si pnò oltrepa.5sare di molto le ti tonnellate nel peso della rnacchinn, e perciò la fona di 6 ad 8 cavall i nominali, ed ò indispen~n.h ile per essa ht ruota mott·ice elastica 'l'homsonllurrcll. Per ciò c:he riguada il personale, ho e:,pre:kìU il volo che gli ufficiali del genio ricevessero alla scuola. d'applicazione la necessaria preparazione scientifica e tec:nologica per i servizi speciali cui debbono attendere presso la brigata ferrovieri, e che una volta. destinati a tali servir.i essi non abbiano ad esserne distratti per 6 anni almeno . Quanto ai macchinisti poi, considerarli come allievi per tutta la durata dell::t loro ferma, e per i11tlurli ad accettare la nomina di macchinisti effettivi colla ferma permanente, olTrir loro una posizione almeno eguale a quella dei loro conl'ratelli delle ferrovie. Intorno al materiale mobile, ho esposto l'opinione che non è raiionale il f'ar dipendere il servizio delle locomotive stradali da un carreggio costruito per tutt'altro scopo, e che non ha nè l'elasticità nè la resistenza necessarie, ed ho proposlct una solicla intelaiatura in [eno e le ruote a mozzo elastico . Trattando poi dell'impiego delle locomotive e dell'organizzazione del loro servizio sopra. unn. linea di tappa, ho voluto clar una traccia generale di tutto il quadro che rimane a riempirsi, perchèsi possa

fare, in caso di bisogno, un serio conlo sulle nostre locomotive stradali. Riattaccando poi il problema della nostra mobilitazione colle ferrovie economiche, ho cercato di far vedere come da qualLmque punto di vi sta si studi il problema militare che c'interessa in modo supremo di poter risolvere, risulta che è il cerchione elastico esterno che dà alla locoinotiva stradale le qualità. tecniche, economiche e logistiche, senza le quali il servizio dei traini da campagna non potrà riuscire.

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Torino, ìl ,J5 agosto.

LUIGI Gl LETTA

capitano di s/at-0 maggiore.

ANNO XXIV VOL. tV.


LA CERCfllA ALPI- APE1'NJNA S T ORICAMENTE PREGIUDICATA

. LA CERCHIA ALPI-APENNINA STORICAJ\tlENTE PREGIUDICATA

Se domani ci si dovesse preparare all,t di fesa nosLra territoriale rninacciat,1 d,t Yicino, le quistioni sulla difesa alpina sp unLerebbero di sana pianLa come se mai fossero giunte a maturità non solo, ma neppure in istat.o di sviluppo. Si udrebbero poe,hissime cose nuove mescolate ad un gran numero di vecchie, le quali porterebbero la loro impronta delle passate discuss io11i, dei piJssal.i. dissensi e, mancanti di conclusioni, accen11el'ebbero ad una controversia ampia e grave clie generò quella indeterminateirn nella quale oggigiorno ci troviamo compresi nostro malgrado; incleterminalezza che ci lascia • colle mani piene cli p.iante e disegni, e colle gole dei nostri monti sguerni.te; colla mente piena di classiche discussioni che geuano luce nel campo della teorica, creando il buio in quello della pratica applicata da senno; colla volonlit di au endere in cerca del meglio, e col timore di arrischia.re :mche il bene, che non si fece, considerandolo poca cosa. l.a discussione come ,;empre si smembrerebbe dnllc questioni principali alle mìnimissirne, andando poi tulle a sch ierarsi in due opposi.i campi: neWuno l'alpinismo militare sviluppato al massimo grado, agente sul teatro di guerra monLano - nell'altro un simulacro di. difesa sui monti, e le grandi e decisive operazioni portate sulle pianure del Po e dell'Adige. '

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Vincendo con qtrnlli della prima schiera« era chiaro come il sole -che la nqJura geografica d.el nostro paese - che la disposizione a semicerc)1io dei nostri monti - che la storia di. tutti i tempi insegnavano a far capi tal con Lo di quel terreno di difesa ». Vincendo con quelli della schiera opposta « era logicamente indubbio che anche una volta la valle l\ulana fosse il teatro ,1aturule delle operazioni guerresche ·in Halia >) . Frattanto sembra accertato che nè i forti di sbanamento in progetto da erigere, nè l'ordinamento definitivo delle truppe alpine da sancire, nè un sistema generale di difesa dei nostri monti, almeno .a gra~di profili, da tracciare, sono pel momento elementi assodati in un fatto da permetterci la lettura pur di una pagina nella storia avvenire. 'n'una guerra difensiva, geuandoci noi pei primi al di là dei ì::onGni, non ·se ne è quasi mai parlato anche solo colla ve:)te della più lontana ipotesi; e, peritosi di trattare in via teoricn. mm guerra -di Lai natura, lo siamo del pal'i cli. trattare una difensiva principalmente alpina con elementi sì sta.bili che mobili cli tal misura. e costituzione da portare su quel tea'tro d'operazione, se non ht somma della difesa., almeno gran parte di essa; riducendoci per Lal modo alla pianura in omaggio agli eterni insegnamenti storici che in · massima ben ci guardiamo dall'impugnare. Le pubblicazioni miliLari dei nostri confinanti, che ritengo tutte scritte in buona fede, non perdono neppure quelle occas ioni che 'loro non si present.ano per assicurarci che la zona alpina è località di scnrarnncce. e che noi stabiliti nel basso ci troviamo nelle con. dizioni unich; volute da una difesa razionale. Senza toccare ad un recente e rumoroso opusr;olo che ci venne da oltre Isonzo, la Revue 1nilitai1·e cle l'ét·rcunger, che da un nostro articoluccio che di cose alpiùe trattava , non ave,1 a occasione da gettarci abbasso dalle nostre alpi occidentali, scriveva in daLa 119 gennaio 11878 : « L'esprit tout . préoccupé de hL grande guerre et cfos exigenses de la balaille déci·sive, nous nous demandion ce que nous vonlait ce nouveau venu avec guerre de chicanes et d'embuscades; pent-ètre, d'ailleurs, allions-nous simplement voir renailre, sous une ani.re forme, la farneuse théorie des hauts-plateaux, entendre chanter sur un aut.re air la vieille chanson: qwi, est 1nciìt;re des soiwces est nw.Ure cles

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STOHICA~'lf.NTE PREG[UDICATA

LA C8RCIJIA ALPh\PENNJ NA

bo11,ches. Non, non, ajoutions-nous tout-bas, non~ ne vous suivrons pa.s, cher camarade, sur vos glacier, ou l'on peut a peine aiianer une compagnie, déployer une escouade; ce qu'il nous fout maintenant, a nons mitre soldats de ligne, ce sont de bonnes batailles avec des centaines de mille hommes, des rnasses d'infanterie, d'nrtillerie et de cavalerie et tout le trernblemen,t ». Il darci consiglio di curar poco le Alpi ... . di non voler ricono- . scere il nostro interesse .... di trovarci tosto di fronte all'invasore con tutto il t~emblenient., in taluni fece nascere il sospetto non si "?lesse sopprmiere ~talla nostra difesa il suo elemento più formidalHle, mentre ad altn non parve tale consiglio che la logica conseguenza emergente dagli insegnamenti avuti in un passato tutto di guerre. La prima credenza ci ingrandisce la nostra zona di confine da assorbire per quell'occupazione il meglio delle nostre difese; I~ s~con~l_a per con ~r<'. fa dei nostri monti un elemen to buono per coltwai-e I cl?bs alp1111, la pastura alle mandre, le prospettive ai pittori. . Ac~ ogm mod? però, sembra affermato dagli studi i più autorevoli m ~aese ~ ,fu~n .che la. zona alpina._ nè può, nè de1•e esser preparata a difesa prn cli quel lanl;o che basti ad aprire con buon indirizzo le grandi operazioni militari che si dovrebbero svolgere nella pianura, In, quale opinione afferma chiaramente il valore transitorio e secondario della nostra difesa sui monti . Di principale, di decisivo coJassù , nulla. Di determ inato per operazioni di contro attacco quasi nulla. Tale sen tenza ce la ripetono i nostri vicini, tale convinzione tacitamente serpeggia nella nostra mente . Sarebbe mai la cerchia alpi-apenninica storicamente ocriudicata e valutata? O non sarebbe per avventura storicamente e dannoirnmenle pregiudicata, ed il suo valore difensivo deprezzato1 Domanda questa complessiva e generica alla quale mi attento di complessivamen te e genericamente rispondere. Avendo fra mano Le guern alpine dell' Aymonino, lavoro modesto di forme e di pretese ma non perciò non ricco di pregi notevolissimi, mi servo fra questi di quello solo di prestare al lettore una intera biblioteca militare accuratamente. scelta, ordinatamente disposta e con fine tatto classificata, per sorreggermi nel breve pèrcorso che,mi sono .prefisso. Se in quelle pagine lutto non fosse vero, ben poco sembrerebbe

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verosimile, e nell'incessante succedersi di invas ioni di barbari e di gente ammodo, nello spettacolo di marce per rocce irte, pe1: ghiacci etei·ni, per burroni franosi, fatte di fuori in casa nostra, o da qltesta olt~·'alpe ; al frastuono d'armi e d'armati d'ogni forma, d'ogni colore e d'ogni età; ai rnmori echeggianti per quei solitari dirupi dal l.nu·rito dell'elefante al tuonar del cannone, ci ;:;embrerebhe di a~sislere alle fantasmagor iche visioni della lanterna magica . Ma la storia è storia. Sono orde di barbari che passan l' Alpi e cercano in Italia una nuova patria della loro migliore: sono Francesi, Spagnuoli, Tedeschi, Svizzeri che vengono, vanno e ritornano, or soli, ora unir.i, ora ai danni nostri, ora ai nostri etl agli altrui; ricchi di pretesti per venire, ricchi di pretesti per far ritorno e più ricchi, ben sovente, di boUino nell'andarsene. ;:\fa. la storia è storia. Impariamo a fatti d1e la barriera alp ina fu di chi se l,1 volle pigliare, comed1è la, conca padana rimanesse continua arena. aperta alle lotte di tutti gli ullrarnontani che la presero, e la varcarono a loro talento meglio assai che se si fosse trattato cli attraversar la Ma- · nica od il Reno . Mancarono forse in tuui i temp i le difese·? Non si ebbero, a cen to a cento sincere alleanze, validi aiuti, chiarissimi capitani, valorosi guerrieri? Non si combattè le mille volle da eroi su quelle miira p1·ovvidenziali della nostra. difesa? Non si spa.rsero fiumi di sangue su quella corazza alpina? Perchè adunque portare in auge un terreno eh~ la storia di tutl;i i tempi ci mostra nefasto, che sperpera. le nostre forze, e indebolisce il no'stro vigore? Dopo che l'esperienza ci fu per venti secol i rnaestra, e maestra spietata, perchè voler tçntare nuove e dure lezioni sn quel terrenot Se là. logica dei fa.Lli vale qualcosa in oggi, perchè anteporvi qllella rli una.teoria tonte volte sventuralrunente sconf'essata, e basata soltanto sopra similitudini di corazze e di mura, quando e mura e corazze dimostrarono sempre di essere roba da palcoscenico, di_ latta cioè e di cartone? Non sarebbe assai meglio considerare la cerchia alpina come un dono irrisorio della. natnra e nefastamenle lusinghiero per la nosLra difesa'? Tale considerazione ci unirebbe compatti alla pianura , evitandoci il deleterio colpo morale di trovarci scacciai.i dalle nostre montagne, èd allora si potrebbe dare a tutto il sistema di difesa un


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LA CER CIIIA A LPI- APENNll\'A ST ORJCA ) 1ENTE: PREGlli OJCA 'f A

indirizzo neUamenre i;egnato e pressocl1è inalterabile, mantenendoci cosra ntement~ in con~lizioni mi gli ori di quanto per avvenl1tra potrehbo avven,re dopo I primi passi mossi su di una via apparentemente buona e natnrnle, ma notoriamente cattiva e fittiz ia. Dal golfo di Genova a quello di Quarnero le Alpi venne1·0 tentate OVt~nque, su tutli i pa::.~i si ebbero combauimenti , ovunque i difenso1·1 vennero, ora o po i, deJ)ellati, ed il nostro continente in vaso le t~nte_volte, cli e di contarle neppur la storia, ebJ)e sempre cura. E ciò s, comprende; fra_ tante ruìnose va langhe di nemici, masso più, masso meno che rotoli al piano, non conta nel totale. Senza trm~1 _d! esser? smenLi~i, si può dire in!anro che fo Alpi sono snperab1!1 m ogni luogo. E questa una affermazione tanto rnilitarme~te ~recisa_ quanto dolorosa ad udirsi; per esserne alfauo. persuasi po,, possiamo accennare ad alcuni nomi o date. me si un 3 dopo l'altro, nudi e crudi , che la storia patria no ·Ira. e~enclo nel doininio delle cognizioni comuni ci dispensa dal notarli con informazioni, schiari1Ucnti e postille.

opere cli fortiucazioni a. loro difesa erette, ~ Cl' la loro poStl~l"U, ri ferita tanto alla direzione cl'alLact.:o del nemico, quanto al pra.no del partito di fensore. . . . . . .. r ' . ' Cosicchù taluni passi videro il nemico rarameu~e, alt., 1 as:,Llet toro a.d un continuo via-va i; fra. i prirni lo Spluga, 1~ ~ - .l~errnll'Cl1110, il Sempione, il Monviso, l'Argentera; fra i ~cconcl1 il S. ?ottard~, il Gra n S. Bernardo , il Co l di Tenda, e poi il Cenisio ed 11 ~Tong,~ ncvra che specillfmonte precon izzarono da secoli il tr~for? 1_11 quei · inqtnntochè J'ancliri,,ieni di Francia in Italia v1 s1 manP"'' t·aa.,1 ' oo ' , el'1 tenne sempre' vivo, perenne e popolato. DalI, uno o e1,,11I'a lt1.o essi non è certissimo che Ann ibaie vi passasse, ccl ecco una Lraversata che non de,,csi rn.et.tcre fo rse indebitamente uel n_orero, perciò mi appago cli porla. a !';Opramc_i·calo ~u_lle_i1wasion1-~o~te1:1on e più precisate. )la il Cenisio n~le gl, eserc1t1_ dt Val_ente, ù1 l ~pm~, di .Barbarossa, di Arrigo VH , cli La Tremo u1lle, clt 1\lon ~m~ 1en cJ , di Tessè. di Lrt I•'cuillade, di Bernadotte, di Delrnas, e qn, m, fe~·m9 che pntr~i continunre. Dal ~[onginevra poi passò Cesare, ~:os1m~~1:1 0, Jfn,;si1110, Carlo YIII , Trirnlzio, Bonni,·et, Lautrcc, D r~um,ei e,., ,ro,1tmorencv Lescli"ttières, Luigi XUJ, Richelieu, Cnt.urnl ec<\. ; ,, ' o l. ' l e di costoro taluni passarono una sol voltn, ma pa.recc ll s? ne_e, ar_o fall.a. l'abilltdine, come se l'et'ano fatta. del S. Gollardo glr $ 1• 1zzerr, qnclli di mercenaria memoria. Se il Ccnisio, il ~Ionginerra ed il S. Hernnrdo furono_ con tai~I~ frequenza superali da eserciti che conla,·a.no a mille a m1(l.c nomini e cavalli, & lecito cled11rne che por essi l' i1wasore tl'ova_ ptu. comoc~~ la via., più praticabili gli accessi, più attaccabili le cl,fe~e.. S~ :t~ fosse solamen te, In di fesa stessa potrebbe accorrere nume1 osn_ ,1 · o stegno cli quel tratto debole di cerch ia montana ; ma ciò po~to r,m.an_e pur \'ero che si passa, per q unn lo meno comodamente se VL1ols 1, la catena altrove .. .. e allora? .. . Chi mai si può fi dare della stagione e delle neri per cl'.{e~clersi in casa. p1·opria.? Napoleone incaricava Dumas ( 1800! cl, dtre a i\Iacdonald « qn'wie armeé passe tou,joiirs et en tonte sa1son pa1·~out on denx honimes pewuent m,ettre le pied >) e ~facdonald splendidamente davu. conferma a quelle parole, at_travarsa.ndo colle sue _1.rn~pe lo Spluga sul finir di novembre in condizioni ~i rn_odo o d, ~hma. che il Dolla minutamen te narra. Nè questo esempio mancava d, pre-

:P~

Vol~ndo, si P?trcbbe ~ure afferm.are che un esercito per passare le ~lp1 non ha bisogno d1 strade fatte, cl,e può aprirsele man mano <l d1~sofv~ndo con l'aceLo macigni ro,,enrati dal fuoco,> come faceva A.nn,b~le m mancanza di dinamite, o pas~nndole addirittu rn come ,•ien_viene ad uso dei· to1wistes.

)fa ~ucll'esempio è molto antico e C Juindi la caligine del tempo che lo_'.nvolge ~ molto fiua. Per vederci più chìarnmentc abbiamo date pm recenti , olt1·edichè la giogaia di cui si discorre è attraversata_ da tanti passi cl_,c_ so lo occupandoci dei principali fra essi, ne abb.1a1no sempre dov1z1a per provare che si afferma il vero. Verso ~cc1dentc,_a 1~artire dallo Spluga, troviamo che il S. Bernardino, il s_. _GoL_tardo, 1! Sempione, il Grande e Piccolo S. Bernardo, il Ce1 n1~10, _1 ~fong,ne~·r~, il M~n viso , il Colle dell'A gnello, dell 'Argentei n, cl, 1 onda.,. dt Nava, d, S. Bernardo e di Cadi bona, aprii·ono il pas~o. allo stra_niero, come in altre proporzioni lo aprirono tutti i 1 .co~l1 _.~~er~ost, fra l'uno e_l'al~ro di essi. Sino ad un ce1to punto, all,t_:-il.1 egua, del n1tme1·0 dr. ta lI traversate, si può dedui·rc che non t~1t1.1 so no cgu_almcnte fa,,o,·evoli alla Lmvcrsata di ,colonne nemiche sia per le ,·~lit che uniscono sni due versnnl.i, sin per J'altituclin; alln quale gi ungono, per l'altezza, per le condizioni stradali , per Je

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LA CEnCHlA AL,Pl·APE N N[N A

cedenti, senza. dover cercarli tanto remoti, che Anigo VI nel dicembre de! 1076 « esegui il passaggio delle alpi r ennine tra gli orrori d'uno dei più r igidi inverni » che gli Svizzeri « nel cuor dell'inverno ("479) calarono èlal S. Gottardo >> « che truppe l?rancoI spane (n :0,1) o le armate di Bernadotte e di Dehnas (,1797) nel massimo rigore del verno » passarono pel Cenisio; e non ciLo Sou: aroff attraversante il passo di Pan ix asprissimo e coperto di nevi, mquantochè si potrebbe tro,,ru·e una. scusa nel fatto che si trattava di Russi. Chi pu_ò coni.are Je calate in Italia attraverso alla cerchia alpina d'orienLe? Vespasiano, Teodosio, Ungheresi , }Iagiari , Alboino, Arno lfo cli Germania, Berengario II, Ottone il Sassone, Arrigo cli Germania, Lotario III, Federico Barba.rossa e suo fi glio, il duca di Brunswick, il principe Eugenio, e l.utta la ben nola falange dei duci oltramontani dell'epoca. napoleonicn, vennero, riparLirono, tòmarono e cosi via, che a segnare tal.i passeggiate per filo e per segno, neppure Arianna saprebbe districarsene. Chi può ancora. ranlare l'Apennino , il grande bastione, come lo si chiama , della nostra difosa 7 Annibale, Alarico, lh dagasio, Totila, Arnolfo, Lola.rio lII, Barbarossa, Carlo VIII, Aymar de Prie, il Connestabile di Borbone, il marchese di Pescara, il Lautrec, grossi eserciti di Carlo V, ed altri di minor conto superarono questo bastion e sia attaccandolo dal fosso, quan to attaccancÌolo dalla banchina.. R non è questa storia, pura storia? Aspel'itit cli versanti , frane, burroni, nevi , ghiacci, bufere, terreni squallidi, mancanza. di viveri, tutto avrit pesato gravemente sulla bilancia, ma la giogaia rim~ne là ritta a testimoniare col fatto che tuLLo il circuito è superabile, che tutto fu superato, e che oltramontani ne vennero di oo-ni sti rpe, di ogni costume e d'ogni età. " :lfancarono forse le difese locali? No, esse furono quasi sempre, nè se ne ,,uol qui menonrnr l'importanza, solo si noi.a che se ad Augusto era serbai.o domare le ribelli ed indipendenti o fortissime popolazioni montanare sparso a tribù sullq Alpi, quei gnerrieri non impedirono le calate, e qui calza a pennello qua.nto scrive Niebhur « 1 Salassi, i 1'awri·n1:, i Ligiwi e i popot,i appiè del Gottm·do stettero saldi nei· loro territorii a guisa di isole in m,e.;-zo ai flutti

ST OR!CA:VI EN T E PREGI UDICATA

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i nondant·i dei Galli» . Questa cito.zione mio malgrado mi fa ricadere nella similitudine delle inondazioni, per dire come dai tempi più remoti della imvigazione in poi. le isole che non offrnno approdo e oli sco"li che minacciano naufragio si eYilarono sempre come regola 1 i, i, · • Da 11,.nn1·1rn Ie a 1\L,adi prammatica .... e la r otta sempre s1· contrnuo. poleone ben cli sovente troviamo po~olazioni monta~are che ostru escono il passo attraverso ai loro paesi, mR sono t.afo,Ill contro, un bufa lo, molestano, imbizziscono, fanno rallentare il passo, deviare la marcia 1 ritarcla re l'arrivo ma... si giunge sempre nella.conca Padana. E Je clifese mobi li mancarono'? Già. si di sse : no i l1 erchè dunque · correr dietro a date, a nenni, acl episodi? Non si può d'un tratto affermare ell e nessun conOne fra paese e paese pllÒreggere neppure un lontano confronto colle nostre alpi per esser stato altrettanto combattuto e preso o superato, passato e ripassato quasi a scorno della natura e dell:i. difesa. insieme1 Tri ncee, chiuse, palizzate, bastioni cento volle eretti perchè cento volte distrulli; eserciti ben di sposti ed aggira.Li, ben agguerriti e vinti in breve ora; una gola di monte superata, ecco un piano di guerra scombltssolato; una colonna nem ica. sboccante nel piano; ecco il paese in pred,t ucl un panico, ad u.no scon forto.tal? che_se co_n~ chiude un 1.ra.llato cl i pace purchessia.. Tali i nostn n cord1 storici nel loro complesso, senza peri frasi, senza vane d a11:'e, sen_za teoriche applicale ai monti. Per quanto si possa essere ~-duttanlc_a. scorgere le nostre debolezze, pet'. quant~ il te~1po cancelli le vecchie date, quello in ispecie che vogltamo cl1menl.1care, per qua~Lo non manchino glor iose pagine di clifesa alpina, come una rondine non fa primavera, così. un fe lice episodio èl i guerra. ~1on è t'.n:~car~pagn.a viLLoriosa, .Egli è per tali accenni che vi ha chi S(~ons1glta. dt fo rt_1ficaro le alpi, vedendo l'inutil ilit di tura~· lrnch_i a_d m~a muraglia che conta centinaia di ampie brecce, e chi scons1glta di occuparla con buon nol'bo cli I.ruppe , memori sempre che le posizio11i sulle ~IP! si oirano, e chi per~ino trova sprecate quelle poche fo rze che Yt st vo; liono irnpieo-are a solo titolo di dar principio alle ostilità. I n altri tem; si tendeva ad Aquileja, a Verona, a Brescia, a Milano a Torino, a Cirneo? Ebbene vi si andava o prima o poi, in un mod~ od in altro, ma sempre attraverso a.Ila muraglia formiclabile della nostra difesa. Nei tempi che corrono se si vonà venire a Pia-


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LA CERCHI A AT, PI-APEN NI NA

cenza, a Bologna, a Roma, vi sono tanti precedenti che dal venin:i o non , non si dovrà scrutarne le cause nè sull' Alpi, nè sull' Apennino. Si declama altamente che la guerra di montagna è disastrosa. Questo non si nega, ma la storia ci atLesta ·che tale condiziéH1e sfavorevole è pari e patta per tutti i corn~attenti, .amici e nemici; si dice che .quel terreno è ricco di ogni maniera di risorse per le operazioni di manovra e di combattimento : ebbene, i due partiti opposti troveranno ricca messe a raccogliere sia nel campo delle difese che in quello delle offese; questo si dice e tante alLre belle cose e lusinghiere. ... ço.;;e lutte che furono anche per l'addietro e che per nulh mutarono il solito corso agli ttvvenirnenli militari. Sul terreno di montagna è permesso più che altrove di avvicinare i tempi presenti a! passati, inquantochè su di esso poco vi possono i portati della scienza applicati al guerrnggiare. Ferrovie, telegrafi , artiglierie di gran potenza, cavalleria che esplori con un r-aggio di cento chilometri, formazioni tattiche che stin·no jn arrnoniri alla potenza distrutti va del fuo co di armi a retrocarica, tutte cose che cambiarono fisonom ia all'odierno rnodo di guerreggiare, ma cose tutte che in montagna o sfumano completamente o si riducono ai minimi termini, ayvicinando l'oggi se non ai tempi di Cesare, cert,unente a quelli di Bonaparte. ·

II. Così, colle lamentevoli querimonie della storia passai.a da un lai.o, e colle balde speranze sulla difesa alpi-apenni11<t della storia avvenire dall'altro, la discussione cerca il vero, ed a questo incognito responso le forz~ del paese stanno pronte per adattarvisi . Per taluni è indubbio che il pa.ssato si mostra oscurissimo, e accenna a guerre l'uture un novello indirizzo: per aJtri è indubbio invece che la difesa alpi-apennina, si mostra sp lendidaniente illuminata in tutte le sue fasi ~tvulo riguardo alle condizioni attuali del nostro paese. La verità adunque emergerebbe da uno spassionato esame degli el13rnenti storici che abbiamo fra mano, e da tenersi huoni per ·guidarci sul

S'fORI CAMENTf:: PRtG! L}D !CATA

cammino che ci attende, e dal gettare tra ferravecchi l'imnrnnso ciarpame che, sotto .i l manto della sloria, nasc_onde una merce che in ocr!:!i è a ritenersi politicamente e militar.niente avn,riata. L;,pitL elementare sepnrazione che venga alla mente di fare circa alle calrtte d'oltre alpe nella vaUe del Po, quella si è fra, le ca.late eseguite colle armi in pugno da nemici, e quelle ~atte, se ~on da amici, per lo meno all 'amichevole. Da tale separazione su_b_i to ap~ pare come il numero delle invasioni intese nel senso m1lit~re SL scema not.evolment.e, non· restando di esse intatte che le cons1dern.zioni puramenle logistiche. Cos1 Cesare si fa alleato a Donno re di_ Susa, e mercè tal legante si apre una. strada<< ch'ei p~·rcorse. poi ve-nti ,1;olte anelando e 'Denendo cinn-tuilmente clalle Gallie n e dopo Cesnre i Romani segui tano ad im itare la sua previdenza alleandosi con Cozio, figi iuolo di Donno, per mantenersi libero il passo. . Nel 1076 Anigo IV - ecl i suo~ Lrionfi nel castello di Canossa m verità non ne valevano la pena - per al.traversare liberamente le alpi cedè ad Adelaide di Susa il dominio del Ch in,?lese ~ del basso Vallese. Enrico VII giunge io Ronm nel 11311O a c111gerv1 la corona imp~r iale dopo essere passato pel Cenisio arnichevolment.~ apert?gl ~ da. Amedeo V; e Luigi XII di Francia, quando muove ai clnnrn cli Luiai il Moro, si accorda prima con Filiberto il Bello duca di Sa.voia pe/\1 passaggio delle alpi. Nè maggiori difficoltà nella t~·aver::t_a, incon trano nel ,1513 gli eserciti dei marescialli Le Tremoudlee I I'Ivnlzio quando scendono a Susa pel Cenisio, consenziente il duca. di_ Savoia. La famosa disfattn, a Pavia di France~co I può 'forse trovare le sue origini 1:ausali nella traversata pressochè a1nichevole che la Repubblica Veneia permise a dodici mila tedeschipel Tirolo; e che non facc iano impiccio gli scrupoli di parent.ela oltraggiata, lo stesso monarca Fl'ancesco ce lo dimostra non tentennando ad invadere gli Stali Sabaudi di sno r.io , il duca Carlo III « affine cli potere con ,maggior facilità, sen.za clipenclen elci nesswno, va·rcare a suo talento le Alpi >) . La cerchia montana n<ìunqne non può essere trattata a formare mater'ia di studi militari, quando non sia interposta fra i l)artiti bellicreranti opposti, o quando essa non costil,uisca, in modo alcuno, · te~frC> d'operazione. Se la Repubblica. di Venezia, il Ducato di Mi1


LA CEHCllJA ALP!·APE:'-ININA

!ano od il Piemonte aprono consenzienLi i loro valichi alpini a Tedeschi., Svizzeri e Francesi, l,t cerchia alpina · cess,t di essere non solo come elemento complessivo di difesa ma ancora come terreno di manovra. Dal momento che ne facciamo studio appunto per vedere quanto ed in qual modo essa cerchia ci po~sa essere di giovamenlo avvenire, dobbiamo considerare il suo passato storico militare strettamente connesso col passato politico nostro, cioè a dire la dobbiamo considerare quando accerchia specialmente la Marca di · Verona, la contea, di Trento, il marchesato di Milano, di Ivrea, di Busa, di Monferrato al tempo degli imperatori Sassoni e FranchÌ od i ducati del Friuli, di Trento, la contea di Bormio, il ducato di Aosta, il marchesato di Susa, di Sai uzzo, di Ceva, la contea di Tenda. ed i dominii dei Carretto, dei Grimaldi, degli Spinola, dei .Malaspina, dei Landi, dei Rossi, dei lVJangonn, degli Ubaldini, dei Guidi, dei Rutigliano ecc,; al tempo degli Svevi, e più tardi (dal '' 2.70 al if 4:50) quando la cerchia alpina comprende o tutto o parte, od anche solo lambisce i dominii delle repubbliche di Firenze, Genova e Venezia, i dominii di Lucca, di casa d'Este, dei Malaspina, del ducato di Milano, !rt contea del Tirol o, il Vallese, i ducati del Chiablese, di Savoia., d'Aosta, il marchesato di Susa e di Sa1uzzo, la contea di Nizza ed il Delfinato. E finalmente, per non toccare l'epoca Napoleonica, quando (dal '1450 al ,179.2) vediamo la repul)blica di Venezia padrona dei valichi del Friuli, la Svizzera padrona dell'alto Adda e dell 'alLo Ticino, il principato di Piemonte padrone del Nizzardo e della Savoia, la repubblica di Genova che tocca Bobbio ' e comprende Novi, il ducato di Modena che domina la Magra ed il Serchio, L'Italia ccmLinentale veduta in pillole, apre nella corazza grandi fori pei quali passano interi eserciti, e tal. fal.lo sembrami aiutare d'assai a rischiarare lo sguardo per rettamente giudicare la portata militare delle innumeri calate dagli stranieri in Ila.lia. La stessa cura che si notò, cosi a sbrtlzi, per amicarsi una tribù, , un duca, un re, od una repubbli ca per non aver molestie nelle traversate alpine, la si nota pure in alcune precauzioni prese dai nostri confinandi nel pensiero del futuro, anche del futuro remoto, Mi spiego. -; Ottone il Sassone, re di Germania, quando si parte dall'Italia, serba per sè Verona ed Aquileja, « le due po1·te delle Alpi

ST O\\ 1CA~'1 EN TE Pl\ !·:G iUDIC AT i\

orie·ntaE ». li conte Amedeo V di Savoia, quando cede i clorninii Cisalpini al nipote Filippo, ritiene per sè Susa ed Aosla « qiiali a-vamposti s1ioi irn .Italia », . La villoria degli Svizzeri sui Milanesi a Giornico (U,79) frutta a1 vincitori un trattato di pace che unisce la valle Leventina sino al Ticino alla confederazione Svizzera. Carlo Emanuele in guerra con Luioi re di Francia, fa slipulaiione a Susa<< che il di~w d0;1·ebbe ,i,l pas:o libe1·0 alle ,qenti del re qiwlmique volta il bisogno cli Casq,le e del 11.lon/er'l'ato il ricercasse » BorrA. . . La pace fatta in base all'armìsLizio di Cherasco, cede alla Fran?,a Nizza e Savoia e la demolizione cli quasi Lutte le fortezze alpme « .... la fw1nidabile bar-l'ie'l'a f;i aperta alle a;l'mi francesi. s~n~ alla caduta clel 7Jrùno impero ». La cessione di Nizza e Savoia de, tempi nostri, ci rende, come quella, accorti che,militarme1~te parlando, la clilTerenza fra l'avere in possesso un versante alpino, all'averli en trambi non è tanto sproporzionata come il non averne alcuno; nè per fiore diTet.torica Bonaparte chiamava il Piemonte in possesso della Francia: testa di p01ite cont·ro.l'Anstri~. . . . Non conviene trasandare le .calate che si trascuro d1 1mpecl1re per parte della, dil'csa; a contarne solamente una ogni dieci, non la si finirebbe più, nè mi atlenlo a simile litania . Evidentemente però, quando è.provato che le montagne del nostro circuito con tinentale sono praticabili per Io meno da tante parti quante bastano per soddisfare alle esigenze. logistico-strategiche cli Tedeschi e Francesi e loro alleati, non è più lecito mettere le calate inc.onlrastale nel numero di quelle che ci debbono insegnare il modo di impedirne delle _ altre in avvenire. Le tribù Illirid1e quando verso il fj65 calano dalle Alpi Orientali e venoono a fondare Aquileja, non trovano contrasto al loro avan. zare, ~ non lo trova Antonio primo comandante le legioni di l\111nonia qnando, sollevate le Lrnppe in favore di Vespasiano, con Dalmati e Svevi (fi:0 mila uomini) sbowt dalle Alpi Giulie in Italia e giunge in Verona. Costantino quando muove ai danni di Massenzio con 10,000 Gallo-Romani, aUraversa Aie lpi senza opposizione. Chi difende le Alpi quando nel 89:.S l'esercito dì Arnolfo di. G~1:mania gi.unge i~ Italia chiamatovi da papa Formoso ai danm cl, Berengano, e chi


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LA C 8RCH I A ALPI- APENNJNA

STORICAMENTE PREGIUDI CATA

difende l' Apennino quando l'eserciLo ste.sso cala su Lucca e su Firenze da Parma e da Bologna? Quando Francesco I per·soccorrere il duca d'Urbino ('I 528) contro gli imperiali manda in Halirt il conle Laulrec e Pielro di Navarra pel Monginevra e pel Cenisio, cli i si oppone alla calato,1 Forse il Lei va? E qualcuno forse occupa l'Apennino per oppor,;i al Lautrec stesso nella Sltèl. marcia su Roma per scacciarne gli imperiali? ~~bi contrasta ad Ottone il Sassone la discesa lungo l'Adige quando nel 96 1 calava con poderoso esercito alla conquista cl' Ital ia? Nè il valore difensivo dell' A.pennino seUen trionale lo ricaveremo cerio dall'opposizione che Carlo V nel 11i:>36, venienle da Napoli, ebbe ad incontrarvi da.i Francesi di Francesco I, nè di queJJa che tosto dopo ebbe a superare quando ripassava l' A.pennino e le Alpi MariUime per portarsi sulla destra del Yaro. Dal Piemonte non abbiamo esempi di difesa alpina contro la calata di Carlo VIII (H95), e Piero de' Medici male ci in segna come in quella Ll'a\"ersata dell'Apelininb tosto dopo avvenuta si difenda .dal nord la valle dell'Arno. Nè in senso opposto l'Apennino si difende a Fornovo, e, posta qui la difesa, non si dà la Latta(Ylia del o 6 luglio, che se a dire del Ricolti « questa fn co1nincùita con molto onore dngl·. i ltaliani. » lo storico stesso si fa premura di sozaiun.uere . (. . v n « pl'ose,g-iiita e te,rmina{,(i colla pe,ggio di essi ». Si ammetta pure, com.e accenna, la poca concordia dei capi, il Taro i1~gr~ssato da un temporale, e la indisciplina dei cavalleggeri predoru, nmarrà sempre la dolorosa. verità che« 34,000 Italiani, incr.vpaci ad a1Yestal'e 10 1nila Francesi 1·itor1uinti con Cm·lo sui loro passi, lascùinonei campid-i fi'ornovo 3,400 morti » AY,IWNINO; come, per questo fatto, rimane ])Ul' vera che il valore difensivo del1' Apennino non soffre pregiudii io cli sor'la. E qual figura ei fanno le 1~lpi Occic~entali nella campagna del 1171,.2? Yi fanno opposizione gli Spagnuoli all'avanzare dei Sardi, e questi ne Le11gono il dovuto conto in luogo di ritornarsene a svernare in I1 iemonte lasciando la Savo ia in mano al nemico? Ecco quindi che già si ingrossa il cumulo delle calate che la storia. annovera, e che lo studio militare della difesa alpina. scarta. Le alleanze, i consensi di tra,,ersata. e la non difesa della giogaia .costituiscono intanto tre coefficent.i massimi negativi nella formola 1

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che determina. il valore della cerchia alpi-a.pennina, tre coeffi.centi che ci crediamo aulorizz:ali a completamente radiare dal calcolo. Forse non è faci le liberarci la mente da. ricordi che la storia ha cura di rammentarci inc&ncella.bilmenle, ma non è difficile dare agli avvenimenti passati il loro peso e valore paragonando le condizioni poJÙiche che quei fatti crearono, alle condizioni politiche cl'onde scaturiranno i fatti di guerra avvenire. . Rimanga pure l'imprevislo, sempre grande pur troppo, ma. oggi molte cose in linea di difesn: alpina si possono prevedere . Così, per esempio, ora che i castelli non sono più in mano ,i Diaconi, cui faccia gola la promessa di un vescovado, nè chiavi delle porte di città in mano a Vesr~oYi che le possono cedere per farsi inveslire di altre terre, nè cont.i c,he comandino citfa e piazze t'orli, ne deriva che la stracfo. dal Tirolo a Verona è subito più difendibile di quanto uon fosse ai temp i di Berengario II e del eonte Milone, suhito più sostenibile dei ternpi di Ottone il Sassone re di Germani.a e.di i\fanasse vescovo delle diocesi di Trento, Verona e Mantova. E, sempre in correlazione a quest'ordine di idee, non essendovi più i fondi di Lunigiana nelle mani di un Olh izzo Malaspina., un altro Federico Barbarossa, in disastrosa ritirata dalla campagnà romana '<'>oiunoerebbe difficilmente a Pavia e più difficilmente oltr'alpe senza. l'aiuto di un· marchese del Monferrato. Nè un'altro Carlo d'Anoiò potrebbe calare con 30 mila uomini nella valle del Po, senza aver amiche le terre cli Savoia. Così pure quando non fosse stato consenziente il duca di Savoia, gli eserciti di La Tremonille e Trin1lzio forse non avrebbero poluto scendere pel Cenisio e pel · Mongi,ievra ( 15 1a). Il Guicciardini osserva del pari che se i monti (il colle del!' Agnello) fossero stati guernili con qualche difesa , Gian Giacomo Trivulzio non avrebbe potuto scendere in Italia. Crli esempi di un Chio.romonte che, quale governatore, vende Montmelian all'Ammiraglio Chabot ('I 536) dando nelle mani al nemico la Mo ria.na, o l'esempio di un alt'ro Lracli tore che ceclè Bard a.i Francesi cli La Feuillacl!} ('1'704) ai danni del duca di Savoia, è a ritenersi non essere più possibili ormai; l'ambiente di libertà nel quale si vive, lo spirito di nazionale indipendenza che ci anima, la sanla fede nella causa del nostro paese cbe ci sosliene, ce ne rende affalto sicuri . <')

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LA CERCHIA ALPJ- APENNINA

In complesso adunque, la cerchia alpi-apennina considerata quale teatro di tali e simili operazioni militari, ci dice manifestamente che , essa per nulla, può giudicarsi alla stregua di avvenimenti nei quali la sua potenza difensiva non è messa in giuoco; non strategicamente, comechè un tratto di essa venga in un modo qualunque a mancare, non facendo sentire la sua influenza sui tratti attigui; non t.atLicamente, poiché mancando la difesa attiva, manca la manovra; non logisticamente inqtiantochè altro frutto si ricava da essa quando la. difesa mobile si accoppia al terreno, a]tro quando il terreno è lasdato completamente in halìa a. chi lo percorre, . Lo sminuzzamento politico estendendosi alla barriera alpina, questa si sminuzza a. sua volta. nel senso militare, nè è permesso giudicare del suo valore quando o per tradimento di castellani, o per simonia di preti, o per gare di conti e marchesi, o per tenebrose mire di papi e di repubbliche essa barriera è messa in breccia da cento parti. . Se tal fatto toglie al complesso della catena, od ai suoi grandi scompartimenti tutto il loro val ore difensiv.o nel senso strategieo, l'altro fauo cui si fece cenno della mancanza cioè. di difese, o punto o poco indirizzate ai criteri della guerr~ alpina, togl ie ancora alle partì della giogaia stessa dei nostri monti il loro valore nel senso tattico, nel senso insomma del combattimento. Quando una linea· di difesa non costit1,1isce un tutto compatto ed omogeneo per comando ed ordinamenti, è a:isurdo sperare da una giogaia alpina una difesa notevolmente superiore a quella di qualsiasi altro ostacolo naturale - mentre poi nel suo complesso e nelle condizioni fisiche delle nostre montagne di confine, tale linea può superare in eccellenrn qualsivoglia alt.rn. linea di difesa. Il fallo che ci colpisce a tutta prima di tante ~raversate di eserciti sulle Alpi, non ci meraviglia. appena si pensi che un tal fatto po1.rebbe ripetersi sui nostri mo'nti in futuro , date le condizioni poli.1itiche di allora, quando sulle Alpi non si facesse che un simulacro di difesa, troppo preoccupati ed ostinati a voler fare quasi getto di sì pre:.::ioso elemento per attendere l'esercito nemico sul Po con tutto il tremblem.ent f Il problema della nostra difesa territoriale come si ,present.a. in oggi, è detto basarsi sopra. elementi cogniti , invariabili e non lo-

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49 . gicamente discutibili . Fra essi elementi, il primo quello che il periodo primo della difesa si svolgerà. sulla zona montana di confine. Di qui si svelano le linee di attacco, i passi cui esse fanno capo, le parti di territorio che attraversano, gli obbiettivi di sbocco cui mirano ed i centri di riunione a cui minacciano giu~gere. Ora ci si può domandare se nella storia delle guerre alpine vi siano operazioni che possano assimilarsi a quelle presumibili future, ten\lfo calcolo delle nostre e delle allrui condizioni politico-militari. Nel campo strategico evidentemente, e per molte cause, pochi insegnamenti si potranno rintracciare, mentre nel logistico e nel tattico, qua e là si rinvengono certamente elementi degni di nota, e che servir possono in tutti i tempi ed in tutt:e le condizioni politico-militari la nostra attuale compresa. La discrepanza sta nelle proporzioni, ma ingrandendo i rapporti . che connettono certi fotti svollisi in limitati spazi di tempo e di luogo, si può, sfogliando il grosso volume storico militare del nostro paese, riassumere in poche righe quello che a' fatti ci può tornare utile in un primo cimento. STORICAMENTE PREGIUDICATA

Hl.

Nè per cambiamenti di ordinanze militari, nè per mutar di armi, • nè per scoperte scientifiche applicRte al gueri·eggiare, i combattenti

d'ogni epoca e d'ogni luogo poterono sottrarsi all'indirizzo naturale che alla loro azione impone il terreno sul quale si trovano. li comllattiment:o elementare si sintetizzi esso poi nella distruzione di Sagunto, nella. liberazione del Santo Sepolcro o nella vittoria di Wagram, si manifesta sempre con una (isonomia che invariabilmente ritrae le sue linee dal terreno sul quale si combatte. Egli è perciò che attraverso a tanti secoli i nostri montanari d'oggi si trovano vicinissimi ai montanari che poco. mancò impedissero la disfatta di Canne schiacciando Annibale e l'e!>ercito cartaginese sotto valanghe di sassi. V9i, montanari, abituati alle aure pure, ai vasti orizzonti, ad una arcadica libertà. di modi e di costumi, robusti e saldi come le rocce ANNO

:u:iv,

V OL. '1v.


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LA CERCHIA ALPl ·'APENN!NA

STORICAMENTE PREGIUDICATA

che v.i ospitano, indocili ad ogni freno di prepotenti, insofferenti al peso di ogni Lirannia, foste mai sempre memori delle glorie dei padri vostri, e mai senipre meritevoli dell 'imitazione dei figli vostri, quando combatteste in libertà. de~ vostro suolo natio. Dite per ogni dove e specialmente in Italia che voi siete e d'animo e di fibra e di volere degni nepoti di quei Salassi e Reti e Lepantini e Nori.ci e Illirki e Liguri che ressero impavidi ed indipendenti di fronte alla lloma d'Augusto, distrutti, ma non domati; e ricorda~e appunto altrui colla sto11ia alla mano che fu vostra prima. cura in ogni tempo e di fronte a qualsiasi strapotente aggressore di non perdere quelle tradizioni di gloria e di valore. Sono montanari quelli che alle Chiuse d'Adige_ardiscono opporsi nel 11·135 al fortissimo e$ercito di Lotario III che scende dal Trentino.; sono montanari quelli che senza mezzi termini entrano nelle camere del Barlnirossa e che senza lo stfotagemma di Harlman lo avrebbero fatto a pezzi a maggior bene e gloria comune. Sono n1ontanari coloro che, fortificata la Chiusa cl' Adige, fermano a Trento Arrigo, figliuolo di Federico I.I, sceso in aiuto del padre (4 226). Cosi pure la slrelta di Rivoli è difesa dai montanari che obbligano l'esercito del duca di Brnnswick in marcia per soccorrere il Leyva, ad abb~mdonare la valle clell' Adige, e pel lago di Garda marciare su Lodi. Gli alpigiani di Tarantasia sono quelli che riprendono . nel •1536 ai Francesi Conflans e Chambery, e che più Lardi, rintuzzando parecchi assalti, impediscono al nemico l'ingresso in Val d'Aosta. Sono idpigia.ni che illustrano le piì1 belle pagine di storia locale del Piemonte, della. Liguria, del Trentino; sono essi, i di cui favori sono rivhiesti da prenci, da re, da repubbliche; che trattano con quei poveri guerrieri dal rozzo saio come da potenza a potenza, ed i di cui servigi nelle vai'ie milizie sono pagati a peso di mollo oro in Italia e fuori, e le .di cui gesta ci rammentano gli eroi di Roma e di Sparta. l\on sono montanari qu.ei quatlro .p.rodi, i cui nomi Odorici registra nelle storie bresciane, che da soli contendono alle grosse bande dei conti Lo.droni la rocca cl'Anfo? Sorio mon~a.nari quei guerrieri di Hofer che prendono Innsbruck, Brunecco e Bressanone alle tru.11>pe di B.onaparte e che più tardi,

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·dopo la. pace .dr Vi'enna, hanno l'onore di venire attacca.ti da 40 mi.la Francesi non solo, ma di resistere lungamente a tale atlacco e di fini re la contesa verso la metà di decembre << pfottosto pet effetto delle 1ievi cop1·enti le cime S11i Ctlii eransi inerpicati, che non per opera delle numerose colonne perl·ustranti le 11alli » ArnONINO. Accertato indubbiamente.il maggior valore di combatlenti alpigiani nella guerra di montagna, nacque in Ilalia la truppa alpina; . essa assimila gran parte cli Lale poderoso elemento di difesa; ma essa non può né deve assorbirlo tutto, e tanto meno lo possono e lo debbono le altre armi. Le risorse cli una difesa locale in monlagna. fuggono alla più minuta analisi sia nel ·loro numero come nelle loro estrinseche manifestazioni. Sono operazioni del momento, improvvise nel nascere, fulminee nell'operare; fanno tesoro di tutto servendosi di nulla; fiori indigeni che molli tepori delle serre intristiscono, sbocciano al soffiar dell'aquilone ed amano i repenLini mutar dell'atmosfera. Le truppe alpine, pel fatto solo cli essere truppe regolari, disciplinate in linea di regolamenti, non possono sostiLuire una turba di alpigiani non riconoscibili al vestito, uniti fra loro senza apparenti legami, che si raggruppano come nembi, si scatenano come tempesta e sfumano qual nebbia al vento; che oggi diradati, laseiano passare fra le' loro fila sottili le colonne nemiche, domani sorgono compatli dal suolo come fantasmi e formano poderose falangi di forti guerrieri alle spalle dell'aggressore. La storia in questo ci potrebbe esser consigliera di buona misura a prenclersi, qua.le quella di non depauperare il tratto alpino compreso nel teatro delle operazioni militari di sì grande elemento cli_ difesa, e lasciare sui loro monti quei pochi montanari che per ragione di elà o di categoria non po Lessero trovar posto nelle truppe alpine mobilitate per la campagna., nelle quali impararono teoricamente a fare la guerra sui monti . Egli è cerlo che costoro, in piccolo numero del resto, costituirelJbero il centro di attrazione di tutti quei piccoli elemenli di difesii che sfuggono a qualsivoglia. mobilitµzio1le e chiamata, e leggi eccezionali, tanto in personale quanto in materiale. In una guerra seriamente combattuta e combattuta sul sodo, fin dalle prime schioppettate, costoro costituirebbero i veri triboli di cui l'aggressore trovereb!Je spa.rsa la via. A questo sol'o patto di non sfruttare complelamente un territorio montuoso dei


STORICAMENTE PREGIUDICATA

LA CEf\CllJA ALPl·APENN JNA

suoi più validi abitanti, si potrà ottenere quell'efficace azioneextramilit.are, extra-regolamentàre, ed anche se vuolsi extra-legale, che un tempo costituiva i'I nerbo delle difese alpine, ed ora ne può formare un'utilissima appendice. Ma l' un ità nostra politica, la nostra indipendenza da tutelare, un'istruzione sulla guerra alpina ben intesa e molto pratica, un buon Rrmament.o, ed una buona truppa, se costituiscono un tulto c:he ci dà ragione a pretendere un risultato nel le difese alpine assai maggiore che nel ' passato, non ci dà però argomento a pretendere da esse più del dovuto. Se un giorno, una colonna invadente, non potendo passare per un valico alpino fortemente difeso, discendeva nella conca padana pel valico attiguo, se la catena veniva superata, non si poteva menomare l'importanza di quella difesa locale; allora era possibile, schivando nn valico alpino ben munito , farsi strada attraverso ad un altro valico amico, od alleato, o venduto da qualche ribaldo; oggi ad un valico alpino ben difeso sostengono ai lati altri valichi egualmente ben muniti e ben difesi, ed il frutto una volta perduto per tutti , tranne che pei pochi valligiani che avevano impedito il passo, ora andrà a pesare sulla bilancia della difesa complessiva di tutto il paese. Cosicchè un elemento tanto prezioso come quello cli tal i locali difese, assume oggi proporzioni senza confronto maggiori a. quelle dei tempi scorsi, causa le politiche condizioni nostre. Ma ben assurda sarebbe la pretesa che su di una. linea difensiva si dovesse trovare in tutte le sue parti intensifa eguale di resistenza, per quanto forte e per quanto ben munita. Che non sia superabile una gola alpina con un attaco, che la manovra non valga contro dieci valichi contigui, ciò non impedi:;ce, anzi spiega, che l' undicesimo valico venga. superato e perduto. dai difensori . Se è permessa una similitudine, di una fortissima gomena che a più forte tensione si strappi, non dohbiam dire che al punto dello strappo era più debole, ma, a parte le tecniche considerazioni, che là era meno forte, il che sembra un bisticciç,, ma infatto è ben differente giudizio. In una difesa di tal natura, essendo quistione di tempo a guadagnare, la resistenza sarà stata effiéac.e se prima di venir soverchiata, avrà saputo resistere per tutto il tempo di tensione che eralè stato prestabilito come limite .mfficente.

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Il prestabilire questi li miti di duratll, ed il preparare queste parziali difese in modo di poter rispondere· quasi con certezza alle esigenze volute dal sistema generale di difesa è ~rtaniente il còmpito più diJiicile e della prima importanza per un comandante in capo di truppe alpine, come il saper resistere non un minuto di meno, coi mezzi che furono assegnati, è appena il còmpito più elementare dei sottoposti comandanti di esse. Fra le più antiche nozioni del guerreggiare quella troviamo di accrescere le condizioni difensive del terreno mediante opere di. fortificazione. Il .terreno di montagna, coJla sua specialissima struttura, avrà fatto molte vo lte desistere dal proposito di fortificarne qualche sua parte, considerando un tal lavoro manuale come un còefficente trascurabile di fronte alla natura aspra e formidabile di quelle località che specialmente ai poco pratici di t,lle terreno si mostrano sempre di inwortanza superiore alla reale. Altre volte invece, lo stesso terreno avrà indicato chiaramente all'uomo il più ignafo di tale materia, a sbarrare una gola, a trincerare un colle dappoichè i fianchi ripidi ed insuperabili di quelle posizioni indicassero manifestamente l'unico punto debole fra essi compreso. È però un fatto che il dominio, che ora si chiama di fuoco, e che in genere si potrebbe ch iamare di offese (dominio che sui monti quasi sempre forma una catena di successi on.e , sino ad uscire generalmente dal limite utile dell'azione) fu causa precipua dell'aver distolto dal proposito di erigere op~re di sbarramento, molti fra quelli stessi che in tali costrnzioni avevano la massima · fiducia. Tale preoccupazione, sotto considerazioni in parte diverse <lai tempi scor:3i , è pur vivissima in oggi e forma il principale ostacolo aJl' attuazione pratica di tali mezzi di difesa. Epperciò leggiamo nei ricordi storici che accennano a così fatte opere di difesa, un numero favç,loso di forti presi, ripresi, smantellati e · ricostrutti per esser di nuovo livellati al suolo, mentre ben pochi valsero a sostenere una posizione per qualche tempo, e si notano ancor piiì cli rado quelli fra essi che rintuzzarono decisamente l'attacco. .Ma un'opera di for tificazione in terreno di montagna, costituisce un elemento di difesa non solo passivo conie in altro terreno qualsiasi, ma ancora di carattere strettamente locale e di azione limita-


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tissima. Questo vero crea .delle considerazioni che debbono indubbiamente trovare il loro posto in un giudizio sull'utilità o meno di tali opere. La più elementare intanto di tali considerazioni quella si è che una tale difesa locale si fa solo sentire quando venga localmente atlaccata. Ciò è dovuto alla sua azione di pi,ccolissimo raggio. Questa considerazione elementare, potrebbe persino parere ridicola, se pur troppo invece non avesse concorso , forse tacitamente, ad accrescere il cumolo delle ragioni portate e che si vanno portando contro tal i costruzioni. Nella frase« gira1·e un forte di sbm··ramento alle spalle » vi si deve implicitamente leggere « forte n.on local1ne,nte attaccato ». Tale evenienza può togliere tutto il valore di esso forte agli occhi di chi vive sempre coi tempi del feudalismo, quando cioè la difesa intrinseca di una località assorbiva la somma della resistenza; ma agli occh-icli eh i vive nell'epoca militare d'oggi, quel forte che non si lascia attaccare di fronte ma obbliga il nemico alla manovra. è un forte nelle migliori conclizioni desiderabili. I forti della, Corona, difesi da pochi valorosi con Camilla Orsini nel ;l 526, rintuzzano l'.aLlacco dei 13,000 Lanzichenecchi del Fundsberg, i quali, costretti a retrocedere e pur volendo sboccare, si porlano su Gavardo e di là per Lonato e Desenzano sulle pianure di Castiglione delle Stiviere. Il valore di qllella difesa locale rimane intatto, nè i. Lanzichenecchi nella valle del Po lo possono in alcun modo menomare. Così, il duca di Brnnswick quando scende su Trento con ;J0,000 fanti e 600 cavalli in ailltO· agli imperiali del Leyva in danno ai Franco-Italiani; non si attenta ad attaccare la stretta cli Rivoli, e per Caprino ed il lago di Garda arriva su Lodi. Tale suo sb-icco non solo non sconfessa, ma anzi accentua spiccatamente l'importanza di quella difesa locale che allora aveva ottenuto il più grande scopo, che oggi eguale difesa potrebbe proporsi. E per simili°tuditudine, senza più rovistare e far citazioni, non potendo scompagnare una difesa locale attiva dai forti di sbarramento, se ve ne sono a sostegno, anche di questi possiam dire, come dei primi, che cioè-lo sboc,,. care nel piano che può fare l'attaccante per altra via, non entra per nulla a scemarne, nonchè gran parte, neppure piccolissima del loro valore; siano essi forti in giuoco direttamente, o non lo siano, quando impediscono il passo all'invasore, risolvono completamente

il problema che la difesa si era proposto colla loro er.ezione. Militarmente parlrundo poi, ecl oggi più specialmente che pel passato, impedire lo sbocco all'attaccante, non vuol già dire non permetterlo in modo assolnto. Non è stato detto e ripetuto a sazietà che quasi sempre un forte di sbarramento ha compiuto il debito suo , qnando colla sua resistenza ha altera.Lo nel tempo le mosse prestabilite dell'attacco? Se quindi poniamo nei non valori gli esempi di forti gir.ati, esempi poTtati per aumentare il cumolo delle sconfitte, scarte~ remo pure quegli altri esempi di difese protratte per im lasso ct,i teinpo che fu, od avrebbe dovuto essere per la difesa più che sufiì.c.iente per radunare i suoi mezzi e sviluppare la sua manovra. Non sono pedante al punto di confondere i forti di sbarramento colle statue delle divini ti.t pagane che su pei passi alpini fece erigere, nel 392, l'imperatore Eugenio per fermare Teodosio neUasua marcia dall'Oriente in Italia, perchè i mira.coli non entrano in nessun trattato di fortificazione, ma è permesso non lasciar confondere quattro pa:li conficcati nel suolo, 0d un solco da semina1:vi grano turco con opere di <;barramento propriamente dette e propriamente costrutte. Fu una vera usurpazione di ;titolo quella onde si vestirono certi lavori di difesa nelle guerre vecchie, ed in certi episodi del nostro risorgimento, che cercavano cambiar le povertà della cosa colla formidabile ecl'altisonante parola.' Ltt mancanza del tempo, dei mezzi e di perizia concorse soventi volte a far cadere in disistima le opere di sbanamento ch e un :tal nome veramente si meritano. Molte volte quelle difese da Lillipu- · tia,ni portarono, colla loro immediata caduta, un' inlluenza di sco-: raggiamento e di panico a quelle schiere cli difensori che contavano sul loro sostegno, mentre lasciate colla coscienza del loro isolamento, avrebbero trovata maggior lena e riportati altri frutti . Quando a difesa della Pontebba si pongono diciotto uomini, ed èssi vengono soprafatti da un Volkmann qualsiasi, la posizione della Pontebba non scapita nella sua importanza - e per analogia non ne scapita qualunque opera di sbarramento se essa risente un disquilibrio per insufficienza di difensori : un forte moltiplica i difensori ma non li crea dal nulla. Spogliando il lavoro dell' Aymonino si legge come Pipino, rotti i patti da Astolfo, ritorna alle Chiuse., e che una colonna francese, gi-

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ranle la destra di Astolfo, mette i Longobardi in fuga. Alle Chiuse, Desiderio è soprafatto dagli eserciti di Carlo, successore a Pipino, per una marcia girante, forse per Giaveno, o per influenze d'ordine strategico, per una colonna che marciava in val d'Aosta e minacciava la ritirata. L'ammiraglio Chabot, spedito da Francesco ( attacca gli alpigiani alle strette di Noi.re-Dame de Briançon, e, guidato .da alcuni Lraditori, giunge per sentiéri ignorati del monte Bellachat alle spalle dei difensori, e può giungere in Tarantasia devastarla. Il ca5tello cli Ehremberg, presidiato dalle tmppe di Carlo V, è preso dall'elettore di Sassonia Maurizio, che pe1· 1Hi sentiero ign.o1·ato, che un caso fortuito gli fa conoscere (lo scopre un pastore inseguente una capra staccatasi dal gregge), spedi:'lce un nerbo di protestanti e giunge inaspettato a far depofre le armi alla guarnigione . Il Montmorency urla Cesare Maggi alle trincee presso r.haumont da posizioni clomina1iti non g·nardate e lo obbliga alla.ritirata. « Louis XIII s'étant avancé en personne jusqu'à Oulx, porta ses colonnes d'attaque contre !es barricades de Chaumont, faibles et mal dé{endiies par le maìlre-de-chanip Bellone; cet officier, ne connaissant la position que depuis la veille, s'occupa uniquement de ses retranchements, sans songer que s'i) n'écl~irait point ses flancs il serait immanquablement tonrné ; en eITet, les ennemis, guidés p'ar des personnes clu pays, le prirènt à dos et le chassèrent de son post après une légère défense n. SALUCES . Il cardinale Richelieu da Susa spedisce 7,000 fanti lungo la sinistra della Dora sino a Caselette, ed obbliga, con siffatta mossa, i ducali ('15,000 uomini) nelle trincee di Avigliana ad indietre~gi~re, prima su Rivoli poi su Torino. E seguitando di questo passo a far citazioni, demolirei, apparentemente, i forti di sbarramento ed il buon senso cii. chi li costrusse per giunta. Come farmaco a questo male, potrei controcitare esempi ben diversi e di citazione in citazione perdermi in un labirinto di nomi e di date da non sapermi più racapezzare in modo da trarne una conseguen-za. A parte la soluzione tecnica di un tal problema, dalla quale dipende precipuamente la buona riuscita di un'opera di sbarramento, già si disse co1ne il risultato di essa opera rimanga . ipotetico sempre, potendo o non potendo detta opera essere coin-

volta nelle operazioni di difesa. i\ia ammesso un forte in condizioni da rispondere bene alle richieste tecnico-militn.ri, ed ammesso ancora che esso foi'te entri a far parte diretta nella difesa, non ci vedo il perchè questo elemento di forza immobile debba considerarsi non suscettibile assai più di un elemento di forza mobile a tutte le situazioni, a tulti gli episodii che concofrono a formare il complesso di una campagna di guerra. Una mossa girante non lo può riguardare, rimanendo fermo nella manovra ; la debolezza o la defezione dei difensori neppure, che per l'una o l'altra di tali cause cadrebbe la più formidabile di tali fortezze. Nè vale l'occuparci minutamente ad analizzare le cause delle cadnte di tale o tal altro forte; una causa determinante vi sarebbe sempre, cada essa a sfavore dei difensori, ocl in omaggio ad una ben intesa manovra per parte dell 'attacco, ciò non monta, ma si rinvel'l'ebbe un solo esempio su dieci nel quale la causa della sua caduta risalirebbe al difetLo della sua costruzione. Un forte alpino di sbarramento, di limitatissima azione, ha caratteri, in conseguenza, di difesa passiva : la manovra, nemica di tali difése, segnò spiccatamente l'aJzarsi e l'abbassarsi del!' importanza di tali opere, a seconda dei teatri di guerra, dei metodi di guerreggiare, e delle svariatissime situazioni politiche nelle varie epoche. Se risaliamo ai tempi dei castelli feudali, essi comprendevano per eccellenza la difesa locale: La manovra nulla vi poteva contro ; come il cavallo di Tr;)ia, ,portavano in seno la somma dei combattenti, e la loro azione in guerra era certa dal momento che essi formavano in uno e le chiavi tattiche ed i punti oggettivi di tutta la campagna. Un forte solo escludeva la man.ovra, ed affermava la sua certa util,ità pratica., snffragata dalla sua. azione diretta. Non così nei domini più estesi; in questi,'taluni divenivano di utilità problematica come azione diretta, perché prohlematico era se il nemico lì avrebbe attaccati o non; e giit si manifesta che la caduta di uno determina spess~ la caduta di altri; è la manovra che, quantunque in limiti ristretti, fa capolino, e che, colle sue infinite risorse, abbatte questi colossi, senza direttamente colpirli. . Una trincea ben sostenuta e sono i Reti, i Liguri che hanno guadagnata la campagna e mille difensori salvano una tribù; per contro una mossa girante ed ecco che non bastano quaranta mila uomini e cento chilometri di cresta alpina insuperata- per salvare . i( Milanese, il Piemonte, la l;.iguria.

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L'esercito nostro permeUe, per essi forti, un . tale impiego di forze mobili, ben lontano dall'accennare a qualche cosa che sembriad uno sperpero di truppe disposte a cordone, e . quando questa considerazione non bastasse a dimostrare il ragionevole impiego di· alcune migliaia di uomini di più, l'utilità di tale impiego emergerebbe· dal fatto che l'attaccante non potrà in alcun mo'do sottrarsi alla necessità di fare un attacco generale su tutto il tratto di confine, attacco che certamente avrà differenti Linte di densiti:i, ma sarà sempre notevole da ogni parte. Possiamo così declurne che a nulla va.le. l'osteggiare in oggi l'erezione e l'amplia.mento di tali opere cli certa utilità, perchè di cerlo impiego, concorrenti ad accrescere il valore della frontiera, e renderla in tali condizioni da predisporre in nostro favore quelle linee di sbocco nella valle del Po, che formeranno,· , l'obbiettivo primo delle colonne invadenti. Un solo nemico da fronte(J()'iare nemico comune perchè la difesa è nna. sola, crea un indi- '\ ri;;o sol~ a.Ile operazioni 'cùrensi~e ecl un comune atteggiamento alle opere di sbarramento. lln nemico numerosissimo, con un careggioingente, crea la certezza che in- ogni valle tuonerà il cannone. La. velocità delle odierne operazioni;militari, fa di un forte che resista . tre ~(Jiorni ' un elemento di forza incomparabihnente superiore di quanto non facesse un tempo qualsiasi altro forte rimasto inespugnato per mesi ed anni. Una frontiera che sia segnata dal displuvio alpino, diminuendo. grandemente il numero delle nece.,sarie opere di sbarramento, aècresce i mezzi cli rendere forti e ben munite quelle che il terreno richiede, e di riunire in grossi centri le difese su di una linea di . tanto sYilnppo. Cosicchè le condizioni politiche· nostre, le militari nostre ed . altrui, il modo attuale di guerreggiare, la zona di confine interposta coi nostri vicini, il terreno specialissimo che la costituisce, così: ricco di risorse a raccogliere nel primo cimento, la. tenuità della, spesa, l'intima. correlazione di esse opere coll'azione della difesa mobile, il più intimo legame della loro ubicazione coi punti di sbocco nel piano che noi passiamo e dobbiamo predestinare all'invasore, tutto concorre acl affermare che il munire i nostri monti colle risorse che la fortifj cazione insegna, è il primo bisogno nostro,• non solo, ma ancora la più razionale misura difensiva, il più ur..,-gente nostro dovere.

Per tal modo nacque la teoria di gim11e aJle spalle, operazione nefasta .alle opere di sbarramento, ma non ad una ben disposta difesa che tutte le comprenda. Oramai la ·difesa non può logicamente attenersi ad un sistema di cordone, od alla faJ.lace speranza di un valore difensivo egualmente Tipaetito sul suo fronte, e quindi considera questo gi1rar alle spalle come una eventualÙ!t da prevedersi la più elementare e dispone i suoi mezzi a provvedervi nel modo migliore. Le condizioni politiche nostre hanno cancellato. per un vast,issimo tratto di zona alpjna la possi~Ùità che un sol punto di essa si apra amichevolmente all'attaccante, o faccia solo una dilesa p1·0fornia; e.le nostre condizioni militari sventano .il pericolo di perdere un passo alpino, una linea d'invasione senza aver resistito. tanto quanto è bisogno per l'anela.mento regolare delle operazioni. Cosicchè sui forti di sbarramento esistenti o da costruirsi abbiamo già come dato positivo quello che tutti quelli guardanti una frontiera di confine, ed i limitrofi saranno tutti coinvolli, in caso di guerra da quella parte, nel teatro delle operazioni, almeno indirettamente; mentre poi la mole degli eserciti odierni, ed il metodo attuale di guerreggiare ci fanno accorti che pressochè tutti entreranno a far parte della guerra 'veraniente combattuta. V'ha di più; gli studi fatti e maturati in proposito ci ·indicano quali di essi forti saranno più strenuamente attaccati e quindi quali dovranno essere più ricchi di mezzi difensivi - ed ecco prestabilita l'ubicazione e. l'entità dei forti cli sbarra.mento non solo, ·ma accerlata per ciascuno di essi un impiego difensivo certo (non importa di qua.I natura) e quindi una utilità certa del pari . Un forte cli sbarramento attaccato (sparite le vergognose evèntualità. di un tempo storico nefa.sto a popoli disuniti ed a governanti non mossi dal pensiero di patria, e quindi non legati ad un comune interesse) ~ntra negli avvenimenti guerreschi con tutte le sue qualità difensive incolumi e tutte le porta a contributo del risultato unico e comune cui mira tutta la difesa. Chiarita in tal modo la quistione, nei forti di sbarramento della cerchia alpina non possiamo che scorgere un elemento di forza che entra certamente ad aumentare quell'altro già grandissimo costituito dall'alpestre giogaia che ne circon·da.

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STOnICAMENTB PRI::GIUOlCATA

LA CERCIII.A ALPI-APENNINA

.'ilenlre ciò si manifesta chiaro da un lato, d'altro lato spariscono nelle nubi di un lontano e tempestoso orizzonte i ricordi di castelli e torri e bastioni comperati e venduti e ceduti e traditi e disertati le tante volte; opere di sbarramento a fondamenta corrose dall'intrigo e dall'oro, ad azione slegata quando non . sospella ed apparente, a scopi proteiformi, e più spesso a servaggio di vassalli che a libertà di popolo; opere infine cui mancavano tutti gli elementi, perché su di esse potesse crearsi rettamente un giudizio riferito a territoriali difese. Ad onta di quanto sopra, rimane però sempre intallo il campo delle eventualilà di minuto carattere taltico. I rìanch i scoperti, i sentieri inesplorati, la fermezza del comandante, l'ubbidienza dei ~oLtoJ)Ost.i , il valore dei combattenti .. ... e poi. i cannoni smontati, le polveriere che scoppiano, l'acqua che manca, e gli stratagemmi di cui la guerra è maestra sempre ricca d'insegnamenti nuovi, tutto ciò non entra per nulla in consideraiioni di difesa. che ab bracciano un concetto così vasto e quindi un così vasto teatro d'azione sul quale. i piccoli episodi nella loro individualità scompaiono perfettamente allo sguardo e divengono ben leggeri sulla bilancia della vittoria.

sideriamo il solo sul quale si possono definire colle armi le -grandi contese; di quei fall i che mentre allora bastavano a costituire un~ intiera e lunga. campagna, ora non costituirebbero che gli elementi di sviluppo di una piccola parte delle operazioni di invasione in Italia. Nel H-H gli svizzeri da.I S. Gotlardo, già in loro possesso, calano alla presa di Domodossola, che perdono tre anni dopo ricacciati da Amedeo VIlI; tre anni pili tardi gli svizzeri ripigliano Domodossola, e di qui nasce aspra e lunga. guerra fra essi ecl il Carmagnola.. Nel H-33 la Val tellina è tea.lro di guerra combfl.ttuta fra i Milanesi con a capo il Piccin ino ed i Veneti cli Giorgio Cornaro, e su Delebio quest'ultimi hanno la peggio. Nell'inYerno del ,1479 dal S. Gottardo calano gli Svizzeri chiamali da Sisto IV ed a Giornico riportano una splendida vittoria. Nel settembre del ,f 5·1O, le truppe svizzere in numero di 6 mila uomin i, sforzano il ponte di Tresa. custodito doi Francesi, giungono a. Varese e poi per Como e pel lago di Lugano se ne ritornano ai loro monti. , Chi non conosce il grosso volu'me del St Simon che narra la campagna. di Conti in Yal di Sturo? E ch i non· lesse la campagna. di Rhoan in Valtellina? Fra il duca. di Savoia da un lato, ecl i Francesi co l maresciallo Villard dall'allro, nel 1'708 si svolge sui dne versanti una. lotta lunga. ed aspra che comprenclendo le alte va.li i d'Aosta,· di Susa, dell'Iser, del!' Are, avvolge colla sua azione buon tratto della zona occidentale alpina. Nel ·1742 i Francesi con Don Filippo e Carlo Emanuele Ite di Sardeo-na. combattono sa.nguinos.i~'guerra su quello stesso teatro d'ope;,'lzioni; e per fermm-:-ci a queste pocbissim_e ?itazion(: si ~uò notore come il Cornaro proceclente sul lago eh Como g,a vemva dall'interno delle prealpi, dalla. Va.lca.monica. cioè, ed è pur tutta.via. battuto a Delebio, molto ma molto prima di ginngcre a Lecco od a Como, obb ietLivi di chi vogli:t dal lago sboccare nella pianura. È ben vero che o-l i Svizzeri battono a. Giornico il difensore, ma i cannoni presi in qt~ella giornata. ai Milanesi non rnon?man~ di una linea il fatto che Giornico è ben fuori di ma.no per eh , voglia sboc. care.nella va lle padana con azione un isona e sostenula alle ali . 1

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Deue alcune cose sui passaggi aLLraverso le Alpi concessi, o non contrastati, e detto sommariamente delle difese locali e dei fort i di sbarramento, procedendo oltre celeremente, conviene accennare ad altri fatti che per la loro moltiplicità ed importanza di un tempo, concorrono fortemente a pregiudicare il valore difensivo dei nostri confini montàni: fatti che in oggi rivestirebbero un carattere molto meschino, e sarebbero causa ed effetti ben piccoli considerati ciascuno in sè, ed anche considerati nel loro complesso. Intendo parlare di quelle molteplici calate che di edero luogo ad operazioni militari che nacquero, Yissero e morirono sulla zona alpina, senza ,gi ungere a tocca.re un solo punto di quel terreno che noi oggi con-

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STORICAMENTE PREGIUDICATA

LA CERCHIA ALPI· APENNINA

· Quegli Svizzeri che nel HH Oscendono contro i Francesi del è>O'enerale Chaumont, è ben vero che giungono a Varese, dopo sforzato il ponte di 'fresa, ·ma non arrivano più giù, mentre il loro . punto oggettivo era Milano . La rumorosa calata del principe di Conti · in Piemonte come finisce? La vittoria alla Madonna dell'Olmo ed il grosso volume di -quello storico francese che innalzò quella campagna al sesto cielo, pesano forse di più della difesa di Cuneo? Quelle nove colonne che scendono coll'obbiettivo comune Cuneo, colonne sulle quali veramente si ,sosteneva l'edificio di tutLa quella campagna,· come ressero al peso? Non voglio dir male, che non si può loro accagionare un d su ltàto nullo, perchè a renderlo tale vi concorsero molli elementi estranei alle operazioni di manovra, ma ad ogni modo, quelle nove colonne invadenti oggi non solo non costituirebbero la somma delle cose, ~a quand'anche si impossessassero di Cuneo non sarebbero the una singola parte del tutto, non occuperebbero che un obbiettivo prettamente secondario·. La campagna di Roahn poi non si .svolge in modo da inse<Ytiarci -qualche cosa.che si riferisca ad una calata dalla Valtellina, e\e fu grande l'esempio suo come manovra per linee interne, ed iniziativa ,di mosse, il tener separati i nemici, e·battere ora gli Austriaci di Fernamond, ora gli Spagnuoli del Serbelloni, non significa punto -.che la Valtellina si presti ad una cùlonna invadente n~lle condizioni .attuali di difesa, mentre splendidamente dimostra. se bisogno ve ne fosse, le innumeri risor.se che il paese può trarre nel mantener forte la lotta nelle nostre prealpi settentrionali. TeneHclo dietro ali' esame di tali e simrli operazioni svoltesi sulla giogaia e fra le sue propaggini, a parte gli insegnamenti logistici e tatti_ci, i secondi più dei primi possibili ad avere esempi anche in ogg,, detto esame non ci farà scordare che in quei modi la catena alpina non si chiama già superata. Sono colpi che possono. abbattere una contea, un principato, una. repubblica di confine, che sulla zona montana ed alla sua falda abbia in poco spazio coUocati i suoi punti vitali, radunate le sue risorse, disposti i capi delle linee per la sua manovra. In tali esempi pw:. si vedrebbe come l'atlacco non vanti più

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attori della difesa, ma posto il contrar,io, Riva, Cuneo, Giarnico, Delebio. in mano a teste di colonne vittoriose non significherebbero che troppo poco perchè ne fosse da quel fatto alterata l'economia della difesa e scosse le forze del paese. Ond'è che anche facendo buon giuoco all'avversario più di quanto non si trovino dati storici per ammetterlo incontrastato, per quanto si tolgano elementi costitutivi la difesa puramente intrinseca alla zona, per quanto noi conduciamo l'attaccante a far capolino fra le ultime pent\ici alpine lambenti la linea che le raccordit al piano, noi non implichiamo per nulla la fase importante di tali operazioni, fase che un tempo non esisteva affatto per lo smen1bramento politico che impiccioliva i teatri di guerra, oppure che si accennava in modo affatto parziale e quindi scevro per sua natura da moltissimi di quegli eventi contrari così facili a nàscere in una. manovra di invasione grandiosa a cui stia cli fronte una condegna difesa. L'epoca napoleonica vicinissirm a noi, è quella che si pre..,ta per dare alla cerchia alpi-apennina gran parte del suo valore militare, perchè appunto politicamente avea cessalo dall'essere sminuzzata. In quel lungo periodb di lotte però, nel quale le Alpi sostennero tanta parte, vediamo la catena dei nostri monti ancor lontana dal poter venire considerata nel suo valore militare, come la si può considerare presentemen·te. La famosa traversala di Bonaparte nel 96', all'aprirsi di quella campagna sotto il suo comando , insegna molto per l'.attaccanl.e, · e più ancora pel difensore m~ .quella difesa non possiamo seriamente considera.ria, inquantochè essa avea in seno il germe della sua debolezza nel fatto che Beaulieu_ e Colli costituivano un corpo senza legame, che doveva sfasciarsi al primo urto, come infatti a,vvenne; l'urto succede a Dego ed a ì\'lilJesimo ed il corpo si slega partendosi fra A.equi e Ceva. La posizione politica di allora, e Bonaparte ben lo sapeva, avea creata una falsa situazione militare non solo, ma avea tacitamente prestabilita fin la dislocazione delle truppe: avvenuto l'urto, ta sola consigliera nella manovra è la politica, che si mette a capo delle operazioni logistiche e segna la doppia ritirata. Ad ogni modo quel tratto di zona alpina in oggi non rappresenterebbe se non il terreno felicemenLe superato da una delle ;1Ja1·ie colonne d'invasione, se non il giungere di -tale colonna a Mondovì, appena in misura cioè di poter agire concordemente colla colon.na laterale di Cuneo.

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LA CERCHIA ALPI·APENNINA

STORICAMENTE PREGIUDICATA

Seguendo la campagna stessa, noi vediamo che le colonne austriache di Wurmser si avanzano vittoriose: Quasdanow.ich respinge Sauret sino a Desenzano, Melas e Davidowich spingono ~fassena , sino a Castelnuovo, impossessandosi dell'altipiano di Rivoli; Spiègel e J\:(ezaros, se non vittoriosi.contro Augeran, si trovano presso· Verona e Legnago . Se col pensiero retrocedessimo di alcune diecine d'anni, quanti esempi non lroveremmo noi di calate vittoriose, di duchi e prenci spodestati, di repubbliche chiedenti mercè pel · solo fatto di un Quos(lanowich qualunque a Brescia e Lonato, o di·un. Davidowich sbocc~nl.e su Valeggio e ViHafrancal I Così, a titolo di esempio, mettiamo il vescovo Manasse e.olle rhiavi di Verona in mano al po<;Lo di Augeran, ed ecco a!tri Spiegel e Mezaros vittoriosi sul medio Adig~. Ecco dunque la condizione politica che ne cre~1 una militare affatto nuova, e con tale creazione, mentre accresce le qualità difensive della giogaia alpina, dà mezzo a Bonaparte di farle splendidamente risaltare; la fase di sbocco delle colonne invadenti .è una nuova creazione della situazione politico-militare: le vittorie di Lonato· e di Castiglione accentuano un altro grande valore della catena alpina, che sarebbe rimasto sconosciuto quando l'invasore non fosse stato costretto d,t essa ad operaré per grandi masse separate. . fo altro modo , ma pur sempre splendidamente risulta il valore del terreno di cui si discorre, nella calata di Alvinzi, e qui notiamo che il fatto di trovarsi già Provera sulla Brenta e Davidowich in Tirolo elimina :I primo vantp.ggio di una difesa alpina. Le 6 colonne di Alvinzi per attaccar JouberL.sfnggono alle considerazioni generali che qui facciamo su operazioni di traversata alpina; non così la villoria di Rivoli che trae per corollario quella della Favorita, la presa delle truppe, di Provei·a e la ritirata di BayaliLsch nel Friuli. Le operazioni di Scherer contro gli Austriaci, quantunque per la. massima paì·te si svolgano alla falda alpina non banno una analogia diretta ad operazioni di traversata, e neppure ad altre svolgentesi nella conca Padana, colle nostre future ipotesi di guerra. La sua linea di ritirata si svolgeva da est ad ovest, il Po e I' Apen-. nino erano scartati dalla situazione dei paesi belligeranti. Qui non

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è più q,mst1one di stufliare le operazfoni di concentrame1ito dall'Ad:ige, dal J\'linc(o, dall'Oglio e dall'Adda: non son.o più contrafforti che separa:no l'attaccante e concor1;ono potentemente in aiuto .:i,l difensore compauo ed in atteggiamento di difesa di rronte a quegli sbocchi, sibbene sono linee di attacco di fianco per le quali successivamente Kray, Wulkassowich, Strauk, obbligano man ma.no il difensore nHa riti rata. Si è qua.ndo gli Austro- Russi .sono padroni verso Francia di un g,ran tratto di cerchia alp ina che possiamo vedere come abbia mezzo di svolgersi la difesa e quali sieno le difficoltà dell'attacco. Intanto Joubert che scende in tre colonne dall'Apennino lungo il Lemmo, l'Orba e la Bormida, riesce, è ben vero, a sboccare a Gavi ad Ovada e ad Acqui, concentrandosi a Novi, ma colà giunto, è solo ed è battl:l.to, e le :me truppe respinte sui monti. Così, quantunque le forze poste a difoisa alla Thuille, a Ferrera, alla Novalesa, alle Barricate fossero tutt'altro che tali da poter seriamente impedire il passo alle colonne francesi, queste colonne, dal Cenisio , dal piccolo S. Ber11ardo e dall' Argentera arrivano a concentrarsi in Cuneo con tanti giorni di ritardo quanti bastavano allora e più in oggi per mandare a male qualunque prestabilito concetto di manovra invadente. Però Jonbert a.li' A.pennino, la discesa pel Cenisio, pel piccolo S. Bernardo, per !'Argentera, pel Monginevra, per la Dorn Baltea, Turreau verso il Sempione, Lecot1rbe verso il S. Gotta,·do, accenna.no ad una operazione cli traversata così complessa: da non avere altri esempi nella. storia, ed i punti di Cevfl, Cuneo, Pinerolo, Susa, Ivrea, Borgo Jlanero, Varese e Como· di sbocco nella. pianura costituiscono un· semicerchio d'a.Uacco nssai più vasto dj, quanto in oggi consenta di supporlo la pofitica militante. Chi in allora osteggia .foubert nella sua marcia per Novi? Ove s0no, e cl1e cosa ranno le di l'cse lpcali della Thuifo, della Fenera, della Novalesa, delle Barricate, di Villaret, dell' Assielta, e d'Aosta? Eppure ad onta di una difesa cosi snervata, così. sconnessa, noi vediamo che Joubert è battuto, che Melas con trenta mila. uomini soltanto a Hrn, impedi~ce ,L Charnpionnet di proseguire lungo la Stura per unirsi alle'già congiunlesi divisioni cli Victor, Lemoine e . Grenier verso Cuneo e btJ,Lle quindi separatamente le colonne ,,boccanLi nel piano. ANNO XXIV, VOL. IV,

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LÀ CERCHIA ALPI-APENNINA

STOR ICAMENTE· Pf\EGIUDJCATA

Nella campagna del 1800 a.bbiamo la traversata delle Alpi d'occidente, che più d'ogni altra ha concorso a ·dare un gran tracollo al valore suo difensivo, quantunque in realtà quell'esempio sia ben lungi clal maritarsi che la fama squilli tanto sonoramente la tromba .. La difesa teneva Bellinzona, Domodossola, Novara, Ivrea, Aosta, Susa, Tori no, Pinerolo, Cuneo; Melas procedeva all'attacco per la Trebbia, la Sr;rivia, la Bormida ed il Tana.ro. J Francesi erano rinchiusi parte in Genova.con Massena, e parte· ributtati sul Varo. In tal situazione si giunge alla calata cli Napoleone clal S. Bernardo. La traversata del passo si fa senz~L colpo ferire, e qui a compendiare tutte le considerazioni che si sono fatte su quel!' operazione, iimalzata da molti all'apice del classicismo, mi piace riportare queste linee dell'Aymonino: « È però facile immaginare qual sorte avrei.ibero incontrata gli audaci invasori, se un forte partito dell a difesa fosse piombato sovr'essi quando, coll'artiglierict tutL'ora insr,rvibile, le loro file incomposte si prolungavano indietro per vari giorni di marcia ». II forte di Barcl può collocarsi alla tesla di tutti i fotti di sbarramento d'ogni paése sostenendo la causa comune della loro esistenza, del loro servizio, della loro pratica utilità; nessun forte ebbe l'onore di prender parte tanto grande, quanto quello, negli avvenimenti mili tari del più grand'uomo di guerra dell'epoca moderna: nessun forte, c0me quello si trovò in misura cli far sentir tutta la sua potenza difensiva di fronte ad umi grossa colonna d'invasione capitanata da un duce cui nessuno eguagliò per profondità di vedute nell'arte militare; nessun forte finalmente fu come quello causa a sollevar tanti dubbi sull'efficacia di tali. opere di difesa. Era il forte di Bard nelle migliori condizioni di struttura, di munizionamento, di truppe combauenti? l quattrocento suoi di fensori fecero tutli il loro dovere? Fino a qua.I punto queste linee che riporto dal Ricolti « Coperta, di letame la stmda di Bard, fasciate le ruote dei carretti, di notte, correndo i cannonieri trasportarono a mano i loro pezzi in salvo, nonostante il fooco del fotte» giungono colla loro veriUl storico militare e colla loro. estensione tattica? Se il forte di Bard può rifulgere gloria sulla sua guarnigione, può spanderne ancora sul metodo di difesa alpina? Con un difensore più accorto radunato allo sbocco d'ivrea, lo

splendore della resistenza di quel forte non sarebbe apparso più fulgido? · Converrebbe esa.rn inare fina lmente le successive operazioni dei fraJlcesi sulle Alpi settentrionali ed orientali, ma questo . esame ci trarre~be fuori d'argomento; ci siamo occupati di volo su quai1to poteva avere similitudine con un'invasione attraverso alle Alpi, con una difesa che a quella cerchia estesa cli monti avesse per fuochi Piacenza e Bologna. Le sussegneuLi campagne di Napoleone coinvolgono colle Alpi i teatri tl'operazione del Reno e del Danubio, cambiando completamente faccia al problema della difesa .alpina come a noi interessa studiare; i piccoli insegnamenti della guerra di montagna; ed anche i grandi che rac<:ogliere si potrebbero a do. vizia, sono estranei a.l l'argomento . Oltre ciò verso oriente è per lo meno prema.turo l'occuparci, stando al di qua dell'Isonzo, clegli _sbocchi delle Alpi Carniche e Giulie. In quell'esame ad ogni pagina si troverebbe l'intromettersi di altri potentissimi cleil)enti a modificare cprnsi complel.a1nente il sistema d"atlacco e di clifesa, togliendoci per ta.l modo i termini di confronto fra il passato e l'a.vvenire. Le vittorie cli ,Napoleone a Abensberg, Eckrnuhl e Ratisbona non battono meglio, .a tanta distanza, gli A.ust.riRci che occupano il Tirolo, di quanto non faccia la di visione H.usca? Le opere campali di P.redil, Ma.lborghetto e Tarvis ta.nto formidabili e tanto slr<mua.mente difese cla Alberto Giulay se non fossero state battute ·e prese con tanto sangue dai Francesi del principe Eugenio, non Io sareb bero state indi a. poco dalle vittoriose operazioni di Napoleone sul Danubio? Così Grenier non fu cosLretlto, nel 18113, ad abbandonare senza comba ttere le formidabili posizioni delle Alpi Carniche, avendo il re di Baviera. Etderito alla eoalizione ed aprendo in tal modo il versante settentrionale del Tirolo ai nemici? Cosi. .... Ma perehè proseguire quando già dissi che il problema della difesa alpina ha cambiato faccia, essèndo cambiati i dati per la sua soluzione?

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G9 vano i nervj prinia di cominciare ad agire, o ne disgregavano i suoi componenti al primo contatto col nemico . Si rn.eLtono poi le di.fes.e degli alpigiani in uno coi ricordi <folla mitologia pagana a dormire su polverosi scaffali, solo p~rchè di un elà nella quale o non si sapeva o non si potP-va fissarne un impiego concorde e deterrninaco e trttme un risu ltato unico e comune. Abitua.I.i storicamente a ,,eder muta.re regime di goven10, costituzioni di provfocie, destini di popoli al primo apparire sul Po di UJHl uni.forme straniera; abituati a, ,,edere nella valle del Po combattere le grandi battaglie, non si pensa. forse troppo ail fauo che crmmto meno erano difese le ,1lpi , t:iuto pitì ingrossava il nemico alla pianura, e come ltppunto le forze difensive che si raccogliernno al piano, mostravano di essersi mosse tardi, perchè non concordi, perobè mancanti di scopo, forse di fede, e spesso prive di 0i1.p i intelligenti e di giusto indiriz,w. . .La ,parte principale che s-tigrnatizzò le guerre alpine dei tempi andati, la pol iLica, svanisce sul fonclo del quadro, nè su di questo 'V·i prende maggior l'isalto la grande situazione militare dell'-epoca napoleonica. che, o tra.Ha le Alpi h·oppo par,Li!.ame,n te, o le tratta l.anto complessivamente dal 110n costituire esse che una parte di quei grandi teatri di guerra. Ma fate che la difesa possa contare su alcuni soli dei buoni ele~enti sui quali ha bisogno di posare, e tosto vedrete in ogni epoca r1sall~re sp iccatamente i pregi della catena alpi-apennina. Dal più umile rir~lzo di trincea, dall,t più rada coorte di monlana.ri armati, dalla. più sernpli.ce manovra che su per quei gl'eppi ,;i svolga., sino al piit complesso impiego di quella massa montuosa, si manifesta costante la ricchezza delle naturali difese, le poche ~pere richieste per completal'le, le poche truppe a disporvi pervahclamente munirle. Quella chiusa. che costringe l'invasore a mutar di stra.da, quella d'a•Ybanda armata che reuae per giorni e rriorni all'urlo cli mir,Jiaia. l') gressori, quella w lonna girante ebe paral izza l'azione di un ~serciLo cento volte più grosso, costituiscono fatti che vanno preziosamente raccolti; fatti ripetibili sempre, perchè quel terreno non si muta, e mantiene inalterata la manovra ed il carattere di tutt,t la. guerra alpina. costante. STOR JCA·MEN T E Pf\EG JUDJCA'fA

L A CERCHIA ALPJ - APENNJNA

V. te vicende potir.i che del nostro paese, h1 pos1z10He geografica della. sua parte continentale, l'indole e la sl.ol'ia. dei paesi limitrofi ad essa, ci lasciarono infatti un ricco corredo di elementi sui quali basare i nostri studi n1ilitari, senonché in tanta ricchezza 'di dati, è facile lo scambio di taluni di essi che si riferiscono ad un quesito, con altri che appartengono completamente ad un quesito alfatLo dissimile. E p~rtanto vediamo elementi che alla semplice tMtica del combattimento appartengono , entrnre di sana. pian ta a pesare su considerazioni che alla logistica sono devolute. E la logistica. la troviamo con.l'usa stranamente con op·erazioni di 1n.arcia fa i.Le a porte aperte, a si.rade sgombre, a nemici invisib il i, a magazzini grassamente provveduti, a quartieri preparati, a popolazioni plaudenti . Vediamo ht grande bmTier:t alpina prestarsi , scena. .i ncrne11ta, al passaggio di alpinisti cl' ogni razza . militarrnenLe vestiLi ed arma:~i, e noi, quasi sempre inoffensivi speli.Mori, assistere al le miracolose traversate di Fra.noe3i, Tedesc;hi, Svizzeri e Russ i che sulle e~erne nostre nevi e sui n0stri superbi ghi acciai me~tono ·in praLioa. l'arte clell'a.crobata e del· funa.m lrnlo, precursori della moda che o,.è>V ;ai c' invade • Si· Lini ht sommasenza pensal'e alla, el.el'ogeneitil dell~ post:e, e si raccoglie in un fascio i passaggi pel'messi cogli osLeggiati , le sconfitte cqHe clefezioni, .le cadute delle opere di sbarra1mento cogli ac~ comodament.i , coi patti, colle vendite, coi ~rad irnenl.i: e si lascifl: in dimenticanza i dtte primi elementi a prendersi in esame per gi udicare del valore cli una cM.eno formida.hile come quella che ci fa cororni, l'attacco cioè e cli/'esa . . Per l'attacco, si fa gran caso di colonne di cinque, di dicci, di t,renta mi la uo!lrini, che riescono a vali car le Alpi, cioè di colonne del la fo rza al massimo di uno solo dei nostri corpi d'esercito : per la difosa non si bada alle molteplici e svari ale cause che le taglia-

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LA CERCHIA ALPI-APENNINA STORICAMENTE PREGJU DIDATA

L'economia ci tiene legali : quel terreno si fortifica colla minor spesa; i noslri difensori sono pochi: quel terreno ce li moltiplica; il tempo ci incalza per ad'una1· le di fese: quel terreno in fatto di tèmpo è una miniera d'oro. Lasciare alla pianura del Po il fatto suo, non vuol già dire precipi lare quel momento cli prova; ma le Alpi ci dicono chiaramente che O"Cl'i si trov,rno per la prima volta, e per un vasto tratto, nella posiz~;e di sconfessare te u:iale prevenzioni, i fallaci giudizi, le lamentevoli querimonie colle quali io dava principio a questo scritto . . I discendenti di quelle montane tribù, si danno concordi .la mano e formano una non interrotta catena di fatti eroici, cli difese riuscite, di baluardi incocussi. Le poche invasioni che t11l nome si meritano si fanno rade rade, piccine piccine e par che, nonchè tutte le altre, sentano l'umi liazione cli aver figurato da protagonisti su quelle scene ìmponenti e · più umiliate ancora di avere usurpata un'importanza tanto clamorosa. Cosicchè alla domanda che io mi rivolgeva in principio, mi pare poter ri$pondere, anche senza tener conto del molto che non seppi dire sull'argoménto, essere la cerchia alpi-apennina' storicamente e quindi auendere essa clalh1 situazione attuale e dal t) , Pre()'iudicata senno della difesa il suo vero giudizio storico-militare. J

ALCUNE NOTE AL

REGOLAME NTO D'ESERCIZII DELLA FANTERIA

Sarebbe superfluo !'enumerare qui gli elementi, sia morali, sia materiali, che determinano il miglior modo di formarsi e di manovrare nel combattimento . È certo però che di tali elementi. quello che ha un'inrtuenza più sentita, è l'armamento. Finchè le armi in uso furono tali da far sì che un combattimento serio non potesse aver luogo che cla vicino e coll'uno, il criterio unicamenle preso a guida nel lìssare le formazioni e le manovre della massa combat- . tente fu quello cli: conciliare il massimo sviluppo di azione individuale col massimo grado cli coesione e di compattezza nell'azione colletti va. Il successivo perfezionarsi delle armi da getto fece sorgere un nuovo determinante delle formazioni e delle manovre, e il problema si presentò d'allora in poi in questi altri termini: conciliare il massit'no sviluppo cli azione individuale col massimo grado di coesione e di compattezza nell'azione collettiva e conciliare questa cornpallezza colla necessità di evilare le perdite enormi, a cui la massa comlmttente.può·andar soggetta prima di venirne all'atto decisivo. Prima che l'esperienza facesse manifesta tutta la maggiore efficacia delle armi rigate e a retrocarica, il nuovo determinante sovra

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(;, . BERTELLI.

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ALCUNE NOTE

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accennalo rimase relegato in un posto fo,~se sin troppo secondario. I risultati delle ultime guerre, forse perché superiori ali' aspetla1.ione, produssero una tendenza verso l'eccesso opposto. E contro · questa tendenza la reazione, se non erro, è già incominciata. Anche nel campo della tattica formale, adunque, ferve quel la continua low~ tr1t il vecchio e il nuovo, nella quale a conservatori troppo resti i si contrappongono troppo impazienti novatori . I reoolamenli d'esercizio sono sempre il risultato della matura o elaborazione di tutte le nuove opinioni che sorgono di fninte al modificarsi dei mezzi .dell'azione mililàre e possono quindi considerarsi come l'espressione sintetica. e concreta delle idee tatLiclte, le quali all'epoca, in cui ciascun regolamento è compilato, tengono il predominio nel campo dell'arte. Ciò mi fa ritenere che il commentare il regolamento d'esercizio più recente, confro~umclolo con quell i contemporanei di altri eserciti e colle condizioni presenti dell'armamento e dell'ordinamento, sia cosa utilissinia non solo dal punto di vista della sua retta interpretazione ed applicazione, ma ancora dal punto di vista della Lattica formale come disciplina che si è soli t.i studiare nei trattati. In questo lavÒro , che io presento ai lettori della Rivista, ho teni.alo di commentare il nostro regolamento cl'esercizi della fanteria nella parte che concerne le forma.zioni di quest'arma, riservandomi in altro lavoro di fare altrettanto per la parte che ne concerne le manovre. E sarò ben lieto se con esso avrò potuto menomamente contribuire a rafforzare la convinzione che il nostro regolamento, così com'è, si presta alla retta applicazione di tutti i principi i della ta.ttica moderna, puechè, ben inteso, sia da tutti ben posseduto non solo nella sua leLlern, ma anche nel suo spirito.

AL REGOLAMf,NTO D'ESERC[ZI I DELLA FANTER IA

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PARTE I. F0Rl1IA.ZIONI ,ELEl1IEN'I' ARI

Le formazioni della fanteria si possono distinguere in elementa·l'i -e complesse.

Sono formaz ioni elementari la wtena, la linea e b. colonnrt. Sono forma i ioni complesse Lutte le combirntzion i di formazioni elementat;i fatte nell' intento di dare ad una trnppa la disposizione pitt acconcia per manovrare o per combattere in ordine ad un determinato scopo tattico. Ciascuna delle formazìoni elementari della fanteria IHt condizioni caratteristiche di sviluppo di fuoco, di compattezza, di maneggevolez1.a, di vulnerabilit/1, per modo da rispondere più specialmente a ·talune esigeiize del combattimento; di tali condizioni è necessario formarsi idee nette e precise prima rl'int.raprendel'e l'esanìe delle formazioni complesse,

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Catena. La. forma1.ione in catena consiste nella disposizione, su .di uno stesso front.e, di tanti gruppi di file (il) separati l'uno ,dal-

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(t; La fila consta di due uomini, i quali in qua'siasi formnione stanno sempre l'uno · dall' altro a distanza non maggiore di un p~sso. Il nome di ca.p o{ìla dato dal regolamento .ad un o de i due componenti la fila, fa eme,·gere u n· osserl'azione importante: nella composizione della fila si clel'C far<l il possibile perchè accanto al soldato meno esperto e , meno l'isoluto si tro1•i semprn il soldato provetto eg ene,·gico che lo sorregga , lo guidi -e lo trascini.


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ALCUNE NOTE

l'altro da int.ervalli più o meno estesi, colle file di ciascun gruppo separate da intervalli minori, e gli _uomini di ciascuna fila l'uno accanto a\I'altro coll'intervallo mai maggiore di un passo . Sono propri eta caratteristiche della catena: a) Massima. efficacia clel fuoco individuale . b) Minima vulnerabilità e da ciò speciale altitudine nella truppa così formata a sostenere lungamente il combattimento a fuoco . e) Massima pieghevolezza pe~· adattarsi al terren~ . d) Facilità di mantenere il cornbat.timento su largo fronte con poca truppa. e) Massimo frazionamento del comando e della iniziativa., pe1· Clli, mentre la faci lità di movimento è massima .per i singoli nuclei della. catena considerati come autonomi, è in vece minima la prontezza alle manovre d'insieme di tutta la catena. f) Da ciò difficoltà e lentezza nei cambiamenti di fronte e quindi massima debolezza ai fianchi. _q) Sottigliezza e fragilità. Per i fati.i accennali in/') e in g) una truppa formata in catena. è sempre seguita da. altra truppa raccolta in fo rmazione più compatta pronta a rincalzarla e a difenderne i fianchi . Il minimo gruppo di com battenti capace di costituire l'anello elementare della catenn. è la .sqiuul1·1:glia. La forza normale dell a squadriali~L è di sei file, la 1ninima di quattro, la massima di otto ('I). _ L'intervallo normale tra fila. -e fila nella squadriglia disposta in cal.ena è di tre passi, il minimo è cli dne passi, il massimo cli sei (2). Supposta, pertanto, la squadriglia coll,Lforza normale di sei file il suo fronte nella formazione in catena può variare tra l'estensione minima di· ,13 metri èirca e quella massima di 28 metri; normalmente tale estensione frontale è di 17 metri cfrca (3) . Lo spazio di un metro di fronte è il minimo d 1e si possa. accordare ad un cacciai.ore perchè egli possa ancora avere una certa libertà di movimento e prendere la. posizione che gli è più comoda. per fo.1· fooco. Il più piccolo sistema di squadriglie è la sqiiadm; il più gnrnde è il plotone. 1

(l) linea (2) (3) bero

lle"olamento d'esercizi N. 283. Tale à pul'e la normale del gru ppo elementare della di "cacciatori nei principali dogli esc1·citi stranieri. . Uegolamento d'escrcizi N: 285, 28G, 287. . . . Uitenendo dì m. 0,60 la larghezza del capo fila, i tl'e fronti a cifre esatte risulterebdi 12,45, 16,20, 27,4.5

AL REGOLAMENT O D'ESEl'lCI ZH DE LLA F ANTERI A

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Il nostro regob mento d'esercizi (f) fissa come normale l'intervallo di 6 passi (4, 01 50) tra ·squadriglia. e sc1uadriglia e accorda la facoltà di allargare questo intervallo sino al punto di renderlo uguale· al fronte di una sq@driglia distesa. Ciò posto, l'estensione del fronte di un plotone in catena può variare secondo la diversa densità delle fil e nelle singole squadriglie, e secondo che gli intervalli tra squadriglia e ·squadriglia sono più o meno larghi; per esempio:. Densità delle singole squadriglie

·1° 2° 3° ..1,

0

5" 6° 7° 8° 9° 10° ,j;(O

,J 2°

massima normale minima normale id. id. massima id. id. minima icl. icl.

Intervall o tra squadriglia e squadl'iglia

6 passi id. id . ,J 7 passi 22 id. 37 id. 17 id. ,22 id. 37 id. ,17 id. 22 37

Fronte del plotone

63 79

Hl4 (a) (b) . (e) (a) (b)

(e) (a)

Ìd. (b)

id. (e)

,103 ·1 H

H8 88 99 ,J 33 H-8 ,159 193

(a) fronte minimo della squadriglia distesa. (b) fronte normale id. id. · (e) fron te massimo id . id. Inutile il dire che variando ancora gl i intervaUi tra squadriglie e squadriglie, si possono ottenere altre combinazioni . · Onde avere una guida nell'apprezzamento di tutte queste varianti, dalle quali parrebbe essere tanta la elasticiti1.frontale del plotone in catena, con vien fare le seguenti considerazioni. 1° Tutti i vantaggi veramenl.e caratteri stici della for:mazione in catena (2) derivano essenzialmente dalla sua poca densità. Questa (1) N. 305.

. (2) Efficacia del fuoco individuale, poca vulnel'abilità, massima pieghevolezza per adat-. tarsi al terreno, ~ossibilità di tenere a bada il nemico su largo fronte.


ALCUNE I\OTE 76 a sua. rnlta è in nperta contraddie.ione coll,1 esigenza fondamentale dell'azione colleui va: l'efficacia del comando. E siccome l'unità d'azione è pur sempre la condizione in dispensabi le per vincere, così il problema della disposizone delle lruppe sulla cale1:a. con~iste nella con1~iliaf.ione di questi due termin i : conservare alla fo rmazione in catemt le prerogati ve che la cat'àtlerizzano; soddisfare alle esigenze dell'efficacia del comando. . . · L'efficacia del comando dipende dall'ampiezza del fronte clt tutto il plotone e da l grado di compattezza delle singole:;quadriglie. Quanto più esteso ;;arit il fro nte di tutto il plotone, tani.o più sarà difficile al SLlO comanda·nte il prontamen te orientarsi sull'indirizzo delle operazion i di esso, e, ciò l'alto, trasmettere ai cap i-squadriglia gli ordini occorrenti; quanto più esteso sarà il fron te di ciascuna squaclrigl ia, tanto meno gli uomin i che la cornpongono sentiranno l' influenza del capo-squadriglia, e tanto meno saranno proni.i a segui me l'impubo nel nnovo inclii'ino indicnto dall'ordine del·ca.po plotone. Per conseguenza, dal punto cli visLa dell'efficacia ~.e l comando , ln regola generale pare debba essere clt e : dovendosi allargare il fronte del plotone, lo si faccifL piuttosto coll'aumentare gli intervall i tra. squadriglia e squadrigli a, che non col diminuire la compattezza delle singole sqnadrigl ie, dovendosi invece diradare le file di ogni squadriglia par presentare un fronte coronalo da uniforme .densità di fuoco e per clirninn ire le perdiJe, sarà conveniente restrmgere l' estensione frontale comple$siva del plotone col tenere le squadriglie più ra.vvicini),le fr·a loro. 2° Ounndo unn catena deve essere rinforzata e resa più flua coll' inte1~ven Lo di altre lrnppe, & da desidemrsi, per la maggior ellìcacia della sorveglia1na e del comando. che ciò avvenga senza alterare la costitu~ione e la personalità dell e squadriglie già in ca.tena.. Perciò è necessario che i rinforz i, giungendo sulln ct1l.ena, trovino spnio sufficien te per ·collocarsi negli intervalli tra. squadri glia e squadrigl ia, e,,itando così che le file delle squ.1d1·igl ie nuove arrivate ;;i intralcino con quelle delle squadriglie già prima in catena. An che questa con::;il'lernzione conduce a. ricercare l'ampiezza · del fronte piuttosto <~o!l'all.argare gli intervalli tra le squa:drighe, che non col diradare le file ('I).

.'\!. REGO LAMENTO ll 'GS E l'.C I ZI! . DELLA F'A NTERIA

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3° i\fa. quali saranno i lirnìti, a cui potrit e::;tendersi il fronte del plotone senza che vada in gran parte perduta \?.flìcacia dell'a. i ionc direUiva. del suo comandante"? Per rispond~ a questa interrogazione conriene fors i una chiara. idea dell e condizioni in cui il capo-p lotone si trova rispetto al.la facil itit di eomnnicare i propri comandi alla sua. trnppR quando questa trovasi impegnata al fuoco . In tale circostanza generalmente anche i ca.pi-squadrigl ia. son<i in linea sulla catena, il capo-plotone trovasi dietro il centro della catena a 20 111 al più di distanza, i sL10i dipendenti non lo vedono, e la loro attenzione è più che mai· as:;orbita dal fuoco cbe fanno, e che sub iscono ('I). tali condiz ioni .è ben difficile che i coma.nd i a voce siano prontamente e bene intesi da una disLanza maggiore di fiO me\ri. ed è già di non po~a cl iffi.collà per il capo plotone il tenere d'oc<:hio gli avvenimenti che si svolgono sn di un fronte di t irca ,120 metri, orientando;;i man mano ci rca alle mosse ed agli atti che egli deve rare eseguire dal proprio plotone. Pare adunque che il fronte massimo del plotone in catena. clebba essere di circa 1120 metri . 1 1 4..0 Fra le combinazioni ind icate nella tabella. che precede. pare adunque ehe debbano in mnssima anelare esclns<~le tre ultime, nelle quali non solo si ha lo svantaggio di un fro nte soverchiamenle esteso, ma anche quello dello poca compattezza delle singole squadriglie . Le altre combinazioni si possono distinguere in due categorie,-, cioè: a,) Comprende i numeri ,1, 0 2, 0 3,0 nei quali si ha sempreuna linea di sqoadriglie quasi contigue, in cui non si potrebbe interpolare altra truppa ;;enza proèlnrre frammisch ia.menti di file di squadriglie diverse. Il modo J O è speciaJmente opportuno per un ,plotone che va.da ad intercala.r;,i fra due ploton i cli una catena giit i'orma ia da altra lrnppa. I moll i :?0 e 8° sono opportuni sempre quando nn plotoue debba agire in catena su di un [.rallo di fronte, in cui l';-i,zionc non si nwl rendere più inteusa, o pcrchò non ::;i vuole venin: ad una decisi,)lle, o perchò si Yuole po r[are lo ,d'orzo

In

. (1) v. no ta al N. 312 del regolament o d'eserc izio.

\ J

{l) Y, N. 299, 309 del Hegola mcnto .


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AL REGOLAMENTO D'ESERCIZII DELLA FANTERIA

ALCUNE NOTE .

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Gli stessi criteri or ora accennati per regolare la densità delle singole squadriglie e l'estensione degli intervaUi che le separa.no l'una clall'aHra; trovano la .loro applicazione nel regolare la densità. di ciascun .plotone e gl'intervall i tra ploto~ e ·plotone in una catena. compost.a di parecchi di ess~ . L'inten,tJlo assolutamente massimo, che possa. essere lasciato fra due plotJJ1i di una stessa catena, è quell<>, per cui il fronte occupato da. due plotoni collaterali sommato coll'intervallo che li separa non superi la distanza limite dell'efucace fuoco accelerato; in generale però pa.re più conveniente il riteMre come massimo intervallo quello corrispondente a.I fronte . normale · di un plotone disteso in catena, vale ;1. dire cento metri circa. li minimo intervallo, specialmente fra .due plotoni cli una. stessa compagnia, è quello di sei passi.

principale sulle due ali del plotone stesso, prolungandone il fronte colle truppe di rincalzo. b) Comprende gli altri numeri dal ~,0 al 9°. Jn tutti questi · modi di costituire la catena si lasciano tra sq11adrigHa e squadriglia · interv.alli suffi cienti per il collocamento di nuove squadriglie di rinforzo.· Convengono quindi a tutti quei casi in cui sul fronte -occupa.to <lai plotone già in catena si. vuole progressivamente aumentare l'intensi tà. del combattimento. I numeri (\0 e 9° sono più specialmente opportuni per la difensiva· (11). In cplesto caso il collocamento della linea di fuoco deve farsi secondo la, importanza. di ciascun punto, per modo da. lasciare più larghi inteevalli non -occutJaLi per avere, nei tratti piLL importanti ,. gruppi sufficientemente compa.Ui, di ciascuno dei quali rimane Gosì più facile il regola.re I' intensi là e la direzione del fuoco. '.i\.nzi, nella difensiva specialmente, può talvolta essere opportuno il raggruppare a. ciascuna delle due estremità. del fronte assegnato al plotone una delle due squadre che lo compongono, las(:iando tra di esse un intervallo, anche di tìO o 10 passi, non occupato; in tal modo si potrà a.vere una difesa più efficace per la maggio1;e entità di ciascuno dei due nuclei e per la maggiore autorevolezza. ed abi lità dei capi-squadra che ne dirigerebbero immedi::i.tàmente l'azione. 'fotti gli altri modi, cli cni ;:;i discorre, possono convenire alla difensiva ed all'offensiva, avvertendo che, in generi;\, il tenere le squadrigl ie nella massima densi là è più conveniente quando la catena si muove in terreno oswro e frastagliato, e quando una squadriglia deve profittare di un riparo cli limitata estensione. In massima. deve essere lascia,ta ai capi squadriglia. la facoltà. di regolarne la clensit1t nei limiti consenLi'ti clalla conservazione del . fronte di azione del plotone indicato dal suo comandante ai ca.pi sqLta.driglia. In ciò ha campo a. svolgersi quella moderata libertà di azio~10, t)he il regolamento raccomanda venga la.sciata. ai capi squadriglia (2).

II. Nella formazione in. linea si hanno gli · uomini cli og11i fila. disposti l'uno dietro l'altro a un passo di distanza, se la truppa è ferma, e m. 11,30, se la truppa marcia. (11). Le file una accanto all'altra ed a m. 0,05 d'intervallo. Nel plotone tutte le file sono contigue, vale a dire a soli m. 0,05 d'intervallo . Nella compagnia ri@me trn plotone e plotone il posto di un capo plotqne. Nel balla.glione si ha un intervallo di 4.·passi . • tra compagnia e compagnia. ln una linea di più battaglioni si la- -s sciano tra un battaglione e l'altro intervalli non minori cli 20 passi. Un piccolo intervallo tra, fila e fila è indispensabile perchè ciascun .combattente possa liberamente muoversi e servirsi della propria arma. Lo scopo degl'intervalli fra riparto e riparto è quello cli accentuare la personalità,della cornptignia. e clel battaglione e agevolarne le manovre per le ali, impedire elle le fluttuaz ion i in ·Un , riparto si trasmettano l:ropp0Jacilme11te ai ripa1tj attigui, facilitare la circolazione cli chi deve passare dalla fronte alle spalle clella linea o viceversa. Formazione in li1iea . -

(1) Non si è escluso il casJ 6° quo.n(unque ecceda l'estensione di 120 me tri, indicata come la massima per il fronte del plotone , pe1·ch/1 il più delle volte sono i carattel'i t opografici cho im pongono i veri limiti di un fronte, La cifra ~oncreta nata va solo presa come ,una media da aversi presente come criterio nella pratica e non come una ricetta iofallibilo -da applica1·si ciecomento. (2) N. 309 ultimo ali nea.

I

(2) Regolamento, n. 191.


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b} Poca attitudine a cambiare di fron te e quindi debolezza ai fianchi ; e) Non è ancora la form azione, in cui il comandante della Lruppa si tr9vi nelle migliori condizioni per tenerla, come si suol dire, nella m:ino. Giova pel'ò ripetere cl10 tali difeLLi della forma7.ione in linea cominciano a. farsi sentire ::;olo quando la linea abbia. raggiunta una certa estens ione, e da l,tfpunto cre$COno rapidamente col crescere del fronte della truppa. LR formazione in linea può essere adoperata: O I Da. fanteria che debba combattere di pie' fermo eol fuoco: - fuochi di massa alle grandi distanze - !'uochi contro la cavRlleria-:- fuochi accelerati nei momenti di r~risi, in cui è imminente l'assalto o il cuntl'assal to alla baionel.la. 2° Oa fanteria che debba stare o manovrare allo scopel'to in terreno baLLuLu da.l fuoco nem ico. In ta le caso, specialmente per piccoli ripa.rti collocali a sostegno cli catena di cacciatori, si us:1 anche aprire le file ad interva.llo di tre passi l'una dall'altra ('I). 3° Per i minori ripal'ti (squadra., plotone e ,1/2 compagnia) la formazione in linea è ottima pel' la. marcia di fronte e pel' l'nssa.lto alla baionettft. Ed è appunto la mobilità e 1ft maneggevolezza di questi minori riparti forma ti in linea il fattore principale della mob il ità e rnaneggevoleua dei riparti maggiori formati in eolonna, le cui sezioni siano il plotone o la ,J/2 compagnia.

Gli int<m 1 alli regolamental'·i e, specialmente quelli tra bauaglione, e battaglione si allargano poi ancora secondo il bisogno di adattare la linea al terreno e far posto· aHe altl'e armi. Basta accennare alla esistenza della linea di serrafile. percbè ne sia palese l'uffirjo e la importanza. Il posto in serrafile è un posto d'onol'e, che, diventa tanto più importante quanto più incalzante è il pericolo e che non clev' essere mai abbandonato nemmeno per portarsi sul fronte della linea. La larghezza regolamentctre di nna ma nella. formazione in linea è presso no i di centim. 60 , dei quali. i:i pel' l'intervallo trn fila e fila · sop!'accennato. Tenendo conto dei maggiori allargamenti, a. cui può andar soggeua la linea., speci,tlmente nei movimeqti in terreni più diflìcili di quelli della piazza d'armi, ' si è forse più viei.ni al vero, ritenendo che la larghezza media delle file nella fo rmazione in linea: sia almeno di m. 0,70 ('I) . Ciò posto il fronte del plotone, del la compagnia e del battaglione fornrnti in linea sartt : · Plotone cli 24- fi le Compagnia di 4 plotoni . Battaglione di 4 compagnie

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AL REGOLAMENTO r/ESERCIZII DELLA F ANTERIA

AllCUNE NO TE

metl'i 116,80 ))

69,30

» '286 ,20

La proprietà assolutamente caratteristica delJa, formazione in linea. è quella di presentare la-massima densità di fooco su di u11.a data estensione di fronte (2) ; a ciò va compagna la minima vulnerabi lità che possa })l'esentare una truppa in ordine chiuso Sll terreno piano e scoperto e a quelle distanze, in cui la. traiettoria dei pro iettili è meno lesa. La formaz ione in linea presenta alcuni inconvenienti, la cui intensità ecl importanza crescono coll'alla.rgarsi. della sua estensi~ne, e sono : ci} La facil ità di disordinarsi marciando, specialmente in terreno non peel'ettamente sgombro da ostacoli ;

III.

Formazione in colonna. - Una tr uppa dicesi formata in colonna quando le sue file trovansi disp~ste l'una dietro l'altra, oppure quando più sezioni di un certo numero di fi le formate in linea si trovano parallelamente disposte l'una dietro l'altra. Geiieralmente la colonna prende il nome del riparto che ne mi-

(1) Nol regolomento fran~ese l'intern1llo tra fila e fila è di 1'2 centim. Il co!onnello Scbertr calcola a m. 0,72 il minim o fronte di un soldato in linea. (2j l i regola mP-nto ammette anche i fuoch i su quattro righe a in ten•al!i chiusi collo due prime righe io ginoc,chio e le altre due in piedi. Il fuoco in tale formazione si am mette solo per picco!: riparti nei casi eècezlonali, in cui. non sia possibile disporre i combattenti su più ampio fronte.

(1) Regol amen to,

11.

307, ultimo alinea..

ANNO lC'l: l V, VOL. IV.

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ALCUNE NOTE

suril, i.\ fro~te, ppp,ure da quella unità tattica che trovasi formata in una. sQla colonna. Così presso noi dicesi colonna per plotoni , per 1/2 cm,11pagni.e, ecc. la colonna che ha ciascuna delle sue sezioni di un plotone o di 11/ 2 cornpa,gnia; dicesi colonna di compagnia, di battaglione, la colonna risultante di una compagnia o di un baltaglione. R.eja~ivarnente alla sezione che ne determina il fronte le colonne i,n uso presso di noi sono : 11° La colonna per file (per due) o per coppie cli file (per quattro). Una. Lale formazione prende anche il nome cli linea di fianco, perçl;1è si ottiene facendo un semplice fiancu dest·r o fianco sinistr da~la forma.zione in linea. · 2. La colonna per plo.tonj ( 1). :3° La colonna per 11/2 compagnie. 4. 0 La colonna per compagnie. Per 1<? wolte varietit che presenta la formazione in colonna non è fé\ç;il';), il definirne le proprietit caraHeristiche così nettamente e ricisa.\n,ente co1n,e si può fa.re per le formazioni in lineft o in cotena; tutt'al p,iù si può a.[ermare in termini generali che. la formaz io.ne in c;olonna è la meno aclat~a al combatti meato a fuoco, e la più adatta ~l D,l.Q';imento, in gel).ere. l\fa poi la mobili tà, la compattezza, la facilità di com.ando e la pronta tràsformabilità, la maggiore o minor(?, vulnerabilità, variano nella colonna in modo sensibilissimo col variare dell'estensione llel fronle delle sezioni stesse e della distanza fra sezione e sezione. Perciò è necessario esaminare ad una ad una le singole varietà della formazione in colonna. Nella colonna per file o per coppie di fì le il fronte è minimo e la profondità (di pie' fermo) è uguale alla fronte che avrebbe la stessa truppa formata in linea. La ristrettezza del fronte permette alla trqppa CO$~ f.qrmata di u1a.pciare. su vie della larghezza di TI).. 1 ,50 -g~r d_q~,. s.u vie clelllf1 largb~~za cli 4 n:)el~;i per quallro. Parte.r;i.4.o d.~ quello stesso criterio. in. ordine alle comodità del soldato, che

AL REGOLAMENT O D'ESERCIZII DELLA FAN TERI A

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(l) Non si adopera, la colrnna per squadre, poichè ess~ come formazione di manovro risult,1 troppo profonda, e, quando occorre ridurre a 1/2 il fronte della colonna per plotoni in una colonna di marcia, si ottiene ciò col formare ciascun plotone su 4 r ighe a in ter valli serrati. Regolamento, n 229.

)

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fece prescrivere la distanza. di millim . ·I ,30 da riga a riga nella marcia cli fronte del plotone in linea, la profondità di questa colonna in marcia dovrà essere pe1: lo meno uguale a tanle volte metri 4 ,30 quante sono le file meno un metro (,1). Cosicciiè la compagnia in marcia di fianco per due avrebbe sempre umi profondità. · di circa ,130 metri, e la profondità. del battaglione in marcia nella stessa formazione verrebbe ad essere di circa 327 metri . Nella marcia in colonna per quat.lro la profondità della compagnia e del battaglione può conservarsi più vicina a quella della larghezza frontale delle dette unità formate in linea. La colonna per due o per quattro pr1~senta sulla lesta e sulla ,coda le stesse condizioni di debolezza. presentate dalla formaz ione in linea sui fianchi a. cagione della lentezza con cui si riesce a far fronte con sufliciente numero di uomini in tali direzioni; in essa, ,oltre a ciò, le difficoltà di sorveglianza e di comando sono anche maggiori che non nella formazione in linea, sia perchè i capi si trovano in posizione n1eno favorevo le per vedere ed essere veduti dai proprii soldati. sia perché l'f)s tensione presa in profondità dalla truppa che muove in colonna per quattro non è mai minore della estensione frontale della stes~a truppa formata in linea. Se poi la stessa truppa marcia di fianco per due, la differenia tra il suo fronte in linea e la sua profondità in colonna riesce quasi del dopp io. Tutti questi inconvenienti della formazione di fianco sono però proporzionali alla profondi lit della colonna, e quindi, mentre che per la compagnia e (a p1ù fo rte ragione) pel baLtaglione la formazione di fìanco è solo ammessa per la marcia sulle strade in Ioni.a.nanza dal nemico (colonna. di via) e solo per brevissimi spostamenti nel terreno di manovra, per le piccole frazioni invece essa è una formazione cli manovra anche sul campo di battaglia. La. colonna per quattro è la formazione più frequentemente impiegata da.Ila fanteria per far tappa. La colonna per due lo è solo eccezionalmente quando la larghezza della strada non consente quella. per quattro. La colonna per sezioni può essere serrata, a mezza distanza e a distanza intiera. (I) Ritenendo uguale a m. 0,30 la lunghezza del piede e misurando la distanza da tall one a tal lone.


ALCUNE NOTE

Nella. colonna. serrata la distanza fra due sezioni attigue è di sei passi (vale a dire la minima che consenta ancora il conveniente collocamento dei serrafile e de.i comandanti dell e singole sezioni); la mezza disk111za è uguale alla metà del fronte di sezione; la clista.nza intiera è ngnale al fron te di sezione. Le distanze si misurano da fronte a fronte {11). Per apprezzare con maggior precisione le condizioni della colonna. per sezioni conviene esaminarne le funzioni nella compa.gnia e ne! battagl ione. La compagnia fa uso della colonna per plotoni e di quella per mezze compagnie. La col onna. per plotoni serrata applicata aùa compagnia di 200 fucili presenta le seguenti condizioni : a) Fronte di circa 117 metri, profondità di circa ,J 4. metri (2) ; b} Da queste dimensioni risulta evidente In certezz,t della pi ena ed efficace influenza del comandante per fare prontamente operare lLHl:a la compagnia ton unità di impuls~ e di indirizzo ; e) Le sezioni sono abbastanztt rnvvicinate l' una all'altra perfar sì che tutti i soldati della compagnia provino quel sentimento di fiducia che nasce dalla, compattezza; e nello stesso tempo sono ahahbastanm staccate perchè non rimanga inceppata la m,{rcia. Da ciò una particolare altitudine nella truppa al muovere r isolutamente avanti, al mantenersi ordinata e al prontamente riordinarsi· anche quando l' intensità del pericolo porta gli animi al massimo grado di Lensione morale; d} La compagnia in colonna serrata per ploLoni attraversa facilmente t,utti i. teneni che consentono la marcia di fronte al plotòne formato in linea; sul fronte presenta, come immediatamente utilizzabili , 4/ 4 dei suoi fucili; colla massinu), fac ili tà e prontez,.a cambia di fron te, distacca plotoni in catena, porla tuLLi i suoi plotoni in linea spiegata , si forma in massa contro la. cavalleria; e) La li mitata superficie occupata dalla compagnia così formata le permette di trovare facilmente riparo dalla vista e dal fuoco del nemico ; {) La vulnerabilità della compagn ia in colonna serrata per plo-

85 toni è considerevole sia di fronLe al cannone, sia cli fron Le al fucile. Giova però rammentare che essa in compenso possiede la fac;ilità di coprirsi e la facilità di spostarsi in quei periodi del combattimento, in cui la compagn ia wsì formata deve soltant.o rimanere in riserva o manovrare . Quando poi essa debba muoversi per l'assalto, la vulnerabilità della fo rmaz ione perde mollo del.la sua importanza, poichè alle IJeevi distanze tutte le fo rrna,.ion i wno, si può dire, soggette a certa distrn1.ione se il cornbriLLimento Larda a d~cidersi, e il miglior modo di evitare le perdite consiste nell'abbreviare il combattimento col decidel'lo prontamente. In tale su.premo periodo del combatr,imeul.o la migliore difesa dell a colonna sta nel ,sno ava11zare risoluto e nell'azione di Cf lLd !e altre truppe, le quali , .dopo a,vere col Juoco preparato l'assaiLo, coprendo la colonna , continuan.o ad atLirare su di sò l'attenz ione cd 1·1 fuoc<i del. ne, 111·I(,·o ' muovendo con essa all'assalto. Couch iudendo : la r;o lonna sern1ta per ploton i è per la compagnia u.na formazione otl.ima per stare in r iserva, manovra re e dare l'assaJl.o nei tc1Ten i oscuri e ac,cidentati, nei <1nali è più fac ile il cnprir~i e più dirficile il marcinre tirdinatamr,nte con fronL i più estesi di quello del plotone . . . . · La colonna. pr.1· plotone a 1/ 2 distanza pre::;enta una profondità quasi doppia di quella della colonna serrata. Quest.o fc{tto - che ne aument,1 la vulnera bj lità, dandole il solo vantaggio di nn cerio grado maggiore di pronteùa al'la. formazi one del quadrato vuoto basla per sè so io a fa1; sì ché la colonna a 1/ 2 distanza rlebl.Ja in massim:t escludersi daJJ e formazioni che la r,ornpagnia può assu. mere nel combat.1:imento, e dehha S1)lo considerarsi come forma.zione momentanea di trnnsi,.ione al quadrato Ylloto ('l). Fuori della portala del fuoco 11emico la compagnia pu.ò far uso di questa fo rmazione per marciare in co lonna di ploton i e concil iare minor profondi lit con un certo grado cli comodità nei soldati; ma in questo caso non sarebbe nece::::;ario che In di::;tanza. tra 'sezione e sezione fosse precisamente la mezza front.e di plotone, basterebbe che essa fosse la ·min ima. che coi1::;enla ancora al soldato di marciare senza essere soverch iam·ent.e incomodato dal polverìo e dalle altre cau:;e di disagio inerenti alla calca . AL l'{E:GOL.'\MENTO ù ' ESEHC! Zfl DELLA FANT E J:UA

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(1) Regolame nto, n. 838. /2) S'iolende la colonna 'in marcia.

/1) La co lonna a 1/2 ,.!istunr.a era stata ~bolita ne l nuovo re golamento de l 1876.


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ALCUNE NOTE

AL REGOLAMENTO D'ESERCIZJI DELLA FANTERIA

Analoghe considerazioni conducono alla esclusione della colonna a distanza intiera per tutt'altro scopo che non sia quello della marcia su strade ampie e fuori della portata del nemico. Si è già accennato altrove come in qnesto caso la compagnia possa anche formare i plotoni su quaU.ro righe. Colonna pe·r m,e.z.ze com;pa,qnie. - La compagnia,. formata in colonna serrata per mezze compagnie presenta un fronte di circa 35 metri e una profondità di 6 metri e qualche centimetro. Con queste dimensioni la compagnia. trovasi ancora in ottime condizioni per quanto concerne l'efficacia. del comando. Qmittro righe di profondità bastano ancora per produrre nel soldato il senso dellacompatlezza. Il numero di fucili, che la. compagnia può immediatamente impiegare · sul suo fronte:è doppio di quèllo del la colonna per plotoni. La facilità di marcia frontale ordinala e dei cambiamenti di direzione è minore; ugualmente pronto lo schieramento in .linea, pronta la formazione .a difesa contro la cavalleria. (11). Per coprirsi cogli ostacoli del terreno, questa colonna ha bisogno di ripari di doppia larghezza, ma di minore altezza. La colonna serrata per mezze compagnie, essendo meno profonda di quella serrata per plotoni, è, genericamente parlando, un po' meno vulnerabile. · Ma La.le minor vulnerabilità si fa solo sensibile alle maggiori distanze, e per le distanze minori la vulnerabilità è massima tantoper l'una quanto per l'altra formazione . Questo fa.I.lo merita. di essere notato affine di mettere in rilievo che, quando si è giunti in prossimità del fronte nemico coll'assottigliare la colonna, si perde in compattezza senza guadagnare in sicurezza. dagli effetti del fuoco, e si conseguisce solo il van ta.ggio di poter prontamente far entrare in azione un maggior numero di fucili. Anche la colonna serrata per mezze compagnie è per la.compagnia un'ottima fo rmazione per sta.re in riserva, e, quando il terreno lo. permette, preferibile. alhi colonna serrata per plotoni sir1 per manovrare, sia per dare l'assalto. Per quanto concerne la. c.olonna per mezze compagnie a mezza di-

stanza e a distanza lntierh, si può affermare che queste so1io formazioni di sempìice transizione, da adoperarsi solo in casi eccezionali e collQ. tendenza a. riprendere prontamente la fonna:!.ione in colomrn s~rrata, quella in linea, o quella in qua.dt:a.to. Così,'pcr esempio , l1i colonna a distanza intiera può risultare dall'aver rotto pf\r 1nezzé compagnie dalla linea,; così la colonna a mezza distanza. può essere opportuna per rendere più comoda l'ordinaUi marcirt'frontale in nn terreno frastagliato da frequenti fossi ed arginelli perpendicolari alla direzione della ma rcia, e mentre questa si eseguisce ancOi'a fuori dal tiro del nemico.

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'

(Il N. 412 del regolam ento .

I

I

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La colonna. serrata per plotoni e per mezze compagn ie applicata al battaglione perde intieramente le vantaggiose condizi-oni che presenta per la compagnia. Difatti la sua più cli e qunclruplicata profci1idità ne rende meno facile il comando, più lente le mosse e lo spiegamento, eccessiva la vulnerabi lità, e ciò mentre la forza offensiva rie rimane sempre rapp·resentat~t da quella dell,t sola compagnia di testa (,J). Pertanto la colonna con fronte di plotone o di mezze compagnie viene dal battaglione utilizzala soltanto come formazione di 11iarcia negli spostamenti fati.i fuori cld tiro dell'artiglieria nemica. Nella (;olonna cli battaglione per plotoni e per meize compagnie corre sempre, tra compagnia e cornpagni:t, una distanza di quattro passi maggiore di quella che separa l'una dall'altra le singole sezioni. Colonnci per cornpagnie. - In questa formazione il battaglione presenta profondità di nove metri maggiore di quella di una.compagnià in c6lonna per plotoni, e pre;;enta lo stesso fronte di quello di · una. compagnia formala in linea . Questa maggiore este11sione di fronte - colla forza delle compagnie portata a 200 e 250 fucili - toglie alla colonna di battàglione gran parte, per non dir tutto , di quelle condizioni cli mobilità e di maneggevolezza, che costituiscono appunto la prerogativ:,1 caratteristica della colonna e la rendono formazione atta per eccellenza alla manona e all'urlo . La colonna col fronte di una compagnia potrebbé èssere formazione da manovra e da combattimento solo in quei terreni ove la marcia fror1ta le della compagn ia in linea non è troppo

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(I) Regolamento N. 530.


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ALCUNE NOTE

difficile, il che è molto raro in Italia. D'altra parte in tali terreni l'artiglieria ha un 'azione molto efficace·e la colonna di battaglione, oltre all'ampiezza del ber:5aglio, presei1ta auche una massa di 800 uomini che trasaliscono ad ogni proiettile che la colpiscn., o la rasenti. Pertanto la colonna di bauaglione per compagnie pare debba ritenersi come affatto eccezionale per la manovra e pel combal.tirnento, e come opportuna soltanto negli a:i;nmassmnenti del battaglione, o di più battaglioni , fuori della portata del fnoco nemico.

.Unea d·i colorvne . - fo questa formazione il battaglione trovasi colle sue quattro compagnie disposte l'una accanto all'allra e ciascuna formal,l in colonna per plo toni o per mézze compagnie. Le compagnie diconsi ad inte1'vallo di spiegamento qua~1do tra. l'una e l'altra vi è lo spazio necessario perchè le compognie, spiegandosi in linea, risulLino ad intervallo di quattrd passi; i I battaglione dicesi in 01·dine ristretto quando gli intervalli tra colonna e colonna sono ridol.Li a quattro passi, cosicchè il battaglione formi una sola massa di r~irca 80 metri di fronte, se le colonne di compagnia sono per plotoni, di ,150 se le colonne stesse sono per mez7.e compagnie. Sta poi in facol lit del comandante di battaglione il far prendere da colonna a colonna quegli altri intervalli, che nei singoli casi gli appaiono più convenienti. I principali 'Vantaggi dello sch ieramento dei bauaglione in linea di colonne cli compagnia., sono : ·I O La. massima elasLi.ci tit per la manovra: il battaglione così articolato supera agevolmente le difficoltà di un ten eno frastagliato senza che le fl uttuazioni ed il disordine, possibili eventualmente in una delle compagn ie, si propaghino alle altre. Nello stesso tempo il bauagl ione poss iede la massima _prontezza ad ~ssumere tutte quelle altre disposizioni che le vicende del combauimento rendano opportune: così, ad esempio, sernmdo gli intervalli, il hauaglione si raccoglie in una sola massa non meno compatta del battaglione in colonna serrata per compagnie; cogli intervalli di spiegamento tra colonna e colonna il battaglione presenta quattro nuclei, ciascuno dei quali - pili' non cessando di far sistema col resto del battaglione - gode della massima facilità al · manovnu·e come autonomo ; il tempo per lo schieramen to dell'intiero

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AL R1~GOLA MENTO, D'ESERCIZI! DELLA FANTERIA

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battaglione in Linea spiegata. si riduce in tal caso a quello vol'uto per lo spiegamento di una delle compagnie. Disponendosi il batlaglione con alcuna delle (;Olonne di compagn ia ad intervalli ristretti ed altre ad intervalli. più aperti, esso può distribuire la propri a forza sul 1:eneno in modo da meglio adRLtarsi alle sue accidenta lità e condensarsi rnaggiorment(~ là dove se ne fa più sentire il bisogno . 2° La . spiccata personalità laUica, che ciascuna compagn ia acrrnista in tale ronnazione del battaglione, permette al comandante di questo una più i'aci le economia delle l)roprie forze, impiegando man mano il so lo numero di compagnie necessario, il che ::;i ottiene specialmente coll.'ordine ,l scaglioni; se il balt.aglione manovra tu tto di un pezzo in Iinea o in colonna, si cade pi~ di leggi eri nell'errore di spen derne tutta la forza anche quando ciò non è necessario. 3° Nel battaglione formato in linea di colonne di compagnia le condizioni di comando sono ottime, poichè ciascuna delle quattro compagnie trovasi nelle migliori condizioni di comandabilit.it rispetto al proprio capitano, e nello stesso tempo le relazioni tra il comandante del battagl ione e le compagnie che Io compongono non sono meno intime di quanto lo siano nel batutglione formato in line:tod in colonna. 4. La Ylllnerabili.tà del battaglione così fo rmRto , se ad interv·alli aperti è grandemente minore di quella del ball:agli.one in una sola colonna, perché, in primo luogo, si presentano al nemico quattro bersagli distinti , invece di , uno solo, se ne rlivide cos.i l'attenr.ione e se ne rendono divergenti i tiri; in seeondo luogo percl1è a cia.scuna delle eompagnie è più faci le sottrarsi dagli effetti del. fuoco nemico· cogli ;;postarneuti e col riparo delle accidental ità topografiche. Oltre a ciò , col ba.ttaglione diviso in quattro nuclei la cerehiii degli eITettimorali delle perdite toccate, ò più fac ilmente limitata a quello dei quattro che fo colpito, mentre nelhl. colonna di battaglione questi effetti si estendono sempre a tutta la massa del battaglione stesso. Riassumendo : la formaz ione del battaglione in linea di colonne di compagnia. tende a realiz:wre i due essenziali vantaggi della linea spiegata, r~he sono: il pronto impiego di Lutti i fucili e la poca vulpera.b iIilà; tende ad evitarne l'icon veniente principale, che è quello della poca alt.ituiline a muovere ordinal1trnente e a ilmgo; tende a realizzare il principale van taggio della colonna, che è quello della mobil iLit, e tende ad eliminare gl i sYantaggi in eren ti alla soverchia 0


l

' NOTE ALCUNE

90

profondità delle colonne a fronte ristretta e alla soverchia rigidezza delle colonne a fronte l.roppo esteso. Tenuto conto della micidiale efficacia della moderna artiglieria e della moderna fucileria, si può affermare che la formazione in linea di colonne di compagnia è, olLre alla linea spiegata, l'unica formazione compalta con cui il ba-ttaglione possa ancora manovrare entro il raggio della portata del fuoco nemico. E qui sembra opportui10 l'osservare elle, accennando alla convenienza della linea di colonne di compagnia, s' intende anr;he di affermare la convenienza in genere dello snodamento del battaglione in colonne di compagnia, si.ano esse o non siano su di una. stessa linea, purchè le quattro compagnie del bà.ttaglione si t.engano sempre l'una dall'altra a distanza ta.le, che non le so ttragga alht efficace direzione del capo che deve dare unità di impnlso e di indiriz1.o a tul.to il bat.taglione (11). Colonna doppia. - La colonna doppia è quella formazione, in .cui il battaglione si trova diviso in due colonne di mezzo bai.taglione disposte l'una accanto all'altra. Generalmente la colonna doppia si ottiene col ripiegare le due metà del battaglione dietro le due sezioni centrali come appare dalle due figure $eguenti: 3"

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Con questa formazione il lrn.uaglione trovasi perfett.amente raccolto nella mano del suo comandan'te, gode della stessa mobilità tlella colonna di battaglione per mezze compagnie o per compagnie, e gode sopratutto della massima facilità nel trasformarsi in qualunque delle combinazioni, di cui è suscettibile lo schierament.o in colonne di compagnia. ln complesso la colonna doppia è una formazione (I) Si vedano a questo proposito: Tattica del colonnello Co ,m, pag . 54 e seguenti . Generale RRN, no, Considérations stt1· la tactique de t'i.11fanterie cn Ettrope, pag. 83 o seguenti. -- Squarcio di manu.ate di tateica applicata (Psu&Bn). Pag. 809 e seguenti.

•-

"

AL REGOLAMENTO D'ESERCIZ!l OELLA FANTERIA

9t

molto adatta per l'ammassamento e andie per le mosse clel hauaglione all'infuori della portata del fuoco nemico. . Quando la line:t spiegata :;tl due o su tre righe era. la formaz10ne normale di comhal.timento (e appunto perciò chianiavasi formazione i,,n batfa,qlia), la colonm doppia col centro alla testa era la forma1.ione di mànovrn per eccellenza. Da essa infatti si·passava colla. massima pronl.ezza allo spiegamento in linea, e viceversa nessun ripiegamento dalla linea alla colonna era. così pronto come quell~ fatto sulle sezioni del centro. Considerata solto un Lale punto clt vista, la. colonrrn cloppitt parve non avesse più ragione cli esistere nell'epoca nostra, in cui la fonnazio1ie in ca Lena è . diventa.t~ la principale per il comb,tltimento a. fuoco, e le n~asse dt battagb~rne possono dirsi affatto sbandite da(la zona dell'eff~c~tce port.ata, del! artiali eria e fuci leria modema. E siccome la brev1ta d~lla ferma sotto 1e"anni, e le maggiori esigenze di tani.i altri rami cli istruzione rendevano tanto più sensibile l' iirrportanza della massima semplicitit nel meccanis1~10 delle evoluzioni, co~ì parve cla noi un progresso l'escltider:e la colonna doppia da.Ile formazioni eegol;unentari del battaglione. .. . , . . Non mancano però presso d, 1101 coloro che nutrono I opmwne cloYersi di preferenm mantenere la fornrn.zione in colonna dopp ia, sopprimenclo invece la colonna di bai.taglione per compagnie. Una tale opinione è fondata non solo sulla. considern zione delle vantagcriose condizioni che la colonna doppia pre,;enta come formazione da ;iserva e da manovra, ma piì1specialmenl.e sulla considernzione della naturalezza e spontaneità. 1 con cui dallR.co lonna doppia si genera lo snoclamento clel lrn.ltaglione in colonne di compagnia., il qnale sno- <lamento viene R ragione ritenuto come il congegno fondame11tale dell'odierno eomhall.imenlo . La colo1111ft cli i.Jattaglione col fronte di compagnia è, per l' ingrossarsi di quest'ultima unitù, cliven.tata una formazione troppo pe,mnt.e per le evoluzioni, e non superìOre alla colonna doppia per l'ammassamento del battaglione . . Il regolamento francese del rnw pare quello che segna. il 1?aggiore progresso sulla vin. della vera ecl uli lesem pli~ità. nel meccamsmo delle formazioni e clelle evoluzioni della fo.ntena. Questo regolamento stabilisce, per il battaglione in ordine chiuso , le sole forma- . zioni seguenl.i :


A LCUNE NOTE

1 ° La linea spiegata .

2'' La linea di colonne di compagnia. 3° La colonna cli due forme, cioè: a) Le quattro wmpagnie, ciascuna in colonna serrala per sezion'i. (il) l'una dietro l'altra e colla dislanza ugua.le al fronte di una sezione più sei passi; b) Le quattro compagnie - ciascuna in colonna per sezioni a distanza intera - l'una dietro l'altra e colla distanza del l'ronte di una sei ione più due passi. 4, 0 La colonna doppia composta di due coloune atnancate ad intervallo di sei passi; ciascuna di queste due colonne è composta di due compagnie formate in colonna serrata per sezioni , e disposte l'una dietro l'altra a distanza di sei passi . In tutte queste formazioni è sempre bene ·spiccala la personali là delle singole compagnie, sema che per questo risulti menomata la coesione del bal.laglione. Quale sia il carattere ed il va.lore dell a wlonna doppia or ora. descritta, appare anche più nettamente dal seguente brano del trattato di Tatt ica pubblicato fin dal ,1873 dal colonnell o Cor:;i (2): « . .. . poi« chè non è da t;Onfondere q·uesta doppia colonna di, colonne cli « compagnia più o meno ravvi.cina!e colla eolonna di battaglione col <( centro alla testa del pas;;ato sistema. Questa è agile ed elastica, « quella era pesante e rigida. Questa si può forrnrtre come meglio « piaccia, quella aveva una precisa teorica di formazioni rigorosa« mente geometriche. Anche lo scopo è alquanto djverso, perocchè << mentre la vecchi a colonna col centro alla testa aveva per moLivo (( il massimo risparmio di lempo possi bile.nel passaggio dalla forma « di linea sp iegata a quella di colonna di battagl!one per marciare << avanti o indietro e nel ri torno dalla fornui di colonna. di batta(< glione a quella di linea spiegala, colla fronte avanti o indietro, « la colonna doppia di colonne in tende a tener meglio raccolto il « ba uaglione che nol sarebbe se f9sse formata in linea di colonna o « in colonna semp lice di colonne, e renderlo in pari tempo più ma« neggevole, rneno vulnerabile, e pronto a prnndere ordine da. com« battirnenlo con due wmpagnie in fronte e due in sostegno , eh'è ap . (I J L a seziono corrisponde a l nostro plotone, il plotone francese corrisponde alla 11ostra mezza compagnia. (2) Tattica, pag. I 07 e seguoo ti.

AL R EGOL AMENTO o'ESERC IZ II JlELLA l'ANTEHIA

93

« ptmto la disposizione più regolare secondo la. tattica odierna: L'a« nalogia tra le due ~olonne sta in ciò che la nuova è buona fo rma « da. manovra e da riserva nell'arte r1'oggi poco meno che noi fosse « (';1nlica nell'arte di ieri >)

[ V.

Acomp lemento delle co nsiderazioni ,:;omma riament_e a~c~nnate _sul diverso graclo di vnlner·ri.hilitit delle varie forma,,,om in ordm~ dii uso, mi p,tre opportuno il fare qni :;eguire due tabelle, dal le quah appare.crual·e sia iÌ grado di p·robab ilità di colpire col fucile e col can-· none la compagnia fornrn,t.a in linea cd. in colon na. . I claLi con tenuti in tali tabelle sono desùnti dall e tavole d'efficacia delle anni in nso presso di noi. È superfluo l'osservare che nel com~ battimento questi clati so ffrono un considerevolissirn o coellfoier'.te ~, riduzione; ciò non ostante essi simo l'unica base positiva per 1nst1tuire un pttragone tra le v,tric for1:rnzioni soLto il rapporto della vulneràb ilità.


1

94

AL llt::G')LA:l'IE ~TO D ESè:KCl'l.!1 OELLA FANTERIA

ALCUNE NOTE

Tabella delle probabili tà d:i colpire col fncile mod. 1870 una compagnia in binea od in colonna alle distaMe comprese fra i 200,n

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Colonua serrata

In linea

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,100 96 9,1 76 65 55 H 39 34 30 24,

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77 •100 74 99 64 9o 60 88 Mi 79 53 70

1

1

1

5

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95 100 93 86 400 80 86 100 79 79 98 69 77 9,,. 67 75 90 63 73 86 61 72 82 60 72 ,78 li9 72 75 59 66 68 53 59 58 45 49 46 37 A-1 38 34 35 3·1 26

88 ·100 67 ,100 (i2 •100 ,~9 98 43 97 38 !H 34 91 52 1 6~1 32 89 72 50 1 57 30 86 69 49 53 28 85 6,1 4-41 H- 24, 78 51 37! 3ti 20 69 40 1.10 '.26 15 57 32 9" 20 13 48 ~;) I 26 20 , 15 ,io 39

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85 400 62 ,100 55 100 4,1 97 34 93 28 87 24 82 21 77

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1/ 2

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per / , per '/, r,cr plotoni ______,_ compagnie per plotoni compagnie -----. ·-·;:; <: :§·~ .s ~ ·2 :~r~ e ·-e~

·e.a g·~ os'=·;:l ::,

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Colonna

Tabella delle pro/Jabililà di colp,in·e col Liro di lancio a granala una coinpctgn-ia in linea ed i,n colonna, ed im plotone disposto di fianco per due e per quatt1·0.

1

in piedi.

l

.

96 ,100 85 ,100 49 92. 26 6(i

Compagnia in linea in gino_cchio corica ti . .

82 400 66 96 33 77 17 48 51 8 1 38 69 17 48 14 34,

Comp . in colonna{ in pie~i. serrota pcr 1/, cornp. l cor1cat1 .

97 100 89 ,100 57 96 34, 71 69 89 50 80 3'.2 (j ,\. 22 50

Com p. in colonna ( in piedi . serrnta per plotoni! coricati .

99 ·I00 95 I00 74 99 4-8 90 78 97 69 93 50 37 74-

- - - -·----- - --~-,-- -- - - - -

- -

-- -

-

--- ------ -- -- -- -- 861

p~~ne di na_n_oo_ r_e_r_d_u_e_ _ __s_3_ 4o_o _"_,o_9_4 _4_4 _0_61_2_3 _1_3

OSSF.RV AZIONI.

Plotone di fianco per quallro . 400 100 92 400 72 9t} 3•1 70 I

. Fissan~o la n_ost_ra att~mion~ al _pu nto, in cui la probabil ità di colpire la compa~n.1~ com!nc!a au essere .,nfo r1ore al 90 °/.. e al punto, in cui la stessa probab1llta comincia ad essere rnferiore al 50 °/., si banno i risultati segueoti:

OSSERVAZIONI.

1

--l

omini

ri tti.

P,·obobil iLà

FORMAZIONE

f pe~ ploUml : : . per ½ compagnie.

In linea . Colonna . . serrata Colon r.ij { a '/, distanza

pe1· pl otoni . . . per '/ 2 compagnie .

O/o met1·i

~

> 50 •; a me1.,'i°

>90¼ a metri

>500/o o. metri

600 700

1000

1200 !600

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GOO

900 300 300 800 300

> 90

a

Uomini c:oricati. P,·ouo 1,;1, tà

900

800

1400

1100

500

1400 1300

E da ciò si fa evidente: ~· La poca convenienza dell'impiego della colonna a 1/ . distonu · ~· La maggiore convenie~za dell'impiego della linea pèr gli ?. ppostament1 e per la m~novra alle d1stanzil superiori a 600 metri . Per tali distante è pure 11vidente 1:i. maggiore coovenieoza della colonna serrata per 1/ 2 compagoie in parago ne doll u colonna serratn per plotoni· 3• Corne alle distanze minori di 600 metri la vuÌncra!>ilità sia massima per qualunque delle formazioni sovra indicate, se gli uomini sono ritti come lo devono essere quando la compagnia in ordine chiuso si mette in movimento.

4. La probabilità di colpire la compagnia in line~ è minor~ di quell~ _d,i colpire la compagni a formata in colonna; e questa ddforonza ?1 vuluerabil1ta si fa tanto più sensibile. quant-> più aumenta la distanza del tiro. Se a questo si aggiuoge la considerazione che gli e!Tetti mate ri~!i e moral_i di un_ pr.oiettile che cC'lpisca uou colonna sono di gran lunga p1u gra\'1 d1 quelh _di u~o stesso proiettile cbe Cl>lga io una linea, si fa nvid,wte che la form~z1 one m Jiaea è, delle formazioni compatte la più conveniente per la fa nteria sottoposta al tir(l del cannone. Questa, considerazione valga a ricordare che l'abilità della fanteria nel percorrere lunghi tratti con marcia frontale non ha cessato di avere una grande importanu nella tattica odierna. 2. La vulnerabilità del plotone di fianco per due fu accennata nella t~bella per fare apprczr.are la eventuale utilità dell'avvicendarsi, nella ma rcia in battaglia , della formazione in linea co n quella risultante dal rompere per fianco e per fila indicata al N· 349 del nostro r11golamcnto d'esercizi.

(Cont'inita). F &LtCE S1s1r0Noo

;lfaggiore di .~tato maggiore.


LA CAMPAGN ,\ DEL

··~

LA CAMPAGNA DEL 1742

(l)

(Continuaz100CJ)·

. V.

La _S~~ia. . e.ra.. 1:ic_o.nqt1Lst~ta : i notabili e perfino il vescovo di Grenoble vennero a presentare i loro omaggi al re. Si trattava ora' di consenarla.. Gli Spagnuoli erano sempre nel territorio francese, accampati alle porte del pà.ese e pareva meditassero una. ripresa offensÌVtL appena avessero rinforzi , piuttosto cl.Tfar ritorno in Provenza,. Che cosa però avessero intenzione di fare « non si sa nè si può sapere·>>scriveva il re al governatore del principe cli Pi emonte, « rrrn noi lo sapremo coi primi movimenti . che farà il « nemico, e molto più col i.a soluzione, che avranno gli affari in Ger« mania, ove i due eserciti stann o uno dirimpetto all'altro senza << decidersi a perdere i vantaggi della loroposizione(2) )> . Avvenne il tentativo, da parte degli Spagnuoli, di gettare unpontesull'lsère a Pontcharra, come se volessero entrare in .Morienna e prendere a rovescio le posizioni di Aiguebelle. Poi tutto tornò in quiete, salvo la minacc·ia cli ferro. e fuoco agli ab itanti di Sant'Elena.clel Lago, incolpati d'aver fatto fuoco aiutando i Valdesi, Il re dal canto suo proibì severamente alle sue truppe cl' oltrepassare i I confine francese, per non dar motivo alla cori.e di Ver.saill es, sobillata da guella di Spagna, cli creargli nuovi imbaratzi, e di rompere definiti vamente · quella ncul.ralità, chè pure faceva le mostre di mantenere imparzialm(~nl:e. Tuttavia il re fece appello ai governi, i quali avevano garantita nei trattati l'integrità. del regno di Sardegna, per avere

·•

(!) Vedi Rivista Jiilitare di scUembro.

una salvaguardia contro un nuovo attacco della Spagna. Q11esto appello fu diretLo contemporaneamente ali' (nghill.erra, all'Olanda ed alla Francia; ma avea più particolarmente per scopo di richia:mn re l'attenzione verso quest'ultima po Lenza , la quale, professandogli am icizia, permetteva che nei suoi stati i nemi ci trovn:;sero asilo, protezione e tutti i soccorsi di cui abbisogrrnvauo per mantenersi in una posizione minacciosa verso i clomin ii del re ('l). · J(minacciosa era davvero la posizionò degli Spa,gnuoli . Oranw i fun1:e~:ia ·e-due recwi. sapevasi che (ItHtltordici irnovi b'a°uaatTonièf;' u ~n men ti di cavalleria erano shoccati da Pe,·pignano, e con celere marcia s'avviavano a rinforzare l'esercito , ehe :;tava alle porle della Savoia. Altri due mi ltt nomin i stav,rno rndunandosi intorno a Pont Saint-Esprit. Erano g!i ammalati lasciati addietr·o durante I' irresoluta marcia fat la nell.'esLaLe lungo il piede dell e Alpi . Tostochè fossero giunti questi rinforzi l'esercito spagnuolo avrebbe pol.uto c,tdere all e spalle delle lrnppe piemontesi, e passando per uno <lei tanti varchi traversali tagliargli le comun icazioni col Piemonte, sorprenderlo mentre era ingolfato nelle strette vollate dell,t . Savoia , ecl esporlo ad una. cal:astrof'c quasi inevitab ile. Che cosa avrebbe potulo fare il re per impedire una opernione cli tale natura., la (Iuale sarebbe stata preparai.a all'omlmt del ves,;ill o francese, in un teh'itorio sul quale egli non poteva condurre le ,me truppe? Qui com inciava a rendersi manifesta l' inopportunità. della spediziony, poichè non seppe procurare la cli:;lrnzior1e del nernico, e non potè spingersi nl di là di Chambéry. L'esercito pienwntese era semp re accampalo intorno a 1'\font.mè. lian, allo sbocco delht parte centra le di una lunga vallata, che da un lat6 risale, ver;;o seuentrione fino oltre il lago di Bourget, e dall'altro, verso mezzogiorno, C')fl insen::;ibile pendio scende per Ba rraux oltre i corilini francesi a Grénoble. ·i:; l'antichissimo alveo del l-to~ano, che, nei tempi geologi ci, allrnversando il lago di Bourget raggiungeva l'faère sotto le rupi di lVIon trnèlian, prima d'aprirsi un varco a traverso la gola di 'Pi erre Chàlel per diriger.si con fa nta.:;Lico giro a bagnare il Lionese. In faccia a Montmélian,· e dal la.Lo opposto ,della va,llata a destra giace Chambéry, la capilale della Savoia; ()J Lettere mi11btri Franrh , -

(2) Lettera al marchese cle Breil, 17 ottobre. ANNO XXIV, VO L . I Y.

(

:1742

All'arnbasciatoro Solarn, 2:2 ottobro. 1


!)8

DE L

L A CAMP AG Ntt..

a sinistra s'erge il dente del Grènier, ripidissimo mont.e la cu i cima crollò nel dicembre del il.248, rololando fino al fondo dell a valle, ove seppel l'i coi suo i frn,mmenti villaggi, casolari e piil di sei mila persone, La leggenda dice cho fu un giusLo gastigo conlro gli a.bilan Li, i quali non aveano lutto il rispetto voluto rcrso il convento cli Nostra .Donna di Myans, all e cui mura s'arrestò lo terri bile valanga di sas:-i. Xon saprei se la leggenda dica il giusto; certo e però che tutto il terreno intorno a quel convento costituisce un inLricato ingombro di sassi e cli rupi, che formano hizzarre èJ,ltnre e sconvol Li monticell i, i quali si sp<1cchiano in una moltitudine cli graiiosi laghelLi formnti dalle ncqne rimaste prigioni lra le macerie caoole. l ,paesani <~hiamano ,qu esto terreno le Ru1:ne cli Jfuans . li territorio è ferti lissi1no, l'iparato da Lutti i venti a causa dello all:e· montagne che lo cin:onda110, ricco d'uberto$i rignoti, di verdi praterie e di c;unpi coltivati . 1 casohi'ri ed i castell i vi ::;onn Jreqnent issimi. l)al punto di visLn. mili ta.re questi mon ticelli fo rmando una specie di barriera a traverso la. rallata, appoggiala acl alle e diflìcili :n1ontagne, parallela al confine, cost.itniscono una buona posizione difensiva, che le trnppe occup,1rono vflrie vòlle nelle guerre tra il Piemonte e In l<'rancia. Al centro il casi.elio di )1arches, di cui ,opravv ivevano ancora le tiua.ttl'o torri che lo rendea.n o fortissiino ai temp i feudali , era la c,hiare della posiziono. Ebbe quel nom e perchè da esso 01i marchait en Prancl!. Ora i Piemontesi davano mano a rinforzarlo con paliz1.nle e con fossa ti. ,\ i lianch i iI castello d' Apremon t posi.o :;11 lle di rupate penclici del dente clel Grènier. e le alture di Montmélian danno suffi ciente appoggio. Ma in quosLo moclo In posiiiooe avea una l.unglleiza. Ll'oppo superi ore alle forze dell'eserr,ito piemontese; perciò fu adattato a clife:;a il convento di 1\'l yans per cercare di restringere la. fronte. Più a valle dell e rnine di Myans sc:orreva I' lsò1·e, il qu.a lc, dopo essere uscito dalla sua ~lrE'Lla vallata si dirigeva con largo giro verso mezzogiorno ed attesa la scarsa pendenza, si rompeva in mollissimi ram.i, i qual i racchiudevano numerose isolette, oggi scomparse dopo che fu retLifì cat.o il corso del li urne. Allora questa parte della vallata era assai boscosa, ecl a mala pena potea scorgersi iI casLello di Barraux a traverso le fitte bo~caglie. La catena montuosa che l'ac-

99

1742

compagna lungo la sponda sini~Lra e che IÒ separa da.Ila Morienna. .non è nrnllo considerevole, ed anzi è profonèhimcnte solca ta dalle valli del Bréda e del Coisin, d 1e Pontcharrn, S. Elemt del Lago e la !lochette aprono 11 11 varco alle spal!e della Charbonnière e delle posi1,ioni occllpal.c da.i Piemontesi. Vi stavano a guardia i Valdesi, che avevano il quartiere principale in Aigucbelle, e l'urono poi sostenuti da nn di .,LaccarnenLo cli 350 uomi11 i ili trupp~ regolare. Poichè non poteai-i varcare il confine, cd attacco re gli Spagnuoli a. Barraux. hisog11avn pure oecnparc le l'Uine di ) 'f yans. pel' impedir loro di rien trare in Savoia. i\lèl siccome la stagione freclda s'avam ava. e s:tpeaf.i ch e gli Spagnuoli avevano ma11 cla1.n addietro la.loro r,nvalleria per darle maggior agio di vivere, traltenendo solamente 17 uomini persè1uadrone, il t·e, per cvi Lare a.Ile sue lrnppc i soverchi disagi, le fec.e $UCcessivamenl c accantona re a portata della pO$izione predetta, .sov ra una. li nea che :;i stendeva da S. Baclolph per Chignin e per Montmélian fino alla C:havanne sulla:;inistra del l'lsère(il). [l nerbo principale dt>lle truppe di fant-01·ia stavn. intorno a i\Iontmélian. ~el castello d' Ap remont, sulle mon,tagnuole di Nostra Donna di Myans, nei castelli di Mn rr:hcs e delle Mollettes, nlla Rocch ette ed in S. Elena. del Lago furono stabil iti forti dislaccamenLi da rilevare di cinque ìn cinque giorni, forn i li cli pane, riso e hi;;coito in modo da poter

per

1

•

(1) I battaglioni furono

acr.antooati come seguo :

Stilla tlcstra tloll' lsère : A 1Ionlmélian l'artigli eri a e due ba ltogljoni Cuibcrt dal 5 no vembre. T1·a Froncin, llcllcgia rdo e le, Marches, due hanaglioni fucilieri da l 3 novembre. In F orméry il s• baU0 0 liono Diesbach dal 3 novembre. Tra r.hignin e lloisse1·eu.o i battaglioni Vercelli o la llegina dal 5 novembre. In s. leoire il 2• battaglione GuarJie dal 5 novem bre. A S. llaldolph il hal (a:(lione 'l'a,·antusia dal ~O Oltohre. In CllamO ory le Gnanlio dol corpo, i l 1° battaglione Guardie ed il batta;;lione llad en

dol 29 ottobre. Jr. Arbiu, Mcran,1, ccc , il hatt.agliono Rictruan In Cruet il battagliono Aud ,hert In Macton o Croix foron il h,Htagli o,10 Kcllcr

!

da l 5 novembre .

A Cballe,, Trivier , llarbé,·.,z. ccc., 5 sq11adroni de i dragoni ,lel Re dal 20 ottobre :Sulla s inistr~ cieli" lsère : A la Chavanne, Tllovol, ecc., i butt~glioni Chal>lain e Torino dnl 31 ottobre. In San Piolro ùe Souci, i ùuc battaglioni Monrc,·,·uto dal 31 ottobre. tn Pla nais e, Coise, Ma ltave rno, ecc ., i crnque squadroni di dragoni del Piemon te dal :3 novembre.

Ossia Jr. baUaglioni o 5 .,quadroni sulla destra, o 4 battaglioni e 5 squadroni sulla i!l nistra dol flumo. · Di q uosti ultimi e doi Valdesi ol>bo comando il lliscarretli.


OF:L L A CAMl',\GNA tOO durare,per dieei giorn i la resistenza, Il passa~gio d~ll'Er)l~e~les fu guardato da un bai.taglione, Appena ch13 uno d1 questi posti, lacesse un:1 fumat,l oél una fiammata, un colpo di cannone avre~be r imbombato sul la rnpe di Montméli:u1, e tutto l'esercito avrehbe dovuto prenélere le anni, i picehetti ed i granatieri domano ordinarsi tra Montmélian e Séloge, ove i rispeUivi reggimenti li a,nebbero raggiunti nel caso che ct quel primo colpo altri c~ue ne ros~ero :;usseguiti, La vecchia fortezza cli i'\'Iontu1t~lian, che I lt'l'ances, aveano demolita 36 ann i prima, parve rivivere dalle sue ruine, per '.'itorna_re :~ ,ruardia del varco , che avca già conteso, uel volgere cle1 secoli., ai Galli, ai Cartaginesi, ai Saraceni ed ai re di. Frnncia per tanti seeol i. L' ingegr!ere Bertola, il quale ~cguiva il i·e nelle s~e. gu:'.'re, richiamato da Modena, vi. faceva rizzare qualehe opera d1 fort1ftcazi~ne, ed una balleria, se1·11P.nclosi delle ruinc, onde era spar:50 il suolo. D::t uu lato la rupe fu congiun ta al 1non te per mezzo di una pa\izzaLa preeeclLlta da un fosso ; quesla klrrieru sa liva la fol~a d~I monte per u.n miglio ali' incirca, e s'appoggiava ad um vecchia r,dotLa d'Enrico TV. Dal lato opposto una lunetta garantiva il libero passaggio cla nna sponda all'a ltra élel fium,~. Pi ù_addielL',0 il vecchio castell o tlfilla Charbonnière, alle porte della Monenna, lu raccomo. dato e munito cl'arti gli cri e ratte venire da. Torino . 1::c parL"ocehic ed i comun i furono obbligati a far raggiustare le strade che conducevano ai passi alpini , per evita,L"e le difGcoli,à eh<~ nella 3:Iorien na avea incontralo lo Schoulemlrnrg. 1\'l;i questi la.vori pro(;edea110 con lentezza per mancanta di. operai. I Valdesi furono incoraggiali (;!Hl lusinghe e con clanal'i a prestare l'opera, loro. Altre misure furono prese per mantenere in num ero le trnppe nelle quali le malattie e la discr:t,ior~e ì'a,cevrwo qu_alcbe b'.·eccia.. Que:5ta diserzione era nna piaga coinune agli esemt1 c11 tJue1 tempi. l sol.:.. dati erano reclutali con inganni, co1l promcs~e esagerate, con abusi, tra qu.n,to v'era di più disutile e di più seioperato nei paesi. Le (;0munità. wi incombeva l'obbli go cli fornirEi un dato numero di soldati, n~ approfittavano per purgare il paese drtl_ por,o di buono , ovvero, non avendone, desigrnwa110 per so ldato qua lche povr~ro diavolo senza famiglia e senu appoggio, iI quale, consegnato al serrrentc reclutatore, e passa to per suo 11,ezzo in uu reggimento, do;o qualche tempo non dava più notizie di sè. I soldal i strani eri

li

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101

-erano poi reel ulati in quella. tribù. nom,lde raccolta in LuUi i paesi del mondo_, che s'o[ri va allo scoppial'e della guerra a quella potenza., da <:ni :sperava d'essere megli o pagata, e fin i1,a la guerra tornava acl es,err~ licenziata. ed a vivere di soprnsi e peggio . Tosl.ochè le foticlrn e gli ~trapazzi delle campagne, od il dolore della libertà perdutcl superavano il l.irnore dei castighi , cd. r:tppena IR rilassa, tez1.a del scrvi"io permetteva di fa1·lo, questi soldati, tonto esteri che nitziona.l i. disertava.no nno a nno , po i a stormi, e generalmente p~.ssavano al 1fomico :;perando cl i ~Ui r megl[o . Oramai non si ,~ apev a più qua le esiLo avesse da avere la campagna , e quelJ'ane.,Lar:,i lì ilei due esercii.i l'uno in facc ia Rll'nlLro, colla prospeUiva di dover pa~s:i,re un inrnl'lln tra le gole alpine in quelle concliz,ion i, cominciò a p1·orn twvere la diserzione negli Spagnuoli · come nei Pi emontesi. Jl inan:l1ese di Gorzegno ,~ra lieto di scrivere ad un suo am iconi ,19 di novembre, che la diserzi one era, qiiasi-niiUa nei reggimen ti nnzionali, e niiltci ciffatto nei provi11cinli; ccl il <l'A-. gliano narra , con singolare comp iacenza, che, mentl"e i drngoni del Piemonte aveaJ1 0 perduto ci1·r,a nn~ setta ntina d'uomin i a (;ava.Ilo, nel wo rnggirnento, die era quello dei rlragon i del re, solamente tre ·erano disrrrati . Le qnali osservaz ion i del Gorzegno e del d' Agliano avrehhern facilnwnte mostrato a quelIi ucu.ti spiri li, ~e Rvessero av uto il tr.rn po a meditnn'i, o meglio sr i tempi avessero concesso · di ch inramente vederlo, quale fosse il rimedio per togliere la brntta piaga della diserzione dal l'esercito . Eppnre vi ;:;i pensava, e negli archivii sonvi molti st11dii per imped ire, (, gnari1·e quel male; ma non si va, o non si può andare all,l sua radi ce; si propongono mi. sure di rigore, r;ordoni mi li tar.i attorno alle gm~rnigion i, pattuglie, traUi cli corda, catena, prigionia , ì'1H:ilazioi·1i. Palliativi che ri usr;ivano ,L nulln. Bisognava cnngiar natn ra all'esercito, r idurlo cs.senzinlmenLe naz ionale, migliorarne il redutamento , so!.Loporlo alle norme d'unn. ~aggiri ed inl.elli gfmle disciplina: mn ciò non potea venire ehc col 11rogre:;s;o dei tempi . Tutta via. non mancò nemn1eno al101·a clii vcdes~e dove sl/Lva il ma l(~; e Ira gli allri es iste negli arch ivi di Sl.a.to a Torino iI progetto d'un avvocato, il quale'propone un reclul.arnento esclusivamente nazionale, ed una specie d'obbligo univers,de all e armi, ripromettendosene tra gli altri vantaggi, quello di togliere il (;ancro delle diserzioni . .


102

DEL

LA CAMPAGNA

Ma quel progeLLo porta una data posteriore ai tempi di questa guerra: disgraz iatamente anzi la situazione consU1lata con sì lieti auspici dal Gorzegno e dal d' Agliano non continuò; le diserzioni andarono •c;rescendo di giorno in giorno rendendo sempre più miseri i reggimenti. I Valdesi, cominciarono a soffrire di nostalgia, e manifestavano il desiderio di tornare alle case loro per vendemmiare ; poi dava.no quà.lche sintomo di ma.Jcontento, e sopratutto si lagnavar,o dell'avidità del loro comandante, il. Vaudenet, incolpandolo di essersi ritenuto il valore cli qualche preda Per rimediarvi, il re accordò a queste rni li ;1;ie il permesso di ri mpatriare, a. patto di fa,1·:si surrogare da i:iltri. Anzi, per rendere più facile questo c,unhio sospese le .paghe 1:ti Valdesi d1e erano r imasti all e case loro, e che conlinuavano a fruirne dal giorno in cui furono armati pel pericolo che destava I.a v·icinanza del nemico. Fn inoltre ordinato governatore dei loro paesi di reclutarne ~.35, ripartili tra le pa1-r1,cchie :;ccondo un elenco mandato dal campo, e, di ~pedirli in Savo ia.. Questa. sostituzio11e fu fatta in moclo assai imperfetto. Tur.tavia il re chiuse un occh io, si mostrò .soddisfattissimo dei servigi resi da quelli che ritornavano nel loro paese, e mandò loro a dire die era cl isuiac;cnLi ssimo di non potere; n motivo delle gravi ture che ne lo ~tornavano, radunarli e manifestare personalmente i suoi senti men li a Lutti i capitani . Delle quid i parole quella br'il.va gente fu Jiel i~sima e-ritornò ai patrii rocolari orgogliosa delle imprese fatte e delle lodi ricevute ('I). In quanto alla scarsità delle l'orze il re ri.mediò col chiamare dal Piemonte ahri quattro battagli oni e sette cop1pagnie di granati eri dei reggimenti che rimanevano cli gua rnigione al cli là delle Alpi (2), ed iìwiò i soliti uHiciali e sottullkiali a reclutare soldnti per mettere in munero i loro reggimenti. Le accoglienze entusiflsliche avute dalle trnppe del re nell 'entrare in Savoia lascia,vano sperare di trov:ll'vi il concor;;o delle popolazion~ nella guena. che sta,vasi combattendo. lnfaui i nobi li sr.:ende-

:v

+·

(2) Cioè U l O battaglione del reggime nto la Marina ed il b,,Uagiione pro ,·incia le Pi nerolo, ch'erano a Demonte; il 2° hattag ione ncti binder dI Cuneo, ed il l,J ttoglione provinci ale }londorì da So,·pello ;. le comp1.,g 11 ie gran at ieri appartcrnevano ai battaglion i 20 Hic tmann. 2• Kellcr, 1° e 2" Reni~, 2° la Marina; 2° lladen e prorinciale d'Asti.

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vano dai castelli, ed alla Lesta dei loro va::;sulli veni vano a ouiurare , fedeltà al re; e ud offri rgli i loro servigi. Nei consigli del re fo proposto di far ri vivere l'antico squadrone di Sarniti, e di valersi della ~,:adizione, d,e aveva lasciato, per mdunare almeno unà quarantina di mila uomini. 11 re però non s'i li ude va su questo slancio delle popolazioni appena libera te dalle angherie spagnuole, e sopratutto non voleva rendere diHici le il redutamento dei batr.aglioni r1~golari per dar vila ad una ·istituzione già morta col finire delle memorie feuchtli. TulLavia, per accogliere le offerte dei più devoti, nel. giorno S:Lesso dell'entrata a Conflans fu promosso l'otdinarnenlo di qualche compagni:t di mifo:ia. Anzi i capitani Iloussct ,e )fadelain ebbero frattan to le patenti per formare due compagnie, scegli endo i migl iori tra quelli che si prcsouLa vano per formar le (,l). Dopo quesLe furono formate altre sei compagn ie il iH ottobre; e finalmente ai H· di novembre il re, sp into dalle dimostrazioni più zelanti, ordinò a tutù [!l i abitanti di Sa·voia fri i stato cli portnre l'arnie, di ,m,nni.rsi di ,nn fiLcile e di miinù:·ioni pe1· portarsi 01Je fosse più n ecessario · a respingM·11 le cmni straniere. Il governatore dc Lorno._y doveR dar ordine a questa milizia, cui erano ascrilt.i lutti i vnlidi d,1i ,J 8 ai 60 anni, i lfLtali allo slormeggiare dell e campane, all'accendersi dei fuochi sulle nto11tlt6nc, od att'a,pparire del nemico dov<~ano accorrere attorno aì loro castel.Iano, od al giudice, od al sinclacu, ordinarsi, asse1Ta,gliare gli sboceh i, piombare sul nemico e rendergli difficile il marciare e lo st,i.m. Era la leva iu massa od il retroLando'- 1 come allora clr iamava~i . Oisg:mziatarnente il re avea. rngione. La I leva in massa non fece buona prova. 1 c;onLacl ini venivano, st:tvano aJ campo due o tre 0c,iorni, e poi vedendosi rnal pa()'itli e JJeauio c> on nu· triti, starn~hi rlclle fati,~he e dei disngi, se ne ritornavano a.Ile case loro. Boiamente a ChamLt~I'.)' :300 tiratori rese!'Oegregi sel'vigi presso

j

(1) . Lettere al!'ufOcio gcucrnle del soldo del 20 o~tobre. Archivi della guerra. Tal i compag1110 erano cosi costillliL<i : 1 capitano a L. 50 al mese. I v~ll igiani ,re i neauges manifesta rono l lu ogotenente icl 80 id . il desider io ù i por ta re il pane dalle proe 1 sottotenente i,.I . 25 ict. pl'Ìe case, e perc iò chucl'O ufficia li e tru ppè g 5 serge nti a soldi G al giorno. due soldi in più al giorno. g 10 copora li id. ~,6 id . 2 tamburini id. 3 id. 80 soldati id. 3 id,

·s (I) Ques!i fotti risultano da variP. lcUo,·e del V,n1 do net (Arch. della gueiTa).

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I

Ognuno riceveva il (ueile, od un co mpenso di L. ~ se lo por tava ùa, casa.


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I

f)El_,

l.A CAMPAGNA

le truppe regolari. È vero che in quella città esisteva da tempi anteriori l'uso del Liro a segno, ed i tirai.ori prnsi tra gli operai e,quelli del medio ceto erano costituiti in società e retti da uno statuto . I .In~anto l'e~ercilo era ridotto ad 840H 1tc.1mini, i quali doveano sup1pii re ad un :;ervizio giorna liero di 11100 uomini di guardia. I balta. gli on i e le compagnie di granatieri, chiamate clal Pi emon te, non potevano arrivare prima della fine di novembre, semprechè la slagione no11 inte1:celtasse frattanto _il passaggio clell.e Alpi con una forte ne,,icata, ed avvenisse ciò che rortunat.mnenl.e toccò al solo b1tttaglione di Mondovì, di doversi arresLare alla Novalesa fino agli 8 di dicembre, avendo t.rnvato il Moncenisio insuperabil e. [ nemici non d~Yttno segni cl i vit~ ; si comprendeva bene che le operazioni mil itari doveano essere pre:;to riprèse; ma rwn si sapeva nè il quando, ne il come. Il re s'impensieriva molf.o per questa dubbiezza :sul conLo dei propositi nemici. Nella. nott:e dal 6 al 7 noye~bre forono veduti aggirnrsi dei fuochi ia direzione cli Ciiampareillon. Furono sparati i colpi d'allarme, i piccheLt.i si radunarono nei po::;ti loro fissati pel combattimento. le truppe s'apparecchiavan<i a sostenerli, sperando che il giorno seguente sarebbe stato quello cli nna haLLaglia, la quale una buona volta ponesse fi no all.'angustiosa campa6na. TI nemiw però non s'era mosso, ecl il risultaLo del falso nJlarine fl1 quello che il re de<:ise di far accampai·e le truppe, parendogli minor disturbo per loro il tenerle so LI.o le tende, di quello che farle ,tccorrere .ad ogni min imo indizio di movimen to. L'esercito s'accampò su due li nee l.ra Fl'ancin o Séloge, eoprendosi con numerose guardie lungo la f'ronle per so Ltra.r·si alle sorp rese ne-· miche. L' inverno era venuto con tulli i suoi rigori; la pioÙiR s'era mutala in neve; se per qualche ora risparmiava i poveri soldati, lasciavn, il posto alle /rise, terribile veri to di l.r!lmontana, che soffiava · gelai.o s11ll'Rcc:1.mparnento, e trascinava seco le tende. I pRtimenti dell e truppe eran o enormi ; le mn la[tie inrteriv:u10; era slata raddoppiata la razione e r ipetLlte le distribuzioni di vino e I iqLJOl'i per :;osLr.nerc i corpi contro le il.illicoltà. d' nn cl.ima e d'una situazione straordi naria. Tuttavia ciò non bastava, e gli animi ahhattuti -dalle circostanze indacevano i soldal.i a diset'lare. I bal:Lagl ioni diminuivano di giorno in giorno. Il ;JO battaglione del reggimento straniero Keller, ridotto a.alle malattie e dalle diserzioni ad 80 uomini, dPvette essere 1

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m,mdato addietro ad Argentina. Perfino il re fu attaccato da una fluss ione agli occhi. Frattanto gli Spa.gnnoli non davano indizio di sorta sulle loro intenzioni. Aveano costruito certe capanne di paglia intorno a Banaux. e vi stavano rannicchiati pel freddo , bersagliati anch'essi dai rigori della sl.Rgione, rna risentendone for::;e l'asprezza. molto meno dei Pien10ntesi, perchè la Francia. era per quelli generosa di soccorsi, che questi diflìcilmente potevano trarre dal I)iernonl.e, <lopochè le nevi rendevano difficili 1~ comnnicozioni a trave.rso delle Alpi, e penhé non dovev,1no stare ~nlle guardie eome i Pi enwntes i, poichù la neui.rnl ità t'ran<:e:;e li 1.utr,lava dagli al.Lacchi nem ici. T di,-erto ri diecvano (:he gli Spagnuoli aveano 01'din e di restare a Harrnux. per 1.n tto l'inverno; ,;i diceva, pure clì' essi doves:;ero ril.irar:-i in Av ignon e per prep,u·arsi ad una nu ova campngna in prinrnvera. l.ntanto i hattagli oni attraver.savanò la Francia meridiorìale pcl' raggiungere L1uclli ch e :;lavano a. Barratix.. Po i si seppe che anche In ca.valleria, I.a quale crasi ritirat.,1 a. tre o qual.tro giornale <li ina.1.·1~ia più addietro, ora tornava a raggiungere l'esercito. Finalmente ai :~ di di cem_Qr0 il marchese dc lns Minas venne a surrog!l re il dò Glimt1s, il quale era caduto in disgrazia della corte di Spagn:t per avere perduto con tani.a faci lità la Savo ia, e per non senli1·si :~apace di rare u11 tentali \'.Oper rir;onqu isla.rla. Questo cambio di genernli e la ;:;celta fatta dimostravano c,hiarmnente l' intenzione <li riprende1'e l'offen:;ivfl . TI las ~l ina:'. nel 17:3,j ave;t preso Porto Erco le c(l il fo rti~ di Montefilippo in Toscana; po i, nel 1739, ave,'a combinalo il matrimonio dell' infante D. Filippo con la fi glia del re di Francia. L'ambasciatore piemo1Hc"e a Parigi lo descrive co me<< uomo ocwpalissirno ad adempiere agli orclini della smt col'le (< co n 1111 acciecamen lo ed una vivacità, ebe non sono corretlH da « alcuna prndenia; ragione per cui fu richiamato dall 'ambasciata di « Francia; è d'una (\si.rema. ambizione e pres11ntuoso in modo da « non accel.lare rnnsiglio di sorta. Pr-enclerit le 1:isolnzioni più arri« schiatr, per awrndisc1~ndere ai desideri i della regina di Spagna ed « al la sua amb izione)) ( 1) . Infatti appena giunto nl campo spagnuoln egli no n ernsi pcritato a ri mprnvcrare il suo predecessore in faccia a\l' Infante ed agli altri genr,rnli, perchè non cercò di rientrare in . 1

(l) Lcttc1·0 oiinistl'l; .,Francia, 15 dic. 17H, nel!'arc hivio di stato di Torino.


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LA CAM PA GNA

Savoia. Poi cominciò a spiegare uu'aLLivi lù straordinaria per rimel lere un po ' d'ordine nell'esercii.o, e per preparare l'allacco . Fece distribuire alla fanteria il pane per quatlro giorni , e per cinque alla cav::illel'ia; fece caricare Lulta l'al'liglieri,t; riconoscere il terreno . ln terrogav.i gli abiLanLi; ordinò perlino i;he Lulti i soldati si con fessa$sero e si comun icassero ; insomma ogn i giorno pareva la vigilia cli quello ctell'allncco . Ma qneslo nttacco non succedeva mai. li re Carlo Emanuele« lo desiderava sperando d'uscirne con vantn"'•io <)i; , << od almeno, in caso di rovescio, di logliere con un 11 cquarticramen1.o « le trnppe alle pene che soffrivano» ( 1). l suoi soldati, gli ufficial i bramavano i quartieri d'inverno per avere una tregua ai palimenti loro inflitti d,t una quarantina di giorni pas~ali sollo le Le11de, e, per co3i dire, coll 'armi alla mano, e nel cuo re del!' in verno. Tuttavia il re non s'i llude\·a s1llla ri uscila doll'all.acco . i'lon po teva aubandonare la posizione che aveva preso all o sbocco della Savoia e lungo il connnc clellaPranciasenza comhaUet'e; ma ~apeva ben issimo che la posiz ione era srnnlaggiosa, e certamente Lmppo ft1lesa in confronto delle sue forze. Egli aveva :;ch iernl.o lo suo lruppe lr:1. 1\:Ton lmélian e le rnin.e di Myans, iHL quella seri o di monLic;elli che sbarrano la ,,allnla del G-resiva ndan , dom inandola co n 1rna cinquantina di mcl.l'i di livello al disopr,1 del su/l fondo. Lu li nea di ritirata era a sinistra sul prolungamento della fronte in condizioni assai sfavorevoli o facil e ad essere inl.ercei.LaLa dal iiernico, anclie senza 1.ener conto del pericolo che gli Spagnuoli , passando per Ponlcharra (nel le cui vicinanze essi aveano, appunto in quei giorn i, gettato un nuovo ponte viciuo .~ quell o d1e gi:'t esisteva) peneLrassern nella ~fori enna prima dei Piemontesi. Dirl ro l'estrema destra della frontP. di hai.taglia stavan Chambé1·y, capitnle <lolla Savo ia, e In stradn che mr.nava all'alta Snrnia, i veri obbiettivi della dife~n . Tra quei due limiti segnn ti dalh viri. dì 1·i1.iratn, e dal lo scopo deila difeso, e perciò nelle r-ondizioni le più eccezionalmente sl',1 vorevn li, stendevasi una linea lunga r inque i;hi lo,netri, per guarclm·e la tJtrnle il re disponeva di -18 lJaLtagli on i appena, impoveriti dnlle diserzioni e dalle 111alilltie, in modo da non formare in Iuli.i un 7000 uomi ni. Due soli baltaglioni erano stai.i lasciali co l-Gttibert a Montrnéliau allo sbocco (1) lbitlcm lettera del Ilo al Solaro, 9 dice mbre 174ll.

DEL

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della valle dcli' lsère, per coprire la linea di ritirata, ed aHri tre rimanevano ancora col Palla vicino olLre I' Isère verso Pontcharra Gnchè le in tenzioni degli Spagunoli non fossero bene srnusclterale. Il freddo avcn anche fati.o gelare la super11cie di certi piccoli lnghi. i quali stavano innnnzi la l'ronle della posizione, di r~,o~ochè .cr~ aumentato por il nnm ico il l.erreno ove passare , e per r -P1emontes1 quello da guardare e da difendere. T pu nti ni c~uali ~ppoggiarsi erano meschini. A destra il castello d'Aprémont, c1nl.o d1 mura ·mo- · dioeva li, co,;Lrui lo soprtt una alta rupe del (ìrénier, ccl in cll.o ad mrn seria difesa. :\ l centro il cusl.ello cli 1\Jarches, vasto caseggiato posto in istato di difesa, noslituiva un cli::-creto perno di manovn~; a sinistra la rnpe ùi )Iontrnùlian e le pe111lici dei Boruges, eraoo pmL~ tosto un •)stacolo contro cli i volea r inwrJlare la V(tl!e dell'lsère, cl, quell o· clie un punlo tl'apvogg·io dell'ordi ne di hauagli:i. stabililo dal re. Le co ndizioni erano :::cmpre lo medesime, e sempre nello stesso modo contrnrie; ,-arebhe stnto ronve.nicnt.o l'nndarc nvnnti escegliere 110a po:;izione piii. a vall e dell' Is«~r€>·. .\la a qualche cen~in~io di pns:,; i dalla front.e si.ava il Lorr-itorio francese.: ch'.en~ he:ne d, ."l"pettare. quantnnque:;prv isse cli ba!-c alle macch maz1on1rlc1 nem1r1, CQ H inaudito r;;empio di malafede r, 1ringinsLi1.ia. Lo circostanze politiche e militari aveano fìssalo il lu,Jgo del co mlialtimento, e per quanto esso fosse svantaggioso, no n c'era mezzo <li mutarlo; conveni,a. sperarc che il nemi co s'alfrelLassc n pot· termine all:t siluaz ione dilTìcilissima in cui era l'eser,- ito piemontese per uscire dalla. quale sarehhe stalo 11ecessa rio il preudern nnn risoluzione ern ica alla quale repugnava l'animo del re Carlo Emanttelc, e e h~ avr~bbo ~o~ulo a vere conr-eguenze poi il.iche fnn r.sti:::~i me. La r1sol uz, one eroe d, abb:1nclonnre la ~avoia prima <l'essere attaccali, e nell o stesso la tncila di rhiarazione d'inca pir il.i1 a di fendere il pror-rio regno . l.' intel'cssr. poli tic.o doveva fai· tar,e1·l\ ogni ragione mililil l'O. Fina lmen te il ncm ic,, s'incaricò di :;ciogli crc una situazione troppo tesa. per continuare, eò. ai ·19 di dir,embl'C fu vi:;Lo s!ì lal'C u.n:t lunga colonna .10-io sulla strarla che da Barraux, costeggiando (l i trn[)pc e di ·carre00 . .. 1· . i pied i del Grénier, si dirige verso Cham!Jéry . GI, Spagnuo 1 si erano dunque dei;isi u rn11oversi. 1

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108

LA CAMPAGNA 01:: L

VI.

. Il _re Carlo_ gmannele ern salito a cavallo assai di buon'ora la mattrn~. del '19 d,c?mbre,_ ansioso di aver noti1.ie sulla direziono che a~1cbbe p~·eso il nenu_co._Sperarn che venisse ad attaccal'lo sulla fr onre. Uoct fo lta nebbia rmpedi,·a di veder riti ll·'« ,· 11.,., le .· . · · · . . . . .. . "' , 11cogn1z1oni escg~rt~ d~lla cavall~rm r1fer1vano che llllll grossacolonrn1di fanteria e arL1~lien e,_costegg,ando le alLurn, si dil'iJeva ver.,;o l'esl.rema destrn della li ~ea ~1emonte.,e, mani fes~indo l'intenzione di attaccare il casLell_o d Aprem?nl, men trn _la cava lleria ~'era scl,iP-rnta .;; ul piano in ~1.cc1a ali ese1·~1to del re, dietro all'Ai1Ja11fi, d1 'p,1·a un l'nscell o dalle sponde molto_ in cassate. Jn Aprémont ~lava il cavaliel'e Surv crtpi~-rn~ del, reg~1~1r.n_to d~lle Guar<l ie, con nn paio di ca nuooi:·:,n centinaio d uomrn, ( r1dott1 n 70 per le di:;cwzionil 30 1·li,,cil011.· d.I 1, "h·,1ml' 1ery '. qual,, so llo rl coma ndo del cern ie él 'Evieux. f'ecero mirnhiJmenLe il l~ro dov<'r~), e quattro giorni di viveri. lnl (11·no <l i ca.stello slava.no bO paesan i ali' incirca, i crunli, dopo avi>r Lirato alla foro - manier a qualche colpo sul nemico riiJ•lt"tl'O rlo arlcl, · l . . >' , . ,. · .' '. ' • ' l essi ne Ca • ste fio. T I 1ernonte. 1 1 nou poterono nnpecl,r·c, c'ie "1 1· · 1 1 , pa '·' u uo I c1r. . • 0 c_on~la.~.sero d_ ca,-tell_o, e, porlanòo snlle alture vicin e d~1e"'pezzi d'arl1~~~r1a, apr'.sser~ il fooço sopra esso, malgrado 11n cfotaccarneolo di ~oO sold,tt1 e d1 300 paesa ni che, soli. o gli ord ini nel macn,iore J\hrcell az cercò 1· c1· · , I , ' 'on .' ' ., ·. e i J:,lu r rnre l al.l.1 ceo nemico, prendendolo di fianco . 11 re invero vo lle pe1 · · • •' , , 1111 momento srgu1re ('On tullo J'e,c;ercrto quel cl1staci'ameoto; ma ne fu ··~consio-11··tt<1 cJ,1110 . o , , ..Sc I1ou Ieml111ro1l qualr. lo persuase' che il nemico non f'ea r.n·, che ,11\·1 r·li1ta ca 1· qu t>• ' . e oI lato po,·. stacr::i rlo dalla sua liuca di 1 ·· 1 L1·, .. 1 1" v·er· ·o I •t . . , · , ... , " a n or1r nna. l~ c:1_val1 01~e ~ury: dopo due giorni di r<';;i,-le1rn1, esausto di mun iz1on1 e di v1reri n caaione del <1ran cori. m I r • , ·,, • , • . i"> . , "' . ' . H l o c 1e n0 ,ece per 1 1 I appr. (n " n owue pae:,an r c.h erans1nfug1ali P- ntro il castP-llo dorl' "JJi·c1• r11 0- 11 Lll!J rl· ag1·I ,'s j.lèl.velle .arrendersi. La caduta del eastello . . . , ' ' ' Il. guuoJ 1 la via d1 t:liambéry . 1·e potè ancora mantener·e il possesso

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di qnella ciLfa per mezzo di pattuglie allo scopo di r1llrarne ciò che maggiormente premeva. Spe:::so però le pattugl ie p iemontesi ave.mo a ::;cambiare fu cilate e scin bo late con ~li stormi di micheletti spagauoli o di sbanda li, i quali s'aggiravano in cerc,t cli hotlino, depreda vano i ca.sali , o li abbrnciavano dopo aver commesse le più · barbare crudeltà verso gli ahit:rnti. L'esercito spagnuolo però non mov,w,1, ml appena l'r.c:e 11n lnggero rnovimenln pe,. allnngare la fronte ve'l'sO S. Bad nlph e come se accenn,p,sc a Ch!lmhùry. È ,,ero che ricorrnvano le feste del ;'fo uil e, e cioè può spiegare l'inazione èli quell'esercito, che sLr·anamentn 1111iva In supe1·s tizione la più cieca ai disord ini i più efferati. Ai :28 di dicembre, cioè dopo selle giorni cli irnnione, un distn i.:camentu di ·lijOO cavalli , cli fi.OO grunalieri o di I 00 micli elelli sollo gli on.lini del lenenl e generale spagnnolo Mann e! de Snrla, :;'avv iò verso Chamhéry per far·v i la sua entrata trio11fol c. La •;itlit gli apri le porte; i principali gl i mossero incontro offrmiclogli le chiavi del ponte e!l alcuni ostaggi; egli Spagnuoli da quel giorno dom inarono per sel!n anni di snguilo nella ca pilale rlell:t Savoia. Intanto a.11che l'e;;e rcil.o pi emontese era rirnaslo pre:-sor.hll immobile, Cfl ll e ,mni alla mano giorno e nnLl.c. Tutto al più avea reu.ificato la posizione appoggiando la destra al con\'ento di )'Iian:;, per fronle< wia ,·e meo-lio il nemico . .Ha lo star fermo ecruivaleva ad una or., n totale distrm: ione dell e fo ,·ze ; la tiCars itit dei viv eri , il freddo eccessivo e gli :;Lrapuui mietevano ogni giorno nuove e numerose vitlirne; la diserzione a11menta1.1. i vuoti. Era necessario il prendere una risoluzione : altac,;are jl nemi co, o_ritirarsi. ,\la rla un lato l'atlac,:o era lirn it.nLn da 1ruel rise rbo che il rn er::isi irnpnsto rlal non voler toccare il territori o t'rancc:H); mentre dall'a ltro la tri le posizion i oc.éup:lle rla ll'e:;ercito spagnuolo ern no troppo formidnhili, specialmente nc•llo stato in cni si trovavano le truppe piemontes i. Qw1Ic:he genera.In però propose f(Uesto al.Lncw ; ma qnunrlo si venne a di sc:nLerne le moda lità cd i risultali, ~i co nvenn e che le fo rze necessario · a Lale impresa ::.ornmarnno a '.3000 uom ini per l'allac<:o frontale, . purch ù fc):;:;cro coarliuvil!i da 8 o 9000 contadin i , che prcné!esscro alle spa ll e il nem ir:o [orte di p i11 che ,12,00Q uorniui senza contni:o la cavalleria. Nelle COTl(fo ioni in cu i trovava ·i l'esercito piemo ntese la proposta cadeva di per sè. Nel consiglio adunque che si tenne ai

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LA CAMPAGNA

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27 dice~bre da tutti i generali piemontesi e coll'intervento <leali amba~ciatori d' Aust'.·ia e d'Inghilterra, .!!:1..~~c.iso che altro partito non nmaneva ornrn1 fuori di quello di ritirarsi, e che la ritirata dovea comìu?iarsi _all'_indornani. P-èi:··-tinii -cc~riosa combinazinne, nello sLesso x101·no il d1sLaccarnento spagnuolo dovea recarsi a prendere possesso di Ch::unbéry. . E1:ayossihile il prevedere che questo dovesse essere l'esit.o della spedizione a~1che senza i rigori del!' inverno, che ne resero più disastrose le vicende. La conformazione topografica della Savoia e tale, che l'invasione, per chi scende dalle Alpi, non può mutar.5i in pos:3esso se le sue truppe non si portano molto al di là dei confini di <~uel la provincia, ove manca una posizione la cui. conquista assicuri quella del paese. In ciò sla la condanna della spedizione intrapresa dal re di Sardegna, dacchè egli s,tp·ern cli do\'ersi arrestàre sui confini della F1·ancia prima di aver schiacciato il nemico · il freddo non fece che rendere più gnu,e una situazione di cos~ la _qua(e ~o.ndt'.ceva n.ecessariarnente ad una ritirnta per non essere tagliati fuori dal Piemonte tostochè l'avversa.rie, si fosse. rimesso in · fQrze. Per l'onore delle armi, il re Carlo Emanuele avrebbe · forse fati.o be~e a cercare l'esercito spagnuolo ed a tentare le sorti di un c~1~hatt1m~n10 prima d' inizi,1re la rjtirata, ed avrehbe trovato prop1z1a occ~s1o_ne. q'.iando quello_ si dirigeva sopra Aprémont privo a~cora d art1gl1ena e scoprendo il fianco ad un assalto. IJ vincitore dr G~tasLal!a avrebbe accolto con trasporto tale suggerimento che il saggio re dovea rigettare per conservare gli avanzi dei suo i reo·"imenti t1:o~p~ bersagl_i,iti ch~gl( stra.pazzi della faticosa campa;~:, nella. prev,swne degli eventi d1 guerra. che si preparavano per l'anno ven_turo, q~rnndo la Francia, secondo ogni probabilità, si sarebbe schierata di fianco alla Spagna. I contemporanei, nel vedere l'esercii~ pie'.11ontese_ ritintr~i senza comb<1tÙmento, sospel.larono, al soli to, dt a~cord_1 i.egret1 lra le due parti avversar ie; e pare che questo sospe~to invadesse anche le regioni diplomatiche, almeno se r d.eve credersi ad ,nn petle.gol ~zw raccontalo dal d'Agliano . È cu) rwsa questa mama, che v1 fu 111 tutti i temp i, di fantasticare accordi · ass'.l!'di _ed impossibili ~er spiegare fatti, la cui spiegazione sarebbe · facile dt lrovare nelle circostanze che li accompagnano, so lo che si ,. volesse e?aminarl i pacalfunenle e spassionatamente. La storia delle

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guerre antecedenti avrebbe bastato a rischirirare la mente dei contemporanei sul fatto della ritirata dei Piemontesi dal.la Savoia, anche -se:nza. 'ch'essi s'affaticassero a SI.L1diarne llL strultura ·geografica dal punto di vista militare . · , Stahilito di ,wviare le truppe :1 rifocillarsi nei quartieri d'inverno dall'altro lato delle Alpi, furono dati gli ordini per la ritirnla C,1). PLL sparsa la voce che trovandosi gli Spagnuoli in sito forte ed inattaccabile, voleasi dar loro campo di muoversi verso Cham béry, per anelare poscia n com bai.Ledi; e questa voce, che fu fatta circolare, mostra quali sp,era.nze d'esito avrebbe avuto un auacco sol fianco degli Spagìrnoli, che marciavano verso Chamb[lry, se le forze a,vessero consentito il tentarlo. Intanto il cavaliere Cil iè, colonnello nel reggimento Monferrato, con 500 uomini parti nel mattino ·del 28 alla volta cli ConOans per preparar-vi il pane per i battaglioni che doveano attraversare la Tarantasin. Furono anche spedili ordini in Piemonte perchè fossero mandati in Savoia molli muli pel trasporto dei magazzini e degli ospedali, e perché per mezzo di lavoratori si tenessero aperti i passi del piccolo San Bernnrdo e del Moncenisio. Date qu.este disposizioni prel iminari, alle 8 del mattino del giorno 28 dicemhl'e fo hal.tula la genern.Je, ed un'ora dopo l'esercito pi(~montcse; a lnmburo batlente ed a bandiern spiegate, cominciò. a ritirarsi dalle alture che occupava in faccia a S. B;1dolph, formandosi in due colonrìe colla precisione di una manovra eseguita in piazza d'anni, ed incanahtndosi nella stretla di Montmélian. Una releoguardia composta di dieci comp1tgnie di granatieri, del le varie guti.rclie e dei disLaccamenLi, arrestandosi in faceia a (1) li Bel'tola p!'opone va di tener fern1i i neauges col mandarvi i Valdesi, tutte le milizie , e qnalche poco di t•·u ppa tl"ol'dinanzn, per impedirn che il ne mico minacci Conflans. ed intanto cli marciat·e coll'artiglie ria sino a Montmélian appoggiando la sinistrn a Franzin e la destr<> ai Deaugcs , e tone uclo u:i posto nel castello di Marches . Intanto s'evacucrebbel'o i mag,1zzi11i e gli ospedali esi~tonti in 'l'arantasia ed in Moricnna . Poi l'esercito diviso in due colonne marci <Jrebbe da una parto per Conllans e Beaufoi·t, dall'altra per Aiguebe llc. Il ponte di Fretlerive sarebbe dls ti·utto tagliando i piloni che lo sostengono, e dal ponto di Mo11tm6l ian dovea levars i unil campata. Aiguebelle è Confl~ns doveano tenersi finché tntlH le prvvvigioni e gli amma lati non fossel'o passati in Piemonte. Si . vedl'à che l'a vere trascurn to d i guardare i Deauges, coma il Derto la lo proponeva , fece acc clcru e la riti1·ata della r.o!onna di Ta rantas ia, e rese negli ultimi momenti piì1 frettolosa quella della colonna della Morienna. Il pareni dal.o a questo proposito dai Dcrtola ò nel mazzo add izioua !e N. 3 delle imprese militari nell'al'chivio di Stato di Tol'ino.

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l, A CA Ml' AGNA

Scloge protesse la ritirala delle truppe e col suo contegno trallenne il nemico, il quale prese bensì le arrn,, ma non osò di muo,;ere dalle sue posiziou i. Dopo mezzogiorno tutte le truppe del re nvcano oltrepassato Montmélia11 , davanti al cui sbocco r-imascro cinque battaglioni e tre compagnie di granatieri sollo gli ordini del barone di Lornay, incaricato del comanrlo della retroguardia. Dier:i bauaglioni ed un reggirnento di dragoni , conii oLI i dal conte Biscarell i. furono fatti passare su lla sinislra dcli' [,;ère pel ponte di \lonl.mélian, e scaglionali tra la, Chava nne e :'l'laltaverne, lungo i piedi delie alture che costeggiano la sinistra del li11rne, co ll o scopo di proteggere il fìanco dell'esercito dalle minacc ie del nemico ( 1) . Quelle ali.uro !>ono di agevole accesso , e per Pon tcharra e per la Hocheuc è facile di cadere alle ::-po lle di Mo ntmélian, o, meglio, di AìgueLelle nella parte centrale della valle clell'Arc. L'esercilo fu diviso in due parti disuguali, di cui l'una dovea ritirar.,-;i per la valle dell'A.rc, e l'altra per quella cieli ' faère. Il barone du Vergor, t:on cinque battaglion i e coi dragoni Piemonte, dovea olLrepas,mrc la Taran tasia; non incontrò gravi ostacoli; m ;i es~endo stoli, contro al parere del llerLola, lascinti liberi i Bcauges, egl i dovei.Le accelerare la ritirata dopo un piccolo scontr-o avuto ad Aigucblanche, e senza curarsi di salvare i magazzini; nel secondo giorno del 'l'i4,'.3 p:is:,ò il piccolo San Bernardo, manLenr.ndo un,t scarsa. guardia a Sext. Più difficile fa la riLiratn della colon11a che passò per la Morienna, e la sua relroguarclia, incalzala dal nemico, ebbe più vo lle a fermar,;i per lraLt.enerue l'impeto e per dar Lernpo alle troppo che In precedevano di p,tssare il Moncen isio. Erano 18 ballaglioni, oltre ali' artiglieria ed ai dragoni ciel rè, che dovevano avviarsi da quella parie, e ma lgrado le diser1,ioni e le malatti e che. ne avcnno rido tta la forzn, si può sempre ri tenere che la colonna 9umcrasse da cinque a sei mila nomirri. Per la stagione avanzala, i pas,;i clrc minacc iavano il fianco dei Picmonte,;i lungo la valle dell'Arc, erano ch iusi da lle nevi. Non parve ne1

(li I <lue b3ltnilioni i:;unrd!o cd il ba llngliono pro\'incin lo l!onrlo l'I rim3scro ovn nti a lfon '.nhH ian, .1cJ 1 b.1tta;;!io1ii Tora ntasil'.1 o In nc.;;iua nd Arbin c;oi gr.;J1)Jlit't·j d'As li, di Hci tn o cli Kcl .:1·, e formi1 n)no la rc.~trngoo1·din; col Bi$'.!aretti e,·trno i 1lu e hatloglioni !ucil i,•ri, i duo d'Aud.bcrl, Chiabl~se, Vercelli, Pinerolo, i due Guiberl, D~J~11 cd , dr,,goni

del Ile.

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cessario cli porre una guardia in nessun pn nlo, fuorr elle sul passo del Petit 8ucheron, ove ru mandata uua sessanlina d'uomini cli fanteria a riforzare il centinaio di paesaì1i che vi stava a difesa. La ritirata successe abuaslanza lenlamente, sebbene fosse inquietala dal nemico. Mentre il grosso delle truppe s'avviava a grandi passi verso il Moncenisio, il de Lornay, coi sno i cinque battaglioni, prendeva posizione opportuna pel' arrestare il nemico e per dar tempo d'evacuare i magazzini e gli ospedali della. !\lorienna. Questa re:.. troguarclia tenne btton contegno e permise al grosso cli compiere con calma la sua ritil'ata.' Pasiìato l'Isrìre sotto a )fontmél ian e fatto saltare il ponlo, ·essa mise quel fiume tra :>.è ed il nemico, ecl andò a prendere po;;izione ad Aiguebelle alle porle della Mori enna. l<'ino all'ultimo giorno dell'anno gli Spagnuoli non comparvero innanzi ad .\.igucbelle, ma il giorno dopo. approfrllando di una folt.a nebbia, ullaccai:uno cosi vivamente i posLi piernonl.esi ,L ~1ongilben, che il dc Lornay dovette pensare a lasciarli . .Nel combauimento rimasern uccisi, da parte dei Piemontesi, due ufficiali e dieci soldati, e furono feriti una. venlinfl di questi nltimi; tuttavia fu possihi lo di r iLirare le a.rliglieri e c:he erano state collocate alla Charbonnière, e di evacuare gli ospedali ed i magazzini, tanto che non rimasero se non alcune casse di rnrtuccie ecl alcuni barili cli polvere, che furono fatti :-alture pcrdi è non cadessero nelle mani clel nemico . Ma per riparare al tempo perduto nel proteggere quelle operazioni, tJnesta relroguardia (eh' era stata rinforzata da due battaglioni rlol reggirnent.o Fucilie1:i) dovette continuare a marciare tnlla la notle. e non si fermò che a So int-- J ean de .Morienna, • ove arrivò alle dieci del mattino ì di geunaio e dove sperava di rimanere per alcuni giorni, senza esservi inquietata. Avea perciò tagliato il ponte snll'Al'c a :Porlamafro. Ma gli Sprignuo li s'nva nzavano e s'ingro%avano. li timore di , edcrli prendere In via delle montagne sulla siniiìl.ra clell ' lsère e di Lr-ovarscli alle spalle, indusse il de Lornay udabbandonnreanche Saint-.lcan cle )1orienna, ccl a ritirarsi il 4 a Saint-Miche!. od il ,; a Saint-André, ove la suà retroguardia fu attaccata una mezz'orn dopo ch'era vi nrri vala. Fortu.natamento che i Vnldes i, .per rein1 egrare il cattivo concetlu lasciato acl Aiguebell c, ove abl>anclonarono un bo:;co affidato alla loro custodia, e così scopersero il fianco délla posiz ione e fecero ANNO Xl , VOL X lii i.

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LA CA M P AGN A

\ DF.f.

decidere della sna perdita, que;;La volta invece al.laccarono con straordinario vigore i micheletti che occupavano già le alture davanti a Saint-André, e ne li cacciarono. Accanto ai Valdesi vennero a schierar.si i granatieri ed i picchetti prendendo una forte posizione sulle alt,ure clie dominano la strada, che al!ora passn, va suli.a destra dell 'Arc, e pel villaggio di Saint-André, il quale fu pure posto in istato di difesa. In quel punto la Hllata si stringe assai , ed i hattaglion i del de Lornay (,1) non solo po levano tener testa al nemii:.o, ma pensavano di ali.acca rio coadiuvati dalle truppe che erario sull'alLura. Senonché Je nevi , irnpeclivano a quest'ultimo di scendere, e non essendosi Lrorato nessun passaggio opportuno per esse, convenne dimettere il pensiero dell 'o1Tensi.1•a: Gli .u vversari rimasero in qu el giorno del !1 e n.ei du e seguent., sch,oppettaudosi da una parte all'altra senza grav i dann i 1:ecipro~i . Nell~ nolle lo schioppettìo non era cessalo, ma erano stati acr,e~t grand'. fuochi per riscaldarsi, cd il grosso delle Lrnppe sLetLe sollo le orm, appoggiando i focili alle muraglie del villaggio. . . . Mcn trechè la retroguardia lenta.mente ritirandosi rmsc,va a Lrnttenere l'insegu imento , la c.olonna delle truppe che erano state avviale per la ì\Iorienna contirrnavaad attraversa.re il \Ton cenisio per la catti va strada. che vi crrt a qu ei temp i. Pel giorno 8 dovea passare l'artigl ieria; dietro essa non.rimanevano che due hallaglion i sollo gli ordini del Palla.vicino, e quindi la reLrognardia del de Lornay . Un avviso d1e si potea riten ere veridico, e non l'era, anntLnciava che al cune t1·uppe spagnuole, scendendo per la valle di Tignes, si dirigevano a Therini gnon per u,gliarc la via ai P iemonte:;i. Malgrado le nevi, 1ruella comun icazione tra la Taranlasia e la ~foriennn era ancora Iibera. Se gli Spagnuoli ne avessero approfìllalo, quella cliecina di hatt.agli oni })iemontesi, ch'erano ancora in Morienna, strel.li rtlle spa ll e e presi di fì nnco . stanchi , rnezr.o distrulli da tanti patimenLi , sarebbero anelali inconLro ad ,rnc1 vera catastrofe, tanto più che il passo della Ro, 1e, l'un ic.o che loro sareb be rimasto per t1irnnre in Piernont.o, era sbarrato 1lalle ne,·i. Il de Lornay ordinò ai battaglion i del Pal(ll t ùuo ba itagHoni delle Guardie o ~lo~dovi in pdma linea avanti al villaggio, i .due batlaglioni Fucilieri e quello della Regina in ser.ond~ h~ca d te~o. al ponte. Il ~altaghone Tarantasia in marcia l'erso Mod3òC. Cinque com pagn:e d1 granaucr, cd I p1cchet t1 a contatto col 11cmico.

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Ja,,icino di portarsi a. Therniignon, e d'opporsi a qualunqu e costo al nemico che s'affacciasse alla gola del Doron ; quindi dispose per Ja rititata delle lrnppe cli Saint-André, la quale suc,,;esse nell a noi.te trn. I'~ ed il 9 cli gennn.io, e c:on tanLo ordine che il nemico non s'accorse di uulla firi o alla mattina seguen te, malgrado che gli avnmposti fossero apJ)ena a un Liro di pistola gl i uni dagli allri. Fn abbruciato il ponte di Dnmant, e nel pomeriggio dell' 8 tulle Je trnppe piemontesi Lronu·on::;i a Thermignon e com inciarono a dnr battaglioni per volta la trurersnta del Mou cen.i:;io. (Jn magnifi co tempo freddo, ma sereno , fo vu rì Ja marcia, Ja rruale pulè for:;i anche durante la uoLLe; i malati furono Lutti tra:;port;1ti in PiemonLe ; i magazzini furono vuotati ; il pane distribuito a T.anslel>ourg ai solc\at.i via vi,l t:l1es'accingcvanu a varcare la montagna; quel po1,;o d1e ancora avanzava fu lascialo ai contadi ni della vallata. La sera del giorno 1O g~nnaio -......___ il de Lorno.v, coll 'o~r.rema relroguardia po:;la soLto gli ordini del tenente colonnello Ferrero, cominciava a i-;alire il ~loncenisio. e la 8avoia rimaneva romplcLamenle in mano agl i Spagnuoli. Le trnvpe, al cun e delle quali erano da dieci rn e., i in campagna, furono dislrilmite nei quartieri cl' i'n'ìerno per rim_eLLersi in ordine e per rifocillar:,i . Le consegueuze dell a peuos:1 campagna. :;i fece sentil'e gn1vcmente. OILre alle perdile materiali , che furono molle, l'csei·cito ne fu decimalo. Il generale barone \' illelte, che em r imasto alla retrog11,Lrdia, dopo essersi t.enuLo ìn piedi fino all'ullimo momento pel sentimen to del dorare, arrivato i_n Susa ammalò di stenti e ,,ì mori poch i giorni dopo. Durante l'i nverno :;i sviluppa"ono nei quarlieri malattie vio lente, ed a motti appenci morti cacleano marcite il naw, e le 7JwitP. delle membra che pi,ì cu:eano soferto . . I più ve~chi ufficiali, nobili avanzi dello pRssa l.e guerre, trascinarono malal.i ct:ia la vita Lulto l'inverno, e nella prim al'era seguente finirono i loro giorni per i mali contrai.li nella di,;astrosa campa.gna.. Vari reggimenti, quelli :;per,ialrn.cnle clic areano sostenuta la r itirala, e tra cs,-i qnell o dei Fttr ili cri. dovcLLero ·essére manclati in gnarni gloni spct:iali, esentati da ogni :;erriziÒ per rimellesri i.Il salute. !Halgra.do ciò la moriu conLiuuù per t.ul.Lo l'ei.tate ,,enluro . . i\la gli . pagnuol i non tcnlarono più nulla, dopo d'esser,;i annida.ti nella Snvoia, la cui conquista era coslnta anche ad essi gravi


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LA CAMPAGNA

sacrifici. Per passare le Alpi aspeuavano la mor'le del cardinale di Fleury, che desse loro ~tgio di concludere una alleanza co lla Francia, e rinforzasse il loro esercito unendovi i battaglioni francesi .

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di far le cadere. È p·roprio il carattere Lattico della guerra di montagna. Mancò la rapidità. di mosse, ch'era necessaria alla buona esecuzione del conceuo; ma di ciò la causa. vuolsi ricercare nella costituzione degli eserciti e nel loro Ol'dinamento, e perciò debbonsene incolpa.re più i tempi che i generali.

VII . CECILIO l?ABRIS

Capitano 'd,i fmiter·ù.1,. Così. finì questa spedizione di Savoia, nella quale non fu sparato un colpo di cannone, ma costò mollo Iliù di una campagna combattuUt per mezzo di batLaglie. La spediz.ione, consiglia.I.a da. ragioni politi<:he, era contraria ai principii mili.tari: perciò non L"i uscì. Non vi si combatlè, e l'esercito invasore fil obbligalo alla rit.iraUL; a ciò sarebbe stai.o obbligato anche senza il r igore della sl:agione, il quale non fece-che rendere più disasLrosa l'ultima fase della campagna. TI solo possesso materiale del territorio senza la distrnzione delle l'orze nemiche non assicura. la vi Lloria, e la conqnista incruenta della Savoia, che parve un trion fo, Ju ragione principale della sua perdi.la successiva. La configurazione geogrnJìca del paese occupato, la posizione della linea di difesa relat.ivamenL€: a qnella cli ritirata, e sopratutto laspropor;,,ionc delle fon:e aJ còmpito loro assegnaw, resero ~empre più difficile il corl'eggere una ;,ituazione di[etLosa. Invece Hella prima parte dellrL camp(tgna i generali piemon tesi comprendono con molta intelli genza .il vantaggio, d1enella difensivapossono trarre da.Ila l'orma. della cerchia alpina, e manonando con rap iclitit sanno present.are successivamente tutte le f"orz e loro ad ognuno degli ~hocchi ai quali sta per affacciarsi il nemico. rt 1111a vera manona per linee interne, tanlo più considerevole in quei temp i, nei crual i non solo non era trovat:a la denom inaz.ione, ma gli eserciti faceano a chi pit'i poteva fÌ.IJ ungn.re per gn.ard:i:r-~u!.lo ed il.bbrricci:1re qunlche poco più di terreno dell 'avversario. La stessa inLellig(~nza dimostrall1 nella parle difensiva, si scorge anche nel rnodo d'avanz.are delle colonne. Mentre che il centro resiste, o temporeggia, le ali aggirano le posizioni nemiche e cercano


LJBRI E PEHlODICI

LI BR I E PERIOD ICI

.Slo1•i.11 ,tel , ·eguo e ,te, teui:,1i ,:li c,n•lo E•1u,nuele T.T. ,11,ci, tli s,.,mitt, scritta su documenti. ine<li ti da GAUDENZIO CLARE"l'TA, volu mi 3. - Genova , ti po grafia

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Sordo-lVfuti, 1877-79. Sono tre grossi volumi, che mettono addos:so i brividi a chi si accinge a lcggcrn quc:sto lavoro , che t1·aLt:1 cl'un breve periodo · storico (16H-·167!S) e della vita d'un sol uomo. Ma i hrividi ccssnuo e subentra la curiosità, alla cm·iosilà l'iutcrcs:;e, :ippcn:i fatto l'atto coraggioso di aprirli, di :sfogliarli, di fe1·n1iu·:si tratto tra LLo· o sopra mi capitolo o sopra un documento. L'opera elci Clarett.i diwe C:;$er letta con calma e cou comodiL:t, dalla prima all 'ultima pagina, in momenti di nessuna preoccupazione. Noi ti tubammo lun·ganwnte prima di accingerci all'impresa e sul no::;tro tavolo il !ibro Ggurò parecchio tempo; ma la polvere: no11 si fermò due volw ,;ulla ste$Sa pagina . A poco a poco il p1·imo volurne pas:;ò sotto il secondo o ciuindi il secondo sotto il terzo e In nostra mente si trovò piena dcile vicernlc fortunose e disgrazia te del duca Carlo Euwnueln e si trovò trasportata in lllezzo alla socicti1 del secolo xvu; vide nei :moi più minuti pal' ticolari gl i intrighi di eon e, la vita ù i vO$lnrni del ceto nobile, del clero, del popolo, dei lcuerati e degli artisti; assistò ai crtJCllti coutli tti :sugli :;cogli alpiai fra Piemontesi e Genovc:;i; $Coprì le sE:crete mono degli nmbasciatori e dei diplomatici; conobbe le tli:;solntezw; l'assolutismo , gli atti religiosi clc~I duca; lo vidl! nel lo :;t.ndio inten to a scrivere le sne rncmorie ,~cl a ùett.at·(: ordini e leggi; lo I idc nella su;i c;amcra a modn! con coragg10, con rassegnazione, ·1J<'lli1 pienezza dei suoi srrntirne11ti, a soli (d anni di et/1, circoncbto da amici e da cortigi;iui , assisti to da rcligio:;i, com pianto dal popolo. Il primo volunw, di prcssochè millc pngine, è diviso in due parti e si occupa della uarrazion,~ di faui politici, tielle lunghe ed astiose

contese con la Frnncia, con la Spagna, eon Mantova, colla Svizzera, con Romn, Genova e V1rne1.ia, e dei conlliui coi Valdesi. delle vall i 'di Pinerolo. Tutta la narrazione è appoggiata a documenti in gran parte nnovi cd inediti, di tnorlo che soi·passa in uotizic storiche i celebrati lavori ciel Ricotti e ciel Carretti, che tratt.arono l'argonionto, l'uno nella .Storia della monarchia p'ie!nontese, e l'altro nella Storia della diplomaz'ia dellri Corte cti Sa:ooia. · Il secondo rnlumc ii tnLLo tfodica to allo studio dei personaggi. Il duca Carlo Ernanuclc fin da giovinotto appnrve di vivaci~ ingegno. Educato però dalla madre, lontano dai · negozii dolio Stato, quondo potii nell'nmo 16H dire ad alta voce : - i o sono ,it &ucn si manifestarono iu lui l'arnhizione, l'assolutismo e la dissolutezza; donde prematura morte. Però i contempora nei souo concord i nell'aLLribuirgli molte helle virtù e fra <p1oste Llll ainorn ardente pcl suo popolo. Egli infa tti pensava sc~mprc ai mezzi di reuder,~ mene gravoso il vivere coll'alleggerire le imposto e togliere le ,;pc::;(: inutili . Nel suo diario, che il Claretta [Hlhblicò per intero nel terzo vol ume, dopo avere saputo pazientemente interpretare glj sgorbi Joi dNlici voi umi scritti dalla pessima rn;:uio del dnca, s'incontrano sovente pensieri di questo genere: " .... con:;ervaudo so lo il nece;sario per farmi obcdire d:il li suditi et per la c:onsorvaziouc dell e pia:;e in questo modo di$gr-avare li irnposti che l\11Jo passa to si misero . - Cercare modo cli n1etere danari in casa con levare cos,~ che non sono nece~sarie et prirnr"i di certi gnsti che vengano a troppo spesa » . Questi nobi li sentimenti vén11ero tla taluni attribuiti ad avariiia . No; era prncleuza, era neces,;ità , era previdenza. Il duca aveva potuto riconoscern come dur,Htte la rcg~cnza !e cose /"o$s,1ro andate a · ·soqquadro, come rosse caduto il siste;;,a militare, come fo ssero clepai1perate le finanze H post.i in 5compiglio i blllmi ordiuarneut.i dello Stato; egli voleva porvi ri medio e lo pose di fatto. Bcn cliè non dedito :ille armi, curò iJl rnodo i11telligc1Hi:;si1119 l'esercito; l'accrebbe, lo vc,;tì, l'armò, l' istrnì, lo pagò sern prn e sempre lo impi~gò in imprese, le qua li tutta via non fo,·nwuo sempre il suo elogio e la sua gloria. Molte e belle not.izic :;ull'arnm inistrazione militare e sulle rifornrn introdotte da Carlo t~manuele II ,,i ricavano e dall'opera del Claretta e da l diario del duca istesso. Con editto del 2·1 marzo 161.>3 egli stabi lì un uuovo modo di far la levata dei soldati , raccogliendo i migliori iu r~ggimen ti, i quali

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ultimi volle che, uoil più dai colonnel li si denominassero , ma dalle provincie; per cui si ebbero i"! reggi·rnento Guardie, qu<illo di Savoia, qnello di Monferrato, cli Piemonte e di Saluzzo. Il reggimento delle Guardie comprendeva 500 . ca vnlli, distribuiti in cinque compagnie, una di gentiluomini arcieri savoiardi, altra di comzze e tre di archibugieri a cavallo, due delle quali avevano la casacca di rosso ricamata d'oro e d'arg(mto, col la croce pure ricamata snl petto e sugli arnesi; la terza vestiva cli panno azwrro con ricami in oro . Gli Sv izzeri formavano una com pagnia di cento uomini, comandata da un ufficiale col grado cli gèncral<~. Egli teneva in gran conto la cavalleria <id era sollecito del suo benessere ca1· le inosquet ne manye pas et ·un cheual n' est pas de meme. i\/el ,1668 pensava alla miglior cura d<~i soldati ammalati negli ospedali, alla costru1,io11e di quarti<~ri in Asti ccl in Alba. Fra le disposizioni militari onde è ricco il diario meritario menzione quelle rela tive all'artiglieria, che doveva poi, come bene osserva l'antore, « divenire così rinomata imi tem pi recenti, (\ che meriterebbe di avere una storia particolare, la quale farebbe molto onore al Piemonte al cospetto di tutta Europa ». Il ·16 febbraio ,1M·3 emanàva ordini speciali atti a fornire di buoni legnami ria costruzione, le macchine e gli attrezzi, con proibizione anche ai proprietari di recidere legni d'olmo, senta consenso elci generale d'artiglieri::i, . che era il marchese Francesco Dal Pozzo di Voghera . Il 5 nrnggio 1G67 concedeva privilegi per restituire all'antico splendore « il miuisterio della nostra artiglieria e munizioni da guerra »; chiamav~ sot.to la sua speciale protezione il corpo dei bombardieri, ristabili va le scuole di rprnsti e l'esercizio della vendita e della fab·bricazione del le polveri e rlelle miccic; nessuno poteva essere minatore se non dopo aver dato saggio della propria capaciti1 a Carl'o neale-, capitano dei minatori. Nel ·1668 pemava a far venire cannoni fusi da ll'Olanda e chiamava alla sua corte dalla Baviera il fonditore Bartolomeo R0bila1, e da Ve~ nezia l'altro fonditore Sigi~mondo Alberghetti, della eclcbre famiglia degli Alberghetti fonditori , clrn favorì in modo particolure . A Carlo Emauuolc II ascrivesi la fondazione dell'ar,;enalc di Torino, che ebbe principio colla fonderia dei cannoni che stava nella , piazza del castello e colla istituzione della carica di gentiluomo d'artiglieria, che <wa un grado superiore a quello di capi tano. Il primo insignito fu il vassallo Tommaso Gastaldi di Barg<~, nell'anno 1656.

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Le sue cure si rivolsero pure alle fortificazioni; pel miglioramento dèl le quali si poso in relazione epistolare con Vauban e non'1inò sopraintendente su premo ,no figlio, il con te Amedeo, con patente del ~ luglio ·1659. · Rego lò l'esereizio della giurisdizione doll'udilorc di guena · con. formò gl'i antichi statuti, i capitoli ed i privilegi per il" giuo;o de'lJ:archibngio, ossia tiro ai bersaglio e tutto pose in pratica per adcleslrare all<~ armi il popolo suo. }folti f'urono gli scienziati e gli artisti che illustrarono il regno di Carlo Emanuele Il. I.I Cl::iretta ci dà le biografie di parecchi di · essi. NH indichiamo nlcuuc. Carlo Filippo ~1orozzo, gran cancelliere di Savoia, il quale ricl)vette aspre censure Jal111 corte, di Roma per il suo zelo nel sostenere i diritti al leg~ti dal Piemonte. Fu ambizioso 1~ tracotante, scrive il biografo; morì il ?O ottobre Hi'fl'I ne!l'elit di 75 aun i. - Cristoforo Fau,:.~one, presi.deut.e e conservatore dell'arehivio due.aie ; Lorenzo Nornis, conto di Valfc,iern, ministro di Savoia al congresso di Westfolia ; Niccolò Gaizell i magistrato e poe t:1; i\faurir.io Pi!Yppa presidente della Camern d(\i con ti di Torino e figlio del sena tore Giovann i Antonio, membro egl i pure del collegio di giurisprud enza; Emanuele Filiherto Pancalho profcssor1i e eo11sigl iere di St.;)to; Onorato Leotardi , enatore e giureconsulto; Carlo !\.mcdco nellini ginrec.onsul to vercellese. Fra gli statisti nomina il conte Filippo S. Martino d'Aglie e il marchese Emanuele Filiberto Simiana di Piauczza, generalo e ministro « il rpiale di mite ca rntterè, 110n sa co mpol'tar,i secondo il dovere nelle difficili cireost;)nze in cui si trova, ma trova nl rnomcnlo opportuno tanto coraggio ila far assal ire i ribelli di Rorfi e da farne ,consegnar ;:ille fìarnm e i'l vi llaggio ». L'autore parla del marchese ili S. Yfauri1,io Francesco Tommaso Chabò , ministro a Parigi; del gran cancelliere Giovanni Battista Huschetti; rlel rnarc:lwse Ghiron Francesco Villa, fi glio del btinernerito marchese Guido; cli Carlo Antonio Cisa di Gn1si, originario, secondo il Chiesa, ,di farnigl i.-i chierese ehe f'u inve:;ti ta dei fondi di Pe!:Ctto in contado, e rli Gresi :;ull'Jsnra in marchesato; di Giovanbattista Trnchi, divenuto sopraintenden te generale dd le fin;n1zc « il· Colbcrt di Piemonte » ehe indusse il duca a toccare il polso a molti e, che smoderatamente si sono impinguati ». . Fra gli uomini di lettere ,Iiscorre ·c1i Gio vanni Bono, di Lorenzo Scoto, della fam iglia Aprino, di Michelangelo Golzio, rii Francesco Levera, di Pier Antonio Arnaldo .


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Nè qui si fermano le ricerche dello storico. Egli ,entra a scrutare, a scoprire notizie sugli archi atri ducali, dei qua li principali furono Giovanni Battista Sicca, Stefano Simeooi , Pietro F:mzago. Vengono in seguito gl i architetli cd .ingegneri distinti e tra qnesti Amedeo <li Castellamonte, Andr.ca Costaguta ; Guarino Gu:nini, nato a Modena nel ·162.k e che fu il Ma ri ni dcl l\1rchi tcttura, poichè se cc il suo stile i~ d'assai inferiore a quel di Palhidio, Sansovino e S. Michcli, non tralascia di riuscir piacevole, e nessuno potrà contrastargli gran merito di difficoltà supnrate e di una gra1,ia e bellezza, che sebbf~n ricerca-te, non lascia tuttavia di allettare >) . Dice di Donato Rossetti chiamato a Torino da Livorno sul Jìnire del regno del duca; di Giovann i Audrea Gara bello di Biella in cregnere ordinario delle fa bbriche e f'ort ificaz ioni; di Gian Tornni::so B~rgoo io, ingegnere stato udoperato in diversi bisogni e che ad onta di questo, <ml costrcuo di scrivere al duca, di trovarsi in neccssitii r~strema per non avm· il mezzo di sostentar la sua farnigl i<, con due sole razioni e ·100 lire; della fam iglia Yanelli, . ungare;;c di origine e che discendente da capi mastri di muro, produsse pure ingegneri cd archi tetti, probab il mente stabilitisi in P iemonte ai tem pi di Carlo Emauucle I ; della famiglia dei Va lpcrga, dei qua li parecchi lavorarono nelle fortificazioni di Roma $Otto gli ordi ui del Bnon.arotti e del Vignola. Entra quindi a parlare della. parte anistica rappresentata dai pitLOri Cairo, Fcrniris, :Vlarino e Caravaglia del la $Ctrnla vercel le,e; della famiglia Fea di Chieri , di Giovanni P(!l'tlziini d'Ancona che dipiuse vari quadri a Torino e che nel •I 1565 riceveva lire li80 per dono fattogli dal la duchessa; d<ii pittori Parentani, Torretta, Lanzi, Giovanni Miel, Cad.o Danphin, Sp irito Grnnd Iean, questi nltimi tre strauieri, chiama ti alla corte. Vi è poi un capito lo dedicato agli scuItori Ca rione, Falcone, Quadri cd uu altro ai cornici ccl ai musici. La nobilt;:1 coi suoi grandi vizii e le sue grandi virtù è ampiamen te studiata e come le figure cl'un::i Jautcma rnagica ci passano avanti gli occhi Carlo Antonio Avogadro barone di Piverone, i rnar. chc:-;i Del Carretto, i Petitti di Cherasco, i Radicati cl i cui alcuni la facev ano da masnadieri sullo pubbliche strade e sni colli di Monferrato; i nobilissimi conti di Luserna e d'Angl'og:n,1 , i quali , marto·riavausi a vicenda ..... e- cosi via. cc In uu sol pu11to, era la nobiltà congiunta cd unita colle altre

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classi, nell'affetto al principe, por cni le fotiche prn ardue, i pericoli più certi si incontravano con indifTerenza a suo benefi cio ». Il terzo volurrw, come abbiamo rletto, è il di:,rio o memoriale clnl duca, scri tto per intero di sna mano , con una ca lligrafia diaìci lissima a legger;;i e eon un'ortografia npn migliore. l ! diario originale ì~ divi~o in ,f2. volu mi, beo cons(~rv.:iti. Pnbhlic:mdolo, il Claretta ba fatto conoscere « il più compiuto cd ampio codice mano~critto che si conservi di un principe dcli il nostra august.a dinastia ,i . Peccato che qu<~$to l::ivoro, cl'i ncontrastabile valore storico, alla sostanza non congiunga la lingna e la form a, le C[trnli sono trattate · senza ciuel garbo, epici gusto, c1uelia fin eua che ::ii è in obbligo cli esigere da chi sa o può. Tuttavia bisogna co11sirlen1re che in siffatti lavori non si tit1olù rieercaro l'eleganza o che lo storico- paleografo molte volte 0 assorbi lo dai »noi documen ti, i qual i a lor volta col barbaro stil<i influi scono poco vautaggio,:i mente sopra lingnn e sopra forme. 11 valore dei documenti è sorn pre rprnllo; ancl1e c1u:rndo si scrive che i documen ti « hannosi egregiamente conservati "· Tnuavia ripel.ir,rno peccato, pnrC"hil la rormn rnoltn volte ?} garaoiia di ':HICCCSSO, }fa l'attcnnautc po~siamo accordarla tauto più racilmentc, pcrchi: nel pri mo volume figu rano <locnmcnti importa11tissimi dis~<~ppelliti dagli archivi pubblici e privai.i in cui giacevauo sepol ti; p<~rchè: nel secondo volume tutta la pane che concerne i capi rilletteuù l'economia, l'amministrnione, lo stato sociale <lei tem pi in q111Jst.ionc, le notizin biogralìc.he sui nrngistra ti , letterati., artisti, cce. è ma teria vergine, ,cava t:i cfo docum enti che i prccc<l<rnti a11 tori non seppero consultare; pecchi! il terzo vol nrne contiene un documento la eui intcrprctnionc ;;paventò parncchi dotti « per cni molti furono svogliati d;:i l tr;:i,:;crivcrlo per in t.iero, ed affacciatosi per costoro le colonne. d'Ercole, indiètregginrono » . Una paro la di lode ,·a pur data al ,;olr)rtù editore Luigi Ferrari . climttore del I{ . istituto de' Sordo- muli di Gcnov,,, il quale, a sue spese, ,i ~ohbardi nll'i mp1·esa della p11bblicazionc~ di così lungo lavoro. Il Ferrqri fccr, le cose per berrn; l'edizione elegante, in caratteri eizeviriani, bell,1, corretta, ni tida, f:i veramente onore all 'arte tipo-· ·grafica italiawi.


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L IBRI

rnroruu,,~ioni sul veni-uno in Pieuuntte, ricavate da scritti inedi ti di Carlo Alberto, di Cesare Balbo ed altri, da A NTON[O MA NNO. edizione. - Firenze, 1879.

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È nol~ c~mc _dopo il famoso trauato del 1$,f f>, che ridusse la povera lta ha m p1 llolc, sorgcs~o l'occulto lavorio nelle sèLte, affi ne di combattere lo straniero dominio e qualsiasi governo assol uto. Voleva$i la costituzione, e .,;olla cost.itu;~ione la libertà . I pl'imi effetti rli questo incessante e fcbbriic lavorio $i manifest; rono l'anno 18'~0. iu Napoli , dove le preparate fila dei liberali conquistarono colle armi in pugno la costituzione . Br,wr però ru la vita del nuovo govoruo. Gli insnrti , battuti a llieti il 7 marzo ·18':H , vennero dispersi, Ja co~titnzione ritolla cd i compromessi puniti colla galera e coll'c,;ilio. Anche il Piemonte, rollo a governo assoluto, ebbe In ,;ua rivol uzione. Trentamila insorti morciarouo su Torino, dove il re Vittorio Emanuele I , no11 sapendo che fa n\ ahdicuva. Il successore Carlo .Pclicc 01·a assente, (I nell'assenr.a la rcggom:n <lei regno cadde nelle mani di Carlo Albct'lo. Carlo Alberto in rruel tempo portava il titolo cli conto di Carignano ; era molto giovane cd era folto segno n pr<:111111·0, a hlantlizic di ogni specie da part.e do i Carbona1"i, i rprnli fo H<lavano sopra di lui altissimo sp1w:m1.e. , Ch~ C~rlo Alberto nutrisse l'idea di dare indi pendenza ai popoli d Italia, idea uon nuova nella 1;m;a di Savoia, è crèdibile. Ma egli non r_rcparò ribellioui , non si la,;ciò trascorrere a fu r111ali promo~se. non si impegnò con patti e giuramenti; non presLò aiuto al la rivoluzione, non ebbe, in una pa rola, a che fa re coi f:arbouari. Quosto è il concetto del lillro ciel ;yranno. L'auLoro lllira a sc:tgionare Cado Al berto della imputatagli co11 11 ivunza eoi r il'o lto:;i , r, In fa con buoni documon ti. L' imprc!;a non era agcrnln, perchò per dnrc nnn ,;torin esa!!a elci casi del ventuno, occorre molta prudenza, per la vicinn11za dei temp i, e voglionsi molt(: prove, cl ifli r il i a rinve11i r, i. Il l\'la 11 11n si lamcuta anzi tli non a\·t·r potuto prevalersi dei documenti drgli archivi, nella ricerca rlei quali lrovò difTicolti1 << non por parte degli .i rchivisti, fior

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di libcralit.;\ e di cortesia (occorre dirlo), ma per gli ordini stessi " che ades$O reggono gli arch ivi di Stato » . Fi,;~o nella sua idllll, e non avendo potuto consultare i c:1n eggi, le r ivelazioni e le memorie elci profughi, !!li atti dei processi ed i documenti diplomatici e g0vernativi, si limitò alle carte eh(: gli sono pervenute per credil11 paterna, cd a quegli altri docnrneuti n lettcrn, che con graudc pa1.ir11za e costanza potè rocroglicrr . l i materiale :;1! ò s.c .11·:;0, b però importan te cd int1.n·nssnuLissimo. Le cn rtc di suo padre, il bnron M,11111 0, sono autcutiche n gravi. Il haro11 Monno coprì all.n n1riche nel Piemonte; fu con te111pora 11enrnnotc JJrimo uffì:.iale nel ministero dcli' iulerno e segreta1'io privato di S. l\L il l'ù Carlo Felice• . Pubblicando que~ti rlocuu1cnti, il )fa nno fa una promessu. « Depo,itario di nessuno, egli scri\'C, ~eiol to da ogni promessa, libero da 'lttalsiasi vincolo, ~aprò però mantenermi in qur.l riserbo ccl in quel rispetto cho sono non snhHnr,nte lodevoli, ma giusli e necessari in tempi di srrcnata cufiositù e di ricen;lw indiscrete » . I~ il riserbo cd il ri,;pctto i1npo$LO;;i, il )fa11110 li conser va iuviolati i11 tutto il lihro . ScriY<', ragiona Il di,nostro con moderazione e dipi nge i por$Onagp-i inll ucuti i.li quell'epoca col la scorta degli sLOS$i loro scr itti. Pafc di rivcdct· Yi\-i il Sutltorrr Santarosa e il .Fordiuaudo Dal-Pozzo, i cl111! mini,-1.ri clic ebbero par te grnncl issim.1 uell;:i rivolu.zionc. Si leggono i memoriali di Cesare Balho <' <lei genrra lc GiOC'nga, cho dc~ai ,·e 1' 11110, le azioni dd primo durante la rivoluzione, o dipinge l'altro , la coltnr.i e il cara ttere del ,;ccondo . · Ma pri ncipD lc rra tutti è i l rncn1orialc di Cnr lo Alberto. « Il principe di Carigna110 lia scriuo una sua composizione per iscusare la sua condolta. ]on fn stampata, ma sr. ne sono \·edule copio mauoscri !lr ". La corn posizio11n in di:;cor,o ha per titolo; Uappo1·t et rlétoi is de la Rérolutù,n qui ent lien en PiémonL clans le moi~ dt mars 1821. Alcuni pas;;i di questo rapporlo Ycnncro- pubbl icali nr.l libro Sùnple reciL, attrilw ito :i l rl c M.aistre, cd in cnrtc parti ispira to da Carlo Alberto . .I n questo memoria lr ~i riscontra tu tta la cand iclczw e la schiettezza d'animo tk•J giovane pi incipe.. Egli ra1·conl.a con chiarezza n <·ou sincerità le pn),;,;ioni nsatogli dagli ufficiali appartenenti alla più alta "or.ictit pi1·111onto,c•, qual i i Cnraglio, i Balbo, i C.outi cl i Sn n l\Iichcln r.d altri , per indurlo ad cnlrnre r1clla r.ongiura ,e fo leur répo1ulis quc jr ne pouvni" :ivoir ,ra11Lrn ma11ii!m d'agir quc colle qne In religion et J'honneur me prcscrivoit, el IJUC ricn au monde ne 111'aurait fa it départir do mes devo ir:' ". <<


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L!BR[

Il MarlllO ebbe cura di illustrare i suoi documenti con numerose note nelle quali figurano nom i di ·personaggi, coi loro titoli , gli impieghi che copri rono, le oiioriftcènze cl!ù ebbero ; vi è l'indicazione esatta doi nomi dei ministri in ca rica, dei sindaci del ·corpo <lec urionale torinc;e, dei segretari generali dei vari i ministeri, ccc. ; insomma un fondo ricch issimo cli notizie biografiche pregevolissimo . Vi sono qnattro app()ndici, e cioè: La 1·lllciz'ione ad majore,n Dei glohain, ,1pologia scritta da Carlo Alberto a Racconigi diciott'anni dopo i casi del ventuno, quando gii1 era re, e nella qua le rinnega cou vivacità ogni sua promessa o legame colle sèue. - Ono1·,i dopò il frocadero - Ccwlo Al/Jerto e Gifflenga - .ra gùmta aiitonoma. Seguono una bibl iografia di quan to :;i è scritto e stampato sui ca~i del vcntuoo in Piemonte, ed uu dizionarctto dei compcomcssi. Questo di:r.ionaretto « finora non fu compilato che incompleto ed in fretta. « Puta caso, dell'avvocato collcgi;:ito Tubi, si fecero i.re compromessi, « il signor Tubi, il signor Avvocato ed il signor Collegiato. Cercai << usarvi diligenza, ma feci lavoro privato, con private informazioni , ,1 perchè gli archi vi queste cose non le danno >> . In ultima analisi, l'egregio signor Manno ha fa tto un buon libro, uu libro che servirft agl i :;torici dell'avvenire, quando si poo·anno considernre gli eventi che condussero ali' unilicazione de!I' Italia, con men te serena e scevra dalle passioni che travagliano lo spirito degli. scrittori contemporanei, per quanto onesti essi siano.· È una intem;sante puhblic1izione, tanto interessante che so n'è do~ vuta far<1 nmì seconda edizione . l\'.la, come molti libri di questo genere, pecca nella liugua e nella forma, e farebbe arricciare il naso ad un academico del la Crusca, se un accademico della Crusca volesse porsi ali' impresa di segnarvi i uei di lingua e i difetti di stile.

<!011.Siderctzit>Hi Stiliti tUfeSt1 ter1•ito1•inle tlt!ll'.1 -

per ALESSANDRO L1v0Nr, tenente-colonnello del genio. Catanzaro, Dast<;l i, l8ì9.

tftlia

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È lien faci le comprendere che una questione come quella della difesa generale d'Italia abbia non solo sollevalo più che qualunque altra d'ord ine militare, ampie discussioni fra coloro che potevano tt'nttarla

B: P E RIOOlCJ

con dottrina ed autorità, ma sia altrcsì divenuta una giusta preoccupazione per chi sa scorgervi collegati i più vitali interessi della na.zione. Sono parecchi an ui clacchè fprnst'arduo problern.:i è rimasto ondeggiante nel campo delle speculazioni teoriche, sebb1rne nelle sue parti secondario, su lle quali non era no sorte spiccate controversie, siasi in.cominciato a dar m::ino all'opera. Ma d'altronclH questa lentezza, anzi titubanzn, clw ~i è mauifc~tata nell'a tto di adottare ddinitivarner.1te un completo progetto intorno all'argornento di cni si trat.ta, dopo i tanti che ne furono pu bhl ica ti, ù g1rnera ta dalla lotta delle più pregevoli .opinioni, discordanti sopra i principali punti del concetto direttivo cui dovrebbe informarsi la difesa pcnnarwnt~} del nostro paese. Non è quindi senza intrwesse se viene allii luce qualche importante lavoro, ehc con hirgo tributo di ragioni miri a far risalwre i principii, secondo i qual i meglio si~ può difendere l'in tegrità del nostro t~:rritorio contro gli attacchi dello straniero. Certo non si può pretendere che nelle particolaritit di ogn i nuovo progetto non riappariscono I<~ solite diyergc~nze degli uomini tecnicj, ma sarebbe, a nostro avv iso, già molto se con profondo e solleciLo studio si form:isse, circa i prineipali cri teri che debbono rego lare il pi::ino difensivo della penisola, nnn sel'ie e corn pet.,int1,, maggioranza. L'autore, a ragione, ha credu to di esordi re nel suo studio ricorcl:indo le pit~ radicali opinioui cho si manifestàrono intorno alla sorte delle l'ortil'icazioni per poterne rar risaltare c;on l'autorità dBlla stol'ia e del la scienza mi litare ia troppo contestata utilità. E·gli non disconosco i brillanti fotti di arditi condottieri che, getta tisi con tutte le loro forze riunite l'ni le piazze del nemico, ne oltrepas~arouo le lince difensive e gl i c,igionarono i più gmvi disastri. Ma sostiene pure che ùt tali casi le fortezze non fu rono crei.te cou giusto scopo di appoggiare l'azione del di fensore, ·il quale fu indotto a manovre erronee e disastrosi\ per mancanza di uua strctta ·corrispondenza fra le condizioni delle piazze fort i e le operazioni della difesa attiva. Ora i: appuuto nclridca cardinale ehe deve prestahi liro questo h~gamc e quest'armonia nella concorrenza di tutte le l'orze tlifeusive della trnzionc che si rivelano le maggiori divcrgeuzc fra gli scrittori mi!itnr1. Quali sono le liuee da fortificare? nove e quante debbono essere le piazw forti da costrnìre? Dobbiamo concentrare tutti i mezzi tli resistenza a Bologna, o rwlla pòsizione Piaccnw- Stradella '? Giova creare un ridotto centra lù presso Firi:nze, o presso H.om.. , r1tw.le nit.imo balnarclo contro una progressiva invnsione, o rifnggire da una simi le


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idea, c,orne da quella che si volesse col~ st,abi)ire un rifugio per poter capitolare? Il nostro scrittore non discute questi diversi quesiti , fino ad ogg;i assai dibattuti , cd evi tando ogni polemica espone le sue idee sulle princi pali piazze fortj esistenti in Italia . Secondo lui, Alessandria, pel suo spostamento dalla vera base di operazione attuale e per essere soggetta aJ dominio strategico di un invasore che operasse nell'alta valle della Borm ida ri nella regione appenuina , non può giovare ncll' interesse della ,lifesa generalo, co1uc per altre ragioni i! pure contestabile il valore di fensivo di Verona nelle operazioni contro l'Austria. Genova invece, sitnata al nodo delle comunicazioni che au.raversano l'appennino ligure, è perno di manovra contro il fianco di un esercito nemico che si av.anzasso lungo la destra del Po. Piacen;,,a , collegaw a Stradel la, in una posizione di un' im portanza st1·ategica di primo ordine, e Mantova, gran piazza centrale della zona f'rn il Mincio e l' Isonzo, sono, a suo parere, dotate di tutti i cara tteri della massima util itiJ. A questo punto comincia in vero lo :;volgi mcnto dal suo piano, non avendo nelle pagirw scors~i che nccounato in modo generico più alla . parte teorico-geografica clic a quella tecnica della questione. Egli e~amina anzitutto le tre natur:i li barriere del l'Italia con tro le invasioni provenienti dagli stati limitrofi; le Alpi, il Po e l' Appenni no . Non neg;t il principio che un'ardita o[ensiva sia il miglior modo di difendere un pacsci; rna tanto per la natura stessa della nostra frontiera, quanto per un complesso di condizioni che si rich i<~derehbero per una tale azione, ritiene che il sistema delle nostre piazze fol'ti debba esser regolato da un concetto pnramcnt,~ difensivo . Segne quindi il metodo della divisione per seuori nel considerare la ca tena alpina , e logicamente riconosce che cfo due di essi sopratutto possono muovere le più poderose minaccio contro _il nostro territorio, da ll'occidentale cioì: e dall'orientale. · · Di fronte all'ipotesi cli un' invasione [)tJl' parte di un eserci,to francese, egli giudica più adatta la difesa per lince interne da una posizione cen trale alle locali tà cui tendono le vie scendenti dagli sbocchi alpini pei versanti dell'alto Po. A tal,~ scopo propone di forti lì,:arc le posizioni atte ad arrestare agli sbocchi delle Alpi le colonne invadenti ed a spezzarne il l1~game mediante open~ di sbarramento . 1\ mrn ettendo poi la massima che per la difesa della valle del Po l'esercito italiano debba ccrc/lre con ogni mezzo di non lasciarsi ::;epurare dall'Apcnnino, che è la sua base di operazione, dimostra che la posizione Piacenza-Stradella, pei suoi em inenti caraueri strategici e I.attici, purchè sia fo!'-

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E PEHIODICI

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tificata a cava liere del Po, è il vero baluardo, il pi ù solido perno di resistenza contro le invasioni provenienti dalla fronti era che ci separa dalla Francia e dalla Svizzera . Ma fii1 qui le idee del tenente-colonnello Livonì sarebbero·in pieno accordo con qnelle già propugnate da altri forse troppo assolut;.HrWnt<~; se non che egli fa consistere in quella sola loca lità tutta la difesa d'Italia, anzi prende a dimostrare la conve1ùenza di una seconda po · sizione centrale dietro l'Adige per combattere gli attacch i di un ne·mico che si avanzasse dal settore orien tale delle Alpi. Mantova , posta dietro qnel finme ed al conflu ente del Mincio• nel Po , collegata con Borgoforte, soddisferebbe a questa nocessit~ e do web be essere conghmta alla piazza Stradella-Piacenza con doppie teste di pont<~ a Viadana, Casalmaggiore e Cremona . Noi abbiamo accennato che il piano difensivo dell'autore si fonda sopra un largo concetto nazionale; ccl infa tti egli è fau tore della convinzione manifestata da autorevoli persone che, cioè, perduta la valle &l Po, l'Ital ia non sarebbe tutta perduta, e che il patriottismo non dispèrante potrebbe, oon probabilità cli su ccesso, ravvivare la lotta . Però- se ammette che in tale eventualità non rimani~ che raccogliersi sull'Appennino, limita cli molto Fimportanza di Bologna come gran piazza centrale e propone per linea difensiva quella di Spezia-AullaCerreto appoggiata alle opere di sbarramento dei varchi in quella catena montagnòsa. Infine Iloma, a suo giudizio, diwe, per alte ragioni politico-militari, considerarsi come il grande ridotto cent.rale, sia che il nemico proceda dal nord, sia che venga dal sud. Perciò bisognerà solidamente fortificarla , ·come sarit necessario trasformare in un vasto campo trincerato la piazza di Capna, che copre la capitale del regno. Questo stlldio completo di un argomento tanto vitale è d'inconte. stabile utilità, perchè fatto e.on intendimento di trovare una solnzione che non escluda i vantaggi di akune importantissime proposte intorno al piano genera le della difesa. Rifuggendo dal particolarismo, l'autore ha saputo evitare di cader<{ nell,3 specialità tecniclrn troppo fam iliari all'ingegnerù ed ha attinto le sue buone argomentazioni sia dalla storia, sia dall'arte militare, sia da accurati studi geografi ci. Perciù il suo lavoro, ma ]grado una forma dimessa, sarà cercato e let.co con interesse tanto da chi desidera formarsi un concetto sul modo di difendere la nostra penisola, quanto da chi può giovarsi delle giuste idee che vi sono svolte nell'attuazione delle opere di fensive.

ANNO X'.l'.IY , V OL. IY.

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E PERIQD!Cl

.Za cont,•ove,•sin sulla va,•ia tolle1•a,i~,, 11e1• la vitti ,,ailit,n•e in Itnlia . .._ Appunti critici <lel dottor MAE. STRELLI, capitano medico al 27° reggimento di fanteria . Livorno, stabil imento tip. e l it. di Giuseppe Meucci, 1879. È un opuscolo polemico; ma si riferisce ad una q111st1onc cl' interesse generale, che è stata trattata nelle pagine della Rivista. Esso, anzi , non è che una risposta alle osservazioni critiche contenute in clue lavori pubblicati in questo periodico dal capitano medico dottor Guida ('I). Crediamo perciò di ricordare brevemente le origini della controversia e di accennare i punti principali del nuovo opnscolo, senza entrare nel merito della discussione . Il capitano medièo dot.tor l\faestrelli nel fascicolo di dicembre ,t8'17 del (}i.ornale di -mediti,na ·1n-ilitare pubblicava una Memoria intitolata: Considetazioni sulle cause delle perdite per malattie dell'esercito italiano, nella quale, fra le altre cose, facendo il còmputo delle perdite subì te dall'eserçito per morti e riformati nei due annJ ,t87,1, e ,t 8'75, ebbe a notare che erano in, maggior co pia fra i giovani provenienti · da certe regioni d'Ita lia che non fra riuelli appartenenti alle altre. In ragione del numero delle perdite, trovate in quel biennio, egli stabil-i la varia tolleranza alla vita militare del nostro paese. Divisa perciò l'Italia in regioni corrispondenti alìe divisioni militari della circoscrizione territoriale ciel ,1873 (salvochè bipartiva le divisioni di Roma e l.\'lessina, secondo era stato fotto _nelle Relaziom sanitarie dei due anni , · dalle quali egli riferiva cli aver dedotti i dati dei suoi calcoli), dimostrò che le regioni italiane erano comprese in tre zone, che chiamava di nrnggiorn tolleranza, di minore tol!eranza, cli eccezionale intolleranza alla vita militare. Disse la can~a della varia tolleranza e dell'intolleranza essere, più che il clima, la razza od altra circostanza generale influente sull'organizzazione umana, lo sta to orografico del paese; e non essendo ·essa remo vi bi le, ne dedusse che le nostre popolazioni montanare non verranno mai assimi late del tutto a quello delle grandi vallate nella resistcnw alla vita militare. ()) T,a Statistica sanitm·ia dell'esercito nelt'anno 1816. - S1ill'asse1·ita mino!'e atti.tudine fisica al ~crvizio militate di alcw1e pro,vineie italiane. - Dispense li e V!T, 1879.

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Contro ·questa causale, anzi contro il fatto stesso che vi fossero in Italia regioni di ece.e.z'ionale intollera;nza alla vita militare, insorse il ,dottor Guida nel prirì10 degli scritti citati a più di pagina. Sostenne che Jc deduzioni del dottor )Iacstrelli po6giavano su dati, non tutti presi daJJe Relazioni ufficiali, e in parte onzi , arbil!mriamente, senza .avvertirnù i lettori, da lui ripartiti frà le v~rie 1·egioni. Aggiunse che questi elementi così poco numerosi (non comprendendo che i due .anni soli) non potevano servire di fondamento per affermare che i nati di alcune provincie erano di eccezionale intolleranza alla vita :militare; tanto meno poi potr{va dir,,i Ja loro intolleranza essere dipendente dall'orogralìa; condizione ~he quelle regioni hanno comune -coi due terzi cieli' Italia. Concluse che prima di ass<1rire un fatto di .così capitale importanza per l'esistenza stc~ssa del nostro paese, era rnesticwi aspettare molti anni , cercandone gli clementi nello studio delle varie· stirpi italiane sotto questo aspetto dell'attitudine alla vita militare. Il dottor )laestrcllì nel nuovo opu~colo si scagiona prima cli tutto. del sospetto che egli abbia pensa tamente mancato di deferenza verso quelle regioni clel le quali segnalò la poca tolleranza alle armi - ch1J i ntolleranza non •vuole p·iù diirla JJM'chè fii espressfone molto ardita ed inesatta - e tanto meno poi dichiararla eccezionale, come fece già prima . Riconosce in segnito che i dati · presentati erano sc,m;i e non potevano condurre ad inappellabili. coÌìClusioni; ma erano però tntti quelli di cui gli era dato disporre: Confessa del pari che per riuscire ,esatto avrebbe dovuto rinunziare per l'anno •I 87,i alle perdite per riform e che non Brano · dalla Relazione ufficiale ripartite per regioni . Ma; trovandosi appunto cli fronte a scarsezza di dati, dice che non seppe rinunziare a quelli; bensì, usandone, li ripartì èon un criterio, ,che espone, e il quale, falso o giusto che sia, lo scagiona dall'aver agito artJ'(trnriamente, come fu asserito dal suo contraddittore. _Per -riuscire alla più scrupolosa esattezza rifa i suoi còmputi, e la-sciando da parte le perdite per riforme, calcola solo i morti delle varie regioni in rap[iorto alla popolazione · maschia eia 2.0 a 2.5 anni, aggiùngendo ai dati del bienni~ ,f87!~- 7t5 quelli nuovi dell'anno ,1876 . S_econdo il suo avviso le tre serie annuali di cifre proporzional1 che multano dal uuovo còmputo si mosl!rano -wviformi e parclllele, salvo scarsissime ;111ormaliti1; e quindi, non che infirmare le deduzioni che egli avea date nel sno primo lavoro, le confermano e provano il fatt~ - che in Italia si è diversamente tolleranti deHa vita mi litare secondo che si appartiene ad una o. ad altra plaga dello svariatissimo _paese . ·


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Questt., che è la dirno<;1,rnzione più conchinclente dell'opuscolo, appoggia con aItri raffronti e fa s~iccare con una. ta ~-~la grafì cn . . Abbinmo detto che uon vogliamo dare un g1~d1z10 _fra _le _oppo:,tc sentenze: pcrchù <lovremmo entrare nella di sam_ina del crit~Jr~ us~u ~ delle cifre stesse date in conto di prova, e nsciremmo cosLluon dc, modesti confini cli un cenno bibliografico. Dobbiamo però no~:ire che'. rigettata dal dottor l\foesLrelli l~ divisione, pri_nrn adottata, ,zone di tolleranz:1 e d'intolleranza, e ridotta la questione ad un prn o u~ meno di 1.01lcran1.:1, i due contendenti non dovrebbero esser lontam clall'inteudersi . · Il nostro collaboratore 11011 ha mai soste~ut? cl~e l'~ttitudine nlla vita militare fosse la stessa in tntt.e le provmctc d Itnlia. Eoli :n·ea detto che non vi sono finora buone ragione per fare una !:i~ist.; clossificazi om) della varia tolleranza e eh<~em mestieri studiarr: ~1 eglio la qnc;;Lione e con documenti P! ù _com~le_ti che '.1on_quell i soli che si possono ora avere dalle R_elnz1001 _sta_t1st1che samtarie. Con ciò In differenza cli pnrnre fra loro ci pare s1 ndncu a questo - hastnno, 0 no, i dati che si ha uno ora per decid<1~·e l_a qnesLione? AI dottor )faestrelli pare cli sì e ritiene che con essi s, poss.1 _a~·erc _la pi t'L limpida e positiva dimostrazione dello vari_a,tol lcra_nza m1\1tare ,_u Italia. Non fa porciò alcun conto delle anorniahla che s1_veggono p_m e ne«li unni stessi . le qunli sono.tanto gravi, :1 giudizio del dottor Guida, ciao fargli credere che da dati c~si vari~bi li non s~ ross~ fin ora tnu:1:n alcuna legge certa. - Chi ha ragione? Siccome la d1scuss10ne n?n m11 ~ ad alcun benefizio pratico, . ma resi.o tutta nel campo ;;pcculaL1vo, 1101 non pensiamo che valga In pena di mettorci. dalla pnrte d1 nessun~ dei d~ie; ma seguitnuclo il consiglio della più comune prudenza _ci asteniamo dal fo rmulare un rrnaln11que parere, · che potrebbe mo?'~ ficare in peggio l'opiniotte sull'attitudine _mi~itar~ ~l~ urw qnals1as1 pnrte del no;;tro paese, senza nv<'m <ruelle md1,cut1h1li prove che solo l'aHenire può darci . Jn U ll(\ terza parte, r1uasi appendice ali' opuscolo, il clotl.or Mao~ strelli esa mina un appunto, fatto dal cloLLor Gnida, nel scco~do dm lavori ciLOt.i ,;opra, ud tltl:I proposizione con tenut.(I in uno sc1:1tLO dc~ tenenl.e colonnello rneilico Fiori. Aveva rruesti el etto « che 1 po1/o_l 1 ita liani poi oIIrano una ben ma rca ta diver$:I fisica attitudine rii serv1z_i? militare tl faci!e provarlo col numero clegì i inabili costant,,mente p111 alto in certe regioni, co111 e la C,ilnbria e la Sarcleg11a » ('I) . li dottor

d~

· a'' •e,·vi:io mi!itcu·e. - Rivista Mili tare Hal.iana. (I) J yi11(lizi it'iclo11eita· {iSIC~ o Di,pc·nsa v, 1879.

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Guida sostenne che queste due regioni, le r1u:1l i sono le stesse che il dottor Maestrelli iwen già classificate come tli eccezionale intolloranr.a, non sono quelle che hanno il numero degli inabili cost:intementc più alto; ma non po::c in forse che vi fossero del le provincie che si trovassero in 'I LWsto caso; anzi ne fece l'elenco, tolto da llo Relazioni ufficiali del generale F. Ton o. Le ragioni conLrarie dei due scri ttori sono gii. note ai no:;tri lettori, che hanno leuo nella Ril;i.stci le loro pubhlicazioui origianl i, alle qnali li rimandiamo. I nuovi argom enti, addotti dal dottor ·Maestrelli in anpoggio all' vpinione del tenente colounello medico Fiori, sono tutti fo ndati su cifre e calcoli che n<m possiamo qui 1·itlro. dnrcc. Non ne diciamo crui ndi cli più ; a11(\he pcrchè il 11uovo opuscolo sposta la 1ruestionc dallo scopo pratico ( modificazioni al recl utamento) al quale miravano i due primi eontencleuti; e perchè il continuarla così, noi campo della pura polemica, potrci>JJe furia parere ad altri questione di regionaiismo; cos:1 bcu lontana, no siamo certi, dal pen,;iero dei tre egregi seriuori .

nov e,·e. Precetti di educazione. 'inilitare e sociale, per Pozzo, capitano nel 17° fanteria. - Rom a, Voghera, 1879.

Del

VINCENZO

Senza aodare in lunghe perifrasi, giova dichiarare ::;in da prmc1p10 che questo libro, dedicato a S. M. il Re Umberto I , o pubbl icato la prima volta, or sCln tre anni, in Torino, stante il sno scopo eminentemente cdncatÌ\'O o gli altri pregi che vi risaltano , è non solo interes.,allle, ma di una manifesta utilità. Ai nostri tempi , in cui tauto svil uppo e porfoziouamento acquistarono i mczr.i materiali e crebbero i vari elementi cho costituiscono le grandi masse degli eserciti, rimarrnnno sempre le ri~orse del gènio e le leve più potenti per vincere li} resistenze e le pi ù difficili prove clclln gu<~rra nella preponderante forza delle umane facoltà , la qual() ha il suo ,•ero punto d'appoggio in una solida e completn educ:izioue. Ora insegnare unu morale che contenendo le più indispensabili HOzioni del nostro diritto puhhlico, trnttando delle gravi questioni rigtui·clnnti la società, ispira i più nobi li sentimenti clel doYere, ed è fo111iliare e senza pedantismo ; far vedere il nesso tra i princi pi i della odierna


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civiltà cd il progredito spmto militare, con una filosofia elevata, ma che tutti possono comprendere , è ufficio degno di lode, i! sincero patriottismo. . A questo appunto mira il lavoro di cui si tratta, e ci rallegriamo· di vederlo riprodotto con aggiunte e migliorato in una seconda edizione, la quale tanto per la stampa, quanto pr!r la eleganza del volumetto, è riuscita ad accrescere il pregio del medesimo. Non occorre ora analizzarne le parti e darne un'·idea sommaria, giacchè avemmo luogo di occuparcene a lungo. ( 1) quando l'opcretla· venne alla lnce colle sne prime spoglie, e sin d'allora ci parve d1~gna di considerazione. Ma vogliamo tuttavia ri pctere che per la Jmona scelt.a degli argomenti ed una certa sobrietà non mancante di scorrevolezza nello stile, è assai adatta come libro di testo per coloro che sono chiamati ad esercitare non solo l'autorità del comando, . ma eziandio il loro dovere di educatori nell'esercito. E ad' avvalorare· questo favorevole nostro giudizio, ci basta ricordare che il libro di cni abbiamo dato un cenno, fu altrosì apprezzato dal maresciallo Moltke iri una lettera diretta all'autore, la quale si legg<~ in principio della seconda edizione. Auguriamo quindi a questa altrenanta fonuna qnanta ne ebbe la precedente .

1JLtt1H1el ,le fo,•ti/ication ile c11u,p,,g'tìe~ par le lieu-

tenant général BRIALMON'r. - Inspecteur général des fortifications el du corps du génie . .,_ Bruxelles, C. Muquardt, 1879 .. Nell'ora scorso anno in questo periodico (2), fu dato un cenno bibliografico dell'opera allora pubblicata dall'il lustre fortificatore di A1iversa sulla Fortifìcation du cham,p de bata'i,lle, nella quale si svolgevano i principii che regolano tale branca della fortificazione indicando la rnanier-a di applicarli nelle diversé contingnuze di guerra e nelle diverse condizioni del terreno. Non vi erano in masgima date norme lassative di esecùzione ; era insornrria un corso teorico completo (!) Vedasi il fascicolo della Rivistci milit<we di no vembre del 1876. (2) Rivista ,lf'ilitare Italiana. - Serie III, anno XXIII. - To1110 III, pag. 464.

E PERIODICI

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che poteva servire di base ·alla compilazione cli un manuale da carnpogna per l'ufficiale di trnppa. Tale appunto è il l'ffanuel de {ortifìccition de c11;mpagne che il generale Brialmont ha ora dato alla luce, siccome egli stesso lo dichiara in no Avvertimento messo in testa del libro. "Il presente Manuale, Egii dice, contiene un ri11ssunto, sotto forma didattica, di alcuni capitoli riveduti e completati della nostra Forf;i, fication div champ de bat(lfi.ltc, rnolli capitoli nuovi e numerosi par ticolari di esewzione resi necessari per la destinazione di q,;esto Manuale. « Nella Fortiftca.t-ion d!u chmnp de bataille, abbiamo esposti, discussi e sviluppati i principi i sui quali gl' ingegneri ed i tattici non si sono finora messi di accordo . Qneslc discussioni non potevano essere riprodotte integralmente in un libro !lestinato ali' insegnamento. D'altrond~ non ;ibbiamo creduto dover ridurre questo Mai;iale a ciò solo eh' è indispensabile, per insegnare ai soldati il modo di fare le buche da tiratori, le trincee da battaglia, i ripari per i pezzi ·da campagna, per meuere in stato di difesa le case, i gruppi di· fabbricati ed i villaggi ; per costrnire le barricate, le difese aw~ssorie e simili. « In tal maniera ridotto il nostro lavoro non sarebbe stato utile per gli umciali, che ct~bbono conoscere uon solo come si eseaniscono i"lavori sopra enumerati, ma henanco secondo r1nali principii ·~attici r. sotto quali viste d'insieme si applicano al ter'reno . ·11 no,tro Manuale comprendo adunqun tutto ciò cli°c l'uflìci ale di truppa deve conoscere di fortificazione per la difesa .dei posti e delle posizioni. Q1rnsto minimo indispensabile lo ch iamiamo fortifìca.z,ionc 'Ìm1:pro v·oisata o /oi·tifìcciz'ione campale. I lavori dì fortificazione passeggiera e di forti!ìcazione mista entrano nelle attr-ibuzioni delle truppe del genio, e si esegniscono sotto fa direzione degli ufficiali di quest'arma. » Esposto così lo scopo riel nuovo 1lfanitet de f'o·r tifkntion de cmnpag·1ie, passeremo_senz'altro in hre,;e rassegna gli argomenti ch e vi sono svolti . L' opcr:a contiene, oltre del!' 11'1.;vertimento giil detto, 17 capitoli, un supplemento, 3 annes:;i ., I.HJ(l ·nota, ,I, tavole di diserrno .. "t::i ' e vi sono intercalale nel testo ;H H figure, nitidamente eseguite. Nel capitolo I , come intrnduiion_e, sono svolti i principii genera li della fortificazione , dando i profili di qnèlla improvvisata , di quella passeggerD e di 1ruel la permanente e mista, indicandone k dimensioni principali e gli scopi con la nomenclatura del le singolo parti. Vi· si parla dei tr-acciati , dell" ampiezza dei srilienti e dei rientrnnti . dell'angolo morto, del fiancheggiamento, e sono indicate le diverse ·specie


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di opere che si costruiscono nella guena campale. È anche data spiegazionè sulle nomericlature tuttr~ inerenti al tiro e sulle differenti sue specie . Il II capitolo tratta della natura e della utilità della fortificazione improvvisata. A tal'uopo l'Autore svolge parecchie considerazioni , per mostrare quale influenza fav.orevole possano esercitare, sul morale delle truppe che li occupano, i lrincerarirnnti improvvisati che si costruirono già in ogni tempo per aumentare il valore difensivo delle posizioni. « Elevando, Egli dice, questi trinceramenti sul campo cli battaglia , si prende il nemico alla sprovvista, non conoscendone esso l'esistenza che al momento in cui s· impegna l'azione ; non può quindi apprezzarne esattamente il valore, nè prendere a tempo le disposizioni per evitarl i, superarli o girarli » . È poi dimostrato in quali condizioni sarà maggiormente utile la for tificazione improvvisata e la necessità di appoggiare le difese ai punti naturalmente forti . E dopo dell'enumerazione dei lavori di versi che si possono costruire in campagna per rafforzare una posizione, tenendo conto del tempo dispon ibile, della resistenza e dell'estensione che debbono presentare, il generale Brialmont passa a combattere la. tesi sostenuta da parecchi, che I' impic~go su larga scala dei trinceramenti ed altre opern campali possa rendere Limidt~ le truppc1 e meno proprie all'offensiva . Il risultato dei snoi studi e della sua · esperienza lo pone in grado di asserire che ciò è UN EnnouE, poich/~ ammes50 che debba trarsi partiLo dalle accidental ità tutte del terreno, tanto nelJa difensiva come nell'offensiva, ne consegne la necessità di formare ostacoli artificiali là dove il Lerrono è scoperto ed esposto ai fuochi del nemico. « La fanteria, conchinde, comprende oggi in tutti i paesi, che la rnnga ò utile al soldat.o quanto il suo fncile, e che forzandola, nella costruzione d~lle trincee, a vers.are il sudore sul campo di battaglia, si aumentano le probabilità del successo, e si risparmia il suo sangue. Il comandante cli esercito che sconoscesse questa grande verità, si esporrebbe a crudeli disinganni , poichè alla guerra bisogna sempre rneuere da lla propria parte tutte le probabi lità favorevoli, e lasciare alla fortuna solo quello che non le si può togl iere ». I capitoli III, IV, V e~ VI trattano del profilo, del tracciato o dei particolari di esecuzione delle buche da tiratori, delle trincee da battaglia e degli spalleggiamenti o ripari per le bocche da fooco da campagna e pJ:r gli avantreni; del!' ordinamento difensivo delle vie infossate, degli avvallamenti del terreno, d0i fossi, delle siepi, dell e

E PERIODICI 137 chiudende, ecc.; nonchè del modo di costruire, con materiali di circostanza , ricoveri di diversa natura o blindaggi per uomini . Non seguiremo l'illustre Autore in tale descrizione, la quale ci porterebbe . troppo olt1·e, essendovi le prescrizioni dettate in modo conciso per quanto chiaro, che le figure del testo rendono più evidente, e che a volerne solo dare un cenno, dovremmo riportare i capitoli per intero. Noteremo solo che, trattando dell'esecuzione.. pratica dei lavori, il· generale Brialmont ammette senz' altro che le truppe di fanteria cleLbanC1 esser munite di uno strumento portatile per muover terra . Egli vorrebbe dare una vanghetta a tutbi gli uomini di seconda riga, e for portare le gravino, le seghe, i piccozzini · e lo roncole da quelli cli prima riga . La vanghetta Litnnemann (pesa da 100 a 750 grammi ed è lunga 50 centi metri) adottata dall' Austria, dal !' Olanda, da lla Rnmenia, dalla Serbia e dalla Grecia corrw venne prima proposta , · ·con nn lato tagliente cioè e con l'a ltro a sega, è stata modificata co l togliere la sega, che si smussava presto, nell'esercito tedesco, in q1rnllo fran cese ed in quello russo . Nel VII capi tolo l'Autore mostra a quali condizioni debbono soddisfare le posizioni difensive. Nel limite almeno della portata della fucileria il terreno dev'essere libero da siepi, vigne, chiudende, avvallamen ti, fossi, ca nali, strade incassate od in rialzo , paralleli al fronte; le quali accidentalità non sarebbero utili che all'attaccante per annzare al coperto . , La prima linea di battaglia va stabil ita sul margine clell' altipiano da cui meglio si possa scoprire il versan te, ed indietro ed in alto si tuare le batterie anche su diversi piani, quando lo permette il terreno, per ottenere un efficace concen tramento di fuoco. Inoltre una buona posizione cli di fcnsiva deve e::iser tale clrn iI nemico sia obbligato di attaccarla o cli ritirarsi; deve essere favore volmente disposta rispetto alle linee di provvigioname1ito ed a quelle di ritirata ; che queste siano agevoli e sicure, non irnrn ediat,nnente dinanzi ad un largo corso d'acqua, o dina nzi ad una catena di monti nella quale sieno pochi e difficili passaggi; che le truppe ne possano shoccare in molte direzioni, oncf'o che la posizione si presti, e bene, ai rito1:ni offemivi, tattici e stra tegici; e finalmente che il terreno da occuparsi non sia troppo accidentato, affinehè le diverse parti del\' ordine di battaglia rimangano ben legat(3 fra cli loro, la di fesa sia continua e le comunicazioni i11diotrn del fronte fra il centro e le ali siano numerose, facili e <lif'ettc. La profondità dell'ordine di battaglia dipende dtil numero delle linee


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E PERIO DICI

di cui esso :;1 compone e dalla natura del terreno . Generalmentf\ s, · ammette una prima linea sulla crest~ od al ma_rgine dcli' alti piano, una seconda linea per sostenerla, una \erza per le riserve di divisioni o di corpo di armata cd una cruarta linea per la riserva generale post-a ordi nariamente al centro della posizione. S<~ l'annata ha più di due corpi, la distanza fra il centro e le ali è troppo grande perchè la riserva generale possa, in certi casi, accorrere in tc~rnpo àl soccorso di un'ala ; ed allora- debbono fo rmarsi alcune riserve speciali tratte dalla riscn ra generale, o preferibilmente dai corpi stessi che occupano le ali dell'ordine di battaglià . l a distanza fra le · diverse linee è determinata dalle condizioni del terreno, applicando la ·massima che « tutto ciò che non d<we essere immediatamente impegnato, deve tanersi fuori dell'azione del fuoco, ma a portata d'intervenire,, . La seconda linea, in terreno scoperto, ~. prescritto di porlà à 700 metri dalla prima, distanza questa che s1 può ridurre anche a metil, quando nell' interno della posizione il terreno è ondulato in guisa da permettere di sottrarre In seconda linea alla vista ed al fuoco del nemico . I.e riservl{ di divisioni o· di corpo di armata debbono porsi al minimo a 600 metri cfalla seconda linea, e l,i riserva generale a 1500 o '.2000 metri dalle riserve ora dct~e, per sottrarla dal fuoco dell'artigli<~ria . nemica che si stabilisce a non meno di 1800 metri dalla prima linea di battaglia. Cosicchè la profondi tà dell'ordine cli battaglia o dalla posizione sarà dai 'il800 ui 3300 metri, non compreso lo spazio occupato dalle truppe in ordine ::;parso, dai loro sostegni e dalle loro riserve. Per la densità dell' ordine di battaglia , l' Aulore ammette come buona media per l'ordine difensivo quella da 8 a ,f O uomini, e per l'ordine offensivo quella cli rn a if:2. nomini pE:r metro corrente. Come formazione di battaglia è propugnata quella di divi:;ione e di brigate per ala , pei vantaggi inerenti a tale for mazione; ma per le brigate invece s.i preferisce la formazione per linee, a/lìnchè ciascuna rimanga :;otto gli ordini elci rispettivo comanclanlc, e l'azione riesca più efficacH e pi ù vigorosa . · Per scag'ionarsi poi di aver. trattato qnestioni cosi elevate in un libro didattico, il generale Brialmont dichiara , che i principii che regolano la scelta delle posizioni per un'armata sono anche applicabili, in certi limiti, alla scelta delle posizioni per fràzioni di truppa . << hrciò, dice, abbiamo voluto esporli in questo :Manuale, che ha per oggetto cl' insegnare agli ufficiali cli truppa il modo di occupare o di trincerare il terreno » .

In ultimo vien fatta notare .la difficoltà di rinvenire buone posizioni da lrnttaglia nei terreni montuosi, e gl' iuconvenient.i che . presentano· le pianure molto estese, qnàndo l'occupanle non abbia grande superiorità numerica di forze. · Premesse tutte le precedenti nozioni, nell'allro capitolo, l'YIII, l'Au-tore passa a dare le norme per ordinare praticamente a difesa una posizione, in,"licaudo dove va stabili ta la prima linea di battagli~, dove gli avamposti, i piccoli posti e le gran guardie. I punti cli appoggio a'banzati e quelli i11.tercalati uaturali (villaggi, gruppi di case, fat.:. . torie, ecc.) e quelli artificiali (ridotti, Iunette, ccc.) debbono essere in picco! numero, ma fortemente costi tuiti, e vigorosamente difesi. Fra di questi punti od ·indietro di essi ~lebbono essere scelte le posizioni più favorevol i per le baucric di divi~ione e~ cli corpo; e. fra le batterie ed i punti di appoggio interca lati debbono costruirsi le trincee da battaglia della prima linea. Alcune volt<~ va anclrn trincerata una posizione di ava;nl'inea postu a 1MO o 2000 metri innanzi, allo scopo di meglio nascondere le proprie disposizioni, avere maggior tempo per ultimare i lavori sulla posizione principale, ed invece obbligare il nemico a spiegare le sue fo rze. In queste posizioni avanzate non debbono intercalarsi opere chiuse o fa cile a chiuderle alla gola, alTinchè- non si renda poi mala'gevole di scacciarne il nem ico quando se ne i'osse impadronito, e affinchi~ questi non possa appoggiarvi i .suoi movimenli offensivi o sostenervi la sua ritirala. L'impiego in gl'ancli musse dell'artiglieria sul campo di battciglia, secondo l'Autore, sarebbe più favorevol e per l'at.tacco che per la difesa , la quale non conoscendo, generalmente, il punto su cni il nemicoporterà il grosso delle sue forze , clev(~ mag~iormente dis,eminare le sue batt~rie. Hiliene Egli che le grandi batterie, che si adoperarono nella guerra franco- germanica, occupando da 2 a 3 chilometri (.Boriiy) lìno ad 8 chilÒmetri (G-mvelotte) di sviluppo, innanzi ed indietro dalle quali non si può, nella maggior.parte dei casi, spi<~garc !a fa nteria, presentano seri inconYenien ti. E che perciò ò più vanlaggio,ò post.are almeno le bocche daJuoco elci maggior calibro su lle al tnre dietro della, prima linea, ove sono meglio protette e possono rimanere più,a lungo in posizione. Quando il terreno non presenti t~li nltnre, ridurre anche~ di metà gl' interval li fra Fezzo e pezw, con che non crede il genernlc Brialmont di .esporre troppo i scrvenri $O si pongono i pezzi dietro appositi ripari o se si costruiscono batterie continue, ovvero ancora se si riuniscono per coppia i pezzi diet.ro ripari doppi intervallat.i di "6 a 30 metri. Dietro le batterie è prescritto cli lasciare unr spazio libero, .

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di 700 ad 800 metri, e lateralmente ind1etro di ,i;so metri per parte. Come buone po,izioni per l' artiglieria si considerano qnelle da cu i può battersi completamente il terreno dinanzi, possoi10 infi larsi le strade che vi conducono, si possono battere obliquame11t0- le colonne che arrivano dai posti di raccolta, le strette e massime i loro sbocchi ed i punti in cui è probabile che il nem ico stabilisca le sue batterie'. E fin~ linente sono considerate -btwne local ità per I' artiglieria quelle .da cm s1 protegge la chiave della posizione, quelle da cui si fiancheggiano i posti avanzati della linea di battaglia, e quelle da cui si battono cl' infilata e di schiancio i pendii che conducono alla po$izione e le pieghe del terreno che si trovano dinanzi . Come si vede tutte queste disposizioni sembrano riferir::;i alla clif~n: iva ~d in ten~no p!auo'. poichè in terreno accidentato sarà poss1b1le spwgarc la fanteria dmanzi od indietro alJe gr,rndi batterie, senza mascherarne il fuoco nei pri mo caso, o senza esporla all0- sche<me ·dei colpi dirNti contro dell'artiglieria nel secondo . Nell'offensiva ~~i l'impiego in grandi masse dcli' artiglieria, che va successivamente e~ltrando i.n li nea eon lo svolgersi dcli' attacco, sembraci indispo11sabde, massime per schiacciare l'avversario in quei punti sui quali vuol portarsi l'azione. ·Insom ma l'artiglieria oramai in campagna deve formare per così dire l'ossatura dell'ordine di battaglia, iniziare l'azione e condurla fino a tanto che .1' una delle due parti sia scossa. Allora solo la fanteria, per quanto 1'11zion1:i del suo fooco siasi resa efficace con le moderne armi porta tili, potrù slanciarsi per terminare il combatLimen t? ed occupare la posizione nemica, accompagnata perù sempre ·da batterie che la rafforzino e costituiscano i capi saldi della linea, Hn:'hè non giunge il turno dcll' inseguimento per parte della caYalieria, ancor essa accompagnata dalle sue speciali batterie. . Dopo di ave.r discusso sulle posiz.ioni da far occupare dall'artiglieria, il generale Brialmont passa a dettare lt} nonne come costituire i trinceramenti della prima linea di battaglia, che Ynole fo1:maLa da ridotti campali'. posti. a circa 2000 metri fra loro e sui punti naturalmente f~rt1 . dai qt~ah pl~ò fi an.cheggiarsi la 'linea, battere gli .accessi princrpa.lt, dom'.nare I punti. cli ap poggio avanzati e dirigere fuochi obliqui o .~1 rove::;~10 sulle colonne nemiche che tendessero di passare fra g) mten all~. A.. tale oggetto C?ii YllOle anche armare i più irn portanti eh questi ndou1 con alcune bocchr~ da fuoco. Il rimanente del la linea .. va occupata con trinccè da battaglia, che abbiano fra loro larghi .in.tervall i per facilitare i movimenti dcli' artigl ieria e della cavalleria. In secondn linea le truppe debbono essere riparate en tro pieghe

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del terreno o dietro o:;tacoli, naturali, ovvero prot!3tte con trincee in linee spiegate o sn più linee sùccessi vc. Quando . se ne abbia il tempo, è prescritto di rafforzare la posizione costruendo una seconda linea di difesa a '1000 o più metri dalla prima, costituita da ridotti, tri1rcee da battaglie, abbattute, ccc., utilizzando tutte le accidentalità e gli o:;tacoli che presenta il terreno, e lasciandovi larghi intervalli per render fo cile la ritirata della prima linea . Nell'offensiva, impegn.mcloi;i l'azion e sul terreno che ancora deve conquistarsi, l'Autore ritim1e indispensabile prestabilire le lince di ri-· tirata da tenersi in caso d'insuccesso, e su tali lince, dietro un ostl\COlo serio e facile a di frrndcrsi, preparar,~ acconce di fese. Se l'offensiva riesc13 (3d il nemico è scacciato dalla posiziono, allora prescrive di fortificare con $Olleci tudine i punti principali del terreno conquista!to, costruendovi trincee da battaglia, barricate, ecc., per impedire i ritorni offensivi, e preparare a difesa le nccidentalitit del terreno e le opere conquistate. L'ordinamento difensivo delle local iLà che offrono riparo e che debbono servire come puoto cli appoggio tattico in una posizione, forma oggetto del capitolo IX, e compie le norme di massima · da segui re per mettere a difesa le posizioni· da battaglia. In questo capi tolo assai im portante, e snl quale ci è forza di sorvolare, trattandovisi particolareggiat.ament.e di norme speciali di lavoro che non /1 possibile di riassumere, vi è trattato in snccessivi riparti: ·1 ° dell'ordinamento difensivo dei boschi, grandi e pi ccol i, al loro p.erimetro . e nell'interno, secondo che occupano il centro della posizwne od una delle ali ; · 2° dell'ordinamento difensivo di un fabbri cato, facen done , dopo . delle norme di massima , l'applica7,ion1:i ai caso particolare di una casa c?n giardino ci nto da muro, per mostrare il modo come debba pra tt?amente procedersi nelle varie ·part.i che la compongono ecl i lavori dm~rsi che vi si debbono <!seguire ; 3° della messa jn i'tato di difesa di una grande fattoria, situata sui fronte di una linea di battaglia, composta di diversi fabbri cati, cortile e giardino, indicando i lavori diversi da far visi, il tempo e ' la forza in uomini occonente per la loro esecuzione; . . fl 0 della messa in stato cli difc~a dei villaggi, considcrnndo tre chstinti casi, qua11do cioè il villaggio. sia isofoto , quando sia sitnato sul fronte della linea di battaglia e quando sia situato sni fianch i della linea stessa.; · 5° con le norme drte <nl rJrecc1 · to, 11· 1 ques · to v1·e.J1 falta. " t" .'leute · npar


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I'applicazione dei principii · èsposti alla difesa di un villaggio determinato, secondo che si abbiano disponibili solo poche ore, o se ne abbiano parecchie, e che il villaggio abbia o pm no 1' importanza di essere chiave cl,~lla posizione, ~acendo all'uopo il calcolo dellè trnppe nece,sarie per la esecuzione dei lavori, cli quelle occorrenti alla sua difesa e del modo di postarvele. I capitoli X, XI, XII e XIII sono dedicati ai ridoni campali ed alle lunette, dimostrando l' util ità dei ridotti e la necessità di costituirli ad opere chiuse, specialmen te quando debbono armarsi con artiglieria . Vi si tratta a lungo delle condizioni cui debbono soddisfar<~ i ridoui e le lunette e del loro modo di pratica costruzione, determinandone i profili cd i tracciati più. convenienti, e presentando tre tipi diversi di ridotti, destinali il primo ad essere occupato da una compagnia di fanter ia, il secondo da due compagn i€: di fa nteria e da una batteria da campo ed il terzo da nn battaglione di fanteria. Per ognuno di questi tre tipi· sono dati\ le norme di tracciamento e di costruzione, il tempo e la forza occorrente per la loro. esecuzione. Le difosc accessorie formano argomento del XIV c.apitolo, sul riuale . passeremo anche celeremenle, per la ragione già indicata di non poterci addemrare in · troppo minuti particolari . Si danno in questo capitolo le norTnC)tlttc di costruzione per le al,battute naturali ed artificiali o di trasporto, per i p'iccoli picchetti, pei reticolati dii filo di ferro, per le b1.lche d:i lupo, per le pMizzate, per le caponiere e pei btockaus; norme tutte rese chiare e faci li median'te una lucida esposizione e coi disegni che vi sono riponati pagina per pagina . Il capitolo XV tratta dei ponti improvvisa ti o di circostanza, ai quali l'Autore pone molta importanza. l< Alla guerra, egli dice, si presentano parecchi casi in cui nn distaccamento di fanteria o di cavalleria è obbligato di pass11re rapidamente un fìume od un fosso, senza ·che vi siano presenti truppe tecniche per costruire una passerella od un ponte di circostanza. Debbono dunque insegnarsi ad o<mi uffi cialr di trnppa i mezzi come trarsi fimpaccio .in questi ca~i :;peciali, coi soli strumenti che portano i soldati e coi mateeiali che pos. sono ritrovarsi snl luogo " · Ciò premesso, sono descritte le passerel le oO'a\leO'00O'ianti formate co11 . · uno, due o tre alberi, da nna sola o da t.utte c1 clu e le sponde. Poi si tratta delle passerelle appoggi;ite sulle due rive, presentando otto diversi casi : ,1° quando la velocità dell'acqua è piccola, cd è. possibile procurnrsi tronchi di alberi in sufficienza per formame lungo la sponda

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una specie di zattera, lunga per quanto è largo il fiumicello, cl.1e si fa poi convergere in traverso alla corrente; 2° quando deve passarsi un fosso profondo o corso di acqua a rive scoscese nelle qua!i non sia possibile intagliarvi le rampe, allora elevare la passerel la al diso pra del livello dell'acqua; 3° se il fosso o corso di acqua ha larghezza di soli 5 o 6 metri, appoggiare sulle due sponde alcune travi o ti·ond1i. di albero e su di essi con tavole, travicelii o rami formare l'impalcata. Sono indicati tre diversi modi per far passare le travi di sostegno da una sponda all'altra; 4° quando il . corso di acqua ed il fosso hanno lar,,hezza mall'gi.ore di 6 metri, allora forma_rc, una fila di' botti o gabbioni riempiti d1 terra nel mezzo della corrente, da servire . per appoggiarvi le travi delle impalcate. Come corpi di sostc~gno sono anche indicati i carri a due e meglio quelli u quattro ruote ; 5° quando il corso di acqua è molto largo e ·le travi delle impalcate di piccole dimensioni, sostenerle col mezzo di grossi puntelli piantati su l fondo; · 6° come corpi· di sostegno possonsi formare anche cavallct.ti costi~niti da due ?am!rn, . un ?appello e due traverse, e n'è pure indicato 11 modo assai sernphce .cl, costruzione; . 7° ccl 8° sono dati infine i modi di costruire altri due diversi corpi di sostegno , il cavalletto francese cioè e qneJJo belga; Al XVI capitolo si danno le nonne come eseguire i lavori di accampamento, ·presentando diversi tipi di ricoveri irnprovvisati, di · cucine e di latrine. E finalmente nel XVH ed ultimo capitolo sono fatte parecchie applicazioni delle massi me dettate lungo il Manuale, trattanc!ovisi ~elle linee continue. e ad intervalli, delle teste di ponte, della '.hfe~~ dt strette, del modo come costituire i campi trincera ti prov:1.sor.11, .ecc., prese11tando a1 1:uopo diversi esempi con speciali conchz1om d1 terreno, e mostrando la maniera come in oO'ni circo0 stanza va meglio risoluto il. problema . « I trac~iati ed i profili descritti uei precedenti capitoli di questo Manuale, dice l'Autore, possono applicarsi in tutte le circostanze della guerra . L' ufficiale di truppa che ne avrà fatto uno studio accurato e ~h~ conoscerà bene la proprietà dei diversi tipi di opere, non sari mai imbarazzato ryuando dovrà trincerare nn campo od una stretta, costruire una testa di ponte ocl organizzare una parte della linea d'investimento » .

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Nel S1tpplemento, per ultimo, è fatta l'analisi fra il riparo per pezzi da campagna proposto nel capitolo IV, e quello descritto nel 1lf.a:nuale del pi.anitre tedesco, e sono dati altri tipi di spalleggiamenti per batterie e por pezzi accoppiati. Negli Anness·i, sono riport.ati parecchi dati sui pesi delle diverse terre, dei legami e dei materiali da rivestimento, sullo spazio occupato dalle trnppe in battaglia ed in marcia, sul tempo necessario per abbattere alberi di diversa grandezza, nonchò parecchi dati balistici sui cannoni da campagna belga, sul fncile belga Albini, su quello francese modello 187,i., e sui fu cili delle principali potenze emopee. 1

Il resoconto faHo dal nuovo ilfonn~l de fo,rtification de canipagne del generale Brialmont, per quanto breve, nei limiti impostici di una semplice bibliografia, sembraci sufficiente a mostrare l'importanza di quest'opera, la quale ha il raro pr1~gio di es;:;ere scritta , per quanto concisa, con la massima chiarezza, e di poter essere · intesa anche da chi no11 fosse molto addentro ne.Q:li studi delle fortificazioni. Crediamo perciò che il dotto generale \eiga abbia completamente raggiunto lo scopo propostosi , di pubblicare cioè un Manuale per l'ufficiale di truppa . Vogliamo augurarci che presso cli noi possa del pari aversi, e fra non molto, una consimile p,ubblicazione, e definire, d'altra parte, una questione alla quale poniamo grande importanza , quel la cli adottare cioè uno strumento portatile da guastatore, la vanghetta Linnemann od altra consimile. E potervi così istruire le truppe di fa ntf ria nelle loro esercitazioni ordinarie, ora che per l'esattezza e rapirliti.t del fuoco di fncileria e per la non minore efJìcacia di tiro dei proietti dell'artiglieria da campo (granate ad anelli e shrapnels), si i: reso indispensabile alle truppe di coprirsi in ·qualche maniera con gli ostacoli naturali in terreno accidentato, o con queJli artificiali in terreno scoperto, che è il caso più frequente. Ne siano prova i · lavori campali fatti dal le truppe francesi e da rruelle tedesche nella memorabile guerra del 1870-7 1, e specia'lrnente quelli dell'ultima guerra russoturca in Oriente, e la sqllecitudine con cui gli eserciti di Germania, di Austria, di Russia e di Francia , senza dire cli quelli delle. potenze minori, hanno adottato il lorò strumento portatile da gnastatore . Con questo nuovo Manuale l'illustre generale Brialrriont ha quasi com pie Lata la serie delle classiche opere, che da più anni va pubbÙ-

cando sulla difesa degli st(Lti e sulla moderna fortificazione (1). E diciamo quas'i,, poichò, sebbene a partire da l concetto strategico sulla scelta dei punti da fortificare ail'interno ed alla p(iriferia di uno St.ato, sia egli venuto man mauo svolgendo i particolari tecnici di costruzione per la difesa dentro terra e per quella li toranea; e s<~bbeue col nuovo 1lfannel e con la Fort'ification du chc/J1np de /Jataille, non eh è con la precedente Fort'ificnt,ìon irnprov'o'Ìsée, :ibbia completato quanto si riferisce ai lavori da campo ; manca tnLtavia una parte, e la non meno importante, oggi che si accrebbero ta11to i mezzi dell'o/Tesa, vogliaiuo dire rp1ella relativa all'attacco delle moderne piazze forti . È vero che nel capitolo XXXI dell'opera El1tides su1' la rléf'ense des Etats et swr la fort·i/ication abbia Egli trattato delle Considera.ziorvi gene:rali siiU'attacco delle pùizze forti, ma deve notarsi che l'opera anzidetta data già da sedici anni, H che dalle n1assinrn del Vanhan yi si passa alle c~nsiderazioni che potevano in quell'epoca trarsi tlall'assedio cli Sebastopoli, fauo con mezzi di attacco e di difesa tanto differenti da quelli attuali. Ci auguriamo perciò che· il dotto gcmerale belga voglia completare questa lacuna, dandoci presto un suo t.raltato od un manuale dei lavori di as;,edio per cspngnare una p,iazza forte cosLi tuila alla moderna maniera, valendosi dei moderni mezzi di attacco .

(I ) Étudcs sw· la dé(ense des Etats et s1w la fo·rti{ìcation, par A. Hn1.u. ,tON1'. 3 voi. Paris , 1863. Traité de (orh{ìration po~ygonale, par A. B11i. r,MONT, ç olon el d 'éta t-maj o,·. 2 voi. -

llrux:elles, IS62. La (o,·V.(icatfon t> fossés secs, par A . B11r.u1110NT, colone l d'état-majol'. '<i volumes. Bruxelles, 1872. La fo,·t·ification ù»J.)rov·visée, po i' A. B11w,M0N1·, colonel d'é tat-major . - J31·uxell es, 1870. Eh1des sn,· la foi·ti[icat ion des Cltpitales et L'ùwestissement aes camps 1·ét1·a11clu!s, par A. B111HMONT, colonel d'élat-major. - Paris, 187:3. La dé(ense des Etats et les camvs ,·étrnnchés, par A. Bn1A1,,io,1, inspecte\n· géné1·al des fortifica tions et du c orps du gén!e de Jlolgiq ue. -· Pal'is , 1876. , La (a,·ttfì.cation du· champ de bataiUe, par A. B111.1u1o,1, inspecteur génél'al òes fort1ficat1ons ec du corps du gén i~ de Belg ique . - Bruxc\Jles, 187S.

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Die Occ,.ep,ition. Bosnien.s u11d lle,• llerceqt>tJina 1.l11wcli H: li.: '.l.'1•uppen i•n J1.1,lu•e 1S"'ZS Wien , Waldheim, 1879 (1).

li '10 ·agosto le truppe d'occupazione (6a e 7• cli1risione, XHI corpo) che erano sotto gli ordini diretti del generale in capo. barone Filippovic, avevano compiuto il loro schieramento strategico sulla linea Zcnica-Yitez. Appena riposate le quallro brigate di prima linea (composte di ~O battaglioni, 3 compagnie tecniche, ~. squadroni e 52 pezzi d'artiglieria), il genenile decise di riprendere la marcia su Scrajevo, ad onta della situazione infel ice in cui sapeva la divisione del generale Szapari nella Bosnia orientale. Se riusciva a battere gli iusorti su ambed ue le linee d'operazione (stradc Kiseljak-Serajcvo e Visoka- Scrnjevo) e a giungere inaspettato sulla ca pitale, poteva sperare d'espugnarla senza sanguinoso contrasto. · Seguendo questo conceuo, il 4,i. agosto le imperiali truppe diviso in due colonne mo~sero verso l'obbiettivo comune: la. principale col' quar~iorc generalo del corpo d'armata per Kiseljak, la secondaria sotto gli ordini del generale Tegetthoff, per Visoka. LI 20, se forza maggiore non lo impediva, dovevano porgersi la mano avanti Sarajevo. Durant.o la marcia il contatto nelle due colonne mantenevasi por mezzo di drappelli spi1tti per le va lli latern li. .Lo truppe erano allegerite da tulle. le impc,fonenta superfluo, e per il trasporto dell'indispensabile, sostituirnsi il sommnggio e carri del paese, al pesante traino regola.meutare. Il ,t,I, la colonna principale rnggiunse Vitez scnz'c}ssen~ inquietata, mc11tre la. secondaria del generale Tcgotthoff ebbe a scaramncciare, preludiando così al combaLLimento che l'indomani dovette sostenere per scacciare gli insorti dal le posizioni dietro a. Kakanj . Combattim,ento delfri colonna secondaria presso TCakanj ('15 agosto) . f - Giace I<akanj nel punto dovn la valle della Bosna, fì no allora 1 assai angusta, si allarga a. 500 ed anche a ,1000 passi. I pendii che l'accompagnano a destra sono bast.antemcnte dolci e praticabili, mentre quelli di sinistra sono assai rigidi cd aspri . La colonna Tegetthoff oltrcpassava la suddetto localiti1 sonza incon(I) Vedi Bivùta militare, mesi di maggio, giugno e sett.embro 1879.

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i.raro il nemico e il grosso (sotto la protezione delle truppe di sicurezza spinte a 2000 passi avanti e sui fianchi) crasi appena. accampato, quando queste e q1rnll e rurono fatte hersaglio di .u,~ viv!ssimo fuoco per parte di hande d' insorti annidate su ambedue , fianch i della valle. (Un'ora pom.) IL campo prese le armi, riuforzò lo ali clegli avamposti e per quanto il terreno favorisse la difesa. e il nemico pugnasse con valore ten tando qualche pania le urto offcnsi,vo, pure alle 6 di sera ammutoliva il fuoco su tutta la lincn. Gli insorti, respinti di posizione in posizione, sopraffatti . dal numero (4-000 Austro-Ungarici contro HOO Bosniaci) schiacciati dall'artigli eria si ritirarono, senza che le trupppe austroungheresi, esauste dalla penosa marcia compiuta prima della lotta, potessero inseguirli. Le truppe imperiali ebbero a. lamentare nell'azione 4 ufficiale, 3 soldati morti, 2l fori ti o 2. dispersi . Mentre la colonna secondaria batLcvasi. la. primaria, inf,or:mata che anche su lla sua linea d'operazion e racluuavansi stuoli d'armati per cont.rastarle il passo, prondeYa accoucic disposizioni per rovesciare con un solo sforzo ogni ostacolo . « Nella guena cli montagna» dice la relatione del generale Filippovic. « s·i marcia nella valle e si combatte f-U llc alture che la fiancheggiano ». « Lo scacchiere di marcia diviene lo scacchiere di lolla. <e ~ell'opportuna di visione e disposizione delle forze sta il segreto « del successo . Il formulare fo lic,:rncnte uu piano di combattimrmto « su suolo montano i:l :issai più diflìcile che altrove, poichò le sca« brose comunicazioni e le asperiti1 del tereno view.no il cambiarlo o " modificarlo 1, . Saputosi al quarti er genera le del corpo d'ar~nata ~he. l'i nscl!~tura \ presso IIan-Tijelalovac, forte per se stessa e r1ngagl1ard1ta .da K~la.~ e da Karaulas sui due lati della strada, era. occupata da molti Bosnia.ci muniti d'artiglieria, il generale Filippovic si limil.ò ad avvicinarvi il 15 le sue truppe. · . J,i oio poi all'enunciato criterio, predispose il suo accampamento di batta~lia in gnisa da tentare il Hì l'auornia.monto tattico d'ambo le ali avversarie, mentre sarebbesi temporeggiato al centro. Com.balt'i?nento delta colonna p1'-i-Mipale presso Han- Rj!!lalooac. (16 agosto) . - All'alba incomincinno i movimenti per l'nttacco delle posizioni ocultamonte occupate dal nemico. · L'attaccante combatte su terreno a lui iu complesso assai sfavorevole,


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LIBlìl H8 r scblJcne la colopna di destra per la giacitura dei poggi e per la na tqra ,/ loro boschereccia, possa ;sperare di giungere non vednta sul fianco I nemico. J.a strada che dà la direzione cli marcia sale leggiermen te fi n , clic raggiunge l' insellatura cli Han-Bjelalovar, dove i do,;si che la stringono daJ)presso formavano un'eccellente posizione difensiva . Presto l'avanguardia della colonna cont.ra le inizia il fuoco contro i Bosniaci, che ben copf}rti dietro ostacoli naturali, oppongono una tenace rosis tenza . Le colonne Jiancheggi::nlt.i frn tta nto attra verso a di lfi coltit di terreno singolari , cercano eseguire il loro mandato; ma tarctano e il genera le in capo, presente al centro, è obbligato spingere nell;:i loti. a J'ronlale altre trup pe e fare. battere _gli insorti dall'artiglieria, la quale dopo infiniti stenti ha trovalo una posizione da cui bersaglia la bocca della stretta ostinatamente cli fesa. E1Hra in azione la colonna sinistra , ma il nemico sta sa ido; solo alle ,1,1 rp.wuclo anche qnell;:i di dest1;a cli sorpresa unisce il suo al fuoco dei compagni, per un momen to· fer ve In lotta pi ù accanita che mai, ma poscia tace e gli insorti fuggono frettolosi spinti ila panico terrore. Sn birono J1Clla rilirat.a perdi te considerevoli, poichè presi di fianeo e battuti a shra p1rnl, dovettero abbandon1i!'·e la stnicla di Serajevo e disperdersi nei monti nel la direzione cli Visoka, dove fu impossibile più oltre inseguirl i. Libera la ;;Lretta , il genera le in capo ordiÌ1ù la marcia in avant.i in ordine di combntti rnento, per accnmpa rH la sera a Fojnicka-Cnpria e 13rezkovsho . Si stima il nnrnero degli insol'l.i a ;j000 con 6 canunoni, i 1p.ia li però mal collocaLi e n,al servi ti, presero pochi~sima parte al combattimento. Gli Anstro-Ungheresi che entrarono in linea furono 3500, con ,i,\. cannoni . Gl i insorti lasciarono ,100 prigion'ieri e largo botlino di fuci li, mnnir.ioni , viveri , tende e cavalli. Le truppe imperiali ebbero 3 uomini uccisi e un ufficiale, 32 soldati l'eriti e ,1 di:-per~o . Un reggimento della Ga divisione (colonna secondaria) incnricato di cercare iI contatto colla coloùna principale per l:1 ·1nu lauiera SndnicaZioica, sostenne nel medesimo giorno- una breve lotta presso Sebine contro fi.OO red'i.{'s che volevano cl1iudergli la via. lnta11 Lo giungeva a cognizione del quartiere generale che '.25 battaglioni di rec/Jif's regolari cci alcuni di nisams si emno u11 iti ai rivoltosi e che tnue le artiglierie e casse del pa ese erano in loro possesso ; rii

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più 'si potè arguire che la presa d'. Scraje:o n~H:1 avr~bbe s_pen~a l'insurrezione, poichè Hadscha.~ ( preti) venuti da Costantmopoli pe1,correvano la contrada, fanat izzavano la popolazione rnussulman.i e la spingevano alla resistenza più gf1gliarcla. , . . Queste considerazioni e l'attitud ine ostile della Porta, Jecero r1cer.c,are a Vienna pronti rin forzi, tanto più che Banjalucu essend? :'~duta nelle mani degl.i insorti, la comunicazione principale colln 7a cl1Y1s1011H, e pe1· essa coll'interno della monarchia, era troncata. . Si sperava irnposses;arsi cli Serajcvo il giorno 118 agosto.. Com/!attùnento d' ci'ol1;n91ia'1·dia della colonna sccondM"ta pre~so Kolotic (Hì agosto). - Come fu detto di;:inzi le due colonne (pnn.cipale e secondaria) dovevi.lnO proce1lere di pari pa~!\O verso Sera,1 evo. Il generale Tegetthoff, in formato che gli insorti accor.reva~10 ;:illa stretta di Kolotic e a Yisok!l per contrastar(: il pas~o. decise di nou approffittare del giorno di ri poso che dovevn fan1 presso Kakani e i\ ·16 continuò la sua marcia sn Visoka . Le disposizioni di combattimento sono analoghe ·~ quell<~ del la co~ lonna princi pnlH per l'attacco di Han-Bjela lovac. S1 tengono con forti . ·drappeÌli fiancheggiant i i due versanti del la valle cl~lla J!osna, 1ncntre il grosso marcia su lla poco praticabile strada Eugenia . Un ~-eg_gnneuto è inviato a com.1rt1 per Sehi ne il contatto colla colonnn pr111c1pale. Alla stretta <li Kolotic, che offre l'opportnnitit cli hattere efficacemente tntto iI lerrcno aYa11ti, l'avanguardia austro- ungerese urta negli ins~rti, beo coperti dietro un profo1ulo burrone che tagi ia. la dirozion~ <li marcia. Entrano successivamente in azione 9 com pagnie con alcum pezzi d'artiglieria e dopo un<1 resistenza cli tre ore i rivoltosi minac- · .ciati a tergo si ri tirarono . Un morto, nn ferito e un cli:;perso sono le perdite depkrate da llo truppe imperi1{li . Non è possibi le stabilire neppure approssimativnmente il numero dei Bosniaci com battenti. L; sera del 11G la divii;ione 'fogetthoff , in comunicazione colla colonna principu le, accnrnpa a Huzic, ~Iokranoga , Citlu k e Doboj, rinunciando pc1· qnel giorno a spinge1si fi no a Visokn. Combatti.r1iento del.la colonna secondci1"ici presso Visokci ( I, agosto). - Nelia medcsinw gnisa che gli insort.i, pel timore di ossen: girati, occupano costantemette fronte troppo eslùsa , I!\ truppe ,rnstroungberesi assumono pur sempre eguale l'orma di combattimento minacciante le due al i. A Visoka però l'avvicinare i fianch i nem ici è singolarmente mnla- 1 gevole, perchè il terreno è rotto da profondi fossi e burroni e intri- \ 1


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calo da sterpi , cespugli o boscaglie che rallentano ·infinitamente la marcia. Inoltre i ruscelli Podvinaska e Kraljevac, i qnnli scorrono in letti scavati a picco nella roccia e non sono guadabi li alla loro foce nella Bosna, cingono la posizione nemica la qua le verso Visoka s'inu~ lza a piani :;ucccssivi. 1 Bosniaci in numero con:;iderevole erano vantaggiosamente ap postati per non essere ,;orpresi alle ali e per concentrare un fu oco micidiale sulla fronte. Avevano ,i cannoni in balleria su delle alture a nord- ovest della località anzidetta. Verso le 8 antim. le avanguardie dolio due colonne fiancheggianti rurono oJ)bligatc a passare alla forma di combauimonto dal fuoc.o da lontano che il nem ico ap re su di esse colle sue carabine e cni pezzi d'artiglieria . Mentre la colonna cli destra affatica ·i a guadagnare terreno minacciando di spuntare l'ala nemica e temporeggia il centro, la colon qa di sinistra urtata con veemenzn sul fronte (: sul lianco estc:rno da 1rn 'iittacco offensivo degli insorti, disordi Mta dal loro f1111co e so pr;ffaLta dal numero, dovo presl~ sostare. Però il suo cornandant.e portato in . linea altre truppe, ricaccia colla baionetta il nemico nel burrone del Podvinaska . Ciò non ostante gli Am;tro-Ungheresi devono arrestarsi di nuovo, poichè di fronte nlla superiorità numerica del nemico che minaccia il fi anco, ri1•scono vani tutti i conati di passare il ruscello. I~ giuocoforza chiamare truppe clil lla destra, le quali entrando oppol'tunamcnte in co1nbattimcnto, obbligano (-f ora pc,m. ) i Bosniaci ad alibandonare la zona di lotta del Poe! vi oaska. Fino dai principic, meno propizia è la sorte di questi all'a la sin istra . Un battaglione di cacciatori riesce inosservato ad occupare un'altura sul loro fian co e li obbliga a ritirarsi in buone posizioni dietro il ruscello Kraljevac. Stando così lo cose il genera le Togeuhoff ordin:i l'altacco generale. Il uemico preoccupato della sua ala sini stra fa indietreggi:iro prima le sue artiglicr.io, poscia abbnudona tutte le sue pc.sizioui e si ritira su Alì-Voivodic. Alcuni abitanti acco lgono a fucila to lo tru ppe austriache che entrano in Visoka; ma sono tosto raggiunti e uccisi. La di visione, che ha avuto 7 morti e 80 feriti, accampa nei dintorni . Non si conosce il numero degl i insorti; degli /\nstro-U11glicresi presero parte dirnLta alla fazione 3600 uomini con 8 pezzi. 11 desiderio del quartier generale di mllrarc in Seraicvo il 18 agosto,

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criorno natalizio dell'Im pera tore, era assai vivo è alla colonna secondaria furono spediti gli ordini in proposito. Al più tardi. alle 9 antimeridiane del ~ 8 essa dovea trovarsi a Han-Seminovac per prender parte all'iugresso nella capi tale, so non còntrastato ; . i:1 ca$O diverso per eseguire una diretta minaccia sul castel lo della c1tta guadagnando le erte creslc di Rado\'a e Pasin-Uan. La pro$trazione fisica delle truppe della colonna principal_e, le qual_i dovettero eseguire una disastrosa marcia di f .\. oro per g11111g~re 1! 47 di sera a Blaznj (poco rtiscosto dalla capitale) e il rapporto d~ tutti i capi di corpo ch'era impossibile fa re ulteriore assegna~ento ~111 soldati , se non concedevasi loro un giorno di riposo, decisero 11 fi'eld· zeugmeister a rimettere al ·I 9 la sua impresa su Serajevo. 1 contrordini al rrenerate 'l'crretthoff però 110 n giunsero che il ·18 alle 9 ané b . . . dli ti meridiane, quando colle ,;uc truppe rli sicurezza era so v1~ta e a città, che apparentemente sembrava quieta e iuu'altro che mtenta a preparare la lì era lotta dell' indomani. .. . . Tuttavia informazioui della giornata convrncono 11 quartier generale che aveva ben operato ritardando l'assalto, poichè ~olo un energico procedere por parte di Lutto le truppe, poieva garantire il ~ucces~~ Il e.i.stello, i bastioni muniti d'artiglieria, sono ben guardati, for t1f1cate le al turn sulle quali corre la vi:i che conduce a Luk:w ica e occupate da Humerosi stuoli cl' insorti le posizioni dei mon~i Pa::;iu . Ai capi ò riuscilo a riunire molle bande armato ed a sprngern la popolazione turca a far cansa comu ne con loro . . .Presa di Serajew ('19 :igosto). - La città di Serajevo (dctt11 dai Turchi Bosua-Serai) è aliitata eia cir-ca b0,000 abitanti, dei q1rnli 36 ,000 apparlengouo alla religione maomettana: Essa è posu'. a cavallo del ruscello Miljacka, rnu lluente della Ilosna; 11 suo lNto o profo1~damente scavato e sebbene dappertnllo guadabili:, pure form.i un d1- , ·scrcto ostacolo per la ripidità o altezza delle- sne sponde. La vecchia forlczza e il casLcl lo uuovo, dei haslioni c.i paci di qualche pezzo e collega ii da cortine e una Yccchia cinta murata, _darebbero ali~ città una discreta potenza clìfcnsiva, ove 11011 fo sse domrnata da poggi. La cittil qll'ea ::;ila presso il vecchio castello , i) la parte più favorevole alla 1li fosa . Se però all'alt:1ccanto riesce im posessarsen_e, con cl~c si taglia al difensore la ritirata, al lora viene a mancare ogni appoggio di resistenza. , .. . . A •qJtesla considerazione sono qniudi subordinate le dispo~11.1orn di attacco. Ln colonna principale divisa in due scaglioni avanza11t1 , doveva procedere in guisa che mentre il retrostante temporeggiava ponendo


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i_n.. azione le sue artiglierie, l'altro cercassri stendersi suite alture a s1111stra c~uvergendo verso. la città . La colonna secondaria (genei'ale Tegettholl) dovea, senza r,gnardo al contatto, manovrare in guisa da guadagnare Pasin-lmlo, da 'clove è possibile battere il cast.elio "con ar~iglier(a c. fnci leria e tentare di raggiungere la strada di Mokro per nnpedJre il retrocedere del nemico. · . Combattirnento della colonna second(J;1·ia fì;no alle ore f J antimerid.iane ('19 agosto). - A giudicar<l da lle disposizioni degli insorti che si agglomerarono sui punti dai quali Gi difende .la vecchia fortezza e dall'accanimento che posero nellll difesa, è d'uopo convincersi che ave:ano compreso benissimo la vulnerabilità di questa zona di combattimento. . L'avanguardia della colonna, chH dov:eva guadagnare il Pasin- hrdo, vi gmnge alle 5 ,1; 2. e lo . occupa senza contrasto. Le sei compagnie che .la compo~gono s1 lanciano allora all'attacco. Ma i difensori aprono su d, esse u.n .Ju~co tanto micidiale e ne min.acciano sì npportunamente e con energia il fianco, che presto il. combattimento si arresta . Continua però fin verso le 9 un'ostinata lottn a fuoco e la Hela~ioue conviene c~i e queste truppe erano ridotte a mal partito quando giunsero i rinforzi . S1 ri prende all.ora il movimento offensivo e respingendo il nem ico fi~. drntro la wu~ e nel castello, gli Anstro- Ungaresi si avviciu:mo a t>OO o 600 passi dalla posizione avversaria.· Il rimanente della .c~lonna, senza troppi contrasti, erasi posto a contatto con Ja sua sm1stra, e alle ,1 1 ore antimeridiane la divisione Tegettholl' (secondaria) aveva talmente stretto da Nord e da Est il castel lo e i basi.ioni di quel fato, che, riuscendo l'attacco, doveva condurla en tro la vecchia città . E a prepararlo, cominciarono le artigli~rie délla divisi~ne un energico fuoco o granata, shrapnel o mitraglia sec~ndo . le chstanze che separavale da~ rispettivo bersaglio . Cornbauimento della colonna principale flno alle 11 01·e antime1"id:tane ("9 agosto). - La colonna principa le, per la sua direzione di marcia da Nord a Sud, doveva naturalmente\ nel suo avanzare allarwH'e il cerchio di ferro in cui il genera le Fi li ppovic aveva di;i:,;ato s'.n.ngere Se~·a1evo. Difatti mentre la brigata di dest.ra, appoggiando a srn1stra eras1 posta a contatto di segna li colla destra della colonna Tegeuhoff, quella di sinistra fronteggiava ad un dipresso il lato Nord della ciuà . , Non potevasi sperare di forzar la se prima l'artigiieria non avesse spie~at? tutta l~ sua ~zione ; 1rnr cui mentre la fan t0ria riportava par1.ialt vantaggi, obbl igando gl' insorti a retrocedere nelle ultime po1

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sizioni, le 52 bocch e a fuoco austro-ungares1 s1 posero in hàtteria in semicircolo da Pasin- brdo fino a Trebevic e copersero Serajevo del loro fuoco. Alle ,1,1 antimeridiane tutto era disposto per l'assalto definitivo . Poco dopo decresceva il fuoco degli insorti sul la cinta attac.cata e alle H ,1/2 essi cominciarono a piegare. Anche nella città turca tacque il l'uoco del cannone e le mura rimasero occupate da pochi avversarii. Fu in questo momento che le trnppr~ austriache mossero concentricamente nll'attacco e penetrarono da ogui dove nel la cittù. Lotta delle dtie colonne (principale e secondarfri} nell'interno della città. - Gli insorti, attaccati coutemporaueamente da ogni parte, dopo .aver disputato te11acementc la cinta e i bast.ioni, si ritirarono nell'interno e ogni edificio murato, ogni moschea, le strette strnde, i ponti sulla Miljacka furono altrettanti appoggi alla loro fierissima resi$tenza. Come è 11at1.mde negli attacchi di localitit, nna regolare ,condotta del combatLiment.o fn as;olutamente impossibi le, e :;pesse volte compagnie, plotoni e squadre si scissero, per conquistare ciascuna l'obbiettivo più urgente pel momento. Solo la presa del castello e dei bastioni come pnnti capit;;li avvenne con un assalto secondo le regole dell'arte. A costringere i Bosniaci ad .abbandonare l'i nterno della cillà, fu d'uopo rii un.a sanguinosissima lotla al coltello, poichè le truppe imperiali avanrnnt<~si per le auguste vi<3, furono acco lte con vivissimo fuoco dalle fines tre e da aperture antecedentemente praticate. Le strade, le pone barricai.e do vca no essere presc3 d'assalto ad una acl una e quando finnl rn eute i soldati erano riusciti a penetrare nelle c;;se (specialmente turche) , si trovavano di fronte , uom ini, vecchi ed anche donne che con hamdschars e pugnali si precipitavano loro contro. Non fn possibih~ salvare la vita a questi infelici che, spinti dalla disperazione, si avventavano furibondi sugli assalitori. E quest'orrenda scena di snng1w l' illuminava nn bel sole d'agosto, che facen impall idire l' incendio divampa to per la citti1. -Alle -z pom . la bandiera austro-nngarese sventola sul castello; alle ,~ ammuto]i<;ce ovnnqu·e la lotta e poco dopo il quartier generale fa il suo ing1:<~sso nel Konak (palazzo del governa tore), dove al suono dell'inno ·imperiale e al grido di h:urrah delle truppe è issato lo 5tendardo che indica per parte dell'Austria- Ungheria l'oc,cupazione di Serajevo, la vecchia capitale della Bosnia. Gli insorti che si dispersero nella dire1.ione di Pale furono per hrev<) tratto inseguiti; non era ri uscito di tagliar loro la strada . Molti di essi perù gettarono le anni e si nasc:osero n,3l[a città stessa.


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Seicento prigionieri, 30 cannoni di vario calibro, 500 fuci li . a retroc'.iri~a, 2. rnilioni e mezzo di cartucce, altro ma teriale d'artiglieria, vestrnrro e molte provvisioni divennero preda del vincitore. Due ufficiali e 35 uomini morti, .JO ufficiali e304 feriti dei ,, 3,000 Austro-Ungaresi che comhauerono, attestano l'energia della resistenza . Come già acce1rnammo, il còmpito capitale J'tl la presa del ca:;tcllo e della cittù turca; còmpito che, eseguito dalla colonna Tecrctthoff, le costò quasi i quattro quinti delle perdite sopra lamentate.<> Si calcola che il numero dei Bosniaci opponenti una sì fe rrea resistenza ascendesse a 5 o 6,000 uomini; solo nella città furo no raccolti di loro . 300 cadaveri. Coli~ presa di .scrajevo crasi bensì pçirtato un gran colpo all' insurrezione, ma bisognava pur convenire che ·restava ancora assai per ottenere la pacificazione ciel paese. Sul fronte, sul fianco e a tergo sorgono ovurtr1ue altre minacciose bande : . la disciplina rilassala dell'esercito turco aumenta cli disertori le loro fi le : la 2.0• divisione (Szapa rij) isolata, è ridoua alla difen~ÌYa nei pre:'lSi di Do!Joj nella Bosnia orientale : la ,18" (Iovanovic) e padrona, e vero, di Mostar, ma con ma lsicure comunicazioni per la ~.areutha : le stesse comunicazioni delle due divisioni a Serajevo coli impero sono cornprom_es~e : dura il fanat.ismo . nella popolazione ~na~rnettana, mentre la Cflstiana o è indifferente o fa causa con essa: J d1s~retti ~i Liv~1~, ~iha~ e c~ella Kraina, abi/ati dai più implacabili e tmbol~nl1 ne.m1~1 cl ogn i ordmamen t. o, non sono aHcora occupali: numerosi. ·stuoli .di i\lbanesi, avidi di sangue e di rapiua, marciano per c?ngmngers1 agh i11sort.i: l'atti tudine del governo di Coslantinop?h , se noi: .aperlé~rnent'.e os~i le, è almeno assai dubbia: la stagione cattiva s1 avvJCJna. Ecco il tnste qnadro dipinto rnaestrevolmente da un capitolo ciel libro. La misur~ cl'.c al generale Filippovic semlirava, pel momento ]a più urgente, era 11disarmo generale scmza di~tinzione di rnligione. Mai pri ma al~un governo aveva tentato di togliere le nrmi a questo popolo fiero e gu~rr;'sco. Occorr~va aclunquc un'i_rnponentc sviluppo di forze. · Ali uopo fu ordrnata nella monarchia la mobili taziorw delle seguenti · truppe : . del comando generale della II armata . dei comandi del 30, 4° e 5° corpo d'armata. delle XUI e X.XXI di visione in Buda-Pcst. della XXX1II divisione in Comorn .

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della XIV divisione in Pressburg. della XIV brigata di cavalleria e della 1a, 2• , e 3· compagnia di pionieri . In tutto 58 battaglioni, Hi squadroni e H batterie, ossia 52.,400 fanti, 2,800 cava lieri, !Hì pe1.zi da campagna e 8 da rnontagua. La maggior parte di queste truppe trovavasi vicina alla Sava ; la mobilitazione quindi proseguì. assai spedita e pel principio d'ott. ohrc essa era compiuta : la 2.• armala , di cui fu nominato comandante il generale .Filippovic, contava allora ,159 battagl ioni di fanteria e cacciatori, 21 compagnie tecniche, "3 di pionieri, ,f ,\.-riparti ferroviari, 5 c01n~agnic di artirrlieria da fortezza, 30 squadroni cli cavalleria, 2.6 batterie d1 campagna," 2·1 di montagna e 22 equipaggi da ponte. çombaucnti ·1M,892. uomini, 4(i.88 caval ieri e 2.92. bocche a fnoco. L'ultimo ca pitolo della puntata ù consacrato a descrivere la mobilitazione e lo schieramento cli tutti i corpi com ponenti la II armata. · Il Hl corpo d'armata è destinato a rinforzare il XIII a Serajcvo, per operare la paci lìcazione della Posa vina. . Il IV ehhc as,cgnato per linea di concentramento Nova- Br1kaSamai e le sue truppe, unitamen te al la 2.0• divisione (S1.apaq~) procedente da Doboj , dovevano schiacciare I' insurre1.io1rn nel sangrnccato di Zvornik, m,tnovrando in gu isa da obbligare gli insorti a far frr:lnte nella 1;osizionc (li Ki,,eljak- Doluja-Tuzla. , .I l V schierasi f'ra Brocl e Sissek qual riserva genera le. La 7• divisione (Xlll corpo), mantenendo la linea già occupata ;varkar- Vakuf- Travnik, aveva 11 spingere delle spedir.iou i contro Livno ·e Glamoc. La 36" (XHI corpo), riunj ta a Banj,1luka, deve intraprendere la pacilicaziono della Bosnin Nord-occidenta!e. · A Serajevo si coucentrano la ·I« <~ i".(IU corpo) e la 611 (XIII corpo) già accampata in posizioni di gua rdia nei din torni del l'anzi citata capitale. Una parte di cruestc truppe si spingerà su Visegracl,. per im~ pedire ai rivoltosi ricacciati verso il Sud, Io scampo nel sang1acca t? cl~ Novi-Bazar, ridotto dell'irn;nrrezione : l'a ltra si impiegherà in escttr:,10n1 verso Gozarcfa, Cain ica, Foca e Tarcin. Fra il ,f Oe il ·15 di settembre lo :;ehicramento del le nuove forze deve essere compiuto, ·e questa da ta è as$egnat.o rr:n- la ripresa delle operazion i: Il corn:rndo ll'armat.a $i ripromeu.e di ristabilire l'ordine OV)llllJUe e d, abbattere, en tro i settimane, comp lot.amentc l'insurrezione. 'È d'nopo conveni,re che le l'orze messe 11 disposizione ilei comandon~ in capo, le quali atwndono uu cenno. per agire contemporaneamente rn


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tu_uc di_r~zioni, sono cosi soverchianti da non lascianlubbio che il termmc ~tab1l1to per la completa occupaiione della Bosnia non sarà oltrepassato. Chiudo1~0 il fa_scico lo le tabelle cli formazione dei comandi e corpi d'armata nuov, rnob1l rzzati.

Ges·i clite

dei• Be~t1,ge1•ung 'Von

Sb•<t,1JSbu1•g

iui

(Stona dell'assed1."o di Slrassburgo nell'an1'0 1870) · · del gen io REINHOLD WAGNER· redatto per • . . , pel maggiore

Jalwe 1.870

ord111e generale del genio e dell~ f·01·tezze e · i dell'ispezione . . < ocument1 ufficial i. 2° volume della parte 3a _ Berlino, 1878.

sui

I' ~on. qu~stc~ 2• volume della 3· parte rimane ultimata la storia d1~ldel lllil""iore \J'""r · d.1as~ed10 d1. Strasburgo . v • o<> '"o )Cl' · Il ,-, 0111111 . e s1· compone . _due capi~oli; nel pruno (1'8° dell'intera opera) i) svolto il secondo pc1 ,orlo del! attacco formal e, il qualn com prende .l'avanzarsi nella nottc ciel '( o settC'rnbrc dalla scc.:onda parallela lino alla presa di possesso il m~~t,no del 20 settembre della conLroscarpa delle luuette r>'.2 e i.>3. In questo perJOdo presentano molto interesse le ardi te rico1rnizioni -del gemo tedesco per stabilire $e la piazza tentasse di aiutare difesa c~n guerr~ sotterranea, usufruendo a tale ,scopo delle gallerie cli mina P n rmanent1 . I l clre r ·emanavano. .dalle, controscarpe, del fi·onte ,<1 tt.acca to,. e on so O ea ta 1_ n c:rclre nsultò la completa inazione della o·uarnicrione '.iel(a guerr~ eh mma, rna r~usc~nclo il genio tedesco a _gi7ingern: per 11 s1stema d1 mme perman<mtt della piazza fino al l'inrrn~sso delle "ailr.rie · ,pa cl e1· f.ossi,· esso potè valersene 0per <;ornpletare o ., Ja nelh . ' . contro' . . ~<;a1 rrcorrn1z1one delle opere tt ·, · · ·" ., . . . ,' a · acca te, e prn tardi perfrno per osservare (1a qutSll. sbocC~l non ~OIO, m,a anche correggere il tiro indiretto deJlc ba tten e cli brec<;ia . · . Ed _ugnalm.ente interess~nte è per l'a rtiglieria il tentati vo fatto dalla ~attena N. _33 per demo lire, mediante il tiro indiretto, le ch iuse del nume Ili, s_Jtuate .. ta, e c.cstmate I. . . al sno punto di Uscita , ,. clo, ll·>" cm a tenere ad a!to !,vel lo l'~cqua nei fossi del fronte attaccato . .Ln distanza dalla ·hattena al bersaglio .coperto era di •1800 mc,11. , ,· 1·1 i·uoco eia , · 1 ~uatt.r? can_nom da centimetri ,15 corti . Per il puntamento esegu ito _ca la hatteria s, serviva eh una vecchia to!'rc visibile sulla cinta, la cui

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C PERIODIC I

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chstanza di qtwlche centinaio di metri dietro le chiuse era noia dai piani. Dopo aggiu;talo il tiro su crucsta tone, osservandoue l'ùffeuo con un canocchia lc stnbi le, riclucevasi la dista nza dì tiro della quantità rilevat11 clal piano, per battere cosi le èhiuse. Velfetto fu considerevole, massime sopra l' uua delle due chinse. I Francesi impiegarono ci1;ca 50,000 sacclti da terra nei continui lavori al riattamen to di r1uestc opern idr:1nliche, e sebbene non si potò ottenere un sensibi le abbassamento d'acqua nei fossi, pure si anivò ad incutm·(} all'assediato un conti nnb timore pel rnantonimento occorrente d'acqua nei fossi delle opere attaw,te. Dnrante · cruesto periodo dell'assedio, le perdite nella p·iazza furono ass::ti sensibili e sommavano, fra morti e feri ti , a circa 75 uomini al giorno . Il 9° capitolo espone il periodo della presa di possesso della cont.roscarpa innanzi alle lunett.fl fr2. e 53 il mattino del 20 settembre fino alla ces~azionc dcllfl ostilità il '{7 settembre e alla ca pitolazione. l J giorno 20 settembre fn effettuato i I passaggio del ,fosso innanzi alla lunetta N. :B . D11rante l'esecuzione di questi lavori, la lunetta stes::;a ri mase perfettamente iuer,te. Non scorgendovisi alcun segno di vita, essa fu rapidamen te occupata e si rinvenne già sgombra. M.eno facile in linea tecn ica fu l'occupazione della lunetta N. 52 . Benchè la difr~sa attiva ne fosse debole, pure eranvi da vincere dillìcoiti1 mate·ria li rilnvanti. Il p::tS$0 innanr·i :.i ll'opera aveva una larghezza cli 56 ·metri . Fn stabili to di superarlo con un ponte galleggiante di metri 2,5 di larghezza. .L1~ zattere occorrenti ùrano state tuue prevcnt.ivamentc costrutto; e:;se erano eirca della lunghezza cli metri 3,30 e consisttlvano in un tavolato fìs~ato so pra grosse botti vuote, hen ch iuse e impeciate, provenienti di.1 lle rabbriche di birra cli Schiltighcim. Pi(L difficile ·della sempljce gittata del ponte si er-a di coprirne il fianco esterno esposto al tiro delle opere laterali. Non trattavasi certamente di coprirlo contro il ~iro del cannone della piazza, ma bensì, contro la fucileria, mentre il primo còmpito spet.lava al l'azione del fuoco delle batterie di assedio. Si era dapprima pensato ad un parapetto con rolaie di ferrovia da collocarsi snl fianco sinistro sul ponte , deponendo , per mantenere l'equilibrio, ngua l numero di rotaie sul fianco destro; ma si dovett~ abkrndonarn quc:;to progcuo, pel quale sarebbe occorso un peso eh circa ·100 tonnellate di ferro. Si decise invec.:e cli forn un parafianco di legno di circn 30 centimetri cli spessol'o, il rprnle gal leggiasse a


158 .

LIBRI

fianco del ponte sopra _una fila indipendente di botti. La gittata del _ponte stesso era s~ata pr!ma esercita ta sul!' Il[ a distanza dalla piazza. Occorrevano per I operar.,one, oltre l'ufficiale dirigente, 6 sot.tufficiali e 60 uomini. L'operazione cominciò alle ore 8 •1/ 2 di sera del v"iorno 2·1 e r11 . j ternnnata a le ore ·1 1, dopo ore 2 •I / 2. di lavoro, senza essere stata seriamente dis.tnrb?ta dalla piazza . Alle H •l/ 2 la lunetta giù sgQrnbrata dal nemico In occupata dai Tedeschi, che cominciarono i lavori in alloggiamento sotto un fuo co nutrito di mitraglia e fucileria delle oper~ retros~anti e latera li della fortezza, dal quale ebbero a subi're perdite considerevoli . · Occupate le due lunettù N. 52 e 53, il fuoco del cannone della piazza rimase .ridotto ad un:aziouc insufficiente. I Terfoschi quindi si dettero ad aprire due breccie nei birstioni N. H e Hl. II giorno 27. le due brcccie erano già ben progredite e ·specialmente ~uella del bastione N. ,f f; già da parte tedesca pre<lisponevasi tu uo l oc?o1Tcnte yer 1:ass_a lto delìnitivo, qnando alle '• dello stesso giorno fu 1ssat.a su, bast1on1 del fronte attaccato la bandiera bianca. Il O'Cnerale Uhrich scriveva al generale Werclcr : l'> " La resistenza di Strasburgo ha ra1roinuto il suo fine· senza condizioni io r~ndo _la ci_tt~, la cittac)el ln t ta guarnigione ».' . Alle o_rc .l ai~t1merid1ane del giorno ~8 le truppe tedesche com in_ ·CJarono_1! loro rngresso nella fortezza e alle 3 pomeridiane la piazza era solidamente occupata. Nello stesso giorno ne uscì la ouarni<>ioiie f 0 e) a~resa rancese; essa ammontava ancora a ,17,000 uomini. Il materiai~ da guerra che cadde in mano dei Tedesch i insieme a Strasburgo f~ n~meuso. In complesso: H?77 cannoni di bronzo, di cui 1.>00 circa ~·1gat1, 900 affusli e . una g~a_nde quantità di carreggio di ogni genere; rnoltr~ ..a~,ooo. ar'.ni portat1'1, 273,000 chilogrammi di polvere, grandi qt~a_nt1!.1 ~11 pro1ett1 e munizioni di ogni genere, fra le rruali oltre ,1o ~il1?ni. d'. cartuc?e. Nell'arsenale trovavansi pure considerevoli provvig1~n'. cli _ferro,_ p101~1bo, rame, legname , cordami , ecc., ccc. Eranvi 1~0_1 11~ter1 eq~ipagg1 da ponte, carreggio del genio ed imrnerisa quantita d1 attrèzz1 da zappatore eh.e trovò subito impiego nell'assedio delle altre fortezze del!' Alsazia. Ancora più considerevole fu il bottino ir~ oggetti d!''.ersi di eciuipaggiamento cd abbigliamento . Il solo fondo ~1 _panll(_i militare era_di 250,000 metri. EraÙvi ningazzini pieni di fi_nunentJ per cavallena, artiglieria e treno; i magazzini della provianda erano pressochò esausti, ma nelle casse si trovavano ancora pamcchi milioni di denaro. 1

ç

E PERIODICI

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Al volume in discorso fanno seguito N. 22 allegati. L'opera del maggiore ·wagner fornisce, in complesso, un q(iadro molto esatto dell'assedio di Strasburgo, e si addentra nei minimi particolari; f!ssa è perciò mo llo istruttiva cd oltre al suo generale interesse storico-militare, essa offre es~enzia]rnente al!' ingegnere militare e all'ufficiale d'artiglieria ampia materia pe1' lo studio delle mansioni speciali di .ques'te due armi tecniche nella guerra d'assedio .

Jalu•biiclie,• riir ,lie de·1 dsclie ,tr,nee und .1 '.la1•ine. - Agosto e settembre.

La lotta del il:lontenegro contro i Frani;,;sì dal 1806 al 1814. S. GoPGEvic (Continuazione e fine). Della milizia ,romanà. Stil progetto di, 1lna n-iwva ·istruzione pel coml>cittvmento della fanteria russa. A. v. DuvGALSKY. - Esposto il progetto della commissione russa (del quale anche la Rivista diede un esteso cenno) l'autore indica quali sono le idee che corrono in proposito nell'esercito russo, <mumcra11do le critiche di qualche scrittor-c. Tra questi il Dragomirow è uno dei più avversi al progetto clella commissione. Egli non ammette che l'avere catene assai dense cli tiratori fino dal principio del combattimento, in modo da diminuire il bisogno di rinforzarle con successivi nuclei di truppe sotto l'azione del fuoco nemico, valga a scemare ·1c perdite. Anzi dovrebbe aumentarle, senza poi riparare all'altro inconven ient~i abbastanza serio di consumare prematuramente le riserve. G·li esempi cieli' ultima guerra provano, che · per respingere innanzi nna catena di cacciatori ferma sotto il fuoco rrnmico, ò necessario di farla raggiungere da truppe tolte dalla riserva, le quali le imprimano il vigon~ necessario per slanciarsi innanzi. Il Dragornirow ,.pensa che se la catena è già fiua, in essa furono già consumate le forze necessarin per farla muovere. Oltre ali<~ catene troppo dense sul principio dell'attacco, egli condanna il non permettere i fuochi individuali oltrn gli 800 passi, l'arrestare le truppe sulla posizione conquist.ata dopo l'11ssalto riuscito, il fuoco con numero prestabi lito di cartucce, che trova fantastico, il ritirarsi di tntta la catflna e delle riserve tutte ad un tempo, senza fare alcuna difesa successiva. Non teme il frammi schiarnento delle sezioni sulla linea dei cacciatori, purchè du-


'160

LIBRI

E PEHIOOJCI

rante gli esercizi di pace le trnppe vi sieno abituate, ed i comandanti abbianvi appre;;o non solamente ad esercitare il comando sugli uomini, loro soggetti per ordinamento, ma cziandio su quelli che per le vicende dell'azione vengono a trovarsi in quel la parte di frqnte del combattimento, che da essi comandanti dipende. Altri scrittori invece di discutere .precisamente il progetto della commissione, propongono nuovi mezzi per riuscire nell'assal to, · e li dicono esperimentati nell'ul tima gnerra. Uno fra essi vuole che un drappello di tira tori scelti e volontari , annidandosi dappresso alla posizione nemica, faciliti coi fuochi l'avanzarsi dell'attacco pt'incipale; l'altro vorrebbe vederlo procedere direttamente, tutto sopra una linea sola nel più breve tempo possibile per non dar tempo al nemico cli mutare l'alzo, ecc. Probahi l.rnentc, c:onclnde l'autore, il progetto sarà accettato con qualche modilicazione, specialrrrnnte riguardo ai limiti dell'uso del fuoco indi viduale, ed alla ritirata a balzi. Carlo Ire;neo Castel de S. P,ierre . . - Cenni sulle relazioni tra lo scrittore del « progc{tto di pace universale cd i snoi contemporanei. S1ttl',in1;piego della cavalforia in giltrm. - Triìduzione dello scri Lto pubbl icato nel J'oiirnal de-s sciences 1111iltital;reR dello scorso febbra io. Armstrong e Krwpp (V. R,fo,ista estem, dispensa di giugno) . Le miliz,ie paesane della R'U'lnelia or i-entale. - I l trattato di Berlino nnn ha solamenLe mutata la carta politica della penisola balcanica, ma vi ha creato riuovi ordinamenti militari. Tra questi ii interessanle il vedere qirnl lo del la Rumel ia orientale, cui pose mano una commissione· di membri delle varie potenze europee, e clic perciò può dirsi il prodotto delle idee di tutta l'Europa militare. La milizia locale è tratta (lai cittadini, i quali ordinariamente stanno di guarnigione nei loro distretti, all'infuori elci caso di mobilitazione. Duranto la pace i g<mdarmi tutelano la tranrruiJJità pubblica; ma se la Sublime Porta è minacciata dalla guerra, l'esercito di Humel ia deve sostenere ([liello del. sultano . L'obbligo al servizio militare è: universale ; nessuno può fa rsi sostituire. In seguito alle operazioni di leva gl i iscritti sono ripartiti in cinque classi ; cioè : 1.. classe : gli abili . :2• classe : quelli tra gli abili che hanno diri t.tc, all'esenzione nel1' interesse delta famiglia, ec:c. Jn classe : i dispensati corne impiegati d(>.lle poste, dei telegrafi e delle ferrovie, o come appartenenti alle scuole spi'rituali, ecc. >)

1

4-• classe ': i rimasti addietro. 5" classe: gl' inabili temporariamente o per sempre. Ognuno che appartiene alle rprnttro prime classi è obbligato al ser.vizio per ,1~ anni ; dei quali ,i, in prima linea, 4, in seconda linea e ,i, nella riserva. L'obbligo al servizio comincia col ,1° gennaio dell'anno in cui l'iscritto raggiunge i 20 anni. , In caso cli pericolo nazionale tutti gli atti alle armi da i ·18 ai 50 anni possono essere chiamati a difesa del paese. Il paese è diviso in '12 circoli, ognuno dei quali dà un battaglione cli 1a cd un ùat1.aglione cli '.:?." linea da l compagnie l'uno. Ogni battaglione di ,1,. linea tiene presenti lo sta to maggiore ed una compagnia. Questa è composta di !~ ulllciali , ·1 ti sottufficiali, (t. trombettieri e tamburini, e da 50 a 208 soldati, secondo che annualmente i: fissato. Per l' istrnzione dei quadri è pure forma to un battaglione d'istruzione composto di due eompagnie cli fanteria, d'uno squadrone cli cavalleria, cli mezza batteria, oltre ai lavorant.i, uomini del geuio; ccc. Il personale per ({Ui~sti (JUadri è fornito da volontari , ed in loro mancanza da quelli che hanno tirnto i numeri più bassi, i quali, in questo caso, non sono obbligati a fare più di 2 anni di servizio attivo. Le reclute sono istruite tenendole sotto le anni per due mesi, e chiamandole successivamente compagnia per compagnia in ogni battaglione. Nell'estate sono fott i eserc:izi di ·15 giorni con truppe di 2/l linea; e nel settembre manovre della durata di ,i, sctt!mane cogli uomini di 1a linea , e cli 15 giomi con quelli di 2a linea. In questo caso sono formate le compagnie in ogni battaglione. In caso di mobilitazione i battagl ioni di 1• linea si mettono a numero con gli uomini delle qnattro ultime annate, ed eventualmente anche con quelli di :z• linea . Ogni battaglione forma una sezione di deposito. I batwglioni di 2.• linea sono messi a numero con uomini cli secooda linea, ed, occorrendo, anche con quelli della riserva. Degli uomini della riserva si formano corn pagnie e battaglioni ; nè questi, nè quelli cli 2," linea hanno sezione di deposi to. Se questa milizia deve accorrere a difesa del[' impero ottomano, forma un corpo a sè composto di brigate e divisioni. Le fanterie sono armate col fuciie russo Kruka. 1

•

1

ANNO XXIV, VOL. JV,

11


162

LIBRI

163

E PERIODICI

L'esercito si compone in pace: Comandante e stato maggiore ·12. battaglioni ad •I compagnia ·I battaglione d'istruzione

UOìciali SoUufficiali Soldati

Cavalli

8425

6 216 ·126

2t) 768 391S

158

Totale 1 18

34-8

1,188

201

9

1

7

36

ed in tempo di guerra: Ufficiali Sottufficiali

Altri Soldati Conducenti Cavalli quadrupedi

•I 2 bauagl. di 1a linea 3,18 12 battagl. di 2.a linea 288

•I 332 1248

11688 10260

348 348

96 84

684 684

Totale 636

2580

2.·1948

tì96

180

·1368

1

1

Non è ancora stabilito nè il numero delle batterie, nè quello degli squadroni. lt probabi le che nel ·188 1 sia raggiunto il numero dei soldati necessario a coprire tale ordinamento; forsè anche si troveran110 i sottufficiali; ma sarà molto difficile l'avere gli ufficiali in un paese dissueto affatto dall'uso delle armi . Il generale in capo è un ufficiale provetto, il quale raggiunse il grado di maggiore nell'esercito francese, e vi prese parte a tutte le guerre ed alle spedizioni fatte nel Messico e nell'Algeria. G-li uffi.ciali provenienti dagli eserciti francese, oustriaco e tedesco non arrivano a 25; numei·o tollerato per gli ufficiali di provenienza estera. Atti uffic-iali lui·chi mila guer,ra 77- 78, pubblicati da Ac~mim-M.1DHAT effendi , Mitico impiegato de_lla cancelleria segreta del sultano. Una fra le principali impressioni destate dalla lettura di questi atti, è il vedere come l'esercito turco mancasse di legami organici . Vi si parla di battaglioni e di batterie, ma vi si tace delle divisioni e delle brigate. Questa stessa impressione risulta dal processo veri.mie delle sedute del tribunale cli guerra che ha già giud icato Suleirnan pasciit. Le diserzioni nell' es&i·cito inglese. - Lo ,;(wittore metw in ridicolo la proposta cli taluno di apporre un mard1io a tutti coloro i quali appartengono all'esercito inglese, tanto _agli uflìciali come alla truppa, per porre un argine alle diserzioni. Per trattenere qualche cattivo soggetto, sarebbl~ necessario l'annoiare tante degne e rispettabili persone! Scoperte d'-interesse mihtar·e. HENTSCH . - Estri:ltti dallo patenti per invenzioni, ecc. Esperit;nze d!i l!i,'l"O sul poligono Krupp a 1lftppen . Not'i,zic b·ibbiogra'{ìche, estratti d'altri periodici, ccc. 1

.Allne~nei11e militii-,•-Zeihuag dal 7 aprile al 30 giùgno ~

numeri 14 al 26. Fra gli altri, il periodico di Darmstadt tratta i segu_enti argomenti: Sttlevm.an pascià 'innanzi a/. Consiglio d;i, gtltrra, capitano H 1NzE. Da varii brani stralciati dagli interrogatorii risulta il modo strano e quasi inconcepibi le col quale è costi ~ni to ed operi~ l' e$:-1:c!to turco · Confusione nei poteri, gare personali, mancanza di ~tab,hta n~I governo centr(lle, assenza di forti legami tra i reparti dell'esercito . ministero costituisce forti battaglioni, i quali poi, o per mancanza di -fiducia negli u!lìcial i superiori, o per ragioni personali, non sono rag- · gruppati 1~è in brigate nè in d~vision!, ma di pendono dire~t~me1:_te da~ com:pidante su pcriore dell'esere1 to. R11na~1gono :;e,~pre. pm e\ Hlent'. il va.lore e la solidità del soldato tnrco, 11 quale, m circostanze cosi infelici, diede pron~ di resistenza. La ca1iaU&1·ia ori tempi, della giwrrn dei t·renla a;nni. G. ~iis1:ow .. Af'or·is;ni sull'azione offensiva della f'anler~a . .- Inutile 1l dll'e: perchè l'attacco frontale riesca , :'uole essere coad1?ato . da un a_ttacco di fianco. Ciò fn sempre, e non Ì:l una s.coperta d ogg1. Il nemico'. ~ sua vol ta accumulerà le difese sul fianco in modo che anche fJlll s1 tratterà cli superare le di!Ticoltii d'un auacco frontale, ~. la ques[io.ne vera sarà quella di s:ipere come avanzarsi fino alla pos1Z1one u~m1ca col minimo di perdita fisica e morale. Perciò l'autore esamrna la marcia avanti di una truppa attaccante, riepi logando quanto è generalmente eletto a questo propo~i to. . . Sgual'clo 1·etrospettiuo sullo, campagna della Lo ire, µer un umciale bavarese. , Lo sviluppo delle forze comba.Uenti russe nell'dtiina giterra. - Nel principio del 1876 erano sotto le armi: 10 Nell'esercito regolore ;25,706 nfiiciali, 11/i.,605 gregari e 75, 589 cavalli; . 2,0 Nell'esercito irregolare ( cosacchi) 1972 ufficiali; t',5, 083 gregan e 50;037 cavalli. Per portare a numero l'esercito sul piede cli guerra furono chiamati da principio 2.24,ll'.2. gregari, ;33,166 cosacchi ; e provveùnti 107,308 cavalli . Finalmente all'epoca del congresso di Berlino la Ilussia avea sotto le armi :

I!

1


164

LIBRI E PE RIODICI

a) Nell'esercito regolare 39,:260 uJJiciali ; ~ ,64,7, 795 gregari e .2H ,6i1 ca valli ; b) Nell'esercito irregolarn 3672 ufficiali, U 0,882 gregari e i39,249 cavalli. Bibliografia, notizie -~ui giomah militari ~ teri, ccc.

ll'eeic niilitiiriscl,_c Blèitter -

Luglio ed agosto.

L'arte della g11,crra pre.c;so i Greci. l 'occnpazione della Bosnia e dell'Erzegovina da notizie ufficiali e da corrispondenze private di A. v. B. Delle p1-inci]Jali -malattie simulate presso i sold.o.ti del colonnello medico v. K:NORVENAGG1,. ' I 1J~lo~tct1·i ,fon anno e g[,i u/'fìciali della. ?'i,.serua. - Risposta ad una pubblm1z1one fatt,'I a proposito della educazione dei volonta ri d'un anno ad ufficiali della riserva. ,ll etz e Ple1.vna, ~;t11dio comparativo. La p~p~lazione 1·1~~sa e lo soil1ippo dell'esercito nell'itlti ma gue1Ta. Stat1st1_ca molto mtercssante, la quale offre dati che sarebbe impos:;ibile il riassumere uei limiti di crucsta ra:;scgna. Per la stor·ia del rif'orn:i,,nento cvi ·vettovciglie nell'ese1·cito tedesco nel 1870-71 , c.ipitano HoK1G. - Il servizio del rifornimento d'eserciti colossali, come sono quelli che agiscouo ai nostri giorni , ha una importanza grandissi ma. Tnttavia le notizie, che 110 trovianio tanto, nelle pubblic.izioni ufTiciali quanto nei libri speciali, sono molto scarse. Dobbiamo cogliere l'occasione per esprimere una lode al compianto colonnello Mazza del nostro esercito , il quale al i' indomaui della ouerra rn7~- 7~ seppe raccogliere in un opuscolo, che corre fra le m~ni di rnolt1, tanto da dare una idea sufficientemente compiuta :;u rn le argomento. Statistica milita-re atistro-ungrr.rica. No_tiz·ie ~·-ig~tardo alle a1·mi p01·tal'iLi. - Fucile a ripetizione Werndl - .V~1tr~gl1atr1cc Pal~1kt'antz - Fucile Sauerbrey - .Pat.enti per inven1.10n1 e scoperto riguardanti armi e munizioni. Rassegna bibliogrnfica. Corrispondenze. Piccole notizie.

RIVISTA ESTERA

-NOVITÀ STATISTICHE E MI LIT ARI. (Net<e• ,..,. tle•• Oeoy,•npl,ie, 6nrloyrnpldo, auul Slntislll• E1n•opn• ,,..,, •cine•• 6olonicn - /l'c unter Jnlu•yt1ny, neyi,h•n,ule rie,• yeoy,•11pl,isc l, -stali,ticl,cn 1lbll,eilt1uy ,lei, o r o.aen Gette,•nl&ltfb c• (Notl:ìe geogra(ic/1e, cbrtngra.{iclie e statistiche intorno a-li' Em·opa. e alle we colonie, compilate dalla. se;ione geografica. dd gran<le stato maggiore - Nono anno). Berlino, Wttle,·, 1879).

È la nona volta che lo stato maggiore prussiano ci offre questa pubblicazioue annuale, nella quale sono raccolti innumerevoli ragguagli e notate le fonti cui si può attingere per avere le più ampie notizie intorno alla geogr11fìri, alla cartografia e alla statistica . L'opera di quest'anno consta di un solo volume; ma nou è meno ricca di quella dell'anno scorso, che ne aveva due. Essa si divide in dne pari.i; nella prima si accenua in modo generale ai vari libri che tra;Ìa110 delle scicn1.e geografi che e dei loro progressi, alle scoperte geogra(ìche, ai globi, atlanti, all'astronomia, alla topografia e cartografia , alla fotografia nei suoi rapporti colla geografia, alla geologia, all'antropologia cd etnologia, ai diritti, degli Stati, dei popoli, al commercio, alle forrovi e cd, infine, alle forze di_ terra e di mare; nella seconda parte poi si passano in rivista i singoli StaLi di Europa coi loro possessi d' Africa , d'Asia , ecc., indicando le pubblicazioni recentissime di articoli , opuscoli libri cui può ricorrere lo studioso . Ecco alcune notizie che stralciamo fra quelle che ci paiono più interessanti e che. possono servire a completare quelle dell'anno scorso, che ah biamo tratt<' dalla stessa opera ( 1) . 1

(I) Voggasi dispensa settembro !8i8 della llivista Militare.

R<vista estera.

10


282

RIVISTA

Ferrovie. A tutto il l 87ì l' intiera rete ferroviaria, che nel 1830 era soltanto di 332. chilometri, aveva raggiunto uno sviluppo cli ;12 1,2.72 chi lometri . In questi ultimi sedici anni, dal ·1860 al ·l 877, lo sviluppo ferroviario ebbe luogo come appare dallo specchio seguente : 1

1

-----

Lunghezza

Aumento

Nell'anno

Chilometri

Miglia geografiche

1860 186;j 1870 ,1s1,1

106,886 H5,H4 2.,1,1,859 2.35 ,375 2.5 1,03:t. 2.70,07'1 2.83,090 2.94,400 309,666 32 1,2.72.

H,404 19,565 28,550 311,7119 33,830 36,396 38 ,150 39,677 411,732. 43,2.98

1

1

1872 1 1

1

1

Chilometri Miglia geografiche

7656 ,J 3333 2.35 16 1561:>1 19039 ·130•19 1,13,1o 1 152fi6 11606

1

1

1873 1874 1875 1876 1877

1

1

·1032. 1797 3tl 69 2.:IOO 2566 17M 1152.7 2.055 ,J566 1

1

1

I

1

1

Questi 32.,1,272 chilometri si ripartiscono poi così fra le v:iric parti del mondo : Europa Asia Africa . America Australia

Chi!omotl'i

Totale ferrovie per 100 chilom. quadr.

,J[)3,198

,1,5

13,096 3,2.55 146,939 7,784

0,03 0,0 1 0,35 0,05

1

Chilometri pe1· ogni 10 ,000 abitanti

4,9 0,"6 0,17 17,2. 10,6

1

1

1

Popolazione. Rispetto alla popolaziono cli Germania, Austria, Francia ed Inghilterra , eccone il riparto per età : Sopra ogni 1000 persone in Classi di età

Da O a )) ,1o )) » 20 » » 30 » » f\O » )) 50 » » 60 )) » 70 » ,i 80 e

·1O anni 2.0 )) 30 » 40 » 50 » 60 » 70 » 80 » più »

. .· Aust,·ia al di qua . .· .Ge, mama . dell r ·u . Francia Jngh1lterrn l• dicembre IS79 31 <lic!m6~~ 79 maggio 1812 3 aprile 187J

1t

N6 19·7 HS9 ,13,1. 103 84 51 2. 1 3,7 1

1

1

1

2.39 193 1J67 -138 H3 8,1, /J7 ,16 2.,8 1

283

ESTERA

1

184 172 460 ,139 1rn5 404 72. 36 7,4 1

1

2.54 203 ,167 ,12.8 10·1 73 !f7 22. 5,6 1

Donde calcolando il periodo produttivo degli individui dai 15 ai '70 anni, si ha che sopra ·I 000 persone vi sono : 1

In Germania 348 al di sotto dei 15 anni,. 626 dai ,15 ai 70 anni, di 70 e più; In Austria 338 al di sotto dei 15 anni, 6(1:i) dai ;J5 ai 70 anni, di 70 e più ; In Francia :2.7 1 al cli sotto dei 15 anni, 686 dai ,15 ai 70 anni, di. 70 e più; In Inghi lterra 36·1 al di sotto dei 15 anni, 6H dai 15 ai 70 anni, di 70 e più. 1

2.6

1

19

1

43

1

2.8

1

Dalle cruali cifre si rileva che la !<'rancia è quella che ha il maggior numero di persone 'produttive e il minor numero di fanciulli da nutrire; che l'Inghilterra ha il 1.ninor numero di persone produttive e maggior numero di fanciul li da mantenere; che la Francia è quella che ha più vecchi e l'Austria è quella che ne ha meno; che la Germania per forze produttive, infine, è di molto inferiore alla Francia e soltanto di qualche poco ali' Austria, mentre trovasi in condizioni assai più favorevoli in confronto dell'Inghilterra. Circa i ceu~ri di popolazion'e, limitandoci solo a quanto riflette l'Italia, accenneremo che <lessa ha otto di siffatti centri con più di 400 mila abitanti, con un tota le di 11,607,000 abitanti, e che il 74 per cento d<llla popolazione è agglomerata nell<'- città e nei villaggi, meni.re il 2.6 per cento è sparso per le campagne . . Germania. Passando ai singoli Stati troviamo in testa la Germania, nella quale- le località chr~ rn,,I 1875 avevano almeno 2000 abitanti · ammontano a 2.528 con !6', 607,772 abitanti, cioè il 39 per cento del totale della popolazion13 dell'impero. Di crueste località erano stazionì ferroviarie 861 ossia il 34,i per cento al ·3 dicembre 11867; 11049 ossia il 4·1,;s per cento al 1° dicembre 187,1 : ,12.70 ossia il 50 ,2. per cento al ·1° dicembre 187:j; '1370, infine, ossia il 54,,i. per cento al 1° dicembre ,1877. I matrimoni celebratisi nell' imp13ro, nel periodo clal 1872-75, furono in media :37 ,7 per cento della popolazione idonea al matrimonio, cd il numero dei nati nello stesso periodo fu di 6,~i:i9,077, dei- quali in generale ·I 06,3 maschi e -100 femmine. Relativamente all'industria cd al commercio dell' impero ·t.roviamo che sopra 42.,127,1!04 abitanti, ed una estensione di chilometri quadrati. 539,798, il ,1° dicembre 1877 erano annotati come commercianti : 5,362.,078 uomini e 1,105,492 donne, cioii: 1

1

1

1

1

1

1


284

RIVISTA

In :Baviera . In Sassonia Nel Wnruemllerg Nel Baden Nell'Asia Nel Reuss a. L. Nel Reuss j. L. Nell'Alsazia e Lorena

285

ESTEflA

il 9,4 per cento 42, 1 U,7 » rn,6 17,3 37,2 2.1,4 ,16,8 I)

))

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La sola Prussia conta 2,246,%9 di così detti piccoli commercianti. La produzione libraria dell'impero tedesco, secondo le liste ufficiali raccolte dagli stessi tipografi, ammontò nel 4878 a "3, 91".2 opere nuove o nuove edizioni contro f3 , 925 opere stampate nell'anno precedente. Circa le ferrovie, la Germania ne possedeva alla flue dell' anno 1877 30,303 . 05 chilometri , dP-i quali H,,l 8L 84 appartenevano allo Stato ., 3,n8. M a società private ma amministrate dallo Stato, e 12.,372. 70 a società private e da esse amministrate. Dal ,1° dicembre 4817 fino al ,I O dicembre 11878. furono aperti rn nuovi tronchi nella rete orientale e 2.t~ in CfUella occidentale ; P- nello stesso periodo trovavansi in c-0strnzione 2ft. tronchi nella rete orientale e 21~ in quella occidentale. Furono inoltre accordat~: le concessioni per altri 2 tronchi della rete orientale e per altri 26 della rete occidentale. Ecco ora alcuni dati relativi all'r~sercito. Il 1° dicembre 1875 sopra ,1000 individui trovavansi sou.o le~ armi : Della intier~ popolazione Dell,1 popol~zione mascolina dell'impero · dell' impero

Sotto i 20 anni 3,92 7,91 Dai 20 ai 25 anni 104,2.2 214,57 n 25 » 30 » 8,05 16,67 » 30 )) 4-0 » 2.91 5,91 » ti.O » 50 >> -1,1O 2,26 » 50 » 60 » O,,i8 1,00 » 60 )} 70 » 0,17 0,36 >> 70 in più 0,09 O . . ' -13 Dagli specchi poi, l'amministrazione dell'esercito per l'anno ,f 878-79. si ricavano i ragguagli seguenti intorno alla forza dell'esercito tedesco: .Fanteria: Prussia : ,1,15 reggimenti, 6829 ufficiali, 2.ff,f t:i87 gr<{ga.ri , 6!}9 medici, 3~i2 pagatori, 35,1 armaiuoli. Sassonia: 9 reggimenti, 533 ufficiali, -15H~9 gregari, 55 medici, 28 pagatori, 2.8 armaiuoli . Wurttcmberg : 8 reggimenti, 464 ufficiali, ·12.2.6,i, gregari, ,18 medici, 2.fs. pagatori, 24 armaiuoli. Baviera : ·l ti reggimenti, 1053

ufficiali, 30033 gregari, ,108 medici, 57 pagatori, 54 armaiuoli. Totale: 8879 mficiali, 259,0,l 3 gregari. Caccù1tori, : Prussia: Hi. battàgiioni, 308 ufficiali, 785ft. gregari, ecc. Sassonia: 2 battaglioni, U ufficiali, ·1090 gl'(~gari . Baviera: 4 battaglioni, 72 ufficiali, 22.0,1 aggregati . - Totale 42.,i ufficiali, 1·l H8 gregari. Q'uaclti della landwerh: Prussia, 209. Sassonia, 18, Baviera, 32. - Totale 348 uomini. Cavalleria: Prussia: 73 reggimenti, ,185,J ufficiali, 50672. gregari e ,i,90,i,7 cavalli cli servizio. Sassonia : 6 reggimenti, ,15,1 ufficiali, 4·193 gregari e 404-2 cavalli di servizio . Wurtteml1erg: 4- reggimenti, 100 uffìciali, 21,12 gregari e 2.6'1:~ cavalli di servizio. Baviera: ,10 reggimenti, 256 ufficiali, 7,132 gregari e 6890 cavalli di servizio. 1irtig li.e1•ia , - a) A?·tiglierin da cam,pagna : Prussia : 2.8 reggi.menti. Sassonia: 2. reggimenti. Wurttemherg: 2. reggimenti. Baviera: 4. reggimenti ; con ,162.9 ufficiali, 30737 gregari e H,825 cavallì di servizio. - b) ;lrtiglieria da fortezza : Prussia: 2.2. battaglioni. Sassonia : ,1 reggimento. Wurtlemberg : 1 battaglione. Baviera; 2. reggimenti; con 683 ufficiali e 15 159 gregari. Gen'io : Prussia: ,I4 battaglioni. Sassonia: ·1 . \:Vurtternherg: 1. Baviera : 2 ; con 3% ufficiali e 1032J gregari. Treno: Prnssia: ,14 battaglioni e ,1 compagnia clell'Hessen. Sassonia e ·worttcmberg : 1 battaglio.ne ciascuo.o . Baviera: 2. hauaglioni; con 2.00 ufficiali, 5000 gregari e 2i57 cavalli di servizio. Formazion·i speci.al·i, : Prussia 2.63 ufficiali , Sassonia ·1O, Wiirttcrnberg 4, Baden 37 e 943 gregari. U ffìciali non addetti a reggimenti: Prussia ,1583, Sassonia 60, Wiirtternberg 52, Baden 2.90. ln totale l'esercito tedesco annovera per l'anno ,1879-80: 47220 ufficiali , !i0Hitl9 gregari, "62.7 medici, 746 pagatori, 62 1 veterinari, 6"9 armaiuoli, 93 ~ellai e 79893 cavalli di servizio. Per l'anno militare 1817-78 furono chiamati sotto le arnJi H2.937 inscritti, e di questi, giusta i risult.ati del!' esame cui furono sottoposti, erano stati istruiti nel la lingua tedesca ,f 3/d 89, cd in un'altra lingua sol tanto (ì2.i2. . Sull'intiera cifra di 142.937 inscritti ne furono riconosciuti con sufficiente istruzione H0481 , cd analfabeti 2fi6 ossia J',1,73 per cento . Ri pa1·tendo però il per cento degli analfabeti sopra i qua uro Stati che formano l'impero si ha : Prussia . 2,45 per cento Baviera . 0,66 >) vViirttemberg 0,0·1 n Sassonia 0,32. » 1

1

1

1

1

1

'·


• 286

Il· per cento totale degli analfabeti della Prnssia è superiore a quello degli altri Stati, perchè nelle sue provincie. orientali ed occidentali, nel Posen e nella Slesia,. il ~er cento sale rispettivamtmte a 6,46, 9,7,t, H,"6 e '.2., 18. Passiamo all' 1lustr·ia-Ungheria. Nel 1878 furono arruolati nell'esercito permanente 89959 inscritti ; nel.la riserva di complemento, !'.2.G0,1 ( dei cpiali 1\.,\.09 a iempo ) ; nella landweh1· 12.2.85 (6ii:'.z5 per l' Austria, 5860 per l' Unc,J,eria). 0 G1'inscritti erano così ripartiti per provincia: 1

1

1

1

La sMnra minima e massima dei cavalli cli rimonta è rispettivamente di centimetri H\8 e ,166; l'età minima dei medesimi è di 5 anni, quella .. massima 7. Pel caso di mobilitazione, giusta quanto fu stabilito per il 11878, il prezzo delle rimonte sarebbe il seguente: Per un· cavallo da sella (cli cavalleria, artiglieria, ecc.) 25_0 fiorini; per un dlvallo da tiro per artiglieria 350 fiorini; per un cavallo da tiro per il t.reno 250 fiorini; per un cavallo da tiro in genere ,120150 fiorini; per un mu lo o cavallo da sella per montagna 300 fior . Il bilancio pcl 1879 ammoni.a a fiorini 9 1,7"9,3"7, cioè 87,57 1,595 per la parte ordinar.ia e 4,H7, 722 per quella straordinaria . Sui ruoli del l'esercito erano notati 872,6·16 uomini , dei quali 247,1~89 délle ultime tre classi, 597,G07 a1:ipartencnti alla riserva e 8839 dei rimasti in servizio per pnniziomi. Questi 872,616 uomini poi dividonsi, secondo la nazionalità, nel modo seguente : 1

Austria, Enns inforiore . Austria, Enns superiore Salzburg Steimark Carinzia Carniola. Coste Tirolo Boemia. J\'[oravia . Slesia Galizia .Bnkovina Dalmazia Ungheria e Siebeub Croazia e Slavonia Fiume

4·11O 1982 38,1 2957 909 ,1326 H97 ·1268 ,tMì93 5599 1

1

1

Tedeschi Magiari Czechi, 'Moravi e Slovachi Polacchi Ruteni Sloveni Croati Serbi Bulgari (Slavi in gen<~rale) Ihnnan i Italiani

~HO ,14763

,1362 1040 35979 49,17 37 1

Di questi 535 per mille sapevano scrivere: 998 per mille nel comando generale di Vienna; 970 per mille nella Slesia; 963 per mille nell'Austria; 930 per mille nella Boemia; 344 per mille ·nell'Ungheria; :170 per mille nella Ga.lizia; 1H per mille nella Bnkovina; 9·1 per mille nella Carniola. Rispetto alla rimonta dei cavalli necessari all'esercito, essa ha luogo in massima per mezzo delle incette fotte dalle commissioi1i di rimonta e dai corpi · di truppa diretta niente. In via normale si calcola di dovere comperare il 2 per cento dei ca vaJli da sella e il ,1O per cento dei cava Ili da tiro portati dal piede di pace. La rimonta pertanto deve provvedere: 1° Cavalli da sella, a) di prezzo solito, b) di preno più elevato; ~° Cavalli da tiro; 3° l\-1.uli, ecc. 1

287

ESTERA

RJV,JSTA

1

1

273 per cento 477

))

,19,1

))

'76

))

90 36

)) ))

!r6 3,1

))

))

352

))

7,1 9

))

>)

I Magiari cli preferenza servono nella cavalleria e nel genio, 1 Czechi nel genio e nella cavalleria, i .Polacchi nella cavalleria e nel geuio, i Ruteni nella cava lleria e nell'artiglieria tecnica. I volontari arruolati negli anni ,18(i9- 75 ascesero a 2.2.·173, dei , quali combattenti nel l'esercito pt~rmanente, 20 15 1, fra cui ,1,1,,1.,1 medici, 1fi. 1 vett~rinari e 293 farmacisti. ta marina conta 86 combattenti, 1/i. medici, t~7 tecnici. Interessanti ci paiono pure i seguenti dati sugli ufficiali: Vi sono 2.7 ufficiali general i al di souo dei 50 anni, (1.26 t\.;:li oO ai 60, 51 fra i 60 e i 70 anni, i al cli• sopra cli 70 anni. Di guisa che l'età media è di li6,3 anni. In media i eolonnelli hanno i'iO anni, i te-. nenti colonnelli 49, i maggiori 4-6, i capitani i'.~2., i tenenti :35, i sottotenenti 2.6, i cad<Hli 22. 1

1

1

1

1


288

RIVISTA

Generali

dall'accad. mii. di Vien.-Neus del genio » di' artiglieria dei bomb. dalle compagnie dei cadetti dalle scuole dei. zappatori . daH'accacl. mii. tecnica

il <fl,7 ¼

))

))

))

5 ))

6 )) I' H 6 ))

Utile. sup.

Uffic. io .

il ·1 5¼ l' 8 )) il 2, ))

il 10 ¼

» ,10 »

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»

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14 » 3 ))

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3 • I' 1 I' 1 )) I' ·f il 3 )) ))

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))

. Degli uf~ciali generali il 3 per cento non ha fatto alcuna campagna cli guerra, ti 3 per cento una campagna, il 16 per cento due, il 33 per ~ento !r~, il 40_ per cento quattro, il 7 per cento da cinque a sei . Deg~1 uf~~ial_1 .supe_rio_ri_ avevano servito in guerra il 97 per cento, de~h .uffìc1ah_ rnfenor1 11 6~ per Ct1Uto, degli uffici~li sup1~riori ed inferwn della merva soltanto 11 H~ per cento ha preso parte a qualche guerra. 1

II 30 per cento, infine, degli ufficiali snperiori ed inferiori sono ammogliati , e di. essi 949 ossia il 21> per cento non hanno figli. La tlot-ta austriaca alla fine dell'anno ,f 877 cornponevasi: . a) d~ 8 irnvi :cor.azzate (Tegethoff; Custoza, .E1·zherzog, Albrecht, Lissa Ka_iser, _Don Juan, .Kaiser Max e P1·inz Eitgen) ; b) d1 3 fregate corazzate (Ferdinand Max, lfabsbii1·g e Salamander); · e) di 2 fregate (H.a,detzki e Laiidon); d) di 9 corvette (Daniib'io, Dandolo, Aroid:tica Fede1'i,co, Saida, Fasana, Helgolcind, Z1·iny, Frundsberg . e Ji1t'rora) ; e) di 9 cannoniere (Veleb'isch, Dalrnat, Ilwn, Naiitilius, Albatros, I(e1·ka, Narenta, Mi.ive e Sansego); f) di_ 3 vapo~·i . a ruote (Andrea lfofer, .Fiwme e 1'an1·us); g) cl~ 2 avv1s1. a vapore (Miramare e Regina .Elisabetta); ~i) ~1 3 trasporli a vapore (Gargnano, Ti-ieste e Pola); i) eh ·1 nave per operai (Ot'.clope); k) di 2 yacht (Fantasia e G1·eif); Inoltre vi sono sul Danubio 2 ì\ionitor, 1lfarns e Leitha, ed appartengono ancora alla flotta 9 navi per scuola, 8 Hulk e 6 Tender. Le navi_della veri~ flotta hanno in totale :iW~ pezzi di grosso calibro e 78 leggeri; le navi-scuole hanno 2 1 cannoni di grosso calibro e 15 leggeri. Ultimamente fnrono varati: 1° Il Tegethotf; la nave più grossa della marina austriaca,· della 1

289 portata di 1{00 tonn., che ha una corazza di 369 millim ., 6 cannoni Krupp di 28 ceHtim., 578 uomini di equipaggio ed una forza di 8000 -cavalii; 2° La c;orveua Saida, della portata di 2500 tonn. Essa è armata con ·13 cannoni Krupp da ,f 5 centim., ha una forza di ioo caval\i e 2.47 uomini di equipaggio. Il bilancio della marina presentato per il 1879_ ammonta, per la parte ordinaria, a fiorini 7,937,970 e, per quella straordinaria, a fiorini 1,342,260. Viene quindi la rubrica della Svizzera, nella quale si dà un rendiconto assai 'particolareggiato del suo ordinamento militare ; poi quelle del Belgio, dei Paesi Bassi, ddla Danimarca, della Svezia e della Norvegia, per le quali si dà un breve riassunto delle notizie più importanti relative ai lavori cartografici compiuti nell'anno, alle ferrovie cd alle forze militari. La rubrica dell' ltalia è sufficientemente estesa e si occupa in particolar modo dei lavori cartografici dell'Istituto topografico militare e delle notizie rlflettenti l'esercito. · Ingli-ilterra. Le forze militari dell'Inghilterra comprendono: · ,fo L'eseroito reqolare. La fanteria consta di H-8 battaglioni di una forza media, sul [)iede di pace, di GOO uomini. 73 battaglioni distaccati nelle Indie, a Malta, a Gibilterra e al Canadà . La cavalleria si compone cli 3 1 reggimenti dei quali 9 nelle Indie. L'artiglieria ha 30 batterie a cavallo, 1 1i batterie da campagna, 90 batterie di guarnigione (di fortezza o di assedio) e ·1O batterie cla costa . Sonvi inoltre 49 compagnie di ingegneri ; ·· 2° Le r·iserve dell'esercito attivo . a) La riserva di prima classe, la quale può ascendere sino a 80 mila uomini ; al presente però non ne dispone di oltre ,1O mila. b) La riserva di :za classe con circa 23 mila uomini ; 3° La 1·i.serva della mi.tizia. Dovrebbe avere una forza cli 30. mila uomini, ma in realtà non raggiunge completamente questa cifra. 4° La rwiliz,ia. Essa consta soltanto di truppe di fanteria (8;j000 uomini) , d'.:trtiglieria ('12500) e d'ingegneri (,1000). In ca:o di gu~rra la milizia può essere incorporata nell'armata attiva, ma m massima non deve' essere impiegata fuori Ml proprio paese. La Yeoman-1.:y è la milizia a cavallo, ciel cui valore per altro si dubita assai. La forza complessiva di un corpo d'armata inglese mobilizzato ascende a HH ufficia li, 35579 uomini di truppa; H.l8~9 cavalli e 90 pezzi. · ESTERA

Essi provengono :

1

1 1


290

RIVISTA O

Il ·I gennaio 1879 l'effettivo dell'esercito inglese era di 52.9,49 1 individui fra ufficiali, sott.'ufficiali e soldati . Il bilancio della guerra pel ,J879- 80 porta una somma totale di lire sterline H,,645,700; ed in esso la forza totale del l'esercito è stabilita in 633,033 uomini; cioè armata regolare, compresi i reggimenti comandati nelle Indie, •127,941 uomini; riserva dell'armata di ,fa e :za classe U. ,000 uomini; milizia 137,55(; uomini; milizia a cavallo •I 4,6 14 uomini; ·volontari 244,2.63 uomini; reggimenti inglesi nelle Indie 65,653 uomini. Il bilancio della marina pel •1879-80 ammonta e L. st.. il0,586,80,t. La flotta inglese venne di molto aumentata in questi ultimi anni, e si continua ad aumentarla. Secondo il progetto per l'ammira,:,liato pel •1878-79 essa doveva avere pef marzo •I 879, una umento di 119766 tonn. cioè di 10295 tonn. per navi corazzate e di 947,1 per non corazzate ripartite in: · ' 1) 9 navi corazzate \ •1 1 corvette 8 sloops tutti confezionate nei 9 cannoniere cantieri dello Stato; \ 2 navi cli,pacci 2 battelli a vapore per torpedini 3 brigs 2.) •I nave corazzai.a 6 corvette confe,io.,ati nei can2. cannoniere tieri privati. 3·1 haw~lli porta-torpedini Nel corso del ,1879 poi dovevano inuit.re essere in pronto: 4 sloops, 9 cannonicwe, 2. brigs, 3 1 bauelli porta-torpedini .

I

pertanto gli stati vassalli) s~pra u~a P?~olazione di. "90,5.00,0~0 u~mini vi sono H,0,500,000 mdu d1 religione Brahmrna, circa ,}·I mi:lioui di maomettani; poco meno di 3 milioni di buddisti e dschainas ; 896,655 cristiani; oltre 5 mil ioni di adepti ad altre sette rc1(igiose .. Fmncia. Come è noto il ·1 t,. ottobre 11878 il ministro dei lavon pubblici Freycinct presentò un progetto di. lcgg~ pel completamento della rete ferroviaria francese. Nel medesimo s1 propone la costruzione di ,162. nuovi tronchi per una estensione di 9 mi la chilometri. Ago'iuntc a cruestc le linee o-itt in costruzione, la cui concessione venne e;<) o . ' l già approvata, si raggiungono i n mi la chilomctn eh nnov1~ strac e . , . ferrate, per nna spesa di 32.00 milioni. Lo stesso progetto comprende i lav~iri da esegmrst alle lince. fluviali, al quale scopo souo domanda ti 830 milioni : 4o0 pel miglioramento di quelle esistenti e 380 pefla costruzione di nuove linee. Queste ult.ime sollo: coliegam~1nto dell' Oise coli' Aisne, della Marna. colla Saone, della Schelda colla ~iosa, un canale laterale della Loira da Comblcux. a Nantcs, coliegame11to della Loira colla Garonna, un canale laterale che conduca al mare di Thau. Pel 11879 fn concessa frattanto la somma cli ~!i-8 milioni e cioè:

l

Pcl miglioramento elci fiu111i . Fr. 20,000,000 Pelfa èostrnzione di nuovi can.1li » ·12,000,000 Pc[ miglioramento e compimento di ponti ,J 5,000,000 Per costruzioni ferroviarie » ~0,1,82a, ,1ft.2 Totale Fr. 24-8,823,'142

1

1

1

1

1

1

Il progetto invece pel •1879-80 prevede un aumento per la Ootta di ,12.·15·1 tonn., e cioè di : 9 navi corazzate 8 corvette

nave dispacci 6 sloops .9 cannoniere _± altri trasporti Totale 37 navi. •I

= =

=

291 ·

ESTERA

1

7,1:93 tonn. 1388 >) ':H6 »

1

= 2.4ft.5

»

4.,\.5

»

434

»

Rispetto all'impero anglo-indiano , e precisamente a queìla estesa ·regione che trovasi sotto l'immediato dominio clell'Inghiltcna (esclusi

>)

L'e~ercito attivo comprende nove contingenti di 1136 . mila ~1~mm) Tut.tavia nel caso di mobil itazione sarebbe 1mposs1hife eh inqn;clra;e tutta cotesta forza, imperocchè i H} cor~i d'arrn_nt_a esistenti , ciascuno con una forr,a sul piede di guerra di 35 nnla uomm1, comportano soltanto 665 mila uom ini. Si può pertanto calcolare che la Francia potrebbe rnobilitai:e du~ ar· mate; l'una campale di circa 700 mi la uomini, ed un'altra eh :za linea con 330 mila uom ini. I-I nvi inoltre l'armata territoriale alla quale sono assegna~i cinque contingenti di ,136 mila uomini, che calcolali ciascuno a 12~ mila per le diminuzioni solite a verificarsi, ne portano la forza a 600 tmla . . . Nel ·1878 venne arruolata la classe ,1857; e sopru 270 mila 1101111111 inscritti sulle liste di leva, ne furono ritenuti idonei al servizio militare ,13 1,82.7, e di essi 80,3 assegnati alla 1" porzione d.cll' ese_rcito permanente, !i-0,686 alla 2,a, e 5787 alla marina: Effett1v.:11n~nte però coi rimandati delle leve anteriori il conting<rnte della 1° pol'Zloue

= ,1 200 000.

1

1

1\.

1

1


293

ESTERA

292

RIVISTA

sali a 89,838 ( obbligati ad un serv1z10 di 5 anni) e quello della 2a porzione (obbligati ad uu servizio di 12 mesi) a 43,557; di 11uisa che l'inticro contingente arruolato ammontò a \·l 39 ,,182. uomint che venne chiamato sotto le armi dall'8 al 16 no,·embre 4878. Una circolare miuisteriale del ,l;i~ novembre 4878 determinò le norme per la ripartizione dei volontari cli un anno nelle varie armi nelle seguenti proporzioni: la cavalleria deve averne H per cento l'arLiglieria >> 19 » il treno d'artiglieria " l » il genio >> 2 » il treno » ,1. ,, i batt.aglioni cacciatori devono averne 6 » i reggimenti di fanteria >> M » Per il reclutamen to della cavalleria fu caldamente raccomandato di aver maggior riguardo alle quali tà della mente che a quelle del corpo; ma non sembra che le disposizioni ministeriali siano state scrnplùosamente applicat.e, come si può s.corgere dal numero de11li analfabeti che nell'anno scorso veunero assegnati ai 20 reggimenti dell'arma qui sottonotati presi a caso : Reggi men io

2° corazzieri 40

))

50 90 60 dragoni )) ))

go •16o ·18° ·19° 2·1°

)) )) J)

)) ))

22°

))

25°

))

26° 2.0 caccia Lori ))

70 17° 2,0° 6<> usseri ))

))

))

HO

))

12.0

))

Stanza

Commercy Angres Parigi Niort Cham béry Parigi Cambrai Lunevillc Saint-Etienne Evreux . Provius Nantes Tarascon Tours Rambouiliot Limoges Chateandun Pontigny l?onlainebleau Dinan

Reclute

Analfabeti

207 187 '162

36 37 36 45 51 4:7 37 48 44 54

491

192 195 174 Hi5 480 175 193 173 ·185 rn2 '178

54

58 61 29

42

rn1

,\O

460 43,1 135 ·1 H

41 54

44 63

Il bilancio ordinario della guerra per l'anno 4879 ammonta: . Fr. 552,944 ,36~ Per la parte ord inaria a )) 187,160,005 Per la parte straordinaria a per una fo rza di . \.69,13'10 uomini e H0,799 cavalli , non compresa la gendarmeria. . . Nel 4818 rurono nnche aumentate le pensioni militari, come ap-

pare dallo specchio seguente:

-------Legge 1861

Minimum

Maximum

Leggo 187S

~ Mini mum

-

Maxi mu m

40500 8000 6000 :iOOO 4000 3300 2500 2300

7000 7800 52:00 Genei;,'l.le di divisione 6000 ozoo 3900 Maggior generale ti-tiOO 3900 3, 1 20 Colonnello 3700 :J,120 23, \ 0 Tenente colonnello . 3000 2590 ·1950 Maggiore. 2300 212.0 4560 Capitnno •1700 1680 H 20 Tenente rnoo · 1 ,\.00 8,\.0 Sottotenente . I noltre, nel caso di rifonnn per feri te in servizio, la pensione è di molto aumentala; cosi ad un amput:i to di due membri spetta, qualunque sia la durata del servizio prestato, il maxùnum, della pensione accresciuta del 20 per cento. · Il ,,n,im'itÌmmb delln pensione poi, per ogni anno cli servizio e per o!rni "am11aona di ouerrn, riceve un ;iumento annuo cli: o o o 'A

Fr. 05 » ,100 » 75 >> 65 >> 50 n 50 n ,1,0

pel generole di divisione; pel maggior generale; pel colonnello ; pel tenenle colonnello ; pel maggiore ; poi capilo.no; pel tenente e souoienente.

Rispetto al numero degli ufficiali la Francia contava al pri ncipio del lu11lio •1878 - fi.3H3 urficiali così ri partiti : in servizio attivo: 3 maresciall i, 40 genera li cli divisi~ne'. che avevano esercitato un gran comando in guerra, 100 generali d1 divisione , 200 mnggiori genera li , fi,33 uflìciali di stato maggio~·c ,. ~4 752 urfìciali di fanl.Cria, 3298 ufficiali di cavalleri:1, 2671 uflì c1ah_ d'artiglieria, ·1H.7 medici e 159 farmacisti; toLale 2o7:ifi. ;

a)


294

R IVISTA

b) nei quadri della riserva : 7,109 ufficiali, fra cui 80 generali di 'divisione e 488 maggiori generali; o) nell'esercito territoriale: 10580 ufficiali. Per quanto ha tratto alla marina, essa possedeva nel ,1878 : a) 2.5 navi corazzate di fa classe·, oltre a il'.2 altre navi destinate alla difesa delle coste, con una forza media cli 800 cavalli e con z pezzi; b) 11O navi corazzate di na dassc, di una forza di 500 cavalli e con ,J O pezzi. Debbonsi pure notare in questa categoria altre 7 navi, con batterie natanti di una forza di ,!'.20 cavalli e con 6 pezzi; e) ,11 cannoniere di Ja classe, di una forza fra i 60 e i .J00 cavalli e con ,t, pezzi ; d) 8 cannoniere di II· classe di una forza di 50 cavalli e con · ~ a 4 pezzi; e) 9 incrociatori di I" classe, 11\, di II• e 20 di nra classe, di una forza dai fi80 ai •180 cavalli e con 34 a 4 pezzi . · . S0'.1vi inoltre 23_avvisi_, 33 trasporti, alcuni piccoli. vapori a ruote, 39 piccole cannomerc d1 una forza da rn a •I 5 cavalli e parecchie altre navi per scuola, ecc. Il bilancio clella marina pel ,J 878 ammontò: 1

1

Sezione

ra Marina .

IIa Colonie . Conto di licruidazione »

295

ESTERA

Fr. '162. ,96 1,933 )) 30,990,558 » 2.7,.rn~,000 1

Fr. 2.121,35/4,i!,94 Russia. - La rete ferroviaria russa contava , al tcrrniM dell'anno ,J877, 2.H8,I chilorn ., ai quali devonsi aggiungere altri 30(~,fj della strada ferrata militare Bcnder-Galatz, che però uon corre intieramente sul territorio russo, e che propriamente venne aperta soltanto il 2.9 gennaio 11878. In cruest'ultimo anno poi vennero costruiti cinque nuovi tronchi per una percorrenza di chilometri 112.58,5 ; e cioè : 1

1) La st~ada ~errata di Sumy ,da Merefa a Worojba che collega la terrovia Kursk-Carkow-Azow per Ljubotin colla Knrsk- Kiew . . . . . . . . wcrst.e 227, 7 2.) La comunicazione dalla stazione cli Kursk alla città dello stesso nome . 5,6 3) La fcnovia Nowgorod- Staraja-Russ . 88,5 Da ,riportani wet·ste B2 1I ,8 · ))

))

Riporto i,;ei·ste La ferrovia .dell' Ural d1\ Perm a .Jekaterinburg per Tschussowaja e Kuschwa . . . . . . . . » 5) La ferrovia Donez da Swiirjewo a Ch1.1Zepe-1\owka, con diramazione eia qucst' ultima stazione a .Nikotowka, da Debolzewo alla miniera di ferro cli Luganski, da Debolzewo a Kramatorskaja e Bachmut . » )) Chilorn .

32.1,8

!i )

=

468 ,0

389,7 1'17'9,5 tz58,5

Circa l'esercito iI Reyistrande fornisce molte e particolareggiate notizie, relative specialmente a tnt.te le modificazioni che furono introdotte durante Ja guerra colla Turchia e dopo la medesima. La disloc.azione attuale dei corpi d'armata è la seguente : Cor po d'armata

Stanza del cocnaooo

Guardia

Pietroburgo

Granatieri I. II. III.

i\fosca Piet.roburgo '\Vilna Riga

IV. V.

Minsk

Divisioni

Di\1 isioni

cli cavallel'ia

di fan teria

,1a, 2a , 3a della Guardia •1a, 2.• e 3• granat. ~)9.a Q,i,a 37a 2.;sa, 26", 2.7a 28•, 29a 116", 30" 7a, 8" ,

- -.

'

,.J.

1• e 2• della

1

Guardia •I ,j,a ,1a

'

Val';avia ~,·, 6a, ,, oa Varsavia VI. Simferopoli · 13\ 34.a VII. 115a., 36• Odessa VIII. 5\ 3 1" IX. 9\ 11\.a Charkow X. ,J iJ a, 32,a Shitomir . XI 12•, 33• Kiew (?) XII. la, 35• XIII. -17•, 118• XIV. Kiew 2", fi.Q a XV. Kasau ( 11) I. Corpo d'arm. del Caucaso Granat. del Caucaso e 3W 39", 4- 1a id . II. id. 3", 2,3u Non riunite I in Europa in corpo d'arm. / nel Caucaso •19•, 2011 , '.2.1ta 1

1

2" 3a ti:a 5a

6U 7a

s· 9a ·10" ,14 a

1

HI•

1

1J 3•

1

divis. Cosacchi 1a divisione del

1

Caucaso

:z.a idem

(Il Il XV corpo d'armata ven ne formato nell'aprile 1879, i due corpi d'armata del Caucaso. nel mese di gennaio.


296

29i

RIVISTA

ESTF:RA

Tra le molto modificazioni poi arrecate all'ordinamento dello varie armi, ricorderemo soltanto che per decreto imperiale del 4 9 aprile ~ 879 venne stabilito che tutti i reggimenti di fanteria avrebbero in guorra4 battaglioni a,\. compagnie. Il ministro della ·guerra russo sembra annettere molta importanza ai viveri in conserva, ed a quest'uopo stipulò un contratto colla società nazionale clei viveri per la provvista di 9,500,000 razioni ; 7 milioni e ~ezz? delle quali, cioè H>/ -19, debbono essere rinnovate tutti gli anni, cl1str1huendone alle truppe altrettanto cli quelle racco'lte nei magazzini. Qneste razioni sono depositate nei magazzini di :

Di esse sta vano nella Bessarabia come armata di operazione 188,463 uomini, sulle e.oste del .\far Nero 73,i\.,I I uomini, a Kiew siccome riserva 7.\.,'170 uomini, finalmente sulla frontiera del Caucaso colla Turch ia 58,726 uomini. Influe il massimo sviluppo delle forze russe si verificò i! 1° lnglio 1878, alla quale epoca trovavansi sotto le armi in totale ,rn, 9q.0 urGciali, 1,788,671 gregari, 383,4-98 cavall i. Il bilaucio della guerra poi 1879 ammonta a 18 1,:566,088 rubli e cprnllo della marina a 2 6, 11%,582. rubli. Quest'ultima ( la marina) consta\'a nel 1878 cli 28 navi corazzate, 4- fregate, 11I conrette, I :1 kli pper, .1, fregate II vapore, 39 battelli a vapore, 1·1·I bntt.elli per torpedini, 27 ,;chooner, ,1'17 battelli a vapore per fiumi e al Lri trasporti. In totale 3,rn navi, così ripartite:·

Pietroburgo -rifosca . Vars11via

1,250,000 razioni ·1,250,000 ,f ,000, 000 900,000 900,000 l) 900 ,000 800,.000 500 ,000 500,000 500,00,0 500,000 200,000 50,000

1

1

1

))

))

Kiew

Presso la flotta del mar Baltico Xero " Caspio " dell'Arai della Siberja

))

Kremontschug Orci nrest Litowsk Bobraisk Diioabnrg . .Kasan . Wilna . Helsingfors Isole Sachalin

))

)) ))

)I

))

))

228 navi 26 ))

·16

))

))

)I

6

))

))

))

'28

))

))

))

11

LA RIMONTA DEGLI UFFICI ALI KDEI VOI.ONTARI O[ UN ANNO IN GKRMANIA

))

>

))

Truppe regolari irregolari ))

Totale

Individui

Uflìciali

di truppa

Cavalli

25,7.f6 1,972

771~,605 50,583

75,589 50,837

829,688

126,t26

27,688

- --

Terminata la prima parziale mobilitazione al ,1° gennaio ,f 877: Urftciali

Individui

di truppa

Ca·,alli

le truppe regolari sommavano a . 29,783 jrregolari 2,529

1,071,601 87,765

H~8,M3 50,837

Totale

4,159,366

199,380

))

))

))

Parimenti interessami sono alcuni dati intorno allo truppn mobilita te per la campagna turca: Il 1° novembre 1876, cioè prima che s' iniziasse la mobilitazione, l'esercito russo contava:

))

1

))

. 32,312

I. Per la rimonta degli ufficiali havri in Germonia il sistema dei cavalli di sen;izi-0 , combi nato con quello dell'ind ennità in danaro. Ogni nflìciale subalterno di cavalleria e tl'an iglieria da campagna ed ogni maestro d'eqL1itazioue h:i diritto_a ricevere un cava llo ~li servizio {Chm·r,e- P{erd) ('ì) se non trovasi comandato quale aiutante personale dei principi imperial i o degli altri principi ger manici. I cavalli cli senizio vengono in massima ~dopnrati sohlmente nelle manovre cd in piazzo. d'armi. I l regolamento permette per altro che gli ufficiali li montino anche per fa re delle passeggiate isolatamente, sia per le strade, sia in terreno vario, affine di ammaestrarli. L'uso cli questi cavall i nelle corso con premio in danaro è assolutamente vietato. (I) Estratto dal Remontir1mgs-RegLeme11t. - Berlino, 187$, (2J Hanno anche questo diritto i capitani d'ttrtiglieria da campagna che non p-0rcepiscono l'intero stipendio del loro grado .•

Rtvista estera

· 20


298

ESTERA

RIVISTA

. Per la scelta e l'assegnamento dei cavalli di sen'1z10 esiste in ogni reggimento di cavalleria e d'artiglieria da campàgna una commissione, composta di un ulficiale superiore ('I) , un capilauo, un tenenl!>- ed jl v13terinario-capo. Nei reggimenti di cavalleria, la scelta viene in massima fatta tra le rimonte dcll'ultiino anno e, nel farla, la commis$ione tiene sempre conto dei desiderii espressi preccdenr.ernente dai concorrenti . Non possono peraltro essere scelti i cavalli dei sollullìciali, dei capifila e dei musicanti. Nei reggi menti d'artiglieria invece, la scelta è fatta tra cavalli che vengono provvisti arZ hoc. Un cavallo di servizio è calcolato del valore cli 660 marchi (L. 825). La_ sua durafa è di cin~rue anni, ed alla fine di essa diventa di pt'opnetà del possessore . E tuttavia permesso all'ullicia le di vendere il proprio cavallo di servizio prima che siano scaduti i cinque anni, pnrchè lo sostituisca con altro cavallo di sua proprietà (2) . La distribuzione ed assegnamento dei cavaJJi avvieoe per lo più in autunno, alla fine delle grandi manovre; ma fa dumta del cavallo vien calcolata dal mese successivo a quello in cu-i termina la durata del precedente cavallo di servizio: Gli ufficiali di nuova nomina e quelli trasferti da un'altra arma · nella cavaileria e nell'artiglieria da campagna , hanno diritto ali' irnmedialft assegnazione d'un ca va llo di servizio; e, se il rP.ggìmento non ha cavalli disponibili, ricevono un'indennità mensile di ·1 1 mare.li i (Lire ,13.75). Possono eziandio avere per il primo anno, come di servizio, un ca vallo di truppa perfeuamente addestrato. Caso mai in un anno il numero degli ufficiali, cui spett.a ricevere un cavallo di servizio, sia singolarmente piccolo, il ministero della guerra autorizza u11a parti~ di quelli, cui spetterebbe riceverlo nell'anno seguente, a ritirarlo un anno prima, purchè si obblighino n pagare l'indennità-cavalli per tanti mesi quanti ne mancano al compin~ento della durata cinquinale del ·vecchio cavallo. E in piena faco ltù dell'ulftciale di rinunziare al cavallo di servizio o ricevere invcee l'indennità in danaro (3). In tal caso, per altro, 1

(1) Nei reggi1uenti di cavalleria è stabilito che sia il meno anziano. In mancanza dell' uffic iale superiore, entrn al suo posto un capitano anziann. (Z) Tale cavallo viene visita to dalla commissiono o viene posc ia considerato corno cavallo ordinario di servizio. (8) La rinuuiia si fa al mo merito in cu i si acquista il didtto all'uso d'un cavallo cli servizio od alla fluo di uu t urno cinqui nale. ·

299

egli deve presentare alla commissione un cavallo proprio per essere visitato e, se viene riconosciuto idoneo, rimane assoggcLtato agli obblighi degli altri cavalli di servizio. L'indennità in danaro viene pagata all'ufficiale ogni cinque anni od al momento i1r cui cessa per un motivo qualunque d'aven~ diritto al cava llo di servizio. Nel caso che un cavallo assegnato ad un ufficiale si dimostri sin dal primo anno poco atto al servizio dell'arma, viene concesso al posscssor;~ di rivolgere domanda alla commissione reggimentale perchè gli venga cambi::ito. Se qne$ta si dichi:n::i favorevole , l'uHiciale riceve un altro cavallo ·della armata, il quale continua il turno cinquinale del precedente (1) . · Se il cavallo diventa invece inservibile dopo il primo anno.,. il comandante del reggimento ordina che sia visitate, dalla commissione, e poscia, sulla relazione di 11ues1a, decide se si debba attribuire, o no, la colpa all'ufficiale. Nel primo caso il possessore deve alienare il cavallo e sost.itnirlo con altl'o di sua proprietà siuo al termine del turno cirniuinale, e nel secondo caso riceve un altro cavallo (2.) ed inoltre per ogn i mese chn deve ancora tra$COrrere per compiere il turno cinqui11ale : a) Un'indennitù di H marchi (L. 43,75), se il cavallo riforma to può ancora servire tli cavallo di truppa; b) ,1; 60 della somma uew.1 che ne viene incassata , se il cavallo deve essere venduto. Infine, se un caval lo <li servizio muore, il comandante del reggimento interpella la commissione se l'ulTiciale h passibile di qualche multa ed, in caso aITerrnativo, olt.re al pagare questa , il posse:;sore del cavallo deve sostituirlo co11 altro di sua propriet:\; nel caso contrario invece gli viene consegnato un altro cavallo, ma non ha diriLto ad alcuna indennith in danaro . L'ulliciale può portar seco il cavallo di serviz.10 1prnndo viene comandato fuori del corpo senza perdere il diritto alla rnzione foraggio. , Se trattasi invece di cambiamento definitivo di posizione o di reggimento , l'ulficiale ii in facoltà di lùnere o. di la:;ciare il cavallo di servizio che ha in consegna. In 11nest' ultimo caso gli viene pagata un' indenmtà in danaro proporzionalo ai mesi di servizio prestati dal ( l} Il regolamento prcscl'ive ch e tale cambio sia concesso una sol volta ogni cinque anni e non s ia ammesso quando viene constatato che il cavallo ha fatto caUiva riusci ta per colpa doll' uffìciale. (2) Questo cavallo deve fare il turno cinquinale completo.


R IVISTA

cavallo ed al ,•alore massìmo dì marchi 660 e, arrìvato al uuovo reggimento, riceve un altro cavallo. Anche quando l'ufficiale ce,sn, per un motivo qualunque, dal dìriuo al ca,,alJo di servìzio può rìtenere ìl proprìo, purchè paghi all'erarìo un'indennità come la precedente per i mesi <)he ma11cano a compil:lre il turno cinqnina lc. Nel raso couLrario egli rìceve l'oradettn 1udennìtil . I cavalli di ~ervizio che vengono lasciatì ai corpi dagli ufficiali 11ei casi sopcaccennati, sono tenuti d:isponib'il·i per qu::1ttro mesi, e, so spira questo periodo dì tempo senza che ,·cngano richiestì da alcun ufficìale, sono igcritti tra i cavall i di truppn. L'ufficìale che trascorre pi ù di sci me:;i ìn licenza, perde il diritto al cava llo _di servizio, o questo Yicno dicltìarato disponibite. Per l'ufficiale colpito da una lunga puuizione, il regolameuto stabilisce le seguenti uurme : ci) Se la punìziouc è a piede libero od in una fortezza ed inferiore alla durata di un anno, l'ufiìcia lc non pcrclr, il proprio cavallo di servizio, ma non puù ponarlo ~eco; b) Se la precedente p11nì1.ione i: superiore alla clnrata di un anno ovve1·0 cssendoue in fcr io1·e, porL:1 geco la perdita del gn1clo, l'u/Jicì.i le perde ìl suo cavallo di servizio e gli vie11 pagatn la sLessa iudennìtit come se fosse cambìato cli corpo; e) Se c1uesL'uflìcialc è graziato prìnrn dello scadere dcll';1nno , viene considerato come ufficiale di nuova nom ìna. Infine un ufficiale che perde, senza sua colpa, un e.avallo di sua proprìeti1, può essere proposto dal cornanclantr~ di corpo al mìnìstero por una indeunith da prelevarsi sul fondo socco1·so per gli ·u(fìciaH (il). Gli ufficìali di cavallerìa della landwchr e di complemen to, quando sono chiamati nllc armi a titolo d·i esame per ow~nere ulteriore avanzamento, sono olibligati a co ndur seco un proprio cavallo o ne ricevono inoltre uuo di servizio dal rispettìvo riparto di truppe. Quelli ìn rcce dell'artìglieria da campagna e del treno uon sono tenuti a portare cava lli di loro proprietà ma vengono provvisti dal governo per LulLO il periodo dì loro servizio temporaneo..

{I) Alcu ne volto, invece òell' indennità, il m;nistcro accorda all'ufficiale un cavall o cli truppa che abbisogni di riguardi speciali.

EST ER A

301

II.

I volontari d'un anno della cavalleria , dell'artiglieria da campagna e del trenoven"OllO provvisti di cavallo dal rispettìvo riparto di truppa (1) , ed in compe~!\o pagano nn' imlcnnità di 300 macchi (Lire 375), più un asso"no fisso per la ferratura e le medicìno. I ~olontarì però ::i:.-segnati al treno l'ìudennità può ven ìr ridotta a soli marchi HiO. Dell'oradetta indenni Là, ì reggimenti di ca\'allerìa introitano un terzo a benefizio del proprio fondo riforma-caraUi e gli ::ihrì' due. terzi .li dividono tra i reggi111onti dell'arma del corpo ù'armatt, (2) . l reggimenti d'artiglieria inscrivono iureco a beneficio dcli~ stessa mas~ due terzi dell'indennità e mandano l'alt.ro terzo al reggimento della nspettiva brigata. [ battaglioni del treno inflne iutroit;1no l'intera indennità , Al yolontarìo congedato prima clèll'::inno cli servizìo, ovvcrn trasferto nelle tn1ppe a piedi, viene restituita uua parte proporzionale dell'ìndennitù pagata, ecl il reggimento la deçluce dalle somme che devono essere divìse fra gli altrì reggimenti. Uguale indennità vìenc pagata eia un corpo all'alt.ro delle armi a cavallo quando avviene tra esse qualche passaggio di volontari. . .. , . In caso di mobilitazione, il conteggio delle suddelle 1ndenmla e d1 spettanza dell' inlende11za d'armata, la quale alla fine della campagna versa nelle casse Llei corpi le rispett.ive quote.

(l) A tal e uopo ogni regg imen lo ti ono ruori-rango un ùato numero di rim ont~ dell'amministrazione, le quali poi vengono ycudulo all'asta pubhhca al momento 111 con, gedare i volontari. {2) A tal uopo ogni reggimento invia al 1° no'lc~bre al com_ando. d~I cor.po d ~rmata una nota dei vo lontari d'un anno stati arruolati ne1 p1·ecedent1 dod1c1 mesi, od 111 base ad ossa il comandante del cor po fa il riparto delle somme introitate.


BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO MM.

LA lVIAHQmSE

DE

BLOCUEVILLE.

303

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,le.<; tJ01ulitio11s cl'ud,nission tnr. s~•·viee sa,ùé tle l'a,•,née et tle la nuu•i11e, et tiux ecoles niédicine el t.!e 11/un•macie ,n'ilift1,b •es el nt.,vtde.,i. In-12°. -- Paris, Dolalain 1879. -:- Prezzo cent. 20.

P1•o!J'l'tn1111te

D. MARMONNIER, m édicin au 4' r égiment du génie. Guitle médical de t•of/icie,• tlétlfclié, prerniers secours ù porter, en l'absence du médicin, aux soldats blessés. - 1 voi. in-·12°, avec 18 fig:ures. - Paris, Dumainc, 1879. ·

OHDRE DE M. LE MC'-IISTRE DE LA MARINE ET OES COLONIES. Lti ma,•ine à t•exposition 1.mive1·.~dle de J.87S. - 2 beaux voi. in-8°, imprimés uvee luxe, 1096 pagcs, .102 dessins da ns le texte et deux forls atlas, 161 planches in-folio. - Paris; J. Hetzel, 1879. - Prezzo L. 80.

ÙUVRAGE PUBLIÉ PAR

E. PoIROT, chef de bataillon au lit• régiment cl'infanterie. Com·s d'études militai,•es. - Cours tle léfJidtition et tl'a,lminisb•ation. - 1 vol. in-12°, deux ième édition. - Paris, Dumaine, 1879. - Prezzo L. 4. G. Le M,rnCHAND, capitaine au t:S• artillerie. Camptigne ,les .!111gl,1i,<J daus l' llfglumista,i IS7S-79. - 1 voi. in-12•. Paris, Dumaine, '1 87H. - Prezzo L. G.

Buscr-~BECK- HELLDORF's. Feltl-Ttf.scl,enlnwlt f'ii•• Olfi:iere alter 11/aUt!n ,lei• deuuc/ieu ,il,·111ee ~:.uni li1·~e11s-u,u~ lt'1•ie,lens-Geb1•t1iwl•. (Manuale da cç1mpo tascabile per gli uf'tlciali di tutte le armi dell'esercito tedesco). 4"edizione accura. tamente riveduta ed ampliata . Compilata da parecchi ufficiali prussiani, 7• dis pensa. - Berlino, Hempel, 187H. - Pr. L. 1,50. Das Eiuqtuwtie,•u.u!/ .~JGt!St!lz vmn :111. Juui :l S 11J sa·1 1unt tfor Durcli/iélu-un.gsvm•fch,-i/l mtd tlem. Zinscl,r.~.~,mt,wi/e . (La Jeo-o·e s ull'accasermamento delli '.li giugno 1879 colle preoo l scrizioni per la sua attuazione). - Vienna, Manz, 1879. - =>rezzo L. 2,00. v.

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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OLLl::CH,

E. F. MrGO'J"fl, Oberlieut. IJit! 1Jteclrnuil. mtti 1/,u Pf,1,•tl. Sttrtlieu-Ft•aymeute til,e,• ,Ue Beweyuug tles T l,ie,•l,01·11ers ,nit Hezuy au/ tlie ,t,u•aus -t•esulti,·e,ul"" 111eel,a11isel, beg,•fmtleteu llilfen. ( La meccanica o il ca vallo. Frammen ti di s Ludio sopra il m ovimento del corpo dell'animale dal punLo di vista degli aiuti basati sulla meccanica). - Vie11na, Gerolù e figlio, 1879. - Prezzo L. 6. lìbe1• die Fecl•tweise mul Ge/ec l,ts-llusbilclu1111 ,tes l11fa.ute1·ie-ll11 ltdU,uu, " " te,• b eso,ulel'rr llle1•iìc/;sisc l, li!l""fl t1,1s Oe.'1te 1•-,•e-icl, i.u1lteu tutti, F1•(1wzosisc l,en-l1;x;e1·· ei1·- B e11lenumt., . (Del combaLLimen lo e dell'addestramento allo stesso~<lel ba llaglione cli fanteria con particolare ri guardo ai regolamenti di e voluzioni aus triaci e francesi). - Hannover, Hel wing, '18,H.

11 Direttore O REST E BARAT JER l

Maggion nei Be..saglieri.

DEM AF\Cll l CARLO,

gerente.

LA

CAVALLERIA RUSSA DURANTE L'ASSEDIO DI PLEVNA 111 -c.::::,~- ·

Dopo che i Russi furono compiutamente battuti nella primo, seconda e terza battaglia di Plevna, compresero alla fine che era d'uopo intraprendere un assedio regoJa,re della posizione fortificata di Osman Pascià. Convinti in pari tempo della poca o nessuna probabilità di successo che presentava un attacco di viva forza, e quanto mono delle ingenti p erdite che avrebbe tratto seco, essi decisero di accerchiare la piazza forte, affine di tagliarne tutte le comunicazioni coll'intemo del paese e costringere in siJTatta maniera · . l'avversario alla resa. Nello slab ilire questo còmpito per l'armata dell'ovest, grande assecrnamento facevasi sulla cooperazione della. cava lleria. . . o Era dessa a cui in pnrticolar modo veniva affidata la m1ss10ne di impedire che potessero giungere al nemico viveri o rinforti ; ed è mestieri riconoscere che la cavalleria russa fece quanto era in suo potere per disimpegnare convenientemente l'imporlante mandato che aveva ricevuto. Questo impiego clell'arma di cavalleria, intieramente corri spondente alle sue qualità, ci sembra meriti in guisa speciale di fermare la nostra attenzione. L'esempio di Plevna sarà facilment~ (I) Per la n3rrazione ..!elio operazioni ci siamo serviti della pubblicazione del capitano CutnrNu v. 1108 n.s, Die n,,ssischen Kava.!le1·ìe-Dìvisione11 und die ,11·mee-Operalionen im llall,an-Fcld.rng 1817-78. Berlin, Mittler, 1878.

,v,

ANNO XXIV, VOL. 1V.

12


166

LA CAVAL LERIA RUSSA

contagioso nelle guerre future, e se assai difficilmente veri.remo sorgere forte7,ze improvvisale come Plevna, ò però quasi certo che grandi ed importanti operazi oni si svolgeranno intorno alle piazze forti ; ciò che del resto abbiamo già veduto nella campagna del 1870-711.

Colla favolosa estensione che oggidì si pensa di dare ai campi trincerati si avrà per conseguenza che l'accerchiamento dei medesimi ::;arit in certi casi d'impossibile aUuaziono; ·ora si comprenderà di Jeggieri quali rilevanti vantaggi si potranno ritrarre in tali circostanze da tm ·abile ed intelligente cavalleria, la qunle portandosi su tutte le vie di comunicazione del nemico, e battendo il paese a grandi distanze, ne distrugga tulle le risorse, ne segnali per tempo i movimenti, s'impadronisca di viveri , di munizioni , ecc. I cavali eri russi eliettivamente spiegarono nel disimpegno di cotesto incarico molta attività; epperò dovremmo dilungarci di molto, eccedendo alial:Lo le proporzioni di un semplice articolo, o,,e vol essimo render conto par ticolareggiatamente delle singole operazioni di tutti i gi orni sino alla caduLa di .Plevna.. Ci limiteremo quindi a porre in rilievo il concetto seguito dai generai i di cavalleria russa nei loro sforzi per isolare Osman Pascià, narrando soltanto i folti più importanti .

I.

Operaziòni del corpo di, cavalleria misto ctel generale K,r ilow. Furono essenzialmente due i corpi di cavalleria che vennero incombenzati di operare ad ovest del Wid; quello del generale Krilow e la. cavalleria della Guardia. Cominciamo dal primo. Alla metà. di settembre vennero riunite sotto il comando di Krilow le truppe segu.enti : la. ,1a brigata, 4° ulani e 4" ussari, e il 4° dragoni della 4-" divisione di cavalleria - '12 squadroni; la brigala indipendente di cosacchi del Caucaso, 2° reggimento del Kuban e reggimenLo Wladikawkas al comando del colonnello Tutolrnin - 12 sotnie;

D UR ANTE L ' A SSEDIO D I PL I,; VN A

167

la bri oaa.La. indipendente cosacchi del Don N. 21 e 26, agli . ordini del colonnello Tschernosubow - 12 sotnie; la brioala rumana Roschiori (ussari rossi). colonnello Kretiano - 8 :-;quadroni; la brigalrt rnìnana di Kalaraschi , comandala dal colonnello Formak - 8 squadroni; le batterie a cavallo 7a e 8a, 8° e ,15a cosacchi del Don, e una batteria .a ca.vallo rnm,ina; ' in totale 50 squadroni e 30 pezzi a cavallo. Il 19 settembre qu esto corpo trovavasi già presso Dolnje Dubnink, sulla strada di Sofia, a 15 chilometri sud-ovest da Plevna, Giusta, il rapporlo dello stesso generale Kri low, la sua missione consisteva: 1° « Nello spierorare la massima altcnzione affin e di togli ere al . nemico la possibilità di invia.re viveri e nuove truppe alla guarmgion e di Plcvnn n. . 2° <( Nel risparmiare al possibile, eseguendo questo còmp1to, le forze del corpo, a forma.re il quale concorreva una gran parle della cavalleria clell'armata dell'ovest l> . I primi fatti di ·questa grossa massa. di cavalleria ebbero invero poco successo. Parecchie ricognizi?n i, .co~p_oste _generalmen_Le da due squadroni e qualche reparto d, art1gl1en a, r1conobb_ero Il 4_9'. 20 e 2,1 seuembre che grosse fo rze nemiche, da. ·I O a ,I2 mila uomm1 · con alcuni ca.nnoni, Lrovavansi pre%o Teliscb. Effettivament e era la divisione turca A.chmed Hifz i Pascià ( a quanto pnre ,1'J baLLaglioni, !1 reggimenti di ca,valleriri e 8 pezzi) la quale scorta.rn un grosso convogli o cli munizioni e di viveri, e che da Orhanie a.vanzavasi verso Plevna, ove felicemente vi giungeva la noue dal 2'z al 2:l , mentre il generale Krilow, ritenendosi minacciato da.Ile truppe turche che occupa.vano Dol~je Dubni_ak e s~ spiegavano a.Ile sue spalle, si ritirava sopra Trestmk (12 chilometn a nord-ovest del ponte dei Wicl presso 'Plevna) .(1). l)

1

(l) tcco come si espri mo il goncrulo g:i-ilow nel suo rapporto intorno a questo comr1 ballimen to: .. 1 e li 22 settembre di buon maUino pervenne dogli avamposti la nol121a che ri ovao ,fòrzo nemiche avanzavano da Gorni Dubniak contro Doluj e Oubniak. Furo~o t.osto spedito contro il nen,ico fot'li pattuglie, lo quali dopo aver seambioli alcuni colJH dt moschetto


'J 68

L A CA VAL LERI A R USSA

« Il ri sultato oLlenuto dalla .cavall e1·iai dioe il ~rilow, dal ,19 al 23 seuembre, consisLò nel' trattenere un corpo di truppe nemiche di ,J 0000 uomin i, che venendo da Sofia, intendeva a . riunirsi ad Osman Pnscia in Plevna ))_ ) la il fatto è che il general e turco non solo aveva l'intenzione di rnggiungere Os.man Pascià, ma che otteneva inLieramente il suo scopo cd , a quanto pare, senza molto disturbo. Noi sinmo persuasi che la cavalleria, disponga pure di for.ze assai, grandi, non sarà mai in grado di arrestare una grossa colonna di fanteria, e p~rciò non ci reca nessuna meraviglia il fatto che i cavalieri russi pe1'suasi della loro impotenza, non trovarono nulla cli moglio a fare che ril.irarsi . .\Ja ciò che non arriviamo a comprendere è che, essendo sta ta segrndata la presenza del nemico sin dal giorno 119, non siasi approfittalo dei due giorni 20 e 211 settembre, nei quali, come riferisce il Krilow, la sua cavalleria era riuscita a, tratlenere il nemico, per far giungere snl posto truppe di fanteri a

furono costrette dai p.1·ossi reJ)or ti nemici com posti da tutte (\ tr·e lo armi, a inn ietrcggia1·c sino 11d una posl1.iùn i difensi va JJ1·esso Dol njo Dt1b11iak che era s tata scelta anticipotamente. Dopo cbc t'u rono date t uue lo diposizioni· per mantenere cotesta posizione giunse notizia dal gcuerale J.aschkarew che egli col suo distaccamento stava avanzando por Cerkowo contro Tclisch (l i generale l.nschkarew col la suo divisione cli cavallc1·ia, la o~. swva ad est cle l fium e Wid al nisopra di l'lcn1a, n guardia dell'ala destra dell'armata di assedio) . Pensa ndo che il genero le Laschkarcw continuando il suo mo<imeuto riuscirebbe alle spalle delle truppe nemiche spiegate presso Dolnje Du bniak, d~cisl di auacc;1re l'avvorso rio di fronte Jll'CSSO Dolnjo Dubniak, do ve nel r-...ittompo cn, si frlizia1 0 un violento cannoneggiamen to. VCl'SO le ore 3 poro. si udi il tuonar dei cannoni del generale Laschkarew, però non alle spallo della posizione nemica ma sul prolungamento del nos tro Oonco. In ta li circosto nze compresi cho un at tacco diretto soltan to co ntro la fronte dello posii ionc dolla fantel'ill g,1gli,ll'clementc for ti ficata, non avrebbe condotto acl alcu n risulWHO; inoltro avendo ricevuLo dagli arnmposti la notizia che sopra il ponte di Ple,·na sul Wid si spicizova no rileva nti truppe di fanteria ncmicn alle nostre spul,le, ordi nai.la 1·itirain sopra Trestnik. Durante la stessn disposi che la brigo ta cosacc hi del Don ciel colonnello Tsc hernos111Jow e la brigata 1·urn nna di l<alarasci 1·1mauessero presso Netropol (o ~ chilometri nord-ovest del ponte dol Wid presso r 1e,·naJ qual posto a,·anzato. La fanteria t urca, ch e era com parsa prima alle nostt·e spalle e sui nostri fia 11chi, dopo u11 lungo combattimento a fuoco colla ro1,roguardin si ritirò à iet1·0 il ponte. Il 23 seLtcmhre all'alba il distaccamento lasciato a l'\etropol informò che il nemico duronte la notte da Oornj Dubniak era entra to in l'levna. La 15a batteria del Dnn Jo avova cann oneggiate> >.

Soggiungeremo però che il dispaccio tur·co relativo a questo cc.ml)atti mento dice elle le truppe del Pas,:ià, forti di 12 bat taglioni, I reggimooto cli cavalleria, 2 batterie, circa 15000 uomini, avevano battuto il nemico che erasi portato loro incontro e l'arovano l'Cspin lo dalle sue posi'l.ion i.

DUR A :o.TE L'A SSEDIO DI PLEVN A

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russa che ,fossero in graélo cli misurarsi coll'avversario e sconfiggerlo. SarebLe 1 eramente pascersi cl' ill usioni ove si volesse amrn cUere che in ::;imili conLingenze distaccamenti di caYalleria e di arti glieria possano ba:-tare a :;e stc:-si e •vincere un nemico superiore cli numero , composto da tut:tc e tre le armi e specialmente da. fanteria. Ouesta non potrà mai essere la missione della cavalleri a, la ,quale, come abbia. riconosciuto l:t l'orza. che1Ie sta di fronte; ove,si accorga dell a superioritil numerica. delle truppe an ersarie, ed in particolar modo quando Lratt.ìsi di truppe di •fan teria, Hon ha altrn -a fare che darne contezza alla propria fanteria. Vedremo in seguilo qual sistema noi reputiamo conveniente nelle imprese cli questo genel'e : frat tanto osserviamo che cla Plevna a Teli sch non corrono più cli 30 chilometri, onde è certo che lrnppe di fan teria avrebbero po tuto giu ngere in tempo pel combattimento .del. giorno 22; che se poi ritenevasi di non aver fanteria su!licienle da. distrarre da Plevna, ci pare sarebbe sLato assai pi1'.t ragionevole cli non im·pegnare la cavalleria. in una mis ione che da sola non poteva com. piere. ì\Ja andiamo avanti. Il .25 seUemLre il generale Krilow lasciò i dintorni di Pl evna per eseguire una specie cli scorreria nel tel'l'itori? co.rnpres? fr~ l'Jsker e il Danubio sino ri. Rahowa, soconclo l'ordme 1mpart.1togh da S. A. il principe Carlo di Rumania comandante in capo dd l'armata dell'ovest,per coprire il Ganco destro dell'armala e liberare quel tratto cli LerriLo l'io dalle numerose bande di circassi che l'infestavano. ·Per comp iere questo mandato il genera le Krilow preso posiz.ione a Brest (a 14- chilometri in linea retta dal ponte cli T1 levna sul Wid), ·e da qui in traprese parecchie scorrerie ~he lo. tennero lont.ano cla Plevna sino al giorno 30, nel quale troviamo il suo co rpo d1 nuovo accampato presso Trestni k. Circa le opernzioni comp iute dal 25 al 30 soLtcm bre non pare che esse siano state molto importanti; notiamo soltanto che il 26 settembre Krilow Lro vavasi coll a maggior parte del suo corpo di fronte a Rahova sul Danuhio, dove face\'a cannoneggiare le Ire ridotte che sbana.no l'nccesso a quella citl it. ì\fa Inie impresa non portò ad alcun risullamenl u; epperò il geuerale russo ci avverte ch'esso non 1


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LA CAVALLERIA RUSSA

DURANTE L'ASSEDIO DI PLEV:siA

erasi prefisso altro scopo che quello di una ricognizione (,1). Nel fatto resero maggior servizio le truppe sovraccennate ch'egli avea lasciato presso Netropol (la brigata cosacchi del Don del colonnello Tschernosubow e la brigata rumana cli Kalarasèhi), alle quali riuscì « di catturare due convogli nemici l'uno cli 20 e l'altro cli 100 vetture cariche cli farina e cli orzo n. Ritornato 'a Trestnik pare che il mandato avuto dal principe di Rumania fosse termin~to, imperocèhè Krilow non si occupò più cli sorvegliare nella direzione nord-ovest ma bensì volse di nuovo la sua attenzione alla strada di Sofia. Nel frattempo infatLi in cui i cav.alieri russi eransi portali sino al Danubio cli fronte a Rahova ed erano quindi l'itornali presso il WicL il generale turco Chefkel-J>ascia postato in Orhaniè si occupava indefessamente a preparare altri convogli da spedire ad Osman Pascià. li generale Kri low pensò allora di restare a Tre:5tnik, coprendosi molto avanti con parte delle sue trnppe, le quali dovevano perlustrare tutto il terreno situato fra il Wid e l'lsker al sudovest di J)levna, mantenendosi in continuo contatto col nemico. Nel fatto il 30 settembre il colonnello Lewis con qnaLtro sotnie del suo reggimen to (cosacchi Wladikawkas), due squadroni del /4.0 ulani, due squadroni del 4° ussari con una batteria a caval!o, si spinse in ricognizione per Telisch sopra Cervenibreg, Rubce e Radomirce (2.), e nel giorno seguente ebbe occasione di compiere un 1

(1) Ecco il rappono de l gcoerale Krilow intorno a questa opera1.ionc.

1l 25 sottembi·e col!a briga ta del ca·ucaso. colla l" brigata <lella 4" divisione di ca valleria, col ,·eggimento drngoni de! l'Astnlka n lasciai Brest, dirigendo \111 <l istacca men to laterale per ~jeloslatina verso Hahova. Otu·ante la marcia frn·ono pcl'lustrate llj closlatina. _ S(aroselc,, hranosok,, Ostrowik u altre località; i circassi furono in pane uccisi, e venne distrutto il telegrafo fra Pie1•1J;t e Widdino. . li 20 sette mbre feci canno ueggiaro le t,'e. ridotte che sbarr,ino l'accesso a Rahowa mentre la brigata l\oscll iori colla 15a l>altcria de l Don e..-asi atft·ettata a portarsi, aura~ versando un profondo burrone , sopra un'ilJtura dominante . I Turchi ebbero un ca onon o smontal?· L.a mia in tenzio ne era quella solta nto di eseguire una 1·icognizione, mentre ntennt inull le eh impossessarmi rlella piazza fortificata, imperocchè non sarebbe stato po~sihile .di mantenervisi, nè ere.dei giustificato l'incendiare qu elle local ità, la cu i popolazione st com po1:e per la maggior par te non di Turchi ma di Bulgari. JJopo ave,· mostralo al nemico ti co,·po d1 cavalleria in una regione, do,•e egli in nessun CDSO avre bbo ma i suppost<l di vedere un sol Russo, il 28 settembre me ne partii e mi avvicina i a Riben s ul Wic!, esclusivamente nello sco po di p1·oc ura1·mi viver i e co mplclare le munizioni, Il ~O setlemlll'e il corpo di cavai lel'ia bivaccò di nuovo p,·csso Tres tnik ». (2) Sulla stl'ada di Sofia. a 45 chilom. dal po nte del Wid pt·esso Plewna, ecl a 55 chiiom. dall'accampamento di Trrstnik. «

J.

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brillante colpo di mano. Dopo aver respinto alcuni basci-bozuk presso Lucovicfl. ('I) egli potè impadronirsi di 100 buoi e di 80 cavalli e di una quantità.di chinino e di sale. P.otè inoltre dìstruggere il ponte di B.adomirce e il telegrnfo fino a Lucovica .. << Il 2 oLtobre, riferisce il colonnello Le,vis nel suo rapporto, nel portarmi da Raclomirce a. Cumakovice fu incendiato il ponte presso Cervenihreg . Il 3 ottobre partii dal bivacco cli Cumakòvice sopra due colonne: quella a sinistra, comandata dal colonnello Mazilewitsch e composta dlt tre squadroni dragoni dell'Astrachan, due squadroni ussari, due squadroni di ulani, 4 pezzi de1I'8a e 2 pezzi della 7a batteria a cavallo si diresse sopra Cerveilibreg, Ruhce, Radoniirce e Lucovica; la colonna di destra, guidata dallo stesso colonnello Lewis , col reggimento Wladikawkas, uno squadrone dracroni e 2 pezzi dell'8a batteria marciò parimenti su Lucovica per Go1~nik e Roselec. La prima doveva eseguire una ricognizione nella direzione del villaggio Ra.kita; e la sera, senza avere inco1Hrato alcun nemico si riunì all'altra colonna nel bivncco di Lukovica . Quest'ultima colonna strada façenclo ricevette colpi di fucile da circassi postali nelle capanne del villaggio e in una strada affossa ta. Fu per ciò ordinato alla prima e seconda sotnia dei cosacchi _Wla~ dikawkas di portarsi alle spall e dei circassi. Le altre due sotrne co, dragoni appiedati mossero contro ii villaggio . I circassi non pensarono a resistere e si volsero in fuga alle vicine boscaglie, dove furono inseguiti clai cosacchi e dai dragoni. Il colonnello Lewis ·avendo l' intenzione di procedere più avanti, desisLè da u11ulteriore inseguimento di quei circassi, i quali la sciarono sul posto sei morti, alcuni cavalli e molle armi cli òifferenti modelli . Yennei'o inoltre tolti ai circassi gl i animali che avevano prns i ai Bulgari e ridati a quest'ultimi. (( Nell'avvicinarsi al villaggio Roselecl'avanguardic1 del colonnello Lewis venne accolta a colpi di fuc ile, e qnesta vol ta i circassi opposero la massima resistenza possib ile . Gl i ab itanti ·del villaggio ci dissero che alcun i <,i rcassi ferii.i presso Gornik avevano traversato in fr·etta il villaucrio e s1)aventati ' erano fuaQ:it i assieme aò altri t'>V . ' .cavalieri nelle montagne. Da lloselec il colonnello Lewis avanzò ~J ,._,

(l) A 4 cbilom. al sud di Jìadomirce sulla strada di Sofia.


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DURANTE L'ASSEDIO DI PLEVNA

. LA CAVALLERlA RUSSA

· ·ancora sopra Lucovica, dove circa 300 circassi occupa vano una po.sizione inrJanzi al ·villaggio. Si1poteva scorgere,una grande bandiera verde . .La sotnia che trova.vasi ali' .avanguardia si portò immediatamente sul fianco sinistro, appiedò per il com)nlltimento, e gettan,posi dietro i rialzi di terreno aprì da quella posizi one un fuoco di fianco. La seconda sotnia appartenente alI:,avanguardia si geLLò .coll'armi bianche sul nemico. I circa,ssi non tennero fermo, ma si ritrassero dietro il villaggio, dove però alcuni mantennero occupato il cimitero. Tuttavia quando i nostri, rinforzati da. una sotnia .chiam.ata dalla uiserva, penetrarono nel villp.ggio, il pemico si aJTrettò di r.itirarsi v~locemente sopra Pe~rewen {rl ), sin dove fu inseguito. I circassi abbandonarono sul posto oltre a 20 cadaveri , .ed alcuni cavalli ed armi che furono ripartiti fra i cosacc~hi. « Il 4 e 5 ottobre mantenendo la maggior parte delle forze presso Radomirce, spedii parecchie ricognizioni in· difTerenti direzioni. 11 5 il colonnello Lewis venne attaccato da truppe nemiche, le quali - co.n1poste da 4000 a 5000 uomini cli fanteria, 5 pezzi e 2000 a .3000 circass.i - da fablonitza (2ì marciavano avanli verso il nord. « Respinti gli attacd1i sino a circa le 2 pom ., fu in quel!' or.a assalito alle spalle da truppe appartenenti al presidio di Plevna e che ne erano sortite in quel mattino . .Rintuzzando le offese dalle due pani, il distaccamento Lewis, coperto çlal fuoco dell'artiglieria e dai dragoni appiedati, si portò nuovamente per Cerveni breg di etro l'lsker a Cmnakowice. Nel giorno seguente, il 7 ottobre, il colonnello Lewis continuò la ritirata lungo l'Jsker sino a Maha.leta, ricon oscendo durante la. marcia verso Telisch. Per tal modo si constatò che '.l'el isch e (;orni Dubniak erano occupate da forze nemiche». · Mentre però iI colonn~llo Lewis col suo distaccamento manovrava fra l'Jsker e la strada di Orhanie-Sofia, anche il generale Krilow ebbe occflsione di combattere. Hiportiamo qui sotto le stesse parole della sua relnzione, perchè non ci Sflrebhe clato di narrare questa operazione più brevemente, e perchè trattandosi di un combattimento assai interessante dal pun to di vista dell'impiego delle vari.e (1) Pctrewen: a 55 chilo m. dal ponte del Wid presso l'levna , s ulla strnda Plevna-Sofìa, (2) Jablonit:ia: a 70 ch ilom. d,a l_ponte del Wicl presso l'l evna, sulla strada, Plevna-Sofia.

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1trmi, crediamq opportuno di mettere sotto gli occhi del lettore le espressioni stesse del generale. « Il 1° ottobre il ministro deHa guerra rumano, comandante ,generate dell'armala runrn.na, generale Cernat, ,mi cercò per par,teciparmi cli avere incombenzato un battaglione rum'ano di eseguire . il 2 ottobre una energica ricogn izione dalla direzione di Ri ben $Opra Opanez ('I). Egli mi pregò affinchè appoggiassi quel ha.I.taglione in via dimostrativa (:o) corpo di cavalleria ailìdato al mio comando. In conseguenza ordinai che il distaccr@ento lasciato a Netropol - cioè la brigat<t cosac~hi del Don e quella ruma.na di Kalaraschi al comando del genera.le Tschernosubow - facesse delle dimostrazioni contro Pl evna dal lato occidentale. Poi avuto notizia 'che i Turchi con ri levanti forze composte da LuLte e tre le armi avanzavano .dal ponte di .Plevna contro .Dolnje Netropol, mi mossi anch'io colla rest~Lnle parte del corpo cli cavalleria per rinforzare il .distaccamento di Netropol, ed inviai innanzi al trotto la brigata ,Roschiori colla sua batteria ed il reggimento cosacchi deLKub,an -coll'8a batteria del Don. Giunto presso il generale :rschernosuhow, -dopo essermi orientato sulla. situazione del combattimento, comandai alla ba.lteria rumana ed rdt'8" del Don di prendere po·s,izione a de.,tra e presso la .13a batteria del Don che già, aveva aperto ·il fuoco, e cli dirigerne uno vivo contro le J,auerie turche e contro fa fantel'ia nemica che aveva ocC11pal.o Netropol. L·azione dei nostri pezzi fu assai efficace: un cannone turco venne smontato, nn'aff.usto fu messo in pezzi e il villaggio di Dolnje ~etropol incendiato. « Altorchè seppi che bai.taglioni nemici si avvicinavano alla 15° batteria del Don e che la molestavano assai col loro fuoco, ordinai a due squadroni del 4° dragoni di appiedare e di respingere i cac·CÌatori che tenevano occupa.ti i dintorni cli Dolnje Netropot. I clra,goni appiedati si portarono avanti vi vamente e ributtarono i tiragliatori tL1rcbi i quali si ritirarono coperti da una catena di circassi. Per appoggiare gli stormi cli dragoni diedi ordine a. due -sotnie di eosacchi clel Kuban di geLtflrsi colla sciabola. sui eircassi Pyr scacciarli. I cavalieri.del Kuban mossero arditamente .all'auacco, 1

.

\

1

(lJ nibcn è s ituato sulla sponda ùestra del Wid, ed a 13 chilom. al nord-nord-est del ,pouto del Wicl presso Plevna. Opanez, su ll a s ponda destra del Wid, a nord-oves t ed a circa 8 chilom da Plevna .


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LA CAVALLERIA RUSSA

sciabolarono alcuni circas~i e costrinsero glj altri a r rt1rars, rn disordine sopra la fanteria. La batteria ramana avanzò sino ad una vicina altura, di dove le riuscì con due colpi .di granata ben diretti di ridurre al silenzio un cannone turco ( 11) . « All'•I ½ pom. il co lonnello rumano Tscherkes - comandante la 2a di visione di fanteria rumana che trovavasi all'ala destra dell'armata di accerchiamento al disotto di Plevna sulla sponq.a destra del Wid - mi informò che, la ricognizione cont,·o Opanez stab ili ta per il ,1° ottobre non doveva pi11 essere eseguita . In seguito a questa comunicazione (ritardala) ritenni inutile di continuare le operazioni di cavalleria, le quali erano esclusivamente state intraprese per appoggiare quella ricognizione; e perciò disposi di iniziare verso le tre la ritirala. Essa venne compiuta. in pieno ordine, e quando i Turchi tentarono di attaccare il nostro fianco sinistro furono tosto ass,tltrlti dai co;;;accbi del Kuban e respinti contro il ponte ii.. Ad onta però dell'attività dimoslrata dal corpo di cavalleria il risultato era aJTauo negativo, e 1'8 ottobre il generale turco Chefket Pascià. poteva introdurre in Plevna un nuovo convo(Jlio di viveri e o di munizioni, Prendiamo ora in pal'Licolareggiato esame le operazioni di questo corpo. Anzitutto osserveremo che i turchi non solo erano intieramente pRdroni della grande strada Plevna-Orhanje-SoGa, ma che per vie-:meglio assicurarue il possesso tenevano occupati i punti piu importanti e precisamente nel tratto più vicino a Plevna, e vi si e{,ano ' fortifi cali . Così troviamo chepresidi i turchi sono stabiliti in Teliscb, in Gornje Du.bniak ed in Oolnje Dubnia.k, senza toner calcolo dei numerosi storm i di _circassi che battevano tutta la campagna circostante. In questo stato di cose l'idea di tagliare le comunicazioni di Osman Pascià. coll'interno del paese por mezzo di sola cavalleria era certamente ardita, ma doveva incontra.re èliflìcoltà assai gravi , per non dire insormontabili . · (1) Il capitano von Wid dern non riporta qoi J"intiero ra pporto de l generale Ji.rilow, ma pono fra due parentesi le seguenti ind icazioni : «.Du e granate scoppiara no .lir1a dietro l'altra r,:a due pe1.zi,_ ed im med iatamente ne ridussero uno al silenzio,. Seguono alcune pai·ole dt locle soprn 11 valo1·c dimostrato da questa batteria in parecchie occatiioni dura.nte la sio1·oata cd i risul tamenti ottenuti. ·

DURANTE L'ASSEDIO 01 PJ, EVNA

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II (Jenerale Krilow si porta diretlamente, per disimpegnare il v d . mandato ricevuto, a Trestni k, ed iv i, per così dire, pren e posizione, collocando avamposti non solo verso Pievm1 ma anche vers~ ovest. Da Trestnik, e cioè da ·12 d1ilometri a nord-ovest dal ponte d1 Plevna. (sul Wid) egli spedisce parecchie ricognizioni , specialmente contro Telisch per chiarire il vero stato delle cose ed esplo1_·are l_a re"ione compresi1 fra I' lsker e il Wid . In seguito a queste n eogmo zioni è prontamente inl"ormato che una grossa mas~i~ d"'. I.ruppe nemiche si avanza , erso Plevua, gli riesce anche dt ritardarne la. marcia per qualche giorno, ma in defìnitirn è costrello a ritirarsi ed a. lasciarle li bero il passo . Non r ipeteremo qui quanto già abbiamo dello relativamente al combat.Lirnenlo del 2'.ll settembre; soggiungeremo soltanto che desso serve a mettere sempre più in rilievo la assoluta necessità di accentrare il comando in una sola persona sia. per combattimento sia per manovra. Il concetto di operare in quella giornala cli conserva col generale Laschlrnrew 01:a ecc~llente; ma agendo i due corpi aJTatf.O indipendentemente SL t.ermrnò col ,,,criL1naere alcun -risultalo. Per noi è fuori dubb10 che .se non l ..ù,ot> . . anche le truppe del generale Lnschkarnw si fossero trovate _alla dt·pendenza del genera le Krilow, quest'uhimo no~ ~'?:ehbe r~'.a1 potuto arrestare la marcia. della divisione di Achmecl H,tz, Pascia; epperò ci sembra che un diretto accordo tra quei due generali avrebbe potulo condurre a migliori risnllarnenti. La ~iv i: ione turca era composta da numerosa fanteria (qniudici battaglioni) nrn non potev_a disporre che di poca c1ivalleria (tre reggimenti) ed'. soli otto pezzi. A queste forze i! genera le Krilow poteva opporre cc~nq_ui~~-ui squadroni e '.·-W pezzi del :suo co rpo e, con quel!, dellR .) cl1V1s1one, squadroni e .1,2 pezzi . Ora secondo il nostl'O modesto parere se 1~ generale russo voleva effettivamente impeaire l'arrivo_ a Plevna d1 quel soccorso, era sull'artigl ieria che doveva fore part,_co lare assegnamento, riserbandosi di fare- intervenire la r,av~Lller1a soltan ~o a momento opportuno quando si presentas$e una favorevole occas wno di caricare a fondo. So lo agendo in que,;la gu isa, cioè procura~do di trarre i maggiori van Laggi dal fn.oco dell'artiglier'. a. ~he sup~nore di molto a quella nern ica dovev,1 essere in grado di ag~re assa, eflìcacemente, ·ed impiegando la cavalleria in modo assai andace, sa~

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r_eb~Je. forse ri escito al generale Krilow di giungere coi suoi cavalien sino al convoglio e di distruggerlo . Era necessario, è vero, un perfetto acco rdo fra le due arm i di artiglieria e cavalleria; ma da ,a~t1:aya~'l.e_è giusto rico11oscere che l'artiglieria a CflVallo russa delle 1 ~ nswn1 dt wva~leri:t fece sempre. quanto era in lei per aiutare l arnut sc'.i:ella, d1 guisa che 0i pare che il generale russo avrebbe P~tu~o ~'1prometter.sene un valido aiuto. Ma se l'azione dell'astighena doveva essenzialmente, iniziare jj combattimento e sostenere p~r lungo tem?o la parte principa le, spettava poi nlla cavnlleria cl, prot~g_gere '. suoi pezz i con attacchi brevi ma assai vivi; direLl.i co1~tro 1,frnnch1 del _n_em ico che per· avventurn li minacciasse, e da ul:1mo 1 a.uacco decisivo del convoglio. Se si pensa a quanto seppe fate l~ lmga~a Bredow ~dia battaglia di Vionville (if·6 agosto ,J 870) non ~1 ~)uò dire che no, esageriam o ammettendo la possibilità di .un smule attacco. _ R.elativamen ~e alla scorreria eseguita fra il Wid e il Danubio non ci_pare prese1it1 alcun che d'interessante nè possa fo rma,r sorrrretto di cons1deraz10ni ; e per ciò riportiamoci al 30 settembre in ~~ i il §enera_le Krilow si è di nuovo collocato nella primi tiva posizione di frestmk. Qui tro~'iarn.o nuo,~e dispos izioni: Krilow resta con 7 reggimenti e 4. hatterie a frestmk con avamposti verso sud ed ovest; 4. reaain~enti con ·I ba.Heria sta nno di fronte a PJevna presso Netropot'' il distaccamento del colonnello Lewis infine è mandato in avanscoperta verso il sud-ovest. ' Il còmp ito maggiore spetta al distaccamento che ha minor forza. Il col~1mello Lewis con 8 s·quadroni e 6 pezzi si spinge arditamente a~'anL1 sul!a strada cli Sofia sino ad oltre 60 chilometri da Trestnik; n_porta anche qualche felice successo, ma alla fine è costret.to it riJ~i:grtr~ .. Ora _noi doman~iamo perché Krilow se ne restava inope1 o~o ~ l resLnil~ quando li colonnello Lewis sp ingevasi arditamente ava.nt,: Qual_ r,sultalo deunitivo poteva quest'ultimo ott.enere con cosi piccola lorza, nlJJrnndonato intiera.mente a se stesso? Non sarebbe stato assai meglio di spaileggiarJo da vicino con una forte risen7a capace di convenienl.eJ'!iente rinforzarlo in caso di bisoc,no 0 sulla quale gli fosse dato ripiegare quando avesse trovato urntforte resistenza?

DURAN'l'E L'ASSEDIO DI P LEVNA

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Iinsommaiquesto sist'ema adottalo di fermars i in una posizione-colla massa delle forze (come si trattasse cli truppe di fanteria) e di H irradiare partiti di esplorazione molto avanti senza sostenerli, non ci pare risponda a un abile impiego della cavalleria. Quando le colonne di esplorazione (e tal i in definitiva erano gli squadroni del colonnello Lewis), s-i muovono e si portano continuamente avanti, è mestieri che il grosso segua a conveniente distanza; operando differentemente si corre il rischio o di farsi battere parti tamente o di non trarre il massimo profitto da un primo successo ottenuto . È il metodo di esplol'a:tione seguito anche dal generale Gurko nella Rumelia'nel mese di agosto e che gli riuscl fatale, percbè con esso non potè mai avere esatte informazioni snlla rnm·cia delle truppe di Solimano Pascià ('I) . Per vero dire il sistema del generale Krilow ne è forse alquanto migliore perché gli squadroni del Lewis non ritornano giornalmente al loro punto di partenza, ma procurano di tenersi a conlalto col nernico; tuttavia anche qui come già in Rumelia, il grosso si mantiene stazionario ed inoperoso a lroppa lontananza. qagli sq11adroni spinti avanli in esplorazione. Noteremo infine che la fronte di esplorazione assegnata ad una massa così. ingente di cavalleria è ben ristretta. Infatti essa, non raggiunge i 20 chilometri, e si comprende cli leggieri che assai facilmente si potessero scoprire i movinumti delle truppe nemiche che· avevano luogo nel raggio della medesima. Ci resta ora a dire del combattimento sostenuto dal Krilow il 2· ottobre presso Netropol; e qui, secondo il nostro avviso, dobbiamo notare che nel medesimo sono state assa i bene impiegate sia l'artiglieria sia la cavalleria. In esso vediamo un'artiglieria che in modo egregio asseconda l'azione dei cavalieri cui è addetta, ed un:r caN-alleria che saggiamente approfillcmdo dell 'appiedamento e della ca1:ica riesce a rintuzzare la fanteria nemica. È il, razionale impiego delle dlle armi, il perfetto accordo fra l'azione delle stesse ed infìne l':tve1· saputo trar profiuo delle qualità offensive dell~ cavalleria facendola caricare, anzichè limitarsi, eome avvenne di solito in questa campagna, a farla combattere a piedi, che condusse· a quell'esito favorevole. Mettiamo in rilievo questo faltoperchè esso, (1) Vedi dispensa del mese ùi ngoslo del col'rente anno della nivista ,ttitttare.


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LA CA V AL!..RR !A R U SSA

DURA N TE L'ASSEDIO Dl PLEVNA

dimostra quanto siano in grado di ,fare distaccamenti di c~valleria e d'artiglieria abilmente impiegati ,

gata della cavalleria della Guardia dal 3·1 ottobre al 3 novembre erano riunite a Maha.leta (,J), col mandàto di eseguire scorreri e: in direzione nord-ovest verso. Rahova; all'ovest contro Borovan e Belibrod sull'Ogost; in direzione sud-ovest contro Wrnca, per nettare il paese, per eseguire tolte, per interrompere o difficoltare le comunicazioni fra Rahova. e Wraca con Wicldino, ecc. Stabilitosi pertanto a Mahaleta. come base della propri,t operazione, il genera.le Leonow non i.ndugiò a intraprendere le divisate ricognizioni e scorrerie. Il 11° novembre il colonnello ,Lichtanski con due sqnadroni del reggimento dragoni della Guardia l'u inviato in ricogniz ione per Kneza sino n.l fium e SkiL Il 2 fu il colonnello Kowalewski che con altri due squadroni di dragoni fu avviato in direzione ovest e che si spinse sino a .Bjelosla.Lina e Osuril.owa compiendo in 27 ore oltre a '100 chilometri, sostenendo parecchie scaramuccie coi circassi ed impadronendosi cli ,S-00 pecore, 200 capi cli bestiame bovino e di '100 carri a buoi. Il 3 novembre fu il tnrno del reggimento ulani cui venne ordinato di spingersi verso Rahowa e che in una scorreria la. quale durò 4 Ocriorni percorse oltre a, ,160 eh ilornetri . E nello stesso giorno . il reoaimenlo aranatieri a cava.Ilo ebbe ordine di ocr;upare con due 00 (.' ) squadroni Cumakowice, e da quella località mandare forti pattuglie per (;.abore, Kamenopel e Ku!ina nella direzione di Wraca . Fu a, mezzo di queste ricogn izioni, esegui te con molta. energia. ed abili tà , che il naeneraleGurko po tè essere inforrMto che nel vasto tratto ' di terreno stendentesi per oltre 50 chilometri ad ovest dell'Isker inferiore trovavasi molt;> bestiame, approvigionamenti d'ogni genere e molti mezzi di trasporto. Il generale Gurko decise allora di portarsi contro Orhanjc; ma nello stesso tempo incombenzava il generale Leonow di coprire efficacemente il suo fianco destro espio. rando ed occupando la maggior zona di terreno possibi le verso ovest. · Egli è in seguilo a. queste norme direttfoe (po ichè non appare sianvi stati ordini precisi di eseguire piuLLosLo questa che altra operazione) che il generale l.eonow eseguì le bri llanti operazioni del-

n. Operazioni della cavalleria. della Gnardia. - Il 7 ou.,bre il generale Gurko, rimesso il .comando della cavalleria della Guardia al ?enera!e Leo~ow, assumeva quello di tuUe le truppe di cavaller'.1t e d1 fanteria incal'i cate d i operare (all 'ovest del Wid, e di .a~s1curare le spalle dell'nrrnaLa di accerchimnento. La sua aLLenzio~e-fu subito rivolta alla strada di J>levna-Orhani~, sulla quale pote u1 _hreve saldamenre stabil irsi in seguito al felice esito dei combattimenti d! (~orn.)e ?~bniak (24 ottobre) e di Telisch (29 ottobre) ('1) . Cosi al pnnc1p10 del mese di novembre Osman Pascià era compiutamente chiuso in l)levna. . Il gene1:al_e .Gurko decise allora di occupare la maggior esl.ens1one poss1b1 le del terreno circostante e di avanzare sulla strada · di Sofia, sia, p~r procuri:u·si. viveri e foraggi, sia per frontegg iare le truppe nemiche che andavano continuamente racco•.11iendosi ed organizzandt~s i in Orhanie all 'evidente scopo di portm~'loccorso ad Osman Pascià. _lla_ho,~a, Viddino, Belgradschik, Wraca Eid Orhanie erano i punti prmc1p~h ~u quel vasto tratto di terreno all'ovest del Wid. compres~ fra '. I ~anub io ed i Balcani, tuttora in possesso dei Turch i, ~ ~e1 ~ua!I $1 organizzavano i convogli di viveri e mnniiioni da 1~v,a1:si ~ Plevna. Interessava q11indi d'impadronirsi in breve tempo ~1 essi; fra ttanto, mentre la maggior parte della cavalleria i·uma.na faceva fronte verso Rahova, e parté della 4" divisione di cavalleria al comando_ del generale Arnoldi (2) era postata sull'Isker inferiore per coprire le spalle delle I.ruppe assedianti, la ·1", 2• e 3° bri(1) Per l'impiego della cavalleria · in q ue~ ti combaltimenti vedi la disoeosa di sett b· · em I o . (2) Il generale Arno Id i aveva rim piaz~ato il general e J(rilow nel .ct1 cavalle,-ia. comando del corpo

de lla Rwista Militai·e .

(I) Mahaleta: ad ovest d i Pl ovna presso l'lsker ed a 2'1 chilometl'i circa dal ponte sul Wi d.


LA CAVALLERIA RUSSA

DUHANTE L'ASSEDIO DI PLEVNA

l'o'èéupazione di W1raca e delle ricognizioni e dimoslrazion'i · contro Orlianie e Berkowac; operazi0ni che mel'itano ben a ragione una particolare menzione. Mentre però veniva aflìàata al genei·ale Leonow ·così·irrrportante missione, lo si indeboliva della metà delle sue forze, làsdandogli soltanto tre reggimenti della Guardia, menfre gli altri tre si univano alle trnppe che operavano sotto il diretto comando di Gurko. La prima impresa eui si accinse il generale Leonow fu quella d'impadronirsi di Wraca P,er sorpresa. Ecco il rapporto del generale stesso: ( 11) · « In seguilo alla ricognizione cornpiula la sera del 6 novembre dal capitano Willamow del reggimento C,ranatieri-Gua1:dia del corpo, ed anche giusta le informazioni fornite dagli abitanti, acquistai la convinzione c~he la citl.à di Wraca era occupata da sob1 fanteria, e che ivi era accumulala una grande quantità di viveri. Stabilii perciò d'impadronirmi di quella città, e il mattino dell'8 parli i colle truppe da me dipendenti sopra due colonne. La colonna di deslr:;t, formala dal reggimento ulani di S. M. marciò sulla strada di Rahowa (per Gabore e Vd>ica), la colonna di 'sinistra - reggimento dragoni e reggimento (}ranatieri a cavallo della (;uardia e ,i. pezzi ( un pl~Lone della 2a ed uno della 5" batteria a cavallo della Guardia) sotLo gli ordini del maggior generale Klot - si avviò per la strada di montagna a Wrbeschnitza (per Kamenepol, Besevica, Kremena). re Queste Lrnppe, dopo una marcia di circa 40 verste, raggiunsero 1'8 i Yillaggi di ~frarnoreni colla colonna di destra e di Wrbeschnitza con quella di sinistrn, villaggi distanti tre ore di niarcia da Wraca, il primo a nord-est, il secondo ad est di quella città, distanli l'uno dall'altro 1,1 chilometri, e separati da un'alla collina bo.schiva. « Qui appresi che il presidio di Wraca si componevadi 800 ubmini di fanteria regolare e di 300 circassi , senza artiglieria. Seppi inoltre che i circassi feriti nella scaramuccia avuta col reggimento ussari di S. M. (di cui parlerò in seguilo), nel ritirarsi avevano talmente spaventàto la popolazione della città, ch'essa impadronitasi

dei carri raccolti dalle autorità e portando seco i propri averi era fuggila nelle montagne. E fu pure accertato che in Wraca erano stati raccolti rilev~nti approvvigionamenti, per mezzo di consegne fatte dai quattro circoli vicini, da trasportarsi ad Orhanie. Fortificazioni non dovevano tr-0-varsi presso la città ma s0ltanto insignificanti lawri da zappatori . .« Per non tradire la nostra presenz;, proibii che durante la notte si accendessero fuochi. <e Il giorno seguente, il .9, la colonna ~i destra partì alle 7 del ~attino, c1uella di sinistra alle 7 1/i; ed ambedue le c0lonne ra,ggrnnsero Wraca verso le 1O 3/ 4 , quella di destra da nord, l'altra di siniislra da sud. << Essendo il paese assai coperto, ed anche per le misure di sicurez.za state prese, quest'ullima colonna irruppe neUa citlà affatto di sorpresa, per modo che i Turchi furono grandemente scompigliali. Le loro fortificazioni erano state innalzate sul lato nord della città, su quella fronte cioè, contro la quale venne ad urtare il rea. . b g1mento ulani. Nel fratteinpo i granatieri a cavallo e i dragoni aYanzarono dal lato orientale, ecl aprirono il fuoco dei loro peizi. AII0rchè il nemico udì che si faceva fuoco _alle sue spalle, richiamò in fretta il presidio dalle opere' di fortificazione nella città per occuparla. << H fuoco dei nostri cannoni non durò lungamente. I granatieri a cavallo avevano celeremente messo piede a terra, ed avanzavano ora contro la città. combattendo a piedi. << Nello stesso tempo .il 3° squadrone di dragoni , ed il 4°degli ulani ambedue appiedati, si gettarono sulla linea di ritirata del nemico il primo dal lato sud, l'altro da quello nord della città, nell'intent~ d'ìll).pedire ai Turchi di fuggire nei monti. Per chiudere al nemico la strada da Wraca ad Orhanie, già di buon mattin~ alla partenza della colonna di sinistra, era stata spedita la ,ia divisione del reggim:e:ato dragoni molto a sinistra a Dormance. Questi due squadroni eransi quivi scontrati con 300 circassi, e li avevano riaettati sopra . " LJUtidol (cioè nella direzione di Orhanie). cc Il combattimento nella città durò sino alle ,12 ¼. I Turchi combattevano, non nell'intendimento di conservare la cillà., ma soltanto per coprire la loro ritirata. Il nostro apparire improvviso aveva

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(l) l\appo1·to del maggior generale Leonow al co mandante delle truppe della Guanlia e della cavalleria del reparto dell'armata dell'ovest che, a quanto pare, deve essere stato scritto eia W,·aca il 9 no vennre 18i7.

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già sin.dal primo momento deciso del combattimento in noslro favore. Tultavia, grazie al terreno tanto coperto, riuscl al nemico di raggiungere per varie parti sentieri difficilmente praticabili, dove non potemmo inseguirli; e perciò dovemmo limitarci, sino a che fu foUibile, d'inviargli dietro colpi di fucileria e di artiglieria. Alle 3 \ 1! entrai a cavallo nella città, nella quale fui amichevolmente salutato dàlla popolazione (bulgara). « Nella città fu trovata una, rilevante quantità di viveri, composta per la maggior parte di farina; e fuori della medesima fu pure catturato un grande parco di carri attaccato, che ayeva servilo al trasporto di vettovaglie da Widdino a Orhanie. Domani sarò in grado cli dar contezza della quanti là di viveri trovala: e dopo domani ho intenzione di spedire a Dubniak, sotto la scorta del reggimento granatieri , il parco di carri catturato, con quanti viveri possa portare . Nello stesso giorno, secondo le disposizioni prese, partirà il reggimento dragoni con due pezzi; dovrit però rimanere qui il reggimento ulani con altri due pezzi. <e Le nostre perdite sono insignifican ti . Il reggimento granatieri ebbe 7 uomini feriti, e 6 cavall i morti (1) >>. Anche la critica la più rigorosa e minuta non potrebbe che lodare le saggie disposizioni prese per effetmare questa impresa. Non è per ciò n, meravigliarsi se un brillante esito coronò gli sforzi di quei bravi cavaliei'i; epperciò senza dilungarci in osservazioni pres·sochè inutili diremo soltan to che l'occupazione di Wraca compiuta dai tre reooimenti di cavalleria della Guardia ci pare .possa servire di mooo dello per le imprese di simil genere. Certamente il Leonow ebbe dalla sua parte anche un po' di fortuna, ma avend-o saputo sorprendere compiutamente il presidio turco a buon diritto ottenne tanto successo. Ma andiamo avanti. Occupata Wrac::i. (a 88 verste in linea retta da Plevna) il generale Leonow continuò a fa r eseguire ricognizioni e scorrerie. Il 1O ottobre due squadroni di ulani furono spinti fin presso Berkowac e il

12 il reggimento dragoni si p9rtò sino a Raschkowo, d'onde ritornò il 13 a Wraca. Altre pattuglie furono ne'giorni seguenti avviate verso Karawola nella direzione di Orhanje; epperò l'attenzione del generale russo era specialmen te ri volta sopra Ber.k.owac ove, secondo le informazioni avute, raccoglievansi truppe nemiche. Il H novembre il colonnello Offenberg con 1 squadrone dragoni, ,J squadrone di granatieri e 2 squadroni ulani con 2 pezzi marciò sopra quella città, e riuscì a. penetrarvi dopo un breve combattimento sostenuto da dragoni e granatieri appiedati, appoggiati in particolar modo dall'artiglieria. Il distaccamento ebbe una perdita di 1 morto, di 8 soldali e 1 1 cavalli feriti, ma constatò che il presidio turco ammontava a 1000 uomini e 2 pezzi. ' Altra ricognizione as::;ai importante eseguì il · colonnello Kowalewski con 2 squadroni di dragoni e 2 pezzi nella direzione del paese situalo a. nord di Berkowac, durante la quale percorse il '16 23 chilometri, il ne 118 in totale circa 90 chilometri e il '19, giorno in cui rientrò a Wraca, 16 chilometri. Nè meno degna di particolare menzione è la dimostrazione eseguita il 32 novembre da.Ila brigata dragoni della (~uardia con ,1 batteria a cavallo da Wraca verso Orhanje. In detto giorno il generale Gurko aven divisato di atl.accare colle truppe della Guardia la posiz ione fortificata di Prawca, e per facilitare co testo attacco aveva prescritto a.l generale Klot di esegnire una dimostrazione con tutte le sue forze disponibili verso Orhanje, allo scopo di trattenere l'ala sinistra nemica postata presso Nowacin-Lutikowo . A qnesl'uopo il generale sovramenzionato partì il 2,1 novembre da Wraca co n 3 squadroni del reggimento dragoni della Guardia e 3 squadroni del reggimento granatieri a ca.vallo della Guardia stessa, dirigendosi co l grosso delle sue forze e 4. pezzi sopra Lutikowo, mentre un piccolo distaccamento di 6 plotoni e 2 pezzi rnarcierebbe sopra Nowacin. Il giorno seguente volendo incominciare il fuoco alle 9 antimeridiane si ccome eragl i stato prescritto, di spose: 1° che i 4. pezzi scortati da uno squadrone di dragoni si re.cassero alla posizione che era stata scelta anticipatamente; 2° che i 3 squadroni granatieri s'impadronissero del villaggio

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(I) Jl capitano Wi.:!dern aggiun ge: La perdite furono da te nell'Inva lido, dal capitano di stato moggiore K1·apowit2ki, come segue: Degli urnciali ne fu fel'i to un o, o precisa• mente un tenente dei dragon i da un leggiero col po di yatagan; degli uomini cli truppa vi furono : 3 morti, 70 feriti; dei cavalli 19 morti, 8 feriti. Fu rono prrsi 500 carri attaccati (vorosimiltnente carri a buoi del paese) o SOOOO pud di viveri.

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Ra:dotiilo; e da quella località, senza impegnarsi in un combattimento-, riconostessero per nie~zo di piccole pàttugliè le fortificazioni di hutikowo} 3" che uno' squadrone e mezzo di dragoni cori S pezzi guida:ti dal coronnellb Lichtanski avanzasse contro Nowàcin e si assic11ràsse della strada che da quel villaggio conduce a Karaula. Giusta queste disposizioni i granatieri a cavallo si portarono co.ntro Radotino e rigettarono entro quel villaggio fanteria nemica, fecero ;J7 prigionieri e spinsero avanti delle pattuglie contro le opere di Lutikowo. I i pezzi, sebbene con molta difficoltà, poterono aHine colloca.rsi nella prescelta posizione ed aprire il fuoco alle 1111 1/ 2 • Ma la distanza fra cotestà _posizione e quella delle opere nemiche essendo troppo•grande la batteria dovette portarsi più a,,anti e prendere altra posizione. in vicinanza di B.adotino. Tuttavia verso le .2 il ge.neràle Klot ricevette rapporti dal colonnello LichLanski , nel quale l'informava della sua difficile si lltazi'one e come il nem ico vivamente l'incalzasse. Il generale Klot si recò allora a Karaula clov' erasi fatto precedere al trotto da uno squadrone di granatieri e cla uno di dragoni; ma ivi trovò soltanto gli avanzi di quel distaccamento. « Tosto condussi, dice il generale nel suo rapporto, i due squadroni testè arrivati contro Nowacin (di dove appunto Lichtanski era stato respinto) e lasciai l'ordine che anche il 3° squadrone dei gtanatieri, tosto che fosse giunto, mi seguisse sopra Nowacin. li restante deHa brigata (4 pezzi e gli avanzi del distaccamento Lichtanski) . furono rimandati indietro sulla strada di Dormance. Dopo avere avanzato tre verste nella direzione cli Nowacin incontrai un drappello di circassi. Feci appiedare una parte dei d1·a.:. goni e invia:i in segnito tin mezzo squadrone ·contro i circassi per trattenerli. Innanzi Nowacin si spiegava nuovament e contro noi una massa di circassi, ed una parte di essi cercava di avvolgerci a destra ed a sinistra. Ordinai perciò ai reparti appiedati di prendete il villaggio e di raccogliervi i morti ed i feriti lasciativi prima dal distaccamento Lichtanski. Ciò fatto iniziai la ritirata sopra Dormance ove giunsi alle 8 di sera n.

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Ma che era avvenuto al colonnello Lichtanski? (,1) In adempimento dell'ordine avuto egli aveva bensì procurato ~i avvicinarsi a Nowacin , ma nella posizione da lui presa assalito da µna forza assai superiore di cavalieri circassi e vivamente da questi ~nseguito, ::+d onta del grande valore mostrato, aveva subito una vera c4~a~trofe. Dbliga,tp ç1. ritirarsi, dovette attrayei:sare u.n<1 lunghls(I) Pe.r l'ìmportapza del ({ltto crediamo opportuno riportare qui per fntiero il rap po.rto del c.olonnello Licbtanski: Rapporto det colonnello Lic/1tanski del ,·eggim~Y!tO dravoni de/la Guardia al comandante della 1" brigata della 20. divisione di cavalleria detta Guardia. < Giusta il mandato <lat,i mi <la V. E. di avanzare con l squadrone e 1/2, e due. pezzi da Karaul.a contro le fo,·tificazioni nemiche poste presso Novacin, possihilmente di aprire il fuoco contro le medesime alle 9 del mattino, e di continualo sin verso le 3 pomeridiane, partii alle 7 l/2 ant. Ila Karaula colla metà del 2~ squadrone comandato dal capit~no barone Stempel (4 ufficia li , 47 cavalieri), e il 4° squadrone del c_apitano Meinander {5 uFfic ia li ,s cavalierij e con un plotone della 2a battel'ia a cava llo della Guardia coinandato dal capitano Ussow. Alle 10 il distaccamento raggiunse la va lle di Novacin. e A motil'O della densa nebbia era difficile distinguere il posto delle fortificazioni. Arrestai perciò il dist~ccamento, ed accomp,isnato dal capitano cli artiglieria Ussow e dall"~iutante maggiore tenente Danile wski mi portai a,,an ti circa una vers ta per riconoscere i dintorni. lo seguito spinsi avanti sotto gli ord ini del capitan o Stompol 1 plotone del 2• ~quadrone (col capitano di stato maggiore Gnlkowski) ed 1 plotone del 4o (col tenente Tuderus e sergente Senkewitsch). e Il me.no squadrone cosi formato, cogli esploratori avanti, scese nella valle in parte in ordine s parso sino al vil111ggio Skriven. dovo senza ostacoli passa sul suo tlaoco destro la linea delle opero nemiche; ma tosto i Turchi dalle loro fosse di cacc iato ri aprirono un fuoco rii fucileria conlro il sostegno della. linea degli esploratori. Allorchè la nebbi:i fu alquanto diminuita, e si potcl'Ono riconoscere le opero, cercai uila posizione per i cannoni, ed ordinai al capitano Ussow di recanisi e dì dirigere il fuoco de' suoi pezzi contro ·1e fortificazioni situate sull'alLura. e Frattanto il capitano harone Stempel passò il torrente nin,10 , o nell'avvicinarsi al villaggio Skriven attaccò una schiera di cava lieri turchi della forza dì circa CO uomini. Uccisi circa 30 cavalieri i quali sorpresi non avevano potuto montare in sella, e fattine prigionieri cinque, ii c~pitano Stempel insegui gl i altri, passando in fretta sotto il fuoco della moschetteria dirnttogli contro dal nwrg ine dd viJlaggio. < Da pt·incipio i Turchi non risposero al fuoco ctoi pezzi; ed essendomi persuaso che i no&tri tiri non raggiungevano 1~ opere nem iche, fcc ì avanzare l'artigliel'ia nella valle un'altra versta; ciò cho attrasse su me il fuoco di due can noni nemici e quello che partiva dalle buche dei cacciatori. Era già passato il mezzogiorno, allorchè movenclo da Skriven si spiegò una massa di circa 400 circassi,.la quale era sortita dall'acc,impament.o situato ad es t del villaggio nella direzione di Orhanic. < I!,. rinforzo del capitano Stempel io aveva spedito innanzi sotto il comando del sergente Na.simow Il un mezzo plotone di dragoni, allorchè dallo pattuglie mi venne riferito che circa 2 ta.bor di fanteria lasciavano il campo Lrincerato ed avanzavano contro Novacit1. Ciò mi indusse ~ prendere posizione sopra una collina situa ta a mezza versta ad ovest di Novaci n. Da questo punto era in grado di distinguere chiaramente i mol'imenti dell~ f.anteria nemica. Uno de'nostri pezzi con shrapnel diresse il suo fuoco contro di ~s~a . l'altro cannoneggiò le .fortificazioni e mantenne inoltro il combattimento coi due pezzi nemici. I dragoni in ordine sparso del capitano barone Stempel respinsero ì cir-


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DURANTE L'.ASSEDIO DI PLEVNA

sima stretta, nel tragi Uo della quale venne a trovarsi in una delle più critiche situazioni che possano presentarsi alla cavalleria. Rinserrato in una strada incassata nella quale l'artiglieria poteva soltanto avanzare a grande fatica ed incalzato sempre alle calcaana da un nemico superiore di forze, audace e fornito di eccellenti a;mi da fuoco, quel distaccamento perdette la maggior parte dei suoi

uomini per la difesa dei pezzi a lui affidati. Ciò che può fare il valore venne fatto da Lutti indislinLamente; epperò ono1·e a quei bravi ufficiali e soldati i quali si sagrifìcarono sino all'estremo per compiere il loro dovere.

cassi; ma temendo che la fanteria, la quale compariva al sud del campo, sparasse co ntro lo spa lle dei dragoni , feci suonare la ri ti rata (Appcl) e nello stesso tempo appiedare un ~e1.zo plo tone, affinchè comba ttendo a piedi sotto il capitano Meinancler assicurasse il (ia nco dest1:o della posiziono. Nella persuasione cho nello st;; to delle cose non sarei stato Hl gr?do, giusta lo prescl'izioni ricevute, di mantenere h1 posizione sino alle 3 poro. mi dec1s1 all'una. dopo mezzogiorno di rn iiia,·e la ritirata. < Men tr_e _condussi indietro l'artiglieria con un mezzo plotone, lasciai IO drn&oni sullo alture a sinistra della st.-ada, i quali diressero il lol'O fuoco contt·o la cavalleria avanzata da. S kr1ven; come poi fece anche l'a1·ti glieria. li capitano barone S tempel tenne indietro v~l~rosamente _i ci1:cassi.' .Mentre. l'_art.iglie,·ia camb iava di posiz10 11c egli si gettò sopra i cucass,, e gl, 11 usc1 d1 1esp111gerh indietro a circa una mezza versta; dopo cli che si ritirò: _D~rante_q_uesta _1·iti.-ata alcuni gruppi cli dragon i appied,irono per mante nere lontant I cwcass,, 1 quali colle loro carabir. e a ripetizio ne ci molesta,·.i no. Nella posi?.ione sopra ricorda ta l",iniglieri a fece solta nto pochi colpì. Ali.ora diedi ordine al tenence Tuderus di condurre ind ietro a Ka r~ula il carro a m1111izioni attra1•crso In stretta. e rimanda· nuovamente indieéro la bntt.eria un'altra versta, ove pr~se uva nuova posizio~e diet,:o u~ pWCOIO COl'SO d'llC(JUa . I dragoni del capitano Meinander, già contuso ad una gamba, r1m as t1 smo ;i quel n:iomen to appiedati mo ntarono allora a cavallo, 0 furono incal'icati d'. scortare I art,gheria. Ancora 11rima di l'aggiungel'e la nuova posizione, nel passaggio d, _un ponte, ebbe luogo un momento òi arl'esto, perchè un o cli quei due pezzi 0 ,.asi rovcsctato. I serventi ed i dragoni lo drizzarono pron t,1men te. Giunti ;; Ila posizione la scorta dell'artiglieria appiedò di noovo p r il combattimento. I plotoni dei dra"oni eh~ fronte"~ giavano il nemico già diminuiti. di numero continuar ono a combattc1·e "coi cil'Cassi, 0 ~i gettal'ono _lorn add_osso parecc hie volte coll'armi bianche. Qui furono da due r>all e gl'avemente fertt, li cap1tano Stempcl cri 11 tenente Sen kewitsch. e sotto scorta furono porta ti rn d,etro a Karaula . 11 capitano di sta to maggiore Gulkowski assu nse il comando del mezzo squackonc. • Dalla penu ltima posizione feci infol'mare. verba lmente V. E. , eia prima a mezzo del sottuHìcrnle l(urakin ecl. 111 segollo dal sottotenen te conte 'l'olstoi che era già contuso 8 montava un cavaUo feri to, ad ambedue i quali ordinai di rifel'it·c che io, a motivo della po_~,1 fOl'za del d1stac_camento e della strada straordinariamen te difficilci, temeva per i mie, due pe.::;:i . _I fer1t1 che potevano mantenersi in sella, accompagnati eh,! medico e da alcun , dragom s1 portarono indiett·o al t,·ot to a Reber kowo (su lla strada che mette a Wraca_ poc(\ _lontano dal passaggio d(lil "lskcr) . - Radona i in un plotone alcuni · dragoni s_otto 1_1 com,,nclo del_tenente Sw1tschewsk1, e de, sergenti I>anilewski e Welinski, 0 h d~~t.tna1 ad 1mmed1ata scorta. dell'artiglieria, alla quale orn1ai or,J inai tJi incomi ncioro I~ n l.1rata attr~verso l_a stretta. li capitano lii stato maggiore Gul kowski e il sotl.ufficia lo Nas,mow furono 1ncar1cat1, con alcun, dragoni, di trattenere i circassi. La ritirata si e~ettuò in perfetto_ Ol'dine. Parecchie volte. ad onta dei colpi cii· fucile ben diret.ti cho 01 erano manclatt d1etl'O, dal trotto feci prendere il passo. Percorsa in ques ta maniera 1 versta e 1/2, occupai . una nuova posizione ava nti all'en trata del posso . Alcuni colpi di ~hrapnel . arres tarono I circass1 che si trovavano alle calcagna del capitano Gulkowski. Ma 1 -~rago111 cont,~uavano sem p1·e a cadere a terra, e la SCOl'ta clei peni diven iva sempre ·ptu debùle. Qui cadde gravemente ferito anc he il comandante dell'artiglieria ca pilano

Ussow. Fu portato indietro da i d ragon i. Questo avven iva verso Io 2}pom. Ordinai allora di r imettere gli avantl'eni, ed al tro tto di ,, fTrettarsi a sor tire dalla stretta. .: Sfor tunatamente la strada incassata. era poi colmata da una mossa di Bu lgari fuggenti con clonne, fanciulli, agnell i, capre, carri, ed altri imped imenti di simil genere, di guisa che i peizi potevano a stent.o avanzare. .. Per giungere a Kara ula aveausi ancora a percorrere 3 verste. Allora riunii intorno a me t ut ti gli uomini rimasl i, in totale circa 30 dragon i, fra cu i il capitano Gulkowski, il tenente Switschcwski e i sottufficiali Nasimow, Danilowski e Welinski, e con essi coprii la r itirata dcll'a1·t iglieria, durante la qua le alcuni dragoni fecero fuoco da cava llo sul nemico, e gli ufficiali co11 alcuni altri s1 gettarono addosso ai ~ircassi colle arm i bianche, per arrestare la loro ava nza ta. Ma la marcia dei pezzi procedeva assa i lentamente , e finalmente uno di essi nella discesa di un ponte si rovesc iò; e in vista della vicina nza degli inseguenti circassi 11011 rimase altro a fore che di preci pi tarlo abbasso nel bu rrone. L'altro pezzo che sino a quel momento -,veva fe licemente superate tutte le diflicoltà della r itirata, non poteva più avanzare !)Cl' la stanchezza de'cavalli da til'o; al che si aggiunse che uno dei cavalli da timone cadde a terra ,ferito. Le perdite inohre della scorta andavano semp,·e aum~ntanclo; fra gli altri fu ferito anche il te,lente Danil ewski, c iò che però non lo impeu\ di rimanere cogli altl'i ufficiali. Allorctiè i circassi si accorsero che il peno non poteva più avanzare, si get ta rono di nuovo sopra di noi Ebbe luogo una mischia intorno all'affasto del cannone, per la cui difesa, insieme ai conducent i ed a molti dragoni caddero i sott'uflicioli D,ini lewski, Nasimow, e Weli nski, c vennero feriti il r:ipi tano di stato maggiore Gulkowski e il tenente Switschewski. Si trovò anche che la sella del primo era stata attra.versata da q uattro pell e, e che i mantell i di ambe,lue era.no fornli, Il tenen te sw,tschewski ebhe pure sollo di sè fe rito il cavallo. In simile gu isa caddero" quasi tutti glì uomini della scorta. I circassi circonda rono il pezzo e ci insegu irono semprn, mintenendo la st,·,tda incassala sotto una pioggia di palle, sin quasi a Karaul a. < Non avendo io ora alcun mez1.o per prolungare la resistermi nella stretta, dovetti per ciò limitarmi ad occupare K~raula per copri,·e ~Ime no la ritll'ata di V. E. Incaricai quindi il tenente Switschciwski di ra,·e ap1>iedal'e tutti i raccolti presso Karaula che non erano feriti .(in totale erano 15 uomini), di for occupare lo case pel" il combattimento a piedi , e <l i tenero sotto il fuoco lo sbocco della stretta. Questo fuoco arrestò i circassi, i qu,ili non osarono di proce,1ere più olu·e. F rattanto erano ormai le 3 pom. .. Nel me ntre mi astengo di agg iungere alcuna osser raziono al rapporto sopra q uesto combattimento così sfortunato per i drngoni, non posso però' omettere di r ilevare che tutti i graduati. del distaccam ento, dal primo sino all'ultimo , compierono f~delmente il loro dorere, e che dm·auto la lunga r itirata di 8 verste, ad onta ciel fuoco in cessante, si mostrarono costantemente fermi al lorn posto. Cna prova di ciò la si ha nelle straordinarie perdite sofferte e nella m<>rte eroica di tre ufTiciali, i quali per la difesa di un pezzo per~ottero la vita sul suo affusto . Di 12 ufficiali trn rimasero mol'ti, tro filrono gravenrnnto feriti e quattro contusi . Dei solda ti so pra 47 del 2° squadrone 15 rimasero morti e G feriti , e fra gli 83 del 1'' squaJrone si ebhero 23 morti , J.i fel'i ti, 2 d:spe,·si. li plotone di ar tiglieria soITr\ una percli ta di 5. morti e 5 feriti. Caddero ino! tl'e 47 ca, alli e ne furono feriti 22. Dei c,walli degli ufficiali ne fur ono uccisi sei. • Co1.0SNst to L,cau•su ~.

A prima vista salta agli occhi la grande differenza che corre fra le

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operazioni c~el corpo del generale Krilow e quelle dei reggimen~i del1a Guardia. :Noi non rianderemo qui sulle osservazioni ohe abbiamo già fatto intorno alle 11rime; tuttavia come corollario delle me~esime noteremo ohe desse non s'informarono punto al principio capitale che regge .e reggerà sempre l'impiego della cavalleria, quello cioè di un azione offensiva ed audace. Il generale Leonow per contro conseguì maggiori risultamenti perchè appunto osservò i~ssai più questo principio. Egli è incontrastabile che nel servizio . di sicurezza e di avanscoperta, nelle scorrerie ed imprese di si~Ù genere ~bbisogna molta abilità ed intelligenza, una oonosoel;\za del terreno la maggiore possibile ed una mente fredda ohe sappia di11i,, gere e combinare i vari movimenti valutando con calma la ·situazione del momento ; ma assieme a queste doti è sovratutto necessario cbe il comandante. di un corpo di cavalleria possec,aa le prime qua!ità dell'ufficiale dell'arma che riassumonsi nella ~~mpiuta fifjuc1a nel cav_allo e nella massima audacia. La cavalleria potrà compiere operazioni intelligenti, come a mo' d'esempio il servizio di avanscoperta dìsimpeonato dai cavlJ,lieri. tecleschi nella campagna :1870-7 1, ma quand/abbia di fronte un avversario deciso a contrastargli il passp non otterrà mai alcun successo ove non sappia approfittare-della velocità de'suoi cavalli~ la sua azione non porti l'impronta dell'ofiensiva e non solo del1'auclacia ma della temerità. E questo vale non solo sul campo di battaglia ma in qualsiasi manovra. A mente fredda e non convinti dei grandi risultaLi che la cavalleria può ottenere e oUiene indubbiament~, quando sia fermamente decisa a, raggiungere lo scopo prefissos1, l'attacco della brigata Bredow già sopra menzionato può sembrare un'impresa da pazzi; eppure quei sei squadroni penetrarono fra mezzo alle linee francesi, sciabolando fanteria ed artiglieria, sino alle loro riserve; è se grazie alla loro inferiorità nt1merica, se per l'eccessiva lunghezzà dell'attacco che ridusse · senza forza i cavalli, se infine per essere stati avvolti da una forte massa di· cavalleria nemica dovettero alla fine sottrarsi colla fuga ad una completa disfatta, e cercar riparo nelle fi.l,e della propria _fanteria, non è men vero che ottennero un brillante successo mere.è la loro temeritit. Se invece di attaccare a fond6 avessero caricato mollemente e si fossero arrestati dinanzi alla prima a linea nemica 1

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di fanteria, quegli squadroni avreb.bero qgualmente sofferte le stess,e p.erdite e non avrebbero raggiunto_altro s~opo.ch_e quello d'im_baldan¾ire viemaggiormente l'av-versario. E chi puo dll'e qnat magg10re risultato si sarebbe ottenuto, se cotesto attacco, anziché da sei squa,droni, fosse stato eseguito da un grosso corpo di cavalleria, addestrato, come si fa oggidì, a combattere sopra parecchie schiere, sostenentisi l'un l'altra? L'esplorazione continua compiuta dalla cavalleria di Murat ~~Ile campagne del primo impero, e sovratutto in quella del ,J 805, gh mseguimenti delle poche truppe austriache scampate da Ulma, e dell'esercito prùssiano dopo Jena e Auerstadt furono sempre condotte eoJla massima arditezza. Alcuni pretendono che Murat non fu un grande generale di cavalleria, e gli muovono l'appunto che nelle sue m~ni la cavalleria fondeva come il ghiaccio al sole; ma, secondo il nostro parere, chi è di Lale opinione è nell'errore. Si potrà dire ch'egli non riuniva in sè tutte le qualità di un grande generale di Céwalleria, ma indubbiamente ne possedeva le principali. Chi di lui più intraprendente, chi di lui più temerat'ÌO!~ Egli eITetLivamente non conosceva altro principio, non ammetteva altro modo di azione che quello di gettarsi sul nemico appena vedutolo, nè ebbe mai la minima cura per i cavalli e per gli uomini. Ma frattanto, anche dopo la campagna del 1870-7 1, le gesta comp~ute dalla sua ~av~l: leria non furono da alcuno sorpassate, e smo ad ora sono 11 pm b,el modello di impiego dell' arma e quelle ohe insegnarono ai Tedeschi (ciò che è ammèsso éla loro stessi) il modò di servirsi della loro cavalleria nel 1870. E questa divagazione l'abbiamo creduta necessaria per dimostrare che il principio capitale cui deve informarsi l'operato della c:avalleria è sempre qut:lllo stesso dì 100 anni fa, come lo dimostrano chiaramente anche le operazioni della oa:valleria russa che stiamo esaminando. L'occupazione di Wraca, le ricognizioni verso Orhanie e Berkovac riuscirono 'tutte perchè abilmente condotte ed eseguite assai brillantemente, ad onta delle poche forze che vi furono impiegate. Krilow per contro _non ottiene alcun risultamento, perchè è sempre incerto, e non sprnge mai a fondo un'operazione. · Un esame particola~·eggiato poi delle singole operazioni non ci 1


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pare nè ulile nè cecessario, imperocchè egli è sempre facile cl i trovar mezzo di criticare un fatto dopochè è avvenuto , e perchè siamo d'avviso che non si può mai dire che tale tema tattico doveva sciogliersi nella late maniera piuttosto che nell'altra. Ogni operazione tal.lica è suscettibile di innumerevoli soluzioni, e nel giudicarla è d'uopo osservare soltan to se in definitiva si è ottenuto lo scopo che si voleva raggiungere e se non funno violati quei principii capitali tattici che devonsi sempre r igorosamente ossen'are. D'altra pnrte un esame cri tico minuto richi ede un'esatta conoscenza del terreno senza la quale è impossibi le emetLore un fondato giudizio; cono~ sccnza che noi non possediamo . Mantenendoci adunque nella sola sfera dei prin cip ii, ripetiamo ancora una volta che la differenzn caratteristica fra quanto fecero gli squadroni di Kri low e quelli di Leonow sta appunto nella maggiore o minore osservanza della massima capitale che informa, la tattica della cavalleria Ja quale vuole sia impiegata in ogni occasjone con energia e col massim o ardire. Alcune deduzioni si possono però trarre dall'operato cli quei due corpi di cavalleria. E anzi tutto ci pare resti dimostrato che durante l'assedio d'una grande piazza (fatto che nelle guerre avveni re potrà accadere di soventi) non solo si possono e si debbono trarre dalla cavalleria grandi ,•antaggi, ma che è indispensabil e avere a disposizione grosse masse della medesima, per lanciarle a grande distanza sulle vie di comunicazione dell'avversario , per romperle, per segnalare per tempo l'avanzare del nemico e avere contezza cle'snoi movimenti per raccogliere approvvigionamenti, ecc. ' Qui però si presenta il quesi~o se la cavalleria, sia in urado di disimpegnare du sola ques to importante mandato . Il corn;lerncnto necessari.o, anzi indispensabile della cavalleria, è l'artiglieria; è clcssa che deve _appoggiare e sostenere l'arma sorella colla potenza del suo fuoco. E sull'artiglieria che i reggimenti a cavallo debbono fare particolare nssegnamento quando sono cli sLaccati a o"Taudi distanze dalle truppe del proprio esercito, e spetta alle batterie che sono loro ctddette cli .sforzarsi di rendere il maggior utile poss ibile. Tutlavia è fuo ri dubbio che ogniqualvolta sia fattibile di unire alla cavalleria un fo rte distaccamento di fanteria, e S$O sarà di grande giovamento. La fanteria non dovrà naturalmente ~eguire la ca-

DURAN TE L' ASSI::OIO DJ P L EVNA

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,valleria in tutti i suoi movimenti; ma occupando alle spalle una posizione adatta le sarà cli conveniente sostegno, ed accorrend.o talvolta, quando la dìstanza lo permetta, sul luogo del combatt1menLo potri1 condurre a decisivi risultamenLi. Altro inseom .mento ormai da Lulti ammesso , è quello dell'utilità, anzi della n:cessità che i reggimenti a cavallo siano muniti di un buon moschetto . Purchè non si esageri e non si abusi del combattimento a piedi, è fuori dubbi o che l'arm a a, fuoco può essere di somma utilità; così la presa di Wraca, la ricognizione cli 'Berkovac, ecc. non sarebbero sta te possibili se i dragoni e gli ulani russi non avessero avuto un rucile e non ave:;sero saputo combattere a, piedi; e così dicasi di moli.i altri esempi. Un altra decluzione, più importante delle altre, ecl alla quale diamo "rande peso, è quella che abbi sognano assolutamente grosse masse di cavalleria per lancia rle a grandi distanze, imper.occhè per quante precauzioni si mino, per quanlo si sia persuasi d~ll'immenso danno che può arrecare il frazi onamento della cava.Ilena, e quindi si procuri di mantenere le forze unite, tuttav~a è d:uopo convincersi che nn corpo di cavalleria il qnale manovri assai lontano dalle propri e truppe, bisogna fo rzatamente che imp.icghi molti distaccamenti per coprirsi e per eseguire ricognizioni , ed in conseguenza. che si frazi on i e si incleboli~ca cli molto . 11 generale Leonow, avendo tt sua disposizione tre bri gate, è au ogni momento costretto di aflidare importanti missioni a distaccamenti di minima for:a. E se cotesto fatto conclus:;e ad un so lo disastro, lo si deve ascnvere soltanto alla clebolezzn, della cavalleria nemica . i\el fatto la c~tastrofe del 22 novembre non sarebbe avvenuta se il colonnello L1 chtanski avesse avulo a sua disposizione più cli sci plotoni, fo rza .~ i.nima, in particolar moclo ~opra u.n. te1:reno pu~lo .adatto ali nnpiego dell'arma. E complemenlo poi..rnd1~pensab1le di cotes~e ~~sse è una buona artiglieria a cavallo, g,a ab1L1rnta nel tempo eh p,u,e a manoHnre insieme alla cavall eria, come precisamente v.oleva già Napoleone I. Al postulto riassumendo è mestieri elogia~e e il modo co,l quale venne impiegata la 2" divisione di cavalleria della Guardia, e la maniera colla quale i suoi reggimenti disimpegnarono le numerose missioni delle quali furono incombenzati,


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Come già aveva fatto nella Rum(}lia la cav-alleria di Gurko nel pr.imo passaggio dei Balcani, così anche in queste operazioni il cavaliere russo die' prova di somma resistenza nelle fatiche e nei s~ra~a~zi, e di costante valore nel momento della lotta. E le operaz1om m generale furono sempre bene concepite e bene dirette sicchè per la maggior parte sortirono un felicè successo. ' In pochi giomi l'ampio traLto di terreno che si stende ad ovest <lell'Isker fra il Danubio ed i Balcani fu esplorato, ed in gran parte occupato dai cavalieri russi, i quali giornalmente si lanciavano a notevoli distanze per attingere informazioni, per raccogliere viveri, e per coadiuvare alle operazioni dei distaccamenti laterali. Lo studio pertanto di queste operazioni è non solo interessante ma può ancora essere di molta utilità all'ufficiale di cavalleria ed a tutti coloro che si occupano di studiare ]'.impiego delle varie armi. . Sono queste le operazioni che nelle guerre future saranno spec~al~ne~te affidate alla cavalleria, e meritano perciò a buon dirit~o di richiamare tutta la nostra altenzione. Sarebbe assai interessante di avere qualche partìcolare intorno alle perdite relative ai cavalli, come pure di sapere se vi forono molti di es~i fiaccati; di conoscere insorruua quelle notizie speciali . -0he tanto mteressano l'arma di cavalleria; ma non ne fu dato di trovare alcun ragguaglio in proposito. MARZIALE BIANCHI n'ADDA

Cap1:tano di cavalleria.

AÌ.1Ct.TNE NOTE AL

REGOLAMENTO D'ESERCIZII DELLA FANTERIA (Continuazione)

PARTE II. l?ORIUAZIONI ~OMPI.ESSE .

V. Dopo avere sommariamente osservate le qualità e le attitudini caratteristiche delle formazioni elementari della fanteria, sarà più agevole il re~dersi conto del come tali formazioni debbano combinarsi ed avvicendarsi per far fronte-alle svariate esigenze clel combattimento. L'attitudine tattica dell'àvversario, contro cui può dover combattere la fanteria, esercita la più sensibile influenza sul modo di manovrare e di co.mbattere cli questa, e quindi nello studiare le forma,zioni complesse (Ìella fanteria converrebbe considerarl_a ~i ~ron~e ad altra. fanteria. di fronte a cavalleria e di fronte ad art1gher1a; m qnesto lavoro mi limiterò a quanto concerne il combattimento di fanteria contro fanteria.

VI. Nel combattimento di fanteria contro fanteria, quest'arma deve sviluppare tutta la sua potenza tattica offensiva e difensiva nell'in-


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ALCUNE NOT E

tento di dist~ugg~re _nell'~vversari~, dotato di attitudine tattica pari alla sua, la facolta dr resistere o dt attaccare. Di tutti i combattimenti di una singolaarma contro un'altra, quello· di fanLeria contro fanteria presenta maggiore durata e maggiore varietà nel suo sviluppo; in esso trovansi, per cosi dire, embrionalmente contenute tutte le più svariate combinazioni, di cui è ricco il combattimento di corpi costituiti colle tre armi combinate. Per questo motivo lo studio del combattimento di fanteria co~itro fanteri~ è il fondamento indispensabile per acquistare idee chiare e precise sul modo con cui le tre armi concorrono a conse_guire quei risultati tal.Lici, che si honno in mira nella battaglia. Il combaui,mento di fanteria contro fanteria può essere ·risolutvvo o temporeggian,te c,1 ). . Il combattimento risolutivo è quello che tende alla totale distruzione delle facoltà di più oltre combattere nell'una delle due parti che si stanno di fronte. · II combattimento temporeggiante, invece, è quello ,che tende ad unrisultato possibile a conseguirsi senza mirare all'annientamento tat~ico dell'avversario, col rischio di incontrare il proprio. Tali sono, per esemp!o, i combattimenti che hanno per scopo iJ guadag~are tempo: 11 provoca~·e spiegamento di forze da parte del nemico onde nconoscel'!e, 1! tener a bada il nemico .in una direzione, mentre si vuole portare lo sforzo principale in un'altra. Nel cornbattimento risolutivo tutte le disposizioni sono coordinate ad un supremo momento decisivo, in cui tutta la forza deve con unità di impulso e di direzione agire verso un dato obbiettivo· da ciò una più pronunciata tendenza all'assorbimento delle inizia~ tive particolari nell'iniziativa di chi dirige tutta l'azione. Nel combattimento temporeggiante si vog-Jiono invece avere sforzi simultanei di resistenza o di altacco su punti diversi e distinti, affinchè r.at~enzio~e de_l nemico s_i~ divisa su più larga fronte; perciò Ja iniziativa deL capi secondam trova più largo campo di azione e a coordinare gli sforzi parziali basta l'indirizzo dato dal capo p~·incipale all'atto dell'avv_iarsi del combattimento. Nel combattimento risolutivo vi ha sempre un tratto del fronte '

(!)

Il combattimento temporeggiante dicesi anche di mostrativo,

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AL REGOLAMENTO D'ESERCIZIJ DELLA FANTERIA

a

su cm s1 combatte, il quale presenta importanza superiore tutti gli altri, verso il quale l'azione converge e diventa più intensa. Sul fronte del combattimento temporeggiante non si cerca un punto decisivo, e l'intensità dell'azione tende a mantenersi uniforme su tutta la estensione cli esso , È molto importante il porre bene in ri li evo queste differenze caratteristiche dei due modi di combattimento, poichè esse esercitano una grande influenza sul modo di disporre le truppe; basti per ora accennare in termini generali che : nel combattimento risolutivo le truppe assumono fronte più ristretto e maggiore profondità, appunto per rendere più efficace l'influenza del comandante in capo e dargli facoltà di regolare il graduale impegnarsi della truppa nel combattimento e il progressivo aumento d'intensità degli sforzi in queH_a direzione e in quel momento che a lui sembreranno più convenienti; nel combattimento temporeggiante, non esistendo il bisogno cli essere preponderanti in dato punto e in dato momento, si dimin,uisce la profondità della truppa per avere il mezzo di tenere con mrnor numero di combattenti un più largo fronte di combauimento. Per queste considerazioni pare più opportuno l'esaminare separa~amente dapprima le formazioni del combattimento risoluCivo, e poi quelle del combattimento temporeggi~nte.

VII.

Combattimento risolutivo . - Il combattimento risolutivo può essère offensivo o difensivo. Nel combattimento offensivo si procede avanzando contro il nemico fermo in una · posizione, e dapprima, con crescente sviluppo e intensità di f1ioco, si mira a logorarne le forze e scuoterne il morale, poi, coll'u,rto, si tende a produrre nelle sue fìle la totale dissoluzione cli quei vincoli che costituiscono I' ordini, cioè ia possibilità di uno sforzo collettivo. - Nel combattimento difensivo si mira agli stessi risultali, aspettando di pie' fermo


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1

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ALCUNE NOTE

AL REGOLAMENTO D ESERCIZII DEL LA F ANTERIA

in una posiz-ione favorevole il momento opportuno per irrompere sul nemico che attacca, dopo averne col fuoco logorate le forze e allentali i vincoli dell'ordine. Tanto nell'uno quan to nell'altro spiccano ben distinte due fasi, quella cioò della preparazi0ne ~ quella dell'esecuzione dell'atto risolutivo, il qnale nell'o[ensiva chiamasi assalto, nella difensiva chiamasi contrassalto. A queste due fasi principali ne precede una di avviamento e ne succede un'altra di rannòdamento insegaendo, o ritirandosi. 1'ali fasi del combattimento indicano la razionalità di una graduazione nel l'impiego della forza com baLlente, e questa graduazione si ottiene col disporre in schiere successive la truppa che deve combattere, per modo che sia possibile sommare al momento della crisi gli sforzi di tutti, non compromettendo nei periodi precedenti più di quella quantità di forza necessaria per orientarsi sulla direzione dell'atto risolutivo e pe1· prepararne l'esecuzione. La fase dell'avviamento è quella, in cui la maggior parte della truppa è ancora tenuta in uno stato potenziale, la massa combattente è ripartita nel maggior numero di schiere succ.essive e presenta la maggiore profondità. Vi si osservano: 1° Una truppa più avanzata col còmpito di fare emergere la forza e le disposizioni del nemico _e di mascherare al tempo stesso e proteggere le truppe retrostanti. Il mandato ~i questa truppa avanzala è evidentemente di natura temporeggiante; perciò la sua formazione dovrà essere quella che meglio si presta a sostenere il combattimento a fuoco su largo fronte e per lungo tempo senza pericolo di crisi. La formazione che meglio corrisponde alle esigenze ora dette è la catena. 2° Ma è da prevedersi che la catena, a mano mano che si raccorcia la dì'stanza tra essa .ed il nemico e crescono le perdite, senta sempre più acuta l'ansia del pericolo e vada a poco perdendo quella energia necessaria per continuare la marcia avanti nell'attacco, o la resistenza nella ~lifesa.. La catena deve quindi essere spalleggiata da a!Lre truppe, le quali, col farle sentire la certezza di un pronto appoggio e col rifornirla di nuovi elementi a mano mano che se ne pr·esenta il bisogno, ne sostengano la lena, e col fondersi risolutamente in essa al momento opportuno ne ravvivino l' impulso nell'avanzare o la tenacità nel resistere. Si avrà quindi dietro la catena una seconda linea di truppe : i sostegni.

Quale sia il còmp ilo dei sostegni è detto al N. 302 del Regolamento d'esercizi col le parole seguenti: « Il sostegno è destinato a_d afforzare la catena, sia per renderla più fitta, sia anche talvolta per sostituirla; in taluni. casi può anche essere port1tlo i"n linea a file serrate per concentrare il fuoco sopra un determinato punto, ovvero per concorrere all'assalto >) . Quale sia il problema che deve es~ere risolto dalla truppa dei sost,egni è pure detto dallo stesso regolamentò al N. 423: per quanto è possibile il sòftegno dev'essere 1·iparato e sempre ·in, gmclo di socco,nre prontamente la t;rnppa in cate-na. La truppa in sostegno tende a. ripararsi dallo perdite coll'approffittare dei ripari del terreno: col teners i dalla catena a tutta la maggiore distanza conciliahile colla condizione di essere pc:onta a soccorr~rla; col tenersi fuori del prolungamento dei tiri diretti contro la catena (sia. disponendosi ali' infuori delle al i, sia disponendosi dirimpetto agli intervalli lasciati s11I fronte della catena): coll'assumere formazioni meno vulnerabili . La truppa in sostegno tende a mantenersi · in grado di soccorrere prontamente la catena: col tenersene ad trna distanza da cui si possa continu·amen te scorgere quanto accade sulla catena e vi si possa accorrere in un tempo non maggiore di du~ o Lre ~inuti senza forzare soverchiamente l'andatm·a (,I) : col distribuirsi in nuclei corrispondenti t1i vari tratti d-ella catena (2); _col tenersi in formazioni

{I) La nostro r:,nteria fa 00 metri al minu to col p3sso 01·cli11orio.

Il nostro regola mento (N. 302, 123) inclic a 150 e 200 me tri co me distanze normali . da cui non r.onviene s ~ostarsi di molto. - Il regolamento tedesco indica la rlis tanza di !SO passi (120m) pe r le es ercitazioni di piazza d'armi;° p er il combattimento, dopo a ve r d etto che ;J s ostegno deve tenersi a portata di s occorrere prou tnmente la ca tena o riparato, per quanto è pos s ibile, dalle penliLc , soggiungc :.non ésse ro opportu no il flssore una distanza tra la cote na e il sostegno, c iò dover essere lasciulo a l criterio de l comandante: Importa poco c he un sostegno s ia a maggiore o mino,·e dis Lanza dalla cu lcna , al cen tro o ad una d ell e a li; salrn 11 coso d i una missio r,e spec ia le, il posto del sos tegno è indicato dai ripari c he presenta il terreno. - Il regola men to francese dà ·come mass ima distanza fra la catena o Il suo imme dia to rinforio quella di 150 me td. Il regolame nto austriaco dà come mas sima d1slanzu fra la ca tena e il suo immedia lo rinforzo quella di 100 1iassi. (2) Non come norma assolul.n, ma solo como cri terio d i massima. si può ri te nere che (in terreno mediocremente accidentato) ad ogni 100 metri circa di fronte della catena debba corrispondere un nuclr.o di sostegno.

·ANNO X XIV, VOL. IV .

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ALCUNE NOTE

AL 11EGOLAMENTO o'r.s1mc1Zll DELLA FJ\NTF.HIA

tali che consentano n ciaschedun nucleo un grado sufficiente di comandabilità (,1). · La catena e la linea dei sostegni sono strettamente legale l'una all'altra. da. un unico fine, a cu i cospirano entrambe fino a qnel momen to in cui esse cessano di essere un organismo distinto dal l'imanente della massa nell'economia. del combaLI imento. Questo fìne è : port0re il mas.~im,o :iw1:er? .. lt;o (nei~ in a:i~tu; o.lla dist(l,nza di 200 o 150 1netr, dal 1iem,1co, e manten,Pn,el, finchè non sopl'a9gitin9ano altl'e tmpp~ di. ri.ncalzo per tental'e lo. sforzo decisivo dell'assalto o del contrnssalto. Per questo l:1 catena e la linea dei sostegn i si devono considerare come parte di uno ste$SO ente tattico ben distinto dal resto della. massa combattente, e a. questo ente t.attico io darò i·I nom e cli prirna schiera. Nel periodo dell'asvinmenln questa prima schiera. dev'esse,·e costituita e proporzionata per modo da potere, senza bisogno di altri rinforzi, far fronte n tutte le eventua lità prodotte da inciden1n.li reazioni dell'avversario. 3° Alla linea dei sostegn°i tien dietro una terza linea, a cui darò il nome di seconda schiera. Ln missione speciale di qu esta seconda schi era consiste nel giungere, per quanto è possibile, intatl~ a. cornhinare la. propria azione con qnella della prima schiera nell'al,to risoln livo 1 delerminando col proprio intervento l'esecuzione dell'assalto 0 del contrassalto. La truppa di seconda schiera, onde mantener3i incolume nel periodo dell'avviamento, deve tenersi, per quanto è possibi le coperta dalla vista o dal. Liro direLlo del nemico; deve inoltre tenersi c}alla linea dei sostegni a distanza. tale da essere fuòri di quella zona, in cui cadono Oui i proietlili direi.li contro la catena e che le oltrepassano. Il nostro regolamento (1° 4-61 ) indica la distanza di 250 m.: con tale distanza. la profondità. complessiva del le due schi ere, misurala dalla catena al·fronle della 2a schiera, risul.Lerebbe da.i fi,00 ai 450 metri. Il regolamento tedesco indica per le esercitazioni di piazza d'armi la distanza. di 3.20 metri dal fronte della. catena a quello della seconda schiera e questa distanza è data. come un mi-

nimo. Seconclo il regolrunenlo francese la. distanza l.ra la catena e la seconcla schi era, nel perìon.o dell'avv iamento, oscilla t,:n un rnnssimo di 1000 e un mini mo di 500 metri ('I). . A <piesto proposito <levesi notare che nel periodo dell'avviamento le truppe di 1" schiera devono bnslare a se stesse e che la facilità di accorrere della seconda schiera sul fron le della prima in tale periodo dell 'azione prire deb lrn considerarsi piuttosto co me un pericolo anzi·chè un vantaggio . Perciò i criteri r he in tale periodo dell'azione devono prevalere nel collocamento delln seconda sch i·era. dietro la prima, sono quelli che emergono dal bisogno cli mantcnerfa' intatta ed esenLe dal pericolo di precocemente impe~narsi nel comuattimento. Ma su questa queslione ritorneremo in seguito. La seconda schiera potrebbe ancora trovar me,.zo per attenuare gl i effetti del fuoco nemico nell'impiego delle formazioni meno vulnerabili; ma a questo proposito è da aversi pre3enLe c,he la seconda schi era deve anche, e prima di Lullo, trovarsi ben nell a mano del comando e prnnta a manovrare . Per questa ragione la piti sottile. dell e fornutzioni , che si po$Srt concedere alle trnppe della seconda schiera, è quell a dell a linea sp iega!a . 4° Cogli elementi di primn e di seconda· schiera una truppa ha giù Lutti i mezzi per far maturare ed affrontare la crisi del· combattimento; ma le occorrono ancora i mezzi per far fronte a qualsi~si

1~i.

(I) La mas ~lma sotliglicz•a rho il nos•ro rcgolame'nto (N, 30:J') conscr1 ta ad un.i trupp.i di sostegno por auonuJro gli err~tli dol fuoco non\ico, è qucll.i della lino¾ a filo aperte a tre passi d'in terval:o.

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(1) Stando ai dati di giuste,.za del fucile 1S70, il limite della zona, che conticno tutti i colpi diretli contt·o un bers3glio allO l,SO, trovasi dietro il hcrs,glio stesso a circa: Me tri 20,5 per tiro a di~taou cli motri 200 .• 140 -. . 300 0() 400 80 500 70 coo G.2 700 5$ 80.0 54 900 • 51 IOCO Noi liombHtimonto gli c,·,·or i del pun tamen to re nderanno molto mJggiol'o la' profondità dolio 2ona pericolusa, e si può, s enza tema di errare, -i·itonere Cho css.i non sarà :nai minoro del doppio di qucll,1 sovra intlicata per le ,·arie di$tante. L'impiego poi d, più fi11co di mi,·n noi fuochi a massa, aume nterà ancora consi<lere,.olmente la profonJ ità dell a zona perico losa a quelle diswnzo, io cui, scco ,ido lo s pecchio che prèccd~. CSSil sarehht! inforiore o. 100 metri. Ciò posto, e ammo,so che le csii;cnze dell' incolumil.b. do!la 2<' schiera rl~bhano pre,·alcro fino al momento in cui la cat.eroa trovasi a por tal:1 <li efftc~cisslmo Cuor.o accclernto <IJI nemico, s i può ritenere cho la dislanzu di 300 me tri dalla cu te na alla 2& schien1 s ia da. avers i come un minimo.


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ALCUNr: NOTE '

ioaspettat.a reazione dell'avversario, che si produca nel momento dell'assallo o dr,I contrassalto, oppure in quello stadio di mom en. tanea impotenza, i.n cui cadono le Lrnppe subilo dopo l'aLlo dell'urlo. A tal fin e si costi tui;;r.e una terza schiera. Ufficio della 1e17.a schi era è adunque di in te'rvenire durante l' esecuzi one dell'atto l'isolulivo ·per parare ad una reazione dell'avversario in quel momen to, oppure di intervenire immediatamente dopo per assiclfrare il rnnnodamento e il riordinamento delle trnppe di prima e di seconda schieru, inseguendo il nemico, o frenandone l'inseguimento. Considerato lo stato di fragilità, in cui si trovano le truppe di entrarn l>e le parti combatLeo li nel momento in cu i la crisi si risolve coll'urto, si p·uò ritenere che l'effi cacia della terza schiera consiste piuttosto nell'essere que.,ta una trnppa ancora ordina.la e nel l' opportuni là del .suo intervento, che non nella sua forza numerica. Da. ci'ò la massima che la forza della 3• sch iera non dèbba generalmente essere superiore a quella di cias,}una (folle due schiere peeccdenti. . Durante il periodo dell'avviamento la lerza sch iera può tener,;i dalla seconda a. dista.qze maggiori ancora di qu elle giit indicate fra seconda schi era e sostegni. Unica. ragione che limi ta nnn. tale distanza è la. necessità di conservare l'unità di comando . Può anche stare colla seconda schiera e spiccarsene so lo al momento in cui _questa prende le mo~se per impeg,1arsi nell'nr.ione. Ciò che la 3a schiera deve sopratuUo avere in ili.ira nel periodo dell'avviamento è il tenersi compatta, incolume e celala . Il periodo dell'avviamento può considerarsi come esa~rilo una volt:t che la clisumr.a della catena dal fronte del nemir~o si trovi ridotta a '500 metri circa. In fatt i il fuoco di fucil eria a taÌe di.slama possi ede gilt un I.aie grado ·ai effìcrtcia, che ·non sarebbe raziona!~ il più oltre raccorciarla. senza a.vere giit un concelto ben determinato circa all'indirizzo da imprimere alla. preparazione dello sforzo decisivo . na tale limite in poi ogni manovra che' porti spostamento di truppa da destra a sinistra o vi cçversa, si deve ritenere come moralmente impossibile· per le truppe di prima schiera: nella zona. del fuoco da 500 metri non è più possibile altra manovra c~e quella del marciare avanti o del ritirarsi.

1

AL R EGO LA~IENTO 0 ESERC IZII DELLA FANTERIA

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Giunta aclunque l'azione a quel punto, in cui il combattimento a ·rnoco ·1ra luogo dalla distanza di cit:ca 500 meLri, .essa entra nel suo secondo st.ulio, in quello cioò dell a 7Jrepamz ione dell'atto risolulivo . ()ue~lo stadio si chiude, o, per meglio dire, si racconta co n quello dell.t crisi, quando l,r distanza fra le due linee di fuoco che si fronteggiano sia ridotta a quella della efficace portala t~el fuoco nnelerato (200, 1oO metri). Durnnte · questo peri odo dell'azione il passaggio di I ruppe dalla linea dei sos(er,ni . o, a quella dell a catena assume il massimo grado di aCLività, per modo che, i iunln ·la linea di fuoco a quell'ultimo più vicino appostumento, <la cui ha i1~izio la crisi, Lnlle le Lrnppe di pt'i rua schiera si trovano impegnai.e sulla line.a di fuoco (Regolamento ~'09) • N l . ;J.., Consiclel'undo la. di:;posizior1e della Lruppa co111hatten1e nel momento cul minante dello stadio della preparazione, in quello cioè dell'irnminente irruzione snl nemico, si Lrov:t che i rapporti di distanza 'tra le varie scbirre :-i :,;(1110 già modificati e che e,:seavranno già iniziate le rno;;se pel' giungere tul.Le a proieuarsi sol f'ronte cli com baltimenLo per formar\' i una linea unica . O ,J T.a. prima ~cli iera. corno giò. si ù detto, si troverà. con catena e so~tegni su di una stc.--sa linea. Que·la li nea consisterà in tratti.di Citlena. f'ilta é in tralti ocr,upali d,t nuclei più compall.i formati in linea. 2° La seconda. schiera si ll'nverit in movimento per giungere sulla linea della prima e Lrnsci11a1fa seco all 'assn.llo (I ). Per clelerrninal'e la di~tan.za , a cui la seconda. schiera dovrii già Lrovarsi dall'ul tirno appostam eulo della prima, 1;011vieue considerare che questa Ll:ovas i in tnle .stato di tens ione e di Ol'gasmo, che, prolnngandos'i al cli lit lii un certo limite. In. p!)l'rebhe uell'alternativa di sfasciarsi o di sla11ciai·~i cla ,;ola sul r)emico. E d'altra parte l'iiTuzione colla seconda schi ern. pri111a che siasi otteuuLo suffìl'iente effetto dal fuoco della prima schiera, sarel>he ·prematura e di clirlicile Ti uscita . Converrà aduntr1ie ch·c la distanr.a della seconda sc;h iera sia tale da 1

(l) Può anche narsi il , caso, ira c ui l' assal to o ir con trassalto si (accia dul ia seco nda schiera senza trascioar\'Ì la prima. Ciò può acr.adere quaudo l'irruzione sul nemico si fa all'inruori delle ali della linea cli ruoco, e in modo che questa possa ancora col sem1>lico

uso del fuoco Ila rcrmo co11Col'J'C1·e nella dccision~.


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ALCUNE NOTE

poter giungere sulla linea della prima (e senza sforzare l'an.datnra per non disordinarsi e per non perder la lena necessaria all' impeto dèll'inuzione sul nemico) non ·sì presto che la prima schi era non abbia ancora prodouo sufficiente eJTetLo col suo fuoco intenso e vicino, non sì tardi che le truppe di questa stessa sch iera si trovino alla lor volla soverch iamente logorate e scosse dal prolo.ngarsi di siffatto modo di combattere. I limiti di tale distanza più convenien ti paiono quelli di 200 e 250 rn. Questa di:5t.nnza si percorre in meno di tre minuti al passo ordinario, e l'esperiema delle ultir}!è guerre IHJ dimostrato come uno scambievole fuoco acceleralo dalla dis.tanza di 300 · a ,J 50 metri non possa al sol ito durare più di cinqile minuti senza produrre crisi (if) . Quale sarà la fonnaz ion~ più conveniente, in questo periodo dell'azione, delle truppe della 2a schiera? Per dare una risposta fondata a questa interrogazione è d'uopo premettere ·alcLine· cons iderazioni. Lo scopo, a cui si mira col fare entrar·e fo azione la seconda schiera nelJa u isi ornai imm inente·, non è quello di aumentare la. durata delle truppe di prima sch iera nel comballirnemo a fuoco, ma bensì queJJo di portare avanti tutta la massa e deciderla alla irruzione sul nemico . Quindi la seconda sch iera si mette in mov imento, non già per giungere sul fronte della prima e stabilirvisi, ma per per proseguire la. marcia avanti fino all'urto nel nemico . Perciò la formaz ione del le truppe di seconda schierà dev'essére di quelle che meglio si prestano al marciare avanti cqrnpall.i e risoluti; la prima che si affaccia alla men le è la formaz i!)ne iii co lonna; ad ogn i modo non sembra che si possa accettare formazione meno compatta e più sotti le della linea. È mollo importante il rendersi nettarnenté con io delle condizioni di ciasi;una delle ora nominate formazion.i di fronte alle eventuali Là e alle esigenze che si prernntano nel momento supremo dell'azione tatLica . J)i fronte ai tiri che, fatti contro la prima s~hiera, ' la oltrepassano e tempestano il. terreno ad essa retrostante, pare che la for{I) V. Studi per la nuova tattica de l!~ fanteria, del maggiore Scu&nPP; trad. ital., pag. 33.

0

A L . REGOLAMENTO D'ESEl~CIZII DEL LA FANTI::HIA

. . maxione in linea sia quella che può sub ire danni maggiori; difatti, · supponendo la seconda schiera nell'alto di attraversll:re la zonà pericolosa dietro il fronte della prima schi era, e supponendo che il fu oco nen\ ico sia direuo cirn uguale intensità contro tutta l'estensione del fron.te stesso, la truppa di seconda sch iera è soggella a · tanto maggio r numero di tiri indiretti quanto più est.eso è il fron te che essa occupa. Rispetto poi ai tiri fatti direttamente contro la truppa di seconda schiera, alla distanza a cui essa si trova dal nemico nel momento che precede la crisi , la probahilità di perdite è pressochè identica sia essa formata in · linea, sia essa in colonna (·1). In complesso si può conchiudere che, giunto il co1n battimento al punto di cui si discorre, sareb be '.vana opera il cercare la formazione che diminuisca le perdite; converrà irivece cercare quella forma7.ionc, la quale valga megl io a ténere alto il morale e salda la coesione della truppa iinche malgrado le considerevoli perdite a cui e;;sa è inevit\tbi lmente soggelta. Come.si sa, l'effetto mora le delle perdite è tantomag,giorequanto più ristretto è lo spazio, in cui esse si verificano,; vale a dire che, pari · essendo il numero dei .caduti in un dato momento, l'eJTetto morale sarit tanto maggiore quanto maggiore sarit il numero di co- · loro che li avranno visti cadere. So tto quest.o nippor.to la formazione in linea appare più van taggiosa di quella in colonn,t: le perdiLe difatti si ripartis;ono su fron~e più largo e·nessuno nella for'mazione in lin~a è costretto a pa.,sare in certo modo sul corpo dei caduti per proseguire la marcia avanti. · . Conv iene però aver presente che, se l'animo dei soldati a parità . di perdi te è, nel la formaz ione in colonna, posto a più dura prova,. sono però:in compen~o molto più ·efficaci i mezzi con cui esso si rinfranca; la corrente di fiducia che si svi lujrpa dalla compattezza, la più efficace azione della. sorveglianza dei superiori e dell 'esempio di essi e di tutti i più valorosi, e le stesse maggiori dift1coJl.à ìnaleriali che ogni soldato, che vaci lli , incontra nel rimanere indietr.o e disgregarsi dulia ~wssa, sono tutte forze che concoi·rono a mante1

(1) Vedi tabella a pag. 01.


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AL REGOLA MENTO D'ESERCIZII OELLA FANTER IA

ALCUNE NOTE

'

nere la co.es10ne, facendo contrasto alla forza dissolvente che si svi- . luppa dallo spettacolq della slrageprodott\l,dai proiettili delnemìco. Alle ora esposte considerazioni aggiungendo quella della maagiore difficoltà ,ti perdurare ordinati nella marcia frontale ineren ~e alla formazione in linea appena l'estensione del 'fronte supera certi lirniti, pare si possa concludere che: per rispetto al problema del muovere risoluto ed ordinato delle truppe di seconda schiera di fronte. à.gli eli'etti materiali e morali del fuoco di fucileria nemi co la colonna o la lin'ea di colonne sia da preferirsi alla lin ea.· spiegata: ogni qual volLa si fratti di forza superiore al la mezza compagnia, · Ma la formazione della seconda schiera nel momento in cui essa si accinge a portarsi sulla linea della prima, deve anche essere considerata in ordine alla necessità, in cui la stessa seconda schiera può· trovarsi, di servirs.i del fuoco o p'rinut di venirne aff urto o subito dopo respinto il nemico (,1) .. Souo .un tale . punto di vista la formazione in linea è evidentemente più vantàggiosa della colonna . . L'ipote5i che questa possa spiegarsi in tale èmergen1.a pare debba · andare escll).sa clalle manone praticamenLe possibil i. . Ma, · allo stesso modo che non si .può ammettere come possibi le pratica la trasformazione della colonna in linea perfare fuoco con tutti i fucil i nel mornénto dell'assalto, si deve pure escludere che la linea possa in tale momento condensarsi in co.lonna per concentrare gli sforzi verso qualcuno dei punti del fronte attaccato, o possa cambiare di direzione, e così, sotto il punto di vista della concentrazione dello sforzo e clel\a faci lità di manovra, la formaz.ione in coJonnà si ripresentà come più vantaggiosa dell a formazione in Iinea. Senza spìngere più oltre questo parallelo tra la linea~ la co.lonna, di cui si ù già fauo cenno altrove, pare si possano formular'e le conclusion i seguenti: a) Per i nuclei dì seconda sch iera di forza inferiore alla compagnia sarit gerH;ralmente da preferirsi la formaz ione in linea; b) Per la compagnia la migliore formazione nella massi ma parte dei ca:i sarà ~Jliella in colonna per mezze compagnie; in terreno molto frastagliato sarà. da preferirsi la colonna per plotoni;

in

(I) La truppa c ho va all' assalto non può in massima arrestarsi per for fuoco senza in· cori·ei·e nel pericolo d i esi tazioni o peggio; tu ttavia il suo fuoco fatto senza rallentare la marcia e m assime se a brevissima distanza dal nem ico, potrà sempre avere una efficacia da non trascurarsi. (V. regolamento. d'eserc izio N. 2,5J.

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. e) QLtando Ja seconda schiera consl: di parecchie compagnie, la formazione migli ore pare quella in linea di colonne di compagnia . · 3° La terza schiera seguirà la seconda a distanza regolata cogli sLessi criteri esposli in ordine alla distanza fra pri ma e seconda schiera. Per quanto ne concerne la. formaz ione, t1itlo deve . essere subordinalo alla necessità. che questa truppa sia parfetl.amente alla mano di chi la comanda, affinchè possegga tutta la prontezza a manovrare eventualmente di fronte alle urgentissime contingenze -<:he sono da aspettarsi in tale periodo dell'azione. Nel combattimento di fanLeria. contro fanteria, giunta l'azione. al pulito che stiamo considerando, LuWt J'at1.enzioi1e dei combaLtenLi è generai.mente rivolta sulle truppe della. prima · e della seconda schiera: su questo fouo riposa la possihilitil per la Lerza schiera di conservare formazioni dense e compatte senza andare incontro ll. perdite troppo considerevoli. Veniamo ora. al periodo delht crisi . In questa fase dell'azione si possono distinguer:e due momenti: nel primo le truppe di prima e ,di seconda. schiera marciano all'assaJto o al _contrassalto spalleggia.te a breve distanza dall a terza. sr.,hiera; nel secondo momento l'azione .si decide con o senza l'inlervi~ùto immediato della terza schiera. Nel primo degli ora accennati momenti le truppe di prima e di seconda sch iera formano giil 1,rna sola linea, nell,'Ì quale si allernano gli stormi di cacciatori con nuclei pi ù cornpatLi di truppa formata in linea ò con colonne di compagnia; le truppe di·lerza schiera seguono a dista.nza di ,150 a, 200 metri _pronte ad intervenire nell'a.zione o per deci derla, o per consolidare il successo. Nel secondo moment~ l'nione si decide e tutta la profondità della massa si trova in certo mo.do proietLata E}, diremmo t1uasi, schiacciata. sul fronte di .combattimento fattosi più denso e mo lte volle anche più esteso di quello che non fosse riel periodo della preparazione. In questo secondo momento il periodo della crisi si raccorda con quello ultimo del rannotÌamento. · Nel periodo ora nominato del rannodarnento la massa combattente; vincitrice, insegue col fuoco o eon poca parte di sè, vinta :Si allontana dal nemico; mR nell' un caso, eòme nell'altro, essa tende


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A LCUNE NOTE

AL HEGOLAMBNTO o'es1rnc1z 11 DELLA FANT ER IA

a sistemarsi nuo vamente in schiere successive. Nei primi momenti di questo ultimo periodo del combattimento si ha una linea di fuoco for:mata da storr:ni d'uomini ntnnoi.larisi attorno ai ca.pi più vicini e aventi per nerbo principale le truppe, meno scos:-;e, della terza schiera; dietro a quesla ~inea di fuoco e ad una distanza che sarebbe ben difficile det~rminare. tutte le rimanenti truppe si rannodano 0 si ricostituiscono in nuclei ordinati.

Ora poi per venire a idee.più precise e concrete sull'economia nell'impiego della forrn combaUente, secondo che il combattimento è risolutivo oppnre Lemporeggiante, mi sembra opportuno esporre .alcune considerazioni sui lii11iti di densità. delJc trup·pc nel cornbaUimerito, e-floscia procedere ad una applica1.ione con,cretà di tal i consideraziorii, esaminando i limit.i di estensione i_n fron Le ed in profondità, noncheil riparto della forza fra le val'iè_ schiere_nelle piccole e nelle grandi uni là della fontcr ia nel combattunento risolutivo e nel temporeggiante.

VIII. -.I X.

Dopo avere esaminato nelle sue linee generali l'andamento del com baltimento risolutivo rirrnrnè ·più facile il eh iarire con macrr,i~r òV precisione la differenza carntteristica tra questo e il combattime1u0 . temporeggiante, a cui si è già accennato precedentemente. Se il combattimento temporeggiante assume la forma difensiva, la massima intensità, a cui possa giungere· senza perdere il proprio carattére e diventare risolutivo, sarà qrtella, in cui, guarnito solidamente il fronte per la res istenza da fermo, si vorrà tutt'al più far fronte al l'assalto col fuoco, ma non tentare il contrassalto . Se assume la forma offensiva, la. sua massima intensità sarà raggiunt; quando, portata la linea. di fuoco al limitare di quella disLanza, in ~'.1i il fuoco stesso comincia. a diventar critico (400-300 metri), non sì vuole tentare l'assa lto e si arresLa fa marcia ava.nti, ·carJbiando in resistenza. da fermo la forma. fino allora offensiva del com battimento. ~i'a ueli'uno come nell'altro caso è evidente chele truppe di prima schiera pos_sono bastare a sostenere il combatLimenlo, e èhe, per lo meno, rl bisogno dell'appoggio di una seèonda schiera si fa solo ~enti re nella- misura occorretHe per sostenere la ritirata e proteggere 11 rannodarnento delle truppe impegnate nel combattimento. Ciò permette di ridune a proporzioni mo lto minori la forza della seconda schiera e. di elimina.re la terza.. Cosicchè, as:;ottigliandosi la profo_nd(tà c~ell'orclinedi_comb11ttimento, si può conseguire· lo scopo a · cui sr mira nell'az ione temporeggiante, occ!,lpan do fronte più esteso con. truppa meno numerosa. ('

Cominciamo dalla dènsità. S'intende qui per densità il rapporto fra il nurnero dei combat.l.enti destinali ad operare su -cli un dato fronte e la esl.ensione del fronte sLcsso. La Ri:o'Ìstci Mi li-tare del 11871;\ ·contiene sn questo argomenlo un importante nrLicolo, del qua le,riporto qui il brano seguente ( 1). « Par1e.ndo da un minimo di 2 o :1 uomini 1Yer metro lineare per« unità di forrn pari od inferiore al battaglione, In densi Lii di occu« pazione va .ma.n maùo ascendendo ed oscillando per- le maggiori « unità f'ra un m,ini mo di /4,. n 5 uomini ed un ma,sirno di 9 a ·,1O « per ra,o-c,inn"ere in talun i Gasi, c1uando si tralli delia ri unione di vo n « più 11rmate, un nrns~imo di ,12 uom ini >> . · . Questa cita%ione è dnJa qui come un nostula.t.o, la di Gui analisi· guiderlt alla deduzione, non già.-di regole ri gide ed assolute, ma di criteri che con varii altri concorrono n fa r· trovare in ogni caso una razionale distribuzione dei'le lrnppe sul Lerrci10 del combattimento . Gioverà pertanto il Lnidurre prima di tutto in cifrc,la portata di ciascuna delle principali gÌ·a.diJzioni di densità indicai.e nella citazione premessa, supponendole applicate a ciasc.una delle uniti1 de-Ila. fanteri a e -senza per ora far distiniione tra le più piewle e lemaggiori . ·. (1) B . C. 1.lste.nsionc, densità e profondità de9li ordini di combattimento.


208

ALCUNE NOTE

AL REGOLAMENTO ·n 'ESERCIZ II DE:LLA .FANTE:RIA.

0

J caso. - Densità di due uòmini per metro lineare fronte d'azione della compagnia metri · 100 » >> .del battaglione >) 4.00 )) » » reggimento )} ·1200 )) » della brigata . 24-00 >> Supponendo là forza totale riparli_ta in - uguali porzioni tra la Prima . e la seconda schiera, si avranno: nella prima schiera 11li o elementi per giungere all'ulLitilo momento della preparazione colla densità sulla cate11a di un uomo per ogni 1,33 metri di fronte, anche perdendo prima di giungervi ;J/.1· della truppa componente la schiera stessa. Nella seconda schiera si avranno gli elementi per intervenire nell'atto risolutivo colla densità. della formazione iu linea su 1/ 3 circa del fron,te di combattimento.

<} In prima schiera 2/3 della, forza; 1/ 3 alla seconda schiera: 50 metri fronte a.1 .3 p· Ioton,· . . . . . · · · · · · 200 }) » di 3 compa!,rnte 6 .• 6-00 }) . }} (l l ) )) ». · del reggimento e.deÌla brigata come sopra.

Colla prima schiera si pot.rebb~ avere · ne_lt'ulttmo. stadio. dell~ preparazione la densità cli un fur~tle per ogni passo t~1 f~o1~te_ sul~a . Imea e1·1 t' uoco , , ·'nche " . ·perdendo · . ,1,13 della forza della :scl11erc1. . stessa. prima di giungervi. . . . ., . , .. . Colla seconda schiera s, potrebbe ~ntervenne n~H az1~ne coli~ dern;ità della formazione in linea su c'.rca ,1/3 del! es.tensione de front.e di comhnttimento . . · d) ,1/3 della forza in prima sch iera; 1/ 3 in seconda e 1/ 3 m

1

1

· .2° caso. - Densità di tre uomini per metro lineare fronte d'azione della compagnia metri 67 )> » del battaglione )} 267 >• » del reggimento » 300 » >l della brigata )) ·1600 a) InPschiera 1/ 2 della forza; Ird/a schiera id.

1

e)

1

terza schiera. · . . d. d li · Colla prima schiera si potrebbe avere nell'_ultun~ sta,'.() e a · · , · • ::i· f ·1e per oc,m 1m t>O dt fronte_ P,fepa:razt0ne la dell:stla ul llil UCI , o .. ' . ·. . e, sulla catena, perdendo anche un terzo. della sua forza prima eh .,,1u_n . e lae densità di un fucile per ocrni ,1•n,33 colla , perdita gerv1,· oppur, · ' • ' " limitata a. ,1/&. della sua forza. · . La secon~la schiera interverrebbe colla densità del.la f~rmaz10ne in linea su circa ,1/ 3 del fronte di combattimento, spalleggiata. cl;i altrettanta forza in terza schiera..' so caso . - Densità. di 4 uomini per metro lineare 50 metri · (ronte.d'azione della compagnia. 200 l Ì » )> del battaglione · 600 )) )) }> del reggimento . · H:lOO )) )} . l> dl;)lla qrigata 1

1

Nella prima schiera si avrebbero ali elementi per rriun"ere alo <> l'ultimo sLadio della preparazione col_la densi lit di un fucile per ogni O, 90 metri di fronte circa, anche perdendo 1/4 degli uomini della schiera stessa pritntt .di giungervi . · Nella seconda. schiera si avrebbe la forza sufficiente per agire colla den~itit dell a formazione in lineà. sullà ..meLà circa délla totale estensione del fronte C,I ) .. b) Allaprima sch ier:.t metà della forza. totale come in a); alla seconda schiera l / 4·, o)/ 8, e 1/J. o 11/ 8 alla. terza schiera. in tale caso la seconda schierç1. polrebhe agire colla. dei1sità d~lla formazione in linea su 11/4· o su 3/ 8 del fronte cli combattimento, -essendo in ciò spalleggiata da una terza schiera.

209

I

a) (:oÌla forza ripartita metà in prima-schiera. e metà.in seconda

1

(I; Ora e per sempre si 'abbia presente che alla 2a sch iera si può, in tutto o in par to, far prendere la dens'i ta della formazione in colonna di due o quattro sezion i, ,·icl ucendo p1·oporzio11almente il tratto di fron te indicato per !"ipotesi che sia for mata in lin oa .. Ciò

valo anche per la terza schiera.

·

schiera. . . . . . ll'ul La prima schiera avrebbe in sè gli elementi per gmngere a ~ 1 111 · d · · 1· no per 0 • timo stadio dellh preparazione colla ens1ta e I un u<11 . a passo di fronte sulla linea· di fuoco, . anche perdendo 4/3 della 5 ua forza prima di giungervi . . . , . La·seconda schiera poti;ebbe tentare lo sforzonsol11L1vo :;u cll'ca ·3/4 del fronte di com·baLt·1men L col la densità della formazione in

°

linea .


210

AL HEGOLJ\M!.,NTO D't:SERCIZII DELLA FANTERIA .

ALCUNI::· NOTF:

· b) 'I/? dell;i. forza in prim:t'schiera,

,1;4 o 3/8 in seconda, '1/4 o ,1 ;8 [n terza. . Le cond izioni della prim:i :';Ch iera non variùno . La seconda .schiera inLerverreb be col la densitil della linea su 1 /3 circa o su ;f/2 del ~ronte di cornbaLtimento spalleggiata da una terza schiera di forza. uguale, o di formpari :i 1/3 della propria. · e) La ma$sa ripartita in I.re schi ere con ,J/ 3 della forza in ciascuna schiera. La _prjma sch iera potrebbe giungere all 'ultimo stadio della preparazione colla densità di un uomo per metro sili-la I inea di fuoco, anche perdendo ,1; 4 dellapropria forza prima di giungervi . La seconda schiera potrebbe intervenire colla densità della formaz~one in linea sucirca ,_netù dél fronte di combattimento spalleggiata daallreuanta forza lll terza schiera. 1

e) La massa, ripartita in tre schiere ugual i. La prima sch iera, anche.dopo aver pel'duto 1 /li: della propria forza, avrebbe gli elementi per giungere all'ultimo stadio della preparazione colla den:;iLit di focile per circa 0 111 , 80 di fronte sulla linea di fuoco . ' · La seconda schiera potrebbe intervenire su più che metà del fronte di combattim~n to colla. densità della formazione in linea spalle•miata da altretlanta forza in terza schiera.

un

è)(')

5°

Caso. - Densità di 6 uomini per metro. · Fronte d'a,,ione della compagnia [d. id. del bau.agl ione Id . id. del reggimento Id. id. della brigata .

·

Fronte Id . Id. Id.

Densità di 5 uomin i per metro lineare . d'azione dellà compagnia 40 metri -id . delJlallagliòne . 1'30 id. id. del reggitrienLo 4-80. id . id. della· brigata . 960 id.

a) Colla forza metà in prima schiera e metà. in seconda. . . La pri~1aschiera avrebbe in sè gli elementi per giungere all'ul:.. t\~;, stad_,o ,dell a prepa:razion~ col[a densi Là di un fucile per ogni O , ,)3 d, f'. onte sn(Ja lmea. d, fuoco anche dopo aver perduto ,J//~ del!~ p;·~pr,a fol'z_a. Qu~sLa densità cor1:isponderebbe press' a poco ad avere ~13 della lmea di fuoco occ11pat1 con un fucile ad oani passo e l'altro 11/3 con Lruppa formala in linea. · La sec~n_da schiera a~r ebbe in sè gli elementi per intervenire c?lla dens,ta dell~ formazione in linea su 3/4 abb.ondanti dell 'estenswne del fronte d.1 combaLtimenLo . b) Metà delle fol'ze in priti1a schiera; ·,1/4. in seéonda schieri; 1/4 in terza schiera. . La prin~a schiet:a si trov~rebhe come in a) . La seconda schiera ~otrebbe 111terven1re su poco meno dell:t melil del fronte di combàtt,me_nto colla. densità dell_a formazione in Ùnea, essendo ancora spal· leggmta da una lerza scluera della stessa sua forza. <')

•

33 metri 133 id. i 00 iq.. 800 id. 1

a) La massa riparLita in òue schiere uguali . La prima schiera può, anche perdendo 1/3 clella propria forza., trovarsi all'ultimo stadio della preparazione colla densità di un uomo per om, 50 di fronte coli:. linea di fuoco: metà circa di detta li~ea l'isnlterebhe occu1jata con,una catena di un fucile per passo, . l'altra metà da riparti format i in line,1. La seconda schiera potrebbe colla densi tà clella formazione in linea intervçnire su quasi tutta l'estensione del fronte di com_baLlimento · colla clensilit della colonna di due sezioni su metil del fronLe stesso;' colla densi Là della colonna. di qtraUro sezioni potrebbe inter- . venire su ,J /&· del fronte di combaUiment_o. · . . b) Melà. delia forza in prima schiera, l'altra metà ripnrtitR in porzioni uguali nelle due schiere successive. La seconda schiera potrebbe intervenire su circa, metà del fronte di combattimento colla densità della formazione in linea· e spalleggiata da altrettanta forza in terza sch iera. e) La forza ripartita in uguali porzioni fra tre schiere. · La prima sch ier,1 avrebbe in sè gl i elementi per giungere, malgrado la perdita di 11/3 della sua forz.t, tdl'ul timo stadio dellit preparazione colla(lensità di circR un tl(JlllO per.ogni om, 75 . La s~conda schiera colla densità della formrizione in Iinea potrebbe inLerveni;·e su più che 2/3 del fronte di combattimento spalleggiata ancora da una terza chiera di forza uguale . . 1

4° Caso: -

211


212

•

ALCUNE NOTE .

6° Caso. - Densità di 8 uomini per metro . · I?ronte. d'azione .della compagnia · Id. id.. del bàltaglioQe id. del reggimento Id~ Id. id . della. brigata. .

213

A L R EGOLAMENTO D' ESERCIZ!I DE LL A F ANTERIA

25 metri

100 id . 300 Ìd. 600 id.

e~cede quella della brigata, pare si possa ritenere la densi tà di otto ~omini pe~· metro come la massima, a cui si possa giungere senza mcorrere m agglomeramenti più pericolosi che utili.

X.

a) Metà della fotza in prima sch iel'a, 1/4 in seconda sch iera, 1//J.. in ter:rn. schiera.

La prima schiera poLrebbe operal'e nell 'u ltimo stadio della prepara;r.iop.e colla densiLà della formaz ione in linea, anche dopo avei: perduto qualche cosa più del 1/4, della sua forza . In seconda. schiera potrebbe intervenire colla densità della formazione in linea su più che 2/ 3 del fronte di combatlimento, sp(l.1leggiata da una. terza sch.iera ad essa ugual~. · b) La forza ripartita in tre schiere uguali. La prima. sch iera si troverebbe all'ultimo stadio della peepara.zione con un fu,~i le per om , 50 di fronte sulla linea di fuoco , anche dopo aver perdt1to 11/ 4 della propria. fo rza. Co~iccnè 'luasi la metà della. Iinca di fuoco potrebbe essere .coronata da riparii formati in linea e il rimanente con catena di un uomo per passo. La seconda schiera potrebbe intervenire colla densità della fo rmazione in linea su circa 9/ ilO del fronte di combattimento spalleggiata. da altra nguale·schiera . Colla densità di .otto uomini per cadun melro del fronte da attaccarsi o da difendersi è già hen dillicile !'.impiego utile di tutta la for:r.a 1N UNO STESSO ATTO nrsoumvo, e, per ooncepire la convenienza di una densità maggio.rn di questa, è d'uopo immaginare casi , in cui una certa quantità di t.ruppa. di l'iserva deb.ba essere impiegata all' infuori delle al i del fronte primitivo : (attorniament.i, al.tacchi e difese dei ·fianchi) . In tali casi la maggiore densi là risc.ontrata nel11L disposizione delle truppe all'iniziarsi del combattimento verrebbe in seguito ridotta col fatto dell'allargarsi del fron te di azio.n e quando il combattime1iM abb ia raggiunto l' intiero suo sviluppo. · Questo si veri lìcà in più larga scala e più frequentemente nel combattimento délle grandi masse, alle quali si riferiscono le maggiori dens ità accennate nello scritto sovracitato. Per quanlo concerne I.e unità di sola fanteria, la cui fo rza non 1

Il postulato or ora analizzato fo rmola implicitamente una Jeacre secondo la quale la densità delle truppe nel combattimento deve c:escer~ col crescere della massa che combatte; e, come applicaztone dt questa legge, fa spiccare la distinzione fra le unità, la cui forza non eccede quella del battaglione, e le unità di mole macf(Jiore. 00 A spiegazione di ciò valgano le seguenti considemzioni: Quando la for;m numer'ica della.. massa comhatteme è contenuta in certi limiti, si ha più facilmente e prontamente sentita la solidarietà che ne collega tutte le parti; perciò urr incidente accaduto su di un punto qualunque del fronte, sui cui si combatte, fa immediatamente sentire la sua influenza su tutta la estensione del fronte stesso ; perciò le varie rasi dell'azione rapidamente si succedono e anzi si compenetrano e ·si confondono, e fanno tanto più preponderare il bisogno di srnruLTA'NErù nell 'impiego di tutta la massa, quanto minore è la mole della massa ·medesima. A favol'ire poi una tale tendenzci all'impiego simultaneo di tutta la massa nelle piccole unità concorrono: la facilità di presto afferrare l' insieme dellà situazione, dalla. quale emergono la direzione ed il momento dello sforzo principale ; la facil ità. della. manovra di tut~~ la truppa sotto l'immediafo impulso ed indir izzo del capo: la facili là del!' impiego del fuoco di tutto il fronte contro uno stesso h:rsaglio . .Facilità queste, che sono tanto più sentite, quanto più p1coola si fa la. massa combattente. . Si consideri, ad esempio, il battaglione. Il h~Llaglione di 800 fuc ili disposto con densità. di 4 uomini per metro occupa un fronte di 200 metri. E facile persuadersi de! come tutta la estensione di questo fronte si trovi compresa nella cerchia dell'.influenza pronta ed immediata di qualsiasi incidente tatlico di

=·

AN NO XXIV, VOC.. lV.

15


214

ALCUNE NOTE

una certa importanm. E sarebbe superfluo il voler dimostrare come il comandante del baUaglione abbia tutta la facilità desiderabile di . orientamento tattico e di comando su di un fronte di azione così limitato. Questo fronte è poi tale, che, con tiri compresi fra le distanze di 200 e di 282 metri circa, se ne · può concentrare tutto _il fuoco su di un bersaglio situato dirimpetto ad una delle estremità del fronte e alla distanza cli 200 metri. Come si è già veduto, per util izzare su questo fronte un numero di fucili superiore a '1 /3 del totale dei fucili del battaglione, bisognerebbe già ricorrere ad una forma1.ione qua e là più densa della ca1 tena di un fucile per ogni passo, il che, 1 ie.nza auQ.}entare di molto (efficacia del fuoco ~aumenta grandemente la probabilità di perdite e l'intensità dei loro e.[eU.i morali. Se si volesse ancora aumentare la densità del battaglione, restringendone il fronte al di sotto dei 200 metri, si farebbero sempre più sensibili queste due difficoltà: a) o si v.orrebbe tenere la densità della linea di fuoco in quei limiti, in cui è ancora-concessa ad ogni tiratore una certa li berfa di appostamento, e in cui gli'elfetti materiali e morali delle perdite sono ancora tollera.bili, e allora l'aliquotct di fucili impiegati nella preparazione dell'atto risolutivo col fuoco tenderebbe a diventare insignificante in confronto di quella dei fucili tenuti inoperosi in tale periodo dell'azione; b) o le truppe tenute in seconda schiera durante la preparazione si dispongono abbastan1.a,vicine alla linea di fuoco per poterle prontam.ente impegnare al momento opportuno, e allora. queste truppe saranno facilmente logorai.e prima del tempo dai proiettili nemici oltrepassanti la linea di fuoco stessa. Opp u.re si tengono abhastanzct lontane per sottrarle alle perdite premature, e allora si corre il rischio di non averle alla mano nel momento decisivo. Il ragionamento ora fatto sul battaglione è tanto più vero riguardo alla compagnia, nella quale si fa ancora più sensibile qnel complesso di cause, che rendono indispensabile per le piccole unità il massimo grado di prontezza. ad agire simultaneament.é con tutta la forza appena si mani(estano i primi sintomi di crisi. Dr~po quanto si è deuo sin qui, pare si possa ammettere la densità di 4 uomini per metro come un massimo per il battaglione e, a più forte ragione, per la compagia. Una maggiore densità potrebbe

I

AL REGOLAMENTO D'ESERC!Zll DELLA FANTER IA

2'15

solo essere giustificata nel caso eccezionale di combattimento di stretta. in cui si tratti di uti'iizzare, per quanto è possibile, tutLa la forza del battaglione o della compagnia, malgrado la ristrettezza di fronte imposta dalle circostame topografiche (11). Colla densità di 3 uomini per ~etro il fronte di azione del battaglione risulta di circa 267 metri. Tale fronte è ancora meno esteso di quello che ·occuperebbe il battaglione formato in linea; si pltò quindi ammettere senz'altro, cha con la densità di tre uomini .per metro il batta,11 o ione si troverebbe in condizioni soddisfacenti, per quanto ne concerne la facilità di orientamento tattico e di comando. Per quanJo ne concerne il concentramento del fuoco, si ha che esso può tutto convergere a .200 metri avanti al centro del fronte con tiri compresi nei limiti di distanza dell'efficace fuoco accelerato : si. può far convergere a 200 .metri da.vanti a un'ala con tiri compresi fra la distanza di 200 e quella di 34:0 metri cit'ca. In complesso, colla densità di tre uomini per metro corrente si èquilibrano armonicamente le condizioni che conferiscono al facile e pronto impiego di tutla la massa combattente con unità di impulso e di indirizzo nello spazio e nel tempo. Il fronte del battaglione in linea, essendo di 280 metri, si scosta di poco da quello portato dalla densità di 3 uomini per metro e si potrebbe ritenere come il i"t!onte normale d'azione del battaglione impegnai.o in combattimento risolutivo. Colla densi Là di .2 uomini 1.>er metro il fronte del battacrJione ri. ' e sulta già di WO metri, quindi ·120 metri più esteso di quello del battaglione in linea. Con questa. estensione di °fronte il battaglione . può ancora concentrare il :mo fuoco a 200 metri avanti al centro con tiri compresi fra i 200 e i 282 metri di distanza; ma i tiri diretti da un'estremità del fronte contro bersaglio s_ituato avanti l'ala opposta riescono troppo obbl iqui e sempre a distanze superiori a .mo metri. La compagnia, invece, colla. densità di 2 uomini per metro acquista un fronte di 100 metri, il quale permette conce~tramento di fuoco accelerato da.vanti a qualunque parte del fronte stesso, e concede tutta la desiderabile facilità di orientamento e cli comando. 1

(I ) Una t-ruppa che fa fuoco su quattro righe trovasi con la densità di circa sei uomini per metro corren te.


216

AL CUN E N OTE

Battaglione metri: Compagnia metri :

min imo

normolo

·massimo

200

300

4.00

50

100

'130

C~me già si è accennato, le esigenze del combattimento temporeggiante possouo essere soddisfai.Le col togli ere O totalmente O in gru'.1 pal'te, alle t1·uppe cli prima schiera il rincalzo di una seconda . _sc_l~iera, ~ col 1~ortare I~ l'orze di quest' ulli1na accanto a quelle di ~111na scii 1era. l• ac~ndo ciò, il f'ro111 e del hat1agtione può nel combatlunento L_emporegg1ante estendersi fino ad 800 metri, il fronte della compagnw. fino a 260 metri ci rea. Sempre ' .1a111.ene,~do_alle cifre quel solo n ilore relativo che poss~no a_rn1:e 111 que:jl.10111 come queste, sembra si possa. l'il.enere le esLenswni ora accennrtte co nte, le n1·1c;ime, , ,,1. e111· possa no l'lspell1· · • . • • • , . ::i ~,1:nent~ giungere_ '. fr~'.111 _d~J hallnlaglione e della compagnia. per sostene_1e (con_un1t~ d tnd11·1zzo, e senza rendere troppo manifesta al nemico ~a r1speLl1va poca consistenza) la lotta nel combattimento temporeggiante.

Quanto più la estensione frontale del bai.tagli one e della compagniu si terrà al di sollo dei limi ti mi~ imi sovra indicati, tanto più si co rreril il pericolo di non poterne ut.ilizza1·c tull.a la forza in uno sf.esso momento; Quanto più ~i all argher.\ al di là dei limiti massimi, tanl o più si fnra difficile il concentrare l'azione di lutla la forza in un solo momento e contro 1mn stesso punto clel /1·onte

XI. Ammessi i limiti sovraccennaLi per h., de11si1 .· e fw· n, .,,·,, e J'eslcn . .. s1on tale della compa? nia e del baltaglione nel combauimento risolutivo e nel temporeggia nte, possiamo ora esaminarne più p,irticola.reurriatamenl.e le fo rmazioni . · ;rm La Compagnia. Periodo clell'<u>t)iamento. - Setondo . il noslro rego l~mento (N. ,H H, 423,434} la co 111pagn i,~ può disporsi su due sole 1111cc; catena e sostegn i, oppure su Lre : catena soste()'ni e r·1 serva. La c~isposizione su due linee è per la compag~ ia in;uridrata 1 nel b·ttt· · • • ' . , ''11criione, Ia cJ,1spos1 z1one su tre linee è per J 11 cornparrnia isolata ('I ).

nemico. Andando al di là del limite massimo, ma contenendo ancora l'estensione fronlale della compagnia o del battagli one in confini I.al i da mantenere possibile il pronlo scambievole appoggio f'ra èiascuno dei nuclei, in cui si s,1 rit snodata la massa combattente, e i nnclei collatornli ('I } ~i conserveri1. mwora l'atlitndine al combattimento temporeggianle. Allargandosi ancora al di lii df' i con rin i ora accennati si passa. dall'ordinecontigno all'ordine sepanito [2ì lìnchè, dlradanclo::;i ancora, dalla densità di combatlimento si cade in quella di semplice osservazione.

è)

(l) 11 regolnmcn to del 1878 inclicava co me fol'ma no•·n1nlo cJ, ,0 b tt' po.,. · I · , . • ' ' • ' a e m n ,mento della com.,nia, a d1spos1Z1one ti, essa su tre lin ce cr oò· cakna 1,; 11 •o,·zo e sost ,, · 1· · . . • · , '' c0 n1;, r massima duo 1 · · · P otonr rn C3CCralorr, ciascuno con una squadra in c•teri• e I' Il · · · , d • • h ro m rm,orzo e ue plot · · 0111 in so 51cg11 0; ques ta formazione venne in so,.ui to ritenut• conio t .0 . . .' o co ..,iono d ct·rr 1 · " " , ppo smrnuzza 1a 0 1 • 1co tu no1 comando, o non fu piil mantenut'I nella n ,. 1·· · d , uo1,1 ec 1z1one e! regolamen to stesso.

(I ) A misura che si "noie ali ,rgarc il fronte è necessario (per mantcocro quel tanto di

compa tLezza e tli consistenza che consenta ancora 1111 cino on li ne e nM certa ,wmonia nell' aziono col le ttivn ) 11 011 già ste mperare l.ulta la mn ijsu con densità 11111Co 1·111<) sn tu tta l'estcnsi ono del fron te, ma bc11,l leae,fa divisa ir. nuclei suflìci~nteme nto olla mano Jcl capo rispclli\'O, se1)an1ti da inten·allr lasciali ,·uoti. (9) 111 cui i s ingoli nucle i si consiJera110 come isol,lli.

2J 7

A L REGOL AM ENTO D'ESERC!ZII DELLA FANTERIA

Si può quindi accettare la densità cli due uomini per metro come Ja, mininrn consentita al hatta.gli one pel' combauimenl.o r isolutivo, e come la normale per la compagnia au_Lonoma; anzi per questa si potrebbe f-> rse anche a.1nmettere, come den, itit ancora suffi ciente, quella di 11,5 uomini per metro, e ciò in vista delle poco sensibili ;ariazioni, che trenta o quaranla 1nelri di maggiore estensione frontale producono nelle sue facoll.(t di co ncentrare il l'uocu accelemto e di clil'igere ad unica meta lui.ti li. sforzi. Riepilogando e arrolondando le cifre, si avranno i fronti seguenti per sostenere un combauimento risolutivo col hatLaglione e colla compagnia.

(

IL{:gtament~ fra_n~ese -~~I 18ì5· prescrh•e uo'nnaloga rormazione nei termini seguen ti: tane omp~ gnia s ,, ~u tld"ldo, '" lro scoglton1; una seziono (corrisponde al nosti·o pio') costrtu,sco la catenu, un altra sez10ne forma il rinforzo. Questo due sezioni sono


0

AL REGOLAMENTO D'ESERCI ZII OELLA FANT ERI A

218

A LC UNI.:: NOTE

Tanto nell'un caso, però, come nell'altro, h~ facollà di disporre delle truppe non isLesc in catena è riservala al capi La no (N . 437). Così stando le cose, noi nel periodo dell'avv iamento possiamo ravvisa1'1' come coslante nella compagnia la ripartizione di e:-sa· in due nuclei, l'uno (la catena) col mandato di prima sch iera, l'altro (sostegni, o sostegni e riserva) destinato ad affrontare le ulteri ori fasi clel combattimento. Tenuto conto dello sta Lo di po tenzialità., in cu i deve essere mantenuta la massima pari.e dell a compagn ia nel peri odo dell'avviamento, e tenuto conto del fallo che i limiti dell'estensione fron tale del plotone in catena coincidono con quelli assegnali più sopra al fronte dellR compagnia impegna i.a in comba,tt.imentu risolutivo, :;i.può ammettere che il più convenienle riparto della compagnia nel periodo dell'aniamento sia qltello cli 1/ ~ della forza alla catena, e 3/ .i· in sostegno e riserva . !?issa ta in massima la forza di ttn plotone per la catena, quc~la può risultare composta o di tutto un plotone, oppure cli due squadre appartenenti a clue plotoni di\'ersi (N. ,i21) . ~el .primo caso sì hanno Jc seguenti condizion i: a) nniti1 di coma nclo suIla ca Lena; b) un solo plotone impegnato e Lre nuclei, ciascuno comandato da un ufficiale, disponibili per essere successivamente indirizzai.i dove e come panà megl io. Net secondo caso si ha maggiol'e iolçnsità di comando e di son eglianza sulla catena e qu indi maggiore faci lità di allargarne il fronte coll'a umen tare l'interva llo fra le due sqna.dre che la. compongono; ma si hanno giit sin dal principio elci comhaLLimento due ufiìcia.li subalterni , su qualLro. più esposti ad essere messi fuori di com batliment.o, e due mezzi plotoni già. in certo modo abitualmente nello stesso plotone fil plotone (rancert corrisponde alLa. nostra 1/2 compagnia) e sono comandato d;JI capo plotone, il quale è ri mpiazzato, ~e occorre, nel comando dello propria sezione. Il sostegno è composto dolio duo ultime sezioni sollo il co mando dell'altro capo plo tone. r,a dis tanza -massima da catenn a rinforzo ò di 150 meL,•i, da rinforzo ~ sostegno è di 350 metri. Noi regolamentò austriaco è pure proscritta '3 riserva in terza linea, ma solo per la compagnia isolata. In questo regolamento è molto accentuai.a l'ind ivitiualiUI del plotone disposto in colona e rinrono: la compugnia ne meu o in primo linea uno, due , tre o anche tuLli quoUro, quando è sostenuto da altro truppe. secondo il regolamento tedesco la comp3gnia può trovarsi su tre scaglioni lìnchè ha solo parte di uno dei plolilni sulla catena; quando solla catena vi è già ·tuuo un plotone, allora il rimanente della compagnia fa d~ sostegno.

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irrevocabilmente impegnali nella direzione che li porla a congiuncrersi colla rispettiva squadra già slesa in catena. . Il primo dei due ora indicati modi cli formare la catena è quel!o che scaturisce più spontaneo dalla formaz ione di marcia della compagnia e pare pi.ù conveniente per l'olTensiva, poichè, nel periodo dell'avviamento, il fronte d'azione di ehi allacca. è meno determinalo e chi dirige l'az ione ha idea meno chiara snl modo con cui l'azione dovrà risolversi, e deve quindi possedere in grado maggiore la facoltà cli. cambiare di direzione colla massima pa.rLe della sua. truppa. Il secondo modo troverà più frcquenLi applicazioni nella difensiva, perchè fin dal primo momento dell'occupazione del fronte da di fondersi possono gi it emergere due pu.nl.i fi.ss i di resistenza, di ci ascuno dei quali la difesa riehieda la forza cli un plotone. . La disLaoza Lra la catena e i sostegni è normalmente di 200 metri quando la compagnia. è su due sole linee. Quando la compagnia è su tre li nee (catcn.t1., sosLegni e riserve) la sua. Lo Laie profondità potrà essere fra i 300 e i 350 meLri , di cui I00 o 150 fra ca Lena e sostegni e 200 circa tra sostegni e riserva; (N . 302, -422, kU,). Tali di:;Lanze teudono a raccorciar:;i nei terreni oscuri e diflìcili alle mosse, cli notte o in tempo nebbioso ; tendono invece ad aumentare in terreno, in cui le linee di ostacolo favorevoli al coprimento delle truppe non ancora impegnate si alternino con zone più estese cli tel'!'eno scoperto . Le formazion i da. impiegar~i dai ntu;lei della con)pagnia non impegnate al fuoco, nel periodo dell'avviamento, sono : per aspettare da fermo, la colonna, se si può tenerla al co perto; se il terreno non p~·esenta ripari, la linea spiegala e anche la linea a file aperte. Per marciare: la colonna., la linea cli fianco , secondo che lo esigeranno gli ostacoli e i ripari prese11LaLi dal Lerrèno; in terreno affatto sco. perto e baLLuLo la linea sp iegata è quella formazione che si presta meglio per le piccole frazioni al marciare avanti risoluti e sotto l' influenza dell'energica sorvegtiunza dei capi e dell'esempio di tutti i più valorosi. Periodo della preparazione dell'atto risol1ttivo . - In questo periodo la catena, rinforzala almeno di un altro 1/ 4, della compagnia, dirige un fu oco più intenso contro it fronte del nemico; il resto della compagnia, in formazione più compatta della catena, si mette ~

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221

A l.CUNE NOTE

AL R E GOLAMENTO D'ESERCIZII DELL A FANTER IA

in movimento per raggiungerla e decidere l'azione . Al momento in cui la catena non si Lrova più. che a 200 o 1,50 metri dal nemico, la distanza fra essa e le truppe di sostegno si sarà in inassima già ridotta a '100 o H>O metri. In tale momento più che le condizioni di incolumità delle fr uppe di rincalzo, devesi ottenere che la catena non sia costretta a· rimanere troppo a lungo sola e ch e senta tanto più vivamente. di essere sosr.e,rnla, quanto più essa _vede accrescersi le proprie perdite e avvicinarsi la crisi. Ciò posto, se le truppe di rincalzo si trovano collocate all'infuori del prolungamento dei tiri fatti coiitro Ja catena, e non soLtopost.e al fuoco diretto del nemi.co (il che può a.ne,irsi special mente nella difensiva) potranno ancora rimanere per qualche minuto in aspettazione del momento più op.portunci per impegna.rsi; se invece si trovano nella zona tempestata dai proiettili nemici, esse non potranno far altro che procedere risolu tament~ avanti e determinare la crisi (1). La c1·isi. - Di regola. generale la compagnia in questo mo- . mento supremo del combauimenlo risolutivo si trova Lnlta impegnata e sch ierata in una sola i inea formala di Lntppe in catena e · di trnppe in linea, le quali tnlte unite tenteranno di soverchiare l'avversario o 5nbito coll'assalto, o prima col fuoco accelerato e po i coli' assai to alla baionetta. · Il 'rawnoda.inento . - Dopo la. crisi la compagnia deve potersi rannodare, arnnzanrlc,, di pie'fermo, o in ritirata, senza il bisogno della protezione speciale di una terza schiera; e ciò si,1 per la poca mole della compagnia, sia per l'abitudine a qnei vincoli di solidarietà. che ne tengono più strettamente uniti gli uomini . ·Riassumendo: nel combattimento risc,lutivo la compagnia autonoma tiene in serbo un nudeo di truppe fino fiche il combaLtirrì.ento a fuoco non sia. pervenuto all'efficace portata di fooco accelerato; a questo punto il nllcleo tenuto in serbo entra in azione, unendosi a quello che già trovasi SLli la catena, per risolvere il combattimento ·o col fuo co accelerato, o coll'assalto alla baionetta, o con entrambi questi mezzi. La profondità massima della r.ornpugnia nell'iriiziarsi del combattimento è di circa 350 metri; nello svilu pparsi del combattimento q11.esta profondità I.end.e a diminuire progres-:;ivamente,

finchè, al momento çielht crisi, tuLta la compagnia trovasi su di una -sola. linea. . ~ome si è già ripetuto, il N. 43.H del regolamento d'esercizi p~e- · scnve ch_e la compagnia isolala tenga una parte di sè (un plolon·e ~lm~no) m_ 3" linea quale riserva. Lo stesso regolamento poi, nelI ul_Lnno almea del N.4._34, indica l'impi.ego di tale riserva col prescrivere che essa non debba essere tutt::t impegnata, safoo n ell'atto ultirno risolcu,tivo, oppure per p1·otegget·e la ritirata . ?i ~nesta disposizione regolamentare l'interpretazione da prefefenrs1 sembra la seguente: nel comlmHimento tempore<rni:.mle e in .tuUì i casi, in cui l'az ione debba interrompersi prima di;enire alla crisi risolutiva, alla r iserva spetta naturalmente il còmpito di proteggere le manovre, colle quali il grosso della compagnia si disimpegna dal combauimento; nel combattimento risolutivo ·la riserva della compagnia isolata deve essere governata in modo che, dopo avere mantenuto pet tu~to il tempo necessa rio nella mano del capitano .la facollà di determ inare il momen to e la direzione dell'atto finale de~isivo, essa vi intervenga senza esitnione per impr imere al med~suno tutta la possibile 'energia. L'aver truppe ·in rjserva è conve'.11ente fìnchè non si è acquistala la convinzi one di essere pervenuti a qu~I momen to critico, nel quale le sori.i del combattimento devono decidersi; ma, una volta formata tale convinzione il mialior consiglio pare sia quello di slanciare nell'azione tutta. la forza che p1~ò trovare uLile impiego; poichè sarebbe poco razionale il tenere m riserva, per attenuare il danno dell'insuccesso, quel nucleo di truppa, che, impegnato prima, po trebbe dare la viUoria. In altri termini : l'unica ragione, per cui non si gettano tutte di un tratto le truppe neli'i"lzione, è il non sapere ancora con sufficiente precisione il punto ed il momento, in cu i l'azion e stessa deve decidersi. Saputo ciò, l'unica i<lea direttrice di chi comanda deve esser quella di puntare con tutte le forz:e nella direzione e nel momento opportuno: _D~termin(lre la direz ione dello sforzo supremo è problema meno d1Wcde e meno importante, po ichè, per la. rislrette7.za del fronte d'.:t7.ione della compagnia, uno sforzo vigoroso e fort~~ato su qualunque punto di esso non può non avere influenza deCl~IVa su tuLl:a la sua estensione. lleterminare il momento opportuno -è il vero problema trascendentale, che deve risofrere il comandante

(1) È superlluo il notare che qui s i parla di compagn[a a uton oma.

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ALCUNE NOTE

AL REGOLAMENTO D'ESERCIZII DELLA FANTER I A

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della compagnia, e alla relta soh1zione di queslo problema tichiede quella ispirazione da artista che nessuna regola. puo mfond.ere. · È ben difficile essere Lotalmente sicuri che, durante l'atto Tisolutivo non si venga a produrre un incidenle imprevisto, che ne possa compromettere l'esito. Ciò anzi sarà molto probabile ogni qualvol_ta non si sia indo\rimtto il giusto momento ; ma da tale caso sarebbe m prat.ica ben difficile il pre1rnrnirsi co~ u~a ~arte _della compagn!a tenut~l in riserva. Nella risi.retta cercb1a d ,mone d1 una compagnm ()'li effetti dell'incidente e la risolo.zione dell,t crisi si svolgono con ranta rapidi là, che una trU pptLdi riserva ben difficilmente potrebbe disporsi in maniera dc1 conciliare fra. loro le due condizioni ~l~I tro.~ varsi pronta ad intervenire in tempo utile e del trovarsi m pan tempo abbastann JontamL da tutte quelle cause che pr~clucon? lo stato di orgasmo della massa principale; eppure, senza 11 ~1~ss1mo graclo di crdma, cli coesione, di comcm~abi l·ità, n_on è po:s1bile ad una rìserva il manoveare correttamente rn un periodo cosi fugace e del icato dell'azione . Eppertanto, auche quando non si sia. ìndovirrnlo il momento opportuno per tentare lo sforzo supremo, sembra anco1:a miglior partito l'impegnarvi tutta la compagnia senza lasciare r1~ serva. La fanteria, per quanto trovisi scompigliata, non perde mai in modo assolulo la facoltà di difendersi, poichè CfU(~sta facoltà, più che dalla compattezza clelle sue file, cl.ipencle da ll 'attitudine cli ciascun soldato a lanciare proiettili . Ammesso ciò, la miglior gnarenti()'ia su cui. deve contare la compngnia rii momento della crisi, dev~ssere la. facilità di pron.to nrnnodarnento di ciascnùo dei suoi plotoni prodo tta da un buon sistema cli ecl~cazi~ne_e cli_ aclde_,;Ln:~ mento . Nelle piccole unilà lo slanc,io, l'audacia e 1·ost111a,.,10ne, il p1u delle volte, bastano a rimediare agli errori di opportunità. e di direzione. In conclusione, senza voler essere Lroppo assoluti, si può affermare che, nell a pluralità dei casi, il- sistema dell'essei·e cauti tìnchè il nemico è fuori della portata dal fuoco accelerato, e clell' impeanarsi a fondo con tutta la compagnia una voi ta che 1pm. t.ale portata ;iasi raggiunta, è quello che ha in sè le nmggiori prnbahi lilà di successo. In nessun caso la sconfitta riesce tanto deploreyol~ come

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quando uno si trova battuto senza avere impiegato tutta la forza, di cui poteva disporre (,1).

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..,

Ciò. premesso, esaminiamo ora la disposizione della compagnia in taluno dei casi di combattimento temporeggianLe, che possono più frequentemente presentarsi nella pratica. 1° caso. - Una compagnitt può dover combattere col solo scopo · cli attirare sopra di sè l'attenzione dell'avversario, o di obbligarlo a rallentare le sue mosse e prendere disposizioni di combattimento. In tale intento la compagnia cercherà prima cli tutto cli mostrare al nemico una linea di fuoco estesa e al tempo stesso abbastanza fitta.; questa linea di fuoco sarà portata, o nrnn tennta (secondo che il combaltimento dimostrativo dovrà. a.ver forma ofTensiva o difensiva) su quel limite cli distanza, in wi iI combattirnento a fuoco comincia a clivenl(Lr cri ti co (fra i 300 e i 500 metri) . Dtt questo limite in poi la tmppa combattente dovrà possedere il rnassimo grado di attitudine al manovrare, sia per avanzare se il nemico accennaa relrocedere, sia per ritira1·si gradatamente ed. in buon ordine, qualora il nemico accenni a. volerne venire ad una decisione. La compagnia può soéldisfar~ a cpiesla esigenza col lo stendere in catena tre dei suoi plotoni e tenerne uno in riserva (N . 4ilil del regolamento). Ciascuno dei plotoni in catena J)Otrà presentare una sufficienlemente fìlta. linea di fuoco e un sufficiente grado cli comm1dahilità, disponendosi colle file a due o tre passi e le squadriglie a sei passi d'intervallo; con ciò il fronle cli ciascun plotone non avrà che da 60 e 70 circa metri cli sviluppo; il plotone cli so,a;tegno potrà .tenersi a di~tanza regolamentare dielro la catemi, pronto o a rinfor.: zarla, oa faci liLame la sistemazione ·in una posizione successiva.. L'estensione fro ntale del la compagnia cos~ disposta gi accosterà più o meno al limite massimo sovrn indicato, secondo ehe si lasceranno maggiori o minori inLervalli tra plotone e plotone . .2° caso . - Una compagnia pnò avere il còmpito di guarnire iin fronte difensivo, la cui estensione superi anche i 200 metri, nello sèopo di guadagnarvi tutto il tempo che si p~lò colla sola resistenza

.

.

(l ) li l'egolamento austriaco prescrive in modo categorico che la risel'va della compagnia non devÒ ,in nessun caso r:manerc inopel'Osa al momento in cui l'azione si decide.


AL R8GOL;\ ME NTO D'ESERCIZil DELLA FA NTE!HA

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ALCUNE NOTE

passiva. Essa potrà adempiere al suo mandato non già collo stemperare la sua forza con densi tà uni forme su tutto il fronte aflìclalole, ma col distri l)Uirla in modo, che i punli d'appoggio più favorevoli alla azione clil'ensiva siàno occupati con nuclei più compaui, lasciando vuoti i t1:,1Lti inlermedii. Un fronte cli circa 250 rnelri, p. es. potrebbe essere occupato · così: tre ploLoni sulla linea di resistenza, avendo ciascuno 40 metri cirr,a di fronte da difendere; interyalli tra plotone e plotone di 65 a 70 metri circa; ciascuno di questi plotoni avrebbe un $0Stegno proprio (N. 422 del regolamento) ; il 4° plotone in riserva. Stando in questo ordine di idee si p'tlò anche .Goncepire come praticamente uti le la disposizione di tutti e quattro i plotoni sulla linea di resistenza; suppongasi per e,, : il r,aso di una compagnia di avanguardia che debba tenere lo sbocco di una stretta per faci li tarne il passaggio al r'iinanente del hau.aglione. 8° caso. La compagnia che costituisce un'ala della prima schiera dei battaglione nel com battimento riso I ulivo; in questo caso il fronte della compagnia generalrnenLe non sa6t maggiore di 200 metri circa. In generale la compagnia si sch ier~rà l'ipartita metà in r,Rtena e metà in sostegno; i ploton i della caLena potranno essere: o attigui sul centro o su di una delle ali del fronte assegnato al.Ja compagnia, oppure separati da intervallo da 50 a 60 metri, secondo che i sostegni dovranno nell'ulteriore sviluppo del combattimento essere portati ad una o ad entrambe le estremità, oppure al centro del tratto di linea frontale assegnato alla compagnia.

Il battaglione. - Il battaglione va considerato come un sistema di quallro compagnie cospiranti ad uno stesso scopo. Per- regola generale due di qu_este compagnie sono destinate all' ufficio di prima schiera., le altre due a.quello di seconda sch iera (N . 458 ). Nel periodo dell'avviamento le due compagnie di prima schiera s.i ripartiswno fra loro lo spazio di terreno che deye essere abbrac-

GiatO d.all'intiera catena giusta le indicazioni.·del maggiore, e quindi vi si dispongono una accanto all'altra, riparti Le ciascuna in catena~ sostegno colle norme già indicale, pa.rlando def combattimento della gelln compagnia (regolamento N. 464-) . te due compagn i0eli seconda schiera (nel nostro regolamento prendono il nome cli grosso del battaglione) si dispongono dietro la prima schiera secondo i criteri già svolti precedentemente. E a tale proposi Lo occorrono ancora alcune considerazioni. Stando ai dettati dell'espei-ienza delle ultime guerre combattutesi e concreta.ti nei più recenti regolamenti d'eserèizii, la profond ità del batta$1ione, misurata dnl fronte del!a ca.lena a quello del la seconda schiera, oscilla inlorno ai 4.50 metri, indicati dnl nostro regolamento (N. 4-23 ,HH ), tra un minimo di 320 metri (regola.mento tedesco) e un massimo di 1000 metri (regolamento francese). Ùarnmentisi però che tali profondità non sono tassativamente prescritte da nessuno dei menzionati regolamenti, ma solo indicate come un minimo, una nH~d ia o un massimo, da cui. sarb.lecito·allontanarsipiùorneno, secondo le circostanze. E ciò merita di e~serc discnsso. Attenendos i al minimo, si himno meglio goarentit.i e l'unità di e.ornando e il pronto interven'to della seconda schiera; ma si ha a,nche più prohabi le il troppo precoce confondersi della seconda schiera colla prima. Attenendosi al massimo si è meglio guarent.it.i da un troppo precoce impegnars i de1Ja second,Lschiera nel combattimento; ma si va incontro a quello cli averl:l po i troppo lontana e ta.rchl nel momento qel bisogno . Siccome nel periodo dell'avviarnenlo deve essenzinlmente preqo,minare il pens iero di conservare la seconda schiera inta.lla e intieramenl.e disponibile per quando il combaLtimento sarà più vieino alla sua dcch;ione, cosi pare clrn in questo periodo dell'azione sia p'iù conveniente l'accostarsi al lirnite rnrissimo, che non al minimo ; o,, per. meglio dire, sembl'a.che nel periodo dell 'avviamento sia più c.onven iente l'allargare r,he non il restringere la. profondità cli. 450 metri indicola nel no:;tro regolamento d'esercizi. Una tale deduzione però, ba valore diverso, secon do che si tralla di battaglione che attacca, oppure di bat.tagl ione che sta sulla difensiva. · 1

XII.

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AL RBGOLAMéNTO D'ESERC ! Z ll DELLA FANTERIA

ALCUNE NOTE

Nell'aLtacco, finc:hè là catena può av:anzal'e senza subire perdite troppo sensibili, la sua marcia potrà farsi in modo continuo e senzà ferma.te, e quindi non sarà difficile alle truppe dei sostegni e del grosso il procedere all a loro -rolta avanti , senza che la giusta profondità del bat.Laglione venga adalterarsi . Ma, appenale perdiLesofferte dalla catena raggiungano un certo grado di intensità, e, a misul'a' che questa intensità di perdite si accrescerà col farsi più breve la dista.nza del nemico, cominceranno le esitazioni, la regolarità della marcia avanti sarà turbata, e all'avanzare l'isoluto, ordinato e eonLim10 subentrerà il frequenteallernarsiclisbalzi precipitosi sempre più brevi con fermate sempre più lunghe. Da questo punto.comincia a pronunciarsi la tendenza al ravvicinamento del grosso alla linea cli fuoeo,_ e con essa il pericolo che la seconda schiera venga ~t trovarsi coinvolta nelle perdite ed impegnata nell'azione prima del momento opportuno. Ora, se la facoltà di decidere l'intervento del grosso del battaglione nel combattimento deve essere assolutamente manLenuta nella mano del comandanLe del battaglione, ciò si poLrà solo otLenere con due mezzi, cioè: 11° coll'assegnare alla prima. schiera tutta la forza sufficiente per sostenere l'energia della. catena e portare la l inea di fuoeo fino al limitare della crisi; 2° col tenere il grosso a tutta. quella maggiore distanza consentita dalla. possibilità di slanciarlo nell'azione a.I momento opportuno . . Si supponga, p. es . che la catena abbia potuto sostenere la marcia continua.La. fino a 500 metri· dal nemico, e che solo da_questa ,distanza. essa sia costr·euo. ad intraprendere la marcia a sbalzi. La distanza. che essa dovrà ancora pe,;correre, prima di arrivare a -quell'ultimo appostamento, in cui deve essere raggiunta dal resto del battaglione, sarà ancora almeno di 300 meLri. [Di co: almeno di 300 melri, perchè la zona del prob,tbile confondersi della prima sehiera colla seeonda. è quella compresa tra la distanza di 200 e quella di 1100 meLri dal nemico (regolamento N. 529)]. Si supponga -che questi 300 metri siano dalla catena percorsi in sei sbalzi cl~lla luncrhezza media di 50 metri cadimo; le fermate intermedie saranno o . \ cinque; qua.le può essel'e la durata minima di cia~cuna di ta.li fermate? TenuLo conto del Lempo voluto perehè i soldati dopo cia·scuno ;;balzo riprendano lena, si riordinino, rettifichino gli alzi, facciano qualche colpo, e tenuto conto del tempo voluto perchè i

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capi d' ogni singolo nucleo di cacciatori si orientino sulla meta dello sbalzo successivo, e, trovatala, vincano la ripugnanza dei rispettivi soldati ad abbandonare l'apposLamenl.o occupato per slanciarsi di nuovo avanti, .non pntrà dirsi esagerata l'affermazione che la il.urato. media di c:iascuna delle cinque sovradette fermate non potrà mai essere minore di due minuti . Avremo clunqne che, a p1utire dal momento, in cui la linea di fuo co dell'attaccante parte dall'appostamento a 500 metri da qÙetla del difensore, non. vi vorranno meno di 1 1 minuti prima che essa raggiunga l'apposLamento a. 200 metri dol nemico. Se si suppone che la distanza del grosso dalla catena sia di soli :300 metri circa al momento sovra indicato, esso non si troverebbe ehe a sbli 600 metri dall'ultimo appostamento , vale a dire, ad una distanza che al passo ordinario potrebbe essere percorsa in poco più di 6 minuti; e per conseguenza esso non potrebbe più mantenere una tale distanza senza intraprendere a sua volta una marcia a sbalzi al ternati con fermate, per Ctli, prolungandosi inutilmente il tempo della sua permanenza, nella zona sempre più pericolosa dietro al fronte della ca.Lena, esso verrebbe assoggettato a maggiori perdite e più pt'esto cadrebbe in quello sLato cli orgasmo, nel quale un a truppa non ha pi ù altra all.ernativa che quella di slanciarsi a capo fiuo nel combattimento, oppure di sfasciarsi. Se invece si ·suppone che al primo momento, in c:ui lét caLena è costretta ad arrestarsi , la distanza clel grosso ne sia di circa 700 metri (p. es. 200 metri da catena a sostegni, 500 metri dai sostegni al grosso) questo potrà sempre dct quel momento in poi iniziare le mosse per avvicinarsi alla linea cli fuoco senza sforzare l'andatura e con più ampi,t libertà nella scelt,t di un appostamento inLermedio, da cui attendere il momento opportuno per attraversare'risolutamente la zona pericolosa, raggiungere I.a catena e risolvere la crisi. Queste considerazioni inducono nell'opinione che, nel periodo dell'avviamento; la profondità del battaglione che attacca, debba essere piuttosto maggiore che non minore di quella di 450 metri indicata come normale dal nostro regola.mento ( 1) . 1

1

(1) Sta contro tale opin io ne la considerazione della difOcoltà del com ando; ma l'importanza di tu!e difficoltà può essere attenua ta qualora si teoga co nto di du e altro con- · siderazion i, che sono: 1° Clle nella massima pane dei casi non sarà ùifficile al comandante del battaglione il fissare nell'iniziarsi del1'a ttacco alle due compa1;1nio di 1a. schiera


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ALCUNE NOTE

AL REGOLAMENTO D'ESERCIZU DELLA F ANTERIA

Per il battaglione.sulla difensiva la cosa è diversa. Generalmente fin dal principio del combattimento la catena è già sLabiliLa su quella linea, da cui avrà inizio la cri.si; il grosso del ba.LLa.glione può più facilmente tenersi riparato, e il battaglione deve essere più raccolto e più alta mano del comandante per potere in tempo utile contromanovra.re di front.e ad un avversario, a cui in tu Lto il periodo dell'avviamento si (} ceduta l'iniziati va. Perciò la profondità del battaglione nella diJemiva potrà più faci lmente accoslar"i al limi te mini mo fin dal primo avviarsi del combauimento .

consiste piuttosto nella sua compattezza e nell'opportun'i tà del suo intervento, che non nella sua forza numerica. Si è di animo deliberato che a proposito del battaglione non ho toccato la questione sul merito relativo dello schieramento per linea. e dello schieramento per ala della truppe di prima schiera. In tale · questione e.redo che l'opportunità sia regina assoluta; mi parve però cosa utilissima il riportare qui i quattro tipi di formazione del battaglione, che il colonnello Scherff propone come fonda.mentali ,e rispondenti ai tre modi principali con cui un battaglione di prima linea può impegnarsi in un combattimento decisivo; ci()è: batta- · glione autonomo (distaccato, non isolato); battaglione inquadr:ato che opera su di un'ala; bauaglione inquadrato che opera sul centro.

Per quanto concerne il riparto e la profondità del battaglione nei successivi periodi del combattimento, basta qui rammentare qnan~o si è gia dello parlando in genere dello sviluppo del combattimen to. Occorre solomeLtere in ri lievo che-, nel N. 53·1 del regolamento d'eserciz i, al battaglione isolato che attac<:a viene consigliata la terza. schiera nei termini seguenti: « Nel momento dell'assalto, di massima, « giova che il grosso lasci indietro una r·iserva (mezza compagnia od « una compagnin od anche pili) convenientemente appostata, allo « scopo di occupare la posizione, se l'assalto riesce o per prot.èggere (< la ritirata nel caso contrario J) . Al ballaglione non si aLtagliano così strettamen te tutte le consi.derazioni già svolte a proposito della convenienza o nò di avere nella compagn ia ancora una riserva al momento dell'assalto . Tultavia, nnche tenendo conlo della maggior mole del lrnttaglione, pare si possa affermare che in m.llssima sia più conveniente il limitare a ,J / 2 cornpagnia la forza della sua riserva in quei casi, in cui, potendosi utilmente impiegare Lulla la massa del. battagl ione in uno stesso sforzo, seh1hri anconvopportuno avere riserva (11). Come è già. deuo altrove, l' ef1ìcacia di questa riserva

si

un3 linea torogratìca. la qu ale s ia pres s'a pono aJla ·distanza d i 5. o c;oom dal fronte nemico, e che la caleni, dùbb.., n1ggio ngc rc hensl, ma non oltrepassare serna rice\·erne nuovo ordina o s eg nale; 2° Cho il CO ITlal\tla nte de l ba ttaglione, te nenrlosi cli s u" persona a circ1) 100 o 150m d,i lla line a di sos tegni, non po trà nei terren i scoperti (in cu i ta le maggiore p,·o foncÌiti1 de l battaglione s cml>r~. specia lm~n te opportuna) incontl'a re gra ndo cliffìco ltà ne l tenersi in relazione, sia colla prima s cb icl'a , sia c ol grosso, per mezzo dell'aiuta nlf: m~ggio:·e e d ei trn mhe l~icri. Se poi s i volesse COll$idcrare la ques(ionc in rappol'to agli cffot , i de ll'a ni glieria, s i ~web he be n pH, forte ra gione pel' accostal'Si alla

Tipo A. -

1 compagnia in prima schiera; 2 eompagnie in seconda schiera; 1 compagnia in terza schiera. 1

1

Conviene al battaglione autonomo distaccato come colonna aggirante per attaccare di fianco un~ posizione attaccata di fron~e da altre truppe. Tipo B.

3 compagnie in prima schiera; in seconda schiera.

1 compagnia

1

Conviene specialmente sulla difensiva al battaglione, che sia appoggiato da altre truppe sulle ali . Tipo C. -'- 2 compagnie in prima schiera: una in cacciatori, l'altra in sostegno . (Schieramento per linea); 2 compagn ie in seconda schiera.

Conviene specialmente al battaglione d'ala in previsione di dover agire offensivamente o difensivamente sul fianco . Tipo D. -

.2 compagnie affillncate (schiero.mento per ala); 2 compagnie in seconda schiera.

p)·ofond ith massima in Jicata nel regolarne11 to fra ncese. (I) Il bisogno rii l'isen •a si fo s peci:J loien te sen ti re ne i comb'1llim en li di località, i n cui più diffic ilme nte si desco a pron c:11nen te r iordin,u·e le truppe <lopo J",issa lto, anche Yi tlorioso, e in c ui sono proball ili gli i mprovvisi atli di reazione dell'ayyersar io .

È la formazione .che si è esaminata come la normale indicata dal regolamento. ANNO XXIV, VOL . JV.

16


230

ALCUNE NOTF.

XIII .

Per le unità superiori al battaglione la densilà necessaria per combattere efficacemente si fa sempre maggiore, quanto più. cresce la mole delle unità stesse. , Il tempo occorrenLe al comandante per a[errare Lutti i dati della situazione ed orientarsi sulla direzione e sul momento dello sforzo decisivo cresce naturalmente coll'allargarsi dell'estensione del fronte di azione; e, col crescere della massa combattente, crescono pure le difficoltà nella dira.ma:i:ione degli ordini e- il tempo trascorso Lra il concetto del comandante e la SL.L lì aLLuazione si fa sempre maggiore. Oltre a ciò l'arrestare, il ri ordinare o il volgere a.cl altra direzione le truppe impegnale diventa quasi impossibile, e il comandante, p(w.far fronte ai vari incidenti che sorgono a mutare la situazione di un dato momento, non ha altro mezzo che quello d'impegnare sempre nuove truppe nel combaHimento. Da tutto ciò emerge la necessità di sempre maggiore diwata, e quindi maggiore consistmiza nelle truppe primo ad impegnarsi e di sempre più forte nucleo di truppe tenuLe in serbo nll'immecliata disposizione del,.comandante. V' ha di più. Qunndo l'eslens ìone del fronte, su cui si combatte, . oltrepassa quei limiti, entro i quali è ancorn possib ile il pronto convergere del fuoco efficace cli tutto il fronte davanti l'una. o l'altra. delle proprie ali , allora esso tende a spezzarsi in tRnti tratti autonomi più o meno parall eli e contigui. L'attività di ciascuno di questi Lratli di,.fronte sarà assorbita. dal nemico che loro sta rispettivamente cli fronte, e ben diffici lmente essi potranno in tempo utile prestarsi scambievole ·appoggio, quando si tratterà di puntare con maggior vigore·.su di un parziale obbiettivo, o di resistere al nemico che faccia massa. contro una delle,parti,,del ·fronte. ConverT~t pertanto che ciascµna di q~iesLe parti autonome trovi in sè stessa, vale a dire ·in truppe di suo irnmeéliato soslegno, quella maggior consistenza necessaria per affrontare efficacemente tutte le eventualità chè le

AL REGOLAMENTO D'ESEJlCIZ lf DELLA FANTERIA

231

, si potranno presentare fino al momento della crisi generale. Da. ,queste eventuali tò., ecl è importante il notarlo, non vanno esclusi gli atti risolutivi parziali cli assalto e contrassalto, poichè, quanto più il fronte di combaLlimenlo è esteso, tanto meno è probabile che H combattimento stesso si mnntenga parallelo e ugualmente in tenso dapertutto, e alla sua decisione ultima e generale si giunge sempre dopo avere altrnYersnto nn per-ioclo più o meno lnngo e laborioso, nel qua.le si nvvicenclano e•si intrecciano le crisi parziali e gli episodi favorevo li e sfavorevoli . Quindi è che: mentre per il ba,tlaglione si è vednto bastare all'ufficio di prima scb i~ra le sole due 1'inee di catena e sostegno, per le un iti:t composte di piLt battaglioni un tale ufficio deve essere soslenuto da inti eri battaglioni disposti in calena, sostegni e grosso, e talvolta da. una prima linea di baltaglioni in fo rmnione normale da combntLim.ento sostenuta da una .seconda lvneli di altri battaglioni tenuti in formazione più raccolta, pronti a r inforzare la prima Jineà, dove e quando se ne fa sentire il bisogno. Altri baLtaglioni raccolti sotto la mano del comandante ademp iono po i a.ll'uffìcio di seconcht schiera o di riserva ( 1). E così, mentre la densità del battaglione oseilla, come si .è veduto, tra un massimo di qunttro uomini e un minimo di due uomini per rnetro corrente, la clensiLit del reggimento fj della brigata nel combatlimento risolutivo non può in mass inm essere minore cli qua ttro uomini per mel.rn e può anche crescere fino ad otto uomini. [l r·eqgirnento . - Da quanto precede r isulterebbe che il fronte <l'azione del reggimento nel combattimento risoluti vo oscilla fra l'estensione massima di 600 metri e quellc1 minima di 300. Ma ciò · va inteso, e in sens9 tnt.L'altro che assoluto, per quando si tratta di reggimento, che opera strettamente legalo con a.li.re I.ruppe; trattandosi cli reggimento isolato o autonomo, la cosa è di~er:,;a. Il reggimento isolato deve trovare in sù tLltLi gli elemen ti per av. viare il combaUimento, orientarsi, preparare la crisi, risolverla: e sfruLLa:rne o attenuarne le eonseguenze. Ciò indica che il fronte ni 1

(I) li nome di riserva viene gene,·alm ente da to a quella schiera , la quale non può entrare in azione senza online es1iresso del comanda nte in capo. Questa riserva in molti casi interviene come seconda schiern per risolvere il co mb,,.uirn ento, in altl'i cas i interviene come terza sch iera ad alTermaro il successo o ad attenuare le conseguenze dell'insucc'esso. '


232

ALCUN E NOTE

azi one del reggimento isolalo può assumere una estension e molto maggiore di quella di 600 metri sovra indicala. L'immaginare il reggjmenlo isolato e combattente con uguale in tensità su tutla la. estensione del suo front.e è la negazione dell 'arte, il cui spil'ilo è tuUo riposto nella tendenza. alla concentrazione degli sfo1·zi verso un solo punto giudicalo più imporrante. Perciò il reggimento isolato avrà sempre una fraz ione di sè che combnll.e in fo rma climòslrativa o temporeggiante su cli una prn'Le del propt'io frani.e d'azione, anche nel momento in cu i è imminenl e lo sforzo 'risolutivo su altra parte del fronte stesso. Ciò permette l'occupazione di fronte più esl.eso e una densità media inferiore a quella di qna l.tro uom i!li per metro lineare. Così, per es . il reggimento isolai.o sulla difensiva , e in una posiz ione acconcinmenle prepnrata, può stabilire n11a linea di resistenza passiva abllilstanza solida, destinando a guarnirla clue dei suoi battaglioni, e assegnando a ciascnno di questi un fro nl.e di 4.00 a 500 metri cli estensione; con· ciò il fronte cli difesa clel reggimento diventa di 800, 900, e anche -1000 mel ri , la densiliL media del reggimento o;;cilla fra i <hte e i tre uomini per metro, ma , col!' in tervento del l.er"o battagl ione temit.o in riserva, si potriL nel momento dei.;isivo a.vere u!la clensilil anche superiore a quel la di quatlro uomi ni per metro, in quei 800, o 4,00 metri di fronte, in cui si eserciterà lo sforzo risoluti vo . E così pure un reggimento isolato potrà ancora intrnprondere 'l'nl.Lacco di un fronte nemico cli 800 o 900 metri di estensione, destinando uno dei suoi lmtt.agli on i a tenere n hada il nemico, sn 2JOO o 600 metri del fronte di difesa e portando lo sforzo degli altri due co ntro il rimanente traLlo con densiLà ancbe superiore a quel la, di qua1.1.1·0 uomini pennetro. Senza aclnnqne pretendere di darne una dim ostrazione rigorosa, parmi si pos~a. affermare, che la densità complessiva di tre nomini per metro sia da ritenersi come sufrrciente, e, in massima, la normale per il reggimento isolato che illlpegna combaLtiment:o risolutivo. Con tale densità il reggimento abbraccia un campo d'azione a bhaslanzu esteso senza perdere la facoltà di concentrare :;u notevole parte cli esso uno sforzo abbasl.anza intenso, e senza che iI comandan te perda la facolliL cli i mprimcre l'impulso e l'indirizzo alla maggior pal'l.e della sua forza , un terzo almeno della quale egli può averesotlomano fi no all'u ltimo momento.

Al; f\F.(l LAMENTO O'ESE HCIZII DELLA F'ANTE !HA

233

0

I

(

...

Trattandos i di reggimento fiancheggialo da altre truppe e destina lo a tentare uno sforzo risolutivo su di un tratto del fronte generale di combattirnen to , la sua normale densi til pare debba essere quella risultante da due bai.taglioni in pri111:1 schi era con densili\ normalo, e un ballaglioue in seconda sch iera; il fronte d'azione del reggimento viene cosi ad essere di circa 600 metri e la. sua densità di 4. uolll ini per metro. In casi eccezionali il reggimento potrà assumere densit:t di 6 a 8 uomini per metro col tenere i due battagli oni cli prima schiera in soli 200 metri circa di fronte ciascuno, o meglio ancora. col disporsi su t.re schiere, di un battaglione ciascuna. La bri,qata. - J>er le considerazioni giit esposte la densilit della briga.la tende ad essere cli qu,ilche cosa superiore a quella del ~·og-. gimento . La brigala isolata può e.,;tenclere il suo fronte d'aziono anche fino a ·1600 metri circa; a.Ila brigata inquadrata nellit divisione spetta un fronte di azione che osci,lla fra un minimo di 600 e .un mass imo di 11200 metri circa . Esempi :

a) .t battaglioni in prima schiera; 2 in riserva; fronle da 11000 a 11600 metr i. b) 3 battaglion i in prima schiera; 3 battagli oni in seconda schiera; fronte da 800 a ,1200 metri circa. .e) 2 battagli oni in prima schiera; 2 battaglioni in seconda schiera; 2 battaglioni in terza schiera; fronte da 600 a 800 metri.

XIV. La profondi là clel reggimento e della brigata, nella formazione di comballimento si può tentare di determi narla quale dev'essere nel periodo dell'.avviamento, in quel periodo cioè, che non si protrae al di là del momento, in cui la linea di fuoco è giunta a circa 600


231:

ALCUNE NOTE

metri da quella del nemico. Da questo momento in poi, come si è già accennato più volte, la profondità della massa combattente tende sempre a diminuire e tutte le schiere successive tendono progressivamente a confondersi in una li nea unica di combattenti. I criteri che prenderò a guida. nel fissare i limiti di un siste1irn, cli 3 a 6 battaglioni schierati per il combauimento, sono i seguenti: a)' La sicurezza delle truppe non ancora impegnate; b) L' efficacia dell'a.iione diret~iva del comando nel produrre ttl momen to opportuno l'intervento nell'azione delle truppe tenute in serbo. Per conseguire Ja·sicurezza dell e truppe non ancora. impegna te è · prima di tutto inèiispensahile il non offrire ·parecchi bersagli succe;;sivi in uno stesso spazio peùcoloso per una unica esecuzione del tiFo per parte del nemico. Dal punto di vista della fucil eri a la, questione fu già esaminala studiando i limiti trovati pe'r la profondità del battaglione; e questi limiti gioverà averli qui presenti come quelli della profondità della prima linea net reggimen to e nella brigata. Per fissare la minima clistam:a dei nuclei, che in ordine di profondità succedono al grosso dei battaglion idi prima linea, noi dobbiamo anche tener calcolo degli elletti clel fuoco d'artiglieria, con cui bisogna pure sempre conLare quando si tratta. di combattimento di più battaglioni . Aquesto proposito il colonnello Scherff così si esprime ('I): << L'odierna arti« glieria ha mezzi assai migliori di quelli della l'antcria pet· riscon« trare e correggere i SLlOÌ Liri e va lutare le clisLanze. Se non che, « per la natura dei suoi proieLLili, i suoi Liri sbagliati sono perico« !osi s9lo in ragione dell'errore che essn oommetle nel valutare la « distanza, e l'esperienza insegna che essa tira più spesso firoppo « corto che troppo lnngo. Praticamente truppa che segue in seconda « linea allra truppa fatta segno ai tiri dell'artiglieria, viene ad es« sere coinvolta nelle perdite, al più al più quando le stia di etro a « dislanza minore cli 300 ))assi (2.Hl metri)>>. Da ciò si può inferire che le dislnnze fra i grossi de.i ,ba.Ltaglioni di prima linea e i nnclei dei ba:ttaglio:ni cli seconda, e le distanze fra l'una e l'altra di Lutte te linee successive non devono essern minori di 2 40 metri. Il nost.ro regoramento ~N° 593) indica come distanza mininia quella cli 400 passi (300 metri). Ciò posto, la minimi:L profondità di un reggimento (l) Stttdii per la nuoi,a tattica delta fanteria; traduzione italiana, pag, 65,

AL REGOL AMENTO D'ESERCIZ:Il OP. LLA FANTERIA

235

o di una brigata disposti sti due schiere, e colla prima schiera composta di una sola linea di battaglioni, verrebbe ad essere di 300 · metri in più della profondità della prima schiera, e, facendo questa prima schiera coJla profonélifa normale di 450 metri, la profondità totale verrebbe a risultare di 750 metri . Con ta le profondi Là il reggimento e la brigata si troverebbero con tutta lei fona nella zona clel tiro effica,ce dell'artiglieria nemica fino dal momento in eu: la catena fosse giunta a 11200 metri circa dal fronte nemico. È massima· generalmen te accettala che il tiro veramente efficace dell'artigiieria contro bersagli animati non si estende al di là dei 2000 metri, e ciò a cagione della clifficoltit cli giudicare degli effetti del tiro e ,di reuiricarlo a distanze maggiori. QuesLa considerazione tenderebbe a far :nnnentare la profondità rlel reggimento e della brigala per modo che la seconda linea veng~1 ancora a ~rovarsi a qualcosa più cli 2000 metri dal nemico, anche quando la catena non ne disti piLt che cli 600 metri. . · Così adunque le esigenze della sicurezza delle truppe non appartenenti ai battagl ioni di pri ma· linea tenderebbero a portare la profondità del reggimento e della brigata ad almeno 1500 metri quando la prima schiera è composta cli una sola linea di battaglioni, e a ,1800 metri qunndo si a.bbiano clué linee e una riserva. Vediamo ora se, e fino a che punto, ciò sia conciliabile colle altre e più importanti esigenze élell'efficacic1 del comando. Questa efficacia può dirsi assicurata, ogniqun\vo lta sia dato al comandante di potere impegnare nell'azione Lltlta la sua truppa prima che la prima schiera, si sia, passando per tutte le fasi dell'azione risolutiva, totalmente logorata ed esausLa. Ciò premesso, il caso più favorevole sarebbe quello, in cui gli ordini emanati dctl comandante per far entrare in azione le truppe più clistanli dRl fronte, fossero giit a queste pervenuti al momento in cui .la catemt ini1.ia la marcia a sbalzi dalla distanza di 600 metri ·dal nemico. Dato questo caso, e ammess·o c~1e la. velocitit della catena nel!' avanzare sia quella cli ,J 00 metri per 4' /4:0'' ('I), la prima sch iera proiettata in mm sola. linea di combattenti si troverà in 1

(l) V, pag. 226 .


236

ALCUNE NOTE

piena crisi (a -100 metri dal nemico) dopo ,:irca 22 minuti . In 22 minuti al passo ordinario si percorre la distanza di ,J980 m.; e così, essendo di 1500 metrì la profondità del reggimento o_della brigata al momento in cui il suo fronte dista di 600 metri da quello del nemico, le truppe di ultima schiera verrebbero a trovarsi pressochè in linea con quelle di prima schiera al momento dell'irruzione sul nemico da 100 inetri di distanza. Siccome però si è gia veduto che ufficio dell'ultima schiera non è sempre quello di partecipare immediatamente all'assalto (potendo essere i~vece impiegata a consolidare l'esito o a rimediare all'insuccesso), così si può ammettere che essa verrebbe anwra uti Imente impiegnta, anche quando ù.el momento dell'esecuzione dell'atto risolutivo dalle truppé-, che la precedono, essa se ne trovasse a .2 o 300 passi di distanza, il che concede un margine di 2 o 3 minuti. Si può ctdunque affermare che colla profondi là di ,1500 metri è ancora possibile l'uni.là d'azione di tutta la brigata nel momento decisivo; ma una tale possibilità sarebbe immediatamente compromessa se il movimento delle truppe più distanti dal fronte fosse ritardato di pochi minuti a cagione di ritardo anenuto nel concepire e nel far pervenire gli ordini occorrenti. Ciò basta per far comprendere come, dal punto di vista dell'efficacia del comando e dell'unità di a1.ione , la profondità di 1500 metri debba essere considerata come un maxi1~iuni. Ad attenuare la preoccupazione per le premature perdite cagionate dall'artiglieria nemica, valga la considerazione che questa difficilmente potrà mantenersi in batteria alla stessa altezza della fucileria quando la ca.lena ne sia giunta anche solo ad 800 metri. · Accettando ,1500 metri come massima profondità del reggimento e della brigata fino al chiudersi del periodo dell'avviamento, rimane ora a vedersi in qÙali rapporti di distanza vi si scaglionino le varie schiere. Per ciò determinare si ha già un criterio nel fatto, che la mip.ima distanzn fra due nuclei che si succedono in profondità dev'essere dì 300 metri afiinchè essi non si trovino coinvolti nelle perdite cagionate da uno stesso. tiro d'artiglieria (iJ). 1

(I) Sembra superO uo l'accennare come la disposizione a scacchicro sia un altro mezzo per evilaro ta.le pericolo.

AL REGOLAMENTO D'ESERCIZJI DELLA FANTF::RI A

237

A far aumentare una tale distanza concorrono le considerazioni seguenti: 1° la convenienza di sottrarre le truppe non ancora impegnate dalle cause che immediatamente influiscono su quelle già impegnate e dal pericolo cli essere pt:ecocemente trascinati nell'azione; . 2° la conveniènza di guarenti re loro la massi ma libertit di manovra per portars i a rinforzare il fronte di combattimento, a prolungarlo ed anche, occorrendo, a cambiarne la direzione; 3° la convenienza cli tenerle il più a lungo possibil e celate al nemico. Ma queste considerazioni devono avere un peso diverso secondo che le tmppe, di cui si discorre, sono più o meno strettamente legate con quelle già impegnate nel' combaUimento. Le truppe che appartengono alla prima schiera come seconda l-inea, 'non sono un ente tattico , una schiera distinta, a cui si,t affidato il còrnpito di iniziare O COndurTe a termine una fase spiccata dell'azione, ma SOllO piuttosto un sed>atoio di rinforzi per le tn{ppe di prima, linea, alla .cui sorte sono strettamente legate e che devon,) rincalzare qua e là a seconda del bisogno scn:rn che occorra un ordine apposito del comandante del reggimento o t}eHa brigata, Le truppe invece che costituiscono la seconda schiera, hanno personalità tattica ben distinta e un momento ben spiccato di azione propria; esse devono intervenire con unità d'impulso e di indirizzo nel combattimento, e solo quando il comandante del reggimento, o della brigata lo creda opportuno e ne diti l'ordine. Mandato delle truppe di seconda linea. è quello di tenersi distribuite in vari nuclei dietro tutto il fronte della prima linea. ed in misura di darle rinforzo in qualunque momento dell'azione; m:rndato invece delle truppe di seconda schiera è.quello di trovarsi raccolte in una sola massa, e pronte a manovrare ed agire solo quando al comandante sembrerà giunto il momento decisivo dell'azione. Per ciò la distanza tra le truppe di seconda linea e il grosso dei battaglioni di prima linea tende piutl:osto ad accostarsi a quella minima di 300 melri pi11 sopra indicata. La distanza invece d~lle truppe di seconda schiera dalle più ritirate truppe di prima schiera tende ad essere la massima consentita dalle esigenze dell'unità di azione. Queste e;;igenze impongono che il comandante del reggimento o della brigata possa, senza trovarsi troppo lontano dalle truppe, eh~ devono agire sotto il suo immediato comando, portarsi


238

239·

ALCUNE NOTE

AL REGOLAl'v!ENTO D'ESERCIZI! DELLA FANTERIA

abbastanza vicino al fronte di combattimento , per potere collo . sguardo s_eguirne lo sviIuppo e orientarsi circa alla direzione e ci rea, al momento dello sforzo decisivo . Supponendo il comandante all'altezza del le truppe più ritirate della. prima. schiera, pare &i possa ammettere che le troppe della seconda ·schiera non ne debbano distare più di 5, o 600 metri (lf). Pel' concretare le considerazioni or ora esposte faccio seguire due specchi, il primo dei quali si rifel'isce al caso, in cui la. prima schiera consti di una sola linea di battaglioni, il secondo si riferisce al caso, in cui fa. prirna schiera consti di du~) linee pure di b:tttaglione.

randosi con maggiore profondità quando si va all'attacco, che non quando si rimane sulla difensiva. Affinchè i dati numerici, coi quali ho cercato di dan} forma più concreta ai ragionamenti sin qui esposti, siano accettati nel loro vero senso, credo meglio di tutto riportare un brano dello scritto che mi servì. di guida nello svolgere la. questione: « La natura del terreno, su cui si combatte, l'importanza, l' esten« sione della posizione che s'int.encle occupare, gli accessi, il do« minio, gli appoggi d'ala, lo scopo cui si mira, le forze di cui si « dispone, la soliditit loro rispetto a quella 9-ell'avversario sono al« trettaùte condizioni, le quali possono in varia misuni influire sulla. « maggiore o minore densità e profonditii, secondo clii suolsi di« sporre una truppa in ordine cli baLtaglia. Noi non ci-proponiamo « pertantò di stabilire una regola. appl ieabile -in tutte le evenienze, « ciò che sarebbe a.fl'a.Lto impossibile, ma. solo cli suggerire alcuni « limiti razionali, entro i quali ragione ccl esperienza JH' pare cleb« bano consigliare siano compresi i rapporti fra. l'estensione, la den<< sità e profondità degli ordini di combattimento >>.

,1° P1·ofonditi1 dell,1 13 schiera

Metri 450 )) 500 )) 600 700

>)

La prima schiera sii di ima sola linea. Profonçlità totalc1.

Dist~nza dil llil seconda.

cl.a da da da

300 a 500 metri

id . id. id.

icl. id. id.

da da da da

750 a 930 metri 800 a 11000 900 a 111100 1000 a 1200

1

)) ))

))

1

2° La prima schiern sii diw l·inee. Profondità Distauza d~lla 2a. linea Distanza della 2" schiera del la la Ji neil. dalla 1• dalla 2a. line,1.

Metri

.mo

l't'Ofondi!à totale tota lo.

da 300 a 400 da 300 a 500'" da. 10'50 a 1:350"' >> 500 da, id. a id. da id . id. da ,t mo a H,Oom >> 600 da id. a id . da id. id. da ;t 200 a, 1f'H)O"' >> 700 da id. a id. da id. id. da 11300 a ;Itwom Su quanto concerne le formazioni da tenersi dalle truppe di seconda linea e é!R quelle di seconda schiera è supedluo spendere al tre parole dopo quanto si è giit de!Lo precedentemente. · La distinzione già fatta, a proposito della profondità del battaglione, Lra combattimento offensivo e combattimento difensivo è uguahnentc opportuna. circa. al· reggimento e circa alla brigala,, per le quali è ugualmente razionale l'avviare il combauimento, schie10

1

1

1

(1)

FEUCE S 1SMONDO

ilfaggiore di stato maggiore.

Due minu ti cil'ca di galoppo. Il colonnello Scherff indica la distanza cli 4QO mct.r.


GLI UTENS ILI PER TRINCEE DI BATTAGLIA

GLI UTENSILI rER TRIN~EE DI· ~HTAGLIA

I.

La grande efficacia delle arm i da fnoco attuali rende più manifestamente vera l'antica sentenza, che·dice: ogni f'antacci:no sia t'1n 1>ioniere; imperoechè il bisogno di coprirsi contro il grandinar dei proieUili, in ispecie delle armi di piccolo calibro, è ora più che mai senLilo nella.difesa e nella offesa. Dico anche nell'oflèsa ; quantunque sia molto incerto l' impiego delle trincee di battaglia sotto il fuoco del nemico, e maggiormente si dimostri tale durante lo svolgersi ardeiite d'un comhau.imento risolutivo . Nullameno, ogni azione tattica passando per diversi stadi di rilasci e di pose più o meno lunghe, un semplice profilo da coricati, costruito in quei rilasci ed in quelle pose, può giovare grandemente all'uso offensivo del fooco ed essere buon punto di partenza per la crisi definitiva . .Ma il problema del!' impiego in guerra delle Lrincee di battaglia si lega intimamente a quello del trasporto dei relativi utensili·; e quasi tutti gli eserciti europei hanno studiato con cura e risolto in modo diverso questo secondo quesito. · L' importanza rilevantissima della fortificazione improvvisata. neTJa · guerra moderna è ammessa da tutti ; chè la istoria contemporanea l'afTerma con moltissimi esempi. Durante la guerra di secessione in America, i soldati divennero presto maestri nell'arte di· coprirsi sulle posizioni occupate, con terra scavata spesse volte usando pezzi di • lamiera ti·atti da gamelle rotte. Se i Francesi nella campao-na del iJ 870 non ritrassero dalla fortificazione improvvisata tutto il possibile vanl'}

21;1

taggio, lo dovettero alla fattane applicazione tattica generalmente erronea. Il capitano del genio russo, incaricato di rinforzare con la-· vori di terra la linea del Lom nell'ultima loua tra il suo paese e la ' Turòia, ha rimpianto amaramenLe la mancanza di atlre7.zi da zappatori in particolar modo portatili e la deficiente istruzione de' fantaccini russi nell'eseguire lavori di terra. Plewna diede un primo indizio delle conseguel17.e strategiche, i:he trar si possono da un ben inteso 1,1so della fo rtificazione improvvisata; e molti punl:i interrogativi sorgono da loro stessi, qLLando si combini l'idea delle trincee di battaglia e del fuoco accelerato, tanto alle brevi quanto alle grandi distanze. È vero che la fortificazione improvvisata può esser mal intesa nel campo tattico e togliere all'a7.ionedella fanteria il carattere offensivo e controffensivo, il qua.le costitni.sce tutlavia il me7.zo migliore per vincei·e; è vero clie tale errore sarebbe, più che ad altri, dannoso ad eserciti di popoli rnerjclionaLi, dei quali l' ind~le aggressiva forma la più potente qualità. guerriera ; ma è pure verissimo esser quella fortificazione, quando hen compresa ed applicata, un au:,iliare indispensabile in date c.ircostanze ed anche utilissimo nel combattimento. moderno . Siffatte cit·costanze locali per verità. non si riscontrano sovente nel nostro paese, ove le accidentali Là naturali od arti fi eia!i del suolo forrnan o da loro stesse faci le copertura ; ma, oltrechè anche nella guerra sul. territorio itnliano può verificarsi, quando che sia, la necessità delle trincee di battaglia, stà e1.iandio che ogni eser<:ito ben 1)l'eparalo deve avere tutti i me7,z1 necessari per guerreggiare nelle migliori condiz ioni possibili. L'applica1.ione della forLificazione improvvisata, ed in particolarn delle trincee di battaglia, richiede largo numero di aLLrezzi; e siccome Ltltlo ciò d1e deve essere impiegato all'improvviso nell~. prima linea dell'esercito operante, è necessario averlo alltl mano sul luogo, così degli utensili predetti è d'uopo possederne sufficiente quantità presso le truppe. Il trasportarli con appositi carri , per quanto Jeggieri questi sieno, non vincerà. lutLe le difficoltà di porli in qualsiasi contingenza a clisposi1.ione del soldato. Ciò sarà più vero che mai in un teneno molt.o frastagliato come il nostro; oltre che per noi l'aumento, si~1, pur di non molti carri. e di poche bestie da tiro e da soma, è grossa foccenda sollo l'aspetto logistico e del fabisogno dei, quadrupedi .


242

GLI UTENSILI

I ,Prnssiani, gli Austriaci , ultimamente. gli stessi Russi, fornirono la fanteria cli .attrezzi portatili dagli uomini, tenendo per dippiù al ~eguito nn certo nu~ero cl' isLrumenti adatti a lavori di maigiore momento per sviluppo e difTicollà di suolo. fo 17rancia, ove Gnora si è portalo al seguito un numero di attrezzi, o!Lre quelli de' zappatori cli reggimento e dì compagnia, su due cani e gli altri forniti tanto dalla sezione del genio divisionale, quanto dal parco di sezione,, si è studiato una pala portatile per le ti,incee di battaglia; ,ed anzi sembra che, sotto questo pllnto di. vista, prossime clelermi. nazioni ministeriali abbiano sta bi lito alcL1ne varian ti. L'Inghilterra si ocCLlpa di siff:ttto argomento e lét Turchia nell'ultima guerra faceva trasportare presso le truppe, su bestie çla ·soma, istrnmenti per la fortiucazione improvvisala. Nel nostro esercito, che io sappia, tutto si riduce al numero, di certo insufficiente, degli attrezzi portatili dei zappato1·i di fanteria, non c~dcolando q1ielli di cavalleria, ed agl i ist.rnmenti dei panhi del ,gen io; su i quali non si può far costante assegnamento per ovvie ragioni logistiche. }:Ii pare che un'esposizione del come stieno le cose in proposito all'estero e presso noi gioverà a far meglio risaltare i termini del confronto e la necessit1t di qualche provvedimento. Per tanto io non debbo che riunire un complesso di notizie sparse in diverse pubblicazioni militari, ma giusto per tale motivo forse non da tutti conosci11te ori·cordate.

II .

In Austria ogni uomo di seconch riga ed armato di fucile porta in una custodia. di cuoio , pesante da .250 a 300 grammi, ecl appesa al fianco sinistro col manico in giù la vanga di fanteria Linnemann; la quale ha la sega. cht una parte, un taglio affilato dall 'altra; pesa dai 700 agli 800 grammi ed è lunga 50 centimetri, compreso il manico di frassino ; sicchè tale istrumento aggillnge circa un chilogramma al carico del soldato austriaco, ascendente, tolte le armi e

PER TRINCEE DI BA T TAGLIA

1

243

le munizioni, a chilogrammi rn ('I). Si teme da non pochi che tale vanghetta manchi di pratica utilità, perchèdev'essere adoperata in ginocchio, costringe quindi a· frequenti ricambi ed in terreno duro ditìicilwenle può scavare anche sotto la pres:;ione del piede di chi la usa: gli Austriaci invece pretendono di servirsene vantaggiosamente pure sotto il fuoco nemico. Di più ogni compagnia di .fanteria. e cli c:acciatori, avendo 4_. pionieri, possiede gli utensili per 2 falegnami (seghe, mannaresi . scuri) e per t.\. zappatori (gravine, badili, ecc.). lnlìne ciascuna compagnia divisionale del genio trasporta gli . utensili per 4,i>O lavoratori oltre quelli portati dagli uomini ed eventualmente può essere destinata al corpo d'armata, una colonna di attrezzi del parco del genio di armata. In complesso un corpo d'armata. austriaco di forma1.ione normale può calcolare ad ogni momento su circa Hi,000 vanghe, quasi 32,000 essendo gli armati cli focile, sussidiate da 672 attrezzi da wppatori di fo,nleria. , In Prussia ogni baLLagli one di fanteria e di cacciatori tiene presso di sè 200 piccoli badili , 20 acr:eLte, 20 picconi-accette . I l piccolo badile (modello '1874) è portato da,l soldato in una borsa di pell e situata sul fianco sinistro ed in modo che il man ico del badile sporga verso la spnlla destra tra il cappotto e lo zaino. Il piccone-accetta serve ad aprire feritoie ed a preparare la,;oro per il piccolo badi le su terreno molto sodo. Il carico d'un fantaccino prnssiano, senza armi e munizioni, ascei1dendo a ch ilogrammi '.il0,(3, con un istrnmento da zappatore sale a chilogrammi 22,4. Anche il piccolo badile dei Prussiani, slante la sua poca lunghezza., deve adoperarsi in ginocchio; ma. la cooperazione del piccone-accetta elimina la probabilità della sua insuflìcienzri nel caso cli suolo molto tenace. Sui carri-cartucce da ballaglione, su quelli d'arnbulanza e da. bagaglio di compagnia, i Prussiani trasportano pure hadili grandi, gravine, accette e zappe ; sicchè, senza contare gli utensili delle compagnie pionieri e degli equipaggi da ponte, che tengono seco l~ro 11200 grossi badili, 300 zappe o gravine, 1180 scuri, nel corpo d'hrmata. prussiano in formazione normale di guerra stanno sempre (1) Il carico del fantaccino austriaco arl'iva a chilogram mi 25,5, compreso armamento e corredo, a chilogrammi 2G coll a carne in ccnserva, a ch ilogrammi 28 con viveri pe1· due giorni.

...


24'~

GLI UTENSJL I

disponibi li 5000 piccoli badili , 1682 picconi-ricceLLe e sui carri al se()'uito iromecliato, come attrez7.i di riserva per lavori di maggiore en~ità, ~ 354 grossi badili, 4,50 7.appe o gravine , 300 scuri senza contare Dr,[i atLre7.zi cl.ella cavalleria, clelle batl.erie, dei pionieri e . . derrh equipa()'O'i da· ponte divisionali. Nell'esercito pmssiano non O (')V , • esistono gli zappatori reggimenln li. In caso di bisogno si fanno lavorare gli uomini d'ogni compagnia, i qnali couo~con_o u_n ~e~tiere affine. Però colà si dà grande importan7.a alle eserc1taziorn d1 trincea .e nel periodo annuale d'istruzione somme particolari so no stabilite per ammaestrare i fantaccini intorno a taluni lavori dei pionieri in campagna. . In Russia, con parere favorevolissimo del generale Todleb~n. venne adottata la pala Linnemann e~ una specie di picconeaccetta nella proporzione di 80 pale e 20 picconi da portai:si i~ _ogni ~ompagnia, oltre agli utensili di risena tenuti al segmto sm carrmrnnizione di fa.nt.eria nel rapporto di ·1O pa.le, 24 accette, 3 vanghe, 3 picconi ed un succhiello per compagnia. Si noti che il _ carico del fantaccino rnsso , comprese le cartucce e ceri.o anco le armi, ascende a chilogrammi 28,500. .Tn Francia, secondo quanto si legge nell' A.venir m,ilitaire del 2"1 settembre scorso, per decisione ministeriale verrebbe soppressa una vettura d'attrezzi per ogni reggimento di fanteria , so· tituenclola co n un a bestia da. soma per trasportare nten~ili da zappatore J)resso ciascuna compagnia. Quincli pare che ogni reggimento di fanteria disporrebbe in campagna d'attrezzi portatili cl i cornp_ai::nia, d'at~ treizi portatili clù'zappatori dello stato maggiore rcgg1ment,de, d1 attrezzi portati da bestie da soma, d'attrezzi della vettura reggimentale, che manchel'ebbe ne' battaglioni cacciatori. · Senza calcolare gli utensili delle compagnie e de' parchi del genio, in ogni compagnia si av rebbero per le istruzi oni ,i picconi, 5 accelle, 4 sega articolata , per lavori di terra 8 gravine e 32 pale o vanghe, in totale 4,8 utensili trasportati, meno 8, con bestia da soma. (}li zappatori reggimentali continuerebbel'o ad avere 113 utensili . La vet tura reggimentale sarebbe caricata con 20 accette, 25 gravine, fjO pn le, 25 roncole, 4 seghe, 3 pali di l'erro, 40 maniche di ricambio ecl una cassa per altrezzi d'arte. In complesso, stando al1' Avenir ·militai.re un reggimento francese avrebbe con sè, tolti gli

245

PER Tfi!NCE E DI BATTAGLI A

attrezzi d'arte, 650 pale, 265 gravine, 5fi. picconi, 62 accette, ,J 7 seghe, 20 roncole e tre pali di ferro. Stando a ciò i Francesi avrebbero rinunzial:o all' idea d'adottare u11a pala-vanga (monello 111ocli11cato Liun emann) ed nn piccone, l'una e l'altro portabili dal soldnLo in una custodia di pelle che a.veano preso ad esperimentare. La pala, che aveva Ja sega da una parte cd il taglio dall'altrn, pesava un chilogramma ; era lunga i,2 centimetri , compreso il manico di legno e quindi doveva essere usala essa pure in ginocc-hi o. Ii piccone era lungo 4.5 centimetri, incluso il manico, e pesava un chilogramma e mezzo . Il carico del fantaccino francese ascende a chilogrammi 25,703, r,on armi, munizioni e due rnioni viveri. Di riscontro a tutti i meni adoperabili per la fortificazione improvvisata presso i priucipali eserciti d'Europa, che cosa troviamo nell'esercito nostro ? A clisposi7.ione immediata. dell e truppe per iscavare I.erre e fare altri lavori, si hanno if2 o il6 pale, Hl o 16 picozze, 24 o 32 mannare:;i, 6 od 8 assortimenti di succhi, 6 od 8 segacci, 36 o 4,2 gravine, secondo che si l.mUa di reggimenti di fanteria o di bersaglieri. Nei parchi di compagnia dei zappatori del genio si trasportano, ~alvo errore, 1102 badili, 62 gravine ; nei parchi di corpo d'armata. 82.4 badili, 40'2 gravine e fi nalmente in quelli d'armata 11645 badili , 8011 gravine: ~la la sola. enunciazio·ne del mezzo cli Lrasporto basta, per chi s'in tenda appena cli'movimenti logistici, a rilevare il grado di disponibilità dei prenumerati tltensili in ca.so d'improvviso bisogno . Inoltre, facendo il ra,pporto degli utensili cla sctwa.re terra coi fantaccini del nostro corpo d'armala monil i di fu cile, la proporzione risulterà mc1.ggiorm.ente a nostro svanta.ggio . In fo lti,. ponendo anche in calcolo gli attrezzi portali dal parco di corpo d'armala, i quali difficilmente si avranno sotto mano, per r. irca 20 mila combattenti di fantcl'ia troviamo 11'I 30 badili , 8!SG gravine . Aggi nnti an che a quesle cifre gli attrezzi del parco del genio di armata , !-ull' uso opportuno dei quali si può fare pitt che ma.i rarissimo conto, permane l'insuffi cienza dei nostri mC7.7.i ad una larga. appli cazione delle trin cee di ballnglia di fronte a quelli sempre disponibili nel corpo d'armata prussiano od austriaco. Per far l'isaltare maggiol'menl.e i Lerm!ni del paragone, intorno al quale mi sono già in lrattenuto a. lungo, credo bene cli termi_ nal'e con u11a tabella , pre~a dal ]folletin de la 1·éwnion cles o//icie1·s e A!'INO XXIV , VOL. J V.

17

, ,


Gl,I UTENSIU PEJ;l T RINCEE DI BATTAGUA 246 da me completala, per dimostrare sinotticamente gli utensili da lavori di terra, che tiene presso cli sè o al seguito una compagnia in diversi eserciti stranieri e nel nostro:

Designazione·

Osservazion i

do g li attrezzi

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Nell'eserc ito danes e c i.1scuna munaa di un t1ttr~z;1,o porta:.ih~ , del quale. g li th>lll in i si , » l sen•ooo al te r,wuvamcu te per turuo • • 3 Negli Sta ti Un iti d'America gli a ttrczzi portatili son o r11,str i,

.,, » 1 fila è

I

IHllli p~r rnrno a due COfupaguto 'i o ogm b;, tt;) gliouc . Ncll' es~rci to turco , duran te l'ultima gue1Ta, ogni compagnia >> ~ 2 era segu ita da un mu l.o con »

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b,1s~o per il trasro1to d, 25 u· le11s ili da wppa tore. · I.a ll ussia ha ultimamf, nte adottata i11 princ ipio là _y1111ga s > • 5 » pc,nati le . L' Olanda ha tiu.o la s tessa cos,1, e l' l11gl11lrcr1·a na ha orJ i11atc qunltrocemo per 50 > 10 » , Carne l' esperi1:1enl0.

Picconi o gravine . Il ,. ,

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Pale rotonde

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20

GALLETTA FORAGGIO

.

Dopo ciò sembra evidente l'utilità di studiare questo interessante problema clegl i· attrezzi portati Ii per la. fortificazione improvvisata anche presso noi, se pure non è meglio asserire c·he urge la necessità di provvedere ad uno dei niezzi non ultimi della guerra moderna.. R. ·Tnorr.1

llfaggiore di fante.ria.

Di questo genere alimentàre equi no fu rono già parecchi i campioni presentati ed. esperimentati; ma purtroppo pare che ni1mo di essi abbia sinora potuto soddisfare all'.intento. Ed è per ciò che l'infrascri tto maggiore veterinario, nel timore che possa. essere abbandonata l'idea d'un sì importante trovato , si decise egli purè nell'ora scors;J. primavera apresentarne'al Ministero ~m saggio fatto eseguire da lui stesso colle norme dei principii più razionali d' igiene e cl' ippotecnia.. Tale saggio o campione è composto di: Farina d'avena stacciata 30 °lo ('I) » di fava 25 » » d'orzo 25 >) l) di segala. 15 )) » di lino. 5 )) Totale

-100

( l) Venne staccia ta solo questa d elh! dette rari no, a ve ndo l'a,•en~ un eccedente involucro o glum a, che av,·ehhc dato una troppo grande quan:ità di legnoso . ed uno spro• oorzionato volume olla gullctta medesima.


LA GALLETT A FOR A GGIO

248

LA GALLETT A_ FORAGG IO

Eo-li accompaanavfL il suo campione con un Memoriale, in cui, dopo d'aver dato ragione della presenza d'ognnno dei dell.i ingredi enti, specializzandone l'azione e l'effetto, viene poi a dich iarare: ,1° Che, a differenza <legli altri, non credette bene d'irHrodurvi il cloruro di sodio o sal comune, perchè, essendo mollo igroscopico e risentendosi ad ogni cambiamento atmosferico, si sai-ebbe op'posto invece di cooperare al maggiore essiccamento, che è la principal condizione della i-nalte·rabilità di questa derrata. E citava àppunto l'esempio del biscol.to di truppa , che non contiene sale e pur si conserva sempre egregiamente secco; 2° Che ogni fo rmella deve pesare 500 grammi per agevolarne la distribuzione e ripartizione·nel quantitativo che verrà prescritto per ogni razione di. galletta; 3° Che sarebbe oppo rtuno distinguerne due razioni, una cioè orclitnaria, cli produzione o cli snssisten.za (ch il og . 4-,,jOO), corrispondente aHa ra" ione attuale di fieno ed avena; ed una straordi·narici cli mcmten·,:nienio o di su,f/icienza (ch il og: 3 ed nnche meno secondo le circostanze impost.e dnlfa gtierra) ; 4° Che la razione orcìinaria. non costa_più di L. 1, 'Io; e può sen;ire per espedmenLi. a lunga durata, coll'intento di rilevare la diITerenza cl i nutriz ione e condizione fisica fra i cavrllli alimenUHi a razione ordinaria di galletta e quelli a razione ordinnria 4i fieno ed a.vena. ta razione straordina,·ia ·invece deve so lo senii·e allo accertamento sperimehtflle del tempo che può durare il cavallo in servizio con una menoma quanti tà di quesl.'fllime,nlazione, fll lo scopo della sua più sicura applicazione in carnpag(1a quando un corpo o reparto di ca val Ieri a si trovasse nell' impossil}ilifit di ricevere gli orclinari foragg i; 5° Che la difficoltà di av'er huone gnllelle sl,t non tant.o nei suoi componenti, che dal più meno sono tutti far inacei comuni conosciuti, quanto nel modo di panifìcai ione e d'essiccamento, da cui dipende essenzialmente la più lunga conservitz ione e la rnnggiore aggrndibili tit del biscotto per par~e del cavallo. ' Dichiara poi il proponente che non aspi ra. nè a far concorrenza altrui, nè a personale interesse di sorta, ma solo ad in iziare nei panifici militari questa nuova industria panaria, per far · a meno dell 'opera, purtroppo quasi sempre vena.le, di gente estranea. all 'e~

1

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al

sercito: conciossiachè poss~i egregiamente ouene!'si quest'altro servizio di guerra co i materiali ste?si e col personale del su llodato ramo d'amm(nisl!'azione militare già addeuo alla confezione del biscotto pel soldato . Al quale scopo potrebbero servire i medesimi utensili o strumenti, come il cilindro per tirare i fogli, ecl il tagliapasta per la formazio ne delle gallette, colla so la anertenw di tener questo più largo di stampp per da re alle medesime il peso e la forma più conven ienLi al servizio ca valli . Fa quindi osservare l'autore che non dovrebbesi Lener gran conto se i sagg i da lu i presenl.ati po tessero la:Sciare alcunc,hè a desiderare, essendo stati mani polati da un forna io qualunqr1e che mai non ne fece, nè vide a farne (,1) . Al che si ovvierebbe appunto co ll'affidarne l' incarico ai predetti panifici rlelle sussisteme miliLari. Rammenta in fine ,corn'egli sia stato il primo che dti oltralpe segnalò alt' Hai ia. i minuti particolari cl i questo nuovo trovato militare, e l'n,;o che ne rece la l1 russia nella campagna del ,J 870-7,f, quello che slava allora facendone la Russia contro la. Turchia (Italia mil1:tcwe 1878, N. 19) . .Per ·cui nutre ora fiducia che il superi or dicastero voglia, nell.'interesse d,ell'arrni a c:wal lo come della strategia mil itare, prendere in considerazione la sua proposta perchè la galletta foraggio possa al più prnsto diventare un fatto compiuto . In appoggiò di quanto sopra ed a rimuovere ogn i dubb iosullaùwlterabilitrì. e sulla 11,iitl'i'.tività della descriLta gallel.ta, conviene ora osservare che quanto alla ,1a di elette condizioni non è difficile comprendere che, affidandone la confezione a chi è del mestiere, cioè ai panifici m-ilitnri, non si avrebbe più verun molivo a duLitamP-, · avendone già una prova di gua rentigia nell'odierno biscotto di truppa, chf:l nulla, lascia a desiderare sotto il riguardo della maggior , possibile nutritivilà. Si dirà che que:;to è d'una so la materia più purn ed omogenea, che è la farina cli grano; mentre la ga lletta in discflrso si compone di diversi farinace i in maggioranza 11011 stacciati. Ma ciò non monta; anzi pare che una tal circostanza mili~i piuttosto in frrvore della stessa galleua, poiché la materia legnosa e 1

(l) Ta ii campioni furono sempre accompagnat.i dalle piogg ie fenom enali dell'ora scorsa

prim,1vera.


250

cellulosa che vi si tr()va commista deve per sè medesima favorirel'essiccamento mollo più che la farina stacciata, dando qttella un impasto più porroso, e questa una massa più cornpa.tla, e qu indi di più difficile asciugamento . . li fauo delle conserve forcigg i, che non sono più uù mito nell'odierna economia agraria, è una prova abbastanza luminosa di quanto sopra. E poi abbiamo dalla parte nostra, l'esperienza dell e a!Lre potenze, che ci precedell:ero nella proficua auuazione della galletta fo mggio ; cd è per lo meno sr:oraggian te il volersi chiudere nella cieca persuasione.che noi non abb iamo ad esser buoni per questo riguardo a far quanto fecero gli altri, dal momento che si conosce perfeuamente il da farsi e che d'altrnnde l'ope1.;a non presenta veruna difficoltà nè per scienza, nè per dispendio. Si facc ia dunque almeno i;na prova, ma non alla stregua di privati speculatori, sibbene a mez:w dei nostri panifici mi litari, di questi competenti istituti, che il goYerno mantiene a sua disposiz ione. Quanto poi alla seconda delle allega.le concfoi òni cioè quc1nto al valore nutritivo della gal lei.la Bertacchi, basi.a considerare che una razione concentrata di farina d'avena stacciata, di fa va, cl' orzo, di segala e di !inseme ò certamente assai più nutri tiva che unasemp li<:e razione di fieno e d'avena dati in natura I « I grani e i sem i, dice il Gohren, sono assai nffini; es;;i producono una carne mo llo soda, e con pieno diritlo se ne può conchin dere che quanto più un prodotto vegetale è attualmente organizzato tanto più racch i[tde latente una maggior-energia vitale. I corpi proteici rappresentano ognora una più co::-picu.a somma d'ièlrati di carbonio. I semi sono incontestab ilmente un piccolo arsena le di. forza riparatri.ce, da cui deve svolgersi, nel più breve tem1~0, un ntJovo organismo: essi sono eminentemente di.namoge1ii ·>). • Ciò che è dello dei sem i s'in tende naturalmente delle loro fa rine che entrano nella composizione della-nostra gall ettil. A: parte dunque la quantità di questa e dei suoi componenti, che si può a.ccrescere e dimi nuire secondo il bisogno, non si saprebbe veramen lc quali migliori elementi si potessero far entrare nell a nutrizione equina, a meJ10 che si volesse dare al cavall o il biscotto di puro grano, che serve ora per uso del soldato; ciò che non entrerebbe di certo nelle

251

LA GALLETTA FORAGGIO

LA GALLETTA FORAGGIO

convenienze del Ministero, e nemmeno nelle viste del prudente igie. nista veterinario, come si vedrà più oltre. Non è solo, da i-ei·i èhe l'autore si occupa di quest'argomento; ed egli è ormai in grado di assicurare che i suoi saggi, se non sono superiori; non sono ceno ,ti dissolto di quanti ne furono fabbricati in Prussia, in Rnssia, in fu strirt e più di tutto in Italia, dei quali conosce abbast(l nza la storia e i risultati. · ~. senza diffondermi in troppo particolareggi,tte dimostrazioni sul valor niit:rivo dei singoli ingredienti del campione che h1i occ.upa, confrontati :;on quelli d'ogni alLro fi nora conosciuto, mi limiterò qui a dare un'idea dei principi i proteici (quaternari, eucrasici , albuminoidi, plastici, assimilab ili, nutritivi) che trova l'anali5i chimica nelle farine della galletta in questione, paragonati con quelli del fruménto stesso (triticnm hibernwn), che è il mi gliore dei cereali. Secondo il Ki.ihn (traduzione de Roblin) noi avressimo di detti principii: nella fava nel )inseme . nell'avena st,icciata nella segala. nell'orzo Totale

,il 23,10 °/o » 23, 80 >> 20,00 ('I) » 111!,00 ))

10,50

1

89,9.0

: 5

=

17,94 °lo

nel frumento 13,20 in meno per quesrn di sostanze proteiche . · 4., 7 i

O / 0

Ciò con·isponderebbe pre;,.sappoc;) allil proporzione d'azoto puro contenuto in 1100 pa1;ti di galletta ed altrettante di pane di munizione, aYendone la prim,t 3,50 ·in media ed il secondo 2,,t\) (2), quindi la gall eLta ,J ,8 1 °/o più del pane stesso . Cosa si dovrebbe 1

· (1) L'avena in natura, secon (b il ci w to autore , da rebbe il 12 °;0 • ma' st,1cciàtu a.nche ,all'ir.grosso, come ò nel caso nost ro, sale al 2ff, avendo ù'involucro e nrnteria legnosa 11 40 °; . comfl ria r rovo r, uc ai mulini americani del cnv . T,ll'<l iti di Bra, il 31 log lio p. p. 0 (9) Ved i il Poggiale citato dal capitano m edico l'. Ros.;i nel suo bel· libro - Conferenze d'igiene - pag. 87.


252

LA GALLETTA FORAGGIO

LA GALLE~TA FORAGGIO

poi dire se confrontassimo il nostro biscotto cavallino col pane militare della Russia e della· Germania settentrionale, che si compone di tutta segala bruttR, la quale non ha che il 112 °/ 0 di materia prnteica e l'il, 75 di azoto puro? (rJ) Le analisi di Gohren, Moser, Grouven, Wolff ed altri danno a un dipresso i medesimi risultati del lùihn. St1tndo però al Selmi, professore cli chimica e d'economia rnrale (2), e ~empre in rapporto all'a1.0Lo d1e é la base principale degli elemenLi plastici per eccellem.a, detto principio si r idurrebhe alle seguenti proporzioni, r.ioè : 4,15 °/ 4,46 . .2, 35 (non stacciata ,J, 70) ,J ,90

nella fava al » nel lino . nell'avena stacciala >> nella segala >> nell'orzo » Totale nel frumento .

0

1,84

1

15,00 :

1

Tn meno d'azoto per quest'ultimo.

fj

= 3,00 °/

0

. 2,37 ¼ . 0,63

°/o

Così iù complesso, se i componenti della galletta ·vi entras,;ero tutti in egual propor1.ion e, si avrebbe in es$a una reale eccedenza cli principi i proteici e di azoto puro sul.la far ina stessa df\l frumento. Ma ciò non<~ effettivan:~enLe perché, come abb iamo visto in pri ncipio, le 5 farine componenti la gallett~i Bertacchi sono tnne an ibile in diversa proporzione quantitativa; peopòrzione che fo studiatamente combinala per averne, oltre i principii plastici suddetti, degl i elementi estrattivi meno azotati, e delle materie grasse a principi i respirato rii più termogenici e ton ifican Li, che ::;ono I ichiesti nell'<dimenLazione del cava.Ilo militare piucchè di qualunque altro quadrupede domestico, non ricercandosi in quegli né ingra;;snmento, nè volume, nè figliazione, nè produzione lauea, sibhene

(I) lhnoFFro, opel'a clnssica - ,JUmcntazione del soldato (2) J.limenta::tone del bestiame - pag. h7,

pag, 114-399.

253

. . leggierezza di forme, compattezza di tessuti; energia muscolare. In conclusione si è qui cercato di attenua1·e appositamente la plasticità del miscuglio (arinaceo per uno scopo igienico speciale, quello di favorire maggiormente la leggerezza e 1-'elasticjtà del nostro cavallo da sella : chè sesi volesse Rumentare lafor1.a nutritiva dellagalletta non si avrebbe che ad accrescere il quantitativo dei suoi componenti più ew:rasici, come p. es. della farina di fava, In quale si pnò veramente dire la carne vegetale del cavallo; od altrimenti ancora portare la raz.ione nonnale del biscotto. da 4',i'.\00 e ti chilogrammi, per la linea e l'artiglieria; ed ecco tutto . Ma, giova ripeterlo , se è neces·sario nella al imentazione di certi quadrupedi, massime del bue, molto volume e materia cellulosa per occupare il suo quadruplice sacco stomacale, ciò che è perfeLLamente conforme alla sua natura ed al suo servizio lento, fl ernmaLico e matcrialè, nel cavali.o invece, in quello speci~dmenLe da guerra si deve ricercare la massima sveltezza e vigoria; quindi In sua alimenta1.ione dev'essere piuttosto nervosa e co11cenrrata che erbacea e voluminosa, ed i suoi pl'incipii proteici vogli ono essere maggiormente temperati dngli elemen Li respirat.orii in giusta proporzione, come si studiò appunto di fare l'autore della galletta di cu i si tratta, il quale venne dill'atti al risultato definitivo di una giusta proporzione di principii nutritivi fra la razione normale del biscotto da lui proposto in chilog. 4.-,i:>OO e la razione ordinaria di fieno e d'avena in natura, come dal seguente specchio.


254

LA GALl,ETT A FORAGGIO

I

Razione normale tli

-- -·-- --!

in f.ri,'.a o in natura

I

Galletta

avena fava. orzo ~egala , lino

I

I_________ Sostanze.,..,_________ pro teiche _

GENrrn1

1---

LA GALLETTA FORAGGl0

quam ità

pro porziono

qunn tità

in ch ilog.

per cento

in gr.Jmmi

----· - - - - -

. . . . .

1,350 ,, ,12.5 ·1,·125 0,675 0,22[5

Totali

4,500

20,00 25,1 O 10,00 •H ,00 2.3,80 I

270 ,00 282.,il7 ,1 ,12,tiO 1l,2;) 53,50 7!)2,62

/)

~~==---==-= Foraggi.

I fieno l avena . Totali

5,000 8 50 3,000 12:00 ---

425,00 360,00

______ ,____

s,ooo I·

»

(I)

785,00

Dal che risulta che sottraendo il 785, totale del valore nutritivo della razione ordinaria di fieno ed avena, dal ,n, 6'.z, che rappresenta lo stesso valore d'una razione normale di gaJletta; avremo ancora un p iccolo avanzo di soslanza proteica in favore di questa. Egli è quindi evidente che la galletta Ilertacchi è su[[icieutemenle fornita di principii nutritivi da poter competere colla ordinaria ,Llimentazione in vigore, dappoichè 4 cbi log. e mezzo di quella su· perano in equivalenti assim ilabili 9 di questa (2) . Sott'ogni ràpporto aclunque sarebbe a desiderarsi che fossero istituiti esperimenti pralici in propos ito presso i pauilìci militari per quanto ~·1guarda. .alla miglior confezione di qtiesto biscotto, e presso un reggrrnento di cavalleria perrigtuirdo alla sua azione nulrilivaed agli effetti che dal suo uso proltrngaLo possono risultarne sulle condizioni fisiche e sulle forze dei cavalli esclusivamente al imentati di tale derrata, per poterla, in caso di necessitil, surrogare i~1 campagna alh razione ordinaria di (ieno ed avena . Ma ciò che più importa, è forza il ripeterlo, si è di sperimentare (I) Secondo Kulrn e Gohrcn.

(2) Ad ogni modo sarb bene che, ~o me s'ò già accennato·, w nga porlo ta a 5 ch i!og. la razione normale d1 galletta per la cav;,lleria di li nea e per J'arLiglicl'ia.

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con prec1s10ne il tempo che può durare il canllo in serv1z10 con una. minima quantiti.L cli quesl'alimento; poichè bisogna ben comprendere clie lo' scopo cli una tale ,rnrrogazione al imenLare non è tanto cli appl icarla in tempo di pace e in una equivalente quantità, quanto cli poter ridurre al minimo l'uso della galletta in campagna, cioè ad una semplice razione cli suf(ìcienza o di mantenimento, e tale do poterla anche portare sui cavalli stessi nei casi straordinari in cui una parte di cavalleria fosse spinta in attdace ricognizione e distaccata per qualche giorno dal resto dell'esercito. Ed è appunto in tal modo che se ne gio vò non poco la Prussia nel 11870-7 11 non meno che la Russia nell'ultima lunga guerra d'oriente. Come al imento concentrato equino, cli più facile Lrasporto in tempo di guerra perchè ridotto alla metà circa di peso, e ad '/ 20 di volume della vigente razione con pari se non maggiore somma di equivalenti nutritivi, la galletta ·roraggio deve avere un importante avvenire in campagna, se non fosse che per sopper.ire al freno che in certe contingenze è di difficile fornitura e quasi sempre di men che rnediocrn qualità. In tal caso sarebbe conveniente, am i necessario, che l'amministrai ione militare fornisse essa stessa In galletta ai corpi a cavallo, come già provvede a. propria economia il pane ai solda.ti , che veniva pur una volta somm inistrato da imprese private. E per veritii., se confrontiamo il pari.e d'allora con quello d'oggigiorno, abbiamo ragione di rallegrarcene col governo, sia per la molto mi glior qualità, come fors'anche per la spesa ora minore in proporzione del miglioramento. Ma, oltre a ciò, vi sono nell'esercito molti cav:dli linfatici, corpulenti, panciuli, che·sono facilmente vittime della otlalrnia perio-· dica, della morva, del farcino e della bobaggine. E se quando ar·rivaho giovani ai corp i tali cav11ll i venissero sub ito sottoposti ad un regime alimenlare più concentrato, come appunto quello dell a galletta, con pochissimo fieno per un dato periodo di tempo, forsecchè non si giungerebbe a co rreggere quelle masse umoral i antimilitari, ed a salvare una quanlilà di cavalli non altrimenti redimibili~ Gli stessi tiffìcial i per certi loro ctivalli, massi me d'artiglieria, potrebbero trovare un gran beneficio nell'uso della gallelta, che venisse loro somministrata dai panirici militari contro lnwni regolari da scontarsi mensilmente sul loro stipendio, come si praticò. ora per i medici~ali forniti dètlle farmàcie militari.


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LA G4,I1L WfTA F ORAGG IO

E così il governo, ollre al proprio utile, sicuramente il maggiore, troYerehl.Je nel l'ammi nistrazione della. ga)letta foraggio apch e la soddisfa,,ione cli giovare, senza quasi avvedersene, al corpo .degli ufficial i a cavallo. Come ben si vede, il meno interessato nella presente proposta è il proponente stesso, il quale non eb,be altro di mira che di adoperarsi vieppiù al bene del cavallo militare, come già. fece con altre proposte, quale quella della lettiera permanente, che, mercè la sua lunga insistenza, e il buon rnlcre del superior dicastero, finì per diventa re un fntt.o compiuto; e l'altra dei depositi pul edri , che, con pori. costanza. propugm~ta, è orn entrala in Yia d'aLLLrnzione, ed è sperabile se ne veda fra non molto il compimento a profitto · delle rimonte interne o della produzion e equina del regno. SariLegli così della galletta foraggio? Speriamolo ('l ).

Bi,;~ruccm veterinario.

1Jfaggù1re

( ! ) Qualcuno ci ho. fotlo ossen·are ch e, sotco il rapporto MIia nutrizione, un'egual volume e peso d'a1·ena com1>ressa può far le vpc1 d'un egu~I volume e peso di galletta; qu111di s i potl'ebbc far a mono in campagna dì ffuest a novith a limenta,·c pel cava llo. Rispondiamo 1° c ho la comprossioue dcl l'aveua può essere causa de lla sua alterabilità , vedendo noi giornahnenle chr>, ~olo per stM chius• per qu1lchc tempo o nei sacchi o nelle casso o nei locali 11 00 aerati, co111rao tosto un odore disai:gradel'ole, che s 'aHiclna a qu ello tiella muffo; 2° c he ne lla farina croveua s tn cc,uta esiste il .JQ "lo eh mate rin legnosa ·i n meno c he n.::ll'a ve na in natura: R c he so lo la fa rinn di fava, la qua le entra nella composizione della galletta, contiene di sostanze prolciche più del doppio del\'avena in nawra sia pur compressa o meno . :-.on fa duaquc d'uopo di fermarc i qui molto per di mostro1·0 la su periorità nuLritil·a dell:., g,dl et.ta foraggio paragona ta coll'ovc na na lurolc tan to iu peso qu.111 to in volli mo. E poi , lo ri p~tiamo, sta p~,· noi sempre l'esempio delle maggiori potenze che se ne gio,·arono , " rhe ,·ogliamo credere non l'ahbiamo fotto per solo ~irsto di novità .

.,,

RASSEGN1 TECNOlJOGlCA IULITARE

Vlll

ESP ERIENZE D1 TIRO A MEP P EN.

5 01111,.,o: Ufficiali presenti. - Cannone da campagnn dn centimetri 9,6; 1,iro a 8000 ed a 2000 m e tr i d i dis tnnza . - Art,igli eria d'allocco e difesa. - Obice da 21 ccntim .; tiro indiretto contro una bat terio in te l'l'll rlalla òìs tnnz:1 di l1l80 metri. - Mortaio da 15 cenlim. AR. (llct.); tiro in arcata contro lo stesso bersaglio . - Cannone da ceni. 10,5; tiro a !1000 e 2000 metri di distam.a; confronti. - .Cannone coraiiato da 15,5 c<inLi m.; bocca eia fuoo.o ; affusto; corazza. - Nuor o mo ùel lo di ca nn one c ornzzato; musche1·a , pias[l'a fronta le. - Munizion i. - Es peri enze d i tiro. - S mont:imento del cannone; sca mbio della sfora di \'Ola ta; l'icomposizione. - Tiro contl'o una coraz.za di fen·o fucrnato e.d una di ghisa indurita.

È noto come il sig. Krupp nella. seconda met.à. clell'anno in corso al>hi~i raduna Lo 11el suo poligono di Meppen i rapprcsent::mLi di quasi

tutti b"lì eseeciti per loro mo:;lrare i piit recenti progrnssi fatti .dalle officine cl i Essen nella. fabbrica zi one delle artiglierie. Le esperienze di tiro ebbcl'o lu n,ro nei giorni 5, 6, 7 ed 8 del mese di agosto ulo . u LimQscorso in presenza di 06 ntncial i, ìvi convenuti dall'A.uslrnt- ngheria, dal Belgio, dalla C!Jina, dall a Danimarca, dal Giappo~l', da li.a Germania, dal I' Inghiltena , clall'llalia, dall a Norvegia, dai Paes1Bassi, dal Portogallo, dalla Rumenia, Russia, Serbia, Spagna, Svezi1t, Svizzera e Tnrc;hia. Tra c,[i ufficiaii di terra notiamo : il ministro plen ipotenziririo ed ambasciatore slraorclinario della China. a .Berlino Li Pong J>ao, i generali Takaschinrn (Criappone), Yunghnsila,nd e Go rdon ( (nghil-


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259

ESPERIENZE DI TIRO

A MEPPf;:N .

terra), Rosset e Nagle (Halia), BarantzofI 'e Bjelajew (Russia), Herzog (Sviziera) ed Iskender pascià (Turchia). Fra gli ufficiali di mare nbLiamo ilmaggior generfileGn lsLer(Germ,m ia), ammiragl io I-familLon (Inghilterra), l'ispettore generale del genio marittimo ~fottei , e l'ispettore del geoio mariti.imo Brin (Italia) ('I), il generale del genio marittimo ;roaquin J'ogo1'es (Spagna), il con tro-ammiraglio von Feilitzen (Sve.::ia), ecc. T: interessamen to così evidente era interamente giustificalo, e dalle parziali esperienze fatte dal luglio 4878 in poi (e da noi man mano riassunte), le quali avevano destato la più viva aspettazione negli uom ini competenti, e dai l'attraente programma che prometteva di far assistere gli spettatori oltreché alla riproduzione dei • fatt i noti per le relazioni pubblicate, a cose nuove. Seguendo l'ordine lenuto nelle precedenti rassegne, divideremo le bocche da fuoco sperimenta Le in artiglierie da campo, d'attacco e di fe::;a e di gran potenza. ·

ascendono al numero cli 300, sono fatte di una lega di piombo ed antimonio e pesano ciascunR grammi Hi. Nel primo giorno furono falli dieci tiri a granata con cariche di chilog. 2,7 di polvere a·grani grossi da ,13 a ,a mili., sotto l'elevazione cli 30 gradi. , . Il pezzo era colloca,to sul terreno naturale (sabbia), la coda dell'affusto era interrata. I risultali di tiro sono contenuti nello specchio N. I. Il giorno appresso (6) si tirò all a disLanza di 2000 metri senza variare la carica e con gli stessi proietti. Dopo il primo tiro ral:io fu corretto nel senso del!' afrezza, e poscia se ne fecero altri 9 senza più nulln: toccare all'alzo . Gli ultimi cinque tiri .fu rono diretti contro il Lcrreno (bersaglio orizzontale), i precedenti contro un bèrsaglio verlicale, appoggiando il peuo nel primo caso su d'un paiuolo in l~gno, e nel sei:onclo su terreno naturale (sabbia). In quest'ultima posii ione il pezzo rinculò al primo spRro di metri 3 1/2, ma nei successivi rimase quasi immobile, il che si spieg<t rifiette~dò che rnote e coda d'aliuslo s'erano intenate di tanto nel suolo da impedì re ulteriori movi men ti . I risultali di tiro sono contenuti nello specchio N. Il . Scopo del ·Krnpp nel presentare qneslo cannone era di dimostrare la possibilità di costruire artiglierie da campo pesanti più efficaci di quelle in nso pre~so alcuni eserciti , ma più leggiere, quindi dotate di m,tggior mobilità, con insensibile diminuzione del numero complessivo dei colpi (due in meno) che si trasportano dai pezzi più pesanLi da campo franceS'i ed inglesi . Fino a quale punto l'industriale tedesco .abbia risolto questo problema risulta dagli specchi N. III e I V. Dallo specchio N. III si rileva: 1° che il cannone da cent. 9 ,6 si distingue su gli altri per il macrnior rendimento del materiale. Nelle esperienze di cui ci occu00 piamo la sua forza vi va di 200 chilogrammetri per ciascun chilogrammo di peso del cannone, sta in rapporto con quella dei cannoni francesi ed inglesi contemplali nella tanell<!- come 11 : 3k ¼ circa; 2° che stanle il maggior peso del proietto, riferito al centime- . metro quadralo di sua sezione retta, a.parità. di velocità iniziale si

I. -

AHTIGUERIA DA CAMPO.'

Cali bro 96 mii!.; lunghezza totale del cannone mili. .2300; lnnghez,za dell'anima mili. 2260 (calibri 23,6); peso del cannone con otturatore chilog. 625; preponderante chilogrammi 65; numero delle righe 32; lunghezza del passo dell'elica 25 calibri, ossia metri 2). L'affusto, del sistema Krupp , pesa chilogrammi 5.21; altezza dell'asse delle orecchioniere mili. 11030; diametro dell e ruote mill. HOO; elevazione massima, 20 gradi, inclinazione 5 gradi. Il munizionamento comprende gramtte ed anell i e shrapnel, entrambi lunghi cali bri 3,B e pesanti ch ilog. Hl. Gli shrapnels sono a diaframma .con la carica di scoppio di grammi -180 sul fondo; l'involucro è d'acciaio con piccola testa in ferro fucinalo contente la chiocciola per l'avvitamento della spoletta a tempo; le pallottole ~annone da 9,6 cent. -

(Il Oltre agli ufficiali generali sorra .in tl icati, ~ss·istevano a queste esperienze da parte c!ell ' lt~1lia : i colun 11 elli M(1lvani, Ù(:I g• nioi Giovanetti. d'c11·tiglicl'ia; ! maggiori Pozzi , d'artigl ieri.:i ; Osio di st,Jto maggillre ; i caritani Oonesana, del genio; ~iacci, d'a r tjglieria ciel ..

· , l'esercito, il capitano di vascello Caim i, ed i tenenti di vascello Rettolo o Jle rraciù, della .ma1·urn.

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A Mé:PPEN

260

ESPERIENZE DI TIRO

mili. ; le ruote hanno diametro di 11560 mill . e pesano ciascuna 2Hchilog. Il massimo angolo d'elevazione ammissibile è cli 45° . L'obice da iH centim. Krupp lancia granate lunghe calibri 2,8 e pesanti chilog. 9 11, compresa la carica cli scoppio, che è di chilogrammi t,8 . La carica massima di tiro è di chilog. 7,.25 di polvere prismatica a 7 canali e cli densità il, 64. Per le cariche minori si usa polve1'.e a grani grossi da mi\l . 6 a ,1O, e della densità. di '1 ,64. Dalla distanza cli metri ,J 980 si tirò contemporaneamente coll'obice da 211 centim. e col morta.io da 113 centim. (cli cui tratteremo in seguito) contro una batteria in sabbia, armata con 4 pezzi, la quale occupava un rettangolo cli metri 34,50 X' 19,4-0 misùrati sul terreno . La batteria. era interrata cli 1 pi-etro . · Le granate lanciate furono '13; i risultati di. tiro sono raccolti nello specchio N. V. La gittata media essendo di metri 20:J'.2 e la distanza della linea di fuoco della batteria-bersaglio dalla bocca da fuoco di metri 11980, il tiro riuscì alquanto lungo. La batteria fu colpita da tre sole granate, di cui due caddero sul parapetto senza reca.rvi seri guasti, e la terza su d'una traversa.. Que~fultirna rovesciò i quattro tavolati collocati a lato del pezzo per rappresentare i servienti . Delle ,J3 gra.nate lanciate non ne scoppiarono che 3, e que$te ultime fornuu·ono imbuti larghi a.Ila superficie da metri '1, 75 a metri 2,00; lunghi da metri 3,00 a metri 3,23 e profondi metri 0,75 . In essi si trovarono in media da 1O ad •I'1 schegge. Le spolette impiegate erano queUa da campagna a percussione. I numerosi colpi fal liti dimostrano la necessità di provvedere spolette speciali per i tiri ' cla farsi con piccole cariche e veloci Là. , · Tenuto conLo che la carica cli proiezione non era che di 3 chilogrammi, non si può a meno di ritenere. l'obice da. 24 centimetri Krupp dotato di soddisfacente giustezza nel tiro indiretto. La circostanza tuttavia che la granata.scoppia,ta a poco più di 2 metri lonlano dalla linea di fuoco non danneggiò menomamente il rivestimento in ga.bbioni della scarpa interna del parapetto, se è una nuo,,a prova della resistenza del mezzo onde il parapetto era fatto (sabbia), ci dimostra per altro la necessità di unR maggior cnri ca cli scop~io nei proietti delle bocche da fuoco destinate a distruggere con trro indiretto ocl in arcata i ricoveri coperti con terra.

richiedono minorì elevazioni per uguali gittate. Con la veloci là iniziale di metri 4-52, per esernpio , si tirò a Meppen al la distanza di 2000 metri sotto un'elevazione di 3°~W; per uguali velocità occorrono invece elevnzioni di 3°44' nel cannone da 9 centim. francese, di 4°36' in quello r~sso da 10,7 ·centim. e di 4°49', in quello da 16 ·libbre inglese. . Non credi.amo neces~ario ricordare di quanto la raden:w della traiettoria aumenti la potenza •di una bocca da fuoco . Questi vantaggi poi si raggiangono senza. scapito della mobilità della. vetturapezzo; anzi il cannone d fl 9,6 sperimentato il 3 agosto è, nel ~uo complesso , di 38 chilogram1pi più leggi_ero del ca.nnone da .f0,7 centimetri russo, e di chi log. ,190 e 164- di quelli francese da centimetri 9,3 ed inglese cl,\ :16 libre. Esso non pesa che ch ilog. 66 in più del cannone da centim . 8,8 tedesco; ora, tenuto conto che l'autore lo vorÌ'ebbe jmpiegare solamente in quei casi in cui la potern~a di quest'u ltimo non basta ad abbattere quegli ostacoli che pur si incontrano in campagna, quindi .come pezzo sussidiario, devesi ritenere anche nei rapporti deHa mobilità uti lizzabile. VoleQ.do assolutamente portare il numero dei colpi a 24,, il car ico aumenterà di 30 chilog. circa, restando il peso tòtale sempre al disotto a quello del cannone russo da rn,7 centim., il quale non Ila che '18 colpi .

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II. -

AtrnGLTERIA

o'A'rTAcco E DIFESA.

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Quattro sono le bocch'è da fuoco d'attacco e difesa sperimentate nel mese d'agosto scorso a M.eppen, cioè : un obice cla ;iH centim., un mortaio da 15 centirn. , un cannone da centim. 110,5 ed un cannone corazzato da centim. "15,i'.>. Ob,ice da 21 centimetri . ·- cal ibro .209,3 rnill.;· hrnghezza totale dell'obic'e 2465 millim .; lunghezza dell'a.nima 2032 millim. ; peso dell'obi ce con otturatore 3030 chi log.; ·preponderante O; numero dell e righe 50; larghezza dei pieni 4. mili. ; larghezza delle r ighe 9,ifo mili.; profondità delle righe 1,5 rnillim . ; passo dell 'elice 35 cali bri, ossia 7,3 metri. L'ohi ce è incalvalcato su affusto d'attacco e difesa in lamiera. modello Krupp , con sala d'acciaio e mote di 'ferro . Il peso cli quest'affus to è di chil og. 2080; l'altezia delle orecchioniere raggiunge 11500 1

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ANNO XX!V, VOL. JV.

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Le artiglierie di quasi tutti gl i Stati principali si sono in questi ultimi anni occupale dello studio di obici di calibro superiore a quello da ,1!S centim. , la cui potenza nella guerra franco-germanica erasi palesata insufficiente; nessuna tuttavia si spinse tanto aranti quanto il Krupp, il quale portando la carica massima fino a chilogrammi 7, 25 dimostrn.va di voler oltrepassare col suo obice da 2 1 centim. i limiti di gittata comunemente adottati dagli altri costruttori, e di voler rendere questa bocca da fuoco atta pure al tiro diretto. Peccato che tali proprietà non venissero provate nelle esperienze dello scorso agosto. · Jlfortaio da 15 centimet1·i. - Calibro 1149,1 mill.; lunghezza totale del mortaio 950 mil i. ; lunghezza dell'anima 775 mili. ; peso compreso il congegno di chiusura 360 chil og. ; preponderante 40 chilogrammi; numero delle righe ,i 8, larghezza dei pieni 4 mili.; larghezza delle righe 22 mili.; profondità delle righe ,i ,5; passo dell'elica 11> calibri ossia metri 2,24. Il mortaio è incah,alcato su affusto di lamiera di ferro fucinato, coli oca.Lo su pai uolo in legname interrato ed opportunamente sostenuto con Lravi . L'a!Insto gira orizzontalmente attorno ad un perno centrale; esso permette un'elevazione massima di 60°. Il suo peso raggiunge cbilog. 4..il 5, e quello del pa.iuolo chilog. 590. Il mortaio da. ,ti:> centimetri Krupp adunquo pesa in lotale chilogrammi 735 e con il paiuolo 1365. Esso lancia. granate ordina.rie e granate ad anelli del peso di chilogrammi 31,5. La massima carica fu si.abilita in chilog. ,t ,5 di polvere a. grani grossi da 6 ad 1 1 mili. e di densiLà ,J , 64. Come già. fu dello, il bersaglio era una balteria in terra; la distanza di Liro di· melri ·1980, il numero dei colpi fatti 113. I risultati del Liro si rilevano dallo specchio N. VI. Avendo specialmente di mira di dimostrare la giustezza di tiro del nuovo mortaio anche in condizion i poco favorevoli, fu rono impiega.te piccole cariche e grande elevazione. La maggior parte delle granate caddero dietro la batteria, che non fu punto colpita dai proietti; ma avulo riguardo alle piccole deviazioni medie, bisogna convenire che anche questa bocca da fuoco ha dato risultati soddisfacentissimi. La dimoslrata sua giustezza di tiro sotto angoli di ele1

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A MEPPF:N

E SPERIENZ E Dl TIRO

vazione di 4.5°, la possibilità di portare l'elevazione fino a 60°, e l'agevole maneggio di tyuesLa bocca da fuoco può induere a sostituire nei parchi d'assedio il mortaio d'uguale calibro liscio con questo modello. Grandi eITetti contro locali blindati non se ne possono ottenere per la piccola carica di scoppio contenuta. nella grànata (chilogrammi 2 ,33); tuttavia non è da meltersi in du.bbio la sua efficacia contro gli uomini riparati dietro parapetti e traverse. Ca1inone da centimetri 10,5. - Calibro 105 mill.; · lunghezza totale del cannone '.2850 mili.; lunghezza dell'aniina.2574 millimetri (circa calibri 24,,i:>); peso del cannone con ol:turatore chi log. 1060 '. preponderante '100 chilog. ; numero clelle n g_he 32; largl:ezza dei pieni mili. 3,5; larghezza delle righe 6,8 m,11.; profondità._delle righe ,1 ,25 mill.; passo dell'elica 25 cal ibri ossia 2,625 metri. L'affusto su cui è incaval cato qu esto cannone e quello d'alilacco e difesa modello Krupp in lamiera d'acciaio, sala.pure d'acciaio, ruote cli Ie,,no con mozzo <li bronzo. Esso pesa 936 chilog. ; l'altezza delle orec~hioniere e di ,1830 mili. ed il cliamelro del le ruote misura 11560 millimetri. 1·arrusto permei.te un'elevazione di 35° grndi ed un'inclinazione di 10°. Il cannone da cenlim. 10,5 lancia grana.le ad anelli, granate orna.rie e sh r·apnel ; questi proietLi pesano ciascuno ·16 chilog. Le granate acl anelli sono lunghe calibri 3,5 e contengono una carica di scoppio di 600 grammi; il numero delle scheggie risultante da esperienze precedenti varia fra i 291 e 388, di cui più della metà pesano da 1O a 50 grammi; le altre sono piu grosse. Lo shrapnel è costruito in modo analogo a quello da centim. 9,6; esso contiene 370 pallotLole cli H ,,~ mili. e del peso ciascuna di grammi ,15. La carica cli scoppio pesa 21 Ogrammi. La carica di fazione è di 5 chilog. di polvere prismatica. Col cannone da 10,5 centimetri si fece il giorno 5 dieci tiri a granala alla distanza cli 9000 metri contro un bersaglio orizzontale con carica. riclot.ta a chiJog . .i,2 ed elevazione di 35°. I risultati ottenuti appariscono nello specchio N. VII . Il mattino del giorno G ebbero seguito le esperienze con questo cannone tirandosi 1O colpi dalla distanza di 2000 metri con l'istessa carica e proietti del giorno prima contro un bersaglio _ve~·ticale: La . gittata al primo sparo esse~do di metri 2090 e la deviazione di tre 1

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ESPERIENZE DI Tmo

metri a destra, l'alzo fu corretto nel mod~ indicato dallo specchio N. VIII, nel quale sono rngistrati i risultati del tiro. · Questo cannone deve la sua esistenza al desiderio di creare una bocca da fuoco d'attaéco e difesa più leggiera e tuttavia non meno potente cli quelle da· 12 centim. di recente adozione, ed a questo scopo si ricorse ai proietti allungati fino a calibri 3,5. In quale misura si sia raggiunto lo scopo appare dal confronto fra esso ed il cannone austriaco da 112 centim. in bronzo compresso, iI quale è ritenuto cli molto superiore all'eguale calibro tedesco ('1 ). Ved:,msi i dati principali nello specchio N. IX. Con la carica cli chilog. 4,2 le velocità iniziali nel cannone da 10,5 centim . sono inferiori a quelle del cannone austriaco . Tale inferiorità scompare però impiegando la carica normale di 5 chilog. Invece con la. carica 'ridotta a chilog. 4,2 ed angoli di elevazione cli 35° si ottenne nelle esperienze di cui tratlasi una gittata media di metri 901>0, mentre non se ne alJende eh e una di metri 8600 dal cannone da ;J2 centimetri austriaco, tirando sotto un angolo d'elevazione di 31'.>0 (2). Alle grandi distanze quindi il cannone da '10,1'.> centim. ha dei rantaggi sul cannone austriaco, e questi vantaggi sono dovuti al maggior peso ond'è gravato ciascun centim. quadrato di sezione trasversale del pro ietto. Anche la forza viva del pro ietto riferita sia ad un centhnetro di circonferenza., sia ad un centimetro quadrato di sezione trasversale è maggiore nel cannone da 10,3 centimetri. La possibilità di portare la carica a. 5 chilog. aumenta in proporzione la superiorità del cannone da i!0,5 centim. Kropp su quello · austriaco da Hl centim.. li rendimento di un chilogrammo di peso nel primo cannone con la carica cli chilog. 4,2 è del 114. ¼ e con ht ca.rica di 5 cl1ilog. del H ¼ maggiore che nel secondo. · È notevole la giustezza di tiro del cannone da. centi111etri 1O,i) Krupp. Alle gran di distam:e essa non è inf~riore a quella del cannone da 15 centim. in bronzo compresso austriaco, che pure ò conosciuto come un'eccellente bocca da fuoco (3) . Mentre quest' ulli ma richiede un bersaglio alto metri ·14,6 e largo metri ,J 5,n per mettervi il 50 ¼ dei colpi allçt dista.nza cli metri 7830, il cannone da 1

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(l) Ril;ista ,i<Iilitare, anno 1879, voi. 1° , 1>ag. 514. (2) ,lfittheilungen, anno 1$79, fascicolo 40, pag. 232. (3) Rivista Milita.re, anno 1879, Yol. 1°, pag. 5H.

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A MEPPEN

'

rn,5 centim. Krupp ne esige uno alto metri '149 e largo metri '12,7 alla distanza cli metri 9050 . Alla distanza. di .2000 mel.ri le deviazioni verticali sono minori nel cannone di:l 11O,t.i Krupp che in (Juello austriaco d~t "5 centim.; quello però ha. deviazion i laterali più piccole di questo . Il bersaglio che contiene il 50 °/o dei colpi a .2000 metri di distanza misura metri ,1.f.,9 in altezza e metri 1,08 in larghezza tirando a gnmateordinarie, e metri 20,3 e 0,78 tirando a granale di ghisa indurita col cannone da 1iS centim. austriaco, e metri 9,6 in altezza e metri 2, 11 in larghezza col cannone.da 110,5 Krupp (11). Lo scopo prefissasi dalle officine di Essen fu. adunque raggiunto . L'eccellente metallo da. cannone Krupp e l'impiego di granate allungate fino a 3 11/ 2 calibri posero in grado di ra.rc iì pezzo da 11O, 3 centimetri potenl.e qllanto il cannone cla. 1.2 centim. austriaco, il quale pesa. 29~ 11 chi log. (di cui ,JVi·! ch ilog. pel cannone.e 1450 per l'affusto), quindi 925 chilog. più del primo. · La grande leggerezza se rende il cannone da 10,5 cen tim . mobile al punto da pot.er essere trnsportalo da 8 uomini, come avvenne a Meppen , non può d'altra parte a meno cli aumentare il tormento dell'affllsLo, epperciò gli artiglieri temono che si abbia sacrificato la solidi là del sistema alla potenza del cannone. L'impiego di polveri prismatiche mantiene la pressione dei gas nei limiti di resistenz,l conce%i dalla bocca cla fuoco; nelle esperienze del 5 agostò eletta pressione infatti non l'u che 11960 al.mosfere. Cannone coraz::ato da centimet!/'i. i 5,fi. (Vedi l'annesso schizzo) :_ Le esperienze falle con questo cannone nei mesi d'ottobre e di novembre 1l8Ti e nel mese di giugno '1878 nl poligono di 13redelar, furono continuale a Meppen per mostrare a quegli ufficiali, cui l'ingegnoso meccanismo non era noto che per descrizione, la sua solidità., fa ci Iitit cli m:meggio e gi u.stena di tiro . Il cannone è l'istesso sperimentalo nel mese di giugno 11878. Esso ha un cal ibro cli centim. 113,5 ed è cerchiato fino alla. hocca che porta u;1a. sfera. ll so.o peso rnggiunge chilog. 3i>29 . La camera dei pr~ietti è rigata, il numero delle righe nell'aninHL è di 36; la rigA.tura è uniforme ed il passo dell'elica misura 45 calibri. Il numero dei colp i 1

1

1

1

1

1

1

(1) Queste e le espcl'ienze fatte col cannone da ccntimètri 0,6 con rermano pienamente lo teorie del generale Aralf


2G6

ESPERIENZE DI TIRO

già fatti con granate e carica cli faz ione era cli 29·'1. Il puntamento non si fa più altra verso \'anima del cannone, essendosi disposto che esso pos:m effetLuarsi più comodamente . All'affusto fu aggiunto un freno per poter fissare il pezzo in qualsiasi di rezione. Per l'el evazione sef'\'e un apparecchio speciale a dL1e lanciette, una delle quali marca i decimi e l'altra i millesimi e mezzomille,;imi clelraggio dell'arco descritto dagli orecchioni. La graduazione di quest'apparato è fatta cli guisa da poter tener conto anche delle più piccole frazioni. La direzione viene data per mezzo di altro apparecchio consirnile e dell'arco di circolo graduato collocato dietro l'aITusto . ì\:on essendos i potuto costruire per queste esperienze una cora~zu di nuovo model lo ('I), fu trasportata daBredclar a M1~ppen quella che aveva servito nelle esperienze del giugno -18,8 (2); essendo tuttavia il terreno poco adatto all'impian to della casamatta, si dovetlero auche mentare le. fondazioni in muratura di cemento e JJietre da taofio o servono dr basamento ai blocchi di. ghi sa destinati ,L portare la corazia. Alla piastra frontale furono npportate alcune modificazioni tendenti ad eliminare gl i inconvenienti che si rimproveravano al sistema, qual i la difficoltà di ricamb iare il cannone danneooiato e di 00 ' 110 11 poter puntare direttamente al bersaglio. A quest'ultimo scopo al disopra della sfera fu praticalo nella piastra fronta le un foro relt.ango!arc a, att.raver:;o al quale si dirige la visualeal bersaglio perm.ezw di uno strumento speciale b, ilqualc assicura iIperfetto parallelismo della visuale con l'asse dell'anima. E siccome per tale operazione occorre che il puntatore si metla cl cavallo del cannone, venne collocata una sella sulla sua volata fra corazza ed affusto . La sfera di voltila venne pure rìtirata d'alquanto verso la faccia int~rna della COl'azza frontale, sia per sottrarla maggiormente ai coÌpj, sia per render meno facili eventuali guasti alla vi te poteriore che la possibitiene imprigionala la sfera, assicurando così ancor meolio 0 lità di cambiare il cannone. Queste sono le modificazioni apportate al Lipo cli cannone coraz(I ) ltivista ltilitare,

(2)

Id.

anno 1879, tomo lii, pag. 04, Id.

Id.

I,

Id. 523.

A Mf:PPE)I

267

zato sperimentato nel giugno ,J 878 a Bredelar. Il cannone corazzato da centim. ,fiS,iS nella sua forma definitiva, rappresentata da disegni e da un modello in legno esposto a Meppen, tuttavia differisce da esso essenzialmeule nella maschera che copre la cannoniera e nella piastra fron tale (Vedi l'annesso di,;egno). La maschera e iuvece d.i muoversi pa.rallelamente alla pi astra frontale, scorre su d'un piano inclinato di 45° verso il centro di essa, gli spigoli esterni della maschera poi sono arrotondati. Tali disposizioni tendono a facil it.are lo scivolamenLo dei proietti per diminuirne gli effetli. Apposite guide impediscono lo spostamento della maschera sia lateralmente, sia in alto. La mctschera può essere svincolata dall'interno con facilità, niun osk'lcolo si oppone quindi al suo cambi o da fu ori qua.lora le circostanze lo richiedessero. Il piano inclinato è assicurato con chiavarde e cunei al blocco di fondazione centrale cl ed ò sottrnuo ai tiri unitamente alle guide cla uno schermo a pianta semicircolare e postogli avanti e ·coslituito nel seguente moclo. Sul piede sporgente clel blocco di fondazione centrale f è disposto il blocco reggi-parapetto r;esu di esso il parapetto h fatto di un sol pezzo di ferro fucinato. Il parapetto è collegato al blocco di fondazione centrale mediante robuste sbarre di ferro. Il reggi-parapetto, che è dello stesso mf\Lallo dei blocchi di fondazione, è protetto tillt'all'ingiro da piastre in ferro fucinato i ; queste piastre appoggiano in basso sul muro di fondazione, ed in alto s'incastrano nel massiccio del parapetto. Lo spazio risultante da questa disposizione fra lo $Chermo ed il pian o inclinato assicura il libero e non interrotto movimento della maschera, rimanendo fra essa e la parete intema dello schermo il vuoto necessario al passaggio delle scheggio, le quali si · raccolgono in apposito pozzo l esistente nel muro di fondaz ione. Le scheggie poi che ca.clono avanti la maschera quand'è abbassata, s'affon da.no passando per unn fesSLLra. all'uopo ricavata nel piano inclinato. Un inceppamegto nel movimento della maschera è così reso difficilissimo. Per la manovra cl ella maschera serve un contrappeso mche si muove in un pozzo scavato allo interno della casamatta dietro la cannoniera; detto contrappeso agisce mediante una leva ad angolo 1i il cui fulcro trovasi nel muro cli fondazione s11bi to sotto il blocco di fondazione centrale. Le due est1·emità della leva si collegano mediante aste da una parte all'estremità infer iore della maschera e dall'altra


268

269

ESPERIENZE D I TIRO

A M EPPEN

alla sommità del contrappeso, la cui massa supera quella della .i1aschera, per mantenere quest'ultima nella posizione normale alzata. Un argano o solleva il contrappeso e completiJ. gli ordigni necessari pure da un alla manovra della maschera , che può esser eseauita 0 uomo. .

alLri bersagli. I proietti d'acciaio hanno una sol corona di rame verso il fondo . La carica di tiro pesa chilog. 6,0 di polvere prismatica. Nel pomeriggio del 6 agosto volendosi mellere in evidenza la celerità di tiro del cannone corazzato, si sparò contro tre bersagli collocati a diversa distanza cioè di ,J500, 2000 e 3300 metri con granate ordinarie ripiene di sabbia per le due prime distanze e con carica di scoppio per l'ultima (peso delle granate chilog. 3iS); la . carica di tiro era normale (chilog. 6,5 di polvere pri$matica). Fatti dapprima 5 colpi per procurar.si l'alzo corrispondente alle ·distanze, in s~glli to si spararono 30 granate alternatamente contro unp dei tre bersagli sopra. indi<:ati, eseguendo un fuoco celere. I risultati del til'o sui tre bersagli appariscono negli specchi N. X, XI e XII . I singoli colpi si segL1ivano coll'intervallo di 22 a 38 minuti secondi. Le varie parti del sistema funzionarono in moclo inappuntabile. Durante il tiro parecchi uffaiali sedettero sulla sella, altri ténnero la mano sulla culatta; tutti concordano nell'asserire di non aver osservalo non che indizi di rinculo il minimo movimento nel pezzo.' Il primo puntamento fu eseguito guardando altmverso l'apertura esistente sopra la. cannoniera, le conezioni si fecero coll'aiuto degli apparecchi applicati all'affusto . Queste esperienze confermano pienamente il favorevole giudizio già emesso. Nessun altro sistema. può competere rispetto alla rapidità del fuoco, e pochi possono misurarsi nell' esal.tezza del tiro . Un autorevole giornale tedesco. crede che il fuoco di un cannone corazzalo da 15,5 centim. equivalga quel.lo di sei pezzi da 15 centimetri RC collocati dietro pa.rapello in terra (I). Il malti no dell'8 si sperimentò la resistenzn. al tiro delle corazze sisteina (èruson e Krupp, delle-quali esperienze riferiremo in seguito. Ultimalo questo tiro dopo mezzodì si pose mano allo smontamento del cannone, supponendosi dann eggiata la sfera di volata da un colpo nemico. Trattavasi aclunque di eseguire il cambio della sfera. e di dimostrare come siffaLta operazione procedesse lesta. Il dado

:4.n.ch~ la piastra ~rontale fu modificata. Nel modello. sopraècitalo es~a. e disposta verticalmente, non essendo più necessario di inclinarla per agevolare il movimento della maschera e per averla bene ade~·ente. Al tracciato reLtilineo fu sostituito uno c~rvilineo come que1~0 ~he aumenta la resistenza della piastra. I numerosi inta(rli . ~rat,cat! sulla. li~i tata superficie della vecchia piastra frontale ia 1~debol1vano as~a1, epperciò eravi possibilità di spaccatura; a sco·n~rn~are tal_e pencolo la novella piastra frontale fu fatta più lun,1a, e 0 l unione cli. es<:a · modo · da evitare .. · - con leJ)iast·te J-t a .era1·I comb'mata m gl! '.nc~stn. I lembi vertical! delle _piastre sono all 'uopo ripiegati a squad10 _c~n. le sporgenze 1wolt_e m dentro, streLte da fermagl i e tenute a:ssteme da una barra d1 ferro foggiala ad arpione alta quanto la coraz1.a. p . Le pi~stre d:ambito appoggiano in alto contro robusti travi di ferro q_, .1 . qu_al1 servono pure a reggere le piastre del cielo, Je cui estr~mlta 1_ns1stono sulla sommità. della murata alla quale si uniscono mediante mcastro. Il peso totale della corazza ed accessori ascende a circa 2.215 tonnellate. . _Da _p~edi. le pi~strc entrano in una scanalatura riservata nella te:,ta de, bloccln_d, !ondazione e per mezzo di cunei si forzano sai-· damente contro 1! nsalto interno. L'aspetto esterno della casamattn, ora descritt".... è quel! o d.I un c1· 1· d . · m r~ a base sem1elittica.. Per ulteriori particolari rimandiamo lcttor1 alle precedenti llassegne c,1). 1 Il d'a CCtaJO · · J'·uct· 1·,..,., f-J"]le . cannone corazzato. da centim • 15 < , 5 hnc e ,, . nato e temperato lunghe millim. 350 del pe,;cJ cl,· eh·! /'I ,. O ...,_ . h' . . , ~ I Oèl. -1· , I, l ' 1sa, ,rndm·1talun/'Ol hemillim • .,.h J8delpeSO (1·l CI)I·1 Ql'I . Il:'O s·• granatec1g . contro _ber~aglt in ferro, e granate ordinarie lunghe millim~ pesanti ch!loa. 35 (di cui 2 chilc>ao · ca,·,·c· · ) contro g1r· v , . «' d,· sco" i,plO

1

1

418 ;

(I) llivista llilitare, An no 1879, Tomo II , pa" .,. 409 e Tomo III , pag. 94.

r

1

(I) Archiv (iir dic Artiticrie-und fngegn ieur ,O{fhiere des deutschcn Heercs. Volume 68, pag. 93.


270

A ~IEPPEN

ESPERIENZE DI 'f!RO

a vite 1· che tiene a posto la sfera nel suo alloggiamento, fu al101,Lanato senza difficoltà per mezzo dei congegni giit descritti in queste Rassegne ('I), dopo di che il cannone, sostenuto da corde attaccate al cielo della casamatta, fu fatto scorrere indietro, sollevandolo fino all'alLezza degli intagli esistenti nell'affusto per il passaggio degli orecchioni, e quindi tolta la sfera; tutto ciò r ichiese 35 minuti di tempo . I servienti si r itirarono in seguito essendo l'ora dell'asciolvere. II cannone posava nel frattempo su di un carro basso a quattro ruote, e gli ufficiali ebbero campo d'esaminarne le singole parti. Un colpo tirato verso le 3 pom. col cannone da 24 centim. indicava il principio della ricomposizione del sistema. Si rimise il cannone sul suo affusto e lo si munì della sfera di riserva. Tutte queste operazion i procedettero .regolarmente e spedite, e solo occorse qualche attenzione nell'avvitare il dado alla piastra frontale. Dopo 40 minuti tutto era in ordine ed un secondo colpo del cannone da 2.f. annunciava essere il cannone corazzato in grado di riprendere il fuoco. Infatti esso fece subito i due tiri prescritti dal programma con la carica normale. Aderendo al desiderio espresso da alcuni ufficiali la vite non era stata completamente serrata, vi mancava ancora un mezzo giro; in conseguenza la sfera non toccava la parole anteriore del l'alloggiamento. Il tiro riuscì ciò nullameno regolare e tutle le parli funzionarono con egual precisione di prima. Resta così provata la facil ità cli liberare la sfera inceppata da un rigonfiamento ali' interno dell'alloggiamenlo, quando qualche colpo avesse toccato la piastra frontale in prossimitii della cannoniera, e la possibilità di riprendere il tiro nelle condizioni di prima dopo breve sosta, ogniqualvolta sia rimasta illesa la vite stessa. Il maggior vento o giuoco avanti la sfera. non preoiudica la. esattezza di tiro, essendo praticamente dimostrato che ~uesta. non diminui~ce quando è assicurato il perfetto combaciamenLo del la parie P?ste~·ror~ del_la sfera contro il suo alloggiamento, ed a ciò si provvide rnchnando l'affusto alquanto indietro. Aggiunti ai 29·1 tiri falti precedentemente i 5 1 eseguiti durante le esperienze del mese di agosto 1879, si ha un Lo tale cli 3.1-2 spari. Questa cifra non è sufficiente ad assicurare circa la resistenza del 1

(I) Rivista .lltlitare, anno 1879, Tomo

r,

pag. 524.

271

cannone, ma il buon stato di conservazione della bocca da !uoco· 'dopo le esperienze fa suppone possa sopportarne ancora molti. Nel proprio tiro il sistema di cannone corazzato, dopo le esperienze del ,1878 e 1879, può quindi ritenersi abbaslanza pronto; non si hanno tuUavia dati alLrettanLo assoluti per giudicare dell~ sua resistenza al fuoco nemico . Nella mattina dell'8 agosto fu bens1 esperimentata una. piastra. di fe!'l'o fucinato foggiata come .quella frontale del nuovo cannone corazza.lo, alla quale era pure assicurata una maschera nella posizione cli cannoniera chiusa; ma essendo essa piena, nulla si può in!·erire _sul _m~do cli comport_~rsi della.sfera e dei diversi altri congegni applicati sia al cannon~ st,t alla coiazza. Queste esperienze tentlono più che ad _altro a :lrmosLrare la s~-periorità. clella corazza in ferro focinat_o sistema Krupp su q~ella m ghisa indurita. sistema Grus?n. Tutla.:ia es:;~ P?ss~no trovai pos~ qui, perchò, se mancano glt elemeoL1per_ ~iud~cme della bontà del J'intiero meccanismo, olirono opportunila di apprezzare al loro cri usto ·valore le rnodilìcazioni introdotte nella piastra frontale, come forni scono inditi preziosi sopra i due sisLemi rivali al cimento con le potenti artiglierie dei di nostri. . . .. La corazza Krupp era cli ferro fucinato d1ottima qua_ltta, e come già avvertimmo, rappresentava il front.e d' una batteria corazzat~ pe·r un cannone da centim. ·I_ 5,5; e l~ masch?ra che ~ec~ndo gli ultimi progetti è parte esenz1ale clcl sistema v1 era ass1cu1 ata per mezzo di robuste chiavarde. La. piastra di ghisa indurita rappresentav~ parte della corazza di una torre girevole per cannoni da ,15 cent1m. La gros~e~za della prima al centro raggiungeva millim . 508 e la mascb~ra m1ll1m. 600. La seconda misurava nelht posizione della cannoniera, ove la sezione, è massima, rnillim. 625; ambeclue le corazze erano state fabbricate nelle officine del Krupp a Essen. Esse erano saldame~te fissate e coperte a Lergo, sui lati e superiormente con terra e fascme per misura cli sicurezza. . Dalla distanza di metri 11oO si spararono dappnma due granate di ahisa indurii.a, ripiene di s,tbbia e pesanti chilog_. ~-0,8 con car1ca cli chilo a . 6,5 cli polvere contro la piastra cli ferro fucinato; entrambe colpiro~o il bersaglio a sinistra, in prossi'.n~tà della mascl~e1:a, in punto distante millim. 700 dal centro e millnn . 600 dall 01 lo, 1


272

273

ESl'En!ENZ E Dl TIRO

A MEPPE N

superiore della piastra. Tproietti sci,,olarono lasciando sul bersagli o un impront.a lunga millim. 350, larga 300 e profonda 401>; il ferro s'arricciò sull'orlo fino all'alLezza di millim. 43 . In seguilo fu l'ono fatLi Lrc tiri contro la piastra di ghisa incl1:1rila ed uno contro quella di feno fucinato. La lesta dei tre primi proietti rimase incastrata nella piastra, che fu colpi la a sinistra, senza che subisse spaccature od altri gQasti che ne intaccassero la solidità, le avarie lim itandosi a piccole sfaldature su d'una superficie di circa ,J 00 millim. in diametro. Il colpo diretto con tro l'altro bersaglio cadde sul mezzo della maschera producendovi un incavo profondo 1100 millim . Altri quattro ti ri fatti contro ciascuno dei due bersagli con proietti d'acciaio Krupp (fucinati e temperati) del peso di chilog. 4-0,!i con la carica precedente, diedero i seguenti risultati, I primi due colpi penetrarono millim. 50 nella piast.ra di ghisa inclu rita, che si sfogliò fin o a millim. 30 cli profondità attorno al punto d'urto, dal quale dipartivansi due fenditure dirette l'una in alto e l'altra orizzontalmente a sinistra. Gli altri due colpi toccarono il bersaglio quasi nell'istessa posizione e vi penetrarono per 90 millirn. I guasti all a superficie aument.arono sensibi lmente; la fenditura superiore si prolungò fin o alla sommità della piastra ccl una nuova ne apparve inferiormente ed a destra della medesinrn; h piastra sembrava così spaccata in due pa.rti, divise da un crepaccio largo superfi cialmente rnillim. 5. Diciamo semhraYa percli è certezza dol fatto si po l6t ayere solo quando le piastre saranno state liberate dalla terra addossa lavi . La fenditura di sini$tra s'allungò di molto, e nel quadrante superiore a destra si manifestò una incrinatura. Il primo dei quattro tiri fattò con pfoietti d'acciaio contro la piasta di ferro fucinto colpì la maschera superiormente a sinistra, vi penet.rò di cil'ca millim. J:0 e poi, deviando a sinistra, toccò il lemùo corrispondente della piastra, lasciandovi una leggiera impronta. Il secondo proietto colpì il bersaglio ob liquamente a destra. nell'angolo formalo dalla maschera e dalla piastra, e scivolò su entrambi senza arrecarvi guasti di qua lche entità. Gl i ultimi. due co lpi infine nrlarono contro la maschol'a in uno stesso punto, e poscia contro la piastra che solcarono alla profondità di millim . 113G . Non è lecito trar conseguenze sfororevoli alle corazze cli gh isa

mdurita perchè queste non proven ivano da officine solite a produrre questa specialità metallurgica, la cui perfezione non basa solamenLe sulla hontà. dei minerali impiegati nella. loro fabbricazioue, ma eziandio su una quantità ùi cognizioni speciali acquistate dopo lungo esercizio. Il fallo tuttav ia che anche i proietli d'acciaio non Yalsero, non che a distruggere la corazza Krupp, ad · arrecarle guasti che ne potessero compl'omettere la solidità, dinota nella medesima una grande attiLucline a resistere anche ai migliori proietti. La corazza Krupp può essere deformala alla superficie, richiede tuttaviti nn numero considerevole di co lpi per essere disLrulta, ogniqunh•olLa la grossezza delle pareti risponde alle esigenze locali della difesa . Queste esigenze tuttavia possono nella difesa cli costa e delle navi raggiLl!1gere proporzioni tali da impedire, per ragioni facili a intendere, l'impiego della co razza di ferro fu cinato . Limitatamente Ili caso di cui trattasi le esperienze ora descritte costituiscono un argomento in. favore della tesi sost:enula cla l Krupp, potersi cioè protezione sicura attendere oggidì unicamen te dal fer ro omogeneo . (Continua) . DONESANA

Capitano del genio .


.274

SPECCHIO

SPECCHIO

I.

tO colpi col cannone da 9,6 cent., granate Ot'dina.rie di 12 chilog.

D(stanza metri 8000. Bersaglio orizzontale. B

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a .i Scosta- ~ g,;; mento ~o~ .;::: E<> ·a ò 'E:;·~ sioistra »."

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2,7

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10 Centro della rosa Dispers ione . Deviazione media

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8295

155 129 97 120 '135

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IO

_

H,5 _

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A

452,5 317,6 --

2059

0,45

12070

1,8G

205'2

2,95

2051

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2028

~

I

>)

..

Colpi 1 al 5

))

'14,2

(1) _Dna divisione deli'a lzo corrisponde ~d 1/ 1000 della lunghezza della linea di mira. -Questa osservazione vale pure per gli specchi seguen ti.

Centro della rosa .

Dispersione .

Deviazione media.

i (

I

f

Il pezzo appoggiava su paiuolo di legno.

NNE

I

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metri per secondo

---

40

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53,0

del vento

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'

8240,4 58 160

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Ossert:,utcni

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~ «I .s:a ~8 ~~ s ~~ .~b ~(/) ~: ~ ~~ o o ,:n~"2.oa(l)=1 ..... .,, ·;.:: e::s o"' ~ ~ i5 .5 .s : ~ ·; .~

NNE

des tra distanza orizzon Lale longitudinale . orizzontale longitudinale .

{

Osservaziont

ml'lri per sec.ondo

-

8215 8190 8150 8175 8207

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4

7

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8J10 8280

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6

~

-;.

~

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Direzione del vento e veloci ta

H.

10 colpi col cannone da 9,6 centim., granate ad anelli di 12 chilog. Distan:.a 2000 metr' i.

Deviazioni

la terali a

275

A ME PPBN

ESPERIENZE DI TIHO

fff ~

'

- - - -- Il pezzo appoggiava sul terreno naturale.

sso

-

basso 1,25 centim. >) destra 70 dis tanza. 2028,5 metri ver ticale 255 centim. laterale . 195 " long itudinale . 29 metri verticale 7d,9 centim. }) laterale. 65 longitudinale 12 metri

Colpi 6 al 10 ~

2,57 metri 2046

4,05 49 1,136 17,2

• • •

•


276

ESPERIENZE DI TIRO

277

A MEPPEN

III. Dati di confronto fra il cannone da 9,6 Krupp e quelli da campagna pesanti d'altri stati (bocca da fuoco). SPECCHIO

'

Cannone Cannone Cannone! , russo fra11cese lc'.annone Krupp da d,t da mglese 1).6 IO.? 5.9 16 ldb al 1 )re centim. centim. centim.

Denominazione

I

1 Calibro . . . millim. 96 i 106,7 95 1 91,lrchilog . 6~5 2 Peso del cannone . 625 700 610 I 3 Lunghezza· dell'anima in caI 23,9 l ibri . . . . : . 23,6 1!) I 17,2 12,5 4 Peso del proietto . . chilog. B 10,84 I 7,25 I 5 Peso del proietto in palle sfeI riche . . . . . . . ,. . 3,70 ! 2,82 3,4f> I 2,fi9 6 Peso del proieLto per cenlim. II quadrat0 di sezione trasversale . . . chilog. ,o, !G61 0,'1421 O,i53! 0,115 7 Carica di tiro. . . . 2,1 1,36 2,1 I 2,05 8 V docità del proietto . metri fi,52/) 400 443 41/t 9 Forza viva totale . dina.modi 125,2 j '103 108,4 6:J,33 10 Forza viva per cenlim. quadrato di sezione trasver'.l,73 sale . . . . dinamodi 1,15 1 />3 0,9611 H Forza vi va per un chilo g. di peso.del cannonechilograrnmet. 200,4 164,8 154,86 10:3,82 '12 Forza viva per u·n chilog-. di polvere . . . . dinamodi 46,38 50,~4 5'1,H2 46,57 >)

I

SPECCHIO

IV.

I

Peso .del cannone . . chilog. » dell'affusto completo » del pezzo » » dell'avantreno . . della vettura-pezzo. N. Cavalli Peso da trai nars i per ca. . . . chilog . vallo QuanliLà dei colpi trasportati tra affusto ed avantreno N. )) ))

))

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625 ·531 1156 850 2006 6

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6 o<-. 7 8 10

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Denominazione

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9

Dati di confronto fra il cannone Krupp da cent. 9,6 e quelli eia campagna pesanti d'altri stati (vettura-pezzo).

I

SPEC,CHIO V .

13 colpi coll'obice da· 21 centim., granate ordinarie di .9.t chilog. Bersaglio batteria. in te1·ra. Distanza 1980 metri.

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Deviazione media

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ANNO XXIV VOL. l V.

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orizzon lale longitudinale . orizzontale longitudinale .

37,7 metri 2012,1 6 » 109 2,27 26,3 ))

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19


278

13 colpi col mortaio da 15 centim., granate 07"(1inarie di 31,.5 chilog. Bersar,lio ba tteria i n terra. Distwua 1980 metri.

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Deviazion i

56 '1980 2010 2005 2010

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VII.

SPECCHIO

Vl.

S PECCH IO

279

A MEPPEN

ESPERIENZE DI TIRO

I 233

9I85 9190

I228

9200

235

90'13

223

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destra

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Dispersione

i

Deviazione media

{

orizzontalo longiludi nale . orizzon tale. longiludinale.

227,5 metri 9051,4 11

285 7,5 87,88

>>

. .


280

ESPERI ENZE T>T TI RO

SPECCHIO Vl 11.

SPECCHIO

J O colpi col cannone da 1O,5 centim. granate ordinarie di 16 chilog .

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2035

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-- I CenLt'O della rosa Dispersione Deviazione media

I

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2020 20:H

12,90 3,00

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I

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105

2

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I

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IX.

Dati di confronto fra il cannone da 10,5 cent:· Ifrupp e quello austriaco da 1::: ceni . b1'onzo compresso.

distanza 2000 metri. Bersq,gl,:o verticale.

I I

281

N MEPPEN

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0,148 4.

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492

170,t

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5,1 5

4,67

1,96

1,82

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'140,'1 51,5


282

SPECCHIO

,~ I

I :e. I

12 colpi col cannone corazzato da 15,5 centim., granate ordinarie di 35 chilog . Distanza 2000 metri. Bersaglio orizzonlale.

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Centro della rosa

170 180

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Dispersione

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Deviazione media

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Di stanza

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X[.

SPECCHIO

X.

12 colpi col cannone corazzato da 15,5 centim., granate ordina,·ie di 35 chilog. Distanza 1500 metri. Bersaglio 1Jerticale. Distanza del pu nt o colpito dal centro de l ber·saglio

283

A M8PPEN

ESPERIENZE DI TIRO

,,

lt3,3 14,6 metri

O

o I

basso . sinistra dis tanza. ( oriz.zon lale . t logitudinale orizzontale ., f longitudinale

sso

0,867 me tri 2063 » .3,9 ,, 85 1,1

•

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~


284

ESPERIENZE DI THIO A MEPPEN

SPECCHIO

X I I.

11 colpi col cannone corazzato da centini. 15,S {JT'anate ordìna1·ie di chitog . 85. Distanza. 3300 metrr Ber saglio orizzontale.

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83

Dispersio ne Devia zione media

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LIBR I E PERIODICI Direzione e veloci tà del vento

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o r izzontale . long itudinale ol'izzonta.le . longitudinale

11

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metri »

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52 1,70 1'1,4

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Osse,·vti~i,nii til cenno c,•itico ,ieu,, Rivista ì11ilit:ll'c Italiana rodt,, C()n·1 110si~itn1,t! dei coH:vogli os11tultile, del dott. Lu1c1 Go·rTARDI capitano medico. tipogr. e litogr. P. P ellas fu L.

GenoYa, 1879.

Come tlicn il Litolo, l'opu;:;rolo i• uua ris[JOSID alla Cl'l tl ta, inscrit:\ nella di~peusa del pas:::alo maggio, snlla c·onferPnza elci rlou. Gottardi circa la composiziorn: d<·i <·-0nrn!!li-o~pcdali. Non i• costume della 1/i~istci di entrare in polemiche i11 conscgurnza dei cc11ni bibliogra fi ci n cri tici c.he dii delle opere rnD11d atele dagl i. autori, se non allorq u:rndo, trn ttil nrlosi di rn:i tori e cl i /!ril ,•r, import.anza , nrdc po:;;sa an-antaggi:ir,;enc la ,crilil scientifica. Chi, ;;cnza avere 1111:1 <1ualche conoscemrn elci treni ~11n i111ri, legge la lnnga o gnwe enu rn Pr111,ione doi dauu i, oi qua li , secondo il do·u . G~>~tardi, sono r.~posti i fpriti corica li nel sen,;o longitu clinnl<' dei carri (dispo~izio11c adottat:i nel tipo di tr<rno- o~pc<la le, eseguilo dalla nostra Di rezione tra:sporti 111iliLari) invece che_nel senso trnsvors:110, che egli nel la sua C"onferenr.n propose o l.c'nncr-\menle cnufr·rnrn 11 cllc prose11ti osse1·oaz·ion·i; - chi legge in que~Lù come egli qna!i lìcbi di semplice assel'zione qnùllo clw dicemmo nr l cenno critico, « la r i~iclrzza delle molle dei e.uri es,rr fù licemcntc viu1a col , i~Lcma del Broclmaun » e vi cou trllppone i s111Ji tecnici e.çpcrim.enti , coi. qw1li cli1110::-1.rò . « con la riduzione Hrockm:1nn rima nere pi 1·1 clt•ll.i 0101.ù dc.Ila rigitlczza propri.i di quclln molla» . - l'hi. iuliuo, legge nrll'ultirno opnscolo come cg:li in appo~~io ddla su.i proposta menzio11i i cenni onorifil:i rhe il CO·


286

287

LIBRI

E PERlOOICI

lonnello ,medico Baroffio, ne fece in un rapporto alla R. Accademia di medicina di Torino - potrebbe forse dubilare che la Direzione tras~ort.i ~~ìl'adot,tarn il proprio modello non avesse discnss~ quanto meri tava _l 111ip~rt,~nte argomento, o che, per lo meno·, s_i fosse i5p-irata a cons1deraz10111 non abbastanza pratiche. Nè del dnbhio avrebbe modo di chinrirsi ricorrendo alle font i, .perchè uon è sta ta pubblicata alcuna Relazione ufficiale dej lavori faui. · · . Ad assicurare i dnbbiosi ci siamo specialmente indotti a scri vere le seguf.lnti note; essendochè nelle Ossercaz,iori-i del no,Mo egregio contradd ittore non abbwmo trovato nu lla di nuovo atto a l'a rei modi fi care il giudizio espresso. . Giova premettere che il colonnello medico rlott. BarofTio nel sopracitato Rap porto, con quella modestia e lealtil che sono testimonianza c~rta del merit~ ~ero, si dichiara ripetutamente ·ùncompetentc c1, gfod1.care della qmst10ne tecnica . Non l'esam ina in fatti, e pur riconoscendo l'1;1tilità del concetto di disporre i letti trasversalmente all'asse del convoglio, non fo parola elci modo di effett1rnrlo . Si contenta di dire parnrgli che la proposta ,m,e-1··ilti, d-i esse1·11 presa acl eswrne e sludi,a t~i; e prcgan~lo l'Accadem ia di és:sere larga d'una parola d' incoraggiamento ci d1 lode al dott. Gottardi pe rché cosi potrà forse 'il imo lwo~ro ottener~ l'onore dell'esperi mento, conc.lude: 1·iesca com·unrz11e, · sc~rc~ sern-pre nl:ile al yo1Jerno, all'eserC'i,to, al paese i ma sol-iwione q11,alsuw'i del/.'im.portcinle guest-ione, cioè della trasfor mazione del materiale ferro vinrio pel trasporto dei for iti, . . Non trovnndo n_cl rapporto fat.to alcun cenno dei lavori esegniti dn lla ,D1rez1one trasporti ,_ è lecito credere che il dotL 'Baro!fio non ne nvesse conoscenza . ~on è _anche l'uor di luogo supporre che non gli fosse venuto~ so tto ?h oc~h1 l'!i_sarnc, pubblica to nella Rivista, della proposta del,-lrotta r,I1; altrnnent1 avrebbe forse l'atta qualche riser va come lo sCl'lttore che si /i occupato di quel rapporto nel Gfornale d'i ,medicina 1n'ihtare ( 1)- I no~tri lettori possono durnrue vedere che l'ap pronzioue del colonnello medico Barofli o deve eg;;ere in te~a in un ~nmo molto {,j _ stretto e sub condtiltione, A ginstifi ?are . pienamente quanto è stato fatto presso di noi baster?bbe - e tu già nota to n~l . ccnrio critit:o - il dirn che la di:-;posiz10nc~ delle barelle secondo I asse longitu:linale dei cal'ri sia la soln stata adottarn in tutti i treui s:rnitnri nelle guerrn combattute dal ,1866 al

4878. Unn simile ragior1e varrebbe per la riduzione della molla ordina~ia- dei carri co! sistema del Brockrnann , il quale fu provato la prima volta riel ·1870, durante la guerr,;, con risult~to così soddisfa cente cbe fu subi to adottato nei treni-speciali dei cavalieri l.edeschi cli Ma lta o della società l'r·,rncese di :soccorso ai f!:lriti , e, poscia , nelle cam pagne militari del passato anno , Non pertanto il sistema non fu accetta to pres,:;o di noi, ~e Llz.:i nn,we e proprie esperienr,e ; le quali furono bei~ più este~e che non i tecnici esperirncr!l.i fa tti dal dotL Gottardi, il qua le si limiti> a sotto porre una mol!a da r;arro ad un carico di due tonnellate e confrontare l'elastiçitì1 di essa con i'elasticiti.1 di una rnollà n:;uale di carroz.za, sot}oposta alla stessa pressione. - Per non di lungarci soverchiamente dobbiamo rnaudan) clii vuol conoscr{re con ogni partiéolarità l'osporienw, che servirono a stabil ire la ridu:i,ione alla Hrccl-mann ucl tipo aclotla to, a consu ltare il dotto e minuto lavoro che il capitnno modico clott. Di Fede sta da alcuni mesi pubblicando ucl G'iornale di mcll-icina, rn'i.litare (1 ) , Qui basti accennrrc che l'elasticità elci cn ni, ridotti co l sistema del predetto ingegnere, fn provata rnùltendol i nelle condizion i di fatto 1lcll'irnpicgo d1c devono avere nel servizio sanitario in guenn; cioè caricandoli del pesci equi · valnnte al numero d'inl'ermi, di a.,;::;istenti e di snppelletLili, che clcvooo contenere, cd e,eguendo del le co r~e con va ria Yelocità per lunghi tratti ferrov iari di cliffcrnnli pendcmze, .L'csit.o fn qua le si po tevn desiderare. - Al le rorovc, descritte dal clott.. Di Fnde , merita- si nrroiuniru vv t:i la segucmte, che fu l'uitinw e la decisiva, Sì foce nel mar1.o del passato anno con tre carri-merci piena mente trasfor mati ad uso cli treno sfi uitario; due, comu nicanti i'ra loro con corrirloio mediano ed equipaggiati di hard le e di leui- barellc eome i treni- ospedali; il tcrw, adattato col sistema funicolare dolJn Zawadovsk i, come i lrùr. i trasporto-fe riti . Scopo dell'esperienza non era solo di provare l'elasticità 1tci carri ridotti alla Hror;krn ann, ma anche di ,vedrire conrn in essi si com port.issero i divtit':,i giacigli , che si aveano a disposizione, nw;si in opera con differenti sistem i cli sospcnsiòne, di fì ssa1,ione ccc, Oltre al l<~tuccio bnrclla del nrnggiorc medico Tosi, cui è dovuto ciuasi intei:àmente lo stwlio del tipo di treno- speda le fatto eseguire dalla Direzioue trasporti mil itari, vi erano la barnlla regolarncntnm nostra, quel la prussiana, fa tta' venire da Stnuhurgo , lu barella decomponibile del colonnello medico ;\.rena, e di vc~rsc di quelle aucora in uso presso i

(l \ Fascicolo di settem bre 1879, Rivista bibliografica. Servizio sanitario i ri "aerra e ti-eni spedali. ,

(1) f,a dipersione dei mala.ti e fer ,ti m guerra ed i treiii-ospeda!i. V. spcc!al~ente· la dispensa di agosto del corrc n le anno.


E' PERIODICI

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LIBRI

nostri reggimenti. - Si anelò e si ritornò da Roma a Frascati con veloéità di 35 chi!. l'ora . - Presero parte all'esperienza tre membri dd Comitnto di snni tà rn ilitn rc, fra i quali l'ill u:;tre generale rncrlic.o Co_rtese,. che sul _fin ire d~lla gutlrra ciel ,J 87 ! ebbe ngio di viaggiare SUI trem- o:pedah germ~lllC!;. nh;nni _ uffkiaJi di sta to rnaggio!'C CO [ Capo della ~ 1rez1onc trasporti mil1tar1; d;versi ingegneri di al lO grado dello lerrovie romane, fra i quali i signori Cousi11 e) '.Jfortorùl li, altri ulll ciali. 1~1cdici e _non medici e chi SGl'ivc queste linee. Vi ernno dunque . t~on~m, per scienza, per tecu ici:smo, per pratici.1, per competenza att:ss1 m1 _ad esprimere il loro giudi1,ìo in materia. Tutti, seguendo I cs~mp10 del gerwra le medico, vollùro coricar:;i e prtware. co~ì s11ccess1vamente com() si sta va su i cliver:;i giacigli dei ·r.rn carri; e, secondo la propria s pccia litù profcs\'iouale, ognuno esam inò · e rlisse le sue o.sse,·va:ioni. Da crucstc noi rilc,·ammo che non si sareb be potu to far cl, nwglw per trasfornrn re ad uso cli treni snnitnri i veicol i del nostro materi;de ferroviario. Nessuno di ossi, medico o no, foce cenno dei peri<;oli, temuti chi! dott. G-ottard i, per b disposizione~ dei fon ti nel senso longitudi mde ; 11ess11110, del pari , ebbe ad osservare che la ridu zione nl la Brockmann non fosse pi!:11mn<rntn ri uscita 11 dare ai vagoni la dèsi.de~·ahi le efasticità . Stando coricati , uon si soffriva per .a corrente cl nn:i dormH1tc dalla intercomnnicnione mediana ·dei carri, sehheuc apc~rt.r. le porte di testata e si fosse ll () i ma rzo · e <·.iò perd io queste porre potendo sch iudersi all'intemo e ,1ll'estern; for~Hw~~n.o,_ '. n r[uest'u)tin~;i !)osizione, sul pouticello di p:-1s$11ggio, le 'pareti l,1te1c1 l1 d1 un corndo10 rnterrotte sol tanto per pochi centimetri . La 11n::ile intcrru7,io1rn di cont. inni tà si po trebbe, Yolenclo, chiudere con 11 11 ,i tenda distesa nl disopra delle porte e ricadente su i due lati . E i t,im ori r-spre,si chtl l'antore della conJeren zit non sono di visi da altri. Ch i scrive non ne senti far parola in Berli no dni medici milita ri che accom pagnarono le tante rnigViai::i di feriti C' d'informi nelle aucnc A nst,·o-Pru,~iann e J<'r:mco-Germanica; :;e fatti di quella natur~ fossero accaduti uou 'si può dubi tare che avrebheto richiamata la loro 11uonzio1~e. Lo s<;ri v~~lte ebbe ancora occasiono, nel pa::snto anno, di vedere g1uugere rn V,euua un !.rono-ospeda [o pieno di reriti dolhi oc.cu paziouc della nosn ia e della E rzegovina. - .Fn1 le molt(: notizie sul sen·1z10_che gli d.iecloro cort. esement() due medici, i qual i facevano . parte d1 <Jne: treno ed erano al !oro ,iG0 vinggio, non vi rn nes,mta ossen •azionc di quel [~ :'.fJCCiC. Notò, per )o comr,ì rio, che essi nel c:11rro, des.t1 nalo . loro escl ns1van:1011 Le, aveano disposti nelja direzione [ongi. :tudrn,1 lc I propri lcttucc1-barello; i r1ua[i ,. per c~s(:re poggiati sul pa1

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vimcnto, avrebbero potuto avere quella qnalnnque direzione che fosse stata stimata più co,nocb . Quel treno- ospedale era composto di vagoni merci ridotto alla Brockmann con intorcomunicnione longitudinale mediana. Da. quanto abbiamo esposto ~in qui i lettori della Jfr;yista vedranno che ciò r;he dicemmo nel cenno cri tico era più che se,mpUce asset1·.tione e che il ti po cli treno-ospedale, provato presso di noi, non può essere minin:i.a ,rnrn te deprezza to da lle critiche fa ttegli. . Il nostro egregio contraddillore c'inv ita poi ad esporre gl i altri appunti alla sua proposta, che noi abbiamo taciuti (o sottacittt'i, come · a lui piace di scrivere) . Crediamo ~he non varrebbe la pena di toroarci sopm dopo di ayere dimostrato come sia impossi bile di adottare la disposizione dei feriti nel senso trasversale dei carri e delle carrozze ferroviarie, perche la la rghezza di quc:;ti veicoli non è tale da con- · tenere le bareHe regolamenta ri o i lettucci- bard le delle nece:-sa ric di-- · mcnsioni e lascinre anche lo spaiio per un corridoio d'intercomunicazione nel cprn le potesse muoversi e agire li beramente il persouale sanit.ario di serviiio e di assistenza . Nfo contro quest::i conclusione insorge replicat11mentc il dott. Gottardi' e ci riet:i il !liritto di criticare . ' . ' perchò egli non si. occupo, per om de,i particolari delle suppelleWi.li, interne; una ragione qnest-a ch0· equivale al - rispondo che non rispondo. 'Bisogucrù du nque attendere che egli se ne occupi '? A meno chn non abbia intenzione di darci una nùova barella e modifì cme in conseguenza il carreggio delle sezioni di sanitù, non avrnbbe potuto , noi crediamo, prescindere dal tener conto della hurolla regohmeut1.1re (che è è1ua le è per soddisfare a tntte le condizioni indispensabili del suo impiego in guerra , cioè lra:;porto a brnccia d'uom ini, colloc:unento noi carri per ferit.i ecc.) quando egli si è fa tto a trattare della trasformazione e ada ttameulo dei veicoli l'en ovi:iri ad uso dei treni. sa nitari , specialmente dei tren i- trasporto- feri ti. Lo stesso lclluccio-barella, dei treni-ospedali - :;ia qua lsivogl ia h, $ 11:'l forma (\ i[ modo di acl::it.tarlo nei vr-icoli - non pn6 non supenwc in lnnghe7,7,a i due rnc1ri , dovendo avere dei manici per essere trasportato a braccia, maneggiato , in trodollo, estra tto S0$peso nell'ordine superiore dei carri o carrozze; donde lo ;;pnio che rimane anche noi più larghi rii questi , è insulTiciente per forno un c;orri doio di p,1:;saggio . E cade qui un'a ltra osserva1,ione. T. lettucci-barelle usati nei tren iospedal i, che fan_no lunghi percorsi , per non essere un supplizio per i giacenti dovono avere una larghe1,za maggiorn delle ordinarie barelle. Quello fa tto dal maggiore medico Tosi è largo centimetri 65. I


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Prussiani, che usano la barella regolamentare anche nr~i treni-ospeda li, la founo di venlure più larga con un apposita aggiunta {A nsatzstiick) 0 vi ~oprap pongono un nrnterasso. Orn se lettucci di .ta li di mensioni si dovess1)ro mettere in posto, come propo1H~ l'egregio dott. Go t.tardi . trasversa lmente nelle carror.ze di 2" e cl i 3n classe, senza togl ierne i tra mezzi che le di vidono in compar1imen1.i, vi rimarrebbe a ppena, e non in tut.ti i veicoli , lo spazio pei'cl1è fra i lellucci contrapposti potes,m passare a stento il medico o l'as_si$Umte. 1n fatti i compartimenti d(~lle 2 e e 3e classi sono internamen te lunghi c.irca 1 111 ,60, raramente più, spesso meno; e togl i~ndorrn lo spazio di ,1m,30 occupato dalla lar; heua dei quattro lettucci, in due ordini, restano liberi cìrca 30 centimetri o nien te, affa tto. Se poi occorre~se, durantr~ il viaggio o in una breve fermata, cl i dover fare un urgente e grave medicazione ad un fcri ~o, coricato nel l'ordi ne superiore, e per la qna lo fosse indispensabile che gli assisten ti si mette~sero ai dne lati del leuucc.io, ciò sarebbe impossibi le col si:;tema proposto dal clotl. Gnttardi; e converrebbe, fermato il treno, trarre fuori dal ,,cicolo il lettuccio. Col :;i~tema universal mente adottato del la disposizione longitudinale con corridoio mediane\ lo spazio di questo fra .i due ordi ni di lettucci rimane ancora largo di circa 1m,30 e permette che si possa togliere dal posto il letto o. la barella e poggiarlo sul pavimento per dar-e al gi:icente il necc,s:1rio soccor$O. M.a il nostro co,waddi ttore si è pure occupato delle suppellettili interne; quanto al letto, almeno, egli dice " ciascun sed ile nelle vel« ture cli 2a e 3· classe r iclotw a quauro quinti, circa 2m,060 per la « presenza della porta, de.ve essere pnre mobi le, coslrut.to cioì~ a sean" n1>.llatu n.1, pf:r poterlo estr.irrc a guisa rl' nn ca$5etto cla la viila 1>, de" porre sul pavimento sopra due cil indri di gomma el:i:,tica coricati, « oppure ;,opra u 4 mol le ad clice , lìssato con due cingh ie, perchè « serva da letto. Nel le veu.ure di 3• clas$e questa pan e di sedi le, con" verLita a letto pei conv'ogli -spedal i, occorre sia munita di apposito « cuscino» . Clrn per un infermo o fel'ito, che forse avrà necessi tà di muoversi per alleviare le sue sofforeuze, il rimanere per 3 o i giorni, in un convogiio-spedale sopra un letto largo '50 centimetri, o meno, e addossalo a una parete, sia una cosa comoda e com·eni ente, lo creda chi vuole. Calcolando cosi angusti anche i giacigl i dell'ordine superiore il dott. Gottardi ha trovato che fra i quattro letti dei due piani e:;ist.c in · cia:;cun compartimen to uno spazio libero di eirca 80 o 90 centim etri (spazio in realt:i molto minore nella più gran parte delle carrozze di 3a· classe specialmente) , dove pol1·cbbero conti muwenon solo a muo-

·{)ersi, ma percorrere le d!irez ioni p1·estabilite le due o più persone

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.291

che s'·incontrasse1·0 nel corridoio late.mie da lui propost~, e da _noi · dimostrato insufficiente o nullo, secondo si facci,, uso det lettucci ~ delle barelle recroJamenlari. In conclusione, adoperando queste o letti che abbiano di1~cnsioni convenienti, quali gli usai.i nei tteni- 0$pedal! d; tuU.e le nazion i, riesce ine~eguibile la riduzione per trasp?rto d1 feriti dei veicoli ferrov iari attuali corn o è sta ta proposta clall aut.ore deìla conferenza. . Con queste nuove rillcssioni abbiamo volu to :isponrl~re, per _<)eb1to di cortesia, all' invito rattoci, dal dou,. Gottard1, termrnando 11 suo scritto, 1Jllinchè si possa conoscere ( ripetiamo le sue stes:e pa1:ole) c~ie in favi, e i n noi, lo scopo solo p1·imeggi che dallci chsmsstone suL fatta la, luce. A noi pani che la luce sia fatta . Chi udia mo cp~incli la polemica , per non riaprir(n pi~, ?cl. esprim iam? il .voto cl.1e s1 ponga termine agli ind ugi e si dia pnn c1pw ad esogu1re qua~to e stato d~ciso dalla Direzione trasporLi mili ta ri , da circa due anni, do po lun?h 1'. minqti studi e pra tichn esperienze per la formazione dei treni sam tar1 col matcffia le mobile delle nostre ferrovie .

.Noziioni ele,nen.tnr, per ln <Vfl·'l"dtea•in compi late per

cura del colonnello

CAGNL -

2a edizione, riveduta ed au-

mentat1l. Veronn, Vianini , 1879. P rezzo· cent.. 70. È un piccolo manua le di 1/t.,I. pagine, nel quale P:r _mezzo di. domande e risposte sono raccolte le pitì elementari noz.1om necessario al soJda to di cava lleria. L'autore nella compilazione di questo layoi'o eblrn particolarmente in mira : 10 Di offrire un facile mezzo sia per insegnare sia per ap prendere i primi rndimer:ti dell'arma, i quali per le diverse _materie che trattano, si trovano quu e là sparsi nei vari volumi del lo vigenti nostre .. · istruzion i regolamenlari. 20 Di abi tuare il soldato a rispondere con premwne alle clomand~ che vericrono indirizzate sotto una forma semplice e chiara. 30 Di no-eneraliz.zare un sistema uniforme, che per gli (-i~ami teo. . ric1 nel l'interno cli un reggimento, possa utilmente servire tanto per ·chi abbia ad interrogare, cruanto per chi debba rispondere.


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Lil3R I

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Lo scopo è raggiunto. Stile ch iaro cd acconcio all'intelligenza di chi deve leggere cd imparare ; metodo a dialogo opportunissimo ad insegnanti ed a scolari; precetti 1',a tti e, dc11tro i liw iti 5tabi liti , completi come si rilern dal seguente sommario elci vari capitoli: n cgolamcnto di dis<.;iplinn ; Non11c di contogno; Cod ice pe11ale; Cenni sulla composizione dell'esercito ; Unifor111 e: CompeLcm:e; Delle armi; Istruzione sul tiro; ~ omcnclatura d~i priucipali oggetti di bardatnr.i; AIIardollarnento; Prime istruzioni intoruo al cav.illo; Inrniorsaturu; Dei zappatori; SerTizio di gu ida e d'ordinanza; Ammaestramento tattico; Dei posti di corrispondenza; Elementi d'igiene; Elementi d'ippologia ; Cenn i sulle no:;tre i,-tituzioni politiche; Nonne per una speciale esercitazione all'aperto; Esempi di missi ve ·per sottu l'ficiali . . Una sola domanda ci pennetta l'egregio aut.orn: Non potrebbe egli per avventura in un'a ltra edizione allargare tw tantino qualche c;i pitolo, come ari esempio l'istruzione individuale a cavallo e l'ammaestramento tatti<.;o, ai giorni che corrono di su pmma im portanz,i per la cava lleria?

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vide, unitamente al uorne che è proprio della stessa specie o pianta . Queste poi sono singolarmente di.stinte per caratteri speciali n considerate nelle lol'O qual ità buone, mediocri, cattive, tossiche. Vi sono pure indica ti i terreni più ada tti per ciascuna pianta e l'insieme delle sementi <.; he si richiedono per la prodnzione di nuovi prati . Tutto vi è alla portata delle meno colle iutelligeuze, e, sebbene vi direuino i nomi volgari o paesani delle piante, ciò che avrebbe condotto ad un immane clu<.; nbrazione, ognuno può fac ilmente riferirsi al ti po di ciascuna specie, e riconoscerl e sotto la propria denominazione regionale mercè la uaturalezza delle rispettive figure delle quali abbo'uda il te:;LO. Egli è poi per la for mazione dei fieni che noi dobbiamo avere quest'opera iu particolare pregio per l'nso l)li litare dei foraggi , potendo essa servire come li bro di testo e qual giudice inappellabil<~ in ogui ca;o di contc~tazione o misura economica al riguardo. 'on è perciò fuor di luogo il racconrn udar questo li bro a chi di ragione per uso delle biblioteche presidia li, dove potrr.buc essere consultn Lo all'occorrenza, per i 1:0rpi a cavallo, per i comandi di divisione, e per le direzioni di comm issaria to, che più frcq nentemenw si trova no uel caso d'avern e bisogno.

Le J>itnde •>Nrtensi, del prof. cav. ANTONIO DE SILVESTRI.

Torino, Candeletti, 1879. Ci era giù nota quesl'opera pel buon accoglimento che le venne fatto dal pubbl ico intellige11t.c . .Ma ora che la teniamo sotto gli occhi ci affrettiamo a confermare qnnnto giù ne dis~e la nostrn consorella, l'Italia Mii'itare, cioè esser questo un ~ibro che ancor mancava iu Italia; e noi vi aggiungiamo, in ·non poehi altri paesi :n1cora . Dinrno qu indi il benvenuto alla nuova pubblicazione dell'esimio prof. Dc Silvestri e gli auguriamo la buona sorte che s'è meritata. È un bel volume dì 400 pag. in- k in cui si rappreseutauo grnJìcamente e scientificamen t.n tutte le piante oct erbe che 1lliìgnano uci nostri prati e co111pongono tutti i fieni italiani. Per- chi sa 1111 po' di botanica sari1 facile comprendere che ciò 1100 è poca <.;osa. L'opera si divide in 63 famiglie, queste in 297 gen,wi, cla~sific1lti pure in 85,t specie. Ogni {'a·m ig/i,n è de~critta con le proprie gcuoralitit fi siche, bowniche cd econom iche. Ogni genere porta il nome caratLerist.ico della cla:;::-e, il quale si ripctr poi nelle molt.oplici specie, in cui si ,-uddi0

,

Hisloi,·e ,le la nuu•i,ae ,le taus l e s 11eH1>les tle11·1.d s les p lus • ·ecHlès jusqu'n ,ao s Jou,•s., per A. Do SEIN. Pari·s, 1819.

Si ignora cou1plctameme qnal popolo sia stato il primo ad incavare il leo-no per affidarsi al mare. Le pi ù an tiche traccie le troviamo uei gero;lifici egiziani, i qn.1!i rappresentauo le barche del Nilo, provviste di ti mo11c e degli attrezzi più necessari . Però, in seguito ai profondi studi fo tti~i da un quarant'.inni a questa parte sulle origini della terra e dell'uomo, si è potuto stabilire, che la navigazione si protende fino all'età neolitica, cioè all'etù della pietra lavor.1 ta. Il ,;ignor Dc Morbillet. ha potuto coust:i tare che la oavigazio11e tanto m,1 rina q u,1nto tàrcstrc, esistev.1 gi.ì regohl rrncnte verso . quel tempo. Quel dntto, iu 11 11 suo :;critto: Origine de la navigatio:~ rt de la pech,:, passa i11 ,·as:;cgnn le scopt>rte dc' primitivi scafi proprn A?\NO

xx v, 1

VOL

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del l'uomo preistorico, fatti ,;mi differenti paesi, quasi tutti . fnrmati di un solo 'tronco cli quercia, scavato mediante istrnmenti a tagl iente arrotondato, probabilmente con ascie di pietra aiutate da ll'azione del fuoco . . Il Dn Sein non ha spinto le sue ricerche fino all'epoca preistorica . Bali incomincia il suo libro da lla famosa arca di Noè , la quale, se 0 ~ non era destinata a navigare, ma sollanlo a galleggiare, era pur sem pre una gran barca. Nel capitolo preliminare, tra lasciando di parlare di quel vascello di Creta che servì al ratto d'Europa, della flotta di Minosse, del famoso vascello Argo ec:.c., coustata che gl i Egizi i furono quelli che insegnarono la navigazione ai Greci, i cui viaggi non oltrepassarono il Mediterraneo . Si intrattiene sulla invenzione della vela, invenzione che i Greci attribuirono a Dedalò, Plinio ad Icaro, Diodoro ad Eolo. Dà i di$egni dei primi navigli degni in qualche modo cli questo nome, cioè delle galere, distinte da i Romani in Biremi, Trù ·&1wi, Qu.ad!rireini, . Quinqiwr1mvi. Passa in rassegna tuue le invenzioni posteriori ed i miglioramenti introdotti nelle navi, in ispecie da guerra, e descrive le forme loro, i pregi ed i difetti Gno ai giorni nostri. Parla quindi delle varie marine, dalle origini loro, e v1 consacra due grossi volumi. Nel primo volume si trovano le marine egizi~na, fenicia, etr,usca, assira, persiana, greca, macedonica , dei succl~ssori d'Alessandro , cartaginese, romana, degli imperatori d'Oriente, V (\nezia1rn , e genovese . Nl~I _secondo volume si trovano le marine ottomana, scandinava, spagnuola, portoghese, france:;e , inglese, olandese e russa . . Come è naturale, alle marine francese e inglese consacra assai più spazio clic alle altre, tra ttandosi nella prima di storia patria, e offrendo la seconcln da sè sol;i argomento sufficiente da riempirne vdnmi , Scorrendo queste pagine abbiamo arùmirato la paziE:nza ciel raccoglitore. Egli ha consultato innumerevoli libri, autori, cronisti, ha riportato tavole e disegni, ha descritto •battap:l ie (~ combattimenti; ma senza approfondire i fatti, senza riscontrarli su quei documenti che ogni giorno si scoprono e si pubblical)o dagli eruditi, se,nza insomma la cribica severa indispensabile allo storico. Tra le altre cose abbiamo notato la poca importanza da lui attriJnuta all'adozione delle artiglierie sul le navi; quasi quasi sorvola a questa çagione radicale del cambiamento della strategia na mie. Parlando della mari na Veneta, si appoggia sul cron ista Daniele Chin::izzo, il quale notò l'uso di due bombard.e all'assedio cli Chioggia nel 1380. Fino a pochi anni addietro, si credev::i che in quell'assedio si avesse 1

fat.to il primo nso dello hocche a fuoco, ma da documenti scoperti poi , ·si venne a sapere che i venezian i battagliando nel ,13,1,,9 contro i genovesi al capo Alger nel mare di Sardegn;1, avevano le cocche, ossia ·piccole navi munite cli artiglieria. Descri vendo la battaglia cli Lepanto , nota che le navi cnstwne erano 200, e secondo il paclrn Horte, · 2.05 . Xoi credia!J.10 più vera la cifra cli 2.,13, poichè lu Spagna vi mandò 8 1 galee, la repubblica di Venezia ,H 4, il Papa ,12, i cavalieri di Malta 3 e il Duca di Savoia 3. !Questa flotta, agli ord ini rli D. GioYanni cl' Austria, aveva a bordo Ha mila italiani , 3 mila spagnuoli, 3 mi la tedeschi ,,cl altrettanti volontari. Forse, a menomare l'irn'portanza del l'inanclita violenza che il . re Luigi XIV commise contro la repubblica genOYf!Se 11elJ':inno 1680, il Du Sein rnwmt.a che vi anclù una (lotta cli cc qucitorze -wisseux, Jeux galères et pltlsien1·s gahote.s, sons l(J, cond:wite de Duque,çne » . Q1wste ci fre 110n sono <~sattc. La flo tta contava H- ,,asccl li, 2.0 galere' 4Oç)0'31(~otte , 2 brnlotti .' 5 navi da trasrJorto, 2.7 tartane e 70 piecoli bastimenti. Era condotta da l celebre ammiraglio Duquesne, aveva a bordo il ministro Gio. Bat.ti:,ta Colbcrt marchese di Seignalais e l'inventore dei mortai a bordo delle uavi , Rinaldo cl'Elicagarrai, il quale voleva ripetere quelle prnve che gli erano mal riuscite due anni prima ad Algei-i, contro la città cli Genova, assolutamente impotente .à resistere a quell'apparato straordinario di l'orze (1) . 1

1

( ll A reuificarc lo storico errore, ci si consenta di dare la lis ta delle navi inviato all'impresa contro di Genova,

V ascelli. !. L'Arden.t 2. La Fe1~me 3. Le Va-illant 4 Le l'igilant

5. L',Jimable ·6. Le J.>a,'{att 7. L' AZ.z'·twe - . 8, La Fo,·t1111e 9. Le Saint-Ja.cques 10, Le /71wron lL L',lq1,ilo,1· . 12. L' lndien 13. Le Capable 14, Le Bi~zari·e.

.

uomini 475 cannoni 74 com. march. Dnquesne, ten. gen. ,. 330 > llO cav. De Tourvill e, > march . d Amfrevil1el magg . 350 M ,. cav. J>e Lery, 350 54 ,. a,,o 54 > m. de S. Aubin , capitano 350 60 > cav. de Goutcs . m. de nell'Isle Hvard, > 350 60 > 350 56 ,. cav. Du Menè, m. de Septemes, :,50 > 56 > 3,,o 5-1 > ,no ,·ch. de la Pone. ,. 54 > cav. de nelle Fontaine, > 300 m, Fornut, 250 34 ,. > • 44 > m. dc la Motte, 250 ,. 250 H ,. m, de Chaumont,

. . . ...

.

•

..

1

•

..

..

..

.

Pregate leggtere.

L La Vipe,·a, -2. La 1'rompeuse , 3. La Subtile ,

uom ini SO cannoni >

,,,

..

com. m. Clav ier, capitano ;n. FloUc, lll, Lil,m,

.


29() ·

LIBRI E PERIODICI

Molte altre cose vi sarebbe da rilevare,· rna si andrebbe troppo irt lu.ngo . Il signor Du Sein, nel la prefazione, dice di aver fotto uil )avoro-

,òJ~stinato principalmente alla gioven~ù. Se intende per gioventù che va a scuola, è troppo vo luminoso e di !liscutibile utilità, se invece intende d'aver fotto il lavoro pei giovani studiosi giit adden trati nella materia e desiderosi di approfondirsi di più, esso è insufficiente e incompleto .

Galeo tte. I. La Brulante .

. uom ini 86 cannoni 6 com. m. La Peaudier, CA))Ìl. 36 > 6 > m. de Poulac > 3G > 6 > m . de Combe, » ,. 36 m. 6 Goneton, :o > 36 > 6 m . de In Mo t te ct"Airan, ) > · 36 8 > ·m. Duquesne Mosni er, 3G > 8 » m. Combault, > 36 8 • m. Beaussier-Fel-i x, 36 m. Patoulet, 8 > » 36 8 m. de Grindprè,

2. I.a C1·uclle . . $. La flombarde . 4. La Menacantc . 5. La Foud,·oyante . 6. L"Ardente . . 1: L a Fttlminante 8. I.a 1Jelliq11euse 9. l,a · rerri/Jle. IO. L'Eclatante

..

297

.

Le ti,• de t'e-, ,,r,nde,•i,e ,n1,x g1•,nules ,list,nices e t son i,,Jhie,,ce su., • l,, ftt:cl·i que, par le c_ ap . adjoint d'etait major H. VERMERSCH. - Bruxelles, Muquardt 1879.

.

Brt,lotti. I

I. L".lmecon 2.

. uom ini 30 canlloni 6 co m. m. Serpant, capitano ao • 6_ m. Tl li n, •

Le Oacllè

Le circostanze hanno indot,to i combauenti delle ultime guerre ad 11sare quasi istintivamente di tutta la portn ta d<':i loro , fucili. La riflessione ha insegnato il modo di rendere efficace, nlmeno sul rioligono, il tiro a distnnze notevoli. Oltrr~i seic;rrn to metri, e più in là fino · dove arriva l'alzo (quel lo del fuci le fran cc,e va ai 1800 metri, e negli altri eserciti si cerca il modo di uguagliarlo se non di superarlo), il tiro :i · massa ha preso il luogo del tiro isolato poichè la grandine di proiettili lascia sperare maggiori vantaggi, che il colpo mirato dal miglior soldato per ft}rmezza di polso e acutezza di vista . Muterà per questo l'atto anche la la ttica? Se ne · ri:;entirnnno i regolam<~nti per questo allnrg:rnrnnI.o ciccessivo· della zona battuta efficacemente dalla fneileria? Dovranno modilìcarsi gli ordini pel combattimento dando ragione al detto nnpoleon ico, che ogni decennio v'è bisogno di mutnre forme t.attiche? E se dnono succedere _innovazioni, saranno esse supc~rficia h o scompagineranno profondamente quelle forme, che oggi crcrliamo buone . pel combattim ento? Ovvero la distanza tra le linee sarà amnentata tan to da sottra rre le riserve dai colpi ma l diretti sui cacciatori, per poi rendere difficile l'accorrere_opportunamente a sostegno dì questi ultimi? Come ::i fnrh a mantenere la direzione nel combattimeuto, se a distanze enormi dal nemico comincia il bisogno di sperperare non solo le fraz ioni taniche ma perfino gli uomini '> Qnale ripiego s'adotterà per <Witare all'.ittacco questo nuovo mezzo favorevole nlla difesa? Queste ed altre domande, le rp1ali riassumono, per così dire, le questioni· che si agitano oggi al proposito di combattimento della fan.:.. teria, balenano e s'accavalcano nella mente prendendo in mano questo

Navi da trasporto ( Flu-tes). I. .le Me,·et,se 2. J:1,·011delle

. uomin i

50

00 50

>

3. J)Avenant 4. La Balaine

50

5. La Jllenvem,

40

6:

I.e Cllameau. 7. La Biencharglfe 8. Le Chariot . . N 17 t.arta ne

N.

n

28

.

28 50

~

cannon i 30 com. m. Despl'er, capitano " 30 • m. A\lbert. 18 m: Vinccnt Dea ussier, ca pit. > 16 m. Cadencau, 18 m Cla l'eau, 18 ,. m. de Prò IO > m. de Lucenay , IO > m. de Lascotte, ~

~

.

bastimen ti a remo. Galere.

1. La Reale . 2 La Pat1·one 3. L'lnvincìbite 4. La Forte . 5. La l'i.ctoù·e 6. La lleyne . 7. L a Valeur 8. La Si>·ene U. La G·r ante 10. La Belle .

li La Fcwo,·ite . 12. La /la·rdie. 13. L' Ama,one 14. La Fidelc. 15. La Gatcmtc 16. L a Ferme . 17. La 18. La 19. La l!O. La

. 300 uomini d i ciurma com, m. lo due. de ~:Iortemar, geu . . SOO " • cav. do Nooalles, ten. gen. . 202 ~ ~ .. ca\'. do Bethoma.s, rnaggiore . 2·01 • cav . dc BretoOil, . 900 , cav. de lonson , • > ~ · m. de Mo11tau lieu, capitano . 200 . ~00

'»

.,.

• 2.03

•

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, 202 199

•

. JH::>

. . , . .

204 199 200 199 199

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.. • • ,.

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•

Dauphine . Fleur de Lis

. 202, . 200

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Com·Ònne Pe1·le . . .

· 198

~

. 108

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m. de Vi :;ier,

.»

m. de I<'or,•ille, m. do Mauboisquet, · • h1. cav. <ie- Ruoil, .,, m. cav. cfe Pc nnes, ,, C3 v . dt~ He1·cm, Cal'. clc1lallothechoua11 ~.~ !li . de Monf•Jren, ~ rn . de Ducho n, .,,., > visc. de Lauzun , » :,, cav. de la Fm·e, ,. > comi.e <le Luc, • m . de Jlonncville, cav de Ttuco urd, >

\

\

~


lC: PEH lùUIC l

298

299

LIBRI

libro. Ma lo scri t.tore è ecle.uico. Raccoglie fotti cd op1n10rri, poi tirai dritto finchè conclude che l'adozione dei tiri alle grandi distanze esige la. nrnggiore istruzione nei gradua ti e uellc truppe, e la maggior precisione negli ordini del corn:rndo. Nulla di pi ù vero: ma non è ciò che attendevamo. Il titolo promel.leva ili parlare di modiGcazioni nella tatt.ica per effetto dei tiri di fuci leria alle grandi distanze, e la conclusione parla d'istruzione. Confessiamo che il fa re apprezr,arnenti sovra le innovazioni tattiehe non è cosa facile: Commissioni autorevolissime hanno naufragaLo 11cl iraceìare un indirizzo all'istruzioue tattica degli eserciti, e le conseguenze sono state gràvissi me. È naturale quindi che (lnche l'a utore siasi guarda to dall"emettere un parere sopra problemi la cui sol11;,:ione soggiace alle cento perturbazioni che sconvolgono i campi di bauagl ia. Il libro quindi rimane una specie di riassunto rli tuttociò che ri-· · ·guarda la qucstioue. Però ci sia lecito di trovare questo riassunto breve quanèlo parla della teoria e del modo d'impiegare i fuochi in. discorso, cd un po' lungo quando sciorin:i. formole per determinare la probabilità di colpire dei tiri diretti dalla fan teria contro her:;agli coperti d1.1 parapetti. Anzi nel ·pri mo caso, quando l'autore accenna che il modo d'applicazione delle teorie elci ca pitano Mieg nou è in teramente conosciuto, sembra essersi dimenticato che rrucste teorie formano la base delle modificaziòui apporta te al regolamento di tiro doll'esercito tedesco, e vi sono perciò iargamcutc svol te. Ridotto cosi alla- :ma vera natura il libro del Vermersch, sarebbe forse importante l'esaminare le opinioni che in esso sono raccolte sulle nuove formazioni tattiche di combattimento della fanteria . .Ma ciò uscirebbe un po' fuori da-i limi ti concessi a questa rassegna. Tuttavia non è possibile di fare a meno d'accennare l'impressione curiosa, che si riceve nel vedere a qual punto conduce il vezzo di sottilizzare in fatto cli tattica. · Mentre si studiano_le relazioni tra la quadratura del terreno cd il modo cli raggrnpparsi dei proiettili nel pu nto di caduta, mentre si vanno ricerc:mclo forme artificiose e complica te per tra r vantaggio dalle nuove condizioni dell'attaccante e elci difensore, si dimentica spc3so che le linee comhatt<mti sono composte d'uomini, _e ehe le peripezie della battaglia tolgono a queste linf}e Ja rigidezzÌt geometrica, che serve di base agli studi fatti a tavol ino. ·

Le s ,, ectuteu.,· niilit~d,•e. Fa~cicoli di settembre ed ottobre . - Parigi, 1879. Oss~r'oaz,ion.i swi rapporti delle petiz'ioni degli ·1ifli <Yicili cotlocct.t'i. a ,riposo primci del 1878, fatti dal_depiitato Ca,.çimù:o .Pér-ier ~olon-:nellò ;\'[ AUTIN uE Bnl:~'frEs. -- Vi ~1 prendono anz1tuu.o rn ~:samc 1 rapporti gn tali petizioni presentate al la Camera dei deputa ti, ('. elle quali aleuqe tendono ad ou.enere un notevole nume~1to alla sovvenzione cli ,1,000,000 cl i lire concess:i con la legge 2z giugno ,1878, altre vortliono il pareggio di tutte le pension i anteriMi a questa. data . ~011 qu~lle rc<ro\atc dnllc tal'iffe della legge medesima . .LI relatore_si~- Pcr_rer è favore~ole al pri mo, rrw conclude pel rigetto delle pet1z1om _relat1v~ al secondo. IJ sig. Dc Brettes en tra inv~:ce c~n 111~a sc~·'.e .di calcoli fondat i sulla tavo la Mile mortalità di- Deparc,cux, la piu l~vorevole decrli nmcia li in rit.iro. a dimostrare quanto sia mmore lo noevii:t ~al la <. V (. t> l cli quel ln previ stil da lla commission~ p~rla1:1entarc la som ma annu~ .~ necessaria per migliorare le pet1Sl0Tll d1 Clll S I trn tta. Dopo n~atcma~lCl rnaionarncnti svolti in omaggio al principio rli equ1ti1, eg!i term_1~a fa~endo ,•edere che nell' intere:;sc degli uflìciali att11:.i lme1:te LU scrv1z10 è desiderabile, ed agevole sopratntto, di rar sparire la meguagliauza nelle pensioni, indinrndo come si pos:;ano snnsibiImente aumentare quelle nccordate avanti il ·1878: · , . . . . , , tlm?ivi.nistrazione ddl' e.sercito. ( Contim.iaz,wne ) . Gencrnk DE . C i;,11-AL . ~ In questa seconda parte del sno studio l'antorc_afferma che la subordinazio,ie dell'int1mdenw al comando 11011 è mai st.a ta posta in dubbio, e sostiene con l'ai uto cli molti esem pi che a ~nantcner~ qncsto principio bastano _le s~colari Jeg.gi che giovarono_ ai_ ~ene~alt della repubblica e del pruno impero. Confuta le_ tet~rte m lorw delle qua li la nuova legw1 amministrativa sepni:a la d1rez10ne dal_eontrollo e dall:i facoltà cli ordin:.ll'r, i pngamcnti, e clichia rn invece rncl1sp_en-: sa bile lo strett.o leg:.irnc che pri ma univa quegW tre cose. Sc~11cle qn1ncl 1 a considerare l'intendenza com'è e quale dovrebbe e:;:;erc, nconoscen_do dannosa alla medesima la concessione dei gradi effettivi dell'<:serc1 t_o combattente poichè limita di molto quella certa libertà di cui abbi, • · nell'eserc1z.1 · ·0 .cl e·11e Ioro f unzioni, · · e· ne. deduce sognano i cornmi,,.san , ·. che ol'intendenti ed i sottointendent1 debbono essere soltanto I delegati del ;inistro in ciò che concerne i provvedimenti per le spese clell'e$er-

J


300

LIBnr

cito. Trattando della gestione proclama la necessità cli creare dei direttori tecnici per· dare ai vari sr.rvizi l'nutonomia che si richiede, affinchè funzion ino bene sotto la òirezione , dell'intendenza, " propone delle norme circa il rcch11amento degl i impiegati che vi occorrono . Con eguali c1;ito1·i ana liz;:a le attribuzioni del COl'pO dei medici, pei qunli respingo pure og11i corrispondenza di grad i spettanti nll'esercito. - _Traccia uno schema di riforme pel servizio sanitario, fra le qrrnli sono dc~ne cli men1.ionc, l' impiego dei 111crlici civil i iu {,l'itarnig1011c, la cessione per parto del 111iHistcro della gnerra di tutti "li ospeda li militari ai municipi, conservando un solo ~raude nosocon;io por regione, ..11 quale dovrebbe essere addetto il.pors~uale mecli('o militarn, e dove sarebbe conve11iente co11scrrnre il ma teria le· necessario alln rnobili1a;:io110 delle ambulanze. Determina i rnpporti giorrwl ieri frn le varie cl:\ssi degl'inipic7a ti snuitnri , i loro organici, ali airnPssi stipendi: infìuc espone un !\istema di mobilitazione da pr;pararsi in tempo di pace i11 tuui i :;uoi particol.wi ton l'aiulo della sociC'là di soccorso ai frq·it,i, dei nu~dici civi li e di quelli dolln riserv.i. Ciiglielmo ILI. A. DB Lo11T-S1rn1c:-1,1N. (J,;ine). - La 1iace di f-lvswi(·k dal punLo di vista mnterialo fu uLile a J.uigi XlY; ma consi~lf'ra.l,ì moralmente lasciò piC'na viuoria a Guglielmo, ii quale posr 1erm1nc come rt'. riconosciuto d' [ngbilterrn ad una g11erra ind~t,tagli ,piale 11s11 rpato~e- di ~piel regno. Nou tardarono pel'ò a sorgern nuov,; co111piica n'.'c pol111tl~c rn Europa per la imminent(l ,;ucces~ionc di Spagna, cd egli d?"'~e~oso d, godere i n1ntaggi che a mm ottenuto, meditò In proposta cl , dmderc 'JUClla 111onnrrhin fra i Ire prcteu<l,:nti , c:ioè il giovi no elNtore _di Bavin1·11, il Delfi no di Francia o l'imperatore Leopoldo di Germa111a. Un Ln.1tt.ito !<ecreto l'n stipulato ,;ulle basi di tale accordo tra lui r· Luigi Xl\' , e quindi t}uglielmo tornò a Londra, do,,e pri111a d~lla partcnzn aveva sciollo il parlanrnnto, dal quale non aveva polnto otlù1Hn'c che u 11 r.sernito lkrmanen te di soli 10,000 11001 iui, ,p,:rndo l'c•ve 11Lualitù cli nna lotta si ,1ppres~ava. la nuova cnmer:i però decise che l'esercito sarebbe stato. ridotto a 7,000 uomini ed il re ru invitato a lirnnziare le sue fido guar,lie olandesi cd i ~noi YCC('.hi rerrrrimr.nti p_roto~t~nti cli ~ro~ce,-i rif'ugiati. Di f'ro11to a r1uesta rosist(mza G~~linl,no s1 :;enti pùr la prima volta scoraggiato, pensù di abd icare p. riti!'arsi in Olanda. ma poi si soLLomise. Gli an'euimenti precipitavano: dopo la morte del gio,·inc eleuore òi Baviera era avvenuta quella òi Carlo l.[, c(io ~veva chi,'.~at? suo . su~cessore _al trono di Spagna Fil ippo ,lnca d An1on; e Lu1g1 XIV d10h1arnva dr non tener più con to del trattato di divisione stabilito d'accordo col re d'Inghilterra . }la ')uesLi dovè

:lO l

E PF.H(OD!CI

a8sistcre impassibile :ii fatti chù si ~volsero contro 13 sun volontà, e sentendosi venir mono l'energia della vita ~i preoccupò <li sistemare ]a succes!<ionc) òel suo reµno . ~fon tre pp1·ò Ya/.dieg/!i,l\'a un ·altra gnerra contro la Francia, co1tsuma10 da lento malore, f'at.to\i pi ù acerbo in segu ito nd 11na c::irJ11111 da cnva llo, Gngliolrno III spirarn il 19 marw 1

~702. Le qra,ndi

m-01w1m1 <li cawll~wia nel 1879. SExTt.:s CA)1 PA~ rrs .. Contie'iic le disposizioni d:He dal gonoro le Gnl lift:t con1a1Hl111110 il 9° corpo d'eson;ilo per l'c:;ccuziouo di quc,;to manovre a pa 1'Li1.i con trnpposti, In quali secondo l'ipote~i generale del 1cma dovcrn no da parte tcll(ICJ'O con uua divisione di cava lic•ria a maschera1·c lo marc,a di un rrnreito invMl ,rnte la Fran cia per la 1'flll,ì lll della Marna; dal1'11ltra corcnrc pari 111e11LO con una di visione cli qncll'arma cl'inCormare rlei movimenti dell'av,'nrsario un <'~r,rcito fran cl's,i concent1·oto ad Orleans. L'nionc si svol~c uei piani tlcll'Auùctiu e lici Gnmd ~forin dal ·l 5 al 18 sr,ttc111bre con l'isnltaLo so<ldisfornnto, c~~r.ndosi dimo:;trato che ln cavallcrio può istl'llir,-i e pcrfoziouarsi J'nori rlellH piaizo crnrmi . F<:gl i espo11n 11uindi unH ,eric di os,;ri·,·azioni :-ul motlo ron cu i si_eseg~irono gli a('cantouarnenti, sui ~cn ·izi arnmiui~lrati,i, ~ugli ordini impartii.i, ,mlln tenuta elci ve:;ti::irir, e su molti p:1rt.ic-0lnri delle cscrci1.a1.io11i stesso dal puu to di vi:;ta tattico, mora le o ckll' insiome, interponeuclovi giudizi llùfr semprr favorevoli. Uiw (11ti'sl·ione all'ordfoe del giorno. TrHl)J.\s ..\KQu~;TII.. Vi si stnòia un piccolo apparecchio detto <·aricatore Kruka adott~to in Russia , ed a,'cùtil 1wr iscopo 1.l'a11mcn1aro grandcmcuL,.i la rapiditit dei fuo chi del fucile• rl:; guena , sonzn dn111H)!!giare per nn lla l'ellìcacia dHI tiro , sia nella giunta, ,;ia ne!lla pcuctn11.io11e. Tale istrnmeutu di $Cmplicc mecc.1ni"11\o tonsi,;tc in un ,;erhatoio di c..1rl1H·<·e rlw per una ingegnosa di~poi,izionc viene a porsi n poelii cont.iinctri di (listanzo clall'a1jertnr:1 della culDttn, e mcdinnto il qnalr, :-i può eseguire la cnricn rapida111enh' . Questo 1,;nricatorc no11 rnnde l':ll'lna pcsanLC' come quella ,, ripetizione', non disturba la mira cd è di piccolo co,;lo. 11 ,;ig. Anquetil ne propugna l'nrlozionc prir l'c,;ercito fr;int·tJSC. Il tiwyotenenle colonnel/.o Pen·ier de Lahitolle. - Noero logia. L'origfoe rlella lu11cl1rehrprus·iana . J. F. PAs~.HAKT. - L'introduzione è un breYc ,,unto storico dt' llc più i111 portanti riforme al'!'rcate iu Prn"sia eia Steiu che stnhi lì la vera hnsc rlr,l ,;ervizin mili tare ohbligatorio per LuLLi , proclnmanrlo l'ogu11gli a11z:1 dei cittadini e ri levando la dig11i tà drill'11orno 0osì nella vitn civile come nell'esercito. Evocale '" ;nemorie elci lunghi anni di ]:tuerra " della fa1nle pace di

m:a


302

LIBHI

Tilsitt che aveva rifinito quel paese, e descrittane la situazione politica, vi si accennano gli sforzi di quel ministro coronati da successo per convoca re i di;;trctti prussi,mi al di qua del Weichsel in un agsemblca , nella cinàle J'u discus~o ed approvata l'istituzione cli una landwebr. York ne presenta il proget.to, opera di Clausewitz, ed Ì! adottato, quindi apparisce Scharnorst che riordina l'esercito di linea, crea una ri:;erva ed una milizia territoria le, rende altri grandi sen ip-i qlla patria tedescn, ma non è il pad re della Jandwher. Egl i per altro trova il modo di avere per la Prussia il più gran nunrnro possibi lB di soldati prouti ad entrare in linea, senza oltrepassare i li miti stahiliti dal trattato dell'S scttembr~ ·1808 con la Francia ; mautBnen<lo cioè sempre 42.,000 uomini sotto le arm i, rinnovandoli continuamente con nuove recl ut.c, che tornano ai loro domestici foco lari in congedo illimitato appena clw abbirmo aCCfUist:ita l'istruzione necei"sari:i . Per riparare poscia all' inconveniente prodo,tto da lle esenzioni, che toglievano all'esercito la partCl più intelligent.e ccl istrui ta del popolo, instituisce pei giovani di tutle le classi' un corpo speciale di caccia tori volontari, i qua li debhono mante1wrsi e fornirsi di tutto a loro spese con la prornessa di prendere fra loro gli nflìcial i per gli altri corpi. Ecco la base dell'istituzione dei volontari di un anno. IntaHto in Pru ssia si solleva lo spirito nazio11ale e si organizza un grn n movimento contro la potllnza che l'a veva umiliata . Il re comprende clw bisogna seguirlo o cadere, e seeglie, anclw per odio personale con tro Napoleone, il .primo dei dne pa rtiti , dichiarando il '17 marzo ·18:1;1 la gt1 erra nll:i F rancia. D'Oran alle 'l'it1e dell'Oued G'li-ir (Cont·i nnazione). - Giunto ad AinBen-Khel il, il genera le Wimpffen con nn bril lante orcliuc del giorno manda il suo acl<lio ai corp i della sped iziorw che l'avevano seguito in quelle lontanCl e sconosciute region i dell'Al'rica, percorrendo ft.00 leghe i11 due mesi. Nei dne rapporti :il governa tore genera le clell 'A lgeria offre una quantità di notizie intorno all'aspetto ed alla rwtura dei Juoghi percorsi, int.rnml~zzali da apprezzçimenti tatl.ici e strategici, che terminano con un esame sull'insieme della spedizione dal punto di vista politico e commerciale.

303

I;; PER IO DICI

.,

.,,oti

,·,ud ,les sciences · r

tembre i!d ottobre. -

,nilittiic,·es . -- Fascicoli ,Ji se t. Parigi, Dumaine, 1819:

L'anf!iw H.oma, /1i m a qranclezza e dewclenza spieg~te coi cam.birt. · · · (Con t'·1n ll<a) · Gener'ale biament·i de/I.e sue 1sf!tt1.1zwm .,. ' ...]<,•\ VI', . - . Siamo · . . , . · o! C [Ll"dl'O della lotta fr.:i i due rivali che si contendono cl rna11z1 ,, " · t H. il · t le]!, aloi·i·a e h llorninaz ionH "u Roma. Ces,arn varca to I pr1rna o 1 ;., o ' .' . · '. ·. , , ·. . n "bicono se"'ne Jn sua mama trionfa le; Pom peo dall..1 . Campauia w1.1 e .· 1· ? e·l · v· eia lui rn"aiunto [lassa l'Adriatico . Il suo avversan o, a nune 1s1, l 1 1 ' ' "" .T ~ al' a iii crealo cl illatore, si npp;:irecchia n portare I~ gncrra m . es~~o_ 1:. .· .O, L·'« o,,101·n··itn tli Fnrsala 11erò non decide la· causa di j Cc~,11 Cl, egd E~illl ' ' ·· ' . · · a )' ma la vi ttoria di ).fo nda in Jspagna lo libera da ogni nem1c? ee°.no .e,1 · ··1 p1u · · aI t1 · 011011, ,. le, Jl·1u' plcncbcle d1rrn1 ta lui' . ,La di ttatura a v1t.a, oli sono decretate. In tan ta grandc7,za l'odio laten'.e d~1 senat.ot·i, ol ~fc ·· per t'introduz1one · crh _.~co1 ne1 corpo e1·1 a· 1cum· s·t1·<' 111·cr1 , , o . .lpia con1 ccl e:gli cado sotto i colpi di pugnale. Qu~sl.n mo1:w ~bban~l.or~'. lo :;tato ; ll'nuarch ia, chC:: il ,;enato nou sa clon~mare. Ment1e .1~.e10 -~ svolgono quest.i avvenimenti, d'altra p:irt~ sotto l '.1~pul~o ~el d,11.t~o ,d'. · 1·tnanza . .. ,cl ]lai" <"·ltO ('. della' lerr"(} l·uh.-c1, 1mmictpa,/,1:;; S\ compH, l n Clttac ' o' CO . . I . • ·" c"z·iori'·' 1·t,1J1·,,11a lhnclo ad ogni municipio , a ciascuna co onia e lll 11 " · "' " " '' ' . " • · Il cl Il ' t L prefeu.ura uu ordinamento a_rnrniuistrat.ivo s1m1le a quc o e o ~ a o 0

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· le Ia gu,,"r·r·a, civile·, Bruto e LeJ.)jdo st.· riaeccnc . , • ·ir· c1·1 tutti • Iliso< rnav:1 [)01 a'.ÒSlClH'i\I C, In t1anqut tta ma Otla~.·10 tr'o11fo 1 " · o . , 1· , ti lr.rrrri e la pr11na bn:;e della sna copnbhlica con I obbcc 1cnza a o ' oo , sti tu zionc ru r e~nrcito perrnanent.e. . . . . Com linta r1ncsta siutesi storica che non manca .eh hlosofìa e dr ,·o. ..· 1' · ··t·lc l'rntorc con l'ainto dei docurnent1 e delle last.rn d1 nn,,u e 1 :-, 1 ,, ' . . ,-, . · ·, a, la cost1tnbronzo di recen te scoperte ad Osuna 111 b pabna , spH,0,1 . · . _. . zion0- della co loni:i Genehva Jiilria, e dimoS~I'? .che le sue attr1l.m1.101t: erano più importanti di cpiclle ·di un .mu.111c1p10 e co'.fle . ~on ~m t~ e sistema i Romani abbia no trau.o gra ml1: s1m~ van tnggw d.i!_le ~~l~u e. Esamina poscia l'ortlinnrneu to an11:'.1 i111strat1.\'0 .delle ~lro.".incie, ,,ot~o Aurrnsto e ra rilevare che ognuna eh e$~(\ l'JU UI OllC .~ ' ci,t.t:l.'. e,.~ go:erna ta da un solo clelcg,1to del. ~oter~ centrll le, cio cJrn 101111a , fatto cnn Lteristico di questa ammm1st.razione. ' ' · ·oneì, . Colonnello Cons1. 'EcL1lcazione morale del solclato (C..,ont111uaz1 .. ·0 eODhUOlll,

·ill''lla , .Dol· < <v<

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E P8HIODIC I

L 113 nJ

Ta·votette di rnan.;·ia per le colonne di ogni arma. Tenente colonn.ell~ ~~Ao~r,of\. - Con la guida dei principii che servirono cli JJ 11 se a, pian, d1 mar~ia .tracciati dal genera le Lewal, ru ideato questo metodo d, os~erniz10111 nelle marcie, il qua le non richiede alcun lavoro . prcpnrator,o, ~ consiste irJ un;i rete grafica e.he si può consultare come ~na tavola . d,. moltiplicaziorrn, od un regolo calcolatore. La tavoletta si compon.e d, due rettangoli fissi d'iuegnalc grandezza separati da una s'.r'.scia onzzoutale . di ·15 mi lli111otri , o di tre rc~ttangoli o strisce molnl ,. Il lato superiore del più gr.ande rettangolo è diviso alla scJla d'1

1 . . . 180000 m pomont di linen rappresentanti 3600 metri, qual O;,p-

punto. la .vel~citù di marcia della co lonna in moviment.o per 50 n;innti 0 ehe .SI l'IOrdma, O'Si ri posa, prw altri ,jQ minuti . Queste porzion i indi can~I le .ore: so'.' di.vi,;e. in ~ei parti che crruivalp;ono alle dicci11e di minuti. Sm mrnor1 lat, dei r,mangoli sono sognati i chilometri. Varie ob liqu~ ,nel 1:ctt~ngolr'. inferiore 'rappresentano col loro diverso colore la vel~c1ta. del,a fanteria, della cavalleria e dell'artiglieria . Uu filo mobile $1. puo :,da ttar~ una qua lu nque direzione di queste oblique, e nrndia~'.e u'.1~ s~riscia pnre mobile, nel la cpialc ,;i le1-(gono Jo ore; si può detci n~m<11c 11 momento ~celto per . la panc~nza, La striscia di ,15 rnilhmetr, SCl~Ve a fissare la co lonua rappre~entata in iscala. Delle Ji:;te d, c,'. rta h1aoc::i. da collocarsi lungo il lato dove ~on nowti i chilometri, servono per indicarvi i villaggi, boschi, ponti, crocicchi, ecc.

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dell 'itinerario della giorna ta. Una ~c;nla ad _ _,f _

criov·i 11 er mi't, ' ~ rare le lunghezze dei diver.;i elementi della colonna, senza ricorrere alla lavo.lH~t~. Quest.a infine è pii'L parti(:olarrnente destinata per ,rii usi relativi .'~ uu 11/:ficìo ; rn11 il sig. Madclor si pI'opone di presd:tn~·ne . uua pw portatile pHr esscrn impiegala durante le mare<~. Con sim1~\ '.s1'.~·11mcnto po:;souo ri,ol vo.re molti prob lem i ci rca il tempo n~1;e_sa110 al le d1ver~e colonne d1 truppe per percorrere date distanze . . La cl'ifèsa sotterranea. dei /orti. - Vi si rivendica l'uso delle min~ da qualche t:m1po .abbandonate nella dife:;a dell<i for tcme, accmmaudo la gr:H1d e U(.Ji.ltfl ~I (jll0Sti mezzi cli resi:--tenza, j qua\i oltre a C!'Cal'fl n.uov, Mtacoh. all assa li tore specialmente a cominciare da lla costruz1~n.e della pr, 111a pa rallela, esercitano una potente inOuenza sullo spin to dcli~ truppe le più agguerrile e valorose. J.'a'ssediantc non vorr~ carnrnin~re sopra .foruelli; l'esistenza rl ellc contromine l'obblighera a lunl!h1 e !)enos, lavori, e , cl Hnp1egare · · · matrmale e congegni '180000 .-,

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adatti, il cui trasporto crea. moltn difOcolt~. (3-uadagnar tempo, ritardare i progressi del le trincee nemiche sono princi pii della guerra difensiva, ai qu11li pienamente socldisfa il sistema proposto . L'a bbandono dei vantnggi ·che esso presenta, sarebbe\ St!conrlo lo scrittore di queste cose, una tncitn ca pitolazione moral0 che a!frettercbbe il termine della resistenza. Egli von cbbe quindi che sin da l tempo di pace :;i pre parassero le neccssa rin opern souerranee, co11traria1mntc all'opinione di coloro che ritengono sia µrcferibi ln d' improvvisa rle al momento dello ostiliti1 dichi,wllte. Infine dimÒ;;tra che la scie11zn clclle mine ba per base una lunga esperienza, e perciò occofrt} avere ingegneri elle si occupino di continno elci perfeziona menti di ritwsto rnmo dell'::i rtc milit::ire, non che minatori t:spel'ti . . Valo,re comparato, ?Jel coinbatlimento, del f'tlcile attuale della, fanterili eiiropea. Maggiore Orrrus . ·- Nello sta bilire il con rronto, riauardo alla tensione <lol le traictl01:ie dei ruc.i li delle diverse potenze, l'autore dii il primato al fu cile inglese ~:Cart.ini, salvo a 200 metri , alla quale distanza prevalgono il france:;o, l'austriaco, il russo, il prussiano che sono eguali rra loro. ~fa questo para ll elo puiJ va lere anche per l'cf!ìcacia del tirn delle dette arm i, perocchè più uua tra iettrlria è torn più i;Ì potrit diminnil'c il numero delle lince . di rnim fisse e per · consegne11za le regolo per colpire nel segno, Circa all'alzo ammette che debba essere regolato in m:rnicra che pure essendo di l'3ci lc ma. neggio per 13 111a$Sa poco isti'utta , possa nondimeno stirv ire ·al fan- · taccino che mirn realmente e sa stimare le dis111nzc, Perciò respinge l'alzo mobile (la ·100 metri in su, e spiega le cat1se che indnssero a rcgolnre il tiro al disouo di trOO o 500 metri per mezzo di linee di nrir(l fi:,;se, facili a trovarsi od n prepararsi senza esi tanzn. Esposta ·1a teoria per la det.ermi11azione del punto in bianco natnrale con osservazioni rledotte dall'esperienia, analiua lù varie lince di mira. fisso e mobili e la giustezza di t.iro del fn cilc francc:;e model lo 187,\. paragonata con quelle dei fnci li inglc$C · e svizzero. Quindi fa un. parallelo delle traicttori1: pratiche di rru'est.c tre armi, in seguito al quale rlichiara migliore il fn cile inglese per la sua notevole snpe rioritit di giustezza, pone allo :;tesso livello il francese che acquista in gittata ciù che perde di fronte ul primo, e· ritiene nit.imo il Wetterli svi;,;,cro, ;1uantunqne riconosca che fino a ,f 000 metri, lirn ite dHllc tre lince di 111irn, i.I ,;(}lll!H'C un'arma terribi le. Studio sug/,iùnpediment·bdella fanteria in cmnpagna. Maggiore A. D. - Dà alcune considerazioni sul materiale dei veicol.i per reggimento secondo il sistema tcclr~sco e quello francese: t!odnccndone l'i nferiorità·


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LIBR I

E PI::l'UODIC I

cli. quesL'u lti rno. A suo paitere la vettura tipica fli guerra è qnella a quattro ruote tira ta da due cavall i. Ne propone una che può ess1,:·e attaccata da una parte e dall'nltra, ciò cbe permei.le cli poter ri tornare facil men te indietro in località 'strett11. È composta di un avantreno e' !li un retro-treno separa bi li all'occorrenza . Ogni comp11gnia dovrebbe avere una simile vettura pel tr:asporto della munizioni rlnd i utensili , dei viveri , del bagaglio degli uffì cinli e degii_ oggeui 'di ;~ica mbio per la trnppa. I l battai:rlione verrebbe ad avere,. secondo n na tale propost((, .5 vettu re, 11 cas~one e H, cavali.i; pel convoglio reggimentale occorrerebbero inoltre 13 vetture e 32 cavalli ; sicchè in tutto 28 vettur(i1 computate qu elle dr~i tre battagliorii , più 3 c11ssoni e 74 cavalii; rnent.rù ogni reggimento in Fraucia ha 27 vetture, 3 c11ssoni e 60 cavall i. Enu.merat.i gli oggetli da tnisportarc e fi ssatane la quantitil , l'autore conclude calcolando la spesa totale per l'adozione del suo s1stema a 3,900,000 lire. Tstrnzione eh Ji'ede.rieo 11 sull'a1·te della guerra . - Contiene alcuni principal i precetti circn l'ordinamento dell'esercito, le vnrie anni , il loro modo di combattere, tratti dalle opere complete di questo grande , co ndottiero pub!Jl icate nel ·18/i6 d'ordine dell'imperatore Federico Gugli elmo III . , I treni ·1ni/.itar·i in Russia. Dottore S1r.r.EN . - Yi si lodano le istruzioni d.i te dal governo rus~o pel t.rnspo rto in fenovia degli am rnnk,t,i e dei feriti dal ca mpo di bauaglia 11gli·.ospecli1li più vicin i o ad altri luoghi adatti, e r1uindi nell 'i nterno del paese. Pi ù di qualnnque elogio vale la prnva che dei ·190,9HS fe riti ed ammalati russi trnspo t'lati fi no al 1° genuaio ·1879, sol tanto 3;2'1 8 uom iui, cioè 1,9 pr{r ,'100 fu rono inviati in Russia al pri ncipio della guerra coi treni orcli1iari; gli altri ·187,fi9G viaggiarono nei treni sanitari i; meu tre dnnrnfo la guerra frD nco~ prussiana, solamente l'ottava parte, ossia il ,J 2 per ·100 della tota litù degli amma L1ti, vennero trasport.ati per ferrovia. La c1.1;rtografìa mihtare all'espos-izfanc nniversale di .Par•ig·i . Capitano I. HommcQuE. L' ese1·cito ùi Francia da Ca1·lo Fl faino alla r i•vofazfoue ( 1439-178!) ). (Continuazione) . LuAn 11É DE YRnNEurr.. - I primi atti che riv1!1:,{rono il carattere cd il genio di Federico II fu l'invnsiòne della Slesia e l'inaugurazione di nna .strategia e tattica nuova nella guerra per la successione cl'Au:-tria. La F1:ancia de~iderosa di dom inio e cli vittorie si lanciò anch'essa nella lotta, ma il vizioso sistema di reclutamento e la mancanza di ri~erve le creavano gra ndi ostacoli. Il m/l rescia llo di Sassonia proèlarnò l'eguaglianza di tutti cli fronte al servizio mi1

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litnre, salvo le cccerioni che restri nsero qnest.o princi1~io, e così pure la nobiltii ac~corse alle armi. L'al leanza cou la Prussia conclusa da Belle-Isle f11 seguila dal la campagna del •t.7'.1,,1, segnall~ta dal'.a presa di Prac,a per parte dei Frnucesi, dalla nttrata da lrn locl~,,olmente condot~'l e dall'onorevole capi tolazione di Chervet. ;\ Dett1ng?1_1 , la -mancirnza di ca lma e cli disciplina Llistru::ise gli efTeu, .delle_nbil1 rnnHovre ciel maresc;iallo di NoDi ll~s; ma a Fontenoy ì\'fauerz10 d'. Sasso'.11.a. trionfù ed il tni tlalo cli Aix-la-Chapelle die(le a Luigi XV .allorr (~ deh 1_L1: Dal ,1748 al ,J7i.iU la Francia visse in' una progressiva pr~spcr1 l3 materia le rnentr(~ l'esercito s'indeholiva . Nel '1755 si corse d1 nuovo ,1 , .' e rnentrc' l'In1rhiiterra aveva gli occhi sopra Boulognc e a1 C a1ro 1, ' t> r cl' · cl' Calais <~ fortifi cava le sue coste, ,JS,000 17ranccgì sotto g r or rn,1_ t Richelicu sbarcavano a ìVfo hon e se ne impi1d.ronivano._ La lotta s. w 1pe"llÒ pnre sul continente prima favonw?le :11 Franees1 contro Cor~~~ be;laucl, poscia cont.raria nella giornata eh Hoshach ; dopo la !(U~le es~1 abbandonarouo l' Annovcr, si ri tirarono sul Reno ed attesero il vergo.rnoso trnttato di Parigi. ç)

veue 11rilitii'l•iscl1,e Blii.tte1·. -

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settembre 1,8 79.

lftutl modo la ·/Josi,zione foruificata di PleiJna a/Jbi<:_ g·uada~ ,i · i · t l t8 ~ Gli gnato cl'·importanzn nella campagnn .l h . 11-n. garia e.e. _' , 1 . .- . .. scrittori militari si erano troppo entns1asmat1 sull_e conseguenze che avrebbe portato \'assedio rli Plevna nel cam~o tattico r'.rn ora a. mente più calma sorge un po' di reazione. Dopoche per uu istante s1 stet_t: dovess!}!'O. durare piu per c1·eder,• ·, ·, che in ,avvenire !e battaglie ·. , . non e, , " c,iornn tc-i, ma settimane e forse mesi, e dovessero vmcers1 con ."uena arallele e di strade copertll e perfino sotterranee; dopoche parve p) , no"eo [)Cl' l'OlllJ)Cl'e l'offensiva delle fan terie doveSS.(~ essere cI1e a p<.1 '·"' " . . l 1 · " ·, l'aumentare il calibro delle artigli erie per d1:;trnggerle ea ungi, 0?1, 1 si va inve&ligando se un concorso cli circostanze veramente eccezionale non abÌ,in dato alla hattnglia di P lev!rn. un valore, ch~.~elt_e c,uerre future in circostanze analoghe un srmdc fotto non ,ìl'.115~)he: Invero una ddle prime e principali cagioni delle lu'.)gagg_, ~1 d'. · tra Ie par·t·'. ,avY·er"ane Plevna fu la pro porzione numerica · ,,, . · I I m ·. clu · · c1· na · n eta · <lelle forze a1· RuS$1 e c 1ucst1 ernno gli aterano superiori I u 1 , < · · ' }

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laccanti , cd aveano le riserve alla d. . .. marcia. Una seconda . ry· istanza eh settimane intero di . rnc>rone sta nella lentezza I . R . . prauo d'operazione il . . . ·' ' re, uss,, e nel loro ' qua 1e manw di risolute · . , e diede tempo ar:,fi avvcr"1r1· cl'ic . zza, sperpero l esercito, . • • e> ' ~, , correre in o<>ui t I . modo _s,_ creo una sitmizione militare tale I O~ pun o: .. n :1 ue_sto ccr:1rs1 in Plcvria e i·espin11ern &f' ·l ~ ie . ::.man. pascia pote trrnfccc pro va di ( II· .. o , " I auacc li , ltCI q11nl1 tatticamontc si 1ue a stessa sproporzwuu cli /'o r . . pro1•a stniteoicamentc Nou , .· rze, e I cui :;1 era fotto 0 . . e pe10 a credere che · . • s1mde possa 1)rc•sent·i r·si Co'si' ,ac1 r . ' tura s1t11az1 011e . 1mente rn UU" ca·· , . ' ., occidentale. ·" • mpagna ue1l Europa eer la, ;;torio, dett'app·1·o·v·vigionamento t . .. rante la querra 187o 7 1 'e . . c. eg h e;;e,·cit1, tedeschi du. · - '·nprtano HoENro I articolo si parla <ll'I periodo cl . . · · - n qnesto secoudo verno generale dell:,11 · : ' te comrncra co fl',in.~ed·iamento del go, - sazui, e comprende I' !t . , . . . parto del nr . ..· . 1. sullaa Loire. orui<1mento d, Parr"r da l ·., . e::;c1c1 to, e le opnrnwrn o :e piu lunghe e te piùmpide mm·cie d'o . . . ~urr·1J a trattare di quosto :u·rrornento ·I . gnr: t~mpo. -. Nel . prosefino dal f 877 ora l'auto. le- .· ..' e ie eJ ,l stato lasc:iato rn asso ' • 'e ( C:,CJ I l'e la tra ver" ata cl l na rdo, nel rnao-,1io d!'I 1800 l" r , . ' . . ::., < e gran 0o . ller' . ~. oo ., . t1e:,::;una notizia nuova, L ocmpa~ione dell(i Bosnia e <klt' Fr

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aust·t'iaco· , ·edatta· eta A v li . , ze?om,ia da parte dell'esercito prfoate. , . . . . sop1·ci notiz·tc u/7iciabi e cor1··ispondenze

Statist·ica m:i lita•·e ••er·,.;to . . ' dell' ·, = "" ciitstro-u .· articolo si traua dei cavalli. L'età med · n_ga1ico.. - In cruesto VI striaco è rp,ella di 9 àllHi· .1 . la dc, c..,valh nell 'esercito auvaJli nel 1870, e 45,~33 ~;;rto cornpl:ssi:o era di 6,1,268 ca805 cavalli alla c:ivalfcria e ,. 3 ·11' m ~1ul~st_ult11no a11no maucava110 sn mrllc . cava lli ue lllorirono '·, , 11. oa fa .arti&e rcri a b,b, . . nel 1874. . lllOllO a attuti 2J llCI rnfo C 18

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Not·i~·ie a p1·oposùo delle armi portatili . Costrnzrone speciale delle ca . 1• • Ch . · . Capll.ano llE NrscH. ,. I:.l urne , r1sle m 111 cl d . I r. , , . o o a poterle traS1orrnarc agevolmente in fucili •-, I k' d.I Pari<>i _ Calcio s pe1 . . . r otc 1 ·,s ., . 1 a ,anteria W • · -. .,,·'1·me a npet1z10ne ri11cu lo - Carluc~i·1 cl '·1cc·1a1·0 p pecfia ~J. d. alterskrrchen per e.·vitare il ' ' , cr uc1 e a ca d . Cort•i.i;-pondenze dall<i fi'ranci . d tt· . . ~era e1 Ne1chel, ecc. a e a Ing hilter·ra.

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01•gan d e r

111Uitiil••tr,i1111e1111clu,r,lic h e11 JTerebae.

XIX vol urne, 1° 2° e 3° fascicolo. Circa la sto1·ia della letteratura mibitare. - Capitano R1mz. 1 ntto"ti acquist·i de/l',impero austro-imgarico sulle coste dell'Al-

bania.. - Colonnello A~rnnuKG. Il generale Ducrot e la sua parola d'onore nella gue-rra del 1870-71. ZE'nN1N . Dopo la. ca pitolazione di Sedan il generale Ducrot fu compreso tra gli ufficiali prigionieri, i quali doveano essere condoni in Germania sotto scorta, preferendolo all'essere liberi sulla parola d'onore coll'obbligo di non ri prendere le armi durante la guerra . 1\Ia anche questi ufficiali dopo Sedan diedero promessa cli presentarsi a Pont- ù-.\fousson, donde sarebbero stati scortati in Germania. Il generale Ducrot si presentò a Pont- ii-Mousson, e non no evase se non quando era nella stazione e circondalo da scorta elle avca caricate le armi: dimodochè sfuggendo alla prigionia lo fece a tuuo suo perico lo, ma non infranse i sacri vincoli d'onore che lo legayano al vincit.ore. Tale~ il fatto che lo scrittore mette in luce colla scorta di documenti. Studio sul modo promiwve,·e L'•ist1·uzione tattica della cavalleria senza accrescere le spese dello Stato. - Colonnello OaAuEn. - Sebbene questo studio assai particolareggiato tenga conto della speciale disio- . caz.ione della cava lleria nell'esercito austriaco, pure è assai interessante dal lato tecnico anche per noi. Le f'o1·ze mil'ilar·i dell' lng Tviltwra e la sua posizione polit·ica. - Capitano KrncuHA MlfEH . - Innegabilmente l'Inghilterra come potenza navale tiene il primo posto nel mondo. Ma considerando l'estensione dei territ.ori cb'essa ha da guardare in tanti punti del globo, ò d' uopo confessare che è debole dapcrtnuo, e che le sue forze navali sono troppo disperse per poter presentare una seria resistenza nei punti in cui venisse repentinamente assaltata. In terra poi è assoluta mente debole. Le 'sue forze mi litari sono poco considerevoli. Una invasione, cornechè operazione assai delicata, anebbe m·aggiore possibilità di riuscire oggi che ai tempi di Napoleone, e contro es.sa l' Inghilterra non opporrebbe che 50,000 uomini a malapena. In oggi le spedizioni militari non s'. irnprovvisano più, e J'Inghil terrn, checchè se ne dica , è priva d'esercito, anzi ha reso impossibile ai suoi cittadini l'adempiere al -più sacro dei doveri , quello della difesa della pat.ria . Nel corso dei ANNO XXIV, V O. IV.

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secoli è sparito dall'animo . loro il senti mento dell'obbligo al serv•z10 militare. L'esercito è mercenario, e per la costituzione sociale del paese rimarrà sempre tale. Resisterà con un esercito simile ad un scrio attacco? Questi ragionamenti sono corrobora ti dalle cifre statistiche, dalle quali, tra le altre cose, apparisce chiaramente che la borghesia rappresenta la parte minima della popolazione. Solamente l'un per mille degli Inglesi vivono sul proprio terreno. [l pl'ogetlo per l'adacquamento del illarchfeld. - Capitano M ULLER, colonnello 13rLIME01c. Trinceramento e {ortifìr.azioni. - Colonnello D INGLER . - La guerra combattuta intorno a Plewna ed a Kars fu accompagnata da circostanze troppo speciali, e quelle forti fi cazioni erano in condizioni troppo eccezionali per poterne, secondo l'autore, trarre induzioni e giudizi sul valore della fortificazione campale e permanente. Un apprezzamento superficiale sulla caduta di Kars e di Plewna può condurre ai fal si giudizi nei quali caddero molti scrittori. Contegno della divisione d•i truppa rforvita a·i gross·i corpi e de·i suoi reparti dwrante la marcia, la fermata ed il combattimento . - Feldmaresciallo barone GALLINA. - fo ,1,16 pagine, ed a mo· di precetti, sono radunate varie prescrizioni raccolte da lle più recenti opere militari , e che tendono a rendere più facile e spedita la diramazione e l'esecuzione degli ordini. La R'vi;ista si riserba di darne quanto prima un cenno più esteso tanto per riguardo al chiarissimo scrittore, quanto per l'importanza della pubblicazione, cui lo stesso periodico austriaco dà una impaginatura speciale. . Impressioni e considerazioni dal punto di 'trista del soldato .rulla campagna di Bosnia. Capitano SPALENG . - La tanica degli insorti , sempre difensiva, consisteva nell'occupare opportune posizioni con una linea di gruppi staccati cli 5 ad 8 uomini ciascuno; qualche volta lo intervallo fra essi oltrepassava pi ù ceutinaia di passi. Con tuuo ciò, incrociando i loro fuochi, non lasciavano alcun spazio non battuto, nè mancavano condensarli Hl dove era richiesto dalle mutabi li esigenze del combattimento. « Sembra strano, eppure è così, e noi ciò rileviamo tanto più volentieri, perchè forse potrà contribuire nello stabilire le norme di combattimento che devono fa r seguito al nostro regolamento » . Gli indigeni cercavano sempre di appoggiare le ali a qualche ostacolo naturale; ma non avendo nè sostegni nè riserve da contrapporre alle minaccie di fianco, appena le truppe imperiali erano riuscite a spnnt.are la loro linea, sparivano protetti dall'imperterrito fuoco di pochi

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uomini e si annidavano spesse volte in posizioni retrostanti. Cominciavano il fuoco a grandi distanze; a 2 000 passi bersagliavano già gli indiviòui ìsolati. L'autore conviene che per quanlo questo fuoco fosso di nulla o pochissima cmcacin, pur non ostnnte innuiva a scemare l'ardore dei soldati. Armat.i cli fucilo a retrocarica con alzo graduato, del qu:ile non sapevano serrirsone troppo bene, sul principio delle ostiliLà oltrepassavano quasi sempre il bersaglio . Pi ù tard i il loro fuoco acquistò maoaior eflfoacia . Accelerarnno in guisa eccezionale il tiro alle minori clisl:l~~c e potevano farlo perchè non avevano mai penuria di muni1.ioni. Intrepidi o freddi rii fronte alla fucileria, si scompigliavano di leggieri se presi di mir:i dall'artiglieria. Per parte degli AuStl'O-Ungheresi la tattica (·I) fu costantemente di doppio :iggirarnento tallico con loua temporeggiante al centro. Il risultato cli tale manovra sempre favorevole. Le proscrizioni regolamentari per la loro prntica opportuni tit e per la larga iniziativa dei com~ndanti fecero buonis-;ima proYa. Il sistema d'avamposti per gruppi (piccoli posti di una certa forza) seml,rava creato nppo~ta per quei terreni difficili. Però quando la difesa dovevasi fare sui gruppi o che essi occupavano alture o altri punti acconci alla resistenza, la loro forza raggiunse qualche volta quella ciel plotone. Per infondere fiducia le sen tinelle furono sl)mpre poste doppie. Su quel suolo hoschivo e rotto ' il fiauch erraiamento riusi oltremodo arduo e gli uomini desti nativi r.'lù si sper<lcv:mo facilmeutc, in onta alle frequenti chiamate colla voce e col fischietto di cui era munito ogni uffi cialo. La marcia in li nea coi plotoni cli fianco fn trovata un'eccellente forma per conservare al possibile ordinanza di cornbntti~ento,_ quan~o si vogliono perlustrare zone esteso o attraversare te'.-ren1 a~pn e rott'.. Una piccola pattugl ia prece<leYa ciascun plotou~ d~1 20 a1 400 pass_1, due allre marciavano sulle ali e un plotone cli ciascuna compagnia serruiva nella medesima formazione come riserva degli altri tre. Sebbo~e rrli uom ini fossero obblirrati a marciare l'uno dietro l'altro, lo spiegament; aneniva con sufficien te celerità. « Nella macchia hisognerà « contentarsi di portare lentamente avanti le squadriglie (Schwdrme) « ad intervallo di spiegamento cogli uomini sfil anti por uno. Continue « chiamate colla voce e col fi schietto porgono il solo mezzo per man" tenerl i n contatto e per non perderli. Qua lche YOlta avverrà che « due, tre ed anche tutte e quattro le squadriglie di un plotone Il) Vedi R ivista Militare, mese di settembre. L.'occupa:lone dell11. Bosnia e d~ll'ErH• 9ovin11. da parlt delle trupppe austro· ungariche.


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LIBRI 312 « saranno obbligate a marciare assieme l'una dietro l'altra. Il capo « plotone, appena lo può, deve spingerle di nuovo alla voluta di~tanza. « Sostegni e riserve devouo mantenersi assai vicini alla 'catena, altri« menti il comandan te non le ha sotto mano e si :;marriscono foci!« mente. In queste circost:inze la voce ed il fischietto servono a tutto"· Nel combattimento il so ldato usava eccessivamente della celerità di tiro. Fuoc.l1i a comando alle minori di:;tanze sembra non siano mai stati impiegati . Spe$se volte si usò il fu oco da lontano, ma stante l'intrepidezza dell'aVYersario non fu possibile di giudicarne l'effetto. Nella zona del fuoco è giuocoforza rinunciare alla voce per dirigere il combattimento - solo i segnali col fisc.:hietto e colla sciabola (in cui i coma ndanti di squadriglia e cli plotone erano stati antecedentemente ammaestrati), permi sero spesse volte di risparmiare l'invio d'ordini per mezzo di soldati. Seguono molte altre rifl essioni d'ordine amministrativo, fra le quali citiamo solo quella che condanna come non attuabile la costruzione di fo rni cli campngna, per cui vorrebbe meglio impiegato il tempo che i zappatori occu pano in quest'istruzione. Chiama la vanghetta Linnemann « l'a ttrezzo indi~pensa bile del solda to» sebbene per il carattere affatto olTen;;ivo della lotta, non abbia mai servito a costrurre trincee, se non a Serajevo, dove la fnn leri:i completò alcuno opere iniziate dalle truppe tecniche. È nell'interno ciel campo, pei bisogni della vita del troupier, che quest'arnese divenne provvidenzia le. A tutto servì, non escluso a pestare col suo manico a becco il caffè chiuso dentro sacchetti, quando le macine portate al seguito o non giungevano o erano rotte. Senza di essa sarebbe sta to necessario rinunciare a molti comodi. P ropugna l'adozione di 4- ascie per plotone, ritenendole indispensabili al pronto disimpegno di molti servizi eia caro po. La 'Ventilazione negl'i edifìci e ne9bi amlrienti cib-itati. Dott. ALTER. - Non b possibile rinnovar l'aria in un ambiente più di tre volte io un'ora, senza andare incontro ai danni provenienti eia un movimento d'aria trc,ppo accelera to. [.a cruistione della grandezza cli un am biente abitnto è meno importante di quella riguardante i mezzi per mantenervi l'aria pura e sana; anch e sa le grandi e alte possono essP.rC malsane quando non vi si rinnovi l'aria a sufficienza. L'autore domanda nelle caserme almeno 20 metri cubi di spazio per ciascun uomo; vuole che i mezzi di ventilazione negl i ospooali c-0ncedano all'ammalato da 60 a -100 metri cubi di aria fresca per ogni ora e ,t 50 quando dominano delle epidemie; da 30 a 60 nelle caserme e negli opifici e da 12 a 30 nelle scuole. Fra i mezzi di ventilazione naturale pone la poro-

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sità delle pareti. Deplora che per quanto il fatto di. creatu~e d iseppellite sane e :;alve dopo essere rimaste sepolte per mtere giornale sotto macerie crollate, abbia dovuto condurre le indagini a scrutarne la raimportanza a questo fatto re dell'igiene della gione e a dare maorriore 00 . respirazione, pur non ostante lo si trascuri troppo. Q gn1. m.tonaco ali e mura diminuisce la loro porosità; meno cli tutti la :;emptice calce; di più i colori a colla, maggiormente i colori a olio e pili d'cgni altro la stuccatura. Il genemle d: armata princive Sch1rar:::enberg . Professore HE1Nn1~H. - Del celebre vincitore della baunglia di Lipsia (·18'13) non scn:;sero fino a que::;ti giorni che il tenente di :;tato mag~io~e Proke~ch, i~ quale nel ,t8z3 ne diede la biografia nel suo libro 1nt1tolato Ricor1i della ~,iui ciel maresciallo pl'incipe Carlo di Sch11;at·zenber9 . Tale silenzio, su di un uomo che prima ambasciatore a Parigi e durante la campagna di Russia, poscia generalissimo dell'arn~.ata allenta russaprussiana-austri:ic..'l nelle campagne del 118-13, ·14- e '~o e~be. tanta parte negli eventi che cambiarono foccin ali'Europa, clevcs1 attribtur~ alla cla~sica b~llezza di forma e all'autenticità delle cose esposte nel libro succitato. Quei pochissimi che vollel'o tentare l'opera,. dissero. meno, o n.ul la di uuovo. E anche l'autore avrebbe taciuto se Il m:igg1ore prussiano Beitzkè (11) eia una parte H alcuni scri ttori russi (2) dall'altra, non avessero tentat.o in questi ultimi tempi di spingere nella penom~ra l'azi<1ne austriucn e di fare dell'eminente uomo un ossequioso satellite dell' imperatore Ales~andro. Col libro, che quunto pTima darà al.la luce, e cli cui ora ne porge dei bran i staccati, ogli non intende eh~ l:i~·e att~ di p:itriottismo, rivendicando all'Austria o per essa al prmc1pe d1 Schwarzenbero che ne era l'incaroazionc, la parte preponderante, che allora sosteno~ tanto sui sanguinosi campi di battaglia quanto nelle cortesi ma ardue tenzoni diplomatiche. La u1ttica dei punti d'appoggio oppure il sistema dei gruppi appbicato alla tattica. Maggiore nossETTI. - « Una ripart·izione. uguale cc d'i tutte le foi·ze com,baUenti, tanto nell',i,n.sierne quanto s~ C 'iasc~m~ « :.iona di terreno, si tratti di unità straterricl~e. oppure d1,1naggion « o minori unità tn,ttiche, è semvre erronea 1>. Un fronte di battaglia ideale sarebbe quello snl quale i singoli punti d'appoggio, come fossi, aq;ini, lembi di bosco, caseggiati, ecc., non fossero troppo grandi, possibilmente ravvicinati e ad un esteso campo (1) Storia. delle guerre d! l ibera:ionc degli a.nnf 1813 , 14 e 15 (2) DBRNUU\DI, Memoria.le del genera.le Toll.


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di tiro unissero buoni mezzi coprenti. Di più occorrerebbe che due di questi punti d'appoggio appaiati dominassero completamente l'avanterreno frappos to. Lo scrit.tore tenta provare (e a nostro avviso in quanto ha tratto alla difensiva, riesce) che avendo sempre presente l'ideale suddescritt(, è facil cosa l'interpretare qualunque siasi foggia di terreno nel senso del sistema d'aggruppamento e d'usufruirlo come tale. Ma da conto nostro non crediamo che l'attacco possa seguire così slegato come lo porterebbe l'applicazione di questo sistema. Dividiamo l'opinione dell'autore che si possa occupare secondo i suoi precetti il terreno sulla linea cl! base o per meglio dim sulla linea di partenza dtlll'attacco; ma tem1,arno fo1:tementc che volendo procedere, come egli consiglia, da punto cl appoggio a punto d'appoggio, oltre ad altri inconvenienti , debba gtlnerare pericolosi aggiramenti, graditi bersagli all'artiglieria e fucileria. Ecco del resto alcuni precetti fondamentali: A) Se i punti, cJ'appoggio sono troppo gr0;ndi, l'occuparli fortemente dappertutto assorbirebbe forza soverchia; conviene occn parne solo i punti più acconci, avendo cura che tutto l'avanterreno sia battuto efficacemente. · ~) Se s'~ncontrano ·vaste estensfoni di terreno, come per esempio grnnd1 ~oschi, qu~ste non possono considerarsi quale punti d'appoggio, che anzi sono latt,camenle svantaggiose. Converrà difenderle secondo il precetto antecedente. · C) Se un punto d'appoggio è troppo piccolo per convenire al gruppo normale (compagnia), si puù ingrandirlo aao-iuno-endovi una . òé ,., . Imea <1·1 f noco ( tqncea). D) Se vi sono zmnt·i d'appoggio fa1,orevoli, ma lonta111i di soverchio gbi.uni dagli altri, si introducono nei larghi intervalli gruppi di combattimento. E) Se il campo di, lotta è tutto piano e non offre nepptfre mezzi ?e1: coprfrsi, ogni compagnia forma un gmppo di comba ttimento; tutte ms1eme poste a debita distanza l'una dall'altra , costituiscono una linea cli !u?co .su.Ila. qua le ogni gruppo rappresenta un punto d'appoggio. ~ 1~rnttle dire che nella di fesa i punti d'appoggio possono essere art1fìc1almente rafforzati . Dann~so è il f~·onte di battaglia continuo e chiuso. È impossibile, che ogni punto sia egualmente propizio all'offesa. Un pendio presenta l'opportunità di stabilire più linee di fuoco l'una dietro· l'altra, mentre altrove il terreno è così coperto da · impedire ogni efficacia di tiro. Con una eguale distribuzione delle 'forze si sciupano molti

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mezzi su tutti quei punti che battuti da altri, non battono a loro volta che poca O nissuna estensione. Tutta la li~ea di fuoco ~isulterà, debo~e uale una frarrile canna al vento. La storia delle gue1 '.·e mode~ne d1~oslra costan~emente, come appena iniziato il combatttnwnto s1 senta ·1 bisoo-no di rinforzi. Il sistema elci gruppi ovvia a que:,to e anche :ll'altr~ inconveniente dei molti soldati dispersi, poi?hè a:segna. ad ognuno di essi, sia poi formato d'una o. più ~Qmpagm.e, un estens1~~e personale limitata. Col fronte di batta~lta chrnso 01cp~1 ~tto .offe1~:1· 0 produce uno strappo pericoloso nella Jmea : mentre I g1 u~pt _lasciano bensì gli interval li opportuni per aYan.zarst a off~sa ma l1 d1fend_ono coll'azione dei punti d'appoggio laterali e delltl riserve. Un gran .'·a_ntaggio nel sistema dei gruppi, e che manca totalment~ al fronte ~h1u~o, consiste nella facilità colla (1uale si può prendere eh fianco 1 avversario. b · L'unità cli lotta (compagnia) colle attuali forme di com ':ttnnent~, prende un'estensione soverchia, per:cl~è pos:a. es:e~e sorvegha~a ~ diretta efficacemente. Debole su tutti 1 punti e lactln:ente ro,e~c1ata, prima che i suoi sostegni giungano a so_cc?rrerla .. s.1 avr~nn~ 3 uo-: mini per passo, vale a dire una li nea eh. h1,oco d, ~1rca 60 o 10 passi per compagnia. L' intervallo fra due punti cl ~p?ogg10 dovrebbe essere tale che una compagnia disposta in cate1!a n~lorzata, ?ossa agevol-: mente chiuderlo . Quest'intervallo sarà dunque di 2.00 passi, _che somm~t1 con l'estensione frontale delleduB compagnie disposte sui punti d'appoggio, daranno per il battaglione una fronte norma le di 70 ~ :2..+2.00.= 3i0 passi. E il battaglione avrù una o anche d~w cornpagme . m rise1~a p~r padroneggiare ogni evento, secondo che sia occor~~ ch1ude~e _I rnte1vallo oppure no. Quando poi si stiano accanto p1 u battagho.m, allora è chiaro che le due compagnie avanzate e formate a gr~pp1 cop.rono · delle a11· e"terne anche mNil su ciascuna "' , dell'intenallo di battagltone. . L'estensione d'ogni battaglione diviene allora di 3AO + 100+,100 , 54~ passi; cioè superiore alquanto alla regolamentare . r~ormale;. eh~ e da_1 iOO ai !SOO passi . La lunghezza frontale delle umta strate~1che verra quindi piuttosto ad aumentare che a scemare. In quan~o po, alla ma.ncanza di elasticità che si volesse attribuire a questo s1ste~na, lo s?r1ttore obietta, che l'intervallo fra i punti <l'appoggi~ n.aturah (offerti dal terreno) 0 artificiali ( creati con disp,orre su q~alsia~t su.o lo u~ gruppo) potrà per la portata e precisione delle attuali armi osc1lla:e ::,enza perjcolo fra a 100 e i 300 passi, e che per questo non verra danno alla tattica propugnata. . L'armata di terra russa.. Capitano ÙPACIC.


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LIBRl E PERIODICI

La t'Ìval'ità fra l'Inghilterra e la Ru$sia nell'Asia centrale. Capitano DEDELA K. - L'autore fa la descrizione della prima campagna deil'Afghanistan col medesimo spirito che in un precedente articolo ('I) gli fece scri vere : « Yerrù il giorno in cui il cosacco abbe,·ererù il suo c,avallo nell'Indo )) . È scoraggiante il modo col quale parla dell'esercito inglese delle Indie. Le operazioni militari da lui esaminate egli fanno dire, che la sua organizzazione è tale da non potervi fare alcun assegnamento in un scrio conflitto avvenire. E ciò ch'è peggio, soggiunge, in caso di vera guerra gli ufficiali inglesi non sapranno controbilanciare con giusti concetti delle operazioni le debolezze morali e materiali dell'armata. Credere alla parola o nei trattali fatti cogli Afaghani è aver fede in promesse faue al Yento. Dubita della fedeltà delle truppe indigene a servizio inglese. Deplora le molte diserzioni in onta al rigore della disciplinn. Addita come solo mezzo per soggiogare le tribù montane, lo stabilimento di una rete di Blockhaiiser, poichè tutte lo spedizioni fatte per punire questa o quella tribù fedi fraga fallirono completamente. Come gli Sciti di Dario essi sono ovunque e in nissun luogo. Non crede, che le esauste finanze indiane possano sostenere l'enorme spesa occorrentf! allo stabili mento dei forti e delle comunicazioni rich ieste, per potere mai sperare una sommissione completa degli Afghani. Il reale istituto topografico militare italiano. - Trae dalla nostra Rivista M·i /1itare un breve sunto della composizione e operosiLà cli questo istituto nel quadriennio •1 873-76. Le parole di lode sono tanto più lusinghiere per quanto l'autore sembra austero e Gn burbanzoso. Troviamo rnenzionnti con vivo encom io i quadri plast.ici e la loro riproduzione col galvanismo del capitano Pistoja . (l) Vedi Rivista Militare, mese di maggio anno corrento.

RIVISTA ESTERA

LE FORZE MILITARI DELLA GRECIA NEL 1879 111 I. Con tinue, varie, radicali modificazioni furono in questi ultin;ii tempi introdotte nell'ordinarnenLO militare della Grecia a fine di formare e preparare il piccolo esercito a raccoglier lutti vantaggi possibili dalla grave situazione dell'impero ot.tornano. Alle leggi infatti già votate sulla riserva straÒrdinaria, St11l'ordina.: mento dell'esercito e sull'istruzione mili~re, veniva aggiunta il 'x-7 novembre 1878 (~) la legge sul reclutamento, la quale consacrava anche in Grecia il principio del !;ervizio militare obbligatorio e persona le, e portava l'efTcuivo dell'esercito allivo e delle ,-ue riservé a 100,000, e quello della guardia nazionale a 50,000 uomini. Il regno ò diviso arnministraLivamento in 13 dipartimenti, alla testa di ciascuno dei quali lrovasi un prefetto coadim•ato da un segrewrio . I dipartimenti sono divisi in circondari, amministrati da un sottoprefetto. L'uni là amministrativa inferio1:c è il cantoIJe, nel capoluogo del quale risiede llll sindaco ; negli altri punti più importanti (comuni) havvi un del egato speci,tle. Ciò pre-messo, esaminiamo brnvemente la legge. li servizio militare personale è obbligatorio per tutti i cittadini, riconosciuti idonei, dal ~,f• al 40° anno di età. 1

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(l) La situazione militare della Grecia nel 1877. - Riv ista Militare, dispensa di novembre 1877. (2) La leggo non potl'à peral tro essere applicata che col 1° gennaio del ISSO, imperocchè, non esistendo in Grecia i registri dello stato civile bene ordinati, si devono far~ prima molti Javorl preparatorii di censimento.

Rtvista C$tera.

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RIVISTA

ESTEl~A

Il rimpiazzo è .soppresso; le dispense dal servizio non si accordano che in modo provvisorir>. Ogni corpo armato organizzato dipende dal ministro della guerra o da quello della marina . Nel corso di quest'anno furono formate le liste di censimento di tutti . i maschi compresi fra il 20° e il 4,1 ° anno di età, in base alle dichiarazioni obbligatorie dei cittadini. Le liste, controllate da due commissioni speciali, servono ai sindaci per com pilare il registro matricolare del cantone sul quale verranno annualmente iscritti i nuovi nati. Nei primi dieci giorni di gennaio il sindaco dovrà inviare alla sottoprefettura ed alla cancelleria del tribunale una nota delle variazioni a farsi sul registro cantonale. Per il 15 dello stesso rne;e la sottoprefettura compilerà una nota dei giovani che hanno compiuto il 2'1 ° anno al ·1 ° gennaio, e questa, verificata dai sindaci, servirà cli base al consiglio di reclutamento del circoncl~rio. Nessuno potrà essere funzionario pubblico, elettore od Hleggibilc, se non trovasi inscritto sul registro matricolare. All'nopo sul registro degli elettori sarà no~ato in tutte lettere il !}nmero di matricola d'ogni <:ittadino. Gli ommessi snlle liste saranno portati come capi lista per il contingente dell'anno che segue quello in cui viene scoperta l'ommissione. Sono esentati dal servizio militare in modo a5soluto i non idonùi al servizio attivo ed al servizio ausiliario. Sono dispensati dal servizio attivo: a) In tempo di pace, i sostegni di famiglia; b) Totalmente, i ministri dei culti riconosciuti dallo stato; e) Condizionatamente: 1° Gli allievi dei seminari dei culti riconosciuti dallo stato; 2.'' Gli allievi del R'Ìisai··i on (seminario superiore); 3° Gli studenti della facollà teologica ; 4° Gli israeliti , in ragione di 5 al più per ogni sinagoga. Gli inscritti dispensati condiiionatamente, se lasciano lo stato eccle;;iastico prima di 1O anni, vengono chiamati alle armi con la leva prossima. Tutti i dispensati, che cessano di trovarsi nelle condizioni per le quali ottennero la dispen5a, devono farne la dichiarazione relativa nello spazio di due mesi. · Gli inscritti che stanno compiendo il penultimb anno di corso della

scuola cli arti e mestieri, clell'universiti, nazionale o d'una straniera, e delln sezione teori c11 della scuola militare, vengono, se lo ·chiedono, autorizzati a presentarsi alla l_evn dopo aver completato il corso di studi. Essi peraltro, come pure i so~tegni di fomiglin, sono in tempo di pace chiamati ad esercizi militari, ed in tempo di guerra secruono la sorte della propria classe di nascita. · eOcrni anno sulla fine di febbraio, il prefetto convoca il consiglio di · reclitarnento provin cinle, che è composto: del prefettq, presidente; del presidente del tribunale; di un ufficiale superiore, destinato dal ministero della guerra; di un ufficinle medico "uperiore; del sindaco del cantone; di un impiega to di prefettura, segretario. U consiglio gira in tutti i capoluoghi· di cantone, estrae a sorte i numeri, e$amina i casi di cli:,pensa e d'esenzione e riceye dal procuratore del re la nota dei cancellandi dalle· liste d'estrazione. Compila poi un verbale nel qu::ile sono i11scritti tutti gli idonei, i dispensati e gli idonei soltanto al servizio ausi liario. Le decisioni elci consiglio sono irrevocabili. I suoi lavori devono terminare prima del ~ 5 aprile. In base alle operazioni della leva , Lutti i giovani che vi sono inscritti venr_,ono annotati sul reg·i$tro matricolare di reclutmnento, che .·è tenuto d:ll'u flìcio prov'~nciale · di reclutamento e da notizia della posizione sociale di tutti quelli che appartengono all'esercito, del_ l?ro domicilio e successivi cambiamenti (1 ), ed infine del loro stato CIVIie. L'obbligo al servizio militare dura per '19 anni così ripartiti: 1° Tre anni nel!' esercì to attivo ; 2° Sei anni nella riserva dell'f}sercito attivo ; 3° Dieci anni nalla guardia nazionale. La guardia nazional,~ è obbligata . ad un periodo d'esercitazioni mi. litari non superiore agli otto giorni . Ognj anno gli inscritti di 1a categoria sono chiamati alle armi nell'esercito attivo in nu mero tale da riempire i vuoti che esistono nell'effettivo fissato dalla legge (2) . Essi sono presi in ogni cantone seguendo l'ordine del numero d'estrazione ed in proporzione al numero dea-li e inscritti sulle liste cli reclutamento . I numeri . bassi sorw. .desti. nati alle armi speciali; i numeri alti e i non adatti al servmo rn esse, alla fonteria. (I) A tal uopo è prescritto dalla legge che ognuno degli inscritti dia avviso all'urilcio di reclutamento dei cambiamenti di domicilio. (2) I.a legge sugli organici fu votata il 18 dicembre IS78. ;


ESTERA

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R I V I S TA

·. Gli l~o!11m1 assegnati alla fanteria passano in congedo il terzo anro d1 serv1z10 a.ttiv?, e quelli che volontariamente si obbligano a fari sotto · '· assecrnat,~ Il le arrm, . ricevono un. premio di lire ·1 00 ·, Que11· · 1 mvece a e altre armi fann_o tutti e tre gli anni di servizio attivo ed alratLO del congedarnento ricevono un premio di lire ,150. . Gli ins?ritti _di 1a categoria , che superano l'effettivo di pace stabilito per I es.erclto, sono,. ad eccezione di (J'Uelli del la marina, inscritti nella. fan tena e manda ti alle loro case , dopo sei· me"· ·· ~1 d'1 eserc1Z10 Essi .dev_ono .però pagare lire 100 all'atto del licenziamento e restan~ obbh?at1 ~ I.are un_ ~1ese di eserci zi mil itari negli ·a!Lri du<1 anni. A questi prendono pure parte i di'c.peii"at ,~eJ... • •ult1m1 esercm • • - · , ~ ·1· dal < VIZIO attivo rn tempo d1 pace perc'l1èi sa::.tecrni di famicrlia Gii inscritti assegnati alla marina ra"'nno un ser;izi'.o' att·1,,0 d' " ·, • 'd' · · ' • l;<,IHll1 1, restano qum I ascr1tt1 • •per ~ anui nella riserva e , dOf)f) q11 . es t·,, :r 1anno 3 parte deIl a guarnia naz10nale dei porti per ,1,3 am11· . Es-· ~1 sono presi· . ~er ca~t~ne e quand? .un cantone non. ne ha a suflìcìenza per dare il ~ontm,:-en ~e eh.e ?I , e: assegnato, tormsce altrnttanti inscrìlli di fan tcri~ .. Qn~st1_ u ltHLll poi sono antorizzati a cambinre il loro posto con .i Itri 111~~!'1t.L1 della st.essa classe e dello steS$O circondario, che hanno le q_uahta per .essere assegnati alla marina e che non Yi furono chiamati per deficienza di posti nel proprio cantone . Ta le cambio vieuc fatto per trattative private e deve essere approvato dal consirrlio di reclutamento. "' . ~~~i~'.~ntì, u.n inscr_itto che ~lehba. andare in congedo dopo sei mnsi di ~ei VIZl~, pu_o cambrnre medrnnte 11 consenso dell'autorità militare. ~on altro_mscr1tto che sia obbligato a fare due anni di servizio attiv~ m fantena. da l ,1 ° lu"lio d'ocrni anno . Il servizio militare comincia . e) · e, . . • In ·,.empo 1 c,1 g1_1~rr:D .~eraltro, quelli -~be _han no ?irìtto . al eongedo non vengono licenziati sino 3 che non :-,Ja giunto ai corpi il continrrente el cl ,, 0 sostituirli ( 1). · ie c,e Gli uomini figurano sullo de,· r·,spet. 1I · c.l.ella. riserva . · m·Hrìcole ' · . t.1•v1• corpi• e. sono o l liig~~, d1 Jar~ tre periodi di adde,,.tramento della durata media d.1 un mese. lanto essi,. qu.anto gli appartenenti aìla guardia na~10n'.1l.e, po~sono ammo?liars1 senza chiedere permesso ed acquistano 11 dmtto d1 passare prima del tempo nella guardia nazionale, quando hanno quattro figli viventi. , Ogni cittadino idoneo, a diciotto anni è ammesso all'arruolamento 1

(I)° Questa disposizione è appl icata anche in tempo di pace per gli P.quipaggi della flotta .

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volontario neH'csercito . Nella marina. invece occorre ezi~ndio che vi · siano vacanze nell'effettivo. La durata dell'arn10lamenlo volontario è di tre anni nell'esercito, e di due nella marina. In tempo di guerra, tut.li quelli che hanno terminato il loro tempo di servizio nell'esercito attivo e nella riserva possono arrnolarsi volontari nell'esercito per la durata del la guerra; tale tempo vi ene loro computato come doppio in deduzione di quello ehe doHebbero passare nella guardia nazionale. I volontari non possono seozll il loro conseu$o venir licenziati dal servizio prima dell'epoca fissata . I soldati semplici, gli appuntati cd i trornhettil:'ri vengono amme~si al riassoldamonto se11za premio. La durntn ne è fissata eh, uno a tre anni e non si può rirnauere più di (i anni come riassoldato . I sottufficiali invece sono ammessi al ria$soldarnonto con premio e possono rimanere nell'eserci to sino a. che abbiano diritto al la pensione. I musicanti, gli inl'ermieri, gli operai dell'arsenale, i sottufficiali preposti alla guardia del materiale, i sottufficiali del geni_o che uon appartengono ai battaglioni zappatori ed infine gli operai in gennrale, sono ammessi a contrarre riassolclamenti ,,uccessivi sino all'eti1 di 50 anni . I suttnlliciali eh<~ contraggono un riassolclamento per 3 anni ricevono un premio di 200 lire, se sono furieri maggiori, e di "60 lire, se sono sergenti; ai caporali è dato 1111 premio di 420 lire ed ai sol.dati, autorizza li a riassoldarsi 8ino a 50 anni, è dato un premio di 100 lire ogni tre anni. Nella marina poi, i sottnffieiali e soldati possono contrarre riassoldamenti di vario genere, secondo la posizio1rn speciale che occupano. Oltre al l'arruolamento volontnrio indicato sopra, havvene un altro sp·eciale di 6 mesi per quei giovani che subiscono un dato esame e . soddisfano a date condizioni (1). Il numero dì essi non può oltre,passare il 5 °/ 0 degli inscri tti sulle liste di t.ensirnento dell'anno, e per chi viene accettato è fissata una tassa cli lire 500. Alla fine dei sei mesi tali volontari passano nella posizione di disponibilità e non · vengono chiamati in servizio attivo che nelle circostauze straordinarie.

(1) Ques to arruolamento corrisponde al nostro di un anno e le condizioni d'ammessibilità sono quasi le stesse. L'arl'Uolamento deve essere contra.tto prima del 21° anno, e per gli studenti delle università ed istituti pareggiati e per gli allievi della scuola d'arti e mestieri può essero prokatto sino aJl'etil di 28 atrni.


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ÈSTERA

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II. L'eserci to greco comprende: a) Il ministero della guerra, b) 1 comandi suljeriori, e) I comandi di piazza, d) La fanteria, e) La cavalleria {) L'artiglieria da camp , agna e da montagna' g) Il genio, · h) La gendarmeria i) I se~vizi ausili,;ri l) La scuola militar~. a) Ministero della ,g,te1•A•(.·• . . · ' ..,. - L·a d" II'ezione • · d Il' · ' ::,uprnma e amm1mstrazione dell'e·e ·c·t è s r , o . concentrala nelle mani del ministro della guerra. Il perwualc del suo ministero si com d.'>' , . . l'esercito attivo di aie · . . ' pone· 1 ...,,J. uffic,alt del, lilli corn,mssan e medici d" m. ' 1 38 2 usci<>ri e si cli ,·ide ·n 8 . . . , sottu 1cial1 e ver•1· i:am'1· d,: '. .. I sez1ou1 e 2 u-ffici ' corrispondenti ai dii;erv1z10. Il Jninistro della guerra ha per segretario [)er;onale campo col grado di capitano. un aiutante di b) Comandi i>~uper-iori. - Sono in numero ct·1 • . sonale si com pone di 3 cr • . • tie cd ti loro pere .f O fra ' Ott .ff ·, r mal;)g,~rr generai ,, .f7 ulficia li (tutti montati) . ~. u ic,a r e caporali (•1). Il ministro ··e IP . assicurarsi dcli' esecuzione de"li ordini e, d. eIl; ossenanza .. .~, e s~rve per ,· . o a1 re<rolamen.1. 111 tempo dt "ucrra ricevono 1O ·c1 ciascuno, e servono o er lo l)iù, a ,' gm. e.a ca~all_o cd 8 muli per p formare I quartieri rrencra11· · del l,, . . . . l:>' . " dIVJSI OIIJ. e) Comandi di p'iazza . - Ad Atene Corfù r . . . comandi permanenti alla cui tesla trov~si n ~ Nauplia e~rstono' da un · piccolo stato maggiore. Il cornand~ d'~t co lont~el lol coadiuvato 1 di musica. cne ia mo tre un corpo v

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(2). " · . batta1 . 1 l101i . 1 . m , · . d). Fante9'ia . . · _ È or"arnzzata o · au.onorn1 e si d1v1c1e m fanteria c1 t· linea ed in fan teria Jc""Ìer.a - --

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311

.

La fanteria di linea comprende 20 battagl ioni costituiti da nno stato maggiore <1 ,I, compagnie. Lo stato maggiore è composto di un tenente .colonnello, comandante; di un maggiore, comandante in 2° ; di un tenente , aiutante maggiore (montato); di un medico; di un ullìcialc contabi le per la cassa; di un ufficiale di 1n:issa, per il magazzino vestiario ; di due scrivani ; di un capo-nrnsica; di due sergenti ; di due caporali ; di un appuntato ; di otto soldati (dei· quali sei sono musicanti) . L'effeuivo del battaglione in tempo di pace è di 22 ufficiali t~ ,1,80 gregari. In tempo cli gaerra ogni battaglione riceve un aumento di 16 sergenti, 32 capo1·ali, 32 ap puntati, 8 trombettieri e 4-32 soldati non che una squadra del treno composta di ·1 aiutante, •I sergente, -1 caporale, 25 soldati e lSO muli. La fanteria leggìe1·a si compone di battaglioni aventi l'effettivo di quelli di linea diminuito dcll'nfficiak di massa, dei musicanti , di ·I caporale e dì ·1 soldato dello stato maggiore. L'effettivo totale della fanter ia è quindi: 1\.

Tempo di pace

~ Ulliciali

2.0 battaglioni Gregari di fanteria di linea ( ùwalli .Muli ) umci,li ,\. battaglioni Gregari di· fanteria leggiera Cavalli

HO

9600 60

20600 80 -1000 84t076

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841884

1

-1 ,. •> »

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(2l

E armata di fucili Grass (Chassepot rido tto) eh e h a comprati. m . Francia.

16

200

e) Ca·valle,ria, ('I ). Quest'arma forma un solo r,'ggimeoto composto di nno stato maggiore e di 5 ~quadroni ripartiti in dne divisioni (la 1" di 3 e la 2• di 2 squadroni) . Il reggimento è. coman1fato da un Lenente colonnello ed ha altri 3 ufficia li superiori, d,3i qnali 2 comandano le divisioni .e i'a ltro funge~ da comandante in secondo del reggimento. L'effettivo ilei reggimemo in 'tempo di pace è di 30 ufficiali, 603 gregari e 584 cavalli, erl in tempo dì guerra· di 30 L1fficiali, 84-3 gregari ed 824 cavalli, più una squadra del treno composta di 1 aiutante, 1 sergente, ,t caporale, 43 condnc:entì, 11· cavall i e 86 muli . () Artig/:i.er ia (2). Comprendo un reggimento attivo ed un personale meccanico per l'ar,,enale cli Nauplia. 1

1 1

L"elfotth•o dei genera li e in media di 1 marescialJ 0 d· ,. . . . .. e 15 di brigata; ma m tempo di pace sono t u· . . a campo," genetal i dt divisio uo ln tempo di pace non esisLO coJ'po di· stalu i in d'.spon ihilità .. meno cinque o sei al più. O ma<m1ore d . · 0 0 forma~o con l\ffìciali presi dai corpi. e lll tempo di guerra viene (! )

Tempo di guerni

,j.ft.O

(II É armata di ca1·ab i11e Gras. (2) È fornit.i di canno ni d'acciaio dell'officina Krupp .

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312

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30

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Il

ESTERA RIVISTA

li roggimonto è costituito da uno stato maggiore, da i batterie da campagna, da 8 da montagna e da un plotone del treno. Ne è comanda nte un co lonnello, coadiuvato da un tenente colonnello . J..e tre brigat.c, di quattro batterie ciascuna, sono agli ordini dei maggiori . L'organico d'una batteria da campagna in tempo di paco si compone di un capitano, di tre ufficiali subalterni, di nove sottufficiali ( montati), di nove caporali (montati), di tre trombettieri (montati), di undici operai od aiutanti operai, di dod ici servienti di ~a classe, di ventiquattro servienti di 2a classo, di trenta conducenti, di ventisei cavalli da sella, di quarant<1quattro cavalli da tiro . L'organico d'una batteria da montagna differisce dal precedente so)o in ciò, che i caporali non sono montali ed i cavalli da tiro sono sostituiti da 33 muli. L'organico infine del plotone del treno comprende: 4 ufficiale, ~ aiutante, 2 sottufficiali, .i caporali, 2,1 fra operai, trombettieri t{ conducenti, 7 cavalli da sella e 28 da tiro. L'effettivo totalH del reggimento in tempo di pace è quindi di ·1332 uomini, tiM cavalli e 288 muli; cd in tempo di guerra viene portato a 2564. uomini, 766 cav;illi ·10~3 mul i. L'arsenale di .Nauplia (1) è direLto da nn tenente colonnello, coadiuvato da 5 ufficiali di grado differente e da 2 aiutanti, e comprende una compagnia d'operai, un opificio pirolecnico, un polverificio e una ispezione del matoriale. La compagnia d'operoi si compone di 5 ufficiali, 30 sottufficiali , 92 operai, 30 allievi e 2 trombettieri . . Nell'uflìcio pirotecnico è impiegalo 1 ufficiale con 5 sottufficiali , e nel polverificio. 2 ufficial i, 4 sottufficiali e ,1O operai. L'ispezione del materiale è costituita da ,16 ufficiali e da 14 soLtnfficiali. g) Genio. - . Si divide in comando superiore, direzioni e truppe. Il comando superiore è affidato t1d uu colonnello, il quale ha a sua disposizione 4. ufficiali e 3 sottufficiali. Le direzioni sono stabilite ad Atene, Corfù, Patrasso, Lamia e ~auplia, ccl hanno com plessivamente 3 maggiori, t> capitani, 17 sottufficiali e •12 capora li. Le truppe del genio fo rma no due battaglioni autonomi, smozzati in due di visioni di due compagnie. (1) In questo arsenale si eseguiscono solo lavori di poca importanza. TutU sii oggotti d'armamen to e q uelli dol materiale cbe sono pii! complicati, sono presi all'estero.

313

. ' d n tenenLe colonnello, coa11 comando del ba.ttagltonde ò reu? ta:: mam:riore, ed ogni divisione diuvato da un maggiore e a un am ol';> è comandata d~ un ma?giore. ,ri·a consl~ di un capi tano, di due ·co di paoe d1 una compaor • . . . l 1· . , . 1·1, c1·1 clodici caoorab d1 eo1 ic1 .L .orgam . b 1 · di diem. ~ottu ffi1c1a t ' . ufficrnli su a Lor111, . I ". . d' otta11ta soldati· od iu tempo d, • . , r d' due trom ,ett1on e 1 < ' 1 1 · 1· vice-capota 1, attro capora i·1 di' Cllia•t1·0 ,. vice-Ca[)Ora 1, guerra vicme aumenta to .' l _riu d ·oldati. e ricc,·e iuoltr~ una di due. trombettieri e d1 cmquanta. ue s . , ca )orale di venti.. d :, del treno composta di un aLUtante, d1 un ' E '. ' . f squa •,1 . . I' Per cni si hanno i seguenti e cinque :;oldati e d1 crnquanta mu i. Tempo di i.ucrra fottivi : Tempo di pace .~o ,\.O Ullfoio.li 1500 94.8 , Per i due batta1rlioni Gregari 80 ·\ 8 com plc~siva1:ent.c ) Ca valli 100 " Muli . . . ,· L c,en.darmoria comprende 43 divisioni dih) Gcnd(L1 ntM ia. " o I, il ualc è esercitato da un colonpendeuli da un comand o centra e, .q . .· 1 ca itano aiut.ante · ll . ss· ··t'1Lo eh• 2 tcnenti-colonocll1 ispetto11, p lh) o, ,) 1:; . . (' · r mt' 3 ufficiali con1ab1h e /~sottu,licia i .. ma 001ore, r . . . u tempo di guerra è il Il prirsonale componente le 13 c1v1s10111' i seguente: 6 11w~gio~·i l comandanli di divisione, 7 cap1tan1 j .. 43 ca pita•ui, com:indanu m 2~, . bi li 51 ufficiali ,mballerui, 13 dc, qua_h s~no conta ' . . . . d. 1· ,13 ·ono swvan1 4O sono montati e \ 44, 437 11mc1ali' Cl C[UU I :, ' a piedi, 12,'i- ca porali, dei quali 40 soli so110 ·montati, 2068 gendal'mi, la metil dei quali è monto.la . 2962 . . to eiTettiYO viene aumentato per il servizio In tempo di guena ques · · nvallo ' ..· a·1 o sergenti , ti capora li e fi,O gcnclarm1, tult1 a e;: . del\. csclCltO . ,·1z1 · ,abbracciano il .corpo del . . . . .,,, . t~t/'l{{n,. _ Quest1. :;en . . . com.'~) S~ i,t,,~Jactorl)O sani tari o ìl personale della gi ust1zia rn1 litare e m1ssal'iato, 1 ' il personale religioso. . direzione ed il con. . t I a per còmpito non so1o 1a . li comnvtssa1·ia O 1. .. d' 1 CTO ·tione dcali stabilimenti li dell'amrninistrai1one, ma ez1an io. a ~ ~ o . tr~ .o . . d' pace il suo orrran1co e il seguente. militari. In tc1npo 1 . "'


./

/

315

ESTEHA

Per la direzione (I)

4 commissario capo, 1 commissario

2 sotto-commissari, 4O capitani, 2 tenenti .t f:\ottotenenti, 6 aiutnnti, H furi eri maggiori .

Por la gestione

.2 commissari, 5 sotto-commissari, -t ca pi tani, 5 tenenti, 4 sottotenenti., 8 aiutanti , · 6 sergenti maggiori.

Per il controllo

4 commissasio, 3 sotto- commissari 3,t. t.ra ufficiali e sottuf-

ficia li, 4 aiutanti.

. Il m~gazzi~o cen t~al~ di vest1ar10, stabil ito a Nauplia, è incaricato d, fornir~ .gli ogge~tJ. cl, vestiario e .d'equipaggiamento, ma non ha Jaborat?r1_1 per confoz1onarli . Lo dirige ,t cornmis5ario coadiuvato da t ~ffic,ah, 2. aiutami e da circa 2.5 guardie-magazzini, . In_fine alla direzione dei panifici militari è preposto un capitano, coadrnvato eia nn teJtente. .. . In te~po _di guerra iJ personale del commissariato viene aumentato d1 2.. c-0p1t~n1_, 6 ~e1~en_ti e 2 aiutanti per il magazzino cen trale~. I conv.oglt a.rnm1mstrat1v1 si compongono alJora con l'effettivo totale di 3 ~1ut~n.t1 ,_ 6 ser.g~nti , _6 _caporal_i, 200 soldati e 400 muli (2); per cui '. s~i :71g1_arnmrn1strat1v1 sono m tempo di guerra disimpeonati da 2.68 0 md1v1dm . ·

,.I). pe.rso,nale incari.cato· ~l~I ser:izi~ _sanitario presso gli os.pedali, i corp.• _1!1 t1uppa_ e gli stab1!1ment1 m1htari è il seguente: 65 ufficiali med1c1 (per assnni!azione cli grado), 16 farmacist i, f 9 allievi-medici H allievi farmacisti . ' Il me~i~o-caro più anziano presiede il comitato di sanità ed altri due med1c1-ca p1 funzionano da ispettori. ~l i stabi li1rnrnti sanitari éonsistono nella farmacia centrale, in (i ospec!al1. e 2.4 ar_n~ulanz.e. Nella prima sono impiegati ,1 farmacisti e 2 all1ev1 farrnac1st1; ne, secondi ,f 4 medici 6 farmacisti 6 m · 1· bT 10 . . · . . ' • ' , uuicrn I conta 1.1•. 7 ~ 11 wv1-:rn?d1c1 e ·12 allievi farmacisti; nelle terze infine , 17 mecl 1c1, ,1 Jarmac1st1 e 7 al lievi med ici . ,.Negli _o~~edali e nelle ambt,l~nze vi sono inoltre due compagni,~ d mfermieu , ognuna delle l{Ualr è composta di un capitano d' t_ · ,·1· · . e 7 sottu 11, 16 caporali 16 aJJpuntat· -7 · , , · , · 1 un ncnte, 1cm " J . . . , , 1, , m1ernueri, ~ ee1 qual, sono trombett'.e~1; dunque 34-1 individui in tempo di pace. In tempo d1 guerra poi il personale delle ambulanze si aumenta di ,17 (l) Ventiquattro individui appartenenti alla direzione r t · ·. ganico del ministero della guerra. · urono anc 1e computrn nell or(2) La legge po,·ta anello 6 cava ll i, ma non dice per chi devono servire.

medici, 4l:i allievi medici e 6 allievi farmacisti e di una squadra del treno compost.a di 3 aiutanti , 6 sergenti, 6 caporoli, 250 soldati e 500 muli; cd ogni compagnia infermieri si aumenta di !~5 soldati in ferm ieri. La giustizia militnrc è amininislrata da un cons-iglio di i·evisiorie e d,1 con.si91'i, cvi guerra . Il primo i1 composto di nn maggior generale, presidcm tc, di un Lenente colonnello, procnrat.ore del re, e cli un tenente,. cancelliere. Ogni consigl io di guena , ha poi per quadro permanen te: ~ tenente colonnello, presiden te; 2 maggiori, uno avvocato fi scale e l'altro relatore; 2 capitani , uno :;ostituto-avvoc:,to fisca le e l'al tro sosti tn Lo-relatore ; ,1 ca nccll iere, '.2 com me:;si canccll ieri e t~ segretari. Il personale infine dcstiuato al servizio religioso si compone cli i 4ca ppell,1ni. l) Swo la , nil-itwrc. - È st.abi litn al Pireù ed è de:;tinata a rifornire l'eserci to di ufficiali. li personale del comando ò costitui to da un tenente colonnello, co-· mandante, <la uD tnaggiore, vice-comandan te, da sei ufficia li inferiori, un medico ccl un Tarmacista. li persona le insegnante si compone cli 26 pro fessori effettivi od aggiunti, dei qnal i solo 9 sono u!Jiciali. Il personale inferiore infine , comprende ~20 allievi e 20 fra sottuffìciali é soldati dell'esercito. La l0gge del -17 dicembre 1878 su !l'ord inamento provvisorio dell'esercito, fì::sava per l'a nno 1879 i seguenti cffeUi\' i : u·u1lpa H>,091 ('I) 3[S,·1 ;16

Officia li e

Piede di pace . Id . guerra

11Juli ~

,367 2,0,).!~

288 :J ,323

e per raggiuugere quello di paco, più che raddop piato, offriva· al ministro della guerra i seguenti mezzi : 1° ArrnolamenLo di volontari per ~ei mesi o un anno . 2° Chiamata in servizio d'incli vidui del la guardia naziona le mobile (2); 3° Incorporamento nell'eserci to permanen te di riservisti. In segnico a ciò, con ordina1na reale del 14- dicembre 48i8, ru- · (I) Quello fissalo per il 1878 era di 14,271. (~) Nel 1880 si ct1iamr rà guardia nazionale mobtle quella eh() com pren ùcrà i giovani che hanno da 3-0 a S5 anui, e yuarllia na;ionat,: sedentaria quella che comprenderà lutti. gli altri.


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317

RIVISTA

ESTERA

ron? chiamati. all'estrazione a sorte tutti gli individui della "uardia nazionale mobile che aveano l'età di 22 , 23 e 2'•• anni· e c110°per un . motivo qualunque non ave".ano ancora scn •ito nell'esercito. Un'o a·~anza _rea le del 25 dolio stesso mese i11corporavn 8000 di questi : ~;_ l e~e~·c!to -~or~a~on te_cd. un'altra dello stesso giorno traucncrn nei coi P1 1 r 1~crv1st1 ordrnar1 che non aveano ancora compiuto un nell'esercito attivo. anno

aumentare le unità tattiche dell'esercito di prima linea secondo i bisogni. In quanto poi al personale per la formazione dei nuovi quadri, il vivace spirito militare che anima l'intiera popolazione, ed il scrviiio militare obbligatorio, contribuiranno certamente a rendere faci le al governo greco la soluzione di un problema tanto complicato, quando, come net caso :.H1.11ale, mnncano i mezzi finanziari conisponde1lli. Nondimeno non possiamo aste11c1·si dal porro in dubbio che lo sviluppo dei quadri possa progredire di pari passo coll'aumento graduale del personale che la nuova logge sul rcclntamento dari1 all'esercito di prima linea. Ci rimane ora a parlare della guardia nazionale. L'esignil.it del conti ngente nonno sinora incorporato nell'esercito di prima linea (2500 noll'oscn.:ito perrnancnto o 2000 nella sua riserva· ordinaria), lasciava u11 abbondante elemento giov;ine, in buona parte · valido alle armi , per la formazione della guardia nazionale mobile e sedentaria. La pri 111a, sebbene sprovvista di buoni qnadri (poichè, come vedemmo, non può averne dall'esercito attivo, il <1uale ne scarseggia pure), pnò tnllavia 1·1•ndero buoni servigi. sia per rinrorzaro, quale riserva straordi 11aria, l'c:;ercito di primn linea, sia per il servizio dì seconda linea, sia infine, unitamente alla sedcu iaria, per la difesa locale. Attualmente i suoi quadri sarebbero fo rmati, in caso di b"llerra, co11 ufficiali giubilati e dimis:;ionari e con gioY.ini scelti nelle classi più intelligenti della nazione.' La seconda 11011 fu mai chiamata alle arm i , nil può esservi chiamata che in tempo di guerra. Per cs::;:i, da qu:rnto ci consta, non vi sono fìnora stabiliti quadri di sorta e sarnbbero, in caso di bisogno, improvvisnti coll'ele111en!O migliore provc11ic111e dall'esercito. Benchè 110n si abbiano d,lli precisi sugli elfeuivi di queste guardie nazionali, crediamo uondimcno d'allontanarci poco do l vero calcolando (esclusione l'attn dei 2000 che entrano nnlla risen·a straord in,'ll'ia dell'esercito) a 30,000 uomini la mobile cd a 100,000 la ~<'den k'lria. Devesi peraltro notare che h1 mallcanza cl'at'mi o specialmente d'oggetti di vestiario o d'.oqnipoggiarncuto, per i qnali dove la Gl'ccia ricorrere forzatamente all'estero, 1100 perme11orcbbe oggigiorno che la messa in armi d,~lln metà degli effeltivi :,:opra en unci3ti. Ricordiamo inttnc che l':1pplicnzio11e ,!ella nuova legge gul reclutamento trn;:fc,rmeri\ comple1amen te la guardia nazianalc mobi le, introducendovi oi:zni anno un numeroso con tin~<'ntc di vecchi soldati,

Aiedianto (e suaccennate disposizioni, l'esercito permanente trova vasi nel marzo dr quest'anno cosi composto: Ufficiali · 1006 Truppe dell'eserci to attivo 6800 Guardia nazionale mobile . 8000 Riservisti ordinnri e volo111ari 1

3000

Totale ~8,806 ,. Il p~imo a?ost? gli ~000 uomini cli guardia nazionale chiamnt1 al1struz1one d1 sei mesi, rnnivano sostituiti da altri 8000. In _base alla l_egge del ,f7 ,liccmbre 11878, il pas!laggio dal piede di p~ce a <ru?llo 1 ~uon:3,. dorrebbe ottenersi con voloutari sino all'età dr ~O anni, .coi r~~erv1s11 ordinari, coi '16,000 ri~orvisti di guardia nasz1onalc ch ,.nma.t1 ~Jncst'anno, e coi riservisti straordinari. ult1m1 circn 20. ' 000 , dell'età I Iianuo ·: ono qnesL1 . . · dai :2'=,.,> a -96 a uni,· c1e gia servito oltre se, mesi nell'esercito a tenore della ferrgc ·18 0 marzo 1877. !.,'eserci to greco sarebbe quindi in tempo di guerra composlo come segue: ·

?

Ufficia li Eserci to permanente e sei ~las~i d.i ri~cn;isti 1006] ordi nari . 13,200 50,206 Guarrlia nazionale mobile 16,000 Riservisti straorcl iuari . 20,000 Volontari . ? Se si .considera quindi che noi caso di tina, .,o 11 crr~.. 1·1 numero de1· volout.ar1 sarebbe ccrtamcute gr1mdissimo si devo conci ·1. ·l I I' ff · c1· • 11 H ere c 1c e ctt1vo i guerra, anche prima doll'applicazione della nuova Jcacro sul r.e~luta~1cnt~ su:crerà di molto quello previsto dalla legge d~I 17_ d1ceml~1 0 181~, o che per conseguenza non potrà essere coutonuto nei ~uadr1 auuah. Ed ò appunto in previsione di ciò che un articolo speciale della stessa logge lascia al ministro della guerra fa facoltà di


318

F.S'tERA

HIVlSTA

per modo che in pochi anni la Grecia avrù certamente iil essa un bnoµo e poco dispendioso esercito di seconda linea. Il Messager 1l'Athènes così si esprimeva quando venne presentata alle Camere dai ministri della guerra e dell'interno la nuova le~ge sulla guardia nazionale: « In base a quest.a legge, che trn br·eve sarà posta in esecuzione, « tutti i cittadini .1ui alle armi, ad eccezione di quelli che :ippar« tengono all'osen;i to mobile, vengono iucorpornti nella guardia na« zionale. G·li ufficial i ed aiutanti sono presi tra gli ufficiali dell'eser" ci tò c;he. trovansi in riposo od in disponibil it.i1, ed, in mancauza di • <( questi , dai giovani cbe hanno fallo qualche studio in una scuola « milit.are. Potranno pure essere nominati ufficiali nella guardia na« zionale i laureati nùlle diverse facoltà e, in generale, tuLti i citt.a« clini che supereranno con buon esito un esame secondo il prngrnmrna « che verrà stabili to. « I sottufficiali saranno presi di preferenza tra quelli che erano ri<( vestili di tale grado nell'eserci to. Gli altri dovranno, come gl i uf<c ficiali , subire uu dato esame. ,, l capitani in disponibil ità od in riposo potranno essere nominati comandanti di hatlaglione nella- guardia nazioJ1ale. 1> La guardia nazionn le mobi le comprenderà tutti i cittadini validi nlle .armi del l'etù cli ;JO a 35 ann i, e quella sedentaria tntti gli altri sino .all'età di ,rn che non appartengono all'esercito mobile. (<

III. La forza della marina mi litare della Greci"a, sebbene poco considerevole, è però in giusta proporzione coll'i mportanza che le sarebbe assegnata nella difesa genera le{ del paese (1). L'amministruzione ed il comando di Lullè le forze marittime sono ,concentrate nelle mani del ministro della mari na, dal quale dipendono: · a) L'ispettorato generale, che ha per mandato di diri,,ere l'istruzione tattica della noua. · " b) Ln cl·irez·ione degli arsenali 1ncwittwni, che risiedo a Paros. e) I comandi dli porto. Il personale della flotta si recltlla fra gl i abitanti delle coste e dello isole che estraggono numero basso e che sono compresi nel continIl) Le coste della G!'Ccia non sono mun ite di fortificazioni importanti in nc,sun punto ,ed il loro grande s_viluppo s i oppone ad una b11on11 di[csa passiva fotta col lo torpedini.

31 9

gente an nuo st.abilito per completare l'effeuivo normale (-1). In tempo di guerra poi , sino a che la nuova legge sul reclutamento non abbia costil.uita una sullìciente riserva, si ricorrerà ai volontari e ad una nuova estrazione a sorte trà i marinai più giovani rlispònibili. A quest'ultimo mezzo è bea di flicile si debba ricorrere, inquantochè la di fferenza Lra il piede di pace e quello rii guerra non è grande. Nell'ar;ena le dell'isola di Paros è conccmtrala la fabbricazione del materiale e la conservazioM delle armi e degli oggetti di vestiario e d'equipaggiamento del personale. In quello del Pireo poi trovasi un'officina per la costrnzione dcli,~ macchine, una fucina, una fonderia (con tre fornelli della c.ipacità cli tre tonnellate complessivamente) cd un laboratorio da i'alegname. In ambndue gli arsenali sono conscrvn le grandi provviste cli carbone (non avendo la Grecia alcuna miniera di .questo combusLibile) ed in quc.Ìlo del Pirno ha vvi un deposi lo di torpedini ed una scuola di torpedinieri. Il materialo della fl otta si compone : 1° Di due corazzate, cioè : Della corvetta a batteria, Olgri, armata di quattro cannoni Arm:;trong da 150 I ibbre e 8 da 70 li bbre e con una corazza dello spessore di ~27 millimetri . · Della corvclla casamatta, Georgios, armata di due cannoni Armstroog da 9 pollici e con una corazza del lo spessore di 177 millimetri. 2° Dell11 fregata a vela, M·issolonghi . 3° Del piroscafo Mnphitrite, yacht reale. I Paratos, \ S.alaminia,

) Plexa,.,;ra,

+ Dei 11uarda-co . ste a vapore / Syros, "' 0

Nauplia, , Aphroessa, ( Methone, 5° Degli avvisi a vapore (2)

JA-vra, / Kythmos,

'. A·l)ghi, (1) L'elTèttivo norma lo viene fissato o~nl nnno dalle Camere, ed in media nell o scorso triennio fu <li 2000 fra ullìcial i o ma rinai. Secondo la leggo del 1869, doHebbe però essere sempre dl 2500. (2) Nella Correspondance po!itique de l 26 foùbraio 1878 troviamo cho" la G1·ecia ha ordiriato in quelJ·~poca un avviso di grande veloci tà, ma non ci consta se sia già armato.


20

.

ESTERA

RJVJST-A

l

Enosis, 6° Degli avvisi trasponi a vapore Cre ta, { Glaukos, 7° Delle caracche a vn pore I .Polidefki.

8° Di sci battell i-torpedinieri . 9° Infine di un battello sottomarino. Il persona le imbarcato sulia fl otta ·somma all'incirca a 100 umciali, ~50 sottufficiali e 1200 morinai . · 1

CENNI SULl,'ORDINAMENTO MILITARE DELLA ROMANIA

Il tratta to di Parigi del 1856, che poneva fi ne alla guerra di Crimea, consacrava l'al ta supremazia della Turchia sui principati danubiani di j\'[o ldavia n di V.i lacchia, sosLitn eudov i in IJ<ll'i tempo il pro tettorato delle potenze firmatarie a quello della nussia, che data va dal 1829. L'articolo 26 di quel trattato così si esprimeva riguardo alle forze milit.iri élei due principati: « È convenuto chfl vi sarà uci P l'inci « pali una forza annata nazionale çapace di mantenere la sicurezza ,, all' interno e garoutirc qnclla delle frontiere». La conveu;,ione do\ il9 agosto ·1858 riuniva poscia politicamente i due principati iu 11110 stato solo col nome di Principati uniti; nome che si trasformava presto in quello cli Hurnania, malgrado le opposizioni delle Porta, poichi: ricordava l'origine latina. L'articolo t\.2. di tale convenziouo,1 sostituiva l'articolo ~6 del tratwto di Parigi, ed ùnt così concepito : « Le milizie regolari esistenti << attualment-0 nei dne principati riçeveranno un ordinamento identico « per poLcrc, occorrendo, riunirsi e formare un solo esercito. « A ciò 5ari\ provvisto mediante una legge speciale. « Sarà fotta inoltre ogni anno un'ispezione ai due principati per « mezzo d'ispettori genera li nomiuati anunalmente ed alternativamente « da ciascuno hospoda1· (consiglio cli principato). Questi ispeuori " sa ranno incaricati di vegliare che siano perfeuamente eseguite le cc disposizioni destinate a conservare alle milizie tutti i caraUPri di « due corpi di u110 stesso esercito.

321

(< L'eifetti vo delle milizie ordinato, fissato dai regolamenti organici (·I ), non potrà subire aumento maggiore del terzo senza il consenso « della Porta » . Nel 11860 un decrnto del principe Alessandro-Giovanni affidava ad una sola persona i due ministeri della guerra cd al tro decreto del ~ O dicembre ,t 86·1 li fondeva addirittura in un solo ministero . L' H giugno ,1868 il principe Carlo (sal ito al trono il 2.0 apri le 1866), approfittand o degli studi del suo predecessore e di una commissione di ufficia li francesi, che colà trova vasi sin dal •I 860 per concessione dell'imperatore Napoleone, promulgò la leggo, approvata poi dalle Camere, snll'orcl inarnento dell'esercito. Questa legge veniva poscia intieramentc modific.ita da alLra del 27 marzo 18i2, la quale, in unione alla leggo snl reclutamento del 20 marzo 187G, fo rma la base dell'ordinamouto militare attuale della Rnmania. Tale legge stabilisce che l'esercito comprenda qu~ ttro elementi distinti, 0ioè: a) L'esercito permanente e la sua riserva; b) L'esercito territoriale e la sua riserva ; e) La mi lizia; d) La guardia urbana per i com uni urbani e la leva in massa per i comuni rurn li . L'obbligo al servizio mili Lare comincia al 2-1° anno e termina al i 5°, diviso nei seguemi periodi: 1" Dal 2 1° al 29° anno uell'e.serci'to permanente od in quello territoriale; 2, 0 Dal 29° al 37° anno nella mi lizia. Gl' individui però che all'atto della leva non furono ascritti nè all' esercito permanente, nè al territ.orialc, appartengono alla milizia dal 2.·1° al 37° anno. 30 Dal 37° al 45° nella gnardia urbana o nella leva in massa. La durata del servizio nell'esercito permanente è di 8 anni, dei quali ,~ iu aLt.ivitit e ,1- nella riserva . La clnrata del serviiio nell 'esercito tenitoriale è pure di 8 anni; i soldati di fautcria passano 6 anni in auivitil e 2 in riserva; quelli di cavalleria invece pa~sano 5 anni in attività e 3 in riserva. Io Lemµo di guerra od all'epoca delle manovre, la milizia va ai <<

1

1

(I) Tale elfett.ivo era di 4776 uomini di rauteria e cnvalleria per la Valacchia e di 2258 per la Molda,·io.

Rlvtsta estera.

22


323

ESTERA RIVIS TA 322 corpi dell'esercito, mentre la guardia urbana e la leva in massa fanno il servizio di gnarnigione. Le riserve sono chiamate ogni anno ad un'esercitazione di -15 giorni all'epoca delle grandi manovre. La chian,1ata alle armi delle riserve, come pure la mobilitazione, devono essere autorizzate dallr Camere e; solo nei casi urgenti, possono essere fotto per decreto del principe, ap provato dal consiglio dei ministri. In quest'ulti mo caso però le Camere devono essere convocate entro 3 settimane, a fine di legittimare il decreto di chiamata. Le operazioni di cerna sono fatte con un sistema che poco :;i discosta da quello seguito da lle principa li potenze europee , _essendo basato anch'e:;so sui principio del servizio obbligatorio e personale ed ammollendo i soliti casi di esenzione e di esclusione. Il contingente annuale viene diviso in tre parti, le quali, corrispondono rispettivamente all'esercito pl~rmanente, all'eserci to territoriale .ed alln milii:ia. Le prime due parti vengono stabilite annualmente ('I) ed il resto del contingente passa nella mi lizia. a) Esercito vermanente. L'esercito permanente si com pone di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, truppe amministrative, truppe sanitarie, gendarmi, pompieri e di una flottiglia. La fanteria com prende : 8 reggimenti di linea; 4 battaglioni cacciatori. Il reggimento di fanteria si compone di 1 stato maggiore, di 2 batt,tglioni a 4 com pagnie ed ha una compagnia in soprannumero. Il battaglione cacciatori è pure di .\ com pagnie (2). . La cavalleria comprende due reggimenti di usseri (rossior·i) a ~ squadroni ed uo plotone in soprannumero. L'artigli er;a è costituita : da 2 reggimenti composti ciascuno d'uno stato maggiore, di 6 batterie di 6 pezzi a piedi, d'una batteria a cavallo e di un plotono in soprannumero; da 1 comp:>gnia e 3 plotoni d'operai. ' Il genio è costituito da un haltugl ione di 4 compagnie cd un plotone in soprannurJJero e da una compagnia pqntieri .

(l) In med ia il tot,1la di questo duo parti è di 15.000 uomini. (2) I batt~slioni r.arcia tori possono ess~•·e in<lipen~enli o rns:;ruppati tra loro in corpi autonomi, ed allora hanno uno stato maggioro ctl un r iparto proporzionale in soprannumero.

Le truppe amministrative comprendono : 1° - 85 ufficiali contabili; 2° - .1 squadrone del treno; ;J 0 4 compagnia d'operai per il servlZIO degli oggetti qi vestiario, d'accampamento e per il servizio dei viveri ; 4, 0 - 1 compagnia di truppe di sanità. Per il servizio sanitario superiore sonvi 8(i medici ed un numero, variabile secondo il bisogno, di farmacisti e di veterin11ri. La gendarmeria permanente comprende 2 squadroni a cavallo e 2 compagnie a piedi. · I pompieri appartengono all'esercito permnnente, ma formano l'artiglierià dell'esercito territoriale e vengono rel~lutati mediante la leva. Essi sono divisi fra le principali città e costittti"scono 7 batterie ed un plotone. Le spese per il loro mantenimento sono1fattc in maggior parte dai comuni . . Le flottiglia consta di uno stato maggiore e di alcune COfllpagnie , permanenti. Il suo materiale mobile si componeva nel 1876 di tre legni della forza totale. di 170 cavalli- vapore cd armati di 4- cannoni i due più grandi, e d'un sol e.annone il più piccolo. La forza delle unità tatLiche minori dell'esercito permanente è la seguente:

In tempo di guerra

In tempo di pace Ufficinli Truppa

- Una r.ompag nia di fanteria o di ct1cciatori Uno squadr·one di cavaile ria . .. . . . . . . . Una batteria d'a rtiglieria a piedi . . . . . . . . . . Una balleria d'arliglieria a cavallo . . . . . . . . Una compagnia del genio

CJvalli t;fficiali Ti-uppa Cavalli

- - - - -- - - - 5

280

•

145

" 102

5

215

170

4

105

60

5

137

90

4 4

114

104

f.) 5

143 280

1.29

't

120

4

HO

n

~

h) Esercito territoriale. 11 territorio della Rumania i~ diviso in 33 distrelli, ognuno clei quali fornisce un battagli~ne di fanteria {dorobanfa'i} cd uno squadrone .di cavalleria (ca/arassi). I distretti


RIVISTA 324 sono poi raggruppati in 8 circoli, ognuno dei quali dà un reggimento dì fo nterìa ed uno cli cavalleria (1) . Solo una porzione dei quadri di questi reggimenti è permanente ed il resto del personale è diviso in quattro parti, le ciua li fanno ogni mese una seLtìmana di servizio per ciascuna . I reggimenti sono poi mobilitati intierarnente od in pari.e all'epoca delle grandi manovre annuali. e) 1lfibizi.a. La m·ibizia forma [13 battaglioni e 33 squadroni che corrispondono a quelli d~ll'esercìto tcrrìtorìale, ed i quadri di quest'ultimi sono incaricati dell'istruzione del personale CO$titnente i primi. La milizia è istruita nei capiluoghi di comune alla domenica e può venire chiamata a due periodi d'istruzione, di ,15 giorni ciascuno, 1rnlla primavera e rwll'autunno. d) I el)(t in massa e g·uard;ie, 11;rbane. Gli uomini che compongono questi elementi non ;:;ono riuniti in corpi cd in tempo di pace non possono esserr- convocati per alcun motivo. L'esercito nimauo cons(lrvò l'ordinamento stabilito dalla lc1gge che ora abbiamo csaminatll, sino alla lìne del ,t876 (2) , os:;ia sino al momento in cni venne stipulat.o l'armistizio tra la Turchia e la Serbia. Se non che, prevedendo i grandi avvenimenti politici degli anni seguenti, il go verno rumano prese sulla fine del ~ 87H una serie di disposi1.ioni intese a completarlo. Con dccrcto·H, dicembn1 ,1876 venne stabi lito che i 33 battaglioni cli do1·obcintsi form assero ,t6 reggimenti anzichè 8 a 2 battaglioni (meno il '13°) corno i reggimenti di fa nteria dell'esercito atti vo. Un secondo decreto, in data del Hi marzo 1877, ordinò la formazione di due nuovi reggimenti d'aniglieria. Il ·18 apri le ,f 877 nsci fìna lmente i I decreto cl1e ordinava la, mobilitazione di tutto l'esercito (:3) ed il 1O maggio ne assumeva il comando supremo il principe Carlo(!~) .

\ I) La composizione dei batta glioni e dei rPggimenti non è uniforme, poiché qucll~ clei primi dipende dalla popolazione del 1·is1>eUi vo distretto, e quella clei secondi dipen<Je da1 nu mero dei distrn tti che comprenclono. (2) Per avere maggiori partièol.u·i sullo vicende dell'esel'Cito rumano dal l f7() al 1$79, veggasi il N. 454 della Revue militaire de tl'éwanger. (8) J,'ol'dine d olla mobilitazion e comprendeva i seguenti qua ttro punti principali: JO L'esercito per ma nente e qoello tcrritot·iale sono mobilizzati. 2° La composizione delle u11i tà ta ttic he sari, stabil it<1 co n un decre to spec iale. 3• La milizia s ,11·à ch iamat,1 seco ndo i bisogni e fo1·nJa ta in corpi attivi. 4" La lev,, in massa e lo guard ie urbrne faranno il sfit·vizio di presidio. (4) A ques t'epoca i Russi e1·ano già penetrati nella Rumania.

325

ESTERA

L'esercito si formò d'un quartier generale e di due corpi d'armata, e dei servizi ausiliari corrispondenti. Il quartier generale, diretto dal ministro della guerra colonnello Slaniceano G'iorgio, comprendeva: a) Una sezione topografica;

b) Una e) Una d) Una e) Una f) Una g) Una

5ezione sezione sezione sezione sezione sezione

operazioni- militari; artiglieria; genio; servizi amministrativi; servizio sanitario; guide e gendarmi .

Ogni corpo d'armata si componeva di: 4° Due divisioni di fanteria a due brigate, ognuna delle quali si componeva di 2 o 3 reggimenti dell'esercito prmnanente o di quello territoria le; 2° Una brigata cli cavall eria cli due reggim enti (8 squadroni); 3° Una brigata d'artigli1~ria di due reggimenti, ognuno dei quaii aveva 6 batterie a 6 pezzi (sistema Krupp) ; 4: 0 Du e battaglioni caccia Lori; 5° I servizi amministrativi. L'esercito dispoueva di 560 cassoni, ripnrtltJ rn 6 colonne-munizioni, e di 7 squadroni del treno (1400 vetture). Il servizio sanitario era disirn pegnato da ambulanze r<~golari e da altre della Croce no.~r;a. Ogni brigata avea un medico-capo, un'::imbulanza, dei porta-feriti e degl i aiuta1iti d'o:;pedale. Ogni divisione disponeva inoltre di 6 grandi vetLnre per il trasporto degli ammalati, di 1O veicoli a 2 ruote, di 6 carri per il trasporto del materiale, di 400 porta-feriti e di fi. tende della capacitit di '10 letLi ciascuna. I corpi d'armata infine dispone1'àno di un certo numero di ospedali da campo. Per rinforzarn l'esercì to e per forni re il servir.io cli presidio, era stato ord irìato : 1° Che ogni distretto formasse ~lii battaglione di mi lizia di ~4 ufficiali e 373 gregari ; i° Che fossero costituiti i quadri per un reggimen to di milizia a cavallo; 3° Che la ltwa in massa e le guardie urbane somministrassero 1(. legioni. V

<,


ESTERA

326

RIVJSTA

Sappiamo la par te che le divisioni rumane presero negli investimenti di P levna e Viddino ( ~ ). Dopo l'occupnzionc di quest'ultima piazza l'esercito rumano ritornò agli accantonamenti nella Piccola Valacchia, ove il principe Carlo lo ispezionò o si occupò poscia di correggere lo imperfezioni cho aven riscontrate nel suo ol'cliname.nto. . Il 31 maggio venne stobi li to che gli 8 reggimenti di calarass'i fossero stacca ti dalle divisioni di fanteria e form assero due divisioni autonome dipenden ti, insieme alla brigata degli usseri , dirottamento dal quartier generale. Tale misura fu adottata perchè il servizio della cavalleria durante tntta la campagna era ">lato isolato e lo brigate di cavall er ia nou erano rimaste addotte alle divit>ioni di ran Lcri:1 cho di solo nomo. Nel tempo stc;so veniv,1 accordato al ministro della guerra un credito di ,I. mi lioni per com pletare l'armamento dell;artiglieria e fare acquisto doi nuovi fuci li Martini-Hen ry. Il 1O luglio iufine, veniva istituito 1m consiglio superiore d:i guerra il cui scopo era « di assistere il ministro della guerra nell'amU1ini« strazione generale dell 'esercito, nell'elaborazione e compilazione dello « leggi e rego lamen ti mi li tari ed in tutto ciò che conconeva a rnan• icnere l'uniti, e la continuità nell'ordinamento gcucrale dell'esercito"· Tale consiglio comprende: i comandanti di corpo d'armata; i comandanti cli divisione ; il capo dello stato maggiore generale dell'esercito ,;

(i ) Il carnttcro di qu~sto lavoro essendo pu ra mente organico, non abbiamo credu lo necessa rio di far ce11no delle vicende ,1c1resercilo romano dornnto la guen a ,Jel 1S77-7S. Ad ogni m'>dO per rammentarlo riporteremo qui le date principali: Il 30 maggio lo 4 di,·isioni erano sulla riva s inistra del Danubio, occupandola da Turn-Severin a !slot, e vi rimuscl'O sino al primo insuccesso llell'eserci lo russo innanzi a Plevna. Il primo di agos to la 8" o 4• òivisionc passal'Ono il fium e ed entraro11 0 o fur p,wlo dell'armata dell'ovest, il cui como ndo era s lato assunto dal principe Ca rlo; In I"' e 2" clivisiono rimasero in,·ece nella Piccola Yalacchia come riserva a~ncra le. Da questo momento le troppo rurnane operarono contro Plerna con l'armata dcll'o,·es1. SI impa::i,onirono dopo ripetuti attacchi di unn delle ridotte di Gririlsa e, dopo 6 allocchi, si impad,·onirono della seconda ridotta. Infine nell'ot tacco ultimo di Pieni:> i !\uman i dit'cssero i loro sroni su Opanez o ll ukova, che occ u1>urono. Dopo f>Jerna, la l "', sa e 4• divisione ebbero pei: missiono d'impacJronirsi delli1 città fortincate che i Turchi possedevano ancora sulla d~st.r a d~I Danubio all'ovest di Nicopoli e d'investire poscia llelgraclchik o Viddino. L'urmislizio del 01 c;ennaio tronca,·a le operazioni militari dei fiumani contro questa piazza, sino a cbe U U febbraio, per ordino dJ. govern o ottomano, apriva loro le porte.

32ì

11 comandante dell'artiglieria; il comandan te del genio; il comandante della flottiglia; il cc;mauclante degli istituti militari ; l'ispettore generale del servizio sani tar io ; l'in tendente generale; il direttore elci mini:.-tero della guerra ; ed i11fine !~ colouuelli scelti tra i forniti delle cognizioni richiesto per lo stato maggiore. Mentre tali riforme cd altre secoudarie erano poste in esecuzione, terminava la guerra russo- turca e l'esercito rumano veniva rimesso sul piede cli pace. In base adì articoli fi.5 e 46 del Lrattato di Berlino , la .Rumania o cedette alla Russia la l1e:;sara bia e. ricevette in contracambio la Dobroja, inferiore di popolazione alla prima (1) e mal collegata col resto del territorio rumano; per· la ciual cosa venne stabilito il 6 marzo che tulle le tru ppn tiella Dobroja fonnassero una divisione attiva autonoma, lasciando così la ;-ia divi sione diminuitn di tutta la forza che traeva dalla Bessarabia. Il lavoro di riordinamento dell'esercito vonno contiuuato, malgrado che la gucna fo-:se cessa ta . Il 28 uovernbre 11878, in occasione dell'apertura dello Camere, il principe Carlo l'ecc appello al patriottismo dei deputati perchè fossero accordati i fondi necessari per le riforme mili tari . Nr. questi vennero rifiutati . Il bilancio della !,'lterra per l'anno ·1879 venne votato nella so mma di lire 22,9'16,967 (2), delle quali <18,0ti7,087 per le spese ordinarie e t~, 839,880 per le spese straord.iuarie ( tra queste notasi l'acquisto di bossoli metal lici, polvere e pallottole per il nnovo fucile Marti ni- Heory per la somma di 2 milioni). 11 governo romano in questi ultimi tempi ha da to grandi ordinazioni d'armi alla fabb rica di Vittcn. Si ovranno 60,000 fn cili di fanteria u 8000 carabine pel prezzo di 63 e 58 lire l'una (3).

(1) Il territorio rctror.esso a.Ila. Russia hn uua popolazione c!i 150,000 ahi~, nti e dava un contingento annuo di circa 500 giovani per !'esercito di l" linea: La Dohroudcha invece, compreso il delta del Danubio, ba una popolaz;one di circa 120,000 abitanti e da un con• tiogento di 400 gio"ani. Inoltre, mentre In prima forma,·a due battaglioni di riserva e d110 di milizfa, la seconda ne forma appena lo metà. (2) Nel 1$77 il bilancio della guerra eru di W,015,521 o s i elevò a M,2E8,5SO per lo spese dello gue,·ra e quello del 1878 fissato a 13,8S6,SOI, si elevò per lo stesso motivo a 4i ,191,032. (3) Llloaus, Jahrésberichte 1879.


328

RIVISTA

La Re1Jue Militaire de l' Étranger parlando di questo bilancio, osserva : « Si vede adunque che la Rumania si fa ua dovere di _ perfe« zionare l'ordinamento delle sue forze militari, nella stessa guisa cli « tutti gli altri stati vicini clrn hanno preso parte alla guerra del ·1877-18. << Nondimeno, per ragioni economiche, ha dovuto rinunciare ad << alcune innovazioni che erano state progettate, come la creazione << d'un nuovo battaglione dei genio, d'un reggimento d'artiglieria da « costa e d'un reggimento di rossiori (usseri). · « Ma se il numero dei riparti di truppa non ha potuto essere « aumentato, è tull.avia aumentato in una proporzione considerevole « il .numero degli ufficiali. Infatti, mentre .nel 1875 si contavano 1393 << ufficiali , oggi se ne contano •1893 (1 ). « li bilancio del •1879 consacra anche un aumento dei cruadri « permanenti dell 'esercito territoriale, la cui solidità e qua li tà ·mili« tari hanno nell'ultima guerra oltrepassato ogni speranza. Nel 1875 « questi quadri con tavano 1068 individui dì truppa e per il 1879 « furono portati a :Z.548 (2). « Dobbiamo anche ricordare lo svil uppo preso dalle scuole mi« litari; il relatore del bilnncio dice che al principio del l'anno sco« lastìco 1878- 79 si presentò al!a scuola militare nn numero gran« dissimo dì candidati, per modo che non poterono essere accettati « tutti quell i che aveano le doti richieste,,. Un decreto del 20 aprile •I 879 apportò le seguenti varian'ti a Ila composizione dell'esercito : 1° 1'11° reggimento cli dorobanlRi che da tre battaglioni crasi ridotto ad nno solo, in seguito alla retrocessione della Bessarabia , venne soppresso ed il suo battaglione fu unito al 9° reggirrnmto. 2° La provincia di Mehedintsi , che prima concorreva 11 costituire il 1° reggìment.o di dorobantsi, ne fu staccata e fo rmò il 17° reggi mento. In tal modo i battaglioni dei dorobant.s·i si conservarono in nn-

(I) Il relatore elci bilancio cosi si esprim e o lai riguardo , dal 1875 ol 1879 il numero , deglj uflìciali in attività di sen'izio si e 3ccresciu to cli 500 e non si può ridurre poichè .. la nuoYa legga sulla posizione degli ullìciali (del 23 giugno 1878) garantisce .loro lo po« sizio ne, dando una soli dità maggiorn alla corriera militare >. (2} La Relazione de l bilancio s piega cosi ta le aumentò: , questi qua ~ri sono c!uo volte " e mezza J)iù n\lmei-osi che al p1·inci,pio <lolla guerra ed il ministro ha vol\lto conscr« val'li in attività per poter assicurar() all'esercito terri toriale, che è la baso delle nostre , foric militari. uno sviluppo più rapido e più completo ,

ESTERA

329

mero di 33, come al principio della guerra, formati su ~ 6 reggimenti (1). La composizione attuale delle forze mi litari della Rumania è la seguente : / 8 reggimenti cli fanteria a 2 battaglioni ciascuno; r 4, battaglioni cacciatori; reggimenti di tl5Seri (rossiori) a ,i, squadroni; reggimenti artiglieria a 7 batterie, delle quali una a ca vallo; esercito •I compagnia e 3 plotoni d'operai d'artiglieria; attivo batwglioue del genio (i compagnie) ed 1 compagnia pontieri ; seryizi ausiliari, gendarmeria e pompien, formati come venne più sopra indicato (legge del 27 marzo ·1872). Ootttiglia formata come fu già indicato; 16 reggimenti di dorobants·i con un totale di 33 battaglìoui; eserci to territoriale ( 8 reggimenti di calarassi con un totale di 33 squadroni; 33 battaglioni di fanteria; mil izia 33 squadroni di cavalleria; leva in massa e guardie urbane - formate come fu già indicato.

I: I ~

VADDESTRAMENTO A COMBATTERE NE[ BOSCHI 1N' AUSTRIA-UNGHERIA tUbe r die Ausbildt1ng d er ln(ante.,·ie fur den Kam7>( i m lVal(lc, per At01s HAuscuu, tenente cc..Jonne llo di stato maggiore. - Vienna, 1879).

La campagua della Bosnia ha un'altra volta dimostrato la \necessità di meù'lio istruire la fanteria per il combauimento uei boschi . Di qui speciahnente la ragione dello scritto, nel quale si pongono le basi di un metodo abbastanza particolareggiato. Lasciando da parte l'attacco e (1) Al reggimento òi nuova forma·tione si diede il N. 17 a11zichè l' ll , rim asto vacante, percM, volendo conservare l'orcl ine secpndo la disposii 011c territoriale, s1avrebbe doYuto · cambiare il numero a 6 reggimenti.


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RIVISTA

la difesa del_ margine, si princi pia dal momeni.o che qucslo è superato: onde s1 tratta soltanto di boschi di considerevole estension e. Dalle difficoltà di mantenere l'orientamenLO ed il e-0llcgamen1o, risultano quelle del comba ttimento nei hoschi; sarcbb,~ per nitro erroneo trarne oc~sione per citarlo. Troppo sovente in pace si trascurano le esercitazioni nei boschi colla scusa che esse non danno buon ,·im itato e, producono con/us'ione. L:\ mancanza d'istruzione speciale è la causa di codesta confusione

~a l'cffeuo dis_Lruttore dello armi moderne spinge 1iecessariameulc l attacco e la difesa a valersi dei terreni coperti e nascosti dei bo~chi: le _più recenti campagne allcstano l'i mportanza sempre cresccutc di essi. Ed a corroborare quest'asserzione, l'autore cita la parte notevole che ebbero le foreste dinanzi Koniggratz, quelle di Ul umenau il bosco di G-iff~rt ~ ~tift, e . posci11_quello cli Stiringer presso Spicl;eren, le boscagl ie d1 l•rosclrwiller, d1 Lnngensalzbach e di ,Nieder presso Wiirth , le fo reste a nord di Gorze o le macchie cli Truvillc pres~o VionvilleMars )a Tour, e linalrnento lo foreste presso GruveJlotte, Bcaumont e Seclan .. «. Non dimen1icb iamo, proseguo, che la decisione per la noslra " nl~ srn1stra acc::idde il _3 luglio 18G6 nel Primer-Wald; che la brigata a Pockb nello sl~sso ~1or~o, prese bensì il margine dello Swiep« wald, con gr::iv1 sng1·16c1, ma poi entrò il hosco a1idù nuo vamente " perdu·to Luu-0 il ::rnccesso del suo auacco condollo con mirabile • bravura l » L'ammaestramento rnziona le proposto dall'auLOre dovrebbo ::;volgersi secondo la segncntc progrc;;sioue: . _.f o EsercizùJ di, 1_ narcia. - Una tru ppa (compagui11, ha ttaglione, reggimento) che soppw in formazi one cli combnttimento traversare nn hos(;o, collo sczio1_1i ben collegate, e raggiungere un .detcrrn inatò spnzio dcli 01)posto_ margine, scmw perdere la di rnzione, ha già fotto un gran passo avanti nslln scuola del combattere nei boschi. In quest'esercizio occorre montenere la precisa direzione od il collegarnent~. ~e _strade, i s~ntieri ,. i tratti scoperti, i corsi d'acquo, i burroni, 1 cigli delle vnll1, etc. e la bussola, sono mezzi d'aiuto all'ufficiale destinato' ad hoc. A questo. Mmpito 0011 tutti "li ufCiciali sono adatti; vi occorrono doti naturali e pratica dei monJ O tloi boschi · L'an_to1:c consiglia _a _far speci_ ali esercitazioni nei bauaglioni coi soli ufficwl 1 e sot~uffì~111li_ per a_b1~ua:li a dirigere : a ciò ~pecialmcntc dovrebbero dcd1can1 gli urJlcrn li <l1 stato rna(l'rriorc. Al mondo tutto è quistione di pratica . <>e> La marcia dell'Su divisione prussiana traverso la foresta O sud di

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Beaumont, riusci alla completa sorpresa del 5° corpo francese; quella divisione era guidata dal tenen te Stuckard dello stato maggiore. Il mantenere il collegamen to nei boschi nou è cosa agevole; occorre atlonziono e atti vità per parte degli ufficiali e graduati . A renderlo più facile si diminuiscono distanr.e cd intervalli . La linea di stormi procede in sezioni ch iusr. e vicine, e solo presso al margine opposto riprende la formazione norma le. Le sezioni chiuse all'occorrenza l'aiJargano, o passano per fi le o doppie file. Sulle sLracle, sui corsi tli acc1ua ecc. ferma rsi o ristabi lir ordine e co llegamento o poi proseguire. Incontrando ostacoli im portan ti, farli girare esternamente da singole sezioni, che devono al più presto riprendere il collegamento. Nello grandi lacum} inserire all'occorrenza sezioni della ~a linen , che cessato il bisogno sono ritirate. Se possibile, mantener uniform e la cadenza del p:isso. Succedendo clisgium ioni, servirsi cli sognali col lìschietto o con trombe, e qualche volta con spari; ma, solo prima che sia nccadu to l'i ncon1ro col nemico. li caso più favorevole di quest'esercizio è quello che la truppa distesa occupi l'intero bosco e si appogi{i ai _margini lateral i; ciò tut-: tavia succede assai di rado; si può dirsi couten ti :;e solo un'ala si trova in questa condizione. Se vi sono strade e senti eri parn llcli alla direzione di marcia, frazionarsi in più colonne, che si tengono alla stess:i al tezza. I fian chi ·d'uua truppa che traversa un bosco va nno esplorati da lontano, .e a~sicn rati per mezzo di sostegn i che seguono dietro le ali. Prima di rnelter piede nel bosco si destini l'ufficiale e la si?.zione di guida, la linea di marcia, le soste per rislabilir l'ordine, e tulio ciò che occorre per conservare il coll<Jgameuto e l'orientamento. , Chi entra sconsideratamente in un ·bosco senza aver pensalO a tu tto non giungi: alla mela ». La mancanza di precau1.ioni può condurre alla sorpresa; ove possibile procurar~i nbi li gu ide del paese. « Una truppa che sa traversare ordi nai.a una foresta, trovasi anche « ben preparatn per combattere nell a pianura italiana. « Poichè questa piauura altrò non è che una interrninabile foresta « diradata l " Non sarebbe buona cosa, che noi volessimo del tutto dimenticare « il comhattnro in cp1esta cli radatn foro-;ta, nella quale così spesso noi « abbiamo infranto i nostri sangu inosi allori ! » 2,0 Bse·rcizio d'i attacco . - QuE\st'cscrcizio ha molta analogia col precedente. Appena penetrati nel bosco, arrestarsi uI margine, e non


ESTEnA

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RIVISTA

procedere Gnchè le retroseguenti sezioni chiuse, e le riserve non si sieno avvicinate: solo pattuglie di combattimento inseauano il nemico c~1e : i .ritira . .Quindi appena ripreso fiato, distenclerst'a poco a poco . .f.lort! l111ee dr ~torrni non occorrono; cp1estc saranno sempre spalleggial.e da sezioni chiuse. L'antica linea di bcrsng-lieri austriaca (Pldnlterlùt'ie) si acconcia ouimanente al combattime~1to nei boschi: essa impiega poche forze, mantiene meglio il collegamento I' ordine, la coesione, e protegge lu sezioni chiuse dalla ;orpresa.' Nelle radure e località opportune, si rinforza la catena . Dietro le ali devono seguire forti sezioni , per appoggiare e proteggere i fianchi dai contrattacchi . ~e bosco è assai fo lto, e l'avanzare :mluo, si procura passare colle ·sez1on1 al la stessa altezza, precedute da pattuglie di ;~ a 5 uomini per evitare le sorprese. Con segnali di fisçhietto irr1pedire gli sviamenti; se ciò succede fra mettere delle pnttuglie. Schivare il :;overchio affollarsi: un tal fatto conduce sicuramente a sviamenti, al disordine, alla sorpresa e all'insuccesso. Auche in qnest'esereizio prima d'iniziare il movimento dare tntto le opportune disposizioni per l'nvanzare. Un '.wanzare ordinato, formo e sc1;za precipi!azione è la più sicura garanzw contro gli attacchi di fianco, le imboscate, e iu genera le contro Je intrapresi) del difensore del bosco . Scopo dell'attacc~ n1e deve essere di ributtare i contrattacchi delle risen:e, rr'.1indi spnzzare il bosco dai nemici , e raggiungere l'opposto margme; rl . che tanto più agevo lmente ,;i 01.tiene rpianto meglio · sì è coqser•vato ti col lega mento. Succederanno pur tuttavia sviamenti, disordini ~ fr~~nm ischiamenti; ma una tmppa ben addestrata avrà sempre la super1or1tn sopra una che lo è meno. Le sezioni di seconda linea de;ono all'occasion~ .r~Bm pir le lacune, che sono sempre pericolose ali attaccante. La d1v1s1one Fransecki alla battaglia di Koniggri:itz avau- , .zava a traverso la Swiepwald, quando il coma11dante s'accorse che fra i due reggi menti s'era aperta una vasta lacuna. Subito vi mandò d~e battagl ioni ('l'Cs~l,i che dccisc1'0 del combattimento. ( Vedi l'opera Die Schla,cht t1e'i T(on:i,ggriitz, del capitano JXNi-rs) . Nel combattimento nei boschi occorre molta e111:raia: uon eseguire attacchi alla baionetta; se sorpresi, servirsi del fu~~o; non lasciarsi s,ed11rrc ~ iuc<iut.i. ir~s.cgni1'.1e1~ti; !n~eguire col fuoco ed imped ire al1avvù:;nno che sr nt.rr·a dr nord111arsi . Al lorchè l'attaccaute è giunto all'opposto margine, fe rmarsi, e riordiuarsi al più pre~to.

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Può darsi che in seguito a contrattacchi del di fensore, l'attaccante ' sia obbligato a mettersi sul la difesa: in questo caso attenersi alle norme date nel seguente esercizio. 30 Eserciz·io d:i difesa,. - Prima cu ra del c;omandante e di tutti "'li uffìciali è quella di assumere esatta conoscenza in ogni sua partedel bosco da difendere; conoscenza che costituisce l'unico vnntaggio del difensore sull'avver,ario . Chi può sapere ove sì è sbatLuti durante iI combatti111ento ? Il mezzo più efficace di difes,, ò quello di portarsi colle riserv1-isui fian chi dell'attacc:rnte. I nodi di strade sono i punti più adatti per collocnre le riserve. Gli uomini destinati al servizio d'~rdin.an.za devono conoscer b1me il bosco: il comandante si t<rnga in facile relazione colle riserve, alle qnali devono giunger rapidamente gli ordini . Al momento opportuno lr1 riserve agiscano prontamente sul punto loro indicato dal cornancbnte. Il difensore s·avvalga opportunamente delle truppe tecniche e dei zappatori di f'auteria nei lavori di dil't!sa . Come si disse per l'attaccante, anche le riserve devono presentarsi uci loro at.tacchi con deboli line(! di stormi , seguiti immediatamente da sezion i chiuse. Nello svolger;;i del combattimen lo il difensore approfitti di ogni occasione per tenclel'C imhoscale. Tanto i dil'cnsori del rnargiue obbligati a ri lirarsi, quanto le riserve nei loro coutn1ttacchi, facciano ogni sforzo per rista bi lire al pi 1\ presto ordine e col legamento. Sezioni sviate si sf:nino gulla pi t'L vicina ; il più elevato in grado ne assuma il .coman~lo: u~ficial i e corna.atlante usino la massima attiviti1 ed energia, a fine d1 controbila nciare le ditlìcoltù della ord inata tlirezione do! combattimento, e col personale esempio intln irn sulle lrup pe. Ogui uf'ficiale s'i!doperi a r~ccorre ì d_ispcrsi, riunirli, fornwrli in ~ezioni, r1:onclurh al ?ombatt_irnento, o '.n sostegno, 0 in riserva . Ciò pnù servir-e a modificare il cornbatt1mento e in oani modo a gnadagnar tempo. Pii~1a d'irn;eannr l'u ltima riscrvn, se ogni mezzo di ricacciare il ne;~iico hn l'a llit~, bisogna provved<·: rc alla ril.i rnta sul vicino ritagl io, fuori del bosco. È import.ante interrompere il combattimento presso 0 al mar"'ine retrostante, e travcrsnre rapiclame1He lo spnzio scoperto oltre q7iesto, prima che il nemico giuuga a bat.Lerlo efficacemente: Se il nemico non incalza ciò potrà rnrsi ordinatament<-:; se egl i strmge dappresso, sa rà bene lancia.re nna rip!·~sa offensiva geuerale, e &otto l'impressione di questa rup1da1~~nte nt1rars1. . Si deve ritener erronea l'opi.n1one che perduto r1 margine, tntt.o il


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RJVISTA

ESTERA

bosco sia perduto: si studi in tutte le sue fasi il combattimento nello Swiep-Wald, e si potrà persuadersene. Queste esercitazioni del marciare, attaccare e difendere i boschi si possono. eseguire '·i d'l · t> ( ' . nei. periodi . d' amrnaest.ramento di cornpac,ni l ione e di reggimento. I mesi di mng11io o-iuc,no e ltic,l,.(i sono b• attng ., d . o t> ' 0 l') I plU 3 attJ. to Eserci.zio. scontro_ - Lo scontro dei due avversari può succ.edere trovandosi m formaz10ne cli marcia , in formazione di combattun~nto, od uno in formazione dì marcia, e l'altro in cpiella di comhattunento. . N~I primo caso l'avanguard ia deve prontamente distendersi e le sez10m distese prontamente collegarsi: i fianchi sieno tosto «~s,,1·cura t'1 • · I· ~on scz10~1 c 11u~e ~vviat~ dietro le (\li, ed esplorati da lontano. AlI uopo nei boschi cl 1radat1 può esser impiegata la cavalleria. _Ove è possibile distendersi su qualche ritaglio del bosco che faciliti or,entameo to, allineamento o colfec,anwnto delle sezion i non cl e I d' . <> ' l a , · 1rez1one dr1I combattimento di avangua rdia. Perciò si potrà stendersi a?che S?P"·~ una linea più addietro. Alle volte potr,ì anche co,~venire d1 scagl1a rs.1 sopra qualche appostamento vanta,mioso c,ià occur)ato cl~I • " j' 00 o u nemico; cw va atto senza esitazione. Il lanciarsi avanti sarà solo consigliato sul principio del combattimento, ~ quando ~on c_iò si abbia in vista un deciso vantaggio. Senza ,veder ~luaro nella s1t11az1one, non azzardare mai, a meno di for ti moti vi. f eners1 alla regola : avanzare al sicuro, passo passo, con ordine e collegamento. . Impegnat~ !_'avanguardia, il grosso solleciti la marcia e agisca a destra o ~ s1_nist:? s~con~lo le circostanze. Quanto più semplici sono le formaz10n,,. piu ~ilen7:1osa e ordinata la marcia, più sicura sarà il su~cesso. ~rdme e silenf '? sa conservarn solo una truppa bene addcst1_ata. D(timata la marcia del grosso, si pensi che il successo è di cl11 sa agire più energicamente. Lo . scontro di ~~ e a_v~er::;ari in formazi one di marcia, di pende da un ~1fct.toso servizio d1 sicurezza; ma come esercizil' è assai istruttiYo ~pec,almente :se eseguilo_ con armi miste. Perciò si dispongano i pa;ti(i 1ll _modo. che rap_presentmo avanguardie di grossi corpi, oppure piccoli ~orp~.s~accatr. I comandanti apprendera nno 11 trar partito nei momeut.1 cnt1c1 dalla cavalleria e dall'arl.iglieria. . Sarà _invece pi_ù frequ~nte il ~econdo"' ca$O che corpi già in formazione di com_batt,mento :1 scontrrno nel bosco . Valgono allora le norme accennate nei precedenti esercizi. è)

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Nel 1866 i battaglioni delle brigate Brandenstein e Appiano che combattevano nello Swiep-Wald senza direzione e collegamento , e senza uno scopo ben definito, non poterono, malgrado il loro eroismo, resistere nè sul margine, nè nel bosco al ben condotto 11ltacco della 7a divisione prussiana; lo stesso ar.cadde ai battaglioni deile brigate Schutz e Roth entrati suc:cessivamente nel Primer-\.Vald, contro l'attacco cklla · 45a divisione prnssiana, la quale fin prima dell'entrata nel bosco marciava in l'orrnazione di combattimento e procedeva con ordine e collegamento . Solo unii deplorevole trascuratezza pnò dar luogo al terzo caso, cioè allo scontro di nn partito in formazione di marcia, contro un partito in formazione di combattimento . Un tale scontro può condurre ad una catastrofe, se l'avversario già spiegato sa utilizzare il suo vantaggio, e se l'avanguardia dell'altro non sa sacrifi carsi . (Juest'ultirno caso quantunque possibile è evidentemente poco adatto per esercitazione. fo ogni modo negli esercizi precedenti ne sono già. additate le norme. Il lihro couclude colla sentenza che l'esercito meglio addestrato nel combattimento dei boschi avrà maggiore probabilità di successo.

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO Carte e piani.

t,ler A,h•latique. Porls d'Umago, de Dalla, de Parenzo et baie de 'Pirano (N. 3i'196); Golfe de Medolino, baie de Bucari et Porto-Ré, Port de Veglia, d'Arbe et de Zengg (N. 35:~5); Pola, còte d'Istrie (N. 3599); Ports de Gravosa et de Budua (N. 86'18); Port de San Giovanni di ì\'ledua (N. 36':!.0); Canal dei Castelli , (N. 36:H; Canal dB Pasmau (N . 3617); Porls de Klek, Palma, Tre Pozzi et bouches de la Narenle (N. :l6GO); Porl de Rogosnizza, San Gior~io di Zirona, canal de Trau, baies Saldon et Bo!òsil,iina (N. il(i27); Portde. Sebenico ,~t ses approches (N. 3667); Caual Stagno P iccolo !N. 368a); Ports de San .Giol'~io di Lissa, Bema, Carboni . - Paris, Dép. de la Marine, '1879. - Prezzo di ciascun foglio L. 1,25. Carte topoyr. de fa BelfJ iqu e. 1: 40,000. Feuil 24-: Aerschot, 30: Grammont, 4'1: \.Varemme, 5i: Marche. - Bruxelles, Pauwels, ·1878.


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AOLLJ::TTINO B IULIOGRAFJCO

Neue tovograpl,i scl,e H a r i e dea G1•ossl,erzogtlnnn11Btule1t. . N uova carta topogra fica dol gr an ducalo di Buden, alla scala di 1: 2.5,000, 3· dispensa. Fogli, 63, 65, 68, 74 e 78. - . Karlseuhe, Bruun, 18i9. - Prezzo L 3, 75. Speciall,m•te der iiste1•1•.-ll11gt0•. fllonm•cl,ie. Carla sveciale dell'Aus tria- Ungheria, alla scala di I :i5,000. 2. XXVI, Chwalow ice. - 4,. XV, Kronstadt o \Vil<lon A dler; XV I, Jauernig; X VJJ, Hotzenplotz; XXII, N ow ~·i Gorod; XX V, \Iie lec; XXVI, Hudnik; XXIX, Belzec. - 5. XVI , Freiwnlclan; XX, :Vlis lowitz; XXI, Clirzanow; XXI I , Kralrn u; XXIl l , Uscic sol ne; XXI V. Tarnw; XXV, rlopcz)·re; XX VI, Rzezòw; XXVII. Jaroslnw; XXV III , Lubaczòw; XXI X , H1nva-Huska; XXXl, Karnioulrn. - 6. XV, Laudskrou; XV IJJ , Troppau; XX, Uielitz; XXI, Wadowicc; XXII, \V;eliczka; XXlll, Bochniu; XX.IV, Pilzno; XXV, Bezos lek; XX V I, Tyczyn; XX IX, Jllworow . - i. X.V, BeLinn; X VI, Olmiit.z; X X, Saybus cli; XXI , Makow; XXIII, :\'eu- San<ler.; XXV, Jaslo; XXVII, Dobrom il; XX.X, ~Iikolajòw; XXXI\', Podwoloczyka. - 8. X.XV , Dukla-Pass;XX VII, Us trzyki-dolne. - U. XXVI, \Vola Michovu; XX VI!, OroszRuszka; XX VI II, Turi-a. - 10. XI V, Znaim; X V, A uspitz; XXI, Brezuò bùnya; X XJJ, Quellgebiet des Gran; XX V, Var ~111nò; XXI X, Tuclilo. - 11. XXI V, Kasclit1u: XXV, Toke; XXVIII, Szolyva; XXI X, Okormczij. - ·12. XXl, Losonc; XXV, Sà1•os-Nuzypatak; XXVIII, Hilk e. - 'l :J . XX IX, T<>cso . - 18. 1X., GmUn<i. - 2't, XXIX, P etrosény. - Vienna, Islitulo lopogralico- rniliture, LS,8 e 79. - Pr·ezzo di ciascun foglio L. '1,50.

Topogt•apl,iscl, e,•- ;I. tlas ,te,• Scluvefo. Atlant.e topografico dt>lla Svizzera, alla scala di 1 : 2~,000. 1:3' dispensa. F ogli 114, 13iaufoncl; 11G, Ln Fen·iera; 1:28, Bltillr·rkind e11; 13't, N eu veville; 1:w, Educh; ·H 3, \\-inigen; l-H, Hindelhank; 312, Sugiez; :313, Ke1•2ers; J32, NeuMegg; 8:H, Schwa1·z·~nb urg; H52, Watlonwil. - - 15, dispensa. Fogli 26:J, Glarus; 367, Wirnmis; 42.'5, Scarl; 't27, Bever~; 429, s.• :'Ilaria; 429/Jis, Slilfserjoch; 523, CasLaseg1Ja; 525, F inhnu t; T>25ots, Col de Bnlrno; 526, Martigny; 529, Ors rères; 532, Grand SL Bernard. - Berna, Dalp, 18";"9. - Prezzo di ciascun foglio L. l ,50. 11 Di rot.t.orc ÙRF. S T E

J3ARATIER I

,Wa11gio1·e nei Bersaglieri. DEMARC HI CARLO,

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GINNASTICA

l.

Un e:,,ercito tan to più vale quanto più è in esso salda la disciplina., ed in verità con un esercito indisciplinato non è possibile combattere vittoriosamente. Ma la disciplina, ossia l'obbedienza cieca e spedita dell 'inferiMe al SLlperiore, 1wn si ottiene che per hmga abitudvne, l'esperie!1za ayendo dimostrato che l'obbedienza è anch'essa un'arte eél una delle più difiìcili e lunghe ad apprendersi (De Cristofor is). E non basta la sola disciplina., mentre il soldato deve essere anche avvezzo alle lunghe marcie, alle fatiche ed ai disagi dellR guerra, e conoscere bene gli esercizi e le evoluzioni militari. Quindi, generalmente parlando, il cittadino per diventare buon soldato ha bisogno di passare anni ed anni sotto le armi, e di qni le necessità degJ i eserciti permanenti. Dalla storia. delle ultime guerre risull:a che oggidì le nazion i per difendere i loro grandi interess i scendono in campo con eserciti poderosissimi; bisogna perciò in tempo di pace istruire nel mestiere delle armi il maggiol' numero possibile cli citt.aclini , anzi tul.ti i cittadini. aui alle armi. Ma in questo modo si avrebbe un esercito permanente cosi numeroso cl1e rovinerebbe le fìnan:te, e sarebbe d'ostacolo allo :;viluppo degli altri ,·,uni clella vitalità. nazionale, dell'agricol tura. del- ·. l'intlusl.ria, .delle scienze, ecc. ANNO XXI V , YOL . I V .


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GINNA STICA

Vi è. però un mezzo per abbreviare il tempo occorrente a conver1.i.re i cittaclini io bnoni soldati , e consiste nell 'istil lar loro rin dai primi anni i principii è!ella disciplina mililare, nell'adùesLrarli alle :11:rni edahituai· li al le lunghe marcie ed alle f:Hi che del c,11npo. Tutto ciò si ottiene dulia ginnastica educativa re,-a, obbli gatoria nelle swole seconcbrie, normal i e mngi:-1.rali e nelle scuole elementari in virtù della Jegge del 7 luglin "878. la quale. nell'Mticolo 2°, dichiara. e~pressamente che l'ù.isegnament,o dellci ginnastica nell.e scuole secondarie ·1io1·mali e 1na,gistmli maschi.li ha pwre lo· scoJJO di prepara·1:e i giovani al servizio mi.l itare. l programmi , compilati di comune accordo dal ministero del l'istruzione pubblica e cla. quello dellague1-ra, delerminano gli esercizi ed i gradi successivi della. istruzione ginnastica. proporzionatamente all'età cd allo sviluppo dei giovani , e comprendono non solo gli esercizi ginnastici propriamente detti, ma an che crnelli individuali ;:;enza armi e <:olle armi . i movimenti pcl· plolone e per compaguia. le no;,:ioni in torno a!le arn1i ecl ,il liro, le pn ~seggia te rn iI iI ari, le par Li più importanLi del regolamento di di:::ciplina. ( dei doveri genera I i del soldnto, dei doveri dei superiori e degli inferiori, tlel gi1ir.1me11to, della disciplina mili tare. della su bol'dinazion e. della. i,-\.rnzione, dell o spirito cli corpo, dell'ordine e della bandiera). Nell e nortne che fanno serwito al 1· )rorr1·am111a <. J n · si le.me t>n che il 111.10stro nell' in:;egnamento degli esercizi di 3° grado deve sempre arnr presente al peilsiero cl1e bi sogna prepa rare il gio vane ad entrnre come soldato provetto nelle file dcll'e,;ercito, e quindi é necessa rio inculcare durante gli esercizi militari la più sf.rettr1disciplina a f'me d'abit·iiare gli <ilmtni a questo elem.,ento tanto necegsario cill<i compattezza e f'cl'l'z a dell'esercito. Nelle scuole ::;i forma l'indole della nazione. Quando l'esl"r<:Ìto sceglierit le su.e reclute fra giovani che hanno gin uu po' di spirito guerric1·0, cioè fra giovan i disciplina.Li , usi fin dalle prime scuole all'esalto adempimento dei propri doveri, al ri$peLlo verso i supr.riori, al maneggio dellea.nni, al Liro, alle evoluz.ioni militari, iuvigorili da lla giunasLi ca, ,tllo ra con :solli evo dell e finanze e del le altre sorge11 Li della. vita nazionnle, si potrà senza tema. r idurre al minimo la perrnanenz.a elci soldati souo le armi in tempo di pace; allora anche nei momenti più critici,, la naz.ione potril esser t.r.111-

GI NNASTICA

,quilla, sapendo che dietro l'esercito comhattenle vi sono altre classi" vigorose, disci pi inate, addestrate, alle evoluzion i mili Lari , al Liro, al i.e marcie, le quali perciò appena chiamat(;l soLlo le 1u;mi possono subito essere schierale in pr ima. linea. La. ginnastica non è, come clicono alcuni, ona serie cli movimenti compassati e in caclenza. esegniti per semp lice di ver:limenlo; nè, come vogliono altri, l'ar-le degli acrnbatici o degli atleti; essa è l'arte di ~sercitare il corpo per rortificarlo. e peri;iò è il fondamento della saniL,\. e clel coraggio. Il coraggio, ossia q11ella maschia virtù rhe ci sp inge ad affrontare :ardita menLe fat iclrn e pericoli, dipende d,tlla rnaggior'e o minore fidui;ia che l'uomo ha nell e proprie forze; e cli qui viene che la ginnastica, la quale svi luppa le fo rze indivichlali e le inette all,t prov-a, potentemente eontr ihuisce ad anmenr.a.rlo. li c;av . Sebastiano Fenzi , attuale presidente della federazione ginnasLica itali ana, in un discor,-o lei.I.o :i"! circolo fìlologito cli Firenze il 12 @:iggio 11879, diceva che la ginnastic;a ha pRt' iscopo di far sì cl1e lutti, anche i deboli t1 mala.Licci, possano, per inezzo di metodiche e graduate esercitazion i, ottenere salute e vigorìa, più col'agyio, più tenacità, pi:ù fiducia itr, lol'O stessi, paro le che s':1cwrcla.no min1.b il rnente con quelle che si leggono in princip io del lihro cli testo della sc~uola di ginnastica per gl i ufficia li in SLocolma. << Lo scopo degli esernizi di ginn:1stica si è quello di sviluppare la forza e l'agilità clel solcfato e di 1·enderlo cogì più comyyioso coll'anmenla1· clel doppio la ilducia che egli deve avere nell e prop rie forze. >> Il generale A. Lt... Marrnora, il 42 nov . del ,J 849, nell a. sua qualiLà cli ministro della gnerra, sc:risse ai comandanti di wrpn a proposito clclle sCllole di ginnastica, che la gagfordìa del corpo confe.l'isce alla discipli.na ed al valore, che 7Je·1· essa il sol<iat,o si disto qh dalla i_r;navia e dalle Ì!Jnobiti passioni dalle tJtuili nasce pi.ù fi1'eqnentemente l'indi.<1cip_lina. H deputato Al lievi, nella relnzione che pre.,entò il tì giugno 1878 al la Carnera dei deputali, parlando della ginnastica educativa, disse·: « Com inr~ia nell'asilo d' infanzia con movimenti graduali e collettiyi , e via via per gradi ecltWl l'attenzione e l' islinlo dell'or·cline anche nel rnovimenLo; e più lardi rnn lrt confidenza in se stessn per gracli pure Corrnrt ne! t-!io,,ancll o l:i presenza cli :-piriln. l'agilitii , che po i nell'i1·d11ll{l sari1 i 11fn 'f>Ìde;.-:m e coraggio)>. 1

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E giuAlrunente o::;servavn il deputalo Farnbri che se taluno sta per affogare chi si gella nell'acqua per salvarlo è colu i che ha la lena e )'arte del nuoto. La quantità dei fall i magnanimi ::i r,ollega strellamente colla po1.en1.a fisica di comp ied i. La gi1lilastica perciò non ,;olo accresce iI coraggio, ma migliora anche il :-;en:-;o morale del soldato . JI dottore }folE';;chotl disse in senato il 't luglio 18i8, parlando della ginnastica, elle la conoscen~a c/ell'P11el'qia 111nscolare gen/'1·0 il com_qyio . li dotlo1·c Silvosl.r-i, nell'ollavo congrc:;,;o gin nastico il aliano, fece os,;en'are che la vo lontù :- i ac.costnma 1·ol la ginnaslif'a c1 dominare le allr<' faco lti1, f' che le pa:-Sioni prodoll<' cfalla imnwgi uazione o dalla fan tasia sogliono rnan ife,;tar:- i pii1 potent i negli inoni e Hei èleho Ii cli c·.orpo . E iI li'1 \11zi ::;cri;;sc r,he cli i l' for i1\ pi ìt facilmente rifugµ-e cl::i riò che è , il e. e più vagheggia ciò d1e è 110hile e gnrnde. l)uando la Commissione d'ind1ic:-la per le sruole ~erondarif'. ~i 1·rcò in Ve11ezi a, il clepnlalo Fnmhri le si present.ava raccoma11daHd0 Ie la gin11a;-[i ca e diccndo i:lH• in e::sa hisog11a vrclere la fon le principale nou ~olo della fon.a. non :-olo clclln fierezza. ma olrl'l'sì drlln 11111raliuì. L'e,:;crr. il u, cl ic non lrn soldati a,;,-1tl'l',tUi da l1111g,1 pczw alla clisr iplina, alle fn lif'he, all e privazion i. al sagrificio, 11011 i• atto a filr la guerra. ed in marcia de\ e in gran parte e::.,cre ricoveralo nrgl i ospedali : la del)oleua M i musco li ,.,nerva la baldanza dell'aninw . .Pereiò o~ia.111 0 nffcrnrnrr l, he la gi11 na,,Lica ednr,ativa (\ il migli or 111 ezzo per preparare i giovan i al :=;cwvizio mi litare. spec in.lme11le quando yi si a.-:-oci110 gli e:-ereizi l,!llClTe.-chi r la scuola di liru . Il generale H.i rull.i, alla Ca11tern <lei deputal i 11ella tornala del 2ì marzo 187:l, insi~teva cl1e In giovcnlù J'o,.;se innanzi [.ul.Lo oso1Y:ilnl;t nella ginnaslirn. parendogli qne~lo il migli or nioclo tli prepararla alla milizia. E analogicamente ~i espre,-::ero nella lomala elci 1'7 "" iu n.,,w 18,8 il min i:;11·0 della \..,guerra <..>uenemlc 13rnZZlJ ed i 1lep11lat.i Fambri. Salvato re Morelli e :\far"elli . T lno"hi JWi f[t1a li il lii,-ogno d<'llu "u-i rma~tira nell e ,;c;uok ,;i ra ma,n1iormrnlc ;;cntire ,;uno le grandi città ed i centri induslriali, 1)0 (~ dove l.1 gio,cnlù ha occupazioni piuttosto sedC'nlm·ie. rnc1 111·a dei benefi cii di quella gin11asticn, naltmile che rende i co:-rrilLi tkl le nostre campagne rohu,Li soldati . e rifugge dai ma:;d1i 7i1wrl1i cfrll. 1 palla . cl<'I pallone e ;;imili. Facendo una stalislira d,!i llo,c·i. <ki de('

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boli, dei rachiti1:i. degli scrofo lo:; i, si veclrehbe quanto in salute e vigoria la popolazione delle grandi cillit ,;Lia al di :;ollo di quella delle monlngne e dei rontaclin i. Di i[lli viene c:lte i pi11 fiaeeli i o più. manca nti cli en<'rgin. ,;0 110 tp1ell i c·.li c d'o rdina rio venµ-011 0 chianinLi in seguilo n ront<t1Hlarr e rlirigel'é. l cilladini roma11 i, :;egnalati per la loro po,;izione :;,wiall'. t>ra1w pure quelli che :-i dedica"1no ro11 piii amore :llln /.!Ì11na,;lica. r·o:;a rhc ai gic,rn i nM,l ri vediamo ri petersi in Inghi lterra . [11 Fr:i11r.ia il :;indac·,> di Sant'Omer rese la ginnastica ohbliga lori a nelle ;;cuolc di l[lt<'l rnrnu11e : l'nrcl inanza ha In data del :31 dicemhrc 186fi t>d inl'nmineia con CLue,;le parole : « Considl'rn ndo cii(' la ginnast.ica ù la misu ra igicnic;1 la più cmcace per ,;vil11ppn r1' il ,-i:e;trmn 111u,-co lnrc elci giovan i c per combatlel'e le rau;;e d' indelJO! imenlo della popolnzione indu:;lriale, or- , diniarno, ect . >> In un rapporto del r·a11tone Vc1 11 d, in l:;vizzern., ,-i legge: « No i siamo parlil-( ian i dell' i11 Lrncluz io11e dr;.l'li e:;e rcizi ginnas Lici nelle :;rnolf' delle rillii <' clt>i ,·enlri industriali, cloYc i giornnelli non re8pirano aria •'MÌ pura, lH~ ,;i r~orrilano rome tJnell i ,lelle rarnpagnt. ,, La gi1 1na:-;Lica clu1tLfltr. educa il ro rpo cd il ruore, e ri~lorando le for1,e apre l'adito aò ogni rirlù domestica, riuacl ina e militare. E perchù po,;,-;) pi Ù fn.c.il111ente ri,rn l larne una buona. educa,,io11e morale, il rcgo l.i.111ùnLo per In srno le presc1·i\ e cl'a:;sor inro agli ese rcizi ginna;;tir i il ,·anlo cl'inni p,1lri0U ici :il li ai'l inlia111111are a ma ·chie virtù; ed i pi11 valenti prof<':-Sori con,;igliauo cli non rnncedere il diploma ,d i mae::l i-o di ginnastica educa.tica ,;e 11011 a ro loro cht> hanno dato proni cli nnn e,;;credeli cienti ne., n1°lla r:rJ ll11 n1 intell ell11iil n, nò nelle doti del cuo re; l'Obcrman11, quello che inLrocl11sse la gi1111a~tira 11el nostro e::en' ilo . racrnm:rndava :;rmpre che si mandassero alla ;;cuoia normale di ginnastica degli alliev i i quali, ollre alla necessaria vigoria. ed ngi lil à del rorpo, a.ve:-:sero hu one qnal ith mo rali ed una lodevole rondoLta.


GINNASTICA

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:Pompeo a. .:io ann i suonnLi polcva slìclare alla COl'Sa. ed al salto i più abili, e Sarlorio ferito cd armalo i.!ell.arsi nel Rodano e ra11oiun«ere t, la. spondu. opposta sJu ggellllo al nemico che l' inscgniv'a. Se io avessi i mezzi di rnmpilnr la stali:s!ica dei "oldal i che non sarchhero periti in.guerra se si l'o~:'iero addestrati ,i 1crnpo negli e;;ercizi ginnici, il numero sarebbe Inie da per;;nadere ognuno dell a grande importa nza che ha I:, gin nnstic,t pcl' la giovcntò. destinata alle armi. L'amore per lagimuL~lira radicalo n11i cuori delln. gioventù rornann, fu Ltucllo clte tenne lorHano da l.lonrn antica l'ozio :rnervatore dei popoli; il cnllo dell a ginnastira. 1piello che addes11·ò gli infaticabili gu errieri romani alle lunghe marcie portando sulla. schi ena le armi, il hn gagli o e ta lvo lta anche i viver i per 20 o più giomi, e li ab ituò a cnrn minare ed cser,•itnrsi a lungo per qualunque tempo, tra la neve in inv1?1w1 ed ,Il sole nel cuor dell'estate ; r.pperciò nella storin romana leggiamo <kscrizioni di battaglie nelle quali i Romani seguitano a cnmhatle1·(' rieni ancora d'ardire e tli l'orza, men i. re il nemico cade spo:-;;a to dal sudore e di~lla falira. )fa più t.al'di s'i ncom inciò 11elle scuole di ginnnstica ad inca.ricare le donne d,,1ma.~.wt!f,qio; .\Tarto sposò Yenerc : la ginna,-tica de\' Ìò dal suo scopo, si t.rnsandò la ilisciplirta, si co tTurpero i costum i e Roma decadde dal suo aulico ;;plendorc. Nei I.emp i t.:aVi).ll eresd1i del ntedio-evo ,;i aveva un modo cli ,~ombnllerc tulio specia le; era diiTicile ferire il ta\ aliere coperto da capo a pirdi di l'erro e ~i cercarn pel'ciò cli ucciclel'e l'avver:;;ario con nn solo rnlpo direUo all a gola od al cnore. E la. ginua:-tica, che nnche nel medio-evo fu t.: osa e:;senr.inlmenL0 mii ilare, addestra I a la gioventù a correre gli anel li. le Leste, In quint.an,1, ecc. Consisteva la qui ntana in uù fn ntoccio armalo di l1111g11 spadn di legno e girevole a11n1·no ad un as~e verl.ic·ale; SC' veniv;i co lpito clircltarnen le al centro del pett o rimane, ;t immobile; ~e in, ece il colpo urtava lontano dal centl'o, il J'a ntoccio girava rap ièla,m ente percotendo col piatto della spada il ,;110 inesperto anersario. Yenula la rnrnlleria iu der,adenza, a.nelle qnei giuoch i andnrono in disuso, o per lo meuu :;i conflnn runo nell e rnrn llerir.ze di certi istrullori d'equilar.ione. .E co l dccaclen; dell a cavall eri;t s'immngi11ò nn 'altnt talti,:a che poneudo in non ca le il comhatLimenLo isolato e l'ordine sparso, si occnpava solo dell'azione co ll ettiva di più uom ini l'inuit.i insi eme; ....,

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La storia ci in segna 0hc dalla più rnnwta an liclt ilit $ino ai giorn i noslri gl i eserciti più vigoro:;i furono ,-emprc cptelli compflsli di giovan i che avevano con più amore c.olli1•aLo la. ginnastica. Anzi p.rcs:;o i popoli più guerrieri el'a la ginnastica una cosa alfallo mili lare; cioè un esp1·cizio in cui l,t gioventù si aclde:;trava a wilnpparn cd accl'e:;cei-e le forze muscolari, l'agil ilù, il valol'c e la d'i:,cipl ina a fine di re1tdersi atta al fa ticoso mesLicl'C clell e al'mi . ~ell'anlica Grecia. la ginnaslica aveva- generalmente per i~rnpo di mnntencl'e le membra e le pn l'ti tutte n.el corpo in una ginsla proporzione ; ed è metilo in gran pal'le dell a ginnasti ca :-e la Grel' ia antica riuscì a fn.re dei :suoi ab itanti il più bel popolo del mondo. Solone di,-se che ciascuno ha l'obb ligo d'addestra rsi nella ginna:-tica per migliorn.re ht propria coslitur. ione risica. Oorn l,t ginnnstica, che ha per iscopo d'ingaglial'dire le memura, si colLjvava <li più era in S_parla; e Sparta appunto si segnalava fra le provincie greche rn111e la più nggnerrit.a. Era a. Sparta in grande onore l:i. danr.a pirrica, specie di schenna, vera scuola di guerra per qnei tempi, e Yi si cser<~itavano perli110 i. bambini di cinque aun i. La ginnastica in Grecia era co:slstimatadie costi tuiva. In parto più irnportnnte dell e Slte grandi feslc nazionali . Più che in grecia la ginnastica aveva uno scopo mii ilare in Homa. po ic.hè i Romani, i~onvi nti dalln, lung,i esperienza della utili1,il dw reca agli eserciti in guerra la fom1 e l'agili t.ù del corpo, nulla 1rascura vnno per isviluppare queste doli nelle loro membra, e rernlcr\'ele abituali. L'educazione della giov1?ntù romana rn imva principalmente a fare dei buoni soldati. Tutti, poichè lui.li erano soldati, giunli all 'adolescenza. dovevano recarsi al can1po di .\I arte, dovf veni,,ano esercita.ti alla corsa, al salto, alla lolla, al p11gilato , e lan ciare il giavelotlo , a. nuotar nel Tevei·e, ecc.; e giit avanti ne.gli an ni continuavano sempre ad esel'cita.rvisi, ::;erha ndo così in. vccchia in l'agilità, In robuslezzn , la ba ldanza della virilit.it. Ed ecco in che modo

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e la ginnastica allora venne in discredito . La r igid ità. nelle file, che era uno dei priticipali pregi del soldato, ern contraria ai li heri movimenti ginnastici. Alla fine del secolo scorso si incominciò in qualche esercito a volgere nuovamente il pensiero a quella ginnastica che avevn dato i ~oldati delle Termopili, di Cami ll o, di Scipione, di Cesare; e d'al!ora in poi _la gi~nastica fu sempre coltivata. con maggior cura. Ed invero oggi la gmnastica negli eserciti è più necessaria che mai, e ciò per la. prevalenza dell'ordine sparso nella tanica moderna: a.:.:li esercizi della forza atletica. si debbono preCerire quelli che d.an;; 0 agili tit, i.I $alto, il volteggiare, le corse di resistenza, ecc., e bisogna esercita,rvi ?l i allievi a lungo . In un giorno di battaglia, quando i combattent,. per le lunghe rnarcie e contro-rnarcie e per le fatic.he della pugna, cominciano ,l stanca.rsi, rlporternnno la palm,t coloro che conservano maggiore energia, cioè quelli d1e per essersi pi ù a lungo esercitati nella ginnastica. sannn megl io re;:;isLere all a fatica . 8arb difTici le avere buoni risnltati dal 1~ostro sistema cli una ,-econ~a e terza categoria di soldat.i, se ùon si cerca di ben aggnerrire gt0ve1~tù nelle scuole; e perciò, ripetiamo che sotto iI pun to cli v~:-til m'.l1tare la l~gge del ·7 luglio 4878, che rende obb ligatoria la ginnastica educativa, fu un ottimo provvedimento, La ginnastica. che oggidi non è coltivata conrn si rlonehbe nel rnezzogiorno d'Europa, è Lenuta in grnnd e stima nel settentrione. Alla s,,ezia e Dani marca spella il vanto d'essere state le prime a darvi nna. impronta nazionale, d'aver compreso che per ottenere qualche btwn risultato bisogn~t che i maestri sieno patental.i iu una scuola norma le; e sul wincipio del secolo fo ndarono quell e scuole sull e cui norme la Prussia organ izzò poi la sua scuola cen1rale di Berlino. La rel11'l.ione che precede il progetto di legge sull'i nsegnamento delln. ginnastica presentato dal ministro dcli' istruzione pubbli ca (De 8anctis) nella tornata del ,13 maggio 1878 alla Carnera dei deputati, termina con queste parole: « Le slirpi germaniche e anglo-sassone hanno in queste istituzioni il segrP-to delhi loro grandezza. E noi, se dobbiamo ricuperare il posto ò.ovuto a.Ila nostra nazione. stata due volle capo e maestra. del moudo, dobbiamo procurare che questi eserci1.i, messi in correlazione coi metodi educativi dell'intelleuo e della volontà, penetrino

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nei costumi e diventino punlo interessante delle nostre fo rze e. delle nostre istil:uzion i na,.ionali >). Nell'ultim o decennio del secolo scorso, Christiani alla corte di l)animarca introdnsse nuovamente la ginnastica nell 'educazione; nel 4so,1l'arLiglieria, la marina, i cadetti frequenta vano tutti 1111 corso di ginnastica.. ~el 11804- esisteva a Copenaghen nnn scnola militare per questo scopo e vi si insegrnwa rum, ginnastica militare che, come è faci le suppo rre, differiva al qnanto da lla romana. e da qnell a del medio-ern; era una ginna;;Lica :i da Unta alle 1.rnove anni ed al modo di cornba l.Lere cli qnei i.empi , e comprend eva 111 schenw1 colla scialiola e coll a baioneua , il modo cli difendersi dall n lancia , il volteggiare, la col',a. il nuoto con o seriza. armi, ecc. ; nel. 1828 i due terzi dell'eser·cito dane:se erano capaci d'ntl.r,1.versri.re un fiume a nuoto con arrni e lrngrigli o. La ginn,t~Lic;a ern pnre col Lirn.1:.1. da lla maggior parte dei bo rghesi , ed ,m bando del 1829 ,;tabiliva che i · maestri delle scuol e pr~vaLe dovesserc• egunlm ente conosn~rla. () uel1'inLeressante c·serr iLo, nel <JUale )[o ltke in com inciò la sua carriera , e che servi .di bersagli o ni prirni co lpi delle poderose armi prussiane, era :;!,li.o educatn 1rnlla ,-wola di ginnastica di Copenaghen. lnlto ra fiorente, rlove ogui anno si addesL1·a un cerlo munero di ufficifll i e soLLulTicial i, che in seguii.o fanno èla i,;LruLLori cli ginnnsLica nei reggimenti. La .,;cuoia è comandata da 1111 capitano , e la durata dei corsi è di u.no a due anni. Dopo i disa::;Lri dP,I I8G3 pot.è la. l),111 ima.rea affrontare il servizi,} genernle obli li gn,t,orio nonostante le estennate fìnanze e le poche risorse, e ciò perchè iI paese è sparso di moltissime società di gi nnasti ca e <'li tiro fiorenti, orga.nizza.Le geraech icamente e nell.e quali si insegnano del pari gli eserci" i ginnastici ed. i mili tari: dn l 1870 in poi h istruzione vi è impari.ila in l.nf.l.e un iformemen te secondo programm i che emanano dal governo. La giunasLica in Svez ia si in,;egna nelle univers ilit, in Lutti i collegi ed in tutte le scuole pubbliche e private, mnschili e lemrnin ili. Il metodo è quello del poeta e gimrnstico svedese Ling , il q1iale passò la vita lavorando indflfessamente per la. rigene1'azione fisica e morale dei suoi compatriott.i mediante la ginnasticn, la mnsica e la poesia. Nel 18114 si.fondò fJ Stocolrna una scuo la :;peeiule di gi.nna<;tica sotto la direzione del benemerito l,ing; quel la scnola liorisee tut-


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tora, è diretta da un colonnello, e vi sono addetti sei professori con quattro assistenti . È una scuola per gli utncial i, ed il ministero cl.esigna annua!mente i reggimenti che devono l'orni re gli ali ievi. l corsi .sono di due,rnui, etl alla fine elci $er::ondo gl i all ievi vengono a,;:;oggett,1ti ad esauti rigoros i in tutte le materi e ,tpprese, cioè :mila ginna,;tica teqricrt e pratiGa, sulla :,;clterma di pnnla, di taglio e rli baion eltn (adoprando òelle baionet.t~\ munite alla punta di un bottone, e disposte in modo clie r ientrano nel fucile quando urtnno còn l'orta 11ell'avve1·sa.rio), sulla anatomia, suIla fisiolog ia, sul!' igiene e sulla si o rin dellagi nnastica.. Chi dopo aver snpernto feli cemente l'esame ne fotei,1 rich iesu~, può frequen tare un torso di medicina 11ell 'universi1i1 per essere nominato medico ginna.stico; e non è raro il caso di ufficiaii c.:he enl.mno negli istituti o nelle universiLit per insegna rvi la ginnastica. Nei reggimenti ;;' incomincia dal fare eseguire alle niclu le una ,serie di movimenti elementari semplici prima a COl'po sciolto , qu inrl i in arme ed in ultimo con arme e bagaglio, per isvineo la.rne le mem!i1·;1 e renderle in breve tempo agiIi e rouuste, quanLo oceorre per 111a nc1giare le armi hene e con facilitit. Po i s'insegna loro la ginna,,tica agli ntlrezz i, fa cendo eseguire gli esercizi . destinati ad infondere la destrezza, la t'orrn ed il coraggio necessario per affrontare esupera.re ;:(I i ostacoli che più comunernente s'in contrano in campagna . Nei reggimenti in ogni lc,,ione s'incomincia sempre dai movimenti del capo, perchè .i soldati lavorano generalmente colle altre parti del corpo; nei collegi e nelle sC11o le invece è prescril.lo d'incominciare dn i movimenti delle membra, percltè gli stucl.enti lavornno maggiormente col capo . Le lez ioni di ginnastìc,t devono sempre Le1·1ninare con eserci7,i al.li a c:llrnare gli nnsa.menLi, cioè con quelli che favoriscono l'i nspirazione e l'espirazione, wme, per esempi.o, i movimenti dell e braccia. L,~ Svezia provveclc alla; istruzione della sua risena prinr:ipalmente con libere associazioni di carabinieri o società di tiro, le qnali un dal ·186 1 luu1110 r icevuto un'organ izzazione milita.re . Jn Francia vi furono scrittori die attribu iro no i disastr i della guerrn del 17i,6 al disceedito in cui era cad11ta allora la ginnastica ed a.Ila mollezz,t ingen~ratasi perciò .nel so ldato france:-e. lu nna enciclopedia d'arte mili tare stampata a Parigi nel ·179'7 si legge: « La ginnastica è l'a.rle d'esercii.a.re il corpo per invigorir·ln; q·uest'arte è il fondamen to della sa.Iute e spesso del cornggio ... . arie 1

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che ,;otanLo importa di far r ivivere se si vuol stabilire, difendere e perpetuare la libertà .. .. è necessario ~a.me u_no dei_ .nnni più im~ portanti della educazione, e adoper~1:e. n.1 segu1t1! t11Ll1 1mezzi pe'.:c_l~e sia messa in prat.im anche nella vmltta e pcrlmo nella vecchw1d . Procurate di avere cit.!;adini c,he dalla etit più tenera abbiftno rese forti e pieghevoli le loro mcrnhra, che si sieno abitnati a sopportar: le intemperie delle stagioni, la farne, ht sete, e vi sarete ll:,S1cui·al1 difensori invincibili. « Padri e rna.dri clic <unaLe venunente i voslri figli uoli, rate plan,;o agli :;Lah ilimenti cli ginnastic,1 , siate Lestimoni . _n~lle pale~trn degli esercizi ai 111ull i i vostri fig li vengono acldestrnt1, rncor'.tg?1ateli , c;ccit,lte la loro emu!azione, e vo i :;itrete ben pi1'.t tran<pull1 1·1speLto alla loro s,d ute ed a11cl1e ri,;pelLo ai loro costmni )> . ;vra sopragginn:;ero le guerre n,tpoleouiehe ed inrpe_dil'Ono c.he la ginnastica in Francia. si propagasse, o per lo m~no v1 ~o,-LJtu1rono una ginnastica pratica in IIJ l. to e per tuLLo e mil1 t.nrè ~cr eccellenza; diremo, col gencmtli'ì I3arèlin , ch e il ea.rnpo d, b,J_Ll,~glta ~rn la stra, e vi fon gevan dn professori la neces:;itiL ed il p~r1colo . V1 lL~ bensì un decrelo clell\urno 8° ·della repubblica , i termi doro , con cui si ordiuò l'insegnamento della. ginnaslica ai :;olduli , rna l111el decreto per l' in('.essant.e incalzarsi delle guerre rimase letLcra m.01:ta. La prima swola. di ginnastica fu fondata nel '18"8 presso Pang~ . e veniva frequentata cla poch i alliev i scelti nei nri co1·p1 clcll'eserc1to. Quell a. swola, soLto l'ollima direzione elci cùlonnello Amoros, dt~de cla prima buon i ri~o ltati , m;.1 in seguitn t.ra,;r:1~rata dal governo, visse 1 u1rn vita assai 111escl1i11a. Nel ·I830 non e1·ov1 111 Fra1w a. alcuna caserma rornita. d'ordigni per la ginnnsfi (:a. Nel 183:3 si eressero dei ginna,i di visionari; verso iI ,181.>0 si aprirono dei corsi n~rrna li nella · scuola di ginnasticil di Parigi pe1'. a.llievi di tutte le anni, e d allorlt in po i q11ella scuola. andò sempre acqn istando m~ggior iir'.por~;rnza, e gl i St ati esteri vi 111andavano ullìciali suba Ilern I acc1ò s'1:;tru16sero nella. ginnastica. Quegli però che in Franc ia. died~ alla. ginnastica un vigornso inqrnlso fo. il ministro della pubblica 1sln 1z1on~ Duruy nel ·18{3G, in un'epoca in cui non eni . ancora. obbligatorrn nelle sguole, henchè :;in dal 185~- esistessero norme uffo:iali per l'impianto dell e palestre nelle uuiversitit. . . . ~el!'esercito figura. ben;;ì fra .le prime istruzioni che devono un-

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GINNASTICA

pa1·1.irsi a tutti i soldati, e pure vi si attacca por:;t importan;r.a; basti dire che i sott.unìciali des tinati d'ordinario all'insegna.mento !lella ginrui.sLìca :Sono sempre i meno intell igenti . Se la P russ irt divenne una. potenza militare di pri mo ord ine, lo deve in gmn parte nllo spirito guerriero instill.1Lo iu tulle le das:;i della popolazione drd m ito della gìnnw,tìca . Ver:So la fin e del secolo xv1 1r, quando la (;ermania fu invasa dall'esercito f'rancese, la gioven tù. ~i ded icò alln ginna:;Lica per n,Ltingervi il vigore necessario a scuotere il giogo slrnniero, si videro as,-ociazioni po litiche i cui mem bri n.vevnno l'ob hligo d'adcl1~strar..; i negli esercizi ginnici ; e .(;ullts-Mnr.lt s, die fn per la Germania qu ello che fo l'Obermtum per il Piemonte, pnhhlicò nel HM 7 il suo ilfan1uile ili ginnastica pM· i fiqli. rfollr.i pM1·iri, opern ìn cnì dimostra essere la ginnastica. il 1J1igl ior mezzo per preparare i giovan i alla carriera mil itare: Nel 1830 <11ess11rw nelln armala. del Wmtemberg era promosso a sortullìciale ::;e ·non era espe1'lo nella ginnasti ca. O"o o·inna:;tiea è 11110 dei divertirn.enti più uraditi della gio~v id.ì la t'.l . ,..., ventù in ({crmania; vi si con Inno oltre I r,oo socieLit ginnastich e confederale, << nelle qnnli si svo lge il più pu ro e p iù arden Le spirito p;ttrìotico; non v'ha uno degli statuti dell e società ginnastiche germaniche il ·({ttalc 110n ahbìn. in Lesta. questo fi ne soprerno: aninrn ee, esa ltare il ratriotisirno >> (Alliev i, 1lelazione giit cìLa.ta.). Tn unitorclinanza. del 2 1 rnttrzo 1873 sì leggt} che« il governo nttende da lnUi coloro che sono nPI casn li i lavorare alla propaga.zinne e allo ,wil11ppo dell'i nsegnamento deliri ginnasticn, che es:=;i in1pi cghino tulLa [a loro influ enza per g11nclagnat·(\ a rpi esta can:;a l'adesione e la simpatia, delle po poiazion i. ' ' I.a ginnastica s'insegna ìn Gcrman ia ìn t11t1:e le scuole, qunntnnque non sia obhli 'inttoria; si insMna cercando di svil uppa re ·per / le'"'C 00 ---' ,,.. negli a!lievi ìn t11tti i modi la desl.rezza e l'agili tà, e di prepn ra re i giovan i nlla (:arriern delle armi ; gli allievi vengono esercitali al passo militare, alle evolnzioni, al maneggio delle arrnì per 1Jle7,zo il' 11n bastone, f:ome nell e nostre scnole in forza dcll 'nltimo regola'll1cnr.o che raccòm;rnda. il bastone fager; e ciò che vMreì cli c i nostri mnesLrì di girn1a.,tica non ignorassero si è che per far esegu ire tuLLÌ quegli esercizi si preferiscono gli stessi comandi in uso pre:;:=-o l'e·se:rcit.o e la cli:;ciplinadura.nte i medesimi ù rigoro_samente osservai.a. 'J

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Gli alunni prendono cotanto interesse agli esercizi ginnastici, alle evoluzioni militari, d 1e nei giorni di vacanza si divertono imitando i :,oldati , e nelle :;cuo io il di vieto di p render parte alla lezione d i ginnastica è un :-;e vero rnstigo. Ed a11che rlopo aùbandonaln le scuole continuano ad esercì Lar::;i nell a ginnastica, r.hc per loro è sempre un utile ed igienico di\'er.t ìmento. . .. Lipsia, Dresda, Oannstad , Stoccarda, ecc:., han11 0 ?.ra._nd1slah11trnenti per l' insegna men lo della ginnastica; però il l~~u 1rn~;ornmte sotto il punto di v.ista militare e la scno!a centra le cli .Berlino. _La Prussia nel 6 giugno ·1842 npl'i tt .Berlino l'isti tuLo cenLrnl~ di ~tnnasticn, e nel "84-'.'i in viò degli ufTiciali a studi.ire I' orgomzzaz,one delle scuole ginnasl iclie di SLocolma. e cli Copenaghen. A.I loro ritorno si diede alla ~cuo ia un ordinamento definitivo, e nel ;J83·1 fu · traslocalit nel fahhrica to ercuo a hella po;;ta con una spesa di lire ,i-50 .000. La scuola è c.on1;1.11 dn[a da un maggiore coadiuvalo cht itn cert~ nu.niero d'ufliciali. ed (:! provvista a hhondanl.ement.e d i libri di ginna:SLica, di :;che1·11w ·ed anatomia, di sdi eleLri. preparazioni mrntomi cbc . :;pazi aperti j)Cr la cor,;n di re~istem:a. la corsa i.; on ostacoli. ecr·. Da princ ipio non vi ~ì am n1etlenuH, ehe ufficiali e bo~'ghesi, ed i corsi l:' l'tlfl() divisi in due sezioni_, un_acì~ile e_1:n1~ra lll~Jitare; in quest'u ltìmn si ammaestravano gli nlltr1al1 des~1nat1 a_d e~~ sere istruttori cli gimw:-;tica neì reggimen ti ; nel s· 1ncorrunc10 ad ammeLLeni anche i ,ottuffìcinli ccl il corso per e:;s1 aveva. luogo annualm ente dopo rr1tello degli ulTiciali ; qttest.i soUullìciali insegnasotto la direzione degli ufficia]i istl'u1.Lm·1. vano f)Oi nei i·c,rnimenl.i 0 · . . . 1I r.· O f La scuola dava "nnnualrnente ijO professor i all e scuolc c,vil1, ,) ufìeiali e "88 sollufl iciali all'esei·cilo. Nel ,1878 ee,,.;;ò il.cor;;o <lei so Ltufficinli. e nel ,18i7 il co1·:-;o dei horghe:;i fn traslocalo in nno slahilimenlo ;, parLe, rnsicchè i corsi sono ora cli \M uflìcial i allievi e 9 ufficiali sotlo-istrulf.ori e d urnno ciascuno !.S me:;i. In sellemhre l~Ò. ottobre, epoca del le grnncl i manovre, la scuola rimane chiusa_. In que,Lo modo la ginna.3tica viene insegnat.a in tu~ti i re~g1me1:f1 collo stes,;0 ,rn,do e seguendo le buone norme che st nn pa.rt,scono 1n quella scuola centrale. Nei reggimenti si dà molla importc1n1.n alln ~innastica, ~1rncialmenLe agli eserci1.i elementari o ~li snodatura ch_e si fanno eseuuirn dalle reclute, poichù sono qucl1 1 che rendono I I cor~o fle:;., i~ile, e mcgli.o predi~pongono agli ulteriori esercizi mili-

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GJNNASTJCA

lari. Si esige nella esecuzione dei movimenti I.a massima precisione, .essendo la medesima ~onsiderata come il miglior espediente per avvezzare all'obbed ienza ed alla disciplina. Nelle prime setlinmne d'i struzione delle reclute si fa ginnastica ad intervalli di 11O ii 115 minuti per rompere la monotonia degli al. Lri esercizi; in seguito si fa seeondo un orario speciale. Le lezioni di ginnastiea. non hanno mai luog& nell'ora che precede nè in qnella che segue immed iatamente la dist.rilnnione del rancio. Gli eserci'./,i elementari, ossia quelli che sel'vono a svincoiflre le membra, si fanno da. princip io ,L mani libere, e poi tenendo impugnato un fucile più pesante del :VJauser, d'ordinario un fl.lcile fuori uso, detto dischern,a, con haionelta munita alla punta d'un bottone, come nella seuola di Stocolma. La. ginnastica agli ordigni ha per iscopo di rendere il so lda Lo alto a superare gli ostacoli che più comunemente si incontrano in rnmpagna ; questi esercizi non durano ph1 di tre quarti d'()ra, poichù si suppone che durando più a lungo stancano if so ldato e rie::;cono pii\ dannosi che uLili. Ciascnn drappell o di soldati per le prime quattro settimane .é ese1·cital.o uniformemente, poscia i solnati si dividono in sezioni secondo l'ahiì itò, e ogn i sezione ha un programma speciale d'e:;erci'./,i. Ad ogni esercizio che si fa e~eguire, l'istrnt.tore dr.ve spiegare a.gli alli evi gli effetti che proclnce :;ia snlle parti interne che ,esterne del eorpo, quali muscoli ne traggono giovamento , quale applicaz ione possa avere in campagna, cioò qual geuere d'ostacoli :-;i possano più fac ilmente snperare addes lrandosi nel rn.ellesimo; co,i la lezion e riesce più pro11cu,t, ed i soldati conoscendon e la pratica applicazione vi attendono con più amore. Il Pe.::ta[ou i, mosso a p ielit de[ decadimento iHtellettuale e morale del popolo svizzero , cercò di porvi r imedio col la ginnnsti1:a: e vi l'i uscì . Nel 1173 fondò in una. sua proprietit un istituto che J'u poi suss iniaLo dal governo e trasportato ad. Yverd11n. Vi ins1~gnava ~innasl.ic:a. E [a ginnastica fa ti.a rivivere in Tsvizzera dal P~s talozzi si generafozò e fo poi sempre coltivata con clili;enza da quel la gioventù, già naturalmente robusta pel continuo inerp ica rsi in qnelln montagne sovrapposte le une alle ali.re. Annualmente vi si tengo no cnngre",.,j ginnast.ici con grande solenni LiL I vari cani.on i sono incarien I i rl' invigilnre c.110. Lui.li i giovani dal !0° al 20° anno cl'cti1 f'rt>-

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quentino qualche corso d.i ginnastica prepara.l.oria al ser v1z10 militare. Sono corsi di ginnastica fatLi da maestri paten Lati nella scuola norma.le <:he esi::;1.e in ogni cantone . Perciò ' fra tutte le nazioni fa Svizzera e quell a in 1~u i la ginnastica come serr izio preparatorio alla mi iiii a venne, in forza dell'articolo 8 1 della legge sulla organi'l.zazione mi litare del ,1:3 novemhre 1874-, appliea1a :;11più larga.scala. « Non vi ha angolo del la Svizze1'a dove non sieno ìiorenti soe ietit ginnast.iche e socie1i1 di tir·o, le 1ruali ttHl.e si accentrano in una grande istitlli.:ioirn nazionale, il l.iro federale» (Allievi). In Ingh ili.erra la.ginn,t,;tica cominciò ad essere colti.vala in quakhe famiglia nel ,f no come r-a1no di insegna.mento per la educazione dei figliuoli. ~el ,f 8n il t!overno l'i1llrvd.11sse nel collegi1J militare cli Woolwich , e ver-,.o il rn:10 vi ernno senole mili tari éli ginrrnstica anche a Chelsea ed a Sandlnll'sL, e vi si esere,ìtn.vnno annualmente oltre 4000 rillievi. Oggidì l'lngliilterrn ò una delle naz ioni in Clli la ginnastica è più in nnc,re; ò una vera pass ione per la gioventù inglese, la quule ,;i adde;:tra alla C:o r,;a., al n110lo , a pattinare, al salto, a salire arn1mpicandosi, ecc.: il pusillanirne perde la stima dei su (Ji compag11i . Nelle universil.ù di Oxford e di Cambridge si tengono corsi meLOdiGi di ginnastica . Ogn i anno si tengono solenni assemblee. Ed il motivo per w i il cittadino inglese puù, oYe cH:coiTa, trasformarsi in breve in otLi.1110 soldato sta appunto nell'mno1:e che si ha in Inghilterra per la. ginnastica educativa. Nell'esercito rn,;so s'insr,gn.n. la. ginna:-ticaai soldati per addestrarli a superar-e gli ostacoli che si present.ano in.campagna. La fanteria viene e::;ercital. a sopratutto nella scherma. alla JJaionetl.a contro fan tocci d.i paglia mobili; la. cavalleria in ciò che occorre per f'oemare un perfetto cavaliere, desl.rez'l,rt e forza di gambe. Il regolamento in vigore per l'istruzione delle reclute pal'lando della ginn.1.stica dice c!te negli eserci'./,i elementari ~i deve aver cura che le reclute uon prendano posizion i vi'./,iose, facendo della posizione del corpo un oggetto di speciale attenzione .... che gli esercizi vengano li mitati ai. movimenti sempli ci ecl abbiano loogo lutti i gion1 i; che i movirnenli sieno rapidi e precisi ; che gli esereizi agli ordigni. siano esegu ili progrc::;sivamenle cominciando dni più r.lcmen tari , e limit.a.ncloli alle sospen:sion i sul!~ hracc in, alla cor~a, ii'lle va1·iesp~cie di salti, agli e;;;er;: izi snllepnrnllele e :-ulla trave nri,-zontn le. ed ,ili.i 1

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GINNASTICA

scalata di muri senza ordigni. La durata della istruzione delle reclut:e è fissata. a ,i, mesi in tempo di pace e 2 in tempo di guerra, e nel ri-

parto delle lezioni la ginnast ica figura, specialmenle per i primi mesi, come una delle principa li .

UI.

L'amore per la, ginnast ica, che è l'esercizio dei popoli che vogl iono co11qc1isLare l'inrlipendenz,L, mantenersi lilrnri e divenire sempre pit'1 polenl i, cominciò in Italia col ri sveglio delle idee di libcl'Lù. Ed in quei luoghi sLe:;,;i dove si iniziò l'opera della redenzione d'Tui.lia cominciò anche il lungo e faticoso lavoro della r igenerazione fisica della no:-;tra gioventù. Si legge nella sLori,L élel Botta.: (< L'Al fieri, cresciuto ed alleva.lo ag-li 11:-;i e fogge frnncesi .... giovò all'ltalia prim icrarnent.e coll'a ver ritrai.lo dai co:,;fumi fern rn iniÌi chi M er:1. magagnato ., .. intnonò dicendo : ltalfoni, 1taliani, aD ·vertùe ciò che (oste, avlìertù1{ ciò che sfoie, avue·1·tite ciò che prm·este ancora essere; 1~na nazione 1nolle ìrnna ncizùme morta ... lasciate i qianli;n,i, correte lllle zolle, lasc·i<Lte l'ornbm anelate al sole .... ·i /anci1Llli non ·nelle acqne oilo·rose, ma nei freclcli e p11Jì'i laghi tu,/Ta.te, inilm:ate ·i, corpi. al clnlore, inclnrateli cillci {lui ca; -i1,clitP-, Hclite i 1ietti, del vostro Dante che ci lJÌ-/'l-Ù. maschici 1/ùi,;ita,no, iuliteq1Mlli dehJostro Petrarcci che alla !Jrcmrten:a itali.cinci vi. esonano. G·ià le rnd ici romane ripul· lulavano ll. Nei 1833 si fece venire dalla Svizzera in Torino Rodolfo Ohermann, famoso maesLro di ginnasticrt, il quale a quest'arte andavii debitore del la sua rigogli osa salute . La ginnastica veniva insegnata nella Regia Militare Accademia, nel collegio dei fi gli dei militari e nella compagnia dei pontieri (1),

ma non fo introdotta nei reggimenti che dopo la campagna del ,1849, quando La-Marmora si accinse a riordinare l'esercito. Dieci o dodici anni prima vi era bensì una scuola di ginnastica in alcuni reggimenti di cavalleria, ma era una scuola volontaria per i soldati nella quale gli esercizi si eseguivano senza le debite norme; cosicchè il Re nel dicembre ,1837, per i frequenti casi di ernie inguinali dovute a sùnile pericolosci scuola, si vide costretto ad ordinare che si smettessero quegli esercizi limitandoli alla semplice scherma ed ai volteggiamenti sul cavallo senza sella . · 1 Poco prima della guerra del 1848-49 varie armi speciali, i bersaglieri, ed in artiglier ia le compagnie dei pontieri, usavano esercitarsi nellaginnastica e l'esperimento diede ottimi risultati; durantelacampagna quelle armi non furono le meno encomiate . Il generale La-Marmora, allora ministro della guerra, scriveva : « Intento con lutto l'ammo mio a ristorare l'esercito. , .. rivolsi im• curare al governo sa.rdo un valente maestro di ginnastica pel real corpo dei pontonieri • per l'Accadem ia militare òi 'l'orino . Ho già fatto la proposta a parecchi, tutti ritlutarono, • nessuno sa decidersi ad accettare. < Vado i~/ esclama subi ta m~nte Obermann ..... < CARLO ALBERTO •

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OUCA.. Ol SlVOlA 1 Dl GBNOVA) ECC, PR INCIPC 01 l'JR&:IONTB , BCC.

• Persuasi cbe nna scuola cU ginnastica possa per molti ri guardi riuscir utile al nostro militare servizio, ci siamo indotti a stabil irla nel locale detto del Real Valentino sotto gli ordin i del comandante l a compagnia dei pontonieri 'del corpo reale d'artiglieria . « Nella stessa circostanza essendo stati informati che Rodolfo Obermann àccoppia a pregevoli cognizioni anche gli altri requisiti necessal'i a promuovere e pr ocurare tutti quei vantaggi che puonno sperarsi dalla stessa scuola, abbiamo determinato di nominarlo maestro-dil'etto·re della ·medesima sotto la superiore ispezione del prefato comandante dei pontonieri, con tu tti gli onori e le au torità e le prerogative che ne dipendono. « Ordiniamo pertanto che venga assentato e riconosciuto nella qualità di maestrodirettore della scuola cii ginnastica, da noi come sopra stabilita, e <;lai primo di qnesto mese gli s i corrisponda l'annuo stipendio di lire due m i la; cioè lire mille e quattrocen to sui fondi descritti nel bilancio dell'azienza gerrerJle .1'arliglieria, fortificazioni, fabbri che militari, per l'equipaggio da ponte e di pomonicri, e lire seicent o sopra quell i contem· plati nel bilancio della guerra per la li. iccademia milita·re, poiché tale è il nostJ'O volere. e

(l) • Una sern la società tli can to e J i s-innastica degl i stoden U di Zurigo ern rJd unato • nel proprio local,1, o tlopo i consueti esercizi tutti qu eigio·, a11i stavano amichcroJmente • conversando seduti in torno alla gn1n tavola comune. Un intrinseco amico d'Obe1·monn , • il sig, V., ad u11 tratt) viene a ùire - Tengo incarico da un alto personaggio di pro-

PBI\ GRAZIA DI DIO 1\8 DI SARD&GN! , DI CIP~O g 01 9 RfiUSALB!dlllR

Dato a Torino, il 4 maggio 1883. e C. ALBERTO • Dr V1uu11n1N,l

>.

Dalla C·im1astica educativa period ico bimensile uCficiale della ,ocietà ginnastica <ii Torino, N. 16 del ,1 giugno 1879, Al'INO X:X:IV, VOL, JV.


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mediatamente il pensiero ad attuare nei corpi dell'esercito attivo l'istruzione primaria. e gli esercizi di ginnastica. }) Egli ordinò infatti che in tutti i reggimenti si esercitasse la truppa per un'ora al giorno nella ginnastica ; ed affinchè si seguisse in tutto l'esercito un metodo uniforme saviamente disposto, ch iamò a Torino un ufficiale subalterno per ogni reggimento o corpo a far parte d'una scuola nella quale la ginnastica teorica e pratica era insegnata dall'Obermann. Rientrati quegl i ufficiali nel loro reggimento , istruirono un certo numero di sottulììciali e caporali, i quali furono poi addetti ad ammaestrare i soldati, sotto la direzione dei loro maestri. Così nel primo trimestre del ,t 850 introdusse in tutto l'e$ercito piemontese l'insegnamento della ginnastica metodica, e ridotta nei suoi giusti termini, cioè spoglia di Lutto ciò che vi era di teatrale o di rischioso, ed intesa unica.mente a migliorare le masse, preferendo così l'.istruzione anche mediocre, ma impartita a tutti all'ammaestramento cli poch i individui scelti, abilissimi. Ma poco per volla qua:lche reggimento si andò scostando dalle savie norme dell'Obermann, ecl alcuni capi di corpo ridussero gli esercizi ginnastici entro limiti così ristretti che non erano più sufficienti pel loro precipuo scopo, mentre a!Lri li esagerarono estre· mamente, senza usare le necessarie cautele per reprimere gli abusi che avrebbero potuto riuscire nocivi; molli soldati, per conseguenza, vennero riformati per ernie, palpitazioni ecl altre malattie degli organi della respirazione ·e della circolazione originate in parte, si disse, dal modo cof quale si eseguivano gli esercizi ginnastici. Perciò si venne alla determinazione di aprire dei corsi normali in Torino presso la Regia Militare Accademia, nuovamente solto la. direzione dell'Obermann, negli anni ,J863-64-65, allo scopo diim'lr p·rirnere al'la gùmastica militan wn, più costante e zn·o.cJ1'essivo a1nda1nento, somministrando ai corpi ed agli istituti dell'esercito un sufficiente numero cl' istruttori ed allievi istruttori ammaestra.ti tutti secondo le stesse norme, e tutti informati da.gli stessi principii . Morto l'Obermann nel 1869, i corsi normali si riaprirono nella scuola centrale di tiro, schernia, ginnastica e 11,1.wto per la fanteria istituita in Panna in quello stesso anno, e continuarono sino al 187it. Dopo il 187·1 i corsi normali cli ginnastica per l'esercito furono sospesi; nel 1879 però si scelsero nell'intiero _esercito 92 sott.ufiìciali

acciò frequentassero le varie scuole magistrnli di ginnastica che erano state aperte in varie città del regno per cura. del ministero della pubblica istruzione. In Piemonte il culto della ginnastica educativa andò sempre grandemente estendendosi non solo nelle file dell'esercito, ma anche fra i borghesi, specialmente per opera del conte Riccarcli di Netro, il Nestore dei ginnastici italiani, il più benemerito fra i cultori della ginnastica, un valoroso veterano cli Goito e cli Santa Lucia. L'Obermann chiamato da Zurigo nel 11833, rimase, finchè visse, in Torino istruendo nel la ginnastica educativa. la. gran parte deUa gioventù torinese clai figli del popolo a. quelli delle più illustri famiglie, a.i principi ed alle principesse cli casa Savoia. Nel ,1844 fondò presso l'antica piazza cl'armi quella palestra che su tutte primeggia per la bontà dei metodi, per il suo slancio patriottico e per l'eccell enza dei locali e degli ordigni, nella quale si istruirono, si può dire, tutti i maestri di gi11nastica che ora professano in Italia. Sino al 11864 vi erano accorse ' non solo dal T!iemonle, ma da tultit Italia ·15 mila persone a.cl imparare la ginnastica sotto il valente maestro. Ecl è veramente consolante il vedere come i suoi s~tni principi i andassero ra.pidamente cliffonden<losi in ogni parte d'Italia, e l'amore per gli esercizi ginnici radicandosi nella gioventù . Torino sola nel 1877 aveva 24,000 allievi che vi si esercì ~avano , tra.endone più profì tto di qÙ.ello'che potesse1:o trarne i soldati, perchè le membra dei giovanetti, non ancora giunte al loro completo sviluppo, più facilmente si piegano alle correzioni d'una sana. ginnastica. In Italia, gli esercizi 'ginnici, come anticamente usavasi in Roma ed in Grecia, tornano a farpa.rte delle feste nazionali; in Torino, per esempio, durante le feste dello Statuto del '1877, si tenne · un numeroso congresso ginna~tico, e le Loro Maestit il Re e la Regina cl'Italia si compiacquero di onorare_colla loro presenzà la distri-buzione dei premi ai più ,valenti competitori accorsi da ogni parte -d'Italia. Il governo, visto il moltiplicarsi delle pa.lestre, e la viva sollecitudine con cui si dà opera. alla educazione fisica della gioventù, credette giunto il tempo di renderla obbligatoria nelle scuole e promulgò la. legge del 7 luglio ,1878 cli cui abbiamo parlato in principio di questo scl'itto , in forza clella quale la ginnastica educativa diviene d'ora innanzi il fondamento <folla educazione nazionale.

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Nelle scuole primarie il maestro di scuola è anche islrultol'e di ginnastica; per poterla insegnare nelle scuole secondarie bisogna prima ottenere il relativo cliploma frequen ,tando con successo una scuola magistrale di ginnastica. Siccome lo scopo principale del la ginnasLica nelle scuole maschili si è di preparare i giovani al ser\'.Ìzio· mili lare, oe segue per. necessaria conseguenza che nelle sr,uoJe magistrali di quest'arte, bisogna cercare sopralutlo d'infondere nei maestri lo spirito guerriero ed i princip ii della disciplina, ed inculcare l'esecuzione ..esaua. dei movimenti della :scuola indi viduale del soldato, del maneggio del fucile e del bastone .Tiigel', il quale costituisce la base fondameutale di tuu.a. la ginnastica dell e stuole. Il maggiore federare sviuero Moschel l parlando della gin11asticR nelle scuole scrisse <1 una con dizione essenziale, sopraLL1tLo sollo il punw di vista militare si è che gli esenizi sieno eseguiti con assierne, ordine e disciplina >J . Ed è appunto per q11esta considera,,ione che il nostl'O ministero dell'istruzione pubblica si ri volse a · quello della guerra esprirnenào il desiderio che a far parte della direzione di ciascuna delle 9 scuole magistrali fosse ch iamato uu ufJìciale del regio esercito; ed il min istero della guerra vi ncconscn l.i di huon grado . Di più l'u. sr.ah ili to che prendessero parte a dette seuole quei ::;uttufficial i d1e avessero wmpiLo un corso di scuole tecniche o liceali, e ne facessero domandn. Il numero di questi sottufficiali venne per qwist'anno limitato ad nno per ogni reggimento di qualunque anna. Ma non ogni reggimento mandò un allievo, poichè in tutte le 9 scuole del regno iJwece di ,126 non si ebbero che 92 sottufficiali. E qui 111'i si pel'mella una osservazione. Se è solo scopo del ministero di oilrire agli allievi il vantaggio di poter conseg~·ire un diploma ·che loro assicuri una carriera quando saranno congedati, sarebbe meglio inviare a queste scnole quei caporali che hanno i yoluLi requisiti, e no~1 intendono di prendere la rafferma; inviando dei sottufficiali, che naturalmente vengono scelti fra.i migliori, non si fa che invogliarli ad uscire dalle file dei reggirnenLi per divenire maesLri di ginnas tica. Se poi lo scopo del ministero è anche quell o di procurare ai reggimenti dei buoni istrnttori di ginna~tic.a, si dovrebbero riuniee tutti gli allievi mi litari in un'unica scuola normale diretta da nflìr,iali, poichè la disciplina_ vi sarebbe meglio osser-

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vala, e gli alli evi verrebbero istruili di preferenza nella ginnastica _ militare, la qua le come ognuno può immaginarsi uon è pienamente conforme a truella che si insegna nelle palesl,re lJOrghes i. Istituendo nna ,;ola. scuoli~ normale di ginnas~ic.i per lnlto l'e,;ercil.o, si può con minore spesa che uon aprendone varie spar,,e iu tutto il regno, avere trna buona palestra, ben concdau:i. d'ordigni, libri ecc., nella quale ottimi professori insegn ino la ginasLica, la storia della ginnastica, l'igiene, la fisiolog i,t ecc. , ed inoltre iI grande vantaggio d'un insegnamento uniforme in Lutto l'esel'cito. Sarebbe bene elle da questa scuola uscissero i professori di. ginnastica per le scuole magistrali istituite dal ministero della pt1bblica i:slruz ione, e ciò non solo per ottenere al possibile una stretta. osservan1.a de:;a disciplina mili tare, ma sopratnl:Lo per far sì clie la. ginnastica, e spe<~ialmente gli esercizi militari s' iusegnino nelle :;cuole cogli stessi comandi in uso nell'esercito e si f'acciano eseguire esauamente nello stesso modo . Questi borghesi per essere ammessi in e1ett.a scuola dovrebbero conoscere già la ginnastica che si insegna nelle scuole femmin ili e nelle primarie maschili , la pedagogia, insomma (lovrebbero avere gii1. frequentato con successo una seuola. magistrale di ginnastica. Crediamo inollre che per dare seriamente un impronta. milil.ltre alla nostra gioventù, per crescerla ni principi i di una severa disciplina non si dehba concedere il diploma dì ginnastica che ai giovani · soltanto i quali abl.Jiano giit servilo nell'eserci Lo come sottttflìcial i o caporali. Ch i non ha mai appartenuto ali' esercì to difficilmente potrà in tre mesi di scuola itggLterrirsi al punto da poter esser nei collegi maestro della disciplina mi litare. Perciò in Francia il cap itano Gigot, che tanto si occupò di ginnasLica, propose che per le scuole dei borgliesi si t.raessero i maestri dall'esercito; ed il dottore Hillairet nel suo rapporto del 27 dicembre del ,1866 al ministro dell'isLruzione pubblica in Francia consiglia egli pure di rechtlare i maestri di ginnastica per i licei ed ì collegi nella scuola normale clell'esercito. Per economia di spese, nelle città dove vi è guarnigione cli solclaLi si èlit talvolta a sottufficiali in atlivilà l'incarico d'insegnare la ginnastica nelle scuo ie. , Nel tempo che tenni la presidenza d'una scuola magistrale di ginnastica fni sorpreso dei risullati ottenuti circa la sveltezza ed agilità


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GINNASTICA

_degli allievi; ma ho dovuto d'altra parte convincermi della necessità cli dover ricorrere all'elemento militare, se si vuole veramente che l'esercito abbia dall'applicazione dellà legge 7 luglio 1878 il massimo vantaggio. Concludo ripetendo che chi non è mai stato istruttore nell'esercito, chi non ha mai servilo sotto le bandiere, non potrà certamente in tre mesi (chè tanto durano le scuole magistrali) divenire un buon istruttore capace di agguerrire la nostra gioventù nelle scuole.

HASSEGNA TECNOLOGICA IULITARE

Firenze, novembre 1879.

VIII. ESPERIENZE DI TIRO A lVIEPPEN PJ

STELLA SABINO

Capitano d'artiglieria.

III -

ARTIGLIERIE D[ GRAN POTENZA .

Artiglierie di gran potenza. - Cannone cla 40 centim.; tiro a 2500 me tri con proie tti perforanti ed ordinari, osservazioni sulla polvere ; confronto coi cannoni da SO e da 100 tonn.; nuovi inneschi. - Cannone da 35,5 centim. - Obice da 28 centim.; tiro a 2000 e a 0700 metri; confronti; deduzioni. - Cannone da :l<l ccntim. lungo; tiro con proietti di ghisa indurita ed ordinaria a 2000 me tri; esperienze precedenti con proietti allungati; ti,·o contro corazza con proietti d'acciaio. - Cannone lungo da 15 cen tim. , tiro a 2000 metri con proietti allungàti; confronti. - Cannoni lunghi da centim 8,7 ;· affusti a soppression di rinculo; t iro a 2000 metri. - Applicazione alle navi cd alla difesa da costa; modello di cannoniera e progetto di batte,·ia per cannone da centim. 30,5. - Conclusioni.

S011M1• 11J:

Furono sperimentati quattro cannoni del ·calibro di ,i.O; 35,5; 24 e 15 centim. ed un obice da 28 centim. Tranne quest'ultima le altre bocche da fuoco non sono affatto sconosciute ai lettori epperciò in seguito non faremo che completare le nolizie già date sulle medesime e gli apprezzamenti tratti dalle prime esperienze. Cmmone da 40 ce:ntimetri. - Rappresenta per ora il massimo calibro uscito dalle officine di Essen (2). Le esperienze ne dovevano 1

(1) Veggasi la Ili-vista Militare del novembre sco1·so. (2) Diciamo per ora pei·chè sono compiuti gli studi per la costruzione di un cannone da 4.5 cen1im , del peso d i 105 tonnellate compreso l'otturatore. Ecco alcuni dati sul medesimo: lunghezza totale \lèlla bocca da fuocp millim. 11250; lunghezza dell'anima milli-


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ESPE RIENZE DI TIRO

mettere in evidenza l'efficacia sia nel Liro perforante sia nel tiro contro be,·sagli ordinari, di più la facilità di servizio di tale colo6so. Allo scopo il programma prescriveva lo sparo di l O granale di ghisa indurita contro un bersaglio verticale disLn,nLe metri 2500 nel mattino del 5 agosto, e lo sparo di altre 5 granate ordimrie contro analogo bersaglio dal.la stessa distanza. nel pomeriggio del 7 agosto. Essendosi tuttavia guastato il rocchio del cannone da 35,5 .e volendosi utilizzare la piazzuola del cannone da 4-0 centim . per il proseguimento delle esperienze col cannone primo citato, il tfro a granate ordinarie ebbe luogo un giorno prima. nellcl matlinata del 6 agosto. ' · Le dimensioni ed il peso del cannone~ sono note ('I). L'affusto è costruito sul tipo di quelli adottati per i marrcriori "b . cal I n da costa. Knipp; il rinculo è regolato da nn freno idraulico. La grue pel sollevamento -dei proietti fu modificata in guisa da render più l'acile questa. operazione ; s'abbatte cioè. ed abbattendosi tende una molla (Bellevi!Je) collocata sotto il telaio, la quale ne agevola in seguilo .il raddrizzamento. L'apparecchjo per la direzione laterale è fatto in modo da potersi mel.tere in azione con 8 uomini, collocctti su d'una piaLtaforma assicurata all'affusto e 1110ventesi con questo. L'all.eiza delle orecchi.on iere essencl~ raggnardevole, cioè millim . 2960, la parte superiore dell'affusto contiene una specie di ponte mobile per faci litare la manovra col calcatoio; detto ponte a.ll'atto del rinculo, scorrendo su curri, si sposta indietro. Il massimo rinculo è di millim. 2570; l'affusto permette nn elevazione massima di '16° ed una depressione massima di 6°: il suo peso totale è di chilog. 4i:i000 (compresi gli accessori); cli. questi ,J2400 chilog. appartengono all'affusto propriamente detto. I proietti, lunghi indistintamente .2,8 ·calibri (millim. H 20) erano muniti cli guernitura di rame, la quale nelle granate perfo1')1"1

metJ·i 9800; peso· dell'affusto, c ompresi gli acces~ori 55600 chilog.; elovaz ioue massima 11•. depressione ~assima 6°. Esso destinato a la ncia re proiet_ti d'acciaio, di ghisa in durit~ e granate ord111ar1c, del peso circa d1 IOGO chilog. i due primi e di chilog. 390 Id ultime. Con la carica di c hilog 230 di polvere prismatica ad un canale si calcola una velocità iniziale di metri 500, cui corrispo nderebbe una forza perforatrice rli dinamodi 96 07 per èentimctro di circ onferenza o d i 8.59 dinamodi r,er centim . quadrato di sezion~ retta alla bocca . (I ) Rivista Jfilitare anno 1s,11, volume III , pag. 19-i .

è

34'1

A Mt;:PPEN

ranti constava cli due corone, una di centramento sul davanti ed una di forzamento ,,erso il fondo, e nelle granate ordinarie della sola corona di forzamento; in compenso que~le avevano un diametro di millim. 399,·j e quelle di. rnilli m. 398. Il peso normale delle ornnate di ghisa indurita sarebbe di chi log. 775 (di cui chilogramt~i ,J·O di ca;·ica di scoppio) che equivale _a 3, 3 volte il fro~ ietto sferico, e quello delle granate ordinarie di chilog. 640 (d, cui 33,3 chilog. di carica. di scoppio) che equivale a 2,72 volte il proietto sfer ico; ma nelle esperienze furono sparate granate alquanto più pesanti, come rilevasi dallo specchio N. XIII. La polvere era prismatica ad 11 canale e della den si.tà di 11,75; le cariche, distribuite in quattro cartocci, pesavano 205 e 200 chilog. servendo la carica minore pel tiro a granate ordinarie. . Il cannone da 40 centim. fu il primo a tirare; colla tonante sua voce esso annunciava il matLino del 5 agosto l'inizio delle esperienze alle ore 9 e 2\.l minuti. Durante i primi· cinque spari furono misurate le velocitil iniziali e.te pressioni dei gas; i risultati sono raccolti nello specchio N. XIII. Lo specchio N. XIV contiene i dati per giudicare delta giustezza di tiro; la celerità. del fnoco si rileva dagli ultimi cinque spari. Il sesto colpo fo tirato alle ore ,J O e minuti 32 ed il decimo alle ore 1O e 56 miill1Li, gli ultimi cinque spari furono adunque fatti in 24 minuti, il che dà una media fra un colpo e l'cLltro di 4 minuti primi e /1,8 minuti secondi. Al servizio clel pezzo erano n,ddetti ,15 uhmini ; tutte le parti siti del cannone sia clell'a.lTusto funzionarono in modo inappuntabilè. A climostrare la facilità, naturalmente relativa, con cui si eseguiscono le varie operazioni, osserveremo che il congegno di chiusura Si ma11eo·rriava con 2 uomini l'inlrod.uzione del proietto nell'anima ne r ichiedeva. '12; 4 l'elevazione ed 8 la direzione del pezzo; 7 il sollevamento del proietto, che si trasporta presso la groe su d'1m carretto traimto su guide di ferro. Le esperienze col cannone da 40 centim. furono riprese il ma:tino susseguente, e si spararono 6 granate ordinarie. Anche m questa circostanza non si ebbero a verificare inconvenienti; solo vi fu un po di ritardo in principio, causato da tre sci1tti a vuoto. Il primo colpo fu fatto alle ore 10 e 7 minuti e l'ultimo all,e ore 10 e 49 minuti; in totale si impiegarono adunque .i-2 minuti . Va però 1

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ESPERIENZE DI TIRO

notalo che nei primi quattro spari furono misurate le velocità; Ja pressione dei gas ed il rinculo, per cui la celerità del fuoco vuol essere giudicata solamente dal tempo trascorso fra il 5° ed ' il 6° colpo, il quale risultò di 4 minuti primi e 56 secondi. Insistiamo su questi particolari perchè la celerità del fuoco nei cannoni da costa è fattore .importantissimo, avendosi ·oggidì dei bastimenti ehe fanno 17 miglia e più all'ora. Il tiro di prova con un elevazione di 47 1/ 2 divisioni e scostamento di 1 divisione a sinistra diede una giltata di 2633 metri ed una deviazione orizzontale a destra di metri 1,30. Gli altri cinque tiri furono fatti con l'elevazione di 46 ¼ divisioni e con 1 ¼ divisione di scostamento a sinistra; per ragioni di brevità diamo sola.mente le medie dei risultati oltenuti. Con la carica di 200 chilog. e proietti pesanti chilog. 6t2,8 · (media) si ebbe una velocità. di metri i.S36,8 alla bocca, e di metri H3,8 a metri 2479 da essa.. La forza viva totale del proietto a O metri di distanza risultò di dinamodi 9440 6 · e di dinamodi 75 ,(3· 7,5 e di chilogrammetri "3 1, 1 se riferita,~d' ,, centim. di cir;on~ ferenza, ad 1 centim. quadrato di sezione reLta, infine ad 1 chilog. di peso della bocca da fuoco. La pressione dei gas risultò di 30.2'1 atmosfere. Per 1a giustezza di tiro valgono i seguenti dati. 1

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bas~o . /> · smistra . . distanza \ ve~·ticale . Dispersione ) onzzontale . \ longitudinale verticale . Deviazione media orizzontale . longitudinale Centro della rosa (ie1. t·m.

!

343

A MEPPEN

,( ,33 ,1,47 » 2574,6 )} 0,40 )} 2,1'0 )} 20 )) 0,H-4 )) 0,624 )) 5,68

metri ))

Col cannone da· 40 centim. Krupp furono fatte esperienze precedenti a Essen nei giorni 3 e 6 maggio (1) ed altre a Meppen il 16 luglio ,J 879.

Al lettore è noto come fin dalle prime prove la polvere che meglio dimostrò convenire al tiro del cannone da 40 centim. fosse •quella di saggio H; il giudizio emesso sul su~ conto fu c.onfe1:m~to nelle esperienze del mese cli luglio, essenclosl con la canea d1 2:20· chilocrramrni raacriunta una velocità iniziale cli metri i.S"9, ,t con o . proietto pesanteoochilog. 773, senza superare la press1?ne e'.r ·'3 't 8"),.. atmosfere. Se confrontiamo questi risultati con quelli avuti nelle esperienze del. 5 agosto, hisoina convenire· ess_ere_ questi meno brillanti di quelli· gli inc1enneri di Krupp ne attnbu1scono la causa ' "' o .. unicamente alla diversità della polvere impiegata, la quale a panta:. di velocità. produce pre;;sioni alquanto più forti, obbligando e~sì a · far uso di-cariche più piccole. Richiamiamo su tale fatto l'attenzione del lettore, imperocchè da esso appare quale infl uenza eserciti la polvere sugli effetti di tiro e sulla conservazione di queste altrettanto potenl.i quanto costose macchine da guetra ( 1). . Il carattere ufficiale dato dal Krupp all'esperienze dell'agosto ci induce a fermarci specialmente sui risultati ottenuti nell'ultima· prova. . . . . . ta velocità iniziale di metri 502,4 impressa a1 pro1etl1 perforanti, del peso medio di chil,og. 776, 7, sviluppò in que~ti _un_a fo_rza viva totale alla bocca di dinamodi 9992, il laYoro è qmncl1 cli chilogrammetri ,f 38,8 per' ciascun chilogrammo cli peso del cannone. Non si può negare adunque che l'utilizzazione del materi_al~ sia m~ggiore nel cannone Krupp che in qual:3iasi altro cannone d1 diverso ~1~tema'. e per convincersene basta uno sguardo allo spe~c~1io N_. XV m ~~'. sono raccolti i clal,i necessari pel confronto cle1 s1stem1 che oggi :;1 - .disputano il primato. . Nella Relazione pubblicata dalla casa Krupp sulle ultime espe- · rienze cli Meppen, non si manca mai di mellere in singolare evidenza questa circostanza, che si veri fica pure in al tre bocche cla fuoco. Il sistema di dedurre il valore clelle artiglierie dal rappor~o fra la potenza ed il peso della sola bocca da fuoco, s~m_bra tuttavia a molti troppo esclusivo. La nostra Rùvista Marittima o~serva al proposito « che coll'aumento del rapporto della potenza_al peso 1

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(1} Rivistci Mtlitare anno !879, Tomo IIJ, p3g. 194.

Il) È d'aVl'ertirsi che la polvere non si fabbrica dirett~men te dalle orficine di Essen, . ma con macchine proprie del Krnpp, dalla Società: Unione delle fab~nche dt polvere Re~ane e della ves{alia, la cui direzione ha sedo a Colonia.


A MEf>PEN

E$PEHIEN Z P. DI TIRO

dell'al'ma cresce il. LormenLo che questa trasmette all.'affusto, e che conseguentemente per legge di l'es istenza e di stabilità è necessario I'us~ cl~ alTus.li rel~ti vament~ pit1 pesanti quando i cannoni sono piu legg1en . Cosi con!ron tnndo il nostro cannone da 45 con quello da 4,0 Krupp si pone a paragone il lavoro risultante per .chi lorrrammo di cannone, e stab ilito il confronto soli.o ttll rapporto il can~one da 10 ha nna prevalenza sul cnnnone eia -H>; m,t se 11oi consideriamo, ·c?rn:' si di:-se t~ianzi , che a. pariLiL di potenza il minor peso dell'arma rich1erle maggwr peso ct·an·usto, e se in segnito a ciò rf1pporliano la potenza. alla somrna dei dne pesi: cannone ed affusto, abb ia.mo che il lavoro per chi logrammo del sistema e peJ cannone da 45 di 93 chilogrammetri e di soli 8iS eh ilogrammetri pel cannone da 40, visto che il peso dell 'affusio di quest'ul!:ima bocca da rnoco ascende a. 45000 chilog. mentre che l'affusto del cannon e da fi.,') pesa ,, 0 Iamente chi log. 34,000 » (,1). I proie.1.ti perfornnti Krnpp sono comparatÌ\'amente più pesanti elle quelli del cannone da 80 tonnellnte inglese sperimentati in su,llo se.orc io ~lell'a.nno passa to a Woolwich, corrispondendo i primi ·a 3, 3·1 YOlte il pes~ della palla sferica ed i secondi a 3,205 questo 1~e::;o, raggwnto, b1sogn1L pur notarlo, solo dopo numerose esperienze (2) . Il ch e acquista maggior valore dnlfatto che la velocità ini:iale delyroiet.to perforante Krupp nelle esperienze dell'agosto ,f 87H fu m,:ggior~ dt quel[,~ svilnppa ta da uguale proietto inglese nelle -esperienze fatte al poligono presso Woolwich il ,f 8 novemlrre 1878. Solto i rapponi del peso ilei proietti e della velociLiL poi il cannone da /4.0 r:entirn . Krnpp supera ancor più il cannone da ,100 tonnellate Armstrong, il cui proietto non raggiunge nel caso più favore vole (proietto Woolwich) che 2,86 vo!La il peso della palla sferi<;a . I!1 quanto alla velocità vn notato che con la granata ordinaria Krupp ·si ebbe una velocità in iziale di metri 536,8, quindi di metri H,, ,1 ~uperiore a quella impressa dal cannone da ,100 tonnellate al proietto ArmsLrong dello stesso peso in palle sferi che (2, 74)' sparata .alla Spezia il 23 giugno '1870. Sia poi che si giudichi la forza. di perforazione dei proietti se1

(l i Rivista Atarittima, novembre 1879, pag. 19:). (2) pe~o d_el proietto fu portato da i70 chilog. a 798 ,3 ed è defi nitivamente adottato .pc, proietti de, quattro cannoni da 80 tonnellate cbe armeran'lo l't11fle:tible.

U

condo la formo la russa (lavoro per centimetro quadrato del proietto) sia secondo la formola. inglese (lavoro del proiel.to per centimetro di circonferenza), la potenza del cannone Krupp è in ogni caso superiore a quella del caanone inglese da 80 tonnellate . E se si prende per 1.ermine di confronto della potenza perforai.l'ice dei dll.e ~isLemi la formola russa, .il cannone Kr upJJ appare almeno altrettanto efficace conlro corazze che il cannone da 1100 tonnellate A.nnstrong. Secondo la forrnola inglese la sua potenza è inferiore. Non di moll.11 però quando si consideri che la differenz.i di - 10,68 dinamocli cli forza viva. iniziale per centim. di circonferenza diminuisce coll'aumento della distanza del bersagli o, a motivo del maggior peso relativo del proietto l(r upp, che lo rende megli o atto ,1 vincere la resistenza dell'aria. Infatti il proietto perforanle Krupp del pe,,o medio cli 776,7 chiJograrnmi spara.Lo il 1> agosto con una velociLà iniziale éli metri 502, 4· posseden alla di stanza di rn etr i 24.79 una velocità. di metri 433,7 cu i corrisponde, secon do la formola inglese, una.forza viva di dinamodi 59,2tL Nell'ipotesi che il proietto da. 4.5 centim. ArrnsLrong del peso di chilog. 9·17,2 ed animato di velocità. iniziale uguale a metri 522.'7 si comporli di rronle alla resislenza dell'aria in modo analogo a.I proieLLo Krnpp, la velocità restante dopo un percorso di 2479 metri calcolata secondo la formola in uso, risulterà al massimo di metri ,U.6,6, cui co rrisponde una.forza viva per cerll.i m. di circonferenza di clinamocli 65,88; la. differ.enza fra le for1.e vive che alla distanza di O metri era di 110,68 dinamodi , alla distanza di 24.79 non è più. che di 6,G3 dinamodi . A rigor di termine essa non sarà nemmeno tanto, irnperocchè nel peso del proietto Armstrong sono computati gli ·1,, chilog. del turavento (ga.schec) il qnule non può certa.mente contribuire nella perforazione. Queste cifre, ricavale da. fonti sicure (1), non lasciano alcun dubbio circa la maggior potenza del cannone.da 4-0 centim. Krupp su quello di i;alibro uguale, ma ol tre 9 tonnellate più pesante, in- ~ 1

(l i 11esoco11to suÌte esperie11,e di Meppen · pubblicato dalla casa Krupp, e Times per il cannone inglese.


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ESPERIENZE DI TIRO

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glese. Esse baslano ancora a provare che il cannone Krupp può rivaleggia.re nel Liro contro corazze persino col massimo dei colossi fin qui fabbricati, cioè col famoso cannone Armstrong da mo tonnellate, malgrado questo pesi 29 tonnellate più del primo. I veramente brillanti risultati oUenuti a Meppen col cannone da 40 centim. Krupp indussero l'artiglieria inglese a tentare ancor una volta di accrescere la potenza del cannone da 80 tonnellate. Il Tùnes ··?el ;J2 settembre "879 racconta che furono folte il ,io settembre con un cannone da 80 modificato nuove esperienze, i cui risultati, esso dice, furono meravigliosi (astonisMng). Con una carica cli -chilog . .20 1,85 di polvere e proietto pesante chilog. 798,3 si ottenn e _una velocità iniziale di metri 505 in due spari. Le modificazioni apportate al cannone da 80 tonnellate non ci -sembrano sostanziali, perocchè VllOi il calib ro della bocca da fuoco vuoi la. sua lunghezza non furono variati e sono quelli portati nell~ specchio N. XV, e così è uguale il peso del proietto. Il giornale in. glese nota che fu ingrandita la camera per aecrescere lo spazio in cui brucia la polvere, che il cartoccio venne formato con gran cura, e che parti~olare attenzione fu rivolta ad ottenere la voluta densiLà di caricamento. Non crediamo quindi di errare attribuendo Ja rnaggi~r velocità ricavala nei tiro del 11O seLteml,re a quest'ultime circostanze ed in maggior grado all'impiego cli polvere differei11.e da quella prismatica tedesca usata nelle esperienze del ,18 novembre i cu_i risu_l tati ~ono riprodotli nello specchio N. XV. In questa · opm1one c1 conlorta Il sapere che nelle esperienze del novembre :f 878 fu pure pro,:ata ~na ~ualitil. di polvere di Waltham Abbey la quale, con una carica dt ch!log. ifH:2,7, impresse al proietto .una velocità iniziale cli metri 482,8; è àdunque probabile che con una carica cli .20;J,85 chilog. di questa polvere si sieno ottenute velocità cli 505 metri alla bocca. Con la polvere saggio H si impresse al proielto Krupp nelle esperienze di Meppen il 116 luglio ,r 879 una velo. cità cli metri 5,19,,1, probabilrnent.e con non maggior tonnènto della bocca da, fuoco, non.superando la pressione dei gas le :::H 82 atmosfere, mentre se ne ebbero di 3435 con la carica di -192,7 cli Watham Abbey. I risultnti delle esperienze fatte il ;JO settembre 1879 col · cannone inglese adunque, sebbene eccellenti, non l)astnno a riven.. dicare al cannone inglese la superiorità balistica su quello Krupp. 1

rn7~,

Rispetto a giustezza di tiro ogni commento è superfluo, rilevandosi drrllo specchio N. XIV che la. dispersione verticale del cannone Krupp a metri 2300 di ·distanza non supera i 45 cent. e l'orizzontale metri ;J ,80; ci pare tuttavia interessante l'osservazione che i colpi 3 e 4 si compenetrarono di circa ,1 1/ 3 del diametro, ed ancor più quelli 6, 8 e 110; i colpi N. 5 e 9 poi non produssero che un sol foro, di guisa che il tavolato presentava dopo il tiro soltanto quattro buchi. . La nuova disposizione data. alla grne si verificò assai opportuna, rendendo possibile il sollevamento cli un peso dì quasi 800 chilog. in 30 a 36 minuti secondi, mentre ce ne vollero H per sollevare il proiett.o da 35,:S cent. del peso di 525 chilog. con la grue ordinaria. Abbiamo già avvertito che nel tiro a granate ordinarie si ebbero tre scatti a vuoto. Simile inconveniente si produsse pure nelle esperienze dell'arino scorso e cli quest'anno col cannone cla 3r,,5 cent. (1) . In seguito di ciò la casa Krupp intende sostituire all'attuale sistema d'accensione della carica nelle artiglierie cli gran potenza un nuovo, consistente nell'introduzione di una cartuccia da innesco , la. quale lrnpedisca in modo sicuro la fuggita clei gas; tale sistema fu già sperimentato dall'artiglieria tedesca, crediamo con bu~n _es(to; ed i nostri arti "!ieri pure lavorano attorno a qualche cosa d1 snnrle. v 9 agoslo il ' cannone da 40 cent. aveva f'atto 3'"' Fino al giorno ·' spari, conservandosi sotto tutti i rapporti bene. Cannone da 35,5 cent. - È lo stesso sperìmenla.l:o l'anno scorso, fu già descritto (2). Essendosi, come più sopra avvertimmo, rotte al primo tiro alcune vili tlel rocchio, perchè non abbastanza affo~~ date, le esperienze con qLtesto cannone furono protratte dal .5 aH _8 ·agosto. Si spararono in tutto ,1Oproietti, tli cui 5 p~rfora~t1 e .5 11~ ghisa. ordinaria: quesli ultimi nel _tempo di 115' ~ 20 ',...Il t~ro rms~1 quindi più celere che nelle espenenze del luglio 181~; m medi.a occorsero 3 minuti e 4 seeondi per caricare e punta.re ti pezzo, per ,dare i segnali necessari e per lo sparo. La manovra del caricamento sola si eseguiva in 1 minuto e 46 secondi, occorrendo U 1

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(1) Rivista Militare anno 1879, Tomo Il, pag. 101. .(2) Rivista .lli!itare anno lSiO, Tomo II, pag. 98.


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ESPERIENZE DI TIRO

secondi pel w llevamento del proietto. Rispetto a giustezza di tiro i risultati non furono inferiori a quelli dell'anno ,f 878. Dopo 84, spari il cannone era in perfetto stato di conservazione (,1 ). Obict: da 28 cent. - La parte piL't vulnerabile delle co razzate é la tolda, ciò nullameno la difesa di costa basa essenzialmente sul tiro di lancio, perchè poco calcolo si può fare sull'eflìcacia del tiro in arcata a motivo della sua incer tezza . L'imperfezione dei mortai e degli obici sperimentati in diversi Stati, Jascia nel si$t.ema delle artiglierie di gran potenza una lacuna tanto più sentita, che obbl iga a ricorrere agli immensi e costosissimi colossi ' descritti più sopra, per mantenere alla difesa :superiorità $lll l'atta.cco. li Krnpp cercò di riempire questa lacuna, od almeno di completare i 111e2.zi d'offesa contro le corazzate, costruendo una bocca da ruoco corta , ma dota.La di tale precisione di tiro rla poter competere pure nel tiro di. lancio coi cnnnoni da costa di minor cali·bro in servizio. TI nL1ovo obice ha tf.n calib ro di mili. 280 , pesa chilog. 110,198 ed è lungo complessivamente mili . 3200. Le altre dimensioni principali sono: lunghezza dell 'anima mill. 2325; numerp delle i'ighe 6,f.; loro profondità mill. 1,ì3; larghezza dei pien i mi li . !,.,/5; larghezza delle righe mili. 9,25; passo dell'elica 33 calibri ossia metri 9,8. La bocca da fuoco è incavalcat,a su affusto di lamiera, il quale si distingue da quelli adottati per le artigl ierie da costa lunghe in ciò, rhe il piano infe rio re delle traverse dell'affusto nel · tiro trovas i in diversi punti a contatto col paiuolo, a fine di riparti re gli effetti del rinculo s11 grande superficie. La .mass ima elevazione concessa dall'affusto è di 75°. Per la direzione l'affusto si colloca su rotelle, eccentriche nella parte posteriore. L'affusto pesa 9220 chilog.; l'altezza delle orecch.ioniere misura mili. 1675. La granata ordinaria, del diametro di mi li. 279,7, ha una sola corona di rame, quella di forzamento; é lunga calibri 2,8 e pesa, compresa la carica di scoppio (chilog. ifil ,5), chilog. ·2rn. Per le forti cariche si impiega la ,polvere prismatica a 7 canali, per le piccole cariche la polvere a grani grossi adottata pei cannoni da campagna . 1

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A MEPPEN

Volendosi dimostrare l'attitudine dell'obice da 28 cent. sia al tiro di lancio a piccole distanze, sia in arc~Lt,L a grandi distanze, nel pomeriggio del 5 agosto si spararono dapprima ·I O granate ordinarie contro un bersaglio verticale, lontano 2000 metri, ed in seguito altre 11O di simili gnrnate contro un ber;;aglio orizzontale, lontano 6700 metri, rappresentanLe i l ponte di. un bastimento. L'interesse era grande. ,mpendosi che ffLiesta bocca da f'uoco in precedenti esperienze, foJ!.e a Meppen nei mesi di marzo, maggio, aveva dato hnonissimi risultati. ' apl·ile e òofoano t> ' Quale fosse l'esito clel Liro in questa circostanza appare in tutti suoi particolari da,gli specch i N. XVI e XVlI. Nel tiro in arcata la. durata della traiett.oria, misnrata sn d'un cronoscopio ria. utsGa, ri:;ultò di secondi 19 3/ 5. Non forono misumte le velocità e le pressioni dei gas perchè conosciute da a.lire esperienze (giugno). Con una carica di 18 chilog. di polvere prism,llica a 7 canali, si erano oLl°enute velocità. medie di 300 met.ri all a bocca e cli 276 metri a.Ila distanza di metri 11986, in uò. proietto pesante 216 clii!og. Ciò rìh una. forza viva tota.le a O metri di distanza di dinamodi 990, 9; cli ,1·1,26 dinamodi per centimetro cli circonferenza e di ,f ,6'1 dinamodi per cent. quadrato di sezione retta. Le pressioni , secondo l'apparecchio t:lodmann, non oltrepassarono h1 media di ,f 95:'l atmosfere, e cli ,1970 secondo l'apparecchio inglese. Con pro ietti perfo ranti, del peso suppergiù delle granate ordinarie, l'obice da :38 cenL. è quindi alle piccole distanze ancor eHicace contro piastre grosse 15 cent., ed alle distanze di metri 2000 di · 13 cent., purchè il tiro r.iesca normai(~ all e fiancate. La sua potenza contr~ corazze tiene adunque la media fra. quelle dei cannoni da cent. '.M GRC, e da cent. ,f fi (~RC italiani; non è tuttavia loro inferiore nel la giuste;,,za del tiro, come rilevasi dal seg110nte confronto. Diamo pure i dati relativi al cannone da marina da 26 cent. tedesco, p_er rendere il paragone più completo. 1

1

(l) Il governo danese comm ise nell'anno 1878 sette e nell'anno presente altri cinque di questi cannoni; la maggior parte troveranno impiego nella d iresa di Copcnhagen verso mare. ANNO XXlV, VOL. l V ,

24


350

ESPER IENZE DI TIRO A MF:Pl'EN

I~~dsc;e conten enti il 50 °/ I I

:- -'- ,1,9

O,~}

'19.8

))

rn 26 » tedesco

2,9 ,, ,6

2,2

3:5,0

0,6

30,0

» Krupp.

·1,2

0,6,J

Obice da 28

»

Profond, r.à

8•""9.

Né meno soddisfacenti furono i risultati di tiro con l'elevazione di '28° 36', avuto rig1iardo che alla distanza. certa men Le ragguardevole di metri 6770, '.,;i può meuere il f,0 °/. di colpi in uu bersaglio lnngo metri H,7 e lal'go 2, 6. Le nosLre tavole di Liro richiedono pel crrnnone da 24- cent. a 4000 met1·i di.distanza nll' Ltopo un bersagli.o lungo 49 metri e largo 3,9. Pul'e non volendo auri bui re soverchia importanza al tiro cli lanciq, bisog,m dunque convenire che l'obice da 28 è un avversario non da disprezzar~i anche dalle moderne corazzate, possedendo forza sufiiciente per sfondarne le coperte. E se si riflette che all a distanza di 6770 metri fu dimostra.La la possibili tà di tirare con_grande precisione ogni qua!volt.a sieno conosciut.e le di stanze contro 1LI1a corazzata che navighi sulla direzione del tiro, essendo la. dispersione nel senso della ptofondità minore della lunghezza delle corazzaLe, mentre in larghezza ,~ ,;ola.mente un terzo circa della loro larghezza (1), se si riflette a. ciò, si rende evidente quanto adatta sia questa bocca da fuoco pella dife:sa dei passaggi, de!!e strette, dei canali, insomma di tutte quelle localiLit in cui il cammino della. nave è determinalo . 1

(I) 11 warrior misura in lunghena metri 116 cd in larghezza metri 17,8 ,lfinotaur L'Hercules Il lfonorc/1 Thtmderer

Duilio

•

• "

1 12

>

99

•

101 87 103,50

•

• •

•

>

,.

18, I 18,0 17, 16 17,17 19,70

Cannone da 24 cen,t. limgo. - .'fon è nuovo ai leLlori (-1). Nel pomeri<tO"io oc, del t>aiorno 7 a!!Osto furono fatti ·1Os1)ari di cu i i5 con granate perforanti e i, c:on granate ordinarie; qL1esLe. pesav'.mo chilog. 136 e quelle elii !og. 160, ,~omprnsa la zavorra in sostituzione delle cariche di ,;copp io di el1 ilog. 7,2 e 2, ·1. La carit:a. di proiezione era di cb ilog. 75 di polvere, i;imile a quellaadoperata pel cannone da 4-0 cen L. Le veloci lit furono misurai.e a. JL1etri 75 e rn79 dalla hocca; le medie ri,;ullarnno di 576,6 metri alla bocca e di metri /4,6fì,9 alla disLanza di H 7\) metri nel tiro con proietto di gh isa induritn, e rispettivamente di metri 606,9 e 46i5,8 11el Liro ~on granale ordinarie. La forza viva totale dei pro ieui perforanti alla bocca raggiunge n ,1,1,2 clinnmodi ; ripart ita per centimetro di circonferenza si haniH, dinamodi 35. 96 e per cent.imetro quadl'a&u di sezione retln dinarnodi f), \J\l. T ri,rn l1,a1,i rifl ellenti la gi1Lslezza di tiro sono contenuti nell o ,;pecch io N. XVIII. Il buon esito avuto a Meppen nei mesi di dicembre ·1878 e di ge'nnaio ,J 879 con pro iel.li di Hi ceni. lungh i :-l 1/i e 4 ca!ibri,. a vevano spinto il Krupp n. ripciel'le più lardi pure col cannone da 24 cenlim. Nel genuaio e nel maggio ·1879 furono quindi provali proi fj chilog.; ietti lun gh i 3% ca.!i l.Jri, del pesodi3·15)l<)11ilog. e di '.H con cariche di 75 1:h ilog. di polvere pris,rntt.ica saggio H ,;i ebbe una velocilil iniziale media di 3·1O, ,I metl'i e con quella di saggio R di metri t.H 4,;:i. A queste vdocitii corri~pondono di 11amlJdi 'i38~ifi,3 e 2900;8 di l'orza vivn lot.ale; :J7,89 e 38,Hl di forza vira per .centim. di circonferenza e di 6,3 1 e 6,1~·1 per centir n. qnadrato cli sezione retta; in tulli i casi le forze vive sono adunque superiori a quelle sv iluwate dai proietti lunghi calibri 't ,8 nelle esperienze <lell'agost.o. Le niedie delle pressioni in deLte e,;perienze r·isultarono di 2650 aLmusfere con la polvere H all'appareed1io ingle!ìe, quindi non di rnolto superiori alle pressioni ricavate nelle esperienze del mese d'aYosto con proietti lunghi calibri 2,8 e polvere consimile, che furonon di ?tifW (proiello perforante) e di 256fi atmosfere ( gra'nata ordinaria). · Resta così anrn r nna v·olla provala la possib ilità rl.i aumentare la ù

i

Larghczw

))

I

dei rol~~

Altezza

(\rnnone da 21,. cenl. italiano

.»

0

1

(1) Rivi$la Jlililare . -

Anno 1$79 Tomo I f.


352

A MEPPEN

ESPEH I RNZ.E DI TIRO

poten7.a di un cannone senza, ci mentarne maggiormente la resisten7.a e la convenienza che vi ha ad aumentare iJ peso del proietto anzi~ ch,è quello della carica. _Esperie~1:1.e su_Ua giustezza di 1,iro non furono fatte; ma dopo i br11l~nl1 n sn!tal:1, ottenuti :'o i proieLti all,ungati da 9,6 e da 10,i:i cen11rn. non e pm dato clnb1.larne (1). . ~I Krupp non _ritenne le esperienze preliminari con simil i 11 ro1etu. abbastanza innollrate pc1 Cftn noni da 24, centim. dn darne un saggi_o avanti ,~i nmnero_si ufficiali accorsi alle esperienze dell'agosto; sapp iamo pero che egl i se ne occupa assièluamen te e che intende este~dere cruesl.i sl,udi J~ure alle hocche da fnoco di maggior rnoii". R1 torn~ndo al.le e:~er1enze dell'agosto, dopo questo picco Io sguardo r:tr~sp~Urvo, g1ustd1_ca1.o del resl.o da ll'importanza de]l'argomcnl.o, rrclwnnrnmo l'atlenzwne suil'efTirac ia del cannone da. 2/i. . Con 1111 peso di sole -18 tonnellat,>. es;:;o ha potenza perforatrice assoluranien te n~a~ggiore delle artiglierie da costa france.;; i, inglesi e russe in ~erv1z10 (2), e solamente i cannoni da. 32 ccnti1n. italiano e da 4.0 ton nell~te Al'rnstrong _l_o sn~Jerano, se si calcola la rorm viva. non per centnn. f(uadra.t0 d1 ~er.1one retta, rna•per cenli m. di circon rerem.,1. . Tn via assolut.a la giustezza cli tiro vuolsi ritenere buona; tnll:w ia in precedenti tiri essa r isultò migliore; la causa la. si attribuisce nJ la qualitit della pol vere, verificatasi di lroppo lenta combnslione per f(Ue:;to cannone, e pen:iò d'effetto irregolare. Oltre ai proietti di ghis;:i. 01·dinaria. ed indurita il cannone da 'ì4, ce~tim. sparò pro_ietl.i d'acciaio l'uso e temperato Jfrupp (8 agosl n). e siccome vol~vas1 r~n'.ler .he1! evidente la honfa loro e In polenz,t cl:llahocca. da. luoco, 11 ti ro fu diretto contro nn bersaglio lontano 1nctri 100 dal I~ .bocca e composto di due p iastre in ferro rncinato, collocate vert1cal.inente l'una diet.rn l'altra con intervallo di 5 centini. La prima piastra era gr?ssa _centirn. 30 ½ e l~t secornfa ceutim. 20 1:..·2 ; la grossezza comp less iva del fer ro era. a.dunque di ~1 cent.im . f.o spazio fra IE! due piastre era riempilo {~On travi di leano . Le grnnate d'acciaio lungh e cal ih1·i 2,8 pesavano ; ome quell r. di

(I) nivista Jfilita,·e punte.ta pr ecedente par;. 21r,·, ~79 e 280. · (2) l da li halisUci di q uesti cannon i sono raccolti in uno specchio a paa. 10.1 del tomo Il

anno 1879 della 11-ivista mlita,·e.

"'

353

ghisa indurita, cioè I GO chi log. (3,75 ch il ug. carica di scoppio); erano munì te della sola corona di fo rzam.entu, rni:mrnnclo il dirnn.etro millim: 239,7. · .Per forare questo ber,mglio, secondo i calcoli fatt i, era n0Cè$Saria una fo rza viva di dinamodi G, 1 per centim. quadra to di sezione retta e di dinamodi zH ¼ per cen timetro di circonfereuza; ora essendo hi forza viva in iziale del pro ietto, se lancialo con una carica di 75 chilog., rispettiva.mente di dinarnodi :), 9B e 36, alla distanza di HSO metri vi era ecces::;o di fo rza., risultando nel primo caso u«uale D a dinamodi 5,7 e nel secondo a dinarnorli ;11i.. E che le previsioni teoriche non l'ossero :sbagli ate lo pro, 0 la realtit; rurono ratti due colpi ed in entrambi i rrroietti perforarono nettamente il bersao·lio . ., ' spingendosi di 3200 e di 1200 metri an cor,t al di là del medesimo . L'energia :;piegala dai proietti dopo la perforaz ione potrebbe indurre a credere che le piastre fossero di cattiva qualità; così non è: provenivano C:-:ìSC dalla fabb ri ca di Dillingen presso Saa rlouis, la. quale ci l'u dett.o J'orn isce le piastre da curaiie alla marina tedesca., essendosi qu.el governo a$sicuratv r;he i suo i prodotti non sono inferiori a quelli delle case inglesi Brown e Cnmmel, sperimentatisi al poligono di Di.ilme11 nel 118,5. I proietti, che secoudo il prngrnmnHt J'ormavauo l'uggeuo 1,1rincipale d.i 1(ueste e:;peri enze, hanno fai.Lo otLima prova; dopo il Liro furono raccolti intatti ; non presentavano la benchè minima fenditurn., e le sLesse pu nte null a avevano sofferLo. Yeri(icati si riscontrò un acco rciameuto di 2 1 mi llim, ed un ingrossamento di 7,3 millim. in uno di ess i, e ri,:;pellivnmente di 116 mill im. e di !~, :! mil lirn . nell'altro . Ab biamo tu.1.tav ia scorto alcunesca.llì tture ,.;ul corpo dei )) l'Oielti, abbastanza visibili, prod_olle1:i dai pieni delle righe; il che ci induce a domandare se la soppressione della corona di centramenLo, nei rapporti de1la conserviizione dell'an ima sia giuslifica La. Il vento nei proietti di simil fal.la , abbiamo visto ridursi a soli 3/ 10 di millim. ed a nulla o !(lutsi, nei pimti di raccord,unento della parte cilindrica CQn l'ogiva; la lavorazione dei proietLi è quindi resa· assai difficile. I vantaggi risultanti dall'abbandono della corona anteriore sono essi tali da compensare questi inconvenienti '·? Ecco il problema. Cannone lt1Jngo da 15 iJentiln. - Questo cannone era già favorevo lmente conos1;i11Lo pel' le esperienze fatte a Meppen nel clicem1

0


354

ESPER IENZE

01 TlHO A MEP P EN

bre 1878 e gennaio 1879 (1 ); queste ultime avevano destato speciale interesse per la qualità dei proiet.l.i impiega.ti , lunghi cioè :3 1; 2 e /4 calibri. I r isultati furono ampiamente discussi nella l1.ivista Jtili tare da persona ,u1Lo1·evole; rn.1 nonostante i stringenti argomenti a,ddotri a so:;tegno ilella tesi: doversi l'aumento di potenza nelle bocche da fuoco cerCtLre nell'aumento della. massa del proietto pin LlOi;Lo che del calibro o della velocità, la corrente pare sia tnLL'ora contrariri all'n àozione di pro ietti lunghi oltre i 2,8 cali bri. Eppure bisogna co11v~~nire che lfi ultimr c,;perienze di i\'feppen confermn ro110 a più rip re.~e il principio enunciato del generale Araldi ; e quando.ancnr su ,;sistes,;ero d1ilJIJ i, dol'!'cbhero e,;sel'e dis~ip;1li dai risultati 01.tenuli iu q1tesUL 1:iri:o;;Lanza eo l 1:annone da ·lii centim . Nel mattino del 7 agosto ::;i /'ece1"<110 colp i, 5 r.on granaLr. µe rforanti d'acci,tio P !'i con grana.te ordinarie, nrn pure in acciaio, con tro un ber;;aglio verticale lonla.no 2000 metri. Le prime erano lun ghe c,1.l ibri :1,!J e _le ,;Eicondè 1, e pesavano 1·i::;peU.ivnrnente d 1ilng. i:il (cariea di scoplJio ch ilog. ·I ,5) r ehilog. 40 (carica di scoppio !:i chi log.) . Essendo il r:alibro della bocca d:i ftwco n1i llirn. 1! 4-9. l entramb i le granatr avevann un diametro cli rn illirn .' ·I k8,9 ed una so la corona di rnme , cpwlla di forzam ento. La carica di tirn ~)l'a 1-~ clti log. di polvere pri;;mal ica a 7 canali della densitù ·I, 7!j_ I risul!a.1.i di tiro ~ono con tcnu ti nello spe<:r.h io N. XrX. Come si vede dalle disper~ ioni e da lle devia7,ioni medie, la ;.;iustezza. di tiro ;; ia r;oi proietti perforanti sia ord inari f'u buon issima.~ ad accrescE~r pregio a.i risultat i oltennti giova eziandio ricMdare che il vento sp irava in direzione nbli!Jlla al!.1 tniieHorin, e pintl.o,;to gagliardo , raggiungendo uiu velocità media di m<'tri ì,/4,6 ·per minuto second,, . Dopo gli strnordinari ri~ultati oltenuti alle distanze di 8000 e di 9000 nrntri coi prniet.ti allungati da centim. 9,6 e -I0,5, nei rapporti della giustRzza di Liro , non potevasi del re;;to nt1:m1dere meno. Passiamo adunqne oltre e contempliamo i risultati ili tiro ,-01(0 il p nn t,o di vista della potenza dei pro ietti, i cui pesi :";li\Vano nel rapporto di :.s, I: h-. Le rispèttive velocità alla bocéa del peno rnisnravano metri !>08,6 et\t>O,:-n, ed alladi;;{amarli Hl79metri. '.{!H, (} (I) Ritlista Militare. nnno lS79, Tomo Il , png. 110 e 116 e Tomo IIT, pag. 30 e se g.

e 395,8. Alla dista.nza di 2000 metri adnnque la velocità dei proietti può ritenersi 11guale ; le perdite stanno n.el r'.1pp01·~0 1 : :1,4 . Il proietto pesante ,:;uperer/L per <:iò di mollo 111 gittata tl pro1ello leggero. . . . . . . . . __ Alle velocità suddette cornsponclono forze inizia II di o, 9-,,t. e 637 O dinamodi , e l'estanti ,L Hf79 metri di distanza. di .'i-Ok,8 e 3rn'.ti dinamodi ; il pro i1~tto pesante ri mise quindi solo il 60 112 °/o della forza ond'eva anima.lo n.lla JJnce.n, nient.re quello leggero ne rimise il 50 "/o. . Qurrntn. eonvenienza poi vi :";Ì:t a rare i proietti ~llung_a.1.1, app~re in modo ben evidente dal seguente con fronto fra il proietto perforante da ·lo centirn. lungo 3-J:i calibri e q11ello eh ·17 centin:. lnn_g0 calibri 2,8 adotl"al:o pel eannnne da. costa omonim_o. cl, Ja.bbnca dello si.esso Krnpp . lgua le carica d i ·15 di ilog. cl, polvere pure pi'ismat.ica ed a I canali imprime al proiet.t.o_da _17 ce~tim. e pesante 60 ch iloo. untt velocitù <li 2>00 metri a O metri. e c[1 :168 a '2?00 meLri cl/distanza; le fon:0 vive risnllano in seguito di ciò di dmamocli 11i., :1:1 per centirn . di circonferenza <' di ~inam_odi a,:1:-i p~r centi 111 • quadrato di sezione re{tc1 alla bocca, cu, rorr! ;;p1mclouo d 1namodi I ft.,:·H5 e ;1,8'> nel pro ietto da J:; cent. 11 pro ietto all_ungato ha adunque fin dal primo momento nn vantaggio_:m qnell.o prn corto; rio t'iw diventa nrn t>t> crcriore nei susseguenti . p1ml.1 della tquetVant fl(!o ( t')è) / . . · . . 17 toria; di guisa che al ln distanz:t cli 2000 metri_ d pro1ello _da . . centim. 11<~n lw più clte di1Mmodi ì,71 di forza v,va per c:'ntn~ . eh circonferenz,1 (è\ dinnmodi 1,80 per eent.im. qnadrato d1 se7,ione retta. nwnLr~ quello da ,, 5 centim. 1m po::;secl~vr~ a t reppen arn::n· 8,66 e 2,:J'z alla distanza ài ·187H metri. (Jn snnde prmettn pei:lorerà adunque una piastraòi ferro fucina.I.o grossa da '19a 20 ceni.mi. a 2000 metri di distanza, ogni qualvolta la colpisca nol'malmente; non cosi quello da ·17 cenLirn. . . ,., n cannone da 13 cent. pesa eh ilog. 3960 ed d canllone da ·i ~ centimetri <>hilog. %00; nmlg1·ado ciò questo è meno efficace di quello. · . . T casi in cui il tiro rieseirà nomrn.le al bersaglw tutt,ma essendo in pratica rari, per non àir eccezionali, e d'a ltra parLe noi~ pot.endo~i negarn che coll'ftUmento del rapporto fra litnghezza ~ ~lw1~etro del proietto aumenta eziandio nel Liro obliquo la probabd1La cl, nno


356

ESPERIENZE DI TIRO

s:io di. esso, la questione dell'al lungamento dei proietti perforanti nmana aperta fino :1 che apposite esperienze abhiano dimostrato a ~ual limit.e po.ssasi spingerne la lunghezrn, senza pregiudicare l'effeUo complessivo. Grande è i! progresso fa tto dal Krupp nella costruzione dei cannoni; nella sua pienezza esso appare tuLlavia dal co11fronLo del can~one da ,J ~ c~nlim. con cannoni, sia pure moderni, ma non fatti per tirare_ pro1etL1 allungati, quali sono i conl.emphui ne.Ilo specchio N. XX .

[ medesimi furono costruiti un ,i O o ·l 2 anni fa, e se sub ir,rno t111ctlche rni~Ji~ramento non è che nell'aumento delle cariche, per avere rnagg1on velocità. Dove il cannone da ili) centim. emer"e e ~li molto, sugli altri è nel rendimento del materiale; cd il Kru;;p,lo Ja osservare notando che un chilogramma di peso nel cannone da 15 cent. suo rende come due di quelli i.nglesi e russi ci tati nello specchio sudd~tLo, .cons_eg,'.endone che con un doppio peso qnes~i non super~no 1~ pr1~0 m !orza viva totale, e gli sono infer'iori nella P.otcm:a . d1 pert?raz1one. Dopo l{uanto abb iamo detto prima in mento al sistema di paragonare le nl'tiglierie nei l'rtpporLi de!la potenza. t~nendo conto cioè unicamente del peso della bocca da fu.oco, creclramo necessario di fare delle risel've :m quest'ultimo punto . J risultati ve~·amen te straordinari di 11ueslc esperì eme non potevano a meno di ma.ravigliare gli astanti, dei quali molti videro confermate in pmtica teorie che mai Hon avevano voluto creder vel'e. La. sopp1:es~io~1e de! rinculo, la possibilità di raddoppiare la potenza dei!~ ~rl1~!L~rie senza anmenlame il calibro non erano ancor pochi anm ~a drchwrate illu:sioni? Gli slnd.i indefessi e perseveranti della c'.tsa Krupp nella costl'uzione sia delle bocche da fuoco, sia dei p~·oieui, sia ~elle polveri, di qLlesti inseparabi li fa ttori di potenza delle.odien1e a_rnu da fuoco, operarono miracoli; e anco r non si prevede quando ci arre:'.ìlcremo , perocchè il grande industriale tedesco, prendendo nuova lena dal successo, non vuole formarsi al cannone corazzato nella soppressione del rinculo, nè alla lunghezza di 28 calibri nei ~annoni_. G_ià egli intende utilizza re i van I.aggi clte vengono da queste 1~n~vnzwru nelle costruzioni navali e nella difesa di cosln. Ma prima di dire qualche cosa in proposito, occort'e che ci fermiamo su espe-

A ) ·! EPPEN

rienze fatte l'ultimo giorno (8) con due cannoni da centim. 8, 7, , lunghi ciascuno 50 calibri, ma incavalcati su speciali affusti, destinati l'uno a sopprimere affatto il l'inculo, e l'all.ro a ri (lurlo ad un minimo. , Carmoni. t-imghi da centim. 8,7 . - ()uesti due cannoni, distinti coi num.eri ,t e 2, in origine furono costruiti per studi tendenti ad innne111are il rendimento della polvere, specialmente nelle grosse cariche, essendo provato che la tensione dei gas alla boccn nei cannoni attuali è troppo· grnndB. La I unghei,,a dell'animn. fu per questo stabilila in modo che con una cat'ica cli 3, t> chi log. di polvere la tensione dei gas alla bocca non superasse quella che risulta dall'impiego della carica adottata pel cannone da campilgna da centim. 8,7, cioè' di ch il og. 11,[50 di polvere. Ciò premesso ceco i principali dal.i :sui due cannoni in questione, . Joro affusti e munizioni. Cannone hlin!J" da 8,7 cenlim ., !'V. 1. - Ca libro mi lli m. 87; lunglJe,,za tota le miilim. 481SO, ossia f50 calibri; lunghezza dell'anima millim. 4,08iS; peso clel cannone con otturatore ch ilog. ·12Gi>; preponderante eh ilog. '70; J1tuner9 delle righe 24,; profondità delle righe millim . .J ,'.25; larghe:1.7.a dei pien i mil lim. :3; larghezza delle righe millim. 8,4; passo dell'elica 80 calibri ossia metri '2,(H . lJ cannone è incavalcato su d'un affosto a pernio e soppressione di rinculo (s istema Krupp patcntRl.o), composto di due cosce parallele con orecch ioniere e da una suola. massiccia di ferro fucina.to, che porln e nui.ntiene in sesto le cosce, la quale si muove alLorno ad un pern io cilindrico incastrato con la lesta nella parte inferiore di es;-;o e prolungn.ntesi in basso attraverso una specie di robusto rocchio nel caso presente, in servizio at.Lraversn armature di ferro oppol'tunamente dispost.e sia nelle sottostanti murnlure, sia nel corpo di un bastimento. Il ri nculo si trasmette dagli orecchioni, a.Ile cosce, all'nl'fuslo , quindi al pernio e da ultimo alla massa murale od al ponte della nave. · L'elevazion e si dà mediante un apparecchio di puntamento a dentiera, e la direzione laterale facendo semplicemen te girare i! ,cannone attorno a] pernio. Appo,;it;i freni mnntengonoi l pezzo nella posizione vol.uta vuoi nell'uno vuoi nell 'altro senso . Il proietto normale de! cannone do 8,'7 cen tim . lungo, misura


358 •

ESPE RlE NU; DI T IHO

A MlòPPF:N

calibri 3 ~;~ e pesa 10 chil o,!!" . Non v,· ha eh e una sola corona di rame, qnella. di forzamBrlto . Il canno-,w lwnqo da (;entim 8 7 N 2 e' ;11c1-I1-u,, nto J)·tu' JeiT.cflCJ'() · del precedente, pesa cioù dii!og. 11 fr.f> con un prepondel':1n1e rlid,ilogmmmi I)(), nel 1·esto gli è arfauo uguale. l '.affusto non diversi fi ca granchè dall' Albini, adoWtlo da lla no:;tra marina per G'~c, , e,'O ,, . . 1 cannoni da 7 e da 12 c'enlim , . (Rar " "· ) . 1,,, . . rn 1: r.osl.nu Lo cins~nno dei . dne fianchi. Si immagin i nn trianan lo, ret l:-rngo lo_al v_ert,ce: Uno dei catet.i. che si prolunga d'alq ,1~nto nlti·r il vert1_ce, e des~inato a 1·Hggere la bocca da fnoco, l'aJlro , nni fo ii cernier·a al pl'1mo, costituisce un l'reno; entrnrnhi si c.ol[errnno in ~iasso :1c1 una piattaforma e possono ,·uo tnreattorno n due pei:, i orizzon ra11. li cannone adunque po,-a sni due ca teti allunanLi ,,. ,. 0 ,_M, 0 1 11 ' fT · ' ee a. ust_o nella n u estrem ità so110 scavate le orecchiouiere. A qu'.d:'he _rtistanza da esse le r,nsce ,;orio, co1111>. si e'> del.lo . articolalf' a d:'i lre!ll 1drnu.l ici , CO~lposti di trn ciIin dro con lenente gliceri n<1 e di :mo :-;tan ~u~fo. La pi_a~tnJorma , elle l'iun isce in nn sisl<~m.a q 11e,-te due:: pai t1 duUn.ffnsl/J, e 1mpern 1a1.a. sul d.avant.i e può e,-se,·e collt,,;~Ha tn1~ 10 .sn d'un pn inolo qnanl.o sul ponte di 1111 a nave . L'elevazione SJ da. ,t_nrnzzo di 11na denti era e di ona ruota, assicurate in modOCOll~'CllJente ali~ culatta del cannon~edafl Ol'.OsCe; !adirflzione fo.c;~ndo girare ~P-mphcernente In pinttaform;1 attorno al pr.l'llo nnter1 ore. '

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Nello spa.ro avviene che sotto lo sforzo del i·in cnlo il cannone si solhwa, ruotando attorno ai pern i postel'iori, ossia delle cosce, e ti-

rando uel rnedes1mo tempo a;;;è le a~te rlei due sLantuHi. La resi-:tenza cl~e. oppongon'.l i freni al lllO\' irn ento an nulla gmd,~tamentf~ la l'nt·za d, rinculo.' ed il cannone ritorna nella. posizione di sparo per effetlo del ~ro1mo pe~o .:4. 1·~ndere gli Hrti rnenosensibili, snll11 pa r'l.resti1r·nn del! asta sono mfilzat1 dei dischi di gomma elnst iea . Proicui ecar_icasono egu:tli aquelli-de!cam1one da 8 ,7 centim. N. 1. . l i t~:mpo sl.nngendo non si fecerothe fi -:pril'i c:ol cannone da crnt,_rnetr,.8, 7 N. ~· ta n_to pe,. dimostrarn il modo perfeu.0 con cui fu nziona J. affusto; 111fa11,1 esso nulla la~ciò ..,n, <feci'dei"tt·e (' osa deI re::;:. 1.o · · ... / nota a'. nostri mari_nai che conoscono Je navi Vitior-Pisam·, C1'i8 1,oforo Colombo, Scilla e Ca1·iddi, le quali hanno i cannoni da ,t2 ,J

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Ane (Ret..) inca.vulcati su affusti di sim ile genere, con perno anteriore. Col can none da centirn. 8,7 N. •I invece furono fai.I.i Hi ::;pari, !J la sera del giorno 7 e IO il mattino dell'8 . Nel primo tiro volevasi mostrare agli a:;tanti la totale soppressione del rinwlo. All'nopo un ufficiale tenne th pt·i@1 la. mano sull'affu~to in vicinanza <lel perno, poscia si mi:;ero dell e rnoneLe sul ca nnone, in prossimità alla volatu, al. centro e ver:;o la cnl,tWt. Le prime, scosse dalle vibrazioni che, com'em na.1.u1·n le noll po,;:;0110 a 1ne110 cli verifi car:si all o hoc.ca di ;:;i, lungo pea o , ru rnno lanci,He via, le altl'O restarono al lol'O posto. Qn e,-ti risn ll.ati inl'usero tale rtd11ci:1 negli invitati che 11110 di ess i :si pose (Ìn rante lo ,;paro ,t r;aval.ln rlel ca nnone, avanti all 'a pparecch io di punteria . Nel giorno ,1pprti:;so ,;i veri licò la gi11slez.z.t di tiro e ,; j mi"nrarono li> velociLit inii::iali. ed ;1 I 97~) nrntri tlalla bocca <la fuot{> . Que-:te ris11 llarnnodi metri :.,:·, 7,ij •\ O metri e di metri fi, HJ,:l alla :;ewndn. distanza , r.on pro ietti lunghi '.3 \ \ 1:,lli hri , del peso di ,fo chilog.; e rispettivamente di met ri tn0 ,7 con pro ieui lun gh i 2,8 ca libri e pesanti chilog. ti,8 . La cari ca eni in amhedn P- i ca~ i 11gw1.le, r;ioè chito,rram mi :J ' ,j cli lJo!vcre ,L !!l'Os,;i grani da I O a 1:3 mill irn .. Le forz e b V V vi ve~ tota li risul la1·1rno rli di11a1t1odi 158,l nel proiello pesante e ,1,·H ,8 in rpiello leggiern alla di,;tanza di O metri e di 89,fi e 58,2 al la di,;tanza ct.i I 97fJ metri. I proietti si comportarono ,tdun11ue in modo analogo a. qnauto ,;i veriri1·.ò nel ti ro d'al tri can,roni. Mentre il proietto pe,;n nle perdeva nel lragiuo rn elri 1:38,':J, quello leggero ne rirnet.tev;t ì:2D,tl. Lo l'Mzfl vive alla élistanz:t di H)'ifJ ,netri erano O,b(it> e 0 ,41 tli rl'iello r,hc <·ll',n10 alla bocca. La pressione dei gns era pic,;o li,;siina; 11or1 ~uperan 1700 ntmosi'ere nel tiro co n proietti pesanti e HHO itl.mnsferH1:on quelli leggieri. I cannoni lunghi :;o cali bri -;ono adunrpie ~u~cettihil i di un sensib ile aumento di forza senza olLrepa,,sa.re i li miti di rn,;i~l.enzn del meta ll o. A giudicare <bi lim italo numero di t:o lpi fa tti il canno11e lungo da 8,7 centim. ~o!ldisfec:.e anehe nei rapporti él1°ll a giuslezza di til'o, come appare dallo specchi o ~ . XXI 1

APPUCAZJ'O NE OfH,Lf, Al\TlG l,m RJE A SO l'PHESS lON ls o r IU NCULO . -

Un eenno sul modo c;on cui il Krnpp inu~nde :;frutta re Ja soppressione del rincnlo nelle eoslruzioni nava li l'abb iamo giù dato in que:;le


360

J·:SPERIEN7.E Dl Tlf\O

Ras~eg~e (I); lo completeremo aggiungendo che giit vi è il progetto dt altra cannoniera da armarsi con tre cannon i, uno d:. centimetri. 30,5 e gli altri da 8,7 (oppure due mitragliere a perno centra.le sistema Krupp). La medesìrna è mossa da macchine a doppia ·elic.e (sistema Compownd a condensazione) della forza complessiva di 3500 cavalli, la quale impri@wil. alfrt irnYe u11n velocith di 30 miglia all'ora. La sua lunghezza misurata fra le perpendicolari è di metri ì O circa e la larghezza di melri 1·I circa ; spostamento 13% tonnellate. Abbiamo visto ed assi;;temmo pure nl tiro di un modell o di cannoniem lungo metri 6,63 e largo •I ,58. il qua le pesca metri 0,665; l'armamento è costituii.o da un cannone dà centim. ì,i::i pesante cliilog. '103, che lancia granale di 4,3 chilog. èon una carica di 0,40 chilog. di polvere. Questo modello, le cui dimension i sono circa '/, di quelle della cannoniera a perno per un cannone da centirn. 30,o., ha un campo di li ro di 360°, di guisa che può far fuo co in tntl.e le direzioni senza cambiare la posizione o ht direzione del la nave. Nel tiro parallelo alle fiancate la bocca rineula va di circa 6 metri, nel tiro perpendicolare ad esse oscillava di eirca 8° mari tornaYa in quiete ben presto . Nel modello di cui trattasi l'affusto è co llocato direuamente ;jlJf ponle; secondo un altra disposizione es:,o invece verrebbe a trovar:;i in·un abbassamento del ponte, per soUrarre meglio l'affusto al til'O nemico e pe1· dare maggior solidità aila nave. In questo caso però non si può più esegu ire il tiro in caccia od in ritirai.a. · Una specie di scudo mobile, perchè assic urato alle orecchioniere ed inclinato sia sul davanti :;ia sui lati a fine di render hu)i!e lo sci~ volam ento dei proietti che lo eolpiscono, protegge i ca nnonieri durante il caricamento ed il puntamento. li cannone ha la neces::ìaria lunghe;,za per im.pedire che la pre~sione dei gas alla bocca danneggi il pon le. Simili costruzioni , dice il Krupp, presentano, in confronto delle 1

(I) Rivi.ria Jftlitare, anno 1879, Tonio I[!, pag. 83 .

36i

A MEPPEK

immense corazzate odierne un bersaglio ben limitato; si può ritenere che la superficie esposta. stia a quella di HM com1,1.:'lta. nel_rapporto di ,1 :,JO. In caso di perd ita. e qtLest:t può esser enett.o dt un sol o proietto ben asse:;;tato, il danno mate_ri n!e inwmparab iI:nen~e. r'.ùnore nella cannoni era. La velocità d1rnovrmenLo e la sua facil ita a manovrare diminu iscono grandemente i pericol i provenienl i da attacchi con lo spe1'one e éhdle torped ini; un ceri.o nnmero d_i queste cannoniere che 1narc;ino a van I.i navi da trasporto o grana I corazza.te, sarà allreuanto ntile qnanto una catena di cacciaL~r i a.vanti ad un nel'bo di truppe. ;\ on occ;orre di re ili quale vanloggio esse sarebbero nella difesa dell e coste. Il Krupp spern as»ai da queste sue cannoniere; t1.1U.a.via un giu- · di zio sul ,;alorè re,1 le di esse non lo si può dare adesso che il progetto, è ancora in !!estazio11e. Cmn'e il K;·upp intenda applicare il sistema di artiglierie a soppressione di r inwlo nella <lil'esa di costa, se ne. potrit formare un~ idea dal la som11Htria desc:,rizione di nn progello illustrato cla cl1segn1 che abbiarno sott'occhio. Le hoccl1e cla fuoco (nel ca::;o pre,-ente un cannone d,t cenl. 30 ,5) da adotla1·;;i per simili u,i non diver;-;ilìcRn_o da qn~ll~ da. posi~ione Krupp sin qui costruii.e, che per avere gli orecch1_0111 p1~ forl1 (d~ i 1.12 a 2 calibri), modi ficazione resa .ne1)e,sar1a dai rnagg1or1 sforzi cui li soUopone la pre;;sione del rinculo. . L'affuslo eomprende dne cosce, uno sc11d'l, il perno e l'apparecchio di p untarnelllo. . . . Le cosce sono fo rmale di dne pezzi cli ferro fucinato ma;;s1ct1, sal damente colle:rali fra. di loro da 1m cuoeo a doppia corla di rnndine. Nell a p,u·t.e inf:~riore è intagli ato in r:ia~cuna. di esse ,~n incai- tro. in cui si iruroclnce la tesla del perno , ed in quella su periore, che è 1nclimtta in a vanti, sono prali cate le orecchioniere. . Lo scl1do è l'orrnalo da ttna. piasLn.l di ferro fucinato incurvata e fissala a.Ile orec<:eh ioniel'c con chiavarde, cunei e ca,;iglie in guisa cl~t copi-ire lo spazio rctrosta.nte, all'uopo la convess ità è rivolta in foon e le pareti sono indinate ver;;o l'interno.. . . I servienti e l'affu:<to sono c,osì riparati contro i pro1et.t.1. Al ccntr~ r;i rca dello ~c11do vi lta nn'aper·tu1·n pcl passaggio del cannone, la. c~ 1 volctta sporge oltre lo schermo; l'apertura lascia il giuoco necessario all'elevaz ione .

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362

ESPERIENZE D I TIRO

Il perno è un robusto albero d'acciaio, massiccio, di forma conica con la base rivol ta in alto, ove ha un diametro di circa 90 cen ti m· in basso ne ha soli 40, essendo lungo metri 5,30 circa. L'estremit~ s?~_eriore del perno porta una tesla foggiala a coda di rondine. che si introduce negli incastri delle cosce e stabilisce la solida unione ~r.ll'affusto col perno; l'estremità in feriore invece è arrotondata e Jo_rma una semisfera. L'asse del perno trovasi nel piano di sinnnetr1a d_egli oreccliioni, ed al.Lorno ad esso gira tulio il-<:istema, che pnò d_escnvere un arco di 360Q. ll pemo è mantenu to nella sua posizione da una robu:;ta piastra metallica di forma circolare r info,:zala al disotto con nrchi, h quale ne abbraccia la sommità, ed. in ha::;so ·da una bronz ina fìssata :;ul fondo della camera entro cui gi l'fl l'albero. '· Questa came_ra è ri_cavata in un masso murnrio di p/eLra da taglio e _cemen to, ~ p iani.a circolare, affondato nel terreno in guisa che il piano supenorc sia ad un livello con la piastnt di festa dell 'albern, la quale copre l(l carnera e fa l' ufficio di pai uolo. La camera ha essa pure pianta circ~lare; il suo centro lultavia non coincide con qurllo del musso mura.no, ma è collocalo più avant i, a rtne di aver ma,,. . a g_,or_grossezza di muro, e quindi maggior resistenza s11 quelle direz1om che ::;econdo ogni probabi li tà snranno più cimen Late nel tiro. Ed aflìnchè l' ìnLiero masso concorra ad arnrnorzare il r in<:ulo che dagli orec;ch ion i si trasmetle :mccesssi vameù te alle cosce, all,'i ncastr?, al perno, rilla. piristra-paiuo lo cd al muro cli follClazion e, le pareti della ,~amera e la snperrtcie e:;terna del Jll a:ssn m1in1rio sono rivestile ciascnna con 1rn cilindro di gros:;a lamiera di fen:0 . ; due -~ilindri so_no poi tenuti ·in sesto superiormente da parP.cchie' rravat.e m ferro disposte radialmente nello spaz io interno. Tntercettando lo scudo la visnale e ritenendosi poco r.onvenierue nel caso pres~nte la d ispo:;izione adotta la pel cannone corauato, ìl puntamento s1 fa lateralmente al pezzo, all'infuori dell o scudo. indifferente ~lei resto se a ~estra o sinistra cli essu. All'uopo serv.e un apparecchio composto d1 un regolo di lnnghezza ,;uflìcienle mun ito -d i mirino e d'alzo . Il regolo eorre parallelo all'asse della bocca da fuoco e si melle in rapporto con essa mediante un braccio trasversale che entra in un foro ricavalo negl i orecchioni (il braccio atrravernì naturalmen te

A MEPPEN

;163

anche lo scudo). L'elevazione si dà :;erveudo:,;i di una dentiera :,;imile a quella aclol.tata pci cannon i da costa ad affusto ordiuario, od anclile a mezzo di una vi.te. Il sistema ammette un'elevazione di ,15°, -occorrendo anche di più. Pel puntamento in rlirer.ione serve un roccheLLo assicurato a·lla co:;cifL dest1·a d.ell'.dfosto , il quale ingrana in una denLi era :;einicip.:olare fissata sulla piastra-paiuolo. Un so l uomo può e:-cgn ire il p u.ntamenlo tanto in elevazione quanto in direz ione, e!i app iccare il fooco alla carica adottando inneschi eletLrici. Le artiglierie di minor ca libro non hanno bisogno di speciale <:ongegno per il puntamento i1t direzione. po tendosi il cannone spostare con l:t mano . La camern dell'albero :;crve pure come 11rngaz,.ino da proietti; vi si giunge pe1· uùn gall eria, la quale comnnica con la ha.tteria per mezzo di un pozzo de:-tinato al sollevan1enl.o dEii pro.i ett:i . Sul fronte d'attacco un parapeHo cnntzzato, consistente in una piastra di ferro piegata a :;cmicircolo, protegge l'afTu:;lo ed il perno; l'altezza. di questo pa.ntpetto è I.a.le da perrneLl.ere al crumone hi massima rlepee:;s ione concessa dall'aff11sto. Av,tnli il p<1 1'apello havvi una piastra in ferro rur:inato, leggermen le inelinata all'orizzon te, la. quale pnsrt inter iormente sulla piastra-parap~tto, men tre l'estremità. estern,t è sorretta da ~oppor-Li elle lrovano appoggio contro il muro di fondazion e. N_ei rapporti del :;ervizio, osserva il Krupp, 4uesto :;istema presenta il vantnggio tli permettere che ::;ia le rn:inovre di car icamenLo, :;ia di purùamento del pezzo possonsi fare tutte sulla piattaforma, ment.n: nei cannoni da costa inC)lYalcali su aITusli ordinari gli uomini :;uno ,;uddivisi ed. occupano pian i di cli!Ierente altezza, ove la libertà di movimento e limitata. Tale c;ircostanza e la possi bilità di m,mtenerr gli uomini anche durante lo sparo dietro il cannone, rende il maneggio più facile e nel medesimo tempo più spedi.lo, impi egando minor numero d'uomini. Il puntamento in direzione non rich iede che lo sforzo necessario a vincere l'attrito dell'albero ne':iuoi all oggi,tmenti, passando l'asse di rotazione pel centro di gravita del sistema. Il cannone potrà qu indi cambiar direzione più presto cl1e con gli affusti ordinari, e mollo più con torri girevo li. E siccome le altre operar.ioni procedono pure più spedite, si potrà fare maggior numero dì colpi che con qualsiasi altr·o sistema .


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Non solo il cannone incavalcaLo su affusto a soppressione di ri11 culo, secondo il suo inventore, soddisferà meglio d'altri per la mélggior celerità cli Liro, ma anche perchè più riparato dei cannoni in bar bella contro i proietti nemici. Il s·uo affusto semplice, basso e proletlo dallo scudo non può essere paragonalo con la complicata mole degJ i affusti ordinari cla costa. Sui cannoni installati nelle torri girevoli poi questo sistema ha il ,antaggio di presenlare un bersaglio ben più piccolo, epperciò rnol ti <lei proietti che colp irebbero una tol'l'e girevole, con gravo pregiudizio per la sua manovra, pa~seranno accanto al cann one senza lederlo . Dopo i ri:rnllati o I.tenuti in queste esperienze. 11011 ,;i pnò non ammettere essere l'r~.;;isLenza della corazza in genere ,-rriamente .:ompromossa; per proteggere malerialo ed uomini contro la potenz,L dei ca nnon i di grosso cnli bro ruodcl'lli, richiedonsi tali grosse.1.1.e nelle coslrnzioui in fe rro, da Jender-le per diverse ragioni di pr11blemaLica utilil ll nelle rortificn zioni di costa ed entro Lerra; quel : - isterna aélunqne che, mentre protegge gli uomini conl1·0 i proietti dei mino1·i ca libri, rend.e dirricilecolp irlccon quelli maggiori , rnercr': l'e~iguilit delle dimensioni, non può a meno d'essere ritenulo huono. I progetti del Krupp meritan o per questo co nsiderazione ; an1.i riteniamo (' he dehitamcnt~ strntlati, possano riu;:cire cli grnncle vantaggio alla dife~a. Questa ha sn ll 'al.Laccante il vaul.a.ggio di maggior libertà nella ;-;celta dei me1.1.i cli olTeiìa; il peso, il vo lume non esercitano »u cli essa l'inttuenza che hanno sull'avver sario, il quale deve anzitu tl:o nver presen le chP. l'offensiva richiede mohililà.

OONESANA

Capitctno del gfm'Ìo.


SPECCHIO >

XIII.

Cannone da 40 centim.; velocità e pressioni

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Carica Pl'Oietto

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SPECCHIO

X V.

Dati di conf ronto f ra il cannone da 40 centim. Krupp , 'da 80 tonn. inglese e da 100· tonn. A_rmstrong. o e o

Peso ciel proietto

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Krupp

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( 400 72000 ) )) »

da 40 cent. (

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139,5 148,4 138,8 ·131,J

1 '168 460 ' 8300 65)07 Ei)41 49,4

'102

798,:1 ;3,295 '101,12 204:l 492 9850 77,22 7)61 48,27 798,3 3,295 101,12 201,8~ 50[>]1

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tonn.l\ 1.

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i)74 110,66 249;5 522,7

'12772 90,'18

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91'1,71 2,ì15 '110,84 con gaschek

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8,0 51,'19 '126,39 2800)

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210 501 14 1'1682 82,44 7,32 55,64 t15,6 3270 Esperienze fatte in Jnghil-

I

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Il Globo 16 aprile 1879. J Times 12 settembre 1879'. j

957 2,86 '101\59 249,5 510 'l.2687 8D,58 7,95 50:85 125,55 3100( Esperienza di Spezia. 23 \Vithworth , giugno 1879. 882,71 2,63 114,99 ~·4:9,5 529 12590 88,90 7,89 50,46 124,59 3000} · Armstrong

>

,J Sladen Principles of Gun-f! ~ nc1·y Woolwich 1879. I

2i 'lH,53. 259,5 f123,-12-6-:l1 -89_,'1_9 _7-,9-·'1 ~-8,-6, - -1-25 2800( -E-.l-Gl-ob-o,-l-G:prile 18i9.

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Osserva.tiont

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I

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366

ESPERIENZE DI. TIRO SPECCHIO

XI V.

10 colpi col cannone da 4() cerdim ., granate pet;foranti di 77.5 chilog. Distanza 2500 metri. Bersaglio ver ticale. Devia- Velocità zioni laterali media

I

I Dil'ezione

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:368

ESPER1ENZE DI TIRO

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X Vll.

SPECClllO

10 colpi coll'obice da 28 cerdim., granate o1'dina1'ie di ::16 chiloq. Distanza 2000 met1'i. ' Dista nza del punto colpito dal centro ·del bersaglio

369

A ~1 EPPEN

metri

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SPECCHIO

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II

I

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I

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SPECCHIO

XV II I.

1 O colpi col cannone da 24 c.entim. ; 5 con II,, rana te per l".o t· d ' 160 h'l d' ran i t c l og. e 5 con granate ordinarie di 136 chilogrammi Distanza 2000 metri. Bersaglio verticale. r

37'1

A MEPPEN

ESPERIEN ZE Dl TIRO

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Colpi 2• al 5°

--

Colpi 8· al 10°

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SPECCHIO

XX.

Dati cli con/1'onto fta il cannone lungo da 15 centini. l{rapp, e cannoni corrisponderdi inglesi è russi. I

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I

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7 l O!lS

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7

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· !~ ::>

Peso del proietto perf'oranLe . Peso del pr·oietto in palle sfe-

~hiiog:

1·iche. . . . . . . . . .

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I

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))

circonferenza . . . . . . . 11 Forza viva per· centimetro qua-

))

drato tli sezione . . .· . . 12 Forza viva per un chilog. ùi peso del cannone . . . . ebilogrammelri ·13 Forza vi va per un chi log. di polvere . . . . . . . . . dinamodi ))

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I


373

A MEPPEN

SP ECCHIO

XXI.

10 colpi col cannone da cent. 8,7 lungo; granale ordinarie di chilogramm i 10 dal colpo 1 al 5, e cli chilogrammi 6,8 dal colpo 6 al 10.

I I

Distanza Dei•iadel punto colp1to daJ centro ~ , 1.ioni ,....~ ' . ~~ ·- ro [~ laterali or iz1.o n- lateralè ;;; o"' a

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375.

LA CAVALLERIA HUSSA DOPO IL P A SSAGGIO DEI BALCANI

LA

disagi e strapazzi a cagione dell'eccezionale temperatura; resistenza che merita. indubb iamente d'essere encomiata. Così accadde che, grazie all'energia dei capi e alla volenterosa coopera1,ione della lmppa, la massa dell'esercito russo occupasse già il :J9 gennaio la linea Sofia-S latièR-Tatarbazarclzil~-K.awnlik. al sud dei Balcani. li granduca Niccolò co l grnndè quartier generale giunse il 13 a. Kazan li k, e poichè da ·1.ut,te le notizie ccl informazioni avute potevasi inferire che i 'fllrchi avean dirette tutte le forze disponibili verso Tatarbazardz.ik a rinforzo della loro ala. sinistra, e che i,;i Solimano pascià ne aveva assunto il comando, venne stabilito di mardare indilatamente sopra Adrianopoli e Costantinopoli con turn parte dell e t,·nppe, rnentre le alt.re procurerèbher0 di tagliare laritirat.a a 8ol imano. Una par\icola.reggiala narrazione di luUe colesl.e operazioni nelle· quali la cavall eria ebbe una parte principèl le, ci condurrehhe troppo lontano; epperò ci limiteremo dapprima a dire brevemente dell'inseguimento eseguito dalla cavalleria del generale Gurko da Sofia conlro le truppe di Sol imano pascià, poscia delle opernzioni della . cavalleria nella marcia sopr~ Adrianopoli e la capitale turca ('Iì1

CAVALLERIA RUSSA DOPO IL PASSAGGIO DEl BALCANI 11>

Colla resa di Plevna (11O dicembre) la resistenza dei Turchi era fiaccata; e il quartiere generale dell'esercito ru~so giustamente divisò di trarre profitto della favorevole situazione di quel momento, dirigendo tutte le forze disponibili oltre i Balcani (2). Come è noto le truppe russe penetrarqno nell a Rumelia per tre strade: il generale Gurko colle truppe a lui affidate (8.2 battaglioni, 59 sqcmdroni , 300 pezzi) superò i Balcani Etropol; il generale Karzow con :as compagnie, 11O squadroni e mezzo, e.24 pezzi varcò . il passo di Trojan; il generale Radetzki infine attraversò il passo di Schipka. Non staremo qui a ricordare I. e grandi difficoltà che le colonne russe dovet.Lero vincere nel passaggio dell'importante catena montana, la quale oltre al presentare poche e strette vie di comunica zione, era in quella stagione coperta di altissima neve; noteremo s.oltanto la resistenza colla quale il soldato r usso sopportò fatiche, (Il Per ·1a narrazio ne delle ope1·azioni ci sia mo serviti della pubhlicaiionc de l carit.,no Cardinal v. Widdern: Vie llussischen .Kavalleri~-Jlivisionen 1111d die .frmee-Operationen im JJallra11-Fetd.zug 1877-78. Ilc,·lin, Milter, 1878,. ( 2) G1usLa i calcoli del capita no wo11 Widdern, a quell'epoca l'esercito campale russo co1,tava al sucl del Danubio 235 mila uomini di fan teria , 24 rno di cavalleria 1: 1300 peni, astrazion fatta delle truppe ru mane inviate contro Viddino. Jnollre la J a divisione di canlleria (con 3 reggimenti) sta, a attraversando, la Rumania dirett~ •· Simniza.

(IJ Ecco le norme diretti v~ imparti te Jal grn nduca Nicco lò iii suo giungere io Kasanhk il 13 gen naio, che qui riµo r tiamo traducendole letteralm ente, come quello che off,·ono un'idea della situazione s tr,itegica <l i quol momento, degli int.endim enti dello stato maggiore russo e delle operazion i, ch'ebhcro luogo in seguito delle prese· disposiz'oni; , LO Il reparto dell'armata dell'ovest (/,m·ko} nel caso della presa di Filippo poli deve· formare la colonna tli destra di tuUe le truppe che aYanzano sopra Adrianopoli, e gi ràndo quelle locali ta da sud dil'igersi per llaskioj sopra Dem ot.ika; , ~o Lu cavalleria del genera le Karzow passa $O tto gli ordini del tenente genertle Skohelcw 10, avanzi, celer,emente da J<:irlowa sopra Filippopoli, si coll ega coli.o truppe del genc1·ale Gu-..k-i , ed agisce quindi secondo gli ordin i impartiti dal granduca comandante in capo e quelli più particolal'eggiati che le snrnnno d,, ti dal generale Gurko; « 3° l.a fanteria di Karzow senza dilazione da Kar\o wa marc ia sopra Fil ippopoli per tagliare la r itirata ai Turchi, o scc0ndo le circostanzè, sopra Cirpan, od anche sopra quell'altra località che le fosse indica ta dal ge nerale Gurko, ai cu i ordini essa passa. ln ogni caso, fSSa de,·e nwntenere il collega mento coll'a"anguardia della co lonna cen trale; • ·1" L'a,·a nguardia deJla .colonna centralo, compos ta dalla 16a diYisione di fanteria, da s reggimenti dell,1 30" d1vi$ione di fan•,eria, clalla 4a brigata cacciatori, da · .8 ba ttaglioni cHla aa brigata cilcciatori, da 3 reggimen ti della 1a divisione di ca,•a lleri11, dalla 2" batteria di montagna, da due mezze bat~el'ie della 30• e cJa due pezzi della 9" di visiono fanteri~, - in totale 2S battaglion i, 12 squadronj e 18 pezzi - in traprendo il 15 gennaio sotto gli ordini ciel tencn to generale Skobtlew 2° la marc ia sopra J\d1·ianopoli, cli rigendosì per Eskizara , Semenli-Tirnowa e l:lerma nli, e spingendo subito avanti i 3 reggimenti della 1• divisione dt cavalleria, per occupare coi medesimi Eskizara, Jenizara ,. i


\

376

DOPO IL f>ASSAGGlO DEI BALCANI

LA CA VALl.ERIA RUSS A

377

Presso la colonna Weliaminow (8 baLta.glioni , H p.czzi) Lrovavansi 12 squadroni, cioè la brigata cosRcch i .del Caucaso; presso la colonna Schuwalow (30 battagli on i, fi8 pezzi) Hl sq1,1adl'On i: la ::la brigala della 2" diY isione di cavalleria delln Guardia; la colonna Schilder-Scliuldner (6 battaglioni, 8 pezzi) non disponeva di alcun soklato di cavalleria; la colonna Kriidener (iH battaglion i, 58 pezzi) conLava .24, squadroni, ossia la , a e :t• brigata della 2• divisione di eavallerìa della (}uardia, . il 4° reggimento dragoni , 2 sotnie del 3/i-0 reggic0sacthi, e due solnie del 2,1° e 26° reggimento cosacchi. Oltre a queste co lonne, ernYi ancom quella del maggior generale Arnoldi,. il qua le avern sotLo i stwi comandi una brigata misLa della ,i-" divisione di ca\·alleria, ma d1e per il monrnnLo doveva rimanere a So ria; per modo che in totale erano a dispos izione del generale Gurko 48 squadroni . La loro miss ione ol Ire quella di cercare il contati.o col nemico consisteva principa lmente nel Lagliame la ritirata. D6po sette giorni di continue e fa ti cose marcie le varie colonne 1

f.

0

-O g:enerale Gurko entrò in Sofia il fi gennaio . Le not.izie raccolte into1:no al nemico davano per sicuro, che esso or:cupava la linea Petneewo-Mohowo nella valle di Tapolnica, con una parte delle sue Lruppe sul lct strada Sofia-Tatarbazardzik a guardia del passo fort.ificato nella portri di Trojano . Le operazioni quindi . nel generale G.~rko do:evano mirare ad ·impossessar;:;i della porta di 'Ì;rojano, ed a marciare nello stesso tempo sopra Tatarbazardzik. Cr11rko divise le sue I.ruppe in quattro colonne, le qua li dovevano il 6 gennaio raccogliersi nelle posizion i di Samakow , Yakarel , Mohowo e Ollukioj, e in t.raprendere quindi la divisata marcia. avanti . Vediamo il riparto della cavalleria fra queste colonne. punti princip,1li della ferro1•ia 'l'irnowa, Hern1 anli e f p,)nt.i sulla Marica. JI nia"gior .,0 _ nerale Strukow prende il comando della t• brigata della 1a. divisione di cavalleria· " · « "·• L. a. coIonna centralA al coma ndo del tenente gcnera :ci Gane tzki - compos''ta ,falla -2a. e. 3" d• )'IS1oue grana tieri (~'1 battaglioni e 96 peni) - lascia Gabrowa il 14 altra versa 1t p, u ccleramen te po.%ibi!e i lla lcaui, e si porta a Kazanlik e dintorni· ' : /'" ~a col,o~ nn di ~inis t,:a _al c.omand ,, ;Jel ge~erale di fnnteria TÌadet, kì, compo,ta d,,ll 8 co, po cl a, mata col 23 1cgg,mento cosacch,, prende .tutte le misure più enero ichc per .acce lerare traspo rto dell'al'liglieria e del treno sopra le mon tagne, si porta" per · Esk,zara e Ien ,za ra a Jamboli, e fii qui al'anza nell a v,il le ,lel l1l Tuuscha per W<1 kowo sopra Adl"iano poli. • La .sua àvangu.ardia, amne di raggiur,gcre celeremen te feniza ra e, se possibile, anche Jambol,, si mette LO marc.,a 11 11. « r 3 reggimenti dell'S" dil'iSione di cavalleria colla batteri;, i qual i sino a() ora furono addP.tt•. all'armata del ,rrincip~ c1·e,1itario, si r ioniscono presso Tirnowa e si po,· tano 3 .Tamboh per 11 passo eh .Tward,ca per ricong iungei·s i al loro corpo d'armata· , ., 7° La co lonna n.aucheggiante di sin istra , tenente generale Dellinsha~sen (I I• corpo d armata ~olla 13a dmswne d1 cavalleriaì, su pera i Balcan i per il passo cJi Twardica, · occu pa .s 1,ven e Jambol,, copre il fianco sinisfro e le re trovi<i dell 'armata , invia distac~amcnt1 a Ka sau e .K:Ji·.nabad, pattuglie a Aidos, e di qui cerca di collegarsi col genera le Z1mmermann. Spcd1ra moltre una scorreria a Durgas (sulla costa). q • Sino all'arr ivo in Ja~ boli delle truppe ciel generale Dclli nshau sen, il gen erale Radetzki lascern 111d1etro a guardia delle su o spallo il sco reggimento fantel'ia. ~ l 8 reggimenti della 24~ di:·isione di fa nteria, compiuto il trasporto dei prigionieri, se - gmranno al d1 là dei Balca ni, si raccoglieranno presso Sliven e Jamboli ed ivi passeranno agh ordini del generale Dellinshausen; "8• Per re nder e libere le truppe della 2na divisione fanteria 111• corpo d'armata), lo

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quali sino ad ora s tava no a guardia -cli Tirnowa facendo fronte a Kasan, sarà tratta avanti dalla strada Tirn owa Osmanbàzar par te cieli' 11• divis 'one di fanteria (11° corpo d·a,·-mata). Essa pure sar;1 ri mpiazzata a sua l'Ol la rtalla legiontl bulgnra, tostochè av rà ul timatQ il trasporto dei prigion ieri; ,. O• Per acco mpagnare i prigionicl'i fn tii presso Sc hipka da Kaza nlik a Tirnowa e Ca rovica (presso Sistowa) SOllO par tic olarmente destirwte lo truppe pos te su questa linea; « 10• A guardia della posizione del passo di Scbipka. a comanda nte della quale è nomi nato il maggiore ge'ne,·alc L"schkarew, e per l'ulteriore invio dell· artiglicria e del t,:eno attraverso il passo, sarann o collocate s pec iali truppe; · , I I• Tu tte le tru ppe ~hc ri mangonq al nord dei Balcani - eccetto quelle del tenen te generale Zimmermann - formano l'a rm ata dell'es t sotto il comando del principe ered itario, devono rrocedere ad un ·a tta.eco generale contro n ustsc hu k, Rasgrad, Eski Zuma e Osnianbazar. e avanzando l'ala destn occupare ,rnziw t.to Osmanbazar e, se possibile, anche Rasg1·ad . In ogni caso 1irocureranno di prendere saldo piede sulla linea fe1Toviaria · llus tschuk•Schumla; , 12° Le t,·uppe che s i trovano ancora sulla sponda sinis tra del Danubio, le quali pa· · :rimenti passano sotto gli ord ini del principe ereditario, appena sia possibile, debbono congiungei·si coi I.oro corpi che si trovano sull'altra riva, epperciò eventualmen te seguirli oltre i Dalc:;ni ad Adrianopoli; « 13° Il reparto d'armata dei basso Danubio. tenente generale Zim mermann, collo sue forze pl"incipali , muo ,•e all'attacco di Da1.a1·dsc hik, p~ocura ndo d'impadronil'si cli questo punto fortifica to, e poscia dopo aver distrut ta la li nea ferro ;iaria Rustschuk- Varna, spedisce un distaccamento a Prawadi, per collegarsi per mezzo di patt.uglie col tenente generale Dellinshausen nella direzione di Aiclos e Karnabad ; ,. 14.0 Dappertutto s.i prenderanno disposizio ni per assicurare le ret,·ovie mano ma no si. 2.va11za.

».


3i8

LA CA VALLEH IA R USSA

-del generale Gurko il 13 gennaio erano riunite presso Tatarbazardzik; ma dovunque .il nemico crasi a tempo ri tiraLo evitando il combattimento, lvi si potè sol.o _acquistare la certezia che Tatarbaianhik e_ra _debolmente ~c~upata e che il grosso delle trnppe turche eras1 diretto sop_ra Fd1ppopol i, dove Solimano paschà lo ·-aveva già preceduto per assumere il comando di tuLl.e ·le truppe che coli1 andavano raccogliendosi, L'azione della cavalleria in queste operazioni erasi .l imi lata a hen poco; presso la colonna Weljarninow la maggior parte di essi1 era addetLlt all'Dvanguardia, ma appena incontrato il nemico erasi arrestala in attesa della, prop1·ia fa nteria, nè aveva sn,put.o riti·ovare le ,- traccie delle truppe turche, allorchù fn constalato che le medesime eransi r it.i raté (,l) . · Presso la colonna Schuw,ilow il maggior generale conte de Bal'men_con ,J 2 squadroni e 6 pezzi erasi celeremente portato contro Tcht11nan, c~ella quale città erasi impadronito il 7 gennaio dopo aver?e resp1~to , comb~t.tendo a piedi, il nemico (a quanto pare un reggimento d1 cavallerrn e un baLtaglione) che .l'occupava, l i reo-,rimen t o ussan. G -rrodno .rnseguì i Turchi sino al fi ume Muti rnr. a<> . Il generale Balmen l"'.t~ase in JelHiman sino ali ' ,f ,J, nel qual g10rn~ ~vendo avuLo not1z.1a che il nemico aveva sgomb ra.Lo anche la pos1z1one della porta d·i Trojano decise di riprendere la marcia nella di rezione di Tata rbazarzik, ne'cui dintorni gi unse il '12, senza però trovar traccia del nemico . Pr~sso le colonne Shilder-Schuldner e Krudenèt· irnportDMissimo còrnp1to era sta to assegnato alla cavalleria. Mentre la fanteria avan(I) Ecco un breve riassunto ùc lle oper11zion i della colonna Welj,, min~w, li 6 genna10 pari\ da Solìa diretta, giu sta gli (lrdini di Gurko,. a Samakow, 0 ne llo ·s tesso g,orno giunse a Canl:i kli, con pu nto di c~va lleria sino a Ka lkowa . 11 7 l'avanguardia r.a ggiunse Kalkowa, ove venne informata che il nemico · occupava -sul suo fianco sini, tro con fanteria e cavalle,·ia Ka mud i. . L'8 a sera il g! osso Co l_gener.1le Welj am in,o w arrivò a Kalko wa, e avendo aYULO no • , ti~ia circa l;,?OO 11 0111101 con 2 ~ pezzi occupa vano la linea for ti ficata di N'o,·oseloS1rokoilol-Dragoç111 1mparti pel giorno seguen te le disposizio ni per l'attacco. Il 9 mfottr SI COmbaUè t utf.O il gior~O senza però che la lotta prendeS~C un carawcre ser,o, quando vers_o le 5 poro , uri parla meu tnrio turco rimise cop ia· di un dispaccio pervenu to ria <:ostantmopol,, nel· qualo affermav;1si esse,·e stata firmata un a sospensione . · dello es t lità . li genera i.a ie W~lja_minow fece in elTe tto sosp~ ndcre la pugna, e spedi ,un uflìciale a prende,·e gh ordini d, Gurko, se -no n che t'll do,·eue accor~ersi che i Turchi avevano sgombrato tutte le loro posizioni e.i cransi t ranquil lam ente 7-i tirati Yerso IJanja,

cho

DO P O IL PASSAGGIO DE! RALCAN{

37H

zava contro la posizione nemica cli Otlukioj, essa per Poibren da un lato e Koprivstica dall'altro doveva àggirarne i fianchi, ed impedire che le truppe turche ivi _s~anzìa:te si ~·itirass~r~ sopra Tatarba:-1.arclzi k; epperò, sebbene Lutti I rnovnnen t1 pres<:n tL1 , a_d 0 11 la delle difficoltà che ofi'riva, il terreno , fossero eseguiti colla m.assima puntualità, il nemico ebbe tutto l'agio cli compiere la sua ritirata che effeLt.uò in parte sopra Tatarbaza.riik, in parte sopra Filippopoli, Lo scopo principale adunque clli ·mirava il generale Gnrko di tagli.are I~ ritirata al nemico, era compiutam_enl~ 1~ancaLo. ~}urko però che frat.tant.o aveva. tJ1tte le sue tnq~pe_nunit~ mtorno.a f n.Larbazardzik, non perdè tempo per cleciclers1 e 11nmed1atarnente emanò le disposizioni per impt1dronirsi del la cittil. e proseguire l'inseguimento sull:t strada, cli Filippopoli. . Eccone ·1e principnl i : .,, , 1J) Krtidener avanza all'alba soprn Crnagol e Duga:nk1~J sulla st.rad11 Bazarclzik-Filippopoli per portarsi alle spalle del nemico . 2) La cavallerit1 che trovasi nei dintorni di Crnago_~(cioè la 1," e 3• brigata della cava!leric1 della Guardia, 2 squadrom d~I &,o e 2 clell' 8° dragoni, e 1'8° reggimento del .Don G·uarclia del Corpo colla ,16• hatleria a cavc1llo sotto i I comanclo clel nrnggior generale Klo t) avanw soprrt la ,;Lesr-i,~ strada, ~ tratliene il nemico rit~1.'~nt.esi si~10. all'arrivo clella. fantena. In pan tempo esplora verso F1lippopolt e Ceperlu e distrugge la ferrovia e il telegrafo che conducono a Filippopoli. · , . 3) La colonna Sch ildner marcia, avanti nello spazio compreso fra Serai e Maslakioj. · t) Sclrnwalow parte alle 7 dR Vosolu, e lasciando un ~e.bole reparto contro la fron t.e orientale, aggira il lato n~rd della c1tta. 5) Gli otto battagli oni d.i Schuwalow che si trovano presso Seik-Kns;li e Esek-Kas.i pa.ssano sotto gli ordini di Weljaminow (Simcin~), il quale si porta contro la fronte ~ucl ~i T~t:ir~)~zarclzik: Tutlavia queste disposizioni dovevano nusc1re mut1lt , perche nella nolte stessa del ,t 3 al 14 i Turchi, secondo il sistell)a adottato . da parecchi giorni, abbandonarono Ja ciuò. .. Sch~walow, il ~rimo che ne ebbe contezza, intraprese subito l'inseguimento, ed essendosi accertato che il nemico erasi portato al sud clella Marica non 1 esitò punto con tutte le sue Lruppe (8 battaglioni, 2 /! squadroni 1


380

LA CAVALLERIA RUSSA

DOPO IL PASSAtiGIO DEI BALCANI

della Guardia, 2 squadroni ussari, e 1/t sqnadrone ulani, e~. 11ezzi) di portarsi da Adakioj sulla sponda desLra del fìume, passandolo a guado sebbene vi fossero 5 a 6 gradi sotto zero . Frattanto la cavalleria della Guardia col generale Klot eras_i portala avanti sulla strada di Fi lippopoli, ma non trovando indizi del nemico, .aveva celeremente avanzato verso la cillit sopramenzionata, pre,mi la quale giunse nella. sera della stessa giorna.ta, dove prese posizione così ripartita: "4 squa.droni e i. pezzi della ·I" e 3° brigata della Guardia presso Koslekioj; 6 squadroni del 4° e,8° dragoni con ,2 pezzi presso Ali - Dermen ; 8 squadroni delln .2• hrigata della Guardia ( 1) presso Saridza. . Il 15, 1(i e 17 gennaio ebbero luogo i 1:ornbatLimenLi intorno a Filippopoli, ai quali la Gavalleria prese poca o nessuna parte. MerjLa Lultavia speciale menzione i I briJlanLe l'alto compiuto la sera .del 15 dal capilano Burago col sno squadrone di dragoni . TI capitano Widclern lo racconta ne'~eguenti term ini: « ll generaleGurko gli diede l'incarico di raggiungere per lanotle il bivacco del suo reggimen(o o di penel.rare nella parLedella ciLLi1 situala al sud delhL Marica. T. I capitano Burago scelse qu1pst'ultimo partito. Erano circa le 8 di sera, allorchè da Airnn li si mise in marcia. .lungo la sponda del fiume. A circa (i ch ilom. dalla cittò. losquadrone incontrò una massa di fuoch i, ma accertatosi che era sollanto un accampamento abbandonalo, prosegui a vanti al trouo, sino a che presso la città trovò un bivncco. Un posto di guardia turco venne preso , ma sul)ito dopo si consLatò che anche quel posLo era stato abbandonato dai Tnrchi. 'l'uLLavià poichè presso i fuochi si aggirava un grande numero di persone, i dragoni avanzarono a piedi. I dragoni non trovarono più oltre alcuno. Burago allora, mentre avviava una pal.Luglia ufficiale alla città, fece aumentare i fuochi dell'accampamento, per far credere al nemico che il bivacco fosge stato occupato dai Huss i con molte forze. AccertaLosi dall'ufficiale spedito avanti, che i Turchi avevano pur· sgombrato la citlà, e che occupavano solt.anlo la sLa:1,.ione della ferrovia, gli 80 dragoni, coi loro cantatori ayanLi, penetrarouo in "Fi1

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(1) La 2A brigata della 2a divisione della Guardia si riuni alle altre due brigate deJla divisione in questo giorno sotto le mura di Filippopoli, dopocbè ne era divisa da pa 1·ecc.h i mesi.

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lippopoli. Prim'a delle ·I'1 pom. essi spedirono a Gurko l'importante notizia della riLirala del nemico e dell'occupazione della città. Burago si avvicinò qui udi alla.stazione. Essa era divisa dalla città da un es Leso campo , rischiarato però compiutamenLe da una grande quantità di fuochi. SLrach~ facendo si scontrarono d11e Circassi. Giunti innan:ti alla ciLt.à i dragoni tutti appiedarono lasciando solo un cavaliere ogni 6 c·,avalli, e approlì.LLando di un l'osso cl1e cosleggiava la strada si avvicinarono al fabbr icai.o della stazi,rne sino a 600 passi . Di ClLli incomincir,,1·0110 il fuooo, cagionando un grande allarme intorno alla stazi@e. I dragoni furono accolli a fuci late, ma allorchè al grido di wrrà si preci pi t.i rono avanti e penetrarono nella stessa, i Turchi erano già fuggiti. 56 di e:;~i (a quanto pare feriLi), furono fatti prigionieri . Burago fece di nuovo montare a cavallo e far fuoco da cavallo nellrt direzione presa dal nemico, e I.Oslo lo fece inseguire da una palluglia, la quale constatò che la strada di Stanimaka era occupata dai Turchi. Inlìne furono collocate delle pattuglie intoruu alla stazione » . Noteremo ancor>a Llll impiego speciale che venne fatLo della cavalleria, mentre ferveva la lotfa intorno a Filippopoli, e cioè che parecchi squadroni servirono pel trasporlo della fanLeria al di là del fiume; nel che resero veramente un importante e vantaggioso servi:1,io. Fino però dal maLtiuo del 17 gennaio Crurko aveva ordinato che la Irrigata dragoni (4° e 8° dragoni) e la cavalleria del generale Skobelew 1° (9° dragoni e 30° cosacchi), in totale 118 squadroni, si dirigessero da SLanimaka ver:;o est sulla linea cli ritirata di Soliniano . Nel fatLo quesLa cavalleria, posta tutta sotto gli ordini del generale Skobelew ·l O non si mosse, e la sera del 11'i trova.vasi ancora a Pasa-Mahale presso l'ala sinistra della fanteria. 'l'uwwia il comandante del IX. corpo d'armata, tenente generale Swjetschin, che a\'eva assunlo il comando di tutte le truppe siLuate al sud di Filippopoli, comprese subito i vantaggi che potevansi trarre da nn proot,1 in~egni mento colla ca valleria, e nel mentre ordinava un movimento aggirante cli tutta l'ala ,;in i,:;ì.ra nella dire:1,ione di Stanisnaka, prescriveva a Skobelew 1° che col /~ 0 , 8° e 9° dragoni e 7 sotnie cli cosacchi avanzasse verso Kasimkioj, e nel caso d1e Stanimaka fosse g~a stato abbandonato ma.rciasse sopra Ketenlik. 1

ANNO XXIV , VOI•. lV .

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38~

Ma questa mossa fu intrapresa dal generale Skohelew 1 ° senr,a alcuna energia, e sebbene fosse parecch ie volte soilecitàlo dal generale Swjetschin , con ordini , scritti e con ordini verbali portati da ufficitd i, di affrettare lfl sua marcia e a non arresi.arsi , ciò nonostante non ra/.{giunse mai le truppe tnrche. Solame11te il 30° cosa.echi sorprese il mal.Lino del 19 presso Karadmlar un accampamento di artiglie,·ia. La fauteri,1 che le era ni :.ìCOrl.a fuggi, rliguis,1chi1 i cosai:ch i senza :;offrire alcuna perdita poterono impadronirsi di ,W cannoni e di un grande numero di carri, e poco dopo di altri .J2 cannoni nell'u lteriore inseguimento. Asinistra po i della. c,tv,Lllcria del genel'ale Skobelew la 2° divisione della caval leria. della Guardia erFtsi portata ad Haskio,i, dove giunse il H}, e potè consl,ttare che gli avanzi delle trnppe di Soli mano eransi diretLi per la n ille dell' Arda. verso ,1estan lye. ln conclusione pertanto, mentrf. sarebbe forse staio non difficile di 1.agl iare ogni rilirata. alle truppe turch e, Sol imano 1n"ciit era ri11.scito a condurre a termi ne la sua ritirala, saer·ilicanclo soltanto i canuoni che erano cli serio imbara1.1.o per qLLell e strade diffie.i li e montagrH>:-;e, e che di troppo avrebbero ritardatlt la lTiiLrcia delle alLre truppe. La cavalleria russa, adunque, ad onta clella sua incontrastabile abilità era giunla. dappertutto troppo tard i, <'· non aveva consegu ito alcun ,·i sullalo. Assodalo qnindi, clie orm ai era impMsihile di impedire la riLir,tla di Solimano , Gnrk.o p en:;ò a marciare sopra Adrianopoli , e però, affin e di tener dietro a.Il~ mosse cli Solimano, pres(~risse: che il generale Tsch erewin colla brigata cosacchi del C,tuc,1so si portasse da Stan imaka. verso il sud, e cioè per Narecen al.traverso il Oespotodagh :L Giimuldsch ina ; che il generale Tschernosuuow col 30° cosacchi, il 9° dragoni e '2 pe1.zi a cavallo da Karadzalar marciasse sopra )festanly , t~ioè avanzasse nella direzione in cui il generale Skohelew ,1° aveva perduto il conlatto con le colonne di Solimano . Ci pare prez:w dell'opera di . rendere particolareggiato conto di queste due brilhtnti scorrerie; e perciò le riportiamo qui letteralmente d,tll'opera del capitano Widdern. « 8co·rreria del generale Tscherewin contro la costa e!Jea. -

DOPO IL PA S :SAGGIO UEI UALC.1Nl

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Tscherewin di;5poneva sollant.o cli otto sotnie, poichè le altre quattro della sua brigata erano sfate lasciate al eomando generale di Vilippopo!i. Nella sua marcia egl i rimontò la vali~ di l ':,chepeli p;:r il passo dello stesso nom e, nella immediata vicinanza del qua le i monti si elevano ad est a 7000 piedi, e ad ove;;[. sino a 6000 sopra il mare. Il genernle partì da Stani nrn.ka il ·z l gennai o, e nella ,;era. dell o stesso giorno giunse :;oltanto sino a l3akowo. Cam1;ninando sopra un sentiero di montagna, per uno e conducendo a mano i cavai] i, i eosacch i avevano ,-ap11Lo vincere difficoltà t!'og!li sorta che pre:,eutava il terreno della stradn percor,;a. Allorchè dopo lftiesta marcia di soli 10 chilometri la punLn raggiunse Bakowo, la rcfroguarclia non av eva aneora lasciri 11r Stanimaka. Nelle ulteriori milrcie la. strad,1 eru an cora più erta e piu diHìcil P. [? m Narecen e Pawlisko undici cavalli caddero nei precip izi, . e non fu pos,;i hil e di salvarli. La briga la enlrò il 26 iu Pawli~ko. (< Seai ndo le nutizi e degli anit,anti, nella ritiritl,L generale di So limano, ,ina co lon na di fanteria rnn canlloni da campagon erasi di rella a Tscli epeli . Avviatos i il '27 a quella volla, il generale Tscl1erewin durante lo. 111arcia venne sorprc;;o da Llllcl bnfera tli neve così forte, chn i B11 lga1·i, i qw1li facev,tno da gu ida, rifinlarnno il loro serv izi o, e fu ginw l'orza ri tornare ind.ieLro a Pawl i,;ko . Allorchè il 28 i co:;acd1i ri presero la marcia trovarono sulla strada tali anmwssi di neve, ch e si videro ohhlig,1Li di :;pa:i:zarla via per poter a.1'anz,u·e. Essi trovarono pure i primi iudizi della vicina11za del nemico, cioè i cadaveri cli alcuni soldati turchi morti per gelo. Ouc chilometri prima di Tschepcl i (il pa:-so ha un'altezza di 1300 metr i) si scontrò un distaccamento di fanteri,t nemica, che difendev a una · sLrada inr.a::-sata. li generale foce appiedare i suoi cosacchi per il combatti.mento a piedi , ·e(l avan;,,are contro i due rìanchi. Il nernii.:.o si ritirò subito su l vit la.ggio, ma raggiunto dai co::;acc hi percleLl.e ()H prigionieri e r:i rca '100 mÒrti. {( li 29 proseguendo la marcia, Tscherewin incontrò seria resistenza presso Tsckataka; lutLavia, so[rendo una perdita cli cinque cosacchi feriti e dì nove cavalli morli, fece ,1,J,j prigionieri . In Tsc.halaka. il genernle ebbe la noLi;,,ia che Adrianopoli era caduta nelle mun i russe . Il reparto nemico che clina.nzi a lui andava riti~


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LA CAVALLERIA R~SSA -

OOPO IL PASSAGGIO DEI BALCANI

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randosi doveva. avere una fon.a di tre ha i.taglioni, e c.irca ~5.000 uomini ernnsi accolti p resso Iskerki, e20,000 pressoGumuldsch ina. li genera le divi:;ò ora di spingere l'inseguimento il più lontano possibile e po,cia di volgersi all'est per pre11dert' nuovamente il coritallo colla sua ar111al;1 . << Nell.i nol Le de.I :-.H) alcuni fuggiaschi bulgari ri fe rirono, chn 2000 cavalieri lurr..hi ~corazzavano da Gumuld:,china verso Arlakioj e Oaredere. E poir,l1è la strada che dnlla cosLa conduce ad Haskioj atLraver»a quesl' 11lti mo villaggio (Daredere). Tsr.herewin inviò il :10 òne sotnie eonlro Oaredere per stabi lirvisi, e ~pedi forti pa.l.luglie a f'aschmakly. TsmilaH 0 Palasa, per l\tr sen i.ire dapperlnU.o la sua presenza. Lasr.iando poi indietro in T,;chataka i cavalli compiutamente sfi nii.i, cogli al tri - circa 400 candii pur es~i a.ffal.Lo :;I.anell i - il generale si di resse a Palnsa . presi;o il quale villaggio egli rag. giunse quella slessa rolonna di fn nteria, ohe giit aveva insegui In ,;ino alluni; la atlaccò ron cosacclJi nppiedali, la respinse e poi l'in-.,eguì a cavallo. Cirra '.300 (?) Turchi furono qui uccisi; gli altri fuggirono getlando:3i alla 111ontngua. Un reparto di cosacchi sped itogli dietro verso l'asr.hawik, fu ivi accollo da fuoco di fu cileria clte parliva d:i una cn_sa. « Tuili i difensori del la rnedo;;i ma ru runo uccisi, 11011 fu fallo alcun prigioniero 11. Le perdile :-.alirono a dut: morli. due feriti e ~elle cavalli. « Il wo~so del la brigala - se cosi si può chiamare quelln schiera di cavalieri - era frauanlo rimasto presso Palasa e P aschawik n nel maLti no segueuLesi portò a Dal"odere, clteera slalo<H~t:11p,tlo il giorno anlecedonle dnlle due sotnie dis1acca1e. Dopo una marcia di più che 50 chi lometri, r dura111r la strada clopo essere ,;t.al.o nuova1nenLn molestato da allra buft:r.1 di 11l:ve. Tsclierewin vi erllrò all'una di 11otle. Anche t111i dopo una n1valcata <li sell<' gior11i auravnr,;o i rnon!i non cont·essr riJio,;o agli slanclti cavalli ed ai su lclali, e il :-\O si porlò a A<lakioj, <lovf' però 11011 tmvò i ec1,·aliori turchi clic secondo le riuti;1,ie dei Bulgari ,tva.nzavnno conLro di lu i. Per con Lro " dell'armata di Solimano il 2!1 si erano poi.e sa.pori> che gli avan;1,i messi in mori men lo da Gumulcl~rhina prr Iskere pc>r aspellare. snllr crn\Le d'e:;~ere imbarcai.i per Gall ipoli. « Tscherewin allora per Arlnntkioj ritornò indietro per congiung('rsi ,d ia propria armala. e il 7 febbraio entrò in Demotica >).

Sco·rrerici del generale Tschernosubow cont-ro la costa egea . ·Tsdiernosuhow rimase colla sua brigala sino al ·1° febbraio nei din torni di Karadzalar, cioé :;ino al morn enLo in cui la 1nussa delle truppe russe, 11ella sua marr.ia avanti, arn,a ollrepassalo Adriunopoli. Oa quell.t localiltt egli spiniiC giornalmente [orli pattuglie e :-;otni e ·uPlle vir inanze di Gubrn wa, che era ancora occupala d:i a lr1111i reparti di ,;oldati Lurchi lasciali coli1 da Sol imano, oppurt> rhe volevano ivi c;onlinuare per prnprio conlo la piccola g11 erra , n che Lrorarnno appoggio pre~so la popolazione armala la qnall· abita va i num eros i v illaggi rnaornellani situali fra l~al,ro \1 ,1 e Meslanli. [ dintorn i della media valle clcll' Arcla lanlo al nord l{Ua11Lo al sud si elevano nei punti più alLi presso !;1 :-Lrnda 1:a.hrowa.-MesLanli non al di sopra di '~000 piedi su l mare; le vi1' di eo rnuni ca;1, ione però sono assai ,·ali iYe e La gliale da moli i e profonrli torrenti . Dopo che ri1tsd ,ul 1tna sotnitt del :l0° r:osacchi e ad trno sqt1adronc del 9° drngoui <li rrsp ingcrc un distaccamento tu rco da Ku:;ch,tlilar e di stahilini:;i , T:;;chern t•,mbow n1a.rri.-, ava.11Li il :? febbra io sino a Cabrowa. !'.o là pure era:;i rlirelLo un ulliciale dello :;Lato nnrr" iMt> d<>I n•1 e11erale Gur-ko chi A.d1·ianopol i, il tptalr anror prima . t. n o clell'armisLizi o porl.av:t l' orrlin e al generale di inviare indietro ad Adrianopoli , i suo i pez;1,i a ca,·alln , a, ulo riguardo, per la sua ulteri ore avanzat.t sopr.1 ."\l eslanlj , ,d le caLLivc si.rade dei diTtLorni e al. carallPrC del la sua miss ione di ilg ire 1·nme scorreria di parlilo . QM ll'uHìcia.le di :-Lato mn;4gi11re a, cva trornto i1t Haskioj una paltuglia di Tseherno:-llhow dircila nel Adri;11 1opoli. e clall,l :-.le:;sa aveva appreso die il ge11erale intendeva porL;1r::i a Gahrnwa. ~gl i pen·.iò si di re~se a G;Ll)rowa, ma nel gilll"no :w vi l'tl at:collu enn f;1111:o di fllcilt'ria e pcrnollò in Eskikioj, dopo d1c ehhe lrornto 01:e upalo dal nemico anclre Sarni e. Nrl giorno segue1 1t e arnva ngualmenl L'. dovuto Lornare iudieLro nella stessa loca li Lit per passare la notle, poichè Gabrowa era sempre orcupa.ta dal nemico e cio1' da due compaguie e 40 cavalieri. La marcia il vanti di T,-chernos1tbow aveva inrìn e obbli 11ati i Turch i ad abbandonare le vicinanze di Gahrowa. TI 3 o . 3 febhhiu il generale con r-.inqu.e so Lnie e mc;1,zo del 80" cosacd11 e .' squadroni e mezzo del 9° rln1.goni contin11ò la marcia sopra Mei;LanlJ. L' ufficiale di stato maggiore del comando dell'armata si congiunse a lui , e dopo a,·er supera to parecchie alture coperte da alta neve si

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LA CAVALLER I A RUSSA

giunse verso le 5 di sera a Kirdschali. Strada facendo in parecchi poni.i abitanti arma ti e soldaLi dispersi, parecchi dei quali furono presi, fecero fuo co addosso all a colonna. Si ricono~cevano·lc traccie della ritir ata di Sol imano pa,-ciit dai .proiettili dei cannon i da rnontagn:t che erano stati gettati via. Il /4. febb raio un rneuo :;quadrone di dragon i f11 spedito 11111 "0 l'Arda a.d Adrian opoli ; Tschern osubow per contro r,ol gro;-so deiÌa brigala passò l'Arda a nuoto , pnicl1è\ es~a er-<1 a~:;ai ingrossala wir le molte pioggie. Tosto dopo il pas:-;aggio del fiume i cavalier i ru:';si si scontrnrono in alcun i b:ischi-bowk ed in un 1'ep,u·l.o di f',rnleria regolare, i qua li ,;p,1ra1·ono contro la fronl<' rd arnbedtIE' i Jinnch i. Le strette si.rad e non perrneLtevn no ;1 I ge11<wale nè di spieg:1rsi 11ò di avanzarn celererrwn!.e; parecchie vo lte invectì fu r,o;;t.reti~ (l i arrestal'si (] i.gu isa che no11 giu n~e in Menstanlj se non alle /i. <li sr:ra , dove contrn ogni aspettativa non trovò resistenza. Le ul tim e r.r11 ppe cli Solimano avevano dn lungo tempo abbandona.I.a quest:n r,iW1 , e i disL,tccamenti elrn ,:;i erano insegni ti r.ran~i l'it.irati V<-\rso il snd e a Da.rèdeni. Nella noli.e s!c,;s;t alcnne pattuglie conti11111u·ono ad in~r.guirle. Alla ;;otniadiret.la a Pnsc:.i1iljar riusci pre:;,;o Kolfali di auaccare alcun i hasclti -bmmk e di cattnrare gli agenti delle i,npo"lf~ ri i Mestanlj con le t:nsse. « DisLrnlLc le nrni i trovai.(~ in Mestanlj Tscherno,;uhow :ivanzò sopra CT-nmuldschina , dove arrivò il , febbra io seuza rivere incontl'ato per strada resistenza aleuna.. J dintorn i al nord di questa Inca.lit~ erano giù :-;Ln.ti spaventati dalla nwccit1 della brigal ~L co,;ar.c·.lii del Cauca,;o . In G·nmnlcbch ina, cilth clove co11du1:evnno 1utte le lraccie di So linrn.110, aspettarn:;i urM grande opposizione. Il ;.!Cnerale perciò a'.{ ch ilometri da ll a cittit si arrestò e vi spedì l'ufficiale di sfato maggiore con un trombetti ere e Ire ,;osa.ech i per invii.are le aul.ori Là ad una vo lontaria sottomiss ione c.d a rendersi rm~s;;o il nemico . Allo rchè i r~inqne ca.valieri comparvero nella cill.i1 . trovarono ncll ii. corte del palazzo c!el Governo una guardia <l i circa , i O uom ini a piedi e di allret!.ant.i a cava llo. i quali er:ino tani.o :;paventa ti per l' improvvisa comparsa dei llus,;i qua.n.to le auLoriuì. Quns l.e 111 1.irne si d ichia.rarono pronte a sommin isi.rari.'\ volonlariamcIHe viveri e foraggi per la brigala, per il che Tschcrnosubow vi entrò con la :;tes~a , dopo elle l:t guard ia turca era stata disa rmata.

DOPO IL PASSAGG IO DEI BALCANI

« In seguito al dispaccio arrivalo nello stesso giorno intorno alla conclusione clell'armistizio (firmato già da. otto giorni) il generale ritornò indieLro nel giorno seguente nella valle dell'Arda, dove, secondo gli ordin i avuti, i suoi reggimenti dovevano JJrendere gli accant.onamenli )> . Come apparisce chiaramente anche dal somma.rio racconto che ahhiam fa.Lto di 4u esle operaz,inu i. la cavalleria nella marcia dell'armata del gerÌeral e Garko cla. Sofia e Filippopoli era slala incaricata di una parle assai ri levante. Tuu.avia, sebbene non si possano rneue·re in dubbio gli sfo rii fatti sia dai genera.li siH dai cavalieri russi, ò giuocoforza conven ire ch e i ,-uccessi riportali furono di ben poca enr.iLà. Effetti vamente noi abb iamo veduto che in questa marcia, dnrant.e lfl quale la cavalleria era sLata incombenzaLa del còmpito principa le, e cioè che da. essa aspettitvasi fo::;se in grado di metLersi in cnnta.tr.o eollc t.rnppc\ nernielte, di Ll'aUenerle sino al sopraggi11ngere della propria fanter ia e cli e<)adiuvare in particolar modo a tagliare ali' avversari o lr linee di riti rnt.a, e,;sa non raggiunse mai lo scopo p1·efissosi. A nostro a.vviso non ci sembra si pos,a farn e gra.n~le appunto alla cavalleria, e forse, se rosse stata pi1ì convenientemente ripartita e ie fos;;e stato indicato in modo più preciso il stu> obbiettivo, crediamo che le cose aHebbero procedute ben diversamente. Il còmpito principale spetta va indubbiamente a.Ila cavalleria. delle colonne Wdjaminow e Sch uwalow; ma des,;e non disponevano in totale che di ditesn le brignte. Il grosso della cavall eria, per c;ontro, · tronvasi presso la colonna del generale Krùdene1·, ia qnale come sappiamo cto,-eva agire inl.iernmente ~opra terreno montagnoso. Non sarebbe stato più convenien te di riunire una gro:-sa. ma:.;sa di cavalleria pre;;w la col(\nna che per ~amakow percorrendo il grande stradale tendeva dritto a Tntnrbaz.i rdzik, e quindi che riusciva alle spalle delle posizioni Lut.Lora occupnt.e dal nemico'? o·a ltra parte quando vuolsi ripromeuere dalla cavalleria un energico inseguimento non è r,ert.o conven iente, a,;trazion fatta anche dalla forza della medesima. dì legarla ai movimenti della propria fan teria; la sua azione in tale gtLisa ne resi.a oltremodo inGeppata ed è sommamente difficile di_ottenere fa vorevoli risulta.ti. Quantunque


LA CAVALLERIA RUSSA

DOPO Il. P A$$1\GG!O Dt::I l:l ALCAN(

non si possa dire che la cavalleria sia stata male impiegato, perchè nel fallo essa precedeva le colonne della fanteria o manovrava. Hti suoi fia~chi, pur tuttavia ci ~embra la si considerasse e la si impiegas::;e pn11.tosto come cavallen a divi~ionale, anzichè come masse di c~v_all~ria indi1·~ndenti. Nel fatto, durante tutta la campagna le div1s1on1 russe di' cavalleria non agirono mai riunite; nna brigala era co~rnndata _di ~ua, un reggimento di là; di guisa che ogn iqualvol!.a si volle nunire una grossa forza dell'arma , si 111 isero in,-ieme quasi sempre brigate e reggi1110nti cli varie divisioni. È evidente lo sparpagliamento che deri vava da questo sistema; e ci sembra inutile di dimostrarn e i gravi inconven ienti, poich è appaiono da. se stessi. Fatto ò che, colla caduta cli .Plevnn vinta quasi totalmente la resistenza dei Turch i, era ovvio trattarsi piuuoslo di una marria sopra Costantinopoli anzid1è di un serio contlitto; e pa,,sati i Bal cani,_se la cavalleria fo s&e stata riunita in grosse masse con un propor1.ionato numero di artiglieria. a cavallo e sostenuta all'indiNro d~ ~m'. lche divisi~~e di fanletia, è per noi assni dubhìo sr le truppe di Sol, ffièlno pasc,a a l'l'ebbero pot11lo ritirarsi, come fec ero. ,enza alcuna perdita e senza diflìco llà ('I). E no i in:; istiamo sopra questo punto perd1è Lro,,iamo che in generale si fec1° precisamente l'opposto di quello che :; i avrebbe dovuto lare e cioè: che durante le operazioni strategiche si d11rr1 va l'a,tica a spingere risolutamente tn;anti le clivisioni di cavalleria., i~ofando le compiutamente daUe colon ne di fanter ia; e che invece :-ul c~mpo il i batlagli a si lasciavano agire per proprio conto, mentre su d, esso avrebbero dovuto regolare i loro movimenti sopra quPlli della fanteria e manovrare in pieno accordo colla medesima.

(I; _Lo stesso genern le Gurko riprnmettev,isi dalla ca ,·alleria , spec ie negli insr<>uimcnti, maggJOl'l successi. Nel suo l'AJ)POrto inrorn o .il passaggio clei Balcani, cosl s i esprimo: ~ Debbo confessare che . l' iosegoimBmo eseguilo il J" ,. 2 gennaio non si compié como ro a ve,•a voluto. G111sta ,1 mrn desiderio la co lonn a del generale nandeville. passa lo 10 mon wgrw dove va ava nzare sopra Fetricevo e tagliare la ri Urnta ai Tu rchi. Jnolt.re ~ brigate deHa cavalleri<1 della Guardia avevano avuto J'inca ,·ico cli vol., ers i da cerkcskioj soprn Smowko J)~r attacca re .'I neni,co alle spalle o sui fi anchi. Questa manovra pero non. fu esegu ita . E Jle~ò m_est rcri no tare, in primo luogo: che fra mc e il generalo Dandevrll e non er~ poss rb1le ct, comunicare che per i;rrancli '' Ìl'i. di ouisa che t utto lo noliiie e gli ordin i giungevano sem pre in ri tnrdo; e sec;ndaria;e,11,e c~ie la cavalleria trovò in quel ter'.·eno :mon tagnoso difficoltà cosi grand i, che essa a<I onta di tutti gli sforzi r~W non potu ma, sp:egars, uè le fu mai possibile cli compiere la missione affirlar.ale •. 0

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Oli.re a ciò havvi sempre l'a!Lro grave inconveniente dello sparpagliamento dell e fo rr.e, e questo sia nelle marcie sia nei combattimenti, sicchè non è a mara.v igliarsi se clurantc tuLta la campagna i cavali Mi rus;:;i non ottennero quasi mai importanti successi. Dopo la presa di Fil ippopoli il concetto che inspirò l' impiego .clellacavalleria, Lluello cioò di gettarla sull.e retrovie rlell'aV\'er~ario, era eerta1uente giu;;tissimo; ma anche qu i l'e::;ito non 1:orri~pose all'aspettativa. I l comandante del IX corpo d'armata in. particolar modo aveva impartito al generale Slrnbelew 11° ordini perentori e pressanti per l'inseguimen to; ma ad onta cli ciò si pLtò muovere al genera.le Skobelew ·I O ' l'appunto d' essere se1np1·e. 9iunto troppo . tarli,,; , l'appunto cioè pii.t grave che si possa fare ad un generale di cavalleria. Non perderemo LJlli inutili pal'ole per dimostrare l'enorme differenza che pa:-sa l'ra gl i inseguimenti die furono eo mpi nti dnlla cavall eria di Mural, e quell i intrapresi i11q:iLesLn cnrnpagna dai ea va lieri rus:;i; tul.tav ia ricorclcrerno d1e :.;e nel 1870 ,rnc:he la cavalleria tedesca lasciò rnollo 11 desiderare circa gli insegnimenti non incorse però mai nell 'errore comnwsso dai llus,;i di riparlin~ tutta la cavalleria l'rn le colonne di fanteria e che anzi con ogn i sforzo si adoperò i,weee per ,nanlencre sempre unite le di visioni a citrnllo. E qui gioverà o,;servare che i Russi furono f'orse tratti n.d adottare questo ,,istcma per iI motivo che le div ision i di fanteri,1 non avevano alcun reparto di 1:a vallerit1. Nnn staremo qui a sollevare la questione clella cavall eria divisionale; in effetti o pre5so le clivi,,ioni di fanteria o pres$o i c.nrpi d'ar111 ata è incontestabile essere nece:-;~ari<, ~in.vi LITl/l certa forza di cnvallcria. Ora che awideva pre::~o ·i Russi~ Le divi:.; inn i di fanteria non ,1vevan11 la loro l:avall eria; i corpi d'armata avevano in vero ciascuno una divisione cl i c:iva lleria, ma poich.c queste division i a ,·ava llo i'urono qnas i sempr~ ari.operale nel servizio di esp lorazione, nelle .scorrerie ecc ., e conseguentemen te furon o toll.e :il comando del corpo d'armata, non sarebbe rimasto presso la· l'anteria alcun cavaliere ove non si fosse ricorso al ripiego di distaccare presso la medesima ora (JLtesto ora altro reggi mento, oppure di ripartire i reggimenti delle division i cli ea.valleria fra le varie colonne di fanteria come nelle operazion i che stiamo esami - · .nanclo . 1,: a nostro avviso fu appunto quesla ripartizione della ca-


:rno

I.A CA V,\LLEHIA RUSS/\

valleria fra le grandi unità dell'esercito che esercitò una perniciosa inlluenza sui suo impiego. Ma andiamo avanti . Abbiamo poi le sco1Terie slale eseguite dai generali Tscli erewin e Tschcrnosabow verso il Ma r l~geo, nelle quali il caval iere r 11sso dir11o;;Lrò ancora 11na volta la prontUt sua coWtnia nel sopporl:1re ogu i ~orta di fatiche e il ::-no v,ilore; · cl i guisa d1e cr11.este ,:;r.:mTnr·ie dehbonsi annoverare fra i più bei fai.ti compi1tt.i dalla ca val leria io quella (;ampagna. Ci si perrnetLano però due parnle intorno alle medesime. Certamenle il cavaliere ru$:-O annato wmc era di un hnon mosch etto era in grnòo di di,; iinpegnare tutte le rn is"ioni di si mil genere; t11Ll.rwia r:redesi egl i proprio sia giu,,to d'inviare la cava lleria sulle montagne, sopra .slret,l.i sen tieri dove un pic(:ol 1H1mer·o di nemici deci:-; i ad nn,t sei·i,t re,,isten7.n potl'c bhe prod11rre una catastrofe? .Per noi non r'lia dub bio che il solda l.o di c,1valleria non potrit mai eo mbatLere a piedi efficacern1m1 n wnLro la fonleria; e per Giò r10n sapp iamo appro vare l'i mpiego dell'al'lna a ca\ allo sopra terreni eosì a lei sfavo!'e voli. Arn1niriamo qu indi queste :-i'. orrerie, m,1 non eredinino si p:Jssano suggerire a modello. poichb. :;o qualc1ma di esse può riuscire, altrr invece potrehhero incontrare la sorte più tri ste. Rieonleremo infine il brillante fatto compiuto dal capiLanu Burago eh e co n soli 80 :-oldati seppe impadronirsi della sta7.iorie di Filippopoli: fatto elrn dimo,-tra ancora ima voHa quanlo pos:;a fal'l'l una cavalleria abi lmente e audac(~menle comandala.

IL

Passiamo ora alla mareia sopra. Adrianopoli e In capi~ale tur1·.a dell'aru1ata pl'in cipale comandata dal granduca.Nicolò. Come si r ileva dalle direttive del eomrtn.daute in capo da no i ri portate a pag. 3ì15 la (orza di carnllef'i a addetta alle singole eolorwc dirette sopra Adrianopoli era debo lissima; essa cioù non contava che 20 squadroni sopra 76 battaglioni di fanter ia, e precisamen te

J)()PCJ IL PASSA GGl(J DEI BALCANI

squadroni (3 rcggiment.i cle_lla 1• divis ione di cavalle~ia) pres<:.o la colonna del tenente generale Skobelew 2°; e 8 squadron 1 (23° reg. gimento cosacchi , I snlnin dél 2,1° ecl ·I clel 26° cosacchi) pre.,-so la colonna del tenente generale Radetzki. . ,' l i còmp ito prineipale toccò al maggior generale . 8Lrukc!w. coi ,I reggimen ti della ,p divisione di cavalleria sopr,1 r1cordat1 , 1 qnal1 forma vano [a punta (lcl ['~tva!lgua rdia del la colonn:1 Skobelew . [n omaggio alla verità è d'uopo con!'essare ch'<~ssi ladnpernro'.10 assai urillantemerHP per di,;irnpegnare Jamis;;ioue n.vu la, r. ehe diedero pro va non ,-o lo di a.h ili ti1 rnn antl1 e di 11n,1 infaticabil ilh verame11le dngrn1 di menzionr . . , ., Giil sin dal ·I:~ gennaio il gèuernl e Struknw occupo Esk r-Zar:i, e il H si 1lires:;e col ·1° drngon i a Se imenli (i>'.1 cltilometri), mentre in viò il 1° ulani n .leni-Zara, e il ·1° co~acchi n Cirpan (:37 ch ilometri) . Compreso poi dell' i1npo rtanza. di raggiungere in br~v~ tempo la linea .fo rTrwinritt Filippnpo li-Adrianopoli t1d 1rnp,u!ronn·s1 di Ti rnowa, p1tnlo ferrov iario importante, il_,Hi spedi varie r1'.:ogni7.ioni co ll'inr:ru·i,,o ili clistruggr!'e, :-;e poss1ht!e, 111 va1:1 !Jn~Lr bt del.I.a ferrov ia e lii avanzarn si no a Tirnow.i. Nella nott.e mlatt1 rlel 15 ri11sci. ad alcune pal.tugl ic d'i nterrompere la fe rrnv ia erl il Leleurnfo 1rn1 i due squadroni che a1' e va no marcialo sopra Tirnowa o , I. trovarono '!:1 l'crrovia ed il villaggio occ11pal i e fnrono :1cco t1 da viva fneil 1;1·i:1 , di guisa che dovettero r iti rarsi. Nel rnaLLino seguente lo stt's~o Strnkow si poi'lò al loro ~occorso con altri due :c;qnnd roni: ma non potè octnpare lu. sLaz1on~. se non _dop<'. hreve comhallimento so..;lern1L11 da.i dragoni a p1ed1. li ne1111eo s1 volse in foga e rn iu~eg11ito da uno :;q11a.<lrnne nella dir:ezi~ne d'. lforinanli . Oltre ag-li a1Jparecch i telegnifici e ad ak11n1 d1spncc1 caddero nell e man i clei caval inri l'llssi 7 cannoni Kn1pp ch'erano st.iti abhandonat.i , e ri11sr·ì lo!'o di i-a lvare il poni.e della ferrov ia !ipegncndo pron tarnente iI fuoco eh 'erngli stalo app!c<~,: to 1lai '~:1rchi. Nello si.esso giorno po i il reggimento 'coi>acd11 1ov1:1to a U~·pan, nelle vicinanze di cptesl,t ei1.ti1 ~' impad ronì di un convoglio d1 200 carri, -1000 buoi e :100 pecore facendo 8 prigion ieri. St.;·ukow che, co1ne ·a bbiarno veduto , erasi rf)Calo il H> a Tirnowa yi rirna~e $ino olla St: ra del dì seguente, nel quale si cliresse sopra' Hermanli per impossessarsene di sorpre,a. Anche questo ,t2


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LA CA V A l,LF:R I A !HJSSA

co lpo di mono gli ri uscì compiutamente. Approfitta ndo dell'oscurità della notte 8trukow ir t'llppe nella città coi suoi uomini appiedati, e dopo hreve lolta cogli abitanti ai'rnati se ne rese padrone, avendo solo a lamen tare la perdi ta. di 2 rno1ti e di 8 fer iti. Il 11 '. iniziò àecisamente !a marcia sopra Adrianopoli e rngginnse ' nella giornata Mustafa- Pasa dopo aver resp in Lo nlc11 ni haschi-howk, e il ,19 occupò Cinnan a 2o ch ilom. da Adria110poli. Durante questa marcia. della n1Yn lleria nel gener11 le Strn Jrnw anc_he i cavnlieri della colonna Radetzk i non erano rimnsli inoperosi, e precedendo ogno ra le colonne della fanteria a.vev.1 110 successivamente occupato Esk i-Zara, .fcni-Zarn e fìnn lmente .farnboli dove arrivò il 17 il '23° reggimen to cosacd1ì. Il 20 ge.nnnin pertanto il gr:indnca Nicolò polè rormar,-i il conr:;ett.o non essere difficile d'i mpadronirsi di \ drianopo li, e per eiò, seb bene :::in dn l giorno antecedente ( 19) inviai.i l1trch i fosse ro arrivnti pre;;;;o il suo quartier generale in Kasanlik per· intavo lare traltry ti ve cl i p,1cc e (:oncludere 11 n armistizio, egli ,-timò cnnven iente rii prolungare le Lra,ttative, afline rl i avere il l.t~mpo nece~snrio per ocr:;npare quelln r. il:til. A quest'uopo fn raccomaudato al generale Stru.kow di accelerare ·1a sua marcia, e poichè i ,J2 squaclroni da lni comandali non sembravano ,rnOìc i,~nti , venn e ordinnto al generale Curko di di ri"ere la 2° divisione di cavalleria della (}urmli11 eia lni dipendente siprn. Adri ano poli passando ngli ordini del generale Skohelew. e di inviare la re,-tante sua cavalleria sopra De moti 1m. Strnkow partì il '20 da Mnsl,aJà- Pasa, e nello ::;te:;:;o giorno entrò con:) ;:;q1wclroni e meno in Aélrianopo li, avendo so ltan.to :;ostenuto qualche leggiera $Cilramuccia con picco li reparti di b:isck i-bozuk che tentarono di ra llentare la sna marcia . t:o~ì cndde nelle mani della ca va li eria lf llesta imporlan te fortezzn. ienza la minima resi · :::tenza. mentre tutto faceva supporre che rlessa avrebbe arresta.i.o per lungo tempo l'invasore. [ forti e le nuove forti fi cazion i erette in quegl i ultimi tempi furono trovai.i abbnndona.ti, poichè il Pa:::cià che ivi comandava erasi ritirato coi 2000 uomini di fanteria che aveva a' suoi ordini, tosto che era stato informalo dell'avv icinal'si dei cavalieri russi . Anche in Adrianopoli però la cavalleria non poté avere quel 1

DOPO IL PASSAGGIO DEI BALCANI

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riposo di cui pure ave11a tanto bisogno, e l'infaticabile Strukow, non appena giuntevi le prime truppe di fanteria, continuò immediatamente la :;ua marcia sopra Costantinopoli. Il 23 iniziò il nuovo movi: nenlo e nel dì segctente occupò Ba!ia-Eski 'e nella n<Jtte del 25 Lule-B urgas, mentre alcune pattuglie fiancheggianti percorrevano le strade laterali d 1e a destra ed a :<inistra della fer1·0,·ia conducono alla cap itale turca . Il nemico non oppose resistenza elle nella difesa della stazione di Lule-Burgas, della quale si resero padro ne due sotnie del ,1° reggi mento cosacd1i dopo un leggero com battimen to, nel tpinle perdettero un mo rto ed un ferito . Oalle notizie assunte si potè sapere che le Lruppr turd1e proven ienti dal qìiadrilatero bu lgaro, cli una forza all'incirea di 25000 uomini, er-ansi portale a Kirk-Kilisseli presso Costan Linopoli. Strukow c,orninuò a marciare innanzi , ma non pote fa rlo cbe assai a rilento, percilè le ,;trade erano coperte ùa migliaia di fuggiasch i maomeltan i e da colonne di carri innumerevoli, e il 29 ocwpò T:;chorl u dopo avervi :;orpreso ere,;pinto 1111 migliaio di r:;an1lieri regolari turch i e di circassi. Questo auacc,o che fu l'uhirno della campagna l'u c.:;eguito da due sotn ie clel 11° reggimento cosacch i e da uno ,;quadrone del I O clr-,tgoai che in totale ebbero una perdita <li 4, 111 u1'li e 9 fer iti. Anche la cavalleria della G·uardia, giusta gli ordini ricevuti, avevu procuralo, maignido la grande stanchezza cle' suoi caval li, di affrettare i,t marcia, e nlcuni giorn i dop1J l'occupazione di Tschorlu da pnrte della cavalleria di SLrukow, il reggimento ussari Grodno che precedev,, la 2" e 3" brigata, penetrava in Rodoslo dove pure gi ungevano queste ultime il 3 (ebbrn,io . Della P brigata poi il reggimento ulani ern stato a.vviaLo da Strnkow sull a strada che lungo la costa dHI mar di l\farmara conduce a CosLantino[Joli ed aveva occupato Sili, ri. U reggimento granatieri a cavallo infine con tre squadroni 06:;crvavtl presso Dersko l'ala destra dell a posizione turca e il 4° Slftnidrone con :iltro squadrone dei dragoni della Guardia occupava Dedeaglt a poca distanza del porto di Enos , « Così (roine ben issimo dice il Widdern riassumendo la situaz ione) al principio di rculiraio la linea dallo sbocco delln M:.lrizza per Hodosto, Tsclwrlu sino a Mielia era occupata dalla cavalleria della Guardia(~d,i :3 reggimenti della 1• divisione di cavalleria, mentre 1


DOPO IL PA::lS;'.(,GII> IH·:I BALCANI

LA 1:ÀVA LLERIA RUSSA

in pari tempo punte avanzate osservavano le linee forl,ifìcate dì Tschalaldscha e ver,;o Buia ir. « Ad OVL'=> l di questa linea flella cavalleria ru%a eseguivano :-correrir. contro ln costa del Mar Egeo •· le colonne di cavalÌeri state inviale da Gurko ad inseguire Sol imano pascià e il 't9 gennaio , cior. nel giorno in cni Strukow aveva occupato Tschorlu sull'estrema ala destrn la brigata Tscberewin raggiungeva Daredere e la ' brigata Ts!;hernosuhow da Karachala r stava priocipianrfo 111 sua marcia sopra Gabrowa e MesLanlj }> . Poche in vero sono le osservazioni cui può dar l110go q11e,:;ta brillante marcia dell a cavallc1·ia dn Sch ipka sino ai dintorni di Costan linopol i, mol to più che non si p11ò scono,cere che il còmpil.o di qnei bmvi caval ieri fu assai fa cili tato dnlla quasi totale assenza dell'avversario. Certamente se l'esercito turco avessepotuLo disporrn in quelle con tin genze di una nnmerosa cavalleria, i tre rrggimen ti del generale St rukow non sareh l>cn, :-laLi in grado di compiere quanto effetti vamente hanno fatto. T11llavin, a noslro avviw , merita di essere nolalo questo l'a tto r.h e il servizio di ava nscoperta della colonna pricipale dell 'e;,er-c ito r11 s:;o, in un mornento importantissimo come quello in cni si marciava :-;opra Ad rianopoli era realmente afTì rla t<> a Ire soli reggimenti cli ranlleria. Nel !'al.Lo non ne derivò alcun inconveniente, ma non é men giuslo l'app 1I11 to di non comprr.ndern come co n tanta cava lleria si fosse poi 1·id0Lti a scarseggiarne in tal g11isa ..'foteremo so lamente che presso l'annata del Lorn incaricai.a di ,m <:òmp ito affatto passivo trovavansi in q11el mom ento dne division i r. rnezzo di · cavalleri,L, gran parte dr lla quale si sarebbe potuto l,e11i,-:; irno rl isl.rarre per impiegarla altrove con migli ore con venienza. Le operazioni del generale Strnkow ci sembrano inapp1rn tabili; fnrono condotl.e e9n molta abilità ed audacia e :sono le sole in tutta la campagna co lle quali siasi effettivamen Le disimpegnato un vero servir.io di esplorazione e di sicurezza innanzi la fronte élelle lonne di fan teria. Ciò po i che è veramente degno di particolare menzione è l'infat icabilità e la res istenza agli strapaui del cavali ere russo, delle

u,-

quali diede prova dal principio sin o alln fine del la campagna. ('1). La cavalleria della Guardia., a mo' d'esempio, dal suo nrrivo presso T'Jewnu :-ino al s110 comparire innanzi a Costantinopoli si può affermare.~ che fu contin11amente in mov'imento, e se in queste ultime (I} Ci s ì muov.erà rorse l' appunto che troppn ,·ol le a bbia mo ilCce nn,1t() alla resis te nza dd solrlato russ o nel $Op porta ro ra tiche e s tra pazzi d'ogni gene1·e; eppr,rò ncll'inten~o di fornire nn'ìdca delle, solT@t·enzc pat ite, t·iport iarno qui il ra pporto ~opra il p1ssaggio dei Balcitn i tiella colonna <le i gcncn:tle llande l'ilie . • Oande\'ille mosse il 25 dicemb,·e <111 Etrop ol co ll 'a,·angu, r dio della sua colonna di O b,1tlogliou i. 4 s quadroni o 12 pezzi , e dopo. es.sersi fatto una s trada attraverso a lla neve coWaiuto di :,areeehie centinaia <l i Bulga ri, giu nse !;:i sera al giogo cli moHlagna di Babagora ch e s i ele ni ad ùSt d i Schan,Joru ik e c he sovrasta a qucs t'oltim~ località. li 26 arri 1·ò pure a l bivacco dell'avanguardia, c he trovavasi a ncora a l di qua dell'altiss!ma montagr.a, il grosso con 4 pe1.zi, i qu ;Jlì, d ivisi in parecchie parli, erano stati tr;1scina ti per mezzo di fun i <In solda ti d i fante ria e dagli ab ita11ti del paesr . 11 27 fu ag;;iunto a questi ul timi un b attaglione c oll' incombenza di sost1tui1·e i larorntori b•.tlgari nel lo ~pazzaro la ,strada dalla ne ve nlta pii, che du e metri. f>i:ima ,,ho sopraggiungesse l'oscurità coLe sti la1•ori erano compi ,ni e due pezzi e rnno tirati s u in a llo . di guisa che potc1·ono aprire il fuoco contro le fortifica zioni ture,he cho copriv,,no i' acccsso ,1 Bnnow11 e Mirkovo, La comparsa improl'l'iS" di can no1ii ru ssi su l fi anco destro dolìa pos i1.i(lnf, di Sc.h;tndornik cagionò grande a ll Jrm e nel campo nemk o . S i udirono ùc i s eµna li di t1·01e1ba o s i l'id<leche la fonteria affi·etto vasi a plll't;ot·si all e ridotte. Fili.tosi oscuro le u·tt ppo av,in,,a te furono ritratta ind ie tr.1 in un bosc o s itoa to sul pendio setl.e ntrioua lo. imperocchè il freddo eid il vento erano ivi meno sensibili. • 11 nrnurno cie l 28 si do rette di nuovo spazzar l' i/l la ne ve che il vento durante la notte a veva portato s ul r,:issag~io aperto il gi orno ante ce<lc ntc. All'incirca verso lo 3 pomerid. anche qu esto lavoro era terminato. ù Oancl eville fe~c pre11d0re posiziqne .., 3 baU.1 gHoni con 2 pezzi s ulla piò alta cim~, colla ft·onto r ivolt..t c ontro Sc twndornik. r.ioè c<>ntro il fìanco destro nem ico. mentre 2 pezzi ed un bat taglione fu rono spieg;nl contro M '. irkoro. Appoggi,\l..o dal ftioco di questi pezzi il .1° reggimrn to dt·ag<rn: doveva disce ndere il pendio meridio1w le , pcr consta taro quali foml occupassero Mirkovo. lh Schnnrlornik i T urc hi l'isposero con gram,t.e e c ol fuoco d i fanteria spi nt,1 avil n ti. Lo scopo <li a ttrn1·•·c rattcnzi,>nf' <le ll'av v~1·sario do qttPlla p:,r te eril raggiu nto: Dande vi lle d il'iSò rii con tinuaro nel dl seguente il suo movimento so pra Mirko\'O . « \'tirs o le O di sern s i alzò una bu fera ili neve cosi spaventevole che nello spazio cli rnez·, 'ora la com uoio,zione f!'a it bivacco del grosso, situato nel bosco su l pendio sctlontr ioi,ale, o le troppe ratte avanzare divenne a ffatto impossibile. Le orriinauzc spedite a ques te uJc.ime coll'ot·d iuc di rit irarsi a riparo nel bosco 11011 potei·ono giungere ad esse 11 motivo del le masso d i neve . Anche 11ell'accampam,wt<1 del .IJosco era vt un fred do di 15° ne,mm ur o gli uomin i no11 trovava no 31cun mezzo <li st·aldarsi, pt~rchè la procella spegneva qualsiasi fuoco. I cau noni e rano in tieramentt¾ coperti dall a neve. Tuttovia nel mau ino scgo ente, $ebbene continut,sso ad impen •ersarc la bofera, ri usci ad alcon i c osacchi di arran1piçars i a piedi st. Il a montagna per pm·tar l'ordine di ri tir,i rsi. Allora le truppe .w a nzate, che non avevano voluto abbcrndona1'e il 101· 0 11osto senza urrli.ni, ten· t,u·ooo ,1i fal'si uua strada per porta rsi in basso: Dande ville spedi loro incon tro t utti I soldati per spazzar via le masse di neve e per in dicare . la via a mezzo di fuc ili innastati e ·di p,, le . l'inalmcu tc riusci loro di riun irsi e ,,orso le 1 di se ra erano tutti a l b ivncco) nw mancav,rno cinquantot.rè uomini che ar::1.no mor ii gelali. 7i0 uom ini! fra i quali JS u flìciali, pa tirono ta li danni per il f,·odcto che di\'C1t11 ero inab il i al se rvizio o per lungo tempo o intieramcnte. J pezzi coperti dalla neve s i dovettel'O fniltan to lasciar e incJictro su lla montagna. E po ichò a nche nella seconda notte il l'e nto non C<'Ssava di soffiare im -


L A CA V ALLI::h!A H U SS A

operazioni fu sopravva.nzata. dai reggimenti de"lla 1a divisione di cavalleria lo si deve principalmente alla straordinaria stanchezza dei cavalli che non Je permettevano più di a.vanzal'e ccleremente. Dal punto di \ istrt dell'impiego della cavalleria questi ullimi giorni della campagna. sono indubbiamente assai isl.rutLivi. Non solo la. cavalleria. di Strukow, e alquanto più indietro d.i essa quella della Guardia, precedono le colonne di fanteria., ma dai .Balcani sino al mare tutto il terreno è coperto da squadroni, reggimenti e briga.te dell'arma conforme ai belli esempi forniti dalla cavalleria tedesc,1 nella. gnerrn del 1870-7 1. E questo sopra 11n terreno. salvo t}ualch e eccez ione , per nnlla adatto alla cavalleria, perrhè montagno::-ò. percorso piuttosto da sr,nt.ieri che da si.l'ade, e 1:operto nella maggior part e da nlI.a neve. Sareb lw as~a.i vantaggioso di conosc.ere i particolnri del sistema con cui era altnato il servir.io di esplo razi01~e; ma questi r.i fanno <~ornpiutamentc difetto. Tuttavia se benesi osserva, a.mo' d'esempio, la marci.i del genera le 8trukow, nnche dal poco elle ne ,thbiamo cler.to emerge che non sem1Jre si seguiva nmt stessa rnaniera . Ora infatti i tre reggim enti rnai·c·iano i:,olrtlamente, cia~cnuo wn proprio obbiettivo ed a grande dislrmza. fra loro; ora invece il gro<,,;o della. brigal,1 è tutto ri uniloe. ,:.oltanto delle pattuglie perlustrano le strade late;·ali. ln generale però In t'ronte di esplorazione era assai estesa relati vamente alla forzfJ impiegata, tal volta puranco soverch iainente estesct. Ma di un sist.erna norrnd.le basato su due o tre linee, rhe appoggiasse 1

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petuosamcnw. di gu isa c he ri ou pote\'aSi J)Cnsare ad accend ere il fuoco cd in consegue nza aò avere tlll cib o caldo, e gli uom ini <!cl i c ava.lii soffri\'ailo spavente1·ol mente Dande vill e decise di ri tornare indietro a E tropo I; il eh<' a rvenn e il 80 ed an 7.i con parto' parte dello truppe il 29. · < Fatte le neressarie comunic:izioni al ge ne rale Krlidencr e in viato ra ppor to <lcll'accadt'.to al generale Gurko, Dandeville il fi l si mise uuoYa me ote in marcia colle sue tru ppe Pili fresche, ~ra s'rncammm,'> per 11 passo d i Slatica , dove si congiu nsc1 al distacca mento laterale 1, 1 posta w dal maggìor genera le Brok (5 lnntaglioni, ~ squa,lroni e 2 pezzi) , o nc lio s tesso giorno spinse ava nti un distaccr,mento sino a Celopec. Nel dì s egue nte Se!(nll'ono :i It,·i re parti, e il 2 gennaio era anche qni c ompiuto il passagsio della

ma

mon tagna ».

Notisi c he tut<e le eruppe c he passarouo·i Ualca JJi in quei giorni so ffrirono, quali pi(i quali meno, ùelh, bu fera che mcotse ra c olonna del genera le D.ndeville, che~ dovunque Je difficoltà furnr,o ' mmense, sicch,: i soldati dol'ottero q uasi scmp1·e farsi la si.rada au rave,·so la neve ed_ il gh iaccio, e non di rado pra ticare dei grad ini sopra qucst.'ul timo onde potere avanza1·c. R inut ile poi dire ehc se e norm i furono le difficollil a superarsi per il trasporto dell'ai·tiglieria ~n chc la cava lleria affaticò di mollo .in quel pnssaggio, r che i soldali do· vcttcro sempre condul'l'e a m3no i loro ca ra lli.

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DOPO lL PASSAGGIO DEJ BALCANI

cioè sul concetto di avere le truppe disposte normalmente nel senso delle profondità non havvi traccia alcuna. Piccc!le pattuglie ufficiali, ovvero secondo le circostanze - cièJ che del resto avveniva nella pluralità dei ca.si - ricognizioni di una certa fomt, squa<lroni ed anche reggimenti in ti eri, erano soventi spinti assai lontano, sia sulla fronte sia Jateralmenté, e fra. questi reparti spinti avanti non esisteva quasi mai alcun collegamento. Tuttavia si vede sempre la. preoccupazione di procurare la riunione delle forze appena Io si possa. Al postutto non è possibile dedurre da queste operazioni norme assoluLe per l'aJ,tuazione del servizio di avanscoperta., e cioè non è fattibile di trarre qualche utile insegnamento per la soluzione della. questione tanto dibattuta in questi ultinìi tempi : se con-ve•nga e sia possibile di adottare wn sistema normale di a'l'!anscoper·ta, o'I'!. 'l'!e·ro se non si debbci i1wece affidarsi intieramente ali' abilitcl e al- . l'intelligenza dei generali di ca'Valleria. I Russi in genera.le pare seguissero quest'ultimo sistema, il quale del resto è quello che oggidì ha un maggior numero di fautori, poichè si sostiene l'inopportunità, e non a torLo forse, di stabilire norme fisse per un servizio che deve compiutamente subordinarsi alle svariate condizioni del terreno, della situazione, della forzu del nemico, ecc. Giovera però mser; are che i Russi potevano indifferentemente seguire questo o quel qualsiasi altro sistema che le cose avrebbero sempre proceduto .bene ugualmente, perchè la poca cavalleria ne~nica. non era in grado 'di misurarsi con essi. Anche questa questione pertanto deve aspettare una definì tiva risiJosta. da una guerra avvenire, nella quale ambedue i partiti disponga.no a un dipresso della stessa forza di cavalleria e la impieghino nello stesso modo. Ne resta a dire qualche parola intorno agli inseguimenti. Se lascia.mo da banda le campagne napoleoniche del primo impero, nelle quali troviamo splendid i e numerosi esempi di inseguimenti ~ompiuti dalla. cavalleria, nelle altre guerre di questo secolo, e segnatamente in quelle del 1859 e del ,1866, ove la cavalleria avrebbe avuto parecchie volte propizia occasione di distinguersi in questo suo speciale nfficio, essa non venne quasi m·ai incaric.ata di mol estare o tagliare la ritirata all'avversario. Anche nel 1870, sebbene il grande quartiere generale tedesco insistesse molte vòlte (specialmente nelle operazioni sulla Loira) perchè si traesse prnfit_to della 1

A NNO XX \V 1 VOI.. IV.


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LA CAVAlJLIIB<IA RUSSA

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•ca,,a:llèria p'èr inseguire le colonne frtancesi·, si ottennero meschini ,risuhati; anr,,;i dopo la battagli·a parecchie volte si perdè inte1'armente il contatto colle trnppe nemiche. Per non estenderci di molto, ricorderemo soltanto che dopo Worth si ricercarono i Francesi precisamente nell'opposta direzione da essi [battuta, che dopo Viionvi'lle ignoravasi affatto se il nemico erasi ritirato verso est, o verso ovest, ed infine il meschino successo della ;:sa e 6" divisione di cavalleria nell'iinseguimento dopo Sèd:m del 13° corpo d'armata francese (genei-alè Vinoy), il solo scampato da quella catastrofe. Appoggiandosi quindi su questi fatti, e principalmente sulla potenza delle nuove armi introdotte in questi ultimi tempi in lutti gli ellerciti, non sonò,pochi coloro che mettono in dubbio l'efficacia della cavalleria negli inseguimenti . Ma queslrt questione, come•cruella della possibilik1. degli attacchi contro fanteria., non si può risolvere, per così dire, matematicamente. Certamente se si prende a considerare il numero di colpi che ogni fantaccino può sparare nel minuto, e l'enorme distanza dalla quale l'artiglieria è in grado di aprire il fuoco, ne t'isul ta in maniera evidente che qualsiasi partito di cavalleria sarebhe i'nteramente distrutto, ogniqual,volta si trovasse di fronte a quell e armi. i\fa 'nella realtà le cose iproceclono ben differentemente, e I' eS'perienza della guerra stessa del 11870-7 1, e di questa più recente d'©ri@te hanno dimostrato che se la. cavalleria è esposta per l'avvenire a subire magiiori perdite che per il passalo, come del Tesi.o è il casù delle al'l:re armi, non è men vero però che a.biimente impiegala è sempre 'in condizione di riportare splendidi successi. Cert:amente come sono,accresciute le difficoltà per eseguire lm attacco sul campo di battaglia, anche negli insegu'iroenti il suo còmpito è d,ivenul.o ·più difficile; ma ciò non vuol dire ch'essa debba rinunciare a questo brillante suo ufficio, nel quale, completando ·la vittoria, p\iò rendere i più segnalati servigi all'esercito. È d'uopo non dimenticare' che qualsiasi truppa battuta e costretta ad una lunga ritirata non può a meno nei primi momenti di trovarsi in uno staito di demoralizzazione, '~he sarà più o meno grande secondo le maggiori o minori perdite sofferte, ma che pur sempre eserciterà una aziona dissolvente. Noi quindi sia.mo d'avviso che la cavalleria potrà sempre conseguire brillanti successi negli inseguimenti, purchè sia impiegata 1

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èolla massima audacia, e con opportunitit. È l'a1"liglieria poi che deve sforzarsi cli prestare un valido appoggio all'arme sorelltt, e l~ sua azione avrà indubbiamente una grande influenza. sull'impiego della cavalleria in questo servizio. • Nei ti-e articoli (il) già pubblicati in questo periodico intorno alle operaz.ioni compiute dalla cavalleria russa nella guerra del '1877-78 nella. penisola. dei Balcani, e lìnalmente in quesl'uitimo, abbia.mo procurato di offrire un quadro a.lJhastanrn completo di quelle operazioni , facendone rilevare, nelle poche considerazioni che ci suggerì la narrazione dei fatti, l'importanza. ed in un tempo gli errori che a nostro avvi so si sono commessi. Non ci siamo punto occupaLi dell'impiego della cavalleria presso l'armata del Lom comandata dal . principe ereditario, perché il còmpito disimpegnato dalla cavalleria ,presso qnelle truppe si ridusse in complesso a.I semplice sei·vizio di avamposti, che fu sempre affidato alle truppe a cavallo. Nessuna parle che meriti di essere ricordata prese la cavalleria nelle varie battaglie che furono combattute su quello scaechiere del teatro della guerra; nessuna brillante ricognizione, nessuna. scorreria. si ha a mentova.re. t'ufficio pertanto della ca.valleria ,,i resti·inse, come abbia.mo detto, al semp lice servizio di sicurezza, ed è per ciò che noi non abb iamo creduto di prendere in esame coteste operazioni e l'impiego che venne fallo clella cavalleria. durante le medesime. Di un altro periodo della campagna in vero assai interessante abbiamo parimenti trascurato di occupa.rei, e c1oè del passaggio dei. Balcani nei mesi di dicembre 1877 e gennaio 1878. E fummo indotti a ciò fare, non perchè la ·cavaHeria non vi si distinguesse, che anz i vi ebbe in esso una pa.rte attivissima, ma. sibbene perchè per narrare l'operato della. caval leria avremmo dovuto estenderci di molto nel rendiconto dei passaggi delle singo le colonne cli .fanteria, presso le quali ernno ripartiti in vari reggimenti a cavallo; ciò che evidentemente ci avrebbe condotti di troppo lontano. A rimpiazzare questa la.cuna, nell'intento di completare in certo qual modo il nostro studio, noteremo qui che in cotesto passaggio delle montagne, ad onta dell e pessime condiz ioni del terreno.si pretese dall'arma a ca.val lo tutto quel servizio che realmenle è in grado' 1

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Il) v. puntate di agosto, ottob1·e e novembre del conente an no .


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di prestare sollanto su di un terreno a lei favorevole. Le ricognizioni, il servizio di avamposli, l'inseguimento furnno le missioni di continuo ad essa affidate; epperò non è a. meravigliarsi se quei bravi cavalieri non corrisposero in tieramente a quanto da essa aspeltu rnsi, lnfatli la neve altissima ecl il ghiaccio che coprivano tutte le strade e tutti i sentieri, che resero difficilissimo l'avanzare del soldato a piedi, non potevano a meno di rendere quasi im,possibile ogni operazione alla cavalleria. Limitandoci quindi a queste poche parole relativamente a queste _operazioni che non abbiamo esaminate, ci piace di esporre qui brevemente, come definitivo riassunto, alcune ultime c:onsiderazion i intorno all'impiego della cavalleria in questa cmnpagna, basale sullo studio che ne abbiamo fatto. Se noi non andiamo errati si potrebbe venire alle seguenti conclusioni: ,t O La 1·ipartìziorie dellaca'IJalteria fra le grandi uni tà dell'e. sercito non era la più con1Je-1i·ien,te. - In effetLo le division i di cavalleria che nella primitiva formazione di guerra erano addette ai singoli corpi d'armata('! divisione di cavalleria per ogn i corpo d'armata) furono ognora considerate ed impiega.te siccome divisioni indipendenti, cli guisa che sia l,13 divisioni di fanteria sia i corpi d'armata non avevano a disposizione alcunft l'orza di cavaJleria. Di qui gl'inconvenienti chf si verificarono nell'impiego di cotest'ar·ma, e cioè i continui distaccamenti di r13ggimenti, Lrigate, ecc. presso le varie colonne di fante,·ia, . sicchè l'ufficio dei sin<,oli recrnimenti va~ no riava ad ogni mo men Lo secondoch è erano i11com.benzati di agi re come cavalleria divisionale o come cavalleria indipendente. 2° ln fluenza,assai perniciosa ebbe sull'in1;piego della ca1Jallerci.a -il sistema ùwalso di non rriantene1·e ma:i 'un1'.te le d'1>oision,,: detl'arma, distrae,nctone br(qate, reg,qimenti e persino singoli sqiiadroni per (01·rna·1·1ie distaccarnenti a parte. - Non ci sono note le ragioni che spinsero ad adottare questo sistema; comprendinmo che per compiere una dal.a spedizione si facc ia piuttosto assec,namento ' o su questo che sopra quest'altro genera le o colonnello, ma non com prendiamo assolutamente la necessità di formare, per esempio, un distaccamento di qu.attro squadroni con due squadroni o sotnie tolteda un reggimento e due da un altro; di prendere una brig~ta da una

t>OPO Il, PASSAGGIO DEI llA LCANI

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divisione per rimpiazzarla poi con altri reggimenti presi da altra divisione o magari da due; e cosi via. In questa guisa l'affiatamento dei cap i colle proprie truppe dipendenti, la fiducia di queste ullirne nei loro corna.11danli, ecc.. , rimanernno lettera morta; e noi perciò siamo conv inti che l'impiego clell'rmna dovette forzatamente r isentirne delt ;a,dozione di questo pregiudizievole sistema. :-1° Il ser1.y/'.zio _di esplm·nzione attuato in qiiesta campa,qna lasciò ùi qenerale molto n desidérare. - La ca.valleria russa era stata addestrata nel tempo di pace piuuosto nell'esecuzione di "correrie che in un vero servizio di avnnscoperla, e perciò, '5 Ìa per mancanza di istruzione sia. per difetto di esercizio . non fu ehe verso la fine dell a campagna che acqu istò la. necessaria pratica ethbili tà in quello spec;iale ed importnnte suo uffic io. (Veài operazioni della brigata Strnkow). ".\laturalmeute l'andamento clif'ensivo che prese l:i campagna :;in dn.i primi giorni influi di molto sull'applicaz ione del servizio di esplorazione; ma frattanto noi dobbiamo consta tare che in llwgo di spi11gere la c,walleria a:vnnti e rnantenel'IR ,:.ulla frnnle esplorata t1sa va~i il,i prererenzn. sistema ben differente. La massa di cavall eria ocuipavri; col grosso una data localitli, e da essa spingeva, innanzi, anche a molta dis,t,rn;1,a, pal.tuglie di ilifforenti forze incornbenzate ili eseguire ricognizioni e ritornal'sene poi al luogo · cl'onde erano p,l1·Lil.e . Ma :;e le ricoq,ni.ziowi completano il servizio eh avanscoperta, non ò coli.e mede~ ime che si effetto.a cotesto servizio. Si potrà di~cutere "ulla maggiore o minore conven ienza di adottare questo o q11 est'altro meLoilo di esplorazione, ma. tutti coneordnno nell'opinio nP che le colonne esploranti non debbano per 1rnssun carn portars i inélietro su l grnsso, ed anzi il loro còmp ito principale ha p1·icip in nel rnomenlo in cu i hanno trovato il contatto co l nemiC'o . Ad , ec:~ezione quindi della marcia del generale Strnkow soptR Adrianopol i e la capitale 1.nrcR, tutte le altre operazioni cli al'(l,nscoperta ci sembrano ilifeu.ose, pèrchè non informale al principio capitale secondo il quale devono essere eseguite. . 4° it[eritevoli di stiidio sono le ope·Nurù>-n i e tP. 8?orre.rie. 'intraprese clallli c<wallerùi rnsga, per o_ccnpa1·e il paese al S'ltd-ovesi · d-i Plevna e per tagliare le co1nimicaz'Ìoni cli <piest'1dtimn città, diminte il sno assed-io, 1;otl'interno del p<u:.se. - In ques_le ope-_


LA CAVALLERIA RUSSA

razioni il cavaliere russo spiegò un'attività ed abilità straordinaria, tuttavia ri uscirono soltanto quelle compiute dal la cavalleria della Guardia perché eseguite non ·solo con intelligema ma ancora con audacia. Desse però misero in chiara lnce come non sia.possibile di ai'l'estare la marcia di grossi reparti di fanteria. con sola carnllerin, e dm tutto quanto può ripromeuersi da quest'arma in simili conLingeme, ~ ch' e~sa si sforzi di ritardare la marcia della fanteria . li volere esigere.di più non pot.rebhe condurre che a disill nsi.oni ed a. perdite ingenti senia alcun ri,ml tato . Del resto tutte le operazion i della cavalleria durante l'assedio di Plevna , anche quelle non riuscite, sono degne di particolare menzione ed assa i istruttive, Ad a nostro avviso l'ar.ione della cavalleria in questo periodo è la più brillante di tlttt.a la campagna, e quella che diede all'esercito i maggiori risultati. r 5° Tl servizio degli, a1)am.posti fii sempre disinipe,q11,ato dalla cavalleria. - Prendiamo nota di qltesto fatto , ma non crediamo che si possa seguire questq principio in tutti gli eserciti. Chi disponga di ingenti forze di ca,vallcria farà. certmnenle bene d'irnpiegqrla anche in questo servizio perchè è indubbiamente t on veniente e assai vanlaggi'>so di sollevare al possibile le t.ru ppe di fan Le ria da questa gravosissima mansione; ma anche in questo caso facciamo le nostre restrizioni. Co;,;ì ci sembra che l'affi dare qu esto servizio alla cavalleria quando si agisca sulle mon1agne non sia adatto all'indole clell 'a.rma nè scevro di pericoli. 6° Lei ca'VCtlle·ria 1··nssa non ebbe occasione di caricare .ml carnpo di. batta,q/.ia. - Le principali ha.LLaglie di questa carnpagn;~ ebbero luogo intorno a Plevna, ed ivi in generale il terreno coperto cla ogni sorta di ostacoli naturali ed arLifìeiali, non era propizio ad al.lacchi di carnlleria. D'altra pnrte il nemico non aveva cnvalleria suflkiente da contrapporre a quell a avversaria, ond'è ché ben pothe furono le occa.:-ioni uelle qua.l i il cava.liere russo aHebbe potuto caricare. Sul campo di battaglia poi la cavalleria russa era per veritiL sempre collocata sulle ali, cioè era collocai.a nella posizione più convenient: per essere efficacemente impiegata, mit agi sempre in nessun accord 1J colla propria fanteria, per modo che la sua azione riuscì ognora slegata e di nessun vantaggio alle proprie I.ruppe. . 7° Tl cavalie·re russo lw. wn'eccessiva passione per il coni-

DOPO IL PASSAGGIO DEI BALCANI

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battimento a pi.e<li . - 'Parecchie delle operazioni da noi esaminate hanno messo in rilievo i vantaggi che si possono trarre dall'avere la cavalleria armata di un buon moschetto, ed i solda~i della quale sappiano combattere a piedi. Se questi fatti però confermano la necessità. cli dotare iI cavaliere di un'arma da fuo co di lunga gittata, molti altri per contro dimostrano l'esagerata tendenza di quella cavalleria per il combattimento a piedi. In efl'eui nella pluralità de' casi in cui il cavaliere russo appiedò non ottenne il rninin10 successo, mentre ogni qualvolta si slanciò a cavallo e c<Jlle armi bianche i o pugno, sia sulla fanteria.sia sulla cavalleria, riportò quasi sempre brillante successo. Per noi si.a. il fatto che quando due partiti di cavalleria, sopra te1,-reno adatto per caricare, si muovono incontro, e giunti a distanza di attacco, anzichè spingere i cavalli a carriera, si arrestano, met.lono piede a terra. e principiano un combattimento a fuoco, sta di fatto, ripetiamo, che quella non è. cavalleria. ma fanteria montata. Questi casi cenarn.ente non si ripeterono di sovente; noi anzi ne abbiamo notato uno o due soli, segnatamente queJ!o di uno squadrone sotto le mura cli Tirnova al principio della campagna.; ma ci è .incomprensibile ,cbe anche questo·solo abbia potuto aver lnogo. Noi non moviamo certamente l'appunto alla cavalleria. russa di essere della fanteria monLaLa,perchè in troppe occasioni dimostrò in questa-guerra di essere animatét dal vero spirito dell'arma, ma siamo intimamente convinti che quell'esagerato impiego dell' appieda.mento deve, dopo qualche tempo, condurre il cavaliere a considerare il ca:vallo come mezzo di trasporto piuttosto che eome la. sua arma principale. . [n Germania., in Austria, in Francia, in Italia, insomma presso la cavalleria tutta. de' principali esercii.i europei si fa g,~de assegnamento sul combattimento a. piedi; tutta.vili i vari regola.menti di esercizi e di evoluzioni lo considerano e lo indicano tut.Li siccome on espediente, al quale la cavalleria deve ricorrere nel caso eccezionale in cui non può disimpegnare i.l suo mandato da ca.vallo. Giova quiucli sperare che nelle guerre fllture non si vedrà mai più un abuso dell'appiedamento quale si verificò in quest'ultima. guerra; epperò riteniamo che i suoi fau tori, che, non lo neghiamo , sono molti , ponderando bene i risultati che ottenne il ca.valìere russo


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LA CAVALLERIA RUSSA DO ~O IL PASSAGGIO D EI RALCANI

nelle pluralità dei casi nei quali appiedò, modilìcheranno le loro convinzioni, e si accosteranno di molto allfl nostra opinione , che è quella, al postuUo, espressa dal regolamento di esercizi. 8• la cavalleri~ 1·i1,Ssa n,01i esegt1,ì ,ql1: ·inseg·nùnen,u; con suffio-ie1ite ciiidacia. - ,E inuLile che ci·dilunghiamo ancora su questo argomento, del quale ci siamo già occupati più avanti; ricorderemo solr.anto che il terreno e la ripartizione della caYalleria fra le colonne di fanteria devono aver influito di molti sopra i meschin i risultati or.tenuti. Concludiamo pertanto che se si può muovere qualche appunto a!l'impiego che venne fatto della Cflval!eria in questa campagna da. parte dei Russi , non si pµò però disconoscere che in molte circostanze fu assai abile e rese segnalati servigi all'eser<,ito .

LE NOSTRE CONDIZIONI MILITARI · (APP""" 3ulle no,ere condìz.:Oni militari. lloina, tipografia degli Stabi!imcnli militari di pena, 1879) .

, MARZIALE BIANCm n' ADDA

Capitano di cavalleria.

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L'opera . del nuovo ordinamento dell ' esercito, ardita niente ini7.iata sulla fin e dell'anno ·1870, procedette poi per nove anoi, sebben e a grado a grado, abbastanza rapida da poter credere che sa remmo giunti a qnella stabilità organica che è prima ed essenziale condizibne per la sakle;i;za delle militari istituz_ioni. ~uteudiarno dire chi} essendosi stabilito un sistema, tenuto conto delle comphse ragioni della difesa,. della politica e 1foll'economia nazio1rnle , era lecitn conGrlare che piu. non ~1{ ne sarebbero poste iu fo rse le basi; senza perciù escludere i successivi perl'ezionarn,mti e le utili innovazioni nei pàrticolari delle applicazioni. La ttasformazione di ano stato mi li ta re è sempre una crisi, che impol'ta superare al più presto; nel passaggio dalle vecchie all e nuove istituilioui c'è per gl i eserci ti un periodo transitorio difficile assai e pericoloso. Certo anche nella milizia le riforme radica li sono inevitabil i e rngionevoli quando im periosamente richieste da i grandi progressi· del la sei<mza della guen a e dai principii della moderna eiviltà ; ma è debito di tutti concorrere ad abbreviare rpiel periodo transitorio, perchè alla fine si raggiunga un as:;etto stabile clH~ assicuri il regolare funzi onarnen to del si~tema. -Eppure non tutte le incertezze, non tu tte le oscillazioni cHssarouo; C· la discussione ·è ancor lungi dall'esser chiu:;a su argorn<mti di capitale importanza, quali sono i limiti dell'obbligo al servizio mili_tare, la durata del tirocinio· sotto le armi, la forza dei contingenti da chia-


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LE NOSTRE

marsi in pace, la forza combattente da prepararsi disponibile pel tempo di guerra; in brevi parole sul reclutamento, sull'ordinamento e sulla formazione di guerra dcli' esercito . Si rammenterà a questo proposito la elaborata preparazione delle leggi che a quegli argomenti si rifariscono, le discussioni vivissime che si seguirono dal 187,t ad oggi al Parlamento, ed infine l'approvazione delle leggi stesse a grandissima magg.ioranza. D'onde adunque i continui ritorni su que8tioni già definite? Dalla lotta, fra i bisogni della finanza e le esigenze della difesa nazionale, eh<~ ha avuto, più o meno dall'anno ,1866 ad oggi , una grandissima influenza sulle condizioni militari del paese. È quella lotta che fino al 1870 ha sagrifi cato gl'interessi tiella difesa nazionale alle economie rigorose, · onde alla vigilia della guerra franco -germanica e della rivendicazione di Roma ci trovammo disarmati ed impotenti; è quella lotta che impose alle spese militari le colonne d'Erco le alla vigilia della guerra ol'ientale; e che oggi ancora· c'impedisce l'applicazione completa del sistema mi litare adottato, che è pur mìsurato fra limiti strettamente necessari. Non tutti seppero rendersi ancora nna giusta ragione <folla misura precisa delle spese milit.ari qual è richiesta dall·auuale ordinamento dell'esercito; nè è penetrata la convinzione della convenienza militare· ed economica di mantenere quell'ordinamento quale fu adottato con patriottico accordo fra il Governo e i legi:;latorì, senza distinzione di partiti. Per porre in ch iaro que' punti della questione militi1re; per infondere nei dubitosi quella convinzione cui innanzi si è accennato; per preparnre inlirie le nuove probabili discussioni intorno al gravissimo soggetto, altro modo non ·iscorgiamo efficace se non quello di un esame imparzia le e accurato della nostra situazione milital'e. Questo esarne fn fatto non b guarì nelle colonne del periodico L'Ttalia Militare in una serie di articoli i cruali, sebbene scritti giorno per giorno e senza pretesa, vennero racco Iti e pubblicati in un solo volume col titolo "Apptmti sulle nostre cond·izioni, milita·r~» . L'autore di essi, certo persona che si dimostra assai competente, volle così presentarci in un wl tutto la discussione di argomenti che, pur essendo ognuno meritevole di singolare considerazione, debbono tuttavia venire apprezzati nei loro complessi rapporti. L'importanza e l'utilità di questo lavoro ci sembrano grandissime, sopra tutto perchè in esso la questione mi litare è posta ne'suoi precisi termini; ed è appunto ciò che più importa nelle presenti circostanze. Se pure dissenziemi su alcuni punti dalle idee del!' autore,.

CONDIZIONI MILITAHI

non si può a meno di riconoscere che rare volte, ed anzi mai, fu posto a nudo lo stato reale delle cose e fa tta la enumerazione dei" bisogni militari in modo così completo. Riconoscendo il molto di bene· c,he fu fatto, senza d'a ltra parte nascon'tlere od esagerare le imperfezioni esistenti, e quindi senza alì menwre pericolose illusioni o timori · ingiustificati, !;autore svolge l'esame cl.elle nostre condizioni mi litari non solo preoccupato dalle esigenze della difesa nazionale ma eziandio delle condizioni economiche dello Stato. Per una parte egli dimostra come l'attuale bilancio ordina.rio della guerra sia insufficiente alla completa applicazione delle leggi mi litari votate dal ,t87~ al ,J875, e come si dovrebbe alla misura di ·165 mi lion i, delle colonne d'Ercole, sostitui re qLiella rli -190 inilioni che, a suo avviso c:orrisponde alle· vere esigenze militari del paese; per altra parte considera questa cifra cli ,t 90 mil ioni corm una meta da raggiunger:'-i, quando circostanze diffici lissime, di cui è dovere tener conto, non vengano ad intralciare ogni opera di migliorarnento. Nessun~ ha mai potuto pensare che i limiti delle colonne d'Ercole rimanessero immutabi li ; che si dovessero e si pote.ssero erigere a gi$t.erna qufli mezzi ed espedienti che fnrono consigliati da necessità inesorabili di bilancio; mentre all'opposto dadichiarazioni autorevoli fatte al Parlamento si è più voite riconosciuta l'insufficienza delle spose per la guerra . .Due concetti hanno predominato nello stabilire il nostro ordinamento di pace: l'uno, l'applicazione del gran principio del servizio obbligatorio; l'altro, l'aver istrntta e preparata in tempo di pace nna, fo rza tale da poter ott.enere una data forza sul piedr di guerra . Quanto al servizio obbl igatorio, bnsti ricordare che dovnnque esso esisle si hanno rnoltepli ei <l iilìcolti1 per appl icarlo, aggravate per noi e qnasi rese insnpcn\ bili da lle condizioni del nostro bilancio . Passiamo subito al secondo concetto del nostro ordinamento di pac(~: esso, qual e scaturiscr~ dalle proposte, dalle dichiarazioni e discus$ioni, \ parlamentari, e dalle leggi votate, fu sempre quello di avere un esercito di ~· linea di circa 330 mila uomini, costantemen t<{ e rea lmente prnscnti; un esercito cli za linea di circ;i ~50 mi la uomini per la di- fesa interna dello Stato, ed occorrendo anche per far parte delle armate in· campagna; e quello e questo alimentati da relative ~orze di ,,.1,. complemento; < 1<l infine una milizia territoriale, per conr·orr-ere alla f. difesa interna dello Stato. In conseguenza l'ese;'cito di ~a linea, secondo le forma zioni di guerra, deve esser<~ ordinato in ~ O corpi d'armata e ~O divisioni ; la milizia mobi le in 1O divisioni; e la milizia territoriale, dati i mezzi, potrà,


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CONDIZIONI MILITAR I

probabilmente essere ordinata in unità territoriali, compagnie e battaglioni. Questa è la base del nostro ordinamento militare, secondo cui tutto è stato predisposto: le formazioni delle unit.à organiche in pace, la c.ircoscrizione militare territoriale, le provvi::;te di arn'i!, eq uipaggi3menti e materiali da èampagna . Non c'~. nessuna ragione per abbandonare le basi di questa formazione armon.ica, simmetrica, corrispondente ad un rno(ÌCnito e discreto piede di aru1amcnto del nostro paese; ragioni ccouomiche possono sconsigliare dall'oltrepassare quel piede, ma d'altra parte sarebbe grnvisgima imprudenza diminuirlo. Ammesso arlnnqnc l'esercito di prima linea, quale fu prestabilito, cou viene che 1rnlla sia trascura to per metterle, in grndo di fare dfl,goamente il suo dovere. Se non possiamo per for~e ed apparecchi militiiri porci relativamente al livello degli nitri grandi Stati d'Europa, provvediamo almeno a re11d1-ire eflìcace per la difesa il nostro ~istema nei limiti in cui fu fissato. Or bene: f(llill i sono le condizio'ni cni devesi soddi:;fare per mettere il nostro esercito in grndo di lottare con prohabilita di successo? L'autorn degli App·u-nt-i, ,~cc., esprime cosi per sommi capi quelle .;:ondizioni : « ·1° Che l'esercito uella forza riconosciuta uecm;saria, sia solidamente i11q11adrato e· clH1 le varie armi che lo cornpo11gono sia no conven ientemente disciplinate ed istrntte; epptwciò conviene avere dassi di i" categoria in congedo, in qùanti ti1 sullìciente per assicnrarc il -passaggio :m l pi ede di guerra, in mo(lo dn portare i11 campo tutta la forza prcstabiliti1; conv-iene che f[n estc classi in congedo siano qua lche volta richiamate per la istruzione ; conviene inoltre di avere truppe di compfcmento suflìcicn ti per tenere sempre a numero la forza (!clJ'esercito comhn.Uentc; « 2° Che l'esercito ~ia convenientemente armalo ed errni1la•«riato·. 'l e, ,3" Che l'c$ercito ,,ia preparato in modo da potere funzi o11are tanto in tempo di pace quanto · in tempo di guerra coi medesimi elementi di base, e che le modificazioni da apporvi al momento della rnobilit.azione siano le minime possibili; <• ,\.° Che le operazioni di mobilitazione possano riuscire facili 13 spedite: cpperciò che queste operazioni siano poche e semplici, e che i mawriali occorrenti siano sempre disponibili e convenientemente ripartiti; « ri° Che l'esercilo di seconda linea sia formato in modo da poter i:")('

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evidentemente rinforzar.e davvero J'esernito di prima linèa; e che la milizia terriloriale sia in grado di soslituire i presidii ordinar~ e!~ fortezze; " 6° Che ii si:;tem:1 di difesa del regno sia coordinat.11 in modo da fornire valide barriert~ agli sbocchi della frontiera terrestre; le coste siano difese oonvenientemente; si abbiano nell'interno punt.i d'appoggio e centri di risors,1 tali da permettere in ogni caso all'esercito di trattenere un nemico iucalzantc, assicurando alle nostre truppe i necessari riforni menti; infi11e che tutto sia convenientemente disposto perché, all'evenienza, l'esercito possa prendere una vigornsa offensiva » . Nella prima di dette coudizioui sono compresi molwplici problemi relativi alla· bootà intrinseca cd al munero del la forza dell 'eserci to in guerra. Si affaccia anzitutto la quistione della Ìt,truzione dell<~ trappe: le somme all'uopo ·impiegate s0no sullìcienli? Per rispondere, occorre vedere qunle sia e qnale debba essere la forza sul piede di pace. Fino dal ·181::l, in base alle leggi del reclutamento ma prima delle ullime modificazion i, si ritenne bastevole una .levll cli 65 mila nomini. Ora giova os«ervare dw oggi rprnl co11tingentt rii leva è esubernnte; perchè più non nsiste l'affrancazione inediante pagamento cla l servizio di 1a categoria, uou più si forniscono uom ini nlla fanteria cli marina, ed i} più rigorosa h scolta del contingente. Si potrebbe adunque climi-· nuirlo di qunlche migl iaio d'nomihi, senza detrimen to delfa forza di guerra, ed 01.tenern così uua sensibile economia. .Ln forza media ::;otto le armi in terri'po di pace dovrebb'essere, compresri le classi permanenti , ·di 2,11,000 uomini; oi·a le somme accordate al bilancio baslano appena per mantenere in tutto 190,000 uomini. In co11scguenza non possinmo tenere sotto le armi i :eontingemi per il tempo previsto dalla .legge; siamo coslret.ti a far giungere la nuova leva nl la fin e 'ili gt~nnaio e a licenziare la classe anziana nel settembre. G·li uomini dell'ultima .leva non sarebbero quind i in grado, nel!a pri mavera , di entrnre in campagna! Per questa ccl altre cagioni il PHrlamento ha più. volte raccomandato al Governo dì trovare modo di anticipare la chiamata della leva. Per poter fare la chiamaw al •I O 110vembre iuvcce che alla fine di gennaio, occorrono parecd1i milioni ; ed a ciò appunto potrebbesi far fronte, secondo l'autore, colle economie che risulterebbero da una conveniente riduzione del contingente di i" categoria. . Altri vorr<~bbero farvi [ronte diversamente, col diminuire la durala di servizio per una parte del con tingente. Ed anche questa proposta,

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LE NOSTRE

CONDIZIONI MILITARI

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è discutibile; ma qui si entra in un'a.ltra gravissima tfttestione, quella

,della diirata della f'erma in rapporto alla 'Ì,struzione delle truppe. L'opinion1{ dell'anonimo autore, è che sia preferibile avere 60 mila uomini con una istruzione cli tre anni, anzichè 65 mila, dei qun fi 50 mila con 3 anni e 15 mila con soli 2 anni d'istruzione, perchè la riduzione del tempo di servizio per gli uomin i dell'esercito combattente, -di 1a linea, /} una causa di minore golidità, una dimirrnzionc del coeffi ciente del .va lore intrinseco di questo esercito . Ma perchè si adotterebbe quella riduzione di servizio? Con essa non potremmo giungere a compensare colla qua,nl!ità dei combattenti la .quabità;. n0n potrnrnmo giungere alla categoria unica neppure colla ferma a due anni, poichè dovremmo spendere assai più per mantencrw due contingenti, rruali sono dati da lla leva, di ~ 00 a ,1,1 O mila uomini! D'altronde aumentando ia forza di guerra dell'esercito sarehhe necessario di mutarne l'ordinamcmto . Il sist<mia 11ttuale vuole quella forza di 330 mila uomini; a noi con\éienH non trascurare la quantità. ,Ora base dc~l nostro 9rdinamcrnto è nna ferma di-tre anni, vale a dire nn tirocinio cli tre corsi completi cl'isl.ruzionc; e ad ottenere tanto per gli uomini di 1• categoria siamo costretti ad appagarci cli truppe di eoniplemento con pochi mesi d'istruzione. Il nostro sistema i~ buono e dobbiamo attenerci ad esso . Che se ,i volesse la diminuzione ciel servizio soltanto ad una parte del,contiugente, senza l'aumento del contingente stesso, ne rjsulterebbero danni assai maggiori. La dura,ta media per l'istruzione del nostro contingente totale è di · / circa ' 20 mesi. La durata media dcll'i;,truzioue in Francia è di 32 rnt3si; ; in Gfmnania di 27; in Austria-Ungheria cli 27. Ma per noi ci sono anche circostanze di servizio, di dislocazione, di accasermamento, di pubblica sicurezza, 'le quali rendono l'istruzione effettiva sensibilmente minore della dtu'ata nominale del tirocinio medio. D'altronde C0fne e perchè, noi pei primi, clo:vremmo fare un altro passo sn fla riduzione del servizio? A CftWsto proposito ci sia di ammae:;tramcmto l'esempio di altre nazioni più potenti, più ricche, da Junghi anni saldamente organizzate ed esperimentate nelle recenti guerre .~olossafi. P~r formarne dci '·lmoni soldati, dobbiamo sviluppare in essi i sentimenti di abnegazione e di devozione, far loro conoscere. la vita militare e gli ordini dii disc·iplina. « P1msiamoci adunque seriamente su tale quistione; e risolviamola ~on abbarbagliati dailo splendore di princi·pii astratti, ma praticamente .m rapporto alle nostre vere condir.ioni sociali, militari ed economiche"·

La leva annua ci dà un Gontingente totale incorporabile di 110,000 . . -uomini; assegnandone 60,000. o poco più alla ·1• categoria·, ne riman,gono circa 50,000 per la 2a. ' Per ·questa forza della 2"' categoria si può ed anzi giova fare un ragionamento simile a qirnllo esposto sul contingente di 1• categoria. Pel rifornimento d'uomini alFcsercito di 1" linea in campagna, 50,000 uomini per ogni contingente sono esuberanti; basterebbero 25,000; ed il .Parlamento potrebbe fissare annualmente questa forza p1~r la 2a ca- , ,tegoria come fissa quel la del contingente di ·I• categoria. Ne conseguirebbe, che invece cli chiamare quei 50,000 uomini ad una limitatissima istruzione di 2 rnesi, se ne d1iamerebbero 25,000 ad una istr:uzionc di 5 mesi, come prevede la legge; di più c1uesto contiugent1i di 2,a categoria p,)trebbe giungere sotto le armi insieme ali~ rispettiva classe di ,1• categoria ccl insieme ad essa rieevcre l'istrnzione presso i reggimenti. Ma e.iù non basta per assicurarci in guerra truppe veramente so lide; océorre richiamare sotto le armi almeno una volta tutte le classi che rimangono dnrantH parecchi anni in congedo illimitato, per rinfrescar loro l'istruzione. A questo bisqgno non si può far fronte coi mezzi attuali del bi lancio della guerra . Quanto agli nomini assegnati alla 3a categoria, l'autore degli appunti non 1;rcde necessario, n/J uti le spender danaro per la loro istruzione. Infatti: stabilito il contingente di ,1• categoria ll 60,000 uomini, e quello di 2• categoria ll 25 mila, la milizia territoriale, di cui per leooe a far l)arte 7 classi tli ,1a e ·1 O classi dì :.ia categoria, \ ~e venoono o aivrebbe una forza nominale di ·1,615,000, ossia una forza effettiva certo non minore cli 1,'150,000. Questa forza è pilt che sufficient'O pei servizi cui può essere chiamata la milizia territoriale nel tempo di gncrra, e limitata a quella cifra renderà più facile la sua cos·ti- , tuzione. Non occorre quindi dar<~ una istruzione agli uomini di 3a 1 categoria; e sarebbe preferibile piuttosto richiamare per alcuni giorni J i soldati di 1" e di 2." categoria durante il tempo in cui appartengono alla milizia mobile . Ma vi sono altre quistioni palpitanti: .L,g,u~ell'esercito italiano devono pur troppo soddisfare a_l loro arduo còmpito in mezzo a circostanze assolutamente sfavorevoh. E prima si affaccia la questione dei sottufficiali. Oggi, per le mut.ate condizioni delle cose e segnatament1>. per la breve durata del servizio, l'esercito non puù contare che assai poco su sottuflìciali pro- ·

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LE NOSTRI':

CONOJZl01'1 MILITARI

venienti dalla leva. Si sono perciò istituiti i r~parti d'istrur.ione che per orn ci ·assicurano quanto al numero. Se non che anche tale questione è da considerarsi in relazione al bilancio. Per legge i nostri sottutTiciali hanno 1m caposoldo di lire 450 annue e possono ouenere una o più rafferme con premio di lire ·150 annue; la cassa mi lii.are, istituita colla legge 7 luglio 1866, deve provvedere a quella spesa ed i11oltr1: alln capitalizzazione dei premi delle rafferme. Di~grazi(ltamerlte questa cassa militare versa in condizioui clillicilissime e fra breve non sarà più m grado di provvedere al pagamento ed alla capitnlizzazioue delle rafferme. 0(1 questo fatto ne verrà un a()'rrravio iuevitabi le, indiscutibile, all'erario; se pure uon voaliasi ,·ii,~ correre ad 1rna ta.ssci mil:itare come fu altra volta proposta (•I ). Considerando i vantaggi asi;icurati ai sottullìciali , si propone che i sottufficiali congedati appartengano all'esercito di ·1" liuoa sino a 32 anni ; alla milizia rnobile dai :ì2 ai. 35; finalm ente lllla milizia territoriale dai 3!i ai i.O. Si as\:icurcrebbe cosi un uumero non indifferente di' buoui clementi all'esercito di ·1" linea ed alla milizia mobile, i quali colla legislazione vigente avrebbero, all'aLlo della mobilitazione, deficienza cli sottufficiali. UJ1a uccessitù del pari imperiosa è pur quella di migliorare i quarlri degli uilìciali. Non è giunto ancol'a il momento di chiedere, como sarcbu(' giusto, un aumento degli scarsi stipendi ; e per questo lato anzi non giova con misure limitate pregiudicare la questione. Ad altri bisogni è urgente provvedere: i qnadt"i ,in'Vecch:iano e soffrono, questo grido giu.ato alla Camera dall'on . Marsclli è ora ripetuto dall'Auwre degli Appunti. Abbiamo oggi un gra ndissirno sq ui Iibrio nelle carriere dei singoli ufficiali, per molti de' quali l'avanzamento è arenato e chiuso ogni avven ire; abbiamo pure una quantità di ufficiali, capitani e tenenti, ormai troppo vecchi, ed altri, sebbeue relativamente in età non ancora

avanzata, noo abbastanza gagliardi per sopportare le fatiche di una guerra. Non si pllò collocarli in riforma, Hl) d'altronde convencbbe. Abbiamo bisogno di provvedere anche ai guafui.delle Jruppe di _.!jiuea, poichè il rin forzo di alcuno divisi?ni di milizin _mobile de:ve ·essere seriamente apprezzato 11011 potendo disporre cbe d, un esercrto di ,t• linea di 330 mila uomini. Per quelle forze di 2• linea, por i servizi di tap pa, per le truppe destinnte a presidiare le fortezze ed event.ualmcnte a difenderle, possono essere impiegati ufficiali che pur non sarebbero aui all'e~erciLo di prima linea. l n questo conceuo si è rivolto il pensiero ad una legge por la così detta 2" posiz·ione degli ufficiali, posi1.ione intermedia fra l'attività e il riposo; ccl è da desiderarsi ch'cssa possa essere in breve presentata al Parlamcuto, per rimediare ad nna si tuazione che si aggrnva di giorno in giorno . Col ringiovanire i quadri 1legli ufi'iciali si verrù momentauca mente ad nccre;;cere le deficienze esistenti nel personale, converrebbe pensare fin d'or::i a colmare le lacune mediante un reclutameuto straordinario fra i sottoteuenti di compiemento od altri militari in date condizioni, previo un corso accelerato d'insegnamento sulle nozioni militari. più necessarie. · Occorre, ad ogui costo, rendere la carriera militare ambita. Occorre modificare il regolamento sulla legge cravanzamcnlo e rifare da capo a fondo la leggo sullo stato degli ufficiali. Passiamo all'influenza che hanno sull'istruzione della truppa le nostre conèlizioni di acc.asermamento, della dislocazione dei corpi, ed i servizi Hstranei. Le sommo (ìn qui impiegate per fabb ricati militari non furollù su fficienti a rimediare alle condizioni infelicissime delle caserme; cd i fondi ordinari non bastano neppure per la manutenzione e le ripar:izioni . Le nostre truppe sono alloggiate male con detrimento dell'i<Tiene e dell'istruzione. È adunque un altro bisogno nrgcute, pel quale ~anca no i mezzi nel bi lancio, quello di riparare le caserme antiche e fabbricarne di nuove. Numerosi sono i distaccamenti, continui i servizi estranei all'istrnzione militare. Abbiamo truppe stanziate in posti, in cui duraute quasi ;uita la permanenza sotto le arini esse non hanno la po~sibilit~ di prender mai parte alle manovre od anche sempli~mente a1 ca~p1. È desiderabi le che in brc\'e Yenga approvato rl progetto d1 legge :;ul riordinamento elci carabinieri, dal qua le si può sp_orare u~ qua~che sollievo alle truppe nei servizi estranei, in quello d1 pnbbhc.-1 s,curezz:i segnntnmente.

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(li Agli , .tppw1ti su/le nostre condì:ioni mtlitari ~ fa seguito una < N ota sulla taua militare • nella qualo si espono lo stato di tale questione in Italia e all'estero Presso cli noi per la prima volta si è accennato all'equità cd opporiun ilà di una tassa miliLaro uclla Rela'l.ione 80 maggio 1874 dell'onor. Jlarini s11l reclutamento dell' esercito. Veooo quindi categoricacnonto proposta In un progetto di leggo per modìfica zioa i al reclutamento presentato alla Camera dal minislro generale Ricolti. La commissione riferente &u quel progetto accettò il principio della tassa militaro, ma ne rimise la proposta ad un progetto ,11 legge speciale, cbe non venne poi per cause varie più presentato. Nello Nota accennata si t·l portano lo disposizioni ed i dati sulla tassa militare della legislazione vigente in Js,·iuera ed in Austria- l!ngherja, e si svolge quindi la qoestìona allo scopo di dimostrare come si possa e convenga risolverla nel caso nostro.

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A NNO XX IV , VOL, I V,

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CONntZIONl MILITARI

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LE NOSTRE

Giunto a questa parte l'autore ricapitola suoi concetti con questa domanda: « Di quanto, coscienziosamente parlando, bisognerebbe richurc la cifra nominale che rappresenta la spesa annuale del bilancio militare, percÌiè questa cifra fosse la vera espressione di quanto si spende effettivamente per l'istruzione della truppa e per la sua prnparazione alla guerra? » ... .. Dopo aver parlato della forza, della ferma e òell'istrnzionc, I' Autore procede a sviluppare altri punti della sua esposizione con .mo.Ila copia di argomenti, de' quali possiamo rilevare soltanto e rnpidamentc più importanti. « L'esercito d(we essere convenientemente a.unat~,3ç~ l!.'ip~ alo ». Sotto questo rapporto si è fatto molto, ma non tutto. Abhiarno :1:;gicurato il numero di H~OO fucil i del nuovo modello sufficienti per l'esercito di 1• linea. Con leggi in parte già approvate, ed in parte ancora in esame al Parlamento, sarnnno assicurati i fondi per avere nel 1882 complessivamente 660,000 · armi di nuovo modello, sumcienti per l'esercito di ·1 • linea (~ per la milizia mobile. Ultimate queste provviste conv~rrii continuare la fabbricazione di nuove arm i per la milizia territoriale, a[[a quale possono servire per qualchè anno _le armi trasformate, ed anzi meglio prepararci prima nna riserva p13r l'esercito e per la milizia mobi le, non certo inferiore a 2.00 o 2.;->0 mila armi. Quanto alle munizioni, le esigenze della guerra oggi sono maggiori; conviene prnparare Ile} dotazioni in misura tale da evitare il terrihile pericolo di flsporre l'c~crcito ad esser battuto per mancanza di munizioni. La dotazione di 220 cartuccie per uomo non ii suffici ente. Le dotazioni di cartuccie si riferiscono al bilancio straordinario, ' del quale questo studio non si occupa. M:a c'è nn /'atto pericoloso: per le eserc.itazioui annuali dfl l tiro al bersaglio consumiamo cartuccie delle dotazioni di risena . Così a quest'ora si sono consumati 100 milioni <li cartucce, donde la necessità di maggiori spese straordinarie per rimpiazzarle. Su questa via non è possibile persistere. Un calcolo esatto del consumo annuo .del le cartucce, tenuto conto dci bossoli ricaricabili, importerebbe la spesa annua di circa un milione che si dovrebbe l'a r gravitare snl bilancio ordinario.

· « Occorre ètrn l'esercito sia preparato in modo ria poter funzionare tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra coi medesimi (lle-

menti , e che le modificazioni ria portarvi all'atto della mobi litazione siano le minim e possibili ,1 . . • • Svolgendo ffUesto punto l'Autore insiste sulla as~~lut_a nece~s1~a d1 preparare o di assicnrci., e per numc_ro e per quahta, 1 c1uadrr d1 ufficiali in conrli7.ioni ria poter entrare m campagna e sopportare le fatiche di guerra. . Altre importantissime osservazioni si riferiscono alla cava!ler!a. \ Quest'arnrn ,ml piede di pace porta una l'orza di H- ,400 cava\11.. Sul piede cli guerra la l'orza è di ·15,HOO caval li,, dovendo fori~1~rs1 _ ,ìO plotoni guide. I 1ruali, per non d~pauperarc ali atto della mob·l.1taz10ne gli S((lrndroni dc' migliori cavalh, sarebbe bene fossero form~t1 fì~ dal. iem po di pace; se pure non si volesse, corne converrebbe, incaricare del servizio di guide i ca rabinieri a cavallo. . Per (finnrrcrn ai H'>,300 c11va[li se ne dovrcbbero avere circa ~8,000 su J pie~le di pace, cl'ornfo maggiori spese pBr foraggi e ·per le rimonte; , se pure non si voglia mantenere il piecle attuale eri entrare in campagna con soli 12,500 cavalli. Là 'lnestione delle rimonte è grav1ssnna; or11 anche per questo titolo occorre nna mnggiore spesa. Per accennare ,-olta nto al le proposte ch'egl.i espone categoricamen~e notia mo es:;ere ,no avviso che si debba, per assicurare i~ passa?gio al piede di gmirra, introdurre alcunr: rnodi~ cazioni n~lla s1<;temaz1011e del treno di nrtiglieria, colla formazione dt compagni~ ~uto~1omc del treno e rinnite in brigate; occorn~ inoltrn regolare la 1st1tuz1one, che fun7.iona giit hene, delle ~rtigli.~rie da rnont~gna. · occorrere11l l.e au mentare Qunnto a[l'n rma deI gemo, . il numero de'i reooimenti e portarlo :1 .i, dP-i quali :1 d1 1.appalori e 4 di pontieri, ri;~nendo autonoma la brig11ta dei forrovieri . Inlìne giova accennare 1111a convenienza di fo:mare, fin dal te~p~ di pace, delle comp~gQ]_~ 55istenze, come s1 hanno co~p_tig~ie d1 sa niti,, per ll$Sicurnre la formazione, al 010~1e~to .de!la rno?1li~az1one, di tutti i servizi di sn!<sis1enze presso le direz10ru, 1 corpi d armata .. . , e le armate. · D·iscorrendo quindi delle op(:razioni generali rli mob1htazt0ne, I autore degl i Appunti ammette completarnente il concetto gencra~e per .essa adottato. La questione del concentramento dnlle t_ruppe dt fanteria fu bene risoluta in vista della speciale configuraz1?ne g~ografica rr 10 Al sistema adottato corrispondono bene la ch,;locaz1one ordeI ·re..,, . cl· ·b · dinari~ delle truppe di artiglieria e di cavalleria e la 1str1 uz1one dei. materiali tutti necessari alla mobilitazione. l\fa anche a questo


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LE NOSTRE

CONDlZlON! MILIT AR[

proposito_ sono dcsider~hi!i alcuni perfezionament.i . Gioverel)be aumentare 1! numero dei d1st.retti mil itari , e!';sendovene . . . • . aie nn1· soverchiamente estesi. Altro vantaggio si otterrebbe rior ·si ·n,.nclo un nnt,co . · t 1 1 " sistema, se poss!b1le, quello cioè che. i soldati partendo in COJl'"e<l:O 0 portassero seco il loro corredo. Si potrebbero inoltre sollevare i distretti mil itari dalle O , , • · d' ··· l · pe1 aiaont 1 requ1siz1one e01 cava 1li cd affiélare <rueste alle brigate del treno . Inti~~ ~?nverreh_be a~me_ntare il n~~ero elci_ distre.t.!.i_12..r~~ali dj ~ob1lit~~or~e, . dai CJuah dipende la piu o meno facile formaz ione pc! piede d1 guerra .. L"_auto_re degli appunti sostiene tutte r1ue~ti:l proposte con, argomentaz10n1 stnngenti. . E necessario « che l'esercito di seconda linea sia formato in modo da poter eventualmente rinforzare l'esercito di ririma linea ,1 , I T · · . . , e cw a ~ni 1zw tcrri torrn 1e sia ru grado di sostituire i presidi ordinari e delle Jortezze » .

straordinnrio, eili si limita a brevi considerazioni; dimostra l'utilità ,delle fortilìcaz ioni che ri mane anche oggi, malgr/ldo le opinioni, con- · t.roverse; pa rla degl i sbarramenti delle Alpi ; si meravigl ia che siasi giunti all 'anno 1880 e le fortificazioni di Verona siano rimaste come nel 11866, cd anzi peggiorate, e che non siasi ancora pogto mano agli shanamenti della frontiera alpina nord-est; non si è ancora stabilito ,che si vuo l fare di Alessaudria , Piacenza , Bologna, ecc.; non si è sistemata ht difcsn continentale, quella _delle coste ecc.; conviene decidere la vertenza e parlar . d1iaro r~ che il pa·ese sappia quali spese. occorrono per le opere di di fesa e pei materia li di urtigl ieria necessari al loro armamen to.

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. A r1~1esto rign:r_do s_i è ~atto poco, perchè non si avevano all'uopo mezzi necessan ra<>ioni clol 1 ·. ' . m .b1lanc10 .. Eppure per parecchie . e . ))"1010 pensare • aIl. orgamzzazione della milizia mobile ,,·enz" [o ffU"I" .I ·, . ' CJU n 'I u l~ peree1

remmo I vantaggi del nuovo ordinamento. · In ~assato_ ave\1am? ~O reggimemi di fanteria a 4 battaglioni e 45 bauaghom di_ bersagl1e~·t; oggi abbiamo 85 battaglioni di meno. Se n_on s1 organizzano seriamente la mi lizia .mobile e la mi lizia tt~rrito1;ia le, _dal nnov~ ordinamento sarà venuto un danno alla fç,rza del1esem to. )fa ci• sono altre considerazioni Abolita l"'' o"U"l'd .· 1·,.u llUZIO• • ' • • < « llilfC, se non si hanno .disponibili riparti della mi lizia mobile 1 ,11 T. · e(ea 1~1 1w\ tern~or1a 1e, saremmo costretti a lasciare indietro numerosi d1staccamcn t1 dell'esercito di prima linea tJei servizi di (Ttl" r· l·· · .· I" , . . , . . t> « e w, pe1 pres1c 1_nelle grnuc1I c1tta e nel le piazze fort 1. · , mobile . .occom~: creare i quadri; formare Ji n d,.l ... te rnpo . Per laI m if izia d1 pace e unita m1nor1, compagnie e battaCTfioni· pre•)"J'"re · lt · · , . . . n , . t"" 1110 'l'O I quadrt per I eventuale formaz10ne III riparti mac,aiot'l. 1·n CTf" d. ·i: . . . . . 1:lO , v uri .l Ufll ..1 , Quanto alla nuhz1a terr1torrnlc, il cui ordinamento 51· colfe,r l·· · on CO i'on1·marnento . deIl a m_ihz1a comunale, l'autore degl i appnuti tratta a fondo'b'[la· questione e .gmngc alla conclnsione: che se si voo-lia . l , . .., , 1ence1e j 11ec1ta 1'organizzazione di quelle milizie, non si debba poss1 · 1 e e più so -i... J tener conto della 3a. categoria, da considerarsi cpiesta tutto al più come una rnerva d1 complemento cfolta milizia territoriale. L'ultimo argomento è quello della sistemazione della difesa del teni' torio. Su ciò, riferendosi la materia non al bilancio ordinario rrrn allo

Le proposte contenntè in. questi ap punti sono dall'autore cosi recapitol:ite: « Crediamo che, per una con veniente applicazione delle nostre leggi di rcclntamcnto e di ord inamento, le <[lHl li hanno per sco po di darci nn esercito combattente di prima linea di 330 ,000 uomini, ed un eser-cito di · seconda lirn~a di ~ 50,000 uomini più una sufficiente milizia teritorialc occorrerebbe: « -1° Hidurre il contingente ordinario di 1,, categoria da 65 ,000 uomini a .quel numero minore (60,000, per esempio) c.he si presume , possa essere :mfficiente per assicnrarc con 8 classi la forza stabilita per il piede di guerra del nostro esercito cli prima linea . Con tu! sistema si otterrebbe una economia cli circa 5 milioni sul sistema .ittnale, la quale perrn1merebbe di poter senza aumeoto di spesa chiamare la leva in novembre, assicurando così una buona prima istrnzionc dei nostri contingenti, e seconclando un voto tante vol t<~ espresso in Parlamento: « 2° Chiamare aun11alme11t.e all'istruzione soli 25,000 uomini di 2,a categoria, anzichè \.7,000 come attualmente; poichè la chiamata <li 47,000 uomini è di molto esuberante ai nostri presuntivi bisogni mentre chiamandone sol i 25,000 , si potrebbe, colla medesima :;pesa, anzi co n spesa forse al!iuanto minore, rla re ad essi un'istruzione molto . più proficua; << 3° Portare in bilancio la spesa necessaria per il ve:;tiario di questa 2a categoria; « 4: 0 Richiamare annualmente una classe di ~ a categoria in congedo, per rinfrescarne l'istruzione, e più propriamente la classe 6a ·.cioè quella che ·si trova in congedo da due anni; « 5° Rinunziare per ora a <[ualnnque Ìdea d'istruzione .da darsi 1


LJ:: NOSTRE 418 • alla 3,i categoria; essendo, in ogni caso, a ciò preferibile di ricliiamare per l'istruzione una classe di ~a e 2" categoria nel tempo che appartiene ora alla milizia mobile; « 6° Stabilire il massimo rigore Mll'acccrtarf! le cond izioni fi:-i che degli inscritti di leva, e migliorare nei limiti del pos:;ibile il vitto della truppa; « 7° Himeltere con qualche pròvvedimeuto la ca::-sa militare in condizione di poter far fronte ai suoi oueri, e ciò median te un asseguo alla cassa stMsa del Lila11cio dello Su,to, a meno che si osi affrontare euergicamon tc l'istitnzione di una tassa mi,litare, ciò che crediamo sarebbe couvcnientis::;imo; « 8° Ohbliga 1·e i nostri sottufficiali in co11g-edo a servire, in e,a so di richiamo, nell'esercito di ,fa linea, nella milizia mobile o uella milizia rnrritor.ialc, a seconda della loro età rispettiva; ma in pari tempo converrebbe pensare ad ass'icurare a quelli clte rimasero lungo tem po sotto -le anni un impiego stabile all'atto del loro congedamento , in nna delle amministrazioni dello Stato; « 9° Aumentare: le compagnie nei battnglioni 11'istruzio11e per ridurre la forza delle compagnie stesse ed assiturare sempre più nna buona isu·uzioue ed educazione militare dei giovani che devono poi e:;sere i sottuHiciali del nostro esercito; « •10° Addivenire, il più presto possibile, anzi imme<liatameute, alla sistemazione rlci quadri di ufficiali dell'esercito, assegnando agli ufliciali troppo avauzati in cti, , ed in condizione di ,alttlù non abbastanza robu;;te per il -servizio attivo dei reggimenti, una posiziouo più conveniente al loro stato; « ,H" Per colmare le defi ciem:e già esistenti e quelle altre, che, per effetto dclfa disposizioue di cui :ill'alino11 precedente, verranno 3 verificarsi, istitni rc un corso straord inario per reclutamento . di ulliciali, al quale potrebhcro essere vhiarnati sottotenenti di complemenLo, od anche 111ilit.ari di trupp:.i , i quali si trovassero in detenniuate <:oodizioui di età e di coltura generale; « ·12° Rivedere la leggo su lle pensioni militari; ,, ·13° Hifare la legge :mllo sta Lo degli uflh;iali , .per introdurre nella medesima le disposizio11i relative :.i quei personali miliiari, i quali , in conseguenza della legge 30 settembre ·1873, hanno ottenu ta la qualità effettiva di uffici::di; " 1,\. 0 lliveden• il regolamento d'avauzamento, allo scopo principalf\ di regolare il recl1.1:tamento e l'avanzamento dei personali stessi indicati all'alinea precedente;

COND!ZTONI MILITARI

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" ·15° Sistemare le caserme .per la truppa in uu modo più conforme alle esigenze vreate dall'adozione del principio del servizio obbligatorio, e portare iu bilancio una somma sufficiente per il loro buon mantenimento ; « ,16" Trovar modo, mediante una conveniente organizzazione dell'arma dei carabinif~ri, di diminuire i servizi di pubblica sicurezza della loro istruzione, le truppe devono preChe , \a b"l'ave detrimento , stare; « 470 Portare annualmente sul bi lancio ordina.rio della guerra la somma necessaria ad nua couveuiente istruzione delle troppe nel tiro al ber~aglio; . . . " 1go Anment:.ire il uumero dei cavalli da sella del piede d1 pace della nostra cavalleria, se vogliamo effettivamente portarne in campagna il numero totale che prevedn l'istrnzione sulla nostra rormazione di guerra; , . . . . " ·190 Assicurare sin dal tempo di pace la formazione I.Il caso d1 uuena de"li v occorrenti plotoni di guirlc; " 20° Aumentare le spese annue di rimonta, $e si vuol conservare i nostri cavall i tutti in 11110 stato eostante di buon :;crvizio; " 21 o Si,;temar·e regolarm~nte l'artigliera da montagna; " 22" Separare il treno per i servizi genernli dell' esercito in vampagna da qudlo d'aniglièria; . . ,, 2ao Ripartire l'arma del genio io !~ reggimenti: tre rlei lfuali di zappatori ed uno di pontieri; " 2,~o Crnare le neces;;atie compagnie di snssi:;tenza; « 25" Semplilìcare aucora il servizio dei distretti, togliendo ai medesimi l'incombenza delle operazioni di reqni:;izione dei quadrnpedi in easo di gucrr;:i; " '260 .Formare i quadri di milizia mobile e preparare la formazione della milizia teniwriale; " 27° Si,;ternare la difo~a del Regno, provvedere lutti i materiali d'artiglieria accorrenti alla mede:;irna, in relazione ai progressi della scien~; mi lit.are, e portare annualmente sul bilancio somme su(licient.i per il loro mantenimento in buono stato; . .. ·« 2.8° Finalmentù provvedern l'armamento ed il mun1z1onamento delle trnppe, e tutti i materiali di equipaggiamento_ cd altri i_n quantiti1 tale da csse,:ù sicuri che in caso di guerra 11011 Jaranno difetto >>. Qnali sono le conseguenze di queste proposte pel bilancio or~i_n11rio della guerra? Messa a parte la somma occorrente per la C:JSSll m~lilare, il bilancio della guerra ordinario dovrebbe giungere :.id una cifra Ira ~


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CO NDIZIONI MILITARI

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LE N OSTRE

i 182 e 190 milioni. Questa cifra fu previst.1 dagli nomini del Parlamento piil autorevoli nella rruistione mil itare. L'autore chiAde, come gi/1 si è accennato in principio di rruesto studio , che alle colonne d'E,rcole di ,165 mi lioni siano moralmente sostituite quelle di 190 milioni , meta da raggiunger::;i quando non vi si opponga forza maggiore cl'imperiose circostanw. Anche rnggiunto qnl'l limite, il nostro bilnncio militaro ordinario rimarrù pur so111 pro 11ssolutamente e relativamente inferioro a quello della maggior parte degli altri Stnti d'Europa. Jt necessa rio raggiungere quel limite per non mantenerr.:i su lla via pericolosa ,i da rrno·a elci ripieghi. )fon si possono erigere a si;;tema gli espedienti. Uo :iltro errore i! quello delle ferme progre•si,e capaci secondo gli uni cli provvedern ad ogni cosa e darci mezzi da ch iam:ire un contingente cli 10 a 75,000 uomini od avere un esercito di 400,000 uomini. 1t ev idente che la minor spesa di una riduzionr, di forma non può servire n duo scopi. Ma vi ha di più: portando l'esercito di prima linea a 400,000 uomini, sar/1 necessnr10 rifare tntto l'ordinamento, poicbè tutt,o ciò che abbiamo ora ordinato e previsto, proporzione delle armi cornbauonti, armi, materiali, arredi, ecc., è tutto relnti vo ad 1111 esercito di ;rno,ooo uomini. È necessario tern1inare queste q11istioni, n toglierci da uno stato di febbri le irrcquiotez1.a, di stnbiliro l'e:,;ecu1.ione della nostra legge cli reclutamento, quale fu volata. Se nou la si crede buona, lo si elica · e se ne fa ccia un'n llra. È certo preferibi le non mutare; ma se pure lo si ,uole , c'i: una :;ol uzioue accottabile. Si modifichi la legge ; si aboliscn la 2a categoria; si l'ichiamino annualmente alle armi 75,000 uomini di ,Ja c,H<~goria, dei qual i 60,000 scrn1uo por tre anni sotto le anni, o per tre periodi comP,leti d'istru1.io11e, o dehba110, in easo di guerra, formare !"esercito di ~· linea; gli altri ·15,000 uomini servano un anno e formino lo trnppe di complemento. Questa sarebbe un'orgnui1.zazio11e vrm11nentù so lidn, scevra affatto dagli inconvenienti della ferma progressirn, poichè gli uomini deil'cscrcito di 1° linea avrebbero un'islrnzione di tre an11i, e le truppe di complemento di un anno. E questa orga11iuaziouo non costernbbe di riù di rruella attuale. Molto iucom pletar11ente abbiamo riassunto qtwsti Appunti sulle nost1·e condizioni mi/.it-a,·i. Giuuti al termine noi ci limiteremo acl esprimere un desiderio: che da parto dogli intelligenti dello cose militnri si abbia sempro il coraggio di dire al paese la veri tà schiella e senza passione, com'è detta iu questo libro, piccolo rli mo le rna ricco di sostanza. Chi nou s'intende di milizia, ed ha mano nella cosa pul)blica, legga 1

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e med iti seriamente quella esposizion~ ch_iara ~ eh~ da t~tti può ~sser: com resa. Sì , l'esercito ha dei grandi bisogni, a1 q_uah ò _deb1t~. ~ . p me di soddisfare· ma sopratutto ha bisogno d1 stabilita. ' . chè può interesse co1m Diremo infine che questo libro è una b?o~a azione,. P:r .1100d _ no di condurre chi le"gc alla convinzione: che , bisogm, o . ur a me l;) cl · otto pena d1 roenti della difesa esistono e bisogna provve ervi, s . .. . . ~ina/e le istituzioni e di espone eventualmente ad irreparab1\1 pericoli l'indipendenza della patria . M.. N.


LIBR I E PEl'l.lODIC I

LIBRI E PERIODICI

Tabelle rel a tive all~, costitu~ione €lell'esercito russo. - Corpo di stato maggiore (Sezione statistica). Roma, tipografia Vogh era, 1879 (1). ·

Cou ~ruesta pubblicazione può dir:;i comp iuta la parte più import.ante d1 una serie di opere statistiche, assai interessanti per 1'13sercito. L~ nostr,~ Rivi.stci, che applaudì al primo loro apparire, non puù che allrettars1 a mandare un sa luto di vera lode a questa, la qua le, sebbene ultima venuta in luce, può considerarsi Ja maggiore 1folle sorelle. Infatti la molteplicità del le fonti alle quali era necessario ricorrere, l'immensa mole degli elememi dn accertare e dividere in classi, il complicato sistema ordinativo da prendere in esame e la 11011 poca oscurità attraverso la qualH faceva rrH15tieri ,li proceder11 in così ardua investigazione, erano tali difficoltit , che tanto più giova di far risaltare, quanto '.n.aggiore può apparirne il merito di averle egregiameute supernte. E, dicrnmolo pure, non ì) senza una grata meraviglia che abbiamo trascorso le pagine di questo volumetto, contenente tutte le notizie riflettenti la potenza militare russa, raccolte e messe in ordine con una diligenza coscienziosa ed illuminata chu meglio non poteva riuscire nel sno inten to. IÈ proprio lavoro originale in quantochè gli altri eserciti non ue contano uno , imile: e certo riuscirà gradi to anche agli ufficiali rnssi ,

(I) Si trovano in venllita al comando del Corpo di stato maggiore.

i quali trovera.nno uu com pleto prospett? del loro ordinamento militare, una buona guida, utile a parecchi. È superfluo poi di spendere molte parole per dimostrare d'.e a chiunque segue g:i studi degli ordini milit"'1ri com~arnti , ~Ju~sto hbi;~ è indispensabile, perchii se agevole possa parere a1 so~crt1 ncc~cator1 il procurarsi i dati occorrenti intorno a taluni eserc1t1 . _<m.rope1, tale agevolezza non crediamo sia estensi bile, per difficoltà tl1 lrngua, per scarsezza di not.iiie 1: per scrupolosa segrètezza ullìciale, a.I sistema delle l'orze guerresche tlcl pi tì vasto impero od ierno. Nè ultimo prcoio dell'acccuoata compilazione è cer.to la estrema. rnndièifa di prez::i , consentita soltanto dal carattere ufficiale del lavoro, ideato col pratico fine ili diffonderne l'uti lità. . .. Detto così del merito di queste tabelle, di vi,;e pure esse m tre ~a1:t~ ed un'appendice, ~econdo il piano medesimo adottato per le cons1m1lt pubblicate finora da l Corpo di stato . maggiore, fac~irun~ un~ bre~e corsa uol campo dei l'i,nltati per offrirne qualche spigolatura a1.letto_r1. Anche in Russia, com'i~ 11oto, da alcuui anni fu consacrato pr1~1-cipio dell'obbligo per~onale per tutti, a base del reclu tamento . Ora m che 1nodo lfuest'n ltimo ,;i effettui, in qua li epoche, con quali esenzioni e rirnitati , è 0011 la più strew1 sintesi esposto nel la prima parte. . Il continge11tc annuo è variabi le; ma notiamo che nel ·18?8 · ~opra un numero d'inscritti che nvevano compiuto- il 2.0° anno d1 eta, la cui cifra ascese a 759055, oe fu rono incorpora ti· nell'e;;ercito e nella marina 2·1;]087. La durata del servizio per le truppe regolari è di 2.0 nnni C:05Ì ri part.itì. 6 anni in servizio auivo; 9 anni nclln riserva dell 'esercito attiYo; 5 anni nella mi lizia. ' In massima le truppe irregolari, cosacchi dHI Don, servono pure ~O anni, cioè: ;] anni iu servizio· detto di prep;.1razione; ·12. anni in servizio effetti vo, di cui in tempo di pace tre '-Otto le armi e 8 in congedo illimitato; .. 5 unni nella riserva, e1I oltre a ciò 10 anni nella milizia. Il numero degli uomini dell'esercito attivo e del!a sua riserva provenienti dal reclutamen to al 5° gennaio cli ogni anno dal -1878 al; 1879, an no in cui la nuova legge compie il suo periodo di effettuaziorw, aorn1onta a 2358622:. La forza dell'esercito in servizio normale perrnane11te dovrebbe· contare:

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LIBRI

E PERIODICI

per le truppe regolari: 37300 ufficiali; di i ~ 3 ~3 mcd~ci: ~eteri nari cd impiegati; 3450,i,2 11omrn1 d1 truppa; per le truppe irregolari : 2508 11 fficìa li· di ,1,17 medici ~d impiega ti; . 83770 uomini di truppa'. Il bi lancio p~cve1.1ti vo del nwnslero della gnen a per. l'anno ,J 879 porta spesa ordmar1a e straordiuaria a L. 72626435'2 . D.alla. secon~a parte: che tratta dell 'ordiuamento rileviamo r.he 1·1 terr1 .tono dell'1rn pcro rus-o · , . . '. . ' 1,' d.,· I \ iso rn '11J. c1rcoscr1z1on1 militari delle ~ quah ,JO appartengono all'Euro1Ja '> ~11 a s·1'1"1··~ ·I ·t C . , 1 ., lu, · a J • , • ., . . ' " « ' auca~o ed 1 a ~ur,ke~t,Hl, . piu nna provincia particolare dei cosacchi del Don . Lest,rc1to fli tl'UJ)[)e rc<ro[ari .• r. , ,attiY(' , , 51· • compone come seoue· 9 reg0 imenti cl'1 r t · ,19 I ll ;:; · e di • , ~ ,. d ) . ·. art errn, ee n Guardia, dei granatieri lmea a 'J. battagl10111 su 4 compagnie; 36 battaglioni di linea separala ; ~2 .» . di cac('.iatori della guardia e di linea; . 18 rcgg'.mcnt, su ,\. SC[ttadroni di cavalleria della Guardia c1· 1· e _di co.saccl~t .del Don , ,inqn~drati nelle di visioni, più ,1 squ~dr~~:~~ co~acc!11 ~lell Ural della huarcha, 1 scpwdronc di oenrlarmi della G d' ~ uar ta e ~ di lmea;

Come sono costituiti i corpi d'arm;lta, le divisioni, ccc. qual'è l(l composizione tiella flotta russa ed in che modo è divisa nei diversi mari, apparisce in quadri ben ordinati annessi alla terza parte. L'ap pendice contiene infine notizie vnrie intomo alle onifol'mi, le arm i, le mun izioni ccc. in uso nell'esercito russo. Non possiamo chiudere questo cenno senza ricordare le due carte relative alla dislocazione dell'esercito rnsso sul territorio clell'impero aggiunte in fine al volume, le quali rap presentano, merci~ un'esat.tezza molto approssimata al vero, l'intimo nesso fra lo sviluppo delle forze militari e l'estensione dei dorninii di quello ~tato. Incoraggiamo tutti gli n ffi cia li a provvedersi cl i queste tabelle.

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Fer,·~,ute JTi,tell-i ~dla co,·te di Savoi.a ••el secolo x1r.1. :__ ~lemoria 8torica del barone GAUDENZIO· CLARE'rTA. -

~4-l\

ha.ue.rio. d'artiglieria, 2 batterie di razzi da guerra 2 ·1 / 2 parcln cl artiglieria d'assedio, cioè in tutto 3672 pezzi;,, , ,15 battaglioni del genio; 8 n di pont.ieri, più una compagnia; 4 » di fenov ieri; · 2 " di torpedinieri; 5 parch i da campo del' genio; !~ n » telegrafici; 2. n d'assedio del genio. Le truppe irregolari attive constano di: ,1 reggimento e 27 battao[ioni di' 1·antena • separa ti, più alcune ;:; frazioni di diverse razze di cosacchi· ,137 reggimenti, 6 sotnie scrJa;ate c1·1 cava 11 eria . e fraz ioni di1· verse ; 20 bau::iglioni d'artiglieria. Tanto al!e truppe T'(3"oiari . " , cruanto alle . n. .rego lan. b'1soona poi. acr~mngere ipielle di complemento, della riserva e d'ist '.' : . "1 timo la milizia . ruz1one, 111 u -

425.

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Torino, 1879 .

Frn la elena schiera degli ingegneri militari itali1111i che il lustrarono il secolo xvc e che la$Ciarono in cpia~i tutta Europa Wtccie duraturi~ del loro sap!~re e della loro valentia, non nltimo va annoverato Ferrante Vitell i della famig lia dei Vitel li, di Città di Castello nell'Umbria. Di lui giù scrisse estesamente quell'erudi.to che ru il professor Carlo Promis, nella memoria (< Sugli ingegneri mi litari che operarono e scrissero in Piemonte <lai ,1:100 al ,1860 >> pubbiicat.a nel tomo XII della 1lfisceUanea di storici ùalicina, Memoria nella quale, :;otto la forma cl'nna critica monografia, fece conoscere le opere architettoniche e di lavori compiuti da esso. I 11 barone Clar!~tla non vuol ripetere il già detto e il noto. Egli cercò e pubblica ora in elegante opuscolo, estratto dagl i « A.tt·i, della Heale Accndmwia dell1} soienze d:i Torino , ·oot. XT V», i documenti che illustrano un periotlo della vita del Vitelli, quello cioè in cui il valente ingegnere fn in Piemonte ai servigi di Casa Savoia . Recatosi e.olà nel novembre ,1562 dopo ripetute istanze e pel potente appoggio dello zio cardinal Vitellozzo, camerlengo di Pio V, giacchè il duca Emanuele Filiberto gli aveva ripetutamente fatto dire « che lo accetterebbe volentieri, ma che per lo presente non saprebbe « in che acloprarlo che fosse onor suo >> ebbe grado di. colon nello di


4-26

LIBRI

E P EH IOl.>lC l

tremila fanti di gente ital iana e presto venne manda to in F · · · · ·ss1mo · · rancia m ··soccors · · o d~ l re ct·1stian1 contro ì ribelli Uoonott Col· · · ' 1 1:> • , a « m ri« c?'.11pcn~a del valore, prudenza cd altre onorate e dco-ne Sl e . hta '> s1 accpns . t' ·1 . I d' . n·I t rruad' ,· .. . · o t Ltto o. l "o-.:mtiluomo di camern" d"l ,, cuca, 1·1 posto I COT1s1g1IOie '.ft. gu.ena e 11 grado di COIOnnelJO di trem iia fanti C tre~~nto c.a~'a.l~'. 1t~li,~nt'. concessi con patente del ·18 marzo ·1569 . , in r1_u1 ti \ Jtel(• Cl si presenta qna le un prode condott.iere ed es·icrt e coragg10so guernero. 1 La sna perizia nell'arte del fort ifi ca re sì rnanì resta nell'anno ,f;S 7'2 colle opere fatte costrurrn a Villanova d'Asti « boro-o che ave .0 « steu uto assedii e difese considerevoli nelle rruerTP<'.) d' . -': _v~ : · wseo- ·1 d 11·· . d. r:> , t quei g101ni " :s ~ -10ll 1 e . a mcar1co I compire ì lavori nella c1 · ' . ' 'ttac!elln · " e1·I 'l'orrno 1ottr a tcrrnme da ll'autorn del di$efl'no Frauci>sco p · non eone u b' J . . ,,, ·, ,. . ac1otto d. a . r . m~, e e a altri laYor1 fo rtificatorii e di 11erizie fouì rrti·, e 1: t. I q I I .. I . •1 ' ,t , 1/l . .ua. 1, • a v1 s1 •ta e cl• castello e della cittadella d'1\ri\'•v' t'".,a, O\C ., s·-oia .. • •recato Jle1 prnn, rnes1 del ,(ti13. dì fortificare ·'lfonclovì. non ·. l'l'.l rn·1Il e duca ,meditava . · · · , lll,'t r·111\) I- rc:;a 1 1a c1t1.acella ei , pcrcre 1 doveva so rrrer!' nel · ·to I . . l.I . . . o ·· :si eove giacevnno la cattec.rn e, 1a chiesa eh S. Domenico e l'l)r"to ,. u1· S. t\ ntonio, . rei 1. · ,., rio Iavori dovevano .essere. condoui con C·,<'lPr1·t:t e . , , COH una certa sro-1'1' , te1,1.a. ·1 I . · con grnnrk ncnm,~ e> ,1. . . Per d' . la prima cl1llìcolt}" 1 ( ucn stesso tratto .p,o_i 11c~ n ettamente colla Corte dì Roma e vinse i [H'eO'iudìzì cleO'li a •)1tant1. '. con• •nromcss1> co l · · e> r: · , ." ''. • 11 e onatw, , con persuasioni; pei secondi die~e ."!ca rico al Vitelli, 1! quale sep pe così ben fare spief)'ù t·rnta .assiduita e ' solerzia nel dirigere l'opera da lui ,J1',;co-11~t'n ·I n. • . r t ' ' e) CleJl1 Jl)(,Jl ~~ rent~, ~1orn,' pot_ eva :crìn~re ?I Duca , che l'artiglieria era o·innta t,u " a lorza d uornm1 s1 con IP , )· Il . , · rnan1. propne, . "'prima h ," . · · , :sr ,.t e :sue e n11c " c. e lo:s~e vent1trè ore » collocata a posto. il f~'.cilc it~m'.igii~are ii'. ~uauta !l'.10na grazia entrasse il Vitelli presso 1~1!11 . . uc~,. ama tot:' di. 11 01 . energ1c1, pronti e valorosi e che si compiaci:,v! .c1tcondars1 dei p1u distinti Italiani e stranieri . . E. ti n?me del Vitelli era già salito in tanta fama , che la re ubbl ica d1 Venew\ volendo premunirsi contro qurllc fl'ent' I d erano fl'lì Uscocchi chiedeva ad ~, ,· ~?l~b , a re e prec onc che ,. 1:> ., . •' ' .,ma nuc e .l' 11 erto che le concedesse 1 mgegnere V1tell1 onde provved('re seriamente Il r 'fi . . u· Corfù. ' , a e orti caz1on 1 · 1 (<

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Il duca aderiva « aocorchè con rnolto mio incomodo ,, eo-li serie> .veva, e lasciava partire il Vitelli , conserva ndogli i posti cd i gradi che teneva presso di lui. Nel •I !>76 esso . dava princì pì'o a quelle fortificazioni• ,opera « che se

dovevano accrescere la fama di Ferrante, involgevalo in contese non " poche ed in dispiaceri tali , che riu$Civano a rendergli acerbi i !'rutti, « che, in difcno loro, avrebbe potuto cogliere e ben procellosa la sua «missione». Il Chiretta si estende sn lluesto importante periodo della vita dell'ingegnere umhro, il r1uale compì in men di due anni un lavoro stupendo, che formò la meraviglia dei riguardanti e fu la disperazione degli Ottomani, essendo vano ogni loro sfono a sottomettere nn luogo reso inespugnabi le da lla natura e dall'arte. Egli pubblica numerosi 1locumenti inediti, coi quali dimostra ad evidenza, quanto abbia penato il Vitelli in 1ptella sua rni~sionc di Corfù, tanto contro gli nomini, quanto contro le cose. Le ricerche per questa inonografìa, hanno fatto ,;coprire al Claretta anche parecchie altre notizie cli non lieve ìn leres,c risgnarclanti altri personaggi. Cosi egli ci clii clei particolari scono<,cintì ri no ad oggi, sulla morte e $lii fnnr~ rali di 1~ernarclo Roero d' Asti,. am b::isciatore di Savoia pres,;o la Sercmissi rna Repu bblica di Venezia, che moriva in quella città il 2 dicembre 11578 nella fresca età di 36 anHi; ci tlà nnmerose itote illustrativfl su Fr:rncesco e Orazio Paciotto da Urbino e sn Domenico e Cesare T>onzelli, ingegneri iii servigi dd duca Emnnnele F il iberto; notizie nuovissime sulla vita 1: :mila .morte avvenuta in Salnzzo del maresciallo rii Francia Ruggero ,li 11dlegarùe; notizie hìografìche su Giuseppe Caresana da V1-ffcelli , governatore di Mondovì, sull'ammiraglio dì Savoia, Andrea PrMana di Leini; n<>ti?.ie storiche. $IL Cuneo, :'lfondovi, Vi i lanova cl' Asti; notizie diplomat.ìche con R.oma e con Venezia. Conchiude col riportare il giudizio del chiarissimo Promis snl Vitelli: ,e stato di famiglia principesca e guerriera, apparentato e.on persone non men valenti che nobili , ebbt~ il sempre grande ed allora grandissimo vantaggio cli poter direttamente eonferire col principe .senz' avvilire sè stesso, senza temer le. gelosie cli ch i glj era minore, senza tremare al pensiero cli perdere un nfftcio od nn [nero, ch'egli teneva più. aci onore che acl utile. L'ingegno, il valore, la l'edc avvicìnavanlo ai migliori, mentr·e la chiarezz;i del sangue diivagli la confidenza dei Principi; r,rescìut.o tra 11{ rovine <lì tanti Sta ti signori li e municipali sapeva le vie che comprimono le fazioni, ed assicurano la possanza d'un solo, nel suo c.arteggio apparrmdn egli ad un tempo ingegnere, consigl iere del Principe ed esecutore d1~lla sua volontà ». Qufl:-to accurato e coscenzioso studio dei docnmenli cla secoli giacenti negli archivi, l'abbiamo più volt.e ripetuto, riesce sempre utile. La storia, questa esimia maestra del presente/{ dell'avvenire, viene in tal modo corretta e presentata nel suo vero essere.

«


428

T., IBFII

I documenti ciel Claretta 11anno provato molte cose ,!ubbie ; hanno rischiarato parecchi punti oscuri e sparsa più viva luce su altri. Egli è perciò che ogni stu dioso deve essere ben grato a chi , potendo vivere quietamente nel dolce /'ar nien,te, oecnpa con tanto amore e con tanto profitto il suo tempu e il suo ingegno.

Die llee,•es• Jl'e1•.1.1P,eguug ·i u, B.1•ieg ,.,,.,, E't•ie,len

(Il vettovagliamentr, dell'esercito in pace ed in gue1·ra). Darmstadt e Lipsia, Ed uard Zernin, 1879.

Chi scrive è un impieg,1to, il qua le durante la guerra dd 70-7,1 fu addetto ad un-grande rnagazzino centrale e che rimase iu .Fnwcia molto tempo dopo la campag11a, per cooperare al ve1tovaglia111ento delle trupp? di occupazioue. !!:gli dice di aver osservato tanti e si grnndi guai, ai c1uali urge mettere 1:ip11ro, che è tla scusare se scuza rig1ia1·do as~ale il cod inismo del l'amministrazione militare tedesca e se chiama le cose pcl loro vero nome. Più che iunovazioui, ii una rivoluzione ch'egli tenta di l'ar accettarn nella maniera di nutrire gli eserciti vuoi in pace VLLOJ iu guerra. Cou stile caustico e severo biasima severamente la consuetudine tedesca di dare maggiore importanza al peso che alle qualità nutrienti del cibo del soldatò. Perchè assuefforlo a mangiare da otto a nove libbre al giorno di fori nacci, in gran parte patate con poca carne, r1uando la scienza moderna ha dimostrato chiaramente, che due libbre e mezza di· conveniente composir.ione, bastano a costituire una sana e suf'f:ìciente nutrizione, qualunque sia il lavoro dell'uomo? Egli paragona la cucina di pace del soldato alla cucina domestica di una fa miglia di prolet::iri, che vive dall'oggi al domani. La giornata di ieri ha lasciato nulla per oggi, e oggi non s'è pensato per domani. E cosi che il nutrimento del povero costa in paragone più di quello d~I ricco . II soldato è figlio dello stato, il quale anticipatamente ha stahiiito la somma da impiegarsi per il vitto; perchè seguire il metodo del miserabile che oggi non sa se domani potrà mangiare? fo quanto alla nutrizione cli pace egli non ci dice nulla di nuovo, poichè propone di sostituire cucine di guarnigione alle attuali di corpo. Questa è un'idea già diseussa or sono parecchi anni, ed a Vienna abbandonata dopo molti ed accurati studi. È vero che, egli aggiunge,

429 se ìo Stato non potes::;e essere l'impre,;ar10 di quest'azienda, si dovrebbe tentare il concorso privato, da l quale si promette mari e monti, pur che non si vada troppo a ritroso nel concedere uomini e facilitazioni daziarie. Noi crediamo che il suggerimento sia di poca pratica attuabilità; ma ~~n~iamo_ che ~i potrebbe lasciare maggiore facoltà ai consigli d'ammm1straz1oue cli provvedere in grande i generi occorrenti al mantenimento del solda to. Noi 11cquistiamo nl minuto ca ffè,zucchcro, vino, riso, olio, paste, lardo ecc. mentre consumiamo al)'ingrosso. Sta che la conces~ione altererebbe l'equilibrio giornaliero fra il dare e l'avere; ma questa non ci sembra ragione, per gettare in bocca a specu latori un'economia sufficiente a migliorare il vitto militare. . l\fa non è nella pace, in cm si potrebbe· con mi lle altri mezzi far meglio: bensì i~ in ·guerra che egli domanda un completo abbandono dei sistemi usati Jìno ad ora. La carne appena macellata e grondante sangue, il pane ammuffito nei vagoni, il sedicente vino o surrocrato che •si • somministra al soldato, quando appunto avrebbe bisocrno di :ua e) nutrizwne sostanziosa, non trovano grazia presso l'autore; cd egli condanna da cima a fondo il vettovagliamento di tutti gli eserciti. Con cifre, delle cruali sfìcla a negare l'esattezza, prova che durante la guerra il prezzo d'ogni genere subisce dei rialzi favolosi non uiustifica ti; perchè i comme:;si dell'intendenza pagano 80 ed anche ,f 00 una derrata che sui mel'C'ati dello stesso teatro d'operazioni vale ,1O, e qualche volta lasciano mancare quello appunto che ahhonda nel paese dove i corpi hanno st,:mza. Una libbra di carne durante la campacrua 70- 7,t costò allo SLato 2 marks ('I) e iO pf'ennige, mentre in tuu: la Germania e sul Reno il suo prezzo non oltrepasi-ò mai 70 pf'enniqe. Descrive con penna da mae~tro, sebbene noi crediamo a tint~ caricate, l'abbondanza ehe in forma d' intenniuabili treni carichi d'ocrni ben di Dio, segue i moderni eserciti, e mentre dispensa la piena del suo cornucnpio al le truppe retrostanti, Dea capricciosa , mantiene a stecchetto o lascia agli orrori della fame i corpi che da essa lontani non possono riverirla e corteggiarla . Cardine del sistema suo è la di pendenz::i di tutti gli uffici di sussistenza da un',unica ammin·istraz'ione ce.ntrale. Contrariamente all'opinione generale che in questo ramo dell'arte militare, forse più che in ogni altro crede necessario applicare l'assioma della divisione E PER'IOD IC I

(1). Supponiamo che parli del Mark d'Amburgo rebbe fr . 1,25.

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ANNO XXIV, VOL. lV.

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fr. 1,53 che se del bavarese sa-

29


LlBBI

lavoro, egli biasima il decentramento e ue. fa scaturire. tnt.ti i mali del vettoragliamPnto degli e~crciti . Attn:il111011te ogni corpo d'esercito, e fj nalche volta ogni divi~io1w, fa da sè; e da CfHllsL'affacce11òarsi di molti, senza direzione, senza scopi ben prnfìs~i, senza cognizione del ronc-01Lu strntegic-0 che vuol S\·ilu pparc il comarnlaute :-llfll'Crno, na,cc (a $110 dire) cllufusionc, agglomcr.1111cnto di enormi qunutitii di vi,·cri do,·c nou r1ccorro110, sc:irsiti1 <W(' fanno di bisogno, abboudama di fo1·aggi do\ e non vi so110 che pochi quadrnpctli ti penuria di pa111· dore sono riunite multe migl iaia d'110111in i. L'r11nministntz'ione cent'/·(lle , soln a dispOl'I'<' <li tutti i magazzini da guerra, unica inc0ttatric1•, arhitra as~olutn clell_P ferro,·io, dei trasporti e· telegra!ì, aiutat.1 eh commi•;;ari di lappa f' di lince, ;;ocondo i'anLore, dorrt'bbe ·opernrn miracoli. Al panr ordinario, fa bbrinllo coi l'orni di campagna che pAr quantn si:i · couo iu condizioni farorcYoli contiene da 30 a -i-O parli per ct>nto d'acqua, ,i sostitui,ca il biscouo russo, che ne contiene solo quat.tro o cinque e si consLll'Va due o tre anni. Esso c11sla poco più ciel pn110 ordinario, è di fatile conì'ozione e im ballaggio. e non Ya ,oggetto aò amniuffìr,•. Allo colo1111e si spedisca la carne giil macellata. Quaranta o cinquauta grossi huoi, pel trasporto dei riun ii occorrono olrucnn sei , agoni, danno 20,000 libbre di carne (cquirnlentc della razione ùi un giorno di 50,000 uom ini) e ponno cssero caricate su di un sol carro. Questo sin muuito di triple parnt.i; si ri empia di ~og~ tura lo spazio frn · la pri1na (esterna) e la seconda, di ghiaccio quella fr:i la seconda e la tP1'1.a f' la carne ~i con:c:errcrà frcsc::i per otto e,I anche dieci giorni. Snlo coll:1 giusta YL'ndi ta degli anrnzi drll,• bestir macellatr lo S ta tu rispann im·il dei mi lion i. Il c:iffè tostato come Yieue ori! tlistribuito gli ,;cmbra una rnisti!ìc.azioue. Pnrchè quest'al imento uervoso sia utile, ha a o;;;;erc pri!par:ito 1;on molto maggiol'i cure cli riuellc ch e si po;;suno atloperaro in campagua : In \'noie sostitnito da una buona e Yera essenza di caff~; essa non si guasta, è cli molto minore rnlume e di più facilr traspc,rlo. RigmH'clo alla prcparazio1fr del rancio in gn<'rrn mo! adottato il earro 1b C'ncina dol maggio1·e prussiano Teodoro Rocl0Yic1., del tinale dà la d(':'<Ti1.ioue f' che ci =-<'n1bra molto ~omigliante al nostro del maggiore lnviti. La cucina ambulante pron-cdcrù al Yitto rlci soldati nei giorn i che 111,n ;;i com batto; pei giorni di -bri ttaglia -sia antecedentemente distribuito a ciascuno un bel pezzo di arrosto freddo. Per ottenere quest'arrosto, che scherzevolmonte chiama una Ml'3 conserva,

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Pr.r n ru o1c1

prop?ne <li imitare i p~stori (~-iko.ç) delle pianure ungheresi, i quali cuo~10no la loro carne rn maniera rl:l offrire uu cibo squisito molt . scUJm:i nr,. dopo la. prcparàr.ione. Il suo oO'u,to non .51· alter',, tna·i , crua-e I . . ., unq_i!n ~ia . il re~1p1_entn in ~ui è cou:::en":ita : pentole, piguntte, botti ? ewmd10_ sacchi d, pelle di capra, tulio insomma può sen'ire per msaccarl! il !fnly~sh (_4 ), clie ha per sù il favore di un'esperienza se~olarn. Se vuol:,;1 po, per maggiore sicure.7.za continuare a c:iricare 11 soldato della razione di risrrva, gli si diano in tasca da ,f o 3 18 loth _(2) <l ,_ estratto <li carni), di prima ryualitit, tagliato in piccoli pc~z1., M<1s:1 rn boC"ca c~sì_ c·orne sono. rin_l'rcsca no e riuforznno; iu un po cl ac(111,t e con pur.h1ss11no fuoco s1 sc,ol,,ouo conditi cou qua Icl1e 1· o , grano r I poh'erc, danno u11 bnonis,imo brodo in cui inzuppar(i In galletta . l c.av,il li in guerra vnole chr, siano esclusivamen te untriti di conserva e pane d'a,·ena, facile a prepararsi e a cou~ervarsi· paolia e 0 ' fi en? l'a~b iano quando le co11dizioni rlol luogo lo pcrmetto:10 . . L ano1111110 autore cerca cli <limostr,wo a numeri cl1e col sno sistema 111 u_ na C..H11pag11a di ceulo giorni si farebbero trcceuto milioni di econo~rn. For5e è voler dimostrar troppo. Ad ogn i modo l'avere la dircz10110 rl cll'_.4Uge'.nei~e Jlli,/i,titr Zeitnug accett.1to qnesto scritto, che 8nnza com!)limcnt, ch iama più volte cudiM (Z6pfige) l'amministrazione tndesca, cl1mostr:1 che colà c·ome altro,·e si sente il bisogno di una raclica lP. riformn .

l.,eUJ'1et8e11 /'iii• ,ten ll.lute1·•·icl,t dei• 2ten lleitklt•sse

(Guida per l' arnmaest,·amento della seconda classe nel cavalca1·c) . - Darmstitdt e Lips ia , Erlnarclo Zern in, 1879. [I baroue di S1r_ombeck, m:.ggiorc ncll' 1'1 ° reggi mento ulani di Rrnndenburg, convrnt~ che l'istruzione regolamentnre per l'addestramento nel c:walca ro ::;ia troppo voluminosa e non scritta con la ch i:-1rezza necessaria per essere ben capita da i sottufficial i e allievi della 2_a class_c, ha ria_ssu_nto in un opuscolo di pochi fogli tulta I' equitazione ti, rwrnr.gg10. ,\ vvalora lo brevi osservazioni che fa ad ogni mo-

(IJ Voco ungherese cho si;;nifica carne prcpar~ta col pepo rosso. Chilog. 0,167624.

!2) 16 Loth rormano un prund prussiano

=


LIBRI

I:: PERIODICI

vimento, col giudizio del generale di cavalleria di Below, il quale nell'csc~rcito prus!-iano ha voce autorevolissima per ciò che riguarda. il cavalcare. I precetti corrispondono a quelli contenP.nti negli (!rt.icoli 4, ,i e 6 del 2. 0 torno del nostro regolamento di° esercizi per la cavalleria. L'appendice riguarda le cure che si devono avere pel cavallo in scuderia. Per la sua nutrizione sono ottimi accessori la calce, il sale e il ferro: quando il eavallo ne trova in sufficiente quantit~1, egli si mantiene in ottime condizioni di enrne e col pelo lucido. La c;:ilce gliel;:i sommi nistrauo le pareti della scuderia ; i I ferro, le mangiatoie e rastelliere, che consiglia coprire o costrnrre di questo nrnt.allo; il sale può darglielo il soldato senza spesa, ogni volta trovi dei grani d'avena iutieri negli escrementi equini. Si mostra partigiano caloroso della tosatura, che protegge dal troppo sndarfl e dalle raffreddature, e dice poter affermare per lunghe esperienze, che qualunque sia la fatica sopportata dal cavallo, gli si può tosto togliere la sella, purchè lo si copra col la coperta.

pronti alla bat.taglia. Verso le ,J,I 1/ 2 antim. il 90 corpo riceve ordine d'avanzare(~di fianchegg_iarc la Guardia che si dirige su St. Privar. L'auto1.'e segue pas$O a pàsso l',mluo nia glorioso ca mmi no dei suoi c?•npatr!otti. Ogni azione di valore, ogni :;lancio, ogni assalto parziale e rnfl~w la presa di St. Privat alla haiorrnt.ta, gli isp irano bel le e commoveut1 parole. 86 uffici~1li, 'i 37 sott.nJficiali e ,1H6 so ldati ·morti e feriti nella battaglia, .gli danno il diritto cli affermare, che il mor~ninento Ju inna lzato a ilei prodi, e clw giovani e ;cechi , gli Assiani s1 mostrarono degni tli appartenere all'esercito tedesco, principalH strumento dell'unità e grandezza della patrin.

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Beb•nclitu,1tt.gen. 'i.i,bea· ~.li,e 1;eict·e.n1,t1e:n tle1• J'raHzosiscl,.en Geweln•e .1i.r. '34 ·H11u.l 66. ( Considera-

zioni sul valore dei fiicili francesi m,odello 1814 e modello 1866) di F. v . HESSERT, tenente colonn ello e comandante cli circo.Io. -

Die Hessen in dei• Schlnclit 1Jon, G1•cn.•elotteSt. P,•ivcd ( Gli Assiani nella battaglia Gravelotte-

St. Privat). - Darmstad e Lipsia, Edoardo ·zernin, 1879. Sono poche pagine scritte pcl giorno 18 agosto di quest'anno in cui fo scoperto il monumento agli Assiani caduti nella campagna del 1870-7·1 . Non è uno studio tattico, ni! un brano di storia militare, che espone i fott.i nella loro relazione col nemico, col · terreno, coi mezzi ccc.; ma è un sempliee racconto, tutto cuore, tutto sentimento, tutto cmtnsiasrno . )~ra appena cessato il rombo del cannone della sanguinosa battaglia di :Mar,--la-Tonr, .e i porta- feriti affaccendavansi ancora a c~mpiere i I loro lngulmJ e pi etoso ufficio, quando J.a divisione assian~ (25•) sotto gli ordini del principe Lodovico, andò il 11 agosto agli avamposti, proprio in faccia a Gravelotte. Il 9° corpo , del qua le faceva parte, appoggiava le sue guardie di campo a un ruscello che da Rezonvillc scorre verso Gorze. Il 18 agosto ambo gli eserciti erano 1

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Darmstadt. Zernin, 1879.

Dacchè gli stud i mili tari hanno preso un indirizzo analitico, noi vediamo di frequen te libri siffatti, nei quali il lettore si pcrrle in un rnam di cif're, di minuzie, cli penose disquisizioni, per venire a conclusione non sempre esatte. Che il libro rispo!'da al titolo noi non lo diremo. A poche pagine, nelle rrua li sono designate le proprietà di tiro rfol fnc;ile fran cc~se modello ,1874, segue un:i lunga e pnziente descrizione del concorso del IX corpo d'arrnnta tedesco alla battagi ia di Grnvelotte. Questa è la parte principale elci libro; ·da questa esso dovea prendere il titolo. L'autore non ha trascurato nulln, percltè la descrizione fosse compiuta. La forza dei eomh:ittenti, la loro situ:i zionc nei diversi momenti dell:i giornata, le munizioni consumate, le perdite sofferte .... tutto è studiato sui documenti autentici, sulle descrizioni, od almeno ricavato a forza di rngionamento. E naturalmente questa parte ii la più svi luppata, la più importante rispetto allo scopo preso di mira dall'autore, il qua le volea mettere a risconfro i risultati teorici delle ai·mi da fuoco portatili con qnelli pratici realmente ottenuti in un'azione campale. E giusto appunto perciò la fatica dell'autore perde assai d'interesse. Se riesce dillicile il verificare pBrfino con precisione il numero coin-


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LIBRI

plessivo_ d~lle perdite ehe le truppe hanno subito dopo un fa tto d'armi, come chstrnguere quelle dovute alla fucileria, e quel.le dovute all'ar. tiglie6a? Come _sapore_ i~ .qual situa1.ione una data fr.11.ionc- di truppe l!a perduto Lant1 uomm1? E senza cli ciò, in qual modo porre a confronto le deduzioni ottenute per tr\cizo deg li esperi menti di tiro !'atti al bersaglio, con i risulwti ottenuti nel comba1timei1to? Dopo le proporzioni accennate a tal riguardo rial Ploenn ies un decenuio _addietro, uon fu più trovato nulla di più preciso per giudicare gh cf'.etti prodotti dalla fuci leria su l campo cli battaglia. A quelle proporz1on1 fanno capo ancora quanti t.rattano di tale argomento : ed esse !urono stabilite ,in modo piuttosto souHn:i rio, e prima chr: si combattesse la gnerra del 4870 . Di tali incertezze si ri sen te anche 1ruesLo scriu.o. Esteso, preciso, quando trnLta degl i effetti del fnci le francese nelle quaurn zone i1t cui divide il campo di tiro, es~o di viene conciso eil incerto quam(o vi mette a riscontro risulta ti di guerra. Anzi l'autore abbaudona per così dire l'argomento, e passa a parlare ciel modo di combattere odierno, delle rprnstioni, che si agi ffrno nel campo tattico, · cercamlo ad ognuna cl' esse una soluzione, e ci tandovi ad e;ern pio un hra11n della battnglia di Gravelouo. Resterebbe ,sempre a vedere se gli e::;e111pi tratti Ja un solo rauu d'armo b11stino a presentare i caratteri del cornb(lttime11to di una data epoca, e sopratutto se bastino ad architettarvi precotti tattici. Ciil non pare vero ; ma sarebbe una fortuna, se lo fosse. Se lutti i combattimenti· si somigliassero, o se ognuno d'essi cont.c1wsse i precetti sufftcienti a dirigere tutti gli altri , oh quanto sarcbbc resa più a/)'evo!e, pi LL semplice e pie1w questa .complicata teoria rlella guerra che abbraccia e fonde in sè medesima tanti e sì tlivor$i fattori! .A massime conducono questi libri paz.ien Li e minuti, dei ·ciuu li si comp iace la lettera tura militare odierna . Preso di mira uno dei tanti fenomeni, che si manirestano in quel fa tto complcsrn che è la guerra, lo si isola, lo si anatomiua, lo si sviscera iu ogni sua part-icolarità, trascurando le sne relazioni con gli n'Jt.ri rc-nomeni, clrn l'accompagnano. Intanto l'accidentale acquista una import11nr,a superiore a Llno!la che realmente può av0rc; l' intelligenza imrner6a ncll'anali:;i cli un solo reuòmcno, nou può sollevar;;i a studiarlo nella sua siutest; donde !p1ci dirizzoni, che prende di tanto in tanto l' istrnzione tattica, la qua le ora si dedica tutta allo studio dei terrnno, poi all'11rte degli aggiramenti , quindi a quella di manovrare sollo il fnoco , e tra5cnra di vedere

E PEHIODICI

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in ogni _aspetto quel complesso di circosla11ze, che co::;titnisce la battaglia. L' nl Li ma parte del lihro è la più uti le pc!' lHqucstioni , che vi sono acceunate. L'autore si lagua che il libro gli è cresciuto sot.to Ja penna. Ciò 11011 sarebbe a{'cadnto se avesse lasciato ,ml tavolino tuìia quella roba di ~tudi , e di disposizioni scicntifìclw, e storiche, che ~crvirono cli basr alle snc conclusioni. le quali il lettore avre.bbe ammesso fiduciosè1menLc, e scnzii richiedergliene le prO\'e . .

B i e Tlteflwie dei·

'JVtdu•scliei11e8 i c/!1,fieit. unii. Uurr

.1l ·H ,HJe~iifttn'Qfl ·i nn ~ebi,cle .:_i,es S cf~iesswescHs.

(La

teoria della probabili'là ed il siw i111pie,ço ?'kl tiro), Vit•nna. Sei·le·l, 1877- 79.

peì'

N. Worctr. -

L'autore cli qnesLa pubblicnione è pro rcssore di balistica nella ;.-cuoia d'nttiglicria a Vienna, e si propone di radunnre in modo logico qunnto fu scritto sulla worià di>lia probahilitit di t.iro . Per raggim,gerc lo scopo divise l'operi\ in dnc pani; la prima verte ~ulla teoria della probabilità, e la :;econda ,;nlla sna app licnzio1ie .il tiro. La terza parte a niodo d'appendice contiene sommariamente il metodo dcll'intc;.polazione col sistemn clei minimi C{uadr,1 ti. Tra le opi'we elw servirono • a lJase di qne:;to lavol'o p1·endono notevole posto gli studi del nostro Si:1cci.

lah

Jmie 'J'e1•lQMfe tle,r i1u Jtdu•e I! S :i s, 1noi1ilisi.1·te» ffi.. li.. ~·1·ie11i1en, vf>n Begi-1ue ll,e11· /YJ!,>bilisi!i•teng 6is ;?tu.ti .,,,1u•e3sc.l;;,ll•sse. ,vo,• de1n 1fi'ei.11ule 'IJHt-tl in F,,lge ·v @n ll•nnikTieéten (Le perdile delle truppe mobilizzate

austri'ache). - Vie nna, imperiale t ipografia di corte, 1879. La III sezione dd Cou1itnto tecnico ammini,Mati vo porge con questo lavoro un chiaro e particolareggiato quadro stntistico delle perdite sofferte nell'anno ,1878 dalle truppe austriache mohilizza~e per l'occupazione della Bosnia e dell'El'zegovina. Sono quattordici -gl'audi ta-

•


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LIBRI

E PERIODICI

belle offrenti le cifre dei morti ripartite per scontri, per località, per corpi, per divisioni, per luogo cli nascita e religione; seguono i feriti e poscia i dispersi indicati nella medesima guisa. Una tabella raggnaglia sui feriti che morirono durante l'anno e sui dispersi che rientrarono ai corpi; una sui morti e feriti dei quali si conoscono le circostanze che accompagnarono il fatto, altro infi ne danno notizia delle mortalità per malattie, divise e suddivis(~ comn sopra. Noi ci limitiamo a copiarn il ::;olo quadro che indica il totale delle perdite avanti al nemico, diviso per armi e servizi 1 tecn ici o amministrativi, e di segnalare le malattie che mieterono maggior numero di vittime.

45; le minori alln 33• che perdè nissuno, alla 31• con 1 per mille, alla 1s· col ,j 4 e alla 13a col rn. . La cifra dei morti per malattie nella Bosnia, nel l'Erzegovina e negli spedali dell'impero è di 2233 dal ,1° lngl iò al 3•1 dicembre 1818. Di questi ·1 OHS soccomb1~ttero per malattie del sangue : fra esse l'ileotifo vi figura con 9H casi: il petecchiale con 2L Le malattie degli organi della digestione fecero 455 vi ttime, mentre le feri te e lesioni riportate nella campagna uc rapirono soli 2.33, quelle degli organi respiratori ,168, e la tnberculosi e l'etisia ·161 .

DENOmN AZI ONE

Dispersi (1)

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Feriti

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Fanteria di linea. 42 8118 Cacciatori . 3 66 CaYallcria . . . . :J 38 » 2 Artiglieria di campagna. Artiglieria cli fortezza . " 5 » » Truppe del genio . . Regg. pionieri ( pontieri) »1 )) » ;j Truppe cli sanità Corpo del treno . . . Comandi e ammiuiscraz.

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2 2·1i 4 ti7 4529 ,'.{.686 1 ·I 0 28,1,1 " 8 113 358 37•1 )) ! ,l,J " 8 1 57 !18 :J I ,19' » » ·1 2·1 22 ·16 » » 1I 2·1 22

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Totale dei morti, dei - - - - - - - - - -1-·- -

feriti e~ dei dispersi

4.8: 935 12.8 3838 1

3 233 "179;5U06 ij•l85 1

La fanteria ebbe a sopportare 9/ 10 delll~p; rdite totali.

In prdporzione della media clei presenf.i e.;sa ebbe a lamentare ogni mille uomini 5,8 morti, 24-,6 ferit i. e ,i ,5 dispersi mentre la cavalleria ebbe rispettivamente 6, 7, ,1, 9 e 1,4 e l'artigli eria 0,r.>, 5, O e nissun disperso. Delle undici divisioni mobilizzate le maggiori perdite toccarono alla 36a col 65 per mille, alla .j a col 60, alla 7a col 57 e alla 2:2• col (I) Dei dispersi l"ientrarono ai corpi l ufficiale e 55 uomini.

1

1

JLeitf,ulen fii.•· den ll!'hde'!!·1•icla.t ,;...,. l:11 ion·ie11·,lienste (Gitida per Z'addestrmnento nel ser·1;izi·o pionieri) ad uso degli I. e R. I stituti mil itari e dei voìontari di un anno; per ADOLFO Puuc, capitano nel . reggi mento pionieri . e professor") àell'Accaàemia tecnico-militare cli Vienna. Vienna 1879.

In A ustri;"t si ha ~o·mma cura di rbre all'i nsegnamento negli istifnti mil itari di tutto .l'impero un indirizzo uniforme non solo in argomenti purun1ente mi litari, ma fJziandio in tecnici; all'uàpo si da incarico ad ul-lìciali distinti cfolla compilaz.ione <lei risp_ettivi libri di t.Hsto secondo un programrnà assegnato da l ministero della gtrnrra_. La cnra di scrivere. unn guida allo insegnamento del servizio pionieri per l'accMlcmia mili tare, di Wiener- Neustadt, per la sezione artiglieria dcll"accadcniia tecnico-mil itare rii Vi!'inrrn, per le scuole dei c,1eltitti rii fanteria, cl i cavalleria e d'artiglieria e per i volontari di un a11no, fvt iìffid.ata al capitauo Adolfo Pnlk. Il l.ìvoro, difficiln per le svariate cognizioni che si richiedono iu chi vi sr sobbarca, doveva riuscire ancor più sca broso per la condizioue imposta di adattarlo all'intelligenza di individui Hon Lutti dotati di ugu:il<{ istruzione ; l'obbligo poi cli attenersi più o meno scrupolosamente alle norme del programma, d'altronde indispensabile in questa come in tnttc~ le opere didat.tiche, non poteva accrescer lena all' autore. Ma lgrado ciò salntiamo l'apparire del libro del capitano Pulk, e sebbene non nbbimno sott'occhio che la prima delle tre parti onde il suo lavoro consterà a pubblica;,,ione finita, crediamo di poterne pro-


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E PERlODJCl

Ll 8lU

nosticar bene, memori del vecchio proverbio, che chi ben comincia è a metit dell'opera. E difatti il primo volume si racèornanda per l'o rdine e la cliiat:ezza con cui l'argomento è svolto , e p(m:hè l'untore /: rimasto l'edele al proposito di seri vere un libro veramente pratico, cioi:i rnouJq di astruserie tecniche cd invece ricco di nozioni utili. 1\'aturn lmcnte fra <rueste vo ne sono dì 'i,ncl-ispensab,i,l·i allri generalitil Liegi i scol:.1ri, e di meno necesoetrie e solo r iservate a Ile scnole ,m perìor i, ossia agli alunn i delle accndemie. Le prime souo staru pnte ~OH cara tteri g1·:rnd.i, e le seconde cou caratteri piccol i. [I primo volum0 i-.l sudd iviso in due parti prin cipali che trntta1w: la prima dei lavori precedenti le co::;trnzioni, qua li il tracciameuto, la misura delle li11ee, il livBlhrmento e la costruzione dei profi li ; e la seconda dei materiali e degli :strumenti ed at.trezzi da lnrnro . 1n distinti capitoli si pa r-la ivi delle terre, <lolle pietre, del legname grosso, del legno minuto, dei metall i e delle corde (; loro 1mion1. J>reme:ssi brevi cenni sulla loro natura e elassificnzione, seguono alcune rn?zion i sni diversi modi di ouenecc i singo li materia li, di l:ivo rafii e tli metterli i11 opera. Nessuno certamen te, s'auenrlerh c1i trova rvi 11ovi ti1; ma :rnche le cose note posso110 cattivar,;i l'n t.teuziouo 1rua1Hlo $0110 e:;poste con ordine e eh ia rozza . A questo primo vol ume faranno segui t:o altri due, dedicati : il :secondo ai lavori che a •norma 1loll'o rdi11ame11to militare austriaco :;0110 di :;pccialc competenza del reggimento pion ieri, ed il terzo al la prn:... tica del servizio, consta ndo di una raccolta cli terni con la loro solnziorw, per render sempre più evidente i'ap plicazione della teoria svolta nelle parti ehc prccc!letler o; inoltre un certo numero di proh!emi nella sfora d'azione dei reparti pio11ic•ri di fon teria, dei cacciatori e rli cava ll eria .

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vo~o servirn di bHse alla loro ap plicazione. Quale valore, domanda egli , hanno code.sti esercizi ginna:;tici per l'addestramento militare ? E qui prendo in' esame assai parti<:ohreggi;,i to i differenti movimenti dei n111scoli net piegarsi avauti, indietro, di fi anco ecc., n ne tr::ie la consegne!l7.~ì clw quegli esercizi sono assai uti li per 1·i11f!ucuza che ese~·citan~ sul l'azione dei rn nscol i, i qnali ric!'vono in sr.gnito ai rnedcs1m1 v1gnui e svilu ppo. . L'annnimo ,1U(Orn fo qni ndi llOlarù j vantaggi che possonr, tlcri1,are· dal l'uso degli esercizi gi nnastici all'istruzione dell 'equi tazione; ed osscrv,: a bnon dirittli come e:::si abbiano tm.1 gr;mt!e importama ez iaudio p<{r 11 ca,·ni1ere, perchù l'assetto in sella sul dorso dùl cnvallo richiede un'azione d1Ji mu:;col i ben differente ò:i quella Hùcessaria per 111 uovcrsi a piedi . Il rngolarucnto sull'istrnzione a ca va llo prc~crive ginstanrnnte ehe « anch.e snl w vnllo devon.ri escg,l'ire, qiwndo sia possibile, gN ese1·c1z·e rrimnastici » eppecò, siccome noi~ dctern1 i11a tali movimenti. ma lasci.a [l !l'istruttore li b,e!'lil di sccl!;1 ncgl j esercizi a piP.di eosì j'a,;tore SI cf\J unga di lllolto n e ì J'aCCCJ'lJ'l(ll'f:l H C[UCJl i cjie a $HO avviso SO ll O più. acconci a cavallo . A t.ale riguardo egli ri ie,,a i 1'\!<Jnisiti neco:;sari per un gi11sto assetto Ili ~olla, e preuJe specia lmente in esame quelle parti del corpo clic vengono a trovarsi iu immed iato contatto col cova llo, l'azione del~e gambe e dei piedi, ed infi ne qu<~lla delle braccia e delle mani. E insomma un piccolo volnrne di sole ,\2 pagine, nel quale l'autore svo lge la sua t.esi in modo completo, e che può intcre;,.sarc tu tti coloro ehe debbono occupar:.;i dcll'istrnzione delle recinte. Tntta vili per noi ilaliani ha forse una sncondaria importanza percl1è1 il nostro regolamento stabilisce in man iera tassn tiva sia gli eserci;r,i ginnastici fl;:i rar;-i a piedi, sin quell i d.1 fa rsi a ('avallo. ~ 1

lJeb e11• ,ten fJiV e1•tll- ·e1uul ,.U e Af Hsf, èf,tlu-n.y 1.lel!· Jfh•eUifn.«'b1gen. .,..,~ llle ilu, 1te1J·11·iclit,

1;o n " ·

([J .

ll.H.

( Del-

l'impor tanza e dell'uso d egli eserciz i' ginnastici '.nell'i'struz ion e a cavallo). - Berlin o. Sch oeider e C. 1878 . Prezzo L . 1,50 .

Stutl~en iifutii• 11.ie .fJ uslPilelttHag d e , • Al. 1•1!,ille11•ie Ben'f.@1:de'8e,, YON CoR~ ISART MONTMARIN, lYfajor und Ablhed ungs~Co rn mande ur 1m I. B r·an<leburgischen Fe ld-Ar tìl-

lerie R eg1ment N. 3 (Studio sull'addestr amento delle ri'. m onte delt' artiglz'ei"ia). - Ber li no, Schneider e C. 1878 .P rezzo L . 4,50.

L'autore osserva che gli esercizi ginnastici da più di dodici ann i formano parte integrante dell'istruzione mil itare delle trup pe a cavallo, sebbene il regolamento non accenni punto ai pr incipii che dc-

I l. libro del rn~ggiorc Co1:visa rt è un istrnziouc completa e, assai part1colarcgg1ata rn torno nll'addcstramento del ca vallo giovane da sella,.


LIBRI 440 e s1~bbcnc, secondo il ti tolo stes~o dell'opuscolo, esso ~ia destinato soltanto all'addestrameu to delle rimonte d'artiglieria ci sembra che lo sviluppo dato all'argomento sia assa i più ada!to per quel lo delle rimonte di cavalleria. Il libro si di vide in due parti: la prima s i èornpo11e di poche pagi1rn, 1) vi si accenna brevemente ai vari mez:zi acconci pm· inspirare confidenza al cavallo, per amrnansarlo, per abituarlo a portar la sella ccc. mezzi tutti che sono precisamente qu1-!ll i indica ti per ottenere lo stesso risuilat.o tlal nostro regolamentò cli esercizi e di evoluz.ioni per la caval leria. Nelln seconda poi è svolto tutto il vero ,1cldestramcmlo. Secondo l'autore gli scopi a rnggiuugersi nell'istruzione delle: rimonte sono cinqn<~, cioè: 1° Di mettere il cavallo in grndo ùi prendere una posizione tale che permE:tta l'azione delle redini, mantenendosi d'appiombo; 2. 0 Di apprendere al cavallo a riunirsi portandosi sul treno posteriore; 3° Di insegrwrgli le andature lnterali; /~" Di ndd estrarlo nel ga loppo; 0° Di eserci tarlo nell'equitazione di campngna . Per i cavalli da tiro poi si aggiungono gli esercizi' di traino·. Il Coevisart poi ·ricordlludo clte per la compiuta istrnr-ione delle rimonte si hai;no disponibi li •18 mesi , cioè dnc inverni ed nu'eslate, divide questo tC\mpo i11 due periodi; cd indica la progressione dell'istrnzione da seguirsi in ciascuno di e;;si. · Il ,1° periodo comincia al pri tno inverno sino alla metà circa od alla fine di marzo, e siccome i caval li durante il med esimo sollo deboli e devono svi lupparsi, cosi sarà mestieri contentarsi di poco e limitarsi ad ottenerne l'obbedienza cd a rinforzarne i musco I i preparandol i così gradatamente a ricevere l' ult<~riorc istruzione. Gli esercizi di cruesto periodo mireranno : ,1° A met.tere il caval lo na turalmente d'appiombo; '.2. A fargli sentire lo scudiscio siccome aiuto per portarsi avanti, indi le gambe in lttogo dello scucliscio; · 3° A fargli comprendere gli arresti per mezzo della redine; ,i. 0 Ad appr<mdergli a girare coll'aiuto della redine; 5° A piegare il cavallo da piedi; 6° Ad abituarlo al piccolo trotto; 7° ,\d insegnargli le andature laterali in circolo; 8° Ad apprendergli le volte marciando; 9° Ad abituarlo al trotto allungato; 0

E PERJOD!Cl

I .l

441 fargli comprendere i differenti armsti; H 0 A ridurlo infine obbediente allo sperone considerato come ain1.o, e ad apprendergli a conoscere lo stesso come mezzo di punizione Il 2° ~eriodo abbraccia l'estate e il secondo inverno e compreT:tde tutt.<~ le lezioni necessarie per formare il cavallo atto al servizio militare, cioè: 1° Gli esercizi di piccolo trotto; 2° Il trotto altungato; 3° Le volte marciando; 4° Le andature laterali e l'appoggio; 5° Il trotto riunito; 6° I l cavalcam nel piego; 7° Il galop p9; 8° Gli arresti ; 9° L'indielreggia re; 10° Le volte sulle spall e e sul la groppa; 11° I l passo corto e il passo allungato; rn° Le andature laterali nelle volte; ·l 3° Il passo riunito; . H-0 Il cavalcare c::olla briglin; 15° L'equitazione da campo. L'autore prende qui ndi in esame ciascuna lezione, dà la spiegazione dei singoli movimenti, accenna ai motivi che li rcmdono nece5sari ed· indica i mezzi che deYonsi impi egare. Quale appendice poi al libro havyi un quadro nel quale è minutamente tracciata tutta la progressione dell'addestramrmto dei e.avalli giovani quasi settimana per settimana: altro nel quale è indicata l'i'strnz.ione, mese per mese, cd in certi periodi, settimana per seitimnna, per i cava lli da sella già addestrati; ed infine un terzo riguardante l'istruzione dei cavalli da tiro. ~ 0° A


E f>EFllODTr. l

1.11-11-11

Egli voleva porgere ai suoi com pagui una parie della storia gel loro reggimento: e vi è riusci to evitando dc~tram eute lo scoglio della monoton ia, contro il quale nau fragano spesso volte simili lavori.

n&e Retclas,u•,,uw ini l.i'eltl.;;uge l'Ja'I uii.t bes@n-

tle,•e,· RtiicRsicld ,u1,f tl-t1S sciuviibiscF•e li.J•ei,s t,,•1ì_l_JJ18_le nluu·~lf1 (L'arnutta imperiale nella campagna cteL '1757 avuto speciale consiclem'Jione al corpo di l1·iippe provinciali svevo), - ~fono ra~cicolo dell'appendice del Mi.: titar- vVochenblatt, di G10 1tGIO Rrn1'HAMMgR, capi tano nel r"ggi mP.nto gra.nalier·i riella regina Olg:t (l 0 vùrtemberghe!-e) $Vevo _

L'anno ·171S7 fu quello in n 1i il gnw Federico di Prus~i., _rni:colsii più copiosa messe di allori , La:-C'ialo un corpo a osservare I Russi , un aitro i Francesi n gli i111p1:riali, u11 Lerzo a g11ardare la Pomer,rnia couLro la Svezia, un quarto In Sltisia contro l'Austria, entra per quattro slra<lc in Boem ia, clic sgo'.nbra dup? avc.r. Yinlo_ ". Praga e perduto a Kollin; ,i volge contro , Franrcs, e glt 11nperaalt che sbaraglia nel ln da,sica hattagli:_i iii Hossb::tch ( 1) (o 11tivnmbre) n 1111 '.110s~ dopo (5 dicembre) fa as~istur1) l'Enrorn maraYÌ[.diata. alla bLJLlagiia d1 Lcuthen U) ,lupencla gopra og11 i al1ra. _ Di qu cstn celelirc cn mpagna scri:;scro 11,olti e ;111torevolt , ma ,_on tntlo ciù l'autore :;a tenere co~Lùntemr)l)tO \'ivo l' i11 tcrcs,e, che 1sp 1ra lo stesso e50rdio rlcll'opuscolo. Costumi di 'luei temµi, regoln di disciplina, istrnzione e vita dcll'1trlì ciale r, d1•l St)lrlato, cpi:;odi del campo_ n della batt11gfo1, opi11 io11 i sul sol,l ato rr::rnco,o e suìlc Lrnppe n,cr~enane. si succedono e s' intrecciano così opportunùmcntc all'epoca stonca che <lipingc, da renderne la letlnra piacernlc ed _istruttirn . . . Avendo rovistato pt1zient.c1111)nW l'arcl11\'10 sve,'O di Ludv1gshurg o con~ultato il diario edito cli un rinomnto ufftcia le suporiorc che fece In campagn:i, il Rielha1nmer ha ~aputo mantenere fino all'ul~imo l"imlol.c particola re del suo lavoro. Infatti mentre l'armata imperwlo forma ti fondo del suo qundro, truppe peov inciuli svcyc uo ~ono sem pre al soggetto, l:i fi gura, cui il fondo appunto non serve che a dare maggior iucc, 1

(l) 2i!,OOO f>rnssiorii co.n lro 63,000 F,·ancesi a imperia li: esempio di im piego Jella Ctlvalleria e accordo fi:a lo tre armi_ (2) 30,000 Prussiani contro S0.000 Austriaci; quosti perdono ~.000 uomini , 116 can ' noni, 51 b,,nJicrc o ,JOOO ca,Ti.

St,•ef/VeH•·'s Oeste,•a•eéchiscl,e ·1 mililii'l·i-scl,e ZeUschrSd'I, Fa~cicolo <l'otlo h:-P.,

U, sviluppo delle idee sul moria d·i ,·ombatte1·e della fanteria nell'eserrito nustriacn dopo il f8u7. Tenen li> c~lonnello Il.\usc11K,L Questo ~guardo retrospettivo non ha solamente 1111 interesse storico, ma mq,tr(l 1Hloci a qua li csagern7.ion i abbia condotto l'esame delle esperienie della guerra fatto con veduto ecco~sivamenlc ristrette, insegnn il modo di OYilare una ca<lut.a negli errori passati . E queste csagernioni sono, pel' dire il vero, state partecipate anche dal 1uJsL1'0 esercito, dimodochè nel loggcre Je idee ·secondo le r1uaii si s, olgcnmo ie mano, re uell'escrcito austriaco, Yiene in rolontariamonle in mento quant-o accadde cl.i noi, Attncchi iii fianco sproporzionnti collo fo rze, aggiramonti iu\'ernsi mili, oc1:nssiva importanza data al t,Jrr,3uo, ns~o lligliamcuti pericolosi, estf:'nsioni di frou to enorme . , . , . Oggi.di co11 ,·ieue rivolgere lo sturlio al morlo di c-011durre l'attacco frontale, ·cd al c.orrclto impit•go deil c schiere di socon<la linria. [l ·regolamento JJl'O'Wiso1·io 1·ui;so suli"istn,zione della. compagnù, e del_ battaglione JJel combatti,mento -in ordine spa rso, - Al progetto tiene dietro il regolamento provvisorio , Di quello ha giit dato un cenno la Rit-isla Jl[iliitare (1), questo coutione alcune varia11Li essenziali e det<'rmiua parecchie uorme generali , È importantissimo il segui re l'attiva operosità dell'e~ercito msso, per rimod ernare i regolamenti dello l'an terié, r.rovati 1.nnto vecchi, in facc ia ai progrnssi delle anni da fuoco ucli'ult.ima guerra , ..;;eroizi rlel barone G. di SoNNEWELS qnando era i:oldato e capor11/e. JiHJ-1754 . - Treun fesl.. - Schizio biografico . Resoconto dei la1Jo1·i e,,çegw;t"i dnll''ist'itnto mil·itare geogrnflco im. Vienna l'anno 1878. L'istru-zione della. compagnia pel combattilnento . Ilorrn. - Il colonnello austriaco, conosciuto tra gli scrittori mi li tari pei suoi studi (1) Fascicolo del luglio 1879.


444

LIBRI

E PERIODICI

sui regolamenti, ora approfitta di un opuscolo pubblicato col soprascritto titolo. da un ufficiale annoverese, per ricapitolare molte delle sue idee negli esercizi della fanteria,. L'opuscolo così esaminato consta di tre parti. La prima ricerca che cosa si voglia in guerra dalla istruzione della fanteria; la seconda che co~a vogliasi più spècialmente nella battaglia ; la terza è un breve brano nelle formazioni e sulle manovre che soddisfano ai bisogni della ·guerra odierna. Col riportare le opinioni più salienti di questo opuscolo, il colonnello Hotze talora le approva, e tal altra le combatte. J confim1i, nord- oh,entali llella Germa,ni a. Capitano KmcHHAMMER . - Accennato brevemente al le condizioni dolln frontiera l'autore conclude, che neUo stato presente essa forma un'eccellente base per l'attacco, un baluardQ quasi inespugnabile per la difesa, uno scacchi<~re che offre alla strategia il mezzo di alterare numerose, sicure, abili e forti combinazioni . Sembra però, che i Tedeschi non sieno della stessa opinione. Periodici este1'i,. Bibliografia, ecc.

SOMMARIO DELLE MATERIE contenute nelle dispense di ottobre, novemb1'e, -dicembre t879.

ALC UNE IOEI:: SULL'Ol~GANIZY.AZIONE DEL SERVIZIO DELLE LOCO·

Luigi Gileua, capitano di stato mag. . . . . . . . . . . . . . . . . Pay.

MOT1VE STRAr>ALr. -

giore .

1.lertelli .

. .

.

.

.

.

. .

.

.

5

G.

LA CERC HIA ALPl·APENNINA STORI CAMI::NTE PREGI UDICATA, -

.

>)

:~4

ALCUNE NOTE AL REGOLAMENTO D'ESERCIZI PER L A FANTERIA.

- F e lice Sismondo, maggiore di stato magg iore . » 7t-·J93 _ LA CAM P AGNA DEL 1742 ( continuazione e.fine). - t·ecillo Fabrlfii, capitano di fan teria . . . . . . . .. . . . . . » 96 LA CAVALLERI A RUSSA DURANTE L'ASS~: 010 01 PLEVNA. ltlarziale HIRochi 11'.tdda, capitano di cavalleria . . . " 165 _· GLI UTBNSILI PER TRl:-ICEE DI BATTA GLIA . - B . 'l'roili, maggiore di fanteria . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 240 LA GALLETTA PORAGGIO, - B e rlacchi, maggiore veterinal'io )) 247 .::_ RASSEGNA

TECNOLOGICA

M EPPEN. GINNASTICA. -

LA CAVALLERIA RUSSA LE

MILITARE:

ESRERIENZE

DI

TIRO

A

Donesana, capitano del genio. . . . "2::>7-339 _ Stella Sabino, capitano d'artiglieria. • 317 OO PO IL

PASSAG GI O

DEI

BALCANI,

Marziale Bianchi d'.ldda, capitano di cavalleria NOSTRE CONDIZIONI MILITARI. - Il . ~. .

»

374 -

»

405 -

11,ibri e ·periodici.

Italiani. Storia del -regno e dei tempi di Carlo Emanuele li duca di . . Pag. U8 Savoia. - GAUDENZIO Cu.RETTA. • . Informazioni sul ventuno in Piemonte. - ii\,N'f<'>NJO MANNO » 124


Consider azioni sulla difesa tel'ri toriale dell'Italia. - ALES· SANDRO LIVONI , . Pag. L a controversia sulla varia tolleranza per la vita militare in llalia. - MAESTRELLI. . . . . . . . . . " Del D0ve1·e. - V 1NCENZ0 Pozzo . . . . . . » Osservàzioui al cenno critico della Rivista Militare Italiana sulla composizione dei convogli-ospedale. - L UIGI GoTTAKDI . . . . . . . . . » Nozioni elementari pel' la cavallel'ia. - CAGN I . . ., Le piante pratensi. - ANTONIO DE SILVESTRI . • Tabelle relative alla costituzione dell'ese1•cito f'usso . » Ferrante Vitelli alla Corte di Savoia nel secolo xvc. - GA u., l)ENZ!O CLAR ETTA . .

126 130 133

285 291 292 4,22

425

Fl'ancesi. Manuel de fortilication de campagne. - BRIALMONT. . P ag . Histoire de l a mar ine de tous les peuples depuis le plus reculés jusqu'à nos jours. - A. ou SEtN. . . . . ,, L e tir de l'infanterie aux gra11des distances et son influence sur la tacLique. -- H. V ERMERSCH " L e Speclaleur militaire . . . " Journal des sciences militaires . . . •

134

293 297 299 303

Tedeschi. Dìe Occupalion Bosuiens und der Herzegovina durch K. K. T ruppen im Jalire '1878 . . . . . . . . . . • Pag. 146 Gesichle der Belager ung vo11 St1·assbm·g im .Ja.hre 1879. REINHOLO vV AGNER . . . . . . . . . " 156 Jahrbi.iche!' fi.ir die Deutsche Armee und Marine. » 'l~l9 Allgemeine MiliUir Zeitung . . . . . . . • " 163 Neue Militiirische Bli:itter . . . . . . » 164-307 Organ der MiliUir -\;\1issenscltaftlichen Vereine . ~ 309 Die Heer es-Verpflegunl im Krieg und Frieden . » 428 Leitfaden f'i.ir den Unlerrichl der 2ttln Rei tklasse » 431 Die Hesse11 in der Schla.cht von Gra.velotte-St. Privai. • +32 Betr achtungen i.i ber die Leistungen der franzosischen Gewehr e M. 74 und 66. - F. v. HESSERT . . . . . . · . " 433 Die Theorie dei· Wahrsscheinlichkeil. und ihr e Anwendung im Gebiete des Schiessewesens. - N. W u1c11 . . . » 435 Die Ver lustee dei· im Jahrs 1878, mobilisirLen K. K . Truppen, von Beginn det· Mobilisirungbis zum Jahresschlasse. Vor ~ dem Feinde und in Folge von Kranklteiten • . . . • 43.>

Leill'aden fi.i1· deu Unterricht im Vioni erdienste. - ADOL FO PuLK . . . . . . . . . . . . Pag. 437 Ueber <len Werl11 und die Ausbildnng dP,r Freii.ibungen im ReinL€'r1·icht von v. C. M. . . . . . . . . . . . » i:36 S!uclien iiber die Ausbildung der Arlillerie-Remonten. - VoN CORVISART .MONTiVIARIN . . . . . » 439 Die Reicl,sa.rmec im Feldwge ·t 7fl7 mit derer R Ucksicht auf clas scltwii.hi!'<che Keistruppenkorps. G10RG10 RIE 'l'HAMMF:R . . • . . . . . . . . » 442 Streflleur'!'I Oesli>rreichische Mililarische ZP-ilschrift . . . ,. H3


RIVISTA ESTERA

-

UNO SGUARDO ALLA POTENZA MILITARKDELLA FRARCI!

Le voci di rivincita, che dopo l'anno 187~ e sotto la recente impressione dello sconfitte erano iD' Francin· vivissime, tacquero ben presto e<l un coniegno prudente cd operoso successe inteso :r rinlzaro le sorti politiche, economiche e militari della nazione. Nessun popolo mai come il francese nel corso degli ultimi dicci anni ha dimostrato tanta concordia cli proponimenti e tanta abnegazione nel ricomporre i suoi eserciti e nel rifare i molteplici clementi delln di fes3 noziona lo. Ognuno rammenterà senza dubbio ciò che n quel riguardo fu fatto sotto il governo. del signor Thiers e come il lavoro siasi spinto a grado a grado, ma alacremente, sotto la presidenza elci maresciallo Moc-Mahou e conti nui oggi verso \I suo massimo svih1ppo so tto la presidenza del signor Grevy. Mulnrono gli uomini a capo della repubblica, mutarono i ministri della guerra insieme ai gabinetti di cui facevano parte, e ciò in conscguen1.a di vivissime lotte dei partiti politici; ma il programma mi li tare rimase sompre iualtorato o fn posto veramente al disopra di ogni passione partigiana. Lo basi fonrlamenta li delle nuovo istituzioni militari della Francia furono principalm9-nto concretate ìn tre leggi: In prirua del ~7 luglio 1872 sul reclutamento dell'esercito; la seconda del ~H luglio 1873 sull'ordinamento; la t.crza del 43 marzo ~ 875 sull'organizzazione dei quadri. In virtù di qnoste leggi si è adottato l'obbligo generalo e personale alla milizia da l 2i 0 al ,i,,1° anno di età; si ò ripartita la forza in un esercito attimo ed in un esercito territoriale; si è stabilita la Rivista e,tera.


338

RIVISTA

costituzione permanente di diciannove corpi d'armata a sistema regionale; si è determinato l'organico dei quadri pel piede di pace con quasi mezzo milione di uomini o poco meno di centomila cavalli, suscet'tibile di un immenso sviluppo snl pìede di guerra. In poche parole, si ebbe lo scopo di adottare e sviluppare le istituzioni mi litari · e gli apj)arecchi offensivi e dil'cnsivi in modo da pareggiare, se non anche da superare, la Germania. Ma poteva i11. hreve tempo raggiungerlo la Francia, dopo aver perduto nella recente guerra tutto il materiale e dopo aver paga to per questa lotta tremenda più che dieci miliardi? Aveva essa ancora tanta vitalità, tanta potenza economica da poter nel giro di pochi anni risorgere e riprendere il suo posto fra i maggiori Stati d'Europa? Oggi i fatti rispondono a simili doma_nde o dubbi che siano. La perdita dell'Alsaiia e della Lorena ridusse la popolazione della Francia a 36 ,905iì'88 abitanti, di cui 9,850,000 ma:;chi fra il 20" cd il 60b anno di etil, vale a dire ti:ile popolazione che può fornire oltre tre mi lioni di uomi11i agl i e:se!'ci1i ed alle loro riserve. La Fmncia possiede 2,890,000 (ia val li di ogni età, o di questi 110[ censimento annuaÌe circa ,i.90,000 forono riconosciuti atti alla requisizione poi se!'vizio militare, quantità più clie bastevole ad assicurare il contingente di 455,000 .caval li almeno ·richiesto . nel caso di una genera le mobi litaiione. Potendosi disporre di un inp:onte numero d'uomini e di cavall i, per ottenere uua organizzazione militare a vaste proporzioni altro non occorreva che· stabilire, ed in modo costante, delle somme da spendersi a quello scopo assai considerevoli . .E la .Francia pote farlo in un modo invero ~orprendente. Il suo bilancio generale oggi presenta i seguenti estremi (~): entrate 2.793 mi lioni; spese 2.78·1 milioni, rlei quali 12.2.,1 dì spese intangibili e 1560 consacrati ai pubblici servizi. La spes,1 media degli ultimi anni dal 1874 in poi, poi bilaiicio della guerra fu calcolata a 715 milioni all'anno (2); vale n dire che, non comprese quelle spese della marina clrn si riferiscono alla potenza rnilitare. la Fi·ancia spende pei ·suoi eserciti più che la quart3 parte delle entrate e. delle spese generali e un po' meno della metà delle somme consacrate ai p1,1bblici servizi. Con tali spese la forza {I) Vedi' Jour11al Officicl, 2"1, e 31 marzo 1878. (2) Ve di per le medi~ della spesa e dell a forza e per l'analisi d egli elementi dello stato mi!ita ,·e della Francia un accul'a to parallelo colla Gel'manic. pubblicato dal Journal aes Sciencei Jfi.litairu, genna io 1879. · ·

339 media mantenuta negli ultimi anni fn di .i:QS,000 soldati e 106,500 .cavalli. Per ricostrnire i! pel'Clnio materiale da guena , per fobhricazione· ed · acr1ui~ti cli armi e di nrnriizioni, per costruiione cli opero di difesa, ·1a Francia dal .f872 al ·1878, ha speso 111 via straordinaria su l così detto conto di biqwidaiione, lire .i ,fi.2. 1,588,803 . Nel. ,1879 si aggiunse per armamenti un'altra spesa straordinaria di 187,060,500 franchi, che sommati ad un (>itancio ordinario di 552,9t·1,362., · focero ascendere a più di no mj [ioni la spesa dell'esercito nel corrente anno. Il bilancio della guerra francese per ,l'anno 1880 si presenta ancora in aumento, cioè: ESTEHA

1

Spesa ordinaria Spesa strao!'dinaria

Fr. 568,059,134 )) 169,350,000

Totale

Fr. 737,409,13-t

In base alla ~tu.lclotta S[HJsa ordinaria ecco qual è l'effettivo prestabilito per l'anno 4880: CAVALLI

UO)l IN I

In terno A11geria

_

_ __

1

: terno _ _ I!_ ___ Totale

:eria

Tot.a~·

__

I

Esercito. . . . . fi.18353 52308 470tl61 956 72 ,1576·1 H H33 Gendarmeria e guardia repubblicana . . 2.62.32 900 27132 1283/~ 646 13480

Totale.,

- -1- _-~- ,U ,\c5851 5;)208,497793 108506 16,\.07 12t9rn

Quanto alla spe~a straorclinaria di 169,350,000, es~a è così ripar'litn : 100,000,000 per apprnvvigionamcnti e1l 1H·m,:unent.i; 64,850,000 per i lavori del gonio; <i ,500,000 per trasporti generali. Quali furono fì 110ra gli effetti del nuovo tiisterna mi litare della Francia? quali i !'r utti di quelle immense spese? qllali le sue forze combattenti se oggi o fra breve fosse chiamata a nuove lotte? · Non è qui il luogo di esporre particolarmente quanto fu determinato colle vigenti leggi sul reclutamento, sull'ordinamento degli eserciti e sulla loro formni.one di guerra. Alla rnaggioranza dei l<~t1ori, che conoscono l'attuale sistema militare francese, basteranno


RIVISTA

bre~i ricordi per. r'?mprcnclere il valore delie cifre; rim:mdiamo glj: altr, 11lle accu1·11t1i;s1mc Tabelle relatfoè alla costituzione dell'.esercitn, francese pnbblicate dal corpo di stato maggiore italiano. Ln potenzialità, per così dire, della legge riel ~ 872 sul rr,rlu,tamento può esprimersi co llo seguenti ci fro: 20 classi di leva che forniscono circa 3,7:i0,000 uomini. dei· quali ':l,~'21!,IM istruiti così divisi : t.:sercilo attivo o in rlisponibilitil cr, coutingeoti ciascuno di ·1 .,1.1,000 uomiui) . uomini Riserva (4- contingenti ciascuno di ,121,000 uomini) [sercito territoriale (5 contingenti ognuno di n H 6,500 uom ini) . Riserva dell'esercito territoriale (6 contingen ti ognuno di ,1o.;.,ooo uom ini) .

704-,7H

..

540,29'-

"

625,633,

1'otale uomini istruiti

3U

ESTEfiA

Se t.alt1 sistema vorrà definitiva mente adottato, la duralo media del servizio sono le armi aumen terà anzichè diminuire, com'è facile a -con,prcnderc. Ma per far~i un giu~IO concetto della istruzione comple,siv11 clel soldato france.se dobbiamo ,mcora tener conto delle chiamate che iu Franci:i si fa nno regolarmente a periodi d'i~t.ruzione ,delle ,;lassi dell'esercito wrritorialo. Nel (:On enw an.no ·1879, compresa la forza clell 't,sercito aLLivo, 769 , t '10 uomini passaro110 sollo le armi per ade111piere al le prescrizioni della legge militare; qnella cifra nell'anno ·1880 si cloverii a più di 900 ,000 uomini, perchè si ri,chiameranuo due classi di riservisti (-1) . La formazione organica del le truppe d'operazioni dell'esercito fnrncese (110n compreso il treno, le truppe d'arnminislrazione, gl i informicri , ecc.) comporta le seguen ti fo rze effeuive: Esercito attivo.

2,.\.23,16,i

ai' ~ruali a.gginngcudo uom 1111 1,330,000 non istruiti , dati da v1-mti classi (ogo una di 66,500) dei dispensali e assogn:lli ai scrvi1.i ausiliari, si giunge alla. cifra di 3,753,164, uomini in tol(llc . Qui giov:1 ricordare che fioora il 65 per cen to del cootioueoto an11uo iucorporahile nell'c$ercito attivo ha costitni lo lt1 4a por:ioue che dovrnhbc servi re sow, le anni per ciutpie a1111i, ma di fotlo nou serve io media che soli quanmtacinque mesi; il rimannnte 35 per cento del co11ti11gentc costituisce la 2• porzioue n ucgli ultimi anni noo ha servito in modiacho ·1O mesi. In conseguonza gli nomini istruiti dell'esercito rrauco~e pre~cntaoo una durata media di 32 mesi di tirocinio. Ora. rec.ontissiman1CotP, è avvenuto un fono degno dnlla massima attc11zio1u'. Più voltn dal clnputato Laisanl venne f~tta la propos'to di abbassare lo dur:lla del sPrvizio so lto le armi rin ciuquo anni ll tre. Dopo molle esitazioni , liunlmente la proposta venne amrnes:;a in via di c;;r erinrnnto, cd in bas11 ad ()ssa il ministro della gullrra, con de cisione del 2 ottobre p. p., stabi li la r ipartizione de11li uomini della classe 1878. ' [I totale nominale do! contiugente è di 1,1.5,793 uomini, dei r1uali 426;:W2, vonnero assegnati alla ·I" pon:ione e soltanto rn,5..\.1 alla 2a _porr.ione. Pt}rciò 1'88,63 por cento delle reclute asscgn(lte alla ~· porzione sono Lc11uto nd un servizio sotto lo armi di tre anni interi, e l'H ,37 per cento assegnate alla 2• porzion e ad un servizio, di sci mesi ad un :inno.

uomini Fanteria , 8·17 batW,!dioni e mezio r.av:illeria. 392 squadroni " Artiglieria, :H-i9 batterie (:H2 montate e 57 a ,cavallo con 22H pezzi da campagoa) . Genio, ull ha tt.ngliooe per coi;po . " Pontieri, .z8 compagnie più i ferrovieri, i CO!l<lu ttor-i, ecc. Totale uomini

847,500 58,800 124- ,000 26,000 5,000 i ,031,·300

Esercito ter·ritorial1,.

Fanteria, .\~9 battaglioni. Caval leria, 79 squadroni Artiglieria, 230 batterie ( più le com p. treno) Genio

11om1111

H9,000

»

11,81>0

D

1i6, 000

,,

rn,ooo

Totale uomiui

53li,8!.>0

Aggiungendo ad 1 ,0/H ,300 uomini sopro indicati dell'esercito aLLivo 45li mila uomini cir~ di servizi ausiliarii,· si giunge ad un effetti vo neoc%ario di ·1,486,300 uomini. · Aggiungendo puro ai 535,850 uomini dell'esercito territoriale (I ) Vedi in proposito una Noto nel Jour11al Officiet del ~G agosto l879,


3,i 2

servizi ausiliari i si arriva ad mi elTettivo necessario di 59t,OOO nomini circa . Gl i èffettivi esistenti bastano essi a dare quegl i effettivi necessari? Le receil.t.i statistiche ne forniscono la prova più positiva. Al principiò dell'anno ·1879 la Francia aveva : · Esercito auivq.

IV, V, VI, IX e XI corpo : ·169,500 combattenti con 6-12. cannoni; 3• armata. - XH, XVI, X.VII, XVlH e XIX corpo: ,J 69,500 combattenti con 6 12. cannoni; .4,a armata. - VU, VIII, Xlll, XIV' e XV corpo : Hrn,500 com·battenti con 606 cannoni; In tutto : ti76 ,000 combattenti e 2.,\.4-2 cannoni . 5a arinata (di riserva). - XXI, XXII, XXIH e XXIVcorpo : 12.2 ,000 . combattenti con /~32 canuoni. Totale di tutto l'esercito di ,1a lineà: 798,000 combattenti e 2.87t cannoni con 38~ squadroni. 2,a

uomini ))

Totale uomini

1

70,i,7H 510,2i9

·1,~H,963

Ese·rtito dti, seconda lùieu.

Eseroito terr-itoria.le. Cinque contingenti disponibi li .

uomini t>82.,o2.3

Gli effettivi disponibili sono adunque esuberanti sugli effettivi preYisti per la forma zione di guerra. Non entrando nei pa1;ticolari della mobilitazione su cui possono tr,)varsi utili rngguagli nei due volu mi finora pubblicati d<}ll'Année ,+fi lita:ih·e (:1 ) , e uon accenn:rndo quiucli parzialmente alle formazioni eventuali previste per la guerra, nccenniamo agli effetti di una mobilitazione generale .completa. La Francia può mettere snl piede di guerr~ 24 co.rpi d'armata, di cui 2..3 immediatamente mobilita ti, divisibili in !~ armate di 5 corpi ciascuna ed ,1 armata di riserva di ,I, corpi . Inoltre si hanno 36 battaglioni di riserva di fanter ia (esploratori) , 8 divisioni di caval leria di riserva e 2,~ batterie di posizione. Più particolarmente : Esercito d:i prima, linea . .

armata. - I, II, III, IV e XX corpo (per corpo 30,500 combattenti) . ,t 52,500 combattenti 9 battaglioni di fanteria esplor. 8,000 6 batterie di posizione. . ~ ,000 2 divisioni di cavalleria leggera 8, 000 )) ))

"69-,500 combattenti

con 612 cannoni; {l) Paris, Berger-Le vrault e C. editeurs, 1878, 1879.

armata . -

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Cinque contingenti disponi bi li Quattro contingenti di riserva

·I•

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ESTERA H I VI STA

8 corpi d'armatn : XXV, ' XXVI, XXVII, XXVllJ., XXIX, XXX, XXXI e XXXII da formarsi succc~ssivamente: 2/i0, 000 combauenti ed 86,i cannoni. Totale generale degli (~serviti di ,1a e.2" linea: 1,038,000 combattenti con 3838 cannoni è 448 squadroni. Agginngendo ai comba ttenti circa 487,000 uomini di 1/ uppc ausiliarie, trcuo, .anunini$l.razione, <~cc., necessari alla mobilitazione, $i a'niva ad un totale di 1,2:51),000 nomini circa. Siccome gl i effettivi disponibi li tutto compreso, .come più innanzi , i è deuo, salgoll'1 a ·I ,885, 000 uo111ini, rimango110 oltre le formazioni sopra indicate ancora 6GO,oo·o nomini disponibili ed esuberanti a ,fornire le .truppe di deposito e_di guarnigione . Quell'esercito immenso è dotato di tut.to il materiale occor!'ente . . Si fan i10 salire a circa 3 milioni il numero delle nuove a.:rmi portati li (sistema Gras) esistenti, con nn miliardo di cartucce: cifre da accogliersi con riserva perchè non provate da documenti ufficia li, però molto attendibili viste la spe.se enormi che -i,i furono consacrate. Non ci è dato descrivere tutto .il lavoro che si è fatto per gli stabilimenti militari, officine, magazzini, caserme, ferrovie a scopo militare, ecc. Ricorderemo solo che in virtù di una legge speci~le s'impegnò il concorso pecuniario cki comuni alla costruzione delle caserme, e per questo titolo soltanto dal •187•1 ad oggi si sono spesi oltre 60 mi lioni; è assicurato il rimborso per parte del governo a rat<~ annuali. Là ove [l0$Sibile i magazzini del le regioni e sotto-regioni si stabilirono in vicinanza delle stazioni ferroviarie; ~ nei ma1

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344

. RIVISTA

gazzini !tessi s1 tengono costantemente al completo le dotazioni necessarie all'arredamento delle truppe ed ai trasporti. Quanto alle ferrovie, la Francia già possedeva gli elementi n·ecessari a grandi movimenti e concentramenti di trnppe: nella guerra del 4870-7,f non se ne seppe ricavare buon part.it.o perchè mancava la org1rnizza1.ione del. seryizio, alla quale ora si è provveduto con leggi e regolamenti di pieno accordo fra i ministri della guerra e dei lavori pubblici colle sociètà ferroviarie. Tutte le nuove ·costruzioni ferrov!a~ie ~bbe1:o precipuamente lo scopo di assicurare sempre più il serv1zro d1 guerra, aumentando pure la produttività delle lince esis.tenti, specialmente ver$O la fronti era del 3elgio. Perduto il Re~o, e con esso Metz e Strasburgo, la Francia dovette metter mano a formarsi un va lido sistema di fortificazioni, e lo si è fatto senza indugio consacrimdovi ingenti somme. Sebbene anclrn ~u questo propoposito manchino i dati ufficiali, peri:> si hanno ragguagli abbastanza precisi pc~r formar.si un'idea del sistema delle opere di difosa francesi ver,;o la Germania C,1). Nell'esteso tratto di territ.orio che da Verdun, per Toul, Epioal e Belfort, . si stende fino a Lione, si sotio eretti e si stanno erigendo f~rti di sbarr:amentc~, intesi principalmente ad impedire il passaggio d1 strette, d1 fìum,, ecc., e d'intercettare le ferrovie: sono armati ·ciascuno d} ~ 8 o 20 pr5zii, ed il loro · tracciato e profilo è tale da' metterli al sicuro da un assalto di viva forza e da un colpo di mano; nella maggior parte non possono essere smantellati con arti"lierie da e -campagna . PIAZZE E FORTI n, Sl.l.\IIHAMEN'ro ogu,A PRIMA LINEA. - Sulla !lfosa. e · Chier.s, vennero conslm'ate le due piccole fortezze di Longwy e Montinedy; Sedan smantellata, solo ristorata la cit.tadella che domina la ferrovia; ·presso Mezières si è. costituito un forte e rincalzate ed allargate le antiche opere delta pi,1zza: un altro forte si eleva sull'Oise presso .Hirson. A Verdun, si sono riparate e in parte rinnovate le vecchie forti- · ficazioni; costruita nna cinta di forti staccati, collegati da opere secondarie, che danno alla' piazza una circonferenza di 118 chilometri. Le fortificazioni di Verdun si estendono su amendue le sponde delta Mi>sa; ·una grand'opera si eleva sull'altura à sud-est di Marre· tre ridotte prrsso Gloriense, Regret e Dug~ì; altri quattro forti ed ~ltre . {!) Vodi • WtDOIU,

Le m,ove (orli{icazioni della Francia • reconte pubblicazione del sig. G. V.

Berlino , 18i0.

ESTERA

;345

1re ridotte innanzi là lin~a Haudainville-Bellerupt-RoishrO:lé e Belfoville . . Fra Verclun e Toul si eressero sei forti di sbarramento sulle collinP. lnngo il .<:orso della Mosa; tutte le strade che conducono a passaggi su qu esto fiume sono gagliardamente sbar:-ate. Al forte Troyo'n presso Verduu stesso ne segue un altro sull'llltura a sud di Saint:. Miche!; quindi una lnnga ~erie di opere e poi , davanti a Cornmercy, il forte Gironville e, più lungo, il forte Vionville; un altro intìno pres:so Boncq. Di Toitl si è fatta una gran piazza d'armi cou uno sviluppo di 35 chilometri; le sue fortificazioni consistono principalmente in dodici opere che coronane, le alture di Bruley , Lucey, Domgermain. Le Tillet, Yillcy-le- Sec, ccc. Pnr isha 1'1'are le ,tracie e ferrovi e che mettono .capo a Tonl dalla· parte orientale sorgo110 v:irie opere, segnatamente al crocevia di Frouard, · a 11ord di Nancy. P<kn ;1 monte di To11 I, 1111 forte presso Pont-Saint-Vinccnt sbarra il p:isgo sulla Mosella; un altro forte, presso Saint-Nicolas, :;bllrra il fè la ti vo passaggio su Ila ~fourthe. ln contimiazioue delle opere precedenti lrovansi le {ortifìcazioni de-i Vosyi. le qtwli cominciano iid Epinal. Da questa città a trn fino a sel.~e cliilornetri. nord e nord-ovest, le alture sono . coronate di pa. retchi forti. Le 011ere sulle. al ture a. nord di Dogueviile, ad ovest <li Long-Champs. a Ragirnont e sul pendio di La Mouche formano nel ,complesso 1uw testa di poute sul la destra della ,\Iosella . Sorge più l11uge, risalendo la valle, il forte d' Arthes, sulla ~ronda sin istra dell'alt~ Mosel la, ad occidente dcii riodo di strada di Ponxeux; più lunge a ocora, pre;;so H!!lll ircrnnnt, trovasi iI forte Parmont, su ll'a Itura di ugual nome, e risalendo ancor più s'incontra il forte La- Broche-rle-la-Haye àd occidmtte del nodo -cli strade La Rochr~; quindi il forte Tiltot, a cavallo riel nodo di strada dello stesso nome, ed infine nll ultimo forte cli sbarramento sul Ballon-dc-S(1rvance, a sud-ovest del biforcamento della strada di San ~faurizio, non !unge daf punto ove la strada carreggiabile valica la crest.a . Tostocllè la strada proveniente dalla valle della Mosella ha toccato il piede del pendio renano dei Vosgi, si entra nel dominio della piazza di Bel/'oH,- straordinariamente ampliata, con una cirtfo di forti stac-· cati di oltre 48 chi lometri. Le opere del vecchio campo trincerato si aumentarono e si modificarono; , i coronarono inoltre di fortificazioni Je alture rli Million, a no,.d; l'altipiano di Salbris. a nord-ovest; il


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RIVISTA

monte Vaudory, a snd-esL; le alture Dosmont, Auclclnau e Bcznlois a sud e su~l-est, e llna lmente quella di Iloppe, a nord-est della riuà~ . :I sud di ~elfo~·t sorge il gi·uppo di fortificazioni di Montliefliard 1 1 rrua lc consisto 1n una piccola cittadella, alcune batterie a-' .,, , I'. S I 1 · • , u ,,. . c1 , oc iaux su pas_s11~gw della Li saine, e in un forte·sul rnonte Bart id conflu ente della Lrsa me eol Ooubs. ~omplelano _il sistema. della 1a linea fe for1.ifìcazioni del Jnrn, di cm a sctte_n1r1one trovasi Llll gruppo composto di un forte di sua ,·,:ameut~ e eh alcune. Jni tteric; quc~tc sorgono su lla sponda orientale del Doubs, : 1 mont,~ ù, Pont-dc-Hoide. Il forte corona un· altura a nordovest. di Montcheroux e chiude la strada eh~ dalla Svizzera per Pi,·rrefontame mette a Pont- de-Roide. FOl!TI FJ CA~J O~ I. DELLA s~~CON OA LINEA, Accenniamo rapidnmente alle op~re d_i dr!esa dalla seconda linea, delle quali gran pari,, ~0 110 anc·ora rn vrn dI costrnzioue. La_ piazza cl! fJe..~a~çon _venue ampliata; sono compiute fe opere rii Monlnucon e cli Fontarne, 111 costruzione molto avanzatn quell e di MonJ)Oucons e di Pia noise. . ~ i Diyion~'. gii1. ~it_tà ap~rta.' s'intende fa re una piaZ1ft1 di priui'ordrnc. So110 gia finiti I forti d, La •MotlP, , d,· G1·1·on , cf'I Halt.VI , ·11(' JJ1 · . . costruzwne .quelli ~l'Orgcux, d'Asniì~res e di Heully: altri forti dovrnnno aggrnngers1. !~ Langres . sì. ù molto. svilnpr1ta l'antica cerchia di forti ,;tac('ati, cosi che la piazza or~ mrsura crnquauta e più chilometri di perifcrì3 . Se~na'.ame~t: ~ulln r.1v:i d_cst!'a della Marna s,ì éstendc il c.; ampo trin- . cernto, qru ~.orgono I '.orti di $31111.- \lengc, Dampierre, Plonoy, O Coq_u~lot ed e lll costruz10ne nn' opera presso Monllandou. Sulla riv11 srnistra finora I~ opere non giu11gono che 31fa line3 Ilonelle- Buzou. . In_ qu~sto .rapido. st~dio non po,;siamo tener parola delle fortifloa:iioni '11wnon,. lla:;tr rrcor<lnro clie Vìtry- le-.f.?rn nçais, sul la :Marua 0 cou~er;~~~ ~ me ro_rte di sbar!·amento su(la ferrovia; rhe presso La~ 11 e Li l ci.. :,1 lavo1a_ ad ampliare le fort,ficn ioni gi.ì esistenti cd a co~tr'.1rte un_ fo_rte dr sbarramento sulla strada; ed infin e che si li co- · mrn cw ta a lort1lìco1·c anche Reims. · . .FOH'l'IFIGAZI.ON'J l) I PA BIGI. _:_ Tre cerchie di f'or ti fì cazioni cin aono l'immensa ~illit e i suoi dint-0rni ; l'invasore che si avvicini ad ;ssa . 11r1a dnppr1 ma contro la resistenza della cinta e,terun che racchiude~do qn~si un inti era provincia, misura l'enorme peri f'e;ia di 430 chilo_motrr. lnco11tr3 quindi la cerchia dei forti stacca ti interni cos1itu,1a dalle opere che sostennero l'assedio del 4874, cd banno nn

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perimetro di oo chilometri. Vcugono in ulti1110 i baluardi della ci uà con 33 chilometri di ci rconferenza . Que:;ti ultimi sono ri masti ffuali erano pri ma dell'ultima guena, o sono in tempo di pace completamente disarma ti. Collstnno di i ·•i bastioni e hanno 66 porte, fra cui 8 barriere ferro viarie; sono prì ~·i di opere esterne. Il fosso all'iagiro largo ~ 1 metri e profoudo 6, può Yeniro riempito d'acqua; ma giova notare che noi venne nel 4870-71 durante l'assedio, e ucppure quando la Comune :;i di fese contro l'e,;crcito di Versailles_ La cerch ia mezzana costituìla dai vecthi forti s!accati, venne ristorata, rimodernata e ri11forzata con opere intermedie; esso è completamente .irina ta [l ncho in tempo di pace. Su l rroutòne sud di questa linea vcn11e subito dopo la campagna d1~I 1870.- i ,f inlrapprcsn la costrnzione di rlue forti nuovi , ora da qua lche :wno compiutÌ, cioè: il forlo ChàLillon ad ovest di Fontenay e il forte di n ,rntes-Bru yèros ad ovest di Villejui r. Questi due 11uovi fort i sono a sisto111a poligona le, mentre} tutti gli nlLri di que:;t:1 linea sono a l'ron te bastionato. I f'oni della linea esterna sono tutti nuovi, e in grnu l'nrte compili, quelli che si tr1)vano iu costrnzione dernno es~::re ultimati nel 11881. Sono in totali L à numero I G. for ti; !'olh:gat i fra loro da un gran numero di ridoue, batterie e trincee clic f'ormano , i:;tc1na con essi e cornplotauo la liuca ester11a. Noi comi11cen:mo 1' enu111erazio11c' di detti forti da quC'l li che :;i tro,·ano sul frontone nord , cioè a settentrione della linea Argeuteuil-Sai nt- Denis, r li divideremo in va ri gruppi 1·i11 nondo, in ciascuno, i forti pii', vicini e che ppssono considerarsi rar sistema fra di loro. Il nome dei forti sarù quello delle località a cu i sorgono vicini, non conoscendosi se taluno abbia un nome suo particolare. 1° Ft·onte norcl. - Su qne~to rronte si olovano tre grnppi di forti il primo consta del forte Corrncillcs e del forte Sannois; essi sorgouo alle due estrem ità della dorsale collinosa, che corre fra i due vi llaggi dello stesso nome, e fra l'uno e l'al tro forte stanno una ridona e Lre batterie . Il sccoudo gruppo è formato dal for.te Pinçou, ad ori e11le cli Monmagny, o del forte Garzes. Il terzo gruppo sorge cruasi a metà dìst3nza tra il primo e il secondo. o si spinge alquanto av3nti ad es!!-i ; comprende il forte Domont, che è il più avonzato, con una ridolla vicina; e dietro a questo il forte M.on tlignon e il forte Ecoucn parimenti con una ridotta. Tutte qur.~te opere sono -ultim3te o presso ad esserlo. 1


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RIVIS1'i\

ESTEFIA

2° Fronte or-ientate. - A difes~ di questo fronte s1anno i forti -che sorgi>nO tra il canale dell'Ourq e la Marna; essi possono dividersi ,in due gruppi: il primo consta dei forte Bonjour, con due batterie stac.cate, e del forte Chelles meno av11nzoto rleJ. primo; <p1este opero sono quasi ultimate. L'ahro gruppo si eleva ,1 sud della .Marna, e :1 destra della .seno11; e:-so C<Jmprende il forte Villeneuve quasi finito; altri forti meno ava11zati ri~petto a .questo devono sorgere presso Villicrs e Clwnnevii:re:; ma non souo ancora comiucinti. 3° Fronte .sud. - Comprende le fortificaz ioni che sorgono uello spazio che si estendr fra la sinistra della Seuoa e la forrovia di N:.iute~; esso cousta di due gruppi ,. nell'uno sta il forte Pa liscau con due batterie avanzate; il forte Vi llerc:1s ed il forte di Haut-Brec; nell'altro che serve quasi· di seconda linea al primo, si trovano varie batterie e ·pie.cole opere, costruite o in costruzione, nel bosco cli Verviècos a nord di Paliscau_ e presso Sartory n sud di Versailles. 4° Fronte or:cidentale. - 1t rii feso dai forti ch e sorgono fra la· ferrovia di Nantn;; e quella 'cli Rouen. Essi. possono div iclen;i in due gruppi : il primo consta de! forto Saint-Cyr, e fort.c Bois d'Arcy, ambiduc ad occiden te del grande parco di Vt!r~aille:;. Il secondo comprtmde 5 batterie di varia grandezza collocate rr~ floisy e Marly, ed altre opere in progettto pre~so le stesse loca lità . La fore~ta ;,di. Sau Germano non contieno fi110ra fortilicaziooi di sorta; sembra anch e die -sia smes;;o il pensiero di forti fi care per ora fo alture di Fencherolle;; e Marly, per le c1uali si aveva cla[>prima qualche proge1.to. Una nuova cerchi11 ferroviaria riuriir.1 fra di loro tutti i forti della Iinea ùsterna. lo tal modo Parigi diventa una fortezza smisurata, di cui si rende impossibile nn a:;sedio regol11re, un vero investim ento. Ma fu pure o;;servato che per affamare una popol::izioJ!e di tre milioni non è necessaria ~tringe)·la da presso e da ogni parte; hasteri1 intercettare le priuci pal i com uo icazioni. Abbiamo fin qui esa minato alcuui fra i principali elementi che cosli tuiscono la potenza mi litare ·della Frnncia; questo sguardo. sommario ricscirobbe però ancor più incom[ileto se non si aggiunges:;.ero i <lati più i111portanti delle forze uavali, lo quali , in un priese marittimo. co:;titui$cono dopo l'e,-eréito il secondo fattore della forza, Le rrontierì) rnarillime della Francia hanno un' c:;tcnsionn di 27M chilometri con una popolazione di 160,99•1 ,inscritti rnal'i ttirni, dr.i quali H 2,000 atti ,al servir.i o della llotta. La marina mercantile, :;econdo gli ultimi dati della Lista uffioi-ale

, contava ,,t2~ navi a vapore, 3502 navi a ~eia di lungo cQr-$0, non compresi 106 yacths che portano la bandiera del Yacht-clu.b francese. ,Quanto alla marina militare, ' l'organico del materiale fu . stabilitp fin dal 1872 e dovrà comprendere; 16 corazzate di 1• classe; 42 corazza-te di .2• classe; 20 guardacoste corazzate; 32 cannoniere; 34 incrocia ~ori cli ·I a, 2• e H• classe; -18 avvisi di stazione; . 15 trasporti gr,10d1; '10 trasporti di matci·i11 li e avvisi; 60 bastimenti di flottiglia. Que,;t'obbiettivo organ ico è lungi dall'essere raggiu11to e prol.iabilmente non lo sarà neppure nell'epoca prestabilita , cioè nel 1885. Non devesi credere però che l' immenso sviluppo .dato alle forze di terra abbiano l'atto trnscurare quelle di mare. Anche per qurn;te fervé il · lavoro e si cousa(;rano somme rilevanti. . ,' Nt~ll'anno '1879 le spcsri votate per la mnrina fr:rnceBe sa lirono a lire Hl0,961,4-9:l nella parte ordinaria ed a. lire zO,:rn0,88,i nella parte straordinaria. Per l'anno ,1sso la spesa ordinaria proposta è di lire HJfi.,ff66,G23 e quella straordinaria di 20,5H,043; cla JÌe 11uali spese sottraendo i crediti pel serv izio coloniale e penitenziario si ha, pcl so_rvizio cli marùna, uua spesa ordinaria di 43z,M6,97ii ed una spesa straonlinaria di '19,7H,,0·13. l<'ra (f,t.rnste S[)Csc notiamo se11na" tanrnrite: nel l'ordinaria una spesa di 20,084,16;1 e nella straordinaria di lire -13,H-7,013, in . totale oltre 33 milioni ai capitoli pcr.co.struzion·i navah; per le arti,gHeric, sono assegnati circ::i 5 '/ , milioni, e _più precisamente 2,fS0,000 nella p;i rte ordinaria e 3,U0,000 nolla parte ~traord inaria. Dal rapporto rlHlla commissione del hil:rn~io si possono rilevare ·alcuni dati sullo staio aLtualH delle forze combiìltenti ·della marina francese . Si hanno 20 navi Òor:.izzatc cli ·1" ordine. Di queste però .f3 hrinno lo scofo di legno, sono senza sprone e senza scompartimenti strwni, munite di c.orazze di '10 a H'> centinwtri Ci di cannoni da 2-i ce~timetri, ùd hanno dai 12 at 20 anni d'età. Altre sette navi, salvo una , sono pure in legno, con rnurat.e protette da corazzé, tre da 20 e quattro da 2ii centimetri, e sono armate con pezzi da 27 centimetri. Sono queste ·in piu l'o rti navi clw la Francia possicdH attualmentù inservizio. ~~co1~do l'avvi~o ~!ella commissione dd bilancio, esse, per potenza drlen,;1 va ed oflens,va, non corrisponclrrno alle od ierne esigc•m.e come vi corrisponderanno le seguenti navi, c!ia ~i trovano ìn costruzione riiì1 o meno avanzatu: Red;ntable corazw di 35 centimelri Foudroyrint e Dè1iastation, corazza di 38 centimetri; Arwiral Duperr.é, flormidable, ln{ernal con corazza cli 55 centirrintri e cannoni da 72 tonnellate (38 centimetri.),


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HIVISTA

:'fel ruolo attuale si hanuo 1Ocorazzate di secondo ordine, delle qual i otLo saranno da radiar:;i per vetustà, due hanno una corazza di ,15 cent.; cinque altre sono in via a'i costruzione, di c~i tre con corazza di ·15 e d11 c di 25 cent. Infine si hanno quindici rJnCl!rdaco.ste, dei. fp1ai i nove per vctnsti\ , corazzatura cd armamento sono o. saranno in breve radiati; degli al tri sei quattrò portano corazza da 22 cent. e cannoni da 2,,~ cenl., due corazze da ~3 cen L e cannoni da 27 ceni.. Altri sei sono in costruzione; di Hssi quattro avrauno corazia da 33 cen t. e cannoni tla 3i, due corazze da 60 ceut. cd artiglierie potentis,imc. Nel corso <li quest'anuo doveva cominciarsi la costr11zione di altre due. . La fl otta fran cese si lrova adunr1ue, come la maggior parte dello altre 11 otte cucopcc, in uno· slaLo di Lransizione. Essa può nul lameuo , tar a paro d1~llc singole forze navali degli altri Stati, ecceuuata l'Inghilterr.1.· Se si considera pcrb che anche la .marina mercanti le, segnatamente per operazioni di sbarco, pnò prnstare un prezioso sussid io, non vi l1a dubbio clic la Francia ha mezzi ,m fficicnti per tentare e proteggere nnn spedizione marittima di 3.0 o 4-0 mi la uom ini. contro ltna pot.enza qualsia;:i che sia ad essa in forio re rii forze sul mare. E r.i!'' non è poco, quando si dispone in terra di un esercito .formidabile. La condu:;iorw di questo studio, gio\'a ri pcu:rc molto incompieto, scaturi~ce dalle cose esposte. La Francia è potentemente nrmata; lo e più che noi sia ncs&nn' altra potenza sul piede normale di pace; .lo può esseri! anche relativamente a qualsiasi pote1Jl.e :wvcrsario e fin da qnesto mo111 011 1.0 sul piede di guerra quanto a numero di comhattcnti, a <J nantit.à o qua litù di material i. Rimane l'apprezza1111ìnto dei fn llori morn li, che sono il primo elemento cieli.i viuoria . Consi$tono iJ:;si nel huon comando, nella solidità, disciplina e J~truzionc delle trnppe; nello spirito concorde, saggio cd r.nergico nel ternpo stesso, rlella nazione e dell 'esercito. Val111,1rc 1rnesli fattori alln stregua di daLi statis1.ici è impossi bile; l'at.tcnto os:;ervatore sapr.ì formarsi un giu sto appr~zza111.e11t.o st.udi.incl.o le cose ddla Francin ocl co111plei'SO rapporto morille, intellcuuale, poli tico, economico e miliLarn. Noi possia mo constatare solamente uu l'atto; a Sèda11 et! a ~Iotz è crollata una grande potenza che imponeva r1uasi i ~uoi vo.leri a ttllta Ruropa ed è cr-ollata in modo da poter credere che per lunga ,;erie.di anni non sarebbe risorl:1 . Questa crcdtJnza è smentita dalla rea ltà dell'oggi; la rinnovata potenza fraoce~n è ormai un risullato riconosci uto. L. C.

ESTERA

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ISTRUZIONE PROV VISORI A PBL

fiOMBATTJMrnro lN ORDINE SPARSO DHLA COMPAGNIA [1 DEI, BATTAGLIONE NEL L ' ESERCITO RUSSO

lu :rnl principio di que,-t' an no per dare sfogo alle ardenti polemiche ml modo di condune al fuoco le fanteri e, fn pubblicato un progetto di regoln mento tattiM . per la fa ntHria. Era uri mezzo di imprimere indirizzo alla discus::;ione, per contenerla entro i limiti convenienti, e per renderla proficnn al l'istruzione dell'esercito. Infatti non solo i periodici miliLari russi sè ne iutcrcssarono-, ma perfino nelle riviste mi litari austriache e tedesche comparvoro commen tari ~ul progetto snddeuo . · La R vnistci estera nou maucò di darne u11 co111p1mdio nel fascicolo del luglio scor:::o. OrD s'ernbrn che l'opinione sia nei militari russi bnstnnternentc edoua a proposi w delle questioni che si agitano nel campo tattico , e perciò che àia venuto il mornenlo di tradurre il progetto in vero regolamento. Infatti il comitato centrale pubb licò una Istruzione, che vol le chiamare provvisoria , ma ebbe giit la sanzione sovrana e servì di guirla agli esercizi delle truppe nell'estate ;.;cors;:i . Essa dift'erisce ·alquanto chi progeuo , ma sopratutto . determina aie.une parti ed alcune disposizioni che in quello erDno solamente accennate. Percib viene in acconcio il dare notizie di questi punti nuovi o meglio precisati, ri ferendoci in quanto al resto al progetto giit conosciut~ ai no,-tri lettori. Il c.arattere di provvisorietà è ancora un segno dei tempi e di qu ella inccrtezzD che, ,dopo tDnto argomentare e dopo tanto s~.rivere, regna nei campi della lattica . Se invece di riferire le norme dell'istruzione russa ci racessimò ad analizzarle, dovremmo trovnrc, che molte d'esse sono copiate pressochè alla lettera dai regolamenti stranieri. Ma non potrebbe essere altrimenti; trattandosi di quelle poche norme generali ili condotta nelle quali si accord:i l'idea perchè conforme alle conse-· gueuze logiche di immutabili principii. Piuttosto noi cogl ieremo l'occasion e per esprimere il desidrrio che anchù p're:="so di noi si eùrnni


ESTERA

una seconda parto del regolamento d'eserciii, nelle qnale, oltre la ragione delle forme da assumere nelle varie congiunture, si contenga un:1 guida per l'impiego delle truppe nel combattimento, non bnstando all'uopo l'ammaestramento tattico, nel quale si considerano piuttosto combattimenti di piccole ri:azioni isolate ed operazioni di quelle che chiamavansi la piccola guerra, piuttosto cb~ il modo di procedere delle cornpaguie e dei battaglioni in linea. Data la forma del battaglione su due linee, la prima si con1pouc delle compagnie in ca tena e delle rispettive riserve; la seconda linea delle riserve cli bau.aglione. La sezione è ancora l'unilù della c.w~na: essa non deve mai venire smiunzzata , nè frastagliala da ll;.i introniissioM di uornini d'.J.ltro sezioni. Perciò fra sezione e ~eziono vi sari1 l'intervallo necessario pnr le truppe 3ccorrenti uel momento <Incisivo a sostenere la catena. Ed ecco i pericoli del frammischi,irnento in parte tolti. In terreno spacciato la ·sezione OCCllpa 20 passi , ed i plotoni non superano mai la fronte di '120 passi. Quindi la compagnia µresenta una fronte rii 250 passì, ed il battaglione di 500 passi. Le riserve hanno da serbarsi gagliarde fino all'estremo,. se vogiionu portare il peso del loro sforzo nel momento finale; perciò uua compagnia non dovri1 mai avere più di due plotoni in ca tena. Non è saggio nei casi ordi nari mandar meno d' un plo.toue per com pagnia in cotona, perchè una catena così debole non può darmegginl'e seriamente il nemico . Lo stc1tderc in catena contempora11ean.1ente due plotoni per co mpagn ia, è IJÌLL vantaggioso che h1nc.iarli succc,-gi va mcntc, perclr0 :igevola la direzione dei movimenti, numenta il riumero dei fu ochi ed imped isce il frammischiamento delle truppe. Se poi le circostanze esigono, che un solo plotone sia sp:irso in c:item1 , allora, quest.i si cont.en~i di coprire solo una parte della fronte del ln compagnia, perchè non adempie tnnlo al proprio còmpito collo estendersi , quanto col numero dei suoi ruochi . · Come si vede, il l'egolarncnto mira rr far sentire fino dal priucipio la prepouderanza del fu oco, e uel tempo stesso ad evitare il frammischiarneuLo ; infotti ~i rinforzi la catena allungandone le ali. Non potendolo, si cou~crviuo ~einpril distinte le ser,ioni. Le pattuglie sui fiunchi erano indicate pure nel progetto. Direz·ione del wrnbattùnento. - Il più elevato' in grado solamento · può usare segnali di tromba, però qualunque comandante di sezione può for suonare l'avviso « cavalleria » . Così non succedono confusioni, nè il nemico può regolarsi, e conoscere i movimenti. Anche i se-

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(Jna li col fischietto sono limitati a richiamare l'attenzione delle ttuppe, con · ma~~ gior pre0isione il regolamento defini sce precell1 1 quali esistevano g1a nel pro,,ctto primitivo, e siccome il mantenimento del l'ordine malgrado l'ondeg;.we del combattimen to e malgrado i framm ischiamenti, è quanto più preoccupa, così s'insiste sul modo di dirigere la ~atena ~u~ndo le sezio11i si sieno framm ischiate, sul bisogno di educare 1 soldall fino dal tempo di pace ad obbedire a superiori non diretti., presso i quali si trovino duranti: le vicende tempestose della Liattagha. ~ intcre:;sanLe poi il vedere come :;ono pt'cci:;ati i doveri del comandante. Ognuno che ha un comando deve defìu_ire chi_ae~me11te ai suoi subordin:iti lo scopo del cornba uirnento, comumc(lre a1 d1pende11 t1 diretti 1~d jmmediati, le sue risolnzioui. Ln wl gnisa si ottiene uniti1 di pensie1·0 e di a1,ioue, e si previene gli inconvenieu_ti tro~po_ facili allorchè manchi improvvisamente un comandante, e sia sostituito dal'r inferiore ignaro delle sue intenzioni. Anzi qnesta sostituzione di comandauto durante l'azione deve essere praticata pnrn nelle manovre di pacfl per abituarvi le truppe. Il coma ndant~ del battaglion~, ticouo::;ciuto il terreno, indica ai comandanti di compagnia qnale sia lo scopo tli comb:ittinwnto, gli ordiui da prendern, la fronte cla occupare; dopo ciò si limita ad osservare i movimenLi e la condotta ciel nc111ico e delle compagnie per modificare gli ordini dati.' ~ correggerne .l'ese~uzione. Al ~olu cornandanw di battaglione spetta d1 disporre della nserva, 010 110 il c,iso in cui il comandante delle compagni<~ di riserva veda l'immine111.a del bi sogno e l'impossibili tà cli ricevere ordini . Il co1~andan~ delle compagnie cli prima li11ea secondo gli ordini ricevuti d~stwa quali trnppr. devono ri mar\ere in riserva e quali in c:'tcnn, deter~nma l'estensione del rronte, e dirige l'aziono per mcr,zo rle1 comaudauti della catena e della riserva. Il comand3nte delle compagnie di rise1·va regola le formazioni cd i movimenti secondo quelli dì prima linea. E così giù giù il regolamento viene preci:;audo con accurat.'\ minutcna i doveri del comandante della catena, il quale nQn è comandante del plotone, ma il più anziano fra i comandauti dei plotoui in catena,. poi i doveri del corMndante di plotoni , quelli del caposq uadra e quelli del comandante le compagnie di riserva. I] rifornimento delle munizioni dipende dal com.anelante del batlagliot1c; il eomaudan tc della ca tena manda in tempo al couiand~ntfl la compagnia l'avviso del bisogno, e questi ricone al suo superiore . . . . perchè vi provveda . Fuochi.. _ A meno tli qualche scl11arnnento sul valore dei fuochi,

le qua li stanno per ricevere un comé'.ndo od un _a:7viso .. Cos_ì

Rivista estei·a .

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lHV JSTA

poc~ è muta.to da quanto era st.abilito a t.ale riguardo nel progetto . Merita, menz10M che nel fuoco alle grandi distanze da farsi c;oll'uso dei due alzi contemporanei, la seconda riga adopcm1 l'alzo della !li$lam11 maggiore, la prima quello della minore. Òltre i 1000 passi è prescritto l'uso di quattro alzi, col comando : Mezza com1Jagnia, JJrimo e secondo plotone snlla batte1·ia (sulla colonna ecc.); primo plotone vrùna riga a 950 pciss·i, secondci 1·iga a, 1050 1iassi; :;econdo plotone 7n·imia 1·igci a U50, seconda 1·i'gci a 1250 pass'i,,· plotoni, punt, attenl:i,, {'oc. Se il movimento è complicato, non si pnò negare che anche il CO· mando è abbastanza lungo! H:iser·ve . - La distanza tra le riserve di compagnia e la catena non deve essere mai minore a cp1ella che separa la catena da! . nemico. Sul principio del combattimento questn distanza può essere li mitata a 500 metri , e più tardi diminuire col procedere dell'azione. Nei terreni copHrti la distanza _è minore ; anzi sempre minore quanto più co pc~rto ed intraleiato è il l(~lTe110, che ,:;ta dietro alla catena, senza che mai pe,rò le riserve si mescolino alla catena. Le compagnie di riserva stanno a 500 passi dalle riserve della catena, co perte .alla vista riel nemico, in una formaz ione acconcia ai ripari eventuali . Se poi il terreno non offre nessun riparo, allora staranno spiegate in linea , a terra, e se è necessario a file aperte per rendere meno gravi le perdite. In tal gnisa si può ritenere risolta la questione della profondità della formazione di combattimento per evitare i danni dei tiri lontani . battaglione occupa una zona di terreno profonda mille passi circa, m qnei mome11ti nei ![Unii la distanza tra la prima linea ed il nemico non è minore di 800 passi. Alla distanza di ·1800 passi circa le riserve non dovranno aver molto a temere dai fuochi dell e fncil erie, anche se muovono in ordine chiuso. L'as:çalto . - Giova il seguire le norme regolamentari circa la preparaz1,one dell'assalto e l'assalto per v:edere in quale guisa sieno state :;ciolte le questioni ed i dubbi, che nascono dalla diJTicoltil di percorrere un tratto di terreno fittamente solcato dai proiettili conservando superiorità sull'avversario fino all'ultimo momento decisivo per l'azione. Alcuni proponevano una marcia della ca tena continua a passo poco più accelerato dell'. ordinario, la qua le obbligando l'avversario a mutare contim.iamente. l'n lzo, per la sottigliezza e per Ja mobil ità del bersaglio, sarebbe esposta a perdite relativamente non gravi. Altri volevano gli sbalzi.

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ESTEHA

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Il regolamento stabilisce la necessità d'arrivare ad una tale pros11imità. dal nemico da potergli recare seri danni col fnoco di fucileria : L,a catena deve ginngervi possibilli'lente per mezzo c:l i una marcia avanti simultanea, senza fermate, ed al pa:;so per non stancàre anzi tempo le truppe. Presentandosi l'occasione di aprire i.l tiro vantaggiosarnc11Le con tuua la catena o parte d'essa .... all e fnoco. È importante l'allìdare la dil'Czione della marcia ad uno dei· reparti io catena, stabi lendo ad esso per obbiettivo 1111 oggetto visibile. Jt rìecessarìo t'lbituare le (.ruppe a 1uarcie lunghe, ordinate ·e connesse, moclilì canJo pure in tali esercizi la di1·ezione cli marcia, opernzione delicata r~ pericolosa nel combattimento. Entrati nella zona del fuoco più mic;idiale, è d'uopo raccorciare il tempo in cui le truppe offrono hersaglio; di qui la necessità degli sbalzi di posizione in posizione, di riparo ìn ri paro. Gli sbalzi sono fa t.ti cl::t tutta la catenn avanzando senza timre; da parte di essa succe,si va rnent.e, se si vuole che un niparto sostenga l'a ltro per mezzo del fuoco. Naturalmente se il terreno copre, l'assalitore farà pure qne~ti moviment.i 111 passo. L'iniziare g-l i sba'lzi, la lunghezza dei medesimi, la entìtit dei reparti clrn gli eseguisèono dipendono dalle circostanze elci combattimento . Le considerazioni secondo le quali si deve regolare il comandante della cat.ena furono già indica te nel compendio fauo del progetto, e qui ù inutile il ripeterle. Le riserve della catena seguono di posizione in posizione, evitando al possi bile il fuoco nem ico , valendosi del terreno, mantenendo giu diziosamente il conta tto collll catena. Nella zona più battuta anche le riserve avanzano a sbalzi, ed in linen, ed occorrendo pure ad intc~rvalli tra le file. l\ia se il terreno lo consente sarà pi ù opportuno il tenere le risene in co lonna, ed in tal modo fade muovere per conservare megl io l'ordine. Arrivati a tale distan7.R dal nemico da pot.el'lo rnggiungere in un solo balzo ('150 a ~00 passi) la catena raddoppia il fuoco per dar . campo alla riserva cl'avvicinar:>.i. Se frattan to il nemico rallentando il suo fno co di.i sc•gno che un assalto alla baionetta pucì riuscire, viene eseguito al grido cl'·urrah e le riserve raggiu ngono la ca tena per tener testa ad un con trassalt.o . Se le catena crede dì uon poter riuscire a cnccìare il 11emico con. un assalto fa tto da essa sola, attende le riserve dr~lla compagn ia, che s'alfretlano a raggiungerla spiegate in linea ; dietro ad esse vengono nella medesima formazion e le riserve del battaglione. E l'assalto sue.cede come fu descritto nel progetto.


R IVISTA

!J'i {ensir;a . - La scelta della posizione e la disposizione delle truppe sono k1 base di un combau.irnento difensivo. Ilnon campo di tiro

buoni ripari per lri riserve, faci li strade tra queste e la catena son~ i caratteri rli una bnou:i posir,ione difensiva. R<l anche <[Ui è SllO'"C .-,::,. rito il si:;;tenrn di misurare la di~tauza d'alcuui dei principa li OO'•~eni che si scorgono nella zona, la quale cleve essere att.rnv1wsaia da l ue mico. I l consiglio è ottimo, oggi speci1ilmentc che il fuoco viene aperto a grandi di~t.;111ze. Ma è alt.rettanto pratico? A riuforzare la posizione cfovo11visi esigere .tri ucera111cnti. E qui fa c.1 polino l'inllnl:ln;:a del!,• lezioni dell' ul tinw guerra. L;1 vanghetta Linemann, malgl'ado i suoi' i11convenienti, è divenut,1 nna pnrte doll'arma111ento: J'Istruzio11e provviso1·ia russa 11,i fa special11 ml:lnzione. Per l'esecnzioue dei fuochi, la cliì'cs:i st.ndierit bene il movi 111ento rld nemico, e dapprima f'a r;i fuoco snlle cateM avvers.1 rie, rnglienclo il mornent.o in cni esse si leva no rwr 1'11r1J un halzo, poi ,rnlle ri,;crve per impedire ch'essc vcng1rno n riforn ire d'uomini e di e11crgia l:i catena. Dagli attacc;hi sui fi a11chi ed nggiranti, il difensore si riparerù, o col inutnr rrontc. o col prendere d'iufì l,lla 111ediantc una nnov,1 catena, qnell;i del nem ico, che corea di prendere d'in fi lata la nostra , o lìn::i linentc col k111ciafè un attacco nella vi,1 di ritirata delle trnppe avverse a lor voltn att,'1<:Canti su l lìanco. È im possibile, <!he l'avversa rio noti si induca per :-imi lci min:icci(1 a ritira,·n l'ala soverchiante. Ribi:ratn . - La propo,a:i di ritirare le trnppe liltte riunite, n sem:a difonclùrn pa:;"ò a passo la vi.:i da percon·ere, r,vea sollnvato molte oppo:;izion i. Non bastavn a ~piegarla l:i ragione di risparmiare con inutili rn::.istP.JJZù l'inutile spreco d' 11 omini e di fat ica. Questa ritirata inoffeusiva parve chu poles~e mu tar:;i fac·,ilmentc i11 una ri t,irnta tumnltnaria, e\ fina lmente tr:ivolgersi in nna fug:J . L'IsLruzione provvisoria non ne pn rla più. :\oche la ri tirnta è fatta :i ba lzi in ogni oce;1sio11c e gl i scagiioni si prnstano appoggio reciprocamc11 te. Contro la cw1;alfer ia . - La fa nt,eria può orama i respiugere l'attacco della cnvn lleria mercè i snoi fu ochi. Pcrciù lo ricevcriì schierata in lin cn, e pe1-fino 1/1 catena pùLfà rc,;piugcrlo, se il tempo manc,1 ali.i riserva di raggiungerla e di rinforza rln. Quindi non più gruppi. È pcrlino tolto il segnale per f':1rli eseguire. Basta che gli uomini in c3 tena si restring.1110 fra loro: le ri~erve con leggeri cam biam enti di fronte clirig1wanno i loro fuochi tr:.1 gl'intnrv:i lli. E pcrchè i solda ti si avvezziuo lì11 0 dnl tempo di paC<' a non temere <lei cavalli, e questi dei soldnti, è prescritto in piazza d'armi di fo r passare la cavn llcria tra l<i fi le della fo tllcri;1. l?el<izione <leUa /'ante-ria, coU:artigU,eria.. - Ogni rcpn rto di fanteri,1 ~"

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ESTEH A

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che, si tro,,i in vicinanza di qualche batteria, deve difenderla. Se la bat· teria è in posizione, la catena si spinge tanto av:rnti ad essa da preservarla al possil.ii!e dal fuoco di cacciatori nemici . Le riserve collocandosi in modo da non essere co lpite dai proiettili diretti sulle ba tterie, devono · accorrere a difenderle ogni qualvolta le vedono in pericolo. Avanzando la fanteria mentre la batteria continua acl occupare una posizione prevedibilmente per qualche tempo van taggiosa, le lascia una scorta. Se la batteria , i ritira la catena non la sopravanza inai. L'attacco di una batteria è fatto dal la catena, pel' risparmiare perdite; non è infatti così r,Jcile il trornre reparti in ordine: chiuso presso le batterie nemiehe, e tocca alla risc~rva il dirigersi contro la scorta, la qna le <1bitnaloie11te è collocata sul fianro della ba tteria. ' Chiude l'istrm:ione un rapido c1mno sul modo di procedere all'attacco. Es,.o riassume le principali prescrizioni sin qui indicate, e le rende più eviclenti. · Giunto tra i 3000 ed i 2000 passi da l nemico, il battaglione rompe in colonna di compagn ia ad intcl'\'a llo ristretto per agevolarne la cJirezione. Le catene di cacciatori sono distese; le riserve della catenarimangono a 500 passi dietro la catena, le compagnie di riserva ad altrettanta clistm1za più addietro. L'avanzarsi procede senza interruzione; solamente~ ::ilcuni reparti s'arrestano per far fuoco quando si offrono acnpi bersagli . Le catene devono essere così gagliarde da non· arnrle da rinforzare nell'attraversare la seconda zona che comincia ad 800 passi da l uemir,o, A rpiesta distanza si cornirwiano gli sbalzi, ed il fuo,co; le riserve del la catena si vanno avvicinando fìnch/1 abbiano 200 passi dal la' catena. Quando questa occupa l'ultim a posizione, le si avvicinano anche le riserve di battaglione. A 200 passi si entra nella terza zona, la · quale è percorsa dalle catene, e dalle rispett.ive riserve senza ferrnar;;i, finchè a 50 passi dal nemico si assalta al grido d'ur,rah!

Ed ora, lìnito il riassunto, non si pnò a meno dall'accennare al l'atto principaln, chl:l in e~so colpisce . La catena è genl:lrahnentc sola ad agire ; le riserve ne sostengono l'azione piuttosto che cou(·orrerYi materialmente; mai, per cruanto è possibile, vanno a foudersi nella cateua; nemmeno nc~ll'ultimo momeuto. Non si p11ò a meno da l rammentare con quanta difficoltà i Russi durante la passata campagna tenessero allevolute distanze i sostegni e le riserve. Un po' per volta questi reparti per un concorso di circostanze fisiche e morali andavano ad immedesimarsi nella catena. Le posizioni nemiche era no att1ecate da una lunga linea di cacciatori ,


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R IVISTA

dietro ai quali non restava nucleo capace di uno sforzo più energico, 0 di protezione in cnso di contrattacco. La memoria di questo fatto ispirò ovidenwmcnte coloro i quali hanno com pi lato l'istru::ione p1·01.rvisoria.

LA QUESTIONE A1UU~1STRAT1VA MILITARE IN FRANCIA

Due leggi imp?rfonti hanno preoccnpuLo l'esercito in Fra ncia : qn ella sullo stato 11H1gg10rc e l'altra rclntiva al riordinamento cloll'amminist-r(lzionc militare. La !)rima fu orm(li votn ta dal Parl11mcn to e non c'ù pi ù _luogo a parlarne; la $econ1la, in vece, continun a tenere deste le passioni più vive sem:a_ eh~ finora siasi trovnto il modo cli farla approvare dal Corpo Lcg1slat.1vo, come gii1, fino ch1l -1816, fu appmvata dal Senato. Int:rn tò, continuano senza requie 11Ji a1taccl1i comro l'intendenza: i fogli militari ne son? pieni . Si criti~ specialmente la tenacia p~,;ta da ~[UOI c?rpu_uùl d15CO'.loscere la ncces:.itì1 cli proronde modifi cazioni ncl l organ1zw1.1one ammmistraliva dcll'al'mata, la quale nocc~sitit nou ha _null_a Yo'.·an'.en te che possa ferire l'amor proprio cli quei funzi on~n, g,E'. cche r1~ulta non già cl,\ insu!Ticienz<1 persona le dogli ammin~stroto1·1, ma prnuosto dallo sviluppo o dalla lrasformnione dc:l l'ordmamonto militare e dal diS(lccorclo che, iu n1rie pani esiste fra i princi pii cd i fatt i. ' ' Fi_n~ ad ora, insomma, non si è trova Lo un moclus ·oitendi che renda possibile l'accordo fra l'intendenza che vorrebbe tutto couseryaro e coloro elie vogliono ap~licati i principii sanciti dalle le,,.ai del ,1873 e del "87i'S, e, in ultimo, da quella del 1876; vale a cl~~ la subordinazione doll'amministrnzione al comando e l'indipendenza del controllo. ? on sa_rà i11~1til~, c1·udiamo, riepilogare lo stato attuale della qnustione affi ne cli spiegare, ,;e non altro, il moti vo di questo riwrdo nella disenssione della legge, ritardo che a molti sembra ingi ustilica bi le. Non è qui il caso di ri petPre per quali av,·onimcnti l'ir;tendonza mili t~re rrancese raggiungesse lo onnipotenza elio oggi le viene rim provcrata.

Souo cose ormni cognitc o, d'altronde, chi V(,lo:;se mollorlc in memoria non avrebbe clw ad esamin:ue i vari articoli sulla Storia dell''i,ntenclen:rn ?Jl'ihtare in P.rrmcici pubblicati in :ilcuui numeri dell'Ilalia Militan, ann(lta ,1878. Dopo la present::t7.ione :11 eorpo legislati vo della legge votata dal Senato nel ·1876, venne nominata nna Commis~ioue pro,iedutn da l generale De Chanal, coll'incnrico di studiare il progeuo e di riferire. Esstt principiò suhiw i prop('i lavori e, per giudicare con cognizione di cau:;a, credò Lilile interroga re di versi generali , alcuni l'unziono ri dell'intendenza, vnri medici miliwri e qualche ufficiale di (lmmini:;trazione. Ma qui sorsero le prime dil'O coltà. Gli interroga ti esprimevano idoe così direrse, rncuevano tanta l'oga nel dil'cnderc o nel demolire l'i ntondema, elio non era f:(cilc per In commi~sione formarsi un e~tto critnrio della giustizia o meno di quolln ripini oni. Questi attacchi e queste clil'Pse ebbero specinlmcutc a cam pioni tre uomini sLi rriati clall'uni vcr:,11lc per il loro~carattere e por il loro !-.1pcrc: il generale Lcwal, l'intenclento geucralo Vigo 1-tnusillon e il medico ispettore Lcgonest. Dopo di versi mo,;i impiegati in questo i11 torrogatorio, la corn mis~ione foce pubblico finalmente il proprio rapporto, concretando le sue ideo in un prog<•uo di leggo da 1-o:1tituirc a rruello gi:\ approvato clal Senato . Ciii avvenne verso la metil di gennii io dèl l'auno corronte . La swmpa se ne ocrupò subito eol maggiore interesse e le critiche piovvero a di:$inisura. l i generalo Dc Chanal fu chiamato il panegirista dell'intendenza e il rapporto fn detto nie11 tc più uicnte rne110 che di lui opera porsonale. M.a qno.lnnqne sieno que~to critiche, il progetto di cui pal'liamo è l'un i.ca cosa uflìcialo che abbiamo tìno al giorno d'oggi circa al riordinamento dell'amministrazione milit(lre, dacchè il corpo legislativo ha preso ad occuparsùne; esso, checchè si dict1, emana da n11a co 111mismis~iono parlamentare lcgiLLimamentc coslilnit(l, cosicchè, nel còmpito che ci siamo imposti di delineare lo sl/l t.o attuale della quistioM amminisl.ra~iva clell'osercito in Francia, non possiamo esimerci dall'esaminarlo. Pri ma però conviene ricontarsi le principali disposizioni della leggo votatn dal Senato nel ,18"/6. Que~ta legge creava anzitutto un personale compo:.to cli 37 ispèÙori, cui era affidato l'incarico delle ispei ioni presso i corpi di truppa. Questo personale, sebbene reclutato dall'armata, era tutto civile, il che cletermina,·a la sua indipendenza, e ad cisso soltanto ern devoluto il c-0ntrollo superiore vor~o l'esercito. Le attribuzioni degli intendenti


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RIVISTA

consistevano nella dirozione doi servizi amministrativi <:.otro la sorvegl ianza e sotto gli ordini dei comandanti generali. Per direzione, intendevasi: prevedere i bisogni, dare gli ordini per provvedervi, curare l'esecuzione di quosi.i ordini, ordinare e liquidare tulle le spese che ne sono la consegue111.a e, infine, assicurare l'ossena nza delle leggi e dei regolamenti. li controllo preventivo era aboli i.o; l'int.eadenza non av(m1 più nessun modo di ingerirsi nell'a mministrazione interna dei corpi, tranne la rerisioue poslnma delle contabilità. Sempre secondo questa legge, l'intendenza militar<' compr1•nde,·a 5 intendeuti generali (a!-similali a generali <li cliYisione), 30 intendenti milituri ( maggiori gen&rali), 245 sotto-intendenti di i", 2° e 3• classe (colonnelli , tenenti colonnelli e maggiori) e buon numero di aggiunti d'intendenw (capitani) . Potrvano concorrere a tali posti i C11pitani di tutte le armi , nonchè, per i g,·adi corrii.ponden ti , luni gli ufficial i sn peri ori dell'armata. Gli ufficiali d'am minis1razio11c• delle sussi:;tenzc e dei maiazzini andavano a forma re 1111 corpo d'uniciali contabili dr.i viveri n del vesti..n·io: gli ufficiali d'amministrazione degli uffic.i d'inteudeu:r.a , destinati a coadiuvare ¾{l'i ntendenti nri lavori d'onliuc. formavano u11 corpo distinto da recintarsi non pil\ fra gli allie,·i d"amministrazio111• provenienti dai souufficiali, ma bensì fra i mi\i1.ari d'ogni arma, pim:hè fomiti di uuo specinle diploma di studi. La legge provYedeva poi al reclutamento sino dal 1.empo di pace di un certo numero di « aggiunti ausiliari all' intendenza militare » destinati a coadiuvare l'intendenza in tempo di guerra. In sostanza la legge stessa divideva l'amministrazione nei tre rami seguenti: 1'' il controllo genernle, esercitalo da 1111 prr~o11al(' indipcmdento; 2° la direzione, affida ta all'intendenza militarr; 30 la (JC.~tione, dcvol ut.i agli nflìciali t'Antabili delle sussistenze c dei magazzini nonchò ai consigli d'amministrazione responsabili . Dal3 la formazi one di questi co nsigli cl'ammiui~trnzione, gli ospeda li militari rcslarnno ~011ratti alla direzione amm inist1·ativa clcll' intcndeuza e il cc,rpo modico veniva a godere cli una quasi-autonomia. Il progeHo del generale Dc Ch:nw l, - relatore, non lo si di111entichi , · dolio r.omrnissione p:irlanrnntare - cambia in molte pnrti e radical mento la legge votata dal Senato. L'arti<·.olo ~0 crea due souosegretari di Stato: uno per il comando e l'a ltro per l'amministrazione. Quest' ultimo posto - secondo la relazione rhc ,,a unita al progollo sat•ebbe devoluto « a un funzio-

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nario (dell 'intendenza) che ~n robbe il guardiano naturale della legge: " che direbbe al ministro a un certo momento: - r oi volf\te, ma « g1rnrdate. <:. ho non pote>.!(' ». L'articol() !l0 - citiamo qui i principali - dice elio i m:1g:mini saranno sommessi a nn"azionc definita dal comandante di corpo d'armata il quale, però, non potrà penetrare in quelli posti :-Olio l'n utorilà e la dirc1.ione elci delegati del ministero. L'articolo o0 , /lnzichù di videre la a1u111inistrnzione como foceq1 la legge del ,1876, in tre fo si: direzione, eçecuzi-one <! co11trollo, la sparti,-ce invece in 1° dirnzione e é·,ontrollo; <:2° gestione o contabilità; :-3° azionn ed Hst•cuzione. La rh1·rzione., secondo questo articolo :5", impartisco degli ordini, lil[tLida, r:c1·.. .C l control lo, che forma corpo cou es:;a, vien dopo per csaminarr. 1{ giudicare lutti gl i alli amminislrativi. Gli articoli seguenti , fa11M dei colonnrlli i direttori di amminislrazioll(? dei loro reggimenti , senia c~sero però titolari dei crediti 111i11isterial i i f[nali rimangono :igl'in teuclen li . L"artir~ilo l él'' prescrirn ai coinauclauli cli formare ogni :;ei mc,;i una <·r11 nmissio110 com posta di uu 11 fli ciale su poriore, di 110 n11'm bro dl\ll' iII Le1Hlenza e di u11 perito i quali coustat.ino l::i quantità e In qnalit:\ dèl contenuto nei mag.,zziui elci corpi d'nrmata. Il titolo lY tratta della fonnazionc dr i consigl i d'a1nmi11istrazioue inwrni doi corpi di truppa, r stabilisce che la rl·i.rez·ione appartiene ai comanrla11 Li r• clw i membri del cou~iglio sa ranno solidoriamentc rt'sponsabili. t'ìel titolo V l'i11tc11dcnza, cla:;~ilìcata dalle leggi esis!Cnti fra i servizi particol(lri ,l cll·arnu:ttn, i' dichiarata parLr! intcgrautn degli :,lal'i may!Jiori. l membri di qur.1 corpo non hanno akuna ossimilazionn a grado militare . .LI progcuo toglie poi il grado mi litare agli nfliciali di :imminbtrazion,: facendone dei contabi li e dei commessi dcll'intendeuza. L'articolo 34.0 , dice bensì che es!:-i f!Oclranno, colla loro nuova r11rnlità , dei benefici della legge 19 maggio 1834. sul lo stato <logli ufficiali ; tuttavia l':micolo 59° è e$ plicito: questi nfficinli perderebboro il loro grado: la loro posizione, forsll, materialmente parlando, no av,·antagg1•rcbhe, ma ciò 11011 to~lie ch'essi diventerebbero un pcr~ouale civile. Quanto al :;ervi1.io di saniti1, il prof!etlo d,!I generale De Chanal gli toglie ,ttwlln qua,;i-autonom ia acc.;0rdatagli da lla legge del ,t816, approvala dal Senato. li servi1.io stesso j, r la~sitic:110 fra gli ammini-

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HIVJSTA

st1·a1 h·i e l'articolo 6° dichia;·a che la direzione ammini~1ra1i va deve ' ucgli ' ospedali _militari, essore esercitata dall'intondenza. C'è (li più. L'articolo 32° togliendo l'nssimila1.ioue a t11tti oli arreuti doi serv izi, dich i111·a che ancltc i med ici appnrtc11gono all'nr~wrn°iioll c~mhattcnte e l'a rticolo 34- 0 dice che il sen ·izio di guarnigione sarù dis,_nipegnato da me~ici ~01:ghe~i incaricali del servizio !'aui1nrio nei corpi cli_ truppa so~t~ gli ord1111 dc, cornandnnti di corpo e souo la sorrc¾,( IWnza ammm,strativa dell' iuwndema . 11_ (Jl'O~e_tto soppri me <ruindi i nwdici ispellori e riduci! a 600 i mcd,c1 md'.tari: solo vie11c fallo loro un miglior trattamen to del l'attua le, specialmente in prin<:ipio del la ca rriera. L'a~ticolo ,i..i-0 nello stabilire la formazione di un consiglio di sanità, p~-c~~rn·c Yeuga esso w:;titnito sollo la pre;:;idenza cli un genen:ile di dlVlsiono ù com posto di un intenden tù, di tre medici mil itari e cli 11·<· professori della facolti1 di medicina di P,Higi, escludendonù i farmacisti. Circ.1. i~ se1:,'izio :;anitario in campagna, il progetto pron•cde: .10 :i uu ser~,,1.,_o _di_ ~rn1bul,mzc atl.ivc 1Icsti1wtc 11nicamcntc a dare i primi soccorsi :1 1 ler1t1; 2° a un servizio tli evacuazione dc:;tinato a dirirrero ,·<•1-so l'i~tcrno i mal:iti e i rcriti, che possono es~cro tr:1spor1a1i. Si ~-l('e ff'.t~nto a, malati o fer_'iti che non si possouo tr-a~port:irc, auesa la gravita della loro malallla o dolla loro feritri . Oic~mrn? che appena reso pul,blico il progetto, l.1 critica prc~o a de;mohrlo ,n ogni sua parte. Si pri ncipiòcoll'ossorvareclio d11csot10-scgre111ri di Stnto emno inutili. Con ~n buo~1 capo di siato maggiore gcncrn le, 111Ì sotto-segretario cli Stato e sufficiente. Un suo collcg11, mem bro dell'i11teudenza, non anrbbe alcuna autoritil sui direttori d<'ll'11rtip-liùri(I e del gcuio. A che crearlo d~lllCftW? Si disse poi che la proibizione fotta ai comondanti di corpi) d :irmata cl, pennttarc nei magazzini po;;ti sotto la direzione e l'antori lit elci delegati elci ministero ( membri clell'inteudcnza) era 11 11 auacco diretto co11 Lro l'articolo H- 0 tlelln lcg-ge ·1 8i3, elio non 11vcvn si rnil() re:;lriziono. Quanto nll'averc disconosciuta la suddi,·isione naturale dcl~·ammi~istra~ion_e in direzione, esecw:ione e controll1J, per dividerla m,·cce rn direzione e controllo: gestione e contabilità: azione ed esecuz~~-~e; -, si v?ll_o provare che, in ta l modo, annullavasi lu responsab1lita dcli ammrn,stratore, la quale si :;m·ebbe confusa con quella del controllore: o, piullosto, il primo avreube controllato se stesso, dal momento che controllo e direzione avrebbero formato una sola co,a e che l'esecuzione sar·ebbesi separata da lltl gcstio110; la (:onwhil i1ù, da ll'c:scc11zio11c. L'esecuzione - ,-i disse - non è che il Jaroro di ,.."ente

ESTEHA

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irresponsobile, cli macchine, se si vuole, che agiscono sotto la sorveglianza •J sotto gl i ord ini del gerente; esseri es5onzinlmente obbedienti i quali non ricevono ordini che dalla gestione e ili cui In gestione è soia respon~abilc: separarla da lla gestione è un assurdo. Facendo il direttore titolare dei crediti ministeriali - si disse lo si rende uu vero e proprio amministratore, OHI , dato ciò, non si capisce come qnesw delegaiione di erod iti debba es,ere fatta solo agli intendenti ed ai rlircuori dell'artiglieria e del genio, o uegat.a ai comautlanti di corpo, benchè dil'Cllori anch'essi del la loro amministrazione reggim entale. Nou si capisco neppure come questi capi ri i corpo po:;sauo eserci tare qunsla clirczioue e po.;sauo es~erc dichiarati responsabili in comune col consiglio d'amministrazione, mentre essi nou fanno parte integrante di questo con,;iglio. Nemmeno la presenza di un i11tencle11le nel la commissiono semestrale i11c:irica1a d'ispezioMre i magazzini cli corpo d'armata, andò a ga rbo ai critici del progetto: essi ·trovano che un ispettore estraneo alla regione lo avrebbe :;ostitnito vantnggiosnmento. Togliere il grado ngl i ufficia li d'amministrazione fn dello impossibile. Il grado - si obbieuù - è loro prop1'ietà e non si può togliere porchè In legge lo ga ranLisco. SpossessaLe11c quc,;ti u!lìcia li , cd e::;si domancler:111110 in rnassa l'aspol.laliva per soppressioLLc d'impiego. )la le grida maggiori furon o sollc,•atc perchè il progeuo del generale Dc Chen::11, non nm 1nc1Lcva più la creazionù di un corpo d'i:;pcttori destina-ti ad esercitare il tanto invoc;1to conLrollo incliplmdcn te. La legg<! vo!.ata dal Senato è così dcc,lpilata - si disse - uoi ritol'lliamo al la logge dell'anno 111 la qnalo stabilirn quella indipendenza d,•i commissarii che il generale De Pmva l disse r1111o~ta al servizio cd ai membri sLessi clell'ammi11 istrazionc. Ciò che vogl iamo - dicevano sempre i critici :si è un corpo di controllori indipendenti e nn corpo di direttori sottorne.;si al comando: vogliamo che la direziouc si n:-sicuri dell'esa ttczia posta dal geron te nel proprio ,;;er vizio, vogliamo ch'es~a ~orvegli la gestione di cui deve chiudere i conti. A 'lucsto titolo !-Oltanto lo f•ccordia1110 il controllo. Cbiarnia1110, so vuolsi, qnestn sorvegliauza continua co l nome di « control lo loccile ,, rna noi nei:;hiamo rornrn lmente all'intendenza il dirillo di contrnllare se stessa; noi le nrghiamo il controilo .mperi-01·e, il quale deve essere esercitato eia un corpo di ispettori indipendente, la cui creazione ~01Jetiti11ino con tnlli i nostri voti ('I). (lì !.'A vvenir .ll ilitail-e.


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RlV[STA

Il progetto del generale Dc Chaoal non ricevette ni'i gliore accoglienza da l corpo medico militare. La prima disposizione presa di mira fu quella che toglie ni medici l'assimilazione militare confondendoli fra gl i 3genti dei ~ervir.i :innn i.nistrativi. Ecco dnnrp1e - di;;scro - rruesti ufficiali che vivono in mezzo .11111 trnppa, che dividono la su11 buona e catti v(l fortuna , chB l'a?compaguauo s1_1l C(l mpo ~i battaglia ,: vivono i11 mc1.1.o alle :-tragi ep1dem1che, eccoli degrad,'ltt torne se i medici del ·1870 si fossero mostrati meno devoti, meno degni dei loro colleghi di Crimea. L' intendenza - contin narono - vuole spogl iarsi della sua 11:;:;imilazio11e perché vuol mantenersi indipendente tlal comando, rna i medici non iutendono riminr.iarvi, 11011 lo possono, uoo lo ,·ogliouo ( f) . ~on meuo fu attaccato il principio di affidar11 a medici hor"he5i il servizio sa nitario di gnar.nigione. Se il corpo $Mlit.<1rio i: su~ccttibile di tfilil lche riduzione in tempo di pace - fu obiettato - fate che il rnedico borghesù poss11 prestar servi1.io negli ospedal i, mo non nei reggimenti. Qual ·medico vorrà , per una retribuzione di trcntarlue soldi al giorno, fare la visita del ma llino a ·15 o 20 ~oldoti, qunle si è, in medi,1, il numero giornnliero dei nH!at.i nelle più piccole ''ttarni gio11i ? Eppo i f[trnnto al servir.io e~terno , r1uanto, cioè alle ~1arcic, nlle rnauovre, ai campi, ii chiaro che nussun medico borghcsH vorrà accettare il còmpito di seguire la tru ppa e qncsLa, iu c~1so cli disgrazie 11el ti ro o nell'equitazione, casi d'insolazi011<' P simili , sarit 'pri va affauo . cle_11·a~::-isteni:a d~l medico. E chi , in ultimo occompngner.i i hattoglion, ~ul campo d, battaglia'? Non certo i medici di o-uarnioionl!. Ci dite. che i medici mil itari, restando presso i corpi di trur~pa, pe~·clono fa prat1 cn dell'arte. Ebbene, applicate In legge ,mi servizi d'osped:i lc .votata diciotto nW$i indietro e qnesto inconveniento sparir.i. Da un'altra .pnne, ,·oi abolito i medici-ispeuori, riducete a 600 il° numero dei medici e poi credete eh,~ questo numero ba~ti per inquadran·i, in caso di mobilitazione, i medici della riserva e dell'armata territoriale, mentre a pri111a vi:;ta ciò apparisce impossibile. Anche In prosenza di un 'intendente e di tre professori della facoltà .d i medicina cli Pnrigi nel con:;iglio di saniti1 fn Lrovat.a inaeceuahile. L'inten:onto , dei tre professori è inutile e quello dell'intendente, inespl i·Cabi lo. E f.osse perr.hè gl'intendenti debbono couservare l:i direzione .ammiuist.rativa degli ospedali ? Ma quest' ingerenza deve finire, poichh mentre ,;1 accor1!a ai comandanti di corpo di dirigere l'amministrli ( I)

r: ,1, rmée Fran çaise.

ESTERA 365 zione dei loro reggimenti, tale facoltà non può negarsi ai medici-c<1pi degli stabi limenti sanitari . Quanto a.I servizio di campagna, gli attacchi furono anche più accentuati . L<1 dimenticam:a di provvedere alla cura dei soldati gravemente ammalati o lcriti, pei quali le amlmlanz<) attive 11 ,111 giovano e di cui è impos5ibile il trasporto, fu chiamata inqualific<1bi le. Questa categoria - ru eletto - rappresenta . la meli1 dei feriti e dei ma lati in un'armata, ed è quella che ha ir1est.ieri delle maggiori cure. La Gerrnania ci ha pen,;11to Cl)li 'istitnire dodici ospedali Lempornnei al seguito dell'eserci to. Da noi, invece, uoH si prevede nemmeno il ca~o di averne bisogno . Siffatte critiche bastano da sole a dare \lll'idea della p3ssione colla quale da tempo, rna specirdmente in qLrnst'anno, viene discussa in Francia la 1.ru i:;tioue am ministrativa militare. La l0Lta prese tali proporzioni, le proteste furono sì vive, che la Commissione parlament.are, prima d'insistere nel progetto del suo relatore, progetto al quale e:;;sa pure aveva contribui to; - credette prndentc nominare nel proprio seno uni, Sott.ocomrn i:;~ione iucaricata di redigere un nuovo proget.t.o, da discutcr,;i poi in contracldit.torio con quello del generale Dc Chaual. Nientre q ne,ta Sottocommis:;io.ac, dop!'l a vere chiamato a nuovi e minuziosi interrogatori i, ge,rnrrili, medici ed ,intendenti, occupavasi delln redazione del nuovo progetto, la di~cussione unila stampa non t<1c1p1e; i progetti individua li pullu larono, ma solo du e ci sembrano degni di . osservazione:· il primo comparso nel Jonrnal de.s Sàe-nces Jhlù a.ù·1:,; l'altro pubblicnto in un rascico!o dello Spectateur ilf,i,f:itwilte. [i pri,no si parte da q u.csto concetto : che , per poco si guardi il sistema at.t.ua lc, apparisce evidente il suo difetto di unità: si impiegano ora come direttori- gerenti responsabili, ufficiali d'ogni grado in servizio rn ilitam <:ffot.tivo (colonnelli - 1nogoteuenli colonnelli - cn pi di hat.ta/!lione, comandanti di tompagnia,, squadrone e batteria - nei consigli d'amministrazione ).altrove impiegansi a fa re delle cifre e delle scrillure, ufficiali che prima d'ogn i altra cosa hanno imparato a maneggiare la sciabola e il fucil e (capitani tesorieri ,~ capitan i d'abbi- gliame11 lo) poi la gerenza immediata è esercitata da cap i milit.ari (cornandauti ,li compagnia) é prende loro la miglior parte del tempo che essi doVl"l5bbero consacrare allc, funzioni tecniche; in una parola, non i'. che eccezionalmente che i doveri di gestione e di contabilità souo 11dempiuLi da ageuLi veri d'amministrnziorrc, poichè il crnadro . dei per:;011ldi :nn,ninistraLivi comprandc circa 4300 agenti, mentre si contauo nell'armata ~5000 fra ufficiali e $Ottulliciali che impiegano UHlla ge$lionc ~ia la tolaliL~ sia una buona parte del loro tempo.


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Rl\'ISTi\

Por rin1ediare a questo stato di cose, l'autoro divide l'anuniuistrazionc militare in quatt ro parti: il co1Hrollo, la dirl'zione amministrativa, la gestione ;!eneralc e la gestiow• esccu ti ,·a . Il controllo è affìdato ad l111 per::f\nal(• i11dipende11tl'; la direzione amministrativa è nmdata il i cornando o lo dne gestioni (la genol'alc e l'o~ccuti va) ad t111 co rpo dcuo coin111i,;1mriato di yuerl'a; cosi<·C'hè un pcr~ou:,le unico fo rmerebh!' gli appro rvigionamcuti ripartl'ltdoli :;ec-0ndo i hisogni, ne sor,·eglier1Jbbc l' impiego presso i gereuti, manterrebbe l'uniforn1i1à nei metod i e nello forme di co1w1bil ità, sorveglierebhn la gestione csecutiYa, esercitando ad 1111 tempo quest'ultima col personale dei grflcli infer iori . I reggiment.i, i bauaglioui, lo compagni<•, gli squadroni, le batterie; ciascuna nniL.1 di truppn , insomma, a, rohbe un comrnissa rio di guerra incnricalo dcll'11m mi uistrazio11e doll'un it;'1 StH:;sa. Iu to l modo si auolirel)l)c l' intendenza, si abolirebbero gli ufficiali d'amn1inistrazione, e il nuovo per;,onale si reclutcrebl10 parto dai sottn ffi ('iali, parie rlai borgbesi chianrn 1i ad un COl'$O S[)C('ialc di studi esteso a dur anni in una scuola cl',imm inbtrazione fondata dallo Stato. I l progetto com parso sullo Spectlttem· ò ben di ll'orcnte. L'autore qui si parre dal couceuo clw la legge votat:1 d,11 Scnatu lllll 1876 uon poteva essere (ICcnuata 1wlle ,mc basi dalla Camrra, perchè ,li:;cono::ccva veritit elementari; tal i ad csnm pio: che il con trollo dov'c$srro u:;sonzialmcnlc locale; eh(' dnre :1cl u110 stesso corpo la dfrc1.io110 <' il controllo (la legµe c·oui>erw, alrin1cndon1.a il controllo loca le di,·rrso ,la quello gener.ilo risrn·a lo agli ispellori) era creare una :;itua1-io11r insostenibile; che la::C'iarc all'intendenza la totaliLi1 del le sne artrihuzioni aunali , era dnec a qnest.o corpo·(~elle l'unzioui supnl'iOl'i alle fol'i'.C do~li nomini: cho :rnbordinarc il co111rollo loc3 lc nl <·onrnndo è abhassarlo e assrrvirlo; che, iufìnc, obbl igare l'intcuclenz-a ad essere or11 ~ommc:::sn . ~ra indipendente, è crea rle una ~ilnazione in cui la:;ria la ,;ua ntttorit;'t come corpn di direziono e la :Hra cousidcrazione corno corpo di co11trollo. Dato crue~to punto di partenza, f'an1orr propone di separare• a~~nluramenle in tuui i ser,izi In direzione dal controllo, creando un corpo d'ispezione non gilt cli ,i-5 fu 11r,ionari come vuole l:1 legge elci ·187G, ma cli qualclin centi11a io d'i ndivirlu i i qu:i li esercitino il corHrollo loca le pc•r ogni ('Orpo rl'nnnara, ::01>ra tutti i srn·izi ammi11ist.rativi, romprPSO nnche r1uel controllo g,!m•ralo che la legge Sl<'S$tl ruolo nilid(lrc alie sne <p1attro dircinc di alti impiegati . Questi co ntrollori sarebbero prc~i, per rcg0la gcnoraln, dal corpo dell'in tendenza . Quanto nlla direzione amministrativa, l';llttore o:.:;erTn he, o,·e si

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.abo]igse l' in tendenza, i servizi che da essa dipendono dovrebbero es,orc disimprf(n:iti da ulficiali di sùi to maggiore i quali doiTebbero fare studi speciali per riuscire ndla loro nnon missione; missione che andrebbe a carico della loro istruzione mi li ta re. So cosi è - proSCl-(Ue l'autore _ conserviamo il eo l'po che lia già funzionari istru iti e serie .tradizioni a111ministrative, 1: questo corpo sbarranato, dal peso opprimente dol controllo locale, renderà ouimi sen ·izi. Co!'.ì l' intendenza con~rrverehhc, ::-otto l':rntorilit dei genorn li , la direzione clei servizi amministrativi ilolle regioni e :;uddi vision i di regione di corpo d'armata, compresa la sorveglinnza ,rni relativi sta bi limenti . Circa il reclutamen10 cli questo corp.o, l'autore, per quanto eroda che l'intrmdeuza non nbbia allualmente una bastaute prc,parazione al maneo-"iO tlc!tli [!ffnl'i , non r itiene utile tornare, come nel 18·17, al rcclu~atimento "civile. Siccome però è un fai.Lo che questi funzionari provenienti dall'armata hanno bisogno di il pprendere ser!c cog~izìoni amministrative, egli propone rii creare una scuola superiore eh amministrazione milit:iro al la quale snrebbero amrnessi i capi taui dell'armata cho ne esprime:;sero il desiderio, nonché gli ulTiciali cl'am ministra1.ionc di 1a e 2" cla:;se ricono cinti meritevoli di pa~siiggio nella intendonza e i rprnli finora il pa~sa~gio fu cd è assolutamente precluso . Co$Ì si unirebbe il vant11ggio di un rnclntamento mil itare n quello di nua preparazione snlliciento alla trnuazioue dcl)e l'aceu~lc ammini,-tr:11ive. L'autore, però, chiede sia tolta all 'intendouza l'assimilazione ad ogni grado miliL1rc, pensando che ques~'l ass.imilazion~ andrebbe a scapito del suo prestigio e dclln sua autoritil di fronte ai membri della "Orarchin mil itare in essa superiori di grnclo . Gli ùflicial i d'ammini strazione conserveroblicro invece il loro grado elTeuivo, poichè, esistendo ora lo compagnie operai, conviene ~atnral~ mente :ivcrc ufficinli che le co111audino: d'a ltra parte, la gcst10ne dc, servizi am ministrati vi in campagna rende necessaria l'opera d'un per~ sonalc mil itare. Da qui il bisogno di continuare il reclutamento di qne;,ti ufficiali dall'elemento militare. ln qu.:isto sistema, la pa rte riserrn ta al comando sarebbe . c!ualc _l~ o~i<>ono i 111Lovi tempi . ltsso terrebbe sotto la sua al ta n11 ton t:i tu tt1 1 s~r~rizi aencrn li dell'armata, ritenendo specialmente lf) auribnzioni amministr;tive naturalmente devolute ai capi militari; vale a dire la cura cli prcverlcrn e il cJiritlO cli ordinare, di prO\'\'(l(~CJ'~! O cJ_i clisL1:ibt~Ìre: dopo di lu i, e souo i snoi ordi.ni , gli stati rn11gg1on par.ticolan, I 111 tencl1~nza, i consigli il'nmministrazione dei CMpi che l'a111 '.a no a ~re~ vedere O diri,çwre la parte esecutiva dei servizi; infine gli agenti dt 1


R I VI STA

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ESTERA

esecnzione e <li gestione i quali trasformano in faui .imministrativj 1rli ordini della direzione e trattano gli affari commerciali del dipar t mento della guerra $O UO la loro intiern responsa bilità. Tale sarebbe !''organizzazione generale clie, secondo questo progeuo, v,wrebbe data ai fotti amministrativi dal loro concepimento alla loro consumazione. L'autore, in ultimo, si rnostra avversario dichiarato di ogn i innovazioné rispetto ul servizio sanitario. Egli nega ai medici il dirilto all'assim ilazione militare; afferma la ueces,;ità di subord inare i medici dell'ospedal<~ ai funzionari dell'intende11za , fa c<mdo la debita di:;tinzione fra la direzione teenica , che nessuno contesta ai sa11 itari, e quella amministrativa, e di mostra che, anche in campagna, 11uesta :;ubordi nazione è necessari:i e che la fa coltà fatta all'intendenza di disporre essa le ambulanze è logica ed utile. V;J da sè che vien negato anche ai medici il diritto di comandare i personali am ministrativ i delle ambulanze, i (J1Hlli , del resto , anche senza di questo, si trovano, iu <·.a mpagna, n loro intera disposizione . In torno a questi due progetti clie non ò nostro còmpi to qni cli discutere, e,;senr(o no:;tro unico scopo ria:;sumere lo stato i11 cui tl'Ovc'lsi aunalmente iu Frt1ncia la qnistione ammi ni:str.i tiva ,. fn co111 batl11tn un'a:-;pra polelll ica nella :,lampa militare fraucese, e le soli te pa:-;sioni. le solite querele, insomma le solite lotte, tornarono a manifestarsi. Ma , certo,. nessuna pubblicnione è riuscita importante e degria di studio quan to quella del generale TrocJrn ( L'an neé (ra.nça ise en l879) nella parte eh,: rign;Jrda 1'1l mrn inistrazione dell'armata. .\Tessuno ignora il rnmorn sollevato in Francia da ques to libro di un « o/{ir;iel' en 1·etra.'ite" ('t ) . Le opinion i che si sono manifostnte circa la legge vot.i ta nel 118'76 da l Senato e ora in attesa di discussione innanzi alla Camera , ha11 110 dunque nna grande importanza e fo rse influiranno sullo ,cioglirn ento dell'ard11a quistione amministrativa, collie, per al tre pnrti dell'organismo milita re influ irono già quelle clw l' illustre generale ebbe ad esprim ete ill proposito nel libr.o medesimo e che in quest'anno videro raggiunta la lorn pratica attuazione. Il generale Troch n, nell'Hsporre le proprifl idee snll'am rninistrazioue dell 'i1rmatr1, dichiara anzituLlo, che, a suo parere, le leggi foue in propo:;ito dalla Hestaurnio110 col sussidio di uomini pratici più che t1,,orici, se non fu rono perJ'e ttissime, sono almeno <la ritenersi quauto di ,nigliorc h:i avuto la Francia da qualche 8eco(o in poi . Egli ricorda le suddivisioni dell'amministr,1zione quali appa riscono dalla legge del ,J8;17, (l) V. nivista ]lilitm·e Italiana, dispensa di aprile JSi\l.

in esecuzione e gestione; direzione e controllo tecnico; direzione e conlrollo superiore; dimostrando come solo qùeste ultime attribuzioni fossero devolute all'intendenza militare, creata come personale essenzialmente civile e reclutata fra i giovani borghesi che avevano ottenuta la loro licenza di diritto. L'autore fa quindi un parallelo fra una simile organizzazione e quella anteriore alla legge del 1873, dicendo che 1~ intendenza, cercando rendersi onnipotente, non ha pottlto sostenere si grave peso ed ha dato luogo ad nna reazione che ha contribuito . ad abbatterla. Esaminando poi la legge votata dal Senato, il generale Trcichu Lrova che fu esagerata l'applicazione fattasi del principio già sancito dalla legge del ,1873 circa la subordinazione dell'amministrazione al comando sopraccaricando quest'ultimo della direzione responsabile. Non è possibile - dice l'autore - comandare ed amministrare ad un tempo; il comando deve solo diri gere l'amministrazione, il che non è la medesima cosa: Egli vuole però che la responsabilità rimanga intera all'intendenza, giacchè, come diceva il defunto signor Di Pasquier « il {aut que le soldat puisse se pta,indre à son général; non pas s'en plaindre ,, e conclude sull'argomento con questa predizione : L'admi·rristrnl'ion mili taire s' est pM·due p1nir avoir 'ooulti comm.ander: le com·mand&ment se · sei·a perdu po1lr a1:oir '001llii adrninistrer. Il generale critica poi il reclutamento attuale dell'intendenza che la legge votata dal Senato n'o n cangia. Questo reclutamento - egli dice - continuerà a farsi dai capitani dell'armata, e la scuola di battaolione, a titolo di preparazione amministrativa, terrà luogo della sc:ola di diritto e della scuola degli affari; ma chi potrebbe dire ciò che diventerà questo sistema dal punto di vista della sna qualità, quando l'intendenza offrirà agli ufficiali dell'armata la sola carriera amministrativa che la nuova legge ha tanto diminuita d'importanza? Anche lo avere mantenuto il reclutamento degli ufficiali d'amministrazione, quellt degli ospedali, sussistenze, ecc., dai sottnllìciali, viene criticato dall'autcre al pari della esclusione degli stessi ufficiali dal passaggio nell'intendenza: egli osserva che un sottufficiale non può avere attitudineper la gestione ammini~.trativa come nn capitano non può averla per dirioerla, e dimostra che la parzialità usata dalla legge del 1876 a henefi~io deolì ufiiciali d'amministrazione addetti agli uffici dell'intendenza è ;al basata, poichè questi individui , occupati in lavori di segreteria, vi hanno meno diritto degli altri, i quali nei serviz~di ospedale di vestiario e di sussistenze disimpegnano la parte esecutiva della vera' amministrazione. 1

Ri'l:1,ta utera.


RIVISTA ~10 QupntQ ~I ci:introllo ~uperiore, il gen!;)ral~ Troç,hu lo approva. d.i gnw t;,J.H1re~ nw. cr~lica il mpdo c~n cui la l~gge del Senato vuol reclµt~r~ i w...embri 4i questo p(:lr&onale c~sì importan,.te. l,o,am.mette.re cl1e g~n(l..t;a.l i di brigata passino, 4i p;1,mto in bianco ispe.uori e. Qontrqllori del.,. l'.~~e.r~cito; essi cl)~ d'.tll)l)lipis:trar.ione 11,011 seppero e UQU studial/OUO uuii nulla; è togli~re in ante.cedenza ogni prestigio ad un corpq che ha QiiiOg,no di un'au,torità i116uita e di nn rispetto che solo può venirgli dalla fama di una, vera capaci tà e di un.a seria dottrina. L'autore disapprova, in ultimo, la distinzione fau.a nel servizio degli ospeda.li fra direzione tecnica e direzione amministrativa, ma no,1, ainmette l,l;em,meno, che questa direziol)e sia devoluta. unic.amente al corpo rvec!icA, con1e vuole la legge del •I 8iq, la.scia~1do agli inteudenti u.na p<lrte !ìÌ piccola d'i11ge.1:eni:.~ dii. rende.ria inuti le. Egli crede che occorra trovare una soluzione intermedia, ritenendo che le cure dell:amminis,trazione d' un ospedale n.on siano le più (ldatte per un medico: e siccome il generale i:iconosc.e che l'ingeren;z;a. degli intendenti è, riguardo al servizio ~a[)it&~io, se non indispensabile, almeno util.e in campagna; crede che fino dal ~empo d.L pace sia pQssib.ile stabilire fra i mediHi e gli intendenti un entente cordiale, diretto unicamente al vani.aggio del servizio ed al bene dei ma.lati. Riassumendo~i, il generale Trocqu diGhiai·a che la legge votata dal Se.nato non ha fondato nulla che offra all'anI1ata francese, nelle guerre avvenire, il s1wvlemento cj,i forza amministrati\:a e le garanzie di buon ~sito ch'essa attende: egli consiglia perciò di non improvvisare, ma di s~ud iare aµ co,ra , pei:chè i ten,1pi non sono ancora abbastanza si.curi per abb,andona,rs~ a. delle i..t~.certe esperienze, e insiste affinr,hè, studiando ger costruire il novello edificio, si faccia tesoro dei' buoni materiali d.ell'&nt~co . In quest'ordine d'id~e il generale propone: Che l'int~ndenza è tutti i servizi am,m.inistrath:i che ne di penclon.o sieno reçlutati con. degli allievi (allievi dell'in.tenclenzn e allievi dei servizi aml)'linistrati~i) $Otto ~peciali condizioni d'esame e di limite di età . Gli allievi dell'intendenza dovrebbero essere pi:oyyednti del diplom,a di licenza in diritto . Gli uni e gli altri sarebbero ammessi alla sç.uola d'amministrazione, creata in modo adatto a questi nuovi bisogni, p,er seguirvi in comune, dnrai;ite un anno, gli stessi studi ai quali sono costretti oggi i ,;ottulTiciali allievi di questa scnola. Gli allievi del l'iutendenza vi resterebbero 1111 anno di più. I corsi sarebbero fatti secondo le varie specialità . In seguito agli esami, gli allievi dei servizi amministrativi enire-

ESTBRA

871

reb'bero in q'ìielli rra questi servizi ch'essi avessero sc<~lto per seguirvi la loro carriera. Gli allievi dell' intendenza , invece, sarebbero so'ggetti ad un esperimento presso i sotto-intendenti incaricati dèll'a ;direzione amministrativa dei vari servizi (~ussistenze, ospedali, ve'stiario ed accampamento). Essi quindi sarebbero collocati, a titolo di · complemento dei loro studi cli applicazione, presso gli intendenti dei corpi d'armata e là otterrebbero il grado (ove l'intendenza debba re·stare un corpo sp,~ciale mi litare) oppure, nel' caso contrario, 1'.impiego di aggiunto d'intendenza. Gli agenti superiori di tutti i servm amministrativi (sussistenze, ospeda li, vestia1;io ,~d accampamento e uffici d'intendenza) i quali rispondano a preci1:,i requisiti di età, cli servizio, d'istruzione generale Il di capacità amministrativa constatati da una commissione d'esàmi, potrebbero essere ammesili nel corpo d'intendenza di cui formerebbero un ramo laterale di reclutamen,to. · Il corpo civile del controllo, ii1vesLito della delegazione ministeriale per la ispezione di tutti i servizi amministrativi dell'arm'ata, sarebbe esclusivamente reclutato tra i funzionari superiori dell'intend~nza. In questo modo il generale Trochu tende, secondo egli dice, a sostituire l'ed1tcazione negt-i affa,ri alla teoi'Ìa degli affa1~i, e ri~olve molte delle ardue quistioni che attualmente, si dibattono nel campo amministrativo. Com'era natura le, la discussione su qi.1este idee esposte dal generale Trochu non è mancata e a rnohi sono apparse ragionevoli; altri le hanno combattute; altri', infine, le hanno accettate s.olo in parte. Prevarranno queste idee nei consigli del Governo e ·in quelli della Carnera? È dillici le prevederlo per quanto - come già abbiamo ac-ccnnato - molti dei consigli offerti dal generale nel suo bellissimo libro, siano stati accolti dal ministero della guerra, specialmente in ciò che riguarda l'organizzazione e l'educazione dell'armata. Frattanto, il generale De Chanal, anzichè darsi per vinto, difende il prngetto da lui redatto, dicendolo il più logico e di più facile at~ tuazione c,1). La sottocommissione parlamentare, dal canto suo, non SI è fatta viva nè si conoscono ancora le sue intenzioni. La stampa militare reclama da altra parte µn provvedimento provvisorio il quale sistemi la sitna'zionc delFintenùenza, sia nei suoi rapporti col comando sia riguardo alle prnprie ·attribt1zioni di fronte all'armata, irnperoccbè la posiziono di questo corpo è divenuta delle più clitlìcili, dopo che (IJ VoJi lo Spectalwr Jlilitaire. -

Voi. dei mesi di settombro e ottobre, ~cc .


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373

RIVISTA

ESTERA

l'approvazione già avvenuta della legge del 4873, la quale sollopone l'amministrazione al comando, ha creato un'antitesi assoluta fra l'obbedienza a questo principio e il còmpito amministrativo che rimane ancora assegnato all'inten:denza secondo le vecchio leggi e i vecchi regolamenti. Tale è lo stato presente della quistione amministrativa militare in Francia. Parlasi ora di una pubblicazione imminente, la quale, secondo taluno, potrebbe ri velare le intenzioni del G·overno sul l'importante quistione. Si tratta di un decreto col quale si riorganizzerebbero i quadri· dell'intendenza e dei servizi amministrativi, determinando ad un tempo le nuove basi :;ulle quali il corpo dell'intendenza militare dovrebbe reclutarsi. Noi crediamo però che trattandosi di un decreto ministeriale da pubblicarsi all'infuori dell'approvazione dei poteri legislativi , osso non risolverà nessuna delle grandi quistioni che si col legano col riordinamento dell'amministrazione militare al di là delle Alpi. Del resto la commissione parlamentare dovr.ì quanto prima presentare alla Camera il proprio progetto, cd è su questo che dobbiamo attenderci un'ampia discn-,sione, dalla quale potrà uscire fo rse una legge la quale dia un assotto definitivo a tutti i servizi amministrativi dell'armata francese. C. O. P.

Sono assegnati: un ufficio postale principale ad ogni armata; una. direzione postale ad ogni corpo d'armata; ed un ufficio di distribuzione al comando supremo dell'esercito, ai quartieri generali d'armata r.d alle divisioni di fanteria

IL SERVIZIO POSTAl,R DA CAMPO NEU'&Srncrrn AUSTRO-UNGARICO (l) .La direzio11(} suprema del serv1z10 postale in tempo di guerra è affidata ad un direttore generale della posta da campo, il quale è addotto al comando supremo dell'esercito. Presso ogni comando d'armata è destinato un direttore postale di

uvmpo. L'esecuzione del servizio procede per mezzo di: 0 ~ Uffici postali princ-ipali (Haupt-Feldpost-Aemter). 2° Direzioni postali di corpo d'armata (Feldpost-foitungc,i). 3° Uffici di distribuzione (Fel<lpost-Hxposùu.ren) . 11) llstratlo dal Ytrordnung, blall (ur da• Il. K . Ilur, circolare 4 luglio 18'18.

[.

Il personale tecnico po5tale il civil~ ed è tratto da quello dipendente dal ministero del commercio; gli seri vani od i piantoni fissi sono tolti dalle truppe di stato maggiore : ed il personale pel traino è fornito dagli squadroni del treno. Ecco la pianta t>rganicn del pcrsoualo per i divnrsi uffici postali da campagna (~). rn6 impiegati ( ~ clireuorc generale, 3 direllori, 3 capi d'ufficio llrincipali, 13 capi d'ufficio di corpo d'armatfl P. i36 altri impiegati); 92. corrieri postali: 87 inservienti; 74 sottufficiali scrivani; 7~ sottufficiali del Lreno; 2.25 soldati del treno; 73 soldati piantoni fissi. Il direttore generale dipende dai ministri del commercio per tutto ciò che riguarda la parte tecnica del servizio postale, e dal comando supremo dell'csc!'cito per tntto il resto. Oltre alla dipenclenr.a dal direttore genernle, i diversi uffici postali dipendono pure dai comandi cui sono addelli. I sottufficiali scrivani ed i piantoni fissi di rendono dagl' impiegati postali per lo speciale servizio e dni rispettivi comandnnti del quartiere generale per la disciplina. Gli uomini del treno sono sottoposti agli impiegati postali per ciò che rir•uarda la circolazione della corrispondenza. La sorveglianza ed il ma~tenimento della disciplina spetta ai loro rnporiori militar i. I carri e In vetture da posta sono provvisti dalle amministraz,oui postali quando quella militare non ne possiede. Occorrono pe\ servizio postale: (1) Queste cifre corri$pondono alla rormazione di guerra su tre armate di cui due cn01poste di 4 corçi d"armata ed una di 5 corpi. Le restanti 3 dMsioni si suppongono orc•nlzzate ed armale appositamente per la guerra da montagne.


374

ESTERA

1-3 carri da trasporto postali di vecchio modello a quattro cavalli (Post-Foitrgons). n carri da trasporto postali di nuovo modello a tre cavalìi (PostFourgons). :>1 carri- ufficio a tre cavalli (Post-Manipulation-Wiigen). 5·1 veuurc da posta a due cavalli (Post-Kariol- Wtigen). 30 calessi (Die:nst~-Kaleschen) poi trasporto degl'impiegati e pel servizio di corriere. In questo calcolo non si ò tenuto conto dello 3 divisioni ec1uipaggiate per la guerra da montagna; esse in luogo del carreggio, sono dotate ciascuna di ,1 muli o di 5 asini, con ccstn chiuso. I carri postali' sono muniti di buche da lettere in lamiera, di taYolini, sedie, utensili ed ogg,mi di cancelleria. I carri-u!Tìcio son·o disposti in modo che il servizio proceda anche in marcia: in quest.1 circostanza vi prende posto il solo impiegato postale. I quadrupedi, tranne quelli occorrenti agli ullici principali d'armata, che si requisiscono volta per volta, sono provvisti dagli squadroni del treno. I qua li , oltre al carreggio, devono teucre costantemente pronti gli oggetti da imballo, le bardature e gli accessori dei carri. Le dir~zioni postali civili provvedono gli uffici da campagna di tu tto il rimanente arredo. 1 conducenti postali sono armati di una sciabQla e di nn revoi ver Allorquando un'armata opera all'estero, spetta ai direttori postali l'ordinamento del relativo servizio sulle linee di tnppa, traendo il personale in parte da quello non indispensabile agli uffici principali ed in parte dalla riserva di cui i ministeri del commercio dispongono. Tutto il carreggio postale i quadrupedi ed i vagoni da posta ferroviari non possono essere requisiti, sotto nessun protesto, nemmeno pe.r scopo sani tario. II.

I militari tutti appartenenti all'esercito mobilizzato come tutte le persone che per ragione di servizio vi sono addoue godono, sia nel ricevere sia. nel lo spedire leuere della franchigia postale, le lettere però non devono oltrepassare il peso di settanta gra'mmi. · Per le corrispondenze private consegnate agli ullìci postali civili da persone dell'esercito o della Jandwehr è prescritta l'indicazione d~I

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ESTERA

nome, grado e qualità della persona che spedisce, non che del corpo cui e5sa appartiene. . ,. . Le medesime vengouo cons~gnate all'ufficio postale dall mcancat~ del corpo O fr.1zione di corpo, il quale annota ogni gi~rno sopra .d1 un oiornale cli servizio ìl numero totale delle lettere cosi consegnate. T~ttti gli uffici postali dello stato che ricetono siffatte corrispondenze devono munirle del bollo di franchigia. . . Le singole convenzioni postali determina~o.se le lette~e pr~ven,enti o dirette all'estero hanno clirìtto alla franch igia postale m discorso. Ecco la form ula di un indirizzo: .H soldato N. N. 2• compagnia - 59° regg'imento /'anteri.a - 8• divis'i.one. 6° corpo d'ar111(t ta - ,/ 11 armata. J corpi di truppa, gli uffici, le autorità di ogni ~pecie ne ~i?ribniscono parecchie copie allo scopo di darle la mass,_ma pub.bhc1ta. Le spe~lizioni postali fatte da un'armata vengono rn ma~s1ma raccolte presso l'uffi cio postale pri ncipale_ del~'a_rmata; quelle _invece ad essa diretto, si raccolgono in un ufficio civ1 le detto ·tt{fìr:to postale

<li ·riunione (Post-Sammelstelle).

Si pre<;celgono per uffici posrnli di riun!one ~1uelli .situati in loca~ lità prossima al teatro della guerra, che SHIDO m pan tempo centri , ferrovi ari importanti. . . . , . Essi sono c.ontinuamente informati sia della d1slocaz1one degh uffic,~ postali principali, sia di quella delle trup pe, stabilimenti ed. ~ffic1 delle sincrole armate, allo scopo di poter preventivamente sudd1VJdere ]e corris~ondenze e cosi semplificare ed ~ccelerare il s~rviz!o. . . Gli uffici territoriali trasmettono la corri,-pondenza ali uffic10 d1 nunionc più vicino il qnale riunisce i pieghi in gruppi co1:rispo~denti ai diversi corpi di truppa, uffici ecc., e li trasmette agh uffici postali principali o alle direzioni postali di corpo d'armata, secondo le circostanze. .. I pieghi per truppe od autorità non appartenenti alle annate mobili, sono invece spediti direttamente a destinazione (1 ).

B

(li Se Jo spedizioni aumentassero straordinariam~ote, si pub _semplificare s e~~izi~ iudt.lividcndo il Ja\'OrO tra gli uffici postali di r;uniono ed al tri urtlci postah aus1har1, lo tal caso i primi non hanno da provvedere rho alla cl~ss,Oca.z,o?e ed .al ra~gruppa'm enLo della corl'ispondenza provenien te dall'esercito. Le d1spos1.z1on1 relotive vengono . emanate dal mi nistero clel commercio in seguito a proposta del direttore generale della post.~ da campo.


376

RIVISTA .

Le lettere dirette a persone appartenenti ad un' armata opèrante in territorio straniero, in massima vi giungono passando pei segooati offici : f O Ufficio di partenza ; 2° » di riunione; 3° » postale principjle da cam po; 0 , Direzione postale di corpo d'armata; 5° Ufficio di distribuzione del riparto al quale appartiene il destinatario. III. Al principio di novembre d'ogni anno, le direzioni postali invian11 al ministero del commercio un elenco nominativo del rispeLtivo personale da destinarsi agli uffici postali mobili. 1 ministeri del commercio esaminano tali elenchi , vi apportano le necessarie variazioni ed inviano un riassunto dei medesimi , al principio di dicembre d'ogni anno, al ministro della guerra per ryuelle ulteriori varianti che per considerazioni mili tari egli crede introdurvi. Detti elenchi, una volta ap provati , vengono spediti alle si ngole direzioni postali da i ministeri del commercio, ed ai comandi generali e comandi mi litari dal ministero della guerra. Il personale desti nato al servizio postale da cam po viene tosto avvertiLo dai propri capi o si prepara sin dal tempo di pace al disimpegno della sua missione. T lltte le variazioni che avvengono durante l'anno nel personale destinato al servizio di campagna devono essere notificate al ministero della guerra per cura del ministero del commercio, ed ai comandi generali e militari per mezzo delle singole rlirezioni postali. Avvenendo la mobilizzazione, il personale destinato alle poste da campo ricevo l'ordine di presentarsi tosto alle direzioni post-ali, d'onde viene senza ritardo avvialo al sito destinato per l'impianto dell'ufficio po;;tale da campo. Le autorità militari terri toriali e i comandi delle divisioni di fanteria sono avvisati dell'arrivo del personale in discorso e dispongono per la_consegna del carreggio, dell'equi paggiamento e dell'armamento ai capi servizio. · Gli uffici postali devono tenersi sempre pronti a mettersi in marcia ed a seguire il rispettivo corpo d'armata senza alcun indugio.

ESTERA

:m

Durante la marcia è dovere non solo degli impiegati postali, ma anche del personale subalterno (corrieri e conducenti), il .r~ccogliere continuamente informazioni sulla viabilità locale, sulla pos1z10ne e denominazione dei paesi, per essere in grado di subito orientarsi nel caso venga attivato il servizio postale. Il d:iretto,·e generale delle posto eia ,campo provvede alle deficenze momentanee di per$onalo; al qua l fine ha facoltà di trarre il personale abbisognevole dagli uffici postali territoriali più v~cin_i. Però o?correndo un aumento permanente di personale ne fa rich 1est.a al ministero del commercio. Spetta al clireu.oro generale l'impianto dogl i_ uf~ci po~tali su~I~ linee di tappa, ed a tal fin e pone a disposizione dei d1rett?n postai~ 11 per: sonate, gli utensili ed i carri; anzi egli si accorda, m pr1>po~1t?, C?• due ministeri del com mercio prima ancora che se ne affacci 11 bisogno. . . . . I direttori postali d'armata, regolano il serv1z10 nelle nspou1ve armate; distribuiscono il personale postale nei vari uffici dell'armata; invigilano sulla distrib111.ione e conservazione di tutto il m_ater!al~. I n caso d'interruzione del servizio postale, prendono concerti co1 rispettiYi capi di stato maggiore per ristabilire la circolazione della corrispondenza. I di rettori postali invigilano sul servizio degli uffici di distribuzione immediatamente a loro sottoposti, trattano le varie Yertenze di servizio e verificano le casse. Essi dispouo-ono per lo scambio delle corrispondenze o per l'invio dei pacchi e delle borse, ed inoltre regolano, mediante couieri, lo comunicazioni tra l'ufficio principale, lo direzioni di corpo d'armata e gli uffici di distribuzione dipendenti. Ai direttori d'armata incombe anche l'ordinamento e la direziono postale lungo lo linee di tappa, e · per consegu~nza _Pr?vvedo~o in tempo il personale gli oggetti di equipaggiamen~o'. 1 carri , 1 ca:alh, ~c~. I dirett01'i posta/,i di corpo d'armata ammm1strano pure 11 servmo postale del quartiere generalo del corpo d'~rm~ta: d~lle trnpp~ e dei servizi addetti; sotlo questo rapporto le d1rez10111 d1 corpo d armata aoiscono quali uffici di distribuzione.. i,, Ai capi degli u(fi,ci postabi stabi liti lungo le linee di ta~pa viene indicata la sfera d'azione dal direttore postale della corrispondente armata. In ooni caso resta stabi lito che loro incùmbe sempre il ri0 capito ddla corrispondenza alle truppe ed agli stabil imenti situati nelle stazioni di tappa in cui essi hanno sede; sotto questo rapporto essi fano'l da uffici di distribuzione.


378

RJVISTA

Gli altri impiegati od inservienti devono attendere alle speciali mansioni loro assegnate e sono responsabili degli oggetti e del materiale loro affidato. I corrieri postali accompagnano la posta da campo. Essi dipendono dal capo dell'ulTicio postale cui sono addetti, e quando non sono in accompagnamento della posta attendono a quei lavori di cancelleria e di scrittura che vengono 10110 ·ordina~i dai superiori. Se i cavalli si rendono inservibili durant~ il viaggio, il corriere postale è autorizzato a requisirne altri dai. privati mediante pagamento. Onde egli viene munito anticipatamente di .un ordine scritto non suggellato rilasciato dall'autorità militare. Il corriere impartisce ::ii soldati conducenti le istmzioni per la marcia e non permette che le vetture siano occupate da persone od oggetti estranei al servizio postale. La posta deve sempre tenersi sullo stesso lato della strada percorsa dalle colonne; la parte libera della via· non può essere utilizzata che nel caso in cui la posta debba precedere In colonna, previo permesso del comandante la stessa o del rispettivo capo di stato maggiore. Chi è preposto al servizio postale deve, in massima, ispirarsi allo scopo impot'tante cui esso mira ed eseguirlo con tutti i mezzi possibili superando gli ostacoli che la mancanza di comodi , il cattivo tempo, il pericolo stesso oppongono al suo regolare andamento.


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Dimostrazione dell'effettivo dei diversi uffici postali da campagna.

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BOLLET'l'INO BIBLIOGRAFICO

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Oberst-Lieut. Gescl,icl,te der Beobacl11tmg, Ei,a•cliliessung, Be"1ye1•1111g uud l~escl,ies11u11g von 1lléeiè1•es im ,leulscl•-franzi>sisclieu N.1•ieye :IS70-71 . (Storia dell'osservazione, accerchiamento, assedio e bombar-

SPOHR,

ou CAMP. I.e s con,ml11ions ,te Paris. Tome I\\ la commmae à l'llotel ,le l'ille . - Paris, 1880, Hachetta. - Prezzo L. 9.

.MAXIME

damento di Mézières ~ella guerra franco-germanica 1870-71. Con 10 allegali, fi piani f' carte). - Berlino, 1879, Voss. Prezzo L. 15.

M. LE MINISTRE OE LA MARINE ET La ma»-ine à l'expos;tiota tnaiverselle de

-0UVRAGE PUBLIÉ PAR ORDRE ÙE DES COLONIES.

KAJ::IILEB,,

1878. - 2 beaux voi. grand in-8°, imprìmés avec luxe, 1096 pages~ 102 dessins dans le texte et deux forts atlas, 161 planches in-folio. -- Paris, ·I8i9, He tzel. -- Prezzo L. 80.

Oberstlieut. Die preussiscl,e Reiterei ,,on t.~06

bi11 :1816 ba ilu•er inneren E,allvit!l,elmtg, .4 us autl,en-

lisclaen ..41,te~asliicl.en ,ta,•yeslellt. (La cavaHeria prus· siana dal 1806 al ·ISifl nel suo. interno sviluppo. Lavoro compila to sopra documenti uffìcialij. - Berlino, 1879, Mitller. Prezzo L. 12.

,lli11toire complèle ,le la yuerre des IIH!/lais conlre le• z,mlo11s, par un officier de l'armée anglaise. ·- In-:3:2', :313

pages. - Paris, 1879, Duquesne. -

Prezzo

Prezzo L. ·I,;,O.

W.

'fl '11clique tle l'ill/a111erie. Réglemeut du 12 jtcin IS7 a.

Resurné du rapport att ministre. Brocb . ìn-12·. - Paris 18ì9 Dumaine. - Prezzo c. 40. ' '

VON ARC!ll::NHOLZ. Gescl,icl,te des siebenjiil,rigen N.rieges in Deulscl,land. 11 Auf. (Storia della guerra dei sette anni in Germania. H• ediz.} . - J.ejpzig, '18ì9, Amlang. Prezzo L. 8.

W. v. SCHERFF. 8!,'inige la.f.liscl•e (:.,•u,ultuil~e a/11 r'lnhalt (tir ,l'ie !lusbil,lmag der 111/malerie ~um Gefeel,t uu,l' N.amp/e. (Alcuni principii taUici, per servire di guida al-

major. I.ti Belgique, lti llollmule elle LuxemboNrg devaul la l<'rtmce et l' !llleuu1911e . ..:. 1 voi. in-8'. - Bruxelles, 1879, Rozer.

LEMIEL,

l'istruzione della fanteria nel combattimento). - Berlino, 1879, Dl:)lh. - Prezzo L. 1.

,B. J. I. DE P., témoin oculaire de la guerre d'Orient. Le /eN rapi,Je de l'i,,fanterie, son passé et son aveuir; avec un

G. v. W ALDEHSEE. Gen. Lieut. Leitfaden. bei der lnillruction

,tes 111/anlerit1te11. (Guida per l'istruzione del soldato di

tableau de troupes en Europe et en Amérique. - Paris , '1879, Dumaine. - Prezzo L. 3.

fan

teria . .10' edizione, completata dal maggior generale A. v. Waldersee). - Berlino, 18i9, Barthold e C. - Prezzo L. 1,25. (


BOLLETTINO

383

BIBLIOGRAFICO

JJ011 Ellla.1111-~at/1rinf1e11 . Carta del!' Alsazia-Lorena, alla sca~a di 1: 80,000, completata dalla sezione geografìco-stati·stica del grande stato maggiore. 28 fogli . - Berlino, 1879, s tamperia dello Stato. - Prezzo L. 45.

llarte

Carte e piani. ,Cari,,, topoflrafica ,l'ltt11ia alla scala di t : 100,000.

Nel mese di novembre l'btituto topografico militare ha incominciato· la pubblicazior.te di- questa grande carta topografìca, della quale fu decretata la costruzione colle leggi 10 agosto 1862, 29 giugno 1875 e 30 magp:io ·1878.

Comprenderà 27ì fogli, ognuno dei quali è limitato da due meridiani che distano di 30· in longitudine e da due paraH'e lì che distano di 20' ,in latitudine e comprende una superficie media di 1400 chilometri quadrati . La rappresentazione del terreno è in nero a curve orizzontali equidistanti fiO metri, con tratteggio a luce zenitale, rinforzato, ove occo1·re, nelle ve tte de'lle montagne. La carta è rip'wdoLta col procedimento di fotoincisione del generale A vet. 11 prezzo di ciascun foglio è stabilito colla seguente propor.zione: 1• Pei fogli la cui superficie è riempita per intero o per più di 2/ , lire 2,00; 2• Pei fogli pieni da il, alla metà, lire 1,50; 3° Pei fogli pieni dalla metà in sotto, lire 1,00. fogli di immediata pubblicazione che comprendono par'fo della Sicilia e della Calabria sono quelli porLanLi i numeri e le denominazioni seguenti:

N. 21 Convenzioni. »

Prezzo L. 2,00

2ft8 Trapani

24-9 Pale.rmo 2fi0 Bagheria. " 251 Cefalù. n 252 Naso " 25:3 Cast1·orea1e . 2 [)!(, Messina ., 255 Gerace " 2f>(l Isole Egadi. •> 2i'i7 Caste~! velrano " 258 Corleone . ., 259 Termini Imerese. .. 2HO Nicosia ,, 261 Br-onle. ,, 262 Monte Etna. 2(H Bova » 2u-i Staiti

1,00 1,50 1,00 " 1,00 1,00

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2,00 1,50 » 1,50 ,, 2,00 2,00 » 2,00 2,00 2,00 " J,50 1,00 ·t ,00

Carta generale della Turchia Europea alla scala di ·1 : 100,000, compilata da Heineich Kiereut. 2• edizione. compiutamente riveduta. 4 fogli. - Berlino, 1879, ReimP-r. - - Prezzo· L. ·15.

Generfll-lltlrle der eu,•011iii acl1e11 ; Turl.ei.

v.

H AUSLAB . (..'arlti d ' i11sie1ne ip11on1eh•ica della

llmutia, dell'Er::.ef10Vi1u1, ,J,-/la Serbi,1. e del 11lonte11e9r", alla

scala di 1: G00,000. 4. fogli. Prezzo L. 9

Vienna, stamperia i. r. 1R79. -

M. G. JIVELSEN. llarte von Russisc/1-ll11ien . Carta dell'Asia russa. 4 fogli, alla scala iii 1: 5,657,'190. - Pietroburgo, 1878. 7'he Russimi o/ffoil'I t>f centrai /lsitl. La mar:>pa ufficiale . r1:1ssa deJL' A.sia centrale, alla scala di 1 : 3419,$40.

""'I'

Londra, Alleo, J8ì9. Seu o.f 11la,.ma1•a. II mare di Marmara; la, baia ·d i Artaks. Londra, ufficio idrografico, 1!879. - Prezzo L. 1,7ò.

#!'ele~naann'a 1Hillheilm,yen. 25• voi. '18,79 Contiene-le carte seguenti : Capta speciale della Siberia del Nord fra .Lena e lo ,stretto di Beh ring colla strada percorsa col vapore « Vega.,, dal profe13sore Nordenskiold. Alla scala di. 1: 306,000. · Car,ta delle zone di temperatura· della terra, per Alessandro Lupan . Alla scala di U:35,000,000 dintorni della baia di Tokio e del, vulcano F·uji-no-yarna al

JuSTUS PERTHES:.

400,000.

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Il Direttore ORESTE BARATIERl Maggiore nei Berzaglleri.

DEMARCHI CARLO,

gerente,


SOMMi\RIO DELLE BATERiE

cooteoule nella Rivista estera del 2° semestre t879.

Il progetto di regolamento tattico per la fanteria ru~sa • Pag. Gli ufficiali di complemento e di landwehr in Germania " Il cannone Krupp da 40 centimetri » Cenni su alcuni eserciti d urante il 1878 . • La marina militare germanica . . . . . " 11 servizio delle rimonte n ell'eser cito Austro-U ngarico » L'ammaestramento de l battaglione in Austria- Ungheria. " I distr etti m ilitari in Germania . ., Novità statistiche militari. . . . . . . . . . . » La rimonta degli ufficiali e dei volontari di un anno in Germania . ., Le forze militari della Grecia nel.1879 . ,, Cenni sull'ordinamento militare della Rumania .,. L'addestramento a conibattere nei boschi in Austria-Ungharia . , » Uno sguardo alla potenza militare della Francia. » Istruzione provvisoria russa pel combattimento in ordine sparso . " La questione amministrativa militare in Francia » Il servizio postale da campo ne!l'esercito_austr o-l;lngarico . »

:169 179 194 197

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256 281 297

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329 337 351 358 372

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